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Annual / Quarterly Financial Statement Apr 7, 2022

4312_10-k_2022-04-07_65c47a1a-bc42-45eb-8376-87014382fcc7.pdf

Annual / Quarterly Financial Statement

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BILANCIO INDIVIDUALE 1

Simone Cantarini (Pesaro 1612 – Verona 1648), Angelica e Medoro, particolare, collezione d'arte Credem.

Direzione territoriale

DIREZIONE

Reggio Emilia – Via Emilia S. Pietro, 4

Tel. 0522/5821 – Telefax 0522/433969

sito: www.credem.it

Swift BACRIT 22 – Telex 530658 BACDIR

SEDI E DIPENDENZE

REGIONI PROVINCIE FILIALI Abruzzo AQ Avezzano L'Aquila PE Pescara Basilicata PO Potenza Calabria CS Castrovillari Cittadella del Capo Corigliano - Rossano Cosenza Ag. 2

Cosenza Sede Rende San Fili San Marco Argentano CZ Acconia di Curinga Catanzaro Nicastro Sambiase San Mango D'Aquino San Pietro a Maida Soverato KR Belvedere di Spinello Crotone Rocca di Neto RC Gioia Tauro Pellaro Polistena Reggio Calabria Taurianova Varapodio VV Filadelfia Pizzo Vibo Valentia Campania AV

Avellino

Benevento

San Bartolomeo in Galdo

CE

BN

Aversa

Aversa Ag. 2

Caserta

San Nicola La Strada

NA

Afragola

Arzano

Cicciano

Frattamaggiore

Marano di Napoli

Napoli Ag. 10

Napoli Ag. 11

Napoli Ag. 12

Napoli Ag. 13

Napoli Ag. 15

Napoli Ag. 17

Napoli Ag. 2

Napoli Ag. 5

Napoli Ag. 6

Napoli Ag. 7

Napoli Ag. 8

Napoli Sede

Nola

Nola Ag. 2

Ottaviano

Portici

Pozzuoli

Procida

Sant'Anastasia

Torre Annunziata

Volla

SA

Cava dè Tirreni

Salerno

Salerno Ag. 2

Scafati

Emilia Romagna

BO

Bologna Ag. 2 Bologna Ag. 3 Bologna Ag. 4 Bologna Ag. 5 Bologna Ag. 6 Bologna Ag. 7 Bologna Ag. 8 Bologna Sede Casalecchio di Reno Castel Maggiore Castello d'Argile Crevalcore Funo di Argelato Galliera - San Venanzio Imola Lippo di Calderara Ozzano Emilia San Giovanni in Persiceto

San Lazzaro di Savena San Pietro in Casale

FC

FE

Forlì

Bondeno

Casumaro

Cento Ag. 2

Cento Sede

Comacchio

Dodici Morelli

Dosso

Ferrara

Ferrara Ag. 5

Ferrara Ag. 2

Ferrara Ag. 3

Ferrara Ag. 4

Mirabello

Pieve di Cento

Poggio Renatico

Renazzo

Sant'Agostino

Vigarano Mainarda

MO

Campogalliano

Carpi

Castelfranco Emilia Ag. 2

Castelnuovo Rangone

Finale Emilia

Fiorano Modenese

Formigine
Maranello
Mirandola
Modena Ag. 2
Modena Ag. 3
Modena Ag. 4
Modena Ag. 5
Modena Ag. 6
Modena Ag. 7
Modena Ag. 8
Modena Sede
Nonantola
Sassuolo
Sassuolo Ag. 3
Soliera
Vignola
PC
Piacenza Ag. 2
Piacenza Sede
PR
Bedonia
Borgo Val di Taro
Collecchio
Colorno
Felino
Fidenza
Medesano
Noceto
Parma Ag. 3
Parma Ag. 4

Parma Ag. 6

Parma Ag. 7

Parma Sede

Traversetolo

RA

Faenza

Lugo

Ravenna

RE

Albinea

Arceto

Bagnolo in Piano

Bibbiano

Boretto

Cadelbosco di Sopra

Calerno

Campagnola Emilia

Campegine

Carpineti

Casalgrande

Casina

Castellarano

Castelnovo di Sotto

Castelnovo ne' Monti

Cavriago

Correggio

Felina

Grandi Relazioni

Guastalla

Luzzara

  • Montecavolo
  • Montecchio Emilia
  • Novellara
  • Quattro Castella

Ramiseto

  • Reggio Emilia Ag. 11
  • Reggio Emilia Ag. 13
  • Reggio Emilia Ag. 2
  • Reggio Emilia Ag. 3
  • Reggio Emilia Ag. 4
  • Reggio Emilia Ag. 5
  • Reggio Emilia Ag. 6
  • Reggio Emilia Ag. 9
  • Reggio Emilia Sede
  • Reggiolo
  • Rio Saliceto
  • Rolo
  • Roteglia
  • Rubiera
  • San Martino in Rio
  • San Polo d'Enza
  • Sant'Ilario d'Enza
  • Scandiano
  • Vezzano sul Crostolo
  • Villa Minozzo
  • Villa Rivalta

RN

Rimini

Friuli V.G.

TS

Trieste
UD
Udine Ag. 2
Lazio
FR
Cassino
LT
Aprilia
Formia
Latina
Terracina
RI
Rieti
RM
Genzano di Roma
Monterotondo
Roma Ag. 10
Roma Ag. 11
Roma Ag. 13
Roma Ag. 2
Roma Ag. 3
Roma Ag. 4
Roma Ag. 5
Roma Ag. 6
Roma Ag. 8
Roma Ag. 9
Roma Sede
VT
Viterbo

Liguria

Lombardia

BG
Bergamo
BS
Brescia Ag 2
Brescia Sede
Rovato
Salò
CO
Como
Erba
CR
Crema
Cremona
LC
Lecco
LO

Lodi

Savona

MB

Monza Ag. 2

Muggiò

Seregno

MI

Bollate

Cusano Milanino

Legnano

Magenta

Melzo

Milano Ag. 11

Milano Ag. 15

Milano Ag. 16

Milano Ag. 2

Milano Ag. 3

Milano Ag. 4

Milano Ag. 5

Milano Ag. 6

Milano Ag. 9

Milano Sede

Sesto San Giovanni

MN

Castiglione delle Stiviere Gonzaga Mantova Sede Roverbella San Benedetto Po

San Silvestro di Curtatone

Suzzara

Viadana
PV
Pavia
Vigevano
VA
Busto Arsizio
Gallarate
Saronno
Varese
Marche
AN
Ancona
Jesi
Senigallia

San Benedetto del Tronto

Civitanova Marche

Macerata

Pesaro

AP

MC

PU

Molise
CB
Termoli
Piemonte
AL
Alessandria
Casale Monferrato
AT
Asti
BI
Biella
CN
Fossano
Saluzzo
NO
Novara Sede
TO
Pinerolo
Torino
Torino Ag. 2
Torino Ag. 5
Torino Ag. 6
VC
Vercelli
Puglia
BA
Bari
Bari Ag. 2
Corato
Noci
BR
Brindisi
Ceglie Messapica
Ostuni
BT
Andria Ag. 2
Andria Ag. 3
Andria Ag. 6
Andria Sede

Barletta Ag. 2 Bisceglie

Canosa di Puglia

Trani

FG

Apricena

Cagnano Varano

Casalvecchio di Puglia

Cerignola

Foggia

Lucera

Pietramontecorvino

San Giovanni Rotondo

San Paolo Civitate

San Severo

Sannicandro Garganico

Torremaggiore

LE

Alessano

Casarano

Gagliano del Capo

Lecce

Lecce Ag. 2

Maglie

Nardò

Presicce - Acquarica

Specchia

TA

Martina Franca

Taranto

Taranto Ag.2

CA
Cagliari
Cagliari Ag. 2
NU
Nuoro
OR
Oristano
SS
Sassari
Sicilia
AG
Agrigento Ag. 2
Licata
Menfi
Porto Empedocle Ag. 2
San Giovanni Gemini
Sciacca
CL
Caltanissetta
CT
Adrano
Biancavilla
Bronte
Catania Ag. 2
Catania Ag. 3
Catania Ag. 4
Catania Ag. 5
Catania Sede

BILANCIO INDIVIDUALE – DIREZIONE TERRITORIALE

Sardegna

Giarre
Paternò
EN
Piazza Armerina
ME
Messina
PA
Bagheria
Capaci
Corleone
Lercara Friddi
Palermo Ag. 2
Palermo Ag. 3
Palermo Ag. 4
Palermo Ag. 5
Palermo Ag. 6
Palermo Sede
Partinico
San Cipirello
Terrasini
RG
Modica
Ragusa
Vittoria
SR
Noto
Siracusa
TP
Alcamo

Campobello di Mazara

Castelvetrano Marsala Ag. 3 Marsala Sede Mazara del Vallo Partanna Petrosino San Leonardo Strasatti Trapani Trapani Ag. 2

Toscana

AR
Arezzo
FI
Casellina
Firenze Ag. 2
Firenze Ag. 3
Firenze Ag. 4
Firenze Ag. 6
Firenze Ag. 9
Firenze Sede
LI
Livorno
Livorno Ag. 2
Piombino
LU
Lucca
Pieve Fosciana
Viareggio
PI
Pisa
Pontedera
Santa Croce sull'Arno
PO
Prato
Prato Ag. 2
Prato Ag. 4
PT
Monsummano Terme
Pescia
Pistoia
Trentino A.Adige
TN
Rovereto
Trento
Umbria
PG
Città di Castello
Perugia
TR
Terni
Veneto
BL
Belluno
PD
Montagnana
Padova Ag. 2
Padova Sede
TV
Castelfranco Veneto

Conegliano Veneto

Mogliano Veneto

Montebelluna

Treviso

Treviso Ag. 2

VE Mestre Venezia VI Bassano del Grappa

Schio Vicenza

VR

Bussolengo Legnago San Bonifacio Verona Verona Ag. 2 Verona Ag. 6 Villafranca

Vicenza Ag. 2

RELAZIONE SULLA GESTIONE

Signori Azionisti,

Dedichiamo la consueta breve sintesi introduttiva al contesto macroeconomico, ai mercati finanziari e alle principali evidenze in atto nel sistema bancario.

SCENARIO MACROECONOMICO

Dopo un diffuso rallentamento dell'attività economica nel terzo trimestre, che non ha comunque investito l'area dell'euro, il quarto trimestre è stato caratterizzato da un ritorno ad una ripresa più sostenuta sia negli Stati Uniti che in altri paesi avanzati e ad un rallentamento della zona euro.

La dinamica della pandemia in alcuni paesi e le persistenti strozzature dal lato dell'offerta stanno generando rischi al ribasso per l'attività economica. L'inflazione è ulteriormente aumentata pressoché ovunque, risentendo del rialzo dei prezzi dei beni energetici, di quelli degli input intermedi e della ripresa della domanda.

La Cina ha registrato nel quarto trimestre 2021 un PIL in rialzo del +4% annuo, in rallentamento rispetto al +4,9% di luglio-settembre, chiudendo l'intero 2021 con un progresso dell'8,1%, il migliore risultato dell'ultimo decennio. Malgrado la crescita annuale sia stata migliore delle stime, in prospettiva l'economia cinese potrebbe essere messa sotto pressione da una contrazione della domanda e da shock dell'offerta.

Il PIL degli Stati Uniti, nel quarto trimestre, ha corso ad un passo annualizzato del 6,9%, rispetto al 2,3% del trimestre precedente. La performance è stata trainata dalla spesa dei consumatori e dalle scorte aziendali per far fronte alla domanda. La crescita complessiva del 2021 è quindi risultata al +5,7%, un record dal 1984. La Federal Reserve ha avviato il processo di normalizzazione della politica monetaria.

Dopo due trimestri di forte espansione, nell'area dell'euro l'attività economica ha rallentato nell'ultima parte dell'anno, per effetto della risalita dei contagi e della conseguente introduzione di misure di contenimento via via più stringenti, nonché del perdurare delle strozzature dell'offerta che stanno ostacolando la produzione manifatturiera. L'inflazione ha toccato il valore più elevato dall'avvio dell'Unione monetaria (al 5,0% a dicembre 2021), risentendo soprattutto dei rincari eccezionali della componente energetica. I dati flash mostrano un PIL a dicembre 2021 in crescita dello 0,3% trimestrale, rispetto a +2,2% e +2,3% dei due trimestri precedenti. La crescita annua, comunque, segna un +4,6%. In difficoltà la Germania, il cui PIL ha segnato una flessione dello 0,7% trimestrale, dopo il +1,7% dell'estate e il +2,2% della primavera, con una crescita annua dell'1,4%, risentendo pesantemente delle interruzioni nei flussi di forniture di manufatti e materie prime.

L'economia italiana nel 2021 è cresciuta del +6,5%, un incremento che non si registrava da 45 anni. La spinta decisiva per la crescita è venuta dai due trimestri centrali dell'anno (rispettivamente +2,7% e +2,6%), mentre il quarto ha segnato una dinamica più modesta, +0,6% rispetto al trimestre precedente. In particolare nell'ultima parte dell'anno è rallentata l'agricoltura mentre industria e servizi sono cresciti, ma in misura più moderata. È stata comunque la domanda interna (al lordo delle scorte) a trainare l'economia, mentre le esportazioni hanno frenato. La variazione acquisita per il 2022 è pari al +2,4%. L'inflazione, sempre a fine dicembre 2021, ha segnato un +4,2% su base annua.

Fattori di rischio sono legati alla pandemia (non ancora definitamente chiusa), al caro energia (e in generale alla dinamica inflattiva) e alle tensioni sul lato dell'offerta.

Relativamente alla politica monetaria, ricordiamo che il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea (BCE):

• Nella seduta dell'11 marzo, aveva deciso di aumentare significativamente, a partire dalla seconda metà di marzo e nel secondo trimestre del 2021, il ritmo di acquisti mensili nell'ambito del programma di acquisto per l'emergenza pandemica (Pandemic Emergency Purchase Programme, PEPP). L'obiettivo era quello di contrastare il rischio che il rialzo dei rendimenti, osservato da inizio

anno sui mercati internazionali, provocasse un inasprimento prematuro delle condizioni di finanziamento nell'area dell'euro.

  • Nella seduta del 10 giugno, ha dichiarato che avrebbe tenuto nel terzo trimestre gli acquisti netti del programma pandemico «a un ritmo significativamente più elevato rispetto ai primi mesi dell'anno». L'obiettivo era di evitare un prematuro inasprimento delle condizioni di finanziamento dell'economia, visto l'impatto della pandemia sulle prospettive economiche.
  • L'8 luglio, è stata pubblicata una dichiarazione che ha illustrato la nuova strategia di politica monetaria. Si ritiene che il miglior modo per mantenere la stabilità dei prezzi sia perseguire un obiettivo di inflazione del 2% a medio termine. Questo obiettivo è simmetrico, nel senso che scostamenti negativi e positivi dell'inflazione dall'obiettivo sono ugualmente inopportuni. Inoltre, è stato presentato un piano di azione per includere considerazioni relative al cambiamento climatico nella propria strategia. La BCE ha comunicato di voler ampliare la propria capacità analitica in termini di modelli macroeconomici, statistiche e politica monetaria con riferimento al cambiamento climatico e includere considerazioni relative a questo aspetto anche nelle operazioni di politica monetaria.
  • Il 14 luglio, ha deciso di avviare una fase di analisi del progetto per un euro digitale. Tale fase, della durata di 24 mesi, verterà su questioni fondamentali relative alla definizione delle caratteristiche tecniche e alla distribuzione. Un euro digitale deve poter rispondere alle esigenze dei cittadini europei, contribuendo nel contempo a prevenire attività illecite e scongiurare effetti indesiderati sulla stabilità finanziaria e sulla politica monetaria.
  • Il 22 luglio, a sostegno del suo obiettivo di inflazione simmetrico del 2% e in linea con la sua strategia di politica monetaria, ha confermato per il terzo trimestre che gli acquisti PEPP sarebbero stati condotti a un ritmo significativamente più elevato rispetto ai primi mesi dell'anno.
  • Il 9 settembre, sulla base di una valutazione congiunta delle condizioni di finanziamento e delle prospettive di inflazione, ha ritenuto che potevano essere mantenute condizioni di finanziamento favorevoli con un ritmo degli acquisti netti PEPP moderatamente inferiore rispetto ai due trimestri precedenti. Tale impostazione è stata confermata anche nella seduta del 28 ottobre (per gli acquisti del quarto trimestre 2021).
  • Nell'ultima riunione dell'anno (il 16 dicembre 2021), ha annunciato la fine del PEPP per marzo 2022, preceduta da un rallentamento nel ritmo degli acquisti mensili durante il primo trimestre 2022. I motivi della decisione sono legati al notevole aumento dell'inflazione nell'area euro (ancorché per fattori prevalentemente estranei all'azione dell'Autorità monetaria) e alla ripresa del PIL. Il Consiglio ha inoltre osservato che, tenuto conto dell'elevata incertezza, la conduzione della politica monetaria sarà flessibile e aperta a diverse opzioni in relazione all'evoluzione del quadro macroeconomico, ribadendo al contempo la necessità di mantenere un orientamento accomodante.

Relativamente all'andamento dei mercati finanziari, segnaliamo:

  • Nel primo trimestre del 2021, il miglioramento del quadro globale e l'approvazione dello stimolo di bilancio hanno determinato negli Stati Uniti un deciso rialzo dei rendimenti a lungo termine, che si è in parte esteso agli altri paesi avanzati. Nell'area dell'euro tale aumento è stato contenuto, grazie all'orientamento espansivo della politica monetaria riconfermato dal Consiglio direttivo della BCE. I corsi azionari sono cresciuti da gennaio in tutte le principali economie avanzate.
  • Nel secondo trimestre del 2021, la conferma dell'orientamento espansivo della politica monetaria della Federal Reserve e della BCE ha contribuito a interrompere l'aumento dei rendimenti a lungo termine in atto dall'inizio dell'anno. Il miglioramento delle prospettive di crescita ha influito sull'andamento dei corsi azionari, cresciuti nel secondo trimestre negli Stati Uniti, nell'area dell'euro e nel Regno Unito. L'indice di borsa giapponese è invece diminuito. Nel mercato dei titoli di Stato la volatilità implicita si è lievemente ridotta.

  • Nel terzo trimestre i rendimenti dei titoli di Stato a lungo termine sono aumentati nelle principali economie avanzate. I timori legati al caso Evergrande non hanno influito significativamente sulla volatilità dei mercati; nelle maggiori economie avanzate i corsi azionari sono cresciuti.

  • Nel quarto trimestre, le notizie sulla diffusione della variante Omicron hanno condizionato l'andamento dei mercati finanziari, influenzando le quotazioni azionarie e contribuendo ad ampliare gli spread sovrani dei paesi dell'area dell'euro. L'impatto negativo sui mercati azionari delle prime notizie relative alla diffusione della variante Omicron è stato inizialmente rilevante, ma temporaneo.

Relativamente alle valute, nel corso del 2021 l'euro si è deprezzato nei confronti del dollaro del -7,7%, influenzato:

  • nel primo trimestre, dall'approvazione del nuovo pacchetto di stimolo di bilancio negli Stati Uniti (che ha spinto ad un deprezzamento del -4% a fine marzo 2021 rispetto al valore di fine 2020);
  • nel secondo trimestre, dalle indicazioni di un rialzo più rapido dei tassi di interesse ufficiali provenienti dalle proiezioni della Federal Reserve (che, dopo una fase di apprezzamento, ha spinto ad un deprezzamento del -2,9% a fine giugno rispetto al valore di fine 2020):
  • negli ultimi due trimestri, dalle aspettative di un orientamento monetario relativamente più espansivo nei prossimi mesi da parte della BCE rispetto alla FED.

Passando all'analisi di maggior dettaglio dell'Italia:

  • A partire dalla prima metà di febbraio, i rendimenti dei titoli di Stato italiani sono diminuiti, guidati in gran parte dalla riduzione del premio per il rischio sovrano. In seguito sono risaliti, portandosi su livelli di poco superiori a quelli di inizio anno, risentendo di un movimento comune alle principali economie avanzate, che nell'area dell'euro è stato però contrastato dalle decisioni del Consiglio direttivo della BCE di marzo. Lo spread BTP-Bund si è mantenuto pressoché invariato, su valori inferiori a quelli osservati prima della pandemia.
  • Nel secondo trimestre del 2021, l'aumento dei rendimenti dei titoli di Stato italiani, osservato da aprile, si è interrotto alla metà di maggio, a seguito delle dichiarazioni di membri del Consiglio direttivo della BCE che hanno ribadito l'intenzione di mantenere favorevoli le condizioni finanziarie. Lo spread è rimasto al di sotto dei livelli precedenti la pandemia e la volatilità implicita nei contratti derivati sul titolo di Stato decennale italiano è risultata molto contenuta. Lo spread al 30 giugno è risultato nell'intorno di 102 bps.
  • Nel terzo trimestre lo spread BTP-Bund è rimasto sostanzialmente stabile (poco sopra i 100 bps).
  • Nel quarto trimestre lo spread è stato influenzato dalla maggiore avversione al rischio degli investitori connessa con la ripresa dei contagi e dalle attese di una graduale riduzione del ritmo degli acquisti dei titoli da parte della BCE, pur in un contesto di politica monetaria ancora accomodante. Lo spread al 30 dicembre 2021 è risultato nell'intorno di 136 bps.

Relativamente al mercato azionario italiano, il FTSE Mib ha chiuso il 2021 con un +23,0% rispetto alla fine del 2020. Il mercato ha beneficiato della comunicazione di utili superiori alle attese, che è stato solo in parte bilanciato dai timori circa i possibili rialzi dei tassi di mercato e dalla dinamica dei prezzi dell'energia.

Standard & Poor's, il 24 aprile 2021, ha mantenuto il rating BBB per l'Italia, con outlook stabile; in data 23 ottobre ha mantenuto il rating BBB, alzando l'outlook a positivo. DBRS il 30 aprile ha convalidato la valutazione BBB (high), con l'outlook negativo; in novembre ha portato l'outlook a stabile. Il 7 maggio Moody's ha mantenuto il rating «Baa3». Il giudizio è stato confermato anche il 5 novembre. Il 4 dicembre Fitch ha alzato il rating dell'Italia a 'BBB' da 'BBB-', con outlook stabile.

CONTESTO REGOLAMENTARE E ANDAMENTO SISTEMA BANCARIO

Le Autorità di Vigilanza hanno mantenuto anche per il 2021 l'allentamento temporaneo di alcuni vincoli prudenziali volto a sostenere il credito all'economia. Nel contempo anche il Governo italiano ha continuato a supportare famiglie e imprese.

Relativamente alla vigilanza bancaria, ricordiamo:

  • Il 12 gennaio, sul sito della BCE è stata pubblicata la guida finale che delinea l'approccio di vigilanza al consolidamento nel settore bancario (la consultazione pubblica si era conclusa il 1° ottobre 2020). La BCE ha dichiarato che utilizzerà i suoi strumenti di vigilanza per facilitare progetti di consolidamento sostenibili. Tali progetti devono essere basati su un piano aziendale e di integrazione credibile, migliorare la sostenibilità del modello di business e rispettare elevati standard di governance e gestione del rischio.
  • La BCE, il 28 gennaio, ha pubblicato gli esiti del processo di revisione e valutazione prudenziale (Supervisory Review and Evaluation Process, SREP) condotto nel 2020. In base all'approccio pragmatico comunicato nel 2020 a seguito dell'esplosione della pandemia, la BCE aveva deciso di mantenere stabili i requisiti di secondo pilastro (Pillar 2 requirements, P2R) e gli orientamenti di secondo pilastro (Pillar 2 guidance, P2G) e di non aggiornare i punteggi SREP, salvo circostanze eccezionali. Sono state anche fissate le priorità di vigilanza per il 2021: rischio di credito, solidità patrimoniale, sostenibilità dei modelli imprenditoriali e governance.
  • Il 29 gennaio, EBA e BCE hanno lanciato EU-wide stress test, pubblicando i documenti definitivi relativi alla metodologia, template e scenari.
  • Il 2 marzo, la BCE ha reso disponibile una guida relativa ai principi e alle modalità di calcolo delle sanzioni pecuniarie utilizzate per sanzionare le banche nel caso di violazione dei requisiti prudenziali. La pubblicazione vuole segnare un ulteriore passo avanti nella trasparenza delle politiche e prassi di vigilanza della BCE, anche in linea con la giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea.
  • Il 19 aprile, la BCE ha pubblicato i risultati della propria analisi mirata dei modelli interni (targeted review of internal models, TRIM). L'analisi su vasta scala si è incentrata sul rispetto delle norme e sull'applicazione coerente dei modelli interni da parte delle banche. La verifica ha dato luogo, in tre anni, ad un aumento di 275 miliardi di euro delle attività ponderate per il rischio e ad oltre 5.000 rilievi indirizzati alle banche sulle carenze da colmare.
  • Il Comitato di Basilea, il 10 giugno, ha posto in consultazione un documento sul trattamento delle criptovalute, con regole più stringenti per le banche. Il Comitato di Basilea propone una ponderazione del rischio pari al 1250% del valore maggiore tra le esposizioni attraverso posizioni nette lunghe e le esposizioni nette corte, ovvero quelle gestite attraverso investimenti indiretti (fondi e Etf) e contratti derivati.
  • Il 18 giugno, la BCE ha comunicato che le esposizioni legate alla riserva obbligatoria potranno essere escluse dal monte esposizione della Leva Finanziaria fino al 31 marzo 2022.
  • Il 23 giugno, l'EBA ha pubblicato il "Report on Environmental, Social and Governance (ESG) risks management and supervision". Nel documento l'EBA raccomanda di integrare i fattori e i rischi ESG nella strategia aziendale, nel risk management e nella governance delle banche.
  • La BCE ha avviato, il 29 giugno, una consultazione pubblica sulla revisione delle proprie politiche armonizzate per l'esercizio delle opzioni e delle discrezionalità nell'attività di vigilanza delle banche, secondo quanto previsto dal diritto dell'Unione europea.
  • La BCE, il 27 luglio, ha deciso di non estendere oltre settembre 2021 la propria raccomandazione rivolta a tutte le banche di limitare i dividendi. Le Autorità di

Vigilanza riprendono a valutare i piani patrimoniali e di distribuzione dei dividendi di ciascuna banca nell'ambito del regolare processo prudenziale. Le banche, secondo l'Autorità, dovrebbero continuare ad adottare prudenza nelle decisioni sui dividendi e sul riacquisto di azioni proprie, considerando con attenzione la sostenibilità del proprio modello di business.

  • Il 30 luglio, la BCE ha pubblicato i risultati della prova di stress 2021, che evidenziano la tenuta del settore bancario dell'area dell'euro a fronte di andamenti economici avversi. Il CET1 Ratio (Common Equity Tier 1) delle 89 banche partecipanti all'esercizio si ridurrebbe in media di 5,2 punti percentuali, passando dal 15,1% al 9,9%, se queste fossero esposte a un periodo di stress di tre anni caratterizzato da difficili condizioni macroeconomiche. In contemporanea anche l'EBA ha pubblicato i risultati delle singole banche sottoposte alla prova di stress a livello di UE: per le 38 banche partecipanti alla prova dell'EBA, il coefficiente di CET1 medio è diminuito di 5 punti percentuali, dal 14,7% al 9,7%.
  • II 17 dicembre la BCE ha comunicato che le misure di sostegno denominate "liquidity relief" (possibilità di operare sotto il 100% del Liquidity Coverage Ratio) sarebbero scadute il 31 dicembre 2021.

Ricordiamo che la Commissione europea ha avviato un negoziato per una proposta di Direttiva e di Regolamento per accrescere la resilienza digitale del settore finanziario (Digital Operational Resilience Acts, DORA); la proposta mira a favorire lo sviluppo di servizi digitali sicuri e affidabili rafforzando e armonizzando i presidi di sicurezza tecnica, di governance e di gestione dei rischi derivanti dal ricorso a terze parti per la prestazione di tali servizi.

Il 27 ottobre, la Commissione europea ha adottato una proposta di aggiornamento alla Capital Requirements Regulation & Directive (regolamento e direttiva sui requisiti patrimoniali). Il pacchetto include il recepimento delle ultime indicazioni di Basilea III, introduce regole esplicite nella gestione dei rischi ESG (enviromental, social and governance) e infine prevede maggior potere per la supervisione bancaria. L'obiettivo delle nuove norme è garantire una maggiore resilienza delle banche dell'UE ai potenziali shock economici futuri, contribuendo nel contempo alla ripresa dell'Europa dalla pandemia di COVID-19 e alla transizione verso la neutralità climatica.

In merito all'attuazione di Basilea III, la proposta mira a garantire che i "modelli interni" utilizzati dalle banche per calcolare i loro requisiti patrimoniali non sottovalutino i rischi, garantendo in tal modo che il capitale necessario a coprire tali rischi sia sufficiente. Relativamente ai rischi ambientali, sociali e di governance (ESG), la proposta imporrà alle banche di individuare, comunicare e gestire sistematicamente i rischi ESG nell'ambito della loro gestione dei rischi. In questo contesto, sia le Autorità di Vigilanza che le banche dovranno effettuare regolarmente prove di stress climatico.

Infine, il pacchetto predispone strumenti più efficaci per le Autorità di Vigilanza che controllano l'operato delle banche dell'UE. Stabilisce un insieme di requisiti di idoneità chiari, solidi ed equilibrati in base ai quali le Autorità di Vigilanza valuteranno se il personale di alto livello sia in possesso delle competenze e conoscenze necessarie per gestire una banca. Inoltre, le Autorità di Vigilanza disporranno di strumenti migliori per sorvegliare i gruppi FinTech.

Il pacchetto legislativo sarà dibattuto dal Parlamento europeo e dal Consiglio.

Relativamente all'Italia, il Governo ha continuato a sostenere famiglie e imprese, con l'allargamento alla Cassa integrazione guadagni a quasi tutti i lavoratori dipendenti, i trasferimenti ad autonomi e professionisti, gli interventi a sostegno della liquidità delle imprese (moratorie e garanzie), i sostegni alla povertà, oltre che gli interventi specifici per i settori più colpiti dalle restrizioni. Si evidenzia:

• Il 27 aprile, il Parlamento italiano ha approvato il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che prevede una spesa totale di 235 miliardi di euro, finanziata per 205 miliardi di euro dai fondi NGEU e per 30 miliardi di euro da fondi nazionali. Gli obiettivi del PPNR sono: digitalizzazione, innovazione e competitività (21% dei fondi), transizione ecologica (30%), infrastrutture

sostenibili (13%), educazione e ricerca (14%), inclusione sociale (13%), sanità (9%). A metà luglio, il Consiglio della UE ha approvato PNRR inviato dal Governo italiano alla fine di aprile.

  • Il 20 maggio, il Consiglio dei Ministri ha approvato il DL "Sostegni 2" che ha prorogato le misure di sostegno, oltre a introdurne delle nuove. In particolare, sono state prorogate al 31 dicembre 2021 le moratorie garantite dallo Stato. La sospensione era valida per la quota capitale e non automatica. Il provvedimento ha prorogato a fine 2021 anche la possibilità di richiedere prestiti garantiti. È stata prevista la facoltà, per chi ha finanziamenti già in essere oltre i 30 mila euro, di chiedere l'allungamento del prestito e della garanzia fino a 10 anni. Per i prestiti chiesti dal primo luglio 2021, la garanzia è stata ridotta dal 100% al 90% per gli importi entro i 30 mila euro, mentre è scesa all'80% per i finanziamenti di importo superiore.
  • A fine anno, è stata approvata la Legge di Bilancio 2022 che mantiene un orientamento espansivo nei confronti di famiglie e imprese. Tra i diversi interventi di ricorda l'allungamento al 2025 degli incentivi agli investimenti (Transizione 4.0) e l'estensione al 30 giugno 2022 delle Garanzie pubbliche agli impieghi delle PMI (sebbene con riduzione dell'importo massimo e il pagamento di una commissione).

Relativamente alla Banca d'Italia ricordiamo che il 28 aprile ha posto in consultazione 2 integrazioni alla circolare 285, volte a introdurre:

  • la riserva di capitale per il rischio sistemico (SyRB). Il SyRB è uno strumento che può essere utilizzato per fronteggiare un'ampia varietà di rischi sistemici come, ad esempio, i rischi derivanti dalla propagazione e dall'amplificazione degli shock all'interno del sistema finanziario, i rischi derivanti dalle caratteristiche strutturali del settore bancario, legate agli sviluppi specifici del mercato e all'organizzazione istituzionale del sistema finanziario nazionale, nonché i rischi strutturali per il settore bancario derivanti dall'economia reale. Può essere applicato a specifiche esposizioni settoriali e si possono avere più coefficienti del SyRB su diverse esposizioni. Il coefficiente della riserva assumerebbe valori multipli di 0,5 punti percentuali e deve essere costituito da capitale primario di classe 1;
  • delle misure basate sulle caratteristiche dei clienti o dei finanziamenti (borrower based). L'intervento attribuisce alla Banca d'Italia la possibilità di imporre alle banche per l'erogazione di nuovi finanziamenti: 1) limiti al rapporto tra il valore del prestito e quello dell'attività data in garanzia (loan to value, LTV); 2) limiti al rapporto tra il valore del prestito e il reddito del debitore (loan to income, LTI); 3) limiti al rapporto tra il debito complessivo del debitore e il suo reddito (debt to income, DTI); 4) limiti al rapporto tra la rata del prestito e il reddito del debitore (debt service to income, DSTI); 5) limiti al rapporto tra il debito complessivo del debitore e la sua ricchezza netta (leverage); 6) limiti alla durata dei prestiti; 7) vincoli ai requisiti di ammortamento dei prestiti.

Il 17 luglio, è entrato in vigore il decreto che disciplina l'operatività e le attribuzioni del Comitato FinTech, quale cabina di regia istituita presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze e le condizioni e le modalità di svolgimento della sperimentazione in Italia di attività FinTech. L'Italia si dota quindi di una sandbox regolamentare, uno spazio protetto dedicato alla sperimentazione digitale nei settori bancario, finanziario e assicurativo. La sperimentazione consentirà agli operatori FinTech di testare soluzioni innovative, potendo beneficiare di un regime semplificato transitorio e in costante dialogo con le Autorità di Vigilanza: Banca d'Italia, Consob, IVASS. Allo stesso tempo, le Autorità responsabili per la regolamentazione potranno osservare le dinamiche dello sviluppo tecnologico e individuare gli interventi normativi più opportuni ed efficaci per agevolare lo sviluppo del FinTech, contenendo già in avvio la diffusione di potenziali rischi.

Infine, con la pubblicazione, il 25 novembre 2021, del 37° aggiornamento della Circolare n. 285/2013, la Banca d'Italia ha sottoposto a revisione le disposizioni in materia di politiche e prassi di remunerazione e incentivazione nelle banche e nei gruppi bancari, recependo le novità introdotte dalla Direttiva CRD V in materia e la

revisione degli Orientamenti EBA su sane politiche di remunerazione del 2 ottobre 2021, applicabili dal 31 dicembre 2021.

Procedendo ad analizzare l'andamento del sistema bancario italiano, in dicembre 2021, i prestiti al settore privato, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, sono cresciuti del +2,1% su base annua (era +4,7% a dicembre 2020). I tassi di crescita sono stati calcolati da Banca d'Italia includendo i prestiti non rilevati nei bilanci bancari in quanto cartolarizzati e gli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari.

In dettaglio, i prestiti alle imprese sono aumentati del +1,6% su base annua (era +8,3% a dicembre 2020). Dopo la robusta crescita della seconda parte del 2020, sospinta dall'ampio ricorso ai finanziamenti assistiti da garanzie pubbliche, la dinamica 2021 ha evidenziato un progressivo rallentamento. Tale dinamica viene spiegata sia dalla ripresa dei rimborsi per i finanziamenti, che da una minore domanda di impieghi rispetto al 2020 (utilizzati per lo più ai fini di ristrutturazione del debito). Un altro fattore che ha contribuito al rallentamento dei prestiti è l'abbondante liquidità presente nei conti correnti delle imprese che ha limitato il ricorso al credito bancario.

Il 31 dicembre è scaduto il termine entro il quale le piccole e medie imprese potevano avvalersi delle moratorie assistite da garanzia pubblica: a quella data risultavano ancora in essere moratorie per circa 33 miliardi di euro, meno di un quarto dell'ammontare complessivo concesso da marzo 2020.

Il Ministero dello Sviluppo Economico e Mediocredito Centrale hanno comunicato che erano quasi 2,6 milioni le richieste di garanzie relative ai finanziamenti in favore di imprese, artigiani, autonomi e professionisti pervenute al Fondo di Garanzia nel periodo dal 17 marzo 2020 al 11 gennaio 2022, per un importo complessivo di oltre 221 miliardi di euro. Al 12 gennaio 2022, erano state accolte 2.558.931 operazioni, di cui 2.542.548 ai sensi dei Dl 'Cura Italia' e 'Liquidità'.

Relativamente al credito alle famiglie, si è registrata una dinamica positiva e in accelerazione: a dicembre 2021, la crescita si è attestata al +3,7% su base annua (era +2,3% a dicembre 2020). I mutui, sempre a dicembre 2021, hanno evidenziato un progresso del +4,7% su base annua. La crisi pandemica ha modificato le caratteristiche delle unità immobiliari richieste. Inoltre, la domanda di mutui per l'acquisto di abitazioni ha beneficiato delle misure straordinarie del Governo (quelle a favore di giovani e mutui green previsti dal DL Sostegni bis). Infatti, relativamente all'evoluzione di tale mercato, secondo i dati dell'Agenzia delle Entrate, nel terzo trimestre del 2021 è risultato positivo il tasso tendenziale delle compravendite del settore residenziale, registrando una crescita del 21,9% rispetto allo stesso trimestre del 2020, con un totale di oltre 172 mila abitazioni compravendute. Anche nel confronto con le abitazioni compravendute nello stesso trimestre del 2019 (anno pre-Covid), il tasso tendenziale è rimasto su valori ampiamente positivi, con un incremento di oltre il 25%.

Il credito al consumo ha evidenziato una contenuta ripresa (+1,3% a dicembre 2021), risentendo ancora degli impatti della pandemia sui consumi durevoli e semi durevoli delle famiglie e sulle decisioni di indebitamento.

Relativamente alla rischiosità, a dicembre 2021, le sofferenze lorde si sono attestate a 38,1 miliardi di euro (erano 51,6 miliardi di euro a dicembre 2020, evidenziando un -26,1% su base annua). Le sofferenze al netto dei fondi rettificativi, sempre a dicembre 2021, sono scese a 15,0 miliardi di euro dai 20,9 miliardi di euro di dicembre 2020 (-28,0% su base annua). Tale dinamica ha beneficiato anche delle operazioni di cessione di sofferenze realizzate nella seconda parte del 2021. Nel terzo trimestre, il flusso dei nuovi crediti deteriorati in rapporto al totale dei finanziamenti è salito all'1,1% (dall'1,0% del secondo trimestre). Per i prestiti alle società non finanziarie l'indicatore si è portato all'1,8% (dall'1,3%), risentendo dell'aumento relativo alle imprese operanti nei servizi e nella manifattura; rimane tuttavia su livelli storicamente bassi. Si è invece osservato un nuovo miglioramento della qualità del credito alle famiglie consumatrici, con l'indicatore che si è collocato allo 0,8%. Nello stesso periodo, l'incidenza dei crediti deteriorati sul totale dei finanziamenti erogati dai gruppi bancari significativi si è leggermente ridotta, sia al lordo (3,6%), sia al

netto delle rettifiche di valore (1,7%). Il tasso di copertura (il rapporto tra le rettifiche e la consistenza dei prestiti deteriorati) si è attestato al 53,9%.

Passando alla raccolta diretta interna delle banche italiane, la dinamica dei depositi del settore privato ha continuato ad evidenziare uno sviluppo particolarmente importante. In sintesi, i depositi hanno segnato una dinamica su base annua del +6,9% a dicembre 2021 (era +11,1% a dicembre 2020, sempre su base annua). L'elevata incertezza legata alla crisi ha portato ad un significativo aumento della propensione al risparmio e ad un accumulo di attività liquide non rischiose. I depositi delle famiglie hanno segnato un +5,1% a dicembre 2021. I depositi delle imprese hanno chiuso l'anno con una crescita ben superiore a quella fatta registrare dal settore privato (+11,5% a dicembre 2021); parte degli impieghi del settore, domandati per fronteggiare la pandemia e l'incertezza della congiuntura economica, ha costituito un importante "buffer" di liquidità depositato presso le banche.

Entrando nel dettaglio, la liquidità a vista detenuta sui conti correnti ha registrato, a dicembre 2021, una dinamica del +9,7% su base annua. Le forme di deposito a durata prestabilita hanno segnato un -9,3% su base annua, mentre i depositi rimborsabili con preavviso hanno evidenziato una dinamica contenuta ma positiva (+0,9% a dicembre 2021). I pronti contro termine hanno chiuso con un +5,9% (sempre a dicembre 2021).

Nell'ambito della raccolta con durata prestabilita, il comparto obbligazionario ha continuato a registrare una flessione, attestandosi a dicembre 2021 al -5,1% su base annua, in quanto sono mancate le emissioni dei gruppi bancari, per l'ancora ampia disponibilità di liquidità messa a disposizione dall'Eurosistema.

Relativamente al risparmio gestito, la buona performance dei mercati e l'attività degli operatori ha determinato per i fondi comuni afflussi importanti e pari a 64,8 miliardi di euro a dicembre 2021 (ricordiamo che l'afflusso netto verso i fondi aperti era risultato pari a +18,9 miliardi di euro nel 2020). Secondo dati forniti da Assogestioni, la raccolta netta è stata positiva per gli azionari (+31,8 miliardi di euro, incidono per il 29% del patrimonio gestito complessivo), i bilanciati (+23,2 miliardi di euro, incidono per il 13% del patrimonio gestito complessivo) e gli obbligazionari (+12,4 miliardi di euro, incidono per il 35% del patrimonio gestito complessivo). Hanno registrato deflussi i fondi flessibili per -1,8 miliardi di euro (rappresentano il 19% del patrimonio gestito complessivo) e i monetari (-0,4 miliardi di euro, incidono per il 3% del patrimonio gestito complessivo). Il patrimonio complessivo dei fondi aperti a dicembre 2021 è salito a 1.263,3 miliardi di euro (a dicembre 2020 era risultato pari a 1.116,5 miliardi di euro); sulla dinamica hanno inciso positivamente sia l'evoluzione della raccolta netta, che l'effetto performance dei mercati. I flussi, sopra descritti, si sono concentrati sui fondi di diritto estero (58,9 miliardi di euro).

A dicembre 2021, in base ai dati di ANIA, la nuova produzione di polizze vita individuali e collettive raccolte in Italia è stata pari a 105,4 miliardi di euro, in crescita del 9,5% rispetto all'anno precedente. I prodotti di ramo I hanno registrato un -5,9% (rappresentando il 59% della raccolta complessiva), mentre i prodotti di ramo III hanno evidenziato una crescita del +38,7% su base annua (rappresentando il 40% della produzione complessiva). Relativamente ai canali distributivi delle polizze vita, si registra una parziale stabilità degli sportelli bancari e postali (-1,7% su base annua, sviluppando il 62% del totale raccolta) mentre il canale delle reti ha segnato un forte progresso (+38,9% su base annua, distribuendo il 18% dei flussi complessivi).

Nel contempo, a dicembre 2021, i titoli in deposito delle famiglie (al valore nominale) hanno registrato una flessione pari al -10,4% su base annua.

Secondo le rilevazioni Banca d'Italia, nei primi nove mesi del 2021 la redditività dei gruppi italiani significativi è quasi raddoppiata rispetto allo stesso periodo del 2020 (ROE al 7,6% verso il 3,9% di settembre 2020). La crescita del ROE, valutato al netto delle componenti straordinarie, ha riflesso principalmente il calo delle rettifiche di valore su crediti (-47,2% su base annua). Nei primi nove mesi del 2021 l'incremento delle commissioni e dei ricavi derivanti dall'attività di negoziazione ha più che compensato la flessione del margine di interesse (-3,4% su base annua). Il margine

di intermediazione ha segnato un +5,0% su base annua, mentre i costi operativi si sono ridotti (-2,8%); il risultato di gestione è aumentato di circa un quarto (+23,3% rispetto a settembre 2020). Il CET1 Ratio si è attestato al 15,3%.

Nel prossimo futuro le banche saranno impegnate su diversi fronti, tutti molto impegnativi: gestire la transizione verso una nuova normalità dopo la pandemia, ripensare i propri modelli di attività alla luce del processo di digitalizzazione, misurare e presidiare accuratamente i rischi finanziari generati dal cambiamento climatico.

La digitalizzazione sta cambiando radicalmente la struttura del sistema finanziario, consentendo l'ingresso di nuovi operatori, creando nuove modalità di interazione con la clientela, stimolando l'innovazione di processo e di prodotto. Per le banche le possibili applicazioni, oltre a rendere più efficienti le operazioni di back-office, permettono di sfruttare pienamente l'enorme mole di informazioni a disposizione per proporre i prodotti più adatti alle esigenze della clientela. L'utilizzo della tecnologia può inoltre contribuire a rendere più efficiente l'intero ciclo del credito (dall'erogazione al monitoraggio, dalle ristrutturazioni ai recuperi). Allo stesso tempo, le nuove tecnologie espongono gli intermediari anche a rischi: frodi, attacchi informatici, utilizzi impropri dell'intelligenza artificiale costituiscono minacce dalle quali è necessario difendersi. Una nuova area di lavoro è legata ai rischi finanziari da cambiamento climatico, la cui valutazione e gestione sono una delle principali sfide che le Autorità di Regolamentazione, quelle di Supervisione e gli intermediari devono affrontare. Tutti gli attori coinvolti sono chiamati a uno sforzo notevole per far sì che il settore finanziario valuti accuratamente l'entità dell'esposizione attuale e prospettica a tali rischi, così da cogliere le opportunità connesse con il processo di decarbonizzazione del sistema economico. Una corretta misurazione di tali rischi richiede in primo luogo di disporre di dati affidabili e confrontabili per valutare l'impatto che i rischi di transizione e quelli fisici possono determinare sui settori e sulle attività finanziate. È in particolare su questo aspetto che si stanno concentrando gli sforzi delle Autorità di Regolamentazione a livello europeo e internazionale. Contestualmente le Autorità di Supervisione stanno svolgendo una intensa attività per incoraggiare le banche a dotarsi di opportuni presidi organizzativi che consentano loro di misurare, monitorare e gestire i rischi finanziari derivanti dal cambiamento climatico.

PRINCIPALI EFFETTI COVID-19

Nel 2021, in un contesto caratterizzato da forte incertezza, la Banca ha consolidato e razionalizzato i fattori di successo sperimentati nel corso dell'esercizio precedente: Credito Emiliano ha saputo modellare i meccanismi messi in atto durante la prima fase della pandemia Covid-19, tramutandoli in best practices. Alcuni presidi, inizialmente estemporanei, sono stati integrati nei processi operativi non solo della Banca ma di tutto il Gruppo e sono stati ulteriormente rafforzati per assicurare e migliorare la continuità operativa.

In particolare il Gruppo ha agito sulle seguenti linee di intervento:

  • Prevenzione dei rischi nei luoghi di lavoro.
  • Potenziamento dei canali digitali.
  • Consolidamento dello smart working.
  • Messa a punto dei sistemi di early warning sul credito.
  • Istituzionalizzazione dei sistemi di rolling forecast trimestrale nei processi di pianificazione.

Dal 23 aprile 2021, è entrato in vigore il Decreto Legge n. 52 che contiene le "Misure urgenti per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della diffusione dell'epidemia da COVID-19". Nulla di specifico viene introdotto in riferimento all'operatività delle banche, che prosegue così come già previsto dai precedenti decreti.

Il 30 dicembre è stato pubblicato il Decreto Legge n. 229 che introduce misure urgenti per il contenimento della diffusione dell'epidemia da COVID-19 e disposizioni in materia di sorveglianza sanitaria.

Nella stessa data è stata diffusa la Circolare del Ministero della Salute n. 60136 che fornisce alcuni chiarimenti sui termini della quarantena o isolamento.

Altri interventi ci sono stati all'inizio del 2022. In particolare, il Decreto Legge n° 1 del 7 gennaio 2022 consente, a partire dal 1° febbraio e fino al 31 marzo salvo proroghe, l'accesso ai servizi bancari e finanziari esclusivamente a coloro che siano in possesso della certificazione verde (c.d. green pass) con tipologia BASE, ovvero ottenibile anche con tampone molecolare o antigenico. A partire dal 1° febbraio, quindi, preventivamente informati di ciò, è vietato l'accesso ai locali della Banca ai clienti privi del green pass BASE. Lo stesso decreto introduce l'obbligo vaccinale per tutti coloro che hanno compiuto i 50 anni a far data dal 15 febbraio 2022.

Al fine di agevolare le operazioni di verifica è stato previsto il controllo "diffuso" da parte del dipendente/consulente che riceverà il cliente prima di avviare qualsiasi tipo di operazione, attraverso l'apposita APP "Verifica C19" sviluppata dal Ministero della Salute e installata sui telefoni aziendali.

La Banca si è dotato delle misure necessarie per il rispetto di tutte le previsioni normative.

Allo stato attuale e salvo futuri approfondimenti, il livello di presidio per la protezione delle persone adottato dal Gruppo su tutto il territorio è ritenuto coerente ed adeguato al massimo livello possibile indipendentemente dalla classificazione regionale adottata dal Ministero della Salute.

Di seguito ricordiamo, con maggior dettaglio, le attività principali che sono state messe in campo dal Gruppo.

REAZIONE GRUPPO CREDEM - SCENARIO COVID-19
AREE DI
INTERVENTO
BUSINESS
CONTINUITY
MONITORAGGIO,
PIANIFICAZIONE E CONTROLLO
SUPPORTO
STAKEHOLDERS
GOVERNANCE E
COMUNICAZIONE
ATTIVITA' Attivazione Comitato di Crisi sui
temi di business continuity,
sicurezza sui luoghi di lavoro,
organizzazione dello staff, cyber
risk, presidio dei livelli di servizio
dei fornitori
Incremento attività di
Monitoraggio (indicatori di risk
appetite framework, liquidità,
trend commerciali)
Adesione ai progetti statali in
tema sostegno alla clientela (es:
Moratorie e Garanzie)
Informazione dedicata sul sito
internet aziendale e sui corporate
social network
Remote Working come approccio
di preferenza per tutti gli "eligible
Workers"
Attività a supporto clientela (es.
consulenza con sistemi di
videoconferenza, digitalizzazione
processi commerciali)
Aggiornamento trimestrale
forecast, con analisi di impatto
che tengono conto anche di
scenari differenti
Previsione supporti vs dipendenti
(psicologico, estensione
polizzeassicurative)
Istituito un "Bollettino Covid19" a
favore dei dipendenti contenente
le informazioni rigurdanti le
norme di prevenzione e sicurezza
che regolano le modalità di lavoro
Sicurezza luoghi di lavoro e cyber
risk
Istituzionalizzato un" Covid-19
Reporting" con Banca Centrale
Europea, strutturato su diversi
termplate: informazioni di
dettaglio in tema di consuntivi
mensili su conto economico,
situazione patrimoniale, indici
patrimoniali, e informazioni
inerenti la continuità operativa,
aggiornamento su situazione
crediti e facilitazioni concesse alla
clientela, informazioni in merito
al market risk, moratorie e
garanzie statali
Iniziative benefiche: raccolta
fondo a favore della protezione
civile, con un contributo
aziendale che ha affiancato quello
dei dipendenti, hub vaccinale,
rimborso corsto vaccini, supporto
al banco alimentare
Sensibilizzazione della clientela
con informativa dedicata a
supporto sia dell'accesso in fliale
sia delle modalità di utilizzo dei
canali remoti

BUSINESS CONTINUITY

Comitato di Crisi

Il Comitato di Crisi, che si era si è riunito periodicamente fin dalle prime fasi della pandemia al fine di monitorare la situazione e assicurare la continuità

operativa, accertando la piena operatività dell'Istituto, non ha effettuato incontri nel 2021.

Smart Working

La proroga dello stato di emergenza ha ulteriormente rafforzato la volontà di mantenere lo strumento del lavoro agile, già sviluppato all'interno del Gruppo Credem anche prima dell'emergenza sanitaria. Credem è stata tra le aziende premiate dalla School of Management del Politecnico di Milano con lo "Smart Working Award 2020" per la realizzazione di iniziative di riprogettazione dello spazio e delle modalità di lavoro in ottica "agile" e per il ricorso ad una nuova filosofia manageriale fondata sulla restituzione alle persone di flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare, a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati.

Continuità operativa

La continuità operativa è stata garantita nel rispetto di tutte le misure necessarie per la tutela della salute pubblica: regole di sicurezza per l'accesso ai locali, distanziamento sociale, sistemi di protezione individuale, informazione a clienti e dipendenti sulle regole di comportamento. Dal 15 ottobre, è stato vietato l'accesso ai luoghi di lavoro a chi è sprovvisto di green pass (dipendente o personale esterno che accede ai locali per motivi lavorativi) e, di conseguenza, è diventato obbligatorio esibirlo agli incaricati dei controlli. Nelle sedi maggiori il controllo è stato affidato ad una società esterna, mentre nelle filiali di dimensioni più piccole è stato individuato ed incaricato un preposto ai controlli.

Attivazione di nuovi processi digitali

Il programma di digitalizzazione dei processi commerciali è stato perfezionato tramite una maggior diffusione dei sistemi di Videochiamata, Firma digitale e PEC.

Cyber risk

Le Funzioni di Sicurezza delle Informazioni hanno mantenuto e monitorato il livello di protezione di cyber security revisionando il processo e le tecnologie di patching sui client per adattarli alla connettività di tipo VPN per ridurre i rischi derivanti dal nuovo contesto.

MONITORAGGIO, PIANIFICAZIONE E CONTROLLO

Nel corso del 2021, la Banca ha mantenuto in essere i seguenti monitoraggi, già attivati nella prima fase della pandemia:

  • Monitoraggio mensile da parte della funzione di risk management di tutti gli indicatori di RAF (Risk Appetite Framework), monitoraggio del profilo di liquidità ed inquadramento delle necessità di funding, monitoraggio dei trend di produzione sui principali aggregati commerciali: Raccolta, Impieghi, Asset Under Custody e Asset Under Management.
  • Proiezione trimestrale dei dati economici e patrimoniali, elaborata centralmente dalle funzioni di Pianificazione e Risk Management tenendo conto dell'aggiornamento dello scenario macroeconomico di riferimento e dell'evoluzione progressiva dei consuntivi. Le proiezioni includono anche uno scenario più severo, coerente con le metodologie di stress testing adottate nell'ambito del processo ICAAP, per verificare la tenuta di target economici e ratio di capitale, e tutte le variabili di impatto sul modello IFRS9 per la determinazione delle expected credit losses.
  • Monitoraggio del credito: per anticipare e fronteggiare gli impatti della pandemia sul Conto Economico, sullo Stato Patrimoniale ed in particolare sul Credito, la Banca ha previsto, nel corso del 2021 e 2022, di:
    • o verificare la reale e concreta capacità di ripagamento post esaurimento di tutte le misure di moratoria;
    • o verificare l'inizio dei pagamenti post periodo di preammortamento, in particolare sui finanziamenti garantiti fino a 30.000 euro che hanno beneficiato di valutazione semplificata.

L'impatto dell'emergenza COVID sulla qualità degli attivi e sulla strategia creditizia è inoltre costantemente presidiato tramite il periodico comitato di Credit Strategy di Gruppo, in particolare con un focus su 4 ambiti:

  • o osservatorio: macroeconomico, settoriale, normativo e asset quality;
  • o presidio del rischio: rafforzato ed ampliato il sistema complessivo di monitoraggio, utilizzando un esteso set di indicatori al fine di identificare proattivamente posizioni con fragilità o possibili difficoltà future all'esaurirsi delle misure governative valutando le corrette azioni e classificazioni;
  • o valutazione forward looking: nuova metodologia di valutazione che unisce la vista settoriale ad una valutazione di resilienza della singola azienda;
  • o strategie e iniziative dedicate per ciascun segmento.

Ai processi ad hoc strutturati su ogni singola misura concessa, si affiancano le attività di monitoraggio e di presidio del rischio ampliate e rafforzate dall'inizio della pandemia, ed oggetto di continui aggiornamenti. L'approccio è proattivo, identificando tempestivamente le posizioni potenzialmente problematiche nel contesto emergenziale, incluse quelle oggetto di sospensione o beneficiarie delle misure governative COVID, anche in assenza di scaduto.

SUPPORTO STAKEHOLDERS

Nel corso del 2021 sono proseguite le iniziative volte a tutelare la propria clientela con una tempestiva gestione delle proroghe che hanno consentito di allungare il periodo di copertura della moratoria ove possibile. È stato implementato il processo di delibera automatico sui finanziamenti minori di 30 mila euro, previsti dal DL Liquidità. Questo evidenzia come la Banca abbia prontamente messo in atto un ulteriore sistema per supportare al meglio la propria clientela. L'ammontare delle iniziative messe in atto dal Gruppo da inizio Pandemia Covid-19, in relazione alle moratorie che rientrano nell'ambito di applicazione delle "Guidelines on legislative and non legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID 19 crisis" pubblicate dall'EBA (EBA/GL/2020/02) e successive modificazione e integrazioni, finanziamenti oggetto di altre misure di concessione e nuovi finanziamenti supera i 6 miliardi di euro.

Si fornisce di seguito il dettaglio dei finanziamenti oggetto di misure di sostegno COVID-19, rimandando alla nota integrativa per le informazioni di maggior dettaglio inerenti alle moratorie in essere (dati in Euro):

valori in €
Esposizione lorda Rettifiche di valore
complessive e
accantonamenti
complessivi
Esposizione netta
A. FINANZIAMENTI IN SOFFERENZA
a) Oggetto di concessioni conformi con le GL - - -
b) Oggetto di misure di moratoria non più conformi alle GL e non valutate come oggetto di concess - - -
c) Oggetto di altre misure di concessione
d) Nuovi finanziamenti 1.567.231 462,854 1.104.377
B. FINANZIAMENTI IN INADEMPIENZE PROBABILI
a) Oggetto di concessioni conformi con le GL 225,903 44.566 181.338
b) Oggetto di misure di moratoria non più conformi alle GL e non valutate come oggetto di concess 1.006.438 410.114 596.324
c) Oggetto di altre misure di concessione 22.578.387 4.564.206 18.014.181
d) Nuovi finanziamenti 11.270.482 2.595.068 8.675.415
C) FINANZIAMENTI SCADUTI DETERIORATI
a) Oggetto di concessioni conformi con le GL 22.752 1.354 21.398
b) Oggetto di misure di moratoria non più conformi alle GL e non valutate come oggetto di concess 253.281 31.360 221,921
c) Oggetto di altre misure di concessione 67.490 9.244 58.246
d) Nuovi finanziamenti 1.868.258 300.167 1.568.091
D) FINANZIAMENTI SCADUTI NON DETERIORATI
a) Oggetto di concessioni conformi con le GL 18.697 2.160 16.538
b) Oggetto di misure di moratoria non più conformi alle GL e non valutate come oggetto di concess 2.555.490 18.502 2.536.988
c) Oggetto di altre misure di concessione 586.519 15.053 571,465
d) Nuovi finanziamenti 6.108.663 10.264 6.098.399
E) ALTRI FINANZIAMENTI NON DETERIORATI
a) Oggetto di concessioni conformi con le GL 9.230.632 80.552 9.150.080
b) Oggetto di misure di moratoria non più conformi alle GL e non valutate come oggetto di concess 617.896.847 3.398.287 614.498.560
c) Oggetto di altre misure di concessione 135.776.561 3.468.212 132.308.349
d) Nuovi finanziamenti 3.164.388.630 2.609.895 3.161.778.736
TOTALE (A+B+C+D+E) 3.975.422.261 18.021.855 3.957.400.406

Per quanto riguarda i dipendenti, la Banca ha messo a disposizione un supporto psicologico aziendale con webinar di approfondimento dedicati ad una miglior gestione delle fasi acute della pandemia, ha sottoscritto una polizza sanitaria a copertura del rischio di infezione da Coronavirus e previsto il rimborso della vaccinazione antinfluenzale per la stagione 2020-2021.

La Banca nel 2021 ha sostenuto la campagna vaccinale, contribuendo alle spese per l'allestimento ed il mantenimento degli hub vaccinali di Reggio Emilia, ha inoltre

attivato una partnership con il Banco Alimentare volta a fronteggiare le richieste ricevute.

COMUNICAZIONE

La clientela è stata supportata attraverso iniziative dedicate volte ad informare i vari segmenti in merito alle tematiche di rispettivo interesse: a titolo esemplificativo citiamo i supporti per la gestione nelle scelte di investimento che hanno interessato l'area wealth management, l'informativa sulle moratorie e garanzie statali per le imprese, la possibilità di estensione della polizza assicurativa ad eventi COVID-19 per la clientela privata. In quest'ambito si inserisce anche l'ampia informativa in tema di Ecobonus e Superbonus: Credem, affiancato da due partner storici, Crif e Deloitte, fornisce ai clienti supporti per gli approfondimenti tecnici e normativi/fiscali necessari ai clienti per l'ottenimento della cessione del credito previsto dal Decreto Rilancio (D.L. 34/2020, convertito dalla Legge 77/2020).

I dipendenti, attraverso canali specifici della intranet aziendale, sono stati costantemente informati sulle evoluzioni normative, supportati nell'operatività quotidiana, accompagnati nella gestione dell'emergenza e delle criticità che potevano progressivamente presentarsi. È stata migliorata la digitalizzazione di processi interni, rinnovati il Mobile Banking e i canali digitali, incentivando lo sviluppo di un modello di servizio omnicanale.

PRINCIPALI EVENTI GRUPPO CREDEM

Sono illustrati di seguito gli eventi principali che hanno interessato il Gruppo Credem nel corso del 2021:

  • Cessione della partecipazione in Cedacri a ION
    • In data 5 Marzo 2021, gli azionisti di Cedacri, tra i quali Credito Emiliano che ne deteneva il 3,9%, hanno firmato un accordo vincolante per la cessione delle rispettive partecipazioni azionarie in Cedacri a ION, il principale operatore italiano nel mercato dell'outsourcing di servizi IT per banche e istituzioni finanziarie. L'Enterprise Value di 1,5 miliardi di euro include una posizione finanziaria netta e altre passività di circa 320 milioni di euro, il perfezionamento dell'operazione nel secondo trimestre 2021 ha permesso di realizzare una plusvalenza netta di 36,3 milioni di euro, imputati a patrimonio netto.
  • Pareri società di rating
    • o In data 30 aprile, Fitch Ratings ha confermato il rating a lungo termine di Credito Emiliano a "BBB-" e il Viability Rating a "bbb-". L'Outlook resta "Stabile" in linea con il giudizio assegnato all'Italia.

La conferma per Credem deriva dall'ottima posizione di capitale in grado di assorbire la pressione sulla qualità degli attivi e sulla redditività, a seguito del deterioramento economico causato dalla pandemia, anche in scenari più avversi rispetto a quello base ipotizzato dall'agenzia.

  • o In data 12 maggio, Moody's Investors Services (Moody's), ha effettuato un'azione di rating su alcune banche italiane. A tal riguardo, il Baseline Credit Assessment di Credem è stato confermato a "Baa3"; l'Outlook di Lungo Termine sui Depositi è stato migliorato e passa da "Negativo" a "Stabile". L'azione di rating di Moody's riflette le aspettative che Credem continuerà ad avere sia un minor livello di crediti deteriorati rispetto a molti concorrenti nazionali, sia una solida posizione di capitale e ottimi livelli di redditività.
  • o In data 17 dicembre, Fitch Ratings ha rivisto al rialzo il Long-Term Issuer Default Rating (IDR) di Credem a "BBB" da "BBB-" e il Viability Rating (VR) a "bbb" da "bbb-". L'Outlook sull'IDR a lungo termine è Stabile. L'azione di rating segue l'upgrade, del 3 dicembre 2021, del rating sovrano dell'Italia a 'BBB'/Stabile da 'BBB- '/Stabile. L'upgrade dei rating riflette principalmente i benefici di un contesto più forte e stabile, che dovrebbe tradursi in una riduzione dei rischi e sostenere la performance della qualità del credito della Banca, storicamente migliore rispetto alla media del settore domestico, oltre al consolidato posizionamento nel settore del wealth management e

assicurativo, che le garantisce una maggiore diversificazione dei ricavi rispetto alla maggior parte dei concorrenti nazionali.

Idoneità del nuovo Consiglio di Amministrazione – processso Fit & Proper

In data 6 maggio 2021, il Consiglio di Amministrazione di Credem, presieduto da Lucio Igino Zanon di Valgiurata, facendo seguito alle nomine effettuate dall'Assemblea degli Azionisti dello scorso 29 aprile, ha svolto le verifiche in ordine alla sussistenza dei requisiti e criteri di idoneità in capo ai singoli Amministratori.

Tali verifiche, svolte entro il termine normativo di 30 giorni dalle nomine, hanno dato esito positivo anche in relazione all'adeguatezza complessiva dell'Organo.

In linea con le previsioni di cui al Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze n. 169/2020, il Consiglio di Amministrazione ha definito l'assetto di governance della Banca: si rimanda al comunicato stampa, per ulteriori e informazioni inerenti la composizione dei Comitati costituiti.

Progetto di fusione con Fondazione Cassa di Risparmio di Cento

L'Assemblea straordinaria degli Azionisti di Credem, in data 21 giugno 2021, ha approvato il progetto di fusione per incorporazione di Cassa di Risparmio di Cento in Credito Emiliano e la correlata modifica dell'art. 5 dello Statuto Sociale (numero di azioni e relativo valore nominale) funzionale al concambio di fusione che è stato deliberato a 0,64 azioni di Credito Emiliano per ogni azione della Cassa di Risparmio di Cento. Il progetto di fusione era stato approvato in data 7 maggio 2021 dai Consigli di Amministrazione di Credito Emiliano e di Cassa di Risparmio di Cento, previa autorizzazione pervenuta dalla Banca Centrale Europea ai sensi dell'art. 57 del Testo Unico Bancario.

L'operazione consentirà ad entrambe le realtà di beneficiare di importanti sinergie, grazie al forte radicamento territoriale della Cassa di Risparmio di Cento ed all'ampia e competitiva gamma di servizi specialistici offerti dal Gruppo Credem.

Il Gruppo bancario ferrarese è una primaria realtà bancaria, controllata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cento, con una storia di oltre 160 anni a supporto del territorio: a fine 2020, serviva oltre 71 mila clienti attraverso 408 persone, una rete di 42 filiali e 5 Centri Private e Wealth Management, prevalentemente distribuiti tra le provincie di Ferrara, Modena, Bologna e Ravenna, con una Raccolta complessiva da clientela per 4,1 miliardi di euro ed Impieghi alla clientela per 3 miliardi di euro.

In data 19 luglio, Credito Emiliano Spa ha comunicato il nuovo ammontare del capitale sociale, pari a a 341.320.065,00 € – interamente sottoscritto e versato – a seguito dell'aumento di capitale a servizio del rapporto di cambio dell'operazione di fusione mediante incorporazione di Cassa di Risparmio di Cento S.p.A., per il quale risultano emesse n. 8.927.958 azioni per nominali euro 8.927.958.

In data 13 dicembre, a seguito dell'avvenuta autorizzazione da parte di Banca d'Italia, si è chiusa l'operazione di cessione dell'intera partecipazione detenuta da Credem in I.FI.VE.R. S.p.A., pari al 55% del capitale sociale. La cessione era già stata condivisa ed avallata nel corso del procedimento che ha portato all'incorporazione della Cassa di Risparmio di Cento e rientra nel più ampio piano di integrazione del Gruppo. Credem è infatti subentrato dando esecuzione agli accordi perfezionati a suo tempo dall'incorporata con ViViBanca e contestualmente resi noti al mercato, si rimanda al comunicato stampa per le ulteriori informazioni relative alle controparti.

Richiamo T2

In data 24 giugno 2021, Credito Emiliano Spa ha ricevuto autorizzazione all'esercizio dell'opzione call sull'ammontare di 50 milioni di euro di Tier 2 Callable Note, scadenti il 21 ottobre 2026, ed emessi nel 2016 - (ISIN) XS1506498200. Il richiamo è stato autorizzato considerando la progressiva minor computabilità nel calcolo dei Fondi Propri e l'assenza di pregiudizio per il rispetto dei vincoli patrimoniali su base consolidata. L'istituto ha effettuato il rimborso integrale dell'importo di tutti i titoli in essere alla data di efficacia della

call (21 ottobre 2021), ma già a decorrere dal 30/06/2021, le suddette obbligazioni non sono più computate nel Tier Total.

Collocamento Covered Bond

In data 30 giugno 2021, all'interno del programma di Obbligazioni Bancarie Garantite, aggiornato in data 18 dicembre 2020, Credem ha collocato 750 milioni di euro di Covered Bond, interamente assistiti da mutui residenziali del Gruppo. Le Obbligazioni emesse hanno una durata di 7 anni e prevedono una cedola lorda annua pari al 0,01%, equivalente al tasso mid-swap di pari durata maggiorato di uno spread di 14 punti base. La data di godimento e di regolamento dell'operazione è stata il 7 luglio 2021. Il 54% dell'emissione è stato collocato presso investitori istituzionali italiani mentre il restante 46% presso investitori stranieri, principalmente in Germania e Austria, Paesi Nordici, BeNeLux e Asia.

Esito Attività Ispettive

Nel periodo 01 dicembre 2020 – 16 aprile 2021, con riferimento a Credemvita SpA, l'Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (IVASS) ha condotto, ai sensi dell'art. 189 del Decreto Legislativo 07.09.2005, n. 209, accertamenti ispettivi, che hanno avuto ad oggetto gli assetti di governance, le metodologie e assunzioni utilizzate per il calcolo della miglior stima delle riserve tecniche (best estimate of liabilities) e del requisito di solvibilità (SCR), con particolare riferimento al rischio di sottoscrizione vita e al rischio di mercato. È stata inoltre oggetto di osservazione l'esposizione dell'impresa al rischio strategico sull'orizzonte temporale 2018-2020.

Le analisi ispettive hanno evidenziato una situazione aziendale complessivamente soddisfacente, con positive coordinate tecniche e un sistema di governo e controllo adeguato al profilo di rischio dell'impresa. Le limitate aree di miglioramento sono riconducibili principalmente al calcolo del SCR per il rischio di mercato e al modello di esternalizzazione adottato per la funzione di risk management.

La Compagnia ha trasmesso all'Autorità le proprie "Considerazioni" sui contenuti del rapporto in data 16 luglio 2021.

In data 14 aprile 2021, Banca d'Italia ha avviato un accertamento ispettivo presso la sede centrale dell'Istituto e alcune dipendenze sul territorio nazionale, volto a valutare il rispetto della normativa e degli orientamenti di Vigilanza in tema di trasparenza delle operazioni e correttezza delle relazioni con la clientela. L'accertamento in loco si è concluso in data 16 luglio 2021, senza evidenze di sanzioni, ma richiedendo l'adeguamento di alcuni processi.

Il Gruppo è stato oggetto di attività ispettiva anche da parte di Consob, attività iniziata il 16 dicembre 2020 e conclusa all'inizio del mese di agosto 2021. L'ispezione ha avuto ad oggetto lo stato di adeguamento alla nuova normativa conseguente al recepimento della direttiva 2014/65/UE (cd. MiFID II), con riguardo ai seguenti profili: assetti procedurali definiti in materia di product governance e procedure per la valutazione dell'adeguatezza delle operazioni effettuate per conto della clientela. L'incontro di presentazione dei risultati è previsto per il 15 marzo 2022, dalla preliminare nota tecnica non si ravvedono sanzioni.

Risultati Stress Test e SREP requirement

In data 30 luglio, nell'ambito degli stress test pubblicati dalle Autorità di Vigilanza, Credem è stato nuovamente confermato dalla Banca Centrale Europea tra gli istituti più solidi a livello continentale. L'impatto teorico sui coefficienti patrimoniali di solidità derivante da un potenziale scenario economico prospettico fortemente negativo è stato calcolato in misura inferiore ai 300 bps. Questo risultato colloca il Gruppo tra le migliori 5 banche dell'esercizio condotto dalla Banca Centrale Europea e tra le migliori 16 banche all'interno dei 101 maggiori istituti creditizi europei coinvolti dall'Autorità Bancaria Europea (EBA) e dalla Banca Centrale Europea (BCE). Tale risultato si aggiunge alla decisione della stessa BCE di novembre 2020 di mantenere per il 2021 il requisito di Pillar 2 (P2R) di Credito Emiliano all'1%, il più basso in Italia e tra le banche commerciali in Europa, con il conseguente requisito SREP complessivo (che indica il livello minimo di capitale da rispettare a fronte delle attività svolte dal

Gruppo), per il 2021 a 7,56%, a riprova della solidità del Gruppo ai vertici del sistema. Tale decisione è stata confermata anche per il 2022, al termine del processo SREP di valutazione e misurazione dei rischi che ancora una volta conferma la solidità del Gruppo anche nel confronto europeo.

Risultati Transparency Exercise

In data 3 dicembre, l'Autorità Bancaria Europea (EBA) e la Banca Centrale Europea (BCE) hanno annunciato la pubblicazione dei risultati del "EU-wide Transparency Exercise" 2021, effettuato con riferimento ai dati di giugno 2021. Tale esercizio ha coinvolto, insieme con altre istituzioni finanziarie europee, anche il Gruppo Bancario "Credito Emiliano – Credem", consolidato a livello di Credito Emiliano Holding SpA. Le informazioni relative al Gruppo sono disponibili sul sito dell'Autorità Bancaria Europea al seguente indirizzo: https://www.eba.europa.eu/risk-analysis-and-data/eu-widetransparencyexercise.

Collocamento Green Bond

In data 13 gennaio 2022, Credem, ha lanciato con successo la sua prima emissione obbligazionaria green, destinata a investitori istituzionali, per un ammontare pari a 600 milioni di euro. L'operazione ha ottenuto grande favore da parte del mercato con una richiesta di quasi 2 volte l'offerta. Il green bond avrà una durata di 6 anni con scadenza 19 gennaio 2028, e possibilità di rimborso anticipato al penultimo anno, con uno spread di 105 punti base sopra il tasso Mid Swap di riferimento. È previsto il pagamento di una cedola annuale dello 1,125%. L'emissione obbligazionaria è stata collocata da un sindacato composto da Crédit Agricole, che ha anche svolto il ruolo di green structuring advisor e global coordinator del ESG framework del Gruppo, Société Générale, Natixis e Barclays in qualità di joint lead managers. Il 59% dell'emissione è stata collocata ad investitori istituzionali italiani, mentre il restante 41% è stato collocato ad investitori stranieri, principalmente Francia (20%) e Germania/Austria/Svizzera (9%). Con questa emissione il Gruppo continua nel percorso di supporto a progetti che abbiano un positivo impatto ambientale, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi ribaditi dalla comunità internazionale anche nel corso del vertice di Glasgow.

Quote di mercato

In considerazione dei tempi di approvazione della presente situazione annuale, non risultano aggiornati alla data di riferimento i dati di sistema necessari alla determinazione delle quote di mercato e delle variazioni registrate dal sistema bancario. Vengono quindi utilizzati gli ultimi dati di sistema disponibili (e di conseguenza anche le quote di mercato fanno riferimento alla stessa data). In particolare:

o Crediti e raccolta diretta a clientela: mese di dicembre.

o Raccolta complessiva: mese di dicembre.

Per quanto attiene la raccolta diretta "core", viene utilizzato il dato dei "depositi" (aggiornato alla data di riferimento), stante le diverse tempistiche dei flussi di ritorno delle obbligazioni e pronti contro termine ripartiti per controparte.

Parti Correlate

Per le informazioni relative alle operazioni con Parti Correlate, in base a quanto previsto dal'art.5, comma 8 del Regolamento Consob recante le disposizioni in materia di operazioni con Parti Correlate (adottato da CONSOB con delibera n.17221 del 12/03/2010 e successivamente modificato con delibera n.17389 del 23/06/2010), si rimanda a quanto riportato nelle note illustrative del bilancio consolidato.

Si rammenta che, per effetto dei necessari arrotondamenti, nelle tabelle che seguono alcuni conteggi potrebbero contenere differenze non significative a livello di totalizzazione.

ATTIVITA' DI INTERMEDIAZIONE: IMPIEGHI

Nel contesto di riferimento illustrato in sede introduttiva, a livello di Sistema gli impieghi complessivamente presentano volumi crescenti rispetto all'anno precedente. La Banca, come evidenziato nella tabella sottostante, continua a presentare anche per il 2021 un'evoluzione dell'aggregato molto più sostenuta rispetto al Sistema.

Milioni di € Variazione %
CREDITI VERSO CLIENTELA 2021 2020 Banca Sistema
(€Mln) 32.252 28.520 13,1 0,8*

(*) Il sistema comprende residenti Italia al netto delle pubbliche amministrazioni e dei pronti contro termine con controparti centrali

Gli impieghi totali della Banca rispetto allo stesso periodo dell'esercizio precedente risultano in aumento del 13,1% (+8% al netto dell'apporto di Cassa di Risparmio di Cento). In relazione agli impieghi eligible per il TLTRO3 (Targeted Long Term Rifinancing Operations) con orizzonte temporale dicembre 2021, possiamo definire ampiamente raggiunto l'obiettivo prefissato. Il nuovo target di erogazioni nette degli attivi idonei a dicembre 2021, a seguito della fusione per incorporazione della Cassa di Risparmio di Cento, è stato calcolato e segnalato a livello di «Combined Entity». La Banca conferma l'importante azione di presidio del rischio, rafforzata dall'introduzione di indicatori che rendono più efficace il monitoraggio e la rilevazione anticipata dei primi segnali di un potenziale incremento del rischio di credito, sulle quali si è agito tempestivamente. Con la proroga delle misure governative con il Decreto Sostegni Bis e la situazione di contesto ancora instabile, tali strumenti di presidio vengono mantenuti anche nel 2022, con focus sulle valutazioni di potenziale difficoltà finanziaria con il progressivo esaurirsi delle moratorie e delle altre misure atte a fronteggiare le ricadute del Covid-19.

Nelle tabelle seguenti viene evidenziata la scomposizione degli impieghi lordi per tipologia di clientela e durata (dati gestionali in milioni di euro):

IMPIEGHI PER TIPOLOGIA DI %
CLIENTELA 2021 2020 2019 '21-'20
Crediti a clientela corporate 9.776 8.748 8.234 11,7
Crediti a clientela retail e private 16.968 15.350 14.106 10,5
- di cui private (*) 976
- di cui privati (**) 10.997 10.822 10.113 1,6
- di cui small business (**) 4.528 3.149 2.597 43,8
Altri crediti (***) 5.980 4.925 4.125 21,4
Totale 32.723 29.023 26.465 12,7

(*) La rete private è stata enucleata dal retail nel secondo semestre 2021

(**) I dettagli di segmento non includono le sofferenze

(***) Trattasi di crediti verso società controllate, pronti contro termine attivi verso clientela ordinaria, riconduzioni delle partite sospese e di adeguamenti ai principi contabili vigenti;

IMPIEGHI PER DURATA 2021 2020 2019 % %
sistema
'21-'20 (**)
Crediti
a
clientela
corporate (*)
- a breve termine 4.504 4.155 5.153 8,4 -3,9
- a medio termine 5.153 4.488 2.646 14,8 0,2
Crediti a clientela retail e
private *)
- a breve termine 2.101 2.237 2.613 -6,1 11,0
- a medio termine 14.536 12.830 10.464 13,3 3,0

(*) vengono indicati i crediti al netto delle sofferenze;

(**) variazioni desunte dagli aggregati Bankit relativi alle "società non finanziarie" (al netto delle Pubbliche Amministrazioni) ed alle "famiglie consumatrici e produttrici"

Con riferimento a Credembanca:

  • I dati aggregati, compresa Cassa di Risparmio di Cento, confermano i trend di lungo periodo che caratterizzano l'offerta creditizia della Banca, in particolare la forte concentrazione sulle posizioni con rating migliori.
  • Il portafoglio delle piccole aziende gestite dalle filiali o dai centri Small Business mostra anch'esso una qualità elevata ed una crescita degli accordati e degli utilizzi rispetto a dicembre 2020.
  • Il portafoglio delle micro aziende e delle famiglie produttrici, pur in un contesto di maggiore difficoltà economica per gli effetti della pandemia, evidenzia una crescita degli utilizzi totali del 9%.
  • Infine, venendo agli impieghi a privati e famiglie consumatrici, si segnala un andamento molto positivo delle consistenze dei mutui residenziali, che fanno registrare una variazione rispetto al corrispondente periodo dell'esercizio precedente del +15%.

Di seguito si evidenzia la ripartizione degli impieghi per scadenza residua (in %; dal 2019 la rilevazione comprende anche attività finanziarie valutate al costo ammortizzato):

CLASSIFICAZIONE DEI CREDITI VERSO
CLIENTELA PER SCADENZA RESIDUA
2021 2020 2019
Vista 8,2 8,2 10,1
Fino a 1 anno 37,4 38,3 44,6
Oltre 54,4 53,5 45,3
Totale 100,0 100,0 100,0
Le quote del mercato nazionale relative alle banche italiane della Banca mostrano la
seguente evoluzione (in %):
QUOTE DI MERCATO IMPIEGHI
relative
alle banche italiane (%)
2021 2020 2019
Impieghi per cassa totali (*) 1,999 1,774 1,654
di cui
"Società non finanziarie" 2,054 1,840 1,796
"Famiglie consumatrici" 2,126 2,004 1,902
"Famiglie produttrici" 1,479 1,299 1,122

(*) Comprende "pronti contro termine con controparti istituzionali"; non comprende impieghi verso le Pubbliche Amministrazioni

Relativamente ai "grandi rischi", sono considerate in tale calcolo tutte le attività di rischio, per cassa e fuori bilancio, nei confronti di un singolo cliente (ovvero gruppo di clienti connessi) senza l'applicazione dei fattori di ponderazione, mentre il limite che qualifica un'esposizione come "grande rischio", è quando l'esposizione, come sopra determinata, è pari o superiore al 10% dei fondi propri.

La disciplina, per apprezzare in modo più preciso il grado di concentrazione dei crediti, rileva anche le esposizioni aventi un fattore di ponderazione per il rischio di controparte pari allo zero per cento, quali ad esempio le esposizioni infragruppo verso società italiane, le esposizioni verso lo Stato italiano. Si sottolinea inoltre che nel perimetro di riferimento sono comprese anche le operazioni di pronti contro termine passive. La normativa prevede che tali operazioni concorrano all'esposizione nominale verso la controparte per l'importo dei "titoli da ricevere", mentre l'esposizione ponderata, in casi espressamente previsti, può prevedere la ponderazione a zero.

A fine periodo si rilevano 20 posizioni classificate come "grandi rischi", per un ammontare complessivo di 36.332,3 milioni di euro (25.447,0 milioni di euro nel 2020), corrispondenti a 1.665,6 milioni di euro di valore ponderato (920,7 milioni di euro nel 2020).

Tra le posizioni rilevate figurano le altre società del Gruppo Credem, Ministero del Tesoro, Stati UE ed extra UE e primarie banche nazionali e internazionali

In tema di rischio, riportiamo inoltre (in %) la classificazione degli impieghi relativi alla funzione regolamentare corporate effettuata secondo le metodologie del modello interno:

CLASSIFICAZIONE IN % DEGLI IMPIEGHI RELATIVI
ALLA FUNZIONE REGOLAMENTARE CORPORATE
2021 2020 2019
C1 Assenti problematiche di rischio sia al
momento che, prevedibilmente, nel medio
/lungo periodo
45,9 40,4 47,7
C2 Assenti problematiche di rischio sia al
momento che, prevedibilmente, nel medio
periodo
22,7 24,5 25,2
C3 Assenti problematiche di rischio sia al
momento che, prevedibilmente, nel breve
periodo
15,8 18,9 14,9
C4 Rischio compatibile con possibilità di sua
attenuazione/lieve peggioramento nel breve
8,2 9,6 7,5
C5 Situazione di rischio con sintomi di
peggioramento già evidenti
4,4 4,7 3,3
C6 Situazione che evidenzia aspetti di evidente
problematicità
1,6 1,4 1,1
C7 Situazione di marcata problematicità,
potenziale rischio di default
1,2 0,3 0,2
C8 Situazione di forte problematicità con
rischio di default nel breve
0,2 0,2 0,1

Per una più approfondita disamina della metodologia utilizzata, si rimanda alla Nota Integrativa, Parte E, Sezione 1 -Rischio di credito - A.2 "Classificazione delle attività finanziarie, degli impegni a erogare fondi e delle garanzie finanziarie rilasciate in base ai rating esterni ed interni".

Analoga metodologia, applicata alle posizioni appartenenti alla "funzione regolamentare retail" (sostanzialmente le microattività e la clientela privata) presenta le seguenti risultanze (in %):

CLASSIFICAZIONE in % DEGLI IMPIEGHI RELATIVI
ALLA FUNZIONE REGOLAMENTARE RETAIL
2021 2020 2019
C1 Assenti problematiche di rischio sia al
momento che, prevedibilmente, nel medio
/lungo periodo
1,5 1,6 2,0
C2 Assenti problematiche di rischio sia al
momento che, prevedibilmente, nel medio
periodo
47,3 47,2 50,2
C3 Assenti problematiche di rischio sia al
momento che, prevedibilmente, nel breve
periodo
6,1 7,4 3,5
C4 Rischio compatibile con possibilità di sua
attenuazione/lieve peggioramento nel breve
20,3 21,1 20,7
C5 Situazione di rischio con sintomi di
peggioramento già evidenti
14,2 15,2 14,3
C6 Situazione che evidenzia aspetti di evidente
problematicità
3,1 3,5 4,9
C7 Situazione di marcata problematicità,
potenziale rischio di default
7,1 3,6 4,0
C8 Situazione di forte problematicità con rischio
di default nel breve
0,4 0,4 0,3

Come più ampiamente esposto nella Nota Integrativa, il principio IFRS9 (1/1/2018 prima applicazione) prevede di classificare le attività finanziarie in tre stages, in ordine crescente di deterioramento del merito creditizio; a tali categorie si associano misurazioni progressivamente più severe delle riduzioni di valore.

STAGE CLASSIFICAZIONE DEI CREDITI PER 2021 2020 2019
Stage 1 e 2 €mln 31.928 28163 25.517
Stage 3 €mln 324 357 418
Stage 1 e 2 % 99,0 98,7 98,4
Stage 3 % 1,0 1,3 1,6

Nella tabella seguente viene riportata la nuova classificazione dei crediti verso la clientela vigente a partire dal 1 gennaio 2018:

Per quanto riguarda il credito deteriorato (stage 3):

CREDITO PROBLEMATICO Crediti TOTALE
€Mln Sofferenze Inadempienze
probabili
"Esposizioni
scadute"
Tot. Crediti
problematici
performing CREDITI
Valori 2021 358 333 38 729 31.994 32.723
nominali 2020 388 335 51 774 28.249 29.023
Previsioni 2021 271 126 8 405 66 471
di perdita 2020 288 119 10 417 86 503
Valori di 2021 87 207 30 324 31.928 32.252
realizzo 2020 100 217 40 357 28.163 28.520
2021 75,7 37,8 21,1 55,6
Coverage 2020 74,2 35,4 20,4 53,9

Nel 2021, nonostante il progressivo esaurimento delle misure di sostegno, i flussi a NPL hanno fatto registrare un calo degli ingressi che confermano ancora una volta l'ottima resilienza del portafoglio crediti della banca. Tale dato è ulteriormente confermato in relazione all'indicatore NPL ratio che registra un ulteriore calo rispetto all'esercizio precedente passando da 3,0% al 2,2%.

Il coverage ratio complessivo sui Non Performing Loans (NPL) valutati al costo ammortizzato è in crescita rispetto al corrispondente periodo dell'esercizio precedente dal 53,9% al 55,6% circa.

Per quanto riguarda il credito deteriorato si regista:

• Uno stock complessivo di sofferenze, in calo nel corso del 2021, pur considerando l'ingresso dei crediti acquisiti nell'ambito dell'operazione di fusione con Cassa di Risparmio di Cento. Tale contrazione è imputabile principalmente alle cessioni di sofferenze, avvenute in giugno e novembre per Gross Book Value di complessi 41 milioni di euro.

Per quanto riguarda le attività di recupero su sofferenze, nel 2021 il livello degli incassi è in lieve calo rispetto al 2020; a tal proposito è utile ricordare che la pandemia e le relative misure di restrizione hanno inciso molto sull'attività dei tribunali e sul recupero in generale.

  • Un'esposizione delle inadempienze in lieve riduzione rispetto al corrispondente periodo dell'esercizio precedente. Anche in questo caso l'andamento del trend resta positivo nonostante l'ingresso dei crediti acquisiti nell'ambito dell'operazione di fusione con Cassa di Risparmio di Cento.
  • Uno stock complessivo dei crediti scaduti deteriorati evidenzia un netto calo rispetto al corrispondete periodo dell'esercizio precedente, che dipende essenzialmente dai minori ingressi registrati nel periodo.

Il costo del credito della Banca a dicembre 2021 si attesta a circa 27 milioni di euro (93 milioni di euro nel 2020). A fronte di svalutazioni analitiche su posizioni non performing per 46 milioni di euro (in lieve aumento rispetto a dicembre 2020), si registra infatti, a seguito del miglioramento del contesto macroeconomico, una ripresa di circa 20 milioni di euro del fondo svalutazioni collettive.

Il costo del credito, derivante dalle svalutazioni analitiche e collettive, espresso in termini percentuali, in rapporto agli impieghi netti risulta in notevole miglioramento (0,1%) rispetto allo stesso periodo dell'esercizio precedente (0,4%).

Il framework metodologico IFRS 9 è oggetto di continuo monitoraggio da parte della Banca al fine di valutare trimestralmente la coerenza con l'evoluzione macro economica e di portafoglio.

La strategia di gestione dei Non Performing Loans sarà orientata ad una riduzione del "vintage" in coerenza con le novità regolamentari (SREP letter, Addendum, Calendar Provisioning) che penalizzano proprio le esposizioni deteriorate con più anzianità.

A supporto del presidio del rischio di credito è attivo un sistema di early warning che utilizza nuovi algoritmi per prevenire il degrado delle posizioni operando in ottica anticipatoria e predittiva. Il presidio delle posizioni che presentano scaduto è stato ulteriormente rafforzato con strutture centrali dedicate che consentono di agire tempestivamente con azioni di recupero al fine di limitare il passaggio a NPL.

La tabella sottostante mostra infine per i periodi di confronto l'evoluzione percentuale delle sofferenze sui crediti rispetto al Sistema, testimoniando l'ottimo posizionamento di Credem in termini di qualità dell'attivo:

SOFFERENZE (%)
SU CREDITI NETTI
2021 2020
Credito Emiliano 0,3 0,4
Sistema 1,0 1,4

ATTIVITA' DI INTERMEDIAZIONE: RACCOLTA

Passando all'analisi della raccolta, secondo i dati ABI, in Italia, a dicembre 2021, la dinamica dell'aggregato complessivo (depositi da clientela residente e obbligazioni) risulta in crescita del +5,4% su base annua, con una variazione più marcata sui depositi a scapito delle obbligazioni, che sono scese negli ultimi 12 mesi (-4,4%). In tale contesto, si conferma per la Banca una dinamica superiore alla media.

RACCOLTA DA CLIENTELA ED milioni di € variazione %
ISTITUZIONALE 2021 2020 Credem Sistema
Depositi - C/C e risparmi (*) 33.120 29.589 11,9 6,1
Obbligazioni ordinarie e subordinate 2.424 2.501 -3,1 -3,7
Diretta senza pronti contro termine 35.544 32.089 10,8 11,4
Raccolta Diretta 35.544 32.089 10,8 5,1
Raccolta Indiretta al controvalore 54.187 46.903 15,5
Raccolta complessiva 89.731 78.993 13,6
Raccolta Diretta Clientela (**) 33.120 29.589 11,9
Raccolta Indiretta Clientela (**) 42.151 36.479 15,6
Raccolta Complessiva Clientela (**) 75.271 66.068 13,9

(*) Al netto PCT

(**) Esclusa componente istituzionale

Come evidenziato in tabella, la raccolta diretta si attesta a oltre 35,5 miliardi di euro in crescita del 10,8% rispetto all'anno precedente, con i depositi che registrano un +11,9% rispetto al 2020 (+5,3% al netto della componente Cassa di Risparmio di Cento).

La raccolta da clientela continua a rappresentare il canale privilegiato di funding sia attraverso il contributo della clientela ordinaria retail, sia grazie alla clientela corporate.

Per quanto riguarda la raccolta a scadenza, si segnala il richiamo per 50 milioni di euro dell'obbligazione "Tier 2", avvenuto in data 21 ottobre 2021.

Non si registrano nuove emissioni obbligazionarie dedicate a clientela retail.

Si rimanda al capitolo dedicato all'area finanza per i dettagli relativi all'utilizzo del canale di rifinanziamento tramite la BCE, a fine 2021, sia tramite TLTRO III, sia tramite operazioni settimanali di raccolta in euro e in dollari statunitensi. Nel paragrafo è citata anche la nuova emissione da 750 milioni di Euro nell'ambito del programma di Obbligazioni Bancarie Garantite da Credem CB e l'esercizio dell'opzione di rimborso anticipato prevista per il prestito obbligazionario subordinato Tier 2 emesso nel 2016 per 50 milioni di euro.

Mentre un dettaglio dei volumi per segmento è disponibile nel capitolo che illustra la divisione territorial e le tipologie di business.

Per meglio focalizzare l'attenzione sull'andamento della raccolta diretta riportiamo:

• La suddivisione per forma tecnica (in %):

SUDDIVISIONE PER FORMA TECNICA (%) 2021 2020 2019
Conti correnti e depositi 92,0 91,4 87,8
Depositi a risparmio 0,8 0,8 1,7
Obbligazioni e subordinati 7,2 7,8 10,5
100,0 100,0 100,0

Per quanto riguarda la raccolta indiretta, e in maniera particolare il risparmio gestito, il Sistema vede il patrimonio gestito ad un nuovo massimo storico: secondo i dati di Assogestioni il patrimonio a fine 2021 si attesta a 2.583 miliardi di euro, rispetto ai 2.392 miliardi di euro della fine del 2020. Gli asset sono concentrati prevalentemente in fondi aperti e chiusi, in particolare gli azionari e obbligazionari hanno raccolto le preferenze dei risparmiatori.

La Banca chiude il 2021 con una crescita delle masse gestite del +17,5% (+11,9% al netto dell'apporto di Cassa di Risparmio di Cento).

La produzione si è concentrata in particolare sui fondi comuni della casa e, in misura minore, sulla gestita di terzi. Positiva anche l'evoluzione della raccolta amministrata.

Di seguito si illustra la composizione della raccolta indiretta (l'aggregato è controvalorizzato in milioni di euro, dati esposti al valore di mercato) per tipologia di prodotti:

COMPOSIZIONE RACCOLTA INDIRETTA 2021 2020 variazione
% '21-'20
. Gestioni patrimoniali 4.731 4.206 12,5
. Fondi comuni di investimento di Gruppo 9.011 7.526 19,7
. SICAV di Gruppo 3.778 4.065 -7,1
. Polizze vita CredemVita 7.431 6.739 10,3
. Prodotti di terzi 9.314 6.625 40,6
Raccolta indiretta gestita 34.265 29.161 17,5
Raccolta indiretta amministrata clientela 7.887 7.318 7,8
Raccolta indiretta clientela 42.151 36.479 15,6
Raccolta indiretta al controvalore 54.187 46.903 15,5

La migliore performance è ascrivibile ai fondi comuni, che totalizzano una crescita su anno precedente del 19,7%, seguiti dalle gestioni patrimoniali (+12,5%). Molto positivo anche il contributo dei prodotti di terzi, mentre le sicav registrano una contrazione del -7,1%.

Si evidenzia infine come i prodotti del Gruppo abbiano avuto performance mediamente in linea o superiori rispetto ai benchmark, contribuendo ad un mantenimento delle quote di mercato del Gruppo.

Le quote del mercato nazionale relative alle banche italiane mostrano la seguente evoluzione (in %):

QUOTE DI MERCATO RACCOLTA (%) 2021 2020
Raccolta diretta (*) 1,678 1,561
Raccolta indiretta 1,219 1,174
Raccolta clientela complessiva 1,394 1,324
di cui
Raccolta diretta da famiglie consumatrici e produttrici 1,370 1,245
Raccolta indiretta da famiglie consumatrici e produttrici 3,281 3,109
Raccolta complessiva da famiglie consumatrici e produttrici 2,089 1,934

(*) Comprende controparti istituzionali

Per una più dettagliata disamina circa la distribuzione per settori di attività degli aggregati di raccolta diretta e indiretta si rimanda alla specifica sezione "L" della Nota Integrativa consolidata.

ATTIVITA' NELL'AREA FINANZA

L'utilizzo del canale di rifinanziamento tramite la BCE, a fine 2021, è interamente rappresentato dalla partecipazione all'operazione di TLTRO3 per complessivi 8,29 miliardi di euro. Nel corso del primo trimestre dell'anno, è stata effettuata una operazione addizionale di TLTRO3 per un importo di 740 milioni di euro, a seguito della decisione BCE di dicembre 2020 che ha incrementato l'importo di finanziamento ottenibile da parte delle banche. A luglio 2021, a seguito della fusione per incorporazione con Cassa di Risparmio di Cento, la partecipazione alle operazioni TLTRO3 è aumentata di 450 milioni di euro, pari all'importo di finanziamenti TLTRO3 in essere ottenuti dalla Banca incorporata.

Nel corso dell'anno, la Banca ha inoltre continuato ad effettuare operazioni settimanali di raccolta in euro e in dollari statunitensi per importi ridotti, nell'ambito del proprio piano di backup dei processi e delle procedure.

Nel mese di luglio 2021, è stata collocata una nuova emissione da 750 milioni di euro nell'ambito del programma di Obbligazioni Bancarie Garantite da Credem CB. Il valore nominale complessivo dei Covered Bond in circolazione al 31 dicembre 2021, si conferma pari a 1,6 miliardi di euro.

Nel mese di ottobre 2021, Credem ha esercitato l'opzione di rimborso anticipato prevista per il prestito obbligazionario subordinato Tier 2 emesso nel 2016 per 50 milioni di euro.

Per valuta 19 gennaio 2022, è stata collocata un'emissione inaugurale di Green Senior Preferred, destinata ad investitori istituzionali, per nominali 600 milioni di euro.

La gestione del portafoglio di titoli obbligazionari, a livello individuale, ha privilegiato l'investimento in titoli di emittenti italiani ed europei. L'incidenza degli emittenti italiani sul portafoglio complessivo a fine 2021 si è attestata al 43% circa.

Nel corso del 2021, è stata costituita una posizione in titoli di Stato emessi dal tesoro USA, denominati in USD, per un controvalore complessivo di 1,85 miliardi di euro. Il portafoglio è quindi composto principalmente da titoli di Stato, sia denominati in euro ed emessi da stati europei sia denominati in USD, oltre che da titoli obbligazionari emessi da banche e altri emittenti corporate e da una quota parte di titoli emessi nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione.

Nel corso del 2021, è proseguita l'attività di rifinanziamento del portafoglio titoli con operazioni di pronti contro termine, sia in euro che in divise diverse dall'euro.

Il Gruppo bancario ha mantenuto una eccedenza di liquidità depositata sui conti detenuti presso la BCE per l'intero 2021, anche in considerazione del ricorso ad operazioni di pronti contro termine passivi, effettuate principalmente su titoli governativi in euro.

ATTIVITA' FINANZIARIE (titoli): 2021
2020
Detenute per la negoziazione 60 31
HTCs 6.452 3.352
HTC 6.565 4.716
13.076 8.100
Derivati di copertura 594 629
Impieghi a banche 8.924 8.290
Raccolta da banche 13.584 8.802

(*) Attività detenute sia per incassare flussi di cassa contrattuali, sia per la vendita degli asset (**) Attività detenute per incassare flussi di cassa contrattuali, valutate al costo ammortizzato

IMMOBILI, MOBILI, IMPIANTI

Si riporta di seguito la situazione degli immobili:

IMMOBILI, MOBILI, IMPIANTI 2021 2020 2019
Terreni milioni € 127 121 119
Immobili di proprietà
- Immobili IFRS16 160 147 143
- uso funzionale 293 275 276
- detenuti a scopo di investimento 4 2 2
457 424 421
Fondi rettificativi -239 -217 -196
milioni € 218 207 225
Quota ammortizzata % 41 43 42
Lavori su immobili di terzi 119 110 109
Fondo ammortamento -105 -97 -95
Totale al netto rettifiche milioni € 15 14 14

Il seguente prospetto illustra l'evoluzione di "mobili e impianti":

MOBILI E IMPIANTI 2021 2020 2019
- mobilio e arredi 74 69 67
- impianti e attrezzature 167 149 145
- hardware EDP 45 42 41
- IFRS16 Automezzi 4 3 3
290 263 256
- fondi ammortamento -235 -213 -212
Totale al netto rettifiche 55 50 44
Quota ammortizzata (%) 80 80 82

Per quanto riguarda l'allineamento tra valori civilistici e valori fiscali per le immobilizzazioni iscritte nel bilancio al 31.12.2020, come da D.L. 104/2020, si rimanda al paragrafo di commento dei risultati economici.

Il principio, "IFRS 16 Leases", ha fornito a partire dal 2019 una nuova definizione di lease ed introdotto un criterio basato sul controllo (right of use) di un bene per distinguere i contratti di leasing dai contratti per servizi. La principale novità introdotta dal principio è rappresentata dalla modifica delle modalità di contabilizzazione delle operazioni di leasing operativo nel bilancio del locatario/utilizzatore. Si rimanda per i dettagli alla Nota Integrativa, Sezione 8 – Attività materiali – Voce 80 – paragrafo 8.1 "Attività materiali ad uso funzionale: composizione delle attività valutate al costo".

PARTECIPAZIONI

Nell'ambito dell'esercizio 2021 le partecipazioni hanno avuto la seguente evoluzione:

PARTECIPAZIONI 2021 2020 2019
Partecipazioni
controllate
(anche
in
modo
congiunto)
milioni € 385,8 354,8 354,8
Partecipazioni sottoposte ad influenza notevole milioni € - - -
HTCs – titoli di capitale milioni € 36,0 22,6 22,1

Nel mese di luglio 2021, sono state acquisite, a seguito della fusione della Cassa di Risparmio di Cento, le partecipazioni nelle società REEVAL, per 920 mila euro, e I.FI.VE.R. per 3,4 milioni di euro.

Nel mese di novembre 2021, è avvenuta la cessione della partecipazione in I.FI.VE.R., condivisa ed avallata già nel corso del procedimento che ha portato all'incorporazione della Cassa di Risparmio di Cento a cui Credem è subentrato anche nel dare esecuzione agli accordi perfezionati a suo tempo dall'incorporata con ViViBanca. Per una più dettagliata disamina dei movimenti di tale categoria dell'attivo si fa rimando alla Parte B Sezione 4 della Nota Integrativa.

Nel mese di dicembre 2021, si è dato corso all'aumento di capitale di Avvera Spa, pari a 35 milioni di euro.

In ottemperanza a quanto previsto dalle comunicazioni CONSOB del 20/2/97 e del 27/2/98, riportiamo di seguito, per quanto riguarda i rapporti di carattere finanziario, le informazioni sintetiche relative alle partecipazioni rilevanti, rimandando, per un dettaglio più analitico alla parte H della Nota Integrativa e all'allegato della stessa "Rapporti verso imprese del Gruppo":

PARTECIPAZIONI RILEVANTI Attività Passività Garanzie
e
Impegni
Imprese del Gruppo
- Controllante milioni € - 204,2 -
- Controllate (direttamente o indirettamente) milioni € 4.704,5 1.423,0 991,3
Imprese collegate e controllate congiuntamente milioni € 4,4 11,3 1,0

I rapporti intrattenuti con le imprese controllate, collegate e controllate in modo congiunto sono riconducibili all'ordinaria attività creditizia e sono regolati a condizioni di mercato. Essi hanno prodotto complessivamente ricavi per 213,5 milioni di euro a fronte di costi per 78,8 milioni di euro.

Segnaliamo infine che le operazioni con parti correlate sono analizzate nella "parte H" della Nota integrativa e vengono inoltre indicati i crediti e le garanzie prestate a favore degli amministratori e dei sindaci della banca, sia direttamente sia indirettamente, a norma dell'art.136 del testo unico bancario.

RISULTATI ECONOMICI

I risultati economici del 2021 sono influenzati dal consolidamento della Cassa di Risparmio di Cento, entrata a partire dal 01/07/2021, che ha pertanto contribuito per tutto il secondo semestre ai risultati della Banca.

Per i dettagli relativi agli impatti contabili dell'operazione si rimanda alla sezione G della nota integrativa, le variazioni rispetto al 2020 sono, pertanto, calcolate su un perimetro non omogeneo.

CONTO ECONOMICO 2021 2020 %
- Margine finanziario 407,7 420,2 -3,0
- Dividendi 0,0 0,5 n.s.
- Margine servizi () (**) 566,1 503,0 12,6
Margine d'intermediazione (*) 973,7 923,6 5,4
- Spese del personale -456,3 -429,2 6,3
- Altre spese amministrative (*) -206,2 -167,2 23,3
Costi operativi (*) -662,5 -596,4 11,1
Risultato lordo di gestione 311,3 327,2 -4,9
- Ammortamenti -79,8 -74,8 6,7
Risultato operativo 231,5 252,5 -8,3
- Accantonamenti per rischi e oneri (**) -3,9 -6,3 -38,4
- Oneri/proventi straordinari () (*) 48,0 -44,8 -207,2
- Rettifiche nette su crediti (***) -27,1 -91,2 -70,3
Utile prima delle imposte 248,5 110,2 125,5
- Imposte sul reddito d'esercizio -49,0 -13,0 276,7
Utile netto 199,5 97,2 105,3
ROA 0,35 0,21

(*) Le spese ed il margine servizi sono stati nettati della componente di imposte indirette e tasse recuperate alla clientela (98,1 milioni di euro nel 2021; 85,6 milioni di euro nel 2020); sono stati stornati da spese contributi ai fondi nazionali per 49,9 milioni di euro (37,5 milioni nel 2020);

(**) La componente di contributo al Fondo di Risoluzione accantonata al Fondo per Rischi ed Oneri è ricondotta tra gli oneri straordinari (2,7 milioni nel 2021, 2,1 milioni di euro nel 2020);

(***) Nel 2021 le rettifiche di valore su crediti inerenti le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato riferite a titoli (-0,8 milioni di euro) e quelle inerenti le attività finanziari e valutate al fair value con impatto sulla redditività (0,5 milioni di euro) sono ricondotte al margine servizi.

RACCORDO CON VOCE DI BILANCIO:

Margine finanziario

  • Voce 30 Margine d'interesse

Margine servizi

  • Voce 60 Commissioni nette

  • Voce 80 Risultato netto dell'attività di negoziazione

    • Voce 90 Risultato netto dell'attività di copertura
    • Voce 100 Utili (perdite) da cessione o riacquisto
    • Voce 110 Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value
  • Voce 130 a) Rettifiche di valore nette per rischio di credito di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (per la parte relativa a titoli iscritti in tale categoria di attività finanziarie) + Voce 130 b) Rettifiche di valore nette per rischio di credito di attività finanziarie valutate al

fair value con impatto sulla redditività

  • Voce 190 Altri oneri/proventi di gestione (al netto delle componenti di natura straordinaria) + Voce 70 Dividendi e proventi simili (al netto della quota relativa ai dividendi su

partecipazioni e titoli di capitale nelle attività finanziare classificate in HTCs)

Risultato operativo

  • Margine finanziario + Margine servizi

    • Voce 160 Spese amministrative (spese per il personale e altre spese amministrative)
    • Voce 180 Rettifiche /riprese di valore nette su attività materiali
  • Voce 190 Rettifiche /riprese di valore nette su attività immateriali

Utile prima delle imposte

  • Risultato operativo

  • Voce 170 Accantonamenti netti a fondi per rischi ed oneri

  • Voce 130 Rettifiche di valore nette per rischio di credito (al netto di quelle iscritte nel margine servizi)

  • Voce 140 Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni

  • Voce 190 Altri oneri/proventi di gestione (solo componenti di natura straordinaria -

sbilancio sopravvenienze)

  • Voce 220 Utili (perdite) delle partecipazioni

  • Voce 230 Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali

  • Voce 240 Rettifiche di valore dell'avviamento

  • Voce 250 Utili/perdite da cessione di investimenti

  • Voce 290 Utili/perdite delle attività operative cessate al netto delle imposte

ROA

  • Voce 290 utile (perdita) d'esercizio/totale dell'attivo

Il risultato economico dell'esercizio è pari a 199,5 milioni di euro (97,2 milioni nel periodo comparativo) e beneficia di proventi straordinari non ricorrenti, derivanti dalla citata operazione di fusione per incorporazione e di un costo del credito particolarmente contenuto. Il risultato operativo è invece penalizzato da alcune componenti di oneri non ricorrenti comunque riconducibili all'operazione straordinaria di fusione.

Il margine finanziario è in leggera contrazione rispetto all'anno precedente per una minor contribuzione dell'intermediazione a clientela, sfavorita dalla compressione del tasso medio degli impieghi che subisce il calo dei tassi di riferimento (ai minimi storici), l'elevato livello concorrenziale e l'impatto dei finanziamenti assistiti da garanzia statale. Anche il comparto titoli di proprietà riduce l'apporto al margine interessi, penalizzato da tassi di rinnovo dei governativi italiani particolarmente esigui. L'esercizio si caratterizza per una sostenuta e generalizzata crescita dei volumi di impiego che, tuttavia, non riesce a sostenere il calo dei rendimenti finanziari. Il portafoglio titoli alla fine dell'esercizio supera i 13 miliardi di euro, mantenendo un'elevata diversificazione e un incremento dei livelli medi di rating. Il costo del funding istituzionale ha beneficiato del TLTRO, il cui contributo rimane positivo anche in presenza dei costi della liquidità depositata presso BCE, mentre il costo della raccolta da clientela è rimasto stabile. La contrazione del margine interessi è anche condizionata dagli interessi passivi generati dal deposito attivo presso la BCE che, nell'esercizio 2020 erano allocati nel margine da servizi. Riclassificando i suddetti nel margine finanziario, la voce risulterebbe in linea con l'anno precedente.

Dalla tabella seguente è possibile (in %) apprezzare l'evoluzione dei tassi relativi all'intermediazione con la clientela:

TASSI 2020 2019
Tasso medio impieghi 1,41 1,62
Tasso medio raccolta 0,04 0,03
"Forbice" clientela 1,37 1,59

Il margine servizi cresce del 12,6% e compensa la lieve flessione del margine interesse, portando il margine d'intermediazione oltre i 973 milioni di euro (+5,4% rispetto al precedente esercizio), grazie al sostegno delle commissioni da risparmio gestito e dei servizi bancari tradizionali; positivo anche il contributo dell'area finanza, dopo la presa di beneficio su titoli registrata nel primo trimestre.

L'apporto commissionale cresce nell'esercizio per la buona performance del comparto raccolta indiretta, soprattutto nei servizi di risparmio gestito e prodotti di terzi. Complessivamente la componente commissionale è stata favorita dal buon andamento del mercato e dalla crescita dei volumi raccolti. Il dato 2020 annoverava gli interessi passivi su deposito attivo BCE (nel 2021 riclassificati a margine finanziario). A perimetro costante la crescita risulterebbe pari a +7,5%.

Si fornisce di seguito una scomposizione del margine da servizi per area di contribuzione (in milioni di euro):

MARGINE SERVIZI 2021 2020 var.%
Commissioni Nette (*) 490,0 432,0 13,4
Risultato delle attività di trading e copertura 52,7 50,9 3,5
Dividendi 3,2 0 n.s.
Saldo altri oneri e proventi di gestione riclassificato (*) 20,3 20,1 0,8
MARGINE SERVIZI 566,1 503,0 12,6
(*) I ricavi denominati di istruttoria veloce sono stati riclassificati tra le commissioni, a deduzione dei proventi di
gestione

La cessione di attività finanziarie in titoli ed il risultato della negoziazione hanno contribuito positivamente alla tenuta complessiva dei ricavi, con un apporto di oltre 52 milioni di euro al margine da servizi (contro i 50,9 milioni di euro del 2020).

Il complesso delle spese generali e degli ammortamenti nel 2021 è pari a 742,3 milioni di euro (in progressione del 10,6% rispetto all'anno precedente) ed include alcune componenti non lineari: le spese del personale e amministrative del secondo semestre relative a Cassa di Risparmio di Cento; gli oneri di integrazione inerenti la fusione (22,5 milioni di euro); gli oneri a supporto della progettualità del Gruppo. Gli ammortamenti, pari a 79,8 milioni di euro, sono in crescita del 6,7%, per effetto dei consistenti investimenti in nuove tecnologie a supporto del business e delle esigenze normative.

Queste evidenze si sono tradotte, come accennato in precedenza, in un calo del risultato operativo (-8,3%). Il costo del credito è particolarmente contenuto ed è pari a -27,1 milioni di euro (-91,2 milioni di euro nel 2020). Contribuisce al dato la ripresa di valore sui crediti in bonis (dovuta al miglioramento dello scenario macroeconomico e all'aggiornamento delle policy creditizie), in assenza di manifesti segnali di deterioramento del credito non performing. I proventi straordinari di 48,0 milioni di euro, accolgono in particolare il badwill derivante dalla fusione con Cassa di Risparmio di Cento per 97 milioni di euro ed il contributo ai fondi sistemici, pari a -52,6 milioni di euro (-39,6 milioni di euro nel 2020).

MEZZI PROPRI E COEFFICIENTI REGOLAMENTARI

MEZZI PROPRI E COEFFICIENTI REGOLAMENTARI 2021 2020 2019
Mezzi propri "civilistici" (*) milioni € 2.464,1 2.256,8 1.966,1

(*) al netto dei dividendi da distribuire come proposta di riparto utile

La variazione del patrimonio civilistico, rispetto al 31/12/2020, è principalmente derivata da:

  • l'ipotizzata capitalizzazione del risultato dell'esercizio (97,2 milioni di euro);
  • il risultato della valutazione delle "attività detenute per incassare i flussi di cassa e per la vendita" (-19,2 milioni di euro);
  • il saldo negativo della valutazione al fair value dei contratti derivati di copertura dei flussi finanziari (-27,6 milioni di euro);
  • il saldo negativo della valutazione attuariale del trattamento di fine rapporto (-1,4 milioni di euro);
  • la capitalizzazione dei costi del personale connessi a piani di remunerazione basati su strumenti finanziari (3,1 milioni di euro).
  • la plusvalenza della cessione della partecipazione in Cedacri, avvenuta a giugno 2021, (36,3 milioni di euro);
  • l'aumento di capitale a servizio della fusione della Cassa di Risparmio di Cento (47,7 milioni di euro).

Il seguente prospetto illustra (in milioni di euro) l'adeguatezza patrimoniale per Credem Banca inviata all'Organo di Vigilanza:

ADEGUATEZZA PATRIMONIALE 2021 2020 2019
Totale fondi propri 2.384,0 2.264,7 2.021,5
-
di cui Common Equity Tier 1
milioni € 2.083,0 1.912,8 1.674,2
-
di cui Totale capitale di classe 1
milioni € 2.083,0 1.912,8 1.674,2
Rischi:
-
di credito e controparte
milioni € 1.028,3 925,7 845,9
-
di mercato
milioni € 5,9 4,4 17,9
-
operativi
milioni € 123,3 110,3 111,6
Requisito patrimoniale complessivo 1.157,5 1.040,4 975,4
CET1 capital ratio (*) % 14,4 14,7 13,7
TIER1 capitale ratio % 14,4 14,7 13,7
Total capital ratio % 16,5 17,4 16,6
Target regolamentari (**)
CET1 capital ratio % 7,0 7,0 7,0
TIER1 capitale ratio % 8,5 8,5 8,5
Total capital ratio % 10,5 10,5 10,5

(*) se CT1<TIER1; CET1=T1

(**) comprensivi del cosiddetto "capital conservation buffer", non comprende il requisito aggiuntivo da "SREP decision"

Nel dettaglio, l'evoluzione della situazione patrimoniale (rispetto al 31/12/2020) riflette in particolare:

  • in positivo, l'incremento patrimoniale dei fondi propri, già evidenziati in sede di commento del patrimonio civilistico;
  • in negativo, l'aumento dei rischi, con particolare riferimento a quelli di natura creditizia, in relazione all'analogo progresso dei crediti verso clientela.

In adempimento a quanto disposto dalla normativa, segnaliamo che la banca ha effettuato, nell'ambito del sopra illustrato piano di remunerazione, movimentazioni di azioni proprie, così come indicato nella parte B "informazioni sullo Stato Patrimoniale" alla sezione 12 della Nota Integrativa.

PERSONALE

L'organico di Credembanca è passato dalle 5.375 persone del 31.12.2020 alle 5.676 del 31.12.2021, con un incremento complessivo di 301 unità, in parte derivante dall'incorporazione delle persone di Cassa di Risparmio di Cento.

Le principali linee di intervento hanno riguardato:

  • Il bilanciamento della rete commerciale di Credembanca per mantenere adeguati i livelli di servizio offerti alla clientela e aumentare il presidio commerciale sul territorio anche attraverso un efficientamento della rete dei punti vendita;
  • Il rafforzamento delle strutture IT con l'obiettivo di sviluppare nuove procedure utili al business, effettuare gli adeguamenti ai processi previsti dalle normative e governare al meglio il c.d. "rischio informatico";
  • Il rafforzamento della struttura di Avvera e della rete commerciale di Banca Euromobiliare, per supportare il piano di sviluppo delle Società;
  • Il rafforzamento dell'organico della maggioranza delle altre società del Gruppo, per sostenerne i rispettivi piani di sviluppo;
lavoro, che ha permesso l'inserimento di giovani neo-diplomati e neo-laureati.
DIPENDENTI 2021 2020 2019
Occupazione puntuale di fine periodo 5.676 5.375 5.425
di cui part-time 319 288 288
Età media Anni 44,8 44,7 44,7
Anzianità media di servizio Anni 16,4 16,3 16,3
Distribuzione uffici centrali/filiali % 34/66 32/68 31/69
Turn-over totale % 5,5 5,5 6,8
Costo medio per dipendente migliaia
81,4 78,4 77,7
Dipendenti in possesso di laurea % 56,9 54,9 52,9

• L'azione, già posta in essere da anni, volta al raggiungimento di accordi su base volontaria per l'esodo anticipato rispetto alla naturale scadenza del rapporto di

Sul fronte formativo, sono proseguiti gli investimenti grazie soprattutto all'utilizzo della "formazione con didattica a distanza" anche per far fronte al perdurare dell'emergenza sanitaria dovuta al Covid-19. Il focus principale degli interventi è stato sulle competenze comportamentali, tecniche di ruolo, normative legate in particolare a MIFID, sulla leadership e sul benessere personale sul posto di lavoro e sulla metodologia di lavoro "agile" per la gestione della progettualità. In particolare, sulla rete commerciale si è continuato a erogare una formazione mirata all'acquisizione delle conoscenze/competenze fondamentali di ogni ruolo con valutazione finale dell'apprendimento.

Addestramento e formazione Giorni 43.980 36.513 48.012

Medio per dipendente Giorni 6,66 5,75 6,72

Si è continuato ad investire sul tema dell'identità di Gruppo. Il focus si è concentrato sul supportare il management nella realizzazione della mission e dei valori aziendali. In questo senso si è confermato l'utilizzo della valutazione "multidegree" nella quale tutte le persone del Gruppo si autovalutano su alcuni comportamenti chiave per l'azienda e sono valutati sugli stessi item dal loro capo, dai peer e, per i capi, dai loro collaboratori. Sulla base delle risultanze ottenute dal confronto di questi punti di vista, sono stati previsti interventi volti a migliorare i comportamenti meno applicati (come, a titolo d'esempio, interventi formativi, coaching da parte del capo diretto).

Oltre a questo, nella formazione manageriale, si è continuato ad investire sulla leadership, sul coaching, sul feedback, sulla fiducia sulla gestione dell'errore e sul mentoring, considerati importanti leve per permettere al capo di agire il modello di leadership aziendale e aumentare le performance dei collaboratori. È stato, inoltre, confermato l'investimento formativo dedicato al lean management, volto a rendere sempre più efficienti i processi interni.

Il piano di welfare aziendale, strutturato sui bisogni di potere di acquisto, salute e benessere, protezione, supporto personale e work-life balance, ha registrato il consolidamento dei servizi in essere e lo sviluppo di nuove iniziative che hanno coinvolto un numero sempre maggiore di persone. Ci sì è focalizzati in particolare sui temi della prevenzione in ambito medico, genitorialità ed in particolare sulla paternità, forma fisica, smart working, mobilità, socialità, consulenza legale e fiscale, caregiver, il supporto psicologico e soluzioni "salva tempo". È stata confermata l'iniziativa di volontariato di impresa che ha visto l'adesione di 300 persone che hanno effettuato attività di volontariato in orari e giornate lavorative in modalità web.

Si è inoltre investito sulla "sostenibilità ambientale" attraverso la sensibilizzazione dei dipendenti e una serie di iniziative specifiche.

Per far fronte all'emergenza sanitaria legata al Covid-19, è stato fatto un importante ricorso allo smart working, cui hanno potuto beneficiare oltre il 91% delle persone del Gruppo. Questa nuova modalità di lavoro è stata accompagnata da un importante percorso formativo rivolto alle competenze comportamentali, al supporto psicologico ed alla salute fisica, così come evidenziato in sede introduttiva nel capitolo relativo alla pandemia.

Un forte focus è stato rivolto alle iniziative di Diversity & Inclusion ambito nel quale è stata confermata per il Gruppo la certificazione di equità salariale di genere, primo Gruppo Bancario in Italia ad avere ottenuto questo riconoscimento già nel 2020.

SISTEMI DI PAGAMENTO

SISTEMI DI PAGAMENTO 2021 2020 2019
Carte Bancomat 11. 864.474 808,504 764.983
operazioni Pagobancomat n. 58.301.650 40.668.070 40.413.952
Ilussi Pagobancomat €/1000 2.726.307 2.087.272 2.028.027
operazioni Bancomat n. 13.306.657 12.638.715 15.772.529
flussi Bancomat €/1000 3.002.301 2.764.941 3.081.552
Carte di Credito (CartaEGO) n. 602.349 577.559 551.237
operazioni n. 38.328.920 31.380.094 31.635.020
flussi €/1000 2.266.291 1.955.252 2.134.732
ATOM n. 505 481 501
operazioni n. 12.873.067 12.513.997 16.287.751
flussi €/1000 2.853.154 2.569.524 2.902.782
POS 11. 28.748 26.757 24.409
operazioni n. 42.325.066 26.972.251 24.965.543
fluss1 €/1000 2.253.017 1.534.470 1.735.000
RIBA - presentazioni attive n. 6.619.037 5.859.580 6.237.898
flussi €/1000 21.255.057 16.921.662 18.539.812
SDD · presentazioni attive n. 9.516.500 8.414.990 9.525.081
flussi €/1000 6.041.996 4.860.350 5.444.020
FATTURE - presentazioni attive n. 238.231 299.619 430.742
flussi €/1000 2.785.309 3.195.651 4.205.184
SDD flussi passivi n. 20.487.035 17.834.844 16.213.652
flussi passivi in pagamento €/1000 8.503.834 7.141.301 7.457.578
Assegni
- bancari e circolari tratti su Credem n. 2.006.309 2.128.769 2.857.243
€/1000 7.902.584 7.090.954 9.346.828
negoziati n. 2.338.173 2.610.719 3.354.160
€/1000 8.203.481 7.714.293 9.788.809
Bonifici
· Bonifici Italia ricevuti n. 19.436.029 16.537.459 14.818.608
€/1000 90.453.866 73.119.819 70.313.311
· Bonifici Italia emessi n. 20.482.184 17.448.603 16.629.608
€ 1000 98.246.202 80.559.195 80.527.267
Cassa effetti
Riba passive ricevute n. 3.334.911 2.932.574 3.109.116
€/1000 11.890.901 9.106.588 9.749.831
Autotassazione
F24 e F23 11. 2.904.707 2.641.763 2.941.166
€/1000 11.383.089 8.864.519 9.846.832
Pensioni
- Per cassa e su C/C 11. 1.981.022 1.887.888 1.789.253
€ / 1000 2.872.770 2.629.001 2.482.596

Per quanto riguarda i servizi digitali, si evidenzia che sono sempre di più i clienti che utilizzano i canali virtuali per accedere alla banca, da PC o da Mobile, tramite il proprio contratto di Internet Banking. A conferma di ciò, i servizi di Internet Banking per la clientela privata e di Business On e "Telemaco 32" per la clientela aziende, hanno avvicinato i 778.000 contratti, con una crescita su base annua del + 6,4%.

Relativamente al mobile, i clienti possessori di un contratto di Internet Banking che hanno effettuato il download dell'App CredemBanca sono in crescita del 31% rispetto all'anno precedente. In ottica di dematerializzazione del cartaceo, Mybox, il servizio per la distribuzione e l'archiviazione delle comunicazioni banca - cliente,

assorbe il 71.8% delle comunicazioni. Allo stesso scopo, il servizio di firma digitale remota è attivo su circa 796.000 clienti con una crescita del 7.8% su base annua.

DIFFUSIONE TERRITORIALE e PRINCIPALI BUSINESS

La tavola seguente mostra l'evoluzione della presenza territoriale della Banca, i dati sul 2021 includono le filiali rinvenienti dal consolidamento della Cassa di Risparmio di Cento.

In ambito Rete Filiali è proseguita l'attività di ottimizzazione dei punti vendita: sono stati chiusi 11 sportelli in comuni dove sono presenti altre filiali o in comuni con basse prospettive di sviluppo e servibili dai punti vendita presenti nei comuni limitrofi. A seguito della Fusione con CR Cento sono stati acquisiti 37 sportelli di cui successivamente 3 chiusi per sovrapposizione territoriale con filiali Credem.

DIFFUSIONE TERRITORIALE 2021 2020 2019
TOTALE FILIALI 434 410 441
Province di insediamento
Regioni di insediamento
93
20
90
19
90
19
Credempoint 67 62 54
Centri Imprese 38 37 37
Promotori finanziari esterni con mandato 526 512 506

Nel primo semestre del 2021, il Gruppo Credem ha annunciato la creazione del Polo Private, una nuova realtà organizzativa per la gestione dei grandi patrimoni (costituita dal Private Banking Credem e da Banca Euromobiliare) che ha confermato il proprio posizionamento di rilievo nel panorama nazionale, con 41,7 miliardi di euro di masse a fine dicembre (+15,8% a/a) ed oltre due miliardi di euro di raccolta netta.

In questo capitolo si commenteranno i business relativi al banking commerciale (retail e corporate) e al Private Banking della sola Credem banca, in base ai dati del controllo di gestione.

Volumi
(milioni di euro)
2021
(Retail +
Private)
2021
(di cui
Retail*)
2021
(di cui
Private**)
2020
(Retail +
Private)
%
'21-'20 ***
Impieghi lordi 16.964 15.988 976 15.350 10,5
Raccolta diretta 25.115 20.659 4.455 21.916 14,6
Raccolta indiretta 43.363 22.636 20.726 37.427 15,9
Raccolta complessiva 68.477 43.296 25.182 59.343 15,4
di cui Raccolta gestita 34.190 18.944 15.246 29.042 17,7
di cui Raccolta amministrata 9.173 3.692 5.480 8.385 9,4

(*) Incluso il contributo di Cassa di Risparmio di Cento

(**) I volumi del segmento private si riferiscono alla parte di pertinenza di Credem Banca e, come per il retail, includono l'apporto di Cassa di Risparmio di Cento.

(***)La variazione a perimetro omogeneo includendo per entrambi gli anni l'apporto del Private Banking ed escludendo il contributo di Cassa di Risparmio di Cento sulla base delle informazioni gestionali disponibili vedrebbe le seguenti crescite: Impieghi lordi: +5,6%; Raccolta diretta: +7,5%; Raccolta indiretta: +10,5%; Raccolta complessiva : +9,4%; Raccolta gestita: +12,1%; Raccolta Amministrata : +5,1).

Volumi
(milioni di euro)
2021
(Corporate*)
2020
(Corporate)
%
'21-'20**
Impieghi lordi 9.779 8.748 11,8
Raccolta diretta 6.420 6.746 -4,8
Raccolta indiretta 1.233 812 51,9
Raccolta complessiva 7.653 7.557 1,3
di cui Raccolta gestita 370 271 36,6
di cui Raccolta amministrata 863 540 59,6

(*) Incluso secondo semestre Cassa di Risparmio di Cento

(**) La variazione a perimetro omogeneo, escludendo il contributo di Cassa di Risparmio di Cento,

vedrebbe le seguenti crescite: Impieghi lordi: +7,0%; Raccolta diretta: -7,8%;

Retail

In ambito rete Filiali è proseguita l'attività di ottimizzazione dei punti vendita: sono stati chiusi 11 sportelli in comuni dove sono presenti altre filiali o in comuni con basse prospettive di sviluppo e servibili dai punti vendita presenti nei comuni limitrofi. A seguito della fusione con Cassa di Risparmio di Cento sono stati acquisiti 37 sportelli di cui successivamente 3 chiusi per sovrapposizione territoriale con filiali Credem.

Sul fronte della Promozione Finanziaria, il 2021 ha visto la rete crescere ulteriormente con 526 agenti operativi e nel 2022 continuerà l'attività di reclutamento.

Nel corso del 2021 la rete Filiali ha acquisito circa 78.700 nuovi clienti, con un tasso di acquisition del 7%, in linea con quanto fatto registrare nel 2020, con una customer retention al 93,02%.

Grandi somme di liquidità sono rimaste depositate sui conti in attesa di una stabilizzazione della situazione e di maggiori certezze per il futuro. Il 2021 si è caratterizzato tuttavia per un importante lavoro della rete che ha permesso un flusso costante di sottoscrizioni di prodotti di risparmio gestito durante tutti i mesi dell'anno. Gli stock di raccolta gestita fanno registrare un aumento pari al 12,1% annuo, beneficiando anche dell'andamento positivo dei mercati finanziari.

Nel 2021 è continuato in modo importante lo sviluppo degli impieghi, significativo sia il comparto delle Famiglie che quello dello Small Business e Piccoli Operatori Economici. Gli impieghi totali si attestano a 15.988 milioni di euro in crescita del 5,6% su anno precedente. Il breve termine ha subito lo spostamento delle richieste di credito sul medio termine, fenomeno evidente su tutto il mercato. Le erogazioni sono state trainate dal grande contributo del segmento Imprese e dal comparto mutui casa che rappresenta uno dei driver di riferimento della strategia adottata dal Gruppo Credem a supporto dei bisogni delle Famiglie.

Corporate

Nel corso del 2021, il numero dei Centri Imprese è rimasto stabile, con una copertura ottimale dei principali centri industriali.

Il 2021 ha visto la progressiva riduzione delle misure a sostegno dell'economia da parte del Governo e una situazione economica in miglioramento, ma con ancora una situazione instabile a causo dello scenario pandemico. Anche nel 2021 è continuato il supporto alle imprese, con un importante incremento degli impieghi (+ 7% la crescita dell'aggregato, dopo sei anni già in deciso sviluppo). La crescita è stata trainata dal medio termine sia sul segmento MID Corporate, sia sul Large Corporate. Il portafoglio crediti mantiene le sue caratteristiche di qualità, di diversificazione settoriale e distribuzione del rischio.

Private Banking

Nel primo semestre del 2021, il Gruppo Credem ha annunciato la creazione del Polo Private, una nuova realtà organizzativa che riunisce sotto un unico coordinamento

le reti di Banca Euromobiliare e la nuova Business Unit Private di Credembanca, pur mantenendo la distintività dei rispettivi marchi, con l'obiettivo di:

  • o Gestire in modo "integrato ed univoco" il private banking di Gruppo;
  • o Rafforzare il posizionamento distintivo di Credembanca e Banca Euromobiliare verso la clientela private, con una consulenza sempre più ampia e di qualità rivolta al patrimonio complessivo dei clienti, anche attraverso le sinergie con tutte le società del Gruppo attive nel Wealth Management;
  • o Accelerare la crescita nel settore del private banking massimizzando le sinergie tra le due strutture per aumentare il livello di specializzazione e di focalizzazione del business;
  • o Diventare un polo di attrazione per i migliori private banker e consulenti finanziari attivi sul mercato.

Le consistenze patrimoniali della clientela (esclusi gli impieghi) risultano in crescita, passando da 21,6 miliardi di euro di fine dicembre 2020 a 25,2 miliardi di euro a fine 2021. Tale andamento è dovuto sia allo sviluppo eccellente della raccolta netta, sia al contributo dell'effetto mercato.

Nel periodo in esame risultano in crescita anche le consistenze di raccolta gestita che si attestano a 15,2 miliardi di euro, quest'ultima, in particolare, è stata spinta dagli afflussi su OICR e prodotti assicurativi (sia di Gruppo che di terzi). La raccolta diretta si attesta a 4,4 miliardi di euro. Per effetto delle dinamiche fin qui descritte, l'incidenza delle consistenze gestite sul totale è pari a fine anno al 60,5%, in aumento rispetto al 58,4% di fine 2020.

Nel 2021 è proseguita la crescita della rete, che oggi conta 291 private banker. Nel corso del 2021 si sono realizzati nuovi ingressi di elevato profilo professionale e portafoglio pro-capite, con l'obiettivo nel medio periodo di continuare a rafforzare la rete.

Tra le principali iniziative del 2021 segnaliamo:

  • o La prosecuzione del programma progettuale per l'evoluzione del modello di servizio di consulenza e l'ampliamento dell'offerta verso consulenza patrimoniale allargata (immobiliare, private equity, family&corporate business, assicurativo, real estate) ed il rafforzamento servizi su amministrata.
  • o La creazione di strutture uniche tra il Private Banking di Credembanca e quello di Banca Euromobiliare, per rendere servizi specializzati e focalizzati sulle esigenze private.
  • o Investimenti in marketing interno/esterno per far «conoscere» le potenzialità della nuova realtà.
  • o Il completamento di progetti di digitalizzazione delle procedure e dei processi a supporto delle reti commerciali sul mondo assicurativo d'investimento, la digitalizzazione della modulistica per l'offerta fuori sede, l'implementazione di una nuova piattaforma digitale di scambio contratti tra banca e cliente e l'estensione a tutti i processi della firma digitale.

RELAZIONE ANNUALE SUL GOVERNO SOCIETARIO E GLI ASSETTI PROPRIETARI

Si informa che la Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari, contenente, tra l'altro, le informazioni di cui all'art.123 bis del testo unico della Finanza, è riportata in un distinto documento a disposizione presso la sede sociale e pubblicato all'interno del sito internet aziendale (www.credem.it/Chi siamo/Corporate governance).

EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE E FATTI DI RILIEVO VERIFICATESI DOPO LA CHIUSURA DELL'ESERCIZIO

Il 2021 si è chiuso con un forte rimbalzo dell'economia mondiale, dopo la recessione da Covid-19, la più profonda flessione del PIL in tempo di pace. Se tutte le maggiori economie hanno lasciato alle spalle i periodi più difficili dal punto di vista economico e sociale, l'intensità della ripresa non è uniforme, nel mentre aumentano i rischi che potrebbero trasformare il 2022 in un anno più difficile delle attese.

È evidente che i vaccini sono stati la chiave di volta per uscire dalla fase acuta della pandemia, ma questi non sono diffusi in ugual misura in tutti i paesi. Una prima conseguenza diretta tra una domanda molto vivace (e graduale normalizzazione dei processi produttivi) e misure di restrizione per arginare il virus è stato il mismatch tra domanda e offerta che ha determinato un aumento del livello di prezzi e strozzature dell'offerta che hanno ostacolato alcune produzioni manifatturiere. Prezzi internazionali delle commodities alti e scarsità di alcuni beni intermedi stanno determinando un aumento dei prezzi di produzione. Inoltre, la forte domanda di gas naturale in Europa e Cina, la riduzione delle scorte, le temperature rigide invernali e le tensioni geopolitiche hanno spinto ulteriormente il prezzo dell'energia.

Le proiezioni per il 2022 dei dati macroeconomici a disposizione (Rapporto di Previsione di Prometeia di dicembre 2021, update febbraio 2022, prima dell'esplosione del conflitto), ipotizzano un'evoluzione annua del PIL mondiale al +3,9%, di quello statunitense al +3,7% e di quello UEM al +3,5%.

Relativamente all'economia italiana, le principali dinamiche per l'intero 2022 sono le seguenti:

  • Il prodotto interno lordo dovrebbe segnare un +3,6% su base annua, beneficiando anche di una Legge di Bilancio ancora espansiva e dei fondi del programma Next Generation EU.
  • I consumi delle famiglie sono attesi al +3,8% a fine anno, evidenziando una ripresa, senza comunque arrivare al livello pre-pandemia.
  • Gli investimenti dovrebbero risultare complessivamente in forte crescita, con un +7,3% su base annua. Gli investimenti in macchinari e mezzi di trasporto dovrebbero chiudere l'anno con un +6,0%, mentre la componente delle costruzioni con un +8,7%. In estrema sintesi, la dinamica degli investimenti dovrebbe beneficiare delle misure confermate anche nel 2022 dal Governo e dell'arrivo dei fondi europei volti a migliorare le tecnologie digitali e la riqualificazione del patrimonio edilizio. Quest'ultimo beneficerebbe anche dell'efficientamento energetico legato alle misure relative all'"eco-bonus".
  • Le esportazioni dovrebbero registrare quest'anno un +6,5%, coerentemente con l'andamento del commercio mondiale (ipotizzato a +4,0% nel 2022).
  • L'inflazione è prevista positiva (+3,5%).

Ulteriori rischi per la dinamica dell'economia globale sono legati al conflitto tra Russia ed Ukraina. Gli eventi bellici, che si succedono rapidamente in queste ore, hanno conseguenze ad ampio raggio su crescita e inflazione, così come le ricadute sulle famiglie e sulle imprese. Il prezzo di alcune materie prime e dell'energia potranno risultare in ulteriore crescita rispetto alle valutazioni attuali, con impatti negativi sul reddito disponibile delle famiglie e sulle loro aspettative. Relativamente alle imprese, l'impatto della crisi varierà a seconda del settore o della singola azienda, con alcuni settori più colpiti di altri dalle sanzioni e dall'aumento dei costi di produzione. Secondo più parti, il conflitto potrebbe determinare un minor PIL per l'Europa di un -0,3/0,4% (già le stime del Rapporto di Previsione di Prometeia di febbraio 2022 prevedevano, in caso di conflitto in Ukraina, un incremento del 3% del PIL e del 5,5% dell'inflazione), anche per l'effetto domino delle sanzioni finanziarie. Il risultato finale dipenderà anche dalla capacità dell'autorità monetaria di affrontare il rallentamento dell'economia e lo sviluppo dell'inflazione, al momento la Banca Centrale Europea ha annunciato di fare tutto il necessario per garantire fluidità sulle liquidità e pieno accesso per i cittadini ai mezzi di pagamento.

Relativamente ai principali aggregati bancari si prevedeva (stime ante scoppio del conflitto):

  • Dopo il forte accumulo dei depositi registrato nel 2020 e nel 2021, il miglioramento della congiuntura economica dovrebbe portare ad un decumulo dei depositi in conto corrente per una maggiore propensione al consumo e per una minore avversione al rischio delle famiglie, che si orienteranno verso forme di investimento più remunerative. Si ipotizza un +0,5% dei depositi complessivi e una stabilità dei depositi in conto corrente. Per lo stock delle obbligazioni si ipotizza un +1,5%, in quanto i rimborsi del TLTRO determineranno un ritorno alle emissioni obbligazionarie da parte delle banche.
  • Dopo un andamento molto positivo della domanda di finanziamenti da parte delle imprese per il 2020 ed una dinamica contenuta ma positiva nel 2021, il 2022 dovrebbe evidenziare un +2,0% su base annua, per l'anticipo delle decisioni di finanziamento già effettuata e quindi la già disponibilità di risorse interne per finanziare eventuali investimenti.
  • Una dinamica positiva del credito verso le famiglie (+3,8% nel 2022 sempre su base annua) sia per investimenti connessi alle abitazioni, che per un maggior consumo di beni durevoli.
  • In uno scenario, che potrà ancora essere condizionato dalla situazione sanitaria e dal conflitto in atto, la gestione bancaria potrà essere influenzata da diversi fattori:
  • Dinamica dell'inflazione.
  • Misure attuate dal Governo, dalle Autorità europee e dalle Istituzioni monetarie e di vigilanza.
  • Sviluppo dei mercati finanziari ed azionari (molto sensibili alle notizie sui contagi e vaccini, alle manovre della politica monetaria europea e statunitense, alle tensioni geopolitiche e sviluppi del conflitto in Ukraina).
  • Evoluzione dello spread BTP-Bund.
  • Dinamiche dello scenario politico italiano.
  • Dinamica curva tassi e andamento della forbice bancaria.
  • Evoluzione del rischio creditizio e delle criticità di singoli soggetti bancari; ricordiamo che il 2022 è l'anno della rimozione delle misure di sostegno adottate.
  • Impatti di numerose norme e misure regolamentari che stanno interessando il sistema finanziario europeo.
  • Cambiamento delle abitudini di acquisto e di utilizzo dei servizi bancari sperimentate durante il lockdown, che stanno accelerando la trasformazione digitale degli istituti ma anche, nel contempo, possono aumentare la concorrenza da parte degli operatori non bancari.

In tale sfidante quadro generale, il Gruppo Credem conta di poter mantenere le principali linee guida della gestione nel medio periodo. Nel più breve periodo, pur non avendo il Gruppo Credem esposizioni nei confronti della Russia nel portafoglio titoli di proprietà e nemmeno a livello creditizio nei confronti di aziende ed istituzioni russe, non si possono escludere impatti derivanti dall'attuale situazione di crisi bellica sui principali aggregati economici e patrimoniali.

Le linee guida strategiche di medio periodo includono:

  • Mantenimento di significativi ritmi di sviluppo commerciale della raccolta e, in particolare, del comparto gestito.
  • Ulteriore potenziamento del comparto assicurativo.
  • Progresso selettivo del credito.
  • Revisione del modello di servizio (orientata su omnicanalità e digitalizzazione).
  • Potenziamento distributivo e produttivo del business del Wealth Management (che ha portato tra l'altro alla costituzione di un Polo Private Banking).
  • Conferma di significativi investimenti di compliance normativa e di evoluzione del sistema informativo, oltre a sostenuti investimenti di marketing.
  • Attivazione di iniziative sistematiche volte a migliorare l'efficienza di processi e strutture (stabilizzando anche i processi «provati» durante la pandemia).
  • Conferma di un solido profilo di rischio e di livello patrimoniale.

  • Mantenimento di una adeguata diversificazione del portafoglio mobiliare a presidio della volatilità patrimoniale.

  • Diversificazione e stabilizzazione dei ricavi (ampliamento della gamma prodotti, dei canali di vendita e integrazione con lo sviluppo di prodotti ESG).

Relativamente al rischio di credito, questo rimane oggetto di monitoraggi frequenti e implementazione di sistemi di early warning per cogliere in maniera tempestiva eventuali deterioramenti dello scenario. Un peggioramento del merito creditizio, allo scadere delle misure di sostegno pubblico, potrà determinare un incremento delle svalutazioni analitiche, compensata da una stabilizzazione della componente relativa ai crediti in bonis.

Nel 2022, il Gruppo proseguirà nel processo di integrazione con l'ex Cassa di Risparmio di Cento, che permetterà lo sviluppo su un nuovo territorio, la realizzazione di sinergie di costo favorite dall'adozione di un'unica piattaforma informatica e la diversificazione dell'offerta con benefici per tutti gli stakeholders.

Va infine sottolineato che le modalità operative di svolgimento delle attività centrali e commerciali continueranno nel rispetto delle misure di prevenzione di volta in volta vigenti sia in riferimento alle persone del Gruppo, che alla clientela.

Signori Azionisti, lo Stato Patrimoniale e Conto Economico al 31 dicembre 2021, dopo tutte le necessarie rettifiche e accantonamenti, evidenziano un utile netto di 199.475.873,78 euro che vi proponiamo di ripartire nel modo seguente:

TOTALE 199.475.873,78
Per il residuo, come accantonamento alla "riserva
straordinaria".
97.180.868,18
Agli Azionisti, per un importo complessivo di 102.295.005,60 euro,
corrispondente a 0,30 euro per ciascuna delle 341.320.065 azioni
aventi godimento 01/01/2021 a titolo di dividendo ordinario, al
netto di 336.713 azioni in portafoglio (852.924 azioni proprie alla
data del 31/12/2021, meno 516.211 azioni che saranno consegnate
in data antecedente al 28 aprile 2022 al personale rilevante).
77.233.280,80
Alla "riserva legale", quale quota fissata dallo statuto 19.947.587,38

Nel rispetto delle raccomandazioni dell'autorità di vigilanza, il Consiglio di Amministrazione, nella seduta odierna, ha deliberato di proporre una distribuzione dell'utile d'esercizio 2021 per 77.233.280,80 euro.

Il Consiglio di Amministrazione

Reggio Emilia, 10 marzo 2022

BILANCIO AL 31/12/2021

STRUTTURA E CONTENUTO DEL BILANCIO

Il bilancio d'esercizio della Banca è costituito dallo stato patrimoniale, dal conto economico, dal prospetto della redditività complessiva, dal prospetto delle variazioni del patrimonio netto, dal rendiconto finanziario, dalla nota integrativa ed è corredato dalla relazione degli amministratori sull'andamento della gestione e sulla situazione del Gruppo così come previsto dai Principi contabili internazionali IAS/IFRS e dalla circolare di Banca d'Italia n° 262 del 22 dicembre 2005, e successivi aggiornamenti ed integrazioni, che ha disciplinato i conti annuali e consolidati degli enti creditizi e degli istituti finanziari.

Il bilancio della Banca è redatto con chiarezza e rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale, la situazione finanziaria ed il risultato economico dell'esercizio.

La nota integrativa ha la funzione di fornire l'illustrazione, l'analisi ed in taluni casi un'integrazione dei dati di bilancio. Contiene le informazioni richieste dalla circolare di Banca d'Italia n°262 del 22 dicembre 2005 e successive modifiche ed integrazioni. In merito alla struttura e contenuto del bilancio si faccia riferimento anche a quanto riportato nella seguente parte A1 "Sezione generale".

I dati degli schemi di bilancio e della nota integrativa sono redatti in migliaia di euro, ad eccezione della Parte L, che è redatta in milioni di euro.

SCHEMI DI BILANCIO

STATO PATRIMONIALE

Voci dell'attivo 31/12/2021 31/12/2020
10. Cassa e disponibilità liquide 205.979.117 221.100.636
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 79.552.319 49.991.523
a)
attività finanziarie detenute per la negoziazione
59.531.611 30.686.863
c)
altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value
20.020.708 19.304.660
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 6.452.115.518 3.352.496.276
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 47.740.121.831 41.450.626.209
a)
crediti verso banche
8.923.563.091 8.214.272.991
b)
crediti verso clientela
38.816.558.740 33.236.353.218
50. Derivati di copertura 208.749.399 272.936.942
60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 81.325.686 127.175.630
70. Partecipazioni 385.844.705 354.766.677
80. Attività materiali 400.466.607 377.850.296
90. Attività immateriali 384.268.495 371.526.692
di cui:
- avviamento 240.060.423 240.060.423
100. Attività fiscali 175.414.904 155.586.536
a)
correnti
3.270.491 3.301.078
b)
anticipate
172.144.413 152.285.458
110. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 4.842.325 -
120. Altre attività 965.916.207 464.476.407
Totale dell'attivo 57.084.597.113 47.198.533.824

I dati dello Stato patrimoniale e della Nota integrativa relativi al 31/12/2020 sono stati riesposti al fine di recepire il 7° aggiornamento del 29 ottobre 2021 della Circolare 262 della Banca d'Italia del 22 dicembre 2005, relativamente alla riclassifica dei Conti correnti e depositi a vista presso banche e dei Conti correnti e depositi a vista presso Banche Centrali (ad esclusione della riserva obbligatoria) dalla voce "Crediti verso banche" alla voce "Cassa e disponibilità liquide".

BILANCIO INDIVIDUALE – STATO PATRIMONIALE CONTO ECONOMICO

segue: STATO PATRIMONIALE

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2021 31/12/2020
10.
Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato
52.249.422.381 43.136.120.815
a)
debiti verso banche
13.584.139.184 8.802.298.767
b)
debiti verso clientela
36.241.117.274 31.833.239.188
c)
titoli in circolazione
2.424.165.923 2.500.582.860
20.
Passività finanziarie di negoziazione
33.147.441 27.795.982
40.
Derivati di copertura
385.160.592 355.748.512
50.
Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-)
104.157.586 200.515.088
60.
Passività fiscali
109.521.925 117.205.026
a)
correnti
13.688.118 12.975.970
b)
differite
95.833.807 104.229.056
80.
Altre passività
1.432.898.339 774.205.366
90.
Trattamento di fine rapporto del personale
61.931.591 64.971.229
100. Fondi per rischi e oneri 141.880.652 127.540.955
a)
impegni e garanzie rilasciate
8.003.031 7.147.275
b)
quiescenza e obblighi simili
1.388.449 1.602.573
c)
altri fondi per rischi e oneri
132.489.172 118.791.107
110. Riserve da valutazione 74.887.435 123.076.544
140. Riserve 1.633.018.529 1.566.190.593
150. Sovrapprezzi di emissione 321.799.668 283.052.330
160. Capitale 341.320.065 332.392.107
170. Azioni proprie (-) (4.024.965) (7.463.483)
180. Utile (Perdita) d'esercizio (+/-) 199.475.874 97.182.760
Totale del passivo e del patrimonio netto 57.084.597.113 47.198.533.824

CONTO ECONOMICO

Voci 31/12/2021 31/12/2020
10. Interessi attivi e proventi assimilati 506.571.372 488.213.778
di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 481.589.749 461.419.228
20. Interessi passivi e oneri assimilati (98.874.614) (68.029.496)
30. Margine di interesse 407.696.758 420.184.282
40. Commissioni attive 599.947.399 532.587.084
50. Commissioni passive (113.000.838) (105.026.536)
60. Commissioni nette 486.946.561 427.560.548
70. Dividendi e proventi simili 3.212.334 473.182
80. Risultato netto dell'attività di negoziazione 14.291.813 25.467.566
90. Risultato netto dell'attività di copertura 86.635 2.555.466
100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 36.650.770 22.834.571
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 3.134.362 16.949.787
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 33.516.405 5.882.077
c) passività finanziarie 3 2.707
110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con
impatto a conto economico
1.730.447 (317.533)
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 1.730.447 (317.533)
120. Margine di intermediazione 950.615.318 898.758.082
130. Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito di: (23.414.063) (87.576.595)
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (23.937.535) (88.721.181)
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 523.472 1.144.586
140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni (830.195) (773.389)
150. Risultato netto della gestione finanziaria 926.371.060 810.408.098
160. Spese amministrative: (810.446.845) (719.499.088)
a) spese per il personale (456.272.595) (429.182.972)
b) altre spese amministrative (354.174.250) (290.316.116)
170. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (9.420.143) (11.078.966)
a) impegni per garanzie rilasciate (2.898.418) (4.749.112)
b) altri accantonamenti netti (6.521.725) (6.329.854)
180. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali (37.542.703) (35.424.169)
190. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali (42.291.515) (39.358.072)
200. Altri oneri/proventi di gestione 211.292.711 103.027.498
210. Costi operativi (688.408.495) (702.332.797)
250. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 10.507.194 2.112.980
260. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 248.469.759 110.188.281
270. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (48.993.885) (13.005.521)
280. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 199.475.874 97.182.760
300. Utile (Perdita) d'esercizio 199.475.874 97.182.760
Voci 31/12/2021 31/12/2020
Utile base per azione (EPS base) 0,59 0,29
Utile diluito per azione (EPS diluito) 0,59 0,29

BILANCIO INDIVIDUALE – STATO PATRIMONIALE CONTO ECONOMICO

PROSPETTO DELLA REDDITIVITA' COMPLESSIVA

Voci 31/12/2021 31/12/2020
10. Utile (Perdita) d'esercizio 199.475.874 97.182.760
Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto economico (12.419.885) (991.929)
20. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva (11.621.849) 138.144
70. Piani a benefici definiti (798.036) (1.130.073)
Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto economico (35.175.045) 38.068.279
120. Copertura dei flussi finanziari (27.557.834) 11.826.230
140. Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
(7.617.211) 26.242.049
170. Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte (47.594.930) 37.076.350
180. Redditività complessiva (Voce 10+170) 151.880.944 134.259.110

PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO INDIVIDUALE

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Il dividendo relativo all'esercizio 2020, distribuito ai soci nel 2021, ammonta a 0,20 euro per azione per un controvalore di 66,3 milioni di euro.

Nella voce "Variazioni di riserve" è stato riportato l'utile per la cessione delle azioni della società Cedacri; in data 5 marzo 2021 è stato firmato da parte di tutti gli azionisti un accordo per la cessione del 100% del capitale sociale di Cedacri a ION Investment Group Limited, inclusa la quota posseduta da Credem pari al 3,9%; detta cessione si è realizzata nel mese di giugno 2021 ed ha comportato una plusvalenza, al netto del relativo effetto fiscale, pari a 36,3 milioni di euro, registrata nelle voce "Altre riserve" in quanto, gli strumenti di capitale per cui è stata effettuata la scelta per la classificazione nelle "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" sono valutati al fair value e gli importi rilevati in contropartita del patrimonio netto (Prospetto della redditività complessiva) non devono essere successivamente trasferiti a conto economico, neanche in caso di cessione.

Il 24 luglio 2021, data della fusione della Cassa di Risparmio di Cento in Credito Emiliano, è stata effettuata l'emissione di 8.927.958 azioni di Credito Emiliano per l'aumento di capitale dedicato agli ex azionisti della Cassa di Risparmio di Cento. Le azioni sono state contabilizzate al prezzo di 5,34 euro, prezzo di chiusura di borsa del titolo Credem del 23 luglio 2021 per un aumento di capitale complessivo, comprensivo di sovrapprezzo, di 47,7 milioni di euro.

BILANCIO INDIVIDUALE – STATO PATRIMONIALE CONTO ECONOMICO

PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO INDIVIDUALE

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RENDICONTO FINANZIARIO (Metodo indiretto)

Importo
A. ATTIVITA' OPERATIVA 31/12/2021 31/12/2020
1. Gestione 106.307.983 123.540.601
- risultato d'esercizio (+/-) 199.475.874 97.182.760
- plus/minusvalenze su attività finanziarie detenute per la negoziazione e
sulle altre attività/passività finanziarie valutate al fair value con impatto a
conto economico (-/+)
3.254.502 (47.531.194)
- plus/minusvalenze su attività di copertura (-/+) (86.635) (2.555.466)
- rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito (+/-) 51.200.407 111.952.290
- rettifiche/riprese di valore nette su immobilizzazioni materiali e immateriali
(+/-)
79.834.218 74.782.241
- accantonamenti netti a fondi rischi ed oneri ed altri costi/ricavi (+/-) 9.420.143 11.078.966
- imposte, tasse e crediti d'imposta non liquidati (+/-) 29.607.556 -
- rettifiche/riprese di valore nette delle attività operative cessate al netto
dell'effetto fiscale (+/-)
- -
- altri aggiustamenti (+/-) (266.398.082) (121.368.996)
2. Liquidità generata/assorbita dalle attività finanziarie (9.533.431.413) (7.731.290.101)
- attività finanziarie detenute per la negoziazione (33.766.884) 144.563.122
- attività finanziarie designate al fair value - -
- altre attività obbligatoriamente valutate al fair value 1.021.931 (9.166.414)
- attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
(3.162.422.593) 2.696.421.377
- attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (6.086.536.928) (10.697.332.411)
- altre attività (251.726.939) 134.224.225
3. Liquidità generata/assorbita dalle passività finanziarie 9.574.551.331 7.680.047.068
- passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 9.199.715.074 7.839.358.326
- passività finanziarie di negoziazione 5.351.459 (75.332.526)
- passività finanziarie designate al fair value - -
- altre passività 369.484.798 (83.978.732)
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività operativa 147.427.901 72.297.568
B. ATTIVITA' DI INVESTIMENTO
1. Liquidità generata da 14.291.005 12.947.478
- vendite di partecipazioni - -
- dividendi incassati su partecipazioni 3.046.180 -
- vendite di attività materiali 11.244.825 12.947.478
- vendite di attività immateriali - -
- vendite di rami d'azienda - -
2. Liquidità assorbita da (161.659.248) (78.405.663)
- acquisti di partecipazioni (35.920.353) -
- acquisti di attività materiali (69.294.398) (35.846.574)
- acquisti di attività immateriali (56.444.497) (42.559.089)
- acquisti di rami d'azienda - -
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività d'investimento (147.368.243) (65.458.185)
C. ATTIVITA' DI PROVVISTA
- emissioni/acquisti di azioni proprie 51.113.814 2.119.302
- emissioni/acquisti di strumenti di capitale - -
- distribuzione dividendi e altre finalità (66.294.991) -
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività di provvista (15.181.177) 2.119.302
LIQUIDITA' NETTA GENERATA/ASSORBITA NELL'ESERCIZIO (15.121.519) 8.958.685

RICONCILIAZIONE

Importo
Voci di bilancio 31/12/2021 31/12/2020
Cassa e disponibilità liquide all'inizio dell'esercizio 221.100.636 212.141.951
Liquidità totale netta generata/assorbita nell'esercizio (15.121.519) 8.958.685
Cassa e disponibilità liquide: effetto della variazione dei cambi - -
Cassa e disponibilità liquide alla chiusura dell'esercizio 205.979.117 221.100.636

Con riferimento all'informativa prevista dal par. 44 B dello IAS 7, si segnala che le variazioni delle passività derivanti da attività di finanziamento (liquidità generata) sono riferibili prevalentemente a flussi finanziari.

NOTA INTEGRATIVA

NOTA INTEGRATIVA

  • Parte A Politiche contabili
  • Parte B Informazioni sullo stato patrimoniale
  • Parte C Informazioni sul conto economico
  • Parte D Redditività complessiva
  • Parte E Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura
  • Parte F Informazioni sul patrimonio

Parte G – Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d'azienda

  • Parte H Operazioni con parti correlate
  • Parte I Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali
  • Parte L Informativa di settore
  • Parte M Informativa sul leasing

La nota integrativa è redatta in migliaia di euro.

PARTE A POLITICHE CONTABILI

A.1- PARTE GENERALE

Sezione 1 - Dichiarazione di conformità ai principi contabili internazionali

Il bilancio è stato redatto nella piena conformità di tutti i Principi Contabili Internazionali (IAS/IFRS) emanati dall'International Accounting Standard Board e delle relative interpretazioni dell'International Financial Reporting Standards, vigenti alla data del 31 dicembre 2021 e omologati dalla Commissione Europea secondo la procedura prevista dal regolamento UE n. 1606/2002 del 19 luglio 2002, nonché dei provvedimenti emanati in attuazione dell'art.9 del D.Lgs. n.38/2005 e dell'art. 43 del D. Lgs. 18 agosto 2015, n. 136.

Si fa presente inoltre che la Banca d'Italia, avendo i poteri in materia di definizione dei prospetti contabili e di definizione della Nota Integrativa del Bilancio, ha emanato il 7° aggiornamento della Circolare n. 262/2005 "Il bilancio bancario: schemi e regole di compilazione" il 29 ottobre 2021.

La Banca d'Italia, con la comunicazione del 21 dicembre 2021, ha aggiornato le integrazioni alle disposizioni che disciplinano i bilanci delle banche (Circolare n.262 del 2005) per fornire al mercato informazioni sugli effetti che il COVID-19 e le misure a sostegno all'economia hanno prodotto sulle strategie, gli obiettivi e le politiche di gestione dei rischi, nonché sulla situazione economica-patrimonaile delle banche. In relazione alla natura temporanea dell'emergenza da COVID-19 e delle misure di

sostegno, le integrazioni alle disposizioni di bilancio ad esse connesse restano in vigore fino a diversa comunicazione da parte della Banca d'Italia.

I principi contabili adottati per la predisposizione del presente bilancio, con riferimento alle fasi di classificazione, iscrizione, valutazione e cancellazione delle attività e passività finanziarie, così come per le modalità di riconoscimento dei ricavi e dei costi, non risultano modificati rispetto a quelli adottati per la predisposizione del Bilancio 2020 del Gruppo Credem.

Sezione 2 - Principi generali di redazione

Il bilancio è costituito dallo Stato patrimoniale, dal Conto economico, dal Prospetto della redditività complessiva, dal Prospetto delle variazioni di patrimonio netto, dal Rendiconto finanziario, dalla Nota integrativa e dalle relative informazioni comparative al 31 dicembre 2020 ed è inoltre corredato da una Relazione degli amministratori sull'andamento della gestione, sui risultati economici conseguiti e sulla situazione patrimoniale e finanziaria.

Il bilancio è redatto con l'applicazione dei principi generali previsti dallo IAS 1 e degli specifici principi contabili omologati dalla Commissione europea e illustrati nella Parte A.2 della presente Nota integrativa, nonché in aderenza con le assunzioni generali previste dal Quadro Sistematico per la preparazione e presentazione del bilancio elaborato dallo IASB.

Non sono state effettuate deroghe all'applicazione dei principi contabili IAS/IFRS. In conformità a quanto disposto dall'art. 5, comma 2, del Decreto Legislativo n. 38 del 28 febbraio 2005, il bilancio è redatto utilizzando l'euro come moneta di conto, e si fonda sull'applicazione dei seguenti principi generali di redazione dettati dallo IAS 1:

  • Continuità aziendale. Gli amministratori hanno considerato appropriato il presupposto della continuità aziendale in quanto a loro giudizio non sono emerse incertezze legate ad eventi o circostante che, considerati singolarmente o nel loro insieme, possano far sorgere dubbi riguardo alla continuità aziendale. Conseguentemente le attività, passività ed operazioni "fuori bilancio" sono valutate secondo valori di funzionamento, in quanto destinate a durare nel tempo.

  • Competenza economica. Costi e ricavi vengono rilevati, a prescindere dal momento del loro regolamento monetario, per periodo di maturazione economica e secondo il criterio di correlazione.

  • Coerenza di presentazione. La presentazione e la classificazione delle voci sono mantenute costanti nel tempo allo scopo di garantire la comparabilità delle informazioni, salvo che la loro variazione sia richiesta da un Principio Contabile Internazionale o da una Interpretazione oppure renda più appropriata, in termini di significatività e di affidabilità, la rappresentazione dei valori. Se un criterio di presentazione o di classificazione viene cambiato, quello nuovo si applica – ove possibile – in modo retroattivo; in tal caso vengono anche indicati la natura e il motivo della variazione, nonché le voci interessate. Nella presentazione e nella classificazione delle voci sono adottati gli schemi predisposti dalla Banca d'Italia per i bilanci delle banche, contenuti nella circolare n. 262 del 22 dicembre 2005 e successivi aggiornamenti ed integrazioni.
  • Aggregazione e rilevanza. Tutti i raggruppamenti significativi di voci con natura o funzione simili sono riportati separatamente. Gli elementi di natura o funzione diversa, se rilevanti, vengono presentati in modo distinto.
  • Divieto di compensazione. Attività e passività, costi e ricavi non vengono compensati tra loro, salvo che ciò non sia richiesto o permesso da un Principio Contabile Internazionale o da una Interpretazione oppure dagli schemi predisposti dalla Banca d'Italia per i bilanci delle banche.
  • Informativa comparativa. Le informazioni comparative si riferiscono ai corrispondenti periodi dell'esercizio precedente e sono riportate per tutti i dati contenuti nei prospetti contabili di confronto.

Si è tenuto conto, ove applicabile, dei documenti di tipo interpretativo e di supporto all'applicazione dei principi contabili in relazione agli impatti da COVID-19, emanati dagli organismi regolamentari e di vigilanza europei e dagli standard setter. Si richiamano tra gli altri:

  • la comunicazione dell'EBA del 25 marzo 2020 "Statement on the application of the prudential framework regarding Default, Forbearance and IFRS 9 in light of COVID 19 measures";
  • la comunicazione dell'ESMA del 25 marzo 2020 "Public Statement. Accounting implications of the COVID 19 outbreak on the calculation of expected credit losses in accordance with IFRS 9";
  • il documento dell'IFRS Foundation del 27 marzo 2020 "IFRS 9 and covid-19 Accounting for expected credit losses applying IFRS 9 Financial Instruments in the light of current uncertainty resulting from the covid-19 pandemic";
  • la lettera della BCE del 1° aprile 2020 "IFRS 9 in the context of the coronavirus (COVID 19) pandemic" indirizzata a tutti gli enti significativi;
  • gli orientamenti dell'EBA del 2 aprile 2020 "Guidelines on legislative and non legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID 19 crisis";
  • la comunicazione dell'ESMA del 20 maggio 2020 "Implications of the COVID-19 outbreak on the half-yearly financial reports";
  • gli orientamenti dell'EBA del 2 giugno 2020 "Guidelines on reporting and disclosure of exposures subject to measures applied in response to the COVID 19 crisis";
  • la comunicazione dell'ESMA del 28 maggio 2020 "European common enforcement priorities for 2020 annual financial reports";
  • gli orientamenti dell'EBA del 2 dicembre 2020 "Guidelines amending Guidelines EBA/GL/2020/02 on legislative and non legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID 19 crisis";
  • la lettera della BCE del 4 dicembre 2020 "Identification and measurement of credit risk in the context of the coronavirus (COVID 19) pandemic" indirizzata a tutti gli enti significativi;

  • la comunicazione dell'ESMA del 29 ottobre 2021 "European common enforcement priorities for 2021 annual financial reports".

Principi contabili

Principali norme ed interpretazioni contabili omologate dall'Unione Europea, la cui applicazione è divenuta obbligatoria a partire dall'esercizio 2021

In data 27 agosto 2020 lo IASB ha pubblicato il documento Amendments to IFRS 9, IAS 39, IFRS 7, IFRS 4 and IFRS 16 Interest Rate Benchmark Reform – Phase 2, per tenere conto delle conseguenze dell'effettiva sostituzione di indici riferimento sull'informativa finanziaria nel periodo che precede la sostituzione di un indice di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse esistenti con tassi di riferimento alternativi. Tali modifiche prevedono un trattamento contabile specifico per ripartire nel tempo le variazioni di valore degli strumenti finanziari o dei contratti di leasing dovute alla sostituzione dell'indice di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse, evitando così ripercussioni immediate sull'utile (perdita) d'esercizio e inutili cessazioni delle relazioni di copertura a seguito della sostituzione dell'indice di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse.

In data 25 giugno 2020 lo IASB ha pubblicato il documento Amendments to IFRS 4 Insurance Contracts – deferral of IFRS 9.

L'Exposure Draft sugli emendamenti all'IFRS 17, pubblicato a maggio 2019, proponeva di estendere di un anno l'esenzione temporanea dall'IFRS 9. Successivamente, sulla base delle rideliberazioni dello IASB, la data di entrata in vigore dell'IFRS 9 è stata ulteriormente estesa al 1 gennaio 2023 per allinearsi alla data di efficacia dell'IFRS 17 Insurance Contracts. A questo proposito, il 25 giugno 2020 lo IASB ha emanato il documento Extension of the Temporary Exemption from Applying IFRS 9 (Amendments to IFRS 4, entrato in vigore il 1° gennaio 2021).

In data 31 marzo 2021 lo IASB ha pubblicato il documento Amendments to IFRS 16 Leases: Covid-19-Related Rent Concessions beyond 30 June 2021, con il quale estende di un anno il periodo di applicazione dell'emendamento all'IFRS 16, emesso nel 2020, relativo alla contabilizzazione delle agevolazioni concesse, a causa del Covid-19, ai locatari.

Principali norme ed interpretazioni contabili omologate dall'Unione Europea, ma che non trovano applicazione al 31 dicembre 2021 e per i quali la Banca ed il Gruppo di appartenenza non si sono avvalsi, nei casi eventualmente previsti, dell'applicazione anticipata

In data 18 maggio 2017 lo IASB ha pubblicato l'IFRS 17 - Insurance Contracts, un nuovo principio completo relativo ai contratti di assicurazione che copre la rilevazione e misurazione, presentazione ed informativa. Quando entrerà in vigore l'IFRS 17 sostituirà l'IFRS 4 – Insurance Contracts che è stato emesso nel 2005. L'IFRS 17 si applica a tutti i tipi di contratti assicurativi indipendentemente dal tipo di entità che li emettono, come anche ad alcune garanzie e strumenti finanziari con caratteristiche di partecipazione discrezionale. L'IFRS 17 sarà in vigore per gli esercizi che inizieranno al 1° gennaio 2023 (come modificato in data 25 giugno 2020), e richiederà la presentazione dei saldi comparativi.

Inoltre, in data 25 giugno 2020 lo IASB ha pubblicato il documento Amendments to IFRS 17 Insurance Contracts per:

  • ridurre i costi semplificando alcuni requisiti dello Standard;
  • rendere la performance finanziaria più facile da spiegare;
  • facilitare la transizione posticipando la data di entrata in vigore dello Standard al 2023 e fornendo ulteriore sostegno per ridurre lo sforzo richiesto dalla prima applicazione dell'IFRS 17.

In data 14 maggio 2020 lo IASB ha pubblicato alcune modifiche ai seguenti IFRS, applicabili a partire dal 1° gennaio 2022:

  • Amendments to IFRS 3 Business Combinations: aggiorna il riferimento presente nell'IFRS 3 al Conceptual Framework nella versione rivista, senza che ciò comporti modifiche alle disposizioni dello standard
  • Amendments to IAS 16 Property, Plant and Equipment– "Proceeds before Intended Use": non consente di dedurre dal costo dell'immobilizzazione l'importo ricevuto dalla vendita di beni prodotti prima che l'asset fosse pronto per l'uso. Tali ricavi di vendita e i relativi costi saranno rilevati a conto economico
  • Amendments to IAS 37 Provisions, Contingent Liabilities and Contingent Assets "Onerous Contracts – Costs of Fulfilling a Contract": chiarisce quali voci di costo si devono considerare per valutare se un contratto sarà in perdita
  • Annual Improvements 2018 2020: modifiche sono apportate ai seguenti principi contabili: Amendments to IFRS 1 First-time Adoption of International Financial Reporting Standards– Subsidiary as a first-time adopter, Amendment to IFRS 9 Financial Instruments – "Fees in the '10 per cent' test for derecognition of financial liabilities", allo IAS 41 Agriculture e agli Illustrative Examples che accompagnano l'IFRS 16 Leases.

Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni IFRS non ancora omologati dall'Unione Europea

In data 23 gennaio 2020 e 15 luglio 2020 lo IASB ha pubblicato i documenti Amendments to IAS 1 Presentation of Financial Statements: Classification of Liabilities as Current or Non-current e Classification of Liabilities as Current or Noncurrent - deferral of effective date. Non sono state introdotte modifiche alle regole esistenti, ma sono forniti chiarimenti in merito alla classificazione dei debiti e delle altre passività tra correnti (dovute o potenzialmente dovute entro l'anno) e non correnti. Le modifiche forniscono inoltre chiarimenti sulla classificazione dei debiti che una società può regolare mediante la conversione in equity. La data prevista per l'applicazione delle modifiche è fissata al 1° gennaio 2023.

In data 12 febbraio 2021 lo IASB ha pubblicato i documenti:

  • Amendments to IAS 1 Presentation of Financial Statements and IFRS Practice Statement 2: Disclosure of Accounting policies;
  • Amendments to IAS 8 Accounting policies, Changes in Accounting Estimates and Errors: Definition of Accounting Estimates.

Le modifiche sono volte a migliorare la disclosure sulle accounting policy in modo da fornire informazioni più utili agli investitori e agli altri utilizzatori primari del bilancio nonché ad aiutare le società a distinguere i cambiamenti nelle stime contabili dai cambiamenti di accounting policy. La data di entrata in vigore è prevista per il 1° gennaio 2023.

In data 7 maggio 2021 lo IASB ha pubblicato il documento Amendments to IAS 12 Income Taxes: Deferred Tax related to Assets and Liabilities arising from a Single Transaction. Il documento precisa come devono essere contabilizzate le imposte differite sulle operazioni quali il leasing e gli obblighi di smantellamento (decommissioning obligations). La data di entrata in vigore è prevista a partire dal 1° gennaio 2023.

In data 9 dicembre 2021 lo IASB ha emesso il documento Amendments to IFRS 17 Insurance contracts: Initial Application of IFRS 17 and IFRS 9 – Comparative Information. La modifica fornisce agli assicuratori un'opzione con l'obiettivo di migliorare la rilevanza delle informazioni da fornire agli investitori in fase di applicazione iniziale del nuovo standard. L'entrata in vigore è prevista a partire dal 1° gennaio 2023.

IFRS 14 Regulatory Deferral Accounts. La Comunità Europea ha deciso di non avviare il processo di endorsment della versione provvisoria dello standard IFRS 14 Regulatory Deferral Accounts, emesso il 30 Gennaio 2014, ed ha deciso di attendere la versione finale del principio contabile.

Contenuto dei prospetti contabili

Stato patrimoniale, conto economico e prospetto della redditività complessiva

Gli schemi dello stato patrimoniale e del conto economico sono costituiti da voci, sottovoci e da ulteriori dettagli informativi (i "di cui" delle voci e sottovoci). Nel conto economico i ricavi sono indicati senza segno, mentre i costi sono indicati fra parentesi. Allo stesso modo sono esposte le componenti reddituali positive e negative incluse nel prospetto della redditività complessiva.

Gli schemi riportano i corrispondenti dati di raffronto relativi allo stato patrimoniale riferiti all'esercizio precedente, mentre i dati di conto economico e del prospetto delle redditività complessiva sono riferiti allo stesso periodo dell'esercizio precedente.

Prospetto delle variazioni del patrimonio netto

Il prospetto delle variazioni del patrimonio netto è quello previsto dalla Circolare n. 262/2005, e successivi aggiornamenti, della Banca d'Italia. Nel prospetto viene riportata la composizione e la movimentazione dei conti di patrimonio netto intervenuta nell'esercizio di riferimento del bilancio ed in quello precedente, suddivisi tra il capitale sociale, le riserve di capitale, di utili e da valutazione di attività o passività di bilancio ed il risultato economico. Le azioni proprie in portafoglio, qualora presenti, sono portate in diminuzione del patrimonio netto. Non sono stati emessi strumenti di capitale diversi dalle azioni ordinarie.

Rendiconto finanziario

Il Rendiconto Finanziario fornisce informazioni che permettono agli utilizzatori di valutare le variazioni nell'attivo netto della società, la sua struttura finanziaria (compresa la liquidità e solvibilità) e la sua capacità di influire sulla dimensione e sulla tempistica dei flussi finanziari alla scopo di adeguarsi alle circostanze e alle opportunità.

Lo IAS 7 stabilisce che il rendiconto finanziario può essere redatto seguendo, alternativamente, il "metodo diretto" o quello "indiretto".

La Banca d'Italia, così come previsto dalle istruzioni della Circolare n.262/05, propone quindi i due alternativi schemi di Rendiconto Finanziario nei quali i flussi correlati all'attività operativa sono esposti con il metodo diretto e il metodo indiretto, senza privilegiarne uno in particolare, lasciando discrezionalità all'estensore del bilancio.

Il prospetto dei flussi finanziari intervenuti nel periodo di riferimento del bilancio ed in quello dell'esercizio precedente è stato predisposto seguendo il metodo indiretto, in base al quale i flussi derivanti dall'attività operativa sono rappresentati dal risultato dell'esercizio rettificato degli effetti delle operazioni di natura non monetaria.

I flussi finanziari sono suddivisi tra quelli derivanti dall'attività operativa, quelli derivanti dall'attività di investimento e quelli derivanti dall'attività di provvista.

Nel prospetto i flussi generatisi nel corso del periodo sono indicati senza segno, mentre quelli assorbiti sono indicati fra parentesi.

Sezione 3 - Eventi successivi alla data di riferimento del bilancio

Si rimanda a quanto già analiticamente esposto nella relazione sulla gestione, nel capitolo "Evoluzione prevedibile della gestione e fatti di rilievo verificatisi dopo la chiusura dell'esercizio".

Si rende noto che, ai sensi dello IAS 10, la data in cui il bilancio è stato autorizzato alla pubblicazione dal consiglio di amministrazione della banca è l'10 marzo 2022.

Sezione 4 - Altri aspetti

Rischi, incertezze e impatti dell'epidemia COVID-19

Nel 2021, in un contesto caratterizzato da forte incertezza, il Gruppo ha consolidato e razionalizzato i fattori di successo sperimentati nel corso dell'esercizio precedente: Credito Emiliano ha saputo modellare i meccanismi messi in atto durante la prima fase della pandemia Covid-19, tramutandoli in best practices. Alcuni presidi,

inizialmente estemporanei, sono stati integrati nei processi operativi del Gruppo e sono stati ulteriormente rafforzati per assicurare e migliorare la continuità operativa.

In particolare il Gruppo ha agito sulle seguenti linee di intervento:

  • Prevenzione dei rischi nei luoghi di lavoro.
  • Potenziamento dei canali digitali.
  • Consolidamento dello smart working.
  • Messa a punto dei sistemi di early warning sul credito.
  • Istituzionalizzazione dei sistemi di rolling forecast trimestrale nei processi di pianificazione.

Dal 23 aprile 2021, è entrato in vigore il Decreto Legge n. 52 che contiene le "Misure urgenti per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della diffusione dell'epidemia da COVID-19". Nulla di specifico viene introdotto in riferimento all'operatività delle banche, che prosegue così come già previsto dai precedenti decreti.

Il 30 dicembre è stato pubblicato il Decreto Legge n. 229 che introduce misure urgenti per il contenimento della diffusione dell'epidemia da COVID-19 e disposizioni in materia di sorveglianza sanitaria.

Nella stessa data è stata diffusa la Circolare del Ministero della Salute n. 60136 che fornisce alcuni chiarimenti sui termini della quarantena o isolamento.

Altri interventi ci sono stati all'inizio del 2022. In particolare, il Decreto Legge n° 1 del 7 gennaio 2022 consente, a partire dal 1° febbraio e fino al 31 marzo salvo proroghe, l'accesso ai servizi bancari e finanziari esclusivamente a coloro che siano in possesso della certificazione verde (c.d. green pass) con tipologia BASE, ovvero ottenibile anche con tampone molecolare o antigenico. A partire dal 1° febbraio, quindi, preventivamente informati di ciò, è vietato l'accesso ai locali della Banca ai clienti privi del green pass BASE. Lo stesso decreto introduce l'obbligo vaccinale per tutti coloro che hanno compiuto i 50 anni a far data dal 15 febbraio 2022.

Al fine di agevolare le operazioni di verifica è stato previsto il controllo "diffuso" da parte del dipendente/consulente che riceverà il cliente prima di avviare qualsiasi tipo di operazione, attraverso l'apposita APP "Verifica C19" sviluppata dal Ministero della Salute e installata sui telefoni aziendali.

Il Gruppo si è dotato delle misure necessarie per il rispetto di tutte le previsioni normative.

Allo stato attuale e salvo futuri approfondimenti, il livello di presidio per la protezione delle persone adottato dal Gruppo su tutto il territorio è ritenuto coerente ed adeguato al massimo livello possibile indipendentemente dalla classificazione regionale adottata dal Ministero della Salute.

REAZIONE GRUPPO CREDEM - SCENARIO COVID-19
AREE DI
INTERVENTO
BUSINESS
CONTINUITY
MONITORAGGIO,
SUPPORTO
PIANIFICAZIONE E CONTROLLO
STAKEHOLDERS
GOVERNANCE E
COMUNICAZIONE
Attivazione Comitato di Crisi sui
temi di business continuity,
sicurezza sui luoghi di lavoro,
organizzazione dello staff, cyber
risk, presidio dei livelli di servizio
dei fornitori
Incremento attività di
Monitoraggio (indicatori di risk
appetite framework, liquidità,
trend commerciali)
Adesione ai progetti statali in
tema sostegno alla clientela (es:
Moratorie e Garanzie)
Informazione dedicata sul sito
internet aziendale e sui corporate
social network
ATTIVITA' Remote Working come approccio
di preferenza per tutti gli "eligible
Workers"
Attività a supporto clientela (es.
consulenza con sistemi di
videoconferenza, digitalizzazione
processi commerciali)
Aggiornamento trimestrale
forecast, con analisi di impatto
che tengono conto anche di
scenari differenti
Previsione supporti vs dipendenti
(psicologico, estensione
polizzeassicurative)
Istituito un "Bollettino Covid19" a
favore dei dipendenti contenente
le informazioni rigurdanti le
norme di prevenzione e sicurezza
che regolano le modalità di lavoro
Sicurezza luoghi di lavoro e cyber
risk
Istituzionalizzato un" Covid-19
Reporting" con Banca Centrale
Europea, strutturato su diversi
termplate: informazioni di
dettaglio in tema di consuntivi
mensili su conto economico,
situazione patrimoniale, indici
patrimoniali, e informazioni
inerenti la continuità operativa,
aggiornamento su situazione
crediti e facilitazioni concesse alla
clientela, informazioni in merito
al market risk, moratorie e
garanzie statali
Iniziative benefiche: raccolta
fondo a favore della protezione
civile, con un contributo
aziendale che ha affiancato quello
dei dipendenti, hub vaccinale,
rimborso corsto vaccini, supporto
al banco alimentare
Sensibilizzazione della clientela
con informativa dedicata a
supporto sia dell'accesso in fliale
sia delle modalità di utilizzo dei
canali remoti

Di seguito ricordiamo, con maggior dettaglio, le attività principali che sono state messe in campo dal Gruppo.

BUSINESS CONTINUITY

Comitato di Crisi

Il Comitato di Crisi, che si era si è riunito periodicamente fin dalle prime fasi della pandemia al fine di monitorare la situazione e assicurare la continuità operativa, accertando la piena operatività dell'Istituto, non ha effettuato incontri nel 2021. Smart Working

La proroga dello stato di emergenza ha ulteriormente rafforzato la volontà di mantenere lo strumento del lavoro agile, già sviluppato all'interno del Gruppo Credem anche prima dell'emergenza sanitaria. Credem è stata tra le aziende premiate dalla School of Management del Politecnico di Milano con lo "Smart Working Award 2020" per la realizzazione di iniziative di riprogettazione dello spazio e delle modalità di lavoro in ottica "agile" e per il ricorso ad una nuova filosofia manageriale fondata sulla restituzione alle persone di flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare, a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati.

Continuità operativa

La continuità operativa è stata garantita nel rispetto di tutte le misure necessarie per la tutela della salute pubblica: regole di sicurezza per l'accesso ai locali, distanziamento sociale, sistemi di protezione individuale, informazione a clienti e dipendenti sulle regole di comportamento. Dal 15 ottobre, è stato vietato l'accesso ai luoghi di lavoro a chi è sprovvisto di green pass (dipendente o personale esterno che accede ai locali per motivi lavorativi) e, di conseguenza, è diventato obbligatorio esibirlo agli incaricati dei controlli. Nelle sedi maggiori il controllo è stato affidato ad una società esterna, mentre nelle filiali di dimensioni più piccole è stato individuato ed incaricato un preposto ai controlli.

Attivazione di nuovi processi digitali

Il programma di digitalizzazione dei processi commerciali è stato perfezionato tramite una maggior diffusione dei sistemi di Videochiamata, Firma digitale e PEC. Cyber risk

Le Funzioni di Sicurezza delle Informazioni hanno mantenuto e monitorato il livello di protezione di cyber security revisionando il processo e le tecnologie di patching sui client per adattarli alla connettività di tipo VPN per ridurre i rischi derivanti dal nuovo contesto.

MONITORAGGIO, PIANIFICAZIONE E CONTROLLO

Nel corso del 2021, il Gruppo ha mantenuto in essere i seguenti monitoraggi, già attivati nella prima fase della pandemia:

  • Monitoraggio mensile da parte della funzione di risk management di tutti gli indicatori di RAF (Risk Appetite Framework), monitoraggio del profilo di liquidità ed inquadramento delle necessità di funding, monitoraggio dei trend di produzione sui principali aggregati commerciali: Raccolta, Impieghi, Asset Under Custody e Asset Under Management.
  • Proiezione trimestrale dei dati economici e patrimoniali, elaborata centralmente dalle funzioni di Pianificazione e Risk Management tenendo conto dell'aggiornamento dello scenario macroeconomico di riferimento e dell'evoluzione progressiva dei consuntivi. Le proiezioni includono anche uno scenario più severo, coerente con le metodologie di stress testing adottate nell'ambito del processo ICAAP, per verificare la tenuta di target economici e ratio di capitale, e tutte le variabili di impatto sul modello IFRS9 per la determinazione delle expected credit losses.
  • Monitoraggio del credito: per anticipare e fronteggiare gli impatti della pandemia sul Conto Economico, sullo Stato Patrimoniale ed in particolare sul Credito, il Gruppo Credito Emiliano ha previsto, nel corso del 2021 e 2022, di:
    • o verificare la reale e concreta capacità di ripagamento post esaurimento di tutte le misure di moratoria (in particolare per quelle in scadenza per il fine 2021);
    • o verificare l'inizio dei pagamenti post periodo di preammortamento, in particolare sui finanziamenti garantiti fino a 30.000 euro che hanno beneficiato di valutazione semplificata.

L'impatto dell'emergenza COVID sulla qualità degli attivi e sulla strategia creditizia è inoltre costantemente presidiato tramite il periodico comitato di Credit Strategy di Gruppo, in particolare con un focus su 4 ambiti:

  • o osservatorio: macroeconomico, settoriale, normativo e asset quality;
  • o presidio del rischio: rafforzato ed ampliato il sistema complessivo di monitoraggio, utilizzando un esteso set di indicatori al fine di identificare proattivamente posizioni con fragilità o possibili difficoltà future all'esaurirsi delle misure governative valutando le corrette azioni e classificazioni;
  • o valutazione forward looking: nuova metodologia di valutazione che unisce la vista settoriale ad una valutazione di resilienza della singola azienda;

o strategie e iniziative dedicate per ciascun segmento.

Ai processi ad hoc strutturati su ogni singola misura concessa, si affiancano le attività di monitoraggio e di presidio del rischio ampliate e rafforzate dall'inizio della pandemia, ed oggetto di continui aggiornamenti. L'approccio è proattivo, identificando tempestivamente le posizioni potenzialmente problematiche nel contesto emergenziale, incluse quelle oggetto di sospensione o beneficiarie delle misure governative COVID, anche in assenza di scaduto.

SUPPORTO STAKEHOLDERS

Nel corso del 2021 sono proseguite le iniziative volte a tutelare la propria clientela con una tempestiva gestione delle proroghe che hanno consentito di allungare il periodo di copertura della moratoria ove possibile. È stato implementato il processo di delibera automatico sui finanziamenti minori di 30 mila euro, previsti dal DL Liquidità. Questo evidenzia come il Gruppo abbia prontamente messo in atto un ulteriore sistema per supportare al meglio la propria clientela. L'ammontare delle iniziative messe in atto dal Gruppo da inizio Pandemia Covid-19, in relazione alle moratorie che rientrano nell'ambito di applicazione delle "Guidelines on legislative and non legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID 19 crisis" pubblicate dall'EBA (EBA/GL/2020/02) e successive modificazione e

integrazioni, finanziamenti oggetto di altre misure di concessione e nuovi finanziamenti supera i 6 miliardi di euro.

Si fornisce di seguito il dettaglio dei finanziamenti oggetto di misure di sostegno COVID-19, rimandando alla nota integrativa per le informazioni di maggior dettaglio inerenti alle moratorie in essere (dati in euro):

valori in €
Esposizione lorda Rettifiche di valore
complessive e
accantonamenti
complessivi
Esposizione netta
A. FINANZIAMENTI IN SOFFERENZA 1.667.231 462.854 1.104.377
a) Oggetto di concessioni conformi con le GL
b) Oggetto di misure di moratoria non più conformi alle GL e non valutate come oggetto di concessione 1
c) Oggetto di altre misure di concessiona
d) Nuovi finanziamenti 1.567.231 462 854 1.104.377
B. FINANZIAMENTI IN INADEMPIENZE PROBABILI 35.648.647 7.938.378 27.710.119
a) Oggetto di concessioni conformi con le GL 225.903 44.666 181 337
b) Oggetto di misure di moratoria non più conformi alle GL e non valutate come oggetto di concessione 1.006 438 410.114 596.324
c) Oggetto di altre misure di concessione 23.145.623 4 828 580 18.257.043
d) Nuovi finanziamenti 11,270,483 2.595.068 8.675.415
C) FINANZIAMENTI SCADUTI DETERIORATI 2.211.781 347.121 1.869.660
a) Oggetto di concessioni conformi con le GL 22.752 1 354 21.398
b) Oggetto di nisure di moratoria non più conformi alle GL e non valutate come oggetto di concessione 253 281 31 360 221 921
c) Oggetto di altre misure di concessione 67.490 9.240 50.250
d) Nuovi finanziamenti 1,868,258 300 167 1.568.091
DJ FINANZIAMENTI SCADUTI NON DETERIORATI 11.115.279 47.136 11,068,143
a) Oggetto di concessioni conformi con le GL 18.697 2.160 16.537
b) Oggetto di misure di moratoria non più conformi alle GL e non valutate come oggetto di concessione 2.555.490 18 502 2.536.988
c) Oggetto di altre misure di concessione 586 520 15.050 571.470
d) Nuovi finanziamenti 7.954.572 11:424 7.943.148
E) ALTRI FINANZIAMENTI NON DETERIORATI 4.151.319.843 9.742.705 4.141.577.138
a) Oggetto di concessioni conformi con le GL 9.230 632 80 551 9.150.081
b) Oggetto di misure di moratoria non più conformi alle GL e non valutate come oggetto di concessione 619 008 454 3 406 155 615,607,299
c) Oggetto di altre misure di concessione 136.290.140 3.470.138 132 820 002
d) Nuovi finanziamenti 3.386.790.617 2.785.861 3.384.004.756
TOTALE (A+B+C+D+E) 4.201 862.581 18,533,144 4.183.829.437

COMUNICAZIONE

La clientela è stata supportata attraverso iniziative dedicate volte ad informare i vari segmenti in merito alle tematiche di rispettivo interesse: a titolo esemplificativo citiamo i supporti per la gestione nelle scelte di investimento che hanno interessato l'area wealth management, l'informativa sulle moratorie e garanzie statali per le imprese, la possibilità di estensione della polizza assicurativa ad eventi COVID-19 per la clientela privata. In quest'ambito si inserisce anche l'ampia informativa in tema di Ecobonus e Superbonus: Credem, affiancato ad due partner storici, Crif e Deloitte, fornisce ai clienti supporti per gli approfondimenti tecnici e normativi/fiscali necessari ai clienti per l'ottenimento della cessione del credito previsto dal Decreto Rilancio (D.L. 34/2020, convertito dalla Legge 77/2020).

I dipendenti, attraverso canali specifici della intranet aziendale, sono stati costantemente informati sulle evoluzioni normative, supportati nell'operatività quotidiana, accompagnati nella gestione dell'emergenza e delle criticità che potevano progressivamente presentarsi. È stata migliorata la digitalizzazione di processi interni, rinnovati il Mobile Banking e i canali digitali, incentivando lo sviluppo di un modello di servizio omnicanale.

Altre attività finanziarie

Per la valutazione delle attività finanziarie valutate al fair value, con impatto a conto economico (FVTPL) e con impatto sulla redditività complessiva (FVOCI), sono state utilizzate le ultime informazioni disponibili fornite dalle controparti, prevedendone altresì una valutazione di adeguatezza rispetto all'attuale contesto di riferimento.

L'ammontare di valore delle attività di Livello 3 di fair value è contenuto rispetto al totale della voce (trattasi di quote di OICR per le attività FVTPL, e titoli di debito e di capitale per le attività FVOCI) evidenziando peraltro una limitata esposizione del portafoglio ai settori colpiti dagli effetti negativi del Covid-19.

Attività non finanziarie – Attività materiali di proprietà

BILANCIO INDIVIDUALE – NOTA INTEGRATIVA Lo IAS 16 e lo IAS 40, che disciplinano rispettivamente gli immobili ad uso funzionale e ad uso di investimento, stabiliscono che è necessario verificare periodicamente se tali elementi abbiano subito una riduzione di valore, in applicazione dello IAS 36 "Riduzione di valore delle attività".

Il Gruppo, ad ogni chiusura di bilancio, verifica se esistano elementi che dimostrino che un cespite possa aver subito una perdita di valore, in modo da effettuare le opportune rilevazioni contabili procedendo al confronto tra il valore di carico del cespite e il suo valore di recupero.

Non si evidenziano allo stato attuale situazioni che possano condurre ad una svalutazione del portafoglio immobiliare della banca in quanto ad oggi non si evidenzia una crisi sistemica del mercato immobiliare: questo opera con logiche di medio e lungo termine mentre l'effetto Covid-19 può ritenersi di natura temporanea di breve termine.

In generale infatti, l'epidemia Covid sarà ricordata come una delle crisi che ha avuto un impatto immediato molto evidente, in quanto uno shock contemporaneo della domanda e dell'offerta così forte probabilmente non era mai avvenuto dal dopoguerra; tuttavia, gli esperti di settore evidenziano che, proprio per la sua natura generata da aspetti esogeni al sistema, che invece nel suo complesso era su un percorso di crescita, ci si aspetta che possa esserci una ripresa in tempi abbastanza rapidi; lo sviluppo di un clima di incertezza generalizzato non risulta, infatti, ad oggi supportato da dati oggettivi in campo strettamente immobiliare.

Ad oggi non vengono registrati elementi certi e misurabili, tali da poter confermare una riduzione o contrazione di fatto di prezzi/valori nonostante si debba rimanere in allerta, in attesa, eventualmente, di un'evoluzione del fenomeno Covid-19.

Questo può essere confermato anche dall'assenza di una evidente riduzione significativa del prezzo medio al metro quadro sia nelle attività di nuova compravendita che di locazione nel mercato immobiliare nel suo complesso.

Attività non finanziarie – Impairment Test

Nel contesto di incertezza connesso alla crisi economica indotta dal Covid-19 le Autorità nazionali e sovranazionali hanno emanato raccomandazioni alle società quotate richiamandole alla responsabilità di una corretta rappresentazione in bilancio degli effetti della crisi.

Le pesanti perdite agli indici di borsa registrate nel corso della prima fase della si sono man mano assestate anche grazie alle massicce manovre fiscali e monetarie messe in atto per contrastarla.

Non vi sono infatti ad oggi ragioni perché la maggior parte delle imprese non possa ripristinare condizioni di normalità operativa nel medio termine.

Ai fini della redazione del Bilancio al 31 dicembre 2021, la CGU a cui sono attribuiti gli avviamenti iscritti è la CGU Banking Commerciale. Poiché l'identificazione delle CGU richiede di analizzare le caratteristiche gestionali e le modalità di reporting utilizzate dalla Direzione e poiché la logica di assunzione di decisioni strategiche da parte della Direzione della Capogruppo è quella del Gruppo nel suo complesso, e non della Capogruppo come entità singola, la CGU è stata individuata a livello consolidato e, pertanto, l'impairment test svolto a livello consolidato assume rilevanza anche a livello individuale (si rimanda a quanto già riportato nella Sezione 10 della Nota Integrativa consolidata).

Attività non finanziarie – Probability Test

Il processo valutativo delle attività fiscali è fondato sulle prospettive reddituali: in particolare le attività per imposte anticipate (Deferred Tax Asset o DTA) sono iscritte in bilancio nella misura in cui esiste la probabilità del loro recupero, sulla base della capacità fiscale della Banca e delle società del Gruppo, per effetto dell'esercizio dell'opzione relativa al "consolidato fiscale", di generare con continuità redditi imponibili positivi nei futuri esercizi, tenuto conto delle disposizioni fiscali vigenti (c.d. probability test).

Le valutazioni effettuate sulla tenuta del probability test al 31 dicembre 2021 si basano su analisi qualitative condotte attraverso l'approfondimento di tre principali profili:

• l'ammontare di capienza rilevato nell'ultimo probability test al 31 dicembre 2021;

  • l'esposizione della banca alla crisi nel breve periodo;
  • la vulnerabilità della banca alla crisi verificandone la capacità di mantenere l'equilibrio finanziario e patrimoniale.

In tema di esposizione e vulnerabilità alla crisi e quindi di prospettive reddituali della Banca e del Gruppo si rimanda alle considerazioni riportate nel paragrafo precedente in tema di impairment test sull'avviamento completate da quanto riportato nel paragrafo "Evoluzione prevedibile della gestione".

In conclusione, dalle analisi condotte sugli impatti del Covid-19, non sussistono elementi che conducano ad iscrivere svalutazioni su tale voce di bilancio.

Modifiche contrattuali derivanti da COVID-19

1) Modifiche contrattuali e cancellazione contabile (IFRS 9)

Nel corso del 2021 sono proseguite le iniziative volte a tutelare la propria clientela con una tempestiva gestione delle proroghe che hanno consentito di allungare il periodo di copertura della moratoria ove possibile. È stato implementato il processo di delibera automatico sui finanziamenti minori di 30 mila euro, previsti dal DL Liquidità. Questo evidenzia come il Gruppo abbia prontamente messo in atto un ulteriore sistema per supportare al meglio la propria clientela. L'ammontare delle iniziative messe in atto dal Gruppo da inizio Pandemia Covid-19, in relazione alle moratorie che rientrano nell'ambito di applicazione delle "Guidelines on legislative and non legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID 19 crisis" pubblicate dall'EBA (EBA/GL/2020/02) e successive modificazione e integrazioni, finanziamenti oggetto di altre misure di concessione e nuovi finanziamenti supera i 6 miliardi di euro.

Si fornisce di seguito il dettaglio dei finanziamenti oggetto di misure di sostegno COVID-19, rimandando alla nota integrativa per le informazioni di maggior dettaglio inerenti alle moratorie in essere (dati in euro):Credito Emiliano si è attivato anche tramite iniziative di supporto ai vari stakeholders con la volontà di alleviare i disagi delle famiglie e aiutare le imprese a fronteggiare la grave situazione creata dalla diffusione dell'epidemia. Nell'impossibilità di un pieno utilizzo dei canali fisici (sempre aperti ma su appuntamento), la banca si è adoperata per rendere le procedure creditizie lineari e semplici. Questo ha consentito di poter rispondere all'importante mole di richieste di assistenza da parte della clientela e di sviluppare una maggiore automatizzazione dei processi.

In base ai risultati della rilevazione effettuata dalla task force costituita per promuovere l'attuazione delle misure a sostegno della liquidità adottate dal Governo per far fronte all'emergenza Covid-19 (di cui fanno parte Ministero dell'Economia e delle Finanze, Ministero dello Sviluppo Economico, Banca d'Italia, Associazione Bancaria Italiana, Mediocredito Centrale e Sace), a inizio 2022 erano ancora attive moratorie (ex lege e volontarie) per un valore complessivo di circa 44 miliardi, a fronte di poco più di 400 mila sospensioni accordate.

In dettaglio, le moratorie attive a favore di società non finanziarie riguardano prestiti per circa 36 miliardi. Per quanto riguarda le PMI, al 31 dicembre 2021 erano ancora attive sospensioni ai sensi dell'art. 56 del DL 'Cura Italia' per circa 33 miliardi. Il DL "Sostegni bis" ha previsto la possibilità per il debitore di richiedere la proroga della moratoria, limitatamente alla quota capitale, fino alla fine del 2021. La moratoria promossa dall'ABI riguarda al momento 2 miliardi di finanziamenti alle imprese.

Sono attive moratorie a favore delle famiglie a fronte di prestiti per 6 miliardi di euro, di cui 1 per la sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa (accesso al cd. Fondo Gasparrini). Le moratorie dell'ABI e dell'Assofin rivolte alle famiglie riguardano prestiti per meno di mezzo miliardo.

Sempre in base alle rilevazioni effettuate a inizio 2022, sono salite a oltre 221 miliardi le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per le micro, piccole e medie imprese presentati al Fondo di Garanzia per le PMI. Attraverso 'Garanzia Italia' di SACE i volumi dei prestiti garantiti raggiungono i 32,3 miliardi di euro, su 4344 richieste ricevute.

L'ammontare delle iniziative messe in atto da inizio Pandemia Covid-19, per il gruppo in relazione alle moratorie e finanziamenti che rientrano nell'ambito di

applicazione delle "Guidelines on legislative and non legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID 19 crisis" pubblicate dall'EBA (EBA/GL/2020/02) e successive modificazione e integrazioni, Finanziamenti oggetto di altre misure di concessione e Nuovi finanziamenti supera i 6 miliardi di euro.

Si fornisce di seguito il dettaglio delle iniziative in essere al 31/12/2021 per

valori in €
Rettifiche di valore
complessive e
Esposizione lorda accantonamenti Esposizione netta
complessivi
A. FINANZIAMENTI IN SOFFERENZA -
a) Oggetto di concessioni conformi con le GL
b) Oggetto di misure di moratoria non più conformi alle GL e non valutate come oggetto di concessione -
c) Oggetto di altre misure di concessione
d) Nuovi finanziamenti 1.567.231 462,854 1.104.377
B. FINANZIAMENTI IN INADEMPIENZE PROBABILI
a) Oggetto di concessioni conformi con le GL 225.903 44.566 181.338
b) Oggetto di misure di moratoria non più conformi alle GL e non valutate come oggetto di concessione 1.006.438 410.114 596.324
c) Oggetto di altre misure di concessione 22,578,387 4 564 206 18.014.181
d) Nuovi finanziamenti 11.270.482 2.595.068 8.675.415
C) FINANZIAMENTI SCADUTI DETERIORATI
a) Oggetto di concessioni conformi con le GL 22.752 1.354 21,398
b) Oggetto di misure di moratoria non più conformi alle GL e non valutate come oggetto di concessione 253.281 31.360 221.921
c) Oggetto di altre misure di concessione 67.490 9.244 58.246
d) Nuovi finanziamenti 1.868.258 300.167 1.568.091
D) FINANZIAMENTI NON DETERIORATI
a) Oggetto di concessioni conformi con le GL 18.697 2.160 16,538
b) Oggetto di misure di moratoria non più conformi alle GL e non valutate come oggetto di concessione 2.555.490 18.502 2.536.988
c) Oggetto di altre misure di concessione 586 519 15.053 571.465
d) Nuovi finanziamenti 6.108.663 10.264 6.098.399
E) ALTRI FINANZIAMENTI NON DETERIORATI
a) Oggetto di concessioni conformi con le GL 9.230.632 80.552 9.150.080
b) Oggetto di misure di moratoria non più conformi alle GL e non valutate come oggetto di concessione 617 896 847 3.398.287 614 498 560
c) Oggetto di altre misure di concessione 135.776.561 3.468.212 132,308,349
d) Nuovi finanziamenti 3.164.388.630 2.609.895 3.161.778.736
TOTALE (A+B+C+D+E) 3.975.422.261 18.021.855 3.957.400.406

Nella riga "Finanziamenti oggetto di concessione conformi con le GL" vanno riportate le informazioni relative alle attività finanziarie oggetto di moratoria che rientrano nell'ambito di applicazione delle "Guidelines on legislative and non legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID 19 crisis" pubblicate dall'EBA (EBA/GL/2020/02) e successive modifiche e integrazioni. Nella riga "Finanziamenti oggetto di misure di moratoria in essere non più conformi alle GL e non valutate come oggetto di concessione" vanno riportati esclusivamente i finanziamenti oggetto di moratoria in essere, valutati come conformi alle EBA/GL/2020/02 alla data di concessione della misura e non più conformi alla data di riferimento del bilancio, che non sono stati classificati dalla banca come "esposizioni oggetto di concessione" (come definite dalle vigenti segnalazioni di vigilanza) a seguito della valutazione effettuata al verificarsi dell'evento che ha generato la non conformità alle EBA/GL/2020/02. Nella riga "Finanziamenti oggetto di altre misure di concessione" vanno riportate le informazioni relative ai finanziamenti oggetto di misure di sostegno COVID-19 che soddisfano le condizioni di "esposizione oggetto di concessione" come definite dalle vigenti segnalazioni di vigilanza e che non sono incluse nella categoria "Finanziamenti oggetto di concessione conformi con le GL" dalla data di concessione della misura oppure dalla data in cui non sono più conformi alle EBA/GL/2020/02. Nella riga "Nuovi finanziamenti" sono incluse, tra l'altro, le attività finanziarie rilevate a seguito di misure di concessione che hanno comportato un rifinanziamento con derecognition dell'attività originaria e l'iscrizione di un nuovo finanziamento, oppure una ristrutturazione di più debiti con l'iscrizione di un nuovo finanziamento in bilancio.

2) Emendamento del principio contabile IFRS 16

Secondo quanto pubblicato dallo IASB il 10 aprile 2020[1] tutte le entità devono indicare in bilancio le informazioni utili a valutare l'effetto del Covid-19 sugli immobili in locazione e conseguenti potenziali impatti sulla situazione patrimonialefinanziaria e sul risultato economico dell'entità derivanti da eventuali modifiche ai contratti di locazione o da eventuali riduzioni di valore dei diritti d'uso iscritti in bilancio.

Nell'attuale scenario negativo derivante dalla diffusione dell'epidemia Covid-19 non emergono per la banca elementi che abbiano causato significativi impatti straordinari sui valori di bilancio al 31 dicembre 2021.

In particolare, infatti, la banca non rileva impatti in termini di:

lease modification: non sono state richieste rinegoziazioni contrattuali (lease concessions) per fronteggiare le difficoltà dell'emergenza in corso: tutte le rinegoziazioni aventi efficacia 2021 sono frutto di una campagna che ha avuto il suo svolgimento durante gli anni precedenti e prosegue nell'operatività corrente;

impairment dei diritti d'uso: durante il 2021, non è stata effettuata la chiusura anticipata di contratti di locazione al fine di mettere in atto potenziali risparmi di costi per fronteggiare l'emergenza Covid19. Le chiusure di uffici/filiali non hanno fatto emergere indicatori di impairment dei diritti d'uso iscritti al 31 dicembre 2021 e sono il risultato dell'ordinario monitoraggio di space management che viene svolto dal Servizio Logistica d'intesa con la Direzione Commerciale.

A seguito della sempre più diffusa modalità di lavoro da remoto, la banca prosegue l'attività di razionalizzazione e ottimizzazione degli spazi degli uffici centrali e periferici nonché di governo accentrato dei sistemi impiantistici. Il piano di accentramento della gestione impiantistica, oltre che trovare ragione nella continua ricerca di sistemi di efficentamento dei consumi energetici, si incardina nella più ampia attenzione che il Gruppo sta sviluppando nelle politiche di sostenibilità ambientale, i cui benefici, anche di natura economica, si stanno sviluppando a partire dal corrente esercizio.

Altre informazioni

Aggregazione aziendale

Le operazioni di aggregazione aziendale sono disciplinate dal Principio contabile internazionale IFRS 3 "Business combination".

Il trasferimento del controllo di un'impresa (o di un gruppo di attività e beni integrati, condotti e gestiti unitariamente) configura un'operazione di aggregazione aziendale. A tal fine il controllo si considera trasferito quando l'investitore è esposto a rendimenti variabili, o detiene diritti su tali rendimenti, derivanti dal proprio rapporto con la partecipata e nel contempo ha la capacità di incidere sui rendimenti esercitando il proprio potere su tale entità.

L'IFRS 3 richiede che per tutte le operazioni di aggregazione venga individuato un acquirente. Quest'ultimo deve essere identificato nel soggetto che ottiene il controllo su un'altra entità o gruppo di attività.

L'acquisizione deve essere contabilizzata nella data in cui l'acquirente ottiene effettivamente il controllo sull'impresa o attività acquisite. Quando l'operazione avviene tramite un'unica operazione di scambio, la data dello scambio normalmente coincide con la data di acquisizione. Tuttavia, è sempre necessario verificare l'eventuale presenza di accordi tra le parti che possano comportare un trasferimento del controllo prima della data dello scambio.

Il corrispettivo trasferito nell'ambito di un'operazione di aggregazione deve essere determinato come sommatoria del fair value, alla data dello scambio, delle attività cedute, delle passività sostenute o assunte e degli strumenti di capitale emessi dall'acquirente in cambio del controllo.

Nelle operazioni che prevedono il pagamento in denaro (o quando è previsto il pagamento mediante strumenti finanziari assimilabili alla cassa) il prezzo è il corrispettivo pattuito, eventualmente attualizzato nel caso in cui sia previsto un pagamento rateale con riferimento ad un periodo superiore al breve termine; nel caso in cui il pagamento avvenga tramite uno strumento diverso dalla cassa, quindi mediante l'emissione di strumenti rappresentativi di capitale, il prezzo è pari al fair value del mezzo di pagamento al netto dei costi direttamente attribuibili all'operazione di emissione di capitale.

Le operazioni di aggregazione aziendale sono contabilizzate secondo il "metodo dell'acquisizione", in base al quale le attività identificabili acquisite (comprese eventuali attività immateriali in precedenza non rilevate dall'impresa acquisita) e le passività identificabili assunte (comprese quelle potenziali) devono essere rilevate ai rispettivi fair value alla data di acquisizione.

L'eccedenza tra il corrispettivo trasferito (rappresentato dal fair value delle attività trasferite, delle passività sostenute o degli strumenti di capitale emessi dall'acquirente) ed il fair value delle attività e passività acquisite deve essere rilevata come avviamento; qualora queste ultime risultino, invece, superiori alla sommatoria del corrispettivo, delle quote di minoranza e del fair value delle quote già possedute, la differenza deve essere imputata a conto economico.

La contabilizzazione dell'operazione di aggregazione può avvenire provvisoriamente entro la fine dell'esercizio in cui l'aggregazione viene realizzata e deve essere perfezionata entro dodici mesi dalla data di acquisizione.

Le fusioni rientrano tra le operazioni di concentrazione tra imprese, rappresentando la forma di aggregazione aziendale più completa, in quanto comportano l'unificazione sia giuridica che economica dei soggetti che vi partecipano.

Le fusioni, siano esse proprie, cioè con la costituzione di un nuovo soggetto giuridico oppure "per incorporazione" con la confluenza di un'impresa in un'altra impresa già esistente, sono trattate secondo i criteri precedentemente illustrati, in particolare:

  • se l'operazione comporta il trasferimento del controllo di un'impresa, essa viene trattata come un'operazione di aggregazione ai sensi dell'IFRS 3;
  • se l'operazione non comporta il trasferimento del controllo, essa viene contabilizzata privilegiando la continuità dei valori della società incorporata. Difatti, le operazioni di aggregazione aziendale fra entità under common control non rientrano nell'ambito di applicazione del Principio contabile internazionale IFRS 3, né sono disciplinate da altri IFRS; vengono quindi definite facendo riferimento alle disposizioni contenute nello IAS 8 Accounting Policies, Changes in Accounting Estimates and Errors.

Opzione per il consolidato fiscale nazionale

A partire dal 2004 Credem e le società italiane del Gruppo hanno adottato il c.d. "consolidato fiscale nazionale", disciplinato dagli artt. 117-129 del TUIR, introdotto nella legislazione fiscale dal D.Lgs. n. 344/2003. Esso consiste in un regime opzionale, in virtù del quale il reddito complessivo netto o la perdita fiscale di ciascuna società controllata partecipante al consolidato fiscale – unitamente alle ritenute subite, alle detrazioni e ai crediti di imposta – sono trasferiti alla società controllante (Credemholding), in capo alla quale è determinato un unico reddito imponibile o un'unica perdita fiscale riportabile (risultanti dalla somma algebrica dei redditi/perdite propri e delle società controllate partecipanti e, conseguentemente, un unico debito/credito di imposta).

In virtù di questa opzione le imprese del Gruppo che hanno aderito al "consolidato fiscale nazionale" determinano l'onere fiscale di propria pertinenza ed il corrispondente reddito imponibile viene trasferito a Credemholding. Qualora una o più partecipate presentino un reddito imponibile negativo, in presenza di reddito consolidato nell'esercizio o di elevate probabilità di redditi imponibili futuri, le perdite fiscali vengono trasferite a Credemholding. In conseguenza di quanto riportato, gli accantonamenti di competenza IRES sono registrati nella voce "altre passività".

Revisione contabile

Il bilancio è sottoposto a revisione contabile, ai sensi del D.Lgs. 39/2010 e del Regolamento UE 537/2014, da parte della società EY S.p.A., cui tale incarico è stato affidato, in attuazione della Delibera assembleare del 30 aprile 2013, fino all'esercizio chiuso al 2022.

Utilizzo di stime ed assunzioni nella predisposizione del bilancio

In conformità agli IFRS, la direzione aziendale deve formulare valutazioni, stime e ipotesi che influenzano l'applicazione dei principi contabili e gli importi delle attività, delle passività, dei costi e dei ricavi rilevati in bilancio, nonché sull'informativa relativa ad attività e passività potenziali. Le stime e le relative ipotesi si basano sulle esperienze pregresse e su altri fattori considerati ragionevoli nella fattispecie e sono state adottate per stimare il valore contabile delle attività e delle passività che non è facilmente desumibile da altre fonti.

In particolare sono stati adottati processi di stima a supporto del valore di iscrizione di alcune delle più rilevanti poste valutative iscritte nel Bilancio al 31 dicembre 2021, così come previsto dai principi contabili e dalle normative di riferimento sopra descritti. Detti processi sono basati in larga misura su stime di recuperabilità futura dei valori iscritti in bilancio secondo le regole dettate dalle norme vigenti e sono stati effettuati in un'ottica di continuità aziendale, ossia prescindendo da ipotesi di liquidazione forzata delle poste oggetto di valutazione.

I processi adottati confortano i valori di iscrizione al 31 dicembre 2021. Il processo valutativo è risultato particolarmente complesso in considerazione della persistente incertezza riscontrabile nel contesto macroeconomico e di mercato, caratterizzato, sia da importanti livelli di volatilità riscontrabili nei parametri finanziari determinanti ai fini della valutazione, sia da indicatori di deterioramento della qualità del credito ancora elevati.

I parametri e le informazioni utilizzati per la verifica dei valori prima menzionati sono quindi significativamente influenzati da detti fattori che potrebbero registrare rapidi mutamenti ad oggi non prevedibili, talché non si possono escludere conseguenti effetti sui futuri valori di bilancio.

Le stime e le ipotesi sono riviste regolarmente. Le eventuali variazioni conseguenti a tali revisioni sono rilevate nel periodo in cui la revisione viene effettuata qualora la stessa interessi solo quel periodo. Nel caso in cui la revisione interessi periodi sia correnti sia futuri, la variazione è rilevata nel periodo in cui la revisione viene effettuata e nei relativi periodi futuri.

Le principali fattispecie per le quali è maggiormente richiesto l'impiego di valutazioni soggettive da parte della Direzione sono:

  • la quantificazione delle perdite per riduzione di valore dei crediti e, in genere, delle altre attività finanziarie e delle partecipazioni;
  • l'utilizzo di modelli valutativi per la rilevazione del fair value degli strumenti finanziari non quotati in mercati attivi;
  • la stima del valore recuperabile dell'avviamento;
  • la quantificazione del TFR, dei fondi del personale e dei fondi per rischi e oneri;
  • le stime e le assunzioni sulla recuperabilità della fiscalità differita;
  • le stime effettuate nell'ambito del processo di Purchase Price Allocation (PPA).

Tali valutazioni sono prevalentemente legate sia all'evoluzione del contesto socioeconomico nazionale e internazionale, sia all'andamento dei mercati finanziari, che provocano conseguenti riflessi sull'andamento dei tassi, sulla fluttuazione dei prezzi, sulle basi attuariali e, più in generale, sul merito creditizio delle controparti.

A.2 – PARTE RELATIVA ALLE PRINCIPALI VOCI DI BILANCIO

1 - Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico

Criteri di iscrizione

L'iscrizione iniziale delle attività finanziarie avviene alla data di regolamento per i titoli di debito e per i titoli di capitale, alla data di erogazione per i finanziamenti ed alla data di sottoscrizione per i contratti derivati.

All'atto della rilevazione iniziale le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico vengono rilevate al fair value, senza considerare i costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso.

Criteri di classificazione

Sono classificate in questa categoria le attività finanziarie diverse da quelle classificate tra le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e tra le Attività finanziare valutate al costo ammortizzato. La voce, in particolare, include:

  • le attività finanziarie detenute per la negoziazione, essenzialmente rappresentate da titoli di debito e di capitale e dal valore positivo dei contratti derivati detenuti con finalità di negoziazione;
  • le attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value, rappresentate dalle attività finanziarie che non soddisfano i requisiti per la valutazione al costo ammortizzato o al fair value con impatto sulla redditività complessiva. Si tratta di attività finanziarie i cui termini contrattuali non prevedono esclusivamente rimborsi del capitale e pagamenti dell'interesse sull'importo del capitale da restituire (cd. "SPPI test" non superato) oppure che non sono detenute nel quadro di un modello di business il cui obiettivo è il possesso di attività finalizzato alla raccolta dei flussi finanziari contrattuali (Business model "Hold to Collect") o il cui obiettivo è conseguito sia mediante la raccolta dei flussi finanziari contrattuali che mediante la vendita di attività finanziarie (Business model "Hold to Collect and Sell");
  • le attività finanziarie designate al fair value, ossia le attività finanziarie così definite al momento della rilevazione iniziale e ove ne sussistano i presupposti. In relazione a tale fattispecie, un'entità può designare irrevocabilmente all'iscrizione un'attività finanziaria come valutata al fair value con impatto a conto economico se, e solo se, così facendo elimina o riduce significativamente un'incoerenza valutativa.

Trovano, quindi, evidenza in questa voce:

  • i titoli di debito e i finanziamenti che sono inclusi nel business model Trading (non riconducibili quindi ai business model "Hold to Collect" o "Hold to Collect and Sell") o che non superano il test SPPI;
  • gli strumenti di capitale non qualificabili di controllo, collegamento e controllo congiunto - detenuti per finalità di negoziazione o per cui non si sia optato, in sede di rilevazione iniziale, per la designazione al fair value con impatto sulla redditività complessiva;
  • le quote di OICR.

La voce accoglie, inoltre, i contratti derivati, contabilizzati tra le attività finanziarie detenute per la negoziazione, che sono rappresentati come attività se il fair value è positivo e come passività se il fair value è negativo. E' possibile compensare i valori correnti positivi e negativi derivanti da operazioni in essere con la medesima controparte soltanto qualora si abbia correntemente il diritto legale di compensare gli importi rilevati contabilmente e si intenda procedere al regolamento su base netta delle posizioni oggetto di compensazione.

Fra i derivati sono inclusi anche quelli incorporati in contratti finanziari complessi - in cui il contratto primario è una passività finanziaria - che sono stati oggetto di rilevazione separata in quanto:

  • le loro caratteristiche economiche ed i rischi non sono strettamente correlati alle caratteristiche del contratto sottostante;
  • gli strumenti incorporati, anche se separati, soddisfano la definizione di derivato;
  • gli strumenti ibridi cui appartengono non sono valutati al fair value con le relative variazioni rilevate a Conto Economico.

Riclassifiche

Secondo le regole generali previste dall'IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie (ad eccezione dei titoli di capitale, per cui non è ammessa alcuna riclassifica), non sono ammesse riclassifiche verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui l'entità modifichi il proprio modello di business per la gestione delle attività finanziarie a seguito di cambiamenti esterni o interni i quali siano rilevanti per le operazioni dell'entità e dimostrabili alle parti esterne. In tali casi, che ci si attende siano altamente infrequenti, le attività finanziarie potranno essere riclassificate dalla categoria valutata al fair value con impatto a conto economico in una delle altre due categorie previste dall'IFRS 9 (Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato o Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva). Il valore di trasferimento è rappresentato dal fair value al momento della riclassificazione e gli effetti della riclassificazione operano in maniera prospettica a partire dalla data di riclassificazione. In questo caso, il tasso di interesse effettivo dell'attività finanziaria riclassificata è determinato in base al suo fair value alla data di riclassificazione e tale data viene considerata come data di rilevazione iniziale per l'allocazione nei diversi stadi di rischio creditizio (stage assignment) ai fini dell'impairment.

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico sono valorizzate al fair value. Gli effetti dell'applicazione di tale criterio di valutazione sono imputati nel Conto Economico. Per la determinazione del fair value degli strumenti finanziari quotati in un mercato attivo, vengono utilizzate quotazioni di mercato. In assenza di un mercato attivo, vengono utilizzati metodi di stima e modelli valutativi comunemente adottati, che tengono conto di tutti i fattori di rischio correlati agli strumenti e che sono basati su dati rilevabili sul mercato quali: valutazione di strumenti quotati che presentano analoghe caratteristiche, calcoli di flussi di cassa scontati, modelli di determinazione del prezzo di opzioni, valori rilevati in recenti transazioni comparabili, ecc. Per i titoli di capitale e per gli strumenti derivati che hanno per oggetto titoli di capitale, non quotati in un mercato attivo, il criterio del costo è utilizzato quale stima del fair value soltanto in via residuale e limitatamente a poche circostanze, ossia in caso di non applicabilità di tutti i metodi di valutazione precedentemente richiamati, ovvero in presenza di un'ampia gamma di possibili valutazioni del fair value, nel cui ambito il costo rappresenta la stima più significativa.

Criteri di cancellazione

Le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio solamente se la cessione ha comportato il sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici connessi alle attività stesse. Per contro, qualora sia stata mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste continuano ad essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata effettivamente trasferita.

Nel caso in cui non sia possibile accertare il sostanziale trasferimento dei rischi e benefici, le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio qualora non sia stato mantenuto alcun tipo di controllo sulle stesse. In caso contrario, la conservazione, anche in parte, di tale controllo comporta il mantenimento in bilancio delle attività in misura pari al coinvolgimento residuo, misurato dall'esposizione ai cambiamenti di valore delle attività cedute ed alle variazioni dei flussi finanziari delle stesse.

Infine, le attività finanziarie cedute vengono cancellate dal bilancio nel caso in cui vi sia la conservazione dei diritti contrattuali a ricevere i relativi flussi di cassa, con la contestuale assunzione di un'obbligazione a pagare detti flussi, e solo essi, senza un ritardo rilevante ad altri soggetti terzi.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

Gli interessi attivi sui titoli di debito ed i differenziali ed i margini dei contratti derivati classificati in tale categoria, ma gestionalmente collegati ad attività o passività finanziarie valutate al fair value sono iscritti per competenza nelle voci di

conto economico relativi agli interessi.

I differenziali e i margini degli altri contratti vengono rilevati nel "Risultato netto dell'attività di negoziazione".

I dividendi sono rilevati per competenza economica riferita alla data di assunzione della delibera di distribuzione da parte dell'assemblea e sono esposti nella voce "Dividendi e proventi simili".

Gli utili e le perdite realizzati dalla cessione o rimborso o le plus/minusvalenze derivanti dalle variazioni di fair value sono iscritti nel conto economico del periodo nel quale si manifestano e classificati nella voce "Risultato netto delle attività di negoziazione", ad eccezione della quota relativa ai contratti derivati gestionalmente collegati ad attività o passività valutate al fair value rilevata nel "Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value".

2.1 - Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (FVOCI con riciclo)

Criteri di iscrizione

L'iscrizione iniziale delle attività finanziarie avviene alla data di regolamento per i titoli di debito ed alla data di erogazione per i finanziamenti. All'atto della rilevazione iniziale le attività sono contabilizzate al fair value, comprensivo dei costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso.

Criteri di classificazione

Sono incluse nella presente categoria le attività finanziarie che soddisfano entrambe le seguenti condizioni:

  • l'attività finanziaria è posseduta secondo un modello di business il cui obiettivo è conseguito sia mediante l'incasso dei flussi finanziari previsti contrattualmente che mediante la vendita (Business model "Hold to Collect and Sell – "HTCS""), e
  • i termini contrattuali dell'attività finanziaria prevedono, a determinate date, flussi finanziari rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell'interesse sull'importo del capitale da restituire (cd. "SPPI test" superato).

In particolare, vengono inclusi in questa voce:

  • i titoli di debito che sono riconducibili ad un business model Hold to Collect and Sell e che hanno superato il test SPPI;
  • i finanziamenti che sono riconducibili ad un business model Hold to Collect and Sell e che hanno superato il test SPPI.

Riclassifiche

Secondo le regole generali previste dall'IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie (ad eccezione dei titoli di capitale, per cui non è ammessa alcuna riclassifica), non sono ammesse riclassifiche verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui l'entità modifichi il proprio modello di business per la gestione delle attività finanziarie a seguito di cambiamenti esterni o interni i quali siano rilevanti per le operazioni dell'entità e dimostrabili alle parti esterne.

In tali casi, che ci si attende siano altamente infrequenti, le attività finanziarie potranno essere riclassificate dalla categoria valutata al fair value con impatto sulla redditività complessiva in una delle altre due categorie previste dall'IFRS 9 (Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato o Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico). Il valore di trasferimento è rappresentato dal fair value al momento della riclassificazione e gli effetti della riclassificazione operano in maniera prospettica a partire dalla data di riclassificazione. Nel caso di riclassifica dalla categoria in oggetto a quella del costo ammortizzato, l'utile (perdita) cumulato rilevato nella riserva da valutazione è portato a rettifica del fair value dell'attività finanziaria alla data della riclassificazione. Nel caso invece di riclassifica nella categoria del fair value con impatto a conto economico, l'utile (perdita) cumulato rilevato precedentemente nella riserva da valutazione è riclassificato dal patrimonio netto all'utile (perdita) d'esercizio.

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, le Attività classificate al fair value con impatto sulla redditività complessiva sono valutate al fair value, con la rilevazione a Conto Economico degli impatti derivanti dall'applicazione del costo ammortizzato, degli effetti dell'impairment e dell'eventuale effetto cambio, mentre gli altri utili o perdite derivanti da una variazione di fair value vengono rilevati in una specifica riserva di patrimonio netto finché l'attività finanziaria non viene cancellata. Al momento della dismissione, totale o parziale, l'utile o la perdita cumulati nella riserva da valutazione vengono riversati, in tutto o in parte, a Conto Economico.

Il fair value viene determinato sulla base dei criteri già illustrati per le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico.

Le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva – sia sotto forma di titoli di debito che di crediti – sono soggette alla verifica dell'incremento significativo del rischio creditizio (impairment) prevista dall'IFRS 9, al pari delle Attività al costo ammortizzato, con conseguente rilevazione a conto economico di una rettifica di valore a copertura delle perdite attese. Più in particolare, sugli strumenti classificati in stage 1 (ossia sulle attività finanziarie al momento dell'origination, ove non deteriorate, e sugli strumenti per cui non si è verificato un significativo incremento del rischio creditizio rispetto alla data di rilevazione iniziale) viene contabilizzata, alla data di rilevazione iniziale e ad ogni data di reporting successiva, una perdita attesa ad un anno. Invece, per gli strumenti classificati in stage 2 (bonis per i quali si è verificato un incremento significativo del rischio creditizio rispetto alla data di rilevazione iniziale) e in stage 3 (esposizioni deteriorate) viene contabilizzata una perdita attesa per l'intera vita residua dello strumento finanziario.

Criteri di cancellazione

Le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio solamente se la cessione ha comportato il sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici connessi alle attività stesse. Per contro, qualora sia stata mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste continuano ad essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata effettivamente trasferita.

Nel caso in cui non sia possibile accertare il sostanziale trasferimento dei rischi e benefici, le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio qualora non sia stato mantenuto alcun tipo di controllo sulle stesse. In caso contrario, la conservazione, anche in parte, di tale controllo comporta il mantenimento in bilancio delle attività in misura pari al coinvolgimento residuo, misurato dall'esposizione ai cambiamenti di valore delle attività cedute ed alle variazioni dei flussi finanziari delle stesse.

Infine, le attività finanziarie cedute vengono cancellate dal bilancio nel caso in cui vi sia la conservazione dei diritti contrattuali a ricevere i relativi flussi di cassa, con la contestuale assunzione di un'obbligazione a pagare detti flussi, e solo essi, senza un ritardo rilevante ad altri soggetti terzi.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

Gli interessi attivi, calcolati in base alla metodologia del T.I.R., vengono contabilizzati per competenza nelle voci "Interessi attivi e proventi assimilati", mentre gli utili o le perdite derivanti da una variazione di fair value vengono rilevati in una specifica riserva di patrimonio netto sino a che l'attività finanziaria non viene cancellata o non viene rilevata una perdita di valore. Per i titoli di debito, al momento della dismissione o della rilevazione di una perdita di valore, l'utile o la perdita cumulati vengono riversati a conto economico.

Qualora i motivi della perdita di valore siano rimossi a seguito di un evento verificatosi successivamente alla rilevazione della riduzione di valore, vengono effettuate riprese di valore con imputazione a conto economico, nel caso dei titoli di debito. L'ammontare della ripresa non può in ogni caso superare la differenza tra il valore contabile ed il costo ammortizzato che lo strumento avrebbe avuto in assenza di precedenti rettifiche.

2.2 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (FVOCI senza riciclo)

Criteri di iscrizione

L'iscrizione iniziale delle attività finanziarie avviene alla data di regolamento per i titoli di capitale. All'atto della rilevazione iniziale le attività sono contabilizzate al fair value, comprensivo dei costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso.

Criteri di classificazione

Sono inclusi nella voce gli strumenti di capitale, non detenuti per finalità di negoziazione, per i quali al momento della rilevazione iniziale è stata esercitata l'opzione per la designazione al fair value con impatto sulla redditività complessiva. In particolare, vengono inclusi in questa voce le interessenze azionarie, non qualificabili di controllo, collegamento e controllo congiunto, che non sono detenute con finalità di negoziazione, per cui si è esercitata l'opzione per la designazione al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

Riclassifiche

Secondo le regole generali previste dall'IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie per i titoli di capitale non è ammessa alcuna riclassifica.

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, gli strumenti di capitale per cui è stata effettuata la scelta per la classificazione nella presente categoria sono valutati al fair value e gli importi rilevati in contropartita del patrimonio netto (Prospetto della redditività complessiva) non devono essere successivamente trasferiti a conto economico, neanche in caso di cessione. La sola componente riferibile ai titoli di capitale in questione che è oggetto di rilevazione a conto economico è rappresentata dai relativi dividendi.

Il fair value viene determinato sulla base dei criteri già illustrati per le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico.

Per i titoli di capitale inclusi in questa categoria, non quotati in un mercato attivo, il criterio del costo è utilizzato quale stima del fair value soltanto in via residuale e limitatamente a poche circostanze, ossia in caso di non applicabilità di tutti i metodi di valutazione precedentemente richiamati, ovvero in presenza di un'ampia gamma di possibili valutazioni del fair value, nel cui ambito il costo rappresenta la stima più significativa.

Criteri di cancellazione

Le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio solamente se la cessione ha comportato il sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici connessi alle attività stesse. Per contro, qualora sia stata mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste continuano ad essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata effettivamente trasferita.

Nel caso in cui non sia possibile accertare il sostanziale trasferimento dei rischi e benefici, le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio qualora non sia stato mantenuto alcun tipo di controllo sulle stesse. In caso contrario, la conservazione, anche in parte, di tale controllo comporta il mantenimento in bilancio delle attività in misura pari al coinvolgimento residuo, misurato dall'esposizione ai cambiamenti di valore delle attività cedute ed alle variazioni dei flussi finanziari delle stesse.

Infine, le attività finanziarie cedute vengono cancellate dal bilancio nel caso in cui vi sia la conservazione dei diritti contrattuali a ricevere i relativi flussi di cassa, con la contestuale assunzione di un'obbligazione a pagare detti flussi, e solo essi, senza un ritardo rilevante ad altri soggetti terzi.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

I dividendi vengono contabilizzati alla voce "Dividendi e proventi simili" nel momento in cui sorge il diritto a riceverne il pagamento, mentre gli utili o le perdite derivanti da una variazione di fair value dei titoli di capitale vengono rilevati in una specifica riserva di patrimonio netto e tale non viene riversato a conto economico nel caso di cessione e cancellazione del titolo di capitale.

3 - Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato

Criteri di iscrizione

L'iscrizione iniziale dell'attività finanziaria avviene alla data di regolamento per i titoli di debito ed alla data di erogazione nel caso di crediti. All'atto della rilevazione iniziale le attività sono contabilizzate al fair value, comprensivo dei costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso.

In particolare, per quel che attiene ai crediti, la data di erogazione normalmente coincide con la data di sottoscrizione del contratto. Qualora tale coincidenza non si manifesti, in sede di sottoscrizione del contratto si provvede ad iscrivere un impegno ad erogare fondi che si chiude alla data di erogazione del finanziamento. L'iscrizione del credito avviene sulla base del fair value dello stesso, pari all'ammontare erogato, o prezzo di sottoscrizione, comprensivo dei costi/proventi direttamente riconducibili al singolo credito e determinabili sin dall'origine dell'operazione, ancorché liquidati in un momento successivo. Sono esclusi i costi che, pur avendo le caratteristiche suddette, sono oggetto di rimborso da parte della controparte debitrice o sono inquadrabili tra i normali costi interni di carattere amministrativo.

Criteri di classificazione

Sono incluse nella presente categoria le attività finanziarie (in particolare finanziamenti e titoli di debito) che soddisfano entrambe le seguenti condizioni:

  • l'attività finanziaria è posseduta secondo un modello di business il cui obiettivo è conseguito mediante l'incasso dei flussi finanziari previsti contrattualmente (Business model "Hold to Collect" – "HTC"), e
  • i termini contrattuali dell'attività finanziaria prevedono, a determinate date, flussi finanziari rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell'interesse sull'importo del capitale da restituire (cd. "SPPI test" superato).

Più in particolare, formano oggetto di rilevazione in questa voce:

  • gli impieghi con banche nelle diverse forme tecniche che presentano i requisiti di cui al paragrafo precedente;
  • gli impieghi con clientela nelle diverse forme tecniche che presentano i requisiti di cui al paragrafo precedente;
  • i titoli di debito che presentano i requisiti di cui al paragrafo precedente.

Sono inoltre inclusi in tale categoria i crediti di funzionamento connessi con la prestazione di attività e di servizi finanziari come definiti dal T.U.B. e dal T.U.F. (ad esempio per distribuzione di prodotti finanziari ed attività di servicing).

Si rimanda al capitolo "Attività finanziarie deteriorate acquisite o originate" per i crediti Purchased or Originated Credit Impaired Asset (POCI).

Riclassifiche

Secondo le regole generali previste dall'IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie, non sono ammesse riclassifiche verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui l'entità modifichi il proprio modello di business per la gestione delle attività finanziarie a seguito di cambiamenti esterni o interni i quali siano rilevanti per le operazioni dell'entità e dimostrabili alle parti esterne. In tali casi, che ci si attende siano altamente infrequenti, le attività finanziarie potranno essere riclassificate dalla categoria valutata al costo ammortizzato in una delle altre due categorie previste dall'IFRS 9 (Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva o Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico). Il valore di trasferimento è rappresentato dal fair value al momento della riclassificazione e gli effetti della riclassificazione operano in maniera prospettica a partire dalla data di riclassificazione. Gli utili o le perdite

risultanti dalla differenza tra il costo ammortizzato dell'attività finanziaria e il relativo fair value sono rilevati a conto economico nel caso di riclassifica tra le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico e a Patrimonio netto, nell'apposita riserva di valutazione, nel caso di riclassifica tra le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività finanziarie in esame sono valutate al costo ammortizzato, utilizzando il metodo del tasso di interesse effettivo. In questi termini, l'attività è riconosciuta in bilancio per un ammontare pari al valore di prima iscrizione diminuito dei rimborsi di capitale, più o meno l'ammortamento cumulato (calcolato col richiamato metodo del tasso di interesse effettivo) della differenza tra tale importo iniziale e l'importo alla scadenza (riconducibile tipicamente ai costi/proventi imputati direttamente alla singola attività) e rettificato dell'eventuale fondo a copertura delle perdite attese. Il tasso di interesse effettivo è individuato calcolando il tasso che eguaglia il valore attuale dei flussi futuri dell'attività, per capitale ed interesse, all'ammontare erogato inclusivo dei costi/proventi ricondotti all'attività finanziaria medesima. Tale modalità di contabilizzazione, utilizzando una logica finanziaria, consente di distribuire l'effetto economico dei costi/proventi direttamente attribuibili ad un'attività finanziaria lungo la sua vita residua attesa.

Il metodo del costo ammortizzato non viene utilizzato per le attività – valorizzate al costo storico – la cui breve durata fa ritenere trascurabile l'effetto dell'applicazione della logica dell'attualizzazione, per quelle senza una scadenza definita e per i crediti a revoca.

I criteri di valutazione relativi agli accantonamenti per le perdite attese sono strettamente connessi all'inclusione degli strumenti in esame in uno dei tre stages (stadi di rischio creditizio) previsti dall'IFRS 9, l'ultimo dei quali (Stage 3) comprende le attività finanziarie deteriorate e i restanti (Stage 1 e 2) le attività finanziarie in bonis.

Con riferimento alla rappresentazione contabile dei suddetti effetti valutativi, le rettifiche di valore riferite a questa tipologia di attività sono rilevate nel Conto Economico:

  • all'atto dell'iscrizione iniziale, per un ammontare pari alla perdita attesa a dodici mesi;
  • all'atto della valutazione successiva dell'attività, ove il rischio creditizio non sia risultato significativamente incrementato rispetto all'iscrizione iniziale, in relazione alle variazioni dell'ammontare delle rettifiche di valore per perdite attese nei dodici mesi successivi;
  • all'atto della valutazione successiva dell'attività, ove il rischio creditizio sia risultato significativamente incrementato rispetto all'iscrizione iniziale, in relazione alla rilevazione di rettifiche di valore per perdite attese riferibili all'intera vita residua prevista contrattualmente per l'attività;
  • all'atto della valutazione successiva dell'attività, ove dopo che si è verificato un incremento significativo del rischio di credito rispetto all'iscrizione iniziale – la "significatività" di tale incremento sia poi venuta meno, in relazione all'adeguamento delle rettifiche di valore cumulate per tener conto del passaggio da una perdita attesa lungo l'intera vita residua dello strumento ("lifetime") ad una a dodici mesi.

Le attività finanziarie in esame, ove risultino in bonis, sono sottoposte ad una valutazione, volta a definire le rettifiche di valore da rilevare in bilancio, a livello di singolo rapporto creditizio (o "tranche" di titolo), in funzione dei parametri di rischio rappresentati da probability of default (PD), loss given default (LGD) ed exposure at default (EAD), derivati dai modelli AIRB e opportunamente corretti per tener conto delle previsioni del principio contabile IFRS 9.

Se, oltre ad un incremento significativo del rischio di credito, si riscontrano anche oggettive evidenze di una perdita di valore, l'importo della perdita viene misurato come differenza tra il valore contabile dell'attività – classificata come "deteriorata", al pari di tutti gli altri rapporti intercorrenti con la medesima controparte – e il valore attuale dei futuri flussi finanziari stimati, scontati al tasso di interesse effettivo

originario. In tale contesto, è stata sviluppata una specifica metodologia per il trattamento contabile da applicare ad un portafoglio di posizioni a sofferenza che, avendo maturato un vintage significativo, vengono valutate anche in un'ottica di cessione. Tale metodologia considera diversi scenari e stima il valore recuperabile delle esposizioni in base alla combinazione e alle probabilità di accadimento di tali scenari, oltre che ai relativi flussi di cassa stimati. Rientrano nell'ambito delle attività deteriorate gli strumenti finanziari ai quali è stato attribuito lo status di sofferenza, inadempienza probabile o di scaduto/sconfinante da oltre novanta giorni secondo le regole di Banca d'Italia, coerenti con la normativa IAS/IFRS e di Vigilanza europea.

I flussi di cassa previsti tengono conto dei tempi di recupero attesi e del presumibile valore di realizzo delle eventuali garanzie.

Il tasso effettivo originario di ciascuna attività rimane invariato nel tempo ancorché sia intervenuta una ristrutturazione del rapporto che abbia comportato la variazione del tasso contrattuale ed anche qualora il rapporto divenga, nella pratica, infruttifero di interessi contrattuali.

Qualora i motivi della perdita di valore siano rimossi a seguito di un evento verificatosi successivamente alla rilevazione della riduzione di valore, vengono effettuate riprese di valore con imputazione a Conto Economico. La ripresa di valore non può eccedere il costo ammortizzato che lo strumento finanziario avrebbe avuto in assenza di precedenti rettifiche. I ripristini di valore connessi con il trascorrere del tempo sono appostati nel margine di interesse.

In alcuni casi, durante la vita delle attività finanziarie in esame e, in particolare, dei crediti, le condizioni contrattuali originarie sono oggetto di successiva modifica per volontà delle parti del contratto. Quando, nel corso della vita di uno strumento, le clausole contrattuali sono oggetto di modifica occorre verificare se l'attività originaria deve continuare ad essere rilevata in bilancio o se, al contrario, lo strumento originario deve essere oggetto di cancellazione dal bilancio (derecognition) e debba essere rilevato un nuovo strumento finanziario.

In generale, le modifiche di un'attività finanziaria conducono alla cancellazione della stessa ed all'iscrizione di una nuova attività quando sono "sostanziali". La valutazione circa la "sostanzialità" della modifica deve essere effettuata considerando sia elementi qualitativi sia elementi quantitativi. In alcuni casi, infatti, potrà risultare chiaro, senza il ricorso a complesse analisi, che i cambiamenti introdotti modificano sostanzialmente le caratteristiche e/o i flussi contrattuali di una determinata attività mentre, in altri casi, dovranno essere svolte ulteriori analisi (anche di tipo quantitativo) per apprezzare gli effetti delle stesse e verificare la necessità di procedere o meno alla cancellazione dell'attività ed alla iscrizione di un nuovo strumento finanziario.

Le analisi (quali-quantitative) volte a definire la "sostanzialità" delle modifiche contrattuali apportate ad un'attività finanziaria, dovranno pertanto considerare:

  • le finalità per cui le modifiche sono state effettuate: ad esempio, rinegoziazioni per motivi commerciali e concessioni per difficoltà finanziarie della controparte:
  • le prime, volte a "trattenere" il cliente, vedono coinvolto un debitore che non versa in una situazione di difficoltà finanziaria. In questa casistica sono incluse tutte le operazioni di rinegoziazione che sono volte ad adeguare l'onerosità del debito alle condizioni di mercato. Tali operazioni comportano una variazione delle condizioni originarie del contratto, solitamente richieste dal debitore, che attiene ad aspetti connessi alla onerosità del debito, con un conseguente beneficio economico per il debitore stesso. In linea generale si ritiene che, ogniqualvolta la banca effettui una rinegoziazione al fine di evitare di perdere il proprio cliente, tale rinegoziazione debba essere considerata come sostanziale in quanto, ove non fosse effettuata, il cliente potrebbe finanziarsi presso un altro intermediario e la banca subirebbe un decremento dei ricavi futuri previsti;
  • le seconde, effettuate per "ragioni di rischio creditizio" (misure di forbearance), sono riconducibili al tentativo della banca di massimizzare il recovery dei cash flow del credito originario. I rischi e i benefici sottostanti, successivamente alle modifiche, di norma, non sono sostanzialmente trasferiti e, conseguentemente, la rappresentazione contabile che offre informazioni più rilevanti per il lettore del bilancio (salvo quanto si dirà in seguito in tema di elementi oggettivi), è quella

effettuata tramite il "modification accounting" - che implica la rilevazione a conto economico della differenza tra valore contabile e valore attuale dei flussi di cassa modificati scontati al tasso di interesse originario - e non tramite la derecognition;

• la presenza di specifici elementi oggettivi ("trigger") che incidono sulle caratteristiche e/o sui flussi contrattuali dello strumento finanziario (quali, a solo titolo di esempio, il cambiamento di divisa o la modifica della tipologia di rischio a cui si è esposti, ove la si correli a parametri di equity e commodity), che si ritiene comportino la derecognition in considerazione del loro impatto (atteso come significativo) sui flussi contrattuali originari.

Criteri di cancellazione

Le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio solamente se la cessione ha comportato il sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici connessi alle attività stesse. Per contro, qualora sia stata mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste continuano ad essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata effettivamente trasferita.

Nel caso in cui non sia possibile accertare il sostanziale trasferimento dei rischi e benefici, le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio qualora non sia stato mantenuto alcun tipo di controllo sulle stesse. In caso contrario, la conservazione, anche in parte, di tale controllo comporta il mantenimento in bilancio delle attività in misura pari al coinvolgimento residuo, misurato dall'esposizione ai cambiamenti di valore delle attività cedute ed alle variazioni dei flussi finanziari delle stesse.

Infine, le attività finanziarie cedute vengono cancellate dal bilancio nel caso in cui vi sia la conservazione dei diritti contrattuali a ricevere i relativi flussi di cassa, con la contestuale assunzione di un'obbligazione a pagare detti flussi, e solo essi, senza un ritardo rilevante ad altri soggetti terzi.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

L'allocazione delle componenti reddituali nelle pertinenti voci di conto economico avviene sulla base di quanto riportato di seguito:

  • Gli interessi attivi dei crediti e dei titoli vengono allocati nella voce "Interessi attivi e proventi assimilati" per competenza sulla base del tasso di interesse effettivo;
  • Gli utili e perdite da cessione dei crediti e dei titoli vengono allocati nella voce "Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato";
  • Le rettifiche da impairment, le perdite per cancellazioni e le riprese di valore dei crediti e dei titoli vengono allocate nella voce "Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato".
  • Gli interessi dovuti al trascorrere del tempo sono contabilizzati nella voce "Interessi attivi e proventi assimilati".

4 - Operazioni di copertura

Il Gruppo si avvale della facoltà, prevista in sede di introduzione dell'IFRS 9, di continuare ad applicare integralmente le previsioni del principio contabile IAS 39 in tema di "hedge accounting" (nella versione carved out omologata dalla Commissione Europea) per ogni tipologia di copertura (sia per le coperture specifiche che per le macro coperture).

Criteri di iscrizione

Gli strumenti derivati di copertura, al pari di tutti i derivati, sono inizialmente iscritti e successivamente misurati al fair value.

Criteri di classificazione: tipologia di coperture

Le operazioni di copertura dei rischi sono finalizzate a neutralizzare potenziali variazioni di fair value o variazioni di flussi di cassa, attribuibili ad un determinato rischio e rilevabili su un determinato elemento o gruppo di elementi, nel caso in cui quel particolare rischio dovesse effettivamente manifestarsi.

Le tipologie di coperture utilizzate sono le seguenti:

  • copertura di fair value: ha l'obiettivo di coprire l'esposizione alla variazione del fair value (attribuibile alle diverse tipologie di rischio) di attività e passività iscritte in bilancio o porzioni di esse, di gruppi di attività/passività, di impegni irrevocabili e di portafogli di attività e passività finanziarie, inclusi i core deposits, come consentito dallo IAS 39 omologato dalla Commissione Europea. Le coperture generiche di fair value ("macro hedge") hanno l'obiettivo di ridurre le oscillazioni di fair value, imputabili al rischio di tasso di interesse, di un importo monetario, riveniente da un portafoglio di attività o di passività finanziarie. Non possono essere oggetto di copertura generica importi netti derivanti dallo sbilancio di attività e passività;
  • copertura di flussi finanziari: ha l'obiettivo di coprire l'esposizione a variazioni dei flussi di cassa futuri attribuibili a particolari rischi associati a poste del bilancio. Tale tipologia di copertura è utilizzata essenzialmente per stabilizzare il flusso di interessi della raccolta a tasso variabile nella misura in cui quest'ultima finanzia impieghi a tasso fisso. In talune circostanze, analoghe operazioni sono poste in essere relativamente ad alcune tipologie di impieghi a tasso variabile.

Solo gli strumenti che coinvolgono una controparte esterna al Gruppo possono essere designati come strumenti di copertura. Data la scelta esercitata dal Gruppo di avvalersi della facoltà di continuare ad applicare integralmente le regole dello IAS 39 per le relazioni di copertura, non è possibile designare i titoli di capitale classificati tra le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (FVOCI) come oggetti coperti per il rischio di prezzo o di cambio, dato che tali strumenti non impattano il conto economico, nemmeno in caso di vendita (se non per i dividendi che sono rilevati a conto economico).

Criteri di valutazione

I derivati di copertura sono valutati al fair value. In particolare:

  • nel caso di copertura di fair value, si compensa la variazione del fair value dell'elemento coperto con la variazione del fair value dello strumento di copertura. Tale compensazione è riconosciuta attraverso la rilevazione a Conto Economico delle variazioni di valore, riferite sia all'elemento coperto (per quanto riguarda le variazioni prodotte dal fattore di rischio sottostante), sia allo strumento di copertura. L'eventuale differenza, che rappresenta la parziale inefficacia della copertura, ne costituisce di conseguenza l'effetto economico netto. Nel caso di operazioni di copertura generica di fair value di un portafoglio ("macro hedge") le variazioni di fair value con riferimento al rischio coperto delle attività e delle passività oggetto di copertura sono imputate nello stato patrimoniale, rispettivamente, nella voce 60. "Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica" oppure 50. "Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica";
  • nel caso di copertura di flussi finanziari, le variazioni di fair value del derivato sono imputate nella redditività complessiva, per la quota efficace della copertura, e sono rilevate a Conto Economico solo quando, con riferimento alla posta coperta, si manifesta la variazione dei flussi di cassa da compensare o se la copertura risulta inefficace;
  • le coperture di un investimento netto in valuta sono contabilizzate allo stesso modo delle coperture di flussi finanziari.

Lo strumento derivato è designato di copertura se esiste una documentazione formalizzata della relazione tra lo strumento coperto e lo strumento di copertura e se è efficace nel momento in cui la copertura ha inizio e, prospetticamente, durante tutta la vita della stessa.

L'efficacia della copertura dipende dalla misura in cui le variazioni di fair value dello strumento coperto o dei relativi flussi finanziari attesi risultano compensati da quelle dello strumento di copertura. Pertanto, l'efficacia è apprezzata dal confronto delle suddette variazioni, tenuto conto dell'intento perseguito dall'impresa nel momento in cui la copertura è stata posta in essere. Si ha efficacia quando le variazioni di fair value (o dei flussi di cassa) dello strumento finanziario di copertura neutralizzano quasi integralmente, cioè nei limiti stabiliti dall'intervallo 80-125%, le variazioni di fair value dello strumento coperto, per l'elemento di rischio oggetto di copertura.

BILANCIO INDIVIDUALE – NOTA INTEGRATIVA La valutazione dell'efficacia è effettuata ad ogni chiusura di bilancio o di situazione infrannuale utilizzando:

  • test prospettici, che giustificano l'applicazione della contabilizzazione di copertura, in quanto dimostrano la sua efficacia attesa;
  • test retrospettivi, che evidenziano il grado di efficacia della copertura raggiunto nel periodo cui si riferiscono, ovvero, misurano quanto i risultati effettivi si siano discostati dalla copertura perfetta.

Solo gli strumenti che coinvolgono una controparte esterna possono essere designati come strumenti di copertura. Pertanto, ogni risultato riconducibile a transazioni interne effettuate tra diverse entità della banca è eliminato dal bilancio consolidato.

Cessazione prospettica della contabilizzazione di copertura

Se le verifiche non confermano l'efficacia della copertura, da quel momento la contabilizzazione delle operazioni di copertura, secondo quanto sopra esposto, viene interrotta e il contratto derivato di copertura viene riclassificato tra gli strumenti di negoziazione. Inoltre, le operazioni di copertura cessano nel momento in cui lo strumento di copertura giunge a scadenza, è venduto, cessato o esercitato, oppure la banca revoca la designazione.

Per le relazione di copertura di fair value, lo strumento finanziario coperto non è più rettificato per le variazioni di fair value nel caso e qualsiasi rettifica al valore contabile di uno strumento finanziario coperto per il quale è utilizzato il criterio dell'interesse effettivo deve essere ammortizzata nel conto economico. Nel caso di interruzione di una relazione di copertura generica di fair value, le rivalutazioni/svalutazioni cumulate iscritte nella voce 60. "Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica" oppure 50. "Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica" sono rilevate a conto economico tra gli interessi attivi o passivi lungo la durata residua delle originarie relazioni di copertura, ferma restando la verifica che ne sussistano i presupposti.

Per le relazioni di copertura dei flussi finanziari, l'utile o la perdita complessiva dello strumento di copertura che è stato rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo a partire dall'esercizio in cui la copertura era efficace, deve restare separatamente nel patrimonio netto sino a quando l'operazione programmata si verifica. Qualora l'operazione programmata ci si attende non debba più accadere, nel qual caso qualsiasi correlato utile o perdita complessivo sullo strumento di copertura che è stato rilevato nel prospetto delle altre componenti di conto economico complessivo dall'esercizio in cui la copertura era efficace deve essere riclassificato dal patrimonio netto all'utile (perdita) d'esercizio come rettifica da riclassificazione. Tuttavia, un'operazione programmata che non è più altamente probabile, ci si può ancora attendere che si verifichi.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

L'allocazione delle componenti reddituali nelle pertinenti voci di conto economico avviene sulla base di quanto riportato di seguito:

  • i differenziali maturati sugli strumenti derivati di copertura del rischio di tasso di interesse (oltre agli interessi delle posizioni oggetto di copertura) vengono allocati nella voce "Interessi attivi e proventi assimilati" o "Interessi passivi e oneri assimilati";
  • le plusvalenze e minusvalenze derivanti dalla valutazione degli strumenti derivati di copertura e delle posizioni oggetto di copertura di fair value hedge vengono allocate nella voce "Risultato netto dell'attività di copertura";
  • le plusvalenze e le minusvalenze derivanti dalla valutazione degli strumenti derivati di copertura di cash flow hedge (per la parte efficace) vengono allocate in una specifica riserva di valutazione di patrimonio netto "Copertura dei flussi finanziari", al netto dell'effetto fiscale differito. Per la parte inefficace tali plus e minus vengono contabilizzate a conto economico nella voce "Risultato netto dell'attività di copertura". Se lo strumento coperto è cancellato, scade o si estingue allora la riserva è riversata immediatamente a conto economico contestualmente alla cancellazione dell'elemento coperto.
  • nel caso di copertura di flussi finanziari, le variazioni di fair value del derivato sono imputate nella redditività complessiva, per la quota efficace della copertura, e sono rilevate a Conto Economico solo quando, con riferimento alla posta

coperta, si manifesta la variazione dei flussi di cassa da compensare o se la copertura risulta inefficace.

5 - Partecipazioni

Criteri di iscrizione

Le partecipazioni sono iscritte alla data di regolamento. All'atto della rilevazione iniziale le interessenze partecipative sono contabilizzate al costo, comprensivo dei costi o proventi direttamente attribuibili alla transazione.

Criteri di classificazione

La voce include le interessenze detenute in società controllate, collegate e soggette a controllo congiunto.

Sono considerate controllate le imprese nelle quali la banca, direttamente o indirettamente, possiede più della metà dei diritti di voto o quando pur con una quota di diritti di voto inferiore la capogruppo ha il potere di nominare la maggioranza degli amministratori della partecipata o di determinare le politiche finanziarie ed operative della stessa. Nella valutazione dei diritti di voto si tiene conto anche dei diritti "potenziali" che siano correntemente esercitabili o convertibili in diritti di voto effettivi in qualsiasi momento dalla capogruppo. Un'impresa è in grado di esercitare il controllo se è esposta o ha diritto a rendimenti variabili, derivanti dal proprio rapporto con l'entità oggetto d'investimento e, nel frattempo, ha la capacità di incidere su tali rendimenti esercitando il proprio potere su tale entità.

Specificatamente, un'impresa è in grado di esercitare il controllo se, e solo se, ha:

  • il potere sull'entità oggetto d'investimento (ovvero detiene validi diritti che gli conferiscono la capacità attuale di dirigere le attività rilevanti dell'entità oggetto d'investimento);
  • l'esposizione o i diritti a rendimenti variabili derivanti dal rapporto con l'entità oggetto d'investimento;
  • la capacità di esercitare il proprio potere sull'entità oggetto di investimento per incidere sull'ammontare dei suoi rendimenti.

Sono considerate controllate congiuntamente le imprese nelle quali i diritti di voto ed il controllo dell'attività economica della partecipata sono condivisi in modo paritetico da Credem, direttamente o indirettamente, e da un altro soggetto. Inoltre, viene qualificato come sottoposto a controllo congiunto un investimento partecipativo nel quale, pur in assenza di una quota paritetica di diritti di voto, il controllo sull'attività economica e sugli indirizzi strategici della partecipata è condiviso con altri soggetti in virtù di accordi contrattuali.

Sono considerate collegate, cioè sottoposte ad influenza notevole, le imprese nelle quali si possiede, direttamente o indirettamente, almeno il 20% dei diritti di voto (ivi inclusi i diritti di voto "potenziali") o nelle quali -pur con una quota di diritti di voto inferiore- si ha il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali della partecipata in virtù di particolari legami giuridici quali la partecipazione a patti di sindacato.

Non sono considerate sottoposte ad influenza notevole alcune interessenze superiori al 20%, nelle quali Credem, direttamente o indirettamente, detiene esclusivamente diritti patrimoniali su una porzione dei frutti degli investimenti, non ha accesso alle politiche di gestione e può esercitare diritti di governance limitati alla tutela degli interessi patrimoniali.

Criteri di valutazione

Le partecipazioni nel bilancio individuale sono valutate al costo, eventualmente rettificato per perdite di valore. Se esistono evidenze che il valore di una partecipazione possa aver subito una riduzione, si procede alla stima del valore recuperabile della partecipazione stessa, tenendo conto del valore attuale dei flussi finanziari futuri che la partecipazione potrà generare, incluso il valore di dismissione finale dell'investimento.

Qualora il valore di recupero risulti inferiore al valore contabile, la relativa differenza è rilevata a conto economico.

Qualora i motivi della perdita di valore siano rimossi a seguito di un evento verificatosi successivamente alla rilevazione della riduzione di valore, vengono effettuate riprese di valore con imputazione a conto economico che non possono eccedere l'ammontare delle perdite da impairment in precedenza registrate.

Criteri di cancellazione

Le partecipazioni vengono cancellate quando scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivati dalle attività stesse o quando la partecipazione viene ceduta trasferendo sostanzialmente tutti i rischi e benefici ad essa connessi.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

Le differenze negative di prima iscrizione, gli utili e le perdite delle partecipate realizzate, le perdite da impairment e le riprese di valore vengono allocate nella voce di conto economico "Utili (Perdite) delle partecipazioni", mentre i dividendi incassati vengono allocati nella voce "Dividendi e proventi simili" nel momento in cui sorge il diritto a riceverne il pagamento.

6 - Attività materiali

Criteri di iscrizione

Le attività materiali sono inizialmente iscritte al costo che comprende, oltre al prezzo di acquisto, tutti gli eventuali oneri accessori direttamente imputabili all'acquisto e alla messa in funzione del bene.

Le spese di manutenzione straordinaria che comportano un incremento dei benefici economici futuri vengono imputate ad incremento del valore dei cespiti, mentre gli altri costi di manutenzione ordinaria sono rilevati a Conto Economico.

Criteri di classificazione

Le attività materiali comprendono i terreni, gli immobili strumentali, gli investimenti immobiliari, il patrimonio artistico di pregio, gli impianti tecnici, i mobili e gli arredi nonché le attrezzature di qualsiasi tipo che si ritiene di utilizzare per più di un periodo. Le attività materiali detenute per essere utilizzate nella produzione o nella fornitura di beni e servizi sono classificate come "attività ad uso funzionale" secondo lo IAS 16. Gli immobili posseduti con finalità di investimento (per conseguire canoni di locazione o per l'apprezzamento del capitale investito) sono classificati come "attività detenute a scopo di investimento" in base allo IAS 40.

La voce accoglie anche attività materiali classificate in base allo IAS 2 - Rimanenze, che si riferiscono sia a beni derivanti dall'attività di escussione di garanzie o dall'acquisto in asta che l'impresa ha intenzione di vendere nel prossimo futuro, senza effettuare rilevanti opere di ristrutturazione, e che non hanno i presupposti per essere classificati nelle categorie precedenti, sia al portafoglio immobiliare delle Società immobiliari del Gruppo, comprensivo di aree edificabili, immobili in costruzione, immobili ultimati in vendita e iniziative di sviluppo immobiliare, detenuto in un'ottica di dismissione.

Sono, infine, iscritti nelle attività materiali i beni utilizzati nell'ambito di contratti di leasing finanziario, ancorché la titolarità giuridica degli stessi rimanga alla società locatrice.

Criteri di valutazione

Le attività materiali sono valutate al costo, dedotti eventuali ammortamenti e perdite di valore.

Le attività materiali sono sistematicamente ammortizzate, adottando come criterio di ammortamento il metodo a quote costanti, lungo la loro vita utile. Il valore ammortizzabile è rappresentato dal costo dei beni al netto del valore residuo al termine del processo di ammortamento, se significativo. Gli immobili vengono ammortizzati per una quota ritenuta congrua per rappresentare il deperimento dei cespiti nel tempo a seguito del loro utilizzo, tenuto conto delle spese di manutenzione di carattere straordinario, che vengono portate ad incremento del valore dei cespiti Non vengono invece ammortizzati:

  • i terreni, siano essi stati acquisiti singolarmente o incorporati nel valore dei fabbricati, in quanto hanno vita utile indefinita;
  • il patrimonio artistico di pregio, gli altri beni storico artistici e decorativi in quanto la loro vita utile non può essere stimata ed il loro valore è normalmente destinato ad aumentare nel tempo.

Se esiste qualche indicazione che dimostri che un'attività materiale valutata al costo possa aver subito una perdita di valore, si procede al confronto tra il valore di carico del cespite ed il suo valore di recupero. Le eventuali rettifiche vengono rilevate a Conto Economico.

Qualora vengano meno i motivi che hanno portato alla rilevazione della perdita, si dà luogo ad una ripresa di valore, che non può superare il valore che l'attività avrebbe avuto, al netto degli ammortamenti calcolati, in assenza di precedenti perdite di valore.

Per quel che attiene alle attività materiali rilevate ai sensi dello IAS 2, le stesse sono valutate al minore tra il costo ed il valore netto di realizzo, fermo restando che si procede comunque al confronto tra il valore di carico del cespite ed il suo valore di recupero ove esista qualche indicazione che dimostri che il bene possa aver subito una perdita di valore. Le eventuali rettifiche vengono rilevate a conto economico.

Criteri di cancellazione

Un'attività materiale è eliminata dallo Stato Patrimoniale al momento della dismissione o quando il bene è permanentemente ritirato dall'uso e dalla sua dismissione non sono attesi benefici economici futuri.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

L'allocazione delle componenti reddituali nelle pertinenti voci di conto economico avviene sulla base di quanto riportato di seguito:

  • gli ammortamenti periodici, le perdite durature di valore e le riprese di valore vengono allocate nella voce "Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali";
  • i profitti e le perdite derivanti dalle operazioni di cessione vengono allocati nella voce "Utili (Perdite) da cessione di investimenti".

7 - Attività immateriali

Criteri di iscrizione

Le attività immateriali sono iscritte come tali se sono identificabili e trovano origine in diritti legali o contrattuali.

Le predette attività sono iscritte ai costi di acquisto, comprensivi degli oneri accessori ed aumentati delle spese successive sostenute per accrescerne il valore o la capacità produttiva iniziale. Gli avviamenti sono pari alla differenza positiva tra gli oneri sostenuti per acquisire i complessi aziendali sottostanti e le pertinenti quote del fair value delle attività, delle passività e delle passività potenziali acquisite. Qualora tale differenza risulti negativa (badwill) o nell'ipotesi in cui il goodwill non trovi giustificazione nelle capacità reddituali future della partecipata, la differenza stessa viene iscritta direttamente a conto economico.

Criteri di classificazione

Il portafoglio delle attività immateriali include i fattori intangibili di produzione ad utilità pluriennale rappresentati in particolare da software, benefici legati alla relazione con la clientela (client relationship) e avviamenti.

Criteri di valutazione

Le attività immateriali di durata limitata vengono valutate secondo il principio del costo al netto degli ammortamenti e delle perdite per riduzioni durevoli di valore. Gli ammortamenti sono di durata pari alla vita utile dei beni da ammortizzare e sono basati sul metodo a quote costanti. Se ricorrono evidenze sintomatiche dell'esistenza di perdite durevoli, le attività immateriali sono sottoposte ad impairment test, registrando le eventuali perdite di valore; successive riprese di valore non possono eccedere l'ammontare delle perdite da impairment in precedenza registrate.

Gli avviamenti non sono assoggettati ad ammortamento, ma vengono periodicamente sottoposti ad impairment test. L'eventuale differenza negativa tra il valore recuperabile di ciascuna unità generatrice di flussi finanziari (CGU) al quale appartiene un determinato avviamento e il valore contabile del patrimonio netto della medesima costituisce perdita da impairment. Il valore recuperabile di una CGU – che ne rappresenta una stima del valore economico – si ragguaglia al maggiore tra il valore d'uso (valore attuale dei flussi di cassa attesi) e il valore di scambio (presumibile valore di cessione al netto dei costi di transazione). Eventuali successive riprese di valore non possono essere registrate.

Criteri di cancellazione

Le attività immateriali vengono cancellate dal bilancio quando hanno esaurito integralmente le loro funzionalità economiche, ovvero nel momento della dismissione o qualora non sono attesi benefici economici futuri

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

L'allocazione delle componenti reddituali nelle pertinenti voci di conto economico avviene sulla base di quanto riportato di seguito:

  • gli ammortamenti periodici, le perdite durature di valore e le riprese di valore vengono allocate nella voce "Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali".
  • le perdite durature di valore dell'avviamento vengono allocate nella voce "Rettifiche di valore dell'avviamento". Non è ammessa la contabilizzazione di eventuali successive riprese di valore.

8 - Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione

Vengono classificate nella voce dell'attivo "Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione" e in quella del passivo "Passività associate ad attività in via di dismissione" attività non correnti o gruppi di attività/passività per i quali è stato avviato un processo di dismissione e la loro vendita è ritenuta altamente probabile. Tali attività/passività sono valutate al minore tra il valore di carico ed il loro fair value al netto dei costi di cessione, ad eccezione di alcune tipologie di attività (es. attività finanziarie rientranti nell'ambito di applicazione dell'IFRS 9) per cui l'IFRS 5 prevede specificatamente che debbano essere applicati i criteri valutativi del principio contabile di pertinenza.

I proventi ed oneri (al netto dell'effetto fiscale), riconducibili ad attività operative cessate in via di dismissione o rilevati come tali nel corso dell'esercizio, sono esposti nel conto economico in voce separata.

9 - Fiscalità corrente e differita

Criteri di iscrizione, di valutazione e di cancellazione

Le imposte sul reddito, calcolate nel rispetto delle legislazioni fiscali nazionali, sono contabilizzate come costo in base al criterio della competenza economica, coerentemente con le modalità di rilevazione in bilancio dei costi e ricavi che le hanno generate. Esse rappresentano pertanto il saldo della fiscalità corrente e differita relativa al reddito dell'esercizio. In particolare, tali poste accolgono il saldo netto tra le passività fiscali correnti dell'esercizio, calcolate in base ad una prudenziale previsione dell'onere tributario dovuto per l'esercizio, determinato in base alle norme tributarie in vigore, e le attività fiscali correnti rappresentate dagli acconti e dagli altri crediti d'imposta per ritenute d'acconto subite od altri crediti d'imposta di esercizi precedenti per i quali le società del Gruppo hanno richiesto la compensazione con imposte di esercizi successivi.

Le Attività fiscali correnti accolgono altresì i crediti d'imposta per i quali le società del Gruppo hanno richiesto il rimborso alle autorità fiscali competenti, nonché le somme versate a titolo provvisorio nel corso di un procedimento contenzioso con l'Amministrazione finanziaria. Il rischio insito nei suddetti procedimenti, allo stesso modo dei rischi insiti in procedimenti che non hanno richiesto versamenti a titolo provvisorio, viene valutato secondo le logiche dello IAS 37 in relazione alle

probabilità di impiego di risorse economiche per il loro adempimento.

Tenuto conto dell'adozione del consolidato fiscale nazionale da parte del Gruppo, le posizioni fiscali riferibili alle società del Gruppo sono gestite in modo distinto sotto il profilo amministrativo.

La fiscalità differita viene determinata in base al criterio del cosiddetto "balance sheet liability method", tenuto conto dell'effetto fiscale connesso alle differenze temporanee tra il valore contabile delle attività e passività ed il loro valore fiscale che determineranno importi imponibili o deducibili nei futuri periodi. A tali fini, si intendono "differenze temporanee tassabili" quelle che nei periodi futuri determineranno importi imponibili e "differenze temporanee deducibili" quelle che negli esercizi futuri determineranno importi deducibili.

Le imposte anticipate sono rilevate a fronte di tutte le differenze temporanee deducibili, dei crediti e delle perdite fiscali non utilizzate e riportabili a nuovo, nella misura in cui sia probabile che saranno disponibili sufficienti imponibili fiscali futuri, che possano consentire l'utilizzo delle differenze temporanee deducibili e dei crediti e delle perdite fiscali riportati a nuovo, eccetto i casi in cui:

  • l'imposta differita attiva collegata alle differenze temporanee deducibili deriva dalla rilevazione iniziale di un'attività o passività in una transazione che non rappresenta un'aggregazione aziendale e, al tempo della transazione stessa, non influisce né sul risultato di bilancio, né sul risultato fiscale;
  • nel caso di differenze temporanee deducibili associate a partecipazioni in società controllate, collegate e joint venture, le imposte differite attive sono rilevate solo nella misura in cui sia probabile che esse si riverseranno nel futuro prevedibile e che vi saranno sufficienti imponibili fiscali che consentano il recupero di tali differenze temporanee.

Le imposte differite passive sono rilevate su tutte le differenze temporanee tassabili, con le seguenti eccezioni:

  • le imposte differite passive derivano dalla rilevazione iniziale dell'avviamento o di un'attività o passività in una transazione che non rappresenta un'aggregazione aziendale e, al tempo della transazione stessa, non influenza né il risultato di bilancio né il risultato fiscale;
  • il riversamento delle differenze temporanee imponibili, associate a partecipazioni in società controllate, collegate e joint venture, può essere controllato, ed è probabile che esso non si verifichi nel prevedibile futuro.

La fiscalità differita viene calcolata applicando le aliquote di imposizione stabilite dalle disposizioni di legge in vigore alle differenze temporanee tassabili per cui esiste la probabilità di un effettivo sostenimento di imposte ed alle differenze temporanee deducibili per cui esiste una ragionevole certezza che vi siano ammontari imponibili futuri al momento in cui si manifesterà la relativa deducibilità fiscale (c.d. probability test).

Qualora le Attività e Passività fiscali differite si riferiscano a componenti che hanno interessato il conto economico, la contropartita è rappresentata dalle imposte sul reddito.

Nei casi in cui le imposte anticipate e differite riguardino transazioni che hanno interessato direttamente il patrimonio netto senza influenzare il conto economico (quali le rettifiche di prima applicazione degli IAS/IFRS, le valutazioni degli strumenti finanziari rilevali al fair value con impatto sulla redditività complessiva o dei contratti derivati di copertura di flussi finanziari), le stesse vengono iscritte in contropartita al patrimonio netto, interessando le specifiche riserve quando previsto (es. riserve da valutazione).

La fiscalità latente sulle poste patrimoniali in sospensione d'imposta "tassabili in ogni caso di utilizzo" è iscritta in bilancio in riduzione del patrimonio netto. La fiscalità latente riferita alle poste patrimoniali in sospensione d'imposta "tassabili soltanto in ipotesi di distribuzione" non viene iscritta in bilancio, in quanto la consistenza delle riserve disponibili già assoggettate a tassazione consente di ritenere che non saranno effettuate operazioni che ne comportino la tassazione.

La fiscalità differita riferita alle società incluse nel consolidato fiscale viene rilevata in bilancio dalle stesse, in applicazione del criterio di competenza economica ed in considerazione della valenza del consolidato fiscale limitata agli adempimenti di liquidazione delle posizioni fiscali correnti.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

Attività e passività fiscali sono imputate al conto economico (voce "Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente"), salvo quando esse derivino da operazioni i cui effetti vanno attribuiti direttamente al patrimonio netto (nel qual caso vengono imputate al patrimonio) o da operazioni di aggregazione societaria (nel qual caso entrano nel computo del valore di avviamento).

10 - Fondi per rischi ed oneri

Criteri di iscrizione, classificazione e di cancellazione

I fondi per rischi ed oneri sono passività d'ammontare o scadenza incerti rilevati in bilancio quando ricorrono le seguenti contestuali condizioni:

  • esiste un'obbligazione attuale alla data di riferimento del bilancio, che deriva da un evento passato; l'obbligazione deve essere di tipo legale (trova origine da un contratto, normativa o altra disposizione di legge) o implicita (nasce nel momento in cui l'impresa genera nei confronti di terzi l'aspettativa che assolverà i propri impegni anche se non rientranti nella casistica delle obbligazioni legali);
  • è probabile che si verifichi un'uscita finanziaria per produrre benefici economici per adempiere l'obbligazione;
  • è possibile effettuare una stima attendibile dell'ammontare dell'obbligazione.

Nella voce "Fondi per rischi ed oneri" sono inclusi i fondi relativi a prestazioni di lungo termine, a prestazioni successive alla cessazione del rapporto di lavoro trattati dallo IAS 19 e i fondi per rischi ed oneri trattati dallo IAS 37.

Criteri di valutazione

Gli accantonamenti vengono attualizzati, laddove l'elemento temporale sia significativo, utilizzando i tassi correnti di mercato "free risk". L'accantonamento è rilevato a conto economico.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

Gli accantonamenti/recuperi a fronte dei fondi per rischi e oneri nonché l'effetto derivante dal passaggio del tempo vengono allocati nella voce "Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri".

Fondi di quiescenza e per obblighi simili

I Fondi di quiescenza sono costituiti in attuazione di accordi aziendali e si qualificano come piani a benefici definiti. La passività relativa a tali piani ed il relativo costo previdenziale delle prestazioni di lavoro corrente sono determinati sulla base di ipotesi attuariali applicando il metodo della "Proiezione Unitaria del Credito", che prevede la proiezione degli esborsi futuri sulla base di analisi storiche statistiche e della curva demografica e l'attualizzazione finanziaria di tali flussi sulla base di un tasso di interesse di mercato. I contributi versati in ciascun esercizio sono considerati come unità separate, rilevate e valutate singolarmente ai fini della determinazione dell'obbligazione finale. Il tasso utilizzato per l'attualizzazione è determinato in base ai rendimenti di mercato rilevati alle date di valutazione di obbligazioni di aziende primarie tenendo conto della durata media residua della passività. Il valore attuale dell'obbligazione alla data di riferimento del bilancio è inoltre rettificato del fair value delle eventuali attività a servizio del piano.

Gli utili e le perdite attuariali (ovvero le variazioni nel valore attuale dell'obbligazione derivanti dalle modifiche alle ipotesi attuariali e dalle rettifiche basate sull'esperienza passata) sono riconosciuti nel prospetto della redditività complessiva.

Fondi per rischi ed oneri a fronte di impegni e garanzie rilasciate

La sottovoce dei fondi per rischi ed oneri in esame accoglie i fondi per rischio di credito rilevati a fronte degli impegni ad erogare fondi ed alle garanzie rilasciate che rientrano nel perimetro di applicazione delle regole sull'impairment ai sensi dell'IFRS 9. Per tali fattispecie sono adottate, in linea di principio, le medesime modalità di allocazione tra i tre stage (stadi di rischio creditizio) e di calcolo della perdita attesa

esposte con riferimento alle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato o al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

L'aggregato accoglie, peraltro, anche i fondi per rischi ed oneri costituti a fronte di altre tipologie di impegni e di garanzie rilasciate che, in virtù delle proprie peculiarità, non rientrano nel richiamato perimetro di applicazione dell'impairment ai sensi dell'IFRS 9.

Altri fondi

Gli altri fondi per rischi ed oneri accolgono gli accantonamenti relativi ad obbligazioni legali o connessi a rapporti di lavoro oppure a contenziosi, anche fiscali, originati da un evento passato per i quali sia probabile l'esborso di risorse economiche per l'adempimento delle obbligazioni stesse, sempre che possa essere effettuata una stima attendibile del relativo ammontare.

Conseguentemente, la rilevazione di un accantonamento avviene se e solo se:

  • vi è un'obbligazione in corso (legale o implicita) quale risultato di un evento passato;
  • è probabile che per adempiere all'obbligazione si renderà necessario l'impiego di risorse atte a produrre benefici economici; e
  • può essere effettuata una stima attendibile dell'importo derivante dall'adempimento dell'obbligazione.

L'importo rilevato come accantonamento rappresenta la migliore stima della spesa richiesta per adempiere all'obbligazione esistente alla data di riferimento del bilancio e riflette rischi ed incertezze che inevitabilmente caratterizzano una pluralità di fatti e circostanze. Per tener conto dell'elemento temporale gli accantonamenti vengono attualizzati utilizzando i tassi correnti di mercato. L'accantonamento e gli incrementi dovuti al fattore temporale sono rilevati a Conto Economico.

L'accantonamento viene stornato quando diviene improbabile l'impiego di risorse atte a produrre benefici economici per adempiere l'obbligazione oppure quando si estingue l'obbligazione.

Nella voce sono inclusi anche i benefici a lungo termine ai dipendenti, i cui oneri vengono determinati con i medesimi criteri attuariali descritti per i fondi di quiescenza. Gli utili e le perdite attuariali vengono rilevati tutti immediatamente nel conto economico.

11 - Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato

Criteri di iscrizione

La prima iscrizione di tali passività finanziarie avviene alla data di sottoscrizione del contratto, che normalmente coincide con il momento della ricezione delle somme raccolte o della emissione dei titoli di debito.

La prima iscrizione è effettuata sulla base del fair value delle passività, normalmente pari all'ammontare incassato o al prezzo di emissione, aumentato degli eventuali costi/proventi aggiuntivi direttamente attribuibili alla singola operazione di provvista o di emissione. Sono esclusi i costi interni di carattere amministrativo.

Criteri di classificazione

I Debiti verso banche, i Debiti verso clientela e i Titoli in circolazione ricomprendono le varie forme di provvista interbancaria e con clientela, le operazioni di pronti contro termine con obbligo di riacquisto a termine e la raccolta effettuata attraverso certificati di deposito, titoli obbligazionari ed altri strumenti di raccolta in circolazione, al netto degli eventuali ammontari riacquistati.

Sono inoltre inclusi i debiti iscritti dall'impresa in qualità di locatario nell'ambito di operazioni di leasing.

Criteri di valutazione

Dopo la rilevazione iniziale, le passività finanziarie vengono valutate al costo ammortizzato col metodo del tasso di interesse effettivo.

Fanno eccezione le passività a breve termine, per le quali il fattore temporale risulta trascurabile, che rimangono iscritte per il valore incassato.

Criteri di cancellazione

Le passività finanziarie sono cancellate dal bilancio quando risultano scadute o estinte. La cancellazione avviene anche in presenza di riacquisto di titoli obbligazionari precedentemente emessi. La differenza tra valore contabile della passività e l'ammontare corrisposto per acquistarla viene registrata a Conto Economico.

Il ricollocamento sul mercato di titoli propri successivamente al loro riacquisto è considerato come una nuova emissione con iscrizione al nuovo prezzo di collocamento.

12 - Passività finanziarie di negoziazione

Criteri di iscrizione

Gli strumenti finanziari in oggetto sono iscritti alla data di sottoscrizione o alla data di emissione ad un valore pari al fair value dello strumento, senza considerare eventuali costi o proventi di transazione direttamente attribuibili agli strumenti stessi.

In tale categoria di passività sono, in particolare, inclusi i contratti derivati di trading con fair value negativo, nonché i derivati impliciti con fair value negativo presenti in contratti complessi - in cui il contratto primario è una passività finanziaria - ma non strettamente correlati agli stessi. Inoltre, sono incluse le passività che si originano da scoperti tecnici generati dall'attività di negoziazione di titoli.

Criteri di valutazione

Tutte le passività di negoziazione sono valutate al fair value con imputazione del risultato della valutazione nel Conto Economico.

Criteri di cancellazione

Le Passività finanziarie detenute per negoziazione vengono cancellate dal bilancio quando scadono i diritti contrattuali sui relativi flussi finanziari o quando la passività finanziaria è ceduta con trasferimento sostanziale di tutti i rischi ed i benefici derivanti dalla proprietà della stessa.

13 - Passività finanziarie designate al fair value

Criteri di iscrizione

L'iscrizione di tali passività avviene alla data di emissione in misura pari al loro fair value, incluso il valore dell'eventuale derivato embedded e al netto delle commissioni di collocamento pagate.

Criteri di classificazione

Formano oggetto di rilevazione nella presente voce le passività finanziarie designate al fair value con contropartita in Conto Economico, sulla base della facoltà riconosciuta alle imprese (c.d. "fair value option") dall'IFRS 9 e nel rispetto delle casistiche previste dalla normativa di riferimento.

Criteri di valutazione

Tali passività sono valutate al fair value con imputazione del risultato secondo le seguenti regole previste dall'IFRS 9:

• le variazioni di fair value che sono attribuibili alla variazione del proprio merito creditizio devono essere rilevate nel Prospetto della redditività complessiva (Patrimonio netto);

• le restanti variazioni di fair value devono essere rilevate nel Conto Economico.

Gli importi rilevati nel Prospetto della redditività complessiva non rigirano successivamente a conto economico. Tale modalità di contabilizzazione non deve essere applicata qualora la rilevazione degli effetti del proprio merito di credito a Patrimonio netto determini o accentui un accounting mismatch a conto economico. In questo caso gli utili o le perdite legate alla passività, incluse quelle che si determinano come effetto della variazione del proprio merito creditizio, devono

essere rilevate a conto economico.

Criteri di cancellazione

Le passività finanziarie valutate al fair value vengono cancellate dal bilancio quando scadono i diritti contrattuali sui relativi flussi finanziari o quando questa viene estinta, ovverosia quando l'obbligazione specificata nel contratto è adempiuta o cancellata o scaduta.

14 - Operazioni in valuta

Criteri di iscrizione

Le operazioni in valuta estera sono registrate, al momento della rilevazione iniziale, in divisa di conto, applicando all'importo in valuta estera il tasso di cambio in vigore alla data dell'operazione.

Criteri di classificazione

Le operazioni in valuta sono costituite da tutte le attività e le passività denominate in valute diverse dall'euro.

Criteri di cancellazione

Si applicano i criteri indicati per le voci di bilancio corrispondenti. Il tasso di cambio utilizzato è quello alla data di estinzione.

Criteri di valutazione

Ad ogni chiusura di bilancio o di situazione infrannuale, le poste di bilancio in valuta estera vengono valorizzate come segue:

  • le poste monetarie sono convertite al tasso di cambio alla data di chiusura;
  • le poste non monetarie valutate al costo storico sono convertite al tasso di cambio in essere alla data dell'operazione;
  • le poste non monetarie valutate al fair value sono convertite utilizzando i tassi di cambio in essere alla data di chiusura.

Le differenze di cambio che derivano dal regolamento di elementi monetari o dalla conversione di elementi monetari a tassi diversi da quelli di conversione iniziali, o di conversione del bilancio precedente, sono rilevate nel conto economico del periodo in cui sorgono.

Quando un utile o una perdita relativi ad un elemento non monetario sono rilevati a patrimonio netto, la differenza cambio relativa a tale elemento è rilevata anch'essa a patrimonio. Per contro, quando un utile o una perdita sono rilevati a conto economico, è rilevata in conto economico anche la relativa differenza cambio.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

Le differenze di cambio che derivano dal regolamento di elementi monetari o dalla conversione di elementi monetari a tassi diversi da quelli di conversione iniziali, o di conversione del bilancio precedente, sono rilevate nel conto economico del periodo in cui sorgono nella voce "Risultato netto dell'attività di negoziazione".

Quando un utile o una perdita relativi ad un elemento non monetario sono rilevati a patrimonio netto, la differenza cambio relativa a tale elemento è rilevata anch'essa a patrimonio. Per contro, quando un utile o una perdita sono rilevati a conto economico, è rilevata in conto economico anche la relativa differenza cambio.

15 - Altre informazioni

Trattamento contabile delle operazioni con riferimento al Crediti d'imposta ai sensi del D.L. n. 18/2020 ("Cura Italia") e D.L n. 34/2020 ("Rilancio")

Il DL n. 18/2020 (c.d. "Cura Italia") e il DL n. 34/2020 (c.d. "Rilancio") convertiti in legge, con modificazioni, rispettivamente dalla Legge n. 27 del 24 aprile 2020 e dalla Legge n. 77 del 17 luglio 2020 hanno introdotto misure fiscali di incentivazione per le spese sostenute per investimenti (es. eco e sismabonus): detti incentivi fiscali si applicano a famiglie ed imprese, sono commisurati a una percentuale della spesa

sostenuta e sono erogati sotto forma di crediti d'imposta o di detrazioni d'imposta (trasformabili su opzione in crediti d'imposta).

Nell'ambito di tali operazioni, esiste la possibilità per il beneficiario, di cedere a terzi detti incentivi ad acquirenti che potranno utilizzarli in compensazione di imposte e contributi, secondo le medesime regole previste per il beneficiario originario, oppure possono ulteriormente cederli (in tutto o in parte) a terzi. Nessuno dei crediti in esame è rimborsabile (in tutto o in parte) direttamente dallo Stato e non vi è la possibilità di riportare a nuovo, né chiedere a rimborso, la quota parte non compensata nell'anno di riferimento per motivi di incapienza.

Come previsto dal Documento Banca d'Italia/Consob/Ivass n. 9 del gennaio 2021, le caratteristiche principali dei crediti d'imposta introdotti dai Decreti sono:

i) la possibilità di utilizzo in compensazione in un arco di tempo limitato;

  • ii) la cedibilità a terzi acquirenti
  • iii) la non rimborsabilità (da parte dell'Erario).

Secondo tale Documento, per il soggetto beneficiario, una volta acquistati da un soggetto terzo, le peculiarità dei crediti non permettono una loro immediata riconducibilità a uno specifico principio contabile internazionale. In tal senso, la Banca ha definito una accounting policy per il trattamento contabile di tali tipologie di crediti d'imposta ai sensi dei paragrafi 10 e 11 dello IAS 8, al fine di definire la modalità di rilevazione iniziale, misurazione e conseguente classificazione, tenendo conto del costo sostenuto dal cessionario per l'acquisto dei crediti, delle loro caratteristiche di utilizzabilità e dell'esigenza di rilevare, in base alla competenza economica, il provento ottenuto.

Come previsto dal Documento Banca d'Italia/Consob/Ivass n. 9 di gennaio 2021, al fine di definire il trattamento contabile da adottare ai crediti d'imposta in esame, si farà riferimento ad alcune disposizioni contenute nel principio contabile IFRS 9 per gli strumenti finanziari.

Criteri di iscrizione

La prima iscrizione di un credito d'imposta ai sensi del D.L. n. 18/2020 ("Cura Italia") e D.L n. 34/2020 ("Rilancio") avviene alla data di accettazione del credito sul cassetto fiscale della Banca. L'iscrizione avviene al prezzo dell'operazione di acquisizione dal beneficiario e dovrà scontare:

a) il valore temporale del denaro e

b) la capacità di utilizzarlo entro la relativa scadenza temporale.

Tale prezzo soddisfa la condizione dell'IFRS 9 secondo cui le attività e le passività finanziarie vanno inizialmente rilevate al fair value che dovrà essere assimilato, nella gerarchia del fair value prevista dall'IFRS 13, ad un fair value di livello 3.

Sono oggetto di potenziale inclusione nel calcolo del fair value i costi marginali direttamente attribuibili all'acquisizione del credito d'imposta, considerando che il costo marginale è un costo che non sarebbe stato sostenuto se l'entità non avesse acquistato il credito d'imposta (quale ad esempio la commissione pagata ad agenti, consulenti e mediatori, ai sensi del paragrafo B5.4.8 del IFRS9).

Sono esclusi i costi che, pur avendo le caratteristiche suddette, sono oggetto di rimborso da parte della controparte debitrice o sono inquadrabili tra i normali costi interni di carattere amministrativo.

Criteri di classificazione

Come previsto dal Documento Banca d'Italia/Consob/Ivass n. 9 di gennaio 2021, tenuto conto che tali crediti d'imposta acquistati non rappresentano, ai sensi dei principi contabili internazionali, attività fiscali, contributi pubblici, attività immateriali o attività finanziarie, la classificazione più appropriata, ai fini della presentazione in bilancio, è quella residuale alla voce 120 dello stato patrimoniale "Altre Attività" dello stato patrimoniale, in linea con i paragrafi 54 e 55 dello IAS 1 "Presentazione del bilancio".

Criteri di valutazione

BILANCIO INDIVIDUALE – NOTA INTEGRATIVA Successivamente alla rilevazione iniziale, i crediti d'imposta ai sensi del D.L. n. 18/2020 ("Cura Italia") e D.L n. 34/2020 ("Rilancio") che sono detenuti per essere utilizzati in compensazione di imposte e contributi (secondo le medesime regole previste per il beneficiario originario), sono valutati al costo ammortizzato, utilizzando il metodo del tasso di interesse effettivo.

Come previsto dal Documento Banca d'Italia/Consob/Ivass n. 9 di gennaio 2021, per la valutazione successiva dei crediti d'imposta ai sensi del D.L. n. 18/2020 ("Cura Italia") e D.L n. 34/2020 ("Rilancio") al costo ammortizzato, viene considerato:

  • i) il valore temporale del denaro;
  • ii) l'utilizzo di un tasso d'interesse effettivo, determinato all'origine in maniera tale che i flussi di cassa attualizzati connessi con le compensazioni attese future stimate lungo la durata prevista del credito d'imposta eguaglino il prezzo d'acquisto dei crediti d'imposta.

iii) i flussi di utilizzo del credito d'imposta tramite le compensazioni.

Per calcolare il tasso di interesse effettivo vengono, quindi, stimate le compensazioni attese, tenendo conto di tutti i termini relativi al credito d'imposta, compreso il fatto che, dopo aver valutato la possibilità e gli eventuali impatti a conto economico di una nuova cessione degli stessi ad un terzo soggetto, il credito d'imposta non utilizzato in ciascun periodo di compensazione sarà perso.

Tale modalità di contabilizzazione, utilizzando una logica finanziaria, consente di distribuire l'effetto economico dei costi/proventi lungo la vita residua attesa del credito.

Utilizzando il metodo del costo ammortizzato, con riferimento al calcolo del valore contabile lordo del credito d'imposta, si procede periodicamente alla revisione delle stime dei flussi di cassa ed alla rettifica del valore contabile lordo per riflettere i flussi finanziari effettivi e rideterminati: nell'effettuare tali rettifiche, si procede scontando i nuovi flussi finanziari all'originario tasso di interesse effettivo. Tale contabilizzazione consentirà quindi di rilevare "pro-rata" temporis durante la vita di tale credito d'imposta i proventi, nonché di rilevare immediatamente le eventuali perdite dell'operazione.

Ne consegue che, qualora dalla revisione delle stime circa l'utilizzo del credito d'imposta tramite compensazione emerga la necessità di rettificare il valore contabile lordo del credito d'imposta per riflettere gli utilizzi stimati, effettivi e rideterminati, si procederà a ricalcolare il valore contabile lordo del credito d'imposta come il valore attuale delle nuove stime degli utilizzi del credito d'imposta tramite compensazione attualizzati all'originario tasso di interesse effettivo. In tale rideterminazione, tenuto conto dell'assenza di rimborsabilità da parte della controparte (vale a dire dell'Erario), sarebbe inclusa quindi una svalutazione derivante da un eventuale mancato utilizzo dei crediti d'imposta acquistati.

Criteri di cancellazione

I crediti d'imposta vengono cancellati quando scadono i diritti di compensazione dei crediti stessi o quando i crediti d'imposta vengono ceduti trasferendo sostanzialmente tutti i rischi e benefici.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

Come previsto dal Documento Banca d'Italia/Consob/Ivass n. 9 di gennaio 2021, la rappresentazione dei proventi e degli oneri derivanti dall'acquisto e utilizzo dei crediti d'imposta ai sensi del D.L. n. 18/2020 ("Cura Italia") e D.L n. 34/2020 ("Rilancio") riflette la modalità di gestione adottata.

Nel caso di crediti d'imposta detenuti per essere utilizzati in compensazione di imposte e contributi valutati al costo ammortizzato, la rilevazione della componente interessi viene effettuata nella voce 10 di conto economico "Interessi Attivi" e vengono rilevate tra gli interessi attivi o passivi anche le variazioni di valore dovute ai cambiamenti di stima delle tempistiche di compensazione dei flussi di cassa attesi, ai sensi del paragrafo B5.4.6 dell'IFRS 9.

Eventuali rettifiche conseguenti il non integrale recupero tramite compensazione dei crediti, dopo aver valutato la possibilità e gli eventuali impatti a conto economico di una nuova cessione degli stessi ad un terzo soggetto, sono rilevate nella voce 130 di

conto economico "Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito di: a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato".

In caso di cessione degli stessi a terzi soggetti, le eventuali plus/minusvalenze tra il valore dei cessione ed il valore netto contabile dei crediti alla data di cessione sono rilevati nella voce 100 di conto economico "Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato".

Azioni proprie

Le eventuali azioni proprie detenute sono portate in riduzione del patrimonio netto. Analogamente, il costo originario delle stesse e gli utili o le perdite derivanti dalla loro successiva vendita sono rilevati come movimenti del patrimonio netto.

Ratei e risconti

I ratei ed i risconti che accolgono oneri e proventi di competenza del periodo maturati su attività e passività sono iscritti in bilancio a rettifica delle attività e passività a cui si riferiscono.

Spese per migliorie su beni di terzi

I costi di ristrutturazione di immobili non di proprietà vengono capitalizzati in considerazione del fatto che per la durata del contratto di affitto la società utilizzatrice ha il controllo dei beni e può trarre da essi benefici economici futuri. I suddetti costi, classificati tra le Altre attività come previsto dalle Istruzioni della Banca d'Italia, vengono ammortizzati per un periodo non superiore alla durata del contratto di affitto.

Trattamento di fine rapporto del personale

Il trattamento di fine rapporto si configura come un "beneficio successivo al rapporto di lavoro" classificato come:

  • "piano a contribuzione definita" per le quote di trattamento di fine rapporto del personale maturande a partire dal 1° gennaio 2007 (data di entrata in vigore della riforma della previdenza complementare di cui al Decreto Legislativo 5 dicembre 2005 n. 252) sia nel caso di opzione da parte del dipendente per la previdenza complementare, sia nel caso di destinazione al fondo di Tesoreria presso l'INPS. Per tali quote l'importo contabilizzato tra i costi del personale è determinato sulla base dei contributi dovuti senza l'applicazione di metodologie di calcolo attuariali;
  • "piano a benefici definiti" e pertanto è iscritto sulla base del suo valore attuariale determinato utilizzando il metodo della "Proiezione Unitaria del Credito", per la quota del trattamento di fine rapporto del personale maturata sino al 31 dicembre 2006.

Tali quote riferite al piano a benefici definiti sono iscritte sulla base del loro valore attuariale determinato utilizzando il metodo della "Proiezione Unitaria del Credito", senza applicazione del pro-rata del servizio prestato in quanto il costo previdenziale ("current service cost") del TFR è quasi interamente maturato e la rivalutazione dello stesso, per gli anni a venire, non si ritiene dia luogo a significativi benefici per i dipendenti.

Ai fini dell'attualizzazione, il tasso utilizzato è determinato con riferimento al rendimento di mercato di obbligazioni di aziende primarie tenendo conto della durata media residua della passività, ponderata in base alla percentuale dell'importo pagato e anticipato, per ciascuna scadenza, rispetto al totale da pagare e anticipare fino all'estinzione finale dell'intera obbligazione.

I costi per il servizio del piano sono contabilizzati tra i costi del personale, mentre gli utili e le perdite attuariali sono rilevati nel prospetto della redditività complessiva.

Pagamenti basati su azioni

I piani di remunerazione del personale basati su azioni, le quali sono regolate con azioni e non per cassa, vengono rilevati nel conto economico, con un corrispondente incremento del patrimonio netto, sulla base del fair value degli strumenti finanziari attribuiti alla data di assegnazione, suddividendo l'onere lungo il periodo previsto dal piano.

In presenza di opzioni, il fair value delle stesse è calcolato utilizzando un modello che considera, oltre ad informazioni quali il prezzo di esercizio e la vita dell'opzione, il prezzo corrente delle azioni e la loro volatilità attesa, i dividendi attesi e il tasso di interesse risk-free, anche le caratteristiche specifiche del piano in essere. Nel modello di valorizzazione sono valutate in modo distinto l'opzione e la probabilità di realizzazione delle condizioni in base alle quali le opzioni sono state assegnate. La combinazione dei due valori fornisce il fair value dello strumento assegnato.

L'eventuale riduzione del numero di strumenti finanziari assegnati è contabilizzata come cancellazione di una parte degli stessi.

Benefici ai dipendenti

Si definiscono benefici ai dipendenti tutti i tipi di remunerazione erogati dall'azienda in cambio dell'attività lavorativa svolta dai dipendenti. I benefici ai dipendenti si suddividono tra:

  • benefici a breve termine (diversi dai benefici dovuti ai dipendenti per la cessazione del rapporto di lavoro e dai benefici retributivi sotto forma di partecipazione al capitale) che si prevede di liquidare interamente entro dodici mesi dal termine dell'esercizio nel quale i dipendenti hanno prestato l'attività lavorativa e rilevati interamente a conto economico al momento della maturazione (rientrano in tale categoria, ad esempio, i salari, gli stipendi e le prestazioni "straordinarie");
  • benefici successivi al rapporto di lavoro dovuti dopo la conclusione del rapporto di lavoro che obbligano l'impresa ad un'erogazione futura nei confronti dei dipendenti. Tra questi, rientrano il trattamento di fine rapporto e i fondi pensione che, a loro volta si suddividono in piani a contribuzione definita e piani a benefici definiti o fondi di quiescenza aziendale;
  • benefici a lungo termine, diversi dai precedenti, che non si prevede siano estinti interamente entro i dodici mesi successivi al temine dell'esercizio in cui i dipendenti hanno svolto le proprie prestazioni lavorative. Il costo è allocato sul periodo di servizio lavorativo prestato dal beneficiario in base al valore attuariale determinato utilizzando il metodo della "Proiezione Unitaria del Credito". Gli utili e perdite attuariali sono rilevate a conto economico.

Procedura di Impairment test sugli avviamenti

L'avviamento iscritto a seguito di acquisizioni viene assoggettato ad impairment test almeno una volta all'anno e comunque quando vi siano segnali di deterioramento. Ai fini del test, una volta allocato l'avviamento in unità generatrici di flussi finanziari (CGU) si pone a confronto il valore contabile ed il valore recuperabile di tali unità, rappresentato dal maggiore fra il fair value, al netto di eventuali costi di vendita, ed il valore d'uso. L'apposita informativa presentata nella sezione 10 dell'attivo della nota integrativa consolidata fornisce maggiori informazioni.

Riconoscimento dei ricavi e dei costi

La banca rileva i ricavi per un importo che riflette il corrispettivo a cui l'entità ritiene di avere diritto in cambio del trasferimento di merci o servizi al cliente.

L'IFRS 15 -Ricavi da contratti con clienti, ha sostituito lo IAS 18 – Ricavi, lo IAS 11 – Lavori su ordinazione, nonché le interpretazioni Sic 31, IFRIC 13 e IFRIC 15.

Il principio stabilisce un modello di riconoscimento dei ricavi, si applica a tutti i contratti con clienti, eccezion fatta per i contratti che rientrano nell'ambito di applicazione di IFRS 4, IFRS 9, IFRS 16, quindi per i contratti assicurativi e per gli strumenti finanziari e i contratti di leasing. Il principio introduce un modello in cinque fasi che si applica nella fase di contabilizzazione dei ricavi derivanti da contratti con i clienti:

  • l'identificazione del contratto con il cliente;
  • l'identificazione delle performance obligation del contratto;
  • la determinazione del prezzo;
  • l'allocazione del prezzo alle performance obligation del contratto;
  • i criteri di iscrizione del ricavo quando l'entità soddisfa ciascuna performance obligation.

BILANCIO INDIVIDUALE – NOTA INTEGRATIVA Il principio comporta l'esercizio di un giudizio da parte delle entità, che prenda in considerazione tutti i fatti e le circostanze rilevanti nell'applicazione di ogni fase del modello ai contratti con i propri clienti. Il principio specifica inoltre la contabilizzazione dei costi incrementali legati all'ottenimento di un contratto e dei costi direttamente legati al completamento di un contratto. La banca esercita un giudizio che prende in considerazione tutti i fatti e le circostanze rilevanti nell'applicazione ai contratti con i propri clienti di ogni fase del modello a cinque fasi introdotto dall'IFRS 15.

I ricavi possono essere riconosciuti:

  • in un momento preciso, quando l'entità adempie l'obbligazione di fare trasferendo al cliente il bene o servizio promesso, o
  • nel corso del tempo, mano a mano che l'entità adempie l'obbligazione di fare trasferendo al cliente il bene o servizio promesso.

Il bene è trasferito quando, o nel corso del periodo in cui, il cliente ne acquisisce il controllo.

In particolare:

  • per gli strumenti finanziari classificati HTC e HTCS, gli interessi corrispettivi sono riconosciuti pro rata temporis sulla base del tasso di interesse contrattuale o di quello effettivo nel caso di applicazione del costo ammortizzato. La voce interessi attivi (ovvero interessi passivi) comprende anche i differenziali o i margini, positivi (o negativi), maturati sino alla data di riferimento del bilancio, relativi a contratti derivati finanziari:
    • a) di copertura di attività e passività che generano interessi;
    • b) classificati nello Stato Patrimoniale nel portafoglio di negoziazione, ma gestionalmente collegati ad attività e/o passività finanziarie valutate al fair value (fair value option);
    • c) connessi gestionalmente con attività e passività classificate nel portafoglio di negoziazione e che prevedono la liquidazione di differenziali o di margini a più scadenze;
  • gli interessi di mora, eventualmente previsti in via contrattuale, sono contabilizzati a Conto Economico solo al momento del loro effettivo incasso;
  • i dividendi sono rilevati a Conto Economico nel corso dell'esercizio in cui ne viene deliberata la distribuzione;
  • le commissioni per ricavi da servizi sono iscritte, sulla base dell'esistenza di accordi contrattuali, nel periodo in cui i servizi stessi sono stati prestati. Le commissioni considerate nel costo ammortizzato ai fini della determinazione del tasso di interesse effettivo, sono rilevate tra gli interessi;
  • i ricavi derivanti dalla vendita di strumenti finanziari, determinati dalla differenza tra corrispettivo pagato o incassato della transazione ed il fair value dello strumento, vengono riconosciuti al Conto Economico in sede di rilevazione dell'operazione se il fair value è determinabile con riferimento a prezzi ufficiali disponibili su mercati attivi, ovvero per attività e passività misurate sulla base di tecniche di valutazione che prendono a riferimento parametri osservabili sul mercato diversi dalle quotazioni dello strumento finanziario (livello 1 e livello 2 della gerarchia del fair value). Qualora i parametri di riferimento utilizzati per la valutazione non siano osservabili sul mercato (livello 3) o gli strumenti stessi presentino una ridotta liquidità, lo strumento finanziario viene iscritto per un importo pari al prezzo della transazione; la differenza rispetto al fair value affluisce al Conto Economico lungo la durata dell'operazione;
  • gli utili e perdite derivanti dalla negoziazione di strumenti finanziari sono riconosciuti al Conto Economico al momento del perfezionamento della vendita, sulla base della differenza tra il corrispettivo pagato o incassato ed il valore di iscrizione degli strumenti stessi;
  • i ricavi derivanti dalla vendita di attività non finanziarie sono rilevati al momento del perfezionamento della vendita, ovvero quando è adempiuta l'obbligazione di fare nei confronti del cliente.

Costi sostenuti per l'ottenimento del contratto

I costi sostenuti per l'ottenimento del contratto sono i costi che l'entità sostiene per ottenere il contratto con il cliente e che non avrebbe sostenuto se non avesse ottenuto il contratto. Il Gruppo rileva come attività i costi sostenuti per l'adempimento del contratto soltanto se questi soddisfano tutte le condizioni seguenti:

  • sono incrementali La banca li sostiene per ottenere il contratto con il cliente e non li avrebbe sostenuti se non avesse ottenuto il contratto;
  • si prevede di recuperarli.

I costi sono rilevati a Conto Economico secondo il principio della competenza; i costi relativi all'ottenimento e l'adempimento dei contratti con la clientela sono rilevati a Conto Economico nei periodi nei quali sono contabilizzati i relativi ricavi.

Attività finanziarie deteriorate acquisite o originate

Secondo quanto previsto dal principio contabile IFRS 9, i crediti considerati deteriorati già dal momento della rilevazione iniziale in bilancio, in ragione dell'elevato rischio di credito associato, vengono definiti Purchased or Originated Credit Impaired Asset (POCI). Conseguentemente, qualora all'atto dell'iscrizione iniziale un'esposizione creditizia iscritta nella voce 30 "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" o nella voce 40 "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato", risulti essere deteriorata, la stessa è qualificata quale "Attività finanziarie deteriorate acquisite o originate" (Purchased or Originated Credit Impaired – POCI).

Ai fini del calcolo degli interessi attivi, dalla rilevazione iniziale e lungo tutta la vita attesa dello strumento, si applica il tasso di interesse effettivo corretto per il rischio di credito al costo ammortizzato dell'attività finanziaria (c.d. "Credit Adjusted Effective Interest Rate" o "CEIR"), anche in ipotesi di miglioramento del rischio di credito dell'attività finanziaria (cfr. IFRS 9, parr. 5.4.1-5.4.2). L'EIR rettificato per il credito è il tasso di interesse che, al momento della rilevazione iniziale, attualizza i flussi di cassa futuri stimati (incluse le perdite su crediti) al costo ammortizzato dell'attività finanziaria POCI. Ai fini del calcolo del CEIR occorre stimare i flussi di cassa attesi considerando:

  • o tutti i termini contrattuali dell'attività finanziaria (ad esempio, rimborsi di capitale anticipati, estensioni ecc.), tutte le commissioni e punti base pagati o ricevuti tra le controparti di un contratto che sono parte integrante del tasso di interesse effettivo, i costi dell'operazione e tutti gli altri premi o sconti;
  • o le perdite attese lifetime.

Alla data di riferimento del bilancio, il Gruppo, in linea con le disposizioni dell'IFRS 9 parr. 5.5.13-5.5.14, rileva a conto economico, in contropartita all'attività finanziaria, le variazioni cumulate delle perdite attese derivanti dal cambiamento delle stime dei flussi finanziari futuri come utile o perdita per riduzione di valore lungo tutta la vita del credito dal momento della rilevazione iniziale. Ai fini dell'attualizzazione della perdita attesa, si utilizza il CEIR come fattore di sconto.

Tale circostanza implica che un'attività POCI sarà sempre valutata secondo il modello "lifetime expected credit loss". La conseguenza diretta è che una volta che viene attribuita la qualifica POCI ad un'attività finanziaria essa non potrà mai essere riclassificata in Stage diversi da POCI e dovrà sempre essere assoggettata al modello di impairment "lifetime". La variazione positiva delle perdite attese lungo tutta la vita del credito deve essere contabilizzata a conto economico anche se l'ammontare di tali perdite è inferiore rispetto a quello considerato per la determinazione del tasso interno di rendimento per il calcolo del costo ammortizzato, alla data di prima rilevazione.

Per quanto concerne la contabilizzazione degli interessi attivi, essi continuano ad essere calcolati sul costo ammortizzato (al netto delle rettifiche di valore), applicando ad esso il CEIR e iscritti in contropartita all'attività finanziaria.

I crediti POCI iscritti nel bilancio del Gruppo, coerentemente alle disposizioni del Principio IFRS9, si distinguono due fattispecie di:

  • o Attività finanziarie acquistate deteriorate (di seguito, anche "PCI"), le esposizioni creditizie già deteriorate al momento dell'acquisto, anche nell'ambito di operazioni di aggregazione aziendale;
  • o Attività finanziarie originate deteriorate (di seguito, anche "OCI"), le esposizioni creditizie originate in caso di operazioni di ristrutturazione di esposizioni deteriorate che hanno determinato l'erogazione di nuova finanza, ovvero introdotto modifiche sostanziali alle condizioni originarie contrattuali.

Per il Gruppo CREDEM l'unica fattispecie riconducibile ai PCI è quella derivante dall'operazione di aggregazione aziendale della Cassa di Risparmio di Cento. Con riferimento ai crediti deteriorati acquistati nell'ambito dell'operazione di aggregazione aziendale si precisa che il rispetto del trattamento contabile sopra illustrato è stato ottenuto sotto il profilo sostanziale attraverso la contabilizzazione negli interessi attivi, pro-rata temporis, dell'effetto reversal dei minori valori attribuiti ai crediti deteriorati in sede di Purchase Price Allocation. Tale approccio è ritenuto una ragionevole approssimazione del "credit-adjusted effective interest rate", in quanto il tasso di interesse contrattuale è, di fatto, integrato dal maggior rendimento derivante dal minor valore attribuito ai crediti acquisiti.

Operazioni di rifinanziamento TLTRO

Le operazioni TLTRO III (Targeted Longer Term Refinancing Operation) mirano a preservare condizioni favorevoli del credito bancario e a sostenere l'orientamento definito di politica monetaria.

Alcuni dei parametri che caratterizzano queste operazioni, stabiliti dalla BCE il 6 giugno 2019, sono stati successivamente rivisiti in senso migliorativo, da ultimo in data 10 dicembre 2020, alla luce delle ricadute economiche derivanti dal protarsi dell'emergenza COVID-19.

Il finanziamento ottenibile da ciascun istituto bancario dipende dall'ammontare dei prestiti concessi a determinate date di rilevazione a società non finanziarie e famiglie (c.d. prestiti idonei). Le operazioni sono condotte con cadenza trimestrale, a partire da settembre 2019 e ciascuna operazione ha durata pari a tre anni.

Il tasso di interesse per ciascuna operazione è fissato ad un livello pari a quello medio delle operazioni di rifinanziamento principali dell'Eurosistema (MRO), attualmente pari allo 0%, fatta eccezione per il periodo compreso tra il 24 giugno 2020 e il 23 giugno 2022 ("Special interest rate peiod"), in cui si applicherà un tasso inferiore di 50 punti base.

Le banche che concedono prestiti idonei superiori ad un valore di riferimento ("benchmark nel lending") possono beneficiare di una riduzione del tasso di interesse. In dettaglio, il tasso migliorativo applicato sarà pari al tasso medio sui depositi presso la banca centrale (Deposit Facility), attualmente pari a - 0,5%, per l'intera durata della rispettiva operazione, con l'eccezione dello "special interest rate period" a cui si aggiungerà l'ulteriore riduzione di 50 punti base (e in ogni caso non più alto del -1%).

Gli interessi sono regolati posticipatamente alla scadenza di ciascuna operazione di TLTRO III o al momento del rimborso anticipato.

In data data 6 gennaio 2021 l'ESMA ha emesso un Public Statement con lo scopo di promuovere la trasparenza nei resoconti finanziari IFRS delle banche in merito alla rappresentazione contabile delle operazioni TLTRO III: alla luce dei significativi impatti numerici delle operazioni in oggetto e del livello di judgement richiesto per la definizione dell'accounting policy, ESMA evidenziava l'importanza di fornire in bilancio un adeguato livello di trasparenza sul trattamento contabile delle operazioni.

Il Gruppo Credem, riconoscendo il ruolo di riferimento della BCE nella determinazione delle condizioni di funding del sistema bancario, ha determinato il trattamento contabile applicato a tali finanziamenti sulla base delle disposizioni del principio contabile IFRS 9 relative ai finanziamenti a tasso variabile (par.B5.4.4 e par.B5.4.5); la Direzione ha considerato, sulla base del monitoraggio periodico dell'andamento degli impieghi (dopo citato) , il livello delle consistenze in essere tali che ne hanno permesso la contabilizzazione del tasso -1%.

Gli interessi, quindi, sono rilevati tempo per tempo sulla base del tasso di intereesse dello strumento per ogni periodo (pari a -0,5% fino al 24 giugno 2020; pari a - 1% fino al 23 giugno 2022 e pari a -0.5% successivamente e fino a scadenza, sulla base dei tassi attuali).

Il Gruppo ha predisposto un monitoraggio periodico dell'andamento degli impieghi eligibili al fine di valutare il raggiungimento delle soglie prestabilite di performance del credito e supportare la ragionevolezza del tasso di interesse utilizzato.

Modalità di determinazione del fair value delle attività e passività

Aspetti generali

Gli strumenti finanziari valutati al fair value includono le attività e le passività finanziarie detenute per la negoziazione, gli strumenti finanziari designati al fair value, gli strumenti derivati e, infine, gli strumenti classificati HTCS.

Il principio IFRS13 definisce il fair value come il prezzo che si percepirebbe per la vendita di un'attività ovvero che si pagherebbe per il trasferimento di una passività in una regolare operazione nel mercato principale (o più vantaggioso) alla data di valutazione, alle correnti condizioni di mercato (ossia un prezzo di chiusura), indipendentemente dal fatto che quel prezzo sia osservabile direttamente o che venga stimato utilizzando un'altra tecnica di valutazione.

Le funzioni coinvolte nei processi di determinazione del fair value includono le funzioni amministrative, le funzioni di front office Finanza e le funzioni di Risk Management.

Gli uffici amministrativi, direttamente responsabili della redazione dell'informativa finanziaria, sono chiamati a presidiare le regole utilizzate per la determinazione del Fair Value nel rispetto dei principi contabili di riferimento.

Gli uffici Finanza, a loro volta, detengono le conoscenze legate alle tecniche di valutazione applicate e presiedono i sistemi informativi utilizzati nei processi di determinazione del fair value.

Infine gli uffici della funzione Risk Management sono chiamati a validare le tecniche di valutazione utilizzate, inclusi i relativi modelli e i parametri utilizzati. Tali uffici verificano la potenziale presenza di un mercato attivo e analizzano le possibili fonti disponibili. In generale, il Gruppo determina il fair value di attività e passività finanziarie secondo tecniche di valutazione scelte in base alla natura degli strumenti detenuti ed in base alle informazioni disponibili al momento della valutazione.

Sulla base delle informazioni disponibili al momento della valutazione, gli strumenti finanziari sono suddivisi tra quelli il cui prezzo è quotato in un mercato attivo da quelli per i quali un mercato attivo al momento della valutazione non esiste.

La gerarchia del fair value attribuisce la massima priorità ai prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche (dati di livello 1) e la priorità minima agli input non osservabili (dati di Livello 3).

Gli input di Livello 1 sono prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività e passività identiche a cui l'entità può accedere alla data di valutazione. Un prezzo quotato in un mercato attivo fornisce la prova più attendibile del fair value e, quando disponibile, deve essere utilizzato senza alcuna rettifica per valutare il fair value.

Gli input di Livello 2 sono input diversi dai prezzi quotati inclusi nel Livello 1 osservabili direttamente o indirettamente per l'attività o per la passività.

Allo stesso modo non sono considerate osservabili tutte le altre variabili impiegate nelle tecniche valutative che non possono essere corroborate sulla base di dati osservabili di mercato.

La presenza di mercati attivi e l'utilizzo di prezzi quotati (Mark to Market)

In linea generale, il processo per l'applicazione del Mark to Market è largamente automatizzato. Tutti gli strumenti finanziari quotati detenuti (azioni, obbligazioni e strumenti finanziari derivati) sono valutati, in presenza di mercati attivi, mediante i rispettivi prezzi quotati (valutazioni al Mark to Market) per la determinazione del P&L giornaliero.

Relativamente ai principali Information Providers, si distingue tra:

  • Market parameters a cui è agganciato un RIC Refinitiv: in questo caso il prezzo viene recuperato real time da Refinitiv attraverso la piattaforma ATS ;
  • Strumenti ai quali può essere agganciata sia una contribuzione Refinitiv che Bloomberg. Nel dettaglio all'interno dell'ATS sono state implementate regole che consentono la comparazione tra le fonti e seleziona quella ritenuta valida in termini di liquidità, aggiornamento giornaliero e delta spread. Il modulo ATS considera una fonte primaria per ogni categoria di strumento, e attribuisce il livello di fair value associato ad ogni parametro;
  • Parametri EOD: market parameters aggiornati una volta al giorno (es volatilità cap and Floor) disponibili dal provider The ICE.

Qualora le informazioni Refinitiv e Bloomberg non siano disponibili si utilizzano altri Information Providers indipendenti.

Se un'attività o passività valutata al fair value ha un prezzo denaro e un prezzo lettera (per esempio un dato proveniente da un mercato a scambi diretti e assistiti), per valutare il fair value deve essere utilizzato il prezzo rientrante nello scarto denaro-lettera (bid-ask spread) più rappresentativo del fair value in quelle circostanze specifiche, indipendentemente da come tale dato è classificato nella gerarchia del fair value (Livello 1, 2 o 3). È consentito l'utilizzo di prezzi denaro per posizioni attive e di prezzi lettera per posizioni passive, ma non è obbligatorio. Il Gruppo utilizza prevalentemente per le proprie posizioni attive i prezzi denaro, mentre per le proprie posizioni passive i prezzi lettera.

Generalmente l'acquisizione dei prezzi quotati avviene in via automatica, su base giornaliera, attraverso lo scarico delle informazioni da primari Information Provider indipendenti.

L'utilizzo di tecniche di valutazione (Mark to Model)

Nel determinare il fair value degli strumenti finanziari si ricorre al Mark to Model qualora l'analisi evidenzi che per gli strumenti detenuti non esistano prezzi quotati nel mercato principale (o più vantaggioso).

Le tecniche di valutazione utilizzate per valutare il fair value devono massimizzare l'utilizzo di input osservabili rilevanti e ridurre al minimo l'utilizzo di input non osservabili.

Gli input di Livello 2 sono input diversi dai prezzi quotati inclusi nel Livello 1 osservabili direttamente o indirettamente per l'attività o per la passività.

Gli input di livello 2 comprendono:

  • prezzi quotati per attività o passività similari in mercati attivi;
  • prezzi quotati per attività o passività identiche o similari in mercati non attivi;
  • dati diversi dai prezzi quotati osservabili per l'attività o passività (per esempio tassi di interesse e curve dei rendimenti osservabili a intervalli comunemente quotati, volatilità implicite e spread creditizi);
  • input corroborati dal mercato.

Gli input non osservabili, Livello 3, devono essere utilizzati per valutare il fair value nella misura in cui gli input osservabili rilevanti non siano disponibili, consentendo pertanto situazioni di scarsa attività del mercato per l'attività o passività alla data di valutazione. Tuttavia, la finalità della valutazione del fair value resta la stessa, ossia un prezzo di chiusura alla data di valutazione dal punto di vista di un operatore di mercato che possiede l'attività o la passività. Pertanto, gli input non osservabili devono riflettere le assunzioni che gli operatori di mercato utilizzerebbero nel determinare il prezzo dell'attività o passività, incluse le assunzioni circa il rischio.

Le rettifiche agli input di Livello 2 varieranno in funzione di fattori specifici dell'attività o della passività. Tali fattori comprendono i seguenti elementi:

  • la condizione o l'ubicazione dell'attività;
  • la misura in cui gli input fanno riferimento a elementi comparabili all'attività o alla passività; e
  • il volume o il livello di attività nei mercati in cui gli input sono osservati.

L'utilizzo di input non osservabili significativi o eventuali rettifiche di un input di Livello 2 significativo per l'intera valutazione dello strumento, possono comportare nella valutazione del fair value una classificazione a Livello 3 nella gerarchia del fair value.

L'utilizzo di una tecnica di valutazione ha l'obiettivo di stimare il prezzo a cui avrebbe luogo una regolare operazione di vendita di una attività o di trasferimento di una passività tra operatori di mercato alla data di valutazione, alle condizioni di mercato correnti. Tre tecniche di valutazione ampiamente utilizzate sono il metodo basato sulla valutazione di mercato, il metodo del costo e il metodo reddituale. Un'entità deve utilizzare tecniche di valutazione coerenti con uno o più di questi metodi per valutare il fair value.

Esempi dei principali parametri osservabili di mercato di cui si servono le più comuni tecniche di valutazione applicate sono i seguenti:

  • curva dei tassi Risk Free. Sulla base delle rilevazioni storicizzate nell'applicativo di Front Office (Murex) viene ricavata una curva tassi Euro c.d. Risk-Free, attraverso un bootstrapping dei tassi impliciti in depositi, swap e Forward Rate Agreement;
  • tassi di cambio. Il sistema Murex acquisisce giornalmente, in automatico, i tassi di cambio spot fixing BCE dall'infoprovider Reuters;
  • curve di volatilità. Vengono mappate le curve di volatilità rilevate da fonte esterna precedentemente individuata (ICE), e storicizzate nell'applicativo di front office (Murex); va sottolineato che l'operatività del Gruppo in conto proprio si concentra prevalentemente su strumenti di tasso.

Diversamente, qualora le tecniche di valutazione si basino in via prevalente su parametri non osservabili sul mercato, vengono svolti processi di stima interni. Ciò avviene limitatamente ai casi in cui i relativi dati di mercato non siano disponibili o non siano ritenuti affidabili.

L'utilizzo delle tecniche di valutazione che fanno uso di dati osservabili di mercato o di dati stimati internamente, implicano l'utilizzo di modelli valutativi all'interno dei quali sono calati tali parametri.

Il metodo reddituale converte importi futuri (per esempio, flussi finanziari o ricavi e costi) in un unico importo corrente (ossia attualizzato). Quando si utilizza il metodo reddituale, la valutazione del fair value riflette le attuali aspettative del mercato su tali importi futuri.

A titolo esemplificativo, tali tecniche di valutazione comprendono:

  • tecniche del valore attuale;
  • modelli di misurazione del prezzo delle opzioni, quali la formula di Black-Scholes-Merton che incorpora tecniche di calcolo del valore attuale e riflettono sia il valore temporale, sia il valore intrinseco di un'opzione.

Qualora però si faccia ricorso a modelli valutativi proprietari, l'affidabilità degli stessi è testata confrontando, per strumenti simili quotati, le valutazioni fornite da tali tecniche con i relativi prezzi quotati (back testing). Inoltre, l'affidabilità di tali tecniche è verificata, ex post, monitorando nel tempo i risultati ottenuti.

Fondi immobiliari chiusi

Al fine di tenere in considerazione l'indisponibilità di valutazioni continuative dei fondi immobiliari chiusi non quotati, dovute a illiquidità, assenza di un mercato liquido e la specificità del sottostante, la metodologia alla base dell'individuazione del fair value attribuibile al capitale sociale della società avviene considerando valore del NAV più aggiornato disponibile (di norma riferito alla chiusura del semestre precedente) opportunamente rettificato al fine di riflettere la scarsa liquidità dell'asset.

Passività di propria emissione

Per la determinazione del fair value delle passività di propria emissione valutate al fair value, si tiene conto anche del proprio rischio emittente.

La costruzione di una o più curve di credit spread si rende necessaria, nell'ambito della fair value option, al fine di valorizzare gli strumenti non negoziati su mercati attivi1 con un full fair value. Il concetto di full fair value comprende, rispetto alla semplice attualizzazione sulla curva risk free dei cash flows generati dallo strumento, un ulteriore aggiustamento che tenga conto del rischio emittente: l'aggiustamento, ovvero il credit spread, assume la forma di uno spread additivo sulla curva risk free ed è di entità diversa sulle diverse scadenze temporali. Il credit spread relativo ad un emittente, inoltre, esprimendo un'indicazione sulla probabilità e sull'entità del rimborso dell'emissione, è diverso in base alla seniority dell'emissione: un'emissione senior avrà un credit spread inferiore rispetto ad un'emissione subordinata.

BILANCIO INDIVIDUALE – NOTA INTEGRATIVA 1 Agli strumenti negoziati su mercati attivi viene attribuita la quotazione di mercato.

L'applicazione della Fair Value Option alle passività finanziarie prevede che si dia evidenza dell'ammontare delle variazioni di fair value attribuibili a variazioni del solo rischio creditizio dello strumento.

I fattori di rischio dovuti al merito creditizio vengono incorporati nella curva di attualizzazione (usata per il calcolo del Fair Value) applicando alla curva risk free uno spread che renda conto del rischio emittente.

Con tale metodo valutativo è possibile separare i diversi componenti di rischio, rischio tasso e rischio credito. Riguardo il merito creditizio, si è proceduto a separare il rischio di credito dovuto alla variazione del merito creditizio nel corso dell'ultimo anno e dal momento dell'emissione del titolo (o dall'FTA degli IAS).

I fattori considerati nei calcoli sono:

  • il tasso di mercato free risk osservato alla data di valutazione;
  • il credit spread osservato alla data di emissione iniziale del titolo;
  • il credit spread osservato l'anno precedente alla data di valutazione odierna;
  • il credit spread osservato alla data di valutazione.

Attraverso il confronto del fair value di mercato alla data di valutazione con il fair value calcolato utilizzando il rischio di credito osservato al momento dell'emissione (o all'anno precedente), risulta possibile determinare le variazioni di fair value imputabili alle sole variazioni del rischio di credito dell'ultimo anno, e dal momento dell'emissione.

Le curve rettificate per il merito di credito dell'emittente si ottengono sommando ai tassi zero coupon (o tassi risk free) un credit spread che esprime il merito creditizio dell'emittente stesso. Tali curve sono utilizzate per la valutazione di obbligazioni non quotate sui mercati attivi.

Con la valutazione al Fair Value per tutti gli strumenti relativi a un singolo emittente (e anche per quelli emessi dal Gruppo), si possono costruire tre curve:

  • una curva senior;
  • una curva subordinata;
  • una curva covered.

Per la determinazione dei credit spread senior, se sono presenti sul mercato emissioni senior liquide, si utilizzano i credit spread impliciti nelle quotazioni delle emissioni in oggetto.

In particolare per Credem sono presi a riferimento i titoli appartenenti al programma EMTN di nostre emissioni e di emittenti comparable di pari caratteristiche come settore e rating per desumere la struttura di scadenze della curva.

Nel dettaglio la determinazione dei credit spread avviene a partire da una curva benchmark bancaria italiana (ottenuta dall'emittente Intesa S.Paolo) sulla quale si applica un vincolo medio per le emissioni liquide senior e subordinati di emittenti comparables. La curva covered viene determinata tramite un metodo spline fitting delle quotazioni di emissioni comparables che rispettano i criteri definiti di liquidità.

Criteri di determinazione del fair value di attività e passività non misurate al fair value su base ricorrente

Di seguito si riportano le informazioni richieste dall'IFRS 13.

Per i rapporti creditizi attivi e passivi non misurati al fair value su base ricorrente, il fair value, riportato nelle tabelle presenti nelle note illustrative, è stato determinato con i seguenti criteri:

  • per le attività e passività a vista, con scadenza a breve termine (entro 12 mesi) o indeterminata, il valore di iscrizione; stessa impostazione è stata utilizzata per i crediti non performing;
  • per i titoli emessi a tasso variabile e per quelli a tasso fisso a breve termine (entro 12 mesi) il valore contabile è stato assunto come approssimazione del fair value;
  • per le attività e passività a medio a lungo termine, la valutazione è stata determinata mediante l'attualizzazione dei flussi di cassa futuri. Tale operazione è stata eseguita utilizzando tassi privi di rischio e, per le attività, correggendo i flussi di cassa futuri, tenendo conto della rischiosità della controparte mediante parametri di PD (Probability of Default) e di LGD (Loss Given Default);

  • per i titoli emessi a tasso fisso a medio lungo temine la valutazione è stata effettuata mediante l'attualizzazione dei flussi di cassa futuri, corretta per il rischio emittente associato a Credem.

Per tali strumenti, la determinazione del fair value si basa anche sull'utilizzo di parametri interni non direttamente osservabili sul mercato ed è calcolato solo ai fini di adempiere alle richieste di informativa e non ha alcun impatto sullo stato patrimoniale e sul conto economico.

A.3 INFORMATIVA SUI TRASFERIMENTI TRA PORTAFOGLI DI ATTIVITA' FINANZIARIE

Successivamente all'adozione dell'IFRS 9, la banca non ha effettuato cambiamenti di business model per la gestione delle proprie attività finanziarie e, quindi, non sono avvenuti trasferimenti tra portafogli di attività finanziarie. Le regole generali previste dall'IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie (ad eccezione dei titoli di capitale, per cui non è ammessa alcuna riclassifica) non prevedono riclassifiche verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui la società modifichi il proprio modello di business per la gestione di tali attività finanziarie. E' previsto che tali modifiche siano altamente infrequenti e devono essere determinate dal management a seguito di rilevanti cambiamenti esterni o interni, dimostrabili a soggetti esterni.

A.4 INFORMATIVA SUL FAIR VALUE

Informativa di natura qualitativa

A.4.1 – Livello di fair value 2 e 3: tecniche di valutazione e input utilizzati

Le tecniche di valutazione utilizzate per gli strumenti finanziari appartenenti al livello 2 e 3 si distinguono:

  • Attività finanziarie: valutazione degli strumenti strutturati utilizzando per la componente obbligazionaria il modello discounted cash flow con un tasso corretto per un opportuno rischio di credito, e per la componente azionaria utilizzando il modello Black&Scholes;
  • Passività finanziarie: valutazione degli strumenti plain vanilla secondo la tecniche di valutazione discounted cash flow di cassa considerando il tasso corretto per il rischio di credito di Credito Emiliano sulla scadenza dello strumento.

Si riporta brevemente la definizione del modelli utilizzati:

Discounted Cash Flow

Il modello discounted cash flow, flussi di cassa attualizzati, è un metodo di valutazione di un investimento, basato sul processo finanziario di attualizzazione, che consente di stabilire oggi il valore attuale di un capitale che ha come naturale scadenza una data futura tramite l'applicazione di un tasso di sconto. Il tasso di sconto viene corretto per il rischio di credito dei flussi futuri attesi dall'attività in questione. La somma algebrica dei flussi attualizzati rappresenta il valore netto attuale (Net present value) dello strumento.

I parametri utilizzati nella tecnica di valutazione sono: curva tassi e credit spread di ogni singola emissione.

Modello Black&Scholes

Il modello Black&scholes univariato (BS) è il modello di pricing delle opzioni più famoso e riconosciuto dal mercato. Il modello si basa sulla possibilità di creare un portafoglio equivalente all'opzione, costituito in parte da unità del sottostante e in parte da obbligazioni prive di rischio entrambi influenzati dalla stessa fonte di incertezza data dalle variazioni del prezzo dell'azione. Le ipotesi sottostanti il modello di BS sono rappresentate dall'andamento dei prezzi dell'attività sottostante (approssimato da un processo log-normale), dalla presenza di un mercato perfettamente efficiente; dal tasso di interesse e dalla volatilità del sottostante costante per tutta la durata dell'opzione.

I parametri utilizzati nella tecnica di valutazione sono il tasso di interesse, il valore e la volatilità del sottostante.

Alla data del 31/12/2021 tutti i parametri utilizzati nelle tecniche di valutazione sono risultati osservabili, evidenziando per gli strumenti valutati tramite mark to model livelli di fair value pari a 2.

In particolare:

  • i tassi di interesse sono estrapolati dalla curva zero ottenuta dalle quotazione di mercato di strumenti omogenei;
  • i credit spread per la componete Credito Emiliano sono ottenuti da quotazioni di mercato di emissioni comparables;
  • valore del sottostante sono ottenuti dalla quotazione del mercato;
  • volatilità del sottostante ottenute da quotazioni di mercato, alla luce della scadenza a breve della componente azionaria.

I modelli e i parametri utilizzati nelle tecniche di valutazione sono dettagliati e disciplinati nei documenti Allegato Tecnico al documento Fair Value Policy di Gruppo: "Regole di applicazione Credem alla Fair Value Policy di Gruppo" e "Manuale Modelli di pricing".

A.4.2 Processi e sensibilità delle valutazioni

Gli strumenti non scambiati su mercati attivi sono valutati a mark to model utilizzando la tecnica di valutazione che massimizza l'utilizzo di dati osservabili sul mercato. Qualora i parametri risultino non disponibili e direttamente osservabili il livello di fair value attribuito è pari a 3.

Alla data del 31/12/2021 nessun strumento finanziario derivato è stato valutato a mark to model tramite parametri di mercato non direttamente osservabili.

A.4.3 Gerarchia del fair value

Trasferimenti tra i livelli della gerarchia del fair value

La gerarchia del fair value attribuisce la massima priorità ai prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche (dati di livello 1) e la priorità minima agli input non osservabili (dati di livello 3).

I Livelli utilizzati per le classificazioni riportate nel seguito della presente Nota integrativa sono i seguenti:

  • "livello 1": il fair value degli strumenti finanziari è determinato in base a prezzi di quotazione osservabili su mercati attivi (non rettificati) alle quali si può accedere alla data di valutazione;
  • "livello 2": il fair value degli strumenti finanziari è determinato in base a input diversi dai prezzi quotati inclusi nel Livello 1 osservabili direttamente o indirettamente per l'attività o per la passività, utilizzando anche di tecniche di valutazione;
  • "livello 3" : il fair value degli strumenti finanziari è determinato in base a input non osservabili per l'attività o per la passività, utilizzando anche di tecniche di valutazione.

L'attività di attribuzione dei livelli è rappresentata dalla verifica puntuale per ogni strumento detenuto nei portafogli di proprietà di un possibile potenziale mercato attivo che rispetti alcune regole di valorizzazione. In particolare viene analizzato che le contribuzioni risultino continuative, contenute nei delta spread bid ask, indicative di possibili transazioni recenti quindi non trascinate, e che l'emittente risulti solido e attivo.

Il mancato rispetto di tali regole porta a un aggravio di livello associato a una valorizzazione il più coerente e rappresentativa del fair value dello strumento.

Analogamente l'analisi viene effettuata anche nella verifica di un potenziale ripristino di mercato attivo sugli strumenti per i quali nel corso del tempo si verifica un riattivazione di valorizzazione continuative sul mercato regolamentato e non.

A.4.4 Altre informazioni

La gerarchia del fair value attribuisce la massima priorità ai prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche (dati di livello 1) e la priorità minima agli input non osservabili (dati di livello 3).

L'attività di attribuzione dei livelli di fair value avviene trimestralmente alla date contabili di riferimento basandosi sulla verifica della presenza di un mercato principale o più vantaggioso nell'intervallo temporale antecedente la data contabile di riferimento. L'attività prevede la verifica di alcuni principi necessari alla definizione di presenza di un mercato attivo per ogni strumento finanziario identificati dalla disponibilità di valorizzazioni eseguibili, continue e con scarto denaro-lettera (bid-ask spread) contenuti.

Il rispetto di tali condizioni determina il livello di fair value dello strumento analizzato. Qualora non siano presenti quotazioni di mercato, l'utilizzo di tecniche di valutazione viene effettuata ad ogni data contabile massimizzando l'utilizzo di input osservabili rilevanti e riducendo al minimo l'utilizzo di input non osservabili. La verifica di tali parametri di input in funzione della disponibilità determina il livello di fair value dello strumento.

Ad ogni data contabile viene inoltre effettuata una analisi comparativa dei livelli di fair value rispetto al trimestre precedente e l'inizio dell'esercizio di riferimento al fine di individuare i trasferimenti di livelli di fair value avvenuti nel corso dell'esercizio di riferimento e le circostanze che hanno determinato tale trasferimento.

Informativa di natura quantitativa

A.4.5 Gerarchia del fair value

A.4.5.1 Attività e passività valutate al fair value su base ricorrente: ripartizione per livelli di fair value

31/12/2021 31/12/2020
Attività/Passività misurate al fair value L1
L2
L3
L1 L2 L3
1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 16.214 41.172 22.166 322 27.799 21.871
a) Attività finanziarie detenute per la negoziazione 16.214 41.172 2.145 322 27.799 2.567
b) Attività finanziarie designate al fair value - - - - - -
c) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - - 20.021 - - 19.305
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
6.413.431 2.859 35.826 3.302.779 33.955 15.762
3. Derivati di copertura - 208.749 - - 272.937 -
4. Attività materiali - - - - - -
5. Attività immateriali - - - - - -
Totale 6.429.645 252.780 57.992 3.303.100 334.691 37.634
1. Passività finanziarie detenute per la negoziazione - 33.147 - 8 27.788 -
2. Passività finanziarie designate al fair value - - - - - -
3. Derivati di copertura - 385.161 - - 355.749 -
Totale - 418.308 - 8 383.537 -

Legenda:

L1= Livello 1

L2= Livello 2

L3= Livello 3

In riferimento alle attività valutate al fair value su base ricorrente alla data del 31 dicembre 2021 gli strumenti valorizzati secondo il mercato più vantaggioso (livello di fair value pari a 1) e/o secondo tecniche di valutazione basate su parametri osservabili (livello di fair value pari a 2) rappresentano il 99,44% del totale delle attività valutate al fair value (valore stabile rispetto al corrispondente 2021 pari al 99,41%).

Gli strumenti valutati tramite tecniche di valutazione basate prevalentemente su parametri non osservabili hanno riguardato una parte residuale del totale attività valutate al fair value (0,56%), costante rispetto al valore del 2020 pari a 0,59%.

Nel corso dell'esercizio 2021 non sono avvenuti i trasferimenti di livello rispetto la classificazione dell'esercizio 2020.

A.4.5.2 Variazioni annue delle attività valutate al fair value su base ricorrente (livello 3)

Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto
economico
Totale di cui: a)
attività
finanziarie
detenute per
la
negoziazione
di cui: b)
attività
finanziarie
designate al
fair value
di cui: c) altre
attività
finanziarie
obbligatoriamente
valutate al fair
value
Attività
finanziarie
valutate al
fair value con
impatto sulla
redditività
complessiva
Derivati di
copertura
Attività
materiali
Attività
immateriali
1. Esistenze iniziali 21.871 2.567 - 19.305 15.762 - - -
2. Aumenti 10.665 117 - 10.548 20.317 - - -
2.1. Acquisti 10.547 0 - 10.547 20.106 - - -
2.2. Profitti imputati a: 112 112 - - 3 - - -
2.2.1. Conto Economico 112 112 - - 3 - - -
- di cui plusvalenze 1 1 - - - - - -
2.2.2. Patrimonio netto - X X X - - - -
2.3. Trasferimenti da altri livelli - - - - - - - -
2.4. Altre variazioni in aumento 6 5 - 1 209 - - -
3. Diminuzioni 10.371 539 - 9.832 254 - - -
3.1. Vendite 111 111 - - 245 - - -
3.2. Rimborsi 9.557 - - 9.557 - - - -
3.3. Perdite imputate a: 564 289 - 275 8 - - -
3.3.1. Conto Economico 564 289 - 275 8 - - -
- di cui minusvalenze 564 288 - 275 - - - -
3.3.2. Patrimonio netto - X X X - - - -
3.4. Trasferimenti ad altri livelli - - - - - - - -
3.5. Altre variazioni in diminuzione 139 139 - - - - - -
4. Rimanenze finali 22.166 2.145 - 20.021 35.826 - - -

Nella voce 2.1" Acquisti" sono riportati anche i valori delle attività finanziarie rivenienti dalla fusione della Cassa di Risparmio di Cento".

L'attribuzione del livello di fair value pari a 3 riguarda strumenti definiti "illiquidi" che evidenziano poche valorizzazioni nel corso del tempo e per i quali lo stato dello strumento o più in generale dell'emittente alla data di valutazione, non rende possibile l'ipotesi di un eventuale ripristino del mercato verso uno stato attivo. Nella voce 2.1 "Acquisti" sono riportati:

  • attività finanziarie valutate al FV con impatto a Conto Economico: sei quote di fondi e due tranche di cartolarizzazioni;
  • attività finanziarie valutate al FV con impatto a CE: tre obbligazioni e due azioni;
  • 'attività finanziarie valutate al FV con impatto sulla redditività complessiva: nove azioni.

Nella voce 3.1 "Vendite" sono riportati:

  • attività finanziarie valutate al FV con impatto a Conto Economico: un fondo;
  • attività finanziarie valutate al FV con impatto a CE: tre obbligazioni e una azione;
  • attività finanziarie valutate al FV con impatto sulla redditività complessiva: tre azioni.

Le variazioni annue da e verso Livello 3 al 31/12/2021 non evidenziano trasferimenti da e verso il livello 3 sia per quanto riguarda la sezione diminuzioni che per quanto concerne la sezione aumenti per tutte le classificazioni contabili (attività finanziare valutate obbligatoriamente al FV con impatto a CE, attività finanziarie valutate al FV con impatto a CE e attività finanziarie valutate al FV con impatto sulla redditività complessiva).

A.4.5.4 Attività e passività non valutate al fair value o valutate al fair value su base non ricorrente: ripartizione per livelli di fair value

Attività/Passività non misurate al fair 31/12/2021 31/12/2020
value o misurate al fair value su base non
ricorrente
VB L1 L2 L3 VB L1 L2 L3
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 47.740.122 6.027.655 618.020 41.823.983 41.526.301 4.400.258 371.480 37.972.140
2. Attività materiali detenute a scopo di investimento 5.618
10.058
3.614
4.360
3. Attività non correnti e gruppi di attività in via di
dismissione
4.842 4.842
Totale 47.750.582 6.027.655 618.020 41.877.783 41.529.915 4.400.258 371.480 37.976.500
1. Passività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
52.249.422 2.470.565 7.251.882 42.573.519 43.136.121 2.065.229 3.422.637 37.710.196
2. Passività associate ad attività in via di dismissione
Totale 52.249.422 2.470.565 7.251.882 42.573.519 43.136.121 2.065.229 3.422.637 37.710.196

Legenda:

VB= Valore di bilancio

L1= Livello 1

L2= Livello 2

L3= Livello 3

A.5 – Informativa sul c.d. "day one profit/loss"

I proventi connessi all'emissione di prestiti obbligazionari, determinati dalla differenza tra il corrispettivo incassato ed il fair value dello strumento, sono riconosciuti a conto economico alla data di emissione in tutti i casi in cui tale fair value sia determinato attraverso tecniche di valutazione che prendono parametri osservabili sul mercato.

Il principio IFRS9 prevede che l'iscrizione iniziale degli strumenti finanziari avvenga al fair value. Normalmente il fair value di uno strumento finanziario alla data di rilevazione iniziale in bilancio è pari al "prezzo di transazione"; in altre parole, al costo o all'importo erogato per le attività finanziarie o alla somma incassata per le passività finanziarie.

L'affermazione che all'atto dell'iscrizione iniziale in bilancio il fair value di uno strumento finanziario coincide con il prezzo della transazione è intuitivamente sempre riscontrabile nel caso di transazioni del cosiddetto "Livello 1" della gerarchia del fair value.

Anche nel caso del "Livello 2", che si basa su prezzi derivati indirettamente dal mercato (comparable approach), l'iscrizione iniziale vede, in moltissimi casi, sostanzialmente coincidere fair value e prezzo. Eventuali differenze tra prezzo e fair value sono di norma da attribuire ai cosiddetti margini commerciali.

Nel caso del "Livello 3", invece, sussiste una discrezionalità parziale dell'operatore nella valutazione dello strumento e, pertanto, proprio per la maggior soggettività nella determinazione del fair value non è disponibile un inequivocabile termine di riferimento da raffrontare con il prezzo della transazione. Per tale ragione l'IFRS9 esclude che l'eventuale iniziale differenza tra il prezzo della transazione e la stima interna del fair value possa essere subito imputata a Conto Economico in un'unica soluzione. In tal caso, quindi, l'iscrizione iniziale deve sempre avvenire al prezzo. La successiva valutazione non può includere la differenza tra prezzo e fair value riscontrata all'atto della prima valutazione - ossia il Day-One-Profit (DOP) o il Day-One-Loss (DOL) implicito -, che deve invece essere riconosciuta a Conto Economico solo se deriva da cambiamenti dei fattori su cui i partecipanti al mercato basano le loro valutazioni nel fissare i prezzi (incluso l'effetto tempo). Ove lo strumento abbia una scadenza definita e non sia immediatamente disponibile un modello che monitori i cambiamenti dei fattori su cui gli operatori basano i prezzi, è ammesso il

transito del DOP/DOL a Conto Economico linearmente sulla vita dello strumento finanziario stesso.

Pertanto, la politica contabile seguita prevede che:

  • l'eventuale DOP/DOL implicito negli strumenti di "Livello 2" venga subito imputato per intero al Conto Economico;
  • invece, l'eventuale DOP/DOL implicito negli strumenti di "Livello 3" venga sterilizzato e imputato al Conto Economico "pro rata temporis" (linearmente) lungo la vita residua di tali strumenti;
  • nel caso in cui uno strumento classificato nel "Livello 3" della gerarchia del fair value venga riclassificato nel "Livello 2", i residui DOP/DOL sospesi patrimonialmente vengono iscritti a Conto Economico in un'unica soluzione.

Al 31 dicembre 2021 non erano presenti importi che debbano essere ancora rilevati a conto economico "pro rata temporis", ovvero lungo la vita residua del contratto.

Attivo

Sezione 1 – Cassa e disponibilità liquide – Voce 10

1.1 Cassa e disponibilità liquide: composizione

Totale Totale
31/12/2021 31/12/2020
a) Cassa 151.380 145.425
b) Conti correnti e depositi a vista presso Banche Centrali - -
c) Conti correnti e depositi a vista presso banche 54.599 75.676
Totale 205.979 221.101

I dati relativi al 31/12/2020 sono stati riesposti al fine di recepire il 7° aggiornamento del 29 ottobre 2021 della Circolare 262 della Banca d'Italia del 22 dicembre 2005, relativamente alla riclassifica dei Conti correnti e depositi a vista presso banche e dei Conti correnti e depositi a vista presso Banche Centrali (ad esclusione della riserva obbligatoria) dalla voce "Crediti verso banche" alla voce "Cassa e disponibilità liquide".

Sezione 2 – Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico – Voce 20

Voci/Valori Totale
31/12/2021
Totale
31/12/2020
L1 L2 L3 L1 L2 L3
A. Attività per cassa
1. Titoli di debito 16.214 2.356 - 320 16 -
1.1 Titoli strutturati 7.534 2.356 - 27 6 -
1.2 Altri titoli di debito 8.680 - - 293 10 -
2. Titoli di capitale - 139 - - - 354
3. Quote di O.I.C.R. - - 2.145 - - 2.213
4. Finanziamenti - - - - - -
4.1 Pronti contro termine - - - - - -
4.2 Altri - - - - - -
Totale (A) 16.214 2.495 2.145 320 16 2.567
B. Strumenti derivati
1. Derivati finanziari - 38.677 - 2 27.782 -
1.1 di negoziazione - 38.677 - 2 27.782 -
1.2 connessi con la fair value option - - - - - -
1.3 altri - - - - - -
2. Derivati creditizi - - - - - -
2.1 di negoziazione - - - - - -
2.2 connessi con la fair value option - - - - - -
2.3 altri - - - - - -
Totale (B) - 38.677 - 2 27.782 -
Totale (A+B) 16.214 41.172 2.145 322 27.798 2.567

2.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione merceologica

Legenda:

L1= Livello 1 L2= Livello 2

L3= Livello 3

Si segnala la composizione della voce 3 "Quote O.I.C.R":

Totale
31/12/2021
Totale
31/12/2020
Hedge Fund 2.080 2.153
Azionari 65 60
Totale 2.145 2.213

2.2 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione per debitori/emittenti/controparti

Voci/Valori Totale
31/12/2021
Totale
31/12/2020
A. ATTIVITA' PER CASSA
1. Titoli di debito 18.570 336
a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche 9.204 241
c) Banche 1.751 53
d) Altre società finanziarie 526 17
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie 7.090 24
2. Titoli di capitale 139 354
a) Banche - -
b) Altre società finanziarie - -
di cui: imprese di assicurazione - -
c) Società non finanziarie 139 354
d) Altri emittenti - -
3. Quote di OICR 2.145 2.213
4. Finanziamenti - -
a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie - -
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie - -
f) Famiglie - -
Totale (A) 20.855 2.903
B. STRUMENTI DERIVATI - -
a) Controparti Centrali - -
b) Altre 38.677 27.784
Totale (B) 38.677 27.784
Totale (A+B) 59.532 30.687

In conformità a quanto disposto dal principio contabile IFRS 7 e tenuto conto delle indicazioni contenute nella Comunicazione CONSOB n. DEM/11070007 del 5 agosto 2011 (che riprende il documento ESMA N. 2011/266 del 28 luglio 2011) in materia di informazioni da rendere nelle relazioni finanziarie in merito al "debito Sovrano", si precisa che al 31 dicembre 2021 sono presenti esposizioni in titoli governativi verso lo Stato Italia per 6,2 milioni di euro, e per circa 3,0 milioni di euro verso altri paesi. Le posizioni, classificate contabilmente di trading, hanno come oggetto la negoziazione verso la clientela istituzionale.

Si rimanda alla sezione 3 della presente nota per i titoli detenuti nel portafoglio "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva".

2.5 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value: composizione merceologica

Voci/Valori Totale
31/12/2021
Totale
31/12/2020
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Titoli di debito - - 9 - - -
1.1 Titoli strutturati - - - - - -
1.2 Altri titoli di debito - - 9 - - -
2. Titoli di capitale - - - - - -
3. Quote di O.I.C.R. - - 5.571 - - 1.463
4. Finanziamenti - - 14.441 - - 17.841
4.1 Pronti contro termine - - - - - -
4.2 Altri - - 14.441 - - 17.841
Totale - - 20.021 - - 19.305

Legenda:

L1= Livello 1 L2= Livello 2

L3= Livello 3

A seguito del fallimento dell'SPPI test nella presente categoria sono stati classificati alcuni finanziamenti verso clientela.

Si segnala la composizione della voce 3 "Quote O.I.C.R":

Totale
31/12/2021
Totale
31/12/2020
Fondi chiusi 3.688 1.463
Fondi immobiliari 1.473 -
Altri 410 -
Totale 5.571 1.463

I valori dei fondi immobiliari sono ascrivibili alla fusione della Cassa di Risparmio di Cento.

2.6 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value: composizione per debitori/emittenti

Totale Totale
31/12/2021 31/12/2020
1. Titoli di capitale - -
di cui: banche - -
di cui: altre società finanziarie - -
di cui: società non finanziarie - -
2. Titoli di debito 9 -
a) Banche centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie 9 -
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie - -
3. Quote di O.I.C.R. 5.571 1.463
4. Finanziamenti 14.441 17.841
a) Banche centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie 13.139 9.132
di cui: imprese di assicurazione 13.139 9.132
e) Società non finanziarie - 7.383
f) Famiglie 1.301 1.327
Totale 20.021 19.305

Sezione 3 - Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva – Voce 30

Voci/Valori Totale
31/12/2021
Totale
31/12/2020
L1 L2 L1 L2 L3
1. Titoli di debito 6.412.844 - 3.320 3.302.200 27.709 -
1.1 Titoli strutturati 722.919 - 3.320 355.853 27.709 -
1.2 Altri titoli di debito 5.689.925 - - 2.946.347 - -
2. Titoli di capitale 587 2.859 32.506 579 6.246 15.762
3. Finanziamenti - - - - - -
Totale 6.413.431 2.859 35.826 3.302.779 33.955 15.762

3.1 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione merceologica

Legenda:

L1= Livello 1 L2= Livello 2

L3= Livello 3

In riferimento alle azioni della società Cedacri, in data 5 marzo 2021 è stato firmato da parte di tutti gli azionisti un accordo per la cessione del 100% del capitale sociale di Cedacri a ION Investment Group Limited, inclusa la quota posseduta da Credem pari al 3,9%; detta cessione si è realizzata nel mese di giugno 2021 ed ha comportato una plusvalenza, al netto del relativo effetto fiscale, pari a 36,3 milioni di euro, registrata nelle voce "Altre riserve" in quanto, gli strumenti di capitale per cui è stata effettuata la scelta per la classificazione nella presente categoria sono valutati al fair value e gli importi rilevati in contropartita del patrimonio netto (Prospetto della redditività complessiva) non devono essere successivamente trasferiti a conto economico, neanche in caso di cessione. Il valore di bilancio al 31 dicembre 2020 ammonta a 14,5 milioni di euro e le azioni erano classificate nel portafoglio "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività compelssiva".

L'incremento dei titoli di capitale, rispetto al 2021, è ascrivibile ai valori rivenienti dalla fusione della Cassa di risparmio di Cento. Sono presenti, inoltre, 900 azioni della Banca d'Italia, pari allo 0,30% del capitale sociale, per un controvalore di 22,5 milioni di euro.

Voci/Valori Totale
31/12/2021
Totale
31/12/2020
1. Titoli di debito 6.416.164 3.329.909
a) Banche centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche 4.524.579 1.946.777
c) Banche 966.397 840.991
d) Altre società finanziarie 328.675 208.213
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie 596.513 333.928
2. Titoli di capitale 35.951 22.587
a) Banche 24.775 692
b) Altri emittenti: 11.176 21.896
- altre società finanziarie 8.923 6.571
di cui: imprese di assicurazione - -
- società non finanziarie 2.254 15.325
- altri - -
3. Finanziamenti - -
a) Banche centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie - -
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie - -
f) Famiglie - -
Totale 6.452.116 3.352.496

3.2 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione per debitori/emittenti

In conformità a quanto disposto dal principio contabile IFRS 7 e tenuto conto delle indicazioni contenute nella Comunicazione Consob n. DEM/11070007 del 5 agosto 2011 (che riprende il documento ESMA N. 2011/266 del 28 luglio 2011) in materia di informazioni da rendere nelle relazioni finanziarie in merito al "debito Sovrano", si precisa:

• Nel portafoglio "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" sono presenti titoli governativi esteri (Spagna) per 932,5 milioni di euro, (Stati Uniti) per 1.858,3 milioni di euro, (Portogallo) per 79,8 milioni di euro, (Belgio) per 450,3 milioni di euro, (Francia) per 495,2 milioni di euro e (United Kingdom) per 50,0 milioni di euro. Sono presenti inoltre obbligazioni, per circa 32,0 milioni di euro, emessi dall'European Financial Stability Facilities e 362,6 milioni di euro emessi dall'Unione Europea. Relativamente ai titoli governativi emessi dallo Stato Italiano si evidenzia un'esposizione pari a circa 263,9 milioni di BTP.

Sono presenti coperture di fair value hedge sia su titoli di Stato, italiani, a tasso fisso (BTP), ed esteri, che su titoli obbligazionari (senior unsecure e covered bond) a tasso fisso emessi da primari istituti di credito europei. La copertura è di tipo fair value hedge attuata attraverso la designazione di appositi strumenti di copertura (Interest Rate Swap) con copertura specifica del c.d. "rischio tasso" su detti titoli; la relazione venuta così a crearsi fra Hedged Item e Hedging Instrument ha comportato la redazione di una specifica documentazione che formalizza la relazione di copertura ed ha altresì usufruito delle particolari regole di contabilizzazione dell'Hedge Accounting. Si segnala che sono stati effettuati i test di efficacia (sia prospettici che retrospettivi) con esito positivo.

3.3 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: valore lordo e rettifiche di valore complessive

Rettifiche di valore complessivo
Primo stadio di cui:
Strumenti
con basso
rischio di
credito
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite o
originate
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite o
originate
Write-off
parziali
complessivi
Titoli di debito 6.417.801 62.799 - - - 1.636 - - - -
Finanziamenti - - - - - - - - - -
Totale 31/12/2021 6.417.801 62.799 - - - 1.636 - - - -
Totale 31/12/2020 3.332.069 27.828 - - - 2.160 - - - -

Il valore lordo e le rettifiche di valore complessive delle attività finanziarie impaired sono comprensivi degli interessi contrattuali maturati.

Sezione 4 – Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato – Voce 40

Totale
31/12/2020
Valore di bilancio Fair value Valore di bilancio Fair value
Tipologia operazioni/Valori Primo e
secondo stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite o
originate
L1 L2 L3 Primo e
secondo stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite o
originate
L1 L2 L3
A. Crediti verso Banche
Centrali
7.720.849 - - - - 7.720.849 7.579.190 - - - - 7.579.190
1. Depositi a scadenza - - - X X X 411 - - X X X
2. Riserva obbligatoria 7.720.849 - - X X X 7.578.779 - - X X X
3. Pronti contro termine - - - X X X - - - X X X
4. Altri - - - X X X - - - X X X
B. Crediti verso banche 1.202.715 - - 537.433 16.332 658.465 635.083 - - 354.558 - 287.260
1. Finanziamenti 658.465 - - - - 658.465 287.260 - - - - 287.260
1.1 Conti correnti - - - X X X - - - X X X
1.2. Depositi a
scadenza
- - - X X X - - - X X X
1.3. Altri
finanziamenti:
658.465 - - X X X 287.260 - - X X X
- Pronti contro
termine attivi
- - - X X X - - - X X X
- Finanziamenti per
leasing
- - - X X X - - - X X X
- Altri 658.465 - - X X X 287.260 - - X X X
2. Titoli di debito 544.249 - - 537.433 16.332 - 347.823 - - 354.558 - -
2.1 Titoli
strutturati
136.804 - - 139.253 - - 137.141 - - 139.555 - -
2.2 Altri titoli di
debito
407.446 - - 398.180 16.332 - 210.682 - - 215.003 - -
Totale 8.923.563 - - 537.433 16.332 8.379.314 8.214.273 - - 354.558 - 7.866.450

4.1 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso banche

Legenda:

L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3

I dati relativi al 31/12/2020 sono stati riesposti al fine di recepire il 7° aggiornamento del 29 ottobre 2021 della Circolare 262 della Banca d'Italia del 22 dicembre 2005, relativamente alla riclassifica dei Conti correnti e depositi a vista presso banche e dei Conti correnti e depositi a vista presso Banche Centrali (ad esclusione della riserva obbligatoria) dalla voce "Crediti verso banche" alla voce "Cassa e disponibilità liquide", a cui si rinvia per l'importo della riclassifica.

Sono inclusi i crediti di funzionamento connessi con la prestazione di servizi finanziari.

Il Gruppo ha in deposito presso la Banca Centrale liquidità (comprensiva della riserva obbligatoria) per circa 7,7 miliardi di euro.

I crediti, ad eccezione dei titoli di debito, sono iscritti al loro valore nominale, corrispondente al loro fair value e il livello di fair value attribuito risulta essere pari a 3.

Le metodologie utilizzate per la determinazione del fair value sono riportate nella Parte A1 – Parte generale –Sezione 17 " Altre informazioni".

4.2 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti
verso clientela
Totale
31/12/2021
Totale
31/12/2020
Tipologia Valore di bilancio Fair value Valore di bilancio Fair value
operazioni/Valori Primo e
secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite o
originate
L1 L2 L3 Primo e
secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite o
originate
L1 L2 L3
1. Finanziamenti 31.927.375 298.723 25.856 - - 33.444.670 28.162.934 357.068 - - - 29.997.083
1.1. Conti correnti 1.462.178 36.479 2.468 X X X 1.297.936 42.711 - X X X
1.2. Pronti contro
termine attivi
- - - X X X - - - X X X
1.3. Mutui 20.663.328 233.189 21.988 X X X 17.469.539 275.085 - X X X
1.4. Carte di credito,
prestiti personali e
cessioni del quinto
1.348.075 25.349 128 X X X 1.462.300 34.435 - X X X
1.5 Finanziamenti per
leasing
- - - X X X - - - X X X
1.6. Factoring - - - X X X - - - X X X
1.7. Altri finanziamenti 8.453.793 3.706 1.272 X X X 7.933.159 4.837 - X X X
2. Titoli di debito 6.564.605 - - 6.027.655 618.020 - 4.716.352 - - 4.400.258 371.480 32.932
2.1. Titoli strutturati 633.272 - - 187.817 445.062 - 420.613 - - 100.567 286.124 32.932
2.2. Altri titoli di debito 5.931.333 - - 5.839.838 172.958 - 4.295.739 - - 4.299.691 85.356 -
Totale 38.491.979 298.723 25.856 6.027.655 618.020 33.444.670 32.879.286 357.068 - 4.400.258 371.480 30.030.015

I crediti verso la clientela per finanziamenti sono pari a 32.252 milioni di euro.

Il valore delle attività impaired acquisite o originate al 31 dicembre 2021 è riferito alla fusione della Cassa di Risparmio di Cento ed è pari a 25,9 milioni di euro.

Nel portafoglio "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato" sono presenti esposizioni in titoli governativi per circa 5.615,9 milioni di euro (4.935,1 milioni di euro Italia, BTP, e 680,8 milioni di euro altri paesi, 371,8 milioni di euro Spagna e 309,0 milioni di euro Portogallo).

Sono presenti coperture di fair value hedge su titoli di Stato, italiani, a tasso fisso (BTP), ed esteri. La copertura è di tipo fair value hedge attuata attraverso la designazione di appositi strumenti di copertura (Interest Rate Swap) con copertura specifica del c.d. "rischio tasso" su detti titoli; la relazione venuta così a crearsi fra Hedged Item e Hedging Instrument ha comportato la redazione di una specifica documentazione che formalizza la relazione di copertura ed ha altresì usufruito delle particolari regole di contabilizzazione dell'Hedge Accounting. Si segnala che sono stati effettuati i test di efficacia (sia prospettici che retrospettivi) con esito positivo.

Sono presenti nella categoria contabile "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato", al 31 dicembre 2021, 639 milioni di euro di ABS emessi da veicoli terzi, collegati a crediti originati in Europa, con preponderanza della componente di origination francese (204,5 milioni di euro). Il portafoglio è costituito da differenti tipologie di ABS con una prevalenza delle cartolarizzazioni di mutui residenziali, che incidono per il 41,8%.

Paese Controvalore
(migliaia Euro)
% Esposizione
FRANCIA 204.496 32,2
GERMANIA 157.616 24,8
PAESI BASSI 143.968 22,6
SPAGNA 65.834 10,4
ITALIA 55.191 8,1
IRLANDA 10.201 1,6
REGNO UNITO 1.345 0,2
PORTOGALLO 734 0,1
TOTALE 639.385 100,0

L'attuale esposizione suddivisa per rischio paese è così composta:

Il portafoglio delle cartolarizzazioni è diversificato su 34 emittenti e 44 emissioni, con massima concentrazione pari a 47,6 milioni di euro per singola emissione e 60,2 milioni di euro per singolo emittente.

Si è adottata anche la metodologia contabile del Macro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso associato all'erogazione di mutui a tasso fisso e a tasso variabile con opzioni "Cap".

Sono presenti, inoltre, coperture di Cash Flow Hedge su erogazioni di mutui a tasso variabile.

4.3 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione per debitori/emittenti dei crediti verso clientela

Totale
31/12/2021
Totale
31/12/2020
Tipologia
operazioni/Valori
Primo e secondo
stadio
Terzo stadio Attività impaired
acquisite o originate
Primo e secondo
stadio
Terzo stadio Attività impaired
acquisite o originate
1. Titoli di debito 6.564.605 -
-
4.716.352 - -
a) Amministrazioni
pubbliche
5.615.906 - - 4.114.507 - -
b) Altre società finanziarie 939.859 - - 583.366 - -
di cui: imprese di
assicurazione
- - - - - -
c) Società non finanziarie 8.840 - - 18.478 - -
2. Finanziamenti verso: 31.927.375 298.723 25.856 28.162.934 357.068 -
a) Amministrazioni
pubbliche
531.617 241 0 161.962 243 -
b) Altre società finanziarie 5.356.103 94 2.690 4.509.768 169
di cui: imprese di
assicurazione
30.957 - - 28.364 - -
c) Società non finanziarie 12.675.259 75.881 15.282 11.502.682 81.532 -
d) Famiglie 13.364.396 222.507 7.884 11.988.522 275.123 -
Totale 38.491.979 298.723 25.856 32.879.286 357.068 -

4.4 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: valore lordo e rettifiche di valore complessive

Valore lordo Rettifiche di valore complessivo
Primo stadio di cui:
Strumenti
con basso
rischio di
credito
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite o
originate
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
Write-off
parziali
complessivi
Titoli di debito 7.112.389 - - - - 3.535 - - - -
Finanziamenti 38.840.225 845.838 1.532.836 702.727 26.891 35.126 31.248 404.004 1.035 7.704
Totale 31/12/2021 45.952.615 845.838 1.532.836 702.727 26.891 38.661 31.248 404.004 1.035 7.704
Totale 31/12/2020 39.927.453 966.985 1.330.835 774.276 - 51.675 37.380 417.209 - 1.050

Il principio IFRS9 prevede la classificazione delle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato in tre stages, in ordine crescente di deterioramento del merito creditizio; a tali categorie si associano misurazioni progressivamente più severe delle riduzioni di valore.

Il valore lordo e le rettifiche di valore complessive delle attività finanziarie impaired sono comprensivi degli interessi contrattuali maturati.

4.4a Finanziamenti valutati al costo ammortizzato oggetto di misure di sostegno Covid-19: valore lordo e rettifiche di valore complessive

Rettifiche di valore complessivo
Primo stadio di cui:
Strumenti
con basso
rischio di
credito
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite o
originate
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite o
originate
Write-off
parziali
complessivi*
1. Finanziamenti oggetto di
concessione conformi con le GL
8.254 83 996 249 - 42 41 46 - -
2. Finanziamenti oggetto di
misure di moratoria in essere
non più conformi alle GL e non
valutate come oggetto di
concessione
536.026 54.552 84.426 850 410 2.095 1.322 424 17 -
3. Finanziamenti oggetto di
altre misure di concessione
- - 136.363 21.592 1.054 - 3.483 4.564 10 -
4. Nuovi finanziamenti 2.951.423 133.646 219.075 14.338 368 1.823 797 3.351 7 -
Totale 31/12/2021 3.495.702 188.281 440.860 37.028 1.832 3.961 5.642 8.385 33 -
Totale 31/12/2020 4.863.111 - 370.472 32.154 - 11.748 8.388 7.013 - -

Nella presente tabella è indicato il dettaglio del valore lordo e delle rettifiche di valore complessive ripartiti per stadi di rischio e per "impaired acquisite o originate", nonché l'informativa sui write-off parziali complessivi per i finanziamenti, oggetto di "moratorie" o altre misure di concessione in essere alla data di riferimento del bilancio, o che costituiscono nuova liquidità concessa mediante meccanismi di garanzia pubblica.

Nella riga "Finanziamenti oggetto di concessione conformi con le GL" sono riportate le informazioni relative alle attività finanziarie oggetto di moratoria che rientrano nell'ambito di applicazione delle "Guidelines on legislative and non legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID 19 crisis" pubblicate dall'EBA (EBA/GL/2020/02) e successive modificazione e integrazioni.

Nella riga "Finanziamenti oggetto di misure di moratoria in essere non più conformi alle GL e non valutate come oggetto di concessione" sono riportati esclusivamente i finanziamenti oggetto di moratoria in essere, valutati come conformi alle EBA/GL/2020/02 alla data di concessione della misura e non più conformi alla data di riferimento del bilancio, che non sono stati classificati dalla banca come "esposizioni oggetto di concessione" (come definite dalle vigenti segnalazioni di vigilanza) a seguito della valutazione effettuata al verificarsi dell'evento che ha generato la non conformità alle EBA/GL/2020/02.

Nella riga "Finanziamenti oggetto di altre misure di concessione" sono riportate le informazioni relative ai finanziamenti oggetto di misure di sostegno COVID-19 che soddisfano le condizioni di "esposizione oggetto di concessione" come definite dalle vigenti segnalazioni di vigilanza e che non sono incluse nella categoria "Finanziamenti oggetto di concessione conformi con le GL" alla data di concessione della misura oppure alla data in cui non sono più conformi alle EBA/GL/2020/02. Nella riga "Nuovi finanziamenti" sono incluse, tra l'altro, le attività finanziarie rilevate a seguito di misure di concessione che hanno comportato un rifinanziamento con derecognition dell'attività originaria e l'iscrizione di un nuovo finanziamento, oppure una ristrutturazione di più debiti con l'iscrizione di un nuovo finanziamento in bilancio.

Sezione 5 – Derivati di copertura – Voce 50

5.1 Derivati di copertura: composizione per tipologia di copertura e per livelli

FV 31/12/2021 VN FV 31/12/2020 VN
L1 L2 L3 31/12/2021 L1 L2 L3 31/12/2020
A. Derivati finanziari
1. Fair value - 173.971 - 12.284.282 - 196.972 - 4.416.771
2. Flussi finanziari -
34.778
-
1.392.039 - 75.965 - 1.576.978
3. Investimenti esteri -
-
-
- - - - -
B. Derivati creditizi
1. Fair value - - - - - - - -
2. Flussi finanziari - - - - - - - -
Totale - 208.749 - 13.676.322 - 272.937 - 5.993.749

Legenda:

VN = valore nozionale L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3

5.2 Derivati di copertura: composizione per portafogli coperti e per tipologia di copertura

Operazioni/Tipo di copertura Fair Value Flussi finanziari
Specifica Investim.
titoli di
debito e
tassi di
interesse
titoli di
capitale e
indici
azionari
valute e
oro
credito merci altri Generica Specifica Generica esteri
1. Attività finanziarie valutate al fair
value con impatto sulla redditività
complessiva
29.283 - - - X X X -
X
X
2. Attività finanziarie valutate al
costo ammortizzato
57.476 X - - X X X -
X
X
3. Portafoglio X X X X X X - X 34.778 X
4. Altre operazioni - - - - - - X -
X
-
Totale attività 86.758 - - - - - - -
34.778
-
1. Passività finanziarie - X - - - - X -
X
X
2. Portafoglio X X X X X X - X -
X
Totale passività - - - - - - - - -
1. Transazioni attese X X X X X X X -
X
X
2. Portafoglio di attività e passività
finanziarie
X X X X X X 87.213 X -
-

Si è adottata la metodologia contabile del Macro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso della raccolta a vista della clientela.

La raccolta a vista dalla clientela rappresenta un'importante fonte di funding della banca. Una quota parte di questa raccolta, seppur contrattualmente a vista, presenta però una forte persistenza nel tempo ed una elasticità imperfetta alla variazione dei tassi di mercato, rappresentata dal cosiddetto "effetto vischiosità". Questo effetto è stato stimato mediante un modello di analisi che consiste in due componenti:

• la stima della relazione dei tassi delle poste a vista con i tassi di mercato in base ad un modello econometrico;

• la stima della persistenza dei volumi, attraverso la quale l'ammontare delle poste a vista viene tradotto in un portafoglio di poste a tasso fisso a scadenza.

I derivati di copertura di questa tipologia presentano un fair value positivo di 87.213 mila euro.

Sono presenti coperture di macro cash flow hedge su erogazione di mutui a tasso variabile. I derivati di copertura di questa tipologia presentano un fair value positivo di 34.778 mila euro.

Sono presenti coperture di micro fair value hedge su titoli a tasso fisso detenuti nel portafoglio HTCS.

I derivati di questa tipologia presentano un fair value positivo di 29.283 mila euro.

Si è adottata la metodologia contabile del macro fair value hedge per la copertura del rischio di tasso associato all'erogazione di mutui a tasso fisso e a tasso variabile con opzione "Cap". L'applicazione della metodologia di hedge accounting consente di rappresentare contabilmente gli effetti economici delle strategie di copertura attuate. I derivati di copertura relativi a tale strategia presentano un fair value positivo di 57.476 mila euro.

Si rimanda alla Sezione della Parte E della nota integrativa per la descrizione delle modalità della copertura.

Sezione 6 – Adeguamento di valore delle attività coperte – Voce 60

6.1 Adeguamento di valore delle attività coperte: composizione per portafogli coperti
--------------------------------------------------------------------------------------- -- -- -- -- -- -- --
Adeguamento di valore delle attività coperte / Valori Totale Totale
31/12/2021 31/12/2020
1. Adeguamento positivo 81.326 127.176
1.1 di specifici portafogli: 81.326 127.176
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 81.326 127.176
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
- -
1.2 complessivo - -
2. Adeguamento negativo - -
2.1 di specifici portafogli: - -
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - -
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
- -
2.2 complessivo - -
Totale 81.326 127.176

Si è adottata la metodologia contabile del Macro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso associato all'erogazione di mutui a tasso fisso e a tasso variabile con opzioni "Cap". L'applicazione della metodologia di hedge accounting consente di rappresentare contabilmente in modo simmetrico sia i mutui che i derivati di copertura.

Il Macro Fair Value Hedge prevede che la relazione di copertura sia formalmente documentata da una hedging card e che la tenuta della copertura sia verificata attraverso dei test di efficacia sia prospettici che retrospettivi; i test sono svolti periodicamente durante tutta la vita dell'operazione. La copertura è considerata efficace se il rapporto tra la variazione di fair value dell'elemento coperto rispetto allo strumento di copertura è compreso nel range 80%-125%. Il test di verifica della tenuta prospettica e retrospettiva delle coperture è svolto su base trimestrale.

L'hedge accounting non può essere mantenuto qualora la copertura divenga inefficace (fuori dal range 80%-125%).

Sezione 7 – Partecipazioni – Voce 70

Il valore di bilancio della voce "Partecipazioni" ammonta a 385,8 milioni di euro, mentre nella voce "Attività in via di dismissione" sono presenti partecipazioni per 4,8 milioni di euro.

7.1 Partecipazioni: informazioni sui rapporti partecipativi

Denominazioni Sede legale Sede operativa Quota di
partecipazione %
Disponibilità
voti %
A. Imprese controllate in via esclusiva
Banca Euromobiliare spa Milano Milano 100,00%
Credemfactor spa Reggio Emilia Reggio Emilia 99,00%
Euromobiliare Fiduciaria spa Milano Milano 100,00%
Credemleasing spa Reggio Emilia Reggio Emilia 99,90%
Credemvita spa Reggio Emilia Reggio Emilia 100,00%
Avvera spa Reggio Emilia Reggio Emilia 100,00%
Magazzini Generale delle Tagliate spa Quattro Castella
(RE)
Quattro Castella
(RE)
100,00%
Credemtel spa Reggio Emilia Reggio Emilia 99,00%
Euromobiliare A.M. SGR spa Milano Milano 100,00%
Euromobiliare Advisory Sim spa Milano Milano 100,00%
Gestimlux* Lussemburgo Lussemburgo 100,00%
Reeval** Cento Cento 100,00%
Credem Private Equity SGR spa Reggio Emilia Reggio Emilia 87,50%
Credem CB srl Conegliano (TV) Conegliano (TV) 70,00%
B. Imprese controllate in modo
congiunto
Credemassicurazioni spa Reggio Emilia Reggio Emilia 50,00%

(*) società in via di dismissione

(**) la società Reeval è una partecipazione acquisita a seguito della fusione della Cassa di Risparmio di Cento ed è stata classicata tra le "Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione" in quanto è in liquidazione volontaria.

Come da istruzioni della Banca d'Italia l'informativa delle seguenti tabelle non viene fornita nel bilancio individuale delle banche che redigono il bilancio consolidato e, pertanto, si rimanda alle medesime tabelle presenti nella "Sezione 7 – Partecipazioni -" del bilancio consolidato.

7.2 Partecipazioni significative: valore di bilancio, fair value e dividendi percepiti

  • 7.3 Partecipazioni significative: informazioni contabili
  • 7.6 Impegni riferiti a partecipazioni in società controllate in modo congiunto

7.7 Impegni riferiti a partecipazioni in società sottoposte ad influenza notevole 7.9 Altre informazioni

7.5 Partecipazioni: variazioni annue

Totale
31/12/2021
Totale
31/12/2020
A. Esistenze inziali 354.767 354.767
B. Aumenti 39.320 -
B.1 Acquisti 39.320 -
- di cui operazioni di aggregazione aziendale 4.320 -
B.2 Riprese di valore - -
B.3 Rivalutazioni - -
B.4 Altre variazioni - -
C. Diminuzioni 8.242 -
C.1 Vendite 3.400 -
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - -
C.2 Rettifiche di valore - -
C.3 Svalutazioni - -
C.4 Altre variazioni 4.842 -
D. Rimanenze finali 385.845 354.767
E. Rivalutazioni totali - -
F. Rettifiche totali - -

Nel mese di luglio 2021 sono state acquisite, a seguito della fusione della Cassa di Risparmio di Cento, le partecipazioni nelle società REEVAL, per 920 mila euro, e I.FI.VE.R. per 3,4 milioni di euro.

Nel mese di dicembre 2021 si è dato corso all'aumento di capitale di Avvera Spa, pari a 35 milioni di euro.

Nel mese di novembre 2021 è avvenuta la cessione della partecipazione in I.FI.VE.R., condivisa ed avallata già nel corso del procedimento che ha portato all'incorporazione della Cassa di Risparmio di Cento a cui Credem è subentrato anche nel dare esecuzione agli accordi perfezionati a suo tempo dall'incorporata con ViViBanca.

Nella voce C. Diminuzioni, "altre variazioni" è riportato il valore contabile del trasferimento alla voce "Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione" delle partecipazioni REEVAL e Gestimlux.

Sezione 8 – Attività materiali – Voce 80

Attività/Valori Totale
31/12/2021
Totale
31/12/2020
1. Attività di proprietà 286.074 259.002
a) terreni 124.564 118.294
b) fabbricati 107.830 92.490
c) mobili 9.198 8.762
d) impianti elettronici 12.389 10.726
e) altre 32.093 28.731
2. Diritti d'uso acquisiti con il leasing 108.774 115.234
a) terreni - -
b) fabbricati 107.199 113.313
c) mobili - -
d) impianti elettronici - -
e) altre 1.575 1.921
Totale 394.848 374.236
di cui: ottenute tramite l'escussione delle garanzie ricevute - -

8.1 Attività materiali ad uso funzionale: composizione delle attività valutate al costo

Le attività materiali sono valutate al costo, al netto degli ammortamenti e di qualsiasi perdita per riduzione di valore accumulate.

Nelle attività materiali è anche ricompreso, ai sensi del principio IFRS16, il Diritto d'Uso (Right of Use) dei beni oggetti di contratti di leasing.

8.2 Attività materiali detenute a scopo di investimento: composizione delle attività valutate al costo

Totale
31/12/2021
Totale
31/12/2020
Attività/Valori Valore di Fair value Valore di Fair value
bilancio L1
L2
L3 bilancio L1 L2 L3
1. Attività di proprietà 5.618 - - 10.058 3.614 - - 4.360
a) terreni 2.618 - - 2.965 2.591 - - 2.558
b) fabbricati 3.000 - - 7.093 1.023 - - 1.802
2. Diritti d'uso acquisiti con
il leasing
- - - - - - - -
a) terreni - - - - - - - -
b) fabbricati - - - - - - - -
Totale 5.618 - - 10.058 3.614 - - 4.360
di cui: ottenute tramite
l'escussione delle garanzie
ricevute
- - - - - - - -

Legenda:

L1= Livello 1

L2= Livello 2

L3= Livello 3

Le attività materiali sono valutate al costo. Il fair value delle attività materiali detenute a scopo di investimento ammonta a 10,1 milioni di euro.

Il fair value indica l'ammontare stimato cui una proprietà o passività dovrebbe essere ceduta e acquistata, alla data di valutazione, da un venditore e da un acquirente privi di legami particolari, entrambi interessati alla compravendita, a condizioni concorrenziali, dopo un'adeguata commercializzazione in cui le parti abbiano agito entrambe in modo informato, consapevole e senza coercizioni". (RICS Red Book VS 3.2, ed. italiana, Marzo 2012).

Gli ammortamenti sono calcolati sulla base della vita utile stimata del bene a partire dalla data di entrata in funzione.

La vita utile stimata in anni per le principali classi di cespiti è sotto riportata:

Terreni Non Ammortizzati
Terreni relativi ad immobili cielo – terra Non Ammortizzati
Immobili terra – cielo Sulla base della vita utile risultante dalla perizia per singolo immobile
Immobili non terra - cielo 33 Anni
Mobili 10 Anni
Arredi 10 Anni
Impianti di sollevamento Fino a 14 Anni
Prefabbricati 8 Anni
Macchinari manuali Fino a 10 Anni
Attrezzature varie 10 Anni
Macchinari/banconi blindati/vari 3/5 Anni
Automezzi di trasporto 3 Anni
Impianti di comunicazione 3/4 Anni
Autovetture, moto, ecc. - indeducibili (uso aziendale) 3 Anni
Impianto allarme/microfilm 8 Anni
Hardware edp 5/8 Anni
Diritti d'uso acquisiti con il leasing Sulla base della vita utile risultante del contratto

8.6 Attività materiali ad uso funzionale: variazioni annue

Terreni Fabbricati Mobili Impianti
elettronici
Altre Totale
A. Esistenze iniziali lorde 118.294 274.526 68.581 42.127 149.220 652.748
A.1 Riduzioni di valore totali nette - 182.036 59.819 31.401 120.489 393.746
A.2 Esistenze iniziali nette 118.294 92.490 8.762 10.726 28.731 259.002
B. Aumenti: 6.339 25.226 2.332 4.877 9.492 48.266
B.1 Acquisti 6.329 24.207 2.061 4.864 8.334 45.795
- di cui operazioni di
aggregazione aziendale
6.329 18.562 172 419 - 25.482
B.2 Spese per migliorie
capitalizzate
- - - - - -
B.3 Riprese di valore - - - - - -
B.4 Variazioni positive di fair
value imputate a
- - - - - -
a) patrimonio netto - - - - - -
b) conto economico - - - - - -
B.5 Differenze positive di cambio - - - - - -
B.6 Trasferimenti da immobili
detenuti a scopo di investimento
- - X X X -
B.7 Altre variazioni 9 1.018 271 13 1.159 2.471
C. Diminuzioni: 68 9.886 1.896 3.214 6.131 21.194
C.1 Vendite 59 2.013 4 13 11 2.101
- di cui operazioni di
aggregazione aziendale
- - - - - -
C.2 Ammortamenti - 7.769 1.618 3.201 5.005 17.594
C.3 Rettifiche di valore da
deterioramento imputate a
- - - - - -
a) patrimonio netto - - - - - -
b) conto economico - - - - - -
C.4 Variazioni negative di fair
value imputate a
- - - - - -
a) patrimonio netto - - - - - -
b) conto economico - - - - - -
C.5 Differenze negative di cambio - - - - - -
C.6 Trasferimenti a: - - - - - -
a) attività materiali detenute a
scopo di investimento
- - X X X -
b) attività non correnti e gruppi
di attività in via di dismissione
- - - - - -
C.7 Altre variazioni 8 103 274 - 1.114 1.499
D. Rimanenze finali nette 124.564 107.830 9.198 12.389 32.093 286.074
D.1 Riduzioni di valore totali nette - 184.839 64.569 33.063 134.948 417.419
D.2 Rimanenze finali lorde 124.564 292.669 73.768 45.452 167.041 703.494
E. Valutazione al costo - - - - - -

Nella voce B1" Acquisti – di cui operazioni di aggregazione aziendale" sono riportati i valori delle attività materiali rivenienti dalla fusione della Cassa di Risparmio di Cento".

Nelle voci A.1 e D.1 - Riduzioni di valore totali nette sono riportati gli importi relativi ai fondi ammortamento.

La sottovoce "E - Valutazione al costo" non è valorizzata in quanto, come da istruzioni di Banca d'Italia, la sua compilazione è prevista solo per le attività materiali valutate in bilancio al fair value.

8.6 bis Attività materiali ad uso funzionale (diritti d'uso acquisiti con il leasing): variazioni annue

Terreni Fabbricati Mobili Impianti Altre Totale
A. Esistenze iniziali lorde - 147.394 - elettronici
-
3.322 150.716
A.1 Riduzioni di valore totali nette - 34.081 - - 1.401 35.482
A.2 Esistenze iniziali nette - 113.313 - - 1.921 115.234
B. Aumenti: - 26.860 - - 1.231 28.091
B.1 Acquisti - 23.395 - - 841 24.236
- di cui operazioni di
aggregazione aziendale
- 9.974 - - 256 10.230
B.2 Spese per migliorie
capitalizzate
- - - - - -
B.3 Riprese di valore - - - - - -
B.4 Variazioni positive di fair value
imputate a
- - - - - -
a) patrimonio netto - - - - - -
b) conto economico - - - - - -
B.5 Differenze positive di cambio - - - - - -
B.6 Trasferimenti da immobili
detenuti a scopo di investimento
- - X X X -
B.7 Altre variazioni - 3.465 - - 390 3.855
C. Diminuzioni: - 32.973 - - 1.578 34.551
C.1 Vendite - - - - - 8.113
- di cui operazioni di
aggregazione aziendale
- - - - - -
C.2 Ammortamenti - 18.814 - - 972 19.786
C.3 Rettifiche di valore da
deterioramento imputate a
- - - - - -
a) patrimonio netto - - - - - -
b) conto economico - - - - - -
C.4 Variazioni negative di fair value
imputate a
- 89 - - - 89
a) patrimonio netto - - - - - -
b) conto economico - 89 - - - 89
C.5 Differenze negative di cambio - - - - - -
C.6 Trasferimenti a: - - - - - -
a) attività materiali detenute a
scopo di investimento
- - X X X -
b) attività non correnti e gruppi
di attività in via di dismissione
- - - - - -
C.7 Altre variazioni - 14.070 - - 606 14.676
D. Rimanenze finali nette - 107.199 - - 1.575 108.774
D.1 Riduzioni di valore totali nette - 52.515 - - 2.112 54.627
D.2 Rimanenze finali lorde - 159.715 - - 3.687 163.402
E. Valutazione al costo - - - - - -

Si fornisce anche la tabella di movimentazione dei diritti d'uso acquisiti con il leasing in quanto tali attività sono rilevanti.

Nella voce B1" Acquisti – di cui operazioni di aggregazione aziendale" sono riportati i valori delle attività materiali rivenienti dalla fusione della Cassa di Risparmio di Cento".

8.7 Attività materiali detenute a scopo di investimento: variazioni annue

Totale
Terreni Fabbricati
A. Esistenze iniziali 2.591 1.023
B. Aumenti 1.094 2.246
B.1 Acquisti 597 2.235
- di cui operazioni di aggregazione aziendale 597 2.235
B.2 Spese per migliorie capitalizzate - -
B.3 Variazioni positive di fair value - -
B.4 Riprese di valore - -
B.5 Differenze di cambio positive - -
B.6 Trasferimenti da immobili ad uso funzionale - -
B.7 Altre variazioni 498 11
C. Diminuzioni 1.067 269
C.1 Vendite 973 59
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - -
C.2 Ammortamenti - 172
C.3 Variazioni negative di fair value - -
C.4 Rettifiche di valore da deterioramento - -
C.5 Differenze di cambio negative - -
C.6 Trasferimenti a: - -
a) immobili ad uso funzionale - -
b) attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - -
C.7 Altre variazioni 94 38
D. Rimanenze finali 2.618 3.000
E. Valutazione al fair value 2.965 7.093

Nella voce B1" Acquisti – di cui operazioni di aggregazione aziendale" sono riportati i valori delle attività materiali rivenienti dalla fusione della Cassa di Risparmio di Cento".

Sezione 9 – Attività immateriali – Voce 90

Attività/Valori Totale
31/12/2021
Totale
31/12/2020
Durata
definita
Durata
indefinita
Durata
definita
Durata
indefinita
A.1 Avviamento X 240.060 X 240.060
A.2 Altre attività immateriali 144.208 - 131.466 -
di cui Software 125.477 - 122.630 -
A.2.1 Attività valutate al costo: 144.208 - 131.466 -
a) attività immateriali generate internamente 16.459 - 17.053 -
b) altre attività 127.749 - 114.413 -
A.2.2 Attività valutate al fair value: - - - -
a) attività immateriali generate internamente - - - -
b) altre attività - - - -
Totale 144.208 240.060 131.466 240.060

9.1 Attività immateriali: composizione per tipologia di attività

La voce "Altre attività" è composta prevalentemente da software e dalla "Customer Relationship" relativa alle acquisizioni degli sportelli dei rami d'azienda e alla fusione della Cassa di Risparmio di Cento.

Gli ammortamenti sono calcolati sulla base della vita utile stimata del bene a partire dalla data di entrata in funzione

La vita utile stimata in anni per le principali classi di cespiti è sotto riportata:

Customer Relationship Corporate rami
d'azienda da 5 a 13 anni
Customer Relationship Retail rami d'azienda da 18 a 19 anni
Customer Relationship Retail ex Cassa di
Risparmio di Cento Da 11 a 32 anni
Software 5 anni

Nell'ambito della PPA relativa all'acquisizione della Cassa di Risparmio di Cento è stato identificato e valorizzato, con il supporto di una primaria società di consulenza, un intangibile a vita utile definita connesso con la Customer Relationship. In particolare, sono state identificate tre differenti categorie di prodotti riconducibili agli Assets Under Management ("AuM") e una categoria di Assets under Administration ("AuA"). All'interno dei prodotti AuM di Cassa di Risparmio di Cento rientrano le relazioni con la clientela bancaria relative (i) all'intermediazione di prodotti di risparmio gestito, ovvero Gestioni Patrimoniali, (ii) Fondi comuni di investimento e SICAV, nonché (iii) prodotti previdenziali e assicurativi. All'interno dei prodotti AuA rientrano, invece, le relazioni con la clientela relative ai rapporti di amministrazione e custodia senza deleghe di gestione all'intermediario.

La stima del fair value delle predette categorie di Customer Relationship si è basata sui flussi economici netti attesi lungo un orizzonte temporale definito scontati al costo del capitale proprio. I flussi economici netti delle attività immateriali sono stati individuati a partire dai volumi e tenendo conto della marginalità netta, dei costi operativi, dell'assorbimento patrimoniale legato al rischio operativo associabile all'intangibile e della fiscalità.

Nella stima dei flussi economici netti si è, altresì, tenuto conto del costo figurativo connesso con l'utilizzo di alcuni assets, quali attivi e forza lavoro, che contribuiscono alla realizzazione dei flussi di risultato dell'intangibile identificato (i cosiddetti "Contributory Asset Charges"). I flussi economici netti sono stati attualizzati al costo del capitale proprio, pari al tasso di rendimento dei mezzi propri richiesto dagli azionisti per investimenti con analoghe caratteristiche di rischio. Tale tasso è stato stimato attraverso il metodo del CAPM (Capital Asset Pricing Model).

Circa la vita residua della Customer Relationship, per ciascuna categoria è stata stimata la curva di decadimento ("tasso di decalage"), tenendo in considerazione l'effetto mercato.

Sulla base di quanto sopra, è stato riconosciuto un intangibile a vita utile definita rappresentato dalla Customer Relationship, in contropartita di un incremento del negative goodwill, per complessivi 11,7 milioni di euro, al lordo del correlato effetto fiscale.

9.2 Attività immateriali: variazioni annue

Avviamento Altre attività
immateriali: generate
internamente
Altre attività
immateriali: altre
Totale
DEF INDEF DEF INDEF
A. Esistenze iniziali 240.060 48.924 - 446.394 - 735.379
A.1 Riduzioni di valore totali nette - (31.872) - (331.981) - (363.852)
A.2 Esistenze iniziali nette 240.060 17.053 - 114.413 - 371.527
B. Aumenti - 5.085 - 53.437 - 58.523
B.1 Acquisti - 5.085 - 51.359 - 56.445
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - - - 12.082 - -
B.2 Incrementi di attività immateriali interne X - - - - -
B.3 Riprese di valore X - - - - -
B.4 Variazioni positive di fair value - - - - - -
- a patrimonio netto X - - - - -
- a conto economico X - - - - -
B.5 Differenze di cambio positive - - - - - -
B.6 Altre variazioni - - - 2.078 - 2.078
C. Diminuzioni - 5.679 - 40.102 - 45.781
C.1 Vendite - - - - - -
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - - - - - -
C.2 Rettifiche di valore - 5.679 - 36.612 - 42.292
- Ammortamenti X 5.679 - 36.612 - 42.292
- Svalutazioni - - - - - -
+ patrimonio netto X - - - - -
+ conto economico - - - - - -
C.3 Variazioni negative di fair value: - - - - - -
- a patrimonio netto X - - - - -
- a conto economico X - - - - -
C.4 Trasferimenti alle attività non correnti in via di
dismissione
- - - - - -
C.5 Differenze di cambio negative - - - - - -
C.6 Altre variazioni - - - 3.490 - 3.490
D. Rimanenze finali nette 240.060 16.459 - 127.749 - 384.269
D.1 Rettifiche di valori totali nette - 37.551 - 371.026 - 408.577
E. Rimanenze finali lorde 240.060 54.010 - 498.776 - 792.846
F. Valutazione al costo - - - - - -

Legenda

La sottovoce "F - Valutazione al costo" non è valorizzata in quanto, come da istruzioni di Banca d'Italia, la sua compilazione è prevista solo per le attività immateriali valutate in bilancio al fair value.

Gli incrementi delle attività immateriali sono principalmente riferibili a nuovi sviluppi applicativi.

Si fornisce il dettaglio degli avviamenti con il riferimento all'anno di acquisizione o fusione dell'entità relativa:

Gruppi filiali/banche Anno di fusione o di
acquisizione
Valore di bilancio
Filiali Deutsche Bank 1998 2.695
B.C.C. Curinga 1998 917
B.C.C. San Giovanni Gemini 1998 452
Banca dei Comuni Nolani 1998 274
Banca della Provincia di Napoli 1998 58
B.C.C. Alto Crotonese 1999 161
B.C.C. Fortore Miscano 1999 1.378
Banca Popolare Andriese 2000 16.241
Netium 2001 9
Banca di Latina 2003 3.516
Filiali Banco Popolare 2008 119.926
Filiali Unicredit 2008 94.433
TOTALI AVVIAMENTI 240.060

9.3 Attività immateriali: altre informazioni

Avviamenti relativi alle Filiali Banca Popolare e Gruppo Unicredit

Per la definitiva allocazione degli avviamenti relativi agli sportelli acquisiti nel 2008 si rinvia a quanto già esposto nel bilancio 2009.

Impairment test sugli avviamenti

Il principio contabile IAS 36 richiede che, almeno annualmente, l'ammontare dell'avviamento iscritto a bilancio sia sottoposto a Impairment Test.

Il test di impairment è svolto raffrontando il valore contabile delle CGU a cui è allocato l'avviamento con il valore recuperabile dalle stesse. Laddove tale valore risultasse inferiore al valore contabile deve essere rilevata una rettifica di valore. Il valore recuperabile della CGU è il maggiore tra il suo fair value al netto dei costi

di vendita ed il suo valore d'uso.

Il principio aggiunge che nello svolgimento del test di impairment non è necessario definire sia il valore d'uso che il fair value, ma è sufficiente che almeno uno dei due sia superiore al valore contabile per confermare l'assenza di una perdita durevole di valore.

La banca si è dotata di una specifica procedura di Impairment Test, approvata dal Consiglio di Amministrazione; nello specifico le metodologie e gli assunti della procedura di impairment test definiti dal management sono stati approvati dal Consiglio di Amministrazione preliminarmente all'approvazione del progetto di bilancio al 31 dicembre 2021.

Ai fini della redazione del Bilancio al 31 dicembre 2021, la CGU a cui sono attribuiti gli avviamenti iscritti è la CGU Banking Commerciale. Poiché l'identificazione delle CGU richiede di analizzare le caratteristiche gestionali e le modalità di reporting utilizzate dalla Direzione e poiché la logica di assunzione di decisioni strategiche da parte della Direzione della Capogruppo è quella del Gruppo nel suo complesso, e non della Capogruppo come entità singola, la CGU è stata individuata a livello consolidato e, pertanto, l'impairment test svolto a livello consolidato assume rilevanza anche a livello individuale (si rimanda a quanto già riportato nella Sezione 10 della Nota Integrativa consolidata).

Sezione 10 – Le attività fiscali e le passività fiscali – Voce 100 dell'attivo e Voce 80 del Passivo

Le attività fiscali e le passività fiscali correnti comprendono l'ammontare netto (debito o credito) IRAP, al netto dei crediti d'imposta e degli acconti, e l'addizionale IRES introdotta dal DL.133/2013 art.2 comma 2. A seguito dell'adesione al consolidato fiscale, il debito/credito per IRES, nei confronti di Credemholding, è stato contabilizzato nelle voci "Altre passività" e "Altre attività".

Ai fini delle imposte dirette, risultano definiti, per decorrenza dei termini di cui all'art. 43 del D.P.R. 29/9/1973, n. 600, i periodi di imposta chiusi al 31/12/2015.

Iscrizione e misurazione di attività per imposte differite

Nell'attivo dello stato patrimoniale sono presenti le "attività fiscali per imposte anticipate", DTA ovvero Deferred Tax Asset, principalmente derivanti da differenze temporanee tra la data di iscrizione nel conto economico di costi e la data alla quale i costi medesimi potranno essere dedotti. Tali attività iscritte in bilancio si riferiscono a differenze temporanee recuperabili in un arco temporale abbastanza lungo. Le attività per imposte anticipate vengono svalutate nella misura in cui le stesse vengono ritenute non recuperabili in relazione alle prospettive reddituali ed ai conseguenti redditi imponibili attesi, tenuto altresì conto della normativa fiscale, che consente la loro trasformazione in crediti di imposta, al ricorrere di determinate condizioni. Il processo valutativo è fondato sulle prospettive reddituali.

Le attività per imposte anticipate sono iscritte in bilancio nella misura in cui esiste la probabilità del loro recupero, valutata con il "Probability test" previsto dallo IAS12 sulla base della capacità fiscale della Banca e delle società del Gruppo, per effetto dell'esercizio dell'opzione relativa al "consolidato fiscale", di generare con continuità redditi imponibili positivi nei futuri esercizi, tenuto conto delle disposizioni fiscali vigenti.

L'ammontare delle imposte anticipate iscritto in bilancio viene sottoposto a test ogni anno, per verificare se sussista o meno la ragionevole probabilità che la società interessata consegua in futuro risultati imponibili tali da consentire un riassorbimento delle imposte anticipate iscritte nei precedenti periodi d'imposta.

Con riferimento all'iscrivibilità delle attività per imposte anticipate ed al loro mantenimento in bilancio è opportuno richiamare alcune importanti modifiche normative introdotte nel 2011 in materia fiscale che, prevedendo la trasformazione delle attività per imposte anticipate in crediti di imposta in predeterminate ipotesi, hanno introdotto la modalità di recupero delle imposte anticipate attive tale da assicurare il loro riassorbimento a prescindere dalla capacità di generare una redditività.

Le disposizioni di cui all'art.2, commi da 55 a 58, del D.L. 225/2010, c.d. Decreto Milleproroghe 2010, hanno introdotto la disciplina della trasformazione in credito di imposta delle attività per imposte anticipate in ipotesi di rilevazione di una "perdita civilistica". Rientrano nella presente disciplina le imposte anticipate iscritte in bilancio in relazione sia alle svalutazioni di crediti non ancora dedotte ai sensi dell'art.106, comma 3, del Tuir, sia al valore dell'avviamento e delle altre attività immobiliari ai sensi dell'art.103 del Tuir, i cui componenti negativi sono deducibili nei periodi di imposta successivi. Successivamente la Legge 22 dicembre 2011 n.214, di seguito 214/2011, con la conversione delle disposizioni contenute nel Decreto Legge 201/2011 ha apportato importanti modifiche alla disciplina della trasformazione delle imposte anticipate estendendone l'ambito oggettivo di applicazione all'ipotesi di conseguimento di una perdita fiscale ai fini IRES.

Le modifiche introdotte dalla Legge 147/2013 hanno esteso la trasformazione delle imposte anticipate Irap stanziate sia sulle quote delle rettifiche di valore sui crediti, sia sulle quote di ammortamento di avviamenti e altre attività materiali rinviate negli esercizi successivi nelle ipotesi di rilevazione di una perdita civilistica e di conseguimento ai fini Irap di un valore della produzione netta negativo.

BILANCIO INDIVIDUALE – NOTA INTEGRATIVA Quindi, nelle ipotesi di una perdita civilistica o di una perdita fiscale o un valore della produzione netta Irap negativo, le attività per imposte anticipate Ires/Irap riferite alle rettifiche di valore su crediti non ancora dedotte dal reddito imponibile e le attività per impose anticipate riconducibili al valore dell'avviamento e delle altre attività immateriali, i cui componenti negativi sono deducibili in più periodi di imposta, sono trasformate in credito di imposta secondo le previsioni delle Legge 214 del 22 dicembre 2011 (compensazione senza limiti con qualsiasi tipo di tributo, incluso ritenute e contributi).

Da segnalare inoltre come l'articolo 11 del decreto-legge 3 maggio 2016, n. 59, convertito con modificazioni dalla legge 30 giugno 2016, n. 119, stabilisce che le imprese interessate dalle disposizioni che prevedono la trasformazione in crediti d'imposta delle attività per imposte anticipate – di cui all'articolo 2, commi da 55 a 57, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225 – possono optare per il mantenimento dell'applicazione delle predette disposizioni, attraverso il versamento di un canone.

L'opzione ha lo scopo di consentire alle società che hanno DTA qualificate al 31 dicembre 2015 di mantenere il diritto di trasformarle in crediti d'imposta nel caso che in futuro si verifichino le situazioni di perdita civilistica o fiscale o liquidazione prevista all'articolo 2, commi da 55 al 56 ter del Dl 225 del 2010.

Oltre a ciò, il regime di deducibilità ai fini Ires e Irap delle svalutazioni crediti e delle perdite su crediti, verso la clientela, degli enti creditizi e finanziari e delle imprese di assicurazione è stato modificato dal Decreto Legge n.83 del 27 giugno 2015, art.16, introducendo, al posto della deducibilità annuale in misura di un quinto per ciascun anno, la deducibilità integrale, a partire dall'esercizio 2016, di tali componenti negativi di reddito nell'esercizio in cui sono rilevati in bilancio, mentre le svalutazioni relative all'esercizio 2015 erano deducibili al 75% nell'anno di pertinenza, mentre il restante 25% sarà deducibile, insieme agli stock di svalutazioni e perdite non ancora dedotte presenti al 31 dicembre 2014, in dieci anni con differenti percentuali di deduzione.

La legge 30 dicembre 2018, n.145, nota come Legge di Bilancio 2019, ha rinviato la percentuale di deduzione prevista nel 2018 al 2026.

Sempre la stessa legge ha rinviato la percentuale di deduzione prevista nel 2019 in quattro quote annuali dal 2022 al 2025.

La legge di Bilancio n.160 del 27 dicembre 2019, nota come Legge di Bilancio 2020, ha disposto il rinvio a partire dal 2019 e fino al 2029 della deduzione secondo diverse misure percentuali delle quote di ammortamento relative al valore dell'avviamento e delle altre attività immateriali che hanno dato luogo all'iscrizione di imposte anticipate che non erano ancora state dedotte nel 2017 ed in particolare ai quei valori relativi ad avviamenti ed altre attività immateriali iscritti nel bilancio consolidato e riferibili ai maggiori valori contabili delle partecipazioni di controllo acquisite ed iscritte nel bilancio per effetto di operazioni straordinarie.

La stessa legge ha inoltre previsto, ai commi 1067 -1068, che i componenti reddituali derivanti dall'adozione del modello di rilevazione del fondo a copertura delle perdite attese su crediti di cui al par.5.5 IFRS9, ed iscritti a bilancio in sede di prima adozione del medesimo principio contabile, siano deducibili dalla base imponibile IRES ed IRAP nella misura del 10 per cento del loro ammontare nel periodo di imposta di prima adozione e per il restante 90 per cento in quote costanti nei nove periodi di imposta successivi.

Sempre la stessa legge ha rinviato la percentuale di deduzione prevista nel 2019 in cinque quote annuali dal 2025 al 2029 ed ha rinviato la percentuale di deduzione prevista nel 2019 al 2028.

L'art. 110 del DL 14 agosto 2020, n. 104 (c.d. decreto "Agosto") ha reintrodotto, nell'ambito delle disposizioni che prevedono la rivalutazione (anche solo civilistica) dei beni d'impresa nel bilancio 2020, la possibilità, per le società che redigono il bilancio d'esercizio secondo i principi contabili IAS/IFRS, di riallineare le divergenze tra valori fiscali e contabili relativi ai beni materiali e immateriali (esclusi i beni merce) ed alle partecipazioni immobilizzate.

Sui maggiori valori riallineati è applicata un'imposta sostitutiva dell'IRES e dell'IRAP pari al 3%, da versare in un massimo di tre rate annuali entro il termine per il versamento a saldo delle imposte sui redditi; è inoltre necessario "vincolare" una

riserva di patrimonio (in regime di sospensione di imposta) per un importo pari alle divergenze riallineate al netto dell'imposta sostitutiva.

Sono riallineabili i valori relativi a "i beni d'impresa e le partecipazioni" risultanti dal bilancio dell'esercizio in corso al 31 dicembre 2019 ed individuati (come già avvenuto per previgenti regimi simili) secondo le disposizioni relative al regime di rivalutazione/riallineamento della legge n. 342/2000. In tal senso, possono riallinearsi le divergenze che si creano ordinariamente per effetto dell'utilizzo del criterio del fair value nella valutazione dei beni (ad esempio, per gli immobili) ovvero quelle originate da operazioni straordinarie fiscalmente neutrali.

Il gruppo ha provveduto ad allineare i valori fiscali ai maggiori valori civilistici dei beni di impresa iscritti nel bilancio al 31 dicembre 2020, per un importo di circa 96 milioni di euro, e già presenti nel bilancio chiuso al 31/12/2019 e il riallineamento ha interessato gli immobili interamente di proprietà, c.d. terra/cielo, che in sede di prima applicazione dei principi contabili internazionali IAS, per poter permettere lo scorporo del valore del terreno dal valore dei fabbricati, furono valutati al fair value. La perizia esterna di valutazione, fu suddivisa tra il valore dei terreni ed il valore dei fabbricati sovrastanti. Ai fini fiscali non si è potuto tener conto di questi maggiori valori di bilancio, proseguendo con il piano di ammortamento in base alle aliquote fiscalmente già riconosciute in passato.

A seguito di questo riallineamento è stata contabilizzata, nell'esercizio 2020, l'imposta sostitutiva del 3%, ammontante a 2,8 milioni di euro, e sono state stornate le relative imposte differite stanziate per effetto della rivalutazione effettuata in sede di prima applicazione dei principi contabili internazionali. L'effetto positivo netto che ha interessato il conto economico del 2020 è stato pari a 22,8 milioni di euro.

Inoltre la Legge di bilancio 2021, articolo 1, comma 83, legge 178/2020 ha esteso questa possibilità anche agli avviamenti risultanti dal bilancio in corso al 31 dicembre 2020 con il pagamento di un'imposta sostitutiva del 3% che permette di riconoscere anche fiscalmente i maggiori valori civilistici iscritti in bilancio rispetto ai minori valori fiscali. In bilancio sono iscritti anche avviamenti, che non hanno mai avuto rilevanza fiscale, riferiti alle incorporazioni effettuate negli esercizi precedenti per 23,5 milioni di euro. A seguito di questo riallineamento è stata contabilizzata, nell'esercizio 2020, l'imposta sostitutiva del 3%, ammontante a 0,8 milioni di euro, e sono state iscritte le relative imposte differite attive, seguendo quanto riportato dall'applicazione n.1 del febbraio 2009 dell'Organismo Italiano di Contabilità. L'effetto positivo netto che ha interessato il conto economico del 2020 è stato pari a 4,5 milioni di euro.

La Legge di Bilancio 2022 (Legge n.234 del 30/12/2021) ha stabilito, ai sensi dell'art. 1 comma 622, che la deduzione fiscale dei valori rivalutati per beni immateriali (che fiscalmente si ammortizzano in 18 anni, a norma dell'articolo 103 del Tuir), debba avvenire, partendo dal 2021, in 50 anni, terminando dunque nell'anno 2070. Pertanto, le imposte differite attive iscritte per 23,5 milioni di euro relative al valore degli avviamenti riallineati saranno riassorbite entro l'arco temporale di 50 anni, rispetto ai 18 anni inizialmente previsti.

Nel corso dell'anno 2021, gli impatti di natura fiscale hanno tenuto conto della fusione per incorporazione di Cassa Risparmio di Cento S.p.A. L'operazione straordinaria è rappresentata nel bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2021 in base al c.d. "acquisition method", previsto dall'IFRS 3, dedicato alla rappresentazione contabile delle aggregazioni aziendali (c.d. "business combinations"). In particolare, il c.d. "acquisition method" impone che, in caso di fusione per incorporazione, l'operazione abbia un riflesso nel bilancio d'esercizio, tramite un processo di "purchase price allocation" ("PPA") basato sul fair value delle attività e delle passività della società incorporata. Tale criterio di contabilizzazione può generare differenze tra il valore contabile determinato a seguito dell'operazione di fusione e il valore contabile delle stesse poste indicato nell'ultimo bilancio dell'incorporata.

Nel caso specifico, nel bilancio al 31/12/2021, le differenze hanno concorso a determinare: i) l'iscrizione di un avviamento negativo (c.d. "badwill", fiscalmente non riconosciuto, ai sensi dell'art.172 del TUIR), pari a euro 97 mln, che è stato contabilizzato nel conto economico come provento e determinato dalla differenza negativa tra il minor valore di fair value del "corrispettivo" e il maggior valore di fair

value delle attività e passività acquisite a seguito dell'incorporazione; ii) l'iscrizione di ulteriori poste contabili (fiscalmente rilevanti) relative a svalutazioni e rivalutazioni di crediti NPL, time deposit e fondi immobiliari, per un ammontare complessivo netto di 23 milioni di euro; iii) l'assorbimento delle DTA riferibili a perdite fiscali pregresse, per un ammontare complessivo di 36 milioni di euro.

Modifiche introdotte dal D.L.17 del 1° marzo 2022 (Decreto Energia)

In data 1° marzo 2022 è stato pubblicato il D.L. n. 17 con il quale, all'art 42, è stato disciplinato il differimento, in quote costanti, al periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2022 e ai tre successivi della deduzione della quota del 12 per cento dell'ammontare dei componenti negativi prevista, ai fini dell'imposta sul reddito delle società e dell'imposta regionale sulle attività produttive, rispettivamente dai commi 4 e 9 dell'articolo 16 del decreto-legge 27 giugno 2015, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 132.

Ai sensi dei paragrafi 46 e 47 dello IAS 12, in relazione al bilancio al 31 dicembre 2021, la disposizione in argomento si configura come un "non-adjusting event", senza recepimento nei saldi alla medesima data dei conseguenti effetti contabili.

10.1 Attività per imposte anticipate: composizione

IRES IRAP Totale
Rettifiche di valore su crediti verso clientela 64.973 8.161 73.134
Svalutazione di strumenti finanziari 14.750 2.988 17.737
Spese di rappresentanza ed avviamento 9.975 2.020 11.996
Crediti di firma, revocatorie fallimentari e cause legali in corso 3.824 - 3.824
Accantonamenti per spese per il personale 18.370 3.721 22.090
Altre 42.141 1.222 43.363
Totale 154.033 18.112 172.144

10.2 Passività per imposte differite: composizione

IRES IRAP Totale
Rivalutazione immobili - - -
Plusvalenze strumenti finanziari 19.950 4.365 24.316
Accantonamenti effettuati esclusivamente in ambito fiscale 54.917 11.123 66.041
Altre residuali 4.837 640 5.478
Totale 79.705 16.129 95.834
Totale
31/12/2021
Totale
31/12/2020
1. Importo iniziale 147.637 158.494
2. Aumenti 65.820 25.862
2.1 Imposte anticipate rilevate nell'esercizio 23.040 25.862
a) relative a precedenti esercizi - -
b) dovute al mutamento di criteri contabili - -
c) riprese di valore - -
d) altre 23.040 25.862
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali - -
2.3 Altri aumenti 42.780 -
3. Diminuzioni 48.067 36.719
3.1 Imposte anticipate annullate nell'esercizio 48.067 36.719
a) rigiri 48.067 36.719
b) svalutazioni per sopravvenuta irrecuperabilità - -
c) dovute a mutamento di criteri contabili - -
d) altre - -
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali - -
3.3 Altre diminuzioni: - -
a) trasformazione in crediti d'imposta di cui alla legge.n.214/2011 - -
b) altre - -
4. Importo finale 165.390 147.637

Nella voce 2.Aumenti, 2.3 "Altri aumenti" è presente l'iscrizione delle imposte anticipate relative alla fusione della Cassa di Risparmio di Cento.

Nella determinazione degli effetti fiscali in sede di PPA si è tenuto conto, così come previsto dallo IAS 12, della situazione attuale e prospettica al momento ipotizzabile con riferimento agli imponibili fiscali.

Al momento dell'aggregazione la Cassa di Risparmio di Cento non aveva rilevato le imposte anticipate riferibili alle perdite fiscali del 2021 e di anni precedenti; si è, pertanto, provveduto, viste le capacità fiscali di Credem, alla contabilizzazione delle imposte anticipate su perdite fiscali illimitatamente riportabili per un ammontare di circa 7,4 milioni di euro, oltre alla rilevazione di imposte anticipate nette non rilevate in bilancio per complessivi 0,6 milioni di euro; le imposte anticipate su perdite fiscali illimitatamente riportabili sono state integralmente utilizzate nel bilancio 2021.

10.3 bis Variazioni delle imposte anticipate di cui alla L.214/2011

Totale
31/12/2021
Totale
31/12/2020
1. Importo iniziale 70.662 81.276
2. Aumenti 20.033 -
- di cui operazioni di aggregazione aziendale 20.033 -
3. Diminuzioni 12.755 10.614
3.1 Rigiri 12.755 10.614
3.2 Trasformazione in crediti d'imposta - -
a) derivante da perdite di esercizio - -
b) derivante da perdite fiscali - -
3.3 Altre diminuzioni - -
4. Importo finale 77.940 70.662

Per ragioni di trasparenza informativa vengono fornite le variazioni delle imposte anticipate di cui alla Legge 214/2011; sono rivenienti principalmente da svalutazione su crediti, ex art. 106, comma 3, DPR 917/86 (73,1 milioni di euro) e da affrancamento su avviamenti (4,8 milioni di euro).

Nella voce 2. "Aumenti" è presente l'iscrizione delle imposte anticipate relative alla fusione della Cassa di Risparmio di Cento.

10.4 Variazioni delle imposte differite (in contropartita del conto economico)

Totale
31/12/2021
Totale
31/12/2020
1. Importo iniziale 63.550 85.173
2. Aumenti 8.773 4.390
2.1 Imposte differite rilevate nell'esercizio 4.168 4.390
a) relative a precedenti esercizi - -
b) dovute al mutamento di criteri contabili - -
c) altre 4.168 4.390
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali - -
2.3 Altri aumenti 4.605 -
- di cui operazioni di aggregazione aziendale 4.605 -
3. Diminuzioni 805 26.013
3.1 Imposte differite annullate nell'esercizio 805 26.013
a) rigiri 805 26.013
b) dovute al mutamento di criteri contabili - -
c) altre - -
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali - -
3.3 Altre diminuzioni - -
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - -
4. Importo finale 71.518 63.550

10.5 Variazioni delle imposte anticipate (in contropartita del patrimonio netto)

Totale Totale
31/12/2021 31/12/2020
1. Importo iniziale 4.648 7.649
2. Aumenti 2.106 429
2.1 Imposte anticipate rilevate nell'esercizio 1.859 429
a) relative a precedenti esercizi - -
b) dovute al mutamento di criteri contabili - -
c) altre 1.859 429
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali - -
2.3 Altri aumenti 247 -
- di cui operazioni di aggregazione aziendale 247 -
3. Diminuzioni - 3.430
3.1 Imposte anticipate annullate nell'esercizio - 3.430
a) rigiri - 3.430
b) svalutazioni per sopravvenuta irrecuperabilità - -
c) dovute al mutamento di criteri contabili - -
d) altre - -
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali - -
3.3 Altre diminuzioni - -
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - -
4. Importo finale 6.754 4.648

Nella voce 2.Aumenti, 2.3 "Altri aumenti" è presente l'iscrizione delle imposte anticipate relative alla fusione della Cassa di Risparmio di Cento.

10.6 Variazioni delle imposte differite (in contropartita del patrimonio netto)

Totale
31/12/2021
Totale
31/12/2020
1. Importo iniziale 40.679 25.289
2. Aumenti 328 15.410
2.1 Imposte differite rilevate nell'esercizio - 15.410
a) relative a precedenti esercizi - -
b) dovute al mutamento dei criteri contabili - -
c) altre - 15.410
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali - -
2.3 Altri aumenti 328 -
3. Diminuzioni 16.691 20
3.1 Imposte differite annullate nell'esercizio 16.691 20
a) rigiri 16.691 20
b) dovute al mutamento di criteri contabili - -
c) altre - -
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali - -
3.3 Altre diminuzioni - -
4. Importo finale 24.316 40.679

Nella voce 2.Aumenti, 2.3 "Altri aumenti" è presente l'iscrizione delle imposte differite relative alla fusione della Cassa di Risparmio di Cento.

Sezione11 – Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione e passività associate – Voce 110 dell'attivo e voce 70 del passivo

11.1 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione: composizione per tipologia di attività

Totale Totale
31/12/2021 31/12/2020
A. Attività possedute per la vendita
A.1 Attività finanziarie - -
A.2 Partecipazioni 3.922 -
A.3 Attività materiali - -
di cui: ottenute tramite l'escussione delle garanzie ricevute - -
A.4 Attività immateriali - -
A.5 Altre attività non correnti - -
Totale (A) 3.922 -
di cui valutate al costo 3.922 -
di cui valutate al fair value livello 1 - -
di cui valutate al fair value livello 2 - -
di cui valutate al fair value livello 3 - -
B. Attività operative cessate
B.1 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto
economico
- -
- attività finanziarie detenute per la negoziazione - -
- attività finanziarie designate al fair value - -
- altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - -
B.2 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva - -
B.3 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - -
B.4 Partecipazioni 920 -
B.5 Attività materiali - -
di cui: ottenute tramite l'escussione delle garanzie ricevute - -
B.6 Attività immateriali
B.7 Altre attività
-
-
-
-
Totale (B) 920 -
di cui valutate al costo 920 -
di cui valutate al fair value livello 1 - -
di cui valutate al fair value livello 2 - -
di cui valutate al fair value livello 3 - -
C. Passività associate ad attività possedute per la vendita
C.1 Debiti - -
C.2 Titoli - -
C.3 Altre passività - -
Totale (C) - -
di cui valutate al costo - -
di cui valutate al fair value livello 1 - -
di cui valutate al fair value livello 2 - -
di cui valutate al fair value livello 3 - -
D. Passività associate ad attività operative cessate
D.1 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - -
D.2 Passività finanziarie di negoziazione - -
D.3 Passività finanziarie designate al fair value - -
D.4 Fondi - -
D.5 Altre passività - -
Totale (D) - -
di cui valutate al costo - -
di cui valutate al fair value livello 1 - -
di cui valutate al fair value livello 2 - -
di cui valutate al fair value livello 3 - -

Nella suddetta voce viene riportato il valore contabile del trasferimento delle partecipazioni REEVAL e Gestimlux.

Per i criteri di rilevazione delle attività e delle passività su indicate si fa rinvio alle poletiche contabili riportati nella presente Nota integrativa.

La decisione di procedere alla cessione di Gestimlux, in merito alla quale è stata accettata un'offerta vincolante da parte di un fondo immobiliare estero, è legata alla "non strategicità" dell'asset. Gestimlux nasce, infatti, per la gestione delle proprietà immobiliari del Gruppo rinveninenti dalla decisione, nel 2019, di cessare l'attività bancaria nel Granducato. A seguito di tale riorganizzazione, la presenza del Gruppo in Lussemburgo ha visto un importante ridimensionamento stante che le condizioni

di mercato non rendevano attraente la dismissione degli immobili non più utilizzati. Grazie alla ripresa del mercato immobiliare nel paese, si è quindi deciso di alienare tali immobili attraverso la cessione diretta della società immobiliare che ne detiene la diretta proprietà."

Reeval è una Reoco rinveniente dalla fusione della Cassa di Risparmio di Cento in Credito Emiliano: tale società, che non presenta dipendenti e che già all'interno del Gruppo Bancario di origine aveva sempre evidenziato una limitata operatività, senza offrire un contributo positivo al conto economico, è stata ritenuta non funzionale all'operatività del Gruppo Credem. In tal senso, si è ritenuto più opportuno, anche per la semplicità della società stessa (controllo totalitario, assenza di dipendenti, assenza di investimenti), procedere alla sua liquidazione.

Sezione 12 – Altre attività – Voce 120

12.1 Altre attività: composizione

Totale
31/12/2021
Totale
31/12/2020
Assegni negoziati da compensare 73.618 67.837
Operazioni su titoli in lavorazione 99.277 9.655
Assegni in corso di lavorazione 1.168 1.065
Operazioni relative a servizi di pagamento in corso di lavorazione 207.066 42.466
Operazioni relative a servizi di pagamento in corso di maturazione 254.572 48.910
Ratei attivi 3.309 45.594
Risconti attivi 18.981 19.569
Assegni ed effetti insoluti ad al protesto tratti sull'azienda e su terzi 2.866 3.049
Migliorie e spese incrementative su beni di terzi 14.902 13.637
Debitori diversi per fatture emesse 24.108 40.481
Debitori diversi 252.954 165.123
Partite viaggianti con le filiali 13.095 7.090
Totale 965.916 464.476

Le operazioni relative a servizi di pagamento in corso di lavorazione/maturazione sono relative ad addebiti ricevuti ma non ancora addebitati sui conti della clientela. Non sono presenti impairment loss (IFRS 9) su crediti relativi a contratti con la clientela e contract assets.

Nella voce "Risconti attivi" sono presenti anche costi sostenuti per l'ottenimento dei contratti verso promotori finanziari, di competenza di esercizi futuri, pari a 13,3 milioni di euro. La movimentazione della voce è la seguente:

Totale
31/12/2021
Totale
31/12/2020
1. Importo iniziale 13.237 14.962
2. Aumenti 6.007 4.409
2.1 Altri aumenti 6.007 4.409
3. Diminuzioni 5.965 6.134
3.1 ammortamenti 5.965 6.134
4. Importo finale 13.279 13.237

Di seguito si riporta il dettaglio dei "Debitori diversi:

Totale
31/12/2021
Totale
31/12/2020
Crediti d'imposta 217.377 126.150
Contenzioso non creditizio 1.728 2.068
Altri debitori diversi 33.849 36.905
Totale 252.954 165.123

Nella voce "crediti d'imposta" sono presenti le attività fiscali connesse con l'attività di sostituto d'imposta e del consolidato fiscale.

Sono presenti diamanti in caveau, rivenienti dalla fusione della Cassa di Risparmio di Cento, per un controvalore complessivo di 2,2 milioni di euro.

Passivo

Sezione 1 – Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato – Voce 10

1.1 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso banche

Totale
31/12/2021
Totale
31/12/2020
Tipologia operazioni/Valori VB Fair Value VB Fair Value
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Debiti verso banche centrali 8.164.752 X X X 7.100.000 X X X
2. Debiti verso banche 5.419.387 X X X 1.702.299 X X X
2.1 Conti correnti e depositi a vista 351.799 X X X 250.625 X X X
2.2 Depositi a scadenza 801.348 X X X 625.442 X X X
2.3 Finanziamenti 4.265.960 X X X 826.024 X X X
2.3.1 Pronti contro termine passivi 4.242.802 X X X 798.656 X X X
2.3.2 Altri 23.158 X X X 27.368 X X X
2.4 Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti
patrimoniali
- X X X - X X X
2.5 Debiti per leasing - X X X - X X X
2.6 Altri debiti 281 X X X 207 X X X
Totale 13.584.139 - 4.242.802 9.341.337 8.802.299 - 798.656 8.003.643

Legenda:

VB= Valore di bilancio L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3

I debiti sono iscritti al loro valore nominale, corrispondente al loro fair value. I debiti verso banche sono rappresentati principalmente da debiti a vista a tasso variabile, e non è stata posta in essere alcun tipo di copertura.

La voce "1.Debiti verso banche centrali" accoglie le operazioni di rifinanziamento effettuate con la Banca Centrale Europea.

L'utilizzo del canale di rifinanziamento tramite la BCE, a fine 2021, è interamente rappresentato dalla partecipazione all'operazione di TLTRO III per complessivi 8,2 miliardi di euro. Nel corso del primo trimestre dell'anno, è stata effettuata una operazione addizionale di TLTRO III per un importo di 740 milioni di euro, a seguito della decisione BCE di dicembre 2020 che ha incrementato l'importo di finanziamento ottenibile da parte delle Banche. A luglio 2021, a seguito della fusione per incorporazione con Cassa di Risparmio di Cento, la partecipazione alle operazioni TLTRO III è aumentata di 450 milioni di euro, pari all'importo di finanziamenti TLTRO III in essere ottenuti dalla Banca incorporata.

1.2 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso clientela

Totale
31/12/2021
Totale
31/12/2020
Tipologia operazioni/Valori Fair Value Fair Value
VB L1 L2 L3 VB L1 L2 L3
1. Conti correnti e depositi a vista 31.941.472 X X X 28.942.666 X X X
2. Depositi a scadenza 378.029 X X X 248.952 X X X
3. Finanziamenti 3.536.991 X X X 2.290.996 X X X
3.1 Pronti contro termine passivi 3.009.080 X X X 2.126.842 X X X
3.2 Altri 527.911 X X X 164.155 X X X
4. Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti
patrimoniali
- X X X - X X X
5. Debiti per leasing 112.579 X X X 118.025 X X X
5. Altri debiti 272.047 X X X 232.600 X X X
Totale 36.241.117 - 3.009.080 33.232.037 31.833.239 - 2.126.842 29.706.397

Legenda:

VB= Valore di bilancio L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3

I debiti sono iscritti al loro valore nominale, corrispondente al loro fair value e il livello di fair value attribuito risulta essere pari a 3, ad eccezione del livello di fair value dei pronti contro termine a cui è attributo il valore 2.

Nella voce Debiti per leasing è ricompreso, ai sensi del principio IFRS16, il Debito per leasing (Lease Liability), pari al valore attuale dei canoni previsti e non ancora pagati dei beni oggetti di contratti di leasing operativo.

La principale novità introdotta dal principio è rappresentata dalla modifica delle modalità di contabilizzazione delle operazioni di leasing operativo nel bilancio del locatario/utilizzatore, attraverso l'introduzione di un unico modello di contabilizzazione dei contratti di leasing da parte del locatario siano essi classificati come leasing operativi o finanziari.

I debiti verso clientela sono rappresentati principalmente da debiti a vista a tasso variabile, e non è stata posta in essere alcun tipo di copertura specifica, mentre sono state poste in essere coperture di Macro Fair Value Hedge delle poste a vista, così come descritto nella parte E, sezione 2.2 della presente nota.

Si segnala che, a seguito delle modifiche apportate al funzionamento del mercato interbancario collateralizzato, con conseguente trasferimento alla Cassa di Compensazione e Garanzia ed alla Monte Titoli delle funzioni finora svolte dalla Banca d'Italia, nella voce 3.1 "Pronti contro termine passivi" sono presenti i finanziamenti, per 3.009,1 milioni di euro, ricevuti dal suddetto mercato.

Come si segnala anche a livello di sistema, a dicembre 2021, la dinamica della raccolta complessiva (depositi da clientela residente e obbligazioni) risulta in crescita su base annua, con una variazione più marcata sui depositi a scapito della raccolta a medio e lungo termine, tramite obbligazioni, che è scesa, negli ultimi 12 mesi. Molta liquidità è stata trattenuta prudenzialmente sui conti correnti, complice uno scenario di riferimento che ha limitato la propensione alla spesa.

In tale contesto, la clientela ha continuato a dimostrare fiducia nella capacità della banca di tutelare e valorizzare i propri risparmi, confermando una positiva evoluzione della raccolta. La dinamica della raccolta diretta, in particolare è molto superiore alla media delle banche italiane.

La raccolta da clientela continua a rappresentare il canale privilegiato di funding complessivo sia attraverso il contributo della clientela ordinaria retail, sia grazie alla clientela corporate.

Totale Totale
31/12/2021 31/12/2020
Tipologia titoli/Valori Fair Value Fair Value
VB L1 L2 L3 VB L1 L2 L3
A. Titoli
1. obbligazioni 2.424.021 2.470.565 - - 2.500.427 2.065.229 497.139 -
1.1 strutturate 501.357 512.472 - - 501.359 514.762 - -
1.2 altre 1.922.664 1.958.093 - - 1.999.068 1.550.468 497.139 -
2. altri titoli 145 - - 145 156 - - 156
2.1 strutturate - - - - - - - -
2.2 altre 145 - - 145 156 - - 156
Totale 2.424.166 2.470.565 - 145 2.500.583 2.065.229 497.139 156

1.3 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei titoli in circolazione

Legenda:

VB= Valore di bilancio L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3

Nella voce "altri titoli" sono classificati i certificati di deposito. Non si registrano nuove emissioni obbligazionarie dedicate a clientela retail.

In data 30 giugno 2021, all'interno del programma di Obbligazioni Bancarie Garantite, aggiornato in data 18 dicembre 2020, Credem ha collocato 750 milioni di euro di Covered Bond, interamente assistiti da mutui residenziali del Gruppo. Le Obbligazioni emesse hanno una durata di 7 anni e prevedono una cedola lorda annua pari al 0,01%, equivalente al tasso mid-swap di pari durata maggiorato di uno spread di 14 punti base. La data di godimento e di regolamento dell'operazione è stato il 7 luglio 2021. Il 54% dell'emissione è stato collocato presso investitori istituzionali italiani mentre il restante 46% presso investitori stranieri, principalmente in Germania e Austria, Paesi Nordici, BeneLux e Asia.

In data 24 giugno 2021, Credito Emiliano Spa ha ricevuto autorizzazione all'esercizio dell'opzione call sull'ammontare di 50 Milioni di Tier 2 Callable Note, scadenti il 21 ottobre 2026, ed emessi nel 2016 - (ISIN) XS1506498200. Il richiamo è stato autorizzato considerando la progressiva minor computabilità nel calcolo dei Fondi Propri e l'assenza di pregiudizio per il rispetto dei vincoli patrimoniali su base consolidata.

Sono presenti coperture di Cash Flow Hedge sull'emissione di prestiti obbligazionari a tasso variabile.

1.4 Dettaglio dei debiti/titoli subordinati

Principali caratteristiche contrattuali delle passività subordinate:

• "CREDEM SPA 3,625% 10.7/2017/2027 SUBORDINATO" (ISIN XS1644438928) per 100.000.000,00 € costituito da n. 100.000,00 obbligazioni del valore nominale di 1.000 € cadauna.

Le obbligazioni corrisponderanno cedole fisse annuali pari al 3,625% annuo lordo fino al 10/07/2022 poi tasso IRS 5Y + 3,683% annuo lordo.

Il prestito scade il 10/07/2027 se non verrà esercitata l'opzione call al 10/07/2022 che significherà il rimborso anticipato.

Al 31/12/2021 la quantità residua risulta pari a 100.000.000,00 € costituita da n. 100.000 obbligazioni del valore nominale di 1.000 € cadauna. L'obbligazione è stata collocata presso banche.

• "CREDITO EMILIANO 20/30 SUBORDINATO 3,5% SUB" (ISIN IT0005421539) per 200.000.000,00 € costituito da n. 2.000.000,00 obbligazioni del valore nominale di 100 € cadauna.

Le obbligazioni corrisponderanno cedole fisse annuali pari al 3,5% annuo lordo fino al 16/12/2025 poi tasso IRS 5Y + 3,897% annuo lordo.

Il prestito scade il 16/12/2030 se non verrà esercitata l'opzione call al 16/12/2025 che significherà il rimborso anticipato.

Al 31/12/2021 la quantità residua risulta pari a 200.000.000,00 € costituita da n. 2.000.000 obbligazioni del valore nominale di 100 € cadauna.

L'obbligazione è stata interamente sottoscritta da Credemholding.

In caso di liquidazione tutte le obbligazioni subordinate saranno rimborsate solo dopo che siano stati soddisfatti tutti gli altri creditori non ugualmente subordinati. Le obbligazioni non sono coperte dalla garanzia del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.

1.5 Dettaglio dei debiti strutturati

Non esistono, alla data del bilancio, né al 31 dicembre 2020, debiti strutturati verso banche e verso clientela.

1.6 Debiti per leasing

Alla data del 31 dicembre 2021 sono presenti debiti per leasing IFRS16 per circa 113 milioni di euro. Si allegano i flussi finanziari per i leasing con l'analisi delle scadenze:

Totale 112.579
Oltre 5 anni 39.105
Oltre 1 anno fino a 5 anni 54.892
Oltre 3 mesi fino a 1 anno 13.335
Oltre 1 mese e fino a 3 mesi 184
Fino a 1 mese 5.063

Titoli in circolazione oggetto di copertura specifica

Si è adottata la metodologia contabile del Micro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso associato all'emissione di prestiti obbligazionari a tasso fisso per un ammontare di circa 950 milioni di euro.

Sezione 2 – Passività finanziarie di negoziazione – Voce 20

2.1 Passività finanziarie di negoziazione: composizione merceologica

Totale
31/12/2021
Totale
31/12/2020
Tipologia operazioni/Valori VN Fair Value Fair Fair Value Fair
L1 L2 L3 Value * VN L1 L2 L3 Value *
A. Passività per cassa
1. Debiti verso banche - - - - - - - - - -
2. Debiti verso clientela - - - - - - - - - -
3. Titoli di debito - - - - X - - - - X
3.1 Obbligazioni - - - - X - - - - X
3.1.1 Strutturate - - - - X - - - - X
3.1.2 Altre obbligazioni - - - - X - - - - X
3.2 Altri titoli - - - - X - - - - X
3.2.1 Strutturati - - - - X - - - - X
3.2.2 Altri - - - - X - - - - X
Totale (A) - - - - - - - - - -
B. Strumenti derivati
1. Derivati finanziari X - 33.147 - X X 8 27.788 - X
1.1 Di negoziazione X - 33.147 - X X 8 27.788 - X
1.2 Connessi con la fair value
option
X - - - X X - - - X
1.3 Altri X - - - X X - - - X
2. Derivati creditizi X - - - X X - - - X
2.1 Di negoziazione X - - - X X - - - X
2.2 Connessi con la fair value
option
X - - - X X - - - X
2.3 Altri X - - - X X - - - X
Totale B X - 33.147 - X X 8 27.788 - X
Totale (A+B) X - 33.147 - X X 8 27.788 - X

Legenda:

VN = valore nominale o nozionale

L1 = Livello 1

L2 = Livello 2

L3 = Livello 3

Fair value*=Fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell'emittente rispetto alla data di emissione.

La voce "A. Passività per cassa", se presente, comprende gli scoperti tecnici.

2.2 Dettaglio delle "Passività finanziarie di negoziazione": passività subordinate 2.3Dettaglio delle "Passività finanziarie di negoziazione": debiti strutturati

Non esistono, alla data del bilancio, né al 31 dicembre 2020, passività subordinate e debiti strutturati.

Sezione 4 – Derivati di copertura – Voce 40

Fair value 31/12/2021 VN Fair value 31/12/2020 VN
L1 L2 L3 31/12/2021 L1 L2 L3 31/12/2020
A. Derivati finanziari - 385.161 - 6.638.463 -
-
355.749 8.710.165
1) Fair value - 385.161 - 6.638.463 -
-
355.749 8.710.165
2) Flussi finanziari - - - - -
-
- -
3) Investimenti esteri - - - - -
-
- -
B. Derivati creditizi - - - - -
-
- -
1) Fair value - - - - -
-
- -
2) Flussi finanziari - - - - -
-
- -
Totale - 385.161 - 6.638.463 -
-
355.749 8.710.165

4.1 Derivati di copertura: composizione per tipologia di copertura e per livelli gerarchici

Legenda:

VB= Valore di bilancio L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3

4.2 Derivati di copertura: composizione per portafogli coperti e per tipologie di copertura

Fair Value Flussi finanziari
Specifica
Operazioni/Tipo di
copertura
titoli di
debito e
tassi di
interesse
titoli di
capitale
e indici
azionari
valute e
oro
credito merci altri Generica Specifica Generica Investim.
esteri
1. Attività finanziarie
valutate al fair value
con impatto sulla
redditività complessiva
28.077 - - - X X X - X X
2. Attività finanziarie
valutate al costo
ammortizzato
343.728 X - - X X X - X X
3. Portafoglio X X X X X X - X - X
4. Altre operazioni - - - - - - X - X -
Totale attività 371.804 - - - - - - - - -
1. Passività finanziarie 6.295 X - - - - X - X X
2. Portafoglio X X X X X X - X - X
Totale passività 6.295 - - - - - - - - -
1. Transazioni attese X X X X X X X - X X
2. Portafoglio di attività
e passività finanziarie
X X X X X X 7.062 X - -

Sono presenti coperture di micro fair value hedge su titoli a tasso fisso detenuti nel portafoglio HTCS.

I derivati di questa tipologia presentano un fair value negativo di 28.077 mila euro.

Si è adottata la metodologia contabile del macro fair value hedge per la copertura del rischio di tasso associato all'erogazione di mutui a tasso fisso e a tasso variabile con opzione "Cap". L'applicazione della metodologia di hedge accounting consente di rappresentare contabilmente gli effetti economici delle strategie di copertura

attuate. I derivati di copertura relativi a tale strategia presentano un fair value negativo di 343.728 mila euro.

Sono presenti coperture di micro fair value hedge su titoli emessi a tasso fisso contabilizzati nei "titoli in circolazione".

I derivati di questa tipologia presentano un fair value negativo di 6.295 mila euro.

Si rimanda alla Sezione della Parte E delle note illustrative per la descrizione delle modalità della copertura.

Sezione 5 – Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica – Voce 50

5.1 Adeguamento di valore delle passività finanziarie coperte: composizione per portafogli coperti

Totale
31/12/2021
Totale
31/12/2020
104.158 200.515
- -
104.158 200.515

Si è adottata anche la metodologia contabile del Macro Fair Value per la copertura rischio di tasso della raccolta a vista di clientela.

La raccolta a vista dalla clientela rappresenta un'importante fonte di funding del Gruppo. Una quota parte di questa raccolta, pari a circa 2,7 miliardi di euro, seppur contrattualmente a vista, presenta però una forte persistenza nel tempo ed una elasticità imperfetta alla variazione dei tassi di mercato, rappresentata dal così detto "effetto vischiosità".

Questo effetto è stato stimato mediante un modello di analisi che consiste in due componenti:

  • la stima della relazione dei tassi delle poste a vista con i tassi di mercato in base ad un modello econometrico;
  • la stima della persistenza dei volumi, attraverso la quale l'ammontare delle poste a vista viene tradotto in un portafoglio di poste a tasso fisso a scadenza.

Sezione 6Passività fiscaliVoce 60

Si rimanda alla sezione 10 dell'attivo.

Sezione 80 – Altre passività – Voce 80

8.1 Altre passività: composizione

Totale
31/12/2021
Totale
31/12/2020
Debiti verso l'erario 111.710 56.147
Scarto valuta su operazioni di portafoglio 394.719 311.479
Somme a disposizione della clientela 12.772 8.107
Risconti passivi 1.706 1.480
Retribuzioni da corrispondere e relativi contributi 17.295 15.097
Ratei passivi 5.014 4.887
Partite in lavorazione su estero 7.119 4.997
Fornitori 87.668 83.720
Partite viaggianti con le filiali 8.103 4.902
Partite in lavorazione titoli 19.258 4.967
Altre partite 364.984 70.845
Somme da accreditare a banche 402.551 207.578
Totale 1.432.898 774.205

La voce "Scarto valuta su operazioni di portafoglio" è da ricondurre agli sbilanci degli effetti del portafoglio proprio e di terzi.

Sezione 9 – Trattamento di fine rapporto del personale – Voce 90

Totale
31/12/2021
Totale
31/12/2020
A. Esistenze iniziali 64.971 70.404
B. Aumenti 3.654 1.784
B.1 Accantonamenti dell'esercizio 67 226
B.2 Altre variazioni 3.587 1.559
- di cui operazioni di aggregazione aziendale 2.305 -
C. Diminuzioni 6.694 7.217
C.1 Liquidazioni effettuate 6.694 7.155
C.2 Altre variazioni - 62
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - -
D. Rimanenze finali 61.932 64.971
Totale 61.932 64.971

9.1 Trattamento di fine rapporto del personale: variazioni annue

Nella voce B1" Acquisti – di cui operazioni di aggregazione aziendale" sono riportati i valori delle attività materiali rivenienti dalla fusione della Cassa di Risparmio di Cento".

Come previsto dalle disposizioni in materia introdotte dall'Ordine Nazionale degli Attuari congiuntamente agli organi competenti OIC, Assirevi ed ABI, per le Società con più di 50 dipendenti al 31 dicembre 2006 è stata delineata una metodologia di calcolo che può essere schematizzata nelle seguenti fasi:

• proiezione fino all'epoca aleatoria di corresponsione per ciascun dipendente del TFR, già accantonato al 31 dicembre 2006 e rivalutato alla data di valutazione;

• determinazione per ciascun dipendente dei pagamenti probabilizzati di TFR che dovranno essere effettuati dalla Società in caso di uscita del dipendente causa licenziamento, dimissioni, inabilità, morte e pensionamento nonché a fronte di richiesta di anticipi;

• attualizzazione, alla data di valutazione, di ciascun pagamento probabilizzato.

Quanto esposto è applicabile al Fondo TFR maturato al 1/1/2007 per i dipendenti che hanno scelto di mantenere il TFR in azienda (e di conseguenza di destinarlo alla Tesoreria INPS), e alla data di scelta nel corso del 2007, per i dipendenti che hanno optato per la previdenza complementare.

Ovviamente il Fondo TFR valutato alla suddetta data è stato incrementato della rivalutazione (al netto dell'imposta sostitutiva) e ridotto di eventuali anticipazioni e liquidazioni erogate.

11.2 Altre informazioni

Il modello attuariale di riferimento per la valutazione del TFR poggia su diverse ipotesi sia di tipo demografico che economico.

Per alcune delle ipotesi utilizzate, ove possibile, si è fatto esplicito riferimento all'esperienza diretta della Società, mentre per le altre si è tenuto conto della best practice di riferimento.

Di seguito sono riportate le principali ipotesi del modello.

Tasso di attualizzazione

Il tasso d'interesse utilizzato per la determinazione del valore attuale dell'obbligazione è stato determinato coerentemente con il par.83 dello IAS 19, con riferimento all'indice IBoxx Eurozone Corporate AA 7-10 (in linea con la duration del collettivo in esame).

Per la valutazione puntuale al 31/12/2021 si è scelto il rendimento avente durata comparabile alla duration del collettivo di lavoratori oggetto della valutazione, che ha dato luogo ad un tasso annuo costante pari allo 0,44%.

Inflazione

Il tasso annuo di inflazione utilizzato è pari allo 1,75%.

Tasso annuo di incremento del TFR

Come previsto dall'art. 2120 del Codice Civile, il TFR si rivaluta ogni anno ad un tasso pari al 75% dell'inflazione più un punto e mezzo percentuale, pertanto l'ipotesi di rivalutazione, utile per le valutazioni attuariali, viene determinata in base al tasso sopra indicato.

Tasso annuo reale di incremento salariale

Il tasso applicato è stato pari all'1,00%.

Mortalità

Per la stima del fenomeno della mortalità all'interno del collettivo dei dipendenti oggetto della valutazione è stata utilizzata la tavola di sopravvivenza RG48 utilizzata dalla Ragioneria Generale dello Stato per la stima degli oneri pensionistici della popolazione italiana.

Inabilità

Per la stima del fenomeno di inabilità all'interno del collettivo dei dipendenti oggetto della valutazione è stata utilizzata una tavola INPS differenziata in funzione dell'età e del sesso.

Requisiti di pensionamento

Raggiungimento dei requisiti minimi previsti dell'Assicurazione Generale Obbligatoria.

Frequenze di anticipazione del TFR

Le frequenze annue di accesso al diritto sono state ipotizzate all'1,50%, in funzione delle serie storiche sulle anticipazioni di TFR richieste dai lavoratori dipendenti della banca.

Frequenze di uscita anticipata (turn-over)

Per le probabilità di uscita dall'attività lavorativa per le cause di dimissioni e licenziamento, si sono ipotizzate uscite all'1,80%, facendo ricorso ad un'analisi statistica sulle serie storiche della banca.

Informazioni aggiuntive

Il principio contabile IAS19, per i piani a beneficio definito di tipo post-employment, richiede una serie di informazioni aggiuntive, quali:

  • analisi di sensitività per ciascuna ipotesi attuariale rilevante alla fine dell'esercizio, mostrando gli effetti che ci sarebbero stati a seguito delle variazioni delle ipotesi attuariale ragionevolmente possibili a tale data, in termini assoluti;
  • indicazione del contributo per l'esercizio successivo;
  • indicazione della durata media finanziaria dell'obbligazione per i piani a beneficio definito;
  • erogazioni previste dal piano.

Di seguito si riportano tali informazioni, evidenziando il nuovo valore del TFR utilizzando un tasso di turnover di ulteriori 100 bps, una variazione di +/- 25 bps per il tasso di inflazione e una variazione di +/- 25 bps per il tasso di attualizzazione.

Analisi di sensitività dei principali parametri valutativi del TFR

variazione delle ipotesi

frequenza turnover tasso inflazione tasso attualizzazione
+ 100 bps -100 bps +0,25 bps -0,25 bps +0,25 bps -0,25 bps
61.444 62.466 62.682 61.193 60.738 63.164

La durata media finanziaria è di circa 8,41 anni, il service cost per l'anno 2021 è zero e le erogazioni stimate per i prossimi cinque anni ammontano a circa 23,0 milioni di euro.

Sezione 10 – Fondi per rischi e oneri – Voce 100

10.1 Fondi per rischi e oneri: composizione

Totale
31/12/2021
Totale
31/12/2020
8.003 7.147
- -
1.388 1.603
132.489 118.791
18.541 18.230
80.132 68.249
33.816 32.312
141.881 127.541
Totale

10.2 Fondi per rischi e oneri: variazioni annue

Fondi su altri
impegni e altre
garanzie
rilasciate
Fondi di
quiescenza
Altri fondi per
rischi ed oneri
Totale
A. Esistenze iniziali 7.147 1.603 118.791 127.541
B. Aumenti 2.764 10 69.961 72.735
B.1 Accantonamento dell'esercizio 2.144 10 69.286 71.441
B.2 Variazioni dovute al passare del tempo - - - -
B.3 Variazioni dovute a modifiche del tasso di sconto - - - -
B.4 Altre variazioni 620 - 675 1.294
- di cui operazioni di aggregazione aziendale 620 - 339 959
C. Diminuzioni 1.908 224 56.263 58.395
C.1 Utilizzo nell'esercizio 1.908 108 56.263 58.279
C.2 Variazioni dovute a modifiche del tasso di sconto - - - -
C.3 Altre variazioni - 117 - 117
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - - - -
D. Rimanenze finali 8.003 1.388 132.489 141.881

Nella voce B4" Altre variazioni – di cui operazioni di aggregazione aziendale" sono riportati i valori delle attività materiali rivenienti dalla fusione della Cassa di Risparmio di Cento".

Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate
Primo stadio Secondo stadio Terzo stadio Impaired
acquisiti/e o
originati/e
Totale
1. Impegni a erogare fondi 3.025 563 - - 3.588
2. Garanzie finanziarie rilasciate 670 510 3.029 205 4.415
Totale 3.696 1.073 3.029 205 8.003

10.3 Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate

10.5 Fondi di previdenza aziendali a benefici definiti

Viene gestito un Fondo interno alla Banca che eroga un trattamento previdenziale aggiuntivo alle prestazioni erogate dall'INPS.

Si tratta di un "Fondo a prestazione definita" i cui ammontare del fondo sono soggetti alla stessa perequazione prevista per le Pensioni INPS, come pure al censimento presso il Casellario Centrale delle Pensioni.

Su tale posta di bilancio viene effettuata semestralmente la valutazione attuariale.

I beneficiari di tali trattamenti sono coloro che:

  • risultavano eredi di persone decedute durante il servizio con Credem (sostituito dall'attuale Cassa di Previdenza dal 1/1/1996);
  • risultavano ex dipendenti della Banca Popolare Dauna già in quiescenza oppure che avevano inoltrato le dimissioni entro il 30/11/1999. La Banca Popolare Dauna è confluita in Credem in data 11/12/1999 a seguito di fusione per incorporazione.

Per le valutazioni attuariali del Fondo al 31 dicembre 2016, tenendo conto di quanto disposto dalle linee guida per la redazione dei bilanci tecnici degli Enti di previdenza, sono state adottate le ipotesi demografiche ed economico-finanziarie descritte nei successivi due paragrafi.

Nel corso dell'esercizio il fondo ha subito una riduzione di 215 mila euro.

Ipotesi demografiche

Sono state utilizzate le seguenti probabilità:

  • per le probabilità di morte del personale in pensione è stata utilizzata la tavola IPS55, distinta per sesso;

  • per le probabilità di morte del personale in pensione per invalidità assoluta e permanente, quelle adottate nel modello INPS per le proiezioni 2010, distinte per sesso;

  • per la probabilità di lasciare la famiglia quelle, distinte per sesso, pubblicate nel modello INPS per le proiezioni al 2010 aggiornate.

Ipotesi economico-finanziarie

Le ipotesi in oggetto riguardano il tasso di attualizzazione, i tassi d'inflazione ed i tassi annui di rivalutazione delle pensioni Fondo e Inps.

Per il tasso di rivalutazione si è utilizzata una variazione media rispetto al tasso di inflazione del 75% ricavata da un elevato numero di casi analoghi a quello in esame ed a fronte degli incrementi previsti dalla normativa in vigore a decorrere dall'anno 2009 (100% del tasso di inflazione ISTAT per pensioni annue complessive inferiori a 5 volte il minimo e 75% per la parte di pensione annua compresa tra il precedente importo ed 8 volte il minimo); si precisa che la pensione a carico del Fondo è integrativa di quella dell'INPS solo per alcuni pensionati.

Per il tasso di attualizzazione, in forza della normativa IAS, si è adottato un tasso che risultasse in linea con la vita media probabile del collettivo in esame.

Tabella delle basi economico – finanziarie
-- -- -- -- -- --------------------------------------------
Variabili Valori %
Tassi di inflazione 1,75%
Tasso annuo di attualizzazione 0,98%

Informazioni aggiuntive

Il principio contabile IAS19, per i piani a benefici definiti, richiede una sensitivity sulle principali ipotesi attuariali.

Di seguito si riportano tali informazioni, evidenziando il nuovo valore del fondo utilizzando una variazione di +/- 25 bps per il tasso di inflazione e una variazione di +/- 25 bps per il tasso di attualizzazione.

La durata media finanziaria è di circa 10,8 anni.

Analisi di sensitività dei principali parametri valutativi

variazione delle ipotesi
tasso inflazione tasso attualizzazione
+ 0,25 bps - 0,25 bps + 0,25 bps - 0,25 bps
1.417 1.361 1.353 1.425

10.6 Fondi per rischi e oneri: altri fondi

Totale
31/12/2021
Totale
31/12/2020
A fronte di garanzie ed impegni: 8.003 7.147
A fronte di altri diversi rischi ed oneri: 132.489 118.791
- per cause legali in corso e contenzioso diverso 43.714 42.489
- per oneri finanziari diversi 88.775 76.302
Totale 140.492 125.938

La Banca, nel normale svolgimento della propria attività d'impresa, è parte di diversi procedimenti giudiziari dai quali potrebbero anche derivare obblighi di natura risarcitoria e/o restitutoria, con conseguente possibile esborso di risorse economiche (c.d. rischio legale). Tutte le controversie in essere sono state debitamente analizzate dalla Banca e, alla luce di tale analisi, nonché delle indicazioni anche provenienti dai Legali Fiduciari esterni, sono stati effettuati, ove ritenuto necessario, accantonamenti a bilancio nella misura idonea ed appropriata alle singole circostanze.

Più in particolare, la Banca ha costituito un fondo rischi ed oneri diversi a presidio delle potenziali passività che potrebbero scaturire dalle cause pendenti.

La maggior parte di tali controversie sono riconducibili alle principali attività della Banca e riguardano, in particolare, le aree del credito, dei servizi di investimento, dell'anatocismo e fiscali.

Di rilevanza minore sono le controversie relative all'ambito immobiliare, amministrativo, all'operatività posta in essere dai promotori finanziari, alle successioni e all'operatività di sportello.

Le stime degli accantonamenti sono state effettuate analiticamente sulle singole posizioni nel caso in cui la controparte abbia già intrapreso un'azione giudiziaria e sulla base del rischio potenziale stimato su serie storico-statistiche in caso di presenza di elementi oggettivi di rischio (reclami), non ancora concretizzatesi in azioni giudiziarie. Si è proceduto alla determinazione dell'impatto dell'attualizzazione, utilizzando quale tasso l'Euribor.

A seguito dell'andamento dei tassi di interesse, ormai negativi per le scadenze fino a 4 anni, gli impatti per l'analisi di sensitività per i fondi rischi ed oneri, utilizzando una variazione di +/- 25 bps per il tasso di attualizzazione, risultano difatti irrilevanti.

Si fornisce di seguito una descrizione delle principali classi di passività potenziali che, nel caso in cui la relativa passività sia stata giudicata probabile, hanno dato luogo ad accantonamenti al fondo a fronte di altri diversi rischi ed oneri.

Contenzioso lavoristico: i rischi connessi al contenzioso lavoristico vengono valutati trimestralmente in base all'andamento delle cause e conseguentemente vengono aggiornati gli accantonamenti.

Revocatorie Fallimentari: si tratta di controversie nelle quali la Banca può essere coinvolta in ragione del normale svolgimento della propria attività d'impresa quando clienti assoggettabili al Fallimento dispongono pagamenti in favore della Banca, effettuano rimesse su un conto corrente bancario in un arco temporale prossimo alla dichiarazione di Fallimento. L'azione revocatoria è uno strumento utilizzabile dal curatore fallimentare allo scopo di ricostituire il patrimonio del fallito destinato alla soddisfazione dei suoi creditori, facendovi rientrare quanto ne era uscito nel periodo antecedente al fallimento (il cosiddetto periodo sospetto). Il gruppo procede a una valutazione delle singole posizioni caso per caso, in fatto e in diritto, prestando particolare attenzione al dato documentale/fattuale. Per effetto di detta analisi, ove opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti (e tempo per tempo modificati, ove necessario) gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze della fattispecie in esame. Tutte le cause in materia sono oggetto di costante monitoraggio e i rischi che ne derivano, ove opportuno, sono fronteggiati da appositi accantonamenti al Fondo rischi ed oneri diversi, in applicazione di quanto previsto dallo IAS 37.

Malversazioni: si tratta di controversie nelle quali la Banca può essere coinvolta in ragione del normale svolgimento della propria attività d'impresa, vi sono alcuni reclami e alcune vertenze giudiziali derivanti da comportamenti anomali posti in essere da dipendenti o consulenti finanziari nello svolgimento delle mansioni loro affidate o dell'attività espletata, con conseguenti contestazioni da parte della clientela nei confronti della Banca stessa, che può eventualmente essere ritenuta responsabile di tali comportamenti.

Il gruppo procede a una valutazione delle singole posizioni caso per caso, in fatto e in diritto, prestando particolare attenzione al dato documentale/fattuale.

Per effetto di detta analisi, ove opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti (e tempo per tempo modificati, ove necessario) gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze della fattispecie in esame.

Contenzioso in materia di anatocismo: il numero complessivo delle cause pendenti si mantiene consistente, alla luce, soprattutto, delle problematicità derivanti da alcuni orientamenti della giurisprudenza (oltre che dalle evoluzioni della normativa di settore). Tutte le cause in materia - a volte comprendenti anche contestazioni relative al superamento del Tasso Soglia Usura – sono oggetto di costante monitoraggio e i rischi che ne derivano, ove opportuno, sono fronteggiati da appositi accantonamenti al Fondo rischi ed oneri diversi, in applicazione di quanto previsto dallo IAS 37.

Contenzioso in materia di servizi di investimento: quanto alle controversie giudiziali aventi ad oggetto servizi di investimento – bond in default, derivati, ecc. – la policy adottata dalla Banca in materia è quella di procedere ad una valutazione delle singole posizioni caso per caso, prestando particolare attenzione al dato documentale e al profilo dell'adeguatezza degli investimenti contestati rispetto alla posizione della singola controparte. Per effetto di detta analisi, ove ritenuto opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze.

BILANCIO INDIVIDUALE – NOTA INTEGRATIVA Reclami formulati dalla clientela: con riferimento alle contestazioni avanzate dalla clientele vengono effettuati gli opportuni accantonamenti: in particolare, nel caso in cui il danno lamentato sia superiore a una predeterminata soglia di rilevanza (ad oggi fissata in 25ek), la previsione di perdita è fatta analiticamente. Qualora il danno lamentato sia, invece, inferiore a detta soglia, l'accantonamento è determinato applicando una percentuale forfettaria/statistica stabilita in base alla media delle perdite effettivamente subite sul totale dei reclami analoghi ricevuti negli anni precedenti.

Contenzioso fiscale

Nel corso del 2021 non sono insorte nuove controversie rilevanti con radicamento del relativo contenzioso, salvo alcuni accertamenti di Enti locali per tributi propri, avvisi bonari su controlli formali dell'Agenzia delle Entrate sulle dichiarazioni fiscali o avvisi di liquidazione per imposta di registro su atti giudiziari per i quali sono state messe in atto specifiche attività stragiudiziali volte alla definizione per annullamento in autotutela dei provvedimenti accertativi e, in casi isolati, attività giudiziali.

Il totale dei fondi rischi ed oneri ammonta a 132,5 milioni di euro.

Sezione 12 – Patrimonio dell'impresa – Voci 110, 130, 140, 150, 160, 170 e 180

12.1 "Capitale" e "Azioni proprie": composizione

Totale
31/12/2021
Totale
31/12/2020
A. Capitale
A.1 Azioni ordinarie 341.320 332.392
A.2 Azioni di risparmio - -
A.3 Azioni privilegiate - -
A.4 Azioni altre - -
B. Azioni proprie
B.1 Azioni ordinarie 4.025 7.463
B.2 Azioni di risparmio - -
B.3 Azioni privilegiate - -
B.4 Azioni altre - -

Il 24 luglio 2021, data della fusione della Cassa di Risparmio di Cento in Credito Emiliano, è stata effettuata l'emissione di 8.927.958 azioni di Credito Emiliano per l'aumento di capitale dedicato agli ex azionisti della Cassa di Risparmio di Cento. Le azioni sono state contabilizzate al prezzo di 5,34 euro, prezzo di chiusura di borsa del titolo Credem del 23 luglio 2021 per un aumento di capitale complessivo, comprensivo di sovrapprezzo, di 47,7 milioni di euro.

Sono presenti 852.924 azioni proprie in portafoglio, per un controvalore di 4,0 milioni di euro, acquistate nell'ambito del programma che ha dato esecuzione alle delibere adottate dalle Assemblee Ordinarie del 27 aprile 2012 e del 30 aprile 2015; tali programmi hanno lo scopo di acquistare azioni di Credito Emiliano ad integrale copertura dei piani di remunerazione basati su strumenti finanziari da destinare alla categoria dei dirigenti con responsabilità strategiche e del "personale più rilevante" del gruppo bancario. Ai sensi delle norme vigenti, gli estremi del programma sono già stati comunicati al mercato.

Nel corso dell'esercizio sono state assegnate 728.651 azioni.

Per maggiori dettagli riguardo i piani di remunerazione basati su strumenti finanziari si rinvia alla "Parte I" della presente nota integrativa.

12.2 Capitale - Numero azioni (in unità): variazioni annue

Voci/Tipologie Ordinarie Altre
A. Azioni esistenti all'inizio dell'esercizio 332.392.107 -
- interamente liberate 330.810.532 -
- non interamente liberate - -
A.1 Azioni proprie (-) (1.581.575) -
A.2 Azioni in circolazione: esistenze iniziali 332.392.107 -
B. Aumenti 9.656.609 -
B.1 Nuove emissioni 9.656.609 -
- a pagamento: 8.927.958 -
- operazioni di aggregazioni di imprese 8.927.958 -
- conversione di obbligazioni - -
- esercizio di warrant - -
- altre - -
- a titolo gratuito: 728.651 -
- a favore dei dipendenti 702.604 -
- a favore degli amministratori 11.628 -
- altre 14.419 -
B.2 Vendita di azioni proprie - -
B.3 Altre variazioni - -
C. Diminuzioni - -
C.1 Annullamento - -
C.2 Acquisto di azioni proprie - -
C.3 Operazioni di cessione di imprese - -
C.4 Altre variazioni - -
D. Azioni in circolazione: rimanenze finali 341.320.065 -
D.1 Azioni proprie (+) (852.924) -
D.2 Azioni esistenti alla fine dell'esercizio 340.467.141 -
- interamente liberate 340.467.141 -
- non interamente liberate - -

12.4 Riserve di utili: altre informazioni

In tale categoria sono inclusi la riserva legale, la riserva straordinaria, il fondo per rischi bancari precedentemente iscritto nel bilancio redatto ai sensi del previgente D.Lgs.87/92 e riclassificato secondo i principi IAS.

La riserva legale, costituita a norma di legge, deve essere almeno pari ad un quinto del capitale sociale; essa è stata costituita in passato tramite accantonamenti degli utili netti annuali per almeno un decimo degli stessi, a norma dell'articolo 29 dello statuto sociale. Nel caso in cui la riserva dovesse diminuire, occorre reintegrarla tramite l'obbligo di destinarvi un ventesimo dell'utile.

La riserva statutaria o straordinaria è costituita in base allo statuto dalla destinazione della quota di utile residuale a seguito della distribuzione dell'utile alle azioni ordinarie.

Le riserve da concentrazione ex L.30 luglio 1990 n. 218 sono state costituite in occasione di operazioni di riorganizzazione o concentrazione effettuate ai sensi della citata legge.

Le altre riserve comprendono la riserva costituita a fronte del piano di stock option ed altre riserve costituite nel passato a fronte di specifiche disposizioni normative.

Sono presenti, altresì, due riserve in sospensione d'imposta distinte per la tipologia di riallineamento effettuato ai sensi dell'art. 110 del DL 14 agosto 2020 oggetto di successiva modifica con la Legge 178/2020.

Infine la voce include gli effetti generati dalla transizione ai principi contabili internazionali.

In particolare tra le riserve di utili sono confluiti gli effetti derivanti dal cambiamento dei principi contabili che non prevedono nei prossimi esercizi un conferimento al conto economico. Gli ulteriori effetti generati dalla transizione agli IAS/IFRS destinati a modificarsi nel tempo ed a confluire a conto economico al momento del realizzo o estinzione delle corrispondenti attività e passività sono stati invece appostati tra le "Riserve da valutazione". Si tratta della valutazione delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, della valutazione dei contratti derivati di copertura di flussi finanziari, della riserva connessa agli utili/perdite attuariali su piani a benefici definiti e delle leggi speciali di rivalutazione. Le variazioni annue di tali riserve confluiscono nella redditività complessiva.

Legale Statutaria Riserva azioni
proprie
Altre
A. Esistenze iniziali 382.588 - -7.463 1.183.602
B. Aumenti 9.718 - 3.438 60.549
B.1 Attribuzioni di utile 9.718 - - 21.170
B.2 Altre variazioni - - 3.438 39.379
C. Diminuzioni - - - -3.438
C.1 Utilizzi - - -
- copertura perdite - - -
-
-
- distribuzione - - - -
- trasferimento a capitale - - - -
C.2 Altre variazioni - - - -3.438
D. Rimanenze finali 392.306 - -4.025 1.240.713

Nella voce "B.2 Altre variazioni" delle Altre riserve è stato riportato l'utile per la cessione delle azioni della società Cedacri; in data 5 marzo 2021 è stato firmato da parte di tutti gli azionisti un accordo per la cessione del 100% del capitale sociale di Cedacri a ION Investment Group Limited, inclusa la quota posseduta da Credem pari al 3,9%; detta cessione si è realizzata nel mese di giugno 2021 ed ha comportato una plusvalenza, al netto del relativo effetto fiscale, pari a 36,3 milioni di euro, registrata nelle voce "Altre riserve" in quanto, gli strumenti di capitale per cui è stata effettuata la scelta per la classificazione nelle "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" sono valutati al fair value e gli importi rilevati in contropartita del patrimonio netto (Prospetto della redditività complessiva) non devono essere successivamente trasferiti a conto economico, neanche in caso di cessione.

Analisi della composizione del patrimonio netto con riferimento alla disponibilità e distribuibilità (ai sensi dell'art.2427 comma 7 bis del Codice Civile)

Natura/Descrizione Importo Possibilità di
utilizzazione
Quota
disponibile
Riserve di capitale: 321.800 321.800
- Riserva da sovrapprezzo emissione (1) 321.800 A – B - C 321.800
Riserve: 1.633.019 1.547.355
- Riserva legale 392.306 B 392.306
- Riserva straordinaria (2) 808.851 A – B - C 804.826
- Riserva speciale DL104/20- riallineamento
immobilizzazioni
100.851 -
- Riserva speciale Dlgs. 124/93 7.071 A – B - C 7.071
- Riserva da utili da cessione titoli capitale HTCS 36.255 A – B - C 36.255
- Riserva speciale art.7 L.218/90 18.551 A – B - C -
- Riserva speciale art.22-23 D.Lgs.153/99 (3) 27.109 A – B - C 27.109
- Riserva da avanzo di fusione 252.288 A – B - C 252.288
- Riserva FTA IFRS9 -33.965 -
- Riserva ex D.Lgs.38/2005 -3.798 -
- Altre riserve 27.500 A – B - C 27.500
Riserve da valutazione: 74.887 -
- Riserva ex D.Lgs.38/2005 rivalutazione immobiliare 41.781 A – B -
- Riserva ex D.Lgs.38/2005 rivalutazione titoli HTCS (4) 22.725 -
- Riserva ex D.Lgs.38/2005 copertura flussi finanziari 22.997 -
- Utile(Perdita) attuariale TFR (12.616) -
Totale 2.029.706 1.869.155
Quota non distribuibile -
Residuo quota distribuibile 1.869.155
  • 1) Ai sensi dell'art.2431 del Codice Civile, si può distribuire l'intero ammontare di tale riserva solo a condizione che la riserva legale abbia raggiunto il limite stabilito dall'art.2430 c.c.
  • 2) La quota non disponibile è relativa alle plusvalenze iscritte nel conto economico, al netto del relativo onere fiscale e diverse da quelle riferibili agli strumenti finanziari di negoziazione e all'operatività in cambi e di copertura, che discendono dall'applicazione, per le attività e passività finanziarie, del criterio del valore equo (fair value) e alla quota relativa alle azioni proprie in portafoglio.
  • 3) Riserva derivante da agevolazioni rese incompatibili dalla Commissione Europea nel dicembre 2001 e dal D.L. 24/12/2002.
  • 4) La riserva da valutazione HTCS potrà essere utilizzata per la copertura delle perdite solo dopo aver utilizzato tutte le riserve di utili disponibili e la riserva legale.

Legenda:

  • A: per aumento di capitale
  • B: per copertura perdita

C: per distribuzione soci

La proposta di destinazione degli utili dell'esercizio 2021 è riportata nello specifico capitolo della "Relazione sulla gestione" del presente bilancio.

Nel rispetto delle norme che disciplinano il riallineamento, per gli importi corrispondenti ai valori riallineati al netto della imposta sostitutiva, si sono costituite due riserve in sospensione d'imposta distinte per la tipologia di riallineamento effettuato ai sensi dell'art. 110 del DL 14 agosto 2020 oggetto di successiva modifica

con la Legge 178/2020 ed in particolare per un ammontare di 79,3 milioni di euro per gli immobili e 21,5 milioni per gli avviamenti. La costituzione di tali riserve è stata effettuata attraverso l'utilizzo della riserva straordinaria disponibile per 100,8 milioni di euro.

Altre informazioni

1. Impegni e garanzie finanziarie rilasciate (diversi da quelli designati al fair value)

Valore nominale su impegni e garanzie finanziarie
rilasciate
Totale Totale
Primo stadio Secondo
stadio
Terzo stadio Impaired
acquisiti/e
o
originati/e
31/12/2021 31/12/2020
1. Impegni a erogare fondi 10.166.437 134.137 37.526 840 10.338.939 10.484.666
a) Banche Centrali - - - - - -
b) Amministrazioni pubbliche 6.983 - 3 - 6.986 4.778
c) Banche 75.226 832 - - 76.059 40.952
d) Altre società finanziarie 828.824 15.191 7 - 844.021 1.160.495
e) Società non finanziarie 7.860.714 35.338 21.468 823 7.918.342 7.799.794
f) Famiglie 1.394.690 82.775 16.048 17 1.493.531 1.478.647
2. Garanzie finanziarie rilasciate 695.958 30.362 4.548 683 731.551 535.725
a) Banche Centrali - - - - - -
b) Amministrazioni pubbliche 103 - - - 103 1
c) Banche 48.813 2.483 - - 51.296 20.406
d) Altre società finanziarie 134.631 10 - - 134.641 82.388
e) Società non finanziarie 442.713 22.324 4.369 654 470.059 364.633
f) Famiglie 69.699 5.545 179 29 75.452 68.297

3. Attività costituite a garanzia di proprie passività e impegni

Portafogli Importo
31/12/2021
Importo
31/12/2020
1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico - 1.185
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 5.479.909 2.362.596
3. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 13.399.135 10.979.511
4. Attività materiali - -
di cui: attività materiali che costituiscono rimanenze - -

'

Nella voce 1. "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico" sono ricompresi i crediti a cauzione per anticipazione su finanziamenti con la Banca Centrale Europea.

Nella voce 2. "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" sono ricompresi:

  • 1.740,7 milioni di euro a cauzione per anticipazione su finanziamenti con la Banca Centrale Europea;
  • 3.739,2 milioni di euro a garanzia operazioni di pronti contro termine passivi;

Nella voce 3. "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato" sono ricompresi:

  • 1.744,3 milioni di euro sono i crediti ceduti a società veicolo nell'ambito di operazioni di covered bond;
  • 6.784,9 milioni di euro a cauzione per anticipazione su finanziamenti con la Banca Centrale Europea;
  • 478,4 milioni di euro come margini iniziali e di variazione con clearing broker;
  • 345,6 milioni di euro a garanzia della cassa di compensazione e garanzia;
  • 53,9 milioni di euro a cauzione presso la Banca d'Italia per emissione assegni circolari;
  • 3.446,4 milioni di euro a garanzia operazioni di pronti contro termine passivi;
  • 536,6 milioni di euro a garanzia altri tipi di raccolta collateralizzata.

4. Gestione e intermediazione per conto terzi

Tipologia servizi Importo
1. Esecuzione di ordini per conto della clientela 7.467.567
a) acquisti 3.944.942
1. regolati 3.936.306
2. non regolati 8.636
b) vendite 3.522.625
1. regolate 3.513.868
2. non regolate 8.757
2. Gestioni individuale di portafogli 4.731.096
3. Custodia e amministrazione di titoli 121.871.927
a) titoli di terzi in deposito: connessi con lo svolgimento di banca depositaria (escluse le
gestioni di portafogli)
-
1. titoli emessi dalla banca che regide il bilancio -
2. altri titoli -
b) titoli di terzi in deposito (escluse gestioni di portafogli): altri 53.563.047
1. titoli emessi dalla banca che regide il bilancio 519.178
2. altri titoli 53.043.869
c) titoli di terzi depositati presso terzi 53.152.576
d) titoli di proprietà depositati presso terzi 15.156.304
4. Altre operazioni 13.326.955

La voce 4."Altre operazioni" comprende prevalentemente i servizi resi a terzi relativamente all'attività di ricezione e trasmissione degli ordini.

Il principio IFRS 7 richiede di fornire una specifica informativa degli strumenti finanziari:

  • che sono stati compensati nello stato patrimoniale ai sensi dello IAS 32;
  • che sono potenzialmente compensabili, al ricorrere di determinate condizioni, ma esposti nello stato patrimoniale a saldi aperti in quanto regolati da "accordi quadro

di compensazione o accordi simili" che tuttavia non rispettano i criteri stabiliti dallo IAS 32 per operare la compensazione di bilancio.

Per la disclosure di tali accordi il principio richiede di considerare gli effetti delle garanzie reali finanziarie ricevute e prestate.

Al riguardo si segnala che, sulla base dell'analisi effettuata, non risultano in essere accordi di netting per i quali si debba procedere alla compensazione dei saldi nello stato patrimoniale, ai sensi di quanto richiesto dallo IAS 32. Pertanto nelle seguenti tabelle 5. e 6. le colonne relative all'"Ammontare delle attività/passività finanziarie compensato in bilancio" non risulteranno avvalorate.

5. Attività finanziarie oggetto di compensazione in bilancio, oppure soggette ad accordi-quadro di compensazione o ad accordi similari

Forme tecniche Ammontare Ammontare
delle
netto delle
passività
attività
finanziarie
finanziarie
riportato in
in bilancio
bilancio (c=a
(b)
b)
Ammontari correlati non
oggetto di compensazione
in Bilancio
Ammontare
lordo delle
attività
finanziarie (a)
compensate Strumenti
finanziari (d)
Depositi di
contante
ricevuti in
garanzia (e)
Ammontare
netto (f=c-d
e)
31/12/2021
Ammontare
netto
31/12/2020
1. Derivati 247.526 - 247.526 162.925 74.190 10.412 15.957
2. Pronti contro termine - - - - - - -
3. Prestito titoli - - - - - - -
4. Altre - - - - - - -
Totale
31/12/2021
247.526 - 247.526 162.925 74.190 10.412 X
Totale
31/12/2020
300.480 - 300.480 243.139 41.384 X 15.957

6. Passività finanziarie oggetto di compensazione in bilancio, oppure soggette ad accordiquadro di compensazione o ad accordi similari

Forme tecniche Ammontare
lordo delle
passività
finanziarie (a)
Ammontare Ammontare
netto delle
delle attività
passività
finanziarie
finanziarie
riportato in
in bilancio
bilancio (c=a
(b)
b)
Ammontari correlati non
oggetto di compensazione
in bilancio
Ammontare
compensato Strumenti
finanziari (d)
Depositi in
contanti
posti a
garanzia (e)
netto (f=c-d
e)
31/12/2021
Ammontare
netto
31/12/2020
1. Derivati 418.308 - 418.308 162.925 271.422 (16.038) 3.556
2. Pronti contro termine 7.251.882 - 7.251.882 7.251.882 - - -
3. Prestito titoli - - - - - - -
4. Altri - - - - - - -
Totale
31/12/2021
7.670.190 - 7.670.190 7.414.807 271.422 (16.038) X
Totale
31/12/2020
3.309.476 - 3.309.476 3.168.637 137.284 X 3.556

PARTE C INFORMAZIONI SUL CONTO ECONOMICO

I dati delle tabelle del Conto Economico delle "Commissioni attive" e delle Commissioni passive", sono stati riesposti al fine di recepire il 7° aggiornamento del 29 ottobre 2021 della Circolare 262 della Banca d'Italia del 22 dicembre 2005.

I risultati economici del 2021 sono influenzati dalla fusione della Cassa di Risparmio di Cento, fusione avvenuta il 24 luglio 2021, che ha pertanto contributo per il secondo semestre ai risultati della banca, e si evidenzia, pertanto, che le variazioni rispetto al 2020 sono calcolate su un perimetro non omogeneo.

Per i dettagli relativi agli impatti contabili dell'operazione si rimanda alla sezione G della nota integrativa.

Sezione 1 – Gli Interessi - Voci 10 e 20

1.1 Interessi attivi e proventi assimilati: composizione

Voci/Forme tecniche Titoli di debito Finanziamenti Altre operazioni Totale
31/12/2021
Totale
31/12/2020
1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a
conto economico:
150 61 - 210 539
1.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione 147 - - 147 482
1.2 Attività finanziarie designate al fair value - - - - -
1.3 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al
fair value
2 61 - 63 57
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
sulla redditività complessiva
24.297 - X 24.297 9.560
3. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: 16.958 328.764 X 345.722 392.342
3.1 Crediti verso banche 2.955 121 X 3.076 1.496
3.2 Crediti verso clientela 14.003 328.643 X 342.646 390.845
4. Derivati di copertura X X 24.774 24.774 26.255
5. Altre attività X X 0 0 1
6. Passività finanziarie X X X 111.568 59.517
Totale 41.404 328.825 24.774 506.571 488.214
di cui: interessi attivi su attività finanziarie impaired - 10.540 - 10.540 11.900
di cui: interessi attivi su leasing finanziario X - X - -

1.2 Interessi attivi e proventi assimilati: altre informazioni

1.2.1 Interessi attivi su attività finanziarie in valuta

Gli interessi attivi maturati ammontano a 12.491 mila euro.

1.3 Interessi passivi e oneri assimilati: composizione

Voci/Forme tecniche Debiti Titoli Altre operazioni Totale
31/12/2021
Totale
31/12/2020
1. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato (15.761) (30.622) X (46.384) (61.831)
1.1 Debiti verso banche centrali - X X - -
1.2 Debiti verso banche (365) X X (365) (12.444)
1.3 Debiti verso clientela (15.396) X X (15.396) (14.007)
1.4 Titoli in circolazione X (30.622) X (30.622) (35.380)
2. Passività finanziarie di negoziazione - - - - -
3. Passività finanziarie designate al fair value - - - - -
4. Altre passività e fondi X X - - -
5. Derivati di copertura X X - - -
6. Attività finanziarie X X X (52.491) (6.198)
Totale (15.761) (30.622) - (98.875) (68.030)
di cui: interessi passivi relativi ai debiti per leasing (2.801) X X (2.801) (3.226)

1.4 Interessi passivi e oneri assimilati: altre informazioni

1.4.1 Interessi passivi su passività finanziarie in valuta

Gli interessi passivi maturati ammontano a 635 mila euro.

1.5 Differenziali relativi alle operazioni di copertura

Totale Totale
Voci 31/12/2021 31/12/2020
A. Differenziali positivi relativi a operazioni di copertura 184.443 170.263
B. Differenziali negativi relativi a operazioni di copertura (159.669) (144.008)
C. Saldo (A-B) 24.774 26.255

Sezione 2 - Le Commissioni - Voci 40 e 50

2.1 Commissioni attive: composizione

Tipologia servizi/Valori Totale
31/12/2021
Totale
31/12/2020
a) Strumenti finanziari 279.272 240.151
1. Collocamento titoli 195.215 167.302
1.1 Con assunzione a fermo e/o sulla base di un impegno irrevocabile - -
1.2 Senza impegno irrevocabile 195.215 167.302
2. Attività di ricezione e trasmissione di ordini e esecuzione di ordini per
conto dei clienti
14.635 15.161
2.1 Ricezione e trasmissione di ordini di uno o più strumenti finanziari 5.505 4.827
2.2 Esecuzione di ordini per conto dei clienti 9.130 10.334
3. Altre commissioni connesse con attività legate a strumenti finanziari 69.423 57.688
di cui: negoziazione per conto proprio - -
di cui: gestione di portafogli individuali 69.423 57.688
b) Corporate Finance 5 5
1. Consulenza in materia di fusioni e acquisizioni 5 5
2. Servizi di tesoreria - -
3. Altre commissioni connesse con servizi di corporate finance - -
c) Attività di consulenza in materia di investimenti - -
d) Compensazione e regolamento - -
e) Custodia e amministrazione 3.613 3.134
1. Banca depositaria - -
2. Altre commissioni legate all'attività di custodia e amministrazione 3.613 3.134
f) Servizi amministrativi centrali per gestioni di portafogli collettive - -
g) Attività fiduciaria - -
h) Servizi di pagamento 100.890 87.274
1. Conti correnti 8.415 7.517
2. Carte di credito 24.426 21.587
3. Carte di debito ed altre carte di pagamento 34.084 26.082
4. Bonifici e altri ordini di pagamento 13.193 12.259
5. Altre commissioni legate ai servizi di pagamento 20.772 19.829
i) Distribuzione di servizi di terzi 78.377 72.101
1. Gestioni di portafogli collettive - -
2. Prodotti assicurativi 74.865 68.958
3. Altri prodotti 3.512 3.143
di cui: gestioni di portafogli individuali - -
j) Finanza strutturata - -
k) Attività di servicing per operazioni di cartolarizzazione - -
l) Impegni a erogare fondi - -
m) Garanzie finanziarie rilasciate 4.426 4.152
di cui: derivati su crediti - -
n) Operazioni di finanziamento - -
di cui: per operazioni di factoring - -
o) Negoziazione di valute 3.167 2.804
p) Merci - -
q) Altre commissioni attive 130.197 122.967
di cui: per attività di gestione di sistemi multilaterali di scambio - -
di cui: per attività di gestione di sistemi organizzati di negoziazione - -
Totale 599.947 532.587

Si riporta la disaggregazione delle commissioni distribuite per forma tecnica in linea con quanto richiesto da IFRS 15 par. 114. Le principali tipologie commissionali sono riconducibili a (IFRS 15 par. 119):

  • Gestione dei portafogli individuali e collettivi: la performance obbligation si sostanzia in 6.963 mila euro e viene tipicamente soddisfatta over time;
  • Collocamento titoli: si tratta di commissioni in sede di collocamento fondi/sicav incassati per un importo pari a 23.193 mila euro;
  • Distribuzione dei servizi di terzi: si tratta di commissioni di acquisizione relative a polizze assicurative per un importo pari a 5.911 mila euro.

La banca percepisce vari tipi di commissioni variabili come:

  • Success Fee e retainer fee;
  • Performance/Overperformance;
  • Rappel.

Tali commissioni vengono percepite al raggiungimento di determinati obiettivi, previsti contrattualmente e sono contabilizzate al momento in cui viene meno l'incertezza relativa alla determinazione dell'importo variabile.

Nella parte L della nota integrativa consolidata viene presentata la disaggregazione dei Ricavi per segmento operativo.

2.2 Commissioni attive: canali distributivi dei prodotti e servizi

Canali/Valori Totale
31/12/2021
Totale
31/12/2020
a) presso propri sportelli: 274.080 243.566
1. gestioni di portafogli 48.779 40.569
2. collocamento di titoli 156.888 138.239
3. servizi e prodotti di terzi 68.413 64.759
b) offerta fuori sede: 68.935 53.525
1. gestioni di portafogli 20.644 17.119
2. collocamento di titoli 38.327 29.064
3. servizi e prodotti di terzi 9.964 7.342
c) altri canali distributivi: - -
1. gestioni di portafogli - -
2. collocamento di titoli - -
3. servizi e prodotti di terzi - -

2.3 Commissioni passive: composizione

Servizi/Valori Totale
31/12/2021
Totale
31/12/2020
a) Strumenti finanziari (12.242) (8.293)
di cui: negoziazione di strumenti finanziari (2.538) (1.405)
di cui: collocamento di strumenti finanziari (520) (312)
di cui: gestione di portafogli individuali (9.185) (6.576)
- Proprie (9.185) (6.576)
- Delegate a terzi - -
b) Compensazione e regolamento - -
c) Custodia e amministrazione (2.672) (2.351)
d) Servizi di incasso e pagamento (30.162) (37.842)
di cui: carte di credito, carte di debito e altre carte di pagamento (9.538) (8.450)
e) Attività di servicing per operazioni di cartolarizzazione - -
f) Impegni a ricevere fondi - -
g) Garanzie finanziarie ricevute (803) (717)
di cui: derivati su crediti - -
h) Offerta fuori sede di strumenti finanziari, prodotti e servizi (64.440) (53.845)
i) Negoziazione di valute - -
j) Altre commissioni passive (2.681) (1.979)
Totale (113.001) (105.027)

Sezione 3 – Dividendi e proventi simili - Voci 70

3.1 Dividendi e proventi simili: composizione

Totale
31/12/2021
Totale
31/12/2020
Voci/Proventi Dividendi Proventi
simili
Dividendi Proventi
simili
A. Attività finanziarie di negoziazione 13
-
19
-
B. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value -
-
-
-
C. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
153
-
454
-
D. Partecipazioni 3.046 - - -
Totale 3.212 - 473 -

Nel corso dell'esercizio sono stati incassati dividendi da Credemassicurazioni per 3,0 milioni di euro.

Sezione 4 – Il Risultato Netto dell'attività di negoziazione – Voce 80

Operazioni/Componenti reddituali Plusvalenze
(A)
Utili da
negoziazione
(B)
Minusvalenze
(C)
Perdite da
negoziazione
(D)
Risultato
netto [(A+B) -
(C+D)]
1. Attività finanziarie di negoziazione 32 3.873 (419) (212) 3.273
1.1 Titoli di debito 13 3.845 (113) (131) 3.614
1.2 Titoli di capitale - 28 (215) (80) (267)
1.3 Quote di O.I.C.R. 19 - (92) - (73)
1.4 Finanziamenti - - - - -
1.5 Altre - - - - -
2. Passività finanziarie di negoziazione - - - - -
2.1 Titoli di debito - - - - -
2.2 Debiti - - - - -
2.3 Altre - - - - -
3. Attività e passività finanziarie: differenze di
cambio
X X X X 6.489
4. Strumenti derivati 45.466 29.417 (50.064) (24.808) 4.529
4.1 Derivati finanziari: 45.466 29.417 (50.064) (24.808) 4.529
- Su titoli di debito e tassi di interesse 45.464 29.417 (50.064) (24.808) 9
- Su titoli di capitale e indici azionari 2 - - - 2
- Su valute e oro X X X X 4.518
- Altri - - - - -
4.2 Derivati su crediti - - - - -
di cui: coperture naturali connesse con la fair
value option
X X X X -
Totale 45.498 33.290 (50.484) (25.019) 14.292

4.1 Risultato netto dell'attività di negoziazione: composizione

Nella presente tabella i risultati della negoziazione delle attività finanziarie per cassa in valuta sono indicati separatamente da quelli relativi all'attività in cambi.

Sezione 5 – Il Risultato Netto dell'attività di copertura – Voce 90

5.1 Risultato netto dell'attività di copertura: composizione

Componenti reddituali/Valori Totale
31/12/2021
Totale
31/12/2020
A. Proventi relativi a:
A.1 Derivati di copertura del fair value 160.202 164.505
A.2 Attività finanziarie coperte (fair value) 105.387 51.012
A.3 Passivita' finanziarie coperte (fair value) 102.864 427
A.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari - -
A.5 Attività e passività in valuta - -
Totale proventi dell'attività di copertura (A) 368.454 215.944
B. Oneri relativi a:
B.1 Derivati di copertura del fair value (193.842) (104.044)
B.2 Attività finanziarie coperte (fair value) (174.525) (45.296)
B.3 Passività finanziarie coperte (fair value) - (64.049)
B.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari - -
B.5 Attività e passività in valuta - -
Totale oneri dell'attività di copertura (B) (368.367) (213.389)
C. Risultato netto dell'attività di copertura (A - B) 87 2.555
di cui: risultato delle coperture su posizioni nette - -

La metodologia contabile del macro fair value hedge è stata applicata per la copertura del rischio di tasso associato all'erogazione di mutui a tasso fisso e a tasso variabile con opzione "Cap", per la copertura rischio di tasso della raccolta a vista di clientela, e la metodologia contabile del micro fair value hedge per la copertura del rischio di tasso per alcuni titoli a tasso fisso detenuti nei portafogli "AFS" e "Crediti" e per la copertura del rischio di tasso per alcune obbligazioni emesse a tasso fisso classificate nella voce "titoli in circolazione".

L'attività di copertura, con riferimento alla valutazione degli strumenti derivati correlati a poste patrimoniali (la circostanza ha in particolare riguardato le coperture in "micro fair value hedge" dei titoli di debito appostati tra le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva), ha risentito dell'andamento dei tassi di interesse e delle tensioni di mercato verificatesi in particolare nell'anno

Va osservato che tale risultato è peraltro da mettere in connessione con gli apporti positivi che le stesse grandezze patrimoniali suddette hanno avuto sul margine finanziario.

Sezione 6 – Utili (Perdite) da cessione/riacquisto - Voce 100

6.1 Utili (Perdite) da cessione/riacquisto: composizione

Totale
31/12/2021
Totale
31/12/2020
Voci/Componenti reddituali Utili Perdite Risultato
netto
Utili Perdite Risultato
netto
Attività finanziarie
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 4.485 (1.351) 3.134 29.034 (12.084) 16.950
1.1 Crediti verso banche - - - - - -
1.2 Crediti verso clientela 4.485 (1.351) 3.134 29.034 (12.084) 16.950
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
sulla redditività complessiva
67.726 (34.210) 33.516 8.822 (2.940) 5.882
2.1 Titoli di debito 67.726 (34.210) 33.516 8.822 (2.940) 5.882
2.2 Finanziamenti - - - - - -
Totale attività 72.211 (35.560) 36.651 37.856 (15.024) 22.832
Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato
1. Debiti verso banche - - - - - -
2. Debiti verso clientela - - - - - -
3. Titoli in circolazione - - - 3 - 3
Totale passività - - - 3 - 3

1

Sezione 7 – Il Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value – Voce 110

7.2 Variazione netta di valore delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: composizione delle altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value

Operazioni/Componenti reddituali Plusvalenze
(A)
Utili da
realizzo (B)
Minusvalenze
(C)
Perdite da
realizzo (D)
Risultato netto
[(A+B) - (C+D)]
1. Attività finanziarie 2.044 - (312) (1) 1.730
1.1 Titoli di debito - - - - -
1.2 Titoli di capitale - - - - -
1.3 Quote di O.I.C.R. - - (275) - (275)
1.4 Finanziamenti 2.044 -
(38)
(1) 2.005
2. Attività finanziarie: differenze di cambio X X X X -
Totale 2.044 - (312) (1) 1.730

Sezione 8 – Le rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento - Voce 130

Rettifiche di valore (1) Riprese di valore (2)
Operazioni/Componenti
reddituali
Primo
stadio
Terzo stadio Impaired acquisite o
originate
Impaired Totale
Secondo
stadio
Write-off Altre Write-off Altre Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
acquisite
o
originate
A. Crediti verso banche (170) (14) - - - - 75 - - - (108) (87)
- Finanziamenti (18) (14) - - - - - - - - (32) 172
- Titoli di debito (151) - - - - - 75 - - - (76) (259)
B. Crediti verso clientela (1.510) - (1.754) (85.237) - (1.164) 16.085 6.058 40.857 2.835 (23.829) (88.634)
- Finanziamenti - - (1.754) (85.237) - (1.164) 15.273 6.058 40.857 2.835 (23.132) (87.888)
- Titoli di debito (1.510) - - - - - 813 - - - (697) (747)
Totale (1.679) (14) (1.754) (85.237) - (1.164) 16.161 6.058 40.857 2.835 (23.938) (88.721)

8.1 Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione

A= da interessi

B= da altre riprese

Il costo del credito a dicembre 2021 si attesta a circa 24 milioni di euro, in miglioramento rispetto allo stesso periodo dell'esercizio precedente, quando ammontava a circa 89 milioni di euro. Tale effetto è dovuto al fondo delle svalutazioni collettive che si riduce a seguito del miglioramento del contesto macroeconomico generando una ripresa sulla collettiva di circa 20 milioni di euro rispetto a circa 48 milioni di euro di rettifiche dell'esercizio precedente. Il costo del credito analitico sulle posizioni non performing ammonta a 44 milioni di euro in lieve aumento rispetto a dicembre 2020.

Le rettifiche su crediti restano su valori estremamente contenuti, registrano quasi 6 milioni di componenti non ricorrenti, relative ad un aggiornamento delle policy creditizie e confermano l'assenza di rilevanti segnali di deterioramento creditizio.

Il costo del credito, derivante dalle svalutazioni analitiche e collettive, espresso in termini percentuali, in rapporto agli impieghi netti risulta in ulteriore miglioramento (0,1%) rispetto allo stesso periodo dell'esercizio precedente (0,4%).

Il framework metodologico IFRS 9 è oggetto di continuo monitoraggio al fine di valutare trimestralmente la coerenza con l'evoluzione macro economica e di portafoglio.

8.1a Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo a finanziamenti valutati al costo ammortizzato oggetto di misure di sostegno Covid-19: composizione

Impaired
acquisite o
Totale
Primo
stage
Secondo
stadio
Write-off Altre Write-off Altre 31/12/2021
(15) (3) - (7) - - (25)
56 (778) - (416) - (10) (1.148)
- (52) - (3.338) - (6) (3.396)
477 (341) - (3.224) - (6) (3.095)
519 (1.174) - (6.985) - (22) (7.663)
Terzo
stadio
Rettifiche di valore nette originate

Nella tabella viene indicato il dettaglio delle rettifiche di valore nette per i finanziamenti, oggetto di "moratorie" o altre misure di concessione in essere alla data di riferimento del bilancio, o che costituiscono nuova liquidità concessa mediante meccanismi di garanzia pubblica.

8.2 Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione

Operazioni/Componenti
reddituali
Rettifiche di valore (1) Riprese di valore (2) Totale
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite o
originate
Write-off Altre Write-off Altre Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired acquisite
o originate
31/12/2021 31/12/2020
A. Titoli di debito (685) -
-
- - - 1.208 - - - 523 1.145
B. Finanziamenti - -
-
- - - - - - - - -
- Verso clientela - -
-
- - - - - - - - -
- Verso banche - -
-
- - - - - - - - -
Totale (685) -
-
- - - 1.208 - - - 523 1.145

Sezione 9 –Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni - Voce 140

9.1 Utili (perdite) da modifiche contrattuali: composizione

La voce presenta un saldo netto negativo di 830 mila euro, 164 mila euro di utili e 994 mila euro di perdite a seguito dell'adeguamento operato ai valori contabili delle attività finanziarie che riflettono le modifiche apportate ai flussi di cassa contrattuali che non danno luogo a cancellazioni contabili.

Sezione 10 – Le spese amministrative - Voce 160

Le spese amministrative mostrano complessivamente una crescita di oltre il 12,0%. Includono alcune componenti non lineari (spese del personale e amministrative del secondo semestre di Caricento, oneri di integrazione inerenti la fusione, e oneri legati a ad azioni di ottimizzazione dell'organico e a supporto della progettualità).

Tipologia di spese/Valori Totale
31/12/2021
Totale
31/12/2020
1) Personale dipendente (457.630) (429.552)
a) salari e stipendi (326.663) (313.804)
b) oneri sociali (78.371) (75.476)
c) indennità di fine rapporto (2.720) (2.588)
d) spese previdenziali - -
e) accantonamento al trattamento di fine rapporto del personale (2.009) (39)
f) accantonamento al fondo trattamento di quiescenza e obblighi simili: - (86)
- a contribuzione definita - -
- a benefici definiti - (86)
g) versamenti ai fondi di previdenza complementare esterni: (20.720) (19.770)
- a contribuzione definita (20.720) (19.770)
- a benefici definiti - -
h) costi derivanti da accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali (2.488) (2.421)
i) altri benefici a favore dei dipendenti (24.658) (15.369)
2) Altro personale in attività (18) (33)
3) Amministratori e sindaci (2.065) (1.827)
4) Personale collocato a riposo - -
5) Recuperi di spese per dipendenti distaccati presso altre aziende 4.914 3.675
6) Rimborsi di spese per dipendenti di terzi distaccati presso la società (1.474) (1.447)
Totale (456.273) (429.183)

10.1 Spese per il personale: composizione

Come da indicazioni della circolare di Banca d'Italia 262 del 22 dicembre 2005 (e successivi aggiornamenti):

  • nella voce "Spese per il personale" figurano anche i compensi agli amministratori e ai sindaci e le spese relative ai contratti di lavoro atipici;
  • il costo del personale dipendente è al netto dei recuperi di spesa per i dipendenti della banca distaccati presso le società controllate ed è comprensivo dei compensi pagati alle società controllate relativi a personale distaccato presso la banca;
  • la sottovoce "Altro personale in attività" comprende compensi per collaborazioni coordinate.

10.2 Numero medio dei dipendenti per categoria

Totale
31/12/2021
Totale
31/12/2020
1) Personale dipendente 5.452 5.329
a) dirigenti 111 109
b) quadri direttivi 2.563 2.572
c) restante personale dipendente 2.778 2.648
2) Altro personale - -
Totale 5.452 5.329

BILANCIO INDIVIDUALE – NOTA INTEGRATIVA Il numero medio dei dipendenti non include gli amministratori e sindaci. Nel caso dei dipendenti part-time è convenzionalmente considerato il 50%.

10.4 Altri benefici a favore dei dipendenti

La voce comprende i buoni pasto, gli incentivi all'esodo, le altre liberalità diverse, i costi per polizze assicurative stipulate a favore dei dipendenti, i costi per corsi di aggiornamento professionale, ecc.

10.5 Altre spese amministrative: composizione

Tipologia servizi/Valori Totale
31/12/2021
Totale
31/12/2020
Imposte e tasse (106.400) (91.993)
Imposta di bollo (93.626) (81.180)
Imposta Municipale Unica (2.775) (2.673)
Altro (9.999) (8.140)
Altre spese (197.830) (160.781)
Assicurazioni (2.288) (1.835)
ATM (666) (815)
Economato, cancelleria, stampati (7.751) (7.999)
Formazione (1.361) (930)
Energia elettrica (4.884) (4.773)
Fitti passivi su immobili (1.059) (925)
Altre spese immobiliari (10.284) (10.191)
Info provider (8.694) (9.298)
Elaborazioni elettroniche presso terzi (71.120) (49.764)
Macchine ufficio (97) (82)
Lavorazione bancarie esternalizzate (8.459) (5.242)
Marketing (8.609) (6.849)
Mobilità (4.196) (3.722)
POS - (1)
Postali (3.842) (3.724)
Consulenza (11.056) (6.913)
Spese legali per recupero crediti (5.940) (6.279)
Spese legali (3.316) (3.889)
Altri compensi a professionisti esterni (1.503) (903)
Reti e servizi interbancari (3.149) (2.809)
Telefoniche (6.061) (4.937)
Trasporti (385) (249)
Trasporto valori e contazione (2.334) (2.171)
Vigilanza (4.504) (4.324)
Visure e informazioni (7.046) (5.807)
Altre spese (19.226) (16.350)
Contributi Fondi (49.944) (37.542)
Contributi Fondo di Risoluzione Unico - SRF (21.716) (16.213)
Contributi Sistema Garanzia Depositi - DGSD (28.228) (21.329)
Totale (354.174) (290.316)

Sezione 11 – Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri - Voce 170

11.1 Accantonamenti netti per il rischio di credito relativi a impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate: composizione

31/12/2021 31/12/2020
Accantonamento netto al fondo rischi per impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate (2.144) (3.694)
Riattribuzione a conto economico relative al fondo rischi per impegni a erogare fondi e garanzie
finanziarie rilasciate
1.908 1.028
Totale (236) (2.664)

11.2 Accantonamenti netti relativi ad altri impegni e altre garanzie rilasciate: composizione

31/12/2021 31/12/2020
Accantonamento quota IPC Contributo Fondo di Risoluzione Unico Europeo - SRF (2.662) (2.086)
Totale (2.086)

Nella presente voce è stato accantonato il 15% del contributo al Fondo Nazionale per la Risoluzione, già versato, pari a 2,7 milioni di euro a titolo di "deposito cauzionale", mentre l'ulteriore 85% è stato imputato nella voce "Altre spese amministrative".

11.3 Accantonamenti netti agli altri fondi per rischi e oneri: composizione

31/12/2021 31/12/2020
Accantonamento netto al fondo rischi per cause passive e revocatorie (5.698) (3.874)
Riattribuzione a conto economico relative al fondo rischi per cause passive e revocatorie 1.904 1.616
Accantonamenti ad altri fondi (3.104) (4.708)
Interessi passivi da attualizzazione relativi ad altri fondi - -
Riattribuzione a conto economico relative ad altri fondi 375 636
Totale (6.522) (6.330)

Sezione 12 – Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali – Voce 180

12.1. Rettifiche di valore nette su attività materiali: composizione

Attività/Componente reddituali Ammortamento
(a)
Rettifiche di
valore per
deterioramento
(b)
Riprese di valore
(c)
Risultato netto
(a + b - c)
A. Attività materiali
1 Ad uso funzionale (37.380) (90) 99 (37.371)
- Di proprietà (17.594) - - (17.594)
- Diritti d'uso acquisiti con il leasing (19.787) (90) 99 (19.777)
2 Detenute a scopo d'investimento (172) - - (172)
- Di proprietà (172) - - (172)
- Diritti d'uso acquisiti con il leasing - - - -
3 Rimanenze - - - -
Totale (37.552) (90) 99 (37.543)

Sezione 13 – Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali – Voce 190

13.1 Rettifiche di valore nette su attività immateriali: composizione

Attività/Componente reddituale Ammortamento
(a)
Rettifiche di
valore per
deterioramento
(b)
Riprese di valore
(c)
Risultato netto
(a + b - c)
A. Attività immateriali
di cui: software (40.461) - - (40.461)
A.1 Di proprietà (42.292) - - (42.292)
- Generate internamente dall'azienda (5.679) - - (5.679)
- Altre (36.612) - - (36.612)
A.2 Diritti d'uso acquisiti con il leasing - - - -
B. Attività possedute per la vendita - - - -
Totale (42.292) - - (42.292)

Gli ammortamenti sono in crescita per la costante attenzione agli investimenti per sostenere l'attività progettuale e l'evoluzione del modello di servizio.

Sezione 14 – Gli altri oneri e proventi di gestione – Voce 200

14.1 Altri oneri di gestione: composizione

Totale
31/12/2021
Totale
31/12/2020
Ammortamento migliorie su beni di terzi (3.205) (2.807)
Sopravvenienze passive (14.053) (12.219)
Altri oneri (1.508) (1.169)
Totale Altri oneri (18.765) (16.194)

14.2 Altri proventi di gestione: composizione

Totale
31/12/2021
Totale
31/12/2020
Fitti attivi 3.619 3.259
Recupero di imposte 98.064 85.594
Recupero costi amministrativi da società del gruppo 19.277 16.782
Sopravvenienze attive 4.318 4.941
Altri proventi 7.696 8.646
Negative Goodwill 97.083 -
Totale Altri proventi 230.058 119.222

La voce "Recuperi di imposta" recepisce il recupero del maggior onere relativo al calcolo dell'imposta di bollo sui dossier titoli.

Nella voce "Altri proventi" sono compresi anche i recuperi della "Commissione di istruttoria veloce", disciplinata dal comma 2 della Legge 23 dicembre 2011.

Il negative goodwill, o badwill, deriva dall'operazione di integrazione con Caricento, come ampiamente riportato nella Parte G della presente nota integrativa.

Sezione 18 – Utili (Perdite) da cessione di investimenti - Voce 250 18.1 Utili (perdite) da cessione di investimenti: composizione

Componente reddituale/Valori Totale
31/12/2021
Totale
31/12/2020
A. Immobili 1.389 (127)
- Utili da cessione 1.536 62
- Perdite da cessione (147) (189)
B. Altre attività 9.118 2.240
- Utili da cessione 9.804 2.261
- Perdite da cessione (686) (21)
Risultato netto 10.507 2.113

Si evidenzia l'impatto positivo relativo al contratto di cessione di Banca Depositaria firmato negli anni precedenti con BNP: circa 2,3 milioni legati all'aggiustamento prezzo, e 7,5 milioni di indennizzo del "breach contrattuale" conseguito alla cessione da parte di BNP per il ramo legato alla Banca Corrispondente.

Sezione 19 – Le imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente - Voce 270

19.1 Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente: composizione

Componenti reddituali/Valori Totale
31/12/2021
Totale
31/12/2020
1. Imposte correnti (-) (20.604) (23.772)
2. Variazioni delle imposte correnti dei precedenti esercizi (+/-) - -
3. Riduzione delle imposte correnti dell'esercizio (+) - -
3.bis Riduzione delle imposte correnti dell'esercizio per crediti d'imposta
di cui alla Legge n. 214/2011 (+)
- -
4. Variazione delle imposte anticipate (+/-) (25.027) (10.857)
5. Variazione delle imposte differite (+/-) (3.363) 21.623
6. Imposte di competenza dell'esercizio (-) (-1+/-2+3+3bis+/-4+/-5) (48.994) (13.006)

Le imposte correnti sono state rilevate in base alla legislazione fiscale vigente, ivi incluse le disposizioni del D.Lgs.38/2005.

19.2 Riconciliazione tra onere fiscale teorico e onere fiscale effettivo di bilancio

IRES Imponibile IRES
Onere fiscale IRES teorico 199.476 (54.856)
Variazioni in aumento permanenti
- Altri oneri non deducibili 114.842 (31.582)
- IMU 1.110 (305)
- Costi auto indeducibili 426 (117)
- Erogazioni liberali indeducibili 784 (215)
- Fabbricati non strumentali 24 (7)
Variazioni in diminuzione permanenti
- Dividendi Esenti (3.040) 836
- Agevolazione ACE 2011 (5.909) 1.625
- PPA (23.047) 6.338
-Badwill (97.083) 26.698
- Altre variazioni (perdite fiscali da fusione) (36.150) 9.941
Onere fiscale IRES effettivo 151.432 (41.644)
IRAP Imponibile IRAP
Onere fiscale IRAP teorico 625.343 (34.832)
Variazioni in aumento permanenti
- Spese amministrative - 10% (voce 160 b) 32.375 (1.803)
- Ammortamenti - 10% e non funzionali (voce 170) 7.185 (400)
- I. M.U. 2.498 (139)
Variazioni in diminuzione permanenti
- Dividendi non tassati (1.606) 89
- rettifiche di valore su crediti ceduti (48.801) 2.718
- Ammortamento avviamento (13.046) 727
-Altre variazioni (1.721) 96
- PPA (23.047) 1.284
- Cuneo fiscale (447.225) 24.910
Onere fiscale IRAP effettivo 131.954 (7.350)
Totale onere fiscale effettivo IRES e IRAP 283.386 (48.994)

Modifiche introdotte dal D.L.17 del 1° marzo 2022 (Decreto Energia)

In data 1° marzo 2022 è stato pubblicato il D.L. n. 17 con il quale, all'art 42, è stato disciplinato il differimento, in quote costanti, al periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2022 e ai tre successivi della deduzione della quota del 12 per cento dell'ammontare dei componenti negativi prevista, ai fini dell'imposta sul reddito delle società e dell'imposta regionale sulle attività produttive, rispettivamente dai commi 4 e 9 dell'articolo 16 del decreto-legge 27 giugno 2015, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 132.

Ai sensi dei paragrafi 46 e 47 dello IAS 12, in relazione al bilancio al 31 dicembre 2021, la disposizione in argomento si configura come un "non-adjusting event", senza recepimento nei saldi alla medesima data dei conseguenti effetti contabili.

Sezione 22 – Utile per azione

25.1 Numero medio delle azioni ordinarie a capitale diluito HOLDING/SUBHOLDING

31/12/2021 31/12/2020
Fair value azioni 5,41 4,34
Utile netto 199.476 97.183
Numero azioni ponderato 335.195.749 331.563.315
Numero azioni potenziale - -
Numero azioni diluito potenziale 335.195.749 331.563.315
Utile per azioni 0,59 0,29
Utile diluito per azione 0,59 0,29

Lo IAS 33 prevede l'esposizione dell'utile per azione (EPS) base e diluito, specificando per entrambi la metodologia di calcolo. L'utile per azione base deriva dal rapporto tra l'utile attribuibile ai possessori di azioni ordinarie e la media ponderata delle azioni ordinarie in circolazione durante l'esercizio.

Il fair value delle azioni è la media ponderata del 2021.

PARTE D

Redditività complessiva

Si forniscono le informazioni di dettaglio previste dallo IAS 1 sul prospetto della redditività consolidata complessiva (importi al lordo e al netto delle imposte, rigiri a conto economico, ecc.)

PROSPETTO ANALITICO DELLA REDDITIVITA' COMPLESSIVA

Voci 31/12/2021 31/12/2020
10. Utile (Perdita) d'esercizio 199.476 97.183
Altre componenti reddituali senza rigiro a conto economico (12.420) (992)
20. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva: (12.489) 148
a) variazione di fair value 26.472 148
b) trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto (38.961) -
30. Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del proprio merito creditizio): - -
a) variazione del fair value - -
b) trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto - -
40. Coperture di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva:
a) variazione di fair value (strumento coperto)
-
-
-
-
b) variazione di fair value (strumento di copertura) - -
50. Attività materiali - -
60. Attività immateriali - -
70. Piani a benefici definiti (1.101) (1.559)
80. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - -
90. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto - -
100. Imposte sul reddito relative alle altre componenti reddituali senza rigiro a conto economico 1.170 418
Altre componenti reddituali con rigiro a conto economico (35.175) 38.069
110. Copertura di investimenti esteri: - -
a) variazioni di fair value - -
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni - -
120. Differenze di cambio: - -
a) variazione di valore - -
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni - -
130. Copertura dei flussi finanziari: (41.174) 17.670
a) variazioni di fair value (41.174) 17.670
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni - -
di cui: risultato delle posizioni nette - -
140. Strumenti di copertura (elementi non designati): - -
a) variazione di valore - -
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni - -
150 Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (11.381) 39.208
a) variazioni di fair value 53.572 67.037
b) rigiro a conto economico (65.875) (32.242)
- rettifiche per rischio di credito (523) (1.145)
- utili/perdite da realizzo deterioramento (65.352) (31.097)
c) altre variazioni 923 4.413
155. Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS39 - -
a) variazioni di fair value - -
b) rigiro a conto economico - -
- rettifiche da deterioramento - -
- utili/perdite da realizzo - -
c) Altre variazioni - -
160. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione: - -
a) variazioni di fair value - -
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni - -
170. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto: - -
a) variazioni di fair value - -
b) rigiro a conto economico - -
- rettifiche da deterioramento - -
- utili/perdite da realizzo deterioramento - -
c) altre variazioni - -
180. Imposte sul reddito relative alle altre componenti reddituali con rigiro a conto economico 17.380 (18.809)
190. Totale altre componenti reddituali (47.595) 37.077
200. Redditività complessiva (Voce 10+190) 151.881 134.259

PARTE E INFORMAZIONI SUI RISCHI E SULLE RELATIVE POLITICHE DI COPERTURA

Premessa

Sintesi dell'organizzazione del governo dei rischi della banca, dei relativi processi e delle funzioni chiave.

Il Gruppo Credem valuta da sempre come elemento fondante la ricerca di una elevata qualità nel governo dei rischi, ritenuta fattore imprescindibile ed obiettivo strategico al fine di:

  • garantire la salvaguardia del patrimonio aziendale, assicurando la massima efficacia ed efficienza del processo di creazione del valore;
  • integrare nei processi decisionali ed operativi di gestione delle differenti aree di business la duplice dimensione rischio rendimento;
  • assicurare la coerenza dei processi operativi con le strategie, le politiche ed i regolamenti interni.

Gli organismi di governo e le funzioni specialistiche coinvolte nel processo di controllo e gestione dei rischi sono:

  • Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo (organo di supervisione strategica), il quale valuta tutte le tipologie di rischio a livello consolidato e ne approva l'assunzione in maniera articolata su Società e Business Unit individuate come rilevanti per l'apporto al rischio di Gruppo, attraverso un articolato processo di Risk Appetite Framework, tenendo in considerazione il business model, il Piano Strategico e in coerenza con l'ICAAP e il sistema dei controlli interni. Credem considera la possibilità che, nell'ambito dell'orizzonte temporale identificato, il rischio possa subire sensibili variazioni in presenza di andamenti avversi di mercato e/o caratterizzati da elevata volatilità dei diversi fattori di rischio; per tener conto di questo e assicurare in ogni situazione al Gruppo margini sufficienti per operare entro la Risk Capacity, vengono definite delle soglie di tolleranza al Risk Appetite (Risk Tolerance), che rappresentano la variazione massima che il gruppo Credem intende accettare in scenari di stress.
  • Il Comitato Esecutivo (organo con funzione di gestione), il quale stabilisce limiti operativi coerenti con la propensione al rischio, cura l'attuazione del RAF ed autorizza il superamento della propensione al rischio entro il limite della soglia di tolleranza.
  • Al Collegio Sindacale spetta la funzione di controllo e vigilanza.

I Consigli di Amministrazione delle singole società recepiscono gli obiettivi identificati dal Consiglio di amministrazione della Capogruppo riferiti a mission e profilo di rischio; approvano la struttura dei limiti e delle deleghe operative interne nell'ambito di quanto fissato dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo.

Le Direzioni delle singole società realizzano le attività di business di competenza nel rispetto delle deleghe e dei limiti operativi di rischio assegnati dai rispettivi Consigli di Amministrazione.

COMITATO CONSILIARE RISCHI E SOSTENIBILITA' DI GRUPPO (CCRSG)

Il Comitato svolge un ruolo di supporto – che si esplica in una preventiva attività consultiva, istruttoria e nella formulazione di proposte e pareri – al fine di coadiuvare il Consiglio di Amministrazione nelle sue valutazioni e decisioni relative alla gestione dei rischi ed al sistema dei controlli interni, per garantirne l'adeguatezza rispetto alle caratteristiche dell'impresa e del Gruppo in relazione all'evoluzione dell'organizzazione e dell'operatività, nonché al contesto normativo di riferimento. Il Comitato supporta altresì il CA nella valutazione della strategia di Sostenibilità del Gruppo, ivi incluso il presidio dei rischi ambientali, sociali e di governance, e l'analisi

della Dichiarazione Non Finanziaria ai sensi del D.Lgs. 254/2016 e del Codice di Corporate Governance 2020 delle Società quotate.

Con particolare riferimento ai compiti in materia di gestione e controllo dei rischi, il Comitato svolge le seguenti funzioni di supporto:

  • valuta l'efficacia delle ipotesi e delle analisi contenute all'interno del Piano di Risanamento e nei suoi successivi aggiornamenti, proposte dalla Funzione ERISK, esprimendo una parere motivato in merito ai fini di una successiva sottoposizione al CA;
  • valuta, sulla base dell'informativa del Comitato Recovery Management di Gruppo (di seguito Comitato recovery), l'effettiva sussistenza dello stato di recovery, esprimendo un parere motivato in merito, ai fini della successiva rappresentazione al CA;
  • valuta, sulla base dell'informativa del Comitato recovery, l'effettiva sussistenza delle condizioni per la chiusura dello stato di recovery, esprimendo un parere motivato in merito, ai fini della successiva rappresentazione al CA;
  • svolge l'attività valutativa ed esprime il proprio parere affinché il CA possa definire e approvare il Risk Appetite Framework (cd. RAF, con particolare riferimento alla valutazione degli obiettivi di rischio e delle soglie di tolleranza);
  • monitora l'andamento del profilo di rischio assunto nel suo complesso rispetto agli obiettivi di risk appetite e alle soglie di tolleranza relativamente a tutti gli indicatori previsti nel RAF di Gruppo;
  • esprime parere relativo alle metodologie di misurazione, controllo e analisi di rilevanza dei rischi anche ai fini del calcolo del capitale interno;
  • recepisce le valutazioni relative all'analisi di rilevanza e analizza qualsiasi nuovo rischio dovesse emergere;
  • valuta le politiche e i processi di valutazione delle attività aziendali (ad es. fair value policy e linee guida e criteri per la svalutazione dei crediti) verificando che il prezzo e le condizioni delle operazioni con la clientela siano coerenti con il modello di business e le strategie in materia di rischi;
  • ferme restando le competenze del Comitato Consiliare Remunerazioni di Gruppo, collabora con quest'ultimo al fine di assicurare che la politica di remunerazione rifletta e promuova una sana ed efficace gestione dei rischi; in tale ambito, accerta la coerenza dei sistemi incentivanti di breve e medio termine con il RAF;
  • ferme restando le competenza del Comitato Consiliare Remunerazioni di Gruppo, interviene inoltre nella definizione degli obiettivi individuali del Responsabile della Funzione di Revisione Interna e nella relativa successiva consuntivazione.

Nell'ambito della valutazione e proposizione della strategia di Sostenibilità ambientale, sociale e di governance, coaudiuvato dal Comitato Sostenibilità di Gruppo, il Comitato:

  • esamina preventivamente, fornendo parere al CA, l'analisi di materialità e la conseguente matrice proposta dal Comitato Sostenibilità di Gruppo;
  • valuta preventivamente, fornendo parere al CA, la proposizione strategica in tema di sostenibilità ambientale, sociale e di governance e il relativo milestone plan proposto dal Comitato sostenibilità di Gruppo;
  • contribuisce all'identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio dei principali rischi ambientali, sociali e di governance, al fine di contribuire al successo sostenibile del Gruppo, tenendo conto delle attività caratteristiche e dei presidi identificati dal Comitato di Sostenibilità Area Wealth;
  • verifica l'efficacia del presidio dei rischi ambientali, sociali e di governance del Gruppo, sulla base della progettualità e delle rendicontazioni trasmesse dal Comitato Sostenibilità di Gruppo e dalle altre Funzioni aziendali, tenendo conto delle attività caratteristiche e dei presidi identificati dal Comitato di Sostenibilità Area Wealth;
  • presidia il processo di predisposizione della Dichiarazione Non Finanziaria (DNF):

  • esprimendo parere per il CA, ferme restando le attribuzioni del Collegio Sindacale e del Servizio Audit, in merito alla completezza e correttezza della DNF;

  • svolgendo un'adeguata attività valutativa e propositiva affinché il CA possa definire le linee di indirizzo e gli obiettivi in merito alle tematiche rilevanti e agli indicatori oggetto di rendicontazione, anche sulla base delle proposte del Comitato Sostenibilità di Gruppo;
  • supervisionando l'attività di rendicontazione e l'operato dell'Ufficio Relazioni Istituzionali e Sostenibilità e delle Funzioni Rilevanti.

COMITATO RISK MANAGEMENT DI GRUPPO

La mission è quella di informare il Comitato Esecutivo (CE) del presidio del rischio complessivamente assunto dalle singole società e del suo monitoraggio nell'ambito delle strategie e metodologie definite dalla Capogruppo nel Risk Appetite Framework. Periodicamente il Comitato:

  • valuta il livello di rischio complessivamente assunto dalle singole società sia a livello gestionale che rispetto agli assorbimenti di vigilanza, avendo come riferimento il cd. Tableau de Bord di monitoraggio del Risk Appetite Framework (c.d "indicatori di I livello" o "indicatori RAF"). Limitatamente a Credembanca l'analisi viene svolta a livello di singola Business Unit;
  • nell'ambito delle attività di monitoraggio definite in coerenza con le regole di vigilanza prudenziale definite dalla Banca Centrale Europea (cd. processo SREP - Supervisory Review and Evaluation Process), rendiconta gli indicatori cd di II livello o "indicatori SREP" ossia quegli indicatori di tipo operativo per i quali non è previsto in ambito RAF la definizione di appetite e tolerance, ma volti a irrobustire le attività di presidio e controllo. L'elenco di tali indicatori è riportato in allegato al Regolamento Recovery Planning e Risk Appetite del Gruppo Credem, ove per ognuno di essi è definito il Comitato di Governance o Funzione interna che operativamente analizza, nell'ambito delle proprie competenze, la loro evoluzione. Le metodologie di calcolo relative a ciascun indicatore sono riportate nel manuale "Indicatori di Rischio", la cui responsabilità di diffusione e aggiornamento è in carico alla funzione Risk Management. Con frequenza almeno annuale, in concomitanza ai processi di pianificazione, approva le soglie di alerting e ne valuta la coerenza con i valori di Appetite e Tolerance degli indicatori RAF di primo livello.
  • analizza inoltre eventuali eventi interni o esterni che possano modificare in maniera rilevante il profilo di rischio e richiede quindi agli organi competenti, per il tramite del Risk Officer (di seguito anche RO), revisioni addizionali del RAF;
  • svolge analisi di coerenza delle condizioni applicate alla clientela in funzione del rischio assunto;
  • valuta analisi specifiche proposte dal RO e ritenute esemplificative delle dinamiche dei diversi fattori di rischio;
  • svolge attività valutative in coerenza con quanto attribuito al Senior management dalla normativa in riferimento agli argomenti di Risk Management, in particolare in riferimento ai modelli interni.

COMITATO RECOVERY MANAGEMENT DI GRUPPO

Viene istituito al fine di supportare il CA, con poteri consultivi e decisionali, nella gestione dello stato di recovery regolamentati dal Piano di Risanamento. Il Comitato, nell'ambito del Piano, svolge le seguenti principali funzioni nel caso di sforamento delle soglie di recovery:

  • analizza le situazioni di tensione o di crisi sulla base di elementi a supporto apportati dalle varie funzioni aziendali con il coordinamento del Risk Officer che ne cura l'adeguata rappresentazione al comitato stesso;
  • valuta l'effettiva sussistenza dello stato di recovery, formalizzando gli esiti delle analisi svolte

  • all'interno di una proposta motivata da sottoporre all'approvazione del CA, previa raccolta del parere del Comitato Consiliare Rischi di Gruppo (di seguito Comitato Rischi);

  • valuta, al verificarsi dello stato di recovery, la possibilità di attivare tempestivamente le opzioni di recovery, con le relative azioni preparatorie, valutandone la fattibilità ed efficacia nel riportare gli indicatori del Piano di Risanamento entro i limiti definiti;
  • propone al CA, avvalendosi del supporto delle funzioni aziendali competenti, le opzioni di recovery all'interno di un piano di Intervento, unitamente alle azioni da attivare;
  • al verificarsi dello stato di recovery:
  • o coordina la comunicazione interna ed esterna;
  • o coordina la predisposizione dell'informativa per l'Autorità di Vigilanza, da sottoporre a valutazione del Comitato Rischi e del CA;
  • valuta l'effettiva sussistenza delle condizioni per procedere alla chiusura dello stato di recovery ed esprime al CA un proposta motivata in merito, raccogliendo il parere del Comitato Rischi;
  • monitora, per il tramite del proprio Segretario il Risk Officer, l'esecuzione delle opzioni di recovery e il rientro degli indicatori del Piano di Risanamento entro le soglie previste.

Il Comitato viene inoltre informato dal CA nel caso di superamento della soglia di Tolleranza, in quanto definita come soglia di warning per gli indicatori di Recovery e può procedere alla sua convocazione qualora siano presenti importanti segnali di deterioramento.

La funzione di Risk Management, a mezzo del Risk Officer e dei suoi collaboratori, ha lo scopo di:

  • garantire la misurazione ed il controllo, puntuale e prospettico, dell'esposizione alle diverse tipologie di rischio, in particolare di mercato, credito, tasso, liquidità e operativo;
  • monitorare gli assorbimenti di capitale;
  • proporre all'Organo di Gestione e alla Direzione Generale, con le altre funzioni aziendali competenti, la definizione e la revisione della struttura dei limiti operativi in coerenza con il capitale allocato;
  • seguire gli sviluppi della regolamentazione e assicurare agli Organi di Vigilanza le informazioni richieste dalla normativa vigente in relazione ai modelli interni;
  • sviluppare e mantenere sistemi di misurazione, gestione e controllo dei rischi conformi alla normativa.

Alla Funzione di Risk Management è richiesta autorevolezza, tenuto conto del ruolo rivestito all'interno dell'organizzazione e del mandato ricevuto, e professionalità, intesa come possesso delle conoscenze tecniche e di adeguata esperienza al ruolo. Alla stessa sono garantite soluzioni organizzative in grado di preservare l'indipendenza dalle unità di business incaricate della assunzione e gestione economica dei rischi, in particolare:

  • la collocazione gerarchica all'interno del Servizio Enterprise Risk Management (ERISK) sotto l'organo di gestione (Comitato Esecutivo);
  • l'accesso autonomo agli Organi Collegiali;
  • un sistema incentivante basato sui Key Performance Indicators riferiti ad obiettivi del controllo e non dipendenti dai risultati economici della Banca;
  • la previsione di situazioni di conflitto di interesse nell'assegnazione delle competenze;
  • la possibilità di richiedere l'adozione di sistemi informativi affidabili per identificare, misurare e monitorare adeguatamente tutti i rischi assunti o assumibili nei diversi segmenti operativi e istituire idonee procedure di reporting ai diversi livelli direzionali;
  • l'espressione di pareri preventivi sulle operazioni rilevanti di competenza delle funzioni e consultivi per quelle attribuite agli Organi Collegiali;

  • la possibilità di valutare preventivamente le proposte in tema di linee guida e di regolamenti relativi alla assunzione dei rischi compresa l'entrata in nuovi mercati o alla sottoscrizione di nuovi prodotti.

  • Per inquadrare correttamente le attività svolte si riporta la struttura organizzativa della Funzione di Risk Mangement e la descrizione delle principali aree di attività.

Di seguito si elencano le mission degli uffici della funzione di Risk Management di Gruppo:

  • Risk Officer; coordinatore della funzione;
  • Ufficio "Rischi Operativi e di Credito" (ROC): supportare Credembanca e il Gruppo Credem nella definizione dei principi di funzionamento del modello di Risk Management di Gruppo e della struttura dei limiti e delle deleghe operative, presidiandone, in coerenza con il Risk Appetite Framework, il funzionamento, il rispetto e l'evoluzione, limitatamente alle attività di valutazione dei rischi operativi e di credito.
  • L'ufficio Rating Office (RTO) si occupa di analizzare e deliberare le proposte di rating controparte e di override sulla clientela Credembanca e Credemleasing facente parte della "Funzione Regolamentare Corporate", garantendo il presidio sull'intero processo di attribuzione. Sviluppare, presidiare e mantenere il modello per l'attribuzione automatica e judgmental del rating per la Funzione Regolamentare Corporate nelle sue componenti quantitative, qualitative e di appartenenza a gruppo.
  • Ufficio "Validazione Modelli Interni" (VAL): Sottoporre il sistema di rating e, più in generale, i modelli interni validati ad un processo di convalida interna ai fini di verificare nel continuo, in maniera iterativa, l'affidabilità dei risultati ed il mantenimento della coerenza con le prescrizioni normative, con le esigenze operative aziendali e con l'evoluzione del mercato di riferimento. Verificare l'adeguatezza delle scelte metodologiche e di processo delle attività di impairment alla luce dei principi contabili IFRS9. Per i parametri di rischio per modelli interni e impairment IFRS9 e i modelli modelli/metriche inerenti il rischio tasso IRRBB e rischio Liquidità effettuare attività di verifiche periodiche. Effettuare attività di secondo livello sulle attività di controllo andamentale dei crediti. Coordinare le attività relative il rischio modello e condurne l'autovalutazione. Supporta il Risk Officer nella predisposizione dell'Autovalutazione dei processi ICAAP e ILAAP. Presidiare e validare i modelli valutativi di pricing, parametri e livelli di fair value nel rispetto dei criteri definiti nella Fair Value Policy di Gruppo redatta anche in coerenza con le disposizioni normative e contabili vigenti.
  • Ufficio "RAF e Stress test Integration" (RSI): Supportare il Risk Officer e il Comitato Consiliare Rischi di Gruppo nel quantificare e monitorare l'esposizione e la relativa Risk Tolerance, tramite l'applicazione di scenari di stress trasversali, a tutti i rischi risultati rilevanti in ambito RAF, con particolare riferimento alla loro integrazione, coerentemente alla regolamentazione interna di riferimento. Supportare il Risk Officer nella definizione dei criteri di individuazione delle Operazioni di Maggior Rilievo e nella stesura dei relativi pareri preventivi coerentemente alla regolamentazione interna di riferimento.
  • Supporta il Risk Officer nelle attività di predisposizione, aggiornamento e gestione del Recovery e Resolution Plan. Coordina per la Funzione Risk Management le attività richieste da BCE e si interfaccia con ERA.
  • Ufficio "Rischio Finanza e Asset Management" (RFA); Supportare Credembanca e il Gruppo Credem nella definizione dei principi di funzionamento del modello di Risk Management di Gruppo e della struttura dei limiti e delle deleghe operative, presidiandone il funzionamento, il rispetto e l'evoluzione, relativamente ai rischi finanziari su portafogli di proprietà e su portafogli di terzi sotto forma di OICR e gestioni patrimoniali.
  • Ufficio "Data Risk Management" (DAM): Supportare Credembanca e il Gruppo Credem nella definizione dei principi di funzionamento del modello di Risk Management di gruppo, presidiandone il funzionamento, il rispetto e

l'evoluzione, limitatamente alle attività di gestione dei processi di Data Management (Data Quality, Data Reporting, Data Modelling e Solution).

  • Ufficio "Rischi Assicurativi" (RAS): concorrere alla definizione, al monitoraggio e alla valutazione del sistema di gestione dei rischi di Credemvita, anche attraverso attività di supporto e consulenza alle altre funzioni aziendali. Coordinare le attività di valutazione dei rischi legate ai prodotti in portafoglio, al lancio di nuovi prodotti e alle scelte strategiche.
  • Assicurare, in linea con gli obiettivi aziendali, la valutazione e la limitazione dei rischi ad un livello ritenuto accettabile dalla società in base al proprio Risk Appetite Framework.
  • Supportare inoltre Credembanca e il Gruppo Credem nella definizione dei principi di funzionamento del modello di Risk Management di Gruppo e della struttura dei limiti e delle deleghe operative, presidiandone, in coerenza con il Risk Appetite Framework, il funzionamento, il rispetto e l'evoluzione, limitatamente ai rischi assicurativi.

RISCHI ESG

In continuità con le analisi di rilevanza effettuate in merito ai rischi climatici ed ambientali, il Gruppo si impegna a proseguire nel percorso di integrazione dei fattori ESG all'intero dei propri processi decisionali, anche in considerazione delle aspettative della BCE in merito ai rischi climatici e ambientali. Si ritiene che tale processo sia necessario al fine di garantire un efficace presidio nel tempo finalizzato a stabilire un approccio affidabile per misurare, monitorare e gestire tali rischi in un'ottica di mantenimento / riduzione del livello di esposizione del Gruppo.

A tal fine, il Gruppo si predispone al monitoraggio dello stato di avanzamento delle attività previste dal piano aggiornato attraverso la valutazione periodica da parte della funzione responsabile.

Le valutazioni in riferimento al livello di esposizione e di presidio determinano una metrica qualitativa del profilo di rischio attraverso la matrice di monitoraggio illustrata all'interno del Documento RAF.

Il livello di risk appetite riflette quindi l'impegno del Gruppo nel proseguire il percorso di evoluzione nel rispetto del piano aggiornato, ritenuto fondamentale a prescindere dal livello di esposizione.

Descrizione della cultura del rischio nella banca e delle modalità attraverso cui viene garantita la diffusione.

La responsabilità sul sistema di controllo interno fa capo al Consiglio di Amministrazione, in ottemperanza alla specifica normativa di vigilanza emanata per le banche da Banca d'Italia. Il Consiglio di Amministrazione di Credito Emiliano ha definito le linee di indirizzo dei sistemi di controllo interno, assicurandosi che i principali rischi aziendali siano identificati, gestiti e monitorati in modo adeguato.

Le linee di indirizzo del sistema di controllo interno, costituito dall'insieme di regole, procedure e strutture organizzative volte a consentire, attraverso l'adeguato processo di identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio dei principali rischi, la sana e prudente conduzione dell'impresa, sono definite dal Consiglio di Amministrazione, il quale ne valuta l'adeguatezza rispetto alle caratteristiche dell'impresa, avvalendosi dell'assistenza dell'apposito Comitato Consiliare Rischi di Gruppo e delle attività delle funzioni aziendali di controllo. Il sistema di controllo interno e di gestione dei rischi di Credito Emiliano si sostanzia come segue:

  • controlli di "linea" sul regolare svolgimento delle attività quotidiane, effettuati dalle stesse funzioni che pongono in essere le attività;
  • controlli posti in capo alle unità operative/amministrativo contabili, o incorporati nelle procedure;
  • controlli sulla gestione dei rischi di credito (compreso quello di tasso di interesse), di mercato e operativi affidati ad una specifica ed autonoma funzione di Risk Management che si occupa anche del profilo di rischio di liquidità a presidio del c.d. rischio strategico;
  • controlli di secondo livello, volti a presidiare le attività di contrasto e mitigazione del rischio di non conformità alle norme, compresa la disciplina di contrasto al riciclaggio ed al finanziamento al terrorismo;
  • controlli associati al processo di informativa finanziaria;
  • attività di revisione interna, effettuata dal Servizio Audit.

Il Gruppo Credem svolge con frequenza almeno annuale il processo ICAAP. L'obiettivo del processo ICAAP consiste nella valutazione autonoma da parte del Gruppo Credem, a livello consolidato, della propria adeguatezza patrimoniale attuale e prospettica in relazione ai rischi assunti e alle strategie aziendali.

In coerenza con il processo ICAAP e gli obiettivi di business, il CA della Capogruppo valuta tutte le tipologie di rischio a livello consolidato e ne approva l'assunzione in maniera articolata su Società e Business Unit individuate come rilevanti per l'apporto al rischio di Gruppo, attraverso un articolato processo di Risk Appetite Framework.

Il RAF considera la possibilità che il profilo di rischio atteso possa subire sensibili variazioni in presenza di andamenti avversi di mercato e pertanto prevede delle soglie di tolleranza al Risk Appetite (Risk Tolerance), che rappresentano la variazione massima che Credem intende accettare in scenari di stress.

Il Comitato Risk Management inoltre rendiconta gli indicatori di II livello, ossia quegli indicatori di tipo operativo per i quali non è previsto in ambito RAF la definizione di appetite e tolerance, ma volti a irrobustire le attività di presidio e controllo. Le metodologie di calcolo relative a ciascun indicatore sono riportate nel manuale "Indicatori di Rischio", la cui responsabilità di diffusione e aggiornamento è in carico alla funzione Risk Management.

Il Consiglio di Amministrazione, avvalendosi del Comitato Consiliare Rischi di Gruppo, nel corso dell'esercizio ha valutato il funzionamento del sistema di controllo interno giudicandolo complessivamente adeguato, efficace ed effettivamente attuato rispetto alle caratteristiche della Banca e del Gruppo. Tale giudizio tiene conto del piano per l'implementazione dei punti di miglioramento individuati in esito alle verifiche svolte dalle Funzioni di Controllo.

Il Responsabile del Servizio Audit, in qualità di Responsabile della Funzione di Revisione Interna, è stato nominato dal Consiglio di Amministrazione, su proposta del Comitato Consiliare Rischi di Gruppo supportato dal Comitato Nomine, e previo parere favorevole del Collegio Sindacale.

Il Consiglio, sentito il parere del Comitato Remunerazioni di Gruppo ai sensi delle disposizioni Banca D'Italia in materia, approva la politica di remunerazione a favore dei Responsabili di tutte le funzioni di controllo. Le politiche di incentivazione sono elaborate in modo coerente con i compiti assegnati, avendo cura di evitare situazioni in conflitto rispetto alle aree aziendali soggette al loro controllo.

Per ulteriori dettagli si rimanda al documento "Relazione annuale all'assemblea degli azionisti relativa alla politica di remunerazione di gruppo" e in particolare al paragrafo "Remunerazione dei Responsabili delle funzioni aziendali di controllo".

Il Gruppo Credem ha previsto specifiche modalità di coordinamento tra i vari soggetti coinvolti nel sistema di controllo interno e gestione dei rischi. Il coordinamento viene garantito con le seguenti modalità:

  • ricezione della reportistica prodotta dalle funzioni di terzo e secondo livello nonché dai relativi comitati consiliari e interfunzionali, dal Consiglio di Amministrazione e dal Collegio Sindacale precisandosi che quest'ultimo viene informato anche in occasione delle partecipazioni alle singole riunioni dei Comitati e del Consiglio di Amministrazione;
  • invio della reportistica prodotta dalle funzioni di secondo livello alla Funzione di Revisione Interna;
  • analisi delle tematiche di controllo interno e analisi dei relativi rischi nell'ambito del Comitato Consiliare Rischi di Gruppo, il quale registra, tra l'altro, la partecipazione del Responsabile del Servizio Audit, anche in qualità di Segretario dello stesso (e perciò sempre informato di ogni tematica trattata dal Comitato), la partecipazione del Responsabile del Servizio Rischi, la partecipazione del Dirigente Preposto e del Responsabile della Funzione Compliance e Antiriciclaggio, quest'ultimi per le riunioni di relativo interesse,

e da ultimo, la possibile presenza di ogni eventuale ulteriore invitato di cui si reputi opportuna la partecipazione per quanto già indicato in precedenza.

Il monitoraggio delle criticità e degli interventi a presidio avviene su base trimestrale tramite un Tableau de Board Unico per tutte le FAC sottoposto al Comitato Rischi Gruppo e inviato all'Organo di Vigilanza.

Al fine di mantenere una elevata attenzione alle tematiche di controllo dei rischi connessi all'attività bancaria, il Gruppo Credem ha predisposto da alcuni anni un'attività formativa a tutti i livelli della struttura, compresi gli Organi Collegiali.

Impatti derivanti dalla pandemia Covid-19

A seguito del diffondersi e del protrarsi del Covid-19 e del conseguente contesto di forte incertezza macroeconomica e finanziaria, sono state mantenute anche per il 2021 alcune misure straordinarie.

Il Comitato Esecutivo ha mantenuto l'incremento della frequenza del processo di monitoraggio di un insieme significativo degli indicatori RAF da trimestrale a mensile.

E' stata inoltre mantenuta per il 2021 la segnalazione «Covid-19 Reporting». Il reporting si compone di 5 template:

  • Forecasts on BS, P&L and solvency: nuovo template semestrale con dati previsionali;
  • EBA Moratoria and State Guarantees: template mensile invariato;
  • Loans and advances and committed lines: template mensile (si tratta dell'ex Template "Credit");
  • Market Risk;
  • Overview and operational continuity: Template mensile.

Sezione 1 – Rischio di credito

Informazioni di natura qualitativa

Secondo le disposizioni del principio contabile IFRS 9 le perdite attese sui crediti devono essere determinate valutando una gamma di possibili scenari adeguatamente ponderati in modo da riflettere un importo obiettivo in relazione alle loro differenti probabilità di realizzo.

A tal fine il modello di Impairment considera tre scenari macroeconomici futuri: uno centrale coerente con i processi di pianificazione, ICAAP e RAF e due ulteriori scenari a corollario, volti a rappresentare un range di variabilità tra gli ipotetici scenari plausibili:

  • "Scenario Good" scenario con bassa probabilità che si verifichino scenari migliori;
  • "Scenario Baseline" scenario centrale coerente con i processi di pianificazione, ICAAP e RAF;
  • "Scenario Bad" scenario con bassa probabilità che si verifichino scenari peggiori.

Tali scenari sono selezionati tra quelli forniti periodicamente da un fornitore esterno e sono approvati dal Consiglio di Amministrazione. Ciascuno è corredato dalla relativa probabilità di accadimento, e fornisce le proiezioni future dei principali indicatori macroeconomici su un orizzonte di tre anni, con frequenza di osservazione trimestrale.

Si riporta di seguito l'indicazione degli scenari macroeconomici adottati per il calcolo delle perdite attese ponderate, corredati dai pesi definiti in coerenza con la relativa probabilità di accadimento:

Scenario IFRS 9 Descrizione dello scenario Peso
"Good" Stronger Near-Term Recovery Scenario ("S1"): scenario con
probabilità del 10% che si realizzi uno scenario migliore e del
90% che se ne realizzi uno peggiore
10%
"Baseline" Baseline Scenario: scenario con probabilità del 50% che si
realizzi uno scenario migliore e del 50% che se ne realizzi uno
peggiore
80%
"Bad" Deep Recession Scenario ("S3"): scenario con probabilità del
90% che si realizzi uno scenario migliore e del 10% che se ne
realizzi uno peggiore
10%

Ai fini della definizione degli scenari, il PIL è la variabile "anchor point", il cui andamento è considerato come indicatore rappresentativo del quadro economico generale. Sulla base dell'andamento del PIL è definito l'andamento delle altre variabili macroeconomiche di rilievo. A ciascuno scenario è quindi associata una probabilità di accadimento sulla base del loro percentile di riferimento nella distribuzione delle variazioni del PIL sugli scenari generati.

L'effetto degli Scenari viene poi tradotto nel modello di Impairment tramite l'utilizzo di appositi modelli Satellite che individuano le variabili più significative per rappresentare la più significativa correlazione tra il ciclo economico e i dati interni anche in termini di scostamento temporale (prendendo in considerazione i distinti driver anche a vari lag temporali rispetto al dato consuntivo).

Questi ultimi sono utilizzati per il calcolo della componente Forward Looking di tutti i parametri che intervengono nel calcolo dell'ECL: PD, LGD e EAD/PrePayment.

La tabella sotto riportata evidenzia la sensitivity per i segmenti che compongono il portafoglio del Gruppo (con riferimento al 31 dicembre 2021) e l'impatto per ogni Stage di classificazione in termini di Rettifiche e di coverage medio nell'ipotesi di utilizzo di un peso pari al 100% rispettivamente sui tre scenari selezionati.

Segmento Ponderato Scenario avverso Scenario
Baseline
Scenario
favorevole
Stage 1 - Rettifiche 46.536 44,86% -15,21% -39,40%
Corporate 23.474 32,77% -11,59% -31,39%
Retail 23.061 58,28% -18,90% -46,86%
Stage 1 - Coverage 0,14% 44,86% -15,21% -39,40%
Corporate 0,14% 32,77% -11,59% -31,39%
Retail 0,14% 58,28% -18,90% -46,86%
Stage 2 - Rettifiche 41.835 39,91% -13,77% -36,85%
Corporate 14.203 40,35% -13,90% -37,57%
Retail 27.632 39,68% -13,70% -36,48%
Stage 2 - Coverage 2,05% 39,91% -13,77% -36,85%
Corporate 1,96% 40,35% -13,90% -37,57%
Retail 2,11% 39,68% -13,70% -36,48%
Totale 88.371 107.630 75.532 66.511

Con riferimento alla rettifiche di valore si conferma come lo Scenario Baseline rappresenti un'opzione migliorativa rispetto alla ponderazione dei tre scenari e si evidenzia l'effetto fortemente peggiorativo dello Scenario avverso con una ponderazione maggiorata rispetto allo Standard a confronto con l'effetto migliorativo di quello favorevole, in linea con quanto già riscontrabile sulle variabili macroeconomiche.

Considerazioni ulteriori possono essere effettuate per le esposizioni classificate nello "Stage 3". Per quel che attiene più specificatamente ai crediti deteriorati, si segnala che, pur in presenza di una sostanziale equiparazione della definizione di credito deteriorato (credit-impaired financial asset) presente nell'IFRS 9 rispetto al principio contabile che è andato a sostituire (lo IAS39), le modalità di calcolo dell'ECL lifetime hanno comportato riflessi metodologici anche ai fini delle valutazioni da svolgere in tale comparto, principalmente in relazione:

  • All'inclusione di informazioni di tipo forward looking, quali quelle relative agli scenari macroeconomici, alle stime e alle tempistiche di recupero, alla probabilità di migrazione in classi peggiori, nonché quelle che possono avere influenza sul valore del collaterale o sulla durata attesa del relativo recupero;
  • Alla considerazione di scenari alternativi di recupero, quali quelli di vendita degli asset creditizi, in connessione con possibili cessioni di quote del portafoglio deteriorato, in relazione agli obiettivi aziendali di riduzione degli asset non performing, ai quali deve essere attribuita una probabilità di realizzazione, da considerare nell'ambito della valutazione complessiva.

Tenendo in considerazione quanto sopra e in coerenza con gli indirizzi e gli obiettivi relativi al portafoglio NPL , le svalutazioni sui crediti deteriorati vengono applicate attraverso tre diverse metodologie:

• Analitiche sulle singole esposizioni, in relazione alle rettifiche applicate a tali esposizioni, nel corso dell'esercizio corrente le perdite attese sui crediti deteriorati sono determinate analiticamente in base alle previsioni di recupero formulate dal gestore o risultanti dall'applicazione del regolamento interno "linee guida e criteri di svalutazione crediti gruppo Credem", attualizzate in funzione dei tassi di interesse effettivi originari e della relativa tempistica di recupero prevista. Considerato che le previsioni di recupero assumono come riferimento la specifica situazione del debitore, si ritiene non trovi coerenza di applicazione un'analisi di sensitivity delle perdite attese su tali esposizioni. Non è tuttavia possibile escludere che, un deterioramento della situazione creditizia del debitore, anche in conseguenza dei possibili effetti negativi sull'economia correlati all'incertezza dovuta alla diffusione internazionale del Coronavirus e dall'esaurirsi delle misure di sostegno poste in essere, possa comportare la rilevazione di ulteriori perdite rispetto a quelle considerate a dicembre 2021 sulla base delle condizioni in essere alla data chiusura di bilancio;

• Svalutazioni determinate secondo uno specifico modello, che possono essere applicate ad un portafoglio di posizioni a Sofferenza valutate in un'ottica di dismissione (di seguito definito "Portafoglio sotto-modello Stage 3" o "Portafoglio").

Nel corso del 2021, sono state inserite alcune posizioni all'interno del portafoglio sotto-modello stage 3. Tali posizioni sono state analizzate e selezionate singolarmente e saranno dismesse tramite cessione nel 2022. Credito Emiliano si è servito di un primario fornitore esterno per valutare, in linea con il contesto macroeconomico di riferimento, la previsione di realizzo sulle posizioni incluse nel portafoglio.

Le attività di valutazione svolte sono riportate di seguito:

  • Analisi delle caratteristiche e della composizione del portafoglio oggetto di cessione;
  • Individuazione della metodologia da utilizzare per la stima dei flussi di cassa per la valutazione del portafoglio;
  • Stima dei parametri sottostanti la metodologia di valutazione identificata tenuto conto delle caratteristiche specifiche del portafoglio
  • Attualizzazione dei flussi netti stimati ad un tasso di rendimento richiesto da investitori che investono in asset class con caratteristiche comparabili.

La metodologia di valutazione utilizzata si è sostanziata nel calcolare il valore attualizzato dei Net Cash Flow ad un tasso di sconto calcolato come tasso di rendimento atteso dagli investitori che investono in asset class che presentano caratteristiche comparabili a quelle del portafoglio in termini di Rischio-Rendimento. Il valore attuale dei flussi di cassa netti è stato stimato con il metodo del Discounted Cash Flosw. Prima di procedere all'attualizzazione del Net Cash Flow, si è proceduto a stimare i flussi di cassa lordi del portafoglio ipotizzando la vendita dei beni posti a garanzia.

I tempi di realizzo finale sono stati stimati in base al foro di competenza utilizzando come benchmark fonti pubbliche disponibili sulle tempistiche dei tribunali. Il risultato della valutazione ha prodotto uno scenario prudenziale che considera anche l'attuale contesto di incertezza. La previsione di recupero che emerge dallo scenario è del 23% circa; a seguito della valutazione Credem ha provveduto ad appostare ulteriori rettifiche in conto economico svalutando tale portafoglio fino a un valore netto di bilancio del 23% circa. Il valore netto di bilancio dei crediti inclusi nel portafoglio sotto-modello stage 3 a dicembre 2021 risulta di circa 12 milioni di euro.

1. Aspetti generali

Credito Emiliano considera storicamente l'elevata qualità del credito come un elemento fondante della propria stabilità patrimoniale ed un fattore strategico nel processo di creazione del valore. I principi fondamentali su cui si basa l'erogazione del credito sono i seguenti:

  • la coerenza con la connotazione di banca commerciale domestica nella valutazione dell'attività del cliente, della sua dimensione e della sua ubicazione geografica rispetto alla rete Credem;
  • la tecnica nell'analisi di rischio, che assicura alle concessioni creditizie un presupposto oggettivo e coerente con le finalità e le esigenze finanziarie del cliente, con le sue dimensioni patrimoniali e finanziarie e con le relative capacità di rimborso storiche e prospettiche;
  • la qualità e l'adeguatezza delle informazioni, coerentemente ai criteri di Data Governance definiti dal gruppo Credem, come presupposto essenziale per la valutazione oggettiva del profilo di rischio che trova nel rating interno la sua prima espressione di sintesi;
  • il frazionamento del rischio di credito perseguito diversificando il portafoglio clienti con un approccio selettivo e coerente con gli obiettivi di capitale e di rischio/rendimento;
  • la valutazione consolidata delle controparti a livello di Gruppo in modo da delineare una prospettiva unitaria e non frammentata del profilo di rischio di ciascuna singola controparte o gruppo controparte;
  • la cura riservata alla regolarità formale prima dell'erogazione delle concessioni di credito anche attraverso il supporto di strutture specialistiche presso il gruppo che assicurano i necessari riferimenti tecnico-consulenziali;
  • l'attenta gestione dei rapporti da parte delle unità di linea e i controlli effettuati dalle funzioni centrali dedicate, che assicurano la corretta applicazione delle linee di credito, l'aggiornamento costante del quadro informativo della clientela, la tempestiva individuazione delle posizioni problematiche e l'adozione delle azioni necessarie al recupero delle relative esposizioni;
  • l'adozione di politiche rigorose di classificazione e copertura dei crediti deteriorati, privilegiando quando possibile politiche transattive volte a raggiungere accordi stragiudiziali con le controparti contenendone di conseguenza i costi di recupero.

Con riferimento alle tematiche del rischio di credito, si precisa che il Gruppo pubblica l'informativa prevista dalle "Guidelines on reporting and disclosure of exposures subject to measures applied in response to the COVID-19 crisis" pubblicate dall'EBA (EBA/GL/2020/07) nell'informativa al pubblico "Terzo Pilastro" o "Pillar 3".

1.1 Impatti derivanti dalla pandemia Covid-19

Fin dal principio della pandemia, le funzioni coinvolte della Banca hanno messo in atto un insieme di iniziative allo scopo di supportare al meglio le diverse tipologie di clientela di Credito Emiliano. Tali iniziative comprendono l'offerta dei sostegni di natura governativa unitamente alle iniziative agite in autonomia dal Credem.

Gli effetti derivanti dalla pandemia hanno rischiato di minare la solidità delle aziende che costituiscono il tessuto economico in cui opera il la Banca, ma tale rischio è stato significativamente mitigato per mezzo delle suddette politiche di sostegno all'economia.

Il contesto economico e sociale mutevole ha determinato incertezza crescente che ha richiesto una maggior capacità di adattamento e resilienza.

Credito Emiliano ha recepito le indicazioni dei diversi Regulator in materia di applicazione del Principio contabile IFRS 9 sulla classificazione degli strumenti finanziari e relativa misurazione delle perdite attese.

In particolare, Credito Emiliano ha agito principalmente sulla metodologia di determinazione dei parametri di rischio IFRS 9 dedicati alle esposizioni performing, driver principali della determinazione degli accantonamenti sui crediti in bonis, non modificando il framework vigente di classificazione delle esposizioni nei 3 stage previsti dalla Normativa. Tale approccio ha consentito sia di gestire la prociclicità

data dalla situazione di emergenza ancora in corso, come richiesto appositamente dalla European Central Bank (i.e. ECB) con apposite lettere del 1 Aprile e del 4 dicembre 2020, sia di continuare a rilevare tempestivamente eventuali deterioramenti della qualità creditizia, accompagnati da un incremento della perdita attesa associata. La presente sezione è strutturata come segue:

  • Valutazione dell'incremento significativo del rischio di credito (SICR);
  • Misurazione delle perdite attese.

Come descritto nel dettaglio nel prosieguo del documento, la prima sezione è dedicata ad illustrare i razionali che hanno portato il Gruppo a mantenere inalterato il proprio approccio di staging degli strumenti finanziari, descrivendo inoltre le relazioni di tale attività di classificazione con le misure di facilitazione al rimborso del debito poste in atto dal Credito Emiliano nell'ambito dell'attuale contesto emergenziale.

La seconda sezione, invece, risulta dedicata ad una descrizione analitica delle evoluzioni operate dal management relativamente ai modelli di misurazione IFRS 9, unitamente alle ipotesi sottostanti ai suddetti interventi.

2. Politiche di gestione del rischio di credito

2.1 Aspetti organizzativi

Il Servizio Crediti di Credito Emiliano è organizzato secondo tre aree di responsabilità:

  • Credit Strategy e Monitoring, che definisce obiettivi e linee guida di sviluppo del credito inteso come business line in coerenza con gli obiettivi ed il RAF di gruppo, effettua i controlli sulla filiera del credito, redige la regolamentazione interna e definisce i principali strumenti, processi e modelli a supporto dell'intero processo del credito (Fatte salve le attribuzioni di responsabilità al servizio ERISK in relazione ai modelli rientranti nel perimetro IRB);
  • Credit Management, che attraverso l'attività deliberativa e la consulenza tecnica alle strutture commerciali ed alle Società in perimetro garantisce nel tempo un profilo di rischiosità degli impieghi coerente con gli obiettivi di strategy definiti presidiando il corretto ripagamento delle posizioni anomale;
  • Non-Performing Credit, che si occupa delle attività di gestione e recupero sul credito non performing.

Le linee guida di Credit Strategy vengono approvate dallo specifico Comitato Credit Strategy di Gruppo e deliberate dal Consiglio di Amministrazione. Relativamente al perimetro NPL, il Comitato Crediti Non Performing di Gruppo, si occupa di definire specifiche azioni di indirizzo strategico e di monitoraggio, anche relativamente all'andamento degli indicatori SREP di competenza.

Nella gestione del rischio di credito concorrono inoltre, per le rispettive aree di competenza, processi di responsabilità del Servizio di Gruppo Erisk:

  • Il Risk Appetite Framework: in cui sono definiti tolerance e appetite per gli indicatori relativi al rischio di credito sia in termini di performing loan che di non performing loan;
  • Gestione Sistema interno di rating, in particolare Rating Office per attribuzione rating a controparti rientranti nella Funzione Regolamentare Corporate, Rischi Operativi e di Credito per la responsabilità del Sistema di rating Corporate e Retail e per la calibrazione dei parametri e la funzione di validazione interna per la convalida.

Le disposizioni introdotte dalla normativa di riferimento per l'adozione dei modelli interni ed i successivi aggiornamenti sono stati sistematicamente accolti da Credito Emiliano S.p.A. come un'opportunità per migliorare la gestione del rischio e per incrementare il valore generato per gli azionisti, grazie alla storica qualità dell'attivo creditizio nonché all'ampia e consolidata diffusione degli strumenti di rating utilizzati nell'attività di valutazione, erogazione, monitoraggio e prezzatura del credito.

2.2 Sistemi di gestione, misurazione e controllo

L'attività di valutazione ed erogazione del credito è differenziata a seconda della tipologia di clientela. Più precisamente, per il segmento corporate è in uso un sistema "esperto" che guida la formulazione della proposta di affidamento ed è alla base del sistema di rating. Tale metodologia si basa su logiche di analisi delle componenti economico-patrimoniali di bilancio integrate dalla valutazione dei flussi di cassa, dati di centrale rischi, nonché da valutazioni qualitative sul posizionamento competitivo, sui rischi di business e sull'appartenenza al gruppo.

Per il segmento small business, nell'ambito della stessa metodologia generale di valutazione, sono state applicate delle differenziazioni per dare maggior peso alle informazioni di tipo andamentale e di centrale dei rischi, che forniscono un contributo importante alla capacità predittiva del default.

Per il segmento delle microattività e dei privati consumatori è stato sviluppato un sistema di rating specificamente calibrato su questa tipologia di clientela a supporto dei processi di approvazione delle operazioni.

Inoltre, per tutta la clientela Banca è attivo un modello interno di Loss Given Default (LGD) che valuta la potenziale perdita dato il default della controparte, tenendo in considerazione la tipologia di controparte, l'ammontare dell'esposizione, la tipologia di forma tecnica e le eventuali garanzie a sostegno della posizione.

Tutti i sistemi sono direttamente integrati nella proposta di affidamento; la nuova Pratica Elettronica di Fido è operativa per tutti i gestori privati e aziende. La piattaforma garantisce un elevato data quality ed efficienza nei processi di istruttoria e delibera di affidamenti e rating.

Un pilastro fondamentale di governance del credito è costituito inoltre dall' assegnazione "ad personam" delle autonomie delegate, previa valutazione sul singolo deliberante di elementi fondamentali quali le competenze, i risultati conseguiti nella gestione ed erogazione del credito e l'attività formativa fruita.

I poteri di delega si basano, attualmente per la sola Credembanca, sull'indicatore "Accordato Ponderato", che applicando dei pesi alle singole componenti della posizione affidata ne sintetizza la rischiosità in rapporto alle policy ed alle serie storiche dei default.

Negli ultimi anni sono stati inoltre potenziati, anche grazie ad investimenti tecnologici e l'utilizzo di Advanced Analytics, i meccanismi «automatici» a supporto del monitoraggio e dell'origination, anche in ottica Openbanking.

Tra le metodologie a supporto dell'origination troviamo il Massimo Accordato Concedibile (MAC) che è il livello massimo di affidamento attribuibile automaticamente ad una controparte.

A partire dall'anno 2020 Credem ha eseguito un assessment con riferimento al documento EBA relativo alle guidelines on loan origination and monitoring con l'obiettivo di individuare gli impatti che la regolamentazione avrebbe determinato su governance, strategie creditizie, processi del credito e sistemi IT.

Nel corso del 2021 sono stati realizzati gli interventi organizzativi e di governo atti a recepire le linee guida EBA entro la prevista scadenza del 30 giugno 2021.

Ulteriori attività di sviluppo e di fine tuning verranno sviluppate nel corso del 2022 per addivenire ad una piena aderenza alle indicazioni normative.

La funzione di definizione e di controllo dei limiti di affidamento si avvale del supporto di uno specifico Comitato Crediti di Gruppo che fissa, tra gli altri, il Credit Limit principale su cui si basa la Policy che è la Soglia di Massima Esposizione (SME), cioè l'ammontare massimo di rischio di credito che il Gruppo intende assumere verso una controparte (o gruppo di soggetti collegati) incluse le esposizioni derivanti dai titoli. La definizione di tale soglia prende a riferimento il Capitale Ammissibile di Gruppo ed i limiti di Vigilanza. Il Comitato è responsabile inoltre di rendicontare le posizioni che, a seguito di specifiche decisioni, superano le soglie definite. Il superamento delle "Soglie di Massima Esposizione" si configura come "Operazione di Maggior Rilievo" ai sensi del 15° aggiornamento del 2 luglio 2013 della Circolare n. 263 del del 27 dicembre 2006.

Il Gruppo Credem ha individuato come presupposto per la gestione dei rischi in ottica consolidata l'individuazione di organismi di governo:

  • CA della Capogruppo: è responsabile della definizione delle linee generali del governo dei rischi e di risk appetite, dell'approvazione della normativa interna che regolamenta anche le strutture di limiti specifiche;
  • I CA delle singole Società recepiscono gli obiettivi assegnati dal CA della Capogruppo riferiti a mission e profilo di rischio;

• Comitato Esecutivo (di seguito CE): organo di gestione della Capogruppo;

Sono inoltre state costituite Funzioni specialistiche all'interno della Capogruppo ed in particolare:

  • Comitato Consiliare Rischi di Gruppo (di seguito anche Comitato Rischi);
  • Comitato Risk Management;
  • Funzione di Risk Management, all'interno del Servizio Enterprise Risk Management (ERISK).

La Funzione di Risk Management è composta oltre che dal Responsabile della Funzione Risk Management (c.d. Risk Officer), individuato nel responsabile del Servizio ERISK, da tre differenti aree:

  • Area Credito, Operativi e Gestione del rating;
  • Area Finanza e Assicurativo;
  • Area Validazione, Stress Test e Data Management.

A livello di portafoglio, le analisi periodiche e il monitoraggio sono svolte dalla funzione Risk Management.

Il Comitato Consiliare Rischi di Gruppo svolge un ruolo di supporto – che si esplica in una preventiva attività consultiva, istruttoria e nella formulazione di proposte e pareri – al fine di coadiuvare il Consiglio di Amministrazione nelle sue valutazioni e decisioni relative alla gestione dei rischi ed in generale al sistema dei controlli interni, per garantirne l'adeguatezza rispetto alle caratteristiche dell'impresa in relazione all'evoluzione dell'organizzazione e dell'operatività, nonché al contesto normativo di riferimento.

In particolare, la funzione di Risk management consente al Consiglio di Amministrazione, con il supporto del Comitato Rischi ed al CA delle Società (per la parte di competenza) di poter svolgere un'adeguata attività valutativa volta a deliberare:

  • il Risk Appetite Framework (con particolare riferimento alla valutazione degli obiettivi di rischio e delle soglie di tolleranza) assicurando che l'attuazione sia coerente con gli obiettivi di rischio e le soglie di tolleranza approvate;
  • l'andamento trimestrale del profilo di rischio assunto nel suo complesso rispetto agli obiettivi di Risk Appetite e alle soglie di tolleranza relativamente a tutti gli indicatori previsti nel RAF di Gruppo.

Il 2 ottobre 2015 la Banca d'Italia ha autorizzato il Gruppo Credem ad utilizzare dal 30 settembre 2015 il metodo IRB Advanced (parametri PD, LGD, EAD) per la quantificazione del requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito dei clienti rientranti nella funzione regolamentare Corporate e Retail di Credito Emiliano e Credemleasing. Relativamente ai modelli interni, la funzione di Risk management consente al CA, con il supporto del Comitato Rischi ed al CA delle Società (per la parte di competenza) di poter svolgere un'adeguata attività valutativa volta a deliberare:

  • la conformità dei modelli interni ai dettami previsti dalla regolamentazione prudenziale previo parere del Collegio Sindacale;
  • i parametri di rischio relativi ai modelli interni utilizzati previo parere preventivo della funzione di convalida;
  • i criteri per individuare le Operazioni di Maggior Rilievo (OMR) e approvare la rendicontazione annuale relativa.

Nello specifico, con riferimento al Rischio di credito per le attività richieste dalla disciplina prudenziale, la Funzione Risk Management per il tramite dell'ufficio Rischi Operativi e di Credito:

  • svolge tutte le attività previste, in carico a tale ufficio, dal Regolamento di "Gestione del sistema interno di rating";
  • svolge attività gestionali inerenti la quantificazione del rischio di credito a supporto di altre funzioni, anche con riferimento alle operazioni con soggetti

collegati e la verifica dell'adeguatezza delle valutazioni effettuate sui crediti deteriorati.

Inoltre l'ufficio Validazione Modelli Interni:

  • effettua la convalida dei modelli interni come previsto dal Regolamento "Gestione del Sistema Interno di Rating" e dal Regolamento Risk Management di Gruppo;
  • effettua verifiche sulle attività di controllo andamentale del credito.

2.3 Metodi di misurazione delle perdite attese

Come già esposto nella parte A della presente Nota Integrativa, il principio contabile IFRS 9 prevede criteri di misurazione delle perdite attese che sono articolati su tre livelli crescenti di deterioramento creditizio. Gli strumenti finanziari sono raggruppati in tre Stage (categorie o bucket), sulla base del rischio di credito e dell'incremento del rischio di credito tra la rilevazione iniziale e la data di riferimento del bilancio. Nel dettaglio:

  • Stage 1: strumenti finanziari performing che non hanno subito un significativo incremento della loro rischiosità in seguito alla rilevazione iniziale, o che risultano avere una bassa rischiosità alla data di misurazione (perimetro low credit risk). In tal caso è definita una rettifica di valore pari alla perdita attesa entro i successivi 12 mesi della vita residua dello strumento.
  • Stage 2: strumenti finanziari performing che hanno subito un significativo incremento della loro rischiosità in seguito alla rilevazione iniziale e che non risultano avere una bassa rischiosità alla data di misurazione. In tal caso è definita una rettifica di valore pari alla perdita attesa nell'arco dell'intera vita residua dello strumento (perdita attesa sulla vita residua – lifetime expected losses).
  • Stage 3: strumenti finanziari deteriorati, che mostrano oggettive evidenze di una perdita di valore. La rettifica di valore è definita analiticamente e copre la perdita attesa nell'arco dell'intera vita residua del credito (perdita attesa sulla vita residua – lifetime expected losses).

In generale le regole di allocazione nei tre Stage definite dal Gruppo Credem, si fondano sui principali elementi forniti dal sistema di rating interno nonché sui principali indicatori di deterioramento creditizio monitorati dal Gruppo Credem per la gestione del rischio.

Credito Emiliano identifica la presenza di un significativo incremento del rischio di credito (SICR) nella rilevazione di un deterioramento di almeno 2 classi nel rating della controparte dal momento della rilevazione iniziale. Nel contempo le classi di rating assimilabili alla categoria "investment-grade" sono considerate profili di bassa rischiosità; le esposizioni che alla data di misurazione rientrano in tali categorie, sono classificate dall'applicativo interno di riferimento in Stage 1, senza necessità di verificare l'eventuale deterioramento del merito creditizio intervenuto a seguito della rilevazione iniziale (c.d. low credit risk exemption).

Inoltre la presenza di misure di forbearance o di scaduto continuativo di oltre 30 giorni sono considerati segnali oggettivi di deterioramento del merito creditizio, pertanto gli strumenti finanziari che presentano tali evidenze sono classificati direttamente in Stage 2 senza valutare la contestuale presenza o meno di un significativo incremento del rischio di credito né tanto meno l'aderenza ad un profilo ritenuto a bassa rischiosità.

Per l'identificazione dei crediti deteriorati, e la loro allocazione nel bucket di rischio Stage 3, il Gruppo Credem fa riferimento alla definizione interna di credito deteriorato disciplinata nel regolamento "Policy di gruppo Crediti". Tale regolamento specifica che sono considerate "default" le categorie di crediti deteriorati in conformità a quanto previsto in materia dalle disposizioni di Vigilanza della Banca d'Italia (Circolare n. 272 30 luglio 2008 "Matrice dei conti", Sez. B) Cap. II, "Qualità del credito" - 15° aggiornamento del 26 ottobre 2021) dove sono elencati i criteri e le caratteristiche richiesti per ogni categoria. La definizione di default comprende le seguenti categorie, che rappresentano stati di "default" di severità crescente:

  • esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate (PS);
  • inadempienze probabili (IP);
  • sofferenze (Z).

Per gli strumenti finanziari allocati in Stage 3, le rettifiche di valore sono definite su base "esperta" in relazione alle evidenze dell'attività di gestione e recupero dei crediti deteriorati: per ciascun credito anomalo/deteriorato, è identificata una percentuale di copertura idonea a rappresentare le perdite attese nella vita residua del credito, in relazione all' analisi di caratteristiche rilevanti quali: tipologia di prodotto creditizio, ammontare dell'esposizione creditizia, anzianità dello stato di deterioramento, presenza o meno di garanzia a supporto (tipologia di garanzia e livello di copertura "loan to value").

Sugli strumenti finanziari allocati in Stage 1 e 2, la determinazione delle perdite attese avviene per categorie di crediti omogenee in termini di rischio di credito. In particolare, a ciascuna attività con caratteristiche simili in termini di rischio di credito, sono associate:

  • una probabilità di inadempienza (PD, "Probabilità di Default");
  • una perdita in caso di inadempienza (LGD, "Loss Given Default") commisurata anche alla tipologia di finanziamento, ossia alla forma tecnica, alla tipologia di garanzia o ad altri fattori rilevanti;
  • una esposizione in caso di inadempienza (EAD, "Exposure at default").

In generale, i parametri di rischio adottati dal Gruppo per determinare le rettifiche di valore sono basati sulle medesime ipotesi e tecniche di stima dei modelli interni validati per la quantificazione del requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito con metodologia IRB Advanced (parametri PD, LGD, EAD). A differenza di questi ultimi che sono definiti tramite un approccio di media lungo il ciclo ("trhuoghthe-cycle") e di inclusione di condizioni macroeconomiche sfavorevoli (fase recessiva di "downturn"), i parametri adottati per la determinazione delle rettifiche di valore ai sensi dell'IFRS 9, sono fondati su una logica puntuale (c.d. "point in time") e previsionale ("forward-looking"); in modo da essere idonei a rappresentare la congiuntura macroeconomica presente e prevista nel breve-medio termine. Pertanto essi sono stimati prendendo in considerazione sia i dati storici, laddove siano state identificate tendenze e correlazioni con il rischio di credito, sia indicatori previsionali di eventi attesi nonché previsioni sull'andamento del ciclo macroeconomico.

Le rettifiche di valore sono quindi determinate valutando una gamma di possibili risultati in modo da riflettere un importo obiettivo ponderato in relazione alle probabilità di realizzo dei diversi scenari. Nello specifico il Gruppo considera tre scenari di severità crescente, e ne proietta l'andamento sui parametri di rischio adottati per la misurazione delle perdite attese, in modo che essi riflettano le condizioni macroeconomiche attese da tali scenari. Le tecniche di condizionamento al ciclo macroeconomico ricalcano le logiche adottate dal Gruppo per la conduzione degli esercizi di stress testing indetti dagli organi europei di supervisione:

  • metodi di condizionamento al ciclo della probabilità di inadempienza (PD), che combinano ipotesi di variazione nel merito creditizio della controparte (i.e. variazioni nella valutazione di rating futura associata alla controparte) con ipotesi di variazioni della probabilità di inadempienza associata a ciascun profilo di rischio (adozione dei c.d. "modelli satellite" interni che esprimono la relazione esistente tra la probabilità di inadempienza ed i principali fattori macroeconomici);
  • metodi di condizionamento al ciclo della perdita in caso di default (LGD), che combinano ipotesi di variazione nel livello di deterioramento del credito (i.e. migrazioni tra diversi stati di default) ed ipotesi di variazioni nel livello di copertura delle garanzie a supporto del credito, con conseguente influenza sulla capacità di recupero e sull'ammontare di perdita rilevato in caso di default.

In generale, i criteri dettagliati seguiti per la determinazione delle rettifiche di valore su ciascuno Stage, sono disciplinati nelle policy interne "Linee Guida e criteri di svalutazione crediti" e "Linee Guida e criteri di svalutazione titoli"; aggiornate e sottoposte all'approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione con cadenza almeno annuale. Nel corso del 2021 le "Linee Guida e criteri di svalutazione crediti gruppo Credem" sono state ulteriormente aggiornate ed affinate, dopo le revisioni del 2020, per effetto delle analisi andamentali sullo storico delle svalutazioni applicate fino al alla fine dell'anno precedente.

Valutazione dell'incremento significativo del rischio di credito (SICR)

Come anticipato, il framework IFRS 9 in uso presso il Gruppo relativo all'attività di staging degli strumenti finanziari in bonis è stato mantenuto inalterato nell'ambito dell'emergenza da Covid-19. L'approccio adottato si basa su un principio di classificazione di tipo analitico, ovvero basato sull'analisi delle singole posizioni. I driver di staging impiegati sono:

  • Valutazione del Significant Increase in Credit Risk (i.e. SICR) tramite misurazione della variazione del rating alla data di riferimento rispetto alla data di origination della posizione: in caso di rilevamento di un delta in peggioramento pari o superiore a 2 notch sulla masterscale dei rating2, la posizione è automaticamente classificata a stage 2. In caso contrario la posizione è classificata a stage 1. Tale criterio risulta di carattere relativo, prevedendo il confronto con la situazione creditizia rilevata all'erogazione del credito;
  • Criterio backstop sui giorni di scaduto: in caso di rilevamento di 30 o più giorni di scaduto continuativo la posizione è automaticamente classificata a stage 2;
  • Criterio backstop sulle misure di forbearance: in caso di classificazione a forborne performing, la posizione è automaticamente classificata a stage 2.

Si precisa come la soglia dei 2 notch in peggioramento non sia stata modificata nell'ambito dell'emergenza da Covid-19, e come questa risulti applicata indistintamente a prescindere dal portafoglio/segmento di appartenenza e dalla classe di rating relativa alla posizione in analisi.

In tale contesto, come da indicazioni normative, la concessione di misure di moratoria a sostegno dei creditori conformi agli orientamenti della European Banking Authority (i.e. EBA) non comportano automaticamente la classificazione a forborne performing e, di conseguenza, a stage 2. Tuttavia, indipendentemente dalla concessione o meno di misure di sostegno, la valutazione del SICR viene operata mensilmente come da Framework IFRS 9 in vigore su tutte le posizioni rientranti nel perimetro IFRS 9. Pertanto, anche sulle posizioni oggetto di moratoria, conforme o meno agli orientamenti EBA, viene valutato il potenziale manifestarsi di un SICR al fine della classificazione nei diversi stage.

Per quanto riguarda in generale le posizioni soggette a misure di moratoria (che costituiscono una frazione piuttosto contenuta del portafoglio complessivo), a prescindere dalla conformità o meno agli orientamenti EBA, si ritiene che, nonostante tali misure di facilitazione del rimborso del debito neutralizzino almeno in parte il criterio backstop relativo ai giorni di scaduto, il criterio SICR relativo alla misurazione del delta rating rispetto all'origination sia comunque in grado di intercettare i fenomeni sottostanti di deterioramento della qualità creditizia, specialmente per il tramite della componente qualitativa prospettica del rating Corporate.

Nello specifico tramite la componente qualitativa del rating sono valorizzate le dinamiche prospettiche attese riferite al settore di attività economica di appartenenza e gli impatti economici derivanti da bilanci previsionali intermedi. Inoltre, si sottolinea come le tempistiche di revisione del rating siano state accelerate sulla clientela Corporate (scadenza di validità del rating ridotta rispetto ai 12 mesi previsti dalla policy ordinaria ove ritenuto necessario dal Rating Office), che accoglie la grande maggioranza delle moratorie concesse, e mantenute inalterate sulla clientela Retail, sulla quale comunque la presenza di concessione di misure di moratoria risulta limitata. Inoltre, si segnala come il criterio backstop relativo ai giorni di scaduto abbia sempre contribuito in maniera minimale ai passaggi a stage 2 rispetto al criterio SICR, che ne rappresenta storicamente il driver principale (oltre l'83% a dicembre 2021).

• Coerentemente con quanto già esposto, le misure di moratoria non conformi agli orientamenti EBA che generano una riduzione del valore del credito non superiore all'1% comportano automaticamente la classificazione a forborne performing, e di conseguenza a stage 2. Si precisa come, relativamente alle posizioni ex-CR Cento, a partire dalla data contabile di Luglio 2021 (i.e. data di fusione), sono rientrati nel

2 In caso il rating alla data di riferimento sia ricompreso in una delle prime 4 classi, la posizioni è automaticamente mantenuta in stage 1 in virtù della cd. Low Credit Risk Exemption.

perimetro di applicazione IFRS9 anche tali esposizioni derivanti dall'operazione di incorporazione. Per i clienti condivisi con il Gruppo, il rating è risultato per definizione immediatamente disponibile, mentre per i clienti esclusivi CR Cento è stata prevista l'applicazione di un rating fittizio di default, ai soli fini IFRS9, per poi prevedere un piano progressivo di assegnazione del rating da concludersi entro metà 2022.

Misurazione delle perdite attese

Definizione dello scenario

Gli scenari sono forniti dal provider esterno Moody's. Nel dettaglio, vengono individuati tre Scenari: Baseline (come indicato da Moody's), Bad e Good (rispettivamente individuati come gli Scenari S3 ed S1 del medesimo fornitore). Per tali diversi scenari, sono fornite inoltre le relative probabilità di accadimento, che vengono utilizzate per ponderare le diverse stime di ECL derivanti e pervenire alla stima complessiva.

A seguito delle raccomandazioni pervenute da ECB nella lettera del 1 Aprile 2020, gli Istituti sono chiamati a garantire la sostenibilità e la correttezza degli Scenari in uso rispetto alle previsioni fornite trimestralmente dalla Banca Centrale Europea. A questo proposito, a partire da Giugno 2020, è stata condotta un'attività di monitoraggio e di confronto tra i dati pubblicati da ECB e gli scenari forniti dal provider Moody's il trimestre precedente (i.e. ultimi scenari Moody's disponibili alla data di rilascio dello scenario ECB), verificandone la sostanziale assimilabilità.

In tale contesto, il Gruppo ha confermato l'utilizzo del provider Moody's previsto dal framework IFRS9 corrente, anche alla luce della mancata fornitura, nell'ambito delle proiezioni BCE, delle probabilità di accadimento degli scenari e di tutte le variabili necessarie per l'alimentazione dei modelli satellite PD e Prepayment del Gruppo. Riguardo alla delivery BCE di Dicembre 2020 (riportata di seguito), dal confronto relativo al già citato monitoraggio emergeva con chiarezza che lo Scenario cd. Good era ampiamente al di sopra delle previsioni ECB, che risultavano invece intermedie rispetto agli Scenari Baseline e Bad per tutto l'orizzonte di proiezione.

In coerenza delle già citate raccomandazioni ricevute dal Regulator, si era stabilito pertanto di ricalibrare la ponderazione degli scenari, definendo una ponderazione alternativa più severa che sembrava maggiormente sostenibile e coerente con le previsioni ECB: 0% Good, 60% Baseline, 40% Bad.

Alla luce del confronto riportato nel precedente grafico, con gli aggiornamenti della delivery di Moody's di Marzo 2021, le ponderazioni dei 3 scenari sono state modificate al fine di intraprendere un graduale percorso di riallineamento ai valori standard (80% baseline, 10% good e 10% bad). Nel dettaglio, per l'aggiornamento in oggetto relativo al Bilancio semestrale di giugno 2021, la probabilità relativa allo scenario good è stata mantenuta allo 0%, mentre gli scenari baseline e bad sono stati ponderati con probabilità pari rispettivamente a 70% e 30%.

In occasione dell'attuale aggiornamento le ponderazioni dei 3 scenari Moody's sono state rese, in ottica prudenziale, leggermente più severe rispetto al Bilancio semestrale di giugno 2021. In particolare, per l'aggiornamento in oggetto, la probabilità relativa allo scenario good è stata mantenuta allo 0%, mentre gli scenari baseline e bad sono stati ponderati nuovamente con probabilità pari rispettivamente a 60% e 40%. Si precisa come il razionale della scelta di rimanere su ponderazioni di tipo prudenziale risieda nella volontà di mantenere un margine di prudenza associato all'incertezza che ancora permane nelle assumption formulate da Moody's relativamente ai diversi scenari, con particolare riferimento allo scenario good. Inoltre, il Gruppo ha ritenuto idoneo mantenere un margine di cautela, principalmente legato al verificarsi di una quarta ondata Covid nel corso del periodo autunnale/invernale 2021-2022, e alle conseguenze delle relative azioni di contenimento. Si precisa come il razionale di tale decisione derivi dall'osservazione di prime evidenze empiriche di recrudescenza della Pandemia nel corso dei mesi di ottobre e novembre 2021, mensilità successive rispetto alla data di riferimento degli scenari Moody's (settembre 2021) e quindi non inglobate negli stessi.

Adeguamento modelli e overlay

La quantificazione delle ECL si basa su:

  • l'applicazione di scenari forniti dal provider esterno ai modelli satellite sviluppati internamente;
  • l'applicazione degli effetti degli scenari (i.e. shift) alle matrici di migrazione inclusive delle PD e l'adozione dell'approccio markoviano e dell'approccio di survival analysis per quantificare le PD in ottica lifetime forward-looking;
  • l'integrazione di logiche forward-looking anche nella LGD attraverso l'incorporazione di informazioni prospettiche sull'andamento del mercato immobiliare e applicazione degli shift al Danger Rate in linea con quanto condotto per le PD.

Tali regole sono state individuate nell'ottica di minimizzare gli interventi di natura discrezionale nella quantificazione delle loan loss provision.

Nel contesto Covid-19, sono stati definiti e implementati alcuni aggiustamenti ai modelli (overlay factors) per tenere conto degli effetti connessi alla straordinarietà del contesto macroeconomico che si è delineato e delle misure di sostegno all'economia emesse dal Governo, non direttamente incorporate nell'impianto metodologico corrente, per garantire una stima realistica e attutire eccessivi effetti

di pro-ciclicità, come richiesta dall'Autorità di Vigilanza, derivanti dalle componenti dell'impianto IFRS 9 fortemente legate alla situazione macro-economica attesa, che non necessariamente produrrà effetti negativi grazie alle misure introdotte. Tali aggiustamenti includono gli elementi seguenti.

  • Una stabilizzazione delle previsioni macroeconomiche in fase di applicazione dei modelli satellite: al fine di evitare variazioni significative tra trimestri, non rappresentative di variazioni di rischio del portafoglio ma degli specifici impatti derivanti dai modelli satellite (e in particolare per effetto dei lag previsti dai modelli, applicati a un cambiamento repentino di scenario), lo shift applicato a PD (e Danger Rate) è stato calcolato, per il primo anno, come variazione percentuale tra il tasso di default osservato a dicembre 2019 (data di aggiornamento dei tassi di default che determinano le PD PiT pre applicazione dello shift da scenario) e quello proiettato a giugno 2022, mentre per gli anni successivi sono stati utilizzati i tassi proiettati rispettivamente a giugno 2023 e giugno 2024.
  • La sterilizzazione dei tassi di Prepayment attesi: si ritiene infatti che, nell'ambito del contesto attuale, i dati medi storici relativi al fenomeno dei rimborsi anticipati dei crediti rateali, ancorché proiettati sulla base di scenari macroeconomici attuali, non risultino rappresentativi. Data la difficile prevedibilità del fenomeno alla luce della situazione attuale e dell'incerto protrarsi delle misure a sostegno dell'economia reale, si è optato per azzerare i tassi di Prepayment attesi, escludendo di fatto tale variabile dal computo delle perdite attese IFRS 9 sui crediti rateali in bonis.
  • E' stata adottata, a partire da dicembre 2021, una riclassificazione maggiormente prudenziale di tutte le posizioni esclusive derivanti dalla fusione CR Cento non ancora sottoposte ad attività di assegnazione del rating (i.e. modifica del rating di default assegnato alle posizioni esclusive ex Cr Cento da Classe 5 a Classe 7).

Nel terzo trimestre dell'anno, in data 05.07.2021, il Joint Supervisory Team ha fornito i risultati delle attività di verifica effettuate dai team orizzontali di BCE inerenti le attività di vigilanza prudenziale sull'identificazione e misurazione del rischio di credito nell'ambito della pandemia da coronavirus. In linea generale, le valutazioni formulate sono state positive ed il Gruppo CREDEM è stato giudicato ampiamente conforme ("broadly compliant") alle good practices descritte all'interno della c.d. "Dear CEO Letter" del 04.12.2020. Sempre nel terzo trimestre 2021 sono stati analizzati e discussi in CA l'aggiornamento del Framework Covid in ambito rischio di credito, l'aggiornamento dei parametri IFRS9 e la calibrazione degli scenari macroeconomici IFRS9.

Analisi di sensitivity degli Scenari

Si riportano di seguito le informazioni relative ai valori medi dei principali indicatori macro-economici e finanziari utilizzati negli scenari, relativamente al triennio 2022- 2024, ricordiamo inoltre che dall'analisi comparata di questi ultimi con lo Scenario fornito da ECB è stata definita la seguente ponderazione alternativa: 0% Good, 40% Bad, 60% Baseline.

Per ogni indicatore è riportato il valore base consuntivo (nella fattispecie Dicembre 2021) in termini assoluti, il valore assunto delle stesse variabili nello Scenario Baseline e la variazione percentuale rispetto ad esso degli Scenari designati come avverso e favorevole su ognuno dei 3 anni nell'orizzonte temporale in cui il principio richiede di adottare un approccio forward-looking nelle stime di ECL.

Macrovariabile Consuntivo 1° anno 2° anno 3°anno
dic-21 Bad Baseline Good Bad Baseline Good Bad Baseline Good
PIL Italia 1.664 -5,05% 1.733 1,77% -5,13% 1.775 1,97% -4,26% 1.808 1,87%
PIL Euro 10.534 -5,20% 11.018 2,41% -4,98% 11.215 2,49% -4,20% 11.457 2,21%
Tasso di Disoccupazione 9,80% 30,37% 9,55% -3,29% 27,75% 9,23% -3,58% 19,74% 9,00% -2,95%
Indice di Produzione Industriale 105 -10,85% 109 4,13% -8,01% 113 2,97% -5,36% 116 2,39%
Indice dei Prezzi degli Immobili Residenziali italiani 1.983 -8,03% 2.096 2,82% -10,14% 2.233 3,89% -10,74% 2.375 4,53%

Trattamento garanzie pubbliche

Nell'ambito del calcolo ECL le garanzie statali erogate come risposta straordinaria di sostegno all'economia reale nel contesto dell'emergenza sanitaria in corso sono considerate analogamente alle altre garanzie statali presenti in portafoglio. Non sono previsti trattamenti ad hoc, le garanzie contribuiscono a mitigare l'ECL sui rapporti a cui sono associate tramite principio di sostituzione: la quota coperta da esse viene, quindi, associata al livello di rischio dell'emittente (in questo caso lo stato italiano, con rating DBRS BBBH) invece che a quello della controparte.

2.4 Tecniche di mitigazione del rischio di credito

I collateral e le garanzie rivestono particolare rilevanza nelle strategie creditizie del Gruppo Credem in quanto consentono la mitigazione nel complessivo ciclo di vita del credito, pur mantenendo un carattere accessorio nel processo di valutazione e concessione del credito dove l'elemento fondante è la valutazione della capacità di rimborso del debitore. In tal senso l'acquisizione delle stesse, comporta un'approfondita attività valutativa sia in fase di acquisizione sia di monitoraggio e gestione.

Per i collateral immobiliari sono definiti, conformemente ai requisiti normativi, i principi generali che consentono un sano e prudente processo di valutazione degli immobili oggetto dei collateral:

  • Indipendenza della valutazione tramite l'utilizzo di periti esterni indipendenti dal processo di erogazione del credito.
  • Conformità e congruità della valutazione, adeguata alla complessità dell'operazione, alla sua dimensione, alla tipologia dell'immobile per l'individuazione del valore di mercato su cui viene calcolato l'indicatore di loan to value.
  • Un robusto sistema di controlli, conforme ai requisiti normativi, a presidio del processo di valutazione.

Vista l'importanza del comparto mutui nel portafoglio complessivo e in ottica di adeguamento alle Disposizioni di Vigilanza è stato messo a punto un processo di monitoraggio periodico del valore degli immobili oggetto di ipoteca al fine di una corretta valutazione del grado di copertura dei collateral.

All'interno del "Regolamento per l'assunzione dei rischi di credito verso la clientela" è codificata la ponderazione da applicare alle diverse operazioni ipotecarie in base alla natura dell'immobile. Il Comitato di Credit Strategy, inoltre, propone periodicamente le linee guida di indirizzo in termini di Loan To Value media del portafoglio e delle nuove erogazioni. In particolare, proprio per la natura di intervento a medio termine, i mutui ipotecari prevedono percentuali di iscrizione della garanzia diversificate a seconda della tipologia del finanziamento.

Per quanto riguarda le garanzie reali su valori mobiliari sono previsti scarti cauzionali da applicare a seconda della tipologia del prodotto acquisito in garanzia e dell'eventuale rating dell'emittente. E' inoltre previsto il monitoraggio costante dei valori mobiliari a garanzia e la valorizzazione ai fini di Credit Risk Mitigation.

In riferimento alle garanzie fidejussorie, osserviamo che la loro valorizzazione viene sempre effettuata sulla base di una valutazione prudenziale del patrimonio responsabile dei garanti.

Relativamente alle garanzie pubbliche, il Gruppo Credem adotta specifiche procedure volte a rispettare le modalità operative richieste dai dettami normativi emanati dallo Stato o dagli enti emittenti tali garanzie.

3. Esposizioni creditizie deteriorate

3.1 Strategie e politiche di gestione

La struttura di Non-Performing Credit supporta da un punto di vista tecnico la rete Banca e nella gestione dei crediti anomali e deteriorati e nella determinazione delle svalutazioni.

All'interno di questa struttura, la gestione dell'attività di recupero crediti avviene secondo processi definiti in base al canale/segmento, alla tipologia di affidamenti ed al livello di anomalia, ed è svolta da uffici centrali o loro decentramenti sul territorio. Il modello operativo permette una visione omnicomprensiva del credito lungo tutto l'arco di vita, valorizzando la fluidità e l'integrazione dei processi e la continuità di visione. In particolare si segnala la presenza di strutture centrali dedicate alla gestione, al monitoraggio e al recupero di posizioni in stato di Inadempienza Probabile e Sofferenza. Inoltre è presente un'unità organizzativa preposta alla gestione delle società di outsourcing al fine di presidiare in modo diretto e accentrato le relazioni con le suddette società. La valutazione delle perdite è improntata a criteri di indubbia prudenza, seguendo le indicazioni del documento approvato dal Consiglio di Amministrazione e denominato "Linee guida e criteri di svalutazione crediti gruppo Credem"; tale documento ha lo scopo di indirizzare ed uniformare l'attività degli uffici deputati alla gestione dei crediti deteriorati nella determinazione delle relative svalutazioni sia civilistiche che attinenti i tempi di recupero. Le Linee Guida BCE raccomandano alle Banche, di stabilire una chiara strategia volta a ridurre le consistenze di NPL in modo credibile, sostenibile e tempestivo. Le stesse sono uno strumento non vincolante, tuttavia le Banche sono tenute a promuovere la rapida convergenza verso le indicazioni fornite. Nel corso del primo semestre 2018 il Gruppo Credem, partendo dalle evidenze emerse nella fase di assessment/ gap analysis, e sulla base della classificazione delle azioni di remediation condivise, ha definito, su base volontaria, il primo Piano Strategico -Operativo NPL per il periodo 2018 –2022, successivamente aggiornato ogni anno. A dicembre 2021 il Gruppo Credem, in coerenza con la Pianificazione strategia di Gruppo, ha aggiornato il Piano Strategico -Operativo NPL per il periodo 2021 –2025.

3.2 Write-off

Le autonomie relative alla valutazione degli stralci e delle perdite sono quasi completamente accentrate su organi monocratici, peculiarità che permette tempi di risposta alle proposte transattive particolarmente ridotti; il ricorso a tale misura riveste in ogni caso carattere di marginalità e avviene soltanto qualora le azioni di recupero diretto (o per il tramite di outsourcer/legal network) o di cessione non abbiano sortito gli effetti auspicati. In virtù dell'utilizzo residuale/secondario rispetto alle altre azioni di collection previste, nonché in ragione dello stock ridotto di NPL, l'entità dei write-off si mantiene su livelli contenuti.

3.3 Attività finanziarie impaired acquisite o originate

Secondo quanto previsto dal principio contabile IFRS 9, i crediti considerati deteriorati già dal momento della rilevazione iniziale in bilancio, in ragione dell'elevato rischio di credito associato, vengono definiti Purchased or Originated Credit Impaired Asset (POCI). Conseguentemente, qualora all'atto dell'iscrizione iniziale un'esposizione creditizia iscritta nella voce 30 "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" o nella voce 40 "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato", risulti essere deteriorata, la stessa è qualificata quale "Attività finanziarie deteriorate acquisite o originate" (Purchased or Originated Credit Impaired – POCI).

Tali crediti, ai sensi dell'IFRS 9, vengono valutati appostando sin dalla data di rilevazione iniziale – fondi a copertura delle perdite che coprano l'intera vita residua del credito (cd. Expected Credit Loss lifetime). Trattandosi di crediti deteriorati, ne è prevista l'iscrizione iniziale nell'ambito dello Stage 3, ferma restando la possibilità di essere spostati, nel corso della vita, a Stage 2 nel caso in cui, sulla base dell'analisi del rischio creditizio, non risultino più impaired. Tali attività non sono mai classificate nell'ambito dello Stage 1 poiché la perdita creditizia attesa deve essere sempre calcolata considerando un orizzonte temporale pari alla durata residua.

Per i crediti POCI iscritti nel bilancio del Gruppo, coerentemente alle disposizione del Principio IFRS9, si distinguono due fattispecie di:

  • o Attività finanziarie acquistate deteriorate (di seguito, anche "PCI"), le esposizioni creditizie già deteriorate al momento dell'acquisto, anche nell'ambito di operazioni di aggregazione aziendale;
  • o Attività finanziarie originate deteriorate (di seguito, anche "OCI"), le esposizioni creditizie originate in caso di operazioni di ristrutturazione di esposizioni deteriorate che hanno determinato l'erogazione di nuova finanza, ovvero introdotto modifiche sostanziali alle condizioni originarie contrattuali.

A Dicembre 2021 i crediti rientranti in questa categoria, presenti nell'attivo di Bilancio del Gruppo Credito Emiliano sono tutti derivanti dall'operazione di fusione per incorporazione dell'Ex Cassa di Risparmio di Cento.

4. Attività finanziarie oggetto di rinegoziazioni commerciali e esposizioni oggetto di concessioni

A marzo 2014, in considerazione del cambiamento regolamentare che prevedeva il passaggio dei poteri di Vigilanza alla Banca Centrale Europea e l'applicazione della nuova normativa comunitaria in tema di reporting di vigilanza, vennero approvate le "Linee guida per l'individuazione e la gestione delle esposizioni Forborne" successivamente recepite nella Policy di Gruppo Crediti.

In conformità agli standard dell'EBA, si definiscono Forborne le esposizioni nei confronti delle quali sono state accordate misure di Forbearance, ossia misure di sostegno a debitori che affrontano, o sono prossimi ad affrontare, difficoltà ad adempiere alle proprie obbligazioni finanziare (c.d. stato di difficoltà finanziaria).

In linea generale, le possibili misure di Forbearance accordate al debitore in difficoltà finanziaria possono ricadere nelle seguenti fattispecie:

  • modifica dei termini e delle condizioni contrattuali su un'esposizione che la controparte non è in grado di ripagare, con nuove condizioni che non sarebbero state accordate se il cliente non si fosse trovato in difficoltà finanziaria;
  • rifinanziamento parziale o totale del debito che non sarebbe stato accordato in assenza di difficoltà finanziaria della controparte.

In conformità con gli standard di riferimento, la classificazione nel portafoglio Forborne è indipendente dalla classificazione a default o dalla presenza di svalutazioni analitiche. In virtù della peculiarità di tali tipologie di esposizioni, la valutazione e la concessione di misure di Forbearence è demandata alle strutture deliberative centrali, anche attraverso l'ausilio di sistemi automatizzati di alerting sulla presenza di Forborne "potenziali", sull'indirizzamento delle proposte di fido verso gli organi competenti e sul decorso dei termini relativi al cure period e probation period.

Relativamente a tale tipologia di esposizioni sono state recepite le indicazioni delle Guidelines BCE sui NPL con impatto sia sui processi sia sugli applicativi per un'adeguata tracciatura delle valutazioni fatte in sede di concessione di misure di forbearance e anche nelle valutazioni dei triggers sulle Inadempienze Probabili con il coinvolgimento della Funzione di Risk Management per la redazione di uno specifico parere vincolante nei casi di misure reiterate.

Il costo ammortizzato prima della modifica delle attività finanziarie, per le quali i flussi finanziari contrattuali sono stati modificati nel corso dell'esercizio, ammonta a circa 107,5 milioni di euro.

In relazione allo scenario emergenziale COVID le linee guida, pubblicate dall'EBA il 2 aprile 2020 e successivamente modificate il 25 giugno 2020 sugli "Orientamenti sulle moratorie legislative e non legislative relative ai pagamenti dei prestiti applicate alla luce della crisi Covid-19" (EBA/GL/2020/02), prevedevano che le domande di moratorie inoltrate alle banche entro il 30 settembre 2020 potessero godere del beneficio della sospensione temporanea della riclassificazione automatica dei crediti a esposizioni "forborne". Successivamente sono intercorse nuove modifiche, in particolare quelle relative alla comunicazione EBA del 02/12/2020, "Orientamenti recanti modifica agli orientamenti EBA/GL/2020/02 sulle moratorie legislative e

non legislative relative ai pagamenti dei prestiti applicate alla luce della crisi COVID-19", hanno provveduto ad estendere il periodo di applicazione delle linee guida al 31/03/2021, prevedendo però alcune limitazioni, in particolare l'introduzione di un "cap" massimo di 9 mesi come durata complessiva delle sospensioni in regime "privilegiato" che hanno portato quindi il nostro Istituto a svolgere un'attività straordinaria di attribuzione forborne per quelle posizioni che non rispettavano più tale criterio. Per una quantificazione delle misure di sostengo alla clientela, attuate dall'inizio del periodo pandemico ad oggi, per una stima di quelle in essere e le considerazioni su come esse abbiano allo stato attuale limitato il deterioramento delle posizioni si rimanda al capitolo Impieghi della relazione sulla gestione.

L'informativa al pubblico per la pubblicazione delle informazioni riguardanti l'adeguatezza patrimoniale, l'esposizione ai rischi di credito e le caratteristiche generali dei sistemi preposti all'identificazione, alla misurazione e alla gestione dei rischi, prevista dal regolamento UE 575/2013 (CRR), pubblicazione della disclosure relativa al c.d. "Pillar 3", verrà comunicata al mercato nei termini di legge, sul sito www.credem.it.

Informazioni di natura quantitativa

A. Qualità del credito

A.1 Esposizioni creditizie deteriorate e non deteriorate: consistenze, rettifiche di valore, dinamica e distribuzione economica

A.1.1 Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori di bilancio)

Portafogli/qualità Sofferenze Inadempienze
probabili
Esposizioni
deteriorate
scadute
scadute non
Esposizioni
deteriorate
Altre esposizioni
non deteriorate
Totale
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 87.056
206.826
30.396
205.466 47.210.377 47.740.122
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - - - - 6.416.164 6.416.164
3. Attività finanziarie designate al fair value - - - - - -
4. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - - - - 14.450 14.450
5. Attività finanziarie in corso di dismissione - - - - - -
Totale 31/12/2021 87.056 206.826 30.396 205.466 53.640.992 54.170.736
Totale 31/12/2020 100.166 216.634 40.268 205.062 44.311.922 44.874.052

A.1.2 Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori lordi e netti)

Deteriorate Non deteriorate
Portafogli/qualità Esposizione
lorda
Rettifiche
di valore
complessive
Esposizione
netta
Write-off
parziali
complessivi*
Esposizione
lorda
Rettifiche
di valore
complessive
Esposizione
netta
Totale
(esposizione
netta)
1. Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
729.307 405.028 324.278 10.923 47.485.763 69.920 47.415.844 47.740.122
2. Attività finanziarie valutate al fair value
con impatto sulla redditività complessiva
- - - - 6.417.801 1.636 6.416.164 6.416.164
3. Attività finanziarie designate al fair
value
- - - - X X - -
4. Altre attività finanziarie
obbligatoriamente valutate al fair value
- - - - X X 14.450 14.450
5. Attività finanziarie in corso di
dismissione
- - - - - - - -
Totale 31/12/2021 729.307 405.028 324.278 10.923 53.903.564 71.556 53.846.458 54.170.736
Totale 31/12/2020 774.276 417.209 357.068 1.050 44.590.358 91.215 44.516.984 44.874.052
Attività di evidente scarsa qualità creditizia Altre attività
Portafogli/qualità Minusvalenze cumulate Esposizione netta Esposizione netta
1. Attività finanziarie detenute per la negoziazione - - 57.248
2. Derivati di copertura - - 208.749
Totale 31/12/2021 - - 265.997
Totale 31/12/2020 - - 301.057

A.1.3 Distribuzione delle attività finanziarie per fasce di scaduto (valori di bilancio)

Primo stadio Secondo stadio Terzo stadio Impaired acquisite o
originate
Portafogli/stadi di
rischio
Da 1 giorno a
30 giorni
giorni fino a 90
Da oltre 30
giorni
Oltre 90 giorni Da 1 giorno a
30 giorni
giorni fino a 90
Da oltre 30
giorni
Oltre 90 giorni Da 1 giorno a
30 giorni
giorni fino a 90
Da oltre 30
giorni
Oltre 90 giorni Da 1 giorno a
30 giorni
giorni fino a 90
Da oltre 30
giorni
Oltre 90 giorni
1. Attività finanziarie
valutate al costo
ammortizzato
136.550 738 4.767 28.977 30.319 4.106 14.950 14.926 157.131 778 346 15.328
2. Attività finanziarie
valutate al fair value con
impatto sulla redditività
complessiva
- - - - - - - - - - - -
3. Attività finanziarie in
corso di dismissione
- - - - - - - - - - - -
Totale 31/12/2021 136.550 738 4.767 28.977 30.319 4.106 14.950 14.926 157.131 778 346 15.328
Totale 31/12/2020 135.220 129 40 22.997 41.357 5.253 15.721 18.824 208.025 - - -

Nella tabella su esposta viene fornito il dettaglio, per ciacuno stadio di rischio, del valore di bilancio relativi alle attività finanziarie scadute valutate al costo ammortizzato e alle attività finanziarie scadute valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

A.1.4 Attività finanziarie, impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate: dinamica delle rettifiche di valore complessive e degli accantonamenti complessive

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205 484
.62
0
ri d
Rec
upe
a
inca
sso
su
atti
vità
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- - - - - - - - - - - - - 96 - - 96 - 62 - - 62 - - - - - 288
Wri
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con
con
co
- - - - - - - - - - - - - (1.8
09)
- (1.8
-
09) - - - - -
-
- - - - -
A.1.5 Attività finanziarie, impegni a erogare fondi e garanzie finanaziarie rilasciate:
trasferimenti tra diversi stadi di rischio di credito (valori lordi e nominali)
Esposizione lorda/valore nominale
Trasferimenti tra primo
stadio e secondo stadio
secondo stadio e terzo Trasferimenti tra Trasferimenti tra
primo stadio e terzo
stadio
Portafogli/stadi di rischio secondo stadio
Da primo a
stadio a primo
Da secondo
stadio
stadio a terzo
Da secondo
stadio
Da terzo stadio a
secondo stadio
Da primo stadio
a terzo stadio
Da terzo stadio a
primo stadio
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 768.325 274.708 39.206 21.142 60.147 8.005
2. Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
- - - - - -
3. Attività finanziarie in corso di
dismissione
- - - - - -
4. Impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie
rilasciate
25.124 5.563 84 28 2.928 81
Totale 31/12/2021 793.450 280.271 39.290 21.170 63.075 8.086
Totale 31/12/2020 505.723 267.709 33.393 19.592 61.592 11.015

A.1.5a Finanziamenti oggetto di misure di sostegno Covid-19: trasferimenti tra i diversi stadi di rischio di credito (valori lordi)

Valori lordi
Portafogli/stadi di rischio Trasferimenti tra
primo
stadio e secondo
stadio
terzo stadio Trasferimenti tra
secondo stadio e
Trasferimenti tra
primo stadio e terzo
stadio
secondo stadio
Da primo a
stadio a primo
Da secondo
stadio
stadio a terzo
Da secondo
stadio
Da terzo stadio
a secondo
stadio
Da primo stadio
a terzo stadio
Da terzo stadio
a primo stadio
A. Finanziamenti valutati al costo ammortizzato 339.123 30.299 12.579 258 18.138 366
A.1 oggetto di concessione conforme con le GL 263 79 23 - 11 -
A.2 oggetto di misure di moratoria in essere non più
conformi alle GL e non valutate come oggetto di
concessione
60.618 13.457 - - 850 -
A.3 oggetto di altre misure di concessione 90.547 - 9.528 47 6.586 -
A.4 nuovi finanziamenti 187.695 16.764 3.028 212 10.691 366
B. Finanziamenti valutati al fair value con impatto
sulla redditività complessiva
- - - - - -
B.1 oggetto di concessione conforme con le GL - - - - - -
B.2 oggetto di misure di moratoria in essere non più
conformi alle GL e non valutate come oggetto di
concessione
- - - - - -
B.3 oggetto di altre misure di concessione - - - - - -
B.4 nuovi finanziamenti - - - - - -
Totale 31/12/2021 339.123 30.299 12.579 258 18.138 366
Totale 31/12/2020 255.844 38.405 3.801 1.348 6.534 265

Nella tabella è riportato il valore lordo dei finanziamenti, oggetto di moratoria o altre misure di concessione in essere alla data di riferimento del bilancio, o che costituiscono nuova liquidità concessa mediante meccanismi di garanzia pubblica, ripartito per portafogli di appartenenza, quando lo stadio di rischio nel quale le esposizioni sono state incluse alla data di fine esercizio è diverso dallo stadio in cui le esposizioni sono state incluse all'inizio dell'esercizio.

A.1.6 Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso banche: valori lordi e netti

Esposizione lorda Rettifiche di valore complessive e
accantonamenti complessivi
Tipologie
esposizioni/valori
Primo stadio Secondo
stadio
Terzo stadio acquisite o
Impaired
originate
Primo stadio Secondo
stadio
Terzo stadio acquisite o
Impaired
originate
Esposizione
Netta
Write-off
parziali
complessivi*
A. Esposizioni
creditizie per cassa
A.1 A vista 54.632 47.994 6.638 - - 32 21 11 -
-
54.599 -
a) Deteriorate - X - - - - X - -
-
- -
b) Non deteriorate 54.632 47.994 6.638 X - 32 21 11 X - 54.599 -
A.2 Altre 9.892.539 9.882.430 8.358 - - 828 815 13 -
-
9.891.712 -
a) Sofferenze - X - - - - X - -
-
- -
- di cui: esposizioni
oggetto di
concessioni
- X - - - - X - -
-
- -
b) Inadempienze
probabili
- X - - - - X - -
-
- -
- di cui: esposizioni
oggetto di
concessioni
- X - - - - X - -
-
- -
c) Esposizioni scadute
deteriorate
- X - - - - X - -
-
- -
- di cui: esposizioni
oggetto di
concessioni
- X - - - - X - -
-
- -
d) Esposizioni scadute
non deteriorate
- - - X - - - - X - - -
- di cui: esposizioni
oggetto di
concessioni
- - - X - - - - X - - -
e) Altre esposizioni non
deteriorate
9.892.539 9.882.430 8.358 X - 828 815 13 X - 9.891.712 -
- di cui: esposizioni
oggetto di
concessioni
- - - X - - - - X - - -
Totale (A) 9.947.171 9.930.424 14.996 - - 860 836 24 -
-
9.946.311 -
B. Esposizioni
creditizie fuori bilancio
- - - -
-
a) Deteriorate - X - - - - X - -
-
- -
b) Non deteriorate 366.227 124.007 3.315 X - 1 0 1 X - 366.226 -
Totale (B) 366.227 124.007 3.315 - - 1 0 1 -
-
366.226 -
Totale (A+B) 10.313.398 10.054.430 18.311 - - 861 836 24 -
-
10.312.537 -

Come da indicazioni della circolare di Banca d'Italia 262 del 22 dicembre 2005, e successivi aggiornamenti, le esposizioni creditizie per cassa comprendono tutte le attività finanziarie per cassa vantate verso banche o clientela qualunque sia il loro portafoglio di allocazione contabile (valutate al fair value con impatto a conto economico, valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, valutate al costo ammortizzato, attività in via di dismissione), ad eccezione dei titoli di capitale e delle quote di O.I.C.R.; le esposizioni creditizie "fuori bilancio" includono tutte le operazioni finanziarie diverse da quelle per cassa (garanzie finanziarie rilasciate, impegni revocabili e irrevocabili, derivati, ecc.) che comportano l'assunzione di un rischio creditizio, qualunque sia la finalità di tali operazioni (negoziazione, copertura, ecc.).

Le esposizioni creditizie deteriorate (per cassa e fuori bilancio) non includono le attività finanziarie detenute per la negoziazione e i derivati di copertura, che sono pertanto, convenzionalmente, rilevati tra le esposizioni creditizie non deteriorate.

A.1.7 Consolidato prudenziale – Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso clientela: valori lordi e netti

Esposizione lorda complessivi Rettifiche di valore complessive e accantonamenti
Tipologie
esposizioni/valori
Primo stadio Secondo
stadio
Terzo stadio acquisite o
Impaired
originate
Primo stadio Secondo
stadio
Terzo stadio acquisite o
Impaired
originate
Esposizione
Netta
Write-off
parziali
complessivi*
A. Esposizioni
creditizie per
cassa
a) Sofferenze 358.524 X - 348.027 10.497 271.468 X - 271.094 374 87.056 10.923
- di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
86.542 X - 86.514 28 59.390 X - 59.377 13 27.151 -
b) Inadempienze
probabili
332.636 X - 316.654 15.983 125.810 X - 125.161 650 206.826 -
- di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
146.421 X - 138.564 7.856 35.817 X - 35.749 68 110.603 -
c) Esposizioni
scadute
deteriorate
38.146 X - 38.046 100 7.750 X - 7.749 1 30.396 -
- di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
1.793 X - 1.757 36 175 X - 175 - 1.619 -
d) Esposizioni
scadute non
deteriorate
207.692 142.498 65.185 X 9 2.225 442 1.783 X 1 205.466 -
- di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
10.754 - 10.754 X - 257 - 257 X - 10.498 -
e) Altre
esposizioni non
deteriorate
43.836.353 42.345.488 1.459.293 X 303 68.503 39.041 29.452 X 10 43.767.850 -
- di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
265.519 - 265.370 X 149 6.552 - 6.549 X 3 258.967 -
Totale (A) 44.773.352 42.487.986 1.524.478 702.727 26.891 475.757 39.483 31.235 404.004 1.035 44.297.595 10.923
B. Esposizioni
creditizie fuori
bilancio
a) Deteriorate 43.587 X - 42.074 1.513 3.234 X - 3.029 205 40.352 -
b) Non
deteriorate
10.908.103 10.738.388 161.183 X 10 4.768 3.695 1.073 X 0 10.903.335 -
Totale (B) 10.951.689 10.738.388 161.183 42.074 1.523 8.002 3.695 1.073 3.029 205 10.943.687 -
Totale (A+B) 55.725.041 53.226.374 1.685.661 744.801 28.414 483.759 43.178 32.307 407.033 1.240 55.241.282 10.923

A.1.7a Esposizioni creditizie per cassa verso clientela oggetto di misure di sostegno Covid-19: valori lordi e netti

Tipologie finanziamenti / Valori Esposizione lorda Rettifiche di valore complessive Esposizione
netta
Write-off
parziali
complessivi*
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
A. Finanziamenti in sofferenza: 1.567 - - 1.567 - 463 - - 463 - 1.104 -
a) Oggetto di concessione conforme con le
GL
- - - - - - - - - - - -
b) Oggetto di misure di moratoria non più
conformi alle GL e non valutate come
oggetto di concessione
- - - - - - - - - - - -
c) Oggetto di altre misure di concessione - - - - - - - - - - - -
d) Nuovi finanziamenti 1.567 - - 1.567 - 463 - - 463 - 1.104 -
B. Finanziamenti in inadempienze
probabili:
35.081 - - 33.249 1.832 7.614 - - 7.581 33 27.467 -
a) Oggetto di concessione conforme con le
GL
226 - - 226 - 45 - - 45 - 181 -
b) Oggetto di misure di moratoria non più
conformi alle GL e non valutate come
oggetto di concessione
1.006 - - 597 410 410 - - 393 17 596 -
c) Oggetto di altre misure di concessione 22.578 - - 21.524 1.054 4.564 - - 4.554 10 18.014 -
d) Nuovi finanziamenti 11.270 - - 10.902 368 2.595 - - 2.588 7 8.675 -
C. Finanziamenti scaduti deteriorati: 2.212 - - 2.212 - 342 - - 342 - 1.870 -
a) Oggetto di concessione conforme con le
GL
23 - - 23 - 1 - - 1 - 21 -
b) Oggetto di misure di moratoria non più
conformi alle GL e non valutate come
oggetto di concessione
253 - - 253 - 31 - - 31 - 222 -
c) Oggetto di altre misure di concessione 67 - - 67 - 9 - - 9 - 58 -
d) Nuovi finanziamenti 1.868 - - 1.868 - 300 - - 300 - 1.568 -
D. Altri finanziamenti scaduti non
deteriorati:
9.269 4.463 4.806 - - 46 17 29 - - 9.223 -
a) Oggetto di concessione conforme con le
GL
19 - 19 - - 2 - 2 - - 17 -
b) Oggetto di misure di moratoria non più
conformi alle GL e non valutate come
oggetto di concessione
2.555 2.403 153 - - 19 16 2 - - 2.537 -
c) Oggetto di altre misure di concessione 587 - 587 - - 15 - 15 - - 571 -
d) Nuovi finanziamenti 6.109 2.060 4.048 - - 10 1 9 - - 6.098 -
E. Altri finanziamenti non deteriorati: 3.927.293 3.491.239 436.053 - - 9.557 3.943 5.614 - - 3.917.736 -
a) Oggetto di concessione conforme con le
GL
9.231 8.254 977 - - 81 42 39 - - 9.150 -
b) Oggetto di misure di moratoria non più
conformi alle GL e non valutate come
oggetto di concessione
617.897 533.624 84.273 - - 3.398 2.079 1.319 - - 614.499 -
c) Oggetto di altre misure di concessione 135.777 - 135.777 - - 3.468 - 3.468 - - 132.308 -
d) Nuovi finanziamenti 3.164.389 2.949.362 215.026 - - 2.610 1.822 788 - - 3.161.779 -
Totale (A+B+C+D+E) 3.975.422 3.495.702 440.860 37.028 1.832 18.022 3.961 5.642 8.386 33 3.957.400 -

Nella tabella è riportato, con riferimento ai finanziamenti, oggetto di moratoria o altre misure di concessione in essere alla data di riferimento del bilancio, o che costituiscono nuova liquidità concessa mediante meccanismi di garanzia pubblica, il dettaglio dell'esposizione lorda e delle rettifiche di valore complessive, nonché l'informativa sull'esposizione netta e i write-off parziali complessivi, per le diverse categorie di attività deteriorate/non deteriorate.

A.1.9 Esposizioni creditizie per cassa verso clientela: dinamica delle esposizioni deteriorate lorde

Causali/Categorie Sofferenze Inadempienze
probabili
Esposizioni
scadute
deteriorate
A. Esposizione lorda iniziale 388.369 335.291 50.616
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - - -
B. Variazioni in aumento 58.752 176.811 47.093
B.1 ingressi da esposizioni non deteriorate 3.761 69.368 25.964
B.2 ingressi da attività finanziarie impaired acquisite o originate 10.541 17.614 378
B.3 trasferimenti da altre categorie di esposizioni deteriorate 42.943 17.119 297
B.4 modifiche contrattuali senza cancellazioni - 59 -
B.5 altre variazioni in aumento 1.507 72.651 20.454
C. Variazioni in diminuzione 88.597 179.466 59.563
C.1 uscite verso esposizioni non deteriorate - 20.737 8.266
C.2 write-off 18.307 5.824 -
C.3 incassi 29.380 109.169 33.533
C.4 realizzi per cessioni 3.098 - -
C.5 perdite da cessione - - -
C.6 trasferimenti ad altre categorie di esposizioni deteriorate - 42.716 17.644
C.7 modifiche contrattuali senza cancellazioni - 558 -
C.8 altre variazioni in diminuzione 37.812 462 120
D. Esposizione lorda finale 358.524 332.636 38.146
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - - -

A.1.9bis Esposizioni creditizie per cassa verso clientela: dinamica delle esposizioni lorde oggetto di concessioni distinte per qualità creditizia

Causali/Qualità Esposizioni
oggetto di
concessioni:
deteriorate
Esposizioni
oggetto di
concessioni:
non
deteriorate
A. Esposizione lorda iniziale 227.869 87.325
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - -
B. Variazioni in aumento 60.259 277.078
B.1 ingressi da esposizioni non deteriorate non oggetto di concessioni 6.053 246.608
B.2 ingressi da esposizioni non deteriorate oggetto di concessioni 22.228 X
B.3 ingressi da esposizioni oggetto di concessioni deteriorate X 13.610
B.4 ingressi da esposizioni deteriorate non oggetto di concessione - -
B.4 altre variazioni in aumento 31.978 16.859
C. Variazioni in diminuzione 53.373 88.130
C.1 uscite verso esposizioni non deteriorate non oggetto di concessioni X -
C.2 uscite verso esposizioni non deteriorate oggetto di concessioni 13.610 X
C.3 uscite verso esposizioni oggetto di concessioni deteriorate X 22.228
C.4 write-off - -
C.5 incassi 33.800 65.902
C.6 realizzi per cessioni - -
C.7 perdite da cessione - -
C.8 altre variazioni in diminuzione 5.962 -
D. Esposizione lorda finale 234.755 276.274
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - -

A.1.11 Esposizioni creditizie per cassa deteriorate verso clientela: dinamica delle rettifiche di valore complessive

Sofferenze Inadempienze probabili Esposizioni scadute
deteriorate
Causali/Categorie Totale di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
Totale di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
Totale di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
A. Rettifiche complessive iniziali 288.203 53.922 118.657 33.118 10.348 127
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - - - - - -
B. Variazioni in aumento 56.972 15.112 58.058 16.060 6.043 463
B.1 rettifiche di valore da attività finanziarie impaired acquisite o
originate
374 X 650 X 1 X
B.2 altre rettifiche di valore 32.761 11.125 53.712 15.608 5.839 343
B.3 perdite da cessione 907 - - - - -
B.4 trasferimenti da altre categorie di esposizioni deteriorate 22.546 3.987 3.684 452 204 120
B.5 modifiche contrattuali senza cancellazioni - - 12 - - -
B.6 altre variazioni in aumento 383 - - - - -
C. Variazioni in diminuzione 73.707 9.644 50.905 13.361 8.642 416
C.1 riprese di valore da valutazione 5.008 742 9.255 2.430 1.441 81
C.2 riprese di valore da incasso 11.187 8.776 13.177 6.944 3.422 193
C.3 utili da cessione 1.152 - - - - -
C.4 write-off 18.307 - 5.824 - - -
C.5 trasferimenti ad altre categorie di esposizioni deteriorate 119 119 22.536 3.987 3.779 142
C.6 modifiche contrattuali senza cancellazioni - - 112 - - -
C.7 altre variazioni in diminuzione 37.934 7 - - - -
D. Rettifiche complessive finali 271.468 59.390 125.810 35.817 7.750 175
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - - - - - -

A.2 Classificazione delle esposizioni in base ai rating esterni e interni

A.2.1 Distribuzione delle attività finanziarie, degli impegni a erogare fondi e delle garanzie finanziarie rilasciate per classi di rating esterni (valori lordi)

Classi di rating esterni
Esposizioni classe 1 classe 2 classe 3 classe 4 classe
classe 6
5
Senza rating Totale
A. Attività finanziarie vautate al costo
ammortizzato
511.956 819.666 5.554.149 - - - 41.329.299 48.215.070
- Primo stadio 511.956 819.666 5.554.149 - - - 39.066.844 45.952.615
- Secondo stadio - - - - - - 1.532.836 1.532.836
- Terzo stadio - - - - - - 702.727 702.727
- Impaired acquisite o originate - - - - - - 26.891 26.891
B. Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
3.833.130 1.870.730 624.241 - - - 89.700 6.417.801
- Primo stadio 3.833.130 1.870.730 624.241 - - - 89.700 6.417.801
- Secondo stadio - - - - - - - -
- Terzo stadio - - - - - - - -
- Impaired acquisite o originate - - - - - - - -
C. Attività finanziarie in corso di dismissione - - - - - - - -
- Primo stadio - - - - - - - -
- Secondo stadio - - - - - - - -
- Terzo stadio - - - - - - - -
- Impaired acquisite o originate - - - - - - - -
Totale (A+B+C) 4.345.085 2.690.396 6.178.390 - - - 41.418.999 54.632.871
D. Impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie
rilasciate
- - - - - - 11.070.490 11.070.490
- Primo stadio - - - - - - 10.862.395 10.862.395
- Secondo stadio - - - - - - 164.498 164.498
- Terzo stadio - - - - - - 42.074 42.074
- Impaired acquisite o originate - - - - - - 1.523 1.523
Totale (D) - - - - - - 11.070.490 11.070.490
Totale (A+B+C+D) 4.345.085 2.690.396 6.178.390 - - - 52.489.489 65.703.361

Le classi di rating esterni indicate si riferiscono alle classi di merito creditizio dei debitori/garanti di cui alla normativa prudenziale.

L'agenzia di rating utilizzate sono sotto riportate e si fornisce la tabella di raccordo tra le classi di rischio e i rating delle agenzie.

Portafogli ECA/ECAI
Esposizione verso
Amministrazioni centrali
e banche centrali
DBRS Rating Limited
Esposizioni verso
organizzazioni
internazionali
Fitch Ratings
Standard & Poor's Rating
Services*
Esposizioni verso banche
multilaterali di sviluppo
Fitch Ratings
Standard & Poor's Rating
Services*
Esposizioni verso
imprese ed altri soggetti
Fitch Ratings
Standard & Poor's Rating
Services*
Esposizioni verso
organismi di
investimento collettivo
del risparmio (OICR)
Fitch Ratings
Standard & Poor's Rating
Services*
Posizioni verso le
cartolarizzazioni aventi
un rating a breve termine
Fitch Ratings
Standard & Poor's Rating
Services
Moody's
Posizioni verso le
cartolarizzazioni diverse
da quelle aventi un
rating a breve termine
Fitch Ratings
Standard & Poor's Rating
Services
Moody's

*ECAI utilizzata solo nella mitigazione del rischio (CRM) su strumenti finanziari accattati a garanzia

Classe di merito di
credito
DBRS Rating
Limited
Fitch Ratings Standard &
Poor's Rating
Services
Moody's
1 da AAA a AAL da AAA a AA- da AAA a AA- da Aaa a Aa3
2 da AH a AL da A+ a A- da A+ a A- da A1 a A3
3 da BBBH a da BBB+ a da BBB+ a da Baa1 a Baa3
BBBL BBB BBB
4 da BBH a BBL da BB+ a BB- da BB+ a BB- da Ba1 a Ba3
5 da BH a BL da B+ a B- da B+ a B- da B1 a B3
6 CCC CCC+ e inferiori CCC+ e inferiori Caa1 e inferiori

A.2.2 Distribuzione delle attività finanziarie, degli impegni a erogare fondi e delle garanzie finanziarie rilasciate: per classi di rating interni (valori lordi)

Esposizioni Classi di rating interni Totale
Classe 1 Classe 2 Classe 3 Classe 4 Classe 5 Classe 6 Classe 7 Classe 8 Classe 9 Classe
10
Classe
11
Classe
12
Classe
13
Classe
14
Senza
rating
(A+B+C)
A. Attività
finanziarie
valutate al
costo
7.982.803 10.503.151 3.572.059 4.249.863 2.743.037 697.877 1.205.438 542.769 - - - - - - 16.718.074 48.215.070
ammortizzato
- Primo stadio
7.976.630 10.467.057 3.561.177 4.233.032 2.053.176 414.288 831.130 469.540 - - - - - - 15.946.585 45.952.615
- Secondo 6.173 36.094 10.881 16.831 689.862 283.588 374.270 73.221 - - - - - - 41.917 1.532.836
stadio
- Terzo stadio
- - - - - - - - - - - - - - 702.727 702.727
- Impaired
acquisite o
originate
- - - - - - 37 9 - - - - - - 26.845 26.891
B. Attività
finanziarie
valutate al
fair value con
impatto sulla
redditività
complessiva
- - - - - - - - - - - - - - 6.417.801 6.417.801
- Primo stadio - - - - - - - - - - - - - - 6.417.801 6.417.801
- Secondo
stadio
- - - - - - - - - - - - - - - -
- Terzo stadio - - - - - - - - - - - - - - - -
- Impaired
acquisite o
originate
- - - - - - - - - - - - - - - -
C. Attività
finanziarie in
corso di
dismissione
- - - - - - - - - - - - - - - -
- Primo stadio - - - - - - - - - - - - - - - -
- Secondo
stadio
- - - - - - - - - - - - - - - -
- Terzo stadio - - - - - - - - - - - - - - - -
- Impaired
acquisite o
originate
- - - - - - - - - - - - - - - -
Totale
(A+B+C)
7.982.803 10.503.151 3.572.059 4.249.863 2.743.037 697.877 1.205.438 542.769 - - - - - - 23.135.875 54.632.871
D. Impegni a
erogare fondi
e garanzie
finanziarie
rilasciate
4.211.107 2.796.156 1.724.864 1.033.152 670.661 285.800 228.839 21.350 - - - - - - 98.561 11.070.490
- Primo stadio 4.211.107 2.796.156 1.724.838 1.033.133 634.777 217.201 218.596 14.145 - - - - - - 12.442 10.862.395
- Secondo
stadio
- - 26 19 35.885 68.599 10.243 7.205 - - - - - - 42.523 164.498
- Terzo stadio - - - - - - - - - - - - - - 42.074 42.074
- Impaired
acquisite o
originate
- - - - - - - - - - - - - - 1.523 1.523
Totale (D) 4.211.107 2.796.156 1.724.864 1.033.152 670.661 285.800 228.839 21.350 - - - - - - 98.561 11.070.490
Totale (A+B+C) 12.193.910 13.299.307 5.296.923 5.283.015 3.413.698 983.677 1.434.277 564.119 - - - - - - 23.234.436 65.703.361

Il 2 ottobre 2015 la Banca d'Italia ha autorizzato il Gruppo Credem ad utilizzare dal 30 settembre 2015 il metodo IRB Advanced (parametri PD, LGD, EAD) per la quantificazione del requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito dei clienti rientranti nella funzione regolamentare Corporate e Retail di Credito Emiliano e Credemleasing.

Le classi di rating interni vengono esposte in quanto utilizzati nella gestione del rischio di credito; nel calcolo dei requisiti prudenziali sono utilizzati solo quelli relativi alla funzione regolamentare Corporate e Retail. Si fornisce il dettaglio delle varie classi di rating utilizzate.

  • C1 assenti problematiche di rischio sia al momento che, prevedibilmente, nel medio/lungo periodo
  • C2 assenti problematiche di rischio sia al momento che, prevedibilmente, nel medio periodo
  • C3 assenti problematiche di rischio sia al momento che, prevedibilmente, nel breve periodo
  • C4 rischio compatibile con possibilità di sua attenuazione/lieve peggioramento nel breve periodo
  • C5 situazione di rischio con sintomi di peggioramento già evidenti
  • C6 situazione che evidenzia aspetti di evidente problematicità
  • C7 situazione di marcata problematicità, potenziale rischio di default
  • C8 situazione di forte problematicità con rischio di default nel breve

A.3 Distribuzione delle esposizioni garantite per tipologia di garanzia

A.3.2 Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso clientela garantite

Esposizione lorda Garanzie reali
(1)
Derivati su crediti Garanzie personali
(2)
Crediti di firma Totale
(1)+(2)
Esposizione netta mobili -
Ipoteche
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mobili - leasing
finanziario
m
Titoli Altre garanzie
reali
CLN Altri
derivati
Contropart
i centrali
Banche Altri derivati
finanziarie
società
Altre
soggetti
Altri
ministrazioni
pubbliche
Am
Banche Altre società
finanziarie
Altri soggetti
1. Esposizioni creditizie per
cassa garantite:
18.970.142 18.720.752 11.172.958 I - 1.011.752 780.517 - - -
-
- 2.993.257 399 34.021 1.911.418 17.904.321
1.1. totalmente garantite 15.378.802 15.147.692 11.172.617 - 934.773 713.456 - - -
-
- 752.934 399 26.607 1.464.529 15.065.315
- di cui deteriorate 449.745 260.787 218.977 - 5.795 15.498 - - -
-
- 7.717 - 233 11.949 260.170
1.2. parzialmente garantite 3.591.339 3.573.059 341 - 76.980 67.060 - - -
-
- 2.240.323 - 7.413 446.889 2.839.007
- di cui deteriorate 26.721 13.116 232 - 723 150 - - -
-
- 7.403 - - 2.308 10.816
2. Esposizioni creditizie "fuori
bilancio" garantite:
683.504 680.810 54.309 - 150.015 65.239 - - -
-
- 173 49 3.258 383.429 656.472
2.1. totalmente garantite 611.661 609.314 54.309 - 134.179 59.625 - - -
-
- 173 30 3.258 356.998 608.571
- di cui deteriorate 4.252 2.269 531 - 358 110 - - -
-
- - - - 1.268 2.267
2.2. parzialmente garantite 71.843 71.496 - - 15.837 5.615 - - -
-
- - 18 - 26.430 47.900
- di cui deteriorate 3.288 3.045 - - 265 - - - -
-
- - - - 2.684 2.949

Nel corso dell'esercizio sono state escusse garanzie ipotecarie per 12,0 milioni di euro, i cui incassi presumibilmente avverranno nei prossimi anni, mentre a fronte delle escussioni di pegni, polizze assicurative e fideiussioni sono stati incassati 4,0 milioni di euro. Nell'esercizio sono stati anche incassati 21,7 milioni di euro, a fronte di escussione di garanzie ipotecarie avviate negli anni precedenti.

Nel corso del 2021 sono state poste in essere l'attività giudiziale di escussione delle garanzie mediante pignoramento immobiliare nei casi in cui non sia stato possibile raggiungere soluzioni transattive soddisfacenti. Le posizioni affidate alle società di outsourcing, costituite da esposizioni>75 €k e <300 €k derivanti da mutui ipotecari sono state valutate ed azionate secondo il medesimo criterio; l'attività delle società esterne, infatti, nei primi mesi di gestione delle pratiche si concentra sul tentativo di contatto dei clienti, per sondare la possibilità di addivenire a soluzioni transattive (a saldo e stralcio o con piani di rientro contenuti nel tempo). Anche durante lo svolgimento della azione esecutiva, la società di outsourcing prosegue con l'attività di contatto per sondare la possibilità di definizione transattiva delle posizioni.

B.Distribuzione e concentrazione delle esposizioni creditizie

B.1 Distribuzione settoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso clientela (valore di bilancio)

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13
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78
27
0.1
52

BILANCIO INDIVIDUALE – NOTA INTEGRATIVA

B.2 Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso clientela

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37

Si allega anche la ripartizione geografica NORD-OVEST, NORD-EST, CENTRO, SUD e ISOLE per le esposizioni ITALIA.

B.2 Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso clientela

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67

B.3 Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso banche

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55
1

B.4 Grandi esposizioni

31/12/2021
Numero posizioni 20
Esposizione 36.332.349
Posizione di rischio 1.665.513

Sono considerate nel calcolo dei "grandi rischi" tutte le attività di rischio, per cassa e fuori bilancio, nei confronti di un singolo cliente (ovvero gruppo di clienti connessi) senza l'applicazione dei fattori di ponderazione, mentre il limite che qualifica un'esposizione come "grande rischio", è quando l'esposizione, come sopra determinata, è pari o superiore al 10% dei fondi propri.

La disciplina, per apprezzare in modo più preciso il grado di concentrazione dei crediti, rileva anche le esposizioni aventi un fattore di ponderazione per il rischio di controparte pari allo zero per cento, quali ad esempio le esposizioni infragruppo verso società italiane, le esposizioni verso lo Stato italiano.

Si sottolinea inoltre che nel perimetro di riferimento sono comprese anche le operazioni di pronti contro termine passive. La normativa prevede che tali operazioni concorrano all'esposizione nominale verso la controparte per l'importo dei "titoli da ricevere", mentre l'esposizione ponderata, in casi espressamente previsti, può prevedere la ponderazione a zero.

A fine periodo si rilevano 20 posizioni classificate come "grandi rischi", per un ammontare complessivo di 36.332,3 milioni di euro (25.447,0 milioni di euro nel 2020), corrispondenti a 1.665,6 milioni di euro di valore ponderato (920,7 milioni di euro nel 2020).

Tra le posizioni rilevate figurano le altre società del Gruppo Credem, Ministero del Tesoro, Stati UE ed extra UE e primarie banche nazionali e internazionali.

C. Operazioni di cartolarizzazione

Informazioni di natura qualitativa

Il Gruppo detiene una partecipazione pari al 10% in Emilia SPV S.r.l., società veicolo appositamente costituita ed avente quale oggetto esclusivo la realizzazione di una o più operazioni di cartolarizzazione ai sensi della Legge n. 130 del 30 aprile 1999.

Emilia SPV S.r.l. ha in essere un'operazione di cartolarizzazione revolving su mutui ipotecari residenziali in bonis non idonei all'utilizzo nel Programma "Obbligazioni Bancarie Garantite", garantito da Credem CB S.r.l.

La struttura revolving permette alla Banca, durante un periodo di cosiddetto replenishment che potrà durare fino a 5 anni, di cedere nuovi portafogli di crediti idonei alla società veicolo che utilizza, per il loro pagamento, i proventi del portafoglio esistente e/o i proventi del pagamento da parte dei noteholder di ulteriori quote del prezzo dei titoli emessi. Una volta concluso il periodo di replenishment, le note sono rimborsate durante un periodo di ammortamento definito in sede di emissione. Il periodo di replenishment si è concluso a maggio 2020 e in data 23 marzo 2021 è stato rinnovato per ulteriori 5 anni.

I crediti dell'operazione in oggetto, originati da Credem, sono stati ceduti pro soluto, ossia senza garanzia di solvenza dei debitori o dei loro eventuali garanti, a Emilia SPV S.r.l.

Credem ha sottoscritto all'atto dell'emissione, e detiene in portafoglio, il totale delle passività emesse dal veicolo. Pertanto, in base alle norme IFRS9 in materia di "derecognition" (cancellazione contabile), i crediti oggetto della cartolarizzazione rimangono iscritti nell'attivo del bilancio Credem.

Sono presenti nella categoria contabile "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato", al 31 dicembre 2021, 639 milioni di Euro di ABS emessi da veicoli terzi, collegati a crediti originati in Europa, con preponderanza della componente di origination francese (204,5 milioni di Euro). Il portafoglio è costituito da differenti tipologie di ABS con una prevalenza delle cartolarizzazioni di mutui residenziali, che incidono per il 41,8%.

Paese Controvalore
(migliaia Euro)
% Esposizione
FRANCIA 204.496 32,2
GERMANIA 157.616 24,8
PAESI BASSI 143.968 22,6
SPAGNA 65.834 10,4
ITALIA 55.191 8,1
IRLANDA 10.201 1,6
REGNO UNITO 1.345 0,2
PORTOGALLO 734 0,1
TOTALE 639.385 100,0

L'attuale esposizione suddivisa per rischio paese è così composta:

Il portafoglio delle cartolarizzazioni è diversificato su 34 emittenti e 44 emissioni, con massima concentrazione pari a 47,6 milioni di Euro per singola emissione e 60,2 milioni di Euro per singolo emittente.

C.3 Esposizioni derivanti dalle principali operazioni di cartolarizzazione di "terzi" ripartite per tipologia delle attività cartolarizzate e per tipo di esposizione

Esposizioni per cassa Garanzie rilasciate Linee di credito
Senior Mezzanine Junior Senior Mezzanine Junior Senior Mezzanine Junior
Tipologia attività
sottostanti/ Esposizioni
Valore di bilancio Rettifiche/riprese
di valore
Valore di bilancio Rettifiche/riprese
di valore
Valore di bilancio Rettifiche/riprese
di valore
Valore di bilancio Rettifiche/riprese
di valore
Valore di bilancio Rettifiche/riprese
di valore
Valore di bilancio Rettifiche/riprese
di valore
Valore di bilancio Rettifiche/riprese
di valore
Valore di bilancio Rettifiche/riprese
di valore
Valore di bilancio Rettifiche/riprese
di valore
A.1 ABEST 15 A SR SEQ FI
PRESTITI AL CONSUMO 2.687 3 - - - - - - - - - - - - - - - -
A.2 AUTO ABS FRGN33FRN
PRESTITI AL CONSUMO 33.350 -
3
- - - - - - - - - - - - - - - -
A.3 AUTOF 2 A 21-43 EUR
PRESTITI AL CONSUMO 32.352 -
6
- - - - - - - - - - - - - - - -
A.4 AUTONORIA ST35 FRN
PRESTITI AL CONSUMO 10.547 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
A.5 BP MORTGAGES 07/44TV
MUTUI IPOTECARI
COMMERCIALI
84 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.6 BPCE HOME19OT24FRN
MUTUI IPOTECARI
COMMERCIALI
13.283 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.7 BPCE HOME21OT55FRN
MUTUI IPOTECARI
COMMERCIALI
35.604 -
3
- - - - - - - - - - - - - - - -
A.8 BSKY FRE4A FRN-29 EU
PRESTITI AL CONSUMO 34.192 -
3
- - - - - - - - - - - - - - - -
A.9 BUOS 3 A SR SEQ FLT
A.1
0
PRESTITI A PMI
BUOS 3 B MEZZ SEQ FL
3.320 -
3
- - - - - - - - - - - - - - - -
A.1 PRESTITI A PMI - - 9 - - - - - - - - - - - - - - -
1 CARS ALL FRN OT29
PRESTITI AL CONSUMO
2.796 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.1
2
CORDUSIO FRN42 EUR
MUTUI IPOTECARI
COMMERCIALI
486 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.1
3
CR.AGR.HABITAT MTGE
MUTUI IPOTECARI
COMMERCIALI
6.256 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.1
4
DRIV ESP A SR 6 FLT
A.1
5
PRESTITI AL CONSUMO
DUTCH MBS BV18-50EUR
MUTUI IPOTECARI
5.627 - -
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
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-
-
-
-
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-
-
-
-
-
-
-
-
-
A.1
6
COMMERCIALI
DUTCH RMPII 16-48EUR
MUTUI IPOTECARI
10.157 -
A.1 COMMERCIALI 2.546 - - - - - - - - - - - - - - - - -
7 E-MAC NL FRN -A-GE37
MUTUI IPOTECARI
RESIDENZIALI
1.660 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
A.1
8
FINANCE (IR)ST60FRN
MUTUI IPOTECARI
COMMERCIALI
10.201 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.1
9
GINKO 44 A 2017-1EUR
PRESTITI AL CONSUMO 38 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
A.2
0
GLOBALDRIVE27FRN EUR
PRESTITI AL CONSUMO 17.959 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
Esposizioni per cassa Garanzie rilasciate Linee di credito
Mezzanin Mezzanin Mezzanin
Senior e Junior Senior e Junior Senior e Junior
Tipologia attività
sottostanti/ Esposizioni
Valore di bilancio Rettifiche/riprese
di valore
Valore di bilancio Rettifiche/riprese
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Valore di bilancio Rettifiche/riprese
di valore
Valore di bilancio Rettifiche/riprese
di valore
Valore di bilancio Rettifiche/riprese
di valore
Valore di bilancio Rettifiche/riprese
di valore
Valore di bilancio Rettifiche/riprese
di valore
Valore di bilancio Rettifiche/riprese
di valore
Valore di bilancio Rettifiche/riprese
di valore
A.21 GLOBALDRIVE29FRN EUR
PRESTITI AL CONSUMO 17.247 -
2
- - - - - - - - - - - - - - - -
A.22 GREAT H.FRN-A2B-MZ39
MUTUI IPOTECARI
RESIDENZIALI
1.347 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.23 GREEN APPLE-19-GE58
MUTUI IPOTECARI
COMMERCIALI
10.406 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.24 HFHL 2020-1 FB61
MUTUI IPOTECARI
COMMERCIALI
14.032 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.25 HFHL 2021-1A MTGE61E
MUTUI IPOTECARI
COMMERCIALI
31.914 -
3
- - - - - - - - - - - - - - - -
A.26 HIPOTOTTA4-CL/A ST48
MUTUI IPOTECARI
COMMERCIALI
734 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.27 MAGOI 19 LG39 FLT
PRESTITI AL CONSUMO 11.189 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
A.28 NORIA 2021-1EUR
PRESTITI AL CONSUMO 22.312 -
2
- - - - - - - - - - - - - - - -
A.29 PRADO 8 A SR SEQ FLT
MUTUI IPOTECARI
COMMERCIALI
30.141 -
3
- - - - - - - - - - - - - - - -
A.30 PRADO 9 A SR SEQ FLT
MUTUI IPOTECARI
COMMERCIALI
30.070 -
3
- - - - - - - - - - - - - - - -
A.31 PROGQ 1 A EUR
PRESTITI AL CONSUMO 16.253 -
4
- - - - - - - - - - - - - - - -
A.32 R&B AUTO L2GER11/28
PRESTITI AL CONSUMO 14.718 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
A.33 SC GERMAN CONS 21-1A
PRESTITI AL CONSUMO 47.632 -
4
- - - - - - - - - - - - - - - -
A.34 SILVER A AP31 FRN
PRESTITI AL CONSUMO 40.248 -
4
- - - - - - - - - - - - - - - -
A.35 SILVER A MZ27 FRN - - - - - - - - - - - - - - - -
PRESTITI AL CONSUMO 5.372 1
A.36 SILVER A ST27 FRN - - - - - - - - - - - - - - - -
PRESTITI AL CONSUMO
A.37 STORM 17 I 17-64 TV
MUTUI IPOTECARI
14.021 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
COMMERCIALI
A.38 STORM 2017GRN A MTGE
MUTUI IPOTECARI
COMMERCIALI
25.024
15.331
-
-
- - - - - - - - - - - - - - - -
A.39 STORM 2018GRN A MTGE
MUTUI IPOTECARI
COMMERCIALI
27.412 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.40 TTSOC 2017-1 A MTGE
PRESTITI AL CONSUMO 182 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.41 VCL29-A1-FRN GN25EUR
PRESTITI AL CONSUMO 7.950 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
A.42 VCL31-A-FRN ST26EUR
PRESTITI AL CONSUMO 17.377 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
A.43 VCL32-A1-FRN GE27EUR
PRESTITI AL CONSUMO 15.346 -
1
- - - - - - - - - - - - - - - -

C.3 Società veicolo per la cartolarizzazione

Come già esposto nelle informazioni di natura qualitativa, nel Gruppo è presente un'unica società veicolo per la cartolarizzazione, Emilia Spv, partecipata al 10% da Credito Emiliano; la società non è stata consolidata.

D. Informativa sulle entità strutturate non consolidate contabilmente (diverse dalle società veicolo per la cartolarizzazione)

Le informazioni di cui alla presente voce non vengono fornite nel bilancio individuale dalle banche che redigono il bilancio consolidato.

E. Operazioni di cessione

A. Attività finanziarie cedute e non cancellate integralmente

Informazioni di natura qualitativa

Operazioni di cessione

Nel corso dell'esercizio 2015 Credem ha perfezionato un'operazione di cartolarizzazione revolving, relativa a mutui ipotecari residenziali in bonis non eleggibili ai fini dell'utilizzo nel programma di emissioni di "Obbligazioni Bancarie Garantite" dalla società veicolo Credem CB S.r.l., erogati alla propria clientela e selezionati sulla base di criteri predefiniti in modo tale da costituire un "blocco" ai sensi e per gli effetti della legge applicabile in materia di cartolarizzazione dei crediti. A seguito della prima cessione di attivi, perfezionata nel quarto trimestre 2014 ad un prezzo pari ad Euro 1.002.811.119,07, sono state perfezionate, dal 2015 alla fine del 2021, nei periodi di seguito indicati, sei cessioni di altrettanti portafogli di crediti idonei alla società veicolo ad un prezzo pari a:

  • Quarto trimestre 2015: Euro 285.392.481,54
  • Quarto trimestre 2016: Euro 293.707.640,58
  • Quarto trimestre 2017: Euro 245.710.926,70
  • Quarto trimestre 2018: Euro 52.416.789,64
  • Secondo trimestre 2021: Euro 1.304.130.865,63
  • Quarto trimestre 2021: Euro 353.874.864,16

I crediti sono stati acquistati "pro soluto", ossia senza garanzia di solvenza dei debitori o dei loro eventuali garanti, dalla società EMILIA SPV S.r.l., società veicolo appositamente costituita e partecipata al 10% da Credem, con oggetto esclusivo consistente nella realizzazione di una o più operazioni di cartolarizzazione ai sensi della Legge n. 130 del 30 aprile 1999.

La società veicolo ha finanziato l'operazione attraverso l'emissione, nel corso del mese di aprile del 2015, di titoli obbligazionari "RMBS" di diversa classe (senior e junior). I titoli senior sono dotati di rating ufficiale assegnato dalle agenzie accreditate DBRS e Moody's Investor Services (a fine dicembre 2021, giudizio "A" assegnato da DBRS e "A1" da Moody's). I titoli junior sono, invece, sprovvisti di rating.

Le note del tipo "senior" pagano, trimestralmente, interessi variabili pari al tasso EURIBOR 3 mesi, aumentato di 75bps, mentre le note "junior" pagano un tasso EURIBOR 3 mesi, aumentato di 200bps. I detentori dei titoli junior hanno inoltre diritto di ricevere a ciascuna data di pagamento e, in base all'ordine di priorità dei pagamenti e fondi disponibili, anche un premio determinato in via residuale, dopo che siano stati corrisposti tutti gli altri importi da corrispondersi in priorità.

I titoli sono strutturati nella forma di partly paid notes ("PPN") e interamente emessi per il loro valore nominale alla data d'emissione (Euro 3.000.000.000 per le note senior ed Euro 900.000.000 per le note junior). Il prezzo delle note è stato corrisposto dai sottoscrittori solo in parte alla data di emissione, mentre le restanti quote di prezzo possono essere pagate in più rate successive differite nel tempo secondo la logica revolving dell'operazione.

La struttura revolving permette alla Banca, durante un periodo di cosiddetto replenishment che potrà durare fino a 5 anni, di cedere nuovi portafogli di crediti idonei alla società veicolo che utilizza, per il loro pagamento, i proventi del portafoglio esistente e/o i proventi del pagamento da parte dei noteholder di ulteriori quote del prezzo dei titoli emessi. Una volta concluso il periodo di replenishment, le note sono rimborsate durante un periodo di ammortamento definito in sede di emissione. Il periodo di replenishment si è concluso a maggio 2020 e in data 23 marzo 2021 è stato rinnovato per ulteriori 5 anni.

Al 31 dicembre 2021 il circolante della tranche senior risulta pari ad Euro 1.781.746.192,67 mentre quello della tranche junior risulta pari ad Euro 526.015.626,77 .

I titoli senior sono quotati all'Irish Stock Exchange. Entrambe le tranches sono state acquistate da Credem. I titoli senior possono essere utilizzati per operazioni di rifinanziamento presso l'Eurosistema.

L'operazione è finalizzata a costituire una riserva di liquidità e rientra fra le complessive attività di gestione della liquidità poste in essere da Credem.

A Credem sono state riconosciute inoltre dalla società veicolo le seguenti opzioni: riacquisto di singoli crediti entro determinati parametri, riacquisto in blocco per i crediti che dovessero diventare eleggibili per l'utilizzo nel programma di Obbligazioni Bancarie Garantite da Credem CB S.r.l. e riacquisto di tutto il portafoglio crediti in essere, in blocco e pro soluto (nel rispetto dei vincoli contrattuali previsti).

Nel corso del 2021 sono state perfezionate due nuove cessione di attivi relativa a mutui ipotecari residenziali in bonis non idonei all'utilizzo nei programmi di emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite, mentre non sono state effettuate operazioni di riacquisti parziali in blocco di crediti dalla società veicolo.

La banca nel 2021 non ha effettuato operazioni di cessione di esposizioni deteriorate classificate come "unlikely to pay".

Informazioni di natura quantitativa

E.1 Attività finanziarie cedute rilevate per intero e passività finanziarie associate: valore di bilancio

Attività finanziarie cedute rilevate per intero Passività finanziarie associate
Valore di
bilancio
di cui: oggetto di
operazioni di
cartolarizzazione
di cui:
oggetto di
contratti di
vendita con
patto di
riacquisto
di cui
deteriorate
Valore di
bilancio
di cui: oggetto di
operazioni di
cartolarizzazione
di cui:
oggetto di
contratti di
vendita con
patto di
riacquisto
A. Attività finanziarie detenute per la
negoziazione
- - - X - - -
1. Titoli di debito - - - X - - -
2. Titoli di capitale - - - X - - -
3. Finanziamenti - - - X - - -
4. Derivati - - - X - - -
B. Altre attività finanziarie
obbligatoriamente valutate al fair value
- - - - - - -
1. Titoli di debito - - - - - - -
2. Titoli di capitale - - - X - - -
3. Finanziamenti - - - - - - -
C. Attività finanziarie designate al fair
value
- - - - - - -
1. Titoli di debito - - - - - - -
2. Finanziamenti - - - - - - -
D. Attività finanziarie valutate al fair
value con impatto sulla redditività
complessiva
3.739.229 - 3.739.229 - 3.757.007 - 3.757.007
1. Titoli di debito 3.739.229 - 3.739.229 - 3.757.007 - 3.757.007
2. Titoli di capitale - - - X - - -
3. Finanziamenti - - - - - - -
E. Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
3.446.406 - 3.446.406 - 3.494.875 - 3.494.875
1. Titoli di debito 3.446.406 - 3.446.406 - 3.494.875 - 3.494.875
2. Finanziamenti - - - - - - -
Totale 31/12/2021 7.185.635 - 7.185.635 - 7.251.882 - 7.251.882
Totale 31/12/2020 2.873.244 - 2.873.244 - 2.925.497 - 2.925.497

Legenda:

A= attività finanziarie cedute rilevate per intero (valore di bilancio)

B= attività finanziarie cedute rilevate parzialmente (valore di bilancio)

C= attività finanziarie cedute rilevate parzialmente (intero valore)

L'operatività è riferibile all'utilizzo di titoli in portafoglio per operazioni pronti contro termine a breve termine.

E.3 Operazioni di cessione con passività aventi rivalsa esclusivamente sulle attività cedute e non cancellate integralmente: fair value

Rilevate per Rilevate Totale
intero parzialmente 31/12/2021 31/12/2020
A. Attività finanziarie detenute per la negoziazione - - - -
1. Titoli di debito - - - -
2. Titoli di capitale - - - -
3. Finanziamenti - - - -
4. Derivati - - - -
B. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - - - -
1. Titoli di debito - - - -
2. Titoli di capitale - - - -
3. Finanziamenti - - - -
C. Attività finanziarie designate al fair value - - - -
1. Titoli di debito - - - -
2. Finanziamenti - - - -
D. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
3.739.229 - 3.739.229 1.233.676
1. Titoli di debito 3.739.229 - 3.739.229 1.233.676
2. Titoli di capitale - - - -
3. Finanziamenti - - - -
E. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (fair value) 3.446.406 - 3.446.406 1.639.568
1. Titoli di debito 3.446.406 - 3.446.406 1.639.568
2. Finanziamenti - - - -
Totale attività finanziarie 7.185.635 - 7.185.635 2.873.244
Totale passività finanziarie associate 7.251.882 - X X
Valore netto 31/12/2021 -66.247 - 7.185.635 X
Valore netto 31/12/2020 52.253 - X 2.873.244

Le passività finanziarie a fronte di attività finanziarie cedute e non cancellate (riportate nelle colonne Debiti verso Clientela e Debiti verso Banche) sono relative ad operazioni di pronti contro termine passive a fronte di titoli iscritti nell'attivo.

La mancata "derecognition" per le operazioni di cartolarizzazione, già ampiamente descritte nel paragrafo "C.1 Operazioni di cartolarizzazione", è la diretta conseguenza della sottoscrizione, da parte del Gruppo, delle tranche dei titoli Junior o di esposizioni similari, che comportano, in capo allo stesso, il rischio delle prime perdite e, analogamente, il beneficio connesso al rendimento del portafoglio delle attività trasferite. Tali attività sono oggetto di un contratto di servicing, per la quale il Gruppo mantiene l'impegno a svolgere il servizio di gestione.

A fronte del trasferimento, il corrispettivo incassato viene rilevato in contropartita della rilevazione di un debito verso la società veicolo, al netto delle tranche di titoli sottoscritti. Il debito iscritto verso la società veicolo è destinato a ridursi per effetto delle somme incassate dall'originator, in qualità di "servicer", e riversate allo stesso veicolo.

E.4 Operazioni di covered bond

Programma Credem CB

Il Consiglio di Amministrazione di Credito Emiliano, nelle sedute del 26 maggio 2010 e del 25 giugno 2010, ha deliberato di avviare la strutturazione di un programma di emissione di obbligazioni bancarie garantite per un ammontare massimo di Euro 5 miliardi.

In data 22 ottobre 2010, il Consiglio di Amministrazione ha approvato la prima cessione da parte di Credem di un portafoglio di crediti per un valore massimo di Euro 2,4 miliardi in favore di Credem CB S.r.l., Società Veicolo (Special Purpose Vehicle, SPV) selezionata per la partecipazione al Programma e partecipata al 70% da Credem.

Il quadro normativo italiano in materia di emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite (di seguito, anche la "Normativa") è costituito, in particolare:

  • dalla deliberazione del CICR del 2 agosto 1996, in materia di organizzazione amministrativa e contabile e controlli interni, come modificata e integrata dalla deliberazione del 23 marzo 2004 dello stesso Comitato;
  • dall'art.7-bis della legge n. 130 del 30 aprile 1999, come successivamente modificato ed integrato (la "Legge 130");
  • dal Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze n. 310 del 14 dicembre 2006 (il "Decreto MEF");
  • dal Decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze, Presidente del CICR, del 27 dicembre 2006, n. 933;
  • dal Decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze, Presidente del CICR, del 12 aprile 2007, n. 213;
  • dalle disposizioni emanate dalla Banca d'Italia in tema di Obbligazioni Bancarie Garantite, ai sensi della Parte Terza, Capitolo 3, della Circolare n. 285 del 17 dicembre 2013, contenente le "Disposizioni di vigilanza per le banche", come di volta in volta modificate e aggiornate (le "Istruzioni");
  • dalle ulteriori fonti normative, comunitarie e domestiche, espressamente richiamate nelle Istruzioni al Paragrafo 2, Sezione 1, Capitolo 3, Parte Terza (ivi incluso il Regolamento UE N. 575/2013).

L'emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite da parte di Credem si inserisce nel piano strategico del Gruppo, finalizzato, tra l'altro, all'ottenimento di alcuni benefici in termini di funding, quali la diversificazione delle fonti di raccolta, la riduzione del relativo costo, nonché l'allungamento delle scadenze del passivo.

In linea generale, la struttura base di un'emissione di obbligazioni bancarie garantite – secondo lo schema delineato dalla normativa – prevede che vengano realizzate le seguenti attività:

  • la banca (Banca Credente, Credem) trasferisce un insieme di asset aventi determinate caratteristiche (il "Portafoglio") ad una Società Veicolo (Credem CB srl). Gli attivi ceduti alla Società Veicolo costituiscono un patrimonio separato da quello della Società Veicolo stessa a beneficio dei portatori delle obbligazioni bancarie garantite e degli altri soggetti in favore dei quali la garanzia è rilasciata. La Banca Cedente eroga alla Società Veicolo un prestito subordinato finalizzato a finanziare il pagamento del prezzo di acquisto degli asset da parte della Società Veicolo stessa;
  • Credem emette titoli obbligazionari. La Società Veicolo rilascia una garanzia in favore dei portatori dei titoli obbligazionari emessi dall'Emittente.

Come conseguenza di ciò, il rimborso delle obbligazioni bancarie garantite che saranno emesse nell'ambito dell'operazione è garantito, oltre che dall'emittente, anche da una garanzia non condizionata ed irrevocabile rilasciata dalla Società Veicolo ad esclusivo beneficio degli investitori che sottoscriveranno le Obbligazioni Bancarie Garantite e delle controparti terze, ivi incluse quelle di hedging, coinvolte nell'operazione. Tale ultima garanzia è rilasciata dalla Società Veicolo a valere sul Portafoglio.

Da quanto riportato si evince che l'operazione di covered bond illustrata rientra nella "fattispecie semplice", in quanto la figura di banca originator, banca finanziatrice e banca emittente coincidono con un unico soggetto, rappresentato da Credem.

Il Portafoglio di cessione

Il portafoglio che di tempo in tempo viene ceduto alla Società Veicolo deve rispecchiare alcune caratteristiche comuni.

I principali criteri comuni di identificazione e selezione dei mutui, da cui derivano i crediti che costituiscono il Cover Pool, sono stati individuati previa condivisione con le agenzie di rating, cui è stata richiesta l'assegnazione del rating alle Obbligazioni Bancarie Garantite che Credem emetterà nel contesto del Programma.

A fine ottobre 2010, settembre 2011, febbraio 2012, aprile 2014, ottobre 2014, ottobre 2015, aprile 2016, ottobre 2016, aprile 2017, novembre 2017, maggio 2018, ottobre 2018, maggio 2019, novembre 2020 e novembre 2021 sono stati selezionati i crediti ipotecari derivanti da contratti di mutuo che, alle relative date di cut-off soddisfacevano, a titolo non esaustivo, i seguenti principali criteri cumulativi:

  • crediti non derivanti da contratti di mutuo che beneficiano di forme di agevolazione finanziaria;
  • crediti non classificati come "sofferenze", ai sensi delle vigenti "Istruzioni di Vigilanza per le banche" emanate dalla Banca d'Italia;
  • crediti non erogati (neanche in co-intestazione) a dipendenti o amministratori di Credito Emiliano o delle sue controllate facenti parte del Gruppo Bancario Credem.

Il Cover Pool, alla data contabile del 31 dicembre 2021, consiste di crediti derivanti da n. 57.095 mutui ipotecari, con un debito residuo complessivo di circa 4.353,56 milioni di Euro, come di seguito meglio specificato.

Regione Mutuatario Debito Residuo (migliaia
Euro)
% Debito
Residuo
Nº Mutui % Nº Mutui
Abruzzo 32.926,59 0.76 497 0.87
Basilicata 9.007.75 0.21 126 0.22
Calabria 127.237,38 2.92 2.258 3,96
Campania 437.995,25 10.06 5.436 9,52
Emilia Romagna 734.249.96 16,87 10.554 18.49
Friuli Venezia Giulia 43.209,52 0.99 647 1.13
Lazio 487.852,21 11,21 5.045 8,84
Liguria 98.617.76 2,27 1.335 2.34
Lombardia 719.157.27 16,52 8.160 14,29
Marche 79.810.83 1.83 1.031 1.81
Molise 7.860.36 0.18 123 0,22
Piemonte 138.535,14 3.18 1.863 3,26
Puglia 250.854.18 5.76 4.350 7.62
Sardegna 157.789,97 3.62 1.721 3,01
Sicilia 400.161,35 9.19 6.433 11,27
Toscana 328.116.67 7.54 4.039 7.07
Trentino Alto Adige 21.397,18 0.49 223 0.39
Umbria 18.706,23 0.43 293 0.51
Val D'Aosta 1.587.53 0.04 11 0.02
Veneto 258.489.07 5,94 2.950 5.17
Totale Portafoglio 4.353.562,20 100 57.095 100

Finanziamento Subordinato

BILANCIO INDIVIDUALE – NOTA INTEGRATIVA In occasione della cessione del Portafoglio iniziale, in data 29 ottobre 2010, Credem e Credem CB hanno sottoscritto un contratto di finanziamento subordinato, mediante il quale Credem ha concesso a Credem CB un finanziamento subordinato per il pagamento del corrispettivo di acquisto del Portafoglio iniziale e si è obbligata a concedere a Credem CB ulteriori finanziamenti subordinati, ciascuno di importo pari all'ammontare da corrispondere da parte di Credem CB in relazione all'acquisto dei successivi portafogli di crediti, ceduti da Credem secondo i termini e le condizioni previste dal contratto quadro disciplinante la cessione degli attivi.

Un ulteriore finanziamento subordinato è pertanto stato concesso in sede di ogni cessione successiva, per un importo pari ai relativi prezzi di cessione.

Asset Swap

Tra la Società Veicolo e Credem sono stati stipulati dei contratti swap, per un ammontare fino alla copertura del Cover Pool, al fine di garantire alla Società Veicolo una protezione contro il rischio di tasso e/o di base, dovuto alla presenza di attivi con diversa indicizzazione. Nel mese di giugno 2013, in fase di rinnovo annuale del programma, è stata rivista la struttura dei meccanismi di copertura dell'operazione e, previo parere favorevole delle Agenzie di rating, sono stati chiusi anticipatamente tutti i contratti swap a suo tempo stipulati tra la Società Veicolo e Credem.

Al 31 dicembre 2021, non sono presenti contratti Asset Swap tra la Società Veicolo e Credem.

Covered Bond Swap (o Liability Swap)

In occasione dell'emissione sul mercato di Covered Bond, tra la Società Veicolo e Credem può essere stipulato un contratto swap al fine di mitigare il rischio di tasso tra i flussi ricevuti dalla Società Veicolo e quanto dovuto dalla stessa agli investitori in caso di default dell'emittente.

Attualmente è in essere un contratto swap stipulato in fase di emissione dei Covered Bond con durata 30/08/2013-2028.

Conti correnti

Il Programma prevede un'articolata struttura di conti correnti sui quali poggiano i flussi finanziari dell'operazione. Alla strutturazione dell'operazione, sono stati attivati una serie di conti intestati alla Società Veicolo ed in particolare, a scopo non esaustivo: Collection Accounts, Reserve Account, Payments Account, Eligible Investment Account e Expenses Account. In seguito al downgrade subito da Credem nel maggio 2020, tali rapporti di conto corrente intestati a Credem CB sono stati trasferiti da Credem alla società BNP Paribas Securities Services – Milan Branch.

Soggetti coinvolti nel Programma

Con riferimento a tale sezione si riassumono i principali ruoli e controparti coinvolte nell'operazione:

  • Servicer: ruolo svolto da Credem che, in tale qualità, è stato incaricato da Credem CB delle attività di incasso e recupero dei crediti inclusi nel Portafoglio Iniziale e nei portafogli che Credem stessa cede a Credem CB ai sensi del Contratto Quadro di Cessione;
  • Back-Up Servicer: ruolo svolto da Securitisation Services che, in tale qualità ed al verificarsi di determinati eventi, disciplinati nell'ambito del Programma, può subentrare a Credem nel ruolo di Servicer sopra descritto;
  • Investment Manager: ruolo svolto da Credem che, in tale qualità, è stato incaricato di investire la liquidità disponibile sui conti correnti aperti da Credem CB e di redigere e inviare alle parti di tale contratto il c.d. Investment Manager Report, contenente l'indicazione dei risultati dell'attività di investimento;
  • Account Bank: ruolo attualmente svolto da BNP Paribas Securities Services presso cui, in tale qualità, sono stati accesi i conti correnti intestati a Credem CB e su cui è depositata la liquidità da utilizzarsi per i pagamenti previsti dal Programma;
  • Principal Paying Agent: ruolo svolto da BNP Paribas Securities Services, che ha il principale compito di determinare ed effettuare (sia per conto di Credem che per conto di Credem CB) i pagamenti dovuti, in linea capitale e in linea interessi, in favore dei portatori delle Obbligazioni Bancarie Garantite;
  • Calculation Agent: ruolo svolto da BNP Paribas Securities Services che, in tale qualità, ha il principale compito di redigere e inviare alle parti del contratto il c.d. Payments Report, contenente l'indicazione dei fondi disponibili di titolarità

di Credem CB e dei pagamenti da effettuarsi, secondo l'ordine di priorità dei pagamenti determinato ai sensi dell'Intercreditor Agreement;

  • Asset Monitor: ruolo svolto da BDO Italia S.p.A. che, in tale qualità, effettua i calcoli e le verifiche sui Test Obbligatori e sull'Amortisation Test svolti ai sensi del Cover Pool Management Agreement, verificando l'accuratezza dei calcoli effettuati dal Calculation Agent. Con incarico separato, è attualmente previsto che l'Asset Monitor svolga ulteriori verifiche aventi ad oggetto in particolare la conformità degli attivi idonei costituenti il Portafoglio ai requisiti previsti dalla Normativa e l'integrità della garanzia a favore degli investitori;
  • Representative of the Bondholders: ruolo svolto da BNP Paribas Securities Services che, in tale qualità, esercita nei confronti di Credem e di Credem CB i diritti delle controparti coinvolte nell'operazione;
  • Listing Agent: ruolo svolto da BNP Paribas Securities Services che, in tale qualità, ha il principale compito di gestire, per conto di Credem e di Credem CB, i rapporti e gli adempimenti con la Borsa di quotazione delle Obbligazioni Bancarie Garantite.

Si specifica, infine, che alcuni dei contratti del Programma prevedono che i soggetti incaricati dello svolgimento di alcune attività e alcuni ruoli sopra indicati siano dotati, ai fini di tali incarichi, di determinati livelli di rating. Pertanto, seppure alcuni ruoli risultino attualmente ricoperti da Credem (ovvero da soggetti terzi al Gruppo), è possibile che in futuro gli stessi possano essere assegnati a soggetti esterni al Gruppo (ovvero a Credem).

I rischi connessi con l'operazione

Il Programma di emissioni di Obbligazioni Bancarie Garantite comporta i seguenti rischi finanziari rispetto ai quali sono state adottate varie misure di mitigazione: rischio dell'emittente, rischio di tasso, rischio di credito, rischio di liquidità, rischio di rifinanziamento, rischio di controparte, rischi legali legati all'operazione.

La funzione di revisione interna di Credem (Servizio Auditing) effettua, almeno ogni 12 mesi, una completa verifica dei controlli svolti, anche avvalendosi delle informazioni ricevute e delle valutazioni espresse dall'Asset Monitor. I risultati di tali verifiche sono portati a conoscenza degli organi aziendali competenti.

Caratteristiche principali del Programma

La struttura finanziaria del Programma prevede che Credem proceda all'emissione in più serie successive di Obbligazioni Bancarie Garantite con rating, a dicembre 2021, pari a Aa3 e AA, assegnati rispettivamente dalle seguenti società di rating: Moody's Investors Services Inc. e Fitch Rating Limited.

Tali obbligazioni sono state collocate ad investitori istituzionali con il supporto dei Dealers di tempo in tempo selezionati. In fase iniziale gli Arrangers del Programma sono stati Barclays Bank PLC e Société Générale; attualmente tale ruolo è unico ed è svolto da Barclays.

Credem può emettere, a valere sul Programma, Obbligazioni Bancarie Garantite per un importo complessivo di tempo in tempo in essere non superiore ad Euro 5 miliardi. Tale importo massimo potrà essere incrementato in conformità con quanto previsto dalla documentazione contrattuale del Programma. Nell'ambito del Programma, Credem può emettere un ampio spettro di tipologie di titoli; tuttavia le tipologie attualmente più diffuse sul mercato sono titoli c.d. soft bullet che prevedono il pagamento periodico di interessi, il rimborso in un'unica soluzione alla scadenza e la possibilità per la Società Veicolo, in caso di inadempimento di Credem, di posticipare la data di scadenza di un periodo aggiuntivo di tempo (di prassi, un anno).

Oltre alle emissioni già effettuate nel 2010, 2011, 2012, 2013 e 2014, 2019 non sono state effettuate nuove emissioni di Covered Bond dal 2015 al 2018. Nel corso del 2021 per valuta 7 luglio è stata effettuata l'undicesima emissione Covered Bond per un ammontare di 750 milioni di Euro pertanto il valore nominale complessivo dei Covered Bond in circolazione al 31 dicembre 2021, emessi a valere sul programma garantito da Credem CB S.r.l.è pari a 1,6 miliardi di Euro.

F. Modelli per la misurazione del rischio di credito

Il 2 ottobre 2015 Banca d'Italia ha autorizzato il Gruppo Credem ad utilizzare dal 30 settembre 2015 il metodo IRB Advanced (parametri PD, LGD, EAD) per la quantificazione del requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito dei clienti rientranti nella funzione regolamentare Corporate e Retail di Credito Emiliano e Credemleasing. In questo modo si è concluso il piano di roll-out aperto a giugno 2008 in occasione dell'autorizzazione all'utilizzo del metodo IRB Foundation per i clienti Corporate.

Periodicamente sono effettuate attività di convalida sui diversi parametri in termini di attività di presidio e monitoraggio al fine di valutare la generale adeguatezza del processo di misurazione del rischio di credito. Modelli e metodologie risultano adeguate e le performance dei sistema di rating si confermano elevate indicando quindi una buona capacità discriminante dei modello di rating.

Sezione 2 – Rischi di mercato

2.1 Rischio di tasso di interesse e rischio di prezzo – portafoglio di

negoziazione di vigilanza

Informazioni di natura qualitativa

Il modello organizzativo di presidio dei rischi ha lo scopo di favorire il raggiungimento di una serie di obiettivi:

  • ruolo di governo e indirizzo della Capogruppo nel presidio dei rischi per singola Società e del loro impatto sui rischi di Gruppo, in ottemperanza alle vigenti disposizioni di Vigilanza e al Risk Appetite Framework di Gruppo;
  • controllo gestionale nel senso dell'ottimizzazione del profilo rischio-rendimento a livello di gruppo;
  • uniformità della metodologia di analisi e del "linguaggio" utilizzato per tutte le Società del gruppo.

In questo ambito il Rischio di mercato, inteso come rischio di perdite causate da variazioni sfavorevoli dei fattori di rischio (tasso, prezzo, cambio ed altri fattori di mercato), è misurato e monitorato sia in riferimento al banking book (poste a vista e a scadenza) sia al trading book (strumenti finanziari negoziati con finalità di positioning, trading e negoziazione).

Struttura organizzativa

Di seguito vengono descritti i principali compiti delle strutture organizzative coinvolte nel processo di controllo e gestione dei rischi di mercato.

Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, CA, è responsabile della definizione delle linee generali del governo dei rischi per ciascuna area di business; delibera i poteri riconosciuti in merito a strategie operative, assunzione di rischi e azioni correttive; individua l'insieme degli indicatori di Risk Appetite e delle relative metriche di calcolo, quest'ultime proposte dal Comitato Esecutivo, CE; definisce e approva gli obiettivi di rischio e le soglie di tolleranza valutando periodicamente l'adeguatezza del Risk Appetite Framework (RAF) e la compatibilità tra obiettivi e rischio effettivo; approva la struttura generale dei limiti operativi e delle deleghe, nonché le linee di responsabilità ed autorità in merito al processo di gestione dei rischi.

I Consigli di Amministrazione delle singole società recepiscono l'appetito al rischio e la soglia di tolleranza definiti in ambito RAF dalla Capogruppo; approvano gli indirizzi strategici e le linee guida di gestione dei rischi formulati dalla Capogruppo nonché la struttura dei limiti e delle deleghe operative interne nell'ambito di quanto fissato dal Consiglio di amministrazione della Capogruppo.

Le Direzioni delle singole società realizzano le attività di business di competenza nel rispetto delle deleghe e dei limiti operativi di rischio assegnati dai rispettivi Consigli di Amministrazione.

Il CE della Capogruppo, quale organo di gestione, cura l'attuazione degli indirizzi strategici e delle politiche di governo dei rischi definiti dal CA, ed in particolare definisce e cura l'attuazione del processo di gestione dei rischi. Al CE compete inoltre la proposta al CA delle metodologie di misurazione e controllo dei rischi e la definizione dei limiti operativi coerenti con la propensione al rischio.

I Comitati della Capogruppo coinvolti in ambito RAF hanno le seguenti responsabilità. Il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo svolge l'attività valutativa e propositiva necessaria affinché il CA possa approvare obiettivi di rischio e soglie di tolleranza e valutare periodicamente l'adeguatezza del RAF e la compatibilità tra obiettivi e rischio effettivo.

Esprime inoltre parere per il CA sulle proposte del CE relative alle metodologie di misurazione e controllo e analisi di rilevanza dei rischi anche ai fini del calcolo del capitale interno; supporta infine il CA della capogruppo con la proposizione delle strategie generali per il governo dei rischi.

Il Comitato Risk Management, istituito al fine di informare il CE del presidio del rischio complessivamente assunto e del suo monitoraggio nell'ambito delle strategie e metodologie definite dalla Capogruppo nel RAF, effettua le seguenti operazioni:

  • presidia il rischio complessivamente assunto dalle singole società e del suo monitoraggio nell'ambito delle strategie e metodologie definite dalla Capogruppo nel Risk Appetite Framework
  • periodicamente valuta il livello di rischio complessivamente assunto, attraverso il monitoraggio degli indicatori RAF per tipologia di rischio;
  • analizza inoltre eventuali eventi interni o esterni che possano modificare in maniera rilevante il profilo di rischio e richiede quindi agli organi competenti, per il tramite del Risk Officer, revisioni addizionali del RAF.

La funzione di Risk Management supporta il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo ed effettua le attività di seguito descritte. In ambito RAF:

  • verifica almeno annualmente la bontà delle metriche utilizzate sottoponendo a backtesting i modelli di stima del rischio, riportando nel RAF gli esiti, eventuali carenze ed eventuali necessità di sviluppo di nuove metodologie;
  • rendiconta almeno trimestralmente il Comitato Rischi in merito all'andamento del profilo di rischio assunto nel suo complesso rispetto agli obiettivi di Risk Appetite relativamente a tutti gli indicatori, compresi quelli ineriti il rischio di mercato.

Si occupa inoltre:

  • della misurazione e rendicontazione dei rischi finanziari per singola società e a livello di gruppo, utilizzando a questo fine principalmente misure di rischio in termini di sensitivity, volte a verificare il rispetto dei limiti assegnati e la coerenza con gli obiettivi di rischio rendimento assegnati;
  • dello sviluppo e della gestione dei sistemi di misurazione dei rischi tramite l'acquisizione dei dati di mercato necessari per il calcolo;
  • della definizione del profilo di rischio dei nuovi prodotti.

Le risultanze dell'attività della funzione di Risk Management sono riportate periodicamente al Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo.

A. Aspetti generali

Rischio di tasso di interesse

Il presidio dei rischi finanziari avviene tramite la definizione di una struttura di limiti che costituisce l'espressione diretta del livello di rischiosità ritenuto accettabile con riferimento alle singole aree/linee di business, in coerenza con il Risk Appetite Framework definito a livello di gruppo. In particolare i rischi di mercato si generano a seguito delle seguenti operatività:

  • attività tradizionale di raccolta ed impiego;
  • attività sui mercati finanziari con finalità di trading e di investimento;
  • attività di negoziazione di strumenti finanziari in contropartita con la clientela.

Il rischio tasso di interesse nel portafoglio di negoziazione di vigilanza è generato dall'attività svolta sui mercati obbligazionari e derivati su tasso. Il rischio di tasso generato da tale attività è gestito e controllato tramite limiti complessivi in termini di delta (ovvero di sensitività rispetto a movimenti paralleli della curva), di spread di curva (ovvero di sensitivity rispetto a movimenti non paralleli della curva) e di vega.

Il rischio specifico o emittente viene monitorato tramite appositi massimali di concentrazione per settore e classe di rating sia in termini di controvalore che di sensitivity. Inoltre il modello di VaR in uso esclusivamente ai fini gestionali include il rischio emittente, mediante l'utilizzo di serie storiche specifiche sugli spread di mercato. La funzione di Risk Management produce reports di rischio con frequenza giornaliera, settimanale e trimestrale a seconda della funzione destinataria, indicando gli eventuali sconfini rispetto ai massimali assegnati dal Regolamento in materia di assunzione dei rischi finanziari e la misura di rischio gestionale in termini di VaR.

Eventuali modifiche al Regolamento ed ai massimali in esso espressi possono essere sottoposte a delibera del Consiglio di Amministrazione o del Comitato Esecutivo, per compentenza, su proposta della Business Unit Finanza, sentito preventivamente il parere della funzione di Risk Management.

Rischio di prezzo

BILANCIO INDIVIDUALE – NOTA INTEGRATIVA Nell'ambito del "portafoglio di negoziazione di vigilanza" la principale fonte di rischio di prezzo è costituita dai titoli azionari, fondi e dai relativi strumenti derivati.

I rischi azionari sono assunti nell'ambito delle attività di trading. Tale attività svolta sui mercati azionari prevede l'assunzione di posizioni direzionali gestite e controllate tramite massimali di posizione, sia lorda sia netta, limiti in termini di greche e massimali di concentrazione per sottostante.

Vi sono inoltre con finalità di seed money posizioni in quote di fondi di fondi hedge e private equity gestiti da società del gruppo.

Impatti derivanti dalla pandemia Covid-19

Per quanto riguarda l'esposizione al rischio di mercato nel 2021 non si ravvisano impatti significativi derivanti dal Covid-19. Ai fini di garantire la tempestività dei controlli e dell'informativa agli organi societari è stata mantenuta la maggior frequenza del monitoraggio del Risk Appetite Framework, da trimestrale a mensile, introdotta a seguito della pandemia.

B. Processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso di interesse e del rischio di prezzo

Rischio di tasso di interesse - metodologie e metriche di misurazione

Il rischio di tasso di interesse viene calcolato giornalmente tramite metodologia VaR per Credembanca; la misurazione ha finalità gestionali, non viene utilizzata per il calcolo del requisito patrimoniale sui rischi di mercato per il quale il Gruppo Credem adotta l'approccio standard. Il VaR misura la massima perdita potenziale nella quale può incorrere il portafoglio in base all'evoluzione dei fattori di mercato, dato un certo livello di confidenza, nel corso di un determinato orizzonte temporale. La metodologia applicata nell'ambito del Gruppo Credem prevede i seguenti parametri:

  • livello di confidenza 99%;
  • orizzonte temporale 1 giorno;

  • volatilità calcolata sulla base di 2 anni di osservazioni giornaliere, dando maggior peso ai dati più recenti (decay factor λ=0,94).

Per il calcolo dell'assorbimento in termini di capitale interno si procede inoltre a convertire il dato in un VaR a 10gg, applicando prudenzialmente il coefficiente moltiplicativo 3.

Il dato di rischio è anche sottoposto ad analisi di stress testing nell'ambito del processo di verifica dell'adeguatezza patrimoniale, che mira a verificare la variazione del capitale (stimato in termini di VaR) in caso di forti turbolenze dei mercati finanziari. L'analisi è basata sulla determinazione di una matrice di varianza e covarianza dei fattori rischio in ipotesi di condizione di stress dei mercati che innalzi la volatilità delle variabili finanziarie e alteri la struttura delle relazioni fra di esse.

La determinazione di tale matrice è stata effettuata con la medesima metodologia utilizzata per la stima del VaR. In particolare ci si è avvalsi della possibilità di impostare il periodo storico utilizzato come campione di analisi per il calcolo delle volatilità e delle correlazioni, selezionando intervalli temporali critici (di elevata volatilità) sui mercati, in coerenza con lo scenario complessivo di stress individuato.

Impatti derivanti dalla pandemia Covid-19

Nel 2021 non si sono registrati impatti significativi sui rischi di mercato del portafoglio di negoziazione e di tasso del portafoglio bancario dovuti alla pandemia.

Informazioni di natura quantitativa

1. Portafoglio di negoziazione di vigilanza: distribuzione per durata residua (data di riprezzamento) delle attività e delle passività finanziarie per cassa e derivati finanziari La presente tavola non è stata redatta poiché viene di seguito fornita l'analisi di sensitività al rischio tasso di interesse basata sui modelli interni ed altre metodologie.

2. Portafoglio di negoziazione di vigilanza: distribuzione delle esposizioni in titoli di capitale e indici azionari per i principali Paesi del mercato di quotazione

Tipologia operazioni/Indice quotazione Quotati
ITALIA U.S.A. UNITED
KINGDOM
FRANCE GERMANY ALTRI
PAESI
Non quotati
A. Titoli di capitale
- posizioni lunghe 139 - - - - -
- posizioni corte - - - - - -
B. Compravendite non ancora regolate su titoli di
capitale
- posizioni lunghe - - - - - -
- posizioni corte - - - - - -
C. Altri derivati su titoli di capitale
- posizioni lunghe - - - - 91 -
- posizioni corte - - - - - -
D. Derivati su indici azionari
- posizioni lunghe - - - - - -
- posizioni corte - - - - - -

3. Portafoglio di negoziazione di vigilanza: modelli interni e altre metodologie di analisi della sensitività

Nella presente sezione vengono sinteticamente esposti i risultati delle analisi di rischio di tasso nell'ambito del portafoglio di negoziazione. In particolare di seguito sono riportati i valori medi, massimi e minimi del VaR (in milioni di euro) generato dal fattore di rischio tasso di interesse relativi agli esercizi 2019, 2020 e 2021.

2021 2020 2019
Credem
Interest Rate VaR - medio 3,5 1,9 3,4
min 0,1 0,3 1,4
max 13,5 5,6 9,2

Tabella 1. Dati di Rischio di tasso

dati in mln di €, VaR 99% 10gg * Coeff moltiplicativo

Il confronto con l'esercizio precedente mostra un valore del fattore di rischio tasso di interesse in aumento, sempre su livelli contenuti.

Nelle figure sottostanti è riportato l'andamento di tale dato di VaR nell'arco del 2021.

Figura 1. Andamento Interest Rate VaR Credem (99%, 10gg*coeff moltiplicativo). Dati in milioni di euro

Per quanto riguarda la shift sensitivity analysis e limitatamente al portafoglio di negoziazione di vigilanza, la tabella sotto riportata mostra i dati relativi all'impatto sul margine di interesse su un orizzonte temporale di 12 mesi, nell'ipotesi di una variazione parallela dei tassi di interesse di +/- 100 punti base.

L'analisi è condotta coerentemente con la metodologia utilizzata ai fini della misurazione del rischio tasso del portafoglio bancario in ambito Risk Appetite Framework e con le segnalazioni Short Term Exercise – STE rischio di tasso, in linea con le linee guida europee di riferimento.

Ipotesi di shift parallelo (dati mln di €)
Shock -100 b.p. Shock +100 b.p.
Dati 12/2021 +0,1 -0,0

Rischio di prezzo - metodologie e metriche di misurazione

Il rischio di mercato equity viene calcolato con la stessa frequenza e metodologia indicata per il rischio tasso.

Informazioni di natura quantitativa

Nella presente sezione vengono sinteticamente esposti i risultati delle analisi di rischio di prezzo nell'ambito del portafoglio di negoziazione. In particolare di seguito sono riportati i valori medi, massimi e minimi del VaR (in milioni di euro) generato dal fattore di rischio equity relativi agli esercizi 2019, 2020 e 2021.

Tabella 2. Dati di Rischio di prezzo
-- -- -- -- -------------------------------------- -- --
2021 2020 2019
Credem
Equity VaR - medio 0,9 1,2 0,4
min 0,4 0,4 0,4
max 1,7 3,2 0,8

dati in mln di €, VaR 99% 10gg * Coeff moltiplicativo

Il dato, in diminuzione rispetto alla rilevazione precedente e sempre su livelli molto contenuti, è determinato sostanzialmente dalla posizione in hedge fund di cui sopra. Nelle figure sottostanti è riportato l'andamento del VaR nell'arco del 2021.

Figura 2. Andamento Equity VaR Credem (99%, 10gg*coeff moltiplicativo). Dati in milioni di euro

I risultati dell'attività di backtesting sono riportati nel paragrafo 1.2.3 "Rischio di cambio".

RISCHIO SPECIFICO - INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

Il rischio specifico è il rischio di perdite causate da una sfavorevole variazione del prezzo degli strumenti finanziari negoziati dovuta a fattori connessi con la situazione dell'emittente.

Di seguito sono riportati i valori medi, massimi e minimi (in milioni di euro) del rischio specifico, calcolati sulla base delle ponderazioni di vigilanza, relativamente agli esercizi 2019, 2020 e 2021.

Tabella 3. Dati di rischio specifico
-- -- -- -- -- -- --------------------------------------
2021 2020 2019
Credem
Rischio specifico - medio 0,4 0,1 0,1
min 0,1 0,0 0,1
max 0,9 0,1 0,1

dati in mln di €

2.2 Rischio di tasso di interesse e rischio di prezzo – portafoglio bancario

Informazioni di natura qualitativa

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso di interesse e del rischio di prezzo

Rischio di tasso

Credem adotta la definizione normativa di rischio di tasso di interesse sul banking book, secondo cui il rischio in oggetto è: "il rischio di tasso di interesse derivante da attività diverse dalla negoziazione: rischio derivante da variazioni potenziali dei tassi di interesse".

L'esposizione al rischio di tasso di interesse può essere declinata in:

  • rischio di reddito, derivante dalla possibilità che una variazione inattesa nei tassi di interesse produca una riduzione del margine di interesse e dipende

dallo sfasamento nella struttura temporale delle scadenze e periodi di ridefinizione delle condizioni di tasso di interesse degli impieghi e della raccolta;

  • rischio di investimento, ossia di subire variazioni negative nei valori di tutte le attività, passività e strumenti fuori bilancio, in seguito a mutamenti nei tassi di interesse, con un conseguente impatto destabilizzante sull'equilibrio patrimoniale.

La politica di gestione del rischio di tasso d'interesse sul banking book di Gruppo è volta ad una sana e prudente gestione del rischio a livello di Gruppo, tale da assicurare l'ottimizzazione degli obiettivi di rischio/rendimento in coerenza con il Risk Appetite Framework definito a livello di Gruppo. Tali obiettivi sono perseguiti mantenendo uno sbilancio tendenzialmente contenuto e all'interno dei massimali definiti, a seconda della rilevanza del rischio nelle singole società, nei Regolamenti in materia di assunzione dei rischi finanziari.

Il Gruppo si è dotato di una regolamentazione interna dedicata, Policy Gestione del rischio di tasso di interesse del banking book di Gruppo, con la finalità di definire le linee guida e i principi di governo e gestione del rischio di tasso di interesse del banking book (IRRBB), delineando l'insieme delle norme e processi di controllo finalizzati a stabilizzare il margine di interesse sul portafoglio bancario per il Gruppo e per le singole società.

Le linee guida contenute nella Policy fanno riferimento alle disposizioni emanate dalle autorità nazionali ed europee relativamente alle istruzioni in termini di governo e gestione del rischio di tasso di interesse del banking book.

La Policy, coerentemente alla normativa europea, prevede le due metriche di riferimento per la misurazione del rischio di tasso, Sensitivity di Valore Economico e Sensitivity del Margine di Interesse all'interno del Risk Appetite Framework nonché nei processi di Adeguatezza Patrimoniale (ICAAP).

Tali metriche, calcolate dalla funzione Risk Management e rendicontate periodicamente ai comitati di riferimento3, sono affiancate da indicatori operativi disciplinati nei regolamenti delle società esistenti in materia di assunzione Rischi Finanziari.

Le principali funzioni di cui si avvalgono il CA della Capogruppo in virtù della propria funzione di supervisione Strategica e il CE in qualità di organo con funzione di gestione del rischio tasso del banking book, sono il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo, il Comitato Risk Management (con le responsabilità di cui al paragrafo 2.1 Rischio di tasso di interesse e rischio di prezzo – portafoglio di negoziazione di vigilanza) e il comitato Asset & Liability Management (ALM) il quale, nell'attività propositiva al CA, esamina il profilo di rischio del Gruppo monitorando i limiti di rischio rispetto agli obiettivi fissati in ambito RAF e individua le linee guida e le strategie per la gestione del rischio di tasso di interesse.

La gestione operativa del rischio di tasso di interesse sul banking book è attribuita alla Business Unit Finanza alla quale competono:

  • la proposizione al Comitato ALM delle linee guida di gestione del rischio di tasso del banking book e la formulazione di proposte al Risk Management, per la successiva approvazione del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo, di indirizzo strategico del profilo di rischio di tasso di interesse del banking book;
  • la gestione del rischio di tasso della Capogruppo e delle Società del Gruppo, in coerenza con il profilo di rischio complessivo definito e con le linee guida ricevute da parte del Comitato ALM, nonché nell'ambito dei massimali assegnati;
  • la definizione, congiuntamente al Risk Management, della struttura dei limiti operativi da sottoporre al CE, in coerenza con il RAF e la condivisione dei modelli di misurazione del rischio di tasso del banking book definiti dal Risk Management.

Nell'attività di gestione operativa la Business Unit Finanza si basa su analisi di interest rate sensitivity complessiva e buckettizzata, al fine di evidenziare il grado di esposizione asset o liability sensitive sui singoli tratti di curva. La Business Unit

3 Comitato Risk Management e comitato Asset Liability Management (ALM)

Finanza si occupa inoltre di proporre al Comitato ALM gli interventi ritenuti necessari a migliorare il profilo complessivo in termini di rischio di tasso (e di liquidità strutturale) e di realizzare operativamente tali interventi.

Nell'ambito del processo di gestione dei rischi e di valutazione dell'adeguatezza patrimoniale e prospettica, la funzione di Risk Management:

  • supporta il CA nell'attività valutativa volta a deliberare obiettivi di rischio e soglie di tolleranza nell'ambito RAF, nonché nella verifica nel continuo della sua attuazione;
  • propone al Comitato Rischi, di concerto con la funzione Finanza nell'ambito del processo di RAF, l'indirizzo strategico in merito al profilo di tasso del banking book e ai livelli di soglia di tolleranza adottabili;
  • definisce i modelli di misurazione del rischio di tasso del banking book, con il supporto della Business Unit Finanza, da sottoporre al CE;
  • valida i modelli utilizzati per quantificare il rischio di tasso e la valutazione della congruità delle ipotesi di stress sottostanti;
  • definisce, congiuntamente a Finanza, la struttura dei limiti, delle deleghe operative e delle prove di stress da sottoporre al CE, in coerenza con la soglia di tolleranza stabilita da CA;
  • predispone reporting per la gestione e monitoraggio del rischio di tasso per i Comitati di riferimento;
  • monitora giornalmente il rispetto dei limiti operativi esplicitati nei Regolamenti in materia di assunzione dei rischi finanziari, ivi compreso il presidio del rientro dagli sconfini rispetto a tali limiti.

Il Report Giornaliero di sintesi del rispetto dei massimali operativi presenta, fra le altre, le seguenti informazioni:

  • massimale di rischio tasso in termini di Interest rate sensitivity complessiva;
  • massimali in termini di Interest rate sensitivity per bucket;
  • limite di Interest rate sensitivity delle posizioni in divisa diversa dall'Euro.

Per quanto riguarda le poste a vista, il gruppo adotta un modello di valutazione che permette di quantificarne gli effetti di persistenza nel tempo e di imperfetta elasticità alla variazione dei tassi di mercato (effetto vischiosità). La modellizzazione è basata sulle serie storiche interne dei comportamenti della clientela, e si costituisce di due componenti: la stima della relazione dei tassi delle poste a vista con i tassi di mercato e ulteriori regressori che consentono di separare il rischio di tasso di interesse in senso proprio da altri fenomeni (es. credito) in base ad un modello econometrico; la stima della persistenza dei volumi, collegata al concetto di mean life che consente di legare maggiormente l'holding period degli aggregati alla volatilità storica delle masse, attraverso la quale l'ammontare delle poste a vista viene tradotto in un portafoglio di poste a tasso fisso a scadenza (replicating portfolio).

Il gruppo utilizza inoltre un modello comportamentale di prepayment sui mutui La modellizzazione adottata è di tipo comportamentale, basata sull'analisi in serie storica degli eventi di estinzione anticipata e rinegoziazione del tasso. A differenza dei modelli di mercato, nei modelli comportamentali i fattori predominanti che concorrono a determinare il valore dell'opzione di rimborso anticipato non sono esclusivamente di tipo finanziario, ma includono variabili esplicative dipendenti dalle caratteristiche del mutuo (es. loan to value) e del mutuatario (es. età).

Prosegue l'attività di presidio dell'evoluzione del quadro regolamentare europeo sul rischio di tasso di interesse nel banking book (IRRBB) e di adeguamento, tenendo conto delle indicazioni del JST in ambito SREP.

Il Gruppo nel corso del 2021 ha continuato a segnalare trimestralmente a BCE la propria esposizione al rischio di tasso attraverso le segnalazioni Short Term Exercise (STE-IRRBB).

Informazioni di natura quantitativa

1. Portafoglio bancario: distribuzione per durata residua (data di riprezzamento) delle attività e delle passività finanziarie

La presente tavola non è stata redatta poiché viene di seguito fornita l'analisi di sensitività al rischio tasso di interesse basata sui modelli interni ed altre metodologie.

2. Portafoglio bancario: modelli interni e altre metodologie per le analisi di sensitività

Nella presente sezione vengono sinteticamente esposti i risultati delle analisi di rischio di tasso di interesse, limitatamente al portafoglio bancario. In particolare, la tabella sotto riportata, mostra i dati relativi all'impatto sul margine di interesse (shift sensitivity analysis), su un orizzonte temporale di 12 mesi, nell'ipotesi di una variazione parallela dei tassi di interesse di +/- 100 punti base. La misura è basata sulle posizioni a fine anno, senza includere dunque ipotesi su futuri cambiamenti della composizione di attività e passività. Ai fini dell'analisi è impostato il floor a zero sul tasso cliente delle poste con clientela.

L'analisi è condotta coerentemente con la metodologia utilizzata ai fini della misurazione del rischio tasso del portafoglio bancario in ambito Risk Appetite Framework e con le segnalazioni Short Term Exercise – STE rischio di tasso, in linea con le linee guida europee di riferimento.

Ipotesi di shift parallelo (dati in milioni di euro)
Shock -100 b.p. Shock +100 b.p.
Dati 12/2021 -53,0 +60,7

L'esposizione al rischio di tasso di interesse dal punto di vista patrimoniale viene misurata a livello consolidato dalla sensitivity del valore economico (variazione del fair value delle poste attive e passive), secondo un approccio full evaluation, a seguito di uno shock parallelo sulla curva dei tassi spot di +/-200 basis points. Nel 2021 la variazione massima di valore economico in rapporto ai mezzi propri è risultata pari al 5,4%.

Oltre all'impatto degli shock paralleli dei tassi internamente vengono periodicamente condotte analisi di stress ipotizzando shock non paralleli basati sull'andamento storico della curva dei tassi.

Le metodologie utilizzate per l'analisi di sensitivity al rischio di tasso di interesse includono anche la modellizzazione delle poste a vista e del prepayment sui mutui secondo i modelli comportamentali sopra descritti.

Per il rischio di tasso del portafoglio bancario sono inoltre previste le medesime analisi di VaR e stress test descritte nel paragrafo sul portafoglio di Negoziazione, a cui si rimanda per la descrizione della metodologia. Nelle figure sottostanti è riportato l'andamento del VaR del banking book Credem nell'arco del 2021.

I risultati dell'attività di backtesting sono riportati nel paragrafo 1.2.3 "Rischio di cambio".

Figura 5. Andamento Interest Rate VaR Credem – banking book (99%, 10gg*coeff moltiplicativo). Dati in milioni di euro

L'aumento del VaR negli ultimi mesi dell'anno è principalmente riferibile alla volatilità dei tassi registrata sui mercati.

Rischio di prezzo

Nell'ambito del portafoglio bancario il Gruppo non ha posizioni in azioni o partecipazioni quotate. Sono presenti quote non rilevanti di fondi rivenienti dalla fusione con Cassa di Risparmio di Cento, di cui 1,5 milioni di € in un fondo immobiliare e 1,3 milioni di € in un fondo private equity gestito da una società del gruppo.

Attività di copertura del rischio di prezzo

La banca non ha posto in essere operazioni di copertura.

2.3 Rischio di cambio

Informazioni di natura qualitativa

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di cambio

L'attività svolta sui mercati dei cambi prevede l'assunzione di posizioni gestite e controllate tramite massimali di posizione, sia lorda sia netta, e massimali di concentrazione per divisa.

Il rischio di mercato currency viene calcolato con la stessa frequenza e metodologia indicata per il rischio tasso ed equity.

B. Attività di copertura del rischio di cambio

Non sono presenti operazioni di copertura.

Informazioni di natura quantitativa

Valute
Voci USD GBP JPY CAD CHF ALTRE VALUTE
A. Attività finanziarie 2.270.239 56.831 5.382 1.777 6.667 8.287
A.1 Titoli di debito 2.159.979 50.466 83
A.2 Titoli di capitale 2.924 0
A.3 Finanziamenti a banche 27.663 4.739 4.378 1.776 2.045 7.984
A.4 Finanziamenti a clientela 79.672 1.626 1.004 1 4.621 220
A.5 Altre attività finanziarie
B. Altre attività 2.036 740 215 405 807 699
C. Passività finanziarie 2.228.866 58.877 6.287 4.512 8.106 12.707
C.1 Debiti verso banche 1.866.445 39.959 28 19 1.345 256
C.2 Debiti verso clientela 362.421 18.918 6.258 4.493 6.761 12.451
C.3 Titoli di debito
C.4 Altre passività finanziarie
D. Altre passività 3.105 1.955 1 375 201 34
E. Derivati finanziari
- Opzioni
+ Posizioni lunghe 1.853
+ Posizioni corte 1.853
- Altri derivati
+ Posizioni lunghe 402.436 64.336 19.204 21.861 27.095 26.133
+ Posizioni corte 494.450 62.557 16.506 2.887 765 7.084
Totale attività 2.676.564 121.907 24.801 24.043 34.569 35.119
Totale passività 2.728.273 123.389 22.793 7.774 9.072 19.825
Sbilancio (+/-) (51.709) (1.483) 2.008 16.269 25.496 15.294

1. Distribuzione per valuta di denominazione delle attività e passività e dei derivati

Nella presente sezione vengono sinteticamente esposti i risultati delle analisi del rischio di cambio nell'ambito del portafoglio di negoziazione. In particolare di seguito sono riportati i valori medi, massimi e minimi del VaR (in milioni di euro) generato dal fattore di rischio currency relativi agli esercizi 2019, 2020 e 2021.

Tabella 4. Dati di Currency VaR
2021 2020 2019
Credem
VaR - medio 0,0 0,0 0,0
min 0,0 0,0 0,0
max 0,4 0,2 0,3

dati in mln di €, VaR 99% 10gg * Coeff moltiplicativo

Nelle figure sottostanti è riportato l'andamento di tale dato di VaR per Credem nell'arco del 2021.

La tabella sottostante evidenzia i contributi medi del rischio equity, rischio di cambio e rischio di tasso nel corso del 2021 al VaR complessivo non diversificato.

Equity Risk FX Risk Interest Rate Risk
Credem 2021 4,6% 0,1% 95,3%

Tabella 5. Contributo medio % dei fattori di rischio al VaR complessivo non diversificato

Nell'ambito della più complessiva analisi annuale di backtesting dei modelli, viene effettuato il confronto tra il dato di VaR e il P&L effettivamente conseguito. Le linee guida per lo svolgimento dei test retrospettivi sono descritte nel documento Rischio di Mercato, Metodologia backtesting, VaR Portafoglio di Proprietà, che ne espone la finalità e la metodologia.

Il backtesting è eseguito mettendo a confronto i dati di VaR con i dati di P&L gestionali giornalieri (o settimanali, per i portafogli per i quali il calcolo di redditività è su base weekly), e si basa sull'analisi delle "eccezioni", ovvero dei casi in cui la perdita registrata risulta superiore al VaR stimato per lo stesso periodo di riferimento, sia in termini di numerosità sia in termini di distribuzione temporale.

Il perimetro dell'analisi di backtest sono i portafogli del Regolamento Finanza, l'orizzonte temporale del VaR è coerente con quello di calcolo del P&L. L'esercizio si basa su 12 mesi di dati. Le ipotesi sono state verificate attraverso una serie di test:

  • Frequency Test: Basilea e Kupiec (o POF, Proportion of Failure);
  • Indipendence Test: Christoffersen e Mixed Kupiec;
  • Joint Test: POF + Christoffersen, POF + Mixed Kupiec.

Nell'ambito dell'analisi annuale di backtesting i test effettuati confermano la tenuta del modello di VaR.

Sezione 3 Gli strumenti derivati e le politiche di copertura

L'operatività in strumenti finanziari derivati è gestita dal Gruppo tramite un apposito applicativo dedicato alle valorizzazioni giornaliere a Mark to model. Il documento di riferimento "Allegato tecnico alla Fair value Policy di Gruppo: Manuale modelli di pricing" disciplina i principali modelli di pricing comunemente utilizzati dal Gruppo per i propri derivati valutati al Mark to Model. In particolare una sezione dedicata descrive nel dettaglio tali modelli. L'insieme dei modelli descritti individua le metodologie ad oggi utilizzate e validate per le valutazioni degli strumenti detenuti in proprietà.

Classificazione strumenti derivati e parametri di mercato

Il Gruppo Credem si è dotato di una Fair Value Policy e relativi allegati tecnici che disciplinano anche le regole contabili per la valorizzazione degli strumenti a mark to model, i relativi parametri e i processi inerenti la valorizzazione degli strumenti. In particolare il manuale si articola nelle seguenti sezioni:

  • classificazione degli strumenti derivati, storicizzati all'interno dell'applicativo;

  • mappatura e dettaglio dei parametri di mercato alimentati all'interno dell'applicativo al fine di valutare tutti gli strumenti;

  • descrizione procedure automatizzate per la storicizzazione dei prezzi.

Parametri di mercato

I parametri di mercato utilizzati per le valutazioni e gestiti all'interno dell'applicativo possono essere:

  • dati acquisiti automaticamente, informazioni scaricate periodicamente da Info Providers,( ad es: market parameter giornalieri);
  • dati di mercato stimati dall'applicativo, prevalentemente attraverso dati acquisiti automaticamente.

Generalmente, i parametri alimentati manualmente sono quelli che non necessitano di un aggiornamento costante e giornaliero.

Processo di validazione modelli e parametri

I documenti di riferimento riportano come indicato tutti i modelli di pricing e i parametri di mercato validati e utilizzati dal Gruppo per la valutazione degli strumenti derivati.

Qualora sia necessario introdurre nuovi parametri e/o modelli, il processo prevede il coinvolgimento della funzione di validazione che disciplina un apposito parere inerente la nuova operatività e provvede alla validazione dei modelli come disciplinato nell' apposito regolamento Nuovi prodotti del Gruppo.

E' cura dell'ufficio di validazione aggiornare periodicamente i documenti di riferimento con i nuovi modelli e/o parametri utilizzati ed effettuare analisi sulla validità dei modelli in uso.

Procedure automatiche e appositi controlli consentono il presidio giornaliero delle valorizzazioni dei derivati e dei parametri utilizzati.

Si riporta per ogni tipologia di strumento derivato il tipo di valutazione (tramite quotazione di mercato - Mark to market o tramite valutazione a modello- Mark to model). Nel caso lo strumento sia valutato tramite Mark to Model si indicano: il modello di pricing utilizzato per la valorizzazione e i parametri di mercato utilizzati per la valutazione.

Family Group Transaction
Type
Description Mark to
MarketMark
to Model
Modello di pricing
Parametri di mercato
Mark to
Market per lo
spot, Mark to
Modello: Costo of Carry
CURR FXD FXD Spot
Forward
Model per i
forward
Parametri: tassi di cambio , curve forex
FXD XSW Forex-Swap Mark to
Model
Modello: Cost of Carry
Parametri: tassi di cambio , curve forex
EQD EQUIT Equities Mark to
Market
Prezzo Quotato
Family Group Transaction
Type
Description Mark to
MarketMark
Modello di pricing
to Model Parametri di mercato
Prezzo Quotato
Modello (sens): CN Credit All
CNV Convertible
Bond
Mark to
Market
Parametri: curva tassi, volatilità equity,
dividendi equity
Mark to Modello: Discounted cash flow
IRD ASWP Asset Swap Model Parametri: curva tassi
Mark to
BOND Bonds Market Prezzo Quotato
Additional
Features:
Capped/floored
rate
Modello:
Componente
obbligazionaria:
Discounted
cash
flow,
componente opzionale: Fischer Black
BOND Bonds Mark to
Model
Parametri: curva tassi, volatilità tassi,
credit spread
Mark to Modello: Fischer Black
OPT OTC Bond Option Model Parametri: Curva tassi, volatilità bond
Mark to Modello: Black Normal Yield
C/F Cap/Floor Model Parametri: curva tassi , volatilità tassi
Interest Rate Mark to Modello: Discounted cash flow
IRS Swap Model Parametri: curva tassi
LFUT Long Future Mark to
Market
Prezzo Quotato
Loans/Depo Mark to Discounted cash flow
LN_LR sit Model Parametri: curva tassi
SCF SCF SCF Simple Cash
Flow

3.1 Gli strumenti derivati di negoziazione

A. Derivati finanziari

A.1 Derivati finanziari di negoziazione: valori nozionali di fine periodo

Over the counter
Over the counter
Attività
Senza controparti centrali
Senza controparti centrali
sottostanti/Tipologie
Mercati
Mercati
derivati
Controparti
Controparti
organizzati
Senza accordi
Senza accordi
Con accordi di
Con accordi di
centrali
centrali
di
di
compensazione
compensazione
compensazione
compensazione
1. Titoli di debito e
-
1.322.442
499.454
-
-
1.290.433
396.117
tassi d'interesse
a) Opzioni
-
38.688
236.201
-
-
53.390
140.618
b) Swap
-
1.283.753
261.253
-
-
1.237.043
251.127
c) Forward
-
-
-
-
-
-
4.372
d) Futures
-
-
2.000
-
-
-
-
e) Altri
-
-
-
-
-
-
-
2. Titoli di capitale e
-
-
10
-
-
-
10
indici azionari
a) Opzioni
-
-
10
-
-
-
10
b) Swap
-
-
-
-
-
-
-
c) Forward
-
-
-
-
-
-
-
d) Futures
-
-
-
-
-
-
-
e) Altri
-
-
-
-
-
-
-
3. Valute e oro
-
622.764
401.460
-
-
571.753
425.126
a) Opzioni
-
1.942
1.942
-
-
3.260
3.260
b) Swap
-
-
-
-
-
-
-
c) Forward
-
620.822
399.518
-
-
568.494
421.866
d) Futures
-
-
-
-
-
-
-
e) Altri
-
-
-
-
-
-
-
4. Merci
-
-
-
-
-
-
-
5. Altri
-
-
-
-
-
-
-
Totale 31/12/2021 Totale 31/12/2020
organizzati
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Totale - 1.945.206 900.924 - - 1.862.187 821.253 -

A.2 Derivati finanziari di negoziazione : fair value lordo positivo e negativo - ripartizione per prodotti

Totale 31/12/2021 Totale 31/12/2020
Over the counter Over the counter
Tipologie derivati Senza controparti centrali Mercati Senza controparti centrali Mercati
Controparti
centrali
Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
organizzati Controparti
centrali
Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
organizzati
1. Fair value positivo
a) Opzioni - 104 645 - - 6 1.150 -
b) Interest rate swap - 25.569 3.797 - - 8.642 5.061 -
c) Cross currency swap - - - - - - - -
d) Equity swap - - - - - - - -
e) Forward - 5.252 3.311 - - 3.047 9.879 -
f) Futures - - - - - - - -
g) Altri - - - - - - - -
Totale - 30.925 7.752 - - 11.695 16.089 -
2. Fair value negativo
a) Opzioni - 136 458 - - 609 59 -
b) Interest rate swap - 26.230 63 - - 11.975 - -
c) Cross currency swap - - - - - - - -
d) Equity swap - - - - - - - -
e) Forward - 3.629 2.633 - - 13.493 1.659 -
f) Futures - - - - - - - -
g) Altri - - - - - - - -
Totale - 29.994 3.154 - - 26.077 1.719 -

A.3 Derivati finanziari di negoziazione OTC – valori nozionali, fair value lordo positivo e negativo per controparti

Attività sottostanti Controparti
centrali
Altre società
Altri soggetti
finanziarie
Banche
---------------------- ------------------------- ----------------------------------------------------------

Contratti non rientranti in accordi di compensazione

1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale X 2.000 76.434 421.020
- fair value positivo X - 1.755 2.674
- fair value negativo X - 32 431
2) Titoli di capitale e indici azionari
- valore nozionale X - 10 -
- fair value positivo X - 1 -
- fair value negativo X - - -
3) Valute e oro
- valore nozionale X - - 401.460
- fair value positivo X - - 3.322
- fair value negativo X - - 2.690
4) Merci
- valore nozionale X - - -
- fair value positivo X - - -
- fair value negativo X - - -
5) Altri
- valore nozionale X - - -
- fair value positivo X - - -
- fair value negativo X - - -

Contratti rientranti in accordi di compensazione

1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale - 1.322.442 - -
- fair value positivo - 25.615 - -
- fair value negativo - 26.354 - -
2) Titoli di capitale e indici azionari -
- valore nozionale - - - -
- fair value positivo - - - -
- fair value negativo - - - -
3) Valute e oro -
- valore nozionale - 544.394 78.370 -
- fair value positivo - 4.541 769 -
- fair value negativo - 3.172 468 -
4) Merci -
- valore nozionale - - - -
- fair value positivo - - - -
- fair value negativo - - - -
5) Altri - - - -
- valore nozionale - - - -
- fair value positivo - - - -
- fair value negativo - - - -

A.4 Vita residua dei derivati finanziari di negoziazione OTC: valori nozionali

Sottostanti/Vita residua Fino ad 1 anno Oltre 1 anno e
fino a 5 anni
Oltre 5 anni Totale
A.1 Derivati finanziari su titoli di debito e tassi di 261.742 1.255.588 304.565
interesse
A.2 Derivati finanziari su titoli di capitale ed indici
- - 10
azionari
A.3 Derivati finanziari su valute e oro
982.241 41.984 - 1.024.225
A.4 Derivati finanziari su merci - - - -
A.5 Altri derivati finanziari - - - -
Totale 31/12/2021 1.243.983 1.297.572 304.575 2.846.130
Totale 31/12/2020 1.264.776 998.798 419.866 2.683.440

3.2Le coperture contabili

Informazioni di natura qualitativa

In tema di Hedge accounting, il Gruppo, come previsto dall'IFRS9, continua ad applicare quanto definito dal principio contabile IAS 39 (nella versione carved out omologata dalla Commissione Europea) in relazione a tutte le coperture poste in essere.

Attività di copertura del fair value, strumenti di copertura ed elementi coperti

Si è adottata la metodologia contabile del Macro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso associato a:

  • Mutui/finanziamenti a tasso fisso, affiancandola quindi alla metodologia del Cash Flow Hedge,
  • mutui/finanziamenti a tasso variabile con opzione "cap", per coprire il rischio tasso generato dall'opzione,
  • componente core anelastica della raccolta a vista,
  • TLTRO per la parte plain vanilla a tasso fisso.

Si è adottata, inoltre, la metodologia contabile del Micro Fair value Hedge per la copertura del rischio di tasso associato a:

  • titoli di debito in regime contabile HTCS e HTC (inclusi titoli BTP inflattivi ove viene coperto anche il rischio inflazione),
  • prestiti obbligazionari a tasso fisso emessi dal Credito Emiliano.

L'applicazione della metodologia di hedge accounting consente di rappresentare contabilmente in modo simmetrico sia le poste coperte che i prodotti derivati utilizzati per la copertura. In particolare, per la copertura del rischio di tasso, vengono utilizzati strumenti derivati non quotati (IRS, OIS, IRO, IRS inflation) che consentono di riallineare le differenze tra le caratteristiche finanziarie degli impieghi e della raccolta.

Il Fair Value Hedge prevede che la relazione di copertura sia formalmente documentata da una hedging card e che la tenuta della copertura sia verificata attraverso dei test di efficacia sia prospettici che retrospettivi. Se i test di efficacia danno esito positivo è passata in contabilità una rettifica relativa al Fair Value dello strumento coperto, per allineare la sua modalità di valutazione a quello dello strumento di hedging.

Tali test di efficacia sono svolti periodicamente durante tutta la vita dell'operazione. La copertura è considerata efficace se il rapporto tra la variazione di fair value dell'elemento coperto rispetto allo strumento di copertura è compreso nel range 80%-125%. Il test di verifica della tenuta prospettica e retrospettiva delle coperture è svolto su base trimestrale.

L'hedge accounting non può essere mantenuto qualora la copertura divenga inefficace (fuori dal range 80%-125%). Eventuali fonti di inefficacia possono essere diverse date di pagamento o convenzioni fra strumento coperto e di copertura, spread di credito per il FVH titolo.

Attività di copertura dei flussi finanziari, strumenti di copertura ed elementi coperti

Obiettivo di fondo delle operazioni di copertura effettuate secondo la metodologia del Cash Flow Hedge è quello di evitare che variazioni inattese dei tassi di mercato si ripercuotano negativamente sul margine di interesse.

Sono presenti coperture di cash flow hedge su diverse forme di raccolta a tasso variabile già emessi e di futura emissione (forecast transaction).

In particolare, per la copertura del rischio di tasso, vengono utilizzati strumenti derivati non quotati (IRS) che consentono di riallineare le differenze tra le caratteristiche finanziarie degli impieghi e della raccolta. L'obiettivo della copertura è l'eliminazione parziale del rischio di fluttuazioni dei flussi di cassa futuri determinati dall'andamento del tasso variabile lungo il periodo coperto e il conseguente raggiungimento di un'indicizzazione al tasso fisso "obiettivo", pari a quello sintetizzato dai flussi della "gamba" a tasso fisso del gruppo di strumenti di copertura.

Nei precedenti esercizi è stato attivato il Cash Flow Hedge anche per i mutui a tasso variabile. La definizione dei pacchetti di mutui coperti in Cash Flow Hedge è stata fatta secondo i seguenti criteri:

  • stessa frequenza di pagamento
  • stesso tipo di indicizzazione
  • periodicità di revisione del tasso e liquidazione degli interessi (divisi nei seguenti 3 bucket: dal 1° al 10° giorno del mese, dal 11° al 20° e dal 21° a fine mese).

L'omogeneità di tali caratteristiche del portafoglio mutui e dei relativi derivati garantisce l'efficacia della copertura e quindi permette di non effettuare il test al punto 2 del seguente paragrafo (test invece indispensabile per il Cash Flow Hedge su diverse forme di raccolta.

Metodo di valutazione di efficacia:

Per la raccolta a tasso variabile coperta in Cash Flow Hedge vengono effettuati i seguenti test:

  • Verifica della capienza minima di nominale per ogni periodo futuro a partire del bucket in corso;
  • effettuazione del test prospettico e retrospettivo tramite la metodologia del derivato ipotetico, ovvero confronto fra il Fair Value del derivato di copertura rispetto al Fair Value del derivato ipotetico avente come gamba fissa gli stessi flussi dei derivati di copertura e come gamba variabile i flussi variabili dello strumento coperto pesato per le percentuali di copertura.

Per i mutui coperti in Cash Flow Hedge viene verificato che lo swap di copertura sia stato concluso a condizioni di mercato, controllando il valore di Mark To Market con la curva real time al momento della chiusura dell'operazione.

Osservazioni sulla metodologia presentata

Relativamente al Cash Flow Hedge delle diverse forme di raccolta (analogo discorso vale per il Cash Flow Hedge mutui cambiando i segni dei flussi e passività in attività) gli strumenti derivati per i quali si applica la metodologia in oggetto sono considerati come facenti parte di un unico gruppo di operazioni che presentano complessivamente un'esposizione di tipo "incasso tasso variabile/pagamento tasso fisso". Tale gruppo di operazioni è considerato, lungo tutta la loro vita, a copertura parziale dei flussi che si generano su un gruppo di passività a tasso variabile (pagamento tasso variabile); tali passività sono rappresentate sia da posizioni debitorie già in essere, sia da operazioni future con le medesime caratteristiche (qualora rispettino i requisiti richiesti dal principio per essere designate come poste coperte4). All'interno di ciascun bucket, essendo coperto l'insieme omogeneo dei flussi generati dalle passività interessate dalla copertura, l'identificazione dei flussi coperti prescinde dalla correlazione dei medesimi rispetto ai nominali che li hanno generati (singole passività a tasso variabile), tuttavia i flussi oggetto di copertura vengono identificati come "i primi" complessivamente generati all'interno del bucket medesimo.

L'obiettivo della copertura è l'eliminazione di una porzione del rischio di variabilità dei flussi di cassa derivanti dalla ridefinizione delle "cedole" delle poste coperte. La designazione della relazione di copertura è riferita a precisi periodi di tempo futuro (bucket trimestrali per il Cash Flow Hedge titoli, bucket mensili per il Cash Flow Hedge mutui) e, in termini di porzione coperta, può essere differente da bucket a bucket in relazione alla posizione complessiva del gruppo dei derivati di copertura e delle operazioni coperte in essere alla fine di ogni bucket definito.

La riduzione del rischio di variabilità dei flussi di cassa è ottenuta tramite la composizione di gruppi di elementi coperti e di poste di copertura che presentano caratteristiche di indicizzazione allo stesso tasso variabile e con date di definizione dei tassi "ragionevolmente" vicine (trimestre nel caso di Cash Flow Hedge su diverse forme di raccolta, 10 giorni nel caso del Cash Flow Hedge mutui).

4 Se le operazioni solo "prospettate" rispettano i requisiti necessari per essere qualificate secondo lo IAS 39 come "forecast transaction", anche i flussi futuri da queste generati potranno essere a loro volta inclusi nella medesima definizione e, conseguentemente, designabili come poste coperte. Per il CFH mutui si è deciso di non utilizzare "forecast transaction".

In sostanza, i flussi di cassa che verranno incassati in ognuno dei periodi definiti dalle cedole variabili del gruppo degli strumenti di copertura annulleranno una porzione (pari a quella generata sul capitale coperto) dei flussi di cassa complessivamente pagati sul gruppo di poste coperte (i flussi generati dai primi nominali in riprezzamento di ogni bucket fino a concorrenza del nominale delle operazioni di copertura per ogni periodo) trasformando l'esposizione complessiva nel bucket da variabile a fissa.

Affinché tale situazione si verifichi con un elevato livello di probabilità è necessario che i flussi di cassa (variabili) generati dai due gruppi siano allineati in termini di parametro e frequenza di indicizzazione e che le date di definizione dei tassi variabili dei singoli elementi presenti nei due gruppi siano sufficientemente ravvicinate fra di loro.

Il concetto di alta probabilità delle operazioni attese

Ai fini della designazione della relazione di copertura delle diverse forme di raccolta a tasso variabile, una forecast transaction deve essere5:

  • altamente probabile;
  • capace di incidere, in ultima istanza, sul conto economico, essendo variabili i flussi di cassa ad essa riconducibili .

Per "altamente probabile" si intende una situazione tale per cui è molto più facile che la transazione avvenga piuttosto che non avvenga6. A tal fine, non è possibile dare una qualifica di "alta probabilità" a delle transazioni future solo sulla base delle intenzioni del management: è necessario supportare l'analisi con fatti e circostanze verificabili in modo oggettivo.

Il principio fornisce un elenco degli elementi che è necessario prendere in considerazione ai fini della definizione del requisito di alta probabilità7. Questi sono:

  • la frequenza di transazioni simili nel passato;
  • le capacità finanziarie ed operative dell'entità nel portare a termine la transazione;
  • i piani strategici industriali (la transazione attesa deve essere in linea con le dimensioni dell'entità e con le sue prospettive di sviluppo);
  • l'attinenza della transazione con l'attività tipica dell'entità;
  • la probabilità che diverse operazioni con caratteristiche differenti tra loro possano essere intraprese per raggiungere lo stesso obiettivo;
  • l'attuale presenza di una sostanziale destinazione di risorse allo scopo in esame.

Tre elementi condizionano l'entità e la forza delle "prove" necessarie al fine della dimostrazione dell'"alta probabilità" di una transazione futura:

  • l'orizzonte temporale della transazione futura. A parità di altre condizioni, più lontana nel tempo si prevede essere la transazione futura, meno certa è l'evenienza che questa si verificherà effettivamente e quindi più difficilmente dimostrabile è il requisito di "alta probabilità". In questi casi saranno necessarie prove dell'"alta probabilità" che siano molto più consistenti (saranno, quindi, necessarie, ad esempio, forme contrattuali a supporto della transazione futura; il principio8 evidenzia come i flussi di interessi a venti anni derivanti da uno strumento di debito con questa scadenza sono "altamente probabili" in quanto supportati da un contratto che obbliga alla corresponsione di detti flussi);
  • la quantità/il valore delle transazioni future rispetto alle transazioni effettive della stessa natura. A parità di altre condizioni, maggiore è il valore delle transazioni future rispetto alle attuali, minore è la probabilità che queste si realizzeranno. Saranno, quindi, necessarie prove maggiormente consistenti a supporto della dimostrazione di "alta probabilità";
  • la storia delle designazioni passate. Se storicamente si è verificato il fatto che le designazioni di coperture di transazioni future non si sono realizzate col venir meno della transazione stessa, questo è un segnale della scarsa capacità della

5 IAS 39 § 88

6 IAS 39 IG F.3.7

7 IAS 39 IG F.3.7 8

IAS 39 IG F.3.7

società di valutare in modo attendibile come "altamente probabile" le transazioni future.

Come evidenziato nell'Implementation guidance9 dello IAS 39, non è necessario che la società sia in grado di predire con esattezza la data in cui si verificherà la transazione futura. È, però, richiesto che sia ben identificato e, quindi, anche documentato il periodo in cui la transazione è attesa.

Nel rispetto di quanto sopra riportato, il Comitato ALM ha inoltre fissato un limite al valore massimo delle forecast transaction.

L'importo delle forecast transaction non potrà superare il valore complessivo ipotizzato delle future emissioni obbligazionarie a tasso variabile (definito come differenza fra i volumi previsti come giacenze per ogni anno e l'ammontare delle obbligazioni già emesse).

Per una corretta individuazione dei flussi in scadenza, oltre all'inerziale delle operazioni già effettuate, vengono anche valorizzati gli importi delle operazioni effettuate negli anni di previsione/proiezione; per convenzione la durata di queste emissioni viene ipotizzata a 2 e 3 anni.

E' inoltre stabilita una percentuale, decrescente con il trascorrere del tempo, del rapporto fra totale delle forecast transaction ipotizzate e le emissioni previste, al fine di esprimere un minore livello di probabilità delle forecast tanto più sono lontane nel tempo.

BILANCIO INDIVIDUALE – NOTA INTEGRATIVA

Informazioni di natura quantitativa

A. Derivati finanziari di copertura

A.1 Derivati finanziari di copertura: valori nozionali di fine periodo

Totale 31/12/2021 Totale 31/12/2020
Over the counter
Attività Senza controparti centrali Senza controparti centrali
sottostanti/Tipologie
derivati
Controparti
centrali
Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
Mercati
organizzati
Controparti
centrali
Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
Mercati
organizzati
1. Titoli di debito e
tassi d'interesse
- 20.314.785 - - - 14.703.914 - -
a) Opzioni - - - - - - - -
b) Swap - 20.314.785 - - - 14.703.914 - -
c) Forward - - - - - - - -
d) Futures - - - - - - - -
e) Altri - - - - - - - -
2. Titoli di capitale e
indici azionari
- - - - - - - -
a) Opzioni - - - - - - - -
b) Swap - - - - - - - -
c) Forward - - - - - - - -
d) Futures - - - - - - - -
e) Altri - - - - - - - -
3. Valute e oro - - - - - - - -
a) Opzioni - - - - - - - -
b) Swap - - - - - - - -
c) Forward - - - - - - - -
d) Futures - - - - - - - -
e) Altri - - - - - - - -
4. Merci - - - - - - - -
5. Altri - - - - - - - -
Totale - 20.314.785 - - - 14.703.914 - -
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- 38
5.1
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49
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- - - -

A.2 Derivati finanziari di copertura: fair value lordo positivo e negativo - ripartizione per prodotti

A.3 Derivati finanziari di copertura OTC – valori nozionali, fair value lordo positivo e negativo per controparti

Attività sottostanti Controparti
centrali
Banche Altre società
finanziarie
Altri soggetti
-- ---------------------- ------------------------- -------- ------------------------------ ----------------

Contratti non rientranti in accordi di compensazione

1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale X - -
- fair value positivo X - -
- fair value negativo X - -
2) Titoli di capitale e indici azionari
- valore nozionale X - -
- fair value positivo X - -
- fair value negativo X - -
3) Valute e oro
- valore nozionale X - -
- fair value positivo X - -
- fair value negativo X - -
4) Merci
- valore nozionale X - -
- fair value positivo X - -
- fair value negativo X - -
5) Altri
- valore nozionale X - -
- fair value positivo X - -
- fair value negativo X - -

Contratti rientranti in accordi di compensazione

- valore nozionale
-
20.314.785
-
- fair value positivo
-
208.749
-
- fair value negativo
-
385.161
-
2) Titoli di capitale e indici azionari
- valore nozionale
-
-
-
- fair value positivo
-
-
-
- fair value negativo
-
-
-
3) Valute e oro
- valore nozionale
-
-
-
- fair value positivo
-
-
-
- fair value negativo
-
-
-
4) Merci
- valore nozionale
-
-
-
-
- fair value positivo
-
-
-
-
- fair value negativo
-
-
-
-
5) Altri
- valore nozionale
-
-
-
-
- fair value positivo
-
-
-
- fair value negativo
-
-
-
-
1) Titoli di debito e tassi d'interesse
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-

A.4 Vita residua dei derivati finanziari di copertura OTC: valori nozionali

Sottostanti/Vita residua Fino ad 1 anno Oltre 1 anno e
fino a 5 anni
Oltre 5 anni Totale
A.1 Derivati finanziari su titoli di debito 1.633.110 9.004.810 9.676.866 20.314.785
e tassi di interesse
A.2 Derivati finanziari su titoli di
- - - -
capitale ed indici azionari
A.3 Derivati finanziari su valute ed oro
- - - -
A.4 Derivati finanziari su merci - - - -
A.5 Altri derivati finanziari - - - -
Totale 31/12/2021 1.633.110 9.004.810 9.676.866 20.314.785
Totale 31/12/2020 2.514.554 4.997.803 7.191.557 14.703.914

D. Strumenti coperti

In tema di Hedge accounting, la Banca, come previsto dall'IFRS9, continua ad applicare quanto definito dal principio contabile IAS 39 (nella versione carved out omologata dalla Commissione Europea) in relazione a tutte le coperture poste in essere.

D.1 Coperture del fair value

Coperture specifiche
Coperture
specifiche:
valore di
bilancio
Coperture
specifiche -
posizioni
nette: valore di
bilancio delle
attività o
passività
(prima della
compensazone)
Variazioni
cumulate di
fair value
dello
strumento
coperto
Cessazione
della
copertura:
variazioni
cumulate
residue del
fair value
Variazioni
del valore
usato per
rilevare
l'inefficacia
della
copertura
Coperture
generiche:
Valore di
bilancio
A. Attività
1. Attività finanziarie valutate al fair
value con impatto sulla redditivtà
complessiva - copertura di:
5.285.708 - (23.150) - - -
1.1 Titoli di debito e tassi d'interesse 5.285.708 - (23.150) - - x
1.2 Titoli di capitale e indici azionari - - - - - x
1.3 Valute e oro - - - - - x
1.4 Crediti - - - - - x
1.5 Altri - - - - - x
2. Attività finanziarie valutate al
costo ammortizzato -copertura di:
6.465.094 - 79.996 - - 81.326
1.1 Titoli di debito e tassi d'interesse 6.465.094 - 79.996 - - x
1.2 Titoli di capitale e indici azionari - - - - - x
1.3 Valute e oro - - - - - x
1.4 Crediti - - - - - x
1.5 Altri - - - - - x
Totale 31/12/2021 11.750.802 - 56.846 - - 81.326
Totale 31/12/2020 7.181.529 - 78.758 - - 127.176
B. Passività
1. Passività finanziarie valutate al
costo ammortizzato - copertura di:
956.717 - 8.180 - - 72.610
1.1 Titoli di debito e tassi d'interesse 956.717 - 8.180 - x
1.2 Valute e oro - - - - - x
1.3 Altri - - - - - x
Totale 31/12/2021 956.717 - 8.180 - - 72.610
Totale 31/12/2020 223.880 - 22.619 - - 161.035

E.1. Riconciliazione delle componenti di patrimonio netto

Riserva da copertura di
investimenti esteri
Strumenti di copertura (elementi non
designati)
finanziari Riserva da copertura dei flussi Valore temporale
opzione
Valore elemento
forward e
differenziale da
debito e tassi
d'interesse
Titoli di
indici azionari
capitale e
Titoli di
Valute e oro Crediti Altri debito e tassi
d'interesse
Titoli di
capitale e
Titoli di
indici azionari
Valute e oro
Crediti Altri Coperture
relative a
operazioni
Coperture
relative a
un
periodo
Coperture
relative a
operazioni
valuta estera
Coperture
relative a
un
periodo
Esistenze
iniziali
50.555 - - - - - - -
-
- - - - -
Variazioni di fair
value (quota
efficace)
(27.558) - - - - - - -
-
- - - - -
Rigiri a conto
economico
- - - - - - - -
-
- - - - -
di cui:
transazioni
future non più
attese
- - - - - X X X X X X X X X
Altre variazioni - - - - - - - -
-
- - - - -
di cui:
trasferimenti
al valore
contabile
iniziale degli
strumenti
coperti
- - - - - X X X X X X X X X
Rimanenze
finali
22.997 - - - - - - -
-
- - - - -

Sezione 4 - Rischio di liquidità

Informazioni di natura qualitativa

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di liquidità

Si definisce rischio di liquidità l'eventualità che il Gruppo possa trovarsi nella condizione di non riuscire a far fronte ai propri impegni di pagamento di natura ordinaria o straordinaria, quando gli stessi diventino esigibili, senza incorrere in perdite tali da pregiudicare la propria operatività quotidiana o le condizioni finanziarie complessive del Gruppo stesso. La gestione del rischio di liquidità può essere suddivisa fra:

  • gestione della liquidità di breve termine, ivi compresa la liquidità intra-day, il cui obiettivo è quello di garantire la capacità di far fronte agli impegni di pagamento per cassa previsti e imprevisti tramite il mantenimento di un rapporto sostenibile tra i flussi di liquidità in entrata e quelli in uscita; tale gestione costituisce la condizione essenziale per la normale continuità operativa dell'attività bancaria;
  • gestione della liquidità strutturale, il cui obiettivo è quello di mantenere un adeguato rapporto tra passività ed attività complessive, finalizzato ad evitare pressioni sulle fonti a breve termine, attuali e prospettiche.

Il Gruppo Credito Emiliano si è da tempo dotato di una Policy per la Gestione del rischio liquidità. La Policy approvata disciplina:

  • i principi di governo e di gestione del rischio di liquidità adottati dal Gruppo, e
  • l'insieme delle norme e dei processi di controllo finalizzati a prevenire l'insorgere di situazioni di crisi di liquidità per il Gruppo e per le singole società del Gruppo, con l'obiettivo di ispirare una sana e prudente gestione del rischio di liquidità a livello consolidato, tale da assicurare la stabilità, la sicurezza delle operazioni aziendali, la solidità finanziaria e, conseguentemente, la solvibilità del Gruppo.

I principi essenziali a cui si ispira la politica di gestione della liquidità sono:

  • definizione di un Risk Appetite e di una Risk Tolerance (o soglia di tolleranza) in contesto di normale corso degli affari e di scenari di stress;
  • definizione e formalizzazione di ruoli e funzioni, coerentemente con il principio di separatezza delle funzioni operative da quelle di controllo (c.d. segregation of duties);
  • accentramento della funzione di governo del rischio di liquidità sulla Capogruppo;
  • attuazione di una politica di trasformazione delle scadenze gestita nell'ambito dei massimali assegnati;
  • adozione di una politica di funding diversificata in termini di fonti, durata e tipologia di strumenti di raccolta;
  • definizione e formalizzazione dei principi relativi alla definizione del sistema di prezzi per il trasferimento interno dei fondi;
  • definizione e formalizzazione di un piano di emergenza da attivare in caso di stress e/o crisi dei mercati o in caso di situazioni specifiche del Gruppo (Contingency Funding Plan);
  • adozione di un sistema di controlli interni.

Su base giornaliera, mediante un modello di liquidity gap, viene esposta l'evoluzione temporale dei flussi di cassa per consentire l'attivazione di operazioni finalizzate a determinare un equilibrio fra entrate ed uscite di cassa.

Al Comitato Asset Liability & Management di Gruppo sono assegnati poteri decisionali per la declinazione delle strategie in merito alle politiche di funding del Gruppo. Periodicamente sono analizzate, in sede di Comitato, le condizioni di equilibrio finanziario per orientare le decisioni circa le strategie di funding. Sempre in sede di Comitato, sono analizzati interventi straordinari eventualmente richiesti per le contingenti situazioni di mercato.

Nell'ambito del processo RAF vengono, inoltre, definite le soglie di Risk Tolerance, le metriche e le modalità di controllo dei seguenti indicatori di liquidità:

  • Liquidity Coverage Ratio (LCR);
  • Asset Encumbrance;
  • Net Stable Funding Ratio (NSFR).

Le regole di "Liquidity Management" adottate prevedono limiti di liquidità da rispettarsi sulle scadenze di breve termine ed altri indicatori per monitorare quotidianamente la posizione complessiva.

Relativamente alla liquidità strutturale sono previsti limiti finalizzati a controllare e gestire i rischi derivanti dal mismatch di scadenze a medio-lungo termine dell'attivo e del passivo. Sono previsti dei gap ratio a 1, 2 e 5 anni.

Questi limiti consentono di evitare che l'operatività a medio-lungo termine possa dare luogo ad eccessivi squilibri da finanziare a breve termine.

Gli scenari di stress test previsti dal Regolamento si distinguono in:

  • stress sistemico di severity lieve: crisi di liquidità sistemica consistente in un'improvvisa instabilità sui mercati monetari e dei capitali e/o in tensioni di carattere politico, accompagnati da alti livelli di intensità ed impatti globali;
  • stress idiosincratico di severity media: crisi di liquidità causata da eventi particolarmente negativi per il Gruppo;
  • stress combinato di severity grave: è la combinazione dei due precedenti scenari. Le procedure di Contingency Funding Plan, recentemente riviste, si pongono l'obiettivo di salvaguardare la stabilità del gruppo durante le fasi iniziali di uno stato di tensione di liquidità e garantire la continuità del gruppo stesso nel caso di gravi crisi di liquidità.

L'attività di gestione della liquidità a breve e del funding strutturale è svolta dalla Business Unit Finanza della Capogruppo che complessivamente:

  • gestisce i flussi di liquidità infragruppo rivenienti dai fabbisogni/surplus di liquidità netti delle Società del Gruppo;
  • misura e monitora la posizione di liquidità del Gruppo e delle singole Società del Gruppo;
  • coordina ed effettua la raccolta accedendo direttamente al mercato interbancario al fine di mantenere condizioni adeguate di liquidità per il Gruppo;
  • determina periodicamente gli interventi finanziari utili per conseguire gli equilibri nel medio e lungo termine, la sostenibilità della crescita e la maggior efficienza della provvista;
  • gestisce i rapporti con la BCE (gestione del conto di gestione e di ogni attività di impiego o provvista di fondi) ed accede alle operazioni di rifinanziamento della BCE.

Questa impostazione consente di supportare adeguatamente i fabbisogni finanziari ed è finalizzata a:

  • ridurre i fabbisogni complessivi di finanziamento da parte di controparti esterne al Gruppo;
  • ottimizzare l'accesso ai mercati e conseguentemente minimizzare i costi complessivi di raccolta esterna.

Nel corso dell'esercizio 2021, a partire dal 30 giugno 2021 è stato introdotto il nuovo indicatore Net Stable Funding Ratio (c.d. «NSFR CRR2»), la cui segnalazione viene fatta trimestralmente, come previsto dal Regolamento (UE) 2019/876 (c.d. «CRR2»). Tale indicatore sostituisce la segnalazione di liquidità prevista dal Regolamento UE n.575/2013 (CRR) sotto forma di requisito in materia di finanziamento stabile (SF). Le segnalazioni relative agli indicatori Liquidity Coverage Ratio (LCR) e Additional Liquidity Monitoring Metrics (ALMM) non hanno subito aggiornamenti e sono effettuate mensilmente, sulla base degli schemi conformi ai Regolamenti UE d'esecuzione, rispettivamente n. 322/2016 e n. 2114/2017.

Il Gruppo prosegue inoltre la partecipazione al monitoraggio semestrale Basilea III.

L'importo complessivo del finanziamento con BCE a fine dicembre 2021 è riconducibile ad operazioni di TLTRO III, per un importo complessivo di 8,29 miliardi di euro. Nel corso del primo trimestre dell'anno, è stata effettuata una operazione addizionale di TLTRO III per un importo di 740 milioni di euro, a seguito della decisione BCE di dicembre 2020 che ha incrementato l'importo di finanziamento ottenibile da parte delle Banche. A luglio 2021, a seguito della fusione per incorporazione con Cassa di Risparmio di Cento, la partecipazione alle operazioni TLTRO III è aumentata di 450 milioni di euro, pari all'importo di finanziamenti TLTRO III in essere ottenuti dalla Banca incorporata.

Nel corso dell'anno, la Banca ha inoltre continuato ad effettuare operazioni settimanali di raccolta in euro e in dollari statunitensi per importi ridotti, nell'ambito del proprio piano di backup dei processi e delle procedure.

Al 31 dicembre 2021 l'importo totale delle riserve di liquidità libere, intese come attività liquide di elevata qualità calcolate ai fini del calcolo dell'indicatore LCR, si è attestato a 8.7 miliardi di Euro.

Programmi Obbligazioni Bancarie Garantite

Nel mese di luglio 2021 è stata collocata una nuova emissione da 750 milioni di Euro nell'ambito del programma di Obbligazioni Bancarie Garantite da Credem CB. In data 18 dicembre 2021 è scaduto il Base Prospectus del Programma OBG per il quale è atteso il rinnovo nel 2022..

Al 31 dicembre 2021 il valore nominale delle emissioni in circolazione è risultato pari a 1,6 miliardi di Euro.

Programma di emissioni "Euro Medium Term Note" (EMTN)

Nel corso del 2021 non sono state effettuate nuove emissioni a valere sul Programma EMTN, il quale non è ad oggi stato oggetto di rinnovo annuale.

In data 21 ottobre 2021 Credem ha esercitato l'opzione di rimborso anticipato prevista per il prestito obbligazionario subordinato Tier 2 emesso nel 2016 per 50 milioni di Euro.

Al di fuori del Programma, come emissione "Stand Alone", per valuta 19 gennaio 2022 è stata collocata un'emissione inaugurale di Green Senior Preferred, destinata ad investitori istituzionali, per nominali 600 milioni di euro.

Operazioni di cartolarizzazione

Con riferimento all'operazione di cartolarizzazione avente come veicolo Emilia SPV S.r.l.,nel corso del 2021 sono state effettuate due nuove cessioni di attivi relative a mutui ipotecari residenziali in bonis non idonei all'utilizzo nei programmi di emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite.Al 31 dicembre 2021, il circolante della tranche senior è pari a circa 1,78 miliardi di Euro, mentre quello della tranche junior è pari a circa 0,53 miliardi di Euro.

Impatti derivanti dalla pandemia Covid-19

Nell'esercizio 2021 non si ravvisano sulla liquidità impatti significativi derivanti dalla pandemia COVID-19.

Informazioni di natura quantitativa

1. Distribuzione temporale per durata residua contrattuale delle attività e passività finanziarie

EURO

Voci/ Scaglioni
temporali
A vista Da oltre 1
giorno a 7
giorni
Da oltre 7
giorni a
15 giorni
Da oltre
15
giorni a
1 mese
Da oltre 1
mese fino
3 mesi
Da oltre 3
mesi fino
a 6 mesi
Da oltre 6
mesi fino
a 1 anno
Da oltre 1
anno fino a
5 anni
Oltre 5
anni
Indeterminata
Durata
Attività per cassa 3.149.211 3.634.306 427.905 949.626 2.174.959 2.344.366 3.002.328 14.568.127 13.353.594 7.720.849
A.1 Titoli di Stato 1.943 10 85 125 5.528 160.834 45.923 3.511.579 3.476.871 -
A.2 Altri titoli di
debito
6 360 1.358 16.287 13.644 29.587 48.210 1.581.540 1.733.859 0
A.3 Quote OICR 7.650 - - - - - - - - -
A.4 Finanziamenti 3.139.611 3.633.936 426.462 933.215 2.155.788 2.153.946 2.908.196 9.475.009 8.142.864 7.720.849
- Banche 475.729 188.908 - - - - - - - 7.720.849
- Clientela 2.663.882 3.445.028 426.462 933.215 2.155.788 2.153.946 2.908.196 9.475.009 8.142.864 -
Passività per cassa 32.590.813 4.264.143 1.100.620 822.997 122.756 37.965 1.445.666 8.339.795 1.191.420 -
B.1 Depositi e
conti correnti 32.313.724 261.078 537.244 23.276 122.142 28.286 12.073 123.231 98 -
- Banche 362.065 250.000 520.000 - 21.228 - 2.244 - - -
- Clientela 31.951.658 11.078 17.244 23.276 100.914 28.286 9.829 123.231 98 -
B.2 Titoli di debito 145 - - 8.438 - - 18.725 1.250.000 1.150.000 -
B.3 Altre passività
Operazioni "fuori
bilancio"
276.944 4.003.065 563.376 791.283 614 9.679 1.414.868 6.966.565 41.322 -
C.1 Derivati
finanziari con
scambio di
capitale
- Posizioni
lunghe
- 42.671 17.470 103.428 218.073 80.196 67.966 20.182 - -
- Posizioni corte 1 144.463 53.833 102.423 70.409 78.334 65.753 20.583 - -
C.2 Derivati
finanziari senza
scambio di
capitale
- Posizioni
lunghe
30.353 - - - - - - - - -
- Posizioni corte 30.353 - - - - - - - - -
C.3 Depositi e
finanziamenti da
ricevere
- Posizioni
lunghe
- - - - - - - - - -
- Posizioni corte - - - - - - - - - -
C.4 Impegni a
erogare fondi
- Posizioni
lunghe
97 500 460 97 284 415 819 6.974 71.344 -
- Posizioni corte 80.992 - - - - - - - - -
C.5 Garanzie
finanziarie
rilasciate
34.435 6.155 7.298 34.742 96.095 116.142 122.891 180.516 133.309 -
C.6 Garanzie
finanziarie
- - - - - - - - - -
ricevute
C.7 Derivati
creditizi con
scambio di
capitale
- Posizioni
lunghe
- - - - - - - - - -
- Posizioni corte - - - - - - - - - -
C.8 Derivati
creditizi senza
scambio di
capitale
- Posizioni - - - - - - - - - -
lunghe
- Posizioni corte
- - - - - - - - - -

1. Distribuzione temporale per durata residua contrattuale delle attività e passività finanziarie

ALTRE VALUTE

Voci/ Scaglioni temporali A vista Da oltre
1 giorno
a 7 giorni
Da oltre
7 giorni a
15 giorni
Da oltre
15 giorni
a 1 mese
Da oltre
1 mese
fino 3
mesi
Da oltre
3 mesi
fino a 6
mesi
Da oltre
6 mesi
fino a 1
anno
Da oltre
1 anno
fino a 5
anni
Oltre 5
anni
Indeterminata
Durata
Attività per cassa 49.223 1.524 6.332 15.986 49.286 23.856 26.202 106.328 2.130.103 -
A.1 Titoli di Stato - - 53 3.101 3.612 4.262 10.976 41.899 1.904.862 -
A.2 Altri titoli di debito - - 149 22 1.464 1.286 11.654 64.378 225.241 -
A.3 Quote OICR 65 - - - - - - - - -
A.4 Finanziamenti 49.158 1.524 6.130 12.862 44.211 18.307 3.572 51 - -
- Banche 48.607 - - - - - - - - -
- Clientela 552 1.524 6.130 12.862 44.211 18.307 3.572 51 - -
Passività per cassa 343.296 204.781 471.048 1.237.578 59.065 4.021 - - - -
B.1 Depositi e conti correnti 343.234 7.946 194 66.270 1.666 4.021 - - - -
- Banche 4.096 7.946 - - - - - - - -
- Clientela 339.138 - 194 66.270 1.666 4.021 - - - -
B.2 Titoli di debito - - - - - - - - - -
B.3 Altre passività 62 196.835 470.854 1.171.309 57.399 - - - - -
Operazioni "fuori bilancio"
C.1 Derivati finanziari con
scambio di capitale
- Posizioni lunghe 1 122.945 53.990 149.144 71.399 79.714 65.066 20.954 - -
- Posizioni corte - 46.951 17.701 148.858 210.477 76.095 65.290 21.030 - -
C.2 Derivati finanziari senza
scambio di capitale
- Posizioni lunghe - - - - - - - - - -
- Posizioni corte - - - - - - - - - -
C.3 Depositi e finanziamenti
da ricevere
- Posizioni lunghe - - - - - - - - - -
- Posizioni corte - - - - - - - - - -
C.4 Impegni a erogare fondi
- Posizioni lunghe - - - - - - - - - -
- Posizioni corte - - - - - - - - - -
C.5 Garanzie finanziarie
rilasciate
- - - - - - - - - -
C.6 Garanzie finanziarie
ricevute - - - - - - - - - -
C.7 Derivati creditizi con
scambio di capitale
- Posizioni lunghe - - - - - - - - - -
- Posizioni corte - - - - - - - - - -
C.8 Derivati creditizi senza
scambio di capitale
- Posizioni lunghe - - - - - - - - - -
- Posizioni corte - - - - - - - - - -

Sezione 5 – Rischi operativi

Informazioni di natura qualitativa

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio operativo

Il Gruppo ha sviluppato un sistema integrato di gestione dei rischi operativi assunti che, in attuazione degli indirizzi strategici, consente di rafforzare la capacità delle Unità Organizzative di gestirli consapevolmente, introducendo strumenti di rilevazione, misurazione e controllo tali da garantire un'assunzione dei rischi consapevole e compatibile con le strategie di Governance e con le condizioni economiche e patrimoniali, nel rispetto delle indicazioni provenienti dalle Autorità di Vigilanza".

Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha approvato il regolamento "Gestione dei rischi operativi" (Regolamento ORM) con cui definisce le politiche di gestione del rischio operativo a livello di Gruppo e Banca e determina un sistema comune e coordinato caratterizzato da regole condivise per l'allocazione di compiti e responsabilità.

Il regolamento definisce come rischio operativo "il rischio di perdite derivanti dall'inadeguatezza o dalla disfunzione di processi, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni, ivi compreso il rischio giuridico; non sono inclusi quelli strategici e di reputazione".

Inoltre, il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha approvato, ai fini della determinazione del requisito patrimoniale, l'utilizzo del metodo TSA per tutte le società appartenenti al Gruppo Bancario.

Non sono intervenute variazioni significative rispetto all'esercizio precedente in relazione al modello di gestione dei rischi operativi che di seguito viene rappresentato sinteticamente: l'Organo con funzioni di supervisione strategica di Gruppo è identificato nel Consiglio di Amministrazione di Credito Emiliano SpA, Capogruppo del Gruppo Bancario Credito Emiliano – CREDEM. L'azione viene esercitata con il supporto del Comitato Consiliare Rischi di Gruppo (Comitato di Governance, privo di deleghe, istituito con la finalità di svolgere un ruolo istruttorio). A livello di Gruppo sono stati individuati più organi con funzioni di gestione, coincidenti con i Consigli di Amministrazione delle singole controllate, che hanno adottato il Regolamento ORM traducendo il relativo "schema" nella specifica realtà aziendale ed individuando concretamente le funzioni "locali" richieste per il buon esito del processo.

Dal punto di vista operativo gli organi con funzione di supervisione strategica e quelli con funzioni di gestione sono supportati dall'attività dell'ufficio Rischi Operativi e di Credito (ROC). Nell'ambito del processo coordinato centralmente da ROC (c.d. "ORM Centrale"), l'attività viene svolta con il supporto di alcune funzioni "ORM Periferico" appartenenti a diversi servizi della banca.

L'Organo con funzioni di controllo è identificato nel Collegio Sindacale, coerentemente con la disciplina vigente relativa agli enti che adottano un modello "tradizionale" di governance societaria. Più in particolare, il Collegio della Capogruppo è responsabile di vigilare sull'osservanza delle norme di legge, regolamentari e statutarie, sulla corretta amministrazione, sull'adeguatezza degli assetti organizzativi e contabili del Gruppo anche tramite il coordinamento con gli omologhi organi collegiali presenti nelle controllate.

Nell'espletamento delle proprie attività tale organo viene supportato dal Servizio Audit di Gruppo.

Il Regolamento ORM istituisce, inoltre, specifici flussi informativi verso l'organo di controllo delle società interessate dal modello TSA (a livello individuale e consolidato, secondo le rispettive competenze).

Il Sistema di Gestione dei Rischi Operativi è periodicamente sottoposto a revisione indipendente da parte del Servizio Audit della Capogruppo.

Il sistema di gestione dei rischi operativi è definito come l'insieme strutturato dei processi funzioni e risorse per l'identificazione, la valutazione e il controllo dei rischi operativi ed è articolato nei seguenti sottoprocessi:

  • Identificazione;
  • Misurazione;
  • Monitoraggio e Controllo;
  • Mitigazione.

Le società incluse nei processi di misurazione, monitoraggio e mitigazione, sono quelle che risultano annualmente rilevanti ai fini del rischio operativo ed informatico dall'analisi di rilevanza effettuata nell'ambito dell'approvazione del Risk Appetite Framework (RAF) e del processo di determinazione dell'adeguatezza patrimoniale (ICAAP) svolto dalla Capogruppo.

Il processo di "Identificazione" è composto dalle seguenti procedure:

  • Loss Data Collection: consiste nella raccolta dei dati di perdita operativa interna con il coinvolgimento diretto di tutte le unità di business. In tale ambito, gli eventi di perdita operativa (inclusi quelli di natura informatica) sono classificati per Business Line (corporate finance, trading and sales, retail banking, commercial banking, payment and settlement,, agency services, asset management, retail Brokerage) ed Event Type (frodi interne, frodi esterne, rapporto di impiego e sicurezza sul lavoro, clientela - prodotti e prassi professionali, danni da eventi esterni, interruzioni dell'operatività e disfunzioni dei sistemi, esecuzione, consegna e gestione dei processi);
  • Risk Self Assessment: consiste nella raccolta, attraverso questionario, di stime soggettive espresse dai risk owner con riferimento agli eventi di natura operativa (inclusi quelli di natura informatica) potenzialmente rilevanti per le proprie unità di business e tenuto conto delle linee guida di sviluppo emerse dal processo di pianificazione preliminare di gruppo;
  • Data Pooling/Comunicazione verso enti esterni: consiste nella partecipazione ad iniziative consortili esterne e nella gestione delle relative interrelazioni (ad es. consorzio DIPO) ed alla comunicazione dei dati di perdita operativa raccolti agli Organi di Vigilanza (Banca d'Italia e Banca Centrale Europea).

Il processo di "Misurazione" è rappresentato dalla quantificazione del Capitale a Rischio (CaR) mediante stime soggettive. Le metodologie di misurazione delle perdite attese e inattese sono finalizzate ad un'attività di controllo ed individuazione di situazioni potenzialmente critiche e si basano sulla esecuzione di questionari (RSA), con frequenza almeno annuale, che per ogni tipologia di evento richiedono ai responsabili delle unità organizzative (UO) che possono generare/gestire i rischi operativi, una stima soggettiva di alcuni fattori di rischio:

  • "frequenza tipica", il numero medio atteso di eventi nell'arco temporale di riferimento;
  • "impatto tipico", la perdita media attesa per tipologia di evento;
  • "impatto peggiore", l'impatto del singolo evento qualora esso si manifesti nel peggior modo (ragionevolmente) concepibile.

L'analisi è svolta su più livelli: unità organizzativa, business units, società e gruppo consolidato e per ogni livello sono prodotti: un valore di perdita attesa ed un valore di perdita inattesa. I risultati della valutazione sono utilizzati a fini gestionali per la prevenzione e la mitigazione dei rischi operativi e nel processo di pianificazione operativa, coerentemente a quanto definito dal "Regolamento pianificazione, programmazione e controllo di Gruppo".

Il processo di "Monitoraggio e controllo" mira a identificare tempestivamente eventuali disfunzioni nei processi aziendali o nelle procedure di gestione del rischio al fine di consentire di valutare le necessarie azioni di mitigazione.

I Rischi Operativi sono inoltre monitorati all'interno del più ampio processo di Risk Appetite Framework (RAF) di Gruppo (monitoraggio trimestrale).

Al fine di assicurare un presidio nel continuo, è prevista una rendicontazione per singolo evento di perdita operativa la cui autonomia di delibera (definita all'interno dei regolamenti già vigenti) spetta al Comitato Esecutivo/Consiglio di Amministrazione, dei controlli che non sono andati a buon fine e delle azioni correttive di eventuali carenze organizzative e/o di processo/prodotto. Qualora disponibili, l'ORM periferico di volta in volta competente, inserisce le informazioni oggetto di rendicontazione in seno alle proposte e le invia alle Funzioni preposte a seconda delle casistiche (a titolo esemplificativo, Servizio Audit e Compliance). In ogni caso, le delibere assunte dal CE/CA sono inviate, per opportuna conoscenza, al Risk Officer della Capogruppo e a ROC. ROC verifica semestralmente che le Funzioni preposte siano state attivate dagli ORM Periferici e laddove questo non sia accaduto, attiva direttamente le Funzioni preposte eventualmente coordinandosi con gli ORM Periferici.

Inoltre, ROC controlla semestralmente, per BU/Servizio di Credembanca, che le rispettive perdite contabilizzate nel semestre/anno di riferimento non superino il relativo valore di Perdita Attesa stimato in ambito Risk Self Assessment e, nel caso in cui ciò accada, rendiconta nel CE di Credembanca le motivazioni dello scostamento fornite dai Responsabili delle BU/Capi Servizio di Credembanca.

Il sistema di reporting fornisce agli organi aziendali ed ai responsabili delle funzioni interessate informazioni sul livello di esposizione ai rischi operativi e rappresenta uno strumento di supporto per la loro gestione attiva e rappresenta la sintesi dei processi di misurazione, monitoraggio e controllo.

Il processo di "Mitigazione" definisce le azioni da intraprendere per la prevenzione e l'attenuazione dei rischi operativi ed è composto dalle seguenti procedure:

  • Analisi gestionale: consiste nell'analisi delle criticità emerse e delle diverse possibili soluzioni a disposizione nell'ambito delle tradizionali modalità alternative di gestione del rischio (ritenzione, trasferimento, mitigazione), in ottica costi-benefici;
  • Gestione dell'attività di mitigazione: consiste nella scelta, pianificazione, avvio delle attività, implementazione e completamento degli interventi di mitigazione messi in atto e successivo controllo dell'avanzamento e dell'efficacia degli interventi di mitigazione del rischio attuati;
  • Gestione delle forme di trasferimento: consiste nella individuazione, valutazione, scelta e gestione delle diverse forme di trasferimento del rischio.

Le azioni di mitigazione definite nel reporting vengono inoltre incluse nel processo di pianificazione operativa.

La classificazione delle attività nelle linee di business regolamentari è declinata nelle fasi di:

  • mappatura dati;

  • determinazione requisito patrimoniale individuale.

La mappatura dei dati si delinea a livello individuale attraverso il collocamento di ciascuno dei centri gestionali nella business line regolamentare di pertinenza seguendo i principi sanciti dal Regolamento UE n. 575/2013; segue quindi l'individuazione delle fonti dati che riportano i dati reddituali di tali centri e gli eventuali criteri di ripartizione.

In applicazione della mappatura definita, ciascuna società procede alla determinazione dei valori per centro, alla collocazione sulle business line previste e alla determinazione del requisito individuale.

Le attività definite per la determinazione del requisito patrimoniale consolidato prevedono l'identificazione dell'"Indicatore Rilevante" individuale e la componente riconducibile a ciascuna società del Gruppo per business line regolamentare (da determinarsi in coerenza con i criteri sanciti nella mappatura utilizzata a fini individuali).

Il requisito patrimoniale a fronte dei rischi operativi, calcolato sull' Indicatore Rilevante del triennio 2019 - 2021, è pari a 123,3 milioni di euro.

RISCHI LEGALI

Il Gruppo, nel normale svolgimento della propria attività d'impresa, è parte di diversi procedimenti giudiziari dai quali potrebbero anche derivare obblighi di natura

risarcitoria e/o restitutoria, con conseguente possibile esborso di risorse economiche (c.d. rischio legale). Tutte le controversie in essere sono state debitamente analizzate dalla Banca e, alla luce di tale analisi, nonché delle indicazioni anche provenienti dai Legali Fiduciari esterni, sono stati effettuati, ove ritenuto necessario, accantonamenti a bilancio nella misura idonea ed appropriata alle singole circostanze.

Più in particolare è costituito un fondo rischi ed oneri diversi a presidio delle potenziali passività che potrebbero scaturire dalle cause pendenti.

La maggior parte di tali controversie sono riconducibili alle principali attività del Gruppo e riguardano, in particolare, le aree dei servizi di investimento, dell'anatocismo e fiscali.

Di rilevanza minore sono le controversie relative all'ambito immobiliare, amministrativo e all'operatività di sportello.

Si fornisce di seguito una descrizione delle principali classi di passività potenziali che, nel caso in cui la relativa passività sia stata giudicata probabile, hanno dato luogo ad accantonamenti agli altri fondi per rischi ed oneri.

Contenzioso lavoristico: i rischi connessi al contenzioso lavoristico vengono valutati trimestralmente in base all'andamento delle cause e conseguentemente vengono aggiornati gli accantonamenti.

Revocatorie Fallimentari: si tratta di controversie nelle quali la Banca può essere coinvolta in ragione del normale svolgimento della propria attività d'impresa quando clienti assoggettabili al Fallimento dispongono pagamenti in favore della Banca, effettuano rimesse su un conto corrente bancario in un arco temporale prossimo alla dichiarazione di Fallimento. L'azione revocatoria è uno strumento utilizzabile dal curatore fallimentare allo scopo di ricostituire il patrimonio del fallito destinato alla soddisfazione dei suoi creditori, facendovi rientrare quanto ne era uscito nel periodo antecedente al fallimento (il cosiddetto periodo sospetto). Il gruppo procede a una valutazione delle singole posizioni caso per caso, in fatto e in diritto, prestando particolare attenzione al dato documentale/fattuale. Per effetto di detta analisi, ove opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti (e tempo per tempo modificati, ove necessario) gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze della fattispecie in esame. Tutte le cause in materia sono oggetto di costante monitoraggio e i rischi che ne derivano, ove opportuno, sono fronteggiati da appositi accantonamenti al Fondo rischi ed oneri diversi, in applicazione di quanto previsto dallo IAS 37.

Malversazioni: si tratta di controversie nelle quali la Banca può essere coinvolta in ragione del normale svolgimento della propria attività d'impresa, vi sono alcuni reclami e alcune vertenze giudiziali derivanti da comportamenti anomali posti in essere da dipendenti o consulenti finanziari nello svolgimento delle mansioni loro affidate o dell'attività espletata, con conseguenti contestazioni da parte della clientela nei confronti della Banca stessa, che può eventualmente essere ritenuta responsabile di tali comportamenti.

Il gruppo procede a una valutazione delle singole posizioni caso per caso, in fatto e in diritto, prestando particolare attenzione al dato documentale/fattuale.

Per effetto di detta analisi, ove opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti (e tempo per tempo modificati, ove necessario) gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze della fattispecie in esame.

Contenzioso in materia di anatocismo: il numero complessivo delle cause pendenti si mantiene consistente, alla luce, soprattutto, delle problematicità derivanti da alcuni orientamenti della giurisprudenza (oltre che dalle evoluzioni della normativa di settore). Tutte le cause in materia - a volte comprendenti anche contestazioni relative al superamento del Tasso Soglia Usura – sono oggetto di costante monitoraggio e i rischi che ne derivano, ove opportuno, sono fronteggiati da appositi accantonamenti al Fondo rischi ed oneri diversi, in applicazione di quanto previsto dallo IAS 37.

Contenzioso in materia di servizi di investimento: quanto alle controversie giudiziali aventi ad oggetto servizi di investimento – bond in default, derivati, ecc. – la policy adottata dalla Banca in materia è quella di procedere ad una valutazione delle singole posizioni caso per caso, prestando particolare attenzione al dato documentale e al profilo dell'adeguatezza degli investimenti contestati rispetto alla posizione della singola controparte. Per effetto di detta analisi, ove ritenuto opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze.

Reclami formulati dalla clientela: con riferimento alle contestazioni avanzate dalla clientele vengono effettuati gli opportuni accantonamenti: in particolare, nel caso in cui il danno lamentato sia superiore a una predeterminata soglia di rilevanza (ad oggi fissata in 25ek), la previsione di perdita è fatta analiticamente. Qualora il danno lamentato sia, invece, inferiore a detta soglia, l'accantonamento è determinato applicando una percentuale forfettaria/statistica stabilita in base alla media delle perdite effettivamente subite sul totale dei reclami analoghi ricevuti negli anni precedenti.

Contenzioso fiscale

Nel corso del 2021 non sono insorte nuove controversie rilevanti con radicamento del relativo contenzioso, salvo alcuni accertamenti di Enti locali per tributi propri, avvisi bonari su controlli formali dell'Agenzia delle Entrate sulle dichiarazioni fiscali o avvisi di liquidazione per imposta di registro su atti giudiziari per i quali sono state messe in atto specifiche attività stragiudiziali volte alla definizione per annullamento in autotutela dei provvedimenti accertativi e, in casi isolati, attività giudiziali.

Il totale dei fondi rischi ed oneri ammonta a 132,5 milioni di euro.

Impatti derivanti dalla pandemia Covid-19

Nel corso del 2021 non si registrano costi classificati come perdite riconducibili agli "Impatti derivanti dalla pandemia Covid" in quanto convenzionalmente, in linea con quanto definito dalle linee guida EBA10 i costi sostenuti successivamente a Giugno 2020 legati alla gestione della pandemia sono da considerarsi rientranti nella cd. gestione "NEW NORMAL". Inoltre non si registrano ulteriori perdite operative collegate al Covid in altri ambiti.

Informazioni di natura quantitativa

Si riporta di seguito la composizione percentuale delle perdite operative di Credem per tipologie di evento:

  • ET 01 Frode Interna
  • ET 02 Frode esterna
  • ET 03 Relazioni con il personale e sicurezza dell'ambiente di lavoro
  • ET 04 Rapporti con clienti, prestazioni di servizi e prodotti
  • ET 05 Disastri ed altri eventi
  • ET 06 Sistemi
  • ET 07- Esecuzione, gestione, consegna di servizi e prodotti

10 EBA REPORT ON THE IMPLEMENTATION OF SELECTED COVID-19 POLICIES- EBA/REP/2020/39 del 21/12/2020

Nel corso del 2021, la principale fonte di rischio operativo, per importo di perdita, è risultata essere la tipologia di evento "Frodi Esterne" (ET02). La seconda fonte di rischio operativo si riferisce alle perdite dovute a "Relazioni con il persone e sicurezza dell'ambiente di lavoro" (ET03) e dopo, in ordine di incidenza, si trovano: "Esecuzione, gestione e consegna di prodotti o servizi" (ET 07) e "Frodi Interne" (ET 01).

Le restanti tipologie di perdita hanno un'incidenza complessiva inferiore al 10%.

La quasi totalità delle perdite riconducibili al "Conduct Risk" si riferisce agli Event Type 01 e 04.

L'importo delle perdite riconducibili al rischio informatico risulta molto contenuto (solo lo 0,1% del totale e ricade sull'Event Type 06).

PARTE F

INFORMAZIONI SUL PATRIMONIO

Sezione 1 – Il patrimonio dell'impresa

A. Informazioni di natura qualitativa

Dal 1° gennaio 2014 è entrato in vigore il regolamento (UE) n. 575/2013 ("CRR") con il quale vengono introdotte nell'Unione Europea le regole definite dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria con l'articolato insieme di documenti unitariamente denominato "Basilea 3" in materia di adeguatezza patrimoniale (Primo pilastro) e informativa al pubblico (Terzo pilastro).

Il regolamento (UE) n. 575/2013 e la direttiva 2013/36/UE ("CRD IV") definiscono il nuovo quadro normativo di riferimento nell'Unione Europea per banche e imprese di investimento. Dal 1° gennaio 2014. CRR e CRDIV sono integrati da norme tecniche di regolamentazione o di attuazione approvate dalla Commissione Europea su proposta delle Autorità europee di supervisione ("ESA"), che danno attuazione alla normativa primaria.

Con l'adozione del regolamento di esecuzione (UE) n. 680/2014 sono state stabilite le norme tecniche di attuazione (Implementing Technical Standards) vincolanti in materia di segnalazioni prudenziali armonizzate delle banche e delle imprese di investimento relative a: fondi propri, rischio di credito e controparte, rischi di mercato, rischio operativo, grandi rischi, rilevazione su perdite ipotecarie, posizione patrimoniale complessiva, monitoraggio liquidità e leva finanziaria.

Inoltre, la Banca d'Italia ha emanato le Circolari n. 286 e n. 154 che traducono secondo lo schema matriciale, attualmente adottato nelle segnalazioni di vigilanza, i citati ITS

Il Gruppo ritiene prioritario valutare la propria struttura patrimoniale e tali analisi sono svolte all'interno degli specifici Comitati di Governance di Gruppo. In tale sede vengono anche evidenziati i principali impatti legati alle normative in via di definizione (es. potenziali impatti legati alla finalizzazione della riforma di Basilea III come da recente accordo in sede di Comitato di Basilea del 14 gennaio 2019) e a quelle già approvate ma non attualmente applicabili (es. il regolamento (UE) n. 876/2019 e la direttiva (UE) n. 787/2019 che modificano rispettivamente il regolamento (UE) n. 575/2013 e la direttiva 2013/36/UE /876, così come il regolamento (UE) n. 877/2019 e la direttiva (UE) n. 879/2019).

I Comitati di Governance di Gruppo presentano sempre dei membri nominati dal Consiglio d'Amministrazione della Capogruppo, scelti tra i componenti il Consiglio stesso, e le rispettive analisi vengono successivamente prodotte al Consiglio d'Amministrazione della Capogruppo.

Sotto il profilo di Vigilanza l'assorbimento viene determinato tenendo in considerazione le attuali "regole" di segnalazione.

Sotto il profilo gestionale l'assorbimento viene calcolato con l'utilizzo di modelli interni per il rischio di credito e di mercato e l'utilizzo di un metodo standard "gestionale".

I rischi vengono esaminati sia complessivamente che dettagliatamente all'interno delle società del Gruppo (analisi dei portafogli specifici).

Al 31 dicembre 2021 i Fondi Propri sono stati determinati in base alle disposizioni contenute nel Regolamento (UE) n.575/2013 (CRR).

B. Informazioni di natura quantitativa

B.1 Patrimonio dell'impresa: composizione

Voci/Valori Importo
31/12/2021
Importo
31/12/2020
1. Capitale 341.320 332.392
2. Sovrapprezzi di emissione 321.800 283.052
3. Riserve 1.633.019 1.566.191
- di utili 1.633.019 1.566.191
a) legale 392.306 382.588
b) statutaria - -
c) azioni proprie - -
d) altre 1.240.713 1.183.603
- altre - -
4. Strumenti di capitale - -
5. (Azioni proprie) (4.025) (7.463)
6. Riserve da valutazione: 74.887 123.077
- Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva 1.313 12.935
- Coperture di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
- -
- Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 21.413 29.030
- Attività materiali - -
- Attività immateriali - -
- Copertura di investimenti esteri - -
- Copertura dei flussi finanziari 22.997 50.555
- Strumenti di copertura [elementi non designati] - -
- Differenze di cambio - -
- Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - -
- Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico
(variazioni del proprio merito creditizio)
- -
- Utili (perdite) attuariali relativi a piani previdenziali a benefici definiti (12.615) (11.223)
- Quote delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio
netto
- -
- Leggi speciali di rivalutazione 41.781 41.781
7. Utile (perdita) d'esercizio 199.476 97.183
Totale 2.566.477 2.394.431

B.2 Riserve da valutazione delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione

Attività/Valori Totale 31/12/2021 Totale 31/12/2020
Riserva positiva Riserva
negativa
Riserva positiva Riserva
negativa
1. Titoli di debito 25.354 3.941 29.822 792
2. Titoli di capitale 1.313 - 12.935 -
3. Finanziamenti - - - -
Totale 26.667 3.942 42.757 792

B.3 Riserve da valutazione delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: variazioni annue

Titoli di
debito
Titoli di
capitale
Finanziamenti
1. Esistenze iniziali 29.030 12.935 -
2. Variazioni positive 42.530 28.270 -
2.1 Incrementi di fair value 41.209 27.785 -
2.2 Rettifiche di valore per rischio di credito 458 X -
2.3 Rigiro a conto economico di riserve negative da realizzo 207 X -
2.4 Trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto (titoli di capitale) - - -
2.5 Altre variazioni 656 485 -
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - - -
3. Variazioni negative 50.147 39.892 -
3.1 Riduzioni di fair value 5.353 3.637 -
3.2 Riprese di valore per rischio di credito 809 - -
3.3 Rigiro a conto economico da riserve positive: da realizzo 43.947 X -
3.4 Trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto (titoli di capitale) - 36.255 -
3.5 Altre variazioni 38 - -
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - - -
4. Rimanenze finali 21.413 1.313 -

Nella voce 3.4"Trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto (titoli di capitale)" è stato riportato l'utile per la cessione delle azioni della società Cedacri; in data 5 marzo 2021 è stato firmato da parte di tutti gli azionisti un accordo per la cessione del 100% del capitale sociale di Cedacri a ION Investment Group Limited, inclusa la quota posseduta da Credem pari al 3,9%; detta cessione si è realizzata nel mese di giugno 2021 ed ha comportato una plusvalenza, al netto del relativo effetto fiscale, pari a 36,3 milioni di euro, registrata nelle voce "Altre riserve" in quanto, gli strumenti di capitale per cui è stata effettuata la scelta per la classificazione nelle "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" sono valutati al fair value e gli importi rilevati in contropartita del patrimonio netto (Prospetto della redditività complessiva) non devono essere successivamente trasferiti a conto economico, neanche in caso di cessione.

Relativamente all'andamento dei mercati finanziari, segnaliamo:

  • Nel primo trimestre del 2021, il miglioramento del quadro globale e l'approvazione dello stimolo di bilancio hanno determinato negli Stati Uniti un deciso rialzo dei rendimenti a lungo termine, che si è in parte esteso agli altri paesi avanzati. Nell'area dell'euro tale aumento è stato contenuto, grazie all'orientamento espansivo della politica monetaria riconfermato dal Consiglio direttivo della BCE. I corsi azionari sono cresciuti da gennaio in tutte le principali economie avanzate.
  • Nel secondo trimestre del 2021, la conferma dell'orientamento espansivo della politica monetaria della Federal Reserve e della BCE ha contribuito a interrompere l'aumento dei rendimenti a lungo termine in atto dall'inizio dell'anno. Il miglioramento delle prospettive di crescita ha influito sull'andamento dei corsi azionari, cresciuti nel secondo trimestre negli Stati Uniti, nell'area dell'euro e nel Regno Unito. L'indice di borsa giapponese è invece diminuito. Nel mercato dei titoli di Stato la volatilità implicita si è lievemente ridotta.
  • Nel terzo trimestre i rendimenti dei titoli di Stato a lungo termine sono aumentati nelle principali economie avanzate. I timori legati al caso Evergrande non hanno influito significativamente sulla volatilità dei mercati; nelle maggiori economie avanzate i corsi azionari sono cresciuti.
  • Nel quarto trimestre, le notizie sulla diffusione della variante Omicron hanno condizionato l'andamento dei mercati finanziari, influenzando le quotazioni azionarie e contribuendo ad ampliare gli spread sovrani dei paesi dell'area

dell'euro. L'impatto negativo sui mercati azionari delle prime notizie relative alla diffusione della variante Omicron è stato inizialmente rilevante, ma temporaneo. Le riserve nette sui titoli emessi da Amministrazioni Centrali di Paesi appartenenti all'Unione Europea presentavano, alla data del 31 dicembre 2021, un saldo positivo di circa 12,9 milioni di euro.

B.4 Riserve da valutazione relative a piani a benefici definiti: variazioni annue

Le variazioni nette dell'esercizio evidenziano un saldo negativo di 1,4 milioni di euro, al netto del relativo effetto fiscale.

Sezione 2 – I fondi propri e i coefficienti di vigilanza bancari

Per la presente sezione si fa rinvio all'informativa sui fondi propri e sull'adeguatezza patrimoniale contenuta nell'informativa a pubblico ("Terzo Pilastro"), capitolo "Fondi Propri".

PARTE G – OPERAZIONI DI AGGREGAZIONE RIGUARDANTI IMPRESE O RAMI D'AZIENDA

Sezione 1 – Operazioni realizzate durante l'esercizio

1.1 Operazioni di aggregazione

Fusione per incorporazione di Cassa di Risparmio di Cento

L'Assemblea straordinaria degli Azionisti di Credem, in data 21 giugno 2021, ha approvato il progetto di fusione per incorporazione di Cassa di Risparmio di Cento in Credito Emiliano e la correlata modifica dell'art. 5 dello Statuto Sociale (numero di azioni e relativo valore nominale) funzionale al concambio di fusione che è stato deliberato a 0,64 azioni di Credito Emiliano per ogni azione della Cassa di Risparmio di Cento; a seguito, quindi, della fusione, gli ex-soci della società incorporata hanno ricevuto azioni di Credito Emiliano S.p.A. in misura pari al 2,6% del capitale.

Il progetto di fusione era stato approvato in data 7 maggio 2021 dai Consigli di Amministrazione di Credito Emiliano e di Cassa di Risparmio di Cento, previa autorizzazione pervenuta dalla Banca Centrale Europea in data 3 febbraio 2021ai sensi dell'art. 57 del Testo Unico Bancario.

L'operazione consente ad entrambe le realtà di beneficiare di importanti sinergie, grazie al forte radicamento territoriale della Cassa di Risparmio di Cento ed all'ampia e competitiva gamma di servizi specialistici offerti dal Gruppo Credem.

Il Gruppo bancario ferrarese era una primaria realtà bancaria, controllata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cento, con una storia di oltre 160 anni a supporto del territorio: al 30 giugno 2021, serviva oltre 71 mila Clienti attraverso 392 persone, una rete di 42 filiali e 5 Centri Private e Wealth Management, prevalentemente distribuiti tra le provincie di Ferrara, Modena, Bologna e Ravenna, con una Raccolta Complessiva da Clientela per 3,8 miliardi di euro ed Impieghi alla Clientela per 1,6 miliardi di euro.

L'operazione consente:

  • al Gruppo Credem di accelerare il proprio sviluppo su un territorio limitatamente presidiato, grazie alle significative quote di mercato della Cassa di Risparmio di Cento nella provincia di Ferrara, e alla sua presenza nelle province di Bologna, Modena e Ravenna;
  • alla Cassa di Risparmio di Cento di beneficiare dell'ampia e competitiva gamma di servizi specialistici proposti dal Gruppo, a supporto della crescita del territorio, migliorando ulteriormente la soddisfazione della propria clientela, sia imprese che famiglie;
  • agli azionisti di entrambi gli istituti di credito di potere ottenere maggiori ritorni dal proprio investimento grazie alle sinergie che si verranno a creare, sia in termini di maggiori ricavi, connessi alla più ampia offerta di servizi per la clientela, sia di minori costi, favoriti dall'adozione di un'unica piattaforma informatica di proprietà di Credito Emiliano.

Il 24 luglio 2021 è stata finalizzata la fusione per incorporazione con relativa migrazione sui sistemi informativi di Credito Emiliano. Tale operazione ha comportato la migrazione informatica della Cassa di Risparmio di Cento che ha determinato il travaso delle informazioni in Credito Emiliano, prima incluse nei precedenti sistemi informativi, senza distinzioni tra gli elementi oggetto di migrazione che alla data del 31 dicembre 2021 rappresentano un unicum con i dati precedentemente inclusi nei sistemi informativi di Credito Emiliano. Pertanto, alla data di reporting, le componenti di ricavo e del risultato economico del business acquisito, non risultano disponibili per via della loro indistinguibilità da quelle facenti riferimento al precedente perimetro di Credito Emiliano.

Il margine di intermediazione individuale della Cassa di Risparmio di Cento conseguito al 30 giugno 2021, in data antecedente alla fusione, è pari a 30,2 milioni di euro.

Identificazione dell'acquirente e della data di acquisizione

Il soggetto acquirente dell'operazione è Credito Emiliano e un aspetto fondamentale per la contabilizzazione di una business combination è la determinazione della data di acquisizione, ossia la data in cui Credito Emiliano ha ottenuto effettivamente il controllo della Cassa di Risparmio di Cento. La determinazione della data di acquisizione è necessaria perché è dal momento dell'ottenimento del controllo che i risultati delle società acquisite sono inclusi linea per linea nella situazione economico-finanziaria dell'acquirente. Essa è anche la data alla quale sono misurati il fair value delle attività e passività oggetto di acquisizione di cui si riferirà successivamente.

Con riferimento all'operazione in oggetto la data di acquisizione è stata il 24 luglio 2021, vale a dire la data di fusione della Cassa di Risparmio di Cento in Credito Emiliano, con la contestuale emissione di 8.927.958 azioni di Credito Emiliano per l'aumento di capitale dedicato agli ex azionisti della Cassa di Risparmio di Cento. Le azioni sono state emesse e contabilizzate al prezzo di 5,34 euro, di cui Euro 4,34 a titolo di sovraprezzo, prezzo di chiusura di borsa del titolo Credem del 23 luglio 2021.

Non essendo stato possibile per la Cassa di Risparmio di Cento predisporre una situazione patrimoniale consolidata alla data di chiusura del 23 luglio 2021, giorno antecedente la data di acquisizione ai sensi dell'IFRS 3, si è ritenuto fare riferimento, ai fini del processo di PPA e del primo consolidamento del Gruppo Cassa di Risparmio di Cento nel Gruppo Credem, alle situazione patrimoniale consolidata predisposta dal Gruppo Cassa di Risparmio di Cento al 30 giugno 2021, tenuto conto del breve lasso temporale tra tale data e il 24 luglio 2021. Il risultato economico del Gruppo Cassa di Risparmio di Cento è, quindi, incluso nei conti di Credem a partire dal 1° luglio 2021.

Determinazione del costo di acquisizione (o corrispettivo trasferito)

Ai sensi dell'IFRS 3, par. 37, il corrispettivo trasferito in una aggregazione aziendale deve essere determinato sulla base dei fair value, alla data di acquisizione, delle attività trasferite dall'acquirente ai precedenti soci dell'acquisita, delle passività sostenute dall'acquirente per tali soggetti e delle interessenze emesse dall'acquirente.

Oltre al già citato aumento di capitale di 47,7 milioni di euro, sono state anche acquistate, e annullate nel processo di concambio, azioni della Cassa di Risparmio di Cento possedute dalla Fondazione e dalla Holding Cassa di Risparmio di Cento per un controvalore di 7 milioni di euro, per un costo complessivo dell'acquisizione di circa 55 milioni di euro.

Alla data del 30 giugno 2021 il patrimonio della Cassa di Risparmio di Cento ammontava a circa 155,6 milioni di euro, di cui perdita di periodo (1° gennaio 2021- 30 giugno 2021) pari a circa 22,3 milioni di euro.

I costi connessi all'acquisizione ammontano a 22,5 milioni di euro rilevati come spesa d'esercizio.

Valutazione al Fair Value delle attività, passività e passività potenziali acquisite e allocazione del costo dell'acquisizione.

Attività acquisite

Voci dell'attivo Valore
contabile
30/06/2021
riclassifica
credito
Caricento
holding
Purchase
Price
Allocation
Fair Value
30/06/2021
10. Cassa e disponibilità liquide 12.601 12.601
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 6.353 -1.934 4.418
a) Attività finanziarie detenute per la negoziazione 2.528 2.528
c) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 3.825 -1.934 1.891
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
35.464 -866 34.598
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 2.796.151 3.305 -18.526 2.780.930
a) Crediti verso banche 1.022.046 1.022.046
b) Crediti verso clientela 1.774.105 3.305 -18.526 1.758.884
70. Partecipazioni 1.000 -80 920
80. Attività materiali 44.564 -6.575 37.989
90. Attività immateriali 621 11.726 12.347
di cui:
- Avviamento
100. Attività Fiscali 42.511 19.215 61.726
a) Correnti 11.077 7.622 18.699
b) Anticipate 31.434 11.593 43.027
110. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 3.400 3.400
120. Altre attività 56.713 -3.269 53.444
Totale dell'attivo 2.999.378 3.305 -309 3.002.374

Passività acquisite

Voci del passivo e del patrimonio netto Valore
contabile
30/06/2021
riclassifica
credito
Caricento
holding
Purchase
Price
Allocation
Fair Value
30/06/2021
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 2.720.534 2.588 2.723.122
a) Debiti verso banche 453.295 453.295
b) Debiti verso clientela 2.265.382 2.588 2.267.970
c) Titoli in circolazione 1.857 1.857
20. Passività finanziarie di negoziazione 92 92
60. Passività fiscali 1.118 3.903 5.021
a) correnti 88 88
b) differite 1.030 3.903 4.933
80. Altre passività 118.925 118.925
90. Trattamento di fine rapporto del personale 2.614 2.614
100. Fondi per rischi e oneri: 1.101 336 1.437
a) Impegni e garanzie rilasciate 620 620
c) Altri fondi per rischi e oneri 482 336 818
110. Riserve da valutazione -602 7 -595
differenza contabile attivo e passivo (PN) 155.596 3.305 -7.143 151.758
Totale del passivo e del patrimonio netto 2.999.378 3.305 -309 3.002.374

Allocazione del costo dell'acquisizione (c.d. Purchase Price Allocation - PPA)

L'acquirente, alla data d'acquisizione, deve provvedere ad allocare il costo dell'aggregazione aziendale rilevando le attività, le passività e le passività potenziali ritenute identificabili dell'acquisita ai relativi fair value a tale data, ad eccezione delle attività non correnti (o gruppi in dismissione) classificate come possedute per la vendita secondo quanto previsto dall'IFRS 5. Queste ultime, infatti, sono contabilizzate al fair value al netto dei costi di vendita. L'acquirente deve rilevare separatamente le attività, le passività e le passività potenziali identificabili nell'acquisito alla data di acquisizione solo se, a tale data, esse soddisfano i criteri seguenti:

  • a) nel caso di un'attività diversa da un'attività immateriale, è probabile che gli eventuali futuri benefici economici connessi affluiscano all'acquirente ed è possibile valutarne il fair value attendibilmente;
  • b) nel caso di una passività diversa da una passività potenziale, è probabile che per estinguere l'obbligazione sarà richiesto l'impiego di risorse atte a produrre benefici economici ed è possibile valutarne il fair value attendibilmente;
  • c) nel caso di un'attività immateriale o di una passività potenziale, il relativo fair value può essere valutato attendibilmente.

Il principio contabile IFRS3 prevede un lasso temporale di 12 mesi per il completamento del processo di Purchase Price Allocation (PPA).

La rilevazione di tali attività e passività al loro fair value, a seguito dell'allocazione del costo di acquisizione, si riflette sui conti economici successivi alla data di acquisizione che devono considerare i ricavi e i costi riferiti al business acquisito in base al costo dell'aggregazione aziendale sostenuto dall'acquirente. L'eccedenza tra il costo sostenuto per l'operazione di aggregazione ed il fair value delle attività, passività e passività potenziali identificabili deve essere rilevata come avviamento ("goodwill"); qualora invece il fair value delle attività nette identificabili del soggetto acquisito risulti superiore al costo di acquisizione occorre rilevare un provento ("negative goodwill") nel conto economico dell'acquirente.

Ai fini della predisposizione del presente Bilancio è stata effettuata, con il supporto di una primaria società di consulenza e di esperti indipendenti, la Purchase Price Allocation (PPA), che conformemente a quanto previsto dall'IFRS 3, prevede un lasso temporale di 12 mesi per il completamento del processo di allocazione), che ha comportato la registrazione a conto economico, nella voce "Altri oneri e proventi di gestione", di un "negative goodwill, o badwill," pari a circa 97,1 milioni di euro.

Tale risultato riviene da una redditività media del settore bancario ancora penalizzata dai bassi tassi di interesse e che non consente al mercato di esprimere valorizzazioni in linea o superiori al "book value", ovvero al patrimonio netto dell'istituto creditizio.

Allocazione del costo dell'acquisizione della Cassa di Risparmio di Cento
Differenza contabile attivo e passivo (PN) (A) 155.596
Storno riclassifica a patrimonio netto del credito verso la Holding Cassa di Risparmio di Cento (B) 3.305
Corrispettivo pagato (C) 54.675
Acquisto azioni da Fondazione e da Holding Cassa di Risparmio di Cento 7.000
Aumento di capitale Credito Emiliano 47.675
Differenza negativa da allocare (A+ B + C) 104.226
Valutazione al fair value di fondi immobiliari classificati tra le attività finanziarie valutate obbligatoriamente al fair value -1.934
Valutazione al fair value di titoli di debito classificati tra le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato -866
Valutazione al fair value di crediti verso clientela performing 24.984
Valutazione al fair value di crediti verso clientela non performing -43.510
Valutazione al fair value di attività materiali -6.575
Valutazione al fair value di attività immateriali 11.726
Valutazione al fair value di attività fiscali 19.215
Valutazione al fair value di esposizioni classificate tra le altre attività -3.269
Valutazione al value delle partecipazioni -80
Valutazione al fair value di debiti verso clientela -2.588
Valutazione al fair value di passività fiscali -3.903
Valutazione al fair value riserva attuariale T.F.R. -7
Valutazione al fair value di passività potenziali -336
Totale Negative goodwill 97.083

La Cassa di Risparmio di Cento riclassificava il credito nei confronti della Holding Cr Cento (pari a 3,3 milioni di euro) a riduzione del patrimonio netto, alla voce riserve di utili, al fine di annullare l'effetto del possesso, da parte della stessa Holding, della propria quota di partecipazione nella Cassa di Risparmio di Cento.

Nello specifico si riportano le principali voci patrimoniali interessate (gli importi indicati sono al lordo del relativo effetto fiscale):

Crediti performing: la stima del fair value della voce in parola è stata effettuata con il supporto di PricewaterhouseCoopers Business Services Srl (di seguito, anche "PwC"), alla data del 30 giugno 2021. La quota di portafoglio che è stata valutata analiticamente è costituita dai crediti in bonis a medio e lungo termine, mentre per i crediti a breve termine e per le operazioni a vista o con durata residua inferiore ai 12 mesi, il valore contabile al 30 giugno 2021 è stato considerato una ragionevole approssimazione del fair value, secondo quanto previsto dall'IFRS 13.

Sulla base di quanto sopra, è stata pertanto esclusa la riserva obbligatoria e la totalità dei conti correnti, tutte le poste a vista o con scadenze a breve termine, mentre sono rientrati integralmente nel perimetro di valutazione sia i mutui ipotecari sia i finanziamenti rateali chirografari. Complessivamente i crediti in bonis oggetto di valutazione nell'ambito del processo di PPA sono risultati pari a circa 1,6 miliardi di euro.

La metodologia utilizzata al fine di stimare il fair value dei crediti in bonis replica la metodologia attualmente prevalente sul mercato, che consiste nell'utilizzare un modello di tipo Discounted Cash Flow (DCF), in cui i flussi di cassa sono attualizzati ad un opportuno tasso di attualizzazione. In particolare, il metodo in parola ha previsto, dapprima, l'individuazione dei flussi di cassa finanziari lordi riconducibili alle singole posizioni a partire dalla data di riferimento della valutazione fino alla naturale scadenza e, successivamente, rettifiche per tenere conto, a titolo esemplificativo, del

rischio di credito e degli oneri operativi e di quelli connessi con l'assorbimento del capitale regolamentare.

I flussi di cassa netti sono stati successivamente attualizzati ad un tasso di sconto composto da un tasso di mercato espressivo di un investimento privo di rischio e da un illiquidity discount.

La differenza apportata ai saldi acquisiti per esprimerli al fair value al 30 giugno 2021 è risultata positiva per circa 25,0 milioni di euro, al lordo dell'effetto fiscale, di cui 7,3 milioni di euro rivenienti dall'azzeramento del fondo svalutazione presente nel bilancio della Cassa di Risparmio di Cento, così come previsto dal principio IFRS 3, par.B41. Si segnala però che con imputazione nel conto economico 2021 (e quindi al di fuori del processo di PPA) è stato ricostituito un fondo svalutazione di circa 7 milioni, determinato tenendo conto del contesto macroeconomico, degli indicatori di rischio già presenti e applicando i modelli di stima del Gruppo Credem.

Crediti non-performing: trattandosi di posizioni acquisite già in stato deteriorato, i crediti non performing di Cassa di Risparmio di Cento sono stati considerati come Purchased or Originated Credit Impaired (di seguito "POCI") ai sensi dell'IFRS 9 e di quanto previsto dalla Circolare 262 della Banca d'Italia che li definisce come "esposizioni che soddisfano la definizione di attività finanziaria impaired acquisita o originata di cui all'Appendice A dell'IFRS 9. Sono incluse, tra l'altro, le esposizioni creditizie deteriorate acquisite nell'ambito di operazioni di cessione (individuale o di portafoglio) e di aggregazione aziendale". L'IFRS 9 prevede che sui crediti acquistati o originati deteriorati si debba calcolare, alla data di rilevazione iniziale, un tasso di interesse effettivo corretto per il credito (c.d. "credit-adjusted effective interest rate"), per la cui individuazione è necessario includere, nelle stime dei flussi finanziari, le perdite attese iniziali sui crediti.

La valutazione dei crediti non performing oggetto di acquisizione da parte di Credem è stata effettuata con il supporto di PwC. In particolare, la stima del fair value del portafoglio crediti non performing della Cassa di Risparmio di Cento al 30 giugno 2021 è stata effettuata linea per linea, attraverso la metodologia del Discounted Cash Flow (DCF), ovvero mediante l'applicazione di prezzi di cessione rinvenienti da operazioni di natura similare, sia in termini di oggetto della transazione, sia in termini di parti coinvolte.

Complessivamente il valore di bilancio dei crediti non performing oggetto di valutazione nell'ambito del processo di PPA è risultato pari a 72 milioni di euro, suddivisi tra sofferenze, per 29,5 milioni di euro, inadempienze probabili, per 41,7 milioni di euro e past due, per 0,8 milioni di euro. Il processo di valutazione ha restituito un fair value dei crediti non performing inferiore al relativo valore netto di bilancio della Cassa di Risparmio di Cento tratto dalla situazione patrimoniale di riferimento per 43,5 milioni di euro, al lordo del correlato effetto fiscale (suddiviso tra sofferenze, per 19,0 milioni di euro, inadempienze probabili, per 24,1 milioni di euro e past due, per 0,4 milioni di euro). Il fair value dei crediti non performing ammonta quindi a 28,5 milioni di euro (sofferenze 10,5 milioni di euro, inadempienze probabili, 17,6 milioni di euro e past due 0,4 milioni di euro.)

  • Attività intangibili non rilevate in precedenza dal soggetto acquisito: ai sensi dell'IFRS 3 e dello IAS 38, le attività intangibili sono attività non monetarie identificabili, prive di consistenza fisica, iscrivibili in bilancio separatamente dall'avviamento solo se identificabili. Lo IAS 38 precisa che un'attività immateriale soddisfa il criterio di identificabilità solo se:

    • è separabile, ossia può essere separata o scorporata dall'entità e venduta, trasferita, data in licenza, locata o scambiata, individualmente o insieme al relativo contratto, attività o passività, oppure;
    • deriva da diritti contrattuali o da altri diritti legali, indipendentemente dal fatto che tali diritti siano trasferibili o separabili dall'impresa o da altri diritti e obbligazioni;
  • il fair value dell'attività può essere determinato attendibilmente.

Inoltre, con riferimento al criterio di separabilità, l'IFRS 3 prevede che un'attività immateriale acquisita soddisfa il criterio di separabilità se c'è evidenza di operazioni di scambio per tale tipo di attività o per una attività similare, anche se tali operazioni non sono frequenti e indipendentemente dal fatto che l'acquirente sia in esse coinvolto. Se un'attività immateriale acquisita in un'aggregazione aziendale è separabile o deriva da diritti contrattuali o da altri diritti legali, esistono sufficienti informazioni per valutare in modo attendibile il fair value dell'attività.

Tenuto conto di quanto sopra, nell'ambito della PPA relativa all'acquisizione di Cassa di Risparmio di Cento è stato identificato e valorizzato, con il supporto di PwC, un intangibile a vita utile definita connesso con la Customer Relationship. In particolare, sono state identificate tre differenti categorie di prodotti riconducibili agli Assets Under Management ("AuM") e una categoria di Assets under Administration ("AuA"). All'interno dei prodotti AuM di Cassa di Risparmio di Cento rientrano le relazioni con la clientela bancaria relative (i) all'intermediazione di prodotti di risparmio gestito, ovvero Gestioni Patrimoniali, (ii) Fondi comuni di investimento e SICAV, nonché (iii) prodotti previdenziali e assicurativi. All'interno dei prodotti AuA rientrano, invece, le relazioni con la clientela relative ai rapporti di amministrazione e custodia senza deleghe di gestione all'intermediario.

La stima del fair value delle predette categorie di Customer Relationship si è basata sui flussi economici netti attesi lungo un orizzonte temporale definito scontati al costo del capitale proprio. I flussi economici netti delle attività immateriali sono stati individuati a partire dai volumi e tenendo conto della marginalità netta, dei costi operativi, dell'assorbimento patrimoniale legato al rischio operativo associabile all'intangibile e della fiscalità.

Nella stima dei flussi economici netti si è, altresì, tenuto conto del costo figurativo connesso con l'utilizzo di alcuni assets, quali attivi e forza lavoro, che contribuiscono alla realizzazione dei flussi di risultato dell'intangibile identificato (i cosiddetti "Contributory Asset Charges"). Come anticipato, i flussi economici netti sono stati attualizzati al costo del capitale proprio, pari al tasso di rendimento dei mezzi propri richiesto dagli azionisti per investimenti con analoghe caratteristiche di rischio. Tale tasso è stato stimato attraverso il metodo del CAPM (Capital Asset Pricing Model).

Circa la vita residua della Customer Relationship, per ciascuna categoria è stata stimata la curva di decadimento ("tasso di decalage"), tenendo in considerazione l'effetto mercato.

Sulla base di quanto sopra, è stato riconosciuto un intangibile a vita utile definita rappresentato dalla Customer Relationship, in contropartita di un incremento del negative goodwill, per complessivi 11,7 milioni di euro, al lordo del correlato effetto fiscale.

  • Attività materiali: sono state effettuate valutazioni al fair value degli immobili acquisiti e del patrimonio artistico, mediante perizie on-site effettuate da esperti indipendenti di cui si avvale il Gruppo Credem. Le risultanze di tali attività hanno condotto ad una svalutazione sugli immobili acquisiti per adeguamento al relativo fair value per complessivi 6,7 milioni, mentre si è provveduto ad una rivalutazione di 0,1 milioni di euro per un'importante opera d'arte.
  • Titoli dell'attivo: nell'ambito del processo di PPA, con il supporto di PwC, sono stati riespressi al fair value taluni titoli di capitale di minoranza e titoli di debito.

Ai fini della stima del fair value si è fatto ricorso a più metodiche di valutazione, ampiamente riconosciute dalla dottrina e dalla prassi prevalente, quali Multipli di Mercato, Metodo delle Transazioni Dirette e Discounted Cash Flow (DCF), selezionate in funzione della finalità della valutazione, del contesto complessivo di riferimento nonché delle informazioni disponibili.

Le analisi svolte hanno comportato la rilevazione di un minusvalore complessivo rispetto al relativo valore contabile al 30 giugno 2021 pari a 2,9 milioni di euro, al lordo del correlato effetto fiscale. In particolare, la valutazione al fair value degli strumenti classificati nel portafoglio FVOCI evidenzia un minor valore rispetto al valore contabile, pari a 0,9 milioni di euro (0,8 milioni di euro riferiti a titoli di capitale e 0,1 milioni di euro riferiti a titoli di debito). La valutazione al fair value degli strumenti finanziari classificati nel portafoglio FVTPL applicando le metodologie del Gruppo Credem evidenzia un minor valore rispetto al valore contabile, pari a 1,9 milioni di euro. Infine, la valutazione delle partecipazioni ha comportato la rilevazione di un minusvalore rispetto al relativo valore contabile pari a 0,1 milioni di euro.

Altre attività: il Gruppo ha effettuato un'analisi di dettaglio volta a definire il processo di valutazione e la conseguente determinazione dei criteri da utilizzare per la valutazione al fair value dei diamanti in portafoglio ad un valore presumibile e coerente con la strategia di gestione dello specifico asset.

La valutazione dei diamanti è stata effettuata da un esperto iscritto all'albo dei consulenti e periti, visto lo stato delle quotazioni "RAPAPORT" della Borsa di New York, e in riferimento ai prezzi medi praticati per pietre di dimensioni e qualità simili alle pietre acquisite, in termini di purezza, colore, taglio, lucido, fluorescenza e peso.

La differenza della valutazione al fair value, rispetto al valore di bilancio, evidenzia una minusvalenza di 3,3 milioni di euro (al lordo del relativo effetto fiscale).

  • Raccolta diretta: le caratteristiche della raccolta diretta acquisita (sostanzialmente rappresentata da poste a vista o a breve termine), consentono di ritenere il fair value della stessa sostanzialmente pari al relativo valore contabile; questo ad eccezione di operazioni di "Time Deposits", stipulate con tassi non più a valore di mercato, che hanno comportato la rilevazione, alla data di acquisizione, di una minusvalenza complessiva rispetto al valore contabile per circa 2,6 milioni di euro. Si segnala, inoltre, che dalle analisi condotte è emerso che non ci siano i presupposti per valorizzare la componente relativa ai c.d. Core Deposits in quanto il beneficio legato al minor costo della raccolta acquisita rispetto a fonti alternative di funding (c.d. mark-down) risulterebbe nullo.
  • Right of Use e lease liability: per i leasing passivi acquisiti (principalmente su asset immobiliari) è stata applicata la metodologia di valorizzazione del Gruppo alla data dell'aggregazione aziendale, come richiesto dai paragrafi 28A e 28B dell'IFRS 3. Tale rivalutazione non ha comportato nessun impatto sulle Attività materiali (diritti d'uso) e sui Debiti verso clientela (debiti per leasing).
  • Passività potenziali: è stata avviata la ricognizione di eventuali rischi impliciti nella banca acquisita, nonché la valutazione al fair value delle passività potenziali ad essi connesse. Le risultanze di tale attività hanno condotto a stimare passività potenziali aggiuntive di 0,4 milioni di euro, contabilizzate nei fondi rischi ed oneri.
  • Effetti fiscali: il principio internazionale IAS12 prevede che in un'aggregazione aziendale, poiché le attività acquisite e le passività assunte identificabili sono rilevate ai rispettivi fair value alla data di acquisizione, si generano differenze temporanee quando il valore riconosciuto fiscalmente alle attività identificabili acquisite e alle passività identificabili assunte non è influenzato dall'aggregazione aziendale. Ad esempio, quando il valore contabile di un'attività viene incrementato fino al suo fair value, ma il valore riconosciuto fiscalmente dell'attività continua a essere il costo presente nel bilancio della società aggregata, si genera una differenza temporanea imponibile che si traduce in una passività fiscale differita. Così come previsto dallo IAS 12 le passività fiscali differite o le attività fiscali anticipate rilevate in sede di PPA sono state iscritte in contropartita del negative

goodwill rilevato ad esito del processo di PPA. Inoltre, nella determinazione degli effetti fiscali in sede di PPA si è tenuto conto, così come previsto dallo IAS 12, della situazione attuale e prospettica al momento ipotizzabile con riferimento agli imponibili fiscali.

Al momento dell'aggregazione la Cassa di Risparmio di Cento non aveva rilevato le imposte anticipate riferibili alle perdite fiscali del 2021 e di anni precedenti; si è, pertanto, provveduto, viste le capacità fiscali di Credem, alla contabilizzazione delle imposte anticipate su perdite fiscali illimitatamente riportabili per un ammontare di circa 7,4 milioni di euro, oltre alla rilevazione di imposte anticipate nette non rilevate in bilancio per complessivi 0,6 milioni di euro.

Attività e passività in via di dismissione: in data 23 giugno 2021, Cassa di Risparmio di Cento ha sottoscritto un accordo finalizzato alla cessione della propria partecipazione in Ifiver al Gruppo Vivibanca. La cessione è legata all'originaria presenza, all'interno del Gruppo Credem, di un intermediario finanziario, controllato integralmente, specializzato nel medesimo business.

Ifiver è un intermediario finanziario specializzato nella cessione del quinto dello stipendio, operante attraverso una rete nazionale di agenti in attività finanziaria. La società, partecipata al 55% dalla Cassa di Risparmio di Cento, ora confluita in Credito Emiliano a seguito della fusione per incorporazione, presentava, al 30 giugno 2021, impieghi alla clientela per circa 140 milioni di euro.

Gli accordi vincolanti stipulati con il Gruppo Vivibanca, che prevedono appunto la cessione, da parte di Credito Emiliano, della società, hanno determinato la riclassifica, delle attività e delle passività afferenti alla società, tra le attività e passività in via di dismissione, così come previsto dal Principio IFRS 5 – Attività non correnti possedute per la vendita e attività operative cessate. Il suddetto principio prevede, par. 6, che "un'entità deve classificare un'attività non corrente (o un gruppo in dismissione) come posseduta per la vendita, se il suo valore contabile sarà recuperato principalmente con un'operazione di vendita anziché con il suo uso continuativo". Dal punto di vista valutativo l'IFRS 3, prevede, par. 31, che "l'acquirente deve valutare un'attività non corrente acquisita (o gruppo in dismissione), che alla data di acquisizione è classificata come posseduta per la vendita secondo quanto previsto dall'IFRS 5 Attività non correnti possedute per la vendita e attività operative cessate, al fair value al netto dei costi di vendita, in conformità ai paragrafi 15–18 del predetto IFRS". Per il caso di specie, avendo siglato un accordo vincolante con Vivibanca, le attività e passività della società non sono state oggetto di specifica valutazione nell'ambito del processo di PPA, avendo assunto quale fair value alla data di acquisizione il prezzo di cessione concordato, in linea con quanto previsto dall'IFRS 13 per cui "il presente IFRS definisce il fair value come il prezzo che si percepirebbe per la vendita di un'attività ovvero che si pagherebbe per il trasferimento di una passività in una regolare operazione tra operatori di mercato alla data di valutazione".

Tale operazione è stata autorizzata, da parte della Banca d'Italia, il 24 novembre 2021.

1.2.1 Variazioni annue dell'avviamento

Non esistono operazioni.

Sezione 2 – Operazioni realizzate dopo la chiusura dell'esercizio Non esistono operazioni.

Sezione 3 – Rettifiche retrospettive

Non esistono operazioni.

PARTE H

OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

rmazioni sui compensi dei dirigenti con responsabilità strategica

Di seguito vengono fornite le informazioni sui compensi corrisposti ai dirigenti con responsabilità strategiche, in coerenza con quanto previsto dallo IAS 24.

I dirigenti con responsabilità strategiche di Credito Emiliano sono i soggetti aventi il potere e la responsabilità, direttamente o indirettamente, della pianificazione, della direzione e del controllo delle attività di Credito Emiliano.

In tale contesto rientrano nel perimetro dei dirigenti con responsabilità strategiche: i Consiglieri di Amministrazione, i Sindaci, il Direttore Generale, il Condirettore Generale, i Vice Direttori Generali, gli altri componenti della Direzione Centrale, il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari, ed i Responsabili delle Funzioni di Controllo Interno (Responsabile Servizio Audit, Responsabile Funzione Antiriciclaggio, Compliance Officer, Risk Officer e Responsabile Politiche di Remunerazioni).

Riepilogo compensi Totale
31/12/2021
Totale
31/12/2020
Amministratori 1.305 1.261
Sindaci 315 270
Dirigenti 6.782 7.034
Totale 8.402 8.565

I compensi dei dirigenti comprendono benefici a breve termine, benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro, altri benefici a lungo termine, benefici dovuti per la cessazione del rapporto di lavoro e pagamenti basati su azioni.

2. Informazioni sulle transazioni con parti correlate

In ottemperanza alle disposizioni normative riguardanti le operazioni con parti correlate, il Gruppo Credito Emiliano ha adottato specifiche procedure per disciplinare siffatta operatività ed assicurare idonei flussi informativi.

In attuazione alla delibera Consob n. 17221 del 12 marzo 2010 e all'emanazione da parte di Banca d'Italia del 9° aggiornamento della circolare 263/2006, Credito Emiliano ha adottato apposite Procedure per la gestione delle operazioni con parti correlate e per le operazioni con soggetti collegati.

Il regolamento è disponibile per la consultazione sul sito internet di Credito Emiliano www.credem.it.

Fermo il rispetto del principio di cui all'art. 2391 del Codice Civile in tema di interessi degli amministratori, la tematica è inoltre oggi regolamentata dagli articoli 53, comma 4 e 136 TULB (D.Lgs. 385/93 - Testo Unico delle leggi in materia bancaria e creditizia), nonché dall'art. 6, comma 2 novies TUF (D.Lgs. 58/98 - Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria), in forza dei quali nei casi di conflitto di interesse o comunque nei casi nei quali gli esponenti aziendali della Banca possono assumere, direttamente o indirettamente, obbligazioni nei confronti della società che amministrano, dirigono o controllano soltanto con l'astensione del voto dell'interessato e, quanto all'art. 136 TULB, con deliberazione assunta all'unanimità dai restanti votanti e con il voto favorevole di tutti i membri del Collegio Sindacale.

I rapporti e le operazioni perfezionate con parti correlate e soggetti collegati non presentano criticità e sono riconducibili all'ordinaria attività di servizio e di credito. Le condizioni applicate ai singoli rapporti ed alle operazioni con parti correlate e soggetti collegati non si discostano da quelle correnti di mercato.

Nel corso dell'esercizio 2021 non sono state effettuate operazioni di maggiore rilevanza ai sensi delle richiamate procedure.

Nello stesso periodo il Consiglio di Amministrazione ha adottato una "delibera quadro".

In particolare la delibera ha riguardato:

  • concessione di affidamenti a parti correlate e soggetti collegati riconducibili al Vice Presidente Luigi Maramotti e al Consigliere Edoardo Prezioso per un importo massimo complessivo non superiore a 100 milioni di euro e comunque entro il limite normativo del 5% del patrimonio di vigilanza consolidato, erogabile dal Gruppo Credito Emiliano in più operazioni, anche rotative.

Nel corso dell'esercizio 2021 sono state poste in essere operazioni infragruppo e/o con parti correlate/soggetti collegati, italiani ed esteri, rientranti nell'ordinario esercizio dell'attività operativa e della connessa attività finanziaria, perfezionate, di norma, a condizioni analoghe a quelle applicate per operazioni concluse con terzi indipendenti.

Le operazioni infragruppo sono state effettuate sulla base di valutazioni di reciproca convenienza economica e la definizione delle condizioni da applicare è avvenuta nel rispetto di correttezza sostanziale, presente l'obiettivo comune di creare valore per l'intero Gruppo Credem.

Uguale principio è stato applicato anche nel caso di prestazioni di servizi infragruppo, unitamente a quello di regolare tali prestazioni su di una base minimale commisurata al recupero dei relativi costi di produzione.

2. Informazioni sulle transazioni con parti correlate

Crediti Debiti Garanzie Raccolta
amministrata
Raccolta gestita
Amministratori, sindaci e
dirigenti
559 5.203 475 12.343 8.893
Stretti familiari 3.024 9.453 624 182.266 7.295
Società controllate e collegate 39.956 223.481 91.460 13.768 1.185
Altre parti correlate - - - - -
Totale 43.539 238.138 92.560 208.378 17.373

2. Informazioni sulle transazioni con parti correlate

Interessi attivi Interessi passivi Commissioni attive e
altri ricavi
Commissioni passive
e altri oneri
Amministratori, sindaci e
dirigenti
3 1 185 42
Stretti familiari 3 2 160 55
Società controllate e collegate 1.118 1 740 329
Altre parti correlate - - - -
Totale 1.124 3 1.085 426

L'incidenza dei volumi, delle operazioni con le controparti correlate sopra indicate, sul totale della banca risulta essere pari (%):

Dati patrimoniali Crediti Debiti Garanzie e Raccolta Raccolta
impegni amministrata gestita
Totale 0,1 0,4 0,9 1,0 0,1
Dati economici Interessi attivi Interessi passivi Commissioni
attive ed altri
ricavi
Commissioni
passive ed altre
spese
Totale 0,2 - 0,1 -

Si provvede di seguito a fornire i dettagli (in migliaia di euro) dei rapporti verso le imprese del gruppo. In tale contesto si è inserito i rapporti con:

  • la controllante;
  • le controllate;

le società del gruppo controllate, direttamente o indirettamente, dalla controllante.

Crediti Debiti Garanzie Impegni
Banca Euromobiliare spa 12 999.916 47.079 48.584
Totale Banche 12 999.916 47.079 48.584
Credemholding spa (controllante) - 204.261 - -
Credemleasing spa 2.689.218 223 600 221.144
Credemfactor spa 1.130.084 5.651 130.505 315.297
Avvera spa 847.608 63.359 75 196.252
Credem Private Equity SGR spa 2 6.202 - 13
Euromobiliare A.M. SGR spa 9.612 74.139 - 51
Euromobiliare Advisory SIM spa 3 31.501 - 10
Totale enti finanziari 4.676.526 385.335 131.180 732.766
Magazzini Generali delle Tagliate spa 2.030 1.766 240 2.202
Credemtel spa 7 11.388 102 82
Credem Vita spa 25.898 225.243 - 29.021
Euromobiliare Fiduciaria spa - 1.086 - 11
Credem CB srl - - - -
Gestimlux sarl - - - -
Sata 1 2.205 - 39
Blue Eye Solutions - 190 - 5
Totale clientela altra 27.936 241.878 342 31.360
Totale Generale 4.704.475 1.627.130 178.600 812.711
Interessi attivi Commissioni
attive
Proventi diversi Totale ricavi
Banca Euromobiliare spa 3.998 1.600 11.622 17.221
Totale Banche 3.998 1.600 11.622 17.221
Credemholding spa (controllante) - 288 417 705
Credemleasing spa 2.576 930 2.374 5.881
Credemfactor spa 37 1.344 1.173 2.554
Avvera spa 2.717 1.714 1.772 6.204
Credem Private Equity SGR spa - 1.344 152 1.496
Euromobiliare A.M. SGR spa 460 125.370 1.593 127.424
Euromobiliare Advisory SIM spa - 4 860 863
Totale enti finanziari 5.791 130.993 8.342 145.126
Magazzini Generali delle Tagliate spa 50 1 130 182
Credemtel spa - 139 345 484
Credem Vita spa 836 48.014 1.303 50.153
Euromobiliare Fiduciaria spa - 22 313 335
Credem CB srl - - - -
Gestimlux sarl - - - -
Sata - - 11 11
Blue Eye Solutions - - - -
Totale clientela altra 886 48.177 2.102 51.165
Totale Generale 10.675 180.771 22.066 213.512
Interessi
passivi
Commissioni
passive
Altre spese Totale costi
Banca Euromobiliare spa 54 670 2.980 3.704
Totale Banche 54 670 2.980 3.704
Credemholding spa (controllante) 7.048 - - 7.048
Credemleasing spa 2.467 - 277 2.744
Credemfactor spa 3.399 - 4 3.403
Avvera spa 4 33.218 127 33.349
Credem Private Equity SGR spa 1 - - 1
Euromobiliare A.M. SGR spa 13 - 121 134
Euromobiliare Advisory SIM spa 2 7.935 8.335 16.272
Totale enti finanziari 12.935 41.153 8.863 62.951
Magazzini Generali delle Tagliate spa 5 - 119 123
Credemtel spa 1 - 11.520 11.521
Credem Vita spa 7 - 14 21
Euromobiliare Fiduciaria spa - - 466 466
Credem CB srl - - - -
Gestimlux sarl - - - -
Sata - - - -
Blue Eye Solutions - - - -
Totale clientela altra 13 - 12.119 12.132
Totale Generale 13.002 41.823 23.962 78.786

L'incidenza dei volumi, delle operazioni con le controparti sopra indicate, sul totale della banca risulta essere pari: (%)

Dati patrimoniali Crediti Debiti Garanzie e impegni
Totale 8,6 3,1 9,6
Dati economici Interessi attivi Interessi passivi Commissioni
attive ed altri
ricavi
Commissioni
passive ed altre
spese
Totale 2,1 13,1 27,7 13,5

Si provvede di seguito a fornire i dettagli (in migliaia di Euro) dei rapporti verso le imprese collegate:

Dati patrimoniali Crediti Debiti Garanzie e Raccolta Raccolta
impegni amministrata gestita
Totale 4.387 11.294 1.019 135.867 -
Dati economici Interessi attivi Interessi passivi Commissioni
attive ed altri
ricavi
Commissioni
passive ed altre
spese
Totale 57 - 15.202 138

L'incidenza dei volumi, delle operazioni con le imprese collegate, sul totale della banca risulta essere pari (%):

Dati patrimoniali Crediti Debiti Garanzie e Raccolta Raccolta
impegni amministrata gestita
Totale - - - 0,7 -
Dati economici Interessi attivi Interessi passivi Commissioni
attive ed altri
ricavi
Commissioni
passive ed altre
spese
Totale - - 2,1 -

Denominazione della controllante

Credito Emiliano Holding S.p.A.

Sede

Via Emilia San Pietro, 4 - Reggio Emilia

Percentuale di controllo

La percentuale di partecipazione di Credito Emiliano Holding S.p.A. in Credem S.p.A., al 31/12/2021, è del 77,54832%.

PARTE I

ACCORDI DI PAGAMENTO BASATI SU PROPRI STRUMENTI PATRIMONIALI

Informazioni di natura qualitativa

1. Descrizione degli accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali

Coerentemente con le politiche retributive approvate dall'Assemblea e nel rispetto delle disposizioni in materia di remunerazione e di incentivazione della Banca d'Italia si è proceduto alla definizione di un sistema retributivo variabile basato in parte su pagamenti in contanti e in parte attraverso l'assegnazione gratuita di azioni. Il sistema incentivante è correlato al raggiungimento di obiettivi di performance misurati al netto dei rischi ed alla sussistenza di un adeguato livello di patrimonializzazione e liquidità dell'Azienda.

Il sistema è volto a motivare e fidelizzare le persone che occupano posizioni chiave in azienda ed è destinato ai top manager rientranti nella categoria del Personale più rilevante. La quota del premio complessivo assegnata ai destinatari in azioni è, per l'anno 2021, superiore al 50%, subordinatamente alla verifica del raggiungimento degli obiettivi fissati dal Consiglio di Amministrazione sentito il parere del Comitato Remunerazioni. Più in particolare, i piani di remunerazione riservati al Personale più rilevante del Gruppo che prevedono il pagamento di una parte del premio mediante l'assegnazione gratuita di azioni sono i seguenti:

  • Sistema premiante 2021;
  • Sistemi premianti e altre forme di remunerazione variabile di breve e medio periodo relativi agli anni precedenti.

Il numero di azioni è determinato sulla base della quotazione del titolo nel momento in cui il premio è assegnato.

Sono previsti meccanismi di correzione, durante il periodo di differimento, per effetto dei quali i premi maturati potranno ridursi ovvero azzerarsi.

In particolare, le singole quote differite già assegnate potranno non essere erogate o ridotte in presenza di determinate condizioni di utile, redditività corretta per il rischio, livelli patrimoniali e di liquidità non in linea. Il premio è altresì non erogato in caso di risoluzione del rapporto di lavoro o prestazioni professionali contrarie agli obblighi di buona fede e correttezza.

Ai fini della rappresentazione in bilancio, per tener conto delle condizioni di assegnazione delle varie quote di bonus è stata utilizzata la simulazione con il Metodo Monte Carlo che, sulla base di opportune ipotesi, ha consentito di definire un consistente numero di scenari alternativi nell'arco temporale considerato. In particolare, in ogni scenario la proiezione dei parametri che definiscono gli obiettivi di performance viene effettuata di anno in anno, a partire dall'ultimo valore di rendiconto, secondo un moto geometrico Browniano.

La metodologia di calcolo può essere schematizzata nelle seguenti fasi:

  • proiezione dei parametri di bilancio e del prezzo dell'azione nell'orizzonte temporale prescelto;
  • verifica dei parametri di performance;
  • calcolo del bonus per ogni partecipante al piano e proiezione delle traiettorie individuali verificando il raggiungimento delle performance individuali e per ogni anno la continuità dell'attività lavorativa e la sopravvivenza;
  • calcolo delle quote individuali secondo le modalità di pagamento individuali del bonus;
  • determinazione in funzione del prezzo stimato del titolo del numero di azioni necessarie a corrispondere la parte di bonus in azioni (laddove non già determinato);

  • imputazione proporzionale in base al vesting period delle azioni assegnate;

  • reiterazione del procedimento per il numero di repliche stabilite.

Informazioni di natura quantitativa

Piano quota di competenza
dell'esercizio
impatto a patrimonio (1)
Credem - Sistema premiante 2021
- Sistemi premianti e altre forme di remunerazione
variabile di breve e medio periodo relativi agli anni
precedenti
2.529,6 16.214,8

(1) L'impatto sul patrimonio della Capogruppo Credem risente anche delle modalità di esecuzione dei sistemi premianti delle altre Società del Gruppo tali per cui la stessa Capogruppo procura la provvista e la successiva attribuzione delle azioni Credito Emiliano, per conto di ogni singola controllata interessata, ai relativi dipendenti.

PARTE L INFORMATIVA DI SETTORE

Secondo quanto stabilito dall'IFRS 8, par.4, l'informativa sui settori di attività viene fornita a livello consolidato e si fa, pertanto, rimando alla Nota Integrativa Consolidata.

PARTE M

INFORMATIVA SUL LEASING

SEZIONE 1 – LOCATARIO

Informazioni qualitative

In data 13 gennaio 2016 lo IASB ha pubblicato il nuovo principio "IFRS 16 Leases", che sostituisce il principio IAS 17 Leases, nonché le interpretazioni IFRIC 4 Determining whether an Arrangement contains a Lease, SIC15 Operating Leases Incentives e SIC-27 Evaluating the Substance of Transactions Involving the Legal Form of a Lease. Il principio è stato omologato dalla Commissione Europea con Regolamento n. 2017/1986 e si applica a partire dal 1° gennaio 2019.

Il nuovo principio fornisce una nuova definizione di lease ed introduce un criterio basato sul controllo (right of use) di un bene per distinguere i contratti di leasing dai contratti per servizi, individuando quali discriminanti: l'identificazione del bene, il diritto di sostituzione dello stesso, il diritto ad ottenere sostanzialmente tutti i benefici economici rivenienti dall'uso del bene e il diritto di dirigere l'uso del bene sottostante il contratto.

La principale novità introdotta dal principio è rappresentata dalla modifica delle modalità di contabilizzazione delle operazioni di leasing operativo nel bilancio del locatario/utilizzatore, attraverso l'introduzione di un unico modello di contabilizzazione dei contratti di leasing da parte del locatario siano essi classificati come leasing operativi o finanziari.

Ai sensi della nuova contabilizzazione, il locatario rileva, nello Stato patrimoniale Attivo, un Diritto d'Uso (Right of Use) del bene oggetto del contratto e nello Stato patrimoniale Passivo, un Debito per leasing (Lease Liability) pari al valore attuale dei canoni previsti per il contratto e non ancora pagati. Nel conto economico vengono rilevati l'ammortamento del Diritto d'Uso e gli interessi passivi derivanti dall'attualizzazione del Debito per leasing.

L'informativa richiesta è stata inoltre ampliata sia per il locatario che per il locatore e sono richieste nuove informazioni di tipo quantitativo e qualitativo.

Approccio metodologico e scelte di transizione

Rispetto alle modalità di transizione consentite dall'IFRS 16, il Gruppo ha deciso di effettuare la transizione in base al Modified retrospective approach rilevando l'impatto cumulato dell'applicazione iniziale del principio ai contratti di leasing operativo esistenti determinandone l'impatto sui saldi di apertura al 1° gennaio 2019, senza procedere alla riesposizione dei dati comparativi. Alla data di prima applicazione il saldo dei Diritti d'Uso è quindi pari a quello dei Debiti per leasing aggiustato per considerare eventuali risconti passivi o ratei attivi. I debiti per leasing sono stati determinati come attualizzazione alla data di prima applicazione dei canoni futuri contrattuali utilizzando il tasso di finanziamento marginale (Incremental Borrowing Rate).

Tra le principali scelte operative che il Gruppo ha utilizzato durante la transizione si evidenzia:

  • la scelta di non rideterminare il perimetro di prima applicazione, bensì di applicare il nuovo principio a tutti i contratti di leasing già individuati sulla base della definizione contenuta nello IAS 17;
  • l'esclusione dal perimetro di applicazione dei contratti "short-term", ovvero aventi una vita residua alla data di prima applicazione inferiore ai 12 mesi;
  • l'esclusione dal perimetro di applicazione dei contratti "low-value", ovvero aventi un valore stimato dell'asset inferiore a Euro 5.000;
  • fatto affidamento all'assessment IAS 37 alla data di fine esercizio come alternativa alla verifica di impairment.

Con riferimento alle scelte adottate dal Gruppo nell'applicazione del principio si evidenzia inoltre che:

  • con riferimento al leasing operativo il perimetro di applicazione è riferibile ai contratti di locazione immobiliare e noleggio di autoveicoli;
  • il Gruppo ha determinato il tasso di finanziamento marginale sulla base delle curve tassi relative alle emissioni Senior unsecured del Gruppo. Il tasso determinato, contenente la componente del rischio credito del Gruppo, considera inoltre le differenti durate contrattuali;
  • con riferimento alla durata dei leasing immobiliari, in generale il Gruppo ha considerato come ragionevolmente certo solo il primo periodo di rinnovo contrattuale.

Altre informazioni

I contratti di locazione commerciale sono regolati dalla legge per cui al conduttore è consentito di disdettare la locazione ad ogni scadenza (normalmente ogni sei anni) con un preavviso di almeno dodici mesi.

Analogo diritto è in capo al locatore. Questo comporta che, ad ogni mese di ogni anno, è potenzialmente possibile inviare (o ricevere dal locatore) la disdetta dai contratti di locazione che scadono dopo dodici mesi. Negli ultimi anni però, visto il contesto del mercato immobiliare, si è assistito a pochissime disdette annue da parte dei locatori.

La quasi totalità dei nostri contratti è regolamentato tra le parti il recesso che può essere esercitato solo dal conduttore in ogni momento con un preavviso di mesi sei. Negli ultimi anni la banca ha esercitato spesso questa facoltà per poter gestire al meglio le chiusure delle filiali previste.

Inoltre nelle parti B e C della presente Nota integrativa sono riportate le informazioni patrimoniali ed economiche richieste dal principio IFRS16.

Attività materiali ad uso funzionale Totale
31/12/2021
Totale
31/12/2020
Fabbricati Altre Totale Fabbricati Altre Totale
Right of Use saldo iniziale 113.313 1.921 115.234 123.517 2.196 125.713
- Quote ammortamento 18.814 972 19.786 18.552 955 19.507
+/- Altre variazioni 12.700 626 13.326 8.348 680 9.028
Valore contabile saldo finale 107.199 1.575 108.774 113.313 1.921 115.234

Informazioni quantitative

Totale Totale
Debiti per leasing 31/12/2021 31/12/2020
118.025 126.977
Lease Liability saldo iniziale
- canoni erogati per i leasing -21.785 -21.957
+ Interessi Passivi maturati nell'esercizio 2.801 3.226
+/- Altre variazioni 13.538 9.779
Lease Liability saldo finale 112.579 118.025
Altre Informazioni Totale
31/12/2021
Totale
31/12/2020
Costi per leasing low value 657 -
Costi per leasing short term 749 -
Altre spese sui leasing 1.406 1.626

La voce altre spese sui leasing è riconducibile all'Iva indetraibile ed altri servizi.

SEZIONE 2 – LOCATORE

Informazioni qualitative

Sono presenti contratti di locazione, in qualità di locatore, sia su immobili di proprietà sia su immobili di terzi in affitto, su cui viene stipulato un contratto di sublocazione.

Informazioni quantitative

1. Informazioni di stato patrimoniale e di conto economico

2. Leasing finanziario

Non sono presenti operazioni di leasing finanziario.

3. Leasing operativo

Si fornisce la classificazione per fasce temporali dei pagamenti da ricevere.

4. Leasing operativo

3.1 Classificazione per fasce temporali dei pagamenti da ricevere

Fasce temporali Totale
31/12/2021
Pagamenti da
ricevere per il
leasing
Totale
31/12/2020
Pagamenti da
ricevere per il
leasing
Fino a 1 anno 3.671 3.641
Da oltre 1 anno fino a 2 anni 3.438 3.571
Da oltre 2 anni fino a 3 anni 3.469 3.223
Da oltre 3 anni fino a 4 anni 3.216 3.023
Da oltre 4 anni fino a 5 anni 2.652 2.265
Da oltre 5 anni 6.818 2.687
Totale 23.263 18.409

3.2 Altre informazioni

Sono presenti contratti di locazione, in qualità di locatore, per gli immobili di proprietà, mentre per alcuni immobili di terzi presi in affitto sono stati stipulati contratti di sublocazione.

ALLEGATI AL BILANCIO

BILANCIO INDIVIDUALE – ALLEGATI AL BILANCIO

Stato Patrimoniale riclassificato
Conto economico riclassificato
Conto economico riclassificato trimestralizzato
Elenco delle partecipazioni
Elenco delle partecipazioni di minoranza
Corrispettivi di revisione contabile e dei servizi diversi dalla revisione

Stato patrimoniale riclassificato (migliaia di euro)

variazioni 12/21-12/20
31/12/2021 31/12/2020 assolute %
-6,8
16,8
8.923.563 8.214.273 709.290 8,6
6.740.417 3.064.992 83,4
385.845 31.078 8,8
784.735 35.358 4,7
1.227.499 747.238 480.261 64,3
57.084.597 9.886.063 20,9
13,8
-3,1
12,6
13.584.139 4.781.840 54,3
418.308 34.764 9,1
11.300 5,9
1.646.578 554.652 50,8
54.518.120 9.714.017 21,7
2,7
2,9
-4.025 3.438 -46,1
199.476 102.293 105,3
2.566.477 172.046 7,2
57.084.597 9.886.063 20,9
205.979
38.816.559
Totale attivo
36.241.117
2.424.166
38.665.283
341.320
2.029.706
221.101
2.500.583
203.812
-15.122
33.236.353
5.580.206
3.675.425
354.767
749.377
47.198.534
31.833.239
4.407.878
-76.417
34.333.822
4.331.461
8.802.299
383.544
192.512
1.091.926
44.804.103
332.392
8.928
1.972.319
57.387
-7.463
97.183
2.394.431
47.198.534

Tale riclassifica è stata effettuata considerando i dati desumibili direttamente dagli schemi di bilancio

BILANCIO INDIVIDUALE – ALLEGATI AL BILANCIO

1° trim 2° trim. 3° trim. 4° trim. 12/21 Var% 12/20
margine d'interesse 96,7 95,3 105,8 109,9 407,7 -3,0 420,2
margine servizi () (***) 161,3 134,1 123,5 146,9 565,8 12,6 502,7
margine d'intermediazione 258,0 229,4 229,3 256,8 973,5 5,5 922,9
spese del personale -114,5 -108,6 -110,0 -123,2 -456,3 6,3 -429,2
spese amministrative (*) -49,9 -54,0 -47,6 -54,7 -206,2 23,3 -167,2
costi operativi -164,4 -162,6 -157,6 -178,1 -662,5 11,1 -596,4
risultato lordo di gestione 93,6 66,8 71,7 78,9 311,0 -4,7 326,5
Ammortamenti -18,9 -19,1 -20,9 -20,9 -79,8 6,7 -74,8
risultato operativo 74,7 47,7 50,8 58,0 231,2 -8,1 251,7
accantonamenti per rischi ed oneri -0,3 0,1 -1,7 -4,6 -6,5 3,2 -6,3
oneri/proventi straordinari () ()
(
****)
-22,5 -1,6 75,6 -3,5 48,0 n.s. -44,1
rettifiche nette su crediti e operazioni
finanziarie (****)
-4,1 15,1 -11,5 -23,7 -24,2 -73,4 -91,1
UTILE ANTE IMPOSTE 47,8 61,3 113,2 26,2 248,5 125,5 110,2
imposte sul reddito -17,0 -19,4 -5,5 -7,1 -49,0 276,9 -13,0
UTILE NETTO 30,8 41,9 107,7 19,1 199,5 105,2 97,2
UTILE PER AZIONE 0,59 103,4 0,29
UTILE DILUITO PER AZIONE 0,59 103,4 0,29

Conto economico riclassificato trimestralizzato (in milioni di euro)

La riclassifica è stata effettuata considerando anche dati gestionali non desumibili direttamente dagli schemi di bilancio e dalla nota integrativa

(*) le spese ed il margine servizi sono stati nettati della componente di imposte indirette e tasse recuperate alla clientela (98,1 milioni di euro a dicembre 2021, 85,6 milioni di euro a dicembre 2020); sono stati stornati da spese contributi ai fondi nazionali per 49,9 milioni di euro a dicembre 2021 (37,5 milioni a dicembre 2020);

(**) il risultato derivante dalla cessione di sofferenze è riclassificato a oneri straordinari (0,1 milioni di euro nel 2021, -2,6 milioni di euro nel 2020);

(***) la componente di contributo al Fondo di Risoluzione (2,7 milioni nel 2021, 2,1 milioni di euro nel 2020) accantonata al Fondo per Rischi ed Oneri è ricondotta tra gli oneri straordinari;

(****) le rettifiche/riprese di valore su crediti inerenti le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato riferite a titoli (-0,7 milioni di euro, -1,0 milioni di euro a dicembre 2020) e quelle inerenti le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (0,5 milioni di euro, 1,1 milioni di euro a dicembre 2020) sono ricondotte al margine servizi;

(*****) la componente del negative goodwill, o badwill, ammontante a 97,1 milioni di euro è ricondotta tra i proventi straordinari.

Margine finanziario

  • Voce 30 Margine d'interesse

Margine servizi

    • Voce 60 Commissioni nette
    • Voce 80 Risultato netto dell'attività di negoziazione
    • Voce 90 Risultato netto dell'attività di copertura
    • Voce 100 Utili (perdite) da cessione o riacquisto
    • Voce 110 Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value
    • Voce 130 a) Rettifiche di valore nette per rischio di credito di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (per la parte relativa a titoli iscritti in tale categoria di attività finanziarie)
    • Voce 130 b) Rettifiche di valore nette per rischio di credito di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
    • Voce 190 Altri oneri/proventi di gestione (al netto delle componenti di natura straordinaria)
    • Voce 70 Dividendi e proventi simili (al netto della quota relativa ai dividendi su partecipazioni e titoli di capitale nelle attività finanziare classificate in HTCs)

Risultato operativo

    • Margine finanziario + Margine servizi
    • Voce 160 Spese amministrative (spese per il personale e altre spese amministrative)
    • Voce 180 Rettifiche /riprese di valore nette su attività materiali
    • Voce 190 Rettifiche /riprese di valore nette su attività immateriali

Utile prima delle imposte

    • Risultato operativo
    • Voce 170 Accantonamenti netti a fondi per rischi ed oneri
    • Voce 130 Rettifiche di valore nette per rischio di credito (al netto di quelle iscritte nel margine servizi)
    • Voce 140 Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni
    • Voce 190 Altri oneri/proventi di gestione (solo componenti di natura straordinaria sbilancio sopravvenienze)
    • Voce 220 Utili (perdite) delle partecipazioni
    • Voce 230 Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali
    • Voce 240 Rettifiche di valore dell'avviamento
    • Voce 250 Utili/perdite da cessione di investimenti
    • Voce 290 Utili/perdite delle attività operative cessate al netto delle imposte

Elenco delle partecipazioni (in euro)

Numero % sul Capitale Valore
Sede azioni/quote capitale sociale sociale di bilancio
Società controllate
Banca Euromobiliare spa Milano 9.800.000 100,000 60.760.000 71.843.727
Euromobiliare Fiduciaria spa Milano 140.000 100,000 700.000 945.125
Euromobiliare Advisory SIM spa Milano 1.000.000 100,00 1.000.000 1.110.571
Magazzini Generali delle Tagliate spa Quattro Castella
(RE)
300.000 100,000 1.500.000 1.549.371
Credemvita spa Reggio Emilia 23.565.900 100,000 121.600.044 141.074.389
Credemtel spa Reggio Emilia 5.500 100,000 2.840.530 4.248.225
Avvera spa Reggio Emilia 38.200.000 100,00 38.200.000 37.852.259
Euromobiliare A.M. SGR spa Milano 125.000 100,00 6.456.250 19.064.962
Gestimlux sarl (*) Lussemburgo 7.250 100,00 725.000 3.921.972
Reeval spa (*) Cento 10.000 100,00 1.000.000 920.353
Credemleasing spa Reggio Emilia 26.375 99,905 68.164.800 68.131.260
Credemfactor spa Reggio Emilia 52.470 99,000 27.401.000 27.121.613
Credem Private Equity SGR spa Reggio Emilia 2.100.000 87,500 2.400.000 2.264.000
Credem CB srl Conegliano 7.000 70,000 10.000 9.359
380.057.182
Società collegate
Credemassicurazioni spa Reggio Emilia 1.366.000 50,000 14.097.120 10.629.846
10.629.846
Totale 390.687.032

(*) Società in via di dismissione

Partecipazioni di minoranza detenute nel portafoglio "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" (in euro)

Numero % sul Valore Valore
Sede azioni/quote capitale
sociale
nominale di bilancio
S.I.F.A.R. srl Reggio Emilia 21.578 19,896 21.578 61.188
Serv. Int. srl Napoli 13.770 15,000 13.770 13.944
Emilia SPV srl Conegliano (TV) 1.000 10,000 1.000 1.000
Immobiliare Oasi nel Parco srl Milano 97.300 9,730 97.300 921.723
Reggio Emilia Fiere srl Reggio Emilia 413.383 8,192 413.383 -
Banco delle Tre Venezie Padova 4.439.000 4,873 2.175.110 1.504.654
S.I. Pro spa Ferrara 4.226 4,272 212.273 313.865
Fraer Leasing spa Bologna 73.358 4,029 387.527 5.716.369
C.B.I. Consorzio Roma 16.716 3,632 33.432 4.530
Bancomat spa Roma 71.334 1,691 356.670 342.904
CA.RI.CE.SE. srl Casalecchio di Reno 41.000 1,395 20.910 107.187
Abienergia Roma 1 1,316 1.000 1.000
Fondo Interbancario di Tutela Depositi Roma 3.821 0,868 3.821 3.821
Promem Sud-Est Spa Bari 10 0,617 3.711 4.348
Aeroporto di Reggio Emilia srl Reggio Emilia 1 0,439 17.487 13.942
Banca d'Italia Roma 900 0,300 22.500.000 22.500.000
Interporto Campano spa Napoli 29 0,272 74.886 -
Aeroporto "G. Marconi" di Bologna spa Bologna 67.272 0,186 67,27 586.612
Banca Popolare Puglia Basilicata Altamura 60.000 0,185 154.800 691.523
VISA Inc. Shs San Francisco 2.974 0,063 3 2.858.756
Nomisma spa Bologna 11.666 0,040 4.316 2.992
S.W.I.F.T. Bruxelles 39 0,035 4.875 222.225
Banca Popolare San Felice Sam Felice (Mo) 5.783 0,268 17.349 78.591
Totale 35.951.174

Corrispettivi di revisione contabile e dei servizi diversi dalla revisione

Informazioni ai sensi dell'art.149-duodecies del Regolamento Emittenti Consob

Il prospetto, redatto ai sensi dell'art.149-duodecies del Regolamento Emittenti Consob (delibera 11971), evidenzia i corrispettivi di competenza dell'esercizio 2021 per i servizi di revisione e per quelli diversi, resi dalla Società di revisione e da società appartenenti alla sua rete. Tali corrispettivi rappresentano i costi sostenuti ed iscritti in bilancio d'esercizio, al netto dei rimborsi spese e dell'IVA indetraibile (dati in migliaia di euro).

Tipologia di servizi Società che ha erogato il Servizio Compensi
Revisione contabile Ernst & Young Spa 368
Servizi di Attestazione Ernst & Young Spa 328
Altri Servizi Ernst & Young Advisory Spa 44
Altri Servizi Ernst & Young Spa 9
Totale 749

BILANCI DELLE SOCIETA' CONTROLLATE

INDICE

Banca Euromobiliare spa
Euromobiliare Fiduciaria spa
Euromobiliare A.M. SGR spa
Credem Private Equity SGR spa
Credemleasing spa
Credemfactor spa
Magazzini Generali delle Tagliate spa
CredemVita spa
Credemtel spa
Avvera spa
Euromobiliare Advisory Sim spa
Credem CB srl
Gestimlux sarl
Sata srl
Blue Eye Solutions Srl

BILANCIO INDIVIDUALE – BILANCI DELLE SOCIETA' CONTROLLATE

Banca Euromobiliare Spa Via Santa Margherita, 9

Milano

Cariche sociali

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente Lucio Igino Zanon di Valgiurata
Vice Presidente Stefano Pilastri
Consiglieri Massimo Arduini
Paola Bongini
Enrico Corradi
Giuliano Cassinadri
Nazzareno Gregori
Alessandro Merli
Stefano Morellini
Edoardo Prezioso

COLLEGIO SINDACALE

Presidente Giulio Morandi
Sindaci effettivi Maurizio Bergomi
Adelio Bollini

STATO PATRIMONIALE

Voci dell'attivo 31/12/2021 31/12/2020
10. Cassa e disponibilità liquide 961.715.710 554.978
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: 174.953 177.843
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 174.953 177.843
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 108.142.990 110.967.186
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 829.990.665 1.513.527.733
a) crediti verso banche 38.882.764 792.431.958
b) crediti verso clientela 791.107.901 721.095.775
50. Derivati di copertura 2.351.700 448.311
60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (234.677) 17.512
70. Partecipazioni 341.000 341.000
80. Attività materiali 32.453.838 30.922.093
90. Attività immateriali 36.739.426 36.866.362
di cui avviamento 36.307.216 36.307.216
100. Attività fiscali 6.746.386 6.052.481
b) anticipate 6.746.386 6.052.481
120. Altre attività 43.340.087 37.028.077
Totale dell'attivo 2.021.762.078 1.736.903.576

segue: STATO PATRIMONIALE

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2021 31/12/2020
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 1.784.889.042 1.533.999.843
a) debiti verso banche 12.687.297 11.336.152
b) debiti verso clientela 1.772.201.745 1.522.663.691
40. Derivati di copertura 21.205.454 6.474.986
60. Passività fiscali 10.158.681 9.626.612
a) correnti 328.126 388.844
b) differite 9.830.555 9.237.768
80. Altre passività 49.755.929 44.042.247
90. Trattamento di fine rapporto del personale 1.713.888 1.804.690
100. Fondi per rischi e oneri: 19.047.282 15.290.412
a) impegni e garanzie rilasciate 1.621 2.307
c) altri fondi per rischi e oneri 19.045.661 15.288.105
110. Riserve da valutazione 906.334 1.087.053
140. Riserve 63.817.733 57.001.973
160. Capitale 60.760.000 60.760.000
180. Utile (Perdita) d'esercizio (+/-) 9.507.735 6.815.760
Totale del passivo e del patrimonio netto 2.021.762.078 1.736.903.576

CONTO ECONOMICO

31/12/2021 31/12/2020
10. Interessi attivi e proventi assimilati 5.187.114 5.851.151
di cui interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 5.187.114 5.851.151
20. Interessi passivi e oneri assimilati (5.727.993) (4.659.798)
30.Margine d'interesse (540.879) 1.191.353
40. Commissioni attive 128.897.878 110.563.484
50. Commissioni passive (60.146.622) (52.826.939)
60.Commissioni nette 68.751.256 57.736.545
80.Risultato netto dell'attività di negoziazione 92.507 38.496
90.Risultato netto dell'attività di copertura (115.036) 77.128
100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 652.056 113.774
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 652.056 113.774
120.Margine di intermediazione 68.839.904 59.157.296
130. Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito di: 197.094 (69.111)
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 177.803 (52.742)
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 19.291 (16.369)
140.Utili/Perite da modifiche contrattuali senza cancellazioni (39) (58)
150.Risultato netto della gestione finanziaria 69.036.959 59.088.127
160. Spese amministrative: (70.467.599) (59.119.724)
a) spese per il personale (31.253.933) (26.335.313)
b) altre spese amministrative (39.213.666) (32.784.411)
170. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (1.906.476) (2.588.015)
a) impegni e garanzie rilasciate 686 (1.515)
b) altri accantonamenti netti (1.907.162) (2.586.500)
180. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali (4.004.471) (3.696.442)
190. Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali (218.228) (228.010)
200. Altri oneri/proventi di gestione 21.079.902 16.723.640
210. Costi operativi (55.516.872) (48.908.551)
250. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 1.147 (251)
260. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 13.521.234 10.179.325
270. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (4.013.499) (3.363.565)
280. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 9.507.735 6.815.760
300. Utile (Perdita) d'esercizio 9.507.735 6.815.760

Euromobiliare Fiduciaria Spa

Corso Monforte, 34

Milano

Cariche sociali

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente Enrico Corradi
Vice Presidente Paolo Magnani
Consiglieri Matteo Benetti

COLLEGIO SINDACALE

Presidente Maurizio Bergomi
Sindaci effettivi Giulio Morandi
Maria Paglia

STATO PATRIMONIALE

Voci dell'attivo
31/12/2021
31/12/2020
Attività immateriali
- Attività immateriali a vita definita
354
6.402
Attività materiali
- Immobili, impianti e macchinari
339.377
23.973
Altre attività non correnti
- Attività finanziarie
2.945.694
2.938.050
- Attività per imposte anticipate
30.006
34.919
Totale Attività non correnti
3.315.431
3.003.344
Attività correnti
Crediti commerciali
414.702
560.624
Crediti tributari
884.205
861.745
Attività finanziarie
Altri crediti correnti
51.199
8.756
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti
1.086.801
1.099.756
Totale attività correnti
2.436.907
2.530.881
Totale dell'attivo
5.752.338
5.534.225

segue: STATO PATRIMONIALE

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2021 31/12/2020
Patrimonio netto
Capitale 700.000 700.000
Riserva legale 140.000 140.000
Altre reserve 3.117.933 2.993.953
Utile (perdita) dell'esercizio 142.505 116.194
Totale patrimonio netto 4.100.438 3.950.147
Passitivà non correnti
TFR e altri fondi relative al personale 150.117 259.276
Fondo imposte differite 2.629 2.630
Totale passività non correnti 152.746 261.906
Passività correnti
Debiti commerciali 257.873 377.217
Debiti vari ed altre passività 1.142.789 848.597
Altri fondi relativi al personale 88.597 88.315
Debiti per imposte sul reddito 9.895 8.043
Totale passività correnti 1.499.154 1.322.172
Totale passività 1.651.900 1.584.078
Totale del passivo e del patrimonio netto 5.752.338 5.534.225

CONTO ECONOMICO

31/12/2021 31/12/2020
Ricavi delle vendite e delle prestazioni 1.357.476 1.266.849
Altri proventi 621.722 639.083
Totale ricavi e proventi operativi 1.979.198 1.905.932
Acquisti di materiali e servizi esterni (697.450) (594.296)
Costi del personale (801.691) (866.877)
Altri costi operativi (252.720) (200.315)
Risultato operativo (EBITDA) 227.337 244.444
Ammortamenti (53.241) (109.262)
Risultato lordo di gestione (EBIT) 174.096 135.182
Proventi finanziari 14.280 13.290
Oneri finanziari (8.862) (3.104)
Risultato prima delle imposte 179.515 145.368
Imposte sul reddito dell'esercizio (37.010) (29.174)
Utile netto dell'esercizio 142.505 116.194

Euromobiliare Asset Management SGR Spa

Corso Monforte, 34

Milano

Cariche sociali

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente Claudio Zara
Vice Presidente Paolo Magnani
Amministratore Delegato Giuseppe Rovani
Consiglieri Elisabetta Gualandri
Caterina Maramotti
Guido Ottolenghi
Giorgio Semino

COLLEGIO SINDACALE

Presidente Paolo Giaroli
Sindaci effettivi Maurizio Bergomi
Maria Paglia

STATO PATRIMONIALE

Voci dell'attivo 31/12/2021 31/12/2020
10. Cassa e disponibilità liquide 81.218.320 1.248
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 512.176 279.539
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 512.176 279.539
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività 28.183.382 48.427.289
complessiva
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
182.306.230 161.866.750
80. Attività materiali 2.638.355 2.777.819
90. Attività immateriali 229.587 382.748
di cui avviamento - -
100. Attività fiscali 1.387.316 3.404.382
a) correnti 2.450 1.600.044
b) anticipate 1.384.866 1.804.338
120. Altre attività 798.394 8.465.918
Totale dell'attivo 297.273.759 225.605.694

BILANCIO INDIVIDUALE – BILANCI DELLE SOCIETA' CONTROLLATE

segue: STATO PATRIMONIALE

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2021 31/12/2020
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 19.415.645 18.917.009
a) debiti 19.415.645 18.917.009
60. Passività fiscali 2.546.244 443.617
a) correnti 2.328.982 -
b) differite 217.262 443.617
80. Altre passività 17.226.524 6.956.597
90. Trattamento di fine rapporto del personale 72.984 144.881
100. Fondi per rischi e oneri 1.707.711 2.153.356
c) altri fondi per rischi ed oneri 1.707.711 2.153.356
110. Capitale 6.456.250 6.456.250
140. Sovrapprezzi di emissione 413.166 413.166
150. Riserve 189.157.531 157.930.424
160. Riserve da valutazione 645.815 953.287
170. Utile (Perdita) d'esercizio 59.621.887 31.237.108
Totale del passivo e del patrimonio netto 297.273.759 225.605.694

CONTO ECONOMICO

31/12/2021 31/12/2020
10. Commissioni attive 259.929.258 209.627.021
20. Commissioni passive (159.364.278) (149.666.007)
30. Commissioni nette 100.564.980 59.961.014
50. Interessi attivi e proventi assimilati 227.336 266.684
60. Interessi passivi e oneri assimilati (127.964) (86.905)
90. Utile/Perdita da cessione o riacq. di: 89.441 (9.127)
b) attività finanziarie valutate al FV con imp. sulla redd compless. 89.441 (9.127)
100.Risultato netto delle altre attività e delle passività finanziarie 19.109 21.099
b) attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 19.109 21.099
110. Margine di intermediazione 100.772.901 60.152.766
120.Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito di: (346.729) (9.429)
a) attività e passività finanziarie valutate al costo ammortizzato (307.699) -
b) attività finanziarie valutate al fair value con impato sulla redd. comp. (39.030) (9.429)
130. Risultato netto della gestione finanziaria 100.426.172 60.143.337
140.Spese amministrative: (16.320.788) (17.168.021)
a) spese per il personale (7.517.030) (9.004.589)
b) altre spese amministrative (8.803.758) (8.163.432)
160. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali (285.457) (290.830)
170. Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali (153.162) (173.146)
180. Altri proventi e oneri di gestione 133.170 1.883.799
190. Costi operativi (16.626.236) (15.748.198)
230. Utili/Perdite da cessione di investimenti (4.351) (20.000)
240. Utile (perdita) dell'attività corrente al lordo delle imposte 83.795.584 44.375.140
250. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (24.173.697) (13.138.032)
260. Utile (perdita) dell'attività corrente al netto delle imposte 59.621.887 31.237.108
280. Utile (Perdita) d'esercizio 59.621.887 31.237.108

Credem Private Equity Spa

Via Che Guevara, 4/A

Reggio Emilia

Cariche sociali

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente Enrico Corradi
Vice Presidente Lucio Zanon di Valgiurata
Amministratori Delegati Maurizio Esposito
Daniele Molinaro
Consiglieri Roberto Catellani
Laura Iris Ferro
Paolo Magnani
Giorgio Semino
Claudio Zara

COLLEGIO SINDACALE

Presidente Gianni Tanturli
Sindaci effettivi Paolo Giaroli
Giuseppe Piroli

STATO PATRIMONIALE

Voci dell'attivo 31/12/2021 31/12/2020
10. Cassa e disponibilità liquide 6.201.652 6.685.874
b) Conti correnti e depositi a vista presso banche 6.201.652 6.685.874
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 1.859.212 562.712
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 1.859.212 562.712
80. Attività materiali 209.197 217.558
100. Attività fiscali 9.742 18.374
a) correnti - 10.626
b) anticipate 9.742 7.748
120. Altre attività 22.413 124.821
Totale dell'attivo 8.302.216 7.609.339

BILANCIO INDIVIDUALE – BILANCI DELLE SOCIETA' CONTROLLATE

segue: STATO PATRIMONIALE

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2021 31/12/2020
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 256.036 276.514
a) debiti 256.036 276.514
60. Passività fiscali 27.143 -
a)
Correnti
27.143 -
80. Altre passività 392.499 274.592
90. Trattamento di fine rapporto del personale 85.714 68.972
100. Fondi per rischi e oneri: 2.811 2.578
c) altri fondi per rischi e oneri 2.811 2.578
110. Capitale 2.400.000 2.400.000
150. Riserve 4.593.770 4.375.142
160. Riserve da valutazione (15.752) (7.087)
170. Utile (Perdita) d'esercizio 559.995 218.628
Totale del passivo e del patrimonio netto 8.302.216 7.609.339

CONTO ECONOMICO

31/12/2021 31/12/2020
10. Commissioni attive 3.726.575 2.442.090
20. Commissioni passive (1.901.351) (958.696)
30. Commissioni nette 1.825.224 1.483.394
50. Interessi attivi e proventi assimilati 668 679
60. Interessi passivi e oneri assimilati (2.493) (3.087)
100. Risultato netto delle altre attività e delle passività finanziarie valutate al (13.500) (19.709)
fair value con impatto a conto economico
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (13.500) (19.709)
110. Margine di intermediazione 1.809.899 1.461.277
130. Risultato netto della gestione finanziaria 1.809.899 1.461.277
140. Spese amministrative: (1.179.559) (1.135.858)
a) spese per il personale (519.653) (464.677)
b) altre spese amministrative (659.906) (671.181)
160. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali (37.644) (33.187)
180. Altri oneri e proventi di gestione 201.363 24.396
190. Costi operativi (1.015.840) (1.144.649)
240. Utile (perdita) dell'attività corrente al lordo delle imposte 794.059 316.628
250. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (234.064) (98.000)
260. Utile (perdita) dell'attività corrente al netto delle imposte 559.995 218.628
280. Utile (Perdita) d'esercizio 559.995 218.628

Credemleasing Spa

Via Mirabello, 2

Reggio Emilia

Cariche sociali

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente Giorgio Ferrari
Vice Presidenti Angelo Campani
Roberto Catellani
Consiglieri
Paolo Benatti
Claudio Caggiati
Fabrizio Corradi
Roberto Macchi
Edoardo Prezioso
Luca Tadolini

COLLEGIO SINDACALE

Presidente Mario Reverberi
Sindaci effettivi Giulio Morandi
Maria Paglia

STATO PATRIMONIALE

Voci dell'attivo 31/12/2021 31/12/2020
10. Cassa e disponibilità liquide 223.128 594.924
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività 474.363 474.363
complessiva
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
3.030.794.105 2.838.233.258
a) crediti verso banche 243.112 279.954
b) crediti verso società finanziarie 29.855.045 21.992.380
c) crediti verso clientela 3.000.695.948 2.815.960.924
60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica 1.678.390 3.022.968
(+/-)
70. Partecipazioni
273.956 273.956
80. Attività materiali 1.311.191 1.479.735
90. Attività immateriali 2.829.788 2.438.113
di cui avviamento: - -
100. Attività fiscali 5.838.668 6.946.395
a) correnti - 362.442
b) anticipate 5.838.668 6.583.953
120. Altre attività 51.499.969 55.536.832
Totale dell'attivo 3.094.923.558 2.909.000.544

segue: STATO PATRIMONIALE

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2021 31/12/2020
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 2.743.524.998 2.592.838.662
a) debiti 2.743.524.998 2.592.838.662
40. Derivati di copertura 1.718.082 3.056.982
60. Passività fiscali 1.462.890 -
a) correnti 1.462.890 -
80. Altre passività 91.811.142 83.577.803
90. Trattamento di fine rapporto del personale 816.805 781.134
100. Fondi per rischi e oneri: 3.086.328 2.503.141
a) impieghi e garanzie rilasciate 39.144 68.938
b) quiescenza e obblighi simili 96.295 111.919
c) altri fondi per rischi e oneri 2.950.889 2.322.284
110. Capitale 68.164.800 68.164.800
150. Riserve 157.933.724 141.954.989
160. Riserve da valutazione 324.945 144.298
170. Utile (Perdita) d'esercizio 26.079.844 15.978.735
Totale del passivo e del patrimonio netto 3.094.923.558 2.909.000.544

CONTO ECONOMICO

31/12/2021 31/12/2020
10. Interessi attivi e proventi assimilati 56.586.886 52.820.413
di cui interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 56.586.886 52.820.413
20. Interessi passivi e oneri assimilati (3.325.407) (6.196.001)
30. Margine d'interesse 53.261.479 46.624.412
40. Commissioni attive 13.312.024 11.651.075
50. Commissioni passive (7.261.132) (7.056.231)
60. Commissioni nette 6.050.892 4.594.844
90. Risultato netto dell'attività di copertura (17.680) 9.217
120. Margine di intermediazione 59.294.691 51.228.473
130.Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito di: (2.453.963) (11.426.994)
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (2.453.963) (11.426.994)
140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni 1.487 31.828
150. Risultato netto della gestione finanziaria 56.842.215 39.833.307
160. Spese amministrative: (15.988.076) (14.634.561)
a) spese per il personale (10.009.258) (9.543.360)
b) altre spese amministrative (5.978.818) (5.091.201)
170. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (449.566) (1.177.161)
a) per rischio di credito relativo a impegni e garanzie rilasciate 29.794 (9.624)
b) altri accantonamenti netti (479.360) (1.167.537)
180. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali (379.005) (353.3149
190. Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali (774.392) (653.455)
200. Altri oneri/proventi di gestione 53.020 1.044.413
210. Costi operativi (17.538.019) (15.774.078)
260. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 39.304.196 24.059.229
270. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (13.224.352) (8.080.494)
280. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 26.079.844 15.978.735
300. Utile (Perdita) d'esercizio 26.079.844 15.978.735

BILANCIO INDIVIDUALE – BILANCI DELLE SOCIETA' CONTROLLATE

Credemfactor Spa

Via Che Guevara, 4/B

Reggio Emilia

Cariche sociali

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente Angelo Campani
Vice Presidente Luciano Braglia
Consiglieri Corrado Biuso
Giancarlo Caroli
Roberto Catellani
Claudia Ferraguti
Caterina Maramotti

COLLEGIO SINDACALE

Presidente Maurizio Bergomi
Sindaci effettivi Alberto Artemio Galaverni
Paolo Giaroli

STATO PATRIMONIALE

Voci dell'attivo 31/12/2021 31/12/2020
10. Cassa e disponibilità liquide 957.739 206.272
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 1.318.771.365 1.136.443.220
a) crediti verso banche 25.877.035 4.234.416
b) crediti verso società finanziarie 2.348.868 975.334
c) crediti verso clientela 1.290.545.462 1.131.233.470
80. Attività materiali 903.156 1.141.414
90. Attività immateriali 1.678.349 1.287.756
di cui avviamento - -
100. Attività fiscali 1.863.199 2.328.662
a) correnti - 224.588
b) anticipate 1.863.199 2.104.074
120. Altre attività 8.124.491 6.869.455
Totale dell'attivo 1.332.298.299 1.148.276.779

segue: STATO PATRIMONIALE

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2021 31/12/2020
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 1.215.848.052 1.002.575.176
a) debiti 1.215.848.052 1.002.575.176
60. Passività fiscali 388.073 17.005
a) correnti 371.068 -
b) differite 17.005 17.005
80. Altre passività 21.834.952 59.702.545
90. Trattamento di fine rapporto del personale 742.088 736.416
100. Fondi per rischi e oneri: 973.444 869.723
c) altri fondi per rischi e oneri 973.444 869.723
110. Capitale 27.401.000 27.401.000
150. Riserve 56.989.898 52.415.856
160. Riserve da valutazione (22.718) (14.984)
170. Utile (Perdita) d'esercizio 8.143.510 4.574.042
Totale del passivo e del patrimonio netto 1.332.298.299 1.148.276.779

CONTO ECONOMICO

31/12/2021 31/12/2020
10. Interessi attivi e proventi assimilati 12.308.921 11.471.895
di cui: interessi attivi calcolati col metodo dell'interesse effettivo 12.308.921 11.452.909
20. Interessi passivi e oneri assimilati (31.262) (65.951)
30. Margine d'interesse 12.277.759 11.405.944
40. Commissioni attive 13.720.986 12.018.080
50. Commissioni passive (3.893.601) (3.248.622)
60. Commissioni nette 9.827.385 8.769.458
80.Risultato netto dell'attività di negoziazione 5.703 (7.895)
120. Margine di intermediazione 22.110.847 20.167.507
130.Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito di: (856.151) (2.956.690)
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (856.151) (2.956.690)
150. Risultato netto della gestione finanziaria 22.966.998 17.210.817
160. Spese amministrative: (10.828.473) (10.330.089)
a) spese per il personale (7.522.637) (7.080.436)
b) altre spese amministrative (3.305.836) (3.249.653)
170. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri 180.517 (56.019)
b) altri accantonamenti netti 180.517 (56.019)
180. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali (365.517) (342.082)
190. Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali (291.928) (226.886)
200. Altri oneri/proventi di gestione 138.391 411.547
210. Costi operativi (11.167.010) (10.543.529)
260. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 11.799.988 6.667.288
270. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (3.656.478) (2.093.246)
280. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 8.143.510 4.574.042
300. Utile (Perdita) d'esercizio 8.143.510 4.574.042

Magazzini Generali delle Tagliate Spa Via Togliatti, 35/1 Montecavolo di Quattro Castella (RE)

Cariche sociali

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente Roberto Catellani
Amministratore Delegato Roberto Frignani
Consiglieri Giovanni Crotti
Alessandro Denti
Guido Rocca
Paolo Tadolini

COLLEGIO SINDACALE

Presidente Giulio Morandi
Sindaci effettivi Eugenio Menozzi
Alberto Artemio Galaverni

STATO PATRIMONIALE

Voci dell'attivo 31/12/2021 31/12/2020
Attività non correnti
Attività immateriali 472.520 501.924
- Avviamento 293.455 293.455
- Attività immateriali a vita definita 179.065 208.469
Attività materiali 26.774.371 26.532.819
- Immobili, impianti e macchinari 26.773.397 26.523.161
- Diritto d'uso acquisti con leasing 974 9.658
Altre attività non correnti 2.194.335 2.387.645
- Partecipazioni 64.550 64.550
- Attività per imposte anticipate 176.534 294.422
- Altre attività non correnti 1.953.251 2.028.673
Totale Attività non correnti 29.441.226 29.422.388
Attività correnti
Crediti commerciali 794.745 811.818
Crediti tributari 53.661 22.675
Altri crediti correnti 409.122 157.392
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti 1.494.445 1.446.799
Totale attività correnti 2.751.973 2.438.684
Totale dell'attivo 32.193.199 31.861.072

STATO PATRIMONIALE

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2021 31/12/2020
Patrimonio netto
Capitale 1.500.000 1.500.000
Riserva legale 452.076 452.076
Riserva di rivalutazione 10.854.312 10.854.312
Altre reserve 12.268.719 8.075.972
Utile (perdita) dell'esercizio 843.810 4.146.202
Totale patrimonio netto 25.918.917 25.028.562
Passitivà non correnti
TFR e altri fondi relative al personale 942.593 966.913
Fondo imposte differite 91.307 91.499
Debiti vari e altre passività non correnti 1.977.720 2.049.972
Passività finanziarie non correnti oltre 12 mesi 1.952.745 2.028.117
Debito per leasing non correnti oltre 12 mesi - 555
Totale passività non correnti 4.964.365 5.137.056
Passività correnti
Passività finanziarie correnti entro 12 mesi 75.371 73.640
Debiti commerciali 849.050 821.135
Debiti vari ed altre passività 384.941 774.687
Debiti imposte e tasse dell'Esercizio - 17.166
Debito per leasing correnti entro 12 mesi 555 8.826
Totale passività correnti 1.309.917 1.695.454
Totale passività 6.274.282 6.832.510
Totale del passivo e del patrimonio netto 32.193.199 31.861.072

CONTO ECONOMICO

31/12/2021 31/12/2020
Ricavi delle vendite e delle prestazioni 5.113.852 4.981.219
Altri proventi 377.537 326.616
Totale ricavi e proventi operativi 5.491.389 5.307.835
Acquisti di materiali e servizi esterni (1.198.004) (1.014.374)
Costi del personale (2.072.519) (2.111.614)
Altri costi operativi (173.566) (172.616)
Risultato operativo (EBITDA) 2.047.300 2.007.231
Ammortamenti (1.129.759) (1.166.104)
Plusvalenze/minusvalenze da realizzo di attività non correnti (14.282) 600
Risultato lordo di gestione (EBIT) 903.259 841.727
Proventi finanziari 50.318 51.921
Oneri finanziari (51.301) (53.240)
Risultato prima delle imposte 902.276 840.408
Imposte sul reddito dell'esercizio (58.466) 3.305.794
Utile netto dell'esercizio 843.810 4.146.202

Credemvita Spa

Via Luigi Sani, 1

Reggio Emilia

Cariche sociali

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente Stefano Morellini
Vice Presidente Paolo Magnani
Consiglieri Paolo Chiussi
Giorgia Fontanesi
Rossella Manfredi
Anna Spaggiari

COLLEGIO SINDACALE

Presidente Gianni Tanturli
Sindaci effettivi Torquato Bonilauri
Giulio Morandi

STATO PATRIMONIALE

Voci dell'attivo 31/12/2021 31/12/2020
B. Attività immateriali 12.543.662 9.533.320
C. Investimenti 4.324.921.167 4.186.457.412
D. Investimenti a beneficio di assicurati dei rami vita i quali ne sopportano il rischio
e derivanti dalla gestione dei fondi pensione
4.410.163.404 3.700.833.601
D.bis Riserve tecniche a carico di riassicuratori 17.489.415 17.297.707
E. Crediti 191.947.852 200.496.804
F. Altri elementi dell'attivo 223.287.518 143.856.109
G. Ratei e risconti 23.056.744 19.292.393
Totale dell'attivo 9.203.409.762 8.277.767.346

BILANCIO INDIVIDUALE – BILANCI DELLE SOCIETA' CONTROLLATE

segue: STATO PATRIMONIALE

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2021 31/12/2020
A. Patrimonio netto 330.546.699 297.663.748
B. Passività subordinate 105.900.386 105.725.369
C. Riserve tecniche 4.255.283.619 4.079.750.785
D. Riserve tecniche allorché il rischio dell'investimento è sopportato dagli assicurati
e riserve derivanti dalla gestione dei fondi pensione
4.409.399.357 3.700.784.341
E. Fondi per rischi e oneri 105.251 133.000
G. Debiti e altre passività 98.909.409 93.260.165
H. Ratei e risconti 3.265.041 449.939
Totale del passivo 9.203.409.762 8.277.767.347

CONTO ECONOMICO

31/12/2021 31/12/2020
Conto Tecnico
1. Premi dell'esercizio, al netto delle cessioni in riassicurazione 1.329.566.707 987.515.447
2. Proventi da investimenti 141.567.325 175.553.518
3 . Proventi e plusvalenze non realizzate relativi a investimenti a beneficio di
assicurati i quali ne sopportano il rischio ed a investimenti derivanti dalla
gestione fondi pensione
325.132.189 253.896.466
4. Altri proventi tecnici, al netto delle cessioni in riassicurazione 16.051.759 14.563.875
5. Oneri relativi a sinistri, al netto delle cessioni in riassicurazione (679.873.018) (652.272.431)
6. Variazione delle riserve matematiche e delle altre riserve tecniche, al
netto delle cessioni di riassicurazione
(881.220.885) (441.094.637)
7. Spese di gestione (16.457.041) (15.379.671)
8. Oneri patrimoniali e finanziari (57.349.759) (83.576.319)
9. Oneri patrimoniali e finanziari e minusvalenze non realizzate relativi a
investimenti a beneficio di assicurati i quali ne sopportano il rischio e a
investimenti derivanti dalla gestione dei fondi pensione
(68.966.280) (131.194.964)
10. Altri oneri tecnici, al netto delle cessioni in riassicurazione (55.204.238) (50.631.288)
11. Quota dell'utile degli investimenti trasferita al conto non tecnico (7.738.329) (8.154.373)
12. Risultato del conto tecnico dei rami vita 45.508.430 49.225.623
Conto non tecnico
2. Risultato del conto tecnico dei rami vita 45.508.430 49.225.623
4 Quota dell'utile degli investimenti trasferita al conto tecnico dei rami vita 7.738.328 8.154.373
7 . Altri proventi 1.317.010 1.005.839
8. Altri oneri (6.697.881) (9.089.309)
9. Risultato dell'attività ordinaria 47.865.887 49.296.527
10. Proventi straordinari 84.163 1.552.957
11. Oneri straordinari (556.971) (1.330.121)
12. Risultato dell'attività straordinaria (472.808) 222.836
13. Risultato prima delle imposte 47.393.079 49.519.362
14. Imposte sul reddito dell'esercizio (14.510.128) (15.531.287)
15. Utile (Perdita) d'esercizio 32.882.951 33.988.075

Credemtel Spa Via Togliatti, 36/1

Montecavolo di Quattro Castella (RE)

Cariche sociali

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente Nazzareno Gregori
Vice Presidente Angelo Campani
Consiglieri Ettore Corsi
Antonio Farini
Piergiorgio Grossi
Mauro Torelli
Francesco Reggiani

COLLEGIO SINDACALE

Presidente Gianni Tanturli
Sindaci effettivi Paolo Giaroli
Mario Reverberi

BILANCIO INDIVIDUALE – BILANCI DELLE SOCIETA' CONTROLLATE

STATO PATRIMONIALE

Voci dell'attivo 31/12/2021 31/12/2020
Attività non correnti
Attività immateriali
- Avviamento 2.184.956 2.184.956
- Attività immateriali a vita definita 9.194.535 7.396.107
Attività materiali
- Immobili, impianti e macchinari 522.574 619.897
- Diritti d'uso acquisiti con il leasing 1.414.958 1.469.124
Altre attività non correnti
- Partecipazioni 4.961.344 2.632.127
- Attività finanziarie 462.500 282.718
- Attività per imposte anticipate 1.039.889 887.626
- Altre attività non correnti 1.046.196 960.066
Totale Attività non correnti 20.826.952 16.432.621
Attività correnti
Crediti commerciali 10.285.087 8.973.648
Crediti Tributari 5.232 5.232
Attività Finanziarie 4.091.740 4.103.255
Altri crediti correnti 258.808 673.257
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti 11.397.229 9.183.432
Totale attività correnti 26.038.096 22.938.824
Totale dell'attivo 46.865.048 39.371.445

segue: STATO PATRIMONIALE

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2021 31/12/2020
Patrimonio netto
Capitale 2.840.530 2.840.530
Riserva legale 568.106 568.106
Altre reserve 26.278.014 21.429.014
Utile (perdita) dell'esercizio 5.619.669 4.829.986
Totale patrimonio netto 35.306.319 29.667.636
Passitivà non correnti
TFR e altri fondi relative al personale 1.738.746 1.737.370
Fondo imposte differite 109.211 108.404
Fondo per rischi e oneri 1.523.083 820.861
Diritti d'uso acquisiti con il leasing 1.243.438 1.294.721
Totale passività non correnti 4.614.478 3.961.356
Passività correnti
Debiti commerciali 4.419.036 3.906.260
Debiti vari ed altre passività 2.296.650 1.594.391
Diritti d'uso acquisiti con il leasing 189.260 176.147
Debiti per imposte sul reddito 39.305 65.655
Totale passività correnti 6.944.251 5.742.453
Totale passività 11.558.729 9.703.809
Totale del passivo e del patrimonio netto 46.865.048 39.371.445

CONTO ECONOMICO

31/12/2021 31/12/2020
Ricavi delle vendite e delle prestazioni 29.532.659 25.165.477
Incrementi di Immobilizzazioni per lavori interni 1.248.316 1.225.246
Altri proventi 53.939 63.863
Totale ricavi e proventi operativi 30.834.914 26.454.586
Acquisti di materiali e servizi esterni (12.614.486) (11.556.882)
Costi del personale (8.685.520) (6.803.682)
Altri costi operativi (179.329) (115.901)
Risultato operativo (EBITDA) 9.355.579 7.978.121
Ammortamenti (2.372.724) (1.840.141)
Plusvalenze/minusvalenze da realizzo di attività non correnti 308 (7.076)
Risultato lordo di gestione (EBIT) 6.938.163 6.130.904
Proventi finanziari 463.028 81.730
Oneri finanziari (39.765) (55.832)
Risultato prima delle imposte 7.406.426 6.156.802
Imposte sul reddito dell'esercizio (1.786.757) (1.326.816)
Utile netto dell'esercizio 5.619.669 4.829.986

Avvera Spa

Via Mirabello, 2

Reggio Emilia

Cariche sociali

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente Claudio Zara
Vice Presidente Stefano Pilastri
Amministratore Delegato Lorenzo Montanari
Consiglieri Massimo Arduini
Giuliano Cassinadri
Nazzareno Gregori
Edoardo Prezioso
Francesco Reggiani
Roberto Catellani
Giorgio Semino

COLLEGIO SINDACALE

Presidente Maurizio Bergomi
Sindaci effettivi Paolo Giaroli
Maria Paglia

STATO PATRIMONIALE

Voci dell'attivo 31/12/2021 31/12/2020
10. Cassa e disponibilità liquide 61.943.015 39.328.523
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 870.830.562 363.346.330
a) crediti verso banche 3.253.732 7.969.117
b) crediti verso società finanziarie 1.014.733 88.384
c) crediti verso clientela 866.562.097 355.288.829
70. Partecipazioni 357.400 357.400
80. Attività materiali 2.762.064 3.605.943
90. Attività immateriali 9.593.191 7.316.664
di cui avviamento - -
100. Attività fiscali 1.385.780 811.783
b) anticipate 1.385.780 811.783
120. Altre attività 2.736.223 2.206.057
Totale dell'attivo 949.608.235 416.972.700

segue: STATO PATRIMONIALE

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2021 31/12/2020
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 858.169.360 374.059.556
a) debiti 858.169.360 374.059.556
60. Passività fiscali 733.775 172.423
a) correnti 732.719 171.367
b) differite 1.056 1.056
80. Altre passività 13.192.513 9.326.228
90. Trattamento di fine rapporto del personale 349.653 271.082
100. Fondi per rischi e oneri: 4.545.177 2.610.162
c) altri fondi per rischi e oneri 4.545.177 2.610.162
110. Capitale 38.200.000 3.200.000
150. Riserve 27.355.288 24.348.731
160. Riserve da valutazione 1.215 (22.039)
170. Utile (Perdita) d'esercizio 7.061.254 3.006.557
Totale del passivo e del patrimonio netto 949.608.235 416.972.700

CONTO ECONOMICO

31/12/2021 31/12/2020
10. Interessi attivi e proventi assimilati 16.876.627 6.539.932
di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 16.876.627 6.539.932
20. Interessi passivi e oneri assimilati (2.784.580) (1.061.347)
30. Margine d'interesse 14.092.047 5.478.585
40. Commissioni attive 37.479.111 26.864.510
50. Commissioni passive (15.831.604) (11.441.398)
60. Commissioni nette 21.647.507 15.423.112
100. Utili (Perdite) da cessione o riacquisto di: - (725)
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività compl. - (725)
120. Margine di intermediazione 35.739.554 20.900.972
130.Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito di: (3.044.140) (772.922)
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (3.044.140) (775.457)
b) attività finanziarie valutate al fair value con imp.sulla redditività compl. - 2.535
150. Risultato netto della gestione finanziaria 32.695.414 20.128.050
160. Spese amministrative: (19.095.221) (15.364.560)
a) spese per il personale (10.994.552) (8.901.005)
b) altre spese amministrative (8.100.669) (6.463.555)
170. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (1.425.361) 1.427.627
b) altri accantonamenti netti (1.425.361) 1.427.627
180. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali (423.950) (442.226)
190. Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali (2.144.018) (1.400.473)
200. Altri oneri/proventi di gestione 575.684 262.048
210. Costi operativi (22.512.866) (15.517.584)
250. Utili (Perdite) da cessione investimenti - (197)
260. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 10.182.548 4.610.269
270. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (3.121.294) (1.603.712)
280. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 7.061.254 3.006.557
300. Utile (Perdita) d'esercizio 7.061.254 3.006.557

Euromobiliare Advisory Sim Spa

Corso Monforte, 34

Milano

Cariche sociali

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente Lucio Igino Zanon di Valgiurata
Vice Presidente Paolo Magnani
Consiglieri Paolo Chiussi
Rossella Manfredi
Carlo Antonio Menozzi
Vittorio Palazzi Trivelli

COLLEGIO SINDACALE

Presidente Maurizio Bergomi
Sindaci effettivi Giulio Morandi
Vittorio Guidetti

STATO PATRIMONIALE

Voci dell'attivo 31/12/2021 31/12/2020
10. Cassa e disponibilità liquide 26.651.159 420
a) cassa 370 -
b) correnti 26.650.789 -
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 9.436.003 23.996.758
a) crediti verso banche 8.886.156 23.854.662
b) crediti verso società finanziarie 273.694 49.395
c) crediti verso clientela 276.153 92.701
80. Attività materiali 2.183.566 2.312.840
90. Attività immateriali 454.371 529.654
di cui avviamento - -
100. Attività fiscali 431.039 593.984
a) correnti - 258.217
b) anticipate 431.039 335.767
120. Altre attività 720.925 3.504.965
Totale dell'attivo 39.877.063 30.938.621

segue: STATO PATRIMONIALE

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2021 31/12/2020
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 2.142.032 2.235.448
a) debiti verso banche 1.928.872 2.103.601
b) debiti verso clientela 213.160 131.847
60. Passività fiscali 247.591 -
a) correnti 247.591 -
80. Altre passività 3.237.846 2.117.376
90. Trattamento di fine rapporto del personale 390.625 373.014
100. Fondi per rischi e oneri: 1.369.193 1.091.656
c) altri fondi rischi e oneri 1.369.193 1.091.656
110. Capitale 1.000.000 1.000.000
150. Riserve 24.136.752 19.490.632
160. Riserve da valutazione (26.785) (15.625)
170. Utile (Perdita) d'esercizio 7.379.810 4.646.120
Totale del passivo e del patrimonio netto 39.877.063 30.938.621

CONTO ECONOMICO

31/12/2021 31/12/2020
30. Utile/Perdita da cessione o riacquisto di: - 62.070
b) attività finanziarie valutate al FV con impatto sulla redd. compl. - 62.070
50. Commissioni attive 20.554.035 15.890.144
60. Commissioni passive (138.830) (41.538)
70. Interessi attivi e proventi assimilati 2.177 5.204
80. Interessi passivi e oneri assimilati (31.591) (34.880)
110. Margine di intermediazione 20.385.790 15.881.000
130. Risultato netto della gestione finanziaria 20.385.790 15.881.000
140. Spese amministrative: (11.049.309) (10.456.118)
a) spese per il personale (7.071.288) (6.730.236)
b) altre spese amministrative (3.978.021) (3.725.882)
160. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali (269.984) (283.937)
170. Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali (256.663) (261.664)
180. Altri oneri/proventi di gestione 1.367.988 1.440.508
190. Costi operativi (10.207.968) (9.561.211)
230. Utile (Perdite) da cessione investimenti (367) -
240. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 10.177.456 6.319.789
250. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (2.797.646) (1.673.669)
260. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 7.379.810 4.646.120
280. Utile (Perdita) d'esercizio 7.379.810 4.646.120

Credem CB Srl

Via V. Alfieri, 1

Conegliano Veneto (TV)

Cariche sociali

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente Nausica Pinese Consiglieri Rossella Manfredi Gabriele Minotti

COLLEGIO SINDACALE non previsto

STATO PATRIMONIALE

Voci dell'attivo 31/12/2021 31/12/2020
60. Crediti 13.344 15.805
120. Attività fiscali 1.333 1.327
a) correnti 1.333 1.327
140. Altre attività 29.377 25.414
Totale dell'attivo 44.054 42.546

BILANCIO INDIVIDUALE – BILANCI DELLE SOCIETA' CONTROLLATE

segue: STATO PATRIMONIALE

31/12/2020
744
744
29.669
10.000
2.000
133
42.546

CONTO ECONOMICO

31/12/2021 31/12/2020
40. Commissioni passive (421) (239)
Commissioni nette (421) (239)
110. Spese amministrative: (92.168) (81.836)
a) spese per il personale (22.414) (22.405)
b) altre spese amministrative (69.753) (59.431)
160. Altri proventi/oneri di gestione 92.911 82.730
Risultato della gestione operativa 322 655
Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 322 655
190. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (322) (655)
Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte - -
Utile (Perdita) d'esercizio - -

BILANCIO INDIVIDUALE – BILANCI DELLE SOCIETA' CONTROLLATE

Gestimlux sarl 10-12 Avenue Paster L – 2310

Luxembourg

Cariche sociali

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Amministratore Unico Lorenzo Modestini

COLLEGIO SINDACALE non previsto

STATO PATRIMONIALE

31/12/2021 31/12/2020
11.567.235 11.934.098
52.747 7.403
1.914.792 1.768.855
13.534.774 13.710.356

BILANCIO INDIVIDUALE – BILANCI DELLE SOCIETA' CONTROLLATE

segue: STATO PATRIMONIALE

31/12/2021 31/12/2020
725.000 725.000
6.525.000 6.525.000
6.428.721 6.719.298
-239.963 -290.578
96.016 31.636
13.534.774 13.710.356

CONTO ECONOMICO

Profit and loss account 31/12/2021 31/12/2020
Net turnover 348.960 330.311
Raw materials and consumables and other external expenses (163.258) (238.446)
a) - Raw materials and consumables (11.938) (26.698)
b) – Other external expenses (151.320) (211.748)
Value adjustments (372.271) (370.917)
Tax on profit or loss (53.394) (11.526)
Profit or loss after taxation (239.963) (290.578)
Profit or loss for the financial taxation (239.963) (290.578)

S.A.T.A. APPLICAZIONE TECNOLOGIE AVANZATE SRL Via Notari, 103

41126 Modena (MO)

Cariche sociali

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente Flavio Bonfatti

Consiglieri Enrico Baldisserri

Giancarlo Caroli

Gabriele Decò

Maurizio Giglioli

COLLEGIO SINDACALE

Sindaco Unico Paolo Giaroli

STATO PATRIMONIALE

Voci dell'attivo 31/12/2021 31/12/2020
Attività non correnti
Attività immateriali
- Attività immateriali a vita definita - 782
Attività materiali
- Immobili, impianti e macchinari 19.856 14.326
Altre attività non correnti
Totale Attività non correnti 19.856 15.108
Attività correnti
Crediti commerciali 715.238 829.573
Crediti Tributari 68.415 77.635
Altri crediti correnti 118.585 178.526
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti 2.280.984 1.543.835
Totale attività correnti 3.183.222 2.629.569
Totale dell'attivo 3.203.078 2.644.677

segue: STATO PATRIMONIALE

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2021 31/12/2020
Patrimonio netto
Capitale 125.613 125.613
Riserva legale 30.938 30.938
Altre reserve 1.275.898 1.152.008
Utile (perdita) dell'esercizio 664.177 523.890
Totale patrimonio netto 2.096.626 1.832.449
Passitivà non correnti
TFR e altri fondi relative al personale 169.609 182.648
Totale passività non correnti 169.609 182.648
Passività correnti
Debiti commerciali 141.956 179.232
Debiti vari ed altre passività 777.869 437.159
Debiti per imposte sul reddito 17.018 13.189
Totale passività correnti 936.843 629.580
Totale passività 1.106.452 812.228
Totale del passivo e del patrimonio netto 3.203.078 2.644.677

CONTO ECONOMICO

31/12/2021 31/12/2020
Ricavi delle vendite e delle prestazioni 2.084.465 1.754.689
Altri proventi 164.263 231.445
Totale ricavi e proventi operativi 2.248.728 1.986.134
Acquisti di materiali e servizi esterni (497.951) (581.462)
Costi del personale (800.996) (680.523)
Altri costi operativi (9.199) (9.199)
Risultato operativo (EBITDA) 940.582 714.950
Ammortamenti (6.017) (5.415)
Risultato lordo di gestione (EBIT) 934.565 709.535
Proventi finanziari 21 52
Oneri finanziari (4.454) (9.419)
Risultato prima delle imposte 930.132 700.168
Imposte sul reddito dell'esercizio (265.955) (176.278)
Utile netto dell'esercizio 664.177 523.890

Blue Eye Solutions srl Strada della Fornace, 10

Località Basilicanova

43022 Montechiarugolo (PR)

Cariche sociali

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente Giancarlo Caroli
Consiglieri Nicola Carnevali
Luca Bicchieri
Enrico Baldisserri
Francesco Pedrielli
Matteo Giannetti

COLLEGIO SINDACALE

Presidente Mario De Lucchi

Sindaci effettivi Alessandra Savazzi

Alberto Peroni

STATO PATRIMONIALE

Voci dell'attivo 31/12/2021 31/12/2020
Attività non correnti
Attività immateriali
- Attività immateriali a vita definita 242.683 142.783
Attività materiali
- Immobili, impianti e macchinari 197.250 214.930
Altre attività non correnti 250 40.250
Totale Attività non correnti 440.183 397.963
Attività correnti
Crediti commerciali 694.582 501.781
Crediti Tributari 27.945 22.782
Altri crediti correnti 149.699 83.484
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti 314.122 630.715
Totale attività correnti 1.186.348 1.238.762
Totale dell'attivo 1.626.531 1.636.725

segue: STATO PATRIMONIALE

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2021 31/12/2020
Patrimonio netto
Capitale 30.000 30.000
Riserva legale 6.000 6.000
Altre reserve 543.882 454.357
Utile (perdita) dell'esercizio 5.789 174.527
Totale patrimonio netto 585.671 664.884
Passitivà non correnti
TFR e altri fondi relative al personale 278.219 352.221
Totale passività non correnti 278.219 352.221
Passività correnti
Debiti commerciali 355.957 257.650
Debiti vari ed altre passività 406.684 361.970
Debiti per imposte sul reddito - -
Totale passività correnti 762.641 619.620
Totale passività 1.040.860 971.841
Totale del passivo e del patrimonio netto 1.626.531 1.636.725

BILANCIO INDIVIDUALE – BILANCI DELLE SOCIETA' CONTROLLATE

CONTO ECONOMICO

31/12/2021 31/12/2020
Ricavi delle vendite e delle prestazioni 2.421.717 1.991.300
Altri proventi 3.589 3.246
Totale ricavi e proventi operativi 2.425.306 1.994.546
Acquisti di materiali e servizi esterni 840.590 693.763
Costi del personale 1.428.071 968.271
Altri costi operativi 63.744 60.020
Risultato operativo (EBITDA) 92.901 274.492
Ammortamenti 67.147 53.250
Risultato lordo di gestione (EBIT) 25.754 219.242
Proventi finanziari 205 62
Oneri finanziari 1.908 3086
Risultato prima delle imposte 24.051 216.218
Imposte sul reddito dell'esercizio 18.262 41.691
Utile netto dell'esercizio 5.789 174.527

ATTESTAZIONE DEL PRESIDENTE E DEL DIRIGENTE PREPOSTO

  • -
    -
    -

RELAZIONE DELLA SOCIETA' DI REVISIONE

EY S.p.A. Via Meravigli, 12 20123 Milano

Tel: +39 02 722121 Fax: +39 02 722122037 ey.com

Relazione della società di revisione indipendente ai sensi dell'art. 14 del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 e dell'art. 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014

Agli Azionisti di Credito Emiliano S.p.A.

Relazione sulla revisione contabile del bilancio d'esercizio

Giudizio

Abbiamo svolto la revisione contabile del bilancio d'esercizio di Credito Emiliano S.p.A. (la "Società"), costituito dallo stato patrimoniale al 31 dicembre 2021, dal conto economico, dal prospetto della redditività complessiva, dal prospetto delle variazioni del patrimonio netto, dal rendiconto finanziario per l'esercizio chiuso a tale data e dalla nota integrativa.

A nostro giudizio, il bilancio d'esercizio fornisce una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria della Società al 31 dicembre 2021, del risultato economico e dei flussi di cassa per l'esercizio chiuso a tale data, in conformità agli International Financial Reporting Standards adottati dall'Unione Europea, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D. Lgs. 28 febbraio 2005, n. 38 e dell'art. 43 del D. Lgs. 18 agosto 2015, n. 136.

Elementi alla base del giudizio

Abbiamo svolto la revisione contabile in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia). Le nostre responsabilità ai sensi di tali principi sono ulteriormente descritte nella sezione Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio d'esercizio della presente relazione. Siamo indipendenti rispetto alla Società in conformità alle norme e ai principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell'ordinamento italiano alla revisione contabile del bilancio. Riteniamo di aver acquisito elementi probativi sufficienti ed appropriati su cui basare il nostro giudizio.

Aspetti chiave della revisione contabile

Gli aspetti chiave della revisione contabile sono quegli aspetti che, secondo il nostro giudizio professionale, sono stati maggiormente significativi nell'ambito della revisione contabile del bilancio dell'esercizio in esame. Tali aspetti sono stati da noi affrontati nell'ambito della revisione contabile e nella formazione del nostro giudizio sul bilancio d'esercizio nel suo complesso; pertanto su tali aspetti non esprimiamo un giudizio separato.

Abbiamo identificato i seguenti aspetti chiave della revisione contabile:

Aspetto chiave Risposte di revisione

Classificazione e valutazione dei crediti verso la clientela per finanziamenti

I crediti verso la clientela per finanziamenti, iscritti nella voce 40 b) dell'attivo del bilancio d'esercizio e valutati al costo ammortizzato, al 31 dicembre 2021 ammontano a 32.252 milioni di Euro.

Il processo di classificazione dei crediti verso la clientela per finanziamenti nelle diverse categorie di rischio e di valutazione degli stessi è rilevante per la revisione contabile sia perché il loro valore è significativo per il bilancio d'esercizio nel suo complesso, sia perché le relative rettifiche di valore sono determinate dagli amministratori attraverso l'utilizzo di stime che presentano un elevato grado di soggettività e complessità.

Tra queste ultime assumono particolare rilevanza l'identificazione delle obiettive evidenze di riduzione di valore del credito (impairment), la conseguente classificazione delle esposizioni nello Stage 3 (crediti deteriorati), nonché le stime dei flussi di cassa attesi anche in funzione del valore recuperabile delle garanzie acquisite; tali stime riflettono gli effetti, oltre che della strategia di recupero ordinaria basata sull'incasso del credito attraverso azioni legali e il realizzo delle garanzie, anche di quelli derivanti dagli scenari di cessione dei crediti medesimi.

Inoltre, per quanto concerne le previsioni di perdita di natura statistica, operate sui crediti verso la clientela per finanziamenti per i quali non sono state individuate obiettive evidenze di riduzione di valore, assumono particolare rilievo la determinazione dei parametri di misurazione dell'incremento significativo del rischio di credito rispetto alla data di iscrizione iniziale, la definizione dei modelli di calcolo delle perdite attese (expected credit losses – ECL), che comporta l'individuazione dell'esposizione al momento dell'inadempienza (EAD), la determinazione delle probabilità di default (PD) e della relativa perdita (LGD) stimate sia sulla base di informazioni di natura storico-statistica, sia di informazioni prospettiche (forward looking), anche di tipo macroeconomico.

Inoltre, i processi di classificazione e valutazione dei crediti verso la clientela rappresentati da finanziamenti comportano la considerazione di specifici fattori volti a riflettere l'attuale contesto di incertezza sull'evoluzione del quadro macroeconomico determinato dal permanere della pandemia da Covid-19 e gli effetti delle misure governative di sostegno dell'economia tra cui, in particolare, le moratorie dei pagamenti e l'erogazione di finanziamenti a fronte di garanzie pubbliche.

L'informativa sulla classificazione e sulla valutazione dei crediti verso la clientela per finanziamenti è fornita nella Parte A, nella Parte B, nella Parte C e nella Parte E della nota integrativa.

Le nostre procedure di revisione in risposta all'aspetto chiave hanno incluso, tra l'altro:

  • la comprensione delle policy aziendali, dei processi e dei controlli posti in essere dalla Società in relazione alla classificazione e valutazione dei crediti verso la clientela per finanziamenti e lo svolgimento di procedure di conformità sui controlli ritenuti chiave, compresi quelli relativi ai presidi informatici, al fine di valutarne l'efficacia operativa;
  • lo svolgimento, su base campionaria, di procedure di validità finalizzate alla verifica delle corrette classificazione e valutazione delle esposizioni creditizie;
  • la comprensione, anche con il supporto di nostri esperti in tematiche di risk management e di sistemi informativi, della metodologia utilizzata in relazione alle valutazioni di tipo statistico e della ragionevolezza delle ipotesi adottate, comprese quelle relative agli overlay factors, nonché lo svolgimento di procedure di conformità e validità, finalizzate alla verifica dell'accurata determinazione dei parametri di EAD, PD e LGD rilevanti ai fini della determinazione delle rettifiche di valore;
  • l'analisi, anche con il supporto di nostri esperti in materia di valutazione di portafogli di crediti deteriorati, dell'appropriatezza della metodologia utilizzata e della ragionevolezza dei principali parametri utilizzati ai fini della stima delle previsioni di perdita relative ai portafogli valutati in ottica di cessione, nonché la lettura della relazione predisposta dai valutatori indipendenti incaricati dalla Società;
  • lo svolgimento di procedure di analisi comparativa del portafoglio dei crediti verso la clientela per finanziamenti e dei relativi livelli di copertura, con riferimento agli scostamenti maggiormente significativi rispetto all'esercizio precedente.

Infine, abbiamo esaminato l'adeguatezza dell'informativa resa in nota integrativa.

consulenti esterni.

Impairment test dell'avviamento

L'avviamento è iscritto per 240 milioni di Euro nella voce 90 dell'attivo del bilancio d'esercizio ed è allocato alla cash generating unit (CGU) "Banking Commerciale". Come previsto dal principio contabile internazionale IAS 36 "Riduzione di valore delle attività", la Società sottopone almeno annualmente l'avviamento al procedimento di verifica del valore recuperabile (impairment test).

L'avviamento è rilevante per la revisione contabile sia perché l'ammontare è significativo per il bilancio d'esercizio nel suo complesso, sia perché il suddetto procedimento di verifica comporta da parte degli amministratori l'esercizio di una significativa discrezionalità nella scelta delle assunzioni e dei parametri, nell'ambito della metodologia selezionata, in quanto si tratta di variabili che, anche a seguito degli effetti della pandemia da Covid-19, possono risultare sensibili agli andamenti futuri dei mercati e degli scenari macroeconomici.

L'informativa relativa all'avviamento è riportata nella Parte A e nella Sezione 10 "Attività Immateriali" della Parte B della nota integrativa, che descrive anche i risultati delle analisi di sensitività effettuate dalla Direzione.

Aspetto chiave Risposte di revisione

Le nostre procedure di revisione in risposta all'aspetto chiave hanno incluso, tra l'altro:

  • la comprensione delle modalità di determinazione del valore recuperabile adottate, nell'ambito del processo di impairment test approvato dal Consiglio di Amministrazione della Società, e dei relativi controlli chiave;
  • l'analisi della ragionevolezza delle assunzioni e dei parametri utilizzati dagli amministratori per la predisposizione dell'impairment test e dei piani prospettici considerati nello stesso, anche alla luce degli effetti della pandemia da Covid-19, nonché delle relative analisi di sensitività;
  • la discussione delle evidenze emerse dal confronto effettuato dalla Direzione tra i risultati consuntivati nell'esercizio 2021 e le corrispondenti previsioni di budget.

Nelle nostre verifiche ci siamo anche avvalsi dell'ausilio di nostri esperti in tecniche di valutazione d'azienda, in particolare con riferimento agli aspetti connessi all'accuratezza matematica dei calcoli, alla ragionevolezza delle assunzioni adottate dalla Direzione, ivi inclusi i piani prospettici, nonché alle analisi di sensitività sulle assunzioni chiave.

Infine, abbiamo esaminato l'adeguatezza dell'informativa resa in nota integrativa.

Aspetto chiave Risposte di revisione
Contabilizzazione dell'operazione di aggregazione
aziendale della Cassa di Risparmio di Cento S.p.A.
A seguito dell'approvazione del progetto di fusione da
parte dell'Assemblea straordinaria degli Azionisti, in
data 24 luglio 2021 Credito Emiliano S.p.A. ha
perfezionato la fusione per incorporazione della
Cassa di Risparmio di Cento S.p.A., con efficacia
contabile e fiscale al 1° luglio 2021 (di seguito
l'"Operazione").
L'Operazione è stata contabilizzata nel bilancio in
ossequio alle previsioni del principio contabile
internazionale IFRS 3 "Aggregazioni aziendali", che
richiede la determinazione e l'allocazione del costo
dell'acquisizione (purchase price allocation) alle
attività e passività acquisite, attività per la quale la
direzione aziendale si è avvalsa del supporto di
Le nostre procedure di revisione in risposta
all'aspetto chiave hanno incluso, fra l'altro:

l'esame della contrattualistica relativa
all'Operazione e dei verbali delle riunioni
degli organi sociali della Società durante le
quali la medesima Operazione è stata
discussa e deliberata, nonché delle
relazioni predisposte dai consulenti
esterni incaricati dalla direzione aziendale;

l'analisi della conformità ai principi
contabili internazionali delle modalità di
rilevazione contabile dell'Operazione;

Abbiamo considerato la contabilizzazione dell'Operazione un aspetto chiave della revisione, in ragione della significatività della medesima per il bilancio nel suo complesso, nonché della soggettività delle stime effettuate dalla direzione aziendale, con riferimento in particolare:

  • alla stima del fair value delle attività e delle passività acquisite;
  • alla rilevazione e valutazione delle attività immateriali a vita utile definita connesse alle relazioni con la clientela;
  • alla iscrizione della fiscalità differita sulle differenze temporanee tra i valori contabili determinati in sede di purchase price allocation ed i relativi valori fiscali.

Inoltre, nel corso dell'esercizio è stata effettuata la migrazione informatica dei saldi contabili della Cassa di Risparmio di Cento S.p.A. sui sistemi informativi della Società.

L'informativa sull'Operazione è fornita nella Parte A – Politiche contabili e nella Parte G – Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d'azienda, della nota integrativa. Tale ultima sezione include anche l'informativa in merito alla migrazione informatica.

  • con l'ausilio dei nostri esperti in valutazioni d'azienda, di strumenti finanziari, di immobili e di tematiche fiscali, la valutazione dell'appropriatezza della metodologia utilizzata e della ragionevolezza delle assunzioni formulate dagli amministratori in relazione al processo di purchase price allocation, nonché la verifica dell'accuratezza matematica dei relativi calcoli;
  • la verifica, su base campionaria, dell'accuratezza delle rilevazioni contabili;
  • la comprensione del processo e dei controlli posti in essere dalla Direzione ai fini della migrazione dei saldi contabili di Cassa di Risparmio di Cento S.p.A. sui sistemi informativi della Società e la verifica su base campionaria delle relative scritture contabili.

Infine, abbiamo esaminato l'adeguatezza dell'informativa fornita nella nota integrativa.

Responsabilità degli amministratori e del collegio sindacale per il bilancio d'esercizio

Gli amministratori sono responsabili per la redazione del bilancio d'esercizio che fornisca una rappresentazione veritiera e corretta in conformità agli International Financial Reporting Standards adottati dall'Unione Europea, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D. Lgs. 28 febbraio 2005, n. 38 e dell'art. 43 del D. Lgs. 18 agosto 2015, n. 136 e, nei termini previsti dalla legge, per quella parte del controllo interno dagli stessi ritenuta necessaria per consentire la redazione di un bilancio che non contenga errori significativi dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali.

Gli amministratori sono responsabili per la valutazione della capacità della Società di continuare ad operare come un'entità in funzionamento e, nella redazione del bilancio d'esercizio, per l'appropriatezza dell'utilizzo del presupposto della continuità aziendale, nonché per una adeguata informativa in materia. Gli amministratori utilizzano il presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio d'esercizio a meno che abbiano valutato che sussistono le condizioni per la liquidazione della Società o per l'interruzione dell'attività o non abbiano alternative realistiche a tali scelte.

Il collegio sindacale ha la responsabilità della vigilanza, nei termini previsti dalla legge, sul processo di predisposizione dell'informativa finanziaria della Società.

Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio d'esercizio

I nostri obiettivi sono l'acquisizione di una ragionevole sicurezza che il bilancio d'esercizio nel suo complesso non contenga errori significativi, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali, e l'emissione di una relazione di revisione che includa il nostro giudizio. Per ragionevole sicurezza si intende un livello elevato di sicurezza che, tuttavia, non fornisce la garanzia che una revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia) individui sempre un errore significativo, qualora esistente. Gli errori possono derivare da frodi o da comportamenti o eventi non intenzionali e sono considerati significativi qualora ci si possa ragionevolmente attendere che essi, singolarmente o nel loro insieme, siano in grado di influenzare le decisioni economiche degli utilizzatori prese sulla base del bilancio d'esercizio.

Nell'ambito della revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia), abbiamo esercitato il giudizio professionale e abbiamo mantenuto lo scetticismo professionale per tutta la durata della revisione contabile. Inoltre:

  • abbiamo identificato e valutato i rischi di errori significativi nel bilancio d'esercizio, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali; abbiamo definito e svolto procedure di revisione in risposta a tali rischi; abbiamo acquisito elementi probativi sufficienti ed appropriati su cui basare il nostro giudizio. Il rischio di non individuare un errore significativo dovuto a frodi è più elevato rispetto al rischio di non individuare un errore significativo derivante da comportamenti od eventi non intenzionali, poiché la frode può implicare l'esistenza di collusioni, falsificazioni, omissioni intenzionali, rappresentazioni fuorvianti o forzature del controllo interno;
  • abbiamo acquisito una comprensione del controllo interno rilevante ai fini della revisione contabile allo scopo di definire procedure di revisione appropriate nelle circostanze, e non per esprimere un giudizio sull'efficacia del controllo interno della Società;
  • abbiamo valutato l'appropriatezza dei principi contabili utilizzati nonché la ragionevolezza delle stime contabili effettuate dagli amministratori e della relativa informativa;
  • siamo giunti ad una conclusione sull'appropriatezza dell'utilizzo da parte degli amministratori del presupposto della continuità aziendale e, in base agli elementi probativi acquisiti, sull'eventuale esistenza di una incertezza significativa riguardo a eventi o circostanze che possono far sorgere dubbi significativi sulla capacità della Società di continuare ad operare come un'entità in funzionamento. In presenza di un'incertezza significativa, siamo tenuti a richiamare l'attenzione nella relazione di revisione sulla relativa informativa di bilancio ovvero, qualora tale informativa sia inadeguata, a riflettere tale circostanza nella formulazione del nostro giudizio. Le nostre conclusioni sono basate sugli elementi probativi acquisiti fino alla data della presente relazione. Tuttavia, eventi o circostanze successivi possono comportare che la Società cessi di operare come un'entità in funzionamento;
  • abbiamo valutato la presentazione, la struttura e il contenuto del bilancio d'esercizio nel suo complesso, inclusa l'informativa, e se il bilancio d'esercizio rappresenti le operazioni e gli eventi sottostanti in modo da fornire una corretta rappresentazione.

Abbiamo comunicato ai responsabili delle attività di governance, identificati ad un livello appropriato come richiesto dagli ISA Italia, tra gli altri aspetti, la portata e la tempistica pianificate per la revisione contabile e i risultati significativi emersi, incluse le eventuali carenze significative nel controllo interno identificate nel corso della revisione contabile.

Abbiamo fornito ai responsabili delle attività di governance anche una dichiarazione sul fatto che abbiamo rispettato le norme e i principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell'ordinamento italiano e abbiamo comunicato loro ogni situazione che possa ragionevolmente avere un effetto sulla nostra indipendenza e, ove applicabile, le relative misure di salvaguardia.

Tra gli aspetti comunicati ai responsabili delle attività di governance, abbiamo identificato quelli che sono stati più rilevanti nell'ambito della revisione contabile del bilancio dell'esercizio in esame, che hanno costituito quindi gli aspetti chiave della revisione. Abbiamo descritto tali aspetti nella relazione di revisione.

Altre informazioni comunicate ai sensi dell'art. 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014

L'assemblea degli azionisti di Credito Emiliano S.p.A. ci ha conferito in data 30 aprile 2014 l'incarico di revisione legale del bilancio d'esercizio e consolidato della Società per gli esercizi con chiusura dal 31 dicembre 2014 al 31 dicembre 2022.

Dichiariamo che non sono stati prestati servizi diversi dalla revisione contabile vietati ai sensi dell'art. 5, par. 1, del Regolamento (UE) n. 537/2014 e che siamo rimasti indipendenti rispetto alla Società nell'esecuzione della revisione legale.

Confermiamo che il giudizio sul bilancio d'esercizio espresso nella presente relazione è in linea con quanto indicato nella relazione aggiuntiva destinata al collegio sindacale, nella sua funzione di comitato per il controllo interno e la revisione contabile, predisposta ai sensi dell'art. 11 del citato Regolamento.

Relazione su altre disposizioni di legge e regolamentari

Giudizio sulla conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 2019/815

Gli amministratori di Credito Emiliano S.p.A. sono responsabili per l'applicazione delle disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 2019/815 della Commissione Europea in materia di norme tecniche di regolamentazione relative alla specificazione del formato elettronico unico di comunicazione ESEF – European Single Electronic Format (nel seguito "Regolamento Delegato") al bilancio d'esercizio, da includere nella relazione finanziaria annuale.

Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) n. 700B al fine di esprimere un giudizio sulla conformità del bilancio d'esercizio alle disposizioni del Regolamento Delegato.

A nostro giudizio, il bilancio di esercizio di Credito Emiliano S.p.A. è stato predisposto nel formato XHTML in conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato.

Giudizio ai sensi dell'art. 14, comma 2, lettera e), del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 e dell'art. 123-bis, comma 4, del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58

Gli amministratori di Credito Emiliano S.p.A. sono responsabili per la predisposizione della relazione sulla gestione e della relazione sul governo societario e gli assetti proprietari di Credito Emiliano S.p.A. al 31 dicembre 2021, incluse la loro coerenza con il relativo bilancio d'esercizio e la loro conformità alle norme di legge.

Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) n. 720B al fine di esprimere un giudizio sulla coerenza della relazione sulla gestione e di alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'art. 123-bis, comma 4, del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 con il bilancio d'esercizio di Credito Emiliano S.p.A. al 31 dicembre 2021 e sulla conformità delle stesse alle norme di legge, nonché di rilasciare una dichiarazione su eventuali errori significativi.

A nostro giudizio, la relazione sulla gestione e alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari sopra richiamate sono coerenti con il bilancio d'esercizio di Credito Emiliano S.p.A. al 31 dicembre 2021 e sono redatte in conformità alle norme di legge.

Con riferimento alla dichiarazione di cui all'art. 14, comma 2, lettera e), del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39, rilasciata sulla base delle conoscenze e della comprensione dell'impresa e del relativo contesto acquisite nel corso dell'attività di revisione, non abbiamo nulla da riportare.

Milano, 6 aprile 2022

EY S.p.A.

Massimiliano Bonfiglio (Revisore Legale)

RELAZIONE DEL COLLEGIO SINDACALE AI SENSI DELL' ART. 153 DEL D.LGS. 58/1998

RELAZIONE DEL COLLEGIO SINDACALE ALL'ASSEMBLEA DI APPROVAZIONE DEL BILANCIO DELL'ESERCIZIO CHIUSO AL 31 DICEMBRE 2021 REDATTA AI SENSI DELL'ARTICOLO 153 DEL DECRETO LEGISLATIVO N. 58/1998.

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Signori Azionisti,

nel corso dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2021, il Collegio Sindacale di Credito Emiliano S.p.A. (di seguito, anche "Credito Emiliano", "CREDEM", "Banca", "Società" o "Istituto") ha svolto i compiti di vigilanza previsti in capo all'Organo con funzione di controllo dal codice civile, dalle norme statutarie, dal Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 ("TUF"), dal Decreto Legislativo 1 settembre 1993, n. 385 ("TUB") e dalle leggi speciali in materia, nonché dal D.Lgs. 39/2010 e successive modifiche e/o integrazioni, tenuto conto della regolamentazione disposta dalle Autorità che esercitano attività di vigilanza e controllo e conformemente alle norme di comportamento del Collegio Sindacale raccomandate dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.

Il Collegio Sindacale attualmente in carica è stato nominato con il sistema del voto di lista per gli esercizi 2019, 2020 e 2021 dall'Assemblea degli Azionisti del 30 aprile 2019 e cesserà dalla carica per scadenza del mandato con l'Assemblea di approvazione del bilancio al 31 dicembre 2021: la composizione ed il ruolo, per quanto riguarda il Presidente ed i Sindaci effettivi, sono identici al triennio precedente.

Ai sensi delle vigenti disposizioni normative e di statuto, il Presidente del Collegio Sindacale è stato eletto dalla lista presentata e votata dalla minoranza. Sono stati, invece, eletti dalla lista presentata e votata dalla maggioranza i Sindaci effettivi.

Sintesi e risultati dell'attività di vigilanza

Il Collegio Sindacale, in ottemperanza al disposto dell'art. 149 del TUF, ha svolto la propria attività al fine di vigilare:

  • sull'osservanza della legge e dell'atto costitutivo;
  • sul rispetto dei principi di corretta amministrazione;
  • sull'adeguatezza della struttura organizzativa, del sistema di controllo interno e del sistema amministrativo-contabile nonché sull'affidabilità di quest'ultimo nel rappresentare correttamente i fatti di gestione;
  • sulle modalità di concreta attuazione delle regole di governo societario previste dai codici di comportamento cui la Società dichiara di attenersi, dandone altresì informativa al pubblico;
  • sull'adeguatezza delle disposizioni impartite alle Società controllate ai sensi dell'art. 114, comma 2, del TUF.

Nel corso dell'esercizio 2021, con l'eccezione di limitate e giustificate assenze:

  • il Collegio Sindacale ha partecipato alle riunioni del Consiglio di Amministrazione (28 sedute), del Comitato Esecutivo (21 sedute), del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo (14 sedute) e dell'Assemblea degli Azionisti (2 sedute);
  • il Presidente del Collegio Sindacale, inoltre, ha partecipato alle riunioni del Comitato Consiliare Nomine, del Comitato Consiliare Remunerazioni e del Comitato Amministratori Indipendenti, nonché alle riunioni di diversi Comitati istituiti in seno alla Capogruppo (es. Comitato Asset e Liability Management di Gruppo, Comitato Risk Management di Gruppo, Comitato Indirizzo e Controllo Gestioni Patrimoniali e Investimenti);
  • il Collegio Sindacale, nella persona di uno dei suoi componenti, ha sempre partecipato alle riunioni del Comitato Fidi.

I membri del Collegio Sindacale, nel corso dell'esercizio 2021, hanno altresì partecipato agli incontri formativi rivolti ai componenti del Consiglio di Amministrazione, ai Sindaci stessi ed ai responsabili delle principali Funzioni Aziendali sulla base di un piano di formazione adottato dalla Banca adeguato ad assicurare - come previsto dalla Circolare di Banca d'Italia n. 285/2013 - che il bagaglio di competenze tecniche dei membri degli organi di amministrazione e controllo, necessario per svolgere con consapevolezza il proprio ruolo, sia preservato nel tempo.

I componenti dell'Organo di controllo, inoltre, hanno fruito di corsi formativi esterni alla Banca su tematiche inerenti all'attività di vigilanza del Collegio.

Il Collegio Sindacale ha tenuto nel 2021 n. 29 riunioni (di cui n. 21 per le attività istituzionali e n. 8 per le attività quale Organismo di Vigilanza ex D.Lgs. 231/2001) e nei relativi verbali è riportata l'attività di controllo e di vigilanza svolta.

In considerazione della partecipazione dell'Organo di controllo alle riunioni degli organi sopra citati e, in particolare, alle riunioni del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Esecutivo, il Collegio Sindacale ha ottenuto periodicamente dagli Amministratori, anche in ossequio agli obblighi di informativa ex art. 150 del TUF, dal Direttore Generale e dal Top Management, nonché dalle Funzioni Aziendali di Controllo e dalle altre Funzioni Aziendali, esaurienti informazioni sull'attività svolta e sulle operazioni di maggior rilievo economico, finanziario e patrimoniale effettuate dalla Società e dalle Società controllate nel corso dell'esercizio 2021, di cui viene fornita ampia informazione nella Relazione sulla Gestione. Le informazioni sui diversi ambiti in cui si articola la gestione della Società, peraltro, sono pervenute anche per il tramite dei flussi informativi che sia le Funzioni Operative che le Funzioni Aziendali di Controllo hanno trasmesso al Collegio Sindacale sulla scorta delle relative previsioni normative o derivanti dalla regolamentazione interna.

Si rappresenta che il Collegio Sindacale, nell'ambito della propria attività di vigilanza, ha continuato a svolgere un attento monitoraggio su molteplici tematiche. A titolo esemplificativo, si segnalano:

  • i volumi relativi alla compression dei derivati, grazie alla ricezione di rendicontazioni periodiche fornite dal Servizio CESER, ed alla liquidità, grazie alle costanti interlocuzioni con il Servizio VALORE;

  • i temi della sostenibilità (dichiarazione non finanziaria, ESG, finanza sostenibile);

  • la prevenzione dei cyber attacks;

  • la gestione delle esternalizzazioni;

  • gli incontri con il Servizio CREDI, al fine di vigilare, anche alla presenza dei Sindaci di altre Socetà del Gruppo CREDEM, sull'evoluzione della credit strategy e sull'amministrazione dei non performing loans.

Inoltre, l'Organo di Controllo ha organizzato due specifici incontri monotematici (sedute del 31.5.2021 e del 23.11.2021) per confrontarsi con i Responsabili di alcune Funzioni della Banca, al fine conoscere e vigilare al meglio sugli impatti e sulla gestione della pandemia, causata dal COVID-19 e non ancora definitivamente debellata.

Da ultimo, dopo un attento e scrupoloso lavoro, il Collegio Sindacale ha redatto la proposta motivata, indirizzata a codesta Assemblea degli Azionisti della Società, relativa al mandato per la revisione legale dei conti di Credito Emiliano S.p.A. per il novennio 2023-2031 (esprimendo all'unanimità la propria preferenza nei confronti di Deloitte S.p.A. e chiedendo il riconoscimento delle somme dovute).

Osservanza della legge e dell'atto costitutivo

La presenza alle riunioni del Consiglio di Amministrazione, del Comitato Esecutivo, del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo, del Comitato Fidi e degli altri Comitati di Governance, costituiti in seno alla Banca, consente al Collegio Sindacale di dare atto della conformità degli atti di gestione compiuti alle norme di legge e di statuto.

Operazioni di maggiore rilievo economico, finanziario e patrimoniale dell'esercizio

Con riferimento alle operazioni di maggiore rilievo economico, finanziario e patrimoniale effettuate nel corso dell'esercizio dal Gruppo Bancario CREDEM, come ad esempio le attività per realizzare la fusione per incorporazione di Cassa di Risparmio di Cento in Credito Emiliano S.p.A., il Collegio Sindacale non ha nulla da segnalarVi.

Nel rinviarVi all'illustrazione delle principali iniziative intraprese nel corso dell'esercizio contenuta nella Relazione sulla Gestione, ivi inclusa quella al Consolidato di Gruppo, il Collegio Sindacale attesta che, per quanto a sua conoscenza, le stesse sono state deliberate in conformità alla legge, allo statuto ed alla regolamentazione emanata dalle Autorità di Vigilanza (quali, ad esempio, Banca d'Italia, Banca Centrale Europea, CONSOB e IVASS).

Rispetto dei principi di corretta amministrazione

Le informazioni acquisite in corso d'anno consentono al Collegio Sindacale di affermare che le operazioni effettuate sono state improntate al rispetto dei principi di corretta amministrazione, deliberate e realizzate in conformità alla legge e allo Statuto ed al contempo di escludere che siano state poste in essere operazioni manifestamente imprudenti o azzardate, in contrasto con delibere assunte dalla Società o tali da compromettere l'integrità del suo patrimonio.

Il Collegio Sindacale esclude, inoltre, che la Società abbia posto in essere operazioni atipiche o inusuali.

Per quanto attiene alle operazioni compiute in potenziale conflitto di interessi, il Collegio Sindacale, anche in virtù della partecipazione alle riunioni del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Esecutivo, attesta che le medesime sono state deliberate facendo ricorso alle diverse tipologie di iter deliberativo previste dalla normativa. Il riferimento, oltre che alla disciplina ex articolo 2391 del codice civile, articolo 53, comma 4, ed articolo 136 del TUB ed articolo 6, comma 2-novies, del TUF, è alle operazioni con parti correlate o soggetti collegati, sempre deliberate in conformità alle disposizioni introdotte da CONSOB con la delibera n. 17221 del 12 marzo 2010 e ss.ii.mm. e, successivamente, da Banca d'Italia con la Circolare n. 263/2006, Titolo V, Capitolo 5.

Il Consiglio di Amministrazione di CREDEM, alla presenza dei Sindaci, ha aggiornato il "Regolamento di gruppo per la gestione delle operazioni con parti correlate, soggetti collegati e soggetti rilevanti ex art. 136 TUB - Edizione Gennaio 2022", insieme al relativo Manuale operativo, con delibera del 20.1.2022 che recepisce la definizione di parte correlata ex art. 88 della Direttiva UE 2019/878, cosiddetta "CRD V" (Regolamento precedente aggiornamento per il recepimento SHRD2, con approvazione nella seduta del Consiglio di Amministrazione in data 8.7.2021).

In conformità alle previsioni normative sopra citate, in materia di operazioni con parti correlate in CREDEM sono previste differenti modalità deliberative delle operazioni poste in essere con parti correlate, a seconda che queste siano di maggiore o minore rilevanza, fermi i casi di esclusione previsti.

Le procedure interne definiscono anche opportuni flussi informativi di monitoraggio di dette operazioni, i quali, peraltro, sono anche rivolti all'attenzione del Collegio Sindacale mediante la trasmissione trimestrale. Con riferimento al 2021 è emerso che non sono state effettuate operazioni con il parere contrario o condizionato del Comitato Amministratori Indipendenti e/o urgenti.

Per un maggiore approfondimento sull'argomento si rinvia alla nota integrativa allegata al bilancio. Nel merito delle operazioni realizzate all'interno del Gruppo, il Collegio Sindacale ritiene che le stesse trovino fondamento nel perseguimento di sinergie ottenibili nell'ambito delle attività del Gruppo medesimo. Sulla base delle informazioni acquisite, le operazioni infragruppo risultano regolate a condizioni di mercato. Più in generale, le operazioni con parti correlate e soggetti collegati hanno trovato giustificazione nell'esistenza di un interesse della Società alla loro effettuazione ed il Collegio Sindacale non ha osservazioni in merito alla loro congruità.

Adeguatezza della struttura organizzativa

Il Collegio Sindacale ha vigilato sull'adeguatezza della struttura organizzativa.

La medesima risulta adeguatamente presidiata dalla Direzione Generale e dall'Organo Amministrativo, nonché oggetto di periodici interventi volti a dare ad essa maggiore efficienza ed efficacia in relazione alle dinamiche del mercato e dell'evoluzione normativa. La struttura organizzativa, inoltre, si ritiene adeguata alle dimensioni della Banca ed alle sue caratteristiche operative.

L'organigramma della Società identifica con chiarezza le linee di responsabilità, declinandole sino alle funzioni più operative ed è oggetto di periodica verifica ed aggiornamento da parte dell'Organo Amministrativo e della Direzione Generale con l'ausilio degli uffici preposti.

Le informazioni che il Collegio Sindacale ha assunto:

  • nel corso dello svolgimento delle proprie verifiche,
  • in seguito alla partecipazione alle riunioni del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo,
  • dall'esame dei report di verifica redatti dal Servizio Audit e delle relazioni predisposte dalle Funzioni Aziendali di Controllo di II livello,
  • in occasione degli incontri con il Responsabile della Funzione Compliance, il Responsabile della Funzione Antiriciclaggio, il Responsabile della Funzione Risk

Management, il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari ex art. 154-bis del TUF ed il Responsabile del Servizio Audit e loro collaboratori,

  • in seguito alla partecipazione alle riunioni degli altri Comitati di Governance,
  • attraverso il periodico scambio di dati e informazioni con la Società di Revisione in conformità a quanto previsto dall'art. 150, comma 3, del D.Lgs. n. 58/1998,

non hanno fatto emergere sostanziali e significative criticità sotto il profilo dell'adeguatezza della struttura organizzativa. In proposito, si rinvia alla Relazione sulla Gestione per i principali interventi organizzativi intervenuti nel corso dell'esercizio.

Adeguatezza del sistema di Controllo Interno e di gestione dei rischi

Il Collegio Sindacale ha valutato e vigilato sull'adeguatezza ed efficacia del sistema dei "controlli interni" e di gestione dei rischi, ovvero della Funzione di Revisione Interna ("Internal Audit"), della Funzione di Conformità alle Norme ("Compliance"), della Funzione Antiriciclaggio, della Funzione di Gestione dei Rischi ("Risk Management"), in merito al quale non vi sono particolari osservazioni da riferirVi, ritenendosi adeguata l'azione svolta da ciascuna delle predette Funzioni alla luce:

  • della supervisione esercitata sull'azione da queste svolta nel corso del 2021;
  • dell'analisi dei singoli report dalle stesse prodotte;
  • dell'interlocuzione continua con le stesse e delle informazioni acquisite negli incontri con i rispettivi responsabili;
  • di quanto dalle medesime rendicontato nelle relazioni cui sono annualmente tenute (ai sensi, ad esempio, della Circolare di Banca d'Italia n. 285/2013, del Regolamento UE n. 565/2017 MiFID2, del Regolamento Congiunto Banca d'Italia-CONSOB del 29.10.2007, del Provvedimento della Banca d'Italia del 26 marzo 2019 che dà attuazione alle previsioni in materia di organizzazione, procedure e controlli interni contenute nel decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, come modificato dal decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 90, di recepimento della cd. quarta direttiva antiriciclaggio, nonché dal decreto legislativo 4 ottobre 2019, n. 125, di recepimento della cd. quinta direttiva antiriciclaggio;
  • di quanto contenuto nella relazione annuale sul sistema interno di segnalazione delle violazioni ("Whistleblowing") redatta ai sensi degli articoli 52-bis TUB, 4-undecies TUF, 48 D.Lgs. n. 231/2007, 6 D.Lgs. 231/2001, 10-quater del CAP e la relativa regolamentazione attuativa, nonché delle Linee Guida sulla compliance Antitrust del 25 Settembre 2018 dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ("AGCM") e della Legge 179/2017. Nel corso del 2021 sono state inoltrate al RSI n° 4 segnalazioni inerenti Credito Emiliano S.p.A., di cui n° 3 riferite a norme disciplinanti l'attività bancaria e n° 1 riferita a norme in materia di prevenzione del riciclaggio. In relazione ai fatti sono stati svolti i necessari approfondimenti: tutte le segnalazioni sono state poste in stato "chiuso". Non sono, invece, pervenute segnalazioni di potenziali violazioni al RSS, né ulteriori evidenze a livello di Gruppo;
  • della partecipazione alle sedute del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo.

Le predette Funzioni, inoltre, hanno provveduto alla pianificazione delle rispettive attività, anche di verifica, da svolgersi nel 2022: pianificazioni che il Collegio Sindacale ritiene adeguate rispetto ai compiti loro assegnati.

Adeguatezza del sistema amministrativo e contabile. Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari ex art. 154-bis del TUF

Il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari (di seguito, anche "Dirigente Preposto"), che il Collegio Sindacale ha incontrato periodicamente nel 2021, sia nell'ambito delle proprie riunioni con la Società di revisione che in occasione delle riunioni del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo per uno scambio di informazioni sul sistema amministrativo e contabile, nonché sull'affidabilità di quest'ultimo nel rappresentare correttamente i fatti di gestione, non ha segnalato carenze significative nel sistema di controllo interno in relazione al processo di informativa finanziaria e ha provveduto nei termini di legge a rilasciare la propria attestazione in merito alla:

• adeguatezza ed effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio dell'esercizio e del bilancio consolidato chiusi al 31.12.2021;

  • corrispondenza del bilancio dell'esercizio e del bilancio consolidato chiusi al 31.12.2021 alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
  • idoneità del bilancio d'esercizio e del bilancio consolidato a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'Emittente e dell'insieme delle società incluse nel consolidamento in conformità ai principi contabili internazionali.

Le attività svolte, finalizzate al presidio dei processi amministrativo-contabili ed alla verifica e valutazione delle procedure di controllo tese al riscontro della rappresentazione corretta ed esauriente dei fatti di gestione nelle situazioni economico-patrimoniali periodiche e nel bilancio dell'esercizio e consolidato, consentono al Collegio di poter esprimere un giudizio di adeguatezza:

  • sulla struttura che supporta il Dirigente Preposto;
  • sulle modalità attraverso cui sono state esercitate le funzioni che competono al Dirigente Preposto.

Negli incontri svolti dal Collegio Sindacale, insieme al Dirigente Preposto, con la Società di revisione per un reciproco scambio di informazioni e per un approfondimento, anche ai sensi dell'art. 150, comma 3, TUF, del piano di revisione, delle attività condotte per l'emissione della relazione di revisione sul bilancio al 31.12.2021, degli aspetti chiave della revisione contabile ("Key Audit Matters"), la stessa non ha evidenziato irregolarità, atti o fatti ritenuti censurabili rilevati nello svolgimento dell'attività di revisione legale sul bilancio di esercizio e consolidato che abbiano richiesto una segnalazione ai sensi dell'art. 155, comma 2, TUF.

Dichiarazione Consolidata Non Finanziaria

Il Collegio Sindacale, nell'esercizio delle proprie funzioni, ha verificato l'osservanza delle disposizioni di cui al D.lgs. 254/2016 e del Regolamento CONSOB di attuazione del Decreto adottato con delibera n. 20267 del 18.1.2018 in ordine alla redazione della Dichiarazione Non Finanziaria del Gruppo CREDEM (di seguito, anche "DNF") al 31 dicembre 2021.

L'Organo di controllo non è venuto a conoscenza di violazioni delle relative disposizioni normative.

La DNF è stata approvata dal Consiglio di Amministrazione in data 10.3.2022 come documento separato rispetto alla Relazione sulla Gestione al bilancio consolidato al 31 dicembre 2021.

La Società di revisione Ernst & Young S.p.A., cui è stato conferito l'incarico di effettuare l'esame limitato della DNF ai sensi dell'art. 3, comma 10, del D.Lgs. 254/2016 e dall'art. 5 del citato Regolamento CONSOB, nella relazione emessa in data 2.4.2021 evidenzia che non sono pervenuti alla sua attenzione elementi tali da far ritenere che la DNF del Gruppo CREDEM relativa all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2021 non sia stata redatta, in tutti gli aspetti significativi, in conformità a quanto richiesto dagli artt. 3 e 4 del D.lgs. 254/2016 e ai "Global Reporting Initiative Sustainability Reporting Standards" definiti nel 2016 dal GRI – Global Reporting Initiative.

Per la predisposizione dei dati e delle informazioni relativi agli impatti ambientali sono state prese in considerazione anche le Linee guida ABI Lab sull'applicazione in banca degli Indicatori Ambiente del GRI versione G4 - versioni di gennaio 2020 e dicembre 2019.

Registro dei Reclami

Il numero dei reclami complessivamente pervenuti alla Banca nel corso dell'esercizio 2021 da parte della clientela è pari a n. 3.591 (con una diminuzione, pertanto, del 6,5% rispetto ai 3.840 del 2020).

In particolare, risultano pervenuti:

  • n. 2.931 reclami afferenti ai servizi bancari/privacy;
  • n. 348 reclami relativi ai servizi di pagamento (PSD2);
  • n. 199 reclami sui servizi di investimento;
  • n. 113 reclami sulle polizze assicurative e sull'intermediazione assicurativa.
  • Il trend in diminuzione è legato principalmente:

• alla riduzione dei reclami inerenti i finanziamenti assistiti da cessione del quinto dello stipendio/delegazione di pagamento (passati dai 1.321 del 2020 ai 1.019 del 2021) registrata, in particolare, nell'ultima parte dell'anno anche a seguito di una novità normativa (segnatamente, la modifica dell'art. 125 sexies del T.U.B.), poi recepita nelle pronunce dell'Arbitro Bancario Finanziario (Collegio di Coordinamento n. 21676 del 15.10.2021), che ha determinato l'esclusione, per ragioni temporali, di talune posizioni dal rimborso in favore dei consumatori delle spese/commissioni di natura "up-front", a differenza di quanto sembrava aver stabilito la nota sentenza resa in data 11.09.2019 dalla Corte di Giustizia della C.E. (c.d. sentenza "Lexitor"); fermo quanto sopra, è comunque necessario precisare che il quadro normativo e giurisprudenziale di riferimento potrebbe cambiare ulteriormente, poiché la modifica normativa cui si è fatto cenno è stata sottoposta all'esame della Corte Costituzione di cui si attende, ancora, la decisione;

• al calo dei reclami inerenti i mutui casa e le altre forme di finanziamento che nel corso del 2020 avevano fatto registrate volumi significativi alla luce dell'impatto e dell'implementazione delle misure governative adottate per fare fronte all'emergenza sanitaria COVID-19 (in particolare, cc.dd. D.L. "Cura Italia" e D.L. "Liquidità").

I reclami relativi, invece, alle ulteriori problematiche risultano sostanzialmente stabili o, in taluni casi, in aumento come per le contestazioni inerenti i conti correnti (in particolare, mancate o ritardate estinzioni) e i servizi di pagamento (nello specifico, disconoscimenti di operazioni a seguito di frodi nell'utilizzo di carte).

L'esame dello stato dei reclami avviene periodicamente in sede di Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo al quale, come anche sopra rappresentato, partecipano i membri del Collegio Sindacale. Viene, inoltre, resa periodica informativa al Consiglio di Amministrazione.

Modalità di attuazione delle regole di governo societario previste dai codici di comportamento redatti dalle società di gestione dei mercati regolamentati

La Banca ha aderito fino al 31.12.2020 al "Codice di Autodisciplina".

È, invece, applicabile il "Codice di Corporate Governance" a partire dal primo esercizio che inizia successivamente al 31.12.2020.

Il Collegio Sindacale ha monitorato e continua a monitorare le concrete modalità di attuazione delle regole di governo societario previste da tali Codici.

La Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari relativa all'esercizio 2021, predisposta ai sensi dell'art. 123-bis TUF è stata approvata dal Consiglio di Amministrazione nella seduta del 24.3.2022: essa tiene conto delle indicazioni del format di relazione sul governo societario pubblicato da Borsa Italiana, il cui utilizzo è facoltativo. La stessa, alla quale si rinvia per maggiori dettagli, è resa disponibile sul sito internet della Banca. Il documento evidenzia i principi e i criteri applicativi di riferimento, fornendo una visione complessiva del sistema di regole e procedure cui gli organi sociali si attengono nella propria azione. La relazione dà, altresì, notizia della circostanza secondo cui, in ottemperanza a quanto previsto dalla Circolare Banca d'Italia n. 285/2013, il Consiglio di Amministrazione ha effettuato, in relazione all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2021, l'autovalutazione su dimensione, composizione e funzionamento propri e dei Comitati interni ad esso, i cui esiti sono stati discussi ed approvati nella seduta consiliare del 24.2.2022: il giudizio emerso sul funzionamento del Consiglio di Amministrazione, comprensivo del Comitato Esecutivo e dei Comitati Endoconsiliari, è positivo.

Come previsto dal Codice di Autodisciplina, l'Organo di controllo ha, pertanto, avuto modo di verificare la corretta applicazione dei criteri e delle procedure di accertamento adottati dal Consiglio per valutare l'indipendenza dei propri membri ed, altresì, l'accertamento da parte del Consiglio di Amministrazione degli incarichi ricoperti ai fini del divieto di interlocking ex art. 36 del Decreto Legge 6.12.2011, n. 201, convertito con modificazioni dalla Legge 22.12.2011, n. 214.

Il Collegio Sindacale ha verificato nella prima riunione dopo la nomina, in data 9.5.2019, l'indipendenza dei propri membri. Tale verifica è stata riproposta anche nelle sedute del 27.01.2020, del 06.04.2021 e del 18.01.2022, in cui, con riferimento a ciascun componente ed all'intero Organo di Controllo, sono stati constatati:

  • l'insussistenza di fattispecie idonee ad inficiare l'indipendenza o situazioni oggettive che impediscano di mantenere comportamenti caratterizzati da piena autonomia di giudizio e libero apprezzamento;

  • la permanenza dell'autonomia di giudizio e dell'indipendenza nella trattazione dei temi e nella scelta delle aree di attività oggetto di attenzione;

  • il rispetto dei criteri di professionalità, onorabilità e indipendenza;

come confermato dall'esito del processo di autovalutazione di cui si dirà meglio successivamente.

In particolar modo, la verifica del requisito di indipendenza è stata fatta in considerazione: i) dell'assenza in una delle condizioni di ineleggibilità o decadenza previste dall'art. 2399 del Codice Civile;

ii) del possesso dei requisiti di indipendenza previsti dall'art. 148, comma 3, del D. Lgs. 58/1998;

iii) dell'insussistenza di situazioni tali da comprometterne l'indipendenza, a conferma della correttezza dei dati e delle informazioni contenuti all'interno del c.d. "Questionario sussistenza requisito di indipendenza" già rilasciato da ciascun Esponente alla Società.

All'uopo, si sottolinea che l'Emittente si è dotato di una specifica policy denominata "Criteri per la verifica del requisito di indipendenza degli esponenti aziendali del Gruppo", approvata da ultimo in data 25.02.2021, che definisce i criteri funzionali all'applicazione del requisito di indipendenza degli esponenti aziendali appartenenti alle Società del Gruppo CREDEM. La definizione delle linee guida in questione tiene conto dei requisiti formalizzati: a) nel Decreto MEF; b) nel Codice di Corporate Governance; c) nel Protocollo di Autonomia (Assogestioni); d) nella Guida BCE. Il suddetto documento tiene altresì specificamente conto dell'apposito parametro qualitativo introdotto dal Codice di Corporate Governance, statuendo che all'esponente aziendale in possesso del requisito di indipendenza non potranno essere conferiti incarichi nell'ambito di operazioni di fusione e scissione come definite dal Codice Civile che coinvolgano qualunque Società del Gruppo civilistico Credem o Credito Emiliano Holding S.p.A. diverse da quelle semplificate previste dalla normativa codicistica.

In proposito, si evince che le risultanze delle suddette verifiche sono state discusse e confermate dal Consiglio di Amministrazione della Società nelle sedute del 12.3.2020 e dell'11.3.2021 a conferma dell'orientamento adottato negli anni precedenti.

Pertanto, la composizione del Collegio Sindacale di Credito Emiliano S.p.A. risulta adeguata ad assicurare l'indipendenza e la professionalità della sua funzione nella sua totalità – come anche emerso dall'esito dell'ultimo processo di autovalutazione a cui l'Organo di Controllo si è sottoposto - , con la precisazione che l'indipendenza del Sindaco Morandi continua ad essere confermata non potendo essere messa in discussione per una mera valutazione temporale: difatti, l'incarico ultranovennale del Sindaco Morandi permette, piuttosto, allo stesso di esercitare un'attività di vigilanza e controllo basata sulla profonda conoscenza della Società e delle sue dinamiche interne, anche nei confronti delle altre Società del Gruppo.

Nell'ambito delle attività a questi istituzionalmente spettanti, il Presidente del Consiglio di Amministrazione ha curato e riscontrato che le iniziative finalizzate a fornire un'adeguata conoscenza del settore di attività, delle dinamiche aziendali e della loro evoluzione, nonché del quadro normativo di riferimento, sono state rese disponibili ed accessibili a tutti i Sindaci, anche nel corso della partecipazione alle riunioni consiliari ed alle riunioni dei singoli Comitati.

Inoltre, per quanto attiene i componenti effettivi, si dà atto che:

  • la verifica in ordine all'esclusione delle cause di ineleggibilità e incompatibilità, nonché alla sussistenza dei suddetti requisiti di legge, è stata svolta sia ad inizio mandato (seduta del 9.5.2019) che nell'anno successivo alla nomina (seduta del 27.1.2020) e, da ultimo, è stata effettuata nella seduta del 18.1.2022, in cui sono state discusse, altresì, le risultanze del processo di autovalutazione del Collegio Sindacale con riferimento all'Esercizio 2021, condotto ai sensi della Circolare 285: processo avvenuto - come determinato dall'Organo di Controllo in data 5.10.2021 ed anche sulla scorta di quanto deliberato dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo - con il supporto di un Consulente indipendente (Società "Russel Raynolds");

  • la verifica ai sensi della disciplina sul "divieto di interlocking" è stata effettuata, da ultimo,

nella seduta dell'11.3.2021 del Consiglio di Amministrazione di Credito Emiliano S.p.A. e nella seduta del 22.9.2021 dell'Organo di Controllo stesso.

La Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari espone, inoltre, con adeguata e condivisibile motivazione, le ragioni della deroga al Codice di Autodisciplina delle società quotate con riferimento all'assenza di un amministratore esecutivo incaricato di sovraintendere alla funzionalità del sistema di controllo interno. A questa, quindi, provvedono:

• l'Organo con funzione di supervisione strategica, al quale risponde direttamente la Funzione di Revisione Interna e

• l'Organo con funzione di gestione (nella specie il Consiglio di Amministrazione e, per le materie ad esso delegate, il Comitato Esecutivo), sulla scorta della specifica normativa di vigilanza per le banche.

Nell'attività di verifica dello SCI, il Consiglio di Amministrazione è coadiuvato dall'apposito Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo, al quale competono le attività specificamente indicate alla sezione relativa al "SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO E DI GESTIONE DEI RISCHI – COMITATO CONTROLLO E RISCHI".

Il Collegio Sindacale, inoltre, conferma che la Banca si è dotata:

  • in materia di trattamento delle informazioni privilegiate, di apposito regolamento ("Gestione e Comunicazione al Pubblico di Informazioni Privilegiate") adottato da Credem e da tutte le Società del Gruppo (da ultimo aggiornato in data 23.9.2021), nonché dal Codice di Comportamento Interno. Il Regolamento trova applicazione nei confronti dei membri degli Organi amministrativi, di controllo e Direzione della Controllante e delle controllate, dei dipendenti delle medesime Società e dei soggetti esterni che, per effetto dell'attività professionale o in ragione delle funzioni svolte, vengano a conoscenza di informazioni privilegiate o rilevanti e disciplina i processi interni di segnalazione, identificazione e trattamento delle informazioni privilegiate, comprese le relative comunicazioni al pubblico;

  • in materia di internal dealing, di apposito Regolamento che disciplina gli obblighi informativi riguardanti eventuali operazioni compiute sulle azioni di Credito Emiliano da parte dei componenti degli Organi di Amministrazione e Controllo della Banca, dei dirigenti e dei soggetti che svolgono funzioni di controllo, che possono avere accesso a informazioni privilegiate sul titolo ("soggetti rilevanti");

  • di un Codice di comportamento interno adottato sia da CREDEM che da tutte le Società del Gruppo e rivolto a tutti i dipendenti e collaboratori esterni;

  • di un Codice etico e di condotta per i consulenti finanziari abilitati all'offerta fuori sede e gli agenti adottato da CREDEM e dalle società del Gruppo che si avvalgono dell'attività di tali soggetti;

  • del Regolamento "Disciplina delle operazioni personali", che integra quanto previsto dal "Codice di comportamento interno" e dal "Codice etico e di condotta per i consulenti finanziari abilitati all'offerta fuori sede e gli agenti" sopra citati e si aggiunge alla regolamentazione adottata dalla Banca in materia di internal dealing, di conflitti di interessi, di informazioni privilegiate, di parti correlate, etc.: in esso si prevedono obblighi in termini di attività da porre in essere ed in termini di divieti in capo ad alcuni soggetti rilevanti (es. Sindaci effettivi, Amministratori, dipendenti della Business Unit Finanza), i quali, in funzione del ruolo, mansione ricoperta o iscrizione al Registro Informazioni Privilegiate, sono maggiormente coinvolti in attività potenzialmente idonee a generare conflitti di interesse o a consentire l'accesso ad informazioni confidenziali o privilegiate.

Infine, nell'ambito della relazione annuale sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari sono inoltre fornite informazioni sul Modello di Organizzazione e Gestione ex D.Lgs. 231/01 adottato dalla Banca e le relative attività di aggiornamento.

Con decorrenza 01.01.2014, il Collegio Sindacale, ai sensi del D.Lgs. 231/2001, svolge altresì le funzioni di Organismo di Vigilanza (cfr. la sotto riportata "APPENDICE SULL'ESERCIZIO DELLE FUNZIONI DI VIGILANZA EX D.LGS. 231/2001").

Ciascuna delle Società del Gruppo ha adottato un Modello di Organizzazione e Gestione ex D.Lgs. 231/01 assegnando le funzioni di Organismo di Vigilanza al Collegio Sindacale.

Da ultimo, si rappresenta che la Società ha attuato le disposizioni dell'Autorità di Vigilanza in materia di politiche di remunerazione e di incentivazione del personale (il Presidente del Collegio Sindacale ha partecipato nel corso del 2021 alle riunioni del Comitato Consiliare Nomine e del Comitato Consiliare Remunerazioni) che costituiscono oggetto di apposita relazione a Vostra disposizione.

Disposizioni impartite alle Società del Gruppo

I rapporti della Società controllante con le Società del Gruppo ed i rapporti tra queste ultime sono definiti con appositi regolamenti approvati dalla Capogruppo CREDEM e adottati da tutte le Società. Vi è, inoltre, l'accentramento presso la controllante dei flussi informativi ed il presidio degli aspetti gestori da parte della stessa, che risulta adeguato; il tutto è regolato, ove necessario, mediante appositi contratti di servizio.

Tali modalità, unitamente:

  • alla presenza, negli Organi Amministrativi delle Società controllate, del Direttore Generale, di Top Manager o di Amministratori di CREDEM;
  • alla presenza, negli Organi di controllo di talune Società controllate, di componenti di questo Collegio Sindacale;
  • all'organizzazione di incontri plenari per scambio di informazioni con tutti i membri dei Collegi Sindacali delle Società del Gruppo;
  • ad eventi formativi che hanno coinvolto tutti i Collegi Sindacali delle Società del Gruppo;

risultano adeguate al fine di soddisfare l'adempimento degli obblighi di comunicazione di cui all'art. 114, comma 2, del TUF.

Notizie ex art. 2408 c.c. ed esposti

Ai sensi dell'art. 2408 del codice civile, si rende noto che non è stata presentata alcuna denuncia.

Non si ha inoltre notizia della presentazione di alcun esposto.

Pareri del Collegio Sindacale

Nel corso dell'esercizio 2021 il Collegio Sindacale ha pronunciato il proprio parere su molteplici tematiche. A titolo esemplificativo e non esaustivo, si segnalano i pareri in materia di:

  • "Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari Esercizio 2021";
  • Relazioni annuali (relative all'anno 2021) delle Funzioni Aziendali di Controllo e, conseguentemente, sulla loro azione, organizzazione e struttura;
  • funzionalità, adeguatezza e conformità ai requisiti normativi del processo interno di determinazione dell'adeguatezza patrimoniale (Internal Capital Adequacy Assessment Process – ICAAP);
  • adeguatezza e rispondenza ai requisiti normativi del processo interno di determinazione dell'adeguatezza della liquidità del Gruppo (Internal Liquidity Adequacy Assessment Process – ILAAP);
  • completezza, adeguatezza, funzionalità ed affidabilità del Piano di Risanamento ("Recovery Plan") del Gruppo;
  • funzionalità, adeguatezza e conformità ai requisiti normativi del modello interno per la misurazione dei rischi di credito;
  • vigente versione della relazione della Capogruppo redatta ai sensi delle disposizioni di vigilanza aventi ad oggetto i poteri di direzione e coordinamento della capogruppo di un gruppo bancario nei confronti delle società di gestione del risparmio appartenenti al gruppo;
  • completezza, adeguatezza, funzionalità ed affidabilità del Risk Appetite Framework definito dalla Banca;
  • completezza, adeguatezza, funzionalità ed affidabilità del sistema dei controlli interni;
  • assetto organizzativo di cui la Banca si è dotata in materia di esternalizzazione di funzioni aziendali;
  • completezza, adeguatezza, funzionalità ed affidabilità del Piano di Continuità

Operativa;

  • adeguatezza e rispondenza ai requisiti stabiliti dalla normativa del sistema di gestione dei rischi operativi;
  • propria composizione, proprio funzionamento e modalità attraverso cui ha esercitato le proprie prerogative, nell'ambito del già citato processo di autovalutazione condotto ai sensi della Circolare Banca d'Italia n. 285/2013;
  • adeguata applicazione della regolamentazione interna finalizzata all'attuazione delle disposizioni emanate dalle Autorità di Vigilanza (Banca d'Italia e CONSOB) in tema di gestione dei conflitti di interesse e presidio dei rischi nei confronti delle parti correlate e dei soggetti collegati.

Il Collegio Sindacale ha, altresì, espresso il proprio parere favorevole in merito alle proposte di aggiornamento di policy e regolamenti interni.

I membri del Collegio Sindacale hanno, inoltre, espresso il proprio voto favorevole sulle operazioni riconducibili alle fattispecie di cui all'art. 136 del TUB.

Il Collegio Sindacale ha, inoltre, formulato le proprie proposte motivate agli Azionisti in ordine:

  • all'integrazione degli onorari da riconoscersi alla Società di Revisione;

  • al mandato per la revisione legale dei conti di Credito Emiliano S.p.A. per il novennio 2023-2031.

Verifiche ispettive da parte delle Autorità di Vigilanza

Nel corso del 2021, il Collegio Sindacale rappresenta che:

• in ordine alle aree presidiate dalla Funzione Compliance: a dicembre 2020 Consob ha avviato un'ispezione al fine di accertare lo stato di adeguamento alla nuova normativa conseguente al recepimento della direttiva 2014/65/UE (cd. MiFID II), con riguardo in particolare agli assetti procedurali definiti in materia di product governance e alle procedure per la valutazione dell'adeguatezza delle operazioni effettuate per conto della clientela. L'incontro di presentazione dei risultati è stato effettuato lo scorso 14 marzo 2022; dalla preliminare nota tecnica sono emersi alcuni punti di attenzione che comporteranno alcuni interventi di adeguamento. Nel periodo aprile-luglio 2021, inoltre, Banca d'Italia ha svolto presso la Capogruppo un'ispezione avente ad oggetto il rispetto della normativa e degli Orientamenti di Vigilanza in tema di trasparenza delle operazioni e correttezza delle relazioni con la clientela. Ad esito dell'ispezione, l'OdV ha formalizzato alcune anomalie nel verbale ispettivo. A dicembre 2021, Credem ha prodotto le proprie considerazioni al rapporto ispettivo, illustrando le iniziative già realizzate e quelle pianificate per l'adeguamento e il rafforzamento dei presidi interni nonché per il superamento dei profili di criticità rilevati. A fronte di una ulteriore richiesta di Banca d'Italia datata 03/03/2022, la Banca sta predisponendo ulteriori informazioni per alcune delle iniziative prospettate.

Sono pervenute inoltre diverse richieste dalle Autorità di Vigilanza, riscontrate nei termini previsti senza ulteriori evidenze. In particolare, da AGCM, sono pervenute richieste di informazioni sui servizi accessori a servizi bancari e sul prezzo di cessione del credito d'imposta ed eventuali deroghe. Da Banca d'Italia, sono pervenute richieste di informazioni sullo stato di adeguatezza rispetto a specifici punti previsti dalla normativa EBA in materia di ostacoli alle cc.dd. Terze Parti – TPP, nonché una richiesta di verifica in merito all'operatività con riferimento alla Centrale di allarme interbancaria (CAI). Da Consob sono pervenute alcune richieste di dati, documentazione e informazioni per quanto riguarda l'operatività di clienti su determinati strumenti finanziari, lo stato dell'arte del recepimento del framework sulla finanza sostenibile, la prestazione di servizi su criptovalute in favore della clientela, l'operatività in strumenti finanziari di tipo Turbo Certificates e Minifutures Certificates da parte delle singole entità del Gruppo operative nella prestazione di servizi di investimento, l'eventuale utilizzo di APA (Approved Publication Arrangements) con sede nel Regno Unito in conseguenza dell'effettiva realizzazione della Brexit, nonché alcune anomalie rilevate in parte delle segnalazioni effettuate per le finalità di transaction reporting. Si segnalano, inoltre, da parte del JST l'ispezione avente ad oggetto le misure di sostegno poste in essere per fronteggiare l'emergenza economica e finanziaria conseguente alla crisi indotta dalla pandemia COVID-19, in particolare nei confronti della clientela aziende, nonché il Deep Dive sull'IT Risk, per le quali la funzione ha fornito il proprio supporto nella predisposizione dei dati e della documentazione richiesta;

in ordine alle aree presidiate dalla Funzione Corporate Governance: il Gruppo CREDEM è stato impegnato a fornire riscontri su numerose richieste di informazioni spot da parte delle Autorità di Vigilanza, principalmente legate al processo annuale di revisione e valutazione prudenziale c.d. SREP Process. Nel corso dell'anno si è svolto l'esercizio di Stress Test, originariamente previsto nel 2020 ma rinviato a causa della pandemia, che ha visto coinvolti i principali istituti a livello europeo. Il Gruppo ha evidenziato un impatto sui coefficienti patrimoniali di solidità, derivante da un potenziale scenario economico

prospettico fortemente negativo, inferiore ai 300 bps. Posizionandosi nel cluster degli istituti a minore impatto a livello europeo e migliore in Italia. Nel 2021 la vigilanza ha avviato un percorso di assessment sugli istituti bancari, specifico sui rischi climatici e ambientali, volto ad analizzare il livello di implementazione delle linee guida BCE rilasciate a fine 2020. L'attività proseguirà con approfondimenti mirati nel corso del 2022.

In data 7 settembre 2021 il Gruppo ha ricevuto comunicazione dell'avvio di un'attività ispettiva da parte di BCE, iniziata il 25 ottobre 2021 e conclusa all'inizio del mese di febbraio 2022, per una durata complessiva di 14 settimane.

L'attività ispettiva rientrava all'interno di una specifica campagna sul rischio di credito e controparte, avviata dalla Vigilanza europea su un campione di banche e facendo seguito alla lettera con le aspettative di vigilanza di dicembre 2020 (c.d."Dear CEO Letter"), con la finalità di verificare l'individuazione, la gestione, il monitoraggio e controllo delle misure di sostegno concesse per l'emergenza COVID-19. Il perimetro dell'ispezione si è focalizzato sui debitori classificati come società non finanziarie. Le attività del team ispettivo hanno riguardato:

  • i processi del credito (concessione, monitoraggio e presidio del rischio, classificazione delle posizioni e accantonamenti);

  • analisi puntuale (cosiddetta Credit File Review – CFR) di complessive 80 posizioni, di cui 15 riferite a Parti Correlate, analizzate a campione e selezionate tra quelle di maggior importo che secondo i parametri BCE apparivano suscettibili di una riclassificazione;

  • focus specifico sulle operazioni con Parti Correlate, come estensione del perimetro ispettivo richiesto dal Joint Supervisory Team (JST) come follow-up del Deep Dive effettuato a fine 2019.

La predisposizione e condivisione del rapporto ispettivo da parte dell'Autorità richiederà alcune settimane, ma dalle evidenze preliminari non sono attesi impatti di rilievo.

In data 27 ottobre 2021, il JST ha inoltre comunicato alla Banca l'avvio di un c.d. Deep Dive, indagine di verifica a distanza, incentrato sulla valutazione della capacità della Banca di gestire correttamente i rischi di sicurezza ICT, con riferimento particolare alle indicazioni della EBA Guidelines e della Circolare 285 Bankit. A tal fine, la Banca ha ricevuto diverse richieste di invio documentale, riguardante in particolare: policy, report IT, IT framework, cybersecurity test, Audit reports, esternalizzazioni e contratti. Le aree coinvolte hanno successivamente avuto alcuni incontri di approfondimento a riguardo. Nelle conversazioni intercorse la vigilanza si è focalizzata, tra i vari ambiti, sull'analisi svolta dalla Banca su cyber security targets e controlli svolti, modello organizzativo di gestione del rischio ICT all'interno della Banca, la gestione del fornitore Cedacri (con particolare riferimento ai report Audit a riguardo), il presidio del rischio ICT durante la pandemia e la discussione delle tematiche cyber risk all'interno del comitato di crisi e CA. L'attività si è conclusa a fine 2021 e siamo in attesa di ricevere le valutazioni da parte della vigilanza. Al momento non sono state rilevate criticità di rilievo;

  • in ordine alle aree presidiate dalla Funzione di Revisione Interna: è stato fornito un supporto per quanto di competenza nelle attività ispettive aventi ad oggetto:
    • − BCE: partecipazione all'ispezione per l'autorizzazione del Model Change del modello di credito AIRB e relativa stesura del piano di remediation confluita nel progetto TRIM23; partecipazione al Deep Dive dell'IT Risk; partecipazione all'ispezione Credito campagna sui "Big-Tickets";
    • − Banca d'Italia: partecipazione all'ispezione Trasparenza e al presidio della stesura del relativo piano di remediation;
    • − CONSOB: partecipazione all'ispezione in ambito assetti procedurali definiti in materia di Product Governance e procedure per la valutazione dell'adeguatezza delle operazioni effettuate per conto della clientela;
  • in ordine alle aree presidiate dalla Funzione di Risk Management: in data 4 Marzo 2021 il Gruppo ha ricevuto comunicazione dell'avvio di un accertamento ispettivo, interamente offsite, riguardante le istanze di model change inviate a BCE a marzo 2020 (per rispondere ai finding TRIM) e a marzo 2021 (per l'adeguamento dei modelli previsto dal Two Step Approach di Newdod e l'adozione dell'art. 500 della CRR relativo al trattamento delle cessioni massive di NPL).

L'attività è stata avviata nel mese di aprile e conclusa a luglio, per una durata di 12 settimane. La

fase preparatoria, iniziata a fine marzo, si è sostanziata in una corposa Data Request, sulla falsariga di quella utilizzata in sede ispettiva TRIM, che è stata consegnata ad inizio ispezione ed ha permesso l'utilizzo della strumentazione di challenge a disposizione del team ispettivo. Sono stati svolti mediamente tra gli otto e i dieci incontri a settimana tra il team ispettivo e le funzioni interessate e sono state prodotte circa 200 richieste di analisi/approfondimenti (simulazioni quantitative e sviluppo di modelli alternativi per fare challenging a quelli proposti). Le risultanze, che hanno evidenziato 18 nuovi findings, di cui 3 di gravità 3 (su scala 4) relativi a LGD, sono in linea con le aspettative e con le evidenze di sistema, e si riferiscono a componenti dei modelli relative a nuovi framework regolamentari e recenti evoluzioni normative o loro interpretazioni.

I modelli sono stati pertanto autorizzati dalla BCE, con limitation correlate alla risoluzione dei finding citati. L'orizzonte temporale per la risoluzione degli stessi va da febbraio 2023 (per quelli a 12 mesi) a febbraio 2024 (per quelli a 24 mesi);

• in ordine alle aree presidiate dalla Funzione Antiriciclaggio: non sono state effettuate ispezioni.

I riscontri, seguiti anche dal Collegio Sindacale nell'esercizio delle proprie funzioni, sono stati forniti in tempi congrui e non hanno registrato anomalie.

Indipendenza del revisore ed altri incarichi affidati alla Società di revisione

Il Collegio Sindacale ha verificato e monitorato nel corso del 2021, ai sensi dell'art. 19 del D.Lgs. 39/2010, comma 1, lett. e), l'indipendenza della Società di revisione a norma degli artt. 10, 10-bis, 10-ter, 10-quater e 17 del richiamato decreto e dell'art. 6 del Regolamento Europeo n. 537/2014, in particolare per ciò che riguarda l'adeguatezza della prestazione di servizi diversi dalla revisione all'ente sottoposto a revisione, conformemente all'art. 5 di tale Regolamento.

Il Collegio, inoltre, ha ottenuto dalla Società di revisione la conferma annuale dell'indipendenza di cui all'art. 6, par. 2, lett. a) del Regolamento UE n. 537/2014 e del paragrafo 17 del principio di revisione internazionale (ISA Italia) 260.

In conformità alla normativa vigente in materia di revisione legale dei conti (Regolamento UE n. 537/2014 e Direttiva 2014/56/UE, recepita quest'ultima con il D.Lgs. 135/2016 che ha modificato il D.Lgs. 39/2010), CREDEM ha adottato apposita regolamentazione interna di Gruppo per il conferimento di incarichi diversi dalla revisione legale alla Società di revisione e alla sua rete al fine di salvaguardare il requisito di indipendenza del soggetto incaricato della revisione legale: trattasi della Policy di Gruppo "Conferimento di incarichi al Revisore legale e alle Entità appartenenti al suo network", approvata dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo in data 12.3.2020 ed aderente alle interpretazioni normative riportate nella Circolare Assonime n. 28 del 19.12.2019 "Il tetto del 70% per i corrispettivi relativi a servizi diversi dalla revisione prestati ad enti di interesse pubblico". In base alla suddetta Policy:

  • viene recepito il limite normativo del 70% della media dei corrispettivi riconosciuti dalla Società negli ultimi tre esercizi consecutivi per la revisione legale dei conti per gli incarichi assegnati da CREDEM, quale Ente di Interesse Pubblico, al Revisore legale (crf. Regolamento UE n. 2014/537);

  • viene istituito un limite volontario di 400.000,00 euro per gli incarichi assegnati alle Società appartenenti al network del Revisore da tutto il Gruppo CREDEM;

  • il Collegio Sindacale riceve una rendicontazione semestrale sugli incarichi conferiti sia dalla Società che dal Gruppo CREDEM.

In ossequio alle disposizioni dell'art. 6, par. 2, lett. a) del Regolamento Europeo n. 537/2014 e dell'art. 149-duodecies del Regolamento CONSOB n. 11971/1999, si dà evidenza dei corrispettivi derivanti dai servizi resi da Ernst & Young S.p.A. e dal suo network al Gruppo CREDEM nel corso dell'esercizio 2021, comprensivi anche dei corrispettivi relativi a Credemholding S.p.A.

I corrispettivi dovuti alla Società di revisione e al suo network risultano così suddivisi:

  • o per "Servizi di Revisione" Euro (migliaia) 1.168 (di cui CREDEM 368);
  • o per "Servizi di Attestazione" Euro (migliaia) 447 (di cui CREDEM 328);
  • o per "Altri Servizi" Euro (migliaia) 53, riferiti esclusivamente a CREDEM.

Bilancio d'esercizio e Relazione sulla Gestione

Il Consiglio di Amministrazione, in data 10.3.2022, ha approvato e fornito tempestivamente al Collegio Sindacale il progetto di bilancio (unitamente alla Relazione sulla Gestione) che, confermando integralmente i risultati preliminari approvati e resi noti in data 2.4.2021 (in funzione delle segnalazioni statistiche e prudenziali di vigilanza armonizzate richieste dall'EBA), è stato redatto applicando principi generali di redazione e criteri di valutazione conformi ai principi contabili

internazionali.

Il Consiglio di Amministrazione, nella predetta seduta ed alla presenza dell'intero Collegio Sindacale, ha approvato all'unanimità il progetto di Bilancio 2021 "individuale" e "consolidato", determinando di sottoporlo all'approvazione dell'Assemblea dei Soci, convocata per il giorno 28 aprile 2022, con la seguente proposta di distribuzione dell'utile di Euro 199.475.873,78 nel seguente modo:

  • alla Riserva Legale Euro 19.947.587,38;

  • agli Azionisti, per un importo complessivo di Euro 102.295.005,60, corrispondente a Euro 0,30 per ciascuna delle 340.983.352 azioni aventi godimento 01.01.2021 a titolo di dividendo ordinario, al netto di 336.713 azioni in portafoglio (852.924 azioni proprie alla data del 31.12.2021, meno 516.211 azioni che saranno consegnate in data antecedente al 28.04.2022 al Personale Più Rilevante in virtù dei diritti acquisiti in funzione dei piani di remunerazione in essere);

  • alla Riserva Straordinaria Euro 77.233.280,80.

Il bilancio è stato così sottoposto al controllo della Società di revisione Ernst & Young S.p.A.

Il Collegio Sindacale, nella data del 6.4.2022, ha ricevuto dalla Società di Revisione:

• la relazione sulla revisione contabile del bilancio di esercizio di Credito Emiliano S.p.A. al 31 dicembre 2021 emessa ai sensi dell'art. 14 del D.Lgs. 39/2010 e dell'art. 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014, da cui risulta che tale bilancio fornisce una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria di CREDEM al 31 dicembre 2021, del risultato economico e dei flussi di cassa per l'esercizio chiuso a tale data, in conformità ai principi contabili di riferimento e relativi provvedimenti normativi.

Inoltre, a giudizio della Società di revisione, la Relazione sulla Gestione e alcune specifiche informazioni contenute nella Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari sono coerenti con il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2021 e sono redatte in conformità alle norme di legge.

Per quanto riguarda eventuali errori significativi nella Relazione sulla Gestione, la Società di revisione ha dichiarato di non aver nulla da riportare.

La relazione sul bilancio di esercizio riporta l'illustrazione degli aspetti chiave della revisione contabile ("Key Audit Matters") che, secondo il giudizio professionale del Revisore, sono stati maggiormente significativi nell'ambito della revisione contabile del bilancio individuale dell'esercizio in esame. Tali aspetti sono stati affrontati dalla Società di revisione nell'ambito della revisione contabile e nella formazione del giudizio sul bilancio di esercizio nel suo complesso.

La suddetta relazione è stata emessa dalla Società di Revisione in data 6.4.2021.

CREDEM ha chiuso l'esercizio 2021 con un utile netto di Euro 199.475.873,78, ottenuto a fronte di:

  • o un risultato netto della gestione finanziaria dell'esercizio pari ad euro 926.371.060, a fronte di un risultato dell'esercizio precedente di euro 810.408.098;
  • o costi operativi dell'esercizio pari ad euro 688.408.495, a fronte di costi dell'esercizio precedente di euro 702.332.797;
  • o imposte dell'esercizio pari ad euro 48.993.885, a fronte di imposte dell'esercizio precedente di euro 13.005.521.

Il patrimonio netto della Banca al 31.12.2021 compreso l'utile dell'esercizio ammonta ad euro 2.566.476.606.

Il Collegio Sindacale ha promosso incontri con la Società di revisione specificamente finalizzati ad acquisire informazioni sulla predisposizione del bilancio d'esercizio. In tali incontri il Collegio Sindacale ha potuto rilevare che:

  • il sistema informativo è risultato affidabile anche sulla scorta degli esiti dei controlli eseguiti dalla Società di revisione finalizzati a esprimere un giudizio sul bilancio dell'esercizio;
  • le valutazioni di bilancio sono state eseguite con il principio della continuità e della competenza;
  • i valori degli intangibles sono stati sottoposti ad impairment test in conformità ai principi contabili internazionali e le risultanze, condivise dalla Società di revisione, sono correttamente rappresentate nel bilancio.

Da parte del Collegio Sindacale si rileva, ancora, che:

  • gli schemi di bilancio adottati sono conformi alla legge e alle direttive di Banca d'Italia e sono adeguati in rapporto all'attività della Banca;
  • i principi contabili adottati, descritti nella nota integrativa, sono adeguati in relazione all'attività e alle operazioni poste in essere dalla Banca stessa;
  • le attività dell'Organo di Controllo, della Società di Revisione, del Dirigente preposto

e delle Funzioni Aziendali di Controllo della Banca non hanno avuto alcun arresto o diminutio, benché siano state e siano tuttora eseguite a distanza.

A parere del Collegio Sindacale, il bilancio e la Relazione sulla Gestione, unitamente alla relazione sul bilancio consolidato, sono esaurienti e ottemperano alla Legge ed alle disposizioni di Banca d'Italia e CONSOB.

Bilancio consolidato

Il bilancio consolidato è stato sottoposto al controllo della Società di revisione Ernst & Young S.p.A. e tale controllo è stato esteso alle Società controllate. L'area di consolidamento è correttamente formata.

A tal proposito si rileva che, ai fini della vigilanza prudenziale, i ratio patrimoniali vengono calcolati, sulla base della vigente normativa, su Credemholding S.p.A., la Società che controlla CREDEM (CET1 Ratio pari, quindi, a 15,3%). Inoltre, si segnala anche che il Total capital ratio ammonta a 16,9%. L'utile da bilancio consolidato è di 352,6 milioni di euro.

Negli incontri avuti con la Società di revisione Ernst & Young S.p.A., il Collegio Sindacale ha esaminato l'elenco analitico delle società soggette a revisione e ha assunto informazioni in merito ai diversi livelli di controllo.

Il Collegio Sindacale, in data 6.4.2022, ha ricevuto altresì dalla Società di revisione:

• la relazione sulla revisione contabile del bilancio consolidato del Gruppo CREDEM al 31 dicembre 2021 emessa ai sensi dell'art. 14 del D.Lgs. 39/2010 e dell'art. 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014, da cui risulta che tale bilancio fornisce una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria del Gruppo CREDEM al 31 dicembre 2021, del risultato economico e dei flussi di cassa per l'esercizio chiuso a tale data, in conformità ai principi contabili di riferimento e relativi provvedimenti normativi.

Inoltre, a giudizio della Società di revisione, la Relazione sulla Gestione e alcune specifiche informazioni contenute nella Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari sono coerenti con il bilancio consolidato al 31 dicembre 2021 e sono redatte in conformità alle norme di legge.

Per quanto riguarda eventuali errori significativi nella Relazione sulla Gestione, la Società di revisione ha dichiarato di non aver nulla da riportare.

La relazione sul bilancio consolidato riporta, analogamente a quella sul bilancio di esercizio, l'illustrazione degli aspetti chiave della revisione contabile ("Key Audit Matters") che, secondo il giudizio professionale del Revisore, sono stati maggiormente significativi nell'ambito della revisione contabile del bilancio consolidato dell'esercizio in esame. Tali aspetti sono stati affrontati dalla Società di revisione nell'ambito della revisione contabile e nella formazione del giudizio sul bilancio consolidato nel suo complesso;

• la relazione aggiuntiva rilasciata al Collegio Sindacale nella sua funzione di comitato per il controllo interno e la revisione contabile ai sensi dell'art. 11 del Regolamento (UE) n. 537/2014, da cui risulta che non sono emerse carenze significative nel sistema di controllo interno in relazione al processo di informativa finanziaria meritevoli di essere portate all'attenzione dei responsabili delle attività di governance.

Le suddette relazioni sono state emesse dalla Società di revisione in data 6.4.2022.

Considerazioni conclusive

Signori Azionisti,

a seguito dell'attività di vigilanza svolta dal Collegio Sindacale non sono emersi fatti censurabili, omissioni o irregolarità da segnalare nella presente Relazione.

Il Collegio Sindacale non ritiene che ricorrano i presupposti che rendono necessario esercitare la facoltà di formulare proposte all'Assemblea ai sensi dell'art. 153, comma 2, del TUF.

Tenuto conto di tutto quanto precede, il Collegio Sindacale, considerato:

  • il contenuto delle relazioni redatte dalla Società di revisione;
  • le attestazioni rilasciate congiuntamente dal Presidente del Consiglio di Amministrazione e dal Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari;
  • che i documenti sopra citati escludono rilievi o richiami d'informativa e confermano che il bilancio di esercizio e quello consolidato:
  • − sono redatti in modo conforme alle norme ed ai criteri che ne disciplinano la redazione,
  • − rappresentano in modo corretto e veritiero la situazione economica, patrimoniale e

finanziaria della Società e del Gruppo,

non rilevano, per quanto di propria competenza, motivi ostativi all'approvazione della proposta di bilancio individuale al 31 dicembre 2021 formulata dal Consiglio di Amministrazione.

Per quanto attiene alla proposta di destinazione del risultato, il Collegio Sindacale dà evidenza di condividere le determinazioni assunte dal Consiglio di Amministrazione di Credito Emiliano S.p.A. nella seduta del 10.3.2022 e, precisamente, destinazione dell'utile di esercizio di Euro 199.475.873,78 nel seguente modo:

  • alla Riserva Legale Euro 19.947.587,38;

  • agli Azionisti, per un importo complessivo di Euro 102.295.005,60, corrispondente a Euro 0,30 per ciascuna delle 340.983.352 azioni aventi godimento 01.01.2021 a titolo di dividendo ordinario, al netto di 336.713 azioni in portafoglio (852.924 azioni proprie alla data del 31.12.2021, meno 516.211 azioni che saranno consegnate in data antecedente al 28.04.2022 al Personale Più Rilevante in virtù dei diritti acquisiti in funzione dei piani di remunerazione in essere);

  • alla Riserva Straordinaria Euro 77.233.280,80.

APPENDICE SULL'ESERCIZIO DELLE FUNZIONI DI VIGILANZA EX D.LGS. 231/2001

"Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell'articolo 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300".

Come sopra rappresentato, il Collegio Sindacale svolge, a far data dal 01.01.2014, le funzioni di Organismo di Vigilanza ex art. 6 del D.Lgs. 231/01. Nel corso del 2021, il Collegio ha:

  • vigilato sul funzionamento, l'osservanza ed effettiva attuazione del Modello di Organizzazione e Gestione ("MOG" o "Modello Organizzativo") adottato dalla Società attraverso la verifica della coerenza tra i comportamenti concreti e il Modello Organizzativo;
  • valutato l'adeguatezza ed appropriatezza del MOG in termini di effettività ed efficacia nella prevenzione della commissione dei reati previsti dal D.Lgs. 231/01;
  • verificato il mantenimento nel tempo dei requisiti di funzionalità del MOG;
  • curato l'aggiornamento in senso dinamico del MOG con riferimento a variazioni normative e organizzative;
  • riferito al Consiglio di Amministrazione circa le attività di presidio e di verifica svolte e i relativi esiti.

Nel dettaglio, il Collegio Sindacale ha dedicato all'esercizio della vigilanza ex D.Lgs. 231/01 specifiche riunioni nel corso delle quali, tra l'altro, ha:

  • esaminato le nuove "Linee Guida di Confindustria per la costruzione dei Modelli di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231" da considerare nell'attività di aggiornamento dei modelli 231 nonché nella loro attuazione;
  • esaminato le novità giurisprudenziali rilevanti ai fini del D.Lgs. 231/01 unitamente alle interpretazioni della dottrina, nonché le variazioni organizzative intervenute;
  • esaminato i report con cui le Funzioni Aziendali di Controllo hanno approfondito e valutato l'efficacia dei presidi insistenti su specifiche aree di rischio potenzialmente rilevanti ai fini del D.Lgs. 231/01;
  • esaminato i flussi di reporting trasmessi dalle diverse unità organizzative in merito ai presidi insistenti sui rischi reato connessi all'operatività di ciascuna unità organizzativa;
  • incontrato diverse Funzioni aziendali al fine di verificare che i rischi associati alle singole attività e processi sensibili siano adeguatamente presidiati;
  • esaminato le relazioni annuali dei Collegi Sindacali delle Società del Gruppo sulle attività di vigilanza ex D.Lgs. 231/01 svolte e sullo stato di aggiornamento dei Modelli Organizzativi;
  • svolto un incontro con i Collegi Sindacali delle Società del Gruppo su temi rilevanti ai sensi del D.Lgs. 231/01;
  • vigilato sull'effettivo ed adeguato svolgimento da parte dei soggetti apicali e loro sottoposti delle attività di informazione e formazione sui contenuti del D.Lgs. 231/01 e del MOG.

Il Collegio Sindacale ha promosso a livello di Gruppo specifiche sessioni formative, svoltesi nel 2021, sui seguenti temi: flussi informativi e verifiche di competenza dell'Organismo di Vigilanza, reati di corruzione, whistleblowing e nuove Linee Guida di Confindustria;

• vigilato sul corretto funzionamento dei canali di segnalazione di condotte illecite rilevanti ai sensi del D.Lgs. 231/01 o di violazioni del MOG, tra i quali la piattaforma Whistleblowing, e sul rispetto nella gestione delle segnalazioni della vigente normativa in materia.

Nel corso del 2021, dall'esercizio dell'attività di vigilanza ai sensi del D.Lgs. 231/01 non sono emersi profili di particolare problematicità, irregolarità o rischi sui quali non insistono idonei presidi o controlli. Il Collegio Sindacale ritiene che l'impianto regolamentare adottato dalla Società, finalizzato alla mitigazione dell'esposizione aziendale ai rischi reato ex D.Lgs. 231/01, risulti:

  • complessivamente adeguato ed efficace rispetto alla struttura societaria;
  • sostanzialmente idoneo a preservare la medesima da responsabilità per la commissione di fattispecie di reato rilevanti ai sensi del D.Lgs. 231/01.

Reggio Emilia, lì 6 aprile 2022

IL COLLEGIO SINDACALE

Anna Maria Allievi (Presidente) Giulio Morandi Maria Paglia

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