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Buzzi Unicem Annual Report 2025

Apr 17, 2026

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Annual Report

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RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE

2025

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SIAMO UN GRUPPO MULTI-REGIONALE INTERNAZIONALE, FOCALIZZATO SU CEMENTO E CALCESTRUZZO PRECONFEZIONATO.

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Chi siamo


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Indice

Cariche sociali

5

Relazione sulla gestione

7

  • Premessa 8
  • Azioni, Azionisti e Indici 9
  • Illustrazione dei risultati 14
  • Attività di ricerca e sviluppo 27
  • Sistema di controllo interno e di gestione dei rischi 30
  • Operazioni con parti correlate 32
  • Evoluzione prevedibile della gestione 33
  • Proposta di destinazione del risultato d'esercizio 35
  • Rendicontazione consolidata di sostenibilità 37

Bilancio Consolidato

149

  • Conto economico consolidato 150
  • Conto economico complessivo consolidato 151
  • Stato patrimoniale consolidato 152
  • Rendiconto finanziario consolidato 154
  • Variazioni di patrimonio netto consolidato 155
  • Note ai prospetti contabili consolidati 156
  • Attestazione del bilancio consolidato 254
  • Relazione della società di revisione sul bilancio consolidato 255

Bilancio civilistico

264

  • Conto Economico 265
  • Conto Economico Complessivo 266
  • Stato Patrimoniale 267
  • Rendiconto Finanziario 269
  • Variazioni di patrimonio netto 270
  • Note ai prospetti contabili 271
  • Attestazione del bilancio d'esercizio 322
  • Relazione della società di revisione sul bilancio civilistico 323
  • Relazione del Collegio Sindacale 332

Il presente documento è predisposto in formato PDF allo scopo di agevolare la lettura e non costituisce la versione ufficiale in formato ESEF, istituita dal Regolamento della Commissione Europea 815/2019 per adempiere agli obblighi di comunicazione previsti dalla Direttiva 2004/109/CE (c.d. direttiva Transparency)


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If you have any questions, please call 1-800-777-2222 www.emarket.com


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Cariche sociali

Consiglio di amministrazione

Veronica BUZZI¹ Presidente Pietro BUZZI² Amministratore Delegato Paolo BURLANDO³ Consigliere Luigi (Gigi) BUZZI Consigliere Luigi BUZZI Consigliere Aldo FUMAGALLI ROMARIO³ Consigliere Linda Orsola GILLI Consigliere Marcella LOGLI Consigliere Antonella MUSY³ Consigliere Giovanna VITELLI Consigliere

Collegio sindacale

Raffaella PAGANI Presidente Paola Lucia GIORDANO Sindaco Effettivo Giorgio ZOPPI Sindaco Effettivo Roberto D'AMICO Sindaco Supplente Massimo DE BUGLIO⁴ Sindaco Supplente Giulia DE MARTINO Sindaco Supplente

Direttore Generale

Dirk BEESE⁵ Direttore Generale

¹ nominata Presidente dal Consiglio di Amministrazione del 12 maggio 2023 ² nominato Amministratore Delegato dal Consiglio di Amministrazione del 12 maggio 2023, con poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione ³ componenti del Comitato Controllo e Rischi e Sostenibilità ⁴ nominato dall'assemblea ordinaria del 13 maggio 2025 ⁵ nominato Direttore Generale dal Consiglio di Amministrazione del 12 maggio 2023, con effetto dal 1° luglio 2023, con poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione


Teleborsa: distribution and commercial use strictly prohibited Stabilimento Buzzi Unicem di Barletta, cava Foto: Mirko C emarkeb add- storage CERTIFIED

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Relazione sulla gestione

Premessa 8 Azioni, Azionisti e Indici 9 Illustrazione dei risultati 14 Attività di ricerca e sviluppo 27 Sistema di controllo interno e di gestione dei rischi 30 Operazioni con parti correlate 32 Evoluzione prevedibile della gestione 33 Proposta di destinazione del risultato d'esercizio 35 Rendicontazione consolidata di sostenibilità 37

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Teleborsa: distribution and commercial use strictly prohibited emarket Fair Storage CERTIFIED {13}/{14} [ RELAZIONE SULLA GESTIONE ]

PREMESSA

La relazione finanziaria annuale di Buzzi SpA ha l'obiettivo di pubblicare in un unico documento le performance finanziarie e le informazioni ambientali, sociali e di governance del gruppo relative all'esercizio 2025. In quanto società quotata su un mercato regolamentato, Buzzi SpA ha l'obbligo di predisporre il bilancio consolidato e civilistico in conformità ai principi IFRS emessi dall'International Accounting Standards Board e omologati dall'Unione Europea. Inoltre, in osservanza del D.Lgs 125/2024, che recepisce la EU Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), la rendicontazione consolidata di sostenibilità, predisposta secondo gli European Sustainability Reporting Standard (ESRS), è integrata all'interno della Relazione sulla Gestione.

Nella presente relazione finanziaria annuale, per una migliore comprensione dell'andamento economico, patrimoniale e finanziario, sono presentati e commentati alcuni indicatori alternativi di performance che, pur essendo molto diffusi, non sono definiti o specificati dai principi contabili IFRS. Il significato e il contenuto degli stessi sono illustrati nel paragrafo Indicatori alternativi di performance.

Revisione legale

I bilanci al 31 dicembre 2025 sono stati assoggettati a revisione legale, come prescritto dalla normativa vigente. L'Assemblea degli Azionisti del 12 maggio 2022 ha provveduto a conferire l'incarico di revisione legale a PricewaterhouseCoopers SpA per gli esercizi dal 2023 al 2031.

Ai sensi della normativa vigente, anche la rendicontazione consolidata di sostenibilità riferita all'esercizio 2025 è stata oggetto di attestazione di conformità ai principi ESRS da parte della società di revisione (limited assurance).

Approvazione del bilancio da parte dell'Assemblea

Si segnala che, tenuto conto di quanto disposto dallo statuto sociale e del fatto che la società redige il bilancio consolidato, l'Assemblea degli Azionisti è convocata nel termine di 180 giorni dalla chiusura dell'esercizio.

Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari

La relazione annuale sul governo societario e gli assetti proprietari, nonché sull'adesione al Codice di Corporate Governance promosso da Borsa Italiana, ABI, Ania, Assogestioni, Assonime e Confindustria è pubblicata contestualmente alla relazione sulla gestione, in un fascicolo separato, consultabile sul sito internet della società buzzi.com sezione Investitori/Corporate Governance.

Sedi secondarie

La società non ha sedi secondarie di esercizio.

Informazioni ai sensi dei Regolamenti Consob Mercati (n. 20249/2017) ed Emittenti (n. 11971/1999)

Buzzi SpA non è soggetta all'attività di direzione e coordinamento di alcuna società o ente, in quanto le decisioni gestionali e gli indirizzi strategici generali ed operativi della società sono da quest'ultima definiti in autonomia senza che da parte della società controllante vengano impartiti direttive od ordini.

Nei casi previsti dagli articoli 70 e 71 del Regolamento Emittenti, la società si avvale della facoltà di derogare agli obblighi di pubblicazione dei Documenti Informativi riguardanti le operazioni significative di fusione, scissione, aumento di capitale mediante conferimento di beni in natura, acquisizioni e cessioni.


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AZIONI, AZIONISTI E INDICI

Le azioni ordinarie Buzzi (BZU.MI) sono quotate sul mercato Euronext Milan gestito da Borsa Italiana. La capitalizzazione di mercato al 31 dicembre 2025 ammontava a 10.017 milioni di euro. Ciascuna azione ordinaria dà diritto a un voto, ferma restando la possibilità, introdotta nello Statuto dall'assemblea straordinaria del 9 maggio 2024, di ottenere l'attribuzione di due voti per ciascuna azione dell'azionista che abbia richiesto l'iscrizione in apposito elenco speciale e che l'abbia mantenuta per un periodo continuativo non inferiore a 24 mesi dalla data di iscrizione.

VOLUMI SCAMBIATI E CONTROVALORE

Azioni ordinarie Azioni risparmio Azioni ordinarie Azioni risparmio
Periodo di riferimento quantità quantità €m €m
Anno 2019 173.589.804 20.591.261 3.313,2 256,9
Anno 2020 179.692.420 35.465.394 3.434,5 425,5
Anno 2021 160.292.352 1.933.395 3.402,8 27,5
Anno 2022 136.519.656 - 2.367,0 -
Anno 2023 76.741.470 - 1.801,0 -
Anno 2024 73.341.151 - 2.658,9 -
Anno 2025 134.923.480 - 6.320,0 -

ANDAMENTO DEL TITOLO BUZZI

(base gennaio 2019=100)

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DISTRIBUZIONE DELL'AZIONARIATO

(azioni ordinarie)

N. di azionisti in % N. di azioni in %
1 - 1.000 12.169 84,21 1.751.639 0,91
1.001 - 10.000 1.569 10,86 4.198.880 2,18
10.001 - 100.000 550 3,81 18.523.612 9,61
100.001 - 162 1,12 168.152.023 87,30

Riferimento alla data dello stacco del dividendo (18 maggio 2025)

In totale 67.214.553 azioni ordinarie, corrispondenti al 34,9% circa del capitale, sono detenute da investitori stranieri.

Capitalizzazione di mercato

al 31 dicembre (milioni di euro)

2019 4.265
2020 3.755
2021 3.652
2022 3.470
2023 5.319
2024 6.858
2025 10.017

Struttura del capitale

al 31 dicembre (in %)

Presa SpA (Famiglia Buzzi) 82,911,427 43.04
Fimedi SpA (Famiglia Buzzi) 19,252,563 9.99
Azioni proprie 11,601,276 6.02
Flottante 78,860,888 40.95
Totale azioni 192,626,154 100.00

Nel corso dell'esercizio 2025, la società ha acquistato n. 47.690 azioni proprie. In data 26 febbraio 2026 il Consiglio di Amministrazione ha deliberato l'avvio di un programma di acquisto di azioni proprie in esecuzione dell'autorizzazione dell'Assemblea degli Azionisti del 13 maggio 2025. Il programma prevede l'acquisto fino a un numero di titoli che, tenuto conto delle azioni di volta in volta detenute in portafoglio dalla società e dalle società da essa controllate, non sia complessivamente superiore al limite massimo stabilito dalla normativa pro tempore applicabile, per un controvalore massimo complessivo di 200 milioni di euro. Le operazioni di acquisto hanno la finalità di procedere al successivo annullamento delle azioni proprie acquistate. Inoltre, verrà proposto alla prossima Assemblea degli Azionisti l'annullamento delle azioni già detenute dalla società. Tutte le operazioni di annullamento avverranno senza riduzione del capitale.

Sulla base di tale programma, al 30 marzo 2026 sono state acquistate ulteriori n. 2.262.212 azioni proprie. Pertanto, tenuto conto delle azioni già in portafoglio, la società detiene complessivamente n. 13.863.488 azioni proprie, pari al 7,197% del capitale sociale.


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PRINCIPALI DATI PER AZIONE

Principali dati per azione (euro) 2019 2020 2021 2022 2023 2024 2025
Utile base per azione ordinaria 1,88 2,72 2,82 2,46 5,22 5,14 5,09
Patrimonio netto per azione 17,90 17,49 22,71 25,50 29,24 34,29 37,05
Rapporto prezzo/utile 12,0x 7,2x 6,7x 7,6x 5,5x 7,3x 10,8x
Quotazione a fine anno
azioni ordinarie 22,42 19,50 18,96 18,01 27,61 35,60 52,00
azioni risparmio 13,72 13,04 - - - - -
Dividendo per azione^{1}
azioni ordinarie 0,15 0,25 0,40 0,45 0,60 0,70 0,70
azioni risparmio 0,17 - - - - - -
Rendimento
azioni ordinarie 0,67% 1,28% 2,11% 2,50% 2,17% 1,97% 1,35%
azioni risparmio 1,27% - - - - - -

1 2025: proposto all'assemblea degli azionisti


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[ RELAZIONE SULLA GESTIONE ]

PRINCIPALI INDICI DI BILANCIO

Bilancio consolidato

Principali indici di bilancio (in %) 2025 2024 2023
Margine Operativo Lordo/Vendite^{1} 27,4 29,6 28,8
Risultato Operativo/Vendite (ROS) 19,9 23,2 22,8
Return on Equity (ROE)^{2} 12,9 14,3 17,2
Return on Capital Employed (ROCE)^{3} 11,7 13,2 16,1
Passività/Patrimonio netto 25,0 31,5 35,0

1 Rapporto tra Margine Operativo Lordo e Vendite, esprime il risultato della gestione caratteristica dell'azienda; 2 Rapporto tra Utile Netto e Patrimonio Netto, esprime la redditività di quest'ultimo; 3 Rapporto tra Risultato Operativo e differenza tra Attività totali e Passività correnti. Indica l'efficienza e la redditività degli investimenti dei capitali di un'azienda.

Bilancio civilistico

Principali indici di bilancio (in %) 2025 2024 2023
Return on Equity (ROE)^{1} 26,4 12,1 10,0
Passività/Patrimonio netto 33,9 57,8 56,8

1 Rapporto tra Utile Netto e Patrimonio Netto, esprime la redditività di quest'ultimo;

INDICATORI ALTERNATIVI DI PERFORMANCE

Buzzi utilizza nell'informativa finanziaria alcuni indicatori alternativi di performance che, pur essendo molto diffusi, non sono definiti o specificati dai principi contabili applicabili per la redazione del bilancio annuale o delle relazioni intermedie di gestione.

In conformità alla Comunicazione Consob n. 92543/2015 e agli orientamenti ESMA/2015/1415 comunichiamo di seguito la definizione di tali indicatori.

  • Margine operativo lordo: saldo parziale di bilancio, per il calcolo del quale si rinvia al prospetto di conto economico consolidato.
  • Margine operativo lordo ricorrente: è calcolato partendo dal saldo parziale di bilancio, denominato Margine operativo lordo, apportando allo stesso le seguenti rettifiche (proventi e oneri non ricorrenti):
  • oneri di ristrutturazione, nell'ambito di piani definiti e rilevanti
  • svalutazioni/rivalutazioni di attività correnti, esclusi i crediti commerciali, superiori a 1 milione di euro
  • accantonamenti/rilasci a fondi rischi legali, fiscali, ambientali superiori a 1 milione di euro
  • costi di smantellamento superiori a 1 milione di euro
  • plusvalenze/minusvalenze da cessione di cespiti e immobili non strumentali superiori a 3 milioni di euro
  • altri oneri o proventi rilevanti di natura non ordinaria (superiori a 3 milioni di euro), oppure riferibili a eventi significativi non riconducibili all'andamento ordinario della gestione.

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[ RELAZIONE SULLA GESTIONE ]

La riconciliazione tra il margine operativo lordo e il margine operativo lordo ricorrente, per i periodi posti a confronto, è la seguente:

Bilancio consolidato

(milioni di euro) 2025 2024
Margine operativo lordo 1.236,6 1.276,1
Oneri di ristrutturazione (rilasci) (1,7) -
Altri proventi (9,1) (4,9)
Altri oneri 8,3 0,4
Margine operativo lordo ricorrente 1.234,1 1.271,7

Bilancio civilistico

(milioni di euro) 2025 2024
Margine operativo lordo (8,0) (15,2)
Altri proventi (9,1) -
Margine operativo lordo ricorrente (17,1) (15,2)

Gli altri proventi riferiti all'esercizio 2025 riguardano la definizione di un contenzioso in Buzzi SpA, mentre gli altri oneri fanno riferimento a costi di natura non ricorrente principalmente in Italia e Germania.

  • Risultato operativo: saldo parziale di bilancio, per il calcolo del quale si rinvia al prospetto di conto economico consolidato.
  • Posizione finanziaria netta: rappresenta un indicatore della struttura finanziaria e corrisponde alla differenza tra le passività e le attività finanziarie, sia a breve sia a lungo termine. Quindi comprende tutte le passività o attività fruttifere d'interesse e quelle a esse collegate, quali gli strumenti finanziari derivati e i ratei.
  • Indebitamento netto: rappresenta un indicatore della struttura finanziaria e corrisponde alla differenza tra le passività finanziarie, sia a breve sia a lungo termine, e le attività finanziarie a breve termine. Quindi comprende tutte le passività, la parte corrente delle attività fruttifere d'interesse e le voci collegate, quali gli strumenti finanziari derivati e i ratei. L'indicatore è conforme agli orientamenti ESMA32-382-1138.

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[ RELAZIONE SULLA GESTIONE ]

ILLUSTRAZIONE DEI RISULTATI

QUADRO MACROECONOMICO INTERNAZIONALE

Nel corso del 2025 l'economia globale ha mostrato una solida capacità di resilienza, pur in un contesto caratterizzato da tensioni commerciali e pressioni geopolitiche. Secondo recenti stime, la crescita del PIL mondiale si è attestata intorno al 3,2%, confermando un ritmo moderato ma stabile. L'andamento delle principali economie è tuttavia risultato differenziato: Stati Uniti e Cina hanno registrato espansioni positive, sostenute soprattutto dai consumi e dagli investimenti, seppur a ritmi inferiori rispetto agli anni precedenti. Nell'area dell'euro la ripresa è rimasta più contenuta, influenzata da una domanda interna debole, investimenti limitati e condizioni esterne meno favorevoli. Sul fronte dei prezzi, l'inflazione nei paesi OCSE ha proseguito gradualmente il rientro verso gli obiettivi delle banche centrali, pur mantenendosi in alcune economie sopra i target, anche a fronte di politiche monetarie ancora restrittive. Nei mercati energetici, le quotazioni del petrolio hanno mostrato una tendenza al ribasso rispetto ai picchi precedenti, mentre il gas naturale ha continuato a registrare elevata volatilità.

Negli Stati Uniti l'attività economica ha proseguito l'espansione, sostenuta principalmente dalla domanda interna, con consumi delle famiglie e investimenti in tecnologie e beni strumentali come principali driver. Altre componenti della spesa hanno mostrato andamenti differenziati tra i settori. Il PIL ha registrato una crescita moderata rispetto agli anni passati, mentre l'inflazione ha seguito un percorso graduale di discesa, con pressioni persistenti e livelli di inflazione ancora superiori al target del 2% della Federal Reserve. Il mercato del lavoro ha mostrato segni di moderazione, con il tasso di disoccupazione stabile intorno al 4,4% alla fine dell'anno.

In Europa la crescita è rimasta moderata, sostenuta dai consumi delle famiglie e dalla spesa pubblica, mentre gli investimenti hanno risentito di incertezza e di condizioni finanziarie restrittive. Secondo recenti proiezioni, il PIL reale dell'area è stimato in aumento di circa l'1,4% nel 2025, con un lieve rallentamento previsto negli anni successivi. L'attività industriale ha evidenziato segnali di stagnazione, mentre i servizi hanno sostenuto la crescita complessiva. Tra i principali mercati, l'economia tedesca ha registrato un andamento particolarmente debole, mentre in Italia la crescita è rimasta modesta ma positiva.

Tra le principali economie emergenti in cui il gruppo opera, in Brasile la crescita è stata trainata soprattutto dalla domanda interna, mentre gli investimenti sono rimasti contenuti per effetto di politiche monetarie restrittive e dell'incertezza internazionale. In Messico l'espansione economica è stata debole, con domanda interna stagnante e pressioni sui consumi. Al contrario, negli Emirati Arabi Uniti si è registrata una robusta crescita, sostenuta sia dal settore energetico sia dai comparti non petroliferi, in particolare turismo, costruzioni e servizi finanziari.

Nel 2025 le principali banche centrali hanno seguito strategie differenziate, calibrando le decisioni sull'andamento dell'inflazione e sulle prospettive di crescita. La Federal Reserve ha avviato un graduale allentamento della politica monetaria, portando i federal funds al 3,50–3,75% a dicembre. La Banca Centrale Europea, dopo alcuni tagli nella prima metà dell'anno, ha mantenuto i tassi invariati nella seconda, confermando l'obiettivo di riportare l'inflazione al 2% nel medio termine. Tra le economie emergenti, la Banca del Messico ha proseguito con riduzioni progressive dei tassi, mentre la Banca del Brasile ha mantenuto un orientamento restrittivo per contenere le pressioni inflazionistiche.


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ANDAMENTO ECONOMICO E FINANZIARIO

Nel corso dell'esercizio si sono registrate due rilevanti variazioni del perimetro di consolidamento. A gennaio si è data esecuzione agli accordi preliminari nell'area Alpe-Adria con il gruppo austriaco Wietersdorfer, relativi alla cessione della cementeria di Fanna (PN) ad Alpacem Cementi Italia e all'acquisizione di una partecipazione del 25% in Alpacem Zement Austria. A maggio, il gruppo ha inoltre fatto il suo ingresso nel mercato del Medio Oriente attraverso l'acquisizione di una quota di controllo di Gulf Cement Company, società quotata alla Borsa di Abu Dhabi con sede a Ras Al Khaimah, attiva nella produzione di cemento destinato sia al mercato locale sia all'export.

A perimetro costante, i volumi di cemento sarebbero rimasti sostanzialmente in linea con l'esercizio precedente. Considerando invece le variazioni intervenute nel corso dell'anno, le vendite di leganti idraulici sono cresciute del 21,2% passando da 26,3 milioni di tonnellate nel 2024 a 31,9 milioni di tonnellate nel 2025. Anche le vendite di calcestruzzo preconfezionato hanno registrato un incremento rispetto all'anno scorso, pari al 1,8% raggiungendo 9,9 milioni di metri cubi.

Il fatturato consolidato è cresciuto da 4.313,0 a 4.518,8 milioni, registrando un incremento del 4,8% rispetto all'esercizio precedente. Nel 2025, il giro d'affari ha beneficiato delle modifiche del perimetro di consolidamento, che hanno contribuito positivamente per 233,1 milioni. Le fluttuazioni dei tassi di cambio hanno invece avuto un impatto complessivamente negativo pari a 50,7 milioni, principalmente per effetto della svalutazione del dollaro statunitense, del real brasiliano e del dirham. A parità di cambi e di perimetro, i ricavi netti sarebbero rimasti sostanzialmente stabili rispetto al 2024 (+0,5%).

In Italia si è registrato un aumento dei prezzi medi di vendita sia del cemento sia del calcestruzzo; tuttavia, il fatturato si è attestato 790,9 milioni, in diminuzione del 3,3% rispetto al 2024, principalmente per effetto della cessione dello stabilimento di Fanna. Negli Stati Uniti, l'invarianza dei prezzi, unita a una riduzione dei volumi di vendita, ha determinato un giro d'affari pari a 1.605,8 milioni rispetto ai 1.726,8 milioni dell'anno precedente. In Europa Centrale, l'incremento dei volumi di leganti idraulici e calcestruzzo ha sostenuto una crescita del fatturato, che ha raggiunto i 967,3 milioni rispetto ai 947,0 milioni del 2024. Positivo è stato l'andamento in Europa Orientale, con ricavi netti in aumento del 8,4% pari a 810,2 milioni rispetto ai 747,5 milioni dell'anno precedente. In Brasile, il giro d'affari si è attestato a 363,0 milioni, in flessione del 2,9% nel confronto pro-forma con lo scorso esercizio, nel quale il consolidamento linea per linea è avvenuto dal quarto trimestre in poi. Infine, il consolidamento delle attività negli Emirati Arabi Uniti a partire da maggio ha contribuito per 85,5 milioni di euro al fatturato di gruppo.

Il margine operativo lordo consolidato si è attestato a 1.236,6 milioni, in calo del 3,1% rispetto ai 1.276,1 milioni nel 2024. La performance ha risentito negativamente dell'effetto cambio, con un impatto sfavorevole di 20,4 milioni, mentre le variazioni del perimetro di consolidamento hanno apportato un contributo positivo pari a 61,2 milioni. Il risultato dell'esercizio include proventi non ricorrenti netti per 2,5 milioni, in diminuzione rispetto ai 4,5 milioni del 2024. Al netto delle componenti non ricorrenti, il margine operativo lordo si è attestato a 1.234,1 milioni, con un'incidenza sul fatturato del 27,3% (29,5% nel 2024).

Dopo ammortamenti pari a 330,4 milioni (272,3 milioni nel 2024) e svalutazioni delle attività fisse per 8,0 milioni (1,9 milioni nel 2024), il risultato operativo si è attestato a 898,1 milioni, in diminuzione rispetto ai 1.001,9 milioni dell'esercizio precedente. I proventi finanziari netti sono cresciuti in misura significativa, passando da 74,9 milioni a 153,4 milioni, principalmente per effetto delle differenze attive di cambio. Il risultato delle partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto è diminuito da 147,1 milioni a 125,6 milioni, principalmente per il passaggio al consolidamento integrale delle nostre attività in Brasile. Alla luce di quanto sopra, l'utile ante imposte si è attestato a 1.177,4 milioni, in crescita rispetto ai 1.093,2


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[ RELAZIONE SULLA GESTIONE ]

del 2024. Il carico fiscale è risultato pari a 253,3 milioni, rispetto ai 150,7 milioni dello scorso anno. La corrispondente aliquota fiscale effettiva è aumentata da 13,8% a 21,5%, principalmente a seguito di utilizzi di differite attive per perdite pregresse e interessi passivi netti riportabili. L'esercizio 2025 si è pertanto chiuso con un utile netto di 924,1 milioni (942,5 milioni nel 2024), di cui 921,3 milioni attribuibili agli azionisti della capogruppo.

La posizione finanziaria netta del gruppo a fine 2025 si è attestata a 1.130,9 milioni, in aumento rispetto ai 755,2 milioni del 2024. Nel corso dell'esercizio, la società ha distribuito dividendi per un ammontare di 126,7 milioni. Gli investimenti complessivi hanno raggiunto 591,1 milioni, di cui 166,2 milioni destinati a partecipazioni societarie, con l'acquisizione della quota di controllo di Gulf Cement Company negli Emirati Arabi Uniti, l'acquisto della residua minoranza in Nacional Cimentos Paraíba in Brasile e l'ingresso con una quota del 25% in Alpacem Zement Austria. Gli investimenti industriali sono ammontati a 421,6 milioni, di cui circa 90 milioni destinati a iniziative di decarbonizzazione e al miglioramento delle performance ambientali. Tali investimenti comprendono attività di ricerca e sviluppo, progetti finalizzati all'aumento della produzione di cementi a ridotto contenuto di clinker, all'incremento dell'utilizzo di combustibili alternativi e allo sviluppo della produzione interna di energia elettrica. Nel corso dell'anno le spese in conto capitale destinate a progetti di espansione sono ammontate a 42,3 milioni.

Il patrimonio netto al 31 dicembre 2025, comprensivo della quota di pertinenza degli azionisti terzi, si è attestato a 7.137,7 milioni, in crescita rispetto ai 6.606,1 milioni di fine 2024; il rapporto passività/patrimonio netto è sceso dal 31% al 25%, riflettendo un rafforzamento della struttura patrimoniale del gruppo.

Guardando al bilancio individuale della capogruppo Buzzi SpA, la posizione finanziaria netta a fine esercizio evidenzia un indebitamento di 208,6 milioni rispetto ai 556,3 milioni del 31 dicembre 2024. Il miglioramento di circa 347,7 milioni deriva principalmente da: maggiori dividendi incassati per 725,3 milioni; rispetto ad acquisto azioni proprie per 2,7 milioni, pagamento dividendi per 126,7 milioni, finanziamenti in conto capitale per 221,0 milioni, investimenti in partecipazioni 56,7 milioni, flusso assorbito dalle attività operative per 81,8 milioni ed esborsi per investimenti per 0,8 milioni.

Raccordo tra i dati del bilancio della capogruppo e i dati del bilancio consolidato

Ai sensi della Comunicazione CONSOB del 28 luglio 2006 si riporta il prospetto di raccordo fra il risultato netto dell'esercizio e il patrimonio netto di gruppo con gli analoghi valori della capogruppo Buzzi SpA.

(migliaia di euro) Patrimonio netto al Risultato netto
31.12.2025 31.12.2024 2025 2024
Bilancio d'esercizio della Buzzi SpA 3.133.379 2.417.570 845.227 293.573
Contabilizzazione dei Patrimoni netti e dei risultati delle società consolidate 6.986.876 6.915.188 845.746 781.270
Eliminazione dei valori delle partecipazioni consolidate (3.794.578) (3.721.203) - -
Rettifiche di consolidamento 812.071 994.507 (38.276) 167.190
Eliminazione dei dividendi - - (728.635) (299.562)
Patrimonio netto e risultato di terzi (50.728) (3.452) (2.749) (156)
Bilancio consolidato di gruppo (quota attribuibile al gruppo) 7.087.020 6.602.610 921.313 942.315

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ITALIA

In Italia, nel quarto trimestre del 2025, l'attività economica ha proseguito il proprio percorso di espansione, seppur a un ritmo moderato. I consumi delle famiglie hanno evidenziato una crescita contenuta, il comparto manifatturiero ha continuato a manifestare segnali di debolezza, mentre il settore dei servizi si è confermato principale motore dello sviluppo. Gli investimenti hanno beneficiato degli incentivi fiscali e dell'avanzamento dei progetti connessi al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), pur rimanendo influenzati dall'incertezza sulle prospettive economiche. Dopo il rallentamento registrato in primavera, l'attività ha mostrato un recupero nella parte finale dell'anno, sostenuta in prevalenza dal terziario e da un parziale miglioramento dell'industria. Nel corso dell'autunno l'occupazione è tornata a crescere, con un contestuale calo del tasso di disoccupazione, mentre l'inflazione al consumo si è mantenuta su livelli contenuti, inferiori alla media dell'area euro, anche per effetto della flessione dei prezzi energetici.

Nel mercato delle costruzioni, le prime evidenze settoriali indicano un aumento dell'attività rispetto al 2024, trainato principalmente dalle opere pubbliche e dalle infrastrutture. La componente residenziale resta però debole, mostrando difficoltà a tornare su livelli più sostenuti nonostante il sostegno degli incentivi e delle misure fiscali.

In questo contesto, le vendite di leganti idraulici, tenuto conto dell'uscita dal perimetro dello stabilimento di Fanna (PN), si sono mantenute sostanzialmente stabili rispetto al 2024 mentre il settore del calcestruzzo preconfezionato ha registrato una crescita interessante, con un incremento dei volumi pari al 6,0% rispetto all'esercizio precedente. Nel complesso dell'anno, i prezzi medi di vendita, sia nel comparto cemento sia in quello del calcestruzzo, hanno evidenziato un andamento positivo. I ricavi netti del gruppo in Italia si sono attestati a 790,9 milioni (818,0 milioni nel 2024) e il margine operativo lordo a 184,0 (196,6 milioni nel 2024). A parità di perimetro di consolidamento, i ricavi sarebbero cresciuti del 2,1% e il margine operativo lordo dello 0,6%. Il dato del 2025 include proventi netti non ricorrenti pari a 7,1 milioni (rispetto a 0,4 milioni nel 2024). Al netto di tali componenti, il margine operativo lordo si sarebbe attestato a 176,9 milioni.

(milioni di euro) 2025 2024 25/24
Ricavi netti 790,9 818,0 -3,3%
Margine operativo lordo 184,0 196,6 -6,4%
Margine operativo lordo ricorrente 176,9 197,0 -10,2%
% sui ricavi netti 22,4 24,1
Investimenti 138,6 260,4 -46,8%
Addetti a fine periodo (numero) 1.498 1.566

Nel corso dell'anno gli investimenti complessivi, tra ambito industriale e finanziario, hanno raggiunto i 138,6 milioni, dei quali 9,7 milioni sono stati destinati a iniziative volte a migliorare le performance ambientali e a ridurre l'impatto carbonico del ciclo produttivo. Tra i principali interventi si segnalano lo sviluppo di cementi a ridotto contenuto di clinker, l'aumento dell'utilizzo di combustibili alternativi e la realizzazione di progetti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. In quest'ambito rientrano, l'installazione di un impianto di Waste Heat Recovery (WHR) presso lo stabilimento di Vernasca e la messa in esercizio di impianti fotovoltaici in diversi siti produttivi sul territorio nazionale. Nel calcestruzzo, invece, sono stati effettuati investimenti pari a 4,4 milioni, destinati al rinnovamento e al potenziamento tecnologico di alcuni impianti di betonaggio, con l'obiettivo di migliorarne efficienza, affidabilità e performance produttive.


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STATI UNITI D'AMERICA

Nel 2025 l'economia degli Stati Uniti ha continuato a mostrare segnali di espansione, sostenuta soprattutto dalla resilienza dei consumi delle famiglie e da un mercato del lavoro ancora relativamente solido, nonostante alcune pressioni al ribasso sugli investimenti e l'incertezza politica. Il tasso d'inflazione, pur in calo rispetto ai picchi degli anni precedenti, è rimasto superiore all'obiettivo di lungo periodo della Federal Reserve, influenzando le scelte di politica monetaria e lasciando aperta la prospettiva di possibili riduzioni dei tassi di interesse per sostenere la crescita.

In questo contesto macroeconomico, il settore delle costruzioni ha continuato a mostrare dinamiche differenziate: l'edilizia residenziale ha beneficiato della domanda di rinnovo e adeguamento degli immobili esistenti, mentre l'accesso al credito ha rappresentato un freno a nuovi progetti abitativi e investimenti nel comparto commerciale. Le opere pubbliche e il segmento non residenziale hanno evidenziato una crescita più sostenuta, con un ruolo crescente delle infrastrutture legate alla transizione tecnologica e digitale, come data center e reti energetiche.

Le vendite di cemento del gruppo hanno registrato una significativa contrazione nella prima parte dell'anno, penalizzate dalla debolezza della domanda e da condizioni meteorologiche sfavorevoli; nel secondo semestre si è però osservato un graduale recupero, che ha permesso di chiudere l'esercizio su livelli solo marginalmente inferiori rispetto al 2024 (-2,2%). Nel comparto del calcestruzzo preconfezionato, prevalentemente concentrato in Texas, i volumi hanno invece confermato un andamento negativo per l'intero esercizio, con una flessione del 6,3% rispetto ai livelli del 2024. In questo contesto, il prezzo medio in valuta locale del cemento è rimasto in linea con l'anno precedente, mentre i prezzi del calcestruzzo hanno registrato una lieve flessione.

La combinazione tra dinamica dei volumi e andamento dei prezzi ha determinato un fatturato complessivo pari a 1.605,8 milioni, in calo del 7,0% rispetto ai 1.726,8 del 2024, mentre il margine operativo lordo si è attestato a 584,8 milioni, in diminuzione rispetto ai 663,8 milioni dell'anno precedente (-11,9%). La performance ha risentito in misura significativa dell'effetto negativo derivante dalla svalutazione del dollaro (-4,4%), a parità di cambio, la contrazione dei ricavi sarebbe risultata più contenuta (-2,9%), mentre il margine operativo lordo avrebbe registrato una flessione pari a 8,0%. I costi unitari di produzione hanno evidenziato un livello simile a quello dello scorso esercizio.

(milioni di euro) 2025 2024 25/24
Ricavi netti 1.605,8 1.726,8 -7,0%
Margine operativo lordo 584,8 663,8 -11,9%
% sui ricavi netti 36,4 38,4
Investimenti 192,0 210,8 -8,9%
Addetti a fine periodo (numero) 2.366 2.375

Nel 2025 gli investimenti industriali complessivi hanno raggiunto 192,0 milioni, di cui circa 50 milioni destinati al miglioramento delle prestazioni ambientali e alla decarbonizzazione dei processi produttivi. In questa voce rientrano le iniziative volte ad aumentare la produzione di cementi con ridotto contenuto di clinker, a incrementare l'utilizzo di combustibili alternativi e gli interventi infrastrutturali finalizzati all'impiego del gas naturale tra le fonti energetiche. Nel corso dell'esercizio le spese in conto capitale per l'ampliamento della capacità produttiva sono ammontate a 40,8 milioni, tra i principali progetti si segnala l'incremento della capacità di macinazione nello stabilimento di Festus, Missouri. Per quanto riguarda il comparto del calcestruzzo, gli investimenti si sono concentrati principalmente sull'acquisto di nuove betoniere, con l'obiettivo di migliorare l'efficienza operativa.


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GERMANIA

L'economia tedesca ha registrato un graduale sviluppo positivo dopo due esercizi consecutivi di contrazione, con una crescita stimata del PIL pari allo 0,2% rispetto al 2024. La dinamica espansiva è stata sostenuta prevalentemente dai consumi privati e dalla spesa pubblica, mentre il contributo del commercio estero è rimasto negativo e gli investimenti in macchinari e costruzioni hanno continuato a collocarsi su livelli contenuti. Il protarsi di un contesto internazionale sfavorevole, caratterizzato da tensioni commerciali e da una domanda estera debole, unitamente a un atteggiamento prudente di famiglie e imprese, ha continuato a comprimere la propensione agli investimenti privati e la dinamica del credito.

Nel settore delle costruzioni, la debolezza del quadro macroeconomico si è tradotta in un recupero solo parziale degli investimenti, dopo il significativo ridimensionamento registrato negli anni precedenti. L'incertezza sulle condizioni finanziarie e le persistenti criticità del mercato immobiliare hanno mantenuto sotto pressione il comparto residenziale, mentre gli investimenti in infrastrutture hanno beneficiato soltanto in misura limitata dell'incremento della spesa pubblica e dei programmi fiscali finalizzati allo sviluppo di opere infrastrutturali di medio-lungo periodo.

Nel corso del 2025 i volumi di vendita di cemento e calcestruzzo hanno evidenziato una crescita rispetto all'esercizio precedente, pari rispettivamente al 4,8% e al 2,6%. Nello stesso periodo, i prezzi medi di vendita hanno registrato una flessione rispetto al 2024. In tale contesto il fatturato del gruppo si è attestato a 801,2, in aumento rispetto ai 792,3 milioni dell'anno precedente. Per contro, il margine operativo lordo si è attestato a 121,7 milioni, in calo rispetto ai 164,1 milioni del 2024. Il risultato dell'esercizio in esame include oneri non ricorrenti pari a 4,5 milioni, al netto di tali componenti straordinarie, il margine operativo lordo ricorrente ha raggiunto quota 126,2 milioni. Nel comparto del cemento si è osservato un incremento della spesa per materie prime ed energia, che ha contribuito all'aumento dei costi variabili, mentre nel calcestruzzo si è evidenziato un lieve calo dei costi unitari di produzione. Nell'esercizio in esame non sono stati sostenuti costi per diritti emissione CO₂.

(milioni di euro) 2025 2024 25/24
Ricavi netti 801,2 792,3 +1,1%
Margine operativo lordo 121,7 164,1 -25,8%
Margine operativo lordo ricorrente 126,2 159,2 -20,7%
% sui ricavi netti 15,8 20,1
Investimenti 70,7 77,0 -8,3%
Addetti a fine periodo (numero) 1.768 1.756

L'ammontare degli investimenti, sia di natura industriale sia finanziaria, è risultato pari a 70,7 milioni. Tra i principali progetti realizzati si segnalano la costruzione di due nuovi silos nello stabilimento di Göllheim e l'installazione di un secondo sistema di trasporto del clinker nella cementeria di Deuna. Un totale di circa 15 milioni, è stato indirizzato verso iniziative orientate alla sostenibilità, con interventi mirati alla riduzione delle emissioni e alla trasformazione dei processi produttivi in chiave più sostenibile. Tra questi rientrano lo sviluppo di cementi con minore impiego di clinker e progetti finalizzati al contenimento dei consumi energetici.


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LUSSEMBURGO E PAESI BASSI

Nel 2025 l'economia del Lussemburgo è cresciuta a un ritmo modesto, con un incremento del prodotto interno lordo reale pari a circa 0,9%, sostenuto prevalentemente dalla domanda interna e dai consumi privati; permangono tuttavia elementi di debolezza negli investimenti e nelle esportazioni nette, che hanno contenuto la dinamica complessiva. Sul fronte dei prezzi, l'inflazione si è mantenuta stabile al 2,3%, in linea con l'esercizio precedente: la minore pressione proveniente dai servizi è stata compensata dal rallentamento della deflazione energetica. Il mercato del lavoro ha evidenziato una crescita dell'occupazione contenuta, inferiore alla media storica del paese. Si è inoltre osservato un recente incremento della domanda di prestiti alle famiglie, indicativo di una graduale ripresa del comparto immobiliare.

Nei Paesi Bassi, per il 2025 si prevede una crescita del PIL dell'1,7%, trainata principalmente dalla domanda interna; l'aumento dei salari dovrebbe sostenere ulteriormente i consumi privati, rafforzando la dinamica espansiva. L'inflazione permane su livelli relativamente elevati, intorno al 3%, sebbene sia attesa una progressiva decelerazione nei prossimi anni. Gli investimenti hanno contribuito in misura contenuta alla crescita, supportati da un programma di spesa pubblica orientato in particolare ai settori della difesa, della transizione energetica e dell'edilizia abitativa. Nel comparto delle costruzioni, l'attività continua a espandersi, sostenuta sia dalla domanda non residenziale sia dagli investimenti in infrastrutture e progetti energetici.

I volumi di vendita di cemento nella regione hanno registrato un incremento del 12,1% rispetto al 2024, sostenuti dalla marcata crescita rilevata nel primo semestre. Nella seconda parte dell'anno il ritmo di espansione ha evidenziato un rallentamento, pur mantenendosi su livelli complessivamente superiori a quelli dell'esercizio precedente. Un andamento analogo ha caratterizzato il comparto del calcestruzzo, che ha chiuso l'anno con una crescita dei volumi pari al 7,0%. La dinamica positiva è riconducibile principalmente allo sviluppo delle esportazioni, che ha compensato una domanda domestica ancora debole. I prezzi medi di vendita hanno mostrato una lieve flessione; tuttavia, il significativo aumento dei volumi ha compensato tale dinamica, consentendo al fatturato di crescere da 183,0 nel 2024 a 196,8 milioni nel 2025. Il margine operativo lordo, beneficiando di una maggiore leva operativa, si è attestato a 26,0 milioni in aumento rispetto all'esercizio precedente. I costi unitari di produzione risultano in miglioramento rispetto al 2024 e, nell'esercizio, non è stato sostenuto alcun costo operativo per diritti di emissione di CO₂.

(milioni di euro) 2025 2024 25/24
Ricavi netti 196,8 183,0 +7,5%
Margine operativo lordo 26,0 14,5 +79,2%
% sui ricavi netti 13,2 7,9
Investimenti 7,4 12,9 -42,4%
Addetti a fine periodo (numero) 267 267

Durante l'anno sono stati effettuati investimenti complessivi per 7,4 milioni, finalizzati in via prevalente a interventi di manutenzione straordinaria e all'efficientamento degli impianti produttivi.


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POLONIA

Il quadro macroeconomico della Polonia, sulla base delle più recenti previsioni evidenzia il consolidamento della ripresa avviata nel 2024, stimando una crescita del PIL per il 2025 pari a 3,2%. Tale espansione è principalmente trainata da una robusta domanda interna, in particolare dai consumi privati, sostenuti dall'aumento del reddito disponibile, nonché da una ripresa degli investimenti pubblici e privati. La bilancia commerciale dovrebbe continuare a contribuire negativamente alla crescita, anche se questa componente negativa è prevista ridursi rispetto agli anni precedenti. Il mercato del lavoro rimane robusto, con occupazione stabile e un tasso di disoccupazione tra i più bassi dell'Unione Europea.

Nel settore delle costruzioni, gli investimenti in infrastrutture e nel comparto non residenziale sono attesi in crescita, sostenuti da un'accelerazione della spesa pubblica e dal progressivo assorbimento dei fondi europei. L'edilizia residenziale presenta invece segnali contrastanti, risentendo di condizioni di credito ancora onerose e di un ritmo moderato di nuove iniziative. La transizione verso il nuovo quadro finanziario dell'UE continua, inoltre, a incidere sulla tempistica di avvio e realizzazione di alcuni progetti infrastrutturali.

In tale congiuntura economica, il calo della domanda di leganti idraulici, già evidenziatosi nel terzo trimestre, si è confermato anche negli ultimi mesi dell'esercizio. I risultati molto positivi conseguiti nel primo semestre hanno tuttavia consentito di assorbire il rallentamento registrato nella seconda parte dell'anno, permettendo di chiudere l'esercizio con una crescita complessiva dei volumi del 12,9%. Nel comparto del calcestruzzo preconfezionato la dinamica è stata meno brillante, evidenziando una flessione dei volumi pari al 2,4%. Sul fronte dei prezzi, il cemento ha registrato una leggera diminuzione, principalmente a causa della forte concorrenza delle importazioni, mentre i prezzi medi del calcestruzzo sono risultati in crescita. I ricavi netti hanno raggiunto 196,0 milioni, segnando un incremento del 12,8% su base annua; a parità di tassi di cambio (+1,5%), la crescita sarebbe stata dell'11,1%. Il margine operativo lordo si è attestato a 57,2 milioni, in aumento del 42,6% rispetto ai 40,1 milioni del 2024, beneficiando della favorevole conversione in euro; a parità di tassi il margine sarebbe cresciuto del 40,4%. I costi unitari di produzione hanno evidenziato un miglioramento, principalmente per effetto della riduzione della spesa per energia elettrica, nonostante l'incremento dei costi delle materie prime. Nell'esercizio sono stati sostenuti costi operativi per diritti emissione CO₂ pari a 3,2 milioni.

(milioni di euro) 2025 2024 25/24
Ricavi netti 196,0 173,7 +12,8%
Margine operativo lordo 57,2 40,1 +42,6%
% sui ricavi netti 29,2 23,1
Investimenti 23,7 14,9 +58,3%
Addetti a fine periodo (numero) 348 344

Il totale degli investimenti realizzati nel 2025 si è attestato a 23,7 milioni, comprendendo, tra le principali iniziative, la costruzione di un sistema di pre-macinazione del clinker e di un nuovo impianto per il trasporto, lo stoccaggio, il dosaggio e la miscelazione della farina presso la cementeria di Nowiny. Circa 13,8 milioni sono stati destinati al miglioramento delle prestazioni ambientali, alla decarbonizzazione dei processi produttivi e all'implementazione di interventi per l'efficienza energetica.


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REPUBBLICA CECA E SLOVACCHIA

Nel 2025 l'economia della Repubblica Ceca ha consolidato la fase di espansione avviata nel biennio precedente, con una crescita del PIL stimata intorno al 2,4%. L'andamento è stato sostenuto principalmente dalla domanda interna e dai consumi delle famiglie, mentre il contributo delle esportazioni è risultato più contenuto per effetto delle incertezze sui mercati internazionali e delle tensioni commerciali. L'inflazione è prevista in graduale rientro verso il 2,3%, avvicinandosi all'obiettivo di stabilità dei prezzi, grazie al ridimensionamento dei costi energetici e al rallentamento della componente dei servizi. Il mercato del lavoro si è mantenuto su livelli di disoccupazione tra i più bassi dell'Unione Europea.

In tale contesto, il comparto delle costruzioni ha mostrato ulteriore vivacità, sostenuto dagli investimenti pubblici in infrastrutture, dallo sviluppo di iniziative immobiliari e dall'utilizzo dei fondi europei. Pur in presenza di pressioni sui costi dei materiali e di tensioni nell'offerta di manodopera specializzata, il settore ha sostenuto lo sviluppo dell'economia nazionale, evidenziando una dinamica più favorevole rispetto al 2024.

Le consegne di leganti idraulici hanno evidenziato un andamento positivo, con un incremento dei volumi venduti pari all'1,0%. Il calcestruzzo ha evidenziato una crescita più marcata (+7,9%), sostenuta sia dall'entrata in funzione di due nuove centrali di betonaggio sia dall'aumento dei cantieri a Praga e in Boemia, che hanno contribuito allo sviluppo delle vendite. In entrambi i comparti si è rilevato un incremento dei prezzi in valuta locale. Il fatturato complessivo è pertanto aumentato da 208,5 milioni a 221,3 milioni (+6,1%), mentre il margine operativo lordo è cresciuto da 68,0 a 74,9 milioni (+10,1%). L'apprezzamento della valuta locale nei confronti dell'euro (+1,7%) ha contribuito positivamente alla conversione dei risultati. Escludendo tale effetto, i ricavi netti avrebbero registrato una crescita del 4,4%, mentre il margine operativo lordo dell'8,2%. I costi unitari di produzione si sono ridotti, principalmente per effetto della favorevole dinamica delle componenti variabili. Nell'esercizio non sono stati sostenuti costi per diritti emissione CO₂.

(milioni di euro) 2025 2024 25/24
Ricavi netti 221,3 208,5 +6,1%
Margine operativo lordo 74,9 68,0 +10,1%
% sui ricavi netti 33,8 32,6
Investimenti 12,6 16,4 -23,6%
Addetti a fine periodo (numero) 653 645

Gli investimenti complessivi effettuati nel 2025 hanno raggiunto 12,6 milioni di euro, concentrandosi principalmente sull'acquisto di nuovi mezzi e sull'efficientamento della produzione. Di questi circa 1,5 milioni sono stati destinati a interventi di decarbonizzazione del processo produttivo, con particolare attenzione al miglioramento dell'efficienza energetica, mentre 4,4 milioni sono stati capitalizzati nel settore del calcestruzzo preconfezionato, principalmente per l'ammodernamento di alcuni impianti di betonaggio e per l'acquisto di nuove autopompe e autobetoniere.


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BRASILE

(consolidamento integrale dal quarto trimestre 2024)

L'economia brasiliana ha continuato a crescere nonostante un contesto globale sfidante, con un'espansione del PIL stimata intorno al 2,2% nel 2025. Il mercato del lavoro si è ulteriormente rafforzato: il tasso di disoccupazione ha raggiunto livelli storicamente bassi, attestandosi intorno al 5,6% nella seconda metà dell'anno, a testimonianza di un significativo miglioramento dell'occupazione. Sul piano dei conti pubblici, il Governo continua a confrontarsi con un elevato livello di debito, pur confermando l'impegno a migliorare il saldo primario e a garantire la sostenibilità fiscale nel medio periodo. La domanda interna ha beneficiato della tenuta dei consumi delle famiglie, sostenuti dalla solidità dell'occupazione e dei redditi, in un quadro di politica monetaria ancora restrittiva finalizzata al rientro dell'inflazione verso il target. Il settore delle costruzioni ha mostrato performance favorevoli, sebbene permangano criticità strutturali legate alla produttività e alla disponibilità di manodopera qualificata.

Il 2025 rappresenta il primo esercizio di pieno consolidamento delle attività in Brasile. Su base pro-forma rispetto al 2024, i volumi di leganti idraulici venduti dal gruppo sono aumentati del 2,7%, mentre i prezzi in valuta locale hanno mostrato un rafforzamento progressivo durante l'anno, chiudendo su livelli superiori rispetto all'esercizio precedente. In questo contesto, il fatturato si è attestato a 363,0 milioni, registrando una flessione del 2,9% rispetto al 2024, mentre il margine operativo lordo ha raggiunto 103,9 milioni, con un incremento del 4,0% rispetto al 2024. Il risultato è stato influenzato negativamente dalla conversione valutaria (-8,2%); al netto di questo effetto, il giro d'affari e il margine operativo lordo avrebbero evidenziato rispettivamente una crescita del 5,0% e del 12,6%.

(milioni di euro) 2025 2024 25/24
Ricavi netti 363,0 374,0 -2,9%
Margine operativo lordo 103,9 99,9 +4,0%
Margine operativo lordo ricorrente 104,0 99,9 +4,1%
% sui ricavi netti 28,6 26,7
Investimenti 87,9 4,7 n.s.
Addetti a fine periodo (numero) 1.235 1.227

Il totale degli investimenti effettuati nel 2025 è stato pari a 87,9 milioni, destinati prevalentemente al potenziamento dell'efficienza operativa dei nostri stabilimenti e agli interventi di manutenzione, a sostegno della continuità e dell'affidabilità produttiva.


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[ RELAZIONE SULLA GESTIONE ]

EMIRATI ARABI UNITI

(consolidamento integrale a partire da maggio 2025)

Negli Emirati Arabi Uniti, l'attività economica ha proseguito il proprio percorso di espansione nel corso del 2025, sostenuta da una crescita solida e diffusa tra i principali comparti produttivi. L'incremento è stato trainato in primo luogo dal rafforzamento del settore petrolifero, cui si è affiancata una performance positiva nei comparti finanziario e assicurativo, manifatturiero, delle costruzioni e del real estate. Contributi rilevanti sono inoltre derivati dal turismo e dal commercio all'ingrosso e al dettaglio, a conferma di un processo strutturato di progressiva diversificazione dell'economia nazionale, ulteriormente sostenuto da consistenti afflussi di capitali tramite investimenti esteri diretti in entrata nel paese. Per il 2025 l'inflazione è stimata attestarsi all'1,3%, in calo rispetto agli anni precedenti, principalmente grazie alla flessione dei prezzi dell'energia e dei beni alimentari.

Nel settore delle costruzioni si registra una crescita costante, supportata da un'intensa attività di investimento in progetti energetici, infrastrutture di pubblica utilità, trasporti e impianti di produzione di energia. Tali iniziative continuano ad alimentare la pipeline di sviluppo e a rafforzare le prospettive di medio termine del comparto.

Le nostre attività nel paese, consolidate a partire dal mese di maggio a seguito dell'acquisizione di una quota di controllo in Gulf Cement Company, hanno generato ricavi per 85,5 milioni e un margine operativo lordo pari a 7,5 milioni. Il risultato riflette l'aumento dei volumi di vendita di cemento sul mercato domestico, che mostra una crescita in termini pro-forma rispetto al 2024, accompagnata da una tendenza al rialzo dei prezzi, a sua volta sostenuta dal rafforzamento della domanda interna.

(milioni di euro) 2025
Ricavi netti 85,5
Margine operativo lordo 7,5
% sui ricavi netti 8,8
Investimenti 8,5
Addetti a fine periodo (numero) 441

Nel corso dell'anno nel paese, sono stati effettuati investimenti per complessivi 8,5 milioni.


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RUSSIA

Dopo due anni di espansione, la crescita economica del paese è entrata in una fase di rallentamento, dovuta principalmente agli effetti negativi della guerra e alla progressiva saturazione del modello economico costruito attorno ad essa. Le sanzioni imposte dall'Unione Europea e dai suoi alleati hanno contribuito ad accentuare gli squilibri macroeconomici, tra cui l'elevata inflazione, l'incremento dell'indebitamento privato e il peggioramento dei conti pubblici. Pur in presenza di un moderato indebolimento, i consumi delle famiglie continuano a rappresentare uno dei principali fattori di sostegno dell'attività economica. Gli investimenti sono stimati in sostanziale stagnazione nel 2025, con prospettive di graduale recupero nel biennio successivo, favorite dall'atteso rientro dell'inflazione e da un possibile allentamento della politica monetaria. Le più recenti previsioni indicano per il 2025 una crescita del PIL pari a +0,8%.

In ottemperanza alle sanzioni emanate dall'Unione Europea, a partire da maggio 2022 Buzzi ha cessato ogni coinvolgimento nelle attività operative delle società controllate presenti nel paese. Le decisioni relative all'investimento possono pertanto essere assunte esclusivamente in sede assembleare e risultano limitate alle materie che, secondo la normativa societaria russa, rientrano nelle competenze dell'assemblea degli azionisti, nonché alle deliberazioni straordinarie previste dallo statuto. Ne consegue una disponibilità estremamente ridotta di informazioni sull'andamento della domanda e del mercato delle costruzioni. Alla data di chiusura dell'esercizio 2025, il valore patrimoniale delle attività detenute in Russia ammonta a 496,8 milioni di euro.

Nel corso del 2025 le vendite del gruppo hanno evidenziato una flessione dei volumi rispetto al 2024 (-5,4%), imputabile in larga parte alla debolezza registrata nel quarto trimestre. I prezzi hanno mostrato un andamento positivo nei primi mesi dell'anno, per poi ridursi progressivamente, mantenendosi comunque mediamente superiori rispetto all'esercizio precedente. Il fatturato si è attestato a 303,1 milioni, in aumento rispetto ai 294,0 milioni del 2024. L'evoluzione favorevole del cambio (+6,1%) ha sostenuto la conversione in euro; escludendo tale effetto, i ricavi avrebbero segnato una diminuzione del 3,1%. Il margine operativo lordo è risultato pari a 76,7 milioni, in calo del 21,0% rispetto all'anno precedente, mentre a parità di cambio la contrazione sarebbe stata del 25,8%. La redditività è stata penalizzata dall'incremento dei costi unitari di produzione, che ha interessato sia la componente fissa sia quella variabile.

(milioni di euro) 2025 2024 25/24
Ricavi netti 303,1 294,0 +3,1%
Margine operativo lordo 76,7 97,1 -21,0%
% sui ricavi netti 25,3 33,0
Investimenti 49,8 68,5 -27,3%
Addetti a fine periodo (numero) 1.956 1.881

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MESSICO

(valutazione al patrimonio netto)

Nell'esercizio in esame, l'economia messicana ha continuato a mostrare una crescita moderata, con il PIL reale in aumento di circa lo 0,6%, principalmente a causa della debolezza della domanda interna e degli investimenti privati contenuti. La spesa pubblica e gli investimenti governativi sono rimasti limitati a seguito delle misure di consolidamento fiscale, mentre le esportazioni hanno risentito di incertezze e di tariffe elevate, pur beneficiando del sostegno offerto dall'accordo Stati Uniti-Messico-Canada (USMCA). L'inflazione al consumo ha continuato a ridursi, con pressioni sui prezzi in attenuazione verso l'obiettivo della Banca Centrale del Messico, sebbene il recupero dell'attività economica resti graduale e il contesto sia ancora caratterizzato da fragilità strutturali.

Nel settore delle costruzioni, le evidenze indicano che nel 2025 l'attività complessiva è rimasta debole rispetto all'anno precedente, principalmente a causa della riduzione degli investimenti pubblici in infrastrutture e del calo delle opere civili. La componente privata del settore continua a sostenere una parte dell'attività, grazie a una crescita moderata degli investimenti in costruzioni residenziali e commerciali. Tuttavia, il segmento residenziale resta fragile, mostrando difficoltà nel riportare l'intero mercato su livelli più sostenuti.

I volumi di vendita di cemento della nostra partecipata nel 2025 hanno registrato una flessione dell'1,2% rispetto all'esercizio precedente. Più marcato è stato il calo dei volumi di calcestruzzo preconfezionato, diminuiti del 13,4%. In controtendenza, si è registrato un andamento positivo dei prezzi di vendita. Considerando il 100% della joint venture, i ricavi si sono attestati a 940,4 milioni in diminuzione rispetto ai 998,3 milioni registrati nel 2024. La svalutazione del Peso Messicano (-9,3%) ha inciso negativamente sulla conversione dei risultati in euro; a cambi costanti, i ricavi sarebbero stati in crescita del 2,9%. Il margine operativo lordo ha raggiunto 431,3 milioni in calo del 3,1% rispetto all'esercizio precedente. A parità di tassi di cambio il risultato avrebbe invece registrato un incremento del 5,9%. I costi unitari di produzione hanno registrato una lieve flessione, principalmente grazie al miglioramento della componente variabile, determinato dalla riduzione dei costi energetici e delle materie prime.

La quota di risultato riferita al Messico, compresa nella voce di bilancio in cui confluiscono le valutazioni al patrimonio netto, ammonta a 100,2 milioni (113,5 milioni nel 2024).

(milioni di euro) 2025 2024 25/24
Ricavi netti 940,4 998,3 -5,8%
Margine operativo lordo 431,3 445,2 -3,1%
% sui ricavi netti 45,9 44,6
Investimenti 71,3 84,8 -16,0%
Addetti a fine periodo (numero) 1.370 1.347

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ATTIVITÀ DI RICERCA E SVILUPPO

Buzzi dedica particolare attenzione alla ricerca applicata e grazie ad una continua ed intensa attività sperimentale, svolta nei propri laboratori o in collaborazione con partner accademici, contribuisce attivamente all'evoluzione dei materiali da costruzione. La società partecipa, come partner industriale, a numerosi progetti di ricerca nazionali e internazionali, collaborando allo sviluppo di nuovi materiali e nuove tecnologie ed alla creazione di network di conoscenze con strutture di eccellenza nel campo della ricerca scientifica.

Un importante ruolo nell'attività di ricerca e sviluppo è svolto dai laboratori del gruppo, che lavorano in stretto coordinamento e sfruttando le sinergie possibili in un contesto di efficienza, modernità e passione. Costanti investimenti vengono portati avanti nei laboratori per mantenere un elevato livello di efficienza. Built, inaugurato nell'anno 2022 a Vercelli è organizzato su due piani con un ampio locale dedicato alle prove in calcestruzzo, un laboratorio chimico-fisico dotato di strumentazioni all'avanguardia per la caratterizzazione dei materiali, un laboratorio chimico ed un laboratorio malte accreditati secondo ISO/IEC 17025:2018. All'interno del laboratorio lavorano attualmente 14 addetti tra tecnici chimici e ricercatori di estrazione scientifica. Built, insieme al Wilhelm Dyckerhoff Institut di Wiesbaden (Germania), costituisce la base della ricerca ed innovazione per Buzzi ed affianca i laboratori degli stabilimenti. La particolare collocazione di Built, all'interno del campus dell'Università del Piemonte Orientale ha permesso la nascita di numerose attività che hanno coinvolto anche studenti e ricercatori dell'Università e altre istituzioni formative della zona come, per esempio, gli ITS (Istituti Tecnici Superiori).

Buzzi sta dedicando particolare attenzione a ricerche sulla mineralizzazione della $\mathrm{CO}{2}$, e tecnologie di riutilizzo della $\mathrm{CO}{2}$ nei propri processi produttivi. Ciò è avvenuto attraverso ricerche interne e collaborazioni con università e start-up. Le tecnologie di mineralizzazione $\mathrm{CO}{2}$ sono attualmente in fase di sviluppo e potranno essere implementate a livello industriale quando la cattura di $\mathrm{CO}{2}$ diventerà una realtà anche negli stabilimenti di produzione cemento.

Sempre attuali sono i progetti finalizzati allo studio e sviluppo di cementi contenenti aggiunte naturali (calcare e pozzolane) o artificiali (argille calcinate o attivate meccanicamente), con l'obiettivo di ridurre il contenuto di clinker nei cementi e di mantenere inalterate le prestazioni.

Attualmente la sostituzione del clinker nelle miscele di cemento viene effettuata mediante l'utilizzo di loppe d'altoforno (provenienti dal settore di produzione della ghisa) e di ceneri volanti (provenienti dalle centrali elettriche a carbone) che soprattutto dall'anno 2022, con la crisi energetica che ha portato alla riapertura di numerose centrali a carbone in Europa, sono ritornate ad essere disponibili sul mercato. Lo sviluppo e l'utilizzo di materiali cementizi supplementari innovativi (SCM), come ad esempio le argille calcinare e le argille attivate meccanicamente è da intendersi come una soluzione tecnica per ridurre la dipendenza del settore cemento da altre industrie, nel reperimento di materiali alternativi al clinker. I cementi alle argille calcinate sono ancora poco presenti sul mercato, ma l'approfondita conoscenza dei meccanismi di calcinazione di tali materiali e dei processi di idratazione permette di orientare scelte future dell'azienda in determinate regioni o ambiti applicativi.

Lo studio dei cementi alle argille calcinate è stato portato avanti parallelamente agli studi condotti sull'ottimizzazione di cementi a base di pozzolane naturali. Buzzi ha una indiscussa leadership in questo settore in quanto produce cementi pozzolanici in Italia e Germania da diversi anni. In particolare, le regioni del Sud Italia sono caratterizzate dalla presenza di numerose cave di pozzolane naturali di origine vulcanica, che vengono utilizzate per la produzione di cementi ove la pozzolana sostituisce il clinker anche in quantità rilevanti (sino al $45%$ di aggiunta). I cementi contenenti pozzolane naturali permettono un significativo risparmio di clinker, non necessitano di un processo termico di attivazione e risultano quindi vantaggiosi rispetto alle argille calcinate ove le pozzolane naturali siano disponibili.

Nel corso dell'anno 2025 sono stati portati avanti studi finalizzati allo sviluppo di nuovi materiali cementizi supplementari, ottenuti per esempio con processi di attivazione meccanico-chimica o tramite


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processi che impiegano reattori elettrici o autoclavi. Il grosso vantaggio di queste tecnologie risiede nell'elettrificazione del processo, permettendo di fatto l'utilizzo nella fase produttiva di energia totalmente rinnovabile. Si sta lavorando alla progettazione di un impianto sperimentale che possa costituire la base per pianificare ulteriori investimenti in tale direzione.

Sono inoltre in corso progetti finalizzati a testare SCM che in passato venivano smaltiti o conferiti in discarica a causa della mancata conformità ai requisiti normativi. Per poter essere impiegati nelle miscele cementizie, tali materiali devono essere recuperati, essiccati e sottoposti a ulteriori processi di trattamento (in particolare, la rimozione dei residui di carbonio derivanti da processi di combustione non ottimizzati). Attualmente sono in corso studi di fattibilità volti a valutare con maggiore precisione i benefici, sia economici sia ambientali, nonché a pianificare eventuali futuri investimenti in questa direzione.

Nel 2025 sono stati inoltre condotti studi in collaborazione con aziende operanti nel settore siderurgico, con l'obiettivo di sviluppare SCM innovativi basati sulla valorizzazione delle scorie provenienti da forni elettrici ad arco (EAF) e convertitori a ossigeno basico (BOF). Attualmente questo tipo di scorie non è impiegato nel settore del cemento; tuttavia, se opportunamente trattato, potrebbe rappresentare una risorsa di rilievo per le applicazioni future.

L'anno 2025 è stato molto significativo dal punto di vista tecnico per l'avanzamento dei progetti di cattura $\mathrm{CO}{2}$. Nel 2024 lo Stabilimento di Monselice ha ospitato l'impianto pilota di cattura $\mathrm{CO}{2}$ del progetto Nuada, sviluppato all'interno di un consorzio promosso dal programma Innovandi Open Challenge della GCCA (Global Cement and Concrete Association); lo stesso sistema pilota è stato testato presso lo Stabilimento di Robilante al fine di valutarne le prestazioni in diverse condizioni operative. La soluzione di cattura del carbonio sviluppata da Nuada, estremamente efficiente dal punto di vista energetico, combina gli innovativi sorbenti solidi denominati Metal-Organic Frameworks (MOF) con un processo di adsorbimento a pressione oscillante sottovuoto (VPSA). Si tratta di un sistema alimentato elettricamente che separa la $\mathrm{CO}_{2}$ dai gas di combustione industriali utilizzando la pressione anziché il calore.

L'implementazione industriale delle tecnologie di cattura $\mathrm{CO}{2}$ richiede grossi investimenti e una stretta sinergia tra i reparti R&S, la direzione tecnica, l'ingegneria e l'area finanza, tutto ciò allo scopo di definire priorità, opportunità di finanziamenti, ma anche la creazione di contatti fondamentali per il futuro stoccaggio della $\mathrm{CO}{2}$, in modo da creare delle reti strategiche per la collocazione geografica dei nostri stabilimenti.

Nel corso del 2025 sono proseguiti i lavori del consorzio di ricerca denominato "CI4C – Cement Innovation for Climate" che ha l'obiettivo di studiare l'applicazione pratica della cattura $\mathrm{CO}_{2}$ basata sulla tecnologia Oxyfuel nella produzione di clinker. Il consorzio di ricerca è costituito oltre che da Buzzi da altri tre produttori di cemento europei. In Germania è in corso di costruzione un impianto sperimentale che opererà con lo scopo di validare questa tecnologia produttiva.

L'attività del consorzio è entrata in una fase operativa con la consegna di componenti essenziali per l'impianto e l'avvio del montaggio dei vari componenti in previsione dei primi test industriali che verranno realizzati nell'anno prossimo.

Nell'esercizio in corso sono proseguiti i lavori del progetto Herccules https://www.herccules.eu, progetto finanziato da Horizon Europe nell'ambito della cattura, stoccaggio e riutilizzo della $\mathrm{CO}{2}$ nell'area del Mediterraneo del Sud. Il progetto intende accelerare lo sviluppo delle tecnologie di cattura e stoccaggio $\mathrm{CO}{2}$ nel settore cemento e nel settore Waste-to-Energy (Termovalorizzazione rifiuti), portando avanti studi ed implementando tecnologie di cattura e mineralizzazione $\mathrm{CO}_{2}$ anche negli stabilimenti Buzzi in Italia.


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Il progetto sta proseguendo verso gli obiettivi prefissati con un passaggio alla fase operativa che permette di catturare $\mathrm{CO}_{2}$ dallo stabilimento Buzzi Unicem di Vernasca, e il suo successivo utilizzo in applicazioni industriali da parte dei partner del progetto Hercules.

In Germania sono stati portanti avanti alcuni importanti progetti di ricerca con l'obiettivo di sperimentare l'impiego di scorie da inceneritore nel processo a caldo della produzione di clinker; infatti è stata fatta una sperimentazione industriale nello stabilimento di Lengerich nell'ambito del progetto Emsarzem (https://www.remin-kreislaufwirtschaft.de/en/projects/emsarzem) che ha portato dei risultati importanti nell'ottica di semplificare gli iter autorizzativi per favorire la circolarità di materiali derivanti dai processi industriali.

Sempre in Germania stiamo portando avanti alcuni progetti nell'ambito della ricerca di applicazioni innovative per i cementi a basso contenuto di clinker, per esempio il progetto RTTS nel settore dei conci di calcestruzzo (https://www.dyckerhoff.com/bmwk-projekt-rtts) oppure il progetto LOWKLINK (https://www.renatbau.de/projekte/projektdetails/lowklink-herstellung-neuer-klinkerarmer-zemente-unter-nutzung-regi-onaler-roh-und-sekundaerstoffe.html) che si occupa dello sviluppo di cementi a basso contenuto di clinker con materie prime disponibili in Turingia.

Il tema del calcestruzzo è fortemente collegato a quello del cemento e la direzione R&S sta lavorando molto per sviluppare soluzioni innovative che possano completare la gamma di prodotti ad alta prestazione, i cosiddetti Ultra High Performances Concrete. Si tratta di miscele di calcestruzzo ad altissime prestazioni meccaniche e di durabilità che possono trovare impiego nel risanamento di infrastrutture, quali per esempio ponti e viadotti; l'impiego di tali prodotti, in virtù delle elevate prestazioni, permette di ridurre fortemente il volume di materiale impiegato garantendo comunque un'elevata durabilità all'opera finale ed un ridotto impatto lato materiali e CO2. Questi prodotti soffrono della mancanza di un ambito normativo armonizzato; pertanto, rimangono per il momento destinati ad una nicchia di mercato, ma stanno crescendo le applicazioni grazie alla uscita di numerose linee guida di utilizzo. Il gruppo Buzzi ha già diversi prodotti che hanno tali caratteristiche e sono oggetto di sperimentazioni ed ottimizzazione.

Buzzi è uno dei partner fondatori della rete di ricerca Innovandi (https://gccassociation.org/), che costituisce un'iniziativa totalmente finanziata da risorse industriali che coinvolge più di 40 partner universitari e società di produzione di cemento. L'iniziativa è nata per stimolare e potenziare una forma di ricerca precompetitiva tra Università ed imprese attive nel settore dei materiali da costruzione in tutto il mondo. Il consorzio Innovandi finanzia progetti di ricerca precompetitivi nell'ambito dei nuovi materiali da costruzione, cementi, calcestruzzi e tecnologie di cattura $\mathrm{CO}{2}$. Nel corso del 2025 sono proseguiti i progetti finanziati dal consorzio Innovandi e Buzzi è attiva come partner industriale nei progetti che hanno come obiettivo le tecnologie per l'elettrificazione del settore cemento, la cattura della $\mathrm{CO}{2}$, lo sviluppo di nuove conoscenze in merito a cementi con ridotto contenuto di clinker e l'impiego di scarti della demolizione del calcestruzzo.

Buzzi è anche attiva nella ricerca relativamente alle tecnologie di digitalizzazione nel settore calcestruzzo; in questo ambito sono da menzionare le attività di sperimentazione industriale portate avanti dalla start-up Hinfra, di cui Buzzi è principale azionista (www.hinfra.it). Hinfra si propone lo sviluppo di una tecnologia robotizzata per il rispristino strutturale di gallerie in calcestruzzo, attraverso un brevetto che utilizza il cemento solfoalluminato che Buzzi produce in Italia e in USA. La direzione R&S supporta Hinfra nel percorso di crescita tecnologica fornendo le competenze nell'ambito dei materiali, sperimentazioni di laboratorio e supporto tecnico per la tutela della proprietà intellettuale.

Buzzi Unicem USA, società controllata di Buzzi SpA, è entrata a far parte del progetto come investitore strategico e partner di sviluppo di Queens Carbon per testare una nuova tecnologia per la produzione di SCM. La partnership mira a sfruttare finanziamenti e sinergie per ampliare il team e le attività operative, realizzare un impianto pilota dimostrativo con una capacità di 2.000 tonnellate all'anno e preparare la realizzazione del primo impianto commerciale su scala industriale. La tecnologia si fonda su un


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innovativo processo di chimica idrotermale, che utilizza vapore e pressione per attivare le principali reazioni chimiche a circa metà della temperatura richiesta per la produzione convenzionale di cemento. Il risultato è un prodotto conforme agli standard ASTM, a basso consumo energetico e rappresentativo di un nuovo percorso per la produzione di materiali cementizi ad alte prestazioni. Nel 2025, la collaborazione con Queens Carbon è stata ulteriormente rafforzata con la creazione di un comitato tecnico congiunto, volto a favorire lo scambio di conoscenze e competenze a livello di R&S.

Questa attività è parte di una strategia fortemente orientata all' "Open Innovation"; sono stati sviluppati numerosi contatti con start-up ed aziende specializzate, dedicando alcune risorse del gruppo R&S a questa attività. I contatti portati avanti hanno permesso innanzitutto la creazione di una cultura aziendale orientata ad un maggiore coinvolgimento di interlocutori esterni ma anche l'avvio di alcuni progetti, da un lato supportando le start-up a sperimentare industrialmente alcune delle tecnologie di cui sono proprietarie e dall'altro permettendo di capire meglio i potenziali vantaggi dell'adozione di queste tecnologie. Gli ambiti principali in cui sono stati avviati tali contatti sono nel settore della cattura e utilizzo CO₂ e dell'intelligenza artificiale.

I costi sostenuti dal gruppo nell'esercizio 2025 per ricerca e sviluppo ammontano a 37,3 milioni di euro (5,9 milioni di euro in Buzzi SpA).

SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO E DI GESTIONE DEI RISCHI

Il sistema di controllo interno e di gestione dei rischi è costituito dall'insieme delle regole, procedure e strutture organizzative volte a consentire, attraverso un adeguato processo di identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio dei principali rischi, una conduzione dell'impresa sana, sostenibile, corretta e coerente con gli obiettivi prefissati, garantendo la salvaguardia del patrimonio sociale, l'efficienza e l'efficacia delle operazioni aziendali, l'affidabilità dell'informazione finanziaria e il rispetto di leggi e regolamenti.

Il Consiglio di Amministrazione ha la responsabilità finale del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, e svolge le funzioni previste dal Codice di Corporate Governance, avvalendosi del supporto degli organi individuati al suo interno, quali il Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità, l'amministratore incaricato del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, e la funzione Internal Audit.

Buzzi è un gruppo internazionale attivo sia in Italia sia in diversi Paesi stranieri, tramite società controllate e collegate. Data la complessità del gruppo, la struttura della funzione Internal Audit è stata adattata alle realtà locali. Risulta organica ed equilibrata, non è soggetta a vincoli, e ha il diritto di accesso illimitato alle informazioni. I metodi e le tecniche di audit usati sono allineati agli standard internazionali.

Per ridurre il rischio di violazione di regolamenti, leggi o accordi contrattuali, Buzzi e le sue controllate applicano strumenti di compliance, tra cui il Codice di Condotta, il codice Anticorruzione, il codice Antitrust, corsi di formazione, controlli sulle procedure e, presso alcune controllate, l'uso di database per la registrazione degli eventuali contatti con la concorrenza. Tali strumenti sono presenti nelle diverse realtà locali in base alla valutazione degli specifici rischi.

Come parte del sistema di controllo interno, il risk management d'impresa si concretizza in una procedura con cadenza semestrale di inventario dei rischi, controllo degli stessi e rendicontazione, il tutto basato su una strategia di rischio complessivo, conosciuto e accettabile. L'approccio al rischio in Buzzi non è diretto all'assoluta eliminazione di tutti i rischi potenziali, ma, tenendo in considerazione gli obiettivi aziendali, a fornire una metodologia sistematica che consenta di valutare consapevolmente i rischi sulla base di una pronta informazione sugli stessi e le loro correlazioni. Gli stessi rischi possono


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quindi essere evitati, ridotti, trasferiti o assunti come parte del complessivo processo gestionale di controllo dei rischi.

La responsabilità operativa di contenimento dei rischi è attribuita ai titolari delle direzioni centrali e delle divisioni del gruppo individuate come rilevanti per il risk management. I rispettivi direttori sono responsabili per tutti i rischi prevedibili nelle loro aree, indipendentemente dal fatto che essi siano stati rilevati nel sistema di risk management.

I rischi sono valutati in considerazione della probabilità di accadimento e impatto sul patrimonio del gruppo, in accordo a criteri standard, prendendo in considerazione la loro rispettiva rilevanza e la loro significatività. Le valutazioni dei rischi effettuate dalle direzioni e divisioni del gruppo sono registrate in un unico database centrale. Vengono analizzate le categorie relative ai rischi che sottendono tutta l'attività operativa delle nostre aziende sotto il profilo produttivo, finanziario, personale, legale e fiscale, nel rispetto degli obiettivi di sostenibilità.

Per completezza si segnala che i rischi evidenziati dal sistema di risk management (ERM) e gli accantonamenti di bilancio non sono necessariamente tra loro coerenti, proprio per le diverse finalità dei due strumenti (il primo di prevenzione e di gestione, il secondo di corretta rappresentazione contabile). Infatti, l'ERM tiene necessariamente conto di rischi non previsti a budget e anche di quelli la cui stima (sia dal punto di vista della probabilità di accadimento che dell'impatto) non è tale da determinarne il riconoscimento in bilancio. In ogni caso l'ERM, pur essendo uno strumento gestionale a disposizione del vertice aziendale per la valutazione e controllo dei rischi, possiede anche un'utilità non secondaria per la determinazione dei fondi, permettendo una conoscenza delle operazioni gestionali più diretta e completa e valutazioni più accurate in fase di accantonamento.

In generale i rischi riflettono l'instabilità dell'attuale quadro politico, economico e finanziario.

In ottemperanza alle sanzioni adottate dalle istituzioni europee nei confronti della Russia, già dal mese di maggio 2022 Buzzi ha interrotto ogni coinvolgimento nelle attività operative delle società ivi controllate. In questo contesto il gruppo, e in particolare la controllata Dyckerhoff, monitorano l'evoluzione, al fine di agire tempestivamente per mitigare i rischi di procedure sanzionatorie e i possibili impatti diretti e indiretti. Il rischio paese Russia permane elevato, e con esso quello relativo alle nostre partecipazioni che operano direttamente in quel territorio.

I rischi sono rilevati con riferimento a un orizzonte temporale di breve - medio e di lungo termine. Le principali categorie di rischi a breve - medio termine a cui il gruppo è esposto sono: rischi geopolitici e socioeconomici, rischi valutari e rischi operativi. Ulteriori categorie di rischio sono illustrate alla nota 3 del bilancio consolidato e civilistico.

Rischi geopolitici e socioeconomici: per le nostre società che operano in Russia permangono i rischi di esproprio o danni agli impianti.

Rischi valutari: sul fronte valutario rischio di impatti negativi derivanti dalla conversione in euro dei bilanci espressi in valuta estera. Nella valutazione dei rischi si è ipotizzata un'oscillazione del 10% delle valute locali contro l'euro rispetto ai cambi di budget.

Rischi operativi legati alle materie prime e ai costi energetici: rischi di minor disponibilità di materie prime (sottoprodotti) di processi industriali, quali gesso sintetico e loppa. Rischio di aumento del costo dei combustibili e dell'energia elettrica a causa della volatilità dei mercati.

A seguito delle azioni di contenimento già attuate, o previste, dalle direzioni e regioni del gruppo, nonché della stipula, ove ritenuto necessario, di polizze assicurative e tenuto conto degli accantonamenti previsti in bilancio, il monte rischi residuo rappresenta una frazione contenuta del patrimonio netto.


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Per quanto attiene ai rischi di lungo termine, questi sono correlati alle condizioni generali politiche, economiche e all'evoluzione dei mercati nei paesi in cui opera il gruppo. La diversificazione geografica consente di ridurre il rischio della congiuntura riferita al singolo mercato.

Si evidenziano i rischi derivanti dalla persistente instabilità geopolitica (Russia-Ucraina, Israele-Palestina, tensioni globali) con impatti su inflazione, supply chain, sanzioni e contro-sanzioni che influenzano i costi e la disponibilità di materie prime.

Si evidenziano inoltre rischi connessi ai cambiamenti climatici, illustrati nel dettaglio all'interno della Rendicontazione consolidata di Sostenibilità.

OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

Le operazioni compiute con parti correlate, ivi comprese le operazioni infragruppo, non sono qualificabili né come atipiche né come inusuali. Dette operazioni sono regolate a condizioni di mercato, tenuto conto delle caratteristiche dei beni e dei servizi prestati.

La "Procedura per operazioni con parti correlate", aggiornata da ultimo a maggio 2021 anche in adeguamento alle modifiche regolamentari emanate da Consob, in vigore dal 1 luglio 2021, e volta ad assicurare la trasparenza e la correttezza sostanziale e procedurale delle operazioni con parti correlate, è consultabile sul sito internet della società www.buzzi.com sezione Investitori/Corporate Governance, al quale si fa riferimento.

Le informazioni sulle operazioni con parti correlate sono presentate rispettivamente nella nota 50 del bilancio consolidato e nella nota 44 del bilancio civilistico.


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EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE

Le previsioni economiche per il 2026 delineano uno scenario di crescita globale complessivamente stabile, sostenuto dagli investimenti in tecnologia, innovazione e infrastrutture, nonché da una domanda ancora dinamica in alcune delle principali economie mondiali. Oltre ai già noti rischi ribassisti, tra cui tensioni geopolitiche, guerre in corso in diverse regioni e incertezze sul commercio internazionale, i recenti sviluppi del conflitto in Medio Oriente introducono un ulteriore e significativo elemento di rischio rispetto allo scenario macroeconomico e operativo inizialmente previsto per il 2026. In particolare, un probabile aumento dei prezzi dell'energia potrebbe incidere in modo rilevante sull'andamento dei nostri costi operativi.

Con riferimento al settore delle costruzioni, in Italia le più recenti stime indicano una flessione del comparto residenziale mentre il segmento delle opere pubbliche dovrebbe continuare a beneficiare degli effetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Per questo, prevediamo qualche rallentamento dei nostri volumi di vendita rispetto all'anno precedente, mentre l'andamento dei prezzi sarà influenzato non solo dalla domanda ma anche dal fattore "diritti emissione CO₂", in un contesto che vede l'avvio del cosiddetto CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism) e una possibile revisione del sistema ETS in corso d'anno.

Negli Stati Uniti, le previsioni per il 2026 indicano una persistente flessione del comparto residenziale, mentre anche il settore non residenziale, pur sostenuto da una forte domanda in segmenti specifici, come data center e infrastrutture digitali, evidenzierà nel complesso una lieve contrazione, con performance più variabili nei comparti tradizionali come uffici e commercio. In tale contesto, le nostre vendite dovrebbero mantenersi abbastanza stabili. Per contro, il calo della domanda dal 2022 in poi, quindi la maggior capacità domestica disponibile, la pressione costante delle importazioni, soprattutto in alcuni Stati, le operazioni straordinarie che hanno ridefinito il settore, la decisione di smantellare le politiche climatiche sono tutti elementi che possono portare a tensioni sui prezzi di vendita e a forzosi cambi di strategia per quanto riguarda il mix prodotti.

In Europa Centrale, il 2026 è previsto segnare un progressivo recupero del settore costruzioni. In Germania è atteso un lieve miglioramento dell'attività, sostenuto dalla ripresa del comparto residenziale e dagli investimenti pubblici in infrastrutture, riconducibili al piano promosso dal governo federale volto a rafforzare reti di trasporto, energia e digitalizzazione. I nostri volumi di vendita dovrebbero risultare in modesta crescita rispetto al 2025.

In Repubblica Ceca e Polonia, la domanda dovrebbe confermarsi dinamica, grazie ai piani di stimolo governativi nel comparto residenziale e nelle infrastrutture. Alla luce di tali prospettive, si prevedono quindi volumi di vendita leggermente superiori a quelli del 2025.

In Brasile prevediamo un andamento favorevole, sostenuto dalla domanda interna, con volumi in lieve crescita e prezzi in rafforzamento. Negli Emirati Arabi Uniti stimiamo che i volumi di vendita del 2026, interamente consolidati, registrino un'evoluzione positiva grazie alla solida domanda interna, pur in presenza di potenziali rischi legati alle recenti dinamiche geopolitiche in Medio Oriente.

Per quanto riguarda la Russia, l'attuale struttura di governance non ci consente di disporre di informazioni sufficienti per formulare previsioni sulle prospettive di mercato per l'esercizio in corso.

In Messico, dopo la contrazione del settore costruzioni verificatasi nel 2025, è attesa una lieve ripresa. Nei vari mercati in cui operiamo, cercheremo di applicare una strategia di prezzo volta a preservare i margini, pur in un contesto competitivo caratterizzato da elevata incertezza. Per quanto riguarda i costi


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operativi, le recenti azioni di guerra intraprese dagli Stati Uniti contro l'Iran generano elevati rischi geopolitici, in particolare legati a potenziali interruzioni nello Stretto di Hormuz, da cui transita circa un quinto della fornitura mondiale di petrolio. Ciò potrebbe tradursi in ulteriori rialzi dei prezzi dell'energia, pressioni inflazionistiche e maggiore volatilità dei mercati.

Il quadro congiunturale e settoriale rimane incerto e non consente, allo stato attuale, di stimare con precisione l'effettivo impatto sui nostri risultati operativi. Tuttavia, alla luce delle informazioni oggi disponibili, riteniamo probabile che nel 2026 il margine operativo lordo ricorrente registri una lieve contrazione rispetto all'esercizio precedente. Sarà nostra cura fornire al mercato indicazioni più puntuali non appena disporremo di una migliore visibilità sull'evoluzione delle condizioni di breve periodo.

Per quanto riguarda il programma di investimenti approvato per il 2026, prevediamo un'ulteriore accelerazione delle iniziative previste. Il piano include numerosi progetti orientati al miglioramento continuo dell'efficienza operativa e alla riduzione delle emissioni di $\mathrm{CO}_{2}$, in coerenza con gli obiettivi di decarbonizzazione definiti nella Roadmap. Sono inoltre previsti interventi finalizzati all'ampliamento della capacità produttiva e al potenziamento della rete di distribuzione.


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[ RELAZIONE SULLA GESTIONE ]

PROPOSTA DI DESTINAZIONE DEL RISULTATO D'ESERCIZIO

Signori Azionisti,

Vi proponiamo di approvare il bilancio al 31.12.2025, che chiude con un utile di euro 845.227.276,48
Vi proponiamo, tenuto conto che la Riserva legale ha raggiunto il limite previsto dall'art. 2430 del codice civile, di destinare l'utile d'esercizio nel modo seguente:
- alla Riserva art. 2426 comma 1 n.8 bis) c.c. euro 15.342.288,00
residua un utile di euro 829.884.988,48
che Vi proponiamo di destinare nel modo seguente:
- a ciascuna delle n. 178.762.666 azioni ordinarie (al netto delle azioni proprie attualmente pari a n. 13.863.488) un dividendo di euro 0,70 al lordo delle ritenute di legge, per un ammontare di euro 125.133.866,20
A Utili portati a nuovo il residuo di euro 704.751.122,28

Vi proponiamo, inoltre, di:

  • autorizzare i legali rappresentanti in carica, in via disgiunta tra loro, a determinare l'effettivo importo da prelevare dall'utile d'esercizio e da destinare a Utili portati a nuovo in base al numero di azioni effettivamente in circolazione e aventi diritto alla data di stacco del dividendo nonché in funzione di eventuali arrotondamenti effettuati in sede di pagamento, fermo restando l'importo del dividendo unitario sopra indicato;
  • porre in pagamento il dividendo a partire dal 20 maggio 2026, con data stacco della cedola n. 29 il 18 maggio 2026 e record date il 19 maggio 2026.

Casale Monferrato, 31 marzo 2026

p. il Consiglio di Amministrazione Presidente Veronica BUZZI


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Replanto di Marzzichno, Brasile


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Rendicontazione consolidata di sostenibilità

Informazioni generali 38 Ambiente 68 Sociale 114 Governance 137 Attestazione della rendicontazione consolidata di sostenibilità 142 Relazione della società di revisione sulla rendicontazione consolidata di sostenibilità 143


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INFORMAZIONI GENERALI

CRITERI PER LA REDAZIONE

II BP-1

Criteri generali per la redazione delle dichiarazioni sulla sostenibilità

La rendicontazione consolidata di sostenibilità 2025 è redatta per la seconda volta secondo il D.Lgs 125/2024 che recepisce la EU Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD). Attraverso le informative qui presentate, ci impegniamo a garantire la trasparenza in tutte le questioni di sostenibilità rilevanti, in accordo con gli standard ESRS (European Sustainability Reporting Standards) adottati dalla Commissione Europea.

I dati e le informazioni economiche, ambientali e sociali, di seguito riportati, sono riferiti a tutte le società incluse nel perimetro della rendicontazione finanziaria al 31 dicembre 2025 consolidate con metodo integrale. Le partecipazioni in imprese a controllo congiunto e in imprese collegate non sono incluse nel perimetro di consolidamento. Allo stesso modo le imprese controllate escluse per ragioni di immaterialità dal perimetro della rendicontazione finanziaria, sono risultate immateriali anche ai fini della rendicontazione di sostenibilità e per questo risultano escluse dai dati consolidati. Il perimetro della rendicontazione di sostenibilità risulta di conseguenza allineato a quello del bilancio consolidato, illustrato in nota 5.

Per le società cedute nel corso dell'anno si riportano nel documento le metriche relative fino alla data di cessione. D'altra parte, per le società integrate nel perimetro di consolidamento, le metriche riportano i dati dalla data di consolidamento. I cambiamenti societari avvenuti durante l'anno sono descritti in nota 5 del bilancio consolidato.

Il presente documento include informazioni relative alla nostra catena del valore, laddove pertinente o esplicitamente richiesto dallo standard. In particolare, l'analisi di doppia rilevanza ha riguardato anche eventuali impatti, rischi e opportunità a monte e/o a valle delle nostre attività. Politiche, azioni e obiettivi si estendono di conseguenza alla nostra catena del valore dove applicabile.

A fini della disaggregazione del dato, laddove utile o necessario, si precisa che i dati relativi alle nostre controllate sono aggregati in continuità con le passate rendicontazioni: in particolare, i dati di Dyckerhoff Gravières et Sablières Seltz S.A.S. sono aggregati alla Germania e quelli di ZAPA Beton HUNGÁRIA Kft. alla Slovacchia.

II BP-2

Informativa in relazione a circostanze specifiche

Orizzonti temporali

Il gruppo definisce gli orizzonti temporali come definito dall'ESRS 1, paragrafo 6.4:

  • orizzonte temporale di breve termine: fino a 1 anno;
  • orizzonte temporale di medio termine: da 1 a 5 anni;
  • orizzonte temporale di lungo termine: oltre i 5 anni.
Fonti di stima e incertezza dei risultati (inclusa la stima della catena del valore)

Tutte le emissioni di gas serra (GHG scope 1, 2 e 3) sono calcolate sulla base del GHG Protocol. I dati relativi alle emissioni indirette Scope 2 e Scope 3 sono stimati principalmente sulla base di fonti indirette. In particolare, a partire dai dati in possesso riguardanti acquisti, spese, consumi e vendite, il dato relativo alle emissioni indirette è stato ottenuto tramite l'applicazione di fattori di emissione e/o fattori relativi all'intero ciclo di vita (LCA). Tali fattori sono stati desunti da documenti riportanti valori nazionali e/o database esterni, validati e comunemente utilizzati dal settore, costantemente in aggiornamento e, di conseguenza, sufficientemente affidabili.


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Le emissioni indirette sono quindi esposte a una maggiore incertezza di quantificazione rispetto alle emissioni dirette. L'azienda sta lavorando internamente con diversi gruppi di lavoro per omogeneizzare le procedure di quantificazione tra le varie aree del gruppo, con maggior attenzione alle categorie di Scope 3 più rilevanti.

I dettagli sulla preparazione di queste ed altre eventuali stime sono riportati nelle relative Specifiche di rendicontazione, così come le metodologie di calcolo, le assunzioni e le possibili incertezze a cui le metriche potrebbero essere soggette.

Modifiche nella redazione e nella presentazione delle informazioni sulla sostenibilità

La preparazione e la struttura della rendicontazione consolidata di sostenibilità 2025 è rimasta invariata rispetto all'anno precedente, in quanto redatta seguendo gli standard di rendicontazione ESRS.

Nella presente rendicontazione sono inclusi dati comparativi con l'anno precedente, assenti nel 2024, essendo il primo anno di applicazione degli standard ESRS. In considerazione dei criteri generali per la redazione delle dichiarazioni sulla sostenibilità (BP-1), i dati presentati per confronto, non differiscono dalle informazioni precedentemente pubblicate. Eventuali modifiche alle metodologie di calcolo nel 2025 sono state trasposte agli indicatori 2024 solo laddove utile e fattibile, in base alla disponibilità dei dati e alla rilevanza del cambiamento. Taluni casi sono indicati nelle relative specifiche di rendicontazione.

Inclusione mediante riferimento

Alcune informazioni sono incluse mediante riferimento ad altri capitoli della presente relazione annuale. Quando le informazioni sono incorporate mediante riferimento, esso è chiaramente indicato in ogni rispettiva sezione. Maggiori dettagli nella tabella al capitolo "Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità" (informativa IRO-2).

GOVERNANCE

|| GOV-1

Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo

Il Consiglio di Amministrazione è l'organo collegiale di gestione della società investito di ogni potere inerente l'amministrazione ordinaria e straordinaria della società. Esso svolge una funzione di indirizzo e controllo in ordine alla generale attività della società e del gruppo ad essa facente capo, perseguendone il successo sostenibile.

Il Consiglio, per l'esame delle questioni di sostenibilità, si avvale del supporto del Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità, il quale:

  • valuta l'idoneità dell'informazione periodica, finanziaria e non finanziaria, a rappresentare correttamente il modello di business, le strategie della società e del gruppo, l'impatto delle attività aziendali e le performance conseguite;
  • esamina le tematiche rilevanti per la predisposizione e la redazione della rendicontazione di sostenibilità e, in particolare, la sua idoneità a consentire la comprensione dell'impatto dell'impresa sulle questioni di sostenibilità e la comprensione del modo in cui le questioni di sostenibilità influiscono sull'andamento dell'impresa, sui suoi risultati e sulla sua situazione. A tal fine, incontra almeno due volte all'anno il responsabile sostenibilità che riferisce sulle questioni di sostenibilità connesse all'esercizio dell'attività della società.

Il Collegio sindacale è l'organo di controllo indipendente che vigila sull'osservanza della legge e sull'adeguatezza della struttura organizzativa della società e in particolare sul sistema di controllo interno, anche relativamente alle questioni di sostenibilità.

Il Consiglio di Amministrazione e il Collegio Sindacale costituiscono i principali organi di amministrazione, direzione e controllo per le questioni di sostenibilità e si avvalgono delle funzioni aziendali interne e in particolare della Direzione Sostenibilità per l'esame dei temi di sostenibilità rilevanti.


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Composizione e diversità

Il Consiglio di Amministrazione della società è composto da un numero variabile di componenti da un minimo di 7 a un massimo di 15. La determinazione del numero dei componenti è effettuata dall'Assemblea degli Azionisti. Il Consiglio attualmente in carica, nominato dall'assemblea ordinaria degli azionisti del 12 maggio 2023, è composto da 10 membri, dei quali 3 esecutivi e 7, tra cui il Presidente, non esecutivi. All'interno del Consiglio non sono presenti rappresentanti dei lavoratori.

Il Consiglio scadrà con l'assemblea di approvazione del bilancio al 31 dicembre 2025.

Il Consiglio di Amministrazione ha adottato politiche in materia di diversità per la composizione degli organi sociali che costituiscono indicazioni volte a garantire, per quanto possibile e ferma la competenza assembleare, una diversità ritenuta ottimale in relazione al conseguimento dell'obiettivo del corretto assolvimento delle funzioni spettanti agli organi di amministrazione, direzione e controllo. Un'adeguata diversità in seno al Consiglio relativamente ad aspetti quali l'età, la composizione di genere e il percorso formativo e professionale contribuisce a garantire la qualità e l'efficacia del dialogo e del dibattito in merito alle decisioni, e consente l'idoneo apporto di idee e senso critico, con un controllo potenzialmente più efficace dell'attività aziendale in generale. Allo stesso modo, un'adeguata diversità su tali aspetti all'interno del Collegio Sindacale favorisce il processo di verifica della correttezza delle decisioni assunte dal Consiglio di Amministrazione e dell'operato degli amministratori esecutivi.

Tutti i consiglieri in carica sono dotati di competenze e professionalità adeguate rispetto ai compiti chiamati a svolgere, con esperienze maturate nello svolgimento di attività imprenditoriali e in professioni in materie economiche, giuridiche, finanziarie e tecnico-scientifiche. In particolare, nel Consiglio:

  • il 60% dei componenti è rappresentato da imprenditori e/o manager con esperienze in contesti internazionali e presso società di rilevanti dimensioni;
  • il 40% dei componenti esercita attività professionali in materie attinenti ai settori economico, giuridico, finanziario.

Dal 2023, il Presidente del Consiglio di Amministrazione è stato incaricato di promuovere all'interno della società e del gruppo, in collaborazione con le funzioni responsabili delle risorse umane, politiche e attività di coinvolgimento, valorizzazione e sviluppo dei collaboratori, nonché la diffusione delle migliori prassi internazionali nella gestione delle persone. Inoltre, nel Consiglio di Amministrazione siede anche il Direttore Tecnico di Gruppo, che grazie alle sue specifiche competenze può fornire decisive indicazioni in materia di ricerca, sviluppo di nuovi prodotti e individuazione delle migliori tecnologie di decarbonizzazione.

L'ampio spettro delle competenze dei membri del Consiglio di Amministrazione offre adeguate garanzie per la valutazione della consistenza delle scelte aziendali in relazione ai temi di sostenibilità nel medio e lungo periodo. Il Consiglio di Amministrazione e il Collegio Sindacale partecipano periodicamente a iniziative finalizzate a fornire loro un'adeguata conoscenza dei settori di attività in cui opera il gruppo, delle dinamiche aziendali e della loro evoluzione, anche nell'ottica del successo sostenibile, nonché dei principi di corretta gestione dei rischi e del quadro normativo e autoregolamentare di riferimento.

Tali iniziative sono pianificate su base pluriennale e programmate principalmente per il tramite delle funzioni interne della società, alle quali il Presidente, d'intesa con l'Amministratore Delegato, richiede di presentare ai componenti del Consiglio e del Collegio Sindacale specifici approfondimenti. A tali sessioni di approfondimento il Presidente, d'intesa con l'Amministratore Delegato e con le funzioni interne interessate, può invitare, se opportuno, esperti esterni su specifici argomenti.

Nel corso del loro mandato, il Consiglio di Amministrazione e il Collegio Sindacale hanno visitato diversi stabilimenti del Gruppo, approfondendo la loro conoscenza su tecnologie e progetti legati allo studio per la cattura della $\mathrm{CO}_{2}$ e sulle procedure adottate in tema di salute e sicurezza dei lavoratori. Nel 2025, si è tenuta una sessione di induction a cura della sezione Wealth Management di UBS Italia che ha presentato un focus sulla situazione macroeconomica di USA, Europa e Cina.


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Inoltre, nel mese di settembre 2025 è stata organizzata un'ulteriore sessione di induction sul tema "Il futuro del cemento: evoluzione della ricerca sul cemento e sulle applicazioni" tenuta a cura del Responsabile Ricerca e Sviluppo di gruppo, con un approfondimento in merito ai materiali cementizi supplementari e una visita al laboratorio Buzzi Unicem Innovation Lab & Technology - "BUILT".

In tema di H&S, trimestralmente, il Direttore Generale presenta al Consiglio di Amministrazione e al Collegio Sindacale l'andamento dei principali indici infortunistici a livello di gruppo con un aggiornamento delle iniziative intraprese in materia di salute e sicurezza sul lavoro al fine del raggiungimento dell'obiettivo prefissato di "infortuni 0" (descritto nel dettaglio nel capitolo "Forza lavoro propria – Salute e sicurezza").

Le politiche in materia di diversità in merito alla composizione del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale forniscono indicazioni in merito alla rappresentanza di genere, di età e di anzianità professionale dei componenti degli organi sociali.

Gli attuali organi sociali sono composti come segue:

Composizione del Consiglio di Amministrazione

img-1.jpeg DIVERSITÀ DI GENERE 5 uomini 50 % img-2.jpeg 5 donne 50 %

img-3.jpeg FASCE D'ETÀ < 50 anni 10% 50 - 60 anni 40% 60 - 70 anni 40% 70 - 75 anni 10%

img-4.jpeg INDIPENDENZA Indipendenti Non indipendenti 50% 50%

img-5.jpeg NUMERO MANDATI primo esercizio 20% >1 esercizio 80%

Composizione del Collegio Sindacale

img-6.jpeg DIVERSITÀ DI GENERE 1 uomo 33 % img-7.jpeg 2 donne 67%

img-8.jpeg FASCE D'ETÀ 50 - 60 anni 33% 60 - 70 anni 67%


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Responsabilità e ruolo

Nell'ambito del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, il Consiglio di Amministrazione, con il supporto del Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità:

  • definisce le linee di indirizzo del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi in coerenza con le strategie della società e ne valuta l'adequatezza e l'efficacia;
  • nomina e revoca il responsabile della funzione di Internal Audit e approva il piano di audit predisposto;
  • valuta l'adequatezza ed efficacia del sistema di controllo interno e gestione dei rischi;
  • valuta l'opportunità di adottare misure per garantire l'efficacia e l'imparzialità delle funzioni aziendali che risultano coinvolte nel sistema dei controlli;
  • nomina l'organismo di vigilanza ai sensi del D.Lgs. 231/2001;
  • valuta, sentito il Collegio Sindacale, i risultati esposti dal revisore legale nell'eventuale lettera di suggerimenti e nella relazione aggiuntiva indirizzata al Collegio Sindacale;
  • illustra, nella relazione sul governo societario, le principali caratteristiche del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi e le modalità di coordinamento tra i soggetti in esso coinvolti, esprime la propria valutazione complessiva sull'adequatezza del sistema stesso e dà conto delle scelte effettuate in merito alla composizione dell'organismo di vigilanza.

Con il supporto delle funzioni di controllo e con l'attività di amministrazione dei rischi svolta dall'Internal Audit, il management indirizza le attività di gestione dei rischi inclusi quelli che possono assumere rilievo nell'ottica della sostenibilità.

Sulla base delle informazioni ricevute, gli organi di amministrazione, direzione e controllo e l'alta dirigenza controllano la definizione e l'avanzamento degli obiettivi connessi agli impatti, ai rischi e alle opportunità rilevanti.

GOV-2

Informazioni fornite agli organi di amministrazione, direzione e controllo dell'impresa e questioni di sostenibilità da questi affrontate

Gli organi di amministrazione, direzione e controllo sono periodicamente informati dell'andamento delle tematiche relative alla sostenibilità. Questo permette ai membri di tali organi di tenere in considerazione i risultati dei processi svolti o in essere nello svolgimento delle proprie funzioni. Durante gli appuntamenti svoltisi durante l'anno, è stato presentato il processo completo per la rivalutazione dell'analisi di doppia rilevanza, i cui risultati sono stati mostrati al Consiglio di Amministrazione nella riunione del 6 febbraio 2026.

Il Consiglio fornisce le linee di indirizzo agli assetti organizzativi affinché l'azienda si doti di opportune strategie e processi decisionali per gestire opportunamente impatti, rischi e opportunità rilevanti.

In particolare, per quanto riguarda impatti, rischi e opportunità legati al clima, questi influenzano la nostra strategia aziendale. La valutazione dei rischi ha portato a una profonda comprensione del fatto che il coinvolgimento dei clienti e dell'intera catena del valore è fondamentale per l'attuazione della nostra roadmap di decarbonizzazione, descritta al capitolo "Cambiamenti climatici" (informativa E1-1).

In riferimento al tema della sicurezza sul lavoro, il gruppo, tramite apposita politica, si è posto l'obiettivo di azzerare infortuni e malattie professionali. Ogni tre mesi il Consiglio di Amministrazione esamina i dati relativi agli infortuni di gruppo al fine di un costante monitoraggio e riduzione degli stessi. Dettagli sulla nostra politica di Salute e Sicurezza sono presentati al capitolo "Forza lavoro propria – Salute e sicurezza".

Infine, per gestire eventuali impatti, rischi ed opportunità in ambito di etica del business, il Consiglio di Amministrazione ha approvato un Codice di Condotta che definisce i principi generali di comportamento, a cui tutte le società del gruppo, italiane ed estere, devono conformarsi. Inoltre, il 7 febbraio 2025, il Consiglio ha approvato anche il nuovo Codice anticorruzione, come descritto al capitolo "Condotta delle imprese" (informativa G1-1).


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| | GOV-3

Integrazione delle prestazioni di sostenibilità nei sistemi di incentivazione

Buzzi utilizza sistemi di incentivazione e politiche di remunerazione collegati anche a questioni di sostenibilità.

Il Consiglio di Amministrazione approva annualmente la Politica della società in materia di remunerazione (disponibile sul sito web buzzi.com nella sezione Investitori/Assemblee degli azionisti/Ordinaria e straordinaria) dei componenti degli organi di amministrazione, direzione e controllo e degli altri dirigenti con responsabilità strategiche (DRS), individuati nell'Amministratore Delegato, nel Direttore Generale e nel Direttore Tecnico di Gruppo.

La Politica di Remunerazione di Buzzi ha l'obiettivo di attrarre, trattenere e motivare persone qualificate e dotate di capacità e qualità professionali adeguate alle esigenze del gruppo, oltre che di favorire il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità della società in coerenza con la strategia industriale.

Tali obiettivi sono perseguiti anche sulla base di piani di incentivazione a breve e a lungo termine.

I piani di incentivazione sono rivolti agli amministratori esecutivi e ai DRS, mentre gli amministratori non esecutivi e i componenti del Collegio Sindacale hanno una remunerazione stabilita solo in una componente fissa, senza previsione di una componente variabile legata a schemi di incentivazione.

Con riferimento alla componente variabile di breve termine dei piani di incentivazione, il meccanismo Management by Objectives (MBO) prevede l'assegnazione di obiettivi annualmente prefissati di natura economico-finanziaria, legati a parametri ESG e individuali. Nel 2025 per i DRS gli obiettivi di natura non finanziaria sono riferiti all'ambito della Salute e Sicurezza e all'ambito della sostenibilità ambientale. Gli obiettivi in ambito Salute e Sicurezza ("Health & Safety" o "H&S") sono misurati da un indicatore riferito al miglioramento dell'indice infortunistico LTIFR (Lost Time Injury Frequency Rate) di gruppo rispetto a determinati livelli obiettivo stabiliti annualmente e da un "leading indicator" (indicatore "anticipatore") legato al numero di azioni correttive e preventive inerenti all'ambito H&S, chiuse entro le scadenze programmate.

Gli obiettivi di sostenibilità ambientale riguardano la riduzione delle emissioni di $\mathrm{CO}_{2}$ per unità di cemento prodotto, in linea con i livelli identificati nella Roadmap di Gruppo.

Per i soli DRS è prevista un'ulteriore componente variabile di lungo periodo (Long Term Incentive Plan LTI 2024-2026) legata al raggiungimento di specifici livelli di riduzione delle emissioni dirette nette di $\mathrm{CO}_{2}$ di gruppo al 31 dicembre 2026.

Per l'MBO 2025 dei DRS, gli obiettivi di sostenibilità possono pesare ciascuno fino ad un massimo del $15%$ sul totale della remunerazione variabile, per un massimo del 7,5 per gli obiettivi in ambito salute e sicurezza e per un massimo del 7,5 per gli obiettivi di sostenibilità ambientale.

Per l'obiettivo del piano a lungo termine, l'obiettivo di riduzione delle emissioni pesa il $30%$ rispetto al totale della quota variabile dei piani di lungo periodo.

| | GOV-4

Dichiarazione sul dovere di diligenza

Buzzi riconosce l'importanza di svolgere processi di dovuta diligenza relativamente a impatti ambientali e sociali lungo la sua catena del valore, per assicurarsi che i possibili impatti negativi siano identificati e prontamente gestiti, mentre quelli positivi possano essere adeguatamente valorizzati. La dovuta diligenza è un processo continuo che può innescare cambiamenti nella strategia, nel modello di business, nelle relazioni commerciali e nelle attività.

Il risultato del nostro processo di dovuta diligenza in relazione alla valutazione di doppia rilevanza è descritto al capitolo "Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità" (informativa IRO-1). Il dettaglio di come altri processi di dovuta diligenza siano incorporati nelle nostre attività è riportato nei capitoli di relativa competenza.


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[ RENDICONTAZIONE CONSOLIDATA DI SOSTENIBILITÀ ]

La tabella seguente illustra i processi specifici e la loro collocazione nella rendicontazione di sostenibilità.

Elementi chiave del processo di dovuta diligenza Informative
Integrazione della dovuta diligenza nella governance, nella strategia e nel modello di business ESRS 2 GOV-2
ESRS 2 SBM-3
Coinvolgimento dei portatori di interesse coinvolti nelle fasi chiave del processo di dovuta diligenza ESRS 2 SBM-2
ESRS 2 IRO-1
Individuazione e valutazione degli impatti negativi ESRS 2 SBM-2; SBM-3
ESRS 2 IRO-1
Adozione di misure per mitigare gli impatti negativi ESRS 2 MDR-A
E1-1; E1-3; E2-2; E3-2;
E4-3; E5-2;
S1-4; S2-4
Monitoraggio dell'efficacia delle azioni e comunicazione ESRS 2 GOV-2
ESRS 2 SBM-2
ESRS 2 MDR-T
E1-4
S1-5; S3-5

© GOV-5

Gestione del rischio e controlli interni sulla rendicontazione di sostenibilità

Buzzi sta integrando sempre di più i processi del reporting di sostenibilità nei processi e nei sistemi di gestione dei rischi e di controllo interno.

Negli anni passati abbiamo svolto un'analisi insieme a un partner specializzato con l'obiettivo, tra gli altri, di individuare i potenziali rischi a cui il processo di rendicontazione di sostenibilità può essere esposto per poter confermare ed eventualmente integrare le procedure di controllo già in essere.

Lo studio ha previsto diverse fasi:

  • analisi delle procedure interne e mappatura del processo attraverso interviste dirette;
  • individuazione e valutazione dei rischi;
  • identificazione delle procedure di controllo in essere ed eventuale predisposizione di ulteriori verifiche.

In base all'entità e alla probabilità di accadimento, i rischi individuati sono stati valutati e prioritizzati.

I controlli confermati e/o progettati nell'ambito di questa analisi sono stati assegnati ai rispettivi titolari del controllo (control owners) e integrati nel quadro di controllo interno del gruppo.

I potenziali rischi legati al processo di rendicontazione di sostenibilità riguardano la continua evoluzione di normative e standard vigenti e la conseguente raccolta dati. Per gestire questi ed eventuali altri rischi, la società si è dotata di una procedura interna valida a livello di gruppo che definisce responsabilità, ruoli, compiti e processi per la redazione dell'informativa di sostenibilità. Tale procedura, riaggiornata per recepire le modifiche normative previste dal D. Lgs. 125/2024 e le risultanze dell'analisi precedentemente illustrata, prevede che la Direzione Sostenibilità monitori centralmente le informative richieste dagli standard e inneschi il processo di raccolta dei dati necessari con il contributo locale e regionale delle funzioni competenti.


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La procedura inoltre prevede che l'attività di controllo interno sia strutturata in 3 livelli:

  • controllo delle funzioni locali, che accertano la completezza, l'accuratezza e la consistenza dei dati forniti;
  • controllo delle funzioni centrali, che analizzano le variazioni dei dati rispetto ai periodi precedenti per intercettare e correggere eventuali incorrettezze;
  • controlli della funzione Internal Audit, che svolgono controlli sul processo e sulle metodologie, sia a livello locale che centrale, per valutare l'efficacia operativa dei processi di controllo.

Successivamente, nella sua attività di supporto al Consiglio di Amministrazione, il Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità, monitora i processi di rendicontazione di sostenibilità, inclusi piani per miglioramenti, i rischi, i controlli interni e la loro efficacia operativa. In particolare:

  • valuta l'idoneità dell'informazione periodica, finanziaria e non finanziaria, a rappresentare correttamente il modello di business, le strategie della società e del gruppo, l'impatto delle attività aziendali e le performance conseguite;
  • esamina le tematiche rilevanti per la predisposizione e redazione della rendicontazione di sostenibilità e, in particolare, la sua idoneità a consentire la comprensione dell'impatto dell'impresa sulle questioni di sostenibilità e la comprensione del modo in cui le questioni di sostenibilità influiscono sull'andamento dell'impresa, sui suoi risultati e sulla sua situazione finanziaria (come descritto anche nella sezione "Informazioni generali", informativa GOV-2);
  • esprime pareri su specifici aspetti inerenti alla identificazione dei principali rischi aziendali.

In particolare, per quanto riguarda la valutazione di doppia rilevanza, i membri del Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità hanno supervisionato l'intero processo a garanzia che questo fosse conforme alle indicazioni dello standard.

Il Consiglio di Amministrazione di Buzzi SpA del 05 agosto 2025, previo parere favorevole del Collegio Sindacale, ha rinnovato la nomina del Responsabile della Sostenibilità quale dirigente incaricato dell'attestazione sulla rendicontazione di sostenibilità.

STRATEGIA

SBA-1

Strategia, modello aziendale e catena del valore

Il gruppo Buzzi, fin dalla sua fondazione avvenuta a inizio del secolo scorso, è attivo nella produzione, distribuzione e vendita di leganti idraulici, calcestruzzo preconfezionato e aggregati naturali. L'ampia gamma di prodotti a catalogo, la capillare assistenza tecnica e gli assidui investimenti in ricerca e sviluppo, consentono al gruppo di posizionarsi come azienda leader nei mercati di riferimento, capace di soddisfare un vastissimo spettro di esigenze, da quelle tipiche dei grandi manufatti strutturali fino alle applicazioni di nicchia ad elevato contenuto tecnologico.

Il gruppo Buzzi è presente con asset produttivi in 14 paesi, 11 dei quali inclusi nel perimetro di consolidamento, compresa la Russia, per la quale dal 2022 il gruppo ha interrotto ogni coinvolgimento nelle attività operative. Nel 2025 sono avvenuti cambiamenti nel perimetro consolidato di gruppo, con l'acquisizione di un nuovo stabilimento negli Emirati Arabi Uniti. Maggiori dettagli sono presentati alla nota 5 del bilancio consolidato. Dopo tali variazioni societarie, a fine 2025 il gruppo conta 10.532 dipendenti. Informazioni sulla ripartizione per area geografica sono riportate al capitolo "Forza lavoro propria" (informativa S1-6). La nota 7 della relazione finanziaria consolidata illustra i ricavi netti del gruppo suddivisi per linea di business.


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Le strategie del gruppo sono orientate, ormai da tempo, alla crescente importanza degli obiettivi di sostenibilità tra cui:

  • la riduzione delle emissioni di $\mathrm{CO}_{2}$ per il raggiungimento di emissioni nette pari a zero entro il 2050 nei nostri impianti;
  • l'azzeramento degli infortuni e delle malattie lavoro-correlate di tutti i lavoratori che operano nei siti del gruppo, includendo anche una parte dei lavoratori della catena del valore;
  • lo sviluppo di programmi di stakeholder engagement in tutte le cementerie a ciclo completo del gruppo, attività volte a creare rapporti di fiducia, basati sul rispetto reciproco, sul partenariato attivo, sulla trasparenza e sulla collaborazione nel lungo periodo.

Maggiori dettagli sono riportati nei capitoli "Cambiamenti climatici", "Forza lavoro propria – Salute e sicurezza" e "Comunità interessate".

Per raggiungere tali obiettivi, il gruppo si è dotato di diverse politiche, ciascuna delle quali è associabile a uno o più dei 17 obiettivi di Sviluppo Sostenibile ed evidenzia il contributo concreto di Buzzi all'Agenda 2030.

La nostra catena del valore, illustrata nella pagina seguente, mostra i principali flussi di risorse in entrata e in uscita dalle nostre attività. In coerenza con la nota 9 e la nota 10 del bilancio consolidato, si evidenzia come le principali risorse in entrata siano materiali e beni, quali le materie prime e i materiali di consumo, l'energia elettrica, i combustibili, prodotti finiti e altre merci, e servizi, come il trasporto e le attività di manutenzione negli impianti.

Per quanto riguarda le materie prime (ad esempio il calcare per la produzione cemento o gli aggregati per il calcestruzzo), queste sono generalmente ottenute da nostre cave. Inoltre, laddove possibile, sono utilizzati anche prodotti di scarto derivanti da altri processi industriali o da demolizione.

A valle della produzione, i nostri prodotti sono destinati ai produttori di manufatti in calcestruzzo oltre che ad aziende terze dedicate al calcestruzzo preconfezionato, alla rivendita e commercializzazione, o direttamente alle aziende di costruzione per la messa in opera del materiale. In questa fase i nostri tecnici forniscono anche consulenza in qualità di esperti, in particolare per quanto riguarda l'attuazione di soluzioni sostenibili.

L'ampiezza della nostra gamma prodotti ci consente di fornire ai nostri clienti sia cementi tradizionali che leganti speciali, per garantire la soluzione più adatta ad ogni tipo di opera o cantiere. Qualora rilevanti, i dati e le informazioni riferiti alla catena del valore a monte o a valle delle nostre attività sono dettagliati nelle relative Specifiche di rendicontazione descritte in ciascuna sezione.


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LA NOSTRA CATENA DEL VALORE

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§ 58M-2

Interessi e opinioni dei portatori di interessi

Nel 2018 abbiamo pubblicato la nostra politica di Stakeholder Engagement, disponibile sul sito web sustainability.buzzi.com, evidenziando l'importanza riconosciuta alla costruzione e al mantenimento di rapporti di fiducia e collaborazione con i propri stakeholder.

Lo scopo delle attività di engagement è di agevolare le interazioni tra l'azienda e i suoi stakeholder, affinché diventino opportunità di crescita e arricchimento reciproco e, allo stesso tempo, favoriscano la riduzione di eventuali conflitti o incompreensioni, pregresse o in essere.

Il coinvolgimento degli stakeholder è fondamentale per favorire il raggiungimento degli obiettivi aziendali e per generare valore per la comunità. Per creare rapporti di fiducia con gli stakeholder occorre conoscerli, comprenderne le aspettative e le preoccupazioni, ascoltarne le istanze, fornire riscontri e incoraggiarne il coinvolgimento.

Questo dialogo diretto con i nostri stakeholder, sia interni che esterni, ci consente di raccogliere le loro preoccupazioni e aspettative e gestirle nella strategia aziendale, con l'obiettivo di contribuire ad un miglioramento condiviso. La comprensione degli interessi e dei punti di vista dei portatori di interesse è fondamentale per orientare le nostre decisioni strategiche e il modello di business, garantendo che le scelte aziendali siano coerenti con le aspettative degli stakeholder e favoriscano lo sviluppo sostenibile dell'impresa.

Le principali categorie di portatori di interesse per Buzzi sono dipendenti, fornitori, clienti, comunità e organizzazioni locali, investitori e associazioni di settore.

Nell'ambito dell'analisi di doppia rilevanza nel 2024 e per la sua rivalutazione nel corso del 2025 sono state consultate varie categorie di portatori di interessi coinvolti con modalità differenti, anche attraverso loro rappresentanti. Il Consiglio di Amministrazione e il Collegio sindacale sono stati informati sul processo di analisi e rivalutazione di doppia rilevanza, e sulle modalità di engagement adottate durante i vari esercizi.

Nella tabella che segue vengono illustrati alcuni esempi di collaborazione utilizzati per identificare interessi e opinioni dei principali portatori di interessi della nostra azienda


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Categoria di Stakeholder Organizzazione del coinvolgimento Scopo del coinvolgimento Esempi di risultati
Dipendenti - Questionari
  • Consultazione con rappresentanti dei lavoratori
  • Formazione
  • Eventi negli impianti produttivi | - Valutazione della rilevanza degli impatti
  • Considerazione delle necessità dei lavoratori
  • Creazione di un ambiente lavorativo inclusivo e sostenibile | - Identificazione degli impatti rilevanti
  • Crescita aziendale e personale | | Fornitori | - Questionari
  • Condivisione dei valori del Codice di Condotta
  • Qualifica | - Valutazione della rilevanza degli impatti
  • Collaborazione nel lungo periodo | - Identificazione degli impatti rilevanti
  • Selezione consapevole dei fornitori | | Clienti | - Questionari
  • Campagne di comunicazione | - Valutazione della rilevanza degli impatti
  • Favorire la conoscenza di nuovi prodotti più sostenibili | - Identificazione degli impatti rilevanti
  • Reciproca consapevolezza di necessità e sforzi | | Comunità e organizzazioni locali | - Questionari
  • Visite ed eventi nelle sedi dell'azienda
  • Collaborazione e progetti per la reciproca crescita | - Valutazione della rilevanza dell'impatto
  • Affrontare preoccupazioni e domande della comunità
  • Creare rapporti di fiducia | - Programmi rilevanti nel 100% delle cementerie a ciclo completo
  • Identificazione degli impatti rilevanti
  • Opportunità di crescita e arricchimento reciproco | | Investitori | - Incontri e presentazioni
  • Comunicati stampa
  • Roadshow | - Comprendere le aspettative
  • Attrarre investitori responsabili
  • Favorire la trasparenza | - Miglioramento dei rating ESG
  • Risposte alle domande degli investitori | | Associazioni di settore | - Partecipazione a gruppi di lavoro
  • Partecipazione a workshop e corsi | - Favorire iniziative e programmi comuni
  • Sviluppare standard di settore | - Linee guida settoriali in ambito di sostenibilità | | Natura (stakeholder silente) | - Interviste a professori universitari | - Valutazione della rilevanza degli impatti | - Identificazione degli impatti rilevanti |

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§ 58M-3

Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale

Con il processo di valutazione della doppia rilevanza, descritto al capitolo “Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità” (informativa IRO-1), abbiamo identificato gli impatti rilevanti sull’ambiente e le persone (rilevanza dell’impatto) e i rischi e le opportunità finanziarie per l’azienda (rilevanza finanziaria) legati a temi di sostenibilità.

I risultati dei due processi sono stati analizzati complessivamente, ottenendo in totale 28 IRO (impatti, rischi e opportunità), afferenti a 9 dei 10 temi di sostenibilità identificati negli ESRS. Una tabella riassuntiva del risultato è riportata a seguire.

Overview dei temi rilevanti per Buzzi

TEMA ESRS IMPATTI POSITIVI IMPATTI NEGATIVI RISCHI OPPORTUNITÀ RILEVANTE AI FINI DELLA RENDICONTAZIONE DI SOSTENIBILITÀ
E1 Cambiamenti climatici
E2 Inquinamento
E3 Acque e risorse marine
E4 Biodiversità ed ecosistemi
E5 Economia circolare
S1 Forza lavoro propria
S2 Lavoratori nella catena del valore
S3 Comunità interessate
S4 Consumatori e utilizzatori finali
G1 Condotta delle imprese

Le tabelle seguenti riportano impatti, rischi e opportunità risultati rilevanti dall’analisi di doppia rilevanza. Per ciascuno di essi è specificato il tema ESRS associato, corrispondente alla sezione della rendicontazione di sostenibilità in cui trovare maggiori informazioni, e il sottotema.

In aggiunta, per ogni IRO è riportato dove questo si verifica nella catena del valore: upstream (◀), gruppo Buzzi (◀), downstream (◀).

Gli impatti possono essere effettivi o potenziali, come indicato nelle tabelle seguenti. I rischi e le opportunità risultati rilevanti sono tutti potenziali sul lungo periodo.

Maggiori informazioni su impatti, rischi e opportunità e su come questi vengono gestiti sono riportate nelle sezioni “Ambiente”, “Sociale”, “Governance”.

Buzzi è consapevole che i propri impatti sull’ambiente hanno potenziali ripercussioni sulle comunità locali. Riteniamo che la nostra rendicontazione riguardo i temi ambientali identificati dagli ESRS sia sufficiente a soddisfare le esigenze informative di tutti gli stakeholder, incluse le comunità locali. Per maggiori informazioni sugli impatti ambientali e su politiche, target, azioni e metriche a essi riferiti si rimanda ai rispettivi capitoli.


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IMPATTI POSITIVI RILEVANTI

IMPATTO EFFETTIVO / POTENZIALE ORIZZONTE TEMPORALE CATENA DEL VALORE TEMA SOTTOTEMA PAGINA
Contributo agli obiettivi di riduzione del riscaldamento globale secondo gli Accordi di Parigi (2015) grazie alle proprietà e all'utilizzo dei nostri prodotti nell'ambiente costruito effettivo - <♦> Cambiamenti climatici Mitigazione dei cambiamenti climatici 68
Incentivare l'economia circolare aumentando l'uso di sottoprodotti e rifiuti come materie prime, componenti o combustibili alternativi (compresi i rifiuti da demolizione) effettivo - <♦> Economia circolare Afflussi di risorse, compreso l'uso delle risorse 109
Condivisione dei valori aziendali con tutti gli stakeholder effettivo - <♦> Condotta delle imprese Cultura d'impresa 137
Aumento della consapevolezza e della cultura della sicurezza nei propri lavoratori effettivo - <♦> Forza lavoro propria Condizioni di lavoro 114
Garantire la continuità operativa e un'occupazione sicura per i lavoratori effettivo - <♦> Forza lavoro propria Condizioni di lavoro 114
Rispetto dei diritti umani in tutti i paesi dove l'azienda opera, al di là di leggi e pratiche locali effettivo - <♦> Forza lavoro propria Parità di trattamento e di opportunità per tutti 114
Sviluppo e condivisione di buone pratiche del settore (es. piani di decarbonizzazione, buone pratiche sulla sicurezza) effettivo - <♦> Condotta delle imprese Impegno politico e attività di lobbying 137
Contribuire allo sviluppo economico, sociale e culturale delle comunità dove l'azienda opera effettivo - <♦> Comunità interessate Diritti economici, sociali e culturali delle comunità 133

< upstream ◆ gruppo Buzzi > downstream


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IMPATTI NEGATIVI RILEVANTI

IMPATTO EFFETTIVO / POTENZIALE ORIZZONTE TEMPORALE CATENA DEL VALORE TEMA SOTTOTEMA PAGINA
Emissioni di CO₂ in atmosfera effettivo - <♦> Cambiamenti climatici Mitigazione dei cambiamenti climatici 68
Emissioni di SO₂, NOx e microinquinanti in atmosfera effettivo - <♦> Inquinamento Inquinamento dell'aria 92
Elevato consumo di energia a causa del processo produttivo energivoro effettivo - <♦> Cambiamenti climatici Energia 68
Riduzione della disponibilità di materie prime naturali a livello locale o globale a causa del limitato uso di materiali alternativi Potenziale lungo termine <♦> Economia circolare Afflussi di risorse, compreso l'uso delle risorse 109
Cambiamento di uso del suolo con diminuzione della biodiversità e peggioramento degli ecosistemi (degrado del suolo, desertificazione o impermeabilizzazione del suolo) potenziale lungo termine <♦> Biodiversità ed ecosistemi Fattori di impatto diretto sulla perdita di biodiversità 102
Impatti sull'estensione e sulla condizione degli ecosistemi
Prelievi idrici in aree a stress idrico effettivo - <♦> Acque e risorse marine Acque e risorse marine 98
Emissioni di polveri in atmosfera effettivo - <♦> Inquinamento Inquinamento dell'aria 92
Incidenza sulla qualità della vita dei lavoratori e delle loro famiglie in caso di infortuni quando impiegati direttamente da noi o in attività presso i nostri siti effettivo - <♦> Forza lavoro propria Condizioni di lavoro 125
Lavoratori nella catena del valore Condizioni di lavoro 130

< upstream ◆ gruppo Buzzi > downstream


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OPPORTUNITÀ RILEVANTI

OPPORTUNITÀ EFFETTIVO / POTENZIALE ORIZZONTE TEMPORALE CATENA DEL VALORE TEMA SOTTOTEMA PAGINA
Collaborazioni e partnership per la sostenibilità nel settore delle costruzioni potenziale lungo termine <♦> Cambiamenti climatici Adattamento ai cambiamenti climatici 68
Mitigazione dei cambiamenti climatici
Aumento della domanda di nuove infrastrutture per sostenere la crescita dell'urbanizzazione potenziale lungo termine <♦> Cambiamenti climatici Adattamento ai cambiamenti climatici 68
Mitigazione dei cambiamenti climatici
Valorizzare l'economia circolare e l'utilizzo dei materiali di scarto potenziale lungo termine <♦> Economia circolare Afflussi di risorse, compreso l'uso delle risorse 109
Investimenti nelle energie rinnovabili per ridurre i costi energetici potenziale lungo termine <♦> Cambiamenti climatici Energia 68
Accesso a opportunità di finanziamento per progetti di decarbonizzazione Potenziale lungo termine <♦> Cambiamenti climatici Mitigazione dei cambiamenti climatici 68

< upstream ◆ gruppo Buzzi > downstream


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RISCHI RILEVANTI

RISCHI EFFETTIVO / POTENZIALE ORIZZONTE TEMPORALE CATENA DEL VALORE TEMA SOTTOTEMA PAGINA
Aumento degli eventi meteorologici estremi dovuti al cambiamento climatico, con potenziali danni agli impianti e/o riduzione della loro operatività potenziale lungo termine <♦> Cambiamenti climatici Adattamento ai cambiamenti climatici 68
Rischio di mancato raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione a causa di fattori esterni e/o limitazioni tecnologiche, con potenziale aggiunta di danno reputazionale potenziale lungo termine <♦> Cambiamenti climatici Mitigazione dei cambiamenti climatici 68
Scarsità di materie prime (naturali/alternative) e acqua potenziale lungo termine <♦> Cambiamenti climatici Adattamento ai cambiamenti climatici 68
Economia circolare Afflussi di risorse, compreso l'uso delle risorse 109
Rischio che le aziende della nostra filiera non attirino, motivino e trattengano persone qualificate potenziale lungo termine <♦> Forza lavoro propria Condizioni di lavoro 114
Parità di trattamento e di opportunità per tutti (Formazione e sviluppo delle competenze)
Lavoratori nella catena del valore Condizioni di lavoro 130
Parità di trattamento e di opportunità per tutti (Formazione e sviluppo delle competenze)
Rischi connessi all'adozione di normative per la riduzione delle emissioni di CO₂ al di fuori della UE potenziale lungo termine <♦> Cambiamenti climatici Mitigazione dei cambiamenti climatici 68
Concorrenza con le imprese che producono al di fuori dei paesi soggetti a EU ETS potenziale lungo termine <♦> Cambiamenti climatici Mitigazione dei cambiamenti climatici 68
Competizione con nuovi materiali da costruzione potenziale lungo termine <♦> Cambiamenti climatici Mitigazione dei cambiamenti climatici 68

< upstream ♦ gruppo Buzzi > downstream


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[ RENDICONTAZIONE CONSOLIDATA DI SOSTENIBILITÀ ]

Le azioni attuate o programmate per far fronte a impatti, rischi e opportunità rilevanti e la loro integrazione nella strategia aziendale sono descritte nei seguenti capitoli tematici.

Come specificato alla nota 4 del bilancio consolidato, ad oggi non si evidenziano effetti finanziari significativi da riportare in bilancio legati ai rischi e alle opportunità identificate come rilevanti dal processo di doppia rilevanza. Inoltre, non sono emersi rischi significativi di svalutazioni o aggiustamenti nel prossimo esercizio dei valori contabili degli attivi e delle passività riportati nel bilancio consolidato.

In aggiunta, il management ritiene che le strategie e l'organizzazione dell'azienda siano in grado di assicurare la necessaria resilienza alle sollecitazioni derivanti da impatti, di contenere i rischi e di cogliere le opportunità, così come descritto nelle rispettive sezioni del documento attraverso l'attuazione, laddove necessario, di politiche, azioni e target.

Variazioni di IRO rilevanti rispetto all'anno precedente

La rivalutazione della doppia rilevanza, svolta per confermare, aggiornare ed eventualmente modificare i risultati del precedente esercizio, ha portato alla conferma degli IRO individuati nel 2024 (per 2 impatti viene fornito un maggior dettaglio descrittivo nel testo o nel sottotema), e ha evidenziato 4 nuovi IRO rilevanti (2 impatti, 1 rischio e 1 opportunità).

Da uno dei nuovi impatti identificati è risultato un ulteriore tema rilevante, "Comunità interessate" (S3), che è di conseguenza incluso nella rendicontazione del 2025.

GESTIONE DEGLI IMPATTI, DEI RISCHI E DELLE OPPORTUNITÀ

IRO-1

Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti

Un elemento chiave nella preparazione della rendicontazione di sostenibilità secondo le richieste degli standard europei è l'analisi di doppia rilevanza: per identificare impatti, rischi e opportunità rilevanti, abbiamo progettato e sviluppato un processo sequenziale, definendo metodologie di aggregazione e calcolo, e identificando soglie di rilevanza così come indicato dalla linea guida EFRAG IG-1 Materiality Assessment.

Gli impatti rilevanti determinati nel 2024 con il processo di valutazione della rilevanza dell'impatto, illustrato in dettaglio nei seguenti paragrafi, sono stati ritenuti attuali anche per l'anno fiscale 2025. Questa valutazione è giustificata dal fatto che il core business di Buzzi non è variato, così come i processi produttivi delle attività legate alla produzione di cemento, calcestruzzo e aggregati.

Con tali premesse, ma tenendo conto che l'analisi di doppia rilevanza deve essere dinamica e soggetta a revisione periodica e in considerazione del cambiamento del perimetro consolidato, la rivalutazione della rilevanza degli impatti è stata svolta integrando i risultati del 2024 con tre nuove fonti di valutazione:

  1. l'analisi comparativa con altri player del settore;
  2. l'identificazione di impatti associati a rischi individuati con il processo ERM del 2025;
  3. il coinvolgimento di esperti interni brasiliani chiamati a rappresentare il punto di vista degli stakeholder di quell'area.

Si osserva invece una dinamica differente per i rischi e opportunità, che possono presentarsi o variare in maniera anche repentina e pertanto vanno valutati ogni anno.

Il processo di valutazione della rilevanza finanziaria per i temi di sostenibilità è stato svolto con le stesse modalità utilizzate per l'esercizio precedente.

Nelle pagine seguenti riportiamo i dettagli della nostra valutazione della doppia rilevanza.


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[ RENDICONTAZIONE CONSOLIDATA DI SOSTENIBILITÀ ]

Estensione della valutazione di doppia rilevanza

Il processo seguito per l'individuazione di impatti, rischi e opportunità si è concentrato sulle due principali attività dell'azienda, ovvero produzione di cemento e di calcestruzzo, ed ha tenuto conto della catena del valore, con particolare attenzione a fornitori e clienti in rapporto diretto con essa (tier 1).

Le aree geografiche del gruppo sono state prese in considerazione in modo da riflettere il loro peso specifico, in termini di stakeholder coinvolti.

Processo decisionale e procedure di controllo

Al termine del processo di valutazione della doppia rilevanza, i risultati, riportati al capitolo "Strategia" (informativa SBM-3), sono stati presentati al Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità e approvati dal Consiglio di Amministrazione in data 6 febbraio 2026.

Rilevanza dell'impatto

Individuazione degli impatti e criteri di valutazione

Gli impatti sono stati individuati dalla Direzione Sostenibilità a partire dalla lista di questioni di sostenibilità indicate dallo standard ESRS, analizzando il contesto aziendale con l'integrazione di informazioni provenienti da varie fonti quali, ad esempio, il Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi, articoli su giornali e sul web, documenti di associazioni del settore e documentazione interna. Al termine di questa analisi è stata ottenuta una lista di impatti, positivi o negativi, attuali o potenziali, successivamente valutati in base ai criteri stabiliti dagli ESRS:

  • entità: quantificazione dell'effetto benefico o della gravità dell'impatto data dalle valutazioni di esperti e stakeholder;
  • portata: diffusione degli impatti valutata considerandone l'estensione (impatto locale o globale) e la diffusione (percentuale di stakeholder che individua tale impatto);
  • probabilità di accadimento: fattore individuato solo per gli impatti potenziali, considerati come poco probabili, probabili o molto probabili;
  • natura irrimediabile: fattore valutato solo per gli impatti negativi rappresentante la possibilità di porre rimedio ad essi in tempi brevi;
  • impatto sui diritti umani: nel caso di impatti potenziali negativi sui diritti umani, la probabilità di accadimento è stata considerata massima, equiparando l'impatto potenziale ad uno effettivo.

Valutazione degli impatti

Il processo di valutazione della rilevanza degli impatti ha richiesto, per entità e portata, il coinvolgimento di "portatori di interessi coinvolti" ("affected stakeholder"). Le categorie individuate sono state: dipendenti, fornitori, clienti e comunità locali.

Inoltre, sono stati intervistati esponenti del mondo universitario a rappresentare il punto di vista della natura, definita stakeholder silente.

Il coinvolgimento è avvenuto in due fasi distinte: in una prima fase gli impatti sono stati valutati per entità e portata da esperti interni ed esterni, in grado di rappresentare il punto di vista delle diverse categorie di stakeholder in ragione della loro funzione e responsabilità all'interno dell'azienda; nella seconda fase i valori ottenuti nella prima fase sono stati revisionati sulla base delle valutazioni ottenute direttamente dagli stakeholder.

I risultati di tale coinvolgimento sono ritenuti validi anche per l'esercizio 2025.

Prima fase di coinvolgimento degli stakeholder

Ciascun impatto è stato valutato, mediante interviste gestite dalla Direzione Sostenibilità, da un gruppo di esperti, omogeneo in termini di rappresentanza degli stakeholders e area geografica. È stata poi realizzata una fase di peer-review per evidenziare sostanziali differenze di valutazione e capirne le ragioni.


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Seconda fase di coinvolgimento degli stakeholder

I rappresentanti diretti di ciascuna categoria di stakeholder sono stati intervistati tramite questionari chiedendo loro di evidenziare i temi di sostenibilità su cui l'azienda ha o potrebbe avere un impatto molto positivo o molto negativo. I rappresentanti individuati sono stati:

  • dipendenti, selezionati casualmente e divisi equamente per genere, età e categoria professionale
  • fornitori, selezionati tra le principali categorie di materiali e servizi
  • clienti, individuati per entrambi i business principali del gruppo (cemento e calcestruzzo)
  • comunità locali, rappresentate da pubbliche amministrazioni, ONG, scuole, etc.

Determinazione dei fattori di calcolo

Entità e portata di ciascun impatto sono stati espressi in termini numerici attraverso la combinazione delle risposte ottenute dalle precedenti fasi di coinvolgimento degli stakeholder. A queste componenti sono stati poi aggiunti, sempre in termini numerici, i valori degli altri fattori (probabilità di accadimento, natura irrimediabile e impatto sui diritti umani), valutati internamente dalla Direzione Sostenibilità.

Valutazione finale e prioritizzazione

Al termine delle fasi precedenti, per ciascun impatto è stato calcolato un "valore di rilevanza", sulla base del quale è stata effettuata la prioritizzazione degli impatti.

Gli impatti il cui valore di rilevanza superasse la soglia di significatività definita sono stati ritenuti rilevanti. I valori di soglia sono stati stabiliti in modo tale da garantire:

  • una congrua selezione tra impatti rilevanti e non rilevanti;
  • un giusto equilibrio tra aspetti positivi e negativi;
  • coerenza e continuità di informazione con quanto riportato nei precedenti bilanci di Sostenibilità.

Attività 2025

Nel 2025, in aggiunta alle attività svolte in precedenza, abbiamo proceduto alla rivalutazione della rilevanza dell'impatto attraverso i seguenti flussi di lavoro:

  • Analisi comparativa con altri player del settore: l'analisi dei temi e degli impatti rilevanti riportati nelle rendicontazioni del 2024 di alcuni grandi players attivi nella produzione di cemento e calcestruzzo ed operanti in contesti internazionali, anche se non completamente sovrapponibili a quelli di Buzzi, ha dimostrato la sostanziale convergenza sul giudizio di rilevanza degli impatti segnalati da Buzzi. Tuttavia, 2 impatti non rilevanti per Buzzi sono stati segnalati come rilevanti da uno o più players.
  • Identificazione di impatti associati a rischi individuati con il processo ERM nel 2025: il Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi (ERM), è stato utilizzato come fonte per identificare potenziali nuovi impatti precedentemente non individuati. Da questa analisi sono stati revisionati 2 impatti già identificati nell'esercizio precedente, che sono stati ampliati aggiungendo a ciascuno l'associazione a un sotto-tema addizionale.
  • Coinvolgimento degli esperti dell'area Brasile, in ragione della sua entrata nel perimetro consolidato a ottobre 2024: sono stati selezionati 4 esperti, ognuno incaricato di portare la prospettiva di una delle seguenti categorie di stakeholder: dipendenti, fornitori, clienti e comunità locali. A questi esperti sono stati sottoposti i principali impatti positivi e negativi identificati nel 2024, comprendendo sia quelli rilevanti che non rilevanti. È stato chiesto loro di individuare quali tra questi impatti fossero più rilevanti per la categoria di stakeholder di riferimento. Dall'analisi sono stati evidenziati 2 impatti prima risultati non rilevanti.

Per la rivalutazione della rilevanza dell'impatto 2025, sono stati inclusi tra gli impatti rilevanti di Buzzi quelli identificati da almeno due flussi informativi precedentemente descritti.


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Rilevanza finanziaria

Identificazione di rischi e opportunità con il sistema ERM (Enterprise Risk Management)

Il sistema di gestione dei rischi ERM è stato implementato per rendere tale strumento adatto alla raccolta e all'identificazione di rischi e opportunità a breve, medio e lungo termine relativamente a questioni di sostenibilità. Al processo ha contribuito un ampio gruppo di manager, sia nella sede centrale che nelle società operative, molti dei quali già coinvolti nel processo di identificazione degli impatti, invitati ad esprimere una propria valutazione dei rischi e delle opportunità per l'azienda.

Il database utilizzato è stato aggiornato a giugno 2025 per i rischi a breve-medio termine e a dicembre 2025 per i rischi a lungo termine e le opportunità.

A partire dall'intera lista di rischi e opportunità identificati, la Direzione Sostenibilità ha individuato quali fossero relativi a temi di sostenibilità, associandoli a temi e sottotemi ESRS. Successivamente, rischi e opportunità identificati in diverse aree del gruppo sono stati raggruppati in cluster sulla base della tipologia.

Criteri di valutazione

Nella determinazione della rilevanza dei rischi abbiamo tenuto in considerazione i seguenti fattori, prima delle misure di mitigazione:

  • effetto finanziario del rischio sull'azienda, valutato in modo quantitativo per i rischi a breve-medio termine e in modo qualitativo per i rischi a lungo termine.
  • probabilità di accadimento, valutata in modo qualitativo su una scala da 1 (molto bassa) a 5 (molto alta).

Per la rilevanza delle opportunità, la valutazione si è basata sulle seguenti grandezze qualitative:

  • effetto finanziario, indicato su una scala da 1 (trascurabile) a 5 (molto importante),
  • probabilità di accadimento, espressa con un valore da 1 (molto bassa) a 5 (molto alta).

Per i rischi a breve-medio termine è stata individuata una soglia quantitativa sulla base del fatturato totale del gruppo, mentre per i rischi a lungo termine e le opportunità è stata utilizzata una matrice di effetto finanziario e probabilità per individuare quelli rilevanti.

Valutazione di rischi e opportunità

I rischi a breve-medio termine sono stati valutati in modo quantitativo, perciò l'effetto finanziario identificato, moltiplicato per la probabilità di accadimento, è stato confrontato con la soglia individuata rispetto al fatturato del gruppo.

I rischi a lungo termine e le opportunità sono stati valutati in modo qualitativo per l'effetto finanziario e la probabilità di accadimento. Questi fattori sono stati analizzati tramite una matrice di rischio, sulla base della quale è stata valutata la loro rilevanza.

|| IRO-2

Obblighi di informativa degli ESRS oggetto della dichiarazione sulla sostenibilità dell'impresa

La tabella seguente riporta tutti gli obblighi di informativa identificati nell'ESRS 2 e gli obblighi di informativa dei 9 standard tematici rilevanti per Buzzi, su cui è basata la presente rendicontazione di sostenibilità. Sulla base degli impatti, dei rischi e delle opportunità rilevanti individuati dal processo precedentemente presentato, ciascun obbligo di informativa è stato analizzato insieme ai relativi elementi di informazione per identificare le metriche rilevanti ai fini della rendicontazione.

Viene riportato anche per quali obblighi di informativa l'azienda si è avvalsa delle disposizioni transitorie (phased-in) e il riferimento a dove nel documento sono presentate le informazioni relative a ciascun obbligo di informativa rilevante.


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Indice dei contenuti – Obblighi di informativa ESRS

ESRS 2 Informazioni generali
Obblighi di informativa Pag.
Criteri per la redazione
BP-1 Criteri generali per la redazione delle dichiarazioni sulla sostenibilità 38
BP-2 Informativa in relazione a circostanze specifiche 38
Governance
GOV-1 Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo 39
GOV-2 Informazioni fornite agli organi di amministrazione, direzione e controllo dell'impresa e questioni di sostenibilità da questi affrontate 42
GOV-3 Integrazione delle prestazioni di sostenibilità nei sistemi di incentivazione 43
GOV-4 Dichiarazione sul dovere di diligenza 43
GOV-5 Gestione del rischio e controlli interni sulla rendicontazione di sostenibilità 44
Strategia
SBM-1 Strategia, modello aziendale e catena del valore 45
SBM-2 Interessi e opinioni dei portatori di interessi 48
SBM-3 Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale 50
Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità
IRO-1 Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti 55
IRO-2 Obblighi di informativa degli ESRS oggetto della dichiarazione sulla sostenibilità dell'impresa 58
Standard tematici
--- --- ---
Obblighi di informativa Rilevanza
ESRS E1 Cambiamenti climatici
GOV-3 Integrazione delle prestazioni in termini di sostenibilità nei sistemi di incentivazione
E1-1 Piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici
SBM-3 Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale
IRO-1 Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti legati al clima
E1-2 Politiche relative alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all'adattamento agli stessi
E1-3 Azioni e risorse relative alle politiche in materia di cambiamenti climatici
E1-4 Obiettivi relativi alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all'adattamento agli stessi
E1-5 Consumo di energia e mix energetico
E1-6 Emissioni lorde di GES di ambito 1, 2, 3 ed emissioni totali di GES
E1-7 Assorbimenti di GES e progetti di mitigazione delle emissioni di GES finanziati con crediti di carbonio -

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Standard tematici
Obblighi di informativa Rilevanza Pag.
E1-8 Fissazione del prezzo interno del carbonio - -
E1-9 Effetti finanziari attesi di rischi fisici e di transizione rilevanti e potenziali opportunità legate al clima phased-in -
ESRS E2 Inquinamento 92
IRO-1 Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti legati all'inquinamento 55 - 93
E2-1 Politiche relative all'inquinamento 93
E2-2 Azioni e risorse connesse all'inquinamento 94
E2-3 Obiettivi connessi all'inquinamento 95
E2-4 Inquinamento di aria, acqua e suolo 95
E2-5 Sostanze preoccupanti e sostanze estremamente preoccupanti - -
E2-6 Effetti finanziari attesi di impatti, rischi e opportunità legati all'inquinamento phased-in -
ESRS E3 Acque e risorse marine 98
IRO-1 Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti legati alle acque e alle risorse marine 55 - 98
E3-1 Politiche connesse alle acque e alle risorse marine 98
E3-2 Azioni e risorse connesse alle acque e alle risorse marine 98
E3-3 Obiettivi connessi alle acque e alle risorse marine 99
E3-4 Consumo idrico 99
E3-5 Effetti finanziari attesi derivanti da impatti, rischi e opportunità connessi alle acque e alle risorse marine phased-in -
ESRS E4 Biodiversità ed ecosistemi 102
SBM-3 Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale 50 - 102
IRO-1 Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti connessi alla biodiversità e agli ecosistemi 55 - 102
E4-1 Piano di transizione e attenzione alla biodiversità e agli ecosistemi nella strategia e nel modello aziendale 102
E4-2 Politiche relative alla biodiversità e agli ecosistemi 102
E4-3 Azioni e risorse relative alla biodiversità e agli ecosistemi 103
E4-4 Obiettivi relativi alla biodiversità e agli ecosistemi 105
E4-5 Metriche d'impatto relative ai cambiamenti della biodiversità e degli ecosistemi 105
E4-6 Effetti finanziari attesi derivanti da rischi e opportunità connessi alla biodiversità e agli ecosistemi phased-in -
ESRS E5 Uso delle risorse ed economia circolare 109
IRO-1 Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti connessi all'uso delle risorse e all'economia circolare 55 - 109
E5-1 Politiche relative all'uso delle risorse e all'economia circolare 109
E5-2 Azioni e risorse relative all'uso delle risorse e all'economia circolare 109

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Standard tematici
Obblighi di informativa Rilevanza Pag.
E5-3 Obiettivi relativi all'uso delle risorse e all'economia circolare 110
E5-4 Flussi di risorse in entrata 111
E5-5 Flussi di risorse in uscita - -
E5-6 Effetti finanziari attesi derivanti da impatti, rischi e opportunità connessi all'uso delle risorse e all'economia circolare phased-in -
ESRS S1 Forza lavoro propria 114 - 125
SBM-2 Interessi e opinioni dei portatori d'interessi 114 - 115
SBM-3 Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale 50 - 114
S1-1 Politiche relative alla forza lavoro propria 116 - 125
S1-2 Processi di coinvolgimento dei lavoratori propri e dei rappresentanti dei lavoratori in merito agli impatti 115
S1-3 Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono ai lavoratori propri di sollevare preoccupazioni 116
S1-4 Interventi su impatti rilevanti per la forza lavoro propria e approcci per la mitigazione dei rischi rilevanti e il perseguimento di opportunità rilevanti in relazione alla forza lavoro propria, nonché efficacia di tali azioni 117 - 125
S1-5 Obiettivi legati alla gestione degli impatti negativi rilevanti, al potenziamento degli impatti positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti 119 - 127
S1-6 Caratteristiche dei dipendenti dell'impresa 119
S1-7 Caratteristiche dei lavoratori non dipendenti nella forza lavoro propria dell'impresa phased-in -
S1-8 Copertura della contrattazione collettiva e dialogo sociale 122
S1-9 Metriche della diversità 122
S1-10 Salari adeguati - -
S1-11 Protezione sociale phased-in -
S1-12 Persone con disabilità phased-in -
S1-13 Metriche di formazione e sviluppo delle competenze 123
S1-14 Metriche di salute e sicurezza 128
S1-15 Metriche dell'equilibrio tra vita professionale e vita privata phased-in -
S1-16 Metriche di retribuzione (divario retributivo e retribuzione totale) - -
S1-17 Incidenti, denunce e impatti gravi in materia di diritti umani 124
ESRS S2 Lavoratori nella catena del valore 130
SBM-2 Interessi e opinioni dei portatori d'interessi 130
SBM-3 Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale 130
S2-1 Politiche connesse ai lavoratori nella catena del valore 131
S2-2 Processi di coinvolgimento dei lavoratori nella catena del valore in merito agli impatti 130
S2-3 Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono ai lavoratori nella catena del valore di esprimere preoccupazioni 131

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Standard tematici
Obblighi di informativa Rilevanza Pag.
S2-4 Interventi su impatti rilevanti per i lavoratori nella catena del valore e approcci per la gestione dei rischi rilevanti e il conseguimento di opportunità rilevanti per i lavoratori nella catena del valore, nonché efficacia di tali azioni 132
S2-5 Obiettivi legati alla gestione degli impatti negativi rilevanti, al potenziamento degli impatti positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti 132
ESRS S3 Comunità interessate 133
SBM-2 Interessi e opinioni dei portatori d'interessi 133 - 134
SBM-3 Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale 50 - 133
S3-1 Politiche relative alle comunità interessate 133
S3-2 Processi di coinvolgimento delle comunità interessate in merito agli impatti 134
S3-3 Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono alle comunità interessate di esprimere preoccupazioni 134
S3-4 Interventi su impatti rilevanti sulle comunità interessate e approcci per gestire i rischi rilevanti e conseguire opportunità rilevanti per le comunità interessate, nonché efficacia di tali azioni 135
S3-5 Obiettivi legati alla gestione degli impatti rilevanti negativi, al potenziamento degli impatti positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti 136
ESRS S4 Consumatori e utilizzatori finali - -
ESRS G1 Condotta delle imprese 137
GOV-1 Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo 39 - 137
IRO-1 Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti 55 - 138
G1-1 Politiche in materia di cultura d'impresa e condotta delle imprese 138
G1-2 Gestione dei rapporti con i fornitori - -
G1-3 Prevenzione e individuazione della corruzione attiva e passiva 140
G1-4 Casi accertati di corruzione attiva o passiva 141
G1-5 Influenza politica e attività di lobbying 141
G1-6 Prassi di pagamento - -

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Elenco degli elementi d'informazione di cui ai principi trasversali e tematici derivanti da altri atti legislativi dell'UE

La tabella seguente include tutti gli elementi d'informazione derivanti da altri atti legislativi dell'UE, come elencati nell'appendice B dello standard ESRS 2, indicando se sono stati considerati rilevanti e dove possono essere trovati nella rendicontazione di sostenibilità.

In particolare, sono riportati i seguenti riferimenti ad altre normative:

  • SFDR - Regolamento (UE) 2019/2088 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 novembre 2019, relativo all'informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari (SFDR) (GU L 317 del 9.12.2019, pag. 1).
  • Pillar 3 - Regolamento (UE) n. 575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi e che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012 (regolamento sui requisiti patrimoniali) (GU L 176 del 27.6.2013, pag. 1).
  • Regolamento sugli indici di riferimento - Regolamento (UE) 2016/1011 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'8 giugno 2016, sugli indici usati come indici di riferimento negli strumenti finanziari e nei contratti finanziari o per misurare la performance di fondi di investimento e recante modifica delle direttive 2008/48/CE e 2014/17/UE e del regolamento (UE) n. 596/2014 (GU L 171 del 29.6.2016, pag. 1).
  • Normativa dell'UE sul clima: Regolamento (UE) 2021/1119 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 giugno 2021, che istituisce il quadro per il conseguimento della neutralità climatica e che modifica il regolamento (CE) n. 401/2009 e il regolamento (UE) 2018/1999 («Normativa europea sul clima») (GU L 243 del 9.7.2021, pag. 1).
Obbligo di informativa Elemento d'informazione SFDR Pillar 3 Regolamento sugli indici di riferimento Normativa dell'UE sul clima Rilevanza Pagina
ESRS 2 GOV-1 21 d) Diversità di genere nel consiglio 39
ESRS 2 GOV-1 21 e) Percentuale di membri indipendenti del Consiglio di amministrazione 39
ESRS 2 GOV-4 30 Dichiarazione sul dovere di diligenza 43
ESRS 2 SBM-1 40 d) i Coinvolgimento in attività collegate ad attività nel settore dei combustibili fossili - -
ESRS 2 SBM-1 40 d) ii Coinvolgimento in attività collegate alla produzione di sostanze chimiche - -
ESRS 2 SBM-1 40 d) iii Partecipazione ad attività connesse ad armi controverse - -
ESRS 2 SBM-1 40 d) iv Coinvolgimento in attività collegate alla coltivazione e alla produzione di tabacco - -
ESRS E1-1 14 Piano di transizione per conseguire la neutralità climatica entro il 2050 73

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64

Obbligo di informativa Elemento d'informazione SFDR Pillar 3 Regolamento sugli indici di riferimento Normativa dell'UE sul clima Rilevanza Pagina
ESRS E1-1 16 g) Imprese escluse dagli indici di riferimento allineati con l'accordo di Parigi 73
ESRS E1-4 34 Obiettivi di riduzione delle emissioni di GES 80
ESRS E1-5 38 Consumo di energia da combustibili fossili disaggregato per fonte 78
ESRS E1-5 37 Consumo di energia e mix energetico 78
ESRS E1-5 40-43 Intensità energetica associata con attività in settori ad alto impatto climatico 78
ESRS E1-6 44 Emissioni lorde di ambito 1, 2, 3 ed emissioni totali di GES 80
ESRS E1-6 53-55 Intensità delle emissioni lorde di GES 80
ESRS E1-7 56 Assorbimenti di GES e crediti di carbonio - -
ESRS E1-9 66 Esposizione del portafoglio dell'indice di riferimento verso rischi fisici legati al clima - -
ESRS E1-9 66 a), c) Disaggregazione degli importi monetari per rischio fisico acuto e cronico e Posizione delle attività significative a rischio fisico rilevante - -
ESRS E1-9 67 c) Ripartizione del valore contabile dei suoi attivi immobiliari per classi di efficienza energetica - -
ESRS E1-9 69 Grado di esposizione del portafoglio a opportunità legate al clima - -
ESRS E2-4 28 Quantità di ciascun inquinante che figura nell'allegato II del regolamento E-PRTR emesso nell'aria, nell'acqua e nel suolo 95
ESRS E3-1 9 Acque e risorse marine 98

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Obbligo di informativa Elemento d'informazione SFDR Pillar 3 Regolamento sugli indici di riferimento Normativa dell'UE sul clima Rilevanza Pagina
ESRS E3-1 13 Politica dedicata 98
ESRS E3-1 14 Sostenibilità degli oceani e dei mari - -
ESRS E3-4 28 c) Totale dell'acqua riciclata e riutilizzata - -
ESRS E3-4 29 Consumo idrico totale in m³ rispetto ai ricavi netti da operazioni proprie 99
ESRS 2 IRO-1 – E4 16 a) i Attività che incidono negativamente sulle aree sensibili sotto il profilo della biodiversità 102
ESRS 2 IRO-1 – E4 16 b) Impatti negativi rilevanti per quanto riguarda il degrado del suolo, la desertificazione o l'impermeabilizzazione del suolo 102
ESRS 2 IRO-1 – E4 16 c) Effetti su specie minacciate - -
ESRS E4-2 24 b) Politiche o pratiche agricole/di utilizzo del suolo sostenibili - -
ESRS E4-2 24 c) Pratiche o politiche di utilizzo del mare/degli oceani sostenibili - -
ESRS E4-2 24 d) Politiche volte ad affrontare la deforestazione - -
ESRS E5-5 37 d) Rifiuti non riciclati - -
ESRS E5-5 39 Rifiuti pericolosi e rifiuti radioattivi - -
ESRS 2 – SBM3 – S1 14 f) Rischio di lavoro forzato - -
ESRS 2 – SBM3 – S1 14 g) Rischio di lavoro minorile - -

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Obbligo di informativa Elemento d'informazione SFDR Pillar 3 Regolamento sugli indici di riferimento Normativa dell'UE sul clima Rilevanza Pagina
ESRS S1-1 20 Impegni politici in materia di diritti umani 116
ESRS S1-1 21 Politiche in materia di dovuta diligenza sulle questioni oggetto delle convenzioni fondamentali da 1 a 8 dell'ISO - -
ESRS S1-1 22 Procedure e misure per prevenire la tratta di esseri umani 116
ESRS S1-1 23 Politica di prevenzione o sistema di gestione degli infortuni sul lavoro 116
ESRS S1-3 32 c) Meccanismi di trattamento dei reclami/delle denunce 116
ESRS S1-14 88 b), c) Numero di decessi e numero e tasso di infortuni connessi al lavoro 128
ESRS S1-14 88 e) Numero di giornate perdute a causa di ferite, infortuni, incidenti mortali o malattie 128
ESRS S1-16 97 a) Divario retributivo di genere non corretto - -
ESRS S1-16 97 b) Eccesso di divario retributivo a favore dell'amministratore delegato - -
ESRS S1-17 103 a) Incidenti legati alla discriminazione 124
ESR S1-17 104 a) Mancato rispetto dei principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani e OCSE 124
ESRS 2 SBM-3 – S2 11 b) Grave rischio di lavoro minorile o di lavoro forzato nella catena del lavoro - -
ESRS S2-1 17 Impegni politici in materia di diritti umani 131
ESRS S2-1 18 Politiche connesse ai lavoratori nella catena del valore 131
ESRS S2-1 19 Mancato rispetto dei principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani e delle linee guida dell'OCSE - -

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Obbligo di informativa Elemento d'informazione SFDR Pillar 3 Regolamento sugli indici di riferimento Normativa dell'UE sul clima Rilevanza Pagina
ESRS S2-1 19 Politiche in materia di dovuta diligenza sulle questioni oggetto delle convenzioni fondamentali da 1 a 8 dell'ILO - -
ESRS S2-4 36 Problemi e incidenti in materia di diritti umani nella sua catena del valore a monte e a valle - -
ESRS S3-1 16 Impegni politici in materia di diritti umani 133
ESRS S3-1 17 Mancato rispetto dei principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani, dei principi dell'OIL o delle linee guida dell'OCSE - -
ESRS S3-4 36 Problemi e incidenti in materia di diritti umani - -
ESRS S4-1 16 Politiche connesse ai consumatori e agli utilizzatori finali - -
ESRS S4-1 17 Mancato rispetto dei principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani e delle linee guida dell'OCSE - -
ESRS S4-4 35 Problemi e incidenti in materia di diritti umani - -
ESRS G1-1 10 b) Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione - -
ESRS G1-1 10 d) Protezione degli informatori 138
ESRS G1-4 24 a) Ammende inflitte per violazioni delle leggi contro la corruzione attiva e passiva 141
ESRS G1-4 24 b) Norme di lotta alla corruzione attiva e passiva - -

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AMBIENTE

CAMBIAMENTI CLIMATICI

I NOSTRI IMPATTI, RISCHI E OPPORTUNITÀ RILEVANTI
Impatti positivi Contributo agli obiettivi di riduzione del riscaldamento globale secondo gli Accordi di Parigi (2015) grazie alle proprietà e all'utilizzo dei nostri prodotti nell'ambiente costruito
Impatti negativi Emissioni di CO₂ in atmosfera
Elevato consumo di energia a causa del processo produttivo energivoro
Opportunità Collaborazioni e partnership per la sostenibilità nel settore delle costruzioni
Aumento della domanda di nuove infrastrutture per sostenere la crescita dell'urbanizzazione
Investimenti nelle energie rinnovabili per ridurre i costi energetici
Accesso alle opportunità di finanziamento per progetti di decarbonizzazione
Rischi Aumento degli eventi meteorologici estremi dovuti al cambiamento climatico, con potenziali danni agli impianti e/o riduzione della loro operatività
Rischio di mancato raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione a causa di fattori esterni e/o limitazioni tecnologiche, con potenziale aggiunta di danno reputazionale
Scarsità di materie prime (naturali/alternative) e acqua
Rischi connessi all'adozione di normative per la riduzione delle emissioni di CO₂ al di fuori della UE
Concorrenza con le imprese che producono al di fuori dei paesi soggetti a EU ETS
Concorrenza con nuovi materiali da costruzione

Il cemento ed il calcestruzzo sono tra i materiali più utilizzati sulla Terra. Senza di essi, le infrastrutture che caratterizzano le società più avanzate e che oggi diamo per scontate, non sarebbero realizzabili: edifici, case, strade, gallerie, ponti, opere per favorire l'accesso all'acqua e alle energie pulite.

In questo contesto, cemento e calcestruzzo sono particolarmente importanti essendo fondamentali per la costruzione di dighe idroelettriche, per le fondamenta di turbine eoliche o linee elettriche, oppure infrastrutture per l'energia geotermica.

Il processo produttivo del cemento però richiede un elevato fabbisogno di energia termica. Il clinker, il principale costituente del cemento, deve raggiungere una temperatura di circa 1.450°C all'interno dei forni rotanti e con le attuali tecnologie, ciò è possibile solo con l'uso di combustibili.

La loro combustione, in funzione della tipologia e delle condizioni di processo, genera fino a ⅓ delle emissioni di CO₂ tipiche di una cementeria. La quota più rilevante, gli altri ⅔, è dovuta però alla "decomposizione" del calcare (decarbonatazione), la materia prima principale ed insostituibile per la produzione del clinker.

La somma delle due componenti, quella di combustione e quella di decarbonatazione, costituisce l'emissione di CO₂ "scope 1", detta anche "diretta" perché viene rilasciata direttamente all'interno dei siti produttivi dell'organizzazione. Una seconda quota di emissioni di CO₂, detta "scope 2", è quella che deriva dall'utilizzo di combustibili fossili nelle centrali che forniscono in tutto o in parte l'energia elettrica utilizzata nel processo di produzione del cemento (e per questo anche detta "indiretta").


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Una terza quota di emissioni è quella "scope 3", anch'essa indiretta, che raggruppa diversi contributi, tra cui le emissioni derivanti dalle attività di estrazione e produzione di materiali e combustibili utilizzati nella fabbrica, le emissioni associate alle distanze percorse dai mezzi per la consegna dei prodotti, le emissioni Scope 1 e 2 delle società collegate, joint venture o altre partecipazioni al di fuori del perimetro di consolidamento, ecc.

Consapevole della rilevanza dell'impatto associato alle proprie emissioni di CO₂, il gruppo è da tempo impegnato ad attuare specifici piani di riduzione, e a promuovere un uso efficiente del cemento nel calcestruzzo e del calcestruzzo nella progettazione e nelle costruzioni per raggiungere la neutralità climatica al 2050.

II E1_SBM-3 | E1_IRO-1

Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti legati al clima e la loro interazione con la strategia e il modello aziendale

Il nostro approccio per determinare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti è descritto nella sezione "Informazioni generali" (informative SBM-2, SBM3, IRO-1), insieme ai processi di coinvolgimento per tener conto di interessi e opinioni degli stakeholder. Nello specifico per quanto riguarda le questioni legate al clima, sono stati identificati e valutati impatti, rischi ed opportunità relativi alle nostre attività manufatturiere e alla nostra catena del valore.

La continua evoluzione del contesto ambientale, normativo, tecnologico e di mercato, comporta un aggiornamento pressoché continuo dei piani di riduzione e di conseguenza i rischi e le opportunità devono essere periodicamente aggiornati.

In merito alle questioni climatiche, le raccomandazioni della Task Force on Climate-Related Financial Disclosures (TCFD) costituiscono un importante riferimento, citato anche nel Regolamento europeo della Tassonomia e che viene richiamato esplicitamente dagli standard ESRS. La TCFD suddivide i rischi legati al clima in due categorie: rischi fisici e rischi di transizione. I rischi fisici sono quelli legati al verificarsi di eventi estremi (acuti) e ai trend dei cambiamenti a lungo termine (cronici). I rischi di transizione sono invece quelli che possono derivare dall'adozione di atti legislativi, nei paesi in cui il gruppo è presente, e che introducono o inaspriscono vincoli sulle caratteristiche dei prodotti e/o limiti più stringenti per i processi produttivi. A seconda della natura, i rischi di cui sopra possono avere impatti differenti: reputazionali, finanziari, produttivi, di competitività.

Nel 2022, per la valutazione della propria resilienza ai rischi legati al clima, l'azienda ha avviato uno specifico progetto, seguendo appunto le raccomandazioni della TCFD, valutando e quantificando i rischi derivanti dal cambiamento climatico. Il gruppo di lavoro, coordinato da una società di consulenza esterna specializzata, ha considerato sia i rischi fisici che quelli di transizione. Il progetto, approvato dagli amministratori delegati, ha considerato tutte le controllate del gruppo operanti nel business cemento ad esclusione delle aziende russe, per le quali il gruppo ha interrotto ogni coinvolgimento nelle attività operative. Da quello studio erano escluse la controllata brasiliana, al tempo non in condizione di essere consolidata e la controllata negli Emirati Arabi Uniti, acquisita nel corso del 2025.

Sebbene ancora validi i risultati così ottenuti, Buzzi ha in programma di avviare un nuovo studio per la valutazione della propria resilienza a tali rischi, includendo nel perimetro di analisi le due nuove controllate.

Per il progetto del 2022, in primo luogo, è stata svolta un'analisi preliminare basata su dati di letteratura per individuare gli scenari in base ai quali valutare i rischi legati al clima rilevanti per l'industria del cemento, e le modalità per la loro quantificazione. Quest'analisi preliminare è stata integrata da un'attività di benchmarking per verificare la bontà dell'approccio adottato con quello di altre grandi aziende. Successivamente, tramite un questionario strutturato, è stato effettuato un primo screening dei rischi fisici e di transizione rilevanti. Inoltre, sono state raccolte informazioni sui danni causati dagli eventi


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estremi verificatisi in passato legati ai fattori climatici (ad esempio inondazioni, forti precipitazioni, ecc.). Ciò ha permesso di comprendere quali rischi fossero da approfondire e quali i siti più esposti.

Seguendo le linee guida della TCFD e considerando le incertezze legate a orizzonti temporali di lungo termine, sono stati considerati due diversi scenari: uno caratterizzato da emissioni di $\mathrm{CO}{2}$ in continua crescita per tutto il XXI secolo (scenario $4^{\circ}\mathrm{C}$) ed uno con emissioni di $\mathrm{CO}{2}$ in diminuzione fino a raggiungere la condizione net-zero entro il 2050 (scenario $1,5^{\circ}\mathrm{C}$). Gli scenari sono stati elaborati considerando le proiezioni climatiche sviluppate dall'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), i dati dell'International Energy Agency (IEA) e gli obiettivi di decarbonizzazione stabiliti o annunciati dalle politiche nazionali. Lo scenario $4^{\circ}\mathrm{C}$ è risultato particolarmente rilevante per i rischi fisici, mentre lo scenario $1,5^{\circ}\mathrm{C}$ lo è stato per i rischi di transizione. I potenziali impatti dei cambiamenti climatici sono stati valutati considerando diversi orizzonti temporali: a breve, a medio e a lungo termine (fino al 2050).

I risultati di questa analisi, condivisi con il management e gli organi di amministrazione, direzione e controllo, tramite il Comitato Controllo Rischi e Sostenibilità, già nel 2024 sono stati integrati e opportunamente revisionati all'interno dell'Enterprise Risk Management per valutazioni a medio e lungo termine.

Rischi fisici

Nella tabella seguente sono evidenziati i rischi fisici risultati rilevanti identificati tra quelli indicati dalla Tassonomia (Reg. 852/2020/UE e relativi atti delegati), che, come anche descritto al capitolo "Tassonomia", fornisce dei criteri per classificare "sostenibili" dal punto di vista ambientale un certo numero di attività economiche, tra le quali la produzione del cemento. La rilevanza dei rischi è stata determinata in base alla collocazione geografica dei siti produttivi, alla vicinanza a corsi d'acqua, al numero e alla criticità degli impianti potenzialmente raggiunti dall'acqua in caso di esondazione. Queste valutazioni sono state utilizzate anche per la determinazione degli impatti finanziari come richiesto dell'analisi di doppia rilevanza.

RISCHI TIPO POTENZIALE IMPATTO FINANZIARIO ORIZZONTI TEMPORALI GESTIONE E RISPOSTA AL RISCHIO
Aumento degli eventi meteorologici estremi dovuti al cambiamento climatico, con potenziali danni agli impianti e/o riduzione della loro operatività Rischio fisico acuto L'aumento del livello e dell'estensione delle inondazioni, oltre a causare un danno diretto agli asset coinvolti, potrebbe determinare anche una riduzione della produzione e dei margini. lungo termine Il gruppo ha effettuato la valutazione delle probabilità di subire inondazioni, individuando gli impianti considerati più a rischio e quantificando per questi i danni alla proprietà e quelli derivanti dalle eventuali interruzioni dell'attività. Negli impianti a rischio di inondazione si effettuano delle valutazioni per la quantificazione del rischio e lo sviluppo di misure di mitigazione e prevenzione.
Scarsità di materie prime (naturali/alternative) e acqua Rischio fisico cronico Tale rischio può diventare rilevante nelle aree ad elevato stress idrico, dove il rapporto tra i prelievi totali di acqua e le riserve disponibili di acqua è maggiore del 40% (secondo Aqueduct Water Risk Atlas del World Research Institute - WRI). Gli impianti situati in aree soggette a stress idrico potrebbero dover far fronte a carenze d'acqua, e pertanto subire interruzioni della produzione e quindi riduzione dei margini. lungo termine Per far fronte ai rischi legati alla conservazione e alla qualità dell'acqua, Buzzi monitora i propri consumi e adotta sistemi di raccolta, trattamento e ricircolo delle acque meteoriche e/o di lavaggio in tutti i suoi stabilimenti industriali, a prescindere dal rischio a cui sono esposti attualmente o in futuro. Tutti gli impianti hanno adottato, a partire dal 2020, le linee guida di gruppo per il monitoraggio e la rendicontazione di prelievi, scarichi e consumi

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Rischi di transizione

La produzione del cemento comporta emissioni di $\mathrm{CO}{2}$ che, tra tutti i gas ad effetto serra, è quello quantitativamente più rilevante, sebbene non quello con effetto climalterante più elevato. In Europa, le installazioni industriali con potenza termica nominale superiore a 20MW che emettono $\mathrm{CO}{2}$ sono soggette agli obblighi della direttiva ETS (Emissions Trading System), che impone la sostanziale e progressiva riduzione delle emissioni rispetto ai livelli del 2005. Schemi tipo ETS sono allo studio e/o in via di implementazione anche in paesi al di fuori della UE, così come sistemi di tassazione delle emissioni.

Il fatto che il 60% circa delle emissioni di $\mathrm{CO}{2}$ non sia generato dall'uso di combustibili fossili, classifica il settore del cemento come uno di quelli "hard to abate". Per poter raggiungere la neutralità climatica, c'è bisogno quindi di tecnologie innovative come la cattura della $\mathrm{CO}{2}$. Molte di queste tecnologie sono però ancora in fase sperimentale. Inoltre, la cattura della $\mathrm{CO}_{2}$ presuppone la realizzazione di infrastrutture per il suo trasporto e stoccaggio e/o riuso, che necessariamente vedono coinvolte le amministrazioni centrali e locali dei singoli stati. Tranne un primo esempio virtuoso realizzato in nord Europa, in tutti gli altri paesi tali infrastrutture sono ancora totalmente assenti.

Nel frattempo, le misure di riduzione delle emissioni che il gruppo sta mettendo in atto, riguardano la produzione di cementi a più basso contenuto di clinker e l'aumento dell'utilizzo dei combustibili alternativi con biomassa per la produzione del clinker.

Anche queste leve non sono però esenti da rischi: i cementi a più basso contenuto di clinker possono richiedere aggiustamenti più o meno importanti in fase di utilizzo, non tutti attuabili in tempi brevi, così come la disponibilità di materiali sostitutivi del clinker potrebbe rallentare o addirittura rendere impossibile la loro produzione. L'utilizzo di combustibili alternativi necessita di permessi il cui ottenimento richiede a volte tempi troppo lunghi, incompatibili con il raggiungimento dei target di decarbonizzazione.

I rischi riportati di seguito risultano rilevanti sul lungo termine. Ad oggi, come dettagliato alla sezione "Informazioni generali" (informativa SBM-3), non abbiamo identificato alcun effetto finanziario significativo da riportare in bilancio, né rischi significativi di svalutazioni o aggiustamenti, nel prossimo esercizio, dei valori contabili degli attivi e delle passività riportati nel bilancio consolidato. Così come spiegato nella nota 4, i rischi legati al cambiamento climatico sono stati opportunamente considerati nelle assunzioni e nelle stime del management per quanto riguarda in particolare le valutazioni sugli investimenti necessari per assicurare la conformità con la normativa e il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione.


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[ RENDICONTAZIONE CONSOLIDATA DI SOSTENIBILITÀ ]

RISCHI TIPO POTENZIALE IMPATTO FINANZIARIO ORIZZONTI TEMPORALI GESTIONE E RISPOSTA AL RISCHIO
Rischi connessi all'adozione di normative per la riduzione delle emissioni di CO₂ al di fuori della UE
Concorrenza con le imprese che producono al di fuori della UE Rischio di transizione (Policy & Legal) L'introduzione o l'inasprimento delle politiche volte a ridurre le emissioni determinano margini ridotti o perdita di competitività con conseguenti potenziali chiusure di siti produttivi. lungo termine Il gruppo tramite le associazioni di categoria monitora l'evoluzione delle politiche e dei regolamenti nelle rispettive aree geografiche. Buzzi riconosce l'importanza degli impegni assunti dalla comunità internazionale per limitare il cambiamento climatico e si è dotata di una specifica Politica e di un piano a medio-lungo termine (roadmap) per ridurre le sue emissioni di CO₂ e raggiungere il Net Zero al 2050.
Rischio di mancato raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione a causa di fattori esterni e/o limitazioni tecnologiche, con potenziale aggiunta di danno reputazionale Rischio di transizione (tecnologico) La non completa attuazione delle iniziative di decarbonizzazione come la cattura, stoccaggio e riuso della CO₂, l'utilizzo di energie rinnovabili e la riduzione del rapporto clinker/cemento possono comportare maggiori costi. lungo termine L'azienda partecipa come partner industriale a progetti di ricerca nazionali ed internazionali, contribuendo allo sviluppo di nuovi materiali e tecnologie e alla creazione di reti di conoscenza con strutture di eccellenza nel campo della ricerca scientifica. Due esempi sono: il progetto "Cleanker", finanziato dalla Commissione Europea e conclusosi nel 2023, finalizzato a testare un impianto pilota di cattura della CO₂; il progetto HERCCULES, in collaborazione con 22 partner internazionali, con l'obiettivo di dimostrare la fattibilità dell'intera filiera di Cattura, Utilizzo e Stoccaggio di CO₂.

Come detto, l'efficacia di alcune leve di decarbonizzazione del cemento potrebbe essere limitata da fattori indipendenti dalla volontà del produttore con il conseguente rischio di raggiungere la condizione Net Zero in tempi più lunghi del previsto.

In un tale contesto, l'industria delle costruzioni, a sua volta impegnata a trovare soluzioni sempre più sostenibili, potrebbe preferire materiali alternativi al calcestruzzo. L'introduzione sul mercato di materiali innovativi e non solo la competizione con altri materiali tradizionali, quali il legno o l'acciaio, potrebbe generare uno spostamento del mercato verso altre soluzioni. Tale rischio è emerso come rilevante nell'aggiornamento annuale 2025 dell'ERM e verrà analizzato nel dettaglio negli esercizi futuri.

A questo proposito, le attività di ricerca e sviluppo del gruppo, svolte in proprio o in collaborazione con altri attori, contribuiscono allo sviluppo di nuovi prodotti e di nuove tecnologie produttive. Inoltre, grazie all'assidua partecipazione con propri rappresentanti ed esperti alle iniziative associative di settore, sia nazionali che internazionali, ed ai gruppi di lavoro della normazione tecnica, Buzzi contribuisce a promuovere le buone pratiche e a sostenere le migliori soluzioni tecniche nell'ambito delle costruzioni, con riferimento all'intero ciclo di vita dell'opera.

|| E1-2 || E1_MDR-P

Politiche relative alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all'adattamento agli stessi

Buzzi riconosce l'importanza degli sforzi messi in atto dalla comunità internazionale per limitare i cambiamenti climatici, come descritto nella Politica sui cambiamenti climatici e si impegna a monitorare e ridurre le proprie emissioni di CO₂. Dopo l'accordo di Parigi del dicembre 2015, l'impegno su tale tematica è esteso a tutti i Paesi dove il gruppo opera.

La politica relativa alla mitigazione del cambiamento climatico, firmata dall'amministratore delegato, è resa disponibile a tutti i nostri stakeholder sul sito sustainability.buzzi.com insieme a indicatori e dati di performance significativi. Internamente, per i nostri dipendenti il documento è fruibile anche tramite l'intranet aziendale.


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Piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici

A dimostrazione degli sforzi per la mitigazione dei cambiamenti climatici, abbiamo sviluppato la roadmap "Our Journey to Net Zero", un piano a lungo termine per la decarbonizzazione. Il piano, insieme alle previsioni di investimenti legati ai progetti di decarbonizzazione, è stato presentato al Consiglio di Amministrazione, che ne ha formalmente preso atto in data 29 aprile 2022.

Nel corso della seduta del 6 febbraio 2026, è stata data informativa al Consiglio di Amministrazione dell'attuale processo di revisione della roadmap in seguito alle variazioni di perimetro dell'azienda (entrata degli Emirati Arabi Uniti e uscita dell'Ucraina e della cementeria di Fanna). Il consolidamento intervenuto in corso d'anno delle attività emiratine e la conseguente variazione delle condizioni produttive, non hanno consentito il completamento dell'adeguamento della roadmap allo scenario 1,5°C. Con la piena integrazione della suddetta società, il gruppo valuterà gli aggiornamenti necessari dei piani aziendali e della propria traiettoria di decarbonizzazione.

La roadmap attualmente in vigore prevede una serie di soluzioni, con tempi di implementazione e intensità diversi, che hanno come conseguenza diretta o indiretta la riduzione delle emissioni di CO₂ scope 1 e scope 2.

La roadmap coinvolge tutte le società incluse nel perimetro di consolidamento, ad eccezione di quelle russe a causa della cessazione del coinvolgimento operativo.

I dati di produzione includono solo il clinker grigio (standard e oil well), che rappresenta più del 99% della produzione totale di clinker, e tutti i cementi/leganti formulati con esso. Di conseguenza, le emissioni coperte dalla roadmap rappresentano la quota più significativa della nostra impronta emissiva.

La nostra roadmap contiene impegni e dichiarazioni previsionali basate su ipotesi e stime. Anche se l'azienda le ritiene realistiche e formulate con criteri prudenziali, fattori esterni alla sua volontà potrebbero limitarne la consistenza (o la precisione, o la magnitudo), determinando scostamenti anche significativi rispetto alle aspettative. Buzzi aggiornerà i propri impegni e le dichiarazioni previsionali in base alla performance effettiva e renderà conto delle ragioni di qualsiasi scostamento. Nello specifico, queste sono alcune delle principali condizioni che possono influenzare il nostro percorso verso la decarbonizzazione:

  • Per le infrastrutture di cattura e stoccaggio della CO₂ prevediamo una proficua cooperazione di diversi attori al fine di:

  • costruire e gestire la rete di trasporto di CO₂;

  • identificare i siti di stoccaggio o riutilizzo (ad es. produzione di biocarburanti);

  • ottenere l'accettazione da parte dell'opinione pubblica;

  • ottenere un adeguato sostegno da parte dei governi.

  • Assumiamo che i materiali sostitutivi del clinker (loppa, pozzolane, ceneri volanti, ecc.) rimangano disponibili e a costi competitivi.

  • Fino al 2030 il nostro scenario tiene conto delle previsioni di mercato fornite dai singoli paesi.

  • Prevediamo il supporto istituzionale in permessi e autorizzazioni specifiche per facilitare l'uso di combustibili alternativi e l'implementazione di tecnologie innovative.

  • Ci aspettiamo una maggiore disponibilità di energia elettrica da fonti rinnovabili: la nostra roadmap considera i piani di decarbonizzazione annunciati a livello nazionale per il settore elettrico che prevedono il progressivo utilizzo di fonti rinnovabili e, per la quota residua di produzione con combustibili fossili, l'utilizzo della cattura e dello stoccaggio della CO₂.

Siamo attivamente coinvolti, anche tramite le associazioni di settore, nello sviluppo di condizioni favorevoli al raggiungimento degli obiettivi della roadmap.


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La nostra roadmap, ispirata ai modelli proposti a livello associativo, è costruita valutando in dettaglio, in base alla presenza geografica e alle tecnologie degli impianti, i contributi attesi dalle leve utilizzabili dal nostro settore:

  • Efficienza nella produzione del calcestruzzo e nella progettazione e costruzione: un uso più efficiente del cemento nel calcestruzzo e del calcestruzzo nella progettazione e costruzione porta a minori emissioni.
  • Contenuto di clinker nei cementi: il clinker è il costituente del cemento la cui produzione emette la quasi totalità della $\mathrm{CO}{2}$ diretta. Produrre cementi a minor contenuto di clinker è quindi un modo per ridurre le emissioni di $\mathrm{CO}{2}$.
  • Risparmio nella produzione di clinker: il risparmio di $\mathrm{CO}_{2}$ può essere ottenuto attraverso un minor consumo di energia termica, il recupero del calore residuo, l'uso di combustibili alternativi con contenuto di biomassa e di combustibili fossili con più basso fattore di emissione.
  • Ricarbonatazione: questa leva consiste in una ben nota proprietà delle matrici cementizie di "riassorbire" parte della $\mathrm{CO}_{2}$ dall'atmosfera grazie a una reazione chimica che porta alla formazione di carbonato di calcio.
  • Decarbonizzazione dell'energia elettrica: abbiamo preso in considerazione i piani di decarbonizzazione annunciati da molti paesi che utilizzeranno sempre più fonti rinnovabili per produrre energia elettrica. Prevediamo inoltre di consumare elettricità prodotta da fonti rinnovabili nei nostri stessi impianti.
  • Cattura, utilizzo e stoccaggio della $\mathrm{CO}{2}$: è la leva alla quale è affidata la maggiore riduzione ed è anche quella che richiede i maggiori investimenti sia per noi che per altri soggetti (privati e pubblici) preposti alla realizzazione o all'adeguamento delle infrastrutture di trasporto, stoccaggio o eventuale riutilizzo della $\mathrm{CO}{2}$.

Per raggiungere i risultati attesi, l'azienda sta mettendo in atto una serie di azioni, presentate all'informativa E1-3, "Azioni e risorse relative alle politiche in materia di cambiamenti climatici". Gli investimenti in conto capitale e le spese operative a queste associate sono illustrate nel capitolo "Tassonomia", in ragione dell'obbligo di rendicontare il nostro contributo sostanziale all'obiettivo della mitigazione del cambiamento climatico.

Per quanto noto, l'azienda non è esclusa dagli indici di riferimento dell'UE allineati con l'accordo di Parigi.

Siamo consapevoli che la transizione ad una economia carbon-neutral potrebbe essere rallentata da "emissioni bloccate" (locked-in). Riguardo le emissioni dirette scope 1, come descritto in dettaglio in intestazione al capitolo, la quota di emissioni legate alla decarbonatazione non può essere eliminata, se non tramite sistemi di cattura, stoccaggio e/o riuso della $\mathrm{CO}_{2}$. Inoltre, con le tecnologie attuali, alcuni processi che attualmente fanno uso di energia termica non possono essere riconvertiti all'uso di energia elettrica.

Sebbene le emissioni indirette scope 2 siano meno rilevanti delle emissioni dirette scope 1, rappresentano una parte significativa delle emissioni totali. Con miglioramenti nell'efficienza energetica e l'adozione di fonti di energia rinnovabile sia da parte nostra che dei produttori, le emissioni locked-in rappresenteranno una quota sempre meno rilevante riducendo le emissioni residue nel sistema produttivo.

L'avanzamento rispetto all'implementazione del piano di transizione verso la decarbonizzazione è riportato all'informativa E1-4, "Obiettivi relativi alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all'adattamento agli stessi".


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E1_GOV-3

Integrazione delle prestazioni in termini di sostenibilità nei sistemi di incentivazione

La Politica di Remunerazione di Buzzi ha tra i suoi obiettivi quello di attrarre, trattenere e motivare persone qualificate e con capacità professionali adeguate al raggiungimento degli obiettivi dell'azienda. Un pilastro importante della Politica è costituito dai piani di incentivazione a breve e a lungo termine, con obiettivi misurabili, comuni ed individuali, il cui raggiungimento determina il riconoscimento di quote di retribuzione aggiuntiva.

I piani devono necessariamente prevedere obiettivi legati ad indicatori di sostenibilità, come dettagliato alla sezione "Informazioni generali" (informativa GOV-3).

E1-3 E1_MDR-A

Azioni e risorse relative alle politiche in materia di cambiamenti climatici

Di seguito, suddivise per alcune delle nostre leve, sono riportate le principali azioni volte ad affrontare impatti, rischi e opportunità legati ai cambiamenti climatici, attive e/o intraprese nel 2025 o pianificate per il futuro, con un orizzonte temporale che arriva fino al 2030. Le azioni di riduzione coprono tutti i paesi del gruppo e riguardano sia le emissioni di CO₂ dirette che indirette.

Gli investimenti in conto capitale e le spese operative associate a queste azioni sono illustrate nel capitolo "Tassonomia".

  • Leva "Riduzione del contenuto di clinker nel cemento"
Azioni chiave Orizzonti temporali Ambito Risultati principali
Modifica del mix di vendita dei cementi in modo da aumentare la quota di quelli a più basso contenuto di clinker. Riduzione del rapporto clinker/cemento grazie al maggior utilizzo di costituenti in sostituzione del clinker come loppe, ceneri volanti, pozzolane, calcari In corso e pianificati per il futuro, con orizzonte temporale fino al 2030 Progetti distribuiti in tutte le aree del gruppo. Le misure di modifica del mix di vendita dei cementi e la sostituzione del clinker con altri costituenti ha permesso un risparmio di CO₂ di circa 85 mila tonnellate.
Installazione di nuovi sili o conversione di quelli esistenti per aumentare l'utilizzo dei materiali sostitutivi del clinker, degli additivi incrementatori di performance e per aumentare la gamma prodotti a minore intensità emissiva; realizzazione di nuovi punti di carico In corso e pianificati per il futuro Diversi progetti in Polonia, Germania, Repubblica Ceca, Stati Uniti e Brasile Queste iniziative sono legate e complementari alle riduzioni riportate sopra.
A livello aziendale e associativo, attività di valutazione e proposta di strategie e revisione degli standard nazionali per l'utilizzo di materiali alternativi al clinker In corso e pianificati per il futuro Brasile Eventuali aggiornamenti sui risultati ottenuti saranno forniti nei prossimi esercizi.

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  • Leva “Risparmio nella produzione di clinker”
Azioni chiave Orizzonti temporali Ambito Risultati principali
Introduzione o aumento dell'utilizzo di combustibili alternativi, alcuni dei quali altrimenti destinati a discarica, con elevato contenuto di biomassa Alcuni completati, altri in corso e/o pianificati per il futuro, con orizzonte temporale fino al 2030 Progetti distribuiti in tutte le aree del gruppo I progetti completati ed in corso ci si aspetta contribuiranno al risparmio di emissioni di CO₂ per circa 60 mila tonnellate. Nel 2025 la sostituzione calorica del gruppo è salita al 32,7% (30,3% nel 2024).
Progettazione e installazione di impianti necessari per l'utilizzo dei combustibili alternativi Alcuni completati, altri in corso e/o pianificati per il futuro, con orizzonte temporale fino al 2030 Progetti distribuiti in tutte le aree del gruppo La realizzazione di questi impianti permette un aumento della sostituzione calorica da cui deriva un risparmio di emissioni di CO₂. (incluso nelle quantità indicate nell'azione precedente).
Progettazione e installazione di sistemi di bypass per l'abbattimento di cloro e alcali per poter aumentare l'utilizzo dei combustibili alternativi Pianificati a partire dal 2026, con orizzonte temporale fino al 2030 Progetti in Italia, Germania, Brasile e Stati Uniti I risultati saranno rilevabili con la completa operatività dei sistemi.
Introduzione o modifiche all'impianto di cottura per utilizzare gas naturale in luogo di combustibili fossili con maggior fattore di emissione a parità di energia Alcuni completati, altri in corso e/o pianificati per il futuro, con orizzonte temporale fino al 2030 Progetti in Germania e Stati Uniti Con i progetti completati negli Stati Uniti a Pryor sono state risparmiate più di 30 mila tonnellate di CO₂ nel 2025. I progetti in Italia sono stati sospesi per ulteriori valutazioni tecnico-economiche.
Riduzione dei consumi termici ed elettrici con impianti di recupero (es. Waste Heat Recovery) e/o a maggior rendimento (es. inverter); ottimizzazione del processo Alcuni completati, altri in corso e/o pianificati per il futuro, con orizzonte temporale fino al 2030 Progetti distribuiti in tutte le aree del gruppo. Dai progetti per la produzione di energia elettrica dal recupero del calore disperso dai forni e per l'efficientamento elettrico e termico ci si aspetta un risparmio di più di 8 mila tonnellate annuo di CO₂. Per esempio, l'impianto di Geseke di WHR, già in funzione, permette un risparmio di circa 200 tonnellate all'anno. Altri progetti sono partiti nel corso del 2025 o sono pianificati per gli anni a seguire.
Autoproduzione di energia elettrica rinnovabile da impianti fotovoltaici, solari ed eolici Alcuni completati, altri in corso e/o pianificati per il futuro, con orizzonte temporale fino al 2030 Diversi progetti in Italia, Germania, Repubblica Ceca e Stati Uniti. L'auto-produzione da fonti rinnovabili riduce la necessità di acquistare l'energia elettrica dalla rete e quindi riduce le emissioni indirette di scope 2. A fronte di un risparmio attuale di circa 1.000 tonnellate di CO₂, ci si aspetta a regime un risparmio di circa 4 mila tonnellate dagli impianti fotovoltaici e solari completati nel 2025.
Installazione di dosatori e sistemi per l'utilizzo di materiali decarbonatati per la produzione di clinker In corso e pianificati per il futuro, con orizzonte temporale fino al 2030 Progetti in Repubblica Ceca, Polonia e Germania Un progetto già avviato in Repubblica Ceca e altri programmati a partire dal 2026 per la sostituzione del calcare con materiali a ridotte emissioni di CO₂.

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  • Leva "Cattura, utilizzo e stoccaggio della CO₂"
Azioni chiave Orizzonti temporali Ambito Risultati principali
Partecipazione in un progetto semi-industriale a scopo dimostrativo per un sistema di cattura integrata al processo produttivo di clinker, tramite un forno operante in combustione "oxyfuel" Fasi finali della costruzione, avvio previsto per il 2026 4 produttori cementieri collaborano all'iniziativa che verrà implementata in Germania Eventuali aggiornamenti sui risultati ottenuti saranno forniti nei prossimi esercizi.
Installazione di un impianto di cattura in Germania (Deuna) che potrà sfruttare il collegamento via treno per la consegna del cemento "Net-Zero" anche ai clienti più lontani, e allo stesso tempo garantirà la logistica per il trasporto della CO₂ catturata Implementazione in fase di ulteriore valutazione 1 impianto in Germania (Deuna) Il progetto di cattura e dei servizi associati è stato posticipato per permettere approfondimenti e procedere ad ulteriori valutazioni tecnico-economiche.

Queste ed altre azioni concorrono in diversa misura alla riduzione delle emissioni di CO₂ per il raggiungimento dell'obiettivo di decarbonizzazione, come descritto al paragrafo successivo.

|| E1-4 || E1_MDR-T

Obiettivi relativi alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all'adattamento agli stessi

Sulla base delle leve di decarbonizzazione presentate ai paragrafi precedenti, l'azienda ha individuato una serie di soluzioni per diminuire le proprie emissioni dirette e indirette. Coerentemente con tali previsioni di riduzione è stato stabilito l'obiettivo finale al 2050 del raggiungimento del Net Zero. Inoltre, ci siamo prefissati un target intermedio al 2030 sulle emissioni di CO₂ scope 1 nette: <500kgCO₂/t materiale cementizio, confermato anche dopo la variazione del perimetro di consolidamento avvenuta nel corso del 2025. La baseline del 2021 è stata ricalcolata per allinearla ai suddetti cambiamenti di perimetro.

Gli obiettivi e gli avanzamenti relativi alla mitigazione dei cambiamenti climatici si riferiscono al perimetro della roadmap "Our Journey to Net Zero", descritto all'informativa E1-1.

Il valore netto Scope 1 al 2025, pari a 551kgCO₂/t materiale cementizio, è in linea con quanto previsto dalla nostra roadmap, confermiamo quindi la possibilità di raggiungere il target al 2030. Il target sarà aggiornato coerentemente con la nuova versione della roadmap e con i piani aziendali e scenari di decarbonizzazione aggiornati.

EMISSIONI CO₂ SPECIFICHE SCOPE 1 NETTE

2021: 2025: TARGET 2030: TARGET 2050:
595 551 <500 NET
kg/t materiale cementizio kg/t materiale cementizio kg/t materiale cementizio ZERO

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|| E1-5

Consumo di energia e mix energetico

Il ciclo produttivo del cemento richiede un elevato utilizzo di energia termica. Per produrre il clinker, il principale costituente del cemento, occorre che il materiale all'interno dei forni raggiunga una temperatura di circa 1.450°C. I consumi energetici sono influenzati dalla tecnologia dei forni stessi e dalla continuità di produzione. Nel 2025 il consumo specifico dei forni è stato di 3.952MJ/tonnellata di clinker prodotto, in diminuzione rispetto al valore registrato nel 2024 (4.157MJ/tonnellata di clinker). Buzzi continua a perseguire il maggior utilizzo possibile di combustibili alternativi in sostituzione a quelli fossili. Si tratta principalmente di combustibili derivati da opportuno trattamento dei rifiuti sia industriali che urbani, molti dei quali con apprezzabile contenuto di biomassa, considerata neutrale ai fini della rendicontazione delle emissioni di CO₂.

L'utilizzo di combustibili alternativi è riconosciuto dall'Unione Europea come una BAT (Best Available Technique) per l'industria del cemento ed è uno dei pilastri dell'economia circolare. I vantaggi che genera sono principalmente tre: il minore consumo di combustibili di origine fossile, la riduzione delle emissioni di CO₂ in funzione del contenuto di biomassa e l'azzeramento dello smaltimento in discarica dei rifiuti da cui derivano. La sostituzione calorica varia a seconda dei diversi paesi e delle legislazioni locali: il valore medio di gruppo nel 2025 è pari al 32,7%, in aumento rispetto al dato 2024 (30,3%).

La produzione del cemento richiede, oltre ad energia termica, anche energia elettrica. Maggiori informazioni sul consumo di energia elettrica sono riportate nelle tabelle seguenti. *

Consumo di energia 2025 2024
Consumo di energia MWh/000 30.604 27.100
Intensità energetica delle attività ad alto impatto climatico MWh/migliaia di € 6,8 6,3

* Specifiche di rendicontazione

Il consumo totale di energia degli asset inclusi nel perimetro consolidato comprende tutta l'energia termica prodotta dall'uso di combustibili negli impianti di produzione cemento e calcestruzzo, l'energia elettrica acquistata da impianti cemento e calcestruzzo, impianti di estrazione aggregati, terminali di distribuzione, uffici e laboratori, e quella autoprodotta da fonti rinnovabili. Non è considerata l'energia consumata ottenuta da waste heat recovery (WHR) per evitare un doppio conteggio.

L'energia termica è stata convertita da TJ in MWh, come richiesto dallo standard ESRS E1, partendo dalle quantità di combustibili utilizzate e dai relativi poteri calorifici determinati con prove di laboratorio secondo le metodologie e gli standard applicabili.

Il consumo di energia riportato in tabella corrisponde alla somma del consumo di energia, termica ed elettrica, da fonti fossili e da fonti rinnovabili, descritti nel dettaglio nelle tabelle dedicate.

I codici NACE dei settori ad alto impatto climatico considerati sono il 23.51 (Produzione di cemento), il 23.63 (Fabbricazione di calcestruzzo pronto per l'uso) e 08.12 (Estrazione di ghiaia e sabbia; Estrazione di argille e caolino), definiti nell'allegato I del Regolamento (CE) 1893/2006. Dato che le attività produttive del gruppo ricadono tutte sotto tali codici, l'intensità energetica è stata calcolata come consumo di energia totale rispetto al fatturato totale del gruppo, riportato in nota 7 del bilancio consolidato.

I dati relativi al consumo specifico dei forni e alla sostituzione calorica comprendono solo l'energia generata dai combustibili destinati alla produzione di clinker. L'energia generata dai combustibili alternativi, in entrambi gli indicatori, comprende sia la quota ottenuta dalla frazione fossile che dalla frazione di biomassa. Questi indicatori sono considerati entity-specific.


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[ RENDICONTAZIONE CONSOLIDATA DI SOSTENIBILITÀ ]

Consumo di energia da fonti fossili 2025 2024
Consumo totale di energia da fonti fossili MWh/000 27.094 24.649
di cui da carbone e prodotti del carbone MWh/000 3.625 3.902
di cui da petrolio e prodotti petroliferi MWh/000 6.991 5.746
di cui da gas naturale MWh/000 7.806 7.126
di cui da altre fonti fossili MWh/000 5.425 4.865
di cui energia elettrica, calore, vapore e raffrescamento da fonti fossili, acquistati MWh/000 3.247 3.009
Energia da fonti fossili/totale energia consumata % 88,5 91,0
Consumo di energia da rinnovabili 2025 2024
--- --- --- ---
Consumo totale di energia da fonti rinnovabili MWh/000 3.510 2.451
di cui da combustibili da fonti rinnovabili (compresi biomassa, biocarburanti, biogas) MWh/000 3.244 2.256
di cui energia elettrica, calore, vapore e raffrescamento da fonti rinnovabili, acquistati MWh/000 248 181
di cui energia rinnovabile autoprodotta senza ricorrere a combustibili MWh/000 18 13
Energia da fonti rinnovabili/totale energia consumata % 11,5 9,0

Nel grafico seguente è riportata la ripartizione percentuale dell'energia termica ed elettrica consumata, con un maggiore livello di dettaglio in base alla fonte.

img-0.jpeg

  • Specifiche di rendicontazione

L'energia generata dal consumo di combustibili è calcolata come descritto per il consumo totale (vedi pagina precedente).

Il consumo di combustibili alternativi con una frazione di biomassa è suddiviso tra la quota fossile, inserita tra i "combustibili da altre fonti fossili", e la quota di biomassa, contabilizzata tra i "combustibili da fonti rinnovabili".

L'energia elettrica rinnovabile acquistata comprende solo quella ottenuta tramite strumenti come certificati e garanzie d'origine ottenuti in tempo utile per la pubblicazione di bilancio. Eventuali certificati e garanzie d'origine, validi per il 2025 ma annullati posteriormente, saranno inclusi nella rendicontazione del prossimo esercizio di bilancio.


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[ RENDICONTAZIONE CONSOLIDATA DI SOSTENIBILITÀ ]

In due stabilimenti del gruppo sono operativi sistemi di Waste Heat Recovery (WHR), che permettono di produrre energia utilizzando il calore residuo rilasciato dai processi a caldo, ottimizzando il consumo energetico degli impianti. La quota di energia prodotta dai sistemi di WHR viene riutilizzata dall'impianto e rappresenta una quota di energia recuperata. Nel 2025 l'energia recuperata tramite WHR è risultata pari a 80.031MWh, in deciso aumento rispetto all'anno precedente grazie all'inclusione dello stabilimento emiratino di Ras Al Khaimah.

Buzzi si impegna anche nell'aumentare la propria quota di energia elettrica rinnovabile, per diminuire la dipendenza da fonti energetiche che generano emissioni di $\mathrm{CO}_{2}$. Per questo, la produzione di energia da impianti fotovoltaici è una delle azioni chiave della strategia di decarbonizzazione. Attualmente sono operativi degli impianti negli Stati Uniti, in Italia e in Repubblica Ceca che nel 2025 hanno prodotto 21.066MWh da energia solare, in aumento rispetto all'anno precedente grazie ad un nuovo impianto avviato in Italia.

L'aumento di energia autoprodotta da fonti fossili è determinato dallo stabilimento negli Emirati Arabi Uniti acquisito nel 2025.

Autoproduzione di energia
2025 2024
Energia autoprodotta da fonti fossili MWh/000 121,6 48,2
Energia autoprodotta da fonti rinnovabili MWh/000 21,1 13,2
Energia recuperata da WHR MWh/000 80,0 0,7

|| E1-6

Emissioni lorde di GHG di Scope 1, 2, 3 ed emissioni totali di GHG

Nel 2025, le emissioni Scope 1 assolute sono aumentate per via dell'inclusione nel gruppo delle società brasiliane per l'intero anno e della nuova società emiratina per 8 mesi, nonostante l'uscita delle attività ucraine; tuttavia, le emissioni specifiche per unità di prodotto continuano a diminuire, come mostrato dai dati entity-specific al paragrafo "Emissioni business cemento".

A causa del cambiamento di perimetro è anche cambiata la distribuzione delle emissioni Scope 1, 2 e 3 rispetto al 2024: nel 2025 le emissioni Scope 1 rappresentano il $73%$ delle emissioni totali, rispetto al $65%$ del 2024, bilanciato da una riduzione delle emissioni Scope 3 (24% nel 2025, 31% nel 2024) per lo spostamento delle emissioni delle attività brasiliane dalla categoria 15 dello Scope 3 allo Scope 1.

  • Specifiche di rendicontazione

La tabella "Autoproduzione di energia" considera contributi già riportati nelle tabelle precedenti riguardo al consumo di energia. Include, nell'energia autoprodotta da fonti fossili, l'energia elettrica generata da combustibili fossili e, nell'energia autoprodotta da fonti rinnovabili, l'energia generata dagli impianti fotovoltaici del gruppo. Invece, l'energia elettrica prodotta da WHR non è inclusa nelle tabelle precedenti poiché rappresenta un'ottimizzazione del processo, e non un'attività con finalità energetiche.


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Emissioni di Gas Effetto Serra totali 2025 2024
Emissioni totali Scope 1 + Scope 2_{location-based} + Scope 3 tCO_{2}eq/000 26.885 26.391
Emissioni totali Scope 1 + Scope 2_{market-based} + Scope 3 tCO_{2}eq/000 26.829 26.349
Intensità delle emissioni totali (location-based) tCO_{2}eq/migliaia di € 5,5 5,4
Intensità delle emissioni totali (market-based) tCO_{2}eq/migliaia di € 5,4 5,4

Le emissioni Scope 1, associate alle attività proprie dell'azienda, rappresentano la maggior parte delle emissioni di gas effetto serra nella nostra catena del valore. Per questo, gli sforzi dell'azienda si concentrano sulla diminuzione di questa frazione delle emissioni, come descritto all'informativa E1-1, "Piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici".

I dettagli sui calcoli delle emissioni Scope 1, 2 e 3 sono riportati nelle pagine seguenti.

Emissioni dirette Scope 1 2025 2024
Emissioni lorde Scope 1 tCO_{2}eq/000 19.511 17.015
Emissioni biogeniche di CO_{2} derivanti da combustione o biodegradazione della biomassa tCO_{2}eq/000 960 667
Emissioni Scope 1 coperte da sistemi regolamentati di scambio di quote di emissioni % 34 42

* Specifiche di rendicontazione

L'intensità delle emissioni è calcolata come la somma delle emissioni Scope 1, 2 e 3 (esclusa la categoria 15) rispetto al fatturato totale di gruppo, citato nella nota 7 del bilancio consolidato. Ai fini del calcolo dell'indice di intensità, le emissioni Scope 3 della categoria 15 non sono incluse, in quanto non correlate al fatturato di gruppo, essendo le società partecipate consolidate con il metodo del patrimonio netto. Il dato relativo al 2024 è stato rideterminato in coerenza con la modalità di calcolo adottata per il 2025.

Scope 1

Le emissioni Scope 1 comprendono tutte le attività consolidate del gruppo: produzione cemento e calcestruzzo, estrazione aggregati e distribuzione, compresi i consumi degli uffici ad esse associati. Dal 2025, sono stimate e incluse anche le emissioni relative ai mezzi della flotta aziendale e delle auto in leasing. Per le nostre attività manifatturiere sono state considerate rilevanti solo le emissioni di CO₂; le emissioni degli altri gas effetto serra non-CO₂ (come, ad esempio, CH₄ e N₂O) sono invece ritenute trascurabili in linea con quanto riportato da GCCA e dal protocollo "CO₂ and Energy Accounting and Reporting Standard for the Cement Industry - Version 3.0 – May 2011". Inoltre, il Regolamento (UE) 2018/2066 della Commissione Europea (che definisce le linee guida per il monitoraggio e la comunicazione delle emissioni di gas serra in conformità con la direttiva 2003/87/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio) stabilisce che per la produzione di clinker debbano essere riportate solo le emissioni di CO₂.

Le emissioni riportate sono lorde, cioè includono la quota di CO₂ derivata dalla combustione della parte fossile dei combustibili alternativi. Rimane esclusa l'emissione derivante dalla biomassa, considerata neutrale perché compensata da un equivalente assorbimento, in tempi relativamente brevi, da parte della matrice organica. Questa quota di emissione da biomassa è riportata a scopo informativo.

Le emissioni Scope 1 coperte da sistemi regolamentati di scambio quote comprendono le emissioni soggette al sistema EU ETS nei paesi europei del gruppo. La percentuale è calcolata rispetto al totale emissioni Scope 1 del gruppo.


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Le emissioni indirette Scope 2 sono calcolate sia con il metodo basato sulla posizione (location-based) che con il metodo basato sul mercato (market-based), come richiesto dallo standard ESRS E1.

Emissioni indirette Scope 2 2025 2024
Emissioni lorde Scope 2 location-based tCO₂eq/000 1.053 1.148
Emissioni lorde Scope 2 market-based tCO₂eq/000 997 1.106

La quota e la tipologia degli strumenti contrattuali utilizzati per l'acquisto di energia elettrica rinnovabile vengono gestiti e definiti localmente dalle singole aziende facenti parte del gruppo.

Nel 2025 si osserva una diminuzione delle emissioni scope 2 (sia con il metodo location-based che market-based). Ciò è dovuto sia all'aumento dell'autoproduzione di energia elettrica, sia alle variazioni del perimetro di consolidamento.

Le emissioni Scope 3 rappresentano le emissioni indirette della propria catena del valore, a monte e a valle, su cui l'azienda non ha controllo diretto.

Seguendo la rendicontazione dello Scope 3 suddiviso nelle categorie individuate dal Greenhouse Gas Protocol, nella tabella seguente sono riportate solo le categorie rilevanti per il gruppo Buzzi. Le categorie non riportate in tabella sono considerate non rilevanti per quantità di emissioni o non applicabili, come specificato nelle specifiche di rendicontazione.

Le metodologie di calcolo, le assunzioni e i fattori di emissione utilizzati per il calcolo delle diverse categorie di Scope 3 sono descritte nelle specifiche di rendicontazione. Alcune metodologie di calcolo per il 2025 sono state perfezionate rispetto all'anno precedente, senza tuttavia ricalcolare i valori del 2024 in quanto la raccolta retroattiva dei dati con il livello di dettaglio richiesto non risulta fattibile, anche a seguito delle modifiche intervenute nel perimetro di consolidamento.

* Specifiche di rendicontazione

Scope 2

Le emissioni Scope 2 tengono in considerazione il consumo totale di energia elettrica di ciascun sito, con lo stesso perimetro di applicazione utilizzato nel calcolo delle emissioni Scope 1. Per il calcolo delle emissioni scope 2, ogni unità di consumo elettrico è stata abbinata a un fattore di emissione appropriato per la posizione o il mercato. Nel caso dell'approccio location-based le emissioni sono state calcolate a partire dai consumi elettrici, applicando i fattori di emissione medi ricavati dalle banche dati nazionali dei singoli paesi. Per l'approccio market-based, dove disponibili strumenti contrattuali (incluse Garanzie di Origine), è stato considerato il fattore di emissione specifico del fornitore per rappresentare correttamente il mix energetico consumato nei nostri siti, mentre in assenza di informazioni contrattuali, sono stati utilizzati i fattori location-based. I fattori di emissione applicati al calcolo delle emissioni Scope 2 non distinguono la percentuale di $\mathrm{CO}_{2}$ derivata da biomassa.


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Emissioni indirette Scope 3 2025 2024
Emissioni lorde Scope 3 totali tCO₂eq/000 6.321,6 8.228,5
Emissioni indirette Scope 3 per categoria
1. Beni e servizi acquistati tCO₂eq/000 1.251,7 871,2
2. Beni strumentali tCO₂eq/000 114,0 190,9
3. Attività legate ai combustibili e all'energia (non incluse in Scope 1 o 2) tCO₂eq/000 1.411,2 1.306,4
4. Trasporto e distribuzione a monte tCO₂eq/000 683,8 1.467,9
5. Rifiuti generati nel corso delle operazioni tCO₂eq/000 0,5 0,5
6. Viaggi d'affari tCO₂eq/000 0,8 10,0
7. Pendolarismo dei dipendenti tCO₂eq/000 10,0 9,3
9. Trasporto a valle tCO₂eq/000 303,1 806,4
10. Trasformazione dei prodotti venduti tCO₂eq/000 245,1 244,3
12. Trattamento di fine vita dei prodotti venduti tCO₂eq/000 56,3 55,2
15. Investimenti tCO₂eq/000 2.245,2 3.266,5

I maggiori scostamenti tra i dati 2024 e 2025 sono individuabili per le categorie 1, 4, 9 e 15. Per quanto riguarda la categoria 1, la variazione è principalmente associabile a una maggiore granularità dei beni in entrata e ad un ampliamento delle tipologie di materiali considerati nel calcolo.

* Specifiche di rendicontazione

Scope 3

  • Categoria 1: Le emissioni relative ai beni acquistati sono calcolate a partire dalle quantità di materie prime acquistate, per tipologia di input, destinate alla produzione di clinker, cemento e calcestruzzo. Inoltre, sono considerate le quantità di materiali per il packaging acquistate e la quantità di acqua prelevata da sistemi di trattamento. Alle quantità acquistate sono stati applicati i fattori emissivi ricavati dalla banca dati Ecoinvent. Ad alcune categorie di materiali utilizzati non è stato associato nessun impatto essendo considerate "burden free" poiché rifiuti e/o scarti di altre produzioni. Le emissioni relative ai servizi acquistati sono state calcolate a partire dalle spese (ripartite come da rendicontazione finanziaria) e applicando i relativi fattori di emissione ricavati da banca dati ADEME. Alcune voci di servizi sono state escluse per evitare doppi conteggi tra le categorie.
  • Categoria 2: Le emissioni sono state stimate a partire dai dati dichiarati nel bilancio di esercizio nella sezione dei movimenti delle immobilizzazioni materiali, alle voci incrementi e riclassifiche. Tali informazioni sono suddivise nelle categorie di terreni e fabbricati, impianti e macchinari, attrezzature industriali e commerciali, altri beni, etc. Queste spese sono state moltiplicate per il fattore di emissione specifico per tale categoria da banca dati ADEME.
  • Categoria 3: Le emissioni relative alla fase di produzione dei combustibili sono stimate a partire dalle quantità di combustibili consumati per la produzione cemento, per i veicoli della flotta aziendale e per altre attività degli impianti cemento, come ad esempio la produzione di energia elettrica e il riscaldamento, moltiplicate per i fattori emissivi ricavati da Ecoinvent. Le emissioni legate al trasporto dei combustibili sono state calcolate considerando le quantità acquistate, i mezzi di trasporto utilizzati e la distanza percorsa, applicando fattori emissivi specifici da Ecoinvent. Inoltre, in questa categoria sono stimate anche le emissioni derivate dalla produzione, trasporto e trasformazione dei combustibili utilizzati per la produzione dell'energia acquistata e dalle perdite di trasmissione e distribuzione dell'energia elettrica. I fattori di emissione utilizzati, specifici per ogni paese (con approccio location-based), derivano da Ecoinvent.

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Le categorie riguardanti i trasporti in entrata e in uscita di materiali e prodotti hanno subito una diminuzione rispetto all'anno precedente soprattutto a causa del cambiamento della modalità di calcolo. Con il supporto di consulenti qualificati, le categorie in oggetto sono state calcolate a partire dalla distanza percorsa, senza considerare i viaggi andata e ritorno. Eventuali ritorni a vuoto sono stati modellati tramite opportuno utilizzo dei fattori emissivi associati. Inoltre, una parte delle emissioni da trasporto che l'anno scorso erano incluse in queste categorie, nel 2025 sono state incluse nelle emissioni Scope 1 poiché relative a veicoli della flotta aziendale.

Infine, si osserva una variazione significativa anche della categoria relativa agli investimenti, principalmente associabile all'entrata nel perimetro consolidato della partecipazione brasiliana. Nel 2025 le emissioni ad essa associata sono incluse nelle emissioni Scope 1.

Il grafico riporta la distribuzione, in percentuale, delle emissioni Scope 3 delle diverse categorie risultate rilevanti.

img-1.jpeg

Il 62% delle emissioni della categoria 15 (Investimenti) sono calcolate a partire da dati ottenuti dai partner lungo la catena del valore, come descritto nelle specifiche di rendicontazione.

Le emissioni biogeniche di CO₂ derivanti dalla combustione o dalla biodegradazione della biomassa che si verificano nella catena del valore a monte e a valle sono considerate non rilevanti.

  • Categoria 4: Le emissioni associate al trasporto e distribuzione a monte considerano le quantità di materiali in entrata e di prodotti in uscita con trasporto gestito dal gruppo, moltiplicati per le distanze percorse e suddivise in base alla tipologia di trasporto, in tonnellate*km. Per ciascuna tipologia di trasporto è stato applicato il fattore emissivo corrispondente ricavato da Ecoinvent.
  • Categoria 5: Le emissioni relative ai rifiuti generati non sono rilevanti, ma il loro contributo è stato comunque stimato e incluso nel totale Scope 3. Il calcolo è stato effettuato a partire da dati primari dei rifiuti suddivisi in base al destino "recupero" e "smaltimento", considerando i rifiuti dei processi produttivi di cemento e calcestruzzo. I dati derivano da dati primari dei vari impianti. I fattori emissivi derivano dalla banca dati DEFRA e comprendono anche l'impatto relativo al trasporto dei rifiuti.
  • Categoria 6: Le emissioni generate da viaggi di lavoro in auto sono state stimate a partire da dati primari per l'area Italia, calcolando le emissioni pro-capite ed applicando questi valori ai dipendenti degli altri paesi del gruppo, considerando solo alcune categorie di personale. Per i viaggi in aereo è stata considerata una stima di 20.000 km annuali percorsi dalle figure manageriali del gruppo.

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  • Categoria 7: Le emissioni del commuting di tutti i dipendenti sono state contabilizzate con valutazione di viaggio andata e ritorno, partendo da una ipotesi preliminare derivata dalla realtà italiana. Ipotizzando che generalmente i dipendenti degli stabilimenti produttivi abitino vicini agli impianti, si è considerata una media di 20 km al giorno per 225 giorni all'anno di spostamento per commuting. Alla distanza media moltiplicata per il numero di giorni l'anno e per il numero totale dei dipendenti, è stato applicato il fattore medio per gli autoveicoli ricavato dalla banca dati DEFRA (Well-To-Weel).
  • Categoria 8: Non rilevante, come indicato nella guida Cement Sector - Scope 3 Guidance (pag. 41, 4.10 Non-relevant Scope 3 categories)
  • Categoria 9: Le emissioni del trasporto a valle sono state stimate considerando i quantitativi di prodotti in uscita il cui trasporto non è gestito dal gruppo, divisi per tipo di mezzo di trasporto. A tali quantità, moltiplicate per la distanza media percorsa, è stato applicato un fattore emissivo ricavato dalla banca dati Ecoinvent.
  • Categoria 10: Le emissioni relative al processamento finale dei prodotti venduti sono state calcolate prendendo in considerazione:
  • Le emissioni derivate dal consumo elettrico per la macinazione del clinker venduto tal quale, utilizzando i valori di consumo specifico del gruppo;
  • La quantità totale di prodotti venduti (clinker, cemento, calcestruzzo e aggregati) di cui:
  • una parte (3%) si considera che diventi rifiuto durante l'utilizzo, a cui è applicato un fattore emissivo suddiviso in base al destino "recupero" e "smaltimento";
  • la restante parte, considerando che tutti i prodotti siano utilizzati per la produzione di calcestruzzo, è moltiplicata per un fattore emissivo calcolato dai dati del gruppo che rappresenta la produzione del calcestruzzo e il trasporto in betoniera fino al cantiere di messa in opera.
  • Categoria 11: Non rilevante, come indicato nella guida Cement Sector- Scope 3 Guidance (pag. 41, 4.10 Non-relevant Scope 3 categories)
  • Categoria 12: A partire dalle quantità di clinker, cemento, calcestruzzo e aggregati venduti, è stato calcolato l'impatto relativo a uno scenario di fine vita che considera l'invio del rifiuto per il 46% a riciclo e 54% a discarica (rapporto specifico di gruppo). I fattori emissivi derivano dalla banca dati DEFRA, e comprendono anche l'impatto relativo al trasporto.
  • Categoria 13: Non rilevante, come indicato nella guida Cement Sector- Scope 3 Guidance (pag. 41, 4.10 Non-relevant Scope 3 categories).
  • Categoria 14: Non applicabile.
  • Categoria 15: Sono state considerate le maggiori società partecipate che producono cemento e argilla espansa. Una quota (pari a circa il 62%) delle emissioni di questa categoria è stata calcolata con i dati delle emissioni relative agli Scope 1 e 2 ottenuti direttamente dai partner; la restante parte è stata stimata a partire dai valori riportati sul registro europeo delle emissioni, da banca dati GNR di GCCA o applicando dei valori di emissioni specifiche del gruppo. La quota di emissioni inserite in Scope 3 è proporzionale alla quota di proprietà di Buzzi SpA.

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Emissioni business cemento

Come indicatore entity-specific, sono state calcolate le emissioni di $\mathrm{CO}_{2}$ del solo business cemento. Sono riportate le emissioni Scope 1 assolute e le emissioni Scope 1 specifiche rispetto alla produzione di materiale cementizio, sia lorde che nette.

Business cemento 2025 2024
Emissioni lorde assolute Scope 1 tCO₂eq/000 19.352 16.982
Emissioni nette assolute Scope 1 tCO₂eq/000 17.690 15.484
Emissioni lorde specifiche Scope 1 kgCO₂eq/tmateriale cementizio 615 650
Emissioni nette specifiche Scope 1 kgCO₂eq/tmateriale cementizio 562 593

Le emissioni nette rappresentano le emissioni di $\mathrm{CO}_{2}$ che provengono dai soli combustibili fossili, quindi escludono le emissioni derivate dalla parte fossile dei combustibili alternativi.

Tutte le emissioni non tengono in considerazione le emissioni derivate dalla combustione di biomassa, considerate neutrali perché compensate da un equivalente assorbimento, in tempi relativamente brevi, da parte della matrice organica.

img-2.jpeg

  • Specifiche di rendicontazione

Le emissioni relative al business cemento sono metriche entity-specific, riportate come disaggregazione rilevante dei dati rendicontati secondo ESRS E1. Sono incluse negli indicatori solo le emissioni dirette Scope 1 associate alla produzione cemento.


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TASSONOMIA

La tassonomia è un regolamento europeo entrato in vigore il 12 luglio 2020 con lo scopo di orientare gli investimenti finanziari verso attività economiche ecosostenibili. Per fare questo la tassonomia impone alle società finanziarie di dare evidenza del peso delle attività ecosostenibili nel loro portafoglio e alle società non finanziarie di fornire informazioni in merito a sei obiettivi ambientali:

  • mitigazione dei cambiamenti climatici;
  • adattamento ai cambiamenti climatici;
  • uso sostenibile e protezione delle risorse idriche e marine;
  • transizione verso un'economia circolare;
  • prevenzione e controllo dell'inquinamento;
  • protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi.

Le società non finanziarie coinvolte sono tutte quelle tenute alla pubblicazione della dichiarazione non finanziaria ai sensi della direttiva 2014/95/UE e riconducibili alle attività economiche definite "ammissibili" dal regolamento, tra cui la produzione del cemento. La tassonomia individua quattro condizioni che l'attività economica deve soddisfare per essere definita sostenibile dal punto di vista ambientale:

  • contribuire in modo sostanziale al raggiungimento di uno o più dei sei obiettivi ambientali;
  • non arrecare danno significativo a nessuno degli altri obiettivi ambientali;
  • soddisfare i minimi criteri di salvaguardia sociale;
  • rispettare i criteri di vaglio tecnico stabiliti dalla Commissione Europea.

A giugno 2021 è stato adottato il regolamento delegato (UE) 2021/2139, che copre i primi due obiettivi, ovvero mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici. Nel 2023, con il regolamento delegato (UE) 2023/2486, la Commissione ha fissato i criteri che riguardano i rimanenti quattro obiettivi ed ha revisionato i modelli di pubblicazione dei dati. Il regolamento delegato (UE) 2026/73, pubblicato a gennaio 2026, ha modificato ulteriormente la normativa includendo semplificazioni del contenuto, della presentazione delle informazioni e di determinati criteri di vaglio tecnico. Tali modifiche entrano obbligatoriamente in vigore per l'esercizio di bilancio 2026. Per continuità di narrativa e le necessarie tempistiche di implementazione delle modifiche recentemente inserite, le aziende possono far riferimento ai regolamenti delegati come applicabili al 31 dicembre 2025 per l'esercizio finanziario 2025. In linea con le prescrizioni e i modelli presentati negli atti delegati sopracitati, precedenti alle modifiche inserite dal regolamento delegato (UE) 2026/73, riportiamo nelle tabelle seguenti i dati di fatturato, spese in conto capitale e spese operative ammissibili e allineati rispetto all'attività complessiva. Nei grafici seguenti sono riassunte le percentuali complessive di allineamento e ammissibilità dell'azienda con una descrizione delle modalità di determinazione dei valori riportati.

Valutazione di ammissibilità e allineamento

Secondo quanto riportato negli atti delegati di cui sopra, delle attività di Buzzi la produzione di cemento (CCM 3.7) risulta ammissibile per quanto riguarda gli obiettivi di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici. La produzione di calcestruzzo e aggregati, altro settore operativo del gruppo, non risulta ad oggi incluso tra le attività ammissibili secondo il regolamento.

Esistono anche altre attività economiche ammissibili alla tassonomia all'interno delle linee di business di Buzzi, quali ad esempio "Installazione, manutenzione e riparazione di tecnologie per le energie rinnovabili", che tuttavia non sono state indicate separatamente ma incluse nell'attività economica produzione di cemento.

Per evitare il doppio conteggio, l'allineamento dell'attività produzione di cemento è stato valutato solo per l'obiettivo di mitigazione dei cambiamenti climatici, che per il nostro settore è quello più rilevante. A questo scopo, sono state sviluppate e diffuse specifiche linee guida a tutti i paesi del gruppo. In particolare, per quanto riguarda il fatturato l'analisi di allineamento ai criteri di vaglio tecnico è stata condotta a livello di singolo prodotto venduto da ciascun impianto. I trasferimenti interni al perimetro


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di gruppo sono stati considerati nel calcolo una sola volta per evitare un doppio conteggio e le vendite verso società del gruppo non sono state incluse per garantire coerenza con il fatturato consolidato.

Per la valutazione di Capex e Opex allineati, l'analisi è stata impostata per singolo impianto in base alla rispettiva quota di allineamento del fatturato dell'anno e alla previsione di allineamento dell'impianto ai criteri di vaglio tecnico al 2030 secondo la roadmap "Our Journey to Net Zero". Per questo motivo, ai fini di tale valutazione il piano di roadmap è stato considerato coincidente con il piano Capex previsto dal regolamento EU della tassonomia.

Do Not Significant Harm (DNSH)

Uno dei criteri per considerare un'attività allineata alla tassonomia è non arrecare danno significativo a nessuno degli altri obiettivi ambientali. Per questo è stato verificato, per ogni impianto, che la produzione di prodotti allineati soddisfi questo criterio, procedendo alla verifica dei requisiti riportati per ciascuno dei obiettivi nelle rispettive appendici A – E degli atti delegati sopra citati.

  • Adattamento ai cambiamenti climatici e protezione delle risorse idriche e marine: nel 2022 è stata svolta un'analisi per la valutazione della propria resilienza ai rischi climatici e idrici, considerando diversi scenari e orizzonti temporali, come descritto nel capitolo "Cambiamenti climatici" (informativa SBM-3, IRO-1) e "Acque e risorse marine". I risultati dell'analisi sono stati condivisi con il management e integrati nell'Enterprise Risk Management adottando, laddove necessario, opportune misure di mitigazione.
  • Prevenzione e controllo dell'inquinamento: ogni anno viene effettuato uno screening per verificare il rispetto dei limiti emissivi definiti dalle Best Available Techniques Associated Emissions Levels (BAT-AEL) per ciascun impianto del gruppo. Inoltre, l'azienda ha concluso che i criteri richiesti all'appendice C siano soddisfatti per l'attività produzione cemento. Per maggiori dettagli sulla gestione del tema, si rimanda al capitolo "Inquinamento".
  • Transizione verso un'economia circolare: non sono descritte richieste specifiche riguardo all'attività "Produzione di cemento", tuttavia varie azioni sono implementate dall'azienda per evitare di arrecare danni significativi rispetto a questo obiettivo. Maggiori dettagli sono riportati al capitolo "Uso delle risorse ed economia circolare".
  • Protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi: in linea con le prescrizioni delle autorità competenti, valutiamo gli impatti delle nostre attività estrattive considerando la vicinanza dei nostri siti ad aree protette e, se necessario, progettiamo misure di mitigazione e compensazione per la biodiversità. Maggiori dettagli sono riportati nel capitolo "Biodiversità ed ecosistemi".

Criteri minimi di salvaguardia

Per l'intera azienda sono stati verificati i criteri di salvaguardia sociale che si riferiscono al rispetto dei diritti umani e alla condotta imprenditoriale in riferimento all'anticorruzione, alla concorrenza leale e alla tassazione, sulla base degli standard minimi stabiliti dall'OCSE e dall'ONU. A questo scopo, nel 2023 Buzzi ha effettuato un'analisi delle proprie pratiche in materia di diritti umani al fine di verificare il livello di maturità dell'azienda. L'analisi è stata condotta sulla base del Corporate Human Rights Benchmark (CHRB), che fornisce una valutazione del modello di gestione dei diritti umani rispetto a cinque aree di misurazione. L'indagine ha evidenziato che Buzzi ha già in essere diverse procedure, pratiche e attività per la tutela dei diritti umani. Per quanto riguarda i cambi di perimetro, l'azienda si sta adoperando per integrare le politiche e le procedure aziendali vigenti nelle realtà di recente acquisizione e valuterà negli anni a seguire un'analisi integrativa di dettaglio. Per maggiori informazioni su politiche dell'azienda e informazioni su incidenti e denunce sul tema Diritti Umani vedere il capitolo "Forza lavoro propria" e "Lavoratori della catena del valore". Per maggiori informazioni sulla condotta dell'impresa in tema di anticorruzione e sulla concorrenza leale vedere il capitolo "Condotta delle imprese".


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img-3.jpeg FATTURATO

Il fatturato di gruppo ammissibile alla tassonomia risulta essere pari ai ricavi netti da clienti esterni, derivanti dalla vendita di cemento. Il fatturato ammissibile è stato confrontato con i ricavi netti consolidati (nota 7, bilancio consolidato), comprendenti anche le attività non ammissibili, come trasporto e vendita di calcestruzzo preconfezionato e aggregati naturali.

Il fatturato allineato per quanto riguarda gli obiettivi di mitigazione o adattamento risulta essere la quota del fatturato relativa alla produzione di prodotti ammissibili che hanno generato emissioni pari o inferiori alle soglie poste dalla tassonomia, ovvero 0,722 t CO₂ per tonnellata di clinker o 0,469 t CO₂ per tonnellata di cemento.

img-4.jpeg SPESE IN CONTO CAPITALE

Le spese in conto capitale per immobilizzazioni immateriali, immobili, impianti e macchinari e l'incremento delle attività in diritto d'uso relative alla produzione di cemento (rispettivamente alle note 19, 20 e 21 del bilancio consolidato) sono considerate ammissibili secondo la tassonomia. Le spese in conto capitale totali consolidate e l'incremento delle attività in diritto d'uso comprendono anche le spese in conto capitale in attività diverse dal cemento. Le spese in conto capitale allineate alla tassonomia sono la quota di spese in conto capitale ammissibili associate alla produzione di prodotti allineati. Inoltre, le spese in conto capitale ammissibili che rientrano nel perimetro della roadmap "Our Journey to Net Zero" sono considerate allineate a condizione che tali progetti rendano le attività economiche allineate alla tassonomia al 2030. Sono considerate allineate anche le spese in conto capitale ammissibili relative all'acquisto di beni che sono il risultato di una attività economica allineata.

img-5.jpeg SPESE OPERATIVE

Le spese operative ammissibili alla tassonomia riguardano i costi per i materiali di consumo, di manutenzione e riparazione, di ricerca e sviluppo correlati alla produzione di cemento. Le spese operative totali consolidate, inclusive dei costi relativi alle attività non ammissibili, sono presentate per i materiali di consumo e per i servizi di manutenzione e riparazione, rispettivamente alle note 9 e 10 del bilancio consolidato. Inoltre, è considerata la spesa per ricerca e sviluppo totale del gruppo pari a 37,3 milioni di €.

È allineata alla tassonomia la quota delle spese operative riguardanti la manutenzione di immobili, impianti e macchinari funzionali alla produzione dei prodotti allineati. Inoltre, sono considerati allineati i costi ammissibili relativi ai progetti rientranti nel perimetro della roadmap "Our Journey to Net Zero", a condizione che tali progetti siano funzionali a rendere le attività economiche allineate alla tassonomia al 2030. Sono considerate allineate anche le spese operative ammissibili relative all'acquisto di beni di produzione di un'attività economica allineata.

ALLINEATO AMMISSIBILE NON ALLINEATO NON AMMISSIBILE


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Esercizio finanziario 2025 Criteri per il contributo sostanziale Criteri per "non arrecare un danno significativo"
Codice(a) Fatturato Quota del fatturato 2025 Mitigazione dei cambiamenti climatici Adattamento ai cambiamenti climatici Acqua Inquinamento Economia circolare Biodiversità Mitigazione dei cambiamenti climatici Adattamento ai cambiamenti climatici Acqua Inquinamento Economia circolare Biodiversità Garanzie minime di salvaguardia Quota di fatturato allineata (A.1) o ammissibile (A.2) alla Tassonomia 2024 Categoria attività abilitante Categoria attività di transizione

A. Attività ammissibili alla Tassonomia

A.1. Attività ecosostenibili (allineate alla Tassonomia)

€ m % Si; No; N/AM (c) Si; No; N/AM (c) Si; No; N/AM (c) Si; No; N/AM (c) Si; No; N/AM (c) Si; No; N/AM (c) Si; No; N/AM (c) Si/No Si/No Si/No Si/No Si/No Si/No % A T
Produzione di cemento CCM 3.7 231 5,1% Si No N/AM N/AM N/AM N/AM Si Si Si Si Si Si Si 4,9% T
Fatturato attività ecosostenibili (allineate alla Tassonomia) (A.1) 231 5,1% 5,1% 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Si Si Si Si Si Si Si 4,9%
Di cui abilitanti 0 0,0% 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 A
Di cui di transizione 231 5,1% 5,1% Si Si Si Si Si Si Si 4,9% T

A.2. Attività ammissibili alla Tassonomia ma non ecosostenibili (attività non allineate alla Tassonomia)

€ m % AM; N/AM AM; N/AM AM; N/AM AM; N/AM AM; N/AM AM; N/AM %
Produzione di cemento CCM 3.7 2.725 60,3% AM AM N/AM N/AM N/AM N/AM 59,2%
Fatturato attività ammissibili ma non ecosostenibili (attività non allineate alla Tassonomia) (A.2) 2.725 60,3% 60,3% 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 59,2%
A. Fatturato attività ammissibili alla tassonomia (A.1+A.2) 2.955 65,4% 65,4% 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 64,1%

B. Attività non ammissibili alla Tassonomia

€ m %
Fatturato delle attività non ammissibili alla Tassonomia (B) 1.564 34,6%
Totale 4.519 100,0%

(a) Il codice contiene l'abbreviazione dell'obiettivo al quale l'attività economica può apportare un contributo sostanziale, e il numero della sezione dell'attività nel corrispondente allegato dell'obiettivo, vale a dire:

  • mitigazione dei cambiamenti climatici: CCM
  • adattamento ai cambiamenti climatici: CCA
  • acque e risorse marine: WTR
  • economia circolare: CE
  • prevenzione e riduzione dell'inquinamento: PPC
  • biodiversità ed ecosistemi: BIO (b) Si - L'attività è ammissibile alla tassonomia e allineata alla tassonomia riguardo all'obiettivo ambientale pertinente No - L'attività è ammissibile alla tassonomia ma non è allineata alla tassonomia riguardo all'obiettivo ambientale pertinente AM - Attività ammissibile alla tassonomia per l'obiettivo pertinente N/AM - Non ammissibile; l'attività non è ammissibile alla tassonomia per l'obiettivo pertinente
Quota di fatturato/Fatturato totale
Allineata alla tassonomia per obiettivo Ammissibile alla tassonomia per obiettivo
Mitigazione dei cambiamenti climatici (CCM) 5,1% 65,4%
Adattamento ai cambiamenti climatici (CCA) 0,0% 0,0%
Acqua (WTR) 0,0% 0,0%
Inquinamento (CE) 0,0% 0,0%
Economia circolare (PPC) 0,0% 0,0%
Biodiversità (BIO) 0,0% 0,0%

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[ RENDICONTAZIONE CONSOLIDATA DI SOSTENIBILITÀ ]

Esercizio finanziario 2025 Criteri per il contributo sostanziale Criteri per "non arrecare un danno significativo"
Codice(a) CapEx Quota di CapEx 2025 Mitigazione dei cambiamenti climatici Adattamento ai cambiamenti climatici Acqua Inquinamento Economia circolare Biodiversità Mitigazione dei cambiamenti climatici Adattamento ai cambiamenti climatici Acqua Inquinamento Economia circolare Biodiversità Garanzie minime di salvaguardia Quota di CapEx allineata (A.1) o ammissibile (A.2) alla Tassonomia 2024 Categoria attività abilitante Categoria attività di transizione

A. Attività ammissibili alla Tassonomia

A.1. Attività ecosostenibili (allineate alla Tassonomia)

€ m % Si; No; N/AM (b) Si; No; N/AM (c) Si; No; N/AM (d) Si; No; N/AM (e) Si; No; N/AM (f) Si; No; N/AM (g) Si/No Si/No Si/No Si/No Si/No Si/No % A T
Produzione di cemento CCM 3.7 40 8,1% Si No N/AM N/AM N/AM N/AM Si Si Si Si Si Si 10,1% T
CapEx delle attività ecosostenibili (allineate alla Tassonomia) (A.1) 40 8,1% 8,1% 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Si Si Si Si Si Si 10,1%
Di cui abilitanti 0 0,0% 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 A
Di cui di transizione 40 8,1% 8,1% Si Si Si Si Si Si 10,1% T

A.2. Attività ammissibili alla Tassonomia ma non ecosostenibili (attività non allineate alla Tassonomia)

€ m % AM; N/AM AM; N/AM AM; N/AM AM; N/AM AM; N/AM AM; N/AM %
Produzione di cemento CCM 3.7 329 66,9% AM AM N/AM N/AM N/AM N/AM 68,8%
CapEx delle attività ammissibili ma non ecosostenibili (attività non allineate alla Tassonomia) (A.2) 329 66,9% 66,9% 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 68,8%
A. CapEx delle attività ammissibili alla tassonomia (A.1 + A.2) 369 75,0% 75,0% 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 79,0%

B. Attività non ammissibili alla Tassonomia

€ m %
CapEx delle attività non ammissibili alla Tassonomia (B) 123 25,0%
Totale 492 100,0%

(a) Il codice contiene l'abbreviazione dell'obiettivo al quale l'attività economica può apportare un contributo sostanziale, e il numero della sezione dell'attività nel corrispondente allegato dell'obiettivo, vale a dire:

  • mitigazione dei cambiamenti climatici: CCM
  • adattamento ai cambiamenti climatici: CCA
  • acque e risorse marine: WTR
  • economia circolare: CE
  • prevenzione e riduzione dell'inquinamento: PPC
  • biodiversità ed ecosistemi: BIO (b) Si – L'attività è ammissibile alla tassonomia e allineata alla tassonomia riguardo all'obiettivo ambientale pertinente No – L'attività è ammissibile alla tassonomia ma non è allineata alla tassonomia riguardo all'obiettivo ambientale pertinente AM – Attività ammissibile alla tassonomia per l'obiettivo pertinente N/AM – Non ammissibile; l'attività non è ammissibile alla tassonomia per l'obiettivo pertinente
Quota di CapEx/CapEx totali
Allineata alla tassonomia per obiettivo Ammissibile alla tassonomia per obiettivo
Mitigazione dei cambiamenti climatici (CCM) 8,1% 75,0%
Adattamento ai cambiamenti climatici (CCA) 0,0% 0,0%
Acqua (WTR) 0,0% 0,0%
Inquinamento (CE) 0,0% 0,0%
Economia circolare (PPC) 0,0% 0,0%
Biodiversità (BIO) 0,0% 0,0%

Teleborsa: distribution and commercial use strictly prohibited

emarket

edn

sionage

CERTIFIED

[ RENDICONTAZIONE CONSOLIDATA DI SOSTENIBILITÀ ]

Esercizio finanziario 2025 Criteri per il contributo sostanziale Criteri per "non arrecare un danno significativo"
Codice OpEx Quota di OpEx 2025 Mitigazione dei cambiamenti climatici Adattamento ai cambiamenti climatici Acqua Inquinamento Economia circolare Biodiversità Mitigazione dei cambiamenti climatici Adattamento ai cambiamenti climatici Acqua Inquinamento Economia circolare Biodiversità Garanzie minime di salvaguardia Quota di OpEx allineata (A.1) o ammissibile (A.2) alla Tassonomia 2024 Categoria attività abilitante Categoria attività di transizione

A. Attività ammissibili alla Tassonomia

A.1. Attività ecosostenibili (allineate alla Tassonomia)

€ m % Si; No; N/AM in Si; No; N/AM in Si; No; N/AM in Si; No; N/AM in Si; No; N/AM in Si; No; N/AM in Si; No Si/No Si/No Si/No Si/No Si/No % A T
Produzione di cemento CCM 3.7 28 5,8% Si No N/AM N/AM N/AM N/AM Si Si Si Si Si Si 5,8% T
OpEx delle attività ecosostenibili (allineate alla Tassonomia) (A.1) 28 5,8% 5,8% 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Si Si Si Si Si Si 5,8%
Di cui abilitanti 0 0,0% 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 A
Di cui di transizione 28 5,8% 5,8% Si Si Si Si Si Si 5,8% T

A.2. Attività ammissibili alla Tassonomia ma non ecosostenibili (attività non allineate alla Tassonomia)

€ m % AM; N/AM AM; N/AM AM; N/AM AM; N/AM AM; N/AM AM; N/AM %
Produzione di cemento CCM 3.7 318 66,6% AM AM N/AM N/AM N/AM N/AM 66,0%
OpEx delle attività ammissibili ma non ecosostenibili (attività non allineate alla Tassonomia) (A.2) 318 66,6% 66,6% 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 66,0%
A. OpEx delle attività ammissibili alla tassonomia (A.1+A.2) 346 72,4% 72,4% 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 71,7%

B. Attività non ammissibili alla Tassonomia

€ m %
OpEx delle attività non ammissibili alla Tassonomia (B) 132 27,6%
Totale 478 100,0%

(a) Il codice contiene l'abbreviazione dell'obiettivo al quale l'attività economica può apportare un contributo sostanziale, e il numero della sezione dell'attività nel corrispondente allegato dell'obiettivo, vale a dire:

  • mitigazione dei cambiamenti climatici: CCM
  • adattamento ai cambiamenti climatici: CCA
  • acque e risorse marine: WTR
  • economia circolare: CE
  • prevenzione e riduzione dell'inquinamento: PPC
  • biodiversità ed ecosistemi: BIO

(b) Si – L'attività è ammissibile alla tassonomia e allineata alla tassonomia riguardo all'obiettivo ambientale pertinente No – L'attività è ammissibile alla tassonomia ma non è allineata alla tassonomia riguardo all'obiettivo ambientale pertinente AM – Attività ammissibile alla tassonomia per l'obiettivo pertinente N/AM – Non ammissibile; l'attività non è ammissibile alla tassonomia per l'obiettivo pertinente

Quota di OpEx/OpEx totali
Allineata alla tassonomia per obiettivo Ammissibile alla tassonomia per obiettivo
Mitigazione dei cambiamenti climatici (CCM) 5,8% 72,4%
Adattamento ai cambiamenti climatici (CCA) 0,0% 0,0%
Acqua (WTR) 0,0% 0,0%
Inquinamento (CE) 0,0% 0,0%
Economia circolare (PPC) 0,0% 0,0%
Biodiversità (BIO) 0,0% 0,0%

Attività legate all'energia nucleare

1. L'impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso la ricerca, lo sviluppo, la dimostrazione e la realizzazione di impianti innovativi per la generazione di energia elettrica che producono energia a partire da processi nucleari con una quantità minima di rifiuti del ciclo del combustibile. NO
2. L'impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso la costruzione e l'esercizio sicuro di nuovi impianti nucleari per la generazione di energia elettrica o calore di processo, anche a fini di teleriscaldamento o per processi industriali quali la produzione di idrogeno, e miglioramenti della loro sicurezza, con l'ausilio delle migliori tecnologie disponibili. NO
3. L'impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso l'esercizio sicuro di impianti nucleari esistenti che generano energia elettrica o calore di processo, anche per il teleriscaldamento o per processi industriali quali la produzione di idrogeno a partire da energia nucleare, e miglioramenti della loro sicurezza. NO
Attività legate ai gas fossili
4. L'impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso la costruzione o la gestione di impianti per la produzione di energia elettrica che utilizzano combustibili gassosi fossili. NO
5. L'impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso la costruzione, la riqualificazione e la gestione di impianti di generazione combinata di calore/freddo ed energia elettrica che utilizzano combustibili gassosi fossili. NO
6. L'impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso la costruzione, la riqualificazione e la gestione di impianti di generazione di calore che producono calore/freddo utilizzando combustibili gassosi fossili. NO

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INQUINAMENTO

I NOSTRI IMPATTI, RISCHI E OPPORTUNITÀ RILEVANTI
Impatti negativi • Emissioni di SO₂, NOx e microinquinanti in atmosfera
• Emissioni di polveri in atmosfera

La produzione di cemento comporta l'emissione in atmosfera di alcuni inquinanti, tra cui principalmente le polveri sospese, gli ossidi di azoto (NO e NO₂) e gli ossidi di zolfo (SO₂).

La presenza di tali inquinanti viene monitorata in modo differente in base al tipo di inquinante e alle richieste legislative locali, in modo da garantire che le concentrazioni rientrino nei limiti stabiliti dalla normativa vigente. Questi controlli sono fondamentali per una gestione responsabile delle emissioni e una costante ricerca di soluzioni tecnologiche per minimizzarle.

|| E2_IRO-1

Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti legati all'inquinamento

Il nostro approccio per determinare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti è descritto nella sezione "Informazioni generali" (informative SBM-2, SBM-3, IRO-1), insieme al coinvolgimento degli stakeholder. Per il tema "Inquinamento" abbiamo identificato due impatti negativi rilevanti a livello delle nostre attività riguardanti le emissioni in atmosfera.

|| E2-1 || E2_MDR-P

Politiche relative all'inquinamento

Come descritto nel Codice di Condotta, Buzzi, pur non avendo una politica specifica relativa all'inquinamento, si impegna a condurre le proprie attività nel pieno rispetto delle leggi e delle norme volte alla tutela dell'ambiente e all'uso sostenibile delle risorse naturali. Nel 2025 è stata emessa una linea guida di gruppo riguardante il monitoraggio delle emissioni in atmosfera, con l'intento di stabilire condizioni minime armonizzate per il monitoraggio degli inquinanti e il calcolo delle emissioni, al fine di garantire una migliore qualità della rendicontazione delle emissioni in atmosfera. In particolare, la linea guida identifica un set univoco di inquinanti e le relative modalità di quantificazione da adottare per tutti gli stabilimenti. In futuro, si valuterà l'introduzione di una politica specifica in tema di riduzione delle emissioni.


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|| E2-2 || E2_MDR-A

Azioni e risorse connesse all'inquinamento

Ogni paese intraprende azioni specifiche per la gestione dell'inquinamento, in base alle proprie necessità e caratteristiche. Di seguito sono riportate alcune azioni chiave attuate in diverse aree del gruppo:

Azioni chiave Orizzonti temporali Ambito Principali risultati
Installazione o ammodernamento di sistemi di contenimento delle polveri diffuse In corso/completato Siti produzione cemento in Italia, Germania e Repubblica Ceca I progetti del 2024 in Italia sono stati completati, ed è stato iniziato un nuovo progetto in un diverso impianto. Il progetto in Germania è in corso, con previsione di completamento nel 2026. Due nuovi progetti sono stati avviati in Repubblica Ceca per il 2026.
Installazione, ammodernamento e manutenzione di sistemi di abbattimento delle polveri di processo In corso/completato Vari siti di produzione cemento in tutto il gruppo Vari progetti in Italia e Polonia sono stati completati, portando a una riduzione delle emissioni specifiche rispettivamente del 6% e del 33%, mentre altri progetti sono in corso. In un impianto negli Stati Uniti, i test iniziali mostrano che la modifica del filtro permetterà una significativa riduzione delle emissioni di polveri.
Potenziamento del sistema di abbattimento delle emissioni di mercurio e NOx In corso Siti di produzione cemento in Italia e in Germania I progetti sono ancora in corso ed eventuali aggiornamenti saranno forniti nei prossimi esercizi.

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§ 2-3 | E2_MDR-T

Obiettivi connessi all'inquinamento

Il gruppo non ha attualmente stabilito obiettivi riguardanti l'inquinamento relativi a impatti, rischi e opportunità risultati rilevanti. Tuttavia, nella definizione delle proprie strategie Buzzi valuta sempre le tematiche ambientali prediligendo l'utilizzo di processi, tecnologie e materiali che limitino gli impatti negativi anche in termini di emissioni di inquinanti.

§ 2-4

Inquinamento dell'aria

Buzzi adotta sistemi di monitoraggio in continuo delle emissioni (SME) per misurare i principali inquinanti, tra cui polveri, ossidi di azoto (NOx), biossido di zolfo (SO₂) e mercurio (Hg). L'utilizzo di SME permette una maggiore conoscenza dell'assetto emissivo da parte degli operatori, che possono in ogni istante visualizzare i dati e intervenire tempestivamente sul processo. Inoltre, rappresenta una garanzia per gli organi di controllo e per gli altri stakeholder interessati a dati affidabili e tracciabili.

Con riferimento alla produzione di clinker del 2025, la copertura del monitoraggio in continuo è la seguente: polveri al 71% (66% l'anno precedente), NOx al 94% (95% l'anno precedente), SO₂ all'90% (88% l'anno precedente) e Hg al 44% (53% l'anno precedente). Gli altri inquinanti sono monitorati con diversa frequenza in modo discontinuo, in base alle richieste della legislazione locale.

I dati relativi agli inquinanti emessi in atmosfera vengono gestiti localmente e raccolti centralmente a livello di gruppo attraverso un database di gruppo.

L'informativa seguente riguarda gli inquinanti elencati nell'allegato II del regolamento (CE) n. 166/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio (ad eccezione dei gas ad effetto serra, già trattati nel capitolo "Cambiamenti climatici"), ed include solo le quantità consolidate dei complessi che superano i valori indicati nell'allegato II di tale regolamento. Poiché non tutti gli inquinanti sono rilevanti per il settore cemento, abbiamo definito un set minimo di inquinanti comune a tutti i paesi europei soggetti alla rendicontazione sul registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti (E-PRTR – regolamento (CE) n. 166/2006). Abbiamo poi esteso questo set minimo anche ai paesi non europei del gruppo.

I numeri comunicati si basano su diversi metodi di misura o su metodologie di stima, così come previsto dal regolamento (CE) n. 166/2006. A seconda delle tecnologie disponibili in ciascun impianto, le emissioni sono state valutate:

  • con monitoraggio continuo, utilizzando la media delle concentrazioni orarie o semi-orarie misurate;
  • con monitoraggio discontinuo, utilizzando la media delle concentrazioni misurate durante l'anno o la misurazione più recente disponibile;
  • attraverso stime, laddove il monitoraggio non fosse previsto da richieste normative, applicando fattori di emissione rispetto alla produzione e al tipo di impianto.

Maggiori dettagli sui metodi utilizzati sono riportati nelle Specifiche di rendicontazione.


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Il confronto con i valori relativi all'anno 2024 risulta poco agevole in quanto i dati pubblicati, secondo le richieste dello standard, fanno riferimento alle emissioni assolute esclusivamente degli impianti che superano i valori indicati dal regolamento (CE) n. 166/2006 nell'anno di riferimento, senza tener conto dei quantitativi specifici sulla produzione di ciascuna cementeria.

Emissioni in atmosfera (consolidate secondo ESRS E2) 2025 2024
Particolato (PM10) t 871 509
Ossidi di azoto (NOx come NO2) t 27.423 23.632
Ossidi di zolfo (SOx come SO2) t 4.516 3.021
Monossido di carbonio (CO) t 32.717 23.625
Ammoniaca (NH3) t 742 646
Cloro e composti inorganici (come HCl) t 35 11
Fluoro e composti inorganici (come HF) t 8 0
Bifenili policlorurati (PCBs) mg 0 0
PCDD + PCDF (diossine + furani) mg 1.019 301
Arsenico e composti (come As) kg 319 63
Cadmio e composti (come Cd) kg 0 11
Cromo e composti (come Cr) kg 8.265 2.250
Rame e composti (come Cu) kg 0 15.913
Mercurio e composti (come Hg) kg 215 430
Nichel e composti (come Ni) kg 4.580 633
Piombo e composti (come Pb) kg 735 0

Specifiche di rendicontazione

L'informativa sulle sostanze inquinanti consolida, come previsto dall'ESRS E2, le quantità annuali emesse dagli impianti di produzione cemento del gruppo valutate in base ai criteri di comunicazione stabiliti dal regolamento E-PRTR. Le quantità annuali considerano le emissioni totali dell'impianto, indipendentemente dal numero di punti di emissione previsti dalle autorizzazioni ambientali.

I numeri riportati derivano da misure in continuo, da campionamenti periodici o da stime fatte localmente. In quest'ultimo caso, i fattori emissivi possono essere stimati da misurazioni passate o provenire da specifiche banche dati, come lo US EPA AP-42 negli Stati Uniti.

In caso di assenza di queste informazioni, le emissioni di inquinanti sono state stimate individuando, per ciascun inquinante, un fattore di emissione calcolato come il $75^{\circ}$ percentile delle emissioni specifiche degli altri impianti del gruppo. Tale fattore è stato moltiplicato per la produzione di clinker dell'impianto e la quantità così ottenuta è stata confrontata con la soglia prevista dal registro E-PRTR. Nel caso delle emissioni di $\mathsf{PM}_{10}$, dove non venisse fornito un dato localmente, queste sono state stimate come percentuale delle emissioni di polveri totali, misurate in continuo o discontinuo.

La possibilità di stimare le emissioni di inquinanti è prevista dallo standard ESRS E2. I valori di emissioni stimati localmente o sulla base della media del gruppo hanno un maggiore livello di incertezza rispetto alle misure in continuo o discontinuo.


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Rumore

In questo paragrafo sono riportate metriche entity-specific riguardo il monitoraggio del rumore.

I sistemi di gestione ambiente e sicurezza implementati da Buzzi prevedono il monitoraggio periodico dei valori di rumore emesso dai propri impianti e percepito all'esterno. Questa attività permette l'individuazione di eventuali criticità e l'avvio di relativi investimenti mirati, con particolare attenzione alle cementerie vicine o all'interno di centri abitati.

Rumore 2025 2024
Copertura monitoraggio rumore % 61 58

Nel 2025, il numero di cementerie a ciclo completo in cui è stata svolta un'attività di monitoraggio delle emissioni acustiche è aumentato a livello gruppo, passando da 18 a 19 stabilimenti su 31 ed è stato pari al 100% dei siti in Italia, Repubblica Ceca, Russia e Brasile.

A seguito delle attività di monitoraggio, sono stati effettuati interventi migliorativi come, ad esempio, l'installazione di pannellature fonoassorbenti e di silenziatori; l'utilizzo di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) idonei permette inoltre di ridurre l'esposizione alle emissioni acustiche del personale sia all'interno dei reparti che sui piazzali.

  • Specifiche di rendicontazione

Il numero delle cementerie che svolgono il monitoraggio del rumore è determinato considerando quelle a ciclo completo in cui è stata svolta almeno un'attività di monitoraggio nell'anno di riferimento.


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ACQUE E RISORSE MARINE

I NOSTRI IMPATTI, RISCHI E OPPORTUNITÀ RILEVANTI

Impatti negativi

  • Prelievi idrici in aree a stress idrico

L'acqua è una risorsa fondamentale per tutte le nostre attività produttive. Il consumo di acqua nel ciclo tecnologico del cemento è dovuto principalmente al condizionamento dei gas caldi dei forni, all'abbattimento della temperatura durante la macinazione del cemento, al raffreddamento degli organi motore e alla riduzione della polverosità diffusa negli impianti. Il consumo aumenta nel caso di impianti di produzione con processi a via umida e semi-umida.

Per la produzione di calcestruzzo l'acqua è un ingrediente indispensabile, utilizzata per il lavaggio degli aggregati, la pulizia dei veicoli, oltre che come materia prima necessaria per la produzione.

Per tali utilizzi, ciascun impianto è autorizzato a prelevare e/o scaricare determinati quantitativi di acqua. In questo contesto, l'utilizzo di acqua piovana e recuperata per la pulizia e per il processo di produzione sta diventando sempre più importante: parte dell'acqua evapora durante l'utilizzo e viene rilasciata in atmosfera, tuttavia, l'acqua utilizzata per determinati processi (ad esempio, il lavaggio dei veicoli) viene riciclata con sempre maggiore efficienza.

|| E3_IRO-1

Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti legati alle acque e alle risorse marine

Il nostro approccio per determinare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti è descritto nella sezione "Informazioni generali" (informativa IRO-1). Per il tema "Acque e risorse marine" abbiamo identificato un impatto negativo rilevante a livello delle nostre attività.

Gli interessi e le opinioni degli stakeholder sono stati tenuti in considerazione come descritto nella sezione "Informazioni generali" (informativa SBM-2). Inoltre, nell'individuazione degli impatti è stata valutata anche la localizzazione dei nostri impianti, per identificare le aree a maggior rischio di stress idrico.

|| E3-1 || E3_MDR-P

Politiche connesse alle acque e alle risorse marine

Il gruppo rispetta i principi dettagliati nel Codice di Condotta, tra cui il rispetto dell'ambiente, impegnandosi a condurre le proprie attività nel pieno rispetto delle leggi e delle norme volte alla tutela dell'ambiente e all'uso sostenibile delle risorse naturali. Per quanto riguarda l'utilizzo e il prelievo di risorse idriche, Buzzi non ha una politica specifica ma la possibilità di introdurla verrà valutata in futuro. Maggiori informazioni sul Codice di Condotta, responsabilità, modalità di diffusione e attività di formazione ad esso relative sono presentate al capitolo "Condotta delle imprese" (informativa G1-1).

|| E3-2 || E3_MDR-A

Azioni e risorse connesse alle acque e alle risorse marine

Ogni paese intraprende azioni specifiche per la gestione delle risorse idriche, in base alle proprie necessità e caratteristiche.


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[ RENDICONTAZIONE CONSOLIDATA DI SOSTENIBILITÀ ]

Di seguito sono riportate alcune azioni chiave attuate in diverse aree del gruppo:

Azioni chiave Orizzonti temporali Ambito Principali risultati
Installazione e adeguamento di sistemi di raccolta e trattamento delle acque meteoriche e sistemi per il recupero delle acque di processo Completato Siti italiani e brasiliani di produzione cemento, inclusi siti in aree ad elevato stress idrico Vari progetti di recupero dell'acqua e di gestione e raccolta acque meteoriche sono conclusi e operativi. Per esempio, lo stabilimento brasiliano di Arcos ha aumentato il suo utilizzo di acqua meteorica dal 30,5% nel 2024 al 38% nel 2025.
Installazione di sistemi di misurazione dell'acqua per monitorare i prelievi e i consumi Completato Siti di produzione calcestruzzo in Repubblica Ceca È in corso la configurazione e il collaudo dei sistemi di misurazione negli impianti di calcestruzzo.
Rinnovo o introduzione di sistemi di trasporto e pompaggio dell'acqua In corso/completato Siti di produzione cemento e calcestruzzo Nuovi sistemi di trasporto e pompaggio dell'acqua sono stati introdotti in Polonia e in Italia, e sono attualmente operativi.
Dragaggio dei bacini di ritenzione di acqua piovana per avere maggiore disponibilità d'acqua da utilizzare nel processo 2030 Sito di produzione cemento in Repubblica Ceca L'attività di dragaggio è stata posticipata.
Installazione di sistemi di monitoraggio della densità dell'acqua riciclata 2026 Siti di produzione calcestruzzo in Germania Diversi impianti di betonaggio hanno completato o hanno in programma l'implementazione di sistemi di monitoraggio della densità, con l'obiettivo di aumentare e ottimizzare l'utilizzo di acqua riciclata nella produzione di calcestruzzo.

Tutte le azioni elencate hanno l'obiettivo generale di ridurre il prelievo di acqua, migliorare l'efficienza idrica e incrementare la quantità di acqua recuperata nel processo di produzione.

|| E3-3 || E3_MDR-T

Obiettivi connessi alle acque e alle risorse marine

Attualmente, l'azienda non ha stabilito obiettivi riguardanti le risorse idriche relativi a impatti, rischi e opportunità risultati rilevanti. Tuttavia, in ragione del previsto aumento delle zone esposte a stress idrico, Buzzi monitora i propri consumi e adotta sistemi di raccolta, trattamento e ricircolo delle acque, come descritto nella tabella delle Azioni all'informativa precedente.

|| E3-4

Consumo idrico

I dati relativi alla gestione dell'acqua sono monitorati secondo le linee guida fornite dalla società capogruppo a tutte le sue controllate. Nello specifico, Buzzi ha sviluppato nel 2023 una linea guida per il monitoraggio del consumo di acqua negli impianti di produzione del calcestruzzo, mentre una linea guida per il monitoraggio del consumo di acqua negli impianti cemento era già in vigore dal 2021.


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Consumo di acqua 2025 2024
Acqua prelevata m³/000 26.918 24.952
di cui acqua piovana recuperata m³/000 1.629 1.620
Acqua scaricata m³/000 14.641 13.361
Acqua totale consumata m³/000 12.277 11.591
di cui in aree a stress idrico m³/000 5.316 4.358
Intensità di consumo idrico m³/migliaia di € 2,7 2,7

Lo stress idrico fa riferimento alla capacità o incapacità di soddisfare la richiesta di acqua sia umana che ecologica ed è misurato dal rapporto tra il prelievo idrico totale e le risorse disponibili di acqua, provenienti da fonti superficiali e sotterranee, in una determinata area.

Considerando tutte le attività del gruppo, il consumo di acqua in aree ad alto o molto alto rischio di stress idrico corrisponde al 43% del totale.

Rispetto ai dati 2024, presentati per confronto, le principali differenze sono dovute al cambiamento di perimetro societario. Maggiori dettagli sulla variazione dell'area di consolidamento sono riportati alla nota 5 del bilancio consolidato.

* Specifiche di rendicontazione

L'acqua prelevata è definita come quantità d'acqua rimossa da un sistema e temporaneamente o permanentemente non disponibile per altri usi. Include solo l'acqua destinata a fini industriali, compresa l'acqua piovana recuperata. L'acqua piovana recuperata è l'acqua prelevata e riutilizzata per uso industriale da vasche di stoccaggio in cui viene raccolta l'acqua meteorica. Attualmente include solo l'acqua raccolta in impianti di produzione cemento.

A fini produttivi, il gruppo adotta sistemi di raccolta e ricircolo delle acque, con l'obiettivo di aumentare l'efficienza idrica e ridurre i prelievi. La contabilizzazione dei quantitativi stoccati e ricircolati all'interno di tali sistemi chiusi potrebbe risultare in doppi conteggi e, per questo motivo, il gruppo fornisce informativa specifica solo dell'acqua piovana recuperata.

L'acqua scaricata è la quantità d'acqua utilizzata per scopi industriali che viene rilasciata nell'ambiente con parametri quantitativi e qualitativi definiti dalle normative locali (con autorizzazione allo scarico).

Le quantità riportate come acqua prelevata e scaricata sono raccolte per ciascun impianto a livello locale secondo le linee guida di gruppo che definiscono la necessità di utilizzare preferibilmente dati derivati da misurazione e, solo in assenza di questi, ricorrere ad una stima del dato.

L'acqua consumata viene calcolata come differenza tra l'acqua prelevata e l'acqua scaricata.

L'intensità idrica è calcolata come rapporto tra l'acqua consumata e i ricavi netti totali dell'azienda, in conformità con ESRS E3-4.

Gli impianti in aree ad elevato stress idrico sono stati determinati considerando gli impianti di produzione cemento (inclusi i centri di macinazione), le centrali di betonaggio e le cave di aggregati di tutto il gruppo. Per la valutazione è stato utilizzato l'Aqueduct Tool (WRI). Sono state considerate aree a stress idrico quelle in cui il rapporto tra la richiesta e la disponibilità d'acqua risultasse alta (40-80%) o molto alta (>80%).


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Business cemento

Consumo di acqua nella produzione di cemento 2025 2024
Acqua prelevata m³/000 20.929 18.632
Acqua scaricata m³/000 12.693 11.110
Acqua totale consumata m³/000 8.237 7.522
di cui in aree a stress idrico m³/000 3.103 2.199
Intensità di consumo idrico m³/migliaia di € 2,5 2,5
Consumo specifico di acqua l/t materiale cementizio 262 288

Nell'ambito della produzione di cemento, alcuni dei siti produttivi localizzati in Italia, Germania, Russia, Stati Uniti ed Emirati Arabi Uniti si trovano in aree a stress idrico. Questi siti sono responsabili del 38% del consumo di acqua per la produzione di cemento.

Il consumo specifico di acqua rispetto alla produzione di materiale cementizio risulta in calo rispetto agli anni precedenti (281 l/t materiale cementizio nel 2023, 288 l/t materiale cementizio nel 2024). Tale riduzione è dovuta soprattutto all'esclusione dal perimetro di consolidamento degli impianti in Ucraina, che utilizzavano forni a via umida.

* Specifiche di rendicontazione

Il consumo di acqua nella produzione di cemento è fornito come informativa aggiuntiva specifica per l'azienda (entity-specific). Sono considerati tutti gli impianti di produzione cemento del gruppo, inclusi i centri di macinazione.

L'intensità di consumo idrico nella produzione di cemento è calcolata come rapporto tra l'acqua consumata negli impianti di produzione cemento e i ricavi netti derivati dalla vendita di cemento, descritti nella nota 7 del bilancio consolidato.

Il dato di consumo specifico di acqua è calcolato rispetto alla produzione di materiale cementizio, che è definito come: tutto il clinker prodotto, più il gesso, più tutti i materiali eventualmente miscelati con il clinker per produrre i cementi e/o i leganti (ad esempio calcari, loppe, ceneri volanti, pozzolane, polveri di processo). Sono inclusi nel materiale cementizio eventuali quantità di componenti minerali (loppe, ceneri volanti e pozzolane) processati e venduti separatamente come sostituti del cemento. È invece escluso il clinker acquistato da terzi e usato per la produzione dei cementi e/o leganti.


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BIODIVERSITÀ ED ECOSISTEMI

I NOSTRI IMPATTI, RISCHI E OPPORTUNITÀ RILEVANTI
Impatti negativi • Cambiamento di uso del suolo con diminuzione della biodiversità e peggioramento degli ecosistemi (degrado del suolo, desertificazione o impermeabilizzazione del suolo)

La produzione del cemento e del calcestruzzo impiega significativi quantitativi di materie prime in gran parte naturali. L'attività di estrazione delle materie prime naturali e, di conseguenza, le modifiche della morfologia del territorio possono avere un impatto sull'ambiente e sulla biodiversità.

Nel 2025 Buzzi ha operato, direttamente o tramite aziende terze incaricate della gestione del sito, in 85 cave di estrazione di materie prime, specialmente calcare e argilla, da cui rifornisce i propri impianti di produzione.

E4_IRO-1 E4_SBM-3

Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti connessi alla biodiversità e agli ecosistemi e la loro interazione con la strategia e il modello aziendale

Il nostro approccio per determinare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti è descritto nella sezione "Informazioni generali" (informative SBM-2, SBM-3, IRO-1), insieme ai processi di coinvolgimento degli stakeholder, tra cui le comunità locali, per tener conto dei loro punti di vista. Nello specifico, per quanto riguarda la biodiversità sono stati identificati e valutati impatti, rischi ed opportunità relativi alle nostre attività manufatturiere ed estrattive per la produzione di cemento e calcestruzzo. Pur configurandosi situazioni differenti sito per sito, riteniamo che impatti simili possano presentarsi anche presso i nostri fornitori di materie prime.

I nostri business dipendono dalla disponibilità di materie prime come calcare, argilla e aggregati. Le attività funzionali alla loro estrazione hanno un impatto diretto e indiretto sulla biodiversità. Per il tema "Biodiversità ed ecosistemi" abbiamo identificato un impatto potenziale negativo in relazione al cambio d'uso del suolo nei siti di estrazione tipici quali cave e miniere. Maggiori informazioni sulla localizzazione e le caratteristiche dei siti considerati sono riportate all'informativa E4-5, "Metriche d'impatto relative ai cambiamenti della biodiversità e degli ecosistemi".

E4-1

Piano di transizione e attenzione alla biodiversità e agli ecosistemi nella strategia e nel modello aziendale

La valutazione di rilevanza, descritta in dettaglio al capitolo "Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità" (informativa IRO-1), non ha evidenziato rischi fisici, di transizione e sistematici relativi alla biodiversità e agli ecosistemi. Di conseguenza l'azienda non ha predisposto, attualmente, piani formalizzati per questa tematica.

Tuttavia, l'evidente interesse da parte degli stakeholder per questa tematica ci induce a continuare e rafforzare la resilienza delle nostre strategie, adottando azioni concrete orientate non solo a rispondere alle aspettative esterne, ma anche a garantire la conformità alle prescrizioni delle autorizzazioni ambientali e a prevenire l'insorgenza di rischi rilevanti relativi a biodiversità e ambiente.

E4-2 E4_MDR-P

Politiche relative alla biodiversità e agli ecosistemi

Nella conduzione delle sue attività, il gruppo adotta i principi dettagliati nel Codice di Condotta, tra cui il rispetto dell'ambiente, impegnandosi alla piena osservanza delle leggi e delle norme volte alla tutela dell'ambiente e all'uso sostenibile delle risorse naturali. Maggiori informazioni sul Codice di Condotta,


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responsabilità, modalità di diffusione e attività di formazione ad esso relative sono presentate al capitolo "Condotta delle imprese" (informativa G1-1).

Inoltre, nei prossimi anni si prevede l'introduzione di una politica specifica relativa a Biodiversità ed ecosistemi, ad oggi non presente, supportata da linee guida e documenti interni per l'implementazione di protocolli comuni in tutto il gruppo. A questo scopo, la tematica è oggetto di studio da parte di un gruppo di lavoro che vede il coinvolgimento di colleghi da tutte le aree. Inoltre, stiamo collaborando con diverse università, come descritto nel paragrafo successivo.

|| E4-3 || E4_MDR-A

Azioni e risorse relative alla biodiversità e agli ecosistemi

Ogni paese intraprende azioni specifiche per la gestione delle cave e dei relativi impatti su Biodiversità ed ecosistemi, in base alle proprie necessità e caratteristiche.

Nella coltivazione delle cave, l'azienda adotta la gerarchia di mitigazione che dà priorità, ove possibile, alla prevenzione di eventuali impatti sulla biodiversità. Qualora questi non possano essere completamente evitati, d'intesa con le autorità locali, vengono adottate misure di mitigazione, recupero e compensazione per conservare gli ecosistemi, minimizzando gli effetti negativi su di essi.

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Di seguito sono riportate alcune azioni chiave attuate in diverse aree del gruppo:

Azioni chiave Orizzonti temporali Ambito Principali risultati
Monitoraggio della fauna locale Continuo Cave cemento e aggregati del gruppo, per richieste normative o nell'ambito di progetti su base volontaria Il monitoraggio di artropodi e di diverse specie animali permette di quantificare numerosità e diversità degli individui di ciascuna specie. Frequenza e tipologia di monitoraggio sono definiti in base all'autorizzazione di ciascuna cava. Attività di questo tipo sono svolte periodicamente in alcuni siti in Italia, Germania e Brasile. Nel 2025 è stata fatta internamente una ricerca di esemplari di gufo reale nell'area di una nostra cava in Francia.
Ripristino e miglioramento di aree estrattive tramite la piantumazione e/o reintroduzione di specie autoctone Continuo Cave cemento e aggregati del gruppo Sulla base delle prescrizioni locali, sono attivi molti progetti di ripristino ambientale in tutto il gruppo, come dettagliato all'informativa E4-5. In Repubblica Ceca diverse cave di aggregati sono state dotate di una piscina artificiale per gli anfibi e l'azienda è impegnata nella costante manutenzione dei fronti estrattivi per permettere la nidificazione degli uccelli.
Misure di compensazione Attività continuative che prevedono interventi mirati Cave cemento, dove previsto dalla normativa o dalle autorità In diversi siti in Germania, interventi di compensazione prevedono attività quali la piantumazione di alberi, pacciamature e manutenzioni di aree naturali, direttamente o indirettamente.
Collaborazione con comunità e associazioni locali per preservare specie arboree a rischio Continuo 1 impianto negli Stati Uniti Il progetto mira al recupero di una specie arborea un tempo fondamentale per le esigenze vitali di molte specie animali nordamericane, ma attualmente quasi scomparsa a causa di una malattia fungina. Eventuali aggiornamenti saranno forniti in caso di ulteriori sviluppi futuri.

Inoltre, per approfondire la conoscenza dello stato della biodiversità nei siti in cui operiamo, degli impatti che ricadono su di essi e di come mitigarli, abbiamo avviato varie collaborazioni con università ed esperti in diversi paesi. Di particolare rilevanza è il progetto iniziato a novembre 2023 con l'Università del Piemonte Orientale (UPO). Il progetto di durata di triennale si pone diversi obiettivi:

  • misurare la biodiversità in un campione modello di cave di cemento;
  • mettere a punto un protocollo di monitoraggio utilizzando dei bioindicatori animali (ovvero organismi che subiscono variazioni misurabili del loro stato naturale in presenza di inquinanti o disturbi di vario genere) che possa essere applicato su ampia scala;
  • analizzare i possibili impatti delle attività estrattive sulla componente faunistica, per stabilire delle azioni che possano attenuarne gli effetti negativi.

Oltre a questo, anche in Germania è in corso una collaborazione con l'Università delle Scienza Applicate Bingen per testare metodologie adatte al monitoraggio della biodiversità nelle cave del gruppo. Tali progetti sono ancora in corso e le loro risultanze saranno alla base della determinazione di eventuali politiche, azioni e target mirati per la conservazione della biodiversità.


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Obiettivi relativi alla biodiversità e agli ecosistemi

A prescindere dagli obblighi normativi, il nostro impegno è quello di continuare a proteggere e preservare gli ecosistemi presenti all'interno dei siti dove operiamo e nelle aree adiacenti.

L'azienda non ha al momento stabilito obiettivi specifici riguardanti Biodiversità ed ecosistemi. Tuttavia, una volta individuati gli indicatori chiave e le metodologie per il loro monitoraggio, sarà valutata la possibilità di una loro adozione.

E4-5

Metriche d'impatto relative ai cambiamenti della biodiversità e degli ecosistemi

Le cave di pertinenza di Buzzi sono riportate nelle tabelle seguenti suddivise per attività e localizzazione.

Cave materie prime cemento totale di cui in o vicino ad aree protette*
area area
Italia 17 652 ha 4 122 ha
Stati Uniti 24 2.578 ha - -
Germania, Lussemburgo e Francia 12 987 ha 9 822 ha
Repubblica Ceca e Polonia 3 190 ha - -
Russia 4 293 ha - -
Brasile 6 329 ha 5 295 ha

Il numero totale delle cave cemento attive è variato da 53 nel 2024 a 66 nel 2025, a seguito dell'inclusione nella rendicontazione di alcune cave di sabbia, precedentemente non considerate per via della ridotta dimensione e attività, e della variazione del perimetro di consolidamento avvenuta durante l'anno.

Attualmente, gli impatti sull'ambiente circostante generati nei nostri siti estrattivi vengono mitigati e gestiti con piani di coltivazione e ripristino accuratamente progettati e in linea con le prescrizioni delle autorità locali.

Buzzi adotta nel 64% delle cave cemento attive (72% nel 2024) azioni di mitigazione e/o di compensazione (52% del totale basate su una valutazione di impatto ambientale secondo la Direttiva 2011/92/UE o normative equivalenti nel caso di paesi extra UE).

Il 27% delle cave cemento attive (40% nel 2024) sono situate all'interno o in prossimità di aree protette, sensibili sotto il profilo della biodiversità, per un totale di 1.239 ha (1.342 ha nel 2024). In tutti questi siti sono messe in atto misure di mitigazione per proteggerla e conservarla. Nel 83% dei casi tali misure derivano da prescrizioni conformi alla Direttiva Uccelli (2009/147/CE) e alla Direttiva Habitat (92/43/CEE), o regolamenti equivalenti nel caso di paesi extra UE. Nel restante 17% dei casi, le misure sono attuate su iniziativa volontaria.

Cave aggregati totale di cui in o vicino ad aree protette*
area area
Italia 6 215 ha 4 147 ha
Stati Uniti 4 457 ha - -
Germania e Francia 3 277 ha 2 124 ha
Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria 6 165 ha - -

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Per quanto riguarda i siti estrattivi di aggregati, il numero totale delle cave attive è variato da 18 nel 2024 a 19 nel 2025. Nel 68% di queste (72% nel 2024), Buzzi adotta azioni di mitigazione e/o di compensazione basate su una valutazione di impatto ambientale secondo la Direttiva 2011/92/UE o normative equivalenti nel caso di paesi extra UE.

Il 32% delle cave aggregati attive (28% nel 2024) sono situate all'interno o in prossimità di aree protette, sensibili sotto il profilo della biodiversità, per un totale di 271ha (236ha nel 2024). In tutti questi siti sono messe in atto misure di mitigazione per proteggerla e conservarla derivanti da prescrizioni conformi alla Direttiva Uccelli (2009/147/CE) e alla Direttiva Habitat (92/43/CEE).*

Per fornire un'informativa dettagliata riguardo alla localizzazione delle nostre attività, per quelle vicino ad aree protette o sensibili dal punto di vista della biodiversità, viene riportato nelle tabelle seguenti un approfondimento riguardo le cave localizzate in queste aree.

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  • Specifiche di rendicontazione

Nelle metriche illustrate vengono considerate tutte le nostre cave attive di estrazione materie prime per la produzione cemento e di estrazione aggregati per la produzione di calcestruzzo (interna o di aziende terze) al 31 dicembre 2025.

  • Le aree protette, sensibili sotto il profilo della biodiversità, sono identificate localmente in base agli obblighi legislativi e alle condizioni di ciascun sito o ciascuna area.

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| Cave materie

prime cemento Area (ha) Informazioni sulle aree protette adiacenti*
Italia
Alonte 25 Zona Speciale di Conservazione (ZSC) e Zona di Protezione Speciale (ZPS)
“Colli Berici”.
Roaschia 52 Parco naturale, Zona Speciale di Conservazione (ZSC) e Zona di Protezione Speciale (ZPS) “Alpi Marittime”.
S’Ozzastru 18 Parco naturale di interesse regionale, Sito di Interesse Comunitario (SIC) e Zona di Protezione Speciale (ZPS) “Monte Albo”.
Sas Funtanas 27 Parco naturale di interesse regionale, Sito di Interesse Comunitario (SIC) e Zona di Protezione Speciale (ZPS) “Monte Albo”.
Germania
Kalksteintagebau
Deuna 130 Area di Conservazione Naturale (NSG) “Keulaer Wald”.
Tonsteintagebau
Deuna 14 Area di Conservazione Naturale (NSG) “Keulaer Wald”.
Steinbruch
West/Fortuna 100 Area di protezione paesaggistica (LSG) “Westerschledde”;
Area di Conservazione Naturale (NSG) “Eringerfelder Wald Nord und Westerschledde”;
Area di protezione avifaunistica “Hellwegbörde”.
Steinbruch
Zollstock/Saukopf 150 Area di Conservazione Naturale (NSG) “Saukopf”.
Steinbruch Höste 51 Area di Conservazione Naturale (NSG) e Area di protezione paesaggistica (LSG) “Lienener Osning”;
Area Natura 2000 “Nördliche Teile des Teutoburger Waldes mit Intruper Berg”.
Steinbruch Hohner
Berg 174 Area di Conservazione Naturale (NSG) e Area di protezione paesaggistica (LSG) “Lengericher Osning”;
Area Natura 2000 “Nördliche Teile des Teutoburger Waldes mit Intruper Berg”.
Sandgrube Hohne 12 Riserva Naturale (NSG) “In der Nieder Mark”.
Francia
Billert 142 Zone Naturali di Interesse Ecologico, Faunistico e Floristico (ZNIEFF):
“Fond de vallon de kahler et pelouse calcaire de la croix saint-marc a Ottange”;
“Pelouse calcaire au nord de Ottange”;
“Carrière du quart de réserve a audun le tiche”.
Lussemburgo
Origerbesch 49 Area Natura 2000 “Anciennes minières/Ellegronn”.
Brasile
Serra dos Varões 25 Riserva Privata del Patrimonio Naturale (RPPN);
Area di preservazione permanente (APP);
Riserva Legale.
Gorduras 25 Riserva Privata del Patrimonio Naturale (RPPN);
Area di preservazione permanente (APP).
Val de Palmas 64 Area di preservazione permanente (APP);
Riserva Legale.
Bom Jardim 75 Riserva Privata del Patrimonio Naturale (RPPN);
Area di Protezione Ambientale (APA);
Sito Ramsar “Lund Warming”;
Area di preservazione permanente (APP);
Riserva Legale.
Delta de Minas 106 Riserva Privata del Patrimonio Naturale (RPPN);
Area di preservazione permanente (APP);
Riserva Legale.

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Cave aggregati Area (ha) Informazioni sulle aree protette adiacenti
Italia
Castellapertole 33 Zona di Protezione Speciale (ZPS) "Palude di San Genuario e San Silvestro"; Sito di Interesse Comunitario (SIC) "Palude di San Genuario"; Zona Speciale di Conservazione (ZSC) "Risaie Vercellesi"; Sito di Interesse Comunitario (SIC)/Zona Speciale di Conservazione (ZSC) "Bosco delle Partecipanze di Trino".
Ceretto 69 Area Contigua del Sistema regionale delle Aree protette - Zona naturale di salvaguardia della Fascia fluviale del Po; Zona Speciale di Conservazione (ZSC), Zona di Protezione Speciale (ZPS) "Lanca di San Michele".
La Gorra 36 Area Contigua del Sistema regionale delle Aree protette - Zona naturale di salvaguardia della Fascia fluviale del Po.
Santo Stefano 9 Parco fluviale Gesso e Stura; Sito di Interesse Comunitario (SIC) "Greto e risorgive del Torrente Stura"; Zona di Protezione Speciale (ZPS) "Zone umide di Fossano e Sant'Albano Stura".
Germania
Trebur 39 Area di Conservazione Naturale (NSG) e Area Natura 2000 "Kühkopf/Knoblochsaue".
Francia
Seltz 85 Area Natura 2000 "Réserve naturelle nationale du Delta de la Sauer".

* Specifiche di rendicontazione

Tutti i siti brasiliani descritti in tabella si trovano nel bioma della Foresta Atlantica, uno dei più biodiversi ecosistemi in Brasile e globalmente riconosciuto come un hotspot della biodiversità.

  • Le Unità di conservazione, come le Riserve Private del Patrimonio Naturale (RPPN) e le Aree di Protezione Ambientale (APA), sono stabilite secondo il Sistema Nazionale delle Unità di Conservazione della Natura (SNUC);
  • Le Riserve Legali e le Area di preservazione permanente (APP) sono definite secondo il Codice Forestale Brasiliano (Legge federale 12651/2012);
  • Il sito Ramsar è definito dalla Convenzione sulle zone umide di importanza internazionale (Convenzione di Ramsar) del 1971.

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[ RENDICONTAZIONE CONSOLIDATA DI SOSTENIBILITÀ ]

USO DELLE RISORSE ED ECONOMIA CIRCOLARE

I NOSTRI IMPATTI, RISCHI E OPPORTUNITÀ RILEVANTI
Impatti positivi • Incentivare l'economia circolare aumentando l'uso di sottoprodotti e rifiuti come materie prime, componenti o combustibili alternativi (compresi i rifiuti da demolizione)
Impatti negativi • Riduzione della disponibilità di materie prime naturali a livello locale o globale a causa del limitato uso di materiali alternativi
Opportunità • Valorizzare l'economia circolare e l'utilizzo dei materiali di scarto
Rischi • Scarsità di materie prime (naturali/alternative) e acqua

I nostri processi manufatturieri richiedono l'utilizzo di grandi quantità di materie prime e di combustibili. Le prime possono essere di origine naturale o derivanti da scarti di altri processi industriali, adeguatamente selezionati e con idonea autorizzazione al riutilizzo. Allo stesso modo, i combustibili possono essere di origine fossile o sostituiti da combustibili "alternativi" derivati da rifiuti, opportunamente trattati e, anche in questo caso, debitamente autorizzati. La nostra azienda, tramite l'impegno nell'utilizzo di materiali alternativi, contribuisce allo sviluppo dell'economia circolare.

|| ES_IRO-1

Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti connessi all'uso delle risorse e all'economia circolare

Il nostro approccio per determinare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti è descritto nella sezione "Informazioni generali" (informative SBM-2, SBM-3, IRO-1), insieme al coinvolgimento degli stakeholder. Per il tema "Uso delle risorse ed economia circolare" abbiamo identificato impatti, rischi ed opportunità rilevanti legati gli afflussi di risorse che, di conseguenza, risulta argomento rilevante nelle nostre attività e nella catena di fornitura.

|| ES-1 || ES_MDR-P

Politiche relative all'uso delle risorse e all'economia circolare

Il Codice di Condotta prevede l'impegno dell'azienda a condurre le proprie attività nel pieno rispetto delle leggi e delle norme volte alla tutela dell'ambiente e all'uso sostenibile delle risorse naturali. Attualmente Buzzi non ha formalizzato alcuna politica specifica sul tema di uso delle risorse ed economia circolare, ma si impegna a fare un uso sostenibile delle risorse naturali, valutandone la loro sostituzione, quanto più possibile, con materiali di recupero o di scarto, purché compatibili con il processo produttivo e i requisiti qualitativi del prodotto, inclusi quelli relativi alla sicurezza in fase di utilizzo.

Maggiori informazioni sul Codice di Condotta, responsabilità, modalità di diffusione e attività di formazione ad esso relative sono presentate al capitolo "Condotta delle imprese" (informativa G1-1).

|| ES-2 || ES_MDR-A

Azioni e risorse relative all'uso delle risorse e all'economia circolare

Ogni paese intraprende azioni specifiche per la gestione delle risorse naturali e per favorire un'economia circolare, in base alle proprie necessità e caratteristiche.


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[ RENDICONTAZIONE CONSOLIDATA DI SOSTENIBILITÀ ]

Di seguito sono riportate alcune azioni chiave attuate in diverse aree del gruppo:

Azioni chiave Orizzonti temporali Ambito Risultati principali
Installazione o miglioramento dei sistemi di raccolta, gestione e utilizzo di combustibili alternativi, per aumentare il riciclo di materiali, aumentare la quota di combustibili da biomassa e diminuire le emissioni di CO₂ In corso Varie cementerie del gruppo in possesso di autorizzazione all’utilizzo di combustibili alternativi Nel 2025 diversi progetti sono stati completati, determinando un aumento della sostituzione calorica negli impianti interessati. Nella cementeria di Festus, in USA, si è conclusa l’installazione di un impianto che ha permesso di iniziare la ricezione e l’utilizzo di combustibili alternativi, raggiungendo una sostituzione calorica dell’8,2% nel 2025. Il gruppo è inoltre impegnato in multipli progetti che si completeranno nei prossimi anni.
Aumento dell’utilizzo di materiali di sostituzione nel cemento per diminuire il rapporto clinker/cemento dei nostri prodotti e abbassare le emissioni di CO₂ associate In corso, continuo Cementerie di tutto il gruppo Nel corso dell’anno, alcuni progetti sono stati completati, permettendo un aumento nell’utilizzo di materiali di sostituzione e l’abbassamento del rapporto clinker/cemento. Il gruppo è impegnato in diversi stabilimenti con progetti che si completeranno nei prossimi anni.
Installazione di infrastrutture per la gestione e l’utilizzo di aggregati riciclati e scarti della produzione del calcestruzzo 2026 Centrali di betonaggio in Germania I progetti, simili a quelli completati in passato in Repubblica Ceca, contribuiranno ad aumentare la quota di aggregati recuperati.
Miglioramento nella gestione dei rifiuti prodotti per aumentarne la quota recuperata o riciclata Completato Impianti in Polonia, Repubblica Ceca e Brasile Il gruppo è impegnato in varie attività per migliorare la raccolta e il recupero dei rifiuti prodotti. Nel 2025 due impianti in Brasile hanno completato i progetti di espansione e miglioramento del sistema di raccolta e smistamento dei rifiuti.

Parte di queste azioni, oltre che aumentare l’economia circolare della nostra filiera, fanno parte del piano di decarbonizzazione “Our Roadmap to Net Zero”, presentato nel dettaglio al capitolo “Cambiamenti climatici” (informativa E1-1), poiché utili a ridurre le emissioni di CO₂ del nostro processo produttivo. I dettagli dei progetti, le spese in conto capitale e le spese operative associate alla roadmap di decarbonizzazione sono descritti ai capitoli “Cambiamenti climatici” e “Tassonomia”.

|| E5-3 || ES_MDR-T

Obiettivi relativi all’uso delle risorse e all’economia circolare

La nostra roadmap di decarbonizzazione “Our Roadmap to Net Zero” stabilisce dei sotto-obiettivi riguardanti l’economia circolare, finalizzati al raggiungimento del target di riduzione delle emissioni di CO₂. Questi riguardano l’aumento della sostituzione calorica con combustibili alternativi con contenuto di biomassa e la riduzione del contenuto di clinker nei cementi.

Tali sotto-obiettivi sono soggetti a periodiche revisioni insieme alle altre leve per contribuire collettivamente all’obiettivo di decarbonizzazione.


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Flussi di risorse in entrata *

La tabella seguente riporta il flusso totale di risorse in entrata in tutto il gruppo.

Consumo di materie prime e combustibili 2025 2024
Totale materiali utilizzati t/000 70.590 63.008
di cui materiali alternativi utilizzati t/000 7.126 5.783
Rapporto Materiali alternativi/Totale materiali utilizzati % 10,1 9,2

I dettagli su materie prime e combustibili inclusi nella tabella sono riportati nelle specifiche di rendicontazione, divisi tra business cemento e calcestruzzo.

Cemento

La produzione di cemento e, in particolare del suo principale costituente, il clinker, richiede l'utilizzo di materie prime e di combustibili.

Le materie prime utilizzate sono principalmente calcare e argilla, con aggiunte più modeste di sabbie, minerali di ferro e alluminio. Questi materiali, tutti di origine naturale, provengono da cave e/o miniere. Per la produzione del cemento, oltre al clinker, si usano ulteriori materiali naturali come il gesso, il calcare, la pozzolana. È possibile ridurre il consumo di queste risorse naturali sostituendole con materiali non naturali selezionati e con idonea autorizzazione al riutilizzo, provenienti da scarti di altri processi industriali. Ad esempio, dalla produzione dell'acciaio o dell'acido solforico si possono recuperare residui di lavorazione da utilizzare in sostituzione dei minerali di ferro; dalla desolforazione dei gas di combustione delle centrali elettriche si ottengono gessi chimici che possono sostituire il gesso naturale. L'utilizzo di materie prime sostitutive nella produzione del cemento permette di abbassare il rapporto clinker/cemento (k/c), riducendo così le emissioni associate alla produzione. Nel 2025 il rapporto k/c medio del cemento prodotto dal gruppo Buzzi è risultato pari a 74,8%, in diminuzione come previsto dalla roadmap di decarbonizzazione (76,6% nel 2024).

Anche l'energia ottenuta dai combustibili tradizionali di origine fossile può essere fornita da combustibili "alternativi" derivati da rifiuti, opportunamente trattati e debitamente autorizzati, altrimenti destinati alle discariche o ai termovalorizzatori. Il processo di produzione del cemento costituisce una soluzione molto più sostenibile, dal punto di vista ambientale, rispetto alle due pratiche citate. Rispetto alle discariche, si evita l'occupazione di suolo, l'impatto paesaggistico conseguente alle grandi quantità stoccate, i costi di gestione e le emissioni di metano generate durante lo stazionamento. In confronto ai termovalorizzatori, si evita la produzione di scorie residue, che a loro volta richiedono lo smaltimento in discarica, dato che con l'utilizzo in cementeria esse vengono inglobate nel clinker senza pregiudicarne la qualità.

* Specifiche di rendicontazione

Il totale dei materiali utilizzati comprende tutte le materie prime e i combustibili utilizzati nella produzione di cemento e di calcestruzzo. Maggiori dettagli sui materiali inclusi sono riportati nelle specifiche di rendicontazione seguenti.

Il flusso di materiali deriva dai consumi di materie prime e combustibili misurati direttamente e registrati nei report di produzione, con eventuali aggiustamenti a seguito della procedura di valutazione delle scorte a fine anno.


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Business cemento 2025 2024
Totale materiali utilizzati t/000 50.128 42.876
di cui materiali alternativi utilizzati t/000 6.352 5.042
Rapporto Materiali alternativi/Totale materiali utilizzati % 12,7 11,8
Rapporto clinker/cemento % 74,8 76,6

Rispetto al totale dei materiali utilizzati per la produzione cemento riportato nella tabella precedente, le materie prime rappresentano il 93,3% e, di queste, il 10,6% è composto da materie prime alternative non naturali.

img-3.jpeg Materiali utilizzati nel business cemento (2025)

Specifiche di rendicontazione

I materiali utilizzati nella produzione di cemento includono tutte le materie prime, naturali e secondarie, e i combustibili, fossili e alternativi. Non sono considerati gli imballaggi viste le quantità non rilevanti rispetto al totale.

I materiali alternativi utilizzati nella produzione del cemento comprendono materie prime non naturali e di sostituzione (riutilizzate, riciclate o derivate da sottoprodotti e scarti di altri processi produttivi) e combustibili alternativi derivati da rifiuti.

Il rapporto k/c del cemento indica il contenuto medio di clinker nel cemento prodotto.

Gli indicatori specifici della produzione del cemento sono informative specifiche per l'azienda (entity-specific).


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Calcestruzzo

Per la produzione del calcestruzzo, le materie naturali utilizzate sono essenzialmente gli aggregati, ossia sabbia, ghiaia e pietrisco. Anche il calcestruzzo può fornire un contributo rilevante all'economia circolare, infatti è possibile sostituire parte degli aggregati naturali con materiali non naturali. Questi possono essere sottoprodotti di processi industriali, aggregati di riciclo che derivano dal recupero e successivo trattamento dei materiali da demolizione oppure dal calcestruzzo non gettato in cantiere e/o dai residui delle betoniere rimossi prima di effettuare un nuovo carico.

Inoltre, un'altra leva della roadmap di Buzzi è aumentare l'efficienza dell'uso del cemento in calcestruzzo, e quindi consumarne meno a parità di prestazioni. Per questo motivo monitoriamo il contenuto medio di cemento e di clinker in tutti i calcestruzzi che produciamo.

Alcune metriche di riferimento riguardanti la nostra produzione di calcestruzzo sono descritte nella tabella seguente.

Business calcestruzzo 2025 2024
Contenuto medio di cemento kg/m³ calcestruzzo 309 306
Contenuto medio di clinker kg/m³ calcestruzzo 199 199
Rapporto medio clinker/cemento nel calcestruzzo % 64,4 65,3
Materiali alternativi utilizzati t/000 774 742
di cui acqua recuperata t/000 446 419

Tra i materiali utilizzati per la produzione di calcestruzzo, uno degli ingredienti è l'acqua, pulita o recuperata. Parte dell'acqua utilizzata deriva da acque meteoriche o acqua di lavaggio. Nel 2025 il contenuto medio di acqua nel calcestruzzo è stato di 173 l/m³.

Specifiche di rendicontazione

I materiali utilizzati nella produzione di calcestruzzo comprendono gli aggregati (naturali, non naturali e riciclati), l'acqua e gli altri componenti solidi aggiunti (come loppa o ceneri volanti), incluso il cemento acquistato da terze parti. Il cemento proprio, autoprodotto da aziende del gruppo, non è incluso tra i materiali in entrata per evitare il doppio conteggio.

I materiali alternativi utilizzati nel calcestruzzo comprendono aggregati non naturali, aggregati riciclati dalla produzione stessa del calcestruzzo, acqua recuperata, componenti solidi aggiunti derivati da scarti o da altri processi produttivi (come loppa o ceneri volanti).

Il rapporto clinker/cemento nel calcestruzzo indica il contenuto medio di clinker nel cemento utilizzato per la produzione di calcestruzzo di produzione propria.

Gli indicatori riferiti alla produzione del calcestruzzo sono informative specifiche per l'azienda (entity-specific).


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SOCIALE

FORZA LAVORO PROPRIA - I NOSTRI LAVORATORI

I NOSTRI IMPATTI, RISCHI E OPPORTUNITÀ RILEVANTI
Impatti positivi • Aumento della consapevolezza e della cultura della sicurezza nei propri lavoratori
• Garantire la continuità operativa e un'occupazione sicura per i lavoratori
• Rispetto dei diritti umani in tutti i paesi dove l'azienda opera, al di là di leggi e pratiche locali
Impatti negativi • Incidenza sulla qualità della vita dei lavoratori e delle loro famiglie in caso di infortuni quando impiegati direttamente da noi o in attività presso i nostri siti
Rischi • Rischio che le aziende della nostra filiera non attirino, motivino e trattengano persone qualificate

|| S1_SBM-2 || S1_SBM-3

Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale

L'approccio seguito per determinare gli impatti, i rischi e le opportunità materiali è descritto nella sezione "Informazioni generali" (informative SBM-2, SBM-3, IRO-1), insieme alle modalità di coinvolgimento dei nostri lavoratori, che sono tra i principali portatori di interesse per l'azienda. Da tale processo sono emersi come rilevanti 3 impatti positivi, 1 impatto negativo e 1 rischio relativi al tema "Forza lavoro propria".

Nella fase di identificazione degli impatti rilevanti, i lavoratori dell'azienda coinvolti sono stati individuati come descritto al capitolo "Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità" (informativa IRO-1), in modo da includere un ampio spettro di mansioni, comprendendo anche i lavoratori con particolari caratteristiche, quelli che lavorano in particolari contesti o che svolgono determinate attività che possono essere maggiormente esposti a rischi.

Gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti identificati riguardano indistintamente tutti i nostri lavoratori e non si concentrano su specifici gruppi distinguibili per caratteristiche peculiari (età, religione, sesso, nazionalità, etc.). Si tratta di categorie di persone incluse nell'ambito dell'informativa ai sensi dell'ESRS 2.

Riguardo la continuità operativa, Buzzi, così come molti altri players europei, è operativa ininterrottamente sui mercati da oltre un secolo e ciò si riflette in una considerevole stabilità dei livelli occupazionali, anche nei periodi a più bassa crescita.

La continuità occupazionale e la soddisfazione del personale sono fondamentali per la crescita del gruppo; per questo, grande attenzione viene posta alla formazione e alle opportunità di carriera.

Riguardo al tema "Salute e Sicurezza", tutti i lavoratori che svolgono attività presso i nostri impianti sono ampiamente formati e informati sulla nostra Politica Salute e Sicurezza e sono coinvolti come parte attiva nella diffusione della cultura della sicurezza. Per generare impatti positivi sulla salute e sicurezza dei nostri lavoratori e, d'altra parte, mitigare eventuali impatti negativi, nel corso del 2025 Buzzi ha continuato a implementare diverse attività, come la condivisione di buone pratiche e l'organizzazione di sessioni di formazione e dialogo, favorendo una maggiore consapevolezza e coinvolgimento dei lavoratori a tutti i livelli dell'organizzazione.


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La crescente cooperazione all'interno dell'azienda ha generato sinergie che contribuiscono a favorire l'adozione delle migliori pratiche in tutto il gruppo, tra cui la sicurezza comportamentale, l'applicazione del problem-solving per effettuare l'analisi delle cause radice degli incidenti, il controllo delle fonti energetiche pericolose, l'organizzazione di lavori in quota e la gestione delle emergenze.

Ridurre gli impatti negativi sull'ambiente è un importante impegno di medio/lungo termine per la nostra azienda, che dovrà essere supportato anche da nuove tecnologie. L'implementazione di queste nuove tecnologie riteniamo che avrà impatti positivi su tutti i dipendenti, in particolare sulla crescita professionale, l'ampliamento delle competenze, l'allargamento dell'ambito di lavoro e di responsabilità, le attività di formazione e sviluppo.

Processi di coinvolgimento dei lavoratori propri e dei rappresentanti dei lavoratori in merito agli impatti

In riferimento agli impatti individuati come rilevanti, i processi di coinvolgimento attuati dall'azienda differiscono in base alla tematica e alle necessità specifiche delle aree in cui operiamo.

A dicembre 2025 nell'ambito delle attività del Comitato Aziendale Europeo (CAE), l'organo di consultazione e informazione di tutti i lavoratori nell'Unione Europea, sono stati presentati e discussi l'analisi di doppia materialità e i suoi risultati. Contestualmente, sono state illustrate le differenti modalità di comunicazione delle informazioni di sostenibilità per agevolare l'accessibilità e la conoscenza condivisa.

Inoltre, la nostra intranet aziendale a livello di gruppo permette una migliore condivisione e lo scambio di informazioni tra le varie realtà aziendali.

A livello locale, il coinvolgimento dei lavoratori relativamente a condizioni di lavoro e sicurezza si declina in maniera differente in base alle normative vigenti nelle aree in cui operiamo. La frequenza, il contenuto e le modalità di coinvolgimento differiscono a seconda degli argomenti, ma sempre con il coinvolgimento dei lavoratori o in forma diretta o tramite i loro rappresentanti.

In Europa, per esempio, i rappresentanti dei lavoratori interagiscono periodicamente con il management dell'azienda portando avanti temi di interesse dei lavoratori.

Negli Stati Uniti gli organi di governo federali come l'Occupational Safety and Health Administration (OSHA) e la Mine Safety & Health Administration (MSHA) richiedono ai datori di lavoro di promuovere il coinvolgimento dei dipendenti nell'identificazione e nella mitigazione dei pericoli, incoraggiando così la segnalazione da parte di tutti di eventuali rischi di sicurezza.

In Brasile esiste il CIPA (Comissão Interna de Prevenção de Acidentes e de Assédio), formato da un gruppo di rappresentanti dei dipendenti, che svolge un ruolo fondamentale nella creazione di un ambiente di lavoro sicuro, nella promozione della qualità della vita dei dipendenti e nel rafforzamento della cultura della prevenzione all'interno dell'azienda.

Inoltre, per quanto riguarda il tema salute e sicurezza, Buzzi garantisce il coinvolgimento attivo dei dipendenti nei comitati di sicurezza e nei meccanismi di feedback. Questo approccio consente di gestire in modo efficace sia gli impatti effettivi che quelli potenziali sulla salute e sicurezza, assicurando che le nostre politiche e procedure non solo rispettino le normative vigenti, ma rispondano anche ad esigenze concrete di tutela dei nostri lavoratori. Ne sono un esempio i comitati per la sicurezza attivi nei nostri stabilimenti e le riunioni operative nei reparti, che si tengono in tutte le nostre sedi.

Per tutte le attività sopra elencate, funzioni e attori diversi, a seconda degli argomenti e della legislazione, hanno la responsabilità operativa di garantire il coinvolgimento informativo e la valutazione dei risultati ottenuti.

L'efficacia del coinvolgimento delle nostre persone è valutata sulla base delle specifiche occasioni di scambio, senza necessità di adottare specifiche procedure.


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Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono ai lavoratori propri di sollevare preoccupazioni

Al fine di mitigare gli impatti negativi sulla salute e sicurezza dei lavoratori, Buzzi ha implementato una specifica politica e individuato un obiettivo dedicato a tale ambito. Annualmente vengono pianificate e realizzate iniziative mirate, sia a livello di gruppo che nelle sedi locali. Maggiori informazioni sono riportate al capitolo "Forza lavoro propria – Salute e sicurezza".

Buzzi dispone di specifici canali che consentono ai lavoratori di sollevare preoccupazioni. Le questioni relative ai dipendenti sono di norma trattate dalla Direzione Risorse Umane, ad eccezione di alcuni paesi in cui viene utilizzato anche il canale whistleblowing. A tutti i dipendenti è garantito in ogni caso un doppio canale per la segnalazione dei reclami: la Direzione Risorse Umane e il responsabile diretto di ciascun dipendente, che fungono da controlli e contrappesi ("checks and balance"); ciò consente a tutti i dipendenti di avere uno "spazio libero" per segnalare preoccupazioni o esigenze.

Il rapporto con la Direzione Risorse Umane è diretto e continuativo, tutelato da processi e procedure interne che garantiscono comunicazione aperta e piena correttezza nei confronti di tutti i dipendenti.

Per quanto riguarda il trattamento dei reclami e/o delle denunce relative a condotte illecite o violazioni del Codice di Condotta, Buzzi mette a disposizione di chiunque venga a conoscenza di tali situazioni adeguati canali di segnalazione tali da garantire la riservatezza del segnalante, con una piattaforma informatica ad hoc per gestire il sistema whistleblowing. L'implementazione e il funzionamento del sistema whistleblowing sono stati opportunamente comunicati a tutti i dipendenti tramite comunicazione interna ed è attiva una sezione dedicata sul sito internet aziendale alla pagina https://buzzi.integrityline.com. Maggiori dettagli sul funzionamento del sistema di whistleblowing sono riportati al capitolo "Condotta delle imprese" (informativa G1-1).

Il canale whistleblowing e la Direzione Risorse Umane garantiscono la piena privacy delle persone che sollevano preoccupazioni, oltre ad un efficiente tracciamento, monitoraggio e granularità delle segnalazioni.

Politiche relative alla forza lavoro propria

Lo sviluppo economico non può realizzarsi senza infrastrutture adeguate. Strade, ponti, reti idriche, impianti energetici, edifici pubblici e privati costituiscono la base fisica su cui si sviluppa la vita civile e produttiva. Un sistema infrastrutturale moderno e sicuro permette la mobilità di persone e merci, migliora l'accesso ai servizi e riduce le disparità territoriali, creando le condizioni per attrarre investimenti e far crescere settori come turismo, industria, commercio e servizi avanzati.

Il cemento ed il calcestruzzo sono i materiali di base utilizzati in molte infrastrutture.

Ogni investimento in questo ambito genera un effetto moltiplicatore significativo sull'economia, favorendo una sostanziale stabilità dei livelli occupazionali diretti e indiretti, anche nei periodi a più bassa crescita. Per tale motivo Buzzi non ritiene di dover adottare una politica specifica per garantire la continuità operativa e occupazionale.

Il gruppo rispetta i principi generali di buona condotta dettagliati nel Codice di Condotta applicato a Buzzi SpA ed a tutte le sue controllate italiane ed estere. Fra i capisaldi del Codice vi è la tutela dei diritti umani quale elemento fondante del nostro modo di fare impresa.

Il rispetto dei diritti e delle normative del lavoro per tutti i lavoratori, inclusi appaltatori e non dipendenti che lavorano per Buzzi, viene scrupolosamente osservato e garantito indipendentemente dall'esistenza di una politica sui diritti umani, come descritto nel Codice di Condotta. In particolare, Buzzi condanna lo sfruttamento del lavoro, proibisce il ricorso a ogni forma di lavoro irregolare e promuove la tutela dei diritti dei dipendenti, delle libertà sindacali e dei diritti di associazione. Nell'ambito dei propri rapporti interni e nelle relazioni con i soggetti terzi, la società riconosce e rispetta i principi di dignità e uguaglianza, e non tollera alcuna forma di discriminazione o molestia. A tutti i dipendenti vengono


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offerte le stesse opportunità ed un trattamento equo, in quanto improntato sul merito e sulla competenza, indipendentemente dalle caratteristiche e/o condizioni individuali quali il genere, la nazionalità, la religione, l'età, ecc. Nell'ambito dei processi di selezione, gestione e sviluppo del personale ogni decisione si basa esclusivamente su elementi oggettivi, quali competenze, professionalità, impegno, risultati, e su criteri relativi al lavoro stesso senza favoritismi né discriminazioni.

Tutti i dipendenti del gruppo Buzzi sono a conoscenza del Codice di Condotta, che è consegnato a ciascuno al momento dell'assunzione ed è disponibile sul sito internet aziendale. Maggiori informazioni sul Codice, responsabilità, modalità di diffusione e attività di formazione ad esso relative sono presentate al capitolo "Condotta delle imprese" (informativa G1-1).

Ad integrazione ai principi stabiliti dal Codice, l'azienda sta lavorando sull'adozione di una politica specifica sul tema del rispetto dei diritti umani da applicare all'intero gruppo e alla sua catena del valore.

|| S1-4 || S1_MDR-A

Interventi su impatti rilevanti per la forza lavoro propria e approcci per la mitigazione dei rischi rilevanti e il perseguimento di opportunità rilevanti in relazione alla forza lavoro propria, nonché efficacia di tali azioni

Ogni paese intraprende azioni specifiche rispetto ai propri dipendenti, con l'obiettivo di gestire impatti, rischi ed opportunità ad essi relativi. I destinatari delle diverse azioni intraprese dall'azienda dipendono dalla specifica iniziativa e dall'area interessata, così come gli orizzonti temporali in cui queste vengono messe in atto.

Con particolare focus alle tematiche risultate rilevanti a livello di gruppo, le azioni intraprese sono principalmente finalizzate a fornire opportunità di sviluppo professionale, migliorare l'equilibrio tra vita professionale e vita privata, rafforzare il legame tra i dipendenti, le loro famiglie e l'azienda. Di seguito sono riportate le principali aree di azione.

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Azioni chiave Orizzonti temporali Ambito Principali risultati
Progetti di formazione avanzata per nuove risorse e/o per favorire sviluppo di nuove competenze Variabile in base al progetto Ciascuna area identifica i progetti in base alla necessità di reclutamento e/o a valle dell'individuazione di potenzialità interne Il master di alta formazione TAGCEM in Italia, la cui seconda edizione si è conclusa a maggio 2025, ha permesso l'inserimento dei partecipanti nelle Direzioni, Aree e stabilimenti di riferimento, proseguendo il loro percorso professionale in azienda. L'Industrial Leadership School, lanciato nel 2024 in Brasile, è proseguito nel 2025 coinvolgendo colleghi in diverse mansioni approfondendo tre tipologie di competenze: tecniche, gestionali e di leadership.
Incremento delle competenze tramite formazione continua anche grazie a piattaforme di e-learning In corso, continuo Tutti i dipendenti a seconda della posizione e dei requisiti lavorativi Nel corso del 2025, sono state erogate oltre 380mila ore di formazione in tutto il gruppo.
Misure e iniziative per sostenere la genitorialità e promuovere il rapporto tra le famiglie dei dipendenti e l'azienda In corso, continuo Ogni area geografica ha sviluppato iniziative specifiche In Italia l'iniziativa "Family friendly company" è continuata nel corso del 2025 mettendo in atto una serie di misure dagli effetti economici e non economici, che accompagnano i neogenitori dai mesi precedenti il parto fino al rientro in azienda. In vari paesi è proseguita l'organizzazione di eventi per i dipendenti e le loro famiglie, con porte aperte e giornate dedicate. Maggiori informazioni al capitolo "Comunità interessate". Negli Stati Uniti, con il progetto abitativo per i dipendenti di Maryneal sono state realizzate 10 case, di cui 7 già occupate a fine 2025.
Modalità di lavoro agile, flessibile e/o da remoto, per aiutare i dipendenti a gestire l'equilibrio tra vita professionale ed esigenze private In corso Tutte le aree geografiche in funzione delle posizioni lavorative di ciascun dipendente Nel corso del 2025, le iniziative legate a modalità di lavoro agile sono state confermate in base alle mansioni di ciascun dipendente.
Sviluppo di processi e canali diversificati per acquisizione talenti In corso, continuo Ogni area geografica ha sviluppato processi specifici Nel 2025 è stato lanciato in alcuni paesi europei un programma di "employee recommendation" tra i dipendenti. In Brasile, è stata inaugurata a marzo una nuova piattaforma per il reclutamento.

Tutte le azioni sopra elencate hanno l'obiettivo di generare impatti positivi per i nostri dipendenti e/o gestire l'eventuale rischio di potenziale carenza futura di personale adeguatamente formato. A questo proposito, inoltre, il gruppo offre a tutti i dipendenti, in funzione delle loro competenze, della posizione, dei bisogni di crescita, una gamma completa di iniziative di formazione e sviluppo. Percorsi di sviluppo, compresa la mobilità internazionale (se del caso), sono adattati a ciascun dipendente. Nei percorsi di avanzamento, ove possibile e a parità di condizioni, si privilegia la crescita della forza lavoro interna. Inoltre, vengono istituiti gruppi di lavoro interdisciplinari e internazionali per accrescere e diffondere le conoscenze e le competenze.

L'efficacia delle azioni di formazione e sviluppo è valutata attraverso sistemi di gestione della performance e sessioni periodiche di feedback.


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§1-5 || §1_MDR-T

Obiettivi legati alla gestione degli impatti negativi rilevanti, al potenziamento degli impatti positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti

Attualmente, l'azienda non ha stabilito obiettivi riguardanti le Risorse Umane in relazione a impatti, rischi e opportunità risultati rilevanti, eccetto per il tema Salute e Sicurezza, come riportato nel capitolo "Forza lavoro propria – Salute e sicurezza". L'applicazione del Codice di Condotta e il relativo monitoraggio, così come descritto all'interno del documento stesso, tutelano le risorse umane da comportamenti non conformi e non accettati.

§1-6

Caratteristiche dei dipendenti dell'impresa *

Le differenti e articolate esigenze dei territori dove Buzzi opera sono da sempre l'espressione che caratterizza l'organizzazione multiregionale del gruppo. Le risorse umane sono considerate come un costante fattore di crescita aziendale e la valorizzazione del capitale umano è da sempre un pilastro su cui si basa lo sviluppo competitivo dell'azienda stessa. Nelle seguenti tabelle sono presentati i dati e le metriche relative alle caratteristiche dei nostri lavoratori.

Numero di dipendenti per genere 2025 2024
Uomini n. 9.035 8.587
Donne n. 1.497 1.474
Altro n. 0 0
Non comunicato n. 0 0
Totale dipendenti n. 10.532 10.061
Numero di dipendenti per paese 2025 2024
--- --- --- ---
ITA n. 1.498 1.566
USA n. 2.366 2.375
GER n. 1.768 1.756
LUX n. 162 163
NLD n. 105 104
POL n. 348 344
CZE n. 627 614
SVK n. 26 31
RUS n. 1.956 1.881
BRA n. 1.235 1.227
UAE n. 441 -

* Specifiche di rendicontazione

I dati relativi alla numerosità dei nostri dipendenti sono derivati dai sistemi di gestione del personale del gruppo e si riferiscono al numero di dipendenti al 31 dicembre 2025.

I dati relativi alle nostre controllate, in linea con il bilancio consolidato, sono aggregati come segue: i dati di Dyckerhoff Gravières et Sablières Seltz S.A.S. sono aggregati alla Germania e quelli di ZAPA Beton HUNGÁRIA Kft. alla Slovacchia. Inoltre, l'organico è riportato come numero medio di dipendenti nel bilancio consolidato alla nota 11.


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Il numero dei dipendenti del gruppo Buzzi alla fine del 2025 è pari a 10.532, aumentato del 4,7% rispetto al 2024 (10.061). L'aumento del numero totale di dipendenti per il 2025 è legato all'acquisizione a maggio 2025 della società che opera negli Emirati Arabi Uniti.

Rispetto al totale dei contratti, il 94,8% sono a tempo indeterminato e il 97,6% dei dipendenti ha contratto a tempo pieno, in linea con i dati del 2024 (rispettivamente 94,3% e 97,1%). Maggiori dettagli sono riportati nelle tabelle seguenti.

L'azienda capogruppo Buzzi SpA conta 175 dipendenti, di cui il 95,4% a tempo indeterminato e il 93,1% impiegato a tempo pieno.

Di seguito è presentata la ripartizione dei dipendenti per genere e tipologia contrattuale.

2025

Uomini Donne Altro Non comunicato Total
Numero di dipendenti n. 9.035 1.497 0 0 10.532
Dipendenti a tempo indeterminato n. 8.583 1.399 0 0 9.982
Dipendenti a tempo determinato n. 435 93 0 0 528
Dipendenti a orario variabile n. 17 5 0 0 22
Dipendenti a tempo pieno n. 8.927 1.348 0 0 10.275
Dipendenti a tempo parziale n. 108 149 0 0 257

2024

Uomini Donne Altro Non comunicato Total
Numero di dipendenti n. 8.587 1.474 0 0 10.061
Dipendenti a tempo indeterminato n. 8.143 1.346 0 0 9.489
Dipendenti a tempo determinato n. 431 126 0 0 557
Dipendenti a orario variabile n. 13 2 0 0 15
Dipendenti a tempo pieno n. 8.485 1.284 0 0 9.769
Dipendenti a tempo parziale n. 102 190 0 0 292

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Di seguito si riporta la ripartizione dei dipendenti per paese e tipologia contrattuale.

2025

ITA USA GER LUX NLD POL CZE SVK RUS BRA UAE
Numero di dipendenti n. 1.498 2.366 1.768 162 105 348 627 26 1.956 1.235 441
Dipendenti a tempo indeterminato n. 1.441 2.348 1.553 161 96 290 564 23 1.855 1.210 441
Dipendenti a tempo determinato n. 57 18 198 1 4 58 63 3 101 25 0
Dipendenti a orario variabile n. 0 0 17 0 5 0 0 0 0 0 0
Dipendenti a tempo pieno n. 1.471 2.360 1.605 158 81 348 619 26 1.956 1.210 441
Dipendenti a tempo parziale n. 27 6 163 4 24 0 8 0 0 25 0

2024

ITA USA GER LUX NLD POL CZE SVK RUS BRA UAE
Numero di dipendenti n. 1.566 2.375 1.756 163 104 344 614 31 1.881 1.227 -
Dipendenti a tempo indeterminato n. 1.509 2.359 1.571 163 96 294 556 27 1.754 1.160 -
Dipendenti a tempo determinato n. 57 6 185 0 3 50 58 4 127 67 -
Dipendenti a orario variabile n. 0 10 0 0 5 0 0 0 0 0 -
Dipendenti a tempo pieno n. 1.534 2.367 1.611 160 77 344 604 31 1.881 1.160 -
Dipendenti a tempo parziale n. 32 8 145 3 27 0 10 0 0 67 -
Turnover 2025 2024
Totale risoluzioni n. 1.480 1.470
Tasso di turnover del personale % 14,1 14,6

Il tasso di turnover dell'azienda capogruppo Buzzi SpA è pari a 5,7%.

  • Specifiche di rendicontazione

Il tasso di turnover del personale è calcolato come totale delle risoluzioni nell'anno di riferimento (inclusi gli infortuni mortali) rispetto al totale dei dipendenti a fine anno.


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§1-8

Copertura della contrattazione collettiva e dialogo sociale

In Europa, la contrattazione collettiva è estesa e garantita a tutti i livelli. Dal 2023 è ripresa l'attività in presenza del Comitato Aziendale Europeo (CAE), l'organo di consultazione e informazione di tutti i lavoratori nell'Unione Europea. In tutti i siti di produzione cemento italiani sono presenti rappresentanze sindacali unitarie (RSU) i cui rapporti con l'azienda sono storicamente caratterizzati da trasparenza e spirito di collaborazione. Più in generale, in tutte le nazioni, il personale è rappresentato secondo le disposizioni di legge locali, talvolta differenziate tra regioni dello stesso paese, ma sempre nel rispetto del Codice di Condotta di Buzzi. Le condizioni di lavoro e i termini di impiego dei nostri dipendenti non coperti da contratti collettivi sono determinati sulla base della legislazione e dei regolamenti locali.

Nel 2025, il 79,1% dei dipendenti totali è coperto da contrattazione collettiva (82,6% nel 2024). Di seguito è riportata l'informativa richiesta sul tema, costante rispetto al 2024.

Copertura della contrattazione collettiva Dialogo sociale
Tasso di copertura Lavoratori dipendenti (SEE) Lavoratori dipendenti (non SEE) Rappresentanza sul luogo di lavoro (soltanto SEE)
0 - 19 % - - -
20 - 39 % - USA -
40 - 59 % - - -
60 - 79 % - - -
80 - 100 % ITA - GER RUS - BRA ITA - GER

Inoltre, esistono accordi con i dipendenti per la rappresentanza da parte di un comitato aziendale europeo (CAE).

§1-9

Metriche della diversità

Le attività di Buzzi si sviluppano in diversi paesi e continenti. La centralità delle persone, nelle loro caratteristiche e diversità, è uno dei valori fondanti del gruppo, come sancito dal Codice di Condotta. Meritocrazia, consapevolezza e assunzione di responsabilità sono i pilastri su cui si fonda il percorso di crescita dei nostri dipendenti. In Buzzi respingiamo qualsiasi forma di discriminazione e puntiamo a dar valore alla diversità delle persone che operano in un contesto dinamico, eterogeneo e multiculturale.

I dipendenti del gruppo Buzzi sono suddivisi per età come segue:

Dipendenti per fasce di età 2025 2024
Uomini Donne Totale Uomini Donne Totale
Under 30 n. 1.254 208 1.462 1.222 227 1.449
Tra 30 e 50 anni n. 4.652 869 5.521 4.329 828 5.157
Over 50 n. 3.129 420 3.549 3.036 419 3.455

* Specifiche di rendicontazione

I dipendenti coperti da contratti collettivi di lavoro sono riportati in conformità con ESRS S1-8 per i paesi in cui l'impresa ha un livello di occupazione significativo (almeno il 10% del numero totale di dipendenti). L'informativa è divisa tra paesi all'interno e all'esterno dello Spazio Economico Europeo (SEE), e include il numero totale di dipendenti coperti da almeno un contratto collettivo.

La rappresentanza dei dipendenti sul luogo di lavoro è calcolata in conformità con ESRS S1-8, solo per i paesi dello Spazio Economico Europeo (SEE) in cui l'impresa ha un livello di occupazione significativo.


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[ RENDICONTAZIONE CONSOLIDATA DI SOSTENIBILITÀ ]

A livello di alta dirigenza, sono stati identificati 89 dipendenti, suddivisi per genere come segue:

Alta dirigenza 2025 2024
Uomini Donne Totale Uomini Donne Totale
Executives e Senior management n. 75 14 89 68 13 81
% 84,3 15,7 100 84,0 16,0 100

§1-13

Metriche di formazione e sviluppo delle competenze

Il gruppo, attraverso le proprie iniziative di formazione e sviluppo, favorisce la crescita dall'interno del proprio personale rispetto alle assunzioni da esterno assicurando che almeno il 50% delle posizioni ricercate siano destinate ai propri collaboratori, a parità di competenze. Le attività formative sono selezionate sulla base delle esigenze che emergono in ogni paese.

Formazione 2025 2024
Totale ore di formazione ore 380.254 461.378
Ore medie di formazione pro-capite ore/persona 36 46
Management ore/persona 22 27
Uomini ore/persona 22 26
Donne ore/persona 26 34
Impiegati ore/persona 33 39
Uomini ore/persona 33 42
Donne ore/persona 31 29
Operai ore/persona 40 53
Uomini ore/persona 41 55
Donne ore/persona 33 23

Nel 2025 le ore di formazione totali sono diminuite; tuttavia, aumenti nelle ore di formazione pro capite sono stati registrati in Italia (+4% ore di formazione pro capite), Germania (+26%) e Polonia (+20%).

* Specifiche di rendicontazione

L'alta dirigenza è rappresentata da executive e senior management delle società Buzzi SpA, Buzzi Unicem Srl, Unical SpA, Dyckerhoff GmbH, Buzzi Unicem USA Inc., Companhia Nacional de Cimento, Gulf Cement Company PSC e loro controllate, che comprendono le posizioni di Amministratore Delegato, Direttore Generale, Chief Operating Officer, Chief Technology Officer, Chief Financial Officer, Responsabili delle Business Unit e i direttori (ad esclusione di quelli delle controllate).


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§1-17

Incidenti, denunce e impatti gravi in materia di diritti umani *

Buzzi ha implementato da anni un sistema interno di segnalazione da parte dei dipendenti di eventuali irregolarità o violazioni della normativa applicabile, mediante l'adozione di una procedura applicata anche dalle società controllate estere.

Tutte le segnalazioni ricevute sono valutate e approfondite dall'Internal Audit locale sotto la direzione dell'Internal Audit centrale. Nel 2025, le segnalazioni ricevute in merito a potenziali casi di discriminazione e/o molestia sono state 6, di cui 2 confermate: per entrambi i casi sono state intraprese le necessarie azioni disciplinari.

Nel 2025 non abbiamo avuto incidenti gravi in materia di diritti umani collegati ai nostri dipendenti.

Incidenti, denunce e impatti gravi in materia di diritti umani 2025 2024
Incidenti di discriminazione segnalati n. 6 6
Incidenti di discriminazione confermati n. 2 0
Incidenti gravi in materia di diritti umani n. 0 0
Ammende, sanzioni e risarcimento di danni 0 0

* Specifiche di rendicontazione

Il numero di casi segnalati attraverso i canali per la propria forza lavoro è il numero totale di reclami presentati attraverso il sistema whistleblowing. Potrebbero esserci casi che non vengono segnalati alla nostra hotline, poiché sollevati e gestiti attraverso altri canali, ad esempio direttamente ai responsabili di funzione o tramite la Direzione Risorse Umane.

I casi relativi alla discriminazione comprendono i casi segnalati e indagati nell'anno di riferimento. Eventuali casi segnalati nell'anno ma non ancora indagati verranno riportati nella prossima rendicontazione.

I casi considerati comprendono la discriminazione basata sul genere, la razza o l'origine etnica, la nazionalità, la religione o le convinzioni personali, la disabilità, l'età, l'orientamento sessuale o altre forme di discriminazione pertinenti. Gli episodi di discriminazione comprendono anche gli episodi di molestie, intese come situazioni in cui un comportamento indesiderato, connesso a un motivo oggetto di protezione contro la discriminazione, è adottato allo scopo e con l'effetto di ferire la dignità di una persona e/o creare un clima intimidatorio, ostile, degradante, umiliante o offensivo.


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FORZA LAVORO PROPRIA – SALUTE E SICUREZZA

|| S1-1 || S1_MDR-P

Politiche relative alla forza lavoro propria

Emanata e diffusa nel 2023, con la firma del CEO e del COO, la Politica di Salute e Sicurezza è finalizzata a garantire il coinvolgimento e l'inclusione di tutti gli stakeholder, promuovendo comportamenti, mentalità e standard sicuri.

Buzzi SpA, insieme a tutte le proprie controllate a livello globale, si impegna a sostenere e migliorare costantemente la salute e la sicurezza sul lavoro di dipendenti, appaltatori e fornitori in ogni sede, con l'obiettivo di azzerare infortuni e malattie professionali.

Per raggiungere questo traguardo, l'azienda implementa iniziative continue finalizzate a mantenere e rafforzare una cultura della sicurezza inclusiva, diffusa e partecipata, in cui ognuno riveste un ruolo attivo.

Buzzi ritiene che le certificazioni di terza parte rappresentino un supporto strategico per il conseguimento dei propri obiettivi: attualmente, oltre il 95% della forza lavoro è coperto da sistemi di gestione della salute e sicurezza, di cui il 57% risulta conforme alla norma ISO 45001. Questi standard promuovono il miglioramento continuo, richiedendo un riesame periodico dei rischi attraverso controlli di conformità e l'adozione di azioni mirate a ridurre le situazioni di pericolo e a favorire comportamenti sicuri.

Nella definizione delle politiche in materia di salute e sicurezza, Buzzi coinvolge le parti potenzialmente interessate per garantire che queste siano efficaci, conformi e rilevanti per tutti. La politica Salute e Sicurezza è stata divulgata tramite una campagna dedicata, che ha previsto comunicazioni via intranet, sito web aziendale e media specifici, oltre a incontri mirati in cui ogni responsabile ha presentato i principi fondamentali al proprio team, raccogliendo e gestendo i feedback e rinnovando l'impegno di tutto il personale.

La politica è disponibile in ogni sede aziendale, attraverso poster nelle aree comuni, video illustrativi e la sua integrazione nei materiali formativi e informativi, assicurando che i principi di salute e sicurezza siano noti e condivisi a tutti i livelli dell'organizzazione.

|| S1-4 || S1_MDR-A

Interventi su impatti rilevanti per la forza lavoro propria e approcci per la mitigazione dei rischi rilevanti e il perseguimento di opportunità rilevanti in relazione alla forza lavoro propria, nonché efficacia di tali azioni

Nell'anno 2025 sono state attuate diverse azioni chiave per rafforzare i protocolli di salute e sicurezza (H&S) a livello corporativo e regionale. Tutti i lavoratori, in particolare quelli con ruoli operativi, sono stati direttamente coinvolti; inoltre, le iniziative hanno avuto un impatto indiretto anche su fornitori, appaltatori e comunità locali, contribuendo complessivamente a migliorare la sicurezza sul luogo di lavoro.


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Alcune azioni chiave hanno riguardato le seguenti aree di interesse:

Azioni chiave Orizzonti temporali Ambito Principali risultati
Implementazione a cascata della politica di salute e sicurezza, affinché l'intera forza lavoro riceva informazioni chiare e possa comprendere appieno le linee guida in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro Completata nel 2024 Tutti i dipendenti del gruppo L'implementazione della politica ha generato maggiore consapevolezza e allineamento sui requisiti di sicurezza nei luoghi di lavoro, portando alla definizione di obiettivi sempre più definiti e monitorabili.
Creazione di un gruppo di lavoro interregionale, Key Advancement Area H&S, per facilitare lo scambio e guidare l'implementazione di buone pratiche tra le varie aree geografiche e di business in cui il gruppo opera In corso, continuo Tutte le aree del gruppo Il gruppo di lavoro ha promosso la condivisione tra le varie aree del gruppo delle priorità in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, ha favorito la diffusione di buone pratiche, l'elaborazione di standard e strumenti comuni, l'ottimizzazione di tempi e modalità di implementazione. In più, ha rafforzato la collaborazione e la governance a livello di Gruppo.
Implementazione della procedura di gruppo LockOut/TagOut/TryOut (LOTOTO) per prevenire avviamenti accidentali di impianti e attrezzature durante le operazioni di pulizia e manutenzione Prevista piena operatività in tutte le strutture pertinenti entro il 2026 Tutti i dipendenti e gli appaltatori impegnati nei nostri siti operativi La piena operatività della procedura risulterà nella riduzione del rischio di avviamenti accidentali e di esposizione a energie pericolose durante manutenzioni e pulizie. Inoltre, permetterà di standardizzare requisiti e controlli operativi nelle varie aree del gruppo.
Condivisione delle lezioni apprese (Lessons Learned) e delle buone pratiche per facilitare il miglioramento continuo In corso, continuo Questa azione mira a ridurre la ripetizione di eventi pericolosi simili grazie alla replicazione delle soluzioni efficaci. Ha portato ad un maggiore coinvolgimento nel miglioramento continuo e nella segnalazione proattiva.
Analisi delle cause radice e strumenti di risoluzione dei problemi Piena implementazione operativa attesa entro l'anno successivo all'introduzione degli strumenti Tutte le sedi in cui opera l'organizzazione, garantendo non solo uno standard di sicurezza uniforme, ma anche l'armonizzazione con i requisiti di conformità locali e regionali L'analisi strutturata ha portato ad una maggiore capacità di identificare e correggere le cause sistemiche, con la creazione di piani d'azione sempre più robusti e misurabili, con riduzione delle recidive e maggiore efficacia delle azioni correttive/preventive.
Mappatura delle operazioni ad alto rischio (High Risk Operations - HRO) tramite l'utilizzo di una heat map, finalizzata ad un monitoraggio dedicato delle attività più critiche Continuo La mappatura permette maggiore visibilità e controllo delle attività critiche, analizzando la priorità di intervento sulla base del rischio. Grazie a questo tool è possibile definire e monitorare misure mirate a livello di sito e area.
Revisione dei progetti di riduzione del rischio per valutare i progetti di sicurezza in corso, garantirne l'efficacia e apportare le modifiche necessarie Revisione annuale con aggiustamenti e miglioramenti continui in base ai risultati Miglioramento continuo dell'efficacia dei progetti di riduzione del rischio, con correzioni basate su risultati, feedback e tracciabilità delle azioni.

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Le azioni future mirano a consolidare le iniziative in corso, con l'obiettivo di:

  • rendere maggiormente consapevoli i lavoratori in materia di conformità e sicurezza, attraverso programmi formativi e di sensibilizzazione continua, utilizzando la Politica di Salute e Sicurezza come modello di riferimento;
  • ridurre gli incidenti e migliorare delle prestazioni in ambito di sicurezza, grazie all'adozione della procedura per il controllo delle energie pericolose LockOut-TagOut-TryOut (LOTOTO), all'implementazione di misure mirate di riduzione del rischio e all'individuazione e correzione delle cause alla radice di eventuali eventi avversi;
  • far crescere la cultura della sicurezza, integrando costantemente le lezioni apprese e le migliori pratiche nelle attività operative quotidiane.

|| S1-S || S1_MDR-T

Obiettivi legati alla gestione degli impatti negativi rilevanti, al potenziamento degli impatti positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti

La strategia di Buzzi per la salute e la sicurezza non è solo una visione, è un impegno tangibile che si concretizza in una serie di iniziative volte a promuovere una cultura della cura e dell'eccellenza in tutte le sue operazioni a livello globale.

Queste iniziative evidenziano l'impegno dell'azienda nel perseguire un futuro più sicuro e sostenibile, in linea con i suoi obiettivi finanziari e di sostenibilità.

Il nostro obiettivo, fissato nel 2023 con l'introduzione della Politica Salute e Sicurezza, è zero infortuni e malattie professionali per tutto il gruppo, compresi i dipendenti, gli appaltatori e i fornitori che operano in tutte le nostre sedi. L'obiettivo sarà perseguito fino al raggiungimento dello stesso. Nel 2025 la frequenza di infortuni totali (TIFR) è diminuita del 17,5%, pur essendo aumentata la frequenza degli infortuni con assenza da lavoro (LTIFR) del 9,8% rispetto al 2024. Maggiori dettagli all'informativa S1-14, "Metriche di salute e sicurezza".

A livello corporate, le prestazioni rispetto all'obiettivo sono monitorate attraverso riunioni di routine e l'uso di presentazioni strutturate che raccolgono dati rilevanti da tutti i livelli operativi. I principali dati di performance sono verificati trimestralmente durante la riunione del Consiglio di Amministrazione.

A livello regionale e di stabilimento, il Comitato Esecutivo e il Comitato per la Salute e Sicurezza esaminano i dati sulle prestazioni in base ai rispettivi ambiti.

Le metriche condivise a tutti i livelli includono l'andamento degli infortuni e delle fatalità, insieme ai tassi di frequenza e di gravità. Metriche aggiuntive a livello regionale e di stabilimento monitorano, ad esempio, l'andamento dei mancati infortuni e delle non conformità e i tassi di completamento della formazione.

Eventuali variazioni significative nelle prestazioni vengono identificate e, dove necessario, accompagnate da un piano d'azione dedicato.

Gli obiettivi sono definiti dall'azienda, considerando eventi e feedback dal campo come fattori chiave. L'azienda coinvolge attivamente sia la sua forza lavoro che i suoi rappresentanti nel monitoraggio delle prestazioni rispetto agli obiettivi. Questo impegno avviene principalmente attraverso:

  • comitati per la sicurezza e riunioni locali programmati regolarmente, in cui i lavoratori e i loro rappresentanti esaminano i dati sulle prestazioni, discutono le tendenze e identificano eventuali deviazioni dagli obiettivi stabiliti;
  • sessioni del Comitato Aziendale Europeo (CAE), fornendo una piattaforma per condividere aggiornamenti dettagliati sulle prestazioni e raccogliere feedback diretti dai rappresentanti dei lavoratori a livello europeo;
  • meccanismi di feedback strutturati, come sondaggi e dashboard digitali/fisici e riunioni di reparto per consentire ai dipendenti di accedere anche alle metriche di sicurezza, condividere feedback e suggerimenti per il miglioramento.

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Metriche di salute e sicurezza

Nel 2025 sono state erogate oltre 117.400 ore di formazione sui temi di salute e sicurezza, in lieve calo rispetto all'anno precedente (146.310 ore), a più di 9.400 lavoratori. La formazione su salute e sicurezza rappresenta il 31% delle ore totali della formazione.

Per garantire la salute e la sicurezza dei nostri dipendenti e degli appaltatori, continuiamo a monitorare costantemente le nostre prestazioni di sicurezza e attuare le pertinenti azioni dove e quando necessario. Per fare ciò, Buzzi utilizza software e database locali per la registrazione e l'analisi di incidenti e infortuni che vedono il coinvolgimento di dipendenti e lavoratori di aziende appaltatrici. Oltre a queste informazioni, su tali sistemi vengono raccolte anche le misure correttive adottate.

Il continuo miglioramento delle misure di prevenzione e protezione e dei sistemi di monitoraggio dei protocolli di sorveglianza sanitaria hanno contribuito a chiudere anche il 2025 con assenza di casi di malattie professionali.

A livello di gruppo, dati e trend sono analizzati trimestralmente e riportati dal Direttore Generale al Consiglio di Amministrazione insieme al dettaglio degli eventi di maggior rilievo, incluso un aggiornamento riguardante le principali iniziative volte a ridurre i rischi ed accrescere la cultura della sicurezza.

Rispetto all'anno precedente, nel 2025 si è registrato un lieve aumento degli infortuni con assenza dal lavoro, a fronte di una riduzione del numero totale di infortuni. In generale, negli ultimi anni, le performance in materia di sicurezza continuano a mostrare un miglioramento.

Nel 2025, si riporta un infortunio mortale avvenuto durante un incidente stradale negli Stati Uniti, che ha coinvolto un dipendente diretto del gruppo.

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Centrale di betonaggio Unical, Italia


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2025 Dipendenti Appaltatori Totale
Infortuni totali n. 158 63 221
Infortuni con assenza da lavoro n. 58 31 89
Infortuni mortali n. 1 0 1
TIFR (Total Injury Frequency Rate) - 8,3 5,7 7,4
LTIFR (Lost Time Injury Frequency Rate) - 3,1 2,8 3,0
Giorni persi (da calendario) giorni 4.275 1.794 6.069
2024 Dipendenti Appaltatori Totale
--- --- --- --- ---
Infortuni totali n. 179 59 238
Infortuni con assenza da lavoro n. 43 29 72
Infortuni mortali n. 0 1 1
TIFR (Total Injury Frequency Rate) - 10,1 6,6 8,9
LTIFR (Lost Time Injury Frequency Rate) - 2,4 3,3 2,7
Giorni persi (da calendario) giorni 3.491 1.650 5.141

Specifiche di rendicontazione

I dati e gli indici pubblicati sono riferiti a tutte le nostre attività, cioè cemento, calcestruzzo, aggregati, terminali, trasporti, laboratori e uffici. Inoltre, dal 2015, riportiamo i dati sia del personale dipendente che degli appaltatori, considerati parte dei lavoratori della nostra catena del valore. La nuova controllata emiratina si sta adeguando per raccogliere a partire dal 2026 i medesimi dati trattati per il personale dipendente anche per i lavoratori delle ditte appaltatrici, ad oggi non monitorati. Le metriche qui riportate per gli appaltatori rispondono all'informativa relativa allo standard ESRS S2.

Il numero di infortuni totali include gli infortuni con e senza assenza da lavoro, inclusi gli infortuni mortali. Mentre gli infortuni con assenza dal lavoro sono relativi a incidenti che causano almeno un giorno o un turno di assenza dal lavoro, esclusi gli infortuni mortali.

Il numero di ore lavorate dei nostri dipendenti si basa sul numero di ore lavorate pagate e registrate dai sistemi di gestione del personale. Per gli appaltatori, il dato relativo alle ore lavorate è ottenuto tramite i sistemi di controllo degli accessi o attraverso stime e/o informazioni desunte dai contratti stipulati.

L'indice TIFR (Total Injury Frequency Rate) è calcolato come il numero totale di infortuni, con e senza assenza dal lavoro, inclusi gli infortuni mortali, diviso per le ore lavorate e moltiplicato per 1 milione.

L'indice LTIFR (Lost Time Injury Frequency Rate) è calcolato come il numero di infortuni con assenza dal lavoro, esclusi gli infortuni mortali, diviso per le ore lavorate e moltiplicato per 1 milione.

I giorni persi sono relativi ai giorni di assenza dal lavoro, conteggiati da calendario a partire dal giorno successivo all'infortunio fino al giorno precedente al rientro al lavoro.


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LAVORATORI NELLA CATENA DEL VALORE

I NOSTRI IMPATTI, RISCHI E OPPORTUNITÀ RILEVANTI
Impatti negativi • Incidenza sulla qualità della vita dei lavoratori e delle loro famiglie in caso di infortuni quando impiegati direttamente da noi o in attività presso i nostri siti
Rischi • Rischio che le aziende della nostra filiera non attirino, motivino e trattengano persone qualificate

|| S2_SBM-2 || S2_SBM-3

Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale

L'approccio seguito per determinare gli impatti, i rischi e le opportunità materiali è descritto nella sezione "Informazioni generali" (informative SBM-2, SBM-3, IRO-1), insieme alle modalità di coinvolgimento dei lavoratori della catena del valore, che costituiscono una categoria rilevante di portatori di interesse per l'azienda. Da tale processo sono emersi 1 impatto negativo e 1 rischio rilevante relativi al tema "Lavoratori nella catena del valore".

Considerando la catena del valore descritta al capitolo "Strategia", l'analisi di doppia rilevanza ha riguardato un perimetro esteso di lavoratori, nostri e di aziende terze.

L'impatto negativo risultato rilevante si riferisce in particolare ai lavoratori della catena del valore che operano nei nostri siti in tutto il gruppo.

Allo stesso modo, il rischio risultato rilevante si riferisce ai lavoratori dei nostri appaltatori e alla potenziale carenza futura di personale altamente formato e specializzato che possa garantire la continuità delle attività da loro svolte presso i nostri siti. In questa accezione, i lavoratori della catena del valore su cui l'azienda ha focalizzato i suoi sforzi sono quelli da cui deriva tale rischio e su cui le attività del gruppo possono maggiormente determinare un impatto.

|| S2-2

Processi di coinvolgimento dei lavoratori nella catena del valore in merito agli impatti

A livello locale, in conformità con le normative vigenti, vengono implementati sistemi di gestione per la qualifica e valutazione dei fornitori. In questa fase di qualifica e valutazione vengono richieste informazioni di dettaglio sulle condizioni di lavoro dei lavoratori.

Ad esempio, chiunque acceda ai nostri siti viene informato sui potenziali pericoli attraverso materiali dedicati, come video, brochure e procedure aziendali. Per le diverse attività lavorative vengono adottate misure specifiche per garantire la sicurezza dei lavoratori.

Queste misure sono accompagnate da ispezioni periodiche e audit di sicurezza, volti a verificare l'applicazione delle procedure e a promuovere la tutela di tutti i lavoratori coinvolti.

Non è definita una figura responsabile dei processi di coinvolgimento dei lavoratori nella catena del valore, ma questi vengono gestiti a livello locale.


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§2-3

Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono ai lavoratori nella catena del valore di esprimere preoccupazioni

Al fine di mitigare gli impatti negativi sulla salute e sicurezza dei lavoratori terzi che operano nei nostri siti, Buzzi ha implementato una specifica politica e individuato un obiettivo dedicato a tale ambito. Annualmente vengono pianificate e realizzate iniziative mirate, sia a livello di gruppo che nelle sedi locali.

Il nostro approccio per affrontare le preoccupazioni e i reclami all'interno della nostra catena del valore si basa sui principi di trasparenza e fiducia. L'azienda ha implementato specifici canali che consentono a chiunque venga a conoscenza di condotte illecite o violazioni del Codice di Condotta di sollevare preoccupazioni. In particolare, tramite il canale del whistleblowing accessibile dal sito internet aziendale, è garantita la confidenzialità delle segnalazioni e la privacy delle persone che esprimono tali preoccupazioni. Maggiori dettagli sul funzionamento del sistema di whistleblowing sono riportati al capitolo "Condotta delle imprese" (informativa G1-1).

§2-1 §2_MDR-P

Politiche connesse ai lavoratori nella catena del valore

In Buzzi, siamo pienamente consapevoli che un approccio al business sostenibile richieda il coinvolgimento della nostra catena di fornitura. A dimostrazione di ciò, la Politica Salute e Sicurezza del gruppo si applica anche agli appaltatori. Per maggiori dettagli si rimanda al capitolo "Forza lavoro propria".

Inoltre, in tutti i paesi dove operiamo, il rapporto con i nostri fornitori è improntato non solo su considerazioni tecnico-economiche, ma anche sulla condivisione di valori etici fondamentali, in particolare quelli menzionati nel nostro Codice di Condotta, che stabilisce i principi essenziali di integrità e correttezza, inclusa l'attenzione al rispetto dei diritti umani. L'obbligo di attenersi a tali principi è esteso agli amministratori, ai membri degli organi sociali, a tutti i dipendenti, ai fornitori e a tutti coloro che agiscono in nome e/o per conto di Buzzi compresi, ma non solo, rappresentanti, agenti, collaboratori, consulenti esterni, imprese che ricevono un incarico dalla società. Per approfondire il tema e il contenuto del Codice di Condotta si rimanda al capitolo "Condotta delle imprese".

Per Buzzi rispettare i diritti umani significa garantire dignità, sicurezza e salute, rispetto della persona umana, pari opportunità di lavoro e sviluppo e valorizzazione delle diversità per una crescita inclusiva. Siamo consapevoli che il semplice rispetto delle leggi non è sufficiente, per questo motivo negli anni passati abbiamo incaricato un partner specializzato di valutare l'insieme delle azioni, procedurate e non (pratiche), che possono influire, direttamente o indirettamente, sulla garanzia e sul rispetto dei diritti umani. A valle di ciò, così come affermato nel precedente capitolo e in integrazione ai principi stabiliti all'interno del Codice di Condotta, l'azienda sta lavorando sull'adozione di una politica specifica sul tema da applicare all'intero gruppo e alla sua catena del valore.


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|| S2-4 || S2_MDR-A

Interventi su impatti rilevanti per i lavoratori nella catena del valore e approcci per la gestione dei rischi rilevanti e il conseguimento di opportunità rilevanti per i lavoratori nella catena del valore, nonché efficacia di tali azioni

Ogni paese intraprende azioni specifiche rispetto ai lavoratori delle proprie aziende appaltatrici, con l'obiettivo di gestire impatti, rischi ed opportunità ad essi relativi. I destinatari delle diverse azioni intraprese dall'azienda dipendono dalla specifica iniziativa e dall'area interessata, così come gli orizzonti temporali in cui queste vengono implementate.

Azioni chiave Orizzonti temporali Ambito Principali risultati
Implementazione della procedura Group LockOut/TagOut/TryOut (LOTOTO) per prevenire avviamenti accidentali della macchina durante la manutenzione, migliorando la sicurezza dei lavoratori Prevista piena operatività in tutte le strutture pertinenti entro il 2026 L'implementazione influisce sia sui processi a monte (come la movimentazione e la configurazione delle apparecchiature) che sulle attività a valle (comprese le operazioni di manutenzione e smaltimento) La piena operatività della procedura risulterà nella riduzione del rischio di avviamenti accidentali e di esposizione a energie pericolose durante manutenzioni e pulizie. Inoltre, permetterà di standardizzare i requisiti e i controlli operativi nelle varie aree del gruppo.

|| S2-5 || S2_MDR-T

Obiettivi legati alla gestione degli impatti negativi rilevanti, al potenziamento degli impatti positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti

Il nostro obiettivo per quanto riguarda salute e sicurezza dei lavoratori di aziende appaltatrici operanti nelle nostre sedi è il raggiungimento di zero infortuni e malattie professionali per tutto il gruppo. Per avere maggiori dettagli su metriche e target si rimanda al capitolo "Forza lavoro propria - Salute e sicurezza".

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COMUNITÀ INTERESSATE

I NOSTRI IMPATTI, RISCHI E OPPORTUNITÀ RILEVANTI
Impatti positivi • Contributo allo sviluppo economico, sociale e culturale delle comunità vicine a dove l'azienda opera

Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale

Il nostro approccio per determinare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti è descritto nella sezione "Informazioni generali" (informative SBM-2, SBM-3, IRO-1) insieme ai processi di coinvolgimento degli stakeholder. Tra questi, le comunità interessate, specialmente quelle vicine alle sedi produttive dell'azienda, costituiscono una categoria rilevante di portatori di interesse; pertanto, impatti, rischi ed opportunità relativi alle nostre attività manufatturiere e alla nostra catena del valore sono stati opportunamente identificati e valutati.

Oltre all'impatto positivo relativo allo sviluppo economico, sociale e culturale delle comunità dove il gruppo opera, come descritto nel capitolo "Strategia" (informativa SBM-3), Buzzi è consapevole di averne di negativi sull'ambiente particolarmente sentiti a livello di comunità locali, quali ad esempio emissioni di polveri, rumore, consumo di acqua e di suolo. Per maggiori informazioni su tali impatti e su politiche, target, azioni e metriche a essi riferiti si rimanda ai rispettivi capitoli.

Considerando gli impatti rilevanti individuati, le comunità maggiormente interessate dai nostri impatti sono le comunità vicine ai nostri impianti di produzione cemento.

Proprio con queste comunità, riteniamo importante costruire relazioni costruttive di lungo termine. Per questo ci impegniamo in progetti di partenariato con le realtà culturali, sportive, sociali, scolastiche e cittadine locali che favoriscano lo scambio e la collaborazione tra l'azienda e le comunità, sviluppando opportunità di crescita e arricchimento reciproco. Le iniziative così risultanti generano impatti positivi sullo sviluppo delle comunità vicine, sia a livello economico che sociale.

Politiche relative alle comunità interessate

Buzzi riconosce l'importanza di costruire e mantenere rapporti di fiducia, basati sul rispetto reciproco, sul partenariato attivo, sulla trasparenza e sulla collaborazione nel lungo periodo con i propri stakeholder, in modo particolare con quelli radicati sui territori nei quali il gruppo opera.

Per la nostra azienda, creare rapporti di fiducia con gli stakeholder significa conoscerli, comprendere le loro necessità e promuovere il loro coinvolgimento in occasione di eventi rilevanti della vita degli impianti e della sede e di iniziative strategiche di loro potenziale interesse. A tale scopo Buzzi promuove iniziative regolari di comunicazione, in particolare con dipendenti, fornitori, clienti, comunità locali e autorità, i cui contenuti e livello di coinvolgimento vengono definiti, pianificati ed attuati in base a procedure conformi alla politica di gruppo secondo procedure dedicate.

La politica relativa allo stakeholder engagement, in vigore dal 2018 e firmata dall'amministratore delegato, è resa disponibile a tutti i nostri stakeholder sul sito sustainability.buzzi.com. Internamente, per i nostri dipendenti il documento è fruibile tramite l'intranet aziendale. La politica è declinata internamente tramite linee guida di gruppo, che indicano obiettivi, criteri, risultati attesi.

Il gruppo si impegna a proteggere i diritti umani in ogni paese in cui opera così come dettagliato nel Codice di Condotta. Questo afferma che la tutela dei diritti umani è un caposaldo fondamentale del nostro modo di fare impresa, così come descritto ai capitoli "Forza lavoro propria" (informativa S1-1) e


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"Lavoratori nella catena del valore" (informativa S2-1). Per approfondire il tema e il contenuto del Codice di Condotta si rimanda al capitolo "Condotta delle imprese".

|| S3_SBM-2 || S3-2

Processi di coinvolgimento delle comunità interessate in merito agli impatti

Per Buzzi lo Stakeholder Engagement è un processo sistematico volto a generare valore, uno strumento fondamentale per promuovere la partecipazione attiva delle persone e condividere i principi su cui si fonda l'azienda. Tale processo, proattivo, regolare e trasparente, promuove e mantiene una comunicazione efficace sulle iniziative aziendali in corso e sulle strategie perseguite nel breve e nel medio periodo. Un dialogo così impostato agevola la relazione e il confronto costruttivo, alla ricerca di elementi di convergenza tra l'operatività dell'azienda e le aspettative dei territori nei quali si è attivi.

In questo modo possiamo conoscere le reciproche aspettative, costruire consapevolezza, e generare cambiamento nella convinzione che la costruzione di buone relazioni sia lo strumento più efficace per trasformare e migliorare prima di tutto noi stessi.

Il metodo e la frequenza con cui avviene il coinvolgimento delle comunità locali dipendono dall'argomento, dal contesto e dall'area geografica in cui avviene. Anche il tipo di stakeholder (ad esempio, scuole, associazioni culturali, sportive o sociali, istituzioni religiose, etc.) è un elemento da considerare nell'identificazione del miglior meccanismo di coinvolgimento, che può avvenire direttamente con la comunità o attraverso suoi rappresentanti.

La gestione delle attività di stakeholder engagement rivolte alle comunità locali è affidata ai singoli paesi, con monitoraggio contestuale dell'efficacia delle azioni messe in atto. In base alla tipicità del sito e agli stakeholder coinvolti, le più appropriate modalità di dialogo e coinvolgimento sono progettate garantendo così la continuità delle azioni e la flessibilità nell'adattarle alle esigenze specifiche dei diversi territori.

|| S3-3

Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono alle comunità interessate di esprimere preoccupazioni

Come descritto nel Codice di Condotta, l'azienda è aperta al dialogo con le istituzioni, i gruppi di opinione, la comunità civile e sostiene la vita sociale delle sue sedi produttive.

In caso di impatti negativi, l'azienda si adopera ad attuare misure appropriate per gestire eventuali preoccupazioni e le aspettative dei vari stakeholder. Per questo il nostro approccio prevede il mantenimento di una comunicazione aperta mettendo a disposizione diversi canali per esprimere preoccupazioni o segnalare eventuali condotte illecite o violazioni del Codice di Condotta.

Il management locale è impegnato a costruire un canale di dialogo diretto con le comunità locali e instaurare relazioni durature, volte a far conoscere l'operatività dell'azienda, da un lato, e a comprendere, le aspettative dei territori nei quali si è attivi dall'altro. Ciò avviene tramite incontri dedicati, visite in impianto e progetti condivisi.

Inoltre, eventuali segnalazioni possono essere inviate da qualunque soggetto, interno o esterno alla Società, che abbia rilevato o sia venuto altrimenti a conoscenza di possibili comportamenti illeciti posti in essere, nello svolgimento dell'attività lavorativa, da dipendenti o soggetti in rapporti con la Società. Il sistema whistleblowing è attivo in una sezione dedicata sul sito internet aziendale alla pagina https://buzzi.integrityline.com. Maggiori dettagli sul funzionamento del sistema di whistleblowing sono riportati al capitolo "Condotta delle imprese" (informativa G1-1).

Tramite il canale del whistleblowing accessibile dal sito internet aziendale, è garantita la confidenzialità delle segnalazioni e la privacy delle persone che esprimono tali preoccupazioni.


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|| S3-4 || S3_MDR-A

Interventi su impatti rilevanti sulle comunità interessate e approcci per gestire i rischi rilevanti e conseguire opportunità rilevanti per le comunità interessate, nonché efficacia di tali azioni

Il gruppo Buzzi dispone dal 2022 di una linea guida per la gestione e il reporting delle iniziative di stakeholder engagement. Questo prevede di raccogliere informazioni sul numero di progetti, il numero di dipendenti coinvolti in queste attività e il tempo investito.

I nostri progetti di stakeholder engagement, in linea con la politica descritta nell'informativa S3-1, hanno il principale obiettivo di agevolare le interazioni tra l'azienda e i suoi stakeholder, affinché diventino opportunità di crescita e arricchimento reciproco e, allo stesso tempo, favoriscano la riduzione di eventuali conflitti o incompreensioni, pregresse o in essere. Il coinvolgimento degli stakeholder è fondamentale per raggiungere gli obiettivi aziendali e, soprattutto, per generare valore per la comunità. Creare rapporti di fiducia con gli stakeholder significa dedicare il tempo necessario per conoscerli, comprenderne le aspettative e le preoccupazioni, ascoltarne le istanze, fornire riscontri e incoraggiarne il coinvolgimento durante gli eventi importanti della vita aziendale.

In tutti i paesi dove opera, il gruppo intraprende azioni specifiche per il coinvolgimento e l'inclusione delle comunità locali nella realtà aziendale in base alle proprie necessità e caratteristiche. I destinatari delle diverse azioni intraprese dipendono dalla specifica iniziativa e dall'area interessata, così come gli orizzonti temporali in cui queste vengono messe in atto.

Azioni chiave Orizzonti temporali Ambito Principali risultati
Eventi ed iniziative sportive per le comunità locali organizzate e/o ospitate dagli impianti di produzione cemento Diversi eventi ogni anno, termine indefinito Ogni area geografica e unità operativa individua iniziative specifiche in base alle realtà locali Nel corso 2025, l'azienda ha collaborato e sostenuto diversi eventi e progetti sportivi. In Brasile il progetto Base Campeã ha contribuito a rendere disponibili spazi sportivi gratuiti a bambini e adolescenti provenienti dalle comunità circostanti le unità operative dell'azienda.
Eventi "Open day" per presentare e spiegare il funzionamento degli impianti e il processo produttivo Diversi eventi ogni anno, termine indefinito Stabilimenti di produzione cemento e calcestruzzo Nel 2025 in Italia lo stabilimento di Siniscola ha aperto le porte per l'appuntamento annuale del "Family & Friends", giornata dedicata ai dipendenti, alle loro famiglie, amici e conoscenti che in queste occasioni hanno la possibilità di effettuare una approfondita visita dello stabilimento.
Programmi di collaborazione con le università, per favorire la condivisione delle conoscenze con altri attori del territorio, la formazione pratica degli studenti e il loro coinvolgimento nella realtà aziendale Continua Ciascuna area valuta le opportunità di collaborazione con le università locali Sono in corso progetti di collaborazione in Italia, con l'Università del Piemonte Orientale.

Il gruppo è consapevole delle potenziali preoccupazioni che impatti ambientali possano generare sulle comunità vicine alle nostre attività. Per questo adeguate e specifiche misure di mitigazione di tali impatti sono messe in atto in linea con le prescrizioni locali e i requisiti di legge. Tali azioni sono descritte in dettaglio nella sezione "Ambiente" del presente documento.


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Obiettivi legati alla gestione degli impatti rilevanti negativi, al potenziamento degli impatti positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti

Nel 2017 l'azienda ha sviluppato internamente un obiettivo, impegnandosi a coinvolgere i suoi principali stakeholder nel 100% dei suoi siti produttivi ad elevato impatto economico, ambientale e sociale, ovvero in tutte le cementerie a ciclo completo del gruppo. Questo obiettivo, raggiunto nel 2022, è in linea con i principi della politica (descritta all'informativa 53-2) e continua ad essere monitorato per mantenere nel tempo un dialogo costante e costruttivo con le comunità interessate, al fine di garantire una gestione di eventuali impatti negativi e valorizzare le opportunità di sviluppo condiviso.

CEMENTERIE A CICLO COMPLETO CON PROGRAMMI DI STAKEHOLDER ENGAGEMENT

2017: 2022: 2025:
61% → 100% 100%

Le percentuali di cementerie coinvolte sono riferite agli impianti a ciclo completo consolidati nel perimetro del gruppo Buzzi per l'intero anno 2025.

La valutazione e il monitoraggio dei programmi di stakeholder engagement viene svolta dal management locale in coerenza con la linea guida aziendale "Stakeholder Engagement Identification, Management and Reporting", che delinea i principali elementi da considerare nello strutturare un processo di stakeholder engagement adeguato e in linea con i principi della politica di gruppo.

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GOVERNANCE

CONDOTTA DELLE IMPRESE

I NOSTRI IMPATTI, RISCHI E OPPORTUNITÀ RILEVANTI
Impatti positivi • Condivisione dei valori aziendali con tutti gli stakeholder
• Sviluppo e condivisione di buone pratiche del settore (es. piani di decarbonizzazione, buone pratiche sulla sicurezza)

G1_GOV-1

Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo

Il Consiglio di Amministrazione è l'organo collegiale di gestione della società investito di ogni potere inerente all'amministrazione ordinaria e straordinaria della società.

Il Consiglio di Amministrazione svolge una funzione di indirizzo e controllo in ordine alla generale attività della società e del gruppo ad essa facente capo, perseguendone il successo sostenibile. Il Consiglio di Amministrazione di Buzzi SpA valuta ed approva le principali policy correlate al business conduct e alla corporate culture. In particolare: Codice di Condotta, Codice Anticorruption, Codice Antitrust, Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo (valido solo per l'Italia).

Come riportato nel Regolamento del Consiglio di Amministrazione, oltre alle competenze previste dalla normativa e dallo statuto sociale, il Consiglio, relativamente al comportamento e alle pratiche dell'azienda in relazione alla sostenibilità, all'etica e alla responsabilità sociale:

a) definisce il sistema di governo societario della società e la struttura del gruppo, valutando, qualora ritenuto necessario, l'elaborazione di proposte da sottoporre all'assemblea dei soci; b) definisce le linee strategiche di gestione e di sviluppo industriale e finanziario della società e del gruppo, monitorandone periodicamente l'attuazione e valutando il generale andamento della gestione; c) definisce la natura ed il livello di rischio compatibile con gli obiettivi strategici della società, includendo nelle proprie valutazioni tutti gli elementi che possono assumere rilievo nell'ottica del successo sostenibile; d) vigila sul generale andamento della gestione, con particolare attenzione alle situazioni di conflitto di interessi, tenendo in considerazione, in particolare, le informazioni ricevute dall'Amministratore Delegato; a tal fine, quest'ultimo riferisce al Consiglio di Amministrazione e al Collegio Sindacale con periodicità almeno trimestrale sulle operazioni significative rientranti nei limiti delle deleghe allo stesso attribuite; e) definisce la Politica di Remunerazione e la sua eventuale revisione e la Relazione sulla Politica di Remunerazione e sui compensi corrisposti da sottoporre all'Assemblea; f) adotta, su proposta del Presidente e d'intesa con l'Amministratore Delegato, una politica per la gestione del dialogo con la generalità degli azionisti nonché le procedure per la comunicazione all'esterno di documenti e informazioni riguardanti la società, con particolare riferimento alle informazioni privilegiate.

Maggiori dettagli sul ruolo e le competenze degli organi di amministrazione, direzione e controllo sono descritti alla sezione "Informazioni generali" (informativa GOV-1).


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G1, IRO-1

Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti

Il nostro approccio per determinare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti è descritto alla sezione "Informazioni generali" (informativa IRO-1). Per il tema Condotta delle imprese abbiamo identificato impatti positivi che si estendono anche alla nostra catena del valore.

G1-1, G1_MDR-P

Politiche in materia di cultura d'impresa e condotta delle imprese

Buzzi ritiene che l'etica sia fondamentale nella gestione degli affari e che, insieme al pieno rispetto delle leggi, aggiunga valore all'azienda. Tutte le nostre attività, sia strategiche sia operative, si svolgono nel rispetto dei valori etici che guidano i nostri comportamenti e delle normative applicabili.

Per questo motivo è stato redatto il Codice di Condotta (https://www.buzzi.com/code-of-conduct), con l'obiettivo di definire gli standard di integrità e correttezza che Buzzi ha scelto volontariamente di adottare, come impegno nei confronti dei propri stakeholder.

Sono destinatari dei principi contenuti nel Codice gli amministratori, i membri degli organi sociali, i dipendenti, i fornitori e tutti coloro che agiscono in nome e/o per conto di Buzzi compresi, ma non solo, rappresentanti, agenti, collaboratori, consulenti esterni, imprese che ricevono un incarico dalla società, ecc.

Buzzi si impegna a diffondere il Codice presso tutti coloro ai quali si applica tramite: distribuzione a tutti i dipendenti e ai nuovi dipendenti all'atto dell'assunzione; pubblicazione sui siti web delle società del gruppo; affissione in tutte le bacheche aziendali; predisposizione di apposite clausole nei contratti con i fornitori; trasmissione ai principali clienti e stakeholder.

La violazione di una delle disposizioni contenute nel Codice di Condotta può comportare, per i dipendenti, l'irrogazione, nel rispetto della normativa vigente in materia e dei contratti di lavoro applicati, di una sanzione disciplinare graduata a seconda della gravità della violazione.

L'inosservanza da parte di soggetti terzi può determinare la richiesta da parte di Buzzi di attuare piani correttivi. Violazioni ripetute del Codice o il rifiuto di attuare piani correttivi potranno portare alla decisione di interrompere i rapporti contrattuali con il soggetto terzo.

Nel 2025, il Codice di Condotta è stato aggiornato al fine di recepire i nuovi valori di cui il gruppo ha ritenuto di dotarsi.

In aggiunta al Codice di Condotta, Buzzi ha implementato vari documenti e linee guida, come descritto all'informativa G1-3, "Prevenzione e individuazione della corruzione attiva e passiva", con lo scopo di sensibilizzare e monitorare costantemente il rispetto dei principi di condotta aziendale e di zero tolleranza per la corruzione.

La capogruppo e tutte le società controllate, sia italiane che estere, hanno adottato il Codice Anticorruzione con l'obiettivo di ribadire l'impegno del gruppo a mantenere e promuovere la cultura dell'integrità nella conduzione degli affari. Il Codice Anticorruzione, che risponde ai più elevati standard etici e alle migliori pratiche dei paesi in cui il gruppo opera, rafforza l'impegno assunto dalle Società del gruppo Buzzi, sui temi ambientali, sociali, di gestione del personale e di rispetto dei diritti umani in linea con quanto previsto dal Codice di Condotta.

Inoltre, Buzzi ha emesso le "Guidelines of Behaviour for Employees of the Buzzi Group for Compliance with Competition Rules" (Codice Antitrust) e, in Italia, in ottemperanza alle Linee Guida sulla Compliance Antitrust adottate dall'Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato, ha nominato il Responsabile della Compliance Antitrust e ha adottato un Antitrust Compliance Program.

Infine, alla luce delle indicazioni fornite dal D.Lgs. 231/2001, tutte le Società italiane del gruppo Buzzi hanno ritenuto conforme alla propria politica aziendale procedere all'attuazione di un proprio Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo, con lo scopo di predisporre un sistema strutturato ed organico di prevenzione, dissuasione e controllo, finalizzato alla riduzione del rischio di commissione dei reati mediante l'individuazione delle attività sensibili e la loro conseguente disciplina.


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Nel 2025, la Società ha aggiornato il proprio Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo al fine di recepire le ultime variazioni normative intercorse nel D.Lgs. 231/2001.

Il Codice di Condotta, il Codice Antitrust e le politiche sopra indicate (escluso il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs. 231/2001) si applicano alla capogruppo Buzzi SpA e alle sue controllate italiane ed estere.

Gli Amministratori Delegati delle società controllate sono responsabili dell'adozione e integrazione all'interno della propria organizzazione dei Codici, delle linee guida e delle procedure emessi dalla capogruppo.

Le funzioni locali di Internal Audit verificano che i Codici, le linee guida e le Procedure emesse dalla capogruppo vengano applicate nell'organizzazione in cui operano. Queste verifiche sono condotte nell'ambito della costante attività di controllo svolta dalle funzioni locali di Internal Audit, oltre che sulla base di segnalazioni whistleblowing ricevute. Le funzioni locali di Internal Audit dipendono funzionalmente dal Responsabile Internal Audit di Buzzi SpA che non dipende da alcuna area operativa e riporta gerarchicamente al Consiglio di Amministrazione.

Le attività di verifica e gli audit condotti presso le diverse sedi del gruppo si completano attraverso l'elaborazione di osservazioni e raccomandazioni, formalizzate mediante la redazione di rapporti e relazioni destinati al management. In particolare, la Funzione di Internal Audit di Buzzi SpA predispone trimestralmente un report contenente informazioni esaurienti sulle attività svolte nel periodo e sulle eventuali criticità riscontrate. Tale report viene inviato al Presidente del Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità, al Presidente del Collegio Sindacale e al Presidente, all'Amministratore Delegato e al Direttore Generale di Buzzi SpA.

Per sviluppare e promuovere la propria cultura d'impresa, il Codice di Condotta, il Codice Antitrust, le linee guida e le procedure aziendali sono rese disponibili a tutti coloro ai quali si applicano tramite l'intranet aziendale di gruppo. Inoltre, sono previste sessioni formative sui temi principali del business conduct: Codice di Condotta, Anticorruzione, Antitrust, D.Lgs. 231/2001.

La formazione sui principi del Codice di Condotta è prevista ogni due anni. Nel 2025, 3.225 dipendenti hanno ricevuto formazione sul Codice. La formazione inerente al tema dell'anticorruzione è descritta all'informativa G1-3, "Prevenzione e individuazione della corruzione attiva e passiva", così come le relative funzioni a rischio. In aggiunta a queste vengono organizzati periodicamente, sulla base della normativa vigente e delle Procedure aziendali adottate, corsi di formazione sui temi dell'Antitrust e del D.Lgs. 231/2001.

Buzzi mette a disposizione di chiunque sia venuto a conoscenza di condotte illecite o violazioni del proprio Codice di Condotta appositi canali di segnalazione atti a garantire la riservatezza dell'identità del segnalante e dei soggetti menzionati nella segnalazione oltre che del contenuto della segnalazione stessa e della relativa documentazione. Per questo motivo la Società si è dotata di una piattaforma informatica (https://www.buzzi.com/segnalazioni), gestita da un'azienda terza indipendente, che consente di gestire le segnalazioni ricevute in conformità alla normativa vigente.

Le segnalazioni vengono gestite da personale specificatamente formato per la gestione delle stesse.

Buzzi si impegna a tutelare la riservatezza dell'identità del segnalante e a garantire che alcun atto di ritorsione o discriminatorio, diretto o indiretto, sia adottato nei confronti di colui che in buona fede abbia effettuato una segnalazione.


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La capogruppo ha adottato, sin dal 2016, e trasmesso alle sue controllate italiane ed estere una "Procedura per la gestione delle segnalazioni" con lo scopo di stabilire regole uniformi su come gestire le segnalazioni ricevute nelle varie società del gruppo.

La procedura identifica i soggetti incaricati della gestione delle segnalazioni, definisce le modalità di investigazione (conformemente alla normativa nazionale applicabile e al trattamento dei dati personali) e stabilisce misure di protezione per i soggetti che effettuano una segnalazione in buona fede.

|| G1-3

Prevenzione e individuazione della corruzione attiva e passiva

Buzzi ritiene che la corruzione rappresenti un ostacolo rilevante allo sviluppo sostenibile, alla crescita economica e alla libera concorrenza. Per questo motivo proibisce e non tollera alcuna forma di corruzione.

Il Codice di Condotta vieta a tutti i destinatari di dare, offrire, promettere, ricevere, accettare, richiedere o sollecitare, direttamente o tramite un intermediario, denaro o altra utilità al fine di ottenere un indebito vantaggio per se stessi, per i propri congiunti, per soggetti terzi o per il gruppo, indipendentemente dal fatto che il destinatario di un tale atto di corruzione sia un funzionario pubblico o un soggetto privato.

Le modalità di comunicazione e diffusione del Codice sono descritte all'informativa G1-1 "Politiche in materia di cultura d'impresa e condotta delle imprese".

Inoltre, al fine di armonizzare le misure a contrasto della corruzione adottate nei vari paesi, la capogruppo ha emesso le "Guidelines for Customer Loyalty Measures and Gifts Management" con lo scopo di definire regole uniformi, per tutti i dipendenti del gruppo, per l'accettazione e l'offerta di omaggi e spese di rappresentanza.

Il Consiglio di Amministrazione di Buzzi SpA del 7 febbraio 2025 ha approvato il nuovo Codice Anticorruzione del gruppo Buzzi.

Il Codice è stato inviato alle Società controllate, italiane ed estere, che nel corso del 2025 lo hanno recepito attraverso delibera dei rispettivi Consigli di Amministrazione (o del corrispondente organo di amministrazione, qualora la governance della controllata non preveda tale organo).

Il documento definisce i principi in materia di anticorruzione e le norme di comportamento che i suoi destinatari sono tenuti a rispettare, individua ruoli, responsabilità e presidi per la gestione e la mitigazione del rischio.

Sono destinatari dei principi contenuti nel Codice Anticorruzione gli amministratori, i membri degli organi sociali, i dipendenti, i fornitori e tutti coloro che agiscono in nome e/o per conto di società del gruppo Buzzi.

Con riferimento alle attività di Buzzi, sono state individuate le seguenti aree che, anche solo in astratto, paiono più sensibili al rischio di corruzione: rapporti con la Pubblica Amministrazione; rapporti con fornitori, professionisti, consulenti, clienti; gestione del contenzioso; incarichi di promozione commerciale; donazioni e rapporti con le comunità locali; contributi politici; regali, omaggi e spese di rappresentanza; gestione delle risorse umane; tenuta della contabilità e gestione dei flussi finanziari; operazioni straordinarie; conflitti di interesse.

Al fine di promuovere la conoscenza dei principi contenuti nel Codice Anticorruzione presso tutti coloro ai quali si applica è prevista un'attività periodica di formazione modulata, con un differente grado di approfondimento, in relazione alla qualifica dei destinatari ed al diverso livello di coinvolgimento degli stessi nelle attività sensibili al rischio di corruzione. Tale attività formativa deve essere svolta con cadenza almeno biennale e copre tutte le funzioni nelle aree a rischio individuate.

Nel 2025, 2.740 dipendenti hanno ricevuto formazione sui temi dell'anticorruzione.

Inoltre, il Codice è inserito sul sito internet e sulla intranet aziendale e viene consegnato ai nuovi assunti al momento dell'assunzione.


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Le funzioni locali di Internal Audit verificano il rispetto delle misure adottate dalla società a prevenzione della corruzione e segnalano tempestivamente al management eventuali anomalie riscontrate (come descritto all'informativa G1-1, "Politiche in materia di cultura d'impresa e condotta delle imprese").

G1-4

Casi accertati di corruzione attiva o passiva

Nel 2025, all'interno delle attività del gruppo, non sono stati riportati casi di corruzione, né sanzioni per violazione di leggi contro la corruzione.

G1-5

Influenza politica e attività di lobbying

A partire da settembre 2018, Buzzi è parte della Global Cement and Concrete Association (GCCA). L'associazione, nata a Londra a inizio 2018, raggruppa 49 aziende leader nella produzione di cemento e calcestruzzo, che rappresenta la maggior parte del volume dell'industria globale del cemento al di fuori della Cina e include alcuni importanti produttori cinesi. Uno degli obiettivi GCCA è quello di favorire l'interazione con le istituzioni a livello internazionale e con gli stakeholder più rilevanti, affinché cemento e calcestruzzo siano riconosciuti come compatibili con uno sviluppo sostenibile. Buzzi è membro attivo di Cement Europe, l'organizzazione con sede a Bruxelles che rappresenta l'industria del cemento in Europa. L'associazione ha il ruolo di portavoce per l'industria del cemento e porta all'attenzione dell'Unione Europea tematiche relative a uso di materie prime e combustibili alternativi, protezione del clima, emissioni, biodiversità, salute e sicurezza sul lavoro. A livello locale il gruppo partecipa ad associazioni di categoria, quali: Associazione Italiana Tecnico Economica del Cemento (AITEC), a sua volta parte di Federbeton (Confindustria), la federazione di settore delle associazioni della filiera del cemento e del calcestruzzo; Verein Deutscher Zementwerke (VDZ); Portland Cement Association (PCA); Associação Brasileira de Cimento Portland (ABCP); Concrete Europe; European Ready Mixed Concrete Organization (ERMCO).

Vista la sua attiva partecipazione alle associazioni di categoria locali, che conducono le attività di advocacy anche a livello comunitario, l'impresa non è iscritta nel registro dell'UE per la trasparenza.

All'interno dei nostri organi di amministrazione, direzione e controllo, 3 persone occupano posizioni comparabili per società a partecipazione pubblica e/o in pubbliche amministrazioni. Nessun altro membro degli organi di amministrazione, direzione o controllo ricopre attualmente o ha ricoperto incarichi nella pubblica amministrazione negli ultimi due anni dall'incarico.


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ATTESTAZIONE DELLA RENDICONTAZIONE CONSOLIDATA DI SOSTENIBILITÀ

AI SENSI DELL'ART. 81-TER, COMMA 1, DEL REGOLAMENTO CONSOB N. 11971 DEL 14 MAGGIO 1999 E SUCCESSIVE MODIFICHE E INTEGRAZIONI

I sottoscritti Pietro Buzzi, in qualità di Amministratore Delegato, e Massimo Paris, in qualità di Dirigente appositamente nominato incaricato dell'attestazione sulla Rendicontazione di sostenibilità, della Buzzi SpA attestano, ai sensi dell'art. 154-bis, comma 5-ter, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, che la rendicontazione di sostenibilità inclusa nella relazione sulla gestione è stata redatta:

a) conformemente agli standard di rendicontazione applicati ai sensi della direttiva 2013/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, e del decreto legislativo 6 settembre 2024, n. 125; b) con le specifiche adottate a norma dell'articolo 8, paragrafo 4, del regolamento (UE) 2020/852 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 giugno 2020.

Casale Monferrato, 31 marzo 2026

L'Amministratore Delegato

Il Dirigente appositamente nominato incaricato dell'attestazione sulla Rendicontazione di sostenibilità

Pietro BUZZI

Massimo PARIS


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Relazione della società di revisione indipendente sull'esame limitato della rendicontazione consolidata di sostenibilità ai sensi dell'articolo 14-bis del DLgs 39/2010

Agli Azionisti di

Buzzi SpA

Conclusioni

Ai sensi degli articoli 8 e 18, comma 1, del DLgs 125/2024 (il “Decreto”), siamo stati incaricati di effettuare l’esame limitato (“limited assurance engagement”) della rendicontazione consolidata di sostenibilità del gruppo Buzzi (il “Gruppo”) relativa all’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025 predisposta ai sensi dell’articolo 4 del Decreto, presentata nella specifica sezione della relazione consolidata sulla gestione.

Sulla base del lavoro svolto, non sono pervenuti alla nostra attenzione elementi che ci facciano ritenere che:

  • la rendicontazione consolidata di sostenibilità del gruppo Buzzi relativa all’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025 non sia stata redatta, in tutti gli aspetti significativi, in conformità ai principi di rendicontazione adottati dalla Commissione Europea ai sensi della Direttiva (UE) 2013/34/UE (“European Sustainability Reporting Standards” anche “ESRS”);
  • le informazioni contenute nel paragrafo “Tassonomia” della rendicontazione consolidata di sostenibilità non siano state redatte, in tutti gli aspetti significativi, in conformità all’articolo 8 del Regolamento (UE) 852/2020 (il “Regolamento Tassonomia”).

PricewaterhouseCoopers SpA

Sede legale: Milano 20145 Piazza Tre Toni 2 Tel. 02 77851 Fax 02 7785240, Capitale Sociale Euro € 890.000,00 i.v. C.F. e P.IVA e Reg. Imprese Milano Monza Brianza Lodi 12979880155 Iscritta al n° 119844 del Registro dei Revisori Legali - Altri Uffici: Ancona 60131 Via Sandro Totti 1 Tel. 071 2132311 - Bari 70122 Via Abate Gimma 72 Tel. 080 5640211 - Bergamo 24121 Largo Belotti 5 Tel. 035 229691 - Bologna 40124 Via Luigi Carlo Farini 12 Tel. 051 6186211 - Brescia 25121 Viale Duca d’Aosta 28 Tel. 030 3697501 - Catania 95129 Corso Italia 302 Tel. 095 7532311 - Firenze 50121 Viale Gramsci 15 Tel. 055 2482811 - Genova 16121 Piazza Piccapietra 9 Tel. 010 29041 - Napoli 80121 Via dei Mille 16 Tel. 081 30181 - Padova 35138 Via Vicenza 4 Tel. 049 873481 - Palermo 90141 Via Marchese Ugo 60 Tel. 091 349737 - Parma 43121 Via Pisacane 1B Tel. 0521 275911 - Pescara 65127 Piazza Ettore Trollo 8 Tel. 085 4545711 - Roma 00154 Largo Fochetti 29 Tel. 06 570251 - Torino 10122 Via Santa Maria 11 Tel. 011 556771 - Trento 38122 Viale della Costituzione 33 Tel. 0461 237004 - Treviso 31100 Viale Felissent 90 Tel. 0422 696911 - Udine 33100 Via Poscolle 43 Tel. 0432 25789 - Varese 21100 Via Albuzzi 43 Tel. 0332 285039 - Verona 37135 Via Francia 21/C Tel. 045 8263001.

www.pwc.com/it


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Elementi alla base delle conclusioni

Abbiamo svolto l'incarico di esame limitato in conformità al Principio di Attestazione della Rendicontazione di Sostenibilità - SSAE (Italia). Le procedure svolte in tale tipologia di incarico variano per natura e tempistica rispetto a quelle necessarie per lo svolgimento di un incarico finalizzato ad acquisire un livello di sicurezza ragionevole e sono altresì meno estese.

Conseguentemente, il livello di sicurezza ottenuto in un incarico di esame limitato è sostanzialmente inferiore rispetto al livello di sicurezza che sarebbe stato ottenuto se fosse stato svolto un incarico finalizzato ad acquisire un livello di sicurezza ragionevole. Le nostre responsabilità ai sensi di tale Principio sono ulteriormente descritte nella sezione "Responsabilità della società di revisione per l'attestazione sulla rendicontazione consolidata di sostenibilità" della presente relazione.

Siamo indipendenti in conformità alle norme e ai principi in materia di etica e di indipendenza applicabili all'incarico di attestazione della rendicontazione consolidata di sostenibilità nell'ordinamento italiano.

La nostra società di revisione applica il Principio internazionale sulla gestione della qualità (ISQM Italia) 1 in base al quale è tenuta a configurare, mettere in atto e rendere operativo un sistema di gestione della qualità che includa direttive o procedure sulla conformità ai principi etici, ai principi professionali e alle disposizioni di legge e regolamentari applicabili.

Riteniamo di aver acquisito evidenze sufficienti e appropriate su cui basare le nostre conclusioni.

Responsabilità degli amministratori e del collegio sindacale di Buzzi SpA per la rendicontazione consolidata di sostenibilità

Gli amministratori sono responsabili per lo sviluppo e l'implementazione delle procedure attuate per individuare le informazioni incluse nella rendicontazione consolidata di sostenibilità in conformità a quanto richiesto dagli ESRS (il "processo di valutazione della rilevanza") e per la descrizione di tali procedure nel paragrafo "Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità" al sotto paragrafo IRO-1 "Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti" della rendicontazione consolidata di sostenibilità.

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Gli amministratori sono inoltre responsabili per la redazione della rendicontazione consolidata di sostenibilità, che contiene le informazioni identificate mediante il processo di valutazione della rilevanza, in conformità a quanto richiesto dall'articolo 4 del Decreto, inclusa:

  • la conformità agli ESRS;
  • la conformità all'articolo 8 del Regolamento Tassonomia delle informazioni contenute nel paragrafo “Tassonomia”.

Tale responsabilità comporta la configurazione, la messa in atto e il mantenimento, nei termini previsti dalla legge, di quella parte del controllo interno ritenuta necessaria dagli amministratori al fine di consentire la redazione di una rendicontazione consolidata di sostenibilità in conformità a quanto richiesto dall'articolo 4 del Decreto, che non contenga errori significativi dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali. Tale responsabilità comporta altresì la selezione e l'applicazione di metodi appropriati per elaborare le informazioni nonché l'elaborazione di ipotesi e stime in merito a specifiche informazioni di sostenibilità che siano ragionevoli nelle circostanze.

Il collegio sindacale ha la responsabilità della vigilanza, nei termini previsti dalla legge, sull'osservanza delle disposizioni stabilite nel Decreto.

Limitazioni intrinseche nella redazione della rendicontazione consolidata di sostenibilità

Ai fini della rendicontazione delle informazioni prospettiche in conformità agli ESRS, agli amministratori è richiesta l'elaborazione di tali informazioni sulla base di ipotesi, descritte nella rendicontazione consolidata di sostenibilità, in merito a eventi che potranno accadere in futuro e a possibili future azioni da parte del Gruppo. A causa dell'aleatorietà connessa alla realizzazione di qualsiasi evento futuro, sia per quanto concerne il concretizzarsi dell'accadimento sia per quanto riguarda la misura e la tempistica della sua manifestazione, gli scostamenti fra i valori consuntivi e le informazioni prospettiche potrebbero essere significativi.

L'informativa fornita in merito alle emissioni di Scope 3 è soggetta a maggiori limitazioni intrinseche rispetto a quelle Scope 1 e 2, a causa della scarsa disponibilità e della precisione relativa delle informazioni utilizzate per definire le informazioni sulle emissioni Scope 3, sia di natura quantitativa sia di natura qualitativa, relative alla catena del valore.

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Responsabilità della società di revisione per l'attestazione sulla rendicontazione consolidata di sostenibilità

I nostri obiettivi sono pianificare e svolgere procedure al fine di acquisire un livello di sicurezza limitato che la rendicontazione consolidata di sostenibilità non contenga errori significativi, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali, ed emettere una relazione contenente le nostre conclusioni. Gli errori possono derivare da frodi o da comportamenti o eventi non intenzionali e sono considerati significativi qualora ci si possa ragionevolmente attendere che essi, singolarmente o nel loro insieme, siano in grado di influenzare le decisioni degli utilizzatori prese sulla base della rendicontazione consolidata di sostenibilità.

Nell'ambito dell'incarico finalizzato ad acquisire un livello di sicurezza limitato in conformità al Principio di Attestazione della Rendicontazione di Sostenibilità - SSAE (Italia), abbiamo esercitato il giudizio professionale e abbiamo mantenuto lo scetticismo professionale per tutta la durata dell'incarico.

Le nostre responsabilità includono:

  • la considerazione dei rischi per identificare l'informativa nella quale è probabile che si verifichi un errore significativo, sia dovuto a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali;
  • la definizione e lo svolgimento di procedure per verificare l'informativa nella quale è probabile che si verifichi un errore significativo. Il rischio di non individuare un errore significativo dovuto a frodi è più elevato rispetto al rischio di non individuare un errore significativo derivante da comportamenti o eventi non intenzionali, poiché la frode può implicare l'esistenza di collusioni, falsificazioni, omissioni intenzionali, rappresentazioni fuorvianti o forzature del controllo interno;
  • la direzione, la supervisione e lo svolgimento dell'esame limitato della rendicontazione consolidata di sostenibilità e l'assunzione della piena responsabilità delle conclusioni sulla rendicontazione consolidata di sostenibilità.

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Riepilogo del lavoro svolto

Un incarico finalizzato ad acquisire un livello di sicurezza limitato comporta lo svolgimento di procedure per ottenere evidenze quale base per la formulazione delle nostre conclusioni.

Le procedure svolte si sono basate sul nostro giudizio professionale e hanno compreso colloqui, prevalentemente con il personale di Buzzi SpA responsabile per la predisposizione delle informazioni presentate nella rendicontazione consolidata di sostenibilità, nonché analisi di documenti, ricalcoli e altre procedure volte all’acquisizione di evidenze ritenute utili.

Abbiamo svolto le seguenti principali procedure:

  • comprensione del modello di business, delle strategie del Gruppo e del contesto in cui opera con riferimento alle questioni di sostenibilità;
  • comprensione dei processi che sottendono alla generazione, rilevazione e gestione delle informazioni qualitative e quantitative incluse nella rendicontazione consolidata di sostenibilità;
  • comprensione del processo posto in essere dal Gruppo per l’identificazione e la valutazione degli impatti, rischi e opportunità rilevanti, in base al principio di doppia rilevanza, in relazione alle questioni di sostenibilità e, sulla base delle informazioni ivi acquisite, svolgimento di considerazioni in merito a eventuali elementi contraddittori emersi che possano evidenziare l’esistenza di questioni di sostenibilità non considerate dall’impresa nel processo di valutazione della rilevanza;
  • identificazione dell’informativa nella quale è probabile che si verifichi un errore significativo;
  • definizione e svolgimento delle procedure, basate sul nostro giudizio professionale, per rispondere ai rischi di errore significativi identificati;
  • comprensione del processo posto in essere dal Gruppo per identificare le attività economiche ammissibili e determinarne la natura allineata in base alle previsioni del Regolamento Tassonomia, e verifica della relativa informativa inclusa nella rendicontazione consolidata di sostenibilità;

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pwc

  • riscontro delle informazioni riportate nella rendicontazione consolidata di sostenibilità con le informazioni contenute nel bilancio consolidato ai sensi del quadro sull'informativa finanziaria applicabile o con i dati contabili utilizzati per la redazione del bilancio stesso o con i dati gestionali di natura contabile;
  • verifica della struttura e della presentazione dell'informativa inclusa nella rendicontazione consolidata di sostenibilità in conformità con gli ESRS;
  • ottenimento della lettera di attestazione.

Torino, 13 aprile 2026

PricewaterhouseCoopers SpA

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Piero De Lorenzi

(Revisore legale)

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Bilancio Consolidato

Conto economico consolidato 150 Conto economico complessivo consolidato 151 Stato patrimoniale consolidato 152 Rendiconto finanziario consolidato 154 Variazioni di Patrimonio netto consolidato 155 Note ai prospetti contabili consolidati 156 Attestazione del bilancio consolidato 254 Relazione della società di revisione sul bilancio consolidato 255

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CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO

(migliaia di euro) Nota 2025 2024
Ricavi netti 7 4.518.779 4.313.037
Variazioni delle rimanenze di prodotti finiti e semilavorati 3.722 12.464
Altri ricavi operativi 8 51.808 54.095
Materie prime, sussidiarie e di consumo 9 (1.605.309) (1.504.163)
Servizi 10 (986.722) (905.240)
Costi del personale 11 (664.292) (623.294)
Altri costi operativi 12 (81.392) (70.750)
Margine operativo lordo 1.236.594 1.276.149
Ammortamenti 13 (330.444) (272.339)
Svalutazioni 13 (8.023) (1.907)
Risultato operativo 898.127 1.001.903
Risultati delle società collegate e a controllo congiunto valutate al patrimonio netto 14 125.600 147.131
Plusvalenze (Minusvalenze) da realizzo partecipazioni 15 198 (130.710)
Proventi finanziari 16 238.782 249.242
Oneri finanziari 16 (85.337) (174.357)
Utile prima delle imposte 1.177.370 1.093.209
Imposte sul reddito 17 (253.308) (150.737)
Utile dell'esercizio 924.062 942.472
Attribuibile a:
Azionisti della società 921.313 942.316
Azionisti terzi 2.749 156
(euro)
Utile per azione 18
base 5,089 5,140

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CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO CONSOLIDATO

(migliaia di euro) Nota 2025 2024
Utile dell'esercizio 924.062 942.472
Voci che non saranno riclassificate nel conto economico
Utili (perdite) attuariali su benefici successivi al rapporto di lavoro 37 18.606 21.465
Variazioni nel valore equo delle partecipazioni 24 6 51
Imposte sul reddito relative alle voci che non saranno riclassificate (6.036) (4.456)
Totale voci che non saranno riclassificate nel conto economico 12.576 17.060
Voci che potranno essere riclassificate successivamente nel conto economico
Differenze di conversione 33 (321.521) 83.496
Differenze di conversione riclassificate a conto economico 33 - 223.320
Differenze di conversione riferite alle società collegate e a controllo congiunto valutate al patrimonio netto 33 (1.563) (29.206)
Totale voci che potranno essere riclassificate successivamente nel conto economico (323.084) 277.610
Altre componenti di conto economico complessivo, dopo imposte (310.508) 294.670
Totale conto economico complessivo dell'esercizio 613.554 1.237.142
Attribuibile a:
Azionisti della società 612.581 1.236.983
Azionisti terzi 973 159

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STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO

(migliaia di euro) Nota 31.12.2025 31.12.2024
Attività
Attività non correnti
Avviamento 19 868.960 872.789
Altre attività immateriali 19 123.078 132.141
Attività in diritto d'uso 20 89.143 74.318
Immobili, impianti e macchinari 21 3.874.056 3.806.019
Investimenti immobiliari 22 14.722 16.841
Partecipazioni in società collegate e a controllo congiunto 23 538.910 467.616
Partecipazioni al valore equo 24 14.579 10.649
Attività fiscali differite 39 129.915 179.944
Attività per piani a benefici definiti 37 1.963 2.787
Crediti e altre attività non correnti 25 57.711 60.542
5.713.037 5.623.646
Attività correnti
Rimanenze 26 930.415 881.904
Crediti commerciali 27 571.497 585.021
Altri crediti 28 302.754 151.954
Disponibilità liquide 29 1.401.990 1.410.439
3.206.656 3.029.318
Attività possedute per la vendita 30 5.120 35.471

Totale Attività

8.924.813 8.688.435


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(migliaia di euro) Nota 31.12.2025 31.12.2024
Patrimonio netto
Patrimonio netto attribuibile agli azionisti della società
Capitale sociale 31 123.637 123.637
Sovrapprezzo delle azioni 32 458.696 458.696
Altre riserve 33 (10.276) 326.883
Utili portati a nuovo 34 6.795.793 5.971.501
Azioni proprie (280.830) (278.107)
7.087.020 6.602.610
Patrimonio netto di terzi 35 50.728 3.453
Totale Patrimonio netto 7.137.748 6.606.063
Passività
Passività non correnti
Finanziamenti a lungo termine 36 305.527 328.386
Debiti per locazioni 20 63.713 55.207
Benefici per i dipendenti 37 206.179 244.550
Fondi per rischi e oneri 38 92.523 94.910
Passività fiscali differite 39 414.216 475.769
Altri debiti non correnti 40 4.117 4.657
1.086.275 1.203.479
Passività correnti
Quota corrente dei finanziamenti a lungo termine 36 23.622 195.163
Finanziamenti a breve termine 36 20.919 7.214
Quota corrente dei debiti per locazioni 20 27.257 21.595
Debiti commerciali 41 382.412 337.568
Debiti per imposte sul reddito 42 54.189 72.916
Fondi per rischi e oneri 38 31.722 24.326
Altri debiti 43 160.669 218.554
700.790 877.336
Passività possedute per la vendita 29 - 1.557
Totale Passività 1.787.065 2.082.372
Totale Patrimonio netto e Passività 8.924.813 8.688.435

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RENDICONTO FINANZIARIO CONSOLIDATO

(migliaia di euro) Nota 2025 2024
Flusso monetario da attività operative
Cassa generata dalle operazioni 44 1.167.186 1.178.269
Interessi passivi pagati (27.517) (28.460)
Imposte sul reddito pagate (225.609) (217.193)
Flusso monetario netto generato dalle attività operative 914.060 932.616
Flusso monetario da attività d'investimento
Investimenti in immobilizzazioni immateriali 19 (3.390) (3.042)
Investimenti in immobilizzazioni materiali 21 (421.565) (445.371)
Acquisto di imprese controllate, al netto delle disponibilità liquide acquisite (113.741) (202.922)
Investimenti in altre partecipazioni 23, 24 (50.922) (16.257)
Prezzo di realizzo immobilizzazioni materiali e immateriali 10.891 14.714
Prezzo di realizzo partecipazioni 36.639 105.410
Variazione dei crediti finanziari 28 (131.030) 132.454
Dividendi delle partecipazioni 16, 23 89.766 89.709
Interessi attivi incassati 62.969 84.963
Flusso monetario netto generato (assorbito) dalle attività d'investimento (520.383) (240.342)
Flusso monetario da attività di finanziamento
Accensione di finanziamenti a lungo termine 36, 45 558 149.526
Rimborsi di finanziamenti a lungo termine 36, 45 (183.889) (272.573)
Variazione dei finanziamenti a breve termine 36, 45 6.179 2.249
Rimborsi di debiti per locazioni 20 (28.015) (23.025)
Variazione degli altri debiti finanziari 45 8.000 (7.404)
Variazione delle partecipazioni senza perdita del controllo 45 (1.515) (604)
Acquisto azioni proprie 31 (2.723) (147.190)
Dividendi pagati ad azionisti della società 45, 46 (126.717) (110.961)
Dividendi pagati ad azionisti terzi 45 (226) (121)
Flusso monetario netto generato (assorbito) dalle attività di finanziamento (328.348) (410.103)
Aumento (diminuzione) delle disponibilità liquide 65.329 282.171
Disponibilità liquide iniziali 1.410.439 1.120.712
Differenze di conversione (73.774) 8.468
Variazione area di consolidamento (4) (912)
Disponibilità liquide finali 29 1.401.990 1.410.439

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VARIAZIONI DI PATRIMONIO NETTO CONSOLIDATO

(migliaia di euro) Attribuibile agli azionisti della società Patrimonio netto di terzi Totale Patrimonio netto
Capitale Sociale Sovra-prezzo delle azioni Altre riserve Utili portati a nuovo Azioni proprie Totale
Saldi al 1 gennaio 2024 123.637 458.696 50.455 5.124.484 (130.917) 5.626.355 5.673 5.632.028
Utile dell'esercizio - - - 942.316 - 942.316 156 942.472
Altre componenti di conto economico complessivo, dopo imposte - - 277.563 17.104 - 294.667 3 294.670
Totale conto economico complessivo dell'esercizio - - 277.563 959.420 - 1.236.983 159 1.237.142
Dividendi deliberati - - - (110.961) - (110.961) - (110.961)
Acquisto quote di minoranza - - - 1.101 - 1.101 (2.364) (1.263)
Acquisto azioni proprie - - - - (147.190) (147.190) - (147.190)
Altri movimenti - - (1.135) (2.543) - (3.678) (15) (3.693)
Saldi al 31 dicembre 2024 123.637 458.696 326.883 5.971.501 (278.107) 6.602.610 3.453 6.606.063
Utile dell'esercizio - - - 921.313 - 921.313 2.749 924.062
Altre componenti di conto economico complessivo, dopo imposte - - (321.321) 12.589 - (308.732) (1.776) (310.508)
Totale conto economico complessivo dell'esercizio - - (321.321) 933.902 - 612.581 973 613.554
Dividendi deliberati - - - (126.717) - (126.717) (77) (126.794)
Acquisto quote di minoranza - - - 2.977 - 2.977 (2.478) 499
Acquisto azioni proprie - - - - (2.723) (2.723) - (2.723)
Altri movimenti - - (15.838) 14.130 - (1.708) 48.857 47.149
Saldi al 31 dicembre 2025 123.637 458.696 (10.276) 6.795.793 (280.830) 7.087.020 50.728 7.137.748

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NOTE AI PROSPETTI CONTABILI CONSOLIDATI

1. INFORMAZIONI GENERALI

Buzzi SpA ("la società") e le sue controllate (nell'insieme "il gruppo" o "Buzzi") producono, distribuiscono e vendono cemento, calcestruzzo preconfezionato e aggregati naturali. Il gruppo gestisce impianti industriali in diversi paesi, che rappresentano lo sbocco naturale per le sue merci e servizi. Le attività sono situate principalmente in Italia, Stati Uniti d'America, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia, Brasile, Emirati Arabi Uniti, Russia e Messico.

Buzzi è una società per azioni organizzata secondo l'ordinamento giuridico italiano. La sede legale e amministrativa è situata in Italia a Casale Monferrato (AL), in Via Luigi Buzzi 6. La società è quotata sul mercato Euronext Milan gestito da Borsa Italiana.

Buzzi SpA è controllata da Fimedi SpA che, direttamente e indirettamente, tramite la propria controllata Presa SpA, possiede il 53,037% delle azioni in circolazione.

Il Consiglio di Amministrazione ha approvato la pubblicazione del presente bilancio consolidato in data 31 marzo 2026.

2. SINTESI DEI PRINCIPI CONTABILI RILEVANTI

I principi contabili rilevanti adottati nella predisposizione del bilancio consolidato sono esposti di seguito. Non ci sono state variazioni significative rispetto al precedente esercizio, a meno che ciò non sia espressamente indicato.

2.1 Forma e contenuto

Il bilancio consolidato è stato predisposto nel rispetto dei principi contabili internazionali (IFRS) emessi dall'International Accounting Standards Board (IASB) e omologati dalla Commissione Europea, nonché dei provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 Dlgs. 38/2005. Per IFRS si intendono anche tutti i principi contabili internazionali aggiornati (IAS) e tutte le interpretazioni dell'International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC), in precedenza denominato Standing Interpretations Committee (SIC).

Il bilancio consolidato è stato predisposto sulla base del principio del costo storico, modificato, come richiesto, per la valutazione delle attività/passività al valore equo, compresi gli strumenti derivati, e sul presupposto della continuità aziendale.

L'analisi dei rischi finanziari (nota 3) e ambientali (sezione "Ambiente" della Rendicontazione consolidata di Sostenibilità, inclusa nella Relazione sulla Gestione), non ha fatto emergere criticità sulla continuità aziendale.

Il bilancio consolidato è presentato in euro e tutti gli importi sono arrotondati alle migliaia di euro, se non altrimenti indicato. Gli schemi di bilancio scelti da Buzzi prevedono: per il conto economico, l'analisi dei costi basata sulla natura degli stessi e la pubblicazione di due prospetti separati, ovvero il conto economico tradizionale e quello complessivo; per lo stato patrimoniale, la distinta presentazione delle attività correnti e non correnti e delle passività correnti e non correnti, generalmente adottata dalle società industriali e commerciali; per il rendiconto finanziario, l'adozione del metodo indiretto. L'omogeneità di contenuto delle voci si ottiene, qualora necessario, mediante adattamento del bilancio posto a confronto. Le voci di bilancio esposte nel presente fascicolo sono state oggetto di alcuni adattamenti e integrazioni rispetto alle pubblicazioni effettuate in precedenza, al fine di fornire una migliore rappresentazione della situazione patrimoniale ed economica del gruppo.


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Nelle note del presente bilancio consolidato, sono indicati - qualora significativi - gli effetti derivanti dalle variazioni di perimetro, in particolare il contributo per l'intero esercizio di NCPAR (Brasile) e il primo consolidamento integrale di Gulf Cement Company, se non esplicitamente esposti tra le variazioni area di consolidamento nelle tabelle di movimentazione. Per il dettaglio delle attività nette acquisite si faccia riferimento alla nota 50.

La società non evidenzia nei prospetti di conto economico, stato patrimoniale e rendiconto finanziario, l'ammontare delle posizioni con parti correlate distintamente dalle voci di riferimento (ai sensi della delibera CONSOB n. 15519 del 27 luglio 2006). Tale indicazione non sarebbe significativa per la rappresentazione della posizione patrimoniale, economica e finanziaria del gruppo; le operazioni con parti correlate sono riportate nella nota 49 del presente bilancio consolidato.

La redazione di un bilancio conforme agli IFRS richiede l'effettuazione di alcune importanti stime contabili. Inoltre, si richiede che la direzione eserciti il proprio giudizio sul processo di applicazione delle politiche contabili del gruppo. Le aree che comportano un maggior grado di attenzione o di complessità o le aree dove le ipotesi e le stime sono importanti per il bilancio consolidato sono esposte alla nota 4.

Principi, emendamenti e interpretazioni applicati nell'esercizio 2025

I seguenti principi, emendamenti e interpretazioni non sono rilevanti per il gruppo e/o non hanno comportato la rilevazione di alcun effetto nel presente bilancio.

  • IAS 21 Effetti delle variazioni dei cambi delle valute estere (emendamenti): Assenza di convertibilità (con efficacia 1 gennaio 2025). Gli emendamenti specificano quando una valuta è scambiabile e, in caso negativo, come determinare il tasso di cambio.

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Principi, emendamenti e interpretazioni che non sono ancora efficaci e che non sono stati applicati anticipatamente

  • IFRS 10 Bilancio consolidato e IAS 28 Partecipazioni in società collegate e joint venture (emendamenti): vendita o conferimento di attività tra un investitore e le sue collegate o joint venture. L'utile (o la perdita) completo viene rilevato quando un'operazione si riferisce a un settore di attività (che si trovi o no all'interno di una controllata). Un utile o perdita parziale si iscrive quando un'operazione coinvolge beni che non costituiscono un settore di attività, anche se tali beni si trovano in una controllata. Alla data del presente bilancio gli organi competenti dell'Unione Europea hanno rinviato a tempo indeterminato il processo di omologazione necessario per l'applicazione dell'emendamento e la data di efficacia.
  • IFRS 9 e IFRS 7 Modifiche ai requisiti di classificazione e valutazione degli strumenti finanziari (emendamenti con efficacia dal 1 gennaio 2026): risolve le questioni identificate durante la revisione post-implementazione dei requisiti di classificazione e valutazione dell'IFRS 9 Strumenti finanziari.
  • IFRS 18 Presentazione e informativa di bilancio: comprende i requisiti per tutte le società che applicano gli IFRS per la presentazione e l'informativa di bilancio (con efficacia dal 1 gennaio 2027). Il gruppo ha avviato una fase di analisi volta a comprendere come il nuovo principio influenzerà la presentazione dei prospetti di bilancio e sta lavorando per identificare i potenziali impatti sul bilancio e sulle note.
  • IFRS 19 Controllate senza responsabilità pubblica (con efficacia dal 1 gennaio 2027): specifica gli obblighi informativi ridotti che una società può applicare al posto degli obblighi informativi previsti da altri principi contabili IFRS. Alla data del presente bilancio gli organi competenti dell'Unione Europea non hanno completato il processo di omologazione necessario per l'applicazione dell'emendamento e la data di efficacia.
  • Modifiche agli IFRS 9 e IFRS 7 (emendamenti efficaci dal 1 gennaio 2026): chiarisce i requisiti per l'esenzione "uso proprio" e introduce nuovi obblighi di disclosure finanziaria per IFRS 7 e IFRS 9.
  • Modifiche annuali agli standard contabili IFRS Volume 11 (emendamenti efficaci dal 1 gennaio 2026): include una serie di modifiche a cinque standard contabili internazionali (IFRS 1, IFRS 7, IFRS 9, IFRS 10 e IAS 7), finalizzate a migliorare la chiarezza e la coerenza dei principi contabili.
  • Modifiche all'IFRS 19 (emendamenti efficaci dal 1 gennaio 2027): estendono l'ambito dei requisiti di riduzione delle disclosure per includere anche tutte le nuove norme e modifiche IFRS pubblicate tra febbraio 2021 e maggio 2024, non presenti nella versione originale di IFRS 19.
  • Modifiche allo IAS 21 (emendamenti efficaci dal 1 gennaio 2027): integra il principio con regole chiare su come tradurre i bilanci quando la valuta di presentazione è quella di un'economia iperinflazionaria.

Gli eventuali impatti derivanti dall'applicazione di tali nuovi principi/emendamenti sono in fase di valutazione.


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2.2 Consolidamento

Imprese controllate

Sono tutte le imprese (incluse le società veicolo) sulle quali il gruppo detiene il controllo, inteso come il diritto a ricevere rendimenti variabili derivanti dal suo rapporto con l'entità e come capacità di influenzare quei rendimenti attraverso il proprio potere sull'entità stessa. Le imprese controllate sono consolidate integralmente a partire dalla data in cui il gruppo assume il controllo e fino al momento in cui il controllo cessa di esistere.

Le aggregazioni di imprese controllate sono contabilizzate col metodo dell'acquisizione. Il corrispettivo trasferito per l'acquisizione di una controllata è il valore equo delle attività trasferite, delle passività assunte e delle interessenze emesse dall'acquirente. Il corrispettivo trasferito include il valore equo di ogni attività o passività derivante da un accordo sul corrispettivo potenziale. Le singole attività acquistate, le passività e le passività potenziali assunte in un'aggregazione sono valutate inizialmente al loro valore equo alla data di acquisizione. Per ciascuna transazione esiste la possibilità di valutare il patrimonio netto degli azionisti di minoranza nell'entità acquisita al valore equo, oppure di moltiplicare le attività identificabili nette acquisite per la quota attribuibile a terzi. I costi correlati all'acquisizione sono imputati a conto economico quando sostenuti. Se l'aggregazione aziendale è realizzata in più fasi, la partecipazione precedentemente posseduta dall'acquirente nell'acquisita è rivalutata al valore equo alla data di acquisizione attraverso il conto economico.

L'eccedenza tra il totale del corrispettivo trasferito, l'ammontare di qualsiasi partecipazione di minoranza nella società acquisita e il valore equo alla data di acquisizione di qualsiasi partecipazione già posseduta nella società acquisita rispetto al valore equo delle attività nette identificabili acquisite è considerata come avviamento. Se il totale del corrispettivo trasferito, delle partecipazioni di minoranza rilevate e dell'entità delle partecipazioni possedute è inferiore al valore equo delle attività nette della controllata acquisita, la differenza è rilevata direttamente in conto economico.

Sono eliminati i crediti, i debiti, i costi e i ricavi tra le società consolidate. Sono altresì eliminati, se significativi, gli utili e le perdite derivanti da operazioni tra le imprese incluse nel consolidamento e non ancora realizzati nei confronti dei terzi. I dividendi distribuiti all'interno del gruppo sono eliminati dal conto economico. I principi contabili delle società controllate sono rettificati, ove necessario, per assicurare la coerenza con quelli adottati dal gruppo.

Le controllate inattive e/o quelle costituenti immobilizzazioni poco significative, sia sotto il profilo dell'investimento sia dei valori patrimoniali ed economici, sono escluse dal consolidamento e valutate al valore equo attraverso il conto economico complessivo. Quando non sia disponibile un piano pluriennale, la valutazione al patrimonio netto contabile è considerata come la migliore approssimazione del valore equo.

Variazioni delle partecipazioni in imprese controllate

Le operazioni con azionisti di minoranza che non comportano la perdita del controllo sono contabilizzate come operazioni di patrimonio netto, ossia operazioni con i soci nella loro qualità di soci.

La differenza tra il valore equo del corrispettivo pagato e il valore contabile della quota acquisita nelle attività nette della controllata è portata direttamente in diminuzione del patrimonio netto, così come sono registrati a patrimonio netto eventuali utili o perdite derivanti da una cessione ad azionisti di minoranza, fintantoché permane il controllo.

Quando il gruppo perde il controllo, rileva qualsiasi partecipazione mantenuta nella ex-controllata al rispettivo valore equo, iscrivendo a conto economico la variazione nel valore contabile della stessa. Il valore equo della partecipazione mantenuta corrisponde al valore contabile iniziale per la successiva valutazione come società collegata, entità a controllo congiunto o attività finanziaria. Inoltre, tutti gli


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importi precedentemente rilevati nelle altre componenti di conto economico complessivo in relazione a quella controllata sono contabilizzati come se il gruppo avesse dismesso direttamente le attività o passività relative. Questo può comportare che importi precedentemente rilevati nel prospetto delle altre componenti di conto economico complessivo siano riclassificati in conto economico.

La quota di patrimonio netto di terzi riferita alle società di persone consolidate integralmente è iscritta alla voce di bilancio Altri debiti non correnti.

Imprese a controllo congiunto

Secondo IFRS 11 gli accordi a controllo congiunto sono classificati come joint operation o joint venture a seconda dei doveri e diritti contrattuali di ciascun partecipante. Buzzi ha valutato la natura dei suoi accordi a controllo congiunto e stabilito che si tratta di joint venture. Le joint venture sono contabilizzate con il metodo del patrimonio netto.

Buzzi e il socio paritetico Molins possiedono ciascuno il 33,33% di Corporación Moctezuma, SAB de CV, e sulla base dei patti parasociali sottoscritti esercitano il controllo congiunto della società, che quindi è contabilizzata come joint venture.

Buzzi possiede indirettamente il 49% di Betonmove Srl, impresa neocostituita che opera nel settore logistico in Italia, e sulla base dei patti parasociali esercita il controllo congiunto sulla stessa, che viene quindi trattata come joint venture ai fini contabili.

Con il metodo del patrimonio netto, la partecipazione in una joint venture è inizialmente rilevata al costo e successivamente il valore contabile è aumentato o diminuito per rilevare la quota di pertinenza della partecipante negli utili o nelle perdite della partecipata realizzati dopo la data di acquisizione e nelle variazioni delle voci di conto economico complessivo. I dividendi ricevuti riducono il valore contabile della partecipazione. Quando le perdite pro-quota in una joint venture uguagliano od eccedono il valore della partecipazione (comprensivo di qualsiasi altro credito a lungo termine non garantito), il gruppo non riconosce ulteriori perdite, a meno che non abbia assunto degli impegni o fatto pagamenti a favore della joint venture stessa. Gli utili non realizzati derivanti da operazioni tra il gruppo e le proprie joint venture sono eliminati fino alla quota di pertinenza del gruppo nelle joint venture. Le perdite non realizzate sono anch'esse eliminate a meno che l'operazione fornisca evidenza di una perdita di valore dell'attività trasferita.

Il gruppo determina a ogni data di riferimento del bilancio se vi sia un'evidenza oggettiva che la partecipazione in una joint venture abbia subito una riduzione di valore. Se questo è il caso, l'intero valore contabile della partecipazione è sottoposto a verifica per riduzione di valore come singola attività, quindi l'avviamento non viene sottoposto separatamente a verifica.

I saldi delle joint venture sono rettificati, ove necessario, per assicurare la coerenza con i principi contabili adottati dal gruppo.


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Imprese collegate

Si considerano collegate le società nelle quali il gruppo esercita un'influenza notevole ma non il controllo o il controllo congiunto. Generalmente una percentuale di partecipazione compresa tra il 20% e il 50% dei diritti di voto indica influenza notevole.

Buzzi possiede il 60% della società Hinfra Srl, ma, sulla base degli accordi parasociali e sui diritti di veto del socio di minoranza, risulta non avere il controllo e pertanto viene trattata contabilmente come collegata, applicando il metodo del patrimonio netto.

Le società collegate sono normalmente valutate col metodo del patrimonio netto, secondo il quale il valore di carico iniziale è rettificato in aumento oppure in diminuzione a ogni chiusura di periodo per tenere conto della quota di utile netto o perdita della partecipata, comprese le voci di conto economico complessivo. I dividendi ricevuti riducono il valore contabile della partecipazione. Il valore della partecipazione in società collegate comprende l'avviamento rilevato al momento dell'acquisizione.

Il gruppo determina a ogni data di riferimento del bilancio se vi sia un'evidenza oggettiva che la partecipazione nella società collegata abbia subito una riduzione di valore. Se questo è il caso, l'intero valore contabile della partecipazione è sottoposto a verifica per riduzione di valore come singola attività, quindi l'avviamento non viene sottoposto separatamente a verifica.

I saldi delle collegate sono rettificati, ove necessario, per assicurare la coerenza con i principi contabili adottati dal gruppo.

Partecipazioni in altre imprese

Le altre partecipazioni, normalmente società non quotate detenute con una quota di possesso inferiore al 20%, sono valutate al valore equo, se determinabile in modo attendibile. Quando non sia disponibile un piano pluriennale, la valutazione al patrimonio netto contabile è considerata come la migliore approssimazione del valore equo. Gli utili e le perdite derivanti dalle variazioni nel valore equo sono imputati direttamente alle altre componenti di conto economico complessivo.

2.3 Settori operativi

I settori operativi sono individuati in modo coerente con i rendiconti interni forniti al più alto livello decisionale operativo.

Il più alto livello decisionale operativo, che svolge la funzione di allocare le risorse e di valutare i risultati dei settori operativi, si identifica con gli amministratori esecutivi. I settori di Buzzi sono organizzati in funzione delle aree geografiche d'attività, le quali presentano caratteristiche simili per quanto riguarda i tipi di prodotti o servizi da cui ottengono i propri ricavi.


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2.4 Conversione delle valute estere

Le voci di bilancio di ciascuna società consolidata sono rilevate nella valuta funzionale dell'ambiente economico principale nel quale essa opera.

Le operazioni in valuta estera sono convertite nella valuta funzionale al cambio in vigore alla data in cui si effettua l'operazione. Gli utili e le perdite di conversione che derivano dalla successiva chiusura di dette operazioni sono rilevati a conto economico. Attività monetarie, passività monetarie e contratti derivati denominati in valuta estera sono convertiti in euro al cambio corrente alla data di bilancio. Le differenze positive e/o negative tra i valori adeguati al cambio di chiusura e quelli registrati in contabilità alla data di effettuazione delle operazioni sono anch'esse comprese nel conto economico.

L'utile o la perdita che emerge dalla conversione di poste non monetarie è trattato coerentemente con la rilevazione degli utili e delle perdite relative alla variazione del valore equo delle suddette poste (cioè le differenze di conversione sulle voci la cui variazione del valore equo è rilevata nel conto economico complessivo o nel conto economico sono rilevate, rispettivamente, nel conto economico complessivo o nel conto economico).

La conversione dei bilanci espressi in valuta estera avviene secondo il metodo del cambio di chiusura. Tale metodo prevede la conversione di tutte le attività e passività al cambio corrente alla data di bilancio; le voci di conto economico e rendiconto finanziario sono convertite al cambio medio dell'esercizio. Nel processo di consolidamento le differenze di cambio derivanti dalla conversione dell'investimento netto in attività estere sono imputate alle altre componenti di conto economico complessivo. La differenza che emerge adottando, per la conversione dello stato patrimoniale, un cambio diverso da quello utilizzato per il conto economico è analogamente imputata alle altre componenti di conto economico complessivo. In caso di cessione di un'impresa estera, il valore cumulato delle differenze di conversione contabilizzate nel patrimonio netto è trasferito a conto economico e concorre a formare l'utile o la perdita da realizzo.

La situazione patrimoniale-finanziaria e il risultato economico di tutte le società del gruppo la cui valuta funzionale è diversa dalla valuta di presentazione sono stati convertiti utilizzando i seguenti tassi di cambio:

(euro 1 = Valuta) Finale Medio
2025 2024 2025 2024
Dollaro USA 1,1750 1,0389 1,1300 1,0824
Corona ceca 24,2370 25,1850 24,6879 25,1198
Hryvnia ucraina* n.a. n.a. n.a. 43,2305
Rublo russo** 94,9690 118,1839 94,3295 100,4122
Zloty polacco 4,2210 4,2750 4,2397 4,3058
Fiorino ungherese 385,1500 411,3500 397,7675 395,3039
Real brasiliano*** 6,4364 6,4253 6,3072 6,2198
Dirham Emirati Arabi*** 4,3152 n.a. 4,2580 n.a.
Peso messicano 21,1180 21,5504 21,6705 19,8314
Dinaro algerino 152,0642 140,8920 148,5729 145,0997
  • il cambio medio si riferisce al periodo gennaio-settembre 2024 ** fonte: Bloomberg *** il cambio medio si riferisce al periodo ottobre-dicembre 2024 *** il cambio medio si riferisce al periodo maggio-dicembre 2025

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2.5 Ricavi da contratti con i clienti

I ricavi da contratti con i clienti sono iscritti in bilancio quando il controllo dei beni o servizi è trasferito al cliente a fronte di un corrispettivo che riflette il valore a cui il gruppo si aspetta di aver diritto, in cambio di quei beni o servizi. Il gruppo agisce in qualità di mandante, poiché tipicamente controlla i beni o servizi prima di trasferirli al cliente.

Qualora nel prezzo di vendita fosse compresa una parte variabile, l'importo del corrispettivo a cui il gruppo avrà diritto in cambio del trasferimento della merce al cliente viene stimato sulla base degli sconti e dei premi concordati. L'importo degli sconti è determinato al momento dell'accordo con il cliente: usualmente uno sconto viene offerto ai clienti per consegne di quantitativi rilevanti. Gli sconti sul volume sono iscritti per competenza e contabilizzati in diminuzione dei crediti verso clienti oppure tra gli altri debiti quando sono regolati attraverso una transazione separata con il cliente. Eventuali altre componenti variabili (penalità e sovrapprezzi) sono contabilizzate direttamente nella fattura al momento della consegna.

Un credito commerciale rappresenta il diritto incondizionato del gruppo a ricevere il corrispettivo dovuto in cambio dei beni e servizi forniti.

Una passività contrattuale rappresenta l'obbligazione a trasferire beni o servizi a un cliente da cui si è ricevuto un corrispettivo. Se un cliente paga un corrispettivo prima che il gruppo gli trasferisca beni o servizi, al momento dell'incasso viene iscritta una passività contrattuale. Le passività contrattuali sono registrate come ricavo quando il gruppo adempie l'obbligazione contrattuale.

2.6 Proventi finanziari

Gli interessi attivi sono riconosciuti in base al criterio della competenza temporale, utilizzando il metodo dell'interesse effettivo. I dividendi delle partecipazioni in società non consolidate sono rilevati nel momento in cui si manifesta il diritto a ricevere il pagamento. La voce include, tra le altre, la rivalutazione al valore equo di una partecipazione derivante da un'acquisizione realizzata in più fasi.

2.7 Oneri finanziari

Comprendono gli interessi e altri costi, quali l'ammortamento del disagio o dell'aggio di emissione, l'ammortamento dei costi accessori sostenuti per l'organizzazione dei finanziamenti, gli oneri finanziari su operazioni di leasing. Gli oneri finanziari che sono direttamente riferiti all'acquisto, alla costruzione o alla produzione di attività che giustifichino la capitalizzazione, ovvero quelle attività che richiedono un periodo di tempo importante per diventare pronte per l'uso previsto o la vendita, sono aggiunti al costo delle stesse attività e sono, pertanto, capitalizzati fino al momento in cui le attività sono sostanzialmente pronte per l'uso previsto o la vendita. Gli altri oneri finanziari sono spesati a conto economico in base al principio di competenza.


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2.8 Attività immateriali

Le attività immateriali, acquistate o prodotte internamente, sono iscritte solo se identificabili, sotto il controllo dell'impresa e in grado di produrre benefici economici futuri. Le attività immateriali con una vita utile finita sono rilevate al costo d'acquisto o di produzione e ammortizzate a quote costanti lungo la loro vita utile. Le attività immateriali con una vita utile indefinita non sono ammortizzate, ma vengono sottoposte a verifica per identificare eventuali riduzioni di valore almeno una volta all'anno e ogniqualvolta vi sia indicazione che l'attività possa aver subito una perdita di valore.

L'avviamento rappresenta l'eccedenza tra il corrispettivo trasferito rispetto alla quota d'interessenza del gruppo nelle attività identificabili nette acquisite e il valore equo delle partecipazioni di minoranza nell'entità acquisita. L'avviamento è iscritto al costo, dedotte le eventuali perdite di valore accumulate. L'avviamento non è ammortizzato e viene sottoposto annualmente a verifica per determinare eventuali perdite di valore, o più frequentemente se i fatti e le circostanze indicano che possa aver subito una riduzione di valore. Al fine della verifica sulla riduzione di valore, l'avviamento è attribuito a quelle unità generatrici di flussi finanziari o gruppi di unità generatrici di flussi finanziari che si prevede beneficino delle sinergie dell'aggregazione in cui l'avviamento è sorto.

I marchi e le licenze separatamente acquistati sono capitalizzati sulla base dei costi sostenuti. I marchi, le licenze e le liste clienti acquisiti nell'ambito di un'aggregazione aziendale sono rilevati al loro valore equo alla data di acquisizione. Marchi e licenze hanno una vita utile finita e sono pertanto ammortizzati a quote costanti lungo la loro vita utile stimata.

Le liste clienti sono ammortizzate sulla base del tasso di abbandono stimato della clientela, lungo un periodo comunque non superiore a venti anni.

Le licenze software acquistate sono capitalizzate sulla base dei costi sostenuti per comprare e portare in uso il programma specifico. Il relativo ammortamento si calcola a quote costanti lungo una vita utile di cinque anni. I costi sostenuti per sviluppare o mantenere il software sono rilevati come una spesa corrente.

I costi di sviluppo sono capitalizzati se e soltanto quando la capacità di generare benefici economici futuri è oggettivamente dimostrabile.

Le concessioni dei diritti di escavazione sono ammortizzate in proporzione ai volumi estratti rispetto ai volumi estraibili.


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2.9 Leasing

I contratti di leasing riguardano essenzialmente terreni, fabbricati, impianti e macchinari, veicoli e altri equipaggiamenti. Le condizioni dei contratti sono negoziate solitamente per categoria di beni e contengono una vasta gamma di termini e condizioni differenti.

I leasing sono iscritti in bilancio come attività in diritto d'uso e una corrispondente passività, alla data in cui il bene locato è disponibile per l'utilizzo da parte del gruppo. I costi derivanti dai leasing sono suddivisi tra gli ammortamenti e gli oneri finanziari.

Attività in diritto d'uso

Le attività in diritto d'uso sono iscritte al costo, che comprende quanto segue:

  • importo iniziale della passività per leasing;
  • qualsiasi pagamento di canoni effettuato alla data o prima della data di inizio del contratto meno gli incentivi ricevuti;
  • qualsiasi costo iniziale direttamente attribuibile al contratto;
  • costi di ripristino.

Le attività in diritto d'uso sono generalmente ammortizzate a quote costanti, lungo il periodo più breve tra la vita utile del bene e la durata del contratto di leasing. Alcuni contratti di locazione contengono opzioni di proroga e di risoluzione, nella maggior parte dei casi esercitabili solo dal gruppo e non dal rispettivo locatore. Se al termine del contratto di locazione è previsto il trasferimento della proprietà del bene locato o se nel costo del bene oggetto del diritto d'uso è già inclusa un'opzione d'acquisto, l'ammortamento è effettuato sulla base della vita utile attesa del bene locato.

Le attività in diritto d'uso sono soggette a verifica per riduzione di valore (nota 2.11).

Debiti per locazioni

Le passività per leasing sono valutate al valore attuale dei canoni futuri, scontati al tasso di finanziamento marginale del locatario (incremental borrowing rate – IBR) quando il tasso di interesse implicito del leasing non sia facilmente determinabile. Il tasso marginale alla data di riferimento viene calcolato tenendo conto dei termini del contratto di locazione, della geografia e dei tassi specifici del gruppo. Successivamente alla data di prima iscrizione, l'importo dei debiti per locazioni è aumentato per tener conto degli interessi maturati e ridotto per i canoni di locazione corrisposti. Inoltre, il valore contabile è rimisurato se interviene una modifica nella durata del contratto di locazione o nei canoni.

I debiti per locazioni comprendono il valore attuale netto dei seguenti pagamenti:

  • canoni fissi, al netto di eventuali incentivi;
  • canoni variabili basati su un indice o un tasso e quindi determinabili alla data d'inizio;
  • importi che il locatario prevede di pagare a titolo di garanzia sul valore residuo del cespite sottostante;
  • prezzo di esercizio dell'opzione d'acquisto, se il locatario è ragionevolmente certo di esercitarla;
  • penali per risoluzione, se i termini del contratto prevedono che il locatario possa esercitare tale opzione.

Il pagamento dei canoni è ripartito tra capitale e oneri finanziari; questi ultimi sono imputati nel conto economico lungo la durata del leasing, in modo tale da produrre un tasso d'interesse costante sul residuo saldo della passività per ciascun esercizio.

Il rimborso della passività finanziaria viene classificato all'interno del rendiconto finanziario nel flusso monetario generato da attività di finanziamento, mentre la quota di interessi pagati è considerata tra i flussi finanziari da attività operative.


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Il gruppo è esposto a potenziali futuri aumenti dei pagamenti variabili per canoni di locazione in base a un indice o tasso, che non sono inclusi nella passività per leasing fino a quando non avranno effetto. Quando le rettifiche ai pagamenti dei canoni basate su un indice o su un tasso entrano in vigore, la passività viene rideterminata e rettificata con contropartita l'attività in diritto d'uso.

Servizi

Il gruppo utilizza le esenzioni che consentono l'esclusione dei contratti con durata uguale o inferiore all'anno e dei contratti riguardanti cespiti il cui valore sia inferiore ai 5.000 euro. Tali costi sono rilevati come servizi, nella riga godimento beni di terzi.

Gli oneri dei contratti di locazione legati a parametri operativi variabili (ad esempio: quantità prodotte, chilometri percorsi) sono rilevati anch'essi a conto economico nel periodo in cui si verificano le condizioni che ne determinano l'esistenza.

2.10 Immobili, impianti e macchinari

Sono iscritti al costo d'acquisto o di produzione, comprensivo degli oneri accessori, meno i fondi ammortamento e le perdite di valore accumulate. Nel costo di produzione sono compresi i costi diretti e indiretti, per la quota ragionevolmente imputabile, sostenuti fino all'entrata in funzione del bene. I costi sostenuti successivamente sono capitalizzati o iscritti come un cespite separato solo se incrementano i benefici economici futuri insiti nel bene cui si riferiscono. Il valore contabile delle parti sostituite viene eliminato. I costi di riparazione e manutenzione sono imputati al conto economico del periodo in cui sono sostenuti; i ricambi strategici più rilevanti vengono capitalizzati al momento dell'acquisto e ammortizzati dal momento della loro installazione.

La voce Immobili, impianti e macchinari include le riserve di materia prima (cave), iscritte al costo così come previsto da IFRS 6 Esplorazione e valutazione delle risorse minerarie, e ammortizzate in proporzione al volume di materiale estratto nel periodo rispetto ai volumi estraibili. I costi di sbancamento per ottenere accesso ai giacimenti di materia prima, cosiddetti stripping cost, sono capitalizzati e ammortizzati lungo la loro vita utile in base al criterio estratto/estraibile della porzione di cava a cui si riferiscono.

L'ammortamento degli altri cespiti è calcolato a quote costanti, in relazione alla vita utile stimata e al loro valore residuo, come segue:

Fabbricati 10 – 40 anni
Impianti e macchinari 5 – 20 anni
Automezzi e autoveicoli da trasporto 3 – 14 anni
Mobili, macchine per ufficio e altri beni 3 – 20 anni

Se il valore contabile di un bene è maggiore del suo valore recuperabile stimato, si procede a ridurre il valore contabile a tale valore recuperabile.


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2.11 Perdita di valore delle attività non finanziarie

Le attività che hanno una vita utile indefinita non sono soggette ad ammortamento, ma vengono sottoposte annualmente a verifica per identificare eventuali riduzioni di valore. Le attività in corso e quelle che sono soggette ad ammortamento, comprese quelle in diritto d'uso, sono ugualmente sottoposte a verifica circa la ricuperabilità del valore contabile, ogniqualvolta vi sia indicazione che quest'ultimo possa aver subito una riduzione di valore. Quando non è possibile stimare il valore recuperabile di un singolo bene, il gruppo calcola il valore recuperabile dell'unità generatrice di flussi finanziari a cui il bene appartiene.

Laddove il valore contabile eccede il valore recuperabile, l'attività o l'unità generatrice di flussi finanziari è svalutata al valore di recupero e la perdita di valore rilevata in conto economico. Il valore recuperabile è il maggiore tra il valore equo, dedotti i costi di vendita, e il valore d'uso. A sua volta il valore d'uso corrisponde al valore attuale dei flussi finanziari futuri che si prevede abbiano origine da un'attività o da un'unità generatrice di flussi finanziari, compresa la cessione finale. La proiezione dei flussi finanziari si basa su piani aziendali e su presupposti ragionevoli e documentati riguardanti i risultati futuri della società e le condizioni macroeconomiche. Il tasso di sconto utilizzato considera i rischi specifici del settore e del Paese di riferimento.

Se vi è indicazione che una perdita per riduzione di valore su un'attività diversa dall'avviamento, rilevata nei periodi precedenti, possa essersi ridotta, la svalutazione per perdita di valore è ripristinata con iscrizione a conto economico. Dopo il ripristino, il valore di carico dell'attività non può eccedere il valore contabile che risulterebbe in bilancio se in precedenza non fosse stata rilevata alcuna perdita per riduzione di valore.

2.12 Attività non correnti possedute per la vendita

Le attività non correnti (o un gruppo in dismissione) sono classificate come possedute per la vendita se il loro valore contabile sarà recuperato principalmente con un'operazione di vendita anziché attraverso l'uso continuativo e quando una vendita sia altamente probabile. Esse sono valutate al minore tra il valore contabile e il valore equo, al netto dei costi di vendita.


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2.13 Attività finanziarie

Il gruppo classifica le attività finanziarie nelle seguenti categorie: al costo ammortizzato, al valore equo attraverso il conto economico complessivo e al valore equo attraverso il conto economico. La classificazione delle attività finanziarie al momento della rilevazione iniziale dipende dalle caratteristiche dei flussi contrattuali e dal modello operativo dell'entità.

Ad eccezione dei crediti commerciali, che non contengono una componente di finanziamento significativa o quando si applica il "practical expedient" per i contratti di durata inferiore all'anno, il gruppo valuta inizialmente un'attività finanziaria al valore equo più i costi di transazione (nel caso di un'attività finanziaria non al valore equo rilevato nel conto economico). I crediti commerciali che non contengono una componente di finanziamento significativa o per i quali è stato applicato il "practical expedient" sono valutati al prezzo dell'operazione.

Il modello operativo per la gestione delle attività finanziarie determina se i flussi finanziari derivano dall'incasso dei flussi contrattuali, dalla vendita di tali attività o da entrambi i casi. Ai fini delle valutazioni successive, le attività finanziarie sono classificate nelle categorie al costo ammortizzato, al valore equo in conto economico complessivo e al valore equo in conto economico.

Il gruppo valuta le attività finanziarie al costo ammortizzato se entrambe le seguenti condizioni sono rispettate:

  • l'attività è posseduta nel quadro di un modello operativo il cui obiettivo è il possesso di attività finalizzato alla raccolta dei flussi finanziari contrattuali;
  • i termini contrattuali dell'attività finanziaria prevedono flussi finanziari rappresentati unicamente dal pagamento di capitale e interessi a determinate scadenze.

Attività finanziarie al costo ammortizzato

Le attività iscritte al costo ammortizzato sono successivamente valutate usando il metodo dell'interesse effettivo e sono soggette a perdite di valore. Gli utili o le perdite sono iscritti a conto economico quando l'attività è eliminata, modificata o svalutata. Le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato comprendono i finanziamenti a società non consolidate, a terzi o a clienti e sono incluse negli altri crediti non correnti e correnti.

Attività finanziarie al valore equo in conto economico complessivo (strumenti rappresentativi di capitale)

Al momento della rilevazione iniziale il gruppo può scegliere di classificare irrevocabilmente i propri investimenti in partecipazioni al valore equo attraverso il conto economico complessivo, se non sono detenuti per la negoziazione. Gli utili e le perdite su queste attività finanziarie non possono mai essere riclassificati a conto economico. I dividendi sono iscritti nel conto economico quando il diritto a ricevere il pagamento è stato deliberato. Il gruppo ha stabilito di classificare le partecipazioni in società non consolidate in questa categoria.

Attività finanziarie al valore equo in conto economico

Le attività finanziarie al valore equo a conto economico includono attività detenute per la negoziazione, attività iscritte inizialmente al valore equo in conto economico o attività che devono essere valutate al valore equo. Il gruppo classifica principalmente in questa categoria gli strumenti finanziari derivati, gli investimenti in gestioni patrimoniali e le somme vincolate a garanzia nell'ambito di piani pensionistici in Stati Uniti.


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Perdite di valore delle attività finanziarie

Il gruppo iscrive un fondo perdite future attese (expected credit loss) per le attività finanziarie iscritte al costo ammortizzato. Le perdite sono determinate come differenza fra i flussi contrattuali dovuti in base al contratto e tutti i flussi finanziari che il gruppo si aspetta di ricevere, attualizzati a un tasso che approssima quello di interesse effettivo originale. Le perdite sono determinate in due fasi. Per esposizioni in cui non c'è stato un incremento significativo nel rischio di credito dal momento dell'iscrizione iniziale, si stimano le perdite per mancati pagamenti previste nei 12 mesi successivi; per esposizioni in cui c'è stato un significativo incremento del rischio di credito è previsto un accantonamento per perdite attese lungo la vita utile residua del credito.

Per le attività finanziarie al valore equo in conto economico complessivo, si applica la semplificazione del rischio di credito basso; alla fine di ogni periodo, il gruppo valuta se le attività hanno un rischio di credito basso usando tutte le informazioni ragionevoli, dimostrabili e disponibili senza eccessivi costi o sforzi.

2.14 Strumenti finanziari derivati

Il gruppo ove necessario utilizza contratti derivati al fine di ridurre il rischio di cambio, di tasso d'interesse e di variazioni nel prezzo di mercato dei fattori produttivi.

Gli strumenti finanziari derivati sono rilevati inizialmente al valore equo, che viene successivamente aggiornato. Il criterio di rilevazione degli utili o delle perdite risultanti dipende dalla designazione formale o meno come strumento di copertura e, in tal caso, dal tipo di esposizione coperta.

2.15 Rimanenze

Le rimanenze sono valutate al minore tra il costo e il valore netto di realizzo. Il costo è determinato utilizzando il metodo del costo medio ponderato e comprende tutti i costi d'acquisto, di trasformazione e gli altri costi sostenuti per portare le rimanenze nel luogo e nelle condizioni attuali. Nel caso dei prodotti finiti e dei semilavorati il costo comprende i materiali, il lavoro, gli altri costi diretti e le spese generali di produzione allocate sulla base del normale andamento produttivo; non comprende gli oneri finanziari. Il valore di realizzo rappresenta il prezzo stimato di cessione, al netto dei costi di vendita.

Per quanto riguarda i diritti di emissione, la modalità di contabilizzazione seguita prevede di non iscrivere come attività le quote di emissione gratuitamente assegnate e di rilevare unicamente gli effetti delle operazioni di acquisto e/o vendita dei diritti di emissione. I diritti acquistati sul mercato e non ancora restituiti sono valutati al minore tra il costo e il valore netto di realizzo, che corrisponde al prezzo di mercato alla data di bilancio.


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2.16 Crediti e debiti commerciali

I crediti commerciali rappresentano il diritto incondizionato a ricevere i corrispettivi dovuti in cambio dei prodotti venduti e dei servizi prestati nel normale svolgimento dell'attività. Sono iscritti al prezzo dell'operazione al netto del relativo fondo per perdite di valore. Ai fini della costituzione del fondo svalutazione crediti, il gruppo applica l'approccio semplificato nel calcolare le perdite future attese. Pertanto è stata definita una matrice di calcolo che è basata sulla serie storica delle perdite, nonché sui crediti scaduti, rettificata in base a fattori predittivi specifici sul rischio di controparte, tipo di prodotto e area geografica.

I debiti commerciali sono obbligazioni di pagamento verso fornitori per beni o servizi che sono stati acquistati nel normale svolgimento dell'attività. Sono iscritti al costo di transazione che, data la scadenza a breve termine, approssima il loro valore equo.

2.17 Disponibilità liquide

Comprendono denaro e valori in cassa, depositi bancari a pronti, titoli negoziabili e altri investimenti liquidi con scadenza originale non superiore a tre mesi, che possono essere convertiti prontamente in denaro e che sono soggetti a un rischio molto basso di variazione del valore.

2.18 Azioni proprie

Quando la società capogruppo o le sue controllate acquistano azioni della società, il corrispettivo pagato è portato in riduzione del patrimonio netto attribuibile agli azionisti della società, fintantoché le stesse non siano annullate oppure cedute. Nessun utile o perdita è rilevato nel conto economico all'acquisto, vendita, emissione o cancellazione di azioni proprie. Quando tali azioni sono successivamente trasferite a terzi, il corrispettivo ricevuto, al netto del relativo effetto fiscale, è incluso nel patrimonio netto attribuibile agli azionisti della società.

2.19 Debiti e finanziamenti

I finanziamenti sono iscritti inizialmente al valore equo, al netto dei costi di transazione sostenuti e successivamente valutati al costo ammortizzato utilizzando il criterio dell'interesse effettivo.

Le commissioni pagate per la costituzione di linee di credito sono rilevate come costi di transazione del finanziamento nella misura in cui è probabile che una parte o tutta la linea sarà utilizzata. In tal caso, la commissione è differita fino a quando si verifica l'utilizzo. Quando non vi è alcuna evidenza sulla probabilità che una parte o tutta la linea sarà utilizzata, la commissione viene capitalizzata come un pre-pagamento per servizio di liquidità e ammortizzata lungo il periodo della linea di credito a cui si riferisce.

I finanziamenti sono classificati tra le passività correnti a meno che il gruppo non abbia il diritto incondizionato di posticipare il rimborso per almeno dodici mesi dopo la chiusura del bilancio.


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2.20 Imposte sul reddito correnti e differite

Le imposte sul reddito di competenza del periodo comprendono le imposte correnti e differite. Esse sono rilevate in conto economico a eccezione di quelle relative a voci di conto economico complessivo o direttamente iscritte a patrimonio netto. In tal caso il relativo effetto fiscale è riconosciuto rispettivamente nel conto economico complessivo o direttamente a patrimonio netto.

Le imposte correnti sono calcolate sulla base della legislazione fiscale in vigore o sostanzialmente in vigore alla data di chiusura dell'esercizio nei paesi dove il gruppo opera e genera reddito imponibile. L'aliquota fiscale applicata varia in funzione della nazionalità e della situazione fiscale delle società consolidate. Il debito per imposte sul reddito di competenza del periodo è iscritto tra le passività correnti. Determinare l'accantonamento per imposte sul reddito a livello consolidato significa passare attraverso un processo critico di valutazione.

Nel corso dell'ordinaria attività operativa, ci sono molte operazioni e calcoli rispetto ai quali è incerta la determinazione dell'effetto fiscale definitivo. La direzione esamina periodicamente le posizioni assunte nelle dichiarazioni dei redditi, con riferimento alle situazioni per le quali le norme applicabili sono soggette a interpretazione, e iscrive le opportune passività per gli importi che si ritiene dovranno essere versati alle autorità fiscali. Alcune società italiane aderiscono al consolidato fiscale nazionale, con Fimedi SpA (azionista di controllo del gruppo) nel ruolo di società consolidante.

Le imposte differite sono rilevate secondo il cosiddetto liability method, su tutte le differenze temporanee tra il valore contabile e il valore fiscale di un'attività o di una passività iscritta in bilancio consolidato. Tuttavia, non si rilevano passività fiscali differite derivanti dal riconoscimento iniziale dell'avviamento e non si rilevano imposte differite se queste derivano dal riconoscimento iniziale di un'attività o di una passività in un'operazione diversa da un'aggregazione aziendale, che al momento dell'operazione non influisce né sull'utile contabile né sul reddito imponibile.

Le imposte differite sono valutate sulla base delle aliquote fiscali (e della normativa fiscale) stabilite da provvedimenti in vigore o sostanzialmente in vigore alla data di riferimento del bilancio e che si prevede saranno applicabili nell'esercizio in cui sarà realizzata l'attività fiscale o sarà estinta la passività fiscale.

Le imposte differite attive sulle perdite fiscali riportabili e sulle differenze temporanee sono riconosciute nella misura in cui è probabile che sia disponibile un reddito imponibile futuro a fronte del quale possano essere utilizzate. Si rilevano le imposte differite attive sulle differenze temporanee riferibili agli investimenti in società controllate, collegate e controllate congiuntamente, salvo che la controllante possa controllare i tempi di annullamento delle differenze temporanee ed è probabile che, nel prevedibile futuro, la differenza temporanea non si annulli.

Le attività e le passività fiscali correnti sono compensate solo se l'entità ha un diritto legalmente esercitabile di compensare gli importi e intende regolare le partite al netto. Le attività e le passività fiscali differite sono compensate solo se l'entità ha un diritto legale di compensazione e le imposte sul reddito sono applicate dalla medesima autorità fiscale sullo stesso o diversi soggetti passivi d'imposta che intendono contemporaneamente realizzare l'attività e regolare la passività.


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2.21 Benefici per i dipendenti

I benefici per i dipendenti comprendono:

Benefici a breve termine, che si prevede siano liquidati entro dodici mesi (salari, stipendi e contributi per oneri sociali, indennità sostitutive di ferie e di assenze per malattia, piani di incentivazione e benefici non monetari)

Benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro, quali pensioni e pagamenti in un'unica soluzione al momento del pensionamento, nonché altri benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro, quali assicurazioni sulla vita e assistenza medica.

Piani pensionistici

Nell'ambito dei benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro le società del gruppo gestiscono diversi piani pensionistici secondo lo schema a benefici definiti e/o a contribuzione definita.

I piani a benefici definiti sono quelli che determinano l'ammontare dei benefici pensionistici spettanti, solitamente in funzione di uno o più fattori quali età, anni di servizio e retribuzione. La passività relativa a un piano pensionistico a benefici definiti rappresenta il valore attuale della corrispondente obbligazione alla data di bilancio, al netto del valore equo delle attività a servizio del piano. L'obbligazione di finanziare i fondi per piani pensionistici a benefici definiti e il relativo costo annuo rilevato a conto economico sono determinati da attuari indipendenti, utilizzando il metodo della proiezione unitaria del credito (projected unit credit method). Nel determinare il tasso di sconto appropriato, il gruppo considera i rendimenti dei titoli emessi da aziende primarie (high-quality corporate bonds), denominati nella valuta in cui saranno pagati i benefici e con scadenza che approssima quella della relativa obbligazione pensionistica. Nelle nazioni dove non esiste un mercato liquido di tali titoli, sono utilizzati i rendimenti dei titoli di stato.

Gli utili e le perdite attuariali dovute a variazioni delle ipotesi e alle rettifiche basate sull'esperienza passata sono addebitati/accreditati a patrimonio netto attraverso il prospetto di conto economico complessivo, nel periodo in cui sorgono. Qualora il calcolo dell'ammontare determini un importo positivo, questo viene contabilizzato nella voce Attività per piani a benefici definiti dello stato patrimoniale. L'importo iscritto è limitato al valore attuale dei benefici economici disponibili sotto forma di rimborsi o di riduzioni dei contributi futuri al piano. Con riferimento ai piani a benefici definiti, i costi derivanti dall'effetto attualizzazione dell'obbligazione sono classificati tra gli oneri finanziari. Tutte le altre spese relative ai piani pensione sono incluse nei costi del personale.

I piani a contribuzione definita sono quelli per i quali la società versa una contribuzione a un'entità giuridicamente distinta su base obbligatoria, contrattuale o volontaria e non ha obbligazioni legali o implicite di fare versamenti aggiuntivi se il fondo non detiene attività sufficienti per pagare tutti i benefici pensionistici maturati. I contributi da versare sono rilevati a conto economico tra i costi del personale, sulla base degli importi dovuti per il periodo.


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Il trattamento fine rapporto (TFR) delle società italiane si considera un piano a benefici definiti esclusivamente per le quote maturate a tutto il 31 dicembre 2006, mentre dopo tale data esso è assimilabile a un piano a contribuzione definita.

Altri benefici successivi al rapporto di lavoro

I piani di assicurazione sulla vita e di assistenza sanitaria sono assimilati ai programmi a benefici definiti. I costi attesi di tali benefici sono iscritti in bilancio utilizzando lo stesso metodo dei fondi pensione a benefici definiti.

Altri benefici a lungo termine, comprendono tipicamente gli importi erogati al raggiungimento di una determinata anzianità aziendale e i piani di remunerazione differita.

2.22 Fondi per rischi e oneri

Sono passività con scadenza o ammontare incerti. I fondi sono contabilmente rilevati quando la società ha un'obbligazione attuale, legale o implicita, derivante da un evento passato, è probabile che per adempiere l'obbligazione si renderà necessario l'impiego di risorse e l'importo dell'obbligazione può essere stimato in modo attendibile. I fondi sono riesaminati a ogni data di riferimento del bilancio e rettificati per riflettere la miglior stima corrente.

Un accantonamento per costi di ristrutturazione è iscritto in bilancio nel periodo in cui la società ha definito formalmente il programma e ha ingenerato nei terzi interessati la valida aspettativa che la ristrutturazione sarà realizzata.

Laddove l'effetto dello sconto finanziario costituisca un aspetto rilevante, i fondi vengono attualizzati. L'incremento del fondo dovuto al passare del tempo è trattato come un costo per interessi.

Per quanto riguarda i diritti di emissione, la modalità di contabilizzazione seguita prevede di rilevare un fondo soltanto quando le emissioni risultano superiori alle quote allocate e si ritiene che il deficit dovrà essere colmato acquistando i diritti sul mercato.

2.23 Distribuzione dei dividendi

I dividendi sono contabilizzati come una passività nel bilancio del periodo in cui l'assemblea degli azionisti approva la distribuzione. L'informativa sui dividendi proposti, ma non ancora formalmente approvati, è fornita nelle note.


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3. GESTIONE DEL RISCHIO

3.1 Fattori di rischio finanziario

Le attività di Buzzi sono esposte a diversi tipi di rischi finanziari, quali il rischio di mercato (compresi valuta, prezzo e tasso di interesse), il rischio di credito e il rischio di liquidità. Il gruppo utilizza, talvolta, strumenti finanziari derivati per coprire determinate esposizioni al rischio. Il servizio centrale di tesoreria e finanza, in stretta collaborazione con le unità operative del gruppo, svolge le attività di gestione del rischio volte a identificare, valutare ed eventualmente coprire i rischi finanziari sopra identificati.

Lo scenario geopolitico, con la prosecuzione del conflitto Russo-Ucraina, le criticità emerse da ultimo in Medio Oriente e le politiche di protezione commerciali introdotte nel 2025 dal governo USA, non ha determinato effetti negativi sulla liquidità del gruppo, né variazioni apprezzabili nella gestione del rischio finanziario.

Rischio di mercato

Buzzi opera a livello internazionale ed è pertanto esposta al rischio derivante dalla fluttuazione dei cambi delle valute estere, soprattutto rispetto al Dollaro USA e al Real brasiliano. Il rischio di valuta deriva dalle operazioni commerciali future, dalle attività e passività iscritte in bilancio e dall'investimento netto in imprese estere. Le società estere beneficiano di una copertura naturale dal rischio di mercato, poiché tutte le principali operazioni commerciali sono effettuate nella valuta funzionale e non risentono delle fluttuazioni nei rapporti di cambio. La politica stabilita dalla direzione prevede che le entità del gruppo gestiscano la loro residuale esposizione al rischio valutario utilizzando principalmente strumenti di debito o liquidità in valuta oppure contratti derivati stipulati a livello della capogruppo quali, ad esempio, acquisti a termine di valuta negoziati secondo le procedure in essere. Essa prevede di considerare una copertura per i flussi di cassa attesi di ammontare rilevante e denominati in valute ad alta volatilità.

L'investimento netto in imprese estere, il risultato operativo e quello netto delle stesse sono esposti al rischio di conversione della valuta. L'esposizione al rischio di cambio sulle attività nette delle imprese operanti all'estero è parzialmente gestita tramite il ricorso a finanziamenti nella valuta estera rilevante.


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La rilevazione dei rischi di cambio riferita agli strumenti finanziari a cui si applica IFRS 7 evidenzia una esposizione netta alle valute estere che si può così sintetizzare:

(migliaia di euro) 2025 2024
Euro (7.408) (9.217)
Dollaro USA (71.094) (389.192)
Real brasiliano 230.124 393.999
Corona norvegese (1) -
Rublo russo - 1.845
Renminbi Cina (Yuan) (1.814) (1.485)
Zloty polacco 2.130 694
Fiorino ungherese 1.332 -
Corona ceca (90) (71)

Di seguito vengono riportati i risultati dell'analisi di sensitività che è stata condotta considerando una rivalutazione/svalutazione dell'euro sulle valute verso le quali il gruppo ha un'esposizione significativa con un effetto diretto del 10% sull'esposizione netta in euro riportata in tabella. Viene quindi preso in considerazione il potenziale impatto sul risultato prima delle imposte tenendo invariate tutte le altre voci di bilancio non influenzate dalla variazione ipotizzata.

Al 31 dicembre 2025, sulla base dell'esposizione netta convertita in euro sopra riportata, se l'euro si fosse rivalutato/svalutato del 10%, nei confronti delle principali valute verso cui le società del gruppo sono esposte, l'utile ante imposte dell'esercizio sarebbe risultato inferiore/superiore di 16.059 migliaia di euro (inferiore/superiore di 579 migliaia nel 2024). Il risultato dell'esercizio è particolarmente sensibile al rapporto euro/dollaro ed euro/ real brasiliano che sono le valute che riportano, a livello di gruppo, la maggiore esposizione.

L'esposizione debitoria netta verso il dollaro riporta una significativa riduzione, dovuta soprattutto al rimborso di un finanziamento denominato in dollari da parte di una controllata in Stati Uniti alla capogruppo. L'esposizione creditoria verso il real è dovuta, invece, ai finanziamenti concessi dalla capogruppo alle controllate brasiliane.

Buzzi ha un'esposizione molto limitata al rischio di prezzo dei titoli azionari, poiché le partecipazioni in società non consolidate valutate al valore equo rappresentano meno di 0,1% del totale attività. Il gruppo è esposto al rischio di prezzo su commodity, con particolare riguardo all'andamento del petrolio, al costo dei combustibili, dell'energia elettrica, dei servizi logistici e alla quotazione dei diritti di emissione di CO₂. La gestione di tale rischio avviene diversificando le fonti di approvvigionamento e fissando, se possibile ed economicamente ragionevole, le condizioni di fornitura per periodi di tempo sufficientemente lunghi, talvolta superiori all'anno, a un livello considerato opportuno dalla direzione.

La variazione dei tassi d'interesse di mercato può avere un effetto sul costo delle diverse forme di finanziamento o sul rendimento degli investimenti in strumenti monetari, provocando un impatto a livello di oneri finanziari netti sostenuti. Il rischio di tasso d'interesse deriva dai debiti finanziari a lungo termine. A causa dell'elevata incertezza e volatilità nei mercati finanziari, il gruppo ha preferito mantenere i propri finanziamenti principalmente a tasso variabile, compensando il relativo rischio con i proventi generati dall'investimento delle abbondanti disponibilità liquide. A fine esercizio 2025, quindi, la quota di indebitamento bancario a tasso fisso è molto inferiore rispetto alle passate politiche di indebitamento di gruppo e si attesta all'8% circa. I finanziamenti a tasso variabile in essere a fine esercizio 2025 sono denominati in euro e in real. Si attua la migliore strategia riguardo ai tassi in base al momento


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di mercato e, talvolta, possono essere utilizzati contratti derivati per coprire il rischio di valore equo del tasso d'interesse.

Di seguito vengono riportati i risultati dell'analisi di sensitività sull'esposizione ai tassi di interesse che è stata condotta considerando, come nei precedenti esercizi, un aumento dei tassi del 1% e una diminuzione del 1% sulle attività e passività finanziarie delle varie società del gruppo, al netto di quelle infragruppo. Viene preso in considerazione il potenziale impatto sul risultato consolidato prima delle imposte, tenendo invariate tutte le altre voci di bilancio non influenzate dalla variazione ipotizzata.

Il gruppo analizza la propria esposizione ai tassi d'interesse su base dinamica, prendendo in considerazione il rifinanziamento, il rinnovo delle posizioni esistenti, le alternative di finanziamento e l'eventuale copertura. Secondo le simulazioni effettuate, l'impatto sull'utile ante imposte di un aumento o di una riduzione del 1% nel tasso d'interesse sarebbe un incremento/decremento di 11.481 migliaia di euro (un incremento/decremento di 8.960 migliaia nel 2024). Per ciascuna simulazione si applica la stessa modifica di tasso a tutte le valute. Gli scenari modificativi sono ipotizzati soltanto per le attività e passività che costituiscono le principali posizioni fruttifere d'interesse e per il fair value dei derivati su tassi d'interesse (se in essere alla data di bilancio). Al 31 dicembre 2025, se i tassi d'interesse sulle attività e passività finanziarie delle società del gruppo con valuta funzionale l'euro fossero stati superiori o inferiori del 1%, a parità di altre condizioni, l'utile ante imposte dell'esercizio sarebbe risultato superiore/inferiore di 3.109 migliaia di euro (superiore/inferiore di 1.180 migliaia di euro nel 2024). Tali variazioni sono riconducibili principalmente alle posizioni di liquidità parzialmente compensate dalle posizioni debitorie nelle società del gruppo.

Al 31 dicembre 2025, se i tassi d'interesse sulle disponibilità delle società del gruppo con valuta funzionale il dollaro fossero stati superiori o inferiori del 1%, a parità di altre condizioni, l'utile ante imposte dell'esercizio sarebbe risultato superiore/inferiore di 5.148 migliaia di euro (superiore/inferiore di 6.184 migliaia nel 2024). La diminuzione dell'effetto positivo è dovuta principalmente alla svalutazione del dollaro rispetto all'anno precedente.

Rischio di credito

Il rischio di credito deriva dalle disponibilità liquide, dagli strumenti finanziari derivati e dai depositi presso le banche e le istituzioni finanziarie, così come dall'esposizione nei confronti della clientela, che comprende i crediti in essere e le operazioni previste. Per quanto riguarda le banche e le istituzioni finanziarie, vengono accettati come controparti soltanto primari soggetti nazionali e internazionali con elevato merito creditizio. Esistono precise politiche volte a limitare l'entità dell'esposizione creditizia nei confronti di un qualsiasi istituto bancario.

Le funzioni di gestione del credito stabiliscono la qualità del cliente, considerando la sua posizione finanziaria, l'esperienza passata e altri fattori. I limiti di credito individuali sono fissati sulla base del rating interno oppure esterno. L'utilizzo dei limiti di credito viene regolarmente monitorato.

Grazie a un numero di clienti piuttosto ampio, tipico del settore, e alla gestione attiva del processo, in generale la concentrazione del rischio di credito commerciale è poco significativa per Buzzi. Non ci sono clienti nei confronti dei quali siano realizzati ricavi pari o superiori al 10% del fatturato consolidato.

Una valutazione delle possibili perdite è condotta a ogni data di chiusura (nota 2.16). La massima esposizione al rischio di credito alla data di bilancio è rappresentata dal valore di carico dei crediti commerciali esposti alla nota 27. Esistono in alcuni paesi forme di assicurazione per la copertura di tale rischio.


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Di seguito le informazioni circa l'esposizione al rischio di credito verso clienti:

(migliaia di euro) 2025 2024
Crediti commerciali lordi Fondo svalutazione crediti % fondo su crediti Crediti commerciali lordi Fondo svalutazione crediti % fondo su crediti
Non scaduti 441.904 (1.181) 0,3% 435.660 (1.869) 0,4%
Giorni di scaduto
Minore di 30 giorni 95.258 (461) 0,5% 98.829 (601) 0,6%
Tra 30 e 60 giorni 15.587 (465) 3,0% 15.703 (391) 2,5%
Tra 61 e 90 giorni 7.608 (305) 4,0% 6.949 (335) 4,8%
Tra 91 e 180 giorni 7.069 (2.293) 32,4% 12.546 (1.699) 13,5%
Oltre 180 giorni 23.303 (14.527) 62,3% 31.480 (11.251) 35,7%
590.729 (19.232) 601.167 (16.146)

Il gruppo limita la propria esposizione al rischio di credito nei confronti dei clienti stabilendo limiti massimi nei vari paesi per i termini di incasso.

Nel corso dell'esercizio 2025, il gruppo ha confermato la propria politica di limitazione dell'esposizione verso i clienti maggiormente a rischio, mantenendo un ricorso mirato all'assicurazione del credito.

Rischio di liquidità

La prudente gestione del rischio di liquidità comporta mantenere una sufficiente liquidità e titoli facilmente negoziabili, la disponibilità di fondi attraverso un importo adeguato di linee di credito confermate e non confermate, la capacità di liquidare posizioni di mercato. A causa della natura dinamica che hanno le attività operative, il servizio centrale di tesoreria mira a mantenere la flessibilità finanziaria tramite la disponibilità di affidamenti nell'ambito delle linee di credito confermate.

Le previsioni di cassa future sono elaborate a livello di singola controllata operativa e aggregate dal servizio tesoreria di gruppo. La finanza di gruppo verifica le previsioni aggiornate per assicurare che ci sia sufficiente liquidità per soddisfare le esigenze operative e, allo stesso tempo, mantiene un margine sufficiente sulle linee di credito non utilizzate.

Le stime e le proiezioni, tenendo conto dei mutamenti che possono prodursi nell'andamento della redditività, dimostrano che il gruppo è in grado di operare con l'attuale livello di finanziamenti. Buzzi prepara il rifinanziamento delle posizioni debitorie con il dovuto anticipo rispetto alle scadenze. La società utilizza vari strumenti di debito e mantiene un regolare rapporto con gli enti finanziatori abituali e prospettici in merito alle future necessità, dal quale emerge che il rinnovo possa avvenire a condizioni soddisfacenti. L'analisi delle scadenze per le principali passività finanziarie si trova alla nota 36.


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3.2 Gestione del capitale

Buzzi, nell'ambito delle sue procedure di gestione del capitale, si pone l'obiettivo di salvaguardare la continuità aziendale per fornire ritorni economici agli azionisti e vantaggi agli altri stakeholder e di mantenere una struttura del capitale ottimale.

Al fine di mantenere o modificare la struttura del capitale, il gruppo può cambiare l'importo dei dividendi distribuiti agli azionisti, restituire il capitale agli azionisti, emettere nuove azioni, realizzare acquisti di azioni proprie o vendere attività per migliorare la posizione finanziaria netta.

I programmi di investimento del gruppo sono allineati agli obiettivi di lungo termine e alle necessità operative delle varie unità geografiche. Gli amministratori esecutivi e i dirigenti strategici stabiliscono le priorità degli impegni di capitale proposti dalle divisioni. I progetti mirati a migliorare l'efficienza, aumentare la capacità oppure accedere a nuovi mercati sono vagliati sulla base di una approfondita analisi di redditività, per stabilire il loro futuro contributo al risultato operativo.

In maniera simile ad altri attori economici del settore, che è caratterizzato da un'elevata intensità di capitale, il gruppo verifica il capitale con riferimento ai rapporti di Gearing e Leverage. Il primo indicatore si ottiene dividendo il totale delle passività per il patrimonio netto. Il secondo rapporto utilizza come numeratore la posizione finanziaria netta e il margine operativo lordo riportato nel conto economico come denominatore.

Durante il 2025, date le abbondanti disponibilità liquide e la riduzione dell'esposizione verso gli istituti di credito, il Gearing si è ridotto al 25%, mentre il Leverage, calcolato su una Posizione finanziaria netta positiva riflette il solido profilo finanziario attuale e prospettico.

La tabella seguente contiene i rapporti al 31 dicembre 2025 e 2024:

(migliaia di euro) 2025 2024
Passività [A] 1.787.065 2.082.372
Patrimonio netto [B] 7.137.748 6.606.063
Gearing [A/B] 25% 32%
Posizione finanziaria netta [C] (1.130.916) (755.155)
Margine operativo lordo [D] 1.236.594 1.276.149
Leverage [C/D] (0,91) (0,59)

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3.3 Determinazione del valore equo

Di seguito un'analisi degli strumenti finanziari rilevati in bilancio al valore equo. I diversi livelli sono definiti come segue:

  • quotazioni del prezzo (non rettificate) pubblicate in mercati attivi per attività o passività identiche (livello 1);
  • utilizzo di dati diversi dai prezzi quotati di cui al livello 1, che sono osservabili per l'attività o la passività sia direttamente (prezzi) sia indirettamente (derivati dai prezzi) (livello 2);
  • utilizzo di dati e ipotesi riferiti all'attività o alla passività che non sono basati su dati di mercato osservabili (input non osservabili) (livello 3).

La seguente tabella presenta le attività valutate al valore equo al 31 dicembre 2025:

(migliaia di euro) Livello 1 Livello 2 Livello 3 Totale
Attività
Crediti e altre attività non correnti 9.782 1.273 - 11.055
Partecipazioni al valore equo - - 14.579 14.579
Totale Attività 9.782 1.273 14.579 25.634

La seguente tabella presenta le attività e passività valutate al valore equo al 31 dicembre 2024:

(migliaia di euro) Livello 1 Livello 2 Livello 3 Totale
Attività
Crediti e altre attività non correnti 12.164 1.278 - 13.442
Partecipazioni al valore equo - - 10.649 10.649
Totale Attività 12.164 1.278 10.649 24.091

Nel corso dell'esercizio non vi sono stati trasferimenti tra i diversi livelli di valore equo. Nessuna modifica è intervenuta nelle tecniche di valutazione adottate durante i periodi.

Il valore equo degli strumenti finanziari scambiati in mercati attivi è determinato con riferimento alle quotazioni di mercato alla data di bilancio. La quotazione utilizzata per le attività finanziarie corrisponde al prezzo d'offerta corrente. Questi strumenti, qualora presenti, sono classificati nel livello 1.

Il valore equo degli strumenti finanziari che non sono scambiati in un mercato attivo (per esempio i derivati contrattati individualmente) è determinato utilizzando tecniche di valutazione. Questi metodi fanno il massimo uso dei dati di mercato osservabili, quando disponibili, e si affidano il meno possibile a ipotesi specifiche dell'entità. Se tutte le informazioni rilevanti richieste sono osservabili, lo strumento è classificato nel livello 2. Se una o più ipotesi rilevanti utilizzate non sono basate su dati di mercato osservabili, lo strumento è classificato nel livello 3.

Le partecipazioni comprese nella corrispondente voce di bilancio sono tutte iscritte al valore equo attraverso il conto economico complessivo (OCI) e rientrano nel livello 3. Quando non è disponibile un piano pluriennale, la valutazione al patrimonio netto contabile è considerata come la migliore approssimazione del valore equo (nota 24).

Il gruppo possiede numerosi strumenti finanziari che non sono valutati al valore equo nello stato patrimoniale. Per la maggior parte di questi strumenti (crediti commerciali, al netto del relativo fondo svalutazione, debiti commerciali, altri crediti, altri debiti) si ritiene che il valore contabile approssimi il loro valore equo. Il valore equo delle passività finanziarie a lungo termine, riportato nelle note per completezza d'informativa, si ottiene scontando i flussi di cassa contrattuali futuri al tasso d'interesse di mercato che si applica attualmente agli analoghi strumenti finanziari del gruppo.


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3.4 Altri rischi

Per quanto riguarda gli altri rischi, si rimanda all'apposito capitolo della relazione sulla gestione.

4. STIME E IPOTESI RILEVANTI

La redazione di un bilancio conforme agli IFRS richiede l'effettuazione di stime e di assunzioni riguardo al futuro che influenzano i valori delle attività e delle passività iscritte, l'informativa relativa ad attività e passività potenziali alla data di bilancio e gli importi dei ricavi e dei costi di periodo. Per definizione, raramente i risultati effettivi risultano uguali a quelli delle stime, a causa di possibili variazioni inattese nei fattori che ne influenzano la determinazione.

Anche nel 2025, in Italia e nei paesi esteri in cui il gruppo opera, la situazione macroeconomica è stata caratterizzata da incertezza e rischi legati a fattori politici, commerciali e geopolitici. Tali incertezze continuano a rappresentare una fonte di preoccupazione per la crescita economica globale. La BCE ha iniziato a rendere meno restrittiva la politica monetaria, sostenuta dal miglioramento delle prospettive di inflazione, per poi mantenere un approccio prudente nel resto dell'anno. Anche la Federal Reserve ha adottato graduali attenuazioni della precedente postura restrittiva, pur restando causa per via delle incertezze economiche e commerciali, inclusi gli effetti dei dazi introdotti nel 2025. Sia nell'Eurozona sia negli Stati Uniti l'inflazione ha mostrato segnali di rallentamento durante l'anno, pur rimanendo sotto monitoraggio per i rischi globali.

L'evoluzione del quadro economico e geopolitico è stata pertanto considerata nelle valutazioni e ai fini delle stime delle poste incluse nella presente informativa finanziaria. Il management ha tenuto altresì conto delle tematiche relative alla transizione energetica e ai cambiamenti climatici, in particolare il passaggio a un'economia a bassa emissione di CO₂ i cui effetti, ove presenti, sono riportati nelle specifiche note di bilancio interessate.

Ulteriori informazioni relative all'esposizione di Buzzi a rischi e incertezze sono fornite nelle seguenti note:

  • Gestione del capitale (nota 3.2 di bilancio consolidato e civilistico)
  • Fattori di rischio finanziario (nota 3.1 di bilancio consolidato e civilistico)
  • Informativa sulle analisi di sensitività (nota 19, 23 e 37 del bilancio consolidato e nota 20 del bilancio civilistico)
  • Vertenze legali e passività potenziali (nota 48)
  • Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale (Informazioni generali, SBM-3, Rendicontazione consolidata di Sostenibilità)

Impatto del cambiamento climatico

La valutazione dei rischi collegati ai cambiamenti climatici dipende in misura rilevante dalle azioni che saranno, o non saranno, intraprese nei prossimi decenni dai governi del mondo e dalla disponibilità delle tecnologie che potranno sostenerle.

Secondo il rapporto sul clima IPCC, gli scenari possibili sono rappresentati, in modo sintetico, dal valore atteso della temperatura media del pianeta a fine secolo con, ai due estremi, lo scenario 1,5°C (massimo impegno per la decarbonizzazione) e quello 4,0°C (business as usual).

Tali possibili scenari delineano in un caso prevalenti i rischi di transizione mentre nell'altro i rischi fisici. Buzzi ha effettuato, per entrambi, la valutazione dei rischi in base a quanto stabilito dal report della TCFD (Task Force on Climate-Related Financial Disclosures). Il settore del cemento, per voce della sua associazione mondiale (GCCA), è fortemente impegnato ad attuare iniziative di decarbonizzazione in linea con lo scenario 1,5°C ed in particolare a creare le sinergie tra i futuri investimenti in cattura e le necessarie infrastrutture per il trasporto, stoccaggio o riuso della CO₂ catturata.


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L'Europa, con l'approvazione nel 2021 del pacchetto legislativo "Fit for 55", si è data l'obiettivo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e ridurre le emissioni di gas serra, entro il 2030, di almeno il 55% rispetto ai valori del 1990.

L'Emission Trading System (ETS), uno dei pilastri del pacchetto "Fit for 55", che si applica a vari settori, tra cui quello del cemento, regola le quantità di CO₂ che possono essere emesse stabilendo un limite che decresce annualmente. Le assegnazioni gratuite si riducono coerentemente e sono destinate ad azzerarsi dopo il 2030. Già oggi le quote gratuite assegnate alle unità produttive Buzzi nei paesi della UE non sono sufficienti a coprire tutte le emissioni e pertanto le quote mancanti devono essere acquistate sul mercato.

L'introduzione di politiche volte a ridurre le emissioni di CO₂ determina un aumento dei costi e di conseguenza espone le industrie "hard to abate", tra cui il cemento, al serio rischio che la produzione dei beni si sposti in altri paesi ("carbon leakage").

Per contenerlo, nel corso del 2022 il Consiglio e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo sulla proposta di un meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (Carbon Border Adjustment Mechanism, CBAM). Tale sistema mira ad assicurare che determinate merci importate, tra cui il cemento, siano soggette al pagamento di somme di denaro, da parte degli importatori, equivalenti a quelle sostenute dai produttori UE per le loro emissioni di CO₂. Gli obiettivi di questo regolamento sono di incoraggiare pratiche più sostenibili nei paesi extra-UE e garantire una più equa competizione nel mercato UE. Le somme da versare sono determinate applicando il costo delle quote del sistema ETS alle emissioni associate alle merci prodotte nel paese di origine, al netto di quote gratuite e di eventuali costi di decarbonizzazione già sostenuti nel paese di provenienza del bene.

Il nuovo regolamento ha trovato applicazione a partire dal 1 ottobre 2023, con un periodo di transizione fino al 31 dicembre 2025, in cui gli obblighi per gli importatori, si limitavano alla sola fornitura di informazioni documentali, senza alcun esborso in denaro. A partire dal 1 gennaio 2026 si entra nella fase definitiva con l'obbligo del pagamento.

Nella Rendicontazione consolidata di Sostenibilità, redatta a partire dal 2024 in conformità al D.Lgs 125/2024, che recepisce la EU Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), viene dato ampio spazio all'informativa relativa alle emissioni di CO₂. Riteniamo che il livello raggiunto e le iniziative programmate siano compatibili con i nostri obiettivi di riduzione al 2030 e al raggiungimento della condizione di neutralità climatica al 2050, come descritto nella roadmap "Our Journey to Net-Zero".

Nell'ambito della disclosure integrata, con il processo di valutazione della doppia rilevanza, descritto in dettaglio nella Rendicontazione consolidata di Sostenibilità, Buzzi ha identificato gli impatti rilevanti sull'ambiente e le persone (Rilevanza dell'impatto) e i rischi e le opportunità finanziarie per l'azienda (Rilevanza finanziaria) legati a temi di sostenibilità.

Ai fini della determinazione della rilevanza dei rischi e delle opportunità, i fattori tenuti in considerazione sono l'effetto finanziario del rischio sull'azienda e la probabilità di accadimento.

Maggiori informazioni su impatti, rischi e opportunità e su come questi vengono gestiti sono riportate nella sezione "Informazioni generali" della Rendicontazione consolidata di Sostenibilità.

Il management ritiene che le strategie e l'organizzazione dell'azienda siano in grado di assicurare la necessaria resilienza alle sollecitazioni derivanti dagli impatti relativi ai rischi e le opportunità individuate ai fini della Rendicontazione consolidata di Sostenibilità, nonché di contenere i rischi e di cogliere le opportunità, così come descritto nelle rispettive sezioni del documento stesso, attraverso l'attuazione, laddove necessario, di politiche, azioni e target.

I rischi, fisici e di transizione, legati al cambiamento climatico, identificati ai fini della Rendicontazione consolidata di Sostenibilità, sono i seguenti:


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  • aumento degli eventi meteorologici estremi dovuti al cambiamento climatico, con potenziali danni agli impianti e/o riduzione della loro operatività
  • mancato raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione a causa di fattori esterni e/o limitazioni tecnologiche, con potenziale aggiunta di danno reputazionale
  • scarsità di materie prime (naturali/alternative) e acqua
  • rischi connessi all'adozione di normative per la riduzione delle emissioni di CO₂ al di fuori della UE
  • concorrenza con le imprese che producono al di fuori della UE
  • concorrenza con nuovi materiali da costruzione.

I rischi sopraelencati risultano rilevanti sul lungo termine e, ad oggi, non si evidenziano impatti finanziari significativi da riportare in bilancio; allo stesso modo, alla luce di quanto illustrato, gli scenari previsti dal management, in particolare quelli legati alla recuperabilità del valore delle attività non correnti, non considerano gli impatti derivanti dai rischi se ritenuti remoti, mentre riflettono la stima degli investimenti per assicurare la conformità con la normativa e il raggiungimento degli obiettivi sopracitati.

Stime e assunzioni

Le stime sono continuamente riviste dalla direzione in base alle migliori conoscenze dell'attività aziendale e degli altri fattori ragionevolmente desumibili dalle circostanze attuali. Gli ambiti che comportano le valutazioni più difficili o complesse, oppure gli ambiti nei quali le ipotesi e le stime possono causare rettifiche materiali ai valori contabili delle attività e delle passività entro il prossimo esercizio, sono di seguito illustrate:

  • Riduzioni di valore delle attività non finanziarie: Le informazioni sul procedimento di valutazione delle attività non finanziarie sono fornite in nota 2.11. Le ipotesi chiave utilizzate per determinare il valore recuperabile delle diverse unità generatrici di flussi di cassa, inclusa un'analisi di sensitività, sono dettagliatamente descritte nella nota 19 del bilancio consolidato.
  • Imposte sul reddito correnti e differite: È richiesta un'attività di stima rilevante da parte del management per determinare l'ammontare delle imposte sul reddito, anche in base al livello di utili tassabili futuri, alla tempistica della loro manifestazione e alle strategie di pianificazione fiscale. Le perdite fiscali riportabili del gruppo si riferiscono sia alla società sia ad alcune delle sue controllate; annualmente ogni entità con perdite fiscali riportabili effettua una valutazione sulla futura recuperabilità delle stesse, verificandone la compensazione col reddito imponibile atteso nel prevedibile futuro. Ulteriori dettagli sulle imposte sono forniti nelle note 17 e 39 del bilancio consolidato e nelle note 14 e 34 del bilancio civilistico.
  • Piani a benefici definiti (fondi pensione): Il costo dei piani pensionistici a benefici definiti e di assistenza sanitaria successivi al rapporto di lavoro e il valore attuale dell'obbligazione per benefici definiti sono determinati utilizzando valutazioni attuariali. La valutazione attuariale richiede l'elaborazione di varie ipotesi che possono differire dagli effettivi sviluppi futuri. Queste supposizioni comprendono la determinazione del tasso di sconto, gli incrementi salariali attesi, i tassi di mortalità e l'aumento delle pensioni atteso. A causa della complessità della valutazione e della sua natura di lungo termine, tali stime sono estremamente sensibili a cambiamenti nelle ipotesi di base. Tutte le stime sono riviste con periodicità annuale. Ulteriori dettagli, inclusa un'analisi di sensitività, sono forniti nella nota 37 del bilancio consolidato e in nota 32 del bilancio civilistico.
  • Fondi per rischi e oneri: I fondi per rischi e oneri risultano da un'attività di stima che riguarda sia l'impiego di risorse necessario per adempiere l'obbligazione sia la scadenza. Le vertenze e le cause legali a cui è esposto il gruppo sono valutate dalla direzione con l'assistenza degli esperti

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interni e il supporto di avvocati specializzati esterni. L'informativa relativa a tali fondi, così come per le passività potenziali, deriva da valutazioni discrezionali (nota 38 del bilancio consolidato e nota 33 del bilancio civilistico).

  • Valore equo degli strumenti finanziari: Quando il valore equo di un'attività o passività finanziaria rilevata nel prospetto di stato patrimoniale non può essere misurato basandosi sulle quotazioni in un mercato attivo, esso viene determinato utilizzando diverse tecniche di valutazione, incluso il modello dei flussi di cassa attualizzati. Gli input inseriti nel modello sono rilevati dai mercati osservabili, ove possibile, ma qualora non sia possibile è richiesto un certo grado di stima per definire il fair value. Le stime includono considerazioni su variabili quali il rischio di liquidità, il rischio di credito e la volatilità. I cambiamenti delle ipotesi su tali elementi potrebbero avere un impatto sul valore equo dello strumento finanziario rilevato (nota 3.3 di bilancio consolidato e civilistico).

  • Aggregazioni aziendali: La rilevazione delle aggregazioni aziendali comporta l'iscrizione da parte dell'acquirente delle attività identificabili acquisite e delle passività assunte così come descritto in nota 2.2. La misurazione del valore equo avviene attraverso un complesso processo di stima che verte su analisi dettate dall'esperienza storica e assunzioni basate sulle informazioni disponibili e sui fatti e le circostanze esistenti alla data di misurazione, anche grazie al supporto di periti esterni.

  • Durata dei contratti di locazione e tasso di finanziamento marginale: I contratti di locazione possono comprendere opzioni di estensione e di risoluzione. Nel valutare se è ragionevolmente certo o meno l'esercizio dell'opzione di rinnovo o di risoluzione di un contratto di locazione vengono considerati tutti i fattori rilevanti che creano un incentivo economico per l'esercizio dell'opzione di rinnovo o di risoluzione. Dopo la data di inizio, la durata del leasing viene sottoposta a revisione qualora si verifichi un evento o un cambiamento significativo che influenza la capacità di esercitare o meno l'opzione di rinnovare o di terminare il contratto di locazione. Il tasso di interesse implicito di un contratto di locazione non è facilmente determinabile, pertanto, per stabilire il valore attuale del costo dei canoni, si utilizza il tasso di finanziamento marginale (incremental borrowing rate – IBR). Quest'ultimo corrisponde al tasso di interesse che si pagherebbe per finanziare, con una durata e una garanzia simili, l'importo necessario per ottenere un'attività corrispondente al valore del diritto d'uso. Il gruppo stima l'IBR utilizzando input osservabili quali i tassi di interesse di mercato.


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5. AREA DI CONSOLIDAMENTO

Il bilancio chiuso al 31 dicembre 2025 comprende la società e 69 società controllate. Sono escluse dall'area di consolidamento 14 società controllate inattive o poco significative. Per maggiori dettagli si rimanda all'elenco delle imprese incluse nel bilancio consolidato e delle partecipazioni, in calce al presente fascicolo.

Nel mese di gennaio 2025 si è concluso l'acquisto del 100% della holding ETP Paraiba Participações SA, che deteneva il residuo 15% delle quote in Nacional Cimentos Paraiba SA, operazione già contabilizzata al 31 dicembre 2024 nell'ambito del primo consolidamento delle attività brasiliane. A fine esercizio la holding ETP Paraiba Participações SA è stata fusa con la Nacional Cimentos Paraiba SA, in ottica di semplificazione della struttura del gruppo brasiliano.

Il 31 gennaio 2025 si è chiuso l'accordo tra Alpacem Cementi Italia, società italiana appartenente al gruppo austriaco Wietersdorfer Alpacem, e Buzzi Unicem Srl per la cessione di Fanna Cementi Srl, società nella quale sono state conferite le attività dell'omonimo stabilimento sito in provincia di Pordenone. L'operazione prevedeva, oltre alla cessione di Fanna, anche la sottoscrizione da parte di Buzzi di un aumento di capitale per acquisire una partecipazione del 25% nella Alpacem Zement Austria GmbH. Tale nuova società collegata rientra tra quelle valutate col metodo del patrimonio netto.

Il 10 marzo 2025 Buzzi SpA, tramite TC Mena Holdings Ltd (TC Mena), controllata al 90% e costituita secondo le norme dell'Abu Dhabi Global Market, ha acquisito il 37,6% di partecipazione in Gulf Cement Company PSC, società per azioni quotata alla Borsa Valori di Abu Dhabi (ADX), con sede nell'Emirato di Ras Al Khaimah, appartenente agli Emirati Arabi Uniti. Contestualmente TC Mena ha presentato un'offerta pubblica di acquisto obbligatoria rivolta a tutti gli azionisti della società.

L'offerta si è conclusa in data 8 maggio, portando la percentuale di possesso indiretto di Buzzi SpA al 57,56% (nota 50). Complessivamente, e a seguito di successivi acquisti, la percentuale di possesso al 31 dicembre 2025 è del 65,7% (di cui Buzzi SpA detiene indirettamente il 59,13%). Le due società sono state consolidate col metodo integrale.

Durante l'esercizio sono avvenute alcune fusioni nell'ambito del gruppo, in particolare in Brasile, per continuare a semplificare la struttura organizzativa, senza alcun effetto sul bilancio consolidato.

A seguito del conflitto Russia-Ucraina, che ha determinato l'imposizione di sanzioni alla Russia da parte delle istituzioni europee, dal 2022 abbiamo cessato qualsiasi coinvolgimento operativo nell'attività svolta dalla controllata SLK Cement, che, tuttavia, continua a essere consolidata in conformità a IFRS 10 - Bilancio consolidato.


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6. SETTORI OPERATIVI

Il più alto livello decisionale operativo si identifica con gli amministratori esecutivi, che esaminano le informazioni gestionali del gruppo per valutarne i risultati e allocare le risorse. La direzione ha individuato i settori operativi secondo tali rendiconti interni.

Gli amministratori esecutivi considerano la gestione per area geografica d'attività e analizzano in modo unitario i risultati dei prodotti "cemento" e "calcestruzzo e aggregati", giacché le due attività, integrate verticalmente tra loro, sono strettamente interdipendenti. In particolare, il calcestruzzo costituisce essenzialmente un mercato di sbocco del cemento e non richiede, al più alto livello decisionale operativo, l'evidenza di risultati separati. Gli amministratori esecutivi valutano l'andamento economico dei settori operativi oggetto di informativa adottando come riferimento principale la nozione di risultato operativo. Gli oneri finanziari netti e le imposte sul reddito non rientrano nel conto economico di settore analizzato dagli amministratori esecutivi.

La determinazione dei risultati economici e degli investimenti di settore è predisposta in maniera coerente con quella utilizzata nella stesura del bilancio.

Il settore denominato Europa Centrale comprende Germania, Lussemburgo e Paesi Bassi. Il settore denominato Europa Orientale comprende Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ucraina e Russia.

Gli Emirati Arabi Uniti rappresentano un nuovo settore operativo in virtù dell'acquisizione del controllo di Gulf Cement Company (nota 50), avvenuta nel corso del primo semestre del 2025.


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2025

(migliaia di euro) Italia USA Europa Centrale Europa Orientale Brasile Emirati Arabi Uniti* Poste non allocate e rettifiche Totale Messico 100%
Ricavi di settore 790.935 1.605.784 967.288 718.080 363.038 85.461 (11.807) 4.518.779 940.402
Ricavi intrasettori (11.807) - - - - - 11.807 - -
Ricavi netti da terzi 779.128 1.605.784 967.288 718.080 363.038 85.461 - 4.518.779 940.402
Margine operativo lordo 184.054 584.786 147.736 208.792 103.820 7.513 (107) 1.236.594 431.339
Ammortamenti (34.466) (149.338) (53.283) (37.997) (44.091) (11.269) - (330.444) (35.927)
Svalutazioni (753) (340) (1.447) 174 (5.735) 78 - (8.023) -
Risultato operativo 148.835 435.108 93.006 170.969 53.994 (3.678) (107) 898.127 395.412
Risultati delle partecipazioni a patrimonio netto 124.254 (410) 1.789 154 (187) - - 125.600 -
Investimenti in attività immateriali e materiali 51.135 185.850 73.586 86.047 19.847 8.490 - 424.955 71.284
Investimenti in partecipazioni 87.441 6.195 4.500 - 68.042 - - 166.178 -

*) dati includono i mesi da maggio a dicembre

2024

(migliaia di euro) Italia USA Europa Centrale Europa Orientale* Brasile** Poste non allocate e rettifiche Totale Messico 100%
Ricavi di settore 818.039 1.726.840 947.033 747.455 85.818 (12.148) 4.313.037 998.280
Ricavi intrasettori (12.148) - - - - 12.148 - -
Ricavi netti da terzi 805.891 1.726.840 947.033 747.455 85.818 - 4.313.037 998.280
Margine operativo lordo 196.601 663.791 178.639 208.845 28.485 (212) 1.276.149 445.158
Ammortamenti (31.240) (146.218) (50.728) (32.374) (11.779) - (272.339) (36.249)
Svalutazioni (1.876) - (129) 74 24 - (1.907) -
Risultato operativo 163.485 517.573 127.782 176.545 16.730 (212) 1.001.903 408.908
Risultati delle partecipazioni a patrimonio netto 145.317 (99) 1.776 167 (30) - 147.131 -
Investimenti in attività immateriali e materiali 56.850 210.817 72.892 103.159 4.695 - 448.413 84.837
Investimenti in partecipazioni 758 - 16.229 - 202.796 - 219.783 -

*) dati includono i primi 9 mesi delle società ucraine **) dati si riferiscono al quarto trimestre 2024


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I ricavi da clienti terzi derivano dalla vendita di cemento oppure calcestruzzo preconfezionato e aggregati naturali; sono così ripartiti:

2025

(migliaia di euro) Italia USA Europa Centrale Europa Orientale Brasile Emirati Arabi Uniti* Totale Messico 100%
Cemento 424.245 1.296.591 565.001 502.694 363.038 85.461 3.237.030 859.930
Calcestruzzo e aggregati 354.883 309.193 402.287 215.386 - - 1.281.749 80.472
4.518.779 940.402

*) dati includono i mesi da maggio a dicembre

2024

(migliaia di euro) Italia USA Europa Centrale Europa Orientale* Brasile** Totale Brasile 100%
Cemento 478.441 1.380.022 545.835 546.284 85.818 3.036.400 899.759
Calcestruzzo e aggregati 327.450 346.818 401.198 201.171 - 1.276.637 98.521
4.313.037 998.280

*) dati includono i primi 9 mesi delle società ucraine **) dati si riferiscono al quarto trimestre 2024

Il gruppo è domiciliato in Italia. I ricavi netti da clienti terzi realizzati in Italia ammontano a 741.199 migliaia di euro (749.649 migliaia di euro nel 2024) e il totale dei ricavi netti da clienti terzi realizzati nei paesi esteri è 3.777.580 migliaia di euro (3.563.388 migliaia di euro nel 2024).

Il totale delle attività non correnti, diverse da strumenti finanziari, attività fiscali differite e attività per piani a benefici definiti (non ci sono diritti derivanti da contratti assicurativi), situate in Italia è 1.272.854 migliaia di euro (1.191.398 migliaia di euro nel 2024), mentre il totale di tali attività non correnti situate nei paesi esteri è 4.308.306 migliaia di euro (4.249.518 migliaia di euro nel 2024).

Circa il grado di dipendenza dai principali clienti, si segnala che non esistono clienti nei confronti dei quali siano realizzati ricavi pari o superiori al 10% del fatturato consolidato Buzzi.


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7. RICAVI NETTI

I ricavi da contratti con clienti derivano da beni trasferiti in un determinato momento e da prestazioni di servizi, la cui ripartizione per mercati viene illustrata di seguito:

(migliaia di euro) 2025
Cemento e clinker Calcestruzzo e aggregati naturali Totale
Italia 424.245 354.883 779.128
Stati Uniti d'America 1.296.591 309.193 1.605.784
Germania 455.896 317.306 773.202
Lussemburgo e Paesi Bassi 109.105 84.981 194.086
Polonia 133.960 62.028 195.988
Repubblica Ceca e Slovacchia 65.588 153.358 218.946
Brasile 363.038 - 363.038
Emirati Arabi Uniti 85.461 - 85.461
Russia 303.146 - 303.146
3.237.030 1.281.749 4.518.779
(migliaia di euro) 2024
--- --- --- ---
Cemento e clinker Calcestruzzo e aggregati naturali Totale
Italia 478.441 327.450 805.891
Stati Uniti d'America 1.380.022 346.818 1.726.840
Germania 445.111 320.416 765.527
Lussemburgo e Paesi Bassi 100.724 80.782 181.506
Polonia 114.502 59.213 173.715
Repubblica Ceca e Slovacchia 69.052 139.356 208.408
Brasile 85.818 - 85.818
Ucraina 68.719 2.602 71.321
Russia 294.011 - 294.011
3.036.400 1.276.637 4.313.037

L'incremento del 4,8% rispetto al 2024 è dovuto alla positiva congiuntura dei mercati per 0,5% e alle modifiche avvenute nell'area di consolidamento per 5,4%, compensati dalle variazioni sfavorevoli nei tassi di cambio per 1,1%.

Riguardo al settore cemento l'impegno economico verso il gruppo sorge al momento della consegna del materiale e il pagamento è dovuto entro 20-150 giorni dalla consegna; la stessa regola si applica al settore calcestruzzo preconfezionato. Tuttavia, nel settore cemento alcuni contratti forniscono ai clienti il diritto a un premio qualora siano raggiunti determinati volumi.


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8. ALTRI RICAVI OPERATIVI

La voce accoglie i proventi derivanti dalla gestione sia ordinaria sia non ricorrente, non attribuibili ad attività di vendita di beni e prestazioni di servizi caratteristici.

(migliaia di euro) 2025 2024
Recuperi spese 9.345 8.828
Risarcimento danni 3.645 3.301
Affitti attivi 8.605 7.536
Plusvalenze su alienazione immobili, impianti e macchinari 7.370 9.504
Proventi da attività accessorie 8.185 12.031
Altri 14.658 12.895
51.808 54.095

La riga risarcimento danni si riferisce principalmente a rimborsi assicurativi per danni In Italia (1.641 migliaia di euro) e in Germania (1.379 migliaia di euro).

La riga plusvalenze su alienazione immobili, impianti e macchinari comprende importi relativi alle cessioni di alcuni terreni, fabbricati e altri cespiti minori situati principalmente in Italia, Germania e USA.

La riga proventi da attività accessorie include, tra le altre cose, i proventi derivanti dalla concessione di alcuni sili per l'immagazzinamento delle ceneri volanti in Stati Uniti per 2.315 migliaia di euro.

9. MATERIE PRIME, SUSSIDIARIE E DI CONSUMO

(migliaia di euro) 2025 2024
Materie prime, materiali ausiliari e di consumo 936.382 849.167
Prodotti finiti e merci 54.709 64.156
Energia elettrica 314.726 312.281
Combustibili 258.732 243.119
Diritti di emissione 3.284 -
Altri beni 37.476 35.440
1.605.309 1.504.163

L'incremento della voce è riferibile principalmente alle variazioni nell'area di consolidamento per 175.270 migliaia di euro.

La riga materie prime, materiali ausiliari e di consumo include 257.146 migliaia di euro per materiali di consumo ausiliari al processo produttivo.

La riga diritti di emissione comprende gli accantonamenti a copertura del deficit di quote $\mathrm{CO}{2}$, valutato in base al principio della competenza temporale. Anche nel 2025 la contrazione dei volumi di vendita ha consentito al gruppo di coprire interamente le proprie emissioni di $\mathrm{CO}{2}$ con i diritti assegnati gratuitamente. Fa eccezione la Polonia dove, a fronte di un deficit di diritti, si è reso necessario rilevare un accantonamento pari a 3.284 migliaia di euro.


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10. SERVIZI

(migliaia di euro) 2025 2024
Trasporti 574.314 526.886
Manutenzioni e prestazioni di terzi 183.406 176.036
Assicurazioni 17.553 16.456
Legali e consulenze professionali 25.587 20.489
Godimento beni di terzi 19.215 15.729
Spese viaggio 8.706 7.521
Altri 157.941 142.123
986.722 905.240

Gli incrementi dei costi per trasporti, manutenzioni e altri, sono in larga parte riconducibili alle variazioni nell'area di consolidamento.

Le spese legali e consulenze professionali includono 6.956 migliaia di euro riferiti ai costi direttamente attribuibili all'aggregazione aziendale Gulf Cement Company.

La riga godimento beni di terzi comprende i canoni di leasing riferiti all'esenzione dall'applicazione del principio IFRS 16, ovvero contratti a breve termine per 8.240 migliaia di euro e cespiti di modico valore per 1.253 migliaia di euro. La riga comprende inoltre affitti dei terreni di cava e altri canoni di locazione per 9.634 migliaia di euro, che sono al di fuori dell'ambito di applicazione del principio IFRS 16.

11. COSTI DEL PERSONALE

(migliaia di euro) 2025 2024
Salari e stipendi 497.948 466.160
Oneri sociali e per piani a contributi definiti 155.860 142.529
Trattamento fine rapporto e oneri per piani a benefici definiti 6.756 9.397
Altri benefici a lungo termine 443 889
Altri 3.285 4.319
664.292 623.294

L'incremento della voce è principalmente riferibile alla variazione dell'area di consolidamento, in particolare al contributo per l'intero esercizio delle attività in Brasile e all'acquisto di Gulf Cement Company (Emirati Arabi Uniti), al netto della vendita delle società ucraine.

Il numero medio dei dipendenti è il seguente:

(numero) 2025 2024
Impiegati e dirigenti 4.073 3.883
Operai e intermedi 6.271 6.001
10.344 9.884

L'apporto dovuto alla variazione del perimetro di consolidamento corrisponde a 363 unità.


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12. ALTRI COSTI OPERATIVI

Possono derivare dalla gestione sia ordinaria sia non ricorrente e si compongono come segue:

(migliaia di euro) 2025 2024
Svalutazione crediti 7.399 1.659
Accantonamenti per rischi e oneri 11.616 7.375
Contributi associativi 6.455 6.950
Imposte indirette e tasse 32.370 38.338
Minusvalenze su alienazione immobili, impianti e macchinari 1.367 1.866
Altri 22.185 14.562
81.392 70.750

La svalutazione crediti è al netto dei rilasci dal relativo fondo per 496 migliaia di euro (1.272 migliaia di euro nel 2024) e riguarda principalmente perdite sopportate in Stati Uniti, Russia e Italia.

La riga imposte indirette e tasse si riduce per effetto del rilascio di alcuni accantonamenti, in seguito di accordi transattivi in Italia su contenziosi ICI/IMU, per 9.084 migliaia euro (nota 48).

Gli accantonamenti per rischi e oneri includono 1.517 migliaia di euro riferiti al ripristino cave (2.904 migliaia nel 2024).

13. AMMORTAMENTI E SVALUTAZIONI

(migliaia di euro) 2025 2024
Attività immateriali 15.816 7.571
Attività in diritto d'uso 28.980 23.315
Immobili, impianti e macchinari 285.648 241.453
Svalutazioni delle attività non correnti 8.023 1.907
338.467 274.246

Le righe Attività immateriali e Immobili, impianti e macchinari includono 22.362 migliaia di euro riferiti agli ammortamenti dei plusvalori iscritti in sede di allocazione del prezzo pagato per l'acquisizione di Nacional Cimentos Participações SA nel 2024.

La riga Immobili, impianti e macchinari comprende, inoltre, gli ammortamenti dei plusvalori emersi dall'aggregazione aziendale Gulf Cement Company per 2.454 migliaia di euro.

La riga svalutazioni comprende 5.735 migliaia di euro riferiti a fabbricati e impianti in Brasile, in seguito alla chiusura del centro di macinazione di Santa Luzia (MG).

Nell'esercizio precedente comprendeva 1.850 migliaia di euro riferiti a terreni, fabbricati e impianti in Italia, in particolare degli stabilimenti inattivi di Sorbolo e Manfredonia e dei terreni siti nel comune di San Vincenzo.


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14. RISULTATI DELLE SOCIETÀ COLLEGATE E A CONTROLLO CONGIUNTO VALUTATE AL PATRIMONIO NETTO

La voce comprende la quota di risultato delle partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto e le eventuali svalutazioni, illustrate nel dettaglio qui di seguito.

(migliaia di euro) 2025 2024
Collegate
Société des Ciments de Hadjar Soud EPE SpA 585 2.342
Société des Ciments de Sour El Ghozlane EPE SpA 1.896 2.919
Laterlite SpA 7.457 5.452
Alpacem Cement dd 7.547 6.735
Alpacem Zement Austria GmbH 2.361 -
Altre collegate 2.265 2.440
22.111 19.888
Joint venture
Corporación Moctezuma, SAB de CV 100.230 113.537
Nacional Cimentos Participações SA - 10.207
Cementi Moccia SpA 3.180 3.655
Altre a controllo congiunto 79 (156)
103.489 127.243
125.600 147.131

I dati della società Nacional Cimentos Participações SA si riferiscono ai primi nove mesi del 2024.

15. PLUSVALENZE (MINUSVALENZE) DA REALIZZO PARTECIPAZIONI

Nell'esercizio precedente la voce accoglieva gli effetti della cessione delle partecipazioni nelle società ucraine e la plusvalenza derivante dalla cessione della partecipazione nella controllata Beton Du Ried Sas per 3.976 migliaia di euro.


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16. PROVENTI E ONERI FINANZIARI

(migliaia di euro) 2025 2024
Proventi finanziari
Interessi attivi su liquidità 79.158 80.747
Interessi attivi su attività al servizio benefici per i dipendenti 10.561 10.911
Utile da acquisizione 44.369 -
Adeguamento al valore equo della partecipazione precedentemente detenuta in Nacional Cimentos Participações SA - 126.874
Differenze attive di cambio 101.096 24.472
Dividendi da partecipazioni 142 129
Altri proventi 3.456 6.109
238.782 249.242
Oneri finanziari
Interessi passivi su debiti verso banche (18.253) (24.247)
Interessi passivi su benefici per i dipendenti (19.566) (20.953)
Interessi passivi su debiti per locazioni (3.732) (2.706)
Effetto attualizzazione passività (326) (976)
Differenze passive di cambio (26.053) (103.733)
Altri oneri (17.407) (21.742)
(85.337) (174.357)
Proventi (oneri) finanziari netti 153.445 74.885

Il forte incremento dei proventi finanziari netti rispetto al periodo precedente deriva principalmente dalle voci senza manifestazione monetaria, in particolare il saldo netto positivo delle differenze cambio principalmente su finanziamenti in dollari, e, in misura minore, dall'iscrizione dell'utile generatosi dal primo consolidamento integrale di Gulf Cement Company (nota 50), al netto del venir meno dell'opzione per l'acquisto del residuo 50% di Nacional Cimentos Participações SA.


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17. IMPOSTE SUL REDDITO

(migliaia di euro) 2025 2024
Imposte correnti 226.583 225.628
Imposte differite 24.216 (63.241)
Imposte relative a esercizi precedenti 2.509 (11.650)
253.308 150.737

Le imposte differite comprendono principalmente passività per 43.789 migliaia di euro a fronte di utilizzi per perdite pregresse e interessi passivi netti riportabili, compensate da attività per 34.852 migliaia di euro, iscritte in Italia, sulla base delle valutazioni circa la futura recuperabilità delle perdite pregresse.

Le imposte relative a esercizi precedenti includono i proventi o gli oneri derivanti dalla definizione, o probabile definizione, con l'amministrazione fiscale, dei rilievi emersi in sede di verifica e dalla revisione o integrazione delle dichiarazioni fiscali riferite a periodi precedenti.

Il gruppo rientra nell'ambito di applicazione della normativa sull'imposta minima globale introdotta dal D.Lgs. 27 dicembre 2023, n. 209 (Pillar II). Sulla base delle analisi effettuate non si stimano effetti materiali derivanti dall'applicazione della disciplina. Il Gruppo applica l'eccezione prevista dal paragrafo 4A dello IAS 12 relativa alla rilevazione delle imposte differite connesse alla normativa Pillar II.


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La riconciliazione tra le imposte iscritte in bilancio e l'onere fiscale teorico, determinato sulla base delle aliquote fiscali vigenti in Italia, è la seguente:

(migliaia di euro) 2025 2024
Utile prima delle imposte 1.177.370 1.093.209
Aliquota imposta sul reddito italiana (IRES) 24,00% 24,00%
Imposte sul reddito teoriche 282.569 262.370
Effetto fiscale delle differenze permanenti (50.195) (68.972)
Imposte relative a esercizi precedenti 2.509 (11.650)
Effetto derivante da aliquote fiscali estere diverse da quelle italiane 14.690 (12.715)
Effetto variazione aliquota su imposte differite 5.595 (4.338)
Rettifiche apportate alle imposte differite (23.294) (44.764)
Ritenute alla fonte su dividendi e interessi 23.869 12.511
Imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) 7.546 8.292
Altre variazioni (9.981) 10.003
Imposte sul reddito iscritte in bilancio 253.308 150.737

La maggior fiscalità del 2025, pari al 21,5% del reddito ante imposte (13,8% nel 2024) è influenzata soprattutto dai movimenti delle imposte differite, come sopra illustrato.


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18. UTILE PER AZIONE

Base

L'utile per azione base è calcolato dividendo il risultato netto attribuibile agli azionisti della società per la media ponderata delle azioni in circolazione durante l'anno, escluse le azioni proprie.

2025 2024
Utile netto attribuibile agli azionisti della società migliaia di euro 921.313 942.316
Numero medio ponderato delle azioni 181.026.321 183.319.589
Utile per azione euro 5,089 5,140

Diluito

Il calcolo dell'utile per azione diluito si effettua ipotizzando la conversione di tutte le potenziali azioni con effetto diluitivo e modificando di conseguenza la media ponderata delle azioni in circolazione. Alla data di bilancio non esistono in circolazione strumenti di capitale diluitivi e pertanto l'utile base e quello diluito coincidono.


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19. AVVIAMENTO E ALTRE ATTIVITÀ IMMATERIALI

(migliaia di euro) Avviamento Altre attività immateriali
Brevetti industriali, licenze e altri diritti simili Attività in corso e acconti Altro Totale
Al 1 gennaio 2024
Costo storico 760.913 68.529 170 31.978 100.677
Fondo ammortamento e svalutazioni (252.077) (39.255) - (9.532) (48.787)
Valore netto 508.836 29.274 170 22.446 51.890
Esercizio 2024
Valore netto di apertura 508.836 29.274 170 22.446 51.890
Differenze di conversione (21.475) (5.263) (259) (3.403) (8.925)
Incrementi 639 1.481 541 - 2.022
Variazione area di consolidamento 384.815 33.369 4.087 57.077 94.533
Cessioni e altro - (5) (4) - (9)
Ammortamenti - (2.602) - (4.969) (7.571)
Svalutazioni (26) - - - -
Riclassifiche - 306 (105) - 201
Valore netto di chiusura 872.789 56.560 4.430 71.151 132.141
Al 31 dicembre 2024
Costo storico 1.124.967 102.548 4.430 85.547 192.525
Fondo ammortamento e svalutazioni (252.178) (45.988) - (14.396) (60.384)
Valore netto 872.789 56.560 4.430 71.151 132.141
Esercizio 2025
Valore netto di apertura 872.789 56.560 4.430 71.151 132.141
Differenze di conversione (4.529) 3.959 (23) 132 4.068
Incrementi 700 1.084 1.294 - 2.378
Ammortamenti - (3.207) - (12.609) (15.816)
Svalutazioni - (58) (1) - (59)
Riclassifiche - 831 (465) - 366
Valore netto di chiusura 868.960 59.169 5.235 58.674 123.078
Al 31 dicembre 2025
Costo storico 1.230.005 111.862 5.235 85.455 202.552
Fondo ammortamento e svalutazioni (361.045) (52.693) - (26.781) (79.474)
Valore netto 868.960 59.169 5.235 58.674 123.078

Al 31 dicembre 2025, la colonna brevetti industriali, licenze e altri diritti simili comprende licenze industriali (20.133 migliaia di euro), licenze per software applicativi utilizzati per l'automazione di impianti e d'ufficio (3.233 migliaia di euro), concessioni di escavazione (30.334 migliaia di euro), diritti di brevetto industriale (5.469 migliaia di euro).


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La colonna altro comprende le liste clienti relative alle aggregazioni aziendali avvenute in Italia e Brasile per rispettivamente 17.899 e 39.616 migliaia di euro.

L'incremento dell'avviamento deriva dall'acquisto di un impianto di calcestruzzo in Germania (nota 50).

Le differenze di conversione relative all'avviamento si riferiscono alla CGU Stati Uniti (impatto sfavorevole per 4.000 migliaia di euro), CGU Brasile (impatto sfavorevole per 622 migliaia di euro) e alla CGU Polonia (impatto favorevole per 93 migliaia di euro).

Avviamento e impairment test

L'avviamento al 31 dicembre 2025 ammonta a 868.960 migliaia di euro e la sua composizione è di seguito illustrata:

(migliaia di euro) 2025 2024
Italia 76.753 76.753
Stati Uniti d'America 37.736 41.736
Germania 130.695 129.995
Lussemburgo 69.104 69.104
Polonia 88.210 88.117
Repubblica Ceca/Slovacchia 105.944 105.944
Brasile 360.518 361.140
868.960 872.789

Al fine della verifica per riduzione di valore (impairment), le unità, o i gruppi di unità, generatrici di flussi finanziari (di seguito "CGU") alle quali è stato imputato l'avviamento, sono coerenti con la visione strategica dell'impresa che hanno gli amministratori e sono state identificate sulla base dei paesi in cui il gruppo opera, considerando in modo unitario i risultati del settore cemento e del settore calcestruzzo, giacché le due attività, integrate verticalmente tra di loro, sono strettamente interdipendenti.

Tutte le CGU individuate corrispondono ai mercati di presenza, ovvero Italia, Stati Uniti d'America, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Repubblica Ceca e Slovacchia, Polonia, Brasile, Russia; a seguito dell'acquisizione di Gulf Cement Company PSC (nota 50), dal 2025 è stato incluso anche il mercato degli Emirati Arabi Uniti.

Il valore recuperabile delle CGU, a cui sono stati attribuiti l'avviamento e le attività immateriali con vita utile indefinita, è verificato attraverso la determinazione del valore d'uso col metodo del valore attuale dei flussi finanziari attesi, utilizzando un tasso che riflette i rischi specifici delle singole unità alla data di valutazione, in base alla procedura di impairment test approvata in via autonoma e anticipata rispetto all'approvazione del bilancio.


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Le ipotesi chiave utilizzate per il calcolo riguardano principalmente:

Stima dei flussi

La stima dei flussi finanziari per ogni singola CGU è basata sui piani a cinque anni approvati dal Consiglio di Amministrazione. L'approccio del management nella determinazione dei piani è fondato su presupposti ragionevoli e sostenibili, nel rispetto della coerenza tra i flussi storici, quelli prospettici e delle fonti esterne d'informazione. Il flusso utilizzato è al netto delle relative imposte teoriche e delle variazioni patrimoniali (capitale circolante e investimenti).

Le stime del management sono basate sull'esperienza ma, in coerenza con le ipotesi dei vari operatori di settore, nell'identificare l'evoluzione dello scenario attuale, hanno considerato le incertezze legate alle variabili di mercato, le prospettive derivanti dalle politiche nazionali di investimento inserite nel piano europeo cosiddetto Recovery Fund, nonché gli impatti del cambiamento climatico e gli sforzi da mettere in atto per raggiungere gradualmente l'obiettivo della neutralità carbonica (per maggiori dettagli si rimanda al paragrafo "Impatto del cambiamento climatico", nota 4).

Le ipotesi del gruppo per i flussi di cassa futuri includono anche una stima delle spese da sostenere per l'acquisto di quote di emissioni $\mathrm{CO}_{2}$, il cui costo è basato sulle informazioni al momento disponibili, e degli sforzi per attenuare o compensare tali costi nel breve-medio termine.

Gli obiettivi di lungo periodo dipendono invece da diversi fattori esogeni, difficilmente controllabili o prevedibili, che potranno richiedere investimenti significativi, l'entità dei quali, al momento, non è ancora ipotizzabile. Pertanto, data l'oggettiva difficoltà di stima, tali investimenti non sono stati inclusi nelle ipotesi per i flussi di cassa futuri delle diverse CGU. Il complesso delle valutazioni effettuate ha determinato la decisione di utilizzare lo scenario più probabile, lasciando le opportune considerazioni sui possibili scenari alternativi alle specifiche analisi di sensitività.

Valore terminale

Il valore terminale viene calcolato assumendo che, al termine dell'orizzonte temporale espresso, la CGU produca un flusso costante (perpetuo). Il gruppo ha utilizzato come tasso annuo di crescita perpetua (g) l'inflazione attesa, ritenuta rappresentativa della crescita a lungo termine prevista nei Paesi di presenza. L'evoluzione dei settori cemento e calcestruzzo, in particolare, è correlata ai consumi medi pro-capite, alla crescita demografica e al PIL del Paese di riferimento (o nel quale il bene è utilizzato); tali parametri sono riflessi nel fattore "g", fissato per ogni nazione come segue:

(in %) ITA USA GER LUX NLD POL CZE BRA UAE RUS
g
31 dicembre 2025 2,00% 2,19% 2,18% 2,00% 2,00% 2,50% 2,00% 2,93% 2,00% 4,00%
31 dicembre 2024 2,00% 2,14% 2,00% 1,90% 2,00% 2,50% 2,00% 2,97% n.a. 4,00%

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Tasso di attualizzazione

Il tasso di attualizzazione (WACC) rappresenta il rendimento atteso dai finanziatori della società e dai soci per impiegare i propri capitali nell'azienda; esso è calcolato come media ponderata tra il costo del capitale di rischio e il costo del debito, tenendo conto del rischio specifico Paese. I tassi applicati alle principali CGU, al netto dell'effetto fiscale, sono i seguenti:

(in %) ITA USA GER LUX NLD POL CZE BRA UAE RUS
WACC
31 dicembre 2025 9,37% 8,97% 7,00% 7,04% 7,06% 8,18% 7,84% 11,54% 9,24% 10,74%
31 dicembre 2024 10,02% 9,04% 7,22% 7,28% 7,31% 8,50% 8,13% 11,87% n.a. 23,13%

Ove presenti, la valutazione ha tenuto conto anche del valore equo delle cave di proprietà non ancora utilizzate.

Dal confronto tra il valore recuperabile così ottenuto e il valore contabile delle varie CGU, non sono emerse indicazioni che gli avviamenti possano avere subito una perdita di valore.

Un'analisi di sensitività è stata condotta sui valori recuperabili delle varie CGU, al fine di verificare gli effetti di eventuali cambiamenti, ragionevolmente possibili, nelle principali ipotesi. In particolare, si è ragionato su variazioni nel costo del denaro (e conseguentemente del tasso di attualizzazione WACC) e del flusso di cassa operativo netto. Si può in generale affermare che da un incremento del tasso di attualizzazione di 100 punti base, oppure da una riduzione dei flussi di cassa del 10%, non risulterebbe un'eccedenza dei valori contabili delle CGU rispetto al loro valore recuperabile.


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  1. ATTIVITÀ IN DIRITTO D'USO E DEBITI PER LOCAZIONI
(migliaia di euro) Terreni e fabbricati Impianti e macchinari Attrezzature industriali e commerciali Altro Totale
Al 1 gennaio 2024
Costo storico 43.319 10.792 91.499 22.840 168.450
Fondo ammortamento e svalutazioni (19.617) (5.549) (55.707) (13.115) (93.988)
Valore netto 23.702 5.243 35.792 9.725 74.462
Esercizio 2024
Valore netto di apertura 23.702 5.243 35.792 9.725 74.462
Differenze di conversione (65) (39) 1.991 134 2.021
Incrementi e altro 7.011 1.317 6.259 6.021 20.608
Variazione area di consolidamento 1.012 - 1.508 48 2.568
Estinzioni (548) (1.234) - (293) (2.075)
Ammortamenti (5.261) (1.352) (11.220) (5.482) (23.315)
Riclassifiche 17 (28) - 60 49
Valore netto di chiusura 25.868 3.907 34.330 10.213 74.318
Al 31 dicembre 2024
Costo storico 49.246 9.765 106.008 22.598 187.617
Fondo ammortamento e svalutazioni (23.378) (5.858) (71.678) (12.385) (113.299)
Valore netto 25.868 3.907 34.330 10.213 74.318
Esercizio 2025
Valore netto di apertura 25.868 3.907 34.330 10.213 74.318
Differenze di conversione (68) 139 (3.920) (268) (4.117)
Incrementi e altro 10.348 5.135 27.303 5.779 48.565
Variazione area di consolidamento - - - 514 514
Estinzioni (801) (593) (44) 281 (1.157)
Ammortamenti (7.416) (1.364) (14.365) (5.835) (28.980)
Riclassifiche 44 3 - (47) -
Valore netto di chiusura 27.975 7.227 43.304 10.637 89.143
Al 31 dicembre 2025
Costo storico 57.228 12.895 118.433 25.252 213.808
Fondo ammortamento e svalutazioni (29.253) (5.668) (75.129) (14.615) (124.665)
Valore netto 27.975 7.227 43.304 10.637 89.143

I debiti per locazioni iscritti tra le passività al 31 dicembre 2025 ammontano a 90.970 migliaia di euro. Durante l'esercizio 2025, l'effetto finanziario dovuto alla revisione dei termini dei leasing, principalmente per opzioni di proroga e di risoluzione, è stato una riduzione dei debiti per locazioni e delle attività in diritto d'uso pari a 473 migliaia di euro.


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Lo scadenziario che segue suddivide il valore attuale dei debiti per locazioni alla data di bilancio:

(migliaia di euro) 2025 2024
Entro 6 mesi 14.648 12.003
Tra 6 e 12 mesi 12.609 9.592
Tra 1 e 5 anni 51.588 43.559
Oltre 5 anni 12.125 11.648
90.970 76.802

Di seguito il dettaglio dei flussi finanziari in uscita per i leasing:

(migliaia di euro) 2025 2024
Leasing a breve termine, modesto valore e componenti variabili 9.581 5.980
Quota interessi 3.732 2.706
Quota capitale 28.015 23.025
41.328 31.711

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  1. IMMOBILI, IMPIANTI E MACCHINARI
(migliaia di euro) Terreni e fabbricati Impianti e macchinari Attrezzature industriali e commerciali Immobilizzazioni in corso e acconti Altro Totale
Al 1 gennaio 2024
Costo storico 3.015.257 5.022.448 486.046 228.630 157.858 8.910.239
Fondo ammortamento e svalutazioni (1.285.308) (4.012.290) (340.476) (6.609) (115.018) (5.759.701)
Valore netto 1.729.949 1.010.158 145.570 222.021 42.840 3.150.538
Esercizio 2024
Valore netto di apertura 1.729.949 1.010.158 145.570 222.021 42.840 3.150.538
Differenze di conversione 72.088 6.311 (5.329) (3.077) 1.997 71.990
Incrementi 57.964 103.982 62.466 229.689 4.228 458.329
Differenze di conversione 154.925 134.876 3.608 78.617 1.308 373.334
Cessioni e altro (1.477) (1.540) (796) (771) (377) (4.961)
Ammortamenti (45.647) (152.085) (32.673) - (11.048) (241.453)
Svalutazioni (1.739) (128) (3) - - (1.870)
Riclassifiche 23.960 94.005 10.299 (141.277) 13.125 112
Valore netto di chiusura 1.990.023 1.195.579 183.142 385.202 52.073 3.806.019
Al 31 dicembre 2024
Costo storico 3.393.914 5.533.075 540.591 391.690 181.449 10.040.719
Fondo ammortamento e svalutazioni (1.403.891) (4.337.496) (357.449) (6.488) (129.376) (6.234.700)
Valore netto 1.990.023 1.195.579 183.142 385.202 52.073 3.806.019
Esercizio 2025
Valore netto di apertura 1.990.023 1.195.579 183.142 385.202 52.073 3.806.019
Differenze di conversione (162.182) (39.792) 1.545 (9.618) (4.717) (214.764)
Incrementi 21.438 103.553 64.362 245.543 5.499 440.395
Variazione area di consolidamento 5.568 81.834 66.110 781 568 154.861
Cessioni e altro (4.581) (940) (1.257) (503) (400) (7.681)
Ammortamenti (52.337) (175.977) (45.095) - (12.239) (285.648)
Svalutazioni (1.615) (2.420) (17) (3.065) (14) (7.131)
Riclassifiche 48.695 91.800 9.613 (179.493) 17.390 (11.995)
Valore netto di chiusura 1.845.009 1.253.637 278.403 438.847 58.160 3.874.056
Al 31 dicembre 2025
Costo storico 3.263.900 5.779.891 780.551 438.939 188.873 10.452.154
Fondo ammortamento e svalutazioni (1.418.891) (4.526.254) (502.148) (92) (130.713) (6.578.098)
Valore netto 1.845.009 1.253.637 278.403 438.847 58.160 3.874.056

Gli investimenti dell'esercizio 2025 ammontano a 440.395 migliaia di euro e sono riassunti nella relazione sulla gestione, a cui si rimanda. Nel rendiconto finanziario e nella relazione sulla gestione sono indicati secondo il criterio del pagamento effettivo (421.565 migliaia di euro).


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Le differenze di conversione, negative per 214.764 migliaia di euro, riflettono essenzialmente il rafforzamento dell'euro rispetto al dollaro, che ha compensato l'indebolimento dei cambi rublo/euro e real/euro.

La variazione area di consolidamento si riferisce ai cespiti e alle allocazioni derivanti dall'aggregazione aziendale Gulf Cement Company, avvenuta nel primo semestre 2025 (nota 50).

Nel corso del 2006 Buzzi Unicem Usa ha stipulato una serie di accordi con la Contea di Jefferson in Missouri, riguardanti lo stabilimento di Selma, nell'ambito di un contratto di sale and lease-back. La nostra controllata è responsabile della gestione e della manutenzione dei beni in leasing e ha l'opzione di riscattare la proprietà per $1 al termine del contratto. Nel caso in cui l'opzione d'acquisto non venisse esercitata, Buzzi Unicem Usa dovrà pagare il 125% delle tasse dovute. L'accordo, così strutturato, consente l'abbattimento del 60% delle tasse sulla proprietà per circa 15 anni.

Nel corso del 2015 Buzzi Unicem Usa ha stipulato una serie di accordi analoghi a quelli sopra descritti con la Contea di Bel Aire in Kansas, riguardanti un terminale di distribuzione nella città di Wichita.


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22. INVESTIMENTI IMMOBILIARI

Sono contabilizzati al costo e ammontano a 14.722 migliaia di euro, con un decremento di 2.119 migliaia di euro rispetto all'esercizio precedente.

Il valore equo al 31 dicembre 2025, sulla base di valutazioni interne ed esterne indipendenti, è pari a 17.888 migliaia di euro (20.823 migliaia nel 2024) ed è classificabile come livello 2, in quanto si basa su dati osservabili. La determinazione del valore di mercato effettuata con valutazioni interne ed esterne è avvenuta utilizzando stime comparative basate su recenti transazioni di immobili analoghi, ove disponibili, e confrontando le stesse con informazioni provenienti dagli operatori immobiliari attivi nella zona d'interesse e con altre banche dati pubbliche.

(migliaia di euro) 2025 2024
Al 1 gennaio
Costo storico 19.827 20.215
Fondo ammortamento e svalutazioni (2.986) (2.691)
Valore netto 16.841 17.524
Differenze di conversione (163) 66
Incrementi - 4
Variazione area di consolidamento 1.913 -
Cessioni e altro (2.005) (716)
Svalutazioni - (37)
Riclassifiche (1.864) -
Al 31 dicembre 14.722 16.841
Costo storico 17.067 19.827
Fondo ammortamento e svalutazioni (2.345) (2.986)
Valore netto 14.722 16.841

La variazione area di consolidamento si riferisce a un terreno della controllata Gulf Cement Company a Ras Al Khaimah (Emirati Arabi Uniti), successivamente riclassificato tra le immobilizzazioni materiali a seguito del cambio di destinazione d'uso.

La riga cessioni e altro include principalmente alcuni terreni ubicati in Emilia-Romagna e Toscana per i quali sono stati sottoscritti degli accordi di cessione.


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23. PARTECIPAZIONI IN SOCIETÀ COLLEGATE E A CONTROLLO CONGIUNTO

Gli importi iscritti nello stato patrimoniale sono analizzati nel dettaglio che segue:

(migliaia di euro) 2025 2024
Collegate
Société des Ciments de Hadjar Soud EPE SpA 41.143 44.455
Société des Ciments de Sour El Ghozlane EPE SpA 37.596 39.755
Laterlite SpA 43.826 38.394
Alpacem Cement dd 46.420 43.862
Alpacem Zement Austria GmbH 42.361 -
Altre collegate 42.712 38.968
254.058 205.434
Joint venture
Corporación Moctezuma, SAB de CV 266.232 246.412
Cementi Moccia SpA 14.674 11.493
Altre a controllo congiunto 3.946 4.277
284.852 262.182
538.910 467.616

Sull'incremento netto di 71.294 migliaia di euro hanno influito: in aumento, il risultato netto pro-quota delle partecipate per 125.600 migliaia di euro e, in diminuzione, l'eliminazione dei dividendi ricevuti per 89.766 migliaia di euro e le differenze di conversione per 1.563 migliaia di euro.

L'incremento residuo deriva dalla sottoscrizione di una quota del 25% nel capitale di Alpacem Zement Austria GmbH, nell'ambito dell'operazione di cessione dello stabilimento di Fanna, perfezionata a fine gennaio.

L'analisi degli indicatori di perdite di valore, effettuata in conformità con quanto previsto da IAS 28, non ha evidenziato eventi o circostanze che indichino una riduzione del valore recuperabile delle partecipazioni al di sotto del loro valore contabile, ad eccezione delle partecipazioni in Société des Ciments de Hadjar Soud EPE SpA e Société des Ciments de Sour El Ghozlane EPE SpA.

Nel determinare il valore d'uso la società ha stimato la quota attualizzata dei flussi finanziari futuri con le stesse modalità descritte in nota 19.

Valore terminale

Il valore terminale viene calcolato assumendo che, al termine dell'orizzonte temporale espresso, la partecipazione produca un flusso costante (perpetuo). Il gruppo ha utilizzato come tasso annuo di crescita perpetua (g) l'inflazione attesa, ritenuta rappresentativa della crescita a lungo termine. Per il 2025 il tasso annuo di crescita in Algeria è pari a 3,30% (nel 2024 4,43%).

Tasso di attualizzazione

Il tasso di attualizzazione (WACC) rappresenta il rendimento atteso dai finanziatori della società e dai soci per impiegare i propri capitali nell'azienda; esso è calcolato come media ponderata tra il costo del capitale di rischio e il costo del debito, tenendo conto del rischio specifico Paese. Il tasso applicato alle partecipazioni algerine, al netto dell'effetto fiscale, è pari a 12,55% (nel 2024 11,07%).


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Dal confronto tra il valore recuperabile così ottenuto e il valore contabile, non sono emerse indicazioni che tali attività possano aver subito una perdita di valore.

Inoltre, è stata condotta un'analisi di sensitività sul valore recuperabile al fine di verificare gli effetti di eventuali cambiamenti, ragionevolmente possibili, nelle principali ipotesi. In particolare, si è ragionato su variazioni nel costo del denaro (e conseguentemente del tasso di attualizzazione WACC) e del flusso di cassa operativo netto.

Si può in generale affermare che solo con una riduzione dei flussi di cassa di una certa entità o con un incremento del tasso di attualizzazione di alcuni punti percentuali, il valore recuperabile risulterebbe inferiore al valore contabile alla data di bilancio.

23.1 Imprese a controllo congiunto

Di seguito è riportata la joint venture che, secondo gli amministratori, alla data di bilancio è significativa per il gruppo:

Nome della società Sede operativa/sede legale % di partecipazione Valore di carico Metodo di valutazione
Corporación Moctezuma, SAB de CV Messico 33,0 266.232 patrimonio netto

Corporación Moctezuma, SAB de CV ha un capitale sociale costituito solo da azioni ordinarie, al quale la società partecipa indirettamente. Corporación Moctezuma è la holding di un gruppo che produce e vende cemento, calcestruzzo preconfezionato e aggregati naturali. Si tratta di una partecipazione strategica per il gruppo, le cui attività operative sono situate in Messico.

Al 31 dicembre 2025, il valore equo della nostra quota di partecipazione in Corporación Moctezuma, SAB de CV, società quotata sul mercato azionario gestito da Bolsa Mexicana de Valores, era pari a 1.192.062 migliaia di euro (1.215.153 migliaia nel 2024).


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Informazioni finanziarie riassuntive riferite alle imprese a controllo congiunto

Di seguito sono dettagliate le informazioni finanziarie abbreviate relative alla società a controllo congiunto significativa, valutata col metodo del patrimonio netto:

Corporación Moctezuma, SAB de CV
(migliaia di euro) 2025 2024
Stato Patrimoniale riassuntivo
Attività correnti
Disponibilità liquide 375.121 352.274
Altre attività correnti 129.845 114.460
504.966 466.734
Attività non correnti 470.844 409.169
Passività correnti
Passività finanziarie (esclusi debiti commerciali, altri debiti e accantonamenti) 5.606 4.225
Altre passività correnti (compresi debiti commerciali, altri debiti e accantonamenti) 183.872 139.303
189.478 143.528
Passività non correnti
Passività finanziarie (esclusi altri debiti e fondi) 11.581 12.368
Altre passività non correnti (compresi altri debiti e fondi) 7.371 6.318
18.952 18.686
Conto Economico riassuntivo
Ricavi netti 940.402 998.280
Ammortamenti (35.927) (36.249)
Proventi finanziari 28.637 63.253
Oneri finanziari (19.698) (10.949)
Imposte sul reddito (115.450) (131.983)
Utile (perdita) dell'esercizio 288.901 328.844
Altre componenti di 16.225 (98.260)
Totale conto economico 305.126 230.584

Le informazioni sopra riportate riflettono gli importi presentati nel bilancio della partecipata a controllo congiunto (e non la quota Buzzi di tali importi), rettificati per le eventuali differenze nelle politiche contabili rispetto a quelle del gruppo.


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Riconciliazione delle informazioni finanziarie riassuntive

Si riporta di seguito la riconciliazione tra le informazioni finanziarie sopra riportate e il valore contabile della partecipazione nella società a controllo congiunto che si considera significativa:

Corporación Moctezuma, SAB de CV
(migliaia di euro) 2025 2024
Attività nette iniziali al 1 gennaio 713.238 717.081
Utile dell'esercizio 288.901 328.844
Utili (perdite) attuariali su benefici successivi al rapporto di lavoro (145) (292)
Dividendi deliberati (236.570) (219.498)
Differenze di conversione 16.370 (97.968)
Altre (14.413) (14.929)
Attività nette finali 767.381 713.238
Quota di partecipazione 266.232 246.253
Valore contabile 266.232 246.253

24. PARTECIPAZIONI AL VALORE EQUO

Si tratta di investimenti in società controllate non consolidate e in altre imprese, tutte non quotate.

(migliaia di euro) Imprese controllate Altre imprese Totale
Al 1 gennaio 2025 449 10.200 10.649
Incrementi - 8.710 8.710
Variazione area di consolidamento - 437 437
Variazioni di valore equo - (7) (7)
Riclassifiche - (2) (2)
Svalutazioni - (4.787) (4.787)
Cessioni e altro (421) (421)
Al 31 dicembre 2025 449 14.130 14.579

Gli incrementi si riferiscono all'investimento in Queens Carbon Inc. in Stati Uniti per 3.930 migliaia di euro e all'acquisizione di quote in due società operanti nel settore delle energie rinnovabili in Brasile per 4.880 migliaia di euro.

La riga svalutazioni si riferisce all'azzeramento del valore contabile della partecipazione in Energy for Growth Scarl.


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  1. CREDITI E ALTRE ATTIVITÀ NON CORRENTI
(migliaia di euro) 2025 2024
Finanziamenti a terzi 130 4.564
Finanziamenti a imprese collegate e a controllo congiunto 10.747 4.710
Finanziamenti a clienti 6.270 10.135
Crediti tributari 6.256 5.024
Attività finanziarie non correnti 4.030 -
Crediti verso dipendenti 1.342 1.247
Depositi cauzionali attivi 15.238 17.222
Altri 13.698 17.640
57.711 60.542

La riga finanziamenti a terzi si decrementa per la riclassifica di un finanziamento a terzi in Stati Uniti tra gli altri crediti correnti.

I finanziamenti a clienti sono costituiti da prestiti fruttiferi di interessi, a condizioni di mercato, concessi ad alcuni importanti clienti negli Stati Uniti e parzialmente svalutati nel presente bilancio.

La riga attività finanziarie non correnti si riferisce principalmente a depositi bancari vincolati in Brasile, di durata superiore a 12 mesi.

I depositi cauzionali rappresentano essenzialmente investimenti monetari vincolati per garantire il pagamento di benefici nell'ambito di piani pensionistici negli Stati Uniti per 11.055 migliaia di euro, oltre a depositi assicurativi.

I crediti compresi in questa voce che scadono oltre i 5 anni ammontano a 28.088 migliaia di euro (28.021 migliaia nel 2024). La massima esposizione al rischio di credito è rappresentata dal valore di carico dei crediti sopra menzionati.


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  1. RIMANENZE
(migliaia di euro) 2025 2024
Materie prime, sussidiarie e di consumo 528.525 499.175
Semilavorati 157.402 142.258
Prodotti finiti e merci 110.893 124.168
Acconti 731 634
Diritti di emissione 132.864 115.669
930.415 881.904

Gli aumenti e le diminuzioni che hanno interessato le varie categorie sono stati determinati dall'andamento e dai ritmi di produzione e di vendita, dal prezzo dei fattori consumati e rimasti in scorta, nonché dalle variazioni nell'area di consolidamento e dalle variazioni intervenute nei tassi di cambio utilizzati per la conversione dei bilanci esteri.

Il primo consolidamento di Gulf Cement Company PSC ha determinato un incremento della voce di 35.448 migliaia di euro.

La riga diritti di emissione si incrementa a seguito di acquisti effettuati nel periodo.

L'importo complessivo indicato è al netto di un fondo obsolescenza per totali 57.439 migliaia di euro (43.140 migliaia nell'esercizio precedente).


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27. CREDITI COMMERCIALI

(migliaia di euro) 2025 2024
Crediti commerciali 574.140 583.715
Meno: Fondo svalutazione crediti (19.232) (16.146)
Crediti commerciali, netto 554.908 567.569
Altri crediti commerciali:
Verso imprese collegate 16.548 17.424
Verso imprese controllanti 41 28
571.497 585.021

I crediti commerciali non sono fruttiferi e hanno generalmente scadenza compresa tra 20 e 150 giorni.

I saldi di fine anno verso imprese collegate derivano da normali e regolari rapporti commerciali con società appartenenti ai settori calcestruzzo preconfezionato e cemento.

I crediti commerciali netti sono denominati nelle seguenti valute:

(migliaia di euro) 2025 2024
Euro 291.614 322.532
Dollaro USA 145.438 163.440
Real brasiliano 24.359 23.251
Dirham Emirati Arabi 28.617 -
Corona ceca 23.685 24.167
Altre valute 41.195 34.179
554.908 567.569

La seguente tabella contiene la movimentazione del fondo svalutazione crediti durante l'anno:

(migliaia di euro) 2025 2024
Al 1 gennaio 16.146 13.050
Differenze di conversione (325) (112)
Variazione area di consolidamento 683 4.806
Accantonamenti 5.306 1.811
Cancellazione crediti inesigibili (1.954) (2.723)
Rilasci e altro (624) (686)
Al 31 dicembre 19.232 16.146

Gli accantonamenti al fondo svalutazione crediti, al netto dei relativi rilasci, sono compresi nella voce altri costi operativi del conto economico (nota 12). L'informazione circa l'esposizione al rischio di credito si trova nella nota 3.1.


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  1. ALTRI CREDITI
(migliaia di euro) 2025 2024
Crediti tributari 97.842 92.606
Crediti verso istituti previdenziali 148 510
Finanziamenti a imprese controllate non consolidate e collegate 2.889 1.853
Finanziamenti a clienti 547 -
Crediti verso fornitori 15.405 10.656
Crediti verso dipendenti 443 452
Crediti per vendita di partecipazioni 116 8.000
Altre attività finanziarie correnti 133.752 1.438
Finanziamenti a terzi 6.827 92
Ratei attivi per interessi 5.456 3.174
Altri ratei e risconti attivi 17.056 18.773
Altri 22.273 14.400
302.754 151.954

La riga crediti tributari accoglie gli acconti periodici delle imposte dirette (74.099 migliaia di euro) e l'eventuale posizione a credito per imposta sul valore aggiunto (23.564 migliaia di euro). Sono altresì compresi gli importi dovuti dalla controllante Fimedi SpA alle società italiane che aderiscono al consolidato fiscale ai fini dell'imposta sul reddito nazionale.

I finanziamenti a clienti rappresentano la quota a breve termine dei prestiti fruttiferi di interessi concessi in Stati Uniti (nota 25).

Tra i crediti verso fornitori sono compresi principalmente anticipi su forniture di gas, energia elettrica e altri servizi.

I crediti per vendita di partecipazioni si riferivano, nel 2024, alla quota residua da incassare nell'ambito degli accordi relativi alla vendita delle attività in Ucraina.

La riga altre attività finanziarie correnti si riferisce a depositi bancari vincolati di durata superiore a 3 mesi.

La riga finanziamenti a terzi si riferisce principalmente a un finanziamento subordinato convertibile concesso a una start-up in Germania.

I risconti attivi sono relativi a costi operativi di competenza dell'esercizio successivo.


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  1. DISPONIBILITÀ LIQUIDE
(migliaia di euro) 2025 2024
Cassa e depositi bancari 746.423 719.685
Depositi a breve termine 655.567 690.754
1.401.990 1.410.439

Circa il 69,3% del totale di 1.401.990 migliaia di euro è detenuto dalle società operative estere (77,9% nel 2024). A fine esercizio, il tasso di interesse medio sulle disponibilità liquide investite a breve termine è circa 4,01% (5,51% nel 2024), con i tassi medi degli investimenti e depositi in euro a 1,92%, in dollari americani a 3,56% e in altre valute a 10,01%. Tali titoli e depositi hanno una scadenza media inferiore a 60 giorni.

I flussi di cassa, il capitale d'esercizio e le disponibilità liquide delle controllate sono amministrati localmente ma con il coordinamento di una funzione centrale, al fine di assicurare una gestione efficiente ed efficace delle risorse generate e/o delle necessità finanziarie.

Le disponibilità liquide sono denominate nelle seguenti valute:

(migliaia di euro) 2025 2024
Euro 424.378 361.866
Dollaro USA 772.016 759.095
Real brasiliano 123.793 129.917
Altre valute 81.803 159.561
1.401.990 1.410.439
  1. ATTIVITÀ POSSEDUTE PER LA VENDITA

Il saldo 2025 si riferisce principalmente alla riclassifica di un ramo d'azienda composto da 16 impianti per la produzione di calcestruzzo e da una palazzina uffici, situati in Friuli-Venezia Giulia.

Nel 2024 si riferivano principalmente alle attività nette dello stabilimento di Fanna (PN), riclassificate a fronte dell'accordo per la cessione alla collegata Alpacem Cementi Italia SpA.


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31. CAPITALE SOCIALE

Alla data di bilancio il capitale sociale è così composto:

(numero di azioni) 2025 2024
Azioni emesse e interamente versate
Azioni ordinarie 192.626.154 192.626.154
192.626.154 192.626.154
Capitale sociale (migliaia di euro) 123.637 123.637

Nel corso dell'esercizio, sono state acquistate n. 47.690 azioni proprie, pari al 0,02% del capitale sociale, per un controvalore complessivo di 1.698 migliaia di euro, nell'ambito dell'autorizzazione deliberata dall'assemblea degli azionisti del 9 maggio 2024.

La movimentazione delle azioni in circolazione risulta pertanto essere la seguente:

(numero di azioni) 2025
Al 1 gennaio
Azioni emesse 192.626.154
Meno: Azioni proprie (11.553.586)
Azioni in circolazione a inizio esercizio 181.072.568
Esercizio 2025
Acquisto azioni proprie (47.690)
Al 31 dicembre
Azioni emesse 192.626.154
Meno: Azioni proprie (11.601.276)
Azioni in circolazione a fine esercizio 181.024.878

32. SOVRAPPREZZO DELLE AZIONI

Corrisponde al sovrapprezzo pagato in occasione degli aumenti di capitale avvenuti nel tempo. La riserva ammonta a 458.696 migliaia di euro al 31 dicembre 2025 ed è invariata rispetto allo scorso esercizio.


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33. ALTRE RISERVE

La voce include riserve di varia natura, elencate e descritte nella tabella che segue:

(migliaia di euro) 2025 2024
Differenze di conversione (459.628) (138.344)
Riserve di rivalutazione 88.286 88.286
Avanzo di fusione 249.177 249.177
Altre 111.889 127.764
(10.276) 326.883

La riserva differenze di conversione accoglie le differenze di cambio generatesi a partire dal primo consolidamento dei bilanci espressi in valuta estera. La variazione netta negativa di 321.284 migliaia di euro risulta principalmente da due fenomeni opposti: diminuzione di 402.333 migliaia per l'indebolimento del dollaro; aumento di 81.737 migliaia per il rafforzamento del rublo russo.

34. UTILI PORTATI A NUOVO

La voce è composta dagli utili portati a nuovo e dal risultato del periodo attribuibile agli azionisti della società. Essa comprende anche la riserva legale del bilancio separato di Buzzi SpA, le variazioni nei patrimoni netti delle società consolidate di competenza della capogruppo avvenute dopo la prima operazione di consolidamento e le riserve di rivalutazione da contabilità per l'inflazione delle società messicane maturate fino al 2001.

Nell'esercizio sono avvenute alcune operazioni con azionisti di minoranza successive all'acquisizione del controllo, il cui effetto complessivo ha dato luogo a un aumento di 2.977 migliaia di euro.

Le variazioni degli utili e delle perdite generatesi a seguito delle valutazioni attuariali sulle passività per benefici ai dipendenti, al netto delle relative imposte differite, hanno comportato nel 2025 un incremento degli utili portati a nuovo pari a 12.589 migliaia di euro.

35. PATRIMONIO NETTO DI TERZI

Il saldo a fine periodo si incrementa di 47.276 migliaia di euro per effetto del primo consolidamento integrale di Gulf Cement Company. La parte residua si riferisce principalmente a Cimalux SA.

Nome della controllata Sede operativa/sede legale Interessi di minoranza Utile attribuibile ad azionisti terzi Patrimonio netto di terzi
2025 2024 2025 2024 2025 2024
Gulf Cement Company PSC Emirati Arabi Uniti 40,87% - 3.241 - 46.273 -
Cimalux SA Lussemburgo 1,19% 1,19% 183 186 2.894 2.784

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36. FINANZIAMENTI

(migliaia di euro) 2025 2024
Finanziamenti a lungo termine
Finanziamenti assistiti da garanzie reali 4.555 12.091
Finanziamenti non assistiti da garanzie reali 300.972 316.295
305.527 328.386
Quota corrente dei finanziamenti a lungo termine
Finanziamenti assistiti da garanzie reali 7.534 15.218
Finanziamenti non assistiti da garanzie reali 16.088 179.945
23.622 195.163
Finanziamenti a breve termine
Debiti verso banche 18.968 2.478
Ratei passivi per interessi 1.951 4.736
20.919 7.214

Nel 2025 il tasso medio d'interesse sull'indebitamento finanziario è stato pari a 3,67% (4,33% nel 2024).

Alla data di bilancio, l'esposizione alle variazioni dei tassi d'interesse e le date contrattualmente previste per il rinnovo del costo dei finanziamenti sono sintetizzabili come segue:

(migliaia di euro) 2025 2024
Entro 6 mesi 24.497 16.786
Tra 6 e 12 mesi 20.044 185.591
Tra 1 e 5 anni 305.527 328.386
350.068 530.763

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Debiti verso banche e altri finanziamenti

La variazione dell'esercizio è dovuta a un aumento di 558 migliaia di euro per accensione di nuovi finanziamenti e a un decremento per rimborsi in linea capitale di 180.011 migliaia di euro, nonché a un aumento di 17.761 migliaia di euro riconducibili al primo consolidamento di Gulf Cement Company.

Al 31 dicembre 2025 il gruppo dispone di linee di credito confermate inutilizzate per 168.379 migliaia di euro (164.632 migliaia nel 2024), di cui 162.141 migliaia di euro in capo a Buzzi SpA, a tasso variabile, scadenti nel 2028, e i rimanenti 6.238 migliaia di euro in capo a Dyckerhoff GmbH e alle sue controllate, sempre a tasso variabile e scadenti nel 2026.

In merito a tassi e valute, il debito lordo al 31 dicembre 2025 è ripartito in sintesi come segue: 92% variabile e 8% fisso; 84% denominato in euro, 8% in dollari, 4% in reais e 4% in dirham.

La seguente tabella mostra il valore contabile dei finanziamenti iscritto in bilancio e il confronto con il loro valore equo:

2025 2024
(migliaia di euro) Valore contabile Valore equo Valore contabile Valore equo
Finanziamenti a tasso variabile
Finanziamenti assistiti da garanzie reali 7.052 7.602 8.050 9.709
Finanziamenti non assistiti da garanzie reali 299.508 311.151 349.242 362.031
Finanziamenti a tasso fisso
Finanziamenti assistiti da garanzie reali 5.037 4.559 19.259 16.647
Finanziamenti non assistiti da garanzie reali 17.552 17.446 146.998 151.367
329.149 340.758 523.549 539.754

Il valore equo è basato sui flussi di cassa attualizzati ai tassi di finanziamento correnti per il gruppo ed è riconducibile al livello 2 della relativa gerarchia.


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37. BENEFICI PER I DIPENDENTI

La voce include benefici a favore dei dipendenti successivi alla cessazione del rapporto di lavoro e altri benefici a lungo termine.

Benefici successivi al rapporto di lavoro

Consistono in piani pensionistici, assicurazioni sulla vita e piani di assistenza sanitaria, indennità di fine rapporto e altro. Le società del gruppo garantiscono benefici successivi al termine del rapporto di lavoro per i propri dipendenti sia direttamente che indirettamente, contribuendo a fondi esterni al gruppo. La modalità secondo cui i benefici sono garantiti varia a seconda delle condizioni legali, fiscali ed economiche dei paesi in cui il gruppo opera. Le obbligazioni si riferiscono sia ai dipendenti attivi, sia a quelli non più attivi. I debiti per contributi da versare sono inclusi nella voce altri debiti.

Piani a contribuzione definita

Si riferiscono principalmente a piani pubblici e/o integrativi privati in Germania, Paesi Bassi, Lussemburgo, Polonia, Repubblica Ceca, Stati Uniti, Brasile e, dal 2025, Emirati Arabi Uniti. Piani pensione a contribuzione definita per benefici successivi al rapporto di lavoro esistono anche in Italia (contribuzioni a fondi integrativi privati, oltre che il trattamento fine rapporto lavoro o TFR per le società con almeno 50 dipendenti, dopo il 31 dicembre 2006). I costi associati ai piani a contribuzione definita sono imputati insieme agli oneri sociali a conto economico nella voce costi del personale. Da parte della società non esistono ulteriori obblighi oltre al pagamento dei contributi ai piani statali o alle società private di assicurazione.

Piani a benefici definiti

I piani a benefici definiti possono essere non finanziati (unfunded) oppure interamente/parzialmente finanziati (funded) dai contributi versati dall'impresa e, talvolta, dai suoi dipendenti a una società o fondo giuridicamente distinto dall'impresa che eroga i benefici ai dipendenti.

Italia

Il trattamento di fine rapporto (TFR) è considerato un piano a benefici definiti non finanziato. Esso riflette l'obbligazione residua riferita all'indennità riconosciuta in Italia ai dipendenti fino al 31 dicembre 2006 per le società con più di 50 addetti, oppure nel corso della vita lavorativa per le altre società. La valutazione della passività viene aggiornata ogni anno, in conformità alle norme nazionali in materia di lavoro. Il fondo si estingue al momento del pensionamento o delle dimissioni e può essere parzialmente anticipato in casi particolari. Il livello di benefici erogati è correlato alla data di assunzione, alla durata del rapporto di lavoro e al salario percepito. L'obbligazione, che ammonta a 8.719 migliaia di euro (9.563 migliaia nel 2024), ha una durata media ponderata di 6 anni.

Germania e Lussemburgo

I piani garantiscono il servizio delle pensioni, pensionamenti anticipati, reversibilità ai superstiti, versamenti agli orfani e generalmente includono anche benefici in caso di invalidità permanente. Il livello di benefici erogati è correlato alla data di assunzione, al salario percepito e alla durata del rapporto di lavoro. L'obbligazione ha una durata media ponderata di 12 anni.

Le obbligazioni in Germania ammontano a 181.028 migliaia di euro (202.789 migliaia nel 2024) e sono parzialmente finanziate da un fondo esterno. Il valore delle attività è di 79.435 migliaia di euro (74.346 migliaia nel 2024) e riduce l'importo da iscrivere come passività.

In Germania i piani pensionistici a benefici definiti sono stati chiusi al 31 dicembre 2017. Per i dipendenti che sono entrati a far parte della società dopo il 31 dicembre 2017, è stato creato un piano a contribuzione definita. Tutti gli altri piani pensione in Germania e Lussemburgo sono finanziati solo dagli accantonamenti contabili. Nello stesso tempo, a partire dal 1 gennaio 2018, la possibilità della compensazione differita per il beneficio della pensione integrativa individuale è stata trasformata in piani


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a contribuzione definita. L'obbligazione per spese sanitarie in Germania è anch'essa unfunded e comprende l'impegno a rimborsare il 50% dei premi assicurativi privati ai propri ex-dipendenti, ai relativi coniugi e/o ai coniugi superstiti. Questo piano di assistenza sanitaria è stato chiuso nel 1993 e ha una durata media ponderata residua di circa 4 anni.

Paesi Bassi

Nei Paesi Bassi, le obbligazioni per la pensione integrativa ammontano a 782 migliaia di euro (712 migliaia nel 2024) e si riferiscono al piano pensionistico cosiddetto "excedent", complementare al fondo pensione di settore. Le obbligazioni sono finanziate attraverso versamenti a un'assicurazione. Il valore delle attività al servizio del piano presso l'assicurazione è 604 migliaia di euro (564 migliaia nel 2024) e riduce l'importo da iscrivere come passività. La durata media ponderata delle obbligazioni è 17 anni.

Stati Uniti d'America

Negli Stati Uniti d'America i piani pensionistici sono quasi completamente finanziati mentre i piani di assistenza sanitaria sono per natura unfunded. I piani pensionistici garantiscono la pensione e il pensionamento anticipato, benefici per i superstiti (coniuge o figli) e anche benefici in caso di invalidità permanente. I benefici per gli impiegati, o per i loro eredi, sono determinati in base al salario e agli anni di servizio. Per gli operai, o per i loro eredi, i benefici sono determinati in base al salario, agli anni di servizio e a un moltiplicatore rinegoziato periodicamente. La maggior parte delle obbligazioni, pari a 211.939 migliaia di euro (228.437 migliaia nel 2024), è coperta da un fondo pensione esterno; il suo valore equo di 187.973 migliaia di euro (202.015 migliaia nel 2024) riduce l'importo della passività da iscrivere. Dal 2021, a seguito della contabilizzazione di utili attuariali, il valore equo di uno specifico fondo risulta superiore al valore dell'obbligazione: il surplus è stato iscritto tra le attività e alla data di bilancio ammonta a 1.963 migliaia di euro. Questi piani sono stati chiusi dal 1 gennaio 2011 e la durata media ponderata è circa 11 anni. Esistono anche delle obbligazioni non coperte da attività verso un numero limitato di dipendenti, la cui durata media ponderata è compresa fra 7 e 16 anni.

I piani di assistenza sanitaria prevedono la copertura delle spese mediche non coperte dalla sanità pubblica oppure il pagamento di polizze assicurative private supplementari. Gli importi rimborsati ai dipendenti e, se rilevanti, ai relativi coniugi, dipendono dagli anni di servizio e non includono benefici per i superstiti. La durata media ponderata di queste obbligazioni è circa 9 anni.

Russia

I piani pensione in essere garantiscono il servizio di pensionamento e benefici agli ex-dipendenti quali l'assistenza sanitaria e altre forme di indennità. Il livello dei diversi benefici forniti dipende dalla storicità dei pagamenti, dall'inflazione e dalle condizioni di impiego presso il datore di lavoro. Le obbligazioni ammontano a 928 migliaia di euro (732 migliaia al 31 dicembre 2024) e sono garantite da specifici fondi. Il piano pensionistico è stato chiuso al 31 dicembre 2018.


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Altri benefici a lungo termine

Il gruppo riconosce ai propri dipendenti altri benefici a lungo termine, la cui erogazione avviene generalmente al raggiungimento di una determinata anzianità aziendale. In questo caso il valore dell'obbligazione rilevata in bilancio riflette la probabilità che il pagamento venga erogato e la durata per cui tale pagamento sarà effettuato. Tali piani sono unfunded e la relativa obbligazione viene calcolata su base attuariale con il metodo della proiezione unitaria del credito. Gli utili e perdite attuariali derivanti da questa passività sono rilevati a conto economico. Negli Stati Uniti il gruppo sostiene un piano di remunerazione differita per certi dipendenti. Le somme trattenute sono accantonate in un trust e i profitti del trust accumulati a favore dei partecipanti. L'attività e la passività corrispondenti sono iscritte a fair value.

Le obbligazioni verso i dipendenti sono dettagliate qui di seguito:

(migliaia di euro) 2025 2024
Per categoria
Benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro:
Piani pensionistici 137.728 169.554
Piani di assistenza sanitaria 49.392 56.938
Trattamento fine rapporto 8.719 9.563
Altri benefici a lungo termine 10.340 8.495
206.179 244.550
Per area geografica
--- --- ---
Italia 10.017 10.792
Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi 115.069 143.811
Stati Uniti d'America 78.211 89.215
Altri Paesi 2.882 732
206.179 244.550

Le attività per piani a benefici definiti, pari a 1.963 migliaia di euro, esposte separatamente all'attivo dello stato patrimoniale, si riferiscono a una specifica situazione creatasi negli Stati Uniti, ovvero una differenza positiva tra il valore equo delle attività al servizio del piano e l'obbligazione verso una determinata categoria di dipendenti.


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I valori iscritti a bilancio per i benefici successivi al rapporto di lavoro sono rappresentati come segue:

Piani pensionistici Piani di assistenza sanitaria Trattamento fine rapporto
(2025 2024 2025 2024 2025 2024
(migliaia di euro) 2025 2024 2025 2024 2025 2024
Valore attuale dei piani finanziati 391.656 429.568 - - - -
Fair value delle attività a servizio dei piani (268.469) (277.400) - - - -
123.187 152.168 - - - -
Valore attuale dei piani non finanziati 12.578 14.599 49.392 56.938 8.719 9.563
Attività per piani a benefici definiti 1.963 2.787 - - - -
Passività a bilancio 137.728 169.554 49.392 56.938 8.719 9.563

La movimentazione dell'obbligazione per benefici definiti successivi al rapporto di lavoro è la seguente:

Piani pensionistici Piani di assistenza sanitaria Trattamento fine rapporto
(migliaia di euro) 2025 2024 2025 2024 2025 2024
Al 1 gennaio 444.167 467.222 56.938 64.553 9.563 10.501
Costo delle prestazioni di lavoro correnti 4.267 5.291 1.199 1.397 227 227
Perdite (utili) da modifiche al piano - (17.055) - - - -
Altri costi 14 16 - - - -
4.281 (11.748) 1.199 1.397 227 227
Interessi passivi 19.014 19.679 2.767 3.154 295 320
Perdite (utili) da variazioni demografiche 2.922 (221) (956) - (9) (1)
Perdite (utili) da variazioni delle ipotesi finanziarie (14.090) (20.304) 469 (9.377) (53) 39
Perdite (utili) da esperienza 3.015 6.081 804 (2.148) (87) (158)
(8.153) (14.444) 317 (11.525) (149) (120)
Contributi versati dai dipendenti 26 30 507 570 - -
Benefici pagati (28.015) (30.916) (5.979) (4.741) (1.246) (1.409)
Differenze di conversione (27.086) 14.344 (6.357) 3.530 - -
Altre variazioni - - - - 29 44
Al 31 dicembre 404.234 444.167 49.392 56.938 8.719 9.563

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Il valore attuale delle obbligazioni per piani a benefici definiti è così composto:

(migliaia di euro) Piani pensionistici Piani di assistenza sanitaria
2025 2024 2025 2024
Membri attivi 127.873 149.798 10.355 12.051
Membri sospesi 19.206 22.150 17.320 18.560
Pensionati 257.155 272.219 21.717 26.327
Al 31 dicembre 404.234 444.167 49.392 56.938

Le variazioni di valore equo delle attività a servizio dei piani sono evidenziate nella seguente tabella:

(migliaia di euro) Piani pensionistici
2025 2024
Al 1 gennaio 277.400 286.468
Interessi attivi 12.855 13.141
Contributi versati dal datore di lavoro 6.304 5.449
Contributi versati dai dipendenti 26 30
Benefici pagati (14.013) (15.601)
Estinzioni (1.098) (19.131)
Utili (perdite) attuariali 10.677 (5.192)
Differenze di conversione (23.682) 12.236
Al 31 dicembre 268.469 277.400

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Le attività a servizio dei piani sono composte come segue:

Germania Stati Uniti
(migliaia di euro) 2025 2024 2025 2024
Disponibilità liquide 1.584 3.899 7.889 6.190
Strumenti di capitale emessi da terzi 35.782 31.840 - -
Strumenti di capitale in paesi Euro 18.929 15.047 - -
Strumenti di capitale in paesi europei non Euro 10.519 11.274 - -
Strumenti di capitale in US Dollaro 5.165 4.597 - -
Altri non-rated 1.169 922 - -
Strumenti di debito emessi da terzi 30.870 27.889 44.246 34.081
Euro aziende investment grade 10.794 15.349 - -
Euro aziende unrated 447 586 - -
Euro aziende non-investment grade 887 - - -
Euro sovrani investment grade 12.365 7.382 - -
Dollaro aziende investment grade 3.129 1.515 - -
Dollaro sovrani investment grade 716 1.057 44.246 34.081
Altre aziende investment grade 2.532 2.000 - -
Strumenti finanziari derivati (59) (379) - -
Derivati su strumenti di capitale - 8 - -
Derivati su valute (6) (137) - -
Derivati su debiti (53) (250) - -
Fondi d'investimento 11.258 11.097 135.838 161.744
Dollaro obbligazionari aziende - - 20.576 22.415
Dollaro obbligazionari sovrani - - 33.138 49.881
Altri obbligazionari sovrani 2.889 3.989 - -
Euro azionari indicizzati 5.529 4.353 - -
Dollaro azionari indicizzati - - 31.922 67.244
Altri azionari indicizzati - - 50.336 22.322
Altri azionari 2.840 2.755 - -
Dollaro diversi - - (135) (118)
79.435 74.346 187.973 202.015

Il valore equo si riferisce esclusivamente a prezzi quotati in mercati attivi (livello 1).

Per le attività dei Paesi Bassi non è disponibile una disaggregazione poiché si tratta d'investimenti effettuati dall'assicurazione, sottoscritta a copertura del fondo pensione integrativo. Nel 2025, il valore equo di questi investimenti ammonta a 604 migliaia di euro (564 migliaia di euro nel 2024) e alla data di bilancio il 77% dei piani pensionistici risulta finanziato.

Le attività in Germania sono amministrate da un fondo fiduciario. La strategia di investimento è finalizzata a ottimizzare i rendimenti, contenendo le perdite. Un comitato composto da rappresentanti fiduciari e aziendali sovrintende l'amministrazione e la strategia di investimento dei fondi che gestiscono le attività. Alla data di bilancio, il 37% dei piani pensionistici risulta finanziato. Indipendentemente dalle obbligazioni di pagamento ai beneficiari, Buzzi ha il diritto di ricevere i dividendi derivanti dai risultati annuali dei fondi. La contribuzione ai fondi non dipende strettamente dai valori di mercato degli obblighi sottostanti. Buzzi ha l'opzione di finanziare i benefici a dipendenti associati ai fondi fiduciari attingendo


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ai flussi di cassa della società. Le condizioni legate a questi obblighi sono costantemente aggiornate; i pagamenti ai beneficiari, quindi, continueranno a diminuire. Le attività dei fondi sono comprese nella tabella del valore equo delle attività del piano.

Negli Stati Uniti le attività a servizio del piano sono amministrate da un fondo fiduciario. La strategia di distribuzione dei fondi è finalizzata a ottimizzare i rendimenti ed è soggetta a specifiche politiche di gestione del rischio. Tre membri della direzione locale formano il 'comitato dei benefici', che è responsabile delle politiche d'investimento, della gestione delle attività del piano e della conformità degli investimenti con la normativa. Il 'comitato dei benefici' si riunisce periodicamente con una società di consulenza a cui sono state delegate le responsabilità di investimento ordinarie. Tutti i benefici liquidati agli aventi diritto sono prelevati dalle attività stesse. Per i piani pensione finanziati, è prevista la piena copertura dell'obbligazione nel lungo termine; nel breve-medio termine, la copertura non deve essere inferiore all'80%, in modo da evitare modifiche al piano, stabilite per legge. Alla data di bilancio alcuni piani pensionistici sono interamente finanziati, mentre altri sono finanziati per l'84% del totale. I benefici erogati dai piani di assistenza sanitaria sono rappresentati esclusivamente da obbligazioni non coperte, pertanto, i pagamenti ai pensionati e alle strutture eroganti i servizi sanitari nel corso dell'anno sono effettuati con prelievo dai flussi di cassa operativi della società.

I contributi a servizio dei piani per benefici successivi al rapporto di lavoro (inclusi i diritti di rimborso riferiti alla posizione in Germania) previsti per il 2025 corrispondono a 9.598 migliaia di euro.

Segue lo scadenzario dei pagamenti non attualizzati per lo stesso tipo di benefici:

(migliaia di euro) Piani pensionistici Piani di assistenza sanitaria Trattamento fine rapporto
Anno 2025 27.931 3.806 628
Anno 2026 27.364 3.949 943
Anno 2027 27.157 4.061 532
Anno 2028 27.202 4.124 733
Anno 2029 27.263 4.332 959
Anno 2030-2034 136.387 22.747 7.571
273.304 43.019 11.366

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Oltre alle previsioni sulla mortalità e il turnover dei dipendenti basati sulle statistiche correnti, i benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro e gli altri benefici a lungo termine sono calcolati sulla base delle seguenti ipotesi attuariali, individuate tramite fonti indipendenti e costanti nel tempo:

(in %) 2025 2024
ITA USA GER LUX NLD RUS ITA USA GER LUX NLD RUS
Tasso di sconto piani pensione 3,1 5,5 4,1 4,1 4,4 13,8 3,1 5,7 3,4 3,4 3,6 15,9
Incrementi salariali attesi 3,1 4,6 2,8 2,8 2,5 - 2,9 4,6 2,8 2,8 2,5 -
Incrementi pensionistici attesi - - 2,0 - - 6,0 - - 2,3 - - 8,0
Tasso di sconto piani sanitari - 5,2 - - - - - 5,5 - - - -
Costi sanitari attesi - 7,0 2,0 - - - - 6,5 2,3 - - -

Le ipotesi sopra descritte riflettono l'attuale periodo economico e/o le aspettative realistiche in ogni Paese. Il tasso di sconto scelto è quello applicabile alla fine del periodo contabile per titoli a tasso fisso di alta qualità o per obbligazioni industriali con scadenza corrispondente alle rispettive obbligazioni per benefici a dipendenti.

L'analisi di sensitività dell'obbligazione per benefici definiti alle variazioni nelle principali previsioni è presentata qui di seguito:

(migliaia di euro) Piani pensionistici Piani di assistenza sanitaria Trattamento fine rapporto
Incrementi salariali
Aumento dell'1% 3.217 - -
Diminuzione 1% (4.312) - -
Tasso di sconto
Aumento dell'1% (41.276) (3.785) (604)
Diminuzione 1% 49.068 4.381 650
Incrementi pensionistici
Aumento dell'1% 22.032 - -
Diminuzione 1% (21.925) - -
Costi sanitari
Aumento dell'1% - 2.366 -
Diminuzione 1% - (2.145) -
Mortalità
Aumento dell'1% 9.473 214 -
Diminuzione 1% (10.894) (210) -

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  1. FONDI PER RISCHI E ONERI
(migliaia di euro) Ripristino cave e rischi ambientali Antitrust Controversie legali e fiscali Altri rischi Totale
Al 1 gennaio 2025 68.291 7.346 18.289 25.310 119.236
Accantonamenti 2.644 - 10.675 17.956 31.275
Effetto attualizzazione 407 - - - 407
Rilascio di fondi inutilizzati (856) - (3.222) (3.527) (7.605)
Utilizzi dell'esercizio (3.366) - (3.312) (8.880) (15.558)
Differenze di conversione (1.012) 95 (675) (2.088) (3.680)
Riclassifiche 410 - - (410) -
Altre variazioni 618 - (461) 13 170
Al 31 dicembre 2025 67.136 7.441 21.294 28.374 124.245

Dettaglio del totale fondi, sulla base del criterio temporale:

(migliaia di euro) Ripristino cave e rischi ambientali Antitrust Controversie legali e fiscali Altri rischi Totale
Non correnti 65.026 - 9.182 18.315 92.523
Correnti 2.110 7.441 12.112 10.059 31.722
67.136 7.441 21.294 28.374 124.245

Il fondo ripristino cave e rischi ambientali comprende le obbligazioni per il ripristino dei siti dove avviene l'estrazione delle materie prime e per gli adempimenti imposti dai regolamenti in materia di cave, sicurezza, salute e ambiente. Tra i movimenti dell'esercizio è compreso un accantonamento di 1.517 migliaia di euro.

Il fondo controversie fiscali ammonta a 18.424 migliaia di euro e riflette le probabili passività a seguito di accertamenti e contenziosi su imposte indirette e patrimoniali (nota 48).

La colonna altri rischi comprende la movimentazione del fondo diritti di emissione $\mathrm{CO}_{2}$ che al 31 dicembre 2025 è stato totalmente utilizzato per 5.877 migliaia di euro a fronte dei diritti di emissione restituiti all'autorità competente. Inoltre nel 2025 è stato effettuato un accantonamento per deficit rispetto alle quote assegnate gratuitamente per 3.284 migliaia di euro in Polonia.

Sempre la stessa colonna altri rischi comprende le somme accantonate dalle singole aziende consolidate per rischi diversi contrattuali e commerciali, tra cui sono compresi oneri di ristrutturazione per 1.150 migliaia di euro e indennizzi non coperti da assicurazione per 16.893 migliaia di euro, quali indennità al personale e risarcimenti in caso di incidenti. Gli accantonamenti comprendono 9.280 migliaia di euro per indennizzi non coperti da assicurazione, a fronte di utilizzi per la medesima causale pari a 7.582 migliaia di euro.


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39. ATTIVITÀ E PASSIVITÀ FISCALI DIFFERITE

Le passività fiscali nette differite consistono in imposte differite passive, al netto delle imposte differite attive, che, ove possibile, sono state compensate dalle singole imprese consolidate.

Il saldo netto si può analizzare come segue:

(migliaia di euro) 2025 2024
Attività fiscali differite:
Oltre 12 mesi (213.636) (242.161)
Entro 12 mesi (83.180) (78.495)
(296.816) (320.656)
Passività fiscali differite:
Oltre 12 mesi 536.619 577.272
Entro 12 mesi 44.498 39.209
581.117 616.481
Passività fiscali differite nette 284.301 295.825

Le differenze temporanee e le compensazioni fiscali che generano imposte differite attive e passive sono così analizzabili:

(migliaia di euro) 2025 2024
Attività fiscali differite riferite a:
Fondi per rischi e oneri (15.836) (16.739)
Crediti commerciali (2.571) (1.653)
Benefici per dipendenti (19.172) (21.883)
Finanziamenti a lungo termine (8.907) (5.012)
Immobili, impianti e macchinari (6.195) (5.966)
Rimanenze (8.811) (10.679)
Perdite riportabili (beneficio teorico) (127.398) (125.610)
Interessi passivi (beneficio teorico) (48.042) (69.653)
Altro (76.457) (76.337)
Totale attività fiscali differite (313.389) (333.532)
Rettifiche di valore per attività la cui ricuperabilità non è probabile 16.573 12.876
Attività fiscali differite nette (296.816) (320.656)
Passività fiscali differite riferite a:
Ammortamenti anticipati 189.125 200.015
Benefici per dipendenti 8.469 1.891
Altre attività immateriali 20.340 29.267
Immobili, impianti e macchinari 300.073 329.326
Rimanenze 4.358 4.290
Attività finanziarie 2.448 2.728
Altro 56.304 48.964
Totale passività fiscali differite 581.117 616.481
Passività fiscali differite nette 284.301 295.825

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Le imposte differite passive relative agli immobili, impianti e macchinari concernono principalmente il differenziale positivo che, nel 1999, Dyckerhoff attribuì alle riserve di materie prime di Lone Star Industries, a seguito dell'aggregazione aziendale con tale società.

Il gruppo iscrive imposte differite passive sugli utili non distribuiti delle società collegate. Invece non sono state contabilizzate imposte differite passive sugli utili non distribuiti delle società controllate e a controllo congiunto, sui quali una eventuale distribuzione comporterebbe il pagamento delle relative imposte sul reddito. Tali utili cumulati, pari a circa 2 miliardi di euro, non concorrono alla formazione delle differite passive in quanto è improbabile la distribuzione nel prevedibile futuro.

Le attività fiscali differite relative alle perdite fiscali riportabili (ed in Italia anche per interessi passivi pregressi) rispecchiano una valutazione aggiornata sulla recuperabilità di tali poste nel prevedibile futuro. In tale ottica, nell'esercizio sono state rilevate imposte differite attive su perdite fiscali riportabili nella misura di 34.852 migliaia di euro riferibili alle società italiane e 2.223 riferiti alle società tedesche, parzialmente compensati da utilizzi per 22.178 migliaia di euro in Italia e 9.094 migliaia di euro in Germania.

La seguente tabella analizza i principali movimenti delle imposte differite avvenuti nell'anno, tenendo conto delle compensazioni all'interno della stessa giurisdizione fiscale:

(migliaia di euro) 2025 2024
Al 1 gennaio 295.825 287.594
Ammontare netto addebitato (accreditato) a conto economico 24.216 (63.241)
Ammontare netto addebitato (accreditato) a conto economico complessivo 6.036 4.456
Differenze di conversione (42.017) 18.639
Variazione area di consolidamento 241 48.377
Al 31 dicembre 284.301 295.825

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40. ALTRI DEBITI NON CORRENTI

(numero di azioni) 2025 2024
Debiti per acquisto di partecipazioni 40 41
Debiti verso soci di minoranza (società di persone) 937 1.352
Debiti verso dipendenti 681 542
Altri 2.459 2.722
4.117 4.657

Gli altri debiti non correnti scadono tutti entro 5 anni, con l'eccezione di quelli verso azionisti di minoranza. Si ritiene che il valore contabile della voce approssimi il suo valore equo.

41. DEBITI COMMERCIALI

(migliaia di euro) 2025 2024
Debiti verso fornitori 380.953 336.457
Altri debiti commerciali:
Verso imprese collegate 1.459 1.111
382.412 337.568

I debiti commerciali non sono fruttiferi e hanno generalmente scadenza non superiore a 90 giorni.

42. DEBITI PER IMPOSTE SUL REDDITO

La voce rappresenta le passività fiscali del gruppo, al netto di acconti, ritenute, crediti d'imposta.


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  1. ALTRI DEBITI
(migliaia di euro) 2025 2024
Acconti 12.299 6.115
Debiti per acquisto partecipazioni - 64.455
Debiti verso istituti previdenziali 20.451 21.000
Debiti verso dipendenti 51.862 48.923
Debiti verso clienti 8.369 7.457
Altri ratei e risconti passivi 19.829 16.231
Debiti tributari 19.507 20.988
Debiti finanziari verso erario 760 17.189
Altri 27.592 16.196
160.669 218.554

I debiti per acquisto partecipazioni, nel 2024, si riferivano all'esercizio dell'opzione put, avvenuta in concomitanza con la conclusione dell'accordo per l'acquisto del residuo 50% di Nacional Cimentos Participações SA, da parte di alcuni soci di minoranza presenti in una società del gruppo brasiliano. L'accordo è stato perfezionato nei primi mesi del 2025.

I debiti verso clienti sono rappresentati dalle passività contrattuali, ossia dagli anticipi a breve termine ricevuti a seguito della vendita di prodotti e dagli sconti sul volume regolati attraverso una transazione separata col cliente.

I risconti passivi sono relativi a ricavi di competenza dell'esercizio successivo.

La riga debiti tributari comprende l'imposta sul valore aggiunto per 6.680 migliaia di euro (6.889 migliaia nel 2024).

I debiti finanziari verso erario si riducono per effetto degli accordi transattivi raggiunti con i Comuni di Guidonia e Augusta su contenziosi ICI/IMU. (note 12, 48).


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  1. CASSA GENERATA DALLE OPERAZIONI
(migliaia di euro) 2025 2024
Utile prima delle imposte 1.177.370 1.093.209
Rettifiche per:
Ammortamenti 330.444 272.339
Svalutazioni 8.023 1.907
Risultati delle partecipazioni al patrimonio netto (125.600) (147.131)
Minusvalenze (plusvalenze) patrimoniali (6.202) 123.072
Variazione netta fondi e benefici per i dipendenti (16.806) (21.084)
Proventi (oneri) finanziari netti (153.445) (74.885)
Altri oneri senza manifestazione monetaria (6.439) (124)
Variazioni del capitale d'esercizio:
Rimanenze (40.112) (64.622)
Crediti commerciali e altre attività 33.012 23.700
Debiti commerciali e altre passività (33.059) (28.112)
Cassa generata dalle operazioni 1.167.186 1.178.269

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45. ATTIVITÀ DI FINANZIAMENTO

Le variazioni delle voci comprese nella sezione attività di finanziamento del rendiconto finanziario si dettagliano come segue:

(migliaia di euro) Nota Saldo iniziale Monetarie Non monetarie
Accertamenti Delta cambi Valore equo Riclassifiche e altre Saldo finale
Finanziamenti a lungo termine
Finanziamenti assistiti da garanzie reali 36 12.091 - - - 132 - (7.668) 4.555
Finanziamenti non assistiti da garanzie reali 36 316.295 558 (66) - - 207 (16.022) 300.972
328.386 558 (66) - 132 207 (23.690) 305.527
Quota corrente dei finanziamenti a lungo termine -
Finanziamenti assistiti da garanzie reali 36 15.218 - (15.878) - 131 - 8.063 7.534
Finanziamenti non assistiti da garanzie reali 36 179.945 - (167.945) - (12.000) 66 16.022 16.088
195.163 - (183.823) - (11.869) 66 24.085 23.622
Totale in rendiconto finanziario - 558 (183.889) - - - - -
Finanziamenti a breve termine
Debiti verso banche 36 2.478 8.657 (2.478) (512) - 10.823 18.968
Ratei per interessi passivi 36 4.736 - - - - - (2.785) 1.951
7.214 8.657 (2.478) - (512) - 8.038 20.919
Totale in rendiconto finanziario - - 6.179 - - - - -
Debiti per locazioni
Debiti per locazioni 20 55.207 31.888 - - (2.954) - (20.428) 63.713
Quota corrente dei debiti per locazioni 20 21.595 13.462 (27.983) - (925) - 21.108 27.257
76.802 45.350 (27.983) - (3.879) - 680 90.970
Totale in rendiconto finanziario - - (27.983) - - - - -
Debiti finanziari non correnti
Altri 40 3.887 - 4.050 - - - - 7.937
Totale in rendiconto finanziario - - 4.050 - - - - -
Variazione delle partecipazioni senza perdita di controllo - - (1.515) - - - - -
Dividendi pagati ad azionisti della società 46 - - (126.717) - - - - -
Dividendi pagati ad azionisti terzi - - (226) - - - - -

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46. DIVIDENDI

I dividendi deliberati dall'assemblea nel 2025 e nel 2024 sono stati rispettivamente pari a 126.717 migliaia di euro (70 centesimi per azione) e 110.961 migliaia di euro (60 centesimi per azione).

Rispetto all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2025 gli amministratori propongono alla prossima assemblea degli azionisti, convocata il giorno 13 maggio 2026 un dividendo di 70 centesimi per azione. I dividendi totali di prossima distribuzione corrispondono pertanto a 125.134 migliaia di euro. Il presente bilancio non considera tale debito verso gli azionisti.

47. IMPEGNI

(migliaia di euro) 2025 2024
Garanzie prestate 14.350 7.491
Altri impegni e garanzie 162.618 171.839
176.968 179.330

Le garanzie prestate comprendono impegni fidejussori verso istituti di credito a favore di società partecipate.

Alla data di bilancio gli impegni assunti per l'acquisto di immobili, impianti e macchinari ammontano a 162.618 migliaia di euro (171.839 migliaia nel 2024). Essi sono principalmente riconducibili a progetti di ammodernamento in Stati Uniti (74.255 migliaia di euro), Italia (18.895 migliaia di euro), Russia (26.111 migliaia di euro), Germania (17.453 migliaia di euro), Polonia (22.469 migliaia di euro), Lussemburgo (3.059 migliaia di euro), Repubblica Ceca (375 migliaia di euro).

Il totale dei futuri pagamenti minimi dovuti per contratti di leasing operativo a breve termine, cespiti di modesto valore e altri contratti fuori ambito applicazione del principio IFRS 16 (principalmente rappresentati da affitto terreni di cava e noleggio vagoni ferroviari), è così suddiviso:

(migliaia di euro) 2025 2024
Entro 1 anno 3.639 3.179
Tra 1 e 5 anni 5.367 5.434
Oltre 5 anni 19.817 22.484
28.823 31.097

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48. VERTENZE LEGALI E PASSIVITÀ POTENZIALI

I rischi legali a cui è esposta Buzzi derivano dalla varietà e dalla complessità delle norme e dei regolamenti a cui è soggetta l'attività industriale del gruppo, soprattutto in materia di ambiente, sicurezza, responsabilità prodotto, imposte e concorrenza. Esistono pertanto reclami e contestazioni pendenti nei confronti del gruppo e riconducibili al normale svolgimento dell'attività aziendale. Pur non essendo possibile prevedere oppure determinare con precisione l'esito di ciascun procedimento, la direzione ritiene che la conclusione definitiva degli stessi non avrà un impatto sfavorevole rilevante sulla condizione finanziaria del gruppo. Laddove è probabile che occorra un esborso di risorse per adempiere le obbligazioni e tale importo sia stimabile in modo attendibile, il gruppo effettua specifici accantonamenti a fondi per rischi e oneri.

Procedimenti fiscali

Come già descritto nella nota Vertenze legali e passività potenziali degli anni precedenti e della semestrale, la società - a partire dal 2016 - ha ricevuto diversi avvisi di accertamento IRES e IRAP concernenti i prezzi di trasferimento e riguardanti in particolare l'addebito di royalties su marchio nei confronti di società controllate in USA e in Germania, per le annualità a partire dal 2012.

In data 23 ottobre 2025, l'Agenzia delle Entrate ha comunicato l'esito della MAP con la Germania per l'accertamento in materia di royalties per gli anni dal 2012 al 2017.

L'accordo intervenuto fra le Autorità competenti dei due Paesi prevede l'integrale annullamento del rilievo, con piena conferma dell'operato della società.

Come noto, in materia di royalties per gli anni dal 2012 al 2016 era stato accettato un accordo MAP con gli USA, la cui implementazione era sospensivamente condizionata «alla conclusione delle procedure amichevoli in corso con la Germania». La conclusione della procedura amichevole con la Germania ha ora determinato anche l'implementazione dell'accordo MAP USA.

A esito delle due citate procedure MAP, l'incremento delle perdite fiscali da utilizzare a fronte di imponibili futuri ammonta a circa euro 75 milioni.

Il risultato del MAP con la Germania è un'importante conferma della condotta della società.

Buzzi sta valutando la strategia difensiva che concerne i contenziosi transfer price relativi al 2018 e 2019, attualmente ancora in corso.

In particolare, in data 24 marzo 2026, sono stati notificati gli Avvisi di accertamento indirizzati a Buzzi SpA (e Fimedi in qualità di consolidante IRES) riferiti a IRES e IRAP 2019. I rilievi 2019 (gli stessi già anticipati in appositi Schemi d'atto), per un importo complessivo di euro 17,9 milioni, sono principalmente riferiti i) per euro 13,3 milioni, alle medesime royalty sul marchio già oggetto di MAP nelle annualità sopracitate e ii) ad interessi per un finanziamento attivo concesso alla società brasiliana. La Società valuterà l'avvio della "procedura amichevole" (MAP), in relazione al rilievo sulle royalties, anche per le annualità 2018 e 2019.

Fra il 2015 e il 2023 il Comune di Guidonia Montecelio (Roma) ha notificato a Buzzi, direttamente o tramite concessionario incaricato, alcuni avvisi di accertamento relativi a maggiore ICI, IMU e TASI, oltre a sanzioni e interessi, concernenti gli anni dal 2008 al 2022, per un importo complessivo che ammonta a circa 30,5 milioni di euro. Il Comune ha basato la sua richiesta sull'assunto che i terreni di proprietà adibiti a cava siano assimilabili, ai fini dei tributi locali, alle aree fabbricabili. Ritenendo non fondata tale richiesta e considerato, in subordine, che i valori venali dei suddetti terreni presi a riferimento per il calcolo dell'imposta fossero del tutto incongrui, la Società ha impugnato dinanzi alle competenti Corti di Giustizia Tributaria tutti gli atti impositivi ricevuti. La Corte di Giustizia Tributaria di I Grado di Roma e quella di II Grado del Lazio hanno depositato diverse sentenze di segno sfavorevole alla società che Buzzi, ritenendo di avere valide motivazioni, ha impugnato. Al riguardo, sono intervenute diverse pronunce della Corte di Cassazione e l'esito è stato parzialmente positivo, nella misura in cui i giudizi sono stati rimessi alla Corte di Giustizia Tributaria di II Grado per rideterminare l'effettivo valore di mercato di tutti i terreni ed è stata sancita l'applicabilità della sola sanzione per omessa dichiarazione, con applicazione del cumulo giuridico delle sanzioni da continuazione. I giudizi di riassunzione dinanzi


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alla Corte di Giustizia Tributaria di Il Grado sono stati ritualmente proposti e hanno avuto esiti sia parzialmente favorevoli sia contrari. Con riferimento ad alcune delle annualità per le quali Buzzi è risultata soccombente all'esito del giudizio di primo o di secondo grado, il Comune ha ingiunto il pagamento provvisorio di un importo di quasi 8 milioni di euro, che la società ha provveduto a versare integralmente. In data 3 ottobre 2025 Buzzi ha sottoscritto con il concessionario del Comune di Guidonia Montecelio un accordo con cui ha definito, in via del tutto compositiva e bonaria, i suddetti contenziosi e pattuito la reciproca rinuncia a coltivare i giudizi in corso. L'accordo ha comportato la chiusura definitiva delle vertenze a fronte di un pagamento omnicomprensivo, calcolato previo riconoscimento, da parte del concessionario, di una parziale esclusione di aree precedentemente classificate come fabbricabili e con conseguente rideterminazione delle sanzioni amministrative tributarie in applicazione della normativa vigente. A seguito del pagamento, Buzzi ha rilasciato a conto economico le maggiori passività iscritte in precedenza a bilancio.

In Brasile, sono in corso diversi procedimenti contro Companhia Nacional de Cimento – CNC, Companhia de Cimento da Paraíba – CCP e Companhia de Cimento Campeão Alvorada – CCA, società controllate locali, derivanti dall'annullamento da parte dell'Agenzia delle Entrate federale e anche di alcuni Stati Brasiliani di crediti relativi a imposte su alcuni prodotti industrializzati e immobilizzazioni acquisite nel periodo dal 2013 al 2024, in particolare petcoke, refrattari, nastri trasportatori, sfere per la macinazione e parti di impianti. L'importo totale oggetto della controversia ammonta a 23,6 milioni di euro.

Abbiamo procedimenti aperti sia a livello amministrativo che civile. A livello amministrativo, le società hanno presentato le loro difese e/o ricorsi, a seconda della fase del procedimento. Nel 2025 sono state emesse le prime decisioni rilevanti relative alla discussione sui prodotti intermedi: in secondo grado, l'Agenzia delle Entrate Federale brasiliana ha annullato l'invalidazione dei crediti d'imposta relativi a specifici prodotti intermedi in due procedimenti, ma le decisioni sono ancora appellabili in terzo grado. D'altro canto, le società stanno conducendo discussioni volte a ottenere l'annullamento di procedimenti amministrativi già conclusi con esito sfavorevole. Queste cause sono state intentate nel 2015 e poi fra il 2021 ed il 2025. Nel 2025 sono state emesse decisioni giudiziarie favorevoli alle società, in primo grado, anche in alcune cause relative ai crediti d'imposta relativi alle immobilizzazioni. Anche per queste decisioni il termine per l'impugnazione non è ancora decorso. L'Agenzia delle Entrate Federali e Statali hanno presentato la propria difesa e il Tribunale di primo grado non ha ancora emesso una decisione. Le società considerano il rischio di decisioni sfavorevoli possibile, ma non probabile; quindi, non hanno registrato alcun accantonamento in bilancio.

Nel 2021, a seguito dell'acquisizione di tutte le filiali del gruppo CRH in Brasile, Companhia Nacional de Cimento – CNC è subentrata a CRH come convenuta in alcune cause e procedimenti amministrativi avviati dall'Agenzia Mineraria Brasiliana per esigere importi aggiuntivi di tassazione sulle attività di esplorazione mineraria svolte dalla società nel periodo dal 1991 al 2013. L'imposta richiesta deriva da una divergenza di interpretazione delle disposizioni di legge relative alla fase del processo produttivo minerario considerata come l'ultima fase di lavorazione e precedente alla trasformazione industriale ai fini del calcolo dell'imposta. L'importo totale oggetto dei procedimenti è di 5,7 milioni di euro. Tutti i procedimenti amministrativi in corso hanno avuto decisioni favorevoli all'Agenzia delle Entrate e la società ha presentato ricorsi che non sono ancora stati esaminati dalla Seconda Istanza Amministrativa. Vi sono anche tre cause in cui Companhia de Cimento Campeão Alvorada – CCA chiede l'annullamento di precedenti procedimenti amministrativi già chiusi con esito sfavorevole. Nella più rilevante di queste, un perito giudiziario ha già emesso un rapporto che la società considera favorevole, poiché la fase della produzione mineraria considerata ai fini del calcolo dell'imposta, pur non essendo esattamente quella considerata dalla società, è comunque molto vicina ad essa. Un accantonamento registrato al momento dell'inizio delle attività di CRH in Brasile è comunque stato mantenuto in bilancio.


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Procedimenti Antitrust

Relativamente alla sanzione antitrust di 59,8 milioni di euro comminata il 7 agosto 2017 a Buzzi e altre imprese cementiere per aver dato vita a un'asserita intesa anticoncorrenziale, protrattasi dal mese di giugno del 2011 fino al mese di gennaio 2016, si rileva che, in data 21 dicembre 2023, la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU) ha dichiarato inammissibile il ricorso per la richiesta di risarcimento presentato da Buzzi il 22 maggio 2020; la decisione della Corte è definitiva e non può essere oggetto di ulteriori ricorsi. In relazione ai comportamenti sanzionati dall'AGCM, Buzzi ha ricevuto diverse lettere di richieste di risarcimento, a cui ha sempre risposto rigettando ogni addebito. Ad oggi, la società ha in corso procedimenti per il risarcimento dei danni dovuti in conseguenza dell'asserito sovrapprezzo pagato a seguito dell'intesa sanzionata dall'AGCM, per una somma totale pari a circa 24 milioni di euro, oltre a tre atti di citazione (relativi a una pluralità di ricorrenti) per un totale complessivo di circa 33 milioni di euro, di cui imputabili direttamente a Buzzi circa 3,5 milioni di euro. La società, come detto, ritiene di aver agito in piena conformità alla disciplina antitrust e si è, pertanto, costituita in giudizio per dimostrare la sua estraneità a ogni violazione.

Contro la decisione dell'Autorità Antitrust della Polonia, conclusa infliggendo sanzioni a 6 produttori, tra cui alla controllata Dyckerhoff Polska per un importo pari a circa 15 milioni di euro, è stato proposto appello avanti alla Corte Regionale di Varsavia che si è pronunciata nel dicembre 2013 riducendo la sanzione a circa 12,3 milioni di euro. La società controllata Dyckerhoff Polska ha proposto appello contro la rideterminazione della sanzione. La Corte di Appello, a seguito di un procedimento di consultazione con la Corte Costituzionale polacca, ha riassunto il procedimento a gennaio 2018 e in data 27 marzo 2018 ha deciso di ridurre ulteriormente la sanzione a circa 7,5 milioni di euro, che sono stati interamente pagati. La società, valutate anche le motivazioni scritte della sentenza, ha impugnato la decisione di fronte alla Suprema Corte. In data 29 luglio 2020 la Suprema Corte ha annullato la decisione della Corte di Appello e rimandato il caso alla stessa Corte per una riconsiderazione della sanzione. In conseguenza di tale decisione la sanzione pagata è stata rimborsata alla società, ma sulla base delle motivazioni della Corte Suprema si ritiene probabile l'imposizione di una nuova sanzione per un importo simile. La società ha quindi iscritto a bilancio un fondo pari alla sanzione rimborsata. In data 21 maggio 2021, la Corte d'Appello ha ritenuto di rinviare il procedimento alla Corte Regionale di Varsavia per ulteriore istruttoria. La decisione è stata appellata dall'Autorità Antitrust Polacca e poi deferita dalla Suprema Corte con decisione del 15 marzo 2023 alla Corte di Giustizia Europea per la valutazione di una contestazione di Cemex Polonia sulla composizione della Corte stessa. La Corte di Giustizia Europea ha ritenuto la questione inammissibile e rinviato il procedimento alla Suprema Corte polacca che, risolto il tema della sua composizione, si dovrà ora pronunciare sull'appello della Autorità Antitrust Polacca.

Procedimenti Ambientali

Relativamente ai provvedimenti sulla bonifica della rada di Augusta (SR), delle aree a terra e delle relative acque di falda, Buzzi si è in passato attivata legalmente con una serie di procedimenti presso il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia – sezione di Catania – e il Consiglio Giustizia Amministrativa della Regione Siciliana (CGARS) contro l'allora Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e numerosi soggetti pubblici e privati, che si sono poi chiusi per carenza di interesse a seguito delle pronunce favorevoli ottenute. In particolare, il Tar Sicilia, Catania, con sentenza 11 settembre 2012, non appellata dall'ente, ha riconosciuto la completa estraneità della società alla contaminazione della rada di Augusta e, sulla base di tale pronuncia, il Ministero alla fine del 2017 ha diffidato le altre società che operano sulla rada di Augusta, con eccezione di Buzzi, alla bonifica della rada.

Inoltre, il CGARS, con sentenza 15 novembre 2018, ha stabilito la necessità di rideterminare correttamente le responsabilità delle società operanti sulla rada di Augusta, facendo proprio riferimento alle diverse posizioni, tra cui quella di Buzzi. Anche a seguito di tale sentenza, non sono seguiti ulteriori coinvolgimenti della Società in relazione alla bonifica della rada, rispetto alla quale l'assenza del nesso causale con il ciclo produttivo della cementeria di Augusta pare ormai consolidata.


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Eventuali potenziali criticità paiono, pertanto, circoscritte al coinvolgimento di Buzzi nella bonifica delle aree a terra e della falda, in relazione alle quali la società ha portato avanti in proprio, qualificandosi come proprietario incolpevole della contaminazione, gli adempimenti procedimentali finalizzati alla caratterizzazione, all'analisi di rischio e alla bonifica e/o messa in sicurezza permanente delle aree a terra e delle porzioni di falda interessate. Tali adempimenti, su cui il Ministero dell'Ambiente si è pronunciato positivamente, con prescrizioni, anche tramite conferenze di servizi decisorie, che la società non ha contestato, sono in corso senza che durante le attività di monitoraggio siano emerse nuove significative criticità.

In attesa degli sviluppi inerenti alle suddette azioni, in considerazione del fatto che Buzzi ha sinora curato su base volontaria il procedimento di bonifica, e che non sono emerse negli ultimi anni specifiche richieste da parte della Pubblica Amministrazione, si è deciso di mantenere un fondo rischi per 1,5 milioni di euro.

Negli Stati Uniti d'America esistono numerose cause legali e rivendicazioni intentate contro Lone Star Industries, Inc. (LSI) riguardanti materiali contenenti silice o asbesto venduti o distribuiti dalla società o da sue controllate in passato e principalmente utilizzate nel settore delle costruzioni e in altre industrie. I ricorrenti affermano che l'uso di tali materiali ha causato malattie professionali. LSI ha mantenuto una copertura assicurativa per la responsabilità prodotto durante la maggior parte del tempo in cui ha venduto o distribuito i prodotti contenenti silice e asbesto. Inoltre, tra il 2009 e il 2010, LSI ha concluso una transazione con le sue principali compagnie assicurative, che definisce la responsabilità fra le parti e la suddivisione dei relativi costi fino alla modifica o alla risoluzione degli accordi sulla base di quanto previsto dagli accordi stessi. LSI e i suoi assicuratori stanno negoziando possibili modifiche ai loro accordi transattivi. Gli assicuratori continuano a rispettare le previsioni della transazione e nessuno di loro ha chiesto la risoluzione dell'accordo in essere. Una stima dell'ammontare delle richieste di risarcimento relative all'utilizzo di materiali contenenti silice o asbesto coinvolge numerose variabili non prevedibili che possono incidere sulla corretta determinazione della quantificazione e della tempistica di tali richieste. Inoltre, LSI ha esaurito il massimale previsto da alcune delle coperture assicurative. La società ha comunque mantenuto un fondo rischi per gli importi che non si prevede siano coperti da assicurazione.

Altri procedimenti legali

Nel 2021, a seguito dell'acquisizione da parte di Companhia Nacional de Cimento – CNC, una delle nostre filiali locali è subentrata a CRH come convenuta in una causa intentata nel 2013 da un'associazione di categoria dei lavoratori. La causa riguarda il pagamento di importi relativi a lavoro pericoloso, insalubre e notturno a beneficio di alcuni dipendenti dell'ex CRH, a partire dal 2008 per un totale di 1,0 milioni di euro. Il Tribunale di Primo Grado ha respinto le richieste relative al lavoro notturno e ha accolto quelle relative al lavoro pericoloso e insalubre. Il Tribunale di Secondo Grado ha confermato la decisione del Primo Grado e sia l'attore che il convenuto hanno presentato ricorso al Tribunale di Terzo Grado, che non ha ancora emesso la propria decisione.


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49. OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

In Buzzi sono concentrate le competenze professionali, le risorse umane e le attrezzature che permettono di prestare assistenza ad altre entità controllate e collegate.

Buzzi intrattiene con regolarità rapporti di natura commerciale con varie società collegate e/o a controllo congiunto, che consistono principalmente sia nella vendita, sia nell'acquisto di prodotti finiti, semilavorati, materie prime nei confronti di entità operanti nel settore cemento, calcestruzzo preconfezionato e servizi. Inoltre, la società fornisce, su richiesta, alle medesime entità servizi di assistenza tecnica e progettuale. Le cessioni di beni sono negoziate a condizioni di mercato e le prestazioni di servizi sulla base del costo remunerato. Esistono anche alcuni rapporti di natura finanziaria con società partecipate e controllanti, che parimenti sono regolati a tassi di mercato.

Il rapporto con la controllante Fimedi SpA e le sue controllate o altre entità sottoposte a influenza notevole da soggetti che detengono una quota significativa dei diritti di voto in Fimedi SpA, consiste nella prestazione di servizi di assistenza amministrativa, fiscale, societaria, gestione del personale ed elaborazione dati, per importi poco significativi.

La società e le sue controllate italiane, Unical SpA e Buzzi Unicem Srl, aderiscono al consolidato fiscale nazionale, con Fimedi SpA nel ruolo di società consolidante.


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Si riassumono qui di seguito le principali operazioni intercorse con parti correlate e i relativi saldi alla data di bilancio:

(migliaia di euro) 2025 in % voce di bilancio 2024 in % voce di bilancio
Cessioni di beni e prestazioni di servizi: 64.259 1,4 69.032 1,6
società collegate e controllate non consolidate 38.524 45.196
società a controllo congiunto 25.558 23.571
società controllanti 29 29
altre parti correlate 148 236
Acquisti di beni e prestazioni di servizi: 88.481 3,3 92.037 3,7
società collegate e controllate non consolidate 87.271 90.909
società a controllo congiunto 216 234
altre parti correlate 994 894
Proventi finanziari: 221 0,1 111 0,0
società collegate e controllate non consolidate 80 111
società a controllo congiunto 141 -
Crediti commerciali: 16.363 2,9 17.243 2,9
società collegate e controllate non consolidate 8.431 11.068
società a controllo congiunto 7.825 6.078
società controllanti 35 17
altre parti correlate 72 80
Crediti finanziari: 13.226 40,3 6.574 22,1
società collegate e controllate non consolidate 5.968 6.574
società a controllo congiunto 7.258 -
Altri crediti: 41.798 12,8 40.832 22,3
società collegate e controllate non consolidate - 53
società a controllo congiunto 770 770
società controllanti 41.028 40.009
Debiti commerciali: 4.943 1,3 7.158 2,1
società collegate e controllate non consolidate 4.897 7.120
società a controllo congiunto 46 38
Debiti per imposte sul reddito: 36.635 67,6 29.020 39,8
società collegate e controllate non consolidate 1 1
società controllanti 36.634 29.019
Garanzie prestate: 1.500 1.500
società a controllo congiunto 1.500 1.500

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I dirigenti con responsabilità strategiche sono rappresentati dagli amministratori (esecutivi o meno) e dai sindaci. Il Consiglio di Amministrazione individua il perimetro dei dirigenti con responsabilità strategiche nelle figure dell'Amministratore Delegato, del Direttore Generale e del Direttore Tecnico di Gruppo.

Le loro retribuzioni, non comprese nella precedente tabella, sono qui di seguito esposte:

(migliaia di euro) 2025 2024
Salari e altri benefici a breve termine 3.172 2.788
Benefici successivi al rapporto di lavoro 1.080 1.041
4.252 3.829

Per una descrizione completa e dettagliata dei compensi corrisposti agli amministratori si rinvia a quanto esposto nella relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti, disponibile presso la sede e sul sito internet della società.

50. AGGREGAZIONI AZIENDALI

Buzzi SpA, tramite TC Mena Holdings Ltd, una controllata al 90% appositamente costituita secondo le leggi di Abu Dhabi Global Market, ha acquisito, il 13 marzo 2025, il 37,6% del capitale sociale di Gulf Cement Company PSC, società per azioni pubblica, costituita nell'Emirato di Ras Al Khaimah, negli Emirati Arabi Uniti, le cui azioni sono quotate alla Borsa di Abu Dhabi (ADX).

Contestualmente, TC Mena ha presentato un'offerta pubblica di acquisto a tutti gli azionisti di Gulf Cement Company, con un prezzo iniziale per azione offerto di 0,56 dirham, poi aumentato a 0,75 Dirham. A fine aprile 2025 l'offerta si è conclusa con esito positivo, poiché l'adesione è stata pari al 26,4% del capitale sociale di Gulf Cement Company, superando quindi la soglia minima di accettazione, mentre la data di regolamento è stata fissata al 8 maggio 2025.

Gulf Cement Company gestisce uno stabilimento a ciclo completo situato a Ras Al Khaimah, con una capacità produttiva annua di circa 2,4 milioni di tonnellate, e produce cemento sia per il mercato interno degli Emirati Arabi Uniti, sia per l'esportazione.

Poiché l'aggregazione aziendale è da considerare unitariamente come l'insieme delle due operazioni effettuate sul mercato, Buzzi SpA ha acquisito indirettamente il 57,56% di Gulf Cement Company.

L'acquisto è stato finanziato tramite liquidità disponibili e linee di credito esistenti in capo alla controllante.


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In conformità con quanto stabilito da IFRS 3, l'operazione, contabilizzata al cambio dell'8 maggio, ha comportato la rilevazione di un utile a conto economico pari a 44.369 migliaia di euro, di cui 39.932 migliaia di euro di pertinenza del gruppo, generato dalla differenza positiva fra il valore equo delle attività e passività acquisite e il corrispettivo pagato, come dettagliatamente illustrato nella tabella sotto riportata.

(migliaia di euro) Valore di carico Allocazioni Valore equo
Corrispettivo pagato 38.912 38.912
Totale corrispettivo [A] 38.912 38.912
Attività in diritto d'uso 514 514
Immobili, impianti e macchinari 144.624 10.236 154.861
Investimenti immobiliari 1.913 1.913
Imposte differite attive - 1.261 1.261
Crediti e altre attività non correnti 670 670
Rimanenze 25.300 1.089 26.388
Crediti commerciali 24.632 24.632
Altri crediti 7.806 7.806
Disponibilità liquide 169 169
Debiti per locazioni (337) (337)
Benefici per i dipendenti (1.972) (1.972)
Passività fiscali differite - (1.019) (1.019)
Finanziamenti a breve termine (10.823) (10.823)
Quota corrente dei debiti per locazioni (121) (121)
Debiti commerciali (61.655) (61.655)
Altri debiti (12.071) (12.071)
Totale delle attività nette identificabili (100%) [B] 118.649 11.567 130.215
Interessenza di terzi [C] (42.766) (46.935)
Avviamento/(Utile da acquisizione) [A] - [B] - [C] (36.971) (44.369)
Attribuibile a:
di cui gruppo (33.274) (39.932)
di cui terzi (3.697) (4.437)

Il gruppo si è avvalso del supporto di una primaria società di consulenza per la determinazione del valore equo delle attività e passività acquisite e dei relativi effetti di fiscalità differita. Gli importi rilevati alla data di acquisizione sono pertanto da considerarsi definitivi.

I costi direttamente attribuibili all'aggregazione aziendale iscritti a conto economico ammontano a 6.956 migliaia di euro.

Se l'acquisizione sopra illustrata fosse avvenuta in data 1 gennaio 2025, i ricavi netti consolidati sarebbero stati 4.566.229 migliaia di euro e l'utile netto 923.223 migliaia di euro.


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Per quanto riguarda l'aggregazione aziendale del gruppo brasiliano, avvenuta nel quarto trimestre del 2024, si è concluso il periodo di valutazione previsto da IFRS 3 senza che si rendessero necessarie ulteriori modifiche all'allocazione del prezzo di acquisto.

Nel corso dell'esercizio è stato inoltre perfezionato l'acquisto dell'impianto di calcestruzzo di Bad Kösen in Germania da Burgenland Beton GmbH & Co. KG per 1.000 migliaia di euro. L'operazione ha generato un avviamento di 700 migliaia di euro.

51. OBBLIGHI DI TRASPARENZA

La legge 124/2017 articolo 1, commi 125-129, come modificata dalla legge 58/2019, articolo 35, ha introdotto specifici obblighi informativi in materia di trasparenza delle erogazioni pubbliche ricevute non aventi carattere generale e prive di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria. In particolare, per le imprese, la normativa richiede la pubblicazione nelle note illustrative al bilancio di tutti i vantaggi economici di tale natura, di ammontare pari o superiore a 10.000 euro, ricevuti a carico delle risorse pubbliche.

Successivamente, la legge 12/2019, articolo 3 quater, comma 2, con l'intento di semplificare gli oneri di pubblicazione previsti in capo alle imprese beneficiarie degli aiuti, ha stabilito che la rilevazione degli aiuti di stato e de minimis sul Registro Nazionale degli Aiuti di Stato, di cui all'articolo 52 della legge 234/2012, sostituisce l'obbligo di indicazione nelle note illustrative, richiedendosi ai beneficiari la semplice dichiarazione dell'esistenza di tali aiuti nel suddetto Registro.

Ricordiamo che Buzzi soddisfa i requisiti di cui al DM 21 dicembre 2017 recante "Disposizioni in materia di riduzioni delle tariffe a copertura degli oneri generali di sistema per imprese energivore", nonché quelli previsti dalla Deliberazione dell'Autorità 921/2017/R/eel come successivamente modificata.

Ai fini della trasparenza e del controllo degli aiuti di Stato, l'ente erogante CSEA provvede alla registrazione delle agevolazioni concesse in applicazione del DM presso il Registro Nazionale degli Aiuti di Stato, cui si rimanda per l'informativa richiesta dalla norma:

https://www.rna.gov.it/RegistroNazionaleTrasparenza/faces/pages/TrasparenzaAiuto.jspx


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Oltre a quanto indicato nel Registro Nazionale degli Aiuti di Stato, sezione "Trasparenza", sono state incassate le seguenti ulteriori erogazioni:

Soggetto erogante (migliaia di euro) Importo del vantaggio economico ricevuto Descrizione del tipo di vantaggio ricevuto
Enimoov SpA 148 Rimborso accise sul gasolio per uso industriale
Agenzia delle Dogane Cuneo 275 Accredito imposta produzione forza motrice
INAIL Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul lavoro - Pubbliche amministrazioni IPA 137 INAIL Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul lavoro - Pubbliche amministrazioni IPA

52. ALTRE INFORMAZIONI

Eventi e operazioni significative non ricorrenti

Come riportato nella relazione sulla gestione, l'esercizio 2025 è stato influenzato da eventi e operazioni significative non ricorrenti, così come definite dalla Comunicazione Consob n. DEM/6064293 del 28 luglio 2006, con impatto netto positivo sul margine operativo lordo pari a 2.498 migliaia di euro.

L'acquisizione della Gulf Cement Company non ha avuto impatti significativi non ricorrenti sul margine operativo lordo ed è illustrata nelle note 16 e 50.

Posizioni o transazioni derivanti da operazioni atipiche e/o inusuali

Si precisa che nel corso dell'esercizio 2025 Buzzi non ha posto in essere operazioni atipiche e/o inusuali, così come definite dalla Comunicazione Consob n. DEM/6064293 del 28 luglio 2006.


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Posizione finanziaria netta

La posizione finanziaria netta di gruppo al 31 dicembre 2025 è la seguente:

(migliaia di euro) 2025 2024
Disponibilità e attività finanziarie a breve:
Disponibilità liquide 1.401.990 1.410.439
Altri crediti finanziari correnti 149.587 14.557
Debiti finanziari a breve:
Quota corrente dei finanziamenti a lungo termine (23.622) (195.163)
Quota corrente dei debiti per locazioni (27.257) (21.595)
Finanziamenti a breve termine (20.919) (7.214)
Altri debiti finanziari correnti (760) (81.644)
Disponibilità netta a breve 1.479.019 1.119.380
Debiti finanziari a lungo termine:
Finanziamenti a lungo termine (305.527) (328.386)
Debiti per locazioni a lungo termine (63.713) (55.207)
Altri debiti finanziari non correnti (40) (41)
Disponibilità nette (Indebitamento finanziario netto) 1.109.739 735.746
Attività finanziarie a lungo termine:
Altri crediti finanziari non correnti 21.177 19.409
Posizione finanziaria netta positiva 1.130.916 755.155

Le disponibilità nette sono in linea con le indicazioni fornite dagli orientamenti emessi da ESMA e recepiti dalla Consob con Richiamo di attenzione n. 5/21 del 29 aprile 2021.


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Componenti di posizione finanziaria netta

Di seguito la riconciliazione delle componenti di posizione finanziaria netta non identificabili direttamente dalle voci riportate nello schema di stato patrimoniale.

(migliaia di euro) Nota 2025 2024
Altri crediti finanziari correnti 149.587 14.557
Finanziamenti a imprese controllate non consolidate e collegate 28 2.889 1.853
Finanziamenti a clienti 28 547 -
Crediti per vendita di partecipazioni 28 116 8.000
Finanziamenti a terzi 28 6.827 92
Ratei attivi per interessi 28 5.456 3.174
Altre attività finanziarie correnti 28 133.752 1.438
Altri debiti finanziari correnti (760) (81.644)
Debiti per acquisto partecipazioni 43 - (64.455)
Debiti finanziari verso erario 43 (760) (17.189)
Altri crediti finanziari non correnti 21.177 19.409
Finanziamenti a terzi 25 130 4.564
Finanziamenti a imprese collegate e a controllo congiunto 25 10.747 4.710
Finanziamenti a clienti 25 6.270 10.135
Attività finanziarie non correnti 25 4.030 -
Altri debiti finanziari non correnti (40) (41)
Debiti per acquisto di partecipazioni 40 (40) (41)

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53. FATTI INTERVENUTI DOPO LA DATA DI RIFERIMENTO DEL BILANCIO

A fine febbraio, successivamente alla data di chiusura dell'esercizio, le tensioni geopolitiche internazionali tra Stati Uniti e Iran, sono degenerate in un conflitto, configurabile come fatto successivo che non comporta rettifiche ai sensi dello IAS 10. La società sta monitorando l'evoluzione della situazione e valutando i possibili impatti sulla propria attività, sulla situazione patrimoniale-finanziaria e sui risultati economici. Alla data di approvazione del presente bilancio, in considerazione dell'elevato grado di incertezza, non è possibile formulare una stima attendibile degli effetti, siano essi negativi o positivi.

Per quanto riguarda l'evoluzione prevedibile, si rimanda all'apposito capitolo della relazione sulla gestione.

Casale Monferrato, 31 marzo 2026

p. il Consiglio di Amministrazione

Presidente Veronica Buzzi


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[BILANCIO CONSOLIDATO]

248

ELENCO DELLE IMPRESE INCLUSE NEL BILANCIO CONSOLIDATO E DELLE PARTECIPAZIONI

Denominazione Sede Capitale Società partecipante % di partecipazione % di voto
Imprese incluse nel consolidamento col metodo integrale
Buzzi SpA Casale Monferrato (AL) EUR 123.636.659
Buzzi Unicem Srl Casale Monferrato (AL) EUR 120.000.000 Buzzi SpA 100,00
Buzzi Gestione Immobili Srl Casale Monferrato (AL) EUR 3.000.000 Buzzi SpA 100,00
Unicalcestruzzi SpA Casale Monferrato (AL) EUR 130.235.000 Buzzi SpA 100,00
RC Lonestar Inc. Wilmington US USD 10 Buzzi SpA 51,50
Midwest Material Industries Inc. Wilmington US USD 1 Rc Lonestar Inc. 100,00
River Cement Company Wilmington US USD 100 RC Lonestar Inc. 100,00
Signal Mountain Cement Company Wilmington US USD 100 RC Lonestar Inc. 100,00
Buzzi Unicem USA Inc. Wilmington US USD 10 RC Lonestar Inc. 100,00
Heartland Cement Company Wilmington US USD 100 RC Lonestar Inc. 100,00
Heartland Cement Sales Company Wilmington US USD 10 RC Lonestar Inc. 100,00
River Cement Sales Company Wilmington US USD 100 RC Lonestar Inc. 100,00
Hercules Cement Company LLC Wilmington US USD n/a RC Lonestar Inc. 100,00
Lone Star Industries Inc. Wilmington US USD 10 RC Lonestar Inc. 100,00
Rosebud Real Properties Inc. Wilmington US USD 100 Lone Star Industries Inc. 100,00
Utah Portland Quarries Inc. Salt Lake City US USD 378.900 Lone Star Industries Inc. 100,00
RED-E-MIX LLC Springfield US USD n/a Midwest Material Industries Inc. 100,00
RED-E-MIX Transportation LLC Springfield US USD n/a Midwest Material Industries Inc. 100,00
Buzzi Unicem Ready Mix LLC Nashville US USD n/a Midwest Material Industries Inc. 100,00
Alamo Cement Company San Antonio US USD 200.000 Buzzi SpA 100,00
Alamo Concrete Products Company San Antonio US USD 1 Alamo Cement Company 100,00
Alamo Transit Company San Antonio US USD 1 Alamo Cement Company 100,00
Dyckerhoff GmbH Wiesbaden DE EUR 105.639.816 Buzzi SpA 100,00
Dyckerhoff Beton GmbH & Co. KG Wiesbaden DE EUR 18.000.000 Dyckerhoff GmbH 100,00
GfBB prüftechnik GmbH & Co. KG Flörsheim DE EUR 50.000 Dyckerhoff GmbH 100,00
Dyckerhoff Kieswerk Trebur GmbH & Co. KG Trebur-Geinsheim DE EUR 2.093.513 Dyckerhoff Beton GmbH & Co. KG 100,00
Dyckerhoff Kieswerk Leubingen GmbH Erfurt DE EUR 101.000 Dyckerhoff Beton GmbH & Co. KG 100,00
Dyckerhoff Transportbeton Thüringen GmbH & Co. KG Erfurt DE EUR 100.000 Dyckerhoff Beton GmbH & Co. KG 95,00
Dyckerhoff Beton Rheinland-Pfalz GmbH & Co. KG Neuwied DE EUR 795.356 Dyckerhoff Beton GmbH & Co. KG 70,97
TBG Lieferbeton GmbH & Co. KG Odenwald Reichelsheim DE EUR 306.900 Dyckerhoff Beton GmbH & Co. KG 66,67
Dyckerhoff Transportbeton Schmalkalden GmbH & Co. KG Erfurt DE EUR 512.000 Dyckerhoff Transportbeton Thüringen GmbH & Co. KG 67,55

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[BILANCIO CONSOLIDATO]

249

ELENCO DELLE IMPRESE INCLUSE NEL BILANCIO CONSOLIDATO E DELLE PARTECIPAZIONI

(segue)

Denominazione Sede Capitale Società partecipante % di partecipazione
Imprese incluse nel consolidamento col metodo integrale (segue)
Cimalux SA Esch-sur-Alzette LU EUR 29.900.000 Dyckerhoff GmbH 98,81
Betonmortel Centrale Groningen (B.C.G.) BV Groningen NL EUR 42.474 Dyckerhoff Basal BV 66,03
Dyckerhoff Basal BV Nieuwegein NL EUR 63.000 Dyckerhoff GmbH 100,00
Dyckerhoff Gravères et Sablières Seltz SAS Seltz FR EUR 180.000 Dyckerhoff Beton GmbH & Co. KG 100,00
ZAPA beton SK sro Bratislava SK EUR 11.859.396 ZAPA beton as Cement Hranice a.s. 99,97 0,03
ZAPA beton HUNGÁRIA Kft Zsujta HU HUF 6.000.000 ZAPA beton SK sro 100,00
Dyckerhoff Polska Sp. z o.o. Nowiny PL PLN 70.000.000 Dyckerhoff GmbH 100,00
Cement Hranice a.s. Hranice CZ CZK 510.219.300 Dyckerhoff GmbH 100,00
ZAPA beton as Praga CZ CZK 300.200.000 Dyckerhoff GmbH 100,00
Nacional Cimentos Participações SA Recife BR BRL 1.747.473.799 Buzzi SpA 100,00
Companhia Nacional de Cimento - CNC Recife BR BRL 1.089.939.076 Nacional Cimentos Participações SA 100,00
Agroindustrial Delta de Minas SA Recife BR BRL 14.168.557 Nacional Cimentos Participações SA 100,00
CCS Cimento de Sergipe SA Aracaju BR BRL 3.476.245 Nacional Cimentos Participações SA 100,00
Mineração Delta do Paraná SA Recife BR BRL 6.169.139 Nacional Cimentos Participações SA 100,00
Agroindustrial Árvore Alta SA Recife BR BRL 928.000 Nacional Cimentos Participações SA 100,00
Mineração Nacional SA Recife BR BRL 16.369.893 Nacional Cimentos Participações SA 100,00
Companhia de Cimento da Paraíba SA Recife BR BRL 315.876.175 Nacional Cimentos Participações SA 100,00
CCA Holding SA Belo Horizonte BR BRL 909.525.105 Companhia Nacional de Cimento - CNC 100,00
Companhia de Cimento Campeão Alvorada SA Belo Horizonte BR BRL 868.331.350 CCA Holding SA 100,00
TC Mena Holdings LTD Abu Dhabi UAE AED 73.450.021 Buzzi SpA 90,00
Gulf Cement Company P.S.C. Ras al-Khaimah UAE AED 410.548.410 TC Mena Holdings LTD 65,70
OOO SLK Cement Suchoi Log RU RUB 30.625.900 Dyckerhoff GmbH 100,00
OOO "DYLOG" Suchoi Log RU RUB 410.000.000 OOO SLK Cement 100,00
OOO CemTrans Suchoi Log RU RUB 185.000.000 OOO SLK Cement 100,00
Buzzi Unicem Algérie Sàrl i. L. Ouled Fayet - Alger DZ DZD 3.000.000 Buzzi SpA 70,00

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[BILANCIO CONSOLIDATO]

250

SISTEMA DI GESTIONE CERTIFIED

ELENCO DELLE IMPRESE INCLUSE NEL BILANCIO CONSOLIDATO E DELLE PARTECIPAZIONI

(segue)

Denominazione Sede Capitale Società partecipante % di partecipazione % di voto
Partecipazioni in imprese a controllo congiunto valutate con il metodo del patrimonio netto
Cementi Moccia SpA Napoli EUR 7.398.300 Buzzi Unicem Srl 50,00
E.L.M.A. Srl Sinalunga (SI) EUR 15.000 Unicalcestruzzi SpA 50,00
BetonMove Srl Vernasca (PC) EUR 10.000 Unicalcestruzzi SpA 49,00
Beaumont Bulk Solutions LLC Dover US USD n/a River Cement Sales Company 50,00
Lichtner-Dyckerhoff Beton GmbH & Co. KG Berlin DE EUR 200.000 Dyckerhoff Beton GmbH & Co. KG 50,00
Presa International BV Amsterdam NL EUR 7.900.000 Buzzi SpA 50,00
Fresit BV Amsterdam NL EUR 6.795.000 Buzzi SpA 50,00
Eljo Holding BV Groningen NL EUR 45.378 Dyckerhoff Basal BV 50,00
Megamix-Randstad BV Gouda NL EUR 90.756 Dyckerhoff Basal BV 50,00
Ravenswaarden BV Zutphen NL EUR 18.000 Dyckerhoff Basal BV 50,00
EKO ZAPA beton sro Praha CZ CZK 1.008.000 ZAPA beton as 50,00
ZAPA UNISTAV sro Brno CZ CZK 20.000.000 ZAPA beton as 50,00
Nacional Empreendimentos SA Recife BR BRL 80.720.669 Nacional Cimentos Participações SA 74,50 49,00
Cantagalo Empreendimentos SA Recife BR BRL 248.267 Nacional Empreendimentos SA 100,00
Delta de Arcos SA Recife BR BRL 2.136.668 Nacional Empreendimentos SA 100,00
Delta de Matozinhos SA Recife BR BRL 1.314.836 Nacional Empreendimentos SA 100,00
Mineração Bacupari SA Recife BR BRL 43.835.178 Nacional Empreendimentos SA 100,00
Mineração Delta de Sergipe SA Aracaju BR BRL 1.597.939 Nacional Empreendimentos SA 100,00
Delta da Paraíba SA Recife BR BRL 20.162.808 Nacional Empreendimentos SA 100,00
Corporacion Moctezuma, SAB de CV Ciudad de México MX MXN 171.376.652 Fresit BV 51,51
Presa International BV 15,16
Cementos Moctezuma SA de CV Ciudad de México MX MXN 2.421.712.753 Corporacion Moctezuma, SAB de CV 100,00

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[BILANCIO CONSOLIDATO]

251

SISTEMA DI GESTIONE CERTIFIED

ELENCO DELLE IMPRESE INCLUSE NEL BILANCIO CONSOLIDATO E DELLE PARTECIPAZIONI

(segue)

Denominazione Sede Capitale Società partecipante % di partecipazione
Partecipazioni in imprese collegate valutate con il metodo del patrimonio netto
HINFRA Srl Casale Monferrato (AL) EUR 10.000 Buzzi SpA 60,00
Laterlite SpA Solignano (PR) EUR 22.500.000 Buzzi SpA 33,33
Alpacem Cementi Italia SpA San Vito Al Tagliamento (PN) EUR 2.000.000 Buzzi SpA 25,00
Edilcave Srl Villar Focchiardo (TO) EUR 72.800 Unicalcestruzzi SpA 20,00
Calcestruzzi Faure Srl Salbertrand (TO) EUR 53.560 Unicalcestruzzi SpA 24,00
Houston Cement Company LP Houston US USD n/a Alamo Cement Company 20,00
Louisville Cement Assets Transition Company West Palm Beach US USD 179.268.008 Lone Star Industries Inc. 25,00
Nordenhamer Transportbeton GmbH & Co. KG Nordenham DE EUR 322.114 Dyckerhoff Beton GmbH & Co. KG 56,60
Projektgesellschaft Warstein-Kallenhardt Kalkstein mbH Warstein DE EUR 25.200 Dyckerhoff GmbH 25,00
CI4C GmbH & Co. KG Heidenheim an der Brenz DE EUR 40.000 Dyckerhoff GmbH 25,00
Köster/Dyckerhoff Grundstücksverwaltungs GmbH & Co. KG Warstein DE EUR 10.000 Dyckerhoff GmbH 24,90
Köster/Dyckerhoff Vermögensverwaltungs GmbH Warstein DE EUR 25.000 Dyckerhoff GmbH 24,90
BLD Betonlogistik Deutschland GmbH Rommerskirchen DE EUR 25.200 Dyckerhoff Beton GmbH & Co. KG 50,00
Lichtner-Dyckerhoff Beton Verwaltungs GmbH Berlin DE EUR 25.000 Dyckerhoff Beton GmbH & Co. KG 50,00
TRAMIRA Transportbetonwerk Minden-Ravensberg GmbH & Co. KG Minden-Dankersen DE EUR 1.000.000 Dyckerhoff Beton GmbH & Co. KG 50,00
BLRP Betonrogistik Rheinland-Pfalz GmbH Rommerskirchen DE EUR 25.000 Dyckerhoff Beton Rheinland-Pfalz GmbH & Co. KG 50,00
SA des Bétons Frais Schifflange LU EUR 2.500.000 Cimalux SA 41,00
Transass SA Schifflange LU EUR 50.000 Cimalux SA 41,00
Bétons Feidt SA Luxembourg LU EUR 2.500.000 Cimalux SA 30,00
Van Zanten Holding BV VR Leek NL EUR 18.151 Dyckerhoff Basal BV 25,00
BLN Beton Logistiek Nederland BV Heteren NL EUR 26.000 Dyckerhoff Basal BV 50,00
Société des Ciments de Sour El Ghozlane EPE SpA Sour El Ghozlane DZ DZD 1.900.000.000 Buzzi SpA 35,00
Société des Ciments de Hadjar Soud EPE SpA Azzaba DZ DZD 1.550.000.000 Buzzi SpA 35,00
Alpacem Zement Austria GmbH Klagenfurt AT EUR 1.000.000 Buzzi SpA 25,00
Alpacem Cement dd Deskle SL EUR 36.818.921 Buzzi SpA 25,00

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ELENCO DELLE IMPRESE INCLUSE NEL BILANCIO CONSOLIDATO E DELLE PARTECIPAZIONI

(segue)

Denominazione Sede Capitale Società partecipante % di partecipazione
Altre partecipazioni in imprese controllate valutate al valore equo
Dyckerhoff Beton Verwaltungs GmbH Wiesbaden DE EUR 46.100 Dyckerhoff GmbH 100,00
GfBB prüftechnik Verwaltungs GmbH Flörsheim DE EUR 25.600 Dyckerhoff GmbH 100,00
Lieferbeton Odenwald Verwaltungs GmbH Flörsheim DE EUR 25.000 Dyckerhoff GmbH 100,00
Dyckerhoff Kieswerk Trebur Verwaltungs GmbH Trebur-Geinsheim DE EUR 25.000 Dyckerhoff Beton GmbH & Co. KG 100,00
SIBO-Gruppe Verwaltungsgesellschaft mbH Lengerich DE EUR 26.000 Dyckerhoff Beton GmbH & Co. KG 100,00
MKB Mörteldienst Köln-Bonn Verwaltungsgesellschaft mbH Neuss DE EUR 25.000 Dyckerhoff Beton GmbH & Co. KG 100,00
Dyckerhoff Beton Rheinland-Pfalz Verwaltungs GmbH Neuwied DE EUR 26.000 Dyckerhoff Beton GmbH & Co. KG 70,97
Dyckerhoff Transportbeton Thüringen Verwaltungs GmbH Erfurt DE EUR 25.565 Dyckerhoff Transportbeton Thüringen GmbH & Co. KG 100,00
Dyckerhoff Transportbeton Schmalkalden Verwaltungs GmbH Erfurt DE EUR 25.600 Dyckerhoff Transportbeton Thüringen GmbH & Co. KG 67,58
Nordenhamer Transportbeton GmbH Nordenham DE EUR 25.565 Dyckerhoff Beton GmbH & Co. KG 56,60
Grey 2024 LLC Kyiv city UA UAH 40.000 Dyckerhoff GmbH 100,00
Compania Cubana de Cemento Portland SA Havana CU CUP 100 Lone Star Industries Inc. 100,00
Proyectos Industries de Jaruco SA Havana CU CUP 186.700 Compania Cubana de Cemento Portland SA 100,00
Transports Mariel SA Havana CU CUP 100 Lone Star Industries Inc. 100,00

Alle società con sede in Germania, costituite sotto forma di GmbH & Co. KG e consolidate linea per linea, si applica l'esenzione di cui all'articolo 264b del codice commerciale tedesco.


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Informazioni ai sensi dell'art. 149-duodecies del Regolamento Emittenti CONSOB

Il seguente prospetto redatto ai sensi dell'art. 149-duodecies del Regolamento CONSOB n. 11971/99, riporta i corrispettivi di competenza dell'esercizio 2025 per i servizi di revisione e per quelli diversi dalla revisione resi dalla società di revisione e da entità appartenenti alla sua rete.

(migliaia di euro) Soggetto che ha erogato il servizio Destinatario Corrispettivi di competenza dell'esercizio 2025
Revisione contabile PwC SpA Capogruppo – Buzzi SpA 129
PwC SpA Società controllate 181
Rete PwC Società controllate 1.357
Servizi di attestazione PwC SpA Capogruppo – Buzzi SpA (1) 102
Altri servizi Rete PwC Capogruppo – Buzzi SpA (2) 24
Totale 1.793

(1) Attestazione di conformità su Rendicontazione consolidata di sostenibilità (2) Procedure di revisione concordate sull'informativa finanziaria annuale delle società collegate Società des Ciments de Sour El Ghozlane, Société des Ciments de Hadjar Soud


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ATTESTAZIONE DEL BILANCIO CONSOLIDATO

AI SENSI DELL'ART. 81 TER DEL REGOLAMENTO CONSOB N. 11971 DEL 14 MAGGIO 1999 E SUCCESSIVE MODIFICHE E INTEGRAZIONI

  • I sottoscritti Pietro Buzzi, in qualità di Amministratore Delegato, ed Elisa Bressan, in qualità di Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari di Buzzi SpA, attestano, tenuto anche conto di quanto previsto dall'art. 154-bis, commi 3 e 4, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58:
  • l'adequatezza in relazione alle caratteristiche dell'impresa e
  • l'effettiva applicazione,

delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio consolidato, nel corso del 2025.

  • Si attesta, inoltre, che: a) il bilancio consolidato
  • è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità europea ai sensi del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002;
  • corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
  • è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'emittente e dell'insieme delle imprese incluse nel consolidamento; b) la relazione sulla gestione comprende un'analisi attendibile dell'andamento e del risultato della gestione, nonché della situazione dell'emittente e dell'insieme delle imprese incluse nel consolidamento, unitamente alla descrizione dei principali rischi e incertezze cui sono esposti.

Casale Monferrato, 31 marzo 2026

L'Amministratore Delegato Pietro Buzzi

Il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari Elisa Bressan


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Relazione della società di revisione indipendente ai sensi dell'articolo 14 del DLgs 39/2010 e dell'articolo 10 del Regolamento (UE) 537/2014

Agli Azionisti di

Buzzi SpA

Relazione sulla revisione contabile del bilancio consolidato

Giudizio

Abbiamo svolto la revisione contabile del bilancio consolidato del gruppo Buzzi (il “Gruppo”), costituito dallo stato patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2025, dal conto economico consolidato, dal conto economico complessivo consolidato, dal rendiconto finanziario consolidato, dal prospetto delle variazioni di patrimonio netto consolidato per l’esercizio chiuso a tale data e dalle note ai prospetti contabili consolidati che includono le informazioni rilevanti sui principi contabili applicati.

A nostro giudizio, il bilancio consolidato fornisce una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria del Gruppo al 31 dicembre 2025, del risultato economico e dei flussi di cassa per l’esercizio chiuso a tale data in conformità ai principi contabili IFRS emanati dall’International Accounting Standards Board e adottati dall’Unione Europea nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell’articolo 9 del DLgs 38/2005.

Elementi alla base del giudizio

Abbiamo svolto la revisione contabile in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia). Le nostre responsabilità ai sensi di tali principi sono ulteriormente descritte nella sezione “Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio consolidato” della

PricewaterhouseCoopers SpA

Sede legale: Milano 20145 Piazza Tre Tori 2 Tel. 02 77851 Fax 02 7785240, Capitale Sociale Euro 6.890.000,00 i.v. C.F. e P.IVA e Reg. Imprese Milano Monza Brianza Lodi 12979880155 Iscritta al n° 119644 del Registro dei Revisori Legali - Albi Uffici: Ancona 60131 Via Sandro Totti 1 Tel. 071 2132311 - Bari 70122 Via Abate Gimma 72 Tel. 080 5640211 - Bergamo 24121 Largo Belotti 5 Tel. 035 229691 - Bologna 40124 Via Luigi Carlo Farini 12 Tel. 051 6186211 - Brescia 25121 Viale Duca d’Aosta 28 Tel. 030 3697501 - Catania 95129 Corso Italia 302 Tel. 095 7532311 - Firenze 50121 Viale Gramsci 15 Tel. 055 2482811 - Genova 16121 Piazza Piccapietra 9 Tel. 010 29041 - Napoli 80121 Via dei Mille 16 Tel. 081 36181 - Padova 35138 Via Vicenza 4 Tel. 049 873481 - Palermo 90141 Via Marchese Ugo 60 Tel. 091 349737 - Parma 43121 Via Pisacane 1B Tel. 0521 275911 - Pescara 65127 Piazza Ettore Trollo 8 Tel. 085 4545711 - Roma 00154 Largo Fochetti 29 Tel. 06 570251 - Torino 10122 Via Santa Maria 11 Tel. 011 556771 - Trento 38122 Viale della Costituzione 33 Tel. 0461 237004 - Treviso 31100 Viale Felissent 50 Tel. 0422 698911 - Udine 33100 Via Poscolle 43 Tel. 0432 25789 - Varese 21100 Via Albuzzi 43 Tel. 0332 285039 - Verona 37135 Via Francia 21/C Tel. 045 8263001.

www.pwc.com/it


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presente relazione. Siamo indipendenti rispetto alla società Buzzi SpA (la “Società”) in conformità alle norme e ai principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell’ordinamento italiano alla revisione contabile del bilancio. Riteniamo di aver acquisito elementi probativi sufficienti e appropriati su cui basare il nostro giudizio.

Aspetti chiave della revisione contabile

Gli aspetti chiave della revisione contabile sono quegli aspetti che, secondo il nostro giudizio professionale, sono stati maggiormente significativi nell’ambito della revisione contabile del bilancio consolidato dell’esercizio in esame. Tali aspetti sono stati da noi affrontati nell’ambito della revisione contabile e nella formazione del nostro giudizio sul bilancio consolidato nel suo complesso; pertanto su tali aspetti non esprimiamo un giudizio separato.

Aspetti chiave Procedure di revisione in risposta agli aspetti chiave
Valutazione della recuperabilità dell’avviamento

Nota 2 del bilancio consolidato “Sintesi dei principi contabili rilevanti” paragrafo 2.8 “Attività immateriali”, paragrafo 2.11 “Perdita di valore delle attività non finanziarie” e nota 19 del bilancio consolidato “Avviamento e altre attività immateriali”

Il valore dell’avviamento al 31 dicembre 2025 ammonta a Euro 868,9 milioni, riferito alle seguenti unità generatrici di flussi finanziari o gruppi di unità generatrici di flussi finanziari (“Cash Generating Unit” o “CGU”): per Euro 76,8 milioni alla CGU denominata Italia, per Euro 37,7 milioni alla CGU denominata Stati Uniti d’America, per Euro 130,7 milioni alla CGU denominata Germania, per Euro 69,1 milioni alla CGU denominata Lussemburgo, per Euro 88,2 milioni alla CGU denominata Polonia, per Euro 105,9 milioni alla CGU denominata Repubblica Ceca/Slovacchia e per Euro 360,5 milioni alla CGU denominata Brasile. | Abbiamo ottenuto i modelli valutativi e la documentazione utilizzati dalla direzione aziendale per l’identificazione di eventuali perdite di valore secondo quanto previsto dalla Procedura e, anche tramite il supporto di esperti appartenenti alla rete PwC, abbiamo svolto le seguenti principali procedure di revisione:

• comprensione e valutazione della Procedura e verifica della coerenza dei suoi contenuti con quanto previsto dal principio contabile IAS 36 “Riduzione di valore delle attività”, nonché della sua conforme applicazione; • valutazione dell’adeguatezza dell’identificazione delle CGU utilizzate per l’allocazione dell’avviamento e della loro coerenza con la struttura organizzativa del Gruppo Buzzi, con i meccanismi decisionali interni e con la reportistica gestionale; • verifica della corretta allocazione delle attività a ciascuna CGU identificata; • analisi delle risultanze delle attività svolte |

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In accordo con il principio contabile IAS 36 "Riduzione di valore delle attività" e con la procedura di impairment approvata dal Consiglio di Amministrazione di Buzzi SpA in via autonoma e anticipata rispetto al momento dell'approvazione del progetto di bilancio (la "Procedura"), la direzione aziendale effettua la verifica della recuperabilità dell'avviamento allocato alle CGU identificate, confrontando il valore contabile delle stesse con la stima dei relativi valori recuperabili (c.d. test di impairment), annualmente o quando sussistono indicatori che facciano prevedere un'eventuale perdita di valore.

Il valore recuperabile di un'attività è rappresentato dal maggiore tra il fair value, al netto dei costi accessori di vendita, e il relativo valore d'uso, determinato attualizzandone i flussi finanziari futuri stimati. Nel determinare il valore d'uso, i flussi finanziari futuri attesi sono attualizzati utilizzando un tasso di sconto che riflette le valutazioni correnti di mercato del costo del denaro, rapportato al periodo dell'investimento e ai rischi specifici dell'attività.

Nello specifico, la direzione aziendale ha svolto l'esercizio annuale di impairment alla data del 31 dicembre 2025 su tutte le CGU identificate, determinando il valore recuperabile secondo la configurazione del valore d'uso ottenuto attualizzando i dati previsionali delle CGU, relativi al periodo di cinque anni successivi alla data di bilancio derivanti dalle proiezioni economico - finanziarie 2026 - 2030 approvate dal Consiglio di Amministrazione di Buzzi SpA in data 31 marzo 2026, ai quali è stato aggiunto un valore terminale. Le assunzioni chiave utilizzate per la determinazione del valore recuperabile delle CGU sono la stima dei livelli di fatturato, dell'EBITDA, dei flussi di cassa operativi, del tasso di crescita di lungo termine e del costo medio ponderato del capitale (tasso di attualizzazione), tenendo in considerazione le

dai revisori delle società partecipate;

  • verifica dell'accuratezza matematica dei modelli;
  • verifica della coerenza dei flussi di cassa prospettici utilizzati ai fini dell'impairment test con le proiezioni economico - finanziarie approvate dal Consiglio di Amministrazione di Buzzi SpA in data 31 marzo 2026;
  • valutazione della ragionevolezza delle principali assunzioni alla base della determinazione dei dati inclusi nei modelli, con particolare riferimento ai flussi di cassa prospettici anche in considerazione dei dati storici e dei rischi collegati ai cambiamenti climatici, ai tassi di crescita anche alla luce di quelli previsti per il settore dalle fonti esterne di informazione e ai tassi di attualizzazione utilizzati per determinare il valore d'uso;
  • verifica delle analisi di sensitività sulle assunzioni rilevanti, con particolare riferimento ai flussi finanziari futuri e ai tassi di attualizzazione degli stessi.

Le nostre verifiche hanno infine ricompreso la verifica dell'adequatezza e della completezza dell'informativa fornita nelle note al bilancio consolidato rispetto alle informazioni e ai dati ottenuti nel corso dello svolgimento dell'attività di revisione e rispetto a quanto previsto dai principi contabili internazionali, con particolare riferimento alla descrizione delle modalità di svolgimento dell'impairment test, all'inserimento delle principali assunzioni utilizzate per lo svolgimento dello stesso e alle analisi di sensitività svolte.

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performance economico - finanziarie passate e le aspettative future.

A seguito del test di impairment svolto, il valore recuperabile è risultato superiore al valore contabile per tutte le CGU identificate.

La valutazione della recuperabilità dell'avviamento è stata considerata un aspetto chiave della revisione in virtù delle stime complesse alla base del test di impairment, quali ad esempio quelle relative ai flussi di cassa prospettici, alle variabili che compongono i tassi di attualizzazione e al tasso di crescita da utilizzare per la stima del valore terminale dopo il periodo di previsione esplicita dei flussi.

Responsabilità degli amministratori e del collegio sindacale per il bilancio consolidato

Gli amministratori sono responsabili per la redazione del bilancio consolidato che fornisca una rappresentazione veritiera e corretta in conformità ai principi contabili IFRS emanati dall’International Accounting Standards Board e adottati dall’Unione Europea nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell’articolo 9 del DLgs 38/2005 e, nei termini previsti dalla legge, per quella parte del controllo interno dagli stessi ritenuta necessaria per consentire la redazione di un bilancio che non contenga errori significativi dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali.

Gli amministratori sono responsabili per la valutazione della capacità del Gruppo di continuare a operare come un’entità in funzionamento e, nella redazione del bilancio consolidato, per l’appropriatezza dell’utilizzo del presupposto della continuità aziendale, nonché per una adeguata informativa in materia. Gli amministratori utilizzano il presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio consolidato a meno che abbiano valutato che sussistono le condizioni per la liquidazione della capogruppo Buzzi SpA o per l’interruzione dell’attività o non abbiano alternative realistiche a tali scelte.

Il collegio sindacale ha la responsabilità della vigilanza, nei termini previsti dalla legge, sul processo di predisposizione dell’informativa finanziaria del Gruppo.

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PwC

Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio consolidato

I nostri obiettivi sono l'acquisizione di una ragionevole sicurezza che il bilancio consolidato nel suo complesso non contenga errori significativi, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali, e l'emissione di una relazione di revisione che includa il nostro giudizio. Per ragionevole sicurezza si intende un livello elevato di sicurezza che, tuttavia, non fornisce la garanzia che una revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia) individui sempre un errore significativo, qualora esistente. Gli errori possono derivare da frodi o da comportamenti o eventi non intenzionali e sono considerati significativi qualora ci si possa ragionevolmente attendere che essi, singolarmente o nel loro insieme, siano in grado di influenzare le decisioni economiche prese dagli utilizzatori sulla base del bilancio consolidato.

Nell'ambito della revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia), abbiamo esercitato il giudizio professionale e abbiamo mantenuto lo scetticismo professionale per tutta la durata della revisione contabile. Inoltre:

  • abbiamo identificato e valutato i rischi di errori significativi nel bilancio consolidato, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali; abbiamo definito e svolto procedure di revisione in risposta a tali rischi; abbiamo acquisito elementi probativi sufficienti e appropriati su cui basare il nostro giudizio. Il rischio di non individuare un errore significativo dovuto a frodi è più elevato rispetto al rischio di non individuare un errore significativo derivante da comportamenti o eventi non intenzionali, poiché la frode può implicare l'esistenza di collusioni, falsificazioni, omissioni intenzionali, rappresentazioni fuorvianti o forzature del controllo interno;

  • abbiamo acquisito una comprensione del controllo interno rilevante ai fini della revisione contabile allo scopo di definire procedure di revisione appropriate nelle circostanze e non per esprimere un giudizio sull'efficacia del controllo interno del Gruppo;

  • abbiamo valutato l'appropriatezza dei principi contabili utilizzati nonché la ragionevolezza delle stime contabili effettuate dagli amministratori, inclusa la relativa informativa;

  • siamo giunti a una conclusione sull'appropriatezza dell'utilizzo da parte degli amministratori del presupposto della continuità aziendale e, in base agli elementi probativi acquisiti, sull'eventuale esistenza di un'incertezza significativa riguardo a eventi o circostanze che

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possono far sorgere dubbi significativi sulla capacità del Gruppo di continuare a operare come un'entità in funzionamento. In presenza di un'incertezza significativa, siamo tenuti a richiamare l'attenzione nella relazione di revisione sulla relativa informativa di bilancio ovvero, qualora tale informativa sia inadeguata, a riflettere tale circostanza nella formulazione del nostro giudizio. Le nostre conclusioni sono basate sugli elementi probativi acquisiti fino alla data della presente relazione. Tuttavia, eventi o circostanze successivi possono comportare che il Gruppo cessi di operare come un'entità in funzionamento;

  • abbiamo valutato la presentazione, la struttura e il contenuto del bilancio consolidato nel suo complesso, inclusa l'informativa, e se il bilancio consolidato rappresenti le operazioni e gli eventi sottostanti in modo da fornire una corretta rappresentazione;

  • abbiamo acquisito elementi probativi sufficienti e appropriati sulle informazioni finanziarie delle imprese o delle differenti attività economiche svolte all'interno del Gruppo per esprimere un giudizio sul bilancio consolidato. Siamo responsabili della direzione, della supervisione e dello svolgimento dell'incarico di revisione contabile del Gruppo. Siamo gli unici responsabili del giudizio di revisione sul bilancio consolidato.

Abbiamo comunicato ai responsabili delle attività di governance, identificati a un livello appropriato come richiesto dagli ISA Italia, tra gli altri aspetti, la portata e la tempistica pianificate per la revisione contabile e i risultati significativi emersi, incluse le eventuali carenze significative nel controllo interno identificate nel corso della revisione contabile.

Abbiamo fornito ai responsabili delle attività di governance anche una dichiarazione sul fatto che abbiamo rispettato le norme e i principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell'ordinamento italiano e abbiamo comunicato loro ogni situazione che possa ragionevolmente avere un effetto sulla nostra indipendenza e, ove applicabile, le azioni intraprese per eliminare i relativi rischi o le misure di salvaguardia applicate.

Tra gli aspetti comunicati ai responsabili delle attività di governance, abbiamo identificato quelli che sono stati più rilevanti nell'ambito della revisione contabile del bilancio consolidato dell'esercizio in esame, che hanno costituito quindi gli aspetti chiave della revisione. Abbiamo descritto tali aspetti nella relazione di revisione.

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Altre informazioni comunicate ai sensi dell'articolo 10 del Regolamento (UE) 537/2014

L'assemblea degli azionisti di Buzzi SpA ci ha conferito in data 12 maggio 2022 l'incarico di revisione legale dei bilanci d'esercizio e consolidato della Società per gli esercizi dal 31 dicembre 2023 al 31 dicembre 2031.

Dichiariamo che non sono stati prestati servizi diversi dalla revisione contabile vietati ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 1, del Regolamento (UE) 537/2014 e che siamo rimasti indipendenti rispetto alla Società nell'esecuzione della revisione legale.

Confermiamo che il giudizio sul bilancio consolidato espresso nella presente relazione è in linea con quanto indicato nella relazione aggiuntiva destinata al collegio sindacale, nella sua funzione di comitato per il controllo interno e la revisione contabile, predisposta ai sensi dell'articolo 11 del citato Regolamento.

Relazione su altre disposizioni di legge e regolamentari

Giudizio sulla conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 815/2019

Gli amministratori di Buzzi SpA sono responsabili per l'applicazione delle disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 815/2019 della Commissione Europea in materia di norme tecniche di regolamentazione relative alla specificazione del formato elettronico unico di comunicazione (ESEF - European Single Electronic Format) (il “Regolamento Delegato”) al bilancio consolidato al 31 dicembre 2025, da includere nella relazione finanziaria annuale.

Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) 700B al fine di esprimere un giudizio sulla conformità del bilancio consolidato alle disposizioni del Regolamento Delegato.

A nostro giudizio, il bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 è stato predisposto nel formato XHTML ed è stato marcato, in tutti gli aspetti significativi, in conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato.

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Alcune informazioni contenute nelle note esplicative al bilancio consolidato quando estratte dal formato XHTML in un'istanza XBRL, a causa di taluni limiti tecnici, potrebbero non essere riprodotte in maniera identica rispetto alle corrispondenti informazioni visualizzabili nel bilancio consolidato in formato XHTML.

Giudizi e dichiarazione ai sensi dell’articolo 14, comma 2, lettere e), e-bis) ed e-ter), del DLgs 39/2010 e ai sensi dell’articolo 123-bis, comma 4, del DLgs 58/1998

Gli amministratori di Buzzi SpA sono responsabili per la predisposizione della relazione sulla gestione e della relazione sul governo societario e gli assetti proprietari del gruppo Buzzi al 31 dicembre 2025, incluse la loro coerenza con il relativo bilancio consolidato e la loro conformità alle norme di legge.

Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) 720B al fine di:

  • esprimere un giudizio sulla coerenza della relazione sulla gestione e di alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell’articolo 123-bis, comma 4, del DLgs 58/1998, con il bilancio consolidato;

  • esprimere un giudizio sulla conformità alle norme di legge della relazione sulla gestione, esclusa la sezione relativa alla rendicontazione consolidata di sostenibilità, e di alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell’articolo 123-bis, comma 4, del DLgs 58/1998;

  • rilasciare una dichiarazione su eventuali errori significativi nella relazione sulla gestione e in alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell’articolo 123-bis, comma 4, del DLgs 58/1998.

A nostro giudizio, la relazione sulla gestione e le specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell’articolo 123-bis, comma 4, del DLgs 58/1998 sono coerenti con il bilancio consolidato del gruppo Buzzi al 31 dicembre 2025.

Inoltre, a nostro giudizio, la relazione sulla gestione, esclusa la sezione relativa alla rendicontazione consolidata di sostenibilità, e le specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell’articolo 123-bis, comma 4, del DLgs 58/1998 sono redatte in conformità alle norme di legge.

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Con riferimento alla dichiarazione di cui all'articolo 14, comma 2, lettera e-ter), del DLgs 39/2010, rilasciata sulla base delle conoscenze e della comprensione dell'impresa e del relativo contesto acquisite nel corso dell'attività di revisione, non abbiamo nulla da riportare.

Il nostro giudizio sulla conformità alle norme di legge non si estende alla sezione della relazione sulla gestione relativa alla rendicontazione consolidata di sostenibilità. Le conclusioni sulla conformità di tale sezione alle norme che ne disciplinano i criteri di redazione e all'osservanza degli obblighi di informativa previsti dall'articolo 8 del Regolamento (UE) 852/2020 sono formulate da parte nostra nella relazione di attestazione ai sensi dell'articolo 14-bis del DLgs 39/2010.

Torino, 13 aprile 2026

PricewaterhouseCoopers SpA

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Piero De Lorenzi

(Revisore legale)

9 di 9


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Bilancio civilistico

Conto economico 265 Conto economico complessivo 266 Stato Patrimoniale 267 Rendiconto Finanziario 269 Variazioni di patrimonio netto 270 Note ai prospetti contabili 271 Attestazione del bilancio d'esercizio 322 Relazione della società di revisione sul bilancio civilistico 323 Relazione del collegio sindacale 332

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CONTO ECONOMICO

(euro) Nota 2025 di cui con parti correlate 2024 di cui con parti correlate
Ricavi netti 5 10.068.029 10.068.029 9.839.816 9.839.784
Proventi da definizione contenziosi 6 9.084.087 - - -
Altri ricavi operativi 7 6.729.628 6.001.796 6.249.524 5.163.187
Materie prime, sussidiarie e di consumo 8 (566.868) 254.613 (70.163) 386.318
Servizi 9 (12.764.203) (1.009.297) (11.775.691) (601.106)
Costi del personale 10 (18.156.264) (165.509) (18.019.395) (179.502)
Altri costi operativi 11 (2.436.042) - (1.376.011) -
Margine operativo lordo (8.041.633) (15.151.920)
Ammortamenti 12 (1.653.205) - (1.556.187) -
Risultato operativo (9.694.838) (16.708.107)
Proventi finanziari 13 933.619.662 777.152.462 381.027.490 332.796.146
Oneri finanziari 13 (75.883.836) (25.881.484) (126.854.111) (33.224.473)
Utile prima delle imposte 848.040.988 237.465.272
Imposte sul reddito 14 (2.813.712) - 56.107.512 -
Utile dell'esercizio 845.227.276 293.572.784

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CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO

(euro) 2025 2024
Utile dell'esercizio 845.227.276 293.572.784
Voci che non saranno riclassificate nel conto economico
Utili (perdite) attuariali su benefici successivi al rapporto di lavoro 14.350 9.316
Imposte sul reddito relative alle voci che non saranno riclassificate (4.004) (2.599)
Totale voci che non saranno riclassificate nel conto economico 10.346 6.717
Voci che potranno essere riclassificate successivamente nel conto economico - -
Altre componenti di conto economico complessivo, dopo imposte 10.346 6.717
Totale conto economico complessivo dell'esercizio 845.237.622 293.579.501

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STATO PATRIMONIALE

(euro) Nota 31.12.2025 di cui con parti correlate 31.12.2024 di cui con parti correlate
Attività
Attività non correnti
Altre attività immateriali 15 133.781 - 180.417 -
Attività in diritto d'uso 16 910.931 - 879.318 -
Immobili, impianti e macchinari 17 6.227.168 - 6.643.367 -
Investimenti immobiliari 18 2.020.046 - 2.020.046 -
Partecipazioni in società controllate, collegate e a controllo congiunto 19 3.186.486.795 - 2.828.804.336 -
Partecipazioni in altre imprese 20 - - 6.637 -
Attività fiscali differite 34 103.141.229 - 111.232.016 -
Crediti e altre attività non correnti 21 249.628.258 248.653.268 526.150.663 525.393.026
3.548.548.208 3.475.916.800
Attività correnti
Crediti commerciali 22 10.340.761 10.198.335 9.943.643 9.437.584
Altri crediti 23 220.521.858 212.057.275 53.274.326 44.343.385
Disponibilità liquide 24 397.888.674 - 274.243.671 -
628.751.293 337.461.640
Attività possedute per la vendita 25 911.151 - 911.151 -

Totale Attività 4.178.210.652 3.814.289.591


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(euro) Nota 31.12.2025 di cui con parti correlate 31.12.2024 di cui con parti correlate
PATRIMONIO NETTO
Capitale sociale 26 123.636.659 - 123.636.659 -
Sovrapprezzo delle azioni 27 458.696.023 - 458.696.023 -
Altre riserve 28 415.463.473 - 431.304.168 -
Utili portati a nuovo 29 1.571.185.498 - 1.388.466.853 -
Utile dell'esercizio 845.227.276 - 293.572.784 -
Azioni proprie 26 (280.829.978) - (278.106.945) -
Totale Patrimonio netto 30 3.133.378.951 2.417.569.542 -
Passività
Passività non correnti
Finanziamenti a lungo termine 31 615.400.524 314.893.617 316.295.398 -
Debiti per locazioni 16 514.681 - 575.440 -
Benefici per i dipendenti 32 2.096.188 - 2.023.118 -
Fondi per rischi e oneri 33 1.766.360 - 2.463.593 -
Passività fiscali differite 34 - - 9.069.686 -
619.777.753 330.427.235
Passività correnti
Quota corrente dei finanziamenti a lungo termine 31 15.995.566 - 752.600.227 572.721.148
Finanziamenti a breve termine 31 396.509.479 393.853.989 281.122.365 275.799.759
Quota corrente dei debiti per locazioni 16 421.249 - 330.422 -
Debiti commerciali 35 3.775.581 269.457 5.342.749 89.958
Fondi per rischi e oneri 33 1.053.944 - 2.716.404 -
Altri debiti 36 7.298.129 155 24.180.647 156
425.053.948 1.066.292.814
Totale Passività 1.044.831.701 1.396.720.049
Totale Patrimonio netto e Passività 4.178.210.652 3.814.289.591

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RENDICONTO FINANZIARIO

(euro) Note 2025 2024
Flusso monetario da attività operative
Cassa generata dalle operazioni 37 (10.732.709) (2.066.836)
Interessi passivi pagati (20.099.109) (24.193.412)
Interessi passivi pagati a società del gruppo (30.339.905) (32.463.867)
Imposte sul reddito pagate (20.616.358) (7.528.067)
Flusso monetario netto generato (assorbito) dalle attività operative (81.788.081) (66.252.182)
Flusso monetario da attività d'investimento
Investimenti in immobilizzazioni immateriali 15 (27.340) (30.829)
Investimenti in immobilizzazioni materiali 17 (801.340) (965.786)
Acquisto di imprese controllate e collegate 19 (40.000.000) -
Investimenti in altre partecipazioni 20 (6.350)
Prezzo di realizzo immobilizzazioni materiali e immateriali 35.250 11.455
Variazioni dei crediti finanziari 21-23 (217.352) 139.797.293
Variazioni dei crediti finanziari verso società del gruppo 21-23 (110.289.466) (297.237.230)
Dividendi delle partecipazioni 13 725.260.151 319.954.035
Interessi attivi incassati 9.863.765 29.412.768
Interessi attivi incassati da società del gruppo 10.576.211 455.639
Flusso monetario netto generato (assorbito) dalle attività d'investimento 594.399.879 191.390.995
Flusso monetario da attività di finanziamento
Accensione di finanziamenti a lungo termine 31 - 149.526.120
Rimborso di finanziamenti a lungo termine 31 (167.945.135) (252.500.000)
Variazione netta dei finanziamenti a breve termine 31 398.600 594.473
Rimborsi di debiti per locazioni 16 (483.540) (376.583)
Variazione dei debiti finanziari verso società del gruppo 31 (69.869.449) 98.266.795
Variazione delle partecipazioni senza perdita del controllo 19 (16.655.421) (3.048.757)
Acquisto di azioni proprie 26 (2.723.032) (147.189.726)
Dividendi pagati ad azionisti della società 40 (126.717.415) (110.961.454)
Flusso monetario netto generato (assorbito) dalle attività di finanziamento (383.995.392) (265.689.132)
Differenze di conversione sulla liquidità (4.971.403) -
Aumento (diminuzione) delle disponibilità liquide 123.645.003 (140.550.319)
Disponibilità liquide iniziali 24 274.243.671 414.793.990
Disponibilità liquide finali 24 397.888.674 274.243.671

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VARIAZIONI DI PATRIMONIO NETTO

(migliaia di euro) Capitale sociale Sovrap-prezzo delle azioni Altre riserve Utili portati a nuovo Azioni proprie Utile (perdita) del esercizio Totale
Saldi al 1 gennaio 2024 123.637 458.696 432.441 1.259.858 (130.918) 238.421 2.382.135
Utile dell'esercizio - - - - - 293.573 293.573
Altre componenti di conto economico complessivo, dopo imposte - - - 6 - - 6
Totale conto economico complessivo dell'esercizio - - - 6 - 293.573 293.579
Dividendi - - - - - (110.961) (110.961)
Destinazione utile dell'esercizio - - (1.137) 128.597 - (127.460) -
Acquisto azioni proprie - - - - (147.189) - (147.189)
Altri movimenti - - - 6 - - 6
Saldi al
Saldi al 31 dicembre 2024 123.637 458.696 431.304 1.388.467 (278.107) 293.573 2.417.570
Utile dell'esercizio - - - - - 845.227 845.227
Altre componenti di conto economico complessivo, dopo imposte - - - 10 - - 10
Totale conto economico complessivo dell'esercizio - - - 10 - 845.227 845.237
Dividendi - - - - - (126.717) (126.717)
Destinazione utile dell'esercizio - - (15.841) 182.697 - (166.856) -
Acquisto azioni proprie - - - - (2.723) - (2.723)
Altri movimenti - - - 12 - - 12
Saldi al 31 dicembre 2025 123.637 458.696 415.463 1.571.186 (280.830) 845.227 3.133.379

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NOTE AI PROSPETTI CONTABILI

1. INFORMAZIONI GENERALI

Buzzi SpA è una società per azioni organizzata secondo l'ordinamento giuridico italiano. La sede legale e amministrativa è situata in Italia a Casale Monferrato (AL), in Via Luigi Buzzi 6. La società è quotata sul mercato Euronext Milan gestito da Borsa Italiana.

Buzzi SpA è la società capogruppo che detiene direttamente o indirettamente tramite altre società le quote di partecipazione al capitale nei paesi in cui opera il gruppo Buzzi.

Buzzi SpA è controllata da Fimedi SpA, che direttamente e indirettamente, tramite la propria controllata Presa SpA, possiede il 53,04% delle azioni con diritto di voto.

Il Consiglio di Amministrazione ha approvato la pubblicazione del presente progetto di bilancio civilistico in data 31 marzo 2026.

La Buzzi SpA, in qualità di capogruppo, ha inoltre predisposto il bilancio consolidato del gruppo Buzzi al 31 dicembre 2025.

2. SINTESI DEI PRINCIPI CONTABILI RILEVANTI

I principi contabili rilevanti adottati nella predisposizione del bilancio sono esposti di seguito. Non ci sono state variazioni rispetto al precedente esercizio, a meno che ciò non sia espressamente indicato.

2.1 Forma e contenuto

Il bilancio è stato predisposto nel rispetto dei principi contabili internazionali (IFRS) emessi dall'International Accounting Standards Board (IASB) e omologati dalla Commissione Europea, nonché dei provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 D. Lgs. 38/2005. Per IFRS s'intendono anche tutti i principi contabili internazionali aggiornati (IAS) e tutte le interpretazioni dell'International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC), in precedenza denominato Standing Interpretations Committee (SIC).

Il bilancio è stato predisposto sulla base del principio del costo storico, modificato, come richiesto, per la valutazione delle attività/passività al valore equo, compresi gli strumenti derivati, e sul presupposto della continuità aziendale.

L'analisi dei rischi finanziari (nota 3), e di quelli legati alle questioni di sostenibilità (Informazioni generali, SBM-3, Rendicontazione consolidata di sostenibilità), non ha fatto emergere criticità sulla continuità aziendale.

Il bilancio è redatto in euro che è la moneta corrente nell'economia in cui opera la società. I prospetti di conto economico, di stato patrimoniale e il rendiconto finanziario sono presentati in unità di euro, mentre il prospetto delle variazioni del patrimonio netto e i valori riportati nelle note ai prospetti contabili sono presentati in migliaia di euro. Gli schemi di bilancio scelti da Buzzi SpA prevedono: per il conto economico l'analisi dei costi basata sulla natura degli stessi e la pubblicazione di due prospetti separati, ovvero il conto economico tradizionale e quello complessivo; per lo stato patrimoniale la distinta presentazione delle attività correnti e non correnti e delle passività correnti e non correnti, generalmente adottata dalle società industriali e commerciali; per il rendiconto finanziario l'adozione del metodo indiretto. L'omogeneità di contenuto delle voci si ottiene, qualora necessario, mediante adattamento del bilancio posto a confronto. Le voci di bilancio esposte nel presente fascicolo sono state


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oggetto di alcuni adattamenti e integrazioni rispetto alle pubblicazioni effettuate in precedenza al fine di fornire una migliore rappresentazione della situazione patrimoniale ed economica della società.

La società evidenzia nei prospetti di conto economico, stato patrimoniale e rendiconto finanziario l'ammontare delle posizioni con parti correlate, distintamente dalle voci di riferimento (ai sensi della delibera CONSOB n. 15519 del 27 luglio 2006). Le operazioni con parti correlate sono anche riportate nella nota 43 del presente bilancio.

La redazione di un bilancio conforme agli IFRS richiede l'effettuazione di alcune importanti stime contabili. Inoltre si richiede che la direzione eserciti il proprio giudizio sul processo di applicazione delle politiche contabili della società. Le aree che comportano un maggior grado di attenzione o di complessità o le aree dove le ipotesi e le stime sono importanti per il bilancio sono esposte alla nota 4.

Principi, emendamenti e interpretazioni

I principi contabili applicati sono illustrati nella sintesi dei principi contabili rilevanti del bilancio consolidato a cui si fa riferimento (nota 2), integrati dai principi specifici riferiti a dividendi, vita utile di immobili, impianti e macchinari e rilevazione e valutazione delle partecipazioni in imprese controllate, collegate, a controllo congiunto e in altre imprese.

2.2 Dividendi percepiti

I dividendi percepiti dalle società partecipate sono riconosciuti a conto economico al momento della relativa deliberazione da parte degli organi assembleari delle partecipate.

2.3 Immobili, impianti e macchinari

Sono iscritti al costo d'acquisto o di produzione, comprensivo degli oneri accessori, meno i fondi ammortamento e le perdite di valore accumulate. Nel costo di produzione sono compresi i costi diretti e indiretti, per la quota ragionevolmente imputabile, sostenuti fino all'entrata in funzione del bene. I costi sostenuti successivamente sono capitalizzati o iscritti come un cespite separato solo se incrementano i benefici economici futuri insiti nel bene cui si riferiscono. Il valore contabile delle parti sostituite viene eliminato. I costi di riparazione e manutenzione sono imputati al conto economico del periodo in cui sono sostenuti; i ricambi strategici più rilevanti vengono capitalizzati al momento dell'acquisto e ammortizzati dal momento della loro installazione.

L'ammortamento degli altri cespiti è calcolato a quote costanti, in relazione alla vita utile stimata e al loro valore residuo, come segue:

Fabbricati 11 – 34 anni
Impianti e macchinari 14 – 17 anni
Attrezzature, automezzi e autoveicoli da trasporto 5 – 6 anni
Mobili, macchine per ufficio e altri beni 6 – 9 anni

Se il valore contabile di un bene è maggiore del suo valore recuperabile stimato, si procede a ridurre il valore contabile a tale valore recuperabile.


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2.4 Partecipazioni

Imprese controllate

Sono tutte le imprese (incluse le società veicolo) sulle quali la società detiene il controllo, inteso come il diritto a ricevere rendimenti variabili derivanti dal suo rapporto con l'entità e come capacità di influenzare quei rendimenti attraverso il proprio potere sull'entità stessa.

Imprese a controllo congiunto

Secondo IFRS 11 gli accordi a controllo congiunto sono classificati come joint operation o joint venture a seconda dei doveri e diritti contrattuali di ciascun partecipante. Buzzi ha valutato la natura dei suoi accordi a controllo congiunto e stabilito che si tratta di joint venture.

Imprese collegate

Si considerano collegate le società nelle quali la società esercita un'influenza notevole ma non il controllo o il controllo congiunto. Generalmente una percentuale di partecipazione compresa tra il 20% e il 50% dei diritti di voto indica influenza notevole.

Altre imprese

Le altre partecipazioni, normalmente società non quotate detenute con una quota di possesso inferiore al 20%, sono iscritte al costo.

Le partecipazioni in imprese controllate, collegate, a controllo congiunto e in altre imprese sono iscritte al costo rettificato in presenza di perdite di valore.

La società determina a ogni data di riferimento del bilancio se vi sia un'evidenza oggettiva che le partecipazioni abbiano subito una riduzione di valore. Se questo è il caso, le partecipazioni sono sottoposte a verifica per riduzione di valore. Qualora il valore recuperabile sia inferiore al valore contabile, la relativa svalutazione viene iscritta nel conto economico.

Il costo originario viene ripristinato negli anni successivi, se vengono meno i motivi degli adeguamenti effettuati, e tale ripristino viene imputato al conto economico.


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3. GESTIONE DEL RISCHIO

3.1 Fattori di rischio finanziario

Le attività di Buzzi sono esposte a diversi tipi di rischi finanziari, quali il rischio di mercato (compresi valuta, prezzo e tasso di interesse), il rischio di credito e il rischio di liquidità. Il gruppo utilizza, talvolta, strumenti finanziari derivati per coprire determinate esposizioni al rischio. Il servizio centrale di tesoreria e finanza, in stretta collaborazione con le unità operative del gruppo, svolge le attività di gestione del rischio volte a identificare, valutare ed eventualmente coprire i rischi finanziari sopra identificati.

Lo scenario geopolitico, con la prosecuzione del conflitto Russo-Ucraina, le criticità in Medio Oriente e le politiche di protezione commerciale introdotte nel 2025 dal governo USA, non ha determinato effetti negativi sulla liquidità del gruppo, né variazioni nella gestione del rischio finanziario.

Rischio di mercato

Buzzi opera a livello internazionale ed è pertanto esposta al rischio derivante dalla fluttuazione dei cambi delle valute estere, soprattutto rispetto al dollaro USA e al Real brasiliano. Il rischio di valuta deriva dalle operazioni commerciali future, dalle attività e passività iscritte in bilancio e dall'investimento netto in imprese estere. Le società estere beneficiano di una copertura naturale dal rischio di mercato, poiché tutte le principali operazioni commerciali sono effettuate nella valuta funzionale e non risentono delle fluttuazioni nei rapporti di cambio. La politica stabilita dalla direzione prevede che le entità del gruppo gestiscano la loro residuale esposizione al rischio valutario utilizzando principalmente strumenti di debito o liquidità in valuta oppure contratti derivati stipulati a livello della capogruppo quali, ad esempio, acquisti a termine di valuta negoziati secondo le procedure in essere. Essa prevede di considerare una copertura per i flussi di cassa attesi di ammontare rilevante e denominati in valute ad alta volatilità.

Di seguito vengono riportati i risultati dell'analisi di sensitività che è stata condotta considerando una rivalutazione/svalutazione dell'euro sulle valute verso le quali la società ha un'esposizione significativa (dollaro USA e Real brasiliano) con un effetto diretto del 10% sull'esposizione netta in euro. Viene quindi preso in considerazione il potenziale impatto sul risultato prima delle imposte tenendo invariate tutte le altre voci di bilancio non influenzate dalla variazione ipotizzata.

Al 31 dicembre 2025, considerando l'esposizione netta alle valute estere convertite in euro, se l'euro si fosse rivalutato/svalutato del 10%, con effetto diretto sull'esposizione stessa, nei confronti del dollaro USA, l'utile ante imposte dell'esercizio sarebbe risultato inferiore/superiore di 7.093 migliaia di euro (superiore/inferiore di 24.027 migliaia nel 2024).

L'esposizione netta verso il dollaro ha cambiato di segno nel corso del 2025 in quanto sono stati chiusi un finanziamento bancario in dollari e un finanziamento intercompany dalla controllata Alamo Cement per un totale di circa 360 milioni di dollari, mentre le posizioni attive sono rimaste in linea con l'anno precedente.

Considerando invece l'esposizione netta al Real brasiliano convertito in euro, se l'euro si fosse rivalutato/svalutato del 10%, con effetto diretto sull'esposizione stessa, nei confronti del Real, l'utile ante imposte dell'esercizio sarebbe risultato inferiore/superiore di 23.012 migliaia di euro (inferiore/superiore di 39.400 migliaia di euro nel 2024).

L'esposizione creditoria netta verso il Real rimane elevata in quanto risultano attivi finanziamenti infragruppo dalla capogruppo verso le controllate brasiliane, seppur ridotti nel corso del 2025.

La variazione dei tassi d'interesse di mercato può avere un effetto sul costo delle diverse forme di finanziamento o sul rendimento degli investimenti in strumenti monetari, provocando un impatto a livello di oneri finanziari netti sostenuti. Il rischio di tasso d'interesse deriva dai debiti finanziari a lungo termine. A causa dell'elevata incertezza e volatilità nei mercati finanziari, la Società ha preferito mantenere i propri finanziamenti principalmente a tasso variabile, compensando il relativo rischio con i


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proventi generati dall'investimento delle abbondanti disponibilità liquide. A fine esercizio 2025, quindi, la quota di indebitamento bancario a tasso fisso è molto inferiore rispetto alle passate politiche di indebitamento e si attesta al 5% circa. I finanziamenti a tasso variabile in essere a fine esercizio 2025 sono denominati in euro. Si attua la migliore strategia riguardo ai tassi in base al momento di mercato e, talvolta, possono essere utilizzati contratti derivati per coprire il rischio di valore equo del tasso d'interesse.

Di seguito vengono riportati i risultati dell'analisi di sensitività sull'esposizione ai tassi di interesse che è stata condotta considerando, come nei precedenti esercizi, un aumento dei tassi del 1% e una diminuzione del 1% sulle attività e passività finanziarie delle varie società del gruppo, al netto di quelle infragruppo. Viene preso in considerazione il potenziale impatto sul risultato consolidato prima delle imposte, tenendo invariate tutte le altre voci di bilancio non influenzate dalla variazione ipotizzata.

La società analizza la propria esposizione ai tassi d'interesse su base dinamica, prendendo in considerazione il rifinanziamento, il rinnovo delle posizioni esistenti, le alternative di finanziamento e l'eventuale copertura. Secondo le simulazioni effettuate, l'impatto sull'utile ante imposte di un aumento o di una riduzione del 1% nel tasso d'interesse sarebbe un decremento/incremento di 2.134 migliaia di euro (un decremento/incremento di 4.411 migliaia nel 2024). Per ciascuna simulazione si applica la stessa modifica di tasso a tutte le valute. Gli scenari modificativi sono ipotizzati soltanto per le attività e passività che costituiscono le principali posizioni fruttifere d'interesse e per il fair value dei derivati su tassi d'interesse (se in essere alla data di bilancio).

Il valore della sensitività dell'anno 2025 risulta inferiore in valore assoluto e dello stesso segno rispetto a quello dell'anno precedente, in quanto c'è stato un decremento delle partite debitorie verso le società del gruppo con un contemporaneo incremento della liquidità.

Rischio di credito

Il rischio di credito deriva dalle disponibilità liquide, dagli strumenti finanziari derivati e dai depositi presso le banche e le istituzioni finanziarie, così come dall'esposizione per i crediti in essere e le operazioni previste. Per quanto riguarda le banche e le istituzioni finanziarie, vengono accettati come controparti soltanto primari soggetti nazionali e internazionali con elevato merito creditizio. Esistono precise politiche volte a limitare l'entità dell'esposizione creditizia nei confronti di un qualsiasi istituto bancario.

Poiché Buzzi SpA fornisce principalmente servizi alle società del gruppo, la concentrazione del rischio di credito commerciale è poco significativa. Non ci sono clienti nei confronti dei quali siano realizzati ricavi pari o superiori al 10% del fatturato consolidato.

Una valutazione delle possibili perdite è comunque condotta a ogni data di chiusura. La massima esposizione al rischio di credito alla data di bilancio è rappresentata dal valore di carico dei crediti commerciali esposti alla nota 22.


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Di seguito le informazioni circa l'esposizione al rischio di credito:

(migliaia di euro) 2025 2024
Crediti commerciali lordi Fondo svalutazione crediti % fondo su crediti Crediti commerciali lordi Fondo svalutazione crediti % fondo su crediti
Non scaduti 9.999 - - 8.914 - -
Giorni di scaduto
Minore di 30 giorni 217 - - 552 - -
Tra 30 e 60 giorni - - - 7 - -
Tra 61 e 90 giorni 22 - - 5 - -
Tra 91 e 180 giorni - - - - - -
Oltre 180 giorni 863 (760) 88,06 1.075 (609) 56,65
11.101 (760) 6,85 10.553 (609) 5,77

La società limita la propria esposizione al rischio di credito stabilendo limiti massimi per i termini di incasso.

Rischio di liquidità

La prudente gestione del rischio di liquidità comporta mantenere una sufficiente liquidità e titoli facilmente negoziabili, la disponibilità di fondi attraverso un importo adeguato di linee di credito confermate e non confermate, la capacità di liquidare posizioni di mercato. A causa della natura dinamica che hanno le attività operative, il servizio centrale di tesoreria mira a mantenere la flessibilità finanziaria tramite la disponibilità di affidamenti nell'ambito delle linee di credito confermate.

Le previsioni di cassa future sono elaborate a livello di singola controllata operativa e aggregate dal servizio tesoreria di gruppo. La finanza di gruppo verifica le previsioni aggiornate per assicurare che ci sia sufficiente liquidità per soddisfare le esigenze operative e, allo stesso tempo, mantiene un margine sufficiente sulle linee di credito non utilizzate.

Le stime e le proiezioni, tenendo conto dei mutamenti che possono prodursi nell'andamento della redditività, dimostrano che il gruppo è in grado di operare con l'attuale livello di finanziamenti. Buzzi prepara il rifinanziamento delle posizioni debitorie con il dovuto anticipo rispetto alle scadenze. La società utilizza vari strumenti di debito e mantiene un regolare rapporto con gli enti finanziatori abituali e prospettici in merito alle future necessità, dal quale emerge che il rinnovo possa avvenire a condizioni soddisfacenti.

L'analisi delle scadenze per le principali passività finanziarie si trova alla nota 31.

3.2 Gestione del capitale

Buzzi SpA, nell'ambito delle sue procedure di gestione del capitale, si pone l'obiettivo di salvaguardare la continuità aziendale per fornire ritorni economici agli azionisti e vantaggi agli altri stakeholder, e di mantenere una struttura del capitale ottimale.

Al fine di mantenere o modificare la struttura del capitale, la società può cambiare l'importo dei dividendi distribuiti agli azionisti, restituire il capitale agli azionisti, emettere nuove azioni, realizzare acquisti di azioni proprie o vendere attività per migliorare la posizione finanziaria netta.


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3.3 Determinazione del valore equo

Di seguito i livelli definiti per la determinazione del valore equo:

  • quotazioni del prezzo (non rettificate) pubblicate in mercati attivi per attività o passività identiche (livello 1);
  • utilizzo di dati diversi dai prezzi quotati di cui al livello 1, che sono osservabili per l'attività o la passività sia direttamente (prezzi) sia indirettamente (derivati dai prezzi) (livello 2);
  • utilizzo di dati e ipotesi riferiti all'attività o alla passività che non sono basati su dati di mercato osservabili (input non osservabili) (livello 3).

Al 31 dicembre 2025 non sono presenti attività o passività valutate al valore equo.

La società possiede numerosi strumenti finanziari che non sono valutati al valore equo nello stato patrimoniale. Per la maggior parte di questi strumenti (crediti commerciali, al netto del relativo fondo svalutazione, debiti commerciali, altri crediti, altri debiti) si ritiene che il valore contabile approssimi il loro valore equo. Il valore equo delle passività finanziarie a lungo termine, riportato nelle note per completezza d'informativa, si ottiene scontando i flussi di cassa contrattuali futuri al tasso d'interesse di mercato che si applica attualmente agli analoghi strumenti finanziari della società.

3.4 Altri rischi

Per quanto riguarda gli altri rischi, si rimanda all'apposito capitolo della relazione sulla gestione.

4. STIME E IPOTESI RILEVANTI

Le stime e assunzioni utilizzate nel bilancio civilistico sono illustrate nella nota 4 del bilancio consolidato, integrate, per la parte relativa alle partecipazioni in società controllate collegate e a controllo congiunto, con quanto riportato in nota 19.


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5. RICAVI NETTI

I ricavi da contratti con clienti derivano da prestazioni di servizi.

(migliaia di euro) 2025 di cui correlate 2024 di cui correlate
Cessioni di beni - - - -
Ricavi per prestazioni di servizi 10.068 10.068 9.840 9.840
10.068 10.068 9.840 9.840

I ricavi sono rappresentati principalmente da prestazioni a società del gruppo per servizi amministrativi, finanziari, assistenza informatica, legale e fiscale.

6. PROVENTI DA DEFINIZIONE CONTENZIOSI

La voce include gli importi precedentemente accantonati che, a seguito degli accordi transattivi definitivamente perfezionati con i comuni di Guidonia e Augusta su contenziosi ICI/IMU, non risultano più dovuti.

7. ALTRI RICAVI OPERATIVI

Gli altri ricavi operativi accolgono proventi diversi derivanti dalla gestione sia ordinaria sia non ricorrente, non attribuibili ad attività di vendita di beni e prestazioni di servizi caratteristici.

Essi sono così ripartiti:

(migliaia di euro) 2025 di cui correlate 2024 di cui correlate
Recuperi spese 6.078 5.986 5.361 5.156
Sopravvenienze attive e proventi diversi - - 2 -
Affitti attivi 147 - 488 -
Plusvalenze su alienazione immobili, impianti e macchinari 35 3 8 7
Altri 470 13 391 -
6.730 6.002 6.250 5.163

La voce recupero spese comprende principalmente il riaddebito alle società del gruppo delle spese informatiche per hardware e software.

8. MATERIE PRIME, SUSSIDIARIE E DI CONSUMO

Nella voce sono compresi principalmente i costi relativi alla gestione degli immobili della sede.


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9. SERVIZI

La voce è dettagliata come segue:

(migliaia di euro) 2025 di cui correlate 2024 di cui correlate
Manutenzioni e prestazioni di terzi 753 41 1.267 -
Assicurazioni 344 - 281 -
Legali e consulenze professionali 5.784 931 4.591 587
Godimento beni di terzi 1.645 18 1.180 -
Spese viaggio dipendenti 606 1 534 9
Altri 3.692 18 3.923 5
12.764 1.009 11.776 601

La voce godimento beni di terzi comprende i canoni di leasing che rientrano nelle esenzioni previste dal principio IFRS 16, ovvero contratti per cespiti di modico valore per 97 migliaia di euro. La riga comprende inoltre le spese per canoni di locazione al di fuori dell'ambito di applicazione del principio IFRS 16 per 1.548 migliaia di euro; questi contratti non sono pertanto capitalizzati.

10. COSTI DEL PERSONALE

Il dettaglio delle spese per prestazioni di lavoro subordinato si articola così:

(migliaia di euro) 2025 di cui correlate 2024 di cui correlate
Salari e stipendi 11.985 120 11.036 135
Oneri sociali 4.081 37 4.138 37
Oneri per fondo pensione 894 9 818 8
Altri 1.196 - 2.027 -
18.156 166 18.019 180

Il numero dei dipendenti è il seguente:

Organico (fine periodo) 2025 2024
Impiegati e dirigenti 172 163
Operai e intermedi 3 3
175 166
Organico (medio) 2025 2024
Impiegati e dirigenti 170 159
Operai e intermedi 3 3
173 162

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11. ALTRI COSTI OPERATIVI

Gli altri costi operativi, derivanti dalla gestione sia ordinaria sia non ricorrente, si compongono come segue:

(migliaia di euro) 2025 di cui correlate 2024 di cui correlate
Svalutazione crediti 158 - 68 -
Accantonamenti per rischi e oneri 92 - 139 -
Sopravvenienze passive - - 15 -
Contributi associativi 228 - 351 -
Altri 1.958 - 803 -
2.436 - 1.376 -

La voce Altri comprende principalmente pagamenti di tasse varie (IMU) e altri oneri diversi di gestione.

12. AMMORTAMENTI

L'importo complessivo si riferisce alle seguenti voci:

(migliaia di euro) 2025 2024
Attività immateriali 87 129
Immobili, impianti e macchinari 1.144 1.073
Attività in diritto d'uso 422 354
1.653 1.556

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13. PROVENTI E ONERI FINANZIARI

Si riassume qui di seguito il contenuto della voce:

(migliaia di euro) 2025 2024
Proventi finanziari
Interessi attivi bancari 9.936 22.992
Interessi attivi da controllate 51.841 9.835
Interessi attivi su finanziamenti ad altre società del gruppo 57 3.032
Valutazione strumenti finanziari derivati - 4.787
Differenze attive di cambio 87.351 20.222
Dividendi da partecipazioni 725.260 319.929
Ripristino di valore partecipazioni 58.318 -
Altri proventi finanziari 857 230
933.620 381.027
Oneri finanziari
Interessi passivi su debiti verso banche (17.213) (24.045)
Interessi passivi a controllate (25.881) (33.225)
Interessi passivi su benefici per i dipendenti (53) (52)
Svalutazioni di partecipazioni e altre (19) (29)
Differenze passive di cambio (32.525) (69.080)
Altri oneri finanziari (193) (423)
(75.884) (126.854)
Proventi finanziari netti 857.736 254.173

L'incremento dei proventi finanziari netti di 603.563 migliaia di euro rispetto al 2024 è dovuto principalmente a maggiori dividendi percepiti, maggiori interessi attivi per finanziamenti a imprese controllate, differenze cambio attive e al ripristino di parte del valore della partecipazione in Unical, per il venir meno delle motivazioni che, in anni precedenti, avevano portato alla sua svalutazione.


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I dividendi deliberati dalle società partecipate sono i seguenti:

(migliaia di euro) 2025 2024
Dividendi da imprese controllate:
- Dyckerhoff GmbH 183.644 95.000
- Buzzi Unicem Srl 50.000 -
- Alamo Cement Company 299.043 61.249
- Rc Lonestar Inc. 99.081 73.600
- Nacional Cimentos Participações SA 2.850 5.941
634.618 235.790
Dividendi da imprese collegate e a controllo congiunto:
- Fresit BV 63.275 58.402
- Presa International BV 18.625 17.190
- Laterlite SpA 2.025 2.250
- Alpacem Cement dd 5.007 5.007
- Société des Ciments de Sour El Ghozlane EPE SPA 1.090 552
- Société des Ciments de Hadjar Soud EPE SPA 620 738
90.642 84.139
Totale dividendi 725.260 319.929

14. IMPOSTE SUL REDDITO

Le imposte sul reddito sono così composte:

(migliaia di euro) 2025 2024
Imposte correnti 3.797 (12.947)
Imposte differite (983) (43.161)
2.814 (56.108)

La voce imposte correnti è costituita dalle ritenute subite sui dividendi da società del gruppo per 19.168 migliaia di euro, Irap per 316 migliaia di euro e da imposte positive IRES per 15.687 migliaia di euro (importo determinato come differenza tra l'utilizzo di perdite pregresse e interessi passivi per 27.602 migliaia di euro, credito imposta per 4.527 migliaia di euro iscritto per recupero ritenute su interessi attivi finanziamenti concessi a controllate estere, al netto delle imposte dell'esercizio per 15.734 migliaia di euro, maggiori imposte dell'esercizio precedente per 695 migliaia di euro, altre variazioni negative per 13 migliaia di euro).


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La voce imposte differite, pari a un valore positivo di 983 migliaia di euro è così determinata:

(migliaia di euro)

Variazioni imposte differite attive relative a: 1.309
- fondo rischi e oneri 155
- finanziamenti a lungo termine (21.611)
- utilizzo differite attive su perdite esercizi precedenti 22.305
- altre 460
Variazioni imposte differite passive relative a: (326)
- iscrizione differite passive su dividendi da controllate (326)
983

La riconciliazione tra le imposte iscritte in bilancio e l'onere fiscale teorico, determinato sulla base delle aliquote fiscali teoriche vigenti, è la seguente:

(migliaia di euro) 2025 2024
Utile prima delle imposte 848.041 237.465
Aliquota IRES 24,00% 24,00%
Imposte sul reddito IRES teoriche 203.530 56.992
Effetto fiscale IRES delle differenze permanenti (192.428) (74.371)
Accantonamento per l'imposta regionale sul reddito (IRAP) 316 -
Altre variazioni da riconoscimento Ires a consolidato fiscale (34.852) (63.038)
Ritenute alla fonte su dividendi e interessi 19.168 8.829
Altre variazioni 7.080 15.480
Imposte sul reddito iscritte in bilancio 2.814 (56.108)

La fiscalità per il 2025 è negativa per 2.814 migliaia di euro (pari al 0,33% del reddito ante imposte), nel precedente esercizio era positiva per 56.108 migliaia di euro (pari al 23,63% del reddito ante imposte).


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15. ALTRE ATTIVITÀ IMMATERIALI

(migliaia di euro) Altre attività immateriali
Brevetti, licenze e simili Immobilizzazioni in corso e acconti Altro Totale
Al 1 gennaio 2024
Costo storico 8.477 15 500 8.992
Fondo ammortamento (8.214) - (500) (8.714)
Valore netto 263 15 - 278
Esercizio 2024
Incrementi 32 - - 32
Trasferimenti 6 (4) - 2
Disinvestimenti netti
- Costo originario (5) - - (5)
- Fondo ammortamento 2 - - 2
Ammortamenti dell'esercizio (129) - - (129)
Valore netto 169 11 - 180
Valore netto al 31.12.2024
Costo storico 8.510 11 500 9.021
- Fondo ammortamento (8.341) - (500) (8.841)
Valore netto 169 11 - 180
Esercizio 2025
Incrementi 28 - - 28
Trasferimenti 13 - - 13
Ammortamenti dell'esercizio (87) - - (87)
Valore netto 123 11 - 134
Valore netto al 31.12.2025
Costo storico 8.551 11 500 9.062
Fondo ammortamento (8.428) - (500) (8.928)
Valore netto 123 11 - 134

Al 31 dicembre 2025 il valore netto della voce brevetti, licenze e simili comprende brevetti per 54 migliaia di euro, marchi per 2 migliaia di euro e licenze software applicativi per 67 migliaia di euro; l'incremento dell'esercizio, pari a 28 migliaia di euro, si riferisce all'acquisto di licenze per software e brevetti. Nel rendiconto finanziario e nella relazione sulla gestione gli incrementi sono indicati secondo il criterio del pagamento effettivo (28 migliaia di euro).

L'ammortamento delle attività immateriali nel conto economico è compreso nella voce ammortamenti (nota 12).


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16. ATTIVITÀ IN DIRITTO D'USO E DEBITI PER LOCAZIONI

(migliaia di euro) Terreni e fabbricati Altro Totale
Al 1 gennaio 2024
Costo storico 140 1.002 1.142
Fondo ammortamento (107) (475) (582)
Valore netto 33 527 560
Esercizio 2024
Incrementi e altro 151 587 738
Estinzioni e altro:
- Costo storico - (280) (280)
- Fondo ammortamento - 215 215
Ammortamenti (45) (309) (354)
Valore netto 139 740 879
Valore netto al 31.12.2024
Costo storico 291 1.309 1.600
- Fondo ammortamento (152) (569) (721)
Valore netto 139 740 879
Incrementi e altro 128 353 481
Estinzioni e altro:
- Costo storico 24 (256) (232)
- Fondo ammortamento (24) 229 205
Ammortamenti (78) (344) (422)
Valore netto 189 722 911
Valore netto al 31.12.2025
Costo storico 443 1.406 1.849
Fondo ammortamento (254) (684) (938)
Valore netto 189 722 911

I debiti per locazioni iscritti tra le passività al 31 dicembre 2025 ammontano a 936 migliaia di euro. Durante l'esercizio 2025, l'effetto finanziario dovuto alla revisione dei termini dei leasing, principalmente per opzioni di proroga e di risoluzione, è stato un aumento dei debiti per locazioni e delle attività in diritto d'uso pari 62 migliaia di euro.


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Lo scadenzario che segue suddivide il valore attuale dei debiti per locazioni alla data di bilancio:

(migliaia di euro) 2025 2024
Entro 6 mesi 215 177
Tra 6 e 12 mesi 206 153
Tra 1 e 5 anni 515 575
936 905

Di seguito il dettaglio dei flussi finanziari in uscita per i leasing:

(migliaia di euro) 2025 2024
Leasing a breve termine, modesto valore e componenti variabili 96 110
Quota interessi 30 29
Quota capitale 483 377
609 516

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  1. IMMOBILI, IMPIANTI E MACCHINARI
(migliaia di euro) Terreni e fabbricati Impianti e macchinari Attrezzature industriali e commerciali Immobilizzazioni in corso e acconti Altro Totale
Al 1 gennaio 2024
Costo storico 11.733 3.468 1.110 552 7.175 24.038
Fondo ammortamento (7.032) (3.041) (740) - (6.330) (17.143)
Valore netto 4.701 427 370 552 845 6.895
Esercizio 2024
Incrementi 10 6 10 753 50 829
Riclassifiche costo storico 26 70 - (102) - (6)
Disinvestimenti netti
-Costo storico - - - - (72) (72)
-Fondo ammortamento - - - - 70 70
Ammortamenti (603) (68) (134) - (268) (1.073)
Valore netto 4.134 435 246 1.203 625 6.643
Valore netto al 31.12.2024
Costo storico 11.769 3.544 1.120 1.203 7.153 24.789
-Fondo ammortamento (7.635) (3.109) (874) - (6.528) (18.146)
Valore netto 4.134 435 246 1.203 625 6.643
Esercizio 2025
Incrementi - 61 181 212 290 744
Riclassifiche costo storico - 297 156 (1.019) 553 (13)
Disinvestimenti netti
-Costo storico - - - - (551) (551)
-Fondo ammortamento - - - - 548 548
Ammortamenti (603) (75) (174) - (292) (1.144)
Valore netto 3.531 718 409 396 1.173 6.227
Valore netto al 31.12.2025
Costo storico 11.769 3.902 1.457 396 7.445 24.969
- Fondo ammortamento (8.238) (3.184) (1.048) - (6.272) (18.742)
Valore netto 3.531 718 409 396 1.173 6.227

Le riclassifiche costo storico si riferiscono a immobilizzazioni in corso entrate in funzione nell'esercizio per 1.019 migliaia di euro e al trasferimento a immobilizzazioni immateriali per 13 migliaia di euro.

Gli investimenti contabilizzati nell'esercizio 2025 ammontano a 744 migliaia di euro e riguardano principalmente l'acquisto di hardware e attrezzatura. Nel rendiconto finanziario e nella relazione sulla gestione sono indicati secondo il criterio del pagamento effettivo (801 migliaia di euro).

Gli ammortamenti degli immobili, impianti e macchinari sono inclusi nel conto economico alla voce ammortamenti (nota 12).

Alla data di bilancio non esistono immobili, impianti e macchinari gravati da ipoteche o pegni, a titolo di garanzia su finanziamenti ottenuti.


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18. INVESTIMENTI IMMOBILIARI

Sono contabilizzati al costo e il loro valore equo, sulla base di valutazioni interne ed esterne indipendenti, al 31 dicembre 2025 è pari a 3.393 migliaia di euro ed è classificabile come livello 2, in quanto si basa su dati osservabili.

Per gli altri cespiti che compongono la voce, la determinazione del valore di mercato, effettuata con valutazioni interne, è avvenuta utilizzando stime comparative basate su recenti transazioni di immobili analoghi, ove disponibili, e confrontando le stesse con informazioni provenienti dagli operatori immobiliari attivi nella zona di interesse e con altre banche dati pubbliche.

Nel corso dell'esercizio non ci sono state variazioni.

(migliaia di euro) 2025 2024
Costo storico 3.301 3.301
Fondo ammortamento (1.194) (1.194)
Fondo svalutazione (87) (87)
Valore netto 2.020 2.020

I proventi derivanti dalla gestione degli investimenti immobiliari ammontano a 138 migliaia di euro.

L'indicazione, ai sensi della legge n. 72/1983, art. 10, dei beni ancora in patrimonio al 31 dicembre 2025 sui quali sono state effettuate in questo esercizio e in esercizi precedenti rivalutazioni a norma di specifiche leggi o per effetto di imputazioni di disavanzo di fusione, viene riportata nel prospetto che segue:

PROSPETTO DELLE RIVALUTAZIONI SUI BENI IN PATRIMONIO AL 31 DICEMBRE 2025

Per adempimento agli obblighi di cui all'art. 10 della legge 72 del 19.3.1983, precisiamo che sui cespiti in patrimonio al 31 dicembre 2025 sono state eseguite le rivalutazioni di cui al seguente prospetto:

(migliaia di euro) Valori storici assoggettati a rivalutazione Rivalut. L. n° 576/75 Rivalut. L. n° 72/83 Rivalut. L. n° 413/91 Rivalutaz. da fusioni Valori storici non assoggettati a rivalutazione Totale 31.12.2025
Terreni e fabbricati 465 1 58 55 - 14.552 15.131
Impianti e macchinari 3.342 2 - - 1.991 8.860 14.195
Attrezzature industriali e commerciali - - - - - 1.457 1.457
Altri beni - - - - - 7.446 7.446
Immobilizzazioni in corso e acconti - - - - - 396 396
3.807 3 58 55 1.991 32.711 38.625

Il costo storico di 38.625 migliaia di euro comprende immobili, impianti e macchinari per 24.969 migliaia di euro, investimenti immobiliari per 3.301 migliaia di euro e attività possedute per la vendita per 10.355 migliaia di euro (valore netto di 911 migliaia di euro, nota 25).


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19. PARTECIPAZIONI IN SOCIETÀ CONTROLLATE, COLLEGATE E A CONTROLLO CONGIUNTO

Nel corso dell'esercizio è stata costituita Tc Mena Holding Ltd (16.644 migliaia di euro), controllata al 90%, ed è stata acquistata la partecipazione nella società collegata al 25% Alpacem Zement Austria GmbH (40.000 migliaia di euro); Buzzi SpA, tramite Tc Mena Holding Ltd, ha acquisito indirettamente una partecipazione del 59,13% in Gulf Cement Company PSC ("GCC"). Nel mese di settembre la partecipazione in Buzzi Participações Ltda è aumentata di 242.720 migliaia di euro a seguito della conversione di parte del finanziamento e utilizzo del credito per interessi; nel mese di novembre la società è stata fusa in Nacional Cimentos Participações SA.

(migliaia di euro) 2025 2024
Inizio esercizio
Costo Storico 3.129.060 3.126.011
Fondo svalutazione (300.256) (300.233)
Valore netto 2.828.804 2.825.778
Incrementi/Decrementi 299.375 3.049
Svalutazioni, rivalutazioni, ripristini di valore 58.307 (23)
Fine esercizio
Costo Storico 3.428.435 3.129.060
Fondo svalutazione (241.949) (300.256)
Valore netto 3.186.486 2.828.804

Il valore contabile delle partecipazioni viene sottoposto a verifica per l'identificazione di eventuali indicatori di perdite di valore sulla base della policy di impairment approvata in via separata e anticipata rispetto al presente bilancio civilistico.

L'analisi degli indicatori di perdite di valore non ha evidenziato eventi o circostanze che indichino una riduzione del valore recuperabile delle partecipazioni al di sotto del loro valore contabile, ad eccezione delle partecipazioni in Société des Ciments de Hadjar Soud EPE SpA, Société des Ciments de Sour El Ghozlane EPE SpA. Per ulteriori dettagli si rinvia alla nota 23 del bilancio consolidato.

Dal confronto tra il valore recuperabile ottenuto per tali partecipazioni e il loro valore contabile, non sono emerse indicazioni che tali attività possano aver subito una perdita di valore.

Inoltre, è stata condotta un'analisi di sensitività sul valore recuperabile al fine di verificare gli effetti di eventuali cambiamenti, ragionevolmente possibili, nelle principali ipotesi. In particolare, si è ragionato su variazioni nel costo del denaro (e conseguentemente del tasso di attualizzazione WACC) e del flusso di cassa operativo netto.

Solo con una riduzione dei flussi di cassa di una certa entità o con un incremento del tasso di attualizzazione di alcuni punti percentuali, il valore recuperabile risulterebbe inferiore al valore contabile alla data di bilancio.

Tenuto conto dei risultati economico-finanziari positivi conseguiti da Unical SpA negli ultimi esercizi, e a seguito dell'esecuzione dell'impairment test, condotto in conformità ai principi contabili di riferimento per verificare la recuperabilità del valore della partecipazione, si è proceduto alla parziale ripresa di valore della stessa per 58.318 migliaia di euro, nei limiti del valore recuperabile determinato sulla base delle stime aggiornate dei flussi finanziari prospettici.


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290

In dettaglio, con l'evidenza delle variazioni avvenute nell'esercizio 2025, le partecipazioni risultano essere le seguenti:

(migliaia di euro) Valore netto al 31.12.2024 Acquisizioni Trasferimenti Cessioni/ Riclassifiche Ripristini di valore (svalutazioni) Valore netto al 31.12.2025 % di possesso
Partecipazioni in:
Società controllate
Buzzi Unicem Srl - Casale Monferrato AL (IT) 389.189 - - - 389.189 100,00
Unical SpA - Casale Monferrato AL (IT) 126.182 - - 58.318 184.500 100,00
Nacional Cimentos Participações SA - Recife (BR) 165.824 242.720 - - 408.544 100,00
Dyckerhoff GmbH - Wiesbaden (DE) 1.843.564 - - - 1.843.564 100,00
Buzzi Participações Ltda - Recife (BR) (*) - - - - - -
Buzzi Gestione Immobili Srl - Casale Monferrato AL (IT) 3.000 - - - 3.000 100,00
Alamo Cement Company - San Antonio (USA) 27.607 - - - 27.607 100,00
RC Lonestar Inc. - Wilmington - (USA) 155.055 - - - 155.055 51,50
Tc Mena Holdings Ltd (UAE) - 16.644 - - 16.644 90,00
Buzzi Unicem Algérie Sàrl in liquidazione - Ouled Fayet -Algeri (DZ) - 11 - (11) - 70,00
2.710.421 259.375 - 58.307 3.028.103
Società a controllo congiunto
Fresit BV - Amsterdam (NL) 6.479 - - - 6.479 50,00
Presa International BV Amsterdam - (NL) 3.950 - - - 3.950 50,00
10.429 - - - 10.429
Società collegate
Société des Ciments de Sour El Ghozlane EPE SpA - Sour El Ghozlane (DZ) 33.000 - - - 33.000 35,00
Société des Ciments de Hadjar Soud EPE SpA - Azzaba (DZ) 39.455 - - - 39.455 35,00
Alpacem Cement dd (Slo) 23.113 - - - 23.113 25,00
Alpacem Zement Austria GmbH (AT) - 40.000 - - 40.000 25,00
Alpacem Cementi Italia SpA - San Vito al Tagliamento PN (IT) 2.886 - - - 2.886 25,00
Hinfra Srl - Casale Monferrato AL (IT) 2.000 - - - 2.000 60,00
Laterlite SpA - Solignano PR (IT) 7.500 - - - 7.500 33,00
107.954 40.000 - - 147.954
Totale società controllate, collegate e a controllo congiunto 2.828.804 299.375 - 58.307 3.186.486

(*) la società è stata fusa in Nacional Cimentos Participações SA, il valore della partecipazione al 31.12.2024 era di 163 euro.


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Elenco delle partecipazioni con le informazioni integrative richieste dalla CONSOB (comunicazione n° DEM/6064293 del 28 luglio 2006):

(euro)

Denominazione e sede sociale Capitale Risultato d'esercizio Patrimonio netto % di possesso Numero azioni/quote Valore contabile
Società controllate
Buzzi Unicem Srl
Casale Monferrato (AL)
Al 31.12.2024 120.000.000 149.147.679 652.850.363 100,00 - 389.189.499
Al 31.12.2025 120.000.000 116.269.663 719.193.043 100,00 - 389.189.499
Unical SpA
Casale Monferrato (AL)
Al 31.12.2024 130.235.000 41.683.582 180.427.331 100,00 260.470.000 126.181.074
Al 31.12.2025 130.235.000 8.149.709 188.598.473 100,00 260.470.000 184.500.000
Dyckerhoff GmbH
Wiesbaden (DE)
Al 31.12.2024 105.639.816 243.535.889 1.920.749.172 100,00 - 1.843.564.084
Al 31.12.2025 105.639.816 211.838.176 2.125.407.796 100,00 - 1.843.564.084
Nacional Cimentos Participações SA
Recife (BR)
Al 31.12.2024 837.072.000 (#) 14.270.354 181.137.019 50,65 - 165.824.145
Al 31.12.2025 837.072.000 (#) 55.200.069 367.070.106 100,00 - 408.544.291
Alamo Cement Company
San Antonio (USA)
Al 31.12.2024 200.000 (*) 133.948.370 697.953.038 100,00 200.000 27.607.046
Al 31.12.2025 200.000 (*) 105.956.286 421.135.332 100,00 200.000 27.607.046
Tc Mena Holding ltd
Abu Dhabi (UAE)
Al 31.12.2024 - - - - - -
Al 31.12.2025 17.021.232 (5.872.826) 11.148.406 90,00 18.000.000 16.643.551
RC Lonestar Inc.
Wilmington - (USA)
Al 31.12.2024 10 (*) 368.877.982 2.768.998.873 51,00 515 155.054.642
Al 31.12.2025 10 (*) 257.049.837 2.455.283.951 51,00 515 155.054.642

(#) importi espressi in BRL. (*) importi espressi in USD.


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Per le partecipazioni delle principali società collegate e a controllo congiunto vengono forniti gli ultimi dati pubblicati relativi all'esercizio 2024:

(migliaia di euro) Totale attività Totale passività Ricavi Risultato d'esercizio
31 dicembre 2024
Fresit BV 223.380 200 117.106 116.785
Presa International BV 202.249 54 34.462 34.368
Société des Ciments de Sour El Ghozlane EPE SpA 119.847 17.833 34.004 7.790
Société des Ciments de Hadjar Soud EPE SpA 225.742 21.515 32.770 4.454
Alpacem Cement dd (Slo) 197.414 41.117 142.414 32.770
Alpacem Cementi Italia SpA 41.607 21.794 57.651 2.312
Laterlite SpA 174.594 53.455 156.535 20.169

20. PARTECIPAZIONI IN ALTRE IMPRESE

(migliaia di euro) 2025 2024
Inizio esercizio
Costo Storico 496 496
Fondo svalutazione (489) (489)
Valore netto 7 7
Acquisizioni e sottoscrizioni - 6
Svalutazioni (7) (6)
Fine esercizio
Costo Storico 496 502
Fondo svalutazione (496) (495)
Valore netto - 7

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L'elenco delle partecipazioni in altre imprese al 31 dicembre 2025 è il seguente:

(migliaia di euro) Valore netto al 31.12.2024 Acquisizioni Trasferimenti Ripristini di valore (svalutazioni) Valore netto al 31.12.2025 % di possesso
Partecipazioni in:
A.S. Junior Libertas Pallacanestro S.s.d. a r.l. - Casale Monferrato AL (IT) 7 - (7) - 13,27
Tassullo SpA in procedura concorsuale - Ville d'Anaunia TN (IT) (1) - - - - 2,00
Totale altre imprese 7 - (7) -

21. CREDITI E ALTRE ATTIVITÀ NON CORRENTI

La seguente tabella riassume le principali categorie di crediti non correnti:

(migliaia di euro) 2025 2024
Crediti tributari 2.244 703
Crediti finanziari non correnti verso controllate 243.381 525.393
Crediti finanziari non correnti verso collegate 3.950 -
Crediti verso dipendenti 12 20
Crediti per depositi cauzionali attivi 41 34
249.628 526.150

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La voce diminuisce di 276.523 migliaia di euro, come sottoindicato.

Crediti finanziari non correnti verso controllate

(migliaia di euro) Valore netto al 31.12.2024 Incrementi Conversione in partecipaz. Riclassifica a crediti correnti Differenze cambio Valore netto al 31.12.2025 Valore equo 31.12.2025
Nacional Cimentos Participações SA - Recife (BR) 292.601 - (214.784) - (134) 77.683 72.911
Nacional Cimentos Paraíba S.A. (già Companhia de Cimento da Paraíba - CCP) 68.479 67.759 - (6.215) (2.623) 127.400 128.667
Tc Mena Holdings Ltd (UAE) - 39.715 - - (1.417) 38.298 44.636
Companhia Nacional de Cimento - CNC 164.313 - - (145.280) (19.033) - -
525.393 107.474 (214.784) (151.495) (23.207) 243.381 246.214

La voce crediti finanziari non correnti verso controllate include nuovi finanziamenti concessi a National Cimento Paraíba S.A. (già Companhia de Cimento da Paraíba – CCP) per 67.759 migliaia di euro (420.000 migliaia di BRL), con scadenza gennaio 2035 e a Tc Mena Holdings Ltd per 39.715 migliaia di euro (45.000 migliaia di USD) con scadenza marzo 2030.

Il prestito in Reais brasiliani concesso a Buzzi Participações Ltda è stato parzialmente convertito in partecipazione per 214.784 migliaia di euro (1.380.049 migliaia di BRL), il valore residuo del finanziamento, pari a 77.683 migliaia di euro (500.000 migliaia di BRL), è ora in capo a Nacional Cimentos Participações SA, a seguito della fusione con Buzzi Participações Ltda.

Crediti finanziari non correnti verso collegate

I Crediti finanziari non correnti verso collegate sono costituiti dal nuovo finanziamento ad Alpacem Italia Srl per 1.950 migliaia di euro, con scadenza gennaio 2035, e dal finanziamento a Hinfra Srl di 2.000 migliaia di euro, con scadenza dicembre 2028.

La massima esposizione al rischio di credito è rappresentata dal valore di carico dei vari crediti sopra menzionati.


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22. CREDITI COMMERCIALI

(migliaia di euro) 2025 2024
Crediti commerciali 902 1.191
(Fondo svalutazione crediti) (760) (609)
Crediti commerciali, netto 142 582
Altri crediti commerciali:
- verso imprese controllate 9.933 9.160
- verso imprese collegate 51 -
- verso controllanti 35 17
- verso altre società del gruppo 180 185
10.341 9.944

I crediti commerciali sono costituiti principalmente da crediti verso imprese controllate derivanti dalle prestazioni riaddebitate alle società del gruppo, non sono fruttiferi e hanno generalmente scadenza compresa tra 30 e 120 giorni.

Il saldo dei crediti commerciali è così composto:

(migliaia di euro) 2025 2024
Crediti commerciali non scaduti 9.999 8.914
Crediti commerciali scaduti non in contenzioso 561 1.098
Crediti commerciali in contenzioso 541 541
A dedurre:
- Fondo svalutazione crediti (760) (609)
10.341 9.944

Nella seguente tabella è presentata la movimentazione del fondo svalutazione crediti:

(migliaia di euro) 2025 2024
Inizio esercizio 609 541
(Utilizzi) - -
Accantonamenti (rilasci) 151 68
Fine esercizio 760 609

L'informazione circa l'esposizione al rischio di credito si trova nella nota 3.


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  1. ALTRI CREDITI
(migliaia di euro) 2025 2024
Crediti finanziari correnti verso parti correlate 173.449 9.324
Crediti per imposte sul reddito verso Fimedi 38.608 35.020
Crediti per imposte sul reddito 4.155 4.472
Crediti tributari 946 416
Crediti verso istituti previdenziali 23 396
Crediti verso dipendenti 3 5
Altri ratei e risconti attivi 3.103 1.705
Crediti verso diversi 235 1.908
Altri crediti verso correlate - 28
220.522 53.274

Crediti finanziari correnti verso correlate

La voce comprende principalmente il finanziamento in dollari USA a Companhia Nacional de Cimento - CNC, pari a 145.280 migliaia di euro (170.705 migliaia di USD) con valore equo di 145.576 migliaia di euro, riclassificato da crediti finanziari non correnti a controllate, la parte corrente del finanziamento a National Cimento Paraiba SA (già Companhia de Cimento da Paraiba – CCP) per 6.215 migliaia di euro (valore equo 6.277 migliaia di euro), il finanziamento a Hinfra di 1.250 migliaia di euro e crediti per interessi su finanziamenti a controllate e collegate.

Crediti per imposte sul reddito verso Fimedi

La voce aumenta di 3.589 migliaia di euro, principalmente per il saldo positivo delle imposte dell'esercizio che rientrano nel consolidato fiscale con Fimedi SpA.

Si ritiene che il valore contabile dei crediti per imposte sul reddito approssimi il relativo fair value.

La massima esposizione al rischio di credito degli altri crediti è rappresentata dal valore di carico dei crediti sopra menzionati. Nessuna delle voci di dettaglio esposte è stata svalutata nel corso degli esercizi 2025 e 2024.

  1. DISPONIBILITÀ LIQUIDE
(migliaia di euro) 2025 2024
Conti correnti bancari 397.888 274.242
Cassa 1 2
397.889 274.244

La variazione della voce è positiva per 123.645 migliaia di euro, principalmente per effetto dell'incasso di dividendi, compensato da rimborsi di finanziamenti verso istituti bancari e finanziamenti a società del gruppo; il tasso di interesse medio ponderato sui conti correnti è 3,23%. I valori esposti si riferiscono a saldi di conti correnti bancari in euro e in dollari rimborsabili a vista e investimenti in depositi a breve termine con scadenza inferiore a 79 giorni. Si ritiene che il valore delle disponibilità e mezzi equivalenti sia allineato al loro fair value alla data del presente bilancio.

Il rischio di credito correlato alle disponibilità liquide e mezzi equivalenti è da ritenersi limitato, in quanto le controparti sono rappresentate da primarie istituzioni bancarie nazionali e internazionali.


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25. ATTIVITÀ POSSEDUTE PER LA VENDITA

Il saldo della voce, pari a 911 migliaia di euro, è invariato ed è principalmente costituito da impianti e macchinari dello stabilimento inattivo di Manfredonia (870 migliaia di euro).

26. CAPITALE SOCIALE

Il capitale sociale di Buzzi SpA è ripartito come segue:

(numero di azioni) 2025 2024
Azioni emesse e interamente versate
- Azioni ordinarie 192.626.154 192.626.154
192.626.154 192.626.154
Capitale sociale (migliaia di euro) 123.637 123.637

Ogni azione ordinaria, priva di valore nominale, attribuisce il diritto a un voto, ferma restando la possibilità, introdotta nello statuto dall'assemblea straordinaria del 9 maggio 2024, di ottenere l'attribuzione di due voti per ciascuna azione appartenuta all'azionista che abbia richiesto l'iscrizione in apposito elenco speciale e che l'abbia mantenuta per un periodo continuativo non inferiore a 24 mesi dalla data di iscrizione, senza alcuna limitazione.

Non è necessaria alcuna destinazione alla riserva legale, in quanto ha raggiunto il 20% del capitale sociale.

Il numero di azioni in circolazione a fine esercizio risulta essere il seguente:

(numero di azioni) Ordinarie
Azioni emesse 192.626.154
Meno: Azioni proprie (11.601.276)
Azioni in circolazione a fine esercizio 181.024.878

27. SOVRAPPREZZO DELLE AZIONI

Corrisponde al sovrapprezzo pagato in occasione degli aumenti di capitale avvenuti nel tempo. La riserva al 31 dicembre 2025 ammonta a 458.696 migliaia di euro ed è invariata rispetto allo scorso esercizio.

28. ALTRE RISERVE

La voce include riserve di varia natura che sono elencate nella tabella che segue:

(migliaia di euro) 2025 2024
Riserve di rivalutazione 88.287 88.287
Avanzo di fusione 249.177 249.177
Altre 78.000 93.840
415.464 431.304

In seguito a delibera dell'assemblea del 13 maggio 2025, la riserva art. 2426 n. 8 bis c.c. costituita al fine di adeguarla agli utili netti su cambi imputati a conto economico e non ancora realizzati al 31 dicembre 2023 si è azzerata con un decremento di 15.840 migliaia di euro.


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  1. UTILI PORTATI A NUOVO

La voce comprende gli utili portati a nuovo per 1.541.614 migliaia di euro, la riserva legale pari a 30.132 migliaia di euro e la riserva OCI da benefici a dipendenti negativa per 561 migliaia di euro.

La riserva di utili portati a nuovo si è incrementata principalmente a fronte della destinazione dell'utile di esercizio 2024 per 166.855 migliaia di euro e riduzione della riserva art. 2426 n. 8 bis c.c per 15.841 migliaia di euro.

  1. PATRIMONIO NETTO AL 31.12.2025 (PROSPETTO ART. 2427 N° 7 BIS C.C.)

Il dettaglio analitico delle voci di patrimonio netto, con specificazione della loro origine, possibilità di utilizzazione e distribuibilità, nonché della loro avvenuta utilizzazione nei precedenti esercizi, richiesta dall'art. 2427 del c.c. al numero 7/bis, è di seguito riportato.


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Riepilogo delle utilizzazioni effettuate nei tre esercizi precedenti
Voci del patrimonio netto Natura/Descrizione Importo Possibilità di utilizzazione (*) Quota disponibile Per copertura perdite Per altre ragioni
Capitale sociale 123.636.659 - - - -
dedotta: Riserva per annullo azioni proprie (280.829.978) - - - -
- Riserva sovrapprezzo azioni 458.696.023 A,B,C 458.696.023 - -
- Riserva di rivalutazione 88.286.524 A,B,C 88.286.524 - -
- Altre riserve:
• Riserva contributi in conto capitale 34.331.897 A,B,C 34.331.897 - -
• Avanzo di fusione (1) 189.167.437 A,B,C 189.167.437 - -
Riserve di utili:
- Riserva legale 30.132.378 B - - -
- Altre riserve:
• Ris. plusval. legge 576/1975 e legge 904/1977 25.913.087 A,B,C 25.913.087 - -
• Riserva plusvalenze legge 169/1983 9.915.972 A,B,C 9.915.972 - -
• Riserva D.Lgs. 124/1993 37.437 A,B,C 37.437 - -
• Riserva legge 388/2000 2.500.000 A,B,C 2.500.000 - -
• Riserva art. 2426 n. 8 bis c.c. - B - - -
• Riserva art. 6 c.1 lettera a) del D.Lgs 38/2005 - B - - -
• Riserva art.7 comma 7) del D.Lgs 38/2005 5.301.901 B - - -
• Avanzo di fusione 60.009.218 A,B,C 60.009.218 - -
• Riserva OCI da benefici a dipendenti (560.839) - - - -
- Utili portati a nuovo (2) 1.541.613.959 A,B,C 1.230.304.460 - -
2.288.151.675 2.099.162.055 - -
- Quota non distribuibile - Riserva annullo azioni proprie (280.829.978)
- Residua quota distribuibile 1.818.332.077

(1) L'avanzo di fusione risulta qualificabile fiscalmente come riserva di utili per un ammontare di euro 31.640.742; (2) Utili portati a nuovo che non comprendono il risultato d'esercizio; (*) LEGENDA: A: per aumento capitale; B: per copertura perdite; C: per distribuzione ai soci.

Il capitale sociale è fiscalmente in sospensione d'imposta per 76.719 migliaia di euro, per effetto degli aumenti gratuiti di capitale sociale di precedenti esercizi, operati mediante utilizzo di riserve in sospensione d'imposta.

Le riserve, in sospensione d'imposta, che in caso di distribuzione concorrono a formare il reddito imponibile della società ammontano a 158.485 migliaia di euro e sono state iscritte al lordo dell'effetto fiscale latente in quanto non se ne prevede la distribuzione:


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- Riserva di rivalutazione Leggi 1952 e anteriori 713
- Riserva di rivalutazione Legge 19 marzo 1983 n. 72 28.208
- Riserva di rivalutazione Legge 30 dicembre 1991 n. 413 31.277
- Riserva di rivalutazione Legge 21 novembre 2000 n. 342 25.322
- Riserva di rivalutazione Legge 23 dicembre 2005 n. 266 2.767 88.287
- Riserva contributi in conto capitale Legge 488/92 10.791
- Riserva contributi in conto capitale per il mezzogiorno Legge 64/86 e precedenti 10.088
- Riserva contributi in conto capitale art.1 Legge 399/82 31
- Riserva contributi in conto capitale Legge 308/82 3.884
- Riserva contributi in conto capitale Legge 35/95 155
- Riserva contributi in conto capitale consorzio sviluppo area industriale Enna 32
- Riserva contributi in conto capitale Legge 10/1991 618
- Riserva contributi progetto Termie 1.057
- Riserva contributi in conto capitale art. 55 DPR 917/1986 maggior detrazione IVA 2.718
- Riserva contributi in conto capitale Legge 127/1980 38
- Riserva contributi in conto capitale Legge 488/1992 (ex Cementizillo SpA) 4.906
- Riserva contributi in conto capitale art. 55 Legge 526/1982 (ex Cementi Riva Srl) 14 34.332
- Riserva plusvalenze da conferimento Legge 904/77 25.913
- Riserva D. Lgs. 124/93 37
- Riserva plusvalenze Legge 169/83 9.916
Totale riserve in sospensione d'imposta 158.485

Le riserve di rivalutazione distintamente indicate, si riferiscono ai beni per i quali, come consentito dai principi contabili, Buzzi SpA ha deciso di mantenere i valori comprensivi delle rivalutazioni effettuate a seguito di specifiche leggi, con riguardo al loro reale valore economico, iscritte prima della data di transizione agli IFRS in sede di bilancio consolidato.

Parimenti è indicata la riserva di rivalutazione ex legge 266/2005 per la quota corrispondente al riconoscimento fiscale dei valori iscritti a bilancio, ai sensi dell'articolo 14 della Legge 342/2000 richiamata da tale norma e mantenuti anche in sede di applicazione dei principi contabili internazionali.


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Si ricorda il disposto dell'art. 109 comma 4 lettera b) del DPR n. 917 del 22 dicembre 1986 (TUIR), nel testo in vigore prima delle modifiche apportate dall'articolo 1 comma 33 lettera q) numero 1) della Legge n. 244 del 24 dicembre 2007, secondo il quale, in caso di distribuzione di dividendi, le riserve di patrimonio netto e gli utili d'esercizio concorrono a formare il reddito della società se, e nella misura in cui, l'ammontare delle restanti riserve di patrimonio netto e dei restanti utili d'esercizio portati a nuovo risulti inferiore all'eccedenza degli ammortamenti, delle rettifiche di valore e degli accantonamenti dedotti rispetto a quelli imputati a conto economico, al netto del fondo imposte differite correlate.

Per la società, la quota di riserve di utili d'esercizio portati a nuovo vincolati fiscalmente a copertura di costi e oneri ammessi in deduzione soltanto nella dichiarazione dei redditi, al netto delle imposte differite correlate, ammonta a 555 migliaia di euro.

I costi e gli oneri dedotti solo fiscalmente, che richiedono tale vincolo, sono costituiti da ammortamenti anticipati per complessivi 730 migliaia di euro al netto delle relative imposte differite di competenza, pari a 175 migliaia di euro.

31. FINANZIAMENTI

(migliaia di euro) 2025 2024
Finanziamenti a lungo termine – non correnti
- finanziamenti non assistiti da garanzie reali 300.507 316.295
- debiti finanziari verso correlate 314.894 -
615.401 316.295
Quota corrente dei finanziamenti a lungo termine
- finanziamenti non assistiti da garanzie reali 15.996 179.879
- debiti finanziari verso correlate - 572.721
15.996 752.600
Finanziamenti a breve termine
- finanziamenti non assistiti da garanzie reali 993 594
- debiti finanziari verso correlate 388.876 266.363
- ratei passivi per interessi 1.662 4.728
- ratei passivi per interessi verso correlate 4.978 9.437
396.509 281.122
1.027.906 1.350.017

Debiti finanziari analizzati per anno di scadenza:

(migliaia di euro) 2025 2024
Entro 6 mesi 12.092 5.322
Tra 6 e 12 mesi 400.413 1.028.400
Tra 1 e 5 anni 615.401 316.295
Oltre 5 anni - -
1.027.906 1.350.017

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Nel corso dell'esercizio sono stati rimborsati alla scadenza i finanziamenti Unicredit Bank AG (135.000 migliaia di USD) e Unicredit Bank (50.000 migliaia di euro).

I finanziamenti non assistiti da garanzie reali sono costituiti da:

(migliaia di euro)

Descrizione Importo Scadenza
Finanziamento Landesbank Hessen-Thuringen Girozentrale stipulato in data 14/08/2019 per un importo di 1.000 migliaia di euro a tasso fisso, valutato al costo ammortizzato 999 14.08.2029
Finanziamento Landesbank Hessen-Thuringen Girozentrale stipulato in data 14/08/2019 per un importo di 16.000 migliaia di euro a tasso fisso, valutato al costo ammortizzato 15.996 14.08.2026
Finanziamento Unicredit Bank AG stipulato in data 04/11/2022 per un importo di 150.000 migliaia di euro a tasso variabile, valutato al costo ammortizzato 149.812 14.08.2026
Finanziamento Unicredit Bank AG stipulato in data 29/04/2024 per un importo di 32.500 migliaia di euro a tasso variabile, valutato al costo ammortizzato 32.453 06.05.2027
Finanziamento Unicredit Bank AG stipulato in data 29/04/2024 per un importo di 117.500 migliaia di euro a tasso variabile, valutato al costo ammortizzato 117.243 04.05.2029

316.503

Le linee di credito non utilizzate, ma committed al 31 dicembre 2025, ammontano a 162.141 migliaia di euro, sono a tasso variabile e scadono nell'esercizio 2028.

Debiti finanziari verso società del gruppo

I debiti finanziari verso società del gruppo sono rappresentati da:

  • finanziamenti non correnti in dollari americani verso verso Lone Star Industries, Inc per 318.003 migliaia di euro
  • finanziamenti correnti per rapporto di cash-pooling verso Buzzi Unicem Srl per 230.557 migliaia di euro, verso Dyckerhoff GmbH per 125.714 migliaia di euro e verso Unical SpA per 34.474 migliaia di euro

Gli importi sono comprensivi anche degli interessi maturati, classificati tra i finanziamenti a breve termine. Nell'esercizio è stato rimborsato il finanziamento ad Alamo Cement Company di 225.000 migliaia USD.


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La seguente tabella mostra il valore contabile dei finanziamenti e il confronto con il loro valore equo:

(migliaia di euro) 2025 2024
Valore contabile Valore equo Valore contabile Valore equo
Finanziamenti a tasso variabile
- finanziamenti non assistiti da garanzie reali 299.508 311.151 349.262 362.031
- debiti finanziari verso società del gruppo 703.770 712.682 266.363 266.363
Finanziamenti a tasso fisso
- debiti finanziari verso società del gruppo 4.978 4.978 582.158 587.606
- finanziamenti non assistiti da garanzie reali 19.650 19.713 152.234 151.301
1.027.906 1.048.524 1.350.017 1.367.301

Il valore equo è basato sui flussi di cassa attualizzati ai tassi di finanziamento correnti per il gruppo ed è riconducibile al livello 2 della relativa gerarchia.

32. BENEFICI PER I DIPENDENTI

La voce include benefici a favore dei dipendenti successivi alla fine del rapporto di lavoro e altri benefici a lungo termine.

Benefici successivi al rapporto di lavoro

Consistono in piani pensionistici, indennità di fine rapporto e altro. La società garantisce benefici successivi al termine del rapporto di lavoro per i propri dipendenti sia direttamente che indirettamente, contribuendo a fondi gestiti esternamente. Le obbligazioni si riferiscono ai dipendenti attivi. I debiti per contributi da versare sono inclusi nella voce altri debiti.

Piani a contribuzione definita

I piani pensione a contribuzione definita per benefici successivi al rapporto di lavoro si riferiscono al trattamento fine rapporto lavoro o TFR per le società con almeno 50 dipendenti, dopo il 31 dicembre 2006.

I costi associati ai piani a contribuzione definita sono imputati insieme agli oneri sociali a conto economico nella voce costi del personale. Da parte della società non esistono ulteriori obblighi oltre al pagamento dei contributi ai piani statali o alle società private di assicurazione.

Piani a benefici definiti

I piani a benefici definiti possono essere non finanziati (unfunded) oppure interamente/parzialmente finanziati (funded) dai contributi versati dall'impresa e, talvolta, dai suoi dipendenti a una società o fondo giuridicamente distinto dall'impresa che eroga i benefici ai dipendenti.

Il trattamento di fine rapporto (TFR) è considerato un piano a benefici definiti non finanziato. La voce riflette l'obbligazione residua riferita all'indennità riconosciuta in Italia ai dipendenti fino al 31 dicembre 2006 per le società con più di 50 addetti, nel corso della vita lavorativa per le altre società. La valutazione della passività viene aggiornata ogni anno, in conformità alle norme nazionali in materia di lavoro. Il fondo si estingue al momento del pensionamento o delle dimissioni e può essere parzialmente anticipato in casi particolari. Il livello di benefici erogati è correlato alla data di assunzione, alla durata del rapporto di lavoro e al salario percepito. L'obbligazione, che ammonta a 1.963 migliaia di euro (1.902 migliaia di euro nel 2024), ha una durata media ponderata di 6 anni.


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Altri benefici a lungo termine

La società riconosce ai propri dipendenti altri benefici a lungo termine, la cui erogazione avviene generalmente al raggiungimento di una determinata anzianità aziendale. In questo caso il valore dell'obbligazione rilevata in bilancio riflette la probabilità che il pagamento venga erogato e la durata per cui tale pagamento sarà effettuato. Tali fondi sono unfunded e la relativa obbligazione viene calcolata su base attuariale con il metodo della proiezione unitaria del credito. Gli utili e perdite attuariali derivanti da questa passività sono rilevati a conto economico.

La tabella sottostante fornisce le principali variazioni avvenute nell'anno:

(migliaia di euro) Fondo trattamento fine rapporto Altri benefici per i dipendenti a lungo termine Totale
Al 1 gennaio 2024 1.738 117 1.855
Accantonamento 279 16 295
Benefici pagati (126) (29) (155)
Altre variazioni 11 17 28
Al 31 dicembre 2024 1.902 121 2.023
Accantonamento 277 16 293
Benefici pagati (202) (36) (238)
Altre variazioni (14) 32 18
Al 31 dicembre 2025 1.963 133 2.096

La movimentazione dell'obbligazione per benefici definiti successivi al rapporto di lavoro è la seguente:

Trattamento fine rapporto Altri
(migliaia di euro) 2025 2024 2025 2024
Al 1 gennaio 1.902 1.738 121 117
Incremento per trasferimento - 20 3 1
Costo delle prestazioni di lavoro correnti 227 227 16 16
227 247 19 17
Interessi passivi 50 53 3 -
Perdite (utili) da variazioni delle ipotesi finanziarie (7) 5 8 1
Perdite (utili) da esperienza (7) (15) 18 15
(14) (10) 26 16
Benefici pagati (202) (126) (36) (29)
Al 31 dicembre 1.963 1.902 133 121

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La tabella seguente riporta lo scadenzario dei pagamenti non attualizzati per i prossimi 10 anni per lo stesso tipo di benefici:

(migliaia di euro) Trattamento fine rapporto
anno 2026 88
anno 2027 176
anno 2028 79
anno 2029 250
anno 2030 128
anni 2031 - 2035 3.483

Oltre alle previsioni sulla mortalità e il turnover dei dipendenti basati sulle statistiche correnti, i benefici successivi alla cessazione del rapporto di lavoro e gli altri benefici a lungo termine sono calcolati sulla base di un tasso di sconto del 3,09% (3,18% nel 2024).

Il tasso sopraindicato riflette l'attuale periodo economico e/o aspettative realistiche. Il tasso di sconto scelto è quello applicabile per titoli corporate di alta qualità con scadenza corrispondente all'obbligazione per benefici a dipendenti.

L'analisi di sensitività delle obbligazioni per benefici definiti alle variazioni nelle principali previsioni è la seguente:

migliaia di euro Impatto sul trattamento fine rapporto
Tasso di sconto
Aumento 1,00% (116)
Diminuzione 1,00% 125

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  1. FONDI PER RISCHI E ONERI
(migliaia di euro) Controversie legali e fiscali Rischi ambientali Fondo rischi diversi Altri fondi Totale
Al 31 dicembre 2024 3.536 1.500 - 143 5.179
Accantonamenti 92 - 40 81 213
Utilizzi dell'esercizio (338) - - (143) (481)
Rilascio fondi e riclassifiche (2.091) - - - (2.091)
Al 31 dicembre 2025 1.199 1.500 40 81 2.820

Dettaglio per scadenza del totale fondi:

(migliaia di euro) Controversie legali e fiscali Rischi ambientali Fondo rischi diversi Altri fondi Totale
Non correnti 185 1.500 81 1.766
Correnti 1.014 - 40 - 1.054
1.199 1.500 40 81 2.820

Il fondo controversie legali e fiscali, di complessive 1.199 migliaia di euro, diminuisce di 2.337 migliaia di euro, principalmente a seguito dell'accordo con i comuni di Augusta e Guidonia per vertenze ICI/IMU.

La voce rischi ambientali accoglie le spese prevedibili in relazione alla bonifica delle aree a terra e delle relative acque di falda interessate presso lo stabilimento di Augusta (SR) (1.500 migliaia di euro).

Per gli accantonamenti effettuati a fronte di controversie legali, fiscali e rischi ambientali vengono dati maggiori dettagli nella nota Vertenze legali e passività potenziali del bilancio consolidato.


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34. ATTIVITÀ E PASSIVITÀ FISCALI DIFFERITE

Le differenze temporanee e le compensazioni fiscali che generano imposte differite attive e passive sono così analizzabili:

(migliaia di euro) Valore al 31.12.2025 Valore al 31.12.2024
Attività fiscali differite relative a:
- Fondo svalutazione cespiti 71 -
- Fondo rischi e oneri 293 217
- Svalutazione crediti 240 240
- Interessi passivi esercizi precedenti 48.042 69.653
- Altre imposte anticipate 700 231
- Benefici a dipendenti 107 111
- Perdite esercizi precedenti 63.448 41.143
Totale attività fiscali differite 112.901 111.595
Passività fiscali differite relative a:
- Ammortamenti anticipati (175) (175)
- Dividendi da imprese collegate (1.444) (1.117)
- Attività finanziarie (1.455) (1.455)
- Altre imposte differite (6.686) (6.686)
Totale passività fiscali differite (9.760) (9.433)
Saldo attività fiscali differite, nette 103.141 102.162

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I rientri delle attività e passività fiscali differite al 31 dicembre 2025 sono esposti nel seguente prospetto:

(migliaia di euro) Valore al 31.12.2025 Rientri 2026 Rientri 2027 Rientri 2028 Rientri 2029 Rientri 2030 Rientri Oltre
Attività fiscali differite relative a:
- Fondo svalutazione cespiti 71 - - - - - 71
- Fondo rischi e oneri 293 51 42 42 42 42 74
- Svalutazione crediti 240 48 36 36 36 36 48
- Interessi passivi esercizi precedenti 48.042 14.400 14.400 14.400 4.842 - -
- Altre imposte anticipate 700 700 - - - - -
- Benefici a dipendenti 107 - - - - - 107
- Perdite esercizi precedenti 63.448 12.000 10.800 10.800 10.800 10.080 8.968
Totale attività fiscali differite 112.901 27.199 25.278 25.278 15.720 10.158 9.268
Passività fiscali differite relative a:
- Ammortamenti anticipati (175) (36) (34) (31) (29) (26) (19)
- Dividendi da imprese controllate (1.444) (120) (120) (120) (120) (120) (844)
- Attività finanziarie (1.455) - - - - - (1.455)
- Altre imposte differite (6.686) - - - - - (6.686)
Totale passività fiscali differite (9.760) (156) (154) (151) (149) (146) (9.004)
Saldo attività fiscali differite, nette 103.141 27.043 25.124 25.127 15.571 10.012 264

La determinazione di un credito netto di 103.141 migliaia di euro, risultante dalla tabella di dettaglio, corrisponde alla voce dell'attivo Attività fiscali differite.

Le appostazioni di bilancio tengono conto delle compensazioni giuridiche tra rientri di partite di segno opposto nei prossimi esercizi e si basano su una ragionevole certezza circa la loro ricuperabilità a fronte di futuri imponibili fiscali positivi. In particolare, il credito per imposte differite attive sulle perdite fiscali rispecchia la valutazione sulla futura ricuperabilità di tali poste. In tale ottica, nell'esercizio sono state iscritte imposte differite attive sulle perdite fiscali riportabili nella misura di 34.852 migliaia di euro, parzialmente compensati da utilizzi di interessi passivi riportabili per 21.611 migliaia di euro e perdite pregresse per 12.548 migliaia di euro.

Nell'esercizio, la società ha iscritto imposte differite passive sugli utili non distribuiti delle proprie collegate (327 migliaia di euro). Al 31 dicembre 2025 non sono state invece stanziate imposte differite passive su utili non distribuiti delle società controllate e a controllo congiunto per le quali una eventuale distribuzione comporterebbe il pagamento delle relative imposte sul reddito. Tali utili cumulati, pari a circa 2 miliardi di euro, non concorrono alla formazione delle differite passive in quanto non se ne attende la distribuzione nel prevedibile futuro.


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35. DEBITI COMMERCIALI

(migliaia di euro) 2025 2024
Debiti commerciali:
- verso terzi 3.507 5.253
- verso imprese controllate 269 90
- verso imprese collegate - -
- verso altre imprese correlate - -
3.776 5.343

I debiti sopraindicati sono iscritti a un valore che approssima il fair value degli stessi.

36. ALTRI DEBITI

(migliaia di euro) 2025 2024
Acconti 870 870
Debiti tributari verso erario 655 16.914
Debiti verso istituti previdenziali 1.848 1.985
Debiti verso dipendenti 2.730 2.958
Commissioni passive su fidejussioni 2 7
Altri ratei e risconti passivi 448 745
Altri 745 702
7.298 24.181

I debiti tributari verso erario diminuiscono di 16.259 migliaia di euro, principalmente per l'accordo con i comuni di Augusta e Guidonia sulle vertenze ICI/IMU (nota 48 del bilancio consolidato).


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  1. CASSA GENERATA DALLE OPERAZIONI
(euro) 2025 2024
Utile prima delle imposte 848.040.988 237.465.272
Rettifiche per:
Ammortamenti e svalutazioni 1.653.205 1.556.186
(Plusvalenze)/minusvalenze patrimoniali (29.436) (7.623)
Variazione netta fondi e benefici per i dipendenti (289.359) 338.944
Oneri (proventi) finanziari netti (857.735.826) (254.173.379)
Altri oneri senza manifestazione monetaria 12.234 (419.633)
Proventi da definizione contenziosi (9.084.087) -
Variazioni del capitale d'esercizio: 6.699.572 13.173.397
Crediti commerciali e altre attività 16.318.661 14.091.961
Crediti commerciali e altre attività correlate (765.079) (1.651.156)
Debiti commerciali e altre passività (9.033.432) (191.479)
Debiti commerciali e altre passività correlate 179.422 924.071
Cassa generata dalle operazioni (10.732.709) (2.066.836)

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[BILANCIO CIVILISTICO]

311

39. ATTIVITÀ DI FINANZIAMENTO

Le variazioni delle voci comprese nella sezione attività di finanziamento del rendiconto finanziario si dettagliano come segue:

invnl Nota Saldo iniziale Monetarie Non monetarie
Accessioni Rimborsi Accertamenti/conferimento Delta cambi Costo ammortizzato Riclazofiche e altre
Finanziamenti a lungo termine (a)
Finanziamenti non assistiti da garanzie reali 31 316.295.398 - - - - 207.075 (15.995.566)
316.295.398 - - - - 207.075 (15.995.566)
Quota corrente dei finanziamenti a lungo termine (b)
Finanziamenti non assistiti da garanzie reali 31 179.879.080 - (167.945.135) - (12.000.000) 66.055 15.995.566
179.879.080 - (167.945.135) - (12.000.000) 66.055 15.995.566
Finanziamenti a breve termine (c)
Finanziamenti non assistiti da garanzie bancarie 31 594.456 993.056 (594.456) - - - 993.056
Ratei per interessi passivi 31 4.728.149 - - - - - (3.065.715)
5.322.605 993.056 (594.456) - - - (3.065.715)
398.600
Variazione dei debiti per locazioni (d)
Debiti per locazioni 16 575.440 433.343 - - - - (494.102)
Quota corrente debiti per locazioni 16 330.422 - (483.540) - - - 574.368
905.862 433.343 (483.540) - - - 80.266
Variazione dei debiti finanziari (e)
Debiti finanziari verso società del gruppo - non correnti 31 - - - - (41.252.307) - 356.145.924
Debiti finanziari verso società del gruppo - correnti 31 848.520.906 122.520.461 (192.389.910) - (24.185.314) - (360.612.154)
848.520.906 122.520.461 (192.389.910) - (65.457.621) - (4.466.230)
(69.869.449)
Acquisto di imprese controllate e collegate
Alpacem Zement Austria GmbH (AT) 19 - - (40.000.000) - - - 40.000.000
(40.000.000) 40.000.000
Variazioni delle partecipazioni senza perdita del controllo (f)
Partecipazioni - Buzzi Unicem Algérie Sàrl in liquidazione 19 1 - (11.871) - - - (11.872)
Partecipazione Tc Miera Holdings Ltd 19 - - (16.643.550) - - - 16.643.550
1 - (16.855.421) - - - (11.872)
Dividendi pagati ad azionisti della società (g)
Dividendi pagati ad azionisti della società 40 - - (126.717.415) - - - -
- - (126.717.415) - - - -
Acquisto azioni proprie (h)
Acquisto azioni proprie 26 - - (2.723.032) - - - -
(2.723.032)

(*) gli importi sono indicati con il segno del rendiconto finanziario.


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40. DIVIDENDI

I dividendi deliberati nel 2025 e nel 2024 sono stati rispettivamente 126.617 migliaia di euro (70 centesimi per azione) e 110.961 migliaia di euro (60 centesimi per azione).

Rispetto all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2025 gli amministratori propongono alla prossima assemblea degli azionisti, convocata per il giorno 13 maggio 2026, un dividendo di 70 centesimi per azione. I dividendi totali di prossima distribuzione corrispondono pertanto a 125.134 migliaia di euro. Il presente bilancio non considera tale debito verso gli azionisti.

41. IMPEGNI

(migliaia di euro) 2025 2024
Garanzie prestate 1.500 1.500
Garanzie ricevute 26.699 29.836
Impegni 3.583 10.892
31.782 42.228

Le garanzie prestate sono rappresentate da una lettera di patronage a favore di istituti di credito per affidamento concesso a Cementi Moccia SpA.

La voce garanzie ricevute comprende, tra le altre, anche fidejussioni bancarie e assicurative a favore di enti e amministrazione pubblica, a garanzia di eventuali danni causati dall'attività della società o da alcune società del gruppo.

Tra gli impegni, sono comprese garanzie dirette a Nacional Cimentos Participações SA per 2.968 migliaia di euro e impegni riguardanti l'acquisto di immobilizzazioni tecniche per 615 migliaia di euro.

Il totale dei futuri pagamenti minimi è riferito a contratti di leasing operativo a breve termine, cespiti di modesto valore e altri contratti fuori dall'ambito di applicazione del principio IFRS 16 e ammonta a 2.144 migliaia di euro di cui 1.604 migliaia di euro entro l'anno successivo e 540 migliaia di euro entro i 5 anni.

42. VERTENZE LEGALI E PASSIVITÀ POTENZIALI

Con riferimento alla descrizione delle vertenze legali della Buzzi SpA si rinvia a quanto indicato nel bilancio consolidato alla nota 48 Vertenze legali e passività potenziali.


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43. OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

Buzzi SpA è controllata da Fimedi SpA che direttamente e indirettamente, tramite la propria controllata Presa SpA, possiede al 31 dicembre 2025 il 53,037% delle azioni con diritto di voto.

In Buzzi SpA sono concentrate le competenze professionali, le risorse umane e le attrezzature che permettono di prestare assistenza ad altre entità controllate e correlate.

Buzzi SpA intrattiene con regolarità rapporti di natura commerciale con società controllate e società collegate e/o a controllo congiunto, inoltre la società fornisce su richiesta alle medesime entità servizi di assistenza tecnica e progettuale. Le cessioni di beni sono negoziate a condizioni di mercato e le prestazioni di servizi sulla base del costo remunerato. Esistono anche alcuni rapporti di natura finanziaria con società partecipate e controllanti, che parimenti sono regolati da tassi di mercato.

Buzzi SpA fornisce alla controllante Fimedi SpA e ad altre entità controllate da soggetti che esercitano un'influenza notevole su Buzzi SpA prestazioni di servizi di assistenza amministrativa, fiscale, societaria, audit, gestione del personale ed elaborazione dati, per importi scarsamente significativi.

La società e le sue controllate italiane, Unical SpA e Buzzi Unicem Srl, aderiscono al consolidato fiscale nazionale, con Fimedi SpA nel ruolo di società consolidante.


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Si riassumono qui le principali operazioni intercorse con parti correlate e i relativi saldi alla data di bilancio.

Conto Economico (migliaia di euro) Ricavi Acquisti beni e servizi e altri oneri Costi del personale Proventi finanziari Oneri finanziari
Dyckerhoff GmbH 385 70 - 183.644 2.557
Cement Hranice as 16 - - - -
Cimalux SA 39 - - - -
Dyckerhoff Polska Sp zoo 54 - - - -
Unical SpA 4.684 90 - - 478
Buzzi Unicem Srl 9.886 88 - 50.000 4.067
Buzzi Gestione Immobili Srl 11 - - - -
Alamo Cement Company 194 - - 299.043 3.825
Buzzi Unicem Usa Inc. 113 - - - -
Lone Star Industries, Inc. 116 - - - 14.954
RC Lonestar Inc. 44 - - 99.081 -
River Cement Co 43 - - - -
Signal Mountain Cement Company Inc 18 - - - -
Nacional Cimentos Participações SA - - - 31.806 -
Companhia Nacional de Cimento - CNC - - - 2.606 -
Companhia de Cimento da Paraíba - CCP 19 - - 18.717 -
Companhia De Cimento Campeão Alvorada - Arcos CCA 3 - - - -
Companhia Nacional de Cimento Sete Lagoas - CNC 15 - - - -
Companhia De Cimento Campeão Alvorada - Cantagalo CCA 5 - - - -
Companhia De Cimento Campeão Alvorada-Santa Luzia CCA 3 - - - -
Companhia De Cimento Campeão Alvorada - Belo Horizonte CCA 11 - - - -
Tc Mena Holdings Ltd (UAE) - 352 - 1.555 -
Gulf Cement Company PSC 15 - - - -
Hinfra Srl 18 - - 58 -
Laterlite SpA 24 - - 2.025 -
Alpacem Cement dd (Slo) - - - 5.007 -
Alpacem Zement Austria GmbH (AT) - 6 - - -
Société des Ciments de Hadjar Soud EPE SpA - - - 620 -
Société des Ciments de Sour El Ghozlane EPE SpA - - - 1.090 -
Cementos Moctezuma SA de CV 166 - - - -
Corporación Moctezuma SAB de CV 39 - - - -
Fresit BV - - - 63.275 -
Presa International BV - - - 18.625 -
Presa SpA 15 - - - -
Fimedi SpA 15 - - - -
Altre parti correlate 119 149 166 - -
Totale imprese del gruppo e altre parti correlate 16.070 755 166 777.152 25.881
Totale voce di bilancio 16.798 15.767 18.156 933.620 75.884
Incidenza % sulla voce di bilancio 95,67% 4,79% 0,91% 83,24% 34,11%

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Stato Patrimoniale (migliaia di euro) Crediti e altre attività non correnti Crediti commerciali Altri crediti Debiti commerciali Finanziamenti a breve e a lungo termine
Dyckerhoff GmbH - 248 - 137 125.714
Cement Hranice as - 16 - - -
Cimalux SA - 39 - - -
Dyckerhoff Polska Sp zoo - 54 - - -
Unical SpA - 2.995 - 28 34.474
Buzzi Unicem Srl - 6.221 - 104 230.557
Buzzi Gestione Immobili Srl - 12 - - -
Alamo Cement Company - 137 - - -
Buzzi Unicem Usa Inc. - 32 - - -
Lone Star Industries, Inc. - 67 - - 318.003
River Cement Co - 34 - - -
Signal Mountain Cement Company Inc - 16 - - -
Nacional Cimentos Participações SA 77.683 - 2.941 - -
Companhia Nacional de Cimento - CNC - - 145.820 - -
Companhia de Cimento da Paraíba - CCP 127.400 11 22.217 - -
Companhia De Cimento Campeão Alvorada -Arcos CCA - 3 - - -
Companhia Nacional de Cimento Sete Lagoas - CNC - 15 - - -
Companhia De Cimento Campeão Alvorada -Cantagalo CCA - 5 - - -
Companhia De Cimento Campeão Alvorada-Santa Luzia CCA - 3 - - -
Companhia De Cimento Campeão Alvorada -Belo Horizonte CCA - 11 - - -
Tc Mena Holdings Ltd (UAE) 38.298 - 1.204 - -
Gulf Cement Company PSC - 15 - - -
Alpacem Cementi Italia SpA 1.950 - - - -
Hinfra Srl 2.000 22 1.267 - -
Laterlite SpA - 28 - - -
Cementos Moctezuma SA de CV - 70 - - -
Corporación Moctezuma SAB de CV - 39 - - -
Presa SpA - 16 - - -
Fimedi SpA 1.322 18 38.608 - -
Altre parti correlate - 72 - - -
Totale imprese del gruppo e altre parti correlate 248.653 10.199 212.057 269 708.748
Totale voce di bilancio 249.628 10.341 220.522 3.776 1.027.906
Incidenza % sulla voce di bilancio 99,61% 98,63% 96,16% 7,12% 68,95%

(1) il credito commerciale non corrente verso Cementi Moccia SpA di 461 migliaia di euro è stato totalmente svalutato.


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I principali rapporti intercorsi tra Buzzi SpA e le sue controllate, collegate, a controllo congiunto e controllanti si possono così riassumere:

  • prestazione attraverso contratti annualmente rinnovati principalmente per servizi amministrativi, finanziari, assistenza informatica, legale, fiscale e tecnica a Unical SpA, Fimedi SpA, Presa SpA, Buzzi Unicem Srl, Hinfra Srl e Buzzi Gestione Immobili Srl;
  • crediti finanziari per finanziamenti con Companhia Nacional de Cimento – CNC, Nacional Cimentos Participações SA, Companhia de Cimento da Paraíba - CCP (già Nacional Cimentos Paraíba SA), Hinfra Srl, Tc Mena Holdings Ltd e Alpacem Cementi Italia SpA;
  • debiti finanziari per operazioni di cash pooling con Dyckerhoff GmbH, Unical SpA e Buzzi Unicem Srl e per finanziamenti da Lone Star Industries, Inc;
  • prestazioni, su richiesta, di servizi di assistenza tecnica e progettuale a Dyckerhoff GmbH, Cement Hranice as, Cimalux SA, Dyckerhoff Polska Sp zoo, Alamo Cement Company, Buzzi Unicem Usa Inc., Hercules Cement Co, Lone Star Industries, Inc., RC Lonestar Inc., River Cement Co, Nacional Cimentos Participações SA, Companhia Nacional de Cimento Sete Lagoas – CNC, Companhia de Cimento da Paraíba – CCP Companhia De Cimento Campeão Alvorada - Arcos CCA Companhia De Cimento, Companhia De Cimento Campeão Alvorada-Cantagalo CCA, Companhia De Cimento Campeão Alvorada-Santa Luzia CCA, Companhia De Cimento Campeão Alvorada - Belo Horizon te CCA, Cementos Moctezuma SA de CV, Corporación Moctezuma SAB de CV, Gulf Cement Company Psc;
  • interessi passivi su finanziamenti da Alamo Cement Company e Lone Star Industries Inc e su cash pooling da Dyckerhoff GmbH, Unical SpA e Buzzi Unicem Srl;
  • interessi attivi su cash pooling da Unical SpA e Buzzi Unicem Srl e su finanziamenti Companhia Nacional de Cimento – CNC, Nacional Cimentos Participações SA, Companhia de Cimento da Paraíba - CCP (già Nacional Cimentos Paraíba SA), Hinfra Srl, Tc Mena Holdings Ltd;
  • contratto di consolidamento fiscale con la controllante Fimedi SpA, che evidenzia un credito di 38.608 migliaia di euro.

Nel corso dell'esercizio 2025 i rapporti con parti correlate, così come definite dallo IAS 24, non rappresentate da società controllanti, controllate e collegate, sono state indicate nella precedente tabella nella voce Altre parti correlate.

Esistono inoltre:

  • tra le garanzie ricevute, fidejussioni bancarie e assicurative a terzi a fronte di impegni in cui la società risulta obbligato principale, in particolare ad Alamo Cement Company (11.381 migliaia di euro), Cimalux SA (2.300 migliaia di euro) e Dyckerhoff Polska Sp zoo (645 migliaia di euro);
  • tra gli impegni, le garanzie che Buzzi SpA presta su finanziamenti bancari a Nacional Cimentos Participações SA per 2.968 migliaia di euro;
  • lettera di patronage a favore di istituto di credito di 1.500 migliaia di euro per affidamento concesso a Cementi Moccia SpA.

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Il Consiglio di Amministrazione individua il perimetro dei dirigenti con responsabilità strategiche nelle figure dell'Amministratore Delegato, del Direttore Generale e del Direttore Tecnico di Gruppo.

Le loro retribuzioni, non comprese nella precedente tabella, sono qui di seguito esposte:

(migliaia di euro) 2025 2024
Salari e altri benefici a breve termine 2.778 2.391
Benefici successivi al rapporto di lavoro 914 892
3.692 3.283

Per una descrizione completa e dettagliata dei compensi corrisposti agli amministratori si fa rinvio a quanto esposto nella relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti, disponibile presso la sede e sul sito della società e sul sito internet della società.

44. ALTRE INFORMAZIONI

Eventi e operazioni significative non ricorrenti

Come riportato nella relazione sulla gestione, l'esercizio 2025 è stato influenzato da eventi e operazioni significative non ricorrenti, così come definite dalla Comunicazione Consob n. DEM/6064293 del 28 luglio 2006, con impatto positivo sul margine operativo lordo pari a 9.084 migliaia di euro (nota 6).

Posizioni o transazioni derivanti da operazioni atipiche e/o inusuali

Si precisa che nel corso dell'esercizio 2025 la Buzzi SpA non ha posto in essere operazioni atipiche e/o inusuali, così come definite dalla Comunicazione Consob n. DEM/6064293 del 28 luglio 2006.


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POSIZIONE FINANZIARIA NETTA

La posizione finanziaria netta di Buzzi SpA al 31 dicembre 2025 è la seguente:

(migliaia di euro) Nota 2025 2024
Disponibilità e attività finanziarie a breve:
Disponibilità liquide 24 397.889 274.244
Verso società del gruppo 23 173.449 9.324
Altri crediti finanziari correnti 23 1.613 2.111
Debiti finanziari a breve:
Quota corrente dei finanziamenti a lungo termine 31 (15.996) (179.879)
Quota corrente dei debiti per locazioni 16 (421) (330)
Finanziamenti a breve termine 31 (993) (595)
Verso società del gruppo 31 (393.853) (848.521)
Altri debiti finanziari correnti 31 (1.664) (21.172)
Disponibilità netta a breve 160.024 (764.818)
Debiti finanziari a lungo termine:
Finanziamenti a lungo termine 31 (300.507) (316.295)
Debiti per locazioni a lungo termine 16 (515) (575)
Verso società del gruppo 31 (314.894) -
Indebitamento finanziario netto (457.142) (1.081.688)
Attività finanziarie a lungo termine:
Verso società del gruppo 21 247.331 525.393
Posizione finanziaria netta (208.561) (556.295)

L'indebitamento finanziario netto è in linea con le indicazioni fornite dagli orientamenti emessi da ESMA e recepiti dalla Consob con Richiamo di attenzione n. 5/21 del 29 aprile 2021.


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Componenti di posizione finanziaria netta

Di seguito la riconciliazione delle componenti di posizione finanziaria netta non identificabili direttamente dalle voci riportate nello schema di stato patrimoniale.

(migliaia di euro) Nota 2025 2024
Altri crediti finanziari correnti 1.613 2.111
Crediti verso diversi 23 - 1.427
Ratei attivi per interessi 23 1.613 684
Altri debiti finanziari correnti 1.664 (21.172)
Ratei passivi per interessi 31 1.662 (4.728)
Debiti tributari verso erario 38 - (16.437)
Commissioni passive su fidejussioni 38 2 (7)

45. OBBLIGHI DI TRASPARENZA

La legge 124/2017 articolo 1, commi 125-129, come modificata dalla legge 58/2019, articolo 35, ha introdotto specifici obblighi informativi in materia di trasparenza delle erogazioni pubbliche ricevute non aventi carattere generale e prive di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria. In particolare, per le imprese, la normativa richiede la pubblicazione nelle note illustrative al bilancio di tutti i vantaggi economici di tale natura, di ammontare pari o superiore a 10.000 euro, ricevuti a carico delle risorse pubbliche.

Successivamente, la legge 12/2019, articolo 3 quater, comma 2, con l'intento di semplificare gli oneri di pubblicazione previsti in capo alle imprese beneficiarie degli aiuti, ha previsto che la rilevazione degli aiuti di stato e de minimis sul Registro Nazionale degli Aiuti di Stato, di cui all'articolo 52 della legge 234/2012, sostituisce l'obbligo di indicazione nelle note illustrative, richiedendosi ai beneficiari la semplice dichiarazione dell'esistenza di tali aiuti nel suddetto Registro.

A tal fine, si evidenzia che Buzzi SpA soddisfa i requisiti di cui al D.M. 21 dicembre 2017 recante "Disposizioni in materia di riduzioni delle tariffe a copertura degli oneri generali di sistema per imprese energivore", nonché quelli previsti dalla Deliberazione dell'Autorità 921/2017/R/eel come successivamente modificata.

Nel registro nazionale Aiuti di Stato non sono segnalate agevolazioni concesse in applicazione del D.M. 21 dicembre 2017 e non si riscontrano altre fattispecie rientranti nell'ambito di applicazione della legge in questione.


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46. FATTI INTERVENUTI DOPO LA DATA DI RIFERIMENTO DEL BILANCIO

Il 26 febbraio 2026 è stato avviato il programma di acquisto di azioni proprie ordinarie, nell'ambito dell'autorizzazione e delle finalità deliberate dall'Assemblea degli Azionisti del 13 maggio 2025. A fronte di tale programma, Buzzi SpA ha acquistato n. 2.262.212 azioni ordinarie oggetto di autorizzazione assembleare con un esborso complessivo di circa 99,8 milioni di euro. Pertanto, alla data del 30 marzo 2026, Buzzi SpA detiene complessivamente n. 13.863.488 azioni proprie ordinarie, pari al 7,197% del capitale sociale.

Per quanto riguarda l'evoluzione prevedibile, si rimanda all'apposito capitolo della relazione sulla gestione.

47. PROPOSTA DI DESTINAZIONE DEL RISULTATO D'ESERCIZIO

Si rimanda allo specifico capitolo della relazione sulla gestione.

Casale Monferrato, 31 marzo 2026

p. il Consiglio di Amministrazione Presidente Veronica Buzzi


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INFORMAZIONI AI SENSI DELL'ART. 149-DUODECIES DEL REGOLAMENTO EMITTENTI CONSOB

Il seguente prospetto, redatto ai sensi dell'art. 149-duodecies del Regolamento Consob n. 11971/99, riporta i corrispettivi di competenza dell'esercizio 2025 per i servizi di revisione e per quelli diversi dalla revisione resi dalla società di revisione PricewaterhouseCoopers SpA e da entità appartenenti alla sua rete.

(migliaia di euro) Corrispettivi di competenza dell'esercizio 2025
Revisione contabile PwC SpA 129
Servizi di attestazione PwC SpA (1) 101
Altri servizi Rete PwC SpA (2) 24
254

(1) Attestazione di conformità su Rendicontazione consolidata di sostenibilità (2) Procedure di revisione concordate sull'informativa finanziaria annuale delle società collegate Sociétè des Ciments de Sour El Ghozlane Epe SpA, Société des Ciments de Hadjar Soud Epe SpA.


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ATTESTAZIONE DEL BILANCIO D'ESERCIZIO

AI SENSI DELL'ART. 81 TER DEL REGOLAMENTO CONSOB N. 11971 DEL 14 MAGGIO 1999 E SUCCESSIVE MODIFICHE E INTEGRAZIONI

  • I sottoscritti Pietro Buzzi, in qualità di Amministratore Delegato, ed Elisa Bressan, in qualità di Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari di Buzzi SpA, attestano, tenuto anche conto di quanto previsto dall'art. 154-bis, commi 3 e 4, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58:
  • l'adequatezza in relazione alle caratteristiche dell'impresa e
  • l'effettiva applicazione,

delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio d'esercizio, nel corso del 2025.

  • Si attesta, inoltre, che: c) il bilancio d'esercizio
  • è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità europea ai sensi del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002;
  • corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
  • è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'emittente; d) la relazione sulla gestione comprende un'analisi attendibile dell'andamento e del risultato della gestione, nonché della situazione dell'emittente, unitamente alla descrizione dei principali rischi e incertezze cui è esposto.

Casale Monferrato, 31 marzo 2026

L'Amministratore Delegato Pietro BUZZI

Il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari Elisa BRESSAN


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Relazione della società di revisione indipendente ai sensi dell'articolo 14 del DLgs 39/2010 e dell'articolo 10 del Regolamento (UE) 537/2014

Agli Azionisti di

Buzzi SpA

Relazione sulla revisione contabile del bilancio d'esercizio

Giudizio

Abbiamo svolto la revisione contabile del bilancio d'esercizio di Buzzi SpA (la "Società"), costituito dallo stato patrimoniale al 31 dicembre 2025, dal conto economico, dal conto economico complessivo, dal rendiconto finanziario, dal prospetto delle variazioni di patrimonio netto per l'esercizio chiuso a tale data e dalle note ai prospetti contabili che includono le informazioni rilevanti sui principi contabili applicati.

A nostro giudizio, il bilancio d'esercizio fornisce una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria della Società al 31 dicembre 2025, del risultato economico e dei flussi di cassa per l'esercizio chiuso a tale data in conformità ai principi contabili IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board e adottati dall'Unione Europea nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'articolo 9 del DLgs 38/2005.

Elementi alla base del giudizio

Abbiamo svolto la revisione contabile in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia). Le nostre responsabilità ai sensi di tali principi sono ulteriormente descritte nella sezione "Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio d'esercizio" della

PricewaterhouseCoopers SpA

Sede legale: Milano 20145 Piazza Tre Torri 2 Tel. 02 77851 Fax 02 7785240, Capitale Sociale Euro € 6.800.000,00 i.v. C.F. e P.IVA e Reg. Imprese Milano Monza Brianza Lodi 12979880155 Iscritta al n° 119644 del Registro dei Revisori Legali - Altri Uffici: Ancona 60131 Via Sandro Totti 1 Tel. 071 2132311 - Bari 70122 Via Abate Gimma 72 Tel. 080 5640211 - Bergamo 24121 Largo Belotti 5 Tel. 035 229091 - Bologna 40124 Via Luigi Carlo Farini 12 Tel. 051 6186211 - Brescia 25121 Viale Duca d'Aosta 28 Tel. 030 3697501 - Catania 95129 Corso Italia 302 Tel. 095 7532311 - Firenze 50121 Viale Gramsci 15 Tel. 055 2482811 - Genova 16121 Piazza Piccapietra 9 Tel. 010 29041 - Napoli 80121 Via dei Mille 16 Tel. 081 36181 - Padova 35138 Via Vicenza 4 Tel. 049 873481 - Palermo 90141 Via Marchese Ugo 60 Tel. 091 349737 - Parma 43121 Via Piracane 1B Tel. 0521 270011 - Pescara 65127 Piazza Ettore Trollo 8 Tel. 085 4545711 - Roma 00154 Largo Fochetti 29 Tel. 06 570251 - Torino 10122 Via Santa Maria 11 Tel. 011 556771 - Trento 38122 Viale della Costituzione 33 Tel. 0461 237004 - Treviso 31100 Viale Fellosent 90 Tel. 0422 696911 - Udine 33100 Via Poscolle 43 Tel. 0432 25789 - Varese 21100 Via Albuzzi 43 Tel. 0332 285039 - Verona 37135 Via Francia 21/C Tel. 045 8263001.

www.pwc.com/it


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presente relazione. Siamo indipendenti rispetto alla Società in conformità alle norme e ai principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell'ordinamento italiano alla revisione contabile del bilancio. Riteniamo di aver acquisito elementi probativi sufficienti e appropriati su cui basare il nostro giudizio.

Aspetti chiave della revisione contabile

Gli aspetti chiave della revisione contabile sono quegli aspetti che, secondo il nostro giudizio professionale, sono stati maggiormente significativi nell'ambito della revisione contabile del bilancio dell'esercizio in esame. Tali aspetti sono stati da noi affrontati nell'ambito della revisione contabile e nella formazione del nostro giudizio sul bilancio d'esercizio nel suo complesso; pertanto su tali aspetti non esprimiamo un giudizio separato.

Aspetti chiave Procedure di revisione in risposta agli aspetti chiave
Valutazione della recuperabilità delle partecipazioni in società controllate, collegate e a controllo congiunto

Nota 2 del bilancio d'esercizio “Sintesi dei principi contabili rilevanti”, nota 13 “Proventi e oneri finanziari” e nota 19 “Partecipazioni in società controllate, collegate e a controllo congiunto”

Il valore delle partecipazioni in società controllate, collegate e a controllo congiunto al 31 dicembre 2025 ammonta a Euro 3.186,5 milioni, pari a circa il 76 per cento del totale attività, riferito per Euro 3.028,1 milioni alle società controllate, per Euro 148,0 milioni alle società collegate e per Euro 10,4 milioni alle società a controllo congiunto.

In base ai principi contabili di riferimento, le partecipazioni sono valutate al costo, a meno di eventuali perdite di valore che, ove presenti, sono riconosciute nel conto economico. Qualora una partecipazione venga svalutata in presenza di perdite di valore, il valore della stessa può | Abbiamo ottenuto i modelli valutativi e la documentazione utilizzati dalla direzione aziendale per l'identificazione di eventuali perdite di valore secondo quanto previsto dalla Procedura e, anche tramite il supporto di esperti appartenenti alla rete PwC, abbiamo svolto le seguenti principali procedure di revisione:

  • comprensione e valutazione della Procedura e verifica della coerenza dei suoi contenuti con quanto previsto dal principio contabile IAS 36 “Riduzione di valore delle attività”, nonché della sua conforme applicazione;
  • analisi delle risultanze delle attività svolte dai revisori delle società partecipate;
  • verifica dell'accuratezza matematica dei modelli;
  • verifica della coerenza dei flussi di cassa prospettici utilizzati ai fini dell'impairment test con le proiezioni economico-finanziarie approvate dal Consiglio di |

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essere oggetto di ripristino negli anni successivi fino a concorrenza del costo originario se vi è indicazione che una perdita per riduzione di valore rilevata negli esercizi precedenti possa non sussistere più o possa essersi ridotta.

In accordo con il principio contabile IAS 36 "Riduzione di valore delle attività" e con la procedura di impairment approvata dal Consiglio di Amministrazione di Buzzi SpA in via autonoma e anticipata rispetto al momento dell'approvazione del progetto di bilancio (la "Procedura"), la direzione aziendale effettua la verifica dell'eventuale perdita o ripristino di valore delle partecipazioni confrontando il valore contabile delle stesse con la stima dei relativi valori recuperabili (c.d. test di impairment), quando sussistono indicatori che facciano prevedere un'eventuale riduzione di valore o che una perdita per riduzione di valore rilevata negli esercizi precedenti possa non sussistere più o possa essersi ridotta.

Il valore recuperabile di un'attività è rappresentato dal maggiore tra il fair value, al netto dei costi accessori di vendita, e il relativo valore d'uso, determinato attualizzando i flussi finanziari futuri stimati per tale attività. Nel determinare il valore d'uso, i flussi finanziari futuri attesi sono attualizzati utilizzando un tasso di sconto che riflette le valutazioni correnti di mercato del costo del denaro, rapportato al periodo dell'investimento e ai rischi specifici dell'attività.

Nello specifico la direzione aziendale ha svolto l'esercizio annuale di impairment alla data del 31 dicembre 2025 determinando il valore recuperabile secondo la configurazione del valore d'uso ottenuto attualizzando i dati previsionali delle partecipate, relativi al periodo di cinque anni successivi alla data di bilancio derivanti dalle proiezioni economico - finanziarie 2026 - 2030 approvate dal Consiglio di Amministrazione di Buzzi SpA in data 31 marzo

Amministrazione di Buzzi SpA in data 31 marzo 2026;

  • valutazione della ragionevolezza delle principali assunzioni alla base della determinazione dei dati inclusi nei modelli, con particolare riferimento ai flussi di cassa prospettici anche in considerazione dei dati storici e dei rischi collegati ai cambiamenti climatici, ai tassi di crescita anche alla luce di quelli previsti per il settore dalle fonti esterne di informazione e ai tassi di attualizzazione utilizzati per determinare il valore d'uso;
  • valutazione della sussistenza degli indicatori e dei requisiti per il ripristino di valore delle partecipazioni che, in anni precedenti, erano state svalutate;
  • verifica delle analisi di sensitività sulle assunzioni rilevanti, con particolare riferimento ai flussi finanziari futuri e ai tassi di attualizzazione degli stessi.

Le nostre verifiche hanno infine ricompreso la verifica dell'adeguatezza e della completezza dell'informativa fornita nelle note al bilancio d'esercizio rispetto alle informazioni e ai dati ottenuti nel corso dello svolgimento dell'attività di revisione e rispetto a quanto previsto dai principi contabili internazionali.

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2026, ai quali è stato aggiunto un valore terminale. Le assunzioni chiave utilizzate per la determinazione del valore recuperabile delle partecipate sono la stima dei livelli di fatturato, dell'EBITDA, dei flussi di cassa operativi, del tasso di crescita di lungo termine e del costo medio ponderato del capitale (tasso di attualizzazione), tenendo in considerazione le performance economico - finanziarie passate e le aspettative future.

Nel corso dell'esercizio non si sono rilevate perdite di valore delle partecipazioni ed è stato effettuato un parziale ripristino di valore della partecipazione detenuta in Unical SpA per un importo pari a Euro 58,3 milioni, tenuto conto dei risultati economico - finanziari positivi conseguiti dalla partecipata negli ultimi esercizi e a seguito dei risultati dell'impairment test. Tale ripristino è stato contabilizzato nei limiti del valore recuperabile determinato sulla base delle stime aggiornate dei flussi finanziari prospettici.

La valutazione della recuperabilità del valore delle partecipazioni in società controllate, collegate e a controllo congiunto è stata considerata un aspetto chiave della revisione in virtù della significatività della voce di bilancio nonché delle stime complesse alla base del test di impairment, quali ad esempio quelle relative ai flussi di cassa prospettici, alle variabili che compongono i tassi di attualizzazione e al tasso di crescita da utilizzare per la stima del valore terminale dopo il periodo di previsione esplicita dei flussi.

Responsabilità degli amministratori e del collegio sindacale per il bilancio d'esercizio

Gli amministratori sono responsabili per la redazione del bilancio d'esercizio che fornisca una rappresentazione veritiera e corretta in conformità ai principi contabili IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board e adottati dall'Unione Europea nonché ai

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provvedimenti emanati in attuazione dell'articolo 9 del DLgs 38/2005 e, nei termini previsti dalla legge, per quella parte del controllo interno dagli stessi ritenuta necessaria per consentire la redazione di un bilancio che non contenga errori significativi dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali.

Gli amministratori sono responsabili per la valutazione della capacità della Società di continuare a operare come un'entità in funzionamento e, nella redazione del bilancio d'esercizio, per l'appropriatezza dell'utilizzo del presupposto della continuità aziendale, nonché per una adeguata informativa in materia. Gli amministratori utilizzano il presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio d'esercizio a meno che abbiano valutato che sussistono le condizioni per la liquidazione della Società o per l'interruzione dell'attività o non abbiano alternative realistiche a tali scelte.

Il collegio sindacale ha la responsabilità della vigilanza, nei termini previsti dalla legge, sul processo di predisposizione dell'informativa finanziaria della Società.

Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio d'esercizio

I nostri obiettivi sono l'acquisizione di una ragionevole sicurezza che il bilancio d'esercizio nel suo complesso non contenga errori significativi, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali, e l'emissione di una relazione di revisione che includa il nostro giudizio. Per ragionevole sicurezza si intende un livello elevato di sicurezza che, tuttavia, non fornisce la garanzia che una revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia) individui sempre un errore significativo, qualora esistente. Gli errori possono derivare da frodi o da comportamenti o eventi non intenzionali e sono considerati significativi qualora ci si possa ragionevolmente attendere che essi, singolarmente o nel loro insieme, siano in grado di influenzare le decisioni economiche prese dagli utilizzatori sulla base del bilancio d'esercizio.

Nell'ambito della revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia), abbiamo esercitato il giudizio professionale e abbiamo mantenuto lo scetticismo professionale per tutta la durata della revisione contabile. Inoltre:

  • abbiamo identificato e valutato i rischi di errori significativi nel bilancio d'esercizio, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali; abbiamo definito e svolto procedure di revisione in risposta a tali rischi; abbiamo acquisito elementi probativi sufficienti e appropriati

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su cui basare il nostro giudizio. Il rischio di non individuare un errore significativo dovuto a frodi è più elevato rispetto al rischio di non individuare un errore significativo derivante da comportamenti o eventi non intenzionali, poiché la frode può implicare l’esistenza di collusioni, falsificazioni, omissioni intenzionali, rappresentazioni fuorvianti o forzature del controllo interno;

  • abbiamo acquisito una comprensione del controllo interno rilevante ai fini della revisione contabile allo scopo di definire procedure di revisione appropriate nelle circostanze e non per esprimere un giudizio sull’efficacia del controllo interno della Società;

  • abbiamo valutato l’appropriatezza dei principi contabili utilizzati nonché la ragionevolezza delle stime contabili effettuate dagli amministratori, inclusa la relativa informativa;

  • siamo giunti a una conclusione sull’appropriatezza dell’utilizzo da parte degli amministratori del presupposto della continuità aziendale e, in base agli elementi probativi acquisiti, sull’eventuale esistenza di un’incertezza significativa riguardo a eventi o circostanze che possono far sorgere dubbi significativi sulla capacità della Società di continuare a operare come un’entità in funzionamento. In presenza di un’incertezza significativa, siamo tenuti a richiamare l’attenzione nella relazione di revisione sulla relativa informativa di bilancio ovvero, qualora tale informativa sia inadeguata, a riflettere tale circostanza nella formulazione del nostro giudizio. Le nostre conclusioni sono basate sugli elementi probativi acquisiti fino alla data della presente relazione. Tuttavia, eventi o circostanze successivi possono comportare che la Società cessi di operare come un’entità in funzionamento;

  • abbiamo valutato la presentazione, la struttura e il contenuto del bilancio d’esercizio nel suo complesso, inclusa l’informativa, e se il bilancio d’esercizio rappresenti le operazioni e gli eventi sottostanti in modo da fornire una corretta rappresentazione.

Abbiamo comunicato ai responsabili delle attività di governance, identificati a un livello appropriato come richiesto dagli ISA Italia, tra gli altri aspetti, la portata e la tempistica pianificate per la revisione contabile e i risultati significativi emersi, incluse le eventuali carenze significative nel controllo interno identificate nel corso della revisione contabile.

Abbiamo fornito ai responsabili delle attività di governance anche una dichiarazione sul fatto che abbiamo rispettato le norme e i principi in materia di etica e di indipendenza applicabili

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nell'ordinamento italiano e abbiamo comunicato loro ogni situazione che possa ragionevolmente avere un effetto sulla nostra indipendenza e, ove applicabile, le azioni intraprese per eliminare i relativi rischi o le misure di salvaguardia applicate.

Tra gli aspetti comunicati ai responsabili delle attività di governance, abbiamo identificato quelli che sono stati più rilevanti nell'ambito della revisione contabile del bilancio dell'esercizio in esame, che hanno costituito quindi gli aspetti chiave della revisione. Abbiamo descritto tali aspetti nella relazione di revisione.

Altre informazioni comunicate ai sensi dell'articolo 10 del Regolamento (UE) 537/2014

L'assemblea degli azionisti di Buzzi SpA ci ha conferito in data 12 maggio 2022 l'incarico di revisione legale dei bilanci d'esercizio e consolidato della Società per gli esercizi dal 31 dicembre 2023 al 31 dicembre 2031.

Dichiariamo che non sono stati prestati servizi diversi dalla revisione contabile vietati ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 1, del Regolamento (UE) 537/2014 e che siamo rimasti indipendenti rispetto alla Società nell'esecuzione della revisione legale.

Confermiamo che il giudizio sul bilancio d'esercizio espresso nella presente relazione è in linea con quanto indicato nella relazione aggiuntiva destinata al collegio sindacale, nella sua funzione di comitato per il controllo interno e la revisione contabile, predisposta ai sensi dell'articolo 11 del citato Regolamento.

Relazione su altre disposizioni di legge e regolamentari

Giudizio sulla conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 815/2019

Gli amministratori di Buzzi SpA sono responsabili per l'applicazione delle disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 815/2019 della Commissione Europea in materia di norme tecniche di regolamentazione relative alla specificazione del formato elettronico unico di comunicazione (ESEF - European Single Electronic Format) (il "Regolamento Delegato") al bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2025, da includere nella relazione finanziaria annuale.

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Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) 700B al fine di esprimere un giudizio sulla conformità del bilancio d’esercizio alle disposizioni del Regolamento Delegato.

A nostro giudizio, il bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2025 è stato predisposto nel formato XHTML in conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato.

Giudizi e dichiarazione ai sensi dell’articolo 14, comma 2, lettere e), e-bis) ed e-ter), del DLgs 39/2010 e ai sensi dell’articolo 123-bis, comma 4, del DLgs 58/1998

Gli amministratori di Buzzi SpA sono responsabili per la predisposizione della relazione sulla gestione e della relazione sul governo societario e gli assetti proprietari della Società al 31 dicembre 2025, incluse la sua loro coerenza con il relativo bilancio d’esercizio e la loro conformità alle norme di legge.

Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) 720B al fine di:

  • esprimere un giudizio sulla coerenza della relazione sulla gestione e di alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell’articolo 123-bis, comma 4, del DLgs 58/1998, con il bilancio d’esercizio;
  • esprimere un giudizio sulla conformità alle norme di legge della relazione sulla gestione e di alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell’articolo 123-bis, comma 4, del DLgs 58/1998;
  • rilasciare una dichiarazione su eventuali errori significativi nella relazione sulla gestione e in alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell’articolo 123-bis, comma 4, del DLgs 58/1998.

A nostro giudizio, la relazione sulla gestione e le specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell’articolo 123-bis, comma 4, del DLgs 58/1998 sono coerenti con il bilancio d’esercizio di Buzzi SpA al 31 dicembre 2025.

Inoltre, a nostro giudizio, la relazione sulla gestione e le specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell’articolo 123-bis, comma 4, del DLgs 58/1998 sono redatte in conformità alle norme di legge.

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Con riferimento alla dichiarazione di cui all'articolo 14, comma 2, lettera e-ter), del DLgs 39/2010, rilasciata sulla base delle conoscenze e della comprensione dell'impresa e del relativo contesto acquisite nel corso dell'attività di revisione, non abbiamo nulla da riportare.

Torino, 13 aprile 2026

PricewaterhouseCoopers SpA

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Piero De Lorenzi

(Revisore legale)

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RELAZIONE DEL COLLEGIO SINDACALE

Relazione del Collegio Sindacale all'Assemblea degli Azionisti di Buzzi S.p.A. convocata per l'approvazione del Bilancio d'esercizio chiuso al 31 dicembre 2025, ai sensi dell'art. 153 del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, dell'art. 2429, comma 2, Codice Civile

Signori Azionisti,

con la presente Relazione, redatta ai sensi dell'art. 153 del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 (il "TUF") e nel rispetto delle raccomandazioni fornite dalla CO.N.SO.B. (la "CONSOB") con Comunicazione n. DEM/1025564 del 6 aprile 2001 e successivi aggiornamenti, il Collegio Sindacale riferisce sull'attività svolta nel corso dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2025 e sino alla data odierna, in conformità alla normativa di riferimento e tenuto anche conto delle Norme di comportamento del Collegio Sindacale di Società quotate, raccomandate dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (il "CNDCEC") recentemente aggiornate a dicembre 2024, nonché delle indicazioni contenute nel Codice di Corporate Governance delle società quotate approvato dal Comitato per la Corporate Governance nel gennaio 2020 (il "Codice di Corporate Governance").

Composizione e funzionamento del Collegio Sindacale

Il Collegio sindacale in carica alla data della presente relazione è stato nominato dall'Assemblea degli Azionisti di Buzzi S.p.A. (di seguito, "Buzzi") tenutasi il 12 maggio 2023 per il triennio 2023-2025 e cioè fino all'Assemblea di approvazione del Bilancio chiuso al 31.12.2025 ed è così costituito¹:

  • Sindaci Effettivi: dott.ssa Raffaella Pagani (Presidente), dott.ssa Paola Lucia Giordano, dott. Giorgio Zoppi;
  • Sindaci Supplenti: dott. Roberto D'amico, dott.ssa Giulia De Martino e Massimo De Buglio (quest'ultimo nominato nell'assemblea 13 maggio 2025).

Il Collegio Sindacale, nel mese di gennaio 2026, ha svolto, con esito positivo, la verifica del possesso da parte di tutti i componenti dei requisiti di indipendenza previsti dall'art. 148, comma 3, del TUF nonché delle raccomandazioni 6, 7 e 9 del Codice di Corporate Governance. Tutti i componenti effettivi del Collegio Sindacale rispettano il limite del cumulo degli incarichi previsto dall'art. 144-terdecies del Regolamento degli Emittenti.

In linea con quanto raccomandato dalla Norma Q.1.7. delle Norme di Comportamento del Collegio Sindacale delle Società Quotate emanate dal CNDCEC - 2024, è stata effettuata anche l'autovalutazione annuale sulla propria composizione e sul proprio funzionamento, esprimendo un giudizio di complessiva adeguatezza e di equilibrata ripartizione delle competenze maturate, prevalentemente, sulla base di esperienze professionali.

Il Collegio Sindacale ha assolto i compiti di vigilanza prescritti dall'art. 149 del TUF e art. 2403 del Codice Civile vigilando sull'osservanza della legge e dell'atto costitutivo, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione, sull'adeguatezza della struttura organizzativa, del processo di informativa finanziaria, del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi e, in particolare, sull'adeguatezza dell'assetto organizzativo,

¹ La nomina è avvenuta sulla base delle due liste depositate, rispettivamente, dagli azionisti di maggioranza, FIMEDI S.p.A. e PRESA S.p.A., titolari complessivamente del 52,952% del capitale con diritto di voto nell'assemblea, e da un raggruppamento di società di gestione del risparmio e di altri investitori istituzionali (titolari complessivamente dello 1,21031% circa del capitale sociale).


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amministrativo e contabile adottato dalla Società, ivi inclusa l'affidabilità di quest'ultimo a rappresentare correttamente i fatti di gestione, sull'adequatezza delle disposizioni impartite dalla Società alle società controllate, nonché sulle modalità di concreta attuazione delle regole di governo societario, nonché monitorato, in qualità di Comitato per il Controllo Interno e per la Revisione Contabile ai sensi dell'art 19 del D. Lgs. 39/2010, la revisione legale dei conti annuali e dei conti consolidati. Il Collegio ha inoltre vigilato sull'indipendenza della Società di Revisione incaricata della revisione legale.

Per lo svolgimento della suddetta attività di vigilanza sono stati acquisiti i necessari elementi informativi sia attraverso frequenti incontri con i responsabili delle competenti strutture aziendali, con l'Internal Audit e l'Organismo di Vigilanza sia attraverso la partecipazione alle riunioni del Consiglio di Amministrazione, del Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità (di seguito anche CCRS) e del Comitato Parti Correlate (di seguito anche Comitato PC). Quest'ultimo opera in ottemperanza alla Procedura delle Operazioni con Parti correlate adottata dalla Società ai sensi dell'art. 4 del Regolamento CONSOB di cui alla delibera n. 17221 del 12 marzo 2010 e ss.mm.ii.

Nel corso dell'esercizio 2025, il Collegio Sindacale:

  • ha tenuto n. 13 riunioni e ha partecipato alle riunioni del Consiglio di Amministrazione (n. 5 riunioni), nonché a quelle del Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità (n. 6 riunioni) e a quelle del Comitato Parti Correlate (n. 2 riunioni). Ha altresì partecipato all'Assemblea degli azionisti. Le riunioni del Collegio Sindacale hanno avuto una durata media di circa 3 ore;
  • nella maggior parte dei casi ha svolto le proprie riunioni nello stesso giorno di quelle del Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità e dell'Organismo di Vigilanza, prevedendo una sezione di argomenti trattati congiuntamente, al fine di facilitare lo scambio e l'univocità di informazioni tra i soggetti con compiti rilevanti in materia di controlli interni, e per meglio disporre delle risorse aziendali interessate;
  • ha avuto periodici incontri e scambi di informazioni con i rappresentanti della società di revisione PricewaterhouseCoopers (PWC) S.p.A;
  • ha partecipato, altresì, agli approfondimenti organizzati dalla società a titolo d'induction condotti nell'ambito delle riunioni consiliari o dei Comitati (illustrati nella Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari, riferita all'esercizio 2025), focalizzati su diverse tematiche; a febbraio 2025 la sezione Wealth Management di UBS Italia ha presentato un focus sulla situazione macroeconomica di USA, Europa e Cina e sulle principali prospettive in termini di inflazione e tassi di interesse attesi nonché un'analisi dell'andamento dei principali mercati borsistici, dei rendimenti obbligazionari e degli obiettivi delle asset class per il 2025, a settembre 2025 è stata organizzata un'ulteriore sessione di induction sul tema "Il futuro del cemento: evoluzione della ricerca sul cemento e sulle applicazioni" tenuta a cura del Responsabile Ricerca e Sviluppo di gruppo, con un approfondimento in merito ai materiali cementizi supplementari e visita al laboratorio Buzzi Unicem Innovation Lab & Technology - "BUILT", laboratorio di innovazione tecnologica per il gruppo.

Ai sensi dell'art. 153 del TUF e dell'art. 2429, comma 2, cod. civ., tenuto conto delle raccomandazioni fornite da CONSOB, e sulla base delle principali evidenze acquisite nell'adempimento delle proprie funzioni, si riferisce quanto segue.

Attività di vigilanza sull'osservanza della legge, dello Statuto sociale e del Codice di Corporate Governance

  1. Il Collegio Sindacale ha acquisito costantemente dagli Amministratori, durante le richiamate riunioni, ampia e dettagliata informativa sull'andamento della gestione e sulla sua prevedibile evoluzione, sull'attività svolta e sulle operazioni di maggior rilievo economico, finanziario e patrimoniale effettuate dalla Società e/o dalle sue società controllate.
  2. Sulla base delle informazioni acquisite attraverso la propria attività di vigilanza, il Collegio Sindacale non ha rilevato violazioni della legge o dello Statuto sociale, ritiene che le operazioni deliberate dal Consiglio

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di Amministrazione non siano manifestatamente imprudenti o azzardate, ovvero in potenziale conflitto di interessi o in contrasto con le deliberazioni assunte dall'Assemblea, o tali da compromettere l'integrità del patrimonio della Società e la continuità aziendale.

  1. Il Collegio Sindacale ha vigilato sulla concreta applicazione delle regole di governo societario del Codice di Corporate Governance 2020 delle raccomandazioni, a cui Buzzi ha aderito, e avuto riguardo anche alle raccomandazioni 2026 del Comitato per la Corporate Governance di Borsa Italiana, verificando la conformità del sistema di Corporate Governance della Società alle raccomandazioni espresse, di cui è stata fornita una dettagliata informativa nella Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari, redatta ai sensi dell'articolo 123-bis del TUF, approvata dal Consiglio di Amministrazione il 31 marzo 2026 e disponibile sul sito internet della Società.

  2. Nel contempo, il Collegio Sindacale ha verificato altresì le attività svolte, ai sensi della "Politica di dialogo con gli Azionisti", approvata dal Consiglio di Amministrazione il 3 agosto 2021, tramite gli incontri con l'Investor relator avvenuti nel corso dell'anno; relativamente allo stakeholder engagement la Società ha avviato il processo per elaborare un documento generale (cui le singole procedure interne faranno riferimento) che riunisca le modalità di engagement già presenti.

  3. Il Collegio dà atto che la composizione degli organi sociali nominati nell'Assemblea ordinaria del 12 maggio 2023 risulta conforme alle disposizioni normative e regolamentari vigenti e allo statuto sociale.

  4. Con riferimento alle politiche e ai criteri in materia di diversità degli organi sociali, si rileva che il tema è illustrato nella Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari 2025, ai paragrafi 4.3 per il Consiglio e 11.2. per il Collegio Sindacale.

L'attività di "Board Performance Evaluation" viene effettuata con cadenza triennale e l'ultima è stata eseguita a novembre 2025.

  1. Il Collegio Sindacale ha verificato la corretta applicazione dei criteri e delle procedure di accertamento adottati dal Consiglio di Amministrazione per valutare la permanenza dei requisiti dei propri componenti non esecutivi qualificati indipendenti. Il Collegio ritiene che tali criteri e procedure di accertamento siano, in sostanza e nel loro complesso, adeguati. Gli esiti di tali attività sono descritti nella Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari riferita all'esercizio 2025 redatta ai sensi dell'articolo 123-bis del TUF.

Attività di vigilanza sul rispetto dei principi di corretta amministrazione e sull'adequatezza dell'assetto organizzativo, sull'adequatezza del sistema amministrativo contabile e sulla affidabilità di questo a rappresentare i fatti di gestione, e sull'adequatezza del sistema di controllo interno

  1. Nel corso delle verifiche periodiche, il Collegio Sindacale ha incontrato il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari², il Dirigente incaricato dell'attestazione sulla rendicontazione di sostenibilità relativa all'esercizio 2025³, il Responsabile dell'Internal Audit e i rappresentanti della Società di Revisione⁴, per assumere informazioni sull'attività svolta e sui programmi di controllo. Non sono emersi dati e informazioni rilevanti che debbano essere evidenziati in questa sede.

2 Il 12 maggio 2023 il Consiglio, previo parere obbligatorio ma non vincolante del Collegio Sindacale, ha confermato il Direttore Amministrativo, Dott.ssa Elisa Bressan, quale Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili e societari. L'incarico ha durata sino all'Assemblea di approvazione del Bilancio al 31 dicembre 2025.

3 Il Consiglio del 5 agosto 2025, in conformità a quanto previsto dall'art. 21 dello statuto sociale (come modificato dall'assemblea straordinaria del 13 maggio 2025 per l'introduzione della previsione che l'attestazione sulla conformità della rendicontazione di sostenibilità ai sensi dell'art. 154-bis, comma 5-ter, del D.Lgs. n. 58/98 possa essere resa da un dirigente diverso dal dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari), previo parere favorevole del Collegio Sindacale, ha rinnovato la nomina (già avvenuta nel Cda del 5 novembre 2024) del Responsabile della Sostenibilità Dott. Massimo Paris quale dirigente incaricato dell'attestazione sulla rendicontazione di sostenibilità, per la residua durata del mandato del Consiglio di Amministrazione e quindi sino alla data dell'assemblea di approvazione del bilancio al 31 dicembre 2025.

4 In merito all'incarico di revisione, si ricorda che l'Assemblea degli Azionisti tenutasi il 12 maggio 2022, ha affidato, sulla base della proposta motivata presentata dal Collegio Sindacale precedente, l'incarico di revisione legale dei conti, alla società di revisione PricewaterhouseCoopers S.p.A. per gli esercizi dal 2023 al 2031.

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  1. Il Collegio ha inoltre scambiato costantemente e tempestivamente informazioni, rilevanti per l'espletamento dei rispettivi compiti, con il Comitato Controllo Rischi e Sostenibilità e l'Organismo di Vigilanza.

  2. Il Collegio Sindacale ha acquisito conoscenza e vigilato, per quanto di propria competenza, in merito a:

  • adeguatezza, idoneità e funzionamento dell'assetto organizzativo della società e del Gruppo, anche, tramite la raccolta di informazioni dai responsabili delle funzioni aziendali;
  • adeguatezza e funzionamento del sistema di controllo interno e del sistema amministrativo-contabile, anche ai sensi del codice della crisi, nonché l'affidabilità di quest'ultimo a rappresentare correttamente i fatti di gestione, nel rispetto dei principi di corretta amministrazione, mediante l'ottenimento di informazioni dai responsabili delle funzioni preposte, dalla società di revisione incaricata della revisione legale e dall'esame di documenti aziendali.

In merito a quanto sopra, il Collegio non ha osservazioni particolari da riferire, non ha effettuato segnalazioni all'organo amministrativo ai sensi e per gli effetti di cui all'articolo 25-octies del D.Lgs. 14/2019, e non ha ricevuto segnalazioni da creditori pubblici qualificati, ex art. 25-novies D.Lgs. 14/2019.

  1. Il Collegio Sindacale ha svolto approfondimenti su specifici temi incontrando direttamente la Direzione della Società, in particolare sui principali rischi e relativi impatti inerenti al business di Buzzi ed esaminati in occasione degli incontri con il Comitato Controllo Rischi e Sostenibilità. In particolare, il Collegio Sindacale è stato periodicamente informato dal Responsabile dell'Internal Audit, dal Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili e societari e dal Dirigente incaricato dell'attestazione sulla rendicontazione di sostenibilità in merito agli impatti derivanti dai conflitti russo-ucraino e alle azioni di mitigazione attuate dal Gruppo, in tema di informativa sul clima resa nel bilancio ai sensi del D.Lgs. 125/2024 e sugli altri aspetti rilevanti della sostenibilità; ha vigilato sul monitoraggio costante, da parte della Direzione, degli impatti diretti e indiretti conseguenti agli effetti macroeconomici, nonché dei possibili rischi economici e finanziari connessi per la Società e il Gruppo Buzzi per fronteggiare gli effetti sul business italiano ed estero.

  2. Il Collegio Sindacale ha verificato la costante attività di aggiornamento a livello di Gruppo del sistema di norme e procedure amministrativo-contabili a presidio del processo di formazione e diffusione delle relazioni e informazioni finanziarie, che risultano idonee a consentire il rilascio delle attestazioni ai sensi dell'art. 154 del D.Lgs. 58/1998. L'effettiva applicazione e l'affidabilità delle procedure contabili e amministrative è stata verificata dal Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari avvalendosi delle strutture interne competenti coadiuvate anche da consulenti esterni attraverso un piano di monitoraggio che ha interessato sia l'ambiente di controllo e di governance, sia i controlli chiave a livello di processi rilevanti.

  3. In base all'attività svolta il Collegio Sindacale ritiene che il sistema amministrativo-contabile della Società sia adeguato e in grado di rappresentare correttamente i fatti di gestione.

  4. Si dà atto che sono stati svolti incontri con i Collegi sindacali delle due principali società controllate italiane, senza ricevere informazioni degne di menzione in questa sede. Il Collegio ha altresì ricevuto risposta alla richiesta di informazioni effettuata ad alcune società controllate all'estero, da cui non ha riscontrato criticità.

  5. Inoltre, il Collegio ha vigilato sull'adeguatezza delle disposizioni impartite dalla Società alle sue controllate ai sensi dell'art. 114, comma 2, del TUF.

  6. Durante le verifiche periodiche, il Collegio Sindacale ha ricevuto costante informativa circa l'andamento della situazione economica, patrimoniale e finanziaria della Società e sue controllate.

  7. Il Collegio Sindacale è stato costantemente aggiornato sulle tematiche fiscali e sull'applicazione della Strategia Fiscale del Gruppo Buzzi approvata dal Consiglio di Amministrazione nel 2021.

  8. Il Collegio Sindacale ha vigilato sull'adeguatezza e sul funzionamento del Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi mediante la partecipazione alle riunioni del Comitato Controllo Rischi e Sostenibilità, la partecipazione agli incontri con le competenti Funzioni per le tematiche di Compliance, mediante l'ottenimento di informazioni dall'Amministratore Delegato - Amministratore incaricato del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi -, dai Rappresentanti della società di Revisione e dall'Organismo di Vigilanza. Il Collegio Sindacale ha inoltre avuto incontri periodici con il Responsabile dell'Internal Audit di Gruppo, dal quale ha ottenuto le informazioni sullo stato di avanzamento del Piano

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di Audit per l'esercizio, sulle risultanze delle verifiche effettuate e sulle attività di rimedio attuate e pianificate, nonché sulle relative attività di follow-up.

  1. Il Collegio Sindacale, nella riunione del 27 marzo 2026 ha esaminato il Risk Report 2025 (rischi ERM, comprendenti anche gli effetti, diretti ed indiretti, del "climate change"). La metodologia risulta allineata alle best practices internazionali e alle indicazioni del Codice di Corporate Governance, oltre a prevedere l'integrazione del modello Enterprise Risk Management con i principi di sostenibilità aziendale, ivi incluse le tematiche climatiche.

  2. Dalle verifiche effettuate e dalle informazioni ricevute è emerso che il Sistema di Controllo e Gestione Rischi risulta adeguato nel suo complesso e idoneo a perseguire la prevenzione dei rischi, nonché ad assicurare un'efficace applicazione delle norme di comportamento aziendale. Altresì, la struttura organizzativa del sistema stesso garantisce il coordinamento tra i diversi soggetti e le funzioni coinvolte, anche attraverso un costante flusso informativo tra i vari attori.

  3. Il Collegio Sindacale ha vigilato sulle attività di monitoraggio del sistema implementato da parte di Buzzi S.p.A. ai fini della compliance al Regolamento UE n.2016/279 in materia di protezione dei dati personali (GDPR), e ha incontrato il DPO.

  4. Con l'obiettivo di approfondire i rischi specifici e monitorare i piani di miglioramento avviati dal management, il Collegio Sindacale, negli incontri avuti con la Direzione della Società, ha svolto approfondimenti su specifici temi, per quanto di competenza, quali, fra gli altri:

  • l'organizzazione della Funzione Sostenibilità, con particolare riferimento al processo di elaborazione della Rendicontazione consolidata di sostenibilità e ai rapporti con il Comitato Controllo Rischi e Sostenibilità;

  • l'organizzazione della Funzione IT, con particolare riferimento agli aggiornamenti in merito ai progetti in corso, oltre alle attività poste in essere per la Cyber Security, ai rischi connessi e alle relative azioni di mitigazione.

  1. Il Collegio Sindacale ha vigilato sul costante aggiornamento del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ai sensi del decreto 231/01 (di seguito, il "Modello 231"), sul suo funzionamento, nonché sull'idoneità e l'efficacia a prevenire responsabilità in relazione ai reati presupposto, attraverso lo scambio di informazioni con l'Organismo di Vigilanza. In via generale, si segnala che l'Organismo di Vigilanza ha confermato la tenuta dell'impianto del Modello 231, tramite un sistema strutturato e organico di procedure e attività di controllo volto a prevenire e presidiare il rischio di commissione dei reati presupposto di cui al D. Lgs. n. 231/2001.

  2. Il Modello ex D.Lgs. 231/01, approvato da ultimo dal Consiglio di Amministrazione del 5 agosto 2025, recepisce le modifiche organizzative e societarie che hanno inciso sulla struttura societaria e sull'assetto organizzativo di Buzzi S.p.A., e le novità normative fino ad allora emanate. Sono state assunte informazioni in merito al funzionamento e alle segnalazioni pervenute dal canale interno adottato, a seguito dell'approvazione del D.Lgs. 24/2023, per la gestione delle segnalazioni di illeciti aziendali (whistleblowing); non sono emerse segnalazioni degne di menzione in questa sede.

In generale, dalla nostra attività di vigilanza non sono emerse omissioni, fatti censurabili o irregolarità meritevoli di segnalazione all'Assemblea degli Azionisti e agli Organi di vigilanza, sicché non si sono rilevate irregolarità ai sensi dell'art. 149, comma 3, del TUF.

Operazioni di particolare rilevanza - Operazioni atipiche o inusuali - Operazioni infragruppo o con parti correlate

  1. Nel corso del 2025, sulla base delle informazioni disponibili, la Società non risulta aver compiuto operazioni atipiche o inusuali con terzi, così come definite dalla Comunicazione Consob del 28 luglio 2006 n. DEM/6064293.

  2. La Relazione sulla gestione approvata dal Consiglio di Amministrazione offre un adeguato panorama dei fatti avvenuti nel 2025 che hanno caratterizzato la gestione dell'esercizio.

Ad essa si rinvia per l'esame dettagliato dei vari fatti ed operazioni.


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Sulla base delle informazioni ricevute e delle analisi condotte dal Collegio, tra le operazioni di maggior rilievo economico, finanziario e patrimoniale poste in essere nel 2025, anche per il tramite di società controllate e di cui è stata data adeguata informazione nelle relazioni sulla Gestione e nella Nota Integrativa al Bilancio, si ritiene opportuno richiamare l'attenzione sui seguenti accadimenti:

  • sono state acquistate n. 47.690 azioni proprie per un controvalore complessivo di Euro 1,7 milioni.
  • Il 31.1.25, nell'ambito dell'accordo tra Alpacem Cementi Italia e Buzzi Unicem Srl per la cessione di Fanna Cementi Srl a cui è stato conferito lo stesso stabilimento (34,4 milioni di euro), Buzzi SpA ha sottoscritto un aumento di capitale per 40 milioni di euro per acquisire il 25% di Alpacem Zement Austria GmbH.
  • A gennaio 2025, acquisto del 100% di ETP Paraíba Participações SA, che deteneva il 15% in Nacional Cimentos Paraíba SA, con un esborso di 64,5 milioni, il relativo debito era stato contabilizzato a fine 2024
  • A inizio 2025 è stata costituita TC Mena, controllata al 90%, per acquisire il 37,6% di Gulf Cement Company, società quotata alla Borsa di Abu Dhabi, il valore di carico è di 16,6 mio/€
  1. Il Collegio Sindacale è stato periodicamente aggiornato in relazione a:
  • Operazioni con Parti Correlate escluse dall'applicazione della Procedura OPC;
  • Operazioni Esigue;
  • Operazioni Ordinarie, indipendentemente dal fatto che si qualifichino di Minore o di Maggiore Rilevanza;
  • Operazioni di Minore o di Maggiore Rilevanza.
  1. Relativamente alle operazioni, infragruppo o con parti correlate, di natura ordinaria intervenute nel periodo, di cui la Società ha fornito specifiche e puntuali informazioni nelle relazioni finanziarie periodiche (e nelle note al bilancio consolidato del Gruppo), il Collegio dà atto che dette operazioni sono state poste in essere nel rispetto della Procedura per Operazioni con Parti Correlate adottata da Buzzi, e non hanno evidenziato criticità riguardo alla loro congruità e rispondenza all'interesse della Società.

  2. Nell'ambito dell'autorizzazione deliberata dall'Assemblea dei Soci del 13 maggio 2025 in relazione ad acquisto e vendita di azioni proprie, la Società ha avviato in data 26 febbraio 2026 un programma di acquisto di azioni proprie fino all'importo massimo deliberato nell'assemblea e per un controvalore massimo complessivo di 200 milioni di euro. Alla data del 30 marzo 2026 sono state acquistate n. 2.262.212 azioni ordinarie, pari all'1,174% del capitale sociale; il programma è ancora in corso. Considerate le azioni proprie ordinarie già detenute dalla società, la società detiene alla data del 30 marzo 2026 n. 13.863.488 azioni proprie, pari al 7,197% del capitale sociale. In data 31 marzo 2026 il Consiglio di amministrazione ha deliberato di sottoporre all'assemblea degli azionisti in sede straordinaria la proposta di annullamento di tutte le azioni proprie detenute e di quelle che verranno acquistate in virtù del programma di acquisto in corso, senza riduzione del capitale sociale.

Attività di vigilanza sul processo di informativa finanziaria e sul processo di informativa non finanziaria, sull'efficacia della revisione legale dei conti annuali e dei conti consolidati

  1. Per quanto attiene la formazione dei bilanci d'esercizio e consolidato chiusi al 31 dicembre 2025, il Collegio Sindacale dà atto che il Consiglio di Amministrazione, in via autonoma e preventiva rispetto all'approvazione dello stesso Bilancio chiuso al 31 dicembre 2025 (cfr. Documento congiunto di Banca d'Italia, CONSOB e Isvap del 3 marzo 2010), ha approvato:
  • nel Consiglio del 6 febbraio 2026 le modifiche alla procedura di "impairment test" e preso atto delle assunzioni e delle prime indicazioni dell'impairment test;
  • nel Consiglio del 31 marzo 2026 il piano pluriennale, risultati dell'impairment test e relative assunzioni

Nelle note esplicative al bilancio sono riportate informazioni ed esiti del processo e delle valutazioni svolte.

  1. Il Collegio ha vigilato: i) ai fini della predisposizione del bilancio chiuso al 31 dicembre 2025, sull'osservanza delle previsioni di cui al Regolamento ESEF, verificando altresì la rispondenza dell'informativa di cui al predetto bilancio alle prescrizioni di cui Direttiva UE n. 2523 del 14 dicembre

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2022, recepita in Italia con D.lgs. n. 209 del 27 dicembre 2023 ed in vigore dal 1° gennaio 2024, e ii) ai fini della predisposizione della Rendicontazione di Sostenibilità del Gruppo riferita all'esercizio 2025, parte della Relazione sulla Gestione, sull'osservanza del D.Lgs. 125/2024 di attuazione della Direttiva 2022/2464/UE (c.d. Corporate Sustainability Reporting Directive) e del Regolamento (UE) 2020/852, unitamente ai relativi Regolamenti delegati e delle FAQ della Commissione, così come modificati e semplificati con Regolamento delegato (UE) 2026/73 ("Regolamento Tassonomia"). La Rendicontazione consolidata di Sostenibilità 2025 è stata predisposta, ai sensi degli articoli 3 e 4 del D.Lgs. 125/2024, in conformità agli standard di rendicontazione adottati dalla Commissione Europea ai sensi dell'articolo 29-ter della c.d. Direttiva Accounting, come modificata dalla CSRD (i detti "ESRS") ed è stata assoggettata ad attività di limited assurance da parte di PriceWaterhouseCoopers S.p.A..

  1. Nello svolgimento di tali attività di vigilanza, il Collegio Sindacale ha tenuto altresì conto di quanto indicato nel Public Statement pubblicato da ESMA in data 14 ottobre 2025 sulle priorità comuni europee di vigilanza con riferimento alle relazioni finanziarie annuali riferite all'esercizio 2025, come richiamata da CONSOB.

  2. Ai sensi dell'art. 10, comma 1 del D.Lgs 125/2024, il Collegio, nell'ambito dello svolgimento delle proprie funzioni e per quanto di competenza, ha vigilato sull'osservanza delle disposizioni normative, in merito al processo di predisposizione e pubblicazione dell'informativa sulla sostenibilità, tenendo anche conto di quanto previsto dal Regolamento UE sulla Tassonomia (Reg. UE 2020/852).

  3. Il Collegio sindacale ha vigilato, altresì, sul processo di produzione e formazione delle informazioni riportate nella Rendicontazione Consolidata di Sostenibilità, sui sistemi di controllo interno, adeguati allo scopo durante l'esercizio 2025 e, in merito, non sono emersi elementi e criticità degni di menzione in questa sede.

  4. Il Collegio Sindacale, in conformità a quanto previsto dall'art. 21 dello statuto sociale (come modificato dall'assemblea straordinaria del 13 maggio 2025 per l'introduzione della previsione che l'attestazione sulla conformità della rendicontazione di sostenibilità ai sensi dell'art. 154-bis, comma 5-ter, del D.Lgs. n. 58/98 possa essere resa da un dirigente diverso dal dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari), ha altresì reso parere favorevole sulla nomina del Responsabile della sostenibilità quale Dirigente incaricato dell'attestazione sulla Rendicontazione di sostenibilità, per la residua durata del mandato del Consiglio di Amministrazione e quindi sino alla data dell'assemblea di approvazione del bilancio al 31 dicembre 2025.

  5. Il Collegio rammenta che la stessa società di revisione incaricata della revisione legale, PriceWaterhouseCoopers S.p.A., è responsabile anche del rilascio dell'attestazione di conformità della Rendicontazione, ex art. 8 del D.Lgs. n. 125/2024. In merito si ricorda che le conclusioni dell'incaricata società di revisione nella relazione di cui all'articolo 14-bis del D.Lgs. 39/2010, circa la conformità della suddetta rendicontazione alle norme del predetto Decreto che ne disciplinano i criteri di redazione, la conformità all'obbligo di "marcatura" della Rendicontazione di sostenibilità di cui agli articoli 3, comma 10, e 4, comma 9, del medesimo Decreto nonché in merito alla conformità all'osservanza degli obblighi di informativa previsti dall'articolo 8 del Decreto Tassonomia, sono basate su un incarico finalizzato ad acquisire un livello di sicurezza limitato (c.d. limited assurance).

  6. Con riferimento agli obiettivi legati alla transizione verso fonti energetiche alternative e alle azioni necessarie per fronteggiare il cambiamento climatico, il Collegio sindacale è stato continuamente informato sulle attività perseguite dal Gruppo al fine di garantire una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, attraverso diverse tipologie di iniziative, come individuate nella Road Map Buzzi, nelle proprie attività di business, nonché una adeguata rendicontazione delle stesse emissioni effettuate lungo la catena del valore. Considerate anche le raccomandazioni della Task Force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD) ed il settore di attività del Gruppo, la Società ha evidenziato impatti rilevanti, considerato il settore di attività, sul tema del climate change; al proposito il Gruppo ha messo in campo, nell'immediato e in proiezione futura, le necessarie attività, (sinteticamente riassunte nella c.d. Road Map) finalizzate a mitigare gli impatti e, nel lungo periodo, auspicabilmente, ad azzerarli, tenuto anche conto dei ragionevoli miglioramenti nelle tecnologie e nelle infrastrutture che si dovranno rendere disponibili.

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Si dà atto che, nel corso dell'attività di vigilanza sopra descritta, non sono emerse omissioni, fatti censurabili o irregolarità tali da richiederne la segnalazione nella presente relazione. L'Internal Audit, e l'Organismo di vigilanza, come le altre Funzioni aziendali, che il Collegio Sindacale ha periodicamente incontrato, non hanno segnalato particolari criticità nell'ambito delle rispettive competenze. La relazione annuale sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari non ha evidenziato problematiche tali da essere portate alla Vostra attenzione.

Remunerazione degli amministratori e dei dirigenti aventi responsabilità strategica

  1. Il Collegio Sindacale ha accertato la coerenza della remunerazione attribuita all'Organo Amministrativo, agli Amministratori esecutivi e al Direttore Generale rispetto alla politica di remunerazione; ha inoltre espresso pareri sui compensi attribuiti ad Amministratori per speciali incarichi.

Le caratteristiche delle politiche remunerative di breve e lungo periodo, approvate dal Consiglio di Amministrazione nella riunione del 31 marzo 2026, sono illustrate nella Relazione sulla Politica in materia di Remunerazione e sui compensi corrisposti, relazione redatta ai sensi dell'art. 123-ter del TUF, disponibile sul sito internet di Buzzi, la cui prima sezione sarà sottoposta all'esame e al voto vincolante dell'Assemblea dei Soci del 13 maggio 2026.

Vigilanza sul processo di informativa sull'indipendenza della società di revisione, in particolare per la prestazione di servizi non di revisione

  1. Il Collegio Sindacale ha incontrato periodicamente gli esponenti della Società di Revisione PricewaterhouseCoopers S.p.A., a cui l'Assemblea dei Soci di Buzzi S.p.A. del 12 maggio 2022 ha conferito l'incarico di Revisione Legale per gli esercizi 2023-2031, ricevendo costantemente informativa in merito ai piani di lavoro e di verifica predisposti, al loro stato di avanzamento, e ai relativi risultati, e non sono emersi dati e/o aspetti rilevanti in relazione a problematiche di competenza del Collegio Sindacale tali da essere evidenziati in questa sede.

  2. Il Collegio sindacale ha vigilato sull'osservanza delle norme procedurali inerenti alla redazione e alla pubblicazione del Bilancio consolidato, ai sensi dell'art. 41 del D.lgs. 4 aprile 1991, n. 127 e dell'art. 154-ter del TUF.

  3. La Società di Revisione PricewaterhouseCoopers S.p.A., in data odierna, 13 aprile 2026, ha rilasciato le relazioni previste dagli artt. 14 del D. Lgs. 39/2010 e 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014, esprimendo un “giudizio senza modifica” sul bilancio separato e consolidato della Società chiusi al 31 dicembre 2025. In merito al paragrafo concernente gli “aspetti chiave della revisione” la Società di Revisione ha considerato i seguenti: la recuperabilità delle partecipazioni con riferimento al bilancio separato, la recuperabilità dell'avviamento con riferimento al bilancio consolidato.

La Società di Revisione ritiene, altresì, ai sensi dell'art. 14, comma 2, lettera e), del D. Lgs. 39/2010, che la Relazione sulla gestione e le informazioni della Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'art. 123-bis, comma 4, del TUF, siano coerenti con il Bilancio d'esercizio della Società e con il Bilancio consolidato di Gruppo al 31 dicembre 2025.

Con riferimento al formato XHTML e alla marcatura, la società di revisione ne attesta la conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato, anche sulla base delle indicazioni di Assirevi.

  1. E' stata altresì resa al Collegio dalla Società di Revisione, nella medesima predetta data, la relazione aggiuntiva prevista dall'art. 11 del Regolamento (UE) n. 537/2014, ai sensi dell'art. 19 del D.Lgs. 39/2010; come riportato nel giudizio sui Bilanci, la relazione non contraddice gli stessi giudizi, ma riferisce su specifiche materie. Rileva qui menzionare che, oltre alle questioni significative segnalate quali "aspetto chiave della revisione", nelle predette relazioni sul Bilancio, separato e consolidato, la Società di Revisione evidenzia altri rischi significativi, ma non rilevanti: il rischio di frode sul riconoscimento dei ricavi a livello di bilancio consolidato e il rischio di management override of controls sia nel separato che nel

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consolidato. Dalla stessa relazione non emergono carenze significative nel sistema di controllo interno in merito al processo di informativa finanziaria meritevoli di essere portate all'attenzione dei responsabili delle attività di "governance". Si rammenta che la relazione ex art. 11 del Regolamento (UE) n. 537/2014 integra, altresì, la dichiarazione della Società di Revisione sull'indipendenza, di cui all'art. 6, paragrafo 2, lettera a) del Regolamento (UE) n. 537/2014.

  1. Il Collegio Sindacale comunicherà al Consiglio di Amministrazione in merito alle questioni significative indicate nella Relazione della Società di Revisione, ai sensi degli artt. 14 e 16 del D.Lgs. n. 39/2010. Infine, il Collegio ha preso atto della Relazione di trasparenza predisposta dalla Società di Revisione, pubblicata sul proprio sito internet ai sensi dell'art. 18 del D. Lgs. 39/2010.

  2. La Società di Revisione ha infine rilasciato, sempre in data odierna, 13 aprile 2026, la relazione prevista dall'articolo 14-bis del D.Lgs. 39/2010, costituita, come già ricordato, da una revisione limitata in merito alla conformità della Rendicontazione consolidata di sostenibilità alle norme del D.Lgs 125/2004, che ne disciplina i criteri di redazione, la conformità all'obbligo di marcatura di cui agli articoli 3, comma 10, e 4, comma 9, del predetto decreto, nonché in merito alla conformità all'osservanza degli obblighi di informativa previsti dall'articolo 8 del Decreto Tassonomia, dalla quale non emergono rilievi.

  3. Il Collegio Sindacale ha vigilato sull'indipendenza della Società di Revisione di cui all'art. 19 del D. Lgs. 39/2010, verificando la natura e l'entità di tutti gli incarichi ricevuti da Buzzi e/o dalle società del Gruppo (italiane ed estere, sia UE sia Extra UE) per servizi diversi dalla revisione legale, il cui dettaglio è fornito nelle Note Illustrative al bilancio consolidato, ai sensi dell'art. 149-duodecies del Regolamento Emittenti in tema di pubblicità dei corrispettivi.

Di seguito si riporta una tabella di sintesi dei corrispettivi di competenza dell'esercizio 2025 per i servizi di revisione e per quelli diversi dalla revisione resi dalla stessa Società di Revisione Pwc S.p.A. e da entità appartenenti alla sua rete:

(migliaia di euro) Soggetto che ha erogato il servizio Destinatario Corrispettivi di competenza dell'esercizio 2025
Revisione contabile PwC SpA Capogruppo – Buzzi SpA 129
PwC SpA Società controllate 181
Rete PwC Società controllate 1.357
Servizi di attestazione PwC SpA Capogruppo – Buzzi SpA (1) 102
Altri servizi Rete PwC Capogruppo – Buzzi SpA (2) 24
Totale 1.793

(1) Attestazione di conformità su Rendicontazione consolidata di sostenibilità (2) Procedure di revisione concordate sull'informativa finanziaria annuale delle società collegate Società des Ciments de Sour El Ghozlane, Société des Ciments de Hadjar Soud

Per quanto riguarda i servizi diversi dalla revisione resi da PwC alle joint ventures non consolidate e non inclusi nella tabella sopraesposta, in aggiunta ai servizi non audit sopra riportati, si aggiungono i seguenti:

Società Descrizione incarico Network PwC Onorari (LC) Onorari (Euro) Valuta Status/Approvazione
Corporacion Moctezuma SAB de CV Verifica Tax report da parte della società incaricata per la revisione. Si tratta di un servizio accessorio alla revisione contabile PwC Mexico $ 325.000 EUR 14.906 $ Servizio approvato da CS il 19.9.2025
  1. Per quanto riguarda detti incarichi, differenti da quelli di revisione (non appartenenti a quelli vietati ex art. 5, paragrafo 1 del Regolamento (UE) 537/2014), e il relativo corrispettivo, il Collegio Sindacale li ha ritenuti adeguati alla dimensione e alla complessità dei servizi affidati e, quindi, compatibili con l'incarico di

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revisione legale, non risultando anomalie tali da incidere sui criteri d'indipendenza della Società di Revisione.

  1. Il Collegio Sindacale dà atto che l'art 18 del D.Lgs. n 125/2024 prevede, in via transitoria, la possibilità che gli incarichi di attestazione della DNF, conferiti nel vigore della disciplina previgente, rimangano validi anche ai fini dell'attestazione di conformità della rendicontazione di sostenibilità e la Società si è avvalsa di tale facoltà, aggiornando, sentito il Collegio Sindacale, gli onorari da corrispondersi alla società di revisione PWC S.p.A., già incaricata dell'attestazione della DNF, per il periodo 2024-2026.

Ulteriore attività del Collegio; pareri, segnalazioni e osservazioni

  1. Il Collegio Sindacale ha reso i pareri richiesti dalla legge in merito alla nomina del Dirigente incaricato di attestare la conformità della Rendicontazione consolidata di sostenibilità, alla proposta di emissione di prestito obbligazionario non convertibile; ha inoltre verificato la coerenza della remunerazione attribuita all'Organo Amministrativo, agli amministratori esecutivi, al Direttore Generale e ai Dirigenti con Responsabilità Strategiche rispetto alla politica di remunerazione.
  2. Il Collegio sindacale non ha riscontrato l'esistenza di alcuna delle fattispecie di cui all'art. 2408 e 2409 cc.
  3. Il Collegio sindacale ha vigilato sulla risposta che la Società ha dato a CONSOB in occasione di una richiesta informativa ricevuta dalla stessa ai sensi dell'art. 115 TUF.
  4. Infine, il Collegio sindacale dà atto che sulla base delle informazioni ottenute nell'ambito della propria attività di vigilanza, non sono state rilevate omissioni, fatti censurabili, irregolarità o comunque circostanze significative tali da richiedere altre segnalazioni alle Autorità o la menzione nella presente Relazione; inoltre non sono pervenuti esposti di altro genere, sicché non vi sono irregolarità ai sensi dell'art. 149, c.3, del T.U.F.

Il Collegio sindacale ha verificato che nella Relazione Finanziaria 2025 sono state correttamente recepite le raccomandazioni dell'ESMA (European Securities and Markets Authority) valide per l'esercizio 2025.

Quanto all'Assemblea annuale convocata per il 13 maggio 2026 il Collegio rileva che la società usufruirà della possibilità di svolgere la stessa mediante la partecipazione del rappresentante designato esclusivo (Legge 23 febbraio 2024 n. 18, con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre 2023, n.215).

In merito, il Collegio opererà in stretto coordinamento con il Consiglio di Amministrazione affinché l'Assemblea possa essere ordinatamente celebrata, e i diritti degli azionisti regolarmente esercitati, nel rispetto delle suddette disposizioni.

Proposte all'Assemblea in merito al Bilancio di esercizio chiuso al 31 dicembre 2025 e alla destinazione del risultato d'esercizio

Preso atto del Bilancio di esercizio chiuso al 31 dicembre 2025, il Collegio Sindacale, tenuto conto degli specifici compiti spettanti alla Società di Revisione in tema di controllo della contabilità e di verifica dell'attendibilità del bilancio di esercizio, non ha obiezioni da formulare in merito alla sua approvazione, alla proposta deliberativa del Consiglio di Amministrazione relativa alla distribuzione di un dividendo (ordinario) lordo di euro 0,70 per azione (ordinaria) in circolazione alla data stacco, per un totale, considerate le azioni proprie detenute al 30 marzo 2026, di euro 125.133.866,20; di destinare alla Riserva art. 2426 n. 8-bis) c.c. l'importo di euro 15.342.288,00; infine a Utili portati a nuovo il residuo di euro 704.751.122,28, autorizzando i legali rappresentanti a determinare l'effettivo importo da prelevare dall'utile d'esercizio e da destinare a Utili portati a nuovo in base al numero di azioni effettivamente in circolazione e aventi diritto alla data di stacco del

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dividendo nonché in funzione di eventuali arrotondamenti effettuati in sede di pagamento, fermo restando l'importo del dividendo unitario.

Casale Monferrato, 13 aprile 2026

IL COLLEGIO SINDACALE

Raffaella Pagani (Presidenti) (signature)

Paola Lucia Giordano (Sindaco Effettivo) (signature)

Giorgio Zoppi (Sindaco Effettivo) (signature)

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Buzzi SpA

Via Luigi Buzzi 6, Casale Monferrato (AL) - Italia Tel. +39 0142 416 111 buzzi.com

Capitale sociale euro 123.636.658,80

Registro delle Imprese di Alessandria-Asti 00930290044

Forma giuridica Buzzi SpA è una società per azioni organizzata secondo l'ordinamento giuridico italiano controllata da Fimedi SpA

Attività: Produzione, distribuzione e vendita di cemento, calcestruzzo preconfezionato e aggregati naturali

La nostra presenza: Italia, Stati Uniti d'America, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia, Brasile, Emirati Arabi Uniti, Russia e Messico

Foto di copertina: Operazioni di logistica presso lo stabilimento di Cantagalo, Brasile (credits: Bruno César Vilela Gonzaga")