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Bper Banca Annual Report 2018

Jun 26, 2020

4395_rns_2020-06-26_013bf779-31e3-400b-8081-79111453329b.pdf

Annual Report

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BILANCIO AL 31 DICEMBRE 2018

Assemblea degli Azionisti del 15 aprile 2019

CASSA DI RISPARMIO DI SALUZZO S.p.A.

Società per Azioni a socio unico Sede Legale in Saluzzo (CN), Corso Italia, 86 Codice ABI 6295.0 - Iscrizione all'Albo delle Banche n. 5107 Gruppo bancario BPER Banca S.p.A. - codice ABI 5387.6 Codice fiscale e iscrizione nel Registro delle Imprese di Cuneo 00243830049 Società appartenente al GRUPPO IVA BPER BANCA P.IVA 03830780361 Capitale sociale € 33.280.000,00 interamente versato Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e al Fondo Nazionale di Garanzia Società soggetta ad attività di direzione e coordinamento di BPER Banca S.p.A. Indirizzo Internet: www.crsaluzzo.it Posta elettronica: [email protected] Posta elettronica certificata: [email protected]

Organizzazione territoriale:

Saluzzo Sede Corso Italia, 86 Tel. 0175 244.1
Agenzia 1 Corso IV Novembre, 1 Angolo Corso Roma Tel. 0175 24.96.65
Agenzia 2 Via S. Agostino, 10/ A Angolo Via Monviso Tel. 0175 21.72.86
Barge Filiale Via Verdi, 16 Tel. 0175 34.39.56
Brossasco Filiale Piazza della Libertà, 9 Tel. 0175 68.90.24
Busca Filiale Piazza Marconi, 16 Tel. 0171 94.65.63
Cardè Filiale Via Moretta, 1 Tel. 0172 90.144
Cavour Filiale Via G.Giolitti, 165 Tel. 0121 65.09
Costigliole
Saluzzo
Filiale Via Vittorio Veneto, 57 Tel. 0175 23.05.77
Cuneo Filiale Corso Giolitti, 6 Tel. 0171 69.35.98
Envie Filiale Via Roma, 78 Tel. 0175 27.81.06
Lagnasco Filiale Piazza Umberto I, 5 Tel. 0175 72.574
Luserna San
Giovanni
Filiale Viale De Amicis, 1 Tel. 0121 90.90.21
Manta Filiale Via Roma, 38 Tel. 0175 86.131
Mondovì Filiale Piazza Maggiore, 2 Tel. 0174 55.13.73
Agenzia 1 Via Rosa Bianca, 40 Tel. 0174 43.988
Piasco Filiale Via Umberto I, 67/b Palazzo Portichetti Tel. 0175 27.00.42
Pinerolo Filiale Vicolo Giraud, 12/A Tel. 0121 37.95.99
Sampeyre Filiale Piazza della Vittoria, 15 Tel. 0175 97.71.06
Sanfront Filiale Piazza Statuto, 5 Tel. 0175 94.81.12
Scarnafigi Filiale Piazza Vittorio Emanuele, 4 Tel. 0175 27.47.40
Tarantasca Filiale Via Vittorio Veneto, 40 Tel. 0171 93.17.44
Torino Filiale Via G. da Verazzano, 63/A Tel. 011 568.33.06
Torino 2 Filiale Via Bibiana, 52 Tel. 011 21.63.930
Torre Pellice Filiale Via Arnaud, 18 Tel. 0121 93.24.77
Verzuolo Fr.
Falicetto
Filiale Via Pomarolo, 88 Tel. 0175 28.99.98
Vigone Filiale Via Umberto I, 31 Tel. 011 980.41.42

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente CIVALLERI Roberto

Vice Presidente ACCHIARDO Mariella

Consiglieri

BATTISTELLA Claudio FERRARIS Giancarlo LUCIFERO Giovampaolo POLUZZI Gianluca VELLANI Davide

COLLEGIO SINDACALE

Presidente STRADI Alessandro

Sindaci CAVIGLIOLI Marco TAGLIANO Maurizio

DIREZIONE GENERALE

Direttore Generale BARBOLINI Giorgio

Vice Direttore Generale GAVOSTO Franco

SOMMARIO

RELAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI SULLA GESTIONE 5
RELAZIONE DELLA SOCIETA' DI REVISIONE 64
RELAZIONE DEL COLLEGIO SINDACALE 71
SCHEMI DI BILANCIO DELL'IMPRESA 94
STATO PATRIMONIALE 95
CONTO ECONOMICO 96
PROSPETTO DELLA REDDITIVITA' COMPLESSIVA 97
PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO 98
RENDICONTO FINANZIARIO 100
NOTA INTEGRATIVA 101
PARTE A – Politiche contabili 103
PARTE B – Informazioni sullo stato patrimoniale 145
PARTE C – Informazioni sul conto economico 176
PARTE D – Redditività complessiva 190
PARTE E – Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura 191
PARTE F – Informazioni sul patrimonio 257
PARTE G – Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d'azienda 259
PARTE H – Operazioni con parti correlate 260
PARTE I – Accordi di pagamento basati sui propri strumenti patrimoniali 261
PARTE L – Informativa di settore 262
SINTESI DELLA DELIBERA DI APPROVAZIONE DELL'ASSEMBLEA ORDINARIA 263
ALLEGATI AL BILANCIO 265
Prospetto riepilogativo dei dati essenziali del Bilancio della Capogruppo al 31/12/2017 266
Corrispettivi di revisione legale e dei servizi diversi dalla revisione 267
Elenco delle proprietà immobiliari al 31/12/2018 267
Elenco degli investimenti Partecipativi al 31/12/2018 268
Transazione all'IFRS9 269

RELAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI SULLA GESTIONE

Sommario

1. Il contesto di riferimento

  • 1.1. Cenni sull'economia
  • 1.2. La Finanza pubblica
  • 1.3. Il mercato finanziario e i tassi
  • 1.4. Il sistema bancario e i tassi interni
  • 1.5. Quadro economico locale

2. Dati di sintesi

  • 2.1. Sintesi dei risultati
  • 2.2. Indicatori di performance

3. Fatti di rilievo

  • 3.1. Vigilanza Unica europea
  • 3.2. Contributi al Fondo di Risoluzione, al Fondo di Garanzia dei Depositi ed evoluzione del Fondo Interbancario di Tutela dei depositi (schema volontario) e Fondo di Solidarietà
  • 3.3. Operazioni di finanza strutturata, cartolarizzazioni e altre operazioni finanziarie particolari
  • 3.4. Transizione al principio contabile internazionale IFRS 9
  • 3.5. Altri fatti di rilievo

4. I risultati della gestione

  • 4.1. Aggregati patrimoniali
  • 4.2. Patrimonio Netto e i Fondi Propri
  • 4.3. Aggregati economici

5. Evoluzione strutturale ed organizzativa

  • 5.1. Le risorse umane
  • 5.2. La struttura organizzativa e lo sviluppo tecnico
  • 5.3. La rete territoriale e lo sviluppo commerciale

6. Principali rischi e incertezze

6.1. La gestione dei rischi

7. Altre informazioni

7.1. Rapporti con i Soci

  • 7.2. Accertamenti e verifiche ispettive
  • 7.3. Informazioni su operazioni atipiche o inusuali, ovvero non ricorrenti
  • 7.4. Informazioni sulla continuità aziendale
  • 7.5. Delibere dell'Assemblea dei Soci
  • 7.6. Il controllo contabile
  • 7.7. La Governance
  • 7.8. Transizione al principio contabile internazionale IFRS 15
  • 7.9. Informativa preliminare rispetto alla prossima applicazione del principio contabile internazionale IFRS 16
  • 7.10.Costituzione Gruppo IVA

8. Fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell'esercizio e prevedibile evoluzione della gestione

  • 8.1. Fatti di rilievo avvenuti dopo il 31 dicembre 2018
  • 8.2. Prevedibile evoluzione della gestione

9. Conclusioni

10. Proposta di approvazione del bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2018 e di destinazione dell'utile d'esercizio

1. Il contesto di riferimento

1.1 Cenni sull'economia

Il 2018 è cominciato con un trend positivo dell'economia globale, grazie alla crescita della produzione manifatturiera e degli scambi commerciali registrata nel corso del 2017. La spinta propulsiva è però durata fino all'inizio dell'estate, quando la fiducia degli investitori sulle prospettive economiche, per diversi motivi, ha perso quota, lasciando un quadro macroeconomico più debole ed incerto. Una delle principali ragioni di questa frenata sono state le tensioni commerciali tra le prime due economie mondiali, Cina e Stati Uniti, con la retorica protezionistica dell'amministrazione americana che ha pesato in maniera determinante sulle strategie di investimento. A rallentare la congiuntura mondiale hanno contribuito anche le problematiche legate a specifici Paesi emergenti (Turchia e Argentina in particolare), nonché - all'interno dell'Eurozona - il braccio di ferro tra il Governo italiano e l'Unione Europea in merito alla Legge di bilancio. In base alle proiezioni del Fondo Monetario Internazionale il PIL mondiale ha registrato, nel 2018, un incremento pari al 3,7% su base annua.

Di seguito si commentano le principali macro aree.

Negli Stati Uniti, nonostante i problemi legati alle tensioni commerciali e al calo della produzione manifatturiera globale che hanno inciso in maniera negativa soprattutto nella seconda parte dell'anno, il 2018 ha rappresentato il migliore anno dell'ultimo decennio sia in termini di crescita del PIL, salito secondo le stime del FMI del 2,9% a/a, che sotto l'aspetto dell'andamento dei principali indicatori economici (il tasso di disoccupazione, rimasto stabilmente ancorato (3,9%) sui minimi pluriennali, la fiducia degli investitori e dei consumatori, la produzione industriale). A sostenere l'economia americana, sono stati soprattutto due fattori: gli stimoli fiscali decisi sul finire dello scorso anno dall'Amministrazione americana - che hanno aiutato i consumi delle famiglie e gli investimenti delle imprese - e l'aumento della spesa pubblica, che se da un lato ha stimolato la domanda, dall'altro ha però fatto crescere il deficit federale statunitense a livelli record. L'inflazione è rimasta costantemente su livelli congrui con gli obiettivi della Federal Reserve, salvo registrare una parziale frenata nel mese di dicembre a causa principalmente del calo dei prezzi energetici. Il dato headline ha chiuso il 2018 a +1,9% a/a, mentre quello core, depurato dalle componenti più volatili, ha registrato un rialzo del 2,2% a/a. Una dinamica dei prezzi che non ha modificato il previsto ciclo di rialzo dei tassi da parte della banca centrale americana, che nel corso del 2018 ha incrementato per 4 volte i Fed funds (attualmente tra il 2,25% e il 2,50%).

In Eurozona il 2018 ha rappresentato, quantomeno dal punto di vista delle condizioni economiche, un anno complicato. Il rallentamento fatto registrare a livello globale nel secondo semestre, ha assunto contorni decisamente più marcati, tanto che la più importante economia dell'area, quella tedesca, nel terzo trimestre ha riscontrato una contrazione della crescita. L'attività del settore privato dell'intera Eurozona, sia nel comparto manifatturiero che in quello dei servizi, ha chiuso l'anno particolarmente debole, con i relativi indici PMI che si sono assestati sui valori minimi, non lontano dalla soglia che separa espansione e contrazione. Il tasso di inflazione headline, dopo aver superato in corso d'anno la soglia del 2% a/a, ha chiuso il 2018 con un rialzo più modesto, pari all'1,6% a/a. Si è invece mantenuto costantemente lontano dal target BCE il tasso core, che a dicembre ha segnato un progresso dell'1% su base annua. Nonostante ciò, la Banca Centrale Europea ha confermato la chiusura del suo programma di Quantitative Easing (QE) a fine 2018, ribadendo tuttavia come i tassi d'interesse siano destinati a rimanere invariati quantomeno fino all'estate del 2019. Dal punto di vista commerciale, l'incontro tenutosi a fine luglio fra il presidente americano Trump e il presidente della Commissione Europea Juncker, ha reso possibile l'apertura di un negoziato, tuttora in corso, tra le due controparti. A rallentare l'economia dell'area, infine, ha contribuito anche la crisi politica italiana e l'incertezza derivante dal mancato accordo sul fronte Brexit.

In Italia il ciclo economico ha sostanzialmente ricalcato il trend del resto dell'Eurozona. Dopo un primo semestre in cui la crescita ha mantenuto, in termini assoluti, un profilo espansivo, la seconda parte dell'anno ha coinciso con un rallentamento. A pesare, oltre al calo delle esportazioni, l'incertezza legata al rischio politico e le tensioni finanziarie causate dall'annuncio di misure a forte impatto sul bilancio pubblico, che hanno provocato delle tensioni tra il governo italiano e l'Unione Europea. Tutto ciò ha comportato una revisione, da parte degli investitori internazionali, del rischio-Paese Italia, causando un irrigidimento delle condizioni finanziarie complessive. Il PIL del terzo trimestre si è così chiuso con una diminuzione congiunturale dello 0,1%, realizzando il primo calo dell'attività economica dopo un periodo di espansione lungo quattordici trimestri. La diffusione settoriale della crescita è particolarmente diminuita nel settore manifatturiero, tanto che il relativo indice PMI, nel corso del secondo semestre, ha avviato un trend decrescente che lo ha portato - da ottobre a dicembre - in area di contrazione sotto la soglia dei 50 punti. Anche in Italia l'inflazione è stata largamente condizionata dall'andamento dei prezzi dei beni energetici, ma è rimasta comunque sottotono rispetto al resto dell'Eurozona: in media, nel 2018, i prezzi al consumo hanno registrato una crescita dell'1,2%, mentre l'inflazione core, al netto delle componenti più volatili, è risultata pari a +0,7%.

Per quanto riguarda i Paesi emergenti, infine, secondo le stime del FMI il PIL medio del 2018 è previsto in crescita del 4,6% a/a, a fronte del 4,7% a/a fatto registrare nel 2017. Nel corso dell'ultimo anno permangono le difficoltà per i Paesi in via di sviluppo: le incertezze legate alle tensioni commerciali tra gli Stati Uniti e la Cina hanno esacerbato un contesto già complesso, in cui la liquidità si è ridotta a livello globale e la forza del dollaro americano ha messo in difficoltà tutte le principali valute emergenti. Sotto pressione, in particolare, sono finiti i paesi maggiormente dipendenti dai flussi esteri: su tutti Turchia e Argentina che, colpiti da una pesante crisi finanziaria e da un'impennata dell'inflazione, sono stati costretti ad intraprendere misure drastiche al fine di limitare gli sbilanci macroeconomici e frenare il deprezzamento delle loro divise. Il Paese sud americano, poi, a causa di una nuova crisi economica è dovuto ricorrere urgentemente ad un finanziamento da parte del FMI. La Cina, che rimane l'osservato speciale tra i paesi in via di sviluppo per via dell'importanza della sua economia, dopo un primo semestre di buona espansione dell'attività ha decisamente rallentamento, tanto che la crescita dell'intero 2018 - con un PIL del 6,6% a/a - è stata la più debole dal 1990. L'introduzione di ulteriori sanzioni commerciali da parte degli Stati Uniti - a settembre è entrata in vigore una tassa del 10% sull'importazione di circa 200 miliardi di controvalore di prodotti cinesi ha naturalmente pesato soprattutto sulla dinamica del commercio estero. A dicembre, poi, per la prima volta negli ultimi due anni l'indice PMI per il settore manifatturiero è sceso sotto la soglia di espansione. Al fine di ridurre i rischi di un hard landing dell'economia, le autorità governative cinesi e la PboC - la banca centrale hanno recentemente approvato una massiccia serie di misure di stimolo fiscale e monetario.

(valori %)
Disoccupazione
Prodotto Interno Lordo
Inflazione (media annua)
(media annua)
2016 2017s 2018p 2016 2017s 2018p 2016 2017s 2018p
Stati Uniti 1,5 2,3 2,5 1,3 1,7 2,1 4,9 4,3 4,0
Giappone 0,9 1,7 1,3 (0,1) 0,4 0,7 3,1 3,0 3,0
Unione Monetaria
Europea
1,8 2,4 2,3 0,2 1,5 1,4 10,0 9,1 8,5
Italia 1,1 1,6 1,5 (0,1) 1,2 1,0 11,7 11,3 10,9
Germania 1,9 2,5 2,5 0,4 1,7 1,8 4,2 3,7 3,2
Francia 1,1 1,9 1,9 0,3 1,2 1,2 10,1 9,6 9,1
Spagna 3,3 3,1 2,7 (0,3) 2,0 1,4 19,6 17,8 16,9
Regno Unito 1,8 1,5 1,4 0,7 2,7 2,9 4,9 4,3 4,3
Cina 6,7 6,8 6,3 1,9 2,9 2,6 nd nd nd
India 7,4 6,6 7,1 4,8 3,2 4,7 nd nd nd

Legenda

s: stima

Fonte: FMI (World Economic Outlook di ottobre '18 e gennaio '19)

p: previsione

1.2 La Finanza pubblica

In premessa, si evidenzia che lo scenario programmatico 2019-2021 commentato di seguito è stato elaborato dal nostro Governo (e trasmesso all'UE il 16 ottobre 2018) partendo da quello tendenziale e inserendo su di esso la manovra finanziaria pubblica da attuarsi tramite la Legge di Bilancio 2019. Lo scenario tendenziale incorpora gli aumenti dell'IVA previsti dalla Legge di Bilancio 2018.

La ripresa dell'economia italiana è continuata nella prima metà dell'anno ma a un ritmo inferiore alle attese. Il tasso di crescita annualizzato del Pil, che nel 2017 era stato pari all'1.6%, è infatti sceso e questo ha costretto ad abbassare le stime sull'intero 2018 all'1,2%.

Nel 2018, la stima dell'indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche è confermata nel Documento Programmatico di Bilancio 2019 al 1,8% del PIL, in calo dal 2,4% del 2017, ma con una revisione al rialzo dello 0,2% rispetto al DEF di aprile, a motivo della minore crescita del PIL nominale e di oneri per interessi che sono rivisti al rialzo.

Il rapporto debito/Pil è atteso ridursi già nel 2018 e più rapidamente negli anni 2019-2020. Nello scenario programmatico, infatti, la discesa del rapporto è attesa pari a 0,3 punti nel 2018, 0,9 punti nel 2019, 1,9 punti nel 2020. L'indicatore scenderebbe quindi dal 131,2% del 2017 al 126,7 nel 2021.

Successivamente, a dicembre 2018, il premier Conte parlando con la stampa subito dopo l'incontro sulla manovra con il Presidente della Ue Junker, ha affermato che il rapporto deficit/Pil sul 2019 scenderà dal 2.40% al 2.04%.

2018s 2019p 2020p
1.8 2.4 2.1
130.9 130 128.1

Legenda

s= stima p= previsione

Fonte: " Documento programmatico di bilancio 2019 " deliberato dal Consiglio dei Ministri a ottobre 2018

1.3 Il mercato finanziario e i tassi

Il 2018 si è rivelato un anno decisamente complicato per i mercati finanziari. Iniziato sotto i migliori auspici sull'onda di un 2017 euforico, ha dovuto subito affrontare una crisi a fine gennaio, per poi consolidare durante il resto dei mesi fino a dopo l'estate. Nell'ultimo trimestre del 2018, infine, c'è stato un violento ritorno della volatilità, culminato con un forte movimento ribassista sui mercati azionari. Circa il 90% degli asset finanziari ha chiuso l'anno in negativo, registrando il risultato peggiore da diversi decenni a questa parte. L'apprensione degli investitori si lega, in primo luogo, all'andamento dell'economia mondiale, che dopo anni di crescita ha fatto temere un rallentamento più marcato del previsto; il tutto, in un contesto di fondo che ha visto la liquidità globale ridursi progressivamente, con le maggiori banche centrali che hanno proseguito il graduale disimpegno dalle loro politiche monetarie espansive. Ad alimentare i timori dei mercati nel corso del 2018, inoltre, hanno contribuito le tensioni sul commercio tra Cina e Stati Uniti, che hanno condotto ad ulteriori dazi reciproci, la paura di una Fed più aggressiva nel suo percorso di rialzo dei tassi, e criticità specifiche che hanno interessato alcuni Paesi emergenti. In Eurozona, poi, dove non si è risolto il nodo Brexit (non è ancora da escludere la possibilità che Regno Unito e Unione Europea non giungano ad un accordo), a pesare è stata anche la crisi politica italiana che, dopo aver raggiunto l'apice ad ottobre, è poi parzialmente rientrata. Tutti fattori questi che, aumentando l'incertezza complessiva sui mercati finanziari, hanno frenato l'appetito per il rischio degli investitori, e hanno ovviamente penalizzato in maniera più marcata la componente più rischiosa e volatile: le azioni.

Le statistiche dei mercati azionari, infatti, hanno evidenziato una situazione non positiva. L'indice MSCI World ha fatto segnare un ribasso del 10,4%, rispecchiando sostanzialmente una media abbastanza attendibile tra le Borse statunitensi e chi invece ha registrato i cali maggiori, come i listini di Europa e

Giappone. Negli Stati Uniti gli indici principali, dopo aver rapidamente recuperato dalla violenta correzione di inizio febbraio, sono rimasti in territorio positivo per quasi tutto l'anno, salvo poi cedere nell'ultimo trimestre; lo S&P 500 ha chiuso il 2018 in calo del 6,2%, mentre il listino tecnologico Nasdaq, grazie soprattutto al forte rialzo fatto registrare nel primo semestre, è riuscito a limitare le perdite (-3,9%). Peggiore la situazione dei mercati in Giappone, dove l'indice Topix ha perso il 17,8%, e in Europa, con l'indice delle maggiori azioni europee, l'Euro Stoxx50, che è sceso del 14,3%. In Italia il mercato azionario ha particolarmente risentito, oltre che dei fattori internazionali, delle tensioni venutesi a creare tra l'Italia e la Ue in merito alla Legge di Bilancio 2019; il listino principale FTSE MIB, con un -16,1%, ha comunque chiuso in linea con le altre piazze europee. Segnali positivi provengono invece dalle Piazze emergenti, dove a brillare è stato soprattutto il listino brasiliano (Bovespa +15%) grazie alla fiducia che i mercati hanno riposto nelle politiche liberiste promesse dal neo presidente Bolsonaro. Positivi anche gli indici azionari di Russia e India. A pesare sull'indice generale dei Paesi emergenti (il MSCI Emerging Markets, denominato in dollari, ha chiuso a - 16,6%), è stata però soprattutto la Cina: penalizzata dalle politiche protezionistiche di Washington, infatti, la Borsa di Shanghai è scesa del 24,6%.

Sul fronte dei mercati obbligazionari, i tassi sono stati influenzati dalle future aspettative in merito a crescita e inflazione, che si sono progressivamente ridotte col passare dei mesi, nonché dagli interventi delle varie banche centrali, ognuna delle quali alle prese con cicli di politica monetaria differenti ma inseriti in un contesto di fondo che ha comunque registrato un graduale ritiro delle varie misure di stimolo. Negli Stati Uniti, la Fed ha effettuato complessivamente quattro rialzi dei tassi (oggi nel range 2,25%-2,50%), ciascuno di 25 punti base, e ha reiterato il suo messaggio di fiducia sulla crescita e sull'inflazione statunitense fino all'ultima parte dell'anno, quando alla luce del rallentamento economico che ha interessato un po' tutto il mondo, è parzialmente tornata sui suoi passi riducendo le stime sul numero di rialzi previsti per il 2019. Il rendimento dei Treasury bonds ha seguito questo cambio di orientamento della Fed, crescendo in maniera costante per tutta la prima parte del 2018 (anche a causa della politica fiscale fortemente espansiva dell'Amministrazione Trump) per poi tornare a scendere nell'ultimo trimestre. Su base annua, i rendimenti dei titoli di stato americani sono comunque saliti per tutte le scadenze, in particolare quelle più brevi, tanto che la curva dei tassi ha registrato un progressivo appiattimento. In Eurozona, al contrario, i tassi dei Bund tedeschi sono rimasti stabili, se non addirittura - sulle scadenza più lunghe - diminuiti. Il rallentamento dell'economia nell'area euro ha registrato contorni più marcati, ma nonostante questo la Bce ha confermato il piano di progressiva riduzione del programma di stimoli monetari (Quantitative Easing) e la sua definitiva chiusura a fine dicembre. A sostenere i titoli di stato tedeschi, visti tradizionalmente come "beni rifugio", anche le tensioni politiche scaturite dalle discussioni tra il nuovo governo italiano e l'Unione Europea in merito alla Legge di Bilancio 2019, che hanno provocato un violento aumento dei premi per il rischio sul debito pubblico italiano. Sebbene la crisi di fiducia, grazie al compromesso raggiunto tra Roma e Bruxelles, sia poi parzialmente rientrata, i rendimenti dei governativi italiani hanno chiuso il 2018 su livelli più alti rispetto a quelli di inizio anno: il Btp a 2 anni è salito dal -0,25%% di inizio anno allo 0,47%, mentre l'omologo decennale è passato dal 2,02% al 2,74%. I segnali di frenata dell'economia mondiale e le problematicità che hanno interessato alcuni Paesi emergenti, hanno comportato ritorni negativi anche per i mercati a spread, sia sul comparto delle obbligazioni societarie, che su quello dei bond governativi dei Paesi in via di sviluppo. Tra le valute, l'Euro, dopo un'iniziale fase di positività, ha perso progressivamente terreno penalizzato dal quadro congiunturale dell'Eurozona che si è via via deteriorato e soprattutto dalle tensioni politiche che hanno interessato i rapporti tra l'Italia e la Ue. Analizzando l'intero anno, rispetto alle altre principali divise, la moneta unica si è indebolita: -4,90% il calo nei confronti del dollaro americano, -7,20% la svalutazione

rispetto allo yen giapponese, tipica valuta "rifugio" che ha particolarmente beneficiato delle tensioni finanziarie affiorate nell'ultima fase dell'anno. A perdere terreno nei confronti dell'Euro invece, seppur in maniera limitata, è stata la sterlina inglese, penalizzata dal mancato accordo tra il Regno Unito e la Ue sul tema Brexit. Allargando l'analisi al resto delle valute, le variazioni più rilevanti del 2018 sono state registrate, in negativo, da buona parte delle divise emergenti: a guidare i ribassi il peso argentino e la lira turca, i cui cali rispetto all'Euro sono stati, rispettivamente, del 48,14% e del 24,44%.

In ambito commodities, il 2018 ha fatto registrare performance fortemente negative. I segnali di frenata dell'economia mondiale - soprattutto quelli provenienti dalla Cina - uniti alle schermaglie tra Washington e Pechino sul fronte dei dazi, hanno alimentato i timori su un possibile calo degli scambi internazionali, andando così a pesare su tutto il comparto delle materie prime. L'indice generale CRB ha chiuso il 2018 in calo del 12,41%, ma a soffrire sono stati in particolare i beni più sensibili all'andamento del ciclo economico globale: i metalli industriali, il cui indice complessivo è sceso del 21%, e il petrolio. Oltre ad un possibile calo della domanda mondiale, a zavorrare il Brent - in ribasso del 19,55% - sono stati anche i timori legati ad un possibile eccesso di offerta, dopo che gli Stati Uniti hanno esentato otto Paesi dalle sanzioni nei confronti dell'Iran. Il calo dei prezzi è stato solo parzialmente limitato dai Paesi OPEC che, insieme alla Russia, a dicembre hanno deciso di tagliare la produzione per un totale di 1,2 milioni di barili al giorno. E' infine riuscito a contenere i ribassi l'oro (-1,56%) che, dopo una prima parte d'anno in sordina, ha beneficiato della fase di avversione al rischio cha ha caratterizzato i mercati finanziari nell'ultimo trimestre.

1.4 Il sistema bancario e i tassi interni

In un contesto fatto di tassi bassi (o negativi) per effetto anche della politica monetaria della Bce, le banche faticano a ritrovare i livelli di redditività ante crisi. Margini di interesse contenuti, il problema della qualità degli attivi, l'attacco del comparto "fintech" nell'era del digitale e, infine, una regolamentazione sempre più vincolante, sono tutti elementi che contribuiscono a creare un contesto sfidante e complesso. Nel corso del 2018, poi, il sistema bancario è ulteriormente finito sotto pressione per via delle tensioni finanziarie venutesi a creare sui titoli di stato italiani in seguito alle discussioni tra il governo italiano e l'Unione Europea. Negli anni recenti sono stati fatti indubbi progressi: sia sul fronte della solidità patrimoniale, che su quella della riduzione dei crediti deteriorati. La strada per raggiungere una maggiore efficienza, tuttavia, è ancora lunga, e passa per un diverso modello di business, la riduzione dei costi e la razionalizzazione della rete di sportelli; in primo luogo, però, per sostenere il sistema bancario nel suo complesso, occorre che l'economia italiana riprenda un sentiero di solida ripresa, ormai abbandonato da troppo tempo.

Finanziamenti

Secondo l'ultimo rapporto mensile dell'ABI, pubblicato a gennaio 2019, lo scorso dicembre l'ammontare dei prestiti alla clientela erogati dalle banche operanti in Italia si è attestato a 1.731,8 miliardi di euro, un importo ancora superiore all'ammontare totale della raccolta da clientela, pari a 1.717,2 miliardi di euro.

Nello specifico, in merito ai prestiti bancari, i dati di dicembre 2018 hanno confermato la prosecuzione in miglioramento della dinamica dei finanziamenti in essere a famiglie e imprese, con una variazione annua che è risultata in crescita del 2,2%. Sulla base degli ultimi dati disponibili, relativi a novembre 2018, si è confermato in crescita anche il mercato dei mutui: l'ammontare totale dei mutui alle famiglie in essere ha infatti registrato una variazione positiva del 2,3% su base annua.

Le sofferenze nette a novembre 2018 si sono attestate a 37,5 miliardi di euro, in forte calo rispetto al dato di dicembre 2016 (86,8 miliardi). In 23 mesi si sono quindi ridotte di quasi il 57%.

Cala, di riflesso, anche il rapporto sofferenze nette su impieghi totali, che a novembre 2018 si è attestato al 2,18% rispetto al 4,89% di fine 2016.

A dicembre 2018 si sono ridotti ulteriormente i tassi di interesse applicati sui finanziamenti alla clientela: il tasso medio sul totale prestiti è risultato pari a 2,55%, toccando il nuovo minimo storico (era pari a 6,18% prima della crisi, a fine 2007). Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si è attestato all'1,94%, in linea ai valori di inizio anno (5,72% a fine 2007), così come il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese, che è risultato pari all'1,39% (5,48% a fine 2007).

Raccolta

La raccolta bancaria ha visto accentuarsi, nell'ultimo anno, l'andamento divergente delle sue due principali componenti: ha accelerato quella a breve, si è contratta quella a medio e lungo termine.

Se il dato complessivo, infatti, è diminuito su base annua dello 0,6%, guardando lo spaccato si evince un trend negativo delle obbligazioni nette collocate alla clientela (-15,3%), cui si contrappone una dinamica positiva dei depositi da clientela residente, che hanno segnato un aumento annuo di +2,2%.

Più nello specifico, in tema di depositi (p/t, certificati di deposito e c/c), il rapporto ABI nota un incremento a fine dicembre 2018 di circa 32 miliardi di euro rispetto a un anno prima, mentre si conferma la diminuzione della raccolta a medio e lungo termine, cioè tramite obbligazioni, per oltre 42 miliardi di euro negli ultimi 12 mesi.

Il tasso di interesse medio sul totale della raccolta bancaria da clientela (somma di depositi, obbligazioni e pronti contro termine in euro a famiglie e società non finanziarie) si è collocato, sempre nel mese di dicembre, allo 0,66%, ad effetto:

  • del tasso praticato sui depositi (conti correnti, depositi a risparmio e certificati di deposito), che si è attestato allo 0,38%;
  • del rendimento delle obbligazioni, pari al 2,34%;
  • del tasso sui PCT, che si è collocato all'1,00%.

1.5 Quadro economico locale

Il più recente aggiornamento congiunturale di Banca d'Italia sul Piemonte, pubblicato lo scorso mese di novembre, ha descritto un quadro d'insieme in chiaro scuro: "nella prima parte del 2018 è proseguita in Piemonte la fase di espansione dell'attività economica. Nell'industria la produzione è ulteriormente cresciuta, anche se a ritmi inferiori a quelli dell'anno precedente. Il rallentamento ha interessato gran parte dei settori di specializzazione della regione; nel comparto dei mezzi di trasporto è continuato il calo iniziato nella seconda metà del 2017. Sull'andamento dell'attività produttiva ha inciso l'indebolimento della domanda estera, particolarmente marcato nel settore degli autoveicoli e dei prodotti orafi. L'attività di investimento delle imprese è stata ancora sostenuta, favorita anche dagli incentivi fiscali previsti dal piano industria 4.0. Nei servizi gli indicatori disponibili mostrano un quadro in ulteriore espansione. Per contro, nelle costruzioni la congiuntura è rimasta fiacca, frenata dalla domanda pubblica e di quella privata per nuove costruzioni. Nel mercato immobiliare è proseguito il recupero delle compravendite di abitazioni."

Il comunicato stampa della CCA di Cuneo sulle esportazioni della provincia di Cuneo nel periodo gennaiosettembre 2018, evidenzia che la provincia, malgrado il deficit infrastrutturale, continua a dare segnali di grande vitalità e sottolinea che : "La crescita registrata dalle esportazioni cuneesi è stata frutto di andamenti eterogenei dei settori di specializzazione cuneesi." "Ottimo il risultato registrato dalle vendite all'estero di prodotti dell'agricoltura, della silvicoltura e della pesca; per questo comparto la crescita è stata a doppia cifra, raggiungendo un incremento del 17,6%. Per quanto concerne i mercati di sbocco, è positiva sia la performance dell'esportazione verso i mercati extra Ue-28 (+2,9%), sia soprattutto quella relativa ai partner dell'Unione europea (+ 6,6%) che assorbono il 71,7% del totale delle vendite di merci cuneesi oltre confine"

E' di sicuro interesse ora analizzare l'andamento dell'agricoltura regionale e locale, specie di quella frutticola, così importante per l'andamento economico generale del Saluzzese.

In generale, come scrive Confagricoltura Piemonte nel suo " Report 2018", è stata un'annata agraria che complessivamente può considerarsi positiva , anche per l'ottimo andamento delle esportazioni; dal punto di vista meteorologico, le produzioni sono state caratterizzate da una primavera particolarmente fredda e piovosa e da un'estate calda e con scarse precipitazioni.

L'annata agraria non è stata positiva in particolare per le coltivazioni giunte a maturazione in primavera/ inizio estate: si sono avute scarse produzioni per i raccolti di grano e orzo, di verdure primaverili e di frutta precoce, quali le albicocche con prezzi piuttosto bassi e insoddisfacenti.

È andata meglio per le altre produzioni: si è registrato un ottimo raccolto di mais con buona qualità, una buona annata per il riso con qualità e quantità nella norma e prezzi in leggera salita , una buona produzione di soia con prezzi in linea rispetto all'anno precedente.

Di buona qualità, con un mercato interessante, le pesche con quantitativi inferiori rispetto alla norma e prezzi in miglioramento per le precoci e soddisfacenti per le tardive; produzione abbondante e prezzo discreto per le mele. Tra i piccoli frutti buona annata in particolare per i lamponi, mentre il mirtillo ha sofferto l'andamento climatico con prezzi in diminuzione per effetto della concorrenza estera; le produzioni dell'actinidia si sono rivelate scarse per una forte diminuzione delle superfici coltivate per effetto della batteriosi che negli ultimi anni ha colpito molti frutteti, con un prezzo di mercato inferiore al 2017.

Per quanto riguarda gli allevamenti zootecnici, dopo anni di grande crisi il mercato avicolo – polli da carne, tacchini e uova – si è leggermente risollevato anche se i margini sono estremamente ridotti. Stabili i prezzi dei bovini di razze francesi, mentre continua l'interesse per la carne di razza Piemontese. Il mercato del latte presenta dei prezzi sostanzialmente allineati ai valori del 2016 e 2017, mentre si registra un calo delle quotazioni per i suini. Annata interessante, dopo la serie di campagne negative, per l'apicoltura, con una produzione di miele tornata a buoni livelli.

2. Dati di sintesi

2.1 Sintesi dei risultati1

L'esercizio 2018 si è chiuso con un utile di Euro 717 mila in lieve calo rispetto al dato dello scorso anno (Euro 960 mila).

L'asset quality continua a migliorare registrando una significativa riduzione dello stock lordo di crediti deteriorati pari a Euro 40,374 milioni, anche grazie all'operazione di cartolarizzazione di crediti in sofferenza "Aqui" completata nell'esercizio. In sintesi:

  • NPE ratio lordo al 12,16% in riduzione di oltre 4 punti percentuali;
  • NPE ratio netto al 6,72% dal 9,00% (-2,28 p.p.);
  • Texas ratio al 91,57% dal 101,78% (-10,21 p.p.);
  • copertura sui crediti deteriorati pari al 48,16% dal 50,10%2 (-1,94%).

Per quanto riguarda i dati di Conto economico si fa riferimento ai prospetti riclassificati nei quali, in particolare, i recuperi da imposte indirette, allocati contabilmente nella voce "Altri oneri/proventi di gestione", sono stati riclassificati a decurtazione dei relativi costi e i contributi ai fondi SRF, DGS e FITD-SV sono stati isolati per dare una migliore rappresentazione della dinamica dei costi gestionali.

La perdita dell'operatività corrente al lordo delle imposte pari ad Euro 84 mila, si raffronta con un Utile rilevato al 31 dicembre 2017 di Euro 1,086 milioni.

La redditività operativa è pari ad Euro 23,413 milioni, in riduzione del 4,74% sul 2017.

In particolare:

  • il margine di interesse in aumento del 4,77% accoglie come posta positiva la contabilizzazione di circa Euro 523 mila di interessi passivi negativi riferiti alle operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine (Targeted Long Term Refinancing Operations II - TLTRO II);
  • le commissioni nette risultano in aumento rispetto a quanto rilevato nell'esercizio precedente (+3,46%);
  • il risultato netto della finanza (esclusi i dividendi) è pari ad Euro 632 mila (Euro 2,365 milioni al 31 dicembre 2017): la variazione in diminuzione è riconducibile all'impatto dell'operazione di cessione di crediti deteriorati, rilevato alla Voce 100 "Utili (Perdite) da cessione o riacquisto di a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato".

I costi della gestione in aumento del 15,72% rispetto all'anno 2017, comprendono circa Euro 2,6 milioni di oneri straordinari sostenuti per l'allineamento informatico avvenuto nel mese di ottobre.

Le Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito registrano uno sbilancio positivo di Euro 215 mila. Su base patrimoniale:

  • gli impieghi netti da clientela, pari ad Euro 597,273 milioni, evidenziano una riduzione di Euro 55,707 milioni (-8,53%) rispetto al 31 dicembre 2017;
  • la raccolta diretta (Euro 727,330 milioni) risulta in decremento del 7,70%, con un rapporto impieghi/raccolta pari all'82,12% (era 82,86% al 31 dicembre 2017);
  • la raccolta indiretta, pur registrando un aumento sul risparmio gestito (+1,36%), fa rilevare una diminuzione complessiva del 7,19%.

I ratios patrimoniali, determinati sulla base della metodologia standard per i requisiti sul rischio di credito e di mercato, si evidenziano come segue:

  • Common Equity Tier 1 Ratio (Phased in) pari all'11,00%. L'indice calcolato in regime di piena applicazione (Fully Phased) è pari al 10,22%;
  • Tier 1 Ratio (Phased in) pari all'11,00%. In regime di piena applicazione risulta del 10,22%;
  • Total Capital Ratio (Phased in) pari al 12,28% e dell'11,52% in regime di piena applicazione.

Indici di Leverage calcolati come previsto dalla normativa:

  • in regime normativo transitorio (Phased in) pari al 5,67% (5,61% al 31 dicembre 2017);
  • in regime di piena applicazione (Fully Phased) pari al 5,19% (5,64% al 31 dicembre 2018).

1 Per la componente economica i dati al 31 dicembre 2017 (determinati secondo lo IAS 39) sono ricondotti alle nuove voci contabili previste dal 5°aggiornamento della Circolare n. 262 di Banca d'Italia, senza che questo abbia comportato una variazione del risultato di periodo. Per la componente patrimoniale, i dati al 31 dicembre 2017 (determinati secondo lo IAS 39) sono ricondotti alle nuove voci contabili secondo le riclassificazioni resesi necessarie sulla base dei nuovi criteri di classificazione introdotti dall'IFRS 9, che non comportano, quindi, variazioni in termini di totale attivo e totale passivo.

2 Il livello di copertura del 2017 è stato ricalcolato considerando l'esposizione lorda al netto degli interessi di mora non recuperabili (Euro 11,9 milioni), per omogeneità di confronto con quanto rilevato al 31/12/2018.

2.2 Indicatori di performance

Indicatori Finanziari 31-dic-18 31-dic-17(*)
Indici di struttura
crediti netti verso clientela/totale attivo 59,20% 60,64%
crediti netti verso clientela/raccolta diretta da clientela 82,12% 82,86%
attività finanziarie/totale attivo 25,70% 26,02%
attività immobilizzate/totale attivo 1,04% 0,93%
raccolta diretta complessiva/totale attivo 92,68% 92,67%
raccolta gestita/raccolta indiretta 72,99% 66,83%
attività finanziarie/patrimonio netto tangibile 5,49 4,94
totale attivo tangibile/patrimonio netto tangibile 21,36 18,99
saldo interbancario (in migliaia) (91.307) (101.539)
numero dipendenti (**) 156 182
Indici di redditività
ROE (nel patrimonio netto non è incluso il risultato d'esercizio) 1,54% 1,72%
ROTE (nel patrimonio netto non è incluso il risultato d'esercizio) 1,54% 1,72%
ROA (risultato d'esercizio netto/totale attivo) 0,07% 0,09%
Cost to income Ratio 98,98% 81,48%
Cost to income Ratio al netto di oneri straordinari per la migrazione informatica 87,87% 81,48%
Rettifiche nette su crediti/crediti netti verso la clientela -0,01% 0,34%
Indici di rischiosità
crediti deteriorati netti/crediti netti verso clientela 6,72% 9,00%
sofferenze nette/crediti netti verso clientela 2,49% 3,52%
inadempienze probabili nette/crediti netti verso clientela 4,22% 5,48%
esposizioni scadute deteriorate nette/crediti netti verso clientela 0,01% n.s.
rettifiche di valore su crediti deteriorati/crediti deteriorati lordi 48,16% 50,10%
rettifiche di valore su sofferenze/sofferenze lorde 67,84% 68,23%
rettifiche di valore su inadempienze probabili/inadempienze probabili lorde 18,93% 21,12%
rettifiche di valore su esposizioni scadute deteriorate/esposizioni scadute lorde 15,38% n.s.
rettifiche di valore su crediti non deteriorati/crediti lordi non deteriorati 0,30% 0,38%
Texas ratio 91,57% 101,78%
Fondi Propri (in migliaia di euro)
Capitale primario di classe 1 - CET1 50.732 55.285
Capitale aggiuntivo di classe 1 - AT1 - -
Totale capitale di classe 1 (Tier 1) 50.732 55.285
Capitale di classe 2 (Tier 2) 5.920 2.276
Totale Fondi Propri 56.652 57.561
Attività di rischio ponderate 461.275 526.750
Ratios patrimoniali e di liquidità
Coefficiente di CET1 11,00% 10,50 %
Coefficiente di T1 (Tier 1) 11,00% 10,50 %
Coefficiente dei Fondi Propri (Total Capital Ratio) 12,28% 10,93 %
Leverage ratio 5,67% 5,61 %

(*) I valori di confronto sono stati opportunamente ricalcolati al 31 dicembre 2017 per tener conto dei nuovi criteri di classificazione introdotti dall'IFRS 9, ad eccezione di quelli relativi agli indici di redditività per i quali si fa riferimento ai valori del 31 dicembre 2017 come da Bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2017.

(**) Il numero di dipendenti non comprende le aspettative ed è al netto dei distacchi presso altre società del Gruppo: n. 27 risorse per l'anno 2018 e n. 3 per il 2017.

Patrimonio netto tangibile: mezzi patrimoniali complessivi al netto delle immobilizzazioni immateriali.

Totale attivo tangibile = totale attivo al netto delle immobilizzazioni immateriali.

Il cost to income ratio è calcolato sulla base dello schema di Conto Economico riclassificato (costi della gestione/redditività operativa); calcolato secondo gli schemi previsti dalla Circolare n. 262 di Banca d'Italia, il cost to income ratio risulta pari al 101,30% (83,42% al 31 dicembre 2017).

Il texas ratio è calcolato come rapporto tra il totale dei crediti deteriorati lordi e il patrimonio netto tangibile incrementato del totale dei fondi rettificativi dei crediti deteriorati

(dati in migliaia di Euro)
Indicatori Non Finanziari 31-dic-18 31-dic-17(*)
Indici di produttività (in migliaia)
raccolta diretta per dipendente 4.662 4.330
crediti verso clientela per dipendente 3.829 3.588
risparmio gestito per dipendente 2.553 2.159
risparmio amministrato per dipendente 945 1.072
ricavi attività caratteristica per dipendente 143 118
margine di intermediazione per dipendente 147 131
costi operativi per dipendente 149 110

(*) I valori di confronto sono stati opportunamente ricalcolati al 31 dicembre 2017 per tener conto dei nuovi criteri di classificazione introdotti dall'IFRS 9, ad eccezione di quelli relativi agli indici di redditività per i quali si fa riferimento ai valori del 31 dicembre 2017 come da Bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2017.

Ricavi attività caratteristica: margine di interesse + commissioni nette

3. Fatti di rilievo

3.1 Vigilanza Unica Europea

BPER Banca e il proprio Gruppo rientrano nell'ambito delle banche significative europee vigilate direttamente da BCE3 .

In coerenza con il Meccanismo di Vigilanza Unico Europeo (MVU), BPER Banca ha strutturato un processo di confronto e allineamento continuo con BCE, anche tramite articolati flussi informativi periodici rispondenti alle richieste del Joint Supervisory Team (JST).

I requisiti prudenziali da rispettare su base consolidata al 31 dicembre 2018, così come risultanti dalla SREP Decision 2017 di cui alla lettera della BCE del 22 novembre 2017, sono i seguenti:

  • Common Equity Tier 1 Ratio: pari al 8,125% costituito dalla somma del requisito minimo ai sensi dell'art. 92 del Regolamento (UE) n. 575/2013 (4,50%), del requisito aggiuntivo in materia di Pillar 2 secondo l'art. 16 del Regolamento (UE) n. 1024/2013 (componente P2R pari a 1,75%) e del buffer di conservazione del capitale secondo l'art. 129 della Direttiva 2013/36/UE come trasposta nell'ordinamento italiano (1,875%);
  • Total Capital Ratio: pari al 11,625% costituito dalla somma del requisito minimo ai sensi dell'art. 92 del Regolamento (UE) 575/2013 (8,00%), del requisito aggiuntivo in materia di Pillar 2 secondo l'art. 16 del Regolamento (UE) n. 1024/2013 (componente P2R pari a 1,75%) e del buffer di conservazione del capitale secondo l'art. 129 della Direttiva 2013/36/UE come trasposta nell'ordinamento italiano (1,875%).

In data 5 febbraio 2019 BPER Banca ha ricevuto da BCE, a conclusione del processo annuale di revisione e valutazione prudenziale SREP 2018, la notifica della decisione in materia di requisiti prudenziali da rispettare su base consolidata ai sensi dell'art. 16 del Regolamento (UE) n. 1024/2013. In base agli esiti del processo di revisione e valutazione prudenziale condotto, la BCE ha stabilito che BPER Banca mantenga, a partire dal 1° marzo 2019 e su base consolidata, i seguenti coefficienti minimi di capitale:

  • Common Equity Tier 1 Ratio: pari al 9% costituito dalla somma del requisito minimo ai sensi dell'art. 92 del Regolamento (UE) n. 575/2013 (4,50%), del requisito aggiuntivo in materia di Pillar 2 secondo l'art. 16 del Regolamento (UE) n. 1024/2013 (componente P2R pari a 2%) e del buffer di conservazione del capitale secondo l'art. 129 della Direttiva 2013/36/UE come trasposta nell'ordinamento italiano (2.5%);
  • Total Capital Ratio: pari al 12,50% costituito dalla somma del requisito minimo ai sensi dell'art. 92 del Regolamento (UE) 575/2013 (8,00%), del requisito aggiuntivo in materia di Pillar 2 secondo l'art. 16 del Regolamento (UE) n. 1024/2013 (componente P2R pari a 2%) e del buffer di conservazione del capitale secondo l'art. 129 della Direttiva 2013/36/UE come trasposta nell'ordinamento italiano (2.50%).

Il mancato rispetto di tali requisiti minimi di CET1 Ratio e Total Capital Ratio comporta, in ottemperanza alle Disposizioni di Vigilanza prudenziale, la previsione di limitazioni alle distribuzioni di utili e la necessità di adottare un piano di conservazione del capitale.

La BCE ha confermato che le Banche del Gruppo nazionali e quella Lussemburghese debbano soddisfare costantemente i requisiti relativi ai Fondi Propri e alla liquidità applicati ai sensi del Regolamento (UE) n. 575/2013, della legislazione nazionale di attuazione della Direttiva 2013/36/UE, e ogni applicabile requisito nazionale di liquidità, secondo quanto previsto dall'articolo n. 412 comma 5 del Regolamento (UE) n. 575/2013.

3 Il Regolamento (UE) n. 1024 del 15 ottobre 2013 ha attribuito alla Banca Centrale Europea (BCE) compiti specifici in materia di vigilanza prudenziale degli enti creditizi, in cooperazione con le Autorità di Vigilanza Nazionali dei Paesi partecipanti, nel quadro del Single Supervisory Mechanism (SSM). La BCE ha assunto i compiti attribuiti da tale Regolamento il 4 novembre 2014; essi sono esercitati con l'assistenza della Banca d'Italia, con le modalità previste dal Regolamento (UE) n. 468/2014 del 16 aprile 2014. La BCE opera in stretta collaborazione con le Autorità Europee, in particolare con l'European Banking Autority (EBA), in quanto svolge le proprie funzioni in conformità delle norme emanate da quest'ultima Autorità.

Corredano i suddetti obiettivi quantitativi di capitale, requisiti qualitativi di reporting a BCE attinenti principalmente il raggiungimento degli obiettivi fissati nel piano industriale e la gestione delle nonperforming exposures.

Più nello specifico, la BCE ha invitato BPER a considerare le aspettative di vigilanza annunciate dal regolatore in data 11 luglio 2018 in relazione alla esposizioni classificate come NPE ("Non Performing Exposures") e volte ad assicurare costanti progressi nella riduzione dei rischi preesistenti nell'area dell'euro e conseguire lo stesso livello di copertura per le consistenze e i flussi di NPL in un orizzonte di medio termine. In tale ambito, la BCE aveva annunciato che avrebbe interagito con ciascuna banca per definire le aspettative di vigilanza su base individuale, tenuto conto delle principali caratteristiche finanziarie delle singole banche e di un benchmark di banche comparabili. In questo contesto, BCE ha espresso la raccomandazione a BPER di implementare un graduale adeguamento dei livelli di coverage sullo stock di crediti deteriorati in essere al 31 marzo 2018 fino al raggiungimento dell'integrale copertura 1) entro il 2025 per gli NPE garantiti con anzianità superiore ai 7 anni e 2) entro la fine il 2024 per gli NPE non garantiti con anzianità superiore ai 2 anni. I crediti deteriorati classificati come tali dal 1 aprile 2018 in poi sono trattati nell'Addendum alle Linee Guida BCE sugli NPE.

BPER Banca opera nel continuo definendo e mettendo in atto gli opportuni interventi per adempiere alle richieste dell'Autorità nelle tempistiche prescritte.

3.2 Contributi al Fondo di Risoluzione, al Fondo di Garanzia dei Depositi ed evoluzione del Fondo Interbancario di Tutela dei depositi (schema volontario) e Fondo di Solidarietà

La Cassa di Risparmio di Saluzzo ha contribuito anche nel 2018 ai meccanismi di salvaguardia della solidità del sistema bancario, istituiti dal 2015 a livello europeo ed italiano, come di seguito rappresentato:

  • Fondo di Risoluzione (Single Resolution Fund SRF): versati contributi ordinari 2018 per un ammontare di Euro 163 mila; a questi si è aggiunto un contributo addizionale per l'esercizio 2016, indirizzato alle sole banche italiane dal Fondo di Risoluzione Nazionale, che ha interessato la Cassa per Euro 61 mila4 .
  • Fondo Garanzia dei Depositi (Deposit Guarantee Scheme DGS): versati contributi ordinari 2018 per un ammontare di Euro 527 mila;
  • Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi Schema di intervento su base volontaria (FITD-SV): il meccanismo d'intervento volontario istituito nell'ambito del FITD ha richiesto alle banche aderenti una contribuzione per il prestito subordinato sottoscritto dallo SV in Banca Carige; il contributo richiesto alla Cassa ammonta a Euro 280 mila. L'intervento è stato classificato tra le Attività finanziarie valutate obbligatoriamente al fair value (FVTPL); al 31 dicembre 2018 è stato valutato sulla base di una perizia redatta da advisor indipendente nominato dal FITD che ha determinato una riduzione di valore poco superiore al 4% con un impatto negativo a conto economico di Euro 12 mila.
  • Fondo di solidarietà istituito dalla Legge di Stabilità 2016: il fondo, istituito con finalità di offrire tutela ai risparmiatori investitori che detenevano strumenti finanziari subordinati emessi dalle 4 banche poste in risoluzione il 22 novembre 2015, non ha evidenziato al 31 dicembre 2018 elementi per determinare la necessità di specifici accertamenti.

4 Si ricorda che la Legge n. 208/2015 ("Legge di stabilità") ha autorizzato la Banca d'Italia a richiedere, nel caso la dotazione finanziaria del Fondo Nazionale di Risoluzione non risulti sufficiente a sostenere gli interventi effettuati, contributi addizionali entro il limite del triplo dei contributi ordinari versati, come previsto dal Regolamento UE n. 806/2014, art. 70 e 71. Solo per l'esercizio 2016 la Legge di stabilità ha previsto due ulteriori quote addizionali, già richiamate a fine 2016.

Il Decreto Legge n. 15 del 23 dicembre 2016, convertito in Legge il 17 febbraio 2017, ha inoltre previsto che Banca d'Italia possa determinare l'importo delle contribuzioni addizionali entro i due anni successivi a quello di riferimento delle contribuzioni e possa stabilire che siano dovute ulteriori quote in un arco temporale non superiore ai cinque anni.

3.3 Operazioni di finanza strutturata, cartolarizzazioni e altre operazioni finanziarie particolari

Targeted Long Term Refinancing Operations – TLTRO II

In data 10 marzo 2016 il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea (BCE) aveva deliberato in merito alle nuove operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine (Targeted Long Term Refinancing Operations II - TLTRO II) da condurre mediante quattro aste trimestrali a partire dal primo semestre 2016. Come per la precedente TLTRO I, anche questa iniziativa ha il fine di migliorare il funzionamento del meccanismo di trasmissione della politica monetaria all'economia reale attraverso il sostegno del processo di erogazione del credito.

Nell'ambito del plafond assegnato, la Cassa ha partecipato a due delle quattro aste previste: la prima di giugno 2016 per Euro 95 milioni e la seconda di marzo 2017 per Euro 34 milioni.

Al 31 dicembre 2018 la Cassa di Risparmio di Saluzzo S.p.A. avendo raggiunto il target prefissato al 31 gennaio 20185 , ha accertato interessi attivi prendendo a riferimento un tasso negativo dello 0,40% (confermato dalla BCE nel mese di giugno 2018) allocando a margine di interesse un ammontare di Euro 523 mila.

Altre operazioni finanziarie

Tra la fine di marzo e i primi giorni di maggio 2018, in condivisione con la Capogruppo, considerato il periodo di temporanea stabilità post elettorale che ha portato ad una contrazione dei rendimenti e ad un significativo incremento delle plusvalenze implicite sul portafoglio titoli di proprietà, sono state effettuate alcune importanti operazioni di switch che hanno consentito il realizzo di plusvalenze per Euro 1,636 milioni.

Successivamente, approfittando del restringimento dei tassi di interesse dei titoli di stato italiani a fine settembre, si è ritenuto opportuno prendere profitto sulle posizioni che presentavano delle plusvalenze. La vendita di titoli HTCS per un nominale complessivo di euro 60,643 milioni ha consentito di realizzare plusvalenze implicite per euro 573 mila. Contestualmente a tali vendite e con un'azione complessivamente finalizzata al sostegno del margine interesse si è provveduto all'acquisto di nominali euro 71 milioni di Titoli di Stato allocati nel portafoglio HTC.

E' proseguito nel corso dell'anno il rifinanziamento con cadenza mensile della posizione sul BTP 1,60% scadenza 1° giugno 2026 di Euro 75,5 milioni nominali al tasso negativo medio dello 0,42%. Tale operazione ha contribuito positivamente al margine di interesse sia dal lato della provvista per il tasso passivo negativo sia dal lato degli impieghi, con la remunerazione della liquidità depositata presso la Capogruppo al tasso positivo dello 0,30%.

3.4 Transizione al principio contabile internazionale IFRS 9

L'International Accounting Standards Board (IASB) ha emanato, in data 24 luglio 2014, la versione definitiva del principio IFRS 9 "Strumenti finanziari" che ha sostituto, a partire dal 1° gennaio 2018, lo IAS 39, che fino al 31 dicembre 2017 ha disciplinato la classificazione e valutazione degli strumenti finanziari. Si rimanda alla Nota integrativa per la disamina delle disposizioni normative e relative declinazioni applicative adottate dal Gruppo BPER Banca ed allo specifico allegato al bilancio per le informazioni di dettaglio degli impatti derivanti dalla transazione a IFRS9.

Il Gruppo BPER Banca ha intrapreso e concluso un dedicato progetto d'adeguamento al nuovo standard, con il quale ha approfondito le diverse aree di influenza del principio; ha definito i suoi impatti qualitativi e

5 applicazione di un tasso più favorevole (decrescente fino ad un minimo pari al tasso applicato alla liquidità depositata presso la BCE, attualmente pari al -0,40%) nel caso in cui gli impieghi idonei al 31 gennaio 2018 registrino un incremento rispetto al benchmark. Il superamento dello stesso di almeno il 2,5% consente di ottenere il massimo beneficio sul tasso passivo.

quantitativi; ha inoltre individuato ed implementato gli interventi applicativi ed organizzativi necessari all'applicazione dello stesso a partire dal 1° gennaio 2018.

In dettaglio, il progetto è stato organizzato in tre cantieri, in linea con le aree di intervento del principio ("Classificazione e misurazione", "Impairment", "Hedge Accounting"), individuando ed implementando interventi applicativi ed organizzativi all'interno del Gruppo nel suo complesso e per ciascuna entità che lo compone.

Nell'ambito del Gruppo le aree maggiormente coinvolte nelle attività d'implementazione sono state l'Amministrazione e Bilancio, sotto la cui responsabilità è stato posto il progetto, il Risk Management, per la definizione e la validazione delle opportune nuove misure di rischio, il Credito e la Finanza, per la definizione della portafogliazione, dei business model di riferimento e le conseguenti ricadute nella gestione operativa, il Marketing Strategico per le analisi dei prodotti commerciali di impiego offerti alla clientela. Sono inoltre state coinvolte le Divisioni operative, per l'analisi delle implicazioni di processo e per lo sviluppo degli interventi sui sistemi informativi, anche al fine di prevedere soluzioni coerenti con l'infrastruttura, in grado di identificare e valorizzare le possibili sinergie. Inoltre, a livello di sistemi informativi le implementazioni hanno riguardato prevalentemente le attività connesse alla transizione al nuovo standard ed all'implementazione degli ulteriori interventi applicativi ed organizzativi, atti a garantire l'applicazione del principio "a regime". Secondo la Struttura di Gruppo la funzione Organizzazione è stata parte attiva del Progetto, con un ruolo di regia nel recepimento degli impatti di processo che risultano dalle scelte implementative. Accanto alle Divisioni operative, anche le funzioni e organi di controllo interno (Risk management – Convalida modelli, Direzione Revisione Interna, Dirigente Preposto, Collegio sindacale) e la Società di revisione sono stati informati delle fasi di avanzamento del Progetto.

Il Progetto d'adeguamento del Gruppo BPER Banca

Di seguito viene fornita una breve disamina delle attività effettuate in relazione alle principali aree di impatto ("Classificazione e misurazione", "Impairment", "Hedge Accounting").

Classificazione e misurazione degli strumenti finanziari

La classificazione e misurazione delle attività finanziarie (crediti e titoli di debito) è stata definita dal Gruppo BPER Banca sulla base dei seguenti driver:

    1. definizione del business model;
    1. esame delle caratteristiche dei flussi di cassa.

Relativamente al primo driver, il Gruppo BPER Banca ha definito le finalità di detenzione nel continuo delle attività finanziarie al fine di generare i flussi di cassa, oltre ad aver definito un indirizzo per il trattamento in sede di transizione dello stock delle attività finanziarie in portafoglio al 31 dicembre 2017.

Riguardo al secondo driver di classificazione delle attività finanziarie (effettuazione del test SPPI per la verifica delle caratteristiche contrattuali degli strumenti finanziari), il Gruppo BPER Banca ha effettuato le attività volte a valutare se i flussi finanziari contrattuali delle attività finanziarie in portafoglio alla data di transizione al principio rappresentano esclusivamente il pagamento di capitale e interessi maturati sull'importo del capitale da restituire. Per quanto concerne i titoli di debito, dalle analisi condotte è emerso che solo una percentuale marginale dei titoli di debito, distribuiti al 31 dicembre 2017 nelle previgenti categorie contabili HTM, AFS e LRO non supera il test SPPI e pertanto sono stati classificati e misurati al fair value con impatto a Conto economico.

Sulla base di approfondimenti condotti sui tavoli nazionali ed internazionali, le quote di O.I.C.R sono state ricondotte nelle attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value con impatto a Conto Economico.

Relativamente al portafoglio crediti, le analisi sono state condotte distinguendo i contratti "standard", tipicamente adottati per inquadrare i rapporti Retail, da quelli "non standard", ovvero personalizzati in funzione delle specifiche esigenze della clientela Corporate di maggiore dimensione.

Sostanzialmente le analisi delle caratteristiche dei flussi di cassa delle attività finanziarie rientranti nei portafogli esistenti del Gruppo BPER Banca al 31 dicembre 2017 non hanno evidenziato la necessità di interventi di riclassifica significativi.

Per quanto riguarda il trattamento contabile in sede di transizione dei titoli di capitale classificati nella previgente categoria contabile Available For Sale – AFS al 31 dicembre 2017, il Gruppo BPER Banca ha optato in prevalenza per l'esercizio della "irrevocable election", che consente la rilevazione delle variazioni di fair value successive all'iscrizione iniziale nel prospetto della redditività complessiva; i restanti titoli di capitale sono valutati al fair value con impatto a Conto economico. Tutti i titoli di capitale classificati al 31 dicembre 2017 nella previgente categoria contabile HFT, in sede di transizione sono stati classificati al fair value con impatto a Conto economico, confermando la finalità di trading.

Relativamente alla classificazione e misurazione delle passività finanziarie nei nuovi portafogli di destinazione IFRS 9, non si riscontrano cambiamenti sostanziali; analogamente per i contratti derivati, sia di trading che di copertura, non sono stati previsti effetti di riclassificazione ed effetti di misurazione.

Impairment

Il modello di impairment IFRS 9 adottato dal Gruppo BPER Banca per i crediti è fondato sui seguenti aspetti:

  • a) Criteri oggettivi e quantitativi per la determinazione del significativo incremento del rischio di credito utilizzato per la classificazione delle linee di credito nello Stage 1 o nello Stage 2. In particolare, relativamente ai criteri oggettivi, il Gruppo BPER Banca ha individuato, ed applicato per la determinazione della stima degli impatti, le seguenti condizioni per la classificazione delle linee di credito nello Stage 2:
  • linee in past due da almeno 30 giorni alla data di reporting;
  • linee appartenenti ad una controparte in stato di forborne;
  • linee per cui non è presente il rating all'origination;
  • linee presenti in "Watchlist" nell'ambito del sistema di monitoraggio del credito (Early Warning).

In merito ai criteri quantitativi, il Gruppo BPER Banca ha previsto una classificazione in Stage 2 per quei crediti che alla data di riferimento del bilancio abbiano registrato un "Significant Increase in Credit Risk – SICR" rispetto alla rilevazione iniziale.

Conseguentemente sono stati classificati in Stage 1 tutti i crediti in bonis che non presentano alla data di reporting i criteri oggettivi e quantitativi suddetti.

  • b) Il Gruppo BPER Banca non ha ritenuto di adottare la semplificazione prevista dal principio IFRS 9, c.d. "low credit risk exemption".
  • c) Classificazione nello Stage 3 di tutti i crediti "deteriorati/impaired" alla data del 31 dicembre 2017, mantenendo la definizione di credito deteriorato fornita dalle indicazioni normative vigenti, allineata quindi al 7° aggiornamento della Circolare n. 272 del 30 luglio 2008 di Banca d'Italia, ossia quelle che presentano le caratteristiche di cui al par. B5.5.37 dell'IFRS 9, che corrispondono al "Final draft Implementing Technical Standards" (di seguito "ITS") contenente le norme tecniche di attuazione in materia di Forbearance (FBE) e Non-performing exposures (EBA/ITS /2013/03/rev1 24/7/2014). Si precisa, inoltre, che all'interno dello Stage 3 si mantiene inalterata la classificazione in stati amministrativi della qualità del credito secondo la normativa di Banca d'Italia.
  • d) Per ciascuno Stage sono state definite differenti modalità di misurazione delle rettifiche di valore secondo l'univoco concetto di "Perdita Attesa", o anche "Expected credit losses – ECL"). Il Gruppo BPER Banca si è dotato a tal fine di un modello di calcolo dei fondi a copertura delle perdite attese sugli strumenti finanziari basato:
    1. sulla stima delle perdite attese lungo tutta la vita del credito (c.d. ECL Lifetime), laddove il rischio di credito dello strumento si ritiene essere significativamente aumentato dopo la rilevazione iniziale ed, in caso contrario,
    1. sulla porzione di ECL lifetime risultante da eventi di default possibili entro i 12 mesi che seguono la data di riferimento del bilancio (o di transizione al principio), ovvero entro minor tempo nel caso di una durata contrattuale attesa inferiore.
  • e) I modelli di misurazione delle perdite attese includono nei parametri di rischio utilizzati per lo Stage assignment e per il calcolo dell'ECL le condizioni di ciclo macro-economico corrente (Point-in-Time risk measures) e le informazioni di natura anticipatorie (Forward looking risk measures) circa la futura dinamica dei fattori macro economici da cui dipende la perdita attesa life time. Con riferimento alle esposizioni classificate in Stage 3, a seguito di approfondimenti svolti e tenendo in considerazione quanto illustrato nell'ITG "Inclusion of cash flows expected from the sale on default of loan" dello staff dell'IFRS Foundation e nelle "Linee guida per le banche sui crediti deteriorati (NPL)" pubblicate della Banca Centrale Europea nel marzo 2017 per la gestione proattiva dei non performing loans, il Gruppo BPER Banca ha ritenuto che l'inclusione dei fattori forward-looking nelle valutazioni di scenario implichi effetti in termini di "valutazione" anche per le attività deteriorate. Conseguentemente il Gruppo BPER ha ipotizzato di considerare uno scenario di vendita (c.d. disposal scenario), in coerenza con quanto definito nel "Piano NPE 2018-2022" del Gruppo, quale possibile modalità di recupero delle esposizioni, in alternativa al recupero interno (c.d. workout scenario).

Ai fini di un'applicazione omogenea del modello tra i portafogli prodotti del Gruppo BPER Banca, le modalità di calcolo delle rettifiche di valore per i titoli di debito sono state mutuate, laddove possibile, dalle logiche applicate sul perimetro crediti (cassa e fuori bilancio) sopra esposto.

Nello specifico, il Gruppo BPER Banca ha definito un modello di impairment per i titoli di debito fondato sulle seguenti specificità:

  • a) adozione di una gestione "a magazzino" del portafoglio titoli per lo staging, secondo una logica FIFO per lo scarico delle tranche derivanti da attività di compravendita;
  • b) modello di determinazione del significativo incremento del rischio di credito utilizzato per la classificazione dei titoli di debito nello Stage 1 o nello Stage 2 fondato sui seguenti criteri:
  • l'utilizzo primario del modello interno di rating ed, in assenza di quest'ultimo, ricorrere al rating d'agenzia esterna Fitch;
  • la determinazione della soglia di rating downgrade in base al confronto tra classi di rating all'origine rispetto a classi di rating a data valutazione (notching tra classi di rating);
  • classificazione nello Stage 3 di tutti i titoli di debito in default alla data del 31 dicembre 2017 secondo la definizione di default riportata all'interno del documento ISDA denominato "Credit Derivatives Definition" del 2003.

In sede di transizione al principio, non sono stati registrati strumenti dell'area titoli da classificare in Stage 3.

Hedge Accounting

In tema di Hedge Accounting, il principio fornisce la possibilità di implementare il nuovo standard IFRS 9 piuttosto che mantenere il vecchio Principio IAS 39 (c.d. opzione opt-in / opt-out). Sulla base delle analisi svolte il Gruppo BPER Banca ha deciso per l'opzione 'opt-out' e quindi le operazioni di copertura continuano ad essere gestite nel rispetto di quanto previsto dallo IAS 39 (carve-out).

Per gli effetti della transizione al nuovo principio contabile si veda quanto esposto nella parte A Politiche contabili Sezione A.1 della Nota Integrativa.

3.5 Altri fatti di rilievo

Cessione crediti deteriorati

Nel corso dell'esercizio, in esecuzione della più ampia azione di derisking e miglioramento dell'asset quality del Gruppo BPER Banca (NPE Strategy 2018-2020), la Cassa di Risparmio di Saluzzo ha ceduto crediti deteriorati per un totale lordo contabile pari a euro 34,4 milioni attraverso due operazioni di seguito dettagliate.

Operazione "Aqui"

In data 7 novembre 2018 la Cassa di Risparmio di Saluzzo, nell'ambito di un'operazione congiunta con la Capogruppo e la Cassa di Risparmio di Bra, ha ceduto un portafoglio di sofferenze per un valore lordo contabile pari a Euro 23,5 milioni (valore lordo esigibile Euro 27 milioni).

A livello di Gruppo è stato ceduto un portafoglio complessivo di sofferenze per un valore lordo contabile pari a Euro 1,9 miliardi (valore lordo esigibile di Euro 2,1 miliardi, composto per il 59,5% da crediti secured e per il 40,5% da crediti unsecured in prevalenza erogati da BPER Banca) al veicolo di cartolarizzazione AQUI SPV s.r.l., costituito ai sensi della Legge 130/99, che ha finanziato l'acquisto con emissione di tre classi di titoli per un ammontare complessivo di Euro 618,4 milioni:

  • tranche Senior per Euro 544,7 milioni, corrispondente al 28,7% del valore lordo contabile, alla quale sono stati attribuiti i rating investment grade Baa3 da Moody's e BBB- da Scope Ratings;
  • tranche mezzanine per Euro 62,9 milioni;
  • tranche junior per Euro 10,8 milioni.

Il 95% delle tranche mezzanine e junior, sottoscritte inizialmente da BPER Banca, in data 14 dicembre 2018 sono state collocate presso investitori istituzionali; conseguentemente ha avuto efficacia il deconsolidamento contabile e prudenziale degli asset ceduti.

L'impatto economico complessivo negativo della cessione Aqui per la Cassa di Risparmio di Saluzzo è risultato pari a Euro 1,440 milioni (di cui Euro 778 mila riferibili alla quota di competenza della Cassa delle perdite originate dalla cessione dei titoli Mezzanine e Junior operata dalla Capogruppo).

I titoli Senior sono rimasti integralmente in portafoglio all'originator BPER Banca. Per questi, è stato attivato il processo per la richiesta della garanzia statale GACS.

Cessione crediti classificati a inadempienze probabili

Nel mese di dicembre si è conclusa l'operazione di cessione ad una società veicolo esterna al Gruppo di un portafoglio crediti classificati a Inadempienze probabili per un totale lordo di 10,9 milioni. La cessione dei crediti è stata definitiva e pro soluto, con espressa esclusione di qualsiasi garanzia rilasciata dal venditore in merito alla solvibilità attuale o futura dei debitori. Conseguentemente è stato effettuata, sia sotto il profilo contabile, sia ai fini della vigilanza prudenziale, la cancellazione degli asset ceduti.

L'impatto economico complessivo negativo per Euro 408 mila è stato rilevato nel Conto economico alla Voce 100 "Utili (Perdite) da cessione o riacquisto di a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato).

Allineamento informatico

A conclusione del percorso di integrazione, avviato con l'ingresso della Cassa nel Gruppo BPER Banca, nel mese di marzo 2018 ha preso avvio il Progetto di Migrazione del Sistema Informativo della Banca dal fornitore CSE a quello della Capogruppo Bper, che ha portato alla effettiva migrazione informatica nel weekend del 27 e 28 ottobre 2018.

Il Progetto ha comportato lo sviluppo dei Piani di Lavoro messi a punto dai diversi Cantieri Funzionali che hanno effettuato le attività di analisi finalizzate all'emersione degli eventuali gap su prodotti, condizioni, processi e procedure informatiche da gestire ed indirizzare al fine di limitare per quanto possibile impatti e disagi sulla Clientela.

Per lo svolgimento dei Piani di Lavoro sono state ingaggiate le Funzioni di Gruppo e le omologhe funzioni di CR Saluzzo, con particolare focus in ambito Business, Crediti, Organizzazione, Amministrazione, Legale, Risorse Umane, nonché un impegno trasversale delle strutture Sistemi, Operations e Service Desk di Bper Service, con una intensa attività che ha riguardato anche gli incontri tecnici effettuati a più riprese con il fornitore CSE.

Il Progetto è stato sviluppato anche sulla base delle esperienze maturate da Capogruppo nelle recenti operazioni di migrazione che hanno interessato Cassa di Risparmio di Bra e Cassa di Risparmio di Ferrara.

Durante tutto il percorso che ha portato al Conversion Weekend di fine ottobre sono stati effettuati numerosi incontri periodici per monitorare lo stato avanzamento lavori, con l'obiettivo di garantire la rilevazione tempestiva di punti di attenzione sui quali si è intervenuti tempestivamente.

Il coinvolgimento richiesto alle strutture della Banca per la realizzazione del Progetto è stato intenso, ed il complessivo buon esito dell'operazione è avvenuto grazie ad un impegno ed una dedizione encomiabile da parte di tutti i dipendenti della Banca.

Data la complessità dell'operazione, la Banca ha profuso un particolare sforzo nella gestione delle criticità emerse in particolare l'operatività della clientela, attivandosi per la risoluzione la più tempestiva possibile delle anomalie riscontrate.

Grazie all'allineamento informatico la Banca potrà raggiungere l'obiettivo del completo adeguamento ai modelli, processi e strumenti di Gruppo con il pieno inserimento nelle logiche e dinamiche organizzative, operative, di governo e controllo.

Aspetti fiscali

Le imposte del periodo sono state determinate applicando la normativa in vigore al 31 dicembre 2018, tenendo conto anche delle disposizioni introdotte dal Decreto del Ministro dell'economia e delle finanze del 10 gennaio 2018 che contiene disposizioni di coordinamento per la determinazione delle imposte dirette Ires e Irap nell'ambito di applicazione del principio contabile internazionale International Financial Reporting Standard (IFRS 9), nonché delle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2019:

  • l'abrogazione del beneficio Ace a partire dal 2018: sono considerate salve le eccedenze pregresse. Inoltre è stata aggiornata l'aliquota per il periodo d'imposta 2018 pari al 1,5%;
  • la deducibilità in 10 anni delle rettifiche effettuate in sede di FTA per la parte impairment;;
  • il rinvio al 2026 della deducibilità delle rettifiche di valore su crediti previsti per il 2018;
  • la ridefinizione della deducibilità degli avviamenti convertibili.

Le imposte anticipate e differite sono iscritte a seguito dell'esito positivo del Probability test così come previsto dallo Ias 12 relativamente a variazioni temporanee e perdite fiscali.

L'orizzonte temporale utilizzato per le previsioni è di 5 anni (2019-2023).

4. I risultati della gestione

4.1 Aggregati patrimoniali

Di seguito sono riportate, in migliaia di Euro, le poste e gli aggregati patrimoniali più significativi al 31 dicembre 2018, a raffronto con gli omologhi valori al 31 dicembre 2017, dando evidenza delle variazioni intervenute, assolute e percentuali.

I valori al 31 dicembre 2017 (determinati secondo lo IAS 39) sono ricondotti alle nuove voci contabili previste dal 5° aggiornamento della Circolare n. 262 di Banca d'Italia, secondo le riclassificazioni resesi necessarie sulla base dei nuovi criteri di classificazione introdotti dall'IFRS 9, che non comportano, quindi, variazioni in termini di totale attivo e totale passivo.

Per una maggiore chiarezza nell'esposizione dei risultati del periodo gli schemi contabili previsti del 5° aggiornamento della Circolare 262/2005 di Banca d'Italia sono qui presentati in una versione riclassificata. In particolare:

  • i titoli di debito valutati al costo ammortizzato (voce 40 "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato") sono stati riclassificati nella voce "Attività finanziarie";
  • la voce "Altre voci dell'attivo" include le voci 100 "Attività fiscali" e 120 "Altre attività";
  • la voce "Altre voci del passivo" include le voci 60 "Passività fiscali", 80 "Altre passività", 90 "Trattamento di fine rapporto" e 100 "Fondi per rischi e oneri".
(dati in migliaia di Euro)
31/12/2018 31/12/2017 Variazioni Var. %
Cassa e disponibilità liquide 8.535 6.960 1.575 22,63
Attività finanziarie 259.297 280.183 -20.886 -7,45
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione - 4 -4 -100,00
b) attività finanziarie designate al fair value - - - -
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente
valutate al fair value
1.186 918 268 29,19
d) Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
113.123 204.734 -91.611 -44,75
e) Titoli di debito valutati al costo ammortizzato 144.988 74.527 70.461 94,54
- banche - - - -
- clientela 144.988 74.527 70.461 94,54
Finanziamenti 713.708 761.348 -47.640 -6,26
a) Crediti verso banche 116.435 108.369 8.066 7,44
b) Crediti verso clientela 597.273 652.979 -55.707 -8,53
Derivati di copertura 133 382 -249 -65,18
Partecipazioni - - - -
Attività materiali 10.470 9.997 473 4,73
Attività immateriali 4 13 -9 -69,23
di cui avviamento - - - -
Altre voci dell'attivo 16.830 17.966 -1.136 -6,32
1.008.977 1.076.849 -67.872 -6,30

Attivo

Crediti verso la clientela

I valori dei crediti verso la clientela netti sono rappresentati dalla sola componente finanziamenti allocata alla voce 40 b) dello schema dell'attivo di Stato Patrimoniale "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato – crediti verso clientela". I dati del precedente esercizio sono stati quindi riesposti rispetto a quanto pubblicato sul Bilancio al 31 dicembre 2017.

Suddivisione per tipologia

(dati in migliaia di Euro)
Voci 31/12/2018 31/12/2017 Variazioni Var. %
Conti correnti 64.753 81.444 -16.691 -20,49
Mutui 477.562 522.059 -44.497 -8,52
Pronti contro termine - - - -
Leasing e Factoring - - - -
Altre Operazioni 54.958 49.476 5.482 11,08
Totale crediti verso clientela 597.273 652.979 -55.706 -8,53

Suddivisione per qualità del credito

(dati in migliaia di euro)
Voci 31/12/2018 31/12/2017(*) Variazioni Var. %
Esposizioni lorde deteriorate 77.389 117.763 -40.374 -34,28
Sofferenze 46.256 72.431 -26.175 -36,14
Inadempienze probabili 31.068 45.331 -14.263 -31,46
Esposizioni scadute 65 1 64 n.s.
Esposizioni lorde non deteriorate 558.853 596.502 -37.649 -6,31
Rettifiche di valore su esposizioni deteriorate 37.268 58.997 -21.729 -36,83
Sofferenze 31.378 49.421 -18.043 -36,51
Inadempienze probabili 5.880 9.576 -3.696 -38,60
Esposizioni scadute 10 - 10 n.s.
Rettifiche di valore su esposizioni non
deteriorate
1.701 2.289 -588 -25,69
Esposizioni nette deteriorate 40.121 58.766 -18.645 -31,73
Sofferenze 14.878 23.010 -8.132 -35,34
Inadempienze probabili 25.188 35.755 -10.567 -29,55
Esposizioni scadute 55 1 54 n.s.
Esposizioni nette non deteriorate 557.152 594.213 -37.061 -6,24
Totale esposizione netta 597.273 652.979 -55.706 -8,53

(*) Il 5° aggiornamento della Circolare di Banca d'Italia n. 262 prevede, con riferimento alle attività finanziarie Impaired, di rilevare nell'esposizione lorda gli interessi di mora solo se non sono state rilevate rettifiche di valore sulle esposizioni originarie, ritenendoli quindi recuperabili. Conseguentemente si è proceduto a rettificare in diminuzione i dati riferiti al 2017 dell'esposizione lorda e delle rettifiche di valore delle Sofferenze (11,883 milioni di euro) e delle Inadempienze probabili (6 mila euro).

(dati in migliaia di euro)
Lordi Netti Liv. di
copertura
%
Lordi Netti Liv. di
copertura
%
Var.
Lordi %
Var.
Netti %
46.256 14.878 67,84 72.431 23.010 68,23 -36,14 -35,34
11.009 - 100,00 15.737 - 100,00 -30,04 n.a.
57.265 14.878 74,02 88.168 23.010 73,90 -35,05 -35,34
31.068 25.188 18,93 45.331 35.755 21,12 -31,46 -29,55
65 55 15,38 1 1 - n.s n.s
-31,73
88.398 40.121 54,61 133.500 58.766 55,98 -33,78 -31,73
558.853 557.152 0,30 596.502 594.213 0,38 -6,31 -6,24
636.242 597.273 6,12 714.265 652.979 8,58 -10,92 -8,53
647.251 597.273 7,72 730.002 652.979 10,55 -11,34 -8,53
77.389 40.121 31/12/2018
48,16
117.763 58.766 31/12/2017(*)
50,10
-34,28

Suddivisione per qualità del credito: livelli di copertura

Suddivisione per qualità del credito: composizione percentuale

(dati in migliaia di euro)
Esposizione Lorda
Voci 31/12/2018 % Su Totale
Esposizione
31/12/2017(*) % Su Totale
Esposizione
Esposizioni deteriorate 77.389 12,16 117.763 16,49
Sofferenze 46.256 7,27 72.431 10,14
Inadempienze probabili 31.068 4,88 45.331 6,35
Esposizioni scadute 65 0,01 1 -
Esposizioni non deteriorate 558.853 87,84 596.502 83,51
Totale esposizione 636.242 100,00 714.265 100,00
Esposizione Netta
Voci % Su Totale
31/12/2018
31/12/2017
Esposizione
% Su Totale
Esposizione
Esposizioni deteriorate 40.121 6,72 58.766 9,00
Sofferenze 14.878 2,49 23.010 3,52
Inadempienze probabili 25.188 4,22 35.755 5,48
Esposizioni scadute 55 0,01 1 -
Esposizioni non deteriorate 557.152 93,28 594.213 91,00
Totale esposizione 597.273 100,00 652.979 100,00

(*) Il 5° aggiornamento della Circolare di Banca d'Italia n. 262 prevede, con riferimento alle attività finanziarie impaired, di rilevare nell'esposizione lorda gli interessi di mora solo se non sono state rilevate rettifiche di valore sulle esposizioni originarie, ritenendoli quindi recuperabili. Conseguentemente si è proceduto a rettificare in diminuzione i dati riferiti al 2017 dell'esposizione lorda e delle rettifiche di valore delle Sofferenze (11,883 milioni di euro) e delle Inadempienze probabili (6 mila euro).

(dati in migliaia di Euro)
31/12/2018 Comp.
%
31/12/2017 Comp.
%
Variazione
assoluta
%
A. Agricoltura, silvicoltura e pesca 24.044 4,03 22.816 3,49 1.228 5,38
B. Estrazione di minerali da cave e miniere 1.270 0,21 787 0,12 483 61,37
C. Attività manifatturiere 78.984 13,22 70.472 10,79 8.512 12,08
D. Fornitura di energia elettrica, gas,
vapore e aria condizionata
28.146 4,71 27.360 4,19 786 2,87
E. Fornitura di acqua, reti fognarie, attività
di gestione dei rifiuti e risanamento
5.126 0,86 4.891 0,75 235 4,80
F. Costruzioni 57.099 9,56 73.949 11,32 - 16.850 -22,79
G. Commercio all'ingrosso e al dettaglio,
riparazione di autoveicoli e motocicli
46.777 7,83 57.286 8,77 -10.509 -18,34
H. Trasporto e magazzinaggio 2.890 0,48 5.504 0,84 -2.614 -47,49
I. Attività dei servizi di alloggio e di
ristorazione
15.663 2,62 16.324 2,50 -661 -4,05
J. Servizi di informazione e comunicazione 17.367 2,91 21.543 3,30 - 4.176 - 19,38
L. Attività immobiliari 22.420 3,75 43.564 6,67 -21.144 -48,54
M. Attività professionali, scientifiche e
tecniche
3.638 0,61 7.150 1,09 -3.512 -49,12
N. Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di
supporto alle imprese
4.468 0,75 2.156 0,33 2.312 107,24
O. Amministrazione pubblica e difesa,
assicurazione sociale obbligatoria
- - - - - -
P. Istruzione 1.064 0,18 1.040 0,16 24 2,31
Q. Sanità e assistenza sociale 877 0,15 1.358 0,21 -481 -35,42
R. Attività artistiche, sportive, di
intrattenimento e divertimento
1.210 0,20 1.311 0,20 -101 -7,70
S. Altre attività di servizi 335 0,06 1.383 0,21 -1.048 -75,78
Totale finanziamenti verso imprese non
finanziarie
311.378 52,13 358.894 54,96 -47.516 -13,24
Privati e altri non compresi nelle voci
precedenti
273.049 45,72 281.211 43,07 -8.162 -2,90
Imprese finanziarie 6.690 1,12 7.235 1,11 -545 -7,53
Governi e altri enti pubblici 6.156 1,03 5.639 0,86 517 9,17
Totale finanziamenti 597.273 100,00 652.979 100,00 -55.706 -8,53

Distribuzione dei crediti verso clientela suddivisi per categorie ATECO

L'allineamento informatico, avvenuto nel mese di ottobre 2018, ha consentito di utilizzare appieno le procedure della Capogruppo ai fini della determinazione dell'Expected Credit Losses.

I crediti verso la clientela, al netto delle rettifiche di valore, sono pari a Euro 597 milioni (Euro 653 milioni al 31 dicembre 2017) in riduzione di Euro 55,7 milioni (-8,53%); concorrono alla diminuzione le due operazioni di cessione di crediti deteriorati concluse nell'anno.

I fondi rettificativi riferibili ai crediti deteriorati diminuiscono di Euro 21,729 milioni (-36,83%) e sono pari a Euro 37,268 milioni, per un coverage ratio pari al 48,16% (50,10% al 31 dicembre 2017).

Le rettifiche di valore su esposizioni non deteriorate ammontano ad Euro 1,701 milioni, contro Euro 2,289 milioni rilevati al 31 dicembre 2017(-25,69%) e determinano un coverage ratio pari allo 0,30% (0,38% al 31 dicembre 2017) che riflette il generale miglioramento della qualità creditizia.

Tenendo conto delle svalutazioni dirette (c.d. write-off) operate per Euro 11 milioni (Euro 15,7 milioni al 31 dicembre 2017) su crediti a sofferenza in essere, a fronte di procedure concorsuali, il coverage ratio sale a 54,61% (55,98% al 31 dicembre 2017).

Il livello di copertura complessivo dei crediti risulta quindi del 6,12% a fronte dell'8,58% dell'esercizio precedente. Con le medesime considerazioni sopra evidenziate in merito alle svalutazioni dirette, la copertura complessiva reale dei crediti risulta pari al 7,72% (10,55% al 31 dicembre 2017).

Composizione impieghi finanziari

(dati in migliaia di euro)
Voce 31/12/2018 31/12/2017 Variazioni Var. %
Attività finanziarie valutate al fai value con impatto a conto
economico
1.186 922 264 28,63

Di cui strumenti derivati
- 4 -4 -100,00
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a sulla
redditività complessiva
113.123 204.734 -91.611 -44,75
Titoli di debito valutati al costo ammortizzato 144.988 74.527 70.461 94,54
a) banche - - - -
b) clientela 144.988 74.527 70.461 94,54
Impieghi interbancari 116.435 108.369 8.066 7,44
Totale impieghi finanziari 375.732 388.552 -12.820 -3,30

Attività finanziarie (esclusi rapporti interbancari)

Tra le attività finanziarie, i valori dei titoli di debito valutati al costo ammortizzato sono rappresentati dalla sola componente obbligazionaria allocata alla voce 40 a) e b) dello schema dell'attivo di Stato Patrimoniale "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato – crediti verso banche e crediti verso clientela". I dati del precedente esercizio sono stati quindi riesposti rispetto a quanto pubblicato sul Bilancio al 31 dicembre 2017.

Attività finanziarie suddivise per tipologia di strumento ed emittente

(dati in migliaia di Euro)
Voci/Valori 31/12/2018 31/12/2017 Variazioni Var. %
Titoli di debito 254.443 275.671 -21.228 -7,70
- Amministrazioni pubbliche 253.389 242.546 10.843 4,47
- Banche - 27.455 -27.455 -100,00
- Altri emittenti 1.054 5.670 -4.616 -81,41
Titoli di capitale 1.430 1.186 244 20,57
- Banche 100 100 - -
- società finanziarie 285 15 270 n.s.
- Società non finanziarie 1.045 1.071 -26 -2,43
Quote di O.I.C.R. - - - -
Finanziamenti 3.424 3.322 102 3,07
- Altre società finanziarie 3.424 3.322 102 3,07
Totale 259.297 280.179 -20.882 -7,45
(dati in migliaia di Euro)
Voci/Valori Att.Fin.
obbligatoriamente
valutate al F.V.
31/12/2018
Att.Fin.
obbligatoriamente
valutate al F.V.
31/12/2017
Variazioni Var. %
Titoli di debito - - - -
- Amministrazioni pubbliche - - - -
- Banche - - - -
- Altri emittenti - - - -
Titoli di capitale 1.186 918 268 29,19
- Banche - - - -
- società finanziarie 268 - 268 100,00
- Società non finanziarie 918 918 - -
Quote di O.I.C.R. - - - -
Finanziamenti - - - -
- Altre società finanziarie - - - -
Totale 1.186 918 268 29,07

Di cui Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value

Di cui Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva

(dati in migliaia di Euro)
Voci/Valori Att.Fin.
valutate al F.V.
con impatto sulla
redd. compl.
31/12/2018
Att.Fin.
valutate al F.V.
con impatto sulla
redd. compl.
31/12/2017
Variazioni Var. %
Titoli di debito 109.455 201.144 -91.689 -45,58
- Amministrazioni pubbliche 108.401 168.019 -59.618 -35,48
- Banche - 27.455 -27.455 -100,00
- Altri emittenti 1.054 5.670 -4.616 -81,41
Titoli di capitale 244 268 -24 -8,96
- Banche 100 100 - -
- società finanziarie 17 15 2 13,33
- Società non finanziarie 127 153 -26 -16,99
Quote di O.I.C.R. - - - -
Finanziamenti 3.424 3.322 102 3,07
- Altre società finanziarie 3.424 3.322 102 3,07
Totale 113.123 204.734 -91.611 -44,75

Di cui Titoli di debito valutati al costo ammortizzato

(dati in migliaia di Euro)
Voci/Valori Att.Fin.
valutate al F.V.
con impatto sulla
redd. compl.
31/12/2018
Att.Fin.
valutate al F.V.
con impatto sulla
redd. compl.
31/12/2017
Variazioni Var. %
Titoli di debito 144.988 74.527 70.461 94,54
- Amministrazioni pubbliche 144.988 74.527 70.461 94,54
- Banche - - - -
- Altri emittenti - - - -
Totale 144.988 74.527 70.461 94,54

Le attività finanziarie ammontano complessivamente a Euro 259,297 milioni, di cui Euro 254,443 milioni (98,13% del totale) rappresentati da titoli di debito: di essi Euro 253,389 milioni sono riferiti a Stati Sovrani e Banche Centrali ed Euro 1,054 milioni ad altri emittenti. I titoli di capitale sono pari a Euro 1,430 milioni (0,55% del totale) interamente costituiti da interessenze azionarie non gestite con finalità di negoziazione e non costituenti partecipazioni di controllo, di collegamento e di controllo congiunto.

La voce finanziamenti rappresenta un certificato di Polizza di Capitalizzazione Istituzionale di Ramo V. Trattasi di un certificato di capitalizzazione a prestazioni rivalutabili, a premio unico, sottoscritto in data 10.02.2014, i cui attivi sono investiti nella gestione separata assicurativa "Primariv". Il capitale viene consolidato ad ogni ricorrenza annuale nel mese di febbraio. E' previsto un rendimento minimo garantito dell'1,50% annuo per tutta la durata dell'investimento, pari a cinque anni.

Posizione interbancaria

(dati in migliaia di euro)
Voce 31/12/2018 31/12/2017 Variazioni Var. %
A. Crediti verso Banche Centrali - 5.706 -5.706 -100,00
1. Depositi vincolati - - - -
2. Riserva obbligatoria - 5.706 -5.706 -100,00
B. Crediti verso Banche 116.435 102.663 13.772 13,41
1. Conti correnti e depositi liberi 110.607 102.663 7.944 7,74
2. Depositi vincolati 5.797 - 5.797 n.s.
3. Altri finanziamenti 31 - 31 n.s.
C. Debiti verso Banche Centrali 127.792 128.314 -522 -0,41
D. Debiti verso Banche 79.950 81.594 -1.644 -2,01
1. Conti correnti e depositi liberi 7.708 6.468 1.240 19,17
2. Pronti contro termine passivi 72.237 75.126 -2.889 -3,85
3. Altri debiti 5 - 5 n.s.
Posizione interbancaria netta (A+B-C-D) -91.307 -101.539 10.232 -10,08

Nell'ambito della gestione della liquidità di tesoreria, la posizione interbancaria al 31 dicembre 2018 presenta crediti verso banche per Euro 116,435 milioni, con un incremento di Euro 13,772 milioni rispetto all'esercizio precedente.

Si segnala che a partire dal periodo di mantenimento 19 settembre – 30 ottobre 2018, gli obblighi di mantenimento della Riserva obbligatoria, vengono assolti in via indiretta tramite la Capogruppo.

I debiti verso banche, pari a complessivi Euro 79,950 milioni (Euro 81,594 milioni al 31 dicembre 2017), includono un'operazione di pronti contro termine di raccolta realizzata con la Capogruppo per Euro 72,237 milioni ad un tasso negativo del -0,32% per la durata di un mese.

I debiti verso Banche Centrali ammontano a Euro 127,792 milioni.

Nella tabella che segue è esposto il dettaglio delle operazioni in essere con la B.C.E. :

(dati in migliaia di Euro)
Operazioni di rifinanziamento con la Banca Centrale Europea Quota capitale Scadenza
1. Targeted Long Term Refinancing Operations (T-LTRO - II) 95.000 24/06/2020
2. Targeted Long Term Refinancing Operations (T-LTRO - II) 34.000 24/03/2021
Totale 129.000

Come anticipato al precedente punto 3.3 Operazioni di finanza strutturata, cartolarizzazioni e altre operazioni finanziarie particolari - "Operazioni Targeted Long Term Refinancing Operations - TLTRO II" - la Cassa ha partecipato a due delle quattro aste previste per le operazioni della specie nell'ambito del plafond assegnato:

  • la prima nel mese di giugno 2016 per Euro 95 milioni;
  • la seconda nel mese di marzo 2017 per Euro 34 milioni.

Passivo e Patrimonio Netto

(dati in migliaia di euro)
Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2018 31/12/2017 Variazioni Var. %
Debiti verso banche 207.742 209.908 -2.166 -1,03
Raccolta diretta 727.330 788.023 -60.693 -7,70
a) Debiti verso la clientela 589.232 595.299 -6.067 -1,02
b) Titoli in circolazione 138.098 192.724 -54.626 -28,34
Passività finanziarie di negoziazione - 4 -4 -100,00
Derivati di copertura - - - -
Altre voci del passivo 26.660 22.189 4.471 20,15
Patrimonio 47.245 56.725 -9.480 -16,71
a) Riserve da valutazione -1.495 4.513 -6.008 -133,13
b) Riserve 14.743 17.972 -3.229 -17,97
c) Capitale 33.280 33.280 - -
d) Utile (Perdita) del periodo 717 960 -243 -25,31
1.008.977 1.076.849 -67.872 -6,30

Raccolta

La raccolta diretta nel corso del 2018 segna un decremento del 7,70% pari a Euro 60,693 milioni rispetto alla fine dell'esercizio precedente.

Composizione raccolta e mezzi amministrati

(dati in migliaia di euro)
Voce 31/12/2018 31/12/2017 Variazioni Var. %
Depositi a risparmio liberi 24.561 25.667 -1.106 -4,31
Depositi a risparmio vincolati 44.029 48.016 -3.987 -8,30
Certificati di deposito 78.032 96.082 -18.050 -18,79
Conti correnti 511.348 493.227 18.121 3,67
Conti deposito "a partite" 5.375 6.800 -1.425 -20,96
Pronti contro termine 0 17.722 -17.722 -100,00
Obbligazioni 60.066 96.641 -36.575 -37,85
Assegni circolari 819 2.533 -1.714 -67,67
Altri 3.100 1.335 1.765 132,21
Raccolta diretta da clientela 727.330 788.023 -60.693 -7,70
Raccolta indiretta 545.614 587.914 -42.300 -7,19
- di cui fondi sicav e assicurativo 398.240 392.892 5.348 1,36
- di cui amministrata 147.374 195.022 -47.648 -24,43
Mezzi amministrati di clientela 1.272.944 1.375.937 -102.993 -7,49
Raccolta da banche 207.742 209.908 -2.166 -1,03
Mezzi amministrati o gestiti 1.480.686 1.585.845 -105.159 -6,63

Raccolta indiretta

La raccolta indiretta amministrata ha evidenziato una diminuzione del 24,43% rispetto a dicembre 2017, calo concentrato principalmente sul comparto obbligazionario per trasferimento titoli da controparte istituzionale e per una parte minoritaria dalla flessione delle quotazioni di mercato.

La raccolta gestita segnala un +1,36% rispetto allo scorso esercizio.

Composizione raccolta indiretta

Voce 31/12/2018 31/12/2017 Variazioni (dati in migliaia di euro)
Var. %
Titoli di Stato ed altre Obbligazioni 114.024 150.055 -36.031 -24,01
Azioni 33.350 44.967 -11.617 -25,83
Fondi e SICAV 171.870 168.343 3.527 2,10
Prodotti assicurativi 226.370 224.549 1.821 0,81
Totale raccolta indiretta 545.614 587.914 -42.300 -7,19

4.2 Patrimonio Netto e Fondi Propri

Il Patrimonio Netto ammonta ad Euro 47,245 milioni, in riduzione di Euro 9,48 milioni rispetto all'esercizio precedente.

(dati in migliaia di euro)
Voce 31/12/2018 31/12/2017 Variazioni Var. %
Capitale sociale 33.280 33.280 - -
Riserve da valutazione -1.495 4.513 -6.008 -133,13
Riserve 14.743 17.972 -3.229 -17,97
Risultato dell'esercizio 717 960 -243 -25,31
Patrimonio netto 47.245 56.725 -9.480 -16,71
(-) Attività immateriali 4 13 -9 -69,23
Patrimonio netto tangibile 47.241 56.712 -9.471 -16,70

Fondi Propri e coefficienti di vigilanza

Con decorrenza 1° gennaio 2014 sono entrate in vigore nell'Unione Europea le disposizioni di vigilanza prudenziale dettate dal nuovo schema di regolamentazione internazionale per il rafforzamento delle banche e dei sistemi bancari definito dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria (cosiddetto "Basilea 3"), che fa riferimento:

  • al regolamento (UE) 26.6.2013 n. 575 ("Capital Requirements Regulation" CRR) e successive modifiche;
  • alla direttiva (UE) 26.6.2013 n. 36 ("Capital Requirements Directive" CRD IV);
  • alla circolare n. 285 della Banca d'Italia del 17 dicembre 2013 e successive modifiche.

La normativa prevede l'applicazione di un "regime transitorio" alle disposizioni di vigilanza sui Fondi Propri che consiste nell'introduzione graduale di parte della nuova disciplina con lo scopo di ottenere, ove le Banche centrali nazionali lo ritengano opportuno, un impatto graduale delle nuove norme sul capitale delle banche.

Gli effetti delle principali misure transitorie sono venuti meno nel corso del 2018 con il superamento dell'ultimo periodo di applicazione fissato per il 31.12.2017.

La novità più importante per il calcolo dei Fondi propri a partire dal 1° gennaio 2018 riguarda l'introduzione dei principi contabili IFRS 9. Infatti in data 12 dicembre 2017 il Parlamento Europeo e il Consiglio hanno

emanato il Regolamento (UE) 2017/2395 "Disposizioni transitorie volte ad attenuare l'impatto dell'introduzione dell'IFRS 9 sui Fondi Propri" che aggiorna il Regolamento 575/2013 CRR, inserendo il nuovo articolo 473 bis «Introduzione dell'IFRS 9», che offre la possibilità alle banche di mitigare gli impatti sui Fondi Propri derivanti dall'introduzione del principio contabile IFRS 9 in un periodo transitorio di 5 anni (da marzo 2018 a dicembre 2022) sterilizzando nel CET1 l'impatto con l'applicazione di percentuali decrescenti nel tempo. Il Gruppo BPER Banca ha scelto di adottare, per tutte le banche del gruppo, il cosiddetto "approccio statico", da applicare all'impatto risultante dal confronto tra le rettifiche di valore IAS 39 esistenti al 31 dicembre 2017 e quelle IFRS 9 risultanti al 1° gennaio 2018. In data 30 gennaio 2018, il Gruppo ha comunicato formalmente all'Autorità di Vigilanza la propria decisione di avvalersi del regime transitorio per la graduale computazione nel Patrimonio Regolamentare di Vigilanza degli accantonamenti previsti dall'applicazione dell'IFRS 9.

Le banche che optano per il trattamento transitorio, dal 2018 dovranno in ogni caso fornire al mercato le informazioni relative a Capitale disponibile, RWA, Ratio patrimoniali e Leverage ratio "Fully Loaded", secondo quanto previsto dalle Linee Guida emanate il 12 gennaio 2018.

I Fondi Propri sono il principale punto di riferimento per le valutazioni dell'Organo di vigilanza in ordine alla stabilità delle singole banche e del sistema, su di essi si basano i più importanti strumenti di controllo prudenziale, quali il coefficiente di solvibilità, i requisiti a fronte di rischi di mercato, le regole sulla concentrazione dei rischi.

Gli elementi costitutivi dei Fondi Propri sono:

  • Capitale di classe 1
  • Capitale di classe 2

Il Capitale di classe 1 è formato a sua volta dalla somma di:

  • Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 CET1)
  • Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional tier 1 AT1)

Capitale primario di classe 1 (Common equità tier 1 – CET1)

Risulta composto dal capitale sociale, dalle riserve di utili, dalle altre riserve, dalle altre componenti di conto economico accumulate (OCI) che rispettano i requisiti previsti dall'art. 28 del CRR; concorrono inoltre alla determinazione del CET1 i filtri prudenziali, le detrazioni e l'impatto del regime transitorio IFRS 9.

Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1 – AT1)

Alla data di riferimento del bilancio non risultano elementi da classificare nel capitale aggiuntivo di classe 1.

Capitale di classe 2 (Tier 2 – T2)

Concorrono alla formazione del capitale di classe 2 due prestiti subordinati:

  • Il primo, emesso a dicembre 2014 con scadenza dicembre 2019;
  • Il secondo, emesso a settembre 2018 con scadenza settembre 2028 interamente sottoscritto dalla Capogruppo.

Entrambi i titoli sono confluiti nel capitale di classe 2 per l'importo ammissibile calcolato secondo quanto stabilito dagli articoli 63 e 64 del CRR.

Requisiti regolamentari e specifici

Le regole di vigilanza introdotte con la Circolare n. 285/13 richiedono alle banche italiane appartenenti a gruppi bancari di rispettare i seguenti limiti minimi di ratio come stabilito dall'art. 92 del CRR:

  • CET1 ratio pari a 4,5%;
  • Tier 1 ratio pari a 6%;
  • Total Capital Ratio pari a 8%.

Ai requisiti vincolanti prescritti dal Regolamento, si aggiungono le seguenti riserve:

  • Capital Conservation Buffer (CCB) o riserva di conservazione del Capitale: costituita da capitale primario di classe 1, pari a un requisito aggiuntivo del 1,875% dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 (2,5% a regime dal 1° gennaio 2019) ;
  • Riserva di capitale anticiclica: costituita anch'essa da capitale di qualità primaria, dovrà essere accumulata nei periodi di crescita economica per fronteggiare eventuali perdite future in base ad uno specifico coefficiente stabilito su base nazionale. Banca d'Italia, in qualità di autorità designata ad adottare le misure macroprudenziali nel settore bancario, ha pubblicato, in data 21 settembre 2018, il documento con il quale ha fissato il coefficiente della riserva di capitale anticiclica (Countercyclical Capital Buffer, CCyB) anche per il quarto trimestre del 2018 (relativo alle esposizioni verso controparti italiane) pari allo 0%;
  • Riserve aggiuntive per le cosiddette Global & Other Systemically Important Istitutions (G-SII & O-SII): entrambe costituite da capitale di classe primaria, fanno riferimento diretto a entità con spiccata rilevanza su scala globale o nazionale. Il buffer per le G-SII può variare tra un livello minimo dell'1% e uno massimo del 3,5%, quello per le O-SII prevede invece esclusivamente una soglia massimale non vincolante pari al 2%;
  • Riserva di capitale a fronte del rischio sistemico: pari almeno all'1% delle relative esposizioni al rischio, viene stabilita da ogni singolo Stato membro e serve essenzialmente ad attenuare il rischio macro-prudenziale non ciclico di lungo periodo e quindi a fronteggiare i risvolti negativi connessi a inaspettate crisi di sistema.

La somma dei requisiti regolamentari e delle riserve aggiuntive determina il livello di conservazione minimo del capitale richiesto alle banche appartenenti a gruppi bancari; per il 2018 tale livello risulta il seguente:

  • CET1 ratio pari al 6,375%;
  • Tier 1 ratio pari al 7,875%;
  • Total Capital Ratio pari al 9,875%.

Condizioni per l'inclusione degli utili intermedi o di fine esercizio

Con riferimento al Regolamento (UE) n. 575/2013 (CRR), il 4 febbraio 2015 BCE ha emanato una "Decisione" pubblicata in Gazzetta Ufficiale dell'UE il 25 aprile 2015, in cui sono stabilite le modalità che devono essere seguite dalle banche soggette alla propria supervisione diretta (Reg. UE n. 468/2014) in merito all'inclusione nel CET1 Capital degli utili intermedi ovvero di fine esercizio prima che sia assunta la decisione formale che confermi il risultato.

Tale inclusione potrà essere effettuata (art. 26 CRR), soltanto con l'autorizzazione preliminare dell'autorità competente, identificata nella BCE, che potrà concederla solo se sono rispettate le seguenti condizioni:

  • gli utili devono essere stati verificati dalla Società di revisione incaricata per la revisione dei conti della Banca, con rilascio della relativa relazione;
  • la Banca dovrà fornire apposita dichiarazione riferita ai suddetti utili con particolare riferimento ai principi contabili adottati e all'inclusione di prevedibili oneri e dividendi. Questi ultimi calcolati nell'ambito di specifiche metodologie indicate.

La suddetta "Decisione" prevede altresì il modello di lettera e di attestazione che le Banche devono adottare ai fini della richiesta di autorizzazione.

Si evidenzia in riferimento a quanto sopra, che la Cassa non ha computato il risultato di periodo nel calcolo dei Fondi propri.

La tabella che segue espone la posizione patrimoniale complessiva della Banca, evidenziando i requisiti patrimoniali correlati ai rischi, definiti nella normativa di vigilanza, "di primo pilastro".

Fondi propri e coefficienti di solvibilità

(dati in migliaia di euro)
Voce IFRS 9 Fully
"Loaded"
IFRS 9
"Transitional"
31/12/2017
FONDI PROPRI
Capitale primario di classe 1 (CET1) 46.395 50.732 55.285
Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) - - -
Capitale di classe 1 (Tier 1) 46.395 50.732 55.285
Capitale di classe 2 (T2) 5.920 5.920 2.276
Totale fondi propri 52.315 56.652 57.561
ATTIVITA' DI RISCHIO PONDERATE
Rischio di credito e di controparte 416.610 423.922 487.511
Rischio di aggiustamento della valutazione del credito (CVA) - - 34
Rischi di mercato e di regolamento - - 1
Rischi operativi 37.347 37.347 39.204
Totale attività di rischio ponderate 453.957 461.269 526.750
COEFFICIENTI DI SOLVIBILITA'
Common Equity Tier 1 ratio 10,22% 11,00% 10,50%
Tier 1 ratio 10,22% 11,00% 10,50%
Total capital ratio 11,52% 12,28% 10,93%

Si precisa che, ai fini del calcolo delle attività ponderate per il rischio, la Banca utilizza le seguenti metodologie:

  • rischio di credito la metodologia standard;
  • rischio di aggiustamento della valutazione dei crediti viene utilizzato il metodo standardizzato;
  • rischio di mercato viene utilizzata la metodologia standard per la misurazione dei rischi di mercato (generico e specifico sui titoli di capitale, generico sui titoli di debito e di posizione su quote di O.I.C.R.), per la determinazione del relativo requisito patrimoniale;
  • rischio operativo la misurazione del rischio operativo utilizza il metodo standardizzato (TSA).

A fronte di un totale delle attività di rischio ponderate, pari a 461 milioni di euro, il Tier one capital ratio ed il Total capital ratio si posizionano rispettivamente al 11,00% ed al 12,28%.

Si evidenzia l'elevata qualità del patrimonio aziendale, costituito prevalentemente da capitale sociale e riserve di utili (componenti definibili come Common Equity).

Il coefficiente di leva finanziaria si attesta sui seguenti valori:

  • in regime transitorio (Phased in) pari al 5,67% (5,61% al 31 dicembre 2017)
  • in regime di piena applicazione (Fully Phased in) pari al 5,19% (5,64% al 31 dicembre 2017).

4.3 Aggregati economici

Si riportano di seguito, in migliaia di Euro, i dati del Conto economico al 31 dicembre 2018, opportunamente raffrontati con i valori al 31 dicembre 2017, dando evidenza delle variazioni intervenute assolute e percentuali.

I dati al 31 dicembre 2017 (determinati in applicazione dello IAS 39) sono stati opportunamente riclassificati secondo le nuove voci introdotte dal 5° aggiornamento della Circolare n. 262 di Banca d'Italia (che a sua volta ha recepito l'IFRS 9), senza che questo abbia comportato una variazione del risultato di periodo.

Si riporta di seguito lo schema di Conto economico al 31 dicembre 2018 riclassificato, con il dettaglio delle aggregazioni e riclassificazioni effettuate rispetto allo schema di Conto economico previsto dalla Circolare n. 262/2005 di Banca d'Italia:

  • la voce "Risultato netto della finanza" include le voci 80, 90, 100 e 110 dello schema contabile;
  • i recuperi di imposte indirette, allocati contabilmente nella voce 200 "Altri oneri/proventi di gestione", sono stati riclassificati a decurtazione dei relativi costi nella voce "Altre spese amministrative";
  • la voce "rettifiche/riprese di valore su attività materiali e immateriali" include le voci 180 e 190 dello schema contabile;
  • la voce "Utili (perdite) delle partecipazioni, da cessione di investimenti e rettifiche di valore dell'avviamento" include le voci 220, 240 e 250;
  • la voce "Contributi ai Fondi SRF, DGS, FITD SV" è stata isolata dalle specifiche forme tecniche contabili di riferimento per darne una migliore e più chiara rappresentazione, oltre che per lasciare la voce "Altre spese amministrative" in grado di rappresentare meglio la dinamica dei costi gestionali della Cassa. In particolare, al 31 dicembre 2018 la voce rappresenta la componente allocata contabilmente tra le spese amministrative relativamente a:
  • o contributo ordinario 2018 al SRF (Fondo di Risoluzione Unico Europeo) per Euro 163 mila;
  • o contributo addizionale richiesto dal SRF (Fondo di Risoluzione Unico Europeo) per l'esercizio 2016 alle banche italiane per Euro 61 mila;
  • o contributo ordinario 2018 al DGS (Fondo di Garanzia dei Depositi) per Euro 527 mila.
(dati in migliaia di euro)
Voci 31-dic-18 31-dic-17 Variazioni Var %
10+20 Margine di interesse 14.317 13.665 652 4,77
40+50 Commissioni nette 8.040 7.771 269 3,46
70 Dividendi 15 13 2 15,38
80+90
+100+110
Risultato netto della finanza 632 2.365 (1.733) -73,28
200(*) Altri oneri/proventi di gestione 409 765 (356) -46,54
Redditività operativa 23.413 24.579 (1.166) -4,74
160a Spese per il personale (12.891) (12.508) (383) 3,06
160 b) () (*) Altre spese amministrative (9.934) (7.123) (2.811) 39,46
180+190 Rettifiche/Riprese di valore nette su attività
materiali e immateriali
(349) (395) 46 -11,65
Costi della gestione (23.174) (20.026) (3.148) 15,72
Risultato della gestione operativa 239 4.553 (4.314) -94,75
130 a) Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di
credito di attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
53 (2.230) 2.283 -102,38
130 b) Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di
credito di attività finanziarie valutate al fair value
con impatto su redditività complessiva
162 (633) 795 -125,59
Rettifiche/riprese di valore nette per
deterioramento
215 (2.863) 3.078 -107,51
170 Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri 212 94 118 125,53
(**) Contributi ai fondi SRF, DGS, FITD -SV (751) (698) (53) 7,59
220+240+250 Utili (Perdite) delle partecipazioni, da cessione
di investimenti e rettifiche di valore
dell'avviamento
1 - 1 n.s.
260 Utile (Perdita) operatività corrente al lordo
delle imposte
(84) 1.086 (1.170) -107,73
270 Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività
corrente
801 (126) 927 n.s.
300 Utile (Perdita) d'esercizio 717 960 (243) -25,31
(*) Recuperi di imposte indirette 1.756 1.840 (84) -4,57
(**) Contributi ai fondi SRF, DGS, FITD -SV (751) (698) (53) 7,59

Conto economico riclassificato al 31 dicembre 2018

Nello schema che precede al fine di agevolare la riconduzione delle voci dello schema contabile previsto dalla Circolare n. 262/2005 di Banca d'Italia al prospetto riclassificato, sono stati inseriti, a fianco di ciascuna voce, i numeri corrispondenti alla voce dello schema di bilancio.

Margine di interesse

II margine di interesse dell'esercizio ammonta ad Euro 14,317 milioni, presentando un aumento sul 2017 di Euro 652 mila (+4,77%), quale sbilancio di Euro 979 mila di minori interessi attivi (-5,43%) e Euro 1,631 milioni di minori interessi passivi (-37,39%). Il risultato include il beneficio derivante dalla partecipazione alle emissioni TLTRO II per Euro 523 mila. Inoltre, a seguito dell'applicazione del 5° aggiornamento della Circolare 262/2005 di Banca d'Italia, il valore della voce al 31 dicembre 2018 comprende Euro 674 mila di interessi attivi relativi al time value su crediti a sofferenza (tali interessi al 31 dicembre 2017 erano classificati alla voce di bilancio 130 "Rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento crediti" per Euro 953 mila), oltre che gli incassi di interessi di mora su esposizioni deteriorate riferibili a crediti verso la clientela che risulta pari a Euro 257 mila (Euro 175 mila al 31 dicembre 2017).

Commissioni nette

Si registra un aumento delle commissioni nette di Euro 269 mila (+3,46%) rispetto al 31 dicembre 2017. La performance positiva è stata supportata principalmente dall'incremento delle commissioni nette relative alla raccolta indiretta e polizze assicurative (+5,64%) e dalla tenuta delle commissioni nette relative al business commerciale, ancorché con perimetro non omogeneo. Da segnalare in controtendenza una significativa riduzione (-16,52% rispetto all'esercizio precedente) del comparto Carte, incassi e pagamenti.

(dati in migliaia di euro)
Commissioni nette 31/12/2018 31/12/2017 Variazioni Var. %
Negoziazione valute / strumenti finanziari 10 1 9 n.s.
Raccolta indiretta e polizze assicurative 3.481 3.295 186 5,64
Carte, incassi e pagamenti 1.031 1.235 -204 -16,52
Finanziamenti e garanzie 3.133 3.146 -13 -0,41
Commissioni diverse 385 94 291 n.s.
Totale Commissioni Nette 8.040 7.771 269 3,46%

Risultato netto della finanza

Il risultato netto della finanza (compresi i dividendi pari a Euro 15 mila) è positivo per Euro 647 mila, in riduzione di Euro 1,7 milioni rispetto al corrispondente dato dell'anno precedente (Euro 2,378 milioni).

Tale diminuzione è da ricondurre alla contabilizzazione di perdite per Euro 1,848 milioni relativi alla cessione di crediti deteriorati avvenuta nel corso del 2018.

Le cessioni di titoli sul mercato (in particolare titoli governativi italiani), eseguite già nel primo trimestre 2018, hanno permesso di realizzare in via definitiva le plusvalenze implicite negli strumenti in portafoglio, in un momento in cui le condizioni dei mercati erano le più favorevoli, ed hanno compensato le perdite riferibili alla cessione di crediti non performing.

(dati in migliaia di euro)
Voci 31/12/2018 31/12/2017 Variazioni Var. %
Dividendi 15 13 2 15,38
Risultato netto attività di negoziazione 41 67 -26 -38,81
Risultato netto attività di copertura 152 68 84 123,53
Utile (Perdita) da cessione o riacquisto di attività finanziarie
valutate al costo ammortizzato
-1.848 - -1.848 n.s.
Utile (Perdita) da cessione o riacquisto di attività finanziarie
valutate al FV con impatto sulla redditività complessiva
2.371 2.195 176 8,02
Utile (Perdita) da cessione o riacquisto di passività finanziarie -72 35 -107 -305,71
Risultato netto altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate
al fair value con impatto a conto economico
-12 - -12 n.s.
Risultato da operazioni finanziarie 647 2.378 -1.731 -72,79

Redditività operativa

Tenuto conto di Altri oneri/proventi di gestione per Euro 409 mila (765 mila al 31 dicembre 2017), la Redditività operativa si attesta a Euro 23,413 milioni (-4,74% rispetto al precedente esercizio).

Costi della gestione

I costi della gestione risultano pari a Euro 23,174 milioni, in aumento del 15,72% rispetto al 31 dicembre 2017. Si riportano, di seguito, le principali voci che compongono i costi della gestione.

Le spese per il personale sono pari a Euro 12,891 milioni, in aumento rispetto al precedente esercizio (+3,06 %).

Le altre spese amministrative, rappresentate al netto del recupero delle imposte indirette (Euro 1,756 milioni) e dei Contributi versati ai Fondo di Risoluzione (Euro 0,751 milioni) ammontano a Euro 9,934 milioni, in aumento del 39,46% rispetto al precedente esercizio.

L'incremento indicato è riconducibile ai maggiori costi sostenuti per l'allineamento informatico avvenuto nel mese di ottobre 2018, ammontanti a circa Euro 2,6 milioni.

Il Cost to Income Ratio calcolato quale rapporto tra i Costi di gestione e la Redditività operativa risulta del 98,98%, che al netto degli oneri inerenti la migrazione informatica si riduce all'87,87%.

Le rettifiche nette su attività materiali e immateriali risultano pari a Euro 349 mila (Euro 395 mila nel 2017).

Il risultato della gestione operativa si attesta quindi a Euro 239 mila (Euro 4,553 milioni al 31 dicembre 2017).

Rettifiche di valore nette per merito creditizio

Le rettifiche di valore nette per rischio di credito registrano nel complesso un valore positivo pari a 215 mila euro, di cui Euro 162 mila relative alla valutazione dei titoli di debito valutati al fair value (HTC&S).

Al 31 dicembre 2017 le rettifiche nette per deterioramento, calcolate secondo le regole dello IAS 39, erano pari a Euro 2,863 milioni di cui Euro 2,230 milioni riferite a crediti verso clientela e Euro 633 mila relative alle attività finanziarie disponibili per la vendita.

La tabella che segue mostra l'incidenza percentuale del "costo del credito" sia sul totale dei crediti verso clientela netti che sull'aggregato dei crediti deteriorati.

(dati in migliaia di euro)
31/12/2018 31/12/2017
Crediti verso clientela lordi 636.242 714.265
- di cui deteriorati 77.389 117.763
Crediti verso clientela netti 597.273 652.979
- di cui deteriorati 40.121 58.766
Rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento di crediti -66 2.230
Incidenza % Rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento di crediti sui Crediti
verso clientela netti
-0,01% 0,34%
Incidenza % Rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento di crediti sui Crediti
deteriorati netti
-0,16% 3,79%

Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri

Gli "Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri" risultano positivi per Euro 212 mila e comprendono, come previsto dal 5° aggiornamento della Circolare 262/2005 di Banca d'Italia in applicazione dell'IFRS9, riprese di valore nette su impegni e garanzie rilasciate per Euro 45 mila (nel precedente esercizio si registrava sulla voce una ripresa di 94 mila euro di cui 47 mila di riprese su impegni e garanzie rilasciate)

Contributi ai fondi SRF, DGS, FITD-SV

Il totale dei contributi versati nell'esercizio ammonta a Euro 751 mila euro (Euro 698 mila al 31 dicembre 2017). L'importo è formato dal contributo ordinario 2018 versato al SRF (Fondo di Risoluzione Unico Europeo) per Euro 163 mila, dal contributo addizionale richiesto dal SRF per l'esercizio 2016 alle banche

italiane (Euro 61 mila) e dal contributo ordinario versato al DGS (Deposit Guarantee Found) per Euro 527 mila.

Utile (Perdita) d'esercizio

Al lordo delle imposte si registra una Perdita pari a Euro 84 mila che si raffronta con un Utile del 2017 di Euro 1,086 milioni.

Le "Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente" positive per Euro 801 mila, determinano un Utile d'esercizio pari ad Euro 717 mila (Euro 960 mila al 31 dicembre 2017).

Redditività complessiva

La tabella che segue evidenzia la formazione della redditività complessiva quale somma algebrica tra il risultato d'esercizio e le componenti reddituali imputate a patrimonio netto.

(dati in migliaia di euro)
31/12/2018 31/12/2017 Variazioni
Utile (Perdita) d'esercizio 717 960 -243
Utili (Perdite) attuariali su piani a benefici definiti 85 59 26
Utili (Perdite) su attività finanziarie valutate al fair value con impatto
sulla redditività complessiva
(7.154) (282) (6.872)
Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte (7.069) (223) (6.846)
Redditività complessiva (6.352) 737 (7.089)

5. Evoluzione strutturale ed organizzativa

5.1 Le risorse umane

L'organico

L'organico al 31.12.2018 risulta pari a n. 188 risorse, di cui n. 184 risorse a libro paga e n. 4 risorse in contratto di somministrazione. Nel corso dell'anno 2018 si registrano n. 5 cessazioni e n. 3 assunzioni con contratto a tempo indeterminato

La forza lavoro al 31.12.2018 si attesta a n. 157 risorse in riduzione di circa il 12% rispetto alla forza lavoro al 31.12.2017 pari a n. 179 risorse. Tale decremento è dovuto principalmente alla riorganizzazione della rete commerciale e delle strutture di sede centrale avvenuta il 29 ottobre 2018 in seguito all'allineamento informatico.

Nella tabella seguente è illustrata la movimentazione dell'organico:

31/12/2018 31/12/2017
N° Risorse a libro paga 184 186
+ Distacchi "in" 1 0
+ Somministrati 4 0
- Distacchi "out" -29 -3
- Personale non in forza -3 -4
Totale Forza Lavoro 157 179

La suddivisione del personale per inquadramento è riportata nella seguente tabella:

31/12/2018 % 31/12/2017 %
Dirigenti 2 1,09 3 1,61
Quadri direttivi 4° livello 9 4,89 8 4,30
Quadri direttivi 3° livello 9 4,89 10 5,38
Quadri direttivi 2° livello 17 9,24 14 7,53
Quadri direttivi 1° livello 17 9,24 20 10,57
3° Area Professionale 126 68,48 127 68,28
2° Area Professionale 4 2,17 4 2,15
Totale Risorse 184 100,00 186 100,00

Si evidenzia che al 31.12.2018, l'1,09% del personale appartiene alla categoria dei Dirigenti, il 28,26% del personale appartiene alla categoria dei Quadri Direttivi, il 70,65% appartiene alle Aree Professionali. Si riporta qui di seguito la ripartizione della forza lavoro tra rete commerciale e strutture di sede centrale:

31/12/2018 % 31/12/2017 %
RETE COMMERCIALE 106 67,52 108 60,34
SEDE CENTRALE 51 32,48 71 39,66
Totale Forza Lavoro 157 100,00 179 100,00

Si rileva nel 2018 una rilevante riduzione delle risorse delle strutture di sede centrale derivanti dai distacchi di personale verso Bper Banca o altre società del gruppo avvenuti a seguito dell'allineamento informatico che ha permesso delle sinergie derivanti dall'accentramento di alcune attività presso Capogruppo.

Si evidenzia inoltre che il personale femminile rappresenta il 54% circa dell'intera popolazione, sostanzialmente invariato rispetto all'anno precedente. Il personale femminile appartenente alla categoria dei Quadri Direttivi si attesta al 44,23% delle risorse appartenenti alla categoria. Nella seguente tabella si riporta la suddivisione del personale per fasce di età:

Relazione degli amministratori sulla gestione – Evoluzione strutturale ed organizzativa

Fino a 30 30 – 40 40 – 50 50 – 60 Oltre i 60 Totale
N. Risorse 7 43 71 52 11 184
% di composizione 3,8 23,46 38,58 28,26 5,9 100
Età media 29,57 37,69 46,27 55,37 62,28 47,18

Si rileva che l'età media delle risorse dell'istituto si attesta a circa 47 anni e che il 66% circa delle risorse ha un'età inferiore ai 50 anni. L'anzianità media di servizio è pari a circa 20 anni.

Nella seguente tabella si riporta la ripartizione del personale per titolo di studio:

Diploma di scuola
media inferiore
Diploma di scuola
media superiore
Laurea Totale
N. Risorse 6 119 59 184
% di composizione 3,26 64,67 32,07 100
Età media 48,82 49,77 41,79 46,79

La formazione

Nel corso del 2018 sono state erogate circa n 19.700 ore di formazione, di cui n. 15.700 ore in aula e n. 4.000 ore fruite su piattaforma e-learning.

Rispetto al 2017 si registra un notevole incremento delle ore di formazione dovuto principalmente alle attività formative propedeutiche all'allineamento informatico e all'avvio del progetto finanziato "SAL - Sviluppo, Allineamento e Leadership", attivato in collaborazione con CONFORM - Consulenza Formazione e Management S.c.a.r.l - società partecipata dal Gruppo Bper.

La formazione pre allineamento si è concentrata nei mesi di settembre ed ottobre 2018 e ha coinvolto principalmente il personale di rete commerciale. A partire dal 29 ottobre 2018, le attività formative sono state rivolte, in particolare, al personale chiamato ad assumere nuovi ruoli in seguito all'entrata in vigore del nuovo modello di servizio.

Il progetto SAL - Sviluppo, Allineamento e Leadership", svolto da febbraio a giugno 2018 e temporaneamente sospeso per esigenze legate alle attività di migrazione, proseguirà nel corso dell'anno 2019.

Si è comunque dato corso all'attività formativa obbligatoria sulle seguenti tematiche:

  • formazione e aggiornamento professionale per l'intermediazione assicurativa ai sensi del Regolamento Ivass n. 6 del 2 dicembre 2014;
  • formazione in materia di Antiriciclaggio tenuta da docenti del Servizio Antiriciclaggio della Capogruppo Bper rivolti in particolare al personale di rete;
  • formazione in materia di salute e sicurezza per i preposti di filiale ed ufficio;
  • aggiornamento in materia della normativa MIFID II al personale addetto alla consulenza finanziaria;
  • formazione sul credito immobiliare per la rete.

5.2 La struttura organizzativa e lo sviluppo tecnico

Contestualmente alla migrazione del Sistema Informativo è stato rivisto il modello organizzativo e l'assetto distributivo della Banca, con l'obiettivo di allineare i modelli e processi a quelli del Gruppo BPER, con la definizione di un nuovo organigramma e la riconfigurazione della Rete sportelli in logica «hub&spoke». Il nuovo Organigramma, adottato con decorrenza 29 ottobre 2018, ha comportato:

• la riorganizzazione delle Funzioni a diretto riporto della Direzione Generale, con la creazione dei seguenti Uffici:

  • o Ufficio Risorse Umane (ex Unità Organizzativa di seguito U.O. Amministrazione Personale), a presidio locale delle attività di gestione, formazione, relazioni sindacali. E' stata accentrata in Capogruppo la componente di Amministrazione del Personale
  • o Ufficio Affari Generali (ex Funzione Affari Generali)
  • o Ufficio Organizzazione, nel quale confluiscono le attività della Funzione Organizzazione e delle U.O. Organizzazione e Procedure e U.O. Servizi Ausiliari-Tecnico, al netto delle attività accentrate in Capogruppo ed altre società del Gruppo (ad esempio, presidio locale su asset IT, gestione della spesa, etc.)
  • o Ufficio Amministrazione e Bilancio, nel quale confluiscono la Funzione Ragioneria e l'U.O. Pianificazione e Controllo di Gestione, al netto delle attività accentrate in Capogruppo (ad esempio, contabilità generale);
  • la riorganizzazione del comparto commerciale, mediante la costituzione del Servizio Affari (ex Area Affari), cui riportano la Rete Filiali ed i seguenti Uffici:
  • o Ufficio Family e POE (ex Funzione Reti Distributive)
  • o Ufficio Wealth e Investment Management, nel quale vengono riassorbiti anche i Gestori Personal Banking
  • o Ufficio Imprese e Corporate Banking
  • o Ufficio Presidio Operatività Finanziaria e Commerciale, nel quale confluiscono le attività di front office Finanza e della U.O. Marketing e Condizioni;
  • la riorganizzazione del comparto crediti, con la creazione del Servizio Crediti (ex Funzione Credito) a cui riportano i seguenti Uffici:
  • o Ufficio Analisi e concessione creditizia, nel quale confluiscono le attività di analisi del merito creditizio e di delibera rivenienti dall'U.O.Crediti e U.O. Analisi Crediti, oltre alla quota parte di Segreteria Fidi
  • o Credito Anomalo (ex U.O. Credito Non Performing) che accorpa la U.O. Monitoraggio Credito, la Funzione Credito Non Performing e le attività dei Gestori Imprese no core;
  • la derubricazione di tutte le restanti Unità Organizzative con riallocazione in Bper Services delle attività Operations/Back Office, Service Desk.
  • La riconfigurazione del nuovo Modello Distributivo, anch'esso adottato con decorrenza 29 ottobre 2018, è stata realizzata applicando i razionali già in essere per il Modello Footprint del Gruppo (adottato da Capogruppo già dal 2016 e che si pone l'obiettivo di garantire una più efficiente allocazione delle risorse in base ai bisogni della clientela e alle potenzialità dei mercati), tenendo altresì in considerazione le peculiarità del territorio di riferimento della Banca e delle caratteristiche della Clientela servita.

L'attivazione del Modello ha pertanto comportato la creazione di 7 Filiali "Hub" (Saluzzo, Sanfront, Piasco, Cuneo, Torino, Cavour e Pinerolo), a cui rispondono complessivamente 11 Filiali "Spoke" (Manta, Barge, Envie, Costigliole Saluzzo, Busca, Tarantasca, Torino ag.2, Cardè, Vigone, Luserna San Giovanni, Torre Pellice).

Completano la Rete delle Filiali 5 Sportelli Leggeri (privi, cioè, di autonomia contabile: Saluzzo ag. 1, Saluzzo ag.2, Falicetto Verzuolo, Brossasco e Mondovì ag. 1) e 4 Filiali Autonome (Sampeyre, Scarnafigi, Lagnasco e Mondovì.

Si tratta di un modello distributivo fisico modulare e customizzato che consente una maggior focalizzazione sulla Clientela, ottimizzando il servizio offerto facendo leva anche sulla multicanalità, ed una flessibilità in funzione del territorio e della Clientela.

L'applicazione del nuovo modello è stata accompagnata dall'introduzione di nuovi ruoli di Rete, focalizzati sui target di Clientela serviti.

La rivisitazione degli Uffici di Direzione Generale e il nuovo Modello Distributivo hanno consentito un dimensionamento più contenuto rispetto alla precedente organizzazione della attività. Le risorse risparmiate – pari a 24 dipendenti - sono state tutte utilizzate per finanziare la realizzazione dell' Ufficio Middle Office Nord Ovest, posto alle dirette dipendenze di Bper Services. Il nuovo Ufficio si occupa di attività di back office sia per la Banca sia per altre realtà del Gruppo, liberando la Rete delle Filiali di alcune attività amministrative e permettendo alle stesse una maggior focalizzazione sulla relazione con la Clientela.

Sono stati quindi definiti gli ulteriori accentramenti, in logica di prosecuzione ed integrazione di quanto già attivato in precedenza, sulle Società del Gruppo andando in taluni casi a sostituire gli attuale fornitori, su tutti la Società CSE per il Sistema Informativo. Tra gli altri, sono stati esternalizzati verso Capogruppo e/o altre società del Gruppo i servizi relativi alla gestione dei Reclami ed alla Consulenza legale in materia di contenzioso passivo ed attivo, i servizi relativi alla Monetica e Credito al Consumo, i servizi di recupero e gestione dei crediti in sofferenza.

Tra quelli esternalizzati a società extragruppo, si segnalano principalmente i servizi relativi agli ATM a seguito dell'adesione al Contratto di Gruppo di Fleet Management, così come l'adesione ai Contratti di Gruppo relativi alla elaborazione, stampa, imbustamento e postalizzazione della corrispondenza e a quello inerente il servizio di trattamento, trasporto e gestione del denaro contante.

Con riferimento alle principali innovazioni tecniche che l'Istituto ha posto in essere nel corso dell'esercizio 2018, va senz'altro ricordato l'acquisto di 21 nuovi apparecchi Cash In Cash Out, ad integrazione di quelli già presenti in alcune Filiali, che permettono alla Banca di avere in dotazione in ogni Filiale almeno una apparecchiatura di questo tipo, che consente – tra le altre cose – anche il ricircolo del contante per il caricamento degli ATM, evitando l'approvvigionamento tramite il fornitore del servizio di trasporto valori.

Completamente rinnovato, poi – sia nella Rete delle Filiali sia negli uffici centrali - il parco stampanti, i personal computer e gli apparati telefonici con apparecchi VOIP che consentono le chiamate interne a costo zero.

Un ulteriore investimento ha riguardato l'adeguamento degli arredi e delle attrezzature della Sala Corsi presente nei locali sovrastanti la Filiale di Lagnasco, così come è stato rinnovato tutto il sistema di Videoconferenza della Banca.

L'adozione del nuovo Modello di Servizio ha comportato anche la rivisitazione del layout delle Filiali maggiormente impattate dalla nuova organizzazione del lavoro, con la realizzazione di nuovi uffici dedicati alla consulenza alla Clientela.

5.3 La rete territoriale e lo sviluppo commerciale

La Cassa di Risparmio di Saluzzo, che dal 2016 fa parte del Gruppo Bper, ha sede sin dalla costituzione nel cuore di Saluzzo e svolge la sua attività nel concentrico Saluzzese, dove sono presenti la maggior parte delle sue Filiali, e nel Cuneese, Torinese e Pinerolese.

Il 29 ottobre 2018, è avvenuto il completo allineamento ai modelli, processi e strumenti delle altre Banche del gruppo che consentirà di usufruire delle sinergie e dei vantaggi competitivi connessi all'ingresso in un gruppo bancario di rilevanza nazionale.

La rete territoriale, pur recependo il nuovo modello distributivo, è rimasta numericamente invariata non abbandonando il rapporto profondo e inscindibile con il territorio di riferimento e con le persone che ne fanno parte; i servizi di back office sono stati accentrati secondo i modelli di gruppo in Bper Services.

La Banca ha riservato importante considerazione alle istanze del territorio in cui opera, anche attraverso le sinergie create negli anni con le istituzioni e le associazioni locali con cui collabora per sostenere lo sviluppo economico e sociale. Le aziende hanno potuto usufruire dei prodotti distribuiti (leasing, factoring, cessione del quinto e prestiti personali) dalle Società prodotto del Gruppo.

Nel corso dell'anno è proseguita l'operatività con il Fondo Centrale di Garanzia per le PMI finalizzata al rilascio di garanzie dirette su finanziamenti concessi in capo a imprese e liberi professionisti e con ISMEA per il settore agricolo. L'attivazione di tali strumenti ha facilitato l'accesso al credito da parte delle PMI e delle aziende agricole, consentendo a tale clientela di beneficiare di condizioni economiche di particolare vantaggio.

La Cassa, forte della propria solidità, ha continuato a raccogliere i risparmi della clientela e a lavorare con la consueta professionalità e trasparenza, assicurando alla clientela la possibilità di disporre di tutti gli idonei strumenti di investimento con un catalogo prodotti ampliato; il graduale ma costante arricchimento dell'offerta ha avuto un ruolo importante nel miglioramento della qualità del servizio prestato e nel raggiungimento di un elevato grado di soddisfazione dei clienti. Tra i prodotti e servizi offerti si è assistito a un forte incremento delle quote di OICR che, insieme ai prodotti finanziari assicurativi, hanno maggiormente incontrato il favore della clientela.

Sempre alta l'attenzione alle famiglie per l'erogazione dei mutui ipotecari nell'acquisto e ristrutturazione di abitazioni residenziali; per quanto riguarda il comparto dei conto correnti, è stato lanciato, con ottimo successo un nuovo conto componibile che consente al cliente di adattare i servizi e i prodotti alle sue esigenze e che si affianca alla già consolidata gamma di conti correnti.

Per quanto riguarda il comparto estero, la Banca per rispondere alle esigenze della struttura imprenditoriale locale, in particolar modo delle piccole e medie imprese che, a causa delle loro dimensioni, lamentano una limitata capacità di penetrazione nei mercati esteri, ha messo a disposizione gli strumenti e i servizi erogati dalla Capogruppo. Tale servizio mira a fornire alle aziende gli strumenti e le competenze per raggiungere i mercati esteri, affiancandole nell'elaborazione delle strategie di export, nell'individuazione dei mercati obiettivo, nella ricerca e contatto con i potenziali clienti e interlocutori commerciali.

6. Principali rischi e incertezze

6.1 La gestione dei rischi

Il Gruppo BPER Banca definisce le politiche di governo, assunzione, controllo e monitoraggio dei rischi sulla base di quanto definito dalle specifiche Linee Guida approvate dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, applicabili e diffuse a tutte le unità organizzative della Capogruppo e alle Società del Gruppo, che disciplinano il processo di gestione e controllo finalizzato a fronteggiare i rischi cui le società stesse sono o potrebbero essere esposte, nonché i ruoli degli organi e delle funzioni coinvolte.

Per assicurare il raggiungimento degli obiettivi strategici ed operativi definiti, il Gruppo BPER Banca definisce il proprio Sistema dei controlli interni (disciplinato dalle "Linee Guida di Gruppo – Sistema dei controlli interni", in coerenza con la Circolare Banca d'Italia n. 285 del 17 dicembre 2013 – Disposizioni di Vigilanza per le banche) quale elemento fondamentale del complessivo sistema di governo dei rischi e per assicurare che l'attività aziendale sia in linea con le strategie e le politiche aziendali e sia improntata a canoni di sana e prudente gestione, assicurando la continuità aziendale.

Tale sistema è organizzato per migliorare la redditività, proteggere la solidità patrimoniale, assicurare la conformità alla normativa esterna ed interna ed ai codici di condotta, promuovere la trasparenza verso il mercato attraverso il presidio dei rischi assunti dal Gruppo e, più in generale, assicurare che l'attività aziendale sia in linea con le strategie e con la dichiarazione di propensione al rischio di Gruppo. Il Sistema dei controlli interni del Gruppo BPER Banca coinvolge gli Organi Aziendali, le funzioni aziendali di controllo nonché le strutture di linea ed è progettato per tenere conto delle peculiarità del business esercitato da ciascuna Società del Gruppo e nel rispetto dei principi indicati dalle Autorità di Vigilanza, ossia:

  • proporzionalità nell'applicazione delle norme in funzione delle caratteristiche dimensionali ed operative;
  • gradualità nel passaggio a metodologie e processi progressivamente più avanzati per la misurazione dei rischi e del conseguente patrimonio di cui disporre;
  • unitarietà nella definizione degli approcci utilizzati dalle diverse funzioni previste nel sistema organizzativo di Gruppo;
  • economicità: contenimento degli oneri per gli intermediari.

Il Gruppo BPER Banca individua nel Risk Appetite Framework (RAF) lo strumento di presidio del profilo di rischio che il Gruppo intende assumere nell'implementazione delle proprie strategie aziendali (per maggiori dettagli si rimanda alla Nota integrativa, Parte E – Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura).

Per garantire l'attuazione, il Gruppo BPER , in coerenza con la Normativa di Vigilanza prudenziale (Circolare Banca d'Italia n. 285 del 7 dicembre 2013 e successivi aggiornamenti), effettua un'accurata identificazione dei rischi ai quali è o potrebbe essere esposto tenuto conto della propria operatività e dei mercati di riferimento. Ciò determina il periodico aggiornamento del documento "Mappa dei Rischi di Gruppo", che illustra la posizione relativa della Banca rispetto ai rischi di primo e di secondo pilastro6 , con un'ottica attuale e prospettica, al fine di anticipare eventuali rischi in grado di impattare sull'operatività del Gruppo o delle rispettive legal entity, riconoscendo a tale documento valenza gestionale e di governo dei rischi.

Il perimetro dei "rischi rilevanti", presidiati e integrati nel capitale economico, risulta così composto:

  • rischi di Primo Pilastro (credito, controparte, mercato, operativo);
  • rischi di Secondo Pilastro (concentrazione, tasso di interesse, liquidità, residuo, strategico / business, reputazionale, partecipazioni, non conformità, errore non intenzionale e di frode nell'informativa finanziaria, sovrano, antiriciclaggio e finanziamento al terrorismo).

6 Cfr. Circ. Banca d'Italia n. 285/13, Titolo III - Capitolo 1 - Allegato D.

In coerenza con il RAF definito dalla Capogruppo, per ogni singolo rischio identificato come rilevante, il Consiglio di Amministrazione di BPER Banca definisce, con apposita "policy di governo" gli obiettivi di rischio, i relativi limiti di esposizione ed operativi ed il "processo di assunzione e di gestione del rischio".

Coerentemente con la normativa di riferimento, gli Organi Aziendali hanno un ruolo centrale nel processo di governo dei rischi, prevedendo, nell'ambito del processo di sviluppo del Sistema dei controlli interni di Gruppo, determinate responsabilità in merito alle fasi di progettazione, attuazione, valutazione e comunicazione verso l'esterno.

Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo svolge la funzione di supervisione strategica a livello di Gruppo, intervenendo in tutte le fasi previste dal modello di governo dei rischi e coinvolgendo, mediante l'emanazione di direttive strategiche, i Consigli di Amministrazione delle singole Società del Gruppo per le attività di propria competenza, nello specifico:

  • conferisce delega all'Amministratore Delegato e poteri e mezzi adeguati, affinché dia attuazione a indirizzi strategici, RAF e politiche di governo dei rischi definiti dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo in sede di progettazione del Sistema dei controlli interni ed è responsabile per l'adozione di tutti gli interventi necessari ad assicurare l'aderenza dell'organizzazione e del Sistema dei controlli interni ai principi e requisiti previsti dalla normativa di Vigilanza, monitorandone nel continuo il rispetto;
  • riceve, direttamente o per il tramite dell'Amministratore Delegato, i flussi informativi funzionali ad acquisire la piena conoscenza e governabilità dei fattori di rischio e per programmare e dare attuazione agli interventi finalizzati ad assicurare la conformità e l'adeguatezza del Sistema dei controlli interni.

Gli Organi delegati della Capogruppo (Comitato esecutivo, Amministratore Delegato e Direzione generale, ovvero quelle figure dotate di opportune deleghe per lo svolgimento delle funzioni di gestione corrente) svolgono la funzione di gestione in tutte le fasi previste dal modello. Ad essi si aggiungono gli organi delegati delle singole Società che garantiscono la declinazione delle strategie e delle politiche di gestione, nelle singole realtà.

Il Collegio sindacale della Capogruppo e quelli delle Società del Gruppo, ciascuno per le proprie competenze, svolgono le attività di valutazione sul Sistema dei controlli interni previste dalla normativa e dallo statuto e hanno la responsabilità di vigilare sulla completezza, adeguatezza, funzionalità del Sistema dei controlli interni e del RAF. Gli esiti delle valutazioni sono portati all'attenzione dei rispettivi Consigli di Amministrazione.

Al governo dei rischi concorre l'articolato e consolidato sistema dei Comitati di Gruppo, che si riuniscono periodicamente (anche in forma allargata alle Direzioni generali delle Banche del Gruppo), assicurando il monitoraggio del profilo di rischio complessivo di Gruppo e contribuendo, insieme al Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, alla definizione delle politiche di gestione dei rischi.

Ai Comitati sono assegnati, in generale, i compiti di:

  • diffondere e condividere le informazioni sull'andamento del profilo di rischio del Gruppo;
  • dare adempimento alla funzione di indirizzo e coordinamento affidata alla Capogruppo;
  • fornire supporto agli Organi Aziendali competenti, in tema di gestione di rischi;
  • individuare e proporre indirizzi strategici e policy di gestione dei rischi di Gruppo.

In particolare il Comitato Rischi, cui sono attribuiti poteri consultivi, supporta l'Amministratore Delegato nelle attività collegate alla definizione e attuazione del Risk Appetite Framework, delle politiche di governo dei rischi e del processo di adeguatezza patrimoniale del Gruppo e delle Società ad esso appartenenti oltre che al reporting direzionale sui rischi e allo sviluppo e monitoraggio del sistema dei limiti operativi. In tal senso rientrano nelle competenze del Comitato l'esame delle tematiche inerenti:

• il massimo rischio assumibile (risk capacity), la propensione al rischio (risk appetite), le soglie di tolleranza (risk tolerance), il livello di rischio effettivo (risk profile), i limiti operativi (risk limits) in condizioni sia di normale operatività sia di stress;

  • la coerenza ed il puntuale raccordo tra il modello di business, il piano strategico, il RAF, i processi ICAAP e ILAAP, i budget, l'organizzazione aziendale ed il Sistema dei controlli interni;
  • il processo di gestione dei rischi inteso come l'insieme delle regole, delle procedure, delle metodologie e dei modelli, delle risorse (umane, tecnologiche e organizzative) e delle attività di controllo volte a identificare, misurare o valutare, monitorare, prevenire o attenuare nonché comunicare, attraverso specifico reporting, tutti i rischi assunti o assumibili a livello di Gruppo.

Compete inoltre al Comitato Rischi l'esame delle metodologie, degli strumenti, del reporting e della normativa interna di competenza delle funzioni di Controllo dei Rischi (Risk Management), di Compliance, di Antiriciclaggio, di Convalida e del Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari (di seguito Dirigente Preposto).

In ambito decentrato presso le singole Società del Gruppo sono operative le figure dei "Referenti" per tutte le funzioni di controllo di secondo livello, oltre che per il Dirigente Preposto, che hanno lo scopo di garantire:

  • il presidio delle attività nel rispetto degli obblighi di direzione e coordinamento della Capogruppo e delle specificità locali e di business delle singole Società del Gruppo;
  • un efficace raccordo operativo tra Capogruppo e Società del Gruppo;
  • la comunicazione di tutti i flussi destinati agli organi aziendali della Società.

Relativamente alle attività di reporting, il Gruppo ha predisposto un set organico e periodico di reportistica finalizzato a garantire un'adeguata informativa agli Organi Aziendali della Capogruppo e delle Banche del Gruppo, in merito all'esposizione ai rischi. Le analisi contenute nella reportistica citata vengono discusse nell'ambito dei Comitati e sono alla base della valutazione di adeguatezza patrimoniale, in seguito portata all'attenzione del Consiglio di Amministrazione della Capogruppo.

Per maggiori informazioni e dettagli sul complessivo sistema dei controlli implementato a livello di Gruppo bancario e sui compiti assegnati a ciascun organo o funzione di controllo individuata, si rimanda all'informativa fornita in Nota integrativa, Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura (in particolare nella "Premessa" all'informativa quali-quantitativa).

Rischio di credito

Per quanto concerne il rischio di credito, le misure del sistema di rating interno sono utilizzate in ambito di reporting direzionale. In particolare:

  • con periodicità trimestrale viene elaborato il Credit Risk Book, che costituisce il supporto informativo fondamentale per il Comitato Rischi e contiene dettagliati report a livello consolidato e individuale;
  • con periodicità mensile, viene predisposto un report di sintesi comprendente anche il monitoraggio sulle soglie di sorveglianza definite per il rischio di credito e di concentrazione;
  • si elabora uno strumento di reporting alla rete, caratterizzato da varie viste del portafoglio crediti, con diversi livelli di aggregazione dei dati (filiale, Direzione Territoriale, Direzione generale, Banca, Gruppo) e coni di visibilità gerarchici.

Con riferimento al Sistema di Rating Interno, tra le attività di rilievo del 2018 si citano:

  • l'aggiornamento del modello LGD (Loss Given Default);
  • la ricalibrazione dei modelli di rischio per il calcolo delle PD (Probability of Default) per le controparti Corporate e Retail;
  • l'avvio delle attività di adeguamento dei modelli interni alla Nuova Definizione di Default;
  • la ricalibrazione dei modelli di rischio IFRS9;

• lo svolgimento delle attività legate alla TRIM (Targeted Review of Internal Models)

Le metodologie avanzate (AIRB), basate sui rating interni, sono da tempo utilizzate nell'ambito del processo di definizione dell'adeguatezza patrimoniale (ICAAP).

A seguito dell'autorizzazione concessa dalla BCE nel mese di giugno 2016 riguardante l'adozione dei modelli interni per la misurazione dei requisiti patrimoniali relativi al rischio di credito, il Gruppo BPER Banca, a partire dalle Segnalazioni di Vigilanza di giugno 2016, ha avviato l'utilizzo delle metodologie avanzate (AIRB) per le Banche rientranti nel perimetro di prima validazione (BPER Banca, Banco di Sardegna e Banca di Sassari), per le seguenti classi di attività:

  • "Esposizioni al dettaglio";
  • "Esposizioni verso imprese".

Per le altre Società/Banche del Gruppo e classi di attività, per le quali è stato richiesto il Permanent Partial Use (PPU) o che rientrano nel piano di "Roll-Out", il Gruppo BPER Banca ha mantenuto l'utilizzo dell'approccio standard continuando ad avvalersi dei rating esterni forniti dalle ECAI (agenzie esterne per la valutazione del merito di credito) riconosciute dall'Organo di Vigilanza. In particolare è stato utilizzato il Rating Cerved per le "Esposizioni verso imprese", il Rating Scope Ratings AG per le "Esposizioni verso Amministrazioni centrali o Banche centrali", il Rating Fitch per gli "Strumenti finanziari" a garanzia ed "Esposizioni verso O.I.C.R." e per le "Esposizioni verso la cartolarizzazione", il Rating Standard & Poor's per le "Esposizioni verso la cartolarizzazione".

Rischi finanziari

Relativamente alla gestione dei rischi finanziari è previsto un analitico sistema di misurazione, monitoraggio e reporting finalizzato al presidio del rischio di mercato e di controparte, di liquidità e di tasso di interesse. Gli indirizzi di politica gestionale relativi al rischio di mercato (VaR), al rischio di tasso (ALM) e al rischio di liquidità (operativa e strutturale) vengono forniti dal Comitato ALCO e Finanza e dal Comitato Liquidità. Il profilo di rischio è, inoltre, oggetto di reporting gestionale elaborato con diverse frequenze, da giornaliera a mensile in relazione alle caratteristiche del singolo rischio monitorato, mentre trimestralmente viene fornita un'informativa complessiva sui rischi finanziari al Comitato Rischi e al Consiglio di Amministrazione.

Rischio operativo

In tema di governo del rischio operativo, il Gruppo BPER Banca ha adottato, a partire dalle segnalazioni effettuate sui dati al 31 dicembre 2013, la metodologia TSA (Traditional Standardised Approach) per il calcolo del requisito patrimoniale a fronte del rischio operativo.

Il modello di governo e gestione del rischio operativo adottato dal Gruppo BPER Banca, finalizzato a identificare, valutare, monitorare, attenuare e riportare ai livelli gerarchici appropriati i rischi operativi, è formalizzato in apposita normativa interna e prevede la gestione accentrata presso la Capogruppo a cura del Servizio Rischi di Credito e Operativi, che si avvale del Referente della Direzione Rischi presso le Banche e Società del Gruppo.

Il Gruppo BPER Banca dispone di specifici criteri per l'attribuzione dell'indicatore rilevante alle linee di attività previste dalla normativa. Il sistema di gestione e valutazione dei rischi operativi adottato dal Gruppo BPER Banca è assicurato da:

  • processo di Loss Data Collection: sistema di raccolta e archiviazione degli eventi di perdita derivanti da rischi operativi;
  • processo di "Valutazione prospettica del rischio operativo": attività di individuazione e misurazione dell'esposizione al rischio operativo;

• sistema di reportistica e comunicazione nei confronti del Consiglio di Amministrazione e dell'Alta Dirigenza alla quale si raccordano procedure per intraprendere azioni di mitigazione appropriate sulla base dei flussi informazioni inviati.

L'analisi integrata Loss Data Collection e "Valutazione prospettica del rischio operativo" consente di individuare le aree di vulnerabilità in cui le perdite operative si concentrano maggiormente, al fine di comprenderne le cause sottostanti ed evidenziare l'opportunità di azioni correttive anche tramite sottoscrizione di coperture assicurative (trasferimento del rischio all'esterno).

Il processo di "Valutazione prospettica del rischio operativo", composto da un'attività di raccolta delle stime soggettive di esposizione al rischio operativo fornite dalle singole unità di business del Gruppo (Risk Self Assessment), è stato integrato dal 2016 introducendo una componente di misurazione finalizzata a definire, attraverso modelli quantitativi, una misura di sintesi dell'esposizione al rischio operativo (Analisi di Scenario).

A partire dal 2015 il Gruppo BPER Banca ha implementato un framework di analisi del rischio informatico, con l'obiettivo di fornire una rappresentazione della situazione attuale e degli interventi di adeguamento necessari per non eccedere la soglia di propensione definita.

Una specifica analisi è condotta con riferimento al rischio di sicurezza dei pagamenti internet.

Rischio reputazionale

A partire dal 2017 il Gruppo BPER Banca ha implementato un Framework di gestione del rischio reputazionale con l'obiettivo di effettuare il monitoraggio, la gestione, la mitigazione e la rappresentazione strutturata della situazione periodica del Gruppo in relazione a tale rischio e delle azioni di rimedio necessarie a mitigare le eventuali aree di vulnerabilità emerse.

I principali elementi che costituiscono il Framework di gestione del rischio reputazionale sono descritti e formalizzati nella "Policy di Gruppo per il Governo del Rischio Reputazionale", che prevede la gestione accentrata presso la Capogruppo a cura del Servizio Rischi di Credito e Operativi e riporta le responsabilità delle Unità Organizzative della Capogruppo e delle Società del Gruppo coinvolte, sia in condizioni di normale operatività sia in presenza di cosiddetti "eventi reputazionali critici".

Il sistema di gestione del rischio reputazionale adottato dal Gruppo BPER Banca prevede le seguenti componenti:

  • identificazione e valutazione del rischio basate su Reputational Data Collection e Reputational Self Assessment;
  • monitoraggio del rischio di esposizione del Gruppo al rischio reputazionale mediante il monitoraggio di una serie di Key Risk Indicator reputazionali;
  • gestione degli eventi reputazionali critici (escalation): gestione di eventi reputazionali particolarmente critici, attraverso l'attivazione del processo di escalation funzionale e la definizione delle attività di risposta e mitigazione nel breve e nel lungo periodo;
  • reporting: predisposizione di adeguata reportistica, con riferimento ai diversi processi/sottoprocessi che costituiscono il Framework, al fine di veicolare in forma sintetica gli esiti delle attività di gestione del rischio a tutti gli organi e le funzioni interessate.

Per tale rischio non sono stati definiti obiettivi e limiti di esposizione ed operativi in quanto non è prevista quantificazione di capitale interno a fronte dello stesso.

Business Continuity

Nel corso del secondo semestre 2018 sono state completate le attività previste dal processo di gestione in ordinario della Continuità Operativa, che hanno permesso l'aggiornamento del Piano di Continuità

Operativa della Capogruppo, dei Business Continuity Plan delle Banche e Società del Gruppo Bancario caratterizzate da processi critici e dei piani di Disaster Recovery delle società strumentali. Gli elementi innovativi che hanno caratterizzato il 2018 hanno riguardato:

  • l'adeguamento dell'Applicativo ORBIT versione 4, in uso a tutte le entità allineate informaticamente, che ha garantito l'efficace utilizzo per la gestione delle informazioni, finalizzate alle soluzioni di ripristino delle Banche e Società del Gruppo e alla produzione degli allegati tecnici del Piano di Continuità Operativa;
  • il monitoraggio dei Contatti di Continuità Operativa dei Fornitori risultati critici in fase di Analisi degli Impatti;
  • il completamento del sito di ripristino di Predda Niedda, a Sassari (sito nel quale è possibile spostare l'operatività, a fronte di indisponibilità dei locali primari in Sassari) che sia aggiunge ai siti di back up già attivi in penisola.

Nel secondo semestre del 2018, sono inoltre stati effettuati due audit interni, relativi alla "Gestione in ordinario della Continuità Operativa e relativo piano" ed alla "Analisi dei programmi di verifica, partecipazione ai test e controllo dei risultati". Gli esiti degli interventi sono risultati ampiamente in area favorevole.

Particolare rilevanza ha assunto il workshop erogato, in collaborazione con la società Pantaray, incentrato sulla Comunicazione durante la crisi e destinato alle Unità Organizzative che si occupano di comunicazione interna ed esterna e di sicurezza logica; tale sessione ha permesso di sensibilizzare ulteriormente le funzioni operative alla gestione delle crisi.

Con riferimento al piano "test annuale del Gruppo", sono stati condotti con esito positivo n.7 test di continuità operativa (n.2 esercitazioni relative alla indisponibilità delle risorse umane, n.2 esercitazioni relative alla indisponibilità dei siti, n.3 test condotti in modalità walk-trought per gli scenari di indisponibilità delle infrastrutture e indisponibilità sito primario) e n.3 test di Disaster Recovery (scenario relativo alla indisponibilità dei sistemi informativi).

Si evidenzia la partecipazione, da parte delle entità del Gruppo, a n.4 test effettuati dai fornitori critici.

E' stato ultimato l'allestimento dei un nuovo camper da utilizzare come "filiale mobile" durante le emergenze, il quale ha sostituito i precedenti veicoli attrezzati ad agenzie ed utilizzati in particolar modo a seguito delle alluvioni e dei terremoti che hanno colpito Emilia e Abruzzo. La filiale mobile è attrezzata ed è completamente operativa (al momento è posizionata a Ferrara per quaranta giorni, sostituisce una filiale in ristrutturazione).

7. Altre informazioni

7.1 Rapporti con i soci

A far tempo dal 23 dicembre 2016, BPER Banca S.p.A. detiene il 100% del capitale sociale della Cassa di Risparmio di Saluzzo S.p.A..

Ai sensi dell'art. 2497 bis, comma 5 del Codice Civile vengono esposti i rapporti intercorrenti con la società che esercita l'attività di direzione e coordinamento e con le altre società del Gruppo, con gli effetti sul risultato economico.

(dati in migliaia di euro)
Ente controllante Attivo Passivo Ricavi Costi
BPER Banca Spa 115.505 80.542 922 619
Altre società del Gruppo Attivo Passivo Ricavi Costi
Bper Services s.c. 16.224 1.738 389 1.735
Banca di Sassari Spa 11 228 14 32
Bper Credit Management s.c. 13 56 116 225
Numera Spa 6 6
Sifà Spa 27

I rapporti attivi con l'Ente controllante sono composti da un deposito libero per Euro 108,636 milioni, il saldo della ROB detenuta in via indiretta per Euro 5,747 milioni, conti reciproci in valuta per Euro 958 mila, IRS di copertura per Euro 133 mila, oltre che Euro 11 mila di credito per il consolidato fiscale e altre attività per Euro 20 mila.

Nel passivo figurano conti reciproci per Euro 1,676 milioni, un PCT passivo di raccolta per Euro 72,237 milioni e prestiti obbligazionari per Euro 6,505 milioni. Si segnalano inoltre un debito per fatture da ricevere di Euro 124 mila.

Tra i ricavi figurano:

  • interessi su conti correnti reciproci per Euro 31 mila
  • interessi su deposito libero per Euro 237 mila
  • interessi attivi su pct di raccolta per Euro 313 mila
  • interessi attivi su IRS per Euro 189 mila
  • recupero di spesa per il personale distaccato presso la Capogruppo per Euro 152 mila.

I costi sono così suddivisi:

  • risultato netto attività di copertura IRS per Euro 136 mila
  • spese per personale della Capogruppo distaccato presso CR Saluzzo S.p.A. per Euro 51 mila
  • interessi passivi su pct di impiego per Euro 7 mila
  • interessi passivi su nostre obbligazioni emesse Euro 77 mila
  • altri costi operativi per Euro 348 mila

I rapporti intrattenuti tra le Società rientranti nel perimetro di consolidamento e le Società partecipate in misura rilevante, nonché le operazioni concluse con parti correlate, sono stati caratterizzati da un andamento regolare e corretto.

Per informazioni di dettaglio, come previsto dall'art. 2497 bis Codice civile e dalla Comunicazione CONSOB DEM 6064293 del 28 luglio 2006, si rinvia a quanto esposto nella Parte H della Nota Integrativa.

In ottemperanza al Regolamento n. 17221/10 della CONSOB e successive modifiche, emanato in tema di operazioni con parti correlate, il Gruppo BPER Banca ha adottato specifica regolamentazione interna volta ad assicurare la trasparenza e la correttezza sostanziale e procedurale delle operazioni concluse con parti correlate.

In tale contesto, la Capogruppo BPER Banca ha approvato la "Policy di Gruppo per il governo del rischio di non conformità in materia di conflitti di interesse nei confronti di parti correlate e di attività di rischio nei confronti di soggetti collegati", recepita anche dalle Banche e dalle altre Società del Gruppo. La Policy citata ottempera, altresì, alla disciplina emanata dalla Banca d'Italia con la Circolare n. 263 del 27 dicembre 2006 – 9° aggiornamento del 12 dicembre 2011, in tema di "Attività di rischio e conflitto di interesse nei confronti di soggetti collegati".

Il documento è pubblicato sul sito internet di BPER Banca (www.bper.it, Sezione "Soggetti Collegati") e sui siti delle altre Banche del Gruppo.

7.2 Accertamenti e verifiche ispettive

A seguito dell'ingresso nel Gruppo BPER Banca, la Cassa di Risparmio di Saluzzo S.p.A. rientra nell'ambito delle banche significative europee vigilate direttamente da BCE.

Si riporta l'informativa di Gruppo in merito agli accertamenti e verifiche ispettive, ai quali la Cassa di Risparmio di Saluzzo S.p.A. ha contribuito per le parti di propria pertinenza.

Si premette che l'informativa di seguito resa ha finalità meramente informative rispetto ad accertamenti condotti nell'ambito dell'ordinaria attività di vigilanza cui il Gruppo BPER Banca è soggetto, in quanto operante in un settore altamente regolamentato. Come indicato nella nota integrativa del presente Bilancio consolidato, gli amministratori non ritengono che le osservazioni emerse nei diversi ambiti ispettivi, a fronte delle quali il Gruppo predispone adeguati Action plan per riscontrare in tempi celeri le raccomandazioni formulate dalla Vigilanza, comportino impatti significativi in termini reddituali, patrimoniali e sui flussi di cassa del Gruppo BPER Banca.

Nel seguito si dettagliano gli aggiornamenti più significativi intercorsi nei primi nove mesi del 2018.

CONSOB

Alla data del presente Bilancio non sono in corso accertamenti e verifiche ispettive. Si è svolto un incontro informativo presso la Divisione Intermediari sui temi riferibili alla nuova disciplina MiFID II nel mese di marzo 2018, cui è seguita una interlocuzione scritta nella quale sono state meglio dettagliate le attività poste in essere dal Gruppo BPER Banca a seguito dell'entrata in vigore della citata disciplina, in ultimo a settembre 2018.

Banca Centrale Europea – BCE

Si riporta di seguito l'informativa in merito alle verifiche ispettive in corso (ovvero già condotte, ma con Action plan conclusi nel 2018) da parte della Banca Centrale Europea (BCE) sul Gruppo BPER Banca.

    1. Dal 15 dicembre 2016 al 28 marzo 2017 BPER Banca è stata oggetto di visita ispettiva in loco avente ad oggetto l'accuratezza del calcolo della posizione patrimoniale. In data 16 agosto 2017 è pervenuta la Follow-up letter circa gli esiti dell'ispezione, cui la Banca ha dato riscontro in data 11 settembre 2017, mediante predisposizione di specifico Action Plan, rispetto alle seguenti aree di intervento:
  • miglioramenti ai processi di controllo interno della conformità ai requisiti regolamentari (in particolare delle operazioni sul capitale e dell'individuazione delle c.d. "partecipazioni incrociate");
  • implementazione della normativa interna per la gestione delle azioni o obbligazioni subordinate di propria emissione acquisite a garanzia di linee di credito concesse dal Gruppo BPER Banca (prevedendone la deduzione dal computo dei fondi propri nel caso limite di esistenza di garanzie acquisite alla data di reporting).

Dello stato di avanzamento dell'Action Plan è stata resa informativa trimestrale a BCE fino al 30 settembre 2018.

    1. Dal 20 settembre 2017 al 13 dicembre 2017 BPER Banca è stata oggetto di una visita ispettiva in loco per la valutazione dei sistemi di gestione e controllo dei rischi di mercato e di liquidità. In data 21 giugno 2018 è pervenuta la Follow-up letter circa gli esiti dell'ispezione, cui la Banca ha dato riscontro in data 19 luglio 2018, mediante predisposizione di specifico Action Plan, rispetto alle seguenti aree di intervento:
  • rafforzamento del Risk Appetite Framework (RAF), anche in relazione alla copertura dei rischi derivanti dalla gestione dei portafogli finanziari;
  • integrazione dei framework attuali di gestione e misurazione dei seguenti rischi: i. rischio di liquidità e relativo reporting LCR, ii. rischio di mercato e relative modalità di calcolo del VaR, iii. rischio delle esposizioni del portafoglio bancario, comprendendo il trattamento di tutte le voci comportamentali, iv. la redditività e relativo modello di Fund Transfer Pricing – FTP.

La conclusione degli interventi è pianificata entro il 30 giugno 2019. Dello stato di avanzamento dell'Action Plan è prevista informativa trimestrale a BCE.

    1. Dal 12 marzo 2018 all'8 giugno 2018, il Gruppo BPER Banca è stato oggetto di una visita ispettiva in loco per la valutazione dei rischi operativi. In data 6 febbraio 2019 è pervenuta la Follow-up letter circa gli esiti dell'ispezione, cui la Banca sta predisponendo opportuno riscontro, mediante predisposizione di specifico Action Plan, rispetto alle seguenti aree di intervento:
  • rafforzamento ulteriore dei processi di Loss Data Collection LDC e reporting;
  • migliore mappatura delle linee di business;
  • potenziamento del sistema dei limiti e di monitoraggio del rischio;
  • finalizzazione dell'implementazione della gestione degli asset e della configurazione;
  • completamento della gestione dei problemi e dei cambiamenti.
    1. A settembre 2018 ha inoltre preso avvio un'ispezione presso BPER Banca s.p.a. avente ad oggetto la valutazione dei modelli interni (Targeted Review of Internal Models – TRIM).
    1. Nel mese di Novembre è stata avviata l'attività ispettiva che Bce sta svolgendo su tutte le banche vigilate, denominata Credit Quality Review – CQR. L'attività ispettiva ha ad oggetto l'analisi di un campione di crediti corporate di alcune banche e società del Gruppo, nonché la rispondenza alla normativa di Vigilanza dei processi e procedure creditizie interne. Le attività stanno procedendo regolarmente e si prevede che l'ispezione terminerà entro la primavera 2019.

Inoltre, nell'ambito delle procedure di vigilanza continuativa, BCE ha svolto "a distanza" interventi sulle tematiche di seguito evidenziate.

a) Attività in materia di Non Performing Loans – NPL

Il Gruppo BPER Banca è stato interessato, dalla fine di gennaio 2016 a marzo 2017, da un'attività di valutazione della strategia, del governo, dei processi e della metodologia adottati dal Gruppo in materia di Non Performing Loans – NPL.

In data 30 marzo 2017 è pervenuta comunicazione da parte della BCE circa i risultati della valutazione qualitativa NPL, cui la Capogruppo BPER Banca S.p.A. ha risposto in data 28 aprile 2017 fornendo il dettaglio degli interventi correttivi declinati in un Action Plan (tra le principali linee di intervento: i. integrazione della strategia NPL nel Risk Appetite Framework – RAF, nel processo interno di valutazione dell'adeguatezza patrimoniale – ICAAP e nel Recovery Plan, ii. rafforzamento della supervisione del C.d.A. sui crediti deteriorati attraverso un sistema di monitoraggio dedicato ed integrato con i principali indicatori di performance, iii. finalizzazione del processo di identificazione delle forborne exposures, iv. finalizzazione della revisione e integrazione delle policy di valutazione del portafoglio deteriorato per considerare il diverso processo valutativo che sottende le situazioni di "gone concern" e "going concern", v. aggiornamento delle modalità di valutazione dei beni immobili posti a garanzia di crediti deteriorati, in accordo con i criteri indicati nelle linee guida sui crediti deteriorati).

Tutti gli interventi sono stati completati entro il 31 marzo 2018.

b) Revisione tematica sull'implementazione dell'IFRS 9

Dal 2 dicembre 2016 al 30 novembre 2017 BPER Banca è stata oggetto di una revisione tematica sull'implementazione dell'IFRS 9 per valutare la preparazione dell'istituto e del Gruppo all'impatto delle nuove regole di contabilizzazione degli strumenti finanziari sui processi, infrastrutture e patrimonio di vigilanza (fase 1 e fase 2).

In data 4 settembre 2017 e 18 aprile 2018 sono pervenute le conclusioni di tale analisi tematica unitamente alle osservazioni della BCE, che attengono principalmente all'adeguamento: i. delle policy di classificazione e valutazione, ii. dei processi aziendali e relativo sistema dei controlli.

Gli interventi correttivi oggetto delle raccomandazioni di entrambe le fasi sono stati declinati in Action Plan inviati a BCE e i relativi interventi correttivi si sono sostanzialmente conclusi entro il 30 giugno 2018.

c) Revisione tematica sui fattori di redditività

Dal 9 marzo 2017 al 30 settembre 2017 la Banca è stata oggetto di una revisione tematica sui fattori di redditività. In data 24 aprile 2018 è pervenuta la lettera di BCE circa i risultati della revisione tematica, cui la Banca ha fornito riscontro con Action Plan dedicato in data 22 maggio 2018, che prevede interventi nei seguenti ambiti: i. processo di allocazione del capitale, ii. governo dei costi, iii. politiche di pricing.

La conclusione degli interventi è avvenuta sostanzialmente entro il 31 dicembre 2018.

Dello stato di avanzamento dell'Action Plan è stata resa informativa trimestrale a BCE.

d) Altre attività di vigilanza

Nel corso del 2018, inoltre:

  • sono state svolte le attività di aggiornamento del Recovery Plan 2018 del Gruppo BPER Banca, recependo le richieste evolutive formulate dal Joint Supervisory Team nell'ambito della valutazione del Recovery Plan 2017. Il documento è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo nella seduta del 20 dicembre 2018 e successivamente inviato a BCE entro la scadenza prevista;
  • sono state svolte le attività connesse all'esercizio di Stress Test regolamentare BCE 2018.
  • e) Interventi ispettivi sulle società controllate

Da gennaio 2018 il Banco di Sardegna è oggetto di verifica da parte di BCE sugli aspetti di governo interno e di gestione del rischio di credito nell'ambito del Gruppo BPER Banca.

In data 10 ottobre 2018 è pervenuta la lettera di BCE circa i risultati dell'analisi, cui la banca, di concerto con la Capogruppo, ha fornito riscontro con Action Plan dedicato in data 12 novembre 2018 che prevede interventi di affinamento di alcuni specifici aspetti del processo per la concessione del credito.

La conclusione degli interventi è avvenuta sostanzialmente entro il 31 marzo 2019.

7.3 Informazioni su operazioni atipiche o inusuali, ovvero non ricorrenti

In tema di operazioni atipiche o inusuali si conferma che non sono state effettuate, nel corso del 2018, operazioni della specie quali definite dalla CONSOB con sua comunicazione DEM 6064293 del 28 luglio 2006.

Si evidenzia altresì che nel periodo non si sono realizzate operazioni definibili per loro tipicità non ricorrenti.

7.4Informazioni sulla continuità aziendale, sui rischi finanziari, sulle verifiche per riduzione di valore delle attività e sulle incertezze nell'utilizzo di stime

Con riferimento al documento n. 2 diramato a firma congiunta da Banca d'Italia, CONSOB e ISVAP (oggi IVASS) il 6 febbraio 2009, in merito alle informazioni da fornire nella Relazione degli Amministratori sulla

gestione, inerenti la continuità aziendale, i rischi finanziari, le verifiche per riduzione di valore delle attività e le incertezze nell'utilizzo delle stime, il Consiglio di Amministrazione conferma di avere la ragionevole aspettativa che la Banca possa continuare la propria operatività in un futuro prevedibile, pertanto il bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2018 è stato redatto valutando il complesso delle attività e passività aziendali nella prospettiva di una continuità aziendale.

L'appartenenza ad un gruppo bancario di rilevanza nazionale consente alla Cassa di ottenere un forte sostegno finanziario ed industriale, beneficiando di rilevanti vantaggi competitivi che, grazie all' allineamento informatico avvenuto nel mese di ottobre 2018, si tradurranno anche nella diversificazione della gamma di prodotti e servizi finanziari offerti alla clientela. Ciò permetterà alla Cassa di affrontare meglio le sfide dei mercati sempre più complessi e competitivi, pur rimanendo vicini alle esigenze ed ai progetti della clientela di riferimento, al fine di associare la propria crescita allo sviluppo economico, sociale ed ambientale dei territori serviti.

7.5Delibere dell'Assemblea dei Soci

Nel corso dell'esercizio, l'Assemblea dei Soci della Banca si è riunita in data 6 aprile 2018 per, l'approvazione del bilancio, la nomina di un Consigliere di Amministrazione, la deliberazione inerente le remunerazioni del Comitato Amministratori Indipendenti. In tale occasione l'Assemblea ha altresì preso atto dell'informativa sulle modalità di attuazione delle Politiche di Remunerazione 2017 ed approvato le Politiche di Remunerazione 2018 di Gruppo nonchè le modalità di attuazione delle stesse, illustrate nel "Documento informativo - Phantom Stock 2018".

7.6Il Controllo Contabile

La revisione legale dei conti annuali della Banca è affidata, relativamente agli esercizi del periodo 2017- 2025, alla Deloitte & Touche S.p.A., con delibera assembleare assunta in data 30.03.2017, ai sensi del Decreto Legislativo n. 39 del 27 gennaio 2010.

7.7La Governance

La Società è amministrata da un Consiglio di Amministrazione costituito, ai sensi dell'art. 18 dello Statuto Sociale, da sette componenti: Roberto Civalleri (Presidente), Mariella Acchiardo (Vice Presidente), Claudio Battistella, Giancarlo Ferraris, Poluzzi Gianluca, Davide Vellani e Giovampaolo Lucifero.

Le riunioni del Consiglio di Amministrazione, nel 2018, si sono tenute in ventisei occasioni; la partecipazione dei Componenti è stata elevata e costante, pari al 96,15% delle presenze massime teoriche.

7.8Transizione al principio contabile internazionale IFRS 15

Il principio contabile IFRS 15, pubblicato il 22 settembre 2016, introduce un nuovo modello per il riconoscimento dei ricavi derivanti da contratti con i clienti. Si rimanda alle Note illustrative per la disamina delle disposizioni normative richieste dal principio.

L'implementazione del nuovo standard è stata coordinata da un gruppo di lavoro in capo alla Direzione Amministrazione e Bilancio, che ha svolto specifiche analisi a livello di Gruppo coinvolgendo le società controllate ove necessario. Sulla base delle analisi volte ad indentificare i contratti con la clientela e le eventuali modifiche alla rilevazione dei ricavi, non sono emersi impatti significativi dall'applicazione del nuovo standard.

7.9Informativa preliminare rispetto alla prossima applicazione del principio contabile internazionale IFRS 16

Le disposizioni normative

Il nuovo standard contabile IFRS 16, emanato dallo IASB a gennaio 2016 ed omologato dalla Commissione Europea tramite il Regolamento n. 1986/2017, sostituirà, a partire dal 1° gennaio 2019, lo IAS 17 "Leasing", l'IFRIC 4 "Determinare se un accordo contiene un leasing", il SIC 15 "Leasing operativo – Incentivi" e il SIC 27 "Valutare la sostanza delle operazioni che coinvolgono la forma legale di un leasing", disciplinando i requisiti per la contabilizzazione dei contratti di leasing.

Il nuovo principio, oltre a fornire nuove regole per indentificare se un contratto contiene un'operazione di leasing, ha modificato le modalità di contabilizzazione delle operazioni di leasing nel bilancio del locatario/utilizzatore, prevedendo l'introduzione di un unico modello di contabilizzazione dei contratti di leasing da parte del locatario indipendentemente dal fatto che essi siano classificati come leasing operativi o finanziari.

Nello specifico il nuovo modello di contabilizzazione per il locatario prevede la rilevazione nell'attivo dello Stato patrimoniale di un Diritto d'Uso del bene oggetto del contratto e la rilevazione nel passivo dello Stato patrimoniale di un Debito per leasing, quantificato come sommatoria attualizzata dei canoni di leasing ancora da corrispondere al locatore. Con il nuovo modello viene modificata anche la modalità di rilevazione delle componenti di Conto economico che sono rappresentate dagli oneri relativi all'ammortamento del Diritto d'Uso, e dagli interessi passivi sul Debito per leasing.

Non vi sono sostanziali cambiamenti, invece, nel modello contabile del leasing da parte dei locatori, che continua a prevedere la necessità di distinguere tra leasing operativi e leasing finanziari, in continuità con il precedente principio (IAS 17).

L'informativa richiesta è stata modificata sia per il locatario che per il locatore; per il primo dovrà includere tra l'altro:

  • a. la suddivisione tra le diverse "classi" di beni in leasing, il relativo saldo di fine periodo e relativo ammortamento;
  • b. l'ammontare degli interessi relativi ai Debiti per leasing;
  • c. il dettaglio per scadenze dei Debiti per leasing;

Organizzazione del progetto di implementazione nel Gruppo BPER Banca

Nel secondo semestre 2018 il Gruppo BPER Banca ha avviato un progetto volto ad analizzare gli impatti contabili derivanti dall'applicazione dei nuovi requisiti e ad individuare le ricadute su diversi ambiti aziendali, organizzativi, di processo e relativi sistemi informativi. In sintesi, il progetto d'adeguamento è stato organizzato nelle seguenti fasi:

  • a. una prima fase di scoping, assessment e definizione delle scelte di transizione;
  • b. una seconda fase di disegno dei modelli operativi target;
  • c. una terza fase di implementazione dei processi impattati e adeguamento della normativa interna.

Il progetto è gestito a livello di Gruppo e gli interventi implementativi sono definiti in maniera accentrata per tutte le società controllate, al fine di realizzare un'adozione uniforme del principio.

Approccio metodologico d'applicazione

L'assessment effettuato sui contratti di locazione esistenti a livello di Gruppo ha condotto ad identificare tre categorie di asset su cui condurre le attività di analisi d'impatto:

    1. Immobili,
    1. Autovetture, e
    1. Altri contratti (principalmente rappresentati da macchine ATM e stampanti multifunzione).

Il perimetro di contratti individuati come rilevanti, già sconta l'applicazione delle semplificazioni consentite dal principio stesso; sono infatti stati esclusi i contratti:

  • a. "short-term", ovvero aventi una vita residua alla data di prima applicazione inferiore ai 12 mesi;
  • b. "low-value", ovvero aventi un valore stimato dell'asset inferiore a Euro 5.000.

Rispetto alle modalità di transizione consentite dall'IFRS 16, il Gruppo ha scelto di adottare l'espediente pratico di non rideterminare il perimetro di prima applicazione, bensì di applicare il nuovo principio a tutti i contratti di leasing già individuati sulla base della definizione contenuta nello IAS 17. Il Gruppo, inoltre, ha adottato per le stime d'impatto condotte e quale approccio di riferimento per la transition il modified retrospective approach, rilevando l'impatto cumulato dell'applicazione iniziale del Principio ai contratti esistenti come un aggiustamento dei saldi di apertura al 1° gennaio 2019, senza procedere quindi alla rideterminazione e riesposizione dei dati comparativi (31 dicembre 2018). Per la determinazione del Right of Use in sede di transition, si fa riferimento all'opzione che consente di quantificare l'asset pari alla Lease liability, determinata dall'attualizzazione alla data di prima applicazione dei canoni futuri contrattuali sulla base di un opportuno tasso di attualizzazione.

Rispetto alle altre scelte adottate dal Gruppo, si evidenzia:

  • Con riferimento alla durata dei leasing immobiliari, il Gruppo ha considerato come ragionevolmente certo solo il primo periodo di rinnovo, salvo clausole contrattuali e circostanze specifiche che hanno portato a considerare durate contrattuali differenti;
  • Con riferimento al tasso di attualizzazione dei flussi per la quantificazione della Lease liability, non essendo disponibile per la maggior parte dei contratti un tasso interno di rendimento, il Gruppo ha utilizzato, quale alternativa indicata dallo standard stesso, un tasso marginale di finanziamento, identificato nel TIT di raccolta a livello di Gruppo. Questa curva è stata applicata anche ai contratti delle Banche e Società controllate in considerazione del mercato dove queste entità operano e del modello di funding adottato dal Gruppo.

Gli impatti derivanti dalla transizione al nuovo principio sono stati stimati, a livello di Gruppo, in maggiori Attività e Passività per circa Euro 0,2 miliardi e in un impatto (negativo) sul CET1 ratio pari a circa 10 bps. Il Gruppo affinerà le stime ad oggi disponibili nei prossimi mesi e l'informativa completa sulla transizione al nuovo principio sarà data in occasione del primo reporting finanziario 2019.

7.10 Costituzione Gruppo IVA

Dal 1° gennaio 2019 è operativo il Gruppo IVA BPER. Il gruppo IVA è un nuovo soggetto passivo IVA – regolato dalla normativa comunitaria di recente introdotta nell'ordinamento nazionale (Legge n. 232 dell' 11 dicembre 2016,) – il quale si sostituisce, limitatamente all'ambito di applicazione dell'imposta sul valore aggiunto, ai singoli soggetti partecipanti, che mantengono sotto ogni altro profilo, civilistico, contabile fiscale distinta soggettività giuridica.

Il gruppo IVA opera verso l'esterno con un'unica partita IVA, adempie agli obblighi ed esercita i diritti derivanti dall'applicazione delle norme in materia di imposta sul valore aggiunto per il tramite del rappresentante di gruppo, che è responsabile dell'adempimento degli stessi obblighi nonché, in solido con i partecipanti, del versamento delle somme dovute per imposta, interessi e sanzioni. Il ruolo di rappresentante del Gruppo IVA - per legge attribuito al soggetto che, ai sensi dell'art. 2359, primo comma, punto 1) del Codice civile, controlla i partecipanti allo stesso gruppo IVA – è in capo a BPER Banca

Per effetto della costituzione del gruppo IVA, le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate da un soggetto partecipante nei confronti di altro soggetto partecipante allo stesso gruppo Iva non sono considerate cessioni di beni o prestazioni di servizi ai fini dell'applicazione dell'imposta sul valore aggiunto. I corrispettivi delle predette cessioni e prestazioni non sono pertanto maggiorati di IVA, di norma non detraibile per le banche costituendo a tutti gli effetti una componente del costo del bene o del servizio. Dalla costituzione del Gruppo IVA potranno pertanto derivare per le banche partecipanti significativi risparmi relativamente alle cessioni di beni ed alle prestazioni di servizi ricevute da altri soggetti partecipanti al Gruppo IVA.

Il perimetro del Gruppo IVA coinvolge le seguenti Banche e Società:

    1. Bper Banca s.p.a in qualità di rappresentante del Gruppo IVA;
    1. Banca di Sassari s.p.a;
    1. Banco di Sardegna s.p.a.
    1. Bper Credit Management s.cons.p.a.
    1. Bper Services s.cons.p.a
    1. BPER Trust Company
    1. Cassa di Risparmio di Bra s.p.a.
    1. Cassa di Risparmio di Saluzzo s.p.a.
    1. Costruire Mulino s.r.l.
    1. Emil Ro Factor s.p.a.
    1. Estense Covered Bond s.r.l.
    1. Estense CPT Covered Bond s.r.l.
    1. Frara s.r.l.
    1. Italiana Valorizzazioni Immobiliari s.r.l.
    1. Mutina s.r.l.
    1. Nadia s.p.a.
    1. Numera s.p.a.
    1. Optima s.p.a. SIM
    1. Sardaleasing s.p.a.
    1. Tholos s.p.a.
    1. SIFA' Società Italiana Flotte Aziendali s.p.a.

8. Fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell'esercizio e prevedibile evoluzione della gestione

8.1 Fatti di rilievo avvenuti dopo il 31 dicembre 2018

Non sono avvenuti fatti di rilievo dopo la chiusura dell'esercizio.

8.2 Prevedibile evoluzione della gestione

La Cassa prosegue nell'azione di sviluppo commerciale sul territorio, potendo contare sulle best practice del Gruppo in termini di offerta di prodotti e servizi e nell'analisi del merito creditizio.

Nella seduta del 21 dicembre 2018, previo assenso della Capogruppo, il Consiglio di Amministrazione ha approvato il budget per l'esercizio 2019.

9. Conclusioni

Il contesto di mercato in cui si è sviluppata l'azione della Cassa nel corso dell'esercizio 2018 è stato caratterizzato da una ripresa, nella seconda parte dell'anno, delle tensioni nel settore dei titoli di stato, che si sono ripercosse sull'intero sistema bancario. Gli impatti sui coefficienti patrimoniali delle aziende di credito, indotti dalle perdite di valore dei portafogli titoli, sono stati rilevanti, ingenerando preoccupazioni che si sono riflesse sull'andamento dei corsi azionari. A ciò si è aggiunto un progressivo deterioramento del quadro economico complessivo.

A fronte di questi sviluppi la Cassa ha ritenuto opportuno innanzitutto adottare, prudenzialmente, opportune misure di rafforzamento patrimoniale. A questo fine, in data 28.09.2018 è stato sottoscritto con la casa madre BPER S.p.A. un prestito subordinato Lower Tier II di Euro 5 milioni con scadenza 28.09.2028. Combinandosi con il positivo risultato della gestione, ciò consente alla Cassa di chiudere l'esercizio con ratios patrimoniali robusti:

Coefficiente di CET1 11,00%
Coefficiente di T1 (Tier 1) 11,00%
Coefficiente dei Fondi Propri (Total Capital Ratio) 12,28%
Leverage ratio 5,67%

Il risultato della gestione, pari a un utile netto di Euro 717 mila, è stato pesantemente influenzato dagli oneri una tantum della migrazione informatica sul sistema della Capogruppo, che hanno inciso per circa Euro 2,6 milioni.

La migrazione è stata accompagnata dall'adozione del modello distributivo di BPER Banca, che ha comportato una riorganizzazione sia dei punti operativi (secondo lo schema hub and spoke) sia degli uffici centrali. Tale modello consentirà di servire in modo più mirato e specialistico i bisogni dei differenti segmenti di clientela (imprese, famiglie, piccoli operatori economici ecc.).

E' proseguita, nel corso dell'anno, l'attenta politica di contenimento dei costi che, come negli esercizi precedenti, ha riguardato sia le spese amministrative che il costo del credito. Il portafoglio dei crediti non performing è stato significativamente ridotto attraverso una cessione di Euro 23,5 milioni, realizzata nell'ambito di un'operazione organizzata a livello di Gruppo, nonché un'ulteriore cessione di crediti classificati a Inadempienza Probabile di Euro 10,9 milioni. A fine anno le esposizioni deteriorate nette si assestano a Euro 40,1 milioni, pari al 6,72% degli impieghi netti verso clientela, rispetto a Euro 58,8 milioni dell'esercizio precedente.

L'effetto combinato delle azioni prima descritte ha consentito alla Cassa di chiudere l'esercizio con il risultato economico positivo sopra evidenziato.

Il contesto di mercato previsto per il 2019 appare assai impegnativo, in particolare in considerazione delle notevoli incertezze a riguardo dell'andamento del ciclo economico. Occorrerà, pertanto, continuare la politica di attenta disciplina sul fronte della qualità del credito e dei costi operativi, accompagnandola con un adeguato sviluppo commerciale nelle zone strategicamente più rilevanti.

A tutto il personale il Consiglio di Amministrazione rivolge un sentito ringraziamento per l'impegno profuso nel corso dell'esercizio.

10. Proposta di approvazione del Bilancio di esercizio al 31 dicembre 2018 e di destinazione dell'utile d'esercizio

Signori Azionisti,

sottoponiamo alla Vostra approvazione il Bilancio al 31 dicembre 2018 con lo Stato Patrimoniale, il Conto Economico, il Prospetto della redditività complessiva, il Prospetto delle variazioni del patrimonio netto, il Rendiconto finanziario e la Nota Integrativa dell'esercizio 2018 nonché la Relazione sulla gestione.

Vi proponiamo inoltre di destinare l'utile netto dell'esercizio ammontante ad Euro 716.853,00 ad incremento della riserva di utili denominata "Riserva statutaria".

Qualora la proposta di approvazione del bilancio e della destinazione dell'utile d'esercizio ottenesse la Vostra approvazione, il Patrimonio Netto avrebbe la seguente composizione e consistenza:

Capitale sociale 33.280.000
Riserve da valutazione (1.494.816)
Riserve: 15.460.205
- Riserva legale 6.656.000
- Riserva statutaria 5.193.682
- Riserva da conferimento L. 218/90 6.161.448
- Riserva da first time adoption 1.637.715
- Riserva da first time adoption IFRS9 (4.234.051)
- Riserva da realizzo titoli FVOCI 45.411
PATRIMONIO NETTO 47.245.389

Saluzzo, 4 marzo 2019

p. IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI SALUZZO S.P.A. IL PRESIDENTE (Roberto Civalleri)

RELAZIONE DELLA SOCIETA' DI REVISIONE

Descrizione
dell'aspetto chiave
della revisione
Come riportato nel paragrafo 4.1 "I risultati della gestione - Aggregati
patrimoniali - Crediti verso la clientela" della relazione sulla gestione e nelle
informazioni di natura quantitativa della "Sezione 1 - Rischio di credito" della
Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura della nota
integrativa al 31 dicembre 2018, i crediti verso clientela valutati al costo
ammortizzato non deteriorati ammontano ad un valore lordo pari a 558.853
migliaia di Euro, a cui sono associate rettifiche di portafoglio pari a 1.701
migliaia di Euro, evidenziando un valore netto pari a 557.152 migliaia di Euro e
un grado di copertura (c.d. "coverage ratio") pari allo 0,30%.
Come riportato nelle informazioni di natura qualitativa della "Sezione 1 -
Rischio di credito" della Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative
politiche di copertura della nota integrativa al 31 dicembre 2018, nell'ambito
delle proprie politiche di gestione dei crediti verso clientela, la Banca ha
adottato regole e processi di monitoraggio dei rapporti che hanno comportato,
tra l'altro, un'articolata attività di classificazione degli stessi in categorie di
rischio omogenee. In particolare sulla base di sistemi di "rating" e di "Early
Warning" la Banca ha identificato, nell'ambito dei crediti verso clientela valutati
al costo ammortizzato non deteriorati, quelli a maggiore rischio.
In considerazione della complessità del processo di classificazione dei crediti
verso clientela in categorie di rischio omogenee adottato dalla Banca, abbiamo
ritenuto che la classificazione dei crediti verso clientela valutati al costo
ammortizzato non deteriorati a maggiore rischio sia da considerare un aspetto
chiave della revisione contabile del bilancio d'esercizio della Banca.
Procedure di
revisione svolte
Nell'ambito delle attività di revisione sono state svolte, tra le altre, le seguenti
principali procedure:
comprensione della normativa interna e dei processi posti in essere dalla
Banca in relazione alle attività di classificazione e di monitoraggio della
qualità dei crediti verso clientela al fine di verificarne la conformità al
quadro normativo di riferimento;
· verifica dell'implementazione e dell'efficacia operativa dei controlli chiave
identificati con riferimento ai suddetti processi anche con il supporto di
specialisti del network Deloitte;
· verifica, su base campionaria, della classificazione dei crediti verso clientela
valutati al costo ammortizzato non deteriorati a maggiore rischio sulla base
del quadro normativo di riferimento;
· verifica della correttezza e completezza dell'informativa fornita in bilancio
rispetto a quanto previsto dal quadro normativo di riferimento e dai principi
contabili applicabili.

70

RELAZIONE DEL COLLEGIO SINDACALE

- revisione legale del bilancio d'esercizio 17.400,00
verifica della regolare tenuta della contabilità 3,500,00
revisione contabile limitata dei prospetti contabili semestrali/
reporting package predisposti per la Relazione finanziaria
semestrale consolidata 4.500,00

SCHEMI DEL BILANCIO DELL'IMPRESA

STATO PATRIMONIALE

(unità di euro)
Voci dell'attivo 31-dic-18 31-dic-17
10. Cassa e disponibilità liquide 8.535.073 6.960.388
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 1.185.829 922.260
a)
Attività finanziarie detenute per la negoziazione
- 4.473
c)
Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value
1.185.829 917.787
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
113.122.553 204.733.913
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 858.696.059 835.875.479
a)
Crediti verso banche
116.435.119 108.368.909
b)
Crediti verso clientela
742.260.940 727.506.570
50. Derivati di copertura 132.831 381.502
80. Attività materiali 10.469.785 9.996.583
90. Attività immateriali 4.170 13.105
100. Attività fiscali 11.680.523 9.779.820
a)
correnti
221.814 297.649
b)
anticipate
11.458.709 9.482.171
120. Altre attività 5.150.351 8.186.189
Totale dell'attivo 1.008.977.174 1.076.849.239
(unità di euro)
Voci del passivo e del patrimonio netto 31-dic-18 31-dic-17
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 935.071.438 997.931.003
a)
debiti verso banche
207.741.974 209.908.467
b)
debiti verso la clientela
589.231.737 595.298.786
c)
titoli in circolazione
138.097.727 192.723.750
20. Passività finanziarie di negoziazione - 3.907
60. Passività fiscali 1.614.222 2.793.562
b)
differite
1.614.222 2.793.562
80. Altre passività 19.866.665 13.758.777
90. Trattamento di fine rapporto del personale 3.149.471 3.338.984
100. Fondi per rischi e oneri: 2.029.989 2.298.433
a)
impegni e garanzie rilasciate
71.724 34.046
b)
quiescenza e obblighi simili
780.764 1.021.371
c)
altri fondi per rischi e oneri
1.177.501 1.243.016
110. Riserve da valutazione (1.494.816) 4.512.581
140. Riserve 14.743.352 17.972.301
160. Capitale 33.280.000 33.280.000
180. Utile (Perdita) d'esercizio (+/-) 716.853 959.691
Totale del passivo e del patrimonio netto 1.008.977.174 1.076.849.239

Il dato al 31 dicembre 2017 (determinato secondo lo IAS 39) è ricondotto alle nuove voci contabili secondo le riclassificazioni resesi necessarie sulla base dei nuovi criteri di classificazione introdotti dall'IFRS9, che non comportano, quindi, variazioni in termini di totale attivo e totale passivo.

CONTO ECONOMICO

(unità di euro)
Voci 31-dic-18 31-dic-17
10. Interessi attivi e proventi assimilati 17.048.282 18.026.951
di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 16.688.675 -
20. Interessi passivi e oneri assimilati (2.730.696) (4.361.731)
30. Margine di interesse 14.317.586 13.665.220
40. Commissioni attive 8.507.026 8.307.807
50. Commissioni passive (466.717) (537.089)
60. Commissioni nette 8.040.309 7.770.718
70. Dividendi e proventi simili 14.834 13.151
80. Risultato netto dell'attività di negoziazione 41.188 66.973
90. Risultato netto dell'attività di copertura 152.050 68.248
100. Utile (perdita) da cessione o riacquisto di: 449.967 2.229.424
a)
attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
(1.848.494) -
b)
attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
2.370.509 2.194.661
c)
passività finanziarie
(72.048) 34.763
110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value
con impatto a conto economico
(11.518) -
b)
altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value
(11.518) -
120. Margine di intermediazione 23.004.416 23.813.734
130. Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito di: 214.689 (2.863.140)
a)
attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
52.836 (2.230.428)
b)
attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
161.853 (632.712)
150. Risultato netto della gestione finanziaria 23.219.105 20.950.594
160. Spese amministrative: (25.332.735) (22.169.339)
a)
spese per il personale
(12.891.303) (12.508.448)
b)
altre spese amministrative
(12.441.432) (9.660.891)
170. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri 212.070 93.630
a)
impegni e garanzie rilasciate
44.944 46.948
b)
altri accantonamenti netti
167.126 46.682
180. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali (339.771) (380.447)
190. Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali (8.935) (15.006)
200. Altri oneri/proventi di gestione 2.164.755 2.606.720
210. Costi operativi (23.304.616) (19.864.442)
250. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 865 -
260. Utile (perdita) dell'operatività corrente al lordo delle imposte (84.646) 1.086.152
270. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente 801.499 (126.461)
280. Utile (perdita) dell'operatività corrente al netto delle imposte 716.853 959.691
300. Utile (perdita) dell'esercizio 716.853 959.691

Il dato al 31 dicembre 2017 (determinato secondo lo IAS 39) è ricondotto alle nuove voci contabili previste dal 5° aggiornamento della Circolare n. 262 di Banca d'Italia, senza che questo abbia comportato una variazione del risultato di periodo

PROSPETTO DELLA REDDITIVITÀ COMPLESSIVA

(unità di euro)
Voci 31-dic-18 31-dic-17
10. Utile (Perdita) d'esercizio 716.853 959.691
Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto
economico
61.496 97.601
20. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
(23.119) 38.245
70. Piani a benefici definiti 84.615 59.356
Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto
economico
(7.130.400) (320.719)
140. Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
(7.130.400) (320.719)
170. Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte (7.068.904) (223.118)
180. Redditività complessiva (Voce 10+170) (6.352.051) 736.573

PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO AL 31 DICEMBRE 2018

(unità di euro)
Allocazione Variazioni dell'esercizio
7 8 risultato
esercizio
precedente
Operazioni sul patrimonio netto
Esistenze al 31-dic-1 Modifica saldi apertura (*) Esistenze al 1-gen-201 Riserve di e altre
oni
nazi
den
desti
vi
Di
Variazioni di riserve ove
u
one n
oni
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missi
E
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di ca
Deri
oni
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ons
pti
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St
mplessiva
8
31-dic-1
Redditività co
monio netto
8
al 31-dic-1
Patri
Capitale: 33.280.000 - 33.280.000 - - - - - - - - -
-
33.280.000
a) azioni ordinarie 33.280.000 - 33.280.000 - - - - - - - - -
-
33.280.000
b) altre azioni - - - - - - - - - - - -
-
-
Sovrapprezzi di
emissione
- - - - - - - - - - - -
-
-
Riserve: 17.972.301 (4.234.051) 13.738.250 959.691 - 45.411 - - - - - -
-
14.743.352
a) di utili 11.810.853 (4.234.051) 7.576.802 959.691 - 45.411 - - - - - -
-
8.581.904
b) altre 6.161.448 - 6.161.448 - - - - - - - - -
-
6.161.448
Riserve da valutazione 4.512.581 1.061.507 5.574.088 - - - - - - - - -
(7.068.904)
(1.494.816)
Strumenti di capitale - - - - - - - - - - - -
-
-
Azioni proprie - - - - - - - - - - - -
-
-
Utile (Perdita) di
esercizio
959.691 - 959.691 (959.691) - - - - - - - -
716.853
716.853
Patrimonio netto 56.724.573 (3.172.544) 53.552.029 - - 45.411 - - - - - -
(6.352.051)
47.245.389

(*) La modifica dei saldi di apertura delle riserve di utili e delle riserve da valutazione è conseguente alla prima applicazione del principio contabile internazionale IFRS 9 entrato in vigore il 1° gennaio 2018 come dettagliato nella Parte A della Nota integrativa del Bilancio al 31 dicembre 2018 e nell'allegato "Transizione all'IFRS 9"

PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO AL 31 DICEMBRE 2017

(unità di euro)
Allocazione Variazioni dell'esercizio
6 pertura 7 risultato
esercizio
precedente
Operazioni sul patrimonio netto va
Esistenze al 31-dic-1 di a
odifica sal
M
Esistenze al 1-gen-201 Riserve di e altre
oni
nazi
den
desti
vi
Di
oni di riserve
Variazi
ove
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missi
E
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7
m
31-dic-1
o
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Red
o
ett
7
o n
al 31-dic-1
oni
m
Patri
Capitale: 33.280.000 - 33.280.000 - - - 33.280.000
a) azioni ordinarie 33.280.000 - 33.280.000 - - - 33.280.000
b) altre azioni - - - - - - -
Sovrapprezzi di
emissione
- - - - - -
Riserve: 25.707.364 - 25.707.364 (7.735.063) - - - - - - 17.972.301
a) di utili 19.545.916 - 19.545.916 (7.735.063) - - - - 11.810.853
b) altre 6.161.448 - 6.161.448 - - - - - - 6.161.448
Riserve da valutazione 4.735.699 - 4.735.699 - (223.118) 4.512.581
Strumenti di capitale - - - - -
Azioni proprie - - - - - -
Utile (Perdita) di esercizio (7.735.063) - (7.735.063) 7.735.063 - 959.691 959.691
Patrimonio netto 55.988.000 - 55.988.000 - - - - - - -
-
-
736.573
56.724.573

RENDICONTO FINANZIARIO - Metodo Indiretto

(unità di euro)
31-dic-18 31-dic-17
A. ATTIVITÀ OPERATIVA
1. Gestione 728.361 14.386.767
risultato d'esercizio (+/-)
-
716.853 959.691
plus/minusvalenze su attività finanziarie detenute per la negoziazione e sulle
-
altre attività/passività valutate al fair value con impatto a conto economico (-/+) - -
plus/minusvalenze su attività di copertura (-/+)
-
(152.050) (68.248)
rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito (+/-)
-
657.241 4.161.680
rettifiche/riprese di valore nette su immobilizzazioni materiali e immateriali (+/-)
-
348.706 395.453
accantonamenti netti a fondi rischi ed oneri ed altri costi/ricavi (+/-)
-
(114.120) (14.370)
imposte, tasse e crediti d'imposta non liquidati (+/-)
-
848.611 (141.613)
rettifiche/riprese di valore nette dei gruppi di attività in via di dismissione al
-
netto dell'effetto fiscale (-/+) - -
altri aggiustamenti (+/-)
-
(1.576.881) 9.094.174
2. Liquidità generata/assorbita dalle attività finanziarie 64.446.456 (42.081.282)
attività finanziarie detenute per la negoziazione
-
4.473 52.924
attività finanziarie designate al fair value
-
- -
altre attività obbligatoriamente valutate al fair value
-
(268.042) -
attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
-
91.611.360 17.031.321
attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
-
(26.945.262) (63.077.914)
altre attività
-
43.928 3.912.387
3. Liquidità generata/assorbita dalle passività finanziarie (64.413.106) 26.223.636
passività finanziare valutate al costo ammortizzato
-
(62.254.013) 33.158.713
passività finanziarie di negoziazione
-
(3.907) (48.108)
passività finanziarie valutate al fair value
-
- -
altre passività
-
(2.155.185) (6.886.969)
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività operativa 761.712 (1.470.879)
B. ATTIVITÀ DI INVESTIMENTO
1. Liquidità generata da
- -
vendite di partecipazioni
-
- -
dividendi incassati su partecipazioni
-
- -
vendite di attività materiali
-
- -
vendite di attività immateriali
-
- -
vendite di rami d'azienda
-
- -
2. Liquidità assorbita da 812.973 (35.448)
acquisti di partecipazioni
-
- -
acquisti di attività materiali
-
812.973 (35.448)
acquisti di attività immateriali
-
- -
acquisti di rami d'azienda
-
- -
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività d'investimento 812.973 (35.448)
C. ATTIVITÀ DI PROVVISTA
emissioni/acquisti di azioni proprie
-
- -
emissioni/acquisti di strumenti di capitale
-
- -
distribuzione dividendi e altre finalità
-
- -
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività di provvista - -
LIQUIDITÀ NETTA GENERATA/ASSORBITA NELL'ESERCIZIO 1.574.685 (1.506.327)

RICONCILIAZIONE - Metodo Indiretto

(unità di euro)
Voci di Bilancio 31-dic-18 31-dic-17
Cassa e disponibilità liquide all'inizio dell'esercizio 6.960.388 8.466.715
Liquidità totale netta generata/assorbita nell'esercizio 1.574.685 (1.506.327)
Cassa e disponibilità liquide: effetto della variazione dei cambi - -
Cassa e disponibilità liquide alla chiusura dell'esercizio 8.535.073 6.960.388

LEGENDA: (+) generata (-) assorbita

NOTA INTEGRATIVA

  • Parte A – Politiche contabili
  • Parte B – Informazioni sullo stato patrimoniale
  • Parte C – Informazioni sul conto economico
  • Parte D – Redditività complessiva
  • Parte E – Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura
  • Parte F – Informazioni sul patrimonio
  • Parte G – Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d'azienda
  • Parte H – Operazioni con parti correlate
  • Parte I – Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali
  • Parte L – Informativa di settore

PARTE A – POLITICHE CONTABILI

A.1 Parte generale

Sezione 1 - Dichiarazione di conformità ai principi contabili internazionali

Il Bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2018 è redatto in applicazione dei Principi contabili IAS (International Accounting Standards) e IFRS (International Financial Reporting Standard), emanati dall'International Accounting Standards Board (IASB), omologati dalla Commissione Europea, come stabilito dal Regolamento comunitario n. 1606 del 19 luglio 2002, e attualmente in vigore, incluse le relative interpretazioni dell'International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC) e dello Standing Interpretations Committee (SIC).

Nella sua predisposizione, quando necessario, si fa altresì riferimento al "Quadro sistematico per la preparazione e la presentazione del bilancio" (Framework), ai documenti predisposti dall'Organismo Italiano di Contabilità (OIC) e dall'Associazione Bancaria Italiana (ABI).

In assenza di un principio o di un'interpretazione applicabili specificamente ad un'operazione particolare, la Banca fa uso del giudizio professionale delle proprie strutture e di quelle del Gruppo bancario di appartenenza, in particolare della Direzione Amministrazione e Bilancio, nello sviluppare una regola di rilevazione contabile che consenta di fornire un'informativa finanziaria attendibile, utile a garantire che il bilancio rappresenti in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale, finanziaria ed economica della Banca, riflettendo la sostanza economica dell'operazione nonché gli aspetti rilevanti ad essa connessi.

Nel formulare tali regole di rilevazione contabile si è fatto quanto più possibile riferimento alle disposizioni contenute nei Principi contabili internazionali e alle relative interpretazioni che trattano casi simili o assimilabili.

Come richiesto dallo IAS 8 nella tabella che segue sono riportati i nuovi principi contabili internazionali, o le modifiche di principi già in vigore, con i relativi Regolamenti di omologazione, la cui applicazione è divenuta obbligatoria dall'esercizio 2018.

Regolamento
CE di
omologazione
Titolo In vigore dagli esercizi con
inizio
1905/2016 Regolamento (UE) 2016/1905 della Commissione del 22 settembre
2016, pubblicato in Gazzetta Ufficiale L 295 del 29 ottobre 2016,
adotta l'IFRS 15 Ricavi provenienti da contratti con i clienti, inteso a
migliorare la rendicontazione contabile dei ricavi e quindi nel
complesso la comparabilità dei ricavi nei bilanci.
1° gennaio 2018
2067/2016 Regolamento (UE) 2016/2067 della Commissione del 22 novembre
2016, E' stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale L 323 del 29 novembre
2016 il che adotta l'IFRS 9 Strumenti finanziari, inteso a migliorare
l'informativa finanziaria sugli strumenti finanziari affrontando problemi
sorti in materia nel corso della crisi finanziaria. In particolare, l'IFRS 9
risponde all'invito del G20 ad operare la transizione verso un modello
più lungimirante di rilevazione delle perdite attese sulle attività
finanziarie.
1° gennaio 2018
1987/2017 Regolamento (UE) 2017/1987 della Commissione del 31 ottobre
2017, pubblicato in Gazzetta Ufficiale L 291 del 9 novembre 2017,
adotta Chiarimenti dell'IFRS 15 "Ricavi provenienti da contratti con i
clienti". Le modifiche mirano a precisare alcuni requisiti e a fornire
un'ulteriore agevolazione transitoria per le imprese che applicano il
Principio.
1° gennaio 2018
Regolamento
CE di
omologazione
Titolo In vigore dagli esercizi con
inizio
1988/2017 Regolamento (UE) 2017/1988 della Commissione del 3 novembre
2017, pubblicato in Gazzetta Ufficiale L 291 del 9 novembre 2017,
adotta le Modifiche all'IFRS 4 Applicazione congiunta dell'IFRS 9
Strumenti finanziari e dell'IFRS 4 Contratti assicurativi. Le modifiche
all'IFRS 4 mirano a rimediare alle conseguenze contabili temporanee
dello sfasamento tra la data di entrata in vigore dell'IFRS 9 e la data
di entrata in vigore del nuovo principio contabile sui contratti
assicurativi che sostituisce l'IFRS 4 (IFRS 17).
1° gennaio 2018
I conglomerati finanziari di cui alla definizione dell'articolo 2, punto
14, della direttiva 2002/87/CE possono decidere che nessuna delle
sue entità operanti nel settore assicurativo ai sensi dell'articolo 2,
punto 8, lettera b), della stessa direttiva applichi l'IFRS 9 al bilancio
consolidato per gli esercizi aventi inizio prima del 1° gennaio 2021,
se sono soddisfatte tutte le seguenti condizioni:
a) dopo il 29 novembre 2017 tra il settore assicurativo e gli altri
settori del conglomerato finanziario non sono trasferiti strumenti
finanziari diversi dagli strumenti finanziari valutati al fair value per i
quali le variazioni del fair value sono rilevate nell'utile (perdita)
d'esercizio da entrambi i settori coinvolti nei trasferimenti;
b) il conglomerato finanziario indica nel bilancio consolidato le entità
assicurative del gruppo che applicano lo IAS 39;
c) le informazioni integrative richieste dall'IFRS 7 sono fornite
separatamente per il settore assicurativo che applica lo IAS 39 e per
il resto del gruppo che applica l'IFRS 9.
182/2018 Regolamento (UE) 2018/182 della Commissione del 7 febbraio 2018,
pubblicato in Gazzetta Ufficiale L 34 dell'8 febbraio 2018, adotta i
Miglioramenti
annuali
agli
IFRS
2014-2016
che
comportano
modifiche allo IAS 28 Partecipazioni in società collegate e joint
venture, all'IFRS 1 Prima adozione degli International Financial
Reporting Standard e all'IFRS 12 Informativa sulle partecipazioni in
altre entità.
L'obiettivo dei miglioramenti annuali è quello di risolvere questioni
non urgenti relative a incoerenze riscontrate negli IFRS oppure a
chiarimenti di carattere terminologico, che sono state discusse dallo
IASB nel corso del ciclo progettuale.
1° gennaio 2018 perIAS 28 e
IFRS1
1° gennaio 2017 per IFRS 12
289/2018 Regolamento (UE) 2018/289 della Commissione del 26 febbraio
2018, pubblicato in Gazzetta Ufficiale L 55 del 27 febbraio 2018,
adotta Modifiche all'IFRS 2 Pagamenti basati su azioni volte a
chiarire come le imprese debbano applicare il principio in taluni casi
specifici.
1° gennaio 2018
400/2018 Regolamento (UE) 2018/400 della Commissione del 14 marzo 2018,
pubblicato in Gazzetta Ufficiale L 72 del 15 marzo 2018, adotta
Modifiche allo IAS 40 Investimenti immobiliari – Cambiamenti di
destinazione
di
investimenti
immobiliari.
Le modifiche chiariscono quando un'impresa è autorizzata a
cambiare la qualifica di un immobile che non era un «investimento
immobiliare» come tale o viceversa.
1° gennaio 2018
498/2018 Regolamento (UE) 2018/498 della Commissione del 22 marzo 2018,
pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 26 marzo 2018, adotta modifiche
concernenti IFRS9.
Sono stati modificati la data di entrata in vigore e le disposizioni
transitorie
degli
elementi
di
pagamento
anticipato
con
compensazione negativa.
1° gennaio 2019 e 1° gennaio
2018 per chi applica IFRS9
519/2018 Regolamento (UE) 2018/519 della Commissione del 28 marzo 2018,
pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 3 aprile 2018, che modifica
l'allegato n.1126/2008 introducendo l'IFRIC 22 "Operazioni in valuta
estera e anticipi".
L'interpretazione chiarisce la contabilizzazione di operazioni che
comprendono la ricezione o il pagamento di anticipi in valuta estera.
1° gennaio 2018

IFRS 9

Il principio contabile internazionale IFRS 9 ha sostituito, a partire dal 1° gennaio 2018, lo IAS 39 che fino al 31 dicembre 2017 ha disciplinato la classificazione e valutazione degli strumenti finanziari. L'IFRS 9 si articola in tre diverse aree di intervento:

  • Classificazione e misurazione delle attività finanziarie;
  • Impairment;
  • Hedge accounting.

Nell'ambito della classificazione e misurazione delle attività finanziarie (crediti e titoli di debito) il principio IFRS 9 ha introdotto un modello combinato basato: i) sulla finalità di gestione associata a ciascun portafoglio di attività finanziarie (il c.d. Business Model) e ii) sulle caratteristiche contrattuali dei relativi cash flows (il c.d. test SPPI). Dalla combinazione di tali criteri derivano le nuove categorie contabili di classificazione delle attività finanziarie ("Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato", "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva", "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico"), in sostituzione delle previgenti cinque categorie contabili ("Attività finanziarie detenute per la negoziazione", "Attività finanziarie disponibili per la vendita", "Attività detenute sino alla scadenza", "Crediti", "Attività finanziarie valutate al fair value").

La classificazione e misurazione delle attività finanziarie (crediti e titoli di debito) nelle categorie contabili IFRS9 avviene secondo i seguenti indirizzi:

  • le attività finanziarie vengono classificate nella categoria contabile "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato" o "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" quando il Business Model ad esse associato risulta rispettivamente "Hold to Collect" o "Hold to Collect and Sell" e solo se i cash flows contrattuali delle attività finanziarie stesse consistono esclusivamente in pagamenti di capitale ed interessi maturati sull'importo di capitale da restituire (c.d. Solely Payment of Principal and Interest – SPPI);
  • le attività finanziarie detenute per finalità di trading (Business Model "Other") e quelle citate al punto precedente per le quali, però, i flussi di cassa contrattuali hanno fallito il test SPPI, sono classificate nella categoria contabile delle "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico".

Per quanto riguarda invece la classificazione e misurazione degli strumenti di capitale (Equity instruments), vanno distinti quelli detenuti con finalità di trading, che sono classificati nella categoria contabile "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico", da quelli detenuti a scopo di investimento partecipativo, per i quali è invece possibile optare, irrevocabilmente ed in sede di iscrizione iniziale, per la contabilizzazione nella categoria contabile "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" anziché fra le "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico" (c.d. irrevocable election). In tal caso, la riserva da valutazione imputata a patrimonio netto non può più essere trasferita a Conto economico, neppure in caso di cessione dello strumento finanziario.

Per le passività finanziarie, l'IFRS 9 non introduce variazioni significative rispetto ai requisiti IAS 39, continuando pertanto ad essere classificate nella categoria contabile al costo ammortizzato o al fair value. Tuttavia per le passività finanziarie valutate al fair value, l'IFRS 9 prevede che le variazioni di fair value vengano rilevate a Conto Economico ad eccezione della variazione di fair value associata al merito creditizio dell'emittente (c.d. "own credit risk"), che deve invece essere rilevata in un'apposita riserva di patrimonio netto.

La seconda area di intervento del principio IFRS 9 si riferisce alla c.d. "staging allocation" ed alla conseguente metodologia di determinazione dell'impairment. Le attività finanziarie classificate al costo ammortizzato ed al fair value con impatto a patrimonio netto, eccetto gli strumenti di capitale irrevocable elected, devono essere rettificati secondo un modello basato sulla perdita attesa (c.d. forward-looking expected loss), anziché sulla perdita effettiva avvenuta (c.d. incurred loss). La finalità è quella di anticipare e monitorare lo stato del credito in modo tempestivo e continuativo.

Nello specifico, l'IFRS 9 richiede di calcolare perdite attese a dodici mesi sin dall'iscrizione iniziale dello strumento finanziario (Stage 1) e fin quando il rapporto non registra un significativo incremento del rischio di credito; in quest'ultimo caso (Stage 2), il calcolo della perdita attesa si basa sull'intera vita residua degli strumenti (lifetime expected loss). Anche per le posizioni classificate in default (Stage 3), il calcolo della perdita attesa si basa sull'intera vita residua degli strumenti (lifetime expected loss), includendo fattori forward-looking e valutazioni di multi-scenario; inoltre, si modificano alcuni aspetti correlati, quali il calcolo degli interessi attivi.

Per la terza area di intervento, ovvero il nuovo modello di hedge accounting, che non include allo stato attuale le macro coperture, lo standard si pone l'obiettivo di avvicinare maggiormente la gestione e rappresentazione contabile delle attività alle omologhe utilizzate in ambito risk management, incrementando la disclosure su tali azioni di gestione della copertura del rischio. Inoltre, il principio stesso consente la possibilità di implementare le nuove indicazioni, piuttosto che mantenere in applicazione il Principio IAS 39 (c.d. opzione opt-in / opt-out). Sulla base delle analisi svolte, il Gruppo BPER Banca ha adottato la scelta "opt-out" e quindi le operazioni di copertura continuano ad essere gestite nel rispetto di quanto previsto dallo IAS 39 (nella sua versione carved-out).

Per ulteriori dettagli sul Business Model, SPPI test, criteri di classificazione in Stage degli strumenti finanziari si rimanda alla parte A2 della presente Nota integrativa in cui sono descritte le principali voci di bilancio.

In applicazione delle indicazioni dello IAS 8 – Cambiamenti di principi contabili e del par. 7.2 e seguenti dell'IFRS 9 – Disposizioni transitorie, la Cassa, in coerenza con le decisioni della Capogruppo, ha scelto di gestire la transition (o «First Time Adoption – FTA») all'IFRS 9 senza rideterminazione dei saldi comparativi, rilevando l'impatto cumulato derivante dai diversi criteri di classificazione e valutazione nelle riserve di utili del patrimonio netto, come modifica dei saldi di apertura al 1° gennaio 2018.

Tali impatti derivano principalmente dalla:

  • Classificazione e Misurazione degli strumenti finanziari: l'allocazione delle attività e passività ai nuovi portafogli ha determinato variazioni positive complessive pari a Euro 1,171 milioni;
  • Svalutazione (Impairment) del portafoglio in bonis (Stage 1 e 2): i crediti lordi verso clientela oggetto di SICR (Stage 2) sono risultati pari a Euro 103 milioni, il 17,28% dei crediti lordi verso clientela in bonis; il maggior accantonamento netto conseguente all'applicazione dell'ECL 1Y (Stage 1) e lifetime (Stage 2) è risultato pari a Euro 340 mila sui crediti verso la clientela, a cui si aggiungono Euro 14 mila sui crediti verso banche ed Euro 57 mila sul portafoglio titoli di proprietà;
  • Svalutazione (Impairment) dei crediti deteriorati (Stage 3) in incremento di circa Euro 3,932 milioni; l'incremento deriva prevalentemente dall'inclusione nel processo di valutazione dei fattori forwardlooking, in ipotesi multi-scenario, introducendo in particolare il "disposal scenario" tra le modalità di recupero delle posizioni deteriorate in applicazione di quanto previsto dall'NPE Strategy 2018-2020 e dal Piano NPE 2018-2021 del Gruppo BPER Banca.

L'impatto complessivo di prima applicazione ha comportato la modifica dei saldi di apertura al 1° gennaio 2018 per uno sbilancio complessivo pari a Euro 3,172 milioni. Si rinvia agli allegati dei presenti Prospetti contabili per maggiori dettagli quantitativi.

Fondi Propri

In data 12 dicembre 2017 il Parlamento Europeo e il Consiglio hanno emanato il Regolamento (UE) 2017/2395 "Disposizioni transitorie volte ad attenuare l'impatto dell'introduzione dell'IFRS 9 sui Fondi Propri" che aggiorna il Regolamento 575/2013 CRR, inserendo il nuovo articolo 473 bis «Introduzione dell'IFRS 9», che offre la possibilità alle banche di mitigare gli impatti sui Fondi Propri derivanti dall'introduzione del principio contabile IFRS 9 in un periodo transitorio di 5 anni (da marzo 2018 a dicembre 2022) sterilizzando

nel CET1 l'impatto con l'applicazione di percentuali decrescenti nel tempo. Il Gruppo BPER Banca ha scelto di adottare il cosiddetto "approccio statico", da applicare all'impatto risultante dal confronto tra le rettifiche di valore IAS 39 esistenti al 31 dicembre 2017 e quelle IFRS 9 risultanti al 1° gennaio 2018. In data 30 gennaio 2018, il Gruppo ha comunicato formalmente all'Autorità di Vigilanza la propria decisione di avvalersi del regime transitorio per la graduale computazione nel Patrimonio Regolamentare di Vigilanza degli accantonamenti previsti dall'applicazione dell'IFRS 9.

Le banche che optano per il trattamento transitorio, dal 2018 dovranno in ogni caso fornire al mercato le informazioni relative a Capitale disponibile, RWA, Ratio patrimoniale e Leverage ratio "Fully Loaded" (rispetto al regime transitorio IFRS9), secondo quanto previsto dalle Linee Guida emanate il 12 gennaio 2018.

IFRS15

Il principio IFRS 15 ha sostituito i seguenti standard attinenti al riconoscimento dei ricavi: IAS 11 Construction Contracts, IAS 18 Revenue, IFRIC 13 Customer Loyalty Programmes, IFRIC 15 Agreements for the Construction of Real Estate, IFRIC 18 Transfers of Assets from Customers and SIC-31 Revenue – Barter Transaction involving Advertising Services.

Il principio ha previsto regole specifiche per la prima applicazione; in particolare, è prevista la possibilità di scelta tra un approccio "retrospettivo pieno" ed un approccio "retrospettivo modificato", quest'ultimo adottato dal Gruppo BPER Banca.

Il principio stabilisce il modello di riconoscimento dei ricavi da applicare a tutti i contratti stipulati con i clienti, ad eccezione di quelli che rientrano nell'ambito di applicazione di altri principi IAS/IFRS (come ad esempio i leasing, i contratti d'assicurazione e gli strumenti finanziari). I passaggi fondamentali per la contabilizzazione dei ricavi secondo il nuovo modello sono:

  • l'identificazione dei contratti con i clienti;
  • l'identificazione delle c.d. performance obligations del contratto, soddisfatte overtime oppure point in time;
  • la determinazione del prezzo;
  • l'allocazione del prezzo alle performance obligations del contratto;
  • i criteri di iscrizione del ricavo quando l'entità soddisfa ciascuna performance obligation.

L'IFRS 15 richiede la rilevazione dei ricavi per un importo che riflette il corrispettivo a cui l'entità ritiene di avere diritto in cambio del trasferimento di merci o servizi al cliente.

Sulla base delle specifiche analisi svolte a livello di Gruppo, coinvolgendo le società controllate ove necessario, non sono emersi impatti significativi dall'applicazione del nuovo standard.

Nella tabella che segue sono riportati i nuovi principi contabili internazionali, o le modifiche di principi già in vigore, la cui applicazione obbligatoria decorre dal 1° gennaio 2019 o da data successiva (nel caso in cui il bilancio non coincida con l'anno solare).

La Banca non si è avvalsa della facoltà di applicazione anticipata dei Regolamenti in vigore dal 1° gennaio 2019. Non si ritiene che tali modifiche o nuovi principi omologati comportino impatti significativi sulla situazione patrimoniale ed economica della Banca; per l'analisi della stima degli impatti di prima applicazione dell'IFRS 16 si rimanda alla Relazione degli amministratori sulla gestione nel capitolo "Informativa preliminare rispetto alla prossima applicazione del principio contabile internazionale IFRS 16".

Regolamento CE
di omologazione
Titolo In vigore dagli
esercizi con inizio
1986/2017 Regolamento (UE) 2017/1986 della Commissione del 31 ottobre 2017,
pubblicato in Gazzetta Ufficiale L 291 del 9 novembre 2017, adotta l'IFRS 16
Leasing, inteso a migliorare la rendicontazione contabile dei contratti di
leasing.
1° gennaio 2019
1595/2018 Regolamento (UE) 2018/1595 della Commissione del 23 ottobre 2018,
pubblicato in Gazzetta Ufficiale L 265 del 24 ottobre 2018, adotta
l'Interpretazione IFRIC 23 Incertezza sui trattamenti ai fini dell'imposta sul
reddito.
L'Interpretazione
precisa
come
riflettere
l'incertezza
nella
contabilizzazione delle imposte sul reddito.
1° gennaio 2019
237/2019 Regolamento (UE) 2019/237 della Commissione dell'8 febbraio 2019,
pubblicato in Gazzetta Ufficiale L. 39 dell' 11 febbraio 2019, che modifica il
regolamento
(CE)
n.
1126/2008
che
adotta
taluni
principi
contabili
internazionali conformemente al regolamento (CE) n.
1606/2002 del
Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda il Principio contabile
IAS 28.
1° gennaio 2019

Sezione 2 - Principi generali di redazione

Il Bilancio d'esercizio, per quanto riguarda gli schemi e le forme tecniche, è stato predisposto sulla base di quanto previsto dalla Circolare n. 262/2005 e successive modifiche, e in osservanza del Regolamento CONSOB n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche.

Si è tenuto conto delle disposizioni del Codice civile, dettate dalla riforma del diritto societario (D.Lgs. n. 5 e n. 6 del 17 gennaio 2003, e successive modifiche, come da D.Lgs. n. 310 del 28 dicembre 2004), e dei provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D.Lgs. n. 38/2005.

Il Bilancio è formato dallo Stato patrimoniale, dal Conto economico, dal Prospetto della redditività complessiva, dal Prospetto delle variazioni del patrimonio netto, dal Rendiconto finanziario, redatti in unità di Euro, e dalla Nota integrativa, che riporta invece i valori in migliaia di Euro. Esso è inoltre corredato dalla Relazione degli Amministratori sulla gestione.

In sintesi, i principi generali, su cui si fonda la redazione del Bilancio, sono, come previsti dallo IAS 1, i seguenti:

  • Continuità aziendale: le attività, le passività e le operazioni "fuori bilancio" sono valutate in una prospettiva di destinazione durevole nel tempo.
  • Competenza economica: i costi e i ricavi sono rilevati in base alla maturazione economica e secondo criteri di correlazione, a prescindere dal momento del loro regolamento monetario.
  • Rilevanza e aggregazione di voci: ogni classe rilevante di voci, ancorché simili, è esposta in bilancio in modo distinto. Gli elementi di natura o destinazione diversa possono essere aggregati solo se l'informazione è irrilevante.
  • Compensazione: le attività e le passività, i proventi e i costi non devono essere compensati se non espressamente richiesto o consentito da un principio o un'interpretazione, ovvero dalle regole di Banca d'Italia per la predisposizione degli schemi di bilancio.
  • Periodicità dell'informativa: l'informativa deve essere redatta almeno annualmente; se un'entità cambia la data di chiusura del proprio esercizio deve indicare la ragione per cui varia la durata dell'esercizio e il fatto che i dati non siano comparabili.
  • Informativa comparativa: le informazioni comparative sono fornite per il periodo precedente per tutti i dati esposti in bilancio, salvo diverse disposizioni previste da un principio o da un'interpretazione. Il dato patrimoniale al 31 dicembre 2017 (determinato secondo IAS 39) è ricondotto alle nuove voci contabili previste dal 5° aggiornamento della Circolare n. 262 di Banca d'Italia , ovvero sulla base dei nuovi criteri di classificazione introdotti dall'IFRS 9, senza che questo abbia comportato variazioni in termini di totale attivo e totale passivo. Il dato economico al 31 dicembre 2017 (determinato secondo IAS 39) è ricondotto alle nuove voci contabili previste dal 5° aggiornamento della Circolare n. 262 di Banca d'Italia, senza che questo abbia comportato una variazione del risultato d'esercizio.

Uniformità di presentazione: la presentazione e la classificazione delle voci sono mantenute costanti nel tempo allo scopo di garantire la comparabilità delle informazioni, salvo diverse specifiche indicazioni richieste da nuovi principi contabili o loro interpretazioni, ovvero si manifesti la necessità, in termini di significatività ed affidabilità, di rendere più appropriata la rappresentazione dei valori. Se un criterio di presentazione o classificazione è modificato si danno indicazioni sulla natura e i motivi della variazione e delle voci interessate; il nuovo criterio, quando possibile, è applicato in modo retroattivo.

La descrizione delle politiche contabili applicate alle principali voci di bilancio fornisce i dettagli informativi necessari all'individuazione delle principali assunzioni e valutazioni utilizzate nella redazione del bilancio.

Nella Nota integrativa e negli allegati al Bilancio 2018, sono riportate informazioni aggiuntive, anche non espressamente richieste dalle disposizioni di legge, che sono ritenute utili per fornire una rappresentazione completa, veritiera e corretta della situazione aziendale.

Incertezza nell'utilizzo di stime7

La redazione del bilancio richiede anche il ricorso a stime e ad assunzioni, che possono determinare effetti sui valori iscritti nello Stato patrimoniale e nel Conto economico, nonché sull'informativa relativa alle attività e passività potenziali riportate in bilancio. L'elaborazione di tali stime implica l'utilizzo delle informazioni disponibili e l'adozione di valutazioni soggettive, fondate anche sull'esperienza storica, utilizzate ai fini della formulazione di assunzioni ragionevoli per la rilevazione dei fatti di gestione. Per loro natura le stime e le assunzioni utilizzate possono variare di periodo in periodo e, pertanto, non è da escludersi che nei periodi successivi gli attuali valori iscritti in bilancio possano differire anche in maniera significativa a seguito del mutamento delle valutazioni soggettive utilizzate.

Le principali fattispecie per le quali sono maggiormente richieste l'impiego di valutazioni soggettive da parte della Direzione aziendale, sono:

  • la quantificazione delle perdite per riduzione di valore dei crediti e, in genere, delle altre attività finanziarie;
  • la determinazione del fair value degli strumenti finanziari da utilizzare ai fini dell'informativa di bilancio; in particolare l'utilizzo di modelli valutativi per la rilevazione del fair value degli strumenti finanziari non quotati in mercati attivi;
  • la quantificazione dei fondi del personale e dei fondi per rischi e oneri;
  • le stime e le assunzioni sulla recuperabilità della fiscalità differita attiva;
  • la valutazione dell'avviamento/immobilizzazioni immateriali.

Continuità aziendale8

Nella redazione del bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2018, gli Amministratori hanno considerato appropriato il presupposto della continuità aziendale in quanto a loro giudizio non sono emerse incertezze legate ad eventi o circostanze che, considerati singolarmente o nel loro insieme, possano far sorgere dubbi riguardo alla continuità aziendale.

Sezione 3 - Eventi successivi alla data di riferimento del bilancio

Il progetto di Bilancio è stato approvato in data 4 marzo 2019, dal Consiglio di amministrazione della Cassa di Risparmio di Saluzzo S.p.A..

Si rimanda a quanto esposto nella Relazione degli Amministratori sulla gestione.

7 Come richiesto dal documento n.2 diramato a firma congiunta da Banca d'Italia, CONSOB e ISVAP (ora IVASS) il 6 febbraio 2009

8 Come richiesto dal documento n.2 diramato a firma congiunta da Banca d'Italia, CONSOB e ISVAP (ora IVASS) il 6 febbraio 2009

Sezione 4 - Altri aspetti

Opzione per il consolidato fiscale nazionale

Nel mese di giugno 2017, sottoscrivendo il "Contratto per la regolamentazione dei rapporti nell'ambito della tassazione di gruppo", si è aderito per il triennio 2017-2019 al "Consolidato fiscale nazionale", disciplinato dagli artt. 117-129 del TUIR e introdotto dal D.Lgs. n. 344/2003 e successive modifiche.

Esso consiste in un regime opzionale, vincolante per tre anni, in virtù del quale le società aderenti subordinate trasferiscono, ai soli effetti fiscali, il proprio risultato economico alla controllante, in capo alla quale è determinato un unico reddito imponibile o un'unica perdita fiscale.

Gli effetti del consolidato fiscale trovano manifestazione nella voce "Altre attività - crediti verso Società del Gruppo per consolidato fiscale" come contropartita contabile della voce "Passività fiscali correnti" per gli accantonamenti IRES effettuati dalle consolidate al lordo delle ritenute e degli acconti versati.

La voce "Altre passività - debiti verso Società del Gruppo per consolidato fiscale" rappresenta la contropartita contabile della voce "Attività fiscali correnti" per gli acconti IRES versati e ritenute subite dalle società rientranti nel consolidato fiscale che hanno trasferito tali importi alla consolidante.

Revisione legale dei conti

Il bilancio d'esercizio è sottoposto alla revisione legale da parte della società Deloitte & Touche S.p.A., alla quale è stato conferito l'incarico per il periodo 2017- 2025, dall'Assemblea dei Soci del 30 marzo 2017, che ne ha stabilito i compensi, ai sensi del D.Lgs. n. 39 del 27 gennaio 2010.

A.2 – Parte relativa alle principali voci di bilancio

Classificazione delle Attività finanziarie – Business Model e test SPPI (voce 20, 30 e 40)

Il principio IFRS 9 prevede che la classificazione delle attività finanziarie rappresentate da crediti e titoli di debito sia ricondotta a tre categorie contabili sulla base dei seguenti criteri:

  • il modello di business con cui sono gestite le attività finanziarie (o Business Model);
  • le caratteristiche contrattuali dei flussi di cassa delle attività finanziarie (o test SPPI).

Dal combinato di questi due criteri discende la classificazione delle attività finanziare, come di seguito esposto:

  • Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (AC): attività che prevedono il business model "Hold to collect" (HTC) e superano il test SPPI;
  • Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (FVTOCI): attività che prevedono il business model "Hold to collect and sell" (HTCS) e superano il test SPPI;
  • Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (FVTPL): attività che prevedono un business model "Other" o, in via residuale, attività che non sono classificabili nelle categorie precedenti per esito negativo del test SPPI.

Business Model

Il gruppo BPER Banca ha individuato i propri Business Model tenendo in debita considerazione i settori di attività "core" in cui il lo stesso opera, le strategie fino ad oggi adottate per la realizzazione dei flussi di cassa degli assets in portafoglio, nonché delle previsioni strategiche di sviluppo del business. Tale analisi è stata svolta primariamente a livello di Gruppo e, conseguentemente, a livello di singola Banca/Società del Gruppo, comprendendo anche le società prodotto.

L'attività "core" della Banca è legata alla generazione e gestione dei rapporti di credito per i settori Retail e Corporate (inclusivo del Large Corporate) e, pertanto, segue una logica di detenzione degli stessi presumibilmente fino a scadenza al fine di collezionare i flussi di cassa contrattuali. Tale operatività, in ottica IFRS 9, è riconducibile ad un Business Model di tipo "Hold to Collect".

Altro settore di attività per il gruppo BPER Banca, di supporto al perseguimento degli obbiettivi dell'attività bancaria, è il settore Finanza che include le poste patrimoniali ed economiche del Gruppo derivanti da attività di tesoreria, di gestione dei portafogli di proprietà, di accesso ai mercati finanziari e di supporto operativo specialistico alla rete commerciale.

Ai fini dell'individuazione del Business Model nel settore Finanza, l'analisi ha ricondotto le attività rilevanti svolte dalla finanza di Gruppo alla gestione dei portafogli di proprietà. E', pertanto, possibile individuare i seguenti portafogli gestionali di proprietà:

Portafoglio Bancario d'investimento, costituito dall'insieme degli strumenti gestiti collettivamente al fine di ridurre la volatilità sul margine di interesse. Tale tipologia di portafoglio persegue prevalentemente la strategia di portare a scadenza gli strumenti finanziari sterilizzando, in tal modo, il rischio di mercato. Pertanto, la strategia di tale portafoglio comporta la gestione dei rischi prevalenti quali il rischio di credito, di tasso di interesse e Sovrano.

In applicazione dell'IFRS 9, il portafoglio descritto è stato ricondotto al Business Model "Hold to Collect".

Portafoglio Bancario di liquidità, costituito dall'insieme degli strumenti finanziari la cui strategia è orientata alla loro detenzione con lo scopo di gestire la liquidità e di ottimizzare il profilo rischiorendimento a livello di Gruppo. Tale tipologia di portafoglio persegue strategie di investimento con l'obiettivo di:

o Ottimizzare il margine di interesse;

o Incrementare l'ammontare degli assets prontamente liquidabili al fine di mitigare l'esposizione del Gruppo al rischio liquidità;

o Diversificare il rischio di credito.

Pertanto, la strategia di tale portafoglio comporta la gestione dei rischi prevalenti quali il rischio di liquidità, di credito, di tasso di interesse, di mercato e Sovrano.

In applicazione dell'IFRS 9, il portafoglio descritto è stato ricondotto al Business Model "Hold to Collect and Sell".

Portafoglio di trading, costituito dall'insieme di strumenti finanziari con finalità di trading (titoli governativi, ETF, titoli strutturati, quote di O.I.C.R., ABS, ecc.), garantendo la gestione del rischio di mercato. L'obiettivo di profitto di tale portafoglio è perseguito principalmente attraverso la variazione del fair value degli strumenti.

Pertanto, la strategia di tale portafoglio comporta la gestione dei rischi prevalenti quali il rischio di mercato, di credito, di tasso di interesse e Sovrano.

In applicazione dell'IFRS 9, il portafoglio descritto è stato ricondotto al Business Model "Other".

  • Portafoglio Negoziazione con la Clientela, costituito dalle attività finanziarie riacquistate dalla clientela, o detenute per offrire un servizio d'investimento alla stessa (portafoglio residuale).
  • In applicazione dell'IFRS 9, il portafoglio descritto è stato ricondotto al Business Model "Other".
  • Capital Market, costituito dagli strumenti finanziari detenuti con finalità di "market making" su titoli (Titoli di debito governativi, sovranazionali, corporate, covered bond e garantiti dallo Stato), garantendo la gestione del rischio di mercato. L'obiettivo di profitto di tale portafoglio è perseguito principalmente attraverso la variazione del fair value degli strumenti. Pertanto, la strategia di tale portafoglio comporta la gestione dei rischi prevalenti quali il rischio di mercato, il rischio di credito, il rischio di tasso di interesse. In applicazione dell'IFRS 9, il portafoglio descritto è stato ricondotto al Business Model "Other".

L'IFRS 9 prevede la possibilità di modificare il Business Model, evidenziando che le situazioni che conducono a tale variazione sono rare ("very infrequent"), da ricondursi ad eventi rilevanti (interni o esterni) che incidono sulla strategia gestionale (e quindi derivanti da decisioni del Senior Management dell'Entità); devono essere inoltre adeguatamente supportate da delibere e legate ad eventi intervenuti o fatti oggettivi aventi una evidenza anche verso i terzi.

La modifica del modello di business deve inoltre avvenire prima della conseguente riclassifica degli asset interessati dalla modifica stessa, possibile solo al primo giorno del reporting period successivo.

In merito alla combinazione di soglie di frequenza e significatività, il Gruppo BPER Banca ha definito dei limiti quantitativi (sia in termini relativi rispetto alla dimensione di portafoglio, che assoluti) da applicare alle vendite eseguite sul portafoglio "Hold to Collect".

Ha inoltre declinato i concetti di "prossimità alla scadenza", individuando i 12 mesi precedenti alla data di rimborso, e di "incremento del rischio creditizio" in linea con i criteri di staging di seguito descritti (la classificazione a Stage 2 consente la vendita degli strumenti).

SPPI Test

Al fine di analizzare le caratteristiche dei flussi di cassa contrattuali derivanti dalle attività finanziarie (crediti e titoli di debito), il Gruppo BPER Banca ha definito un test SPPI fondato su 12 alberi decisionali, così da considerare tutte le caratteristiche contrattuali rilevanti ai fini del test.

Il Gruppo BPER Banca ha inoltre adottato alcune assunzioni sia in relazione al portafoglio crediti, che al portafoglio titoli di debito.

Si riportano di seguito le scelte principali.

  • in relazione al portafoglio titoli di debito, le quote di fondi comuni di investimento, sia aperti che chiusi, falliscono il test SPPI. In relazione ai titoli emessi nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione, ai fini del credit risk assessment si è ipotizzato che le tranche mezzanine e junior sopportino in generale un rischio di credito superiore alla rischiosità media del portafoglio di strumenti sottostante e, di conseguenza, falliscano il test.
  • in relazione al Benchmark Cash Flow Test richiesto nelle situazioni di mismatch tra "tenor" e periodicità di "refixing" dei tassi, si è convenuto che la modifica nel "time value of money element" sia da ritenersi significativa per gli strumenti indicizzati a parametri con tenor superiore all'anno e, conseguentemente, questi falliscano il test SPPI.

Si riportano di seguito le principali voci di bilancio

1 - Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico

Iscrizione

L'iscrizione iniziale delle attività finanziarie avviene alla data di regolamento, per i titoli di debito e di capitale, o alla data di sottoscrizione, per i contratti derivati.

In particolare, al momento della contabilizzazione per data di regolamento, è rilevata qualsiasi variazione di fair value dell'attività che deve essere ricevuta nel periodo intercorrente tra tale data e la precedente data di negoziazione, nello stesso modo in cui si contabilizza l'attività acquistata.

All'atto della rilevazione iniziale, le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico sono rilevate al fair value; esso è rappresentato, salvo differenti indicazioni, dal corrispettivo pagato per l'esecuzione della transazione, senza considerare i costi o proventi ad essa riferiti ed attribuibili allo strumento stesso, che vengono rilevati direttamente nel Conto economico.

Classificazione

a) attività finanziarie detenute per la negoziazione

Le attività finanziarie detenute per la negoziazione comprendono le attività finanziarie per le quali il Business Model definito è "Other". Tale Business Model è riconducibile ad attività finanziarie i cui flussi di cassa saranno realizzati tramite la vendita delle stesse.

Vi rientrano altresì i titoli di capitale detenuti con finalità di negoziazione, per i quali non è possibile esercitare la scelta irrevocabile di presentare le variazioni successive del fair value nel prospetto della redditività complessiva.

Vi rientrano altresì i fondi comuni di investimento, qualora siano gestiti con finalità di negoziazione.

b) attività finanziarie designate al fair value

Rientrano in tale categoria le attività finanziarie per le quali è stata esercitata la fair value option.

c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value

Tale categoria contabile comprende le attività finanziarie per le quali il Business Model definito è "Hold to Collect" oppure "Hold to Collect & Sell" ma non soddisfano i requisiti per la classificazione in tali Business Model, in quanto falliscono il test SPPI.

Vi rientrano anche i titoli di capitale per i quali non è stata esercitata la scelta irrevocabile di presentare le variazioni successive del fair value nel prospetto della redditività complessiva e non sono detenuti con finalità di negoziazione.

Vi rientrano altresì i fondi comuni di investimento qualora non siano gestiti con finalità di negoziazione.

Valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale continuano ad essere valorizzate al fair value. Se il fair value dei derivati classificati nelle "attività finanziarie detenute per la negoziazione" diventa negativo tale posta è contabilizzata come una passività finanziaria.

Le metodologie utilizzate per la determinazione del fair value sono riportate nella parte A.4 "Informativa sul fair value" della presente Nota Integrativa

Cancellazione

Le attività finanziarie sono cancellate quando scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivanti dalle attività stesse, quando l'attività finanziaria è ceduta trasferendo sostanzialmente tutti i rischi/benefici ad essa connessi oppure quando l'attività finanziaria è oggetto di modifiche sostanziali.

Nel caso in cui il Gruppo venda un'attività finanziaria classificata nelle "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico", si procede alla sua eliminazione contabile alla data del suo trasferimento (data regolamento).

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

Le componenti positive di reddito, rappresentate dagli interessi attivi sulle attività finanziarie classificate nelle "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico" sono iscritte per competenza nelle voci di Conto economico relative agli interessi.

Gli utili e le perdite derivanti dalla variazione di fair value delle "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico – attività finanziarie detenute per la negoziazione" sono rilevati a Conto economico nella voce "Risultato netto dell'attività di negoziazione",

Gli utili e le perdite derivanti dalla variazione di fair value vengono iscritti a Conto economico alla voce "Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico – attività e passività designate al fair value" per le attività finanziarie designate al fair value e alla voce "Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico – altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value" per le attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value.

2 - Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva Iscrizione

L'iscrizione iniziale dell'attività finanziaria avviene alla data di regolamento per i titoli di debito o di capitale ed alla data di erogazione nel caso di crediti.

All'atto della rilevazione iniziale le attività finanziarie sono contabilizzate al loro fair value, che corrisponde normalmente al corrispettivo pagato comprensivo dei costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso.

Classificazione

Soni iscritti nella presente categoria:

  • le attività finanziarie per le quali il Business Model definito è "Hold to Collect & Sell" ed i termini contrattuali delle stesse superano l'SPPI Test;
  • gli investimenti in strumenti rappresentativi di capitale, detenuti con finalità diverse dalla negoziazione, per i quali è stata esercitata irrevocabilmente, al momento della prima iscrizione, l'opzione per la rilevazione nel prospetto della redditività complessiva delle variazioni di fair value successive alla prima iscrizione in bilancio.

Valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività finanziarie continuano ad essere valutate al fair value. Le variazioni di fair value relative alle attività finanziarie diverse dagli investimenti in strumenti rappresentativi di capitale per le quali è stata esercitata l'opzione irrevocabile suddetta, sono imputate in apposita riserva di patrimonio netto al netto delle expected credit losses ed al netto del relativo effetto fiscale.

Cancellazione

Le attività finanziarie sono cancellate quando scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivanti dalle attività stesse, quando l'attività finanziaria è ceduta trasferendo sostanzialmente tutti i rischi/benefici ad essa connessi oppure quando l'attività finanziaria è oggetto di modifiche sostanziali.

Nel caso in cui il Gruppo venda un'attività finanziaria classificata nelle "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva", si procede alla sua eliminazione contabile alla data del suo trasferimento (data regolamento).

Rilevazione delle componenti reddituali

Le componenti reddituali delle "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" diverse dagli investimenti in strumenti rappresentativi di capitale per le quali è stata esercitata l'opzione irrevocabile suddetta, sono contabilizzate come di seguito descritto:

  • gli interessi sono calcolati utilizzando il tasso di interesse effettivo, ossia il tasso che sconta esattamente i flussi di cassa lungo la vita attesa dello strumento (tasso IRR). L'IRR è determinato tenendo in considerazione eventuali sconti o premi sull'acquisizione, costi o commissioni che sono parte integrante del valore di carico;
  • le expected credit losses rilevate nel periodo sono contabilizzate nella voce "Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito di: b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva";
  • al momento della cancellazione, le valutazioni cumulate nella specifica riserva di patrimonio netto vengono riversate a Conto economico nella voce "Utili/perdite da cessione/riacquisto di: b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva".

Per quanto riguarda gli investimenti in strumenti rappresentativi di capitale per i quali è stata esercitata l'opzione irrevocabile suddetta, sono rilevati nel Conto economico soltanto i dividendi nella voce "Dividendi e proventi simili". Le variazioni di fair value successive alla prima iscrizione sono rilevate in apposita riserva di valutazione nel patrimonio netto; in caso di cancellazione dell'attività, il saldo cumulato di tale riserva non è riversato a Conto economico, ma è riclassificato tra le riserve di utili del patrimonio netto.

3 - Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato

Iscrizione

L'iscrizione iniziale dell'attività finanziaria avviene alla data di regolamento per i titoli di debito ed alla data di erogazione nel caso di crediti; in tale voce sono iscritti:

  • i crediti verso banche;
  • i crediti verso la clientela.

Il valore iniziale è pari al fair value dello strumento finanziario, pari normalmente per i crediti all'ammontare erogato comprensivo dei costi/proventi direttamente riconducibili al singolo strumento e, per i titoli di debito, al prezzo di sottoscrizione o di acquisto sul mercato.

L'operatività di factoring origina esposizioni verso cedenti rappresentativa di finanziamenti erogati a fronte di cessioni pro-solvendo ed esposizioni verso debitori ceduti rappresentativa del valore dei crediti acquistati (fair value) a fronte di cessioni pro-soluto. La prima iscrizione di un credito avviene alla data di cessione a seguito della sottoscrizione del contratto (in caso di cessione pro-soluto), e coincide con la data di erogazione per il pro-solvendo.

Tale operatività comporta, per l'impresa cedente e per la società di factoring, la valutazione della presenza o meno delle condizioni richieste dal principio contabile internazionale IFRS 9 per l'effettuazione della cd. derecognition (un'impresa può cancellare un'attività finanziaria dal proprio bilancio solo se per effetto di una cessione ha trasferito i rischi e benefici connessi con lo strumento ceduto, ovvero se e solo se: a) è trasferita l'attività finanziaria e con essa sostanzialmente tutti i rischi ed i diritti contrattuali ai flussi finanziari derivanti dall'attività scadono; b) vengono meno i benefici connessi alla proprietà della stessa) e la conseguente recognition dal lato del factor.

Per valutare l'effettivo trasferimento dei rischi e dei benefici è necessario comparare l'esposizione dell'impresa cedente alla variabilità del valore corrente o dei flussi finanziari generati dall'attività finanziaria trasferita, prima e dopo la cessione. L'impresa cedente mantiene sostanzialmente tutti i rischi ed i benefici, quando la sua esposizione alla 'variabilità' del valore attuale dei flussi finanziari netti futuri dell'attività finanziaria non cambia significativamente in seguito al trasferimento della stessa. Invece si ha il trasferimento quando l'esposizione a questa 'variabilità' non è più significativa.

Le forme di cessione di uno strumento finanziario più frequentemente utilizzate possono avere riflessi contabili profondamente differenti:

  • nel caso di una cessione pro-soluto (senza nessun vincolo di garanzia), le attività cedute possono essere cancellate dal bilancio del cedente;
  • nel caso di una cessione pro-solvendo, è da ritenere che nella maggioranza dei casi il rischio connesso con l'attività ceduta rimanga in capo al venditore e pertanto la cessione non presenta i requisiti per la cancellazione contabile dello strumento venduto; saranno rilevati esclusivamente gli importi erogati al cedente a titolo di anticipo del corrispettivo.

La verifica dei criteri di derecognition, nell'ambito delle cessioni pro-soluto sottostanti l'attività di factoring, prende inoltre in considerazione le clausole di mitigazione del rischio adottate dal Gruppo mediante apposite previsioni contrattuali pattuite con i cedenti. Si tratta di clausole finalizzate alla definizione di limiti sui singoli debitori ceduti, di franchigie assolute e relative, di clausole c.d. "bonus-malus" e di ritardato pagamento.

Classificazione

Sono iscritte nella presente categoria le attività finanziarie per le quali il Business Model definito è "Hold to Collect" ed i termini contrattuali delle stesse superano l'SPPI Test.

La voce "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato" include crediti verso la clientela e crediti verso banche.

Tali voci comprendono i crediti erogati, le operazioni pronti contro termine, i crediti originati da operazioni di leasing finanziario (che, conformemente allo IAS 17, vengono rilevati secondo il c.d. "metodo finanziario") ed i titoli di debito.

La Banca ha iscritto tra le "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato" gli strumenti finanziari acquistati pro-soluto, previo accertamento della inesistenza di clausole contrattuali che facciano venire meno l'effettivo sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici. Relativamente al portafoglio ceduto prosolvendo, gli importi erogati al cedente a titolo di anticipo del corrispettivo vengono rilevati nella medesima categoria.

Valutazione

Dopo la rilevazione iniziale, i crediti sono valutati al costo ammortizzato, pari al valore di prima iscrizione, rettificato dei rimborsi di capitale, delle rettifiche/riprese di valore e aumentato o diminuito dell'ammortamento – calcolato col metodo del tasso di interesse effettivo – della differenza tra l'ammontare erogato e quello rimborsabile a scadenza, riconducibile tipicamente agli oneri/proventi imputati direttamente al singolo credito. Il tasso di interesse effettivo è il tasso che attualizza il flusso dei pagamenti futuri stimati per la durata attesa del finanziamento, al fine di ottenere il valore contabile netto iniziale, inclusivo dei costi e proventi riconducibili al credito. Tale modalità di contabilizzazione, secondo la logica finanziaria, consente di distribuire l'effetto economico degli oneri e dei proventi, per la vita residua attesa del credito.

Il metodo del costo ammortizzato non è utilizzato per i crediti la cui breve durata (durata fino a 12 mesi) fa ritenere trascurabile l'effetto dell'applicazione della logica di attualizzazione. Detti crediti sono valorizzati al costo storico.

Per i crediti senza una scadenza definita o a revoca, i costi e i proventi sono imputati direttamente a Conto economico.

Ad ogni chiusura di bilancio o di situazione infrannuale le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato sono assoggettate ad impairment mediante rilevazione delle expected credit losses – ECL.

Rientrano in tale ambito, con specifiche modalità di determinazione di valutazione:

I crediti deteriorati (c.d. "Stage 3") ai quali è stato attribuito lo status di sofferenza, inadempienza probabile o past due deteriorato nel rispetto delle attuali regole della normativa di vigilanza della Banca d'Italia, coerenti con la normativa IAS/IFRS e della vigilanza europea. L'ammontare della rettifica di valore di ciascun rapporto è pari alla differenza tra il valore di bilancio dello stesso al momento della valutazione (costo ammortizzato) e il valore attuale dei previsti flussi di cassa futuri. La stima dei flussi di cassa attesi, formulata anche in relazione a diversi scenari di possibile recupero, è frutto di una valutazione analitica della posizione per le sofferenze e per le inadempienze probabili con esposizione al di sopra delle soglie stabilite dalla normativa interna. Per le inadempienze probabili, al di sotto delle soglie stabilite dalla normativa interna, e per i Past due la determinazione della perdita attesa avviene con metodologia collettiva. Per maggiori dettagli sui modelli adottati dal Gruppo BPER Banca per la stima dell'ECL sui crediti deteriorati si rinvia al paragrafo 18 – "Modalità di determinazione delle perdite di valore (Impairment)". Le rettifiche di valore sono iscritte a Conto economico.

Il valore originario dei crediti è ripristinato negli esercizi successivi nella misura in cui sono venuti meno i motivi che ne hanno determinato la rettifica, purché tale valutazione sia oggettivamente collegabile ad un evento verificatosi successivamente alla rettifica stessa. Eventuali riprese di valore non possono, in ogni caso, superare il costo ammortizzato che il credito avrebbe avuto in assenza di precedenti rettifiche.

I crediti ordinari classificati in bonis, alimentano lo "Stage 1" e lo "Stage 2", la valutazione viene periodicamente effettuata in modo differenziato, secondo il modello di stima delle Expected Credit Losses (ECL),adottato dal Gruppo BPER Banca, rispettivamente a 12 mesi o lifetime le cui caratteristiche sono riepilogate nel paragrafo 18 – "Modalità di determinazione delle perdite di valore (Impairment)".

I crediti oggetto di "misure di concessione" (c.d. Forborne exposures), che per loro natura possono essere classificati sia come deteriorati che come bonis, vengono assoggettati alle medesime metodologie di valutazione descritte in precedenza. Nel caso in cui questi siano in bonis, la classificazione prevista è a Stage 2. In merito alle modalità di identificazione dei crediti Forborne, si rimanda alle indicazioni fornite nella Parte E – Rischio di credito della Nota Integrativa.

Cancellazione

Le attività finanziarie sono cancellate quando scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivanti dalle attività stesse, quando l'attività finanziaria è ceduta trasferendo sostanzialmente tutti i rischi/benefici ad essa connessi oppure quando l'attività finanziaria è oggetto di modifiche sostanziali.

Nel caso in cui la Banca venda un'attività finanziaria classificata nelle "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico", si procede alla sua eliminazione contabile alla data del suo trasferimento (data regolamento).

Rilevazione delle componenti reddituali

Per gli strumenti valutati al costo ammortizzato (crediti verso banche e crediti verso clientela), gli interessi sono calcolati utilizzando il tasso di interesse effettivo, ossia il tasso che sconta esattamente i flussi di cassa lungo la vita attesa dello strumento (tasso IRR). L'IRR, e quindi il costo ammortizzato, sono determinati tenendo in considerazione eventuali sconti o premi sull'acquisizione, costi o commissioni che sono parte integrante del costo ammortizzato.

Gli interessi sui crediti deteriorati vengono calcolati sull'esposizione netta dell'expected credit losses.

Le rettifiche o riprese di valore derivanti dal modello di expected credit losses adottato, sono iscritte a Conto economico nella voce "Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito".

4 - Operazioni di copertura

La Banca si avvale della possibilità, prevista in sede di prima applicazione dell'IFRS 9, di gestire l' "hedge accounting" secondo le previsioni del principio contabile internazionale IAS 39.

Iscrizione

Le operazioni di copertura dei rischi sono finalizzate a neutralizzare potenziali perdite rilevabili su un determinato elemento o gruppo di elementi, attribuibili ad uno specifico rischio, tramite gli utili rilevabili su un diverso elemento o gruppo di elementi, nel caso in cui quel particolare rischio dovesse effettivamente manifestarsi. Le tipologie possibili di coperture sono:

  • coperture di fair value: obiettivo di coprire l'esposizione alla variazione del fair value di una posta di bilancio;
  • copertura di flussi finanziari: obiettivo di coprire l'esposizione alle variazioni dei flussi di cassa futuri attribuibili a particolari poste di bilancio.

Classificazione

Gli strumenti derivati sono designati di copertura quando esiste una documentazione adeguata e formalizzata in merito alla relazione tra lo strumento coperto e il derivato di copertura e se è efficace tanto nel momento in cui la copertura ha inizio quanto, prospetticamente, durante tutta la vita della stessa.

Valutazione

I derivati di copertura sono valutati al fair value.

Per verificare l'efficacia dell'operazione di copertura sono effettuati specifici test. L'efficacia della copertura dipende dalla misura in cui le variazioni di fair value dello strumento coperto, generate dalla variazione del fattore di rischio oggetto di copertura, risultino compensate da quelle dello strumento di copertura. Affinché sia efficace la copertura deve essere effettuata con una controparte esterna al Gruppo.

Le modalità di contabilizzazione degli utili e delle perdite derivanti dalle variazioni del fair value sono diverse in relazione alla tipologia di copertura:

  • copertura di fair value (fair value hedge): il cambiamento del fair value dell'elemento coperto riconducibile al solo rischio coperto è registrato a Conto economico, al pari del cambiamento del fair value dello strumento derivato; l'eventuale differenza, che rappresenta la parziale inefficacia della copertura, determina di conseguenza l'effetto economico netto;
  • copertura dei flussi finanziari (cash flow hedge): le variazioni di fair value del derivato sono imputate a patrimonio netto, per la quota efficace della copertura, e sono rilevate a Conto economico solo quando, con riferimento alla posta coperta, si manifesta la variazione dei flussi di cassa da compensare o se la copertura risulta inefficace.

Si ritiene che la copertura sia efficace quando le variazioni di fair value (o dei flussi di cassa) dello strumento finanziario di copertura neutralizzano quasi integralmente le variazioni dello strumento coperto (i limiti sono stabiliti dall'intervallo percentuale compreso tra l'80% e il 125%), per il fattore di rischio oggetto di copertura. La valutazione dell'efficacia è effettuata con cadenza trimestrale, utilizzando:

  • test prospettici, che giustificano l'applicazione della contabilizzazione di copertura, in quanto dimostrano l'attesa sua efficacia;
  • test retrospettivi, che evidenziano il grado di efficacia della copertura raggiunto nel periodo cui si riferiscono. In altri termini, misurano quanto i risultati effettivi siano discostati dalla copertura perfetta.

Cancellazione

Se le verifiche non confermano l'efficacia della copertura, la contabilizzazione delle stesse, secondo quanto sopra esposto, viene interrotta ed il contratto derivato di copertura viene riclassificato tra gli strumenti di negoziazione con la rilevazione a Conto economico dei relativi impatti. Inoltre la contabilizzazione delle operazioni di copertura è interrotta nei seguenti altri casi:

  • l'elemento coperto è venduto e rimborsato;
  • è revocata anticipatamente l'operazione di copertura;
  • il derivato scade, è venduto, estinto o esercitato.

Rilevazione delle componenti reddituali

L'allocazione delle componenti reddituali nelle pertinenti voci di Conto economico avviene sulla base di quanto segue:

  • i differenziali maturati sugli strumenti derivati di copertura del rischio di tasso di interesse (oltre agli interessi delle posizioni oggetto di copertura) vengono allocati nella voce "Interessi attivi e proventi assimilati" o "Interessi passivi e oneri assimilati";
  • le plusvalenze e minusvalenze derivanti dalla valutazione degli strumenti derivati di copertura e delle posizioni oggetto di copertura di fair value hedge vengono allocate nella voce "Risultato netto dell'attività di copertura";
  • le plusvalenze e minusvalenze derivanti dalla valutazione degli strumenti derivati di copertura di cash flow hedge", per la parte efficace, vengono allocate in un'apposita riserva di valutazione di patrimonio netto "Riserva per la copertura di flussi finanziari futuri", al netto dell'effetto fiscale differito. Per la parte inefficace tali risultanze vengono contabilizzate a Conto economico nella voce "Risultato netto dell'attività di copertura".

5 - Partecipazioni

Iscrizione

Le partecipazioni sono iscritte alla data di regolamento. All'atto della rilevazione iniziale le interessenze partecipative sono contabilizzate al costo, comprensivo dei costi e proventi direttamente attribuibili alla transazione.

Classificazione

La presente voce include:

  • società controllate, iscritte al costo;
  • società collegate, iscritte in base al metodo del patrimonio netto, adeguando il costo iniziale di iscrizione alle variazioni patrimoniali, inclusi gli utili e perdite realizzati, dalla partecipata; si considerano collegate le società di cui si detengono almeno il 20% dei diritti di voto e quelle le cui entità partecipative assicurano influenza nella governance;
  • società soggette a controllo congiunto, anch'esse iscritte in base al metodo del patrimonio netto;
  • altre partecipazioni di esiguo valore mantenute al costo.

Valutazione

Se esistono evidenze che il valore di una partecipazione possa aver subito una riduzione, si procede alla stima del valore recuperabile della partecipazione stessa, tenendo conto del valore attuale dei flussi finanziari futuri che la partecipazione potrà generare, incluso il valore di dismissione finale dell'investimento.

Se il valore di recupero risulta inferiore al valore contabile, la relativa differenza è imputata a Conto economico nella voce "Utili(Perdite) delle partecipazioni".

Qualora i motivi della perdita di valore siano rimossi a seguito di un evento verificatosi successivamente alla rilevazione della riduzione di valore, sono effettuate riprese di valore con imputazione a Conto economico, che non possono eccedere l'ammontare delle perdite da impairment precedentemente registrate.

La quota di pertinenza della partecipante di eventuali perdite della partecipata, eccedente il valore di iscrizione della partecipazione, è rilevata in un apposito fondo nella misura in cui la partecipante è impegnata ad adempiere a obbligazioni legali o implicite della partecipata, o comunque, a coprirne le perdite.

Cancellazione

Le partecipazioni sono cancellate quando scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivati dalle attività stesse o quando esse sono cedute, trasferendo sostanzialmente tutti i rischi e benefici ad esse connessi.

Rilevazione delle componenti reddituali

I dividendi sono rilevati all'interno della voce "Dividendi e proventi simili", nel momento in cui sorge il diritto a riceverne il pagamento; nei Prospetti contabili i dividendi ricevuti sono portati a riduzione del valore contabile della partecipata.

Eventuali rettifiche/riprese di valore connesse con il deterioramento delle partecipazioni, nonché utili o perdite derivanti dalla cessione di partecipazioni sono rilevati nella voce "Utili (Perdite) delle partecipazioni".

6 - Attività materiali

Iscrizione

Le attività materiali sono inizialmente iscritte al costo, che comprende, oltre al prezzo di acquisto, tutti gli eventuali oneri accessori direttamente imputabili all'acquisto e alla messa in funzione del bene.

Le spese di manutenzione straordinaria, che comportano un incremento dei benefici economici futuri, sono imputate ad incremento del valore dei cespiti, mentre gli altri costi di manutenzione ordinaria sono rilevati a Conto economico.

Classificazione

Le attività materiali comprendono i terreni, gli immobili strumentali, gli investimenti immobiliari, gli impianti tecnici, i mobili, gli arredi e le attrezzature di qualsiasi tipo.

Si tratta di attività materiali che si ritiene di utilizzare per più di un periodo e che sono detenute per essere utilizzate nella produzione o nella fornitura di beni e servizi, per essere affittate a terzi, o per scopi amministrativi.

Sono, inoltre, iscritti in questa voce i beni utilizzati nell'ambito di contratti di leasing finanziario, ancorché la titolarità giuridica degli stessi rimanga alla società locatrice.

La voce accoglie anche attività materiali classificate in base allo IAS 2 "Rimanenze", che si riferiscono sia a beni derivanti dall'attività di escussione di garanzie o dall'acquisto in asta che l'impresa ha intenzione di vendere nel prossimo futuro, senza effettuare rilevanti opere di ristrutturazione, sia al portafoglio immobiliare delle Società immobiliari del Gruppo, comprensivo di aree edificabili, immobili in costruzione, immobili ultimati in vendita e iniziative di sviluppo immobiliare, detenuto in un'ottica di dismissione.

Valutazione

Le attività materiali, inclusi gli immobili non strumentali, sono valutate al costo, al netto di eventuali ammortamenti e perdite di valore.

Le immobilizzazioni sono sistematicamente ammortizzate lungo la loro vita utile, individuata sul singolo immobile in sede di iscrizione iniziale, adottando come criterio di ammortamento il metodo a quote costanti, ad eccezione:

  • dei terreni, siano essi stati acquisiti singolarmente o incorporati nel valore dei fabbricati, in quanto hanno vita utile illimitata. Nel caso in cui il loro valore sia incorporato nel valore del fabbricato, sono considerati beni separabili dall'edificio; la suddivisione tra il valore del terreno e il valore del fabbricato avviene sulla base di perizie di esperti indipendenti per i soli immobili detenuti "cielo-terra";
  • del patrimonio artistico, in quanto la vita utile di un'opera d'arte non può essere stimata ed il suo valore è normalmente destinato ad aumentare nel tempo;
  • delle rimanenze classificate ai sensi dello IAS 2.

Ad ogni chiusura di bilancio o di situazione infrannuale, se esiste qualche indicazione che dimostri che un'attività possa aver subito una perdita di valore, si procede al confronto tra il valore di carico del cespite ed il suo valore di recupero, pari al più elevato tra il fair value, al netto degli eventuali costi di vendita, ed il relativo valore d'uso del bene, inteso come il valore attuale dei flussi futuri originati dal cespite, come descritto nel capitolo 18 – "Modalità di determinazione delle perdite di valore – Impairment". Eventuali rettifiche di valore sono rilevate a Conto economico.

Qualora vengano meno i motivi che hanno portato alla rilevazione della perdita, si dà luogo ad una ripresa di valore, che non può superare il valore che l'attività avrebbe avuto, al netto degli ammortamenti calcolati in assenza di precedenti perdite di valore.

Le attività materiali rilevate ai sensi dello IAS 2, sono valutate al minore tra il costo ed il valore netto di realizzo, fermo restando che si procede comunque al confronto tra il valore di carico del cespite ed il suo valore di recupero ove esista qualche indicazione che dimostri che il bene possa aver subito una perdita di valore. Le eventuali rettifiche sono rilevate a Conto economico.

Cancellazione

Un'attività materiale è eliminata contabilmente dallo Stato patrimoniale al momento della dismissione, o quando il bene è permanentemente ritirato dall'uso e dalla sua dismissione non sono attesi benefici economici futuri.

Rilevazione delle componenti reddituali

Sia gli ammortamenti, calcolati pro rata temporis, che eventuali rettifiche o riprese di valore per deterioramento, sono rilevati a Conto economico nella voce "Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali".

Gli utili o le perdite da cessione sono invece rilevati a Conto economico nella voce "Utili (Perdite) da cessione di investimenti".

7 - Attività immateriali

Iscrizione

Le attività immateriali diverse dall'avviamento sono inizialmente rilevate al costo, rappresentato dal prezzo di acquisto e da qualunque costo diretto sostenuto per predisporre l'utilizzo dell'attività stessa.

Un'attività immateriale può essere iscritta come avviamento quando la differenza positiva tra il costo di acquisto della partecipazione (comprensivo degli oneri accessori) e il fair value degli elementi patrimoniali acquisiti, compresi quelli individuati a seguito della Purchase Price Allocation (PPA), sia rappresentativo delle capacità reddituali future della partecipata (goodwill).

Qualora tale differenza risulti negativa (badwill), o nell'ipotesi in cui il goodwill non sia supportato da effettive capacità reddituali future della partecipata, la differenza stessa è iscritta direttamente a Conto economico.

Classificazione

Le attività immateriali sono quelle attività non monetarie, identificabili, prive di consistenza fisica, dalle quali è prevedibile che possano affluire benefici economici futuri.

Le caratteristiche necessarie per soddisfare la definizione di attività immateriali sono:

  • identificabilità;
  • controllo della risorsa in oggetto;
  • esistenza di prevedibili benefici economici futuri.

In assenza di una delle suddette caratteristiche, la spesa per acquisire o generare la stessa internamente è rilevata come costo nell'esercizio in cui è stata sostenuta.

L'avviamento è rappresentato dall'eccedenza del costo di acquisto di una partecipazione rispetto al fair value, alla data di acquisto, dei beni e degli altri elementi patrimoniali acquisiti.

Le altre attività immateriali sono iscritte come tali se sono identificabili e trovano origine in diritti legali o contrattuali.

Valutazione

Qualora la vita utile dell'attività immateriale sia indefinita, come per l'avviamento, non si procede all'ammortamento, ma alla periodica verifica dell'adeguatezza del valore di iscrizione. Con periodicità annuale, od ogni volta che vi sia evidenza di perdita di valore, è effettuato un test di verifica dell'adeguatezza del valore, come descritto nel capitolo 18 – "Modalità di determinazione delle perdite di valore – Impairment". Le rettifiche di valore sono rilevate a Conto economico senza possibilità di ripresa successiva.

A differenza dell'avviamento, il costo delle immobilizzazioni immateriali a vita utile definita è ammortizzato a quote costanti o in quote decrescenti sulla base dell'afflusso dei benefici economici attesi dall'attività. È previsto, in ogni caso, che in presenza di evidenze di perdite di valore, il test di verifica venga effettuato anche su tali attività confrontando il fair value con il relativo valore contabile.

Pertanto, ad ogni chiusura di bilancio o di situazione infrannuale, in presenza di evidenze di perdite di valore, si procede alla stima del valore di recupero dell'attività. L'ammontare della perdita, rilevato a Conto economico, è pari alla differenza tra il valore contabile dell'attività ed il valore recuperabile, se quest'ultimo è inferiore, come descritto nel capitolo 18 – "Modalità di determinazione delle perdite di valore – Impairment".

Cancellazione

Un'attività immateriale è eliminata dallo Stato patrimoniale al momento della dismissione e qualora non siano attesi benefici economici futuri.

Rilevazione delle componenti reddituali

Sia gli ammortamenti che eventuali rettifiche o riprese di valore per deterioramento di attività immateriali, diverse dagli avviamenti, vengono rilevate a Conto economico nella voce "Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali".

Gli utili o le perdite da cessione sono invece rilevati nella voce "Utili (Perdite) da cessione di investimenti".

Le rettifiche di valore degli avviamenti sono iscritte nella voce "Rettifiche di valore dell'avviamento".

8 - Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione

Iscrizione e classificazione

Sono classificate nella voce dell'attivo "Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione" e alla voce del passivo "Passività associate ad attività in via di dismissione", attività non correnti o gruppi di attività/passività (materiali, immateriali e finanziarie) per le quali è stato avviato un processo di dismissione e la loro vendita è ritenuta altamente probabile.

Valutazione

Le suddette attività e passività sono valutate al minore tra il valore di carico, determinato secondo i principi IFRS di riferimento e il loro fair value, al netto dei costi di cessione.

Rilevazione delle componenti reddituali

I relativi proventi ed oneri (al netto dell'effetto fiscale) relativi a gruppi di attività in via di dismissione, sono esposti nel Conto economico alla voce "Utile (perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte".

9 - Fiscalità corrente e differita

Iscrizione e classificazione

Le poste della fiscalità corrente accolgono il saldo netto tra i debiti da assolvere per imposte sul reddito di competenza dell'esercizio e le attività fiscali correnti nei confronti dell'Amministrazione finanziaria rappresentate dagli acconti e dagli altri crediti d'imposta per ritenute d'acconto subite o altri crediti d'imposta recuperabili in compensazione.

Le attività fiscali correnti accolgono altresì i crediti d'imposta per i quali è stato richiesto il rimborso alle Autorità fiscali competenti.

Le poste della fiscalità differita rappresentano, invece, imposte sul reddito recuperabili in periodi futuri per differenze temporanee deducibili (attività differite) e imposte sul reddito pagabili in periodi futuri per differenze temporanee tassabili (passività differite).

Valutazione

Le attività per imposte anticipate, relative a differenze temporanee deducibili ed a benefici fiscali futuri ottenibili dal riporto a nuovo di perdite fiscali, vengono iscritte in bilancio nella misura in cui è probabile che sarà realizzato un reddito imponibile che ne consentirà il recupero. La stima è effettuata attraverso lo svolgimento del "probabily test", così come previsto dallo IAS 12. Tale test si basa su una previsione economica sviluppata su un orizzonte prospettico di 5 anni, rettificandone l'utile ante imposte per considerare le future variazioni temporanee e permanenti in conformità alla normativa fiscale in vigore alla data di valutazione, così da addivenire ad una stima dei risultati fiscali futuri in grado di determinare il recupero delle imposte differite attive.

Rilevazione delle componenti reddituali

Le attività e le passività fiscali sono di norma imputate a Conto economico alla voce "Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente".

Fanno eccezione quelle derivanti da operazioni imputabili direttamente al patrimonio netto, che devono, conseguentemente, rapportarsi alla medesima voce, ovvero quella derivante da operazioni di aggregazione societaria, che rientrano nel computo del valore dell'avviamento.

10 - Fondi per rischi ed oneri

Iscrizione

I Fondi per rischi ed oneri sono passività di ammontare o scadenza incerti, rilevati in bilancio quando ricorrono le seguenti contestuali condizioni:

  • esiste un'obbligazione attuale alla data di riferimento del bilancio, che deriva da un evento passato. L'obbligazione deve essere di tipo legale (trova origine da un contratto, normativa o altra disposizione di legge) o implicita (nasce nel momento in cui l'impresa genera nei confronti di terzi l'aspettativa che vengano assolti gli impegni anche se non rientranti nella casistica delle obbligazioni legali);
  • è probabile che si verifichi un'uscita finanziaria;
  • è possibile effettuare una stima attendibile dell'ammontare dell'obbligazione.

A fronte di passività solo potenziali e non probabili non è rilevato alcun accantonamento, ma sarà fornita informativa nella Nota Integrativa.

Classificazione

In questa voce sono inclusi i fondi relativi a prestazioni di lungo termine e a prestazioni successive alla cessazione del rapporto di lavoro dipendente trattati dal Principio IAS 19, di cui si rinvia al successivo paragrafo "Benefici ai dipendenti", e i "Fondi per rischi ed oneri" trattati dal Principio IAS 37.

Nella sottovoce "impegni e garanzie rilasciate" vanno indicati i fondi per rischio di credito a fronte di impegni a erogare fondi e di garanzie finanziarie rilasciate che sono soggetti alle regole di svalutazione dell'IFRS 9 (cfr. paragrafo 2.1 lettera e); paragrafo 5.5; appendice A) e i fondi su altri impegni e altre garanzie che non sono soggetti alle regole di svalutazione dell'IFRS 9.

Valutazione

Laddove l'elemento temporale sia significativo, gli accantonamenti sono attualizzati utilizzando i tassi correnti di mercato. L'accantonamento è rilevato a Conto economico.

Rilevazione delle componenti reddituali

Le rettifiche e le riprese di valore degli impegni e garanzie rilasciate sono rilevate nella voce di Conto economico "Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri – Impegni e garanzie rilasciate".

Gli accantonamenti e i recuperi a fronte dei Fondi per rischi ed oneri, compresi gli effetti temporali, sono allocati nella voce di Conto economico "Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri – Altri accantonamenti netti".

Gli accantonamenti sono iscritti al valore rappresentativo della miglior stima dell'ammontare che l'impresa ragionevolmente pagherebbe per estinguere l'obbligazione o per trasferirla a terzi alla data di chiusura dell'esercizio. Quando l'effetto finanziario del tempo è significativo e le date di pagamento delle obbligazioni sono attendibilmente stimabili, l'accantonamento è determinato attualizzando i flussi di cassa attesi determinati tenendo conto dei rischi associati all'obbligazione; l'incremento del Fondo connesso al trascorrere del tempo è rilevato a Conto economico.

11 - Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato

Iscrizione

La prima iscrizione è effettuata sulla base del fair value delle passività, normalmente pari all'ammontare incassato o al prezzo di emissione, aumentato degli eventuali costi/proventi aggiuntivi direttamente attribuibili alla singola operazione di provvista o di emissione.

In tale voce sono iscritti:

  • "Debiti verso banche";
  • "Debiti verso clientela";
  • "Titoli in circolazione".

Classificazione

Le voci "Debiti verso banche", "Debiti verso clientela" e "Titoli in circolazione" ricomprendono le varie forme di provvista interbancaria e con clientela. In tali voci sono ricompresi anche i debiti iscritti dal locatario nell'ambito di operazioni di leasing finanziario, nonché la raccolta effettuata attraverso certificati di deposito e titoli obbligazionari in circolazione, al netto quindi degli eventuali riacquisti.

Valutazione

Dopo la rilevazione iniziale, le passività finanziarie sono valutate al costo ammortizzato secondo il metodo del tasso di interesse effettivo, ad eccezione delle passività a breve termine, per le quali il fattore temporale risulta trascurabile. I titoli in circolazione sono iscritti al netto dell'ammontare riacquistato.

Cancellazione

Le passività finanziarie sono cancellate contabilmente dal bilancio quando risultano scadute o estinte. Come già evidenziato, la cancellazione avviene anche in presenza di riacquisto di titoli precedentemente emessi.

La differenza tra valore contabile della passività e l'ammontare pagato per riacquistarla viene registrata a Conto economico

Rilevazione delle componenti reddituali

Le componenti negative di reddito rappresentate dagli interessi passivi e relativi oneri assimilati sono iscritte per competenza, sulla base del tasso di interesse effettivo, nelle voci di Conto economico relative agli interessi.

Relativamente ai debiti a breve termine, i costi/proventi agli stessi riferibili sono attribuiti direttamente a Conto economico.

La differenza tra valore contabile della passività e l'ammontare pagato per acquistarla è registrato a Conto economico nella voce "Utili (perdite) da cessione o riacquisto di passività finanziarie".

12 - Passività finanziarie di negoziazione

Iscrizione

Gli strumenti finanziari in oggetto sono iscritti alla data di sottoscrizione o alla data di emissione ad un valore pari al costo corrispondente al fair value dello strumento, senza considerare eventuali costi o proventi di transazione direttamente attribuibili agli strumenti stessi.

Classificazione

In tale categoria di passività sono inclusi i contratti derivati di trading con fair value negativo, nonché i derivati impliciti con fair value negativo presenti in contratti complessi - in cui il contratto primario è una passività finanziaria - ma non strettamente correlati agli stessi e quindi rappresentati in bilancio separatamente.

Valutazione

Tutte le passività di negoziazione sono valutate al fair value.

Criteri di cancellazione

Le Passività finanziarie detenute per negoziazione sono cancellate dal bilancio quando scadono i diritti contrattuali sui relativi flussi finanziari o quando la passività finanziaria è ceduta con trasferimento sostanziale di tutti i rischi ed i benefici derivanti dalla proprietà della stessa.

Rilevazione delle componenti reddituali

Sono applicati, con gli opportuni adattamenti, i medesimi criteri di rilevazione delle componenti reddituali delle attività finanziarie detenute per la negoziazione.

13 - Passività finanziarie designate al fair value

Iscrizione

Il loro valore di prima iscrizione è il fair value, senza considerare i proventi o costi di transazione.

Classificazione

Una passività finanziaria è designata al fair value al verificarsi di una delle seguenti condizioni:

  • tale classificazione permette di eliminare "asimmetrie contabili";
  • fanno parte di gruppi di passività, o di attività e passività, che vengono gestiti ed il loro andamento viene valutato in base al fair value, secondo una documentata strategia di gestione del rischio.

Valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale continuano ad essere valorizzate al fair value secondo le metodologie descritte nei paragrafi successivi.

Il trattamento contabile richiesto dall'IFRS 9 per le citate passività prevede che le variazioni di fair value associate al merito creditizio dell'emittente debbano essere rilevate in contropartita di una specifica riserva di patrimonio netto. Il principio stabilisce inoltre che l'importo imputato nella specifica riserva di patrimonio netto non sia oggetto di successivo "rigiro" a Conto economico, anche qualora la passività dovesse essere regolata o estinta.

Cancellazione

Le passività finanziarie valutate al fair value sono cancellate contabilmente dal bilancio quando risultano scadute o estinte.

La cancellazione avviene anche in presenza di riacquisto di titoli precedentemente emessi.

Il ricollocamento sul mercato di titoli propri successivamente al loro riacquisto è considerato come una nuova emissione con iscrizione al nuovo prezzo di collocamento, senza alcun effetto a Conto economico.

Rilevazione delle componenti reddituali

Le componenti negative di reddito rappresentate dagli interessi passivi sono iscritte, per competenza, nelle voci di Conto economico relative agli interessi.

I risultati della valutazione (per le componenti diverse dal merito creditizio dell'emittente) sono ricondotti a voce "Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate con impatto a conto economico – attività e passività finanziarie designate al fair value", così come gli utili o le perdite derivanti dalla loro estinzione.

14 - Operazioni in valuta

Iscrizione

Le operazioni in valuta estera sono registrate, al momento della rilevazione iniziale, in divisa di conto, applicando all'importo in valuta estera il tasso di cambio in vigore alla data dell'operazione.

Valutazione

Ad ogni chiusura di bilancio o di situazione infrannuale, le poste di bilancio in valuta estera vengono valorizzate come segue:

  • le poste monetarie sono convertite al tasso di cambio alla data di chiusura;
  • le poste non monetarie valutate al costo storico sono convertite al tasso di cambio in essere alla data dell'operazione;
  • le poste non monetarie valutate al fair value sono convertite utilizzando i tassi di cambio in essere alla data di chiusura.

Classificazione

Sono costituite da tutte le attività e passività denominate in valute diverse dall'Euro.

Cancellazione

Si applicano i criteri indicati per le voci di bilancio corrispondenti. Il tasso di cambio utilizzato è quello alla data di estinzione.

Rilevazione delle componenti reddituali

Le differenze di cambio che derivano dal regolamento di elementi monetari o dalla conversione di elementi monetari a tassi diversi da quelli di conversione iniziali, o di conversione del bilancio precedente, sono rilevate nel Conto economico del periodo in cui sorgono.

Quando un utile o una perdita relativi ad un elemento non monetario sono rilevati a patrimonio netto, la differenza di cambio relativa a tale elemento è rilevata anch'essa a patrimonio. Per contro, quando un utile o una perdita sono rilevati a Conto economico, è rilevata in Conto economico anche la relativa differenza cambio.

15 - Conto Economico: Ricavi

I ricavi derivanti da contratti con la clientela sono rilevati, come previsto da IFRS 15, ad un importo pari al corrispettivo, al quale la Banca si aspetta di avere diritto, in cambio del trasferimento di beni o servizi al cliente. I ricavi possono essere riconosciuti:

  • in un momento preciso ("point-in-time"), quando l'entità adempie l'obbligazione di fare trasferendo al cliente il bene o servizio promesso, o
  • nel corso del tempo ("overtime"), a far tempo che l'entità adempie l'obbligazione di fare, trasferendo al cliente il bene o servizio promesso.

Ai fini di tale determinazione, il bene è trasferito quando, o nel corso del periodo in cui, il cliente ne acquisisce il controllo.

Il prezzo dell'operazione è l'importo del corrispettivo a cui l'entità ritiene di avere diritto in cambio del trasferimento al cliente dei beni o servizi promessi, esclusi gli importi riscossi per conto terzi (per esempio, imposte sulle vendite). Per determinare il prezzo dell'operazione la Banca tiene conto dei termini del contratto e delle sue pratiche commerciali abituali includendo tutti i seguenti elementi, dove applicabili:

  • corrispettivo variabile, se è altamente probabile che l'ammontare non sia oggetto di rettifiche in futuro;
  • limitazione delle stime del corrispettivo variabile;
  • esistenza nel contratto di una componente di finanziamento significativa;
  • corrispettivo non monetario;
  • corrispettivo da pagare al cliente.

Il Gruppo BPER Banca non ha individuato situazioni significative in merito:

  • a corrispettivi relativi a diverse performance obligations prestate alla clientela;
  • ai costi sostenuti e sospesi per ottenere ed adempiere ai contratti con i clienti.

Le altre tipologie di ricavi quali interessi e dividendi sono rilevate applicando i seguenti criteri:

  • per gli strumenti valutati secondo il costo ammortizzato gli interessi sono rilevati utilizzando il criterio dell'interesse effettivo;
  • i dividendi sono rilevati quando si stabilisce il diritto degli azionisti a ricevere il pagamento.

16 - Conto Economico: Costi

I costi sono rilevati a Conto Economico secondo il principio della competenza; come già evidenziato non sono stati individuati costi relativi all'ottenimento e l'adempimento dei contratti con la clientela da rilevare a Conto Economico in modo correlato ai relativi ricavi.

I costi e i ricavi marginali direttamente attribuibili all'acquisizione di un'attività o all'emissione di una passività finanziaria valutata al costo ammortizzato sono rilevati a Conto economico congiuntamente agli interessi dell'attività o passività finanziaria stessa con il metodo dell'interesse effettivo.

17 - Benefici ai dipendenti

Classificazione

I benefici per i dipendenti, oltre ai benefici a breve termine quali ad esempio salari e stipendi, sono relativi a:

  • benefici successivi al rapporto di lavoro;
  • altri benefici a lungo termine.

I benefici per i dipendenti successivi al rapporto di lavoro sono a loro volta suddivisi tra quelli basati su programmi a contribuzione definita e quelli su programmi a benefici definiti, a seconda delle prestazioni previste:

  • i programmi a contribuzione definita sono piani di benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro, in base ai quali sono versati dei contributi fissi, senza che vi sia un'obbligazione legale o implicita a pagare ulteriori contributi, se non sussistono attività sufficienti ad onorare tutti i benefici;
  • i programmi a benefici definiti sono piani per benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro diversi dai piani a contribuzione definita.

In tale contesto, in base alla Legge n. 296 del 27 dicembre 2006 (Legge Finanziaria 2007):

  • il TFR maturando dal 1° gennaio 2007 si configura come un piano a contribuzione definita, che non necessita di calcolo attuariale;
  • il TFR maturato alle date indicate al punto precedente permane invece come piano a prestazione definita, ancorché la prestazione sia già completamente maturata. In conseguenza di ciò, si rende necessario un ricalcolo attuariale del valore del debito ad ogni data successiva al 31 dicembre 2006.

Gli altri benefici a lungo termine sono benefici per i dipendenti che non sono dovuti interamente entro i dodici mesi successivi al termine dell'esercizio in cui i dipendenti hanno prestato la loro attività.

Iscrizione e valutazione

Il valore di un'obbligazione a benefici definiti è pari al valore attuale dei pagamenti futuri, previsti come necessari per estinguere l'obbligazione derivante dall'attività lavorativa svolta dal dipendente nell'esercizio corrente ed in quelli precedenti.

Tale valore attuale è determinato utilizzando il "Metodo della Proiezione Unitaria del Credito".

I benefici per i dipendenti rientranti tra gli altri benefici a lungo termine, quali quelli derivanti da premi di anzianità che sono erogati al raggiungimento di una predefinita anzianità di servizio, sono iscritti in base alla valutazione alla data di bilancio della passività assunta, determinata utilizzando il "Metodo della Proiezione Unitaria del Credito".

Il Fondo TFR viene rilevato tra le passività nella corrispondente voce, mentre gli altri benefici successivi al rapporto di lavoro ed i benefici a lungo termine diversi vengono rilevati tra i fondi rischi e oneri.

Rilevazione delle componenti reddituali

I costi per il servizio del programma (service costs) sono contabilizzati tra i costi del personale, così come gli interessi maturati (interest costs).

I profitti e le perdite attuariali (remeasurements) relativi ai piani a benefici definiti successivi al rapporto di lavoro sono rilevati integralmente tra le riserve di patrimonio netto nell'esercizio in cui si verificano. Tali profitti e perdite attuariali vengono esposti nel Prospetto della Redditività Consolidata Complessiva, così come richiesto dallo IAS 1.

I profitti e le perdite attuariali (remeasurements) relativi agli altri benefici a lungo termine sono rilevati integralmente tra i costi del personale nell'esercizio in cui si verificano. In merito a quest'ultimo punto, la Banca nel 2012 si è uniformato all'orientamento espresso dall'Ordine Nazionale degli Attuari con la Circolare n. 35 del 21 dicembre 2012, valida a far tempo dalle valutazioni riferite alla data del 31 dicembre 2012. Tale documento ha confermato le linee guida già emanate con la precedente Circolare del 22 maggio 2012, nelle quali si prevedeva che la componente rappresentata dall'interest cost dovesse essere calcolata utilizzando il tasso della curva corrispondente alla duration della passività, in luogo del tasso ad un anno della stessa curva utilizzato fino al 31 dicembre 2011.

18 - Modalità di determinazione delle perdite di valore (Impairment)9

Attività finanziarie

Modelli d'impairment

La determinazione delle rettifiche di valore delle attività finanziarie secondo il modello delle expected credit losses previsto dal nuovo principio, costituisce il risultato di un complesso processo di stima che include numerose variabili soggettive riguardo i criteri utilizzati per l'identificazione di un incremento significativo del rischio di credito, ai fini dell'allocazione delle attività finanziarie negli stage previsti dal Principio, e la definizione dei modelli per la misurazione delle perdite attese, con utilizzo di assunzioni e parametri, che tengano conto delle informazioni macroeconomiche attuali e prospettiche ("forward looking"), ivi inclusi, per le esposizioni deteriorate, possibili scenari di vendita laddove la strategia della Banca preveda di recuperare il credito attraverso operazioni di cessione.

In applicazione delle indicazioni del Principio il modello di impairment introdotto dall'IFRS 9, adottato dal Gruppo BPER Banca, si basa sul concetto di valutazione "forward looking", ovvero sulla nozione di perdita attesa, sia essa calcolata a 12 mesi (Stage 1) o fino a vita residua dello strumento (Stage 2 e Stage 3), in base al concetto di Significant Increase in Credit Risk - SICR intervenuto rispetto alla data di origine dello strumento stesso. Secondo il modello di calcolo dell'Expected Loss, le perdite devono essere registrate non solo sulla base di oggettive evidenze di perdite di valore già manifestatesi alla data di reporting, ma anche sulla base dell'aspettativa di perdite di valore future non ancora manifestatesi alla data di reporting, e devono riflettere:

  • la probabilità del verificarsi di diversi scenari;
  • l'effetto di attualizzazione mediante l'utilizzo del tasso di interesse effettivo;
  • le esperienze storiche e le valutazioni correnti e future.

A tal fine il Gruppo BPER Banca si è dotato di un modello di calcolo della perdita attesa lifetime dello strumento finanziario (applicato agli strumenti classificati in Stage 2), che tiene in considerazione i seguenti parametri multi-periodali:

$$
LtEL_t = \sum_{t=1}^{T} PDF_t \times LGD_t \times EaD_t \times D_t
$$

dove,

  • PDFt è la probabilità di default forward tra 1 e t,
  • LGDt è la perdita conseguente ad un evento di default forward tra 1 e t,
  • EaDt è l'esposizione al momento del default occorso nel tempo t,
  • Dt è il fattore di attualizzazione della perdita attesa al tempo t, fino alla corrente data di reporting, attraverso l'utilizzo del tasso d'interesse effettivo,
  • T è la scadenza contrattuale.

I parametri di calcolo contenuti nella formula di Lifetime Expected Loss, in quanto multi-periodali, evolvono nel tempo, ovvero nell'arco temporale coincidente con la vita attesa dell'esposizione che deve essere valutata. In particolare i criteri adottati dal Gruppo BPER Banca prevedono che:

l'EaD evolva in accordo coi piani di ammortamento, laddove presenti, e con i piani di rientro contrattualizzati in generale, modificati anche eventualmente da ipotesi "comportamentali" (es. prepayment option mutui);

9 Come richiesto dal documento n.2 diramato a firma congiunta da Banca d'Italia, CONSOB e ISVAP (ora IVASS) il 6 febbraio 2009

i parametri di PD ed LGD evolvano per effetto dei passaggi di stato della qualità creditizia osservati nel tempo e rappresentati dalle matrici di transizione o migrazione (es. migrazioni tra classi di rating o per stati anagrafici come il Danger Rate).

Si può quindi considerare il calcolo della perdita attesa a 12 mesi (applicato agli strumenti classificati in Stage 1) come somma delle perdite attese multi-periodali relative al primo anno prospettico, o inferiore se la scadenza è prevista entro i 12 mesi, della Life Time Expected Loss:

dove,

  • EaD è l'esposizione al momento del default,
  • LGD è la perdita conseguente ad un evento di default,
  • PD è la probabilità di default a 12 mesi,
  • D è il fattore di attualizzazione della perdita attesa attualizzate a partire dal primo periodo successivo alla data di reporting fino a 12 mesi.

Infine, per i crediti già classificati nello Stage 3 di ammontare inferiore alla soglia fissata nella normativa interna del Gruppo per la valutazione analitica, si procede ad una svalutazione collettiva applicando la seguente formula:

$$
ltEL_t = EaD \times LGD
$$

dove,

  • EaD è l'esposizione al momento del default,
  • LGD è la perdita conseguente ad un evento di default, differente a seconda dello stato amministrativo in essere alla data del calcolo.

Ai fini di un'applicazione omogenea del modello d'impairment descritto ai portafogli di attività finanziarie del Gruppo Bper Banca, le medesime modalità di calcolo delle rettifiche di valore sopra esposte sono applicate, oltre che al perimetro crediti per cassa e fuori bilancio, anche al portafoglio dei titoli di debito. Relativamente a quest'ultimo portafoglio si precisa che, laddove mancanti le informazioni di rischio derivanti dai modelli interni (PD ed LGD), è stato fatto ricorso alle informazioni esterne rivenienti da qualificati info providers.

Il modello di calcolo dell'Expected Credit Loss (ECL) adottato dal Gruppo BPER Banca è basato sull'utilizzo dei parametri di rischio stimati ai fini regolamentari (la cui informativa è resa nella parte E della Nota Integrativa, cui si rimanda) opportunamente modificati in modo da garantirne la piena coerenza con le prescrizioni dell'IFRS 9. Le principali modifiche hanno riguardato i seguenti aspetti:

  • introduzione di elementi "point-in-time" nei parametri regolamentari stimati secondo logiche "through-thecycle";
  • implementazione di componenti basate su informazioni previsionali (analisi di scenario);
  • estensione dell'orizzonte temporale (pluriennale) dei parametri di rischio di credito.

Stima del parametro PD

L'introduzione di un modello di calcolo di Perdita Attesa lifetime implica la necessità di stimare la probabilità di default non solo nei dodici mesi successivi alla data di reporting, ma anche negli anni successivi.

A tal fine sono state definite, per ciascun modello del Sistema di rating Interno, dinamiche di PD pluriennali cumulate per classe di rating basate sul prodotto tra le matrici di migrazioni Point-In-Time – PIT condizionate al ciclo economico atteso.

Più in particolare le curve di PD cumulate vengono determinate, per i primi tre anni dalla data di reporting, attraverso la moltiplicazione di matrici PIT future derivanti dal condizionamento di matrici PIT, secondo

l'applicazione di modelli satellite, a diversi scenari macro-economici ponderati con le relative probabilità di accadimento. Dal quarto anno in poi vengono utilizzate matrici di lungo periodo Through-The-Cycle – TTC ottenute come media di matrici di migrazione PIT storiche.

Inoltre vengono definite curve di PD specifiche per la componente dei mutui ipotecari.

Stima del parametro LGD

La necessità di implementare logiche pluriennali anche attraverso l'inclusione di fattori "forward looking" ha implicato la rimozione delle componenti correttive previste a fini regolamentari ("down turn" e costi indiretti) e il condizionamento al ciclo economico di elementi quali il valore delle garanzie immobiliari e, tramite modelli satellite (metodo Merton), il tasso di perdita delle posizioni a sofferenza unsecured e le migrazioni tra stati di default.

Stima EAD

La nozione di esposizione (EAD) considerata nei vari momenti di pagamento futuri previsti dal piano di ammortamento si basa sul debito residuo, maggiorato delle eventuali rate impagate o scadute.

Con riferimento alle esposizioni fuori bilancio (garanzie e margini), l'EAD viene determinata applicando al valore nominale dell'esposizione un fattore di conversione creditizia (CCF – Credit Conversion Factor).

Così come richiesto dall'IFRS 9, il modello d'impairment del Gruppo BPER Banca riflette nei parametri di rischio utilizzati per il calcolo dell'ECL (e dello Stage assignment di seguito descritto):

  • le condizioni di ciclo economico correnti (Point-in-Time risk measures);
  • le informazioni di natura anticipatorie (Forward looking risk measures) circa la futura dinamica dei fattori macro economici (esogeni) da cui dipende la perdita attesa lifetime;
  • la probabilità del verificarsi di tre possibili scenari (Probability weighted).

Pertanto, tutti i parametri di rischio (ad eccezione della Exposure at Default, per cui non è risultata significativa nessuna relazione con le variabili macro-economiche) sono condizionati agli scenari macro economici.

Con riferimento ai multipli scenari prospettici utilizzati per la stima della ECL, il gruppo BPER Banca ha definito di utilizzare gli stessi scenari utilizzati dai principali processi della Banca quali Pianificazione e Budget, RAF e Politiche Creditizie, circoscrivendo l'orizzonte temporale forward looking ad un intervallo massimo di 3 anni successivi la data di ogni valutazione.

Sulla base di quanto illustrato nell'ITG "Inclusion of cash flows expected from the sale on default of loan" dello staff dell'IFRS Foundation e nelle "Linee guida per le banche sui crediti deteriorati (NPL)" pubblicate della Banca Centrale Europea nel marzo 2017 per la gestione proattiva dei Non Performing Loans, si è ritenuto che l'inclusione dei fattori forward-looking nelle valutazioni di scenario implichi effetti in termini di "valutazione" anche per le attività deteriorate (stage 3). Conseguentemente il Gruppo BPER ha ipotizzato di considerare uno scenario di vendita (c.d. disposal scenario), in coerenza con quanto definito nel "Piano NPE 2018-2022 Business Plan" del Gruppo", quale possibile modalità di recupero delle esposizioni in alternativa al recupero interno (c.d. workout scenario).

In applicazione di quanto previsto dal Piano NPE Plan 2018–2022 e dalla NPE Strategy 2018-2020 del Gruppo BPER Banca, la valutazione dei crediti classificati in Stage 3 viene quindi effettuata ponderando il valore di presumibile realizzo di tali posizioni nei due possibili scenari, ovvero "workout" e "disposal" ed applicando agli stessi una probabilità di accadimento.

A tal fine il Gruppo BPER Banca si è dotato di un modello di calcolo del valore netto multi-scenario delle attività finanziarie deteriorate, che considera i seguenti parametri:

  • FMV è la migliore stima del prezzo di «disposal»,
  • Disposal Scenario è la probabilità di cessione associata al credito,
  • NBV è il valore netto del credito secondo la logica di gestione interna.

La determinazione della migliore stima del prezzo di "disposal" delle singole posizioni è stata effettuata considerando il possibile prezzo di cessione di mercato e, dove non disponibile, come miglior stima del valore di cessione sulla base sia dei parametri di mercato adeguatamente aggiornati (es: tassi di attualizzazione, tempi e costi di recupero), sia delle caratteristiche delle singole esposizioni.

La probabilità di cessione associata è stata determinata tenendo in considerazione la data prevista di cessione (probabilità di cessione decrescente all'aumentare del tempo stimato di cessione), la tipologia di «disposal» previsto e lo status amministrativo in cui le posizioni risultano essere classificate.

Criteri di classificazione in Stage degli strumenti finanziari

Il Framework di Stage Assignment adottato a livello di Gruppo BPER Banca contiene i requisiti necessari a classificare gli strumenti finanziari sulla base del sopraggiunto "deterioramento" del rischio di credito, in accordo con quanto richiesto dal Principio Contabile IFRS 9, ovvero mediante un approccio che sia coerente tra i vari portafogli e all'interno del Gruppo Bancario. La valutazione della classificazione in stadi crescenti di rischio è svolta utilizzando tutte le informazioni significative contenute nei processi del Gruppo a cui si aggiungono eventuali aggiornamenti ed i processi di monitoraggio del credito.

L'approccio si sostanzia nella classificazione delle attività finanziarie in tre stadi di rischio, a cui corrispondono differenti modalità di misurazione delle rettifiche di valore secondo l'univoco concetto di "Perdita Attesa", o anche "Expected credit losses" (ECL):

  • Stage 1: comprende tutti i rapporti in bonis (originati o acquisiti) per i quali non si rileva la presenza di un "significativo incremento del rischio di credito" (c.d. SICR) rispetto alla rilevazione iniziale; le rettifiche di valore sono pari alle perdite attese che potrebbero manifestarsi nel caso in cui si verificasse un default nei successivi 12 mesi (ECL a 12 mesi);
  • Stage 2: comprende tutti i rapporti in bonis per i quali si rileva la presenza di un SICR rispetto alla rilevazione iniziale; le rettifiche di valore sono pari alle perdite attese che potrebbero manifestarsi nel caso si verificasse un default nel corso dell'intera durata dello strumento finanziario (ECL lifetime);
  • Stage 3: comprende tutti i rapporti in default alla data di reporting per i quali verrà considerata l'ECL lifetime.

In particolare, per la classificazione nello Stage 2, risulta fondamentale una corretta identificazione di quelli che sono i criteri di SICR utilizzati nel processo di assegnazione degli stage. A tale fine il Gruppo BPER Banca ha strutturato un framework finalizzato ad identificare l'aumento del rischio di credito prima che le linee di credito concesse evidenzino segnali identificativi degli stati di default.

Mentre la suddivisione dello status creditizio tra Performing e Non Performing opera a livello di controparte, la classificazione in Stage di rischio opera a livello di singolo rapporto e per distinguere all'interno del portafoglio Bonis i crediti che non evidenziano segnali di SICR (Stage 1) da quelli che al contrario manifestano tali segnali (Stage 2) il Gruppo BPER Banca ha scelto di utilizzare come criteri di analisi della qualità del credito l'insieme dei seguenti fattori rilevanti disponibili:

Criteri quantitativi relativi, come la definizione di soglie interne di variazione tra la probabilità di default rilevata all'origine del rapporto contrattuale e la probabilità di default alla data di valutazione, che siano espressione di un significativo incremento del rischio di credito. In tal senso il framework di stima adottato dal Gruppo BPER Banca per l'individuazione dei delta PD e delle relative soglie prevede di ricorrere alle curve di PD Lifetime, contenenti le informazioni forward looking, affinché tengano in considerazione i fattori macroeconomici e altri elementi quali il tipo di mercato, il settore dell'attività, il tipo di strumento finanziario e la durata residua dello strumento finanziario stesso. I delta PD definiti e le relative soglie di SICR sono stati ricondotti ad un sistema di rating downgrade basato sul confronto, differenziato per cluster di ageing, tra classi di rating ad origine rispetto a classi di rating a data valutazione (notching tra classi di rating);

  • Criteri qualitativi assoluti che, tramite l'identificazione di una soglia di rischio, discriminano tra le transazioni che devono essere classificati nello Stage 2 in base a specifiche informazioni di rischio. A questa categoria appartengono gli eventi negativi impattanti il rischio di credito segnalati dal sistema di monitoraggio andamentale del credito Early Warning (watchlist). Al fine di evitare sovrapposizioni alcune informazioni qualitative di controparte non sono state inserite tra i criteri di staging in quanto già considerate all'interno dei modelli di rating;
  • Backstop indicators, tra i quali rientrano:
  • la presenza di esposizioni aventi uno scaduto significativo e continuativo per più di 30 giorni;
  • la presenza di un probation period normativo, pari a 24 mesi, per misure di forbearance;
  • l'assenza del rating o la presenza di uno status di default alla data di origine del credito.

Il Gruppo BPER Banca non ha previsto ad oggi la possibilità di override manuale della classificazione risultante dall'applicazione delle regole di staging descritte.

Si riporta che, ai fini di un'applicazione omogenea del modello di impairment tra portafogli del Gruppo BPER Banca, i criteri di classificazione in stadi per il portafoglio dei titoli di debito sono stati mutuati laddove possibile, dalle logiche di staging applicate al portafoglio crediti. Nello specifico, il Gruppo ha definito un modello di staging per i titoli di debito fondato sulle seguenti specificità:

  • adozione di una gestione "a magazzino" del portafoglio titoli per lo staging, secondo una logica FIFO per lo scarico delle tranche derivanti da attività di compravendita;
  • adozione di un modello di determinazione del significativo incremento del rischio di credito utilizzato per la classificazione dei titoli di debito nello Stage 1 o nello Stage 2 fondato sui seguenti criteri:
  • l'utilizzo primario del modello interno di rating e, in assenza di quest'ultimo, il ricorso al rating di un'agenzia esterna identificata;
  • la determinazione della soglia di rating downgrade in base al confronto tra classi di rating ad origine rispetto a classi di rating a data valutazione (notching tra classi di rating);
  • classificazione nello Stage 3 di tutti i titoli di debito in default alla data di bilancio (o transizione al principio) secondo la definizione di default riportata all'interno del documento ISDA denominato "Credit Derivatives Definition" del 2003. Si precisa che in sede di transizione al principio non si registrano strumenti dell'area titoli da classificare in Stage 3.

Il principio, inoltre, prevede la possibilità di utilizzare un espediente pratico, finalizzato a ridurre l'onerosità dell'implementazione per quelle transazioni che alla data di valutazione presentino un basso rischio di credito, e per le quali è possibile la classificazione in Stage 1 senza necessità di effettuare il test del criterio relativo di SICR. Lo standard considera un'attività a basso rischio di credito se il debitore ha una forte capacità di far fronte ai flussi di cassa delle sue obbligazioni contrattuali nel breve termine e cambiamenti avversi nella situazione economica di lungo termine potrebbero, ma non necessariamente, ridurre tale capacità del debitore. Si precisa tuttavia che la scelta adottata dal Gruppo BPER Banca è di non adottare tale espediente pratico.

Nei casi in cui le condizioni scatenanti il SICR cessino di sussistere ad una data di valutazione successiva, si prevede che lo strumento finanziario torni ad essere misurato in base alla ECL a 12 mesi, determinando eventualmente una ripresa di valore a conto economico. Si precisa, peraltro, che in caso di riclassifica di un credito dal perimetro Non performing (Stage 3) al perimetro Performing, il Gruppo BPER Banca non ritiene necessario una classificazione forzata nel 2° Stadio di rischio con applicazione di una ECL Lifetime, in quanto non è stato definito un periodo di probazione per il rientro da Stage 3 allo Stage 1. In tal caso quindi saranno valide le logiche di stage assignment predette. Coerentemente con tale approccio e con i requisiti normativi, anche in caso di rientro da Stage 2 a Stage 1 non sono previsti probation period in quanto la combinazione delle diverse regole SICR implementate permette già un sufficiente livello di prudenza nelle casistiche di rientro a Stage 1. Unica eccezione a quanto evidenziato attiene alle eventuali modifiche e/o rinegoziazioni contrattuali degli strumenti finanziari, per cui il Gruppo BPER Banca prevede l'assegnazione dell'attributo "forborne", che rappresenta un trigger dello Stage 2 e di conseguenza richiede l'applicazione della ECL lifetime alla linea. Inoltre, come specificato all'interno del "Regolamento di Gruppo del processo di gestione del credito problematico", il rating ufficiale valido il giorno di attivazione dell'attributo forborne non potrà subire miglioramenti prima del decorrere di dodici mesi di periodo d'osservazione, se l'esposizione è classificata come Non-performing forborne e prima di 24 mesi di periodo di prova, se l'esposizione è classificata come performing forborne.

Attività materiali ed immateriali a vita utile definita

Le attività materiali ed immateriali con vita utile definita sono soggette a test di impairment se esiste un'indicazione che il valore contabile del bene non può più essere recuperato. Il valore recuperabile è determinato con riferimento al fair value dell'attività materiale o immateriale al netto degli oneri di dismissione o al valore d'uso se determinabile e se esso risulta superiore al fair value.

Per quanto riguarda gli immobili, il fair value è prevalentemente determinato sulla base di una perizia. La perdita di valore è rilevata solo nel caso in cui il fair value al netto dei costi di vendita o il valore d'uso sia inferiore al valore di carico per un periodo prolungato.

La valutazione del singolo immobile è sviluppata secondo il criterio del Market Value e comprende la determinazione del valore di mercato del bene e del relativo terreno su cui si sviluppa. Per la determinazione del valore di mercato, in relazione alle caratteristiche, alle destinazioni d'uso ed alle potenzialità, si adottano uno o più tra i seguenti approcci:

  • metodo comparativo;
  • metodo della capitalizzazione;
  • metodo dell'attualizzazione dei flussi finanziari.

Qualora siano riscontrate situazioni valutative negative, con perdite di valore durevoli rispetto al valore contabile, si darà corso alle conseguenti svalutazioni dei beni.

Al fine di individuare un criterio univoco di identificazione del "periodo prolungato" che attiva l'impairment in presenza di un valore di mercato inferiore al valore di carico netto, sono state identificate delle soglie di riferimento (distinte per tipo di immobile e per destinazione d'uso e riferite alla variazione negativa del valore di mercato rispetto al valore netto contabile), che segnalano potenziali situazioni di criticità e quindi, se superate, determinino l'attivazione di supplementi di indagine valutativa, ovvero la necessità di effettuare svalutazioni contabili del cespite.

La eventuale svalutazione va effettuata fino a concorrenza del valore di mercato nel suo complesso e prioritariamente attribuita alla componente fabbricato.

19 - Altre informazioni

Azioni proprie

Le eventuali azioni proprie presenti in portafoglio, a seguito di riacquisto, sono contabilizzate, con segno negativo, alla voce "Azioni proprie", al prezzo di acquisto. Gli utili o le perdite derivanti dalla loro successiva vendita sono rilevati come movimenti del patrimonio netto, alla voce "Sovrapprezzi di emissione".

Costi per migliorie e spese incrementative su beni di terzi

I costi della specie sono stati allocati alla voce "Altre attività", non ricorrendo i presupposti per essere iscritti tra le "Attività materiali", come previsto dalla normativa di Banca d'Italia.

I relativi ammortamenti sono stati ricondotti alla voce "Altri oneri/proventi di gestione".

A.3 - Informativa sui trasferimenti tra portafogli di attività finanziarie

Non sono state fatte operazioni di riclassificazione di attività finanziarie nel corso dell'esercizio.

A.4 - Informativa sul fair value

Informativa di natura qualitativa

A.4.1 - Livelli di fair value 2 e 3: tecniche di valutazione e input utilizzati

Metodologie di determinazione del fair value

L'IFRS 13 al paragrafo 9 definisce il fair value come "il prezzo che si percepirebbe per la vendita di un'attività ovvero che si pagherebbe per il trasferimento di una passività in una regolare operazione tra operatori di mercato alla data di valutazione".

Per determinare se il fair value al momento della rilevazione iniziale equivale al prezzo dell'operazione, occorre prendere in considerazione i fattori specifici dell'operazione e dell'attività/passività. Ne consegue che, nel caso il prezzo dell'operazione (corrispettivo) differisca dal fair value, occorra imputare la differenza a Conto economico.

Viene inoltre definito che il fair value include i costi di trasporto ed esclude i costi di transazione.

Il Gruppo prevede la possibilità di valutare al fair value oltre che strumenti finanziari presi a sé stanti, anche gruppi di attività e passività similari, per i quali è concessa la possibilità di effettuare una valutazione congiunta.

La valutazione al fair value presuppone che l'operazione di vendita di un'attività o di trasferimento di una passività abbia luogo in un mercato c.d. principale, definibile come il mercato che presenta i maggiori volumi e livelli di negoziazione per l'attività/passività oggetto di valutazione. In assenza di un mercato principale, occorre assumere come riferimento il mercato più vantaggioso, ovvero il mercato che massimizza l'ammontare che sarebbe incassato nella vendita di un'attività o minimizza l'ammontare che verrebbe pagato nel trasferimento di una passività, dopo aver considerato i costi di transazione.

Identificazione del mercato attivo

Il processo di definizione del fair value inizia con la verifica della presenza di un mercato attivo da cui trarre con regolarità i prezzi in esso quotati.

Al fine di attribuire la qualifica di mercato attivo, il Gruppo considera i seguenti fattori:

  • il numero di contributori presenti;
  • la frequenza di quotazione/aggiornamento del prezzo;
  • la presenza e l'ampiezza di un differenziale denaro-lettera;
  • il volume degli scambi effettuati.

La qualifica di strumento finanziario trattato su mercato attivo può essere riconosciuta solo attraverso ricerche approfondite di tutti i mercati esistenti, al fine di identificare il mercato principale o il più vantaggioso, tenendo in considerazione "tutte le informazioni ragionevolmente disponibili" (IFRS 13 § 17). Tale analisi si rende necessaria per ogni strumento finanziario per il quale occorre rilevare il valore corrente.

Per stabilire se, in base alle evidenze disponibili, si può ritenere di essere in presenza di mercati attivi, la Banca valuta l'importanza e la rilevanza di fattori quali:

  • presenza di un numero esiguo di operazioni concluse di recente;
  • le quotazioni dei prezzi non sono elaborate utilizzando le informazioni correnti;
  • le quotazioni dei prezzi variano in misura consistente nel tempo o tra i diversi "market-maker";
  • è dimostrabile che gli indici che in precedenza erano altamente correlati ai fair value (valori equi) dell'attività o della passività sono ora non più correlati in base alle recenti indicazioni di fair value di quell'attività o passività;

  • presenza di un incremento significativo dei premi impliciti per il rischio (o dei tassi di insolvenza) delle operazioni osservate o dei prezzi quotati;

  • presenza di un ampio scarto denaro-lettera (bid-ask spread) o di un aumento significativo dello stesso;
  • significativo ridimensionamento del livello delle attività del mercato;
  • scarsità di informazioni pubbliche disponibili.

Verificata periodicamente la rispondenza dei requisiti necessari, lo strumento finanziario si può intendere trattato su uno o più mercati attivi. All'interno di essi, si procede all'individuazione del mercato principale o, in sua assenza, del mercato più vantaggioso.

Il fair value è calcolato facendo riferimento:

  • al prezzo denaro a chiusura di giornata, per le attività in portafoglio o per le passività da emettere;
  • al prezzo lettera a chiusura di giornata, per le passività già emesse o per le attività da acquistare.

Si intende prezzo denaro/lettera di chiusura il prezzo denaro/lettera preso come riferimento dall'entità che regola il mercato su cui lo strumento è trattato.

In mancanza di un prezzo denaro/lettera di riferimento, si ritiene di poter adottare il prezzo ultimo definito dall'entità che regola il mercato (prezzo last), purché tale prezzo goda delle caratteristiche di pubblicità, liquidità, tempestività di adeguamento alle mutate condizione e disponibilità previste dai principi.

Per le posizioni di attivo e passivo che compensano il rischio di mercato, può essere utilizzato il prezzo medio tra denaro e lettera, a condizione che lo stesso sia comunemente utilizzato dagli operatori di mercato e che sia coerente con l'obiettivo di misurazione al fair value previsto dall'IFRS 13.

Nel caso di fondi comuni aperti, il Gruppo BPER Banca considera il Net Asset Value (NAV) quale miglior espressione del fair value dello strumento. Non vengono effettuate correzioni del NAV per tener conto dell'intervallo intercorrente fra la data di richiesta di rimborso e quella di rimborso effettivo (ritenuto non rilevante).

Nel caso di fondi chiusi quotati, il fair value è ricavato dalla quotazione fornita dal mercato.

Al fine di tenere in considerazione alcune problematiche specifiche dei fondi immobiliari chiusi non quotati, come l'illiquidità del sottostante, l'assenza di un mercato liquido e la specificità del sottostante, il più aggiornato NAV disponibile (di norma riferito alla chiusura del semestre precedente) può eventualmente essere aggiustato per tenere conto delle componenti di rischio di credito, rischio di mancato smobilizzo e rischio di mercato.

Per quanto riguarda le azioni estere, la qualifica di mercato attivo viene assegnata a tutte le azioni quotate su Borse regolamentate (Stock Exchanges). Il valore fornito per questa tipologia di titoli, ove indisponibile il differenziale bid/ask, è il prezzo ultimo di mercato (prezzo "last"). Non vengono, al contrario, considerati prezzi da mercato attivo le compravendite azionarie effettuate su mercati OTC.

Per quanto riguarda i derivati quotati si utilizzano i last prices forniti dalle strutture preposte al regolamento dei margini di garanzia (Clearing Houses).

Gli strumenti finanziari quotati su mercati non attivi sono considerati alla stregua di strumenti "non quotati".

Per quanto riguarda i titoli obbligazionari non quotati su mercati regolamentati, in considerazione del ruolo svolto dalla Banca sui mercati di intermediario istituzionale in strumenti finanziari, è stato individuato quale mercato attivo per l'operatività di Front Office, il sistema Bloomberg Professional qualora i prezzi ivi rappresentati posseggano adeguate caratteristiche sopra rappresentate.

Identificazione del fair value per strumenti finanziari non quotati in mercati attivi

Qualora non ricorrano le condizioni affinché il mercato di uno strumento finanziario possa considerarsi attivo, è necessario determinare il fair value di tale strumento attraverso il ricorso a tecniche di valutazione. Le tecniche di valutazione indicate dai principi contabili internazionali sono le seguenti:

il metodo basato sulla valutazione di mercato: prevede l'utilizzo di prezzi o altre informazioni rilevanti, reperibili dalle transazioni di mercato su beni comparabili;

  • il metodo del costo: riflette l'ammontare che sarebbe richiesto al momento della valutazione per sostituire la capacità di servizio di un'attività ("costo di sostituzione corrente");
  • il metodo reddituale: converte flussi di cassa futuri, costi e ricavi in un valore unico corrente.

Per la Banca costituiscono tecniche di valutazione le seguenti metodologie:

  • utilizzo di valutazioni di mercato per attività/passività identiche o comparabili;
  • determinazione di prezzi a matrice;
  • tecniche di calcolo del valore attuale;
  • modelli di pricing delle opzioni;
  • modelli di excess earning multiperiodali.

Tali tecniche possono essere utilizzate se:

  • massimizzano l'impiego di dati di mercato, minimizzando al contempo l'utilizzo di stime e assunzioni proprie della Banca;
  • riflettono ragionevolmente come il mercato si aspetta che venga determinato il prezzo;
  • gli elementi alla base delle valutazioni tecniche rappresentano, ragionevolmente, le aspettative del mercato e il rapporto rischio/rendimento dello strumento da valutare;
  • incorporano tutti i fattori che gli attori del mercato considererebbero nella definizione del prezzo;
  • sono coerenti con le comuni metodologie accettate;
  • sono oggetto di verifica e calibrazione periodica al fine di verificare la loro capacità di determinare un fair value in linea con i prezzi effettivamente scambiati sullo strumento oggetto di valutazione.

In sintesi, l'approccio adottato dal Gruppo promuove la ricerca del fair value dapprima in un ambito "di mercato", seppur non trattandosi di un mercato attivo. Solo in assenza di tali valutazioni è previsto l'utilizzo di metodologie per la costruzione di modelli quantitativi.

Si desume, quindi, che il riferimento normativo a tecniche di valutazione non autorizza ad un uso neutrale e oggettivo di modelli quantitativi, bensì si deve intendere come lo sviluppo da parte del Gruppo di un processo interno che permetta di creare la massima corrispondenza tra il fair value individuato e il prezzo a cui potrebbe essere scambiato lo strumento in un'operazione di mercato a condizioni correnti.

Nell'ambito di questo processo appare, quindi, necessario privilegiare il ricorso ai prezzi di transazioni recenti (quotazioni di mercati non attivi, prezzi forniti da terzi contributori), oppure alle quotazioni di strumenti similari. In questo ambito, i modelli quantitativi possono costituire un valore benchmark per integrare, o correggere, eventuali differenze tra lo strumento oggetto di valutazione e quello osservato sul mercato, oppure per incorporare nelle transazioni di mercato le variazioni avvenute nel contesto economico.

Le tecniche di valutazione utilizzate per valutare il fair value sono applicate in maniera uniforme. È opportuno apportare un cambiamento a una tecnica di valutazione o alla sua applicazione se comporta una valutazione esatta o comunque più rappresentativa del fair value in quelle circostanze specifiche. Ciò può accadere in presenza di uno dei seguenti eventi:

  • sviluppo di nuovi mercati;
  • disponibilità di nuove informazioni;
  • sopraggiunta indisponibilità di informazioni utilizzate in precedenza;
  • miglioramento delle tecniche di valutazione;
  • mutamento delle condizioni di mercato

Tecniche di valutazione

A particolari tipologie di strumenti finanziari sono applicate tecniche specifiche necessarie ad evidenziare correttamente le caratteristiche degli stessi.

Titoli di capitale

Per tutti i titoli azionari non quotati valgono, in linea di principio, le metodologie di valutazione sopra elencate. In mancanza, è effettuata la valutazione al costo.

Per i titoli azionari non quotati, inseriti in portafogli non di partecipazione, i modelli di valutazione del fair value maggiormente utilizzati appartengono alle seguenti categorie:

  • modelli di discounted cash flow;
  • modelli basati sul metodo dei multipli.

Tali modelli richiedono la disponibilità di una quantità rilevante di dati per stimare i flussi di cassa futuri prodotti dall'impresa oppure per individuare valori corretti dei multipli di mercato. Si tratta di stimare parametri (cash flows, dividendi, beta, premio per il rischio, costo del capitale proprio, valori patrimoniali, ecc.) estremamente aleatori, la cui valutazione risulta soggettiva e difficilmente riscontrabile sul mercato e porta alla valutazione di una distribuzione di fair value teorici. Qualora non sia possibile determinare il fair value in maniera attendibile con i metodi sopra indicati i titoli e gli strumenti vengono valutati al costo.

In alternativa alle valutazioni sopra esposte, si può far riferimento al valore dell'azione rappresentato dal book value, ottenuto dal rapporto tra i mezzi propri e il numero di azioni ordinarie emesse.

Titoli di debito plain vanilla

Relativamente ai titoli di debito plain vanilla, la tecnica di valutazione adottata è quella del discounted cash flow analysis. Il procedimento si articola in tre fasi:

  • mappatura dei cash flows: riconoscimento dei flussi attesi dallo strumento e distribuzione degli stessi lungo la vita contrattuale;
  • scelta della curva di attualizzazione dei flussi, in considerazione dei fattori di rischio considerati;
  • calcolo del present value dello strumento alla data di valutazione.

Individuati i cash flows, è calcolata l'opportuna curva di attualizzazione, attraverso l'utilizzo della tecnica nota come discount rate adjustment approach, che considera sia l'effetto del rischio tasso che quello del rischio di credito/liquidità. Noti tali elementi è possibile calcolare il fair value come somma dei valori attuali dei flussi di cassa futuri degli strumenti finanziari.

Titoli di debito strutturati

Per i titoli strutturati, vista la natura non deterministica del valore dei cash flows futuri, il fair value è calcolato frazionando il titolo in un portafoglio di strumenti elementari, secondo la tecnica del portafoglio di replica. Il fair value del prodotto strutturato si ottiene sommando le singole valutazioni degli strumenti elementari di cui è composto.

A partire dal 2013 la Banca ha avviato l'emissione di certificati a capitale protetto (Protection Certificates). Essi sono scomponibili in due strumenti finanziari:

  • uno Zero Coupon Bond;
  • una struttura opzionale, che permette di replicare l'andamento dell'attività sottostante e proteggere, in parte o completamente, il capitale investito.

Le metodologie utilizzate per il calcolo del fair value sono analoghe a quelle sopra descritte per i titoli di debito strutturati.

Strumenti derivati

Il fair value degli strumenti derivati è determinato attraverso modelli quantitativi diversi a seconda della tipologia di strumento. In particolare possiamo distinguere tra:

  • opzioni Over-The-Counter (OTC) che possono essere rappresentate da opzioni a sé stanti (opzioni "stand alone"), oppure incorporate all'interno di prodotti strutturati. In tema di tecniche di pricing esse si distinguono in:
  • opzioni con payoff risolvibile in formula chiusa, per le quali si utilizzano modelli di pricing comunemente accettati da mercato (ad esempio, modello di Black & Scholes e varianti);
  • opzioni con payoff non risolvibile in formula chiusa, valutate principalmente con tecniche di simulazione "Montecarlo";

  • Interest Rate Swaps (IRS): per la determinazione del fair value degli IRS è utilizzata la tecnica definita net discounted cash flow analysis. In presenza di IRS strutturati si procede alla scomposizione dello strumento in una componente plain e in una componente opzionale, per definire separatamente i valori al fine di sommarli ("building block");

  • Forward Outright: la valutazione del fair value dei FX Forward Outright è data dall'importo da negoziare a termine rapportato allo strike e rettificato per la differenza attuale tra il cambio spot e il cambio a termine.
  • Credit default swap (cds): per la valutazione del fair value dei cds viene utilizzato il modello Standard ISDA (v1) sviluppato da Markit Group Ltd.

Le poste di bilancio valutate al costo ammortizzato

Per gli strumenti finanziari valutati al costo ammortizzato, ai soli fini di fornire opportuna informativa in bilancio è determinato il fair value.

Per i crediti di durata contrattuale non superiore ai dodici mesi, il fair value si stima essere pari al valore contabile; per tutti gli altri rapporti, il fair value si ottiene attualizzando i flussi di cassa contrattuali al netto della perdita attesa calcolata sulla base del merito creditizio del prenditore, utilizzando la corrispondente struttura dei tassi per scadenza.

Credit Valuation Adjustment (CVA) e il Debit Valuation Adjustment (DVA)

L'attuale normativa afferma che il pricing di un derivato, oltre a dipendere dai fattori di mercato, deve includere anche la valutazione della qualità creditizia della controparte determinata attraverso il Credit Valuation Adjustment (CVA) e il Debit Valuation Adjustment (DVA).

Il Gruppo BPER Banca per valutare la qualità creditizia della controparte adotta la metodologia di seguito esposta.

Con il termine di Credit Valuation Adjustment (CVA), si identifica la rettifica di valore della componente creditizia (a valere sulle posizioni con fair value positivo) di un derivato OTC stipulato dalla Banca con una controparte esterna, che costituisce il valore di mercato della potenziale perdita dovuta alla variazione dei prezzi di mercato sul derivato in oggetto, dovuta al peggioramento del merito creditizio/default della controparte.

Specularmente, con il termine di Debit Valuation Adjustment (DVA), si identifica invece la rettifica di valore della componente debitoria (a valere sulle posizioni con fair value negativo) di un derivato OTC stipulato dalla Banca con una controparte esterna, vale a dire, il valore di mercato del potenziale guadagno dovuto alla variazione dei prezzi di mercato sul derivato in oggetto a causa del peggioramento del merito creditizio/default della banca.

Nella quantificazione del CVA/DVA, sotto certe condizioni l'IFRS 13 fa riferimento ad una valutazione di calcolo che deve essere effettuata per netting set o per controparte, quindi in base all'esposizione netta e non a livello di singolo contratto. Inoltre, occorre considerare la presenza di eventuale collateral scambiato o di accordi di netting.

Attualmente la Banca, in ottemperanza a quanto previsto dalle politiche del Gruppo BPER Banca, può avvalersi di accordi bilaterali di compensazione dei contratti derivati, in base ai quali le reciproche posizioni creditorie e debitorie del mark to market sono automaticamente e giornalmente compensate stabilendo un unico saldo netto, senza effetti novativi: ne deriva quindi, il solo versamento di un margine da parte della parte debitrice. Tale attività consente una notevole riduzione dell'esposizione al rischio di credito e, conseguentemente, degli impatti del CVA/DVA sul fair value.

In particolare per il Gruppo BPER Banca due sono i fattori di mitigazione degli impatti del merito creditizio sul fair value:

la sottoscrizione di accordi ISDA (International Swap and Derivates Association, standard internazionale di riferimento sui derivati OTC) con le principali controparti Corporate e tutte le controparti istituzionali in

derivati OTC. Con le controparti istituzionali sono stati poi stipulati anche i relativi allegati CSA (Credit Support Annex) per regolare la costituzione di garanzie finanziarie (collateral) e ridurre ulteriormente l'esposizione corrente e il rischio conseguente;

l'entrata in vigore della nuova piattaforma sull'EMIR (European Market Infrastructure Regulation), in riferimento all'esclusione dal perimetro del CVA/DVA dei derivati stipulati su tale piattaforma/mercato. Sulla base delle valutazioni effettuate, è presumibile ritenere che buona parte dell'operatività in derivati potrà confluire nel nuovo sistema in quanto composta, prevalentemente, da derivati eligible ai fini della normativa stessa.

L'IFRS 13 non indica una metodologia specifica per il calcolo del CVA/DVA, ma richiede di utilizzare tecniche di valutazione che, da un lato, devono risultare appropriate alla disponibilità dei dati stessi e, dall'altro, massimizzino l'uso di dati osservabili sul mercato.

Con riferimento a quanto sopradetto, al fine di allinearsi alla best practice di mercato, il Gruppo ha deciso di utilizzare il c.d. "Bilateral CVA", metodologia che considera la presenza di due componenti di calcolo, con l'obiettivo di ricomprendere, la potenziale perdita/guadagno derivante dalla variazione del merito creditizio della controparte/Banca, ma tenendo conto della probabilità congiunta di default delle controparti.

I parametri di mercato

Le tipologie di yield curves utilizzate sono:

  • curve "par swap";
  • curve bond desunte da panieri di titoli;
  • curve Corporate per emittenti, rating e settore.

Dalle curve "par swap" si ottengono poi:

  • curve zero coupon;
  • curve dei tassi forward;
  • curve dei fattori di sconto.

Le curve dei tassi zero coupon sono derivate mediante la tecnica denominata bootstrapping. Da esse sono estrapolati i fattori di sconto con i quali si attualizzano i flussi di cassa generati dagli strumenti finanziari oggetto di valutazione. I tassi forward sono tassi impliciti nella curva zero coupon e sono definiti sulla base della teoria di non arbitraggio.

Le curve emittenti sono ottenute sommando ai tassi par swap gli spread che esprimono il merito creditizio dell'emittente lo strumento. Sono utilizzate per la valutazione di obbligazioni non quotate.

La curva di merito creditizio del Gruppo BPER Banca è ottenuta attraverso la costruzione di un paniere di emissioni di emittenti bancari comparabili per caratteristiche e rating. È utilizzata per la valutazione di tutte le obbligazioni emesse.

Volatilità ed altri parametri

Le volatilità e le correlazioni sono utilizzate principalmente per la valutazione di derivati non quotati. Le volatilità possono essere classificate in:

  • volatilità storiche, stimate come deviazione standard di una serie storica di osservazioni con frequenza giornaliera del logaritmo dei rendimenti del sottostante di riferimento;
  • volatilità contribuite, ottenute da information providers;
  • volatilità implicite, ottenute dai prezzi di mercato delle opzioni quotate.

Per quanto riguarda le correlazioni, il pricing dei derivati multivariati avviene utilizzando correlazioni di tipo storico.

A.4.2 Processi e sensibilità delle valutazioni

Le attività e passività classificate nel Livello 3 della gerarchia del fair value sono principalmente costituite da:

  • investimenti azionari di minoranza, detenuti spesso al fine di preservare il radicamento al territorio, oppure per lo sviluppo di rapporti commerciali (valorizzati, principalmente sulla base del patrimonio netto contabile della società a cui afferiscono oppure al costo) classificati nel portafoglio "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva";
  • titoli e finanziamenti per i quali la valutazione è stata fornita direttamente dall'ente emittente, per i quali pertanto non sono stati utilizzati modelli interni per la valutazione e non si è reso necessario svolgere particolari analisi di sensibilità.

Per le attività/passività valutate in bilancio al fair value in maniera non ricorrente e classificati al livello 3, il fair value corrisponde sostanzialmente al valore di bilancio.

A.4.3 - Gerarchia del fair value

Il Gruppo classifica le proprie attività e passività finanziarie per grado decrescente di qualità del fair value sulla base dei seguenti principi:

  • Livello 1 di fair value. La valutazione è costituita dal prezzo dello stesso strumento finanziario oggetto di valutazione, ottenuto sulla base di quotazioni espresse da un mercato attivo.
  • Livello 2 di fair value. La valutazione non è basata su quotazioni espresse da un mercato attivo relativamente allo stesso strumento finanziario oggetto di valutazione, ma su valutazioni significative reperibili da mercati non attivi o info providers affidabili, ovvero su prezzi determinati utilizzando un'opportuna tecnica di valutazione basata in modo significativo su parametri di mercato osservabili, ivi inclusi spread creditizi, desunti dalle quotazioni di strumenti sostanzialmente simili in termini di fattori di rischio considerati. L'utilizzo di tecniche di valutazione ha l'obiettivo di ribadire la finalità di ottenere un prezzo di chiusura alla data di valutazione secondo il punto di vista di un operatore di mercato che detiene lo strumento finanziario.
  • Livello 3 di fair value. Le valutazioni sono effettuate utilizzando input diversi, mediante l'inclusione di parametri discrezionali, vale a dire, parametri il cui valore non può essere desunto da quotazioni osservabili su mercati attivi. La non osservabilità diretta sul mercato dei predetti parametri comporta la necessità di stime ed assunzioni da parte del valutatore.

Quando i dati utilizzati per valutare il fair value di un'attività o passività vengono classificati in diversi livelli della gerarchia del fair value, la valutazione viene classificata interamente nello stesso livello gerarchico del fair value in cui è classificato l'input di più basso livello di gerarchia utilizzato per la valutazione, purché la rilevanza dell'input non osservabile sia significativo per l'intera valutazione.

Il Gruppo ha definito le analisi da effettuare10 in caso di:

  • cambiamenti intervenuti nelle valutazioni del fair value nei vari esercizi;
  • i principi adottati per stabilire quando si verificano i trasferimenti tra i livelli della gerarchia del fair value, e si attiene costantemente ad essi.

Per l'attribuzione del Livello 1 di fair value, come principio generale, se per un'attività o passività è presente un prezzo quotato in un mercato attivo, per valutare il fair value occorre utilizzare quel prezzo senza rettifica. La gerarchia del fair value attribuisce infatti la massima priorità ai prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche e la priorità minima agli input non osservabili.

Le attribuzioni dei Livelli 2 e 3 dipendono da come i dati utilizzati per valutare il fair value di un'attività o passività vengono classificati nei diversi livelli della gerarchia del fair value: in tal senso, la valutazione del fair value deve essere classificata interamente nello stesso livello della gerarchia del fair value in cui è classificato l'input di più basso livello di gerarchia utilizzato per la valutazione, purché la rilevanza dell'input non osservabile sia significativo per l'intera valutazione.

10 Si rimanda al corpus normativo di cui il Gruppo si è dotato: Linee Guida di Gruppo per l'applicazione della Fair Value Option, Linee Guida di Gruppo per la valutazione al Fair Value degli strumenti finanziari, Regolamento di Gruppo del processo di determinazione del Fair Value degli strumenti finanziari e Manuale metodologico delle tecniche di valutazione degli strumenti finanziari del Gruppo BPER Banca.

La valutazione dell'importanza di un particolare input per l'intera valutazione richiede un giudizio autonomo da parte del valutatore, che deve tener conto delle caratteristiche specifiche dell'attività o passività.

La disponibilità di input rilevanti e la loro soggettività possono influire sulla scelta delle tecniche di valutazione più appropriate.

A.4.4 - Altre informazioni

L'IFRS 13 chiede di fornire "informazioni integrative tali da aiutare gli utilizzatori del suo bilancio a valutare:

  • a) per le attività e le passività valutate al fair value su base ricorrente o non ricorrente nel prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria dopo la rilevazione iniziale, le tecniche di valutazione e gli input utilizzati per elaborare tali valutazioni;
  • b) per valutazioni ricorrenti del fair value attraverso l'utilizzo di input non osservabili significativi (Livello 3), l'effetto delle valutazioni sull'utile (perdita) di esercizio o sulle altre componenti di Conto economico complessivo per quell'esercizio."

Il Gruppo dispone di una procedura definita per:

  • identificare i trasferimenti tra livelli;
  • analizzare e documentare le motivazioni di tali trasferimenti;
  • monitorare e controllare l'attendibilità del fair value degli strumenti finanziari.

In particolare per le attività e le passività valutate al fair value su base ricorrente e non ricorrente viene fornita adeguata informativa in merito a:

  • valutazione del fair value alla data di chiusura dell'esercizio, nonché per le valutazioni non ricorrenti, le motivazioni di tale valutazione.
  • livello della gerarchia del fair value in cui sono classificate le valutazioni del fair value nella loro interezza (Livello 1, 2 o 3);
  • per le attività e passività di livello 2 o 3, una descrizione delle tecniche di valutazione e degli input utilizzati, nonché le motivazioni alla base di eventuali cambiamenti nelle tecniche di valutazione utilizzate.

Il Gruppo fornisce, per le attività e le passività possedute alla data di chiusura dell'esercizio e valutate al fair value su base ricorrente, gli importi dei trasferimenti tra il Livello 1 e il Livello 2 della gerarchia del fair value, le motivazioni di tali trasferimenti e la procedura adottata per stabilire le circostanze in cui tali trasferimenti tra livelli si verificano, mentre per quelle classificate, su base ricorrente, nel Livello 3 della gerarchia del fair value, una riconciliazione dei saldi di apertura e di chiusura.

Vengono, inoltre, indicati i principi adottati per stabilire quando si verificano i trasferimenti tra i livelli della gerarchia del fair value.

Con riferimento alle attività o passività classificate nel Livello 3 della gerarchia del fair value vengono fornite:

  • informazioni quantitative sugli input non osservabili significativi utilizzati nella valutazione al fair value;
  • per le valutazioni su base ricorrente, l'ammontare degli utili o delle perdite totali per l'esercizio incluso nell'utile (perdita) d'esercizio attribuibile al cambiamento intervenuto negli utili o nelle perdite non realizzati relativamente alle attività e passività, possedute alla data di chiusura dell'esercizio, e la relativa voce (o le voci) in cui sono rilevati tali utili o perdite non realizzati;
  • una descrizione dei processi di valutazione utilizzati per le valutazioni del fair value ricorrenti e non ricorrenti;
  • una descrizione qualitativa della sensibilità della valutazione del fair value ai cambiamenti degli input non osservabili, qualora tali cambiamenti siano significativi nella determinazione del fair value stesso.

Per le attività e passività finanziarie rilevate al costo ammortizzato (non misurate quindi al fair value, ma con obblighi di disclosure del fair value) vengono fornite, le seguenti informazioni:

il livello della gerarchia del fair value;

  • la descrizione delle tecniche di valutazione adottate per i Livelli 2 e 3, nonché degli input utilizzati;
  • la descrizione del cambiamento e delle ragioni dello stesso qualora vi sia stata una variazione della tecnica di valutazione.

Per le passività finanziarie proprie valutate al fair value che contengono "credit enhancement" (ad esempio, garanzie non scorporabili), viene fornita informativa circa l'esistenza di un "credit enhancement" e l'influenza che esercita sulla determinazione del fair value della passività.

L'applicazione della fair value option ai finanziamenti e crediti ed alle passività finanziarie prevede che si dia evidenza dell'ammontare delle variazioni di fair value attribuibili a variazioni del solo rischio creditizio dello strumento.

Come indicato in precedenza, i fattori di rischio sono incorporati nella curva di attualizzazione attraverso la tecnica nota come discount rate adjustment approach.

Caratteristica di tale metodo è la stima separata e indipendente dei diversi componenti di rischio, rischio di tasso e rischio di credito, che consente di ottenere il c.d. fair value parziale, determinato considerando le variazioni di un solo fattore di rischio.

Con riferimento al merito creditizio, i fattori considerati sono:

  • il tasso di mercato free risk osservato alla data di valutazione;
  • il credit spread osservato alla data di iscrizione iniziale o alla data di valutazione precedente;
  • il credit spread osservato alla data di valutazione.

Attraverso il confronto del fair value di mercato alla data di valutazione con il fair value calcolato utilizzando il rischio di credito osservato all'iscrizione iniziale (o, alternativamente, al periodo precedente), risulta possibile determinare le variazioni di fair value imputabili alle sole variazioni del rischio di credito, cumulate o periodali.

Informativa di natura quantitativa

A.4.5 - Gerarchia del fair value

A.4.5.1 Attività e passività valutate al fair value su base ricorrente: ripartizione per livelli di fair value

Attività/Passività misurate al fair value 31-dic-18 31-dic-17
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
a conto economico
- - 1.186 - 4 918
a)
Attività finanziarie detenute per la
negoziazione
- - - - 4 -
b)
Attività finanziarie designate al fair value
- - - - - -
c)
Altre attività finanziarie obbligatoriamente
valutate al fair value
- - 1.186 - - 918
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
sulla redditività complessiva
108.401 1.054 3.667 197.056 4.088 3.590
3. Derivati di copertura - 133 - - 382 -
4. Attività materiali - - - - - -
5. Attività immateriali - - - - - -
Totale 108.401 1.187 4.853 197.056 4.474 4.508
1. Passività finanziarie detenute per la negoziazione - - - - 4 -
2. Passività finanziarie designate al fair value - - - - - -
3. Derivati di copertura - - - - - -
Totale - - - - 4 -

Legenda

L1= Livello 1 L2= Livello 2

L3= Livello 3

Non ci sono stati trasferimenti delle attività dal Livello 1 al Livello 2 della gerarchia del fair value nel corso dell'esercizio.

L'importo esposto al Livello 3 delle Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva include le interessenze azionarie non gestite con finalità di negoziazione e non costituenti partecipazioni di controllo, di collegamento e di controllo congiunto, e le polizze assicurative a capitalizzazione.

A.4.5.2 Variazioni annue delle attività valutate al fair value su base ricorrente (livello 3)

Attività finanziarie valutate al fair value Attività
con impatto a conto economico finanziarie
Totale di cui: a)
attività
finanziarie
detenute
per la
negoziazione
di cui: b)
attività
finanziarie
designate
al
fair value
di cui: c)
altre attività
finanziarie
obbligatoria
mente
valutate al
fair value
valutate al
fair value
con
impatto
sulla
redditività
complessi
va
Derivati di
copertura
Attività
materiali
Attività
immateriali
1. Esistenze iniziali 918 - - 918 3.590 - - -
2. Aumenti 280 - - 280 124 - - -
2.1. Acquisti 280 - - 280 - - - -
2.2. Profitti imputati a: - - - - - - - -
2.2.1. Conto Economico - - - - - - - -
− di cui plusvalenze
2.2.2. Patrimonio netto
- X X X 22 - - -
2.3. Trasferimenti da altri livelli - - - - - - - -
2.4. Altre variazioni in aumento - - - - 102 - - -
3. Diminuzioni 12 - - 12 46 - - -
3.1 Vendite - - - - 46 - - -
3.2 Rimborsi - - - - - - - -
3.3 Perdite imputate a: 12 - - 12 - - - -
3.3.1. Conto Economico 12 - - 12 - - - -
- di cui minusvalenze - - - - - - - -
3.3.2 Patrimonio netto - X X X - - - -
3.4 Trasferimenti ad altri livelli - - - - - - - -
3.5 Altre variazioni in - - - - - - - -
diminuzione
4. Rimanenze finali 1.186 - - 1.186 3.668 - - -

A.4.5.3 – Variazioni annue delle passività valutate al fair value su base ricorrente (livello 3)

Non sono presenti passività valutate al fair value su base ricorrente livello 3

A.4.5.4 Attività e passività non valutate al fair value o valutate al fair value su base non ricorrente: ripartizione per livelli di fair value

Attività/Passività non misurate al fair 31-dic-18 31-dic-17
value o misurate al fair value su base
non ricorrente
VB L1 L2 L3 VB L1 L2 L3
1. Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
858.696 140.507 - 729.469 835.875 - - 882.342
2. Attività materiali detenute a scopo di
investimento
- - - - - - - -
3. Attività non correnti e gruppi di attività
in via di dismissione
- - - - - - - -
Totale 858.696 140.507 - 729.469 835.875 - - 882.342
1. Passività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
935.071 - 60.577 875.006 997.931 - 96.989 901.289
2. Passività associate ad attività in via di
dimissione
- - - - - - - -
Totale 935.071 - 60.577 875.006 997.931 - 96.989 901.289

Legenda: VB= Valore di bilancio L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3

A.5 - Informativa sul c.d. "day one profit/loss"

Nel caso di operazioni di Livello 3, il fair value da modello può differire dal prezzo della transazione: nel caso di differenza positiva (day one profit), questa è ammortizzata lungo la vita residua dello strumento; mentre in caso di differenza negativa (day one loss), questa è iscritta a Conto economico in via prudenziale.

PARTE B – INFORMAZIONI SULLO STATO PATRIMONIALE ATTIVO

Sezione 1 – Cassa e disponibilità liquide – Voce 10

1.1 Cassa e disponibilità liquide: composizione

31-dic-18 31-dic-17
a) Cassa 8.535 6.960
b) Depositi liberi presso Banche Centrali - -
Totale 8.535 6.960

Sezione 2 - Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico - Voce 20

2.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione merceologica

Voci/Valori 31-dic-18 31-dic-17
L 1 L 2 L 3 L 1 L 2 L 3
A. Attività per cassa - - - - - -
1. Titoli di debito - - - - - -
1.1 Titoli strutturati - - - - - -
1.2 Altri titoli di debito - - - - - -
2. Titoli di capitale - - - - - -
3. Quote di O.I.C.R. - - - - - -
4. Finanziamenti - - - - - -
4.1 Pronti contro termine - - - - - -
4.2 Altri - - - - - -
Totale A - - - - - -
B. Strumenti derivati - - - - - -
1. Derivati finanziari: - - - - 4 -
1.1 di negoziazione - - - - 4 -
1.2 connessi con la fair value option - - - - - -
1.3 altri - - - - - -
2. Derivati creditizi - - - - - -
2.1 di negoziazione - - - - - -
2.2 connessi con la fair value option - - - - - -
2.3 altri - - - - - -
Totale B - - - - 4 -
Totale (A+B) - - - - 4 -

Legenda L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3

Voci/Valori 31-dic-18 31-dic-17
A. ATTIVITÀ PER CASSA
1.Titoli di debito - -
a)
Banche Centrali
- -
b)
Amministrazioni pubbliche
- -
c)
Banche
- -
d)
Altre società finanziarie
di cui: imprese di assicurazione - -
e)
Società non finanziarie
- -
2. Titoli di capitale - -
a)
Banche
- -
b)
Altre società finanziarie di cui: imprese di assicurazione
- -
c)
Società non finanziarie
- -
d)
Altri emittenti
- -
3. Quote di O.I.C.R. - -
4. Finanziamenti - -
a)
Banche Centrali
- -
b)
Amministrazioni pubbliche
- -
c)
Banche
- -
d)
Altre società finanziarie
- -
di cui: imprese di assicurazione
e)
Società non finanziarie
- -
f)
Famiglie
- -
Totale A - -
B. STRUMENTI DERIVATI
a)
Controparti centrali
- -
b)
Altre
- 4
Totale B - 4
Totale (A+B) - 4

2.2 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione per debitori/emittenti/controparti

2.3 Attività finanziarie designate al fair value: composizione merceologica

Nel bilancio dell'esercizio in corso e in quello a raffronto la voce risulta priva di valore.

2.4 Attività finanziarie designate al fair value: composizione per debitori/emittenti

Nel bilancio dell'esercizio in corso e in quello a raffronto la voce risulta priva di valore.

2.5 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value: composizione merceologica

31-dic-18 31-dic-17
Voci/Valori L 1 L 2 L 3 L 1 L 2 L 3
1. Titoli di debito - - - - - -
1.1 Titoli strutturati - - - - - -
1.2 Altri titoli di debito - - - - - -
2. Titoli di capitale - - 1.186 - - 918
3. Quote di O.I.C.R. - - - - - -
4. Finanziamenti - - - - - -
4.1 Pronti contro termine - - - - - -
4.2 Altri - - - - - -
Totale - - 1.186 - - 918

Legenda

L1= Livello 1

L2= Livello 2

L3= Livello 3

31-dic-18 31-dic-17
1. Titoli di capitale 1.186 918
di cui: banche - -
di cui: altre società finanziarie 268 -
di cui: società non finanziarie 918 918
2. Titoli di debito - -
a) Banche centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie - -
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie - -
3. Quote di O.I.C.R. - -
4. Finanziamenti - -
a) Banche centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie - -
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie - -
f) Famiglie - -
Totale 1.186 918

2.6 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value: composizione per debitori/emittenti

Sezione 3 – Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva – Voce 30

3.1 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione merceologica

31-dic-18 31-dic-17
Voci/Valori L 1 L 2 L 3 L 1 L 2 L 3
1. Titoli di debito 108.401 1.054 - 197.056 4.088 -
1.1 Titoli strutturati - - -
1.2 Altri titoli di debito 108.401 1.054 - 197.056 4.088 -
2. Titoli di capitale - - 244 - - 268
3. Finanziamenti - - 3.424 - - 3.322
Totale 108.401 1.054 3.668 197.056 4.088 3.590

Legenda L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3

Voci/Valori 31-dic-18 31-dic-17
1. Titoli di debito 109.455 201.144
a)
Banche Centrali
- -
b)
Amministrazioni pubbliche
108.401 168.019
c)
Banche
- 27.455
d)
Altre società finanziarie
- 3.528
di cui: imprese di assicurazione - -
e)
Società non finanziarie
1.054 2.142
2. Titoli di capitale 244 268
a)
Banche
100 100
b)
Altri emittenti:
144 168
altre società finanziare
-
18 15
di cui: imprese di assicurazione - -
società non finanziarie
-
126 153
altri
-
- -
3. Finanziamenti 3.424 3.322
a)
Banche Centrali
- -
b)
Amministrazioni pubbliche
- -
c)
Banche
- -
d)
Altre società finanziarie
3.424 3.322
di cui: imprese di assicurazione 3.424 3.322
e)
Società non finanziarie
- -
f)
Famiglie
- -
Totale 113.123 204.734

3.2 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione per debitori/emittenti

Alla data del 31 dicembre 2018 si evidenziano svalutazioni cumulate operate negli esercizi precedenti su titoli di capitale emessi da soggetti classificati a sofferenza per 2,757 milioni di euro.

3.3 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: valore lordo e rettifiche di valore complessive

Valore lordo Rettifiche di valore
complessive
Primo stadio Write-off
Di cui:
strumenti
con
basso
rischio di
credito
Secondo
Terzo
stadio
stadio
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
parziali
complessivi
(*)
Titoli di debito 109.515 - - - 60 - - -
Finanziamenti 3.424 - - - - - - -
Totale 31-dic-18 112.939 - - - 60 - - -
Totale 31-dic-17 192.635 - 11.831 - - - - -
di cui: attività
finanziarie
impaired acquisite
o originate
x x - - x - - -

(*) Valore da esporre a fini informativi

I titoli allocati nel 2017 nel secondo stadio sono stati venduti nel corso dell'esercizio.

Sezione 4 - Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Voce 40

Tipologia operazioni/Valori 31-dic-18 31-dic-17 Valore di bilancio Fair value Valore di bilancio Fair value Primo e secondo stadio Terzo stadio di cui: impaired acquisite o originate L1 L2 L3 Primo e secondo stadio Terzo stadio di cui: impaired acquisite o originate L1 L2 L3 A. Crediti verso Banche Centrali - - - - - - 5.706 - - - - 5.706 1. Depositi a scadenza - - - X X X - - - X X X 2. Riserva obbligatoria - - - X X X 5.706 - - X X X 3. Pronti contro termine - - - X X X - - - X X X 4. Altri - - - X X X - - - X X X B. Crediti verso banche 116.435 - - - - 116.435 102.663 - - - - 102.663 1. Finanziamenti 116.435 - - - - 116.435 102.663 - - - - 102.663 1.1 Conti correnti e depositi a vista 110.607 - - X X X 102.663 - - X X X 1.2 Depositi a scadenza 5.797 - - X X X - - - X X X 1.3 Altri finanziamenti: 31 - - X X X - - - X X X - Pronti contro termine attivi - - - X X X - - - X X X - Leasing finanziario - - - X X X - - - X X X - Altri 31 - - X X X - - - X X X 2. Titoli di debito - - - - - - - - - - - - 2.1 Titoli strutturati - - - - - - - - - - - - 2.2 Altri titoli di debito - - - - - - - - - - - - Totale 116.435 - - - - 116.435 108.369 - - - - 108.369

4.1 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso banche

Legenda

L1= Livello 1

L2= Livello 2 L3= Livello 3

4.2 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso clientela

31-dic-18 31-dic-17
Valore di bilancio Fair value Valore di bilancio Fair value
Tipologia
operazioni/Valori
Primo e
secondo
stadio
Terzo
stadio
Di cui
impaired:
acquisite
o
originate
L 1 L 2 L 3 Primo e
secondo
stadio
Terzo
stadio
Di cui
impaired:
acquisite
o
originate
L 1 L 2 L 3
1. Finanziamenti 557.153 40.120 2.216 - - 613.034 594.214 58.765 - - - 699.446
1.1 Conti correnti 47.080 17.672 19 X X X 56.386 25.058 - X X X
1. 2 Pronti contro
termine attivi
- - - X X X - - - X X X
1.3 Mutui 458.738 18.824 2.186 X X X 491.204 30.855 - X X X
1.4 Carte di credito,
prestiti personali e
cessioni del quinto
7.486 103 11 X X X 8.430 127 - X X X
1.5 Leasing finanziario - - - X X X - - X X X
1.6 Factoring - - - X X X - - - X X X
1.7 Altri finanziamenti 43.849 3.521 - X X X 38.194 2.725 - X X X
2. Titoli di debito 144.988 - - 140.507 - - 74.527 - - 74.527 - -
2.1 Titoli strutturati - - - - - - - - - - - -
2.2 Altri titoli di debito 144.988 - - 140.507 - - 74.527 - - 74.527 - -
Totale 702.141 40.120 2.216 140.507 - 613.034 668.741 58.765 - 74.527 - 699.446

Legenda L1= Livello 1 L2= Livello 2

L3= Livello 3

4.3 Leasing finanziario

Nel bilancio dell'esercizio in corso e in quello a raffronto la voce risulta priva di valore.

4.4 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione per debitori/emittenti dei crediti verso clientela

31-dic-18 31-dic-17
Tipologia operazioni/Valori Primo e
secondo
stadio
Terzo
stadio
Di cui attività
impaired:
acquisite o
originate
Primo e
secondo
stadio
Terzo
stadio
Di cui
attività
impaired:
acquisite o
originate
1. Titoli di debito 144.987 - - 74.527 - -
a) Amministrazioni
pubbliche
144.987 - - 74.527 - -
b) Altre società finanziarie - - - - - -
di cui: imprese di
assicurazione
- - - - - -
c) Società non finanziarie - - - - - -
2. Finanziamenti verso: 557.154 40.120 2.216 594.214 58.765 -
a) Amministrazioni
pubbliche
6.156 - - 5.639 - -
b) Altre società finanziarie 6.690 - - 7.234 1 -
di cui: imprese di
assicurazione
322 - - - - -
c) Società non finanziarie 280.509 30.870 931 308.444 50.450 -
d) Famiglie 263.799 9.250 1.285 272.897 8.314 -
Totale 702.141 40.120 2.216 668.741 58.765 -

4.5 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: valore lordo e rettifiche di valore complessive

Valore lordo Rettifiche di valore complessive
Primo
stadio
Di cui:
strumenti
con basso
rischio di
credito
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Write-off
parziali
complessivi
(*)
Titoli di debito 145.059 71
Finanziamenti 593.891 81.403 77.388 991 714 37.268 11.524
Totale 31-dic-18 738.950 81.403 77.388 1.062 714 37.268 11.524
Totale 31-dic-17 676.347 103.051 129.651 1.204 1.084 70.886
di cui: attività finanziarie
impaired acquisite o
originate
X X 2.156 97 X 15 21 0

(*) Valore da esporre a fini informativi

Sezione 5 – Derivati di copertura – Voce 50

5.1 Derivati di copertura: composizione per tipologia di copertura e per livelli

Fair value al 31-dic-18 Fair value al 31-dic-17
L1 L2 L3 VN al
31-dic-18
L1 L2 L3 VN al
31-dic-17
A. Derivati finanziari - 133 - 22.000 - 382 - 44.000
1) Fair value - 133 - 22.000 - 382 - 44.000
2) Flussi finanziari - - - - - - - -
3) Investimenti
esteri
- - - - - - - -
B. Derivati creditizi - - - - - - - -
1) Fair value - - - - - - - -
2) Flussi finanziari - - - - - - - -
Totale - 133 - 22.000 - 382 - 44.000

Legenda:

VN = valore nozionale

L1 = Livello1

L2 = Livello2

L3 = Livello3

5.2 Derivati di copertura: composizione per portafogli coperti e per tipologia di copertura

Fair value Flussi finanziari
Specifica
Operazioni/Tipo di
copertura
titoli di
debito e
tassi di
interesse
titoli di
capitale
e indici
azionari
valute e
oro
credito merci altri Generica Specifica Generica Investim.
esteri
1. Attività finanziarie
valutate al fair value
con impatto sulla
redditività
complessiva
- - - - X X X - X X
2. Attività finanziarie
valutate al costo
ammortizzato
- X - - X X X - X X
3. Portafoglio X X X X X X - X - X
4. Altre operazioni - - - - - - X - X -
Totale attività - - - - - - - - - -
1. Passività
finanziarie
133 X - - - - X - X X
2. Portafoglio X X X X X X - X - X
Totale passività 133 - - - - - - - - -
1. Transazioni attese
2. Portafoglio di
X X X X X X X - X X
attività e passività
finanziarie
X X X X X X - X - -

Sezione 6 – Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica – Voce 60

Nel bilancio dell'esercizio in corso e in quello a raffronto la voce risulta priva di valore.

Sezione 7 –Partecipazioni – Voce 70

Nel bilancio dell'esercizio in corso e in quello a raffronto la voce risulta priva di valore.

Sezione 8 - Attività materiali - Voce 80

8.1 Attività materiali ad uso funzionale: composizione delle attività valutate al costo

Attività/Valori 31-dic-18 31-dic-17
1. Attività di proprietà 10.470 9.997
a) terreni 1.633 1.633
b) fabbricati 7.181 7.363
c) mobili 636 61
d) impianti elettronici 118 1
e) altre 902 939
2. Attività acquisite in leasing finanziario - -
a) terreni - -
b) fabbricati - -
c) mobili - -
d) impianti elettronici - -
e) altre - -
Totale 10.470 9.997
di cui: ottenute tramite l'escussione delle garanzie ricevute - -

8.2 Attività materiali detenute a scopo di investimento: composizione delle attività valutate al costo

Nel bilancio dell'esercizio in corso e in quello a raffronto la voce risulta priva di valore.

8.3 Attività materiali ad uso funzionale: composizione delle attività rivalutate

Nel bilancio dell'esercizio in corso e in quello a raffronto la voce risulta priva di valore.

8.4 Attività materiali detenute a scopo di investimento: composizione delle attività valutate al fair value

Nel bilancio dell'esercizio in corso e in quello a raffronto la voce risulta priva di valore.

8.5 Rimanenze di attività materiali disciplinate dallo IAS 2: composizione

Nel bilancio dell'esercizio in corso e in quello a raffronto la voce risulta priva di valore.

8.6 Attività materiali ad uso funzionale: variazioni annue
-- -- ------------------------------------------------------------ -- -- -- -- -- --
Terreni Fabbricati Mobili Impianti
elettronici
Altre Totale
A. Esistenze iniziali lorde 3.149 10.372 2.075 767 4.635 20.998
A.1 Riduzioni di valore totali nette 1.516 3.009 2.014 767 3.696 11.001
A.2 Esistenze iniziali nette 1.633 7.363 61 - 939 9.997
B. Aumenti: - 16 587 179 970 1.752
B.1 Acquisti - - 12 32 752 797
B.2 Spese per migliorie capitalizzate - 16 - - - 16
B.3 Riprese di valore - - - - - -
B.4 Variazioni positive di fair value
imputate a:
- - - - - -
a) patrimonio netto - - - - - -
b) conto economico - - - - - -
B.5 Differenze positive di cambio - - - - - -
B.6 Trasferimenti da immobili detenuti a
scopo di investimento
- - X X X -
B.7 Altre variazioni - - 575 147 218 939
C. Diminuzioni: - 198 13 61 1.007 1.279
C.1 Vendite - - - - - -
C.2 Ammortamenti - 198 13 61 68 340
C.3 Rettifiche di valore da
deterioramento imputate a:
- - - - - -
a) patrimonio netto - - - - - -
b) conto economico - - - - - -
C.4 Variazioni negative di fair value
imputate a:
- - - - - -
a) patrimonio netto - - - - - -
b) conto economico - - - - - -
C.5 Differenze negative di cambio - - - - - -
C.6 Trasferimenti a: - - - - - -
a) attività materiali detenute a scopo di
investimento
- - - - - -
b) attività non correnti e gruppi di attività
in via di dismissione
- - - - - -
C.7 Altre variazioni - - - - 939 939
D. Rimanenze finali nette 1.633 7.181 635 118 902 10.470
D.1 Riduzioni di valore totali nette 1.516 3.208 2.008 1.694 2.376 10.801
D.2 Rimanenze finali lorde 3.149 10.389 2.643 1.812 3.278 21.271
E. Valutazione al costo - - - - - -

Le attività materiali ad uso funzionale sono valutate al costo al netto degli ammortamenti cumulati.

Gli ammortamenti sono stati calcolati in funzione della vita utile stimata dei cespiti come di seguito indicato:

Attività materiali ad uso funzionale Vita utile
Anni Mesi
FABBRICATI 50
TERRENI Non ammortizzati
BENI MOBILI
Mobilio 8 4
Arredamento 6 8
Macchine ordinarie da ufficio 8 4
Macchinari apparecchi attrezzature varie 6 8
Macchine da ufficio elettromeccaniche-elettroniche 5 0
Imp. int. spec. di comunicazione e telesegnalazione 4 0
Impianti di allarme e ripresa fotocinetele 3 4
Automezzi 4 0
Banconi blindati o con cristalli blindati 5 0
Impianti e mezzi di sollevamento 13 4
Telefonia 4 0

8.7 Attività materiali detenute a scopo di investimento: variazioni annue

Nel bilancio dell'esercizio in corso e in quello a raffronto la voce risulta priva di valore.

8.8 Rimanenze di attività materiali disciplinate dallo IAS 2: variazioni annue

Nel bilancio dell'esercizio in corso e in quello a raffronto la voce risulta priva di valore.

8.9 Impegni per acquisto di attività materiali (IAS 16/74.c)

Alla fine dell'esercizio non sono presenti impegni contrattuali per l'acquisto di fabbricati o impegni di acquisto di altre attività materiali di importo significativo.

Sezione 9 - Attività immateriali - Voce 90

9.1 Attività immateriali: composizione per tipologia di attività

31-dic-18 31-dic-17
Attività /Valori Durata
definita
Durata
indefinita
Durata
definita
Durata
indefinita
A.1 Avviamento - - - -
A.2 Altre attività immateriali 4 - 13 -
A.2.1 Attività valutate al costo: 4 - 13 -
a) Attività immateriali generate internamente - - - -
b) Altre attività 4 - 13 -
A.2.2 Attività valutate al fair value: - - - -
a) Attività immateriali generate internamente - - - -
b) Altre attività - - - -
Totale 4 - 13 -

La voce accoglie il valore dei prodotti software al netto degli ammortamenti effettuati, calcolati in base alla vita utile stimata in 5 anni.

9.2 Attività immateriali: variazioni annue

Avviamento Altre attività
immateriali:
generate
internamente
Altre attività
immateriali :
altre
Totale
DEF INDEF DEF INDEF
A. Esistenze iniziali - - - 380 - 380
A.1 Riduzioni di valore totali nette - - - 367 - 367
A.2 Esistenze iniziali nette - - - 13 - 13
B. Aumenti - - - - - -
B.1 Acquisti - - - - - -
B.2 Incrementi di attività immateriali interne X - - - - -
B.3 Riprese di valore X - - - - -
B.4 Variazioni positive di fair value - - - - - -
- a patrimonio netto X - - - - -
- a conto economico X - - - - -
B.5 Differenze di cambio positive - - - - - -
B.6 Altre variazioni - - - - - -
C. Diminuzioni - - - 9 - 9
C.1 Vendite - - - - - -
C.2 Rettifiche di valore - - - 9 - 9
- Ammortamenti X - - 9 - 9
- Svalutazioni - - - - - -
+ patrimonio netto X - - - - -
+ conto economico - - - - - -
C.3 Variazioni negative di fair value - - - - - -
- a patrimonio netto X - - - - -
- a conto economico X - - - - -
C.4 Trasferimenti alle attività non correnti in
via di dismissione
- - - - - -
C.5 Differenze di cambio negative - - - - - -
C.6 Altre variazioni - - - - - -
D. Rimanenze finali nette - - - 4 - 4
D.1 Rettifiche di valore totali nette - - - 376 - 376
E. Rimanenze finali lorde - - - 380 - 380
F. Valutazione al costo - - - - - -

Legenda DEF: a durata definita INDEF: a durata indefinita

Viene utilizzato il criterio di valutazione del costo per tutte le classi di attività.

Sezione 10 - Le attività fiscali e le passività fiscali - Voce 100 dell'attivo e Voce 60 del passivo

Voci/Valori IRES IRAP TOTALE
1. Rettifiche di valore su crediti verso la clientela 7.322 956 8.278
2. Svalutazione di partecipazioni e di titoli 1.698 401 2.099
3. Avviamento - - -
4. Accantonamento a fondi per il personale 264 36 300
5. Crediti di firma, revocatorie fallimentari e cause legali in
corso
201 1 202
6. Rettifiche di valore su crediti vs clientela FTA IFRS9 512 - 512
7. Perdite fiscali - - -
8. Ace riportabile 15 - 15
9. Altre imposte anticipate 48 5 53
Totale 10.060 1.399 11.459

10.1 Attività per imposte anticipate: composizione

Le Attività per imposte anticipate iscritte nel bilancio al 31 dicembre 2018 per 11,459 milioni di euro, non hanno accolto la rilevazione di circa Euro 4 milioni relativi al totale delle perdite fiscali IRES pregresse registrate negli esercizi 2015 e 2016, in quanto non si sono ritenuti soddisfatti i requisiti per la loro iscrizione.

In base alla normativa fiscale vigente le perdite fiscali IRES possono essere computate in diminuzione del reddito dei periodi d'imposta dei futuri esercizi senza limiti temporali, nel limite però dell'80% del reddito imponibile: considerando quindi che il reddito imponibile determinato per l'anno 2018 ammonta a Euro 600 mila, si rende compensabile l'importo di Euro 480 mila con le perdite pregresse, il rimanente 20% del reddito imponibile è interamente assorbito dalla deduzione ACE, anch'essa cumulata e non dedotta in anni precedenti. Il residuo delle perdite fiscali ancora da recuperare risulterebbe quindi di oltre Euro 13,4 milioni, corrispondente a circa Euro 3,6 milioni di imposte anticipate, che la Cassa potrebbe iscrivere in presenza di una congrua previsione di imponibili futuri positivi.

10.2 Passività per imposte differite: composizione

IRES IRAP TOTALE
1. Plusvalenze da cessione di immobilizzazioni finanziarie - - -
2. Plusvalenze da cessione di ramo d'azienda - - -
3. Plusvalenze titoli 11 2 13
4. Accantonamenti effettuati esclusivamente in ambito fiscale - - -
5. Partecipazioni classificate "disponibili per la vendita" 4 1 5
6. Avviamento - - -
7. Costi relativi al personale - - -
8. Plusvalenze da cessione di beni strumentali - - -
9. Ammortamenti su immobilizzazioni materiali e immateriali 1.154 268 1.422
10. Altre imposte differite 126 48 174
Totale 1.295 319 1.614

10.3 Variazioni delle imposte anticipate (in contropartita del conto economico)

31-dic-18 31-dic-17
1. Importo iniziale 8.707 9.851
2. Aumenti 756 96
2.1 Imposte anticipate rilevate nell'esercizio 704 96
a) relative a precedenti esercizi 5 -
b) dovute al mutamento di criteri contabili 537 -
c) riprese di valore - -
d) altre 162 96
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali - -
2.3 Altri aumenti 52 -
3. Diminuzioni 236 1.240
3.1 Imposte anticipate annullate nell'esercizio 236 97
a) rigiri 235 95
b) svalutazioni per sopravvenuta irrecuperabilità - -
c) mutamento di criteri contabili 1 -
d) altre - 2
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali - -
3.3 Altre diminuzioni - 1.143
a) trasformazione in crediti d'imposta di cui alla L. 214/2011 - 1.143
b) altre - -
4. Importo finale 9.227 8.707

10.3bis Variazioni delle imposte anticipate di cui alla L.214/2011

31-dic-18 31-dic-17
1. Importo iniziale 8.278 9.421
2. Aumenti - -
3. Diminuzioni - 1.143
3.1 Rigiri - -
3.2 Trasformazioni in crediti d'imposta - 1.143
a) derivante da perdite di esercizio - 1.143
b) derivante da perdite fiscali - -
3.3 Altre diminuzioni - -
4. Importo finale 8.278 8.278

10.4 Variazioni delle imposte differite (in contropartita del conto economico)

31-dic-18 31-dic-17
1. Importo iniziale 1.576 1.633
2. Aumenti 24 67
2.1 Imposte differite rilevate nell'esercizio 24 5
a) relative a precedenti esercizi - -
b) dovute al mutamento di criteri contabili 24 -
c) altre - 5
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali - -
2.3 Altri aumenti - 62
3. Diminuzioni - 124
3.1 Imposte differite annullate nell'esercizio - 62
a) rigiri - 62
b) dovute al mutamento di criteri contabili - -
c) altre - -
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali - -
3.3 Altre diminuzioni - 62
4. Importo finale 1.600 1.576

10.5 Variazioni delle imposte anticipate (in contropartita del patrimonio netto)

31-dic-18 31-dic-17
1. Importo iniziale 775 847
2. Aumenti 2.028 -
2.1 Imposte anticipate rilevate nell'esercizio 2.028 -
a) relative a precedenti esercizi - -
b) dovute al mutamento di criteri contabili - -
c) altre 2.028
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali - -
2.3 Altri aumenti - -
3. Diminuzioni 572 72
3.1 Imposte anticipate annullate nell'esercizio 572 64
a) rigiri 80 64
b) svalutazioni per sopravvenuta irrecuperabilità - -
c) dovute al mutamento di criteri contabili 492 -
d) altre - -
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali - -
3.3 Altre diminuzioni - 8
4. Importo finale 2.231 775

10.6 Variazioni delle imposte differite (in contropartita del patrimonio netto)

31-dic-18 31-dic-17
1. Importo iniziale 1.218 1.383
2. Aumenti 1 15
2.1 Imposte differite rilevate nell'esercizio 1 -
a) relative a precedenti esercizi - -
b) dovute al mutamento di criteri contabili - -
c) altre 1 -
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali - -
2.3 Altri aumenti - 15
3. Diminuzioni 1.205 180
3.1 Imposte differite annullate nell'esercizio 1.205 180
a) rigiri 1.180 180
b) dovute al mutamento di criteri contabili 25 -
c) altre - -
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali - -
3.3 Altre diminuzioni - -
4. Importo finale 14 1.218

10.7 Altre informazioni

Le attività fiscali correnti ammontano a 222 migliaia di euro e comprendono:

31-dic-18 31-dic-17
Acconti IRES - -
Acconti IRAP - -
Altri crediti e ritenute 322 298
Attività per imposte correnti lorde 322 298
Compensazione con passività fiscali correnti 100 -
Attività per imposte correnti nette 222 298

Sezione 11 – Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione e passività associate - Voce 110 dell'attivo e Voce 70 del passivo

Nel bilancio dell'esercizio in corso e in quello a raffronto la voce risulta priva di valore.

Sezione 12 - Altre attività - Voce 120

12.1 Altre attività: composizione

31-dic-18 31-dic-17
Crediti verso l'erario 2.692 2.748
Disposizioni per causali varie da addebitare alla clientela 1.373 1.278
Competenze da addebitare a clientela o a banche 838 1.937
Assegni di c/c tratti su altri istituti - 9
Partite relative a operazioni in titoli 19 -
Partite viaggianti con filiali - 758
Migliorie e spese incrementative su beni di terzi 38 85
Ratei e risconti attivi 134 112
Altre partite per causali varie 45 1.230
Credito per consolidato fiscale 11 29
Totale 5.150 8.186

Dall'analisi effettuata ai fini IFRS 15 non sono state individuate fattispecie di contract assets.

PASSIVO

Sezione 1 - Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Voce 10

1.1 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso banche

Fair value
L3
X
X
X
X
X
X
X
X
X
209.908

Legenda: VB=Valore di bilancio L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3

1.2 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso clientela

31-dic-18 31-dic-17
Tipologia operazioni/Valori Fair value Fair value
VB L1 L2 L3 VB L1 L2 L3
1. Conti correnti e depositi a vista 536.896 X X X 518.895 X X X
2. Depositi a scadenza 48.487 X X X 54.815 X X X
3. Finanziamenti - X X X 17.722 X X X
3.1 Pronti contro termine passivi - X X X 17.722 X X X
3.2 Altri - X X X - X X X
4. Debiti per impegni di riacquisto di propri
strumenti patrimoniali - X X X - X X X
5. Altri debiti 3.849 X X X 3.867 X X X
Totale 589.232 589.232 595.299 595.299

Legenda: VB=Valore di bilancio L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3

31-dic-18 31-dic-17
Tipologia Fair value Fair value
titoli/Valori VB Livello Livello Livello VB Livello Livello Livello
1 2 3 1 2 3
A. Titoli
1. obbligazioni 60.066 - 60.577 - 96.642 - 96.989 -
1.1 strutturate - - - - - - - -
1.2 altre 60.066 - 60.577 - 96.642 - 96.989 -
2. altri titoli 78.032 - - 78.032 96.082 - - 96.082
2.1 strutturati - - - - - - - -
2.2 altri 78.032 - - 78.032 96.082 - - 96.082
Totale 138.098 - 60.577 78.032 192.724 - 96.989 96.082

1.3 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei titoli in circolazione

Legenda: VB=Valore di bilancio L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3

L'importo esposto alla voce 2.2, nella colonna "livello 3", è riferito ai certificati di deposito emessi dalla Banca.

1.4 Dettaglio dei debiti/titoli subordinati

La Banca ha in essere due prestiti obbligazionari subordinati iscritti in bilancio al costo ammortizzato per un valore di 15 milioni di euro con le seguenti caratteristiche:

• ISIN IT0005069098

Valore Nominale 10 milioni di euro
Data emissione 01/12/2014
Data scadenza 01/12/2019
Durata 5 anni
Tasso fisso 2,50%

Il rimborso avverrà in unica soluzione alla data di scadenza.

• ISIN IT0005346587

Valore Nominale 5 milioni di euro
Data emissione 28/09/2018
Data scadenza 28/09/2028
Durata 10 anni
Tasso fisso 5,25%

Tale strumento è stato interamente sottoscritto dalla capogruppo.

1.5Dettaglio dei debiti strutturati

Nel bilancio dell'esercizio in corso e in quello a raffronto la voce risulta priva di valore.

1.6Debiti per leasing finanziario

Nel bilancio dell'esercizio in corso e in quello a raffronto la voce risulta priva di valore.

Sezione 2 - Passività finanziarie di negoziazione - Voce 20

2.1 Passività finanziarie di negoziazione: composizione merceologica

31-dic-18 31-dic-17
Tipologia operazioni /
Valori
Fair
VN
Fair value
Value*
VN
Fair value
Fair
value*
L1 L2 L3 L1 L2 L3
A. Passività per cassa - - - - - - - - - -
1. Debiti verso banche - - - - - - - - - -
2. Debiti verso clientela - - - - - - - - - -
3. Titoli di debito - - - - - - - - - -
3.1 Obbligazioni - - - - - - - -
3.1.1 Strutturate - - - - X - - - - X
3.1.2 Altre obbligazioni - - - - X - - - - X
3.2 Altri titoli - - - - - - - -
3.2.1 Strutturati - - - - X - - - - X
3.2.2 Altri - - - - X - - - - X
Totale A - - - - - - - - - -
B. Strumenti derivati
1. Derivati finanziari - - - - 4 -
1.1 Di negoziazione X - - - X X - 4 - X
1.2 Connessi con la fair value option X - - - X X - - - X
1.3 Altri X - - - X X - - - X
2. Derivati creditizi - - - - - -
2.1 Di negoziazione X - - - X X - - - X
2.2 Connessi con la fair value option X - - - X X - - - X
2.3 Altri X - - - X X - - - X
Totale B X - - - X X - 4 - X
Totale (A+B) X - - - X X - 4 - X

Legenda VN = valore nominale o nozionale L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3

Fair value* = fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell'emittente rispetto alla data di emissione.

2.2 Dettaglio delle "Passività finanziarie di negoziazione": passività subordinate

Nel bilancio dell'esercizio in corso e in quello a raffronto la voce risulta priva di valore

2.3 Dettaglio delle "Passività finanziarie di negoziazione": debiti strutturati

Nel bilancio dell'esercizio in corso e in quello a raffronto la voce risulta priva di valore

Sezione 3 – Passività finanziarie designate al fair value – Voce 30

Nel bilancio dell'esercizio in corso e in quello a raffronto la voce risulta priva di valore.

Sezione 4 – Derivati di copertura – Voce 40

Nel bilancio dell'esercizio in corso e in quello a raffronto la voce risulta priva di valore.

Sezione 5 – Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica – Voce 50

Nel bilancio dell'esercizio in corso e in quello a raffronto la voce risulta priva di valore.

Sezione 6 – Passività fiscali – Voce 60

Vedi sezione 10 dell'attivo.

Sezione 7 – Passività associate ad attività in via di dismissione – Voce 70

Vedi sezione 11 dell'attivo.

Sezione 8 - Altre passività - Voce 80

8.1 Altre passività: composizione

31-dic-18 31-dic-17
Somme da riconoscere a banche 3 2.466
Somme da riconoscere a clientela 5.135 536
Valore netto delle rettifiche per incasso di crediti per conto terzi 7.694 1.128
Emolumenti di spettanza del personale e relativi contributi previdenziali 650 469
Somme da riconoscere a terzi per cedole, titoli e dividendi all'incasso 190 -
Somme da versare all'Erario per conto della clientela e del personale 1.974 1.896
Bonifici da regolare in stanza 46 4.141
Debiti verso fornitori 3.511 961
Versamenti di terzi a garanzia di crediti - 311
Partite viaggianti - 1
Ratei e risconti passivi 43 53
Altre partite di debito verso terzi 621 1.797
Totale 19.867 13.759

Dall'analisi effettuata ai fini IFRS 15 è stata individuata un'unica fattispecie di contract liability riferita alla quota parte di corrispettivo pagato in anticipo dai clienti per servizi di garanzia prestati dalla Banca per un periodo di tempo (performance obbligation di tipo overtime), relativamente alla quota non ancora maturata a fine periodo.

Sezione 9 - Trattamento di fine rapporto del personale - Voce 90

9.1 Trattamento di fine rapporto del personale: variazioni annue

31-dic-18 31-dic-17
A. Esistenze iniziali 3.339 3.798
B. Aumenti 39 27
B.1 Accantonamento dell'esercizio 34 27
B.2 Altre variazioni 5 -
C. Diminuzioni 229 486
C.1 Liquidazioni effettuate 227 473
C.2 Altre variazioni 2 13
D. Rimanenze finali 3.149 3.339
Totale 3.149 3.339

9.2 Altre informazioni

La valutazione attuariale del TFR è realizzata in base alla metodologia dei "benefici maturati" mediante il criterio "Projected Unit Credit" (PUC) come previsto ai paragrafi 67-69 dello IAS 19.

A seguito dell'introduzione della Riforma Previdenziale tale metodologia si differenzia a seconda che venga applicata a Società con in media almeno 50 dipendenti nel corso del 2006 oppure a Società con meno di 50 dipendenti.

Per le Società con in media almeno 50 dipendenti nel corso del 2006 la metodologia di calcolo può essere così schematizzata:

  • proiezione fino all'epoca aleatoria di corresponsione per ciascun dipendente del TFR già accantonato al 31 dicembre 2006 e rivalutato alla data di valutazione;
  • determinazione per ciascun dipendente dei pagamenti probabilizzati di TFR di cui sopra, che dovranno essere effettuati dalla Società in caso di uscita del dipendente causa licenziamento, dimissioni, inabilità, morte e pensionamento, nonché a fronte di richiesta di anticipi;
  • attualizzazione, alla data di valutazione, di ciascun pagamento probabilizzato.

Nelle tabelle che seguono vengono riportate le informazioni analitiche relative alla movimentazione del fondo TFR, nonché le principali ipotesi demografiche e finanziarie adottate per la quantificazione del fondo.

9.2.1 Trattamento di fine rapporto del personale: variazioni nell'esercizio del TFR

31-dic-18 31-dic-17
Esistenze iniziali 3.339 3.798
A. Aumenti 39 27
1. Costo previdenziale relativo alle prestazioni di lavoro correnti - -
2. Oneri finanziari 34 27
3. Contribuzioni al piano da parte dei partecipanti - -
4. Perdite attuariali 5 -
5. Differenze di cambio rispetto alla divisa di presentazione - -
6. Costo previdenziale relativo alle prestazioni di lavoro passate - -
7. Altre variazioni - -
B. Diminuzioni 229 486
1. Benefici pagati 227 473
2. Costo previdenziale relativo alle prestazioni di lavoro passate - -
3. Utili attuariali - 3
4. Differenze di cambio rispetto alla divisa di presentazione - -
5. Riduzioni - -
6. Estinzioni - -
7. Altre variazioni 2 10
Rimanenze finali 3.149 3.339

9.2.2 Riepilogo basi tecniche economiche

Descrizione Valori
Tasso annuo di attualizzazione Curva Euro Composite AA (31/12/2018)
Tasso annuo di inflazione 1,50%
Tasso crescita retributiva Tabella 5.1.2a
Impiegati Quadri Dirigenti
Classe di % Incremento Classe di % Incremento Classe di % Incremento
anzianità retributivo anzianità retributivo anzianità retributivo
$0 - 4$ 1,80% $0 - 4$ 2,30% $0 - 4$ $3,00\%$
$5-9$ 1,80% $5-9$ 2,30% $5-9$ $3,00\%$
$10-14$ 1,40% 10-14 1,90% 10-14 $2,60\%$
15-19 1,30% 15-19 1,80% 15-19 2,50%
$20 - 24$ 1,30% $20 - 24$ 1,80% $20 - 24$ 2,50%
25-29 1,30% 25-29 1,80% 25-29 2,50%

9.2.3 Riepilogo basi tecniche demografiche

Descrizione Valori
Decesso ISTAT 2016
Inabilità Tavole INPS distinte per età e sesso
Pensionamento 100% al raggiungimento dei requisiti
AGO

9.2.4 Frequenze annue di turnover e anticipazioni TFR

Si riportano le probabilità di uscita dall'azienda e le frequenze di anticipazione del TFR:

Frequenze di turnover Impiegati
Maschi Femmine
Fasce di età Frequenze Fasce di età Frequenze
$<$ 45 anni 1.50% $<$ 45 anni 1.50%
$145:55$ ) 0.50% [45:55] 0.50%
[55; 60] 2.00% 155:60 $3.50\%$
[60:67] 13,00% [60:67] 13,00%
Fasce di età Frequenze Fasce di età Frequenze
$<$ 45 anni 1.50% $<$ 45 anni 1.50%
$145:55$ ) 0.50% $145:55$ ) 0.50%
155:60 2.00% 155:60 $3.50\%$
[60:67] 13,00% [60:67] 13,00%
Frequenze di turnover Quadri
Maschi Femmine
Frequenze di turnover Quadri
Maschi Femmine
Fasce di età Frequenze Fasce di età Frequenze
$<$ 45 anni 2.00% $<$ 45 anni 1.50%
[45:55] 1.00% [45:55] 0.50%
[55; 60] $2,00\%$ [55; 60] 3.50%
[60:67] 13,00% [60:67] 13.00%
Frequenze di turnover Dirigenti
Maschi Femmine
Fasce di età Frequenze Fasce di età Frequenze
$<$ 45 anni 1,00% $<$ 45 anni 1,00%
$145:55$ ) $3.50\%$ [45:55] 3.50%
[55:60] 2,00% [55:60] 3,50%
[60:67) 13,00% [60:67) 13,00%

9.2.5 Analisi di sensitività

Come richiesto dallo IAS 19, si è provveduto a condurre un'analisi di sensitività relativa al trattamento di fine rapporto rispetto alle ipotesi attuariali ritenute più significative, finalizzata a mostrare di quanto varierebbe la passività di bilancio in relazione alle oscillazioni ragionevolmente possibili di ciascuna di tali ipotesi attuariali.

Descrizione Valori in migliaia di euro
Tasso di turnover +0,50% 3.148
Tasso di turnover -0,50% 3.151
Tasso di richiesta anticipazioni +0,50% 3.147
Tasso di richiesta anticipazioni -0,50% 3.152
Tasso di inflazione +0,50% 3.242
Tasso di inflazione -0,50% 3.060
Tasso di attualizzazione +0,50% 3.027
Tasso di attualizzazione -0,50% 3.283

9.2.6 Ulteriori informazioni

Descrizione Valori
Service cost n/a
Duration del piano 10,0 anni
Descrizione Valori in migliaia di euro
Erogazioni future stimate:
1° anno 144
2° anno 157
3° anno 226
4° anno 195
Oltre 4° anno 2.901
Riconciliazione valutazioni IAS 19 per il periodo 01/01/2018-314/12/2018:
Defined Benefit Obligation al 31 dicembre 2017 3.339
Interest Cost 32
Benefits Paid 227
Actuarial (Gains)/Losses da esperienza 30
Actuarial (Gains)/Losses da cambio ipotesi finanziarie -25
Defined Benefit Obligation al 31 dicembre 2018 3.149

Sezione 10 - Fondi per rischi e oneri - Voce 100

10.1 Fondi per rischi e oneri: composizione

Voci/Valori 31-dic-18 31-dic-17
1. Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate 55 11
2. Fondi su altri impegni e altre garanzie rilasciate 17 23
3. Fondi di quiescenza aziendali 781 1.021
4. Altri fondi per rischi ed oneri 1.177 1.243
4.1 controversie legali e fiscali 670 986
4.2 oneri per il personale 418 168
4.3 altri 89 89
Totale 2.030 2.298

Al 31 dicembre 2017 quanto esposto ai punti 1 e 2, calcolato secondo quanto disposto dallo IAS 39 era classificato nella voce "Altre passività" come previsto dal 4° aggiornamento della Circolare 262/2005.

10.2 Fondi per rischi e oneri: variazioni annue

Fondi su altri
impegni e
altre
garanzie
rilasciate
Fondi di
quiescenza
Altri fondi
per rischi ed
oneri
Totale
A. Esistenze iniziali 23 1.021 1.243 2.287
B. Aumenti 19 6 539 564
B.1 Accantonamento dell'esercizio 19 - 521 540
B.2 Variazioni dovute al passare del tempo - 6 1 7
B.3 Variazioni dovute a modifiche del tasso di sconto - - 17 17
B.4 Altre variazioni - - - -
C. Diminuzioni 25 246 605 876
C.1 Utilizzo nell'esercizio - 130 69 199
C.2 Variazioni dovute a modifiche del tasso di sconto - 5 - 5
C.3 Altre variazioni 25 111 536 672
D. Rimanenze finali 17 781 1.177 1.975

10.3 Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate

Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie
finanziarie rilasciate
Primo stadio Secondo
stadio
Terzo stadio Totale
Impegni a erogare fondi 45 7 - 52
Garanzie finanziarie rilasciate 1 - 2 3
Totale 46 7 2 55

10.4 Fondi su altri impegni e altre garanzie rilasciate

Non si riporta la suddivisione per forma tecnica in quanto l'importo risulta non rilevante.

10.5 Fondi di quiescenza aziendali a benefici definiti

10.5.1 Illustrazione delle caratteristiche dei fondi e dei relativi rischi

Si tratta di un fondo senza personalità giuridica integrativo delle prestazioni dell'INPS, operativo per il personale già in quiescenza al 31/08/1998, il cui ammontare risulta indistintamente investito nelle attività della Banca.

10.5.2 Variazioni nell'esercizio delle passività (attività) nette a benefici definiti e dei diritti di rimborso

Voci/Componenti 31-dic-18 31-dic-17
A. Esistenze iniziali 1.021 1.237
B Aumenti 6 3
B.1 Costo previdenziale relativo alle prestazioni di lavoro correnti - -
B.2 Oneri finanziari 6 3
B.3 Contribuzioni al piano da parte dei partecipanti - -
B.4 Perdite attuariali - -
B.5 Differenze di cambio rispetto alla divisa di presentazione - -
B.6 Costo previdenziale relativo alle prestazioni di lavoro passate - -
B.7 Altre variazioni - -
C Diminuzioni 246 219
C.1 Utilizzo nell'esercizio 130 143
C.2 Variazioni dovute a modifiche del tasso di sconto - -
C.3 Utili attuariali 116 76
C.4 Differenze di cambio rispetto alla divisa di presentazione - -
C.5 Riduzioni - -
C.6 Estinzioni - -
C.7 Altre variazioni - -
D. Rimanenze finali 781 1.021

10.5.3 Informativa sul fair value delle attività a servizio del piano

Non vi sono attività a servizio del piano.

10.5.4. Descrizione delle principali ipotesi attuariali

La valutazione attuariale del Fondo pensione aziendale è basata sul sistema tecnico-finanziario di gestione della capitalizzazione completa, mediante il quale viene seguito il collettivo dei pensionati anno per anno. Tale metodologia prevede la costituzione di riserve tali da garantire il pagamento di tutte le prestazioni dovute qualora, ovviamente, lo scenario di ipotesi adottato per le elaborazioni sia quello che effettivamente si verificherà.

Il modello attuariale di riferimento per la valutazione del Fondo si basa su diverse ipotesi sia di tipo demografico che economico – finanziarie.

Basi demografiche

Sono state utilizzate:

  • per le probabilità di morte del personale la tavola RG48;
  • per l'inabilità le tavole INPS, distinte età e sesso.

Basi tecniche economico - finanziarie

Descrizione Valori
Tasso annuo di attualizzazione Curva Euro Composite AA (31/12/2018)
Tasso annuo di inflazione 1,50%
Tasso crescita retributiva Tabella 5.1.2a

10.5.5 Informazioni su importo, tempistica e incertezza dei flussi finanziari

Come si può notare dalla tabella esposta al punto 10.5.2 le erogazioni risultano pressoché invariate rispetto all'anno precedente.

Analisi di sensitività dei principali parametri valutativi

Descrizione Valori in migliaia di euro
Tasso di attualizzazione +050% 757
Tasso di attualizzazione -0,50% 805
Descrizione Valori
Service cost n/a
Duration del piano 6,5 anni
Ulteriori informazioni
Descrizione Valori in migliaia di euro
Erogazioni future stimate:
1° anno 100
2° anno 92
3° anno 84
4° anno 76
Oltre 4° anno 488

10.5.6 Piani relativi a più datori di lavoro

Non viene fornita l'informativa richiesta in quanto al 31 dicembre 2018 non vi sono in essere piani della tipologia indicata.

10.5.7 Piani a benefici definiti che condividono i rischi tra entità sotto controllo comune

Non viene fornita l'informativa richiesta in quanto al 31 dicembre 2018 non vi sono in essere piani della tipologia indicata.

10.6 Fondi per rischi ed oneri - altri fondi

10.6.1 Controversie legali

Voci/Valori 31-dic-18 31-dic-17
A.
Esistenze iniziali
986 1.044
B.
Aumenti
221 140
1.
Accantonamenti dell'esercizio
221 140
2.
Altre variazioni in aumento
- -
C.
Diminuzioni
537 198
1.
Altre variazioni in diminuzione
537 198
2.
Utilizzi nell'esercizio
- -
D.
Rimanenze finali
670 986

10.6.2 Oneri per il personale

Voci/Valori 31-dic-18 31-dic-17
A. Esistenze iniziali 168 138
B. Aumenti 318 66
1. Costo previdenziale relativo alle prestazioni di lavoro correnti 300 65
2. Oneri finanziari 1 1
3. Contribuzioni al piano da parte dei partecipanti - -
4. Perdite attuariali 17 -
5. Differenze di cambio rispetto alla divisa di presentazione - -
6. Costo previdenziale relativo alle prestazioni di lavoro passate - -
7. Altre variazioni - -
C. Diminuzioni 69 36
1. Benefici pagati 69 36
2. Costo previdenziale relativo alle prestazioni di lavoro passate - -
3. Utili attuariali - -
4. Differenze di cambio rispetto alla divisa di presentazione - -
5. Riduzioni - -
6. Estinzioni - -
7. Altre variazioni - -
D. Rimanenze finali 417 168

10.6.3 Altri fondi

Voci/Valori 31-dic-18 31-dic-17
A.
Esistenze iniziali
89 78
B.
Aumenti
- 11
1.
Accantonamenti dell'esercizio
- 11
2.
Altre variazioni in aumento
- -
C.
Diminuzioni
- -
1.
Altre variazioni in diminuzione
- -
2.
Utilizzi nell'esercizio
- -
D.
Rimanenze finali
89 89

Sezione 11 – Azioni rimborsabili - Voce 120

Nel bilancio dell'esercizio in corso e in quello a raffronto la voce risulta priva di valore.

Sezione 12 - Patrimonio del gruppo - Voci 110, 130, 140, 150, 160, 170 e 180

12.1 "Capitale" e "azioni proprie": composizione

Voci/Valori 31-dic-18 31-dic-17
Capitale 33.280 33.280
1.
Azioni ordinarie
33.280 33.280
2.
Azioni risparmio
- -
3.
Azioni privilegiate
- -
Azioni proprie - -
1.
Azioni ordinarie
- -
2.
Azioni risparmio
- -
3.
Azioni privilegiate
- -
Totale 33.280 33.280

12.2 Capitale – Numero azioni: variazioni annue

Voci/Tipologie Ordinarie Altre
A. Azioni esistenti all'inizio dell'esercizio 64.000.000 -
- interamente liberate 64.000.000 -
- non interamente liberate - -
A.1 Azioni proprie (-) - -
A.2 Azioni in circolazione: esistenze iniziali 64.000.000 -
B. Aumenti - -
B.1 Nuove emissioni - -
- a pagamento: - -
- operazioni di aggregazioni di imprese - -
- conversione di obbligazioni - -
- esercizio di warrant - -
- altre - -
- a titolo gratuito: - -
- a favore dei dipendenti - -
- a favore degli amministratori - -
- altre - -
B.2 Vendita di azioni proprie - -
B.3 Altre variazioni - -
C. Diminuzioni - -
C.1 Annullamento - -
C.2 Acquisto di azioni proprie - -
C.3 Operazioni di cessione di imprese - -
C.4 Altre variazioni - -
D. Azioni in circolazione: rimanenze finali 64.000.000 -
D.1 Azioni proprie (+) - -
D.2 Azioni esistenti alla fine dell'esercizio 64.000.000 -
- interamente liberate 64.000.000 -
- non interamente liberate - -

12.3 Capitale: altre informazioni

Il capitale è interamente sottoscritto e versato ed è costituito da n. 64.000.000 azioni ordinarie di nominali 0,52 euro cadauna per complessivi 33.280.000 euro. Alla data di chiusura dell'esercizio la Banca non aveva in portafoglio azioni di propria emissione.

Alla data di riferimento del bilancio il capitale è detenuto interamente dalla BPER Banca S.p.A..

12.4 Riserve di utili: altre informazioni

Di seguito, in conformità a quanto disposto dall'art. 2427, comma 7bis del Codice Civile, sono riportate le voci di patrimonio netto indicate in base alla loro origine, possibilità di utilizzazione e distribuibilità, nonché alla loro avvenuta utilizzazione nei precedenti esercizi.

Importo Quota disponibile per Utilizzo effettuato negli
ultimi 3 esercizi
31-dic-18 Aumenti
di
capitale
Copertura
di perdite
Distribu
zione
Per
copertura
perdite
Per altre
ragioni
Capitale Sociale 33.280
- di cui per utili 4.341
- di cui per riserve in sospensione
d'imposta
1.067
Riserve di capitale 6.161 6.161 6.161 6.161 - -
- riserva da conferimento L. 218/90 6.161 6.161 6.161 6.161 - -
Riserve di utili 8.582 6.115 12.771 6.115 (19.220) -
- riserva legale 6.656 - 6.656 - - -
- riserva statutaria 4.477 4.477 4.477 4.477 (10.402) -
- riserva da first time adoption 1.638 1.638 1.638 1.638 (7.735) -
- riserva da first time adoption IFRS 9 (4.234)
- riserva da realizzo titoli FVOCI 45 - - - -
- altre riserve - - - - (1.083) -
Riserve da valutazione (1.495) 4.240 4.240 - - -
- valutazione al "costo presunto delle
attività materiali"
4.240 4.240 4.240 - - -
- riserva titoli HTCS (4.886) - - - - -
- riserva da valutazione fondo TFR e
Fondo Pensioni
(849) - - - - -
Totale 46.528
Utile/perdita dell'esercizio 717
Totale patrimonio netto 47.245

12.5 Strumenti di capitale: composizione e variazioni annue

Non sono stati emessi strumenti di capitale.

12.6 Altre informazioni

Non si segnalano ulteriori informazioni rispetto a quelle già fornite nella presente sezione.

ALTRE INFORMAZIONI

1. Impegni e garanzie finanziarie rilasciate (diversi da quelli designati al fair value)

Valore nominale su impegni e garanzie
finanziarie rilasciate
Primo stadio Secondo
stadio
Terzo stadio 31-dic-18 31-dic-17
1) Impegni a erogare fondi 58.976 77.834 1.822 138.632 129.791
a) Banche Centrali - - - - -
b) Amministrazioni pubbliche 4.731 - - 4.731 4.929
c) Banche 228 - - 228 -
d) Altre società finanziarie 553 183 - 736 1.849
e) Società non finanziarie 32.281 75.645 1.817 109.743 100.493
f) Famiglie 21.183 2.006 5 23.194 22.520
2) Garanzie finanziarie rilasciate 164 - 3 167 1.752
a) Banche Centrali - - - - -
b) Amministrazioni pubbliche - - - - -
c) Banche - - - - -
d) Altre società finanziarie - - - - -
e) Società non finanziarie 164 - 3 167 1.525
f) Famiglie - - - - 227

2. Altri impegni e altre garanzie rilasciate

Valore
nominale
31-dic-18
Valore
nominale
31-dic-17
1) Altre garanzie rilasciate 6.070 5.377
Di cui: esposizioni creditizie deteriorate 45 52
a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche 18 23
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie 237 162
e) Società non finanziarie 4.495 4.134
f) Famiglie 1.320 1.058
2) Altri impegni - -
Di cui: esposizioni creditizie deteriorate - -
a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie - -
e) Società non finanziarie - -
f) Famiglie - -

3. Attività costituite a garanzia di proprie passività e impegni

Portafogli 31-dic-18 31-dic-17
1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 93.453 166.444
3. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 140.450 74.527
4. Attività materiali
Di cui: attività materiali che costituiscono rimanenze

Si riporta il dettaglio per tipologia:

Tipologia 31-dic-18 31-dic-17
1. Titoli a cauzione di assegni circolari propri emessi 617 511
2. Titoli a garanzia di pronti contro termine passivi 76.124 92.212
3. Titoli a garanzia di operazioni di rifinanziamento a lungo termine (TLTRO) con BCE 157.162 148248

4. Informazioni sul leasing operativo

Non si segnalano ulteriori informazioni rispetto a quelle già fornite nella presente sezione.

5. Gestione e intermediazione per conto terzi

Tipologia servizi Importo
1. Esecuzione di ordini per conto della clientela -
a) acquisti -
1. regolati -
2. non regolati -
b) vendite -
1. regolate -
2. non regolate -
2. Gestioni di portafogli -
a) individuali -
b) collettive -
3. Custodia e amministrazione di titoli 796.864
a) titoli di terzi in deposito: connessi con lo svolgimento di banca depositaria (escluse le gestioni di
portafogli)
-
1. titoli emessi dalle società incluse nel consolidamento -
2. altri titoli -
b) titoli di terzi in deposito (escluse gestioni di portafogli): altri 268.420
1. titoli emessi dalle società incluse nel consolidamento 65.484
2. altri titoli 202.936
c) titoli di terzi depositati presso terzi 266.443
d) titoli di proprietà depositati presso terzi 262.001
4. Altre operazioni 71.253

L'importo esposto al rigo "4. Altre operazioni" si riferisce all'attività di raccolta ordini.

6. Attività finanziarie oggetto di compensazione in bilancio, oppure soggette ad accordi-quadro di compensazione o ad accordi similari.

Ammontare Ammontare Ammontare
netto delle
Ammontare correlati
non oggetto di
compensazione in
bilancio
Forme
tecniche
lordo delle
attività
finanziarie
(a)
lordo delle
passività
finanziarie
compensato in
bilancio (b)
attività
finanziarie
riportato in
bilancio
(c=a-b)
Strumenti
finanziari
(d)
Depositi
di
contante
ricevuti
in
garanzia
(e)
Ammontare
netto
(f=c-d-e)
31-dic-18
Ammontare
netto
31-dic-17
1. Derivati 133 - 133 - - 133 382
2. Pronti contro
termine
- - - - - - -
3. Prestito titoli - - - - - - -
4. Altre - - - - - - -
Totale 31-dic-18 133 - 133 - - 133 X
Totale 31-dic-17 386 - 386 4 - X 382

7. Passività finanziarie oggetto di compensazione in bilancio, oppure soggette ad accordi-quadro di compensazione o ad accordi similari.

Ammontare Ammontare
lordo delle
Ammontare
netto delle
Ammontare correlati
non oggetto di
compensazione in
bilancio
Ammontare Ammontare
Forme
tecniche
lordo delle
passività
finanziarie
(a)
attività
finanziarie
compensato in
bilancio (b)
passività
finanziarie
riportato in
bilancio
(c=a-b)
Strumenti
finanziari (d)
Depositi
di
contante
posti in
garanzia
(e)
netto
(f=c-d-e)
31-dic-18
netto
31-dic-17
1. Derivati - - - - - - -
2. Pronti contro
termine
72.237 - 72.237 72.042 - 195 636
3. Prestito titoli - - - - - - -
4. Altri - - - - - - -
Totale 31-dic-18 72.237 - 72.237 72.042 - 195 X
Totale 31-dic-17 92.852 - 92.852 92.216 - X 636

8. Operazioni di prestito titoli

Non si segnalano ulteriori informazioni rispetto a quelle già fornite nella presente sezione.

9. Informativa sulle attività a controllo congiunto

Non si segnalano ulteriori informazioni rispetto a quelle già fornite nella presente sezione.

PARTE C – INFORMAZIONI SUL CONTO ECONOMICO

Sezione 1 – Interessi - Voci 10 e 20

1.1 Interessi attivi e proventi assimilati: composizione

Voci/Forme tecniche Titoli di
debito
Finanziamenti Altre
operazioni
31-dic-18 31-dic-17
1. Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto a conto economico
- - - - -
1.1 Attività finanziarie detenute per la
negoziazione
- - - - -
1.2 Attività finanziarie designate al fair value - - - - -
1.3 Altre attività finanziarie obbligatoriamente
valutate al fair value
- - - - -
2. Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
1.646 102 X 1.748 -
3. Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
1.435 13.029 - 14.464 -
3.1 Crediti verso banche - 273 X 273 -
3.2 Crediti verso clientela 1.435 12.756 X 14.191 -
4. Derivati di copertura X X - - -
5.Altre attività X X - - -
6.Passività finanziarie X X X 836 -
Totale 3.081 13.131 0 17.048 18.027
di cui: interessi attivi su attività finanziarie impaired - 1.212 - 1.212 1.371

Gli interessi attivi al 31 dicembre 2017, presentati solo per il totale, fanno riferimento ai dati pubblicati nel Bilancio al 31 dicembre 2017, redatto in conformità al 4° aggiornamento della Circolare 262/2005 di Banca d'Italia.

Si fornisce di seguito il dettaglio:

  • € 3.865 mila su Attività finanziarie disponibili per la vendita
  • € 367 mila su Crediti verso banche
  • € 12.358 mila su Crediti verso clientela
  • € 410 mila su Derivati di copertura
  • € 1.027 mila su Altre attività

€ 18.027 migliaia

1.2 Interessi attivi e proventi assimilati: altre informazioni

1.2.1 Interessi attivi su attività finanziarie in valuta

Voci/Valori 31-dic-18 31-dic-17
Interessi attivi su attività finanziarie in valuta 30 21

1.2.2 Interessi attivi su operazioni di leasing finanziario

Nel bilancio dell'esercizio in corso e in quello a raffronto la voce risulta priva di valore.

Voci/Forme tecniche Debiti Titoli Altre
operazioni
31-dic-18 31-dic-17
1.Passività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
(619) (2.280) - (2.899) (4.362)
1.1 Debiti verso banche centrali - X X - (56)
1.2 Debiti verso banche - X X - (36)
1.3 Debiti verso clientela (619) X X (619) (840)
1.4 Titoli in circolazione X (2.280) X (2.280) (3.430)
2. Passività finanziarie di negoziazione - - - - -
3. Passività finanziarie designate al fair value - - - - -
4. Altre passività e fondi X X - - -
5. Derivati di copertura X X 189 189 -
6.Attività finanziarie X X X (20) -
Totale (619) (2.280) 189 (2.730) (4.362)

1.3 Interessi passivi e oneri assimilati: composizione

1.4 Interessi passivi e oneri assimilati: altre informazioni

1.4.1 Interessi passivi su passività in valuta

Voci/Valori 31-dic-18 31-dic-17
Interessi passivi su passività in valuta (1) (1)

1.4.2 Interessi passivi su operazioni di leasing finanziario

Nel bilancio dell'esercizio in corso e in quello a raffronto la voce risulta priva di valore.

1.5 Differenziali relativi alle operazioni di copertura

Voci/Valori 31-dic-18 31-dic-17
A. Differenziali positivi relativi a operazioni di copertura 464 1.038
B. Differenziali negativi relativi a operazioni di copertura (275) (628)
C. Saldo (A-B) 189 410

Sezione 2 – Commissioni - Voci 40 e 50

2.1 Commissioni attive: composizione

Tipologia servizi/Valori 31-dic-18 31-dic-17
a) garanzie rilasciate 105 116
b) derivati su crediti - -
c) servizi di gestione, intermediazione e consulenza: 3.776 3.472
1. negoziazione di strumenti finanziari - -
2. negoziazione di valute 30 23
3. gestioni individuali di portafogli - -
4. custodia e amministrazione di titoli 125 113
5. banca depositaria - -
6. collocamento di titoli 1.697 1.783
7. attività di ricezione e trasmissione di ordini 199 173
8. attività di consulenza - -
8.1 in materia di investimenti - -
8.2 in materia di struttura finanziaria - -
9. distribuzione di servizi di terzi 1.725 1.380
9.1. gestioni di portafogli 52 17
9.1.1. individuali 15 17
9.1.2. collettive 37 -
9.2. prodotti assicurativi 1.453 1.275
9.3. altri prodotti 220 88
d) servizi di incasso e pagamento 1.043 1.560
e) servizi di servicing per operazioni di cartolarizzazione - -
f) servizi per operazioni di factoring - -
g) esercizio di esattorie e ricevitorie - -
h) attività di gestione di sistemi multilaterali di negoziazione - -
i) tenuta e gestione dei conti correnti 1.654 1.566
j) altri servizi 1.929 1.594
Totale 8.507 8.308

Le commissioni sui finanziamenti, principale componente della voce j) "altri servizi", ammontano a 1,397 milioni di euro per l'anno 2018 contro 1,508 milioni di euro dell'anno 2017.

In ottemperanza agli obblighi informativi previsti dal principio contabile IFRS 15 (paragrafi 113-119), dalle analisi effettuate nel corso dell'assessment di Gruppo, sono emerse le seguenti osservazioni:

  • rispetto alle fattispecie di ricavo da rapporti con la clientela rientranti nel perimetro normato dall'IFRS 15, essi sono stati individuati unicamente all'interno delle Commissioni attive;
  • considerato quanto sopra, rispetto alla disaggregazione dei ricavi, si ritiene che il dettaglio previsto nell'ambito dell'informativa quantitativa da rendere in applicazione della Circolare di Banca d'Italia n. 262/2005 sia sufficiente;
  • nell'ambito delle Commissioni attive, è stato individuata come fattispecie di ricavo variabile il c.d. Rappel sui prodotti assicurativi Arca, che rappresenta la remunerazione aggiuntiva della performance della banca rispetto a determinati livelli qualitativi. L'ammontare variabile è parametrato al totale collocato e viene contabilizzato attualmente a fine esercizio, una volta che si ha la certezza di aver raggiunto gli obiettivi necessari per l'ottenimento.

2.2 Commissioni attive: canali distributivi dei prodotti e servizi

Canali/Valori 31-dic-18 31-dic-17
a)
presso propri sportelli:
3.422 3.163
1.
gestioni portafogli
- -
2.
collocamento di titoli
1.697 1.783
3.
servizi e prodotti di terzi
1.725 1.380
b)
offerta fuori sede:
- -
1.
gestioni portafogli
- -
2.
collocamento di titoli
- -
3.
servizi e prodotti di terzi
- -
c)
altri canali distributivi:
- -
1.
gestioni portafogli
- -
2.
collocamento di titoli
- -
3.
servizi e prodotti di terzi
- -

2.3 Commissioni passive: composizione

Servizi/Valori 31-dic-18 31-dic-17
a) garanzie ricevute (22) (44)
b) derivati su crediti - -
c) servizi di gestione e intermediazione: (65) (88)
1. negoziazione di strumenti finanziari (20) (22)
2. negoziazione di valute - -
3. gestioni di portafogli: - -
3.1 proprie - -
3.2 delegate da terzi - -
4. custodia e amministrazione di titoli (45) (66)
5. collocamento di strumenti finanziari - -
6. offerta fuori sede di strumenti finanziari, prodotti e servizi - -
d) servizi di incasso e pagamento (182) (214)
e) altri servizi (198) (191)
Totale (467) (537)

Sezione 3 – Dividendi e proventi simili - Voce 70

3.1 Dividendi e proventi simili: composizione

31-dic-18 31-dic-17
Voci/Proventi Dividendi Proventi
simili
Dividendi Proventi
simili
A.
Attività finanziarie detenute per la negoziazione
- - - -
B.
Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate
al fair value
9 - 8 -
C.
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
sulla redditività complessiva
5 - 5 -
D.
Partecipazioni
- - - -
Totale 14 - 13 -

Sezione 4 – Risultato netto dell'attività di negoziazione - Voce 80

4.1 Risultato netto dell'attività di negoziazione: composizione

Operazioni/Componenti reddituali Plusvalenze
(A)
Utili da
negoziazione
(B)
Minusvalenze
(C)
Perdite da
negoziazione
(D)
Risultato
netto
[(A+B) −
(C+D)]
1. Attività finanziarie di negoziazione - - - - -
1.1 Titoli di debito - - - - -
1.2 Titoli di capitale - - - - -
1.3 Quote di O.I.C.R. - - - - -
1.4 Finanziamenti - - - - -
1.5 Altre - - - - -
2. Passività finanziarie di
negoziazione
- - - - -
2.1 Titoli di debito - - - - -
2.2 Debiti - - - - -
2.3 Altre - - - - -
3. Attività e passività finanziarie:
differenze di cambio
X X X X 40
4. Strumenti derivati 1 - - - 1
4.1 Derivati finanziari: 1 - - - 1
- Su titoli di debito e tassi di interesse 1 - - - 1
- Su titoli di capitale e indici azionari - - - - -
- Su valute e oro X X X X -
- Altri - - - - -
4.2 Derivati su crediti - - - - -
di cui: coperture naturali connesse con
la fair value option
X X X X -
Totale 1 - - - 41

Sezione 5 – Risultato netto dell'attività di copertura - Voce 90

5.1 Risultato netto dell'attività di copertura: composizione

Componenti reddituali/Valori 31-dic-18 31-dic-17
A. Proventi relativi a:
A.1 Derivati di copertura del fair value - 52
A.2 Attività finanziarie coperte (fair value) - -
A.3 Passività finanziarie coperte (fair value) 288 434
A.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari - -
A.5 Attività e passività in valuta - -
Totale proventi dell'attività di copertura (A) 288 486
B. Oneri relativi a:
B.1 Derivati di copertura del fair value (136) (380)
B.2 Attività finanziarie coperte (fair value) - -
B.3 Passività finanziarie coperte (fair value) - (38)
B.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari - -
B.5 Attività e passività in valuta - -
Totale oneri dell'attività di copertura (B) (136) (418)
C. Risultato netto dell'attività di copertura (A - B) 152 68
di cui: risultato delle coperture su posizioni nette - -

Sezione 6 - Utili (Perdite) da cessione/riacquisto - Voce 100

6.1 Utili (Perdite) da cessione/riacquisto: composizione

31-dic-18 31-dic-17
Voci/Componenti reddituali Utili Perdite Risultato
netto
Utili Perdite Risultato
netto
A.
Attività finanziarie
1.Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
1.1 Crediti verso banche - - - - - -
1.2 Crediti verso clientela - (1.848) (1.848) - - -
2. Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
2.1 Titoli di debito 2.493 (122) 2.371 2.718 (523) 2.195
2.2 Finanziamenti - - - - - -
Totale attività (A) 2.493 (1.970) 523 2.718 (523) 2.195
B.
Passività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
1. Debiti verso banche - - - - - -
2. Debiti verso clientela - - - - - -
3. Titoli in circolazione 1 (73) (72) 36 (1) 35
Totale passività (B) 1 (73) (72) 36 (1) 35

Il risultato netto relativo alle Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato, comprende le perdite nette realizzate a fronte delle operazioni di cessione di crediti deteriorati, delle quali si è data informativa nella "Relazione degli amministratori sulla gestione".

Gli utili realizzati sul portafoglio FVOCI fanno riferimento principalmente alla cessione di titoli di debito classificati nel portafoglio HTC&S.

Sezione 7 – Il risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico – Voce 110

7.1 Variazione netta di valore delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: composizione delle attività e passività finanziarie designate al fair value

Nel bilancio dell'esercizio in corso e in quello a raffronto la voce risulta priva di valore.

7.2 Variazione netta di valore delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: composizione delle altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value

Operazioni/Componenti reddituali Plusvalenze
(A)
Utili da
realizzo
(B)
Minusvalenze
(C)
Perdite da
realizzo
(D)
Risultato
netto
[(A+B) −
(C+D)]
1. Attività finanziarie - - (12) - (12)
1.1 Titoli di debito - - (12) - (12)
1.2 Titoli di capitale - - - - -
1.3 Quote di O.I.C.R. - - - - -
1.4 Finanziamenti - - - - -
2. Attività finanziarie in valuta: differenze
di cambio
X X X X -
Totale - - (12) - (12)

Sezione 8 – Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito - Voce 130 8.1 Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione

Rettifiche di valore (1) Riprese di valore (2)
Operazioni / Terzo stadio 31-dic-18
Componenti
reddituali
Primo e
secondo
stadio
Write-off Altre Primo e
secondo
stadio
Terzo
stadio
31-dic-17
A. Crediti verso
banche
- - - 15 - 15 -
− Finanziamenti - - - 15 - 15 -
− Titoli di debito - - - - - - -
di cui: crediti impaired
acquisiti o originati
- - - - - - -
B. Crediti verso
clientela
(344) (215) (4.279) 1.193 3.682 37 (2.230)
− Finanziamenti (330) (215) (4.279) 1.193 3.682 51 (2.230)
− Titoli di debito (14) - - - - (14) -
di cui: crediti impaired
acquisiti o originati
- - - - - -
Totale (344) (215) (4.279) 1.208 3.682 52 (2.230)

8.2 Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione

Rettifiche di valore (1) Riprese di valore (2)
Operazioni /
Componenti
Primo e Terzo stadio Primo e Terzo 31-dic-18 31-dic-17
reddituali secondo
stadio
Write-
off
Altre secondo
stadio
stadio
A. Titoli di debito - - - 162 - 162 -
B. Finanziamenti - - - - - - -
- verso clientela - - - - - - -
- verso banche - - - - - - -
di cui: crediti impaired
acquisiti o originati
- - - - - - -
Totale - - - 162 - 162 (633)

Le rettifiche di valore al 31 dicembre 2017, presentate solo per il totale, fanno riferimento ai dati pubblicati nel Bilancio al 31 dicembre 2017, redatto in conformità al 4° aggiornamento della Circolare 262/2005 di Banca d'Italia e riguardano rettifiche nette su titoli di capitale

Sezione 9 – Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni - Voce 140

Nel bilancio dell'esercizio in corso e in quello a raffronto la voce risulta priva di valore.

Sezione 10 - Spese amministrative - Voce 160

10.1 Spese per il personale: composizione

Tipologia di spesa/Valori 31-dic-18 31-dic-17
1) Personale dipendente (12.648) (12.163)
a) salari e stipendi (9.341) (8.882)
b) oneri sociali (2.379) (2.296)
c) indennità di fine rapporto (548) (573)
d) spese previdenziali - -
e) accantonamento al trattamento di fine rapporto del personale (34) (26)
f) accantonamento al fondo trattamento di quiescenza e obblighi simili: (6) (3)
- a contribuzione definita - -
- a benefici definiti (6) (3)
g) versamenti ai fondi di previdenza complementare esterni: (209) (213)
- a contribuzione definita (209) (213)
- a benefici definiti - -
h) costi derivanti da accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali 1 -
i) altri benefici a favore dei dipendenti (132) (170)
2) Altro personale in attività (203) (7)
3) Amministratori e sindaci (475) (458)
4) Personale collocato a riposo - -
5) Recuperi di spese per dipendenti distaccati presso altre aziende 487 120
6) Rimborsi di spese per dipendenti di terzi distaccati presso la società (52) -
Totale (12.891) (12.508)

10.2 Numero medio dei dipendenti per categoria

Voci / Valori 31-dic-18 31-dic-17
Personale dipendente 166 179
a) dirigenti 3 3
b) quadri direttivi 50 53
c) restante personale dipendente 113 123
Altro personale - -

10.3 Fondi di quiescenza aziendali a benefici definiti: costi e ricavi

L'accantonamento al fondo trattamento di quiescenza per 6 mila euro si riferisce all'Interest Cost (incremento del valore attuale medio derivante dal trascorrere del tempo).

10.4 Altri benefici a favore dei dipendenti

La voce si riferisce principalmente agli oneri assicurativi sostenuti favore dei dipendenti.

10.5 Altre spese amministrative: composizione

Voci/Valori 31-dic-18 31-dic-17
1. imposte indirette e tasse (1.969) (2.058)
- imposte di bollo (1.635) (1.713)
- altre imposte indirette con diritto di rivalsa (139) (161)
- imposta comunale sugli immobili ( IMU) (121) (121)
- altre (74) (63)
2. manutenzioni e riparazioni (456) (253)
3. affitti passivi (748) (383)
4. postali, telefoniche e telegrafiche (298) (237)
5. canoni di trasmissione dati (446) (460)
6. pubblicità (205) (222)
7. consulenze e altri servizi professionali (1.232) (1.414)
8. locazioni di procedure e macchine per elaborazione dati (49) (66)
9. assicurazioni (52) (58)
10. pulizia locali (168) (162)
11. stampati e cancelleria (78) (66)
12. energia e combustibile (259) (255)
13. trasporti (206) (214)
14. spese per addestramento e rimborsi al personale (186) -
15. informazioni e visure (66) (51)
16. vigilanza (95) (94)
17. servizi amministrativi (705) (237)
18. utilizzi di servicing esterni per cattura ed elaborazione dati (3.773) (1.783)
19. contributi associativi e simili (199) (176)
20. spese condominiali (24) (15)
21. contributi Fondo Risoluzione Unico e DGS (751) (698)
22. diverse e varie (476) (759)
Totale (12.441) (9.661)

Nella sottovoce 18. utilizzi di servicing esterni per cattura ed elaborazione dati sono ricompresi la maggior parte degli oneri sostenuti per la migrazione informatica.

Sezione 11 - Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri - Voce 170

11.1 Accantonamenti netti per rischio di credito relativi a impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate: composizione

Rettifiche di valore (-) Riprese di valore (+) Totale Totale
Stage 1 Stage 2 Stage 3 Stage 1 Stage 2 Stage 3 31-dic-18 31-dic-17
Impegni a
erogare
fondi
Garanzie
(43) (7) - 12 70 - 32 -
finanziarie
rilasciate
- - - 6 - 1 7 47
Totale (43) (7) - 18 70 1 39 47

11.2 Accantonamenti netti relativi ad altri impegni e altre garanzie rilasciate: composizione

Rettifiche di
valore (-)
Riprese di
valore (+)
31-dic-18 31-dic-17
Altri Impegni - - - -
Altre Garanzie rilasciate (19) 25 6 -
Totale (19) 25 6 -

La tabella non presenta dati comparativi in quanto, viste le scelte adottate dal gruppo BPER Banca per la transizione all'IFRS 9, la disaggregazione richiesta non è disponibile per l'esercizio 2017.

11.3 Accantonamenti netti agli altri fondi per rischi ed oneri: composizione

Voci/Valori 31-dic-18 31-dic-17
A.
Accantonamenti
(221) (152)
1.
per controversie legali
(221) (141)
2.
altri
- (11)
B.
Riprese
388 199
1.
per controversie legali
388 199
2.
altri
- -
Totale accantonamenti netti 167 47

Sezione 12 – Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali – Voce 180

12.1 Rettifiche di valore nette su attività materiali: composizione

Attività/Componente reddituale Ammortamento
(a)
Rettifiche di
valore per
deterioramento
(b)
Riprese di
valore
(c)
Risultato
netto
(a + b – c)
A. Attività materiali
A.1 Di proprietà (340) - - (340)
- Ad uso funzionale (340) - - (340)
- Per investimento - - - -
- Rimanenze X - - -
A.2 Acquisite in leasing finanziario - - - -
- Ad uso funzionale - - - -
- Per investimento - - - -
Totale (340) - - (340)

Sezione 13 - Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali - Voce 190

13.1 Rettifiche di valore nette di attività immateriali: composizione

Attività/Componente reddituale Ammortamento
(a)
Rettifiche di
valore per
deterioramento
(b)
Riprese di
valore
(c)
Risultato
netto
(a + b – c)
A. Attività immateriali
A.1 Di proprietà (9) - - (9)
- Generate internamente dall'azienda - - - -
- Altre (9) - - (9)
A.2 Acquisite in leasing finanziario
Totale (9) - - (9)

Sezione 14 – Altri oneri e proventi di gestione - Voce 200

14.1 Altri oneri di gestione: composizione

31-dic-18 31-dic-17
1. canoni passivi di leasing - -
2. minusvalenze su alienazione immobilizzazioni date in locazione finanziaria - -
3. rimborso interessi per incassi e pagamenti in stanza di compensazione - -
4. spese manutenzione ordinaria immobili detenuti a scopo di investimento - -
5. ammortamento spese per migliorie su beni di terzi ricondotti ad altre attività (47) (57)
6. perdite su cessioni di immobilizzazioni immateriali - -
7. sopravvenienze passive e insussistenze - -
8. altri oneri (73) (118)
Totale (120) (175)

14.2 Altri proventi di gestione: composizione

31-dic-18 31-dic-17
1. affitti attivi 7 1
2. recuperi di imposta 1.756 1.841
3. recupero interesse per incassi e pagamenti in stanza di compensazione - -
4. proventi riscossione tributi - -
5. plusvalenze da cessione immobilizzazioni date in leasing finanziario - -
6. altri proventi 521 940
Totale 2.284 2.782

Sezione 15 - Utili (perdite) delle partecipazioni - Voce 220

Nel bilancio dell'esercizio in corso e in quello a raffronto la voce risulta priva di valore.

Sezione 16 – Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali - Voce 230

Nel bilancio dell'esercizio in corso e in quello a raffronto la voce risulta priva di valore.

Sezione 17 – Rettifiche di valore dell'avviamento - Voce 240

Nel bilancio dell'esercizio in corso e in quello a raffronto la voce risulta priva di valore.

Sezione 18 - Utili (perdite) da cessione di investimenti - Voce 250

18.1 Utili (perdite) da cessione di investimenti: composizione

Componente reddituale/Valori 31-dic-18 31-dic-17
A. Immobili - -
- Utili da cessione - -
- Perdite da cessione - -
B. Altre attività 1 -
- Utili da cessione 1 -
- Perdite da cessione - -
Risultato netto 1 -

Sezione 19 - Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente - Voce 270 19.1 Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente: composizione

Componenti reddituali/Valori 31-dic-18 31-dic-17
1. Imposte correnti (-) (102) (185)
2. Variazioni delle imposte correnti dei precedenti esercizi (+/-) (72) -
3. Riduzione delle imposte correnti dell'esercizio (+) 478 2
3.bis Riduzione delle imposte correnti dell'esercizio per crediti d'imposta di cui alla
Legge n. 214/2011 (+)
- 1.143
4. Variazione delle imposte anticipate (+/-) 521 (1.144)
5. Variazione delle imposte differite (+/-) (24) 58
6. Imposte di competenza dell'esercizio (-) (-1+/-2+3+3.bis+/-4+/-5) 801 (126)

19.2 Riconciliazione tra onere fiscale teorico e onere fiscale effettivo di bilancio

IRES Esercizio 2018
Risultato dell'operatività corrente al lordo delle imposte (85)
Componenti negativi del risultato lordo non rilevanti definitivamente (+) 907
Costi a deducibilità parziale 106
IMU 121
Altre spese non deducibili 85
Impairment su partecipazioni 12
Accantonamenti non deducibili al netto delle riprese -
Svalutazioni su immobili non strumentali -
Altro 583
Componenti positivi del risultato lordo non rilevanti definitivamente (-) (1.827)
Dividendi (10)
Plusvalenze su titoli in regime Pex (1.651)
Altro (166)
Variazioni in aumento definitive non legate ad elementi del risultato lordo (+) 285
Add on FTA IFRS 9 -
Storno anticipate oltre 2023 -
Altro 285
Variazioni in diminuzione definitive non legate ad elementi del risultato lordo (-) (2.510)
FTA IFRS 9 – quota anno (648)
FTA IFRS 9 – iscrizione anticipate 5 anni (1.862)
Utilizzo perdite pregresse da individuale (80% reddito) -
Perdite da consolidato -
Perdite da consolidato (quota terzi – decurtata da anticipi) -
Iscrizione DTA perdite individuali -
Deduzione A.C.E. -
Altro -
Base di calcolo IRES a conto economico (3.230)
Aliquota IRES 27,50%
IRES effettiva (888)
Tax Rate IRES 1.049,34%
IRAP Esercizio 2018
Risultato dell'operatività corrente al lordo delle imposte (85)
Componenti negativi del risultato lordo non rilevanti definitivamente (+) 2.813
Interessi passivi indeducibili -
Quota non deducibile degli ammortamenti 35
Altre spese amministrative non deducibili 1.273
Spese del personale al netto delle deduzioni ammesse 1.361
Perdite delle partecipazioni 12
Accantonamenti netti a fondi rischi e oneri -
Imposta Municipale Propria 109
Altro 23
Componenti positivi del risultato lordo non rilevanti definitivamente (-) (846)
Quota non rilevante dei dividendi (8)
Utile delle partecipazioni -
Altre riprese di valore di cui alla voce 130 di conto economico (284)
Altri proventi di gestione (93)
Contributi FITD (279)
Altro (182)
Variazioni in aumento definitive non legate a elementi del risultato lordo (+) 271
Add-on FTA IFRS 9 -
Storno anticipate oltre 2023 -
Altro 271
Variazioni in diminuzione definitive non legate a elementi del risultato lordo (-) (449)
FTA IFRS 9 – quota anno (427)
FTA IFRS 9 – iscrizione anticipate 5 anni -
Altro (22)
Base di calcolo IRAP a conto economico 1.704
Aliquota nominale media ponderata IRAP 5.57%
IRAP effettiva 95
Tax rate IRAP -112,13%
IRES E IRAP NON DI COMPETENZA E ALTRE IMPOSTE Esercizio 2018
TOTALE IMPATTO (8)
IRAP – Variazioni IRAP corrente non di competenza (3)
Altro (5)
Tax rate IRES e IRAP non di competenza e altre imposte 9,66%
TOTALE IMPOSTE SUL RISULTATO LORDO Esercizio 2018
IRES + IRAP + altre imposte (801)
Tax Rate complessivo 946,87%

Sezione 20 - Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte - Voce 290

Nel bilancio dell'esercizio in corso e in quello a raffronto la voce risulta priva di valore.

Sezione 21 – Altre informazioni

Non ci sono altre informazioni da riportare.

Sezione 22 – Utile per azione

Lo IAS 33 dà rilevanza all'indicatore di rendimento "utile per azione", comunemente noto come "EPS – earning per share", rendendone obbligatoria la pubblicazione nelle due formulazioni:

  • "EPS Base", calcolato dividendo l'utile netto per la media ponderata delle azioni ordinarie in circolazione;
  • "EPS Diluito", calcolato dividendo l'utile netto per la media ponderata delle azioni in circolazione, tenuto anche conto delle classi di strumenti aventi effetti diluitivi.
31-dic-18 31-dic-17
Voci Risultato
d'esercizio
attribuibile
Risultato
d'esercizio per
azione
Risultato
d'esercizio
attribuibile
Risultato
d'esercizio per
azione
EPS Base 716.853 0,011 959.691 0,015
EPS Diluito 713.853 0,011 959.691 0,015

PARTE D – REDDITIVITÀ COMPLESSIVA

PROSPETTO ANALITICO DELLA REDDITIVITÀ COMPLESSIVA

Voci 31-dic-18 31-dic-17
10. Utile (Perdita) d'esercizio 717 960
Altre componenti reddituali senza rigiro a conto economico: 62 98
20. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva: (24) 54
a)
Variazione di fair value
(24) 54
b)
Trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto
- -
Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni
30. del proprio merito creditizio): - -
a)
Variazione del fair value
- -
b)
Trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto
- -
Coperture di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività
40. complessiva - -
a)
Variazione di fair value (strumento coperto)
- -
b)
Variazione di fair value (strumento di copertura)
- -
50. Attività materiali - -
60. Attività immateriali - -
70. Piani a benefici definiti 111 78
80. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - -
90. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto - -
100. Imposte sul reddito relative alle altre componenti reddituali senza rigiro a conto (25) (34)
economico
Altre componenti reddituali con rigiro a conto economico (7.131) (321)
110. Copertura di investimenti esteri: - -
a) variazioni di fair value - -
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni - -
120. Differenze di cambio: - -
a) variazioni di valore - -
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni - -
130. Copertura dei flussi finanziari - -
a) variazione di fair value - -
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni - -
di cui: risultato delle posizioni nette - -
140. Strumenti di copertura (elementi non designati): - -
a) variazioni di valore
b) rigiro a conto economico
-
-
-
-
c) altre variazioni - -
Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla
150. redditività complessiva: (9.881) (456)
a) variazioni di fair value (7.166) 1.216
b) rigiro a conto economico (2.715) (1.672)
rettifiche per rischio di credito
-
(162) -
utili/perdite da realizzo
-
(2.553) (1.672)
c) altre variazioni - -
160. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione: - -
a) variazioni di fair value - -
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni - -
170. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto: - -
a) variazioni di fair value - -
b) rigiro a conto economico - -
rettifiche da deterioramento
-
- -
utili/perdite da realizzo
-
- -
c) altre variazioni - -
180. Imposte sul reddito relative alle altre componenti reddituali con rigiro a conto 2.750 135
economico
190. Totale altre componenti reddituali (7.069) (223)
200. Redditività complessiva (Voce 10+190) (6.352) 737

PARTE E - INFORMAZIONI SUI RISCHI E SULLE RELATIVE POLITICHE DI COPERTURA

Premessa

Si presenta di seguito una sintesi dell'organizzazione del governo dei rischi del Gruppo, dei relativi processi e delle funzioni chiave coinvolte anche nel complessivo sistema dei controlli, evidenziando le modalità attraverso cui viene garantita la diffusione della "cultura del rischio" nel Gruppo BPER Banca. Viene infatti indicato il ruolo degli organi aziendali nella supervisione della cultura aziendale e gli obiettivi relativi alla cultura del rischio inclusi nelle politiche aziendali.

Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo11 ha definito i principi del processo di sviluppo del Sistema di controllo interno del Gruppo BPER Banca (c.d. "Sistema dei controlli interni"), mediante l'emanazione e l'adozione delle "Linee Guida di Gruppo - Sistema dei controlli interni"12, coerenti con le Disposizioni di Vigilanza prudenziale per le banche (Circolare Banca d'Italia n. 285 del 17 dicembre 2013 – Disposizioni di Vigilanza per le banche e successive modifiche).

Governo dei rischi (RAF)

Nell'ambito del Sistema dei controlli interni di Gruppo è stato definito il processo di Risk Appetite Framework – RAF, che rappresenta il quadro di riferimento, in termini di metodologie, processi, policy, controlli e sistemi finalizzato a stabilire, comunicare e monitorare la propensione al rischio di Gruppo, inteso come l'insieme dei valori degli obiettivi di rischio (risk appetite), delle soglie di tolleranza (risk tolerance) e dei limiti operativi in condizioni sia di normale operatività sia di stress che il Gruppo intende rispettare nell'ambito del perseguimento delle proprie linee strategiche, definendone i livelli in coerenza con il massimo rischio assumibile (risk capacity).

Il Gruppo BPER Banca individua nel Risk Appetite Framework lo strumento di presidio del profilo di rischio che il Gruppo intende assumere nell'implementazione delle proprie strategie aziendali, riconoscendone la valenza di elemento essenziale per improntare la politica di governo dei rischi ed il processo di gestione degli stessi ai principi della sana e prudente gestione aziendale.

Il RAF assume la rilevanza di strumento gestionale che, oltre a consentire una concreta applicazione delle disposizioni normative, permette di attivare un governo sinergico delle attività di pianificazione, controllo e gestione dei rischi ed elemento abilitante per:

  • rafforzare la capacità di governare i rischi aziendali, agevolando lo sviluppo e la diffusione di una cultura del rischio integrata;
  • garantire l'allineamento tra indirizzi strategici e livelli di rischio assumibili, attraverso la formalizzazione di obiettivi e limiti coerenti;
  • sviluppare un sistema di monitoraggio e di comunicazione del profilo di rischio assunto rapido ed efficace.

I principi cardine del RAF sono formalizzati ed approvati da BPER Banca che periodicamente li rivede garantendone l'allineamento agli indirizzi strategici, al modello di business ed ai requisiti normativi tempo per tempo vigenti.

Infine, il Gruppo monitora periodicamente le metriche RAF al fine di presidiare tempestivamente eventuali superamenti delle soglie di tolleranza identificate e/o dei risk limits assegnati e, qualora opportuno, indirizzare i necessari processi di comunicazione agli Organi Aziendali e le conseguenti azioni di rientro. La propensione al rischio di Gruppo è espressa:

11 In tutto il capitolo ogni richiamo al Consiglio di Amministrazione o all'Amministratore Delegato o ad ogni altro Organo Aziendale vanno intesi con riferimento alla Capogruppo BPER Banca, ove non diversamente specificato.

12 Ultimo aggiornamento approvato dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo nella seduta del 29 novembre 2016

  • su specifici ambiti di analisi definiti conformemente alle Disposizioni di Vigilanza (adeguatezza patrimoniale, liquidità e misure espressive del capitale a rischio o capitale economico) ed alle aspettative ed interessi degli altri stakeholder del Gruppo;
  • attraverso indicatori sintetici (metriche RAF) rappresentativi dei vincoli regolamentari e del profilo di rischio definiti in coerenza con il processo di verifica dell'adeguatezza patrimoniale ed i processi di gestione del rischio. Le metriche RAF sono definite a livello di Gruppo e possono essere declinate su singoli rischi di importanza strategica per la Banca e su altri assi di analisi rilevanti individuati nel processo di pianificazione strategica.

Nello specifico, il processo di gestione del RAF è articolato nelle seguenti fasi:

  • set up impianto RAF: definizione degli elementi che esprimono il livello di propensione al rischio di Gruppo per i rischi misurabili e non misurabili;
  • calibrazione delle misure per le metriche RAF: definizione delle regole di calibrazione delle metriche RAF e quantificazione dei valori di risk appetite, risk capacity e risk tolerance, in coerenza con le scelte di pianificazione strategica e alle previsioni di forecast economico–patrimoniali;
  • formalizzazione e approvazione delle scelte assunte in ambito RAF all'interno del documento Risk Appetite Statement (RAS) sottoposto ad aggiornamento periodico;
  • declinazione delle metriche RAF per tipologia di rischio o su altri assi di analisi rilevanti finalizzata al trasferimento dei valori di risk appetite e risk tolerance alle strutture aziendali coinvolte nell'assunzione del rischio per indirizzare coerentemente le azioni gestionali;
  • monitoraggio e gestione dei superamenti delle soglie tramite la verifica dell'andamento del risk profile rispetto a risk tolerance, limiti operativi e risk capacity e la conseguente attivazione di azioni di rientro in caso di superamento soglie;
  • comunicazione e reporting periodico sull'evoluzione del risk profile rispetto alle soglie di risk appetite, risk tolerance e risk capacity e sull'attuazione dei piani di intervento tramite modalità diversificate in base alle finalità comunicative ed agli organi/Funzioni Aziendali e di Gruppo destinatari.

Il processo definisce i ruoli e le responsabilità degli Organi Aziendali e delle funzioni coinvolte, adottando meccanismi di coordinamento finalizzati a consentire l'effettiva integrazione della propensione al rischio nelle attività gestionali. In particolare il Gruppo raccorda in modo coerente RAF, modello di business, piano strategico, ICAAP e budget, attraverso un articolato sistema di meccanismi di coordinamento.

Coerentemente con l'articolazione del processo RAF, il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo nella seduta del 25 gennaio 2018, ha definito il Risk Appetite Statement del Gruppo BPER, che formalizza la propensione al rischio a livello complessivo di Gruppo attraverso indicatori quantitativi definiti in coerenza con i processi di valutazione dell'adeguatezza patrimoniale e dell'adeguatezza della liquidità del Gruppo nonché con i processi di gestione dei rischi misurabili e indicazioni di natura qualitativa per i rischi difficilmente misurabili.

Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo nella seduta del 20 dicembre 2018 ha deliberato inoltre un primo aggiornamento delle soglie RAF che hanno costituito parte integrante del Recovery Plan del Gruppo BPER 2018. Il RAF viene periodicamente aggiornato e rivisto in funzione delle evoluzioni della risk e business strategy e del contesto normativo e competitivo in cui il Gruppo opera.

Processo di sviluppo del Sistema dei controlli interni

La Capogruppo definisce il Sistema dei controlli interni del Gruppo attraverso un processo ciclico articolato nelle seguenti fasi:

  • progettazione;
  • attuazione;
  • valutazione;
  • comunicazione verso l'esterno.

Di seguito si illustrano le fasi del processo di sviluppo e le relative responsabilità degli Organi Aziendali13 .

Progettazione del Sistema dei controlli interni

Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo definisce e approva:

  • il Sistema dei controlli interni di Capogruppo e di Gruppo, verificando che sia coerente con gli indirizzi strategici e la propensione al rischio stabiliti nel RAF nonché sia in grado di cogliere l'evoluzione dei rischi e l'interazione tra essi;
  • gli obiettivi di rischio, la soglia di tolleranza (ove identificata) e il processo di governo dei rischi in modo che risultino correttamente governati e sia assicurato l'effettivo controllo sulle scelte strategiche del Gruppo nel suo complesso e l'equilibrio gestionale delle singole componenti;
  • le azioni di rientro necessarie al ripristino della situazione di normalità, a seguito di eventuali superamenti delle soglie di tolleranza;
  • i criteri per individuare le operazioni di maggior rilevo da sottoporre al vaglio preventivo della funzione di controllo dei rischi;
  • gli standard di impianto per l'esecuzione delle attività.

Più in dettaglio il Consiglio di Amministrazione, con l'assistenza del Comitato Controllo e Rischi e su proposta dell'Amministratore Delegato di BPER Banca, con riferimento al Gruppo nel suo complesso ed alle sue componenti, definisce e approva:

  • il modello di business, avendo consapevolezza dei rischi cui tale modello espone la Società e comprensione delle modalità attraverso le quali i rischi sono rilevati e valutati; in tale ambito approva l'adozione di sistemi interni di misurazione dei rischi per la determinazione dei requisiti patrimoniali;
  • le Funzioni Aziendali di controllo e le altre funzioni di controllo, specificando i relativi compiti e responsabilità all'interno del Gruppo, le modalità di coordinamento e collaborazione e i flussi informativi tra tali funzioni e tra queste e gli Organi Aziendali;
  • gli ulteriori flussi informativi interni volti ad assicurare agli Organi Aziendali e alle Funzioni Aziendali di controllo la piena conoscenza e governabilità dei fattori di rischio;
  • le procedure formalizzate di coordinamento e collegamento fra le Società e la Capogruppo per tutte le aree di attività;
  • il processo ICAAP e il processo ILAAP, individuando i ruoli e le responsabilità assegnate alle funzioni e alle strutture aziendali, assicurandone la coerenza con il RAF e l'adeguamento tempestivo in relazione a modifiche significative delle linee strategiche, dell'assetto organizzativo, del contesto operativo di riferimento;
  • il Recovery Plan del Gruppo BPER Banca;

  • il processo per la gestione delle anomalie rilevate dalle funzioni aziendali di controllo e dalle funzioni di controllo, i criteri di attivazione dello stesso e quelli da adottarsi per l'identificazione delle priorità di analisi, consolidamento ed implementazione delle azioni di rimedio, nonché le modalità e l'eventuale accettazione – in coerenza con il RAF – del rischio residuale individuato dalle funzioni di controllo;

  • le politiche e i processi di valutazione degli asset e, in particolare, degli strumenti finanziari, verificandone la costante adeguatezza; stabilisce altresì i limiti massimi all'esposizione della banca verso strumenti o prodotti finanziari di incerta o difficile valutazione;
  • il processo per lo sviluppo e la convalida dei sistemi interni di misurazione dei rischi;
  • il processo per l'approvazione di nuovi prodotti e servizi, l'avvio di nuove attività, l'inserimento in nuovi mercati (c.d. Product Approval);
  • la politica di Gruppo in materia di esternalizzazione di Funzioni Aziendali.

13 Si intende con Organi Aziendali il complesso degli organi con funzioni di supervisione strategica, di gestione e di controllo. La definizione di Organo Aziendale incorpora anche i Comitati interni al C.d.a. ("Comitati consiliari").

Il Consiglio di Amministrazione, infine, assicura che:

  • l'attuazione del RAF sia coerente con gli obiettivi di rischio e la soglia di tolleranza (ove identificata) approvati;
  • il piano strategico, il RAF, l'ICAAP, i budget e il Sistema dei controlli interni siano coerenti, avuta anche presente l'evoluzione delle condizioni interne ed esterne in cui il Gruppo opera;
  • la quantità e l'allocazione del capitale e della liquidità detenuti siano coerenti con la propensione al rischio, le politiche di governo dei rischi e il processo di gestione dei rischi.

Il Consiglio di Amministrazione nomina e revoca i responsabili delle Funzioni Aziendali di controllo e il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari (anche Dirigente Preposto), sentito il parere del Comitato Controllo e Rischi, del Comitato per le Nomine, del Collegio sindacale e dell'Amministratore Delegato14 .

Il Consiglio di Amministrazione della Società del Gruppo:

  • definisce le eventuali integrazioni da apportare all'impianto del Sistema dei controlli interni delle rispettive realtà, coerentemente con le procedure di coordinamento e collegamento definite dalla Capogruppo;
  • recepisce ed approva la propensione al rischio della propria Società, coerente con il livello di rischio di Gruppo.

Attuazione del Sistema dei controlli interni

Il Consiglio di Amministrazione conferisce, tramite delega all'Amministratore Delegato, poteri e mezzi adeguati affinché dia attuazione a indirizzi strategici, RAF e politiche di governo dei rischi definiti dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo in sede di progettazione del Sistema dei controlli interni; ed è responsabile per l'adozione di tutti gli interventi necessari ad assicurare l'aderenza dell'organizzazione e del Sistema dei controlli interni ai principi e requisiti previsti dalla normativa di vigilanza, monitorandone nel continuo il rispetto.

A tale scopo l'Amministratore Delegato con riferimento al Gruppo nel suo complesso ed alle sue componenti:

  • garantisce che le responsabilità ed i compiti delle strutture e delle Funzioni Aziendali coinvolte nei processi di assunzione e di gestione dei rischi, siano chiaramente attribuiti e siano prevenuti potenziali conflitti d'interessi;
  • si assicura che le attività svolte dalle funzioni e dalle strutture coinvolte nel Sistema dei controlli interni siano effettuate da personale qualificato, con adeguato grado di autonomia di giudizio e in possesso di esperienze e conoscenze coerenti con i compiti da svolgere;
  • pone in essere le iniziative e gli interventi necessari per garantire nel continuo la complessiva affidabilità del Sistema dei controlli interni;
  • attua i necessari interventi correttivi o di adeguamento nel caso emergano carenze o anomalie, o a seguito dell'introduzione di nuovi prodotti, attività, servizi o processi rilevanti;
  • definisce e cura l'attuazione del processo di gestione dei rischi. In tale ambito stabilisce limiti operativi all'assunzione delle varie tipologie di rischio, coerenti con la propensione al rischio, tenendo esplicitamente conto dei risultati delle prove di stress e dell'evoluzione del quadro economico;
  • esamina le operazioni di maggior rilievo oggetto di parere negativo da parte della funzione di controllo dei rischi e, se del caso, le autorizza; di tali operazioni informa il Consiglio di Amministrazione e il Collegio sindacale;
  • dà attuazione all'ICAAP e all'ILAAP, assicurando che siano sviluppati nel rispetto degli indirizzi strategici e in coerenza con il profilo di rischio definito nell'ambito del RAF; progetta ed attua sul Gruppo programmi di formazione per sensibilizzare i dipendenti in merito alle responsabilità in materia di rischi in modo da non confinare il processo di gestione del rischio agli specialisti o alle funzioni di controllo;

14 L'Amministratore Delegato interviene solo per la nomina dei responsabili di Revisione Interna, Compliance e Controllo dei Rischi

  • definisce i flussi informativi interni volti ad assicurare agli Organi Aziendali e alle Funzioni Aziendali di controllo la piena conoscenza e governabilità dei fattori di rischio e la verifica del rispetto del RAF;
  • nell'ambito del RAF, ove definita la soglia di tolleranza, autorizza il superamento della propensione al rischio entro il limite rappresentato dalla soglia di tolleranza e provvede a darne pronta informativa al Consiglio di Amministrazione, individuando le azioni gestionali necessarie per ricondurre il rischio assunto entro l'obiettivo prestabilito;
  • assicura che vengano pienamente valutati i rischi derivanti da nuove operatività, che detti rischi siano coerenti con la propensione al rischio e che la banca sia in grado di gestirli;
  • assicura la coerenza del processo di gestione dei rischi con la propensione al rischio e le politiche di governo dei rischi, avuta anche presente l'evoluzione delle condizioni interne ed esterne in cui opera la banca;
  • impartisce le disposizioni necessarie affinché i sistemi interni di misurazione dei rischi siano realizzati secondo le linee strategiche individuate e siano integrati nei processi decisionali e nella gestione dell'operatività aziendale.

Più in dettaglio, nella prospettiva di Gruppo, l'Amministratore Delegato impartisce le disposizioni finalizzate a definire e rendere operativi:

  • meccanismi di integrazione dei sistemi informativi e dei processi di gestione dei dati, anche al fine di garantire l'affidabilità delle rilevazioni su base consolidata;
  • flussi informativi periodici che consentano l'effettivo esercizio delle varie forme di controllo su tutte le componenti del Gruppo;
  • procedure che garantiscano, a livello accentrato, un efficace processo unitario di gestione dei rischi del Gruppo, prevedendo un'anagrafe unica, o più anagrafi che siano facilmente raccordabili, presso le diverse Società del Gruppo;
  • sistemi per monitorare i flussi finanziari, le relazioni di credito e le altre relazioni fra i soggetti componenti il Gruppo;
  • controlli sul raggiungimento degli obiettivi di sicurezza informatica e di continuità operativa definiti per l'intero Gruppo e le singole componenti.

Il Consiglio di Amministrazione di ciascuna Società del Gruppo dà mandato alle opportune Funzioni Aziendali per l'attuazione delle scelte assunte in fase di progettazione dalla Capogruppo nell'ambito della propria realtà aziendale.

Valutazione del Sistema dei controlli interni

Il Consiglio di Amministrazione nell'ambito della propria funzione di supervisione strategica:

  • riceve dalle Funzioni Aziendali di controllo e dalle altre funzioni di controllo i flussi informativi previsti per una piena conoscenza e governabilità dei fattori di rischio;
  • valuta periodicamente l'adeguatezza e l'efficacia del RAF e la compatibilità tra il rischio effettivo e gli obiettivi di rischio;
  • valuta periodicamente con l'assistenza del Comitato Controllo e Rischi, l'adeguatezza e la conformità del Sistema dei controlli interni di Gruppo15, identificando possibili miglioramenti e definendo le correlate azioni di sistemazione delle eventuali carenze emerse.

Inoltre, con riguardo ai sistemi interni di misurazione dei rischi per la determinazione dei requisiti patrimoniali, il Consiglio di Amministrazione:

15 Disposizioni di Vigilanza per le banche – Circolare n. 285 di Banca d'Italia, Parte I, Titolo IV, Capitolo 3, Sezione II, paragrafo 2 "assicura che: […] b) il Sistema dei controlli interni e l'organizzazione aziendale siano costantemente uniformati ai principi indicati nella Sezione I e che le Funzioni Aziendali di controllo possiedano i requisiti e rispettino le previsioni della Sezione III. Nel caso emergano carenze o anomalie, promuove con tempestività l'adozione di idonee misure correttive e ne valuta l'efficacia".

  • verifica periodicamente che le scelte di modello effettuate mantengano nel tempo la loro validità, approvando i cambiamenti sostanziali al sistema e provvedendo alla complessiva supervisione sul corretto funzionamento dello stesso;
  • vigila, con il supporto delle competenti funzioni, sull'effettivo utilizzo dei sistemi interni a fini gestionali e sulla loro rispondenza ai requisiti previsti dalla normativa;
  • esamina, almeno annualmente, le risultanze dell'attività di convalida e assume, con il parere del Collegio sindacale, formale delibera con la quale attesta il rispetto dei requisiti previsti per l'utilizzo dei sistemi interni di misurazione.

Il Consiglio di Amministrazione di ciascuna Società del Gruppo, Capogruppo compresa, valuta periodicamente il Sistema dei controlli interni aziendale16 .

La funzione responsabile di supportare la valutazione della funzionalità del complessivo Sistema dei controlli interni è la Direzione Revisione Interna.

Il Collegio sindacale della Capogruppo e quelli delle Società del Gruppo, ciascuno per le proprie competenze svolgono le attività di valutazione sul Sistema dei controlli interni previste dalla normativa e dallo statuto e hanno la responsabilità di vigilare sulla completezza, adeguatezza, funzionalità del Sistema dei controlli interni e del RAF. Gli esiti delle valutazioni sono portati all'attenzione dei rispettivi Consigli di amministrazione.

Il Consiglio di Amministrazione riceve, direttamente o per il tramite dell'Amministratore Delegato, i flussi informativi funzionali ad acquisire la piena conoscenza e governabilità dei fattori di rischio e per programmare e dare attuazione agli interventi finalizzati ad assicurare la conformità e l'adeguatezza del Sistema dei controlli interni.

Comunicazione verso l'esterno sul Sistema dei controlli interni

Il Consiglio di Amministrazione di ciascuna Società del Gruppo, ed in particolare quello della Capogruppo, per quanto riguarda il Sistema dei controlli interni di Gruppo, assicura che sia data informativa in materia di Sistema dei controlli interni e di rischi in tutti i casi previsti dalla normativa, garantendo la correttezza e completezza delle informazioni fornite. In tale ambito assume rilevanza l'Informativa al Pubblico, prevista dal Terzo Pilastro (Pillar 3), per la quale il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo stabilisce responsabilità e compiti di controllo degli Organi Aziendali e delle diverse funzioni coinvolte nelle varie fasi in cui si articola il processo di governo di tale informativa.

Livelli di controllo previsti dalla Vigilanza

Nell'ambito del Sistema dei controlli interni del Gruppo, si individuano le seguenti funzioni di controllo, inquadrate nei livelli previsti dalle Disposizioni di Vigilanza per le banche tenendo conto che le funzioni a presidio dei controlli di secondo e terzo livello operano sempre nell'ambito dell'intero Gruppo:

  • Controlli di terzo livello: volti ad individuare violazioni delle procedure e della regolamentazione, nonché a valutare periodicamente la completezza, l'adeguatezza, la funzionalità (in termini di efficienza ed efficacia) e l'affidabilità del Sistema dei controlli interni e del sistema informativo (ICT audit), con cadenza prefissata in relazione alla natura e all'intensità dei rischi. Essi sono condotti nel continuo, in via periodica o per eccezioni, da strutture diverse e indipendenti da quelle produttive, anche attraverso verifiche in loco. Tale attività è affidata alla Direzione Revisione Interna;
  • Controlli di secondo livello ("controlli sui rischi e sulla conformità"): le funzioni di controllo di secondo livello sono state declinate ed identificate con i seguenti obiettivi:
  • verificare nel continuo che le procedure aziendali siano coerenti con l'obiettivo di prevenzione e contrasto della violazione delle norme in materia di riciclaggio e finanziamento del terrorismo e

16 a) Codice civile – art. 2381 – "Il Consiglio di amministrazione …omissis…sulla base delle informazioni ricevute valuta l'adeguatezza dell'assetto organizzativo, amministrativo e contabile della società".

c) Codice di Autodisciplina delle società quotate – Principio 8.P.3. "Il Consiglio di amministrazione valuta l'adeguatezza del sistema di controllo interno rispetto alle caratteristiche dell'impresa".

prevenire e contrastare il compimento di operazioni di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo attraverso la segnalazione di operazioni sospette e l'esecuzione di attività di controllo di carattere continuativo. Tale attività è affidata al Servizio Antiriciclaggio;

  • identificare i rischi di non conformità, esaminando, nel continuo, le norme applicabili al Gruppo bancario e valutandone l'impatto sulle Società del Gruppo. Stabilire, in coerenza con i rischi identificati e valutati, gli obiettivi di controllo minimali previsti, proponendo gli opportuni interventi organizzativi e procedurali finalizzati ad assicurare un adeguato presidio dei rischi di non conformità identificati, monitorandone la relativa realizzazione. Tale attività è affidata al Servizio Compliance;
  • collaborare alla definizione e attuazione del RAF delle relative politiche di governo dei rischi, attraverso un adeguato processo di gestione dei rischi, verificandone l'adeguatezza. Definire metodologie, processi e strumenti da utilizzare nell'attività di gestione dei rischi. Assicurare la coerenza dei sistemi di misurazione e controllo dei rischi con i processi e le metodologie di valutazione delle attività aziendali. Assicurare la corretta rappresentazione del profilo di rischio e valorizzazione delle posizioni creditizie, eseguire valutazioni sui processi di monitoraggio e recupero, presidiare il processo di attribuzione/monitoraggio del rating ufficiale ed esercitare controlli di II livello sulla filiera creditizia. Tali attività sono affidate ai diversi uffici e servizi che compongono la Direzione Rischi;
  • effettuare la validazione qualitativa e quantitativa dei sistemi interni di misurazione dei rischi adottati dalla Capogruppo, applicati per la stima del capitale interno e dei requisiti patrimoniali assicurando sia il rispetto delle disposizioni previste dall'Autorità di Vigilanza per tale processo, sia la coerenza con le esigenze operative aziendali e con l'evoluzione del mercato di riferimento. Tale attività è affidata all'Ufficio Convalida Modelli incluso nel Servizio Controllo Crediti e Convalida Interna della Direzione Rischi. Il posizionamento organizzativo del precitato Ufficio garantisce l'indipendenza rispetto alle strutture responsabili dello sviluppo e utilizzo dei modelli interni di rischio oggetto dell'attività di convalida;
  • Controlli di primo livello ("controlli di linea"): diretti ad assicurare il corretto svolgimento delle operazioni. Essi sono effettuati dalle stesse strutture produttive (ad esempio, i controlli di tipo gerarchico, sistematici e a campione), anche attraverso unità dedicate esclusivamente a compiti di controllo che riportano ai responsabili delle strutture operative, ovvero eseguiti nell'ambito del back office; per quanto possibile, essi sono incorporati nelle procedure informatiche.

Ruoli e compiti di controllo attribuiti alle funzioni del Gruppo BPER Banca

Direzione Revisione interna

L'obiettivo primario della Funzione di Internal Auditing (di seguito anche "Funzione Revisione Interna" o "Funzione di Internal Audit") è quella di fornire servizi di assurance e consulenza indipendenti ed oggettivi finalizzati al miglioramento dell'efficacia e dell'efficienza dell'organizzazione. L'Internal Audit assiste l'organizzazione nel perseguimento dei propri obiettivi tramite un approccio professionale sistematico, che genera valore aggiunto in quanto finalizzato a valutare e migliorare i processi di gestione dei rischi, di controllo e di governance.

La mission è, pertanto, quella di valorizzare e proteggere il valore dell'organizzazione fornendo assurance obiettiva e risk-based, consulenza e competenza.

Tale mission è perseguita:

  • attraverso un piano di Audit risk based e process oriented;
  • mediante la promozione in azienda della cultura del rischio e dei controlli;
  • fornendo assurance e consulenza sui processi di gestione del rischio, di controllo e di governance;
  • attraverso la valutazione dei controlli esistenti e la formulazione di suggerimenti per il loro miglioramento nel continuo.

La Direzione Revisione Interna, per il tramite delle unità Organizzative che la compongono, assolve alle seguenti principali responsabilità, declinate in modo differenziato a seconda che si tratti di:

  • esternalizzazione in Capogruppo di Funzioni di controllo;
  • esercizio del controllo nell'ambito dell'attività di direzione e coordinamento di Capogruppo;
  • raccordo con Funzioni di Controllo presso società del Gruppo e non accentrate presso la Direzione Revisione Interna.

Nello specifico:

  • elabora e propone all'Organo competente gli indirizzi per la pianificazione e la pianificazione annuale e pluriennale delle attività di verifica, basata sui modelli metodologici approvati dal Consiglio di Amministrazione. L'individuazione delle attività oggetto di revisione è coerente con l'operatività delle componenti del Gruppo, la loro propensione al rischio ed è compatibile con le risorse disponibili. In tale contesto viene aggiornato l'Universo di Audit e l'attribuzione delle sue componenti alle Unità Organizzative secondo loro competenza. Sono svolte anche verifiche non preannunciate/non espressamente indicate nel Piano di Audit;
  • definisce e applica metodologie, strumenti, normativa e modelli di revisione interna, avendo riguardo anche agli standard professionali internazionali;
  • controlla, in un'ottica di controlli di terzo livello, anche con verifiche in loco, il regolare andamento dell'operatività e l'evoluzione dei rischi e valuta la completezza, l'adeguatezza, la funzionalità e l'affidabilità della struttura organizzativa e delle altre componenti del sistema dei controlli interni, portando all'attenzione degli organi aziendali i possibili miglioramenti, con particolare riferimento al RAF, al processo di gestione dei rischi nonché agli strumenti di misurazione e controllo degli stessi. Sulla base dei risultati dei propri controlli formula raccomandazioni agli organi aziendali;
  • effettua periodicamente, a livello consolidato, controlli in loco sulle componenti del gruppo, tenuto conto della rilevanza delle diverse tipologie di rischio assunte dalle diverse entità; ciò al fine di verificarne la rispondenza dei comportamenti agli indirizzi della Capogruppo, nonché l'efficacia del sistema dei controlli interni come definito da Capogruppo per le singole Legal Entity;
  • verifica le Funzioni di Controllo dei Rischi, di Conformità e Antiriciclaggio;
  • verifica la regolarità delle diverse attività aziendali, incluse quelle esternalizzate, e l'evoluzione dei rischi sia nelle Funzioni Centrali, sia nella rete distributiva. La frequenza delle ispezioni è coerente con l'attività svolta e la propensione al rischio; tuttavia sono condotti anche accertamenti casuali e/o non preannunciati;
  • monitora la conformità alle norme dell'attività di tutti i livelli aziendali;
  • verifica l'adeguatezza e il corretto funzionamento dei processi e delle metodologie di valutazione delle attività aziendali;
  • verifica il rispetto, nei diversi settori operativi, dei limiti previsti dai meccanismi di delega e il pieno e corretto utilizzo delle informazioni disponibili nelle diverse attività;
  • effettua attività di Fraud Audit (Detention e Inverstigation) attraverso la rilevazione, valutazione e, se del caso, segnalazione dei comportamenti anomali riscontrati nel corso dell'attività di verifica, anche al fine di consentire alle funzioni competenti l'eventuale avvio della "procedura disciplinare interna" o comunque le opportune azioni a tutela della Società;
  • effettua test periodici sul funzionamento delle procedure operative e di controllo interno;
  • espleta compiti d'accertamento anche con riguardo a specifiche irregolarità;
  • formula raccomandazioni agli Organi Aziendali sulla base dei risultati delle verifiche effettuate nel rispetto dei processi definiti dalla Capogruppo;
  • informa tempestivamente gli Organi Aziendali su ogni violazione o carenza rilevante riscontrate;

  • può fornire attività di consulenza, non aventi carattere di audit e/o di validazione/approvazione delle scelte assunte dal management, nei limiti della sostenibilità del piano. I principali incarichi accettati devono essere riportati nel Piano di Audit;

  • illustra e sintetizza con adeguata informativa agli Organi Aziendali di Capogruppo e delle Società del Gruppo le risultanze dell'attività di verifica svolta;
  • predispone le relazioni previste dalla normativa delle Autorità di Vigilanza ed attribuite alla funzione di Revisione Interna;
  • formula, sulla base del Piano di Audit approvato dal Consiglio di Amministrazione in sede di adozione del Piano stesso, una valutazione, almeno annuale, della completezza, dell'adeguatezza, della funzionalità (in termini di efficacia ed efficienza) e dell'affidabilità del complessivo Sistema dei controlli interni per il Gruppo bancario nel suo insieme;
  • persegue obiettivi di efficacia ed efficienza nella propria attività identificando le opportunità per il proprio continuo miglioramento. In tale senso il Chief Audit Executive attiva/mantiene un programma di di Quality Assurance and improvement. In tale senso, nel mese di dicembre 2018, il Consiglio di Amministrazione di Capogruppo ha deliberato l'attivazione di una Quality Assessment Review (QAR) esterna che verrà svolta da una primaria Società del settore ;
  • è responsabile dei controlli di terzo livello e opera nell'interesse della Capogruppo e del suo Gruppo all'interno della propria sfera di competenza come delineata dalla normativa esterna e dalla normativa interna in tema di "Sistema dei controlli interni" senza alcuna limitazione di azione;
  • assiste gli Organi Aziendali e le Unità Organizzative delle Banche e Società del Gruppo nel perseguimento degli obiettivi in materia di controllo interno, contribuendo allo sviluppo di una cultura dei controlli aziendale e di Gruppo.

Il Sistema dei controlli interni del Gruppo prevede, in linea generale, l'esternalizzazione alla Capogruppo delle Funzioni di Controllo di secondo e terzo livello delle Società del Gruppo secondo quanto previsto dalla normativa interna in tema di "Sistema dei controlli interni".

Tuttavia, per ciò che attiene le Società del Gruppo estere, il citato modello accentrato è parzialmente derogato in considerazione della complessità e della delicatezza di operatività caratterizzate da un differente contesto normativo. In questo caso è prevista la possibilità di attivare presso tali Società, per ogni funzione di controllo prevista dalla normativa locale, richiesta dalle Autorità di Vigilanza o dalla Capogruppo, modelli organizzativi che valorizzino le specificità di tale contesto.

Nello specifico, la Direzione Revisione Interna:

  • per le Società dotate della Funzione Revisione Interna ed esternalizzata alla Capogruppo, esegue le attività di controllo previste per BPER Banca, secondo il programma di attività approvato dal Consiglio di Amministrazione, salva la possibilità di svolgere l'attività di revisione interna anche nell'ambito delle responsabilità attribuite alla Capogruppo nel suo ruolo di direzione e coordinamento del Gruppo. Per lo svolgimento delle attività esternalizzate, la Direzione Revisione Interna si avvale del supporto dei referenti della Funzione di Revisione Interna individuati presso le Società del Gruppo;
  • per le Società non dotate della Funzione Revisione Interna, le analisi e le valutazioni svolte dalla funzione di controllo di Capogruppo sono effettuate per adempiere le responsabilità attribuite alla Capogruppo nell'ambito del suo ruolo di direzione e coordinamento del Gruppo e non per assolvere responsabilità delle singole Società del Gruppo;
  • per le Società dotate della Funzione di Internal Audit, non (ancora) esternalizzata su BPER Banca, l'attività di revisione interna viene svolta nell'ambito delle responsabilità attribuite alla Capogruppo nel suo ruolo di direzione e coordinamento del Gruppo.

Le Banche di diritto italiano, alla data del presente documento, hanno tutte esternalizzato alla Capogruppo la Funzione di Revisione Interna.

La configurazione organizzativa della Direzione è costituita da: n. 1 Ufficio in staff al Responsabile; n. 4 Uffici e n. 1 Servizio a diretto riporto del CAE (Chief Audit Executive). Con riferimento al Responsabile del citato Servizio, si precisa che ad esso riportano 4 uffici.

Direzione Rischi

La Direzione Rischi riporta direttamente all'Amministratore Delegato della Capogruppo ed è articolata nelle seguenti Unità Organizzative:

  • Ufficio Rating Office e Ufficio Risk Governance in staff al Chief Risk Officer;
  • Servizio Rischi Finanziari;
  • Servizio Rischi di Credito ed Operativi;
  • Servizio Controllo Crediti e Convalida Interna.

La Direzione Rischi, in quanto funzione di controllo dei rischi di Gruppo, ha la finalità di collaborare alla definizione e all'attuazione del Risk Appetite Framework e delle relative politiche di governo dei rischi, attraverso un adeguato processo di gestione dei rischi.

Costituisce parte integrante della missione indicata assicurare un'adeguata informativa (reporting) agli Organi Aziendali della Capogruppo e delle Società del Gruppo.

La Direzione Rischi estende il suo perimetro di competenza alle Società del Gruppo presenti nella Mappa dei rischi tempo per tempo vigente, poiché le Linee Guida di Gruppo - Sistema dei controlli interni prevedono in generale una gestione accentrata sulla Capogruppo della funzione di controllo dei rischi.

Le Società del Gruppo dotate di detta funzione la esternalizzano alla Capogruppo fatta eccezione per la società con sede in Lussemburgo17 .

La Direzione Rischi esercita la propria missione sia nell'ambito delle attività di direzione e coordinamento della Capogruppo sia in qualità di outsourcer nei confronti delle Banche e Società del Gruppo.

La Direzione Rischi opera sulle Società del Gruppo avvalendosi di un Referente (che dipende funzionalmente da questa) individuato presso le diverse Società del Gruppo.

La responsabilità della Direzione Rischi è affidata al Chief Risk Officer (nel seguito anche C.R.O.), che esercita con il supporto delle unità organizzative dipendenti gerarchicamente, le attività di seguito elencate:

  • nell'ambito del Risk Appetite Framework, propone i parametri quantitativi e qualitativi necessari per la sua definizione, sia in situazioni di normale corso degli affari che in situazioni di stress, assicurandone l'adeguatezza nel tempo in relazione ai mutamenti del contesto interno ed esterno;
  • propone le politiche di governo dei rischi misurabili e non misurabili non rientranti nelle competenze di altre funzioni di controllo (limitatamente alle sezioni relative alla gestione dei rischi ed ai limiti di esposizione ed operativi) e collabora all'attuazione delle stesse assicurando la coerenza con il Risk Appetite Framework delle varie fasi del processo di gestione dei rischi;
  • sviluppa le metodologie, i processi e gli strumenti per la gestione dei rischi di competenza attraverso i processi di identificazione, misurazione/valutazione, monitoraggio e reporting garantendone l'adeguatezza nel tempo anche mediante lo sviluppo e l'applicazione di indicatori finalizzati ad evidenziare situazioni di anomalia e di inefficienza.

In particolare:

  • definisce metriche comuni di valutazione dei rischi operativi (inclusi i rischi informatici) coerenti con il RAF, coordinandosi con la Funzione Compliance, con la Funzione ICT e con la Funzione di Continuità Operativa;
  • definisce modalità di valutazione e controllo dei rischi reputazionali, coordinandosi con la Funzione Compliance e le Funzioni Aziendali maggiormente esposte;
  • coadiuva gli Organi Aziendali nella valutazione del rischio strategico monitorando le variabili significative.

17 Circular CSSF 14/597 – Update of circular CSSF 12/552 on the central administration, internal governance and risk management "117. Outsourcing the compliance function and risk control function is not authorized."

  • monitora l'effettivo profilo di rischio assunto in relazione agli obiettivi di rischio definiti nell'ambito del Risk Appetite Framework collaborando alla definizione dei limiti operativi all'assunzione delle varie tipologie di rischio e verificandone nel continuo l'adeguatezza ed il rispetto segnalando agli Organi Aziendali gli eventuali superamenti;
  • supporta l'Amministratore Delegato nella attuazione dell'ICAAP, predisponendo il resoconto da inviare all'Autorità di Vigilanza e coordinando le diverse fasi del processo svolgendo quelle di competenza;
  • supporta l'Amministratore Delegato nella attuazione dell'ILAAP, predisponendo il resoconto da inviare all'Autorità di Vigilanza e coordinando le diverse fasi del processo svolgendo quelle di competenza;
  • coordina il processo di predisposizione ed aggiornamento del Recovery Plan del Gruppo BPER Banca da inviare all'Autorità di Vigilanza, svolgendo direttamente le fasi di competenza;
  • coordina le attività collegate al programma di Stress Testing interno con il supporto delle diverse strutture organizzative di volta in volta coinvolte, nei diversi ambiti di esecuzione (Gestionali e Regolamentari);
  • verifica l'adeguatezza e l'efficacia delle misure adottate al fine di rimediare alle carenze riscontrate nel processo di gestione del rischio;
  • sviluppa, convalida18 e manutiene i sistemi interni di misurazione dei rischi, assicurando sia il rispetto delle disposizioni previste dall'Autorità di Vigilanza, sia la coerenza con le esigenze operative aziendali e con l'evoluzione del mercato di riferimento;
  • fornisce pareri preventivi sulla coerenza con il Risk Appetite Framework delle operazioni di maggiore rilievo eventualmente acquisendo, in funzione della natura della operazione, il parere di altre funzioni coinvolte nel processo di gestione dei rischi;
  • analizza i rischi derivanti da nuovi prodotti/servizi e dall'ingresso in nuovi segmenti operativi di mercato;
  • è coinvolta nella definizione e aggiornamento dei criteri per la classificazione delle esternalizzazioni curando le attività di valutazione dei rischi di competenza;
  • è coinvolta nel processo di definizione e gestione delle Politiche di remunerazione ed incentivazione del personale;
  • presidia i processi di attribuzione del rating e di override;
  • svolge controlli di II livello sulla filiera creditizia verificando la presenza di efficaci presidi di monitoraggio andamentale sulle esposizioni creditizie (in particolare quelle deteriorate); la correttezza delle classificazioni di rischio; la congruità degli accantonamenti; l'adeguatezza complessiva del processo di recupero del credito;
  • è coinvolta nella definizione delle politiche e dei processi di valutazione degli immobili posti a garanzia delle esposizioni curandone l'attuazione, per quanto di competenza, attraverso le attività di verifica sull'aggiornamento delle perizie sugli immobili posti a garanzia, sull'autonomia dei soggetti che elaborano le valutazioni e sulla coerenza delle tipologie di perizia utilizzate per la valorizzazione delle garanzie;
  • è coinvolta nella definizione, aggiornamento e monitoraggio della strategia sui Non Performing Loans (fornendo le stime di impatto sui parametri di rischio inerenti il sistema interno di rating e sul profilo patrimoniale del Gruppo in termini di RWA e Shortfall) nonché nelle politiche e nei processi per la loro gestione prima della sottoposizione agli Organi Aziendali della Capogruppo e delle società del Gruppo;
  • cura l'esecuzione delle attività comprese nel framework di controllo di secondo livello sui non performing loans;
  • coordina le attività propedeutiche alla predisposizione ed aggiornamento del Piano di Risoluzione, redatto all'Autorità di Risoluzione, svolgendo direttamente le fasi di competenza.

La Direzione Rischi, inoltre:

partecipa alla definizione della strategia di Gruppo, valutandone i relativi impatti sui rischi;

18 Attraverso l'Ufficio Convalida Modelli

partecipa alla definizione delle evoluzioni strategiche del Sistema dei controlli interni di Gruppo.

Servizio Antiriciclaggio

Il Servizio Antiriciclaggio ha il compito di:

  • prevenire e contrastare il compimento di operazioni di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo attraverso la segnalazione di operazioni sospette e l'esecuzione di attività di controllo di carattere continuativo (presidio antiriciclaggio);
  • valutare che le procedure informatiche e organizzative adottate dalle Società del Gruppo siano conformi alle norme di etero regolamentazione (leggi e norme regolamentari) e di autoregolamentazione in materia di ostacolo al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo (funzione antiriciclaggio).

Il modello organizzativo adottato dal Gruppo prevede, in linea generale, la gestione accentrata sulla Capogruppo della funzione antiriciclaggio e del presidio antiriciclaggio per le Società bancarie e non bancarie del Gruppo di diritto italiano sottoposte alla normativa antiriciclaggio.

Con riferimento alle attività di direzione e coordinamento, esercitate per tutte le Società del Gruppo sottoposte alla normativa antiriciclaggio (per la controllata lussemburghese, limitatamente agli ambiti di identificazione e conoscenza della clientela nonché al monitoraggio delle segnalazioni di operazioni sospette) il Servizio Antiriciclaggio assolve le seguenti responsabilità:

  • identifica e valuta i rischi di compimento di operazioni di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo a cui il Gruppo è esposto;
  • identifica i rischi di non conformità alla normativa antiriciclaggio a cui il Gruppo è esposto esaminando nel continuo le norme applicabili al Gruppo e valutando il loro impatto sulle Società del Gruppo;
  • effettua annualmente la valutazione dei principali rischi di non conformità alla normativa antiriciclaggio ed antiterrorismo a livello di Gruppo, che presenta agli Organi Aziendali della Capogruppo, segnalando eventuali situazioni di criticità ed indicando proposte per la programmazione dei relativi interventi di gestione, sia con riferimento alle carenze emerse, sia alla necessità di affrontare eventuali nuovi rischi di non conformità identificati ("Relazione di Gruppo sul rischio di non conformità alla normativa antiriciclaggio ed antiterrorismo"). Per la controllata lussemburghese si dà conto degli eventuali profili di criticità emersi dall'esame delle valutazioni espresse e dai dati forniti dalle competenti Funzioni Aziendali;
  • propone la policy di Gruppo sul governo dei rischi di non conformità alle norme antiriciclaggio e antiterrorismo;
  • definisce le metodologie, i processi e gli strumenti che devono essere seguiti nell'esecuzione dell'attività della funzione Antiriciclaggio e utilizza la reportistica definita in coordinamento con le altre funzioni di controllo (aziendali e non);
  • per le società che non hanno esternalizzato la funzione alla Capogruppo (la controllata lussemburghese BPER Bank Luxembourg SA), stabilisce, in coerenza con i rischi identificati e valutati, gli obiettivi di controllo minimali e ne verifica le modalità di recepimento;
  • assicura un'adeguata informativa (reporting) sugli esiti della propria attività agli Organi Aziendali segnalando le principali problematiche di non conformità emerse ed eventi di particolare rischiosità;
  • propone gli interventi organizzativi e procedurali ai processi di direzione e coordinamento finalizzati a prevenire e contrastare il compimento di reati di riciclaggio e assicurare un adeguato presidio dei rischi di non conformità identificati, e ne monitora la realizzazione;
  • supporta il Delegato di Gruppo nell'approfondimento e valutazione, in ottica di Gruppo, delle segnalazioni archiviate e delle operazioni segnalate all'Unità di Informazione Finanziaria (UIF) per conto delle Banche e delle Società in perimetro che hanno esternalizzato sulla Capogruppo il presidio antiriciclaggio. La predetta attività di supporto è svolta anche con riferimento alle segnalazioni archiviate e alle operazioni segnalate dalle controllata lussemburghese del Gruppo alle competenti Autorità locali; a tal fine il Servizio Antiriciclaggio riceve da tali ultime società adeguati flussi informativi;

  • supporta il Direttore generale della Capogruppo o il soggetto da lui incaricato nella valutazione dell'apertura di conti di corrispondenza con enti corrispondenti di Stati Extracomunitari "non equivalenti" da parte delle Società del Gruppo (sia italiane che estere);

  • verifica le autorizzazioni all'apertura di rapporti continuativi, ovvero all'esecuzione di operazioni occasionali con "persone politicamente esposte" nelle Società del Gruppo (sia italiane che estere).

Il Servizio inoltre, tra le altre attività:

  • supporta il Delegato Aziendale nella valutazione e istruttoria delle segnalazioni di operazioni sospette di cui all'art. 35 del D.Lgs. n. 231/07 provenienti dalla rete e dagli uffici centrali, trasmettendole, qualora ritenute fondate, all'UIF, ovvero archiviandole;
  • supporta il Delegato Aziendale nell'identificazione di eventuali operazioni sospette non rilevate dalle strutture delle Società cui compete l'amministrazione e la gestione concreta dei rapporti con la clientela ovvero non estratte in automatico dalle procedure automatiche di rilevazione;
  • esegue controlli centralizzati sulle Dipendenze e gli Uffici Centrali al fine di rilevare potenziali situazioni anomale meritevoli di specifici approfondimenti in merito al corretto adempimento degli obblighi di adeguata verifica e profilatura del rischio della clientela, rilevazione e segnalazione delle operazioni potenzialmente sospette, limitazione all'uso del contante e titoli al portatore;
  • esegue specifici controlli finalizzati all'accertamento del corretto assolvimento degli obblighi di conservazione dei dati e delle informazioni ai sensi degli artt. 31 e ss. del D.Lgs. 231/07, nonché di consentire l'eventuale individuazione di operatività potenzialmente sospette di riciclaggio;
  • invia al Ministero dell'Economia e delle Finanze le comunicazioni di violazioni delle norme relative all'uso di contante e titoli al portatore di cui all'art. 49 D.Lgs. n. 231/07;
  • gestisce i rapporti con l'UIF, con le autorità investigative e con le autorità giudiziarie per ogni necessità di approfondimento o contestazione concernente la normativa antiriciclaggio ed antiterrorismo;
  • collabora alla gestione dell'attività di formazione del personale con le altre Funzioni Aziendali competenti, nell'ottica di promuovere e rafforzare la cultura del rispetto delle norme presidiate e della correttezza dei comportamenti.

Servizio Compliance

Il Servizio Compliance ha il compito di assicurare l'adeguatezza delle procedure interne a prevenire la violazione di norme di etero regolamentazione (ad esempio, leggi e regolamenti) e di autoregolamentazione (per esempio, codici associativi) applicabili alle Società del Gruppo.

Con riferimento alle procedure interne adottate ai sensi dell'art. 88 del Regolamento intermediari adottato dalla Consob con delibera n. 20307 del 15 febbraio 2018, il Servizio Compliance svolge anche verifiche regolari sull'effettiva applicazione (funzionamento) delle procedure stesse e delle misure adottate per rimediare a eventuali carenze riscontrate.

Assiste gli Organi Societari e le Unità Organizzative delle Società del Gruppo nel perseguimento degli obiettivi in materia di conformità promuovendo la diffusione della cultura della conformità e della correttezza dei comportamenti, quale elemento indispensabile al buon funzionamento aziendale.

Valuta, inoltre, il rischio di non conformità derivante dai progetti innovativi che il Gruppo intende intraprendere, inclusa l'operatività in nuovi prodotti o servizi, in nuovi mercati o con nuove tipologie di clienti.

Il Servizio Compliance, nell'ambito della gestione del rischio di non conformità alle norme, opera – direttamente o per il tramite di Presidi Specialistici – sulle normative relative all'intera attività bancaria, ad esclusione di quelle per le quali sono previste Funzioni Aziendali e altre funzioni di controllo dedicate.

Coerentemente alla propria missione, estende il perimetro di competenza delle attività di direzione, controllo e coordinamento a tutte le Società del Gruppo. È prevista, inoltre, una gestione accentrata sulla Capogruppo della funzione di conformità alle norme per le Società del Gruppo di diritto italiano dotate di detta funzione.

Per la Banca del Gruppo con sede in Lussemburgo, svolge la sola attività di direzione e coordinamento.

Nell'ambito delle attività di direzione e coordinamento esercitate dalla Capogruppo per le Società del Gruppo, il Servizio Compliance, assolve le seguenti responsabilità:

  • identifica, a livello di Gruppo, i rischi di non conformità, esaminando nel continuo le norme applicabili al Gruppo e valutando il loro impatto sulle Società del Gruppo;
  • stabilisce, in coerenza con i rischi identificati e valutati, gli obiettivi di controllo minimali previsti per le società dotate, e verifica che la pianificazione delle attività di Compliance delle singole società che non hanno esternalizzato la funzione alla Capogruppo li recepisca;
  • assicura un'adeguata informativa (reporting) sugli esiti della propria attività agli Organi Aziendali segnalando tempestivamente le principali problematiche di non conformità emerse ed eventi di particolare rischiosità;
  • propone gli interventi organizzativi e procedurali ai processi di direzione e coordinamento ed ai processi delle Società non dotate della funzione, finalizzati ad assicurare un adeguato presidio dei rischi di non conformità identificati e ne monitora la realizzazione.

Controlli di linea

I controlli di linea (c.d. controlli di primo livello) sono diretti ad assicurare il corretto svolgimento delle operazioni; tra questi controlli vi sono anche quelli che contribuiscono alla realizzazione di un sistema di controllo contabile, inteso come l'insieme dei controlli predisposti nell'ambito delle singole procedure amministrativo-contabili al fine di avere la ragionevole sicurezza che la registrazione, l'elaborazione dei dati e la produzione delle informazioni siano state correttamente eseguite. Essi sono effettuati dalle stesse strutture operative (ad esempio, i controlli di tipo gerarchico) o incorporati nelle procedure ovvero eseguiti nell'ambito dell'attività di back office.

Altre funzioni di controllo

Oltre ai livelli di controllo previsti dalla normativa di Vigilanza, l'ordinamento e le fonti di autoregolamentazione attribuiscono, poi, compiti di controllo a specifiche funzioni diverse dalle funzioni aziendali di controllo - o a comitati interni all'organo amministrativo, la cui attività va inquadrata in modo coerente nel Sistema dei controlli interni.

In particolare, all'interno del Gruppo si individuano come funzioni di controllo:

  • il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari;
  • l'Organismo di Vigilanza ove istituito ai sensi del D. Lgs. n. 231/2001.

Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari

Sulla base di quanto disposto dalla Legge 262/2005 che ha introdotto nella Sezione V bis del TUF l'art. 154 bis, il Gruppo BPER ha istituito la funzione del Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, il quale ha il compito di assicurare l'attendibilità dell'informativa finanziaria della Capogruppo e, con riferimento al bilancio consolidato, del Gruppo BPER.

L'art. 39 dello Statuto sociale dispone che il Consiglio di Amministrazione, previo parere obbligatorio del Collegio Sindacale, nomini un preposto alla redazione dei documenti contabili societari, conferendogli adeguati poteri e mezzi per l'esercizio dei compiti attribuiti ai sensi di legge. Al Consiglio di Amministrazione spetta altresì, previo parere obbligatorio del Collegio Sindacale, il potere di revocare il Dirigente preposto.

Il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari del Gruppo BPER Banca, nominato nella persona del rag. Marco Bonfatti, responsabile della Direzione Amministrazione e Bilancio, è individuato all'interno del Gruppo come funzione di controllo e provvede, come prescritto nelle Linee Guida di Gruppo Sistema dei controlli interni, alla progettazione, realizzazione e manutenzione del "Modello di controllo sull'informativa finanziaria" da applicare alla Capogruppo e, con riferimento alle procedure per la predisposizione del Bilancio consolidato, alle Banche e Società controllate iscritte o meno al Gruppo bancario.

Il Modello di controllo sull'informativa finanziaria è l'insieme dei requisiti da rispettare per la corretta gestione e controllo del rischio di errori non intenzionali e di frodi nell'informativa finanziaria e di cui il Dirigente Preposto deve assicurare l'adozione.

Nel Gruppo BPER Banca la responsabilità del processo di gestione del rischio di errori non intenzionali e di frodi nell'informativa finanziaria, anche tenuto conto del contesto normativo di riferimento che assegna specifiche responsabilità al Dirigente Preposto, è assegnata, oltre che agli Organi Sociali, in via prevalente al Dirigente medesimo.

Il Modello di controllo dell'informativa finanziaria è rappresentato da un corpus normativo così composto:

  • Policy di Gruppo per il governo del rischio di errori non intenzionali e di frodi dell'informativa finanziaria (fonte normativa di alto livello);
  • Regolamento della Funzione del Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari (fonte normativa di alto livello);
  • Nota metodologica relativa al macro processo Gestione del rischio di errori non intenzionali e frodi nell'informativa finanziaria (fonte atipica di alto livello);
  • Documento di metodologia interna non rientrante tra le fonti normative relative al macro processo Gestione del rischio di errori non intenzionali e frodi nell'informativa finanziaria (fonte atipica operativa).

Con riferimento, infine, al Modello di controllo sull'informativa finanziaria si evidenzia che le fonti di alto livello sono state aggiornate nel corso del secondo semestre 2018 ed approvate dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo il 10 Gennaio 2019, sostanzialmente al fine di revisionare il modello per la valutazione di adeguatezza ed effettiva applicazione delle procedure amministrativo contabili, nonché di valutazione complessiva del rischio di errori non intenzionali e di frodi nell'informativa finanziaria, in particolare attraverso la riduzione dei livelli di giudizio da 6 a 4.

Il Dirigente Preposto si avvale, per lo svolgimento della propria missione, di una struttura identificata all'interno della Capogruppo denominata Ufficio Monitoraggio e Controllo Informativa Finanziaria, che dipende gerarchicamente dal Dirigente Preposto stesso, e di un Referente del Dirigente Preposto, identificato presso ogni singola banca e società controllata iscritta o meno al Gruppo, che dipende funzionalmente dal Dirigente Preposto medesimo.

Il personale dell'Ufficio Monitoraggio e Controllo Informativa Finanziaria, nell'esercizio dei compiti ad esso assegnati, è investito dei poteri che discendono dalla funzione del Dirigente Preposto, indipendentemente dalla posizione ricoperta nella gerarchia aziendale.

All'interno del Gruppo BPER Banca nel processo di governo del rischio di errori non intenzionali e di frodi nell'informativa finanziaria, il Dirigente Preposto della Capogruppo si avvale anche del Dirigente Preposto della Sub Holding Banco di Sardegna (funzione presente in quanto società quotata); questi riporta gerarchicamente al Direttore generale e dipende funzionalmente dal Dirigente Preposto della Capogruppo per quanto attiene metodologie, strumenti, reportistica e processi di lavoro relativi allo svolgimento dell'attività di competenza del Dirigente Preposto medesimo.

Con riferimento, infine, al Modello di controllo sull'informativa finanziaria si evidenzia che le fonti di alto livello sono state aggiornate nel corso del secondo semestre 2018 ed approvate dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo il 10 Gennaio 2019, sostanzialmente al fine di revisionare il modello per la valutazione di adeguatezza ed effettiva applicazione delle procedure amministrativo contabili, nonché di valutazione complessiva del rischio di errori non intenzionali e di frodi nell'informativa finanziaria, in particolare attraverso la riduzione dei livelli di giudizio da 6 a 4.

Per ulteriori informazioni in merito alle principali caratteristiche del sistema di gestione dei rischi e di controllo interno esistenti in relazione al processo di informativa finanziaria, si rimanda alla Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari relativa all'esercizio 2018 redatta ai sensi dell'art. 123-bis del TUF.

Organismo di Vigilanza ai sensi del D. Lgs. 231/01

La Capogruppo, in ottemperanza agli artt. 6 e 7 del D.Lgs. n. 231/01, ha adottato un proprio Modello di Organizzazione e Gestione (MOG) al fine di prevenire la commissione e/o la tentata commissione delle fattispecie di reato previste da tale Decreto. Quindi, in conformità alla citata normativa, la Capogruppo ha costituto il proprio Organismo di Vigilanza con il compito di vigilare sul funzionamento e sull'osservanza del MOG.

L'Organismo è composto da tre membri:

  • un dipendente della Capogruppo, dotato di idonee competenze specialistiche, in particolare di natura giuridico/organizzativa, nonché in materia di controlli, che non ricopre incarichi gestionali nella stessa;
  • due professionisti esterni muniti delle necessarie competenze professionali.

Il suddetto Organismo concretizza la propria attività di controllo sul funzionamento e sull'osservanza del MOG, mediante:

  • l'accertamento di eventuali modifiche alla "mappatura" delle aree di rischio;
  • il riscontro del rispetto delle procedure, nell'ambito delle attività ritenute sensibili al compimento delle fattispecie di reato ex D.Lgs. n. 231/01;
  • l'attivazione e/o l'esecuzione di indagini interne in coordinamento con le funzioni di controllo;
  • la programmazione di attività formative rivolte al personale, per quanto concerne l'evoluzione giurisprudenziale, ovvero in relazione ad eventuali modifiche legislative che possano interessare le fattispecie di reato previste dal D.Lgs. n. 231/01;
  • la richiesta di individuazione di idonee procedure a presidio di nuove tipologie di attività qualificabili come sensibili;
  • la richiesta di aggiornamento di procedure esistenti, qualora l'attività aziendale subisca modifiche rilevanti per i rischi compresi nel perimetro;
  • la segnalazione di accertate violazioni delle disposizioni;
  • un'attività di coordinamento da parte della Capogruppo degli Organismi di Vigilanza delle società controllate favorendo l'interscambio di informazioni, conoscenze o metodologie;
  • il recepimento da parte delle Banche del Gruppo e dei Consorzi BPER Services s.cons.p.a. e BPER Credit Management s.cons.p.a. dei principali documenti normativi che costituiscono il MOG, salvo limitati e necessari adeguamenti.

Inoltre, l'Organismo di Vigilanza è destinatario di specifici flussi informativi, essendo previsto che il personale dipendente, i Sindaci e gli Amministratori hanno l'obbligo, nei termini e con le modalità specificati nel MOG, di trasmettere all'Organismo di Vigilanza:

  • le informazioni relative all'avvio di procedimenti disciplinari, nonché sul loro svolgimento e sulle eventuali sanzioni irrogate, nel caso di fatti aventi rilevanza ai sensi del D.Lgs. n. 231/01;
  • le informazioni sull'andamento delle attività individuate come "sensibili" dal Modello in termini di frequenza e rilevanza operativa;
  • le modifiche organizzative/procedurali aventi impatto sul MOG;
  • la segnalazione dell'insorgenza di ulteriori tipologie di rischi;
  • il sistema delle deleghe di poteri e/o funzioni adottato dalla Capogruppo, e qualsiasi modificazione di carattere strutturale ad esso apportata.

Infine, l'Organismo di Vigilanza è informato anche mediante segnalazioni ricevute secondo le procedure prestabilite, dai soggetti tenuti all'osservanza del Modello e del Codice Etico (Soci, Sindaci, Amministratori, dipendenti, responsabile del Sistema Interno di Segnalazione, componenti dell'Organismo di Vigilanza, soggetti che, pur non rientrando nella categoria dei dipendenti, operino e siano sotto il controllo e la Direzione di BPER Banca, soggetti che, pur esterni alla Società, operino per o con la Capogruppo e qualsiasi altro soggetto che si relaziona con la Capogruppo, al fine di effettuare la segnalazione), in merito ad eventi che potrebbero ingenerare responsabilità ai sensi del D.Lgs. n. 231/01.

L'Organismo di Vigilanza riferisce con immediatezza, in caso di necessità, al Consiglio di Amministrazione e relaziona semestralmente allo stesso ed al Collegio sindacale sull'attività svolta e sulla situazione della Capogruppo rispetto agli adempimenti di cui al D.Lgs. n. 231/01.

In tal contesto, la Capogruppo ha emanato apposite direttive e diffuso vari documenti normativi, nonché istruzioni di coordinamento per l'adozione di MOG ex D.Lgs. n. 231/01 da parte delle singole Banche del Gruppo, da parte di BPER Services s.cons.p.a. e BPER Credit Management s.cons.p.a. nonché, da ultimo, da parte di Optima s.p.a. SIM e Nadia s.p.a., nel rispetto di quanto previsto dal D.Lgs. n. 231/01 e delle specifiche responsabilità.

La progettazione della Capogruppo è volta a indirizzare la gestione coordinata ed uniforme delle metodologie di prevenzione e, al contempo, a consentire il contenimento dei costi e il miglioramento dell'efficacia dei meccanismi di controllo in materia.

Con questi presupposti il Consiglio di Amministrazione della Banca ha adottato gli elementi di impianto indicati dalla Capogruppo al fine di realizzare e mantenere il proprio Modello di Organizzazione e Gestione coerente con gli indirizzi e le indicazioni di Gruppo, nonché efficace ed efficiente ai sensi del D.Lgs. n. 231/01. La Banca, che aveva già realizzato progetti di costruzione di Modelli Organizzativi e Gestionali ai sensi del D.Lgs. n. 231/01 ante l'ingresso nel Gruppo, ha avviato gli interventi necessari per integrare / aggiornare i propri Modelli.

Conseguentemente e coerentemente, nel mese di febbraio 2017, la Cassa di Risparmio di Saluzzo ha anche proceduto alla nomina del proprio Organismo di Vigilanza che, nella nuova impostazione, risulta composto da tre membri, nei termini seguenti:

  • un componente del Collegio Sindacale al fine di garantire continuità di collegamento e di condivisione delle informazioni rilevanti con l'Organo di Controllo;
  • un amministratore non esecutivo ed indipendente;
  • un dipendente della Banca, dotato di idonee competenze specialistiche, in particolare di natura giuridico/organizzativa, nonché in materia di controlli, che non ricopra incarichi gestionali nella stessa.

Si evidenzia inoltre che, in ottemperanza alla normativa prudenziale, che vuole rafforzare la capacità delle banche di assorbire shock derivanti da tensioni finanziarie ed economiche, il Gruppo ha provveduto a monitorare l'adeguatezza patrimoniale, l'esposizione ai rischi e le caratteristiche generali dei relativi sistemi di gestione e controllo, al fine di favorire la disciplina di mercato.

Il documento "Informativa al pubblico – Pillar 3" è predisposto sulla base del dettato regolamentare costituito dalla Circolare n. 285 del 17 dicembre 2013 e successivi aggiornamenti, emanata dalla Banca d'Italia, e dal Regolamento (UE) n. 575/2013 del parlamento Europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013 (CRR) e dalle Linee Guida emanate da EBA il 23 dicembre 2014, entrate in vigore il 1° gennaio 2015.

Il documento viene pubblicato al 31 dicembre 2018 congiuntamente ai documenti di bilancio sul sito istituzionale della Capogruppo bper.it.

Sezione 1 - Rischio di credito

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

La struttura organizzativa di cui si è dotato il Gruppo prevede che il processo di controllo del rischio di credito sia accentrato presso la Capogruppo.

1. Aspetti generali

L'economia internazionale, pur mantenendo un andamento di fondo ancora positivo, ha manifestato negli ultimi mesi segnali di decelerazione accompagnati da una progressiva eterogeneità degli andamenti tra i paesi. Tra i fattori di rallentamento si segnalano l'incertezza generata dal processo ancora incompiuto della Brexit, il possibile riacutizzarsi delle tensioni finanziarie nei paesi emergenti e gli effetti delle perduranti tensioni sui dazi tra Stati Uniti e Cina.

Anche nell'area dell'euro la crescita si è indebolita e la produzione industriale è diminuita significativamente in Germania, Francia e Italia.

Con riferimento al nostro Paese è soprattutto l'andamento del settore manifatturiero a confermare la fase di difficoltà sulla tenuta dei livelli produttivi a causa della riduzione della domanda interna, dell'indebolimento degli investimenti e della spesa delle famiglie. Per contro sono aumentate le esportazioni, soprattutto verso i mercati Extra UE con l'eccezione dei beni di consumo non durevoli e dei beni intermedi.

In tale contesto di forti incertezze, caratterizzato da rischi al ribasso per la crescita, eventuali nuovi rialzi dei rendimenti sovrani e da un rallentamento della propensione ad investire da parte delle imprese, il Gruppo BPER Banca ha continuato a perseguire, in sinergia con tutti gli altri processi di pianificazione del budget, le linee guida di politica creditizia definite ad inizio anno, monitorandone la costante evoluzione in termini qualiquantitativi (volumi, rischiosità, rendimento e relative dinamiche).Tali indicazioni, prudenziali e coerenti con l'attività operativa, hanno permesso di ottimizzare l'asset allocation del portafoglio crediti, nel rispetto della normativa vigente.

Specifici indirizzi sono stati inoltre declinati sugli impieghi sviluppati direttamente o per il tramite delle società prodotto del Gruppo, in considerazione delle caratteristiche intrinseche dei prodotti distribuiti (leasing, factoring, prestiti personali e cessione del quinto) e del minor profilo di rischio rispetto ad analoghe operazioni bancarie.

Il Gruppo BPER infine, a conferma della vicinanza e sostegno al territorio, ha proseguito anche la partecipazione alle iniziative, promosse dall'ABI, sia in favore delle PMI ("Accordo per il Credito 2015 – Imprese in ripresa", prorogato fino al 31.12.2018) che dei Privati ("Fondo di Solidarietà mutui", "Fondo di Garanzia per la Prima Casa" e "Sospensione del Credito alla famiglie" terminato il 31.07.2018), oltre alle iniziative ex-lege di sospensione dei finanziamenti nelle zone colpite da calamità naturali.

2. Politiche di gestione del rischio di credito

La politica del credito del Gruppo persegue la finalità di selezionare attentamente le controparti affidate attraverso un'analisi del loro merito creditizio, anche con l'utilizzo di strumenti ormai consolidati quali il sistema di rating, pur tenendo presenti gli obiettivi di natura commerciale e di sostegno al territorio.

In considerazione degli obiettivi strategici e dell'operatività che contraddistingue il Gruppo, la strategia generale di gestione dei rischi in oggetto è caratterizzata da una moderata propensione al rischio che trova espressione:

  • nella valutazione attuale e prospettica del merito creditizio delle controparti;
  • nella diversificazione del portafoglio, limitando la concentrazione delle esposizioni su singole controparti e su singoli settori di attività economica.

2.1 Aspetti organizzativi

Il modello di gestione del rischio di credito del Gruppo si pone i seguenti obiettivi:

  • recepire le indicazioni dell'Autorità di Vigilanza e, al tempo stesso, tener conto delle specificità operative del Gruppo;
  • assicurare un'adeguata gestione del rischio di credito a livello di singola banca ed a livello consolidato.

Il raggiungimento di tali obiettivi è realizzato attraverso la separazione delle responsabilità e dei ruoli tra gli organi con funzioni di gestione del rischio di credito e quelli con funzioni di controllo.

La gestione ed il controllo dell'esposizione al rischio di credito risultano fondate sui seguenti elementi:

  • indipendenza della funzione preposta alla misurazione del rischio di credito rispetto alle funzioni di business;
  • chiarezza nella definizione dei poteri delegati e della conseguente struttura dei limiti imposti dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo;
  • coordinamento dei processi di gestione del rischio di credito da parte della Capogruppo, pur in presenza di una gestione autonoma del rischio di credito a livello di singola società;
  • coerenza dei modelli di misurazione utilizzati a livello di Gruppo in linea con le best practice internazionali;
  • trasparenza nelle metodologie e nei criteri di misurazione utilizzati per agevolare la comprensione delle misure di rischio adottate;
  • produzione di Stress Test periodici che, sulla base di scenari di shock endogeni ed esogeni, forniscono indicatori di rischio deterministici e/o probabilistici.

2.2 Sistemi di gestione, misurazione e controllo

La gestione del rischio avviene attraverso un sistema di metodologie ed approcci finalizzati alla misurazione e/o valutazione continuativa del risultato stesso, allo scopo di indirizzare le azioni gestionali e quantificare la dotazione patrimoniale di cui il Gruppo deve disporre per fronteggiare i rischi assunti. La singola banca analizza il rischio di credito e le sue componenti, ed identifica la rischiosità associata al portafoglio creditizio avvalendosi di opportune metodologie di misurazione. In particolare, è utilizzata una molteplicità di strumenti di misurazione e controllo del rischio di credito, sia relativamente al portafoglio performing che a quello nonperforming.

I modelli di rating sviluppati dalla Capogruppo per il calcolo della PD (Probability of Default: probabilità che si verifichi il default della controparte affidata) presentano caratteristiche peculiari secondo il segmento di rischio di appartenenza della controparte, dell'esposizione oggetto di valutazione e della fase del processo del credito in corrispondenza del quale sono applicati (prima erogazione o monitoraggio). Le classificazioni sono rappresentate da n. 13 classi di merito differenziate per segmento di rischio. Tutti i sistemi definiti dalla Capogruppo presentano alcune caratteristiche comuni:

  • il rating è determinato secondo un approccio per controparte;
  • i sistemi di rating sono realizzati avendo a riferimento il portafoglio crediti del Gruppo BPER Banca (il rating è, infatti, unico per ogni controparte, anche se condivisa tra più Banche del Gruppo);
  • i modelli elaborano informazioni andamentali interne, andamentali di sistema, ricavate dal flusso di ritorno della Centrale Rischi (CR) e, per le imprese, anche informazioni di natura finanziaria;
  • i modelli PMI Corporate, PMI Immobiliari-pluriennali, Holding, Società Finanziarie e Large Corporate integrano la componente statistica con una componente qualitativa. Il processo di attribuzione del rating per tali segmenti prevede, inoltre, la possibilità, da parte del gestore, di attivare un override, ossia di richiedere una deroga al rating quantitativo sulla base di informazioni certe e documentate non elaborate dal modello. La richiesta di deroga è valutata da una struttura centrale che opera a livello di Gruppo;

  • per i segmenti Large Corporate, Holding e Società Finanziarie ad integrazione del modello che valuta la singola controparte, è presente, come supporto all'analisi della rischiosità, un'ulteriore componente che tiene in considerazione l'eventuale appartenenza ad un gruppo aziendale;

  • la calibrazione della "Probabilità di Default" è basata sugli stati anomali regolamentari che includono anche i past due;
  • le serie storiche utilizzate per lo sviluppo e la calibrazione dei modelli coprono un ampio orizzonte temporale, in linea con i requisiti previsti dalla normativa vigente;
  • il rating è analizzato e revisionato almeno una volta all'anno; è tuttavia definito un processo di monitoraggio di ogni rating in portafoglio che ne innesca il decadimento laddove si dimostrasse non più rappresentativo dell'effettivo profilo di rischio della controparte e qualora si ravvisassero segnali di deterioramento della qualità creditizia;
  • è previsto un modello di calcolo del rating per le controparti garanti persone fisiche, finalizzato alla quantificazione e alla misurazione del rischio di credito attribuibile alle controparti private che forniscono garanzie di natura personale alla clientela affidata dal Gruppo BPER Banca.

La determinazione del rating finale è differenziata per tipologia di controparte. Il processo di attribuzione del rating prevede, infatti, un livello di approfondimento proporzionale alla complessità/dimensione della tipologia di controparte valutata: è prevista una struttura più complessa ed articolata per le imprese medio-grandi (segmenti PMI Corporate, PMI Immobiliari-pluriennali, Holding Società Finanziarie e Large Corporate), a minore numerosità ma con esposizioni medie maggiori, ed una struttura semplificata per la clientela Retail (PMI Retail, Privati e Small Business) a maggiore numerosità, ma con esposizioni meno rilevanti.

La stima della LGD (Loss Given Default: rappresenta il tasso di perdita attesa al verificarsi del default - della controparte affidata, differenziata per tipologia di esposizione della controparte stessa) si basa su informazioni relative alla controparte medesima (segmento, area geografica, stato amministrativo interno), al prodotto (forma tecnica, fascia di esposizione) ed alla presenza, tipologia e grado di copertura delle garanzie. Nelle stime di LGD sono inclusi gli effetti derivanti dalla fase recessiva del ciclo economico (downturn LGD).

Nell'ambito della gestione ed evoluzione del Sistema di Rating Interno, tra le attività di rilievo del 2018 si citano:

  • l'aggiornamento del modello di LGD (Loss Given Default);
  • la ricalibrazione dei modelli di rischio per il calcolo delle PD (Probability of Default) per le controparti Corporate e Retail;
  • le attività previste dal piano di estensione progressiva delle metodologie interne (c.d. piano di "Roll Out");
  • l'avvio delle attività di adeguamento dei modelli interni alla Nuova Definizione di Default;
  • la ricalibrazione dei modelli di rischio IFRS9;
  • lo svolgimento delle attività legate alla TRIM (Targeted Review of Internal Models)

La policy di Gruppo per il governo del rischio di credito, oltre a indicare i principi di governo, assunzione e gestione del rischio di credito, definisce la propensione al rischio di credito. A tale scopo la policy prevede un sistema di limiti di esposizione al rischio di credito stabilendone le relative soglie di sorveglianza da sottoporre a periodico monitoraggio. Il documento, inoltre, descrive i principi per la determinazione degli accantonamenti analitici e collettivi su crediti e per la classificazione degli stati.

Al fine di gestire il rischio di credito, il Gruppo ha evoluto il proprio sistema dei limiti di affidamento volto a regolamentare il processo di erogazione ed ha sviluppato un modello di poteri di delibera, nel quale sono considerati la rischiosità del cliente e/o dell'operazione, coerentemente con i modelli di valutazione del rischio. Il modello è strutturato al fine di garantire il rispetto del principio secondo cui l'identificazione dell'Organo deliberante è commisurata alla rischiosità dell'operazione e prevede che la fissazione dei limiti decisionali sia stabilita sulla base di uno o più elementi caratterizzanti il rischio della controparte e dell'operazione (in particolare rating della controparte, perdita attesa, ammontare dell'affidamento).

Le misure di rischio del sistema di rating interno sono utilizzate in ambito di reporting direzionale; in particolare:

  • con periodicità trimestrale è elaborato il Credit Risk Book, che costituisce il supporto informativo fondamentale per il Comitato Rischi e contiene dettagliati report sul rischio di credito a livello consolidato ed individuale (distribuzione del portafoglio per stati amministrativi e classi di rating, dinamiche dei parametri di rischio e perdita attesa, matrici di transizione, dinamica degli accantonamenti forfettari ed analitici, tassi di decadimento), con analisi differenziate per segmenti di rischio, gestionali ed area geografica;
  • con periodicità mensile, è predisposto un report di sintesi comprendente anche il monitoraggio sulle soglie di sorveglianza definite per il rischio di credito.

È inoltre disponibile uno strumento di reporting alla rete, caratterizzato da varie viste del portafoglio crediti, con diversi livelli di aggregazione (filiale, Direzione Territoriale, Direzione generale, Banca, Gruppo) e coni di visibilità gerarchici.

Infine, a seguito dell'autorizzazione concessa dalla BCE nel mese di giugno 2016 riguardante l'adozione dei modelli interni per la misurazione dei requisiti patrimoniali relativi al rischio di credito, il Gruppo BPER Banca, a partire dalle Segnalazioni di Vigilanza di giugno 2016, ha avviato l'utilizzo delle metodologie avanzate (AIRB) per le Banche rientranti nel perimetro di prima validazione (BPER Banca, Banco di Sardegna e Banca di Sassari), per le seguenti classi di attività:

  • "Esposizioni al dettaglio";
  • "Esposizioni verso imprese".

Per le altre Società/Banche del Gruppo e classi di attività, per le quali è stato richiesto il Permanent Partial Use (PPU) o che rientrano nel piano di "Roll-Out", il Gruppo BPER Banca ha mantenuto l'utilizzo dell'approccio standard continuando ad avvalersi dei rating esterni forniti dalle ECAI (agenzie esterne per la valutazione del merito di credito) riconosciute dall'Organo di Vigilanza. In particolare è stato utilizzato il Rating Cerved per le "Esposizioni verso imprese", il Rating Scope Ratings AG per le "Esposizioni verso Amministrazioni centrali o Banche centrali", il Rating Fitch per gli "Strumenti finanziari" a garanzia ed "Esposizioni verso O.I.C.R." e per le "Esposizioni verso la cartolarizzazione", il Rating Standard & Poor's per le "Esposizioni verso la cartolarizzazione".

Al fine di ottimizzare il processo di monitoraggio della clientela, la Capogruppo ha messo a punto un modello di Early Warning, in grado di differenziare le posizioni performing in portafoglio per livelli di rischiosità, al fine di suggerire tempestivi interventi gestionali mirati da parte delle strutture preposte.

Tale modello è stato sviluppato secondo un approccio metodologico volto a rispondere a due esigenze chiave del processo di monitoraggio delle controparti performing:

  • la necessità di identificare, in prima istanza, le controparti che prudenzialmente è opportuno sottoporre ad un'attività di monitoraggio specifica al fine di evitare un degrado della posizione o di attuare le azioni che possano consentire il miglioramento del profilo di rischio della controparte o contenere le eventuali future perdite;
  • la necessità di definire i processi di osservazione di tali posizioni determinando priorità e regole di monitoraggio al fine di ottimizzare sia lo sforzo organizzativo delle figure dedicate alla gestione della clientela, sia il risultato di tale attività.

2.3 Metodi di misurazione delle perdite attese

Il modello di calcolo dell'Expected Credit Loss (ECL) per la determinazione delle perdite attese è basato sull'utilizzo dei parametri di rischio stimati a fini regolamentari, le cui principali caratteristiche sono descritte nei precedenti paragrafi, opportunamente modificati in modo da garantirne la piena coerenza con le prescrizioni normative IFRS 9. L'informativa sui modelli d'impairment e sui relativi parametri di rischio viene presentata nella Parte A della Nota integrativa, cui si rimanda.

2.4 Tecniche di mitigazione del rischio di credito

Le tecniche di mitigazione sono uno strumento importante per ridurre o trasferire parte del rischio di credito associato al portafoglio di esposizione. In linea con la contenuta propensione al rischio, che ne caratterizza l'operatività, il Gruppo persegue la mitigazione del rischio di credito riservando particolare attenzione al processo di raccolta e gestione delle garanzie, siano esse reali o personali. A tal fine il Gruppo ha predisposto idonee procedure informatiche ed organizzative per la gestione, nel rispetto dei requisiti prudenziali di vigilanza, delle garanzie reali immobiliari e finanziarie, e idonea normativa interna per la gestione del ciclo di vita delle altre garanzie reali materiali.

Le garanzie reali maggiormente utilizzate dal Gruppo sono rappresentate dalle ipoteche su beni immobili residenziali e non residenziali, acquisite principalmente nell'ambito del comparto Retail e, in forma minore, nel comparto Corporate, oltre ai pegni su titoli, crediti e contanti. Già da qualche anno il Gruppo si è dotato di una procedura interna in grado di raccogliere, in forma strutturata, le informazioni relative tanto al patrimonio immobiliare dei soggetti coinvolti nella pratica di fido, quanto agli immobili in garanzia. Il valore degli immobili, a garanzia sia di posizioni performing che di posizioni non performing ,viene periodicamente rivalutato ed aggiornato sia con nuove perizie sia con rivalutazioni indicizzate sulla base dei database statistici di un primario operatore del settore con l'utilizzo di una procedura dedicata che verifica mensilmente la necessità di una nuova perizia o di una rivalutazione indicizzata, nel rispetto delle Linee guida per le banche sui crediti deteriorati (NPL) e del CRR (Reg. UE 575/2013). A presidio di questo processo è stata istituita una specifica funzione operativa, a supporto dell'intero Gruppo bancario, che svolge il monitoraggio, in continuo, del valore a garanzia delle esposizioni, come previsto dal nuovo schema normativo. Il Gruppo si è inoltre dotato di un nuovo sistema di gestione delle perizie che indirizza in modo automatico le richieste ai provider secondo le regole coerenti con la normativa di riferimento. Lo stesso applicativo monitora lo stato delle perizie in corso e funge da archivio storico che conserva le precedenti valutazioni in formato digitale con tutti i documenti a corredo.

Analogamente anche le garanzie reali rappresentate da strumenti finanziari sono gestite all'interno di una procedura che aggiorna il fair value sulla base dell'andamento dei prezzi di mercato.

Con riferimento alle garanzie personali, le tipologie maggiormente utilizzate sono rappresentate dalle "fideiussioni specifiche" e dalle "fideiussioni omnibus limitate", rilasciate prevalentemente dall'imprenditore a favore della propria impresa e dalla Società Capogruppo del gruppo economico a favore delle proprie controllate sotto forma di lettere di patronage vincolanti. Assume un certo rilievo anche il fenomeno delle garanzie fideiussorie rilasciate dai molteplici consorzi di garanzia a favore delle proprie aziende associate oltre alle altre garanzie rilasciate da Enti Terzi quali SACE; MCC (Fondo di Garanzia per le P.M.I.); F.E.I (Fondo Europeo Investimenti); Fondo di Garanzia 1° casa, B.E.I (Life for Energy) anch'esse soggette a periodico monitoraggio.

3. Esposizioni creditizie deteriorate

3.1 Strategie e politiche di gestione

Il Gruppo BPER Banca ha individuato, tra le leve di "sviluppo strategico", la gestione del portafoglio delle Non-Performing Exposures – NPE, approvando già ad inizio 2018 i seguenti documenti d'indirizzo:

  • il Piano NPE Plan 2018-2022, oggetto di analisi e condivisione da parte del Comitato NPE in data 23 marzo 2018, poi riportato al Consiglio di Amministrazione del successivo 27 marzo;
  • la NPE Strategy 2018-2020, oggetto di approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione in data 27 marzo 2018 e di successivo invio a BCE in data 30 marzo 2018.

Più nello specifico, la NPE Strategy 2018-2020 ha identificato l'obiettivo di riduzione significativa del portafoglio crediti deteriorati, cogliendo anche le indicazioni formulate dall'Autorità di vigilanza europea, da attuarsi mediante il potenziamento delle azioni di recupero interno, meglio descritte di seguito, ma anche attraverso il ricorso a cessioni massive sul mercato NPE. Definita la strategia, è stato quindi sviluppato il Piano NPE Plan 2018-2022 che ha previsto, sull'arco dei 4 anni, un ammontare totale di cessioni NPE lorde, a livello di Gruppo, di Euro 4,5 miliardi.

La revisione dei modelli di valutazione dei crediti deteriorati richiesta dall'applicazione dell'IFRS 9 e, soprattutto, l'esecuzione di importanti cessioni "a pacchetto" e cartolarizzazioni nel corso del 2018, ha determinato una rilevante diminuzione dell'NPE ratio netto, che si è attestato al 6,81% già a fine esercizio 2018.

Le operazioni eseguite consentono quindi di confermare, a parità di perimetro di Gruppo, l'obiettivo di riduzione dello stock di NPE nell'arco del triennio di oltre il 40% rispetto ai livelli di riferimento di fine 2017, raggiungendo un ratio lordo e netto stimati rispettivamente in area 11,5% e 5,5% al 2020, con la previsione di scendere sotto le soglie del 10% e 5% nel 2021.

In relazione agli aspetti gestionali generali del portafoglio NPE, si evidenzia che la classificazione delle attività finanziarie all'interno delle categorie di rischio previste dalla normativa di Vigilanza avviene in base al profilo di rischio rilevato.

L'attribuzione di una posizione ad una di tali classificazioni di anomalia è effettuata sia in maniera automatica che sulla base di una metodologia di analisi descritta in un Regolamento interno, che disciplina il trasferimento di una controparte ad un certo stato amministrativo al verificarsi di determinate condizioni di degrado del merito di credito.

Le classificazioni delle posizioni all'interno delle partite problematiche, quando non automatiche, avvengono sulla base di valutazioni del gestore effettuate nell'ambito dell'attività di monitoraggio andamentale svolto all'interno della filiera del credito. Gli strumenti di early warning a disposizione consentono di rilevare, con la massima tempestività, i segnali di deterioramento dei rapporti potenzialmente a rischio consentendo l'analisi del merito di credito e l'eventuale assegnazione del credito alla corretta categoria di rischio.

Si evidenziano di seguito alcuni interventi sviluppati a livello di Gruppo bancario, che hanno contribuito alla miglior lavorazione del credito anomalo e deteriorato in particolare nell'esercizio 2018.

  • Organizzazione e governance:
  • a) la struttura del Credito Anomalo (e di BPER Credit Management BCM) sono tate ripensate e riorganizzate, seguendo le indicazioni della Guidance Npl, laddove si indicava la strada della specializzazione gestionale per segmenti quale via corretta per un maggiore e migliore recupero. La filiera è stata quindi suddivisa in strutture specializzate: Restructuring con un team centrale e in varie aree d'Italia focalizzato sul Corporate (si occupa essenzialmente di ristrutturazioni di debito quali piani volontari, piani da legge fallimentare, operazioni di forbearance), immobiliare con un team specializzato a Milano sul settore costruzioni/immobiliari, valorizzazione con un team centrale e distribuito in varie zone, Posizioni Minori con un team centrale e uno in Sardegna specializzato sul recupero di posizioni di esposizione modesta. Questo modello organizzativo del credito anomalo è stato replicato su tutte le banche del gruppo, tranne che per le Posizioni Minori, operante a livello centralizzato per tutte le legal entity.

Questa attività strutturale, unita alle modifiche di processo e di procedure, ha avuto come obiettivi sia la cura dello stock di default, che la riduzione di flussi d'ingresso a deteriorato.

  • b) Su BCM, dove specializzazione gestionale e di recupero segmentata per asset di portafoglio (sia corporate che retail, piuttosto che recupero centralizzato o esternalizzato) ha modificato completamente l'approccio ai bad loans.
  • c) Altra misura organizzativa riguarda la suddivisione marcata delle filiere creditizie dedite alla concessione da quelle commerciali, dedite alla vendita. La riorganizzazione è stata volta a

minimizzare gli ingressi a default, grazie alla maggiore indipendenza nelle delibere creditizie, senza coinvolgimenti per budget o sistemi incentivanti sui volumi.

  • Processi e procedure agenti sul Credito Anomalo: sono stati adeguati i processi di gestione e monitoraggio del credito anomalo, con l'introduzione di procedure che, nell'ultimo triennio, sono state ulteriormente sviluppate e migliorate, quali:
  • a) nuovo modello di Early Warning, con sviluppo nel tempo di 5 motori di intercettamento anomalie dedicati per segmento di clientela (es: corporate, privati, small business, costruzioni e real estate, finanziarie e PA). Ottimizzazione delle performance di intercettamento anomalie, in particolare con l'inserimento di pre-anomalie anticipatorie della classificazione a Stage 2 IFRS 9 e l'inserimento di trigger dettati dalla Guidance Npl.
  • b) Pratica Elettronica di Gestione PEG, ottimizzata nel tempo con l'inserimento di nuove azioni gestionali e nuove informazioni a disposizione del gestore per comprendere meglio la potenziale evoluzione della posizione, con collegamenti mirati ad altre procedure;
  • c) sviluppo del recupero creditizio su posizioni minori di un sistema di collection esterna, con cicli di phone collection e home collection, nonché un ufficio centrale che in ultima analisi ha curato il recupero interno prima dell'eventuale passaggio a sofferenza;
  • d) un sistema di monitoraggio molto più puntuale e mirato sulle performance delle singole strutture e non solo sulla qualità del portafoglio complessivo;
  • e) utilizzo dello strumento della forbearance in modo più esteso, utilizzo di tool di sostenibilità e monitoraggio dell'efficacia della misure accordate;
  • f) maggior utilizzo dello stralcio soprattutto nelle Posizioni Minori (strumento comunque ancora sfruttato in modo estremamente prudenziale).
  • Processi e procedure agenti sulla Concessione, in modo da potenziare l'impianto deliberativo e prevenire quindi già al momento della concessione potenziali degradi:
  • a) sviluppo di politiche creditizie più puntuali, caratterizzate da indicazioni di asset allocation basate su indicatori di rischio/rendimento/assorbimento di capitale. Tali indicazioni, valide per ogni singola controparte, sono state inserite nella procedura PEF, visibili pertanto a proponente e deliberante. In questo modo la qualità del portafoglio bonis è migliorata negli anni, spostandone la concentrazione verso le classi di rating migliori;
  • b) rafforzamento dell'istruttoria delle pratiche direzionali, con l'introduzione di un set informativo molto più completo, simile alle operazioni di finanza strutturata, con potenziamento delle funzioni delegate a questo compito;
  • c) un sistema di monitoraggio molto più puntuale anche sulla Concessione, sui tempi di delibera oltre che sulla qualità del portafoglio deliberato.
  • Sistemi incentivanti: sia sulla rete che sulle filiere centrali/direzionali sono stati dati obiettivi di qualità del credito mirati alle attività delle singole funzioni in modo che ci fosse complementarietà nei risultati.
  • Cicli di formazione sul credito segmentati per funzioni: mirati quindi alle funzioni di direzione sul recupero, restructuring e immobiliare; generale invece per illustrare i meccanismi della Guidance Npl anche alla rete e non solo alle strutture centrali, ovviamente con indicazioni gestionali strategiche da seguire.

La coerenza della collocazione di una posizione nell'adeguato stato di rischio, rispetto a quanto previsto dai Regolamenti interni e dalla normativa di Vigilanza, è assicurata anche dalla presenza di controlli di secondo livello che, utilizzando una metodologia appositamente studiata, verificano, oltre alla correttezza delle classificazioni, la congruità degli accantonamenti, la presenza di controlli andamentali di primo livello e l'efficacia dei processi di recupero, in modo da assicurare un presidio robusto su tutta la filiera del credito. Il

miglioramento del profilo di rischio delle controparti produce la migrazione verso stati interni meno gravi e può concludersi fino al ritorno in bonis della posizione.

Per quanto attiene al ciclo di gestione delle esposizioni creditizie deteriorate, sono previste macrostrategie adottate all'interno del Gruppo, che assumeranno modalità specifiche in correlazione alla tipologia di debitore, allo stadio di criticità delle anomalie rilevate e della valutazione dell'intero perimetro delle esposizioni del debitore e dei soggetti ad esso collegati.

La delibera della strategia gestionale adeguata prevede un sistema a poteri delegati crescenti, coerenti con i poteri di classificazione e della stima delle rettifiche di valore, anche con intervento di unità specialistiche competenti nelle varie fasi del rapporto, e con differenti gradi di accentramento delle competenze decisionali nella gestione del rapporto.

Le principali strategie percorribili sono:

  • gestione incasso arretrati/sconfinamenti, anche tramite ricorso all'outsourcing;
  • rimodulazione del quadro affidativo e/o garantistico;
  • concessione di misure di tolleranza (forbearance);
  • rinuncia al credito (con o senza remissione del debito, cd Debt forgivness);
  • cessione dei credito a terze parti;
  • repossession del bene.

3.2 Write-off

In linea generale, ed in coerenza con la normativa di riferimento, l'eliminazione del credito dal bilancio è da effettuare allorché:

  • non vi sia alcuna prospettiva ragionevole di recupero in conseguenza di fatti di qualsiasi natura che facciano presumere l'impossibilità per il cliente di far fronte integralmente alle obbligazioni assunte (cosiddetto write-off), ovvero
  • si materializzi la certezza della perdita (ad esempio, a fronte di avvenimenti di natura giuridica conclusi ed accertati).

La valutazione e la proposta di cancellazioni, previste esclusivamente per le posizioni classificate ad "Inadempienza Probabile" e "Sofferenza" secondo determinati eventi, devono essere adeguatamente motivate e documentate. In linea con le indicazioni fornite dall'autorità di vigilanza, in presenza di casistiche di irrecuperabilità del credito, è opportuno procedere con tempestività alla cancellazione di un credito non appena se ne accerti l'irrecuperabilità.

In coerenza con le linee guida di riferimento:

  • la cancellazione dell'attività finanziaria nella sua totalità o parte di essa costituisce un evento di eliminazione contabile (derecognition) e l'importo cancellato non può essere oggetto di riprese di valore. Le cancellazioni non vanno ripristinate e laddove flussi di cassa o altre attività siano recuperate in ultima istanza, il loro valore va rilevato in conto economico quale componente reddituale;
  • la cancellazione può avvenire prima che si siano concluse definitivamente le azioni giudiziarie intraprese nei confronti del debitore per il recupero del credito;
  • la cancellazione, di per sé, non comporta necessariamente la rinuncia da parte della Banca al diritto giuridico di recuperare il credito. La decisione dell'ente di rinunciare a tale diritto è nota infatti come "remissione del debito". Viene conservata evidenza dettagliata delle cancellazioni degli NPL a livello di portafoglio nonché le informazioni sulle attività finanziarie che pur cancellate dal bilancio sono oggetto di attività di esecuzione.

3.3 Attività finanziarie impaired acquisite o originate

Qualora all'atto dell'iscrizione iniziale un'esposizione creditizia iscritta nella voce 30 "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" o nella voce 40 "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato", risulti essere deteriorata, la stessa è qualificata quale "Attività finanziarie deteriorate acquisite o originate" (Purchased or Originated Credit Impaired – POCI).

Le "Attività finanziarie deteriorate acquisite o originate" sono convenzionalmente classificate all'iscrizione iniziale nell'ambito dello Stage 3.

Qualora, a seguito di un miglioramento del merito creditizio della controparte, le attività risultino "in bonis" le stesse sono classificate nell'ambito dello Stage 2.

Tali attività non sono mai classificate nell'ambito dello Stage 1 poiché la perdita creditizia attesa deve essere sempre calcolata considerando un orizzonte temporale pari alla durata residua.

Il Gruppo BPER Banca identifica come "Attività finanziarie deteriorate acquisite o originate":

  • le esposizioni creditizie già deteriorate al momento dell'acquisto, anche nell'ambito di operazioni di aggregazione aziendale;
  • le esposizioni creditizie originate in caso di operazioni di ristrutturazione di esposizioni deteriorate che hanno determinato l'erogazione di nuova finanza, ovvero introdotto modifiche sostanziali alle condizioni originarie contrattuali.

4 Attività finanziarie oggetto di rinegoziazioni commerciali e esposizioni oggetto di concessioni

Il Gruppo Bper Banca adotta la definizione di "Misura di Forbearance" del Regolamento di esecuzione UE 227/2015.

Le misure di forbearance, o di "tolleranza", consistono in concessioni nei confronti di un debitore che si trova o è in procinto di trovarsi in difficoltà a rispettare i propri impegni finanziari (difficoltà finanziaria). Le esposizioni oggetto di misure di forbearance sono identificate come forborne.

Per "concessioni" si intendono misure agevolative a favore del cliente riassumibili nelle seguenti categorie:

  • "modifiche", apportate a termini e condizioni di un contratto di credito a causa dell'incapacità del debitore in stato di difficoltà finanziaria di adempiere agli impegni precedentemente assunti;
  • "rifinanziamento" totale o parziale del debito, in caso di nuova finanza non marginale rispetto ai flussi di cassa impegnati.

Caratteristica intrinseca della forbearance è lo stato di difficoltà finanziaria del "debitore": essa si fonda sulla valutazione complessiva del debitore per la quale il rating è uno degli elementi da considerare.

Il Gruppo adotta soluzioni standardizzate e alberi decisionali al fine di applicare, sulla base di caratteristiche di clientela e di tipologia di esposizione, soluzioni di rimodulazione del debito efficienti ed efficaci, che costituiscono una delle strategie del gruppo per ridurre le esposizioni non performing.

Le misure di concessione si suddividono, a seconda dell'orizzonte temporale su cui si estendono, in:

  • misure di concessione di breve termine, ovvero modifiche alle condizioni di rimborso di natura temporanea, volte a fronteggiare difficoltà finanziarie di breve periodo, che non affrontano la risoluzione di importi arretrati ove esistenti, ed hanno durata inferiore ai 24 mesi;
  • misure di concessione di lungo termine, ovvero modifiche alle condizioni di rimborso mirate a risolvere in via definitiva la situazione di difficoltà finanziaria del debitore, anche risolvendo eventuali situazioni di importi scaduti o sconfinati preesistenti, e di durata superiore ai 24 mesi (anche tramite la combinazione con misure di breve termine).

La forbearance non costituisce uno stato amministrativo, ma nei casi previsti dalla normativa vigente, può determinare un cambio della classificazione della controparte (prevedendone l'ingresso a Non Performing).

Appurata la difficoltà finanziaria del debitore, in sede di concessione della misura dovranno essere pertanto verificate anche le condizioni per la classificazione ad Inadempienza Probabile della posizione.

Non tutte le modifiche contrattuali a favore del cliente (concessioni) originano delle forborne exposures, ma soltanto se vi sono contestualmente anche gli elementi di difficoltà finanziaria. In assenza di queste le concessioni si configurano come operazioni con mera finalità commerciale.

INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

A. QUALITÀ DEL CREDITO

A.1 ESPOSIZIONI CREDITIZIE DETERIORATE E NON DETERIORATE: CONSISTENZE, RETTIFICHE DI VALORE, DINAMICA E DISTRIBUZIONE ECONOMICA

A.1.1 Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori di bilancio)

Portafogli/qualità Sofferenze Inadem
pienze
probabili
Esposizioni
scadute
deteriorate
Esposizioni
scadute non
deteriorate
Altre
esposizioni
non
deteriorate
Totale
1. Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
14.878 25.188 54 8.233 810.343 858.696
2. Attività finanziarie valutate al fair
value con impatto sulla redditività
complessiva
- - - - 112.879 112.879
3. Attività finanziarie designate al fair
value
- - - - - -
4. Altre attività finanziarie
obbligatoriamente valutate al fair
value
- - - - - -
5. Attività finanziarie in corso di
dismissione
- - - - - -
Totale 31-dic-18 14.878 25.188 54 8.233 923.222 971.575
Totale 31-dic-17 23.010 35.755 1 4.346 977.229 1.040.341

Si fornisce di seguito il dettaglio delle esposizioni oggetto di concessione classificate nel portafoglio "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato":

Portafogli/qualità Sofferenze Inadem
pienze
probabili
Esposizioni
scadute
deteriorate
Esposizioni
scadute non
deteriorate
Altre
esposizioni
non
deteriorate
Totale
1. Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
- crediti verso la clientela 1.158 17.622 - 553 10.347 29.680

A.1.2 Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori lordi e netti)

Attività deteriorate Attività non deteriorate
Portafogli/qualità Esposizione
lorda
Rettifiche di
complessive
valore
Esposizione
netta
complessivi
Write-off
parziali
(*)
Esposizione
lorda
Rettifiche di
complessive
valore
Esposizione
netta
(esposizione netta)
Totale
1. Attività finanziarie
valutate al costo
ammortizzato
2. Attività finanziarie
77.388 (37.268) 40.120 11.524 820.352 (1.776) 818.576 858.696
valutate al fair value con
impatto sulla redditività
complessiva
- - - - 112.939 (60) 112.879 112.879
3. Attività finanziarie
designate al fair value
4. Altre attività
- - - - x x - -
finanziarie
obbligatoriamente
valutate al fair value
- - - - x x - -
5. Attività finanziarie in
corso di dismissione
- - - - - - - -
Totale 31-dic-18 77.388 (37.268) 40.120 11.524 933.291 (1.836) 931.455 971.575
Totale 31-dic-17 129.652 (70.886) 58.765 15.737 983.864 (2.289) 981.576 1.040.341

(*) valore da esporre a fini informativi

Nella tabella seguente si fornisce evidenza della qualità creditizia riferita alle esposizioni classificate nel portafoglio delle attività finanziarie detenute per la negoziazione e dei derivati di copertura.

Attività di evidente scarsa qualità
creditizia
Altre attività
Portafogli/qualità Minusvalenze
cumulate
Esposizione
netta
Esposizione
netta
1. Attività finanziarie detenute per la negoziazione - -
2. Derivati di copertura - - 132
Totale 31-dic-18 - - 132
Totale 31-dic-17 - - 386

A.1.3 Distribuzione delle attività finanziarie per fasce di scaduto (valori di bilancio)

Primo stadio Secondo stadio
Terzo stadio
Portafogli/stadi di rischio Da 1 giorno a 30
giorni
Da oltre 30 giorni fino
a 90 giorni
Oltre 90 giorni Da 1 giorno a 30
giorni
Da oltre 30 giorni
fino a 90 giorni
Oltre 90 giorni Da 1 giorno a 30
giorni
Da oltre 30 giorni
fino a 90 giorni
Oltre 90 giorni
1. Attività finanziarie
valutate al costo
ammortizzato
3.079 26 - 170 4.152 806 132 857 25.896
2.Attività finanziarie valutate
al fair value con impatto
sulla redditività complessiva
- - - - - - - - -
TOTALE 31-dic-18 3.079 26 - 170 4.152 806 132 857 25.896
TOTALE 31-dic-17

La tabella non presenta dati al 31 dicembre 2017 in quanto, vista la scelta adottata dal Gruppo BPER Banca per la transazione all'IFRS 9 senza rideterminazione dei saldi comparativi, la disaggregazione richiesta dal 5° aggiornamento della Circolare Banca d'Italia n. 262/2005 non è applicabile a tale data.

A.1.4 Attività finanziarie, impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate: dinamica delle rettifiche di valore complessive e degli accantonamenti complessivi

Rettifiche di valore complessive
Attività rientranti nel primo
stadio
stadio Attività rientranti nel secondo Attività rientranti nel terzo
stadio
Di cui:
attività
finanziarie
impaired
acquisite o
originate
Accantonamenti
complessivi su
impegni a erogare
fondi e garanzie
finanziarie rilasciate
Totale
Causali/stadio di rischio Attività finanziarie valutate al costo
mortizzato
m
a
Attività finanziarie valutate al fair value con
mplessiva
mpatto sulla redditività co
i
Di cui: svalutazioni individuali Di cui: svalutazioni collettive Attività finanziarie valutate al costo
mortizzato
m
a
Attività finanziarie valutate al fair value con
mplessiva
mpatto sulla redditività co
i
Di cui: svalutazioni individuali mplessive
Di cui: svalutazioni co
Attività finanziarie valutate al costo
mortizzato
m
a
Attività finanziarie valutate al fair value con
mplessiva
mpatto sulla redditività co
i
Di cui: svalutazioni individuali svalutazioni collettive
Di cui:
mo stadio
Pri
Secondo stadio Terzo stadio
Esistenze iniziali 735 131 - 866 1.907 91 - 1.997 74.818 - 74.818 - - 20 71 3 77.775
Variazioni in aumento da attività finanziarie
acquisite o originate
- - - - - - - - - - - - - - - - -
Cancellazioni diverse dai write-off 54 73 - 126 63 - - 63 23.108 - 23.108 - - 19 9 - 23.326
Rettifiche/riprese di valore nette per rischio
di credito (+/-)
382 1 - 383 (1.129) (91) - (1.129) 1.594 - 1.594 - - 45 (54) (1) 747
Modifiche contrattuali senza cancellazioni - - - - - - - - - - - - - - - - -
Cambiamenti della metodologia di stima - - - - - - - - - - - - - - - - -
Write-off 1 - - 1 1 - - 1 6.578 - 6.578 - - - - - 6.580
Altre variazioni - - - - - - - - 9.458 - 9.458 - - - - - 9.458
Rimanenze finali 1.062 59 - 1.122 714 - - 714 37.268 - 37.268 - - 46 7 2 39.158
Recuperi da incasso su attività finanziarie
oggetto di write-off
Write-off rilevati direttamente a conto
economico
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
252
-
-
-
252
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
252

A.1.5 Attività finanziarie, impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate: trasferimenti tra i diversi stadi di rischio di credito (valori lordi e nominali)

Valori lordi/valore nominale
stadio e secondo stadio Trasferimenti tra primo Trasferimenti tra
secondo stadio e terzo
stadio
Trasferimenti tra
primo stadio e terzo
stadio
Portafogli/stadi di rischio Da primo
secondo
stadio a
stadio
stadio a primo
Da secondo
stadio
stadio a terzo
Da secondo
stadio
secondo
Da terzo
stadio a
stadio
stadio a terzo
Da primo
stadio
stadio a primo
Da terzo
stadio
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 55.135 46.342 2.540 723 2.486 38
2. Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
- 1.058 - - - -
3. Impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie
rilasciate
- 798 - - - -
TOTALE 31-dic-18 55.135 48.198 2.540 723 2.486 38
TOTALE 31-dic-17

La tabella non presenta dati al 31 dicembre 2017 in quanto, vista la scelta adottata dal Gruppo BPER Banca per la transazione all'IFRS 9 senza rideterminazione dei saldi comparativi, la disaggregazione richiesta dal 5° aggiornamento della Circolare Banca d'Italia n. 262/2005 non è applicabile a tale data.

A.1.6 Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso banche: valori lordi e netti

Esposizione lorda Rettifiche di valore Write-off
Tipologie
esposizioni/valori
Deteriorate Non
deteriorate
complessive e accantonamenti
complessivi
Esposizione
netta
parziali
complessivi*
A. Esposizioni
creditizie per cassa
a) Sofferenze x
- di cui:
esposizioni oggetto di
concessioni
x
b) inadempienze
probabili
x
- di cui:
esposizioni oggetto di
concessioni
x
c) esposizioni scadute
deteriorate
x
- di cui:
esposizioni oggetto di
concessioni
x
d) esposizioni scadute
non deteriorate
- di cui:
x
esposizioni oggetto di
concessioni
x
e) altre esposizioni non
deteriorate
- di cui:
x 116.439 4 116.435 -
esposizioni oggetto di
concessioni
x - - - -
Totale (A) - 116.439 4 116.435 -
B. Esposizioni
creditizie fuori bilancio
a) deteriorate x
b) non deteriorate x 228 - 228 -
Totale (B) 228 - 228 -
Totale (A+B) - 116.667 4 116.663 -

* Valore da esporre a fini informativi

Esposizione lorda Write-off
Tipologie
esposizioni/valori
Deteriorate Non
deteriorate
Rettifiche di valore complessive
e accantonamenti complessivi
Esposizione
netta
parziali
complessivi*
A. Esposizioni
creditizie per cassa
a) Sofferenze 46.256 x 31.378 14.878 11.524
- di cui:
esposizioni oggetto di
concessioni
3.594 x 2.436 1.158 x
b) inadempienze
probabili
31.068 x 5.880 25.188 x
- di cui:
esposizioni oggetto di 20.898 x 3.276 17.622 x
concessioni
c) esposizioni scadute
deteriorate 64 x 10 54 -
- di cui:
esposizioni oggetto di
concessioni
- x -
d) esposizioni scadute
non deteriorate
x 8.286 53 8.233 -
- di cui:
esposizioni oggetto di
x 557 4 553 -
concessioni
e) altre esposizioni non
deteriorate x 808.566 1.779 806.787 -
- di cui:
esposizioni oggetto di
concessioni
x 10.515 168 10.347 -
Totale (A) 77.388 816.852 39.100 855.140 11.524
B. Esposizioni
creditizie fuori bilancio
a) deteriorate 1.870 x 9 1.861 -
b) non deteriorate x 142.771 63 142.708 -
Totale (B) 1.870 142.771 72 144.569 -
Totale(A+B) 79.258 959.623 39.172 999.709 11.524

A.1.7 Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso clientela: valori lordi e netti

* Valore da esporre a fini informativi

A.1.8 Esposizioni creditizie per cassa verso banche: dinamica delle esposizioni deteriorate lorde

Nel bilancio dell'esercizio in corso la voce risulta priva di valore.

A.1.8bis Esposizioni creditizie per cassa verso banche: dinamica delle esposizioni lorde oggetto di concessioni distinte per qualità creditizia

Nel bilancio dell'esercizio in corso la voce risulta priva di valore.

A.1.9 Esposizioni creditizie per cassa verso clientela: dinamica delle esposizioni deteriorate lorde

Causali/Categorie Sofferenze Inadempienze probabili Esposizioni scadute
deteriorate
A. Esposizione lorda iniziale 84.314 45.337 1
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - - -
B. Variazioni in aumento 7.374 11.151 81
B.1 ingressi da esposizioni non deteriorate 1.470 6.213 76
B.2 ingressi da attività finanziarie impaired
acquisite o originate
- - -
B.3 trasferimenti da altre categorie di esposizioni
deteriorate
2.269 - -
B.4 modifiche contrattuali senza cancellazioni - - -
B.5 altre variazioni in aumento 3.635 4.938 5
C. Variazioni in diminuzione 45.432 25.420 17
C.1 uscite verso esposizioni non deteriorate 2.707 -
C.2 write-off 10.122 37 1
C.3 incassi 5.321 9.296 16
C.4 realizzi per cessioni 8.482 3.681 -
C.5 perdite da cessione 1.440 408 -
C.6 trasferimenti ad altre categorie di esposizioni
deteriorate
- 2.269 -
C.7 modifiche contrattuali senza cancellazioni - - -
C.8 altre variazioni in diminuzione 20.067 7.022 -
D. Esposizione lorda finale 46.256 31.068 65
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - - -

L'importo indicato al punto C.8 "altre variazioni in diminuzione" comprende:

  • per le Sofferenze Euro 6,1 milioni relativi alla cancellazione degli interessi di mora e Euro 13,9 milioni riconducibili all'operazione di cessione denominata "Aqui;

  • per le Inadempienze probabili Euro 172 mila relativi alla cancellazione degli interessi di mora e Euro 6,8 milioni riconducibili all'operazione di cessione di crediti UTP ad una società veicolo esterna al gruppo.

A.1.9bis Esposizioni creditizie per cassa verso clientela: dinamica delle esposizioni lorde oggetto di concessioni distinte per qualità creditizia

Causali/Qualità Esposizioni oggetto di concessioni:
deteriorate
Esposizioni oggetto di
concessioni: non deteriorate
A. Esposizione lorda iniziale 38.333 19.292
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - -
B. Variazioni in aumento 7.944 2.504
B.1 ingressi da esposizioni non deteriorate oggetto
di concessioni
6.534 1.365
B.2 ingressi da esposizioni non deteriorate oggetto
di concessioni
498 -
B.3 ingressi da esposizioni oggetto di concessioni
deteriorate
- 1.030
B.4 altre variazioni in aumento 912 109
C. Variazioni in diminuzione 21.785 10.724
C.1 uscite verso esposizioni non deteriorate non - 7.513
oggetto di concessioni
C.2 uscite verso esposizioni non deteriorate
oggetto di concessioni
1.030 -
C.3 uscite verso esposizioni oggetto di concessioni
deteriorate
- 498
C.4 write-off 372 -
C.5 incassi 4.160 1.203
C.6 realizzi per cessioni 6.201 -
C.7 perdite da cessione 434 -
C.8 altre variazioni in diminuzione 9.588 1.510
D. Esposizione lorda finale 24.492 11.072
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - -

A.1.10 Esposizioni creditizie per cassa deteriorate verso banche: dinamica delle rettifiche di valore complessive

Nel bilancio dell'esercizio in corso e dell'esercizio precedente la voce risulta priva di valore.

A.1.11 Esposizioni creditizie per cassa deteriorate verso clientela: dinamica delle rettifiche di valore complessive

Sofferenze Inadempienze probabili Esposizioni scadute
deteriorate
Causali/Categorie Totale di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
Totale di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
Totale di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
A. Rettifiche complessive iniziali 61.304 6.883 13.514 10.509 - -
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - - - - - -
B. Variazioni in aumento 4.510 1.117 2.390 829 11 -
B.1 rettifiche di valore da attività finanziarie
impaired acquisite o originate
- x x - x
B.2 altre rettifiche di valore 2.495 794 1.982 421 11 -
B.3 perdite da cessione 1.440 25 408 408 - -
B.4 trasferimenti da altre categorie di
esposizioni deteriorate
557 298 - - - -
B.5 modifiche contrattuali senza cancellazioni - x - x - x
B.6 altre variazioni in aumento 18 - - - - -
C. Variazioni in diminuzione 34.436 5.564 10.024 8.062 1 -
C.1 riprese di valore da valutazione 1.748 470 1.673 1.105 - -
C.2 riprese di valore da incasso 436 40 498 303 - -
C.3 utili da cessione - - - - - -
C.4 write-off 10.122 365 38 7 1 -
C.5 trasferimenti ad altre categorie di
esposizioni deteriorate
- - 557 297 - -
C.6 modifiche contrattuali senza cancellazioni - x - x - x
C.7 altre variazioni in diminuzione 22.130 4.689 7.258 6.350 - -
D. Rettifiche complessive finali 31.378 2.436 5.880 3.276 10 -
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - - - - - -

A.2 Classificazione attività finanziarie, degli impegni a erogare fondi e delle garanzie finanziarie rilasciate in base ai rating esterni e interni

A.2.1 Distribuzione delle attività finanziarie, degli impegni a erogare fondi e delle garanzie finanziarie rilasciate: per classi di rating esterni (valori lordi)

Classi di rating esterni Senza
Esposizioni Classe Classe Classe Classe Classe Classe rating Totale
1 2 3 4 5 6
A. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - 39.669 159.915 9.736 - - 688.421 897.741
-
primo stadio
- 26.065 146.685 1.143 - - 565.057 738.950
-
secondo stadio
- 13.604 13.230 6.969 - - 47.600 81.403
-
terzo stadio
- - - 1.624 - - 75.764 77.388
B. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
- - 108.456 - - - 4.482 112.938
-
primo stadio
- - 108.456 - - - 4.482 112.938
-
secondo stadio
- - - - - - - -
-
terzo stadio
- - - - - - -
Totale (A+B) - 39.669 268.371 9.736 - - 692.903 1.010.679
Di cui: attività finanziarie impaired acquisite o originate - - - - - - - -
C. Impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate - 12.067 2.607 6.719 - - 123.477 144.870
-
primo stadio
- 1.298 179 2.186 - - 60.521 64.184
-
secondo stadio
- 10.769 2.428 4.069 - - 61.322 78.588
-
terzo stadio
- - - 464 - - 1.634 2.098
Totale (C) - 12.067 2.607 6.719 - - 123.477 144.870
Totale (A+B+C) - 51.736 270.978 16.455 - - 816.380 1.155.549

A.2.2 Distribuzione delle attività finanziarie, degli impegni a erogare fondi e delle garanzie finanziarie rilasciate: per classi di rating interni (valori lordi)

Classi di rating esterni
Esposizioni Classe Classe Classe Classe Classe Classe Classe Classe Classe Classe Classe Classe Classe Totale
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13
A. Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
10.884 17.972 47.039 60.293 294.061 183.325 44.076 5.254 151.079 4.722 88 - 808 819.601
-
primo stadio
5.282 17.529 44.467 40.517 271.406 171.543 34.388 3.326 147.312 2.428 - - - 738.198
-
secondo stadio
5.602 443 2.572 19.776 22.655 11.782 9.688 1.928 3.767 2.294 88 - 808 81.403
-
terzo stadio
- - - - - - -
B. Attività finanziarie valutate al fair
value
con impatto sulla redditività
complessiva
- - - - 4.482 - - - 108.456 - - - - 112.938
-
primo stadio
- - - - 4.482 - 108.456 112.938
-
secondo stadio
- - - - - - -
-
terzo stadio
- - - - - - -
Totale (A+B) 10.884 17.972 47.039 60.293 298.543 183.325 44.076 5.254 259.535 4.722 88 - 808 932.539
Di cui: attività finanziarie impaired acquisite
o originate
- - - - - - -
C. Impegni a erogare fondi e garanzie
finanziarie rilasciate
9.554 15.563 27.590 27.439 24.265 19.688 12.534 742 4.597 753 - - 47 142.772
-
primo stadio
496 2.674 8.891 14.205 12.233 16.954 8.336 384 5 6 - - - 64.184
-
secondo stadio
9.058 12.889 18.699 13.234 12.032 2.734 4.198 358 4.592 747 - - 47 78.588
-
terzo stadio
- - - - - - - - - - - - - -
Totale (C) 9.554 15.563 27.590 27.439 24.265 19.688 12.534 742 4.597 753 - - 47 142.772
Totale (A+B+C) 20.438 33.535 74.629 87.732 322.808 203.013 56.610 5.996 264.132 5.475 88 - 855 1.075.311
Con rating
interni
Senza
rating
Totale
Esposizioni per cassa 932.539 78.140 1.010.679
Esposizioni fuori bilancio 142.772 2.096 144.870
1.075.311 80.238 1.155.549

In data 24 giugno 2016 BCE ha autorizzato il Gruppo ad utilizzare dal 30 giugno 2016 il metodo IRB Advanced (parametri PD, LGD, EAD) per la quantificazione del requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito dei clienti.

Le classi di rating interni vengono esposte in quanto utilizzati nella gestione del rischio di credito. Il sistema di rating del Gruppo per la valutazione delle controparti si articola in un modello Large Corporate, in un modello Imprese ed in un modello Privati. Le classificazioni di merito creditizio sono rappresentate da 13 classi di rating riguardanti le controparti in bonis, differenziate per segmento di rischio, e da una classe relativa al default. A sua volta, le 13 classi di rating sono state raggruppate in 5 classi gestionali, che indicano livelli di rischio aggregati:

Classi gestionali (di rischio) Classi di rating
Alto 10 - 11 - 12 - 13
Rilevante 8 -9
Medio 5 - 6 - 7
Basso 3 - 4
Molto basso 1 - 2

Le esposizioni per cassa comprendono tutte le attività finanziarie del portafoglio "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva", ad eccezione dei titoli di capitale e del portafoglio "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato"; le esposizioni "fuori bilancio" includono tutte le operazioni finanziarie diverse da quelle per cassa (garanzie rilasciate, impegni, derivati) che comportano l'assunzione di un rischio creditizio, qualunque sia la finalità di tali operazioni(negoziazione, copertura, ecc..)

A.3 Distribuzione delle esposizioni creditizie garantite per tipologia di garanzia A.3.1 Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso banche garantite

Nel bilancio dell'esercizio in corso la voce risulta priva di valore.

Garanzie reali (1) Garanzie personali (2)
Derivati su crediti Crediti di firma
Altri derivati
Esposizione lorda Esposizione netta mobili - ipoteche
m
I
mobili – leasing finanziario
m
I
Titoli Altre garanzie reali Controparti centrali Banche Altre società finanziarie Altri soggetti ministrazioni pubbliche
m
A
Banche Altre società finanziarie Altri soggetti Totale
(1)+(2)
1.
Esposizioni creditizie per cassa
garantite:
1.1 totalmente garantite 443.572 422.530 309.674 - 2.971 981 - - - - - 4.858 - 3.788 100.258 422.530
di cui deteriorate
-
55.657 35.895 27.828 - 1.774 28 - - - - - 83 - 704 5.478 35.895
1.2 parzialmente garantite 24.549 22.404 3.582 - 83 143 - - - - - 3.953 2.000 385 1.214 11.360
di cui deteriorate
-
3.950 1.892 823 - - - - - - - - 9 - 156 555 1.543
2.
Esposizioni creditizie fuori
bilancio garantite:
2.1 totalmente garantite 2.778 2.765 - - 42 104 - - - - - - - - 2.619 2.765
di cui deteriorate
-
- - - - - - - - - - - - - - - -
2.2 parzialmente garantite 100 100 - - 3 - - - - - - - - - 58 61
di cui deteriorate
-
- - - - - - - - - - - - - - - -

A.3.2 Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso clientela garantite

A.4 Attività finanziarie e non finanziarie ottenute tramite l'escussione di garanzie ricevute

Nel bilancio dell'esercizio in corso e nell'esercizio precedente la voce risulta priva di valore.

B. DISTRIBUZIONE E CONCENTRAZIONE DELLE ESPOSIZIONI CREDITIZIE

B.1 Distribuzione settoriale delle esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso clientela

Amministrazioni
Società
pubbliche
finanziarie
assicurazione)
Società
finanziarie (di
cui: imprese
di
Società non
finanziarie
Famiglie
Esposizioni/Controparti Esposizione netta Rettifiche valore
complessive
Esposizione netta Rettifiche valore
complessive
Esposizione netta Rettifiche valore
complessive
Esposizione netta Rettifiche valore
complessive
Esposizione netta Rettifiche valore
complessive
A. Esposizioni creditizie per
cassa
A.1 Sofferenze 11.174 23.125 3.703 8.253
- di cui: esposizioni oggetto di
concessioni
968 2.222 189 214
A.2 Inadempienze probabili 19.695 4.629 5.493 1.251
- di cui: esposizioni oggetto di
concessioni
A.3 Esposizioni scadute
deteriorate
- di cui: esposizioni oggetto di
concessioni
15.353 2.727 2.269
55
549
10
A.4 Esposizioni non deteriorate 259.545 129 10.113 24 3.746 281.563 1.104 263.799 575
- di cui: esposizioni oggetto di
concessioni
6.485 136 4.415 35
Totale (A) 259.545 129 10.113 24 3.746 312.432 28.858 273.050 10.089
B. Esposizioni creditizie fuori
bilancio
B.1 Esposizioni deteriorate 1.856 9 4
B.2 Esposizioni non deteriorate 4.749 973 112.505 35 24.482 27
Totale (B) 4.749 973 114.361 44 24.486 27
Totale (A+B) 31-dic-18 264.294 129 11.086 24 3.746 426.793 28.902 297.536 10.116
Totale (A+B) 31-dic-17 253.137 17 16.096 325 3.322 467.188 53.458 305.016 19.409
Italia Altri paesi
europei
America Asia Resto del
mondo
Esposizioni/Aree
geografiche
Esposizione netta Rettifiche valore
complessive
Esposizione netta Rettifiche valore
complessive
Esposizione netta Rettifiche valore
complessive
Esposizione netta Rettifiche valore
complessive
Esposizione netta Rettifiche valore
complessive
A. Esposizioni per cassa
A.1 Sofferenze 14.878 31.378
A.2 Inadempienze probabili 25.188 5.880
A.3 Esposizioni scadute
deteriorate
54 10
A.4 Esposizioni non deteriorate 814.472 1.831 292 1 121 135
Totale (A) 854.592 39.099 292 1 121 135
B. Esposizioni creditizie fuori
bilancio
B.1 Esposizioni deteriorate 1.861 9
B.2 Esposizioni non deteriorate 142.708 63
Totale (B) 144.569 72
Totale (A+B) 31-dic-18 999.161 39.171 292 1 121 135
Totale (A+B) 31-dic-17 1.039.500 73.208 1.761 - 125 - - - 52 -

B.2 Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso clientela

B.2.1 Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso clientela

Italia Nord
Ovest
Italia
Nord Est
Italia Centro Italia Sud e
Isole
Resto del
mondo
Esposizioni/Aree
geografiche
Esposizione netta Rettifiche valore
complessive
Esposizione netta Rettifiche valore
complessive
Esposizione netta Rettifiche valore
complessive
Esposizione netta Rettifiche valore
complessive
Esposizione netta Rettifiche valore
complessive
A. Esposizioni per cassa
A.1 Sofferenze 13.570 29.931 1.308 1.447
A.2 Inadempienze probabili 25.182 5.876 6 4
A.3 Esposizioni scadute
deteriorate
54 10
A.4 Esposizioni non deteriorate 511.116 1.619 38.197 32 264.864 180 296 1 548 1
Totale (A) 549.922 37.436 38.197 32 266.178 1.631 296 1 548 1
B. Esposizioni creditizie fuori
bilancio
B.1 Esposizioni deteriorate 1.861 9
B.2 Esposizioni non deteriorate 142.368 63 335 5
Totale (B) 144.229 72 335 5
Totale (A+B) 31-dic-18 694.151 37.508 38.197 32 266.513 1.631 301 1 548 1
Totale (A+B) 31-dic-17 733.366 69.852 41.323 156 264.115 2.732 696 467 1.938 -
Italia Altri paesi
europei
America Asia Resto del
mondo
Esposizioni/Aree
geografiche
Esposizione netta Rettifiche valore
complessive
Esposizione netta Rettifiche valore
complessive
Esposizione netta Rettifiche valore
complessive
Esposizione netta Rettifiche valore
complessive
Esposizione netta Rettifiche valore
complessive
A. Esposizioni per cassa
A.1 Sofferenze
A.2 Inadempienze probabili
A.3 Esposizioni scadute
deteriorate
A.4 Esposizioni non deteriorate 115.699 1 736 3
Totale (A) 115.699 1 736 3
B. Esposizioni creditizie fuori
bilancio
B.1 Esposizioni deteriorate
B.2 Esposizioni non deteriorate 228
Totale (B) 228
Totale (A+B) 31-dic-18 115.927 1 736 3 - - - - - -
Totale (A+B) 31-dic-17 135.179 - 1.032 - - - - - - -

B.3 Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso banche

B.3.1 Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso banche

Italia Nord
Ovest
Italia Nord Est Italia Centro Italia Sud e
Isole
Resto del
mondo
Esposizioni/Aree
geografiche
Esposizione netta Rettifiche valore
complessive
Esposizione netta Rettifiche valore
complessive
Esposizione netta Rettifiche valore
complessive
Esposizione netta Rettifiche valore
complessive
Esposizione netta Rettifiche valore
complessive
A. Esposizioni per cassa
A.1 Sofferenze
A.2 Inadempienze probabili
A.3 Esposizioni scadute
deteriorate
A.4 Esposizioni non deteriorate 328 1 115.360 - 12 - 736 3
Totale (A) 328 1 115.360 - 12 - 736 3
B. Esposizioni creditizie fuori
bilancio
B.1 Esposizioni deteriorate
B.2 Esposizioni non deteriorate - 228
Totale (B) - 228
Totale (A+B) 31-dic-18 328 1 115.588 - - - 12 - 736 3
Totale (A+B) 31-dic-17 28.090 - 98.318 - 8.772 - - - 1.032 -

B.4 Grandi esposizioni

31-dic-18 31-dic-17
Valore di bilancio 554.867 630.989
Valore ponderato 91.008 128.794
Numero 11 21

L'ammontare delle grandi esposizioni è determinato secondo quanto previsto dalla disciplina di vigilanza prudenziale (cfr. CRR Capital Requirement Regulation). Per esposizioni (valore di bilancio) si intende qualsiasi elemento dell'attivo e qualsiasi elemento fuori bilancio nei confronti di un cliente o di un gruppo di clienti connessi, senza tener conto dell'effetto dell'attenuazione del rischio di credito nonché delle esenzioni previste da normativa la cui applicazione determina il valore ponderato.

C. Operazioni di cartolarizzazione

La Banca non ha in essere operazioni di cartolarizzazione.

D. Informativa sulle entità strutturate non consolidate contabilmente (diverse dalle società veicolo per la cartolarizzazione)

La Banca non ha posto in essere operazioni della specie.

E. Operazioni di cessione

A. Attività finanziarie cedute e non cancellate integralmente

Informazioni di natura qualitativa

Il Gruppo non ha effettuato operazioni di cessione per le quali sia necessario fornire informazioni ai sensi dell'IFRS 7 § 7, 42D lettere a), b), c), e § 42H.

Informazioni di natura quantitativa

Al 31 dicembre 2018 rientrano in questa fattispecie esclusivamente le operazioni di pronti contro termine passivi in essere con la Capogruppo.

La Banca, vendendo titoli a pronti, attua una forma di raccolta che presenta caratteri di stabilità fino alla scadenza poiché il cliente non può richiedere la restituzione delle somme prima della scadenza prefissata.

Le operazioni in esame espongono la Banca al rischio di controparte. In linea con la normativa di vigilanza in merito alla misurazione del rischio di controparte, le operazioni di pronti contro termine passivi su titoli sono assoggettate al requisito patrimoniale per tale tipologia di rischio, che la Banca misura avvalendosi del "metodo integrale con rettifiche di vigilanza per volatilità".

Attività finanziarie cedute rilevate per intero Passività finanziarie associate
Valore di
bilancio
di cui:
oggetto di
operazione
di
cartolarizzaz
ione
di cui: oggetto
di contratti di
vendita con
patto di
riacquisto
di cui:
deteriorate
Valore di
bilancio
di cui:
oggetto di
operazioni
di
cartolarizza
zione
di cui: oggetto
di contratti di
vendita con
patto di
riacquisto
A.
Attività finanziarie
detenute per la
negoziazione
- - - X - - -
1.
Titoli di debito
- - - X - - -
2.
Titoli di capitale
- - - X - - -
3.
Finanziamenti
- - - X - - -
4.
Derivati
- - - X - - -
B.
Altre attività
finanziarie
obbligatoriamente
valutate al fair
value
- - - - - - -
1. Titoli di debito - - - - - - -
2. Titoli di capitale - - - X - - -
3. Finanziamenti - - - - - - -
C.
Attività finanziarie
designate al fair
value
- - - - - - -
1. Titoli di debito - - - - - - -
2. Finanziamenti - - - - - - -
D.
Attività finanziarie
valutate al fair
value con impatto
sulla redditività
complessiva
- - - - - - -
1.Titoli di debito - - - - - - -
2. Titoli di capitale - - - X - - -
3. Finanziamenti - - - - - - -
E.
Attività finanziarie
valutate al costo
ammortizzato
76.124 - 76.124 - 72.237 - 72.237
1. Titoli di debito 76.124 - 76.124 - 72.237 - 72.237
2. Finanziamenti - - - - - - -
Totale (T) 76.124 - 76.124 - 72.237 - 72.237
Totale (T-1) 92.212 - 92.212 - 92.848 - 92.848

E.1 Attività finanziarie cedute rilevate per intero e passività finanziarie associate: valori di bilancio

E.2 Attività finanziarie cedute rilevate parzialmente e passività finanziarie associate: valori di bilancio

La Banca non ha posto in essere operazioni della specie.

E.3 Operazioni di cessione con passività aventi rivalsa esclusivamente sulle attività cedute e non cancellate integralmente: fair value

La Banca non ha posto in essere operazioni della specie.

B Attività finanziarie cedute e cancellate integralmente con rilevazione del continuo coinvolgimento (continuing involvement)

La Banca non ha posto in essere operazioni della specie.

E.4 Operazioni di covered bond

La Banca non ha posto in essere operazioni della specie.

F. Modelli per la misurazione del rischio di credito

Il Gruppo BPER Banca non dispone di modelli interni di portafoglio sul rischio di credito (Metodologia VAR).

Sezione 2 Rischi di mercato

2.1 RISCHIO DI TASSO DI INTERESSE E RISCHIO DI PREZZO - PORTAFOGLIO DI NEGOZIAZIONE DI VIGILANZA

La struttura organizzativa di cui si è dotato il Gruppo prevede che il processo di controllo del rischio di mercato sia accentrato presso la Capogruppo; conseguentemente, le informazioni qualitative che si riportano di seguito possono correttamente rappresentare la situazione a livello individuale.

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

A. Aspetti generali

Il Gruppo svolge, in modo primario, attività di portafoglio in proprio.

Rientrano nel portafoglio tutti gli strumenti finanziari acquistati con finalità di negoziazione o con finalità di copertura gestionale di un fattore di rischio del portafoglio stesso.

Per finalità di negoziazione si intende l'acquisto di strumenti finanziari aventi le seguenti caratteristiche:

  • esposizione ai fattori di rischio gestiti (rischio tasso di interesse, prezzo, cambio, emittente, controparte e liquidità);
  • prevalente trattazione su mercati attivi;
  • emissione da parte di operatori di qualità primaria.

Il portafoglio di proprietà viene gestito in funzione dell'esposizione al rischio di tasso derivante dalla struttura di asset liability complessiva e, di norma, non comprende derivati complessi o innovativi.

Rientrano nel portafoglio di negoziazione tutti gli strumenti finanziari non legati a finalità di riequilibrio della struttura di asset liability, ma acquistati per dare un contributo al Conto economico dell'esercizio, ottimizzando il profilo di rischio-rendimento complessivo.

La dimensione del portafoglio di proprietà è strettamente legata alla posizione di liquidità.

L'attività di arbitraggio e l'attività speculativa di breve periodo su strumenti derivati quotati assumono valenza marginale rispetto all'attività di portafoglio in proprio. La strategia sottostante alla negoziazione di questi strumenti finanziari si pone l'obiettivo di massimizzare il profilo complessivo di rischio/rendimento attraverso un'opportuna diversificazione degli investimenti.

La Capogruppo svolge attività speculativa di medio periodo sui mercati azionari quotati, su derivati su materie prime, su quote di fondi comuni e, marginalmente, su fondi speculativi. Tale attività risulta, comunque, residuale rispetto all'operatività sui mercati obbligazionari.

Il processo di governo dei portafogli di negoziazione è accentrato in BPER Banca per rispondere alle esigenze di presidio centrale dei rischi di mercato e di efficientamento dei processi di investimento del Gruppo.

Tale processo implica che in capo alle singole Banche del Gruppo rimanga l'ottimizzazione del rendimento della liquidità tramite operazioni di tesoreria con BPER Banca e, in alternativa, tramite l'investimento in obbligazioni a tasso variabile o a tasso fisso emesse dalla Banca.

Il governo dei rischi di mercato è così accentrato nella Capogruppo in base alle decisioni assunte dal Comitato ALCO e Finanza presieduto dall'Amministratore Delegato.

B. Processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso di interesse e del rischio di prezzo

Il Gruppo BPER Banca dispone di un sistema di controlli giornalieri adeguato agli standard di mercato. Per la valorizzazione del rischio di mercato viene utilizzato un sistema di Value at Risk - VaR.

Il VaR rappresenta la stima della massima perdita potenziale, ottenuta mediante metodologie di natura probabilistica, che l'aggregato di riferimento può subire in un determinato orizzonte temporale (funzionale al grado di liquidità del portafoglio) con un prefissato livello di probabilità (coerente con il grado di avversione al rischio dell'investitore).

La metodologia adottata per il calcolo del VaR appartiene alla classe dei modelli "simulazione storica", secondo i quali il rischio complessivo si determina sulla base della distribuzione storica dei rendimenti dei fattori di rischio a cui risultano sensibili gli strumenti finanziari detenuti. A completare il novero delle metodologie atte a monitorare i rischi di mercato, si aggiungono le analisi di sensitivity basate su spostamenti paralleli delle curve dei tassi di mercato.

Attualmente le rilevazioni giornaliere del VaR si riferiscono a due distinti orizzonti temporali, in modo da soddisfare sia esigenze di tipo normativo che di tipo gestionale. Viene, infatti, proposta un'analisi con un orizzonte temporale ad un mese giorni e con un intervallo di confidenza pari al 99% in coerenza con il Risk Appetite Framework del Gruppo. A questa si affianca un'ulteriore analisi con il medesimo intervallo di confidenza, ma su un orizzonte temporale giornaliero, al fine di monitorare giornalmente le dinamiche del rischio di mercato del portafoglio di proprietà dell'Istituto. Il modello è utilizzato esclusivamente per fini gestionali interni e non concorre al calcolo dei requisiti patrimoniali sui rischi di mercato.

Il processo di controllo del rischio di tasso e di prezzo è accentrato presso BPER Banca e gestito dal Servizio Rischi Finanziari. L'informativa periodica è garantita attraverso la distribuzione di specifica reportistica con frequenza giornaliera e mensile.

L'attività di monitoraggio e controllo del rischio di tasso di interesse del portafoglio di negoziazione prevede di mitigare il rischio medesimo attraverso la definizione di un sistema di limiti (sensitivity, stop loss, posizione) relativi ai portafogli gestiti dalle strutture del Gruppo preposte con riferimento ai diversi rischi sopportati. Il controllo dei limiti è effettuato con frequenza giornaliera dal Servizio Rischi Finanziari.

L'attività di monitoraggio e di controllo del rischio di prezzo del portafoglio di negoziazione di vigilanza è eseguita giornalmente attraverso le analisi di Value at Risk (VaR) secondo la metodologia precedentemente indicata.

INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

3.- Portafoglio di negoziazione di vigilanza: modelli interni e altre metodologie per l'analisi della sensitività

Portafoglio di negoziazione di vigilanza – Rischio di tasso di interesse

VaR VaR
Dati descrittivi Orizzonte temporale: 10 giorni Orizzonte temporale: 1 giorno
Intervallo di confidenza: 99% Intervallo di confidenza: 99%
Tipologie di operazioni Present Value VaR VaR/Present
Value
VaR VaR/Present
Value
BOT - - 0,00% - 0,00%
BTP - - 0,00% - 0,00%
CCT - - 0,00% - 0,00%
Altri titoli di stato - - 0,00% - 0,00%
Obbligazioni - - 0,00% - 0,00%
Fondi comuni e Sicav - - 0,00% - 0,00%
Derivati / Operazioni da Regolare 72 0
-0,06%
0
-0,02%
Effetto diversificazione 0 0
TOTALE DEL PORTAFOGLIO 2018 72 0
0,00%
0
0,00%
TOTALE DEL PORTAFOGLIO 2017 0 0
0,00%
0
0,00%

Si riportano di seguito i dati puntuali del valore del portafoglio di negoziazione a fronte di uno shift parallelo di +/- 100 b.p. (analisi di sensitività):

+ 100 bp -100 bp
2018 - -
2017 - -

Portafoglio di negoziazione di vigilanza – Rischio di prezzo

VaR VaR
Dati descrittivi giorni Orizzonte temporale: 10 Orizzonte temporale: 1 giorno
Intervallo di confidenza: 99% Intervallo di confidenza: 99%
Tipologie di operazioni Present Value VaR VaR/Present
Value
VaR VaR/Present
Value
Titoli di capitale - - 0,00% - 0,00%
Fondi comuni e Sicav - - 0,00% - 0,00%
Derivati / Operazioni da Regolare - - 0,00% - 0,00%
Effetto diversificazione 0 0
TOTALE DI PORTAFOGLIO 2018 - - 0,00% - 0,00%
TOTALE DI PORTAFOGLIO 2017 - - 0,00% - 0,00%

2.2 RISCHIO DI TASSO DI INTERESSE E DI PREZZO - PORTAFOGLIO BANCARIO INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

A. Aspetti generali, procedure di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso di interesse e del rischio di prezzo

Il rischio di tasso di interesse si riferisce al potenziale impatto che variazioni inattese nei tassi di mercato determinano sui profitti correnti e sul valore del patrimonio netto della Banca.

Tale rischio si manifesta tipicamente sulle posizioni incluse nel portafoglio bancario.

L'esposizione al rischio di tasso di interesse può essere a sua volta declinata in:

  • rischio di reddito;
  • rischio di investimento.

Il rischio di reddito deriva dalla possibilità che una variazione inattesa nei tassi di interesse produca una riduzione del margine di interesse, ossia del flusso netto degli interessi pagati e ricevuti.

Tale rischio viene misurato tramite modelli di Maturity Gap e dipende:

  • dallo sfasamento nella struttura temporale degli impieghi e della raccolta, nel caso in cui le attività e le passività siano remunerate a tasso fisso fino alla scadenza finale;
  • dalla mancata corrispondenza dei periodi di revisione delle condizioni di tasso, nel caso di attività e passività a tasso variabile.

L'asincronia delle scadenze di cui sopra espone la Banca a:

  • rischio di rifinanziamento: è il rischio che si manifesta quando la data media di scadenza (periodo di ridefinizione del tasso) delle passività è inferiore a quella delle attività. In tal caso la Banca è esposta ad eventuali aumenti dei tassi di interesse (Banca liability sensitive);
  • rischio di reinvestimento: è il rischio che si manifesta, quando la data media di scadenza (periodo di ridefinizione del tasso) delle attività è inferiore a quella delle passività. In tal caso la Banca subirà un peggioramento del proprio margine di interesse nel caso di riduzione dei tassi di interesse (Banca asset sensitive).

Il rischio di investimento è il rischio di subire variazioni negative nei valori di tutte le attività, passività e strumenti fuori bilancio detenuti dalla Banca, in seguito a mutamenti nei tassi di interesse, con un conseguente impatto destabilizzante sull'equilibrio patrimoniale. Tale rischio è misurato mediante le tecniche di Duration Gap e Sensitivity Analysis.

Sono identificate le seguenti tipologie di rischio di tasso d'interesse:

  • Repricing Risk: rischio legato alle differenze nelle scadenze (tasso fisso) e nelle date di riprezzamento (tasso variabile) dell'operatività in portafoglio.
  • Yield Curve Risk: rischio legato a cambiamenti nella pendenza e nella forma della yield curve.
  • Refixing Risk: rischio legato al timing di revisione dei parametri di mercato, per le posizioni a tasso variabile. Più specificamente, è il rischio che la dinamica di crescita dei tassi sia più accentuata nei periodi di refixing delle passività rispetto ai periodi di refixing delle attività.
  • Basis Risk: rischio determinato dalla non perfetta correlazione esistente tra i parametri d'indicizzazione di impieghi e raccolta, ovvero dall'eventualità che intervengano variazioni sfavorevoli nell'inclinazione della curva.
  • Optionality Risk: rischio legato ad opzioni esplicite o implicite nelle attività o passività del Banking Book (ad esempio, cap/floor/collar, opzioni di prepayment dei mutui).

BPER Banca monitora, con frequenza mensile, sia a livello consolidato che di singola Legal Entity l'impatto che variazioni inattese dei tassi di interesse di mercato possono avere sulle posizioni del portafoglio bancario secondo la prospettiva degli utili correnti (sensitività del margine di interesse) e del valore economico del patrimonio:

  • prospettiva degli utili correnti: la prospettiva degli utili correnti ha come finalità quella di valutare il rischio di interesse sulla base della sensibilità del margine di interesse alle variazioni dei tassi su di un orizzonte temporale definito. Variazioni negative del margine impattano sulla potenziale stabilità finanziaria di una banca attraverso l'indebolimento dell'adeguatezza patrimoniale. La variazione del margine di interesse dipende dal rischio di tasso nelle sue diverse accezioni;
  • prospettiva del valore economico: variazioni dei tassi di interesse possono impattare sul valore economico dell'attivo e del passivo della Capogruppo. Il valore economico di una banca è rappresentato dal valore attuale dei cash flows attesi, definito come somma algebrica del valore attuale dei cash flow attesi dell'attivo, del passivo e delle posizioni in derivati. A differenza della prospettiva degli utili correnti, la prospettiva del valore economico identifica il rischio generato dal repricing o Maturity Gap in un orizzonte temporale di lungo periodo.

Gli obiettivi da perseguire per sostenere un corretto processo di governo del rischio di tasso di interesse sono:

  • ridurre gli effetti negativi della volatilità del margine di interesse (prospettiva degli utili correnti). La stabilità del margine di interesse è influenzata principalmente dallo Yield Curve Risk, Repricing Risk, Basis Risk ed Optionality Risk;
  • immunizzare il valore economico, inteso come sommatoria dei present value dei cash flow attesi, generati da entrambi i lati del bilancio. La prospettiva del valore economico, a differenza di quella degli utili correnti, si pone in un'ottica di medio-lungo termine ed è legata principalmente al Repricing Risk;
  • assicurare il rispetto dei requisiti organizzativi previsti in materia, da parte degli organismi di vigilanza nazionali e internazionali.

Il modello di governance del rischio tasso si fonda sui seguenti principi:

  • rispetto del modello ora adottato in BPER Banca in tema di autonomia e coordinamento delle politiche commerciali e creditizie delle Società del Gruppo;
  • attribuzione a BPER Banca delle prerogative di direzione e coordinamento per assicurare coerenza al complessivo governo del rischio di tasso e per garantire il rispetto dei requisiti previsti dalla normativa;
  • separazione tra i processi di governo e di gestione del rischio di tasso.

Nel modello di gestione del rischio tasso di interesse adottato è rilevante la centralità delle seguenti misure di rischio:

  • sensitivity del margine di interesse;
  • sensitivity del valore economico.

L'analisi di sensitivity del margine di interesse permette di catturare la sensibilità del margine a variazioni dei tassi di interesse a fronte di shock paralleli e non.

La Banca calcola la sensitivity del margine di interesse attraverso un approccio a tassi e volumi costanti. Secondo tale modello le poste in scadenza vengono reinvestite a volumi, tassi e scadenze costanti. Gli shock considerati sono:

  • shock parallelo pari a + 100 b.p.;
  • shock parallelo pari a +/- 50 b.p.;
  • shock parallelo pari a 25 b.p.

L'indicatore è calcolato sia a livello di Gruppo che di singola Legal Entity.

L'analisi di sensitivity del valore economico consente di valutare l'impatto sul valore del patrimonio netto per spostamenti (shock) della curva dei rendimenti paralleli e non. Tale variazione è calcolata scontando tutti i flussi di cassa secondo due diverse curve dei rendimenti (quella corrente alla data di analisi e quella oggetto di shock) e confrontando i due valori.

$$
\Delta VA = VA_{(Curva1)} - VA_{(Curva2)}
$$

Al fine di incorporare il fenomeno noto come prepagamento dei finanziamenti (prepayment19), nella misurazione della sensitivity del valore economico è stato adottato un modello in base al quale l'ammontare di capitale prepagato per un finanziamento è stimato attraverso una percentuale di estinzione anticipata rispetto al capitale in essere all'interno del periodo di riferimento. La percentuale di prepayment così definita viene mantenuta costante per tutta la durata dell'operazione.

Nel calcolo delle sensitivity le poste a vista con clientela sono parametrate sulla base di un modello econometrico che, riconducendo la raccolta (gli impieghi) a vista ad un portafoglio di passività (attività) con un individuato profilo di repricing effettivo e di persistenza nel tempo, giunge ad identificare un portafoglio di replica delle stesse.

Alle misure di rischio sopra menzionate si aggiunge la misurazione del capitale interno a fronte del rischio tasso di interesse. A tal fine, la metodologia applicata è quella della sensitivity analysis, in modo coerente con quanto previsto dalla normativa prudenziale, secondo la quale il capitale assorbito a fronte del rischio di tasso di interesse del portafoglio bancario è pari alla variazione di valore economico del patrimonio netto (definito come differenza del valore attuale dei flussi di cassa dell'attivo e del passivo), in seguito ad uno shock dei tassi di 200 b.p.

Per quanto concerne il rischio di prezzo, il portafoglio bancario comprende essenzialmente l'operatività in titoli azionari, in fondi comuni di investimento e in SICAV classificati in bilancio come disponibili per la vendita o in regime di fair value option.

Il monitoraggio del suddetto portafoglio avviene attraverso la metodologia del Value at Risk (VaR) presentata in dettaglio quando sono state date le informazioni di natura qualitativa relative a: "Rischio di tasso di interesse e rischio di prezzo – portafoglio di negoziazione di vigilanza".

Il Servizio Rischi Finanziari rileva giornalmente e sintetizza mensilmente l'esposizione al rischio prezzo attraverso una specifica reportistica VaR.

19 Tale fenomeno può essere definito come il pagamento anticipato, totale o parziale, del debito residuo da parte del mutuatario.

INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

2.Portafoglio bancario: modelli interni e altre metodologie per l'analisi di sensitività Portafoglio bancario – Rischio di tasso d'interesse

Si riportano, di seguito, i dati puntuali al 31 dicembre 2018 ed andamentali (minimo, medio, massimo) dell'anno di reporting gestionale relativi al delta margine di interesse del banking book, a fronte di uno shift parallelo di +100/-50 basis point.

+100 b.p. -50 b.p.
31 dicembre 2018 -514 0
variazione massima -514 0
variazione minima -514 0
variazione media -514 0
31-dic-17 n.d n.d

I valori di delta margine sono tutti identici poiché, a seguito della migrazione informatica, è disponibile solo l'osservazione del 31/12/2018.

Si riportano, di seguito, i dati puntuali al 31 dicembre 2018 ed andamentali (minimo, medio, massimo) dell'anno di reporting gestionale relativi alla variazione di valore del banking book, a fronte di uno shift parallelo di +/- 100 basis point (analisi di sensitività).

+100 b.p. -100 b.p.
31 dicembre 2018 -3.282 3.282
variazione massima -3.282 3.282
variazione minima -560 560
variazione media -1.866 1.866
31-dic-17 n.d. n.d.

Portafoglio bancario – Rischio di prezzo

VaR VaR
Dati descrittivi Orizzonte
temporale: 10
giorni
Orizzonte
temporale: 1 giorno
Intervallo di
Intervallo di
confidenza: 99%
confidenza: 99%
Tipologie di operazioni Present Value VaR VaR/Present
Value
VaR VaR/Present
Value
Titoli di capitale 1.411 80 7,03% 25 2,22%
Fondi comuni e Sicav - - 0,00% - 0,00%
Derivati / Operazioni da Regolare - - 0,00% - 0,00%
Effetto diversificazione 0 0
TOTALE DEL PORTAFOGLIO 2018 1.411 80 7,03% 25 2,22%
TOTALE DEL PORTAFOGLIO 2017 1171 61 5,21% 19 1,65%

2.3 RISCHIO DI CAMBIO

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di cambio

Il Gruppo BPER Banca è esposto al rischio di cambio, sia in seguito all'operatività tradizionale di raccolta e di impiego, sia in seguito ad una specifica, seppur marginale, attività speculativa.

Il Servizio Rischi Finanziari della Capogruppo rileva giornalmente e sintetizza mensilmente l'esposizione al rischio cambio attraverso una specifica reportistica VaR.

B. Attività di copertura del rischio di cambio

La Banca, ove necessario, per supportare l'operatività della clientela pone in essere operazioni di copertura gestionale del rischio di cambio utilizzando strumenti plain vanilla.

INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

1. Distribuzione per valuta di denominazione delle attività e passività e dei derivati

Valute
Voci Dollari
USA
Franchi
svizzeri
Sterline Corone
norvegesi
Dollari
canadesi
Altre
valute
A. Attività finanziarie 1.060 97 5 34 9 31
A.1 Titoli di debito - - - - - -
A.2 Titoli di capitale - - - - - -
A.3 Finanziamenti a banche 1.060 97 5 34 9 31
A.4 Finanziamenti a clientela - - - - - -
A.5 Altre attività finanziarie - - - - - -
B. Altre attività 61 42 44 3 13 30
C. Passività finanziarie 1.090 113 42 34 - 3
C.1 Debiti verso banche - - 42 - - 3
C.2 Debiti verso clientela 1.090 113 - 34 - -
C.3 Titoli di debito - - - - - -
C.4 Altre passività finanziarie - - - - - -
D. Altre passività - - - - - -
E. Derivati finanziari - - - - - -
- Opzioni - - - - - -
+ Posizioni lunghe - - - - - -
+ Posizioni corte - - - - - -
- Altri derivati - - - - - -
+ Posizioni lunghe - - - - - -
+ Posizioni corte - - - - - -
Totale attività 1.121 139 49 37 22 61
Totale passività 1.090 113 42 34 - 3
Sbilancio (+/−) 31 26 7 3 22 58

2. Modelli interni e altre metodologie per l'analisi di sensitività

Si riportano di seguito i dati puntuali al 31 dicembre 2018 del VaR sul rischio di cambio sugli orizzonti temporali a dieci ed ad un giorno

VaR VaR
Orizzonte temporale: 10 giorni
Intervallo di confidenza: 99%
Orizzonte temporale: 1 giorno
Intervallo di confidenza: 99%
Valore 2018 5 1
Valore 2017 0 0

Sezione 3 - Gli strumenti derivati e le politiche di copertura

3.1 Gli strumenti derivati di negoziazione

A. Derivati finanziari

A.1 Derivati finanziari di negoziazione: valori nozionali di fine periodo

31-dic-18 31-dic-17
Over the
counter
Mercati
organizzati
Attività
sottostanti/Tipologie
derivati
Controparti Senza controparti centrali Mercati
organizzati
Controparti Senza controparti centrali
centrali Con accordi di
compensazione
Senza accordi di
compensazione
centrali Con accordi di
compensazione
Senza accordi di
compensazione
1. Titoli di debito e
tassi d'interesse
- - - - - - - -
a) Opzioni - - - - - - - -
b) Swap - - - - - - - -
c) Forward - - - - - - - -
d) Futures - - - - - - - -
e) Altri - - - - - - - -
2. Titoli di capitale e
indici azionari
- - - - - - - -
a) Opzioni - - - - - - - -
b) Swap - - - - - - - -
c) Forward - - - - - - - -
d) Futures - - - - - - - -
e) Altri - - - - - - - -
3. Valute e oro - - - - - - 833 -
a) Opzioni - - - - - - - -
b) Swap - - - - - - - -
c) Forward - - - - - - 833 -
d) Futures - - - - - - - -
e) Altri - - - - - - - -
4. Merci - - - - - - - -
5. Altri - - - - - - - -
Totale - - - - - - 833 -

A.2 Derivati finanziari di negoziazione: fair value lordo positivo e negativo – ripartizione per prodotti

31-dic-18 31-dic-17
Over the
counter
Over the
counter
Tipologie derivati Controparti Senza controparti centrali Mercati
organizzati
Controparti Senza controparti centrali Mercati
organizzati
centrali Con accordi di
compensazione
Senza accordi di
compensazione
centrali Con accordi di
compensazione
Senza accordi di
compensazione
1. Fair value - - - - - - - -
positivo
a) Opzioni - - - - - - - -
b) Interest rate - - - - - - - -
swap
c) Cross
currency
- - - - - - - -
swap
d) Equity swap - - - - - - - -
e) Forward - - - - - - 4 -
f) Futures - - - - - - - -
g) Altri - - - - - - - -
Totale - - - - - - 4 -
2. Fair value
negativo - - - - - - - -
a) Opzioni - - - - - - - -
b) Interest rate
swap - - - - - - - -
c) Cross
currency - - - - - - - -
swap
d) Equity swap
- - - - - - - -
e) Forward - - - - - - 4 -
f) Futures - - - - - - - -
g) Altri - - - - - - - -
Totale - - - - - - 4 -

A.3 Derivati finanziari di negoziazione OTC: valori nozionali, fair value lordo positivo e negativo per controparti

La Banca non ha posto in essere operazioni della specie.

A.4 Vita residua dei derivati finanziari di negoziazione OTC: valori nozionali

Sottostanti/Vita residua Fino a 1 anno Oltre1 anno
e fino a 5 anni
Oltre 5 anni Totale
A.1 Derivati finanziari su titoli di debito e tassi - - - -
d'interesse
A.2 Derivati finanziari su titoli di capitale e indici - - - -
azionari
A.3 Derivati finanziari su valute e oro - - - -
A.4 Derivati finanziari su merci - - - -
A.5 Altri derivati finanziari - - - -
31-dic-18 - - - -
31-dic-17 833 - - 833

B. Derivati creditizi

La Banca non ha posto in essere operazioni della specie.

3.2 Le coperture contabili

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

A. Attività di copertura del fair value

Rischio coperto - Rischio Tasso

Le strategie aziendali in linea con le policy di Capogruppo prevedono specifici interventi diretti alla miglior gestione del rischio tasso. Tra le leve d'intervento, la Banca fa ricorso a contratti derivati utilizzati per ridurre la sensitivity delle proprie emissioni obbligazionarie, rispetto ad un rialzo dei tassi risk free.

I derivati utilizzati al tal fine sono unicamente Interest Rate Swap – IRS per i quali sono state costruite apposite relazioni di copertura per la contabilizzazione in hedge accounting.

B. Attività di copertura dei flussi finanziari

La Banca non ha posto in essere operazioni della specie.

C. Attività di copertura di investimenti esteri

La Banca non ha posto in essere operazioni della specie.

D. Strumenti di copertura

Le coperture contabili (Hedge Accounting) sono realizzate tramite l'utilizzo di contratti derivati OTC di tipo IRS plain vanilla.

E. Elementi coperti

Come evidenziato, la Cassa ha attualmente in essere coperture su proprie emissioni obbligazionarie. Per questi strumenti viene coperta solamente la componente di rischio Tasso di interesse.

Come già evidenziato nella Parte A della Nota integrativa, l'efficacia della copertura viene valutata nella fase iniziale e continuativamente durante la vita della stessa svolgendo test prospettici e retrospettivi con cadenza trimestrale applicando il c.d Dollar Offset Method.

Per ulteriori dettagli sulle modalità di svolgimento dei test e sulla valutazione dei risultati ottenuti in termini di efficacia ed inefficacia delle relazioni di copertura, si rimanda all'informativa fornita in Parte A.

INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

A. Derivati finanziari di copertura

A.1 Derivati finanziari di copertura: valori nozionali di fine periodo

31-dic-18 31-dic-17
Over the counter Over the counter
Senza controparti centrali Senza controparti centrali
Attività sottostanti /
Tipologie di derivati
Controparti centrali Con accordi di
compensazione
Senza accordi di
compensazione
Mercati
organizzati
Controparti centrali Con accordi di
compensazione
Senza accordi di
compensazione
Mercati
organizzati
1. Titoli di debito e tassi
d'interesse
a) Opzioni
b) Swap
-
-
-
22.000
-
-
-
-
-
-
-
44.000
-
-
-
-
c) Forward - - - - - - - -
d) Futures - - - - - - - -
e) Altri - - - - - - - -
2. Titoli di capitale e
indici azionari
a) Opzioni - - - - - - - -
b) Swap - - - - - - - -
c) Forward - - - - - - - -
d) Futures - - - - - - - -
e) Altri - - - - - - - -
3. Valute e oro
a) Opzioni - - - - - - - -
b) Swap - - - - - - - -
c) Forward - - - - - - - -
d) Futures - - - - - - - -
e) Altri - - - - - - - -
4. Merci - - - - - - - -
5. Altri - - - - - - - -
Totale - 22.000 - - - 44.000 - -
Fair value positivo e negativo
31-dic-18 31-dic-17
Over the counter Over the counter
Tipologie di derivati Senza controparti
centrali
Senza controparti
centrali
Controparti centrali
Con accordi di
compensazione Senza accordi di
compensazione
Mercati organizzati Controparti centrali Con accordi di
compensazione
Senza accordi di
compensazione
Mercati organizzati 31-dic-18 31-dic-17
Fair value positivo
a) Opzioni - - - - - - - - - -
b) Interest rate swap - 133 - - - 382 - - - -
c) Cross currency swap - - - - - - - - - -
d) Equity swap - - - - - - - - - -
e) Forward - - - - - - - - - -
f) Futures - - - - - - - - - -
g) Altri - - - - - - - - - -
Totale - 133 - - - 382 - - - -
Fair value negativo
a) Opzioni - - - - - - - - - -
b) Interest rate swap - - - - - - - - - -
c) Cross currency swap - - - - - - - - - -
d) Equity swap - - - - - - - - - -
e) Forward - - - - - - - - - -
f) Futures - - - - - - - - - -
g) Altri - - - - - - - - - -
Totale - - - - - - - - - -

A.2 Derivati finanziari di copertura: fair value lordo positivo e negativo – ripartizione per prodotti

Attività sottostanti Controparti
centrali
Banche Altre società
finanziarie
Altri soggetti
Contratti non rientranti in accordi di compensazione - - - -
1) Titoli di debito e tassi d'interesse
− valore nozionale X - - -
− fair value positivo X - - -
− fair value negativo X - - -
2) Titoli di capitale e indici azionari
− valore nozionale X - - -
− fair value positivo X - - -
− fair value negativo X - - -
3) Valute e oro
− valore nozionale X - - -
− fair value positivo X - - -
− fair value negativo X - - -
4) Merci
− valore nozionale X - - -
− fair value positivo X - - -
− fair value negativo X - - -
5) Altri
− valore nozionale X - - -
− fair value positivo X - - -
− fair value negativo X - - -
Contratti rientranti in accordi di compensazione
1) Titoli di debito e tassi d'interesse
− valore nozionale - 22.000 - -
− fair value positivo - 133 - -
− fair value negativo - - - -
2) Titoli di capitale e indici azionari
− valore nozionale - - - -
− fair value positivo - - - -
− fair value negativo - - - -
3) Valute e oro
− valore nozionale - - - -
− fair value positivo - - - -
− fair value negativo - - - -
4) Merci
− valore nozionale - - - -
− fair value positivo - - - -
− fair value negativo - - - -
5)Altri
− valore nozionale - - - -
− fair value positivo - - - -
− fair value negativo - - - -

A.3 Derivati finanziari di copertura OTC: valori nozionali, fair value lordo positivo e negativo per controparti

A.4 Vita residua dei derivati finanziari di copertura OTC: valori nozionali

Sottostanti/Vita residua Fino a 1
anno
Oltre 1 anno
e fino a 5 anni
Oltre 5 anni Totale
A.1 Derivati finanziari su titoli di debito e tassi d'interesse 15.000 7.000 22.000
A.2 Derivati finanziari su titoli di capitale e indici azionari
A.3 Derivati finanziari su valute e oro
A.4 Derivati finanziari su merci
A.5 Altri derivati finanziari
Totale 31-dic-18 15.000 7.000 22.000
Totale 31-dic-17 22.000 22.000 44.000

B. Derivati creditizi di copertura

La Banca non ha posto in essere operazioni della specie.

C. Strumenti non derivati di copertura

La Banca gestisce le operazioni di copertura nel rispetto di quanto previsto dallo IAS 39, conseguentemente non si compila presente informativa.

D. Strumenti coperti

La Banca gestisce le operazioni di copertura nel rispetto di quanto previsto dallo IAS 39, conseguentemente non si compila presente informativa.

E. Effetti delle operazioni di copertura a patrimonio netto

La Banca gestisce le operazioni di copertura nel rispetto di quanto previsto dallo IAS 39, conseguentemente non si compila presente informativa.

Sezione 4 - Rischio di liquidità

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di liquidità

Il Gruppo BPER Banca si è dotato di apposita policy per la gestione del rischio di liquidità (Policy di Gruppo per il governo del rischio di liquidità e funding), che contiene al proprio interno il piano che definisce gli obiettivi e descrive i processi e le strategie di intervento da attuare in condizioni di emergenza (Contingency Funding Plan).

Policy di Gruppo per il governo del rischio di liquidità e funding

Il documento, che costituisce parte integrante del Risk Appetite Framework – RAF – del Gruppo BPER Banca, definisce i principi, gli obiettivi e le modalità di governo e presidio del rischio di liquidità e funding a livello di Gruppo.

Più nello specifico, esso contiene:

  • la definizione del modello di governance in termini di soggetti coinvolti nel governo del rischio, con relativi ruoli e responsabilità;
  • la definizione dei limiti e delle azioni di mitigazione volti al contenimento del rischio;
  • la formalizzazione delle modalità di gestione del rischio, attraverso la definizione di regole, procedure e metriche volte alla misurazione e al monitoraggio del rischio di liquidità e funding e descrivendo il modello di stress test adottato per valutare l'esposizione al rischio medesimo in scenari di stress.

Il rischio di liquidità si manifesta tipicamente sotto forma di inadempimento ai propri impegni di pagamento, e può assumere forme diverse, in funzione dell'ambito in cui tale rischio è generato. Facendo riferimento a definizioni condivise in ambito internazionale, si distingue tra funding liquidity risk e market liquidity risk.

Per funding liquidity risk si intende il rischio che la Banca non sia in grado di far fronte in modo efficiente alle proprie uscite di cassa, sia attese che inattese, sia correnti che future, e non sia in grado di far fronte alle esigenze di collateral, senza pregiudicare l'operatività quotidiana o la situazione finanziaria della Banca stessa.

Con market liquidity risk si intende, invece, il rischio che la Banca non sia in grado di liquidare un'attività finanziaria senza incorrere in perdite in conto capitale a causa della scarsa liquidità del mercato di riferimento o di disordini nello stesso.

Le due forme di rischio di liquidità sono spesso fortemente correlate, e possono manifestarsi a fronte dei medesimi fattori scatenanti. Solitamente il market liquidity risk è ascritto tra i rischi di mercato (rischio di prezzo), pertanto i processi e i regolamenti volti a misurare, controllare e mitigare il rischio di liquidità si focalizzano sull'aspetto del funding risk.

Nel contesto del funding risk si distingue tra:

  • mismatch liquidity risk, ovvero il rischio di liquidità implicito nella struttura stessa delle attività e passività della Banca a seguito della trasformazione delle scadenze operata dagli intermediari finanziari, tale per cui il profilo dei flussi di cassa in uscita non risulta perfettamente compensato dal profilo dei flussi di cassa in entrata (con riferimento sia alle scadenze contrattuali che comportamentali);
  • contingency liquidity risk, ovvero il rischio che eventi futuri possano richiedere un ammontare di liquidità significativamente superiore a quanto in precedenza pianificato: è il rischio di non riuscire a far fronte ad impegni di pagamento improvvisi ed inattesi a breve e brevissimo termine.

Il rischio di liquidità può derivare da diverse tipologie di fonti.

In particolare, si considerano due macro-categorie:

Fonti endogene di rischio di liquidità: comprendono, tra gli eventi negativi specifici del Gruppo, il declassamento del rating o altro evento riconducibile ad una perdita di fiducia nel Gruppo da parte del mercato. Tale downgrade o la percezione diffusa nel mercato di un deterioramento della solidità del Gruppo (che può nascere dalla manifestazione di altri rischi, come la presenza di forti perdite nel trading book o nel portafoglio crediti) potrebbe comportare:

  • un ridotto accesso al mercato della raccolta unsecured (ad es. commercial paper) da parte degli investitori istituzionali;
  • una riduzione o cancellazione delle linee di credito interbancarie;
  • un ritiro dei depositi da parte della clientela retail;
  • un accresciuto fabbisogno di liquidità, per esempio per la richiesta di accrescere le marginazioni e le garanzie dovute, oppure per la necessità di finanziare asset che non possono più essere venduti o convertiti in titoli via cartolarizzazioni.
  • Fonti esogene di rischio di liquidità comprendono:
  • eventi sistemici che determinano una situazione di crisi di liquidità sul mercato (crisi politiche, finanziarie, eventi catastrofici, etc.);
  • specificità di alcuni prodotti finanziari (contratti derivati, contratti stock-borrowing), laddove eventi, quali improvvisi movimenti di mercato, fallimenti o declassamenti nei ratings, potrebbero provocare la richiesta di ulteriore collaterale dalle controparti;
  • impegni relativi a linee committed che in casi di crisi possono generare un incremento nella domanda di liquidità da parte della clientela; similmente, agiscono i crediti di firma o le committed lines facilities stipulate con special purpose vehicles nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione;
  • cambiamenti strutturali del mercato che possono determinare un aumento del rischio di liquidità complessivamente percepito (crescente richiesta, a livello di sistema, di fonti di funding più volatili come i fondi wholesale, rapida movimentazione dei conti tramite internet banking).

Coerentemente con quanto disposto dalle Linee guida di Gruppo attinenti al Sistema dei Controlli Interni, il governo del rischio di liquidità si articola nelle seguenti componenti:

  • definizione degli obiettivi di rischio,
  • assunzione del rischio,
  • gestione del rischio,
  • definizione dei limiti di esposizione ed operativi.

Il modello di governance della liquidità di breve termine (liquidità operativa) del Gruppo è basato sul governo accentrato della liquidità e del rischio ad essa connesso.

In particolare la Capogruppo, per tutte le Banche e Società del Gruppo rientranti nel perimetro:

  • è responsabile della presente Policy,
  • governa la liquidità a breve,
  • definisce e gestisce il funding plan,
  • monitora il rischio di liquidità.

L'accentramento delle operazioni di impiego/raccolta di liquidità nell'Ufficio Tesoreria e Liquidità Istituzionale ha l'obiettivo di garantire una gestione efficiente della liquidità del Gruppo nel suo complesso:

  • ottimizzando l'accesso ai mercati della liquidità in termini di volumi e di costi, sfruttando il merito di credito del Gruppo e minimizzando in tal modo il costo della raccolta;
  • accentrando le operazioni di raccolta "rating sensitive" nonché gli interventi sul mercato monetario;
  • realizzando un principio di specializzazione funzionale mediante centri di competenza per le operazioni di raccolta secured (emissioni di strumenti secured, raccolta da particolari categorie di investitori istituzionali etc.).

Il modello di governance della liquidità a medio/lungo termine (liquidità strutturale) del Gruppo si fonda sui seguenti principi:

  • attribuzione alla Capogruppo delle prerogative di direzione e coordinamento delle politiche commerciali e creditizie delle Società del Gruppo per assicurare coerenza al complessivo governo del rischio di funding e per garantire il rispetto dei requisiti previsti dalla normativa;
  • condivisione delle decisioni e chiarezza nell'attribuzione delle responsabilità tra organi direttivi, di controllo ed operativi;
  • sviluppo dei processi di governo e di controllo del rischio di funding coerentemente con la struttura gerarchica del Gruppo e mediante il modello di governo formalizzato nella presente Policy.

Dai principi sopra elencati deriva un modello basato su un governo integrato del rischio di liquidità strutturale tra tutte le Banche/Società del Gruppo rientranti nel perimetro.

Tale modello, nello specifico, è caratterizzato dai seguenti aspetti:

  • governo del rischio di liquidità strutturale attribuito a livello di singola Società del Gruppo nell'ambito di un sistema di limiti individuali e consolidati definiti dalla Capogruppo e formalizzati nella presente Policy;
  • controllo del rischio di liquidità strutturale accentrato sulla Capogruppo.

La Policy e le relative revisioni sono approvate dal Consiglio di amministrazione della Capogruppo previo esame/proposta del Comitato Rischi della stessa. Essa è, in seguito, recepita dal Consiglio di amministrazione di ciascuna Banca/Società del Gruppo rientrante nel perimetro di riferimento. Il perseguimento di tali obiettivi è caratterizzato da tre aspetti:

  • dalla separazione delle responsabilità e dei ruoli tra gli Organi Aziendali con funzioni di gestione della liquidità e gli Organi Aziendali con funzioni di monitoraggio del rischio di liquidità;
  • dalla misurazione dell'esposizione al rischio di liquidità, secondo il Liquidity Risk Mismatch Model;
  • definizione del Contingency Funding Plan di Gruppo volto a definire la liquidity policy in uno scenario di crisi determinato da fattori endogeni e/o esogeni.

Il Liquidity Policy Mismatch Model si basa sulla policy di liquidità e sulle metriche e strumenti volti alla gestione del rischio di liquidità; differenziate per liquidità a breve termine e liquidità a medio-lungo termine. In particolare:

  • la gestione del rischio di liquidità di breve termine (liquidità operativa), ha l'obiettivo di gestire gli eventi che impattano sulla posizione di liquidità del Gruppo nell'orizzonte temporale da 1 giorno a 1 anno, con l'obiettivo primario del mantenimento della capacità del Gruppo di far fronte agli impegni di pagamento ordinari e straordinari, minimizzandone i costi;
  • la gestione del rischio di liquidità di medio-lungo termine (liquidità strutturale), ossia degli eventi che impattano sulla posizione di liquidità del Gruppo nell'orizzonte temporale oltre l'anno, ha l'obiettivo di mantenere un adeguato rapporto dinamico tra passività ed attività a medio-lungo termine evitando pressioni sulle fonti di liquidità a breve termine attuali e prospettiche ed ottimizzando contestualmente il costo della provvista.

Le metriche per il monitoraggio del rischio di liquidità a breve termine prevedono:

  • il calcolo del mismatch di liquidità considerando le attività prontamente liquidabili costituite sia dalle attività eligible e marketable, sia da eventuali riserve detenute sotto forma di circolante bancario;
  • che l'attivo meno il passivo in scadenza sulle varie fasce temporali debba essere all'interno di un limite cumulato espresso in valore assoluto; il controllo è effettuato con cadenza giornaliera, ai fini interni gestionali, e settimanale secondo le metodologie definite dall'Autorità di Vigilanza.

Le metriche per il monitoraggio del rischio di liquidità strutturale prevedono il calcolo del mismatching di liquidità che si traduce gestionalmente:

  • nel calcolo di gap ratio tra attività e passività sulle fasce temporali superiori ad un anno;
  • nell'utilizzo di modelli statistico/quantitativi comportamentali per il trattamento delle poste senza scadenza contrattuale o caratterizzate da elementi opzionali;

nella predisposizione di Stress Test periodici che, sulla base di applicazione di scenari di shock endogeni ed esogeni, generano misure di rischio di tipo deterministico e/o probabilistico.

La posizione di liquidità di Gruppo è monitorata sia in condizioni di normale corso degli affari che in scenari di stress: l'analisi di scenario è condotta, con frequenza mensile, dal Servizio Rischi Finanziari.

Nella conduzione delle analisi di stress, gli scenari sono costruiti con riferimento ad eventi sia di carattere sistemico (Market Stress Scenario) che specifico di BPER Banca (Name Crisis Stress Scenario) e in combinazione di entrambi (Composite Scenario), in considerazione del contesto macroeconomico di riferimento, delle politiche commerciali e di possibili variazioni nei comportamenti della clientela.

Contingency Funding Plan

Il Contingency Funding Plan formalizza i processi di gestione della liquidità in scenari di stress o crisi.

Gli Organi Aziendali deputati al monitoraggio ed alla gestione del rischio di liquidità devono essere in grado di condurre tali attività sia in condizioni di normale corso degli affari che in condizioni di stress e/o di crisi di liquidità caratterizzate da bassa probabilità di accadimento e da impatto elevato.

In considerazione del modello di governo del rischio di liquidità e funding precedentemente illustrato, BPER Banca, entità cui compete il ruolo di prestatore di ultima istanza di tutte le controllate del Gruppo, si fa garante della solvibilità delle stesse sia a breve, che a medio-lungo termine ed è responsabile dell'attivazione del Contingency Funding Plan qualunque sia la Banca/Società del Gruppo in cui si manifesti la crisi di liquidità.

Obiettivo del Contingency Funding Plan è di salvaguardare il patrimonio della Banca durante le fasi iniziali di uno stato di stress di liquidità e garantire la continuità del Gruppo nel caso di gravi e/o prolungate crisi di liquidità attraverso:

  • la definizione di un processo di identificazione e monitoraggio degli indicatori di rischio che precedono il manifestarsi e caratterizzano l'evolversi di una crisi di liquidità;
  • l'individuazione ex ante di un sistema di interventi predefiniti ma flessibili, da attivare nei primi stadi di evoluzione di una crisi;
  • la definizione di ruoli e responsabilità degli Organi Aziendali;
  • l'individuazione di fonti normative interne atte a legittimare l'operato del management del Gruppo BPER Banca che, in condizioni di crisi, deve essere abilitato/delegato a modificare in modo tempestivo e a volte radicale, la struttura dell'attivo e del passivo di bilancio.

Uno stato di crisi di liquidità è definito come una situazione di difficoltà o incapacità del Gruppo di far fronte ai propri impegni di cassa in scadenza, a meno di attivare procedure e/o utilizzare strumenti in maniera non riconducibile, per intensità o modalità, all'ordinaria amministrazione.

Le crisi di liquidità possono essere ricondotte a due macrocategorie:

  • crisi di liquidità sistemiche (Market Driven) generate da crisi di mercato, politiche, macroeconomiche;
  • crisi di liquidità specifiche (Name Crisis) limitate al Gruppo o ad una o più Società/Banche appartenenti a questo.

In considerazione delle tipologie di crisi di liquidità e della loro entità possono essere individuati tre scenari operativi di riferimento:

  • scenario di normale corso degli affari;
  • stato di stress;
  • stato di crisi.

In considerazione dello scenario operativo di riferimento si definirà il processo di gestione dello stesso in termini di funzioni coinvolte e azioni da intraprendere.

L'individuazione dello scenario operativo in cui si trova il Gruppo avviene attraverso procedure di monitoraggio del sistema di segnali di allarme (Early Warnings) costituito da un insieme di indicatori che

consentono la rilevazione di tale scenario in considerazione dei livelli progressivi di stress/crisi legati ad uno o più drivers. In considerazione del livello di stress/crisi rilevato saranno attivate procedure di monitoraggio e/o comunicazione propedeutiche all'attivazione delle procedure deputate alla gestione dello stato di stress e dello stato di crisi.

Il Contingency Funding Plan e le sue revisioni sono oggetto di approvazione da parte del Consiglio di amministrazione della Capogruppo.

B. Indicatori di liquidità

La nuova normativa armonizzata per le banche e le imprese di investimento contenuta nel Regolamento UE n. 575/2013 (CRR), così come ad oggi aggiornato, ha introdotto anche i nuovi indicatori di liquidità:

  • Liquidity Coverage Ratio (LCR): indicatore di copertura della liquidità a breve termine che ha l'obiettivo di vincolare le banche ad accumulare sufficienti attività facilmente liquidabili e di elevata qualità, al fine di fronteggiare uno scenario di forte stress nella raccolta su un arco temporale di trenta giorni. Al 31 dicembre 2018 risulta pari al 154,3,% calcolato come rapporto tra 7.258 Mln. di attivi altamente liquidabili e 4.704 Mln. di deflussi di cassa netti.
  • Net Stable Funding Ratio (NSFR): indicatore di tipo strutturale di lungo periodo che è rilevato con l'intento di segnalare l'esistenza di eventuali squilibri tra attività e passività liquide aziendali. Al 31 dicembre 2018 l'indicatore si attesta al 106,8%. I requisiti di liquidità risultano superiori al 100%, quindi oltre i minimi richiesti dalla normativa Basilea 3.

Si evidenzia che tali requisiti devono essere soddisfatti a livello consolidato e pertanto fanno riferimento al Gruppo BPER nel suo complesso.

INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

1. Distribuzione temporale per durata residua contrattuale delle attività e passività finanziarie

Voci/ Scaglioni temporali A
vista
Da oltre
1 giorno
a 7 giorni
Da oltre
7 giorni
a 15 giorni
Da oltre
15 giorni
a 1 mese
Da oltre 1
mese fino a 3
mesi
Da oltre 3
mesi fino a 6
mesi
Da oltre 6
mesi fino a 1
anno
Da oltre 1
anno fino a 5
anni
Oltre
5 anni
Durata
indeterminata
A.
Attività per cassa
161.320 4.516 3.895 16.332 28.181 30.964 61.186 235.328 442.302 3.424
A.1 Titoli di Stato - - - - - - - 23.452 231.449 -
A.2 Altri titoli di debito - - - - - - - 1.054 - -
A.3 Quote OICR - - - - - - - - - -
A.4 Finanziamenti 161.320 4.516 3.895 16.332 28.181 30.964 61.186 210.822 210.853 3.424
- Banche 110.692 - - 5.747 - - - - - -
- Clientela 50.628 4.516 3.895 10.585 28.181 30.964 61.186 210.822 210.853 3.424
B.
Passività per cassa
549.860 1.177 1.825 74.575 27.284 16.015 62.973 198.632 5.000 -
B.1 Depositi e conti correnti 545.916 1.027 1.184 1.992 10.930 11.952 14.144 7.229 - -
- Banche 8.040 - - - - - - - - -
- Clientela 537.876 1.027 1.184 1.992 10.930 11.952 14.144 7.229 - -
B.2 Titoli di debito 90 150 641 339 16.354 4.063 48.829 62.403 5.000 -
B.3 Altre passività 3.854 - - 72.244 - - - 129.000 - -
C.
Operazioni fuori bilancio
C.1 Derivati finanziari con scambio di capitale
- Posizioni lunghe - 229 - - - - - - - -
- Posizioni corte - 228 - - - - - - - -
C.2 Derivati finanziari senza scambio di capitale
- Posizioni lunghe - - - - - - - - - -
- Posizioni corte
C.3 Depositi e finanziamenti da ricevere
- - - - - - - - - -
- Posizioni lunghe - - - - - - - - - -
- Posizioni corte - - - - - - - - - -
C.4 Impegni a erogare fondi
- Posizioni lunghe - - - - - - - 25 78 -
- Posizioni corte - - - - - - - 25 3.048 -
C.5 Garanzie finanziarie rilasciate - - - - - - - - - -
C.6 Garanzie finanziarie ricevute - - - - - - - - - -
C.7 Derivati creditizi con scambio di capitale
- Posizioni lunghe - - - - - - - - - -
- Posizioni corte - - - - - - - - - -
C.8 Derivati creditizi senza scambio di capitale
- Posizioni lunghe - - - - - - - - - -
- Posizioni corte - - - - - - - - - -

Sezione 5 - Rischi operativi

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio operativo

Per rischio operativo si intende "il rischio di perdite derivanti dalla inadeguatezza o dalla disfunzione di processi, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni, ivi compreso il rischio giuridico20".

Il Gruppo BPER Banca adotta il metodo standardizzato TSA (Traditional Standardised Approach) per il calcolo del Requisito Patrimoniale individuale a fronte del rischio operativo. Il calcolo dei requisiti di Fondi Propri con il metodo standardizzato avviene determinando la media triennale della somma del requisito annuale di Fondi Propri per le linee di business nelle quali è stato classificato l'Indicatore Rilevante21 .

Si evidenzia che, facendo leva sui principi di separatezza nell'assetto organizzativo ed indipendenza delle funzioni che esercitano le attività di controllo di secondo e terzo livello, sono previste:

  • un'attività di controllo dei rischi operativi di primo livello;
  • una funzione di controllo dei rischi operativi di secondo livello accentrata presso la Direzione Rischi, segnatamente il Servizio Rischi di Credito e Operativi;
  • una funzione deputata ai controlli di terzo livello attribuita alla Direzione Revisione Interna, nel rispetto del Sistema dei controlli interni previsti dal Gruppo.

La gestione del rischio operativo si basa sui seguenti principi:

  • identificazione: i rischi operativi sono identificati, segnalati e riportati al vertice aziendale;
  • misurazione e valutazione: il rischio è quantificato determinandone gli impatti sui processi aziendali anche sotto il profilo economico;
  • monitoraggio: è garantito il monitoraggio dei rischi operativi e dell'esposizione a perdite rilevanti, generando flussi informativi che favoriscono una gestione attiva del rischio;
  • mitigazione: sono adottati gli interventi gestionali ritenuti opportuni per mitigare i rischi operativi;
  • reporting: è predisposto un sistema di reporting per rendicontare la gestione dei rischi operativi.

Il sistema di raccolta e conservazione dei dati di perdita si sostanzia nel processo di Loss Data Collection di Gruppo che consente la raccolta e l'archiviazione degli eventi di perdita operativa.

Il processo di Loss Data Collection è supportato da appositi strumenti informatici, oggetto di costante evoluzione, volti a garantire l'integrità e la qualità dei dati.

La valutazione dell'esposizione ai rischi operativi, svolta tramite Risk Self Assessment e Scenario Analysis, ha lo scopo di determinare, con un orizzonte temporale annuale e per i segmenti di operatività rilevanti:

  • il grado di esposizione ai rischi operativi;
  • la valutazione dell'adeguatezza dei processi e dei controlli di linea.

A partire dal 2015 il Gruppo ha implementato un framework di analisi del rischio informatico, conforme alla Circolare n. 285 del 17 dicembre 2013, con l'obiettivo di fornire una rappresentazione della situazione attuale di rischio e delle eventuali azioni di rimedio necessarie per non eccedere la soglia di propensione definita.

A partire dal 2017 il Gruppo ha implementato un framework di gestione del rischio reputazionale, coerente con le normative e le best practice di riferimento, con la finalità di presidiarlo e monitorarlo nel continuo ed evidenziare e mitigare eventuali situazioni anomale. A tal fine non sono stati definiti obiettivi e limiti di esposizione ed operativi in quanto a fronte del rischio reputazionale non è prevista una quantificazione del capitale interno.

20Cfr. Regolamento (UE) n. 575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento (CRR) – Parte uno, Titolo I, art. 4. Il rischio giuridico è inteso come rischio di perdite derivanti da violazioni di leggi o regolamenti, da responsabilità contrattuale o extra-contrattuale ovvero da altre controversie.

21 Cfr. CRR – Parte tre, Titolo III, Capo 3, art. 317.

La Capogruppo predispone report di dettaglio per rendicontare all'Alta Direzione e ai Responsabili delle Unità Organizzative centrali le perdite operative che si sono manifestate nel periodo e le azioni di mitigazione pianificate per la loro soluzione e report alle strutture operative affinché acquisiscano consapevolezza delle perdite generate e delle principali anomalie da mitigare.

Specifica reportistica è prevista anche nel framework di gestione del rischio informatico e del rischio reputazionale.

L'adesione del Gruppo BPER Banca a DIPO22 consente di ottenere flussi di ritorno delle perdite operative segnalate dalle altre banche italiane aderenti. La Capogruppo utilizza attualmente tali flussi per analisi di posizionamento rispetto a quanto segnalato dal sistema e come supporto a specifiche valutazioni sui processi per avviare eventuali interventi correttivi.

Sono parte della gestione dei rischi operativi le linee di intervento nell'ambito del Business Continuity Management. Esse sono orientate a mantenere ad un livello opportuno l'attenzione sulla continuità operativa e ad evitare che l'impianto organizzativo (regole, valutazioni d'impatto, scenari, misure d'emergenza, piani operativi, ecc.), sviluppato per la continuità dei processi critici aziendali, perda progressivamente di rilevanza.

INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

Si riporta di seguito la distribuzione percentuale del numero di eventi e delle perdite operative registrate nel 2018, suddivise nelle seguenti classi di rischio:

  • frode interna: perdite dovute a frode, appropriazione indebita o elusione di leggi, regolamenti o direttive aziendali, ad esclusione degli episodi di discriminazione o di mancata applicazione di condizioni paritarie, in cui sia coinvolta almeno una risorsa interna dell'ente;
  • frode esterna: perdite dovute a frode, appropriazione indebita o violazione/elusione di leggi da parte di terzi;
  • rapporto di impiego e sicurezza sul lavoro: perdite derivanti da atti non conformi alle leggi o agli accordi in materia di impiego, salute e sicurezza sul lavoro, dal pagamento di risarcimenti a titolo di lesioni personali o da episodi di discriminazione o di mancata applicazione di condizioni paritarie;
  • clienti, prodotti e prassi professionali: perdite derivanti da inadempienze, involontarie o per negligenza, relative a obblighi professionali verso clienti specifici (inclusi i requisiti di affidabilità e di adeguatezza), ovvero dalla natura o dalle caratteristiche del prodotto;
  • danni a beni materiali: perdite dovute a danneggiamento o a distruzione di beni materiali per catastrofi naturali o altri eventi;
  • interruzioni dell'operatività e disfunzioni dei sistemi: perdite dovute a interruzioni dell'operatività o a disfunzioni dei sistemi;
  • esecuzione, consegna e gestione dei processi: perdite dovute a carenze nel trattamento delle operazioni o nella gestione dei processi, nonché perdite dovute alle relazioni con controparti commerciali e fornitori.

22 Database Italiano Perdite Operative a cui il Gruppo BPER Banca partecipa dal 2003. L'Osservatorio DIPO è un Servizio dell'Associazione Bancaria Italiana nato per supportare lo sviluppo dell'Operational Risk Management e per creare una metodologia di raccolta e di scambio di informazioni sulle perdite operative sperimentate dagli aderenti.

Figura 1 – Composizione frequenza

Figura 2 – Composizione perdita effettiva lorda

Dall'analisi delle figure emerge che la tipologia di evento più rilevante in termini di frequenza e impatto economico risulta "clientela, prodotti e prassi professionali" con pesi rispettivamente del 50% e 75%.

Il rischio operativo calcolato secondo il metodo standardizzato (TSA) ammonta al 31 dicembre 2018 a Euro 2,988 milioni di euro.

PARTE F – INFORMAZIONI SUL PATRIMONIO

Sezione 1 – Il patrimonio dell'impresa

A. Informazioni di natura qualitativa

Il patrimonio netto aziendale si compone del capitale sociale e delle riserve, a qualunque titolo costituite, nonché del risultato d'esercizio.

B - Informazioni di natura quantitativa

B.1 Patrimonio dell'impresa: composizione

Voci/Valori 31-dic-18 31-dic-17
1.
Capitale
33.280 33.280
2.
Sovrapprezzi di emissione
- -
3. Riserve 14.743 17.972
- di utili 8.582 11.811
a) legale 6.656 6.656
b) statutaria 4.477 3.517
c) azioni proprie - -
d) altre (2.551) 1.638
- altre 6.161 6.161
4. Strumenti di capitale - -
5. (Azioni proprie) - -
6. Riserve da valutazione (1.495) 4.513
Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva
-
4 359
-
Copertura di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività
- -
complessiva
-
Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto
sulla redditività complessiva
(4.890) 847
-
Attività materiali
- -
-
Attività immateriali
- -
-
Copertura di investimenti esteri
- -
Copertura dei flussi finanziari
-
- -
-
Strumenti di copertura (elementi non designati)
- -
-
Differenze di cambio
- -
-
Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione
- -
-
Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico
(variazioni del proprio merito creditizio)
- -
-
Utili (perdite) attuariali relativi a piani previdenziali a benefici definiti
(849) (933)
-
Quote delle riserve da valutazione relative alle partecipate valutate al
patrimonio netto
- -
Leggi speciali di rivalutazione
-
4.240 4.240
7. Utile (perdita) d'esercizio 717 960
Totale 47.245 56.725

B.2 Riserve da valutazione delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione

Attività/Valori 31-dic-18 31-dic-17
Riserva positiva Riserva negativa Riserva positiva Riserva negativa
1. Titoli di debito 91 4.981 2.174 1.326
2. Titoli di capitale 5 1 358 -
3. Finanziamenti - - - -
Totale 96 4.982 2.532 1.326

B.3 Riserve da valutazione delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: variazioni annue

Titoli di
debito
Titoli di
capitale
Finanziamenti
1. Esistenze iniziali 847 359 -
2. Variazioni positive 4.308 5 -
2.1 Incrementi di fair value 4 4 -
2.2 Rettifiche di valore per rischio di credito 21 X -
2.3 Rigiro a conto economico di riserve negative: da realizzo 13 X -
2.4 Trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto
(titoli di capitale)
- - -
2.5 Altre variazioni 4.270 1 -
3. Variazioni negative 10.045 360 -
3.1 Riduzioni di fair value 7.169 28 -
3.2 Riprese di valore per rischio di credito 183 - -
3.3 Rigiro a conto economico da riserve positive:
da realizzo
2.566 X -
3.4 Trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto
(titoli di capitale)
- - -
3.5 Altre variazioni 127 332 -
4. Rimanenze finali (4.890) 4 -

B.4 Riserve da valutazione relative a piani a benefici definiti: variazioni annue

Voci/Valori 31-dic-18 31-dic-17
1. Esistenze iniziali (933) (993)
2. Variazioni positive 141 190
2.1 Utili attuariali 141 190
2.2 Altre variazioni - -
3. Variazioni negative 57 130
3.1 Perdite attuariali 30 112
3.2 Altre variazioni 27 18
4. Rimanenze finali (849) (933)

Sezione 2 – I fondi propri e i coefficienti di vigilanza

L'informativa sui fondi propri e sull'adeguatezza patrimoniale viene rappresentata nel documento "Informativa al Pubblico – Pillar 3 al 31 dicembre 2018" predisposto sulla base del dettato regolamentare costituito dalla Circolare n. 285 del 17 dicembre 2013 e successivi aggiornamenti, emanata da Banca d'Italia, e dal Regolamento (UE) n. 575/2013 del parlamento Europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013 (CRR).

Il documento è congiuntamente con i documenti di bilancio sul sito della Capogruppo http://istituzionale.bper.it

Parte G - OPERAZIONI DI AGGREGAZIONE RIGUARDANTI IMPRESE O RAMI D'AZIENDA

La Banca non ha effettuato nell'esercizio in corso alcuna operazione di aggregazione riguardanti imprese o rami d'azienda.

Parte H - OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

1. Informazioni sui compensi dei dirigenti con responsabilità strategica

31-dic-18 31-dic-17
A. Compensi agli Amministratori 338 320
A.1 benefici a breve termine 338 320
B. Compensi al Collegio Sindacale 103 103
b1 benefici a breve termine 103 103
C. Compensi alla Direzione Generale 599 600
c1 benefici a breve termine 567 566
c2 benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro 32 34

I valori indicati sono stati determinati come previsto dallo IAS 24 par.17.

2. Informazioni sulle transazioni con parti correlate

Si è provveduto all'individuazione delle parti correlate così come definite dallo IAS 24.

Secondo tale principio sono considerate parti correlate:

    1. Le società controllate, controllanti oppure soggette a controllo congiunto.
    1. Le società che possono esercitare un'influenza notevole sulla società che redige il bilancio.
    1. Le società collegate.
    1. Le persone fisiche che hanno direttamente o indirettamente un potere di voto nell'impresa che redige il bilancio che conferisca loro un'influenza dominante sull'impresa.
    1. Gli amministratori e i dirigenti con responsabilità strategiche.
    1. Gli stretti famigliari di uno dei soggetti di cui ai punti 4 e 5.
    1. Società controllate o controllate congiuntamente da uno dei soggetti di cui ai punti 5 e 6.
    1. Fondi pensionistici dei dipendenti o qualsiasi altra entità agli stessi correlata.

Sono considerati famigliari stretti: il convivente e i figli del soggetto, i figli del convivente, le persone a carico del soggetto o del convivente.

I rapporti con le parti correlate sono regolati in base alle condizioni di mercato previste per le singole operazioni o allineati, qualora ve ne siano i presupposti, alle condizioni applicate al personale dipendente. Non sono stati effettuati accantonamenti specifici nell'esercizio per perdite su crediti verso entità correlate.

Attivo Passivo Garanzie
rilasciate
Garanzie
ricevute
Ricavi Costi
1. Controllante 115.505 80.542 - 2.000 922 619
2. Altre Società del Gruppo 16.248 2.028 - - 519 2.025
3. Amministratori, Sindaci e
Direzione generale
- 706 - - 6 10
4. Altre parti correlate 42 137 - - 112 1
Totale 131.795 83.413 - 2.000 1.559 2.655

PARTE I - ACCORDI DI PAGAMENTO BASATI SU PROPRI STRUMENTI PATRIMONIALI

A. INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

1. Descrizione degli accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali

La Cassa di Risparmio di Saluzzo S.p.A. non ha in essere accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali.

Parte L – INFORMATIVA DI SETTORE

La Banca non è un emittente quotato, pertanto non è tenuta alla pubblicazione dell'informativa di settore. L'obbligo è assolto dalla Capogruppo all'interno del Bilancio consolidato.

SINTESI DELLA DELIBERA DI APPROVAZIONE DELL'ASSEMBLEA ORDINARIA

L'assemblea ordinaria, nella quale era rappresentato l'intero capitale sociale costituito da 64.000.000 di azioni da nominali € 0,52, si è tenuta il 15 aprile 2019 in Saluzzo, nella sede di Corso Italia n. 86.

L'assemblea ha approvato:

  • il Bilancio chiuso al 31 dicembre 2018 con lo Stato Patrimoniale, il Conto Economico, il Prospetto della Redditività Complessiva, il Prospetto delle variazioni del Patrimonio Netto, il Rendiconto Finanziario, la Nota Integrativa dell'esercizio 2018 ed i relativi allegati, nonché la Relazione degli Amministratori sulla gestione, prendendo atto della Relazione del Collegio Sindacale e della Relazione della Società di revisione indipendente;
  • la proposta di destinare l'utile netto dell'esercizio ad incremento della riserva di utili denominata "Riserva statutaria", così come previsto in chiusura della Relazione degli Amministratori sulla gestione.

ALLEGATI AL BILANCIO

PROSPETTO RIEPILOGATIVO DEI DATI ESSENZIALI DEL BILANCIO DELLA CAPOGRUPPO AL 31/12/2017

Con riferimento all'articolo 2497-bis del Codice Civile forniamo un prospetto riepilogativo in migliaia di euro dei dati essenziali dell'ultimo bilancio approvato della Capogruppo:

Voci dell'attivo 31.12.2017
Crediti verso banche e somme liquide 4.210.788
Crediti verso clientela 37.390.989
Attività finanziarie 14.096.872
Partecipazioni, Attività materiali ed immateriali 2.442.070
Attività fiscali e diverse 2.039.467
Totale attivo 60.180.186
Voci del passivo 31.12.2017
Debiti verso banche 16.541.841
Debiti verso clientela 30.386.711
Titoli in circolazione e passività finanziarie 6.693.222
Passività diverse e fondi 1.671.582
Patrimonio netto 4.886.830
Totale passivo 60.180.186
Voci di Conto economico 31.12.2017
Margine di interesse 803.472
Commissioni nette 558.305
Profitti (Perdite) da operazioni finanziarie 114.920
Margine di intermediazione 1.476.697
Rettifiche\Riprese di valore nette per deterioramento crediti ed altre attività finanziarie (501.757)
Risultato della gestione finanziaria
974.940
Costi operativi (938.557)
Avviamento negativo 190.892
Utili (Perdite) delle partecipazioni e da cessione di investimenti (6.828)
Utile lordo dell'operatività corrente 220.447
Imposte sul reddito dell'esercizio (11.603)

CORRISPETTIVI DI REVISIONE LEGALE E DEI SERVIZI DIVERSI DALLA REVISIONE

Il prospetto, redatto ai sensi dell'art. 149 – duodecies del Regolamento Emittenti Consob (Delibera n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni), evidenzia i corrispettivi di competenza dell'esercizio 2018 per i servizi di revisione e per quelli diversi, resi dalla società di revisione Deloitte & Touche S.p.A. Tali corrispettivi rappresentano i costi sostenuti ed iscritti nel bilancio, al netto dei rimborsi spese, dell'IVA indetraibile e del contributo CONSOB.

(dati in migliaia di euro)
Tipologia di servizi Soggetto che ha erogato il servizio Compensi
Revisione legale Deloitte & Touche S.p.A. 25
Servizi di attestazione Deloitte & Touche S.p.A. 9(*)
Altri servizi Deloitte & Touche S.p.A. 2(**)
Totale 36

(dati in unità di euro)

(*) attività di verifica della segnalazione TLTRO2

(**) attività connessa alle verifiche per apposizione del visto di conformità ai fini della Dichiarazione 2018.

ELENCO DELLE PROPRIETA' IMMOBILIARI AL 31/12/2018

Ubicazione degli immobili Valore lordo
del
fabbricato
Fondo
ammortamento
Valore di
bilancio
del
fabbricato
Valore di
bilancio
del terreno
Valore
complessivo
di bilancio
Saluzzo - Corso Italia, 86 7.288.972 2.016.966 5.272.006 1.570.769 6.842.775
Costigliole S. - Via Savigliano, 1 91.427 25.681 65.746 65.746
Costigliole S. - Via V.Veneto
angolo Via Savigliano
277.373 87.203 190.170 190.170
Envie - Via Roma, 82 113.116 27.150 85.966 85.966
Envie - Via S. Rocco, 1 178.035 49.850 128.185 128.185
Lagnasco - Piazza Re Umberto I, 1 442.477 130.979 311.498 41.000 352.498
Manta - Via Garibaldi, 15 bis 25.000 7.000 18.000 18.000
Piasco - Via Umberto I 165.000 46.200 118.800 118.800
Sampeyre - Piazza della Vittoria, 6 173.200 50.084 123.116 21.000 144.116
Sanfront - Piazza Statuto, 3 251.800 92.268 159.532 159.532
Scarnafigi - Piazza V.Emanuele II, 13 220.000 61.600 158.400 158.400
Torino - V. F.lli Carle ang. V. Giovanni
da Verazzano
503.520 163.048 340.472 340.472
Busca - Piazza Marconi, 16 275.060 65.678 209.382 209.382
TOTALE 10.004.980 2.823.707 7.181.273 1.632.769 8.814.042

Prospetto ai sensi dell'art.10, L.19-3-83 n.72, delle rivalutazioni effettuate in relazione a beni tuttora in patrimonio

(dati in unità di euro)
Immobilizzazioni materiali : Immobili Importo rivalutazione
Ubicazione L. 2-12-75 n. 576 L. 19-3-83 n. 72 Totale
Saluzzo – Corso Italia, 86 140.342 926.333 1.066.675
Totale 140.342 926.333 1.066.675

ELENCO DEGLI INVESTIMENTI PARTECIPATIVI AL 31/12/2018

(dati in unità di euro)
Società/Ente Sede Partecipaz. in % Valore
nominale
totale
Valore di
bilancio
- Banca d'Italia Roma 0,001 100.000 100.000
- Finpiemonte Partecipazioni S.p.A. Torino 0,055 16.511 20.033
- EUROFIDI - Società Consortile di Garanzia Collettiva Fidi S.c.a r.l. Torino 0,073 26.280 -
- Gestione Esazioni Convenzionate S.p.A. in liquidazione Cuneo 14,234 711.720 -
- S.I.A. S.p.A. Milano 0,002 354 666
- Society for Worldwide Interbank Financial Telecomunication S.C. Belgio - La Hulpe 0,001 125 3.964
- Caricese Srl Bologna 0,016 255 4
- Tradizione delle Terre Occitane S.c.a.r.l. Caraglio 16,407 6.382 6.382
- Egea - Ente Gestione Energia e Ambiente Spa Alba 0,481 251.685 917.787
- GAL Escartons e Valli Valdesi S.r.l. Luserna S.G. 8,606 5.000 5.000
- BPER Services S.c.p.A. Modena 0,400 43.680 80.069
- BPER Credit Management S.c.p.A. Modena 1,000 10.000 10.000
- BANCOMAT SpA Roma 0,054 594 952
- CR Cesena (attraverso schema volontario FITD) 209.940 -
- CR Cesena Rimini San Miniato (attraverso schema volontario FITD) 427.951 16.494
1.810.477 1.161.351

TRANSIZIONE ALL'IFRS 9

Modalità di rappresentazione patrimoniale degli effetti alla transizione al principio contabile IFRS9

Con riferimento alle modalità di rappresentazione degli effetti di prima applicazione del principio, la Cassa di Risparmio di Saluzzo Spa ha adottato la facoltà prevista dal principio23, secondo cui – ferma restando l'applicazione retrospettiva delle nuove regole di misurazione e rappresentazione richiesta dallo Standard – non è prevista la riesposizione obbligatoria su basi omogenee dei dati di confronto nel bilancio di prima applicazione del nuovo principio.

Secondo le indicazioni contenute nell'atto di emanazione del 5° aggiornamento della Circolare n.262 di Banca d' Italia le banche che fanno ricorso all'esenzione dall'obbligo di rideterminazione dei valori comparativi devono includere nel primo bilancio redatto in base alla nuova Circolare n.262 un prospetto di raccordo che evidenzi la metodologia utilizzata e fornisca una riconciliazione tra i dati dell'ultimo bilancio approvato ed il primo bilancio redatto in base alle nuove disposizioni.

Prospetto di raccordo tra Schemi Contabili previsti dalla circolare 262 4° aggiornamento e Schemi Contabili previsti dalla Circolare 262 5° aggiornamento al 31 dicembre 2017 (riclassifica saldi al 31 dicembre 2017)

Sono riportati di seguito i prospetti di raccordo tra gli Schemi Contabili previsti dalla Circolare 262 4° aggiornamento e gli Schemi Contabili previsti dalla Circolare 262 5° aggiornamento della Banca d'Italia, che recepisce l'adozione dei criteri di presentazione previsti dall'IFRS9. In tali prospetti i saldi contabili al 31 dicembre 2017 (valori determinati secondo lo IAS 39) sono ricondotti alle nuove voci contabili secondo le riclassificazioni resesi necessarie sulla base dei nuovi criteri di classificazione introdotti dall'IFRS9, che non comprendono l'applicazione delle nuove logiche di misurazione e, quindi, sono esposti senza variazioni in termini di totale attivo e totale passivo.

23 Paragrafo 7.2.15 dell'IFRS9

Attivo

(in migliaia) Circolare 262/2005 5° aggiornamento
20. Attività finanziarie valutate al fair
value con impatto a conto economico
30. Attività
finanziarie
40. Attività finanziarie
valutate
al costo ammortizzato
60.
Adeguame
nto
80.
Riserve
tecniche a
carico
dei
riassicurat
ori
100. Attività fiscali 120. Attività
Circolare 262/2005
4° aggiornamento
ATTIVO
31.12.2017
IAS 39
10. Cassa e
disponibilità
liquide
a) attività
finanziarie
detenute
per la
negoziazio
ne
b) attività
finanziarie
designate
al fair
value
c) altre
attività
finanziarie
obbligatoriam
ente
valutate al
fair
value
valutate
al fair value
con
impatto sulla
redditività
complessiva
b) crediti
a) crediti
verso
verso
banche
clientela
50.
Derivati di
copertura
di valore
delle
attività
finanziarie
oggetto di
copertura
generica
$(+/-)$
70.
Partecipazio
ni
80. Attività 90. Attività
materiali
immateriali a) correnti b)
anticipate
non correnti
e gruppi di
attività in via
di
dismissione
120. Altre
attività
10. Cassa e disponibilità liquide 6.960 6.960 ÷ $\overline{\phantom{a}}$ $\blacksquare$ $\ddot{\phantom{0}}$
20. Attività finanziarie detenute per la negozi 4 $\sim$ 4 ٠ ٠ ۰ $\sim$ ۰
30. Attività finanziarie valutate al fair value ٠ $\sim$ $\sim$ $\sim$
40. Attività finanziarie disponibili per la vendi 280.179 $\sim$ $\sim$ ×. 918 204.734 $\sim$ 74.527 $\sim$ ٠ ٠ $\sim$ ٠ ٠ ٠ ٠ $\sim$
50. Attività finanziarie detenute fino alla scad ÷ $\sim$ $\sim$ $\sim$ $\sim$ $\sim$ ÷ $\blacksquare$ ×. ÷ ×. $\sim$ $\blacksquare$ $\sim$ ۰ $\sim$ ÷ $\sim$
60. Crediti verso banche 108.369 $\overline{\phantom{a}}$ 108.369 $\sim$
70. Crediti verso clientela 652.979 $\sim$ $\blacksquare$ $\sim$ ٠ 652.979 $\sim$ $\overline{a}$ $\blacksquare$ $\overline{\phantom{a}}$ $\sim$
80. Derivati di copertura 382 $\sim$ $\sim$ $\sim$ ٠ $\sim$ ٠ $\sim$ 382 $\sim$ $\sim$ $\overline{\phantom{a}}$ $\overline{\phantom{a}}$ $\sim$ ٠ $\sim$ $\sim$ ٠.
90. Adequamento di valore delle attività finanziarie ä, $\overline{\phantom{a}}$ ÷. $\overline{\phantom{a}}$ ٠ ٠ $\sim$
100. Partecipazioni ۰ $\sim$ ٠ $\overline{\phantom{a}}$ $\overline{\phantom{a}}$ $\sim$ ٠ $\sim$
110. Riserve tecniche a carico dei riassicuratori ۰ ۰ $\overline{\phantom{a}}$ ۰ $\blacksquare$ ٠ ۰ $\sim$ $\sim$
110. Attività materiali 9.997 $\sim$ ٠ $\sim$ $\blacksquare$ $\sim$ $\tilde{\phantom{a}}$ $\sim$ 9.997 $\sim$ $\sim$ ۰ $\sim$ $\sim$
120. Attività immateriali 13 $\sim$ $\sim$ $\overline{\phantom{a}}$ $\sim$ ٠ $\sim$ ٠ ٠ $\mathbf{r}$ 13 ٠ $\sim$ $\sim$
130. Attività fiscali 9.780 $\sim$ ÷. $\sim$ 298 9.482 ×.
a) correnti 298 $\blacksquare$ $\blacksquare$ ٠ . ٠ ۰ $\blacksquare$ $\sim$ 298 $\sim$ ٠ $\sim$
b) anticipate 9.482 $\sim$ ٠ ٠ $\sim$ $\sim$ ٠ ۰ $\blacksquare$ ٠ 9.482 $\sim$ $\sim$
150. Attività non correnti e gruppi di attività in via di ٠ ÷ $\overline{a}$ $\overline{a}$ $\sim$ ٠ $\sim$ $\sim$
150. Altre attività 8.186 ÷ ۰ ٠ ٠ ٠ ٠ $\sim$ ٠ ٠ 8.186
Totale dell'attivo 1.076.849 6.960 4 918 204.734 108.369 727.506 382 9.997 13 298 9.482 8.186

L'applicazione delle nuove regole di classificazione e misurazione alle attività finanziarie della Cassa di Risparmio di Saluzzo ha determinato la riallocazione per Euro 204,466 milioni di attività finanziarie disponibili per la vendita ai sensi dello IAS 39 tra le attività finanziarie valutate al Fair Value con impatto sulla redditività complessiva, nonché le seguenti riclassifiche:

  • per Euro 74,527 milioni di attività finanziarie disponibili per la vendita ai sensi dello IAS 39 fra le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato a seguito della modifica del modello di business (e del necessario superamento del test SPPI) ;
  • i titoli di capitale classificati fra le attività disponibili per la vendita ai sensi dello IAS 39, pari a Euro 1,186 milioni sono stati allocati per Euro 268 mila tra le attività finanziarie per le quali è stata esercitata irrevocabilmente l'opzione di valutazione al fair value con impatto a patrimonio netto (senza riciclo a conto economico) e per Euro 918 mila tra le attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value con impatto a conto economico.

Passivo

10. Passività finanziarie valutate al
costo ammortizzato
30. 50.
Adeguamento
60. Passività fiscali 70. 90. 100. Fondi per rischi e oneri 150.
Circolare 262/2005
4° aggiornamento
PASSIVO
31.12.2017
IAS 39
a) debiti
verso
banche
b) debiti
verso
clientela
c) titoli in
circolazio
ne
20. Passività
finanziarie
di
negoziazione
Passività
finanziarie
desionate
al fair
value
40.
Derivati
di
copertura
di valore delle
attività
finanziarie
oggetto di
copertura
generica (+/-)
a) corrent b) differite Passività
associate
ad attività
invia di
dismissione
80. Altre
passività
Trattamento
di fine
rapporto
del
personale
a) impegni
e garanzie
rilasciate
b)
quiescenza
e
obblighi simili
c) altri
fondi per
rischi ed
oneri
110.
Riserve
tecniche
110.
Riserve
da
valutazione
130.
Azioni
rimborsabili
140.
Strumenti di
capitale
140
Riserve
Sovrap
prezzi
di
emissio
ne
160
Capitale
170.
Azioni
proprie $(-)$
180. Utile
(Perdita)
d'esercizio
$(+/-)$
10. Debiti verso banche 209.908 209.908 ٠ $\sim$ ٠ ٠ $\sim$
20. Debiti verso clientela 595.298 595.298
30. Titoli in circolazione 192.724 $\overline{\phantom{a}}$ ÷ 192.724 $\sim$ ٠
٠
$\blacksquare$ $\sim$ $\overline{\phantom{a}}$ $\overline{\phantom{a}}$
40. Passività finanziarie di negoziazione $\overline{4}$ $\overline{\mathbf{4}}$ $\sim$ ٠ ٠ ÷
50. Passività finanziarie valutate al fair value $\sim$ $\sim$
60. Derivati di copertura $\sim$ $\tilde{\phantom{a}}$ $\sim$ $\overline{\phantom{a}}$
٠
٠ $\sim$
70. Adequamento di valore delle attività
finanziarie oggetto di copertura generica (+/-
×.
80. Passività fiscali 2.794 2.794
a) correnti $\sim$ $\blacksquare$ $\overline{\phantom{a}}$ ۰
b) differite 2.794 ٠ $\sim$ $\sim$ $\overline{\phantom{a}}$ $\sim$ $\sim$ 2.794
٠
$\sim$ $\sim$ $\sim$ $\mathbf{r}$ $\sim$ ÷ ÷ ×. ÷ A ÷ ÷ $\sim$
90. Passività associate ad attività in via di $\sim$
dismissione 13.793 13.759 34
100. Altre passività
110. Trattamento di fine rapporto del
personale
3.339 ٠ $\sim$
3.339
$\blacksquare$
120. Fondi per rischi ed oneri 2.264 $\blacksquare$ $\blacksquare$ 1.021 1.243
a) quiescenza e obblighi simili 1.021 $\sim$ ٠ ÷ $\sim$ ÷ $\sim$ $\sim$ $\sim$
÷
$\sim$ $\sim$ ×. ÷ 1.021 $\sim$ $\sim$ $\sim$ $\sim$ $\sim$ ٠ $\sim$ $\sim$ $\sim$
b) altri fondi 1.243 ×. ٠ ٠ ÷ ٠
٠
٠ $\sim$ ٠ 1.243 ٠ $\sim$ ٠ ٠ ×. ٠
130. Riserve tecniche $\sim$ $\sim$ $\overline{\phantom{a}}$ $\sim$ $\sim$ $\sim$ $\overline{\phantom{a}}$ $\sim$ $\sim$
$\sim$
$\overline{\phantom{a}}$ $\sim$ $\sim$ ÷ $\sim$ $\sim$ $\sim$ $\overline{\phantom{a}}$ $\sim$ $\overline{\phantom{a}}$ $\sim$ $\sim$ $\overline{\phantom{a}}$
130. Riserve da valutazione 4.513 ä 4.513 $\tilde{\phantom{a}}$ $\sim$ ÷
150. Azioni rimborsabili $\sim$
160. Strumenti di capitale $\overline{\phantom{a}}$
160. Riserve 17.972 $\sim$ ÷ $\sim$ $\sim$ $\sim$
$\sim$
÷ ÷ ×. ٠ $\sim$ $\sim$ ÷ $\sim$ $\sim$ $\sim$ 17.972 $\sim$ ÷
170. Sovrapprezzi di emissione $\sim$ ×. ÷ ×. ÷ ٠
×.
٠ $\sim$ ٠ A ×. $\sim$ ÷. $\overline{\phantom{a}}$ ×.
180. Capitale 33.280 $\overline{\phantom{a}}$ $\blacksquare$ $\ddot{\phantom{0}}$ $\sim$ $\sim$ ÷,
÷.
$\overline{\phantom{a}}$ $\sim$ $\sim$ $\blacksquare$ $\sim$ $\overline{\phantom{a}}$ $\tilde{\phantom{a}}$ $\sim$ $\blacksquare$ $\sim$ 33.280 $\sim$
190. Azioni proprie (-) $\sim$ ٠ $\overline{\phantom{a}}$ $\sim$ ٠
٠
۰ ٠ $\sim$
200. Utile (Perdita) d'esercizio (+/-) 960 $\sim$ ٠ ٠ ۰ ٠ ٠ ٠ ٠ ٠ 960
Totale del passivo e del patrimonio netto
d'esercizio (+/-)
1.076.849 209.908 595.298
Δ
192.724 $\boldsymbol{\Lambda}$ 2.794
$\sim$
$\sim$ 13.759 3.339 34 1.021 1.243 4.513 17.972 33.280 960

Con riferimento alla classificazione e misurazione delle passività finanziarie nei nuovi portafogli di destinazione IFRS9, non son stati registrati impatti significativi derivanti dalla transazione all'IFRS9. Si evidenzia per completezza:

  • la riclassifica dei fondi per rischio di credito istituiti a fronte di impegni ad erogare fondi e di garanzie finanziarie rilasciate che, ai sensi della circolare 262 di Banca d'Italia 4° aggiornamento, erano allocati tra le Altre passività e che, secondo le nuove istruzioni, confluiscono tra i Fondi per rischi e oneri.

Modifica dei saldi di apertura dello Stato Patrimoniale al 1° gennaio 2018 per effetto dell'applicazione delle nuove regole di misurazione previsti dal principio IFRS9

Nei prospetti a seguire si dà evidenza dei saldi contabili al 31 dicembre 2017 (riclassificati) e della relativa modifica per effetto dell'applicazione delle nuove regole di misurazione e impairment, arrivando a determinare i saldi di apertura IFRS9 al 1° gennaio 2018.

Stato patrimoniale di prima applicazione dell'IFRS9

(dati in unità di euro)
Voci dell'attivo 31/12/2017 Impatto IFRS 9 01/01/2018
10. Cassa e disponibilità liquide 6.960.388 6.960.388
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto
economico
922.260 - 922.260
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 4.473 4.473
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair
value
917.787 917.787
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
204.733.913 204.733.913
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 835.875.479 (2.622.664) 833.252.815
a) crediti verso banche 108.368.909 (18.980) 108.349.929
b) crediti verso clientela 727.506.570 (2.603.684) 724.902.886
50. Derivati di copertura 381.502 381.502
80. Attività materiali 9.996.583 9.996.583
90. Attività immateriali 13.105 13.105
100. Attività fiscali 9.779.820 (467.259) 9.312.561
a) correnti 297.649 297.649
b) anticipate 9.482.171 (467.259) 9.014.912
120. Altre attività 8.186.189 8.186.189
Totale dell'attivo 1.076.849.239 (3.089.923) 1.073.759.316
Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2017 Impatto IFRS 9 01/01/2018
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 997.931.003 - 997.931.003
a) debiti verso banche 209.908.467 209.908.467
b) debiti verso la clientela 595.298.786 595.298.786
c) titoli in circolazione 192.723.750 192.723.750
20. Passività finanziarie di negoziazione 3.907 3.907
60. Passività fiscali 2.793.562 - 2.793.562
b) differite 2.793.562 2.793.562
80. Altre passività 13.758.777 13.758.777
90. Trattamento di fine rapporto del personale 3.338.984 3.338.984
100. Fondi per rischi e oneri: 2.298.433 82.621 2.381.054
a) impegni e garanzie rilasciate 34.046 82.621 116.667
b) quiescenza e obblighi simili 1.021.371 1.021.371
c) altri fondi per rischi e oneri 1.243.016 1.243.016
110. Riserve da valutazione 4.512.581 1.061.507 5.574.088
140. Riserve 17.972.301 (4.234.051) 13.738.250
160. Capitale 33.280.000 33.280.000
180. Utile (Perdita) d'esercizio (+/-) 959.691 - 959.691
Totale del passivo e del patrimonio netto 1.076.849.239 (3.089.923) 1.073.759.316

Classificazione e misurazione

La diversa allocazione delle attività e passività finanziarie nelle nuove categorie contabili previste dall'IFRS 9 e la conseguente diversa modalità di valutazione delle stesse hanno determinato variazioni positive complessive sul patrimonio netto pari ad Euro 1,663 milioni (ante imposte). L'impatto positivo è stato determinato dalla rideterminazione del valore di carico (costo ammortizzato), con conseguente cancellazione della riserva da valutazione, della quota parte di titoli di debito allocati fra le attività finanziarie AFS ai sensi dello IAS 39 e riclassificati fra le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato per effetto dell'attribuzione di un business model "Hold to Collect" (e superamento del test SPPI).

Impairment

L'applicazione delle regole di impairment IFRS 9 alle attività finanziarie (esposizioni per cassa e fuori bilancio) ha determinato variazioni negative complessive sul patrimonio netto pari ad Euro 4,590 milioni (ante imposte). L'impatto negativo è stato determinato prevalentemente da:

  • maggiori rettifiche di valore delle attività finanziarie ordinarie (performing, Stage 1 e Stage 2) valutate al costo ammortizzato (esposizioni per cassa) pari ad Euro 278 mila sui finanziamenti alla clientela, a cui si aggiungono Euro 19 mila sui depositi presso banche ed Euro 57 mila sul portafoglio titoli, principalmente riconducibili all'allocazione di quota parte del portafoglio in bonis in Stage 2, in base ai criteri di stage allocation definiti, con conseguente esigenza di calcolare la perdita attesa per tutta la durata residua delle attività finanziarie, oltre che all'inclusione nel calcolo delle perdite attese di parametri forward looking derivanti dagli scenari macroeconomici futuri.

  • incremento delle svalutazioni per le esposizioni deteriorare verso clientela (Stage 3), per circa Euro 3,932 milioni, derivante principalmente dall'inclusione nel processo di valutazione dei fattori forward looking, in ipotesi multi-scenario con riferimento, in particolare, all'adozione di un "disposal scenario", individuato in funzione degli obbiettivi e previsioni ipotizzate nell'NPE Strategy 2018-2020 del Gruppo BPER Banca quale alternativa al "workout scenario" (quale ordinaria attività di recupero gestito internamente dal Gruppo).

  • maggiori rettifiche di valore a fronte di garanzie concesse ed impegni (irrevocabili e revocabili) ad erogare fondi (esposizioni fuori bilancio) per Euro 83 mila iscritte fra i fondi rischi ed oneri. Tale incremento deriva sia dall'applicazione delle nuove regole in tema di impairment (inclusive della componente forward looking) sia dall'ampliamento del perimetro di applicazione della svalutazione, che include anche gli impegni revocabili.

  • maggiori rettifiche di valore per attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, iscritte nelle riserve da valutazione e riconducibili a titoli di debito per Euro 221 mila.

L'impatto IFRS9 complessivo sul patrimonio netto, inclusivo dell'effetto fiscale, risulta negativo per Euro 3,172 milioni: le riserve da valutazione migliorano di Euro 1,062 milioni, mentre si rileva di una riserva di utili (riserva di FTA) negativa per Euro 4,234 milioni.