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Bialetti Industrie Annual Report 2015

Apr 7, 2016

4065_10-k-afs_2016-04-07_1b8f7975-dc37-4bc9-b521-f1a9b9496260.pdf

Annual Report

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RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE AL 31 DICEMBRE 2015

BIALETTI INDUSTRIE S.p.A. Via Fogliano n. 1 - 25030 Coccaglio (BS) Capitale sociale Euro 7.997.530,55 i.v. Iscritta nel Registro delle Imprese del Tribunale di Brescia Codice fiscale e partita I.V.A. n. 03032320248 n. 443939 del R.E.A. presso C.C.I.A.A. di BRESCIA

Documento approvato dal Consiglio di Amministrazione del 24 marzo 2016 Il documento è disponibile nel sito internet www.bialettigroup.it

INDICE

ORGANI SOCIALI ALLA DATA DEL 24 MARZO 2016 5
DISCLAIMER 6
RELAZIONE SULLA GESTIONE 7
SINTESI RISULTATI 7
LA STRUTTURA DEL GRUPPO 11
I MARCHI E I PRODOTTI ICONA 12
COMPOSIZIONE DELL'AZIONARIATO 13
CORPORATE GOVERNANCE 13
INFORMATIVA AI SENSI DELL'ART. 123-BIS DEL TUF 14
ATTIVITÀ DI DIREZIONE E COORDINAMENTO 14
INFORMAZIONI SULLE SOCIETÀ RILEVANTI EXTRA UE 14
EVENTI SIGNIFICATI DELL'ESERCIZIO 2015 14
MERCATO, BUSINESS, LANCIO DI NUOVI PRODOTTI 18
ANDAMENTO ECONOMICO, PATRIMONIALE E FINANZIARIO DEL GRUPPO 26
ATTIVITA' DI RICERCA E SVILUPPO 33
ANDAMENTO DELLE SOCIETA' DEL GRUPPO 34
GESTIONE DEI RISCHI 39
RICONCILIAZIONE PATRIMONIO NETTO CONTROLLANTE VERSO PATRIMONIO NETTO DI GRUPPO 43
OPERAZIONI NON RICORRENTI, ATIPICHE E/O INUSUALI 43
RAPPORTI INFRA GRUPPO ED OPERAZIONI EFFETTUATE CON PARTI CORRELATE 43
RICHIESTA CONSOB DEL 14 LUGLIO 2009 AI SENSI DELL'ART.114 5° COMMA DEL D.LGS 58/98 45
MODELLO ORGANIZZATIVO E CODICE ETICO 48
RISORSE UMANE 49
SALUTE, SICUREZZA ED AMBIENTE 50
POSSESSO DI AZIONI PROPRIE E POSSESSO DI AZIONI O QUOTE DI SOCIETA' CONTROLLANTI 51
SEDI SECONDARIE DELLA CAPO GRUPPO 51
FATTI DI RILIEVO AVVENUTI DOPO LA CHIUSURA DELL'ESERCIZIO ED EVOLUZIONE PREVEDIBILE
DELLA GESTIONE 51
PROPOSTA DI DESTINAZIONE DEL RISULTATO DI ESERCIZIO 51

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GRUPPO BIALETTI INDUSTRIE

BILANCIO CONSOLIDATO AL 31 DICEMBRE 2015 52
STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO 53
CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO 54
CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO 55
RENDICONTO FINANZIARIO CONSOLIDATO 56
PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO CONSOLIDATO 57
STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO AI SENSI DELLA DELIBERA CONSOB N. 15519 DEL 27 LUGLIO 2006 58
CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO AI SENSI DELLA DELIBERA CONSOB N. 15519 DEL 27 LUGLIO 2006 59
RENDICONTO FINANZIARIO CONSOLIDATO AI SENSI DELLA DELIBERA CONSOB N. 15519
DEL 27 LUGLIO 2006 60
NOTE ESPLICATIVE AL BILANCIO CONSOLIDATO 61
INFORMAZIONI AI SENSI DELL'ART. 149-DUODECIES DEL REGOLAMENTO EMITTENTI CONSOB 111
ATTESTAZIONE AI SENSI DELL'ART. 154-BIS D.LGS. 58/98 SUL BILANCIO CONSOLIDATO 113

BIALETTI INDUSTRIE S.P.A.

PROGETTO DI BILANCIO D'ESERCIZIO AL 31 DICEMBRE 2015 114
STATO PATRIMONIALE 115
CONTO ECONOMICO 116
CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO 116
RENDICONTO FINANZIARIO 117
PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO 118
STATO PATRIMONIALE AI SENSI DELLA DELIBERA CONSOB N. 15519 DEL 27 LUGLIO 2006 119
CONTO ECONOMICO AI SENSI DELLA DELIBERA CONSOB N. 15519 DEL 27 LUGLIO 2006 120
RENDICONTO FINANZIARIO AI SENSI DELLA DELIBERA CONSOB N. 15519 DEL 27 LUGLIO 2006 121
NOTE ESPLICATIVE AL BILANCIO 122
INFORMAZIONI AI SENSI DELL'ART. 149-DUODECIES REGOLAMENTO EMITTENTI CONSOB 172
ATTESTAZIONE AI SENSI DELL'ART. 154-BIS D.LGS. 58/98 SUL BILANCIO D'ESERCIZIO 174
ALLEGATI
DATI ESSENZIALI DEI BILANCI DELLE SOCIETA' CONTROLLATE E COLLEGATE 175
RELAZIONE SULLA REMUNERAZIONE EX ART. 123 TER TUF 176
RELAZIONE SUL GOVERNO SOCIETARIO 189
ORGANI SOCIALI ALLA DATA DEL 24 MARZO 2016*
Consiglio di Amministrazione
(in carica sino alla data dell'assemblea convocata per l'approvazione del bilancio al 31
dicembre 2015)
Presidente e Amministratore Delegato Francesco Ranzoni1
Consigliere indipendente Elena Crespi
Consigliere indipendente Ciro Timpani
Consigliere non esecutivo Antonia Maria Negri Clemente2
Consigliere non esecutivo Roberto Ranzoni
Collegio Sindacale
(in carica sino alla data dell'assemblea convocata per l'approvazione del bilancio al 31
dicembre 2015)
Presidente Gianpiero Capoferri
Sindaco Diego Rivetti
Sindaco Luciana Loda
Comitato per il controllo e rischi
Presidente Ciro Timpani
Consigliere indipendente Elena Crespi
Comitato per la remunerazione
Presidente Elena Crespi
Consigliere indipendente Ciro Timpani
Comitato per le nomine
Presidente Elena Crespi
Consigliere indipendente Ciro Timpani
_________________
Comitato per le operazioni con parti correlate
Consigliere indipendente Ciro Timpani
Consigliere indipendente Elena Crespi
Organismo di Vigilanza D. Lgs. 231/2001
Ciro Timpani
Cristina Ruffoni
Direttore Generale Egidio Cozzi3

Società di revisione (per il periodo 2007-2015) PricewaterhouseCoopers S.p.A.

* L'assemblea degli azionisti convocata per il 29 aprile 2016 sarà chiamata a nominare il Consiglio di Amministrazione e il Collegio Sindacale per gli esercizi sociali dal 2016 al 2018. La stessa assemblea sarà invitata a deliberare in merito al conferimento dell'incarico di revisione legale dei conti per gli esercizi sociali 2016-2024.

1 Il Consiglio di Amministrazione del 28 giugno 2013 ha conferito al Presidente e Amministratore Delegato, Signor Francesco Ranzoni, a firma singola e disgiunta, tutti i poteri di ordinaria amministrazione della Società oltre che poteri in tema di acquisto di beni mobili e immobili e di assunzione di finanziamenti da esercitarsi con firma singola fino all'importo massimo di Euro 1.000.000 per singola operazione, poteri in tema di assunzione di finanziamenti da esercitarsi con firma singola fino all'importo massimo di Euro 3.000.000 per singola operazione.

Sono espressamente esclusi dai poteri del Presidente del Consiglio di Amministrazione e Amministratore Delegato sig. Francesco Ranzoni, anche ove le relative attività rientrano nell'ordinaria amministrazione della società, i seguenti poteri:

  • costituire società o stipulare contratti o accordi o joint venture;
  • acquistare, vendere, permutare o altrimenti cedere o acquisire partecipazioni e diritti di proprietà intellettuale;
  • acquistare, vendere, permutare o altrimenti cedere o acquisire aziende o rami d'aziende nonché stipulare contratti di affitto (attivi o passivi) aventi oggetto aziende o rami d'azienda;

DISCLAIMER

Il documento contiene dichiarazioni previsionali relative a futuri risultati operativi, economici e finanziari del Gruppo Bialetti. Tali previsioni hanno per loro natura una componente di rischiosità e incertezza, in quanto dipendono dal verificarsi di eventi e sviluppi futuri. I risultati effettivi potranno discostarsi in misura anche significativa rispetto a quelli annunciati in relazione a una molteplicità di fattori.

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******************

RELAZIONE SULLA GESTIONE

La relazione Finanziaria annuale al 31 dicembre 2015 – comprendente il bilancio consolidato del Gruppo Bialetti ed il Bilancio separato di Bialetti Industrie S.p.A. – quale relazione finanziaria prevista dall'articolo 154 ter del D.Lgs 58/198 (Testo Unico della Finanza – TUF) è stata redatta conformemente ai criteri di valutazione e di misurazione stabiliti dai principi contabili internazionali IAS/IFRS adottati dalla Commissione Europea secondo la procedura di cui all'art 6 del Regolamento n 1606/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002 relativo all'applicazione dei principi contabili internazionali nonché dei provvedimenti emanati in attuazione del DLgs n 38/2005.

___________________________________________________________________________________________________________

Il gruppo Bialetti chiude l'esercizio 2015 con ricavi pari a 172,4 milioni di Euro in aumento del 6,9% rispetto all'esercizio 2014 (Euro 161,2 milioni).

Tale andamento è principalmente riconducibile a:(i) un incremento di fatturato nel segmento cookware (+6,8%) , (ii) ad un notevole incremento nel segmento piccoli elettrodomestici (+58,6%), da (iii) una crescita del 7,8% nel segmento "moka e coffeemakers", mentre la linea "Espresso" e "Caffè d'Italia" registra complessivamente una diminuzione del 10,8%, precisando che l'effetto positivo dell'incremento nella vendita di caffè è neutralizzato dalla contrazione nel fatturato relativo alle macchine a sistema chiuso.

In uno scenario macroeconomico interno caratterizzato da un PIL in aumento del 0,7%, un tasso di disoccupazione in Italia del 11,4% e un aumento dei consumi ICC del 1,6%, il Gruppo Bialetti ha incrementato il fatturato consuntivando risultati economici superiori a quelli dello scorso anno. Il risultato operativo si assesta a 14,4 milioni di Euro (12,4 milioni di Euro nel 2014) con un incremento del 16,1%; il risultato netto, pur essendo influenzato negativamente da differenze cambio per Euro 1, 5 milioni, evidenzia un utile di 4 milioni di Euro e si confronta con un risultato sostanzialmente in linea con quello dello scorso anno (4,1 milioni di Euro). Le iniziative volte al contenimento dei costi di gestione e all'aumento della profittabilità dei prodotti, oltre che alla politica di sviluppo nel settore retail, hanno infatti permesso il miglioramento delle performances del Gruppo.

Per il dettaglio delle componenti economiche, patrimoniali e finanziari, si rimanda al paragrafo della presente relazione "Andamento Economico, Patrimoniale e Finanziario del Gruppo".

GRUPPO BIALETTI - SINTESI RISULTATI CONSOLIDATI

I dati riportati nel presente documento, inclusi alcuni valori percentuali, sono stati arrotondati rispetto al valore in unità di Euro. Conseguentemente alcuni totali, nelle tabelle, potrebbero non coincidere con la somma algebrica dei rispettivi addendi.

Esercizio chiuso al 31 dicembre Variazioni %
(migliaia di Euro) 2015 2014 2015-2014
Ricavi 172.354 100,0% 161.243 100,0% 6,9%
Risultato operativo lordo - EBITDA normalizzato 21.545 12,5% 19.091 11,8% 12,9%
Risultato operativo lordo - EBITDA 20.339 11,8% 18.315 11,4% 11,1%
Risultato operativo- EBIT 14.424 8,4% 12.421 7,7% 16,1%
Utile/(perdita) prima delle imposte 7.490 4,3% 7.489 4,6% 0,0%
Utile/(Perdita) netto di gruppo 4.084 2,4% 4.146 2,6% (1,5%)
Al 31 dicembre, Al 31 dicembre, Variazione %
(migliaia di Euro) 2015 2014 2015-2014
Capitale immobilizzato 48.716 45.261 3.455 7,6%
Capitale Circolante 53.783 54.604 (821) (1,5%)
Attività disponibili per la vendita 3.120 2.929 191 6,5%
Capitale investito 105.619 102.794 2.825 2,7%
Patrimonio Netto 13.210 5.726 7.484 130,7%
Patrimonio Netto di terzi (44) 29 (73) (251,9%)
T.F.R, altri fondi 3.318 3.068 250 8,1%
Passività non correnti 7.596 8.581 (985) (11,5%)
Indebitamento finanziario Netto 81.541 85.389 (3.848) (4,5%)
Esercizio chiuso al 31 dicembre Variazioni Variazioni
(migliaia di Euro) 2015 2014 2015-2014 %
A. Flusso di cassa netto generato / (assorbito )
dall'attività di esercizio
9.455 11.997 (2.542) (21,2%)
B. Flusso di cassa netto generato / (assorbito )
dall'attività di investimento
(10.410) (9.481) (929) 9,8%
C. Flusso di cassa netto generato / (assorbito )
dall'attività finanziaria
(303) 2.752 (3.055) (111,0%)
Flusso di cassa complessivo generato/
(assorbito) nel periodo ( A+ B+ C )
(1.259) 5.268 (6.527) (123,9%)

FATTURATO DEL GRUPPO PER TIPOLOGIA DI PRODOTTO

Esercizio chiuso al 31 dicembre Variazione Variazioni %
(milioni di Euro) 2015 2014 Assoluta 2015-2014
Mondo casa
Cookware
87,5
73,4
77,6
68,7
9,9
4,7
12,7%
6,8%
Girmi PED 14,1 8,9 5,2 58,6%
Mondo caffè 84,9 83,6 1,2 1,5%
Moka & Coffemaker 59,2 54,9 4,3 7,8%
Espresso 25,7 28,8 (3,1) (10,8%)
Totale Ricavi 172,4 161,2 11,1 6,9%

FATTURATO DEL GRUPPO PER AREA GEOGRAFICA

Esercizio chiuso al 31 dicembre
(milioni di Euro) 2015 2014 Assoluta 2015-2014
Italia
Europa
122,3
40,4
114,3
37,5
8,00
2,86
7,0%
7,6%
Nord America
Resto del mondo
3,8
5,9
3,1
6,4
0,73
(0,48)
23,7%
(7,6%)
Totale Ricavi 172,4 161,2 11,1 6,9%
INVESTIMENTI
Al 31 dicembre, Al 31 dicembre, Variazione Variazioni %
(migliaia di Euro) 2015 2014 Assoluta 2015-2014
Materiali 4.858 5.330 (472) (8,9%)
Immateriali 4.217 1.608 2.609 162,3%
Totale Investimenti 9.076 6.937 2.138 30,8%

CAPITALE CIRCOLANTE NETTO DEL GRUPPO

Al 31 dicembre, Al 31 dicembre, Variazione Variazioni %
(migliaia di Euro) 2015 2014 Assoluta 2015-2014
Rimanenze 39.151 34.337 4.814 14,0%
Crediti verso clienti 60.401 67.472 (7.070) (10,5%)
Debiti commerciali (40.127) (44.859) 4.732 (10,5%)
Altri crediti / Altri debiti (5.642) (2.346) (3.296) 140,5%
Capitale Circolante Netto 53.783 54.604 (820) (1,5%)

INDEBITAMENTO FINANZIARIO DEL GRUPPO

(migliaia di Euro) Al 31 dicembre, Al 31 dicembre, Variazione Variazioni %
2015 2014 Assoluta 2015-2014
Disponibilità liquide (8.620) (9.613) 993 (10,3%)
Debiti ed altre passività finanziarie correnti 78.054 79.614 (1.560) (2,0%)
Debiti ed altre passività finanziarie non correnti 12.107 15.388 (3.281) (27,1%)
Indebitamento finanziario Netto 81.541 85.389 (3.848) (4,5%)

PERSONALE DEL GRUPPO IN FORZA DETTAGLIATO PER INQUADRAMENTO

Al 31 dicembre, Al 31 dicembre, Variazione Variazioni %
2015 2014 Assoluta 2015-2014
Dirigenti 14 13 1 7,7%
Quadri 47 32 15 46,9%
Impiegati 762 496 266 53,6%
Operai 567 496 71 14,3%
Stagisti 4 6 (2) (33,3%)
Numero puntuale di risorse 1.394 1.043 351 33,7%

PERSONALE IN FORZA DETTAGLIATO PER OGNI SOCIETA' DEL GRUPPO

2015 2014 Assoluta 2015-2014
Bialetti Industrie S.p.A. Italia 211 232 (21) (9,1%)
Bialetti Store Srl Italia 625 383 242 63,2%
Cem Bialetti Turchia 218 154 64 41,6%
SC Bialetti Stainless Steel Srl Romania 302 268 34 12,7%
Bialetti Girmi France Sarl Francia 6 6 0 0,0%
Triveni Bialetti industries Private Limited India 24 0 24 na
Bialetti Houseware Ningbo Cina 8 0 8 na
Bialetti Store France Eurl Francia 0 0 0 na
Bialetti Store Romania S.r.l. Romania 0 0 0 na
Bialetti Store Spain SL Spagna 0 0 0 na
Numero puntuale di risorse 1.394 1.043 351 33,7%

BIALETTI INDUSTRIE S.P.A. - SINTESI RISULTATI

Al 31 dicembre, Variazioni %
(migliaia di Euro) 2015 2014 2015 - 2014
Ricavi 120.062 100,0 % 118.949 100,0 % 0,9 %
Risultato operativo lordo -EBITDA normalizzato 11.0
40
9,2 % 10.346 8,7 % 6,7 %
Risultato operativo- EBIT 8.508 7,1 % 9.132 7,7 % 6,8 %
Utile/(perdita) prima delle imposte 4.931 4,1 % 5.168 4,3 % 4,6 %
Utile/(Perdita) netto 2.906 2,4 % 3.016 2,5 % 3,7 %

___________________________________________________________________________________________________________

Al 31 dicembre, Al 31 dicembre, Variazione assoluta
(in migliaia di Euro) 2015 2014 Euro %
RESTATED**
Immobilizzazioni materiali 6.543 8.029 (1.486) -19%
Immobilizzazioni immateriali 7.492 7.822 (331) -4%
Immobilizzazioni finanziarie 30.100 29.928 172 1%
Capitale immobilizzato 44.134 45.779 (1.645) -4%
Rimanenze 22.160 19.927 2.232 11%
Crediti verso clienti 47.470 55.810 (8.340) -15%
Debiti commerciali (25.882) (33.992) 8.110 -24%
Altre Attività correnti 6.364 8.196 (1.832) -22%
Altre Passività correnti (10.145) (10.667) 522 -5%
Fondi per rischi e imposte differite (32) (29) (4) 13%
Capitale Circolante 39.935 39.247 688 2%
Capitale investito 84.070 85.026 (956) -1%
Patrimonio Netto 26.613 19.442 7.171 37%
T.F.R, altri fondi 1.519 1.630 (112) -7%
Passività non correnti 7.084 8.574 (1.490) -17%
Indebitamento finanziario Netto 48.854 55.380 (6.526) -12%

**I valori sono stati rideterminati a seguito della riclassifica dei debiti non di natura tributaria dalla voce "debiti tributari" alla voce "Altre passività".

LA STRUTTURA DEL GRUPPO

A partire dall'esercizio 2010 il Gruppo Bialetti ha avviato una profonda riorganizzazione societaria e operativa che ha determinato l'attuale assetto societario:

  • Bialetti Industrie S.p.A.: che opera a livello nazionale ed internazionale per la produzione e commercializzazione di tutti i prodotti a marchio Bialetti, Aeternum e Rondine;
  • Bialetti Store S.r.l. a s.u.: attiva nella commercializzazione dei prodotti del Gruppo attraverso negozi monomarca in Italia ed all'estero all'interno di strutture "Outlet Village", Centri Commerciali e Centri Città;
  • Bialetti Girmi France S.a.r.l.: responsabile nell'ambito del Gruppo della commercializzazione dei prodotti nel mercato francese;
  • Cem Bialetti A.S.: società leader nel mercato turco e in medio oriente nella produzione e commercializzazione di strumenti da cottura in alluminio antiaderente, ceramici e smaltati;
  • SC Bialetti Stainless Steel S.r.l.: la società dove sono concentrate le attività relative alla produzione di caffettiere in alluminio.
  • Bialetti Houseware Ningbo: società cinese di recente costituzione, dedita allo sviluppo commerciale nel Far East, oltre alla gestione di tutti gli acquisti del Gruppo in Cina.
  • Bialetti Store France E.u.r.l.: società francese costituita in data 15 giugno 2015 partecipata al 100% da Bialetti Girmi France S.a.r.l., attiva nella commercializzazione dei prodotti del Gruppo attraverso negozi monomarca situati in Francia.

Bialetti Store Spain S.l.: società spagnola costituita in data 11 agosto 2015 partecipata al 100% da Bialetti Store S.r.l. a s.u., attiva nella commercializzazione dei prodotti del Gruppo attraverso negozi monomarca situati in Spagna.

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Le attività produttive sono concentrate negli stabilimenti di:

  • Izmit (Turchia): produzione di strumenti di cottura in alluminio antiaderente, ceramici e smaltati sia finiti sia semilavorati;
  • Ploeisti (Romania): produzione della componentistica di base e prodotti finiti per caffettiere in alluminio; le fasi finali della produzione ed i processi produttivi ad alto valore aggiunto sono completati presso le linee di assemblaggio di Ornavasso esternalizzate nel corso del 2010;
  • Coccaglio: produzione di capsule in alluminio a partire da ottobre 2012.

I MARCHI E I PRODOTTI ICONA

Il Gruppo Bialetti è oggi una delle realtà industriali leader in Italia nel settore in cui opera e tra i principali operatori nei mercati internazionali.

Il design, l'innovazione di prodotto, la produzione e la commercializzazione degli strumenti da cottura e delle caffettiere connotano le attività del Gruppo, a cui fanno capo marchi di lunga tradizione e particolare notorietà come Bialetti, Aeternum e Rondine nonché uno dei marchi più noti nel mercato turco, CEM. Si segnala in particolare che negli ultimi anni è stata avviata un'attività di riposizionamento commerciale dei marchi, con forte rilancio del marchio Aeternum, nonché un'attività di identificazione di nuove aree strategiche d'affari più coerenti con l'evoluzione del business del Gruppo. Nei successivi paragrafi saranno fornite ulteriori informazioni a riguardo.

Di seguito indichiamo i tratti distintivi dei marchi del Gruppo:

MARCHIO CATEGORIE
DI
PRODOTTO
Caffettiere in alluminio e in acciaio (incluse quelle elettriche), strumenti
da cottura in alluminio e in acciaio, piccoli elettrodomestici, accessori
per la pasticceria, caffè e tisane in capsule
Strumenti da cottura e accessori per cucina
Strumenti da cottura in alluminio antiaderente
Piccoli elettrodomestici
Strumenti da cottura in alluminio antiaderente, ceramici e smaltati.

Il marchio Girmi è oggetto di un accordo preliminare di compravendita come meglio specificato nel paragrafo "Eventi significativi dell'esercizio 2015".

A far data dal 7 agosto 2015, il capitale sociale è composto da nr. 108.063.102 di Azioni ordinarie prive del valore nominale, a seguito dell'offerta in opzione delle n. 33.675.948 azioni ordinarie Bialetti Industrie S.p.A. di nuova emissione rivenienti dall'aumento di capitale a pagamento deliberato dal Consiglio di Amministrazione in data 15 gennaio 2015 e 7 luglio 2015, in parziale esercizio della delega conferita ai sensi dell'articolo 2443 del codice civile dall'Assemblea Straordinaria del 24 giugno 2014.

Durante il periodo di offerta, iniziato il 13 luglio 2015 e conclusosi il 30 luglio 2015, estremi inclusi,

sono stati esercitati n. 71.308.860 diritti di opzione per la sottoscrizione di n. 32.088.987 azioni, corrispondenti al 95,3% del totale delle azioni offerte, per un controvalore complessivo di Euro 13.316.929,6. Si precisa che n. 21.886.740 azioni, corrispondenti al 64,9% del totale delle azioni offerte, sono state sottoscritte dall'azionista di controllo Bialetti Holding S.r.l. u.s. tramite utilizzo di versamenti in conto futuro aumento di capitale, per l'importo complessivo di Euro 9.082.997,1.

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Ai sensi dell'articolo 2441, terzo coma, del codice civile, Bialetti Industrie ha offerto in Borsa i n. 3.526.580 diritti di opzione non esercitati nel periodo di offerta.

I diritti inoptati sono stati interamente venduti nel corso della prima seduta dell'offerta in Borsa, tenutasi il 3 agosto 2015, per un ammontare complessivo pari a Euro 2.821,26.

Successivamente all'offerta in Borsa, sono state sottoscritte le n. 974.115 azioni rivenienti dall'esercizio di n. 2.164.700 diritti inoptati per un controvalore totale di Euro 404.257,73.

L'Offerta si è pertanto conclusa con l'emissione di n. 33.063.102 azioni, per un controvalore complessivo di Euro 13.721.187,33 pari al 98,18% dell'offerta. Si precisa che n. 21.886.740 azioni, corrispondenti al 64,9% del totale delle azioni offerte, sono state sottoscritte dall'azionista di controllo Bialetti Holding S.r.l. u.s. tramite utilizzo di versamenti in conto futuro aumento di capitale, per l'importo complessivo di Euro 9.082.997,1. I proventi netti per cassa dell'aumento di capitale ammontano pertanto a Euro 4.638.190,23. Il nuovo capitale sociale di Bialetti Industrie S.p.A. risulta pertanto essere pari ad Euro 7.997.530,55 suddiviso in n. 108.063.102 azioni ordinarie prive di indicazione del valore nominale.

I dati sopra esposti sono aggiornati sulla base delle informazioni ricevute sino al 24 marzo 2016.

CORPORATE GOVERNANCE

Bialetti Industrie S.p.A. ha aderito alle integrazioni e agli adeguamenti nel tempo adottati dal Codice di Autodisciplina elaborato dal Comitato per la Corporate Governance di Borsa Italiana (il "Codice").

Entro la fine dell'anno 2016 la società valuterà le modifiche al Codice approvate nel luglio 2015 e ne informerà il mercato con la relazione sul governo societario da pubblicarsi nel corso del 2017.

La Società ha definito un sistema strutturato ed omogeneo di regole di condotta riguardanti sia la propria struttura organizzativa sia i rapporti con gli stakeholders aziendali improntato a principi di corretta gestione al fine di garantire la trasparenza dell'attività.

Sul sito www.bialettigroup.com nella sezione investor relator sono disponibili le informazioni relative al sistema di governo societario della Società incluso lo statuto.

Per informazioni più dettagliate riguardanti la corporate governance si rimanda alla relazione predisposta ai sensi delle disposizioni normative e dei regolamenti vigenti, la quale riporta una completa informativa sulle modalità di attuazione del sistema di corporate governante e sull'adesione al codice di autodisciplina.

INFORMATIVA AI SENSI DELL'ART 123- BIS DEL TUF

Il Consiglio di Amministrazione di Bialetti Industrie S.p.A., contestualmente all'approvazione del Bilancio ha approvato una Relazione annuale sul Governo societario nella quale viene fornita l'informativa sui propri assetti proprietari sulla base del disposto di cui al comma 1 dell'art 123-bis del TUF ed è illustrato il sistema di governo societario nel rispetto delle informazioni richieste dal comma 2 dello stesso art 123 –bis nonché dei principi di governance suggeriti dal codice di Autodisciplina sopra citato. La Relazione di Corporate governance viene messa a disposizione del pubblico congiuntamente alla documentazione di Bilancio. La stessa può essere consultata nella sezione Investor relation del sito www.bialettigroup.com.

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ATTIVITÀ DI DIREZIONE E COORDINAMENTO

Bialetti Industrie S.p.A. non è soggetta ad attività di direzione e coordinamento da parte di Società o enti e definisce in piena autonomia i propri indirizzi strategici, generali e operativi.

Bialetti Industrie S.p.A. esercita attività di direzione e coordinamento nei confronti di Bialetti Store S.r.l. a s.u..

INFORMAZIONE SULLE SOCIETÀ RILEVANTI EXTRA UE

Bialetti Industrie S.p.A., società capogruppo, controlla direttamente una società costituita e regolata dalla legge di Stati non appartenente all'Unione Europea ("Società Rilevanti extra UE" come definite dalla delibera Consob n. 16191/2007, e successive modificazioni).

Con riferimento a tale società, che ha sede in Turchia, si segnala che:

  • la stessa società redige una situazione contabile ai fini della redazione del bilancio consolidato; lo stato patrimoniale e il conto economico di tale società è reso disponibile agli azionisti di Bialetti Industrie S.p.A. nei tempi e nei modi previsti dalla regolamentazione in materia;
  • Bialetti Industrie S.p.A. ha acquisito lo statuto nonché la composizione ed i poteri degli organi sociali;
  • la società controllata fornisce al revisore della società controllante le informazioni a questo necessarie per svolgere l'attività di revisione dei conti annuali ed infrannuali della stessa società controllante; ii) dispone di un sistema amministrativo contabile idoneo a far pervenire regolarmente alla direzione, all'organo di controllo e al revisore della società controllante i dati economici, patrimoniali e finanziari necessari per la redazione del bilancio consolidato.

EVENTI SIGNIFICATIVI DELL'ESERCIZIO 2015

L'esercizio 2015 è stato caratterizzato dall'impegno del management nello sviluppo del canale retail tramite la prosecuzione del piano di apertura di negozi monomarca Bialetti nelle principali città italiane e all'estero (Francia e Spagna) e in diverse iniziative tese ad una maggiore efficienza dei processi di gestione della supply chain e al contenimento dei costi di struttura; tutto ciò ha determinato un miglioramento del risultato operativo - EBIT (+ 16,2% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente).

Ripercorrendo i principali accadimenti del 2015 si segnala quanto segue:

  • In data 15 gennaio 2015, il Consiglio di Amministrazione di Bialetti Industrie S.p.A., ha deliberato di aumentare a pagamento ed in via scindibile, esercitando la delega allo stesso attribuita dall'Assemblea straordinaria del 27 giugno 2014 ai sensi dell'art. 2443 c.c., il capitale sociale per un importo complessivo di Euro 14,2 milioni, comprensivo di eventuale sovrapprezzo, mediante emissione di azioni ordinarie prive del valore nominale, godimento regolare e con le medesime caratteristiche di quelle in circolazione alla data di emissione, da offrire in opzione ai titolari di azioni ordinarie in proporzione al numero di azioni possedute. L'operazione di aumento del capitale, conclusasi nel mese di agosto 2015 verrà più dettagliatamente specificata di seguito.

  • In data 25 marzo 2015, il Consiglio di Amministrazione di Bialetti Industrie S.p.A. ha nominato Egidio Cozzi, già responsabile vendite, marketing e business plan, Direttore Generale.

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  • In data 25 marzo 2015 è stato nominato dal Consiglio di Amministrazione di Bialetti Industrie S.p.A. l'Organismo di Vigilanza, come verrà poi illustrato nel paragrafo dedicato al Modello Organizzativo e Codice Etico.
  • In data 30 aprile 2015 l'Assemblea Ordinaria di Bialetti Industrie S.p.A. ha approvato il bilancio d'esercizio di Bialetti Industrie S.p.A. relativo all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2014, deliberando di destinare a riserva legale Euro 150.788 corrispondente al 5% del risultato netto e di rinviare a nuovo il restante utile dell'esercizio pari ad Euro 2.864.985.
  • In data 28 maggio 2015 è stato rinnovato, per un ulteriore anno, l'accordo siglato tra Bialetti Industrie S.p.A. e le associazioni sindacali di categoria relativo al contratto di solidarietà (art. 1 legge n. 863/1984 e D.M. 10 luglio 2009) per i dipendenti della sede di Coccaglio, già in essere dal mese di giugno 2014. L'accordo, che terminerà il 5 giugno 2016, coinvolge 197 lavoratori e si articola attraverso una riduzione dell'orario di lavoro mensile.
  • In data 15 giugno 2015, come già accennato nel paragrafo relativo alla struttura del gruppo, è stata costituita la Società Bialetti Store France E.u.r.l., partecipata al 100% da Bialetti Girmi France S.a.r.l. La società segue la commercializzazione dei prodotti del Gruppo attraverso punti vendita situati nelle principali località francesi.
  • A partire dal primo semestre, il management è stato impegnato nello studio e sviluppo del concept store Bialetti Home in tutti i suoi elementi distintivi di design e nell'ampiezza dell'assortimento che lo caratterizza e, relativamente ai negozi monomarca in Europa, con una marcata caratterizzazione legata al tema caffè e alla tradizione di eccellenza di Bialetti nell'Italian Home Made Coffee.

  • A far data dal 7 agosto 2015 il capitale sociale di Bialetti Industrie è passato da Euro 5.550.861 di Euro ad Euro 7.997.530,55 e risulta essere composto da nr. 108.063.102 di Azioni ordinarie prive del valore nominale, a seguito dell'offerta in opzione delle n. 33.675.948 azioni ordinarie di nuova emissione rivenienti dall'aumento di capitale a pagamento deliberato dal Consiglio di Amministrazione in data 15 gennaio 2015 e 7 luglio 2015, in parziale esercizio della delega conferita ai sensi dell'articolo 2443 del codice civile dall'Assemblea Straordinaria del 24 giugno 2014. Durante il periodo di offerta, iniziato il 13 luglio 2015 e conclusosi il 30 luglio 2015, estremi inclusi sono stati esercitati n. 71.308.860 diritti di opzione per la sottoscrizione di n. 32.088.987 azioni, corrispondenti al 95,3% del totale delle azioni offerte, per un controvalore complessivo di Euro 13.316.929,6. Si precisa che n. 21.886.740 azioni, corrispondenti al 64,9% del totale delle azioni offerte, sono state sottoscritte dall'azionista di controllo Bialetti Holding S.r.l. u.s. tramite utilizzo di versamenti in conto futuro aumento di capitale, per l'importo complessivo di Euro 9.082.997,10.

Ai sensi dell'articolo 2441, terzo comma, del codice civile, Bialetti Industrie ha offerto in Borsa i n. 3.526.580 diritti di opzione non esercitati nel periodo di offerta.

I diritti inoptati sono stati interamente venduti nel corso della prima seduta dell'offerta in Borsa, tenutasi il 3 agosto 2015, per un ammontare complessivo pari a Euro 2.821,26.

Successivamente all'offerta in Borsa, sono state sottoscritte le n. 974.115 azioni rivenienti dall'esercizio di n. 2.164.700 Diritti Inoptati per un controvalore totale di Euro 404.257,73.

L'Offerta si è pertanto conclusa con l'emissione di n. 33.063.102 azioni, per un controvalore complessivo di Euro 13.721.187,33 pari al 98,18% dell'offerta. Si precisa che n. 21.886.740 azioni, corrispondenti al 64,9% del totale delle azioni offerte, sono state sottoscritte dall'azionista di controllo Bialetti Holding S.r.l. u.s. tramite utilizzo di versamenti in conto futuro aumento di capitale, per l'importo complessivo di Euro 9.082.997,1. I proventi netti per cassa dell'aumento di capitale ammontano pertanto a Euro 4.638.190,23.

  • In data 11 agosto 2015, come già anticipato nella sezione relativa alla struttura del gruppo, è stata costituita la Società Bialetti Store Spain S.l., partecipata al 100% da Bialetti Store S.r.l. a s.u.. La

società si occuperà di commercializzare i prodotti del Gruppo attraverso punti vendita situati nelle principali località spagnole.

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  • Nel mese di novembre 2015 Bialetti Industrie S.p.A. è stata ammessa, ai sensi del decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 20 giugno 2013, come beneficiaria delle agevolazioni a valere sulle risorse del Fondo per la crescita sostenibile sotto forma di finanziamento agevolato, per la realizzazione del programma di sviluppo sperimentale e ricerca industriale avente per titolo: studio e realizzazione di un innovativo sistema integrato macchina espresso cookware per il recupero delle energie disperse nell'ambiente.
  • In data 16 dicembre 2015, è stato sottoscritto tra le società Bialetti Industrie S.p.A. e Trevidea S.r.l., un accordo preliminare, sospensivamente condizionato all'avveramento delle condizioni di seguito riportate, relativo alla cessione dei marchi aventi ad oggetto il segno "Girmi", di un brevetto e di alcuni prodotti contraddistinti dal Marchio. L'accordo prevede in particolare:
  • o la cessione, a titolo definitivo, senza riserva alcuna, della titolarità e proprietà del Marchio e di un brevetto al corrispettivo di Euro 3 milioni oltre ad Iva. La cessione è sospensivamente condizionata al rilascio, entro e non oltre il 30 giugno 2016, del consenso, da parte delle banche finanziatrici di Bialetti, talune delle quali hanno sottoscritto, in data 19 gennaio 2012, un contratto di finanziamento garantito da pegno sui marchi Girmi ed Aeternum, alla cessione del Marchio e alla cancellazione del diritto di pegno da esse vantato – per quanto di competenza. Nel caso in cui le condizioni sospensive non si verificassero entro il termine sopra indicato (come eventualmente prorogato), le parti saranno libere da ogni obbligo relativo alla cessione del Marchio e del brevetto, restando invece pienamente efficaci le previsioni dell'accordo relative alla vendita di prodotti e alla Licenza;
  • o La vendita a Trevidea di alcuni prodotti finiti a marchio Girmi per un corrispettivo massimo di Euro 1,5 milioni. Il prezzo definitivo sarà stabilito con l'effettuazione dell'inventario fisico dei prodotti venduti e verrà pagato in dodici rate mensili a partire dal 5 maggio 2016. L'accordo prevede che Bialetti possa continuare, attraverso i suoi canali di distribuzione e la sua

rete di vendita, a commercializzare i prodotti a marchio Girmi non venduti a Trevidea fino al loro completo esaurimento.

Nelle more dell'avveramento della condizione sospensiva cui è subordinato il trasferimento del Marchio e del brevetto, Bialetti ha concesso a favore dell'acquirente, a decorrere dalla data di sottoscrizione dell'accordo, una licenza in esclusiva per lo sfruttamento del Marchio, che prevede, a decorrere dall'1 luglio 2016 e per tutta la durata della licenza medesima, fissata in 5 anni, un corrispettivo annuo pari al 2% dei ricavi realizzati da Trevidea a fronte della vendita di prodotti contraddistinti dal Marchio. La licenza si risolverà automaticamente alla data di trasferimento della titolarità del Marchio.

Il pagamento del corrispettivo per la cessione del Marchio e del brevetto, dedotto un acconto di Euro 300 mila, oltre ad IVA, pagato da Trevidea a Bialetti nel giorno di conclusione dell'accordo, sarà corrisposto da Trevidea in un'unica soluzione alla data di perfezionamento della cessione.

Per effetto dell'accordo, Bialetti contabilizzerà – una volta avverate le condizioni sospensive – una plusvalenza sia a livello civilistico che consolidato di Euro 3 milioni.

A garanzia dell'adempimento delle proprie obbligazioni, derivanti dall'accordo, Trevidea ha consegnato a Bialetti nel mese di gennaio 2016, una garanzia bancaria a prima richiesta dell'importo massimo di euro 1,5 milioni emessa da un primario istituto di credito italiano.

RAZIONALIZZAZIONE DELLA STRUTTURA ORGANIZZATIVA

Il Gruppo ha proseguito, nel corso del 2015, il processo di revisione del proprio assetto produttivo ed organizzativo avviato negli anni precedenti che ha terminato attraverso la creazione, all'interno di Bialetti Industrie S.p.A., di business unit operative dotate di una struttura verticale al fine di rendere più incisive le attività commerciali e di razionalizzazione dei costi.

Per effetto della riorganizzazione dello stabilimento produttivo di Coccaglio, iniziata nel 2011, nel corso del 2015 è stata rinnovata per un ulteriore anno la procedura di solidarietà che coinvolge 197 lavoratori di Bialetti Industrie S.p.A..

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Crescita delle strutture avvenute nell'anno 2015:

Per Bialetti Store S.r.l. a s.u. è proseguita l'attività di sviluppo della rete retail con l'apertura di 43 nuovi punti vendita (41 in Italia e due all'estero) con un delta tra assunzioni e cessazioni durante l'anno pari a 483 persone.

Nel complesso il Gruppo è passato ad un organico di 1394 unità al 31/12/2015, contro le 1043 unità al 31/12/2014 come evidenziato nella tabella sottostante:

Al 31 dicembre, Al 31 dicembre, Variazione Variazioni %
2015 2014 Assoluta 2015-2014
Dirigenti 14 13 1 7,7%
Quadri 47 32 15 46,9%
Impiegati 762 496 266 53,6%
Operai 567 496 71 14,3%
Stagisti 4 6 (2) (33,3%)
Numero puntuale di risorse 1.394 1.043 351 33,7%

Per ulteriori commenti riguardo alla situazione del personale del Gruppo si rimanda alla sezione "Risorse Umane".

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MERCATO /BUSINESS/LANCIO DI NUOVI PRODOTTI

Nel comparto delle caffettiere non elettriche il Gruppo è tra i principali operatori italiani e opera prevalentemente con il marchio Bialetti, oltre che con una serie di marchi secondari e prodotti private label a completamento della propria offerta.

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Alla data della presente relazione l'offerta del Gruppo è articolata su n. 25 linee di caffettiere in alluminio e acciaio. La produzione giornaliera è di circa 18.500 pezzi, per un totale 4 milioni circa di pezzi prodotti nel corso del 2015. La produzione interna delle caffettiere in alluminio viene svolta sia direttamente dal Gruppo presso lo stabilimento di Ploiesti (Romania) e affidata a fornitori italiani situati nell'alto Piemonte, che da fornitori asiatici per la restante parte di caffettiere in alluminio e tutte quelle in acciaio; l'attività di questi fornitori viene costantemente monitorata dalla Società.

Il marchio Bialetti gode di un rilevante grado di riconoscibilità sul mercato nazionale e rappresenta la tradizione del 'made in Italy di qualità' dei prodotti per preparare il caffè moka.

Il prodotto icona a marchio Bialetti nel segmento Moka e coffee makers è la caffettiera in alluminio Moka Express, inventata nel 1933 da Alfonso Bialetti, che ha rivoluzionato il rito di preparare il caffè in Italia, sostituendosi alla vecchia caffettiera ad infusione la "napoletana" e inaugurando la modalità di preparazione del caffè per estrazione espressa. Moka Express, fatte salve alcune lievi modifiche estetiche intervenute negli ultimi anni, rappresenta ancora oggi uno dei prodotti di punta dell'offerta di caffettiere a marchio Bialetti ed è distribuita nelle dimensioni da 1 a 18 tazze di caffè.

A partire dai primi anni '90, l'offerta a marchio Bialetti si amplia progressivamente fino a comprendere una vasta gamma di caffettiere sia in allumino sia in acciaio. Le caffettiere in alluminio costituiscono il comparto più rappresentativo dell'offerta a marchio Bialetti, sia in termini di ricavi sia per ampiezza della gamma di prodotti, volta a soddisfare le differenti esigenze del mercato e penetrare in nicchie specifiche (es.: caffè d'orzo). Si segnalano in particolare:

  • linee Dama e Happy, quest'ultima è una rivisitazione della linea Break già esistente, che costituiscono evoluzioni estetiche di Moka Express; la linea Dama è stata disegnata da Pino Spagnolo. Dama è un prodotto destinato alla fascia alta di mercato ed è commercializzata trasversalmente al pubblico dei consumatori dalla grande distribuzione organizzata, dai negozi al dettaglio e dai negozi specializzati, mentre Happy, caratterizzata dai colori vivaci, è destinata principalmente ad essere commercializzata al pubblico dei consumatori dalla grande distribuzione organizzata.
  • linea Kitty, in acciaio lucido con linee armoniose;
  • linea Musa, con l'originale manico e il pomolo dalla forma elegante;
  • linea Venus, in acciaio inox e caratterizzata da una forma armoniosa, uno stile essenziale e funzionale.

Altri prodotti che si distinguono nella gamma delle caffettiere Bialetti sono:

  • Mukka Express, che consente di realizzare a casa un cappuccino con una praticità di utilizzo analoga a quella di una moka;

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  • Moka Induction, la moka pensata per i piani cottura ad induzione, costituita da un elegante connubio tra materiali pregiati e altamente funzionali. Il raccoglitore è in alluminio, la caldaia in acciaio e il manico e la fascetta avvolgi caldaia in silicone soft touch, ergonomico, antiscottatura, antibruciatura e di elegante finitura con inserto in acciaio;
  • Alpina, la caffettiera dal design unico e originale, appositamente studiata e realizzata da Bialetti per celebrare il più antico e importante corpo di fanteria di montagna attivo al mondo. Rivestita con il tipico colore verde degli Alpini, la nuova Moka Alpina propone un coperchio dal design elegante e inconfondibile, completamente ridisegnato rispetto alla classica Moka Express per assumere la forma caratteristica del cappello alpino completo di penna nera;
  • Moka Melody e Melody Sport, la prima caffettiera che contiene nel pomolo una suoneria che intona musica classica e per le Melody Sport le note dell'inno delle squadre di calcio non appena il caffè comincia a salire;
  • Mokina, la caffettiera in alluminio presentata nel gennaio 2015, studiata per realizzare l'ideale tazza di caffè italiano. La nuova caffettiera, identica alle altre per l'inconfondibile design, nasce infatti per venire incontro alla richiesta di tanti clienti che desideravano una misura ideale per farsi la classica tazzina di caffè italiano: 40 cc pari al 70% di caffè erogato dalla classica moka da una tazza.
  • Orzo Express, creata per preparare un infuso aromatico e gustoso. Si tratta di una caffettiera che adotta la tecnologia di una moka tradizionale per trasformare l'orzo tostato e macinato in una carezza dal sapore delicato.
  • Brikka, per la preparazione di un caffè espresso intenso e cremoso; caffettiera unica da fornello con esclusiva valvola sulla colonnina di erogazione capace di erogare il caffè ad una pressione doppia e in metà tempo rispetto ad una caffettiera tradizionale, con una concentrazione maggiore di caffè e con l'aggiunta di uno strato di deliziosa cremina in superficie.
  • Mini Express, in alluminio, rappresenta la passione per l'innovazione ergonomica. Il risultato di questa caffettiera è un caffè versato direttamente in due tazze riscaldate durante la preparazione.
  • Moka Color, variante colorata della Moka Express già menzionata nell'introduzione, nasce dall'esigenza di affiancare stile e fascino moderni ad una caffettiera di tradizione e classe.
  • Fiammetta, caffettiera caratterizzata da linee distintive e colori di tendenza.

Mini Express Orzo Express Moka Induction

Va inoltre segnalata la linea delle caffettiere elettriche, che combina il gusto inimitabile del caffè con la comodità e la praticità del funzionamento elettrico, composta da:

  • Moka Timer, comoda, moderna, interamente in alluminio e che, grazie al timer incorporato con spegnimento automatico, dà la possibilità di programmare l'erogazione del caffè; è inoltre in grado di mantenere il caffè in caldo per trenta minuti.

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  • Moka Elettrika, una caffettiera senza tempo che riprende le forme originali e sempre attuali della storica Moka Express Bialetti.

Moka Timer

Tra gli accessori si segnala Milk Frother, rivoluzionario montalatte elettrico in acciaio inox, in grado di coronare il caffè espresso con una densa schiuma di latte per il piacere di un ricco e goloso cappuccio e la linea Milk Pitcher, formata da una linea di bricchi per scaldare, bollire e mescolare la cui versatilità, design e maneggevolezza accompagnano con raffinatezza tutte le caffettiere.

Milk Frother I Bricchi

L'ampiezza dell'offerta di caffettiere a marchio Bialetti consente al Gruppo di posizionare i propri prodotti in diverse fasce di mercato, da medio-basso a medio-alto, e di realizzare una politica di differenziazione dei canali di distribuzione.

Bialetti va oltre l'espresso con la linea "Le Speciali", per soddisfare le esigenze di tutti i consumatori con una gamma esclusiva di caffettiere pressofiltro e teiere per gustare bevande calde, tisane, infusi, tè o caffè filtro. Fanno parte di questa linea:

  • French Press, caratterizzati dal design lineare ed elegante; si tratta di diversi modelli di caffettiere a pressofiltro ideate per preparare caffè filtro ma perfette anche per la preparazione di infusi e tisane. Questi prodotti sono dotati di manico anti scottatura dal design ergonomico per una presa salda e sicura.

  • Cappuccinatore e Tuttocrema, semplici e pratici creati per ottenere una soffice crema al latte.

  • Teiera, creata in più versioni, tutte dal design classico ed elegante.

French Press

A completare la gamma dei prodotti, Bialetti offre una gamma di accessori inerenti il "Mondo caffè" quali tazzine in porcellana e in vetro, palette in ceramica, scaldatazzine con piastra riscaldante in acciaio, sottobicchieri, porta capsule e bicchierini.

L'ampiezza dell'offerta di caffettiere a marchio Bialetti consente al Gruppo di posizionare i propri prodotti in diverse fasce di mercato, da medio-basso a medio-alto, e di realizzare una politica di differenziazione dei canali di distribuzione.

Espresso

I prodotti della linea "Espresso" si distinguono tra macchine "a sistema chiuso", vale a dire che utilizzano esclusivamente il caffè porzionato in capsule di alluminio prodotte e commercializzate dal Gruppo, "I Caffè d'Italia" e le macchine a "sistema aperto".

Tra le macchine a sistema chiuso, si segnala "Cuore", lanciata nel mese di ottobre 2014. È la prima e unica macchina sospesa che poggia su un elegante supporto in metallo e dà vita a un vero gioiello dell'innovazione. Il sistema di erogazione del caffè, brevettato Bialetti, garantisce un'estrazione perfetta e la pompa pressione a 20 bar, la più alta sul mercato, regala un espresso dalla crema densa e vellutata. L'erogazione si avvia in automatico e al termine la capsula viene rilasciata direttamente nel cassettino, senza alcun comando aggiuntivo. Il pulsante a forma di cuore, da sfiorare con le dita per terminare l'erogazione del caffè, pulsa ritmicamente simulando il battito del cuore. A completare la gamma di macchine a sistema chiuso segnaliamo Diva dal design compatto e funzionale con dettagli di classe e Mini Express funzionale e disponibile in vari colori pastello.

Assumono rilevanza tra le macchine "a sistema aperto" Mokona (il cui design riprende la tradizionale moka Bialetti) lanciata nel 2006 e Tazzissima (dal design di una grande tazzina di caffè), oltre a Mokissima. Si tratta di macchine trivalenti che funzionano con caffè macinato, cialde e con le capsule "I Caffè di Italia", "Bialetti I Tè" e "Bialetti Gli Infusi".

La produzione delle macchine della linea "Espresso" è interamente affidata a fornitori selezionati dal Gruppo nel mercato asiatico.

Cuore ini Express Mokona

I Caffè d'Italia

Dalla fine del 2010, il Gruppo produce e commercializza la propria linea di caffè porzionato in capsule di alluminio, con dosi di 7 gr, denominata "I Caffè d'Italia". La linea è composta da 6 miscele ispirate ai gusti della tradizione italiana studiate e interpretate da Bialetti per riportare ad ognuno il proprio modo di vivere il caffè.

Dal 2015 è entrata a far parte della linea caffè porzionato in capsule, una nuova tipologia di caffè BIO Gusto vellutato, portando a 7 le varie miscele:

  • Milano Gusto Morbido;
  • Venezia Gusto Dolce;
  • Torino Gusto Cioccolato;
  • Roma Gusto Forte;
  • Napoli Gusto Intenso;
  • Italia Deca Gusto Equilibrato;
  • BIO Gusto Vellutato.

Dal 2011, la linea "I Caffè d'Italia" viene distribuita, oltre che tramite i canali dei negozi monomarca e l'eshop on line, anche dalla grande distribuzione organizzata. Da ottobre 2012, la linea viene prodotta presso lo stabilimento di Coccaglio (BS), dove dal 2014 è stato installato anche il processo di tostatura che consente la lavorazione del caffè crudo (pulizia, prima miscelazione e tostatura) e la lavorazione del caffè tostato (seconda miscelazione, degassaggio e macinatura) per il successivo incapsulamento.

Dal 2015 sono inoltre presenti nell'assortimento Bialetti anche capsule compatibili con macchine a marchio Nespresso.

L'assortimento di questa tipologia di capsule è composto da: Noir – Gusto Forte; Rosso – Gusto Intenso; Gold – Gusto Dolce oltre a capsule di caffè d'Orzo e al Ginseng* .

Sono entrati a far parte della linea "I Caffè d'Italia" anche Tè e Infusi creati con miscele selezionate. Per la linea dei Tè sono disponibili capsule di Tè al limone e Tè verde, mentre gli infusi sono disponibili nei gusti Frutti di bosco, Arancia rossa, Camomilla e dal 2016 anche Fragola e Mango e Frutto della Passione.

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*Il marchio non è di proprietà di Bialetti Industrie S.p.A. né di azienda ad essa collegata.

Approvato dal CdA di Bialetti Industrie S.p.A. del 24 marzo 2016

Mondo Casa

Dal 2015 il "Mondo Casa" di Bialetti si è ampliato con la linea Home che prevede anche complementi di arredo per personalizzare la casa e la cucina quali tovaglie, tessuti e porcellane varie.

Inoltre, articoli di profumeria e decorazioni vari per donare alla casa originalità e stile come candele, lanterne, fiori ecc.

Cookware

L'attività del Gruppo nel segmento Cookware risale alla prima metà del '900, segnatamente al 1933 per i prodotti contraddistinti dal marchio Bialetti, al 1938 per quelli a marchio Aeternum - acquistato dal Gruppo nel 2006, e al 1947 per quelli a marchio Rondine. A detti marchi si affiancano, a decorrere dall'esercizio 2005, i prodotti a marchio CEM, presenti sul mercato turco dal 1957.

Nel comparto degli strumenti da cottura il Gruppo è tra i principali operatori italiani e vanta, in particolare, un ruolo di leadership in Italia nella produzione e commercializzazione di strumenti da cottura in alluminio antiaderente destinati alla grande distribuzione organizzata.

Il Gruppo commercializza i propri prodotti principalmente con i marchi Aeternum, Rondine e CEM, nonché, a completamento dell'offerta, con una serie di marchi secondari, utilizzati in specifici mercati geografici. L'offerta del Gruppo è articolata su diverse linee di prodotto che includono strumenti da cottura in alluminio e in acciaio e accessori in silicone.

Aeternum e Bialetti

Il marchio Aeternum è stato fondato nel 1938 e acquisito nel 2006 da Bialetti che lo ha affiancato al marchio Bialetti nell'ambito dello sviluppo della linea di strumenti da cottura del Gruppo.

Nel 1998 il lancio della linea Spazio System, caratterizzata per l'innovativo manico apribile che facilita le operazioni di stoccaggio, impilaggio e pulizia della pentola, sancisce l'ingresso del marchio Bialetti nel mercato degli strumenti da cottura al fine di contraddistinguere i prodotti caratterizzati da un maggior grado di innovazione e design. Attualmente l'offerta degli strumenti da cottura a marchio Bialetti è caratterizzata da una rilevante ampiezza di gamma, comprendendo numerosi prodotti in alluminio antiaderente.

  • Fra i prodotti offerti dal Gruppo a marchio Bialetti si menzionano:
  • la linea Leonardo Plus, antiaderente dal design raffinato;
  • la linea Maestro Gourmet caratterizzata dalle dimensioni più grandi;
  • la linea Diamante caratterizzata da fondi ad alto spessore;
  • la linea Impact Induction Plus , in grado di offrire nuove capacità e forme.
  • la linea Gran Grill con fondo in alluminio coniato ad alto spessore per un'ottima distribuzione del calore.

Approvato dal CdA di Bialetti Industrie S.p.A. del 24 marzo 2016

  • la linea Donatello Petravera e Diadema Petravera
  • la linea Speciali Petravera per cotture speciali dotate di termostato per controllare la temperatura di cottura.

Nella linea Bialetti sottolineiamo l'inserimento di una serie di prodotti curati e studiati per la pasticceria in acciaio rivestito e ad una linea di stampi in silicone, oltre a vari accessori.

Fra i prodotti offerti dal Gruppo a marchio Aeternum si menzionano: - la linea Petravera, con rivestimento super antiaderente ed elevata resistenza con rivestimento

  • rinforzato con particelle di pietra di cui fanno parte Madame Petravera con elevato livello di anti aderenza, Spazio Petravera studiata per occupare il minimo ingombro e dotata di manico salvaspazio e Grande Famiglia caratterizzata dalle grandi dimensioni;
  • la linea Corallo, una linea completa di padelle, tegami e casseruole caratterizzati dal colore rosso corallo;
  • la linea Energy Red, linea dal rivestimento esterno in colore rosso adatta anche ai piani ad induzione;
  • la linea Energy Blackstone, strumenti di cottura pratici e maneggevoli con rivestimento antiaderente;
  • la linea Trudi realizzata in alluminio con rivestimento antiaderente, passata nel 2015 dalla linea Rondine alla linea Aeternum;
  • la linea Divina, un intero set di strumenti da cottura in acciaio inox 18/20 con finiture e design accattivanti.

La produzione degli strumenti di cottura a marchio Aeternum viene svolta in parte direttamente dal Gruppo presso lo stabilimento turco di Izmit e in parte viene affidata a fornitori selezionati sul mercato cinese. Gli strumenti di cottura a marchio Bialetti si posizionano nella fascia medio alta di mercato, quelli a marchio Aeternum si posizionano nella fascia media di mercato e vengono commercializzati trasversalmente al pubblico dei consumatori dalla grande distribuzione organizzata, dai negozi al dettaglio e dai negozi specializzati.

Bialetti è presente anche nell'ambito degli elettrodomestici con la linea Red composta da bollitore, tostapane, mixer ad immersione, impastatore, bistecchiera, spremiagrumi, centrifuga ed estrattore di succo.

Estrattore di succo Centrifuga Spremiagrumi

Rondine

Il marchio Rondine, presente in Italia dal 1947, si diffonde negli anni '80 nella produzione di strumenti da cottura in alluminio antiaderente, a giudizio dell'Emittente grazie all'ampiezza della gamma e al rapporto qualità-prezzo dei prodotti offerti.

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La produzione a marchio Rondine è per i maggiori volumi realizzata nello stabilimento del Gruppo situato in Turchia.

Gli strumenti da cottura a marchio Rondine sono posizionati nella fascia medio-bassa di mercato e vengono commercializzati al pubblico dei consumatori in particolare dalla grande distribuzione.

CEM

Il marchio CEM, che risale agli anni '50, si diffonde sul mercato turco nei primi anni '80 nel comparto degli strumenti da cottura in alluminio antiaderente, e più recentemente con linee in ceramica, contraddistinguendo lo storico modello denominato Firuze, accessoriato con coperchio in acciaio. Nel 1985, viene lanciata la linea Pirlanta, che a distanza di più di 20 anni è considerata prodotto icona a marchio CEM. Bialetti acquista il marchio CEM nel 2007.

L'offerta a marchio CEM comprende una vasta gamma di strumenti da cottura in alluminio antiaderente, destinati sia al mercato turco sia ai mercati esteri. In particolare, tra i prodotti a marchio CEM si menzionano:

  • la linea Ardic, a smalto ceramico;
  • la linea Defne, linea a smalto antiaderente;
  • la linea Pirlanta, caratterizzata per poter essere utilizzata per ogni tipo di alimento e da un prezzo competitivo.
  • la linea Ozel.

La produzione a marchio CEM viene svolta direttamente dal Gruppo presso lo stabilimento sito a Izmit (Turchia).

I prodotti a marchio CEM si posizionano in una fascia di mercato medio-alta e vengono commercializzati trasversalmente al pubblico dei consumatori dalla grande distribuzione organizzata, dai negozi al dettaglio e dai negozi specializzati.

Girmi*

Il Gruppo opera nel settore dei piccoli elettrodomestici per cottura di alimenti dal 2005, commercializzando prodotti a marchio Girmi.

Girmi è un marchio storico del settore denominato PED (piccoli elettrodomestici) italiano risalente al 1947. Il marchio conserva una elevata riconoscibilità sul mercato nazionale e presenta una connotazione di azienda seria e affidabile, con prodotti di buona qualità a un prezzo accessibile.

La gamma di prodotti a marchio Girmi è costituita da circa 100 referenze, che individuano prevalentemente prodotti da utilizzare nell'ambiente cucina (es.: frullatori, tritatutto, bilance, griglie, tostapane, phon, piastre per capelli, ferri da stiro). I principali volumi di vendita sono generati da frullatori ad immersione (es: Bixer, frullatore multifunzionale), mixer, tritatutto e fornetti elettrici, in linea con la tradizione del marchio.

Nel 2011 Girmi ha inserito sul mercato nuovi prodotti, inizio di un percorso di innovazione di lungo termine, nella categoria dei Forni Elettrici e dei Frullatori a Immersione. Alla Data della relazione, continuando nel percorso di innovazione e ricerca tecnologia con un occhio di riguardo al risparmio energetico, la gamma di

prodotti a marchio Girmi ha aggiunto alle proprie referenze anche prodotti dedicati alla preparazione degli alimenti e strumenti di cottura oltre a prodotti per la cura della casa e della persona.

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La produzione è interamente affidata a fornitori terzi selezionati sul mercato cinese.

Il posizionamento dei prodotti a marchio Girmi si colloca nella fascia media del mercato. La commercializzazione di tali prodotti viene svolta trasversalmente al pubblico dei consumatori dalla grande distribuzione organizzata, dai negozi al dettaglio e dai negozi specializzati.

* Come già dettagliato nel paragrafo inerenti gli eventi dell'anno 2015, è stato sottoscritto da parte di Bialetti Industrie S.p.A. un contratto per la cessione del marchio Girmi.

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ANDAMENTO ECONOMICO, PATRIMONIALE E FINANZIARIO DEL GRUPPO

La tabella di seguito riportata espone i principali dati consolidati di conto economico riclassificato del Gruppo gli esercizi chiusi rispettivamente al 31 dicembre 2015 e al 31 dicembre 2014 secondo principi IFRS.

Esercizio chiuso al 31 dicembre Variazioni % Variazioni
(migliaia di Euro) 2015 (a) 2014 (a) 2015-2014 Assolute
RESTATED**
RICAVI 172.354 100,0 % 161.243 100,0 % 6,9% 11.111
Costo del prodotto (*) (73.383) 42,6 % (72.444) 44,9 % 1,3% (939)
Servizi Vari (**) (33.668) 19,5 % (30.937) 19,2 % 8,8% (2.731)
Altri costi operativi (***) (15.238) 8,8 % (13.535) 8,4 % 12,6% (1.703)
Costi per il personale (****) (28.519) 16,5 % (25.234) 15,6 % 13,0% (3.285)
Risultato operativo lordo - EBITDA
normalizzato 21.545 12,5 % 19.092 11,8 % 12,9% 2.452
Ammortamenti (5.915) 3,4 % (5.893) 3,7 % 0,4% (22)
Svalutazioni e accantonamenti non ricorrenti (1.207) 0,7 % (777) 0,5 % 55,3% (430)
Risultato operativo - Ebit 14.424 8,4 % 12.422 7,7 % 16,1% 2.001
Oneri/proventi finanziari (6.934) 4,0 % (4.932) 3,1 % 40,6% (2.002)
Utile/(perdita) prima delle imposte 7.490 4,3 % 7.490 4,6 % 0,0% (1)
Imposte (2.848) 1,7 % (2.945) 1,8 % (3,3%) 97
Oneri da attività disponibili per la vendita (623) 0,4 % (410) 0,3 % 52,2% (214)
Utile/(perdita) attribuibile a terzi 64 0,0 % 10 0,0 % 510,1% 54
Utile/(Perdita) netto di gruppo 4.083 2,4 % 4.146 2,6 % (1,5%) (65)

** I valori sono stati rideterminati per effetto della riclassifica della voce "Proventi e perdite su strumenti derivati" a riduzione della voce "Costi per materie prime, materiali di consumo e merci". Per maggiori informazioni si rimanda al paragrafo 2.9 Derivati delle Note esplicative.

(a) Incidenza percentuale rispetto ai Ricavi

(*) La riclassifica è data dalla somma algebrica delle seguenti voci di conto economico secondo lo schema IFRS: "Altri proventi", "Costo delle materie prime, materiali di consumo e merci", "Variazione delle rimanenze di prodotti in lavorazione, semilavorati e finiti"; in aggiunta i costi per servizi direttamente imputabili al prodotto per un totale di Euro 10.894 migliaia nel 2015 e di Euro 11.514 migliaia nel 2014 come riportato nelle note di dettaglio.

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(**) La riclassifica è data dalla somma algebrica delle seguenti voci di conto economico secondo lo schema IFRS: "Costi per servizi", in riduzione i costi per servizi direttamente imputabili al prodotto per un totale di Euro 10.894 migliaia per il 2015 ed Euro 11.514 migliaia per il 2014 come riportato nelle note di dettaglio "Costi per servizi". Nel 2014 sono stati portati a riduzione costi non ricorrenti per Euro 567 migliaia.

(***) In riduzione della voce "altri costi operativi" sono stati registrati svalutazioni e accantonamenti per Euro 877 migliaia.

(****) Al netto, nell'esercizio 2015 di costi non ricorrenti per Euro 330 migliaia. Nel 2014 sono stati portati in diminuzione oneri di mobilità per Euro 209 migliaia.

Il gruppo Bialetti chiude l'esercizio 2015 con ricavi pari a 172,4 milioni di Euro in incremento del 6,9% rispetto all'esercizio 2014 (161 milioni). Come detto in precedenza tale andamento è principalmente riconducibile a:(i) un aumento nel segmento cookware (6,7%) ,(ii) ad un incremento nel segmento Piccoli Elettrodomestici (59,5%), (iii) una crescita del segmento "moka e coffeemakers (+7,9%), (iv) mentre la linea "Espresso" e "Caffè d'Italia" registra complessivamente una diminuzione del 10,8%, precisando che l'effetto positivo dell'incremento nella vendita di caffè è neutralizzato dalla contrazione nel fatturato relativo alle macchine a sistema chiuso

Rimandando ai vari paragrafi della presente relazione che analizzano, in dettaglio, le varie componenti che hanno portato ai predetti risultati, vengono di seguito sintetizzati gli aspetti che hanno maggiormente influito sulla gestione del Gruppo nel corso del 2015.

Il costo del prodotto si incrementa di 0,94 milioni di Euro rispetto allo scorso esercizio. L'incidenza percentuale del costo del prodotto sul fatturato è risultata pari al 42,6% del 2015 rispetto a quella del 44,9% dello scorso anno.

Si ricorda che nella voce costo del prodotto è stato riclassificato il fair value relativo ai contratti per derivati Euro / Dollaro USA in essere al 31 dicembre, come meglio specificato nel paragrafo dedicato ai "Derivati".

I costi per servizi fanno segnare un aumento in termini assoluti (aumento di 2,7 milioni di Euro), mentre registrano un decremento nell'incidenza sul fatturato (19,5% nel 2015 contro 19,2% nel 2014).

Gli altri costi operativi sono aumentati di 1,7 milioni di Euro.

I costi per il personale al 31 dicembre 2015 ammontano a Euro 28,5 milioni di Euro (Euro 25,2 milioni di Euro al 31 dicembre 2014), come dettagliato nella seguente tabella:

Paese Al 31 dicembre, Variazione Variazioni %
(in migliaia di Euro) 2015 2014 Assoluta 2015-2014
Bialetti Industrie S.p.A. Italia 10.305 11.064 -759 (6,9%)
Bialetti Store Srl Italia 12.846 9.037 3.809 42,1%
Cem Bialetti Turchia 3.128 3.138 (10) (0,3%)
SC Bialetti Stainless Steel Srl Romania 1.584 1.483 101 6,8%
Bialetti Girmi France Sarl Francia 461 512 (51) (9,9%)
Triveni Bialetti industries Private Limited India 28 0 28 n.a
Bialetti Houseware Ningbo Cina 127 0 127 n.a
Bialetti Store France Eurl Francia 16 0 16 n.a
Bialetti Store Spain SL Spagna 24 0 24 n.a
Totale costi del personale 28.519 25.234 3.286 13,02%

L'aumento del numero di addetti è principalmente riconducibile ad assunzioni di personale da parte della società Bialetti Store S.r.l. a s.u. per la gestione dei nuovi negozi monomarca.

COSTI E PROVENTI NON RICORRENTI E STRAORDINARI DEL GRUPPO

I risultati economici del Gruppo sono stati influenzati da componenti negativi e positivi di carattere non ricorrente e/o straordinario il cui importo complessivo ammonta a 1,207 milioni di Euro. Tale importo risulta attribuibile a costi sostenuti per cause legali (Euro 1,107 milioni) e ad altri costi non ricorrenti per Euro 100 migliaia, così come indicato nella tabella qui di seguito esposta, che evidenzia i dati dell'Ebit ed Ebitda normalizzati (depurati cioè delle componenti non ricorrenti e/o straordinarie).

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Esercizio chiuso al 31 dicembre
(migliaia di Euro) 2015 2014
Risultato operativo - EBIT normalizzato 15.631 13.198
Oneri/Proventi non ricorrenti
Oneri procedure mobilità (209)
Costi per manovra finanziaria (567)
Cause legali (1.107)
Altri costi non ricorrenti (100)
Risultato operativo - EBIT 14.424 12.422

L'EBIT (risultato operativo) è positivo per 14,4 milioni di Euro (12,4 milioni di Euro al 31 dicembre 2014). Depurato delle componenti straordinarie e/o non ricorrenti, l'EBIT del 2015 è pari a 15,6 milioni di Euro (13,2 milioni di Euro nel 2014).

Esercizio chiuso al 31 dicembre
(migliaia di Euro) 2015 2014
Risultato operativo lordo - EBITDA
normalizzato
21.546 19.091
Oneri/Proventi non ricorrenti
Oneri procedure mobilità - (209)
Costi per manovra finanziaria (567)
Cause legali (1.107)
Altri costi non ricorrenti (100)
Risultato operativo lordo - EBITDA 20.339 18.315

L'EBITDA (risultato operativo lordo) è positivo per 20,3 milioni di Euro (18,3 milioni di Euro nel 2014). Depurato delle componenti straordinarie e/o non ricorrenti, l'EBITDA del 2015 è pari 21,5 milioni di Euro contro 19,1 milioni di Euro nel 2014.

Gli "oneri finanziari" risultano in aumento per 2 milioni di Euro, principalmente a causa di differenze cambio negative.

L'esercizio 2015 chiude con risultato netto positivo consolidato di 4,02 milioni di Euro, contro un risultato di 4,1 milioni di Euro relativo all'esercizio precedente.

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ANALISI DEI RICAVI PER SETTORE E AREA GEOGRAFICA

ANALISI DEI RICAVI PER SETTORE

Le aree strategiche d'affari afferiscono rispettivamente a:

Mondo casa

Cookware: l'insieme di strumenti da cottura e degli accessori da cucina identificati dai marchi "Bialetti", "Aeternum", "Rondine" e "Cem" (marchio leader sul mercato turco);

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Girmi: marchio storico che caratterizza tutti i piccoli elettrodomestici per cottura di alimenti ed altre funzionalità di uso domestico.

Mondo Caffè Bialetti

L'inserimento del Gruppo Bialetti Industrie nel settore del mercato del caffè porzionato, nonché del caffè in polvere, ha modificato il significato attribuito all'intera gamma dei prodotti Bialetti correlati alla commercializzazione del "caffè": ogni prodotto è concepito in quanto strumentale alla vendita dello stesso, dalla tradizionale caffettiera alle macchine per il caffè espresso.

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  • Moka e coffe maker: l'insieme dei prodotti tradizionali offerti correlati alla preparazione del caffè, ossia caffettiere gas, caffettiere elettriche e relativi accessori;
  • Espresso: macchine elettriche per il caffè espresso tramite caffè porzionato e caffè in polvere e macchine elettriche per la preparazione del caffè espresso utilizzabili esclusivamente attraverso la capsula esclusiva marchiata "I Caffè d'Italia".

Tutti i Prodotti legati a tale "mondo" sono identificati dal marchio "Bialetti".

I ricavi netti consolidati al 31 dicembre 2015 del Gruppo pari a 172,4 milioni di Euro afferiscono:

  • Per Euro 73,4 milioni al Cookware rispetto a Euro 68,7 milioni al 31 dicembre 2014. L'aumento è riconducibile ad una maggiore vendita di tali prodotti all'interno dei negozi a marchio Bialetti che durante il 2015 hanno registrato un notevole incremento;

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  • Per 14,12 millioni a Girmi Ped rispetto ai 8,9 milioni di Euro al 31 dicembre 2014, registrando un sostanziale incremento di tale segmento.
  • Per Euro 59,2 milioni alle caffettiere. Il settore risulta in crescita del 7,9% rispetto all'esercizio precedente. Essa risulta correlata principalmente ai prodotti tradizionali (Moka).
  • Per Euro 25,7 milioni al settore "Espresso" e "Caffè d'italia" contro Euro 28,8 milioni dell'esercizio 2014. In particolare risultano in diminuzione i ricavi relativi alle Macchine per il caffè Espresso – sistema aperto. Per il marketing della linea Caffè d'Italia si precisa che l'effetto positivo dell'incremento nella vendita di caffè è neutralizzato dalla contrazione nel fatturato relativo alle macchine a sistema chiuso, facendo registrare complessivamente una diminuizone del 10,8%.
Esercizio chiuso al 31 dicembre Variazione Variazioni %
(milioni di Euro) 2015 2014 Assoluta 2015-2014
Mondo casa 87,5 77,6 9,9 12,7%
Cookware 73,4 68,7 4,7 6,8%
Girmi PED 14,1 8,9 5,2 58,6%
Mondo caffè 84,9 83,6 1,2 1,5%
Moka & Coffemaker 59,2 54,9 4,3 7,8%
Espresso 25,7 28,8 (3,1) (10,8%)
Totale Ricavi 172,4 161,2 11,1 6,9%

FATTURATO DEL GRUPPO PER TIPOLOGIA DI PRODOTTO

ANALISI DEI RICAVI PER AREA GEOGRAFICA

Nella tabella che segue viene evidenziata la ripartizione per area geografica della voce "Ricavi":

Esercizio chiuso al 31 dicembre Variazione Variazioni %
(milioni di Euro) 2015 2014 Assoluta 2015-2014
Italia 122,3 114,3 8,00 7,0%
Europa 40,4 37,5 2,86 7,6%
Nord America 3,8 3,1 0,73 23,7%
Resto del mondo 5,9 6,4 (0,48) (7,6%)
Totale Ricavi 172,4 161,2 11,1 6,9%

ITALIA

Nell'esercizio 2015 i ricavi realizzati in Italia hanno registrato un incremento del 7% rispetto all'esercizio precedente.

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La variazione dei Ricavi nel mercato domestico è legata prevalentemente alla combinazione dei seguenti fenomeni:

  • Incremento di ricavi realizzati dalle vendite efffettuate alla clientela attraverso i negozi a marchio Bialetti, che come già evidenziato in altri punti della presente relazione, sono in netta crescita rispetto all'anno precednte.
  • Decremento del fatturato relativo ai canali promozionali.

EUROPA (ESCLUSA L'ITALIA)

Nel 2015 i ricavi realizzati nel resto d'Europa hanno registrato un incremento, passando da 37,5 milioni di Euro a 40,4 milioni di Euro nel 2015 (7,6%).

NORD AMERICA

I ricavi realizzati nel Nord America nel 2015 hanno subito un incremento del 23,7%, passando da 3,1 milioni di Euro nel 2014 a Euro 3,8 milioni nel 2015.

RESTO DEL MONDO

I ricavi realizzati nel Resto del Mondo passano da 6,4 milioni di Euro nel 2014 a 5,9 milioni di Euro nel 2015, con un decremento del 7,6%.

SITUAZIONE PATRIMONIALE

Il prospetto che segue evidenzia le variazioni intervenute nel capitale investito.

Al 31 dicembre, Al 31 dicembre, Variazione %
Ass. 2015 -
(migliaia di Euro) 2015 2014 2014
**RESTATED
Immobilizzazioni materiali 21.978 21.725 253 1,2%
Immobilizzazioni immateriali 16.445 14.413 2.032 14,1%
Crediti immobilizzati 10.292 9.122 1.170 12,8%
Capitale immobilizzato 48.716 45.261 3.455 7,6%
Rimanenze 39.151 34.337 4.814 14,0%
Crediti verso clienti 60.401 67.472 (7.070) (10,5%)
Debiti commerciali (40.127) (44.859) 4.732 (10,5%)
Altre Attività correnti 8.894 10.709 (1.814) (16,9%)
Altre Passività correnti (14.497) (13.016) (1.481) 11,4%
Imposte differite passive (39) (39) (0) 1,2%
Capitale Circolante 53.783 54.604 (821) (1,5%)
Attività disponibili per la vendita 3.120 2.929 191 6,5%
Capitale investito 105.619 102.794 2.825 2,7%
Patrimonio Netto 13.210 5.726 7.483 130,7%
Patrimonio Netto di terzi (44) 29 (73) (254,6%)
T.F.R, altri fondi 3.318 3.067 250 8,2%
Passività non correnti 7.596 8.581 (985) (11,5%)
Indebitamento finanziario Netto 81.541 85.388 (3.847) (4,5%)

___________________________________________________________________________________________________________

**I valori sono stati rideterminati a seguito della riclassifica dei debiti non di natura tributaria dalla voce "debiti tributari" alla voce "Altre passività".

Posizione finanziaria netta

La variazione positiva della posizione finanziaria netta pari a Euro 3,8 milioni è stata determinata dall'attività di cassa generata dall'attività reddituale dell'esercizio e dall'aumento del capitale sociale avvenuto durante l'anno, come già ampiamente descritto nella sezione riguardante la composizione dell'azionariato.

Capitale immobilizzato

Nel corso del 2015 sono stati effettuati investimenti al netto delle dismissioni e ammortamenti per Euro 2,2 milioni relativamente ad immobilizzazioni immateriali, e per Euro 0,706 milioni per immobilizzazioni materiali.

L'effetto delle differenze di conversione incidono negativamente per Euro 0,79 milioni sulle immobilizzazioni materiali e per Euro 0,223 milioni sulle immobilizzazioni immateriali.

Gli investimenti in immobilizzazioni materiali sono stati destinati principalmente all'ampliamento dell'impianto di tostatura caffè presso il sito produttivo di Coccaglio e al miglioramento e potenziamento degli impianti relativi alla produzione di caffettiere e pentolame presso gli stabilimenti situati in Romania e in Turchia.

Gli acquisti di attrezzature si riferiscono a stampi pressofusione per la produzione di caffettiere, mentre le alienazioni sono relative a macchinari per l'assemblaggio e confezionamento di caffettiere, forni, piastre e matrici. Gli investimenti in immobilizzazioni immateriali si riferiscono principalmente alle aperture di nuovi punti vendita effettuati nell'anno dalla controllata Bialetti Store s.r.l. a s.u. tra cui key money per Euro 1,8 milioni.

La variazione dei crediti immobilizzati in aumento del 12,8% è relativa ai depositi cauzionali a garanzia del regolare pagamento dei locali affittati per i nuovi punti vendita.

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Capitale circolante

La variazione del Capitale circolante risulta negativa per migliaia di Euro. Le principali variazioni sono relative a maggiore valore del magazzino, minori crediti verso clienti ma anche minori debiti commerciali verso i fornitori.

Le Attività disponibili per la vendita

Le attività destinate alla vendita si riferiscono agli asset della controllata Triveni Bialetti Industries, classificati tra le attività destinate alla vendita a seguito dell'accordo siglato in data 19 maggio 2011 con TTK Prestige Limited e il cui perfezionamento è in corso di finalizzazione.

Patrimonio netto

La variazione positiva del patrimonio netto deriva principalmente dall'aumento di capitale sociale e dal risultato netto di esercizio.

Passività non correnti

Il decremento è dovuto al pagamento delle rate previste dall'accordo di rateizzazione del debito iva anni 2011 e 2012.

ATTIVITA' DI RICERCA E SVILUPPO

La nostra società nel corso dell'esercizio 2015 ha svolto attività di ricerca e sviluppo per innovazione tecnologica ed ha indirizzato i propri sforzi in particolare su progetti che si ritengono particolarmente innovativi, svolti nello stabilimento di Coccaglio (BS) denominati:

Progetto 1 - Attività di R&S su nuove soluzioni tecniche finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti appartenenti alla business unit "Macchine Espresso".

Progetto 2 - Attività di R&S su nuove soluzioni tecniche finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti appartenenti alla business unit "Caffettiere.

Progetto 3 - Attività di R&S su nuove soluzioni tecniche finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti appartenenti alla business unit "Pentolame".

Progetto 4 - Attività di R&S a favore di nuove soluzioni tecniche finalizzate alla realizzazione di nuove capsule in alluminio.

Progetto 5 - Attività di R&S a favore della definizione tecnologica di modelli di processo per la produzione di capsule in alluminio.

Parte degli stessi sono a tutt'oggi in corso.

Si confida che il loro esito positivo e la realizzazione delle innovazioni in programma possano portare ad un incremento del fatturato, con ricadute favorevoli sulla generale economia dell'azienda.

Trattamento contabile dei costi R&S:

Il costo sostenuto per le spese di ricerca e sviluppo di cui sopra è stato considerato quale costo di esercizio ed imputato interamente a conto economico.

ANDAMENTO DELLE SOCIETA' DEL GRUPPO

Oltre a quanto già evidenziato nel corso della presente relazione, gli aspetti salienti dell'andamento della gestione delle principali Società, direttamente ed indirettamente controllate, possono essere illustrati come segue:

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BIALETTI INDUSTRIE S.p.A.

Società Capogruppo

Il progetto di bilancio al 31 dicembre 2015 chiude con un utile netto di Euro 2,9 milioni, sostanzialmente in linea con il risultato dell'esercizio precedente (+ Euro 3 milioni).

Il risultato operativo (EBIT) risulta in diminuzione rispetto all'esercizio 2014 di 624 migliaia di Euro.

Si fa presente che l'azienda ha proseguito nella gestione di contenimento dei costi.

La tabella di seguito riportata espone i principali dati di conto economico riclassificato della Bialetti Industrie per i periodi chiusi rispettivamente al 31 dicembre 2015 e al 31 dicembre 2014, secondo principi IFRS.

Al 31 dicembre, Al 31 dicembre, Variazioni % Variazioni
(in migliaia di Euro) 2015 (a) 2014 (a) 2015 - 2014 Assolute
RESTATED**
RICAVI 120.062 100 % 118.949 100 % 0,9% 1.113
Costo del prodotto ()
Servizi Vari (
*)
(68.096 )
(22.772 )
56,7 %
19,0 %
(64.934)
(23.400)
54,6 %
19,7 %
4,9%
(2,7%)
(3.162)
628
Altri costi operativi ()
Costi per il personale (
*)
(6.714 )
(10.635 )
5,6 %
8,9 %
(6.501)
(11.064)
5,5 %
9,3 %
3,3%
(3,9%)
(213)
429
Risultato operativo lordo - EBITDA normalizzato 11.845 9,9% 13.050 11,0% -9,2% 1.205 -
Ammortamenti
Svalutazioni e accantonamenti non ricorrenti
(2.532)
(805)
2,1 %
0,7 %
(3.141)
(776)
2,6 %
0,7 %
(19,4%)
3,7%
610
(29)
Risultato operativo - Ebit 8.508 7,1% 9.133 7,7% -6,8% 624 -
Oneri/proventi finanziari (3.577) 3,0 % (3.965) 3,3 % (9,8%) 388
Utile/(perdita) prima delle imposte 4.931 4,1% 5.168 4,3% -4,6% 237 -
Imposte (2.026) 1,7 % (2.152) 1,8 % (5,9%) 126
Utile/(Perdita) netto 2.906 2,4% 3.016 2,5% -3,7% 111 -

** I valori sono stati rideterminati per effetto della riclassifica della voce "Proventi e perdite su strumenti derivati" a riduzione della voce "Costi per materie prime, materiali di consumo e merci". Per maggiori informazioni si rimanda al paragrafo 2.9 Derivati delle Note esplicative.

(a) Incidenza percentuale rispetto ai Ricavi.

(*) La riclassifica è data dalla somma algebrica delle seguenti voci di conto economico secondo lo schema IFRS: "Altri proventi", "Costo delle materie prime, materiali di consumo e merci", "Variazione delle rimanenze di prodotti in lavorazione, semilavorati e finiti"; in aggiunta i costi per servizi direttamente imputabili al prodotto per un totale di Euro 9,096 milioni per il 2015 ed Euro 8,927 milioni per il 2014, come riportato nelle note di dettaglio "Costi per servizi".

(**) La riclassifica è data dalla somma algebrica delle seguenti voci di conto economico secondo lo schema IFRS: "Costi per servizi", in riduzione i costi per servizi direttamente imputabili al prodotto per un totale di Euro 9,096 milioni per il 2015 ed Euro 8,927 milioni per il 2014 come riportato nelle note di dettaglio "Costi per servizi". Si segnala inoltre che dalla voce "Costi per servizi", nel 2015 sono stati decurtati oneri non ricorrenti per 416 migliaia di euro, mentre nel 2014, sono stati decurtati oneri non ricorrenti 567 migliaia.

(****) Al netto, nell'esercizio 2014 di oneri di mobilità per Euro 209 migliaia.

Di seguito si commentano i principali indicatori economici e relative differenze tra i dati dell'esercizio 2015 e del 2014.

Il costo del prodotto si incrementa di Euro 3,1 milioni rispetto allo scorso esercizio. L'incidenza percentuale del costo del prodotto sul fatturato è risultata pari al 56,7% del 2015 rispetto al 54,6% dello scorso anno.

Si ricorda che nella voce costo del prodotto, è stato riclassificato il valore del fair value dei contratti derivati in essere al 31 dicembre 2015, come più ampiamento discusso nella sezione relativa ai derivati.

I costi per servizi sono aumentati rispetto all'anno precedente di circa Euro 628 migliaia così come gli altri costi operativi sono diminuiti di circa Euro 213 migliaia.

I costi per il personale al 31 dicembre 2015 ammontano a 10,6 milioni di Euro (11,1 milioni di Euro al 31 dicembre 2014), facendo registrare un risparmio di 0,429 milioni.

Le imposte dell'esercizio migliorano di circa Euro 0,126 milioni rispetto all'esercizio precedente, con un utile ante imposte di Euro 4,931 milioni rispetto ad un risultato ante imposte 2014 pari ad Euro 5,168 milioni.

COSTI E PROVENTI NON RICORRENTI E STRAORDINARI DI BIALETTI INDUSTRIE S.P.A.

I risultati economici del Gruppo sono stati influenzati da componenti negativi e positivi di carattere non ricorrente e/o straordinario il cui importo complessivo ammonta a circa 805 migliaia di Euro. Tale importo risulta attribuibile ai costi relativi alle cause legali e così come indicato nella tabella qui di seguito esposta, che evidenzia i dati dell'Ebit ed Ebitda normalizzati (depurato cioè delle componenti non ricorrenti e/o straordinarie).

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Al 31 dicembre,
(migliaia di Euro) 2015 2014
Risultato operativo lordo - EBIT normalizzato 9.313 9.909
Oneri straordinari
Costo oneri procedure mobilità - (209)
Costi per manovra finanziaria - (567)
Cause legali (805) -
Risultato operativo - EBIT 8.508 9.133

L'Ebit (risultato operativo) è positivo per 8,5 milioni di Euro rispetto ad Euro 9,1 milioni dell'esercizio 2014. Depurato delle componenti straordinarie e/o non ricorrenti, L'Ebit normalizzato nel 2015 è pari a Euro 9,3 milioni (Euro 9,9 milioni nel 2014) con un decremento di Euro 596 migliaia.

Esercizi chiusi al 31 dicembre
(migliaia di Euro) 2015 2014
Risultato operativo lordo - EBITDA
normalizzato
11.845 **RESTATED
13.050
Oneri straordinari
Costo oneri procedure mobilità
Costi per manovra finanziaria
Cause legali
-
-
(805)
(209)
(567)
-
Risultato operativo lordo - EBITDA 11.040 12.273

L'EBITDA (risultato operativo lordo) è positivo per circa 11 milioni di Euro (positivo per 12,3 milioni di Euro al 31 dicembre 2014). Depurato delle componenti straordinarie e/o non ricorrenti, l'EBITDA nel 2015 è pari a Euro 11,8 milioni (Euro 13,5 milioni nel 2014) con un decremento di Euro 1,25 milioni.

BIALETTI STORE S.r.L. a s.u.

Sede: Coccaglio (BS) (Partecipazione diretta 100%)

La Società è attiva nella commercializzazione, sul canale dettaglio, dei prodotti del Gruppo Bialetti all'interno di strutture "Outlet Village", centri commerciali e attraverso negozi monomarca (canale Retail). Il progetto di bilancio (Italian Gaap) al 31 dicembre 2015 chiude con un risultato positivo di Euro 2,687 milioni (Euro 603 migliaia al 31 dicembre 2014).

Il fatturato dell'esercizio è risultato essere pari a Euro 51,9 milioni (Euro 36 milioni al 31 dicembre 2014), in sostanziale aumento rispetto all'esercizio precedente.

Al 31 dicembre 2015 Bialetti Store conta 130 punti vendita di cui due, aperti nel corso del 2015, con sede all'estero e precisamente Francia e Spagna (22 Outlet, 34 in centro città, 74 in centri commerciali) contro numero 89 negozi al 31 dicembre 2014.

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CEM BIALETTI A.S.

Sede: Istanbul (Turchia) (Partecipazione diretta 99,9%) (Dati espressi in Euro ai rispettivi cambi di riferimento)

La Società è attiva nella produzione e commercializzazione di strumenti da cottura in alluminio antiaderente. Il progetto di bilancio (Ifrs) al 31 dicembre 2015 chiude con un risultato negativo di Euro 1,170 milioni, (utile di Euro 278 migliaia nel 2014).

Il fatturato di periodo è risultato essere pari a Euro 24,8 Milioni (Euro 23,2 milioni al 31 Dicembre 2014). L'ebit è positivo per Euro 1,86 milioni rispetto ad Euro 1,5 milioni nel 2014.

L'investimento effettuato in Turchia è tuttora ritenuto un asset strategico nell'ambito delle attività del Gruppo Bialetti, in quanto la società è proprietaria del marchio "CEM", leader di mercato in Turchia nel settore del pentolame e rappresenta una fonte produttiva a basso costo in un Paese vicino all'Europa occidentale.

BIALETTI GIRMI FRANCE S.A.R.L.

Sede: Parigi (Francia) (Partecipazione diretta 100 %)

La Società è attiva nella commercializzazione in Francia e Belgio dei prodotti del Gruppo Bialetti.

Il progetto di bilancio (Ifrs) al 31 dicembre 2015 chiude con un utile netto di Euro 348 migliaia (utile pari ad Euro 388 migliaia al 31 dicembre 2014).

Il risultato operativo, pari a Euro 543 migliaia, registra una leggera diminuzione rispetto a quello realizzato nel 2014 (positivo per Euro 603 migliaia).

BIALETTI DEUTSCHLAND G.M.B.H.

Sede: Manheim (Germania) (Partecipazione diretta 100%)

La Società, anche nel corso del 2015 non ha svolto attività operativa.

SC BIALETTI STAINLESS STEEL S.R.L.

Sede: Sat Plopeni, Dumbravesti (Romania) (Partecipazione diretta 100 %) (Dati espressi in Euro ai rispettivi cambi di riferimento)

La Società è attiva nella produzione di caffettiere in alluminio per conto del Gruppo. Il fatturato di periodo è risultato essere pari a Euro 13,8 milioni (Euro 11,4 milioni al 31 dicembre 2014). Il progetto di bilancio (Ifrs) al 31 dicembre 2015 chiude con un utile netto di Euro 460 migliaia (utile netto di Euro 230 migliaia al 31 Dicembre 2014).

TRIVENI BIALETTI INDUSTRIES PRIVATE LIMITED

Sede: Mumbai (India) (Partecipazione indiretta 93.8 %)

In data 19 maggio 2011 è stato sottoscritto un accordo con la Società TTK Prestige Limited -"TTK"- (con sede a Bangalore – India) relativo alla cessione del ramo d'azienda della Società Triveni Bialetti Industries

per un controvalore di 280 milioni di rupie (circa 4,4 milioni di Euro). Tale accordo è condizionato in ogni caso ad una serie di eventi risolutivi.

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Nel Dicembre 2011 la Società Triveni Bialetti Industries ha sottoscritto con TTK l'accordo di outsourcing previsto nel MOU ed ha ripreso le attività produttive.

A seguito della firma i dati economici, patrimoniali e finanziari relativi al ramo d'azienda oggetto dell'accordo sono rappresentati tra le attività destinate alla vendita ai sensi dell'IFRS 5.

Nel mese di aprile 2012 è stato inoltre sottoscritto un addendum all'accordo del 19 maggio 2011, per effetto del quale nel corso del 2012 TTK ha anticipato a Triveni Bialetti Industries parte del controvalore della cessione del ramo a titolo di finanziamento fruttifero di interessi.

Si fa presente che i valori utilizzati per il presente bilancio sono quelli riferiti al 30 settembre 2015, ultimo bilancio trasmesso dal management locale.

BIALETTI HOUSEWAREE NINGBO

Sede: Ningbo (Cina) (Partecipazione diretta 100%)

Società di diritto cinese di recente costituzione, dedita alla sviluppo commerciale nel Far East, oltre che alla gestione di tutti gli acquisti del Gruppo in Cina. La società è operativa dal 1 luglio 2014. Il progetto di bilancio IFRS chiude con una perdita di Euro 146 migliaia al 31 dicembre 2015 (perdita di Euro 22 migliaia al 31 dicembre 2014).

BIALETTI STORE FRANCE E.u.r.L.

Sede: (Francia) (Partecipazione indiretta 100%)

Società di diritto francese costituita durante l'anno, si occupa della commercializzazione di prodotti del Gruppo in Francia. La società è controllata al 100% dalla società del gruppo Bialetti Girmi France S.a.r.l.. A fine esercizio il risultato risulta essere negativo per Euro 12 migliaia.

BIALETTI STORE SPAIN S.l.

Sede: Madrid (Spagna) (Partecipazione indiretta 100%)

Società di diritto spagnolo costituita durante l'anno, controllata al 100% dalla società Bialetti Store S.r.l. a s.u., si occupa della commercializzazione di prodotti del Gruppo in Spagna. A fine esercizio il risultato risulta essere negativo per Euro 80,8 migliaia.

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GESTIONE DEI RISCHI

Bialetti, in linea con le 'best practice' di disegno ed implementazione di sistemi di controllo interno, pone massima attenzione alla gestione del rischio.

Ogni impresa deve fronteggiare i rischi: tale esercizio è reso più rilevante in un contesto in continua evoluzione e caratterizzato da difficoltà recessive.

Il management di Bialetti valuta attentamente il rapporto rischi/opportunità canalizzando le risorse verso il miglior equilibrio in coerenza con la "soglia di rischio" che viene definita accettabile. I rischi sono identificati sia a livello di Gruppo sia a livello locale (Paesi di presenza del Gruppo). I rischi sono quindi ordinati per priorità in considerazione degli obiettivi del Gruppo e delle singole Società controllate ed in relazione alla combinazione di probabilità e impatto dei relativi rischi residui.

Sono, di conseguenza, monitorati i fattori influenzanti la rappresentazione dei rischi con la finalità di mitigazione degli stessi e di sfruttamento delle opportunità di business legate alla capacità di anticipazione

delle dinamiche competitive. Per una più agevole valutazione i fattori di rischio sono stati raggruppati in categorie omogenee, distinguendo quelli che nascono all'esterno della Società, quelli connessi all'articolazione della organizzazione stessa e quelli di natura più specificatamente "finanziaria".

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I principali rischi esterni individuati (raggruppati per tipologia) sono i seguenti: Rischi connessi alle condizioni generali dell'economia

La situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo è influenzata dai vari fattori che compongono il quadro macro-economico - inclusi l'incremento o il decremento del prodotto nazionale lordo, il livello di fiducia dei consumatori e delle imprese, l'andamento dei tassi di interesse per il credito al consumo, il costo delle materie prime, il tasso di disoccupazione - nei vari Paesi in cui il Gruppo opera. Il significativo e diffuso deterioramento delle condizioni di mercato è stato accentuato da una severa e generalizzata difficoltà nell'accesso al credito, sia per i consumatori sia per le imprese e ha iniziato a determinare una carenza di liquidità che si rifletterà in definitiva sullo sviluppo industriale di molti business, tra i quali potrebbe rientrare quello in cui il Gruppo opera.

La debolezza delle condizioni generali dell'economia e dei settori in cui opera il Gruppo, il deterioramento del mercato del credito e la contrazione del reddito disponibile delle famiglie si sono riflesse, in particolare, in un calo della domanda su alcuni mercati di riferimento per il Gruppo.

Non vi è certezza che le misure messe in atto dai Governi e dalle autorità monetarie in risposta a questa situazione possano ristabilire le condizioni per il superamento in tempi ragionevoli di tale situazione. Resta quindi oltremodo incerto il periodo necessario per un ritorno a normali condizioni di mercato e molti paesi sono consapevoli che le loro economie potranno conoscere una recessione severa e prolungata.

Ove tale situazione di marcata debolezza ed incertezza dovesse prolungarsi significativamente, l'attività, le strategie e le prospettive del Gruppo potrebbero essere negativamente condizionate con conseguente impatto negativo sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo.

Rischi connessi all'alta competitività nei settori in cui il Gruppo opera

I mercati in cui il Gruppo opera sono altamente concorrenziali in termini di qualità dei prodotti, di innovazione, di condizioni economiche e di assistenza ai consumatori.

Il successo delle attività del Gruppo Bialetti dipenderà dalla sua capacità di mantenere ed incrementare le quote di mercato in Italia e/o di espandersi sui mercati internazionali, anche attraverso nuovi prodotti di elevato standard qualitativo che garantiscano adeguati livelli di redditività. In particolare, qualora il Gruppo Bialetti non fosse in grado di sviluppare e offrire prodotti innovativi e competitivi rispetto ai prodotti delle principali industrie concorrenti in termini, tra l'altro, di prezzo, qualità, funzionalità, o qualora vi fossero dei ritardi nell'uscita sul mercato di modelli strategici per il business del Gruppo, le quote di mercato del Gruppo Bialetti potrebbero ridursi con un impatto negativo sui risultati economici e finanziari del Gruppo stesso.

Rischi relativi alle vendite e agli approvvigionamenti sui mercati internazionali e all'esposizione a condizioni locali mutevoli

Una parte delle attività produttive e delle vendite del Gruppo hanno luogo al di fuori dell'Unione Europea. Il Gruppo è esposto ai rischi inerenti l'operare su scala globale, inclusi i rischi relativi:

  • all'esposizione a condizioni economiche e politiche locali;
  • all'attuazione di politiche restrittive delle importazioni e/o esportazioni;
  • alla sottoposizione a molteplici regimi fiscali, in particolare in tema di transfer pricing e di applicazione di ritenute o altre imposte su rimesse e altri pagamenti a favore di, o da parte di, Società controllate;
  • all'introduzione di politiche limitative o restrittive degli investimenti stranieri e/o del commercio, nonché politiche di controllo dei tassi di cambio e relative restrizioni al rimpatrio dei capitali;
  • all'esposizione a fenomeni di rottura di stock derivanti dall'esternalizzazione della produzione.

In particolare, il Gruppo Bialetti opera in paesi emergenti quali la Turchia, e la Romania e i Paesi del Far East. Il verificarsi di sviluppi politici o economici sfavorevoli in tali paesi potrebbero incidere in maniera significativamente negativa sulle prospettive e sull'attività del Gruppo, nonché sui risultati economici e sulla situazione finanziaria del Gruppo.

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I principali rischi interni individuati (raggruppati per tipologia) sono i seguenti:

Organizzazione e Processi

Nel contesto economico attuale, caratterizzato da elevata volatilità dei fattori determinanti il business, assume particolare rilevanza la capacità di implementare tempestivamente le azioni strategiche e tattiche nei diversi paesi nei quali il Gruppo opera. E' quindi importante che ci sia un adeguato livello di formalizzazione e di applicazione e controllo dei processi aziendali al fine di massimizzare l'efficienza operativa, ed un efficace sistema di controllo dei settori in cui opera il Gruppo, che preveda indicatori di redditività, di efficacia e di efficienza a livello di singolo settore o business unit.

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Il Gruppo ha intrapreso un percorso di definizione e formalizzazione delle procedure di reporting comuni e nei prossimi mesi verrà implementato un progetto di analisi e controllo con l'obiettivo di monitorare più efficacemente e tempestivamente le attività e di consentirne un confronto a livello internazionale.

Rischi connessi ai rapporti con i dipendenti

In diversi paesi in cui il Gruppo opera, i dipendenti del Gruppo sono protetti da varie leggi e/o contratti collettivi di lavoro che garantiscono loro, tramite rappresentanze locali e nazionali, il diritto di essere consultati riguardo a specifiche questioni, ivi inclusi il ridimensionamento o la chiusura di reparti e la riduzione dell'organico. Tali leggi e/o contratti collettivi di lavoro applicabili al Gruppo potrebbero influire sulla sua flessibilità nel ridefinire e/o riposizionare strategicamente le proprie attività. La capacità di Bialetti di operare eventuali riduzioni di personale o altre misure di interruzione, anche temporanea, del rapporto di lavoro è condizionata da autorizzazioni governative e dal consenso dei sindacati. Le proteste sindacali da parte dei lavoratori dipendenti potrebbero avere effetti negativi sul business dell'azienda.

Rischi connessi al management

Il successo del Gruppo dipende in larga parte dall'abilità dei propri amministratori esecutivi e degli altri componenti del management di gestire efficacemente il Gruppo. La perdita delle prestazioni di un amministratore esecutivo, senior manager o altre risorse chiave senza un'adeguata sostituzione, nonché l'incapacità di attrarre e trattenere risorse nuove e qualificate, potrebbe pertanto avere effetti negativi sulle prospettive, attività e risultati economici e finanziari del Gruppo.

I rischi finanziari (raggruppati per tipologia) sono i seguenti:

Scenario macroeconomico generale

La situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo Bialetti è influenzata dai vari fattori che compongono il quadro macro-economico presente nei diversi paesi in cui il Gruppo opera, inclusi il livello di fiducia dei consumatori e delle imprese e l'andamento dei tassi di interesse per il credito al consumo. A partire dall'anno 2008, a livello internazionale, si è verificata una fase di recessione economica, i mercati hanno subito contrazioni.

A causa di queste criticità è difficile prevedere la dimensione e la durata dei cicli economici e fare delle previsioni circa gli andamenti futuri della domanda; è possibile, infatti, che le economie di alcune nazioni possano vedere ancora una lenta crescita economica. Inoltre, vi sono altre circostanze economiche che potrebbero avere conseguenze negative sui mercati in cui opera il Gruppo e generare, unitamente ai fattori di incertezza quali, l'incremento dei prezzi dell'energia e le fluttuazioni dei prezzi delle materie prime, un impatto significativo sulle prospettive di business del Gruppo, sui suoi risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria.

Nell'ambito della propria politica di gestione dei rischi relativamente all'esposizione nei confronti dei propri clienti che potrebbero mostrare difficoltà di pagamento, il Gruppo pone in essere ogni possibile azione per garantire il recupero dei crediti commerciali.

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Rischi per il Gruppo Bialetti

Il Gruppo Bialetti, per effetto dell'attività svolta, è esposto, principalmente, ai seguenti rischi finanziari:

  • rischio di valuta
  • rischio di tasso di interesse
  • rischio di credito
  • rischio di prezzo
  • rischio di liquidità.

Rischi connessi alla fluttuazione dei tassi di cambio

Il rischio di valuta comprende le seguenti fattispecie:

  • foreign exchange transaction risk, vale a dire il rischio che il valore di un'attività o di una passività finanziaria vari in seguito a variazioni dei tassi di cambio;

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  • foreign exchange translation risk, vale a dire il rischio che la conversione nella valuta di presentazione del bilancio consolidato delle attività, delle passività, dei costi e dei ricavi relativi a Società controllate che operano in contesti economici con moneta diversa da quella di presentazione del bilancio consolidato, determini una differenza positiva o negativa tra i saldi delle voci convertite.

Nel Gruppo Bialetti, il foreign exchange transaction risk deriva dal fatto che il Gruppo Bialetti opera su più mercati a livello mondiale ed è quindi naturalmente esposto a rischi di mercato connessi alle fluttuazioni dei tassi di cambio. L'esposizione ai rischi di cambio è collegata principalmente alla diversa distribuzione geografica delle sue attività produttive e commerciali, che lo porta ad avere flussi all'esportazione denominati in valute diverse da quelle dell'area di produzione. Il foreign exchange translation risk deriva dagli investimenti fatti dal Gruppo in Turchia, in India e in Romania. La strategia del Gruppo è volta a minimizzare l'impatto sul conto economico delle variazioni dei tassi di cambio, attraverso il perseguimento di una gestione bilanciata delle posizioni creditorie e debitorie in valuta diversa da quelle di bilancio delle singole Società estere.

In particolare il Gruppo risulta essere principalmente esposto sia per le esportazioni che per le importazioni, con Dollaro USA e la Lira turca.

Il rischio cambi nasce nel momento in cui transazioni future o attività e passività già registrate nello stato patrimoniale sono denominate in una valuta diversa da quella funzionale della Società che pone in essere l'operazione. Il rischio di cambio legato al dollaro USA, è mitigato dai flussi in entrata e in uscita in tale valuta; per la parte differenziale, se necessario, vengono in genere utilizzati strumenti di copertura atti a mitigare l'oscillazione del cambio.

Nonostante le operazioni di copertura finanziaria, repentine fluttuazioni dei tassi di cambio potrebbero avere un impatto negativo sui risultati economici e finanziari del Gruppo.

Rischio di tasso di interesse

Il rischio di tasso di interesse è sostanzialmente riconducibile al rischio di cash flow, vale a dire il rischio che i flussi finanziari futuri di un'attività o di una passività finanziaria a tasso variabile fluttuino in seguito a variazioni dei tassi di interesse di mercato.

Il rischio di cash flow deriva dall'accensione di finanziamenti bancari a medio-lungo termine. Tali debiti sono sia a tasso fisso che a tasso variabile.

I debiti a tasso fisso espongono il Gruppo a un rischio fair value. Relativamente al rischio originato da tali contratti il Gruppo non pone in essere particolari politiche di copertura, ritenendo che il rischio non sia significativo. I debiti a tasso variabile espongono il Gruppo a un rischio originato dalla volatilità dei tassi (rischio di "cash flow"). Relativamente a tale rischio, ai fini della relativa copertura, il Gruppo fa ricorso, per un importo pari a circa il 0,37% del proprio indebitamento netto, a contratti derivati del tipo Interest Rate Swap (IRS), che trasformano il tasso variabile in tasso fisso, permettendo di ridurre il rischio originato dalla volatilità dei tassi.

Tramite l'utilizzo dei contratti IRS, il Gruppo, in accordo con le parti, scambia a specifiche scadenze la differenza tra i tassi fissi contrattati e il tasso variabile calcolato con riferimento al valore nozionale del finanziamento. Ancorché, al momento della stipula di contratti derivati, il fine ultimo del Gruppo è la copertura dei rischi cui lo stesso è sottoposto, contabilmente, tali contratti non sono qualificati come strumenti di copertura secondo quanto previsto dallo IAS 39.

Si segnala inoltre che a seguito dell'accordo di ristrutturazione firmato il 19 gennaio 2012 le Società Bialetti Industrie S.p.A. e Bialetti Store S.r.l. a s.u. hanno fissato gli spread rispetto all'Euribor da applicare a tutte le linee di credito oggetto dell'accordo di Manovra Finanziaria sino alla data del 31 dicembre 2015, fatto salvo il rispetto di taluni covenants finanziari.

Per maggiori dettagli si rimanda al paragrafo "Fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell'esercizio ed evoluzione prevedibile".

Rischio credito

Il Gruppo presenta diverse concentrazioni del rischio di credito in funzione della natura delle attività svolte, peraltro mitigata dal fatto che l'esposizione creditoria è suddivisa su un largo numero di controparti e clienti. Il valore dei crediti iscritti a bilancio risulta al netto della svalutazione calcolata sulla base del rischio di inadempienza della controparte, determinata considerando le informazioni disponibili sulla solvibilità del cliente.

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Rischio prezzo

Il Gruppo è esposto al rischio prezzo per quanto concerne gli acquisti di materie prime, semilavorati e prodotti finiti, il cui costo d'acquisto è soggetto alla volatilità del mercato.

Per gestire il rischio prezzo derivante dalle transazioni commerciali future, in precedenti esercizi caratterizzati dal mercato dei metalli maggiormente favorevole, la Società Capo Gruppo ha perfezionato strumenti derivati sui metalli, fissando il prezzo degli acquisiti futuri previsti. Ancorché, al momento della stipula di contratti derivati, il fine ultimo del Gruppo è la copertura dei rischi cui lo stesso è sottoposto, contabilmente, tali contratti non sono stati qualificati come strumenti di copertura.

Al 31 dicembre 2015 il Gruppo Bialetti non detiene strumenti finanziari derivati sui metalli.

Rischio di liquidità

Il rischio di liquidità è tipicamente rappresentato dalla possibilità che un'entità abbia difficoltà a reperire fondi sufficienti ad adempiere alle obbligazioni assunte e include il rischio che le controparti che hanno concesso finanziamenti e/o linee di credito possano richiederne la restituzione. Questo rischio ha assunto una particolare rilevanza con la crisi finanziaria manifestatasi alla fine del 2008.

Il Gruppo sta quindi ponendo la massima attenzione alla gestione del cash flow e dell'indebitamento, massimizzando i flussi positivi di cassa attesi della gestione operativa e, pur con le restrizioni nel mercato del credito sopra descritte, provvedendo ad una costante gestione con le banche creditrici al fine di mantenere idonee linee di credito. Le principali linee di affidamento sono concesse nella forma tecnica "salvo revoca" e pertanto ciò espone la Società, in un contesto di mercato poco favorevole, ad un rischio potenziale di contrazione delle linee di affidamento.

Infine, si segnala che, nonostante quanto sopra rappresentato, il Gruppo potrebbe trovarsi nella condizione di dover ricorrere a ulteriori finanziamenti in situazioni di mercato poco favorevoli, con limitata disponibilità di talune fonti e incremento degli oneri finanziari.

Bialetti Industrie S.p.A., nella sua posizione di Capogruppo, è esposta, nella sostanza, ai medesimi rischi e incertezze sopra descritti con riferimento al Gruppo stesso.

RICONCILIAZIONE PATRIMONIO NETTO CONTROLLANTE VERSO PATRIMONIO NETTO DI GRUPPO

(in migliaia di Euro) Risultato
d'esercizio Al 31
dicembre 2014
Patrimonio netto
Al 31 dicembre
2014
Risultato
d'esercizio Al 31
dicembre 2015
Patrimonio
netto Al 31
dicembre 2015
Bialetti Industrie 940 19.442 2.906 26.613
Storno del valore di carico delle partecipazioni in società controllate
Risultato controllate e rettifiche di preconsolidamento
Storno proventi da controllate
(1.599) (23.908)
6.598
-
1.097 (24.098)
7.480
-
Avviamenti
Eliminazione utili infragruppo inclusi nelle giacenze di magazzino ed
3.898 - 3.431
altre operazioni infragruppo (124) (276) 17 (258)
Quota di terzi 37 (28) 64 43
Gruppo Bialetti Industrie (746) 5.727 4.083 13.210

OPERAZIONI NON RICORRENTI ATIPICHE E/O INUSUALI

Nel 2015 non sono avvenute operazioni di carattere non ricorrenti, atipiche e/o inusuali, fatto salvo quanto già indicato nel paragrafo "Eventi significativi dell'esercizio 2015" in riferimento al contratto preliminare di cessione del Marchio Girmi da parte di Bialetti Industrie S.p.A..

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RAPPORTI INFRAGRUPPO ED OPERAZIONI EFFETTUATE CON PARTI CORRELATE

Il Gruppo è controllato direttamente da Bialetti Holding S.r.l. u.s. che detiene il 64,72% del capitale sociale di Bialetti Industrie S.p.A.. Bialetti Holding S.r.l. u.s. è a sua volta controllata da Francesco Ranzoni, Presidente del Consiglio di Amministrazione e Amministratore Delegato di Bialetti Industrie S.p.A..

I Consigli di Amministrazione del 30 novembre 2010 e del 15 Gennaio 2015 hanno approvato la Procedura in materia di operazioni con parti correlate ai sensi di quanto disposto dal Regolamento Consob adottato con Delibera n. 17221 del 12 marzo 2010 e successive modifiche ed integrazioni, previo parere favorevole di due amministratori indipendenti, investiti dal Consiglio di Amministrazione dei compiti di cui all'art. 4, comma 3, del citato Regolamento.

Il documento è disponibile sul sito internet della Società all'indirizzo www.bialletigroup.it sezione "Investor Relations/Operazioni parti correlate".

La Procedura stabilisce, in conformità ai principi dettati dal Regolamento Consob OPC, i procedimenti e le regole volti ad assicurare la trasparenza e la correttezza sostanziale e procedurale delle operazioni con parti correlate realizzate dalla Società direttamente o per il tramite di sue Società controllate italiane o estere.

Tra gli aspetti di maggior rilievo introdotti dalla procedura, si segnala:

  • la classificazione delle operazioni di maggiore rilevanza, di valore esiguo e di minore rilevanza;
  • le regole di trasparenza e comunicazione al mercato che diventano più stringenti in caso di operazioni di maggiore rilevanza;
  • le regole procedurali che prevedono il coinvolgimento del Comitato per le Operazioni con parti correlate nella procedura di approvazione delle operazioni.

Per quanto concerne le operazioni effettuate con parti correlate, ivi comprese le operazioni infragruppo, si precisa che le stesse non sono qualificabili né come atipiche né come inusuali, rientrando nel normale corso di attività delle Società del Gruppo. Dette operazioni sono regolate a condizioni di mercato, tenuto conto delle caratteristiche dei beni e dei servizi prestati.

Di seguito sono forniti gli elenchi dei rapporti con le parti correlate per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2015 e 2014:

Al 31 dicembre 2015 Al 31 dicembre 2014
(in migliaia di Euro) Crediti ed altre
attività
Debiti commerciali
ed altre passività
Crediti ed altre
attività
Debiti commerciali
ed altre passività
Controllante - Bialetti Holding srl
Ranzoni Francesco e Ranzoni Roberto
80 4.971
-
51
224
4.569
-
Totale 80 4.971 275 4.569
Al 31 dicembre 2015 Al 31 dicembre 2014
(in migliaia di Euro) Ricavi per beni e
servizi
Costi per beni e
servizi
Ricavi per beni e
servizi
Costi per beni e
servizi
Controllante - Bialetti Holding srl - 2.503 - 2.640
Ranzoni Francesco e Ranzoni Roberto - 376 - 751
Totale - 2.879 - 3.391

Rapporti con la controllante

I rapporti in essere con la controllante sono i seguenti:

Bialetti Industrie S.p.A. ha sottoscritto, in data 27 febbraio 2013, con Bialetti Holding S.r.l. u.s. un contratto di locazione ad uso commerciale di durata 6 anni (1 gennaio 2013 – 31 dicembre 2018) avente ad oggetto una porzione del fabbricato sito nel Comune di Coccaglio e il fabbricato sito nel Comune di Ornavasso. Tale contratto è stato sottoscritto in seguito alla scadenza dei precedenti contratti di locazione aventi scadenza 31 dicembre 2012.

___________________________________________________________________________________________________________

Si segnala in merito che, in data 31 dicembre 2014, nell'ambito dell'Accordo sottoscritto con gli Istituti finanziatori, è divenuta efficace la rimodulazione dei pagamenti dei canoni di locazione dell'immobile sito nel comune di Coccaglio. In particolare, il pagamento dei canoni relativi al periodo 2014-2017, oltre ai canoni 2013 scaduti per Euro 1.924 migliaia, sono previsti come segue:

● maggior pagamento nel 2014 di canoni di locazione per Euro 750 migliaia, determinando pertanto nell'esercizio 2014 un flusso finanziario negativo per canoni di locazione di Euro 3.142 migliaia di cui Euro 2.392 migliaia di competenza 2014 e 750 migliaia relativi a canoni scaduti nel 2013);

● pagamento nell'esercizio 2015 di canoni di locazione per Euro 1.442 migliaia (a fronte di canoni maturati per Euro 2.392 migliaia);

● maggior pagamento nel 2016 di canoni di locazione per Euro 1.974 migliaia, che determineranno nell'esercizio 2016 un flusso finanziario negativo per canoni di locazione di Euro 4.366 migliaia (di cui Euro 2.392 migliaia di competenza dell'esercizio 2016 ed Euro 1.974 migliaia relativi a canoni maturati in esercizi precedenti);

● maggior pagamento nel 2017 di canoni di locazione per Euro 150 migliaia, che determineranno pertanto nell'esercizio 2017 un flusso finanziario negativo per canoni di locazione di Euro 2.542 migliaia (di cui Euro 2.392 di competenza 2017 ed Euro 150 migliaia relativi a canoni maturati in esercizi precedenti.)

Gli importi sopra menzionati sono riferiti al netto di IVA. L'Accordo prevede inoltre che sia espressamente esclusa la maturazione ed il riconoscimento di interessi corrispettivi e/o di mora sul debito scaduto.

Tra le Società italiane del Gruppo e Bialetti Holding S.r.l. u.s. è in essere l'opzione di Consolidato Fiscale per il triennio 2013-2015.

Rapporti con Ranzoni Francesco e Ranzoni Roberto

Con comunicazione del 14 maggio 2013, tenuto conto dei risultati ottenuti dal Gruppo Bialetti nel corso del 2012, il Presidente del Consiglio di Amministrazione e Amministratore Delegato, Francesco Ranzoni, e il consigliere Roberto Ranzoni, hanno comunicato alla società l'impegno a destinare, a decorrere dal gennaio 2014, rispettivamente le somme di euro 368.000,00 ed euro 7.500,00 a supporto del Piano di Risanamento.

Nel mese di dicembre 2013 il consigliere Roberto Ranzoni ha restituito l'importo sopra menzionato e la società ha pertanto estinto il credito contabilizzato nei confronti del predetto amministratore.

Il Consiglio di Amministrazione della società del 21 febbraio 2014 ha accolto la proposta formulata da Francesco Ranzoni di restituire il predetto ammontare in 30 rate mensili a decorrere dal gennaio 2014 e sino al giugno 2016 dell'ammontare di euro 12.000 relativamente alle prime 29 rate e di euro 20.000 relativamente alla ultima rata del giugno 2016.

Tali rate verranno rimborsate tramite decurtazione dal compenso mensile lordo liquidato dalla società a decorrere dal cedolino del mese di febbraio 2014 (relativamente alle prime due rate) e sino al cedolino relativo al mese di giugno 2016.

RICHIESTA CONSOB DEL 14 LUGLIO 2009 AI SENSI DELL'ART. 114 5° COMMA DEL D.LGS 58/98

In ottemperanza alla richiesta trasmessa alla Società dalla Commissione Nazionale per le Società e la Borsa con lettera del 14 luglio 2009, ai sensi dell'art. 114, 5° comma del D. Lgs. n. 58/98, si comunica quanto segue:

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a) Posizione finanziaria netta di Bialetti Industrie S.p.A. e del Gruppo Bialetti Industrie, con l'evidenziazione delle componenti a breve separatamente da quelle a medio-lungo termine.

Si segnala che le posizioni finanziarie a lungo termine con gli istituto di credito, sono state ora coerentemente esposte con le rispettive scadenze contrattuali. Ciò a seguito dell'avvenuta sottoscrizione in data 29 dicembre 2014 (con efficacia 31 dicembre 2014) da parte di Bialetti Industrie e della propria controllata Bialetti Store, dell'Accordo di Risanamento del debito con gli Istituti finanziatori.

La posizione finanziaria netta di Bialetti Industrie S.p.A. e del Gruppo Bialetti, con separata evidenziazione delle componenti attive e passive, a breve, medio e lungo termine è rappresentata nei seguenti prospetti:

Bialetti Industrie S.p.A.

(dati in migliaia di Euro)

31 dicembre 2015 31 dicembre 2014
A Cassa 2.872 3.069
B Altre disponibilità liquide
C Titoli detenuti per la negoziazione 0 0
D=A+B+C Liquidità 2.872 3.069
E Crediti finanziari correnti 22.663 19.758
E bis Crediti finanziari lungo termine 0 0
F Debiti bancari correnti 57.537 62.503
G Parte corrente dell'indebitamento non corrente 3.244 0
H Altri debiti finanziari correnti 1.555 350
I Totale debiti finanziari correnti 62.337 62.853
J=I-E-D Indebitamento finanziario corrente netto 36.802 40.027
K Debiti bancari non correnti 11.857 15.101
L Obbligazioni emesse 0 0
M Altri debiti non correnti 196 252
N=K+L+M Indebitamento finanziario non corrente 12.053 15.354
O=J+N Indebitamento finanziario netto 48.854 55.380

Al 31 dicembre 2015, l'indebitamento finanziario netto di Bialetti Industrie S.p.A. è pari a Euro 48,9 milioni con un miglioramento di Euro 6,5 milioni rispetto al 31 dicembre 2014.

La liquidità è pari a Euro 2,9 milioni rispetto a Euro 3 milioni al 31 dicembre 2014.

La variazione positiva è riconducibile alla cassa generata dall'attività dell'esercizio e dall'aumento di capitale sociale avvenuto nel mese di agosto 2015.

Si ricorda che in data 1 gennaio 2012 Bialetti Industrie S.p.A. ha sottoscritto accordi di conto corrente intersocietario con le Società controllate Cem Bialetti, Bialetti Stainless Steel e Bialetti Girmi France in forza dei quali, alla scadenza prefissata periodica, Bialetti Industrie S.p.A. provvede al calcolo delle posizioni nette

debitorie o creditorie (scaturenti da rapporti di natura commerciale) e provvede al pagamento degli sbilanci attraverso addebito o accredito dei conti correnti intersocietari unitamente agli interessi maturati. Per la controllata Bialetti Store analogo accordo è in essere sin dall'esercizio 2011.

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Nel corso del 2015 è stato sottoscritto lo stesso accordo anche con le nuove società del Gruppo Bialetti Store France E.u.r.l. e Bialetti Store Spain S.l..

Gruppo Bialetti

(dati in migliaia di Euro)

31 dicembre 2015 31 dicembre 2014
A
B
Cassa
Altre disponibilità liquide
8.620
-
9.613
-
C Titoli detenuti per la negoziazione - -
D=A+B+C Liquidità 8.620 9.613
E Crediti finanziari correnti 1.140 -
E bis Crediti finanziari lungo termine 0 -
F Debiti bancari correnti 67.439 74.612
G Parte corrente dell'indebitamento non corrente 3.244
H Altri debiti finanziari correnti 8.511 5.002
I Totale debiti finanziari correnti 79.194 79.614
J=I-E-D Indebitamento finanziario corrente netto 69.435 70.002
K Debiti bancari non correnti 11.857 15.101
L Obbligazioni emesse - -
M Altri debiti non correnti 250 287
N=K+L+M Indebitamento finanziario non corrente 12.107 15.388
O=J+N Indebitamento finanziario netto 81.541 85.389

Al 31 dicembre 2015, l'indebitamento finanziario netto del Gruppo è pari a Euro 81,5 milioni con una variazione positiva di Euro 3,8 milioni verso il mese di dicembre 2014.

La liquidità è pari a Euro 8,6 milioni rispetto a Euro 9,6 milioni al 31 dicembre 2014.

La variazione positiva è riconducibile alla cassa generata dall'attività dell'esercizio e dall'aumento di capitale sociale avvenuto nel mese di agosto 2015.

b) Posizioni debitorie scadute del Gruppo ripartite per natura (finanziaria, commerciale, tributaria, previdenziale) e le connesse eventuali iniziative di reazione dei creditori del gruppo (solleciti, ingiunzioni, sospensioni nella fornitura, etc.).

Complessivamente i debiti di natura commerciale registrano scaduti al 31 dicembre 2015 per un totale di Gruppo di euro 9,1 milioni e registrano un miglioramento di 0,1 milione di euro rispetto ai 9,2 milioni al 31 dicembre 2014.

In relazione a tali posizioni, non sussistono controversie legali o iniziative giudiziali, né iniziative di sospensione dei rapporti di fornitura. Si segnalano solleciti di pagamento rientranti nell'ordinaria gestione amministrativa.

Non si registrano scaduti di natura finanziaria e previdenziale mentre si segnalano le seguenti posizioni relative al debito per Iva scaduta:

___________________________________________________________________________________________________________

  • in data 16 novembre 2012 è stato raggiunto tra Bialetti Industrie S.p.A. e l'Agenzia delle Entrate un accordo avente ad oggetto un importo pari a 7,94 milioni di euro, oltre a sanzioni ed interessi, relativo ad IVA scaduta nell'esercizio 2011 che, nell'ambito della vigente normativa applicabile, viene versato in venti rate trimestrali la cui ultima rata scadrà nel mese di ottobre dell'anno 2017. Il debito residuo alla data del 31 dicembre 2015 ammonta a euro 3,2 milioni (inclusivo di sanzioni ed interessi);

___________________________________________________________________________________________________________

  • in data 19 dicembre 2013 è stato raggiunto tra Bialetti Industrie S.p.A. e l'Agenzia delle Entrate un accordo avente ad oggetto un importo pari ad Euro 6,6 milioni, oltre ad interessi e sanzioni, relativo ad IVA scaduta nell'esercizio 2012 che, nell'ambito delle vigente normativa, viene versato, a decorrere dal 20 gennaio 2014, in venti rate trimestrali pari a euro 331 mila cadauna, oltre interessi e sanzioni. L'ultima rata scadrà il 31 ottobre 2018. Il debito complessivo al 31 dicembre 2015 è pari ad Euro 4,6 milioni (inclusivo di sanzioni ed interessi).

A decorrere dal mese di ottobre 2012, la società versa regolarmente l'Iva a debito se dovuta.

c) Rapporti con parti correlate di Bialetti Industrie S.p.A. e del gruppo Bialetti Industrie.

Le transazioni tra Bialetti Industrie S.p.A. e le imprese controllate, collegate e controllanti sono dettagliate nel paragrafo "Rapporti infragruppo e operazioni con parti correlate" a cui si rinvia integralmente.

d) Rispetto dei covenants finanziari e di ogni altra clausola dell'indebitamento del Gruppo Bialetti comportante l'utilizzo delle risorse finanziarie, con indicazione del grado di rispetto delle clausole

Come già ricordato in precedenza, l'Accordo di Risanamento siglato in data 29 dicembre 2014 (con data efficacia 31 dicembre 2014) prevede, tra l'altro l'impegno a rispettare, a partire dai dati consolidati relativi al bilancio 2014 determinati covenants finanziari, legati ai livelli di rapporto tra (i) la Posizione Finanziaria Netta e il Patrimonio Netto e (ii) la Posizione Finanziaria netta e l'EBITDA, con riferimento ai dati risultanti dai bilanci consolidati annuali e semestrali del Gruppo Bialetti. In base alle risultanze contabili del Gruppo al 31 dicembre 2015, tutti i covenants finanziari sono stati rispettati.

e) Stato di implementazione del Piano Industriale del Gruppo Bialetti con evidenziazione degli eventuali scostamenti dei dati consuntivati rispetto a quelli previsti.

In data 28 maggio 2013 il Consiglio di Amministrazione di Bialetti Industrie spa ha approvato il Piano Industriale 2013-2017, successivamente aggiornato ed approvato da ultimo il 22 maggio 2014, il quale prevede la focalizzazione su alcuni driver di crescita quali il mondo del caffè, il segmento retail ed il mercato estero, facendo leva sul rafforzamento del modello di azienda di marca e su un processo di riorganizzazione, semplificazione e razionalizzazione delle strutture e delle attività, puntando al recupero di profittabilità e al riequilibrio patrimoniale e finanziario del Gruppo.

I risultati del 2015 e l'andamento dei primi mesi del 2016, sono sostanzialmente in linea con quanto previsto nel Piano Industriale.

MODELLO ORGANIZZATIVO E CODICE ETICO

Il Gruppo Bialetti ha adottato sin dal marzo 2008 il Modello Organizzativo es D. Lgs. 231/2001.

Il Consiglio del 27 agosto 2010, nell'ambito del progetto di revisione del modello organizzativo di governance e di adeguamento normativo finalizzato alla compliance con le normative applicate alle società quotate, ha approvato il testo aggiornato del Codice Etico, che definisce i valori ed i principi di condotta rilevanti per Bialetti Industrie S.p.A. e per tutte le sue società controllate e collegate. Il codice è disponibile nel nuovo testo sul sito internet della società.

Il Consiglio del 30 novembre 2010 ha approvato l'Appendice al modello di organizzazione, gestione e controllo, ai sensi del decreto legislativo n. 231/2001 che costituisce un aggiornamento del Modello Organizzativo Ver. 1.0 approvato dal Consiglio in data 18 marzo 2008.

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Il Consiglio di Amministrazione del 14 novembre 2014, preso atto della valutazione espressa dal Comitato Controllo e Rischi ha approvato il Modello di organizzazione e di gestione ex D. Lgs. 231/2001 nella parte generale e speciale, il Codice Etico del Gruppo Bialetti Industrie S.p.A. ed ha preso atto delle azioni contenute nell'action plan che dovranno essere implementate al fine di rendere efficace il modello.

Alla data della Relazione le fattispecie esaminate e ricomprese nel Modello Organizzativo riguardano le seguenti categorie: delitti contro la Pubblica Amministrazione; delitti contro la fede pubblica; reati societari; delitti in materia di terrorismo e di eversione dell'ordine democratico; abusi di mercato; delitti contro la personalità individuale; reati transnazionali; delitti contro la vita e l'incolumità individuale; reati in materia di salute e sicurezza; reati di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita; delitti informatici e trattamento illecito dei dati; delitti di criminalità organizzata; delitti contro l'industria e il commercio; delitti in materia di violazione del diritto d'autore; induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all'Autorità Giudiziaria; reati in materia ambientale; reati per l'impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare.

L'Organismo di Vigilanza, nella propria relazione annuale del 9 novembre 2015, ha preso visione degli aggiornamenti normativi successivi alla data di approvazione del Modello, qui di seguito riportati:

  • Reati di autoriciclaggio (modifica art. 25 octies D. Lgs. 231/01)
  • Reati di adescamento di minori (modifica art. 25 quinquies D. Lgs. 231/01)
  • Reati di falso in bilancio (modifica art. 25 ter D. Lgs. 231/01)
  • Ecoreti (modifica art. 25 undecies D. Lgs. 231/01)

Il piano di audit per l'esercizio 2016, approvato dal Consiglio di Amministrazione del 24 marzo 2016 su proposta del Comitato per il Controllo e Rischi riunitosi il 4 marzo 2016, prevede l'avvio dell'analisi dei potenziali rischi derivanti dai predetti nuovi reati a partire dal quarto trimestre del 2016. Il Consiglio di Amministrazione valuterà di conseguenza l'opportunità e la tempistica di aggiornamento del Modello Organizzativo.

I compiti di vigilanza sull'adeguatezza, aggiornamento ed efficacia del Modello sono stati demandati dalla Società ad un Organismo di Vigilanza avente natura collegiale, composto a partire dal 25 marzo 2015, da un amministratore (Ciro Timpani) e da un professionista esterno (Cristina Ruffoni).

L'organismo di vigilanza non è venuto a conoscenza, alla data di redazione della presente Relazione, di atti o condotte che comportino una violazione delle disposizioni contenute nel Codice Etico e/o nel D. Lgs. 231/2001.

RISORSE UMANE

L'esercizio 2015 è stato caratterizzato dalla conferma dell'assetto organizzativo della fabbrica di Coccaglio, ormai dedicata al ciclo della produzione di caffè in capsule. Si tratta di un ciclo industriale integrato che parte dalla tostatura fino alla fase di confezionamento e spedizione. In parallelo, si è sviluppata la produzione di infusi e di tè in capsule, a conferma della conversione industriale già avviata del 2011, come previsto dal Piano Industriale.

Inoltre, si è confermata la struttura di vertice che tutt'oggi è formata dalle maggiori figure apicali e dai loro primi riporti: ciò rappresenta non solo l'affermazione del nuovo management, ma anche il forte commitment del gruppo dirigente e delle prime linee in generale.

Infine, nell'ultimo trimestre è stata ideata ed implementata una nuova organizzazione con lo scopo primario di aumentare il focus sul business e migliorare i processi di efficienza ed efficacia interni. La nuova struttura, operativa dall'inizio dell'esercizio 2016, ha razionalizzato le aree di Corporate (Finance, Human Resources,

R&D-Quality, Industrial) e sviluppato due nuove divisioni ben distinte: la Business Unit Bialetti e la Business Unit Cookware.

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Numero di risorse
Dirigenti Quadri Impiegati Operai Stagisti Totale Al 31
dicembre
2015
Bialetti Industrie S.p.A. 11 21 88 87 4 211
Bialetti Store Srl 3 10 611 1 625
Cem Bialetti 0 6 38 174 218
SC Bialetti Stainless Steel Srl 0 0 11 291 302
Bialetti Girmi France Sarl 0 0 6 0 6
Triveni Bialetti industries Private Limited 0 10 0 14 24
Bialetti Houseware Ningbo 0 0 8 0 8
Bialetti Store France Eurl 0
Bialetti Store Spain SL 0
Numero puntuale di risorse 14 47 762 567 4 1.394
Numero di risorse
Dirigenti Quadri Impiegati Operai Stagisti Totale al 31
dicembre
2014
Bialetti Industrie S.p.A. 11 30 92 93 6 232
Bialetti Store Srl 1 2 380 0 383
Cem Bialetti 1 0 7 146 154
SC Bialetti Stainless Steel Srl 0 0 11 257 268
Bialetti Girmi France Sarl 0 0 6 0 6
Triveni Bialetti industries Private Limited 0 0 0 0 0
Bialetti Deutschland Gmbh 0 0 0 0 0
Numero puntuale di risorse 13 32 496 496 6 1.043

SELEZIONE, FORMAZIONE E SVILUPPO

Il progetto organizzativo per Business Unit ci ha consentito di valorizzare le figure ad alto potenziale già presenti in azienda, senza mai rincorre ad assunzioni dall'esterno, ma basandoci su un processo evolutivo delle competenze in essere.

Si rilevano inoltre ottimi risultati dei profili professionali inseriti lo scorso esercizio, soprattutto nell'ambito delle vendite internazionali.

Il piano formativo anche per l'esercizio 2015 si è concentrato prevalentemente sulle attività legate alla Salute e Sicurezza sul lavoro (Modulo Generale e Specifico per tutti i lavoratori, modulo Preposti per i Responsabili, Modulo Conduzione Carrelli Elevatori per il personale della Produzione/Logistica e Modulo HACCP-Sicurezza Alimentare per i lavoratori che sono a stretto contatto con la materia prima utilizzata in Produzione/Laboratorio). Inoltre, è stato avviato il piano formativo ed informativo per tutti i collaboratori previsto dal D. Lgs. 231/01.

ORGANIZZAZIONE

I principali interventi organizzativi adottati nel 2015 sono riconducibili alla nuova organizzazione per Business Unit, che si è sviluppata nel corso dell'ultimo trimestre 2015, come già riportato nel terzo paragrafo della presente relazione.

RELAZIONI SINDACALI

In data 28 maggio 2015 Bialetti industrie S.p.A. ha siglato un nuovo accordo sindacale che proroga il trattamento di solidarietà per un ulteriore periodo di un anno, dal 6 giugno 2015 al 5 giugno 2016. Tale proroga è stata successivamente approvata dall'INPS con autorizzazione n. 150020275584 del 5 ottobre 2015.

Nel corso dell'esercizio l'Azienda ha incontrato periodicamente le rappresentanze sindacali sia interne che esterne al fine di tenerle aggiornate sulla gestione del programma di solidarietà anzidetto.

SALUTE, SICUREZZA ED AMBIENTE

Bialetti Industrie S.p.A. affronta e gestisce le problematiche ambientali e di sicurezza utilizzando una logica di sistema integrato. Promuove lo sviluppo e l'utilizzo dei Sistemi di gestione integrati come elemento fondamentale di prevenzione e miglioramento continuo della gestione, nel rispetto e nel confronto sistematico con il contesto sociale in cui opera.

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Bialetti da anni è impegnata su questo fronte e, in aggiunta ai costanti interventi su infrastrutture e metodi di lavoro, ha lanciato un percorso formativo mirato alla creazione di una cultura della sicurezza. Nell'anno 2015 con procura speciale e conferita con ampio potere alla funzione di Datore di Lavoro ai sensi dell'art. D.lgs 81/08 e s.m.i. con stabilimento Coccaglio (BS).

Si riportano in dettaglio le attività poste in essere nello stabilimento Italiano del Gruppo:

Sito Produttivo di Coccaglio

L'Organizzazione ha adeguato il proprio sistema di Qualità secondo i requisiti della Norma UNI EN ISO 9001:2008 (Sistemi di gestione per la Qualità) e secondo la Norma SA 8000:2008 (Sistemi di Gestione della Responsabilità Sociale).

Per quanto riguarda la tutela della sicurezza e salute dei lavoratori, a seguito dell'entrata in vigore del D.lgs. 81/08 D.lgs 3 agosto 2009 n°106. Misure in tema della salute e della sicurezza sul lavoro", continuano diversi incontri di informazione/formazione al fine di aggiornare quanto già fatto con l'attività svolta in passato sotto regime di D.lgs. 626/94.

Sono state completate e affisse le Procedure e I.O. (istruzioni operative) di tutti i macchinari nei reparti di produzione

Bialetti da anni è impegnata su questo fronte e in aggiunta ai costanti interventi su infrastrutture e metodi di lavoro ha lanciato un percorso formativo mirato alla creazione di una Cultura della Sicurezza.

E' stato realizzato un percorso articolato su tre moduli, improntati al lavoro di gruppo e al confronto con la nostra realtà lavorativa.

Il primo modulo è centrato sulla comunicazione, per sviluppare la capacità di condividere le informazioni e le segnalazioni di pericolo, le idee e le proposte di miglioramento, i timori e le difficoltà incontrate quotidianamente.

Il modulo successivo porta l'attenzione sul concetto di rischio e sul ruolo della persona nel contenimento o, all'opposto, nell'ampliamento del pericolo. I partecipanti individuano i rischi cui sono quotidianamente sottoposti attraverso sopralluoghi "guidati" nei reparti produttivi.

Infine il terzo modulo li accompagna in un approfondimento delle recenti disposizioni legislative in tema di sicurezza, con applicazioni e casi pratici.

Si è attuato, con specifici interventi di informazione/formazione e addestramento del personale, per un programma di miglioramento della sicurezza per le imprese operanti nelle manutenzioni ordinarie di pulizia macchine (art.26, gestione appalti).

In seguito all'entrata in vigore del Decreto legislativo n. 81 del 9 aprile 2008 "testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro" è stato predisposto ed è in stato di avanzamento un piano d'azione con l'obiettivo di comprendere i contenuti del Decreto.

In particolare, gli eventi riguardano:

    1. La revisione del modello organizzativo di sicurezza, in coerenza con l'organizzazione generale dell'Azienda (rif. Art. 30, D.lgs. 81/08, e D. lgs. 231/01);
    1. L'aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi e del Programma di sorveglianza sanitaria;

___________________________________________________________________________________________________________

  1. La gestione degli appalti, in particolare per quanto riguarda il coordinamento della valutazione dei rischi da interferenze e i costi della sicurezza (art. 26, D.lgs. 81/08);

POSSESSO DI AZIONI PROPRIE E POSSESSO DI AZIONI O QUOTE DI SOCIETÀ CONTROLLANTI

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Bialetti Industrie S.p.A. detiene, al 31 dicembre 2015, n° 164.559, azioni proprie pari allo 0,15% del capitale sociale. Il diritto di voto per tali azioni è sospeso, ma le azioni proprie sono tuttavia computate nel capitale ai fini del calcolo delle quote richieste per la costituzione e per le deliberazioni dell'assemblea.

SEDI SECONDARIE DELLA CAPOGRUPPO

Si segnala che Bialetti Industrie S.p.A. non ha sedi secondarie.

FATTI DI RILIEVO AVVENUTI DOPO LA CHIUSURA DELL'ESERCIZIO ED EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE

A partire dal 1 gennaio 2016, l'organizzazione di Bialetti Industrie S.p.A. è stata strutturata con un nuovo modello definito per Business Unit. Sono state infatti create le nuove b.u. Bialetti e b.u. Cookware. La prima è relativa alla divisione Bialetti mentre la seconda riguarda i prodotti Aeternum, Rondine e CEM.

La nuova struttura è stata organizzata al fine di massimizzare l'efficienza operativa e il sistema di controllo dei settori in cui opera l'azienda.

La nuova organizzazione prevede, oltre alle due business unit suddette, una struttura Corporate di cui fanno parte le aree Finance, R&D Quality, Industrial e Human Resources.

Nel corso dei primi mesi del 2016 la controllata Bialetti Store ha aperto 10 nuovi punti vendita in Italia, tra i quali 6 presso centri commerciali e 4 nei centri città.

PROPOSTA DI DESTINAZIONE DEL RISULTATO DI ESERCIZIO

Il Consiglio di Amministrazione di Bialetti Industrie S.p.A., propone all'Assemblea degli azionisti di approvare il progetto di bilancio al 31 dicembre 2015 e la Relazione degli Amministratori sulla gestione che evidenzia un risultato d'esercizio positivo pari ad Euro 2.905.509.

A tale riguardo, il Consiglio di Amministrazione ha ritenuto di sottoporre all'Assemblea degli azionisti la seguente proposta di destinazione del predetto risultato:

  • di destinare a riserva legale euro 145.275 corrispondente al 5% del risultato netto al 31 dicembre 2015;
  • di rinviare a nuovo il restante utile dell'esercizio realizzato al 31 dicembre 2015 pari a euro 2.760.234.

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Coccaglio, 24 marzo 2016

Per il Consiglio di Amministrazione Il Presidente Francesco Ranzoni

STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO

Al 31 dicembre, Al 31 dicembre,
(migliaia di Euro) 2015 2014
RESTATED**
ATTIVITÀ
Attivo non corrente
Immobilizzazioni materiali 8 21.978 21.725
Immobilizzazioni immateriali 9 16.445 14.413
Crediti per imposte differite attive 10 6.538 6.138
Crediti ed altre attività non correnti 11 3.754 2.985
Totale attivo non corrente 48.716 45.261
Attivo corrente
Rimanenze 12 39.151 34.337
Crediti verso clienti 13 60.401 67.472
Crediti tributari 15 1.214 1.195
Crediti ed altre attività correnti 16 8.821 9.513
Disponibilità liquide 17 8.620 9.613
Totale attivo corrente 118.207 122.131
Attività disponibili per la vendita 5 3.120 2.929
TOTALE ATTIVITÀ 170.043 170.322
PATRIMONIO NETTO E PASSIVITÀ
Patrimonio netto
Capitale sociale 7.940 5.453
Versamento soci c/futuro aumento di capitale sociale 0 9.083
Riserve 8.635 (1.510)
Risultati portati a nuovo (3.366) (7.300)
Patrimonio netto del gruppo 13.210 5.726
Patrimonio netto di terzi (44) 29
Totale patrimonio netto 18 13.166 5.755
Passivo non corrente
Debiti ed altre passività finanziarie 19 12.107 15.388
Benefici a dipendenti 20 3.132 2.877
Fondi rischi 21 186 191
Debiti per imposte differite passive 10 39 39
Altre passività 22 7.596 8.581
Totale passivo non corrente 23.060 27.076
Passivo corrente
Debiti ed altre passività finanziarie 19 79.194 79.614
Debiti commerciali 23 40.127 44.859
Debiti tributari 24 0 90
Fondi rischi 21 1.121 918
Altre passività 25 13.377 12.008
Totale passivo corrente 133.818 137.489
TOTALE PATRIMONIO NETTO E PASSIVITÀ 170.043 170.322

___________________________________________________________________________________________________________

**I valori sono stati rideterminati a seguito della riclassifica dei debiti diversi da quelli relativi alle imposte sul reddito dalla voce "debiti tributari" alla voce "Altre passività".

CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO

Esercizio chiuso al 31 dicembre Variazione Variazione
(migliaia di Euro) 2015 2014 Eur %
RESTATED**
Ricavi
26
172.354 161.243
11.111
6,9%
Altri proventi
27
2.823 3.307
(484)
-14,6%
Variazione delle rimanenze di prodotti in
lavorazione, semilavorati e finiti 5.377 122
5.255
4307,2%
Costi per materie prime, materiali di consumo
e merci
28
(70.688) (64.360)
(6.328)
9,8%
Costi per servizi
29
(44.562) (43.018)
(1.544)
3,6%
Costi per il personale
30
(28.849) (25.443)
(3.406)
13,4%
Ammortamenti e svalutazioni
31
(5.915) (5.893)
(22)
0,4%
Altri costi operativi
32
(16.115) (13.535)
(2.580)
19,1%
Risultato operativo 14.424
12.422
2.002 16,1%
Proventi finanziari
33
93 101 (8)
-8,1%
Oneri finanziari
33
(7.027) (5.032)
(1.995)
39,6%
Utile/(Perdita) netto prima delle imposte 7.490 7.490
0
0,0%
-
Imposte
34
(2.848) (2.945)
97
-3,3%
Oneri e proventi da attività destinate alla vendita
5
(623) (410)
(213)
52,1%
-
Utile/(Perdita) netto 4.019 4.135
(116)
-2,8%
Attribuibile a:
Gruppo 4.083 4.146
(63)
-1,5%
Terzi (64) (10)
(54)
535,1%

___________________________________________________________________________________________________________

(*) Numero medio di azioni in circolazione a fine esercizio 2015 (al netto delle azioni proprie)

(**) I valori sono stati rideterminati per effetto della riclassifica della voce "Proventi e perdite su strumenti derivati" a riduzione della voce "Costi per materie prime, materiali di consumo e merci". Per maggiori informazioni si rimanda al paragrafo 2.9 Derivati delle Note esplicative.

CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO CONSOLIDATO

Esercizio chiuso al 31 dicembre Variazione
(migliaia di Euro) 2015 2014 Eur %
Utile/(Perdita) netto 4.019 4.135 (116) -2,8%
Altri utili/(perdite) complessivi che non
saranno successivamente riclassificati a Conto
Economico
-
Effetto IAS 19 (67) (188) 121 -64,2%
Altri utili/(perdite) complessivi che saranno
successivamente riclassificati a Conto
Economico
Utili/(Perdite) derivanti dalla conversione dei
bilanci di imprese estere
(791) 460 (1.251) -271,9%
Totale Utile/(Perdita) Complessivo 3.161 4.407 (1.246) -28,3%
Attribuibile a:
Gruppo 3.232 4.421 (1.189) -26,9%
Terzi (71) (14) (57) 409,9%

___________________________________________________________________________________________________________

RENDICONTO FINANZIARIO CONSOLIDATO

Esercizio chiuso al 31 dicembre
(in migliaia di Euro) 2015 2014
RESTATED**
Risultato netto prima delle imposte 7.490 7.490
Ammortamenti e svalutazioni 5.915 5.893
Accantonamento a fondi svalutazione crediti 424 967
Accantonamento fondi per rischi 642 75
(Plusvalenze)/minusvalenze su cessioni di immobilizzazioni materiali (132) (103)
Accantonamento a fondo svalutazione magazzino 274 541
Utilizzo fondo svalutazione magazzino 0 (52)
(Proventi)/Oneri su strumenti derivati non realizzati 1.309 (339)
Oneri finanziari netti 5.385 4.989
Accantonamento TFR e benefici a dipendenti 587 423
Variazione delle rimanenze (5.088) 261
Variazione dei crediti verso clienti 6.807 (8.474)
Variazione dei crediti e delle altre attività correnti e non correnti (1.786) (1.548)
Variazione delle altre attività ed attività per imposte 809 805
Variazione dei debiti commerciali (4.732) 10.696
Variazione dei debiti per imposte differite e per debiti tributari (2.937) (6.268)
Variazione delle altre passività 1.693 2.490
Variazione delle disponibilità liquide vincolate (263) (302)
Interessi pagati (5.391) (4.431)
Imposte sul reddito pagate (827) (891)
Liquidazioni/anticipazioni ed altri movimenti del fondo TFR (275) (188)
Variazione per pagamenti dei fondi per rischi (447) (39)
9.455
Flusso di cassa netto generato / (assorbito) dall'attività di esercizio 11.997
Investimenti in immobilizzazioni materiali (4.858) (5.379)
Dismissioni di immobilizzazioni materiali 588 321
Investimenti in immobilizzazioni immateriali (4.207) (1.649)
(Oneri)/Proventi da attività disponibili per la vendita (623) (410)
(Oneri)/Proventi su strumenti derivati realizzati (1.309) (2.365)
Flusso di cassa netto generato / (assorbito) da attività di investimento (10.410) (9.481)
Accensione di nuovi finanziamenti 79.444 95.002
Rimborsi di finanziamenti (83.194) (91.692)
Aumento Capitale sociale 4.247 0
Variazione riserve di conversione (723) (362)
Patrimonio netto di terzi (10) (7)
Riserve utili/perdite attuariali (67) (188)
Flusso di cassa netto generato / (assorbito) dalla attività finanziaria (303) 2.753
Flusso di cassa complessivo generato/(assorbito) nel periodo (1.259) 5.268
Disponibilità liquide non vincolate a inizio periodo 8.891 3.623
Disponibilità liquide non vincolate a fine periodo 7.632 8.891

___________________________________________________________________________________________________________

**I valori sono stati rideterminati a seguito della riclassifica dei debiti diversi da quelli relativi alle imposte sul reddito dalla voce "debiti tributari" alla voce "Altre passività".

PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO CONSOLIDATO

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6

STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO AI SENSI DELLA DELIBERA CONSOB N. 15519 DEL 27 LUGLIO 2006

___________________________________________________________________________________________________________

Al 31 dicembre, Parti Al 31 dicembre, Parti
(migliaia di Euro) 2015 Correlate 2014 Correlate
RESTATED**
ATTIVITÀ
Attivo non corrente
Immobilizzazioni materiali 21.978 21.725
Immobilizzazioni immateriali 16.445 14.413
Crediti per imposte differite attive 6.538 6.138
Crediti ed altre attività non correnti 3.754 2.985 131
Totale attivo non corrente 48.716 - 45.261 131
Attivo corrente
Rimanenze 39.151 34.337
Crediti verso clienti 60.401 67.472
Crediti tributari 1.214 1.195
Crediti ed altre attività correnti 8.821 80 9.513 144
Disponibilità liquide 8.620 9.613
Totale attivo corrente 118.207 80 122.131 144
Attività disponibili per la vendita 3.120 2.929
TOTALE ATTIVITÀ 170.043 80 170.322 275
PATRIMONIO NETTO E PASSIVITÀ
Patrimonio netto
Capitale sociale 7.940 5.453
Riserve 0 9.083
Versamento soci c/futuro aumento di capitale sociale 8.635 (1.510)
Risultati portati a nuovo (3.366) (7.300)
Patrimonio netto del gruppo 13.210 - 5.726 -
Patrimonio netto di terzi (44) - 29 -
Totale patrimonio netto 13.166 - 5.755 -
Passivo non corrente
Debiti ed altre passività finanziarie 12.107 15.388
Benefici a dipendenti 3.132 2.877
Fondi rischi 186 191
Debiti per imposte differite passive 39 39
Altre passività 7.596 8.581
Totale passivo non corrente 23.060 - 27.076 -
Passivo corrente
Debiti ed altre passività finanziarie 79.194 79.614
Debiti commerciali 40.127 4.971 44.859 4.561
Debiti tributari 0 90
Fondi rischi 1.121 918
Altre passività 13.377 12.008
Totale passivo corrente 133.818 4.971 137.489 4.561
TOTALE PATRIMONIO NETTO E PASSIVITÀ 170.043 4.971 170.322 4.561

**I valori sono stati rideterminati a seguito della riclassifica dei debiti diversi da quelli relativi alle imposte sul reddito dalla voce "debiti tributari" alla voce "Altre passività".

Al 31 dicembre, Al 31 dicembre,
(migliaia di Euro) 2015 Parti correlate 2014 Parti correlate
RESTATED**
Ricavi
Altri proventi
172.354
2.823
161.243
3.307
Variazione delle rimanenze di prodotti in
lavorazione, semilavorati e finiti 5.377 122
Costi per materie prime, materiali di
consumo e merci (70.688) (64.360)
Costi per servizi (44.562) (43.018)
Costi per il personale (28.849) (376) (25.443) (744)
Ammortamenti (5.915) (5.893)
Altri costi operativi (16.115) (2.503) (13.535) (2.640)
Risultato operativo 14.424 12.422
Proventi finanziari 93 101
Oneri finanziari (7.027) (5.032)
Utile/(Perdita) netto prima delle
imposte 7.490 7.490
Imposte (2.848) (2.945)
Oneri e proventi da attività destinate alla
vendita
(623) (410)
Utile/(Perdita) netto 4.019 4.135
Attribuibile a:
Gruppo 4.083 4.146
Terzi (64) (10)

CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO AI SENSI DELLA DELIBERA CONSOB N. 15519 DEL 27 LUGLIO 2006

___________________________________________________________________________________________________________

** I valori sono stati rideterminati per effetto della riclassifica della voce "Proventi e perdite su strumenti derivati" a riduzione della voce "Costi per materie prime, materiali di consumo e merci". Per maggiori informazioni si rimanda al paragrafo 2.9 Derivati delle Note esplicative.

RENDICONTO FINANZIARIO CONSOLIDATO AI SENSI DELLA DELIBERA CONSOB N. 15519 DEL 27 LUGLIO 2006

___________________________________________________________________________________________________________

Esercizio chiuso di cui parti Esercizio chiuso di cui parti
(migliaia di Euro) Al 31 dicembre 2015 correlate Al 31 dicembre 2014 correlate
RESTATED**
Risultato netto prima delle imposte 7.490 7.490
Ammortamenti e svalutazioni 5.915 5.893
Accantonamento a fondi svalutazione crediti 424 967
Accantonamento fondi per rischi 642 75
(Plusvalenze)/minusvalenze su cessioni di immobilizzazioni materiali (132) (103)
Accantonamento a fondo svalutazione magazzino 274 541
Utilizzo fondo svalutazione magazzino 0 (52)
(Proventi)/Oneri su strumenti derivati non realizza
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Interessi attivi e divid. su attività finanziarie disponibili per la vendita
1.309
0
(339)
0
Oneri finanziari netti 5.385 4.989
Accantonamento TFR e benefici a dipendenti 587 423
Variazione delle rimanenze (5.088) 261
Variazione dei crediti verso clienti 6.807 (8.474)
Variazione dei crediti e delle altre attività correnti e non correnti (1.786) 195 (1.548) 313
Variazione delle altre attività ed attività per imposte 873 805
Variazione dei debiti commerciali (4.732) 410 10.696 2.615
Variazione dei debiti per imposte differite e per debiti tributari (2.937) (6.268)
Variazione delle altre passività 1.693 0
2.490
5
Variazione delle disponibilità liquide vincolate (263) (302)
Interessi pagati (5.391) (4.431)
Imposte sul reddito pagate (891) (891)
Liquidazioni/anticipazioni ed altri movimenti del fondo TFR (275) (188)
Variazione per pagamenti dei fondi per rischi (447) (39)
Flusso di cassa netto generato / (assorbito) dall'attività di 9.455 11.997
esercizio
Investimenti in immobilizzazioni materiali (4.858) (5.379)
588 321
Dismissioni di immobilizzazioni materiali
Investimenti in immobilizzazioni immateriali
(4.207) (1.649)
(Oneri)/Proventi da attività disponibili per la vendita (623) (410)
(Oneri)/Proventi su strumenti derivati (1.309) (2.365)
Flusso di cassa netto generato / (assorbito) da attività di
investimento (10.410) (9.481)
Accensione di nuovi finanziamenti 79.444 95.002
Rimborsi di finanziamenti (83.194) (91.692)
Aumento capitale sociale 4.247 0
Variazione riserve di conversione (723) (362)
Patrimonio netto di terzi (10) (7)
Riserve utili/perdite attuariali (67) (188)
Flusso di cassa netto generato / (assorbito) dalla attività
finanziaria (303) 2.753
Flusso di cassa complessivo generato/(assorbito) nel
periodo (1.259) 5.268
Disponibilità liquide non vincolate a inizio periodo 8.891 3.623
Disponibilità liquide non vincolate a fine periodo 7.632 8.891

**I valori sono stati rideterminati a seguito della riclassifica dei debiti diversi da quelli relativi alle imposte sul reddito dalla voce "debiti tributari" alla voce "Altre passività".

NOTE ESPLICATIVE

PREMESSE

Le note esplicative nel seguito esposte formano parte integrante del Bilancio Consolidato del Gruppo Bialetti.

___________________________________________________________________________________________________________

Eventi significativi dell'esercizio

Gli eventi di rilievo che hanno caratterizzato l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2015 sono dettagliatamente descritti nella Relazione sulla gestione.

  • In data 15 gennaio 2015, il Consiglio di Amministrazione di Bialetti Industrie S.p.A., ha deliberato di aumentare a pagamento ed in via scindibile, esercitando la delega allo stesso attribuita dall'Assemblea straordinaria del 27 giugno 2014 ai sensi dell'art. 2443 c.c., il capitale sociale per un importo complessivo di Euro 14,2 milioni, comprensivo di eventuale sovrapprezzo, mediante emissione di azioni ordinarie prive del valore nominale, godimento regolare e con le medesime caratteristiche di quelle in circolazione alla data di emissione, da offrire in opzione ai titolari di azioni ordinarie in proporzione al numero di azioni possedute. Per ulteriori dettagli sull'operazione di aumento del capitale, conclusasi nel mese di agosto 2015 si rinvia al paragrafo "Eventi successivi alla chiusura del semestre".
  • In data 25 marzo 2015, il Consiglio di Amministrazione di Bialetti Industrie S.p.A. ha nominato Egidio Cozzi, già responsabile vendite, marketing e business plan, Direttore Generale.
  • In data 25 marzo 2015 è stato nominato dal Consiglio di Amministrazione di Bialetti Industrie S.p.A. l'Organismo di Vigilanza, come verrà poi illustrato nel paragrafo dedicato al Modello Organizzativo e Codice Etico.
  • In data 30 aprile 2015 l'Assemblea Ordinaria di Bialetti Industrie S.p.A. ha approvato il bilancio d'esercizio di Bialetti Industrie S.p.A. relativo all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2014, deliberando di destinare a riserva legale Euro 150.788 corrispondente al 5% del risultato netto e di rinviare a nuovo il restante utile dell'esercizio pari ad Euro 2.864.985.
  • In data 28 maggio 2015 è stato rinnovato, per un ulteriore anno, l'accordo siglato tra Bialetti Industrie S.p.A. e le associazioni sindacali di categoria relativo al contratto di solidarietà (art. 1 legge n. 863/1984 e D.M. 10 luglio 2009) per i dipendenti della sede di Coccaglio, già in essere dal mese di giugno 2014. L'accordo, che terminerà il 5 giugno 2016, coinvolge 197 lavoratori e si articola attraverso una riduzione dell'orario di lavoro mensile.
  • A partire dal primo semestre, il management è stato impegnato nello studio e sviluppo del concept store Bialetti Home in tutti i suoi elementi distintivi di design e nell'ampiezza dell'assortimento che lo caratterizza e, relativamente ai negozi monomarca in Europa, con una marcata caratterizzazione legata al tema caffè e alla tradizione di eccellenza di Bialetti nell'Italian Home Made Coffee.
  • In data 15 giugno 2015, come già accennato nel paragrafo relativo alla struttura del gruppo, è stata costituita la Società Bialetti Store France E.u.r.l., partecipata al 100% da Bialetti Girmi France S.a.r.l. La società seguirà la commercializzazione dei prodotti del Gruppo attraverso punti vendita situati nelle principali località francesi.
  • A far data dal 7 agosto 2015 il capitale sociale di Bialetti Industrie è passato da Euro 5.550.861 di Euro ad Euro 7.997.530,55 ed è composto da nr. 108.063.102 di Azioni ordinarie prive del valore nominale, a seguito dell'offerta in opzione delle n. 33.675.948 azioni ordinarie di nuova emissione rivenienti dall'aumento di capitale a pagamento deliberato dal Consiglio di Amministrazione in data 15 gennaio 2015 e 7 luglio 2015, in parziale esercizio della delega conferita ai sensi dell'articolo 2443 del codice civile dall'Assemblea Straordinaria del 24 giugno 2014.

Durante il periodo di offerta, iniziato il 13 luglio 2015 e conclusosi il 30 luglio 2015, estremi inclusi sono stati esercitati n. 71.308.860 diritti di opzione per la sottoscrizione di n. 32.088.987 azioni, corrispondenti al 95,3% del totale delle azioni offerte, per un controvalore complessivo di Euro 13.316.929,6. Si precisa che n. 21.886.740 azioni, corrispondenti al 64,9% del totale delle azioni offerte, sono state sottoscritte dall'azionista di controllo Bialetti Holding S.r.l. u.s. tramite utilizzo di versamenti in conto futuro aumento di capitale, per l'importo complessivo di Euro 9.082.997,1.

___________________________________________________________________________________________________________

Ai sensi dell'articolo 2441, terzo coma, del codice civile, Bialetti Industrie ha offerto in Borsa i n. 3.526.580 diritti di opzione non esercitati nel periodo di offerta.

I diritti inoptati sono stati interamente venduti nel corso della prima seduta dell'offerta in Borsa, tenutasi il 3 agosto 2015, per un ammontare complessivo pari a Euro 2.821,26.

Successivamente all'offerta in Borsa, sono state sottoscritte le n. 974.115 azioni rivenienti dall'esercizio di n. 2.164.700 Diritti Inoptati per un controvalore totale di Euro 404.257,73.

L'Offerta si è pertanto conclusa con l'emissione di n. 33.063.102 azioni, per un controvalore complessivo di Euro 13.721.187,33 pari al 98,18% dell'offerta. Si precisa che n. 21.886.740 azioni, corrispondenti al 64,9% del totale delle azioni offerte, sono state sottoscritte dall'azionista di controllo Bialetti Holding S.r.l. u.s. tramite utilizzo di versamenti in conto futuro aumento di capitale, per l'importo complessivo di Euro 9.082.997,1. I proventi netti per cassa dell'aumento di capitale ammontano pertanto a Euro 4.638.190,23.

  • In data 11 agosto 2015, come già anticipato nella sezione relativa alla struttura del gruppo, è stata costituita la Società Bialetti Store Spain S.l., partecipata al 1005 da Bialetti Store S.r.l. a s.u.. La società si occuperà di commercializzare i prodotti del Gruppo attraverso punti vendita situati nelle principali località spagnole.
  • Nel mese di novembre 2015 Bialetti Industrie S.p.A. è stata ammessa, ai sensi del decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 20 giugno 2013, come beneficiaria delle agevolazioni a valere sulle risorse del Fondo per la crescita sostenibile sotto forma di finanziamento agevolato, per la realizzazione del programma di sviluppo sperimentale e ricerca industriale avente per titolo: studio e realizzazione di un innovativo sistema integrato macchina espresso cookware per il recupero delle energie disperse nell'ambiente.
  • In data 16 dicembre 2015, è stato sottoscritto tra le società Bialetti Industrie S.p.A. e Trevidea S.r.l., un accordo preliminare, sospensivamente condizionato all'avveramento delle condizioni di seguito riportate, relativo alla cessione dei marchi aventi ad oggetto il segno "Girmi", di un brevetto e di alcuni prodotti contraddistinti dal Marchio. L'accordo prevede in particolare:
  • o la cessione, a titolo definitivo, senza riserva alcuna, della titolarità e proprietà del Marchio e di un brevetto al corrispettivo di Euro 3 milioni oltre ad Iva. La cessione è sospensivamente condizionata al rilascio, entro e non oltre il 30 giugno 2016, del consenso, da parte delle banche finanziatrici di Bialetti, talune delle quali hanno sottoscritto, in data 19 gennaio 2012, un contratto di finanziamento garantito da pegno sui marchi Girmi ed Aeternum, alla cessione del Marchio e alla cancellazione del diritto di pegno da esse vantato – per quanto di competenza. Nel caso in cui le condizioni sospensive non si verificassero entro il termine sopra indicato (come eventualmente prorogato), le parti saranno libere da ogni obbligo relativo alla cessione del Marchio e del brevetto, restando invece pienamente efficaci le previsioni dell'accordo relative alla vendita di prodotti e alla Licenza;
  • o La vendita a Trevidea di alcuni prodotti finiti a marchio Girmi per un corrispettivo massimo di Euro 1,5 milioni. Il prezzo definitivo sarà stabilito con l'effettuazione dell'inventario fisico dei prodotti venduti e verrà pagato in dodici rate mensili a partire dal 5 maggio 2016. L'accordo prevede che Bialetti possa continuare, attraverso i suoi canali di distribuzione e la sua rete di vendita, a commercializzare i prodotti a marchio Girmi non venduti a Trevidea fino al loro

completo esaurimento. Nelle more dell'avveramento della condizione sospensiva cui è subordinato il trasferimento del Marchio e del brevetto, Bialetti ha concesso a favore dell'acquirente, a decorrere dalla data di sottoscrizione dell'accordo, una licenza in esclusiva per lo sfruttamento del Marchio, che prevede, a decorrere dall'1 luglio 2016 e per tutta la durata della licenza medesima, fissata in 5

anni, un corrispettivo annuo pari al 2% dei ricavi realizzati da Trevidea a fronte della vendita di prodotti contraddistinti dal Marchio. La licenza si risolverà automaticamente alla data di trasferimento della titolarità del Marchio.

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Il pagamento del corrispettivo per la cessione del Marchio e del brevetto, dedotto un acconto di Euro 300 mila, oltre ad IVA, pagato da Trevidea a Bialetti nel giorno di conclusione dell'accordo, sarà corrisposto da Trevidea in una unica soluzione alla data di perfezionamento della cessione.

Per effetto dell'accordo, Bialetti contabilizzerà – una volta avverate le condizioni sospensive – una plusvalenza sia a livello civilistico che consolidato di Euro 3 milioni.

A garanzia dell'adempimento elle proprie obbligazioni, derivanti dall'accordo, Trevidea ha consegnato a Bialetti nel mese di gennaio 2016, una garanzia bancaria a prima richiesta dell'importo massimo di euro 1,5 milioni emessa da un primario istituto di credito italiano.

Ai sensi dell'accordo le parti hanno reciprocamente rilasciato dichiarazioni e garanzie in linea con la prassi di mercato per questa tipologia di operazioni.

1. Informazioni generali

Il Gruppo Bialetti fa capo alla controllante Bialetti Industrie S.p.A. (nel seguito definita anche "Capogruppo" o la "Società") società di diritto italiano iscritta nel Registro Imprese di Brescia al N°443939, con sede legale ed amministrativa a Coccaglio (BS) le cui azioni sono quotate nel Mercato telematico Azionario organizzato e gestito da Borsa Italiana.

Bialetti Industrie S.p.A. è controllata da Bialetti Holding S.r.l. u.s.. Il Gruppo è attivo nel mercato della produzione e commercializzazione di strumenti da cottura in alluminio, acciaio e ceramica, piccoli elettrodomestici, caffettiere, macchine e capsule per la preparazione del caffè espresso. La commercializzazione in Italia avviene sia attraverso il canale retail sia attraverso una rete di negozi di proprietà, mentre all'estero la rete commerciale è sviluppata principalmente tramite distributori.

Il bilancio consolidato è presentato in Euro e tutti i valori in esso menzionati sono presentati in Euro se non altrimenti indicato.

Le società incluse nell'area di consolidamento sono riportate al paragrafo 2.2 del presente documento.

2. Sintesi dei principi contabili adottati

Il presente bilancio consolidato del Gruppo Bialetti si riferisce all'esercizio chiuso il 31 dicembre 2015 ed è stato predisposto nel rispetto degli IFRS adottati dall'Unione Europea.

Di seguito sono rappresentati i principali criteri e principi contabili applicati nella preparazione del bilancio consolidato riferito al 31 dicembre 2015.

2.1 Base di preparazione

Il presente documento è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 24 marzo 2016. In particolare nel presente documento è riportato il Bilancio Consolidato, comprensivo degli stati patrimoniali consolidati al 31 dicembre 2015 ed al 31 dicembre 2014 dei conti economici consolidati per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2015 e al 31 dicembre 2014, dei conti economici complessivi consolidati per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2015 ed al 31 dicembre 2014, dei rendiconti finanziari consolidati e del prospetto delle variazioni di patrimonio netto consolidato per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2015 ed al 31 dicembre 2014 e delle relative note esplicative.

Il presente bilancio consolidato è redatto nella prospettiva della continuità aziendale, secondo il principio della competenza economica.

Il bilancio consolidato del Gruppo Bialetti è stato predisposto in conformità agli IFRS. In particolare si rileva che gli IFRS sono stati applicati in modo coerente a tutti i periodi presentati nel presente documento. I bilanci delle società controllate, se redatti in accordo con i principi contabili locali, vengono opportunamente modificati al fine di renderli omogenei con quelli della capogruppo.

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Per IFRS si intendono tutti gli "International Financial Reporting Standards", tutti gli International Accounting Standards (IAS), tutte le interpretazioni dell'International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC), precedentemente denominate Standing Interpretations Committee (SIC) adottati dall'Unione Europea e contenuti nei relativi Regolamenti U.E. pubblicati sino al 24 marzo 2016, data in cui il Consiglio di Amministrazione della Bialetti Industrie SpA ha approvato il presente bilancio consolidato ed autorizzato all'emissione del presente documento.

In merito alle modalità di presentazione degli schemi di bilancio, per lo stato patrimoniale è stato adottato il criterio di distinzione "corrente/non corrente" in conformità al principio contabile IAS 1; per il conto economico lo schema scalare con la classificazione dei costi per natura e per il rendiconto finanziario il metodo di rappresentazione indiretto.

Il Bilancio è stato redatto in Euro, moneta corrente utilizzata nelle economie in cui il Gruppo prevalentemente opera.

Tutti gli importi inclusi nelle tabelle delle seguenti note, salvo ove diversamente indicato, sono espressi in migliaia di Euro.

Il bilancio consolidato è redatto applicando il metodo del costo storico con l'eccezione delle voci di bilancio che secondo gli IFRS devono essere rivelate al fair value come indicato nei criteri di valutazione.

2.2 Criteri e metodologia di consolidamento

Il Bilancio Consolidato del Gruppo include i bilanci di Bialetti Industrie S.p.A. (società Capogruppo) e delle società sulle quali la stessa esercita, direttamente o indirettamente, il controllo, a partire dalla data in cui lo stesso è stato acquisito e sino alla data in cui tale controllo cessa. Nella fattispecie il controllo è esercitato sia in forza del possesso diretto o indiretto della maggioranza delle azioni con diritto di voto che per effetto dell'esercizio di una influenza dominante espressa dal potere di determinare, anche indirettamente in forza di accordi contrattuali o legali, le scelte finanziarie e gestionali delle entità, ottenendone i benefici relativi, anche prescindendo da rapporti di natura azionaria. L'esistenza di potenziali diritti di voto esercitabili alla data di bilancio è considerata ai fini della determinazione del controllo.

Le società controllate sono consolidate secondo il metodo integrale. I criteri adottati per il consolidamento integrale sono i seguenti:

  • le attività e le passività, gli oneri e i proventi delle entità consolidate integralmente sono assunti linea per linea, attribuendo ai soci di minoranza, ove applicabile, la quota di patrimonio netto e del risultato netto del periodo di loro spettanza; tali quote sono evidenziate separatamente nell'ambito del Patrimonio Netto e del conto economico consolidato;
  • le operazioni di aggregazione di imprese in forza delle quali viene acquisito il controllo di un'entità sono contabilizzate applicando il metodo dell'acquisto ("Purchase method"). Il costo di acquisizione è rappresentato dal valore corrente ("fair value") alla data di acquisto delle attività cedute, delle passività assunte, degli strumenti di capitale emessi e di ogni altro onere accessorio direttamente attribuibile. Le attività, le passività e le passività potenziali acquisite sono iscritte al relativo valore corrente alla data di acquisizione. La differenza tra il costo di acquisizione e il valore corrente delle attività e passività acquistate, se positiva, è iscritta nelle attività immateriali come avviamento, ovvero, se negativa, dopo aver riverificato la corretta misurazione dei valori correnti delle attività e passività acquisite e del costo di acquisizione, è contabilizzata direttamente a conto economico, come provento;

gli utili e le perdite, con i relativi effetti fiscali, derivanti da operazioni effettuate tra società consolidate integralmente e non ancora realizzati nei confronti di terzi, sono eliminati, salvo che per le perdite non realizzate che non sono eliminate, qualora la transazione fornisca evidenza di una riduzione di valore dell'attività trasferita. Sono inoltre eliminati i reciproci rapporti di debito e credito, i costi e i ricavi, nonché gli oneri e i proventi finanziari;

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gli utili o le perdite derivanti dalla cessione di quote di partecipazione in società consolidate sono imputati a conto economico per l'ammontare corrispondente alla differenza fra il prezzo di vendita e la corrispondente frazione di patrimonio netto consolidato ceduta.

Traduzione dei bilanci di società estere

I bilanci delle società controllate sono redatti utilizzando la valuta dell'ambiente economico primario in cui esse operano ("Valuta Funzionale"). I Bilanci Consolidati sono presentati in Euro, che è la valuta funzionale della Società e di presentazione dei bilanci.

Le regole per la traduzione dei bilanci delle società espressi in valuta estera diversa dell'Euro sono le seguenti:

  • le attività e le passività sono convertite utilizzando i tassi di cambio in essere alla data di riferimento del bilancio;
  • i costi e i ricavi sono convertiti al cambio medio del periodo/esercizio;
  • le differenze cambio derivanti dalla conversione dei bilanci espressi in moneta estera vengono imputate al conto economico complessivo ed accumulate in una riserva di patrimonio netto;
  • l'avviamento e gli aggiustamenti derivanti dal fair value correlati all'acquisizione di un'entità estera sono trattati come attività e passività della entità estera e tradotti al cambio di chiusura del periodo.

Qualora la società estera operi in un'economia iperinflattiva, i costi e i ricavi sono convertiti al cambio in essere alla data di riferimento del bilancio; pertanto, tutte le voci del conto economico sono rideterminate, applicando la variazione del livello generale dei prezzi intervenuta dalla data alla quale i proventi e i costi furono registrati inizialmente nel bilancio. Inoltre, in tali casi i dati comparativi relativi al precedente periodo/esercizio, sono rideterminati applicando un indice generale dei prezzi in modo che il bilancio soggetto a comparazione sia presentato con riferimento all'unità di misura corrente alla chiusura del periodo/esercizio in corso. Alla data di approvazione del presenti bilancio consolidato nessuna delle società consolidate del Gruppo Bialetti presenta le caratteristiche di una società che operi in un'economia iperinflattiva.

I tassi di cambio applicati sono riportati di seguito:

Al 31 dicembre 2015 Al 31 Dicembre 2014
Paese Valuta Puntuale Medio Puntuale Medio
Turchia
Romania
YTL
RON
3,18
4,52
3,02
4,45
2,83
4,48
2,91
4,44
India INR 72,02 71,18 76,72 81,07
Cina RMB 7,06 6,97 7,54 8,19

Area di consolidamento

Di seguito è riportato anche ai sensi dell'art.126 del regolamento Consob n° 11971/99 l'elenco delle società rientranti nell'area di consolidamento alle rispettive date di riferimento:

Al 31 dicembre 2015
Società Sede Legale Capitale sociale
(*)
% di possesso Partecipazione
Diretta/Indiretta
Bialetti Industrie S.p.A. Coccaglio (BS) 5.550.861 100% Diretta
Cem Bialetti Istanbul (Turchia) YTL 31.013.330 99,9% Diretta
SC Bialetti Stainless Steel Srl Dumbravesti (Romania) RON 15.052.060 100% Diretta
Bialetti Girmi France Sarl Parigi (Francia) 18.050 100% Diretta
Bialetti Deutschland GmbH Mannheim (Germania) 25.564 100% Diretta
Bialetti Spain S.L. Barcellona (Spagna) 3.200 100% Diretta
Triveni Bialetti Industries Private Limited Mumbai (India) INR 702.179.690 93,8% Diretta
Bialetti Store Srl Coccaglio (BS) 100.000 100% Diretta
Bialetti Houseware Wfoe Ningbo (Cina) RMB 2.541.660 100% Diretta
Bialetti Store France Eurl Francia 20.000 100% Indiretta
Bialetti Spain Store S.l. Spagna 20.000 100% Indiretta

(*) in Euro se non diversamente indicato

Al 31 dicembre 2014
Società Sede Legale Capitale sociale
(*)
% di possesso Partecipazione
Diretta/Indiretta
Bialetti Industrie S.p.A. Coccaglio (BS) 5.550.861 100% Diretta
Cem Bialetti Istanbul (Turchia) YTL 31.013.330 99,9% Diretta
SC Bialetti Stainless Steel Srl Dumbravesti (Romania) RON 15.052.060 100% Diretta
Bialetti Girmi France Sarl Parigi (Francia) 18.050 100% Diretta
Bialetti Deutschland GmbH Mannheim (Germania) 25.564 100% Diretta
Bialetti Spain S.L. Barcellona (Spagna) 3.200 100% Diretta
Triveni Bialetti Industries Private Limited Mumbai (India) INR 702.179.690 93,8% Diretta
Bialetti Store Srl Coccaglio (BS) 100.000 100% Diretta
Bialetti Houseware Wfoe Ningbo (Cina) RMB 2.541.660 100% Diretta

(*) in Euro se non diversamente indicato

2.3 Principi contabili

2.3.1 Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni applicati dal 1° gennaio 2015

Di seguito sono brevemente descritti gli emendamenti, improvement e interpretazioni, applicabili ai bilanci chiusi al 31 dicembre 2015 ed entrati in vigore a partire dal 1° gennaio 2015. L'applicazione di tali principi non ha avuto particolare impatto nel bilancio consolidato del Gruppo, in quanto disciplinano fattispecie non presenti, oppure interessano la sola informativa finanziaria:

IFRIC 21 – Tributi - chiarisce che una entità riconosce una passività non prima di quando si verifica l'evento a cui è legato il pagamento, in accordo con la legge applicabile. Per i pagamenti che sono dovuti solo al superamento di una determinata soglia minima, la passività è iscritta solo al raggiungimento di tale soglia. È richiesta l'applicazione retrospettiva per l'IFRIC 21. Questa interpretazione è da applicare obbligatoriamente nei bilanci che hanno inizio dal 17 giugno 2014 o successivamente;

Improvements to IFRSs 2011–2013 Cycle - In dicembre 2013, lo IASB ha emesso il documento "Annual Improvements to IFRSs - 2011–2013 Cycle" (applicabili a partire dagli esercizi che hanno inizio il, o dopo il, 1 Gennaio 2015) come parte del programma di miglioramenti annuali ai princìpi; la maggior parte delle modifiche sono chiarimenti o correzioni degli IFRS esistenti, oppure modifiche conseguenti a cambiamenti precedentemente apportati agli IFRS.

2.3.2 Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni non ancora omologati dall'Unione Europea.

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Sono di seguito illustrati gli emendamenti, improvement e interpretazioni che, alla data di redazione del bilancio consolidato, erano già stati emessi ma non ancora in vigore.

Modifiche allo IAS 19: Benefici a dipendenti: piani a benefici definiti contributi dei dipendenti

In novembre 2013, lo IASB ha emesso il documento "Defined Benefit Plans: Employee Contributions". Le modifiche apportate allo IAS 19 consentono (ma non rendono obbligatoria) la contabilizzazione in diminuzione del current service cost del periodo dei contributi corrisposti dai dipendenti o da terze parti, che non siano correlati al numero di anni di servizio, in luogo dell'allocazione di tali contributi lungo l'arco temporale in cui il servizio è reso. Gli emendamenti sono applicabili, in modo retroattivo, per gli esercizi che hanno inizio il o dopo il 1° Febbraio 2015.

Improvements to IFRSs 2010–2012 Cycle - In dicembre 2013, lo IASB ha emesso il documento "Annual Improvements to IFRSs - 2010–2012 Cycle" (applicabile a partire dagli esercizi che hanno inizio il, o dopo il 1 Febbraio 2015) come parte del programma di miglioramenti annuali ai princìpi; la maggior parte delle modifiche sono chiarimenti o correzioni degli IFRS esistenti, oppure modifiche conseguenti a cambiamenti precedentemente apportati agli IFRS. Gli emendamenti sono applicabili per gli esercizi che hanno inizio il o dopo il 1° Febbraio 2015.

Modifiche allo IAS 27: Bilancio separato - In agosto 2014 lo IASB ha pubblicato alcuni emendamenti allo IAS 27 – Bilancio separato. L'obiettivo è quello di permettere la valutazione delle partecipazioni in società collegate

e joint ventures secondo il metodo del Patrimonio netto anche nel bilancio separato. Tali emendamenti saranno applicabili, per gli esercizi che avranno inizio a decorrere dal 1° gennaio 2016.

Modifiche allo IAS 1: Presentazione del bilancio

In dicembre 2014 lo IASB ha pubblicato alcuni emendamenti allo IAS 1. L'obiettivo è quello di chiarire alcuni dubbi circa gli obblighi di presentazione e di informative e assicurare che le società possano utilizzare giudizio professionale nel definire quali informazioni pubblicare nel proprio bilancio concentrandosi sulle informazioni rilevanti. Tali emendamenti saranno applicabili per gli esercizi che avranno inizio a decorrere dal 1° gennaio 2016.

Improvements to IFRSs 2012–2014 Cycle - In settembre 2014, lo IASB ha emesso il documento "Annual Improvements to IFRSs - 2012–2014 Cycle" (applicabili agli esercizi chiusi dopo il 1 gennaio 2016) come parte del programma di miglioramenti annuali ai princìpi; la maggior parte delle modifiche sono chiarimenti o correzioni degli IFRS esistenti, oppure modifiche conseguenti a cambiamenti precedentemente apportati agli IFRS.

Modifiche allo IAS 16 e allo IAS 38: Chiarimenti sui metodi accettabili di svalutazione e ammortamento

In maggio 2014, lo IASB ha emesso un emendamento allo IAS 16 - Immobili, impianti e macchinari e allo IAS 38 - Attività immateriali. Lo IASB ha chiarito che l'utilizzo di metodi basati sui ricavi per calcolare l'ammortamento di un bene non è appropriato in quanto i ricavi generati da un'attività che include l'utilizzo di un bene generalmente riflette fattori diversi dal consumo dei benefici economici derivanti dal bene. Lo IASB ha inoltre chiarito che si presume i ricavi generalmente non siano una base adeguata per misurare il consumo dei benefici economici generati da un'attività immateriale. Tale presunzione, tuttavia, può essere superata in determinate circostanze limitate. Tali modifiche sono efficaci per i periodi annuali che avranno inizio il o dopo il 1° gennaio 2016.

Modifiche all' IFRS 11: Accordi congiunti: acquisto di una joint operation

In maggio 2014 lo IASB ha emesso alcuni emendamenti allo IFRS 11 – Accordi a controllo congiunto: Rilevazione dell'acquisizione di partecipazioni in attività a controllo congiunto, che prevedono che un'entità adotti i principi contenuti nell'IFRS 3 per rilevare gli effetti contabili delle acquisizioni di Partecipazioni in attività a controllo congiunto che costituiscono un business. Gli emendamenti sono applicabili in modo retroattivo, per i periodi annuali che avranno inizio il o dopo il 1° gennaio 2016.

Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni approvati dallo IASB non ancora omologati dalla UE

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Di seguito sono brevemente illustrati i nuovi principi, gli emendamenti, improvement e le interpretazioni già emessi ma non ancora omologati dall'Unione Europea e pertanto non applicabili per la redazione dei bilanci che chiudono al 31 dicembre 2015. Sono esclusi dall'elenco i principi e le interpretazioni che per loro natura non sono adottabili dal Gruppo

IFRS 15- Ricavi da contratti con clienti - In maggio 2014, lo IASB ha emesso il principio IFRS 15 - Ricavi da contratti con i clienti, che richiede ad una società di rilevare i ricavi al momento del trasferimento del controllo di beni o servizi ai clienti ad un importo che riflette il corrispettivo che ci si aspetta di ricevere in cambio di tali prodotti o servizi. Per raggiungere questo scopo, il nuovo modello di rilevazione dei ricavi definisce un processo in cinque step. Il nuovo principio richiede anche ulteriori informazioni aggiuntive circa la natura, l'ammontare, i tempi e l'incertezza circa i ricavi e i flussi finanziari derivanti dai contratti con i clienti. Il nuovo principio deve essere applicato per i periodi annuali che avranno inizio il o dopo il 1° gennaio 2018. Il Gruppo sta valutando l'impatto del nuovo principio sul proprio bilancio consolidato.

IFRS 9 - Strumenti finanziari - In luglio 2014, lo IASB ha pubblicato il principio IFRS 9 – Strumenti finanziari. La serie di modifiche apportate dal nuovo principio sostituiscono le disposizioni dello IAS 39 ed introducono un approccio logico per la classificazione e la valutazione degli strumenti finanziari basato sulle caratteristiche dei flussi finanziari e sul modello di business secondo cui l'attività è detenuta, un unico modello per l'impairment delle attività finanziarie basato sulle perdite attese e un sostanziale rinnovato approccio per l'hedge accounting. Il nuovo principio sarà applicabile in modo retroattivo dal 1° gennaio 2018.

Modifiche all' IFRS 10, IFRS 12 e allo IAS 28: Entità d'investimento: applicazione della deroga al consolidamento

In dicembre 2014 lo IASB ha pubblicato alcuni emendamenti all'IFRS 10, IFRS 12 e IAS 28. L'obiettivo è quello di chiarire: i) la modalità di contabilizzazione per le investment entities; ii) l'esenzione dal presentare il bilancio consolidato per le società che controllano le investment entities e iii) come una società che non è una investment entites deve applicare la valutazione col metodo del Patrimonio netto di una investment entity. Tali emendamenti saranno applicabili per gli esercizi che avranno inizio a decorrere dal 1° gennaio 2016.

Modifiche all' IFRS 10 e allo IAS 28: Sale or Contribution of Assets between an Investor and its Associate or Joint Venture

In settembre 2014 lo IASB ha pubblicato alcuni emendamenti all'IFRS 10 – Bilancio consolidato e allo IAS 28 – Partecipazioni in società collegate e joint ventures. L'obiettivo è quello di chiarire la modalità di contabilizzazione dei risultati legati alle cessioni di asset tra le società di un gruppo e le società collegate e joint ventures. Il processo di omologazione di tali emendamenti è stato sospeso e la relativa data di applicazione è stata rinviata a data futura da definirsi.

2.4 Conversione di operazioni denominate in valute diversa dalla valuta funzionale

Le operazioni in valuta diversa da quella funzionale dell'entità che pone in essere l'operazione sono tradotte utilizzando il tasso di cambio in essere alla data della transazione.

Gli utili e le perdite su cambi generate dalla chiusura della transazione oppure dalla conversione effettuata alla data di riferimento del bilancio delle attività e delle passività in valuta sono iscritte a conto economico.

2.5 Immobilizzazioni materiali

Le immobilizzazioni materiali sono valutate al costo d'acquisto o di produzione, al netto degli ammortamenti accumulati e delle eventuali perdite di valore. Il costo include gli oneri direttamente sostenuti per predisporre

le attività al loro utilizzo, nonché eventuali oneri di smantellamento e di rimozione che verranno sostenuti conseguentemente a obbligazioni contrattuali che richiedano di riportare il bene nelle condizioni originarie. Gli oneri sostenuti per le manutenzioni e le riparazioni di natura ordinaria e/o ciclica sono direttamente imputati a conto economico quando sostenuti. La capitalizzazione dei costi inerenti l'ampliamento, ammodernamento o miglioramento degli elementi strutturali di proprietà o in uso da terzi è effettuata nei limiti in cui essi rispondano ai requisiti per essere separatamente classificati come attività o parte di una attività, applicando il criterio del "component approach", secondo il quale ciascuna componente suscettibile di un'autonoma valutazione della vita utile e del relativo valore deve essere trattata individualmente.

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Gli ammortamenti sono imputati a quote costanti mediante aliquote che consentono di ammortizzare i cespiti fino a esaurimento della vita utile. Quando l'attività oggetto di ammortamento è composta da elementi distintamente identificabili, la cui vita utile differisce significativamente da quella delle altre parti che compongono l'attività, l'ammortamento è effettuato separatamente per ciascuna di tali parti, in applicazione del metodo del "component approach". La vita utile stimata dal Gruppo per le varie categorie di immobilizzazioni materiali è la seguente:

Descrizione principali categorie della voce
"Immobilizzazioni materiali"
Periodo
Fabbricati 33 anni
Impianti generici e telefonici 10 anni
Impianti specifici e semiautomatici 10 anni
Impianti automatici 10 anni
Forni e pertinenze 6-7 anni
Attrezzatura varia e minuta di produzione e di
magazzino
4 anni
Stampi 10 anni
Mobili e macchine ufficio e arredi diversi 8-9 anni
Stand per mostre e fiere 10 anni
Macchine d'ufficio elettroniche - C.E.D. 5 anni
Autovetture e accessori autovetture 4 anni
Automezzi e carrelli 5 anni

La vita utile delle immobilizzazioni materiali ed il loro valore residuo sono rivisti e aggiornati, ove necessario, almeno alla chiusura di ogni esercizio.

Le immobilizzazioni materiali possedute in virtù di contratti di leasing finanziario, attraverso i quali sono sostanzialmente trasferiti al Gruppo i rischi e i benefici legati alla proprietà, sono riconosciute come attività del Gruppo al loro valore corrente o, se inferiore, al valore attuale dei pagamenti minimi dovuti per il leasing, inclusa l'eventuale somma da pagare per l'esercizio dell'opzione di acquisto. La corrispondente passività verso il locatore è rappresentata in bilancio tra i debiti finanziari. I beni sono ammortizzati applicando il criterio e le aliquote precedentemente indicate per la voce di bilancio "immobilizzazioni materiali", salvo che la durata del contratto di leasing sia inferiore alla vita utile rappresentata da dette aliquote e non vi sia la ragionevole certezza del trasferimento della proprietà del bene locato alla naturale scadenza del contratto; in tal caso il periodo di ammortamento sarà rappresentato dalla durata del contratto di locazione. Eventuali plusvalenze realizzate sulla cessione di beni retrolocati in base a contratti di locazione finanziaria sono iscritte tra i risconti passivi e imputate a conto economico sulla base della durata del contratto di locazione.

Le locazioni nelle quali il locatore mantiene sostanzialmente i rischi e benefici legati alla proprietà dei beni sono classificati come leasing operativi. I costi riferiti a leasing operativi sono rilevati linearmente a conto economico lungo la durata del contratto di leasing.

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2.6 Immobilizzazioni immateriali

Le attività immateriali sono costituite da elementi non monetari, identificabili e privi di consistenza fisica, controllabili e atti a generare benefici economici futuri. Tali elementi sono rilevati al costo di acquisto e/o di produzione, comprensivo delle spese direttamente attribuibili per predisporre l'attività al suo utilizzo, al netto degli ammortamenti cumulati e delle eventuali perdite di valore. Gli eventuali interessi passivi maturati durante e per lo sviluppo delle immobilizzazioni immateriali sono spesati a conto economico. L'ammortamento ha inizio nel momento in cui l'attività è disponibile all'uso ed è ripartito sistematicamente in relazione alla residua possibilità di utilizzazione della stessa e cioè sulla base della stimata vita utile.

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(a) Avviamento

Come precedentemente indicato, l'avviamento rappresenta la differenza registrata fra il costo sostenuto per l'acquisizione di una partecipazione (di un complesso di attività) e il valore corrente delle attività e delle passività acquisite al momento dell'acquisizione. L'avviamento non è ammortizzato ma assoggettato a valutazione annuale volta a individuare eventuali perdite di valore (impairment test). Tale test viene effettuato con riferimento all'unità organizzativa generatrice dei flussi finanziari ("cash generating unit" o "CGU") alle quali è stato attribuito l'avviamento. L'eventuale riduzione di valore dell'avviamento viene rilevata nel caso in cui il valore recuperabile dello stesso risulti inferiore al suo valore di iscrizione in bilancio. Per valore recuperabile si intende il maggiore tra il fair value della CGU, al netto degli oneri di vendita, e il relativo valore d'uso. Non è consentito il ripristino di valore dell'avviamento nel caso di una precedente svalutazione per perdite di valore.

Nel caso in cui la riduzione di valore derivante dal test sia superiore al valore dell'avviamento allocato alla CGU l'eccedenza residua è allocata alle attività incluse nella CGU in proporzione del loro valore di carico. Tale allocazione ha come limite minimo l'ammontare più alto tra:

  • il fair value dell'attività al netto delle spese di vendita;
  • il valore in uso, come sopra definito;
  • zero.

(b) Diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno

I diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno sono ammortizzati a quote costanti (da 3 a 5 anni) in base allo loro vita utile.

(c) Concessioni, licenze, marchi e diritti simili

Le concessioni, licenze, marchi e i diritti simili sono ammortizzati a quote costanti (da 3 a 5 anni), mentre i costi relativi alla manutenzione dei programmi software sono spesati nel momento in cui sono sostenuti.

(d) Costi di ricerca e sviluppo

I costi relativi all'attività di ricerca e sviluppo sono imputati a conto economico quando sostenuti, a eccezione dei costi di sviluppo iscritti tra le immobilizzazioni immateriali laddove risultino soddisfatte tutte le seguenti condizioni:

  • il progetto è chiaramente identificato e i costi a esso riferiti sono identificabili e misurabili in maniera attendibile;
  • è dimostrata la fattibilità tecnica del progetto;
  • è dimostrata l'intenzione di completare il progetto e di vendere i beni immateriali generati dal progetto;
  • esiste un mercato potenziale o, in caso di uso interno, è dimostrata l'utilità dell'immobilizzazione immateriale per la produzione dei beni immateriali generati dal progetto;

sono disponibili le risorse tecniche e finanziarie necessarie per il completamento del progetto.

L'ammortamento di eventuali costi di sviluppo iscritti tra le immobilizzazioni immateriali inizia a partire dalla data in cui il risultato generato dal progetto è commercializzabile.

2.7 Perdite di valore delle immobilizzazioni materiali e delle immobilizzazioni immateriali

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A ciascuna data di riferimento del bilancio, le immobilizzazioni materiali e immateriali sono analizzate al fine di identificare l'esistenza di eventuali indicatori di riduzione del loro valore. Nel caso sia identificata la presenza di tali indicatori, si procede alla stima del valore recuperabile delle suddette attività, imputando l'eventuale svalutazione rispetto al relativo valore di libro a conto economico. Il valore recuperabile di un'attività è il maggiore tra il suo fair value, ridotto dei costi di vendita, e il suo valore d'uso, intendendosi per quest'ultimo il valore attuale dei flussi finanziari futuri stimati per tale attività. Per un'attività che non genera flussi finanziari ampiamente indipendenti, il valore di realizzo è determinato in relazione alla cash generating unit cui tale attività appartiene. Nel determinare il valore d'uso, i flussi finanziari futuri attesi sono attualizzati con un tasso di sconto che riflette la valutazione corrente di mercato del costo del denaro, rapportato al periodo dell'investimento e ai rischi specifici dell'attività. Una riduzione di valore è riconosciuta a conto economico quando il valore di iscrizione dell'attività è superiore al valore recuperabile. Se vengono meno i presupposti per una svalutazione precedentemente effettuata, il valore contabile dell'attività è ripristinato con imputazione a conto economico, nei limiti del valore netto di carico che l'attività in oggetto avrebbe avuto se non fosse stata effettuata la svalutazione e fossero stati effettuati gli ammortamenti.

2.8 Attività finanziarie

Le attività finanziarie sono iscritte al momento della loro prima rilevazione al fair value e classificate in una delle seguenti categorie in funzione della relativa natura e dello scopo per cui sono state acquistate:

  • (a) titoli detenuti per la negoziazione;
  • (b) crediti;
  • (c) attività disponibili per la vendita.

Gli acquisti e le vendite di attività finanziarie sono contabilizzati alla data valuta delle relative operazioni. Successivamente alla prima iscrizione in bilancio, le attività finanziarie sono valutate come segue:

(a) Titoli detenuti per la negoziazione

Le attività finanziarie sono classificate in questa categoria se acquisite allo scopo di essere cedute nel breve termine. Le attività di questa categoria sono classificate come correnti e valutate al fair value. Le variazioni di fair value sono riconosciute a conto economico nei periodi in cui sono rilevate. Il Gruppo non detiene titoli di questa categoria.

(b) Crediti

Per crediti si intendono strumenti finanziari, prevalentemente relativi a crediti verso clienti, non-derivati e non quotati in un mercato attivo, dai quali sono attesi pagamenti fissi o determinabili. I crediti sono inclusi nell'attivo corrente, a eccezione di quelli con scadenza contrattuale superiore ai dodici mesi rispetto alla data di bilancio, che sono classificati nell'attivo non corrente. Tali attività sono valutate al costo ammortizzato sulla base del metodo del tasso d'interesse effettivo.

Se vi è un'obiettiva evidenza di elementi che indicano riduzioni di valore, l'attività è ridotta in misura tale da risultare pari al valore scontato dei flussi di cassa ottenibili in futuro. Le perdite di valore sono rilevate a conto economico. Se nei periodi successivi vengono meno le motivazioni delle precedenti svalutazioni, il

valore delle attività è ripristinato fino a concorrenza del valore che sarebbe derivato dall'applicazione del costo ammortizzato.

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(c) Attività finanziarie disponibili per la vendita

Le attività disponibili per la vendita sono strumenti finanziari non-derivati esplicitamente designati in questa categoria, ovvero che non trovano classificazione in nessuna delle precedenti categorie e sono compresi nelle attività non correnti a meno che il management intenda cederli nei 12 mesi successivi dalla data del bilancio. Tali attività finanziarie sono valutate al fair value e gli utili o perdite derivanti da valutazioni successive sono imputate al conto economico complessivo ed accumulate in una riserva di patrimonio netto; la loro imputazione a conto economico è effettuata solo nel momento in cui l'attività finanziaria viene effettivamente ceduta, o, nel caso di variazioni cumulate negative, quando si valuta che la riduzione di valore già rilevata a patrimonio netto non potrà essere recuperata in futuro. Limitatamente ai titoli di debito, se, in un periodo successivo, il fair value aumenta come oggettiva conseguenza di un evento verificatosi dopo che la perdita di valore era stata rilevata nel conto economico, il valore dello strumento finanziario è ripristinato con accredito dell'importo a conto economico. Inoltre, sempre per i titoli di debito, la rilevazione dei relativi rendimenti in base al criterio del costo ammortizzato avviene con effetto sul conto economico, analogamente agli effetti relativi alle variazioni dei tassi di cambio.

Le attività finanziarie sono rimosse dallo stato patrimoniale quando il diritto di ricevere i flussi di cassa dallo strumento si è estinto e il Gruppo ha sostanzialmente trasferito tutti i rischi e benefici relativi allo strumento stesso e il relativo controllo.

2.9 Derivati

Alla data di stipula del contratto gli strumenti derivati sono inizialmente contabilizzati al fair value e, se gli strumenti derivati non sono contabilizzati quali strumenti di copertura, le variazioni del fair value rilevate successivamente alla prima iscrizione sono trattate quali componenti del risultato operativo dell'esercizio. Coerentemente con quanto stabilito dallo IAS 39, gli strumenti finanziari derivati possono essere contabilizzati secondo le modalità dell'hedge accounting solo quando, all'inizio della copertura, esiste la designazione formale e la documentazione della relazione di copertura stessa, si presume che la copertura sia altamente efficace, l'efficacia può essere attendibilmente misurata e la copertura stessa è altamente

efficace durante i diversi periodi contabili per i quali è designata.

Quando la strategia di copertura risulta efficace, si applicano i seguenti trattamenti contabili:

Fair value hedge:

se uno strumento finanziario derivato è designato come copertura dell'esposizione alle variazioni del fair value di una attività o di una passività di bilancio attribuibili ad un particolare rischio che può determinare effetti sul conto economico, l'utile o la perdita derivante dalle successive valutazioni del fair value dello strumento di copertura sono rilevati a conto economico. La posta coperta viene adeguata al fair value per la porzione di rischio coperto e, in contropartita, si registra un utile o perdita in conto economico.

Cash flow hedge:

se uno strumento finanziario derivato è designato come copertura dell'esposizione alla variabilità dei flussi di cassa futuri di un'attività o di una passività iscritta in bilancio, la porzione efficace delle variazioni di fair value dello strumento finanziario derivato è rilevata a conto economico complessivo ed accumulata in una riserva di patrimonio netto.

L'utile o la perdita cumulati sono stornati dal patrimonio netto e contabilizzati a conto economico nello stesso periodo in cui viene rilevata l'operazione oggetto di copertura. L'utile o la perdita associati ad una copertura (o a parte di copertura) divenuta inefficace, sono iscritti a conto economico immediatamente.

Se uno strumento di copertura o una relazione di copertura vengono chiusi, ma l'operazione oggetto di copertura non si è ancora realizzata, gli utili e le perdite cumulati, fino quel momento iscritti nel patrimonio netto, sono rilevati a conto economico nel momento in cui la relativa operazione si realizza. Se l'operazione oggetto di copertura non è più ritenuta probabile, gli utili o le perdite non ancora realizzati e sospesi a patrimonio netto sono rilevati immediatamente a conto economico.

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Se l'hedge accounting non può essere applicato, gli utili o le perdite derivanti dalla valutazione al fair value dello strumento finanziario derivato sono iscritti immediatamente a conto economico.

Tutti i derivati sono stati posti in essere con finalità gestionali di copertura, infatti Bialetti opera su più mercati a livello mondiale ed è quindi naturalmente esposta a rischi di mercato concessi alle fluttuazioni dei tassi di cambio.

In particolare Bialetti, per le importazioni, risulta essere principalmente esposta con il tasso di cambio Euro/Dollaro USA.

Al fine di mitigare l'impatto del differenziale del cambio Euro/Dollaro USA sul conto economico, Bialetti sottoscrive contratti di strumenti derivati (acquisto a termine di dollari USA), che, pur essendo posti in essere con finalità di sostanziale copertura, a seguito dei stringenti criteri definiti dai principi contabili internazionali, non possono essere considerati come tali e pertanto, il fair value di tali contratti viene contabilizzato direttamente a conto economico.

Fino ad oggi, il valore di tali contratti veniva contabilizzato in una riga apposita del conto economico, denominata "Proventi e perdite su strumenti derivati", all'interno del risultato operativo, mentre i maggiori/minori costi di acquisto dei prodotti connessi al cambio Euro/Dollaro USA che tali contratti avevano il fine di neutralizzare, venivano contabilizzati in una voce separata del conto economico, nella voce "Costi per materie prime, materiali di consumo e merci".

Al fine di una rappresentazione più chiara degli accadimenti economici avvenuti nel periodo, la Società ritiene che sia più coerente la classificazione del valore di tali contratti all'interno della riga "Costi per materie prime, materiali di consumo e merci", con lo scopo di andare direttamente a ridurre l'impatto delle variazioni del Dollaro USA incluse in tale voce.

Tale impostazione, accettata a livello di principi contabili internazionali, non modifica i criteri di valutazione dei contratti derivati, che continuano ad essere valutai al fair value e che manterranno la natura di "non di copertura" ai sensi dello IAS 39, ma daranno una rappresentazione più chiara del conto economico della Società.

Coerentemente con questa nuova impostazione, verranno riclassificati anche tutti i comparativi degli anni precedenti.

2.10 Determinazione del Fair Value degli Strumenti finanziari

Il Fair Value di strumenti finanziari quotati è basato sul prezzo corrente di offerta. Se il mercato di un'attività finanziaria non è attivo (o ci si riferisce a titoli non quotati), il Gruppo definisce il fair value utilizzando tecniche di valutazione. Tali tecniche includono il riferimento ad avanzate trattative in corso, riferimenti a titoli che posseggono le medesime caratteristiche, analisi basate su flussi di cassa, modelli di prezzo basati sull'utilizzo di indicatori di mercato e allineati, per quanto possibile, alle attività da valutare.

Il fair value di strumenti finanziari quotati in un mercato attivo è basato sui prezzi di mercato alla data di bilancio. Il fair value degli strumenti finanziari non quotati in un mercato attivo è invece determinato utilizzando tecniche di valutazione basate su una serie di metodi e assunzioni legate a condizioni di mercato alla data di bilancio.

Di seguito si riporta la classificazione dei fair value degli strumenti finanziari sulla base dei seguenti livelli gerarchici:

livello 1 – fair value determinato con riferimento a prezzi quotati (non rettificati) su mercati attivi per strumenti finanziari identici;

livello 2 – fair value determinato con tecniche di valutazione con riferimento a variabili osservabili su mercati attivi;

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livello 3 – fair value determinato con tecniche di valutazione con riferimento a variabili di mercato non osservabili.

2.11 Rimanenze

Le rimanenze sono iscritte al minore tra il costo di acquisto o di produzione e il valore netto di realizzo rappresentato dall'ammontare che l'impresa si attende di ottenere dalla loro vendita nel normale svolgimento dell'attività, al netto dei costi di vendita. Il costo delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, e di consumo nonché dei prodotti finiti e merci è determinato applicando il metodo del costo medio ponderato.

Il costo di prodotti finiti e dei semilavorati comprende i costi di progettazione, le materie prime, il costo del lavoro diretto e altri costi di produzione (sulla base della normale capacità operativa). Non sono inclusi nella valutazione delle rimanenze gli oneri finanziari.

Le rimanenze di magazzino obsolete e di lento rigiro sono svalutate in relazione alla loro possibilità di utilizzo o realizzo.

2.12 Disponibilità liquide

Le disponibilità liquide comprendono la cassa, i depositi bancari disponibili, le altre forme di investimento a breve termine, con scadenza originaria uguale o inferiore ai tre mesi. Alla data del bilancio, gli scoperti di conto corrente sono classificati tra i debiti finanziari nelle passività correnti nello stato patrimoniale. Gli elementi inclusi nelle disponibilità liquide sono valutati al fair value e le relative variazioni sono rilevate a conto economico.

2.13 Passività finanziarie

Le passività finanziarie, relative a finanziamenti, debiti commerciali e altre obbligazioni a pagare, sono inizialmente iscritte al fair value, al netto dei costi accessori di diretta imputazione, e successivamente sono valutate al costo ammortizzato, applicando il criterio del tasso effettivo di interesse. Se vi è un cambiamento dei flussi di cassa attesi ed esiste la possibilità di stimarli attendibilmente, il valore delle passività è ricalcolato per riflettere tale cambiamento sulla base del valore attuale dei nuovi flussi di cassa attesi e del tasso interno di rendimento inizialmente determinato. Le passività finanziarie sono classificate fra le passività correnti, salvo che il Gruppo abbia un diritto incondizionato a differire il loro pagamento per almeno 12 mesi dopo la data di riferimento.

Gli acquisti e le vendite di passività finanziarie sono contabilizzati alla data valuta della relativa regolazione.

Le passività finanziarie sono rimosse dal bilancio al momento della loro estinzione e quando il Gruppo ha trasferito tutti i rischi e gli oneri relativi allo strumento stesso.

2.14 Benefici ai dipendenti

Il fondo di trattamento di fine rapporto rientra nella definizione dei programmi a benefici definiti e si basa, tra l'altro, sulla vita lavorativa dei dipendenti e sulla remunerazione percepita dal dipendente nel corso di un predeterminato periodo di servizio.

A partire dal 1 gennaio 2007 e solo per le società con almeno 50 dipendenti, la Legge Finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296 e relativi decreti attuativi) ha introdotto modificazioni rilevanti nella disciplina del TFR, tra cui la possibilità per il lavoratore di scegliere in merito alla destinazione del proprio TFR maturando. In particolare, i nuovi flussi di TFR potranno essere indirizzati dal lavoratore a forme pensionistiche prescelte oppure mantenuti in azienda (nel qual caso quest'ultima verserà i contributi TFR ad un conto di tesoreria istituito presso l'INPS).

Alla luce di tali modifiche l'istituto è ora da considerarsi un piano a benefici definiti esclusivamente per le quote maturate anteriormente al 1 gennaio 2007 (e non ancora liquidate alla data di bilancio), mentre successivamente a tale data esso è assimilabile ad un piano a contribuzione definita.

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I cambiamenti intervenuti nella normativa di riferimento hanno comportato variazioni nelle assunzioni attuariali utilizzate per la valutazione della passività relativa al fondo maturato fino al 31 dicembre 2006. Per effetto di tali variazioni è stato registrato nel 2007, ovvero il primo anno di attuazione contabile degli effetti della riforma, il relativo onere (c.d. effetto di curtailment).

La passività iscritta nel bilancio per i piani a benefici definiti corrisponde al valore attuale dell'obbligazione alla data di bilancio, al netto, ove applicabile, del fair value delle attività del piano. Gli obblighi per i piani a benefici definiti sono determinati annualmente da un attuario indipendente utilizzando il projected unit credit method. Il valore attuale del piano a benefici definiti è determinato scontando i futuri flussi di cassa a un tasso di interesse pari a quello di obbligazioni (high-quality corporate) emesse nella valuta in cui la passività sarà liquidata e che tenga conto della durata del relativo piano pensionistico. Gli utili e perdite attuariali, definiti quale differenza tra il valore di bilancio della passività ed il valore attuale degli impegni del Gruppo a fine periodo, dovuto al modificarsi dei parametri attuariali, sono contabilizzati a conto economico complessivo.

2.15 Fondi Rischi

I fondi rischi sono iscritti a fronte di perdite e oneri di natura determinata, di esistenza certa o probabile, dei quali, tuttavia, non sono determinabili precisamente l'ammontare e/o la data di accadimento. L'iscrizione viene rilevata solo quando esiste un'obbligazione corrente (legale o implicita) per una futura uscita di risorse economiche come risultato di eventi passati ed è probabile che tale uscita sia richiesta per l'adempimento dell'obbligazione. Tale ammontare rappresenta la miglior stima della spesa richiesta per estinguere l'obbligazione. Il tasso utilizzato nella determinazione del valore attuale della passività riflette i valori correnti di mercato e tiene conto del rischio specifico associabile a ciascuna passività.

Quando l'effetto finanziario del tempo è significativo e le date di pagamento delle obbligazioni sono attendibilmente stimabili, i fondi sono valutati al valore attuale dell'esborso previsto utilizzando un tasso che rifletta le condizioni del mercato, la variazione del costo del denaro nel tempo e il rischio specifico legato all'obbligazione. L'incremento del valore del fondo determinato da variazioni del costo del denaro nel tempo è contabilizzato come interesse passivo.

I rischi per i quali il manifestarsi di una passività è soltanto possibile, sono indicati nell'apposita sezione informativa su impegni e rischi e per i medesimi non si procede ad alcuno stanziamento.

2.16 Riconoscimento dei ricavi

I ricavi sono rilevati al fair value del corrispettivo ricevuto per la vendita di prodotti e servizi della gestione ordinaria dell'attività del Gruppo. Il ricavo è riconosciuto al netto dell'imposta sul valore aggiunto, dei resi attesi, degli abbuoni e degli sconti e dei premi.

I ricavi dalle vendite di beni sono rilevati quando i rischi ed i benefici della proprietà dei beni sono trasferiti all'acquirente e ciò normalmente si verifica quando una società del Gruppo ha spedito i prodotti al cliente, il cliente li ha presi in consegna ed è ragionevolmente certo l'incasso del relativo credito.

I ricavi derivanti da prestazioni di servizi sono contabilizzati con riferimento allo stato di completamento dell'operazione alla data del bilancio.

2.17 Contributi pubblici

I contributi pubblici, in presenza di una delibera formale di attribuzione, e, in ogni caso, quando il diritto alla loro erogazione è ritenuto definitivo in quanto sussiste la ragionevole certezza che il Gruppo rispetterà le condizioni previste per la percezione e che i contributi saranno incassati, sono rilevati per competenza in diretta correlazione con i costi sostenuti.

(a) Contributi in conto capitale

I contributi pubblici in conto capitale che si riferiscono a immobili, impianti e macchinari sono registrati come ricavi differiti nella voce "Altre passività" sia delle passività non correnti che delle passività correnti rispettivamente per la quota a lungo e a breve termine. Il ricavo differito è imputato a conto economico come provento in quote costanti determinate con riferimento alla vita utile del bene cui il contributo ricevuto è direttamente riferibile.

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(b) Contributi in conto esercizio

I contributi diversi dai contributi in conto capitale sono accreditati al conto economico nella voce "Altri proventi".

2.18 Riconoscimento dei costi

I costi sono riconosciuti quando sono relativi a beni e servizi acquistati o consumati nell'esercizio o per ripartizione sistematica.

2.19 Imposte

Le imposte correnti sono calcolate sulla base del reddito imponibile dell'esercizio, applicando le aliquote fiscali vigenti alla data di bilancio.

Le imposte differite sono calcolate a fronte di tutte le differenze che emergono tra la base imponibile di una attività o passività e il relativo valore contabile, a eccezione dell'avviamento e di quelle relative a differenze rivenienti dalle partecipazioni in società controllate, quando la tempistica di rigiro di tali differenze è soggetta al controllo del Gruppo e risulta probabile che non si riverseranno in un lasso di tempo ragionevolmente prevedibile. Le imposte differite attive, incluse quelle relative alle perdite fiscali pregresse, sono riconosciute nella misura in cui è probabile che sia disponibile un reddito imponibile futuro a fronte del quale possano essere recuperate. Le imposte differite sono determinate utilizzando le aliquote fiscali che si prevede saranno applicabili negli esercizi nei quali le differenze saranno realizzate o estinte.

Le imposte differite attive e passive sono compensate quando le imposte sul reddito sono applicate dalla medesima autorità fiscale, vi è un diritto legale di compensazione ed è attesa una liquidazione del saldo netto.

Le altre imposte non correlate al reddito, come le tasse sugli immobili, sono incluse tra gli "Altri costi operativi".

2.20 Risultato per azione

(a) Risultato per azione - base

L'utile base per azione è calcolato dividendo il risultato economico del Gruppo per la media ponderata delle azioni ordinarie in circolazione durante l'esercizio, escludendo le azioni proprie.

(b) Risultato per azione - diluito

L'utile diluito per azione è calcolato dividendo il risultato economico del Gruppo per la media ponderata delle azioni ordinarie in circolazione durante l'esercizio, escludendo le azioni proprie. Ai fini del calcolo dell'utile diluito per azione, la media ponderata delle azioni in circolazione è modificata assumendo l'esercizio da parte di tutti gli assegnatari di diritti che potenzialmente hanno effetto diluitivo, mentre il risultato netto del

Gruppo è rettificato per tener conto di eventuali effetti, al netto delle imposte, dell'esercizio di detti diritti. Il risultato per azione diluito non viene calcolato nel caso di perdite, in quanto qualunque effetto diluitivo determinerebbe un miglioramento del risultato per azione.

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3. Gestione dei rischi finanziari

Le attività del Gruppo sono esposte a diverse tipologie di rischio: rischi di mercato (inclusi rischi di cambio, di tasso d'interesse e di prezzo per l'acquisto di talune materie prime), rischio credito, rischio liquidità. La strategia di risk management del Gruppo è focalizzata sull'imprevedibilità dei mercati ed è finalizzata a minimizzare potenziali effetti negativi sulle performance finanziarie del Gruppo. Alcune tipologie di rischio sono mitigate tramite il ricorso a strumenti derivati.

La gestione del rischio è centralizzata nella funzione di tesoreria che identifica, valuta ed effettua le coperture dei rischi finanziari in stretta collaborazione con le unità operative del Gruppo. La funzione di tesoreria fornisce indicazioni per monitorare la gestione dei rischi, così come fornisce indicazioni per specifiche aree, riguardanti il rischio di cambio, il rischio tasso di interesse, il rischio crediti, l'utilizzo di strumenti derivati e non derivati e le modalità di investimento delle eccedenze di liquidità.

(a) Rischio cambio

Il rischio di valuta comprende le seguenti fattispecie:

  • foreign exchange transaction risk, vale a dire il rischio che il valore di un'attività o di una passività finanziaria vari in seguito a variazioni dei tassi di cambio;

  • foreign exchange translation risk, vale a dire il rischio che la conversione nella valuta di presentazione del bilancio consolidato delle attività, delle passività, dei costi e dei ricavi relativi a società controllate che operano in contesti economici con moneta diversa da quella di presentazione del bilancio consolidato, determini una differenza positiva o negativa tra i saldi delle voci convertite.

Nel Gruppo Bialetti, il foreign exchange transaction risk deriva dal fatto che il Gruppo Bialetti opera su più mercati a livello mondiale ed è quindi naturalmente esposto a rischi di mercato connessi alle fluttuazioni dei tassi di cambio. L'esposizione ai rischi di cambio è collegata principalmente alla diversa distribuzione geografica delle sue attività produttive e commerciali, che lo porta ad avere flussi esportativi denominati in valute diverse da quelle dell'area di produzione. In particolare il Gruppo risulta essere principalmente esposto sia per le esportazioni che per le importazioni, con Dollaro USA e la Lira turca.

Il rischio cambi nasce nel momento in cui transazioni future o attività e passività già registrate nello stato patrimoniale sono denominate in una valuta diversa da quella funzionale della società che pone in essere l'operazione. Il rischio di cambio legato al dollaro USA, è mitigato dai flussi in entrata e in uscita in tale valuta, per la parte differenziale, se necessario, vengono in genere utilizzati strumenti di copertura atti a mitigare l'oscillazione del cambio.

Ancorché, al momento della stipula di contratti derivati su transazioni commerciali future, il fine ultimo del Gruppo è la copertura dei rischi cui lo stesso è sottoposto, contabilmente, tali contratti non sono qualificati come strumenti di copertura, secondo quanto previsto dallo Ias 39.

Il foreign exchange translation risk deriva dagli investimenti fatti dal Gruppo in Turchia, in India e in Romania. La strategia del Gruppo è volta a minimizzare l'impatto sul conto economico delle variazioni dei tassi di cambio, attraverso il perseguimento di una gestione bilanciata delle posizioni creditorie e debitorie in valuta diversa da quelle di bilancio delle singole società estere.

Nonostante le operazioni di copertura finanziaria, repentine fluttuazioni dei tassi di cambio potrebbero avere un impatto negativo sui risultati economici e finanziari del Gruppo.

(b) Rischio credito

Il Gruppo presenta diverse concentrazioni del rischio di credito in funzione della natura delle attività svolte, peraltro mitigata dal fatto che l'esposizione creditoria è suddivisa su un largo numero di controparti e clienti. E' inoltre attiva una polizza che assicura i crediti dei clienti esteri. Il valore dei crediti iscritti a bilancio risulta al netto della svalutazione calcolata sulla base del rischio di inadempienza della controparte, determinata considerando le informazioni disponibili sulla solvibilità del cliente.

(valori in migliaia di Euro) Totale Non Scaduti 0 - 30 gg 30 - 60 gg 60 gg e oltre
Crediti al 31/12/2015 60.401 40.909 2.304 632 16.555
Crediti al 31/12/2014 67.472 46.813 4.436 1.423 14.799

(c) Rischio liquidità

Il rischio di liquidità è tipicamente rappresentato dalla possibilità che un'entità abbia difficoltà a reperire fondi sufficienti ad adempiere alle obbligazioni assunte e include il rischio che le controparti che hanno concesso finanziamenti e/o linee di credito possano richiederne la restituzione. Questo rischio ha assunto una particolare rilevanza con la crisi finanziaria manifestatasi alla fine del 2008. Il Gruppo sta quindi ponendo la massima attenzione alla gestione del cash flow e dell'indebitamento, massimizzando i flussi positivi di cassa attesi della gestione operativa e, pur con le restrizioni nel mercato del credito sopra descritte, provvedendo ad una costante gestione con le banche creditrici al fine di mantenere idonee linee di credito. Le principali linee di affidamento sono concesse nella forma tecnica "salvo revoca" e pertanto ciò espone la Società, in un contesto di mercato poco favorevole, ad un rischio potenziale di contrazione delle linee di affidamento.

Infine, nonostante il Gruppo abbia continuato ad avere il sostegno delle controparti bancarie e dei mercati finanziari per il rifinanziamento del proprio debito, potrebbe trovarsi nella condizione di dover ricorrere a ulteriori finanziamenti in situazioni di mercato poco favorevoli, con limitata disponibilità di talune fonti e incremento degli oneri finanziari.

A fronte di tale rischio, Bialetti Industrie S.p.A., unitamente e Bialetti Store S.r.l. a s.u. ha perfezionato in data 29 dicembre 2014 un accordo di ristrutturazione finanziaria che prevede il mantenimento delle linee di credito esistenti sino al 31 dicembre 2017 fatto salvo l'obbligo di rispettare taluni covenants finanziari.

(d) Rischio tasso di interesse

Il rischio di tasso di interesse è sostanzialmente riconducibile al rischio di cash flow, vale a dire il rischio che i flussi finanziari futuri di un'attività o di una passività finanziaria a tasso variabile fluttuino in seguito a variazioni dei tassi di interesse di mercato.

Il rischio di cash flow deriva dall'accensione di finanziamenti bancari a medio-lungo termine. Tali debiti sono sia a tasso fisso che a tasso variabile.

I debiti a tasso fisso espongono il Gruppo a un rischio fair value. Relativamente al rischio originato da tali contratti il Gruppo non pone in essere particolari politiche di copertura, ritenendo che il rischio non sia significativo. I debiti a tasso variabile espongono il Gruppo a un rischio originato dalla volatilità dei tassi (rischio di "cash flow"). Relativamente a tale rischio, ai fini della relativa copertura, il Gruppo fa ricorso, per un importo pari a circa il 0,37% del proprio indebitamento netto, a contratti derivati del tipo Interest Rate Swap (IRS), che trasformano il tasso variabile in tasso fisso, permettendo di ridurre il rischio originato dalla volatilità dei tassi.

Tramite l'utilizzo dei contratti IRS, il Gruppo, in accordo con le parti, scambia a specifiche scadenze la differenza tra i tassi fissi contrattati e il tasso variabile calcolato con riferimento al valore nozionale del finanziamento. Ancorché, al momento della stipula di contratti derivati, il fine ultimo del Gruppo è la copertura dei rischi cui lo stesso è sottoposto, contabilmente, tali contratti non sono qualificati come strumenti di copertura secondo quanto previsto dallo IAS 39.

Si segnala inoltre che a seguito dell'accordo di ristrutturazione firmato il 29 dicembre 2014 le società Bialetti industrie S.p.A e Bialetti Store S.r.l. hanno fissato gli spread rispetto all'Euribor da applicare a tutte le linee di credito oggetto dell'accordo di Manovra Finanziaria sino alla data del 31 dicembre 2017, fatto salvo il rispetto

di taluni covenants finanziari. Per maggiori informazioni si rimanda a quanto indicato nella Relazione sulla Gestione.

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(e) Rischio prezzo

Il Gruppo è esposto al rischio prezzo per quanto concerne gli acquisti di talune materie prime, il cui costo d'acquisto è soggetto alla volatilità del mercato.

Per gestire il rischio prezzo derivante dalle transazioni commerciali future, in precedenti esercizi caratterizzati dal mercato dei metalli maggiormente favorevole, la società Capogruppo ha perfezionato strumenti derivati sui metalli, fissando il prezzo degli acquisiti futuri previsti. Ancorché, al momento della stipula di contratti derivati, il fine ultimo del Gruppo è la copertura dei rischi cui lo stesso è sottoposto, contabilmente, tali contratti non sono stati qualificati come strumenti di copertura.

Al 31 dicembre 2014 il Gruppo Bialetti non detiene strumenti finanziari derivati sui metalli.

4. Stime e assunzioni

La predisposizione dei bilanci richiede da parte degli amministratori l'applicazione di principi e metodologie contabili che, in talune circostanze, si poggiano su difficili e soggettive valutazioni e stime basate sull'esperienza storica e assunzioni che sono di volta in volta considerate ragionevoli e realistiche in funzione delle relative circostanze. L'applicazione di tali stime e assunzioni influenza gli importi riportati negli schemi di bilancio, quali lo stato patrimoniale, il conto economico, il conto economico complessivo, il prospetto delle variazioni di patrimonio netto e il rendiconto finanziario, nonché l'informativa fornita. I risultati finali delle poste di bilancio per le quali sono state utilizzate le suddette stime e assunzioni, possono differire da quelli riportati nei bilanci che rilevano gli effetti del manifestarsi dell'evento oggetto di stima, a causa dell'incertezza che caratterizza le assunzioni e le condizioni sulle quali si basano le stime.

Di seguito sono brevemente descritti i principi contabili che richiedono più di altri una maggiore soggettività da parte degli amministratori nell'elaborazione delle stime e per i quali un cambiamento nelle condizioni sottostanti le assunzioni utilizzate potrebbe avere un impatto significativo sui dati finanziari consolidati:

• Riduzione di valore delle attività

In accordo con i principi contabili applicati dal Gruppo, le attività materiali e immateriali con vita definita sono oggetto di verifica al fine di accertare se si sia verificata una riduzione di valore, che va rilevata tramite una svalutazione, quando sussistono indicatori che facciano prevedere difficoltà per il recupero del relativo valore netto contabile tramite l'uso. La verifica dell'esistenza dei suddetti indicatori richiede da parte degli amministratori l'esercizio di valutazioni soggettive basate sulle informazioni disponibili all'interno del Gruppo e dal mercato, nonché dall'esperienza storica. Inoltre, qualora venga determinato che possa essersi generata una potenziale riduzione di valore, il Gruppo procede alla determinazione della stessa utilizzando tecniche valutative ritenute idonee. La corretta identificazione degli elementi indicatori dell'esistenza di una potenziale riduzione di valore, nonché le stime per la determinazione delle stesse dipendono da fattori che possono variare nel tempo influenzando le valutazioni e stime effettuate dagli amministratori.

• Ammortamenti

L'ammortamento delle immobilizzazioni costituisce un costo rilevante per il Gruppo. Il costo delle immobilizzazioni materiali è ammortizzato a quote costanti lungo la vita utile stimata dei relativi cespiti. La vita utile economica delle immobilizzazioni del Gruppo è determinata dagli Amministratori nel momento in cui l'immobilizzazione è stata acquistata; essa è basata sull'esperienza storica per analoghe immobilizzazioni, condizioni di mercato e anticipazioni riguardanti eventi futuri che potrebbero avere impatto sulla vita utile, tra i quali variazioni nella tecnologia. Pertanto, l'effettiva vita economica può differire dalla vita utile stimata. Il Gruppo valuta periodicamente i cambiamenti tecnologici e di settore per aggiornare la residua vita utile.

Tale aggiornamento periodico potrebbe comportare una variazione nel periodo di ammortamento e quindi anche della quota di ammortamento degli esercizi futuri.

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• Avviamento

In accordo con i principi contabili adottati per la redazione del bilancio, il Gruppo Bialetti verifica annualmente l'avviamento al fine di accertare l'esistenza di eventuali perdite di valore da rilevare a conto economico. In particolare, la verifica in oggetto comporta la determinazione del valore recuperabile delle unità generatrici di flussi finanziari. Tale valore è stato determinato sulla base del loro valore in uso. L'allocazione dell'avviamento alle unità generatrici di flussi finanziari e la determinazione del loro valore comporta l'assunzione di stime che dipendono da fattori che possono cambiare nel tempo con conseguenti effetti anche significativi rispetto alle valutazioni effettuate dagli Amministratori.

• Fondo svalutazione crediti

Il fondo svalutazione crediti riflette la miglior stima del management circa le perdite relative al portafoglio crediti nei confronti della clientela finale. Tale stima si basa sulle perdite che il Gruppo prevede di subire, determinate in funzione dell'esperienza passata, degli scaduti correnti e storici, dell'attento monitoraggio della qualità del credito e delle proiezioni circa le condizioni economiche e di mercato.

• Fondo obsolescenza magazzino

Le rimanenze finali di prodotti ritenuti obsoleti o di lento rigiro vengono periodicamente sottoposte a specifici test di valutazione, tenuto conto dell'esperienza passata, dei risultati storici conseguiti e della probabilità di realizzo dei beni in normali condizioni di mercato. Qualora dalle analisi in oggetto emerga la necessità di apportare delle riduzioni di valore alle giacenze, il management procede alle opportune svalutazioni.

• Fondo garanzia prodotto

Al momento della vendita di un bene la società stima i costi relativi all'effettuazione di interventi in garanzia e procede ad accantonare un apposito fondo. Il Gruppo Bialetti costantemente opera per minimizzare gli oneri derivanti dagli interventi in garanzia e la qualità dei propri prodotti.

• Passività potenziali

Il Gruppo è soggetto a contenziosi di varia natura; stante le incertezze relative ai procedimenti in essere e la complessità degli stessi, il management si consulta con i propri consulenti legali e con esperti in materia legale e fiscale, accantonando appositi fondi quando ritiene probabile che possa verificarsi l'eventualità di un esborso finanziario e che tale esborso possa ragionevolmente essere stimato.

• Piani pensionistici

Il Gruppo partecipa a piani pensionistici i cui oneri vengono calcolati dal management, supportato da attuari consulenti della società, sulla base di assunzioni statistiche e fattori valutativi che riguardano in particolare il tasso di sconto da utilizzare, i tassi relativi alla mortalità ed al turnover.

• Imposte differite

La contabilizzazione delle imposte differite attive è effettuata sulla base delle aspettative di reddito attese negli esercizi futuri. La valutazione dei redditi attesi ai fini della contabilizzazione delle imposte differite

dipende da fattori che possono variare nel tempo e determinare effetti significativi sulla valutazione delle imposte differite attive.

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• Stime del fair value

Il fair value degli strumenti finanziari quotati in un mercato attivo è basato sul prezzo quotato alla data di bilancio. Il fair value degli strumenti finanziari non scambiati in un mercato attivo è determinato con tecniche valutative. Le tecniche utilizzate sono varie e le assunzioni utilizzate sono basate sulle condizioni di mercato alla data del bilancio. In particolare:

  • il fair value degli interest rate swaps è calcolato sulla base del valore attuale dei flussi di cassa futuri;
  • il fair value dei contratti di copertura a termine in valuta è determinato sulla base del valore attuale dei differenziali fra il cambio a termine contrattuale e il cambio a termine di mercato alla data di bilancio.

5. Attività destinate alla vendita

In tale voce sono iscritti al minore tra il valore netto contabile e il "fair value", al netto dei costi di vendita, il ramo d'azienda relativo alla controllata Triveni Bialetti Industries (India) composto come di seguito riportato.

Tali elementi patrimoniali sono stati classificati come "attività disponibili per la vendita" a seguito della decisione del Gruppo Bialetti di cedere tale ramo d'azienda e della sottoscrizione nel mese di maggio 2011 di un "Memorandum of understanding" con TTK Prestige Limited avente ad oggetto la cessione del medesimo ramo d'azienda.

Tale cessione, benché subordinata a talune condizioni sospensive previste dal suddetto memorandum, si ritiene si realizzerà con elevata probabilità entro il breve termine.

Le principali componenti del ramo d'azienda destinato alla vendita sono le seguenti:

(in migliaia di Euro) 31/12/2015
Immobilizzazioni materiali 2.838
Crediti ed altre attività non correnti 78
Rimanenze 204
Totale attività destinate alla vendita 3.120

I corrispondenti oneri e proventi associati alla suddetta attività destinata alla vendita sono composti come segue:

(in migliaia di Euro) 31/12/2015
Altri proventi 233
Cos( per materie prime, materiali di consumo e merci (2)
Costi per servizi (240)
Costi per il personale (69)
Altri costi operativi (35)
Oneri finanziari (250)
Perdite da attività destinate alla vendita (363)

I flussi di cassa correlati a tali attività corrispondono a quanto evidenziato negli oneri e proventi, come da tabella qui sopra esposta.

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6. Informativa di settore

I criteri applicati per identificare i settori d'attività attraverso i quali il Gruppo opera sono stati ispirati, tra l'altro, dalle modalità attraverso le quali il management gestisce il Gruppo e attribuisce le responsabilità gestionali. In particolare, l'attività del Gruppo è svolta attraverso due diversi settori "Mondo Casa" e "Mondo Caffè" che a partire dall'esercizio 2011 sono state opportunamente disaggregate e che hanno portato all'identificazione delle seguenti CGU. Tali CGU sono state confermate anche nel Piano Industriale "2013- 2017" approvato in data 28 maggio 2013 e successivamente aggiornato e riapprovato dal Consiglio di Amministrazione in data 25 marzo 2014 e 22 maggio 2014.

Mondo casa

Cookware: l'insieme di strumenti da cottura e degli accessori da cucina identificati dai marchi "Bialetti", "Rondine", "Aeternum" e "Cem" (marchio leader sul mercato turco);

Girmi: marchio storico che caratterizza tutti i piccoli elettrodomestici per cottura di alimenti ed altre funzionalità di uso domestico, per il quale è stato sottoscritto un accordo per la cessione del marchio.

Mondo Caffè Bialetti

L'inserimento del Gruppo Bialetti Industrie nel settore del mercato del caffè porzionato, nonché del caffè in polvere, ha modificato il significato attribuito all'intera gamma dei prodotti Bialetti correlati alla commercializzazione del "caffè": ogni prodotto è concepito in quanto strumentale alla vendita dello stesso, dalla tradizionale caffettiera alle macchine per il caffè espresso.

Moka e coffe maker: l'insieme dei prodotti tradizionali offerti correlati alla preparazione del caffè, ossia caffettiere gas, caffettiere elettriche e relativi accessori;

Espresso: macchine elettriche e capsule per il caffè espresso tramite caffè porzionato in capsule di plastica e caffè in polvere e macchine elettriche e capsule in alluminio per la preparazione del caffè espresso utilizzabili esclusivamente attraverso la capsula esclusiva.

Tutti i Prodotti legati a tale "mondo" sono identificati dal marchio "Bialetti".

La commercializzazione in Italia avviane sia attraverso il canale retail sia attraverso una rete di negozi di proprietà, mentre all'estero la rete commerciale è sviluppata principalmente tramite distributori.

La metodologia adottata per identificare le singole componenti di ricavo e di costo attribuibili a ciascun settore di attività si basa sull'individuazione di ciascuna componente di costo e ricavo direttamente attribuibile a ogni singolo settore e con particolare riferimento alle componenti di costo non direttamente attribuibili applicando specifici Key drivers che fanno riferimento agli assorbimenti di risorse (personale, spazi occupati, ecc.) in funzione delle caratteristiche del costo oggetto dell'allocazione.

I prezzi di trasferimento tra i settori sono definiti alle stesse condizioni applicate alle altre transazioni fra società del Gruppo e generalmente sono determinati applicando un mark-up ai costi di produzione.

Nella tabella che segue viene presentata l'informativa per settore di attività per i periodi chiuso al 31 dicembre 2015 e al 31 dicembre 2014:

Al 31 dicembre 2015
(in migliaia di Euro) Cookware Girmi PED Moka &
Coffeemakers
Espresso Elisioni Totale
Ricavi al lordo delle elisioni infragruppo 88.301 16.551 80.827 31.592 (44.917) 172.354
Ricavi 73.388 14.114 59.168 25.684 172.354
Costo del venduto (46.070) (9.348) (33.973) (15.051) (104.442)
Margine di contribuzione sui costi variabili 27.318 4.766 25.196 10.633 - 67.913
Costi fissi (20.409) (3.619) (13.752) (8.588) (46.368)
Ebitda 6.909 1.147 11.444 2.045 21.545
Ammortamenti e svalutazioni (2.518) (484) (2.030) (881) (5.915)
Ebit normalizzato 4.391 663 9.414 1.164 15.630
Costi straordinari (530) (97) (405) (175) (1.207)
Derivati - - - - -
Risultato operativo 3.861 566 9.009 989 14.424
Proventi/ Oneri finanziari (6.934)
Risultato prima delle imposte 7.490
Imposte (2.848)
Oneri da attivitità disponibili per la vendita (623)
Utile/(perdita) attribuibile a terzi 64
Utile (perdita) netto di gruppo 4.083
Al 31 dicembre 2014
(in migliaia di Euro) Cookware Girmi PED Moka &
Coffeemakers
Espresso Elisioni Totale
RESTATED RESTATED RESTATED** RESTATED**
Ricavi al lordo delle elisioni infragruppo 78.652 10.443 71.943 35.200 (34.995) 161.243
Ricavi 68.743 8.859 54.734 28.907 161.243
Costo del venduto (46.518) (5.838) (32.654) (16.705) (101.714)
Margine di contribuzione sui costi variabili 22.224 3.022 22.080 12.202 59.529
Costi fissi (16.915) (2.228) (12.135) (9.475) (40.753)
Ebitda 5.310 794 9.945 2.727 18.776
Ammortamenti e svalutazioni (2.512) (324) (2.000) (1.057) (5.893)
Ebit normalizzato 2.798 470 7.945 1.670 12.883
Costi straordinari (196) (25) (156) (82) (459)
Risultato operativo 2.603 445 7.789 1.587 12.422
Proventi/ Oneri finanziari (4.932)
Risultato prima delle imposte 7.490
Imposte (2.945)
Oneri da attivitità disponibili per la vendita (410)
Utile/(perdita) attribuibile a terzi (10)
Utile netto di gruppo 4.146

** I valori sono stati rideterminati per effetto della riclassifica della voce "Proventi e perdite su strumenti derivati" a riduzione della voce "Costi per materie prime, materiali di consumo e merci". Per maggiori informazioni si rimanda al paragrafo 2.9 Derivati delle Note esplicative.

Esercizio chiuso al 31 dicembre 2015
Moka &
(in migliaia di Euro) Cookware Girmi PED Coffeemakers Espresso Totale
Attività 72.404 13.925 58.375 25.340 170.043
Passività 66.798 12.847 53.855 23.378 156.878
Investimenti in Immobilizzazioni Materiali e Immateriali 3.860 742 3.112 1.351 9.065
Esercizio chiuso al 31 dicembre 2014
Cookware Girmi PeD Moka & Espresso Totale Totale
(in migliaia di Euro) Coffeemakers
Attività 72.613 9.358 57.816 30.535 170.322
Passività 70.159 9.042 55.862 29.503 164.566
Investimenti in Immobilizzazioni Materiali e Immateriali 2.996 386 2.386 1.260 7.028

7. Classificazione degli strumenti finanziari

Nelle seguenti tabelle vengono riportate le classi di strumenti finanziari presenti a bilancio, con l'indicazione dei criteri di valutazione applicati e, nel caso di strumenti finanziari valutati al fair value, dell'esposizione a conto economico o a conto economico complessivo. Nell'ultima colonna della tabella è riportato, ove applicabile, il fair value dello strumento finanziario.

Tipologia di strumenti finanziari value con variazione iscritta a Strumenti finanziari valutati al fair Strumenti
finanziari valutati
Partecipazioni e
titoli non quotati
Valore di Bilancio
al 31.12.2015
Fair Value al
31.12.2015
(in migliaia di Euro) Conto economico Conto Economico Complessivo al costo
ammortizzato
valutati al costo
ATTIVITA'
- Disponibilità liquide - - 8.620 - 8.620 8.620
- Crediti verso clienti, netti - - 60.401 - 60.401 60.401
- Contratti a termine in valuta - - - - - -
- Strumenti finanziari su tassi di cambio - - - - -
- Strumenti finanziari su tassi di interesse - - - - - -
- Strumenti finanziari su commodities - - - - - -
- Opzioni - - - - - -
- Attività finanziarie disponibili per la vendita - - - - - -
- Altre attività correnti - - 7.680 - 7.680 7.680
- Altre attività non correnti - - 3.754 - 3.754 3.754
PASSIVITA'
- Debiti verso banche e finanziamenti - - 91.301 - 91.301 91.301
- Debiti commerciali - - 40.127 - 40.127 40.127
- Strumenti finanziari su tassi di cambio - - - - -
- Strumenti finanziari su tassi di interesse - - - - -
- Strumenti finanziari su commodities - - - - - -
- Altre passività correnti - - 9.175 - 9.175 9.175
- Altre passività non correnti - - 7.596 - 7.596 7.596
Tipologia di strumenti finanziari value con variazione iscritta a Strumenti finanziari valutati al fair Strumenti
finanziari valutati
al costo
Partecipazioni e
titoli non quotati
valutati al costo
Valore di Bilancio
al 31.12.2014
Fair Value al
31.12.2014
(in migliaia di Euro) Conto economico Conto Economico Complessivo ammortizzato
ATTIVITA'
- Disponibilità liquide - - 9.613 - 9.613 9.613
- Crediti verso clienti, netti - - 67.472 - 67.472 67.472
- Contratti a termine in valuta - - - - - -
- Strumenti finanziari su tassi di cambio 1.461 - - - 1.461 1.461
- Strumenti finanziari su tassi di interesse - - - - - -
- Strumenti finanziari su commodities - - - - - -
- Opzioni - - - - - -
- Attività finanziarie disponibili per la vendita - - - - - -
- Altre attività correnti - - 8.052 - 8.052 8.052
- Altre attività non correnti - - 2.985 - 2.985 2.985
PASSIVITA'
- Debiti verso banche e finanziamenti - - 95.002 - 95.002 95.002
- Debiti commerciali - - 44.859 - 44.859 44.859
- Strumenti finanziari su tassi di cambio - - - -
- Strumenti finanziari su tassi di interesse - - -
- Strumenti finanziari su commodities - - - - - -
- Altre passività correnti - - 5.711 - 5.711 5.711
- Altre passività non correnti - - 263 - 263 263

NOTE ALLO STATO PATRIMONIALE

8. Immobilizzazioni materiali

La movimentazione della voce di bilancio "Immobilizzazioni materiali" nel esercizio 2015 e nell' esercizio 2014 è riportata nelle seguenti tabelle:

(migliaia di Euro) Al 31
Dicembre
Investimenti Cessioni Riclassifiche Differenze di
conversione
Al 31
dicembre
2014 2015
Costo storico 2.107 4 - 552 (110) 2.553
Fondo ammortamento (342) (95) - - 3 (434)
Terreni e fabbricati 1.765 (91) - 552 (107) 2.119
Costo storico 36.346 743 (1.808) 1.575 (596) 36.260
Svalutazioni (5.312) - - - - (5.312)
Fondo ammortamento (18.757) (1.528) 1.669 - 516 (18.100)
Impianti e macchinari 12.276 (784) (139) 1.575 (80) 12.848
Costo storico 25.267 867 (1.636) 83 (67) 24.514
Svalutazioni (122) - - - - (122)
Fondo ammortamento (22.714) (1.219) 1.515 - 85 (22.332)
Attrezzature industriali e
commerciali 2.432 (351) (121) 83 18 2.059
Costo storico 12.285 1.940 (535) 110 (5) 13.794
Svalutazioni (145) - (145)
Fondo ammortamento (8.001) (1.121) 530 - (3) (8.595)
Altri beni 4.139 818 (5) 110 (7) 5.054
Costo storico 1.114 1.322 (191) (2.337) (11) (103)
Fondo ammortamento - - - - - -
Immobilizzazioni in corso ed
acconti 1.114 1.322 (191) (2.337) (11) (103)
Costo storico 77.120 4.876 (4.170) (18) (789) 77.018
Svalutazioni (5.579) - - - - (5.579)
Fondo ammortamento (49.816) (3.963) 3.715 - 601 (49.463)
Totale Immobilizzazioni materiali 21.725 914 (455) (18) (188) 21.978
(migliaia di Euro) Al 31
Dicembre
2013
Investimenti Cessioni Riclassifiche Differenze di
conversione
Al 31
dicembre
2014
Costo storico 1.937 - - 320 (150) 2.107
Fondo ammortamento (262) (81) - - 1 (342)
Terreni e fabbricati 1.675 (81) - 320 (149) 1.765
Costo storico 34.857 738 (506) 1.097 160 36.346
Svalutazioni (5.312) - - - - (5.312)
Fondo ammortamento (17.500) (1.984) 360 - 367 (18.758)
Impianti e macchinari 12.045 (1.246) (146) 1.097 526 12.276
Costo storico 24.395 1.147 (423) 126 22 25.267
Svalutazioni (122) - - - - (122)
Fondo ammortamento (21.946) (1.165) 392 25 (20) (22.714)
Attrezzature industriali e
commerciali 2.327 (18) (31) 151 2 2.432
Costo storico 10.652 1.629 (108) 112 0 12.285
Svalutazioni (104) (41) (145)
Fondo ammortamento (6.899) (1.154) 79 (25) (1) (8.001)
Altri beni 3.648 434 (29) 87 (1) 4.139
Costo storico 908 1.816 (13) (1.606) 9 1.114
Fondo ammortamento - - - - -
Immobilizzazioni in corso ed
acconti 908 1.816 (13) (1.606) 9 1.114
Costo storico 72.748 5.330 (1.049) 49 42 77.120
Svalutazioni (5.538) (41) - - - (5.579)
Fondo ammortamento (46.608) (4.384) 831 - 346 (49.816)
Totale Immobilizzazioni materiali 20.602 905 (219) 49 388 21.725

Le immobilizzazioni materiali al 31 dicembre 2015 non includono beni dati a garanzia a fronte dei finanziamenti ricevuti dalla Società. Le immobilizzazioni materiali includono beni in leasing finanziario (nella categoria impianti e macchinari) per un valore netto pari a Euro 706 migliaia al 31 dicembre 2015. La data di scadenza dei contratti di leasing finanziario è fissata fra il 2015 e il 2021. Tali contratti includono opzioni di acquisto.

Terreni e Fabbricati

Non si rilevano incrementi significativi relativi alla voce Terreni e Fabbricati. L'importo residuo delle rate di leasing al 31 dicembre 2015 è di Euro 233 migliaia ed il contratto scadrà nel 2021.

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Impianti, macchinari e attrezzature, Immobilizzazioni materiali in corso

Gli incrementi della voce "Impianti "(Euro 743 migliaia) si riferiscono principalmente al potenziamento degli impianti di produzione. I maggiori investimenti legati sono legati alle società controllate con sede in Turchia (Euro 355 migliaia) e Romania (Euro 201 migliaia) oltre che a Bialetti Industrie (Euro 187 migliaia). In riferimento invece alle attrezzature l'investimento più significativo (Euro 635 migliaia) è riferito a Bialetti Industrie ed è relativo all'acquisto di nuovi stampi pressofusione per la produzione di caffettiere. La voce ha inoltre subito un decremento di Euro 3,9 milioni di cui 3,8 sono da ricondursi a Bialetti Industrie che ha alienato macchinari per l'assemblaggio e il confezionamento di caffettiere, forni, piastre e matrici.

Altri Beni

Gli incrementi si riferiscono principalmente alla società Bialetti Store (Euro 1,6 milioni), per l'ampliamento della rete dei negozi a marchio Bialetti che nel 2015 ha visto l'apertura di 42 nuovi punti vendita, situati nei centri commerciali. Outlet e centri città.

Immobilizzazioni in corso ed acconti

La voce si è incrementata di Euro 1,322 milioni, la società che ha fatto maggior investimento è BSS Romania (Euro 897) principalmente per lo sviluppo del nuovo gestionale SAP.

9. Immobilizzazioni immateriali

La movimentazione della voce di bilancio" Immobilizzazioni immateriali" nell'esercizio 2015 e nell'esercizio 2014 è riportata nella seguente tabella:

(migliaia di Euro) Al 31 dicembre 2014 Investimenti Ammortamenti Riclassifiche Variazioni e diff.
di conversione
Al 31 dicembre
2015
Sviluppo prodotti - 10 (0) - - -
Diritti di brevetto industriale e diritti di 421 26 (181) - - 266
utilizzazione delle opere dell'ingegno
Concessioni, licenze, marchi e diritti simili 1.433 470 (363) 47 0 1.586
Avviamento 9.576 - (8) (460) 9.108
Altre 1.070 3.342 (1.400) 228 237 3.477
Immobilizzazioni in corso ed acconti 1.912 370 - (285) - 1.997
Totale Immobilizzazioni immateriali 14.413 4.217 (1.952) (10) (223) 16.445
(migliaia di Euro) Al 31 Dicembre Variazioni e diff. Al 31 dicembre
2013 Investimenti Ammortamenti Riclassifiche di conversione 2014
Sviluppo prodotti 1 - (1) -
Diritti di brevetto industriale e diritti di
utilizzazione delle opere dell'ingegno 535 121 (270) 35 - 421
Concessioni, licenze, marchi e diritti simili 1.743 159 (612) 120 23 1.433
Avviamento 9.400 - (8) 184 9.576
Altre 762 559 (577) 329 (3) 1.070
Immobilizzazioni in corso ed acconti 1.587 769 - (443) (1) 1.912

La voce "Diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno" include i costi di software e della registrazione o estensione territoriale di brevetti aziendali; gli incrementi registrati nell'esercizio 2015 sono principalmente legati all'acquisto da parte di Bialetti Industrie S.p.A. di programmi per le aree controllo di gestione e tesoreria (Euro 26 migliaia).

La voce "Concessioni, licenze, marchi e diritti simili" si riferiscono prevalentemente a:

i) l'acquisizione del marchio Cem, avvenuta nel 2005 per Euro 1.399 migliaia (valore netto contabile al 31 dicembre 2015 pari a Euro 212 migliaia);

___________________________________________________________________________________________________________

  • ii) l'acquisizione del marchio Aeternum avvenuta nel 2006 per Euro 1.000 migliaia (valore netto contabile al 31 dicembre 2015 pari a Euro 0 migliaia);
  • iii) l'acquisizione del marchio Girmi che è stato valorizzato per Euro 3.881 migliaia (valore netto contabile al 31 dicembre 2015 pari a 0 migliaia).

La voce si è incrementata durante l'anno di Euro 470 migliaia di cui Euro 346 sono da ricondursi a Bialetti Store ed Euro 123 alla controllata turca.

La voce "Altre" include principalmente gli investimenti che il Gruppo ha sostenuto in relazione all'apertura di negozi specializzati monomarca (gestiti direttamente o in franchising), shop-in-shop e corner. Tali investimenti sono principalmente rappresentati dai Key money liquidati.

L'incremento della voce immobilizzazioni in corso si riferisce principalmente ai costi sostenuti per nuovi punti vendita che verranno aperti nel corso dell'esercizio 2016 (Euro 370 migliaia).

La tabella seguente dettaglia il valore iscritto a bilancio al 31 dicembre 2015 per la voce "Avviamento":

Cash Generating Unit al 31 dicembre 2015
al 31 dicembre 2014
Avviamento Aeternum Cookware 1.052 1.052
Avviamento Bialetti Cookware 919 919
Avviamento CEM Cookware 3.430 3.898
Totale Mondo Casa 5.401 5.869
Avviamento Bialetti Moka e Coffemaker 2.335 2.335
Avviamento Bialetti Espresso 1.372 1.372
Totale Mondo Caffè Bialetti 3.707 3.707
TOTALE COMPLESSIVO 9.108 9.576

Il valore residuo al 31 dicembre 2015 di ciascuno degli avviamenti è considerato recuperabile dal Gruppo Bialetti sulla base della determinazione dei corrispondenti valori in uso. L'avviamento Aeternum origina nel febbraio 2006, quando Bialetti Industrie S.p.A. acquista il ramo d'azienda produttivo di Aeternum S.p.A. relativo alla produzione di pentolame in acciaio. Il valore dell'avviamento venne determinato come differenza tra il fair value delle attività e passività acquisite ed il prezzo d'acquisto del ramo d'azienda produttivo.

Fino all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2009, il ramo d'azienda produttivo Aeternum è stato considerato parte integrante dell'attività di Bialetti Industrie S.p.A. e pertanto accomunato alla medesima cash generating unit dell'avviamento "Bialetti".

L'avviamento Bialetti ha origine nel 2002 a seguito del conferimento a Bialetti Industrie S.p.A. del ramo d'azienda relativo alla produzione e commercializzazione di strumenti da cottura e caffettiere.

Il valore dell'avviamento Bialetti corrisponde al relativo valore netto contabile al 1 gennaio 2004 (data di transizione agli IFRS da parte del Gruppo Bialetti) determinato in applicazione dei principi contabili applicati da Bialetti Industrie S.p.A. precedentemente alla transazione agli IFRS.

L'avviamento CEM si origina nel marzo 2005 a seguito dell'acquisto del ramo d'azienda CEM Mutfak Esyalari Sanayi ve Ticaret AS (Turchia) società di produzione e commercializzazione di strumenti da cottura in alluminio. Il valore dell'avviamento venne determinato come differenza tra il fair value delle attività e passività acquisite ed il prezzo d'acquisto del ramo d'azienda.

Lo Ias 36 prevede che il valore dell'avviamento, in quanto a vita utile indefinita, non sia ammortizzato, ma soggetto ad una verifica del valore da effettuarsi almeno annualmente. Poiché l'avviamento non genera flussi di cassa indipendenti né può essere ceduto autonomamente, lo Ias 36 prevede una verifica del suo valore recuperabile in via residuale, determinando i flussi di cassa generati da un insieme di attività che individuano il complesso aziendale in cui appartiene.

La metodologia seguita dal Gruppo Bialetti nell'impairment test degli avviamenti è basata sull'attualizzazione dei flussi di cassa prospettici (Discounted Cash Flow) attesi da ciascuna cash generating unit.

___________________________________________________________________________________________________________

Il Gruppo Bialetti, a partire dall'esercizio 2011, identifica le unità generatrici di cassa (cosiddette Cash Generating Unit), coerentemente con le modifiche organizzative e di reporting direzionale. Tali CGU sono state confermate anche nell'ultima versione del Piano Industriale 2013-2017 approvato in data 22 maggio 2014.

Mondo casa

  • Cookware: cui è allocato integralmente l'avviamento Aeternum per Euro 1.052 e l'Avviamento Bialetti per Euro 919 migliaia;
  • Girmi: marchio storico che caratterizza tutti i piccoli elettrodomestici per cottura di alimenti ed altre funzionalità di uso domestico, che come è già stato commentato in altra sezione, è oggetto di cessione da parte di Bialetti Industrie.

Mondo Caffè Bialetti

  • Moka e coffe maker: cui è allocato l'avviamento Bialetti per 2.335 Euro migliaia;
  • Espresso: cui è allocato il residuo avviamento Bialetti per Euro 1.372 migliaia.

L'arco temporale di riferimento sui flussi di cassa utilizzati nel test di impairment è il periodo 2016-2018, con un valore terminale basato sul 2018. I valori utilizzati sono quelli del Piano 2013-2017 e del Budget per l'anno 2016, rispettivamente approvati dal Consiglio di Amministrazione di Bialetti Industrie Spa in data 24 maggio 2014 e 24 marzo 2016. Mentre l'anno 2018 è stato considerato "inerziale" rispetto al 2017.

Nel modello di attualizzazione dei flussi di cassa futuri, alla fine del periodo di proiezione dei flussi di cassa è inserito un valore terminale per riflettere il valore residuo che ogni cash-generating unit dovrebbe generare. Il valore terminale rappresenta il valore attuale, all'ultimo anno della proiezione, di tutti i flussi di cassa successivi perpetuati. Il tasso di crescita del valore terminale è un parametro chiave nella determinazione del valore terminale stesso, perché rappresenta il tasso annuo di crescita di tutti i successivi flussi di cassa perpetuati. I tassi di attualizzazione, coerenti con i flussi, sono stati stimati mediante la determinazione del costo medio del capitale.

In particolare, i parametri utilizzati per la determinazione del valore recuperabile al 31 dicembre 2015 riferiti alle principali componenti di avviamento sono i seguenti:

tasso di crescita tasso di attualizzazione
Avviamento Cookware 1,6% 9,4%
Avviamento Moka e Coffee Maker 1,6% 9,1%
Avviamento Espresso 3,0% 9,1%
Avviamento Cem 4,8% 16,2%

___________________________________________________________________________________________________________

Mentre al 31 dicembre 2014 erano stati utilizzati i seguenti parametri:

tasso di crescita tasso di attualizzazione
Avviamento Cookware 0,0% 8,0%
Avviamento Moka e Coffee Maker
Avviamento Espresso
0,0%
3,0%
8,0%
8,0%
Avviamento Cem 3,5% 11.7%

Sulla base degli assunti sopra riportati, i test di impairment hanno evidenziato i seguenti valori recuperabili per ciascun avviamento:

(migliaia di Euro) Cookware Moka e Coffemaker Espresso Cem
Valore recuperabile* 6.100 48.900 1.800 15.927
Valore contabile al 31 dicembre 2015 1.970 2.336 1.372 3.439

* Valore pari alla differenza tra l'Equity Value (EV) e il Capitale Investito Netto (CIN).

Mentre, al 31 dicembre 2014, i valori recuperabili ammontavano a:

(migliaia di Euro) Cookware Moka e Coffemaker . Espresso Cem
Valore recuperabile* 36.888 34.597 8.948 12.019
Valore contabile al 31 dicembre 2014 1.970 2.336 1.372 3.898

* Valore pari alla differenza tra l'Equity Value (EV) e il Capitale Investito Netto (CIN).

L'analisi di sensitività sul valore recuperabile degli avviamenti condotta con riferimento ad un range di variazione +/- 0,5% dei tassi di crescita e +/- 0,5% dal WACC sopra riportati evidenzia i seguenti valori:

(migliaia di Euro) Cookware Moka e Coffemaker Espresso Cem
Valore Massimo 8.600 59.000 4.500 1.127
Valore Minimo 4.200 41.200 - -

10. Crediti per imposte differite attive e debiti per imposte differite passive

Crediti per imposte differite attive

Tali crediti si riferiscono ad imposte calcolate sulle differenze temporanee tra il valore contabile delle attività e passività ed il relativo valore fiscale. Di seguito è fornito il dettaglio e la movimentazione delle imposte differite attive per l'anno 2015 e 2014:

(in migliaia di Euro) Al 1 gennaio 2014 Rilevazione Utilizzi Differenze di
conversione
Al 31 dicembre
2014
Breve termine Lungo termine
Fondo svalutazione magazzino
Immobilizzazioni immateriali
Perdite fiscali pregresse
Fondo svalutazione crediti
Oneri Mobilità
Deducibilità interessi passivi
230
594
2.465
1.814
1
1.643
170
114
87
232
-
105
-
(28)
(2.351)
(1)
21 400
680
222
2.046
-
1.748
400
28
222
-
652
2.046
1.748
Altro 1.023 63 (44) 1.042 673 370
Imposte anticipate 7.770 771 (2.424) 21 6.138 1.323 4.816
Differenze di Al 31 dicembre
(in migliaia di Euro) Al 1 gennaio 2015 Rilevazione Utilizzi conversione 2015 Breve termine Lungo termine
Fondo svalutazione magazzino
Immobilizzazioni immateriali
Perdite fiscali pregresse
Fondo svalutazione crediti
Deducibilità interessi passivi
Altro
400
680
222
2.046
1.748
1.041
81
68
86
156
193
398
-
(142)
(58)
(31)
(226)
(97)
(26) 481
606
224
2.170
1.714
1.342
481
142
224
-
1.014
-
464
-
2.170
1.714
329
Imposte anticipate 6.139 982 (555) (26) 6.538 1.861 4.677

L'iscrizione a bilancio delle imposte anticipate è stata fatta in quanto vi è la ragionevole certezza dell'esistenza, negli esercizi in cui si riverseranno, di redditi imponibili non inferiori alle differenze che si andranno ad annullare.

Tra le società italiane del gruppo Bialetti (Bialetti Industrie S.p.A. e Bialetti Store S.r.l. a s.u.) e la controllante Bialetti Holding S.r.l. u.s. è in vigore un contratto di Consolidato fiscale per il triennio 2013- 2015.

L'art. 23, comma 9, del decreto legge 6 Luglio 2011, n° 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 Luglio 2011, n° 111 ha modificato la disciplina delle perdite di impresa, modificando i commi 1 e 2 dell'art.84 del TUIR. In breve con il suddetto provvedimento è stato eliminato il limite quinquennale di riporto in avanti delle perdite ed è stato stabilito che la perdita può essere computata in diminuzione del reddito imponibile di ciascun periodo successivo in misura non superiore all'80% dello stesso. Il nuovo regime si applica alle perdite realizzate a partire dal periodo d'imposta 2006.

L'iscrizione a bilancio delle imposte differite attive su perdite fiscali pregresse è basata sia sulle recenti modifiche normative sopra descritte, sia sull'aspettativa di adeguati redditi imponibili per le società del Gruppo Bialetti previsti nei prossimi esercizi.

Debiti per imposte differite passive

Tale voce si riferisce ad imposte passive calcolate sulle differenze temporanee tra il valore contabile delle attività e passività ed il relativo valore fiscale. Di seguito è fornito il dettaglio e la movimentazione delle imposte differite passive per l'anno 2015 e 2014:

(in migliaia di Euro) Al 1 gennaio 2015 Rilevazione Utilizzi Al 31 dicembre
2015
Breve termine Lungo termine
Impianti e macchinari- ias 17
Benefici a dipendenti
Altro
28
-
11
-
11
-
(7)
-
(3)
21
11
8
21
-
11
45
-
Imposte differite 39 11 (10) 39 32 45
(in migliaia di Euro) Al 1 gennaio 2014 Rilevazione Utilizzi Al 31 dicembre
2014
Breve termine Lungo termine
Impianti e macchinari- ias 17
Altro
106
7
18,5493
-
3
(78)
-12,153
28
11
28
11
-
Imposte differite 113 3 (78) 39 39 -

11. Crediti ed altre attività non correnti

La voce in oggetto risulta dettagliabile come segue:

Al 31 dicembre, Al 31 dicembre,
(in migliaia di Euro) 2015 2014
Partecipazioni in altre imprese 116 130
Depositi cauzionali 3.507 2.650
Crediti per consolidato fiscale - 51
Altre 131 154
Totale crediti ed altre attività non correnti 3.754 2.985

Nella voce "Depositi Cauzionali", in aumento rispetto all'esercizio precedente, sono inclusi, per Euro 3,3 milioni, i depositi relativi a punti vendita di Bialetti Store Srl. L'incremento è diretta conseguenza dell'apertura di 43 nuovi punti vendita avvenuta nel corso del 2015.

La voce "Altre" è sostanzialmente in linea con i valori dell'esercizio precedente.

12. Rimanenze

La voce in oggetto risulta dettagliabile come segue:

(in migliaia di Euro) Al 31 dicembre,
2015
Al 31 dicembre,
2014
Prodotti finiti 28.065 21.775
Materie prime 4.065 4.708
Prodotti in corso di lavorazione 7.210 8.226
Acconti a fornitori 1.426 969
(Fondo obsolescenza) (1.615) (1.340)
Totale Rimanenze 39.151 34.337

A fronte delle rimanenze obsolete o a lento rigiro, il Gruppo stanzia regolarmente un apposito fondo determinato sulla base della loro possibilità di realizzo o utilizzo futuro.

Il fondo obsolescenza magazzino ha avuto la seguente movimentazione:

(in migliaia di Euro) Fondo obsolescenza magazzino
2015 2014
Valore inizio esercizio (1.340) (851)
Accantonamenti
Utilizzi
(274) (541)
52
Valore fine esercizio (1.615) (1.340)

___________________________________________________________________________________________________________

13. Crediti verso clienti

La voce in oggetto risulta dettagliabile come segue:

(in migliaia di Euro) Al 31 dicembre,
Al 31 dicembre,
2015
2014
Valore lordo
(Fondo svalutazione crediti)
70.025
(9.624)
76.832
(9.360)
Totale 60.401 67.472

Il fondo svalutazione crediti ha avuto la seguente movimentazione:

(in migliaia di Euro)
Valore iniziale al 1 gennaio 2015 (9.360)
Accantonamenti
Differenze di conversione
Utilizzi
(701)
160
278
Valore finale Al 31 dicembre 2015 (9.624)

Il saldo dei crediti commerciali al lordo del fondo è diminuito di Euro 7 milioni circa. L'importo dei crediti esposto in bilancio non è stato oggetto di attualizzazione, in quanto tutti i crediti sono esigibili a breve termine.

L'accantonamento al fondo svalutazione crediti è stato di Euro 701 migliaia. Tale accantonamento è principalmente dovuto a clienti incorsi in procedure concorsuali a causa del contesto economico generale particolarmente difficile. Gli importi iscritti tra i crediti commerciali Italia non sono coperti da garanzie mentre è in essere una copertura assicurativa per i crediti commerciali estero.

___________________________________________________________________________________________________________

14 Attività finanziarie disponibili per la vendita

Non si rilevano attività finanziarie disponibili per la vendita nel 2015.

15. Crediti tributari

La voce in oggetto risulta dettagliabile come segue:

Al 31 dicembre, Al 31 dicembre,
(in migliaia di Euro) 2015 2014
Iva a credito 319 424
Irap 361 102
Altri 533 669
Totale Crediti tributari 1.214 1.195

La voce "Altri" si riferisce principalmente a crediti vantati da Bialetti Industrie S.p.A. (Euro 405 migliaia). In dettaglio si tratta principalmente di un credito imposte Ires per Euro 209 migliaia e ritenute di acconto estero per Euro 118 migliaia.

___________________________________________________________________________________________________________

16. Crediti ed altre attività correnti

La voce in oggetto risulta dettagliabile come segue:

Al 31 dicembre, Al 31 dicembre,
(in migliaia di Euro) 2015 2014
Ratei e risconti 912 991
Acconti a fornitori 5.802 5.458
Crediti finanziari per contratti derivati 1.291 1.461
Crediti verso altri 816 1.603
Totale Crediti ed altre attività correnti 8.821 9.513

La voce "Acconti a fornitori" che ha subito un aumento rispetto all'anno precedente di Euro 692 migliaia, raccoglie costi sospesi per pubblicità, fatturata nel 2015, ma che verrà svolta nel 2016.

L'altra voce "Crediti finanziari per contratti derivati" è relativa al risultato positivo dei contratti derivati chiusi in anticipo rispetto alla scadenza naturale; tale importo si trasformerà in liquidità al sopraggiungere della scadenza originale.

La voce crediti verso altri è composta, tra gli altri, da crediti verso enti previdenziali di Bialetti Industrie S.p.A. a seguito di anticipazione solidarietà a dipendenti per Euro 230 migliaia, crediti diversi per Euro 300 migliaia.

La tabella di seguito riporta un dettaglio delle attività e passività connesse agli strumenti derivati ancora in essere al 31 dicembre 2015:

(in migliaia di Euro) Al 31 dicembre 2015 Al 31 dicembre 2014
attivo passivo attivo passivo
Strumenti finanziari su tassi di interesse
Strumenti finanziari su tassi di cambio
-
151
-
-
-
1.461
-
-
Totale 151 - 1.461 -

Il fair value dei derivati è determinato con tecniche di valutazione basate su variabili osservabili su mercati attivi (livello 2).

___________________________________________________________________________________________________________

Il valore nozionale degli strumenti in essere al 31 dicembre 2015 e 2014 è riportato nella tabella seguente:

Strumento Al 31 dicembre
2015
Al 31 dicembre
2014
Future Acquisto USD 44.500.000 29.000.000
Operazioni di copertura tassi indicizzati in Euro 0 0

17. Disponibilità liquide

La voce in oggetto rappresenta la momentanea disponibilità di cassa impiegata a condizioni in linea con i tassi di mercato ed è composta come segue:

(in migliaia di Euro) Al 31 dicembre,
2015
Al 31 dicembre,
2014
Depositi bancari e postali 8.539 9.491
Assegni - 30
Denaro e valori 81 92
Totale Disponibilità liquide 8.620 9.613
di cui:
Disponibilità liquide non vincolate 7.637 8.893
Disponibilità liquide vincolate 983 720

Le disponibilità liquide vincolate si riferiscono a taluni contratti derivati sottoscritti dal Gruppo che comportano l'obbligo di vincolare parte delle proprie disponibilità.

18. Patrimonio netto

Le variazioni subite dal Patrimonio netto nel corso dell'esercizio 2015, oltre al risultato d'esercizio, sono da riferirsi soprattutto all'effetto dell'aumento di capitale sociale di Bialetti Industrie e delle differenze di conversione per le società del Gruppo che redigono il bilancio con una valuta funzionale differente dall'Euro e agli utili e perdite attuariali su benefici a dipendenti.

Al 31 dicembre, Al 31 dicembre,
(in migliaia di Euro) 2015 2014
Numero di azioni 107.898.543 74.835.441
Capitale sociale 7.940 5.453
Versamento soci in conto futuro aumento di capitale sociale 0 9.083
Riserve 8.635 (1.510)
Risultati portati a nuovo (3.366) (7.300)
Totale Patrimonio netto del gruppo 13.210 5.726
Patrimonio netto di terzi (44) 29
Totale Patrimonio netto 13.166 5.755

Le voci che assumono più rilievo sono l'aumento di capitale sociale e la conseguente riduzione dei versamenti soci in conto futuro aumento di capitale sociale da parte della controllante Bialetti Holding S.r.l. a s.u..

___________________________________________________________________________________________________________

Come già menzionato nel paragrafo relativo alla composizione dell'azionariato, durante il 2015 il capitale sociale di Bialetti è passato da Euro 5,5 milioni ad Euro 7,9 milioni.

Il numero di azioni in circolazione ad fine esercizio è pari a 107.898.543, incrementate rispetto al 31 dicembre 2014 per effetto dell'aumento del capitale sociale avvenuto durante l'esercizio.

Al 31 dicembre 2015 Bialetti Industrie S.p.A. detiene numero 164.559 azioni proprie. Nel corso dell'esercizio 2015, Bialetti Industrie S.p.A. non ha né acquistato ulteriori azioni proprie né eseguito alcuna vendita di quelle detenute ad inizio esercizio.

19. Debiti ed altre passività finanziarie

La voce in oggetto risulta dettagliabile come segue:

Al 31 dicembre 2015 Al 31 dicembre 2014
(in migliaia di Euro) Tasso fisso Tasso variabile Totale Tasso fisso Tasso variabile Totale
Finanziamenti da banche 9.902 72.639 82.541 12.009 77.705 89.713
Inferiore all'anno 9.902 60.782 70.684 12.009 62.604 74.612
1 - 2 anni - 4.832 4.832 - 3.244 3.244
2 - 3 anni - 2.226 2.226 - 4.834 4.834
3 - 4 anni - 3.512 3.512 - 4.453 4.453
4 - 5 anni - 1.286 1.286 - 2.570 2.570
Superiori a 5 anni - - - - - -
-
Finanziamenti da società di leasing 54 233 287 34 287 322
Inferiore all'anno - 37 37 - 35 35
1 - 2 anni 54 39 93 34 40 75
2 - 3 anni - 41 41 - 39 39
3 - 4 anni - 43 43 - 41 41
4 - 5 anni - 46 46 - 43 43
Superiori a 5 anni - 27 27 - 89 89
-
Finanziamenti da società di factoring 5.249 618 5.867 - 2.521 2.521
Inferiore all'anno 5.249 618 5.867 - 2.521 2.521
Altri debiti finanziari 2 2.603 2.605 - 2.444 -
2.444
Totale Debiti ed altre passività finanziarie
di cui:
15.208 76.093 91.301 12.043 82.957 95.000
non corrente 57 12.053 12.108 34 15.354 15.390
corrente 15.151 64.040 79.193 12.009 67.604 79.612

Come già ricordato, il 29 dicembre 2014 Bialetti Industrie S.p.A., unitamente alla propria controllata Bialetti Store S.r.l. a s.u., ha sottoscritto con le principali banche finanziatrici un accordo di risanamento del debito, accordo stipulato ai sensi dell'art. 67 della Legge Fallimentare, finalizzato a supportare il Gruppo Bialetti nell'attuazione del piano industriale, economico e finanziario 2013-2017.

L'Accordo attuativo della Manovra – che contemplava clausole usuali per contratti di questo tipo – prevede quali pattuizioni principali:

• il riscadenziamento dei mutui chirografari in essere, pari a circa Euro 11 milioni, mediante la rimodulazione del relativo piano di ammortamento con un preammortamento fino al 31 dicembre 2015, con regolare pagamento degli interessi sul capitale residuo. La scadenza dei nuovi piani di ammortamento e prevista per il 31 dicembre 2019;

• il riscadenziamento del debito di Euro 3,9 milioni, garantito da pegno di primo grado sui marchi "Girmi" ed "Aeternum" di proprietà di Bialetti Industrie, mediante la previsione di un piano di preammortamento dall'ultima rata corrisposta fino al 31 dicembre 2015. I pagamenti riprenderanno ad essere effettuati nel 2016 con l'estinzione integrale prevista nel 2016. ;

• l'impegno delle Banche Finanziatrici a confermare fino al 31 dicembre 2017 le linee a breve termine di natura autoliquidante nelle diverse forme tecniche, ossia, linea promiscua di Euro 73,4 milioni e fidi di cassa pari ad Euro 5,7 milioni, per un totale di Euro 79,1 milioni, con pagamento periodico degli interessi dovuti. Si ricorda che la linea promiscua prevede la possibilità di utilizzo, alternativamente, per l'anticipazione di effetti Sbf, fatture (Italia ed estero) o per il finanziamento all'importazione. Non è prevista invece la possibilità di utilizzo per cassa. Per quanto riguarda il finanziamento all'importazione, la linea promiscua prevede un sotto limite di utilizzo pari a massimo Euro 31 milioni;

___________________________________________________________________________________________________________

• il rispetto di determinati covenants finanziari, legati ai livelli di rapporto tra (i) la Posizione finanziaria netta e il Patrimonio netto (valori non superiori a 12,0 primo livello e 13,8 secondo livello) e (ii) la Posizione finanziaria netta e l'Ebitda (valori non superiori a 5,4 primo livello e 6,2 secondo livello), con riferimento ai dati risultanti dai bilanci consolidati annuali e semestrali del Gruppo Bialetti. In base alle risultanze al 31 dicembre 2015, tutti i covenants finanziari sono stati rispettati.

A seguito della firma dell'Accordo, la quota dei finanziamenti con scadenza non corrente ricompresa negli accordi di ristrutturazione è stata classificata nello stato patrimoniale al 31 dicembre 2015 tra i debiti finanziari non correnti.

Di seguito viene evidenziato lo schema della posizione finanziaria netta secondo quanto raccomandato da Consob (valori in migliaia di Euro).

___________________________________________________________________________________________________________

31 dicembre 2015 31 dicembre 2014
A Cassa 8.620 9.613
B Altre disponibilità liquide - -
C Titoli detenuti per la negoziazione - -
D=A+B+C Liquidità 8.620 9.613
E Crediti finanziari correnti 1.140 -
E bis Crediti finanziari lungo termine 0 -
F Debiti bancari correnti 67.439 74.612
G Parte corrente dell'indebitamento non corrente 3.244
H Altri debiti finanziari correnti 8.511 5.002
I Totale debiti finanziari correnti 79.194 79.614
J=I-E-D Indebitamento finanziario corrente netto 69.435 70.002
K Debiti bancari non correnti 11.857 15.101
L Obbligazioni emesse - -
M Altri debiti non correnti 250 287
N=K+L+M Indebitamento finanziario non corrente 12.107 15.388
O=J+N Indebitamento finanziario netto 81.541 85.389

20. Benefici ai dipendenti

La voce in oggetto risulta dettagliabile come segue:

(in migliaia di Euro) Al 31 dicembre,
2015
Al 31 dicembre,
2014
Trattamento di fine rapporto 3.132 2.877
Totale Benefici ai dipendenti 3.132 2877
Movimentazione Trattamento di fine rapporto
Valore finale 31 dicembre 2014 2.877
Costo per prestazioni di lavoro 587
(Utili)/perdite attuariali (55)
Liquidazioni/anticipazioni (275)
Valore finale 31 dicembre 2015 3.132
Valore finale 31 dicembre 2013 2.441
Costo per prestazioni di lavoro 423
(Utili)/perdite attuariali 200
Liquidazioni/anticipazioni (188)
Valore finale 31 dicembre 2014 2.877
Al 31 dicembre,
2015
2014
IPOTESI ECONOMICHE
Incremento del costo della vita: 1,50% per il 2016
1,8% per il 2017 0,6% per il 2015
1,7% per il 2018 1,2% per il 2016
1,6% dal 2019 1,5% per il 2017 e 2018
2,0% dal 2020 in poi 2% dal 2019 in poi
Tasso di attualizzazione: 2,30% 1,86%
Tasso annuo di incremento TFR: 2,625% per il 2016 1,950% per il 2015
2,85% per il 2017 2,4% per il 2016
2,775% per il 2018 2,625% per il 2017 e 2018
2,70% per il 2019 3% dal 2019 in poi
3% dal 2020 in poi
Incremento retributivo: 1% 1%
IPOTESI DEMOGRAFICHE
Probabilità di decesso : Sono
state
considerate
decesso
della
popolazione
dall'ISTAT nell'anno 2000 distinte per sesso.
le
probabilità
di
italiana
rilevate
Probabilità di invalidità : 1987 Sono state considerate le probabilità d'inabilità,
distinte per sesso, adottate nel modello INPS
per le proiezioni al 2010. Tali probabilità sono
state costruite partendo dalla distribuzione per
età e sesso delle pensioni vigenti al 1 gennaio
Probabilità di dimissioni : del 7,5% Sono state considerate delle frequenze annue
Probabilità di pensionamento: Si è supposto il raggiungimento del primo dei
requisiti pensionabili validi per l'Assicurazione
Generale Obbligatoria.
Probabilità di anticipazione: Si è supposto un valore anno per anno pari al
3%

21. Fondi rischi

La composizione della voce dei fondi nell'esercizio 2015 è riportato nella seguente tabella:

(in migliaia di Euro) Al 31 dicembre, Al 31 dicembre,
2015 2014
Fondo garanzia prodotto 349 349
Fondo quiescenza 372 382
Altri Fondi Rischi 585 380
Fondi rischi 1.307 1.109
(in migliaia di Euro) Al 31 dicembre
2014
Accantonamenti Utilizzi Al 31 dicembre
2015
Breve termine Lungo termine
Fondo quiescenza 382 64 (74) 372 186 186
Fondo garanzia prodotto 349 349 349 -
Fondo Rischi cause Personale
Fondo Rischi cause Legali
362 115
463
(362) 115
463
115
463
-
-
Fondo Rischi diversi 18 (11) 7 7 -
Fondi rischi 1.111 642 (447) 1.307 1.121 186
(in migliaia di Euro) Al 31 dicembre
2013
Accantonamenti Utilizzi Al 31 dicembre
2014
Breve termine Lungo termine
Fondo quiescenza 333 56 (7) 382 191 191
Fondo garanzia prodotto 330 19 349 349 -
Fondo Rischi cause Legali 362 362 362 -
Fondo Rischi diversi 50 (32) 18 18 -

___________________________________________________________________________________________________________

Il fondo quiescenza è stato costituito a fronte del rischio derivante dalla liquidazione di indennità in caso di cessazione del rapporto di agenzia. Tale fondo è stato calcolato sulla base delle norme di legge vigenti alla data di chiusura di bilancio e tiene conto delle aspettative di flussi finanziari futuri.

Fondi rischi 75 1.075 (39) 1.109 918 191

Il fondo garanzia prodotti è stanziato a fronte di costi da sostenere per la sostituzione di prodotti venduti.

L'accantonamento per rischi legali di Euro 463 migliaia è relativa al contenzioso con l'ex socio Cem Mutfak di cui si tratterà più diffusamente nel capitolo Potenziali Passività.

22. Altre passività non correnti

(in migliaia di Euro) Al 31 dicembre,
2015
Al 31 dicembre,
2014
RESTATED**
Debiti verso società collegate 2.299 8
Altre passività 255 255
Debiti tributari IVA 5.042 8.318
Altre passività non correnti 7.596 8.581

**I valori sono stati rideterminati a seguito della riclassifica dei debiti diversi da quelli relativi alle imposte sul reddito dalla voce "debiti tributari" alla voce "Altre passività".

I debiti verso società collegate si riferiscono a debiti verso la società Bialetti Holding s.r.l. u.s. con la quale è in essere un contratto di consolidato fiscale.

___________________________________________________________________________________________________________

Le altre passività per Euro 255 migliaia si riferiscono al debito per canoni di leasing pagati dalla società Eurobrillant precedentemente al subentro da parte di Bialetti Industrie nel contratto di leasing relativo al fabbricato industriale stipulato dalla società Eurobrillant il 18 aprile 2006 con contestuale lettera di cessione e impegno al subentro da parte di Bialetti Industrie nel caso di inadempimento da parte di Eurobrillant stessa.

I debiti tributari IVA si riferiscono al debito (parte non corrente) di Bialetti Industrie S.p.A. nei confronti dell'Erario per lo scaduto Iva 2011 e 2012. A tal proposito si segnala che:

  • in data 16 novembre 2012 è stato raggiunto tra Bialetti Industrie S.p.A. e l'Agenzia delle Entrate un accordo avente ad oggetto un importo pari a 7,94 milioni di euro, oltre a sanzioni ed interessi, relativo ad IVA scaduta nell'esercizio 2011 che, nell'ambito della vigente normativa applicabile, sarà versato in venti rate trimestrali la cui ultima rata scadrà nel mese di ottobre dell'anno 2017. Durante l'anno sono state versate cinque rate per un importo pari ad Euro 2,3 milioni circa. Il debito residuo alla data del 31 dicembre 2015 ammonta a euro 3,2 milioni (inclusivo di sanzioni ed interessi);
  • in data 19 dicembre 2013 è stato raggiunto tra Bialetti Industrie S.p.A. e l'Agenzia delle Entrate un accordo avente ad oggetto un importo pari ad Euro 6,6 milioni, oltre ad interessi e sanzioni, relativo ad IVA scaduta nell'esercizio 2012 che, nell'ambito delle vigente normativa, sarà versato, a decorrere dal 20 gennaio 2014, in venti rate trimestrali pari a euro 331 mila cadauna, oltre interessi e sanzioni. L'ultima rata scadrà il 31 ottobre 2018. Durante l'anno sono state pagate quattro rate ciascuna di 381 migliaia circa per un totale di Euro 1,52 milioni. Il debito complessivo al 31 dicembre 2015 è pari ad Euro 4,6 milioni (inclusivo di sanzioni ed interessi).

23. Debiti commerciali

La voce in oggetto risulta dettagliabile come segue:

(in migliaia di Euro) Al 31 dicembre,
2015
Al 31 dicembre,
2014
Debiti verso fornitori
Debiti verso agenti
38.939
1.188
43.257
1.602
Totale Debiti commerciali 40.127 44.859

La voce Debiti verso agenti rappresenta la passività per competenze maturate e non ancora liquidate alla data del presente bilancio a favore degli agenti, secondo quanto previsto dagli accordi contrattuali e dalla normativa vigente.

L'importo dei debiti commerciali esposto in bilancio non è stato oggetto di attualizzazione in quanto il valore iscritto in bilancio esprime una ragionevole rappresentazione del fair value in considerazione del fatto che non vi sono debiti con scadenza oltre il breve termine.

24. Debiti tributari correnti e non correnti

La voce non risulta movimentata perché i debiti diversi da quelli relativi alle imposte sul reddito sono stati riclassificati nella voce "altri debiti".

(in migliaia di Euro) Al 31 dicembre,
2015
Al 31 dicembre,
2014
**RESTATED
Irap-Ires - 90
Totale Debiti tributari 0 90
di cui correnti
di cui non correnti
- 90

25. Altre passività correnti

La voce in oggetto risulta dettagliabile come segue:

Al 31 dicembre, Al 31 dicembre,
(in migliaia di Euro) 2015 2014
RESTATED**
Debiti verso il personale 2.762 1.652
Debiti verso istituti previdenziali 950 1.795
Acconti 419 232
Ratei e risconti 1.478 2.539
Altre passività 3.692 887
Debiti tributari IVA 4.074 4.903
Totale Altre passività correnti 13.377 12.008

**I valori sono stati rideterminati a seguito della riclassifica dei debiti diversi da quelli relativi alle imposte sul reddito dalla voce "debiti tributari" alla voce "Altre passività".

___________________________________________________________________________________________________________

La voce "debiti verso il personale" è rappresentata dalle competenze maturate e non liquidate alla data del 31 dicembre 2015, principalmente per le società Bialetti Industrie e Bialetti Store.

La voce "Ratei e risconti" include il risconto passivo di Euro 1 milione circa calcolato sulla somma incassata in anticipo ("lump sum") ma di competenza degli esercizi 2015-2017 relativo ad un contratto di distribuzione e di utilizzo del marchio Bialetti nel Nord America.

I debiti tributari IVA si riferiscono al debito (parte corrente) di Bialetti Industrie S.p.A. nei confronti dell'Erario per lo scaduto Iva 2011 e 2012. A tal proposito si segnala che:

  • in data 16 novembre 2012 è stato raggiunto tra Bialetti Industrie S.p.A. e l'Agenzia delle Entrate un accordo avente ad oggetto un importo pari a 7,94 milioni di euro, oltre a sanzioni ed interessi, relativo ad IVA scaduta nell'esercizio 2011 che, nell'ambito della vigente normativa applicabile, sarà versato in venti rate trimestrali la cui ultima rata scadrà nel mese di ottobre dell'anno 2017. Durante l'anno sono state versate cinque rate per un importo pari ad Euro 2,3 milioni circa. Il debito residuo alla data del 31 dicembre 2015 ammonta a euro 3,2 milioni (inclusivo di sanzioni ed interessi);
  • in data 19 dicembre 2013 è stato raggiunto tra Bialetti Industrie S.p.A. e l'Agenzia delle Entrate un accordo avente ad oggetto un importo pari ad Euro 6,6 milioni, oltre ad interessi e sanzioni, relativo ad IVA scaduta nell'esercizio 2012 che, nell'ambito delle vigente normativa, sarà versato, a decorrere dal 20 gennaio 2014, in venti rate trimestrali pari a euro 331 mila cadauna, oltre interessi e sanzioni. L'ultima rata scadrà il 31 ottobre 2018. Durante l'anno sono state pagate quattro rate ciascuna di 381 migliaia circa per un totale di Euro 1,52 milioni. Il debito complessivo al 31 dicembre 2015 è pari ad Euro 4,6 milioni (inclusivo di sanzioni ed interessi).

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NOTE AL CONTO ECONOMICO

26. Ricavi

La voce in oggetto risulta dettagliabile come segue:

Esercizio chiuso al 31 dicembre Incremento Variazioni
(migliaia di euro) 2015 2014 (decremento) 2015-2014
Mondo casa 87.483 77.599 9.884 12,7%
Cookware 73.365 68.746 4.619 6,7%
Girmi PED 14.118 8.853 5.265 59,5%
Mondo caffè 84.870 83.645 1.225 1,5%
Moka & Coffemaker 59.186 54.860 4.326 7,9%
Espresso 25.684 28.785 (3.101) (10,8%)
Totale Ricavi 172.354 161.243 11.111 6,9%

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Il gruppo Bialetti chiude l'esercizio 2015 con Ricavi pari a 172,4 milioni di Euro in aumento del 6,9% rispetto all'esercizio 2014. Tale andamento è principalmente riconducibile ad una crescita del "mondo casa" (Cookware +6,7% e Ped +59,5%); per la linea "Espresso" il fatturato risulta essere di Euro 25,7 milioni contro Euro 28,8 milioni dell'esercizio 2014. Per il marketing della linea Caffè d'Italia si precisa che l'effetto positivo dell'incremento nella vendita di caffè è neutralizzato dalla contrazione nel fatturato relativo alle macchine a sistema chiuso, facendo registrare complessivamente una diminuzione del 10,8%.

Per gli ulteriori commenti rispetto all'andamento del business si rimanda a quanto esposto dagli Amministratori nella Relazione sulla Gestione.

27. Altri proventi

La voce in oggetto risulta dettagliabile come segue:

Al 31 dicembre, Incremento Variazioni
(in migliaia di Euro) 2015 2014 (decremento) 2015-2014
Recupero spese trasporto
Plusvalenze alienazione cespiti
Contributi ed incentivi
273
133
0
309
103
6
(36)
30
(6)
-11,7%
29,5%
-96,6%
Royalties 1.130 1.035 95 9,2%
Ricavi su vendite di Materie Prime e
componenti pentolame e caffettiere
30 121 (91) -75,5%
Altri 1.256 1.734 (478) -27,6%
Totale Altri proventi 2.823 3.307 (484) -14,6%

Le royalties sono principalmente correlate al corrispettivo dovuto da un cliente statunitense per l'utilizzo del marchio Bialetti sul mercato locale.

I ricavi su vendite di materie prime e componenti di pentolame e caffettiere, di importo non rilevante, si riferiscono principalmente a vendite di avanzi di produzione dell'alluminio utilizzato per la realizzazione (i) delle caffettiere dalla controllata Sc Bialetti Stainless Steel con sede in Romania e (ii) del pentolame da parte dalla controllata turca Cem Bialetti.

28. Costi per materie prime, materiali di consumo e merci

Al 31 dicembre, (Incremento ) Variazioni
(in migliaia di Euro) 2015 2014 decremento 2015-2014
RESTATED**
Costi per acquisto metalli (5.550) (7.174) 1.624 -22,6%
Componenti e semilavorati per strumenti da cottura (
21.417)
(27.002) 5.585 -20,7%
Componenti e semilavorati per caffettiere (12.085) (8.594) (3.491) 40,6%
Semilavorati per piccoli elettrodomestici (27.357) (17.984) (9.373) 52,1%
Vernici (2.824) (2.904) 80 -2,8%
Variazione rimanenze (4.226) (1.334) (2.892) 216,8%
Acquisto prodotti no core e materiali di consumo (76
3)
(1.458) 695 -47,7%
Acquisto caffè (257) (613) 356 -58,1%
(Oneri) - Proventi da derivati 3.791 2.704 1.087 40,2%
Totale Materie prime, materiali di consumo e merci (70.688) (64.360) (6.328) 9,8%

La voce in oggetto risulta dettagliabile come segue:

** I valori sono stati rideterminati per effetto della riclassifica della voce "Proventi e perdite su strumenti derivati" a riduzione della voce "Costi per materie prime, materiali di consumo e merci". Per maggiori informazioni si rimanda al paragrafo 2.9 Derivati delle Note esplicative.

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Il valore del costo del venduto, in termini assoluti, ha subito un incremento di 6,3 milioni di Euro rispetto allo scorso esercizio. L'incidenza percentuale del costo del prodotto sul fatturato è risultata pari al 42,6% nel 2015 rispetto a quella del 44,9% dello scorso anno.

Si ricorda che nella voce in analisi, è compreso il valore del fair value dei contratti derivati in essere al 31 dicembre.

Per un commento più approfondito si rimanda a quanto esposto dagli Amministratori nella relazione sulla gestione.

29. Costi per servizi

La voce in oggetto risulta dettagliabile come segue:

Al 31 dicembre, (Incremento ) Variazioni
(Euro migliaia) 2015 2014 decremento 2015-2014
Costi per trasporti e doganali su acquisti
Lavorazioni esterne per materie prime
(6.313)
(4.581)
(7.023)
(4.491)
710
(90)
-10,1%
2,0%
Servizi direttamente imputabili ai prodotti (10.894) (11.514) 620 -5,4%
Costi per trasporti e doganali su vendite (5.525) (5.833) 308 -5,3%
Provvigioni (2.007) (2.037) 30 -1,5%
Costi di pubblicità (1.579) (3.033) 1.454 -47,9%
Costi di promozione (1.444) (1.218) (226) 18,6%
Utenze (2.737) (2.232) (505) 22,6%
Contributi contratti di vendita (7.625) (5.534) (2.091) 37,8%
Lavoro temporaneo (455) (121) (334) 276,1%
Costi per consulenze (2.519) (2.340) (179) 7,6%
Manutenzioni e riparazioni (1.170) (1.112) (58) 5,2%
Assicurazioni (425) (420) (5) 1,2%
Costi per partecipazione a fiere ed eventi (289) (315) 26 -8,4%
Spese tutela brevetti (110) (69) (41) 59,6%
Spese bancarie e commisioni factoring (931) (875) (56) 6,4%
Biglietteria/note spese (1.091) (970) (121) 12,5%
Costi gestione outlet (2.669) (1.846) (823) 44,6%
Altri servizi (3.094) (3.549) 455 -12,8%
Servizi vari (33.668) (31.504) (2.164) 6,9%
Totale Costi per servizi (44.562) (43.018) (1.544) 3,6%

Complessivamente i costi per servizi sono sostanzialmente in linea con i costi sostenuti lo scorso esercizio.

Le variazioni più significative riguardano:

  • (i) una riduzione dei costi direttamente imputabili ai prodotti per Euro 0,62 milioni;
  • (ii) un aumento dei costi relativi ai contratti di vendite per Euro 2 milioni;
  • (iii) una diminuzione dei costi di pubblicità per Euro 1,5 milioni;
  • (iv) un aumento dei costi di gestione di Bialetti Store, dovuto all'aumento dei punti vendita per Euro 0,8 milioni.

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30. Costi per il personale

La voce in oggetto risulta dettagliabile come segue:

Al 31 dicembre, Variazioni
(in migliaia di Euro) 2015 2014 decremento 2015-2014
Salari e stipendi (19.985) (16.663) (3.322) 19,9%
Oneri sociali (4.965) (5.201) 236 -4,5%
Compensi amministratori (876) (895) 19 -2,2%
Oneri per programmi a benefici definiti TFR (2.374) (1.692) (682) 40,3%
Altri costi (441) (783) 342 -43,6%
Oneri mobilità (209) (209)
Totale Costi per il personale (28.849) (25.443) (3.406) 13,4%

L'aumento del costo del personale è dovuto all'aumento dell'organico di Gruppo, principalmente in Bialetti Store, dove l'apertura di nuovi punti vendita ha portato ad un incremento del personale addetto.

Il numero di risorse del gruppo al 31 dicembre 2015 è riportato nella tabella seguente:

Al 31 dicembre, Al 31 dicembre, Variazione Variazioni %
2015 2014 Assoluta 2015-2014
Dirigenti 14 13 1 7,7%
Quadri 47 32 15 46,9%
Impiegati 762 496 266 53,6%
Operai 567 496 71 14,3%
Stagisti 4 6 (2) (33,3%)
Numero puntuale di risorse 1.394 1.043 351 33,7%

31. Ammortamenti e svalutazioni

La voce in oggetto risulta dettagliabile come segue:

Al 31 dicembre, (Incremento ) Variazioni
(in migliaia di Euro) 2015 2014 decremento 2015-2014
Ammortamento delle immobilizzazioni immateriali
Ammortamento delle immobilizzazioni materiali
Svalutazioni
(1.
952)
(3.96
3)
-
(1.468)
(4.384)
(41)
(484)
421
41
33,0%
-9,6%
-100,0%
Totale (5.915) (5.893) (22) 0,4%

32. Altri costi operativi

La voce è composta come segue:

Al 31 dicembre, Variazioni
(in migliaia di Euro) 2015 2014 decremento 2015-2014
Svalutazione e perdite su crediti (752) (1.160) 408 -35,2%
Affitti (12.392) (9.924) (2.468) 24,9%
Royalties (482) (444) (38) 8,6%
Imposte e tasse (278) (361) 83 -22,9%
Cancelleria (120) (90) (30) 33,8%
Accantonamento fondi rischi vari (115) - (115) na
Oneri diversi di gestione (1.974) (1.556) (418) 26,9%
Totale Altri costi operativi (16.115) (13.535) (2.580) 19,1%

___________________________________________________________________________________________________________

Il maggior costo per affitti è dovuto all'apertura dei 43 negozi monomarca da parte di Bialetti Store.

33. Proventi ed oneri finanziari

La voce in oggetto risulta dettagliabile come segue:

(in migliaia di Euro) 2015 2014 decremento
Proventi finanziari
Altri proventi 93 101 (8)
Totale Proventi finanziari 93 101 (8)
Oneri finanziari
Interessi bancari su indebitamento corrente (2.913) (3.416) 503
Interessi su finanziamenti (277) (277) 0
Interessi su factoring (626) (303) (323)
Interessi passivi su leasing (58) (6) (52)
Interessi passivi diversi (1.603) (1.088) (515)
Totale Oneri finanziari (5.477) (5.090) (387)
Utili/(perdite su cambi) (1.548) 58 (1.606)
Totale Oneri/proventi finanziari (6.934) (4.931) (2.003)

La voce che evidenzia maggiore variazione rispetto all'esercizio precedente è "Utile/(perdita su cambi)" con un delta tra 2015 e 2014 di 1,6 milioni di incremento negativo.

Le voci relative agli interessi passivi hanno registrato in generale un aumento di circa 390 migliaia dovuto a interessi su ravvedimenti operosi e interessi calcolati sui rimborsi iva degli anni 2011 e 2012; gli interessi bancari hanno subito una contrazione di circa a 500 migliaia per effetto del minor utilizzo delle linee di credito e della riduzione dell'Euribor.

34. Imposte

La voce in oggetto risulta dettagliabile come segue:

Al 31 dicembre, Variazioni
(in migliaia di Euro) 2015 2014 (decremento) 2015-2014
Imposte correnti
Imposte differite
(3.208)
361
(1.351)
(1.594)
(1.857)
1.955
137,5%
-122,6%
Totale Imposte (2.848) (2.945) 97 -3,3%

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Le imposte sono determinate in relazione al reddito imponibile e in conformità alle disposizioni vigenti nei singoli Paesi. Le società italiane del Gruppo hanno aderito al Consolidato fiscale nazionale, previsto dagli articoli 117 eseguenti del TUIR - DPR 22 dicembre 1986 n. 917, in base all'offerta proposta dalla consolidante Bialetti Holding Srl che ha provveduto all'esercizio dell'opzione per tale regime. La durata dell'opzione è triennale, a partire dall'esercizio 2013, e costituisce un rinnovo della precedente opzione esercitata per il triennio d'imposta 2010-2012. I rapporti derivanti dalla partecipazione al Consolidato sono disciplinati da uno specifico Regolamento approvato e sottoscritto da tutte le società aderenti. Tale inclusione permette alle società di rilevare, per poi trasferire, le imposte correnti; in caso di imponibile fiscale positivo, le imposte correnti rilevano in contropartita un debito verso la controllante, in caso di imponibile negativo, viene effettuata un valutazione se cedere tali perdite fiscali alla consolidante. Il rapporto tra le parti, regolato da un contratto, prevede il riconoscimento totale dell'importo calcolato sulle perdite o sugli utili fiscali trasferiti ad aliquote IRES vigenti.

La tabella seguente mostra la riconciliazione tra imposta teorica ed imposta effettiva:

(in migliaia di Euro) Al 31 dicembre,
2015
Al 31 dicembre,
2014
Utile/(Perdita) prime delle imposte 7.490 7.490
Imposta teorica IRES 2.060 27,5% 2.060 27,5%
Differenze dovute a costi non deducibili ai fini IRES 875 11,7% 95 1,3%
Perdite fiscali per le quali sono state stanziate imposte differite - 0,0% - 0,0%
Perdite fiscali per le quali non sono state stanziate imposte differite - 0,0% - 0,0%
Perdite fiscali rettificate per adesione avviso di accertamento 2008 - 0,0% - 0,0%
Altro (521) (7,0%) (121) (1,6%)
Imposta effettiva IRES 2.414 32,2% 2.035 27,2%
Imposta teorica IRAP 292 3,9% 292 3,9%
Differenze dovute a costi non deducibili ai fini IRAP (costi per il
personale, oneri finanziari ed altre minori) 143 1,9% 618 8,3%
Imposta effettiva IRAP 434 5,8% 910 12,1%
Totale imposte 2.848 38,0% 2.945 39,3%

35. Utile/(perdite) netti per azione

Il risultato per azione è stata determinato rapportando il risultato netto d'esercizio al numero delle azioni della società Capogruppo, così come illustrato nella tabella che segue:

(Migliaia di Euro) Esercizio chiuso al 31 dicembre
2015
Variazione
Eur
Variazione
%
Utile/(Perdita) netto attribuibile al Gruppo
Numero di azioni (*)
Utile/(perdita) netto per azione - Base e diluito
33 4.083
88.151.266
0,046
2014
4.146
74.835.441
0,055
(63)
13.315.825
(0,009)
-1,5%
17,8%
-16,4%

(*) Numero medio di azioni in circolazione (al netto delle azioni proprie)

L'Utile/perdita base per azione è calcolato dividendo il risultato economico del Gruppo per la media ponderata delle azioni ordinarie in circolazione durante l'esercizio, escludendo le azioni proprie.

Non si rilevano differenze tra la perdita base e la perdita diluita in quanto non esistono categorie di azioni con effetto diluitivo.

36. Passività potenziali

Il Gruppo è soggetto a cause legali riguardanti diverse problematiche stante le incertezze inerenti tali problematiche, è difficile predire con certezza l'esborso che deriverà da tali controversie.

Nel normale corso del business, il management si consulta con i propri consulenti legali ed esperti. Il Gruppo accerta una passività a fronte di tali contenziosi quando ritiene probabile che si verificherà un esborso finanziario e quando l'ammontare delle perdite che ne deriveranno può essere ragionevolmente stimato. Nel caso in cui un esborso finanziario diventi possibile ma non ne sia determinabile l'ammontare, tale fatto è riportato nelle note di bilancio.

Sono pertanto in corso procedimenti legali e fiscali di varia natura che si sono originati nel tempo nel normale svolgimento dell'attività operativa del Gruppo. Il management della Società ritiene che nessuno di tali procedimenti possa dare origine a passività significative per le quali non esista già un accantonamento in bilancio.

Nel corso del 2011 l'Agenzia delle Entrate ha emanato un Avviso di Accertamento relativo al periodo d'imposta 2007, con il quale sono stati disconosciuti costi pari a Euro 10 milioni circa relativi a transazioni commerciali eseguite con società aventi sede in paesi esteri inseriti nella c.d. "black list". Avverso tale atto è stato proposto ricorso avanti la Commissione Tributaria Regionale di Milano. In data 22 maggio 2014, i legali della Società ed i funzionari delegati dell'Agenzia delle Entrate sono comparsi davanti alla Commissione Tributaria per chiedere un breve rinvio che consentisse alle parti di definire la conciliazione della controversia. La Commissione Tributaria, anziché concedere il rinvio richiesto, decideva la controversia con sentenza n. 5666/24/14 depositata il 13&6/2014, dichiarando cessata la materia del contendere per intervenuta conciliazione, incorrendo di fatto in un errore, non essendo intervenuta alcuna conciliazione. Avverso tale sentenza, l'Agenzia delle Entrate ha proposto appello. La commissione di secondo grado ha annullato la sentenza riconoscendo che nessuna conciliazione era intervenuta, e nel contempo annullando gli avvisi di accertamento impugnati "limitatamente alle contestazioni afferenti le operazioni poste in essere con le società BHP Billion Marketing Ag. E Eight s.r.l. in liquidazione", ciò nonostante i motivi di impugnazione siano pressoché identici anche per gli altri rilievi. Nei confronti della sentenza di secondo grado, che secondo i legali della società prevede diversi punti di illogicità e incoerenza, Bialetti Industrie sta predisponendo un ricorso avanti alla Corte di Cassazione.

All'esito del giudizio di secondo grado, l'Agenzia delle Entrate comunicava ad Equitalia Nord S.p.A. la revoca della sospensione della riscossione.

Conseguentemente sono state notificate nel mese di gennaio cartelle di pagamento immediatamente esecutive.

La società ha immediatamente chiesto all'Agenzia delle Entrate di concedere la sospensione della riscossione nelle more del ricorso in Corte di Cassazione.

In tale situazione, la Società, supportata dai propri consulenti, non è in grado al momento di prevedere l'esito del contenzioso e pertanto il bilancio al 31 dicembre 2015 non include alcun specifico accantonamento.

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In data 25 giugno 2015 è iniziata da parte della Guardia di Finanza, Nucleo di Polizia Tributaria di Brescia, una verifica ai fini delle Imposte Dirette e I.V.A. per gli anni fiscali 2010, 2011, 2014 e 2015 (fino al 25/06) relativamente alla controllante.

In data 25 settembre è stato notificato il Processo Verbale di Constatazione relativo all'anno 2010, con ripresa a tassazione di Euro 1.028.682 afferenti componenti negativi di reddito derivanti da operazioni intercorse con soggetti residenti in paesi a fiscalità privilegiata (ex art. 110 commi 10 e 11 del TUIR) a cui ha fatto seguito la notifica di avvisi di accertamento. A seguito della notifica degli avvisi di accertamento è stata presentata istanza di accertamento con adesione ai sensi dell'art. 6 D.lgs 218/1997 e in data 7 marzo 2016 si è svolto il primo contraddittorio con i Funzionari dell'Agenzia delle Entrate.

L'Ufficio si è reso disponibile a riesaminare i rilievi ed a valutare ulteriore documentazione integrativa. Allo stato di fatto non è possibile prevedere l'esito del contraddittorio e pertanto, sentiti anche i propri legali, non si è proceduto ad alcun stanziamento.

Si informa che nel mese di dicembre il Tribunale turco ha emesso una sentenza che condanna Cem Bialetti al pagamento di una somma pari a circa 2,7 milioni di lire turche comprensiva di interessi e spese legali (circa Euro 890 migliaia), per una causa intentata nell'anno 2007 dal vecchio socio della società CEM Mutfak che lamenta il mancato pagamento di alcune poste previste nell'atto di cessione del ramo di azienda al gruppo. Nel mese di marzo 2016 Cem Bialetti ha raggiunto un accordo con Cem Mutfak che prevede il pagamento complessivo di 1,750 milioni di lire turche pari a circa Euro 580 migliaia considerando che 554 migliaia di lire turche (circa Euro 183 migliaia) sono già iscritte come debito verso Cem Mutfak nel bilancio di Cem Bialetti, si è proceduto ad un accantonamento a fondo rischi per la somma di 1,196 milioni di lire turche (circa Euro 395 migliaia) oltre a spese legali e processuali per Euro 67 migliaia circa.

In data 17 dicembre 2015 è stato raggiunto un accordo con la società Dupont relativamente alla causa che condannava la controllata turca Cem Bialetti al pagamento di una somma pari a Lire turche 3,885 milioni. Tale accordo, a chiusura totale delle pendenze, ha previsto il pagamento di una somma una tantum di Dollari USA 500.000 ed un accordo commerciale avente per oggetto l'acquisto di prodotti venduti dalla società Dupont, per determinate quantità e prezzi, fino al termine dell'anno 2020.

37. Impegni

Al 31 dicembre 2015 risultano in essere lettere di patronage rilasciate da parte di Bialetti Industrie S.p.A. per un importo pari ad Euro 1,9 milioni a fronte di nuovi contratti di affitto stipulati da Bialetti Store S.r.l. a s.u. per gli immobili destinati ai nuovi punti vendita.

Al 31 dicembre 2015 non risultano impegni di rilievo non riflessi nel Bilancio Consolidato del Gruppo. Si segnala un pegno sugli impianti della controllata Triveni Bialetti a garanzia di un mutuo il cui saldo al 31 dicembre 2015 risultava pari ad Euro 2,6 milioni. Si segnalano inoltre pegni di primo grado su marchi Aeternum e Girmi per Euro 3,9 milioni.

38. Transazioni con le parti correlate

Il Gruppo è controllato direttamente da Bialetti Holding S.r.l. u.s. che detiene il 64,72% del capitale sociale di Bialetti Industrie S.p.A.. Bialetti Holding S.r.l. u.s. è a sua volta controllata da Francesco Ranzoni, Presidente del Consiglio di Amministrazione e Amministratore Delegato di Bialetti Industrie S.p.A..

Il Consiglio di Amministrazione di Bialetti Industrie S.p.A. del 30 novembre 2010 ha approvato la Procedura in materia di operazioni con parti correlate ai sensi di quanto disposto dal Regolamento Consob adottato con

Delibera n. 17221 del 12 marzo 2010 e successive modifiche ed integrazioni, previo parere favorevole di due amministratori indipendenti, investiti dal Consiglio di Amministrazione dei compiti di cui all'art. 4, comma 3, del citato Regolamento.

___________________________________________________________________________________________________________

Il documento è disponibile sul sito internet della Società all'indirizzo www.bialletiindustrie.it sezione "Investor Relations/Corporate Governance".

La Procedura stabilisce, in conformità ai principi dettati dal Regolamento Consob OPC, i procedimenti e le regole volti ad assicurare la trasparenza e la correttezza sostanziale e procedurale delle operazioni con parti correlate realizzate dalla Società direttamente o per il tramite di sue Società controllate italiane o estere.

Tra gli aspetti di maggior rilievo introdotti dalla procedura, si segnala:

  • la classificazione delle operazioni di maggiore rilevanza, di valore esiguo e di minore rilevanza;
  • le regole di trasparenza e comunicazione al mercato che diventano più stringenti in caso di operazioni di maggiore rilevanza;
  • le regole procedurali che prevedono il coinvolgimento del Comitato per le Operazioni con parti correlate nella procedura di approvazione delle operazioni.

Il Consiglio di Amministrazione di Bialetti Industrie S.p.A. del 28 giugno 2013 ha istituito il Comitato per le operazioni con parti correlate costituito da un presidente (Ciro Timpani) e da due consiglieri (Elena Crespi e Andrea Gentilini).

Per quanto concerne le operazioni effettuate con parti correlate, ivi comprese le operazioni infragruppo, si precisa che le stesse non sono qualificabili né come atipiche né come inusuali, rientrando nel normale corso di attività delle Società del Gruppo. Dette operazioni sono regolate a condizioni di mercato, tenuto conto delle caratteristiche dei beni e dei servizi prestati.

Di seguito sono forniti gli elenchi dei rapporti con le parti correlate per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2015 e 2014:

Al 31 dicembre 2015 Al 31 dicembre 2014
(in migliaia di Euro) Crediti ed altre Debiti commerciali Crediti ed altre Debiti commerciali
attività ed altre passività attività ed altre passività
Controllante - Bialetti Holding srl 80 4.971 51 4.569
Ranzoni Francesco e Ranzoni Roberto - 224 -
Totale 80 4.971 275 4.569
Al 31 dicembre 2015 Al 31 dicembre 2014
(in migliaia di Euro) Ricavi per beni e Costi per beni e Ricavi per beni e Costi per beni e
servizi servizi servizi servizi
Controllante - Bialetti Holding srl - 2.503 - 2.640
Ranzoni Francesco e Ranzoni Roberto - 376 - 751
Totale - 2.879 - 3.391

Rapporti con la controllante

I rapporti in essere con la controllante sono i seguenti:

Bialetti Industrie S.p.A. ha sottoscritto, in data 27 febbraio 2013, con Bialetti Holding S.r.l. un contratto di locazione ad uso commerciale di durata 6 anni (1 gennaio 2013 – 31 dicembre 2018) avente ad oggetto una porzione del fabbricato sito nel Comune di Coccaglio e il fabbricato sito nel Comune di Ornavasso. Tale contratto è stato sottoscritto in seguito alla scadenza dei precedenti contratti di locazione aventi scadenza 31 dicembre 2012.

Si segnala in merito che, in data 31 dicembre 2014, nell'ambito dell'Accordo sottoscritto con gli Istituti finanziatori, è divenuta efficace la rimodulazione dei pagamenti dei canoni di locazione. In particolare, il pagamento dei canoni relativi al periodo 2014-2017, oltre ai canoni 2013 scaduti per Euro 1.924 migliaia, sono previsti come segue:

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● maggior pagamento nel 2014 di canoni di locazione per Euro 750 migliaia, determinando pertanto nell'esercizio 2014 un flusso finanziario negativo per canoni di locazione di Euro 3.142 migliaia di cui Euro 2.392 migliaia di competenza 2014 e 750 migliaia relativi a canoni scaduti nel 2013);

● pagamento nell'esercizio 2015 di canoni di locazione per Euro 1.442 migliaia (a fronte di canoni maturati per Euro 2.392 migliaia);

● maggior pagamento nel 2016 di canoni di locazione per Euro 1.974 migliaia, che determineranno nell'esercizio 2016 un flusso finanziario negativo per canoni di locazione di Euro 4.366 migliaia (di cui Euro 2.392 migliaia di competenza dell'esercizio 2016 ed Euro 1.974 migliaia relativi a canoni maturati in esercizi precedenti);

● maggior pagamento nel 2017 di canoni di locazione per Euro 150 migliaia, che determineranno pertanto nell'esercizio 2017 un flusso finanziario negativo per canoni di locazione di Euro 2.542 migliaia (di cui Euro 2.392 di competenza 2017 ed Euro 150 migliaia relativi a canoni maturati in esercizi precedenti.)

Gli importi sopra menzionati sono riferiti al netto di IVA. L'Accordo prevede inoltre che sia espressamente esclusa la maturazione ed il riconoscimento di interessi corrispettivi e/o di mora sul debito scaduto.

Tra le Società italiane del Gruppo e Bialetti Holding S.r.l. è in essere l'opzione di Consolidato Fiscale per il triennio 2013-2015.

Rapporti con Ranzoni Francesco e Ranzoni Roberto

Con comunicazione del 14 maggio 2013, tenuto conto dei risultati ottenuti dal Gruppo Bialetti nel corso del 2012, il Presidente del Consiglio di Amministrazione e Amministratore Delegato, Francesco Ranzoni, e il consigliere Roberto Ranzoni, hanno comunicato alla società l'impegno a destinare, a decorrere dal gennaio 2014, rispettivamente le somme di euro 368.000,00 ed euro 7.500,00 a supporto del Piano di Risanamento.

Nel mese di dicembre 2013 il consigliere Roberto Ranzoni ha restituito l'importo sopra menzionato e la società ha pertanto estinto il credito contabilizzato nei confronti del predetto amministratore.

Il Consiglio di Amministrazione della società del 21 febbraio 2014 ha accolto la proposta formulata da Francesco Ranzoni di restituire il predetto ammontare in 30 rate mensili a decorrere dal gennaio 2014 e sino al giugno 2016 dell'ammontare di euro 12.000 relativamente alle prime 29 rate e di euro 20.000 relativamente alla ultima rata del giugno 2016.

Tali rate verranno rimborsate tramite decurtazione dal compenso mensile lordo liquidato dalla società a decorrere dal cedolino del mese di febbraio 2014 (relativamente alle prime due rate) e sino al cedolino relativo al mese di giugno 2016.

39. Piano di incentivazione e di stock option

Si rinvia alla Relazione sulla Remunerazione ex art. 123-ter TUF allegata al presente documento per le informazioni inerenti i piani di incentivazione.

Al 31 dicembre 2015 non sono in essere piani di incentivazione azionaria a favore di amministratori e dipendenti del Gruppo.

40. Informazioni ai sensi dell'art. 149-duodecies del Regolamento emittenti Consob

Il presente prospetto redatto ai sensi dell'art. 149-duodecies del Regolamento Emittenti Consob evidenzia i corrispettivi di competenza dell'esercizio 2015 per i servizi di revisione e per quelli diversi dalla revisione resi complessivamente da PricewaterhouseCoopers S.p.A. e da altre da società del network PricewaterhouseCoopers.

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(Euro migliaia)
Attività di revisione contabile PricewaterhouseCoopers S.p.A. 241.513
Altre prestazioni di servizi PricewaterhouseCoopers S.p.A. 35.000
Totale 276.513

41. Operazioni non ricorrenti atipiche e/o inusuali

Nel 2015 non sono avvenute operazioni di carattere non ricorrenti, atipiche e/o inusuali, fatto salvo quanto già rappresentato negli eventi significativi dell'esercizio in riferimento alla sottoscrizione da parte di Bialetti Industrie S.p.A. e Trevidea S.r.l. di un contratto preliminare di cessione del marchio Girmi.

42. Fatti di rilievo di rilievo avvenuti dopo la chiusura di esercizio ed evoluzione prevedibile della gestione

A far data dal 1 gennaio 2016, l'organizzazione della società è stata strutturata con un nuovo modello definito per Business Unit. Sono state infatti create le nuove b.u. Bialetti e b.u. Cookware. La prima è relativa alla divisione Bialetti mentre la seconda riguarda i prodotti Aeternum, Rondine e CEM.

La nuova struttura è stata organizzata al fine di massimizzare l'efficienza operativa e il sistema di controllo dei settori in cui opera l'azienda.

La nuova organizzazione prevede, oltre alle due business unit sopra descritte, una struttura corporate di cui fanno parte le aree Finance, Treasury e Human Resources.

Nel 2016 la Società ed il Gruppo Bialetti continueranno ad operare ed a mettere in campo azioni incisive sia commerciali sia sui costi per consentire il raggiungimento di risultati economici in miglioramento.

Il presente documento rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria, nonché il risultato economico del periodo e corrisponde alle risultanze delle scritture contabili.

___________________________________________________________________________________________________________

Coccaglio, 24 marzo 2016

Per il Consiglio di Amministrazione Il Presidente Francesco Ranzoni

ATTESTAZIONE AI SENSI DELL'ART. 81- TER DEL REGOLAMENTO CONSOB N. 11971 DEL MAGGIO 1999 E SUCCESSIVE MODIFICHE E INTEGRAZIONI

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  1. I sottoscritti Francesco Ranzoni in qualità di "Presidente ed Amministratore Delegato" e Maurizio Rossetti in qualità di "Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari" della Bialetti Industrie S.p.A. attestano, tenuto conto di quanto previsto dall'art.154-bis commi 3 e 4, del decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58:

a) l'adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell'impresa e

b) l'effettiva applicazione, delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio consolidato nel corso dell'esercizio 2015.

  1. Si attesta, inoltre che:

2.1 il bilancio consolidato al 31 dicembre 2015:

  • a. corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
  • b. è redatto in conformità ai principi internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità Europea ai sensi del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002;
  • c. a quanto consta, è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'emittente e dell'insieme delle imprese incluse nel consolidamento.
  • 2.2 la relazione sulla gestione comprende un'analisi attendibile dell'andamento e del risultato della gestione, nonché della situazione dell'emittente e dell'insieme delle imprese incluse nel consolidamento, unitamente alla descrizione dei principali rischi e incertezze cui sono esposti (1) .

Coccaglio, 24 marzo 2016

Il Presidente ed Amministratore Delegato Il Dirigente Preposto alla redazione

dei documenti contabili societari

Francesco Ranzoni Maurizio Rossetti

(1) Ai sensi dell'art. 154-bis comma 5 lettera e) del D. Lgs. 58/1998 (TUF)

BIALETTI INDUSTRIE S.P.A.

PROGETTO DI BILANCIO AL 31 DICEMBRE 2015

STATO PATRIMONIALE

Al 31 dicembre, Al 31 dicembre,
(in Euro) Note 2015 2014
RESTATED**
ATTIVITÀ
Attivo non corrente
Immobilizzazioni materiali 7 6.542.777 8.029.075
Immobilizzazioni immateriali 8 7.491.666 7.822.451
Partecipazioni in società controllate 9 24.058.005 23.908.005
Crediti per imposte differite attive 10 5.453.135 5.250.718
Crediti ed altre attività non correnti 11 588.873 768.899
Totale attivo non corrente 44.134.456 45.779.148
Attivo corrente
Rimanenze
12 22.159.753 19.927.468
Crediti verso clienti 13 47.470.178 55.810.319
Crediti tributari 15 719.443 561.407
Crediti ed altre attività correnti 16 5.644.560 7.634.503
Crediti Finanziari correnti 17 22.663.338 19.757.715
Disponibilità liquide 18 2.871.842 3.068.812
Totale attivo corrente 101.529.113 106.760.225
TOTALE ATTIVITÀ 145.663.569 152.539.373
PATRIMONIO NETTO E PASSIVITÀ
Patrimonio netto 19
Capitale sociale 7.899.502 5.452.832
Versamento soci in c/futuro aumento di capitale sociale - 9.083.000
Riserve 10.854.231 (198.414)
Risultati portati a nuovo 7.859.120 5.104.405
Totale patrimonio netto 26.612.853 19.441.823
Passivo non corrente
Debiti ed altre passività finanziarie 20 12.052.700 15.353.642
Benefici a dipendenti 21 1.332.658 1.438.827
Fondi rischi 22 185.918 191.365
Debiti per imposte differite passive 10 32.441 28.642
Altre passività 23 7.083.755 8.573.749
Totale passivo non corrente 20.687.472 25.586.225
Passivo corrente
Debiti ed altre passività finanziarie 20 62.336.979 62.853.094
Debiti commerciali 24 25.881.726 33.991.527
Fondi rischi 22 1.826.737 2.079.181
Altre passività 26 8.317.802 8.587.523
Totale passivo corrente 98.363.244 107.511.325
TOTALE PATRIMONIO NETTO E PASSIVITÀ 145.663.569 152.539.373

**I valori sono stati rideterminati a seguito della riclassifica dei debiti diversi da quelli relativi alle imposte sul reddito dalla voce "debiti tributari" alla voce "Altre passività".

CONTO ECONOMICO

Esercizi chiusi al 31 dicembre
(in Euro) Note 2015 2014
RESTATED**
Ricavi 27 120.062.152 118.948.744
Altri proventi 28 2.498.941 2.943.039
Variazione delle rimanenze di prodotti in lavorazione,
semilavorati e finiti 1.942.426 (2.003.241)
Costi per materie prime, materiali di consumo e merci 29 (63.441.350) (56.946.755)
Costi per servizi 30 (32.672.668) (32.894.085)
Costi per il personale 31 (10.635.225) (11.273.327)
Ammortamenti 32 (2.531.508) (3.141.021)
Altri costi operativi 33 (6.714.400) (6.500.936)
Risultato operativo 8.508.368 9.132.417
Proventi finanziari 36 57.409 84.094
Oneri finanziari 36 (3.634.372) (4.048.780)
Utile/(Perdita) netto prima delle imposte 4.931.405 5.167.731
Imposte 37 (2.025.896) (2.151.958)
Utile/(Perdita) netto 2.905.509 3.015.773

___________________________________________________________________________________________________________

** I valori sono stati rideterminati per effetto della riclassifica della voce "Proventi e perdite su strumenti derivati" a riduzione della voce "Costi per materie prime, materiali di consumo e merci". Per maggiori informazioni si rimanda al paragrafo 2.9 Derivati delle Note esplicative.

___________________________________________________________________________________________________________

CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO

Esercizi chiusi al 31 dicembre
(in Euro) 2015 2014
Utile/(Perdita) netto 2.905.509 3.015.773
Altri utili/(perdite) complessivi che non saranno
successivamente riclassificati a Conto Economico
Effetto IAS 19 18.206 (69.708)
Totale utile (perdita) complessivo 2.923.715 2.946.065

RENDICONTO FINANZIARIO

Esercizi chiusi al
(in Euro) 31 dicembre 2015 31 dicembre 2014
Risultato netto prima delle imposte 4.931.405 5.167.731
Ammortamenti e svalutazioni
Accantonamento a fondo svalutazione crediti
2.531.508
1.244.844
3.141.021
1.244.844
Accantonamento fondi per rischi 178.250 75.678
(Plusvalenze)/minusvalenze su cessioni di immobilizzazioni materiali 657 (12.024)
Accantonamento a fondo svalutazione magazzino 259.298 541.892
(Proventi)/Oneri su strumenti derivati non realizzati 0 (339.496)
Oneri finanziari netti 3.634.372 4.048.780
Accantonamento TFR e benefici a dipendenti 22.338 45.626
Variazione delle rimanenze (2.491.583) 2.647.593
Variazione dei crediti verso clienti 7.095.298 (5.560.094)
Variazione dei crediti finanziari e delle altre attività correnti e non correnti (2.196.288) (6.034.356)
Variazione delle altre attività ed attività per imposte (360.452) 1.246.779
Variazione dei debiti commerciali (8.109.802) 7.255.618
Variazione dei debiti per imposte differite e per debiti tributari (15.493.686) (5.811.567)
Variazione delle altre passività 16.964.002 3.912.924
Variazione delle disponibilità liquide vincolate (263.306) (301.293)
Interessi pagati (3.650.724) (3.973.400)
Liquidazioni/anticipazioni ed altri movimenti del fondo TFR (63.251) (97.679)
Variazione per pagamenti dei fondi per rischi (436.140) (689.689)
Flusso di cassa netto generato / (assorbito) dall'attività di esercizio 3.796.740 6.508.888
Investimenti in immobilizzazioni materiali (847.369) (1.925.868)
Dismissioni di immobilizzazioni materiali 157.447 261.798
Investimenti in controllate (150.000) (1.078.563)
Investimenti in immobilizzazioni immateriali (275.160) (404.711)
Dismissioni di immobilizzazioni immateriali 250.000 0
(Oneri)/Proventi su strumenti derivati realizzati (3.791.496) (2.364.225)
Flusso di cassa netto generato / (assorbito) da attività di investimento (4.656.577) (5.511.569)
Accensione di nuovi finanziamenti 74.340.774 62.818.133
Rimborsi di finanziamenti (78.206.735) (62.158.406)
Aumento di capitale sociale 4.247.310 0
Riserve utili/perdite attuariali 18.211 (69.709)
Flusso di cassa netto generato / (assorbito) dalla attività finanziaria 399.560 590.018
Flusso di cassa complessivo generato/(assorbito) nel periodo -
460.276
1.587.337
Disponibilità liquide non vincolate a inizio periodo 2.348.968 761.635
Disponibilità liquide non vincolate a fine periodo 1.888.692 2.348.968

___________________________________________________________________________________________________________

**I valori sono stati rideterminati a seguito della riclassifica dei debiti non di natura tributaria dalla voce "debiti tributari" alla voce "Altre passività".

PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO

(in Euro) Capitale sociale Versamento soci in
c/futuro aumento di
capitale sociale
Riserve Risultati portati
a nuovo
Totale
Valore finale al 31 dicembre 2014 5.452.832 9.083.000 (198.414) 5.104.404 19.441.823
Destinazione risultato 2014 150.794 (150.794) -
Aumento capitale sociale 2.446.669 (9.083.000) 6.636.331 -
Totale Utile/perdite complessivi - 4.265.520 2.905.509 7.171.029
Valore finale al 31 dicembre 2015 7.899.501 0 10.854.231 7.859.120 26.612.853

___________________________________________________________________________________________________________

(in Euro) Capitale sociale Versamento soci in
c/futuro aumento di
capitale sociale
Riserve Risultati portati
a nuovo
Totale
Valore finale al 31 dicembre 2013 5.452.832 9.083.000 (175.701) 2.135.625 16.495.757
Destinazione risultato 2013
Totale Utile/perdite complessivi
46.996
(69.709)
(46.996)
3.015.773
-
2.946.064
Valore finale al 31 dicembre 2014 5.452.832 9.083.000 (198.414) 5.104.404 19.441.823

STATO PATRIMONIALE AI SENSI DELLA DELIBERA CONSOB N. 15519 DEL 27 LUGLIO 2006

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Al 31 dicembre, di cui parti di cui parti Al 31 dicembre, di cui parti di cui parti
(in migliaia di Euro) 2015 correlate controllate 2014 correlate controllate
ATTIVITÀ RESTATED**
Attivo non corrente
Immobilizzazioni materiali 6.543 8.029
Immobilizzazioni immateriali 7.492 7.822
Partecipazioni in società controllate 24.058 23.908
Crediti per imposte differite attive 5.453 5.251
Crediti ed altre attività non correnti 589 374 769 131 374
Totale attivo non corrente 44.134 45.779
Attivo corrente
Rimanenze 22.160 19.927
Crediti verso clienti 47.470 4.389 55.810 7.046
Crediti tributari 719 561
Crediti ed altre attività correnti 5.646 80 7.635 144
Crediti Finanziari correnti 22.663 21.523 19.759 19.759
Disponibilità liquide 2.872 3.069
Totale attivo corrente 101.529 106.760
Attività disponibili per la vendita - -
TOTALE ATTIVITÀ 145.663 152.540
PATRIMONIO NETTO E PASSIVITÀ
Patrimonio netto
Capitale sociale 7.900 5.453
Versamento soci in c/futuro aumento di capitale - 9.083
sociale
Riserve
10.854 (198)
Risultati portati a nuovo 7.859 5.103
Totale patrimonio netto 26.613 19.442
Passivo non corrente
Debiti ed altre passività finanziarie 12.053 15.354
Benefici a dipendenti 1.333 1.439
Fondi rischi
Debiti per imposte differite passive
186
32
191
29
Debiti tributari (1) 8.318
Altre passività 7.084 255
Totale passivo non corrente 20.688 25.587 - -
Passivo corrente
Debiti ed altre passività finanziarie
62.337 900 62.853 499
Debiti commerciali 25.882 2.671 1.851 33.992 4.561 2.173
Debiti tributari - 5.153
Fondi rischi 1.826 2.079
Altre passività 8.318 3.434
Totale passivo corrente 98.363 107.512
TOTALE PATRIMONIO NETTO E PASSIVITÀ 145.663 152.540

**I valori sono stati rideterminati a seguito della riclassifica dei debiti non di natura tributaria dalla voce "debiti tributari" alla voce "Altre passività".

CONTO ECONOMICO AI SENSI DELLA DELIBERA CONSOB N. 15519 DEL 27 LUGLIO 2006

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Al 31 dicembre, di cui parti Al 31 dicembre, di cui parti
(in migliaia di Euro) 2015 correlate controllate 2014 correlate controllate
**RESTATED
Ricavi 120.062 28.947 118.949 20.633
Altri proventi 2.499 97 2.943
Variazione delle rimanenze di prodotti in
lavorazione, semilavorati e finiti 1.942 (2.003 )
Costi per materie prime, materiali di
consumo e merci (63.441 ) (15.448) (56.947 ) (12.587 )
Costi per servizi (32.673 ) (175 ) (32.894 ) (80 )
Costi per il personale (10.635 ) (376 ) (11.273 ) (751 )
Ammortamenti (2.532 ) (3.141 )
Altri costi operativi (6.714 ) (2.503 ) (1.285) (6.501 ) (2.640 ) (643 )
Risultato operativo 8.508 9.133
Proventi finanziari 57 84 65
Oneri finanziari (3.634 ) (2 ) (4.049 ) (1 )
Utile/(Perdita) netto prima delle imposte 4.931 5.168
Imposte (2.026 ) (2.152 )
Utile/(Perdita) netto 2.906 3.016

** I valori sono stati rideterminati per effetto della riclassifica della voce "Proventi e perdite su strumenti derivati" a riduzione della voce "Costi per materie prime, materiali di consumo e merci". Per maggiori informazioni si rimanda al paragrafo 2.9 Derivati delle Note esplicative.

RENDICONTO FINANZIARIO AI SENSI DELLA DELIBERA CONSOB N. 15519 DEL 27 LUGLIO 2006

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Esercizio chiuso al
31 dicembre
Esercizio chiuso al 31
dicembre
(in migliaia di Euro) 2015 di cui parti
correlate
di cui parti
controllate
2014 di cui parti
correlate
di cui parti
controllate
RESTATED**
Risultato netto prima delle imposte 4.931 5.168
Ammortamenti e svalutazioni 2.532 3.141
Accantonamento a fondo svalutazione crediti 1.245 1.245
Accantonamento fondi per rischi 178 76
(Plusvalenze)/minusvalenze su cessioni di immobilizzazioni materiali 1 (12)
Accantonamento a fondo svalutazione magazzino 259 542
(Proventi)/Oneri su strumenti derivati non realizzati 0 (339)
Oneri finanziari netti 3.634 4.049
Accantonamento TFR e benefici a dipendenti 22 46
Variazione delle rimanenze (2.492) 2.648
Variazione dei crediti verso clienti 7.095 2.657 (5.560) (1.671)
Variazione dei crediti finanziari e delle altre attività correnti e non correnti (2.196) 195 (1.363) (6.034) 313 (2.699)
Variazione delle altre attività ed attività per imposte (360) 1.247
Variazione dei debiti commerciali (8.110) (1.890) (2.173) 7.256 826
Variazione dei debiti per imposte differite e per debiti tributari (15.494) (5.812)
Variazione delle altre passività 16.964 0 3.913 2.615
Variazione delle disponibilità liquide vincolate (263) (301)
Interessi pagati (3.651) (3.973)
Liquidazioni/anticipazioni ed altri movimenti del fondo TFR (63) (98)
Variazione per pagamenti dei fondi per rischi (436) (690)
Flusso di cassa netto generato / (assorbito) dall'attività di esercizio 3.796 6.512
Investimenti in immobilizzazioni materiali (847) (1.926)
Dismissioni di immobilizzazioni materiali 157 262
Investimenti in controllate (150) (1.079)
Investimenti in immobilizzazioni immateriali (275) (405)
Dismissioni di immobilizzazioni immateriali 250 0
(Oneri)/Proventi su strumenti derivati realizzati (3.791) (2.364)
Flusso di cassa netto generato / (assorbito) da attività di investimento (4.656) (5.512)
Accensione di nuovi finanziamenti 74.341 62.818
Rimborsi di finanziamenti (78.207) (62.158)
Aumento capitale sociale 4.247 0
Riserve utili/perdite attuariali 18 (70)
Flusso di cassa netto generato / (assorbito) dalla attività finanziaria 399 590
Flusso di cassa complessivo generato/(assorbito) nel periodo -
460
1.590
Disponibilità liquide non vincolate a inizio periodo 2.349 762
Disponibilità liquide non vincolate a fine periodo 1.889 2.349

**I valori sono stati rideterminati a seguito della riclassifica dei debiti non di natura tributaria dalla voce "debiti tributari" alla voce "Altre passività".

NOTE ESPLICATIVE

PREMESSE

Le note esplicative nel seguito esposte formano parte integrante del Bilancio separato di Bialetti Industrie S.p.A. ("Bialetti", "la Società" o "Capogruppo") e sono state predisposte in conformità alle scritture contabili aggiornate al 31 dicembre 2015. E' stata inoltre redatta la relazione sull'andamento della gestione di Bialetti Industrie SpA.

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Eventi significativi dell'esercizio

Gli eventi di rilievo che hanno caratterizzato l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2015 sono dettagliatamente descritti nella Relazione sulla gestione.

Durante l'esercizio 2015 dal punto di vista del business, il management è stato impegnato nello sviluppo del canale retail tramite la prosecuzione del piano di apertura di negozi monomarca Bialetti nelle principali città italiane ed all'estero, e in diverse iniziative tese ad una maggiore efficienza dei processi di gestione della supply chain e al contenimento dei costi di struttura.

Le azioni correttive intraprese con il Piano Industriale 2013-2017, nonostante il permanere di un contesto di mercato di forte deterioramento, hanno consentito a Bialetti di conseguire i positivi risultati commentati nella Relazione sulla Gestione, confermando anche nel 2015 i segnali di inversione di tendenza già emersi nell'esercizio 2013 funzionali ad un progressivo e continuo miglioramento nel tempo dei principali indicatori economici e finanziari.

Si evidenzia inoltre che:

  • In data 15 gennaio 2015, il Consiglio di Amministrazione di Bialetti Industrie S.p.A., ha deliberato di aumentare a pagamento ed in via scindibile, esercitando la delega allo stesso attribuita dall'Assemblea straordinaria del 27 giugno 2014 ai sensi dell'art. 2443 c.c., il capitale sociale per un importo complessivo di Euro 14,2 milioni, comprensivo di eventuale sovrapprezzo, mediante emissione di azioni ordinarie prive del valore nominale, godimento regolare e con le medesime caratteristiche di quelle in circolazione alla data di emissione, da offrire in opzione ai titolari di azioni ordinarie in proporzione al numero di azioni possedute. L'operazione di aumento del capitale si è conclusa nel mese di agosto 2015 e verrà più dettagliata in seguito.
  • In data 25 marzo 2015, il Consiglio di Amministrazione di Bialetti Industrie S.p.A. ha nominato Egidio Cozzi, già responsabile vendite, marketing e business plan, Direttore Generale.
  • In data 25 marzo 2015 è stato nominato dal Consiglio di Amministrazione l'Organismo di Vigilanza, come illustrato nella Relazione sulla gestione, al paragrafo dedicato al Modello Organizzativo e Codice Etico.
  • In data 30 aprile 2015 l'Assemblea Ordinaria di Bialetti Industrie S.p.A. ha approvato il bilancio d'esercizio di Bialetti Industrie S.p.A. relativo all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2014, deliberando di destinare a riserva legale Euro 150.788 corrispondente al 5% del risultato netto e di rinviare a nuovo il restante utile dell'esercizio pari ad Euro 2.864.985.
  • In data 28 maggio 2015 è stato rinnovato, per un ulteriore anno, l'accordo siglato tra Bialetti Industrie S.p.A. e le associazioni sindacali di categoria relativo al contratto di solidarietà (art. 1 legge n. 863/1984 e D.M. 10 luglio 2009) per i dipendenti della sede di Coccaglio, già in essere dal mese di giugno 2014. L'accordo, che terminerà il 5 giugno 2016, coinvolge 197 lavoratori e si articola attraverso una riduzione dell'orario di lavoro mensile.

  • In data 15 giugno 2015 è stata costituita la Società Bialetti Store France E.u.r.l., partecipata al 100% da Bialetti Girmi France S.a.r.l. La società segue la commercializzazione dei prodotti del Gruppo attraverso punti vendita situati nelle principali località francesi.

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  • A partire dal primo semestre, il management è stato impegnato nello studio e sviluppo del concept store Bialetti Home in tutti i suoi elementi distintivi di design e nell'ampiezza dell'assortimento che lo caratterizza e, relativamente ai negozi monomarca in Europa, con una marcata caratterizzazione legata al tema caffè e alla tradizione di eccellenza di Bialetti nell'Italian Home Made Coffee.
  • A far data dal 7 agosto 2015 il capitale sociale di Bialetti Industrie è passato da Euro 5.550.861 di Euro ad Euro 7.997.530,55 e risulta essere composto da nr. 108.063.102 di Azioni ordinarie prive del valore nominale, a seguito dell'offerta in opzione delle n. 33.675.948 azioni ordinarie di nuova emissione rivenienti dall'aumento di capitale a pagamento deliberato dal Consiglio di Amministrazione in data 15 gennaio 2015 e 7 luglio 2015, in parziale esercizio della delega conferita ai sensi dell'articolo 2443 del codice civile dall'Assemblea Straordinaria del 24 giugno 2014. Durante il periodo di offerta, iniziato il 13 luglio 2015 e conclusosi il 30 luglio 2015, estremi inclusi sono stati esercitati n. 71.308.860 diritti di opzione per la sottoscrizione di n. 32.088.987 azioni, corrispondenti al 95,3% del totale delle azioni offerte, per un controvalore complessivo di Euro 13.316.929,6. Si precisa che n. 21.886.740 azioni, corrispondenti al 64,9% del totale delle azioni offerte, sono state sottoscritte dall'azionista di controllo Bialetti Holding S.r.l. tramite utilizzo di versamenti in conto futuro aumento di capitale, per l'importo complessivo di Euro 9.082.997,10. Ai sensi dell'articolo 2441, terzo comma, del codice civile, Bialetti Industrie ha offerto in Borsa i n.

3.526.580 diritti di opzione non esercitati nel periodo di offerta.

I diritti inoptati sono stati interamente venduti nel corso della prima seduta dell'offerta in Borsa, tenutasi il 3 agosto 2015, per un ammontare complessivo pari a Euro 2.821,26.

Successivamente all'offerta in Borsa, sono state sottoscritte le n. 974.115 azioni rivenienti dall'esercizio di n. 2.164.700 Diritti Inoptati per un controvalore totale di Euro 404.257,73.

L'Offerta si è pertanto conclusa con l'emissione di n. 33.063.102 azioni, per un controvalore complessivo di Euro 13.721.187,33 pari al 98,18% dell'offerta. Si precisa che n. 21.886.740 azioni, corrispondenti al 64,9% del totale delle azioni offerte, sono state sottoscritte dall'azionista di controllo Bialetti Holding S.r.l. tramite utilizzo di versamenti in conto futuro aumento di capitale, per l'importo complessivo di Euro 9.082.997,1. I proventi netti per cassa dell'aumento di capitale ammontano pertanto a Euro 4.638.190,23.

  • In data 11 agosto 2015, come già anticipato nella sezione relativa alla struttura del gruppo, è stata costituita la Società Bialetti Store Spain S.l., partecipata al 100% da Bialetti Store S.r.l.. La società si occuperà di commercializzare i prodotti del Gruppo attraverso punti vendita situati nelle principali località spagnole.
  • Nel mese di novembre 2015 Bialetti Industrie S.p.A. è stata ammessa, ai sensi del decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 20 giugno 2013, come beneficiaria delle agevolazioni a valere sulle risorse del Fondo per la crescita sostenibile sotto forma di finanziamento agevolato, per la realizzazione del programma di sviluppo sperimentale e ricerca industriale avente per titolo: studio e realizzazione di un innovativo sistema integrato macchina espresso cookware per il recupero delle energie disperse nell'ambiente.
  • In data 16 dicembre 2015, è stato sottoscritto tra le società Bialetti Industrie S.p.A. e Trevidea S.r.l., un accordo preliminare, sospensivamente condizionato all'avveramento delle condizioni di seguito riportate, relativo alla cessione dei marchi aventi ad oggetto il segno "Girmi", di un brevetto e di alcuni prodotti contraddistinti dal Marchio. L'accordo prevede in particolare:
  • o la cessione, a titolo definitivo, senza riserva alcuna, della titolarità e proprietà del Marchio e di un brevetto al corrispettivo di Euro 3 milioni oltre ad Iva. La cessione è sospensivamente condizionata al rilascio, entro e non oltre il 30 giugno 2016, del consenso, da parte delle banche finanziatrici di Bialetti, talune delle quali hanno sottoscritto, in data 19 gennaio 2012, un contratto di finanziamento garantito da pegno sui marchi Girmi ed Aeternum, alla cessione del

Marchio e alla cancellazione del diritto di pegno da esse vantato – per quanto di competenza. Nel caso in cui le condizioni sospensive non si verificassero entro il termine sopra indicato (come eventualmente prorogato), le parti saranno libere da ogni obbligo relativo alla cessione del Marchio e del brevetto, restando invece pienamente efficaci le previsioni dell'accordo relative alla vendita di prodotti e alla Licenza;

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o La vendita a Trevidea di alcuni prodotti finiti a marchio Girmi per un corrispettivo massimo di Euro 1,5 milioni. Il prezzo definitivo sarà stabilito con l'effettuazione dell'inventario fisico dei prodotti venduti e verrà pagato in dodici rate mensili a partire dal 5 maggio 2016.

L'accordo prevede che Bialetti possa continuare, attraverso i suoi canali di distribuzione e la sua rete di vendita, a commercializzare i prodotti a marchio Girmi non venduti a Trevidea fino al loro completo esaurimento.

Nelle more dell'avveramento della condizione sospensiva cui è subordinato il trasferimento del Marchio e del brevetto, Bialetti ha concesso a favore dell'acquirente, a decorrere dalla data di sottoscrizione dell'accordo, una licenza in esclusiva per lo sfruttamento del Marchio, che prevede, a decorrere dall'1 luglio 2016 e per tutta la durata della licenza medesima, fissata in 5 anni, un corrispettivo annuo pari al 2% dei ricavi realizzati da Trevidea a fronte della vendita di prodotti contraddistinti dal Marchio. La licenza si risolverà automaticamente alla data di trasferimento della titolarità del Marchio.

Il pagamento del corrispettivo per la cessione del Marchio e del brevetto, dedotto un acconto di Euro 300 mila, oltre ad IVA, pagato da Trevidea a Bialetti nel giorno di conclusione dell'accordo, sarà corrisposto da Trevidea in una unica soluzione alla data di perfezionamento della cessione.

Per effetto dell'accordo, Bialetti contabilizzerà – una volta avverate le condizioni sospensive – una plusvalenza sia a livello civilistico che consolidato di Euro 3 milioni.

A garanzia dell'adempimento elle proprie obbligazioni, derivanti dall'accordo, Trevidea ha consegnato a Bialetti nel mese di gennaio 2016, una garanzia bancaria a prima richiesta dell'importo massimo di euro 1,5 milioni emessa da un primario istituto di credito italiano.

Ai sensi dell'accordo le parti hanno reciprocamente rilasciato dichiarazioni e garanzie in linea con la prassi di mercato per questa tipologia di operazioni.

1. Informazioni generali

Bialetti Industrie S.p.A. è società di diritto italiano iscritta nel Registro Imprese di Brescia al N°443939, con sede legale ed amministrativa a Coccaglio (BS) le cui azioni sono quotate nel Mercato Telematico Azionario organizzato e gestito da Borsa Italiana.

Bialetti Industrie S.p.A. è controllata da Bialetti Holding S.r.l.. Il Gruppo Bialetti è attivo nel mercato della produzione e commercializzazione di strumenti da cottura in alluminio, acciaio e ceramica, piccoli elettrodomestici, caffettiere, macchine e capsule per la preparazione del caffè espresso e tisane. La commercializzazione in Italia avviane sia attraverso il canale retail sia attraverso una rete di negozi di proprietà, mentre all'estero la rete commerciale è sviluppata principalmente tramite distributori.

2. Sintesi dei principi contabili adottati

Il presente bilancio d'esercizio di Bialetti Industrie S.p.A. si riferisce all'esercizio chiuso il 31 dicembre 2015 ed è stato predisposto nel rispetto degli IFRS adottati dall'Unione Europea.

Di seguito sono rappresentati i principali criteri e principi contabili applicati nella preparazione del bilancio riferito all'esercizio chiuso il 31 dicembre 2015.

2.1 Base di preparazione

(a) Il presente documento è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 24 marzo 2016. In particolare nel presente documento è riportato il Bilancio d'esercizio, comprensivo degli stati patrimoniali al 31 dicembre 2015 ed al 31 dicembre 2014, dei conti economici per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2015 e al 31 dicembre 2014, dei conti economici complessivi per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2015 ed al 31 dicembre 2014, dei rendiconti finanziari e del prospetto delle variazioni di patrimonio netto per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2015 ed al 31 dicembre 2014 e delle relative note esplicative.

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(b) Il presente bilancio consolidato, è redatto nella prospettiva della continuità aziendale, secondo il principio della competenza economica.

(c) Il bilancio d'esercizio di Bialetti Industrie S.p.A. è stato predisposto in conformità agli IFRS. In particolare si rileva che gli IFRS sono stati applicati in modo coerente a tutti i periodi presentati nel presente documento.

(d) Per IFRS si intendono tutti gli "International Financial Reporting Standards", tutti gli International Accounting Standards (IAS), tutte le interpretazioni dell'International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC), precedentemente denominate Standing Interpretations Committee (SIC) adottati dall'Unione Europea e contenuti nei relativi Regolamenti U.E. pubblicati sino al 24 marzo 2016, data in cui il Consiglio di Amministrazione della Bialetti Industrie S.p.A. ha approvato il presente bilancio d'esercizio ed autorizzato all'emissione del presente documento.

(e) In merito alle modalità di presentazione degli schemi di bilancio, per lo stato patrimoniale è stato adottato il criterio di distinzione "corrente/non corrente" in conformità al principio contabile IAS 1; per il conto economico lo schema scalare con la classificazione dei costi per natura e per il rendiconto finanziario il metodo di rappresentazione indiretto.

(f) Il Bilancio è stato redatto in Euro, moneta corrente utilizzata nelle economie in cui la Società prevalentemente opera.

(g) Tutti gli importi inclusi nelle tabelle delle seguenti note, salvo ove diversamente indicato, sono espressi in Euro.

(h) Il bilancio d'esercizio è redatto applicando il metodo del costo storico con l'eccezione delle voci di bilancio che secondo gli IFRS devono essere rivelate al fair value come indicato nei criteri di valutazione.

2.3 Principi contabili

2.3.1 Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni applicati dal 1° gennaio 2015

Di seguito sono brevemente descritti gli emendamenti, improvement e interpretazioni, applicabili ai bilanci chiusi al 31 dicembre 2015 ed entrati in vigore a partire dal 1° gennaio 2015. L'applicazione di tali principi non ha avuto particolare impatto nel bilancio consolidato del Gruppo, in quanto disciplinano fattispecie non presenti, oppure interessano la sola informativa finanziaria:

IFRIC 21 – Tributi - chiarisce che una entità riconosce una passività non prima di quando si verifica l'evento a cui è legato il pagamento, in accordo con la legge applicabile. Per i pagamenti che sono dovuti solo al superamento di una determinata soglia minima, la passività è iscritta solo al raggiungimento di tale soglia. È richiesta l'applicazione retrospettiva per l'IFRIC 21. Questa interpretazione è da applicare obbligatoriamente nei bilanci che hanno inizio dal 17 giugno 2014 o successivamente;

Improvements to IFRSs 2011–2013 Cycle - In dicembre 2013, lo IASB ha emesso il documento "Annual Improvements to IFRSs - 2011–2013 Cycle" (applicabili a partire dagli esercizi che hanno inizio il, o dopo il, 1

Gennaio 2015) come parte del programma di miglioramenti annuali ai princìpi; la maggior parte delle modifiche sono chiarimenti o correzioni degli IFRS esistenti, oppure modifiche conseguenti a cambiamenti precedentemente apportati agli IFRS.

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2.3.2 Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni non ancora omologati dall'Unione Europea.

Sono di seguito illustrati gli emendamenti, improvement e interpretazioni che, alla data di redazione del bilancio consolidato, erano già stati emessi ma non ancora in vigore.

Modifiche allo IAS 19: Benefici a dipendenti: piani a benefici definiti contributi dei dipendenti

In novembre 2013, lo IASB ha emesso il documento "Defined Benefit Plans: Employee Contributions". Le modifiche apportate allo IAS 19 consentono (ma non rendono obbligatoria) la contabilizzazione in diminuzione del current service cost del periodo dei contributi corrisposti dai dipendenti o da terze parti, che non siano correlati al numero di anni di servizio, in luogo dell'allocazione di tali contributi lungo l'arco temporale in cui il servizio è reso. Gli emendamenti sono applicabili, in modo retroattivo, per gli esercizi che hanno inizio il o dopo il 1° Febbraio 2015.

Improvements to IFRSs 2010–2012 Cycle - In dicembre 2013, lo IASB ha emesso il documento "Annual Improvements to IFRSs - 2010–2012 Cycle" (applicabile a partire dagli esercizi che hanno inizio il, o dopo il 1 Febbraio 2015) come parte del programma di miglioramenti annuali ai princìpi; la maggior parte delle modifiche sono chiarimenti o correzioni degli IFRS esistenti, oppure modifiche conseguenti a cambiamenti precedentemente apportati agli IFRS. Gli emendamenti sono applicabili per gli esercizi che hanno inizio il o dopo il 1° Febbraio 2015.

Modifiche allo IAS 27: Bilancio separato - In agosto 2014 lo IASB ha pubblicato alcuni emendamenti allo IAS 27 – Bilancio separato. L'obiettivo è quello di permettere la valutazione delle partecipazioni in società collegate e joint ventures secondo il metodo del Patrimonio netto anche nel bilancio separato. Tali emendamenti saranno applicabili, per gli esercizi che avranno inizio a decorrere dal 1° gennaio 2016.

Modifiche allo IAS 1: Presentazione del bilancio

In dicembre 2014 lo IASB ha pubblicato alcuni emendamenti allo IAS 1. L'obiettivo è quello di chiarire alcuni dubbi circa gli obblighi di presentazione e di informative e assicurare che le società possano utilizzare giudizio professionale nel definire quali informazioni pubblicare nel proprio bilancio concentrandosi sulle informazioni rilevanti. Tali emendamenti saranno applicabili per gli esercizi che avranno inizio a decorrere dal 1° gennaio 2016.

Improvements to IFRSs 2012–2014 Cycle - In settembre 2014, lo IASB ha emesso il documento "Annual Improvements to IFRSs - 2012–2014 Cycle" (applicabili agli esercizi chiusi dopo il 1 gennaio 2016) come parte del programma di miglioramenti annuali ai princìpi; la maggior parte delle modifiche sono chiarimenti o correzioni degli IFRS esistenti, oppure modifiche conseguenti a cambiamenti precedentemente apportati agli IFRS.

Modifiche allo IAS 16 e allo IAS 38: Chiarimenti sui metodi accettabili di svalutazione e ammortamento

In maggio 2014, lo IASB ha emesso un emendamento allo IAS 16 - Immobili, impianti e macchinari e allo IAS 38 - Attività immateriali. Lo IASB ha chiarito che l'utilizzo di metodi basati sui ricavi per calcolare l'ammortamento di un bene non è appropriato in quanto i ricavi generati da un'attività che include l'utilizzo di un bene generalmente riflette fattori diversi dal consumo dei benefici economici derivanti dal bene. Lo IASB ha inoltre chiarito che si presume i ricavi generalmente non siano una base adeguata per misurare il consumo dei benefici economici generati da un'attività immateriale. Tale presunzione, tuttavia, può essere superata in determinate circostanze limitate. Tali modifiche sono efficaci per i periodi annuali che avranno inizio il o dopo il 1° gennaio 2016.

Modifiche all' IFRS 11: Accordi congiunti: acquisto di una joint operation

In maggio 2014 lo IASB ha emesso alcuni emendamenti allo IFRS 11 – Accordi a controllo congiunto: Rilevazione dell'acquisizione di partecipazioni in attività a controllo congiunto, che prevedono che un'entità adotti i principi contenuti nell'IFRS 3 per rilevare gli effetti contabili delle acquisizioni di Partecipazioni in

attività a controllo congiunto che costituiscono un business. Gli emendamenti sono applicabili in modo retroattivo, per i periodi annuali che avranno inizio il o dopo il 1° gennaio 2016.

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Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni approvati dallo IASB non ancora omologati dalla UE

Di seguito sono brevemente illustrati i nuovi principi, gli emendamenti, improvement e le interpretazioni già emessi ma non ancora omologati dall'Unione Europea e pertanto non applicabili per la redazione dei bilanci che chiudono al 31 dicembre 2015. Sono esclusi dall'elenco i principi e le interpretazioni che per loro natura non sono adottabili dal Gruppo

IFRS 15- Ricavi da contratti con clienti - In maggio 2014, lo IASB ha emesso il principio IFRS 15 - Ricavi da contratti con i clienti, che richiede ad una società di rilevare i ricavi al momento del trasferimento del controllo di beni o servizi ai clienti ad un importo che riflette il corrispettivo che ci si aspetta di ricevere in cambio di tali prodotti o servizi. Per raggiungere questo scopo, il nuovo modello di rilevazione dei ricavi definisce un processo in cinque step. Il nuovo principio richiede anche ulteriori informazioni aggiuntive circa la natura, l'ammontare, i tempi e l'incertezza circa i ricavi e i flussi finanziari derivanti dai contratti con i clienti. Il nuovo principio deve essere applicato per i periodi annuali che avranno inizio il o dopo il 1° gennaio 2018. Il Gruppo sta valutando l'impatto del nuovo principio sul proprio bilancio consolidato.

IFRS 9 - Strumenti finanziari - In luglio 2014, lo IASB ha pubblicato il principio IFRS 9 – Strumenti finanziari. La serie di modifiche apportate dal nuovo principio sostituiscono le disposizioni dello IAS 39 ed introducono un approccio logico per la classificazione e la valutazione degli strumenti finanziari basato sulle caratteristiche dei flussi finanziari e sul modello di business secondo cui l'attività è detenuta, un unico modello per l'impairment delle attività finanziarie basato sulle perdite attese e un sostanziale rinnovato approccio per l'hedge accounting. Il nuovo principio sarà applicabile in modo retroattivo dal 1° gennaio 2018.

Modifiche all' IFRS 10, IFRS 12 e allo IAS 28: Entità d'investimento: applicazione della deroga al consolidamento

In dicembre 2014 lo IASB ha pubblicato alcuni emendamenti all'IFRS 10, IFRS 12 e IAS 28. L'obiettivo è quello di chiarire: i) la modalità di contabilizzazione per le investment entities; ii) l'esenzione dal presentare il bilancio consolidato per le società che controllano le investment entities e iii) come una società che non è una investment entites deve applicare la valutazione col metodo del Patrimonio netto di una investment entity. Tali emendamenti saranno applicabili per gli esercizi che avranno inizio a decorrere dal 1° gennaio 2016.

Modifiche all' IFRS 10 e allo IAS 28: Sale or Contribution of Assets between an Investor and its Associate or Joint Venture

In settembre 2014 lo IASB ha pubblicato alcuni emendamenti all'IFRS 10 – Bilancio consolidato e allo IAS 28 – Partecipazioni in società collegate e joint ventures. L'obiettivo è quello di chiarire la modalità di

contabilizzazione dei risultati legati alle cessioni di asset tra le società di un gruppo e le società collegate e joint ventures. Il processo di omologazione di tali emendamenti è stato sospeso e la relativa data di applicazione è stata rinviata a data futura da definirsi.

2.4 Conversione di operazioni denominate in valute diversa dalla valuta funzionale

Le operazioni in valuta diversa da quella funzionale dell'entità che pone in essere l'operazione sono tradotte utilizzando il tasso di cambio in essere alla data della transazione.

Gli utili e le perdite su cambi generate dalla chiusura della transazione oppure dalla conversione effettuata alla data di riferimento del bilancio delle attività e delle passività in valuta sono iscritte a conto economico.

2.5 Immobilizzazioni materiali

Le immobilizzazioni materiali sono valutate al costo d'acquisto o di produzione, al netto degli ammortamenti accumulati e delle eventuali perdite di valore. Il costo include gli oneri direttamente sostenuti per predisporre le attività al loro utilizzo, nonché eventuali oneri di smantellamento e di rimozione che verranno sostenuti conseguentemente a obbligazioni contrattuali che richiedano di riportare il bene nelle condizioni originarie.

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Gli oneri sostenuti per le manutenzioni e le riparazioni di natura ordinaria e/o ciclica sono direttamente imputati a conto economico quando sostenuti. La capitalizzazione dei costi inerenti l'ampliamento, ammodernamento o miglioramento degli elementi strutturali di proprietà o in uso da terzi è effettuata nei limiti in cui essi rispondano ai requisiti per essere separatamente classificati come attività o parte di una attività, applicando il criterio del "component approach", secondo il quale ciascuna componente suscettibile di un'autonoma valutazione della vita utile e del relativo valore deve essere trattata individualmente.

Gli ammortamenti sono imputati a quote costanti mediante aliquote che consentono di ammortizzare i cespiti fino a esaurimento della vita utile. Quando l'attività oggetto di ammortamento è composta da elementi distintamente identificabili, la cui vita utile differisce significativamente da quella delle altre parti che compongono l'attività, l'ammortamento è effettuato separatamente per ciascuna di tali parti, in applicazione del metodo del "component approach". La vita utile stimata dalla società per le varie categorie di immobilizzazioni materiali è la seguente:

Descrizione principali categorie della voce
"Immobilizzazioni materiali"
Periodo
Fabbricati 33 anni
Impianti generici e telefonici 10 anni
Impianti specifici e semiautomatici 10 anni
Impianti automatici 10 anni
Forni e pertinenze 6-7 anni
Attrezzatura varia e minuta di produzione e di 4 anni
magazzino
Stampi 10 anni
Mobili e macchine ufficio e arredi diversi 8-9 anni
Stand per mostre e fiere 10 anni
Macchine d'ufficio elettroniche - C.E.D. 5 anni
Autovetture e accessori autovetture 4 anni
Automezzi e carrelli 5 anni

La vita utile delle immobilizzazioni materiali ed il loro valore residuo sono rivisti e aggiornati, ove necessario, almeno alla chiusura di ogni esercizio.

Le immobilizzazioni materiali possedute in virtù di contratti di leasing finanziario, attraverso i quali sono sostanzialmente trasferiti alla Società i rischi e i benefici legati alla proprietà, sono riconosciute come attività della società al loro valore corrente o, se inferiore, al valore attuale dei pagamenti minimi dovuti per il leasing, inclusa l'eventuale somma da pagare per l'esercizio dell'opzione di acquisto. La corrispondente passività verso il locatore è rappresentata in bilancio tra i debiti finanziari. I beni sono ammortizzati applicando il criterio e le aliquote precedentemente indicate per la voce di bilancio "immobilizzazioni materiali", salvo che la durata del contratto di leasing sia inferiore alla vita utile rappresentata da dette aliquote e non vi sia la ragionevole certezza del trasferimento della proprietà del bene locato alla naturale scadenza del contratto; in tal caso il periodo di ammortamento sarà rappresentato dalla durata del contratto di locazione. Eventuali plusvalenze realizzate sulla cessione di beni retrolocati in base a contratti di locazione finanziaria sono iscritte tra i risconti passivi e imputate a conto economico sulla base della durata del contratto di locazione.

Le locazioni nelle quali il locatore mantiene sostanzialmente i rischi e benefici legati alla proprietà dei beni sono classificati come leasing operativi. I costi riferiti a leasing operativi sono rilevati linearmente a conto economico lungo la durata del contratto di leasing.

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2.6 Immobilizzazioni immateriali

Le attività immateriali sono costituite da elementi non monetari, identificabili e privi di consistenza fisica, controllabili e atti a generare benefici economici futuri. Tali elementi sono rilevati al costo di acquisto e/o di produzione, comprensivo delle spese direttamente attribuibili per predisporre l'attività al suo utilizzo, al netto degli ammortamenti cumulati e delle eventuali perdite di valore. Gli eventuali interessi passivi maturati durante e per lo sviluppo delle immobilizzazioni immateriali sono spesati a conto economico. L'ammortamento ha inizio nel momento in cui l'attività è disponibile all'uso ed è ripartito sistematicamente in relazione alla residua possibilità di utilizzazione della stessa e cioè sulla base della stimata vita utile.

(a) Avviamento

L'avviamento rappresenta la differenza registrata fra il costo sostenuto per l'acquisizione di un complesso di attività e il valore corrente delle attività e delle passività acquisite al momento dell'acquisizione. L'avviamento non è ammortizzato ma assoggettato a valutazione annuale volta a individuare eventuali perdite di valore (impairment test). Tale test viene effettuato con riferimento all'unità organizzativa generatrice dei flussi finanziari ("cash generating unit" o "CGU") alle quali è stato attribuito l'avviamento. L'eventuale riduzione di valore dell'avviamento viene rilevata nel caso in cui il valore recuperabile dello stesso risulti inferiore al suo valore di iscrizione in bilancio. Per valore recuperabile si intende il maggiore tra il fair value della CGU, al netto degli oneri di vendita, e il relativo valore d'uso. Non è consentito il ripristino di valore dell'avviamento nel caso di una precedente svalutazione per perdite di valore.

Nel caso in cui la riduzione di valore derivante dal test sia superiore al valore dell'avviamento allocato alla CGU l'eccedenza residua è allocata alle attività incluse nella CGU in proporzione del loro valore di carico. Tale allocazione ha come limite minimo l'ammontare più alto tra:

  • il fair value dell'attività al netto delle spese di vendita;
  • il valore in uso, come sopra definito;
  • zero.

(b) Diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno

I diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno sono ammortizzati a quote costanti (da 3 a 5 anni) in base allo loro vita utile.

(c) Concessioni, licenze, marchi e diritti simili

Le concessioni, licenze, marchi e i diritti simili sono ammortizzati a quote costanti (da 3 a 5 anni), mentre i costi relativi alla manutenzione dei programmi software sono spesati nel momento in cui sono sostenuti.

(d) Costi di ricerca e sviluppo

I costi relativi all'attività di ricerca e sviluppo sono imputati a conto economico quando sostenuti, a eccezione dei costi di sviluppo iscritti tra le immobilizzazioni immateriali laddove risultino soddisfatte tutte le seguenti condizioni:

il progetto è chiaramente identificato e i costi a esso riferiti sono identificabili e misurabili in maniera attendibile;

è dimostrata la fattibilità tecnica del progetto;

è dimostrata l'intenzione di completare il progetto e di vendere i beni immateriali generati dal progetto;

esiste un mercato potenziale o, in caso di uso interno, è dimostrata l'utilità dell'immobilizzazione immateriale per la produzione dei beni immateriali generati dal progetto;

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sono disponibili le risorse tecniche e finanziarie necessarie per il completamento del progetto. L'ammortamento di eventuali costi di sviluppo iscritti tra le immobilizzazioni immateriali inizia a partire dalla data in cui il risultato generato dal progetto è commercializzabile.

2.7 Perdite di valore delle immobilizzazioni materiali e delle immobilizzazioni immateriali

A ciascuna data di riferimento del bilancio, le immobilizzazioni materiali e immateriali sono analizzate al fine di identificare l'esistenza di eventuali indicatori di riduzione del loro valore. Nel caso sia identificata la presenza di tali indicatori, si procede alla stima del valore recuperabile delle suddette attività, imputando l'eventuale svalutazione rispetto al relativo valore di libro a conto economico. Il valore recuperabile di un'attività è il maggiore tra il suo fair value, ridotto dei costi di vendita, e il suo valore d'uso, intendendosi per quest'ultimo il valore attuale dei flussi finanziari futuri stimati per tale attività. Per un'attività che non genera flussi finanziari ampiamente indipendenti, il valore di realizzo è determinato in relazione alla cash generating unit cui tale attività appartiene. Nel determinare il valore d'uso, i flussi finanziari futuri attesi sono attualizzati con un tasso di sconto che riflette la valutazione corrente di mercato del costo del denaro, rapportato al periodo dell'investimento e ai rischi specifici dell'attività. Una riduzione di valore è riconosciuta a conto economico quando il valore di iscrizione dell'attività è superiore al valore recuperabile. Se vengono meno i presupposti per una svalutazione precedentemente effettuata, il valore contabile dell'attività è ripristinato con imputazione a conto economico, nei limiti del valore netto di carico che l'attività in oggetto avrebbe avuto se non fosse stata effettuata la svalutazione e fossero stati effettuati gli ammortamenti.

2.8 Attività finanziarie

Le attività finanziarie sono iscritte al momento della loro prima rilevazione al fair value e classificate in una delle seguenti categorie in funzione della relativa natura e dello scopo per cui sono state acquistate:

  • (a) titoli detenuti per la negoziazione;
  • (b) crediti;
  • (c) attività disponibili per la vendita.

Gli acquisti e le vendite di attività finanziarie sono contabilizzati alla data valuta delle relative operazioni. Successivamente alla prima iscrizione in bilancio, le attività finanziarie sono valutate come segue:

(a) Titoli detenuti per la negoziazione

Le attività finanziarie sono classificate in questa categoria se acquisite allo scopo di essere cedute nel breve termine. Le attività di questa categoria sono classificate come correnti e valutate al fair value; le variazioni di fair value sono riconosciute a conto economico nel periodo in cui sono rilevate.

(b) Crediti

Per crediti si intendono strumenti finanziari, prevalentemente relativi a crediti verso clienti, non-derivati e non quotati in un mercato attivo, dai quali sono attesi pagamenti fissi o determinabili. I crediti sono inclusi nell'attivo corrente, a eccezione di quelli con scadenza contrattuale superiore ai dodici mesi rispetto alla data di bilancio, che sono classificati nell'attivo non corrente. Tali attività sono valutate al costo ammortizzato sulla base del metodo del tasso d'interesse effettivo.

Se vi è un'obiettiva evidenza di elementi che indicano riduzioni di valore, l'attività è ridotta in misura tale da risultare pari al valore scontato dei flussi di cassa ottenibili in futuro. Le perdite di valore sono rilevate a conto economico. Se nei periodi successivi vengono meno le motivazioni delle precedenti svalutazioni, il valore delle attività è ripristinato fino a concorrenza del valore che sarebbe derivato dall'applicazione del costo ammortizzato.

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(c) Attività finanziarie disponibili per la vendita

Le attività disponibili per la vendita sono strumenti finanziari non-derivati esplicitamente designati in questa categoria, ovvero che non trovano classificazione in nessuna delle precedenti categorie e sono compresi nelle attività non correnti a meno che il management intenda cederli nei 12 mesi successivi dalla data del bilancio. Tali attività finanziarie sono valutate al fair value e gli utili o perdite derivanti da valutazioni successive sono imputate al conto economico complessivo ed accumulate in una riserva di patrimonio netto; la loro imputazione a conto economico è effettuata solo nel momento in cui l'attività finanziaria viene effettivamente ceduta, o, nel caso di variazioni cumulate negative, quando si valuta che la riduzione di valore già rilevata a patrimonio netto non potrà essere recuperata in futuro. Limitatamente ai titoli di debito, se, in un periodo successivo, il fair value aumenta come oggettiva conseguenza di un evento verificatosi dopo che la perdita di valore era stata rilevata nel conto economico, il valore dello strumento finanziario è ripristinato con accredito dell'importo a conto economico. Inoltre, sempre per i titoli di debito, la rilevazione dei relativi rendimenti in base al criterio del costo ammortizzato avviene con effetto sul conto economico, analogamente agli effetti relativi alle variazioni dei tassi di cambio.

Le attività finanziarie sono rimosse dallo stato patrimoniale quando il diritto di ricevere i flussi di cassa dallo strumento si è estinto e la società ha sostanzialmente trasferito tutti i rischi e benefici relativi allo strumento stesso e il relativo controllo.

2.9 Derivati

Alla data di stipula del contratto gli strumenti derivati sono inizialmente contabilizzati al fair value e, se gli strumenti derivati non sono contabilizzati quali strumenti di copertura, le variazioni del fair value rilevate successivamente alla prima iscrizione sono trattate quali componenti del risultato operativo dell'esercizio.

Coerentemente con quanto stabilito dallo IAS 39, gli strumenti finanziari derivati possono essere contabilizzati secondo le modalità dell'hedge accounting solo quando, all'inizio della copertura, esiste la designazione formale e la documentazione della relazione di copertura stessa, si presume che la copertura sia altamente efficace, l'efficacia può essere attendibilmente misurata e la copertura stessa è altamente efficace durante i diversi periodi contabili per i quali è designata.

Quando la strategia di copertura risulta efficace, si applicano i seguenti trattamenti contabili:

Fair value hedge:

se uno strumento finanziario derivato è designato come copertura dell'esposizione alle variazioni del fair value di una attività o di una passività di bilancio attribuibili ad un particolare rischio che può determinare effetti sul conto economico, l'utile o la perdita derivante dalle successive valutazioni del fair value dello strumento di copertura sono rilevati a conto economico. La posta coperta viene adeguata al fair value per la porzione di rischio coperto e, in contropartita, si registra un utile o perdita in conto economico.

Cash flow hedge:

se uno strumento finanziario derivato è designato come copertura dell'esposizione alla variabilità dei flussi di cassa futuri di un'attività o di una passività iscritta in bilancio, la porzione efficace delle variazioni di fair value dello strumento finanziario derivato è rilevata a conto economico complessivo ed accumulata in una riserva di patrimonio netto.

L'utile o la perdita cumulati sono stornati dal patrimonio netto e contabilizzati a conto economico nello stesso periodo in cui viene rilevata l'operazione oggetto di copertura. L'utile o la perdita associati ad una copertura (o a parte di copertura) divenuta inefficace, sono iscritti a conto economico immediatamente.

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Se uno strumento di copertura o una relazione di copertura vengono chiusi, ma l'operazione oggetto di copertura non si è ancora realizzata, gli utili e le perdite cumulati, fino quel momento iscritti nel patrimonio netto, sono rilevati a conto economico nel momento in cui la relativa operazione si realizza. Se l'operazione oggetto di copertura non è più ritenuta probabile, gli utili o le perdite non ancora realizzati e sospesi a patrimonio netto sono rilevati immediatamente a conto economico.

Se l'hedge accounting non può essere applicato, gli utili o le perdite derivanti dalla valutazione al fair value dello strumento finanziario derivato sono iscritti immediatamente a conto economico.

Tutti i derivati sono stati posti in essere con finalità gestionali di copertura, infatti Bialetti opera su più mercati a livello mondiale ed è quindi naturalmente esposta a rischi di mercato concessi alle fluttuazioni dei tassi di cambio.

In particolare Bialetti, per le importazioni, risulta essere principalmente esposta con il tasso di cambio Euro/Dollaro USA.

Al fine di mitigare l'impatto del differenziale del cambio Euro/Dollaro USA sul conto economico, Bialetti sottoscrive contratti di strumenti derivati (acquisto a termine di dollari USA), che, pur essendo posti in essere con finalità di sostanziale copertura, a seguito dei stringenti criteri definiti dai principi contabili internazionali, non possono essere considerati come tali e pertanto, il fair value di tali contratti viene contabilizzato direttamente a conto economico.

Fino ad oggi, il valore di tali contratti veniva contabilizzato in una riga apposita del conto economico, denominata "Proventi e perdite su strumenti derivati", all'interno del risultato operativo, mentre i maggiori/minori costi di acquisto dei prodotti connessi al cambio Euro/Dollaro USA che tali contratti avevano il fine di neutralizzare, venivano contabilizzati in una voce separata del conto economico, nella voce "Costi per materie prime, materiali di consumo e merci".

Al fine di una rappresentazione più chiara degli accadimenti economici avvenuti nel periodo, la Società ritiene che sia più coerente la classificazione del valore di tali contratti all'interno della riga "Costi per materie prime, materiali di consumo e merci", con lo scopo di andare direttamente a ridurre l'impatto delle variazioni del Dollaro USA incluse in tale voce.

Tale impostazione, accettata a livello di principi contabili internazionali, non modifica i criteri di valutazione dei contratti derivati, che continuano ad essere valutai al fair value e che manterranno la natura di "non di copertura" ai sensi dello IAS 39, ma daranno una rappresentazione più chiara del conto economico della Società.

Coerentemente con questa nuova impostazione, verranno riclassificati anche tutti i comparativi degli anni precedenti.

2.10 Partecipazioni in imprese controllate

Sono iscritte al costo rettificato in presenza di perdite di valore. La differenza positiva, emergente all'atto dell'acquisto, tra il costo di acquisizione e la quota di patrimonio netto a valori correnti della partecipata di competenza della società è, pertanto, inclusa nel valore di carico della partecipazione.

Le partecipazioni in imprese controllate sono sottoposte ogni anno, o se necessario più frequentemente, a verifica circa eventuali perdite di valore.

In presenza di obiettive evidenze di perdita di valore, la recuperabilità è verificata confrontando il valore di iscrizione della partecipazione con il relativo valore recuperabile rappresentato dal maggiore tra il fair value, al netto degli oneri di dismissione e il valore d'uso. In assenza di un accordo di vendita vincolante, il fair

value è stimato sulla base dei valori espressi da un mercato attivo, da transazioni recenti ovvero sulla base delle migliori informazioni disponibili per riflettere l'ammontare che l'impresa potrebbe ottenere dalla vendita dell'asset. Il valore d'uso è determinato, generalmente, nei limiti della corrispondente frazione del patrimonio netto dell'impresa partecipata desunto dal Bilancio Consolidato, attualizzando i flussi di cassa attesi e, se significativi e ragionevolmente determinabili dalla sua cessione al netto degli oneri di dismissione. I flussi di cassa sono determinati sulla base di assunzioni ragionevoli e dimostrabili rappresentative della migliore stima delle future condizioni economiche, dando maggiore rilevanza alle indicazioni provenienti dall'esterno. L'attualizzazione è effettuata a un tasso che riflette le valutazioni correnti di mercato del valore temporale del denaro e dei rischi specifici delle attività non riflesse nelle stime dei flussi di cassa.

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Qualora esistano evidenze che tali partecipazioni abbiano subito una perdita di valore, la stessa è rilevata nel conto economico come svalutazione. Nel caso l'eventuale quota di pertinenza della società delle perdite della partecipata ecceda il valore contabile della partecipazione, e la società abbia l'obbligo o l'intenzione di risponderne, si procede ad azzerare il valore della partecipazione e la quota delle ulteriori perdite è rilevata come fondo nel passivo. Qualora, successivamente, la perdita di valore venga meno o si riduca, è rilevato a conto economico un ripristino di valore nei limiti del costo.

2.11 Determinazione del fair value degli strumenti finanziari

Il Fair Value di strumenti finanziari quotati è basato sul prezzo corrente di offerta. Se il mercato di un'attività finanziaria non è attivo (o ci si riferisce a titoli non quotati), la società definisce il fair value utilizzando tecniche di valutazione. Tali tecniche includono il riferimento ad avanzate trattative in corso, riferimenti a titoli che posseggono le medesime caratteristiche, analisi basate su flussi di cassa, modelli di prezzo basati sull'utilizzo di indicatori di mercato e allineati, per quanto possibile, alle attività da valutare.

Il fair value di strumenti finanziari quotati in un mercato attivo è basato sui prezzi di mercato alla data di bilancio. Il fair value degli strumenti finanziari non quotati in un mercato attivo è invece determinato utilizzando tecniche di valutazione basate su una serie di metodi e assunzioni legate a condizioni di mercato alla data di bilancio.

Di seguito si riporta la classificazione dei fair value degli strumenti finanziari sulla base dei seguenti livelli gerarchici:

livello 1 – fair value determinato con riferimento a prezzi quotati (non rettificati) su mercati attivi per strumenti finanziari identici;

livello 2 – fair value determinato con tecniche di valutazione con riferimento a variabili osservabili su mercati attivi;

livello 3 – fair value determinato con tecniche di valutazione con riferimento a variabili di mercato non osservabili.

2.12 Rimanenze

Le rimanenze sono iscritte al minore tra il costo di acquisto o di produzione e il valore netto di realizzo rappresentato dall'ammontare che l'impresa si attende di ottenere dalla loro vendita nel normale svolgimento dell'attività, al netto dei costi di vendita. Il costo delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, e di consumo nonché dei prodotti finiti e merci è determinato applicando il metodo del costo medio ponderato.

Il costo di prodotti finiti e dei semilavorati comprende i costi di progettazione, le materie prime, il costo del lavoro diretto e altri costi di produzione (sulla base della normale capacità operativa). Non sono inclusi nella valutazione delle rimanenze gli oneri finanziari.

Le rimanenze di magazzino obsolete e di lento rigiro sono svalutate in relazione alla loro possibilità di utilizzo o realizzo.

2.13 Disponibilità liquide

Le disponibilità liquide comprendono la cassa, i depositi bancari disponibili, le altre forme di investimento a breve termine, con scadenza originaria uguale o inferiore ai tre mesi. Alla data del bilancio, gli scoperti di

conto corrente sono classificati tra i debiti finanziari nelle passività correnti nello stato patrimoniale. Gli elementi inclusi nelle disponibilità liquide sono valutati al fair value e le relative variazioni sono rilevate a conto economico.

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2.14 Passività finanziarie

Le passività finanziarie, relative a finanziamenti, debiti commerciali e altre obbligazioni a pagare, sono inizialmente iscritte al fair value, al netto dei costi accessori di diretta imputazione, e successivamente sono valutate al costo ammortizzato, applicando il criterio del tasso effettivo di interesse. Se vi è un cambiamento dei flussi di cassa attesi ed esiste la possibilità di stimarli attendibilmente, il valore delle passività è ricalcolato per riflettere tale cambiamento sulla base del valore attuale dei nuovi flussi di cassa attesi e del tasso interno di rendimento inizialmente determinato. Le passività finanziarie sono classificate fra le passività correnti, salvo che la Società abbia un diritto incondizionato a differire il loro pagamento per almeno 12 mesi dopo la data di riferimento.

Gli acquisti e le vendite di passività finanziarie sono contabilizzati alla data valuta della relativa regolazione.

Le passività finanziarie sono rimosse dal bilancio al momento della loro estinzione e quando la società ha trasferito tutti i rischi e gli oneri relativi allo strumento stesso.

2.15 Benefici ai dipendenti

Il fondo di trattamento di fine rapporto, obbligatorio per le imprese italiane ai sensi del Codice Civile, rientra nella definizione dei programmi a benefici definiti e si basa, tra l'altro, sulla vita lavorativa dei dipendenti e sulla remunerazione percepita dal dipendente nel corso di un predeterminato periodo di servizio.

A partire dal 1 gennaio 2007 e solo per le società con almeno 50 dipendenti, la Legge Finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296 e relativi decreti attuativi) ha introdotto modificazioni rilevanti nella disciplina del TFR, tra cui la possibilità per il lavoratore di scegliere in merito alla destinazione del proprio TFR maturando. In particolare, i nuovi flussi di TFR potranno essere indirizzati dal lavoratore a forme pensionistiche prescelte oppure mantenuti in azienda (nel qual caso quest'ultima verserà i contributi TFR ad un conto di tesoreria istituito presso l'INPS).

Alla luce di tali modifiche l'istituto è ora da considerarsi un piano a benefici definiti esclusivamente per le quote maturate anteriormente al 1 gennaio 2007 (e non ancora liquidate alla data di bilancio), mentre successivamente a tale data esso è assimilabile ad un piano a contribuzione definita.

I cambiamenti intervenuti nella normativa di riferimento hanno comportato variazioni nelle assunzioni attuariali utilizzate per la valutazione della passività relativa al fondo maturato fino al 31 dicembre 2006. Per effetto di tali variazioni è stato registrato nel 2007, ovvero il primo anno di attuazione contabile degli effetti della riforma, il relativo onere (c.d. effetto di curtailment).

La passività iscritta nel bilancio per i piani a benefici definiti corrisponde al valore attuale dell'obbligazione alla data di bilancio, al netto, ove applicabile, del fair value delle attività del piano. Gli obblighi per i piani a benefici definiti sono determinati annualmente da un attuario indipendente utilizzando il projected unit credit method. Il valore attuale del piano a benefici definiti è determinato scontando i futuri flussi di cassa a un tasso di interesse pari a quello di obbligazioni (high-quality corporate) emesse nella valuta in cui la passività sarà liquidata e che tenga conto della durata del relativo piano pensionistico. Gli utili e perdite attuariali, definiti quale differenza tra il valore di bilancio della passività ed il valore attuale degli impegni della Società a fine periodo, dovuto al modificarsi dei parametri attuariali, in ottemperanza a quanto disposto dallo IAS 19 Revised, al netto dell'effetto fiscale, sono contabilizzati a conto economico complessivo.

2.16 Fondi Rischi

I fondi rischi sono iscritti a fronte di perdite e oneri di natura determinata, di esistenza certa o probabile, dei quali, tuttavia, non sono determinabili precisamente l'ammontare e/o la data di accadimento. L'iscrizione viene rilevata solo quando esiste un'obbligazione corrente (legale o implicita) per una futura uscita di risorse economiche come risultato di eventi passati ed è probabile che tale uscita sia richiesta per l'adempimento dell'obbligazione. Tale ammontare rappresenta la miglior stima della spesa richiesta per estinguere l'obbligazione. Il tasso utilizzato nella determinazione del valore attuale della passività riflette i valori correnti di mercato e tiene conto del rischio specifico associabile a ciascuna passività.

___________________________________________________________________________________________________________

Quando l'effetto finanziario del tempo è significativo e le date di pagamento delle obbligazioni sono attendibilmente stimabili, i fondi sono valutati al valore attuale dell'esborso previsto utilizzando un tasso che rifletta le condizioni del mercato, la variazione del costo del denaro nel tempo e il rischio specifico legato all'obbligazione. L'incremento del valore del fondo determinato da variazioni del costo del denaro nel tempo è contabilizzato come interesse passivo.

I rischi per i quali il manifestarsi di una passività è soltanto possibile, sono indicati nell'apposita sezione informativa su impegni e rischi e per i medesimi non si procede ad alcuno stanziamento.

2.17 Riconoscimento dei ricavi

I ricavi sono rilevati al fair value del corrispettivo ricevuto per la vendita di prodotti e servizi della gestione ordinaria dell'attività della società. Il ricavo è riconosciuto al netto dell'imposta sul valore aggiunto, dei resi attesi, degli abbuoni e degli sconti.

I ricavi dalle vendite di beni sono rilevati quando i rischi ed i benefici della proprietà dei beni sono trasferiti all'acquirente e ciò normalmente si verifica quando la società ha spedito i prodotti al cliente, il cliente li ha presi in consegna ed è ragionevolmente certo l'incasso del relativo credito.

I ricavi derivanti da prestazioni di servizi sono contabilizzati con riferimento allo stato di completamento dell'operazione alla data del bilancio.

2.18 Contributi pubblici

I contributi pubblici, in presenza di una delibera formale di attribuzione, e, in ogni caso, quando il diritto alla loro erogazione è ritenuto definitivo in quanto sussiste la ragionevole certezza che la società rispetterà le condizioni previste per la percezione e che i contributi saranno incassati, sono rilevati per competenza in diretta correlazione con i costi sostenuti.

(a) Contributi in conto capitale

I contributi pubblici in conto capitale che si riferiscono a immobili, impianti e macchinari sono registrati come ricavi differiti nella voce "Altre passività" sia delle passività non correnti che delle passività correnti rispettivamente per la quota a lungo e a breve termine. Il ricavo differito è imputato a conto economico come provento in quote costanti determinate con riferimento alla vita utile del bene cui il contributo ricevuto è direttamente riferibile.

(b) Contributi in conto esercizio

I contributi diversi dai contributi in conto capitale sono accreditati al conto economico nella voce "Altri proventi".

2.19 Riconoscimento dei costi

I costi sono riconosciuti quando sono relativi a beni e servizi acquistati o consumati nell'esercizio o per ripartizione sistematica.

___________________________________________________________________________________________________________

2.20 Imposte

Le imposte correnti sono calcolate sulla base del reddito imponibile dell'esercizio, applicando le aliquote fiscali vigenti alla data di bilancio.

Le imposte differite sono calcolate a fronte di tutte le differenze che emergono tra la base imponibile di una attività o passività e il relativo valore contabile, a eccezione dell'avviamento, quando la tempistica di rigiro di tali differenze è soggetta al controllo della società e risulta probabile che non si riverseranno in un lasso di tempo ragionevolmente prevedibile. Le imposte differite attive, incluse quelle relative alle perdite fiscali pregresse, sono riconosciute nella misura in cui è probabile che sia disponibile un reddito imponibile futuro a fronte del quale possano essere recuperate. Le imposte differite sono determinate utilizzando le aliquote fiscali che si prevede saranno applicabili negli esercizi nei quali le differenze saranno realizzate o estinte.

Le imposte differite attive e passive sono compensate quando le imposte sul reddito sono applicate dalla medesima autorità fiscale, vi è un diritto legale di compensazione ed è attesa una liquidazione del saldo netto.

Le altre imposte non correlate al reddito, come le tasse sugli immobili, sono incluse tra gli "Altri costi operativi".

3. Gestione dei rischi finanziari

Le attività della società sono esposte a diverse tipologie di rischio: rischio di mercato (inclusi rischi di cambio, di tasso d'interesse e di prezzo per l'acquisto di talune materie prime), rischio credito, rischio liquidità. La strategia di risk management della Società è focalizzata sull'imprevedibilità dei mercati ed è finalizzata a minimizzare potenziali effetti negativi sulle performance finanziarie della Società. Alcune tipologie di rischio sono mitigate tramite il ricorso a strumenti derivati.

La gestione del rischio è centralizzata nella funzione di tesoreria che identifica, valuta ed effettua le coperture dei rischi finanziari in stretta collaborazione con le unità operative della Società. La funzione di tesoreria fornisce indicazioni per monitorare la gestione dei rischi, così come fornisce indicazioni per specifiche aree, riguardanti il rischio di cambio, il rischio tasso di interesse, il rischio crediti, l'utilizzo di strumenti derivati e non derivati e le modalità di investimento delle eccedenze di liquidità.

(a) Rischio cambio

La Società è attiva a livello internazionale ed è pertanto esposta al rischio cambio derivante dalle diverse valute in cui la Società opera (principalmente il dollaro statunitense e la Lira Turca). Il rischio cambio deriva da transazioni commerciali non ancora verificatesi e dalle attività e passività già contabilizzate in bilancio in valuta estera.

Il rischio cambio nasce nel momento in cui transazioni future o attività e passività già registrate nello stato patrimoniale sono denominate in una valuta diversa da quella funzionale della società che pone in essere l'operazione. Il rischio cambio legato al dollaro è mitigato dai flussi in entrata e in uscita in tale valuta, che naturale per la parte differenziale, se necessario vengono in genere utilizzati strumenti di copertura atti a mitigare l'oscillazione del cambio. Ancorché al momento della stipula di contratti derivati su transazioni

commerciali future, il fine ultimo della Società è la copertura dei rischi cui lo stesso è sottoposto, contabilmente, tali contratti non sono qualificati come strumenti di copertura secondo quanto previsto dallo Ias 39.

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(b) Rischio credito

La Società presenta diverse concentrazioni del rischio di credito in funzione della natura delle attività svolte, peraltro mitigata dal fatto che l'esposizione creditoria è suddivisa su un largo numero di controparti e clienti. Il valore dei crediti iscritti a bilancio risulta al netto della svalutazione calcolata sulla base del rischio di inadempienza della controparte, determinata considerando le informazioni disponibili sulla solvibilità del cliente.

(c) Rischio liquidità

Il rischio di liquidità è tipicamente rappresentato dalla possibilità che un'entità abbia difficoltà a reperire fondi sufficienti ad adempiere alle obbligazioni assunte e include il rischio che le controparti che hanno concesso finanziamenti e/o linee di credito possano richiederne la restituzione. Questo rischio ha assunto una particolare rilevanza con la crisi finanziaria manifestatasi alla fine del 2008. La Società sta quindi ponendo la massima attenzione alla gestione del cash flow e dell'indebitamento, massimizzando i flussi positivi di cassa attesi della gestione operativa e, pur con le restrizioni nel mercato del credito sopra descritte, provvedendo ad una costante gestione con le banche creditrici al fine di mantenere idonee linee di credito. Le principali linee di affidamento sono concesse nella forma tecnica "salvo revoca" e pertanto ciò espone la Società, in un contesto di mercato poco favorevole, ad un rischio potenziale di contrazione delle linee di affidamento. A fronte di tale rischio, Bialetti Industrie S.p.A., unitamente e Bialetti Store S.r.l. a s.u. ha perfezionato in data 29 dicembre 2014 un accordo di ristrutturazione finanziaria che prevede, inter alia il mantenimento delle linee di credito esistenti sino al 31 dicembre 2017, fatto salvo l'obbligo di rispettare taluni covenants finanziari.

Infine, nonostante la Società abbia continuato ad avere il sostegno delle controparti bancarie e dei mercati finanziari per il rifinanziamento del proprio debito, potrebbe trovarsi nella condizione di dover ricorrere a ulteriori finanziamenti in situazioni di mercato poco favorevoli, con limitata disponibilità di talune fonti e incremento degli oneri finanziari.

(d) Rischio tasso di interesse

Il rischio di tasso di interesse a cui è esposta la società è originato prevalentemente dai debiti finanziari a lungo termine. Tali debiti sono sia a tasso fisso che a tasso variabile.

I debiti a tasso fisso espongono la società a un rischio fair value. Relativamente al rischio originato da tali contratti la società non pone in essere particolari politiche di copertura, ritenendo che il rischio non sia significativo.

I debiti a tasso variabile espongono la società a un rischio originato dalla volatilità dei tassi (rischio di "cash flow"). Relativamente a tale rischio, ai fini della relativa copertura, la società fa ricorso a contratti derivati del tipo Interest Rate Swap (IRS), che trasformano il tasso variabile in tasso fisso, permettendo di ridurre il rischio originato dalla volatilità dei tassi.

Tramite l'utilizzo dei contratti IRS, la società, in accordo con le parti, scambia a specifiche scadenze la differenza tra i tassi fissi contrattati e il tasso variabile calcolato con riferimento al valore nozionale del finanziamento.

Ancorché, al momento della stipula di contratti derivati, il fine ultimo della società è la copertura dei rischi cui lo stesso è sottoposto, contabilmente, tali contratti non sono qualificati come strumenti di copertura secondo quanto previsto dallo IAS 39.

Si segnala inoltre che a seguito dell'accordo di ristrutturazione firmato il 29 dicembre 2014 le società Bialetti industrie S.p.A. e Bialetti Store S.r.l. a s.u. hanno fissato lo spread rispetto all'Euribor da applicare a tutte le

linee di credito oggetto della Manovra Finanziaria esistenti sino alla data del 31 dicembre 2017, fatto salvo il rispetto di taluni covenants finanziari.

___________________________________________________________________________________________________________

(e) Rischio prezzo

La società è esposta al rischio prezzo per quanto concerne gli acquisti di talune materie prime, il cui costo d'acquisto è soggetto alla volatilità del mercato.

Per gestire il rischio prezzo derivante dalle transazioni commerciali future, in precedenti esercizi caratterizzati dal mercato dei metalli maggiormente favorevole, la società ha perfezionato strumenti derivati sui metalli, fissando il prezzo degli acquisiti futuri previsti.

Ancorché, al momento della stipula di contratti derivati, il fine ultimo della società è la copertura dei rischi cui lo stesso è sottoposto, contabilmente, tali contratti non sono stati qualificati come strumenti di copertura.

Al 31 dicembre 2015 la Società non detiene strumenti finanziari derivati sui metalli.

4. Stime e assunzioni

La predisposizione dei bilanci richiede da parte degli amministratori l'applicazione di principi e metodologie contabili che, in talune circostanze, si poggiano su difficili e soggettive valutazioni e stime basate sull'esperienza storica e assunzioni che sono di volta in volta considerate ragionevoli e realistiche in funzione delle relative circostanze. L'applicazione di tali stime e assunzioni influenza gli importi riportati negli schemi di bilancio, quali lo stato patrimoniale, il conto economico, il conto economico complessivo, il prospetto delle variazioni di patrimonio netto e il rendiconto finanziario, nonché l'informativa fornita. I risultati finali delle poste di bilancio per le quali sono state utilizzate le suddette stime e assunzioni, possono differire da quelli riportati nei bilanci che rilevano gli effetti del manifestarsi dell'evento oggetto di stima, a causa dell'incertezza che caratterizza le assunzioni e le condizioni sulle quali si basano le stime.

Di seguito sono brevemente descritti i principi contabili che richiedono più di altri una maggiore soggettività da parte degli amministratori nell'elaborazione delle stime e per i quali un cambiamento nelle condizioni sottostanti le assunzioni utilizzate potrebbero avere un impatto significativo sul bilancio d'esercizio:

• Riduzione di valore delle attività

Le attività materiali e immateriali con vita definita sono oggetto di verifica al fine di accertare se si sia verificata una riduzione di valore, che va rilevata tramite una svalutazione, quando sussistono indicatori che facciano prevedere difficoltà per il recupero del relativo valore netto contabile tramite l'uso. La verifica dell'esistenza dei suddetti indicatori richiede da parte degli amministratori l'esercizio di valutazioni soggettive basate sulle informazioni disponibili all'interno della società e del mercato, nonché dall'esperienza storica. Inoltre, qualora venga determinato che possa essersi generata una potenziale riduzione di valore, la società procede alla determinazione della stessa utilizzando tecniche valutative ritenute idonee. La corretta identificazione degli elementi indicatori dell'esistenza di una potenziale riduzione di valore, nonché le stime per la determinazione delle stesse dipendono da fattori che possono variare nel tempo influenzando le valutazioni e stime effettuate dagli amministratori.

• Ammortamenti

L'ammortamento delle immobilizzazioni costituisce un costo rilevante per la società. Il costo delle immobilizzazioni materiali è ammortizzato a quote costanti lungo la vita utile stimata dei relativi cespiti. La vita utile economica delle immobilizzazioni della società è determinata dagli Amministratori nel momento in cui l'immobilizzazione è stata acquistata; essa è basata sull'esperienza storica per analoghe immobilizzazioni, condizioni di mercato e anticipazioni riguardanti eventi futuri che potrebbero avere impatto sulla vita utile, tra i quali variazioni nella tecnologia. Pertanto, l'effettiva vita economica può differire dalla vita utile stimata. La società valuta periodicamente i cambiamenti tecnologici e di settore per

aggiornare la residua vita utile. Tale aggiornamento periodico potrebbe comportare una variazione nel periodo di ammortamento e quindi anche della quota di ammortamento degli esercizi futuri.

___________________________________________________________________________________________________________

• Avviamento

In accordo con i principi contabili adottati per la redazione del bilancio, la Società Bialetti Industrie Spa verifica annualmente l'avviamento al fine di accertare l'esistenza di eventuali perdite di valore da rilevare a conto economico. In particolare, la verifica in oggetto comporta la determinazione del valore recuperabile delle unità generatrici di flussi finanziari. Tale valore è stato determinato sulla base del loro valore in uso. L'allocazione dell'avviamento alle unità generatrici di flussi finanziari e la determinazione del loro valore comporta l'assunzione di stime che dipendono da fattori che possono cambiare nel tempo con conseguenti effetti anche significativi rispetto alle valutazioni effettuate dagli Amministratori.

• Fondo svalutazione crediti

Il fondo svalutazione crediti riflette la miglior stima del management circa le perdite relative al portafoglio crediti nei confronti della clientela finale. Tale stima si basa sulle perdite che la società prevede di subire, determinate in funzione dell'esperienza passata, degli scaduti correnti e storici, dell'attento monitoraggio della qualità del credito e delle proiezioni circa le condizioni economiche e di mercato.

• Fondo obsolescenza magazzino

Le rimanenze finali di prodotti ritenuti obsoleti o di lento rigiro vengono periodicamente sottoposte a specifici test di valutazione, tenuto conto dell'esperienza passata, dei risultati storici conseguiti e della probabilità di realizzo dei beni in normali condizioni di mercato. Qualora dalle analisi in oggetto emerga la necessità di apportare delle riduzioni di valore alle giacenze, il management procede alle opportune svalutazioni.

• Fondo garanzia prodotto

Al momento della vendita di un bene la società stima i costi relativi all'effettuazione di interventi in garanzia e procede ad accantonare un apposito fondo. La Società costantemente opera per minimizzare gli oneri derivanti dagli interventi in garanzia e la qualità dei propri prodotti.

• Passività potenziali

La Società è soggetta a contenziosi di varia natura; stante le incertezze relative ai procedimenti in essere e la complessità degli stessi, il management si consulta con i propri consulenti legali e con esperti in materia legale e fiscale, accantonando appositi fondi quando ritiene probabile che possa verificarsi l'eventualità di un esborso finanziario e che tale esborso possa ragionevolmente essere stimato.

• Piani pensionistici

La Società partecipa a piani pensionistici i cui oneri vengono calcolati dal management, supportato da attuari consulenti della società, sulla base di assunzioni statistiche e fattori valutativi che riguardano in particolare il tasso di sconto da utilizzare, i tassi relativi alla mortalità ed al turnover.

• Imposte differite

La contabilizzazione delle imposte differite attive è effettuata sulla base delle aspettative di reddito attese negli esercizi futuri. La valutazione dei redditi attesi ai fini della contabilizzazione delle imposte differite dipende da fattori che possono variare nel tempo e determinare effetti significativi sulla valutazione delle imposte differite attive.

___________________________________________________________________________________________________________

• Stime del fair value

Il fair value degli strumenti finanziari quotati in un mercato attivo è basato sul prezzo quotato alla data di bilancio. Il fair value degli strumenti finanziari non scambiati in un mercato attivo è determinato con tecniche valutative. Le tecniche utilizzate sono varie e le assunzioni utilizzate sono basate sulle condizioni di mercato alla data del bilancio. In particolare:

___________________________________________________________________________________________________________

  • il fair value degli interest rate swaps è calcolato sulla base del valore attuale dei flussi di cassa futuri;
  • il fair value dei contratti di copertura a termine in valuta è determinato sulla base del valore attuale dei differenziali fra il cambio a termine contrattuale e il cambio a termine di mercato alla data di bilancio.

5. Attività disponibili per la vendita

Tra le attività al 31 dicembre 2015 non sono state identificate attività disponibili per la vendita.

6. Classificazione degli strumenti finanziari

Nelle seguenti tabelle vengono riportate le classi di strumenti finanziari presenti a bilancio, con l'indicazione dei criteri di valutazione applicati e, nel caso di strumenti finanziari valutati al fair value, dell'esposizione a conto economico o a conto economico complessivo. Nell'ultima colonna della tabella è riportato, ove applicabile, il fair value dello strumento finanziario.

Tipologia di strumenti finanziari Strumenti finanziari valutati al fair value con
variazione iscritta a
Strumenti finanziari
valutati al costo
ammortizzato
Partecipazioni e
titoli non quotati
valutati al costo
Valore di
Bilancio al
31.12.2015
Fair Value al
31.12.2015
(Euro) Conto economico Conto Economico
Complessivo
ATTIVITA'
- Disponibilità liquide - - 2.871.8
42
- 2.871.842 2.871.842
- Crediti verso clienti, netti - - 47.470.1
78
- 47.470.178 47.470.178
- Contratti a termine in valuta - - - - - -
- Strumenti finanziari su tassi di cambio - - - - - -
- Strumenti finanziari su tassi di interesse - - - - - -
- Strumenti finanziari su commodities - - - - - -
- Opzioni - - - - - -
- Attività finanziarie disponibili per la vendita - - - - - -
- Crediti finanziari correnti - - 22.663.3
38
- 22.663.338 22.663.338
- Altre attività correnti - - 5.644.5
60
- 5.644.560 5.644.560
- Altre attività non correnti - - 588.873 - 588.873 588.873
PASSIVITA'
- Debiti verso banche e finanziamenti - - 74.389.6
79
- 74.389.679 74.389.679
- Strumenti finanziari su tassi di cambio - - - - - -
- Strumenti finanziari su tassi di interesse - - - - - -
- Strumenti finanziari su commodities - - - - - -
- Debiti commerciali - - 25.881.726 - 25.881.726 25.881.726
- Altre passività correnti - - 8.317.8
02
- 8.317.802 8.317.802
- Altre passività non correnti - - 7.083.7
55
- 7.083.755 7.083.755
Tipologia di strumenti finanziari Strumenti finanziari valutati al fair value con
variazione iscritta a
Strumenti finanziari
valutati al costo
ammortizzato
Partecipazioni e
titoli non quotati
valutati al costo
Valore di
Bilancio al
31.12.2014
Fair Value al
31.12.2014
(Euro) Conto economico Conto Economico
Complessivo
ATTIVITA'
- Disponibilità liquide
- Crediti verso clienti, netti
- Contratti a termine in valuta
- Strumenti finanziari su tassi di cambio
- Strumenti finanziari su tassi di interesse
- Strumenti finanziari su commodities
- Opzioni
- Attività finanziarie disponibili per la vendita
- Crediti finanziari correnti
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
3.068.8
12
55.810.3
19
-
-
-
-
-
-
19.757.7
15
-
-
-
-
-
-
-
-
-
3.068.812
55.810.319
-
-
-
-
-
-
19.757.715
3.068.812
55.810.319
-
-
-
-
-
-
19.757.715
- Altre attività correnti
- Altre attività non correnti
-
-
-
-
7.634.5
03
768.899
-
-
7.634.503
768.899
7.634.503
768.899
PASSIVITA'
- Debiti verso banche e finanziamenti
- Strumenti finanziari su tassi di cambio
- Strumenti finanziari su tassi di interesse
- Strumenti finanziari su commodities
- Debiti commerciali
- Altre passività correnti
- Altre passività non correnti
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
78.206.7
36
-
-
-
33.991.527
3.434.3
41
255.343
-
-
-
-
-
-
-
78.206.736
-
-
-
33.991.527
3.434.341
255.343
78.206.736
-
-
-
33.991.527
3.434.341
255.343

NOTE ALLO STATO PATRIMONIALE

7. Immobilizzazioni materiali

La movimentazione della voce di bilancio "Immobilizzazioni materiali" nell'esercizio 2015 e nell'esercizio 2014 è riportata nelle seguenti tabelle (valori in migliaia di Euro):

Al 31 dicembre 2014 Investimenti Cessioni Riclassifiche Al 31 dicembre 2015
(migliaia di Euro)
Costo storico 800 - - - 800
Fondo ammortamento (192) (24) - - (216)
Terreni e fabbricati 608 (24) - - 584
Costo storico 24.069 187 (1.808) 868 23.316
Svalutazioni (61) - - - (61)
Fondo ammortamento (19.903) (1.032) 1.668 - (19.267)
Impianti e macchinari 4.105 (845) (140) 868 3.988
Costo storico 21.339 635 (1.516) 59 20.517
Svalutazioni (112) - - (112)
Fondo ammortamento (19.116) (1.033) 1.516 - (18.633)
Attrezzature industriali e commerciali 2.111 (398) - 59 1.772
Costo storico 2.792 9 (530) - 2.271
Fondo ammortamento (2.561) (86) 530 - (2.117)
Altri beni 231 (77) - - 154
Costo storico 974 15 (17) (927) 45
Fondo ammortamento - - - - -
Immobilizzazioni in corso ed acconti 974 15 (17) (927) 45
Costo storico 49.974 846 (3.871) - 46.949
Svalutazioni (173) - - - (173)
Fondo ammortamento (41.772) (2.175) 3.714 - (40.233)
Totale Immobilizzazioni materiali 8.029 (1.329) (157) - 6.543
Al 31 dicembre 2013 Investimenti Cessioni Riclassifiche Al 31 dicembre 2014
(migliaia di Euro)
Costo storico 800 - - - 800
Fondo ammortamento (168) (24) - - (192)
Terreni e fabbricati 632 (24) - - 608
Costo storico 24.560 13 (505) - 24.069
Svalutazioni (61) - - - (61)
Fondo ammortamento (19.063) (1.128) 289 - (19.903)
Impianti e macchinari 5.436 (1.115) (216) - 4.105
Costo storico 20.691 935 (413) 125 21.339
Svalutazioni (112) - - (112)
Fondo ammortamento (18.477) (1.025) 386 - (19.116)
Attrezzature industriali e commerciali 2.102 (90) (27) 125 2.111
Costo storico 2.813 50 (71) - 2.792
Fondo ammortamento (2.519) (113) 71 - (2.561)
Altri beni 294 (63) - - 231
Costo storico 178 927 (7) (125) 974
Fondo ammortamento - - - - -
Immobilizzazioni in corso ed acconti 178 927 (7) (125) 974
Costo storico 49.043 1.925 (995) - 49.974
Svalutazioni (173) - - - (173)
Fondo ammortamento (40.227) (2.290) 745 - (41.772)
Totale Immobilizzazioni materiali 8.643 (364) (250) - 8.029

Le immobilizzazioni materiali al 31 dicembre 2015 non includono beni dati a garanzia a fronte dei finanziamenti ricevuti dalla Società. Le immobilizzazioni materiali includono beni in leasing finanziario per un valore netto pari a Euro 706 migliaia al 31 dicembre 2015.

La data di scadenza dei contratti di leasing finanziario è fissata fra il 2015 e il 2021. Tali contratti includono opzioni di acquisto.

___________________________________________________________________________________________________________

Terreni e fabbricati

Non si rilevano incrementi significativi relativi alla voce Terreni e Fabbricati.

L'importo residuo delle rate di leasing è di Euro 233 migliaia ed il contratto ha scadenza nell'esercizio 2021.

___________________________________________________________________________________________________________

Impianti, macchinari e attrezzature, Immobilizzazioni materiali in corso

Gli incrementi si riferiscono principalmente all'ampliamento degli impianti produttivi per la tostatura del caffè (Euro 180 migliaia).

Relativamente agli impianti, macchinari ed attrezzature, si segnala l'investimento di Euro 60 migliaia circa per l'acquisto di nuovi stampi per le macchine espresso, per Euro 633 per l'acquisto di nuovi stampi pressofusione per la produzione di caffettiere. Le voci attrezzature industriali, impianti e macchinari ed altri beni sono diminuite per Euro 3,8 milioni a causa della cessione di macchinari per l'assemblaggio e confezionamento di caffettiere e per la vendita di forni, piastre e matrici.

La voce "immobilizzazioni in corso ed acconti" non evidenzia sostanziali variazioni per acquisti e cessioni.

8. Immobilizzazioni immateriali

La movimentazione della voce di bilancio "Immobilizzazioni immateriali" nell'esercizio 2015 e nell'esercizio 2014 è riportata nella seguente tabella (valori in migliaia di Euro):

Al 31 dicembre 2014 Investimenti Cessioni Riclassifiche Al 31 dicembre 2015
(migliaia di Euro)
Sviluppo prodotti 8.921 - - - 8.921
Fondo ammortamento (8.921) (0) - - (8.921)
Sviluppo prodotti 0 (0) - - (0)
Diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle
opere dell'ingegno
6.376 26 - - 6.402
Fondo ammortamento (5.956) (181) - - (6.136)
Diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione
delle opere dell'ingegno
421 (155) - - 266
Concessioni, licenze, marchi e diritti simili 9.148 - - - 9.148
Fondo ammortamento (9.013) (113) - - (9.126)
Concessioni, licenze, marchi e diritti simili 136 (113) - - 23
Avviamento 6.383 - - - 6.383
Fondo ammortamento (705) - - - (705)
Avviamento 5.678 - - - 5.678
Altre immobilizzazioni 6.776 - - - 6.776
Fondo ammortamento (6.714) (62) - - (6.776)
Altre immobilizzazioni 62 (62) - - 0
Immobilizzazioni in corso ed acconti 1.527 249 (250) - 1.526
Fondo ammortamento - - - - -
Immobilizzazioni in corso ed acconti 1.527 249 (250) - 1.526
Costo storico 39.131 275 (250) 0 39.156
Fondo ammortamento (31.309) (356) 0 0 (31.665)
Totale Immobilizzazioni immateriali 7.822 (81) (250) 0 7.492
Al 31 dicembre 2013 Investimenti Cessioni Riclassifiche Al 31 dicembre 2014
(migliaia di Euro)
Sviluppo prodotti 8.921 - - - 8.921
Fondo ammortamento (8.920) (1) - - (8.921)
Sviluppo prodotti 1 (1) - - 0
Diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle
opere dell'ingegno
6.220 156 - - 6.376
Fondo ammortamento (5.685) (270) - - (5.956)
Diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione
delle opere dell'ingegno
535 (114) - - 421
Concessioni, licenze, marchi e diritti simili 9.148 - - - 9.148
Fondo ammortamento (7.992) (504) - - (8.496)
Concessioni, licenze, marchi e diritti simili 1.156 (504) - - 652
Avviamento 6.383 - - - 6.383
Fondo ammortamento (1.222) - - - (1.222)
Avviamento 5.161 - - - 5.161
Altre immobilizzazioni 6.776 - - - 6.776
Fondo ammortamento (6.638) (76) - - (6.714)
Altre immobilizzazioni 138 (76) - - 62
Immobilizzazioni in corso ed acconti 1.278 249 - - 1.527
Fondo ammortamento - - - - -
Immobilizzazioni in corso ed acconti 1.278 249 - - 1.527
Costo storico 38.726 405 0 0 39.131
Fondo ammortamento (30.457) (851) 0 0 (31.309)
Totale Immobilizzazioni immateriali 8.269 (446) 0 0 7.822

La voce "Diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno" include i costi di software e dei brevetti aziendali; gli incrementi registrati nell'esercizio 2015 pari ad Euro 26 migliaia, si riferiscono a programmi utilizzati nell'area aziendale della tesoreria (Euro 7 migliaia) e del controllo di gestione (Euro 18 migliaia).

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La voce "Concessioni, licenze, marchi e diritti simili" include, oltre al marchio Bialetti, il marchio Aeternum acquisito nel 2006 ad Euro 1 milione, il cui valore netto contabile al 31 dicembre 2015 ammonta ad Euro zero, nonché il valore del marchio Girmi derivante dall'incorporazione della stessa nel 2010, il cui valore netto contabile al 31 dicembre 2015 risulta essere pari ad Euro zero.

L'incremento (Euro 249 migliaia) della voce "Immobilizzazioni in corso e acconti" si riferisce principalmente al progetto di riorganizzazione dei sistemi informativi e della struttura aziendale.

La tabella seguente dettaglia il valore iscritto a bilancio al 31 dicembre 2015 per la voce "Avviamento":
(in migliaia di Euro) Cash Generating Unit al 31 dicembre 2015 al 31 dicembre 2014
Avviamento Aeternum Cookware 1.052 1.052
Avviamento Bialetti Cookware 919 919
Totale Mondo Casa 1.971 1.971
Avviamento Bialetti Moka e Coffemaker 2.335 2.335
Avviamento Bialetti Espresso 1.372 1.372
Totale Mondo Caffè Bialetti 3.707 3.707
TOTALE COMPLESSIVO 5.678 5.678

Il valore residuo al 31 dicembre 2015 di ciascuno degli avviamenti è considerato recuperabile da Bialetti Industrie sulla base della determinazione dei corrispondenti valori in uso.

L'avviamento Aeternum origina nel febbraio 2006, quando Bialetti Industrie S.p.A. acquista il ramo d'azienda produttivo di Aeternum S.p.a. relativo alla produzione di pentolame in acciaio. Il valore dell'avviamento venne determinato come differenza tra il fair value delle attività e passività acquisite ed il prezzo d'acquisto

del ramo d'azienda produttivo. Fino all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2009, il ramo d'azienda produttivo Aeternum è stato considerato parte integrante dell'attività di Bialetti Industrie Spa e pertanto accomunato alla medesima cash generating unit dell'avviamento "Bialetti".

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L'avviamento Bialetti ha origine nel 2002 a seguito del conferimento a Bialetti Industrie S.p.A. del ramo d'azienda relativo alla produzione e commercializzazione di strumenti da cottura e caffettiere.

Il valore dell'avviamento Bialetti corrisponde al relativo valore netto contabile al 1 gennaio 2004 (data di transizione agli IFRS da parte del Gruppo Bialetti) determinato in applicazione dei principi contabili applicati da Bialetti Industrie S.p.A. precedentemente alla transazione agli IFRS.

Lo Ias 36 prevede che il valore dell'avviamento, in quanto a vita utile indefinita, non sia ammortizzato, ma soggetto ad una verifica del valore da effettuarsi almeno annualmente. Poiché l'avviamento non genera flussi di cassa indipendenti né può essere ceduto autonomamente, lo Ias 36 prevede una verifica del suo valore recuperabile in via residuale, determinando i flussi di cassa generati da un insieme di attività che individuano il complesso aziendale in cui appartiene.

La metodologia seguita nell'impairment test degli avviamenti è basata sull'attualizzazione dei flussi di cassa prospettici (Discounted Cash Flow) attesi da ciascuna cash generating unit.

Bialetti Industrie, a partire dall'esercizio 2011, identifica le unità generatrici di cassa (cosiddette Cash Generating Unit), coerentemente con le modifiche organizzative e di reporting direzionale. Tali CGU sono state confermate anche nel Piano Industriale 2013-2017 approvato in data 22 maggio 2014.

Mondo casa

  • Cookware: , l'insieme di strumenti da cottura e degli accessori da cucina identificati dai marchi "Aeternum, Bialetti" e "Rondine"; con riferimento a Bialetti Industrie S.p.A., a tale CGU è allocato integralmente l'avviamento Aeternum per Euro 1.052 migliaia e l'avviamento Bialetti per Euro 919 migliaia;
  • Girmi: marchio storico che caratterizza tutti i piccoli elettrodomestici per cottura di alimenti ed altre funzionalità di uso domestico. In riferimento al marchio Girmi, si rimanda al paragrafo relativo agli eventi significativi del 2015 dove è stato più accuratamente dettagliato il contratto preliminare di compravendita, sottoscritto tra Bialetti Industrie S.p.A. e Trevidea.

Mondo Caffè Bialetti

L'inserimento del Gruppo Bialetti Industrie nel settore del mercato del caffè porzionato, nonché del caffè in polvere, ha modificato il significato attribuito all'intera gamma dei prodotti Bialetti correlati alla commercializzazione del "caffè": ogni prodotto è concepito in quanto strumentale alla vendita dello stesso, dalla tradizionale caffettiera alle macchine per il caffè espresso.

  • Moka e coffe maker: l'insieme dei prodotti tradizionali offerti correlati alla preparazione del caffè, ossia caffettiere gas, caffettiere elettriche e relativi accessori; con riferimento a Bialetti Industrie SpA, a tale CGU è allocato l'avviamento Bialetti per Euro 2.335 migliaia;
  • Espresso: macchine elettriche e capsule per il caffè espresso tramite caffè porzionato in capsule di plastica e caffè in polvere e macchine elettriche e capsule in alluminio per la preparazione del caffè espresso utilizzabili esclusivamente attraverso la capsula esclusiva; con riferimento a Bialetti Industrie SpA, a tale CGU è allocato il residuo avviamento Bialetti per Euro 1.372 migliaia.

Tutti i Prodotti legati a tale "mondo" sono identificati dal marchio "Bialetti".

L'arco temporale di riferimento sui flussi di cassa utilizzati nel test di impairment è il periodo 2015-2017, con un valore terminale basato sul 2018. I valori utilizzati sono quelli del Piano 2013 – 2017 e dal Budget 2016

approvati dal Consiglio di Amministrazione di Bialetti Industrie S.p.A. rispettivamente in data del 22 maggio 2014 e 24 marzo 2016. Mentre l'anno 2018 è stato considerato "inerziale" rispetto al 2017.

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Nel modello di attualizzazione dei flussi di cassa futuri, alla fine del periodo di proiezione dei flussi di cassa è inserito un valore terminale per riflettere il valore residuo che ogni cash-generating unit dovrebbe generare. Il valore terminale rappresenta il valore attuale, all'ultimo anno della proiezione, di tutti i flussi di cassa successivi perpetuati. Il tasso di crescita del valore terminale è un parametro chiave nella determinazione del valore terminale stesso, perché rappresenta il tasso annuo di crescita di tutti i successivi flussi di cassa perpetuati. I tassi di attualizzazione, coerenti con i flussi, sono stati stimati mediante la determinazione del costo medio del capitale.

In particolare, i parametri utilizzati per la determinazione del valore recuperabile al 31 dicembre 2015 riferiti alle principali componenti di avviamento sono i seguenti:

tasso di crescita tasso di attualizzazione
Avviamento Cookware 1,6% 9,4%
Avviamento Moka e Coffee Maker 1,6% 9,1%
Avviamento Espresso 3,0% 9,1%

Mentre al 31 dicembre 2014 erano stati usati i seguenti parametri:

tasso di crescita tasso di attualizzazione
Avviamento Cookware
Avviamento Moka e Coffee Maker
0,0%
0,0%
$8,0\%$
8,0%
Avviamento Espresso 3.0% 8,0%

Sulla base degli assunti sopra riportati, i test di impairment hanno evidenziato i seguenti valori recuperabili per ciascun avviamento:

(migliaia di Euro) Cookware Moka e Coffemaker Espresso
Valore recuperabile* 6.100 48.900 1.800
Valore contabile al 31 dicembre 2015 1.970 2.336 1.372

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*Valore recuperabile pari alla differenza tra l'Equity Value (EV) e il Capitale Investito netto (CIN).

Mentre al 31 dicembre 2014 i valori recuperabili ammontavano a:

(migliaia di Euro) Cookware Moka e Coffemaker Espresso
Valore recuperabile* 36.888 34.597 8.948
Valore contabile al 31 dicembre 2014 1.970 2.336 1.372

*Valore recuperabile pari alla differenza tra l'Equity Value (EV) e il Capitale Investito netto (CIN).

L'analisi di sensitività sul valore recuperabile degli avviamenti condotta con riferimento ad un range di variazione +/- 0,5% dei tassi di crescita e +/- 0,5% del WACC sopra riportati evidenzia i seguenti valori:

(migliaia di Euro) Cookware Moka e Coffemaker Espresso
Valore Massimo 8.600 59.000 4.500
Valore Minimo 4.200 41.200 -

9. Partecipazioni in società controllate

Al 31 dicembre
2015
Al 31 dicembre
2014
Bialetti Deutschland 8.463 8.463
Cem Bialetti 14.393.312 14.393.312
Bialetti Store 5.877.247 5.877.247
Bialetti Girmi France 142.972 142.972
Bialetti Stainless Steel 3.426.012 3.426.012
Bialetti Houseware Ningbo Shanghai 210.000 60.000
Partecipazioni controllate 24.058.005 23.848.005

Nei prospetti successivi è indicata la movimentazione delle partecipazioni in società controllate nell'esercizio 2015 e nell'esercizio 2014; in particolare si osserva che nel corso del 2015 è stato effettuato un aumento di capitale della società controllata di diritto cinese denominata Bialetti Houseware Ningbo per l'importo di Euro 150.000.

(in Euro) Al 1 gennaio
2015
Incrementi/
(decrementi)
Svalutazioni Al 31 dicembre
2015
Bialetti Deutschland 8.463 - - 8.463
Cem Bialetti 14.393.312 - - 14.393.312
Bialetti Store 5.877.247 - - 5.877.247
Bialetti Girmi france 142.972 - - 142.972
Bialetti Stainless steel 3.426.012 - - 3.426.012
Bialetti Houseware Ningbo 60.000 150.000 - 210.000
Partecipazioni controllate 23.908.006 150.000 - 24.058.005

Qui di seguito si espongono dati essenziali relativi alle società controllate da Bialetti Industrie S.p.A. al 31 dicembre 2015 e al 31 dicembre 2014.

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Al 31 dicembre 2015
Società Sede Legale Capitale sociale (*) % di possesso Partecipazione Diretta/Indiretta
Bialetti Industrie S.p.A. Coccaglio (BS) 5.550.861 100% Diretta
Cem Bialetti Istanbul (Turchia) YTL 31.013.330 99,9% Diretta
SC Bialetti Stainless Steel Srl Dumbravesti (Romania) RON 15.052.060 100% Diretta
Bialetti Girmi France Sarl Parigi (Francia) 18.050 100% Diretta
Bialetti Deutschland GmbH Mannheim (Germania) 25.564 100% Diretta
Bialetti Spain S.L. Barcellona (Spagna) 3.200 100% Diretta
Triveni Bialetti Industries Private Limited Mumbai (India) INR 702.179.690 93,8% Diretta
Bialetti Store Srl Coccaglio (BS) 100.000 100% Diretta
Bialetti Houseware Ningbo Shanghai Ningbo (China) RMB 2.541.660 100% Diretta
Bialetti Store France Eurl Francia 20.000 100% Indiretta
Bialetti Store Spain Sl Spagna 20.000 100% Indiretta

(*) in Euro se non diversamente indicato

Al 31 dicembre 2014
Società Sede Legale Capitale sociale
(*)
% di possesso Partecipazione
Diretta/Indiretta
Bialetti Industrie S.p.A. Coccaglio (BS) 5.550.861 100% Diretta
Cem Bialetti Istanbul (Turchia) YTL 31.013.330 99,9% Diretta
SC Bialetti Stainless Steel Srl Dumbravesti (Romania) RON 15.052.060 100% Diretta
Bialetti Girmi France Sarl Parigi (Francia) 18.050 100% Diretta
Bialetti Deutschland GmbH Mannheim (Germania) 25.564 100% Diretta
Bialetti Spain S.L. Barcellona (Spagna) 3.200 100% Diretta
Triveni Bialetti Industries Private Limited
Bialetti Store Srl
Mumbai (India) INR 702.179.690
100,000
93.8%
100%
Diretta
Diretta
Bialetti Houseware Wfoe Coccaglio (BS) RMB 2.541.660 100% Diretta
Ningbo (Cina)

Si rimanda agli allegati la presentazione dei dati essenziali dell'ultimo bilancio di ognuna delle società partecipate.

Sulle partecipazioni non sono costituite garanzie reali.

La seguente tabella riporta il confronto tra il valore di iscrizione a bilancio delle partecipazioni in società controllate ed il corrispondente patrimonio netto al 31 dicembre 2015.

(in Euro) Al 31 dicembre 2015
Valore netto contabile
Patrimonio netto Differenza
Bialetti Deutschland 8.463 (10.346) 18.809
Cem Bialetti 14.393.312 4.969.815 9.423.497
Bialetti Store 5.877.247 1.762.549 4.114.698
Bialetti Girmi france 142.972 1.238.736 (1.095.764)
Bialetti Stainless steel 3.426.012 1.693.229 1.732.783
Bialetti Houseware Ningbo 210.000 42.210 167.790
Partecipazioni controllate 24.058.005 9.696.193 14.361.813
Al 31 dicembre 2014
(in Euro) Valore netto contabile Patrimonio netto Differenza
Bialetti Deutschland 8.463 (10.346) 18.809
Cem Bialetti 14.393.312 4.969.815 9.423.497
Bialetti Store 5.877.247 1.762.549 4.114.698
Bialetti Girmi france 142.972 1.238.736 (1.095.764)
Bialetti Stainless steel 3.426.012 1.693.229 1.732.783
Bialetti Houseware Ningbo 60.000 42.210 17.790
Partecipazioni controllate 23.908.005 9.696.193 14.211.813

Ad eccezione della partecipazione in Triveni Bialetti, il cui valore recuperabile è basato sugli accordi di cessione del relativo ramo d'azienda sottoscritto in data 19 maggio 2011, per le restanti partecipazioni il cui valore netto contabile è superiore alla corrispondente quota di patrimonio netto, il maggior valore recuperabile è supportato sulla base dell'attualizzazione dei flussi di cassa prospettici per il periodo 2015- 2017 con la determinazione di un valore terminale basato sul 2018. I flussi finanziari del periodo 2015-2017 sono basati sul Piano Industriale 2013-2017 e dal Budget 2016 predisposto dagli amministratori di Bialetti Industrie S.p.A. ed opportunamente approvati dal Consiglio di Amministrazione rispettivamente in data 24 maggio 2014 e 24 marzo 2016, il quale prevede l'applicazione dei seguenti tassi di crescita:

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  • o Cem Bialetti 4,8% (3,5% nel 2014)
  • o Bialetti Store S.r.l. a s.u. 1,6% (0% nel 2014)
  • o Bialetti Stainless Steel 2,2% (2% nel 2014)

I flussi di cassa associati a ciascuna società sono stati attualizzati applicando tassi coerenti con i flussi di riferimento. In particolare, i parametri utilizzati per la determinazione dei valori recuperabili al 31 dicembre 2015, riferiti a ciascuna delle tre società sono i seguenti:

o Cem Bialetti 16,2% Wacc (11,7% nel 2014)
o Bialetti Store Srl 9,3% Wacc (8,0% nel 2014)
o Bialetti Stainless Steel 13,3% Wacc (12,5% nel 2013)

Sulla base degli assunti sopra riportati i test di impairment del valore delle partecipazioni hanno evidenziato i seguenti valori:

(migliaia di Euro) CEM
Bialetti Store
Bialetti
Stainless Steel
Valore recuperabile 16.700 25.700 4.100
Valore contabile al 31 dicembre 2015 14.393 4.859 3.426

___________________________________________________________________________________________________________

Mentre, nel 2014, i test di impairment avevano evidenziato i seguenti valori:

( in migliaia di Euro) Cem Bialetti Store Bialetti Stainless
Steel
Valore recuperabile 17.417 20.377 3.776
Valore contable al 31 dicembre 2014 14.393 4.859 3.426

L'analisi di sensitività sul valore recuperabile delle partecipazioni condotta con riferimento ad un range di variazione +/- 0,5% dei tassi di crescita e di +/- 0,5% del WACC sopra riportati evidenzia i seguenti valori:

(migliaia di Euro) CEM Bialetti Store Bialetti
Stainless Steel
Valore Massimo 19.500 30.800 5.200
Valore Minimo 14.300 21.800 3.200

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10. Crediti per imposte differite attive e debiti per imposte differite passive

Crediti per imposte differite attive

Tali crediti si riferiscono ad imposte calcolate su differenze temporanee tra il valore contabile delle attività e passività ed il relativo valore fiscale. Di seguito è fornito il dettaglio e la movimentazione delle imposte differite attive per l'anno 2015 e 2014:

Al 1 gennaio 2015 Rilevazione Utilizzi Al 31 dicembre 2015 Breve termine Lungo termine
(in Euro)
Fondo svalutazione magazzino 399.877 81.420 - 481.297 481.297 -
Marchi 680.021 68.153 (141.973) 606.202 141.973 464.229
Fondo svalutazione crediti 2.021.718 155.650 (11.485) 2.165.884 2.165.884 -
Deducibilità interessi passivi 1.750.878 192.614 (226.168) 1.717.324 - 1.717.324
Altro 398.224 84.205 - 482.429 482.429 -
Imposte anticipate 5.250.718 582.042 (379.625) 5.453.135 3.271.582 2.181.553
Al 1 gennaio 2014 Rilevazione Utilizzi Al 31 dicembre 2014 Breve termine Lungo termine
(in Euro)
Fondo svalutazione magazzino 229.723 170.154 - 399.877 399.877 -
Marchi 594.231 114.160 (28.370) 680.021 28.370 651.652
Fondo svalutazione crediti 1.794.316 231.725 (4.323) 2.021.718 2.021.718 -
Deducibilità interessi passivi 1.645.969 104.910 - 1.750.878 - 1.750.878
Perdite fiscali 1.923.017 - (1.923.017) -- -- -
Altro 430.578 62.518 (94.872) 398.224 398.224 -
Imposte anticipate 6.617.834 683.467 (2.050.582) 5.250.718 2.848.188 2.402.530

L'iscrizione a bilancio delle imposte anticipate è stata fatta in quanto vi è la ragionevole certezza dell'esistenza, negli esercizi in cui si riverseranno, di redditi imponibili non inferiori alle differenze che si andranno ad annullare.

Debiti per imposte differite passive

Tale voce si riferisce ad imposte passive calcolate sulle differenze temporanee tra il valore contabile delle attività e passività ed il relativo valore fiscale. Di seguito è fornito il dettaglio e la movimentazione delle imposte differite passive per l'anno 2015 e 2014:

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(in Euro) Al 1 gennaio 2015 Rilevazione Utilizzi Al 31 dicembre 2015 Breve termine Lungo termine
Effetto impianti e macchinari Ias 17
Attualizzazione Tfr - Ias 19
27.649
993
-
10.533
(6.734)
-
20.915
11.526
-
-
20.915
11.526
Imposte differite 28.642 10.533 (6.734) 32.441 - 32.441
Attualizzazione Tfr - Ias 19 993 - - 993 - 993
Effetto impianti e macchinari Ias 17 60.950 - (33.301) 27.649 - 27.649
(in Euro) Al 1 gennaio 2014 Rilevazione Utilizzi Al 31 dicembre 2014 Breve termine Lungo termine

11. Crediti ed altre attività non correnti

La voce in oggetto risulta dettagliabile come segue:

Al 31 dicembre, Al 31 dicembre,
2015 2014
Finanziamento a Triveni Bialetti Industrie 373.942 373.942
Partecipazioni in altre imprese 115.517 119.887
Depositi cauzionali 99.414 143.616
Crediti v/controllante per consolidato fiscale - 51.454
Altri crediti - 80.000
Totale crediti ed altre attività non correnti 588.87
3
768.899

La voce durante l'esercizio 2015 ha subito un sensibile decremento.

Durante l'anno infatti sono diminuiti i crediti verso la controllante Bialetti Holding S.r.l. u.s. relativi al contratto di consolidato fiscale in essere tra le due società fino al 31 dicembre 2015, così come la voce Altri crediti che al 31 dicembre 2014 era composta da un credito vantato da Industrie verso il Presidente del Consiglio di Amministrazione e Amministratore Delegato Francesco Ranzoni, ora riclassificato nella voce crediti correnti.

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Anche la voce Depositi cauzionali ha registrato un decremento di circa 45 mila Euro.

12. Rimanenze

La voce in oggetto risulta dettagliabile come segue:

(in Euro) Al 31 dicembre,
2015
Al 31 dicembre,
2014
Prodotti finiti
Materie prime
Prodotti in corso di lavorazione
Acconti a fornitori
17.298.565
393.145
4.692.982
1.307.854
13.697.643
406.088
6.351.478
745.754
(Fondo obsolescenza) (1.532.792) (1.273.494)
Totale Rimanenze 22.159.753 19.927.468

Confrontando i valori di magazzino, si rileva un incremento delle rimanenze nette di circa Euro 2,2 milioni riconducibile alla gestione delle scorte per i nuovi punti vendita di Bialetti Store S.r.l.

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A fronte delle rimanenze obsolete o a lento rigiro, la Società stanzia regolarmente un apposito fondo determinato sulla base della loro possibilità di realizzo o utilizzo futuro.

Al 31 dicembre il fondo ammonta ad Euro 1,5 milioni circa, a seguito di un accantonamento di Euro 259 migliaia.

(in Euro) Fondo
obsolescenza
Saldo al 31/12/2014 (1.273.492)
Accantonamenti (259.298)
Saldo al 31/12/2015 (1.532.790)

13. Crediti verso clienti

La voce in oggetto risulta dettagliabile come segue:

(in Euro) Al 31 dicembre,
2015
Al 31 dicembre,
2014
Valore lordo
(Fondo svalutazione crediti)
55.791.165
(8.320.987)
63.471.729
(7.661.410)
Totale 47.470.178 55.810.319

Il saldo dei crediti commerciali netti è diminuito di Euro 8,3 milioni rispetto al precedente esercizio.

L'importo dei crediti esposto in bilancio non è stato oggetto di attualizzazione, in quanto tutti i crediti sono esigibili a breve termine.

Fondo svalutazione
crediti
Valore finale al 31 dicembre 2014 7.661.408
Accantonamenti
Utilizzi
701.340
(41.763)
Valore finale al 31 dicembre 2015 8.320.985
Valore finale al 31 dicembre 2013 6.809.226
Accantonamenti
Utilizzi
1.135.082
(282.900)
Valore finale al 31 dicembre 2014 7.661.408

L'accantonamento al fondo svalutazione crediti è pari a 0,7 milioni di Euro. Tale accantonamento è principalmente dovuto a clienti incorsi in procedure concorsuali a causa del contesto economico generale particolarmente difficile. Gli importi iscritti tra i crediti commerciali in Italia non sono coperti da garanzie mentre è in essere una copertura assicurativa per i crediti commerciali estero.

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Al 31 dicembre 2015 e 2014 l'analisi dei crediti commerciali al netto della relativa svalutazione è la seguente:

Scaduti
(Euro) Totale Non scaduti 0-30 gg 30-60 gg 60 e oltre
Crediti al 31/12/2015 47.470.178 27.125.130 743.752 581.038 19.020.258
di cui intercompany 8.141.400 5.408.763 2.728 0 2.729.909
Crediti al 31/12/2014 55.810.319 33.711.480 4.007.027 1.401.841 16.689.972
di cui intercompany 7.046.976 4.244.541 173.651 106 2.628.678

14. Attività finanziarie disponibili per la vendita

Tale voce accoglie le attività finanziarie che possono essere oggetto di cessione al 31 dicembre 2015 non si rilevano attività finanziarie disponibili per la vendita.

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15. Crediti tributari

La voce in oggetto risulta dettagliabile come segue:

(in Euro) Al 31 dicembre,
2015
Al 31 dicembre,
2014
Irap
Altri crediti
313.818
405.624
114.024
447.383
Totale Crediti tributari 719.443 561.407

16. Crediti ed altre attività correnti

La voce in oggetto risulta dettagliabile come segue:

Al 31 dicembre, Al 31 dicembre,
(in Euro) 2015 2014
Ratei e risconti 174.020 410.031
Fornitori c/anticipi 4.851.644 4.553.092
Crediti verso altri 387.723 1.210.746
Derivati 151.173 1.460.634
Crediti verso amministratori 80.000
Totale Crediti ed altre attività correnti 5.644.560 7.634.503

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I "fornitori conto anticipi" includono acconti a fronte di prestazioni di servizi.

I "crediti ed altre attività correnti" sono notevolmente decrementati registrando una diminuzione di circa Euro 2 milioni, soprattutto relativamente alle voci "Derivati" e "Crediti verso altri". Durante l'anno è sorto un credito verso gli amministratori di Euro 80.000, derivante dalla voce Crediti ed altre attività non correnti.

La tabella di seguito riporta il dettaglio delle attività e passività connesse agli strumenti derivati:

Al 31 dicembre 2015 Al 31 dicembre 2014
attivo passivo attivo passivo
Strumenti finanziari su tassi di interesse
Strumenti finanziari su tassi di cambio
-
151.173
-
-
-
1.460.634
-
-
Totale 151.173 - 1.460.634 -

Il fair value dei derivati è determinato con tecniche di valutazione basate sui variabili osservabili sui mercati attivi (livello 2).

Il valore nozionale degli strumenti derivati in essere al 31 dicembre 2015 e 2014 è riportato nella seguente tabella:

Al 31 dicembre Al 31 dicembre
Strumento 2015 2014
Future Acquisto USD 44.500.000 29.000.000

17. Crediti Finanziari Correnti

I crediti finanziari correnti si riferiscono interamente ai crediti verso le controllate Bialetti Store S.r.l. a s.u., Bialetti Girmi France, Cem Bialetti e Bialetti Stainless Steel derivanti dalla sottoscrizione di un accordo di conto corrente intersocietario, in forza del quale, a scadenze periodiche prefissate, Bialetti Industrie S.p.A. provvede al calcolo delle posizioni nette debitorie o creditorie (scaturenti da rapporti di natura commerciale) e provvede al pagamento degli sbilanci attraverso addebito o accredito di tale conto corrente intersocietario unitamente agli interessi maturati. Durante l'anno è stato sottoscritto lo stesso contratto anche con le società del gruppo Bialetti Store France E.u.r.l. e Bialetti Store Spain S.l..

(in Euro) Al 31 dicembre,
2015
Al 31 dicembre,
2014
Cem Bialetti
SC Bialetti Stainless Steel Srl
3.344.954
8.513.876
3.210.882
8.462.854
Bialetti Store Srl
Bialetti Store Spain
9.569.816
94.507
8.083.979
-
Crediti finanziari derivati 1.140.184
Totale crediti finanziari correnti 22.663.338 19.757.715

La voce "Crediti finanziari derivati" si riferisce al fair value di contratti derivati Euro/Dollaro USA chiusi anticipatamente ma che al 31 dicembre 2015 non hanno ancora raggiunto la loro scadenza naturale. Durante l'anno è sorto un credito finanziario anche nei confronti della società Bialetti Store Spain, entrata a far parte del gruppo nel 2015.

18. Disponibilità liquide

La voce in oggetto rappresenta la momentanea disponibilità di cassa impiegata a condizioni in linea con i tassi di mercato ed è composta come segue:

Al 31 dicembre, Al 31 dicembre,
(in Euro) 2015 2014
Depositi bancari e postali 2.863.916 3.063.637
Denaro e valori 7.926 5.175
Totale Disponibilità liquide 2.871.842 3.068.812
di cui:
Disponibilità liquide non vincolate 1.888.692 2.348.968
Disponibilità liquide vincolate 983.150 719.844

Le disponibilità liquide vincolate si riferiscono a taluni contratti derivati sottoscritti dalla società che comportano l'obbligo di vincolare parte delle proprie disponibilità.

19. Patrimonio netto

Il capitale sociale al 31 dicembre 2015 è pari a Euro 7.899.502 interamente sottoscritto e versato ed è suddiviso in n. 74.835.441 azioni ordinarie senza valore nominale. Durante l'anno, come di seguito dettagliato, è stato effettuato un aumento di capitale sociale; la tabella di seguito riportata evidenzia in dettaglio le voci di patrimonio netto.

(in Euro) Al 31 dicembre,
2015
Al 31 dicembre,
2014
Numero di azioni
Capitale sociale
Versamento soci in conto futuro
107.898.543
7.899.502
74.835.441
5.452.832
aumento di capitale sociale
Riserva sovraprezzo azioni
-
10.883.650
9.083.000
-
Altre riserve
Risultati portati a nuovo
(29.419)
7.859.120
(198.414)
5.104.405
Totale Patrimonio netto 26.612.853 19.441.823

Il numero di azioni in circolazione a inizio esercizio è stato pari a nr. 74.835,441 mentre a fine esercizio è stato pari a nr. 107.898.543.

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Il capitale sociale è composto da numero 108.063.102 azioni ordinarie prive del valore nominale, come da delibera dell'Assemblea straordinaria del 20 giugno 2012.

Alla data della presente relazione il capitale sociale sottoscritto e versato ammonta ad Euro 7.997.530,55. Bialetti Industrie S.p.A. detiene, al 31 dicembre 2015, nr. 164.559 azioni proprie pari allo 0,15% del capitale sociale.

L'Assemblea straordinaria degli azionisti del 27 giugno 2014 ha attribuito al Consiglio di Amministrazione, ai sensi dell'art. 2443 del Codice Civile per il periodo di cinque anni dalla data della deliberazione, la delega ad aumentare a pagamento, in una o più tranche, il capitale sociale della società, anche in via scindibile fino ad un importo massimo complessivo di Euro 25.000.000,00 comprensivo del sovrapprezzo, mediante l'emissione di azioni ordinarie della Società da offrirsi alternativamente, in tutto o in parte (i) in opzione ai soci, oppure (ii) in sottoscrizione a terzi, con possibile esclusione del diritto di opzione ai sensi del quarto comma dell'art 2441 del Codice Civile, oppure (iii) in sottoscrizione a terzi, con esclusione o limitazione del diritto di opzione ai sensi del quinto comma dell'art 2441 del Codice Civile.

Il Consiglio di Amministrazione in data 15 gennaio 2015 e 7 luglio 2015 ha deliberato di esercitare parzialmente - per complessivi massimi Euro 13,9 milioni comprensivi di sovrapprezzo - la delega per l'aumento di capitale a pagamento e scindibile, conferita dalla predetta Assemblea.

Durante il periodo di offerta, iniziato il 13 luglio 2015 e conclusosi il 30 luglio 2015, estremi inclusi (il "Periodo di Offerta") sono stati esercitati n. 71.308.860 diritti di opzione per la sottoscrizione di n. 32.088.987 Azioni, corrispondenti al 95,3% del totale delle Azioni offerte, per un controvalore complessivo di Euro 13.316.929,6.

Ai sensi dell'articolo 2441, terzo comma, del codice civile, Bialetti ha offerto in Borsa (l'"Offerta in Borsa") i n. 3.526.580 diritti di opzione non esercitati nel Periodo di Offerta (i "Diritti Inoptati").

L'Offerta si è conclusa con l'emissione di n. 33.063.102 Azioni, per un controvalore complessivo di Euro 13.721.187,33 pari al 98,18% dell'Offerta. Si precisa che n. 21.886.740 Azioni, corrispondenti al 64,9% del totale delle Azioni offerte, sono state sottoscritte dall'azionista di controllo Bialetti Holding S.r.l. tramite utilizzo di versamenti in conto futuro aumento di capitale, per l'importo complessivo di Euro 9.082.997,1. I proventi netti per cassa dell'aumento di capitale ammontano pertanto a Euro 4.638.190,23.

Il nuovo capitale sociale di Bialetti risulta pertanto pari ad Euro 7.997.530,55 suddiviso in n. 108.063.102 azioni ordinarie prive di indicazione del valore nominale.

I dati sopra esposti sono aggiornati sulla base delle informazioni ricevute sino al 24 marzo 2016.

Nel prospetto di seguito riportato viene fornita l'analisi del patrimonio netto sotto i profili della disponibilità e della distribuibilità.

Natura/Descrizione Importo Possibilità di utilizzazione Quota distribuibile Note
Capitale Sociale 7.899.502 > per copertura perdite
Versamento soci in conto futuro
aumento di capitale sociale
0 > per aumento di capitale
Riserva sovrapprezzo azioni 10.883.650 > per aumento di capitale
> per copertura perdite
> per distribuzione ai soci
10.883.650 (1) (2) (3) (4)
Riserva legale 263.397 > per copertura perdite 263.397 (1) (2) (3) (4)
Riserva utili (perdite) attuariali (292.816) > per aumento di capitale
> per copertura perdite
(292.816)
Utile(Perdita) esercizio precedenti 4.953.611 > per aumento di capitale
> per copertura perdite
> per distribuzione ai soci
4.953.611 (1) (2)
Utile(Perdita) Esercizio 2015 2.905.509 > per aumento di capitale
> per copertura perdite
> per distribuzione ai soci
2.905.509 (1) (2)
Totale 26.612.853

(1) Ai sensi dell'Art. 2426 comma n. 5 c.c. possono essere distribuiti dividendi solo se residuano riserve disponibili sufficienti a coprire l'ammontare dei Costi di Impianto e di Ampliamento, di Ricerca, Sviluppo e di Pubblicità non ancora ammortizzati.

(2) Ai sensi dell'Art. 2426 comma n.8-bis) c.c. l'utile netto derivante dalla valutazione delle attività e passività in valuta deve essere considerato non distribuibile fino al realizzo dei relativi utili e perdite su cambi.

20. Debiti ed altre passività finanziarie

La voce in oggetto risulta dettagliabile come segue:

Al 31 dicembre 2015 Al 31 dicembre 2014
(in migliaia di Euro) Tasso fisso Tasso variabile Totale Tasso fisso Tasso variabile Totale
Finanziamenti da banche - 72.638.584 72.638.584 - 77.604.716 77.604.716
Inferiore all'anno - 60.781.646 60.781.646 - 62.503.318 62.503.318
1 - 2 anni - 4.832.448 4.832.448 - 3.244.000 3.244.000
2 - 3 anni - 2.226.039 2.226.039 - 4.834.000 4.834.000
3 - 4 anni - 3.512.245 3.512.245 - 4.453.000 4.453.000
4 - 5 anni - 1.286.206 1.286.206 - 2.570.398 2.570.398
Superiori a 5 anni - - - - - -
Finanziamenti da società di leasing - 232.633 232.633 - 287.204 287.204
Inferiore all'anno - 36.871 36.871 - 34.960 34.960
1 - 2 anni - 38.886 38.886 - 40.426 40.426
2 - 3 anni - 41.012 41.012 - 38.886 38.886
3 - 4 anni - 43.253 43.253 - 41.012 41.012
4 - 5 anni - 45.617 45.617 - 43.253 43.253
Superiori a 5 anni - 26.994 26.994 - 88.668 88.668
Finanziamenti da società di factoring - 618.000 618.000 - (184.951) (184.951)
Inferiore all'anno - 618.000 618.000 - (184.951) (184.951)
Finanziamenti da Società del Gruppo - 900.461 900.461 - 499.767 499.767
Inferiore all'anno - 900.461 900.461 - 499.767 499.767
Totale Debiti ed altre passività finanziarie - 74.389.678 74.389.678 - 78.206.736 78.206.736

Come già dettagliatamente descritto nella nota integrativa del bilancio al 31 dicembre 2014, ricordiamo che in data 29 dicembre 2014 Bialetti Industrie S.p.A., unitamente alla propria controllata Bialetti Store S.r.l a s.u., ha sottoscritto con le principali banche finanziatrici un accordo di risanamento dell'indebitamento,

accordo stipulato ai sensi dell'art. 67 della Legge Fallimentare, finalizzato a supportare il Gruppo Bialetti nell'attuazione del piano industriale, economico e finanziario 2013-2017.

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L'Accordo attuativo della Manovra prevede principalmente quanto di seguito indicato:

• il riscadenziamento dei mutui chirografari in essere, pari a circa Euro 11 milioni, mediante la rimodulazione del relativo piano di ammortamento con un preammortamento fino al 31 dicembre 2015, con regolare pagamento degli interessi sul capitale residuo. La scadenza dei nuovi piani di ammortamento e prevista per il 31 dicembre 2019;

• il riscadenziamento del debito di Euro 3,9 milioni, garantito da pegno di primo grado sui marchi "Girmi" ed "Aeternum" di proprietà di Bialetti Industrie, mediante la previsione di un piano di preammortamento dall'ultima rata corrisposta fino al 31 dicembre 2015. I pagamenti riprenderanno ad essere effettuati nel 2016 con l'estinzione integrale prevista nel 2016;

• l'impegno delle Banche Finanziatrici a confermare fino al 31 dicembre 2017 le linee a breve termine di natura autoliquidante nelle diverse forme tecniche, ossia, linea promiscua di Euro 73,4 milioni e fidi di cassa pari ad Euro 5,7 milioni, per un totale di Euro 79,1 milioni, con pagamento periodico degli interessi dovuti. Si ricorda che la linea promiscua prevede la possibilità di utilizzo, alternativamente, per l'anticipazione di effetti Sbf, fatture (Italia ed estero) o per il finanziamento all'importazione. Non è prevista invece la possibilità di utilizzo per cassa. Per quanto riguarda il finanziamento all'importazione, la linea promiscua prevede un sotto limite di utilizzo pari a massimo Euro 31 milioni;

• il rispetto di determinati covenants finanziari, legati ai livelli di rapporto tra (i) la Posizione finanziaria netta e il Patrimonio netto (valori non superiori a 12 primo livello e 13,8 secondo livello) e (ii) la Posizione finanziaria netta e l'Ebitda (valori non superiori a 5,4 primo livello e 6,2 secondo livello), con riferimento ai dati risultanti dai bilanci consolidati annuali e semestrali del Gruppo Bialetti. In base alle risultanze al 31 dicembre 2015, tutti i covenants finanziari sono stati rispettati.

● un accordo di rimodulazione dei pagamenti dei canoni di locazione rivenienti dai contratti in essere con la controllante Bialetti Holding S.r.l., finalizzato a contribuire al Piano di Risanamento. A sua volta, Bialetti Holding S.r.l. ha sottoscritto, sempre in data 29 dicembre 2014, con i propri istituti finanziatori, un accordo di risanamento attestato ex art. 67 del R.D. 16 marzo 1942 n. 267;

A seguito della firma dell'Accordo, la quota dei finanziamenti con scadenza non corrente ricompresa negli accordi di ristrutturazione è stata classificata nello stato patrimoniale al 31 dicembre 2015 tra i debiti finanziari non correnti.

Di seguito viene evidenziato (in migliaia di Euro) lo schema della posizione finanziaria netta secondo quanto raccomandato da Consob (in migliaia di Euro).

31 dicembre 2015 31 dicembre 2014
A Cassa 2.872 3.069
B Altre disponibilità liquide
C Titoli detenuti per la negoziazione 0 0
D=A+B+C Liquidità 2.872 3.069
E Crediti finanziari correnti 22.663 19.758
E bis Crediti finanziari lungo termine 0 0
F Debiti bancari correnti 57.537 62.503
G Parte corrente dell'indebitamento non corrente 3.244 0
H Altri debiti finanziari correnti 1.555 350
I Totale debiti finanziari correnti 62.337 62.853
J=I-E-D Indebitamento finanziario corrente netto 36.802 40.027
K Debiti bancari non correnti 11.857 15.101
L Obbligazioni emesse 0 0
M Altri debiti non correnti 196 252
N=K+L+M Indebitamento finanziario non corrente 12.053 15.354
O=J+N Indebitamento finanziario netto 48.854 55.380

21. Benefici ai dipendenti

La voce in oggetto risulta dettagliabile come segue:

Al 31 dicembre, Al 31 dicembre,
2015 2014
Trattamento di fine rapporto 1.332.658 1.438.827
Totale Benefici ai dipendenti 1.332.658 1.438.827
Valore finale 31 dicembre 2014 1.438.827
Costo per prestazioni di lavoro 22.338
(Utili) Perdite attuariali (65.256)
Liquidazioni/anticipazioni (63.251)
Valore finale 31 dicembre 2015 1.332.658
Al 31 dicembre, Al 31 dicembre,
2015 2014
IPOTESI ECONOMICHE
Incremento del costo della vita: 1,50% 0,60%
Tasso di attualizzazione: 2,30% 1,86%
Tasso annuo di incremento TFR: 2,625% 1,95%
Incremento retributivo: 1,00% 1,00%
IPOTESI DEMOGRAFICHE
Probabilità di decesso : Sono state considerate le probabilità di decesso
Probabilità di invalidità : Sono state considerate le probabilità d'inabilità,
Probabilità di anticipazione: Sono state considerate delle frequenze annue del
Probabilità di dimissioni : Sono state considerate delle frequenze annue del
Probabilità di pensionamento: Si è supposto il raggiungimento del 100% dei
Probabilità di anticipazione: Si è supposto un valore anno per anno pari al 3%
Al 31 dicembre,
2015 2014
IPOTESI ECONOMICHE
Incremento del costo della vita: 1,50% per il 2016
1,8% per il 2017 0,6% per il 2015
1,7% per il 2018 1,2% per il 2016
1,6% dal 2019 1,5% per il 2017 e 2018
2,0% dal 2020 in poi 2% dal 2019 in poi
Tasso di attualizzazione: 2,30% 1,86%
Tasso annuo di incremento TFR: 2,625% per il 2016 1,950% per il 2015
2,85% per il 2017 2,4% per il 2016
2,775% per il 2018 2,625% per il 2017 e 2018
2,70% per il 2019 3% dal 2019 in poi
3% dal 2020 in poi
Incremento retributivo: 1% 1%
IPOTESI DEMOGRAFICHE
Probabilità di decesso : Sono
state
considerate
decesso
della
popolazione
dall'ISTAT nell'anno 2000 distinte per sesso.
le probabilità
di
italiana
rilevate
Probabilità di invalidità : 1987 Sono state considerate le probabilità d'inabilità,
distinte per sesso, adottate nel modello INPS
per le proiezioni al 2010. Tali probabilità sono
state costruite partendo dalla distribuzione per
età e sesso delle pensioni vigenti al 1 gennaio
Probabilità di dimissioni : del 7,5% Sono state considerate delle frequenze annue
Probabilità di pensionamento: Si è supposto il raggiungimento del primo dei
requisiti pensionabili validi per l'Assicurazione
Generale Obbligatoria.
Probabilità di anticipazione: 3% Si è supposto un valore anno per anno pari al

22. Fondi rischi

La composizione della voce dei fondi è riportata nella seguente tabella:

Al 31 dicembre Al 31 dicembre
2015 2014
Fondo quiescenza 371.840 382.729
Fondo garanzia prodotto 349.071 349.071
Fondi rischi 121.196 368.196
Fondo copertura perdite controllate 1.170.549 1.170.549
Fondi rischi 2.012.657 2.270.545

Il fondo quiescenza è stato costituito a fronte del rischio derivante dalla liquidazione di indennità in caso di cessazione del rapporto di agenzia. Tale fondo è stato calcolato sulla base delle norme di legge vigenti alla data di chiusura di bilancio e tiene conto delle aspettative di flussi finanziari futuri.

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Il fondo garanzia prodotti è stanziato a fronte di costi da sostenere per la sostituzione dei prodotti venduti.

L'accantonamento per rischi riguarda oneri futuri ritenuti probabili in relazioni a situazioni di contenzioso in corso alla data del 31 dicembre 2015.

Il fondo copertura perdite riguarda lo stanziamento effettuato per gli oneri che l'azienda dovrà sostenere per la copertura delle perdite rilevate dalle società controllate. La voce durante l'anno non ha subito variazioni.

Nel corso dell'esercizio 2015 i movimenti più rilevanti sono stati l'accantonamento per Euro 115.000 a seguito di contenziosi in essere con dipendenti e l'utilizzo di Euro 362.000 a chiusura di cause legali.

Di seguito sono riportati i movimenti dei fondi nel corso dell'esercizio 2015 e 2014:

Al 31 dicembre 2014 Accantonamenti Utilizzi Al 31 dicembre 2015 Breve termine Lungo termine
Fondo quiescenza 382.729 63.250 (74.139) 371.840 185.923 185.918
Fondo oneri di riorganizzazione rete
commerciale - - - - - -
Fondo Oneri mobilità - - - - - -
Fondo garanzia prodotto 349.071 - - 349.071 349.071 -
Fondo Rischi cause Personale - 115.000 - 115.000 115.000 -
Fondo Rischi cause Legali 362.000 - (362.000) - - -
Fondo Rischi diversi 6.196 - - 6.196 6.196 -
Fondo copertura perdite controllate 1.170.549 - - 1.170.549 1.170.549 -
Fondi rischi 2.270.545 178.250 436.139 - 2.012.657 1.826.739 185.918
Al 31 dicembre 2013 Accantonamenti Utilizzi Al 31 dicembre 2014 Breve termine Lungo termine
Fondo quiescenza 333.174 56.384 (6.830) 382.729 191.364 191.364
Fondo oneri di riorganizzazione rete
commerciale - - - - - -
Fondo Oneri mobilità - - - - - -
Fondo garanzia prodotto 329.777 19.294 - 349.071 349.071 -
Fondo Rischi cause Personale - - - - - -
Fondo Rischi cause Legali 362.000 - - 362.000 362.000 -
Fondo Rischi diversi 6.196 - - 6.196 6.196 -
Fondo copertura perdite controllate 1.853.409 - (682.859) 1.170.549 1.170.549 -

23. Altre passività non correnti

Le altre passività non correnti si riferiscono al debito per canoni di leasing pagati dalla società Eurobrillant precedentemente al subentro da parte di Bialetti Industrie nel contratto di leasing relativo al fabbricato industriale stipulato dalla società Eurobrillant il 18 aprile 2006 con contestuale lettera di cessione e impegno al subentro da parte di Bialetti Industrie nel caso di inadempimento da parte di Eurobrillant stessa.

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Al 31 dicembre, Al 31 dicembre,
2015 2014
RESTATED**
Altri debiti tributari per IVA 5.041.513 8.318.406
Altri debiti verso Holding 1.786.899 -
Altre passività non correnti 255.343 255.343
Altre passività non correnti 7.083.755 8.573.749

**I valori sono stati rideterminati a seguito della riclassifica dei debiti non di natura tributaria dalla voce "debiti tributari" alla voce "Altre passività".

La voce "altri debiti tributari per IVA" si riferisce alla parte non corrente del debito iva relativo agli anni 2011 e 2012, come già ampiamente descritto alla voce "altre passività correnti".

La voce "Altre passività non correnti" contiene debiti vari nei confronti dell'erario per iva e ritenute d'acconto lavoratori autonomi, mentre la voce "Altri debiti vs Holding" si riferisce al debito nei confronti della società Bialetti Holding S.r.l. relativo alle imposte sui redditi che, a seguito del contratto di consolidato fiscale attualmente in essere, dovranno essere liquidate dalla stessa.

24. Debiti commerciali

La voce in oggetto risulta dettagliabile come segue:

Debiti verso fornitori 2015
22.841.871
2014
30.216.985
Debiti verso agenti
Debiti v/controllate
1.182.521
1.857.334
1.601.932
2.172.610
Totale Debiti commerciali 25.881.726 33.991.527

La voce Debiti verso agenti rappresenta la passività per competenze maturate e non ancora liquidate alla data del bilancio a favore degli agenti, secondo quanto previsto dagli accordi contrattuali e dalla normativa vigente.

L'importo dei debiti commerciali esposto in bilancio non è stato oggetto di attualizzazione in quanto il valore iscritto in bilancio esprime una ragionevole rappresentazione del fair value in considerazione del fatto che non vi sono debiti con scadenza oltre il breve termine. La diminuzione significativa del loro valore rispetto all'esercizio precedente è attribuibile ad una migliore gestione dei pagamenti.

I debiti verso le società controllate sono dettagliati nelle note a commento dei rapporti con parti correlate.

25. Debiti tributari

La voce risulta essere a zero, poiché i debiti di natura tributaria sono stati rideterminati a seguito della riclassifica dei debiti diversi da quelli relativi alle imposte sul reddito dalla voce "debiti tributari" alla voce "Altre passività".

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26. Altre passività correnti

La voce in oggetto risulta dettagliabile come segue:

Al 31 dicembre, Al 31 dicembre,
2015 2014
RESTATED**
Altri debiti tributari per IVA 3.365.653 3.365.698
Ratei e risconti 1.468.924 2.353.309
Debiti verso il personale 1.037.329 573.017
Pagamenti in acconto 419.000 231.948
Debiti verso istituti previdenziali 177.883 214.317
Altre passività 1.849.013 1.849.233
Totale Altre passività correnti 8.317.802 8.587.523

**I valori sono stati rideterminati a seguito della riclassifica dei debiti non di natura tributaria dalla voce "debiti tributari" alla voce "Altre passività".

La voce "debiti verso il personale" è rappresentata dalle competenze maturate e non liquidate alla data del 31 dicembre 2015, mentre i "Debiti per istituti previdenziali" sono relativi ai contributi previdenziali riferiti agli stipendi di Dicembre regolarmente versati entro le scadenze di legge.

La sostanziale differenza tra il saldo al 31 dicembre 2014 e al 31 dicembre 2015 è dovuta a maggiori debiti verso i dipendenti il cui saldo ha subito un notevole incremento.

La voce "Ratei e risconti" include il risconto passivo di Euro 1 milioni calcolato sulla somma incassata in anticipo ("lump sum") ma di competenza degli esercizi 2015-2017 relativo ad un contratto di distribuzione e di utilizzo del marchio Bialetti nel Nord America.

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NOTE AL CONTO ECONOMICO

27. Ricavi

La voce in oggetto risulta dettagliabile come segue:

Variazioni Variazioni %
(migliaia di euro) 2015 (a) 2014 (a) 2015-2014
Mondo casa 49.636 41,3% 45.924 38,6% 3.712 8,1%
Cookware 37.787 31,5% 38.106 32,0% (320) (0,8%)
Girmi PED 11.849 9,9% 7.818 6,6% 4.032 51,6%
Mondo caffè 70.427 58,7% 73.024 61,4% (2.597) (3,6%)
Moka & Coffemaker 49.875 41,5% 48.172 40,5% 1.703 3,5%
Espresso Open 7.670 6,4% 11.980 10,1% (4.310) (36,0%)
Caffè d'Italia 12.882 10,7% 12.871 10,8% 11 0,1%
Totale Ricavi 120.063 100% 118.948 100% 1.115 0,9%

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La Società chiude l'esercizio 2015 con Ricavi pari a 120 milioni di Euro in aumento del 1% circa rispetto all'esercizio 2014. Tale andamento è principalmente riconducibile ad un incremento nel segmento PED e Moka & Coffemaker.

Per gli ulteriori commenti rispetto all'andamento del business si rimanda a quanto esposto dagli Amministratori nella Relazione sulla Gestione.

28. Altri proventi

La voce in oggetto risulta dettagliabile come segue:

Al 31 dicembre,
(in Euro) 2015 2014
Royalties 1.130.266 1.034.622
Penali a fornitori 537.308 518.642
Rimborso trasporti 275.297 300.489
Affitti Attivi 132.272 250.606
Contributi vari 129.908 159.445
Plusvalenze cespiti 100.013 12.024
Altri 193.877 667.212
Totale Altri proventi 2.498.941 2.943.039

Le royalties sono principalmente correlate al corrispettivo dovuto da un cliente statunitense per l'utilizzo del marchio Bialetti sul mercato locale.

La voce "Contributi vari" è rappresentata dall'ultima quota di competenza del contributo da ricevere dalla Regione Lombardia per il progetto "Smart Break".

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29. Costi per materie prime, materiali di consumo e merci

La voce in oggetto risulta dettagliabile come segue:

Al 31 dicembre,
2015 2014
**RESTATED
Costi per acquisto metalli (1.090.841) (682.917)
Componenti per strumenti da cottura 322.525 (932.417)
Componenti per caffettiere (7.259.135) (5.948.551)
Componenti per PED (26.221.022) (17.717.531)
Semilavorati per strumenti da cottura (19.109.601) (19.538.814)
Semilavorati per caffettiere (12.369.295) (12.780.028)
Vernici (973.618) (781.017)
Variazione delle rimanenze (272.241) (649.928)
Materiali di consumo vario (3.038) (6.565)
Acquisto caffè (256.579) (612.708)
(Oneri)/proventi su derivati 3.791.496 2.703.721
Totale Materie prime, materiali di consumo e merci (63.441.350) (56.946.755)

** I valori sono stati rideterminati per effetto della riclassifica della voce "Proventi e perdite su strumenti derivati" a riduzione della voce "Costi per materie prime, materiali di consumo e merci". Per maggiori informazioni si rimanda al paragrafo 2.9 Derivati delle Note esplicative.

Il valore degli acquisti, in termini assoluti, è aumentato di Euro 6,5 milioni, principalmente per l'acquisto di piccoli elettrodomestici.

Si ricorda che, come già accennato in precedenza, Bialetti opera su più mercati a livello mondiale ed è quindi naturalmente esposta a rischi di mercato concessi alle fluttuazioni dei tassi di cambio. In particolare Bialetti, per le importazioni, risulta essere principalmente esposta con il tasso di cambio Euro/Dollaro USA.

Al fine di mitigare l'impatto del differenziale del cambio Euro/Dollaro USA sul conto economico, Bialetti sottoscrive contratti di strumenti derivati (acquisto a termine di dollari USA), che, pur essendo posti in essere con finalità di sostanziale copertura, a seguito dei stringenti criteri definiti dai principi contabili internazionali, non possono essere considerati come tali e pertanto, il fair value di tali contratti viene contabilizzato direttamente a conto economico.

Fino ad oggi, il valore di tali contratti veniva contabilizzato in una riga apposita del conto economico, denominata "Proventi e perdite su strumenti derivati", all'interno del risultato operativo, mentre i maggiori/minori costi di acquisto dei prodotti connessi al cambio Euro/Dollaro USA che tali contratti avevano il fine di neutralizzare, venivano contabilizzati in una voce separata del conto economico, nella voce "Costi per materie prime, materiali di consumo e merci".

Al fine di una rappresentazione più chiara degli accadimenti economici avvenuti nel periodo, la Società ritiene che sia più coerente la classificazione del valore di tali contratti all'interno della riga "Costi per materie prime, materiali di consumo e merci", con lo scopo di andare direttamente a ridurre l'impatto delle variazioni del Dollaro USA incluse in tale voce.

Tale impostazione, accettata a livello di principi contabili internazionali, non modifica i criteri di valutazione dei contratti derivati, che continuano ad essere valutai al fair value e che manterranno la natura di "non di copertura" ai sensi dello IAS 39, ma daranno una rappresentazione più chiara del conto economico della Società.

Coerentemente con questa nuova impostazione, sono riclassificati anche tutti i comparativi degli anni precedenti.

Per un commento circa le motivazione della variazione della marginalità nel periodo si rimanda a quanto esposto dagli Amministratori nella Relazione sulla Gestione.

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30. Costi per servizi

La voce in oggetto risulta dettagliabile come segue:

Al 31 dicembre,
2015 2014
Costi per trasporti e doganali su acquisti (4.848.98
2)
(4.744.221)
Lavorazioni esterne su materie prime e componenti (4
.247.174)
(4.183.143)
Servizi direttamente imputabili ai prodotti (9.096.156) (8.927.364)
Costi per trasporti e doganali su vendite (5.903.246
)
(6.266.351)
Provvigioni (2.005.416) (1.937.148)
Costi di pubblicità (1.313.188) (2.705.021)
Costi di promozione e marketing (606.961) (765.410)
Utenze (546.449) (507.538)
Contributi contratti di vendita (7.258.934) (5.318.212)
Costi per consulenze (2.045.228) (2.048.440)
Manutenzioni e riparazioni (403.361) (494.114)
Assicurazioni (351.183) (371.699)
Costi per partecipazione a fiere ed eventi (288.673) (315.463)
Spese tutela brevetti (110.124) (68.681)
Biglietterie (259.987) (344.823)
Spese bancarie e commisioni factoring (473.305) (571.420)
Spese edp (255.517) (212.840)
Telefono (313.376) (353.276)
Centri assistenza (588.241) (534.385)
Altri servizi (853.322) (1.151.901)
Servizi vari (23.576.511) (23.966.721)
Totale Costi per servizi (32.672.668) (32.894.085)

Il valore dei servizi imputabili ai prodotti è sostanzialmente in linea con quello dello scorso esercizio, così come quello relativo ai servizi vari.

La voce che ha evidenziato maggior decremento tra i servizi vari è quella dei costi di pubblicità, mentre quella che si è maggiormente incrementata è quella dei contributi per contratti di vendita che ha subito un aumento del 36,5%.

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La politica aziendale continua ad essere basata sui contenimenti dei costi per tutte le aree aziendali.

31. Costi per il personale

La voce in oggetto risulta dettagliabile come segue:

Al 31 dicembre,
2015 2014
Salari e stipendi (6.819.949) (7.284.404)
Oneri sociali (2.075.157) (2.398.852)
Compensi amministratori (844.078) (858.114)
Oneri per programmi a benefici e
contribuzioni definiti (896.040) (522.765)
Oneri mobilità - (209.191)
Totale Costi per il personale (10.635.225) (11.273.327)

Il numero di risorse al 31 dicembre 2015 è riportato nella tabella seguente:

Al 30 giugno,
2015 2014
Dirigenti 11 11
Quadri 24 30
Impiegati 90 92
Operai 93 93
Stagisti 3 6
N° totale risorse 221 232

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32. Ammortamenti

La voce in oggetto risulta dettagliabile come segue:

Al 31 dicembre,
2015 2014
Ammortamento delle immobilizzazioni
immateriali
Ammortamento delle immobilizzazioni materiali
(355.945)
(2.17
5.563)
(851.158)
(2.289.863)
Totale Ammortamenti (2.531.508) (3.141.021)

33. Altri costi operativi

La voce è composta come segue:

Al 31 dicembre,
(in Euro) 2015 2014
Perdite e Svalutazione crediti (744.880) (1.155.422)
Affitti (3.006.093) (3.265.120)
Imposte e tasse (139.908) (264.670)
Cancelleria (14.833) (15.920)
Royalties (261.617) (312.041)
Altri costi operativi (314.812) (281.115)
Contributi apertura Store (208.224) (643.183)
Oneri diversi di gestione (1.909.033) (563.465)
Totale Altri costi operativi (6.714.400) (6.500.936)

Bialetti Industrie S.p.A. ha sottoscritto, in data 27 febbraio 2013, con Bialetti Holding S.r.l. u.s. un contratto di locazione ad uso commerciale di durata 6 anni (1 gennaio 2013 – 31 dicembre 2018) avente oggetto una porzione di fabbricato sito nel comune di Coccaglio ed il fabbricato sito nel comune di Ornavasso. Tale contratto è stato sottoscritto in seguito alla scadenza dei precedenti contratti di locazione aventi scadenza 31 dicembre 2012. In forza di tali contratti, tra gli altri costi operativi, alla voce "affitti" sono stati contabilizzati costi per Euro 2,5 milioni.

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34. Proventi e perdite su strumenti derivati

La voce in oggetto risulta dettagliabile come segue:

Al 31 dicembre,
2015
(Perdite)/ Proventi da strumenti finanziari su tassi di cambio
(Perdite)/Proventi da strumenti finanziari su tassi d'interesse
3.791.496
-
2.703.709
11
Proventi e perdite su strumenti derivati 3.791.496 2.703.721

35. Proventi/perdite da società controllate

La voce in oggetto non risulta essere stata movimentata durante l'esercizio 2015.

36. Proventi ed oneri finanziari

La voce in oggetto risulta dettagliabile come segue:

Al 31 dicembre,
2015 2014
Proventi finanziari
Altri proventi 57.409 84.094
Totale Proventi finanziari 57.409 84.094
Oneri finanziari
Interessi bancari su indebitamento corrente (1.795.2
09)
(2.268.681)
Interessi su finanziamenti (276.734) (276.726)
Interessi su factoring (140.406) (163.139)
Interessi passivi diversi (814.715) (745.389)
Utili/(perdite su cambi) (607.308) (594.846)
Totale Oneri finanziari (3.634.372) (4.048.780)

37. Imposte

La voce in oggetto risulta dettagliabile come segue:

Al 31 dicembre,
2015 2014
Imposte correnti (2.162.858) (802.671)
Imposte differite 136.962 (1.349.287)
Totale Imposte (2.025.896) (2.151.958)

Bialetti Industrie S.p.A ha aderito al Consolidato fiscale nazionale, previsto dagli articoli 117 e seguenti del TUIR – DPR 22 dicembre 1986 n. 917, in base all'offerta proposta dalla consolidante Bialetti Holding S.r.l. u.s. che ha provveduto all'esercizio dell'opzione per tale regime. La durata dell'opzione è triennale, a partire dall'esercizio 2013, e costituisce un rinnovo della precedente opzione esercitata per il triennio d'imposta 2010-2012.

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I rapporti derivanti dalla partecipazione al Consolidato sono disciplinati da uno specifico Regolamento approvato e sottoscritto da tutte le società aderenti. Tale inclusione permette alle società di rilevare, per poi trasferire, le imposte correnti anche il caso di imponibile fiscale positivo, le imposte correnti rilevano in contropartita un debito verso la controllante. Il rapporto tra le parti, regolato da un contratto, prevede il riconoscimento totale dell'importo calcolato sulle perdite o sugli utili fiscali trasferiti ad aliquote IRES vigenti.

La tabella seguente mostra la riconciliazione tra imposta teorica ed imposta effettiva:

(in migliaia di Euro) Al 31 dicembre,
2015
Al 31 dicembre,
2014
Utile/(Perdita) prime delle imposte 4.931 5.168
Imposta teorica IRES 1.356 27,5% 1.421 27,5%
Differenze dovute a costi non deducibili ai fini IRES
Imposte varie
1.204
(855)
24,4%
(17,3%)
11
-
0,2%
0,0%
Imposta effettiva IRES 1.705 34,6% 1.432 27,7%
Imposta teorica IRAP 192 3,9% 202 3,9%
Differenze dovute a costi non deducibili ai fini IRAP (costi per il
personale, oneri finanziari ed altre minori)
128 2,6% 518 10,0%
Imposta effettiva IRAP 320 6,5% 720 13,9%
Totale imposte 2.026 41,1% 2.152 41,6%

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38. Passività potenziali

La Società è soggetta a cause legali riguardanti diverse problematiche stante le incertezze inerenti tali problematiche, è difficile predire con certezza l'esborso che deriverà da tali controversie.

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Nel normale corso del business, il management si consulta con i propri consulenti legali ed esperti. La Società accerta una passività a fronte di tali contenziosi quando ritiene probabile che si verificherà un esborso finanziario e quando l'ammontare delle perdite che ne deriveranno può essere ragionevolmente stimato. Nel caso in cui un esborso finanziario diventi possibile ma non ne sia determinabile l'ammontare, tale fatto è riportato nelle note di bilancio.

Sono pertanto in corso procedimenti legali e fiscali di varia natura che si sono originati nel tempo nel normale svolgimento dell'attività operativa della Società. Il management della Società ritiene che nessuno di tali procedimenti possa dare origine a passività significative per le quali non esista già un accantonamento in bilancio.

Nel corso del 2011 l'Agenzia delle Entrate ha emanato un Avviso di Accertamento relativo al periodo d'imposta 2007, con il quale sono stati disconosciuti costi pari a Euro 10 milioni circa relativi a transazioni commerciali eseguite con società aventi sede in paesi esteri inseriti nella c.d. "black list". Avverso tale atto è stato proposto ricorso avanti la Commissione Tributaria Regionale di Milano. In data 22 maggio 2014, i legali della Società ed i funzionari delegati dell'Agenzia delle Entrate sono comparsi davanti alla Commissione Tributaria per chiedere un breve rinvio che consentisse alle parti di definire la conciliazione della controversia. La Commissione Tributaria, anziché concedere il rinvio richiesto, decideva la controversia con sentenza n. 5666/24/14 depositata il 13&6/2014, dichiarando cessata la materia del contendere per intervenuta conciliazione, incorrendo di fatto in un errore, non essendo intervenuta alcuna conciliazione. Avverso tale sentenza, l'Agenzia delle Entrate ha proposto appello. La commissione di secondo grado ha annullato la sentenza riconoscendo che nessuna conciliazione era intervenuta, e nel contempo annullando gli avvisi di accertamento impugnati "limitatamente alle contestazioni afferenti le operazioni poste in essere con le società BHP Billion Marketing Ag. E Eight s.r.l. in liquidazione", ciò nonostante i motivi di impugnazione siano pressoché identici anche per gli altri rilievi. Nei confronti della sentenza di secondo grado, che secondo i legali della società prevede diversi punti di illogicità e incoerenza, Bialetti Industrie sta predisponendo un ricorso avanti alla Corte di Cassazione.

All'esito del giudizio di secondo grado, l'Agenzia delle Entrate comunicava ad Equitalia Nord S.p.A. la revoca della sospensione della riscossione.

Conseguentemente sono state notificate nel mese di gennaio cartelle di pagamento immediatamente esecutive.

La società ha immediatamente chiesto all'Agenzia delle Entrate di concedere la sospensione della riscossione nelle more del ricorso in Corte di Cassazione.

In tale situazione, la Società, supportata dai propri consulenti, non è in grado al momento di prevedere l'esito del contenzioso e pertanto il bilancio al 31 dicembre 2015 non include alcun specifico accantonamento.

In data 25 giugno 2015 è iniziata da parte della Guardia di Finanza, Nucleo di Polizia Tributaria di Brescia, una verifica ai fini delle Imposte Dirette e I.V.A. per gli anni fiscali 2010, 2011, 2014 e 2015 (fino al 25/06) relativamente alla controllante.

In data 25 settembre è stato notificato il Processo Verbale di Constatazione relativo all'anno 2010, con ripresa a tassazione di Euro 1.028.682 afferenti componenti negativi di reddito derivanti da operazioni intercorse con soggetti residenti in paesi a fiscalità privilegiata (ex art. 110 commi 10 e 11 del TUIR) a cui ha fatto seguito la notifica di avvisi di accertamento. A seguito della notifica degli avvisi di accertamento è stata presentata istanza di accertamento con adesione ai sensi dell'art. 6 D.lgs. 218/1997 e in data 7 marzo 2016 si è svolto il primo contraddittorio con i Funzionari dell'Agenzia delle Entrate.

L'Ufficio si è reso disponibile a riesaminare i rilievi ed a valutare ulteriore documentazione integrativa.

Allo stato di fatto non è possibile prevedere l'esito del contraddittorio e pertanto, sentiti anche i propri legali, non si è proceduto ad alcun stanziamento.

39. Impegni

Al 31 dicembre 2015 risultano essere state rilasciate da Bialetti Industrie lettere di patronage per Euro 1,9 milioni a garanzia del puntuale adempimento da parte di Bialetti Store nei confronti di vari beneficiari, con i quali ha sottoscritto contratti di locazione per gli immobili destinati ai vari punti vendita.

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Al 31 dicembre 2015 risultano in essere garanzie concesse ad enti finanziatori a favore delle controllate Bialetti Store srl, Cem Bialetti e Triveni Bialetti per un importo pari a Euro 5,915 migliaia. Si segnalano inoltre pegni di primo grado su marchi Aeternum e Girmi per Euro 3,9 milioni.

40. Transazioni con le parti correlate

Bialetti Industrie S.p.A. è controllata direttamente da Bialetti Holding S.r.l. u.s. che detiene il 64,72% del capitale sociale di Bialetti Industrie S.p.A. Bialetti Holding S.r.l. è a sua volta controllata da Francesco Ranzoni, Presidente del Consiglio di Amministrazione e Amministratore Delegato di Bialetti Industrie S.p.A..

Il Consiglio di Amministrazione del 30 novembre 2010 ha approvato la Procedura in materia di operazioni con parti correlate ai sensi di quanto disposto dal Regolamento Consob adottato con Delibera n. 17221 del 12 marzo 2010 e successive modifiche ed integrazioni, previo parere favorevole di due amministratori indipendenti, investiti dal Consiglio di Amministrazione dei compiti di cui all'art. 4, comma 3, del citato Regolamento.

Il documento è disponibile sul sito internet della Società all'indirizzo www.bialletigroup.com.it sezione "Investor Relations/Corporate Governance".

La Procedura stabilisce, in conformità ai principi dettati dal Regolamento Consob OPC, i procedimenti e le regole volti ad assicurare la trasparenza e la correttezza sostanziale e procedurale delle operazioni con parti correlate realizzate dalla Società direttamente o per il tramite di sue Società controllate italiane o estere.

Tra gli aspetti di maggior rilievo introdotti dalla procedura, si segnala:

  • la classificazione delle operazioni di maggiore rilevanza, di valore esiguo e di minore rilevanza;
  • le regole di trasparenza e comunicazione al mercato che diventano più stringenti in caso di operazioni di maggiore rilevanza;
  • le regole procedurali che prevedono il coinvolgimento del Comitato per le Operazioni con parti correlate nella procedura di approvazione delle operazioni.

Il Consiglio di Amministrazione di Bialetti Industrie S.p.A. del 28 giugno 2013 ha istituito il Comitato per le operazioni con parti correlate costituito da un presidente (Ciro Timpani) e da un consigliere indipendente (Elena Crespi).

Per quanto concerne le operazioni effettuate con parti correlate, ivi comprese le operazioni infragruppo, si precisa che le stesse non sono qualificabili né come atipiche né come inusuali, rientrando nel normale corso di attività delle Società del Gruppo. Dette operazioni sono regolate a condizioni di mercato, tenuto conto delle caratteristiche dei beni e dei servizi prestati.

Di seguito sono forniti gli elenchi dei rapporti con le parti correlate per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2015 e 2014:

31 dicembre 2015
(in migliaia di Euro)
Crediti ed altre attività Debiti commerciali
ed altre passività
Ricavi per beni e
servizi e proventi
finanziari
Costi per beni e
servizi e oneri
finanziari
Controllante - Bialetti Holding srl
Ranzoni Francesco e Ranzoni Roberto
-
80
4.459
-
-
-
2.503
376
Totale 80 4.459 - 2.879
31 dicembre 2015
(in migliaia di Euro)
Crediti ed altre attività Debiti commerciali
ed altre passività
Ricavi per beni e
servizi e proventi
finanziari
Costi per beni e
servizi e oneri
finanziari
Controllante - Bialetti Holding srl - 4.459 - 2.503
Ranzoni Francesco e Ranzoni Roberto 80 - - 376
Bialetti Girmi France 722 909 4.367 15
Bialetti Deutschland 290 40 - -
Cem Bialetti 3.427 793 510 3.408
Bialetti Stainless Steel 8.543 907 25 12.040
Bialetti Store Srl 13.687 98 23.794 1.285
Triveni Bialetti 2.474 8 - -
Bialetti Store France 31 - 3 148 -
Bialetti Store Spain 109 - 92 -
Bialetti China Ningbo - - 162
Totale 29.362 7.210 28.936 19.789

Rapporti con la controllante

I rapporti in essere con la controllante sono i seguenti:

Bialetti Industrie S.p.A. ha sottoscritto, in data 27 febbraio 2013, con Bialetti Holding S.r.l. un contratto di locazione ad uso commerciale di durata 6 anni (1 gennaio 2013 – 31 dicembre 2018) avente ad oggetto una porzione del fabbricato sito nel Comune di Coccaglio e il fabbricato sito nel Comune di Ornavasso. Tale contratto è stato sottoscritto in seguito alla scadenza dei precedenti contratti di locazione aventi scadenza 31 dicembre 2012.

Si segnala in merito che, in data 31 dicembre 2014, nell'ambito dell'Accordo sottoscritto con gli Istituti finanziatori, è divenuta efficace la rimodulazione dei pagamenti dei canoni di locazione. In particolare, il pagamento dei canoni relativi al periodo 2014-2017, oltre ai canoni 2013 scaduti per Euro 1.924 migliaia, sono previsti come segue:

● maggior pagamento nel 2014 di canoni di locazione per Euro 750 migliaia, determinando pertanto nell'esercizio 2014 un flusso finanziario negativo per canoni di locazione di Euro 3.142 migliaia di cui Euro 2.392 migliaia di competenza 2014 e 750 migliaia relativi a canoni scaduti nel 2013);

● pagamento nell'esercizio 2015 di canoni di locazione per Euro 1.442 migliaia (a fronte di canoni maturati per Euro 2.392 migliaia);

● maggior pagamento nel 2016 di canoni di locazione per Euro 1.974 migliaia, che determineranno nell'esercizio 2016 un flusso finanziario negativo per canoni di locazione di Euro 4.366 migliaia (di cui Euro 2.392 migliaia di competenza dell'esercizio 2016 ed Euro 1.974 migliaia relativi a canoni maturati in esercizi precedenti);

● maggior pagamento nel 2017 di canoni di locazione per Euro 150 migliaia, che determineranno pertanto nell'esercizio 2017 un flusso finanziario negativo per canoni di locazione di Euro 2.542 migliaia (di cui Euro 2.392 di competenza 2017 ed Euro 150 migliaia relativi a canoni maturati in esercizi precedenti.)

Gli importi sopra menzionati sono riferiti al netto di IVA. L'Accordo prevede inoltre che sia espressamente esclusa la maturazione ed il riconoscimento di interessi corrispettivi e/o di mora sul debito scaduto.

Tra le Società italiane del Gruppo e Bialetti Holding S.r.l. è in essere l'opzione di Consolidato Fiscale per il triennio 2013-2015. Tale opzione non verrà rinnovata per il prossimo triennio.

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Rapporti con Ranzoni Francesco e Ranzoni Roberto

Con comunicazione del 14 maggio 2013, tenuto conto dei risultati ottenuti dal Gruppo Bialetti nel corso del 2012, il Presidente del Consiglio di Amministrazione e Amministratore Delegato, Francesco Ranzoni, e il consigliere Roberto Ranzoni, hanno comunicato alla società l'impegno a destinare, a decorrere dal gennaio 2014, rispettivamente le somme di euro 368.000,00 ed euro 7.500,00 a supporto del Piano di Risanamento.

Nel mese di dicembre 2013 il consigliere Roberto Ranzoni ha restituito l'importo sopra menzionato e la società ha pertanto estinto il credito contabilizzato nei confronti del predetto amministratore.

Il Consiglio di Amministrazione della società del 21 febbraio 2014 ha accolto la proposta formulata da Francesco Ranzoni di restituire il predetto ammontare in 30 rate mensili a decorrere dal gennaio 2014 e sino al giugno 2016 dell'ammontare di euro 12.000 relativamente alle prime 29 rate e di euro 20.000 relativamente alla ultima rata del giugno 2016.

Tali rate verranno rimborsate tramite decurtazione dal compenso mensile lordo liquidato dalla società a decorrere dal cedolino del mese di febbraio 2014 (relativamente alle prime due rate) e sino al cedolino relativo al mese di giugno 2016.

41. Piano di incentivazione e di stock option

Si rinvia alla Relazione sulla Remunerazione ex art. 123-ter TUF allegata al presente documento per le informazioni inerenti i piani di incentivazione.

Al 31 dicembre 2015 non sono in essere piani di incentivazione azionaria a favore di amministratori e dipendenti della Società.

42. Informazioni ai sensi dell'art. 149-duodecies del Regolamento emittenti Consob

Il presente prospetto redatto ai sensi dell'art. 149-duodecies del Regolamento Emittenti Consob evidenzia i corrispettivi di competenza dell'esercizio 2015 per i servizi di revisione e per quelli diversi dalla revisione resi da PricewaterhouseCoopers Spa e da altre società del Network PricewaterhouseCoopers.

(in migliaia di Euro)
Attività di Revisione contabile
Altre prestazioni di Servizi
PricewaterhouseCoopers S.p.A.
PricewaterhouseCoopers S.p.A.
208.401
30.000
Totale 238.401

43. Operazioni non ricorrenti atipiche e/o inusuali

Nel 2015 non sono avvenute operazioni di carattere non ricorrenti, atipiche e/o inusuali se non quanto indicato negli eventi significativi del 2015 a proposito dell'accordo sottoscritto con Trevidea relativamente alla cessione del marchio Girmi.

44. Fatti di rilievo di rilievo avvenuti dopo la chiusura di esercizio ed evoluzione prevedibile della gestione

A partire dal 1 gennaio 2016, l'organizzazione della società è stata strutturata con un nuovo modello definito per Business Unit. Sono state infatti create le nuove b.u. Bialetti e b.u. Cookware. La prima è relativa alla divisione Bialetti mentre la seconda riguarda i prodotti Aeternum, Rondine e CEM.

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La nuova struttura è stata organizzata al fine di massimizzare l'efficienza operativa e il sistema di controllo dei settori in cui opera l'azienda.

La nuova organizzazione prevede, oltre alle due business unit suddette, una struttura corporate di cui fanno parte le aree Finance, Treasury, R&D-Quality, Industrial e Human Resources.

Nel 2016 la Società ed il Gruppo Bialetti continueranno ad operare ed a mettere in campo azioni incisive sia commerciali sia sui costi per consentire il raggiungimento di risultati economici in miglioramento.

Per quanto riguarda il business, proseguirà l'impegno da parte del management nello sviluppo del canale retail per l'apertura di nuovi punti vendita nelle principali città italiane.

Il presente documento, rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria nonché il risultato economico del periodo e corrisponde alle risultanze delle scritture contabili.

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Coccaglio, 24 marzo 2016

Per il Consiglio di Amministrazione Il Presidente Francesco Ranzoni

ATTESTAZIONE AI SENSI DELL'ART. 81- TER DEL REGOLAMENTO CONSOB N. 11971 DEL MAGGIO 1999 E SUCCESSIVE MODIFICHE E INTEGRAZIONI

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  1. I sottoscritti Francesco Ranzoni in qualità di "Presidente ed Amministratore Delegato" e Maurizio Rossetti in qualità di "Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari" della Bialetti Industrie S.p.A., attestano, tenuto conto di quanto previsto dall'art.154-bis commi 3 e 4, del decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58:

a) l'adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell'impresa e

b) l'effettiva applicazione, delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio d'esercizio nel corso dell'esercizio 2015.

  1. Si attesta, inoltre che:

2.1 il bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2015:

  • a. corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
  • b. è redatto in conformità ai principi internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità Europea ai sensi del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002;
  • c. a quanto consta, è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'emittente.
  • 2.2 la Relazione sulla Gestione comprende un'analisi attendibile dell'andamento e del risultato della gestione, nonché della situazione dell'emittente e dell'insieme delle imprese incluse nel consolidamento, unitamente alla descrizione dei principali rischi e incertezze cui sono esposti (1) .

Coccaglio, 24 marzo 2016

Il Presidente ed Amministratore Delegato Il Dirigente Preposto alla redazione

dei documenti contabili societari Francesco Ranzoni Maurizio Rossetti

(1) Ai sensi dell'art. 154-bis comma 5 lettera e) del D. Lgs. 58/1998 (TUF)

DATI ESSENZIALI DEI BILANCI DELLE SOCIETA' CONTROLLATE E COLLEGATE AL 31 DICEMBRE 2015

Si riportano ai sensi dell'art. 2429 del c.c. i dati essenziali dei bilanci delle società controllate e desunti dai progetti di bilancio dell'esercizio 2015 approvati dai rispettivi organi amministrativi. Per le società evidenziate con l'asterisco, i valori si riferiscono alle situazioni contabili predisposte ai fini della redazione del bilancio consolidato al 31 dicembre 2015, sulla base dei principi contabili internazionali IAS-IFRS.

___________________________________________________________________________________________________________

BIALETTI INDUSTRIE SPA (IFRS) (Euro migliaia)
Ricavi 120.062
Risultato Netto 2.906
Totale Attivo 145.572
Patrimonio Netto 26.613
BIALETTI STORE SRL a s.u. (Principi contabili Italiani) (Euro migliaia)
Ricavi 51.872
Risultato Netto 2.687
Totale Attivo 29.636
Patrimonio Netto 5.070
CEM BIALETTI (IFRS)* (YTL migliaia)
Ricavi 75.052
Risultato Netto (3.537)
Totale Attivo 98.752
Patrimonio Netto 10.538
BIALETTI GIRMI FRANCE (IFRS)* (Euro migliaia)
Ricavi 6.278
Risultato Netto 348
Totale Attivo 2.659
Patrimonio Netto 1.586
BIALETTI DEUTSCHLAND (IFRS)* (Euro migliaia)
Ricavi -
Risultato Netto -
Totale Attivo 380
Patrimonio Netto (10)
SC BIALETTI STAINLESS STEEL SRL (IFRS)* (RON migliaia)
Ricavi 61.305
Risultato Netto 2.046
Totale Attivo 61.362
Patrimonio Netto 9.637
TRIVENI BIALETTI INDUSTRIES PRIVATE LIMITED (IFRS)* (INR migliaia)
Ricavi -
Risultato Netto (73.147)
Totale Attivo 344.500
Patrimonio Netto (116.065)
BIALETTI HOUSEWARE NINGBO (IFRS)* (RMB migliaia)
Ricavi -
Risultato Netto
Totale Attivo
(1.021)
544
Patrimonio Netto 304
BIALETTI STORE FRANCE (IFRS)* (Euro migliaia)
Ricavi 213
Risultato Netto (12)
Totale Attivo 509
Patrimonio Netto 8
BIALETTI STORE SPAIN (IFRS)* (Euro migliaia)
Ricavi 56
Risultato Netto (81)
Totale Attivo
Patrimonio Netto
248
(61)

RELAZIONE SULLA REMUNERAZIONE

AI SENSI DELL'ARTICOLO 123-TER DEL D. LGS. 58/98 ED IN CONFORMITA' ALL'ALLEGATO 3A, SCHEMI 7-BIS E 7-TER DEL REGOLAMENTO CONSOB 14 MAGGIO 1999, N. 11971

(modello di amministrazione e controllo tradizionale)

INDICE

Definizioni

Sezione I

  • A. Organi e soggetti coinvolti nella predisposizione e approvazione della politica delle remunerazioni
  • B. Ruolo del Comitato per la Remunerazione
  • C. Ruolo di eventuali esperti indipendenti
  • D. Finalità perseguite con la politica delle remunerazioni, principi che ne sono alla base ed eventuali cambiamenti della politica delle remunerazioni rispetto all'esercizio precedente
  • E. Componenti fisse e variabili della remunerazione
  • F. Benefici non monetari
  • G. Obiettivi di performance alla base della componente variabile della remunerazione
  • H. Obiettivi di performance alla base dell'assegnazione di azioni
  • I. Coerenza della politica delle remunerazioni con il perseguimento degli interessi a lungo termine della Società e con la politica di gestione del rischio
  • J. Termini di maturazione dei diritti ed eventuali sistemi di pagamento differito
  • K. Clausole per il mantenimento in portafoglio degli strumenti finanziari
  • L. Trattamenti in caso di cessazione dalla carica o risoluzione del rapporto di lavoro
  • M. Coperture assicurative, previdenziali o pensionistiche diverse da quelle obbligatorie
  • N. Politica retributiva di amministratori indipendenti, partecipazioni ai comitati e svolgimento di particolari incarichi
  • O. Riferimento a politiche retributive di altre società

Sezione II

Voci che compongono la remunerazione

Tabella 1: Compensi corrisposti ai componenti degli organi di amministrazione e controllo, ai direttori generali e ai dirigenti con responsabilità strategiche

Tabella 2: Partecipazioni dei componenti degli organi di amministrazione e controllo, dei direttori generali e dei dirigenti con responsabilità strategiche

La presente Politica sulla Remunerazione ("Politica"), approvata dal Consiglio di Amministrazione di Bialetti Industrie S.p.A. ("Bialetti", o "Società") su proposta del Comitato per la Remunerazione in data 24 marzo 2016, potrà essere oggetto di revisione e aggiornamento da parte del Consiglio di Amministrazione su proposta del Comitato per la Remunerazione, che ne valuta periodicamente l'adeguatezza, la coerenza complessiva e la concreta applicazione.

DEFINIZIONI

Amministratori Esecutivi indica gli amministratori cui il Consiglio di Amministrazione ha
conferito particolari poteri gestori
Codice indica il Codice di Autodisciplina approvato dal Comitato per la
Corporate Governance delle società quotate, al quale la Società
aderisce
Collegio Sindacale indica il Collegio Sindacale di Bialetti Industrie S.p.A. alla data
della presente Relazione sulla Remunerazione
Comitato
per la Remunerazione
indica il Comitato per la Remunerazione, composto, alla data della
presente Relazione, dai seguenti amministratori indipendenti
Elena Crespi (Presidente) e Ciro Timpani
Consiglio di Amministrazione indica il Consiglio di Amministrazione della Società alla data della
presente Relazione
Dirigenti con Responsabilità Strategiche indica i direttori di funzione responsabili dell'indirizzo strategico ed
operativo dei processi afferenti le rispettive funzioni. Ogni
direttore
di
funzione
riporta
gerarchicamente
al
Direttore
Generale, ed ha anche responsabilità a livello di Gruppo (a loro
riportano funzionalmente anche gli uffici delle filiali estere)
Gruppo indica congiuntamente Bialetti Industrie S.p.A. e le società da
questa controllate
LTI indica il Piano di incentivazione a lungo termine denominato LTI
approvato dal Consiglio di Amministrazione del 15 gennaio 2015
STI indica il piano di breve periodo che prevede un meccanismo di
incentivazione legato al raggiungimento di obiettivi di natura
finanziaria della Società ed obiettivi di performance individuali
Presidente indica il Presidente del Consiglio di Amministrazione della Società
alla data della presente Relazione sulla Remunerazione
Politica sulla Remunerazione o Politica Indica la politica sulla remunerazione descritta nella Sezione I di
questa Relazione.
Regolamento Emittenti indica il regolamento CONSOB 14 maggio 1999, n. 11971
Regolamento per Operazioni
con Parti Correlate
indica il regolamento CONSOB 10 marzo 2010, n. 17221
Relazione sulla Remunerazione indica la presente relazione sulla remunerazione redatta ai sensi
dell'articolo 123-ter del Testo Unico della Finanza in conformità
all'Allegato 3A, schema 7-bis, del Regolamento Emittenti

SEZIONE I

La Sezione I della Relazione sulla Remunerazione ha l'obiettivo di descrivere ed illustrare: (i) la politica della Società in materia di remunerazione dei componenti del Consiglio di Amministrazione, dei componenti il Collegio Sindacale e dei Dirigenti con Responsabilità Strategiche che la Società intende adottare, e (ii) le procedure seguite per l'adozione e l'attuazione di tale politica (la "Politica sulla Remunerazione").

La Politica sulla Remunerazione è conforme alle raccomandazioni contenute nel Codice di Corporate Governance. In particolare, la Politica sulla Remunerazione recepisce le raccomandazioni contenute nell'articolo 6 del Codice di Corporate Governance in materia di remunerazione dei componenti del Consiglio di Amministrazione e dei Dirigenti con Responsabilità Strategiche.

La Politica sulla Remunerazione è, inoltre, redatta ai sensi e per gli effetti di cui alle Procedure per le Operazioni con Parti Correlate adottate da Bialetti in data 30 novembre 2010 così come modificate in data 15 gennaio 2015.

La Politica sulla Remunerazione è stata approvata dal Consiglio di Amministrazione della Società su proposta del Comitato per la Remunerazione in data 24 marzo 2016 e potrà essere oggetto di revisione e aggiornamento da parte del Consiglio di Amministrazione su proposta del Comitato per la Remunerazione, che ne valuta periodicamente l'adeguatezza, la coerenza complessiva e la concreta applicazione.

A. Organi e soggetti coinvolti nella predisposizione e approvazione della politica delle remunerazioni

La Politica sulla Remunerazione è:

  • approvata dal Consiglio di Amministrazione della Società su proposta del Comitato per la Remunerazione;
  • presentata all'assemblea in occasione dell'approvazione del bilancio e sottoposta, relativamente alla prima Sezione della Relazione, al voto consultivo dei soci.

Gli organi societari ed i soggetti responsabili per la corretta attuazione della Politica sulla Remunerazione sono il Comitato per la Remunerazione, che verifica l'attuazione della Politica sulla Remunerazione con riferimento agli Amministratori ed ai Dirigenti con Responsabilità Strategiche, con l'ausilio del Chief Human Resources Officer.

B. Ruolo del Comitato per la Remunerazione

Il Consiglio di Amministrazione del 28 giugno 2013 ha nominato al proprio interno un Comitato per la Remunerazione composto da tre amministratori non esecutivi, due dei quali indipendenti: Elena Crespi (Presidente - Amministratore indipendente non esecutivo), Ciro Timpani (Amministratore indipendente non esecutivo) e Andrea Gentilini (Amministratore non esecutivo).

Per effetto delle dimissioni del consigliere Andrea Gentilini, il Consiglio di Amministrazione del 15 gennaio 2015 ha ritenuto opportuno - in considerazione del fatto che l'articolo 4.C.1 del Codice di Autodisciplina prevede che "i comitati sono composti da non meno di tre membri. Tuttavia, posto che negli emittenti il cui consiglio di amministrazione è composto da non più di otto membri, i comitati possono essere composti da due soli consiglieri, purché indipendenti" di determinare che la composizione dei comitati sia costituita dai restanti due amministratori indipendenti, confermando altresì le cariche di Presidente dei comitati già attribuite.

Alla data della Relazione il Comitato per le Remunerazioni risulta pertanto composto da due amministratori indipendenti: Elena Crespi (Presidente) e Ciro Timpani.

Entrambi i componenti del Comitato per la Remunerazione possiedono conoscenza ed esperienze in materia contabile e finanziaria.

Nel corso dell'Esercizio il Comitato per la Remunerazione si è riunito due volte. La durata media di ciascuna riunione è stata pari a circa 50 minuti.

Gli amministratori si astengono dal partecipare alle riunioni del Comitato in cui vengono formulate le proposte al Consiglio relative alla propria remunerazione.

Alle riunioni del Comitato per la Remunerazione ha partecipato, su richiesta del Presidente del Comitato stesso, il Chief Human Resources Officer.

Il Comitato per la Remunerazione:

  • valuta periodicamente l'adeguatezza, la coerenza complessiva e la concreta applicazione della politica per la remunerazione degli amministratori e dei dirigenti con responsabilità strategiche, avvalendosi a tale ultimo riguardo delle informazioni fornite dall'Amministratore Delegato; formula al Consiglio di Amministrazione proposte in materia;

  • presenta proposte o esprime pareri al Consiglio di Amministrazione sulla remunerazione degli amministratori esecutivi e degli altri amministratori che ricoprono particolari cariche nonché sulla fissazione degli obiettivi di performance correlati alla componente variabile di tale remunerazione; monitora l'applicazione delle decisioni adottate dal Consiglio stesso verificando, in particolare, l'effettivo raggiungimento degli obiettivi di performance.

Nel corso del 2015 il Comitato per la Remunerazione ha:

  • formulato in data 15 gennaio un parere in merito alla ripartizione del compenso del Consiglio di Amministrazione in seguito alla nomina per cooptazione del consigliere Antonia Maria Negri Clementi e ha formulato un parere in merito al Piano di incentivazione "Long term Incentive Plan 2014-2017";
  • valutato il 23 marzo il nuovo assetto organizzativo che ha previsto la nomina del Direttore Generale. In tale data il Comitato ha altresì espresso il parere in relazione alla remunerazione del Direttore Generale, esaminato il piano di incentivazione "Short term Incentive Plan 2015" e - alla luce del nuovo codice di Autodisciplina (Luglio 2014) in particolare il criterio applicativo 6.C.1. f) – ha invitato il Consiglio di Amministrazione ad introdurre una clausola di claw-back per gli incentivi variabili di cui sono beneficiari il Direttore Generale e i dirigenti con responsabilità strategiche. Tale clausola è stata inserita nel regolamento dell'incentivo variabile di breve termine (STI) e dell'incentivo variabile di medio-lungo termine (LTI) e prevede la restituzione delle somme erogate sulla base di dati che si siano rivelati in seguito manifestamente errati.

Nel corso del 2016 si sono tenute due riunioni del Comitato e in particolare:

  • il 4 marzo 2016 il Comitato ha incontrato il Chief Human Resources Officer al fine di (i) effettuare la valutazione dell'adeguatezza, coerenza complessiva e concreta applicazione della politica per la remunerazione degli amministratori e dei dirigenti con responsabilità strategiche, ai sensi ell'art. 6.C.5. del Codice, (ii) definire il processo di verifica del raggiungimento degli obiettivi di performance relativi all'esercizio 2015 e del processo di predisposizione degli obiettivi di performance del 2016 e (iii) di condividere l'impostazione della Relazione sulla Remunerazione ex art 123ter TUF relativa all'esercizio 2015;
  • il 24 marzo 2016 il Comitato, assistito dal Chief Human Resources Officer ha (i) verificato il raggiungimento degli obiettivi del Piano di incentivazione Short Term Incentive Plan 2015 e del piano di incentivazione Long term Incentive Plan 2014-2017 destinato al Direttore Generale e ad un dirigente con responsabilità strategiche, e (iii) esaminato la Relazione sulla Remunerazione.

Le riunioni del Comitato per la Remunerazione vengono verbalizzate.

Nello svolgimento delle sue funzioni, il Comitato per la Remunerazione ha avuto la possibilità di accedere alle informazioni e alle funzioni aziendali necessarie per lo svolgimento dei suoi compiti.

C. Ruolo di eventuali esperti indipendenti

Il Comitato non si è avvalso di consulenti esterni e può disporre di volta in volta delle risorse finanziarie necessarie per lo svolgimento dei propri compiti.

D. Finalità perseguite con la politica delle remunerazioni, principi che ne sono alla base ed eventuali cambiamenti della politica delle remunerazioni rispetto all'esercizio precedente

Obiettivi

La politica generale sulle remunerazioni risulta preordinata ad attrarre, motivare e trattenere le risorse in possesso delle qualità professionali richieste per perseguire proficuamente gli obiettivi della Società.

La Politica è, altresì, strumentale all'allineamento degli interessi del management e degli azionisti, attraverso la creazione di un forte legame tra retribuzione e performance individuali.

La Politica mira alla creazione di valore sostenibile nel medio-lungo periodo per Bialetti e gli azionisti, nonché a garantire che la remunerazione sia basata sui risultati effettivamente conseguiti.

Principi

La Politica inerente i Dirigenti con responsabilità strategiche viene definita sulla base di una raccomandazione della Direzione Risorse Umane che, verificando le best practice adottate nelle aziende e confrontando i trend del mercato del lavoro, propone i livelli retributivi e i pacchetti di Compensation & Benefit utilizzabili in fase di assunzione e in fase di svolgimento del rapporto di lavoro.

Tali raccomandazioni vengono sottoposte all'Amministratore Delegato e al Direttore Generale, per una verifica di congruità rispetto alle direttive strategiche dell'Azienda, e successivamente al Comitato per la Remunerazione, che delibera la politica valida per il Gruppo.

Variazioni rispetto alla politica di remunerazione approvata nell'esercizio precedente

Non sono intervenute variazioni rispetto alla Politica approvata nell'esercizio precedente.

E. Componenti fisse e variabili della remunerazione

Consiglieri di Amministrazione

Gli amministratori non esecutivi e non investiti di particolari cariche (inclusi i consiglieri indipendenti), sono remunerati con un compenso fisso. Inoltre, agli stessi spetta il rimborso delle spese sostenute in ragione dell'ufficio.

Gli amministratori non esecutivi non sono destinatari di forme di remunerazione legate al raggiungimento di obiettivi economici da parte della Società né gli stessi sono destinatari di piani di remunerazione basati su strumenti finanziari della Società.

Il Presidente del Consiglio di Amministrazione e Amministratore Delegato è remunerato con un compenso fisso. In particolare, all'atto della nomina, il Comitato per la Remunerazione ha proposto al Consiglio di Amministrazione la remunerazione complessiva da attribuire al Presidente del Consiglio di Amministrazione e Amministratore Delegato in quanto investito di particolari cariche. Sulla base di tale proposta, il Consiglio di Amministrazione, sentito il Collegio Sindacale, ha determinato – ai sensi dell'articolo 2389, comma terzo, del codice civile – l'ammontare della componente fissa della remunerazione.

Membri del Collegio Sindacale

La remunerazione dei membri del Collegio Sindacale è stata determinata dall'assemblea dei soci che in data 28 giugno 2013 ha fissato in euro 20.000 la remunerazione del Presidente del Collegio Sindacale e in euro 10.000 la remunerazione dei sindaci effettivi.

Dirigenti con responsabilità strategiche

I Dirigenti con Responsabilità Strategiche sono remunerati con (i) un compenso fisso, (ii) un compenso variabile in denaro la cui corresponsione è soggetta al raggiungimento di predeterminati obiettivi di esercizio (STI) e (iii) relativamente al Direttore Generale e al Chief Financial Officer è previsto un compenso variabile legato al raggiungimento di risultati di medio-lungo termine (LTI).

Con riferimento alle indennità previste in caso di dimissioni, rimozione dalla carica o in ogni caso di scioglimento del rapporto, nonché con riferimento a piani assistenziali, ivi inclusi i piani di previdenza, si rinvia rispettivamente ai successivi paragrafi L e M.

Il pagamento della componente variabile di breve periodo della remunerazione a favore dei Dirigenti con Responsabilità Strategiche è soggetto al livello di raggiungimento di specifici obiettivi di performance del Gruppo, oggettivamente misurabili e correlati ai target stabiliti dal budget, determinati annualmente dal Consiglio di Amministrazione su proposta del Comitato per la Remunerazione. È stabilito un importo massimo della componente variabile della remunerazione rispetto alla componente fissa annua lorda. Il Comitato per la Remunerazione verifica il raggiungimento degli obiettivi assegnati per l'anno precedente e, sulla base dell'andamento del business, formula le sue raccomandazioni circa gli obiettivi da assegnare per il nuovo anno. Su tale base, il Consiglio di Amministrazione delibera in merito alla remunerazione variabile dei Dirigenti con Responsabilità Strategiche.

Per quanto riguarda il peso della componente fissa e della componente variabile della remunerazione, si segnala che, il compenso complessivo attribuito a favore dei Dirigenti con Responsabilità Strategiche a cui sono stati attribuiti particolari poteri è determinato sulla base dei seguenti criteri:

  • (a) la componente fissa della remunerazione è stabilita in misura sufficiente a remunerare la prestazione anche nel caso in cui le componenti variabili non fossero erogate a causa del mancato raggiungimento dei prestabiliti obiettivi di performance. La retribuzione annua lorda viene stabilita all'inizio del rapporto di lavoro, sulla base della posizione retributiva del candidato e delle retribuzioni medie di mercato associate al ruolo. Tale retribuzione può essere rivista e modificata in base alla valutazione delle performance del Dirigente. La raccomandazione viene formulata dalla Direzione Risorse Umane, congiuntamente all'Amministratore Delegato e successivamente sottoposta al Comitato delle Remunerazioni.
  • (b) la componente variabile di breve termine della remunerazione è subordinata al raggiungimento degli obiettivi economici e finanziari stabiliti annualmente in sede di budget ed il suo ammontare è determinato in funzione del grado di raggiungimento o superamento degli stessi, con un limite massimo parametrato rispetto alla componente fissa.

Nella determinazione della remunerazione dei Dirigenti con Responsabilità Strategiche, il Comitato per la Remunerazione fa riferimento ai seguenti criteri:

___________________________________________________________________________________________________________

(a) la componente fissa generalmente non rappresenta più del 70% della remunerazione complessiva annua prevista;

(b) la componente variabile di breve termine è determinata in una quota percentuale della componente fissa, e non è mai superiore al 50% della retribuzione fissa; in funzione dei risultati raggiunti, il relativo importo può essere pari a zero fino ad un massimo del 100% del valore della componente variabile;

Il Direttore Generale e il Chief Financial Officer sono destinatari di un piano di incentivazione a lungo termine che prevede un sistema misto della durata di quattro anni (2014-2017), che si concretizza e matura in parte come un classico "Retention Plan", fino a completarsi nella sua interezza con il raggiungimento dell'Ebitda di Gruppo al 31 dicembre 2017.

F. Benefici non monetari

La politica delle remunerazioni prevede alcuni benefit e perquisites assegnati a tutto il personale assunto con qualifica dirigente e agli amministratori esecutivi. In particolare:

  • Auto aziendale, secondo le regole previste da specifica policy interna, definita e rivista periodicamente dalla Direzione Risorse Umane;
  • Copertura assicurativa integrativa al FASI;

In funzione delle specifiche esigenze individuali, legate alla residenza del Dirigente, la politica delle remunerazioni prevede la facoltà dell'Azienda di assegnare un appartamento per l'alloggio del dirigente e della sua famiglia, secondo le regole previste da specifica policy interna, definita e rivista periodicamente dalla Direzione Risorse Umane.

Tutti i benefit sopra citati vengono quantificati in base ai criteri stabiliti dall'art. 51 comma 4 del D.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917 e i relativi valori sono inclusi nella retribuzione imponibile mensile del dirigente, secondo le normative vigenti.

G. Obiettivi di performance alla base della componente variabile della remunerazione

La struttura standard della remunerazione dei Dirigenti con Responsabilità Strategiche prevede una componente fissa ed una componente variabile di breve termine nonché, relativamente al Direttore Generale e al Chief Financial Officer, una componente variabile di medio-lungo termine.

La componente di breve termine è subordinata al raggiungimento di obiettivi economici e finanziari stabiliti nel budget annuale e il relativo ammontare è determinato in funzione del raggiungimento o del superamento di detti obiettivi, con un limite massimo stabilito in relazione alla componente fissa (Short Term Incentive - STI).

La componente variabile di medio-lungo termine è basata sul raggiungimento di risultati di medio-lungo termine (Long Term Incentive - LTI).

Per effetto del recepimento del criterio applicativo 6.C.1. f) del Codice, avvenuto con delibera del Consiglio di Amministrazione del 25 marzo 2015, è stata introdotta nei piani di incentivazione variabile, una clausola di claw-back che prevede la restituzione delle somme erogate sulla base di dati che si siano rivelati in seguito manifestamente errati.

Short Term Incentive - STI

Il sistema di incentivazione variabile si basa sull'assegnazione di obiettivi che hanno durata annuale (da gennaio a dicembre).

Il valore dello STI è stabilito per i Dirigenti con responsabilità strategica mediamente pari al 30% della retribuzione annua lorda.

Gli obiettivi sono misurabili attraverso indicatori quantitativi, legati al conto economico e allo stato patrimoniale e sono di due tipologie:

  • Obiettivi di gruppo: obiettivi legati alla performance complessiva del gruppo (es. risultato netto, PFN) o di funzione (es. DSO export)
  • Obiettivi individuali: obiettivi legati alla performance del singolo dipendente, ma che influiscono sui risultati complessivi della Società (es. net sales area di competenza)

Ad ogni obiettivo viene inoltre assegnato un peso. Ogni obiettivo concorre singolarmente e indipendentemente dagli altri al raggiungimento della quota del bonus corrispondente. In funzione dei risultati, ogni obiettivo potrà essere retribuito da 0 a 110% del valore della quota del bonus.

La liquidazione del bonus avviene a seguito dell'approvazione del progetto di bilancio di esercizio e del bilancio consolidato da parte del Consiglio di Amministrazione relativo all'esercizio di riferimento.

Il pagamento del bonus è subordinato al fatto che il Dirigente con Responsabilità strategica sia dipendente dell'Azienda al 31 dicembre dell'anno di riferimento dell'STI (parimenti, non dovrà essere nella condizione di dimissionario alla medesima data).

Per l'esercizio 2015, il Consiglio di Amministrazione del 24 marzo 2016 ha verificato il raggiungimento degli obiettivi fissati e approvato l'erogazione dei bonus previsti nel piano di incentivazione a breve termine.

Long Term Incentive – LTI 2017

Il Consiglio di Amministrazione del 15 gennaio 2015 ha approvato un piano "Long Term Incentive Plan 2014-2017" destinato a due Dirigenti con Responsabilità Strateghe (Chief Commercial Officer e Chief Financial Officer) predisposto con i seguenti obiettivi:

  • Aumentare la motivazione dei due manager al raggiungimento degli obiettivi di lungo termine;
  • Aumentare la loro "fedeltà" all'Azienda e al Gruppo, fino al compimento e alla realizzazione del piano industriale 2017.

Il Consiglio di Amministrazione del 25 marzo 2015 ha nominato il Chief Commercial Officer quale Direttore Generale di Bialetti, attribuendogli le relative deleghe.

Il nuovo Sistema LTI permette ai beneficiari di raggiungere nell'ambito del quadriennio (2014-2017) un bonus pari ad un'annualità. Per rendere maggiormente concreto questo sistema, si è deciso di adottare una formula mista: nel corso del periodo di maturazione, al termine di ogni anno (31 dicembre 2014 – 31 dicembre 2015 – 31 dicembre 2016), al Direttore Generale e al Chief Financial Officer verrà corrisposto parte del premio maturato nell'esercizio (50% per il Direttore Generale e 37,5% per il C.F.O.) a condizione che ogni singolo destinatario risulti in forza a tale data. Infine, il pagamento totale del valore attribuito ai beneficiari sarà possibile solo al raggiungimento del valore di Ebitda di Gruppo, definito nel Piano Industriale.

L'ottenimento del pay-out annuale di parte del premio è subordinato al fatto che il dirigente interessato risulti in forza all'Azienda al 31 dicembre di ogni anno (parimenti, non dovrà essere nella condizione di dimissionario alla medesima data). Il saldo del restante valore del premio sarà invece corrisposto a fine periodo, solo al raggiungimento del target (Ebitda di Gruppo al 31 dicembre 2017). L'importo sarà corrisposto unitamente alle competenze del mese successivo all'approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione del bilancio di Bialetti Industrie Spa al 31 dicembre 2017.

Il predetto Long Term Incentive Plan 2014-2017 scade con l'approvazione del bilancio al 31 dicembre 2017.

H. Obiettivi di performance alla base dell'assegnazione di azioni

La Politica di Bialetti non prevede, alla data di redazione della presente Relazione, l'assegnazione di azioni, opzioni o altri strumenti finanziari.

I. Coerenza della politica delle remunerazioni con il perseguimento degli interessi a lungo termine della Società e con la politica di gestione del rischio

Gli interessi di lungo termine della Società e la politica di gestione del rischio del Gruppo sono parte integrante del Sistema di Controllo Interno del Gruppo. I membri del Comitato per il Controllo e Rischi rivestono anche la carica di membri del Comitato per la Remunerazione.

La Politica sulla Remunerazione prevede che gli obiettivi di performance e le modalità di corresponsione della componente variabile tengano conto dei rischi assunti da Bialetti e della liquidità necessari alla Società per fronteggiare le attività intraprese.

J. Termini di maturazione dei diritti ed eventuali sistemi di pagamento differito

Non sono previsti sistemi di pagamento differito.

K. Clausole per il mantenimento in portafoglio degli strumenti finanziari

Poiché la Politica di Bialetti non prevede, alla data di redazione della presente Relazione, l'assegnazione di azioni, opzioni o altri strumenti finanziari, non vi sono clausole per il mantenimento in portafoglio degli strumenti finanziari.

L. Trattamenti in caso di cessazione dalla carica o risoluzione del rapporto di lavoro

In caso di cessazione dalla carica o risoluzione del rapporto di lavoro, non sono previsti trattamenti specifici, ferme restando le disposizioni previste negli accordi collettivi in tema di trattamento di fine rapporto e di liquidazione delle competenze maturate. In riferimento alla parte variabile della remunerazione, nel caso dell'incentivazione a breve termine, a seguito di risoluzione del rapporto in data antecedente al 31 dicembre, viene meno il diritto alla percezione del premio. Parimenti, per l'incentivazione a medio-lungo termine, in caso di risoluzione del rapporto in data antecedente al 31 dicembre dell'ultimo anno del triennio a cui si riferisce il piano di incentivazione, viene meno il diritto alla percezione del premio.

Inoltre, la Società può stipulare accordi di non concorrenza con i Dirigenti con Responsabilità Strategiche, che prevedano il pagamento di una indennità in relazione ai termini ed all'estensione dell'obbligo di non concorrenza previsto nello stesso contratto. L'obbligo è riferito al settore in cui la Società opera al momento della stipula ed al relativo mercato geografico. L'estensione dell'obbligo varia a seconda del ruolo ricoperto dal soggetto obbligato alla data di stipula.

M. Coperture assicurative, previdenziali o pensionistiche diverse da quelle obbligatorie

La Società ha assegnato al Presidente e Amministratore Delegato coperture assicurative relative a infortuni professionali ed extraprofessionali, morte e invalidità permanente totale, invalidità permanente da malattia e rimborso spese mediche. Si segnala inoltre che in linea con le best practices, è vigente una polizza assicurativa a fronte della responsabilità civile verso terzi degli organi sociali e dei dirigenti con responsabilità strategica, nell'esercizio delle loro funzioni, finalizzata a tenere indenne la Società dagli oneri derivanti dal risarcimento connesso, esclusi i casi di dolo e colpa grave.

N. Politica retributiva di amministratori indipendenti, partecipazioni ai comitati e svolgimento di particolari incarichi

Si rinvia al paragrafo E. della presente Relazione.

O. Riferimento a politiche retributive di altre società

La Politica di Bialetti è stata definita senza utilizzare quale parametro di riferimento le politiche retributive di altre società; ci si è avvalsi tuttavia di indagini statistiche e qualitative disponibili sul mercato.

SEZIONE II PRIMA PARTE – VOCI CHE COMPONGONO LA REMUNERAZIONE

Nel 2015 le componenti della remunerazione degli Amministratori, dei membri del Collegio Sindacale, del Direttore Generale e dei Dirigenti con Responsabilità Strategiche sono state le seguenti:

(i) Compenso fisso: in esecuzione della deliberazione assembleare del 28 giugno 2013 e delle delibere del Consiglio di Amministrazione del 28 giugno 2013 e del 25 marzo 2015, gli amministratori hanno diritto ad un compenso fisso, che è graduato diversamente a seconda che il consigliere partecipi o meno ai Comitati istituiti in ossequio al Codice di Autodisciplina. L'Amministratore Delegato ha ricevuto un compenso fisso in esecuzione di una delibera del Consiglio di Amministrazione. La remunerazione fissa dei Dirigenti con Responsabilità Strategiche è fissata dai loro rispettivi contratti di lavoro.

(ii) Rimborsi Spese: ogni Amministratore ha diritto al rimborso delle spese sostenute per ragioni d'ufficio.

(iii) Bonus ed altri incentivi: il Direttore Generale e i Dirigenti con Responsabilità Strategiche possono aver diritto a ricevere una componente variabile soggetta al livello di raggiungimento di specifici e predeterminati obiettivi di performance economica e finanziaria determinati annualmente dal Consiglio di Amministrazione su proposta del Comitato per la Remunerazione, che sono oggettivamente misurabili e correlati ai target stabiliti dal budget. Il Comitato per la Remunerazione verifica di anno in anno il raggiungimento, nell'anno precedente, di tali obiettivi da parte della Società e formula le sue raccomandazioni circa la componente variabile.

(iv) Benefici non monetari: il Direttore Generale e i Dirigenti con Responsabilità Strategiche possono utilizzare una autovettura aziendale ciascuno anche per uso personale e possono essere destinatari di un appartamento per l'alloggio del dirigente.

(v) Indennità di fine carica o di cessazione del rapporto di lavoro: per il Direttore generale e i Dirigenti con Responsabilità Strategiche il trattamento successivo alla conclusione del rapporto di lavoro consiste nell'assegnazione dell'indennità di fine rapporto prevista negli accordi collettivi. Inoltre, nel caso di risoluzione del rapporto per mutuo consenso è prevista un'indennità di fine rapporto non discrezionale e non prestabilita.

SECONDA PARTE - TABELLE

Tabella 1: Compensi corrisposti ai componenti degli organi di amministrazione e controllo, ai direttori generali e ai dirigenti con responsabilità strategiche

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1 - Valore fringe benefits relativo al valore convenzionale auto.

2 - L'importo complessivo include compensi deliberati dal Consiglio di Amministrazione per € 15.000,00 lordi e retribuzione fissa da lavoro dipendente per € 50.573,00, oltre che rimborsi spese per € 6.003,3.

3 - L'importo si riferisce al contratto di consulenza stipulato da Bialetti con Global Strategy S.r.l., di cui il consigliere Negri Clementi è Presidente e Amministratore Delegato. Global Strategy è la società incaricata per lo svolgimento delle attività di monitoraggio dell'implementazione del Piano industriale, economico e finanziario 2014-2017 del gruppo Bialetti.

Tabella 2: Partecipazioni dei componenti degli organi di amministrazione e controllo, dei direttori generali e dei dirigenti con responsabilità strategiche

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L'incremento del numero di azioni avvenuto nel corso del 2015 fa riferimento alle azioni sottoscritte da Bialetti Holding S.r.l. unipersonale (società interamente partecipata da Francesco Ranzoni) nell'ambito dell'aumento di capitale a pagamento deliberato dal Consiglio di Amministrazione di Bialetti in data 15 gennaio 2015 e 7 luglio 2015, in parziale esercizio della delega conferita ai sensi dell'articolo 2443 del codice civile dall'Assemblea Straordinaria del 24 giugno 2014. Durante il periodo di offerta, iniziato il 13 luglio 2015 e conclusosi il 30 luglio 2015, l'azionista di controllo Bialetti Holding S.r.l. ha sottoscritto n. 21.886.740 nuove azioni tramite utilizzo di versamenti in conto futuro aumento di capitale, per l'importo complessivo di Euro 9.082.997,1.

Coccaglio, 24 marzo 2016

Per il Consiglio di Amministrazione Il Presidente e Amministratore Delegato Francesco Ranzoni

RELAZIONE SUL GOVERNO SOCIETARIO E GLI ASSETTI PROPRIETARI

AI SENSI DELL'ARTICOLO 123-BIS TUF

(modello di amministrazione e controllo tradizionale)

EMITTENTE: BIALETTI INDUSTRIE S.P.A. SITO WEB: WWW.BIALETTIINDUSTRIE.IT ESERCIZIO A CUI SI RIFERISCE LA RELAZIONE: 1° GENNAIO – 31 DICEMBRE 2015 DATA DI APPROVAZIONE DELLA RELAZIONE: 24 MARZO 2016

GLOSSARIO

Codice/Codice di Autodisciplina: il Codice di Autodisciplina delle società quotate approvato dal Comitato per la Corporate Governance e promosso da Borsa Italiana S.p.A., ABI, Ania, Assogestioni, Assonime e Confindustria, da ultimo aggiornato nel luglio 2015.

Cod. civ./ c.c.: il codice civile.

Consiglio: il Consiglio di Amministrazione di Bialetti Industrie S.p.A.

Emittente o Società o Bialetti: Bialetti Industrie S.p.A.

Esercizio: l'esercizio sociale a cui si riferisce la Relazione.

Istruzioni al Regolamento di Borsa: le Istruzioni al Regolamento dei Mercati organizzati e gestiti da Borsa Italiana S.p.A.

Regolamento di Borsa: il Regolamento dei Mercati organizzati e gestiti da Borsa Italiana S.p.A.

Regolamento Emittenti Consob: il Regolamento emanato dalla Consob con deliberazione n. 11971 del 1999 (come successivamente modificato) in materia di emittenti.

Regolamento Mercati Consob: il Regolamento emanato dalla Consob con deliberazione n. 16191 del 2007 (come successivamente modificato) in materia di mercati.

Regolamento Parti Correlate Consob: il Regolamento emanato dalla Consob con deliberazione n. 17221 del 12 marzo 2010 (come successivamente modificato) in materia di operazioni con parti correlate.

Relazione: la relazione sul governo societario e gli assetti proprietari che le società sono tenute a redigere ai sensi dell'art. 123-bis TUF.

Testo Unico della Finanza/TUF: il Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58.

Statuto: lo statuto sociale di Bialetti Industrie S.p.A. approvato dall'assemblea straordinaria del 27 giugno 2014 e modificato in data 7 agosto 2015, relativamente all'articolo 5, per aggiornare l'entità del capitale sociale a seguito dell'aumento di capitale conclusosi nel citato mese.

1. PROFILO DELL'EMITTENTE

Nella presente Relazione viene illustrata la struttura di governance esaminata dal Consiglio del 24 marzo 2016 e si forniscono le informazioni integrative richieste dalle disposizioni di legge e regolamentari in tema di governance e assetti proprietari.

La struttura organizzativa di Bialetti Industrie S.p.A. è articolata secondo il modello tradizionale, che prevede l'affidamento in via esclusiva della gestione aziendale al Consiglio di Amministrazione, mentre le funzioni di vigilanza sono attribuite al Collegio Sindacale e quelle di controllo contabile alla Società di Revisione. Il Consiglio di Amministrazione ha istituito al proprie interno alcuni comitati con funzioni propositive e consultive: il Comitato per la Remunerazione, il Comitato Controllo e Rischi, il Comitato per le nomine e il Comitato per le Operazioni con Parti Correlate, costituiti da amministratori indipendenti.

Il modello di Governance è completato dal complesso di poteri e deleghe, dalle procedure per il controllo interno, dal Codice Etico, dal Codice di comportamento in materia di internal dealing e dal Modello di organizzazione, gestione e controllo ex D.Lgs. 231/01, tutti approvati dal Consiglio di Amministrazione, cui devono attenersi Amministratori, Sindaci, dipendenti e, in alcuni casi, coloro che instaurano rapporti contrattuali con la Società.

2. INFORMAZIONI SUGLI ASSETTI PROPRIETARI (EX ART. 123 BIS, COMMA 1, TUF) - ALLA DATA DEL 25 MARZO 2015

a) Struttura del capitale sociale (ex art. 123-bis, comma 1, lettera a), TUF)

Il capitale sociale sottoscritto e versato dell'Emittente ammonta ad euro 7.997.530,55. Nella tabella 1 riportata in appendice sono indicate le categorie di azioni che compongono il capitale sociale. Non esistono piani di incentivazione a base azionaria. Le azioni dell'Emittente sono negoziate sul mercato telematico azionario gestito da Borsa Italiana S.p.A.

b) Restrizioni al trasferimento di titoli (ex art. 123-bis, comma 1, lettera b), TUF)

Lo Statuto non prevede restrizioni al trasferimento di titoli.

L'articolo 5, comma 3, dello Statuto dispone che nel caso di deliberazione di introduzione o di rimozione di vincoli alla circolazione dei titoli azionari, anche i soci che non hanno concorso all'approvazione di tale deliberazione non avranno il diritto di recesso.

c) Partecipazioni rilevanti nel capitale (ex art. 123-bis, comma 1, lettera c), TUF)

Nella tabella 1 riportata in appendice sono indicati gli azionisti che direttamente o indirettamente detengono, anche per interposta persona, società fiduciarie e società controllate, partecipazioni superiori al 5% del capitale con diritto di voto, così come emergenti dalle risultanze del libro soci, integrate dalle comunicazioni ricevute ai sensi di legge e dalle altre informazioni a disposizione alla data del 24 marzo 2016.

d) Titoli che conferiscono diritti speciali (ex art. 123-bis, comma 1, lettera d), TUF)

Non sono stati emessi titoli che conferiscono diritti speciali di controllo.

e) Partecipazione azionaria dei dipendenti: meccanismo di esercizio dei diritti di voto (ex art. 123-bis, comma 1, lettera e), TUF)

Non sussistono sistemi di partecipazione azionaria dei dipendenti.

f) Restrizioni al diritto di voto (ex art. 123-bis, comma 1, lettera f), TUF)

Non sussistono restrizioni al diritto di voto.

g) Accordi tra azionisti (ex art. 123-bis, comma 1, lettera g), TUF)

Alla data di redazione del presente documento e sulla base delle informazioni pervenute alla Società, non risulta in vigore alcun accordo tra gli azionisti che possa qualificarsi quale patto parasociale ai sensi dell'art. 122 del TUF.

h) Clausole di change of control (ex art. 123-bis, comma 1, lettera h), TUF) e disposizioni statutarie in materia di OPA (ex artt. 104, comma 1-ter, e 104-bis, comma 1. TUF)

L'Emittente e la società controllata Bialetti Store S.r.l. hanno sottoscritto con le principali banche creditrici, nel dicembre 2014, un accordo di risanamento dell'indebitamento che ne prevede la risoluzione qualora si verifichi un cambio di controllo (diretto e indiretto sulle società del gruppo e sulla società controllante Bialetti Holding S.r.l.) e le società non abbiano provveduto al rimborso anticipato delle esposizioni.

Lo statuto dell'Emittente non deroga alle disposizioni sulla passivity rule previste dall'art. 104, commi 1 e 2, del TUF e non prevede l'applicazione delle regole di neutralizzazione contemplate dall'art. 104-bis, commi 2 e 3, del TUF.

i) Deleghe ad aumentare il capitale sociale e autorizzazioni all'acquisto di azioni proprie (ex art. 123-bis, comma 1, lettera m), TUF)

L'assemblea straordinaria degli azionisti del 27 giugno 2014 ha deliberato l'attribuzione al Consiglio di Amministrazione, ai sensi dell'art. 2443 del Codice Civile e previa modifica dell'articolo 5 dello statuto sociale, della delega ad aumentare il capitale sociale, in una o più volte ed in via scindibile, sino ad un importo massimo, comprensivo di sovrapprezzo, di euro 25 milioni anche con esclusione del diritto di opzione ai sensi dell'art. 2441, commi quarto e quinto del Codice Civile. La delega potrà essere esercitata entro cinque anni dalla data della deliberazione.

I Consigli di Amministrazione del 15 gennaio 2015 e del 7 luglio 2015 hanno deliberato di esercitare parzialmente - per Euro 13,9 milioni comprensivi di sovrapprezzo - la delega per l'aumento di capitale a pagamento e scindibile, conferita dalla predetta Assemblea dei soci.

L'assemblea degli azionisti del 20 giugno 2012 ha rinnovato la delega al Consiglio di Amministrazione per procedere, nei limiti di legge, alla disposizione di azioni proprie. Le alienazioni dovranno essere effettuate a un prezzo che non si discosti – in diminuzione o in aumento – di più del 15% rispetto alla media aritmetica dei prezzi ufficiali registrati dal titolo azionario sul Mercato Telematico Azionario organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A. nei 30 giorni di borsa precedenti ogni singola operazione.

Alla data di redazione della presente Relazione, Bialetti detiene n. 164.559 azioni proprie.

l) Attività di direzione e coordinamento (ex art. 2497 e ss. c.c.)

L'Emittente, pur essendo controllata da Bialetti Holding S.r.l. unipersonale, non è soggetta ad attività di direzione e coordinamento da parte di quest'ultima, ai sensi degli artt. 2497 e segg. Cod. civ..

Bialetti Holding S.r.l. è una mera holding di partecipazioni, priva di qualsiasi struttura operativa; non esiste alcuna procedura autorizzativa o informativa della Società nei rapporti con la controllante e, pertanto la Società definisce in piena autonomia i propri indirizzi strategici ed operativi disponendo (i) di una articolata organizzazione, in grado di assolvere a tutte le attività aziendali; (ii) di un proprio distinto processo di pianificazione strategica e finanziaria; (iii) di capacità propositiva propria in ordine alla attuazione e alla evoluzione del business.

Ai sensi dell'art. 2497-bis del codice civile, la società Bialetti Store S.r.l., controllata da Bialetti Industrie S.p.A., ha indicato quest'ultima quale soggetto che esercita attività di direzione e coordinamento.

Le informazioni richieste dall'articolo 123-bis del TUF, comma primo, lettera i), sono contenute nella relazione sulla remunerazione pubblicata ai sensi dell'art. 123-ter del TUF.

* * *

Le informazioni richieste dall'articolo 123-bis del TUF, comma primo, lettera l), sono illustrate nella sezione della Relazione dedicata al consiglio di amministrazione (Sez. 4.1).

3. COMPLIANCE

L'Emittente, fin dal 27 luglio 2007 (data in cui ha avuto inizio la negoziazione delle azioni ordinarie sul mercato telematico azionario organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A.), ha adottato il Codice di Autodisciplina promosso da Borsa Italiana S.p.A. (consultabile sul sito http://www.borsaitaliana.it/borsaitaliana/regolamenti/corporategovernance/codice2015.pdf).

Nel corso dell'esercizio 2015 il Consiglio di Amministrazione ha recepito la nuova raccomandazione introdotta il 14 luglio 2014 dal Comitato per la Corporate Governance di Borsa Italiana, in base alla quale la politica di remunerazione degli amministratori esecutivi o investiti di particolari cariche e dei dirigenti con responsabilità strategiche, deve prevedere intese contrattuali che consentano agli emittenti di richiedere la restituzione o di trattenere, in tutto o in parte, componenti variabili della remunerazione, se calcolate sulla base di dati rivelatisi successivamente errati.

Il Consiglio di Amministrazione del 28 agosto 2015 ha preso atto che nel mese di luglio 2015 è stato adottato il nuovo Codice di Autodisciplina delle società quotate ed ha approvato l'avvio di un tavolo di lavoro per l'analisi delle modifiche da apportare entro la fine del 2016.

L'Emittente e/o le sue controllate aventi rilevanza strategica non sono soggetti a disposizioni di legge non italiane che influenzano la struttura di corporate governance dell'Emittente.

4. CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

4.1 NOMINA E SOSTITUZIONE (EX ART. 123-BIS, COMMA 1, LETTERA L), TUF)

La nomina e la sostituzione degli Amministratori è disciplinata dall'articolo 14 dello Statuto che - nel testo da ultimo modificato dall'assemblea straordinaria del 20 giugno 2012 ai fini di apportare le modifiche di natura obbligatoria in adeguamento alla normativa sull'equilibrio tra i generi negli organi sociali - per completezza si riporta integralmente qui di seguito.

"ART. 14

  1. La società è Amministrata da un Consiglio di Amministrazione composto da un minimo di tre a un massimo di nove Amministratori.

  2. Gli Amministratori durano in carica per un periodo non superiore a tre esercizi, scadono alla data dell'Assemblea convocata per l'approvazione del bilancio relativo all'ultimo esercizio della loro carica e sono rieleggibili.

  3. L'Assemblea, prima di procedere alla nomina, determina il numero dei componenti e la durata in carica del Consiglio.

Tutti gli Amministratori debbono essere in possesso dei requisiti di eleggibilità ed onorabilità previsti dalla legge e da altre disposizioni applicabili.

  1. Per la nomina, cessazione e sostituzione degli amministratori si applicano le norme del codice civile; tuttavia, ove le azioni della società siano ammesse alla negoziazione presso un mercato regolamentato, si applicano altresì le seguenti disposizioni. Ai sensi dell'art. 147-ter, comma 4, d.lgs. 58/1998, almeno un Amministratore, ovvero almeno due qualora il Consiglio sia composto da più di sette componenti, deve inoltre possedere i requisiti di indipendenza ivi richiesti (d'ora innanzi "Amministratore Indipendente ex art. 147-ter").

  2. La nomina del Consiglio di Amministrazione avviene, nel rispetto della disciplina pro tempore vigente inerente l'equilibrio tra generi e la presenza di un numero minimo di Amministratori in possesso dei requisiti di indipendenza, da parte dell'Assemblea sulla base di liste presentate dagli Azionisti, secondo la procedura di cui ai commi seguenti, fatte comunque salve diverse ed ulteriori disposizioni previste da inderogabili norme di legge o regolamentari.

Possono presentare una lista per la nomina degli Amministratori i soci che, al momento della presentazione della lista, detengano una quota di partecipazione almeno pari a quella determinata dalla Consob ai sensi dell'articolo 147-ter, comma 1, d.lgs. 58/1998, ovvero - in mancanza di tale determinazione - pari ad almeno un quarantesimo del capitale sociale. Le liste sono depositate presso la sede sociale nei termini e con le modalità previsti dalla normativa vigente.

Le liste prevedono un numero di candidati non superiore a nove, ciascuno abbinato ad un numero progressivo. Ogni lista deve contenere ed espressamente indicare almeno un Amministratore Indipendente ex art. 147-ter d.lgs. 58/1998, con un numero progressivo non superiore a sette. Ove la lista sia composta da più di sette candidati, essa deve contenere ed espressamente indicare un secondo Amministratore Indipendente ex art. 147-ter d.lgs. 58/1998. In ciascuna lista possono inoltre essere espressamente indicati, se del caso, gli Amministratori in possesso dei requisiti di indipendenza previsti dai codici di comportamento redatti da società di gestione di mercati regolamentati o da associazioni di categoria.

Le liste che presentano un numero di candidati pari o superiore a tre devono inoltre includere candidati di genere diverso, secondo le proporzioni previste dalla normativa pro-tempore vigente in materia di equilibrio tra i generi.

Le liste inoltre contengono, anche in allegato: (i) le informazioni relative ai soci che le hanno presentate, con indicazione della percentuale di partecipazione complessivamente detenuta, comprovata da comunicazione dell'intermediario che tiene i relativi conti; (ii) un'esauriente informativa sulle caratteristiche personali e professionali dei candidati; (iii) una dichiarazione dei candidati contenente la loro accettazione della candidatura e l'attestazione del possesso dei requisiti previsti dalla legge, nonché dei requisiti di indipendenza, ove indicati come Amministratori Indipendenti ex art. 147-ter d.lgs. 58/1998 o come amministratori indipendenti ai sensi dei predetti codici di comportamento; (iv) ogni altra ulteriore o diversa dichiarazione, informativa e/o documento previsti dalla legge e dalle norme regolamentari applicabili. Un socio

non può presentare più di una lista, anche se per interposta persona o per il tramite di società fiduciarie. Ogni avente diritto al voto può votare una sola lista. Un candidato può essere presente in una sola lista, a pena di ineleggibilità. L'apposita certificazione rilasciata da un intermediario abilitato comprovante la titolarità - al momento del deposito della lista presso la società - del numero di azioni necessario alla presentazione della medesima, potrà essere prodotta anche successivamente al deposito delle liste, purché entro il termine previsto per la pubblicazione delle stesse da parte della

società. Al termine della votazione, risultano eletti i candidati delle due liste che hanno ottenuto il maggior numero di voti, con i seguenti criteri: (i) dalla lista che ha ottenuto il maggior numero di voti (d'ora innanzi "Lista di Maggioranza"), viene tratto un numero di consiglieri pari al numero totale dei componenti il Consiglio, come previamente stabilito dall'Assemblea, meno uno; risultano eletti, in tali limiti numerici, i candidati nell'ordine numerico indicato nella lista; tale lista può prevedere espressamente che il primo candidato della stessa assuma la carica di Presidente del Consiglio di Amministrazione; (ii) dalla seconda lista che ha ottenuto il maggior numero di voti e che non sia collegata neppure indirettamente con i soggetti che hanno presentato o votato la Lista di Maggioranza ai sensi delle disposizioni applicabili (d'ora innanzi "Lista di Minoranza), viene tratto un consigliere, in persona del candidato indicato col primo numero nella lista medesima.

Qualora con i candidati eletti con le modalità sopra indicate non sia assicurata la nomina del numero minimo di Amministratori in possesso dei requisiti di indipendenza, il candidato non indipendente eletto come ultimo in ordine progressivo nella Lista di Maggioranza sarà sostituito dal candidato indipendente non eletto della stessa lista secondo l'ordine progressivo. A tale procedura di sostituzione si farà luogo sino a che il Consiglio di Amministrazione risulti composto da un numero di componenti in possesso dei requisiti di indipendenza stabiliti dalla normativa pro tempore vigente pari almeno al minimo prescritto dalla legge. Qualora infine detta procedura non assicuri il risultato da ultimo indicato, la nomina dei soggetti in possesso dei citati requisiti avverrà con delibera assunta dall'Assemblea con le maggioranze di legge, senza vincolo di lista.

Non si terrà comunque conto delle liste che non abbiano conseguito una percentuale di voti almeno pari alla metà di quella richiesta per la presentazione delle medesime. In caso di parità di voti tra liste, prevale quella presentata da soci in possesso della maggiore partecipazione al momento della presentazione della lista, ovvero, in subordine, dal maggior numero di soci.

Qualora, eleggendo i candidati in base all'ordine in cui gli stessi sono collocati nelle liste, il Consiglio di Amministrazione si trovasse ad avere una composizione non conforme alle quote di genere, si proclamano eletti tanti candidati del genere mancante quanti ne occorrono secondo la normativa pro tempore vigente, con le regole seguenti:

a) le persone del genere mancante si individuano (nell'ordine progressivo in cui sono elencate) tra i candidati non eletti della Lista di Maggioranza, ed esse sono elette in luogo dei candidati appartenenti al genere più rappresentato, della medesima lista elencati per ultimi (iniziando dall'ultimo degli eletti e risalendo, ove occorra, al candidato elencato in precedenza, e così via) tra coloro che avrebbero conseguito l'elezione se non vi fosse stata la necessità di integrare il genere mancante;

b) qualora la procedura di cui alla precedente lettera a) non assicuri una composizione del Consiglio di Amministrazione conforme alla disciplina pro tempore vigente inerente l'equilibrio tra generi, la nomina dei soggetti appartenenti al genere meno rappresentato avverrà con delibera assunta dall'Assemblea con le maggioranze di legge, senza vincolo di lista.

Qualora sia stata presentata una sola lista, l'Assemblea esprime il proprio voto su di essa e qualora la stessa ottenga la maggioranza relativa dei votanti, senza tener conto degli astenuti, risultano eletti Amministratori i candidati elencati in ordine progressivo, fino a concorrenza del numero fissato dall'Assemblea per la composizione del Consiglio di Amministrazione, fatta comunque salva l'applicazione, mutatis mutandi, dei procedimenti sopra previsti al fine di garantire una composizione del Consiglio di Amministrazione conforme alle quote di genere prescritte dalla normativa pro tempore vigente e la presenza del numero minimo di Amministratori Indipendenti ex art. 147-ter d.lgs. 58/1998 previsto della normativa pro tempore vigente.

In mancanza di liste, ovvero qualora il numero dei consiglieri eletti sulla base delle liste presentate sia inferiore a quello determinato dall'Assemblea, i membri del Consiglio di Amministrazione vengono nominati dall'Assemblea medesima con le maggioranze di legge, fermo l'obbligo della nomina, a cura dell'Assemblea, di un numero di Amministratori Indipendenti ex art. 147-ter d.lgs. 58/1998 pari al numero minimo stabilito dalla legge e nel rispetto di quanto previsto dalla normativa vigente in materia di equilibrio tra i generi.

  1. Gli Amministratori Indipendenti ex art. 147-ter d.lgs. 58/1998, indicati come tali al momento della loro nomina, devono comunicare l'eventuale sopravvenuta insussistenza dei requisiti di indipendenza, con conseguente decadenza ai sensi di legge.

  2. In caso di cessazione dalla carica, per qualunque causa, di uno o più Amministratori, la loro sostituzione è effettuata secondo le disposizioni dell'art. 2386 c.c., fermo l'obbligo di mantenere il numero minimo di Amministratori Indipendenti ex art. 147-ter stabilito dalla legge e nel rispetto di quanto previsto dalla normativa vigente in materia di equilibrio tra i generi."

In particolare nel citato articolo dello Statuto sono illustrate le disposizioni statutarie che disciplinano:

  • il funzionamento del voto di lista;

  • la quota di partecipazione prevista per la presentazione delle liste (in proposito si segnala che ai sensi degli artt. 144-quater e 144-septies del Regolamento Emittenti, nonché della delibera CONSOB n. 19499 del 28 gennaio 2016, la percentuale di partecipazione per la presentazione di liste di candidati nel Consiglio di Amministrazione della Società è attualmente pari al 2,5%). Lo statuto prevede inoltre che, ai fini del riparto degli amministratori da eleggere, non si tenga conto delle liste che non hanno conseguito una percentuale di voti almeno pari alla metà di quella richiesta dallo statuto per la presentazione delle stesse;

  • il meccanismo previsto per assicurare che il riparto degli amministratori da eleggere sia effettuato in base a un criterio che assicuri l'equilibrio tra i generi, in base a quanto richiesto dall'art. 147-ter, comma 1-ter, TUF;
  • il meccanismo previsto per assicurare l'elezione di almeno un amministratore di minoranza, in base a quanto richiesto dall'articolo 147-ter, comma terzo, TUF, nonché il numero di amministratori riservati alle liste di minoranza, illustrando sinteticamente il meccanismo di nomina adottato per la scelta dei candidati delle varie liste presentate;
  • il meccanismo previsto per assicurare l'elezione del numero minimo di amministratori indipendenti in base a quanto richiesto dall'articolo 147-ter, comma quarto, TUF.

In caso di cessazione dalla carica, per qualunque causa, di uno o più amministratori, la loro sostituzione è effettuata secondo le disposizioni dell'art. 2386 c.c., fermo l'obbligo di mantenere il numero minimo di amministratori indipendenti ex art. 147-ter TUF stabilito dalla legge.

Lo statuto non prevede requisiti di indipendenza, ulteriori rispetto a quelli stabiliti per i sindaci ai sensi dell'articolo 148 del TUF, così come richiamato dall'art. 147-ter del TUF, e/o di onorabilità e/o professionalità per l'assunzione della carica di amministratore, anche con riferimento ai requisiti al riguardo previsti da codici di comportamento redatti da società di gestione di mercati regolamentati o da associazioni di categoria.

L'Emittente non è soggetto a ulteriori norme – anche in base a disposizioni di settore - in materia di composizione dell'organo amministrativo.

Piani di successione

Il Consiglio non ha adottato alcun piano per la successione degli amministratori esecutivi, non ritenendo che la individuazione di soggetti cui assegnare tale ruolo ovvero l'adozione di criteri per la relativa selezione, possano essere effettuate in anticipo rispetto al momento in cui si rende necessaria la sostituzione. La scelta di un nuovo amministratore esecutivo richiede, infatti, valutazioni specifiche.

4.2 COMPOSIZIONE (EX ART. 123-BIS, COMMA 2, LETTERA D), TUF)

Alla data di chiusura dell'esercizio 2015, la struttura del Consiglio e dei Comitati della Società risulta essere quella rappresentata nella Tabella 2 allegata in Appendice.

Il Consiglio è stato nominato dall'assemblea del 28 giugno 2013 e dura in carica fino alla data dell'Assemblea convocata per l'approvazione del bilancio relativo all'esercizio che chiuderà il 31 dicembre 2015.

All'assemblea del 28 giugno 2013 è stata presentata, ai sensi dell'art. 15 dello Statuto Sociale, un'unica lista di candidati validamente depositata dall'azionista di maggioranza Bialetti Holding S.r.l. L'elenco dei candidati contenuti in tale lista era il seguente:

Ranzoni Francesco Ranzoni Roberto Andrea Gentilini Elena Crespi Ciro Aniello Timpani

I candidati contenuti nella lista presentata sono stati eletti con il voto favorevole di azionisti rappresentanti n. 48.052.689 azioni, pari al 64,07% del capitale sociale alla data di presentazione della lista.

L'attuale Consiglio non esprime alcun amministratore nominato dalle minoranze in quanto alla assemblea del 28 giugno 2013 non è stata presentata alcuna lista alternativa.

In data 15 gennaio 2015 il Consiglio di Amministrazione ha cooptato, previa valutazione del Comitato per le Nomine e con delibera approvata dal Collegio Sindacale, la dott.ssa Antonia Maria Negri-Clementi quale amministratore indipendente di Bialetti, in sostituzione del consigliere dott. Andrea Gentilini che ha rassegnato le dimissioni (anche dai comitati di corporate governance e dall'organismo di vigilanza ex d.lgs.231/2001), per sopraggiunti impegni di lavoro.

L'assemblea degli azionisti del 30 aprile 2015 ha confermato la nomina del consigliere Negri-Clementi che resta in carica fino alla data dell'Assemblea convocata per l'approvazione del bilancio relativo all'esercizio che chiuderà il 31 dicembre 2015.

Le caratteristiche personali e professionali degli amministratori, con l'indicazione dell'anzianità di carica, della qualifica e del ruolo ricoperto all'interno del Consiglio, nonché l'indicazione delle cariche di amministratore o sindaco ricoperte da ciascun amministratore in altre società quotate in mercati regolamentati anche esteri, in società finanziarie, bancarie, assicurative o di rilevanti dimensioni, sono riportate nella documentazione allegata alla presente Relazione.

Cumulo massimo agli incarichi ricoperti in altre società

Diversamente da quanto raccomandato dal Codice, il Consiglio di Amministrazione non ha espresso il proprio orientamento in merito al numero massimo di incarichi che possa essere considerato compatibile con un efficace svolgimento dell'incarico di amministratore della Società, ritenendo che tale valutazione spetti ai soci in sede di designazione degli amministratori e, successivamente, al singolo amministratore all'atto dell'accettazione della carica.

Induction Programme

Il Presidente e Amministratore Delegato nel corso delle riunioni del Consiglio di Amministrazione provvede ad illustrare quanto rileva ai fini della presentazione dell'andamento della Società e del Gruppo, fornendo, tra l'altro, costantemente informazioni in merito ai più rilevanti aggiornamenti del quadro normativo di riferimento ed al loro impatto sulla Società.

4.3 RUOLO DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE (EX ART. 123-BIS, COMMA 2, LETTERA D), TUF)

Il numero di riunioni del Consiglio tenute nel corso dell'Esercizio è stato pari a otto.

La durata media delle riunioni del Consiglio è stata pari a circa due ore e quaranta minuti.

Il numero di riunioni del Consiglio programmate per l'esercizio in corso è pari a quattro. Il calendario finanziario è disponibile nel sito internet www.bialettigroup.com, sezione Investor Relations/Eventi societari.

La documentazione contenente gli elementi utili per la discussione è stata trasmessa ai consiglieri e sindaci, salvo i casi di urgenza e di particolare riservatezza, non oltre due giorni precedenti le singole riunioni.

Alle riunioni consiliari ha sempre partecipato, su invito del Presidente, il Direttore Generale nominato con delibera consiliare del 25 marzo 2015 e il Chief Financial Officer, le cui presenze hanno concorso ad apportare gli opportuni approfondimenti sugli argomenti posti all'ordine del giorno.

Ai sensi dell'art. 19 dello Statuto, il Consiglio è investito di tutti i poteri per la gestione della Società e a tal fine può deliberare o compiere tutti gli atti che ritiene necessari od utili per l'attuazione dell'oggetto sociale, ad eccezione di quanto riservato dalla legge e dallo Statuto all'assemblea dei soci.

Sono inoltre attribuite alla competenza del Consiglio le deliberazioni concernenti:

  • le fusioni e scissioni c.d. semplificate ai sensi degli artt. 2505, 2505-bis e 2506-ter, ultimo comma, cod. civ.;
  • il trasferimento della sede sociale nel territorio nazionale;
  • l'istituzione o la soppressione di sedi secondarie;
  • l'indicazione di quali tra gli amministratori hanno la rappresentanza legale;
  • la riduzione del capitale in caso di recesso del socio;
  • gli adeguamenti dello statuto a disposizioni normative;

fermo restando che dette deliberazioni potranno essere comunque assunte anche dall'assemblea straordinaria.

Con riferimento alle funzioni espletate dal Consiglio, ferma restando la sua competenza esclusiva per le materie indicate all'art. 2381 cod. civ., si segnala che, in conformità a quanto raccomandato dai punti 1.C.1 del Codice, sono riservate all'esclusiva competenza del Consiglio le seguenti materie (non essendo state oggetto di conferimento di delega a favore dell'Amministratore Delegato):

  • a) Esame e approvazione dei piani strategici, industriali e finanziari della Società e del gruppo di cui essa è a capo, definizione del sistema di governo societario della Società e della struttura del gruppo medesimo. Il Consiglio del 30 ottobre 2014 ha approvato il Piano industriale 2013/2017.
  • b) Definizione della natura e del livello di rischio compatibile con gli obiettivi strategici dell'emittente.

In data 28 agosto 2015 il Consiglio di Amministrazione ha approvato il piano di audit predisposto dalla società cui è stata esternalizzata l'attività di internal audit, previa acquisizione della valutazione del Comitato per il controllo e i rischi.

  • c) Valutazione dell'adeguatezza del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi rispetto alle caratteristiche dell'impresa e al profilo di rischio assunto, nonché la sua efficacia. Il Consiglio del 25 marzo 2015 ha valutato l'adeguatezza del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi anche sulla base delle attività istruttorie condotte dal Comitato Controllo e Rischi.
  • d) Individuazione della periodicità con la quale gli organi delegati devono riferire al consiglio circa l'attività svolta nell'esercizio delle deleghe loro conferite.
  • e) Valutazione del generale andamento della gestione, tenendo in considerazione, in particolare, le informazioni ricevute dagli organi delegati, nonché confrontando periodicamente i risultati conseguiti con quelli programmati.
  • f) Deliberazioni in merito alle operazione dell'emittente e delle sue controllate che hanno significativo rilievo strategico, economico, patrimoniale o finanziario per la Società.

Per tali operazioni si intendono quelle che non rientrano nei poteri dell' Amministratore Delegato, ovvero superano i limiti di importo stabiliti ai poteri esercitabili dal predetto Amministratore Delegato, con particolare attenzione alle situazioni in cui uno o più amministratori siano portatori di un interesse per conto proprio o di terzi e, più in generale, alle operazioni con parti correlate. Si segnala a tal proposito che il Consiglio in data 30 novembre 2010 ha adottato la "Procedura per la disciplina delle Operazioni con Parti Correlate" successivamente modificata in data 15 gennaio 2015 - disponibile sul sito internet della Società - stabilendo i criteri generali di identificazione delle operazioni con parti correlate.

g) Valutazione, da effettuarsi almeno una volta all'anno, della dimensione, della composizione e del funzionamento del Consiglio stesso e dei suoi comitati.

Nel corso del Consiglio del 13 novembre 2015 è stata analizzata la valutazione in merito alla dimensione, composizione e funzionamento del Consiglio condotta tramite un questionario di autovalutazione. Il giudizio è stato prevalentemente positivo, salva l'indicazione di alcune aree di miglioramento, quali l'opportunità di adottare un Regolamento del Consiglio di Amministrazione e l'esigenza di proseguire nel definire sessioni di approfondimento destinate ad amministratori e sindaci su argomenti di maggior rilevanza strategica, quali ad esempio lo sviluppo del piano retail e la pianificazione degli investimenti.

L'emittente, in occasione della nomina del Consiglio per il triennio 2013/2015 avvenuta con deliberazione assembleare del 28 giugno 2013, non ha espresso agli azionisti, prima della nomina, orientamenti sulle figure professionali la cui presenza in consiglio sia ritenuta opportuna, fatta eccezione per la norma che richiede la presenza obbligatoria di quote di genere negli organi di amministrazione e controllo delle società quotate.

Gli amministratori membri del Comitato per le Nomine, signori Ciro Timpani e Elena Crespi, si sono riuniti in data 15 gennaio 2015 per valutare la candidatura della dott.ssa Negri-Clementi, formulando parere favorevole in ordine alla sua cooptazione oltre che parere favorevole circa la dimensione e composizione del Consiglio di Amministrazione, ai sensi del principio 5.C.1 del Codice di autodisciplina delle società quotate edito da Borsa Italiana nella versione del luglio 2014.

L'Assemblea dell'Emittente non ha autorizzato - in via generale e/o preventiva – deroghe al divieto di concorrenza previsto dall'art. 2390 del cod.civ..

4.4 ORGANI DELEGATI

AMMINISTRATORI DELEGATI

Il Consiglio di Amministrazione del 28 giugno 2013, in ragione dell'ampiezza e della complessità delle attività di gestione demandate al Consiglio di Amministrazione e delle dimensioni della Società e del Gruppo Bialetti, ha ritenuto opportuno delegare parte delle proprie attribuzioni ad un Amministratore Delegato, in conformità a quanto previsto dall'articolo 19 dello Statuto Sociale e dell'articolo 2381 del codice civile, attribuzioni da espletarsi nell'ambito dei limiti stabiliti dal Consiglio stesso.

In ragione delle competenze e dell'esperienza professionale sviluppata dal Presidente Francesco Ranzoni tale consiglio gli ha conferito la carica di Amministratore Delegato.

Al Presidente e Amministratore Delegato, Signor Francesco Ranzoni, sono stati pertanto conferiti, a firma singola e disgiunta, tutti i poteri di ordinaria amministrazione della Società oltre che:

  • poteri in tema di acquisto di beni mobili e immobili e di assunzione di finanziamenti da esercitarsi con firma singola fino all'importo massimo di Euro 1.000.000 per singola operazione;
  • poteri in tema di assunzione di finanziamenti da esercitarsi con firma singola fino all'importo massimo di Euro 3.000.000 per singola operazione.

Come sopra rappresentato il Presidente del Consiglio di Amministrazione ha ricevuto talune deleghe gestionali in quanto non è al momento presente una distinta figura di Amministratore Delegato.

PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Come sopra rappresentato il Presidente ha ricevuto deleghe gestionali, in ragione delle competenze e dell'esperienza professionale sviluppata dallo stesso.

Il Presidente è socio unico dell'azionista di controllo dell'Emittente.

DIRETTORE GENERALE

Il Consiglio di Amministrazione del 25 marzo 2015 ha nominato il dott. Egidio Cozzi quale Direttore Generale dell'Emittente conferendogli tutti i poteri di ordinaria amministrazione rientranti nell'oggetto sociale in armonia con gli indirizzi generali di gestione fissati dal Consiglio di Amministrazione.

COMITATO ESECUTIVO

L'art. 21 dello Statuto prevede che il consiglio di amministrazione possa nominare un Comitato Esecutivo. Si segnala che ad oggi il Consiglio non si è avvalso di tale facoltà.

Informativa al Consiglio

L'art. 19 dello Statuto prevede che gli organi delegati riferiscano al consiglio di amministrazione ed al collegio sindacale, almeno ogni tre mesi, in occasione delle riunioni consiliari, sull'attività svolta, sul generale andamento della gestione e sulla sua prevedibile evoluzione, nonché sulle operazioni di maggior rilievo, per le loro dimensioni e caratteristiche, effettuate dalla Società e dalle sue controllate, nonché sugli altri argomenti eventualmente previsti dalla legge.

Gli organi delegati, nell'esercizio 2015, hanno riferito al consiglio di amministrazione ed al collegio sindacale, in occasione di ogni riunione consiliare.

La comunicazione degli amministratori al collegio sindacale sulla attività svolta e sulle operazioni di maggior rilievo economico, finanziario e patrimoniale, nonché sulle operazioni nelle quali gli amministratori abbiano un interesse, effettuate dalla Società e dalle società controllate, o che siano influenzate dal soggetto che esercita l'attività di direzione e coordinamento, sono state effettuate in occasione delle riunioni consiliari e comunque con periodicità almeno trimestrale.

4.5. ALTRI CONSIGLIERI ESECUTIVI

Fatta eccezione per le deleghe conferite al Presidente e Amministratore Delegato nel Consiglio dell'Emittente non vi sono altri consiglieri da considerarsi esecutivi.

4.6. AMMINISTRATORI INDIPENDENTI

Il Consiglio dell'Emittente:

  • ha valutato nella prima occasione utile dopo la loro nomina la sussistenza dei requisiti di indipendenza previsti dal Codice in capo a ciascuno dei consiglieri non esecutivi;
  • ha valutato nell'Esercizio la sussistenza dei requisiti di indipendenza previsti dal Codice in capo a ciascuno dei consiglieri non esecutivi;
  • nell'effettuare le valutazioni di cui sopra ha applicato tutti i criteri previsti dal Codice, fatta eccezione all'applicazione del criterio applicativo 3.C.1 lettera e).

Il Consiglio di Amministrazione del 24 marzo 2016 ha infatti ritenuto di non includere fra i requisiti - in base ai quali, ai sensi del Codice, viene effettuata la valutazione di indipendenza degli Amministratori – quello relativo alla permanenza in carica del soggetto per più di nove anni negli ultimi dodici anni di cui al criterio applicativo 3.C.1 lettera e), poiché la permanenza in carica per più anni consente il consolidamento della conoscenza delle problematiche specifiche della società e, unitamente alla assenza di interessi e rapporti significativi con l'Emittente, costituisce un valore da considerare positivamente e tale da consentire di ritenere integra la capacità di giudizio autonomo e non condizionato.

Il Consiglio di Amministrazione alla data del 24 marzo 2016 si compone di tre amministratori in possesso dei requisiti di indipendenza specificati dalla legge e dal Codice, due dei quali nominati dalla assemblea degli azionisti del 28 giugno 2013 (Ciro Aniello Timpani e Elena Crespi) ed uno (Antonia-Maria Negri Clementi) nominato dall'assemblea del 30 aprile 2015.

La valutazione è stata effettuata in occasione della loro nomina e successivamente nella seduta del 24 marzo 2016 mediante un procedimento di autovalutazione che ciascun componente del Consiglio dell'Emittente deve periodicamente svolgere al fine di verificare l'eventuale sussistenza dei requisiti di indipendenza, ciò anche al fine di permettere all'organo amministrativo della Società di assolvere agli obblighi di informativa che devono essere resi in merito alla valutazione sulla sussistenza dei requisiti di indipendenza in capo ai suoi componenti.

Il Consiglio del 24 marzo 2016 ha quindi riscontrato la sussistenza in capo agli amministratori Timpani, Negri-Clementi e Crespi dei requisiti di indipendenza di cui all'articolo 148 del TUF, prescritti ai sensi dell'articolo 147-ter, comma 4, del TUF medesimo.

Il collegio sindacale ha verificato con esito positivo la corretta applicazione dei criteri e delle procedure di accertamento adottati dal Consiglio per valutare l'indipendenza dei propri membri.

Nel corso dell'esercizio 2015, gli Amministratori indipendenti, in occasione e prima dell'inizio delle riunioni del Consiglio di Amministrazione, hanno di volta in volta verificato l'insussistenza di problematiche specifiche che fossero rilevanti nell'ambito del loro ruolo di Amministratori indipendenti.

4.7. LEAD INDEPENDENT DIRECTOR

Il Consiglio del 28 giugno 2013, ricorrendo i presupposti previsti dal Codice, ha designato il consigliere Ciro Timpani, quale lead independent director. Il lead indipendent director ha coordinato le consultazioni preventive degli amministratori indipendenti in vista delle riunioni dei consigli di amministrazione, ha appurato la disponibilità, con congruo anticipo, della documentazione informativa destinata ai consiglieri, utile al fine di consentire agli amministratori, e in particolare a quelli indipendenti, di valutare con capacità critica e spirito di indipendenza le proposte sottoposte al consiglio di amministrazione.

Il lead indipendent director ha coordinato le attività volte ad aggiornare gli amministratori in ordine all'evoluzione della normativa e dei doveri ad essi facenti capo e si è fatto promotore in data 20 marzo 2015 di condurre la valutazione sulla dimensione, composizione e funzionamento del Consiglio e dei comitati tramite invio ai consiglieri di un apposito questionario di autovalutazione. Gli amministratori indipendenti si sono riuniti nel mese di novembre 2015 per valutare il funzionamento del Consiglio e dei Comitati e per formulare alcune aree di miglioramento.

5. TRATTAMENTO DELLE INFORMAZIONI SOCIETARIE

Il consiglio di amministrazione dell'11 aprile 2007 ha adottato, su proposta dell'Amministratore Delegato, una procedura per la gestione e la comunicazione all'esterno di documenti e informazioni riservate, con particolare riferimento alle informazioni price sensitive.

La procedura è disponibile nel sito internet dell'Emittente www.bialettigroup.com nella sezione Investor Relations/Corporate Governance.

Tale procedura prevede, tra l'altro, che tutti gli amministratori, i sindaci, i dipendenti, i responsabili degli uffici aziendali e tutti coloro che hanno la materiale disponibilità di notizie e documenti riguardanti la Società, acquisiti nello svolgimento delle loro funzioni, sono tenuti a mantenere riservate le predette notizie e documenti e ad utilizzarli solo ed esclusivamente per l'espletamento dei rispettivi compiti di servizio, adottando ogni cautela necessaria affinché la relativa circolazione nel contesto aziendale si svolga senza alcun pregiudizio della riservatezza delle informazioni stesse. Tutti i soggetti di cui sopra sono inoltre tenuti a non abusare del loro privilegio informativo, in ossequio ai divieti di cui alla normativa vigente, ed a rispettare la procedura in questione per la comunicazione all'esterno di tali documenti e informazioni.

Ai sensi della medesima procedura, la divulgazione di informazioni riservate e/o price sensitive deve avvenire esclusivamente da parte del Presidente del consiglio di amministrazione o dell'Amministratore Delegato della Società, ovvero da altra persona che sia stata a ciò espressamente autorizzata da uno dei soggetti suddetti.

Specifiche disposizioni della procedura disciplinano l'alimentazione e l'aggiornamento del registro dei soggetti che hanno accesso ad informazioni di natura privilegiata, prevedendo che l'iscrizione nel registro possa avvenire in modalità permanente ovvero occasionale e che la responsabilità di individuare i soggetti è affidata all'Amministratore Delegato. La procedura si occupa anche delle modalità di aggiornamento e cancellazione degli iscritti.

Il registro è tenuto con modalità informatiche e consiste in un sistema accessibile via Internet protetto da opportuni criteri di sicurezza. L'accesso all'applicazione è consentito al responsabile del registro.

Nel corso del 2016 si provvederà all'aggiornamento delle procedure sopra menzionate in ottemperanza alla nuova disciplina in materia di market abuse ed, in particolare, al Regolamento Europeo 596/2014 (MAR) che entrerà in vigore nel luglio 2016.

6. COMITATI INTERNI AL CONSIGLIO (EX ART. 123-BIS, COMMA 2, LETTERA D), TUF)

In seno al Consiglio di Amministrazione, l'Emittente ha istituito il Comitato per le nomine, il Comitato Controllo e Rischi e il Comitato per la remunerazione, con funzioni consultive e con la finalità di assistere il Consiglio nelle istruttorie riguardanti le materie di competenza.

Le riunioni dei comitati vengono verbalizzate.

I comitati riferiscono periodicamente al Consiglio in ordine alle attività svolte.

Non sono stati costituiti Comitati che svolgono le funzione di due o più dei comitati previsti dal Codice.

Il Consiglio di Amministrazione del 15 gennaio 2015 ha nominato un apposito comitato composto da due Amministratori Indipendenti competente a svolgere le funzioni e le attività in materia di Operazioni con Parti Correlate come descritte nelle Procedure Bialetti Industrie relative alle operazioni con parti correlate.

7. COMITATO PER LE NOMINE

Il Consiglio del 28 giugno 2013, riunitosi al termine dell'assemblea degli azionisti che ha nominato il Consiglio di Amministrazione e il Collegio Sindacale per gli esercizi 2013/2015, ha costituito nel proprio ambito il Comitato per le nomine composto da tre amministratori non esecutivi, due dei quali indipendenti: Ciro Timpani (Presidente indipendente), Elena Crespi (indipendente) e Andrea Gentilini (non esecutivo).

Per effetto delle dimissioni del consigliere Andrea Gentilini, il Consiglio di Amministrazione del 15 gennaio 2015 ha ritenuto opportuno di determinare che la composizione dei comitati sia costituita dai restanti due amministratori indipendenti, confermando altresì le cariche di Presidente dei comitati già attribuite, ciò in considerazione del fatto che l'articolo 4.C.1 del Codice di Autodisciplina prevede che "i comitati sono composti da non meno di tre membri. Tuttavia, posto che negli emittenti il cui consiglio di amministrazione è composto da non più di otto membri, i comitati possono essere composti da due soli consiglieri, purché indipendenti" .

In data 15 gennaio 2015 il Comitato si è riunito per valutare la candidatura di un consigliere da cooptare a seguito delle dimissioni presentate dal consigliere Gentilini.

8. COMITATO PER LA REMUNERAZIONE

9. REMUNERAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI

Le informazioni relative alle sezioni 8. e 9. della presente relazione sono contenute nella Relazione sulla Remunerazione pubblicata ai sensi dell'art. 123-ter del TUF.

10. COMITATO CONTROLLO E RISCHI

Il Consiglio del 28 giugno 2013, riunitosi al termine dell'assemblea degli azionisti che ha nominato il Consiglio di Amministrazione e il Collegio Sindacale per gli esercizi 2013/2015, ha costituito nel proprio ambito un Comitato Controllo e Rischi (già Comitato per il controllo interno; la denominazione è stata modificata in data 17 luglio 2012) composto da tre amministratori non esecutivi, due dei quali indipendenti: Ciro Timpani (Presidente - indipendente), Elena Crespi (indipendente) e Andrea Gentilini (non esecutivo).

Per effetto delle dimissioni del consigliere Andrea Gentilini, il Consiglio di Amministrazione del 15 gennaio 2015 ha ritenuto opportuno di determinare che la composizione dei comitati sia costituita dai restanti due amministratori indipendenti, confermando altresì le cariche di Presidente dei comitati già attribuite, ciò in considerazione del fatto che l'articolo 4.C.1 del Codice di Autodisciplina prevede che "i comitati sono composti da non meno di tre membri. Tuttavia, posto che negli emittenti il cui consiglio di amministrazione è composto da non più di otto membri, i comitati possono essere composti da due soli consiglieri, purché indipendenti" .

COMPOSIZIONE E FUNZIONAMENTO DEL COMITATO CONTROLLO E RISCHI (EX ART. 123-BIS, COMMA 2, LETTERA D), TUF)

Nel corso dell'esercizio 2015 il Comitato si è riunito quattro volte. La durata media di ciascuna riunione è risultata pari a due ore e venti minuti. Nella Tabella 2 in allegato è indicata la partecipazione effettiva alle riunioni di ciascun componente.

Per l'esercizio in corso non è stato programmato un calendario delle riunioni, mentre si è tenuta una riunione in data 4 marzo 2016 nell'ambito della quale il Comitato ha:

    1. esaminato la relazione periodica predisposta dalla funzione di internal audit ai sensi dell'art. 7.C.2. lettera c del Codice;
    1. predisposto la relazione del Comitato Controllo e Rischi sull'attività svolta e sull'adeguatezza del sistema di controllo interno ai sensi dell'art. 7.C.2. lettera f del Codice;
    1. valutato la proposta di esternalizzazione della funzione di internal audit per il triennio 2016-2018;
    1. esaminato il piano di audit per l'esercizio 2016;
    1. effettuato lo scambio di informazioni con il collegio sindacale per l'espletamento dei rispettivi compiti ai sensi dell'art. 8.C.6. lettera f del Codice.
    1. effettuato lo scambio di informazioni con il collegio sindacale circa la procedura adottata per la formulazione della proposta in merito al conferimento dell'incarico di revisione legale di Bialetti Industrie S.p.A. per il periodo 2016-2024, da sottoporre all'assemblea degli azionisti del 29 e 30 aprile 2016.

Tutti i componenti del Comitato Controllo e Rischi possiedono un'esperienza in materia contabile e finanziaria, ritenuta adeguata dal Consiglio al momento della nomina.

Alle riunioni del Comitato Controllo e Rischi, su invito del Presidente del Comitato medesimo e relativamente a singoli punti all'ordine del giorno, hanno partecipato il Dirigente Preposto alla redazione della documentazione contabile, alcuni dirigenti aziendali, il Presidente del Collegio Sindacale e i sindaci effettivi e i membri dell'ODV.

FUNZIONI ATTRIBUITE AL COMITATO CONTROLLO E RISCHI

Il Comitato Controllo e Rischi è stato incaricato di assistere il Consiglio di Amministrazione nell'espletamento delle seguenti attività:

  • (i) valutare, unitamente al dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari e sentiti il revisore legale e il collegio sindacale, il corretto utilizzo dei principi contabili e la loro omogeneità ai fini della redazione del bilancio consolidato;
  • (ii) esprimere pareri su specifici aspetti inerenti alla identificazione dei principali rischi aziendali;
  • (iii) esaminare le relazioni periodiche aventi per oggetto la valutazione del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi predisposte dalla funzione Internal Audit;
  • (iv) monitorare l'autonomia, l'adeguatezza, l'efficacia e l'efficienza della funzione Internal Audit;
  • (v) richiedere lo svolgimento di eventuali verifiche su determinate aree operative alla funzione di Internal Audit, dandone comunicazione al presidente del collegio sindacale;
  • (vi) riferire al Consiglio di Amministrazione, almeno semestralmente, in occasione dell'approvazione della relazione finanziaria annuale e semestrale, sull'attività svolta nonché sull'adeguatezza del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi.

Si precisa che a partire dall'esercizio 2009, l'Emittente si è trovato a fronteggiare un difficile quadro congiunturale che ha penalizzato l'attività della Società e del Gruppo. Tale situazione ha dato origine ad una situazione di tensione finanziaria e patrimoniale, che ha portato l'Emittente ad elaborare un piano industriale per gli esercizi 2013 – 2017.

L'Emittente informa il mercato, a livello mensile, in merito all'andamento della posizione finanziaria netta e dei debiti scaduti.

Le attività svolte in modo specifico dal Comitato Controllo e Rischi, nel corso dell'Esercizio 2015, hanno riguardato:

  • la valutazione annuale del sistema di controllo interno;
  • l'analisi del piano di lavoro predisposto dalla funzione di internal audit per l'esercizio 2015;
  • la valutazione dell'assetto organizzativo dell'Emittente in occasione della nomina del Direttore Generale avvenuta in data 25 marzo 2015;

  • l'incontro con il Collegio Sindacale e l'ODV 231 per il coordinamento delle attività di controllo;

  • il monitoraggio delle attività relative all'implementazione del Modello Organizzativo 231 e dei presidi di controllo ex D.Lgs. 262/05 che hanno richiesto nel corso del 2015 interventi di aggiornamento.

Le riunioni del comitato per il controllo interno vengono verbalizzate.

Nello svolgimento delle sue funzioni, il comitato per il controllo interno ha avuto la possibilità di accedere alle informazioni e alle funzioni aziendali necessarie per lo svolgimento dei suoi compiti.

11. SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO

Il sistema di controllo interno è l'insieme delle regole, delle procedure e delle strutture organizzative volte a consentire, attraverso un adeguato processo di identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio dei principali rischi, una conduzione dell'impresa sana, corretta e coerente con gli obiettivi prefissati. Il sistema di controllo interno ha l'obiettivo di assicurare:

  • l'efficacia ed efficienza delle operazioni aziendali;
  • l'affidabilità dell'informazione finanziaria;
  • il rispetto di leggi e regolamenti;
  • la salvaguardia del patrimonio sociale.

Nel corso del 2015 la società di consulenza cui è stata esternalizzata l'esecuzione dell'attività di Internal Audit ha provveduto ad effettuare numero 7 audit. Il piano di follow up 2014 ed il piano di audit 2015 sono stati completati nei tempi e modi previsti ed è stato predisposto per il 2016 il piano di audit integrato in collaborazione con gli Organismi di Vigilanza dell'Emittente e della società controllata Bialetti Store S.r.l., che è stato sottoposto alla valutazione del Comitato Controllo e Rischi del 4 marzo 2016 e alla approvazione del Consiglio di Amministrazione del 24 marzo 2016.

Sulla base delle informazioni ed evidenze raccolte, il Consiglio di Amministrazione riunitosi il 24 marzo 2016 ha ritenuto che il Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi in essere, unitamente al processo di implementazione da realizzarsi nel 2016, sia adeguato, efficace ed effettivamente funzionante rispetto alle caratteristiche dell'impresa ed al profilo di rischio assunto e, nello stesso tempo, sia idoneo a contribuire al miglioramento della gestione aziendale nel suo complesso.

SISTEMI DI GESTIONE DEI RISCHI E DEL CONTROLLO INTERNO ESISTENTI IN RELAZIONE AL PROCESSO DI INFORMATIVA FINANZIARIA AI SENSI DELL' ART. 123-bis, COMMA 2, LETT b) TUF.

Il sistema di controllo interno del Gruppo Bialetti è ispirato ai principi di riferimento del CoSO Report elaborato dal Commettee of Sponsoring Organizations of the Treadway Commisiion – Integrated Framework.

L'ambiente di controllo interno è oggetto di continua attenzione al fine di mantenerne l'idoneità ed adeguatezza al presidio delle principali aree a rischio dell'attività sociale, in relazione all'evoluzione del business e all'introduzione di nuove disposizioni normative e regolamentari.

Il sistema di gestione dei rischi e del controllo interno riguardo all'informativa finanziaria e alle altre comunicazioni sociali adottato dall'Emittente è parte integrante e si inserisce nel contesto del più ampio sistema di controllo interno, che si compone di un insieme integrato di strumenti quali il Codice Etico, il Sistema di Deleghe e Procure, l'Organigramma Aziendale, gli Entity Level Controls, i Modelli Operativi Bialetti, le procedure per la gestione e comunicazione all'esterno delle informazioni riservate e per l'identificazione delle persone con accesso alle informazioni privilegiale e per la tenuta del Registro Insider, la Procedura di comunicazione delle operazioni di Internal Dealing, le Procedure relative alle Operazioni con Parti Correlate, le matrici di identificazione dei rischi, e delle misure di controllo degli stessi con riferimento all'informativa finanziaria, le procedure amministrativo contabili e di qualità.

Tale sistema è finalizzato a garantire l'attendibilità, l'accuratezza, l'affidabilità e la tempestività dell'informativa finanziaria.

Le principali caratteristiche del sistema di gestione dei rischi e di controllo interno esistenti in relazione al processo di informativa finanziaria

Le componenti del sistema di controllo interno, che riguardano l'informativa finanziaria, hanno l'obiettivo di identificare e valutare azioni e/o eventi che, in caso di accadimento, potrebbero compromettere la rappresentazione veritiera, corretta e tempestiva della situazione patrimoniale, finanziaria ed economica dell'Emittente e delle imprese incluse nel consolidamento.

L'approccio metodologico del sistema si sintetizza nelle seguenti tre fasi:

Identificazione e valutazione dei rischi che potrebbero compromettere l'affidabilità dell''informativa finanziaria

In tale fase logica sono stati identificati (i) il perimetro societario in base alla rilevanza quantitativa sul Conto Economico e sullo Stato Patrimoniale consolidati e alla rappresentatività delle caratteristiche del Gruppo in termini di articolazione dei processi aziendali; (ii) i cicli di business rilevanti che alimentano i conti di bilancio (iii) i conti di bilancio rilevanti in base al criterio della materialità sul bilancio consolidato e alla conoscenza della realtà aziendale e dei fattori di rischio specifici insiti nei processi amministrativo-contabili.

Il risultato di tale attività è sintetizzato in una matrice Processi aziendali/Entità legali rispetto ai quali è stata effettuata la mappatura e valutazione del sistema di controllo esistente, in termini di disegno ed operatività, in relazione ai rischi tipici che caratterizzano la predisposizione dell'informativa finanziaria.

Identificazione dei controlli a fronte dei rischi individuati

L'identificazione dei controlli, sia manuali che di sistema, a presidio del processo di informativa finanziaria si basa sugli obiettivi del sistema di controllo.

OBIETTIVI DEL SISTEMA DI CONTROLLO OBIETTIVI DI CONTROLLO SPECIFICI
Asserzioni di Bilancio
La rappresentazione della situazione patrimoniale, Esistenza e accadimento
finanziaria ed economica è veritiera e corretta, in
accordo
con
i
principi
contabili
di
generale
Completezza
accettazione Diritti e obbligazioni
Valutazioni e rilevazioni
Presentazione ed informativa
Altri Obiettivi di controllo
Incassi e pagamenti sono adeguatamente autorizzati Rispetto dei limiti autorizzativi
Salvaguardia del patrimonio aziendale Segregazione dei compiti
Controlli sulla sicurezza fisica e sull'esistenza dei beni
Le transazioni e le registrazioni sono documentate Documentazione, archiviazione e tracciabilità delle operazioni
Conformità a leggi e regolamenti Rispetto di leggi e di regolamenti relativi all'informativa
finanziaria

Le Risk Control Matrix per processo rappresentano gli strumenti che consentono di:

  • sintetizzare i principali rischi inerenti il processo e i controlli che sono previsti per la gestione di tali rischi;
  • valutare il disegno dei controlli mappati in funzione della capacità degli stessi di gestire e mitigare i rischi individuati e l'asserzione di bilancio sottostante;
  • condividere con gli owner dei processi il funzionamento e la descrizione degli stessi, i rischi ed i controlli;
  • effettuare l'attività di monitoraggio necessaria a supportare le attestazioni che devono essere rilasciate.

Le funzioni coinvolte nel processo di informativa finanziaria verificano l'aggiornamento delle procedure amministrative e contabili e garantiscono l'operatività dei controlli sia manuali che di sistema in essere.

Valutazione dei controlli a fronte dei rischi individuati

La verifica sull'efficacia del disegno e sull'operatività dei controlli chiave è svolta attraverso l'attività di testing. La valutazione dei controlli può comportare l'individuazione di controlli compensativi, azioni correttive o piani di miglioramento. I risultati delle attività di monitoraggio sono periodicamente sottoposti all'esame del Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari, al Comitato Controllo e Rischi e al Collegio Sindacale.

L'attività di valutazione del sistema di controllo è al momento svolta, almeno semestralmente, dal Comitato Controllo e Rischi che esprime, unitamente al collegio sindacale, il proprio parere sull'adeguatezza dello stesso.

I ruoli e le funzioni coinvolte

Il sistema di gestione dei rischi e del controllo interno riguardo all'informativa finanziaria è governato dall'Amministratore Delegato e dal Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili-societari, i quali devono attestare, secondo il modello stabilito dal regolamento CONSOB, da allegare al bilancio di esercizio, al bilancio semestrale e, ove redatto, al bilancio consolidato:

  • l'adeguatezza e l'effettiva applicazione delle procedure amministrativo contabili di cui al comma 3 art.154-bis TUF nel corso del periodo cui si riferiscono i documenti;
  • che i documenti sono redatti in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella comunità europea ai sensi del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio;
  • la corrispondenza dei documenti alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
  • l'idoneità dei documenti a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'emittente e dell'insieme delle imprese incluse nel consolidamento;
  • per il bilancio d'esercizio e per quello consolidato, che la relazione sulla gestione comprende un'analisi attendibile dell'andamento e del risultato della gestione, nonché della situazione dell'emittente e dell'insieme delle imprese incluse nel consolidamento, unitamente alla descrizione dei principali rischi e incertezze cui sono esposti;
  • per il bilancio semestrale abbreviato, che la relazione intermedia sulla gestione contiene un'analisi attendibile delle informazioni di cui al comma 4 dell'articolo 154-ter.

Il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari ha la responsabilità di:

  • accompagnare gli atti e le comunicazioni della società che vanno diffusi al mercato, che sono relativi all'informativa contabile, con una dichiarazione scritta che attesti la corrispondenza alle risultanze contabili, ai libri e alle scritture contabili;
  • implementare il sistema di controllo interno che sovrintende la redazione del bilancio e l'informativa societaria;
  • predisporre le procedure amministrativo contabili con l'assistenza delle strutture aziendali più idonee;
  • fornire alle società controllate, considerate come rilevanti nell'ambito della predisposizione dell'informativa consolidata di Gruppo, le linee di indirizzo per la realizzazione di un adeguato sistema di controllo interno;
  • comunicare al Comitato Controllo e Rischi, all'Organismo di Vigilanza, al Collegio Sindacale e alla Società di Revisione i punti di debolezza, le carenze rilevanti nella progettazione o nell'operatività del sistema di controllo interno istituito e le frodi in cui sia coinvolto il personale dirigente o il personale in posizioni rilevanti ai fini del sistema di controllo interno, che sovrintende la redazione del bilancio.

Nell'espletamento delle sue funzioni il Dirigente preposto è supportato dai Direttori/Responsabili di Funzione i quali assicurano l'applicazione nelle loro aree di competenza delle procedure predisposte e l'effettuazione dei controlli previsti dal sistema di controllo interno.

Il Comitato Controllo e Rischi e l'Organismo di Vigilanza vigilano sull'operatività del sistema di controllo interno e riferiscono al Dirigente Preposto, al Comitato Controllo e Rischi e al Consiglio di Amministrazione sulla sua idoneità ed efficacia.

11.1. AMMINISTRATORE ESECUTIVO INCARICATO DEL SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO

Il Consiglio del 28 giugno 2013 ha affidato l'incarico di sovrintendere alla funzionalità del sistema di controllo interno all'Amministratore Delegato Francesco Ranzoni.

Il Consigliere Ranzoni, nell'ambito dell'incarico ricevuto ha:

  • curato l'identificazione dei principali rischi aziendali (strategici, operativi, finanziari e di compliance) e li sottopone periodicamente all'esame del Consiglio;
  • dato esecuzione alle linee di indirizzo definite dal Consiglio, provvedendo alla progettazione, realizzazione e gestione del sistema di controllo interno, verificandone costantemente l'adeguatezza e l'efficacia;
  • si è occupato dell'adattamento di tale sistema alla dinamica delle condizioni operative e del panorama legislativo e regolamentare;
  • ha avuto il potere di richiedere alla funzione di Internal Audit lo svolgimento di verifiche su specifiche aree operative;
  • ha riferito tempestivamente al Comitato Controllo e Rischi in merito alle problematiche emerse nel corso della propria attività.

11.2. FUNZIONE DI INTERNAL AUDIT

Si segnala che il Consiglio di Amministrazione del 25 marzo 2015, prendendo atto della proposta formulata dal Comitato per il Controllo Interno, ha deliberato di stanziare il budget per le attività di Internal Audit per il 2015 e di esternalizzare tali attività alla società Sage S.r.l. con sede in via Cacciamalli, Brescia, con l'obiettivo di:

a. verificare, l'operatività e l'idoneità del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, attraverso un

piano di audit, che dovrà essere approvato dal Consiglio di Amministrazione e basato su un processo strutturato di analisi dei principali rischi;

  • b. predisporre relazioni riguardanti gli interventi di audit e le attività effettuate, contenenti informazioni sull'attività svolta ed osservazioni sulle modalità con cui viene condotta la gestione dei rischi e sul rispetto dei piani definiti per il loro contenimento;
  • c. predisporre tempestivamente relazioni su eventi di particolare rilevanza;
  • d. informare tempestivamente i presidenti del Collegio Sindacale, del Comitato Controllo e Rischi e del Consiglio di Amministrazione nonché l'amministratore incaricato del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi sull'esito delle attività svolte.

Tutte le attività operative di Internal Audit esternalizzate sono sottoposte a riporto funzionale al Comitato Controllo e Rischi.

Il Consiglio di Amministrazione del 24 marzo 2016 ha valutato una ulteriore proposta, formulata dal Comitato Controllo e Rischi riunitosi il 4 marzo 2016, volta a garantire anche per il triennio 2016-2018 l'esternalizzazione delle attività di Internal Audit alla predetta società esterna specializzata, dotata di adeguati requisiti di professionalità, indipendenza e organizzazione, definendone il relativo mandato e la remunerazione.

11.3. MODELLO ORGANIZZATIVO ex D. Lgs. 231/2001

L'Emittente ha adottato sin dal marzo 2008 il Modello Organizzativo es D. Lgs. 231/2001.

Il Consiglio del 27 agosto 2010, nell'ambito del progetto di revisione del modello organizzativo di governance e di adeguamento normativo finalizzato alla compliance con le normative applicate alle società quotate, ha approvato il testo aggiornato del Codice Etico, che definisce i valori ed i principi di condotta rilevanti per Bialetti Industrie S.p.A. e per tutte le sue società controllate e collegate. Il codice è disponibile nel nuovo testo sul sito internet della società.

Il Consiglio del 30 novembre 2010 ha approvato l'Appendice al modello di organizzazione, gestione e controllo, ai sensi del decreto legislativo n. 231/2001 che costituisce un aggiornamento del Modello Organizzativo Ver. 1.0 approvato dal Consiglio in data 18 marzo 2008.

Il Consiglio di Amministrazione del 14 novembre 2014, preso atto della valutazione espressa dal Comitato Controllo e Rischi, ha approvato il Modello di organizzazione e di gestione ex D. Lgs. 231/2001 nella parte generale e speciale, il Codice Etico del Gruppo Bialetti Industrie S.p.A. ed ha preso atto delle azioni contenute nell'action plan che dovranno essere implementate al fine di rendere efficace il modello.

Alla data della Relazione le fattispecie esaminate e ricomprese nel Modello Organizzativo riguardano le seguenti categorie: delitti contro la Pubblica Amministrazione; delitti contro la fede pubblica; reati societari; delitti in materia di terrorismo e di eversione dell'ordine democratico; abusi di mercato; delitti contro la personalità individuale; reati transnazionali; delitti contro la vita e l'incolumità individuale; reati in materia di salute e sicurezza; reati di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita; delitti informatici e trattamento illecito dei dati; delitti di criminalità organizzata; delitti contro l'industria e il commercio; delitti in materia di violazione del diritto d'autore; induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all'Autorità Giudiziaria; reati in materia ambientale; reati per l'impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare.

L'Organismo di Vigilanza, nella propria relazione annuale del 9 novembre 2015, ha preso visione degli aggiornamenti normativi successivi alla data di approvazione del Modello, qui di seguito riportati:

  • Reati di autoriciclaggio (modifica art. 25 octies D. Lgs. 231/01)
  • Reati di adescamento di minori (modifica art. 25 quinquies D. Lgs. 231/01)
  • Reati di falso in bilancio (modifica art. 25 ter D. Lgs. 231/01)
  • Ecoreti (modifica art. 25 undecies D. Lgs. 231/01)

Il piano di audit per l'esercizio 2016, approvato dal Consiglio di Amministrazione del 24 marzo 2016 su proposta del Comitato per il Controllo e Rischi riunitosi il 4 marzo 2016, prevede l'avvio dell'analisi dei potenziali rischi derivanti dai predetti nuovi reati a partire dal quarto trimestre del 2016. Il Consiglio di Amministrazione valuterà di conseguenza l'opportunità e la tempistica di aggiornamento del Modello Organizzativo.

I compiti di vigilanza sull'adeguatezza, aggiornamento ed efficacia del Modello sono stati demandati dalla Società ad un Organismo di Vigilanza avente natura collegiale, composto - a partire dal 25 marzo 2015 - da un amministratore (Ciro Timpani) e da un professionista esterno (Cristina Ruffoni).

L'organismo di vigilanza non è venuto a conoscenza, alla data di redazione della presente Relazione, di atti o condotte che comportino una violazione delle disposizioni contenute nel Codice Etico e/o nel D. Lgs. 231/2001.

11.4. SOCIETA' DI REVISIONE

L'assemblea degli azionisti dell'Emittente riunitasi in data 11 aprile 2007 ha conferito a PriceWaterhouseCoopers S.p.a. l'incarico di revisione contabile per il periodo 2007-2015.

11.5. DIRIGENTE PREPOSTO ALLA REDAZIONE DEI DOCUMENTI CONTABILI SOCIETARI

Ai sensi dell'art. 19 dello Statuto, il Consiglio di Amministrazione, previo parere obbligatorio del Collegio Sindacale, nomina il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari ai sensi dell'art. 154-bis del TUF e ne determina la durata in carica. Il Consiglio vigila affinché il dirigente preposto disponga di adeguati poteri e mezzi per l'esercizio dei compiti a lui attribuiti ai sensi del medesimo art. 154-bis del TUF nonché sul rispetto effettivo delle procedure amministrative e contabili. Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari deve essere in possesso dei requisiti di professionalità caratterizzati da una qualificata esperienza di almeno tre anni nell'esercizio di attività di amministrazione e controllo, o nello svolgimento di funzioni dirigenziali o di consulenza, nell'ambito di società quotate e/o dei relativi gruppi di imprese, o di società, enti e imprese di dimensioni e rilevanza significative, anche in relazione alla funzione di redazione e controllo dei documenti contabili e societari. In sede di nomina, il Consiglio di Amministrazione provvede ad accertare la sussistenza, in capo al preposto, dei requisiti richiesti dalla normativa vigente, nonché dallo Statuto.

Il Consiglio di Amministrazione dell'Emittente, nella seduta del 28 giugno 2013, ha confermato quale Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari, ai sensi dell'art. 154 bis del d. lgs. n. 58/1998 e dell'art. 19 dello statuto il Dottor Maurizio Rossetti.

11.6 COORDINAMENTO TRA I SOGGETTI COINVOLTI NEL SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO E DI GESTIONE DEI RISCHI

La Società favorisce gli incontri tra i soggetti coinvolti nel sistema di controllo interno e di gestione dei rischi al fine del coordinamento e dello scambio di informazioni.

A tale riguardo, si ricorda, in particolare, che ai lavori del Comitato Controllo e Rischi è costantemente invitato a partecipare l'intero Collegio Sindacale, ed inoltre, su invito del Presidente del Comitato e su singoli punti all'ordine del giorno, hanno partecipato ad alcune riunioni la società cui è stata esternalizzata l'attività di Internal Audit e l'Organismo di Vigilanza ex D.Lgs. 231/01.

12. INTERESSI DEGLI AMMINISTRATORI E OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

Il Consiglio di Amministrazione del 30 novembre 2010 ha approvato la Procedura in materia di operazioni con parti correlate ai sensi di quanto disposto dal Regolamento Consob adottato con Delibera n. 17221 del 12 marzo 2010 e successive modifiche ed integrazioni, previo parere favorevole di due amministratori indipendenti, investiti dal Consiglio di Amministrazione dei compiti di cui all'art. 4, comma 3, del citato Regolamento.

Il documento è disponibile sul sito internet della Società all'indirizzo www.bialletiindustrie.it sezione "Investor Relations/Corporate Governance/".

La Procedura stabilisce, in conformità ai principi dettati dal Regolamento Consob OPC, i procedimenti e le regole volti ad assicurare la trasparenza e la correttezza sostanziale e procedurale delle operazioni con parti correlate realizzate dalla Società direttamente o per il tramite di sue società controllate italiane o estere.

Tra gli aspetti di maggior rilievo introdotti dalla procedura, si segnala:

  • la classificazione delle operazioni di maggiore rilevanza, di valore esiguo e di minore rilevanza;
  • le regole di trasparenza e comunicazione al mercato che diventano più stringenti in caso di operazioni di maggiore rilevanza;
  • le regole procedurali che prevedono il coinvolgimento del Comitato per le Operazioni con parti correlate nella procedura di approvazione delle operazioni.

Il Consiglio del 28 giugno 2013 ha istituito il Comitato per le operazioni con parti correlate costituito da due consiglieri non esecutivi indipendenti (Timpani, Crespi) ed un consigliere non esecutivo (Gentilini).

Il Consiglio di Amministrazione del 15 gennaio 2015, prendendo atto delle dimissioni presentate dal Consigliere Gentilini, ha modificato la Procedura in materia di operazioni con parti correlate e in particolare ha:

  • modificato l'articolo 6.1. prevedendo che "All'interno del Consiglio di Amministrazione è costituito un apposito comitato composto da due Amministratori Indipendenti competenti a svolgere le funzioni e le attività in materia di Operazioni con Parti Correlate come descritte nelle Procedure Bialetti Industrie OPC (il "Comitato OPC").";
  • modificato l'articolo 6.5.1. prevedendo che "Qualora il Comitato OPC non possa costituirsi validamente, in quanto non vi siano due amministratori indipendenti non correlati, il parere previsto dalle Procedure Bialetti Industrie OPC è espresso dal Collegio Sindacale al quale si applicano, in quanto compatibili, le medesime disposizioni previste per il Comitato OPC dalle Procedure Bialetti Industrie OPC.";

Il medesimo Consiglio ha nominato quali membri del Comitato OPC gli amministratori indipendenti Ciro Timpani e Elena Crespi, designando il consigliere Ciro Timpani quale Presidente del Comitato OPC.

Con riferimento alle operazioni con parti correlate in cui gli amministratori abbiano un interesse, per conto proprio o di terzi, trova altresì applicazione l'art. 2391 cod. civ..

13. NOMINA DEI SINDACI

La nomina dei Sindaci è disciplinata dall'art. 26 dello Statuto che, nel testo da ultimo modificato dall'assemblea straordinaria del 20 giugno 2012 ai fini di apportare le modifiche di natura obbligatoria in adeguamento alla normativa sull'equilibrio tra i generi negli organi sociali, di seguito viene riportato:

"ART. 26

1. Il Collegio Sindacale é composto da tre Sindaci effettivi e due Sindaci supplenti.

2. I Sindaci durano in carica per tre esercizi, sino alla data dell'Assemblea convocata per l'approvazione del bilancio relativo all'ultimo esercizio della loro carica, e sono rieleggibili. La loro retribuzione é determinata dall'Assemblea all'atto della nomina per l'intera durata dell'incarico.

3. I Sindaci debbono essere in possesso dei requisiti previsti dalla legge e da altre disposizioni applicabili.

La disciplina del Collegio Sindacale é quella stabilita dal codice civile; tuttavia, ove le azioni della società siano ammesse alla negoziazione presso un mercato regolamentato, si applicano - fatte salve comunque diverse ed ulteriori disposizioni previste da inderogabili norme di legge o regolamentari - le seguenti disposizioni.

4. Ai fini di quanto previsto dall'art. 1, comma 3, del D.M. 30 marzo 2000, n. 162, le materie ed i settori di attività strettamente attinenti a quelli di impresa sono quelli meccanici, elettromeccanici, elettrotecnici, elettrici e quelli comunque funzionali all'esercizio delle attività elencate al precedente articolo 4.

Si applicano nei confronti dei membri del Collegio Sindacale i limiti al cumulo degli incarichi di amministrazione e controllo stabiliti con regolamento dalla Consob.

5. La nomina del Collegio Sindacale avviene da parte dell'Assemblea, nel rispetto della disciplina pro tempore vigente inerente l'equilibrio tra generi, sulla base di liste presentate dagli Azionisti, secondo le procedure di cui ai commi seguenti, fatte comunque salve, come sopra previsto, diverse ed ulteriori disposizioni di legge o regolamentari. Alla minoranza - che non sia parte dei rapporti di collegamento, neppure indiretto, rilevanti ai sensi dell'art. 148 comma 2° del d.lgs. 58/1998 e relative norme regolamentari - é riservata l'elezione di un Sindaco effettivo, cui spetta la Presidenza del Collegio, e di un Sindaco supplente. L'elezione dei Sindaci di minoranza é contestuale all'elezione degli altri componenti dell'organo di controllo, fatti salvi i casi di sostituzione, in seguito disciplinati. Possono presentare una lista per la nomina di componenti del Collegio Sindacale i soci che, al momento della presentazione della lista detengano, da soli ovvero unitamente ad altri soci presentatori, una quota di partecipazione pari almeno a quella determinata dalla Consob ai sensi dell'articolo 147-ter, comma 1, d.lgs. 58/1998; in mancanza di tale determinazione, il diritto a presentare una lista spetta a ciascun socio, indipendentemente dalla quota di partecipazione posseduta.

L'apposita certificazione rilasciata da un intermediario abilitato comprovante la titolarità - al momento del deposito della lista presso la società - del numero di azioni necessario alla presentazione della medesima, potrà essere prodotta anche successivamente al deposito delle liste, purché entro il termine previsto per la pubblicazione delle stesse da parte della società. Le liste sono depositate presso la sede sociale nei termini e con le modalità previste dalla normativa vigente.

Le liste si compongono di due sezioni, una per i candidati alla carica di Sindaco effettivo e l'altra per i candidati alla carica di Sindaco supplente e devono recare i nominativi di uno o più candidati alla carica di Sindaco effettivo e di uno o più candidati alla carica di Sindaco supplente. I nominativi dei candidati sono contrassegnati da un numero progressivo e sono comunque in numero non superiore ai componenti dell'organo da eleggere.

Le liste che contengono, considerando entrambe le sezioni, un numero di candidati pari o superiore a tre, devono contenere nella sezione dei Sindaci effettivi, candidati di genere diverso, secondo le proporzioni previste dalla normativa pro-tempore vigente in materia di equilibrio tra i generi. Qualora la sezione dei sindaci supplenti di dette liste indichi almeno due candidati questi devono appartenere a generi diversi.

Le liste inoltre contengono, anche in allegato le informazioni, le dichiarazioni e gli altri documenti previsti dalla legge e dalle norme regolamentari applicabili. Nel caso in cui alla data di scadenza del termine di presentazione delle liste sia stata depositata una sola lista, ovvero soltanto liste presentate da soci collegati tra loro ai sensi delle disposizioni applicabili, possono essere presentate liste sino al quinto giorno successivo a tale data. In tal caso le soglie sopra previste per la presentazione delle liste sono ridotte alla metà.

Ciascun soggetto legittimato non può presentare né votare più di una lista, anche se per interposta persona o per il tramite di società fiduciarie. I soci appartenenti al medesimo gruppo e i soci che aderiscano ad un patto parasociale avente ad oggetto azioni dell'emittente non possono presentare o, se legittimati, votare più di una lista, anche se per interposta persona o per il tramite di società fiduciarie. Un candidato può essere presente in una sola lista, a pena di ineleggibilità. All'elezione dei Sindaci si procede come segue: (i) dalla lista che ha ottenuto il maggior numero di voti ("Lista di Maggioranza") sono tratti, in base all'ordine progressivo con il quale sono elencati nella lista, due Sindaci effettivi e un Sindaco supplente; (ii) dalla seconda lista che ha ottenuto il maggior numero di voti e che non sia collegata neppure indirettamente con i soci che hanno presentato o votato la Lista di Maggioranza ai sensi delle disposizioni applicabili ("Lista di Minoranza"), sono tratti, in base all'ordine progressivo con il quale sono elencati nella lista, un Sindaco effettivo, a cui spetta la presidenza del Collegio Sindacale ("Sindaco di Minoranza"), e un Sindaco supplente ("Sindaco Supplente di Minoranza"). In caso di parità di voti tra liste, prevale quella presentata da soci in possesso della maggiore partecipazione al momento della presentazione della lista, ovvero, in subordine, dal maggior numero di soci.

Qualora con le modalità sopra indicate non sia assicurata una composizione del Collegio Sindacale conforme alla disciplina pro tempore vigente inerente l'equilibrio tra generi, si provvederà alle necessarie sostituzioni nell'ambito della lista che ha ottenuto il maggior numero di voti e secondo l'ordine progressivo con cui i candidati risultano elencati.

Qualora sia stata presentata una sola lista, l'Assemblea esprime il proprio voto su di essa e qualora la stessa rispetti la proporzione tra generi prevista dalla disciplina pro tempore vigente e ottenga la maggioranza relativa dei votanti, senza tener conto degli astenuti, risulteranno eletti Sindaci effettivi e supplenti tutti i candidati a tali cariche indicati nella lista stessa. Presidente del Collegio Sindacale é, in tal caso, il primo candidato a Sindaco effettivo.

In mancanza di liste, il Collegio Sindacale e il Presidente vengono nominati dall'Assemblea con le ordinarie maggioranze previste dalla legge, fermo restando il rispetto della disciplina pro tempore vigente inerente l'equilibrio tra generi.

6. Nei casi in cui, per qualsiasi motivo, venga a mancare un Sindaco, subentra il primo Sindaco Supplente appartenente alla stessa lista di quello cessato, salvo che, per il rispetto della quota di genere eventualmente applicabile, non si renda necessario il subentro di altro Sindaco Supplente della stessa lista.

Qualora neanche in tal caso risultasse rispettata la quota di genere eventualmente applicabile l'Assemblea dovrà essere convocata per la nomina di un Sindaco del genere meno rappresentato.

Ove consentito dalle disposizioni applicabili, il nuovo nominato scade insieme con quelli in carica.

Quando l'Assemblea deve provvedere all'integrazione del Collegio Sindacale, in sostituzione di Sindaci eletti dalla Lista di Minoranza, si procede, ove consentito dalle disposizioni applicabili e fermo restando il rispetto della disciplina pro tempore vigente inerente l'equilibrio tra generi, con votazione a maggioranza relativa, nella quale non verranno tuttavia computati i voti dei soci che, secondo le comunicazioni rese ai sensi della vigente disciplina, detengono, anche indirettamente ovvero anche congiuntamente con altri soci aderenti ad un patto parasociale rilevante ai sensi dell'art. 122 del d.lgs. 58/1998, la maggioranza relativa dei voti esercitabili in Assemblea, nonché dei soci che controllano, sono controllati o sono assoggettati a comune controllo dei medesimi.

In ogni caso il nuovo Sindaco effettivo di Minoranza assume anche la carica di Presidente".

Il citato articolo statutario illustra le disposizioni che disciplinano il funzionamento del voto di lista indicando, tra l'altro:

  • la quota di partecipazione prevista per la presentazione delle liste. In particolare, possono presentare una lista per la nomina di componenti del Collegio Sindacale i soci che, al momento della presentazione della lista detengano, da soli ovvero unitamente ad altri soci presentatori, una quota di partecipazione pari almeno a quella determinata dalla Consob ai sensi dell'articolo 147-ter, comma 1, d.lgs. 58/1998 (in proposito si segnala che la delibera CONSOB n. 19499 del 28 gennaio 2016 con riferimento alla capitalizzazione della Società nell'ultimo trimestre dell'esercizio 2012, ha fissato nel 2,5% la percentuale di partecipazione per la presentazione di liste di candidati nel collegio sindacale).
  • il meccanismo previsto per assicurare che il riparto dei sindaci da eleggere sia effettuato in base a un criterio che assicuri l'equilibrio tra i generi, in base a quanto richiesto dall'art. 148, comma 1-bis, TUF.

14. SINDACI (EX ART. 123-BIS, COMMA 2, LETTERA D), TUF)

Il collegio sindacale in carica alla data di chiusura dell'Esercizio è stato nominato dall'assemblea ordinaria dell'Emittente in data 28 giugno 2013 e resterà in carica fino alla data dell'assemblea convocata per l'approvazione del bilancio relativo all'esercizio che si chiuderà il 31 dicembre 2015.

All'assemblea del 28 giugno 2013 è stata presentata un'unica lista di candidati validamente depositata dall'azionista di maggioranza Bialetti Holding S.r.l. e costituita dai sindaci effettivi e supplenti in carica.

I candidati contenuti nella lista presentata sono stati eletti con il voto favorevole di azionisti rappresentanti n. 48.052.689 azioni, pari al 64,07% del capitale sociale alla data di presentazione della lista.

Il collegio sindacale nel corso dell'Esercizio si è riunito cinque volte. Le caratteristiche personali e professionali di ciascun sindaco sono indicati nel paragrafo "19. Tabelle e Allegati".

Con riferimento alla composizione ed alla struttura del Collegio Sindacale si rimanda alla Tabella 2 allegata nel paragrafo "19. Allegati" della Relazione.

Il collegio sindacale:

  • ha valutato l'indipendenza dei propri membri nella prima occasione utile dopo la loro nomina;
  • ha valutato in data 24 marzo 2016 il permanere dei requisiti di indipendenza in capo ai propri membri, dandone comunicazione scritta al Consiglio di Amministrazione;
  • nell'effettuare le valutazioni di cui sopra ha applicato tutti i criteri previsti dal Codice con riferimento all'indipendenza degli amministratori fatta eccezione all'applicazione del criterio applicativo 3.C.1 lettera e).

Il Consiglio di Amministrazione del 24 marzo 2016 ha infatti ritenuto di non includere fra i requisiti - in base ai quali, ai sensi del Codice, viene effettuata la valutazione di indipendenza degli Amministratori – quello relativo alla permanenza in carica del soggetto per più di nove anni negli ultimi dodici anni di cui al criterio applicativo 3.C.1 lettera e), poiché la permanenza in carica per più anni consente il consolidamento della conoscenza delle problematiche specifiche della società e, unitamente alla assenza di interessi e rapporti significativi con l'Emittente, costituisce un valore da considerare positivamente e tale da consentire di ritenere integra la capacità di giudizio autonomo e non condizionato.

Il collegio sindacale ha recepito la raccomandazione del Codice che prevede che nel caso in cui un sindaco, per conto proprio o di terzi, abbia un interesse in una determinata operazione dell'Emittente informi tempestivamente e in modo esauriente gli altri sindaci e il presidente del consiglio circa natura, termini, origine e portata del proprio interesse.

Il collegio sindacale ha vigilato sull'indipendenza della società di revisione, verificando tanto il rispetto delle disposizioni normative in materia, quanto la natura e l'entità dei servizi diversi dal controllo contabile prestati all'Emittente ed alle sue controllate da parte della stessa società di revisione e delle entità appartenenti alla rete della medesima.

Il collegio sindacale, nello svolgimento della propria attività, si è coordinato con la funzione Internal Audit e con il Comitato Controllo e Rischi, partecipando alle riunioni del comitato.

15. RAPPORTI CON GLI AZIONISTI

Al fine di instaurare e mantenere un costante dialogo con gli azionisti, nel pieno rispetto della normativa vigente e della procedura per la comunicazione all'esterno di documenti e informazioni riservate, la società di è dotata di una apposita struttura aziendale dedicata alla funzione di investor relations ed ha istituito un'apposita sezione nell'ambito del proprio sito internet www.bialettigroup.com nella quale sono messe a disposizione le informazioni concernenti l'Emittente che rivestono rilievo per i propri azionisti, in modo da consentire a questi ultimi un esercizio consapevole dei propri diritti.

E' stata costituita inoltre una struttura aziendale incaricata di gestire i rapporti con gli azionisti denominata "Affari Societari".

16. ASSEMBLEE (EX ART. 123-BIS, COMMA 2, LETTERA C), TUF)

Nel corso del 2015 si è tenuta una assemblea degli azionisti riunitasi in sede ordinaria, la quale nella seduta del 30 aprile 2015 ha:

  • approvato il bilancio dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2014
  • approvato la politica di remunerazione della Società
  • confermato la nomina del consigliere Antonia Maria Negri-Clementi

Alla predetta assemblea hanno partecipato quattro amministratori su cinque, e tutti i membri del Collegio Sindacale.

Il Consiglio riferisce in assemblea sull'attività svolta e programmata e si adopera per assicurare agli azionisti un'adeguata informativa circa gli elementi necessari perché essi possano assumere, con cognizione di causa, le decisioni di competenza assembleare.

Allo stato attuale la Società non ha approvato alcun regolamento assembleare, in quanto ritiene che la disciplina applicabile ai sensi del codice civile e dello Statuto sia sufficiente ad assicurare un ordinato e funzionale svolgimento delle riunioni assembleari, garantendo il diritto di ciascun socio di prendere la parola sugli argomenti all'ordine del giorno.

Nel corso dell'Esercizio non si sono verificate variazioni significative nella capitalizzazione di mercato delle azioni dell'Emittente o nella composizione della sua compagine azionaria.

In allegato è riportato lo statuto sociale. Agli articoli da 6 a 12 sono contenute le disposizioni statutarie relative alla convocazione e svolgimento dell'assemblea. Si segnala in particolare che:

  • l'art.6 dello Statuto dispone che, se previsto nell'avviso di convocazione, l'assemblea ordinaria o straordinaria può riunirsi mediante videoconferenza o teleconferenza con intervenuti dislocati in più luoghi, contigui o distanti, purché siano rispettati il metodo collegiale e i principi di buona fede e di parità di trattamento fra i soggetti legittimati a intervenire;
  • l'art. 7 dello Statuto prevede che l'Assemblea sia ordinaria sia straordinaria è convocata, nei termini previsti dalla normativa vigente, con avviso pubblicato sul sito internet della Società e, qualora e fino a quando la disciplina normativa e regolamentare vigente imponga la pubblicazione dell'avviso di convocazione in uno o più quotidiani, nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana o su almeno uno dei seguenti il quotidiani a diffusione nazionale " IL SOLE 24 ORE", "CORRIERE DELLA SERA", "MILANO FINANZA", "MF", "LA REPUBBLICA", "ITALIA OGGI", nonché con le altre modalità previste dalle disposizioni, anche regolamentari, vigenti, contenente l'indicazione del giorno, ora e luogo della prima ed eventualmente della seconda o terza convocazione, nonché l'elenco delle materie da trattare, fermo l'adempimento di ogni altra prescrizione prevista dalla normativa vigente.

Quando l'assemblea viene chiamata a deliberare sulla nomina degli amministratori e dei sindaci, ove disposto dalla legge e/o dai regolamenti tempo per tempo vigenti, nell'avviso di convocazione è indicata la quota di partecipazione minima per la presentazione delle liste di candidati nonché i relativi criteri di calcolo;

  • l'art. 8 dello Statuto dispone che possono intervenire all'Assemblea i soggetti legittimati all'esercizio del diritto di voto. Hanno diritto di intervenire all'assemblea i soggetti legittimati all'esercizio del diritto di voto che presentino, entro i termini e con le modalità stabiliti dalla normativa vigente, idonea certificazione rilasciata dall'intermediario autorizzato;
  • l'art. 11 dello Statuto prevede che per la validità della costituzione dell'assemblea, sia ordinaria sia straordinaria, e delle deliberazioni si osservano le disposizioni di legge e statutarie. Lo svolgimento dell'assemblea è disciplinato, oltre che dalle disposizioni di legge e di statuto, dallo specifico regolamento dell'assemblea che dovesse eventualmente essere approvato dall'assemblea dei soci;
  • l'art. 12 dello Statuto dispone che tutte le deliberazioni, comprese quelle di elezione alle cariche sociali, vengono assunte mediante voto palese.

In merito alle modalità mediante le quali è garantito il diritto di ciascun socio di prendere la parola sugli argomenti posti in discussione, si segnala che:

  • in conformità a quanto previsto dall'art. 135-undecies del TUF, la Società ha designato per l'assemblea del 30 aprile 2015 il Rappresentante Designato cui ciascun soggetto che abbia diritto di intervenire in Assemblea ha potuto conferire delega con istruzioni di voto su tutte o alcune delle proposte all'ordine del giorno;
  • ai sensi dell'art. 127-ter del TUF, i soci possono porre domande sulle materie all'ordine del giorno anche prima dell'Assemblea, entro le ore 9:00 del giorno precedente la data di prima convocazione, mediante invio delle stesse all'indirizzo di posta elettronica [email protected]. Alle domande pervenute prima dell'Assemblea viene data risposta durante l'Assemblea stessa.

17. ULTERIORI PRATICHE DI GOVERNO SOCIETARIO (EX ART. 123-BIS, COMMA 2, LETTERA A), TUF)

L'Emittente non ha adottato pratiche di governo societario – ulteriori rispetto a quelle già indicate nei punti precedenti – e non ha proceduto alla nomina di comitati interni ulteriori rispetto a quelli individuati dalla legge o suggeriti dal Codice di Autodisciplina.

18. CAMBIAMENTI DALLA CHIUSURA DELL'ESERCIZIO DI RIFERIMENTO

Il Consiglio di Amministrazione del 17 marzo 2016 ha convocato l'assemblea ordinaria degli azionisti che si riunirà il 29 e 30 aprile 2016 per deliberare, oltre che in merito all'approvazione del bilancio 2015, in merito alla nomina del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale, e per conferire il mandato per i prossimi nove esercizi alla società di revisione. In merito a questo ultimo punto, il Collegio Sindacale ha formulato la proposta di conferire a Kpmg S.p.A. il mandato per la revisione contabile per gli esercizi 2016-2024.

Coccaglio, 24 marzo 2016

Per il Consiglio di Amministrazione Il Presidente

Francesco Ranzoni

TABELLE e ALLEGATI

Tabelle

Tabella 1 – INFORMAZIONI SUGLI ASSETTI PROPRIETARI

Tabella 2 – STRUTTURA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE E DEI COMITATI

Tabella 3 – STRUTTURA DEL COLLEGIO SINDACALE

Allegati

- Cariche ricoperte dagli amministratori al 24 marzo 2016

- Cariche ricoperte dai sindaci al 24 marzo 2016

- Caratteristiche personali e professionali di ciascun amministratore (art. 144-decies del Regolamento Emittenti Consob)

- Caratteristiche personali e professionali di ciascun sindaco (art. 144-decies del Regolamento Emittenti Consob)

- Statuto sociale al 24 marzo 2016

TABELLA 1: INFORMAZIONI sugli ASSETTI PROPRIETARI

Il capitale sociale è composto unicamente da azioni ordinarie.

STRUTTURA DEL CAPITALE SOCIALE
N° azioni %
rispetto
al c.s.
Quotato (indicare i
mercati) / non
quotato
Diritti e obblighi
Azioni ordinarie 108.063.102 100% MTA L'articolo 5 dello Statuto Sociale dispone che
le
azioni
ordinarie
sono
nominative,
liberamente trasferibili e conferiscono ai loro
possessori eguali diritti.
Nel caso di deliberazione di introduzione o di
rimozione di vincoli alla circolazione dei titoli
azionari,
anche
i
Soci
che
non
hanno
concorso
all'approvazione
di
tale
deliberazione
non
avranno
il
diritto
di
recesso.
L'articolo 9 dello Statuto prevede che ogni
azione ordinaria attribuisce il diritto ad un
voto.

L'Emittente non ha emesso alcun ulteriore strumento finanziario (obbligazioni convertibili, warrant) attribuenti il diritto di sottoscrivere azioni di nuova emissione.

PARTECIPAZIONI RILEVANTI NEL CAPITALE
Dichiarante Azionista diretto Quota % su capitale Quota % su capitale
ordinario votante
Francesco Ranzoni Bialetti Holding S.r.l. 64,72 64,72
Diego Della Valle Diego Della Valle & C. Sapa 6,94 6,94

TABELLA 2: STRUTTURA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE E DEI COMITATI

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*In questa colonna è indicato M/m a seconda che il componente sia stato eletto dalla lista votata dalla maggioranza (M) o da una minoranza (m).

N. riunioni svolte durante l'Esercizio di riferimento:

Nella colonna "Numero altri incarichi" è indicato il numero di incarichi di amministratore o sindaco ricoperti dal soggetto interessato in altre società quotate in mercati regolamentati, anche esteri, in società finanziarie, bancarie, assicurative o di rilevanti dimensioni. Nella Relazione gli incarichi sono indicati per esteso.

Nelle colonne relative ai Comitati di Corporate Governance le lettere indicate hanno i seguenti significati: "P" indica Presidente – "M" indica membro.

CDA:8 CCR: 4 CR:2 CN: 1

TABELLA 3: STRUTTURA DEL COLLEGIO SINDACALE

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CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

CARICHE RICOPERTE DAGLI AMMINISTRATORI AL 24 MARZO 2016

Nome e cognome Società/enti in cui sono
ricoperte cariche o detenute
partecipazioni
Carica ricoperta / partecipazione posseduta
Francesco Ranzoni Bialetti Industrie S.p.A.
Bialetti Holding S.r.l.
Presidente CdA e Amministratore Delegato
Presidente CdA e Amministratore Delegato
Bialetti Store S.r.l. (*) Presidente CdA e Amministratore Delegato
CEM Bialetti A.S. (*) Amministratore Unico
Roberto Ranzoni Bialetti Industrie S.p.A. Consigliere non esecutivo
Ciro Aniello Timpani Bialetti Industrie S.p.A. Consigliere non esecutivo indipendente
Bialetti Industrie S.p.A. Lead Independent Director
Bialetti Industrie S.p.A. Presidente del Comitato per il Controllo e Rischi
Bialetti Industrie S.p.A. Membro dell'Organismo di Vigilanza
Bialetti Industrie S.p.A. Membro del Comitato per le Remunerazioni
Bialetti Industrie S.p.A. Membro del Comitato per le Nomine
Bialetti Industrie S.p.A. Presidente del Comitato per le Operazioni con Parti
Correlate
Weetech S.r.l. Direttore Generale
Elena Crespi Bialetti Industrie S.p.A. Consigliere non esecutivo indipendente
Bialetti Industrie S.p.A. Presidente del Comitato per le Remunerazioni
Bialetti Industrie S.p.A. Membro del Comitato per il Controllo e Rischi
Bialetti Industrie S.p.A. Presidente del Comitato per le Nomine
Bialetti Industrie S.p.A. Membro del Comitato per le Operazioni con Parti
Correlate
Antonia Maria Negri Bialetti Industrie S.p.A. Consigliere non esecutivo indipendente
Clementi Capitalimpresa S.p.A. Consigliere
Counter S.r.l. in Liquidazione Socio 35,75%
Fargo S.r.l. Amministratore Unico
Fargo S.r.l. Socio 87,95%
Global Strategy S.r.l. Presidente e Amministratore Delegato
Edibeez S.r.l. Consigliere

(*) Società appartenenti al Gruppo Bialetti.

CARATTERISTICHE PERSONALI E PROFESSIONALI DI CIASCUN AMMINISTRATORE (ART. 144-DECIES DEL REGOLAMENTO EMITTENTI CONSOB).

Francesco Ranzoni. Nato a Chiari (BS) il 18 gennaio 1961, ha rivestito la carica di Presidente del consiglio di amministrazione di diverse società facenti parte del Gruppo e in precedenza del gruppo societario controllato da SUBA Italia S.r.l. È socio unico di Bialetti Holding, nella quale ricopre la carica di Presidente del consiglio di amministrazione. Dalla data della sua costituzione nell'ottobre 2002 ricopre la carica di Presidente del Consiglio di Amministrazione dell'Emittente.

Roberto Ranzoni. Nato a Alzano Lombardo (BG) il 14 agosto 1985, ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso la Facoltà di Economia di Brescia. Ricopre la carica di Marketing Manager di Bialetti Industrie.

Ciro Aniello Timpani. Nato a Littleborough (GB), 56 anni, cresciuto in Gran Bretagna, attualmente è Direttore Generale della WEETECH S.r.l. Fino al settembre 2007 ha rivestito la carica di Amministratore Delegato di Schaffner Italia. Dal 1992 al 2002, è stato Direttore Generale di WEE S.r.l. Nei precedenti 10 anni ha ricoperto diversi incarichi in Bosch, in qualità di Sales/Marketing Manager per 6 anni e nell'ambito della funzione Sales per i precedenti 4 anni rispettivamente del Gruppo Marconi e di Siemens S.p.A.

Elena Crespi. Nata a Roma, 52 anni, consegue la laurea con lode in Economia e Commercio alla LUISS di Roma nel 1987. Fino al 2012 ha rivestito la carica di Direttore Generale della Business Area Health&Beauty Care del gruppo Artsana. Nei precedenti anni ha ricoperto diversi incarichi in Unilever, dove è arrivata a ricoprire la posizione di direttore vendite di Lever Fabergé Italia, in Autogril nell'area marketing ed acquisti. Ha iniziato la sua carriera in Sogei S.p.A., società del gruppo IRI.

Antonia Maria Negri-Clementi. Nata a Milano, 58 anni, consegue la laurea con lode in Economia Aziendale all'Università Luigi Bocconi di Milano nel 1980. Dal 1980 al 1991 svolge attività di ricerca e insegnamento come professore a contratto in Programmazione e Controllo presso la medesima Università Luigi Bocconi, docente e coordinatore del Club dei Controller alla Scuola di Direzione Aziendale e a corsi di specializzazione per laureati del Politecnico di Milano. Dal 1982 intraprende l'attività di consulente d'impresa in società di management consulting delle quali nel tempo è diventata partner. Alla Data del Prospetto Informativo è Presidente e Amministratore Delegato di Global Strategy S.r.l.

COLLEGIO SINDACALE

CARICHE RICOPERTE DAI SINDACI AL 24 MARZO 2016

Nome e cognome Società/enti in cui sono
ricoperte cariche o
Carica ricoperta / partecipazione posseduta
detenute partecipazioni
Gianpiero Capoferri Agribertocchi S.r.l. Presidente Collegio Sindacale
Alpe S.p.A. in liquidazione Sindaco effettivo
ASL di Brescia Presidente Collegio Sindacale
Bialetti Industrie S.p.A. Presidente Collegio Sindacale
Bialetti Store S.r.l. (*) Presidente Collegio Sindacale
Brix Distribuzione S.r.l. in Sindaco unico
liquidazione
Cooperativa Artigiana di Presidente Collegio Sindacale
Garanzia
FEC S.p.A. Sindaco effettivo
Filati Mornico S.r.l. in Sindaco unico
liquidazione
Fondazione Eulo Revisore unico
Gamma Più S.r.l. Sindaco unico
Immobilbrix S.r.l. Sindaco supplente
ISFOR 2000 S.c.p.a. Sindaco effettivo
Ind. Polieco-M.P.B. S.r.l. Sindaco effettivo
Marcello Gabana S.r.l. Sindaco effettivo
Micromega Network S.c.r.l. Amministratore Unico
Scab Giardino S.p.A. Sindaco effettivo
Serio Energia S.r.l. Sindaco effettivo
Università &Impresa S.c.r.l. Sindaco supplente
UPA Servizi S.r.l. Presidente Collegio Sindacale
Valdigrano di F. Pagani Presidente Collegio Sindacale
S.r.l.
Wictor S.p.A. in Presidente Collegio Sindacale
liquidazione
Diego Rivetti Agricola Bersi Serlini S.r.l.
Autobase S.r.l.
Sindaco effettivo
Sindaco effettivo
Azienda Agricola Mola S.r.l.
in liquidazione
Liquidatore
Bialetti Industrie S.p.A. Sindaco effettivo
Bialetti Store S.r.l. (*) Sindaco effettivo
Bossini S.p.A. Sindaco effettivo
Colorado Film Production
S.r.l.
Presidente Collegio Sindacale
Fievra Fiduciaria S.r.l. Consigliere
Fievra Consulting S.r.l. Socio
Filoverde S.p.A. Presidente Collegio Sindacale
Fin- Boss S.p.A. Membro del comitato di controllo sulla gestione
Fingruppo Holding S.p.A. in
liquidazione
Liquidatore
Franzoni Filati S.p.A. Presidente Collegio Sindacale
G.P. Finanziaria S.p.A. Sindaco effettivo
Iven S.p.A. Presidente Collegio Sindacale
Locman S.p.A. Sindaco effettivo
Marcolin S.p.A. Presidente Collegio Sindacale
O.M.B. Brescia S.p.A. in liq. Liquidatore
e conc. prev.
Piazza della Loggia S.r.l. Consigliere
Polotti S.r.l. in liquidazione Sindaco effettivo
Repower Vendita Italia
S.p.A.
Sindaco effettivo
Società Italiana Lastre Presidente Collegio Sindacale
S.p.A.
Studia S.r.l. Consigliere
Vemer Siber Group S.p.A. Presidente Collegio Sindacale
Luciana Loda Agribertocchi S.r.l. Sindaco effettivo
Alpe S.p.A. in liquidazione Sindaco supplente
Bialetti Holding S.r.l. Presidente Collegio Sindacale
Bialetti Industrie S.p.A. Sindaco effettivo
Bialetti Store S.r.l. (*) Sindaco effettivo
Dora S.r.l. Sindaco unico
Immobilbrix S.r.l. Presidente Collegio Sindacale
Industrie Polieco-M.P.B. Sindaco supplente
S.r.l.
Roberto Marella S.p.A. Presidente Collegio Sindacale
Sait S.r.l. Consigliere
Saed S.r.l. Amministratore delegato
Saed S.r.l. 20%
UPA Servizi S.r.l. Sindaco effettivo
Valdigrano di Flavio Pagani Sindaco effettivo
S.r.l.
Zerbini B. & G. S.r.l. Presidente Collegio Sindacale
(*) Società appartenenti al Gruppo Bialetti.

CARATTERISTICHE PERSONALI E PROFESSIONALI DI CIASCUN SINDACO (ART. 144-DECIES DEL REGOLAMENTO EMITTENTI CONSOB).

Gianpiero Capoferri. Nato ad Adrara S. Martino (BG) il 12 ottobre 1950. Iscritto all'Albo Unico dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Brescia al n. 120/A e nel Registro dei Revisori Legali con D.M. del 12 aprile 1995 su G.U. n. 31bis del 21 aprile 1995. Titolare di uno studio professionale da 40 anni, è consulente fiscale, aziendale, gestionale e contrattuale di società industriali e artigianali. Ha maturato inoltre esperienza in alcune multi utility delle province di Brescia, Cremona e Milano. Dal 2000 ha ricoperto e tuttora ricopre rilevanti cariche amministrative e di controllo in realtà piuttosto eterogenee. In particolare è stato Consigliere in Fondazione IRCCS Policlinico "S. Matteo" e in Micromega Network – Moda e Industria S.C.R.L. Dall'ottobre 2002 al settembre 2005 ha ricoperto la carica di Amministratore Delegato della Soge.im S.p.A.

Diego Rivetti. Nato a Rovato (BS) il 30 settembre 1957, iscritto all'Albo dei Ragionieri e Periti Commerciali di Brescia dal 1993 e revisore dei conti dal 1995. Dal 1982 svolge attività professionale nella Provincia di Brescia, in diverse associazioni professionali. Attualmente è partner dell'associazione professionale "Studio Associato Vavassori-Rivetti" ed è iscritto nel Registro dei Revisori Contabili. È membro del Consiglio del Collegio dei Ragionieri Commercialisti di Brescia e componente della Commissione Studi del Collegio medesimo nonché della Commissione Giuridica istituita dalla Camera di Commercio di Brescia. Ricopre inoltre la carica di Amministratore Delegato di Fingruppo Holding S.p.A. e riveste l'incarico di sindaco in diversi collegi sindacali di società finanziarie, industriali e di servizi, quotate e non.

Luciana Loda. Nata a Castrezzato (BS) il 30 marzo 1957. Iscritta nel Registro dei Revisori Legali con D.M. del 05 giugno 1996, pubblicato in G.U. n. 49 bis del 18 giugno 1996. Ha ricoperto e tuttora ricopre oltre ad incarichi di controllo anche incarichi amministrativi. In particolare, ricopre la carica di consigliere presso la società Sait S.r.l. e quella di Amministratore Delegato in Saed S.r.l. di cui risulta, inoltre, socio al 20%. È responsabile da oltre 30 anni di uno Studio Professionale.

Aurelio Zani. Nato a Chiari (BS) il 01 maggio 1957, iscritto all'Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Brescia al n. 1069 e nel Registro dei Revisori Legali con D.M. del 07 giugno 1999 pubblicato in G.U. n. 50 del 25 giugno 1999. Libero professionista, svolge attività professionale nella provincia di Brescia. È consulente in materia fiscale, aziendale e societaria.

Stefania Zanotti. Nata a Brescia il 22 settembre 1977, iscritta all'Albo dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Brescia al n. 1875/A dal 27 febbraio 2008 e nel Registro dei Revisori Legali con D.M. dell'8 giugno 2010, pubblicato in G.U. n. 48 del 18 giugno 2010. Dal 2008 svolge attività libero professionale nella provincia di Brescia e in particolare si occupa di contabilità generale e fiscalità ordinaria e straordinaria; è esperta in diritto societario, riorganizzazioni aziendali e operazioni straordinarie, nella predisposizione e analisi di business plan, budget, analisi gestionali, break even analysis, cash flow, rendiconto finanziario.

STATUTO SOCIALE ALLA DATA DEL 24 MARZO 2016

Denominazione - Soci - Sede - Durata - oggetto

Art. 1

E' costituita una società per azioni con la denominazione: " BIALETTI INDUSTRIE S.P.A."

Art. 2

  1. La Società ha sede in Coccaglio (BS).

  2. Può stabilire, in Italia e all'estero, sedi secondarie, succursali, uffici e rappresentanze.

Art. 3

  1. La durata della Società è fissata al 31 dicembre 2050 e può essere prorogata per deliberazione dell'Assemblea straordinaria dei Soci.

  2. Nel caso di deliberazione di proroga del termine di durata della Società, anche i Soci che non hanno concorso all'approvazione di tale deliberazione non avranno il diritto di recesso.

Art. 4

La società ha per oggetto, in via diretta o per il tramite di società controllate:

A) - la produzione e la vendita di caffettiere di qualsiasi genere, di pentolame in alluminio antiaderente e di articoli casalinghi in genere e relativi accessori, nonché di piccoli elettrodomestici;

  • l'esercizio di fonderia in conchiglia e comune, la fonderia in pressofusione, le lavorazioni meccaniche in genere e la costruzione di attrezzature tecniche, di dispositivi meccanici, scientifici e di uso pratico, le lavorazioni meccaniche di precisione ed il commercio dei prodotti fabbricati;

  • la produzione e/o commercializzazione all'ingrosso e/o al dettaglio in tutte le sue forme, anche per corrispondenza o attraverso l'uso di strumenti informatici o telematici, dei prodotti sopra indicati;

B) la progettazione, produzione e vendita di componenti, attrezzature, stampi e la prestazione di servizi tecnici destinati ai settori sopra indicati e ad altri settori dell'industria elettromeccanica;

C) la progettazione, appalto, esecuzione e vendita di impianti inerenti i prodotti sopra indicati al paragrafo A);

D) l'acquisto e la cessione di aziende, impianti, concessioni e lo sfruttamento di tecnologie (know how), studi, progetti ed invenzioni inerenti i prodotti sopra indicati in qualunque forma e modo ed in qualsiasi Paese e Stato, nonché la prestazione di servizi inerenti alla gestione di aziende operanti nei settori suddetti o in settori affini;

E) l'assunzione e la gestione di partecipazioni in altre società od enti aventi oggetto affine, connesso o complementare a quello della società; la prestazione nei confronti delle Società

controllate e collegate di servizi tecnici, commerciali, logistici, amministrativi, nonché di finanziamenti secondo quanto dalla Legge consentito;

F) la somministrazione e la vendita al pubblico di alimenti e bevande, nonché la gestione di esercizi pubblici per somministrazione di alimenti e bevande, comprese bevande alcooliche e superalcooliche ed, in particolare, la gestione di bar, ristoranti, tavole calde, pizzerie, american bar, snack bar;

G) la produzione e la commercializzazione in ogni sua forma di bevande e miscele e di ogni prodotto inerente e accessorio;

H) la produzione e la commercializzazione di oggettistica e articoli - in genere - correlati ai marchi aziendali e volti al migliore sfruttamento degli stessi.

La società può compiere tutte le operazioni commerciali, immobiliari e finanziarie che saranno ritenute utili dagli amministratori per il conseguimento dell'oggetto sociale, compresi l'assunzione di partecipazioni ed il rilascio di garanzie, con esclusione di attività finanziarie nei confronti del pubblico.

Capitale sociale

Art. 5

  1. Il capitale sociale è determinato in euro 7.997.530,55 (settemilioninovecentonovantasettemilacinquecentotrenta e cinquantacinque) diviso in numero 108.063.102 (centoottomilionisessantatremilacentodue) azioni ordinarie senza indicazione del valore nominale.

L'aumento di capitale può avvenire anche mediante emissione di diverse categorie di azioni, ciascuna avente diritti e disciplina particolari, sia con conferimenti di denaro sia con conferimenti diversi dal denaro, nei limiti consentiti dalla legge.

Ferma ogni altra disposizione in materia di aumento del capitale sociale, qualora le azioni della Società siano ammesse alle negoziazioni in un mercato regolamentato, in caso di aumento di capitale a pagamento il diritto di opzione può essere escluso nei limiti del 10 per cento del capitale sociale preesistente, ai sensi dell'articolo 2441, comma 4 del codice civile, a condizione che il prezzo di emissione corrisponda al valore di mercato delle azioni e ciò sia confermato in apposita relazione dalla società incaricata della revisione legale dei conti. La deliberazione di cui al presente comma è assunta con i quorum di cui agli articoli 2368 e 2369 cod. civ..

L'assemblea, con apposita delibera adottata in sede straordinaria, potrà attribuire all'organo amministrativo la facoltà di aumentare in una o più volte il capitale sociale sino ad un ammontare determinato e per il periodo massimo di cinque anni dalla data della deliberazione. La delibera di aumento del capitale assunta dall'organo amministrativo in esecuzione di detta delega dovrà risultare da verbale redatto da Notaio.

L'Assemblea straordinaria degli azionisti del 27 giugno 2014 ha attribuito al Consiglio di Amministrazione, ai sensi dell'art. 2443 del Codice Civile per il periodo di cinque anni dalla data della deliberazione, la delega ad aumentare a pagamento, in una o più tranche, il capitale sociale della società, anche in via scindibile fino ad un importo massimo complessivo di Euro 25.000.000,00 (venticinque milioni virgola zero zero), comprensivo del sovrapprezzo, mediante l'emissione di azioni ordinarie della Società da offrirsi alternativamente, in tutto o in parte (i) in opzione ai soci, oppure (ii) in sottoscrizione a terzi, con possibile esclusione del diritto di opzione ai sensi del quarto comma dell'art 2441 del Codice Civile, oppure (iii) in sottoscrizione a terzi, con esclusione o limitazione del diritto di opzione ai sensi del quinto comma dell'art 2441 del Codice Civile.

All'organo Amministrativo è stata attribuita la facoltà di determinare per ogni singola tranche il prezzo finale di emissione anche differente per ciascuna tranche (e dunque di fissare la parte di prezzo da imputarsi a sovrapprezzo, nei limiti come sopra deliberati) in applicazione dell'art. 2441, comma sesto, del codice civile, e delle altre norme di legge vigenti in materia.

All'organo Amministrativo sono stati attribuiti tutti i poteri necessari al fine di stabilire:

  • i termini entro i quali l'aumento o gli aumenti di capitale potranno essere sottoscritti e versati dagli aventi diritto;

  • il numero, le modalità, i termini e le condizioni di esercizio (ivi inclusa la possibilità di compensare il debito di conferimento con crediti certi liquidi ed esigibili);

  • l'applicazione di un eventuale sconto sul prezzo di emissione in linea con la prassi di mercato per simili operazioni, e sempre nel rispetto delle normative vigenti in materia.

All'organo Amministrativo è stata attribuita, altresì, la facoltà di prevedere che, qualora l'aumento di capitale o le singole tranche di aumento di capitale di volta in volta deliberati non vengano integralmente sottoscritti entro il relativo termine all'uopo fissato, il capitale sociale risulti aumentato di un importo pari alle sottoscrizioni raccolte fino a tale termine secondo quanto previsto dal secondo comma dell'art. 2439 del Codice Civile.

All'organo Amministrativo è stato attribuito, altresì, ogni più ampio potere per dare esecuzione alle delibere assunte in esercizio delle deleghe e dei poteri di cui sopra, ivi inclusi, a mero titolo esemplificativo, quelli necessari per apportare le conseguenti e necessarie modifiche allo statuto.

  1. Le azioni ordinarie sono nominative, liberamente trasferibili e conferiscono ai loro possessori eguali diritti.

  2. Nel caso di deliberazione di introduzione o di rimozione di vincoli alla circolazione dei titoli azionari, anche i Soci che non hanno concorso all'approvazione di tale deliberazione non avranno il diritto di recesso.

  3. Le azioni sono rappresentate da certificati azionari in conformità all'articolo 2354 del codice civile, ma, in caso di ammissione delle azioni della Società alle negoziazioni in un mercato regolamentato, si applicheranno le disposizioni delle leggi speciali in tema di strumenti finanziari negoziati o destinati alla negoziazione nei mercati regolamentati.

Assemblea

Art. 6

  1. L'Assemblea è ordinaria o straordinaria ai sensi di legge e si riunisce presso la sede Sociale o in altro luogo che sia indicato nell'avviso di convocazione, purché nell'ambito del territorio nazionale.

  2. Se previsto nell'avviso di convocazione, ovvero qualora la riunione concreti la fattispecie dell'articolo 2366 quarto comma c.c., l'assemblea ordinaria o straordinaria può riunirsi mediante videoconferenza o teleconferenza con intervenuti dislocati in più luoghi, contigui o distanti, purché siano rispettati il metodo collegiale e i principi di buona fede e di parità di trattamento fra i soggetti legittimati ad intervenire. In particolare, sono condizioni per la validità delle assemblee in video e teleconferenza che:

  3. sia consentito al Presidente dell'assemblea, anche a mezzo del suo ufficio di presidenza, di accertare l'idoneità e la legittimazione degli intervenuti, regolare lo svolgimento dell'adunanza, constatare ed accertare i risultati delle votazioni;

  4. sia consentito al soggetto verbalizzante di percepire adeguatamente gli eventi assembleari oggetto di verbalizzazione;

  5. sia consentito agli intervenuti di partecipare alla discussione e alla votazione simultanea sugli argomenti all'ordine del giorno;

  6. vengano indicati nell'avviso di convocazione (salvo che si tratti di assemblea riunita ai sensi dell'articolo 2366, comma quarto del codice civile) i luoghi audio/video collegati a cura della Società, nei quali gli intervenuti potranno affluire, dovendosi ritenere svolta la riunione nel luogo ove saranno presenti il presidente ed il soggetto verbalizzante;

  7. i partecipanti all'assemblea collegati a distanza devono poter disporre della medesima documentazione distribuita ai presenti nel luogo dove si tiene la riunione.

  8. L'assemblea ordinaria per l'approvazione del bilancio dev'essere convocata entro 120 giorni dalla chiusura dell'esercizio sociale, ovvero, nei casi previsti dall'articolo 2364, comma 2, del codice civile, entro 180 giorni dalla chiusura dell'esercizio sociale.

  9. L'Assemblea straordinaria è convocata in tutti i casi previsti dalla legge.

Art. 7

  1. L'Assemblea sia ordinaria sia straordinaria è convocata, nei termini previsti dalla normativa vigente, con avviso pubblicato sul sito internet della Società e, qualora e fino a quando la disciplina normativa e regolamentare vigente imponga la pubblicazione dell'avviso di convocazione in uno o più quotidiani, nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana o su almeno uno dei seguenti il quotidiani a diffusione nazionale " IL SOLE 24 ORE", "CORRIERE DELLA SERA", "MILANO FINANZA", "MF", "LA REPUBBLICA", "ITALIA OGGI", nonché con le altre modalità previste dalle disposizioni, anche regolamentari, vigenti, contenente l'indicazione del giorno, ora e luogo della prima ed eventualmente della seconda o terza convocazione, nonché l'elenco delle materie da trattare, fermo l'adempimento di ogni altra prescrizione prevista dalla normativa vigente.

Quando l'Assemblea viene chiamata a deliberare sulla nomina degli amministratori e dei sindaci, ove disposto dalla legge e/o dai regolamenti tempo per tempo vigenti, nell'avviso di convocazione è indicata la quota di partecipazione minima per la presentazione delle liste di candidati nonché i relativi criteri di calcolo.

  1. L'ordine del giorno dell'Assemblea è stabilito da chi esercita il potere di convocazione a termini di legge e di Statuto ovvero nel caso in cui la convocazione sia effettuata su domanda dei soci, sulla base degli argomenti da trattare indicati nella stessa.

  2. In mancanza di convocazione, l'Assemblea è regolarmente costituita e può validamente deliberare quando sia rappresentato l'intero capitale sociale e siano intervenuti la maggioranza degli Amministratori in carica e la maggioranza dei Sindaci effettivi.

Art. 8

  1. Possono intervenire all'Assemblea i soggetti legittimati all'esercizio del diritto di voto. In caso di ammissione delle azioni della Società alle negoziazioni presso un mercato regolamentato, tuttavia, avranno diritto di intervenire all'Assemblea i soggetti legittimati all'esercizio del diritto di voto che presentino, entro i termini e con le modalità stabiliti dalla normativa vigente, idonea comunicazione rilasciata dall'intermediario autorizzato.

Art. 9

  1. Ogni azione ordinaria attribuisce il diritto ad un voto.

  2. I soggetti legittimati all'esercizio del diritto di voto che hanno diritto di partecipare all'Assemblea possono conferire delega scritta per l'intervento ed il voto in assemblea secondo le previsioni di legge. La delega può essere conferita anche in forma elettronica e può essere notificata alla società mediante invio del documento all'indirizzo di posta elettronica indicato nell'avviso di convocazione, ovvero con altre modalità previste dalla normativa vigente.

Art. 10

  1. L'Assemblea dei Soci è presieduta dal Presidente del Consiglio di Amministrazione o, in sua assenza o impedimento, dall'unico Vice Presidente, o, nel caso esistano più Vice Presidenti, dal più anziano di carica di essi presente e, in caso di pari anzianità di carica, dal più anziano di età. In caso di assenza o impedimento sia del Presidente, sia dell'unico Vice Presidente, ovvero di tutti i Vice Presidenti, l'Assemblea dei Soci è presieduta da un Amministratore o da un Socio, nominato con il voto della maggioranza dei presenti.

  2. Il Presidente dell'Assemblea accerta l'identità e la legittimazione dei presenti; constata la regolarità della costituzione dell'Assemblea e la presenza del numero dei soggetti legittimati all'esercizio del diritto di voto necessario per poter validamente deliberare; regola il suo svolgimento; stabilisce le modalità della votazione ed accerta i risultati della stessa.

  3. Il Presidente è assistito da un Segretario nominato dall'Assemblea con il voto della maggioranza dei presenti. Oltre che nei casi previsti dalla legge, quando il Presidente lo ritenga opportuno può essere chiamato a fungere da Segretario un Notaio, designato dal Presidente stesso.

Art. 11

  1. Per la validità della costituzione dell'Assemblea, sia ordinaria sia straordinaria, e delle deliberazioni si osservano le disposizioni di legge e statutarie. Lo svolgimento dell'assemblea è disciplinato, oltre che dalle disposizioni di legge e di statuto, dallo specifico Regolamento d'Assemblea che dovesse eventualmente essere approvato dall'assemblea dei soci.

Art. 12

  1. Tutte le deliberazioni, comprese quelle di elezione alle cariche sociali, vengono assunte mediante voto palese.

Art. 13

  1. Il verbale dell'Assemblea è redatto ai sensi di legge; esso è approvato e firmato dal Presidente dell'Assemblea e dal Segretario ovvero dal Notaio quando sia questi a redigerlo.

Consiglio di Amministrazione

Art. 14

  1. La società è Amministrata da un Consiglio di Amministrazione composto da un minimo di tre a un massimo di nove Amministratori.

  2. Gli Amministratori durano in carica per un periodo non superiore a tre esercizi, scadono alla data dell'Assemblea convocata per l'approvazione del bilancio relativo all'ultimo esercizio della loro carica e sono rieleggibili.

  3. L'Assemblea, prima di procedere alla nomina, determina il numero dei componenti e la durata in carica del Consiglio.

Tutti gli Amministratori debbono essere in possesso dei requisiti di eleggibilità ed onorabilità previsti dalla legge e da altre disposizioni applicabili.

  1. Per la nomina, cessazione e sostituzione degli amministratori si applicano le norme del codice civile; tuttavia, ove le azioni della società siano ammesse alla negoziazione presso un mercato regolamentato, si applicano altresì le seguenti disposizioni.Ai sensi dell'art. 147-ter, comma 4, d.lgs 58/1998, almeno un Amministratore, ovvero almeno due qualora il Consiglio sia composto da più di sette componenti, deve inoltre possedere i requisiti di indipendenza ivi richiesti (d'ora innanzi "Amministratore Indipendente ex art. 147-ter").

  2. La nomina del Consiglio di Amministrazione avviene, nel rispetto della disciplina pro tempore vigente inerente l'equilibrio tra generi e la presenza di un numero minimo di Amministratori in possesso dei requisiti di indipendenza, da parte dell'Assemblea sulla base di liste presentate dagli Azionisti, secondo la procedura di cui ai commi seguenti, fatte comunque salve diverse ed ulteriori disposizioni previste da inderogabili norme di legge o regolamentari.

Possono presentare una lista per la nomina degli Amministratori i soci che, al momento della presentazione della lista, detengano una quota di partecipazione almeno pari a quella determinata dalla Consob ai sensi dell'articolo 147-ter, comma 1, d.lgs. 58/1998, ovvero - in mancanza di tale determinazione - pari ad almeno un quarantesimo del capitale sociale. Le liste sono depositate presso la sede sociale nei termini e con le modalità previsti dalla normativa vigente.

Le liste prevedono un numero di candidati non superiore a nove, ciascuno abbinato ad un numero progressivo. Ogni lista deve contenere ed espressamente indicare almeno un Amministratore Indipendente ex art. 147-ter d.lgs. 58/1998, con un numero progressivo non superiore a sette. Ove la lista sia composta da più di sette candidati, essa deve contenere ed espressamente indicare un secondo Amministratore Indipendente ex art. 147-ter d.lgs. 58/1998. In ciascuna lista possono inoltre essere espressamente indicati, se del caso, gli Amministratori in possesso dei requisiti di indipendenza previsti dai codici di comportamento redatti da società di gestione di mercati regolamentati o da associazioni di categoria.

Le liste che presentano un numero di candidati pari o superiore a tre devono inoltre includere candidati di genere diverso, secondo le proporzioni previste dalla normativa pro-tempore vigente in materia di equilibrio tra i generi.

Le liste inoltre contengono, anche in allegato: (i) le informazioni relative ai soci che le hanno presentate, con indicazione della percentuale di partecipazione complessivamente detenuta, comprovata da comunicazione dell'intermediario che tiene i relativi conti; (ii) un'esauriente informativa sulle caratteristiche personali e professionali dei candidati; (iii) una dichiarazione dei candidati contenente la loro accettazione della candidatura e l'attestazione del possesso dei requisiti previsti dalla legge, nonché dei requisiti di indipendenza, ove indicati come Amministratori Indipendenti ex art. 147-ter d.lgs. 58/1998 o come amministratori indipendenti ai sensi dei predetti codici di comportamento; (iv) ogni altra ulteriore o diversa dichiarazione, informativa e/o documento previsti dalla legge e dalle norme regolamentari applicabili. Un socio non può presentare più di una lista, anche se per interposta persona o per il tramite di società fiduciarie. Ogni avente diritto al voto può votare una sola lista. Un candidato può essere presente in una sola lista, a pena di ineleggibilità.

L'apposita certificazione rilasciata da un intermediario abilitato comprovante la titolarità - al momento del deposito della lista presso la società - del numero di azioni necessario alla presentazione della medesima, potrà essere prodotta anche successivamente al deposito delle liste, purché entro il termine previsto per la pubblicazione delle stesse da parte della società.

Al termine della votazione, risultano eletti i candidati delle due liste che hanno ottenuto il maggior numero di voti, con i seguenti criteri: (i) dalla lista che ha ottenuto il maggior numero di voti (d'ora innanzi "Lista di Maggioranza"), viene tratto un numero di consiglieri pari al numero totale dei componenti il Consiglio, come previamente stabilito dall'Assemblea, meno uno; risultano eletti, in tali limiti numerici, i candidati nell'ordine numerico indicato nella lista; tale lista può prevedere espressamente che il primo candidato della stessa assuma la carica di Presidente del Consiglio di Amministrazione; (ii) dalla seconda lista che ha ottenuto il maggior numero di voti e che non sia collegata neppure indirettamente con i soggetti che hanno presentato o votato la Lista di Maggioranza ai sensi delle disposizioni applicabili (d'ora innanzi "Lista di Minoranza), viene tratto un consigliere, in persona del candidato indicato col primo numero nella lista medesima.

Qualora con i candidati eletti con le modalità sopra indicate non sia assicurata la nomina del numero minimo di Amministratori in possesso dei requisiti di indipendenza, il candidato non indipendente eletto come ultimo in ordine progressivo nella Lista di Maggioranza sarà sostituito dal candidato indipendente non eletto della stessa lista secondo l'ordine progressivo. A tale procedura di sostituzione si farà luogo sino a che il Consiglio di Amministrazione risulti composto da un numero di componenti in possesso dei requisiti di indipendenza stabiliti dalla normativa pro tempore vigente pari almeno al minimo prescritto dalla legge. Qualora infine detta procedura non assicuri il risultato da ultimo indicato, la nomina dei soggetti in possesso dei citati requisiti avverrà con delibera assunta dall'Assemblea con le maggioranze di legge, senza vincolo di lista.

Non si terrà comunque conto delle liste che non abbiano conseguito una percentuale di voti almeno pari alla metà di quella richiesta per la presentazione delle medesime. In caso di parità di voti tra liste, prevale quella presentata da soci in possesso della maggiore partecipazione al momento della presentazione della lista, ovvero, in subordine, dal maggior numero di soci.

Qualora, eleggendo i candidati in base all'ordine in cui gli stessi sono collocati nelle liste, il Consiglio di Amministrazione si trovasse ad avere una composizione non conforme alle quote di genere, si proclamano eletti tanti candidati del genere mancante quanti ne occorrono secondo la normativa pro tempore vigente, con le regole seguenti:

a) le persone del genere mancante si individuano (nell'ordine progressivo in cui sono elencate) tra i candidati non eletti della Lista di Maggioranza, ed esse sono elette in luogo dei candidati appartenenti al genere più rappresentato, della medesima lista elencati per ultimi (iniziando dall'ultimo degli eletti e risalendo, ove occorra, al candidato elencato in precedenza, e così via) tra coloro che avrebbero conseguito l'elezione se non vi fosse stata la necessità di integrare il genere mancante;

b) qualora la procedura di cui alla precedente lettera a) non assicuri una composizione del Consiglio di Amministrazione conforme alla disciplina pro tempore vigente inerente l'equilibrio tra generi, la nomina dei soggetti appartenenti al genere meno rappresentato avverrà con delibera assunta dall'Assemblea con le maggioranze di legge, senza vincolo di lista.

Qualora sia stata presentata una sola lista, l'Assemblea esprime il proprio voto su di essa e qualora la stessa ottenga la maggioranza relativa dei votanti, senza tener conto degli astenuti, risultano eletti Amministratori i candidati elencati in ordine progressivo, fino a concorrenza del numero fissato dall'Assemblea per la composizione del Consiglio di Amministrazione, fatta comunque salva l'applicazione, mutatis mutandi, dei procedimenti sopra previsti al fine di garantire una composizione del Consiglio di Amministrazione conforme alle quote di genere prescritte dalla normativa pro tempore vigente e la presenza del numero minimo di Amministratori Indipendenti ex art. 147-ter d.lgs. 58/1998 previsto della normativa pro tempore vigente.

In mancanza di liste, ovvero qualora il numero dei consiglieri eletti sulla base delle liste presentate sia inferiore a quello determinato dall'Assemblea, i membri del Consiglio di Amministrazione vengono nominati dall'Assemblea medesima con le maggioranze di legge, fermo l'obbligo della nomina, a cura dell'Assemblea, di un numero di Amministratori Indipendenti ex art. 147-ter d.lgs. 58/1998 pari al numero minimo stabilito dalla legge e nel rispetto di quanto previsto dalla normativa vigente in materia di equilibrio tra i generi.

  1. Gli Amministratori Indipendenti ex art. 147-ter d.lgs. 58/1998, indicati come tali al momento della loro nomina, devono comunicare l'eventuale sopravvenuta insussistenza dei requisiti di indipendenza, con conseguente decadenza ai sensi di legge.

  2. In caso di cessazione dalla carica, per qualunque causa, di uno o più Amministratori, la loro sostituzione è effettuata secondo le disposizioni dell'art. 2386 c.c., fermo l'obbligo di mantenere il numero minimo di Amministratori Indipendenti ex art. 147-ter stabilito dalla legge e nel rispetto di quanto previsto dalla normativa vigente in materia di equilibrio tra i generi.

Art. 15

  1. Il Consiglio di Amministrazione - ove non abbia provveduto già l'Assemblea - elegge fra i propri membri il Presidente; può altresì eleggere uno o più Vice Presidenti che durano nelle rispettive cariche, per la durata del loro mandato di Amministratore e scadono alla data dell'assemblea convocata per l'approvazione del bilancio relativo all'ultimo esercizio della loro carica di Amministratore. Nomina altresì, anche di volta in volta, un Segretario, che può essere scelto anche all'infuori dei membri stessi.

Art. 16

  1. Il Presidente, o chi lo sostituisce ai sensi del comma 7 del presente articolo, convoca il Consiglio di Amministrazione con lettera spedita, anche via fax o con altro idoneo mezzo di comunicazione, al domicilio di ciascun Amministratore e Sindaco effettivo.

  2. L'avviso di convocazione indicante l'ordine del giorno, la data, l'ora, il luogo di riunione e gli eventuali luoghi dai quali si può partecipare mediante collegamento audiovisivo deve essere spedito al domicilio di ciascun Amministratore e Sindaco effettivo almeno cinque giorni prima della data fissata per la riunione. In caso di urgenza il Consiglio di Amministrazione può essere convocato per telegramma, telefax, posta elettronica od altro mezzo telematico almeno 24 ore prima della data della riunione.

  3. Il Presidente, o chi lo sostituisce ai sensi del comma 7 del presente articolo, coordina i lavori del Consiglio di Amministrazione e provvede affinché adeguate informazioni sulle materie iscritte all'ordine del giorno vengano fornite a tutti i Consiglieri.

  4. Il Consiglio di Amministrazione è convocato presso la sede Sociale o altrove, in Italia, tutte le volte che il Presidente, o chi lo sostituisce ai sensi del comma 7 del presente articolo, lo ritenga necessario, ovvero gli sia richiesto da almeno tre Amministratori.

  5. E' ammessa la possibilità per i partecipanti alla riunione del Consiglio di Amministrazione di intervenire a distanza mediante l'utilizzo di sistemi di collegamento audiovisivo (video o teleconferenza). In tal caso, tutti i partecipanti debbono poter essere identificati e debbono essere, comunque, assicurate a ciascuno dei partecipanti la possibilità di intervenire ed esprimere il proprio avviso in tempo reale nonché la ricezione, trasmissione e visione della documentazione non conosciuta in precedenza; deve essere, altresì, assicurata la contestualità dell'esame, degli interventi e della deliberazione. I Consiglieri ed i Sindaci collegati a distanza devono poter disporre della medesima documentazione distribuita ai presenti nel luogo dove si tiene la riunione. La riunione del Consiglio di Amministrazione si considera tenuta nel luogo in cui si trovano il Presidente ed il Segretario, che devono ivi operare congiuntamente.

  6. Sono valide le riunioni anche se non convocate come sopra, purché vi prendano parte tutti gli Amministratori ed i componenti del Collegio Sindacale in carica.

  7. Le riunioni del Consiglio di Amministrazione sono presiedute dal Presidente o, in sua assenza o impedimento, dall'unico Vice Presidente, o, nel caso di più Vice Presidenti, dal più anziano di carica di essi presente e, in caso di pari anzianità di carica, dal più anziano di età. In caso di assenza o impedimento sia del Presidente, sia dell'unico Vice Presidente, ovvero di tutti i Vice Presidenti, presiede l'Amministratore Delegato ovvero, in caso di sua assenza o impedimento, l'Amministratore presente più anziano secondo i criteri predetti.

Art. 17

  1. Per la validità delle deliberazioni del Consiglio di Amministrazione è richiesta la presenza della maggioranza dei membri in carica.

  2. Le deliberazioni sono assunte a maggioranza dei votanti, dal computo dei quali sono esclusi gli astenuti.

  3. Le votazioni devono aver luogo per voto palese.

Art. 18

  1. Le deliberazioni del Consiglio d'Amministrazione devono essere riportate in verbali trascritti in apposito libro, sottoscritti dal Presidente della riunione e dal Segretario.

Art. 19

  1. Il Consiglio di Amministrazione è investito di tutti i poteri per la gestione della Società e a tal fine può deliberare o compiere tutti gli atti che riterrà necessari o utili per l'attuazione dell'oggetto sociale, ad eccezione di quanto riservato dalla legge e dallo Statuto all'Assemblea dei Soci.

Il Consiglio di Amministrazione è inoltre competente ad assumere, nel rispetto dell'art. 2436 cod. civ., le deliberazioni concernenti:

  • fusioni o scissioni c.d. semplificate ai sensi degli artt. 2505, 2505-ù/s, 2506-ter, ultimo comma, cod. civ.;
  • istituzione o soppressione di sedi secondarie;
  • trasferimento della sede sociale nel territorio nazionale;
  • indicazione di quali Amministratori hanno la rappresentanza legale;
  • riduzione del capitale a seguito di recesso;

  • adeguamento dello Statuto a disposizioni normative, fermo restando che dette deliberazioni potranno essere comunque assunte anche dall'Assemblea dei Soci in sede straordinaria.

  • Il Consiglio di Amministrazione - nei limiti di legge e di Statuto - può delegare al Comitato Esecutivo propri poteri ed attribuzioni. Può, altresì, nominare uno o più Amministratori Delegati ai quali delegare, negli stessi limiti, i suddetti poteri ed attribuzioni.

In aggiunta il Consiglio di Amministrazione può altresì costituire uno o più comitati con funzioni consultive, propositive o di controllo in conformità alle applicabili disposizioni legislative e regolamentari ovvero previste dai codici di comportamento redatti da società di gestione di mercati regolamentati o da associazioni di categoria. Il Consiglio di Amministrazione ha la facoltà di nominare uno o più Direttori Generali.

  1. Gli organi delegati sono tenuti a riferire al Consiglio di Amministrazione ed al Collegio sindacale con periodicità almeno trimestrale, nel corso delle riunioni consiliari, sull'attività svolta, sul generale andamento della gestione e sulla sua prevedibile evoluzione, sulle operazioni di maggior rilievo per le loro dimensioni e caratteristiche effettuate dalla Società e dalle sue controllate, nonché sugli altri argomenti eventualmente previsti dalla legge.

Ove le azioni della società siano ammesse alla negoziazione presso un mercato regolamentato, gli Amministratori riferiscono al Collegio Sindacale sulla attività svolta e sulle operazioni di maggior rilievo economico, finanziario e patrimoniale effettuate dalla società e dalle società controllate; in particolare riferiscono sulle operazioni nelle quali gli Amministratori abbiano un interesse, per conto proprio o di terzi, o che siano influenzate dal soggetto che esercita l'attività di direzione e coordinamento. La comunicazione viene di regola effettuata in occasione delle riunioni consiliari e comunque con periodicità almeno trimestrale: quando particolari circostanze lo facciano ritenere opportuno potrà essere effettuata anche per iscritto al Presidente del Collegio Sindacale.

  1. Ove le azioni della società siano ammesse alla negoziazione presso un mercato regolamentato, il Consiglio di Amministrazione, previo parere obbligatorio del Collegio Sindacale, nomina il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari ai sensi dell'art. 154 bis d.lgs 58/98 e ne determina la durata in carica. Il Consiglio vigila affinché il dirigente preposto disponga di adeguati poteri e mezzi per l'esercizio dei compiti a lui attribuiti ai sensi del medesimo art.154 bis del d.lgs. 58/98 nonché sul rispetto effettivo delle procedure Amministrative e contabili.

Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari deve essere in possesso dei requisiti di professionalità caratterizzati da una qualificata esperienza di almeno tre anni nell'esercizio di attività di amministrazione e controllo, o nello svolgimento di funzioni dirigenziali o di consulenza, nell'ambito di società quotate e/o dei relativi gruppi di imprese, o di società, enti e imprese di dimensioni e rilevanza significative, anche in relazione alla funzione di redazione e controllo dei documenti contabili e societari.

In sede di nomina, il Consiglio provvederà ad accertare la sussistenza, in capo al preposto, dei requisiti richiesti dalla normativa vigente, nonché dal presente statuto.

Art. 20

  1. Gli Amministratori hanno diritto al rimborso delle spese da essi incontrate per l'esercizio delle loro funzioni. L'Assemblea delibera sul compenso annuale del Consiglio di Amministrazione, compenso che resterà invariato sino a diversa deliberazione dell'Assemblea stessa. Il modo di riparto delle competenze del Consiglio di Amministrazione, ove non vi abbia provveduto l'Assemblea, viene stabilito con deliberazione del Consiglio stesso.

  2. Rimane ferma la facoltà del Consiglio di Amministrazione, sentito il parere del Collegio Sindacale, di stabilire, in aggiunta all'ammontare deliberato dall'Assemblea ai sensi del comma che precede, le remunerazioni per gli Amministratori investiti di particolari cariche, ai sensi dell'articolo 2389, terzo comma, cod. civ..

  3. In via alternativa, l'Assemblea può determinare un importo complessivo per la

remunerazione di tutti gli Amministratori, inclusi quelli investiti di particolari cariche, il cui

riparto é stabilito dal Consiglio di Amministrazione, sentito il parere del Collegio Sindacale per

la attribuzioni agli Amministratori investiti di particolari cariche, ai sensi dell'articolo 2389, terzo comma, cod. civ..

Comitato Esecutivo

Art. 21

  1. Il Consiglio di Amministrazione può nominare un Comitato Esecutivo, determinandone previamente la durata ed il numero dei membri. Nel numero dei componenti del Comitato sono compresi, come membri di diritto, il Presidente, l'Amministratore Delegato o gli Amministratori Delegati se più di uno, se nominati.

  2. Il Segretario del Comitato é lo stesso del Consiglio di Amministrazione, salva diversa deliberazione del Comitato stesso.

Art. 22

  1. E' ammessa la possibilità per i partecipanti alla riunione del Comitato Esecutivo di intervenire a distanza mediante l'utilizzo di sistemi di collegamento audiovisivo (video o teleconferenza) secondo quanto previsto all'art. 16, comma 5. I Consiglieri ed i Sindaci collegati a distanza devono poter disporre della medesima documentazione distribuita ai presenti nel luogo dove si tiene la riunione.

  2. Le modalità di convocazione e funzionamento del Comitato Esecutivo - per quanto non disposto dalla normativa vigente e dal presente Statuto - sono stabilite da apposito Regolamento approvato dal Consiglio di Amministrazione.

Art. 23

  1. Per la validità delle deliberazioni del Comitato Esecutivo si richiede la presenza della maggioranza dei suoi membri in carica. Le deliberazioni sono assunte a maggioranza (assoluta) dei votanti, esclusi gli astenuti, ed in caso di parità prevale il voto di chi presiede.

Art. 24

  1. Le deliberazioni del Comitato Esecutivo devono essere riportate in verbali trascritti in apposito libro, sottoscritti dal Presidente e dal Segretario.

Rappresentanza della società

Art. 25

  1. La rappresentanza della Società nei confronti dei terzi ed in giudizio nonché la firma sociale competono al Presidente e, in caso di sua assenza o impedimento, anche temporanei, al Vice Presidente o a ciascuno dei Vice Presidenti, se più di uno, con la precedenza determinata ai sensi dell'art. 16 comma 7; spetta altresì all'Amministratore Delegato o agli Amministratori Delegati, se nominati, nei limiti dei poteri delegati.

  2. Di fronte ai terzi la firma del sostituto fa prova dell'assenza o impedimento del sostituito.

  3. Il Consiglio può inoltre, ove necessario, nominare mandatari anche estranei alla Società per il compimento di determinati atti.

Collegio Sindacale

Art. 26

  1. Il Collegio Sindacale é composto da tre Sindaci effettivi e due Sindaci supplenti.

  2. I Sindaci durano in carica per tre esercizi, sino alla data dell'Assemblea convocata per l'approvazione del bilancio relativo all'ultimo esercizio della loro carica, e sono rieleggibili. La loro retribuzione é determinata dall'Assemblea all'atto della nomina per l'intera durata dell'incarico.

  3. I Sindaci debbono essere in possesso dei requisiti previsti dalla legge e da altre disposizioni applicabili.

La disciplina del Collegio Sindacale é quella stabilita dal codice civile; tuttavia, ove le azioni della società siano ammesse alla negoziazione presso un mercato regolamentato, si applicano - fatte salve comunque diverse ed ulteriori disposizioni previste da inderogabili norme di legge o regolamentari - le seguenti disposizioni.

  1. Ai fini di quanto previsto dall'art. 1, comma 3, del D.M. 30 marzo 2000, n. 162, le materie ed i settori di attività strettamente attinenti a quelli di impresa sono quelli meccanici, elettromeccanici, elettrotecnici, elettrici e quelli comunque funzionali all'esercizio delle attività elencate al precedente articolo 4.

Si applicano nei confronti dei membri del Collegio Sindacale i limiti al cumulo degli incarichi di amministrazione e controllo stabiliti con regolamento dalla Consob.

  1. La nomina del Collegio Sindacale avviene da parte dell'Assemblea, nel rispetto della disciplina pro tempore vigente inerente l'equilibrio tra generi, sulla base di liste presentate dagli Azionisti, secondo le procedure di cui ai commi seguenti, fatte comunque salve, come sopra previsto, diverse ed ulteriori disposizioni di legge o regolamentari. Alla minoranza - che non sia parte dei rapporti di collegamento, neppure indiretto, rilevanti ai sensi dell'art. 148 comma 2° del d.lgs. 58/1998 e relative norme regolamentari - é riservata l'elezione di un Sindaco effettivo, cui spetta la Presidenza del Collegio, e di un Sindaco supplente. L'elezione dei Sindaci di minoranza é contestuale all'elezione degli altri componenti dell'organo di controllo, fatti salvi i casi di sostituzione, in seguito disciplinati. Possono presentare una lista per la nomina di componenti del Collegio Sindacale i soci che, al momento della presentazione della lista detengano, da soli ovvero unitamente ad altri soci presentatori, una quota di partecipazione pari almeno a quella determinata dalla Consob ai sensi dell'articolo 147-ter, comma 1, d.lgs. 58/1998; in mancanza di tale determinazione, il diritto a presentare una lista spetta a ciascun socio, indipendentemente dalla quota di partecipazione posseduta.

L'apposita certificazione rilasciata da un intermediario abilitato comprovante la titolarità - al momento del deposito della lista presso la società - del numero di azioni necessario alla presentazione della medesima, potrà essere prodotta anche successivamente al deposito delle liste, purché entro il termine previsto per la pubblicazione delle stesse da parte della società. Le liste sono depositate presso la sede sociale nei termini e con le modalità previste dalla normativa vigente.

Le liste si compongono di due sezioni, una per i candidati alla carica di Sindaco effettivo e l'altra per i candidati alla carica di Sindaco supplente e devono recare i nominativi di uno o più candidati alla carica di Sindaco effettivo e di uno o più candidati alla carica di Sindaco supplente. I nominativi dei candidati sono contrassegnati da un numero progressivo e sono comunque in numero non superiore ai componenti dell'organo da eleggere.

Le liste che contengono, considerando entrambe le sezioni, un numero di candidati pari o superiore a tre, devono contenere nella sezione dei Sindaci effettivi, candidati di genere diverso, secondo le proporzioni previste dalla normativa pro-tempore vigente in materia di equilibrio tra i generi. Qualora la sezione dei sindaci supplenti di dette liste indichi almeno due candidati questi devono appartenere a generi diversi.

Le liste inoltre contengono, anche in allegato le informazioni, le dichiarazioni e gli altri documenti previsti dalla legge e dalle norme regolamentari applicabili. Nel caso in cui alla data di scadenza del termine di presentazione delle liste sia stata depositata una sola lista, ovvero soltanto liste presentate da soci collegati tra loro ai sensi delle disposizioni applicabili, possono essere presentate liste sino al quinto giorno successivo a tale data. In tal caso le soglie sopra previste per la presentazione delle liste sono ridotte alla metà.

Ciascun soggetto legittimato non può presentare né votare più di una lista, anche se per interposta persona o per il tramite di società fiduciarie. I soci appartenenti al medesimo gruppo e i soci che aderiscano ad un patto parasociale avente ad oggetto azioni dell'emittente non possono presentare o, se legittimati, votare più di una lista, anche se per interposta persona o per il tramite di società fiduciarie. Un candidato può essere presente in una sola lista, a pena di ineleggibilità. All'elezione dei Sindaci si procede come segue: (i) dalla lista che ha ottenuto il maggior numero di voti ("Lista di Maggioranza") sono tratti, in base all'ordine progressivo con il quale sono elencati nella lista, due Sindaci effettivi e un Sindaco supplente; (ii) dalla seconda lista che ha ottenuto il maggior numero di voti e che non sia collegata neppure indirettamente con i soci che hanno presentato o votato la Lista di Maggioranza ai sensi delle disposizioni applicabili ("Lista di Minoranza"), sono tratti, in base all'ordine progressivo con il quale sono elencati nella lista, un Sindaco effettivo, a cui spetta la presidenza del Collegio Sindacale ("Sindaco di Minoranza"), e un Sindaco supplente ("Sindaco Supplente di Minoranza"). In caso di parità di voti tra liste, prevale quella presentata da soci in possesso della maggiore partecipazione al momento della presentazione della lista, ovvero, in subordine, dal maggior numero di soci.

Qualora con le modalità sopra indicate non sia assicurata una composizione del Collegio Sindacale conforme alla disciplina pro tempore vigente inerente l'equilibrio tra generi, si provvederà alle necessarie sostituzioni nell'ambito della lista che ha ottenuto il maggior numero di voti e secondo l'ordine progressivo con cui i candidati risultano elencati.

Qualora sia stata presentata una sola lista, l'Assemblea esprime il proprio voto su di essa e qualora la stessa rispetti la proporzione tra generi prevista dalla disciplina pro tempore vigente e ottenga la maggioranza relativa dei votanti, senza tener conto degli astenuti, risulteranno eletti Sindaci effettivi e supplenti tutti i candidati a tali cariche indicati nella lista stessa. Presidente del Collegio Sindacale é, in tal caso, il primo candidato a Sindaco effettivo.

In mancanza di liste, il Collegio Sindacale e il Presidente vengono nominati dall'Assemblea con le ordinarie maggioranze previste dalla legge, fermo restando il rispetto della disciplina pro tempore vigente inerente l'equilibrio tra generi.

  1. Nei casi in cui, per qualsiasi motivo, venga a mancare un Sindaco, subentra il primo Sindaco Supplente appartenente alla stessa lista di quello cessato, salvo che, per il rispetto della quota di genere eventualmente applicabile, non si renda necessario il subentro di altro Sindaco Supplente della stessa lista.

Qualora neanche in tal caso risultasse rispettata la quota di genere eventualmente applicabile l'Assemblea dovrà essere convocata per la nomina di un Sindaco del genere meno rappresentato.

Ove consentito dalle disposizioni applicabili, il nuovo nominato scade insieme con quelli in carica.

Quando l'Assemblea deve provvedere all'integrazione del Collegio Sindacale, in sostituzione di Sindaci eletti dalla Lista di Minoranza, si procede, ove consentito dalle disposizioni applicabili e fermo restando il rispetto della disciplina pro tempore vigente inerente l'equilibrio tra generi, con votazione a maggioranza relativa, nella quale non verranno tuttavia computati i voti dei soci che, secondo le comunicazioni rese ai sensi della vigente disciplina, detengono, anche indirettamente ovvero anche congiuntamente con altri soci aderenti ad un patto parasociale rilevante ai sensi dell'art. 122 del d.lgs. 58/1998, la maggioranza relativa dei voti esercitabili in Assemblea, nonché dei soci che controllano, sono controllati o sono assoggettati a comune controllo dei medesimi.

In ogni caso il nuovo Sindaco effettivo di Minoranza assume anche la carica di Presidente.

Art. 27

  1. Il Collegio Sindacale svolge le funzioni ad esso attribuite dalla legge e da altre disposizioni regolamentari applicabili. Nel caso di ammissione delle azioni della Società alle negoziazioni presso un mercato regolamentato italiano, il Collegio Sindacale esercita altresì ogni altro dovere e potere previsto dalle leggi speciali; con particolare riferimento all'informativa al medesimo dovuta, l'obbligo degli amministratori di riferire ai sensi dell'articolo 150 del decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58 ha cadenza trimestrale, ed é adempiuto con le modalità indicate all'articolo 19, comma 3, del presente statuto.

  2. Le riunioni del Collegio Sindacale possono anche essere tenute in teleconferenza e/o videoconferenza a condizione che:

a) il Presidente e il soggetto verbalizzante siano presenti nello stesso luogo della

convocazione;

b) tutti i partecipanti possano essere identificati e sia loro consentito di seguire la discussione,

di ricevere, trasmettere e visionare documenti, di intervenire oralmente ed in tempo reale su tutti gli argomenti. Verificandosi questi requisiti, il Collegio Sindacale si considera tenuto nel

luogo in cui si trova il Presidente e il soggetto verbalizzante.

  1. La revisione legale dei conti è esercitata, ai sensi delle applicabili disposizioni di legge, da un revisore legale o da una società di revisione legale all'uopo abilitati.

Bilancio, Dividendi, Riserve

Art. 28

  1. L'esercizio sociale si chiude al 31 dicembre di ogni anno.

  2. Alla fine di ogni esercizio, il Consiglio di Amministrazione provvede alla formazione del bilancio sociale, in conformità alle prescrizioni di legge e di altre disposizioni applicabili.

Art. 29

  1. Gli utili netti accertati, risultanti dal bilancio, detratta la quota da imputarsi a riserva legale fino al limite di legge, sono destinati secondo quanto deliberato dall'Assemblea degli azionisti. Il Consiglio di Amministrazione può deliberare la distribuzione di acconti sui dividendi nei casi e secondo le modalità stabilite dall'art. 2433-bis cod. civ..

L'Assemblea straordinaria può deliberare l'assegnazione di utili o riserve costituite da utili ai prestatori di lavoro dipendenti della società o di società controllate mediante l'emissione, per un ammontare corrispondente agli utili stessi, di azioni ordinarie senza alcun vincolo o di speciali categorie di azioni da assegnare individualmente ai prestatori di lavoro, ai sensi dell'art. 2349 cod. civ..

L'assemblea straordinaria può altresì deliberare l'assegnazione ai prestatori di lavoro dipendenti della società o di società controllate di strumenti finanziari, diversi dalle azioni, forniti di diritti patrimoniali, o anche di diritti amministrativi, escluso il voto nell'assemblea generale degli azionisti, sempre ai sensi dell'art. 2349 c.c..

Scioglimento - Liquidazione Disposizioni Generali

Art. 30

  1. Per la liquidazione della Società e per quanto non espressamente previsto nel presente Statuto, si applicano le norme di legge.

Art. 31

31.1 Le disposizioni degli artt. 14.5, 14.7, 26.5 e 26.6 finalizzate a garantire il rispetto della normativa vigente in materia di equilibrio tra i generi trovano applicazione ai primi tre rinnovi integrali, rispettivamente, del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale successivi al 12 agosto 2012. Dette disposizioni, pertanto, per i successivi rinnovi devono considerarsi come non apposte.

31.2 In conformità alla Legge 12 luglio 2011, n. 120: (i) per il primo mandato del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale integralmente eletti successivamente al 12 agosto 2012, la quota riservata al genere meno rappresentato è pari ad un quinto (con arrotondamento per eccesso) dei membri del rispettivo organo sociale; (ii) per i due mandati successivi al mandato sub (i) la quota riservata al genere meno rappresentato è pari ad un terzo (con arrotondamento per eccesso) dei membri del rispettivo organo sociale.