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Banco BPM SpA — Interim / Quarterly Report 2025
Aug 13, 2025
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Interim / Quarterly Report
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Relazione finanziaria semestrale consolidata
30 giugno 2025

Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2025

Banco BPM S.p.A.
Sede Legale: Piazza F. Meda, 4 - 20121 Milano - Italia Sede Amministrativa: Piazza Nogara, 2 - 37121 Verona - Italia Capitale sociale al 30 giugno 2025: euro 7.100.000.000,00 i.v. Codice fiscale e Iscrizione al Registro delle Imprese di Milano: 09722490969 Società rappresentante del Gruppo IVA Banco BPM, partita IVA 10537050964 Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi ed al Fondo Nazionale di Garanzia Capogruppo del Gruppo Bancario Banco BPM Iscritto all'Albo delle Banche della Banca d'Italia e all'Albo dei Gruppi Bancari

CARICHE SOCIALI E SOCIETÀ DI REVISIONE AL 30 GIUGNO 2025
Presidente Massimo Tononi Vice Presidente Maurizio Comoli Amministratore Delegato Giuseppe Castagna Consiglieri Mario Anolli
Presidente Marcello Priori
Sindaci Supplenti Sara Antonelli
Condirettore Generale Domenico De Angelis
Consiglio di Amministrazione
Paolo Boccardelli Paolo Bordogna Nadine Farida Faruque Paola Ferretti Marina Mantelli Chiara Mio Alberto Oliveti Mauro Paoloni Eugenio Rossetti Manuela Soffientini Luigia Tauro
Collegio Sindacale
Sindaci Effettivi Elbano de Nuccio Maurizio Lauri Silvia Muzi Nadia Valenti
Marina Scandurra Mario Tagliaferri
Direzione Generale
Condirettore Generale Edoardo Maria Ginevra
Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari Gianpietro Val
Società di Revisione PricewaterhouseCoopers S.p.A.


| Business line del Gruppo Banco BPM 6 | |
|---|---|
| Distribuzione territoriale delle filiali 7 | |
| Dati di sintesi e indici economico-finanziari del Gruppo 8 | |
| Relazione intermedia sulla gestione 11 | |
| Il contesto economico 13 | |
| Fatti di rilievo del periodo 19 | |
| Risultati 26 | |
| Prospetti contabili riclassificati 27 | |
| Componenti non ricorrenti del conto economico consolidato riclassificato 34 | |
| Dati patrimoniali consolidati 35 | |
| Dati economici consolidati 43 | |
| Dati delle principali società del Gruppo 51 | |
| Titolo e azioni Banco BPM 51 | |
| Rating del Gruppo 52 | |
| Evoluzione prevedibile della gestione 55 | |
| Bilancio consolidato semestrale abbreviato 57 | |
| Prospetti contabili 58 | |
| Note illustrative 66 | |
| Parte A - Politiche contabili 66 | |
| Parte B – Informazioni sullo Stato Patrimoniale consolidato 103 | |
| Parte C – Informazioni sul Conto Economico consolidato 151 | |
| Parte E – Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura 161 | |
| Parte G – Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o ramo d'azienda 209 | |
| Parte H – Operazioni con parti correlate 215 | |
| Parte I – Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali 222 | |
| Parte L – Informativa di settore 226 | |
| Attestazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato ai sensi dell'art. 81-ter | |
| del Regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche | |
| e integrazioni 235 | |
| Relazione della Società di Revisione 239 | |
| Allegati 243 |
BUSINESS LINE DEL GRUPPO BANCO BPM


DISTRIBUZIONE TERRITORIALE DELLE FILIALI

| Filiali italiane del Gruppo Banco BPM | Numero |
|---|---|
| Banco BPM | 1.376 |
| Banca Aletti | 53 |
| Banca Akros | 1 |
| Totale | 1.430 |
Presenza all'estero
Il Gruppo è presente all'estero con la società controllata Banca Aletti Suisse e tramite Uffici di Rappresentanza in Cina (Hong Kong) e India (Mumbai).

Dati di sintesi e indici economico-finanziari del Gruppo
Dati di sintesi
del Gruppo.
Nelle tabelle seguenti sono riportati i dati di sintesi economici e patrimoniali, calcolati sulla base dei prospetti contabili riclassificati, le cui modalità di costruzione sono illustrate nella sezione "Risultati" della presente Relazione.
Si precisa che i dati patrimoniali al 30 giugno 2025 includono il contributo di Anima Holding e controllate; analogamente i dati economici del primo semestre includono l'apporto di Anima Holding e controllate limitatamente al secondo trimestre 2025, a seguito della conclusione dell'OPA avvenuta in data 11 aprile 2025.
Sono inoltre rappresentati alcuni indicatori economici e patrimoniali, basati su dati contabili, corrispondenti a quelli utilizzati dalla Direzione Aziendale per l'analisi delle performance e coerenti con le prassi maggiormente diffuse nel settore bancario.
Le definizioni degli indicatori e delle principali grandezze patrimoniali ed economiche oggetto di commento nella presente relazione sono illustrate nella successiva sezione "Risultati" cui si rimanda per maggiori dettagli.
Negli allegati al bilancio consolidato semestrale abbreviato viene altresì fornito un prospetto di raccordo tra le voci dei prospetti contabili riclassificati e quelle degli schemi predisposti in base alla Circolare n. 262 della Banca d'Italia.
| 1.797,7 | (7,4%) | |
|---|---|---|
| 1.205,3 | 1.045,1 | 15,3% |
| 3.024,0 | 2.794,4 | 8,2% |
| (1.347,4) | (1.338,6) | 0,7% |
| 1.676,6 | 1.455,8 | 15,2% |
| 1.515,1 | 1.241,8 | 22,0% |
| 1.069,1 | 845,9 | 26,4% |
| 1.214,5 | 750,1 | 61,9% |
| 1.665,5 |
(*) I dati riferiti al periodo precedente sono stati riesposti per garantire un confronto omogeneo. Per maggiori dettagli sulla comparabilità dei dati si fa rinvio alla successiva sezione "Risultati" della presente relazione.
| (milioni di euro) | 30/06/2025 | 31/12/2024 | Variazione % |
|---|---|---|---|
| Dati patrimoniali | |||
| Totale dell'attivo | 210.948,3 | 198.209,1 | 6,4% |
| Finanziamenti verso clientela (netti) | 100.434,4 | 99.727,3 | 0,7% |
| Attività finanziarie e derivati di copertura | 61.465,4 | 51.301,1 | 19,8% |
| Patrimonio netto del Gruppo | 15.258,1 | 14.603,9 | 4,5% |
| Attività finanziarie della clientela | |||
| Raccolta diretta bancaria | 129.416,1 | 126.149,1 | 2,6% |
| Raccolta diretta con certificates a capitale protetto | 134.888,2 | 132.044,1 | 2,2% |
| Raccolta indiretta | 275.432,8 | 116.169,4 | 137,1% |
| - Risparmio gestito | 221.928,2 | 66.113,2 | 235,7% |
| - Risparmio amministrato | 53.504,6 | 50.056,1 | 6,9% |
| 30/06/2025 | 31/12/2024 Variaz. assoluta | ||
|---|---|---|---|
| Dati della struttura | |||
| Numero medio dei dipendenti e altro personale (*) | 18.651 | 18.694 | (43) |
| Numero degli sportelli bancari | 1.430 | 1.434 | (4) |
| (*) Media ponderata dei dipendenti calcolata su base mensile in termini di risorse full time equivalent. Non comprende gli Amministratori e Sindaci delle Società |

Indici economici, finanziari e altri dati del Gruppo
| 30/06/2025 | 31/12/2024 | |
|---|---|---|
| Indici di redditività (%) | ||
| Margine finanziario / Proventi operativi | 55,07% | 62,97% |
| Commissioni nette / Proventi operativi (*) | 39,86% | 36,02% |
| Oneri operativi / Proventi operativi (cost/income ratio) | 44,56% | 46,56% |
| Dati sulla produttività operativa (€/1000) | ||
| Crediti a clientela (netti) per dipendente (1) | 5.385,0 | 5.334,7 |
| Proventi operativi per dipendente annualizzati (euro) (**) (1) | 324,3 | 305,1 |
| Oneri operativi per dipendente annualizzati (euro) (**) (1) | 144,5 | 142,1 |
| Indici di rischiosità del credito (%) | ||
| Sofferenze nette / Crediti verso clientela (netti) | 0,42% | 0,49% |
| Inadempienze probabili nette / Crediti verso clientela (netti) | 0,96% | 0,98% |
| Sofferenze nette / Patrimonio netto | 2,75% | 3,37% |
| Texas ratio | 11,67% | 11,74% |
| Altri indici | ||
| Attività finanziarie e derivati di copertura / Totale attivo | 29,14% | 25,88% |
| Derivati attivi / Totale attivo | 1,51% | 1,42% |
| - derivati di negoziazione attivi / totale attivo | 1,06% | 0,90% |
| - derivati di copertura attivi / totale attivo | 0,45% | 0,52% |
| Derivati di negoziazione netti / Totale attivo | 0,26% | 0,16% |
| Loan to deposit ratio (impieghi netti/raccolta diretta) | 74,46% | 75,53% |
| Indici regolamentari di patrimonializzazione e di liquidità | ||
| Common equity tier 1 ratio "phased-in" (CET1 capital ratio) (2) | 14,15% | 15,05% |
| Tier 1 capital ratio "phased-in" (2) | 16,32% | 17,30% |
| Total capital ratio "phased-in" (2) | 19,23% | 20,33% |
| Liquidity Coverage Ratio (LCR) | 160% | 132% |
| Indice di leva finanziaria | 4,64% | 5,21% |
| Titolo azionario Banco BPM | ||
| Numero di azioni in essere | 1.515.182.126 | 1.515.182.126 |
| Prezzi di chiusura ufficiali dell'azione | ||
| - Finale | 9,912 | 7,812 |
| - Massimo | 10,380 | 7,960 |
| - Minimo | 7,694 | 4,732 |
| - Media | 9,363 | 6,109 |
(*) I dati riferiti al periodo precedente sono stati riesposti per garantire un confronto omogeneo. Per maggiori dettagli sulla comparabilità dei dati si fa rinvio alla successiva sezione "Risultati" della presente relazione.
(**) Il risultato annualizzato non rappresenta la previsione della redditività riferita all'intero esercizio.
(1) Media ponderata dei dipendenti calcolata su base mensile in termini di risorse full time equivalent, il cui valore è esposto nella precedente tabella. Non comprende gli Amministratori e Sindaci delle Società del Gruppo.
(2) I ratio patrimoniali al 30 giugno 2025 sono stati calcolati includendo il risultato economico in corso di formazione nel primo semestre 2025 al netto della quota che si prevede di distribuire come dividendo in base alla specifica normativa applicabile. Si precisa che i ratio al 30 giugno 2025 delle nuove regole previste dal Regolamento UE 2024/1623 (c.d. Basilea 3+) e pertanto non sono immediatamente confrontabili con quelli al 31 dicembre 2024.

Relazione intermedia sulla gestione


IL CONTESTO ECONOMICO
Lo scenario internazionale
In un contesto di accresciuta incertezza, le prospettive per l'economia globale sono cambiate significativamente nel corso del primo semestre dell'anno. Tra molteplici fattori, la novità principale è giunta dall'inasprimento della politica commerciale statunitense: uno sviluppo in grado di generare un ampio rallentamento della crescita globale e un rinvigorimento delle pressioni inflazionistiche negli USA. Permane anche un rischio legato alle prospettive del conflitto, a tratti acceso a tratti strisciante, in Medio Oriente, che minaccia di far risalire i prezzi delle materie prime energetiche, e di quello in Ucraina, che si trascina senza soluzione da ormai oltre tre anni. Si prevede che l'acuirsi delle tensioni commerciali e l'incertezza geopolitica faranno crescere quest'anno il PIL globale al ritmo più lento dal 2008: secondo l'ultimo report della Banca mondiale la crescita mondiale è vista al 2,3% nel 2025 (+2,8% nel 2024), quasi mezzo punto percentuale in meno rispetto al tasso previsto ad inizio dell'anno.
Tra le principali economie, quella statunitense si avvia verso un rallentamento nel 2025, in contrasto con il notevole dinamismo mostrato l'anno precedente (+2,8% il tasso di crescita medio nel 2024). I segnali di debolezza che si sono manifestati nei primi mesi dell'anno hanno trovato conferma in una contrazione del PIL (-0,5% trimestrale annualizzato) nel primo trimestre 2025 (+2,4% nel quarto trimestre 2024), riflesso principalmente, però, del forte aumento delle importazioni dovuto all'anticipo degli acquisti dall'estero, in vista dell'annunciata introduzione dei dazi, e di una minore spesa pubblica. Movimenti in parte compensati da un robusto aumento degli investimenti (specialmente quelli tecnologici) e della spesa dei consumatori (+0,5%), che segna tuttavia una decisa decelerazione (+4,0% nel quarto trimestre 2024). All'inizio di aprile l'amministrazione Trump, come accennato, ha implementato significativi aumenti dei dazi a cui hanno fatto seguito escalation, de-escalation, rinvii dell'entrata in vigore, sentenze giudiziarie e ricorsi, generando un clima di elevata incertezza nel commercio internazionale. Allo stato attuale, con inevitabili cambiamenti a venire, l'aliquota tariffaria effettiva media risulta superiore al 15%: la più alta dalla Grande Depressione degli anni '30. In base alle prime stime preliminari diffuse, l'economia statunitense nel secondo trimestre sarebbe cresciuta più del previsto, rimbalzando dopo la contrazione dei primi tre mesi: +3,0% il PIL trimestrale annualizzato. Da un lato è venuto meno l'effetto dell'anticipo delle importazioni, dall'altro appare ridotta l'incidenza delle preoccupazioni per l'impatto delle politiche commerciali del presidente Donald Trump sui consumi personali, aggregato trainante per l'economia USA: questi ultimi nel periodo sono aumentati dell'1,4%, in accelerazione rispetto al +0,5% del trimestre precedente. Per l'intero 2025 la stima di crescita attuale è dell'1,5%, giustificata da un indebolimento, nel prosieguo d'anno, della domanda interna, legato all'effetto incertezza provocato dal contesto geopolitico.
Il mercato del lavoro USA continua a mostrare una particolare resilienza: Il tasso di disoccupazione è sceso al 4,1% nel giugno 2025 (4,2% a maggio), sfidando le aspettative del mercato di un aumento. Le buste paga non agricole sono aumentate di 147 mila unità nel giugno 2025, dopo le 144 mila di maggio. Il tasso di inflazione annuale USA ha accelerato per il secondo mese consecutivo al 2,7% nel giugno 2025, il livello più alto da febbraio (+2,4% a maggio); su base mensile l'aumento è stato dello 0,3%, il maggiore in cinque mesi. L'accelerazione dei prezzi è probabilmente guidata dalle aziende che iniziano a trasferire i costi di importazione più elevati derivanti dai nuovi dazi.
Nel periodo il deficit pubblico ed il debito federale USA hanno catturato un'attenzione crescente. Oltre ai dazi, infatti, con l'obbiettivo di ridurre il disavanzo pubblico, il Governo Usa ha varato il cosiddetto Department of Government Efficiency (DOGE) affidato alla guida del miliardario Elon Musk, con la prospettiva di tagli drastici al bilancio, che però ha deluso le aspettative. Nella seconda metà del semestre è stata inoltre proposta e approvata (in luglio) un'iniziativa di segno contrario: la "Legge di riconciliazione" (il cosiddetto One Big Beautiful Bill Act - OBBBA), comprendente anche un aumento del tetto al debito federale, che manterrà il disavanzo delle amministrazioni pubbliche al di sopra del 7% del PIL e spingerà il rapporto debito/PIL al 127% entro il 2034.
La Cina nella prima parte del 2025 ha continuato a subire l'incertezza sul fronte del commercio internazionale e del mercato immobiliare: il crollo degli investimenti immobiliari si è aggravato, -11,2% nella prima metà dell'anno. Tale fragilità viene contrastata dall'attuazione di politiche monetarie e fiscali accomodanti. L'economia cinese ha comunque registrato una crescita superiore alle aspettative nel primo trimestre 2025: +5,4% il PIL su base annua, grazie all'impennata delle esportazioni (+6,9% tendenziale). Anche gli esportatori cinesi hanno accelerato le spedizioni in vista dei dazi USA incombenti con uno slancio difficile da sostenere nel tempo. Nella seconda metà del semestre le attese di ulteriori stimoli fiscali si sono ridimensionate e la debolezza del mercato immobiliare è tornata viva. Nel periodo aprile/giugno il PIL ha rallentato al +5,2% mentre nel complesso del 2025, il suo progresso dovrebbe attestarsi al +4,8%. La disoccupazione urbana è rimasta al 5% a giugno, dopo aver toccato il massimo biennale al

5,4% a febbraio. Le pressioni deflazionistiche, pur attenuate, persistono: a giugno l'inflazione è stata pari allo 0,1% rispetto al -0,7% di febbraio.
Per l'economia giapponese si attende nel 2025 una moderata ripresa, dopo la crescita stentata del 2024 (+0,2%). Il PIL è rimasto invariato nel primo trimestre 2025 (vs. +0,6% nel quarto trimestre 2024), sotto l'effetto dell'incertezza del quadro macroeconomico internazionale. I consumi privati, sono cresciuti dello 0,1% (stima rivista al rialzo). Gli investimenti fissi lordi delle imprese si sono rafforzati, +1,1%, il ritmo più rapido dal secondo trimestre del 2024. La spesa pubblica è però diminuita dello 0,5%. L'export netto ha frenato (-0,6%), diminuendo per la prima volta da inizio 2024. Nel secondo trimestre, in base ai primi dati, il ritmo di crescita è rimasto debole anche se in leggera accelerazione. I consumi dovrebbero aver beneficiato del tendenziale rialzo dei salari ottenuti in un contesto di tensioni sul mercato del lavoro. La domanda interna rimane però strutturalmente fiacca. Il tasso di crescita del PIL per l'intero 2025 è atteso al +0,7%. Il tasso d'inflazione è sceso al 3,3% in giugno segnando il livello più basso dallo scorso novembre.
Le economie in via di sviluppo e quelle emergenti si trovano in prima linea nel contesto del conflitto commerciale internazionale in atto. Si prevede che la crescita del reddito pro capite nelle economie in via di sviluppo sarà del 2,9% nel 2025, l'1,1% al di sotto della media tra il 2000 e il 2019. Nel dettaglio il PIL dell'India nel primo trimestre dell'anno ha messo a segno una crescita pari al 2% congiunturale a fronte di un'inflazione scesa al 2,1% a giugno 2025, il livello più basso da gennaio 2019, ed una disoccupazione al 5,6% nello stesso mese. Per l'intero 2025 la crescita attesa del PIL è pari al 6,4% (6,6% nel 2024). L'economia brasiliana nel primo trimestre 2025 è cresciuta dell'1,4% (+0,1% nel quarto trimestre 2024) mentre l'inflazione ha accelerato al 5,4% a giugno, dal 5,3% precedente, per il 9° mese sopra il livello max fissato dalla Banca centrale al 4,5%. La disoccupazione è scesa al 6,2% nei 3 mesi a maggio, al livello più basso da un anno.
Riguardo al commercio globale, l'interscambio mondiale dovrebbe rallentare significativamente: secondo le stime della BCE le importazioni mondiali hanno iniziato a rallentare considerevolmente a partire da aprile: si stima una diminuzione dal 4,1% del 2024 al 3,1% del 2025. La decelerazione prevista riflette l'impatto dei dazi e l'elevata incertezza relativa alle politiche commerciali. I prezzi delle materie prime, in particolare quelli delle commodity energetiche, hanno favorito il rientro - a tratti rapido - delle pressioni inflattive, specie in Eurozona: il Brent (future) è passato dai 76 USD di inizio anno ai circa 60 di inizio maggio per poi entrare in tensione in corrispondenza del conflitto israelo-iraniano tornando progressivamente, al termine dello stesso, in area 67 USD a fine semestre. Il gas naturale (future TTF) è passato dai 47,7 EUR/Mwh di inizio anno ai circa 33 EUR/Mwh di fine semestre.
L'economia europea ed italiana
Nel complesso del primo trimestre 2025, l'economia dell'Eurozona ha avuto un andamento positivo, migliore rispetto alle attese e in leggera accelerazione rispetto a fine 2024. Infatti, il Pil reale dell'area è cresciuto dello 0,6% rispetto al trimestre precedente (+0,3% nel quarto trimestre 2024) e dell'1,5% su base annua (vs +1,2%). La crescita in Eurozona è stata influenzata dall'exploit dell'Irlanda che ha segnato un aumento del PIL del 9,7% rispetto al trimestre precedente, grazie alla presenza nell'isola, per motivi fiscali, di importanti multinazionali globali. Il dato è stato anche distorto dal summenzionato anticipo delle importazioni USA dall'area, prima dell'entrata in vigore dei nuovi dazi. L'espansione della Germania è risultata superiore alle attese: +0,4% su base congiunturale, a fronte di una flessione dello 0,2% del trimestre precedente.
La crescita dell'area è stata frutto del moderato contributo dei consumi delle famiglie (+0,3% su base trimestrale), degli investimenti fissi (+2,7%) e delle esportazioni, favorite anche da ordini anticipati verso gli USA per evitare i dazi annunciati da Trump. Il volume dell'export nel primo trimestre è risultato pari a 761,5 miliardi (con un aumento del 7,8% rispetto a gennaio-marzo 2024) mentre le importazioni hanno raggiunto 699,5 miliardi (con un aumento del 7,4% rispetto al primo trimestre 2024). Leggermente negativo, invece, è risultato il contributo della componente scorte. Nonostante un quadro di fondo in chiaroscuro, la produzione manifatturiera nell'Eurozona ha registrato a maggio un progresso congiunturale dell'1,7% e del 3,7% rispetto a dodici mesi prima. A livello territoriale, tra i maggior paesi si segnala un progresso della produzione in Germania del 2,2% rispetto ad aprile (+1,9% tendenziale) e dello 0,6% in Spagna (+1,7% tendenziale). La produzione del comparto servizi in termini destagionalizzati e corretti per i giorni lavorativi è calata dello 0,3% ad aprile rispetto al mese precedente ma è cresciuta in termini tendenziali dello 0,7%. Il comparto del turismo e ristorazione ha avuto un andamento positivo, con una crescita dell'1,1% congiunturale e del 2,8% tendenziale. Con riferimento al settore delle costruzioni di Eurozona, la crescita indica una flessione rispetto ad aprile dell'1,7% ma un progresso nei primi 4 mesi del +3,6%, grazie anche al progresso del +4,3% congiunturale di aprile.
Le preoccupazioni relative all'inflazione si sono affievolite sulla scorta del raffreddamento dei prezzi dell'Eurozona, passati da un aumento tendenziale del +2,4% di dicembre 2024 al +2,0% di giugno 2025, in linea con l'obbiettivo

della Banca Centrale Europea. Il calo dell'inflazione ha la principale genesi nella riduzione dei prezzi del petrolio e del gas mentre la componente "core" si è rivelata più vischiosa. Il raffreddarsi dell'inflazione ha permesso al Regolatore di proseguire il processo di normalizzazione delle politiche monetarie iniziato nel 2024. Il tasso Refi è stato ridotto quindi con quattro interventi consecutivi, scendendo dal 3,15% di inizio 2025 al 2,15% alla fine del primo semestre 2025. Buona, inoltre, l'intonazione sul mercato del lavoro con un numero di occupati in aumentato a 153,72 milioni nel primo trimestre del 2025, massimo storico, pur in presenza di un tasso di disoccupazione stabile al 6,3%. Tuttavia, gli indici di fiducia delle imprese e dei consumatori nei primi sei mesi sono leggermente peggiorati a causa dell'elevata incertezza del quadro macro, alimentata anche dalle nuove politiche commerciali annunciate da Trump e dalle crescenti tensioni geopolitiche.
I segnali anticipatori, espressi dagli indici PMI aggiornati a giugno, indicano un clima non particolarmente positivo per la manifattura europea con valori al di sotto della soglia di espansione, anche se la tendenza rivela un costante miglioramento. Positivo, invece, il "sentiment" dei servizi a giugno (50,5) a conferma di una certa capacità di resilienza del settore. Relativamente alle costruzioni l'indice PMI è rimasto in territorio di contrazione (46,5 a maggio) rispecchiando le riduzioni marcate in Germania e in Francia, mentre le imprese italiane hanno rivelato un aumento dell'attività per il terzo mese consecutivo nonostante il venire meno del contributo del superbonus 110%.
Sul fronte della finanza pubblica, il rapporto tra debito pubblico e PIL nell'Eurozona alla fine del primo trimestre del 2025 è stato pari all'88,0%, rispetto all'87,4% alla fine del quarto trimestre del 2024. Il rapporto deficit/PIL mostra un andamento decrescente nel primo trimestre del 2025 raggiungendo un valore pari al 2,9% del PIL. I dati, ancora provvisori, relativi al secondo trimestre del 2025 mostrano una tendenza al peggioramento di questi indicatori, dovuta anche ai programmi di spesa pubblica per infrastrutture e armamenti previsti dal nuovo piano ReArm Europe; annunciato dalla Commissione Europea a marzo 2025, il piano prevede un incremento della spesa militare all'interno dell'UE. L'obiettivo è la mobilizzazione di 800 miliardi in quattro anni, di cui 650 da raccogliere a livello nazionale, la restante parte attraverso indebitamento comune. Inoltre, è stato pianificato anche il dirottamento di fondi destinati ad altri scopi verso investimenti finalizzati alla difesa. In aggiunta la Germania ha annunciato un vasto programma di investimenti pubblici per l'esercito, le strade, le ferrovie e gli ospedali. In dettaglio, a partire dal 2025, la Germania prevede di investire circa 120 miliardi di euro all'anno in infrastrutture pubbliche (il 2,7% del PIL di riferimento del 2024).
In questo quadro di elevata incertezza, le prime stime per il secondo trimestre indicano una crescita economica migliore del previsto per la Zona Euro: +0,1% rispetto al trimestre precedente (contro le aspettative di una lettura invariata del dato congiunturale) e +1,4% tendenziale (attesa a +1,2%). Il risultato suggerisce che le aziende si stanno adattando all'incertezza delle politiche commerciali internazionali, riducendo potenzialmente la necessità di una politica monetaria più espansiva da parte della Banca Centrale Europea. Nel dettaglio, Spagna, Francia e Irlanda hanno continuato a registrare un'espansione superiore alle aspettative, compensando la debolezza di Germania e Italia. Per l'intero 2025 le stime si attestano intorno ad una crescita dell'1% (0,9% nel 2024). Si ritiene che l'impatto negativo dei dazi sulle importazioni negli USA possa essere controbilanciato dagli effetti di stimolo della domanda aggregata che proverrà dai succitati piani di investimento infrastrutturali.
L'economia italiana si trova ad affrontare il medesimo quadro congiunturale ricco di incertezza. La prima parte del 2025 evidenzia dinamiche macroeconomiche parzialmente contrastanti. La manifattura italiana manifesta un quadro di debolezza. Rispetto ai primi cinque mesi del 2024 la produzione industriale cumulata a maggio 2025 è calata del -1,2% (-0,9% rispetto a dodici mesi prima), risentendo delle difficoltà dell'industria tedesca. Rispetto al minimo toccato a dicembre 2024 l'indice ha però mostrato una certa stabilizzazione nei primi mesi del nuovo anno. A livello settoriale, la flessione ha riguardato in particolare i settori mezzi di trasporto (-9,9% produzione cumulata a maggio da inizio anno sul corrispondente periodo 2024), fabbricazione di prodotti petroliferi raffinati (-7,1%) e l'industria tessile abbigliamento, pelli e accessori (-8,0%). Di segno inverso la performance dei servizi che presentano una crescita tendenziale del fatturato ad aprile 2025 del 2,1% in valore e dello 0,3% in volume. A giugno 2025 l'indice PMI manifatturiero si è confermato debole, con un valore sotto la soglia di espansione ininterrottamente da quindici mesi. Più positive le indicazioni dei servizi con un PMI che conferma un prolungato stato di salute settoriale.
La dinamica del mercato del lavoro rimane buona. Prosegue il trend positivo del numero degli occupati: a maggio 2025 ha raggiunto i 24,3 milioni, in crescita di 80 mila unità rispetto al mese precedente e di 408 mila rispetto ai 12 mesi precedenti. Il tasso di occupazione è salito al 62,9% mentre la disoccupazione ha registrato un aumento al 6,5% a causa di un balzo della forza lavoro disponibile. I dati sull'inflazione in Italia si mantengono su livelli inferiori a quelli dei principali paesi europei pur in presenza di un aumento a giugno 2025: l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, cresce a giugno del +0,2% su base mensile e del +1,7% rispetto al mese corrispondente del 2024 (variazioni identiche a quelle dell'indice armonizzato IPCA); l'"inflazione di fondo", invece, accelera passando dall'1,9% al 2,1%. Analizzando il commercio internazionale si registra che anche l'Italia ha beneficiato dell'effetto di anticipo degli ordinativi per evitare le annunciate imposizioni di dazi da parte degli Usa. La crescita dell'export in valore nel primo trimestre è stata del 3,2% tendenziale, grazie al contributo degli

Stati Uniti, le cui importazioni dall'Italia sono aumentate del 12% circa su base tendenziale e del 41,2% su base congiunturale.
Nonostante il complesso contesto sopra tratteggiato, il PIL italiano del primo trimestre 2025 è cresciuto dello 0,3% su base congiunturale e dello 0,7% nei confronti del primo trimestre del 2024. Si tratta, tuttavia, di un tasso lievemente inferiore rispetto a quello dell'eurozona (+0,6%), ma analogo qualora si scorporasse da quest'ultimo l'impatto eccezionale dato dall'Irlanda. La crescita è la sintesi del contributo positivo della domanda interna al netto delle scorte (+0,4 p.p.) e delle esportazioni nette (+0,1 p.p.), mentre la variazione delle scorte ha sottratto 0,3 punti percentuali alla variazione del PIL. La variazione acquisita per il 2025 è dello 0,5%. Per quanto riguarda il secondo trimestre dell'anno, in base ai dati preliminari pubblicati dall'ISTAT, l'economia italiana ha subito una contrazione inaspettata rispetto ai tre mesi precedenti: -0,1% il PIL nel periodo, per l'effetto negativo della componente estera (export netto), come dettagliato dall'ISTAT. L'aggregato è però aumentato del +0,4% su base tendenziale (cioè rispetto al medesimo trimestre 2024) mentre la variazione acquisita per il 2025 risulta essere comunque pari a +0,5%. Le incertezze del quadro macroeconomico, conseguenza delle tensioni internazionali e delle politiche commerciali della nuova amministrazione statunitense, pongono le premesse perché la crescita complessiva del PIL nel 2025 sia moderata, ma leggermente inferiore a quella del 2024 (+0,7%), nonostante un contributo positivo del PNRR anche per l'anno in corso. Le stime di consenso indicano un progresso del PIL per l'intero 2025 dello 0,6%.
Nel primo semestre 2025 le notizie riguardanti la finanza pubblica sono state prevalentemente positive: la Commissione Europea, ad inizio giugno, ha valutato favorevolmente il percorso di rientro dell'Italia dal disavanzo eccessivo. Le entrate tributarie nei primi cinque mesi dell'anno hanno raggiunto 213,5 miliardi, segnando un aumento del 3,3% rispetto allo stesso periodo del 2024. Parallelamente è cresciuta la quota del debito detenuta da investitori non residenti, segnalando una fiducia crescente verso i titoli di Stato italiani. I risultati dovrebbero consentire di chiudere l'anno in linea con le stime di un rapporto deficit/PIL 2025 al 3,3% (3,4% nel 2024) ed un rapporto debito pubblico/PIL al 137,6% (vs. 135,3% nel 2024).
La politica monetaria ed i mercati finanziari
Nella prima metà del 2025 il calo dell'inflazione globale, più accentuato in Eurozona ed in Italia, ha aperto ulteriori margini di manovra per la politica monetaria. Il complesso mix di tensioni geopolitiche - e le loro ricadute economicofinanziarie - succedutesi nel corso del periodo, le differenti condizioni della finanza pubblica – specie con riferimento agli USA ed al cambiamento di corso della politica fiscale tedesca – oltre ad alcune importanti evoluzioni tecnologiche legate principalmente alle criptovalute hanno però imposto tempi e strategie differenti alle principali banche centrali. Nel corso del semestre la BCE ha inviato una serie di segnali chiave, indicando come prioritario per l'orientamento di politica monetaria il supporto alla crescita in un contesto di inflazione rapidamente flettente. Essa ha quindi proseguito con decisione la politica di riduzione dei tassi di interesse, in atto da metà 2024, abbassando nell'incontro di giugno di 25 punti base, per la quarta volta da inizio anno i tassi di riferimento: al 2,0% il tasso Depo, al 2,15% il tasso sulle operazioni principali di rifinanziamento ed al 2,4% il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale. Al contrario, la Federal Reserve statunitense è rimasta cauta per l'intero periodo, mantenendo fermi i tassi di riferimento, in attesa di riscontrare solide prove di un rallentamento duraturo dell'inflazione, prima di agire in senso espansivo sul fronte dei tassi ufficiali. Il corridoio target per i Federal funds è quindi rimasto fermo nel semestre al 4,25% - 4,50%. Questo nonostante siano sopraggiunte dalla Casa Bianca importanti pressioni politiche affinché anch'essa abbassasse i saggi di riferimento ufficiali con maggior decisione.
A tale ultimo proposito, un ruolo chiave nel periodo è stato rivestito dalle vicende che hanno riguardato il debito pubblico USA. Come sopra ricordato, uno degli obiettivi della nuova e più restrittiva politica commerciale dell'amministrazione Trump è anche quello di ottenere, attraverso i dazi, un consistente flusso erariale in grado di dare spazio di manovra a politiche fiscali più espansive, da attuare anche attraverso la riduzione delle imposte, come avvenuto con il menzionato intervento legislativo (OBBBA) ad inizio luglio. D'altro canto, l'indebolimento del dollaro e del suo ruolo in qualità di valuta di riserva, a cui si è aggiunta la decisione di Moody's, l'ultima delle tre principali agenzie di rating a declassare il rating del credito statunitense dal livello massimo, ed il minor favore degli investitori istituzionali per i titoli di stato USA, hanno esercitato pressioni al rialzo sui rendimenti dei Treasury statunitensi a medio-lungo termine.
Il tasso sul T-Bond decennale ha risentito inizialmente di aspettative di ritorno dell'inflazione legate all'imposizione di dazi e del ritorno su valori positivi del premio al rischio richiesto dagli investitori sui titoli di stato USA a parità degli altri driver macroeconomici: il 10Y T-Bond ha aperto l'anno al 4,56%, segnando un picco a gennaio al 4,79% e, dopo un periodo di volatilità legato anche alle alterne vicende legate ai dazi e ad un'inflazione apparsa comunque sotto controllo, ha chiuso il periodo al 4,22%.

I tassi a breve in Eurozona hanno seguito il progressivo calo dei tassi ufficiali, in particolare l'Euribor a 3 mesi è passato dal 2,74% di inizio anno all'1,93% segnato sul finire del semestre. Mentre sul medio-lungo termine, i tassi tedeschi a 10Y (Bund) dopo aver aperto l'anno al 2,375% hanno chiuso il periodo al 2,61%, anche a fronte di una svolta in senso fortemente espansivo della politica fiscale tedesca, che ha spinto i rendimenti ad inizio marzo sul picco di periodo al 2,9%. Lo spread BTP/Bund ha registrato un consistente calo nel semestre, scendendo al di sotto della soglia dei 100 bps: a fine giugno ha raggiunto un livello di 88 bps dai 115 bps di fine 2024, sulla scorta dell'impostazione più rigorosa della legge finanziaria e dell'andamento moderatamente favorevole dei conti pubblici italiani.
Come accennato, per una combinazione di fattori, tra cui la crescente incertezza politica, il crescente deficit di bilancio e i persistenti squilibri delle partite correnti, il dollaro statunitense si è indebolito rispetto alle principali valute nel corso del periodo: il cambio Euro/USD, dopo aver aperto l'anno a 1,036, è salito in modo sostanzialmente monotono ed ha toccato un massimo a 1,18 a fine giugno, con un deprezzamento pari a circa il 12% in soli sei mesi. Le tensioni geopolitiche, a tratti pronunciate, hanno accentuato la volatilità della valuta statunitense, sostenendo i prezzi delle materie prime, in particolare quelli dei metalli preziosi: i prezzi dell'oro sono aumentati di circa il 26% nella prima metà dell'anno, raggiungendo un nuovo massimo storico.
Nonostante le numerose sfide affrontate, i mercati dei capitali hanno dimostrato una generale resilienza, stimolati dalla tenuta dei dati economici statunitensi, dalla robusta domanda di nuove tecnologie e dalla previsione di imminenti riduzioni dei tassi di interesse negli Stati Uniti. I progressi degli indici azionari principali sono stati trainati ancora una volta in particolare dalle aziende tecnologiche statunitensi. Gli ingenti investimenti in nuovi data center annunciati dai principali fornitori di cloud e intelligenza artificiale hanno alimentato la propensione al rischio del mercato. Tra quelli, lo S&P500 nel semestre ha segnato un progresso del +5,5%, interrotto solamente, a cavallo tra marzo ed aprile, da una rapida e profonda, ma temporanea, correzione sulla scorta dell'annuncio dei dazi statunitensi e delle tensioni geopolitiche manifestatesi. L'indice Nasdaq-100 dei titoli tecnologici ha segnato nel periodo un progresso del +7,93%, interrotto solo dalla medesima analoga correzione a cavallo tra marzo ed aprile. In Europa l'indice Eurostoxx 600 ha messo a segno nel semestre una performance del +6,65%. Al suo interno è necessario sottolineare l'andamento del comparto bancario, che ha chiuso con un incremento del +37,6% mentre il corrispondente indice italiano ha chiuso il periodo con una performance del +32,5%.
L'attività bancaria nazionale
Lo scenario descritto nei paragrafi precedenti evidenzia un quadro di incertezza che impatta la domanda di investimento e di consumo, con possibili effetti negativi anche per il sistema bancario. Nel semestre in esame, tuttavia, le banche dell'area dell'euro hanno dimostrato la loro capacità di tenuta e il sistema bancario italiano, in particolare, ha mantenuto una robustezza operativa ed una solida redditività.
Complessivamente, nella prima metà del 2025 la dinamica del credito è risultata sostanzialmente stabile: sulla base di prime stime del SI-ABI pubblicate a luglio 2025 il totale dei prestiti a residenti in Italia a giugno 2025 si è collocato a 1.654 miliardi, con una variazione annua pari a +0,5%. I prestiti al solo settore privato sono risultati, nello stesso mese, pari a 1.422 miliardi, in crescita dello 0,7% rispetto ad un anno prima. I prestiti a famiglie e società non finanziarie erano pari a 1.281 miliardi in aumento dello 0,9% su base annua.
Nel dettaglio, a maggio 2025, ultimo dato disponibile, il tasso di variazione dei prestiti alle imprese non finanziarie è risultato pari a -1,4% su base annua. Il progressivo calo è causa delle minori esigenze per finanziare scorte e capitale circolante e del maggiore ricorso all'autofinanziamento, compensate in parte dalle maggiori necessità per investimenti fissi e dall'incentivo derivante dal calo dei tassi di interesse.
I prestiti alle famiglie sono aumentati dell'1,5% su base tendenziale, con un incremento sia per i prestiti per l'acquisto di abitazioni sia per il credito al consumo. Il parziale recupero del potere d'acquisto, la tenuta del mercato immobiliare e la diminuzione dei tassi d'interesse hanno propiziato una moderata espansione dell'aggregato.
Sul lato del funding, a giugno 2025, risulta positiva la raccolta bancaria dalla clientela: in aumento sia i depositi sia le obbligazioni. Lo stock della raccolta diretta complessiva (depositi da clientela residente e obbligazioni) è pari a 2.100 miliardi in aumento dell'1,0% rispetto ad un anno prima.
Nello specifico, i depositi da clientela residente a maggio 2025 si sono attestati a 1.832 miliardi e sono aumentati dell'1,0% su base annua. La raccolta a medio e lungo termine, tramite obbligazioni, è salita dello 0,9% rispetto ad un anno prima.
L'ammontare dei depositi in conto corrente registra un aumento del 5,8% tra maggio 2025 (1.386 miliardi) e maggio 2024 (1.310 miliardi); di contro, i depositi con durata prestabilita evidenziano una diminuzione del 6,1% su base annua. In leggero aumento i depositi con preavviso, con una variazione annua dell'1,0%, mentre i pronti contro termine (al netto delle controparti centrali) sono rimasti sostanzialmente stabili.
75,9% del totale.

L'evoluzione dei tassi d'interesse ha naturalmente risentito dei tagli dei tassi ufficiali da parte della BCE. Il tasso medio della raccolta bancaria da clientela si è collocato, a giugno 2025, allo 0,93%, in flessione rispetto all'1,26% di giugno 2024. Più in dettaglio, il tasso medio sui depositi in euro applicato alle famiglie e società non finanziarie si è attestato allo 0,66% (1,03% a giugno 2024) e quello delle obbligazioni al 2,85% (2,92% giugno 2024). Relativamente invece agli impieghi, il tasso medio nello stesso mese è sceso al 4,02% dal 4,44% di inizio anno e dal 4,77% a giugno 2024. A giugno 2025, il mark-up (calcolato come differenza tra il tasso medio sugli impieghi e tasso medio mensile Euribor a 3 mesi) è stato pari a 2,04 p.p. (era 1,04 p.p. a giugno 2024) mentre il mark-down (calcolato come differenza del tasso medio sui depositi e tasso medio mensile Euribor a 3 mesi) si è attestato all'1,32 p.p. (2,70 p.p. a giugno 2024). Si restringe di conseguenza la forbice bancaria: risulta pari a 3,36 p.p. a giugno 2025, in discesa rispetto ai 3,74 p.p. di giugno 2024. Sul fronte della qualità del credito l'incidenza sul totale dei prestiti dei crediti deteriorati, fortemente ridotta nel corso degli ultimi anni, è rimasta sostanzialmente stabile e il tasso di deterioramento del credito si è mantenuto su livelli contenuti. In particolare, a maggio 2025, l'ammontare dei crediti deteriorati netti era pari a 31,2 miliardi, sostanzialmente sugli stessi livelli di dicembre 2024 (31,3 miliardi) e rappresenta l'1,50% dei crediti totali mentre a fine 2024 tale rapporto era l'1,51%, (1,41% a dicembre 2023). A maggio 2025, il patrimonio dei fondi aperti di diritto italiano ed estero si colloca intorno ai 1.217 miliardi con un aumento su base annua del 3,1%. Permane il forte sbilanciamento verso i fondi di diritto estero che pesano per il

FATTI DI RILIEVO DEL PERIODO
Il primo semestre dell'esercizio 2025 è stato caratterizzato da una situazione di perdurante instabilità geopolitica, derivante, in particolare, dal protrarsi dei conflitti in Ucraina e Medio Oriente che hanno influenzato l'economia mondiale e gli equilibri internazionali.
In tale contesto, l'operatività del Gruppo si è focalizzata sulle aree di intervento nel seguito descritte.
Offerta pubblica di acquisto volontaria sulla totalità delle azioni di Anima Holding
Nel corso del primo semestre si è conclusa l'offerta pubblica di acquisto volontaria da parte di Banco BPM Vita sulla totalità delle azioni ordinarie di Anima Holding S.p.A., varata nel novembre 2024.
In maggior dettaglio, nel mese di febbraio 2025 si sono perfezionati gli impegni di adesione all'Offerta tra Banco BPM Vita, da un lato e Poste Italiane S.p.A. FSI SGR e alcuni top manager di Anima dall'altro, aventi ad oggetto azioni di Anima che, sommate alla partecipazione già detenuta da Banco BPM del 22% circa, rappresentavano complessivamente il 44,8% circa del capitale sociale di Anima.
In data 28 febbraio 2025, l'Assemblea dei soci di Banco BPM ha deliberato, con il 97,64% dei voti favorevoli, di autorizzare, ai sensi dell'art. 104, comma 1 del TUF, Banco BPM e per essa il Consiglio di Amministrazione a far sì che, in conformità alle direttive impartite da Banco BPM nell'esercizio dell'attività di direzione e coordinamento, la controllata Banco BPM Vita, potesse: (i) incrementare da 6,20 euro (cum dividendo) a 7,00 euro (cum dividendo) il corrispettivo unitario offerto e (ii) esercitare la facoltà, ove ritenuto opportuno, di rinunciare in tutto o in parte a una o più delle condizioni di efficacia volontarie apposte all'offerta da Banco BPM Vita e non ancora soddisfatte alla data dell'assemblea. Si ricorda infatti che l'efficacia dell'Offerta era soggetta al verificarsi di una serie di condizioni, tra le quali, il riscontro positivo da parte della BCE circa l'applicabilità all'operazione del trattamento regolamentare del c.d. Danish Compromise. In esecuzione della deliberazione dell'assemblea, il corrispettivo unitario dell'Offerta è quindi stato incrementato a 7,00 euro (cum dividendo).
Inoltre, a seguito della comunicazione del 21 marzo 2025 con la quale la BCE ha espresso la propria visione in merito alla non applicabilità del c.d. Danish Compromise all'acquisizione di Anima Holding, gli organi di Banco BPM e Banco BPM Vita, convinti della forte valenza strategica dell'operazione, in data 27 marzo 2025 hanno deliberato, per quanto di rispettiva spettanza, la rinuncia all'applicazione del trattamento regolamentare del c.d. Danish Compromise e la prosecuzione dell'OPA su Anima Holding.
Per fare fronte agli impegni finanziari di Banco BPM Vita, la capogruppo Banco BPM ha effettuato in data 10 marzo 2025 un versamento in conto futuro aumento di capitale.
Ottenute tutte le autorizzazioni richieste dalla normativa di settore in relazione all'Offerta ai fini e per gli effetti dell'art. 102, comma 4 del TUF, Consob, con delibera del 13 marzo 2025, ha approvato il Documento di Offerta.
Il periodo di adesione all'Offerta concordato con Borsa Italiana S.p.A. ha avuto inizio il 17 marzo 2025 ed è terminato il 4 aprile 2025.
In data 9 aprile 2025 sono stati resi noti i dati definitivi dell'Offerta che si è conclusa con l'adesione di complessive n. 221.067.954 azioni, rappresentative del 67,976% del capitale sociale di Anima Holding S.p.A., per un controvalore complessivo pari a 1.547,5 milioni.
Pertanto, ad esito dell'Offerta, nonché al trasferimento della partecipazione già detenuta da Banco BPM in Anima Holding a favore di Banco BPM Vita (pari al 21,973%), con decorrenza 11 aprile 2025 il Gruppo detiene complessive n. 292.527.616 azioni, rappresentative dell'89,949% del capitale sociale di Anima Holding. Nell'ambito del modello di business delineato nel Piano Strategico del Gruppo, la partecipazione in Anima Holding1 è quindi interamente detenuta da Banco BPM Vita.
L'operazione si inserisce nel più ampio contesto del Piano Strategico del Gruppo Banco BPM, aggiornato in data 11 febbraio 2025 con un orizzonte triennale al 2027, come meglio illustrato nel seguito, che fa leva su un modello di crescita dei ricavi fortemente incentrato sulle fabbriche prodotto. In maggior dettaglio il modello di business dell'intero
1 Anima Holding a sua volta detiene le seguenti partecipazioni: Anima SGR S.p.A. (al 100%), Anima Alternative SGR S.p.A. (al 100%), Kairos Partners SGR S.p.A. (al 100%), Castello SGR S.p.A. (all'80%), che a sua volta detiene il 76,05% del capitale di Vita S.r.l.

Conglomerato Finanziario Banco BPM beneficerà della nuova fabbrica integrata Assicurazione Vita e Risparmio Gestito rafforzando lo sperimentato potenziale della rete distributiva del Gruppo.
Anima Holding e le sue controllate Anima SGR, Anima Alternative SGR, Kairos Partners SGR e Castello SGR sono entrate a far parte del Gruppo Bancario Banco BPM e sono state incluse nel perimetro di consolidamento integrale a partire dal 30 giugno 2025.
Aggiornamento Piano Strategico 2023-2026
Il Consiglio di Amministrazione di Banco BPM, nella seduta dell'11 febbraio 2025, ha approvato l'aggiornamento del Piano Strategico del Gruppo 2023-2026 estendendo l'orizzonte triennale al 2027.
Gli eccellenti risultati conseguiti nello scorso esercizio nonché le operazioni straordinarie e le iniziative realizzate nel corso del 2024 hanno reso opportuno un aggiornamento anticipato del Piano stesso, che prevede nuovi obiettivi di performance più ambiziosi e target di remunerazione agli azionisti più elevati.
L'aggiornamento, sviluppato incorporando le nuove prospettive macroeconomiche con ipotesi maggiormente conservative, si fonda sugli stessi 7 pilastri strategici del Piano Strategico 2023-2026, con l'aggiunta di un nuovo pilastro relativo all'integrazione di Anima, a partire dal secondo semestre 2025.
Rimandando alla lettura dei documenti pubblicati da Banco BPM (comunicato stampa del 12 febbraio 2025 e relativa presentazione al mercato) per maggiori dettagli, nel seguito viene sintetizzata la macro-strategia definita per il prossimo triennio che prevede:
- il consolidamento della vocazione di banca vicina alle imprese e alle PMI;
- il potenziamento del wealth management e del life insurance;
- lo sviluppo delle fabbriche prodotto in ottica di rafforzamento di un modello di business maggiormente diversificato e a più alto valore aggiunto;
- il potenziamento dell'omnicanalità per una banca sempre più digitale;
- l'innovazione come priorità per rendere la banca più "lean" e più sicura in ambito cyber;
- l'obiettivo di vicinanza alle persone e alla comunità, supportandone la crescita;
- l'ulteriore rafforzamento del profilo patrimoniale del Gruppo.
Sono stati inoltre definiti obiettivi ambiziosi in ambito sostenibilità ESG che prevedono un forte impegno nelle azioni di supporto ai percorsi di sostenibilità ESG dei clienti, favorendo i) la decarbonizzazione dei processi produttivi a sostegno della transizione verso un'economia a zero emissioni nette di gas serra, in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo, ii) il sostegno ai territori nei quali Banco BPM opera e alle comunità ivi presenti, anche attraverso iniziative di formazione e sensibilizzazione alle tematiche di sostenibilità e l'erogazione di contributi per lo sviluppo di progetti sociali e ambientali, iii) la promozione di interventi finalizzati ad assicurare la continuità produttiva e abitativa degli stakeholder e, infine, iv) l'attività di formazione in ambito ESG dei dipendenti del Gruppo, indispensabile veicolo di sviluppo e diffusione della cultura ESG.
Razionalizzazione delle attività del Gruppo
Scissioni parziali da scorporo di un portafoglio crediti leasing
Nel mese di marzo 2025 sono stati sottoscritti gli atti di scissione parziale di Banco BPM relative alla dismissione del portafoglio leasing non performing della Banca, per un ammontare pari a circa 67 milioni (c.d. Progetto Toledo), a favore di due società di scopo costituite: Tago LeaseCo S.r.l. e Burgos Leasco S.r.l., a seguito dell'ottenimento delle autorizzazioni rilasciate dalla Banca Centrale Europea.
Successivamente Banco BPM e Finanziaria Internazionale S.p.A. hanno sottoscritto l'atto di trasferimento mediante il quale Banco BPM ha ceduto a Finanziaria Internazionale il 100% del capitale di Tago LeaseCo e Burgos Leasco.
Banco BPM pertanto non detiene più alcuna partecipazione nelle citate società veicolo. Tale operazione ha avuto nel semestre impatti a conto economico sostanzialmente nulli.

Cessione partecipazioni
In data 14 marzo 2025 è stata perfezionata l'operazione di cessione a Mediobanca – Banca di Credito Finanziario S.p.A. della partecipazione detenuta da Banco BPM in SelmaBipiemme Leasing, pari al 40% del capitale della società, al prezzo di 17 milioni.
Preventivamente, SelmaBipiemme Leasing S.p.A. aveva distribuito ai soci un dividendo straordinario per complessivi 60 milioni, di cui 24 milioni di spettanza di Banco BPM.
Ad esito della descritta operazione, che è stata complessivamente pari a 41 milioni e che non ha avuto impatti sul conto economico del primo semestre 2025, Banco BPM non detiene più alcuna partecipazione nella citata società.
In data 11 giugno 2025, Banco BPM ha perfezionato la cessione a Cober S.r.l. della partecipazione dell'84% nel capitale sociale di PMG S.r.l. in liquidazione, per un controvalore complessivo di 44 mila euro, dopo la compensazione dei rispettivi crediti commerciali e debiti fiscali e successiva remissione a PMG S.r.l. in liquidazione del residuo a credito dopo la compensazione.
Nella stessa data Banco BPM ha ceduto a Copernicus Servicing Italia S.p.A. i crediti finanziari non performing, del valore nominale di 35,4 milioni, vantati da Banco BPM nei confronti di PMG S.r.l. in liquidazione e quasi interamente svalutati, a un prezzo complessivo di circa 1 milione.
Tali operazioni non hanno avuto impatti significativi sul conto economico del semestre.
Ad esito delle suddette cessioni, Banco BPM non detiene più alcuna partecipazione in PMG S.r.l. in liquidazione né possiede alcun credito né debito nei confronti della stessa.
Il perfezionamento di tali operazioni ha comunque generato un impatto complessivo netto positivo sul conto economico consolidato del primo semestre pari a circa 9,5 milioni, connesso alla cancellazione delle imposte differite precedentemente rilevate nel bilancio consolidato.
Altri eventi del periodo
Aumento di capitale Banco BPM Vita
In riferimento all'offerta pubblica di acquisto volontaria promossa da Banco BPM Vita sulla totalità delle azioni di Anima Holding S.p.A. sopra descritta, al fine di rendere disponibili a Banco BPM Vita le risorse finanziarie necessarie al pagamento del corrispettivo per ciascuna azione Anima Holding portata in adesione all'offerta ed all'acquisto della partecipazione detenuta da Banco BPM in Anima Holding ad esito del periodo di adesione, Banco BPM, in data 10 marzo 2025, ha effettuato nei confronti della compagnia un versamento in conto futuro aumento di capitale per un importo complessivo pari 2.276,5 milioni.
In data 27 maggio 2025 l'Assemblea straordinaria di Banco BPM Vita ha deliberato di aumentare il capitale sociale a pagamento per complessivi 1.920 milioni, mediante emissione di n. 384.000.000 azioni del valore nominale unitario di 5 euro, interamente sottoscritto dall'unico socio Banco BPM.
Pertanto, in data 17 giugno 2025, Banco BPM Vita ha provveduto alla restituzione a Banco BPM dell'importo di 356,5 milioni, corrispondente all'eccedenza tra l'importo del versamento effettuato in data 10 marzo 2025 e l'ammontare dell'aumento di capitale deliberato.
A seguito dell'ottenimento dell'autorizzazione da parte dell'IVASS, in data 1° luglio 2025 è stato iscritto presso il competente Registro Imprese l'aumento di capitale di Banco BPM Vita; il nuovo capitale sociale della compagnia è pertanto pari a 2.099,1 milioni, rappresentato da n. 419.825.000 azioni del valore nominale unitario di 5 euro, interamente detenute da Banco BPM.
Offerta pubblica di scambio volontaria promossa da UniCredit su azioni Banco BPM
In data 25 novembre 2024 UniCredit S.p.A. ha comunicato, ai sensi e per gli effetti dell'art. 102 del TUF e all'art. 37 del Regolamento emittenti (il "Comunicato 102"), la promozione di un'offerta pubblica di scambio volontaria totalitaria ("OPS"), non preventivamente concordata con la Banca, sulla totalità delle azioni di Banco BPM. In maggior dettaglio, il rapporto di concambio è stato fissato a 0,175 azioni di nuova emissione di UniCredit per ogni azione di Banco BPM, che comportava alla data dell'annuncio un prezzo implicito di offerta pari a 6,657 euro per azione e un corrispettivo complessivo di circa 10,1 miliardi.
L'OPS era sottoposta a condizioni di efficacia dettagliate nello stesso Comunicato 102 di UniCredit (e nel successivo Documento di Offerta), tra cui alle circostanze che (i) entro la data di pagamento del corrispettivo dell'Offerta, Banco

BPM e/o Banco BPM Vita non modifichino i termini e le condizioni dell'Offerta sulla totalità delle azioni Anima, rispetto a quanto comunicato al mercato in data 6 novembre 2024, ivi incluso la rinuncia in tutto o in parte alle condizioni sospensive all'Offerta Anima o una modifica del corrispettivo (la "Condizione OPA Anima"), (ii) tra la data del Comunicato 102 e il giorno di borsa aperta antecedente la data di pagamento del corrispettivo dell'Offerta, Banco BPM e/o le sue società direttamente o indirettamente controllate e/o società collegate non deliberino e comunque non compiano, anche qualora deliberati prima della data del Comunicato 102, né si impegnino a compiere, atti od operazioni che possano contrastare il conseguimento degli obiettivi dell'OPS ai sensi dell'articolo 104 del TUF, ancorché i medesimi siano stati autorizzati dall'assemblea ordinaria o straordinaria di Banco BPM o siano decisi e posti in essere autonomamente dall'assemblea ordinaria o straordinaria e/o dagli organi di gestione delle società controllate e/o collegate di Banco BPM (la "Condizione Misure Difensive"), nonché (iii) al rilascio delle Altre Autorizzazioni – come ivi definite, comprendenti anche «le necessarie comunicazioni alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ai sensi dell'art. 2 del D.L. 15 marzo 2012, n. 21 e successive modificazioni (Golden Power)» – senza prescrizioni, condizioni o limitazioni (la "Condizione Altre Autorizzazioni").
In data 28 febbraio 2025, a seguito della convocazione da parte del Consiglio di Amministrazione della Banca, si è svolta l'Assemblea Ordinaria degli Azionisti di Banco BPM, chiamata a deliberare in merito a: "Autorizzazioni, ai sensi dell'art. 104, comma 1, del D.lgs. 58/1998, come successivamente modificato e/o integrato, al Consiglio di Amministrazione della Società a far sì che, nell'ambito dell'offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria promossa dalla controllata Banco BPM Vita (l'"Offerta") sulle azioni ordinarie di Anima Holding, Banco BPM Vita possa: (i) incrementare da Euro 6,20 (cum dividendo) a Euro 7,00 (cum dividendo) il corrispettivo offerto; (ii) esercitare la facoltà, ove ritenuto opportuno, di rinunciare in tutto o in parte a una o più delle condizioni di efficacia apposte nell'Offerta. Delibere inerenti e/o conseguenti".
La citata Assemblea Ordinaria degli Azionisti della Banca ha approvato quasi all'unanimità entrambe le proposte all'ordine del giorno.
A seguito dell'autorizzazione ottenuta, come comunicato al mercato alla medesima data, il corrispettivo dell'Offerta Anima è stato incrementato da Euro 6,20 (cum dividendo) a Euro 7,00 (cum dividendo). In ragione di quanto precede, sia la Condizione OPA Anima che la Condizione Misure Difensive risultavano non avverate.
In data 28 marzo 2025, UniCredit ha reso noto al mercato l'avvenuto ottenimento, da parte di BCE e Banca d'Italia, dell'autorizzazione ad acquisire – all'esito dell'OPS – il controllo diretto di Banco BPM, il controllo indiretto e la partecipazione qualificata indiretta di banche, società finanziarie e società di gestione del risparmio del Gruppo Banco BPM e del Gruppo Anima.
In data 1° aprile 2025, Consob ha approvato il documento di offerta dell'OPS (il "Documento di Offerta"), il documento di registrazione, la nota informativa e la nota di sintesi (congiuntamente la "Documentazione sull'Offerta") relativi all'offerta al pubblico delle azioni ordinarie, rivenienti dall'aumento di capitale sociale di UniCredit a servizio dell'OPS, pubblicati il 2 aprile 2025. Il periodo di adesione dell'OPS è stato concordato tra UniCredit e Borsa Italiana in quaranta giorni di borsa aperta, dalle 8.30 del 28 aprile 2025 alle 17.30 del giorno 23 giugno 2025 (estremi inclusi).
In data 18 aprile 2025, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha notificato ad UniCredit e Banco BPM un provvedimento con il quale venivano esercitati i poteri speciali previsti dalla normativa c.d. Golden Power, mediante imposizione in capo a UniCredit delle specifiche prescrizioni di seguito riportate testualmente: "a. non ridurre per un periodo di cinque anni il rapporto impieghi/depositi praticato da Banco BPM S.p.a e UniCredit S.p.a in Italia, con l'obiettivo di incrementare gli impieghi verso famiglie e PMI nazionali; b. non ridurre il livello del portafoglio attuale di project finance di Banco BPM S.p.a e Unicredit S.p.a in Italia; c. per un periodo di almeno 5 anni: (i) non ridurre il peso attuale degli investimenti di Anima Holding S.p.a. in titoli di emittenti italiani; (ii) supportare lo sviluppo della Società; d. cessare tutte le attività in Russia (raccolta, impieghi, collocamento fondi prestiti transfrontalieri) entro nove mesi dalla data del presente provvedimento; e. nel caso in cui non sia possibile rispettare una o più delle prescrizioni sopra elencate, inviare immediata informativa all'Amministrazione competente del monitoraggio, comunicando i motivi che rendono impossibile l'adempimento delle prescrizioni.".
In ragione delle prescrizioni contenute nel Provvedimento Golden Power, anche la Condizione Altre Autorizzazioni risultava non avverata. Il 24 aprile 2025, il Consiglio di Amministrazione di Banco BPM ha approvato all'unanimità il comunicato redatto ai sensi dell'art. 103, comma 3 e 3-bis del TUF, e dell'art. 39 del Regolamento Consob 11971/1999 (il "Comunicato dell'Emittente"). Il Consiglio di Amministrazione, a seguito di un'attenta valutazione dei termini e delle condizioni descritti nel Documento di Offerta, tenuto conto altresì dei diversi elementi evidenziati più compiutamente nel Comunicato dell'Emittente medesimo, ha ritenuto l'OPS non conveniente e il corrispettivo offerto non congruo.
A seguito dello stacco della cedola relativa al dividendo UniCredit, avvenuto in data 22 aprile 2025, e della cedola relativa al dividendo Banco BPM, avvenuto in data 19 maggio 205, il rapporto di cambio del corrispettivo dell'OPS

veniva automaticamente adeguato – secondo quanto previsto dal Documento di Offerta – ad un concambio di n. 0,166 azioni UniCredit di nuova emissione per ogni azione di Banco BPM portata in adesione all'OPS.
Con delibera n. 23562/2025 del 21 maggio 2025, Consob – ai sensi degli artt. 102 e 106, comma 4 del TUF – ha sospeso l'OPS per un periodo di 30 giorni di calendario a partire dal 22 maggio 2025, con ripresa del periodo di adesione all'OPS in data 23 giugno e relativa chiusura posticipato al 23 luglio 2025.
Successivamente, in data 23 maggio 2025, il Consiglio di Amministrazione di UniCredit ha deliberato di rinunciare alla Condizione OPA Anima e alla Condizione Misure Difensive, quest'ultima con riferimento alle sole misure difensive autorizzate dalla predetta Assemblea degli azionisti della Banca del 28 febbraio 2025.
In data 3 luglio 2025, UniCredit ha pubblicato i supplementi al Documento di Offerta e alla Documentazione sull'Offerta.
In data 12 luglio 2025, il TAR Lazio, con sentenza n. 13748/2025 si è pronunciato sul ricorso presentato da UniCredit relativamente al Provvedimento Golden Power, confermando la sostanziale legittimità delle prescrizioni contenute nel predetto Provvedimento, ossia (i) non ridurre il rapporto impieghi/depositi praticato da Banco BPM e UniCredit in Italia, con l'obiettivo di incrementare gli impieghi verso famiglie e PMI nazionali, (ii) non ridurre il livello del portafoglio attuale di project finance di Banco BPM e UniCredit in Italia, (iii) non ridurre il peso attuale degli investimenti di Anima in titoli di emittenti italiani e supportare lo sviluppo della Società, (iv) cessare tutte le attività in Russia (raccolta, impieghi, collocamento fondi prestiti transfrontalieri). Come reso noto dalla Banca al mercato in pari data, infatti, la sentenza è intervenuta esclusivamente in merito al profilo temporale della prescrizione sul rapporto impieghi/depositi e ha richiesto che venga fissato un orizzonte temporale rispetto alla prescrizione relativa al mantenimento del livello di portafoglio di project finance, confermando integralmente le prescrizioni relative al peso degli investimenti di Anima e alla cessazione di tutte le attività in Russia.
Successivamente, in data 14 luglio 2025, la Commissione Europea ha inviato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri una nota con cui ha espresso una valutazione preliminare sulla contrarietà del Decreto Golden Power e delle prescrizioni ivi contenute rispetto all'articolo 21 del Regolamento CE/139/2004, e ai principi dell'ordinamento comunitario, concedendo al Governo italiano un termine di 20 giorni lavorativi, in scadenza l'11 agosto 2025, per presentare le proprie osservazioni in merito.
In considerazione di tutto quanto precede, con delibera n. 23640/2025 del 22 luglio 2025, Consob ha nuovamente sospeso l'OPS – ai sensi degli artt. 102 e 106, comma 4 del TUF – per un periodo di ulteriori 30 giorni di calendario. Nondimeno, tramite apposito comunicato stampa diffuso in pari data, UniCredit ha comunicato al mercato il ritiro dell'OPS, in quanto "la condizione relativa all'autorizzazione Golden Power non è soddisfatta".
Operazioni di provvista e di capitale
Nel mese di gennaio 2025 Banco BPM ha concluso una emissione di titoli Social Senior Preferred riservata a investitori istituzionali per un ammontare pari a 500 milioni, cedola fissa del 3,375% e scadenza 5 anni.
Si tratta del primo Social Bond italiano del 2025 emesso nell'ambito del Green, Social and Sustainability Bonds Framework che incrementa il totale delle emissioni ESG di Banco BPM a 6,25 miliardi. I proventi sono destinati al rifinanziamento di Eligible Social Loans; in particolare, la raccolta è finalizzata al rifinanziamento di prestiti erogati a PMI italiane, localizzate in aree economicamente svantaggiate.
Il Framework si integra nella strategia ESG di Banco BPM e rappresenta la concreta realizzazione degli obiettivi di sostenibilità ambientale e sociale che sempre più indirizzano e caratterizzano le diverse aree di business della Banca.
Nel mese di febbraio 2025, Banco BPM ha concluso una emissione di Social Covered Bond, destinata a investitori istituzionali, per un ammontare di 750 milioni, cedola fissa del 2,625% e scadenza 4,5 anni a valere sul proprio programma di Obbligazioni Bancarie Garantite da 10 miliardi.
I proventi di tale emissione sono destinati al rifinanziamento di Eligible Social Loans, come definiti nel Green, Social and Sustainability Bonds Framework della Banca. In particolare, la raccolta è principalmente finalizzata al rifinanziamento di mutui residenziali erogati a persone svantaggiate, con una garanzia statale maggiore o uguale all'80%.
Inoltre, nel mese di maggio 2025, Banco BPM ha concluso una nuova emissione di uno strumento di capitale Additional Tier 1 con durata perpetua e richiamabile "callable" a partire dal quinto anno, per un ammontare pari a 400 milioni. Il titolo, destinato a investitori istituzionali, è stato emesso alla pari con cedola fissa al 6,25% fino a novembre 2030; il pagamento della cedola è totalmente discrezionale e soggetto a talune limitazioni.
Il titolo prevede inoltre la riduzione a titolo temporaneo del valore nominale qualora il coefficiente CET1 a livello consolidato o individuale scendesse al di sotto del 5,125%.

Infine, in data 24 giugno 2025, si è conclusa una nuova emissione subordinata Tier 2, destinata a investitori istituzionali, per un ammontare pari a 500 milioni, cedola fissa del 4% fino a gennaio 2031, scadenza 10,5 anni e possibilità di rimborso anticipato a gennaio 2031.
Il titolo è emesso a valere sul Programma Euro Medium Term Notes di Banco BPM.
Attività ispettive e procedimenti delle Autorità di Vigilanza
Nel corso del normale svolgimento della propria attività, il Gruppo è oggetto di accertamenti ispettivi promossi dalle Autorità di Vigilanza. In particolare, nell'ambito del sistema europeo di vigilanza bancaria (Single Supervisory Mechanism), il Gruppo è soggetto alla vigilanza prudenziale e, a seguito del riconoscimento dello status di conglomerato finanziario, alla vigilanza supplementare della Banca Centrale Europea (BCE); con riferimento a specifiche tematiche, l'attività di vigilanza è di competenza diretta della Banca d'Italia e di Consob e, per quanto riguarda le compagnie assicurative del Gruppo, dell'Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (IVASS).
L'attività di vigilanza comporta lo svolgimento di ordinarie e ricorrenti verifiche ispettive (on site/off site inspection) cui si affiancano attività di verifica a distanza, condotte attraverso scambi informativi strutturati e continuativi piuttosto che attraverso richieste specifiche di documentazione e approfondimenti tematici.
Le attività ispettive sono, per la maggior parte, già concluse con il rilascio delle cosiddette Final follow-up letter o delle Final decision, attraverso le quali BCE comunica le azioni correttive richieste in relazione agli ambiti di miglioramento rilevati. Nei casi in cui le attività ispettive abbiano interessato aspetti con potenziale impatto sulla rappresentazione patrimoniale, le osservazioni formulate, così come gli elementi informativi acquisiti durante tutto il processo, sono stati debitamente considerati, ove rilevanti, nell'ambito della valutazione delle attività/passività aziendali. Nei casi in cui le attività ispettive abbiano evidenziato ambiti di miglioramento nel contesto dei processi esaminati, il Gruppo ha predisposto specifici piani di azione correttivi.
Sono di seguito elencate le ispezioni avviate nel 2025 e le ispezioni che si sono concluse con la ricezione della decisione, contenente requisiti vincolanti, per le quali sono in corso i relativi piani di rimedio.
Banco BPM è, inoltre, in attesa di ricevere gli esiti finali da parte dell'Autorità di Vigilanza per talune ispezioni concluse nel 2024 (in particolare, l'ispezione relativa alla valutazione della gestione del rischio di credito e di controparte, con riferimento al portafoglio Retail).
Verifiche da parte della BCE:
- in materia di internal governance e risk management in relazione a Bancassurance, l'ispezione iniziata il 17 febbraio e condotta on site, si è conclusa il 14 maggio 2025;
- in materia di gestione del rischio climatico e ambientale, l'ispezione iniziata il 4 dicembre 2023 e condotta on site, si è conclusa il 15 marzo 2024. In data 16 maggio 2025 la Banca ha ricevuto la decisione che impone 3 requisiti vincolanti per i quali gli interventi correttivi sono in corso;
- in materia di liquidity and funding risk, l'ispezione, iniziata il 15 aprile 2024 e condotta on site, si è conclusa il 28 giugno 2024; in data 12 febbraio 2025 la Banca ha ricevuto la Final Follow up Letter che contiene esclusivamente raccomandazioni non vincolanti per conformarsi alle aspettative dell'Autorità di Vigilanza; gli interventi correttivi sono in corso;
- in relazione alla richiesta della Banca avente ad oggetto l'estensione del modello interno ai fini del calcolo dei requisiti prudenziali del rischio di credito alle classi di esposizione Specialized Lending e l'utilizzo dell'approccio slotting criteria, in data 17 maggio 2024, la Banca ha ricevuto la decisione nella quale sono contenuti 3 requisiti vincolanti per i quali gli interventi correttivi sono in corso;
- per la valutazione della gestione del rischio di sicurezza informatica (Cybersecurity), in data 2 agosto 2024, la Banca ha ricevuto la decisione nella quale sono contenuti 5 requisiti vincolanti per i quali sono in corso di predisposizione i relativi interventi correttivi;
- in materia di rischio di credito e controparte, indagine sui modelli interni utilizzati per il calcolo dei requisiti di capitale in materia di rischio di credito per le seguenti classi di esposizione: Corporate – Other, Corporate – SME, Retail - Other non-SME, Retail - Other SME, Retail - Qualifying revolving, Retail - Secured by real estate non-SME, Retail - Secured by real estate SME. In data 15 dicembre 2023 la Banca ha ricevuto la decisione contenente 19 obbligazioni per le quali gli interventi correttivi sono in corso;
- in tema rischio di credito e di controparte per la revisione della qualità degli attivi, con riferimento al portafoglio Commercial Real Estate ("CRE"), e la valutazione delle procedure di gestione del rischio di credito e dei sistemi di controllo e di governance ("Credit and counterparty risk – Credit Quality Review of CRE portfolio and assess selected credit risk processes"), in data 21 aprile 2023, la Banca ha ricevuto la

decisione che contiene requisiti vincolanti e raccomandazioni di natura qualitativa. Alla data del 30 giugno 2025 tutti gli interventi correttivi sono stati completati;
• in materia di rischio di credito e di controparte, con riferimento al portafoglio Retail – Residential Real Estate (RRE): ispezione avente ad oggetto la valutazione della conformità normativa del framework per l'implementazione del principio contabile IFRS 9. L'ispezione, iniziata il 30 settembre 2024 e condotta on site, si è conclusa il 13 dicembre 2024. In data 26 marzo 2025, la Banca ha ricevuto il rapporto finale che non rileva carenze significative, mostrando talune aree di miglioramento (relative a forbearance, gestione delle garanzie e modelli per il calcolo della svalutazione forfettaria sui crediti non performing).
Infine, ancorché non abbia previsto requisiti vincolanti per la Banca, con riferimento al portafoglio SME Retail si segnala l'ispezione in tema di rischio di credito e di controparte per la valutazione della conformità normativa del framework per l'implementazione del principio contabile IFRS 9 e l'esame delle modalità di gestione del rischio di credito (politiche, metodologie, procedure e governance) con riferimento a portafogli di attività specificamente individuati e assoggettati a revisione qualitativa (Credit Quality Review). In data 27 maggio 2024, la Banca ha ricevuto la Final Follow up Letter, contenente raccomandazioni per le quali, alla data del 30 giugno 2025, tutti gli interventi correttivi sono stati completati.
Verifiche da parte della Banca d'Italia:
- in materia di analisi del processo di collaborazione attiva per i finanziamenti assistiti da garanzia pubblica: l'ispezione, condotta on site, è iniziata il 26 maggio 2025 ed è tuttora in corso;
- in materia di verifiche dei dispositivi automatici per il ricircolo del contante: l'ispezione, condotta on site dal 13 al 23 maggio 2025, ha riguardato 11 agenzie della Direzione Territoriale centro-sud;
- in ambito antiriciclaggio, in materia di monitoraggio transazionale: Banco BPM, in data 13 marzo 2025, ha ricevuto l'esito dell'accertamento ispettivo che ha individuato un unico rilievo di tipo gestionale. Il piano di interventi correttivi è in corso;
- nell'ambito del credito al consumo e del credito immobiliare ai consumatori: verifica dell'adeguatezza degli assetti organizzativi e di controllo, delle policy e delle procedure in tema di concessione dei prestiti, per la tutela del consumatore in difficoltà e la prevenzione del rischio da sovra-indebitamento. L'ispezione, condotta on site, è iniziata in data 21 novembre 2023 e si è chiusa il 2 febbraio 2024. Banco BPM, in data 16 aprile 2024, ha ricevuto l'esito dell'accertamento ispettivo che ha individuato elementi di miglioramento in termini di procedure e di prassi, in particolare nella gestione della fase precontrattuale. Il piano di interventi correttivi è in corso.

RISULTATI
Premessa
Gli schemi di stato patrimoniale e di conto economico nel seguito esposti sono rappresentati in forma riclassificata, secondo criteri gestionali, al fine di fornire in modo tempestivo indicazioni sull'andamento generale del Gruppo fondate su dati economico-finanziari aggregati di rapida e facile comprensione.
Detti prospetti sono stati costruiti a partire dagli schemi di bilancio previsti dalla Circolare di Banca d'Italia n. 262/2005 e successivi aggiornamenti, seguendo i medesimi criteri di aggregazione e di classificazione applicati in sede di predisposizione del bilancio consolidato al 31 dicembre 2024, salvo quanto di seguito illustrato.
Al riguardo si precisa che, con riferimento al prospetto di conto economico riclassificato a partire dal 30 giugno 2025 le componenti reddituali costituenti la remunerazione dell'attività di strutturazione e di copertura dei rischi dei certificates, nonché quelle relative alla remunerazione dell'attività di vendita alle imprese retail e corporate di contratti derivati di copertura, precedentemente esposte nella voce "Risultato netto finanziario", sono incluse nella voce "Commissioni nette".
In aggiunta, gli impatti del riallineamento dei ricavi e dei costi infragruppo a fronte dei diversi criteri di rilevazione adottati da Banco BPM (rilevazione up front delle commissioni attive di distribuzione) rispetto a quelli adottati dalle compagnie di assicurazione del Gruppo (rilevazione ripartita nel tempo delle commissioni passive di distribuzione), precedentemente esposti nella voce "Risultato dell'attività assicurativa", sono rilevati a rettifica della voce "Commissioni nette".
Si precisa altresì che, per garantire un confronto su basi omogenee, i dati relativi alle principali voci del conto economico riclassificato al 30 giugno 2025 oggetto di commento nella presente sezione "Risultati" sono presentati anche nella formulazione "a perimetro costante", escludendo cioè il contributo derivante dal consolidamento integrale del Gruppo Anima a partire dal secondo trimestre 2025. I dati a "perimetro costante" includono la contribuzione derivante dalla valutazione con il metodo del patrimonio netto della partecipazione in Anima Holding detenuta prima dell'acquisto del controllo ed escludono i costi straordinari sostenuti nel secondo trimestre per l'operazione di acquisto di Anima Holding e per le azioni a tutela degli interessi degli azionisti a fronte dell'OPS promossa da UniCredit.

Prospetti contabili riclassificati
Stato patrimoniale consolidato riclassificato
| (migliaia di euro) | 30/06/2025 | 31/12/2024 | Variazioni | |
|---|---|---|---|---|
| Cassa e disponibilità liquide | 11.732.925 | 12.124.840 | (391.915) | (3,2%) |
| Finanziamenti valutati al costo ammortizzato | 104.621.445 | 103.089.541 | 1.531.904 | 1,5% |
| - Finanziamenti verso banche | 4.187.063 | 3.362.267 | 824.796 | 24,5% |
| - Finanziamenti verso clientela | 100.434.382 | 99.727.274 | 707.108 | 0,7% |
| Altre attività finanziarie | 61.465.361 | 51.301.101 | 10.164.260 | 19,8% |
| - al fair value con impatto a conto economico | 13.680.993 | 9.318.563 | 4.362.430 | 46,8% |
| - al fair value con impatto sulla redditività complessiva | 15.696.904 | 13.279.954 | 2.416.950 | 18,2% |
| - al costo ammortizzato | 32.087.464 | 28.702.584 | 3.384.880 | 11,8% |
| Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione | 17.504.808 | 16.689.586 | 815.222 | 4,9% |
| Partecipazioni | 1.394.891 | 1.708.439 | (313.548) | (18,4%) |
| Attività materiali | 2.506.715 | 2.513.905 | (7.190) | (0,3%) |
| Attività immateriali | 3.187.324 | 1.256.612 | 1.930.712 | 153,6% |
| Attività fiscali | 3.049.511 | 3.372.636 | (323.125) | (9,6%) |
| Attività non correnti e gruppi di attività in dismissione | 196.649 | 444.525 | (247.876) | (55,8%) |
| Altre voci dell'attivo | 5.288.637 | 5.707.902 | (419.265) | (7,3%) |
| Totale attività | 210.948.266 | 198.209.087 | 12.739.179 | 6,4% |
| Raccolta diretta bancaria | 129.416.105 | 126.149.114 | 3.266.991 | 2,6% |
| - debiti verso clientela | 105.037.756 | 102.757.399 | 2.280.357 | 2,2% |
| - titoli e altre passività finanziarie | 24.378.349 | 23.391.715 | 986.634 | 4,2% |
| Raccolta diretta assicurativa e passività assicurative | 17.010.335 | 16.214.811 | 795.524 | 4,9% |
| - passività finanziarie valutate al fair value delle imprese | ||||
| di assicurazione | 3.715.679 | 3.331.610 | 384.069 | 11,5% |
| - passività assicurative | 13.294.656 | 12.883.201 | 411.455 | 3,2% |
| Debiti verso banche | 6.318.623 | 6.332.722 | (14.099) | (0,2%) |
| Debiti per leasing | 663.878 | 646.208 | 17.670 | 2,7% |
| Altre passività finanziarie valutate al fair value | 33.854.331 | 28.703.792 | 5.150.539 | 17,9% |
| Altre passività finanziarie delle imprese di assicurazione | 77.023 | 56.103 | 20.920 | 37,3% |
| Fondi del passivo | 849.435 | 988.625 | (139.190) | (14,1%) |
| Passività fiscali | 577.086 | 471.782 | 105.304 | 22,3% |
| Passività associate ad attività in via di dismissione | - | 1.215 | (1.215) | n.s. |
| Altre voci del passivo | 6.865.701 | 4.040.703 | 2.824.998 | 69,9% |
| Totale passività | 195.632.517 | 183.605.075 | 12.027.442 | 6,6% |
| Patrimonio di pertinenza di terzi | 57.641 | 69 | 57.572 | n.s. |
| Patrimonio netto del Gruppo | 15.258.108 | 14.603.943 | 654.165 | 4,5% |
| Patrimonio netto consolidato | 15.315.749 | 14.604.012 | 711.737 | 4,9% |
| Totale passività e patrimonio netto | 210.948.266 | 198.209.087 | 12.739.179 | 6,4% |

Conto economico consolidato riclassificato
| (migliaia di euro) | I sem. 2025 | I sem. 2024 (*) | Variazioni |
|---|---|---|---|
| Margine di interesse | 1.602.082 | 1.722.786 | (7,0%) |
| Risultato delle partecipazioni valutate a patrimonio netto | 63.370 | 74.914 | (15,4%) |
| Margine finanziario | 1.665.452 | 1.797.700 | (7,4%) |
| Commissioni nette | 1.205.348 | 1.045.110 | 15,3% |
| Altri proventi netti di gestione | (13.694) | 2.494 | n.s. |
| Risultato netto finanziario | 87.062 | (76.247) | n.s. |
| Risultato dell'attività assicurativa | 79.844 | 25.322 | 215,3% |
| Altri proventi operativi | 1.358.560 | 996.679 | 36,3% |
| Proventi operativi | 3.024.012 | 2.794.379 | 8,2% |
| Spese per il personale | (890.190) | (860.561) | 3,4% |
| Altre spese amministrative | (321.381) | (348.968) | (7,9%) |
| Rettifiche di valore nette su attività materiali ed immateriali | (135.799) | (129.068) | 5,2% |
| Oneri operativi | (1.347.370) | (1.338.597) | 0,7% |
| Risultato della gestione operativa | 1.676.642 | 1.455.782 | 15,2% |
| Rettifiche nette su finanziamenti verso clientela | (164.213) | (194.052) | (15,4%) |
| Risultato della valutazione al fair value delle attività materiali | (4.250) | (25.989) | (83,6%) |
| Rettifiche nette su titoli ed altre attività finanziarie | 2.280 | (3.248) | n.s. |
| Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri | 3.401 | 8.242 | (58,7%) |
| Utili (Perdite) su partecipazioni e investimenti | 1.224 | 1.023 | 19,6% |
| Risultato lordo dell'operatività corrente | 1.515.084 | 1.241.758 | 22,0% |
| Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente | (445.962) | (395.860) | 12,7% |
| Risultato netto dell'operatività corrente | 1.069.122 | 845.898 | 26,4% |
| Oneri sistemici al netto delle imposte | - | (66.636) | n.s. |
| Oneri relativi all'incentivazione all'esodo al netto delle imposte | - | (11.686) | n.s. |
| Oneri di ristrutturazione aziendale al netto delle imposte | (30.699) | - | n.s. |
| Impatto rideterminazione quota Anima al netto delle imposte | 201.831 | - | n.s. |
| Impatti Bancassurance al netto delle imposte | - | 2.466 | n.s. |
| Impatto della variazione del proprio merito creditizio sulle emissioni di | |||
| certificates (OCR) al netto delle imposte | 2.746 | (1.299) | n.s. |
| Impatto della Purchase Price Allocation (PPA) al netto delle imposte | (20.210) | (18.624) | 8,5% |
| Utile (Perdita) di pertinenza di terzi | (8.325) | 6 | n.s. |
| Utile (Perdita) del periodo di pertinenza della Capogruppo | 1.214.465 | 750.125 | 61,9% |
(*) I dati riferiti al periodo precedente sono stati rideterminati per garantire un confronto omogeneo. Per maggiori dettagli sulla comparabilità dei dati si fa rinvio alla successiva sezione "Risultati" della presente relazione.

Conto economico consolidato riclassificato - Evoluzione trimestrale
| Es. 2025 Voci del conto economico riclassificate |
Es. 2024 (*) | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| (migliaia di euro) | II trim. | I trim. (*) | IV trim. | III trim. | II trim. | I trim. | |
| Margine di interesse | 785.148 | 816.934 | 855.337 | 861.922 | 858.390 | 864.396 | |
| Risultato delle partecipazioni valutate a patrimonio netto | 23.563 | 39.807 | 45.639 | 31.136 | 44.572 | 30.342 | |
| Margine finanziario | 808.711 | 856.741 | 900.976 | 893.058 | 902.962 | 894.738 | |
| Commissioni nette | 651.359 | 553.989 | 508.297 | 501.234 | 507.337 | 537.773 | |
| Altri proventi netti di gestione | (6.221) | (7.473) | 31.309 | (10.443) | (1.347) | 3.841 | |
| Risultato netto finanziario | 40.850 | 46.212 | (34.914) | 28.579 | (64.570) | (11.677) | |
| Risultato dell'attività assicurativa | 53.522 | 26.322 | 28.593 | 62.461 | 16.175 | 9.147 | |
| Altri proventi operativi | 739.510 | 619.050 | 533.285 | 581.831 | 457.595 | 539.084 | |
| Proventi operativi | 1.548.221 1.475.791 1.434.261 | 1.474.889 1.360.557 1.433.822 | |||||
| Spese per il personale | (456.161) | (434.029) | (449.064) | (435.579) | (428.926) | (431.635) | |
| Altre spese amministrative | (176.808) | (144.573) | (143.471) | (152.342) | (176.068) | (172.900) | |
| Rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali | (69.200) | (66.599) | (68.460) | (68.187) | (64.919) | (64.149) | |
| Oneri operativi | (702.169) | (645.201) | (660.995) | (656.108) (669.913) | (668.684) | ||
| Risultato della gestione operativa | 846.052 | 830.590 | 773.266 | 818.781 | 690.644 | 765.138 | |
| Rettifiche nette su finanziamenti verso clientela | (88.694) | (75.519) | (159.613) | (107.810) | (111.598) | (82.454) | |
| Risultato della valutazione al fair value delle attività materiali | (3.419) | (831) | (14.495) | (14.143) | (12.605) | (13.384) | |
| Rettifiche nette su titoli ed altre attività finanziarie | (1.211) | 3.491 | (6.512) | 1.193 | (287) | (2.961) | |
| Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri | 1.504 | 1.897 | (14.304) | (16.130) | 13.220 | (4.978) | |
| Utili (Perdite) su partecipazioni e investimenti | 885 | 339 | (658) | 2.062 | 645 | 378 | |
| Risultato lordo dell'operatività corrente | 755.117 | 759.967 | 577.684 | 683.953 | 580.019 | 661.739 | |
| Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente | (202.868) | (243.094) | (170.759) | (222.975) | (180.425) | (215.435) | |
| Risultato netto dell'operatività corrente | 552.249 | 516.873 | 406.925 | 460.978 | 399.594 | 446.304 | |
| Oneri sistemici al netto delle imposte | - | - | (4.375) | - | 1.474 | (68.110) | |
| Oneri di ristrutturazione aziendale al netto delle imposte | (30.013) | (686) | - | - | - | - | |
| Oneri relativi all'incentivazione all'esodo al netto delle imposte | - | - | (130.182) | - | (11.686) | - | |
| Impatto rideterminazione quota Anima al netto delle imposte | 201.831 | - | - | - | - | - | |
| Impatto Monetica al netto delle imposte | - | - | - | 493.125 | - | - | |
| Impatti Bancassurance al netto delle imposte | - | - | - | - | - | 2.466 | |
| Impairment su partecipazioni | - | - | (42.446) | - | - | - | |
| Impatto della variazione del proprio merito creditizio sulle emissioni di certificates (OCR) al netto delle imposte |
1.255 | 1.491 | 1.531 | 981 | 476 | (1.775) | |
| Impatto della Purchase Price Allocation (PPA) al netto delle imposte | (13.185) | (7.025) | (6.898) | (9.376) | (9.954) | (8.670) | |
| Utile (Perdita) di pertinenza di terzi | (8.327) | 2 | 3 | 2 | 4 | 2 | |
| Utile (Perdita) dell'esercizio di pertinenza della Capogruppo | 703.810 | 510.655 | 224.558 | 945.710 | 379.908 | 370.217 |
(*) I dati riferiti ai periodi precedenti sono stati rideterminati per garantire un confronto omogeneo. Per maggiori dettagli sulla comparabilità dei dati si fa rinvio alla successiva sezione "Risultati" della presente relazione.
Nota metodologica
Di seguito si fornisce informativa sulle aggregazioni e sulle principali riclassificazioni sistematicamente effettuate rispetto agli schemi di bilancio previsti dalla Circolare n. 262/2005, in conformità a quanto richiesto dalla Consob con la comunicazione n. 6064293 del 28 luglio 2006.
Ai fini della predisposizione dello stato patrimoniale consolidato, le voci dell'attivo sono state riclassificate come segue:
• l'aggregato "Finanziamenti valutati al costo ammortizzato" è rappresentato dalla voce "40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato" con esclusione dei titoli di debito, ricompresi nelle "Altre attività finanziarie e derivati di copertura" e delle attività finanziarie al costo ammortizzato di pertinenza delle imprese di assicurazione, esposte nell'aggregato "Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione" dello stato patrimoniale riclassificato. Come in precedenza illustrato, sono inoltre esclusi i titoli senior rivenienti da operazioni di cessione di crediti deteriorati, esposti tra le "Altre attività finanziarie e derivati di copertura";
- l'aggregato "Altre attività finanziarie e derivati di copertura" si compone delle voci 20, 30 e 50, ad eccezione delle attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione, esposte nell'aggregato "Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione" dello stato patrimoniale riclassificato. Tale aggregato include inoltre l'ammontare dei titoli di debito valutati al costo ammortizzato e dei titoli senior rivenienti da operazioni di cessione di crediti deteriorati in precedenza citati;
- l'aggregato "Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione" accorpa le poste finanziarie attive riconducibili all'operatività assicurativa (voci dell'attivo: "20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico", "30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva", "40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato", "50. Derivati di copertura");
- l'aggregato "Altre voci dell'attivo" si compone delle voci residuali "60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-)" e "130. Altre attività". Sono altresì ricondotte le attività assicurative (voce 80 dell'attivo di stato patrimoniale).
Le principali voci del passivo dello stato patrimoniale sono state invece oggetto delle seguenti riclassifiche:
- l'aggregato "Raccolta diretta bancaria" si compone delle voci "10.b) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: debiti verso clientela", con esclusione dei debiti per leasing verso clientela (esposti nella voce omonima dello stato patrimoniale riclassificato) e dei debiti verso clientela di pertinenza delle imprese di assicurazione (esposti nella voce "Raccolta diretta assicurativa e passività assicurative" dello stato patrimoniale riclassificato; "10.c) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: titoli in circolazione" e "30. Passività finanziarie designate al fair value", al netto dei certificates a capitale protetto, ricompresi nell'aggregato "Altre passività finanziarie valutate al fair value" e delle passività finanziarie designate al fair value delle imprese di assicurazione, esposte nella voce "Raccolta diretta assicurativa e passività assicurative";
- l'aggregato "Raccolta diretta assicurativa e passività assicurative" comprende le passività delle compagnie assicurative per le polizze sottoscritte dalla clientela. Trattasi, in particolare, delle voci del passivo "30. Passività finanziarie designate al fair value", per le polizze unit linked, e "110. Passività assicurative", per i restanti prodotti assicurativi;
- la voce "Debiti verso banche" si riferisce alla voce "10.a) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: debiti verso banche", con esclusione dei debiti per leasing verso banche (esposti nella voce omonima dello stato patrimoniale riclassificato) e dei debiti verso banche di pertinenza delle imprese di assicurazione (esposti nella voce "Raccolta diretta assicurativa e passività assicurative" dello stato patrimoniale riclassificato);
- nella voce "Debiti per leasing" sono rilevate le passività al costo ammortizzato verso banche e clientela relative alle operazioni di leasing, come in precedenza descritto;
- l'aggregato "Altre passività finanziarie valutate al fair value" comprende le voci "20. Passività finanziarie di negoziazione", incrementata dell'importo dei certificates a capitale protetto come descritto in precedenza, e "40. Derivati di copertura";
- la voce "Altre passività finanziarie delle imprese di assicurazione" include i debiti verso banche e verso la clientela delle imprese di assicurazione, non correlati agli impegni verso gli assicurati, rilevati nella voce del passivo "10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato";
- nell'aggregato "Fondi del passivo" confluiscono le voci "90. Trattamento di fine rapporto del personale" e "100. Fondi per rischi ed oneri";
- l'aggregato "Altre voci del passivo" si compone delle voci residuali "50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-)" e "80. Altre passività";
- l'aggregato "Patrimonio netto del Gruppo" è rappresentato dalle voci "120. Riserve da valutazione", "140. Strumenti di capitale", "150. Riserve", "155. Acconti su dividendi", "170. Capitale", "180. Azioni proprie (-)" e "200. Utile/Perdita d'esercizio".
Per quanto concerne infine il conto economico riclassificato, sono state effettuate le seguenti principali riclassifiche:
- la quota di pertinenza dei risultati economici delle partecipate valutate a patrimonio netto (compresi nella voce 250) è stata esposta in una specifica voce che costituisce, unitamente al "Margine di interesse", l'aggregato definito "Margine finanziario";
- la voce "Risultato dell'attività assicurativa" include le voci specificatamente riconducibili al business assicurativo rappresentate dal risultato dei servizi assicurativi (voce 160) e dal saldo dei proventi e degli oneri della gestione assicurativa (voce 170), che include la variazione netta delle riserve tecniche, i sinistri di competenza, nonché gli altri proventi ed oneri della gestione assicurativa. In aggiunta, in tale aggregato sono ricondotte le componenti economiche (interessi, dividendi, utili/perdite realizzate, plus/minus da

valutazione) relative ai portafogli delle attività e delle passività finanziarie detenuti delle compagnie assicurative ("10. Interessi attivi", "20. Interessi passivi", "70. Dividendi", "80. Risultato netto dell'attività di negoziazione", "90. Risultato netto dell'attività di copertura", "100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto", "110. Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico", "130. Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito"). Si evidenzia, inoltre, che nel conto economico riclassificato le commissioni di collocamento riconosciute dalle compagnie assicurative alla rete bancaria distributiva di Banco BPM, anche se oggetto di consolidamento con il metodo integrale, sono esposte a saldi aperti. Nella voce "Commissioni nette" figurano pertanto le commissioni attive ricevute dalla rete distributiva, mentre nella voce "Risultato dell'attività assicurativa" sono ricondotte le commissioni passive pagate dalle compagnie. Tale modalità espositiva è finalizzata a consentire una rappresentazione dei contributi forniti alla generazione del risultato economico da parte dei diversi settori operativi, in coerenza con quanto richiesto dal principio contabile IFRS 8;
- i dividendi su azioni classificate tra le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico e sulla redditività complessiva (inclusi nella voce 70) sono stati ricondotti nell'ambito del "Risultato netto finanziario";
- il risultato economico correlato all'emissione delle passività di negoziazione rappresentate dai certificates di Gruppo, che nello schema di conto economico redatto in base alla Circolare n. 262 è esposto nella voce "80. Risultato netto dell'attività di negoziazione", è stato parzialmente ricondotto nella voce di conto economico riclassificato delle "Commissioni nette". In maggiore dettaglio, nelle commissioni nette figura, secondo un'ottica gestionale, la quota parte della redditività del prodotto che remunera l'attività di collocamento svolta dal Gruppo. Inoltre, le commissioni passive relative all'attività di collocamento svolta da reti terze sono ricondotte nell'ambito del risultato dell'attività di negoziazione;
- i recuperi di imposte e tasse e di altre spese (compresi nella voce 230) sono stati portati a diretta riduzione delle altre spese amministrative, dove risulta contabilizzato il relativo costo, anziché essere indicati nell'aggregato riclassificato degli "Altri proventi netti di gestione";
- gli utili e perdite da cessione di crediti, non rappresentati da titoli di debito (inclusi nella voce 100) e gli utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni (iscritti nella voce 140), sono stati accorpati, insieme alle rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento di crediti, nella voce "Rettifiche nette su finanziamenti verso clientela";
- gli oneri ordinari e straordinari introdotti a carico delle banche in forza dei meccanismi di risoluzione unico e nazionale (FRU e FRN) e del meccanismo di tutela dei depositi (DGS) e del Fondo di Garanzia del settore assicurativo Vita sono stati esposti, al netto del relativo effetto fiscale, in una voce separata denominata "Oneri sistemici al netto delle imposte", anziché essere evidenziati nelle voci "Altre spese amministrative" e "Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente";
- gli oneri connessi al Piano di incentivazione all'esodo attivato dalla Capogruppo, rilevati nella voce "Spese per il personale", sono ricondotti, al netto dei relativi effetti fiscali, in una voce separata del conto economico riclassificato denominata "Oneri relativi all'incentivazione all'esodo al netto delle imposte";
- gli oneri correlati al processo di riorganizzazione delle compagnie assicurative del Gruppo, originariamente rilevati tra le "Altre spese amministrative", sono ricondotti, al netto dei relativi effetti fiscali, in una voce separata del conto economico riclassificato denominata "Oneri di ristrutturazione aziendale al netto delle imposte";
- gli effetti contabili riconducibili alle operazioni finalizzate alla riorganizzazione del comparto dei sistemi di pagamento sono esposti, al netto del relativo effetto fiscale, in una voce separata del conto economico riclassificato denominata "Impatto Monetica al netto delle imposte", anziché essere evidenziati nelle voci "Utili/Perdite delle partecipazioni" e "Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente";
- gli impatti economici complessivi correlati al riassetto dell'attività di bancassurance sono esposti in una voce ad hoc denominata "Impatti bancassurance al netto delle imposte", comprensiva dei relativi effetti fiscali;
- l'impatto derivante dall'impairment test condotto sulle partecipazioni in imprese collegate è esposto nella voce ad hoc denominata "Impairment su partecipazioni";
- l'effetto economico relativo alla variazione del proprio merito creditizio correlato alle emissioni dei certificates classificati nel portafoglio delle "Passività finanziarie di negoziazione" viene esposto nella voce ad hoc "Impatto della variazione del proprio merito creditizio sulle emissioni di certificates (OCR) al netto delle imposte". Tale scelta deriva dalla necessità di isolare gli effetti economici conseguenti alla volatilità del suddetto merito creditizio in quanto, in ottica gestionale, non sono ritenuti espressivi di un'effettiva redditività del Gruppo;
- gli oneri operativi "una tantum" sostenuti per la realizzazione di operazioni di carattere straordinario che hanno impatto sulla struttura del Gruppo (es. acquisizione del controllo del Gruppo Anima tramite OPA) o

che si inseriscono nelle progettualità avviate a seguito di acquisizioni aziendali perfezionate nei precedenti esercizi (Vera Vita), così come gli oneri sostenuti a tutela degli interessi dei propri azionisti relativi all'OPS UniCredit risultano esposti, al netto del relativo effetto fiscale, in una voce separata del conto economico riclassificato denominata "Oneri di ristrutturazione aziendale al netto delle imposte";
• gli impatti derivanti dalle Purchase Price Allocation effettuate a seguito delle operazioni di aggregazione sono stati raggruppati in un'unica voce separata del conto economico riclassificato denominata "Impatto della Purchase Price Allocation (PPA) al netto delle imposte". Tale voce raggruppa gli impatti che nello schema di bilancio del conto economico sono registrati negli interessi attivi (reversal effect della valutazione al fair value di crediti), negli ammortamenti di attività immateriali rilevati nella voce 220 (ammortamenti delle cosiddette "client relationship" e del cosiddetto "value of business acquired"), nel saldo dei ricavi e costi di natura finanziaria relativi alla gestione assicurativa e nella voce "Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente".
Negli allegati al bilancio consolidato semestrale abbreviato vengono forniti i prospetti di raccordo tra gli schemi contabili riclassificati e quelli predisposti in base alla Circolare n. 262.
In aggiunta all'informativa finanziaria predisposta sulla base dei principi contabili internazionali IAS/IFRS, la presente relazione contiene alcuni indicatori alternativi di performance (IAP) individuati al fine di facilitare la comprensione dell'andamento economico e finanziario della gestione del Gruppo Banco BPM.
I suddetti indicatori si basano sulle linee guida dell'European Securities and Markets Authority (ESMA) del 5 ottobre 2015 (ESMA/2015/1415), incorporate nella Comunicazione Consob n. 0092543 del 3 dicembre 2015.
- In particolare, si precisa che gli indicatori alternativi di performance:
- si basano esclusivamente su dati storici e non sono indicativi di performance future;
- non sono determinati in base ai principi contabili IFRS e non sono soggetti a revisione contabile;
- sono calcolati sulla base dei prospetti contabili riclassificati, se non diversamente specificato, e devono essere letti congiuntamente alle informazioni finanziarie del Gruppo contenute nella presente relazione;
- poiché non tutte le società calcolano gli IAP in modo omogeneo, gli indicatori utilizzati da Banco BPM potrebbero non essere coerenti con parametri simili utilizzati da altre società;
- sono calcolati in modo coerente e omogeneo per i periodi cui si riferiscono le informazioni finanziarie della presente relazione.
Nel seguito si fornisce un elenco dei principali IAP contenuti nella presente relazione, con indicazione della metodologia di calcolo:
- ricavi "core": aggregato composto da margine d'interesse, risultato delle partecipazioni valutate a patrimonio netto, commissioni nette e risultato dell'attività assicurativa;
- raccolta diretta bancaria: comprende la provvista da clientela rappresentata da depositi e conti correnti a vista e vincolati, titoli obbligazionari emessi, certificati di deposito e altri titoli, debiti e certificates a capitale protetto riferiti all'attività bancaria del Gruppo. Non è invece inclusa la raccolta relativa alle imprese di assicurazione;
- raccolta diretta "core": provvista da clientela riferita ai soli conti correnti e depositi;
- raccolta diretta assicurativa e passività assicurative: include le forme di provvista classificate tra le passività assicurative e le passività finanziarie relative alle imprese di assicurazione;
- raccolta indiretta: dato gestionale che rappresenta le risorse finanziare della clientela affidate alla banca in gestione (risparmio gestito) o in amministrazione (risparmio amministrato), al netto della raccolta sottostante i certificates a capitale protetto, inclusi nella raccolta diretta;
- impieghi performing "core": aggregato composto da mutui e altri finanziamenti, conti correnti, carte di credito e prestiti personali;
- esposizioni nette deteriorate: aggregato che include sofferenze, inadempienze probabili ed esposizioni scadute e/o sconfinate;
- NPE ratio lordo: ratio ottenuto dal rapporto tra le esposizioni deteriorate lorde e quelle totali lorde riferite all'aggregato patrimoniale dei "Finanziamenti valutati al costo ammortizzato verso clientela";
- NPE ratio netto: ratio ottenuto dal rapporto tra le esposizioni deteriorate nette e quelle totali nette riferite all'aggregato patrimoniale dei "Finanziamenti valutati al costo ammortizzato verso clientela";
- costo del credito o costo del rischio: calcolato come rapporto tra le rettifiche di valore nette su crediti verso la clientela dell'esercizio (dato annualizzato) ed il totale delle esposizioni per cassa verso la clientela valutate al costo ammortizzato al netto delle rettifiche di valore;

- indice di copertura dei crediti deteriorati: calcolato come rapporto tra l'ammontare delle rettifiche di valore su crediti deteriorati e l'importo dei crediti deteriorati lordi per cassa verso la clientela valutati al costo ammortizzato;
- indice di copertura delle sofferenze: calcolato come rapporto tra l'ammontare delle rettifiche di valore su sofferenze e l'importo delle sofferenze lorde;
- indice di copertura delle inadempienze probabili: calcolato come rapporto tra l'ammontare delle rettifiche di valore su inadempienze probabili e l'importo delle inadempienze probabili lorde;
- indice di copertura delle esposizioni scadute: calcolato come rapporto tra l'ammontare delle rettifiche di valore su esposizioni scadute e l'importo delle esposizioni scadute lorde;
- indice di copertura delle esposizioni in bonis: calcolato come rapporto tra l'ammontare delle rettifiche di valore sul totale delle esposizioni in bonis e l'importo delle esposizioni totali lorde in bonis;
- sofferenze nette/crediti verso clientela (netti): calcolato come rapporto tra l'ammontare delle sofferenze nette sul totale delle esposizioni totali nette riferite all'aggregato patrimoniale dei "Finanziamenti valutati al costo ammortizzato verso clientela";
- inadempienze probabili nette/crediti verso clientela (netti): calcolato come rapporto tra l'ammontare delle inadempienze probabili nette sul totale delle esposizioni totali nette riferite all'aggregato patrimoniale dei "Finanziamenti valutati al costo ammortizzato verso clientela";
- sofferenze nette/patrimonio netto: calcolato come rapporto tra l'ammontare delle sofferenze nette sul patrimonio netto;
- Texas ratio: calcolato come rapporto tra il valore netto dei crediti deteriorati e il patrimonio netto tangibile del Gruppo (al netto dei relativi effetti fiscali);
- patrimonio netto tangibile: differenza tra l'ammontare del patrimonio netto di pertinenza del Gruppo e l'importo delle attività immateriali (al netto dei relativi effetti fiscali differiti);
- attività finanziarie e derivati di copertura/totale attivo: calcolato come rapporto tra l'aggregato delle "Altre attività finanziarie" desumibile dallo stato patrimoniale riclassificato e il totale attivo;
- derivati attivi/totale attivo: calcolato come rapporto tra l'aggregato dei derivati di negoziazione e di copertura esposti nell'attivo stato patrimoniale e il totale attivo;
- derivati di negoziazione attivi/totale attivo: calcolato come rapporto tra l'ammontare dei derivati di negoziazione esposto nella voce di bilancio 20 a) dell'attivo di stato patrimoniale "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico - detenute per la negoziazione" e il totale attivo;
- derivati di copertura attivi/totale attivo: calcolato come rapporto tra l'ammontare dei derivati di copertura esposto nella voce di bilancio 50 dell'attivo di stato patrimoniale "Derivati di copertura" e il totale attivo;
- derivati di negoziazione netti/totale attivo: calcolato come rapporto tra l'aggregato dei derivati di negoziazione netti (corrispondente allo sbilancio, in valore assoluto, tra i derivati compresi nella voce di bilancio 20 a) dell'attivo "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico - detenute per la negoziazione" e 20 del passivo "Passività finanziarie di negoziazione") ed il totale attivo;
- loan to deposit ratio (impieghi netti/raccolta diretta): calcolato come rapporto tra i "Finanziamenti valutati al costo ammortizzato verso clientela" e l'aggregato della raccolta diretta bancaria;
- cost/income ratio: calcolato come rapporto tra le oneri operativi e proventi operativi risultanti dallo schema del conto economico riclassificato;
- margine finanziario/proventi operativi: calcolato come rapporto tra gli aggregati del margine finanziario e dei proventi operativi desumibili dal conto economico riclassificato;
- commissioni nette/proventi operativi: calcolato come rapporto tra gli aggregati delle commissioni nette e dei proventi operativi desumibili dal conto economico riclassificato;
- crediti a clientela (netti) per dipendente: calcolato come rapporto tra i "Finanziamenti valutati al costo ammortizzato verso clientela" e il numero medio dei dipendenti;
- proventi operativi per dipendente: calcolato come rapporto tra i proventi operativi (dato annualizzato) e il numero medio dei dipendenti;
- oneri operativi per dipendente: calcolato come rapporto tra gli oneri operativi (dato annualizzato) e il numero medio dei dipendenti;
- risultato adjusted: risultato al netto delle componenti non ricorrenti descritte nel successivo paragrafo.
Gli indici regolamentari di patrimonializzazione e di liquidità contenuti nella presente relazione sono calcolati applicando le specifiche disposizioni normative e regolamentari.

Componenti non ricorrenti del conto economico consolidato riclassificato
Con la Comunicazione n. DEM/6064293 del 28 luglio 2006 la Consob ha invitato le società emittenti strumenti finanziari quotati in mercati regolamentati italiani a fornire informazioni sull'incidenza degli eventi od operazioni il cui accadimento risulta non ricorrente.
Si precisa che il criterio di massima adottato dal Gruppo prevede che siano classificati come non ricorrenti:
- i risultati delle operazioni di cessione di tutte le attività immobilizzate (partecipazioni, immobilizzazioni materiali ad esclusione delle attività finanziarie rientranti nel portafoglio Hold to Collect ("HtC") alienabili nel rispetto delle soglie di significatività e frequenza previste dal principio contabile IFRS 9);
- gli utili e le perdite delle attività non correnti in via di dismissione;
- le rettifiche/riprese di valore su crediti (sia valutative che le perdite effettive) che traggono origine da un cambio della NPE Strategy deliberato nel corso dell'esercizio dal Consiglio di Amministrazione consistente in una modifica degli obiettivi e/o della tipologia dei crediti oggetto di cessione rispetto a quelli in precedenza previsti;
- le componenti economiche di importo significativo connesse ad operazioni di efficientamento, ristrutturazione, ecc. (es. oneri per il ricorso al fondo esuberi, incentivazioni all'esodo, oneri per fusione/integrazione);
- le componenti economiche di importo significativo che non sono destinate a ripetersi frequentemente (es. penali, impairment di attività materiali, avviamenti ed altre attività immateriali, addebiti/accrediti straordinari da parte dei Fondi di Risoluzione e del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, effetti connessi a cambi di normativa, risultati eccezionali);
- gli impatti economici derivanti dalla valutazione al fair value degli immobili ed altre attività materiali (opere d'arte);
- gli effetti fiscali connessi agli impatti economici di cui ai punti precedenti.
Al contrario sono solitamente considerati ricorrenti:
- gli impatti economici derivanti dalla cessione o valutazione di tutte le attività finanziarie (diverse dai crediti), ivi comprese quelle rientranti nel portafoglio HtC e delle passività finanziarie;
- fatti salvi casi eccezionali, gli impatti economici derivanti da aspetti valutativi (rettifiche di valore su crediti ed altre attività finanziarie o accantonamenti per rischi ed oneri);
- gli impatti economici derivanti da variazioni dei parametri valutativi di riferimento considerati dai modelli valutativi applicati in modo continuativo;
- gli impatti economici di importo singolarmente non significativo o non determinabile aventi natura di sopravvenienze attive e/o passive (es. costi e ricavi e/o rettifiche di costi e ricavi di competenza di altri esercizi);
- gli effetti fiscali connessi agli impatti economici di cui ai punti precedenti.
Alla luce dei criteri sopra enunciati, si segnala che nel primo semestre 2025 sono state rilevate le seguenti componenti non ricorrenti:
- nella voce "margine di interesse" è rilevato l'ammontare degli interessi riscossi a seguito della favorevole sentenza della Corte di Cassazione riguardante il contenzioso fiscale relativo alla pretesa indeducibilità dei costi connessi ai reati dell'ex Banca Popolare Italiana, pari a 35,9 milioni;
- nella voce "risultato della valutazione al fair value delle attività materiali" sono rilevate svalutazioni nette per -4,2 milioni, per tenere conto degli aggiornamenti di valore peritali;
- nella voce "accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri" è rilevato il rilascio di stanziamenti effettuati in precedenti esercizi relativi alla stima degli oneri a fronte di alcuni impegni contrattuali per +7,4 milioni;
- la voce "utili/perdite su partecipazioni ed investimenti" include l'impatto, positivo per 1,2 milioni, derivante dalla cessione di attività materiali;
- le "imposte sul reddito dell'operatività corrente" includono gli effetti fiscali delle citate componenti non ricorrenti, nonché l'impatto positivo, pari a +9,5 milioni, connesso alla cancellazione delle imposte differite conseguente alla cessione della partecipazione PMG. L'effetto complessivo sulla voce in esame è pari a - 3,4 milioni;
- nella voce "oneri di ristrutturazione aziendale al netto delle imposte" sono rilevati alcuni oneri operativi "una tantum" in quanto specificamente sostenuti per la realizzazione di operazioni di carattere straordinario che hanno impatto sulla struttura organizzativa del Gruppo (es. acquisizione del controllo di Anima Holding tramite OPA) o si inseriscono nelle progettualità finalizzate all'integrazione di aggregazioni aziendali perfezionate nei precedenti esercizi (Vera Vita). La voce comprende inoltre gli oneri non ricorrenti sostenuti

a tutela degli interessi dei propri azionisti in relazione all'OPS UniCredit. L'impatto complessivo, al netto del relativo effetto fiscale, ammonta a -30,7 milioni (-45,2 milioni lordi);
• nella voce "impatto rideterminazione quota Anima al netto delle imposte" è rilevato l'impatto positivo, derivante dalla rivalutazione al fair value della quota partecipativa detenuta in Anima Holding prima dell'acquisizione del controllo, conseguente al riallineamento del valore di bilancio al prezzo dell'OPA, pari a complessivi 201,8 milioni al netto del relativo effetto fiscale.
Nel complesso, le componenti non ricorrenti hanno avuto un impatto sul risultato netto del primo semestre 2025 positivo e pari a 208,0 milioni.
Escludendo gli impatti sopra descritti, il risultato netto (adjusted) si attesterebbe a 1.006,5 milioni.
Nel primo semestre 2024 erano invece state rilevate le seguenti componenti non ricorrenti:
- nella voce "risultato della valutazione al fair value delle attività materiali" sono rilevate rettifiche di valore nette su immobili di proprietà per -26,0 milioni per tenere conto degli aggiornamenti di valore peritali piuttosto che dei prezzi desunti da trattative di vendita in corso;
- la voce "utili/perdite su partecipazioni ed investimenti" include l'impatto, positivo per 1,0 milioni, derivante dalla cessione di attività materiali;
- le "imposte sul reddito dell'operatività corrente" includono gli impatti fiscali delle citate componenti non ricorrenti per +8,2 milioni;
- nella nuova voce del conto economico riclassificato "oneri relativi all'incentivazione al pensionamento" è rilevato l'ammontare degli oneri da sostenere a fronte del Piano di Pensionamento Incentivato attivato dalla Capogruppo pari a -11,7 milioni al netto del relativo effetto fiscale (-17,5 milioni lordi);
- nella voce "impatti Bancassurance al netto delle imposte" sono rilevati gli effetti, per complessivi +2,5 milioni, riconducibili alla revisione delle stime condotte nel bilancio 2023, conseguenti alla definizione dei prezzi delle transazioni di acquisto e di vendita correlate al riassetto dell'attività di bancassurance, al netto del relativo effetto fiscale.
Nel complesso, le componenti non ricorrenti di competenza del primo semestre 2024 erano quindi risultate negative per -26,0 milioni.
Ove ritenute significative, le informazioni sull'incidenza che eventi od operazioni non ricorrenti o che non si ripetono frequentemente nel consueto svolgimento dell'attività hanno sulla situazione patrimoniale e finanziaria, nonché sui flussi finanziari del Gruppo, sono fornite nell'ambito delle specifiche sezioni delle Note illustrative che illustrano l'evoluzione delle voci patrimoniali.
Nel seguito vengono illustrate le principali grandezze patrimoniali ed economiche al 30 giugno 2025.
Dati patrimoniali consolidati
L'attività di intermediazione creditizia
La raccolta diretta
| (migliaia di euro) | 30/06/2025 | Inc.% | 31/12/2024 | Inc.% | Var. ass. | Var. % |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Conti correnti e depositi | 101.862.226 | 78,7% 100.234.499 | 79,5% | 1.627.727 | 1,6% | |
| - conti correnti e depositi a vista | 100.517.780 | 77,7% | 98.784.887 | 78,3% | 1.732.893 | 1,8% |
| - depositi a scadenza e c/c vincolati | 1.344.446 | 1,0% | 1.449.612 | 1,1% | (105.166) | (7,3%) |
| Titoli | 24.367.126 | 18,8% | 23.391.715 | 18,5% | 975.411 | 4,2% |
| - obbligazioni e passività valutate al fair value | 24.366.181 | 18,8% | 23.390.568 | 18,5% | 975.613 | 4,2% |
| - certificati di deposito e altri titoli | 945 | 0,0% | 1.147 | 0,0% | (202) | (17,6%) |
| Pronti contro termine | 1.704.813 | 1,3% | 960.343 | 0,8% | 744.470 | 77,5% |
| Finanziamenti ed altri debiti | 1.481.940 | 1,1% | 1.562.557 | 1,2% | (80.617) | (5,2%) |
| Raccolta diretta bancaria | 129.416.105 100,0% 126.149.114 | 100,0% | 3.266.991 | 2,6% | ||
| Altra raccolta (Certificates a capitale protetto e altre passività al fair value) |
5.472.074 | 5.894.951 | (422.877) | (7,2%) | ||
| Totale raccolta diretta bancaria con certificates | 134.888.179 | 132.044.065 | 2.844.114 | 2,2% |

La raccolta diretta bancaria al 30 giugno 2025 ammonta a 134,9 miliardi, in crescita sia nel confronto con il 31 dicembre 2024 (+2,2%) sia su base annua (+3,9%).
Più in dettaglio, nel periodo si osserva una crescita di 1,6 miliardi della raccolta "core" rappresentata dai conti correnti e depositi (+1,6%) e di 1,0 miliardi (+4,3%) della componente rappresentata dai titoli obbligazionari emessi. Su base annua, si osserva un incremento di 3,9 miliardi, pari al 19,2%, dei titoli obbligazionari emessi per effetto delle nuove emissioni che hanno superato i rimborsi dei titoli giunti a scadenza; anche la raccolta "core" evidenzia una positiva dinamica, registrando un incremento di 0,7 miliardi (+0,7%).
La provvista garantita dallo stock di certificates a capitale incondizionatamente protetto e dalle altre passività al fair value al 30 giugno 2025 si attesta a 5,5 miliardi, in calo del 7,2% rispetto al dato di 5,9 miliardi del 31 dicembre 2024 e del 3,4% rispetto a 5,7 miliardi del 30 giugno 2024.
La voce raccolta diretta assicurativa e passività assicurative, che include l'aggregato costituito dalle passività finanziarie e assicurative delle imprese di assicurazione, ammonta a 17,0 miliardi e comprende l'apporto di Banco BPM Vita, Vera Vita e BBPM Life (16,2 miliardi al 31 dicembre 2024 e 15,4 miliardi al 30 giugno 2024).
La raccolta indiretta
| (migliaia di euro) | 30/06/2025 | Inc.% | 31/12/2024 | Inc.% | Var. ass. | Var. % |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Raccolta gestita: | ||||||
| - Fondi comuni e SICAV | 84.100.850 | 30,5% | 44.725.212 | 38,5% | 39.375.638 | |
| - Gestioni patrimoniali mobiliari e GPF | 33.998.771 | 12,3% | 4.852.766 | 4,2% | 29.146.005 | |
| - Polizze assicurative | 87.349.391 | 31,7% | 16.535.233 | 14,2% | 70.814.158 | |
| - Wrapping Gruppo Anima (*) | 16.479.177 | 6,0% | - | 0,0% | 16.479.177 | |
| Totale raccolta gestita | 221.928.189 | 80,6% | 66.113.211 | 56,9% 155.814.978 | 235,7% | |
| Raccolta amministrata | 57.004.161 | 54.259.136 | 2.745.025 | |||
| Wrapping Gruppo Anima (*) | 205.780 | - | 205.780 | |||
| Raccolta sottostante certificates a capitale protetto | (3.705.305) | (4.202.995) | 497.689 | |||
| Totale raccolta amministrata | 53.504.636 | 19,4% | 50.056.142 | 43,1% | 3.448.494 | 6,9% |
| Totale raccolta indiretta | 275.432.825 100,0% | 116.169.353 | 100,0% 159.263.472 | 137,1% |
(*) Il c.d. "wrapping" è rappresentato della raccolta indiretta relativa a investimenti da parte di prodotti del Gruppo Anima in altri prodotti del Gruppo Anima, rivolti sia a clientela retail che istituzionale (pari a 16,7 miliardi, di cui 16,5 miliardi a livello di raccolta gestita e 0,2 miliardi di raccolta amministrata).
La raccolta indiretta è pari a 275,4 miliardi, 119,3 miliardi senza considerare l'apporto del Gruppo Anima, in crescita, su basi omogenee, del 2,7% rispetto al 31 dicembre 2024.
La componente della raccolta gestita ammonta a 221,9 miliardi, 67,1 miliardi senza considerare l'apporto del Gruppo Anima, con una crescita rispetto al dato di 66,1 miliardi del 31 dicembre 2024 (+1,4% su basi omogenee). La raccolta amministrata si attesta a 53,5 miliardi, 52,2 miliardi senza considerare l'apporto del Gruppo Anima, con un incremento, su basi omogenee, di 2,1 miliardi (+4,3%) rispetto a fine 2024.
I crediti verso la clientela
| (migliaia di euro) | 30/06/2025 | Inc.% | 31/12/2024 | Inc.% | Var. ass. | Var. % |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Mutui | 75.937.586 | 75,6% | 76.236.985 | 76,4% | (299.399) | (0,4%) |
| Conti correnti | 7.764.418 | 7,7% | 7.865.528 | 7,9% | (101.110) | (1,3%) |
| Pronti contro termine | 4.084.421 | 4,1% | 2.997.838 | 3,0% | 1.086.583 | 36,2% |
| Leasing finanziario | 267.747 | 0,3% | 311.026 | 0,3% | (43.279) | (13,9%) |
| Carte di credito, prestiti personali e cessioni del quinto | 412.306 | 0,4% | 471.420 | 0,5% | (59.114) | (12,5%) |
| Altre operazioni | 11.967.904 | 11,9% | 11.844.477 | 11,9% | 123.427 | 1,0% |
| Totale crediti netti verso la clientela | 100.434.382 100,0% | 99.727.274 | 100,0% | 707.108 | 0,7% |
Gli impieghi netti verso la clientela ammontano al 30 giugno 2025 a 100,4 miliardi, in crescita di 0,7 miliardi rispetto al dato del 31 dicembre 2024; l'incremento si riferisce alle esposizioni performing (+0,9%), mentre le esposizioni non performing registrano una contrazione del 9,5%. Su base annua gli impieghi registrano una riduzione di 0,3 miliardi (-0,3%), derivante dalla contrazione delle esposizioni performing di 0,1 miliardi (-0,1%) e dei crediti deteriorati di 0,2 miliardi (-13,5%). Nel primo semestre, il volume di nuove erogazioni è stato pari a 15,3 miliardi1 .
1 Dato gestionale.

Si conferma la qualità del portafoglio dei crediti "core", caratterizzato da una elevata percentuale di posizioni secured per il segmento Non-Financial Corporate (52%1 ).
L'informativa relativa ai rischi diretti nei confronti di clientela residente in Russia e Ucraina o indirettamente correlata a controparti russe è riportata nella "Parte A - Altri aspetti - Impatti dei conflitti Russia-Ucraina e Medio Oriente", cui si rinvia per maggiori dettagli.
Per quanto concerne infine le misure di sostegno attuate dal Gruppo nei confronti della clientela colpita dalla crisi conseguente alla pandemia Covid-19, si rinvia alla "Parte A - Altri aspetti – Misure di sostegno Covid-19 da parte del Gruppo rappresentate da finanziamenti con garanzia pubblica".
La qualità del credito
Si precisa che le informazioni contenute nel successivo paragrafo relative alla qualità del credito si riferiscono ai finanziamenti verso clientela compresi nel portafoglio delle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato.
Finanziamenti al costo ammortizzato verso clientela
| 30/06/2025 | 31/12/2024 | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| (migliaia di euro) | Esposizione netta |
Inc.% | Esposizione netta |
Inc.% | Var. ass. | Var. % |
| Sofferenze | 419.447 | 0,4% | 491.434 | 0,5% | (71.987) | (14,6%) |
| Inadempienze probabili | 959.299 | 1,0% | 978.930 | 1,0% | (19.631) | (2,0%) |
| Esposizioni scadute deteriorate | 51.946 | 0,1% | 110.108 | 0,1% | (58.162) | (52,8%) |
| Esposizioni deteriorate | 1.430.692 | 1,4% | 1.580.472 | 1,6% | (149.780) | (9,5%) |
| Finanziamenti non deteriorati | 99.003.690 | 98,6% | 98.146.802 | 98,4% | 856.888 | 0,9% |
| Esposizioni in bonis | 99.003.690 | 98,6% | 98.146.802 | 98,4% | 856.888 | 0,9% |
| Totale crediti verso la clientela | 100.434.382 | 100,0% | 99.727.274 | 100,0% | 707.108 | 0,7% |
| 30/06/2025 | 31/12/2024 | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| (migliaia di euro) | Esposizione lorda |
Rettifiche di valore complessive |
Esposizione netta |
Copertura | Esposizione lorda |
Rettifiche di valore complessive |
Esposizione netta |
Copertura | ||
| Sofferenze | 997.764 | (578.317) | 419.447 | 58,0% | 1.160.259 | (668.825) | 491.434 | 57,6% | ||
| Inadempienze probabili | 1.534.850 | (575.551) | 959.299 | 37,5% | 1.552.028 | (573.098) | 978.930 | 36,9% | ||
| Esposizioni scadute deteriorate | 75.292 | (23.346) | 51.946 | 31,0% | 142.590 | (32.482) | 110.108 | 22,8% | ||
| Esposizioni deteriorate | 2.607.906 (1.177.214) | 1.430.692 | 45,1% | 2.854.877 | (1.274.405) | 1.580.472 | 44,6% | |||
| di cui: forborne | 849.166 | (338.871) | 510.295 | 39,9% | 971.332 | (388.807) | 582.525 | 40,0% | ||
| Esposizioni in bonis | 99.448.872 | (445.182) | 99.003.690 | 0,45% | 98.586.641 | (439.839) 98.146.802 | 0,45% | |||
| di cui: primo stadio | 90.159.785 | (85.911) | 90.073.874 | 0,1% | 89.482.716 | (85.669) | 89.397.047 | 0,1% | ||
| di cui: secondo stadio | 9.289.087 | (359.271) | 8.929.816 | 3,9% | 9.103.925 | (354.170) | 8.749.755 | 3,9% | ||
| di cui: forborne | 1.350.541 | (106.591) | 1.243.950 | 7,9% | 1.434.986 | (100.829) | 1.334.157 | 7,0% | ||
| Totale crediti verso la clientela 102.056.778 (1.622.396) 100.434.382 | 1,6% 101.441.518 | (1.714.244) 99.727.274 | 1,7% |
L'importo netto indicato corrisponde alla voce "Finanziamenti" riportato nella tabella 4.2 della Note illustrative – Parte B – Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso clientela".
Le esposizioni nette deteriorate (sofferenze, inadempienze probabili ed esposizioni scadute e/o sconfinate) ammontano al 30 giugno 2025 a 1,4 miliardi.
L'esame delle componenti dell'aggregato evidenzia la seguente dinamica:
- sofferenze nette pari a 0,4 miliardi, in flessione del 14,6% rispetto al 31 dicembre 2024 e del 30,2% su base annua;
- inadempienze probabili nette pari a 1,0 miliardi, stabili sia rispetto a inizio anno sia su base annua;
- esposizioni scadute nette pari a 52 milioni (110 milioni al 31 dicembre 2024 e 103 milioni al 30 giugno 2024).
1 Dato gestionale.

L'incidenza delle esposizioni deteriorate rispetto al totale degli impieghi al lordo delle rettifiche di valore è pari al 2,6%, in calo rispetto al 2,8% di inizio anno e al 3,3% del 30 giugno 2024. Anche al netto delle rettifiche di valore si osserva un'incidenza in calo all'1,4% rispetto all'1,6% del 31 dicembre scorso e del 30 giugno 2024.
L'indice di copertura dell'intero aggregato dei crediti deteriorati si attesta al 45,1% (44,6% al 31 dicembre 2024 e 51,2% al 30 giugno 2024).
In maggior dettaglio, al 30 giugno 2025 il grado di copertura risulta essere il seguente1 :
- sofferenze 58,0% (57,6% e 61,1% al 31 dicembre e 30 giugno 2024 rispettivamente);
- inadempienze probabili 37,5% (36,9% e 44,0% al 31 dicembre e 30 giugno 2024 rispettivamente);
- esposizioni scadute 31,0% (22,8% e 29,4% al 31 dicembre e 30 giugno 2024 rispettivamente).
L'indice di copertura delle esposizioni in bonis è pari allo 0,45%, (0,45% e 0,44% al 31 dicembre e 30 giugno 2024 rispettivamente).
Le attività finanziarie
| (migliaia di euro) | 30/06/2025 | Inc.% | 31/12/2024 | Inc.% | Var. ass. | Var. % |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Titoli di debito | 49.657.868 | 80,8% | 42.282.230 | 82,4% | 7.375.638 | 17,4% |
| Titoli di capitale | 1.951.977 | 3,2% | 2.016.383 | 3,9% | (64.406) | (3,2%) |
| Quote di O.I.C.R. | 1.302.388 | 2,1% | 1.657.907 | 3,2% | (355.519) | (21,4%) |
| Totale portafoglio titoli | 52.912.233 | 86,1% | 45.956.520 | 89,6% | 6.955.713 | 15,1% |
| Strumenti derivati di negoziazione e di copertura | 3.190.013 | 5,2% | 2.818.245 | 5,5% | 371.768 | 13,2% |
| Finanziamenti | 5.363.115 | 8,7% | 2.526.336 | 4,9% | 2.836.779 | 112,3% |
| Totale attività finanziarie | 61.465.361 100,0% | 51.301.101 100,0% 10.164.260 | 19,8% |
Le attività finanziarie del comparto bancario ammontano a 61,5 miliardi e sono in crescita del 19,8% rispetto a 51,3 miliardi del 31 dicembre 2024; l'incremento è principalmente concentrato nei titoli di debito (+17,4 miliardi) presenti nelle diverse categorie contabili. Al 30 giugno 2025 l'aggregato in esame comprende titoli di debito per 49,7 miliardi, titoli di capitale e quote di OICR2 per 3,3 miliardi, strumenti derivati ed altri finanziamenti per 8,6 miliardi. Le esposizioni in titoli di debito emessi da Stati Sovrani sono pari a 39,6 miliardi di cui 16,8 miliardi rappresentati da titoli di Stato italiani. Gli investimenti in titoli di Stato italiani sono classificati tra le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato per 12,1 miliardi, nel portafoglio delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva per 2,8 miliardi e tra le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sul conto economico per 1,9 miliardi.
Nelle tabelle seguenti viene fornito il dettaglio delle attività finanziarie per forma tecnica e portafoglio di appartenenza.
| (migliaia di euro) | 30/06/2025 | Inc.% 31/12/2024 | Inc.% | Var. ass. | Var. % | |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Titoli di debito | 2.971.913 | 21,7% | 1.006.677 | 10,8% | 1.965.236 | 195,2% |
| Titoli di capitale | 853.564 | 6,2% | 1.309.398 | 14,1% | (455.834) | (34,8%) |
| Quote di O.I.C.R. | 1.302.388 | 9,5% | 1.657.907 | 17,8% | (355.519) | (21,4%) |
| Totale portafoglio titoli | 5.127.865 | 37,5% | 3.973.982 | 42,6% | 1.153.883 | 29,0% |
| Derivati finanziari e creditizi | 3.190.013 | 23,3% | 2.818.245 | 30,2% | 371.768 | 13,2% |
| Finanziamenti | 5.363.115 | 39,2% | 2.526.336 | 27,1% | 2.836.779 | 112,3% |
| Totale complessivo | 13.680.993 100,0% | 9.318.563 | 100,0% | 4.362.430 | 46,8% |
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico e derivati di copertura
1 Si precisa che, ai fini della comparabilità delle coperture su base annua, occorre tenere presente che l'impatto è riconducibile alle operazioni di cessione nel frattempo perfezionate.
2 In maggior dettaglio, la contrazione osservata per le quote di OICR è attribuibile agli effetti del consolidamento integrale del fondo "Anima Valore Obbligazionario" per 415 milioni a decorrere dal 30 giugno 2025, con conseguente incremento delle attività finanziarie, rappresentate da titoli di debito, detenute dal fondo stesso, come illustrato nella parte A delle Note illustrative, cui si fa rinvio.

Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
| (migliaia di euro) | 30/06/2025 | Inc.% | 31/12/2024 | Inc.% | Var. ass. | Var. % |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Titoli di debito | 14.598.491 | 93,0% | 12.572.969 | 94,7% | 2.025.522 | 16,1% |
| Titoli di capitale | 1.098.413 | 7,0% | 706.985 | 5,3% | 391.428 | 55,4% |
| Totale | 15.696.904 | 100,0% | 13.279.954 100,0% | 2.416.950 | 18,2% |
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
| (migliaia di euro) | 30/06/2025 | Inc.% | 31/12/2024 | Inc.% | Var. ass. | Var. % |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Titoli di debito | 32.087.464 | 100,0% | 28.702.584 | 100,0% | 3.384.880 | 11,8% |
| Totale | 32.087.464 | 100,0% | 28.702.584 100,0% | 3.384.880 | 11,8% |
Esposizione al rischio sovrano
Nella tabella seguente si riporta il dettaglio dell'esposizione complessivamente detenuta dal Gruppo bancario nei confronti degli Stati sovrani al 30 giugno 2025, ripartita per singolo Paese (importi in migliaia di euro):
| Paesi | Att. fin. valutate al fair value con impatto sul conto economico |
Att. fin. valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
Att. fin. valutate al costo ammortizzato |
Totale titoli di debito |
|---|---|---|---|---|
| Italia | 1.903.719 | 2.773.081 | 12.080.992 | 16.757.792 |
| Spagna | 15.747 | 723.990 | 4.159.996 | 4.899.733 |
| Germania | 62.696 | 1.283.365 | 3.164.633 | 4.510.694 |
| Francia | - | 3.609.006 | 5.772.138 | 9.381.144 |
| Austria | - | - | 306.655 | 306.655 |
| Irlanda | - | - | 19.921 | 19.921 |
| Altri Paesi UE | - | 165.527 | 366.769 | 532.296 |
| Totale Paesi UE | 1.982.162 | 8.554.969 | 25.871.104 | 36.408.235 |
| USA | 1 | 2.230.280 | 654.535 | 2.884.816 |
| Cile | - | 13.622 | - | 13.622 |
| Cina | - | 60.826 | 22.271 | 83.097 |
| Messico | - | 14.485 | 18.421 | 32.906 |
| Hong Kong | - | 20.082 | - | 20.082 |
| Altri Paesi | 49 | 116.192 | 34.784 | 151.025 |
| Totale altri Paesi | 50 | 2.455.487 | 730.011 | 3.185.548 |
| Totale | 1.982.212 | 11.010.456 | 26.601.115 | 39.593.783 |
L'esposizione è concentrata prevalentemente nella Capogruppo Banco BPM che, alla data del 30 giugno 2025, detiene complessivamente 36,4 miliardi, di cui 16,8 miliardi riferiti a titoli di Stato italiani.
Gli investimenti in titoli di debito sovrano sono classificati per il 67,2% nel portafoglio delle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato, per il 27,8% tra le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e per il 5% nel portafoglio delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sul conto economico in quanto detenute per la negoziazione.
Detta esposizione si riferisce per il 91,9% a titoli emessi da Paesi dell'Unione Europea ed in particolare per circa il 42% dal Paese Italia.
Si precisa che il Gruppo non presenta esposizioni in titoli di debito di emittenti russi e ucraini; l'esposizione in titoli dello Stato di Israele ammonta a 45 milioni, in termini di valore nominale, mentre quella in titoli azionari e fondi verso controparti israeliane ammonta a 5,5 milioni.
Nelle successive tabelle si forniscono, per i titoli emessi da Paesi UE, informazioni di maggiore dettaglio in termini di ripartizione per portafogli contabili di appartenenza, scaglioni temporali di vita residua e gerarchia di fair value (importi in migliaia di euro).
| mico mpatto a conto econo |
|---|
| Attività finanziarie valutate al fair value con i |
| Scadenza | Scadenza dal | Scadenza dal | Scadenza | Totale fair value | Totale fair value per gerarchia | |||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Stato | entro il 2026 | 2027 al 2031 | 2032 al 2036 | oltre il 2036 | al 30/06/2025 | LIVELLO 1 | LIVELLO 2 | LIVELLO 3 |
| Italia | 345.507 | 1.189.882 | 229.199 | 139.131 | 1.903.719 | 1.903.719 | - | - |
| Spagna | - | - | 15.747 | - | 15.747 | 15.747 | ||
| Germania | - | 62.696 | - | - | 62.696 | 62.696 | - | - |
| Totale | 345.507 | 1.252.578 | 244.946 | 139.131 | 1.982.162 | 1.982.162 | - | - |
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
| Scadenza | Scadenza dal | Scadenza dal | Scadenza | Totale fair value | Riserva Netta | Rettifiche di | Totale fair value per gerarchia | |||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Stato | entro il 2026 | 2027 al 2031 | 2032 al 2036 | oltre il 2036 | al 30/06/2025 | FVTOCI | valore | LIVELLO 1 | LIVELLO 2 | LIVELLO 3 |
| Italia | - | 1.010.284 | 1.302.944 | 459.853 | 2.773.081 | (2.173) | - | 2.773.081 | - | - |
| Spagna | - | 134.200 | 345.294 | 244.496 | 723.990 | (7.550) | - | 723.991 | - | - |
| Francia | - | 573.163 | 2.942.395 | 93.448 | 3.609.006 | (143.585) | - | 3.609.006 | - | - |
| Germania | - | 335.407 | 947.958 | - | 1.283.365 | (87.888) | - | 1.283.365 | - | - |
| Altri Paesi UE | - | 65.123 | 100.404 | - | 165.527 | (1.073) | - | 165.526 | - | - |
| Totale | - | 2.118.177 | 5.638.995 | 797.797 | 8.554.969 | (242.269) | - | 8.554.969 | - | - |
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
| Scadenza | Scadenza dal | Scadenza dal | Scadenza | Totale valore di | Totale fair value per gerarchia | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Stato | entro il 2026 | 2027 al 2031 | 2032 al 2036 | oltre il 2036 | bilancio al 30/06/2025 |
Totale fair value | LIVELLO 1 | LIVELLO 2 | LIVELLO 3 |
| Italia | 347.549 | 4.984.227 | 6.223.989 | 525.227 | 12.080.992 | 12.293.646 | 12.293.646 | - | - |
| Spagna | 203.568 | 1.987.966 | 1.878.418 | 90.044 | 4.159.996 | 4.121.196 | 4.121.196 | - | - |
| Francia | 49.724 | 3.083.906 | 2.539.437 | 99.071 | 5.772.138 | 5.772.138 | 5.772.138 | - | - |
| Irlanda | - | 19.921 | - | - | 19.921 | 19.865 | 19.865 | - | - |
| Germania | 199.202 | 1.280.542 | 1.610.132 | 74.757 | 3.164.633 | 3.083.326 | 3.083.326 | ||
| Altri Paesi UE | - | 285.572 | 222.305 | 165.547 | 673.424 | 657.241 | 657.241 | - | - |
| Totale | 800.043 | 11.642.134 | 12.474.281 | 954.646 | 25.871.104 | 25.828.950 | 25.828.950 | - | - |


Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione
La voce attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione include l'apporto al 30 giugno 2025 delle compagnie assicurative Banco BPM Vita, Vera Vita e BBPM Life per complessivi 17,5 miliardi (16,7 miliardi al 31 dicembre 2024).
Il patrimonio netto e i coefficienti di solvibilità

Il patrimonio netto consolidato di Gruppo al 30 giugno 2025, comprensivo delle riserve da valutazione e del risultato del periodo, ammonta a 15.258,1 milioni e si confronta con il dato di fine esercizio 2024, pari a 14.603,9 milioni, con un incremento di 654,2 milioni.
Le principali variazioni si riferiscono alla destinazione del risultato dell'esercizio 2024 deliberata dall'Assemblea dei Soci del 30 aprile 2025, (-907,3 milioni, tenuto conto dell'acconto sui dividendi 2024 corrisposto lo scorso esercizio, pari a 600,6 milioni), al pagamento delle cedole sugli strumenti Additional Tier 1 (-42,7 milioni, al netto del relativo effetto fiscale), agli effetti sulle riserve derivanti dal primo consolidamento del Gruppo Anima (-14,5 milioni), alle assegnazioni di azioni proprie effettuate nel semestre a servizio dei piani di incentivazione del personale (+14,4 milioni) e alla variazione degli strumenti di capitale registrata nel periodo (+178,5 milioni) per effetto di una emissione di titoli Additional Tier 1 per 400 milioni nominali e dal rimborso anticipato di una emissione Additional Tier 1 per 220,5 milioni nominali. Sono state infine registrate altre variazioni positive per complessivi 1.425,8 milioni riferite prevalentemente al contributo della redditività complessiva registrata nel periodo. Quest'ultima è positiva per 1.438,2 milioni per effetto di un utile netto del periodo pari a 1.214,5 milioni e della variazione positiva delle riserve da valutazione pari a +223,7 milioni, riferita in particolare alla riserva da valutazione relativa alle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, come conseguenza delle dinamiche dei mercati finanziari osservate nel periodo.
Nella tabella seguente è fornito il raccordo tra il patrimonio netto e il risultato della Capogruppo e gli stessi dati a livello consolidato.
| (migliaia di euro) | Patrimonio netto |
Risultato del periodo |
|---|---|---|
| Saldi al 30/06/2025 come da bilancio della Capogruppo | 15.034.267 | 1.296.153 |
| Effetto della valutazione a patrimonio netto di società collegate | 225.005 | (6.801) |
| Elisione dei dividendi incassati nell'esercizio da società collegate | - | (120.729) |
| Altre rettifiche di consolidamento | (1.164) | 45.842 |
| Saldi al 30/06/2025 come da bilancio consolidato | 15.258.108 | 1.214.465 |

Coefficienti di solvibilità - normativa di riferimento e requisiti da rispettare
Con comunicazione del 22 novembre 2024 Banca d'Italia ha confermato, per l'esercizio 2025, il Gruppo Bancario Banco BPM come istituzione a rilevanza sistemica (Other Systemically Important Institution, O-SII), stabilendo l'obbligo del mantenimento di una riserva O-SII pari allo 0,50% dei requisiti regolamentari.
Con comunicazioni del 28 marzo 2025 e del 20 giugno 2025, Banca d'Italia ha confermato il coefficiente della riserva di capitale anticiclica (Countercyclical Capital Buffer) relativo alle esposizioni verso controparti italiane allo zero per cento anche per il secondo e terzo trimestre 2025.
Il requisito di capitale Pillar 2 (P2R) per l'esercizio 2025 comunicato dalla Banca Centrale Europea con la SREP decision datata 11 dicembre 2024 è pari a 2,25%.
Tenendo conto anche della nuova riserva di capitale a fronte del rischio sistemico, pari allo 0,69%, i requisiti minimi da rispettare su base consolidata a partire dal 1° luglio 2025 sono i seguenti1 :
- CET 1 ratio: 9,53%;
- Tier 1 ratio: 11,45%;
- Total Capital ratio: 14,02%.
A partire dal 1° gennaio 2025, sono entrate in vigore le modifiche del Regolamento (UE) n. 575/2013 (CRR) introdotte dal Regolamento (UE) n. 2024/1623 del 31 maggio 2024.
Dalla rendicontazione del 31 marzo 2025, Banco BPM ha inoltre esercitato l'opzione prevista dall'art. 468 del CRR, che permette di sterilizzare in sede di calcolo del capitale primario di classe 1 (CET 1) le perdite e gli utili non realizzati derivanti dalla valutazione al Fair Value through Other Comprehensive Income (OCI) dei titoli di debito emessi da Amministrazioni Pubbliche classificati nella voce attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva. Tale opzione è concessa dalla normativa per un periodo transitorio, fino al 31 dicembre 2025.
Inoltre, nel corso del secondo trimestre 2025 è stata completata l'operazione di aggregazione di Anima Holding e pertanto i ratio patrimoniali al 30 giugno 2025 tengono conto di tutti gli impatti derivanti dalla suddetta operazione di aggregazione ed in particolare di quelli conseguenti al consolidamento integrale anche sotto il profilo prudenziale di Anima Holding e delle sue controllate Anima SGR, Anima Alternative SGR, Kairos SGR e Castello SGR.
Tenuto conto di tali importanti cambiamenti, il Common Equity Tier 1 ratio (CET 1 ratio) al 30 giugno 2025 è pari al 14,15% rispetto al 15,94% del 31 marzo 2025. Il CET 1 ratio calcolato senza applicare la suddetta disciplina transitoria (CET 1 ratio "fully phased") è pari al 13,32%.
Il Tier 1 ratio "phased-in" è pari al 16,32% (15,49% "fully phased") rispetto al 18,07% del 31 marzo 2025, mentre il Total Capital ratio "phased-in" è pari al 19,23% (18,40% "fully phased") rispetto al 20,96% del 31 marzo 2025.
Il buffer rispetto al limite previsto per la possibilità di distribuire dividendi (Maximum Distributable Amount o MDA buffer) calcolato considerando la disciplina transitoria risulta pari a 462 p.b. mentre il corrispondente dato "fully phased" è pari a 379 p.b.
La posizione di liquidità e la leva finanziaria
Dal 1° ottobre 2015 è entrato in vigore il Regolamento delegato (UE) n. 61/2015 che impone alle banche di mantenere un determinato livello di liquidità misurata con riferimento ad un orizzonte di breve termine (Liquidity Coverage Ratio, "LCR"). Il Gruppo Banco BPM presenta al 30 giugno 2025 un indice LCR consolidato pari al 160% rispetto al limite normativo del 100%.
1 Tali requisiti sono così determinati:
• il requisito minimo di Pillar I pari all'8% (di cui 4,5% di CET 1, 1,5% in termini di AT 1 e 2% in termini di Tier 2);
• il requisito di P2R comunicato da BCE pari al 2,25% da soddisfare: i) con CET 1 per l'1,266%, ii) con AT 1 per lo 0,422% e iii) con Tier 2 per lo 0,563%;
• la riserva di conservazione del capitale pari al 2,50% da soddisfare interamente con CET 1;
• la riserva O-SII buffer pari allo 0,50% da soddisfare interamente con CET 1;
• la riserva di capitale anticiclica allo 0,071% da soddisfare interamente con CET 1;
• la riserva di capitale a fronte del rischio sistemico (Syrb) pari allo 0,694% da soddisfare integralmente con CET 1.

A decorrere dal 30 giugno 2021 l'NSFR, l'indicatore regolamentare di liquidità strutturale volto a misurare il rapporto fra fonti stabili di raccolta e fabbisogni stabili di finanziamento, costituisce un requisito normativo con minimo pari a 100%. Il Gruppo Banco BPM presenta al 30 giugno 2025 un indice NSFR pari a 1271 %.
Per quanto riguarda infine il coefficiente di leva finanziaria ("Leverage ratio"), il valore al 30 giugno 2025 si attesta al 4,64%.
Dati economici consolidati
Margine di interesse
| (migliaia di euro) | I sem. 2025 | I sem. 2024 | Var. ass. | Var. % |
|---|---|---|---|---|
| Attività finanziarie (titoli) | 631.924 | 538.056 | 93.868 | 17,4% |
| Interessi netti verso clientela | 1.488.596 | 1.726.264 | (237.668) | (13,8%) |
| Interessi netti verso banche | 5.544 | 66.948 | (61.404) | (91,7%) |
| Titoli emessi e passività finanziarie valutate al fair value | (406.611) | (324.866) | (81.745) | 25,2% |
| Derivati di copertura (saldo netto) (*) | 1.411 | 11.977 | (10.566) | (88,2%) |
| Interessi netti su altre attività/passività | (118.782) | (295.593) | 176.811 | (59,8%) |
| Totale | 1.602.082 | 1.722.786 | (120.704) | (7,0%) |
(*) La voce include i differenziali di competenza del periodo relativi ai contratti derivati aventi finalità di copertura delle attività finanziarie (titoli in portafoglio) e delle passività finanziarie emesse.

Il margine di interesse si attesta a 1.602,1 milioni in calo del 7,0% rispetto al dato del primo semestre 2024 (pari a 1.722,8 milioni), principalmente per effetto della contrazione dello spread commerciale, conseguente alla dinamica dei tassi di interesse che ha portato il tasso Euribor medio a 3 mesi dal 3,87% del primo semestre 2024 al 2,33% del primo semestre 2025.
1 Dato gestionale.

Risultato delle partecipazioni valutate a patrimonio netto
| (migliaia di euro) | I sem. 2025 | I sem. 2024 | Var. ass. | Var. % |
|---|---|---|---|---|
| Agos Ducato | 38.122 | 39.121 | (999) | (2,6%) |
| Anima Holding (*) | 15.196 | 25.101 | (9.905) | (39,5%) |
| Banco BPM Assicurazioni | 1.236 | 1.259 | (23) | (1,8%) |
| Vera Assicurazioni | 1.101 | 1.880 | (779) | (41,4%) |
| Altre partecipate | 7.715 | 7.553 | 162 | 2,1% |
| Totale | 63.370 | 74.914 | (11.544) | (15,4%) |
(*) Società consolidata integralmente dal secondo trimestre 2025.
Il risultato delle società partecipate valutate con il metodo del patrimonio netto si attesta a 63,4 milioni e si confronta con il dato di 74,9 milioni del corrispondente periodo dello scorso esercizio.
L'apporto principale alla voce in esame è fornito dal credito al consumo veicolato dalla quota partecipativa detenuta in Agos Ducato, pari a 38,1 milioni, rispetto a 39,1 milioni del primo semestre 2024; per quanto riguarda Anima Holding, a seguito dell'acquisizione del controllo nel corso del secondo trimestre 2025, la voce in oggetto comprende il solo contributo relativo al primo trimestre 2025, pari a 15,2 milioni. Nel 2024 era stato invece rilevato il contributo della partecipata di 25,1 milioni relativo al primo semestre.
Commissioni nette
| (migliaia di euro) | I sem. 2025 | I sem. 2024 (*) | Var. ass. | Var. % |
|---|---|---|---|---|
| Commissioni nette Prodotti di Risparmio | 545.697 | 384.991 | 160.706 | 41,7% |
| - Indiretta upfront - gestionale | 191.494 | 150.651 | 40.843 | 27,1% |
| - Indiretta running - gestionale | 240.249 | 234.340 | 5.909 | 2,5% |
| - Anima - margine di produzione | 113.954 | - | 113.954 | n.s. |
| Commissioni nette Altre | 659.651 | 660.119 | (468) | (0,1%) |
| Investment Banking | 58.797 | 44.425 | 14.372 | 32,4% |
| Protezione Assicurativa (altro) | 42.363 | 32.367 | 9.996 | 30,9% |
| Tenuta e gestione dei c/c | 112.415 | 113.952 | (1.537) | (1,3%) |
| Finanziamenti (incluso credito al consumo e factoring) e | ||||
| crediti di firma | 297.970 | 278.698 | 19.272 | 6,9% |
| Servizi di incasso e pagamento e monetica | 140.263 | 159.282 | (19.019) | (11,9%) |
| Altri servizi imprese | 49.448 | 74.106 | (24.658) | (33,3%) |
| Commissioni passive su cartolarizzazioni sintetiche | (42.410) | (39.992) | (2.418) | 6,0% |
| Altri servizi | 805 | (2.719) | 3.524 | n.s. |
| Totale | 1.205.348 | 1.045.110 | 160.238 | 15,3% |
(*) I dati riferiti al periodo precedente sono stati rideterminati per garantire un confronto omogeneo. Per maggiori dettagli sulla comparabilità dei dati si fa rinvio alla premessa della presente sezione "Risultati".


Le commissioni nette del primo semestre ammontano a 1.205,3 milioni con un incremento del 15,3% rispetto al corrispondente periodo dell'esercizio precedente. A perimetro costante, cioè escludendo il contributo del secondo trimestre 2025 di Anima, le commissioni nette si attestano a 1.091,4 milioni con un incremento del +4,4%.
In maggior dettaglio le commissioni su prodotti di risparmio e investimento evidenziano un incremento, a perimetro costante, del 12,1%.
Stabile l'apporto della banca commerciale e altri servizi (-0,1% rispetto al 30 giugno 2024), che evidenzia una crescita delle commissioni dell'attività di investment banking (14,4 milioni, +32,4%) e dei prodotti assicurativi (10,0 milioni, +30,9%) a fronte del minor contributo delle commissioni dei servizi di monetica e di incasso e pagamento (- 19,0 milioni, -11,9%) e degli altri servizi alle imprese (-24,7 milioni, -33,3%), questi ultimi in calo principalmente per effetto della riduzione delle operazioni di acquisto di nuovi crediti fiscali conseguente alle limitazioni previste dalla normativa vigente).
Altri proventi netti di gestione
| (migliaia di euro) | I sem. 2025 | I sem. 2024 | Var. ass. | Var. % |
|---|---|---|---|---|
| Proventi su c/c e finanziamenti | 3.013 | 3.171 | (158) | (5,0%) |
| Fitti attivi | 9.800 | 17.204 | (7.404) | (43,0%) |
| Oneri su beni rivenienti dal leasing | (9.789) | (11.467) | 1.678 | (14,6%) |
| Altri proventi ed oneri | (16.718) | (6.414) | (10.304) | 160,6% |
| Totale | (13.694) | 2.494 | (16.188) | n.s. |



Gli altri proventi netti di gestione sono pari a -13,7 milioni rispetto a +2,5 milioni del primo semestre 2024. La contrazione registrata da tale aggregato si riferisce prevalentemente alla riduzione dei fitti attivi (-7,4 milioni) conseguente alle cessioni di immobili perfezionate dal dicembre 2024 (progetto Square).
Risultato netto finanziario
| (migliaia di euro) | I sem. 2025 | I sem. 2024 (*) | Var. ass. | Var. % |
|---|---|---|---|---|
| Risultato netto dell'attività di negoziazione | 176.393 | (12.060) | 188.453 | n.s. |
| Utili/Perdite da cessione di attività finanziarie | (33.026) | 16.528 | (49.554) | n.s. |
| Dividendi e proventi simili su attività finanziarie | 129.553 | 21.993 | 107.560 | n.s. |
| Utili/Perdite da riacquisto di passività finanziarie | (127) | 1.582 | (1.709) | n.s. |
| Risultato netto dell'attività di copertura | 10.900 | (4.748) | 15.648 | n.s. |
| Risultato delle attività e passività al fair value | (196.631) | (99.542) | (97.089) | 97,5% |
| Totale | 87.062 | (76.247) | 163.309 | n.s. |
(*) I dati riferiti al periodo precedente sono stati rideterminati per garantire un confronto omogeneo. Per maggiori dettagli sulla comparabilità dei dati si fa rinvio alla premessa della presente sezione "Risultati".


Il risultato netto finanziario del primo semestre è positivo e pari a 87,1 milioni, rispetto al dato di -76,2 milioni registrato al 30 giugno 2024.
L'aggregato in esame include dividendi per 129,6 milioni1 (22,0 milioni nel primo semestre 2024) e utili da negoziazione per 176,4 milioni (-12,1 milioni nel primo semestre 2024), che hanno trovato compensazione nel contributo negativo delle passività designate al fair value e relativi derivati, pari a -196,6 milioni (-99,5 milioni nel primo semestre 2024) e nel risultato negativo della cessione di attività finanziarie per -33,0 milioni (+16,5 milioni nel primo semestre 2024).
Il risultato dell'attività assicurativa del primo semestre 2025 è pari a 79,8 milioni, rispetto al dato di 25,3 milioni del primo semestre 2024, e comprende il contributo delle compagnie Banco BPM Vita, Vera Vita e BBPM Life.
In virtù delle dinamiche descritte, il totale dei proventi operativi ammonta quindi a 3.024,0 milioni, in crescita rispetto a 2.794,4 milioni registrati nel corrispondente periodo dello scorso esercizio (+8,2%). A perimetro costante, i proventi operativi si attestano a 2.882,9 milioni con un incremento del 3,2% rispetto al primo semestre 2024.

Prendendo in considerazione i soli ricavi "core", rappresentati dalla somma degli aggregati relativi al margine di interesse, alle commissioni nette, al risultato delle partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto e al risultato dell'attività assicurativa, il primo semestre 2025 raggiunge i 2.950,6 milioni, in crescita del 2,9% rispetto al dato del corrispondente periodo dello scorso esercizio.
1 La voce comprende 97,4 milioni relativi all'interessenza detenuta in Banca Monte dei Paschi di Siena (di cui 43,2 milioni per la quota detenuta da Anima Holding).

Oneri operativi
| (migliaia di euro) | I sem. 2025 | I sem. 2024 | Var. ass. | Var. % |
|---|---|---|---|---|
| Spese per il personale | (890.190) | (860.561) | (29.629) | 3,4% |
| Altre spese amministrative | (321.381) | (348.968) | 27.587 | (7,9%) |
| - Imposte e tasse | (174.204) | (165.727) | (8.477) | 5,1% |
| - Servizi e consulenze | (195.310) | (179.297) | (16.013) | 8,9% |
| - Immobili | (34.092) | (34.411) | 319 | (0,9%) |
| - Postali, telefoniche e cancelleria | (10.982) | (10.935) | (47) | 0,4% |
| - Manutenzioni e canoni su mobili, macchinari e impianti | (56.165) | (52.796) | (3.369) | 6,4% |
| - Pubblicità e rappresentanza | (11.167) | (8.624) | (2.543) | 29,5% |
| - Altre spese amministrative | (953) | (44.038) | 43.085 | (97,8%) |
| - Recuperi di spese | 161.492 | 146.860 | 14.632 | 10,0% |
| Rettifiche di valore su attività materiali e immateriali | (135.799) | (129.068) | (6.731) | 5,2% |
| - Rettifiche di valore su attività materiali | (80.521) | (76.348) | (4.173) | 5,5% |
| - Rettifiche di valore su attività immateriali | (54.437) | (52.413) | (2.024) | 3,9% |
| - Rettifiche di valore nette per deterioramento | (841) | (307) | (534) | 173,9% |
| Totale | (1.347.370) | (1.338.597) | (8.773) | 0,7% |

Le spese per il personale, pari a 890,2 milioni, evidenziano un incremento del 3,4% rispetto a 860,6 milioni del primo semestre 2024. La voce include il contributo delle società del Gruppo Anima per 26,9 milioni. A perimetro costante, la voce ammonta a 863,3 milioni sostanzialmente stabile rispetto al primo semestre 2024 (+0,3%). Alla data del 30 giugno 2025 il numero totale dei dipendenti è pari a n. 19.304 risorse (di cui 159 afferenti alle compagnie assicurative e 558 relative al Gruppo Anima), rispetto al dato, su basi omogenee, di n. 20.028 risorse in organico al 31 dicembre 2024 (di cui 150 afferenti alle compagnie assicurative e 538 relative al Gruppo Anima).
Le altre spese amministrative1, pari a 321,4 milioni, evidenziano una contrazione del 7,9% nel confronto con il dato del primo semestre 2024, pari a 349,0 milioni ed includono il contributo delle società del Gruppo Anima per 14,3 milioni. A perimetro costante la contrazione raggiunge pertanto il 12,0%.
1 L'aggregato è esposto al netto di alcuni oneri operativi "una tantum" sostenuti per la realizzazione di operazioni di carattere straordinario che hanno impatto sulla struttura organizzativa del Gruppo (es. acquisizione del controllo di Anima Holding tramite OPA) o si inseriscono nelle progettualità finalizzate all'integrazione di aggregazioni aziendali perfezionate nei precedenti esercizi (Vera Vita). La voce non comprende inoltre gli oneri non ricorrenti sostenuti a tutela degli interessi dei propri azionisti in relazione all'OPS UniCredit. A decorrere dal 30 giugno 2025, tali costi risultano esposti, al netto del relativo effetto fiscale, in una voce separata del conto economico riclassificato denominata "Oneri di ristrutturazione aziendale, al netto delle imposte".

Le rettifiche di valore nette su attività materiali ed immateriali ammontano complessivamente a 135,8 milioni, rispetto a 129,1 milioni del primo semestre 2024, ed includono il contributo delle società del Gruppo Anima per 2,3 milioni.
Il totale degli oneri operativi risulta pertanto pari a 1.347,4 milioni, in lieve incremento (+0,7%) rispetto a 1.338,6 milioni del primo semestre 2024. L'aggregato include il contributo delle società del Gruppo Anima per 43,6 milioni. A perimetro costante gli oneri operativi risultano in calo del 2,6%.
Rettifiche e accantonamenti
| (migliaia di euro) | I sem. 2025 | I sem. 2024 | Var. ass. | Var. % |
|---|---|---|---|---|
| Rettifiche di valore nette su finanziamenti al CA verso clientela | (163.696) | (187.568) | 23.872 | (12,7%) |
| Terzo stadio | (157.082) | (172.261) | 15.179 | (8,8%) |
| Secondo stadio | (6.040) | (42.931) | 36.891 | (85,9%) |
| Primo stadio | (574) | 27.624 | (28.198) | n.s. |
| Impaired acquisite o originate | - | - | - | |
| Utili/(perdite) da cessione di crediti | (375) | (7.082) | 6.707 | (94,7%) |
| Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni | (142) | 598 | (740) | n.s. |
| Totale | (164.213) | (194.052) | 29.839 | (15,4%) |

Le rettifiche nette su finanziamenti verso clientela del primo semestre, pari a 164,2 milioni, evidenziano una riduzione rispetto al dato del 30 giugno 2024, pari a 194,1 milioni (-15,4%).
Al 30 giugno 2025 il costo del credito annualizzato, misurato dal rapporto tra le rettifiche nette di valore su crediti e gli impieghi netti, risulta pari a 33 p.b., in riduzione rispetto a 46 p.b. di fine 2024.
Tale risultato è stato ottenuto salvaguardando i solidi livelli di copertura raggiunti nei periodi precedenti.
Il risultato della valutazione al fair value delle attività materiali al 30 giugno 2024 è pari a -4,2 milioni (-26,0 milioni nel primo semestre 2024), per tenere conto di alcuni aggiornamenti di valore peritali.
Nella voce rettifiche nette su titoli ed altre attività finanziarie sono rilevate plusvalenze nette per +2,3 milioni (-3,2 milioni al 30 giugno 2024).
La voce accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri del primo semestre evidenzia riprese nette per +3,4 milioni (riprese nette per +8,2 milioni al 30 giugno 2024).

La voce utili/perdite su partecipazioni e investimenti1 al 30 giugno 2025 ammonta a +1,2 milioni (+1,0 milioni al 30 giugno 2024).
Per effetto delle dinamiche descritte, il risultato lordo dell'operatività corrente ammonta a 1.515,1 milioni rispetto a 1.241,8 milioni del corrispondente periodo dell'esercizio precedente (+22,0%). A perimetro costante il risultato lordo dell'operatività corrente si attesta a 1.417,4 milioni con un incremento del 14,1% rispetto al primo semestre 2024.
Altre voci di ricavo e costo
Le imposte sul reddito dell'operatività corrente sono pari a -446,0 milioni (-395,9 milioni al 30 giugno 2024).
Il risultato netto dell'operatività corrente ammonta pertanto a 1.069,1 milioni e risulta in crescita del 26,4% rispetto al dato di 845,9 milioni del primo semestre 2024. A perimetro costante il risultato netto dell'operatività corrente si attesta a 997,1 milioni con un incremento del 17,9% rispetto al primo semestre 2024.
La voce oneri di ristrutturazione aziendale al netto delle imposte include oneri operativi "una tantum" in quanto specificamente sostenuti per la realizzazione di operazioni di carattere straordinario che hanno impatto sulla struttura organizzativa del Gruppo (es. acquisizione del controllo di Anima Holding tramite OPA) o si inseriscono nelle progettualità finalizzate all'integrazione di aggregazioni aziendali perfezionate nei precedenti esercizi (Vera Vita). La voce comprende inoltre gli oneri non ricorrenti sostenuti a tutela degli interessi dei propri azionisti in relazione all'OPS UniCredit. L'impatto complessivo, al netto del relativo effetto fiscale, ammonta a -30,7 milioni (-45,2 milioni lordi).
Nella nuova voce impatto rideterminazione quota Anima, al netto delle imposte è rilevato l'impatto positivo, derivante dalla rivalutazione della quota partecipativa detenuta in Anima Holding prima dell'acquisizione del controllo, conseguente al riallineamento al suo fair value alla data di acquisto del controllo, pari a complessivi 201,8 milioni al netto del relativo effetto fiscale (205,6 milioni lordi).
Nel semestre la variazione del merito creditizio sui Certificates emessi dal Gruppo, al netto delle imposte ha generato un impatto positivo pari a +2,7 milioni (+4,1 milioni al lordo degli effetti fiscali), rispetto all'effetto negativo rilevato nel primo semestre 2024 pari a -1,3 milioni (-1,9 milioni al lordo degli effetti fiscali).
Al 30 giugno 2025 l'impatto della Purchase Price Allocation al netto delle imposte ammonta a -20,2 milioni e si confronta con il dato del primo semestre 2024 pari a -18,6 milioni. A partire dal secondo trimestre 2025 la voce in esame include anche gli impatti, pari a -6,4 milioni, legati al reversal della PPA correlati all'acquisizione del controllo del Gruppo Anima perfezionata nel mese di aprile2 .
Per effetto delle dinamiche sopra esposte e tenuto conto della quota di risultato di pertinenza di terzi, pari a -8,3 milioni, il primo semestre 2025 si chiude con un risultato netto di periodo positivo pari a 1.214,5 milioni (750,1 nel primo semestre 2024). A perimetro costante il risultato netto del periodo si attesta a 983,8 milioni con un incremento del 31,2% rispetto al primo semestre 2024.
1 La voce non include l'impatto positivo derivante dalla rivalutazione al fair value della quota partecipativa detenuta in Anima Holding prima dell'acquisizione del controllo, conseguente al riallineamento al prezzo dell'OPA, pari a complessivi 205,6 milioni, esposto, al netto del relativo effetto fiscale, in una voce separata del conto economico riclassificato denominata "Impatto rideterminazione quota Anima, al netto delle imposte".
2 La PPA relativa all'aggregazione del Gruppo Anima è stata rilevata in via provvisoria al 30 giugno 2025. Conseguentemente anche i reversal effect legati a tale PPA sono basati su stime provvisorie e verranno rideterminati, una volta reso definitivo il processo di PPA come previsto dall'IFRS 3, entro 1 anno dalla data di acquisizione.

Dati delle principali società del Gruppo
Di seguito si riporta un riepilogo delle principali partecipazioni in imprese del Gruppo con evidenza dei più significativi dati patrimoniali, reddituali e operativi al 30 giugno 2025.
| (milioni di euro) | dell'attivo | Totale Patrimonio netto (*) |
Raccolta Diretta |
Raccolta Indiretta |
Impieghi netti |
Utile (Perdita) |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Istituzioni creditizie | ||||||
| Banco BPM | 192.816,5 | 15.034,3 | 125.321,7 | 102.689,0 | 99.914,9 | 1.296,2 |
| Banca Aletti & C. | 1.958,4 | 383,9 | 1.423,1 | 25.070,4 | 745,6 | 20,6 |
| Banca Akros | 527,4 | 240,2 | 156,6 | - | 54,7 | 17,8 |
| Banca Aletti & C. (Suisse) | 119,2 | 27,7 | 80,5 | 669,1 | 22,0 | (0,1) |
| Bipielle Bank (Suisse) in liquidazione | 10,5 | 8,0 | - | - | - | (0,1) |
| Imprese di assicurazione | ||||||
| Banco BPM Vita | 9.440,8 | 2.832,7 | 6.496,2 | - | - | 25,0 |
| Vera Vita | 7.199,9 | 368,1 | 6.420,6 | - | - | 5,7 |
| BBPM Life | 4.349,9 | 100,3 | 4.179,5 | - | - | 11,4 |
| Società finanziarie | ||||||
| Anima Holding | 2.571,8 | 1.950,4 | 585,9 | 6,2 | 64,5 | |
| Anima SGR | 695,9 | 387,4 | 5,0 | 157,5 | 50,9 | |
| Anima Alternative SGR | 10,5 | 5,6 | - | 207.176,9 | 1,7 | 1,1 |
| Castello SGR | 35,4 | 20,0 | - | 6,7 | 0,2 | |
| Kairos Partners SGR | 59,8 | 31,0 | 2,2 | 7,7 | 0,9 | |
| Banco BPM Invest SGR | 4,1 | 2,4 | - | - | - | - |
| Aletti Fiduciaria | 8,5 | 6,6 | - | 837,4 | 0,7 | (0,1) |
| Oaklins Italy | 2,2 | 1,8 | - | - | - | (0,2) |
| Altre società | ||||||
| Ge.Se.So. | 1,7 | 0,5 | - | - | - | 0,04 |
(*) importo comprensivo del risultato del periodo.
Titolo e azioni Banco BPM
Al 30 giugno 2025 il valore azionario del titolo Banco BPM ha oscillato in un range compreso tra un prezzo di chiusura minimo di 7,694 euro del 3 gennaio 2025 ed un prezzo di chiusura massimo di 10,380 euro registrato il 9 giugno 2025.
Da inizio anno, le azioni del titolo Banco BPM hanno avuto una performance positiva del +27%. Nel periodo, i volumi medi giornalieri sono stati pari a 10,5 milioni di azioni.
Inoltre, si segnala che a fine giugno 2025 il titolo Banco BPM risultava "coperto" da parte di 15 case di ricerca azionaria (di cui: 5 aventi raccomandazioni positive, 10 neutrali e 0 negative), con le quali è stato mantenuto durante l'anno un continuo dialogo.
Si rileva infine che tra i soci di Banco BPM risulta in essere un accordo di consultazione avente ad oggetto azioni di Banco BPM S.p.A., reso pubblico ai sensi dell'art. 122 del D. Lgs. 58/1998 e dell'art. 129 del Regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999.
Tale accordo di consultazione è stato originariamente sottoscritto il 21 dicembre 2020 tra alcune Fondazioni italiane azioniste di Banco BPM per una quota complessiva pari al 5,49% del capitale sociale di Banco BPM. È stato successivamente aggiornato a seguito dell'ingresso o uscita di nuovi azionisti dall'accordo stesso, o per variazioni del possesso azionario detenuto da un singolo partecipante all'accordo, in data 20 luglio 2021, 18 ottobre 2022, 31 dicembre 2022, 27 marzo 2023, 19 dicembre 2023, 16 febbraio 2024 e 31 dicembre 2024.
Alla data di chiusura dell'ultimo esercizio sociale, tale accordo aveva ad oggetto una quota pari al 6,51% del capitale sociale della Banca.
Per ulteriori dettagli si rimanda al sito internet www.gruppo.bancobpm.it nella sezione Investor Relations - Titolo, azionariato e dividendi, alla voce "Accordi di Consultazione".

Rating del Gruppo
Tabella sintetica dei Credit rating di Banco BPM
| Tipo di Rating | 30/06/2025 | 31/12/2024 | |
|---|---|---|---|
| Lungo Termine Issuer Default Rating (IDR) / Outlook |
BBB- / Rating Watch Positive | BBB- / Rating Watch Positive | |
| Breve Termine Issuer Default Rating (IDR) | F3 / Rating Watch Positive | F3 / Rating Watch Positive | |
| Lungo Termine Debito Senior Preferred (SP) | BBB / Rating Watch Positive | BBB / Rating Watch Positive | |
| Lungo Termine depositi | BBB / Rating Watch Positive | BBB / Rating Watch Positive | |
| Breve Termine depositi | F3 / Rating Watch Positive | F3 / Rating Watch Positive | |
| Viability Rating (VR) | bbb- | bbb | |
| Rating Emittente / Outlook | Baa2 / On watch for Possible Upgrade |
Baa2 / On watch for Possible Upgrade |
|
| Lungo Termine sui Depositi / Outlook | Baa1 / Positivo | Baa1 / Stabile | |
| Breve Termine sui Depositi | P-2 | P-2 | |
| Baseline Credit Assessment | baa3 | baa3 | |
| Lungo Temine sul Debito Senior e Rating Emittente di lungo termine / Trend |
BBB (high) / Stabile | BBB / Positivo | |
| Breve Termine sul Debito e Rating Emittente di breve termine / Trend |
R-1 (low) / Stabile | R-2 (high) / Positivo | |
| Lungo Temine sui Depositi / Trend | BBB (high) / Positivo | BBB (high) / Positivo | |
| Breve Termine sui Depositi / Trend | R-1 (low) / Stabile | R-1 (low) / Stabile | |
| Intrinsic Assessment | BBB (high) | BBB | |
| Lungo Termine Issuer Credit Rating / Outlook |
BBB / Positive | BBB / Stabile | |
| Senior Unsecured | BBB | BBB | |
| Breve Termine Issuer Credit Rating | A-2 | A-2 | |
| Stand-alone credit profile (SACP) | bbb- | bbb- | |
| Lungo Termine su Debito Senior Unsecured e |
* Ratings interessati da rating action a luglio, si veda la descrizione dei fatti successivi al 30 giugno di seguito riportata.
Tabella sintetica dei Credit rating di Banca Akros
| Società di rating | Tipo di Rating | 30/06/2025 | 31/12/2024 |
|---|---|---|---|
| Fitch Ratings* | Lungo Termine Issuer Default Rating (IDR) / Outlook |
BBB- / Rating Watch Positive | BBB- / Rating Watch Positive |
| Breve Termine Issuer Default Rating (IDR) | F3 / Rating Watch Positive | F3 / Rating Watch Positive | |
| Shareholder Support Rating | bbb- / Rating Watch Positive | bbb- / Rating Watch Positive | |
* Ratings interessati da rating action a luglio, si veda la descrizione dei fatti successivi al 30 giugno di seguito riportata.
Tabella sintetica dei Credit rating di Anima Holding
| Società di rating | Tipo di Rating | 30/06/2025 |
|---|---|---|
| Lungo Termine Issuer Default Rating (IDR) / Outlook | BBB / Stabile | |
| Fitch Ratings* | Breve Termine Issuer Default Rating (IDR) | F3 |
* Ratings interessati da rating action a luglio, si veda la descrizione dei fatti successivi al 30 giugno di seguito riportata.
Vengono nel seguito sintetizzati i principali che hanno riguardato i rating di Banco BPM e di Banca Akros:
- Fitch Ratings, in data 20 gennaio 2025, ha mantenuto in Rating Watch Positive (RWP) i rating di Banco BPM e Banca Akros;
- Moody's Ratings, in data 27 maggio 2025, nell'ambito di un'ampia azione di rating che ha riguardato il sistema bancario italiano, ha migliorato l'Outlook del Rating di lungo termine sui depositi di Banco BPM (Baa1) da Stabile a Positivo, confermando altresì il Baseline Credit Assessment a baa3;
- Morningstar DBRS, in data 16 aprile 2025, ha migliorato a Banco BPM il rating Emittente di lungo termine a BBB (high) da BBB e quello di breve termine a R-1 (low) da R-2 (high) entrambi i Trend sono ora a Stabile. Contestualmente, sono stati confermati i rating sui Depositi di lungo termine a BBB (high) e breve termine a R-1 (low). Morningstar DBRS ha migliorato inoltre l'Intrinsic Assessment (IA) a BBB (high);

• Standard & Poor's Global Ratings, in data 18 aprile 2025, nell'ambito di un'ampia azione di rating che ha riguardato il sistema bancario italiano, ha migliorato l'Outlook di Banco BPM da Stabile a Positivo, confermando l'Issuer Credit Rating di lungo termine a BBB e quello di breve termine a A-2.
Eventi successivi alla chiusura del semestre
Vengono riassunti di seguito i principali eventi che hanno riguardato i rating di Banco BPM e di Banca Akros nel corso del mese di luglio:
- Fitch Ratings, in data 29 luglio 2025, ha confermato i rating di Banco BPM, inclusi l'Issuer Default Rating (IDR) di lungo periodo a BBB-, il rating di lungo termine Senior Preferred BBB ed il Viability Rating (VR) a bbb- e ha posto l'IDR in Outlook Positivo, rimuovendo il Rating Watch Positive (RWP) su IDR di lungo e breve termine;
- Moody's Ratings, in data 25 luglio 2025, ha assegnato un Outlook Positivo al Rating Emittente di lungo termine (Issuer Rating) e al rating sul debito Senior Unsecured di Banco BPM, entrambi confermati a "Baa2". L'azione di rating ha concluso la review for upgrade avviata il 28 novembre 2024;
- S&P Global Ratings, in data 25 luglio 2025, ha confermato i rating di Banco BPM, incluso il rating emittente (Issuer Credit Rating) di lungo e breve termine "BBB/A-2" con Outlook Positivo.
Infine, con riferimento ai rating assegnati da Fitch Ratings ad Anima Holding, si segnala che, in data 4 luglio 2025, l'agenzia ha confermato il rating BBB della società, con Outlook "Stabile". Fitch ha inoltre assegnato ad Anima uno Shareholder Support Rating (SSR) di 'bbb-', che è guidato dal Viability Rating (VR) di Banco BPM (azionista di Anima Holding a circa il 90% da aprile 2025).

IL PRESIDIO DEI RISCHI
L'informativa sui rischi è riportata nella parte E "Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura" delle Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato, cui si fa rinvio.
INFORMATIVA SULLE OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE
Le informazioni sui rapporti con parti correlate sono riportate nella parte H "Operazioni con parti correlate" delle Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato, cui si fa rinvio.

EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE
Lo scenario per il 2025 è ancora caratterizzato da un'elevata incertezza del quadro geopolitico a causa dei conflitti in corso e dell'aggressiva e imprevedibile politica commerciale statunitense che solo di recente ha visto delinearsi importanti accordi sui dazi all'import con EU e Giappone. L'inflazione UEM si è stabilizzata intorno al target della BCE, anche grazie ai prezzi dei prodotti energetici, prevedendo per il nostro Paese nel 2025 un dato medio del CPI all'1,7%. L'economia italiana, dopo un primo trimestre vivace, anche per l'anticipo delle importazioni USA per evitare i dazi, nel 2° trimestre 2025 ha accusato un assestamento e per il 2025 è atteso un progresso del PIL del +0,6%. La politica monetaria della BCE mantiene un'impostazione espansiva ma, dopo i quattro tagli da 25 b.p. dei tassi ufficiali nel 1° semestre 2025, è probabile divenga meno proattiva intervenendo con un solo ulteriore taglio entro la fine dell'anno (tasso di riferimento sui depositi atteso all'1,75% a fine 2025).
Sul fronte della raccolta diretta, lo stock è atteso sostanzialmente stabile, consolidando un primo semestre sopra le attese, mentre gli impieghi verso clientela continueranno a beneficiare di un passo sostenuto delle erogazioni, più per effetto di un livello dei tassi di interesse favorevole agli investimenti che per l'andamento dell'economia che rimane previsto in moderata crescita.
Nel complesso, la dinamica del margine di interesse è attesa risentire del progressivo allentamento della politica monetaria, i cui effetti è ipotizzabile saranno via via attenuati dalla prosecuzione delle azioni manageriali, in continuità con quanto avvenuto nel 2024 e nel primo semestre 2025.
Sul fronte delle commissioni, l'ottimo semestre appena concluso fornisce maggiore supporto alle attese di crescita anno su anno, anche a perimetro costante (escludendo, cioè, l'apporto di Anima); in particolare, lo scenario dei tassi di mercato e le rafforzate sinergie commerciali e di prodotto derivanti dall'ingresso di Anima nel perimetro del Gruppo costituiranno un elemento di sostegno alla dinamica dei collocamenti di prodotti di risparmio gestito e amministrato, inclusa la componente assicurativa. Le commissioni sui finanziamenti, attese in aumento rispetto all'anno precedente, dovrebbero contribuire alla dinamica di crescita anno su anno delle commissioni nette complessive, nonostante il sostanziale azzeramento dell'apporto della componente derivante dall'acquisto dei crediti fiscali da bonus edilizi e delle commissioni sui bonifici istantanei.
Per quanto riguarda gli oneri operativi, la componente riferita alle spese per il personale continuerà a beneficiare di una dinamica degli organici in riduzione come effetto degli accordi sindacali siglati il 19 dicembre relativi al Piano di uscite volontarie; nel secondo semestre gli effetti di tali riduzioni sono previsti essere superiori rispetto ai residui incrementi derivanti dal rinnovo del CCNL; pertanto, a perimetro costante (escludendo, cioè, l'apporto di Anima), le spese per il personale a fine anno sono attese in miglioramento rispetto all'anno precedente. Per quanto attiene alle spese amministrative, il maggior onere derivante dall'attuazione delle iniziative delineate nell'aggiornamento del Piano Strategico risulta al momento più che bilanciato dall'effetto degli interventi di ottimizzazione e dalla dinamica positiva delle spese di funzionamento. Con riferimento al credito, lo scenario macroeconomico delineato induce ad una proiezione prudente del tasso di default atteso (leggermente superiore a quello del 2024). In tale contesto rimane alta la cautela sul fronte delle politiche creditizie, orientate ad una selezione attenta della clientela, così come ci si attende rimangano stabili le coperture su livelli cautelativi sia sulle esposizioni performing che non performing.
La solidità dei risultati raggiunti nel primo semestre e la resilienza degli stessi, in virtù degli ottimi risultati semestrali e di un modello di business che, coerentemente con il Piano Strategico, è diventato ancora più forte e diversificato grazie all'ingresso di Anima nel perimetro del Gruppo, portano ad una piena conferma della guidance di risultato netto per il 2025, pur considerando un ulteriore taglio dei tassi di interesse atteso entro la fine dell'esercizio.

Bilancio consolidato semestrale abbreviato

PROSPETTI CONTABILI
Stato patrimoniale consolidato
| Voci dell'attivo | 30/06/2025 | 31/12/2024 |
|---|---|---|
| 10. Cassa e disponibilità liquide | 11.732.925 | 12.124.840 |
| 20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico | 20.607.830 | 15.570.018 |
| a) attività finanziarie detenute per la negoziazione | 10.746.746 | 6.012.317 |
| c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value | 9.861.084 | 9.557.701 |
| 30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | 25.322.580 | 22.682.060 |
| 40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 136.710.826 | 131.794.858 |
| a) crediti verso banche | 6.827.943 | 5.842.536 |
| b) crediti verso clientela | 129.882.883 | 125.952.322 |
| 50. Derivati di copertura | 950.378 | 1.033.292 |
| 60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) | (56.691) | (1.450) |
| 70. Partecipazioni | 1.394.891 | 1.708.439 |
| 80. Attività assicurative | 7.476 | 7.219 |
| a) contratti di assicurazione emessi che costituiscono attività | 63 | 63 |
| b) cessioni in riassicurazione che costituiscono attività | 7.413 | 7.156 |
| 90. Attività materiali | 2.506.715 | 2.513.905 |
| 100. Attività immateriali | 3.187.324 | 1.256.612 |
| di cui: | ||
| - avviamento | 1.618.374 | 56.709 |
| 110. Attività fiscali | 3.049.511 | 3.372.636 |
| a) correnti | 180.092 | 253.714 |
| b) anticipate | 2.869.419 | 3.118.922 |
| 120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione | 196.649 | 444.525 |
| 130. Altre attività | 5.337.852 | 5.702.133 |
| Totale dell'attivo | 210.948.266 | 198.209.087 |

| Voci del passivo e del patrimonio netto | 30/06/2025 | 31/12/2024 |
|---|---|---|
| 10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 136.464.406 | 133.165.852 |
| a) debiti verso banche | 6.391.443 | 6.383.938 |
| b) debiti verso clientela | 105.705.837 | 103.408.494 |
| c) titoli in circolazione | 24.367.126 | 23.373.420 |
| 20. Passività finanziarie di negoziazione | 28.433.336 | 22.896.647 |
| 30. Passività finanziarie designate al fair value | 8.358.756 | 8.287.982 |
| 40. Derivati di copertura | 789.141 | 869.068 |
| 50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) | (340.063) | (403.870) |
| 60. Passività fiscali | 577.086 | 471.782 |
| a) correnti | 62.644 | 41.692 |
| b) differite | 514.442 | 430.090 |
| 70. Passività associate ad attività in via di dismissione | - | 1.215 |
| 80. Altre passività | 7.205.764 | 4.444.573 |
| 90. Trattamento di fine rapporto del personale | 209.056 | 237.783 |
| 100. Fondi per rischi e oneri | 640.379 | 750.842 |
| a) impegni e garanzie rilasciate | 118.334 | 121.328 |
| b) quiescenza e obblighi simili | 79.105 | 83.467 |
| c) altri fondi per rischi e oneri | 442.940 | 546.047 |
| 110. Passività assicurative | 13.294.656 | 12.883.201 |
| a) contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività | 13.294.656 | 12.883.201 |
| 120. Riserve da valutazione | 33.839 | (188.413) |
| 140. Strumenti di capitale | 1.787.274 | 1.608.773 |
| 150. Riserve | 5.173.033 | 4.830.455 |
| 155. Acconti su dividendi | - | (600.553) |
| 170. Capitale | 7.100.000 | 7.100.000 |
| 180. Azioni proprie (-) | (50.503) | (66.712) |
| 190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) | 57.641 | 69 |
| 200. Utile (Perdita) del periodo (+/-) | 1.214.465 | 1.920.393 |
| Totale del passivo e del patrimonio netto | 210.948.266 | 198.209.087 |

Conto economico consolidato
| Voci | I sem. 2025 | I sem. 2024 | |
|---|---|---|---|
| 10. Interessi attivi e proventi assimilati | 3.030.960 | 3.789.231 | |
| di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo | 2.728.522 | 3.428.077 | |
| 20. Interessi passivi e oneri assimilati | (1.286.889) | (1.930.993) | |
| 30. Margine di interesse | 1.744.071 | 1.858.238 | |
| 40. Commissioni attive | 1.356.245 | 1.065.020 | |
| 50. Commissioni passive | (234.106) | (105.951) | |
| 60. Commissioni nette | 1.122.139 | 959.069 | |
| 70. Dividendi e proventi simili | 156.282 | 58.977 | |
| 80. Risultato netto dell'attività di negoziazione | 224.405 | (12.959) | |
| 90. Risultato netto dell'attività di copertura | 10.900 | (4.748) | |
| 100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: | (27.883) | 10.587 | |
| a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 65.390 | (5.537) | |
| b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | (97.795) | 14.303 | |
| c) passività finanziarie | 4.522 | 1.821 | |
| 110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico |
(141.617) | 65.634 | |
| a) attività e passività finanziarie designate al fair value | (107.400) | (75.752) | |
| b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value | (34.217) | 141.386 | |
| 120. Margine di intermediazione | 3.088.297 | 2.934.798 | |
| 130. Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: | (162.544) | (190.588) | |
| a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | (160.866) | (189.164) | |
| b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | (1.678) | (1.424) | |
| 140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni | (142) | 598 | |
| 150. Risultato netto della gestione finanziaria | 2.925.611 | 2.744.808 | |
| 160. Risultato dei servizi assicurativi | 39.808 | (5.102) | |
| a) ricavi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi | 94.096 | 75.223 | |
| b) costi per servizi assicurativi derivanti da contratti assicurativi emessi | (54.024) | (78.893) | |
| c) ricavi assicurativi derivanti da cessioni in riassicurazione | 947 | 1.313 | |
| d) costi per servizi assicurativi derivanti da cessioni in riassicurazione | (1.211) | (2.745) | |
| 170. Saldo dei ricavi e costi di natura finanziaria relativi alla gestione assicurativa | (178.107) | (266.206) | |
| a) costi/ricavi netti di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi | (178.167) | (266.260) | |
| b) ricavi/costi netti di natura finanziaria relativi alle cessioni in riassicurazione | 60 | 54 | |
| 180. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa | 2.787.312 | 2.473.500 | |
| 190. Spese amministrative: | (1.398.628) | (1.453.626) | |
| a) spese per il personale | (870.765) | (860.061) | |
| b) altre spese amministrative | (527.863) | (593.565) | |
| 200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri | 3.401 | 8.242 | |
| 16.753 | |||
| a) impegni e garanzie rilasciate | 3.020 | ||
| b) altri accantonamenti netti | 381 | (8.511) | |
| 210. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali | (77.988) | (73.921) | |
| 220. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali | (77.208) | (68.788) | |
| 230. Altri oneri/proventi di gestione | 147.651 | 167.394 | |
| 240. Costi operativi | (1.402.772) | (1.420.699) | |
| 250. Utili (Perdite) delle partecipazioni | 268.993 | 69.926 | |
| 260. Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali | (4.250) | (25.989) | |
| 280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti | 1.224 | 1.023 | |
| 290. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte | 1.650.507 | 1.097.761 | |
| 300. Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente | (427.717) | (347.642) | |
| 310. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte | 1.222.790 | 750.119 | |
| 330. Utile (Perdita) del periodo | 1.222.790 | 750.119 | |
| 340. Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi | (8.325) | 6 | |
| 350. Utile (Perdita) del periodo di pertinenza della capogruppo | 1.214.465 | 750.125 | |
| EPS Base (euro) | 0,81 | 0,50 | |
| EPS Diluito (euro) | 0,81 | 0,50 |

Prospetto della redditività consolidata complessiva
| Voci | 30/06/2025 | 30/06/2024 |
|---|---|---|
| 10. Utile (Perdita) del periodo | 1.222.790 | 750.119 |
| Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto economico |
50.441 | (2.983) |
| 20. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva | 75.050 | 7.800 |
| 30. Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del proprio merito creditizio) |
(20.300) | (17.697) |
| 50. Attività materiali | 433 | 120 |
| 70. Piani a benefici definiti | 1.751 | 3.230 |
| 90. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto | (6.493) | 3.564 |
| Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto economico |
178.198 | (44.067) |
| 110. Copertura di investimenti esteri | 128 | 1.270 |
| 120. Differenze di cambio | 247 | (1.995) |
| 130. Copertura dei flussi finanziari | (4.631) | (2.249) |
| 150. Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
229.324 | (136.900) |
| 170. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto | 792 | (1.911) |
| 180. Ricavi o costi di natura finanziaria ai contratti assicurativi emessi | (47.662) | 97.718 |
| 200. Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte | 228.639 | (47.050) |
| 210. Redditività complessiva (Voce 10 + 200) | 1.451.429 | 703.069 |
| 220. Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi | 13.276 | (6) |
| 230. Redditività consolidata complessiva di pertinenza della capogruppo | 1.438.153 | 703.075 |
Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato
| Allocazione risultato esercizio | Variazioni del periodo | |||||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| precedente | Operazioni sul patrimonio netto | Patrimonio | Patrimonio | Patrimonio | ||||||||||||||
| 30 giugno 2025 | Esistenze al 31/12/2024 |
Modifica saldi apertura |
all'1/01/2025 Esistenze |
Riserve | Dividendi e destinazioni altre |
Variazioni di riserve |
nuove azioni Emissione |
azioni proprie Acquisto |
Acconti su dividendi |
straordinaria Distribuzione dividendi |
strumenti di Variazione capitale |
proprie azioni Derivati su |
Stock options | interessenze partecipative Variazioni |
complessiva Redditività I semestre 2025 |
30/06/2025 netto al |
30/06/2025 Gruppo al netto del |
netto di terzi 30/06/2025 al |
| Capitale: | 7.100.050 | 7.100.050 | - | - | - | - | 7.101.761 | 7.100.000 | 1.761 | |||||||||
| a) azioni ordinarie | 7.100.050 | 7.100.050 | - | 1.711 | - | - | - | 7.101.761 | 7.100.000 | 1.761 | ||||||||
| b) altre azioni | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |||||||||
| Sovrapprezzi di emissione |
- | - | - | 80.622 | - | - | 80.622 | - | 80.622 | |||||||||
| Riserve: | 4.830.485 | - | 4.830.485 | 1.920.393 | (106.181) | (1.780) | - | - | - | - | - | 5.135.015 | 5.173.033 | (38.018) | ||||
| a) di utili | 4.230.603 | - | 4.230.603 | 1.920.393 | (1.507.902) | (60.966) | (1.780) | - | - | - | 4.580.348 | 4.590.750 | (10.402) | |||||
| b) altre | 599.882 | - | 599.882 | - | (45.215) | - | - | - | - | - | 554.667 | 582.283 | (27.616) | |||||
| Riserve da valutazione | (188.413) | - | (188.413) | (1.436) | - | 228.639 | 38.790 | 33.839 | 4.951 | |||||||||
| Strumenti di capitale | 1.608.773 | 1.608.773 | 178.501 | 1.787.274 | 1.787.274 | - | ||||||||||||
| Acconti su dividendi | (600.553) | (600.553) | 600.553 | - | - | - | - | |||||||||||
| Azioni proprie | (66.712) | (66.712) | - | 16.209 | - | (50.503) | (50.503) | - | ||||||||||
| Utile (Perdita) del periodo |
1.920.382 | - | 1.920.382 | (1.920.382) | - | 1.222.790 | 1.222.790 | 1.214.465 | 8.325 | |||||||||
| Patrimonio netto | 14.604.012 | - | 14.604.012 | 11 | (907.349) | (25.284) | 14.429 | - | - | - | 178.501 | - | - | - | 1.451.429 | 15.315.749 | 15.258.108 | 57.641 |
| - del Gruppo | 14.603.943 | - | 14.603.943 | - | (907.349) | (69.569) | 14.429 | - | - | - | 178.501 | - | - | - | 1.438.153 | 15.258.108 | ||
| - di terzi | 69 | - | 69 | 11 | 44.285 | - | - | - | - | - | - | - | 13.276 | 57.641 |

| Allocazione risultato | Variazioni del periodo | ||||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| esercizio precedente | Operazioni sul patrimonio netto | Patrimonio | Patrimonio | ||||||||||||||
| 30 giugno 2024 | 31/12/2023 Esistenze al |
Modifica saldi apertura |
all'1/01/2024 Esistenze |
Riserve | destinazioni Dividendi e altre |
Variazioni di riserve |
nuove azioni Emissione |
azioni proprie Acquisto |
Distribuzione straordinaria dividendi |
strumenti di Variazione capitale |
Derivati su | proprie azioni Stock options | partecipative interessenze Variazioni |
complessiva I Redditività semestre 2024 |
30/06/2024 Patrimonio netto al |
30/06/2024 Gruppo al netto del |
30/06/2024 netto di terzi al |
| Capitale: | 7.100.060 | 7.100.060 | - | - | - | (10) | 7.100.050 | 7.100.000 | 50 | ||||||||
| a) azioni ordinarie | 7.100.060 | 7.100.060 | - | - | - | (10) | 7.100.050 | 7.100.000 | 50 | ||||||||
| b) altre azioni | - | - | - | - | - | - | - | - | - | ||||||||
| Sovrapprezzi di emissione | - | - | - | - | - | - | - | - | - | ||||||||
| Riserve: | 4.507.140 | 4.507.140 - |
416.354 | (60.210) | (3.448) | - | - | - | - | - | 4.859.836 | 4.859.806 | 30 | ||||
| a) di utili | 4.157.010 | 4.157.010 - |
416.354 | - | (50.449) | (3.448) | - | - | - | 4.519.467 | 4.519.454 | 13 | |||||
| b) altre | 350.130 | 350.130 - |
- | (9.761) | - | - | - | - | - | 340.369 | 340.352 | 17 | |||||
| Riserve da valutazione | (276.378) | (276.378) - |
8.549 | - | (47.050) | (314.879) | (314.879) | - | |||||||||
| Strumenti di capitale | 1.465.843 | 1.465.843 | (76.173) | 1.389.670 | 1.389.670 | - | |||||||||||
| Azioni proprie | (22.936) | (22.936) | - | 6.230 | (35.027) | (51.733) | (51.733) | - | |||||||||
| Utile (Perdita) del periodo | 1.264.431 | 1.264.431 - |
(416.332) | (848.099) | 750.119 | 750.119 | 750.125 | (6) | |||||||||
| Patrimonio netto | 14.038.160 | 14.038.160 - |
22 | (848.099) | (51.661) | 2.782 | (35.027) | - | (76.173) | - | - | (10) | 703.069 | 13.733.063 | 13.732.989 | 74 | |
| - del Gruppo | 14.038.092 | 14.038.092 - |
- | (848.099) | (51.661) | 2.782 | (35.027) | - | (76.173) | - | - | - | 703.075 | 13.732.989 | |||
| - di terzi | 68 | 68 - |
22 | - | - | - | - | - | - | - | (10) | (6) | 74 | ||||


Rendiconto finanziario consolidato
Metodo indiretto
| A. Attività operativa | 30/06/2025 | 30/06/2024 |
|---|---|---|
| 1. Gestione | 1.659.726 | 1.372.266 |
| - risultato del periodo (+/-) | 1.222.790 | 750.119 |
| - plus/minusvalenze su attività finanziarie detenute per la negoziazione e sulle altre | ||
| attività/passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (-/+) | (152.626) | (178.743) |
| - plus/minusvalenze su attività di copertura (-/+) | (10.900) | 4.748 |
| - rettifiche/riprese di valore nette per rischi di credito (-/+) | 162.686 | 189.990 |
| - rettifiche/riprese di valore nette su immobilizzazioni materiali e immateriali (+/-) | 155.196 | 142.709 |
| - accantonamenti netti a fondi rischi ed oneri ed altri costi/ricavi (+/-) | 1.968 | (2.420) |
| - ricavi e costi netti dei contratti di assicurazione emessi e delle cessioni in riassicurazione (-/+) | 138.299 | 271.308 |
| - imposte, tasse e crediti d'imposta non liquidati (+/-) | 205.683 | 269.469 |
| - rettifiche/riprese di valore nette delle attività operative cessate al netto dell'effetto fiscale (-/+) | - | - |
| - altri aggiustamenti (+/-) | (63.370) | (74.914) |
| 2. Liquidità generata/assorbita dalle attività finanziarie | (12.902.153) | (3.022.129) |
| - attività finanziarie detenute per la negoziazione | (4.543.591) | (1.113.048) |
| - attività finanziarie designate al fair value | - | - |
| - altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value | (311.515) | (416.243) |
| - attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | (2.642.198) | (1.364.924) |
| - attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | (5.076.976) | 60.270 |
| - altre attività | (327.873) | (188.184) |
| 3. Liquidità generata/assorbita dalle passività finanziarie | 13.319.691 | (4.323.804) |
| - passività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 3.298.554 | (5.942.447) |
| - passività finanziarie di negoziazione | 5.536.689 | 677.280 |
| - passività finanziarie designate al fair value | 40.694 | 930.721 |
| - altre passività | 4.443.754 | 10.642 |
| 4. Liquidità generata/assorbita dai contratti di assicurazione emessi e dalle | ||
| cessioni in riassicurazione | 272.899 | (169.874) |
| - contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività/attività (-/+) | 273.156 | (170.348) |
| - cessioni in riassicurazione che costituiscono attività/passività (+/-) | (257) | 474 |
| Liquidità netta generata/assorbita dall'attività operativa | 2.350.163 | (6.143.541) |
| B. Attività di investimento | ||
| 1. Liquidità generata da: | 1.093 | 1.294 |
| - vendite di partecipazioni | - | - |
| - dividendi incassati su partecipazioni | - | - |
| - vendite di attività materiali | 1.093 | 1.294 |
| - vendite di attività immateriali | - | - |
| - vendite di società controllate e di rami d'azienda | - | - |
| 2. Liquidità assorbita da: | (1.955.320) | (93.401) |
| - acquisti di partecipazioni | (21) | - |
| - acquisti di attività materiali | (67.634) | (34.321) |
| - acquisti di attività immateriali | (439.670) | (59.080) |
| - acquisti di società controllate e di rami d'azienda | (1.447.995) | - |
| Liquidità netta generata/assorbita dall'attività di investimento | (1.954.227) | (92.107) |
| C. Attività di provvista | ||
| - emissioni/acquisti di azioni proprie | - | (35.027) |
| - emissioni/acquisti di strumenti di capitale | 119.498 | 23.301 |
| - distribuzione dividendi e altre finalità | (907.349) | (848.099) |
| - vendita/acquisto di controllo di terzi | - | - |
| Liquidità netta generata/assorbita dall'attività di provvista | (787.851) | (859.825) |
| Liquidità netta generata/assorbita nel periodo | (391.915) | (7.095.473) |
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 65

| Riconciliazione | 30/06/2025 | 30/06/2024 |
|---|---|---|
| - Cassa e disponibilità liquide all'inizio del periodo | 12.124.840 | 18.297.496 |
| - Liquidità netta generata/assorbita nel periodo | (391.915) | (7.095.473) |
| - Cassa e disponibilità liquide: effetto della variazione dei cambi | - | - |
| Cassa e disponibilità liquide alla fine del periodo | 11.732.925 | 11.202.023 |

NOTE ILLUSTRATIVE
Le presenti "Note illustrative" sono state predisposte facendo riferimento alla struttura della nota integrativa prevista dalla Circolare di Banca d'Italia 262 per il bilancio di esercizio, seppure con un contenuto informativo limitato trattandosi di un bilancio semestrale redatto in forma abbreviata. Per facilità di lettura si è mantenuta la numerazione prevista dalla citata Circolare seppure alcune parti, sezioni o tabelle possano essere omesse per i motivi in precedenza illustrati.
PARTE A – POLITICHE CONTABILI
A.1 – PARTE GENERALE
Dichiarazione di conformità ai principi contabili internazionali
Il bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2025 è redatto secondo i principi contabili internazionali IAS/IFRS emanati dall'International Accounting Standard Board (IASB) e le relative interpretazioni dell'International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC), omologati dalla Commissione Europea, come stabilito dal Regolamento Comunitario n. 1606 del 19 luglio 2002.
Per l'interpretazione e l'applicazione dei principi contabili internazionali si è fatto riferimento ai seguenti documenti, seppur non omologati dalla Commissione Europea:
- Quadro sistematico per la preparazione e presentazione del bilancio ("Conceptual Framework");
- Implementation Guidance, Basis for Conclusions ed eventuali altri documenti predisposti dallo IASB o dall'IFRIC a completamento dei principi contabili emanati.
I principi contabili applicati per la redazione del presente bilancio consolidato semestrale abbreviato sono quelli in vigore al 30 giugno 2025 (inclusi i documenti interpretativi denominati SIC e IFRIC).
Per una panoramica sui principi contabili e sulle relative interpretazioni omologati dalla Commissione Europea, la cui applicazione è prevista per l'esercizio 2025 o per gli esercizi futuri, si fa rinvio al successivo paragrafo "Nuovi principi contabili/interpretazioni o modifiche di quelli esistenti approvati dallo IASB/IFRIC", in cui sono altresì illustrati gli eventuali impatti per il Gruppo.
Si sono inoltre considerate, per quanto applicabili, le comunicazioni degli Organi di Vigilanza (Banca d'Italia, BCE, EBA, Consob ed ESMA), i documenti interpretativi sull'applicazione degli IAS/IFRS predisposti dall'Organismo Italiano di Contabilità (OIC) e dall'Associazione Bancaria Italiana (ABI) e i discussion paper dell'Organismo Italiano di Valutazione (OIV), con i quali sono state fornite raccomandazioni sull'informativa da riportare nella Relazione Finanziaria, su taluni aspetti di maggior rilevanza in ambito contabile, sul trattamento contabile di particolari operazioni, sulle incertezze del contesto macroeconomico e sugli impatti correlati ai rischi climatici.
I principi contabili utilizzati per la redazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato, sono quelli adottati per la predisposizione del bilancio consolidato al 31 dicembre 2024, al quale si fa rimando per l'illustrazione dei criteri di iscrizione, classificazione, valutazione, cancellazione e rilevazione delle componenti reddituali relative alle voci di bilancio.
Con riferimento all'informativa fornita, si rappresenta che il bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2025 è redatto in forma sintetica, in conformità a quanto previsto dal principio contabile IAS 34 "Bilanci intermedi". Il bilancio consolidato semestrale abbreviato è redatto con intento di chiarezza e rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria, nonché il risultato economico di Banco BPM e delle società/entità controllate al 30 giugno 2025, come descritto nel paragrafo "Area e metodi di consolidamento".

Principi generali di redazione
La Relazione finanziaria semestrale consolidata (di seguito anche "Relazione"), predisposta ai sensi dell'art. 154-ter del D.Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58 (TUF) e successivi aggiornamenti, è costituita dal bilancio consolidato semestrale abbreviato e dalla relazione intermedia sulla gestione contenente i fatti di rilievo del semestre e l'evoluzione prevedibile della gestione.
Il bilancio consolidato semestrale abbreviato è costituito dallo stato patrimoniale, dal conto economico, dal prospetto della redditività complessiva, dal prospetto delle variazioni del patrimonio netto, dal rendiconto finanziario e da specifiche note illustrative.
Per la predisposizione degli schemi di bilancio sono state applicate le disposizioni della Circolare di Banca d'Italia n. 262 del 22 dicembre 2005 "Il bilancio bancario: schemi e regole di compilazione" e successivi aggiornamenti (da ultimo l'8° aggiornamento pubblicato in data 17 novembre 2022, che ha recepito le novità normative dell'IFRS 17 "Contratti Assicurativi"). Trattasi in particolare della Circolare emanata dalla Banca d'Italia nell'esercizio dei poteri stabiliti dal citato D. Lgs. 38/2005 (di seguito detta anche "Circolare n. 262").
Gli schemi di bilancio forniscono, oltre al dato contabile al 30 giugno 2025, l'informativa comparativa relativa al corrispondente periodo dell'esercizio precedente, ad eccezione dello stato patrimoniale che risulta comparato con l'ultimo bilancio approvato al 31 dicembre 2024.
Per una corretta comparazione si deve precisare che negli schemi al 30 giugno 2025 figurano, linea per linea, i saldi del Gruppo Anima Holding, a seguito dell'acquisizione del controllo avvenuta in data 11 aprile 2025, come illustrato in dettaglio nel paragrafo "Acquisizione del controllo di Anima Holding e relativi impatti contabili" contenuto nella successiva sezione "Altri Aspetti".
Il bilancio consolidato semestrale abbreviato, approvato dal Consiglio di Amministrazione di Banco BPM in data 5 agosto 2025, è sottoposto a revisione contabile limitata da parte della società di revisione PricewaterhouseCoopers S.p.A., in applicazione dell'incarico conferito a detta società con delibere assembleari di Banco Popolare Soc. Coop. e Banca Popolare di Milano S.c. a r.l. del 15 ottobre 2016.
Il presente documento è redatto adottando l'euro come moneta di conto; gli importi sono esposti, ove non diversamente specificato, in migliaia di euro.
Politiche contabili rilevanti ed incertezze sull'utilizzo di stime nella predisposizione del bilancio consolidato semestrale abbreviato
L'applicazione di alcuni principi contabili implica necessariamente il ricorso a stime ed assunzioni che hanno effetto sui valori delle attività e delle passività iscritti nello stato patrimoniale e sull'informativa nelle Nota illustrative fornita in merito alle attività e passività potenziali.
Le assunzioni alla base delle stime formulate tengono in considerazione tutte le informazioni disponibili alla data di redazione della relazione semestrale al 30 giugno 2025, nonché ipotesi considerate ragionevoli alla luce dell'esperienza storica.
Per loro natura, non è quindi possibile escludere che le ipotesi assunte, per quanto ragionevoli, possano non trovare conferma nei futuri scenari in cui il Gruppo si troverà ad operare.
In particolare, lo scenario macroeconomico continua a presentare significativi elementi di incertezza: le prospettive di crescita dell'economia dell'area euro sono infatti offuscate da tensioni commerciali e dai delicati equilibri geopolitici a livello mondiale.
Tali incertezze influenzano le stime di bilancio, richiedendo di ricorrere a significativi elementi di giudizio nella selezione delle ipotesi ed assunzioni sottostanti la stessa stima.
I risultati che si consuntiveranno in futuro potrebbero pertanto differire dalle stime effettuate ai fini del bilancio consolidato abbreviato e potrebbero conseguentemente rendersi necessarie rettifiche ad oggi non prevedibili né stimabili rispetto al valore contabile delle attività e passività iscritte.
Al riguardo si evidenzia che le rettifiche nelle stime potrebbero rendersi necessarie a seguito dei mutamenti nelle circostanze sulle quali le stesse erano fondate, in seguito a nuove informazioni o alla maggiore esperienza registrata.

Di seguito si illustrano le politiche contabili considerate maggiormente rilevanti al fine della rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria del Gruppo, sia per la materialità dei valori da iscrivere nel bilancio consolidato abbreviato impattati da tali politiche, sia per l'elevato grado di giudizio richiesto nelle valutazioni che implica il ricorso a stime ed assunzioni da parte del management, con rinvio alle specifiche sezioni delle Note illustrative per un'informativa di dettaglio sui processi valutativi condotti al 30 giugno 2025.
Determinazione dell'impairment dei crediti erogati iscritti nell'attivo patrimoniale
I crediti rappresentano una delle poste valutative maggiormente esposte alle scelte effettuate dal Gruppo in materia di erogazione, gestione e monitoraggio del rischio.
Nel dettaglio, il Gruppo gestisce il rischio di inadempimento delle controparti finanziate, seguendo nel continuo l'evoluzione dei rapporti con la clientela al fine di valutarne le capacità di rimborso, sulla base della loro situazione economico-finanziaria. Tale attività di monitoraggio è indirizzata ad intercettare i segnali di deterioramento dei crediti anche al fine di una tempestiva classificazione nel perimetro delle esposizioni deteriorate e di una puntuale stima delle relative rettifiche di valore complessive. Tale stima può avvenire, in funzione di una soglia di rilevanza dell'esposizione oggetto di valutazione, su base analitica tenendo conto dei flussi recuperabili o su base forfettaria prendendo in considerazione le perdite registrate storicamente su crediti aventi caratteristiche omogenee.
Relativamente ai crediti per i quali non sono state individuate singolarmente evidenze oggettive di perdita, ossia per le esposizioni non deteriorate ("performing"), il modello di impairment, basato sulle perdite attese, richiede di implementare adeguati sistemi di monitoraggio volti ad individuare l'esistenza o meno di un significativo deterioramento rispetto alla data di rilevazione iniziale dell'esposizione. Il modello di impairment IFRS 9 richiede, infatti, che le perdite siano determinate facendo riferimento all'orizzonte temporale di un anno per le attività finanziarie che non hanno subito un significativo deterioramento del merito creditizio rispetto alla rilevazione iniziale (Stage 1) piuttosto che facendo riferimento all'intera vita dell'attività finanziaria qualora si riscontri un significativo deterioramento (Stage 2).
Sulla base di quanto sopra illustrato ne deriva che le perdite sui crediti devono essere registrate facendo riferimento non solo alle oggettive evidenze di perdite di valore già manifestatesi alla data di reporting, ma anche sulla base delle aspettative di perdite di valore future non ancora palesate, che devono riflettere:
- la probabilità del verificarsi di diversi scenari;
- l'effetto di attualizzazione mediante l'utilizzo del tasso di interesse effettivo;
- le esperienze storiche e le valutazioni correnti e future.
Ne consegue che la determinazione delle perdite attese è un esercizio complesso che richiede significativi elementi di giudizio e di stima. Nel dettaglio:
- la determinazione del significativo deterioramento del merito creditizio rispetto alla data di iscrizione iniziale dell'esposizione (cosiddetto "SICR") è basata sull'identificazione di adeguati criteri qualitativi e quantitativi, che considerano anche informazioni prospettiche (cosiddette informazioni "forward looking"). Non è quindi possibile escludere che il ricorso a differenti criteri possa condurre a definire un diverso perimetro delle esposizioni da classificare nello Stage 2, con conseguente impatto sulle perdite attese da rilevare in bilancio;
- il risultato del modello di impairment deve riflettere una stima obiettiva della perdita attesa, ottenuta valutando una gamma di possibili risultati. Ciò implica la necessità di identificare possibili scenari, basati su assunzioni in merito alle future condizioni economiche, a cui associare le relative probabilità di accadimento. La selezione di differenti scenari e probabilità di accadimento, nonché le modifiche nel set di variabili macroeconomiche da considerare nell'orizzonte temporale di previsione, potrebbero avere effetti significativi sul calcolo delle perdite attese. Al fine di poter apprezzare l'impatto sulle perdite attese conseguente alla selezione di differenti scenari macroeconomici, nella sezione dedicata al rischio di credito contenuta nella Parte E delle presenti Note illustrative viene fornita un'analisi di sensitività delle perdite attese riferite ai finanziamenti non deteriorati nei confronti della clientela;
- la determinazione delle perdite attese richiede di ricorrere a modelli di stima:
- dei flussi di cassa che si prevede i singoli debitori (o portafogli di debitori omogenei in termini di rischio) siano in grado di corrispondere al fine di soddisfare, in tutto o in parte, le obbligazioni assunte nei confronti del Gruppo, tenendo anche in considerazione i possibili scenari di cessione;
- dei tempi di recupero;
- del valore di presumibile realizzo degli immobili e delle garanzie collaterali.

Nell'ambito di un ventaglio di possibili approcci relativi ai modelli di stima consentiti dai principi contabili internazionali di riferimento, il ricorso ad una metodologia o la selezione di taluni parametri estimativi possono influenzare in modo significativo la valutazione dei crediti. Tali metodologie e parametri sono necessariamente soggetti ad un continuo processo di aggiornamento anche alla luce delle evidenze storiche disponibili, con l'obiettivo di affinare le stime per meglio rappresentare il valore presumibile di realizzo dell'esposizione creditizia.
In aggiunta, nei contesti di incertezza anche legata allo scenario macroeconomico, stante la limitata disponibilità di informazioni prospettiche ragionevoli e dimostrabili, la misurazione delle perdite attese può essere influenzata da alcuni aggiustamenti manageriali (c.d. management overlay/post model adjustment), introdotti con la finalità di considerare quei fattori di rischio ritenuti non adeguatamente colti dai modelli in uso, quali i rischi climatici e geopolitici.
Per gli interventi introdotti nella misurazione delle perdite attese, si fa rinvio a quanto illustrato nell'apposito paragrafo "Metodi per la misurazione delle perdite attese IFRS 9 ai fini del bilancio consolidato semestrale abbreviato" contenuto nella "Parte E -– Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura" delle presenti Note illustrative.
Alla luce di quanto sopra esposto, non si può escludere che criteri di monitoraggio alternativi o differenti metodologie, parametri, assunzioni nella determinazione del valore recuperabile delle esposizioni creditizie Gruppo – influenzati peraltro anche da possibili strategie alternative di recupero delle stesse deliberate dai competenti organi aziendali nonché dall'evoluzione del contesto economico-finanziario e regolamentare di riferimento – possano determinare valutazioni differenti rispetto a quelle condotte ai fini della redazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2025.
Incorporazione dei rischi climatici ed ambientali nella determinazione delle perdite attese
Ai fini della stima delle perdite attese delle esposizioni creditizie, uno degli aspetti più complessi da valutare è l'effettiva rilevanza dei rischi climatici ed ambientali, considerata l'incertezza che inevitabilmente circonda le previsioni di eventi che, per natura, si potranno verificare in un orizzonte temporale di lungo periodo.
In maggior dettaglio, gli impatti correlati al rischio fisico - quali incendi, inondazioni – o al rischio di transizione – legato al processo di transizione verso un'economia low-carbon - potrebbero influire negativamente sulla capacità del debitore di adempiere alle obbligazioni assunte. In aggiunta, il verificarsi di eventi ambientali potrebbe comportare un deterioramento delle attività a garanzia del credito (es. immobili, impianti), con conseguenti implicazioni sulla stima dei flussi di cassa recuperabili dall'escussione del collateral.
In aggiunta, nella valutazione delle perdite attese su crediti si deve tenere conto di quelle informazioni ragionevoli e supportabili, disponibili senza costi eccessivi, relative sia ad eventi passati sia a condizioni attuali e previsioni economiche future (forward looking). In questo contesto, assumono rilievo anche i fattori inerenti i rischi climatici, che potrebbero influenzare, ad esempio, gli scenari macroeconomici futuri utilizzati ai fini IFRS 9, la valutazione del significativo incremento del rischio di credito (SICR) e, più in generale, il calcolo delle perdite attese.
Riconoscendo la crescente importanza dei fattori climatici, il Gruppo ha introdotto, fin dal 2022, una metodologia finalizzata ad incorporare i rischi climatici nella misurazione delle perdite attese delle esposizioni creditizie non deteriorate, che è stata oggetto di successivi affinamenti.
In maggior dettaglio, a partire dall'esercizio 2024 sono stati introdotti modelli satellite per la stima del parametro PD, in grado di fattorizzare gli impatti dovuti al rischio di transazione e fisico, attraverso l'introduzione di KPI finanziari sensibili agli scenari climatici.
Al 30 giugno 2025 gli overlay applicati per tenere conto dei rischi climatici, ulteriormente affinati, hanno comportato maggiori rettifiche di valore pari a 26,4 milioni rispetto ai 25,1 milioni al 31 dicembre 2024.
Nell'ambito del continuo processo di revisione dei modelli e delle metodologie di calcolo, non si può escludere che lo sviluppo di modelli e metodologie alternativi, in grado di fattorizzare più compiutamente i rischi climatici ed ambientali, possa determinare valutazioni differenti rispetto a quelle condotte ai fini della redazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2025.
Per un'illustrazione di come il Gruppo si stia adoperando per valutare i fattori ambientali nell'ambito delle politiche creditizie si fa rinvio a quanto illustrato nella "Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura" delle presenti Note Illustrative.
Determinazione del processo di Purchase Price Allocation (PPA)
Il processo di PPA seguito per la contabilizzazione delle operazioni di aggregazione richiede che la differenza tra il costo dell'aggregazione ed il patrimonio netto contabile sia attribuito agli adeguamenti di fair value delle attività nette

identificabili acquisite. L'eventuale eccedenza residua del costo dell'aggregazione è iscritta come avviamento (goodwill); diversamente, il minor costo dell'aggregazione è rilevato a conto economico come ricavo (badwill).
Tenuto conto della complessità del processo di PPA, che richiede di considerare tutte le informazioni disponibili riferite a fatti e circostanze esistenti alla data dell'aggregazione, il principio contabile IFRS 3 concede un periodo di misurazione di un anno per il suo completamento.
Tale processo implica, per definizione, elementi di stima complessi e soggettivi: la ricognizione dei suddetti elementi informativi, l'utilizzo di tecniche di valutazione, la selezione di assunzioni ed input non osservabili ai fini della misurazione del fair value delle attività nette identificabili acquisite richiedono, infatti, un significativo giudizio, influenzando in tal modo il valore del goodwill/badwill risultante dall'aggregazione.
Con particolare riferimento alla recente aggregazione di Anima Holding, avvenuta nel mese di aprile 2025, si fa rinvio a quanto rappresentato nella "Parte G – Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d'azienda" delle presenti Note illustrative.
Stima delle perdite presunte di valore a fronte di attività immateriali a vita utile indefinita
Ai sensi dello IAS 36, tutte le attività immateriali a vita utile indefinita devono essere sottoposte almeno annualmente al test di impairment, al fine di verificarne la recuperabilità del valore. In aggiunta, il principio stabilisce che i risultati del test annuale possano essere considerati validi ai fini delle successive valutazioni infrannuali, purché sia considerata remota la probabilità che il valore recuperabile delle attività immateriali sia inferiore rispetto al valore contabile. Tale giudizio può basarsi sull'analisi dei fatti intervenuti e delle circostanze modificatesi successivamente al più recente test di impairment annuale condotto.
Sulla base delle disposizioni contenute nel citato principio, il Gruppo Banco BPM ha scelto di effettuare una verifica di impairment delle attività immateriali a vita utile indefinita con riferimento al 31 dicembre di ogni anno: gli esiti delle suddette verifiche possono considerarsi validi per le successive situazioni infrannuali, a meno che dovessero emergere evidenze tali da richiedere una conduzione anticipata di un test di impairment volto ad accertare la recuperabilità del valore delle suddette attività immateriali a vita utile indefinita.
Come illustrato nella sezione "Attività immateriali – voce 100" contenuta nella "Parte B – Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato" delle presenti Note illustrative, a cui si rimanda per ulteriori dettagli, per le attività a vita utile indefinita rappresentati dai marchi e dagli avviamenti, in linea con quanto previsto dal principio contabile IAS 36, nel primo semestre è stata condotta una ricognizione volta ad escludere l'eventuale esistenza di indicatori di impairment, tali da mettere in dubbio la recuperabilità dei relativi valori di carico.
Al 30 giugno 2025 le attività in esame ammontano complessivamente a 2.214,6 milioni, in aumento rispetto a 561,0 milioni del 31 dicembre 2024 per l'ingresso nel Gruppo di Anima Holding e si riferiscono:
- ad avviamenti per 1.618,4 milioni. Le attività in esame conseguono all'aggregazione della Banca Popolare Italiana nel 2007 (CGU Bancassurance Protezione per 42,9 milioni), all'acquisizione della partecipazione di controllo nella società Oaklins Italy S.r.l. nel 2021 (3,8 milioni), all'acquisizione del controllo di Banco BPM Vita nel 2022 (10,0 milioni) e all'acquisizione del controllo di Anima Holding (1.561,7 milioni) nel mese di aprile 2025 come illustrato nella "Parte G – Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d'azienda" delle presenti Note illustrative;
- ai marchi di impresa per 596,2 milioni, rilevati nel contesto dell'operazioni di aggregazione aziendale con l'ex Gruppo Banca Popolare Italiana nel 2007 (222,2 milioni), con l'ex Gruppo BPM nel 2017 (282,1 milioni) e con Anima Holding nel 2025 (91,9 milioni). Le attività in esame risultano pressoché interamente allocate alla CGU Retail, ad eccezione di 18,6 milioni, conseguente alla valorizzazione del marchio di Banca Akros, ed attribuito alla CGU Banca Akros e di 91,9 milioni attribuiti alla CGU Asset Management in relazione ai marchi di Anima Holding e delle sue controllate.
Con riferimento alle attività immateriali a vita utile indefinita iscritte a seguito dell'acquisizione di Anima Holding (1.653,6 milioni) non si è reso necessario effettuare alcun esercizio di impairment, in quanto la prima iscrizione ai fini della redazione della presente relazione semestrale consente di assumere che il loro valore recuperabile non sia inferiore al valore contabile.
Per le restanti attività immateriali sopra citate (561,0 milioni), già in essere al 31 dicembre 2024, è stata effettuata una ricognizione dei potenziali trigger di impairment (interni ed esterni), basata sulla verifica dell'andamento dei flussi finanziari e del tasso di attualizzazione, tenuto conto delle ipotesi e delle assunzioni utilizzate nel test condotto per la redazione del bilancio 2024 e delle relative analisi di sensitività sviluppate; ad esito delle suddette verifiche non sono emersi elementi tali da mettere in dubbio la recuperabilità dei relativi valori di carico.

Al riguardo si deve segnalare che la verifica della recuperabilità delle attività immateriali in esame è un esercizio complesso i cui risultati risentono delle metodologie valutative adottate, nonché dei parametri e delle assunzioni sottostanti, che potrebbero dover essere modificati per tenere conto delle nuove informazioni o di evoluzioni non prevedibili alla data di redazione della presente Relazione. Al fine di poter apprezzare l'eventuale tenuta del valore recuperabile rispetto ad ipotesi ed assunzioni alternative si fa rinvio all'analisi di sensitivity contenuta nella sezione "Attività Immateriali – Voce 100", della "Parte B – Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato - Attivo" delle presenti Note illustrative.
Valutazione dell'influenza notevole e misurazione del patrimonio netto
La valutazione dell'influenza notevole su un'entità può essere un esercizio complesso che richiede di considerare tutti i fatti e le circostanze rilevanti (quali, a titolo di esempio, i diritti di voto, i patti parasociali, gli accordi contrattuali, i rapporti d'affari) per accertare l'esistenza del potere di partecipare alle decisioni gestionali e finanziarie dell'entità. Elementi di giudizio sono inoltre necessari per allocare la differenza tra il costo di acquisto dell'entità ed il suo patrimonio netto contabile, per effettuare una ricognizione degli eventuali indicatori di impairment nonché per valutarne la recuperabilità di valore, soprattutto in presenza di significativi avviamenti impliciti.
Non è quindi possibile escludere che un diverso apprezzamento dei fatti e delle circostanze analizzate ai fini della verifica dell'influenza notevole, delle evidenze interne ed esterne di impairment, dei parametri e delle assunzioni utilizzati per la stima del valore recuperabile, possano determinare un diverso perimetro o differenti valutazioni rispetto alle evidenze considerate ai fini del bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2025.
Per ulteriori dettagli si fa rinvio a quanto contenuto nella sezione "Le partecipazioni – voce 70" della "Parte B – Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato - Attivo" delle presenti Note illustrative.
Determinazione del fair value di attività e passività finanziarie
In presenza di strumenti finanziari non quotati su mercati attivi o di strumenti illiquidi e complessi si rende necessario attivare adeguati processi valutativi caratterizzati da significativi elementi di giudizio in merito alla scelta dei modelli di valutazione e dei relativi parametri di input, che potrebbero talvolta non essere osservabili sul mercato.
Margini di soggettività esistono anche nella valutazione in merito all'osservabilità o meno di taluni parametri e nella conseguente classificazione in corrispondenza dei livelli di gerarchia dei fair value.
Per l'informativa qualitativa e quantitativa sulla modalità di determinazione del fair value delle attività e delle passività finanziarie, nonché per l'analisi di sensitività del fair value relativa agli strumenti finanziari valutati al fair value e classificati nel livello 3 della gerarchia di fair value, si fa rinvio a quanto contenuto nella parte "A.4 – Informativa sul fair value" delle presenti Note illustrative.
Stima della recuperabilità delle attività fiscali per imposte anticipate
Il Gruppo presenta, tra le proprie attività patrimoniali, significative attività fiscali per imposte anticipate (DTA – Deferred Tax Asset) principalmente generate da differenze temporanee tra la data di iscrizione nel conto economico di determinati costi aziendali e la data nella quale i medesimi costi potranno essere dedotti, piuttosto che derivanti da perdite fiscali riportabili a nuovo. L'iscrizione di tali attività ed il successivo mantenimento in bilancio presuppone un giudizio di probabilità in merito al recupero delle stesse, il quale deve peraltro considerare le disposizioni normative fiscali vigenti alla data di redazione del bilancio.
Nel dettaglio, le attività per imposte anticipate che rispondono ai requisiti richiesti dalla Legge 22 dicembre 2011, n. 214 sono trasformabili in crediti d'imposta nell'ipotesi di rilevazione di una "perdita civilistica", di una "perdita fiscale" ai fini dell'imposta IRES e di un "valore della produzione netto negativo" ai fini dell'imposta IRAP; il loro recupero è quindi certo, in quanto prescinde dalla capacità di generare una redditività futura. Il mantenimento della convertibilità in crediti di imposta è subordinato al pagamento di un canone - introdotto con il D.L. 3 maggio 2016, n. 59, convertito con modificazioni dalla legge n. 119 del 30 giugno 2016 - di cui il Gruppo ha deciso di avvalersi con un versamento di un corrispettivo annuo fino al 2030.
Per le residue attività fiscali non trasformabili in crediti di imposta, il giudizio sulla loro probabilità di recupero deve essere fondato su ragionevoli previsioni reddituali desumibili da piani strategici e previsionali approvati, tenendo altresì conto, per la sola imposta IRES, delle disposizioni fiscali che prevedono di riportare a nuovo le perdite fiscali, senza alcun limite temporale. Tale giudizio è supportato da un esercizio valutativo di recuperabilità (c.d. probability test) caratterizzato da significativi elementi di complessità, in particolar modo se riferito alle DTA sulle perdite fiscali

riportabili a nuovo, la cui stessa esistenza potrebbe essere un indicatore del fatto di non poter disporre in futuro di redditi imponibili sufficienti per il loro recupero. In base a quanto previsto dal principio contabile IAS 12 e dalle considerazioni formulate dall'ESMA nel documento del 15 luglio 2019, il suddetto giudizio di recuperabilità richiede un'attenta ricognizione di tutte le evidenze a supporto della probabilità di disporre in futuro di redditi imponibili sufficienti, tenuto anche conto delle circostanze che hanno generato le perdite fiscali, che andrebbero ricondotte a cause ben identificate, ritenute non ripetibili in futuro su basi ricorrenti.
Per tenere conto delle incertezze dello scenario macroeconomico e delle potenziali ripercussioni sulla stima dei flussi finanziari imponibili, ai fini del presente bilancio consolidato semestrale abbreviato il probability test è stato condotto, in linea con quanto effettuato per il bilancio 2024, con il metodo "Risk-adjusted profit approach", ossia scontando le previsioni sui futuri redditi imponibili sulla base di un fattore correttivo espressivo di un rischio specifico, coerente con la metodologia di determinazione del premio per il rischio ai fini del test di impairment delle attività immateriali a vita utile indefinita, che aumenta tanto più lontano è l'orizzonte temporale della stima dei flussi reddituali imponibili.
Sempre per fattorizzare l'aleatorietà correlata all'evoluzione dei flussi finanziari – in linea con quanto suggerito dalla dottrina per gli esercizi valutativi caratterizzati da incertezza – la stima dei futuri redditi imponibili è stata condotta sulla base di un approccio multiscenario.
In coerenza con l'ottica del probability test, le previsioni sui redditi imponibili sono state sviluppate sulla base delle ultime proiezioni reddituali 2025-2027 approvate dal Consiglio di Amministrazione l'11 febbraio 2025 e relative evoluzioni multiscenario elaborate nell'ambito del processo di autovalutazione dell'adeguatezza del capitale (ICAAP), non evidenziano alcun segnale di criticità rispetto alla recuperabilità di suddette DTA.
Da ultimo, si deve segnalare che la recuperabilità di tutte le DTA potrebbe essere negativamente influenzata da modifiche nella normativa fiscale vigente, non prevedibili allo stato attuale.
Nella sezione "Attività fiscali – Voce 110 e Voce 130 dell'attivo", contenuta nella "Parte B – Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato" delle presenti Note illustrative, viene fornita l'informativa sulla composizione delle attività per imposte anticipate, sulle verifiche condotte in merito alla loro recuperabilità, sulle analisi di sensitivity finalizzate a consentire un apprezzamento dell'orizzonte temporale di recupero delle stesse, in funzione di ragionevoli variazioni delle principali ipotesi ed assunzioni sottostanti.
Stima dei fondi per rischi e oneri
Le società facenti parte del Gruppo sono soggetti passivi in una vasta tipologia di cause legali e contenziosi fiscali e sono altresì esposte a numerose tipologie di passività potenziali. La complessità delle situazioni ed operazioni societarie che sono alla base dei contenziosi in essere, unitamente alle problematiche interpretative riguardanti la legislazione applicabile, richiedono significativi elementi di giudizio nella stima delle passività che potranno emergere al momento della definizione delle liti pendenti. Le difficoltà di valutazione interessano sia l'an sia il quantum, nonché i tempi di eventuale manifestazione della passività, e risultano particolarmente evidenti qualora il procedimento avviato sia nella fase iniziale e/o sia in corso la relativa istruttoria. La peculiarità dell'oggetto del contendere e la conseguente assenza di giurisprudenza riferita a vertenze paragonabili, nonché i diversi orientamenti espressi dagli organi giudicanti – sia ai vari livelli del procedimento contenzioso, sia da organi del medesimo livello a distanza di tempo – rendono difficile la valutazione delle passività potenziali, anche qualora siano disponibili le sentenze provvisorie emesse a seguito dei primi gradi di giudizio. L'esperienza storica dimostra che, in diversi casi, le decisioni assunte dai giudici nei primi gradi di giudizio sono state completamente sovvertite nei giudizi di appello o di cassazione e ciò sia a favore che a sfavore delle società del Gruppo. In tale contesto, la classificazione delle passività potenziali e la conseguente valutazione degli accantonamenti necessari sono basate su elementi di giudizio non oggettivi e che richiedono il ricorso a procedimenti di stima talvolta estremamente complessi. Non si può quindi escludere che, a seguito dell'emissione delle sentenze definitive, gli accantonamenti ai fondi rischi ed oneri stanziati a fronte delle passività potenziali connesse alle vertenze legali e fiscali possano rivelarsi carenti od eccedenti.
Per l'informativa sulle principali posizioni di rischio del Gruppo relative a controversie legali (azioni revocatorie e cause in corso) e a controversie fiscali nei confronti dell'Amministrazione Finanziaria, si fa rinvio alla sezione "Fondi del passivo – Voci 90 e 100" contenuta nella "Parte B – Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato" delle presenti Note illustrative.
In aggiunta, lo stanziamento ai fondi rischi ed oneri potrebbe rendersi necessario a seguito degli impegni assunti dal Gruppo in occasione della cessione di partecipazioni, rami d'azienda, portafogli creditizi deteriorati e correlati accordi di partnership. In particolare, i suddetti impegni si sostanziano nella previsione di meccanismi di protezione

e garanzia dell'investimento effettuato dalle controparti acquirenti. Tali meccanismi prevedono il riconoscimento, a favore dell'acquirente, di un indennizzo nell'ipotesi di mancato raggiungimento di determinati obiettivi commerciali, piuttosto che nell'ipotesi di dichiarazioni difformi sulla bontà delle informazioni e della documentazione dei crediti rispetto a quelle fornite in sede di cessione. A fronte dei suddetti impegni si rende necessario stimare il probabile esborso di risorse finanziarie, in funzione della ragionevole evoluzione degli obiettivi commerciali, tenuto anche conto dell'orizzonte temporale a disposizione affinché il Gruppo possa intraprendere le azioni correttive volte ad evitare il pagamento delle penali. Per gli impegni correlati alla cessione di crediti deteriorati, la quantificazione del fondo deve invece considerare l'evoluzione attesa degli esborsi correlati ai claims ricevuti dagli acquirenti a fronte di presunte violazioni delle garanzie contrattuali.
Per una più dettagliata illustrazione si fa rinvio a quanto contenuto nella sezione "Fondi del passivo – Voci 90 e 100" contenuta nella "Parte B – Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato - Passivo" delle presenti Note illustrative.
Determinazione del fair value degli immobili
Le politiche contabili del Gruppo prevedono che il patrimonio immobiliare sia valutato al fair value, secondo i criteri di misurazione stabiliti dal principio contabile IAS 40 per gli immobili detenuti a scopo di investimento o dal principio IAS 16 – ed in particolare del criterio del valore rideterminato – per gli immobili a uso funzionale, ossia per quelli utilizzati per le attività amministrative e/o commerciali. L'aggiornamento del fair value, in conformità ai requisiti stabiliti dal principio contabile IFRS 13, è supportato da apposita perizia rilasciata da primaria società, sulla base degli standard "RICS Valuation"1 .
In maggior dettaglio, per gli immobili ad uso investimento, le politiche contabili del Gruppo prevedono che l'aggiornamento del fair value sia condotto con frequenza annua, in occasione del bilancio al 31 dicembre, a meno di evidenze che rendano necessario una revisione anticipata o per gli immobili con un valore di bilancio superiore ai 10 milioni ove l'aggiornamento avviene con cadenza semestrale. Per gli immobili ad uso funzionale è invece possibile rideterminare il fair value con frequenza superiore all'anno; detta frequenza potrà dipendere dall'eventuale rilevazione di scostamenti significativi nelle quotazioni del mercato immobiliare, desunti sulla base di un'analisi di scenario, dalla rilevanza o dalle peculiarità distintive degli immobili. In particolare, per gli immobili ad uso strumentale l'aggiornamento peritale ricorre ogni due o tre anni a seconda che l'immobile abbia un valore rispettivamente superiore o inferiore a 3 milioni, a meno che l'analisi di scenario o gli specifici eventi siano tali da imporre una revisione anticipata.
In sede di redazione della presente Relazione, in linea con la policy aziendale, gli aggiornamenti hanno riguardato tutti gli immobili ad uso investimento con un valore di bilancio superiore a 10 milioni2 e quegli immobili interessati da alcuni eventi, verificatesi nel semestre, di potenziale impatto sul fair value (quali, ad esempio, revisioni contratti di locazione, accertamenti stato manutentivo, cambio di destinazione dell'immobile...).
In maggior dettaglio, nel corso del primo semestre 2025 sono stati complessivamente periziati n. 49 immobili (di cui n. 29 immobili relativi alla campagna di aggiornamento peritale al 30 giugno 2025) per un valore di bilancio ante valutazione pari a circa 440 milioni. Gli immobili periziati rappresentano circa il 24% del patrimonio immobiliare del Gruppo, tenuto anche conto degli immobili classificati in via di dismissione, il cui valore è stato rivisto per allinearlo ai prezzi di vendita pattuiti, come risultanti dalle delibere degli Organi e/o delle funzioni aziendali facoltizzati alla cessione. Se si considera il perimetro dei soli immobili ad uso investimento, il grado di copertura assicurato dall'aggiornamento peritale è di circa il 58%.
I suddetti aggiornamenti, supportati da perizia esterna, nonché gli adeguamenti ai valori di presunta cessione desunti dalle trattative di vendita in corso, hanno comportato nel primo semestre del 2024 un effetto economico complessivamente negativo per 4,2 milioni (26,0 milioni era l'effetto negativo registrato nel corrispondente periodo dello scorso esercizio).
Per gli immobili non classificati in via di dismissione, l'aggiornamento del fair value è stato determinato attraverso il ricorso ad apposite perizie predisposte da esperti qualificati ed indipendenti, nel rispetto dei criteri stabiliti dal principio IFRS 13 per la misurazione del fair value. Nell'ambito di un ventaglio di possibili approcci valutativi consentiti dal citato principio, la selezione di una determinata metodologia valutativa, così come la selezione di determinati
1 Standard contenuti nel documento "RICS Valuation – Global Standard 2017" della Royal Institution of Chartered Surveyors del Regno Unito (anche detto "Red Book").
2 La soglia dei 10 milioni è applicata anche per gli immobili avente una destinazione mista, ossia utilizzata sia per scopo di investimento sia per uso funzionale.

parametri e/o assunzioni di stima, possono influenzare, in modo significativo, la determinazione del fair value, tenuto anche conto delle specificità e delle caratteristiche distintive dell'oggetto da valutare.
Con particolare riferimento ai terreni e alle iniziative di sviluppo immobiliare, il loro valore è tradizionalmente molto volatile e suscettibile di rapidi cambiamenti. Tali asset si rivolgono, infatti, ad una specifica tipologia di acquirenti e possono subire impatti significativi dovuti a diversi fattori, quali variazioni dei costi di costruzione, disponibilità e costo dei finanziamenti per lo sviluppo, fluttuazione di domanda e offerta del prodotto, a loro volta significativamente influenzati dalla volatilità dello scenario macroeconomico di riferimento.
Tra le assunzioni significative, ai fini della misurazione del fair value, vi è la valutazione su quale sia il massimo e migliore utilizzo degli immobili (highest and best use), definito come la condizione che tra tutti gli usi ragionevolmente fattibili sia in grado di conferire il massimo valore alla proprietà. A tal riguardo, la valutazione al fair value degli immobili strumentali ha assunto a riferimento una continuità del loro utilizzo da parte del Gruppo in un prevedibile futuro, in quanto strettamente funzionali alle attività commerciali ed amministrative. In maggior dettaglio, è stato ipotizzato che il Gruppo continui ad occupare gli immobili sulla base di un contratto di locazione conforme alle ordinarie prassi di mercato, avente durata di 12 anni (6+6 anni), con decorrenza coincidente con la data di valutazione.
Margini di soggettività esistono inoltre nell'individuazione del perimetro degli immobili ad uso strumentale per i quali si ritiene necessario aggiornare le perizie, in funzione della capacità di cogliere eventuali significativi scostamenti di valore nelle quotazioni del mercato immobiliare che rendano opportuna la richiesta di una valutazione aggiornata.
Alla luce di quanto sopra esposto, non si può escludere che l'utilizzo di metodologie o parametri di stima differenti influenzati dalle previsioni relative agli scenari di riferimento del mercato immobiliare rilevanti per il Gruppo, nonché dalle strategie con cui il Gruppo potrà gestire il patrimonio immobiliare, anche attraverso dismissioni di portafogli – possa condurre a valutazioni differenti rispetto a quelle effettuate per il bilancio semestrale abbreviato al 30 giugno 2025, con conseguenti impatti negativi sulla situazione patrimoniale ed economica del Gruppo.
Per ulteriori dettagli si fa rinvio alla sezione "Attività materiali – Voce 90" contenuto nella "Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato" delle presenti Note illustrative.
Stima delle obbligazioni relative ai benefici a favore dei dipendenti
La determinazione delle passività associate ai benefici a favore dei dipendenti, con particolare riferimento ai piani a benefici definiti ed ai benefici a lungo termine, implica un certo grado di complessità; le risultanze delle valutazioni dipendono, in larga misura, dalle ipotesi attuariali utilizzate di natura sia demografica (quali tassi di mortalità e di turnover dei dipendenti) sia finanziaria (quali tassi di attualizzazione e tassi di inflazione). E' quindi fondamentale il giudizio espresso dal management nella selezione delle basi tecniche più opportune per la valutazione della fattispecie, che risulta influenzato dal contesto socio-economico in cui il Gruppo si trova ad operare, nonché dall'andamento dei mercati finanziari.
In particolare, per i benefici ai dipendenti rappresentati dal fondo trattamento di fine rapporto (TFR) e dai fondi di quiescenza a benefici definiti, le variazioni intervenute nel primo semestre 2025 nelle ipotesi attuariali (demografiche e finanziarie), nonché l'effettiva esperienza rilevata rispetto alle previsioni iniziali, hanno comportato una riduzione complessiva delle passività pari a 2,4 milioni (di cui 0,6 milioni per il fondo TFR e 1,8 milioni per i fondi di quiescenza a benefici definiti).
Detta riduzione, che al netto dell'effetto fiscale ammonta a 1,8 milioni, è rilevata in contropartita di una componente positiva reddituale nel prospetto della redditività complessiva (voce "70. Piani a benefici definiti"); la corrispondente componente reddituale registrata nel primo semestre del 2024 era positiva per 3,2 milioni.
L'illustrazione delle principali ipotesi attuariali, unitamente all'analisi di sensitività delle passività rispetto alle ipotesi attuariali ritenute più significative, è fornita nella sezione "Fondi del passivo – Voci 90 e 100" contenuta nella "Parte B – Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato" delle presenti Note illustrative.
Stima delle passività assicurative per impegni verso gli assicurati
Per le compagnie assicurative del Gruppo, la misurazione delle riserve tecniche previste dalla normativa assicurativa a presidio degli impegni verso gli assicurati richiede lo sviluppo di una serie di ipotesi demografiche e finanziarie, in grado di influenzare in modo significativo l'ammontare delle passività assicurative.

In particolare, la valutazione delle passività assicurative è influenzata dai rischi tipici del settore, i quali sono opportunamente analizzati e valutati secondo quanto previsto dal framework normativo "Solvency II"; una rappresentazione degli stessi è fornita nella "Relazione sulla Solvibilità e condizione finanziaria" pubblicata annualmente dalle Compagnie.
In maggior dettaglio, i principali rischi relativi al business Vita sono rappresentati dalla modifica delle ipotesi di mortalità e longevità, dall'imprevedibilità delle scelte degli assicurati, nonché dalle incertezze relative alla crescita dei tassi di inflazione e dal conseguente aumento delle spese future. In aggiunta, ai fini della misurazione delle riserve, particolare rilevanza assumono le ipotesi utilizzate per la determinazione dei tassi di sconto, nonché i metodi di misurazione dell'aggiustamento per il rischio non finanziario.
Alla luce di quanto sopra illustrato non è possibile escludere che il verificarsi di eventi di rischio differenti rispetto a quelli ipotizzati in sede di costruzione delle tariffe e/o di bilancio possa influenzare l'ammontare degli impegni nei confronti degli assicurati e conseguentemente la stima della passività di bilancio.
Da ultimo, il valore della suddetta passività può risultare influenzato dagli approcci valutativi adottati nell'ambito di quelli consentiti dal principio IFRS 17 sui contratti assicurativi; non è quindi possibile escludere che il ricorso a metodologie alternative possa condurre ad una diversa stima degli impegni verso gli assicurati.
Attività ispettive in corso da parte dell'Organo di Vigilanza
Nell'ambito dell'ordinario ciclo ispettivo da parte dell'Organo di Vigilanza, alla data della presente Relazione finanziaria, sono in corso alcune attività ispettive su specifici ambiti. Per le ispezioni terminate, a fronte delle raccomandazioni o decisioni contenute nelle cosiddette "Decision" o "Final follow-up letter", sono in corso, da parte del Gruppo, le opportune azioni di rimedio. Per ulteriori dettagli si fa rinvio al paragrafo "Attività ispettive e procedimenti delle Autorità di Vigilanza" contenuto nella Relazione intermedia sulla gestione.
Sebbene gli elementi informativi acquisiti nelle ispezioni in corso siano stati attentamente considerati dal Gruppo al fine di valutare eventuali implicazioni sulle stime di bilancio, non è possibile escludere che le modifiche dei processi che potrebbero essere implementate a fronte delle eventuali richieste o raccomandazioni finali dell'Organo di Vigilanza, così come l'emersione di nuovi elementi informativi non noti alla data della presente Relazione, siano tali da incidere prospetticamente sulle valutazioni di bilancio. Lo stesso dicasi in relazione alle azioni di rimedio in corso, in quanto gli eventuali affinamenti nelle metodologie o nei processi valutativi potrebbero impattare prospetticamente sulle stime di bilancio.
§§§
L'illustrazione dei processi valutativi sopra indicati viene fornita al solo fine di consentire al lettore una migliore comprensione delle principali aree di incertezza, ma non è intesa in alcun modo a suggerire che assunzioni alternative, allo stato attuale, possano essere più appropriate.
Ad ogni modo, al fine di consentire un apprezzamento degli eventuali effetti negativi sul bilancio correlati ai suddetti fattori di incertezza, nelle presenti Note illustrative, per le principali voci di bilancio soggette a stima (recuperabilità delle attività immateriali a vita utile indefinita, recuperabilità delle attività per imposte anticipate, perdite attese su esposizioni non deteriorate, passività per benefici a prestazioni definite a favore dei dipendenti) viene fornita, nelle specifiche sezioni, l'informativa delle principali ipotesi ed assunzioni utilizzate nella stima, nonché un'analisi di sensitività rispetto ad ipotesi alternative.
Dichiarazione di continuità aziendale
Con riferimento a quanto richiesto da Banca d'Italia, Consob e Isvap nel Documento Congiunto n.4 del 3 marzo 2010, la Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2025 è stata predisposta nel presupposto della continuità aziendale.
A tal proposito, gli Amministratori ritengono che non siano emersi rischi ed incertezze tali da far sorgere dubbi riguardo alla continuità aziendale, giudicando che il Gruppo abbia la ragionevole aspettativa di poter continuare ad operare in un futuro prevedibile.

Ai fini dell'espressione del suddetto giudizio, gli Amministratori hanno peraltro valutato gli effetti conseguenti alle incertezze correlate allo scenario macroeconomico di riferimento, tenuto conto anche delle tensioni geopolitiche in atto, che ragionevolmente potrebbero comportare ricadute negative sui futuri risultati aziendali. L'entità di tali effetti è tuttavia ritenuta tale da non indurre incertezze sul punto della continuità aziendale, anche in considerazione della solidità, attuale e prospettica, nella struttura patrimoniale e finanziaria del Gruppo.
Per l'informativa sui rischi e sui relativi presidi del Gruppo si fa rinvio a quanto contenuto nella "Parte E – Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura" delle presenti Note illustrative.
Area e metodi di consolidamento
(A) Società controllate
Il bilancio consolidato semestrale abbreviato comprende le risultanze patrimoniali ed economiche della Capogruppo Banco BPM S.p.A. e delle sue entità controllate dirette e indirette, incluse le entità strutturate, ai sensi di quanto previsto dal principio contabile IFRS 10.
In base al citato principio, il requisito del controllo è alla base del consolidamento di tutti i tipi di entità, incluse quelle strutturate, e si realizza qualora siano contemporaneamente presenti i seguenti tre requisiti in capo all'investitore:
- potere di decisione sulle attività rilevanti dell'entità;
- esposizioni, o diritti, ai rendimenti variabili derivanti dal rapporto con l'entità;
- capacità di esercitare il proprio potere per incidere sull'ammontare dei suoi rendimenti, per effetto del suo rapporto con l'entità (collegamento tra potere e rendimenti).
Più in dettaglio, l'IFRS 10 stabilisce che, per detenere il controllo, l'investitore debba avere la capacità di dirigere le attività rilevanti dell'entità, per effetto di un diritto giuridico o per una mera situazione di fatto, ed essere altresì esposto alla variabilità dei risultati che derivano da tale potere.
Alla luce dei riferimenti normativi sopra illustrati, il Gruppo deve pertanto consolidare tutti i tipi di entità qualora siano soddisfatti tutti e tre i requisiti del controllo.
Generalmente, quando un'entità è diretta per il tramite dei diritti di voto, il controllo deriva dalla detenzione di più della metà di tali diritti.
Negli altri casi, la determinazione dell'area di consolidamento richiede di considerare tutti i fattori e le circostanze che conferiscono all'investitore la capacità pratica di condurre unilateralmente le attività rilevanti dell'entità (controllo di fatto). A tal fine risulta necessario considerare un insieme di fattori, quali, a mero titolo di esempio:
- lo scopo ed il disegno dell'entità;
- l'individuazione delle attività rilevanti e di come sono gestite;
- qualsiasi diritto detenuto tramite accordi contrattuali che attribuiscono il potere di governare le attività rilevanti, quali il potere di determinare le politiche finanziarie e gestionali dell'entità, il potere di esercitare la maggioranza dei diritti di voto nell'organo deliberativo o il potere di nominare o di rimuovere la maggioranza dell'organo con funzioni deliberative;
- eventuali diritti di voto potenziali esercitabili e considerati sostanziali (compresi quelli incorporati in opzioni, clausole di way out, o strumenti convertibili in azioni);
- coinvolgimento nell'entità nel ruolo di agente o di principale;
- la natura e la dispersione di eventuali diritti detenuti da altri investitori.
I diritti di voto potenziali sono considerati sostanziali qualora siano soddisfatte tutte le seguenti condizioni:
- siano immediatamente esercitabili o comunque lo siano in tempo utile per l'assemblea societaria;
- non vi siano barriere legali o economiche all'esercizio;
- l'esercizio sia economicamente conveniente.
Di seguito si forniscono considerazioni di maggiore dettaglio sul perimetro delle entità controllate in via esclusiva al 30 giugno 2025 separatamente tra le società governate attraverso diritti di voto e le entità strutturate.

Società governate mediante diritti di voto
Con riferimento alla situazione del Gruppo esistente al 30 giugno 2025, sono considerate controllate in via esclusiva tutte le società di cui si detiene la maggioranza dei diritti di voto nell'assemblea ordinaria, in quanto non sono state individuate evidenze che altri investitori abbiano la capacità pratica di dirigere le attività rilevanti.
Per le società di cui si possiede la metà o una quota inferiore dei diritti di voto, al 30 giugno 2025 non è stato individuato alcun accordo, clausola statutaria, diritto potenziale o altra situazione in grado di attribuire al Gruppo la capacità pratica di governare unilateralmente le attività rilevanti.
Entità strutturate consolidate
Il controllo delle entità strutturate, ossia delle entità per le quali i diritti di voto non sono considerati rilevanti per stabilire il controllo, è ritenuto esistere laddove il Gruppo disponga dei diritti contrattuali di gestire le attività rilevanti dell'entità e risulti esposto ai rendimenti variabili delle stesse.
Su tali basi, le entità strutturate che sono state consolidate nel bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2025, sono rappresentate dalle società veicolo create per la realizzazione di operazioni di cartolarizzazione originate dal Gruppo con finalità di funding (auto-cartolarizzazione), come illustrato nella Parte E delle presenti Note illustrative, e da alcuni fondi comuni di investimento detenuti e gestiti dal Gruppo.
In particolare, per i veicoli di cartolarizzazione, gli elementi ritenuti rilevanti ai fini dell'identificazione del controllo e del conseguente consolidamento sono rappresentati da:
- lo scopo di tali veicoli;
- l'esposizione ai risultati dell'operazione;
- la capacità di strutturare le operazioni e di dirigere le attività rilevanti e assumere le decisioni critiche per mezzo di contratti di servicing;
- l'abilità di disporre della loro liquidazione.
Per l'illustrazione degli effetti del consolidamento dei patrimoni separati delle società veicolo delle cartolarizzazioni originate dal Gruppo, a fronte delle operazioni che non hanno comportato alcuna "derecognition" delle attività trasferite dai bilanci separati si fa rinvio a quanto descritto nella Relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2024, "A.2 – Parte relativa alle principali voci di bilancio", paragrafo "16 – Altre informazioni, Cartolarizzazioni tradizionali- cancellazione dal bilancio delle attività finanziarie cedute".
Per le entità strutturate rappresentate dai fondi comuni di investimento e assimilabili, si ritiene che il Gruppo agisca in veste di "principale", e quindi controlli il fondo, con conseguente consolidamento dello stesso, se in capo al Gruppo siano verificate contemporaneamente le seguenti condizioni:
- abbia il potere di dirigere le attività rilevanti, qualora:
- agisca come gestore del fondo e non sussistano diritti sostanziali di destituzione da parte di altri investitori; o
- abbia un diritto sostanziale di rimuovere il gestore del fondo (esterno al Gruppo) senza giusta causa o per cause imputabili alle performance dei fondi; o
- la governance del fondo sia tale da consentire al Gruppo di governare in modo sostanziale le attività rilevanti;
- abbia un'esposizione significativa ai rendimenti variabili del fondo, attraverso la detenzione diretta di quote ritenute significative, in aggiunta a qualsiasi altra forma di esposizione correlata ai risultati economici del fondo;
- sia in grado di influenzare tali rendimenti attraverso l'esercizio del potere, qualora:
- sia il gestore del fondo;
- abbia un diritto sostanziale di rimozione del gestore del fondo (esterno al Gruppo);
- abbia un diritto di partecipare ai Comitati del fondo, tali da attribuire al Gruppo la capacità giuridica e/o pratica di controllare le attività svolte dal gestore.
Alla luce della suddetta policy, nell'area di consolidamento al 30 giugno 2025 hanno fatto ingresso i fondi "Anima Valore Obbligazionario" e "Private Equity Opportunities", in quanto trattasi di fondi gestiti dal Gruppo ed interamente detenuti dallo stesso.
In maggior dettaglio, il fondo "Anima Valore Obbligazionario" è un fondo aperto armonizzato sottoscritto da Banco BPM nell'esercizio 2020 e gestito da Anima SGR, società divenuta controllata a partire dall'11 aprile 2025. Al 30

giugno 2025 le attività nette del fondo ammontano a circa 415 milioni, principalmente rappresentate da titoli di stato e da obbligazioni bancarie. Tale consolidamento non ha comportato alcun impatto sul patrimonio netto e sul risultato complessivo; il fondo e le relative competenze economiche sono stati infatti sostituiti dalle attività sottostanti e dalle relative contribuzioni economiche, complessivamente per i medesimi ammontari.
Il fondo "Private Equity Opportunities" è un fondo di investimento alternativo (FIA), interamente sottoscritto dalla Capogruppo nel corso del secondo trimestre del 2025 e gestito dalla controllata Banco BPM Invest SGR. Più in particolare, trattasi di un fondo di fondi sottoscritto dalla Capogruppo a seguito del conferimento in natura di n. 25 fondi di private equity aventi vintage 2015-2019, già detenuti in portafoglio per un valore complessivamente pari a 122,9 milioni. Il consolidamento di tale fondo non ha avuto alcun impatto sulla situazione patrimoniale e consolidata del Gruppo, in quanto ha comportato una mera sostituzione, nell'ambito della voce delle "Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value con impatto a conto economico", del fondo "Private Equity Opportunities" con i fondi sottostanti, per i medesimi valori.
Con riferimento alle quote di OICR detenute alla data del 30 giugno 2025 dalle compagnie di assicurazione non è stato identificato alcun OICR per il quale il Gruppo detiene il controllo, anche a seguito dell'acquisizione di Anima Holding e delle sue controllate. Trattasi infatti di attività sottostanti ai contratti assicurativi emessi, per le quali gli utili e le perdite devono essere riconosciuti agli assicurati; l'esposizione in capo al Gruppo è limitata alle commissioni, il cui peso risulta non essere significativo rispetto ai rendimenti del fondo.
Metodo di consolidamento integrale
Le entità controllate sono oggetto di consolidamento a partire dalla data in cui il Gruppo acquisisce il controllo, secondo il metodo dell'acquisto ("purchase method"), e cessano di essere consolidate dal momento in cui viene a mancare una situazione di controllo; per i dettagli si fa rinvio alla Relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2024 sezione "A.2 – Parte relativa alle principali voci di bilancio" paragrafo "16 – Aggregazioni aziendali, avviamento e modifiche interessenze azionarie".
Il consolidamento integrale consiste nell'acquisizione "linea per linea" degli aggregati di stato patrimoniale e di conto economico delle entità controllate. Ai fini del consolidamento, il valore contabile delle interessenze partecipative detenute dalla Capogruppo o dalle altre società del Gruppo è eliminato, a fronte dell'assunzione delle attività e delle passività delle partecipate, in contropartita della corrispondente frazione di patrimonio netto di pertinenza del Gruppo e della quota di spettanza di terzi, tenuto altresì conto dell'allocazione del costo in sede di acquisizione del controllo (cosiddetto "Purchase Price Allocation").
Per le società controllate e governate dai diritti di voto, la quota di terzi relativa al patrimonio, al risultato dell'esercizio e alla redditività complessiva è oggetto di rappresentazione separata nei rispettivi schemi di bilancio consolidato (rispettivamente nelle voci: "190. Patrimonio di pertinenza di terzi", "340. Utile (Perdita) d'esercizio di pertinenza di terzi", "220. Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi").
Per le entità strutturate rappresentate dai veicoli di cartolarizzazione e dai fondi comuni di investimento consolidati, al 30 giugno 2025 non sussiste alcuna quota di terzi da evidenziare nel passivo e nel risultato, trattandosi di entità interamente detenute dal Gruppo.
I costi e i ricavi dell'entità controllata sono inclusi nel consolidato a partire dalla data di acquisizione del controllo. I costi e i ricavi di una controllata ceduta sono inclusi nel conto economico fino alla data di cessione; la differenza tra il corrispettivo della cessione ed il valore contabile delle attività nette della stessa è oggetto di rilevazione nella voce di conto economico "280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti". In presenza di una cessione parziale dell'entità controllata che non determina la perdita di controllo, la differenza tra il corrispettivo della cessione ed il relativo valore contabile viene rilevata in contropartita del patrimonio netto.
Le attività, le passività, le operazioni fuori bilancio, i proventi e gli oneri relativi a transazioni intercorse tra imprese consolidate vengono integralmente eliminati.
La situazione patrimoniale – finanziaria e il risultato economico delle società consolidate la cui moneta di conto è diversa dall'euro vengono convertiti sulla base delle seguenti regole:
- le attività e le passività patrimoniali vengono convertite al tasso di cambio di fine periodo;
- i ricavi e i costi di conto economico vengono convertiti ai tassi di cambio medi del periodo.

Tutte le differenze di cambio derivanti dalla conversione vengono rilevate in una specifica riserva da valutazione del patrimonio netto. Le variazioni di valore della riserva da valutazione per differenze di cambio figurano nel Prospetto della redditività complessiva. La suddetta riserva viene eliminata con contestuale addebito/accredito a conto economico al momento dell'eventuale cessione della partecipazione estera. La dismissione può avvenire per vendita, liquidazione, rimborso del capitale.
Ai fini della predisposizione del bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2025, tutte le società controllate in via esclusiva hanno predisposto una situazione patrimoniale ed economica redatta in conformità ai principi contabili del Gruppo.
Le partecipazioni in via di dismissione sono trattate in conformità al principio contabile internazionale di riferimento IFRS 5, che disciplina il trattamento delle attività non correnti destinate alla vendita. In tal caso, le attività e le passività in via di dismissione vengono ricondotte nelle voci di stato patrimoniale "120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione" e "70. Passività associate ad attività in via di dismissione".
Qualora la dismissione in corso dell'investimento partecipativo sia configurabile quale attività operativa cessata (cosiddetta "discontinued operations" ai sensi dell'IFRS 5), i relativi proventi ed oneri sono esposti nel conto economico, al netto dell'effetto fiscale, nella voce "320. Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte". Diversamente, il contributo della partecipata è esposto nel conto economico "linea per linea". Per ulteriori dettagli si fa rinvio a quanto illustrato nel paragrafo "8 – Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione" contenuto nella "A.2 – Parte relativa alle principali voci di bilancio" della Relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2024.
Nel caso in cui il fair value delle attività e delle passività in via di dismissione, al netto dei costi di vendita, dovesse risultare inferiore al valore di carico, si procede ad effettuare una rettifica di valore da imputare a conto economico.
(B) Partecipazioni in imprese controllate in modo congiunto e sottoposte a influenza notevole
Sono considerate società collegate, cioè sottoposte a influenza notevole, le società non controllate in cui si esercita un'influenza significativa. Si presume che la società eserciti un'influenza significativa in tutti i casi in cui detiene il 20% o una quota superiore dei diritti di voto e, indipendentemente dalla quota posseduta, qualora sussista il potere di partecipare alle decisioni gestionali e finanziarie delle partecipate, in virtù di particolari legami giuridici, quali patti parasociali, aventi la finalità per i partecipanti al patto di assicurare la rappresentatività negli organi di gestione e di salvaguardare l'unitarietà di indirizzo della gestione, senza tuttavia averne il controllo.
Le partecipazioni in imprese controllate in modo congiunto e sottoposte a influenza notevole vengono valutate in base al metodo del patrimonio netto, sulla base dei più recenti bilanci disponibili della società collegata/sottoposta a controllo congiunto, opportunamente rettificati per tenere conto di eventuali eventi o transazioni significative; per l'illustrazione dei criteri di classificazione, iscrizione, valutazione, cancellazione si fa rinvio alla parte "A.2 – Parte relativa alle principali voci di bilancio" – "5. Partecipazioni" della Relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2024.

Partecipazioni in società controllate in via esclusiva
Nella seguente tabella sono elencate le partecipazioni in società controllate in via esclusiva. Per le informazioni sui rapporti partecipativi in imprese sottoposte a controllo congiunto e ad influenza notevole da parte del Gruppo Banco BPM si fa rinvio a quanto contenuto nella Sezione Partecipazioni delle presenti Note illustrative.
| Sede operativa | Sede legale | Tipo di rapporto (1) |
Rapporto di partecipazione | Disponib. | ||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Denominazioni imprese | Impresa partecipante Quota % voti % (2) | |||||
| Banco BPM S.p.A. | Verona | Milano | Capogruppo | |||
| 1. Agriurbe S.r.l. in liquidazione | Milano | Milano | 1 | Banco BPM | 100,000% 100,000% | |
| Capitale sociale euro 10.000,00 | ||||||
| 2. Aletti Fiduciaria S.p.A. | Milano | Milano | 1 | Banca Aletti | 100,000% 100,000% | |
| Capitale sociale euro 1.040.000,00 | ||||||
| 3. Anima Holding S.p.A. | Milano | Milano | 1 | Banco BPM Vita | 89,949% | 89,949% |
| Capitale sociale euro 7.421.605,63 | ||||||
| 4. Anima SGR S.p.A. | Milano | Milano | 1 | Anima Holding | 100,000% 100,000% | |
| Capitale sociale euro 23.793.000,00 | ||||||
| 5. Anima Alternative SGR S.p.A. | Milano | Milano | 1 | Anima Holding | 100,000% 100,000% | |
| Capitale sociale euro 3.000.000,00 | ||||||
| 6. Banca Akros S.p.A. | Milano | Milano | 1 | Banco BPM | 100,000% 100,000% | |
| Capitale sociale euro 39.433.803,00 | ||||||
| 7. Banca Aletti S.p.A. | Milano | Milano | 1 | Banco BPM | 100,000% 100,000% | |
| Capitale sociale euro 121.163.538,96 | ||||||
| 8. Banca Aletti & C. (Suisse) S.A. | CH - Lugano | CH - Lugano | 1 | Banca Aletti | 100,000% 100,000% | |
| Capitale sociale CHF 35.000.000 | ||||||
| 9. Banco BPM Invest SGR S.p.A. | Milano | Milano | 1 | Banco BPM | 100,000% 100,000% | |
| Capitale sociale euro 2.500.000,00 | ||||||
| 10. Banco BPM Vita S.p.A. | Milano | Milano | 1 | Banco BPM | 100,000% | 100,000% |
| Capitale sociale euro 2.099.125.000,00 | ||||||
| 11. BBPM Life DAC | Dublino | Dublino | 1 | Vera Vita | 100,000% 100,000% | |
| Capitale sociale euro 802.884,81 | ||||||
| 12. Bipielle Bank (Suisse) S.A. in liquidazione | CH - Lugano | CH - Lugano | 1 | Banco BPM | 100,000% 100,000% | |
| Capitale sociale CHF 7.550.000 | ||||||
| 13. BPM Covered Bond S.r.l. | Roma | Roma | 1 | Banco BPM | 80,000% | 80,000% |
| Capitale sociale euro 10.000,00 | ||||||
| 14. BPM Covered Bond 2 S.r.l. | Roma | Roma | 1 | Banco BPM | 80,000% | 80,000% |
| Capitale sociale euro 10.000,00 | ||||||
| 15. BP Covered Bond S.r.l. | Milano | Milano | 1 | Banco BPM | 60,000% | 60,000% |
| Capitale sociale euro 10.000,00 | ||||||
| 16. BRF Property S.p.A. | Parma | Parma | 1 | Banco BPM | 99,000% | 99,000% |
| Capitale sociale euro 2.000.000,00 | ||||||
| 17. Castello SGR S.p.A. | Milano | Milano | 1 | Anima Holding | 80,000% | 80,000% |
| Capitale sociale euro 4.801.506,000 | ||||||
| 18. Ge.Se.So. S.r.l. | Milano | Milano | 1 | Banco BPM | 100,000% 100,000% | |
| Capitale sociale euro 10.329,00 | ||||||
| 19. Kairos Partners SGR S.p.A. | Milano | Milano | 1 | Anima Holding | 100,000% 100,000% | |
| Capitale sociale euro 5.084.124,00 | ||||||
| 20. Lido dei Coralli S.r.l. | Sassari | Sassari | 1 | Banco BPM | 100,000% 100,000% | |
| Capitale sociale euro 10.000,00 | ||||||
| 21. Oaklins Italy S.r.l. | Milano | Milano | 1 | Banca Akros | 100,000% 100,000% | |
| Capitale sociale euro 109.000,00 | ||||||
| 22. Partecipazioni Italiane S.p.A. in liquidazione | Milano | Milano | 1 | Banco BPM | 99,966% 100,000% | |
| Capitale sociale euro 350.000,00 | ||||||
| 23. Sagim S.r.l. Società Agricola | Asciano (SI) | Asciano (SI) | 1 | Agriurbe | 100,000% 100,000% | |
| Capitale sociale euro 7.746.853,00 |

| Tipo di | Rapporto di partecipazione | Disponib. | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Denominazioni imprese | Sede operativa | Sede legale | rapporto (1) |
Impresa partecipante Quota % voti % (2) | |||
| 24. Sirio Immobiliare S.r.l. | Lodi | Lodi | 1 | Banco BPM | 100,000% 100,000% | ||
| Capitale sociale euro 10.000,00 | |||||||
| 25. Terme Ioniche S.r.l. | Cosenza | Lodi | 1 | Banco BPM | 100,000% 100,000% | ||
| Capitale sociale euro 881.924,00 | |||||||
| 26. Vera Vita S.p.A. | Milano | Milano | 1 | Banco BPM Vita | 100,000% 100,000% | ||
| Capitale sociale euro 219.600.005,00 | |||||||
| 27. Vita S.r.l. | Milano | Milano | 1 | Castello SGR | 76,050% | 76,050% | |
| Capitale sociale euro 17.841,00 | |||||||
| 28. BPL Mortgages S.r.l. (**) | Conegliano V. (TV) Conegliano V. (TV) | 4 | - | 0,000% | |||
| Capitale sociale euro 12.000,00 | |||||||
| 29. ProFamily SPV S.r.l. (**) | Conegliano V. (TV) Conegliano V. (TV) | 4 | - | 0,000% | |||
| Capitale sociale euro 10.000,00 | |||||||
| 30. Anima Valore Obbligazionario (***) | Milano | Milano | 4 | Banco BPM | 99,970% | ||
| Anima SGR | 0,030% | ||||||
| 31. Private Equity Opportunity (***) | Milano | Milano | 4 | Banco BPM | 100,000% |
(1) Tipo di rapporto:
1 = maggioranza dei diritti di voto nell'assemblea ordinaria
4 = altre forme di controllo
(2) Disponibilità voti nell'assemblea ordinaria, distinguendo tra effettivi e potenziali.
(*) Società in dismissione ai sensi dell'IFRS 5.
(**) Società veicolo di operazioni di cartolarizzazione originate dal Gruppo.
(***) Fondi gestiti dal Gruppo ed interamente detenuti dallo stesso.
Variazioni dell'area di consolidamento
Le variazioni nel perimetro di consolidamento rispetto alla situazione al 31 dicembre 2024 sono riportate nelle tabelle seguenti:
| Società consolidate integralmente | |
|---|---|
| Entrate: | |
| Società entrate per acquisizione controllo (OPA Anima Holding) | |
| Anima Holding S.p.A. | 89,949% |
| Anima SGR S.p.A. | 100,000% |
| Anima Alternative SGR S.p.A. | 100,000% |
| Castello SGR S.p.A. | 80,000% |
| Kairos Partners SGR S.p.A. | 100,000% |
| Vita S.r.l. | 76,050% |
| Fondi gestiti dal Gruppo ed interamente detenuti dallo stesso | |
| Anima Valore Obbligazionario | 100,000% |
| Private Equity Opportunity | 100,000% |
| Uscite: | |
| Società uscite per operazioni di cessione | |
| Burgos Leasco S.r.l. | 100,000% |
| Tago LeaseCo S.r.l. | 100,000% |
| P.M.G. S.r.l. in liquidazione | 84,000% |

| Società consolidate con il metodo del patrimonio netto | |
|---|---|
| Società uscita per acquisizione controllo (OPA Anima Holding) | |
| Anima Holding S.p.A. | 21,937% |
| Società entrata per operazione di acquisizione (OPA Anima Holding) | |
| GEM Hospitality S.r.l. (*) | 80,000% |
| Società uscita per operazione di cessione |
SelmaBipiemme Leasing S.p.A. 40,000%
(*) Si precisa che la partecipazione nella società GEM Hospitality S.r.l., costituita nel 2024 da Vita Srl e FIA Immobiliare GEM FUND (gestito da Castello SGR) con lo scopo di gestire le attività accessorie del fondo stesso, non rientra nel perimetro di consolidamento integrale. Le analisi dei patti parasociali e dei contratti in essere, supportate da pareri legali, si sono concluse per la non sussistenza del requisito del controllo ma dell'influenza significativa.
Per maggiori dettagli sulle operazioni riportate nelle tabelle precedenti e sull'ingresso nel perimetro di consolidamento delle società controllate e collegate del Gruppo Anima si fa rinvio alla sezione dedicata ai fatti di rilievo del periodo della Relazione intermedia sulla gestione e alla "Parte G – Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d'azienda" delle presenti Note Illustrative.
Da ultimo, a partire dal 30 giugno 2025 risultano consolidati anche le entità strutturate rappresentate dalle quote interamente detenute nei fondi "Anima Valore Obbligazionario" e "Private Equity Opportunities", come sopra illustrato.
Eventi successivi alla chiusura del semestre
Di seguito vengono evidenziati gli eventi significativi intervenuti nel periodo compreso tra la data di riferimento della relazione semestrale (30 giugno 2025) e la data di approvazione della stessa da parte del Consiglio di Amministrazione (5 agosto 2025). Tali eventi non hanno reso necessaria alcuna rettifica dei saldi in bilancio, ai sensi del principio contabile IAS 10.
Offerta pubblica di scambio volontaria promossa da UniCredit su azioni Banco BPM
L'evoluzione intervenuta dopo la chiusura del semestre dell'Offerta pubblica di scambio volontaria promossa da UniCredit su azioni Banco BPM è dettagliatamente illustrata nella sezione dedicata ai fatti di rilievo della Relazione intermedia sulla gestione, cui si fa pertanto rinvio.
Ricorso dell'Avvocatura Generale dello Stato alla Corte di Cassazione per la revoca della sentenza sulla vertenza fiscale relativa al periodo d'imposta 2005
La Corte di Cassazione con la propria sentenza depositata il 16 gennaio 2025 aveva accolto il ricorso originario della Banca, annullando definitivamente gli avvisi di accertamento notificati all'ex Banco Popolare nel 2011 e relativi alla presunta indeducibilità di alcuni costi relativi all'esercizio 2005 (ex Banca Popolare Italiana).
Non potendo essere impugnata con i mezzi ordinari, la suddetta sentenza ha carattere definitivo e, per effetto della medesima, la Banca ha ottenuto l'integrale restituzione dei 199,8 milioni versati a titolo provvisorio in pendenza del giudizio definitivo, oltre a 35,9 milioni di interessi che sono stati accreditati al conto economico del primo trimestre 2025.
Il 16 luglio 2025, l'Avvocatura Generale dello Stato, per conto dell'Agenzia delle Entrate, ha notificato alla Banca il ricorso presentato alla Corte di Cassazione per la revoca della suddetta sentenza.
Il ricorso per revocazione di una sentenza, previsto dall'articolo 391-bis del Codice di Procedura Civile (CPC), ha carattere eccezionale e la sua ammissibilità è limitata a specifici casi, tra i quali quando la sentenza è l'effetto di un errore di fatto risultante dagli atti o documenti della causa.
Sulla base dell'analisi condotta, si ritiene che il ricorso notificato sia infondato ed inammissibile.
La Banca presenterà il proprio controricorso nei termini di legge (entro il 25 settembre 2025).
Procedimento avviato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano
In data 16 luglio 2025, nell'ambito di un procedimento avviato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano (iscritto al nr. 7523/2024 r.g.n.r.) nei confronti di numerosi soggetti rispetto ad attività di sviluppo immobiliare nel Comune di Milano, si è appreso che è stato notificato a Giampiero Schiavo, legale rappresentante della controllata

di Anima Holding, Castello SGR, nonché alla stessa Castello SGR, un decreto di sequestro della documentazione relativa allo sviluppo "Torre Futura" in corso in via Calvino 11 a Milano, di titolarità del fondo comune di investimento alternativo immobiliare di tipo chiuso e riservato "Fondo Iniziative Immobiliari Milano", gestito da Castello SGR. Tale decreto costituisce anche informazione di garanzia, quanto al legale rappresentante di Castello SGR, rispetto alla contestazione del reato di corruzione per un atto asseritamente contrario ai doveri d'ufficio; quanto a Castello SGR, quale ente sottoposto a indagine, rispetto alla contestazione dell'illecito amministrativo di cui agli artt. 5, n. 1, 9, 25 co. 2 d.lgs. 231/2001 - cioè, all'eventuale non adozione o non sufficiente attuazione di modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire il reato contestato. Le indagini risultano ancora in corso, la società ha confermato di aver conferito un mandato difensivo ad un primario studio legale.
Acquisto del 40% del capitale sociale di BP Covered Bond S.r.l.
In data 31 luglio 2025, a seguito dello smontaggio anticipato del Programma di emissione di OBG Residenziale BP OBG1 con conseguente chiusura definitiva del patrimonio separato di BP Covered Bond S.r.l., società veicolo controllata da Banco BPM con una quota pari al 60% del capitale sociale e facente parte del Gruppo Bancario Banco BPM, Banco BPM ha sottoscritto l'atto di acquisto del 40% del capitale sociale della società veicolo, per un corrispettivo simbolico pari ad Euro 1,00, dal socio Stichting Barbarossa (fondazione di diritto olandese). L'operazione di acquisto è finalizzata alla successiva messa in liquidazione del veicolo stesso.
Ad esito dell'operazione, Banco BPM detiene il 100% del capitale sociale di BP Covered Bond S.r.l.
EU-wide stress test 2025
In data 1° agosto 2025 l'European Banking Authority ("EBA") ha comunicato gli esiti dell'EU-wide stress test 2025: per Banco BPM prosegue il trend positivo, con risultati migliori rispetto ai precedenti esercizi, pur a fronte di uno scenario macroeconomico che si conferma molto severo; viene inoltre confermata la capacità della Banca di generare valore nello scenario base e la forte resilienza a shock significativi nello scenario avverso con una depletion inferiore alla media europea.
Per gli altri eventi successivi si fa rinvio a quanto illustrato nelle Note illustrative, con particolare riferimento:
- al paragrafo "Fondi del passivo Voci 90 e 100" contenuto nella parte B;
- al paragrafo "Operazioni di covered bond e cartolarizzazione" contenuto nella parte E.
ALTRI ASPETTI
Impatti dei conflitti Russia-Ucraina e Medio Oriente
In linea con le raccomandazioni formulate dalle autorità di vigilanza (ESMA e CONSOB)1 , finalizzate a garantire un corretto presidio sulle tematiche valutative impattate dai conflitti in esame ed una completa e trasparente informativa di bilancio, di seguito si fornisce evidenza delle esposizioni creditizie del Gruppo direttamente o indirettamente impattate; trattasi di esposizioni del tutto marginali ed in continua riduzione, in linea con quanto già rappresentato nei precedenti esercizi.
Per il Gruppo, gli impatti correlati ai conflitti in oggetto sono quindi riconducili ad un aumento del rischio di una limitata predittività dell'ambiente macroeconomico di riferimento; in prospettiva, tali incertezze potrebbero comportare una revisione di stima delle poste di bilancio, sulla base della disponibilità di nuove informazioni, ad oggi tuttavia non prevedibili.
1 In maggior dettaglio si vedano i seguenti documenti:
• Public statement ESMA (ESMA71-99-1864) del 14/03/22 intitolato "ESMA coordinates regulatory response to the war in Ukraine and its impact on EU financial markets";
• Public statement ESMA (ESMA32-63-1277) del 13/05/22 intitolato "Implications of Russia's invasion of Ukraine on half-yearly financial reports";
• Public statement ESMA (ESMA32-63-1320) del 28/10/22 intitolato "European common enforcement priorities for 2022 annual financial reports";
• Richiamo di attenzione CONSOB del 18/03/2022 intitolato "Richiamo di attenzione sull'impatto della guerra in Ucraina in ordine alle informazioni privilegiate e alle rendicontazioni finanziarie
• Richiamo di attenzione CONSOB del 19/05/22 intitolato "Conflitto in Ucraina - Richiamo di attenzione sull'informativa finanziaria e sugli adempimenti connessi al rispetto delle misure restrittive adottate dall'Unione europea nei confronti della Russia".

Esposizioni verso Russia e Ucraina
Per il Gruppo Banco BPM gli impatti direttamente correlati al conflitto Russia-Ucraina risultano del tutto marginali, tenuto peraltro conto che non esistono attività operative localizzate in Russia o Ucraina e che le esposizioni creditizie nei confronti di clientela residente nei suddetti paesi o indirettamente correlate a controparti russe o ucraine sono di entità non significativa. Alla data del 30 giugno 2025 le suddette esposizioni sono interamente rappresentate da finanziamenti, come di seguito rappresentato. In dettaglio:
- l'esposizione lorda diretta nei confronti di clientela e banche russe ammonta a circa 2,7 milioni, 1,2 milioni al netto dei fondi rettificativi (3,5 milioni lordi e 1,9 milioni netti erano i valori al 31 dicembre 2024). Nel dettaglio l'esposizione verso clientela ammonta a 1,9 milioni lordi (0,4 milioni netti) e quella verso banche a 0,8 milioni;
- le esposizioni riferite a controparti che fanno capo a gruppi con controllo diretto da parte di soggetti russi, bielorussi o ucraini sono stabili rispetto al 31 dicembre 2024 e si riferiscono ad un'unica controparte italiana, controllata da un gruppo ucraino, che presenta un accordato complessivo pari a 0,8 milioni; il relativo utilizzo ammonta a 0,5 milioni per crediti di firma;
- le esposizioni lorde dirette nei confronti di banche residenti in Russia per lettere di credito rilasciate dalle stesse - ammontano complessivamente a 1,3 milioni in riduzione rispetto agli 1,8 milioni al 31 dicembre 2024.
Limitati sono anche i rischi commerciali legati all'operatività dei principali clienti del Gruppo e collegati a transazioni in corso con controparti russe e ucraine, che ammontano a 4,7 milioni.
Esposizioni verso il Medio Oriente
Anche gli impatti collegati al conflitto in Medio Oriente si confermano di entità trascurabile. Al 30 giugno 2025 l'esposizione creditizia verso le controparti dei paesi di Israele e dei territori palestinesi è nulla, a fronte di un accordato di circa 12,0 milioni (in linea con il dato al 31 dicembre 2024); l'esposizione in titoli dello Stato di Israele ammonta a 45 milioni (invariata rispetto al 31 dicembre 2024), in termini di valore nominale, mentre quella in titoli azionari e fondi verso controparti israeliane ammonta a 5,5 milioni (7,5 milioni al 31 dicembre 2024). I rischi indiretti per garanzie emesse, riferiti a controparti israeliane, ammontano a 3,6 milioni (3,4 milioni al 31 dicembre 2024). Allargando l'analisi ai Paesi circostanti potenzialmente coinvolti (Egitto, Libano, Iran e Qatar), si evidenzia una rischiosità effettiva comunque contenuta: l'esposizione diretta verso le controparti dei citati Paesi, per utilizzi di linee creditizie accordate, è inferiore a 15 milioni; mentre i rischi indiretti per garanzie emesse ammontano a circa 68,5 milioni (in riduzione rispetto ai 72,5 milioni al 31 dicembre 2024).
Misure di sostegno Covid-19 da parte del Gruppo rappresentate da finanziamenti con garanzia pubblica
Di seguito si fornisce l'informativa richiesta da Banca d'Italia con comunicazione del 14 marzo 2023 relativa alle misure a sostegno, ancora in essere, che il Gruppo aveva concesso durante la pandemia da Covid-19.
Al riguardo si precisa che per le moratorie non risulta attiva alcuna misura di sostegno, essendo ormai decorso – fin dall'esercizio 2023 - il periodo di sospensione dei pagamenti.
Per i finanziamenti concessi con garanzia pubblica1 l'esposizione lorda residua al 30 giugno 2025 ammonta a circa 6,2 miliardi (8,5 miliardi al 31 dicembre 2024), riferiti per 5,2 miliardi alla garanzia ricevuta da MCC/Fondo di Gestione Piccole Medie Imprese e per 0,9 miliardi dalla garanzia SACE. Nel complesso, le garanzie pubbliche ricevute coprono l'84,4% dei volumi accordati.
In termini di qualità creditizia, le suddette esposizioni risultano classificate per 5,6 miliardi tra le esposizioni non deteriorate (di cui 1,3 miliardi nello Stadio 2) e per 0,6 miliardi tra quelle deteriorate. Al netto dei fondi rettificativi, l'esposizione netta di bilancio si riduce complessivamente a 6,0 miliardi (8,2 miliardi al 31 dicembre 2024).
1 Finanziamenti concessi nell'ambito nelle misure di sostegno Covid-19, ai sensi di quanto previsto dal Decreto Legislativo 8 aprile 2020 convertito in Legge il 5 giugno 2020 (ed entrato in vigore in data 7 giugno 2020).

Esposizione in criptoattività
Al 30 giugno 2025, così come al 31 dicembre 2024, il Gruppo non detiene alcuna esposizione in criptoattività1 .
Nuovi principi contabili/interpretazioni o modifiche di quelli esistenti approvati dallo IASB/IFRIC
Di seguito si riporta un'illustrazione dei nuovi principi contabili o delle modifiche ai principi esistenti approvati dallo IASB, nonché delle nuove interpretazioni o modifiche di quelle esistenti, pubblicate dall'IFRIC, con evidenza separata di quelli applicabili nell'esercizio 2025 e di quelli applicabili negli esercizi successivi.
Principi contabili IAS/IFRS e relative interpretazioni SIC/IFRIC omologati, da applicare obbligatoriamente ai fini della presente Relazione finanziaria semestrale
Regolamento (UE) n. 2862 del 12 novembre 2024 - Modifiche allo IAS 21 "Effetti delle variazioni dei cambi delle valute estere"
In data 15 agosto 2023 lo IAS ha pubblicato un emendamento allo IAS 21 con l'obiettivo di specificare le situazioni in cui una valuta è convertibile in un'altra, le modalità di determinazione del tasso di cambio da applicare quando una valuta non è scambiabile con le altre e la disclosure che deve essere fornita in tal caso.
La modifica in esame non ha comportato alcun impatto sulla situazione patrimoniale e finanziaria del Gruppo.
Principi contabili IAS/IFRS e interpretazioni SIC/IFRIC omologati, la cui applicazione decorre successivamente al 30 giugno 2025
Regolamento (UE) n. 1047 del 27 maggio 2025 - Modifiche all'IFRS 9 e all'IFRS 7 "Modifiche alla classificazione e alla valutazione degli strumenti finanziari"
In data 30 maggio 2024 lo IASB ha pubblicato alcune modifiche all'IFRS 9 (e di riflesso all'IFRS 7), applicabili a partire dal 1° gennaio 2026, con l'obiettivo di indirizzare alcuni aspetti critici emersi dalla Post Implementation Review del principio IFRS 9.
In particolare, le modifiche riguardano principalmente:
- la classificazione degli strumenti finanziari, i cui flussi di cassa contrattuali siano dipendenti da clausole ESG. Poiché la presenza delle suddette clausole potrebbe influenzare la valutazione dei finanziamenti al costo ammortizzato o al fair value, le modifiche in esame forniscono indicazioni ed esempi per valutare se i flussi finanziari contrattuali dell'attività finanziaria siano coerenti o meno con un accordo base di finanziamento;
- l'estinzione di una passività mediante sistemi di pagamento elettronico. La modifica prevede che si possa estinguere una passività in contanti, utilizzando un sistema di pagamento elettronico, prima della data di regolamento, in deroga a quanto attualmente previsto, se vengono rispettati specifici criteri.
Sono stati altresì introdotti specifici requisiti di informativa per gli strumenti di capitale per i quali è stata esercitata l'opzione per la rilevazione nel prospetto della redditività complessiva delle variazioni di fair value e per gli strumenti finanziari con caratteristiche contingenti, ad esempio caratteristiche legate a obiettivi ESG.
Gli impatti per il Gruppo saranno relativi alla definizione di una policy per la classificazione dei prodotti con clausole ESG ed all'individuazione del perimetro dei prodotti i cui flussi dipendono da eventi contingenti, ai fini della disclosure. Dai citati emendamenti non sono tuttavia attesi impatti significativi sulla situazione patrimoniale, finanziaria ed economica del Gruppo.
1 Nel novero delle criptoattività rientrano i) le criptovalute, ii) i token di moneta elettronica e i token collegati ad attività come definiti dal Regolamento europeo sulle cripto-attività (Regolamento (UE) 2023/1114- cd. Regolamento MiCA), nonché (iii) le altre tipologie di criptoattività, anche laddove non rientranti nell'ambito di applicazione del citato Regolamento.

Regolamento (UE) n. 1266 del 30 giugno 2025 - Modifiche all'IFRS 7 e all'IFRS 9 "Contratti collegati all'energia elettrica dipendente dalla natura"
In data 18 dicembre 2024, lo IASB ha pubblicato alcuni emendamenti finalizzati ad una migliore rappresentazione degli effetti dei contratti di fornitura di energia elettrica dipendenti dalla natura, spesso strutturati sotto forma di accordi di acquisto di energia (PPA). La quantità di elettricità generata nell'ambito di questi contratti può variare in base a fattori non controllabili, come ad esempio le condizioni meteorologiche. Gli attuali requisiti contabili, infatti, potrebbero non cogliere adeguatamente le modalità con le quali questi contratti influenzano le prestazioni di un'azienda. Le modifiche comprendono: i) chiarimenti sull'applicazione dei requisiti per l'uso proprio (cosiddetto "own use"); ii) la possibilità di utilizzare l'hedge accounting qualora tali contratti siano utilizzati come strumenti di copertura; iii) l'aggiunta di nuovi requisiti di informativa per consentire agli investitori di comprendere l'effetto di questi contratti sulla performance finanziaria e sui flussi di cassa di una società.
Per le modifiche in esame, che saranno in vigore per i bilanci dal 1° gennaio 2026, con possibilità di applicazione anticipata, non si prevedono impatti significativi sulla situazione patrimoniale, finanziaria ed economica del Gruppo.
Regolamento (UE) n. 1331 del 9 luglio 2025 - Modifiche all'IFRS 1, all'IFRS 7, all'IFRS 9, all'IFRS 10 e allo IAS 7 "Ciclo annuale di miglioramenti ai Principi contabili IFRS — Volume 11"
In data 18 luglio 2024, lo IASB ha emanato le consuete modifiche annuali agli IFRS "Annual Improvements to IFRS Accounting Standards - Volume 11". Il documento racchiude chiarimenti, semplificazioni, correzioni e modifiche volte a migliorare l'efficacia dei principi in essere. Nello specifico tali perfezionamenti riguardano l'IFRS 1, l'IFRS 7, l'IFRS 9, l'IFRS 10 e lo IAS 7.
Le modifiche saranno in vigore per i bilanci dal 1° gennaio 2026, con possibilità di applicazione anticipata.
Tenuto conto della minor portata di tali modifiche non sono previsti impatti significativi sulla situazione patrimoniale, finanziaria ed economica del Gruppo.
Principi contabili IAS/IFRS e interpretazioni SIC/IFRIC emanati dallo IASB/IFRIC, in attesa di omologazione
Si riepilogano di seguito i principi, le interpretazioni o modifiche che sono stati approvati dallo IASB, ma in attesa di omologazione.
IFRS 18 "Presentation and Disclosure in Financial Statements"
In data 9 aprile 2024 lo IASB ha pubblicato il nuovo principio contabile IFRS 18 "Presentazione e informative di bilancio", in sostituzione dello IAS 1 "Presentazione del bilancio".
Il nuovo standard ha come obiettivi quelli di migliorare il modo in cui le aziende rappresentano al mercato le informazioni del bilancio, con particolare attenzione a quelle relative al conto economico, e di fornire agli utilizzatori di bilancio una base migliore per analizzare e comparare le performance aziendali.
Come il vigente IAS 1, l'IFRS 18 non prescrive degli schemi obbligatori di bilancio o una struttura specifica per le informazioni di nota integrativa, ma indica le informazioni minime richieste, lasciando al redattore del bilancio la discrezionalità in merito alle informazioni da fornire che meglio siano in grado di rappresentare la situazione economica, patrimoniale e finanziaria di un'entità.
Il nuovo principio, applicabile a partire dal 1° gennaio 2027, con richiesta di presentare l'informativa comparativa dell'esercizio precedente, si basa sui seguenti tre principi ispiratori:
- migliorare la comparabilità delle informazioni di conto economico introducendo specifiche categorie di presentazione dei risultati;
- raggruppare in maniera più utile le informazioni di bilancio;
- favorire una maggiore trasparenza delle misure di performance definite dal management.
Le suddette modifiche, intervenendo sulla presentazione del conto economico e sulla disclosure di bilancio, dovranno trovare opportuno coordinamento con le regole di compilazione del bilancio bancario, disciplinato nella Circolare n. 262 redatta dalla Banca d'Italia.
Oltre agli impatti in termini di una diversa rappresentazione dell'informativa, dall'introduzione del principio in esame non sono attesi impatti sulla situazione patrimoniale, finanziaria ed economica del Gruppo.

IFRS 19 "Subsidiaries without Public Accountability: Disclosures"
Con l'emissione dell'IFRS 19 "Subsidiaries without Public Accountability: Disclosures", pubblicato dallo il 9 maggio 2024, si conclude la Disclosure Initiative, progetto lanciato dallo IASB nel 2014 e indirizzato, insieme a quello relativo ai Primary Financial Statements, al miglioramento dell'informativa finanziaria. L'IFRS 19 ha l'obiettivo di semplificare gli adempimenti in termini di informativa da riportare nelle note esplicative per un'ampia platea di società controllate da gruppi che applicano i principi contabili internazionali, favorendo in questo modo anche la transizione a questi standards di società che applicano i principi contabili locali per la redazione dei loro bilanci d'esercizio.
Tale agevolazione è applicabile alle sole controllate che non abbiano "responsabilità pubblica", ossia alle società che non abbiano strumenti ammessi alla negoziazione in un mercato pubblico o che non detengano attività, a titolo fiduciario, per un ampio gruppo di persone come invece si verifica per banche, cooperative di credito, compagnie di assicurazioni, intermediari di valori mobiliari, fondi comuni di investimento e banche d'investimento.
Le entità che presentano le caratteristiche di cui sopra possono, ma non sono obbligate, ad applicare l'IFRS 19 nel proprio bilancio consolidato, separato o individuale.
In relazione all'operatività svolta dal Gruppo e alla composizione dello stesso, non si prevedono impatti significativi correlati all'introduzione del principio in esame.
Altri aspetti rilevanti ai fini delle politiche contabili di Gruppo
Di seguito si fornisce un'illustrazione di alcune operazioni o eventi verificatisi nel corso del primo semestre del 2025 o in esercizi passati, ritenuti rilevanti ai fini della definizione del relativo trattamento contabile e/o degli impatti patrimoniali o economici.
Acquisizione del controllo di Anima Holding S.p.A. – note per un corretto raffronto dei saldi comparativi
Come illustrato nella Relazione sulla gestione del Gruppo, ad esito dell'Offerta Pubblica di Acquisto, in data 11 aprile 2025 il Gruppo Banco BPM ha acquisito il controllo di Anima Holding e quindi delle società controllate.
Ai fini di un corretto confronto dei saldi comparativi, si deve segnalare che, a partire dal 1° aprile 2025, i saldi patrimoniali ed economici di Anima Holding e delle società controllate confluiscono, linea per linea, nel bilancio consolidato.
Nello stato patrimoniale comparativo al 31 dicembre 2024, quando la società era detenute per il 21,973%, il valore di carico dell'investimento partecipativo, misurato in base al metodo del patrimonio netto, era rappresentato nella voce "70. Partecipazioni".
Il contributo economico riferito al primo trimestre del 2025, così come quello dell'intero esercizio 2024, figurava nella voce "250. Utili (Perdite) delle partecipazioni".
Per i dettagli relativi al trattamento contabile previsto per le operazioni di acquisizione del controllo dall'IFRS 3 e agli effetti conseguenti al processo di Purchase Price Allocation dell'operazione di acquisizione del controllo di Anima Holding e delle società controllate si rinvia rispettivamente a quanto illustrato nel paragrafo "16 – Altre informazioni, Aggregazioni aziendali, avviamento e modifiche interessenze azionarie" della parte "A.2 - Parte relativa alle principali voci di bilancio" della Relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2024, e alla parte "G - Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d'azienda" delle presenti Note Illustrative.
Crediti di imposta connessi con Decreto "Rilancio" acquistati a seguito di cessione da parte dei beneficiari diretti o di precedenti acquirenti
Al fine di contrastare gli effetti economici negativi conseguenti alla pandemia Covid-19, con Legge del 17 luglio 2020 n. 77 di conversione con modificazioni del Decreto Legge 19 maggio 2020, n. 34 (c.d. decreto "Rilancio") sono state introdotte una serie di misure fiscali di incentivazione che consentono di beneficiare di detrazioni connesse alle spese sostenute per specifici interventi, ad esempio per aumentare il livello di efficienza energetica di edifici esistenti (c.d. "Ecobonus") o per ridurne il rischio sismico (c.d. "Sismabonus").
Successivamente, il Governo è intervenuto a più riprese - prima con il DL n. 50/2022 (cd "Decreto Aiuti) poi con il D.L. n. 39/2024 - con importanti restrizioni, nuovi adempimenti ed ulteriori paletti, tali da limitare significativamente l'accesso ai bonus edilizi e la loro attrattività.

In tale contesto, l'operatività del Gruppo consiste nell'acquistare i crediti d'imposta correlati a tali interventi edilizi, che potranno essere recuperati unicamente mediante compensazione con i propri debiti tributari, nel rispetto delle tempistiche previste sull'originaria detrazione d'imposta, piuttosto che mediante operazioni di ri-cessione.
La peculiarità dei sopra descritti crediti di imposta non ne consente la riconduzione ad uno specifico principio contabile internazionale; in tal caso lo IAS 8 prevede che la direzione aziendale debba definire autonomamente il trattamento contabile ritenuto il più idoneo per garantire agli utilizzatori del bilancio un'informativa rilevante e attendibile. A tal fine il Gruppo Banco BPM - tenendo conto delle indicazioni espresse in data 5 gennaio 2021 da Banca d'Italia, Consob e IVASS nel documento n. 9 del Tavolo di coordinamento in materia di applicazione degli IAS/IFRS "Trattamento contabile dei crediti d'imposta connessi con i Decreti Legge "Cura Italia" e "Rilancio" acquistati a seguito di cessione da parte dei beneficiari diretti o di precedenti acquirenti" - ha definito la propria politica contabile facendo riferimento ad alcune disposizioni contabili contenute nel principio IFRS 9. In maggior dettaglio, i crediti d'imposta in questione sono stati ritenuti assimilabili sul piano sostanziale ad un'attività finanziaria alla quale applicare per estensione analogica le disposizioni previste nel citato principio, qualora compatibili con le caratteristiche dell'operazione.
In particolare, per i crediti acquistati secondo un modello di business "Hold to Collect" (di seguito anche HTC), in quanto rientranti nell'ambito della "capacità compensativa" della Banca, si ritiene applicabile la disciplina contabile prevista dall'IFRS 9 per le "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato". Pertanto, i crediti acquisiti vengono inizialmente iscritti al fair value, pari al corrispettivo pagato al cliente per l'acquisto del credito di imposta, e, successivamente, valutati in base al costo ammortizzato, tenuto conto del valore e della tempistica di compensazione. Non risultano invece applicabili le disposizioni relative al calcolo delle perdite attese (ECL), ai sensi dell'IFRS 9: la recuperabilità dei crediti fiscali dipende, infatti, dalla tax capability dell'acquirente, ossia dalla capacità di compensare i crediti fiscali acquisiti con i propri debiti tributari, non essendo possibile richiedere, in alcun modo, il loro rimborso all'Agenzia delle Entrate. Detti crediti sono esposti nella voce residuale "130. Altre Attività"; le competenze maturate in base al costo ammortizzato sono oggetto di rilevazione a conto economico nella voce "10. Interessi attivi e proventi assimilati".
Al 30 giugno 2025 il valore nominale dei crediti d'imposta HTC complessivamente acquistati ammonta a 4.936,2 milioni, di cui 21,2 milioni per operazioni perfezionate nel corso del primo semestre 2025 (4.915,0 milioni erano i crediti acquistati al 31 dicembre 2024). I crediti complessivamente recuperati tramite compensazione ammontano a 2.828,6 milioni (di cui 976,2 milioni nel corso del primo semestre 2025).
Il valore nominale residuo dei crediti HTC in essere al 30 giugno 2025 ammonta pertanto a 2.107,6 milioni (3.062,7 milioni è il valore riferito al 31 dicembre 2024) compensabili per circa il 70% entro il 2027.
Il corrispondente valore di bilancio, esposto nella voce di stato patrimoniale "130. Altre attività" in base al costo ammortizzato, che tiene conto del prezzo di acquisto e delle competenze nette maturate al 30 giugno 2025, ammonta a 1.939,8 milioni (2.842,0 milioni al 31 dicembre 2024).
Al 30 giugno 2025, gli impegni assunti con soggetti terzi, per futuri acquisti di crediti d'imposta che saranno gestiti nell'ambito del modello HTC, ammontano complessivamente a circa 8 milioni.
L'ammontare dei crediti acquistati e degli impegni all'acquisto assunti nell'ambito del modello HTC, come in precedenza illustrato, è inferiore rispetto alla stima della capacità compensativa prospettica della Banca, tenuto anche conto che il relativo plafond di acquisto, deliberato dal Consiglio di Amministrazione di Banco BPM, è stato fissato in modo prudenziale, con l'obiettivo di considerare le incertezze connesse alla temporalità di effettivo ingresso dei crediti nel cassetto fiscale e alle effettive caratteristiche dei crediti acquistati dipendenti dall'assunzione di impegni all'acquisto. Alla data del 30 giugno 2025 non si intravedono quindi rischi di irrecuperabilità sia con riferimento ai crediti d'imposta iscritti in bilancio, sia in relazione ai crediti che saranno eventualmente acquistati a fronte degli impegni di acquisto sottoscritti.
A partire dal 2024, Banco BPM ha attivato una modalità alternativa di acquisto dei crediti fiscali da bonus edilizi, basata sul modello Hold To Collect and Sell (HTCS) con l'obiettivo di sfruttare i margini di prudenza considerati nella stima della capacità contributiva di Banco BPM, assunta a riferimento nella determinazione del plafond del modello HTC, che risulta infatti inferiore rispetto alla capacità compensativa massima della Banca. L'affiancamento del business model HTCS, rispetto all'HTC, ha quindi l'obiettivo di sviluppare ulteriormente l'acquisto di crediti fiscali, consentendo quindi di cogliere opportunità commerciali senza, peraltro, assumere rischi di mancato recupero per incapienza della capacità compensativa. Il business model HTCS intrapreso dal Gruppo permette, infatti, di poter recuperare i crediti

fiscali sia tramite la compensazione con i debiti tributari della Banca, sia, eventualmente, tramite la cessione degli stessi ad altri operatori interessati all'acquisto, qualora ritenuto vantaggioso.
Per tali crediti si ritengono applicabili le disposizioni previste dall'IFRS 9 per la categoria delle "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva"; in aggiunta alle rilevazioni sopra illustrate per i crediti HTC, si rende necessario determinare un'ulteriore componente reddituale pari alla differenza tra il fair value ed il costo ammortizzato. A tal proposito la misurazione del fair value è ottenuta sulla base della tecnica del Discounted Cash Flow (DCF), ossia attualizzando i flussi di cassa sulla base dei rendimenti di tipo zero coupon per le diverse scadenze di compensazione, costruita sulla base dei tassi Euribor a 6 mesi, maggiorata dello spread commerciale calcolato alla data di iscrizione iniziale. Detto fair value è esposto nella voce residuale "130. Altre Attività"; le competenze maturate in base al costo ammortizzato sono oggetto di rilevazione a conto economico nella voce "10. Interessi attivi e proventi assimilati" mentre gli adeguamenti di fair value trovano rappresentazione tra le altre componenti reddituali con riciclo nel conto economico del prospetto della redditività complessiva.
Alla data del 30 giugno 2025, il valore nominale dei crediti acquistati in base al modello HTCS ammonta a 1.325,4 milioni, di cui 357,1 milioni per operazioni concluse nel primo semestre 2025 (968,2 milioni erano i crediti acquistati al 31 dicembre 2024). I crediti complessivamente recuperati tramite compensazione ammontano a 320,7 milioni (320,6 milioni al 31 dicembre 2024).
Non essendo intervenuta alcuna cessione di crediti, il valore nominale residuo dei crediti HTCS in essere al 30 giugno 2025 ammonta pertanto a 1.004,7 milioni (647,6 milioni al 31 dicembre 2024), compensabili per circa il 90% entro il 2027.
Il corrispondente valore di bilancio, che tiene conto del prezzo di acquisto, delle competenze maturate in base al costo ammortizzato e dell'adeguamento al fair value, è pari a 916,5 milioni (572,2 milioni al 31 dicembre 2024). Detto valore risulta essere sostanzialmente allineato al costo ammortizzato in quanto l'aggiustamento di fair value, imputabile alla variazione dei tassi di interessi rispetto alla data di acquisto, risulta essere pari a 6,6 milioni (6,0 milioni al 31 dicembre 2024).
Al 30 giugno 2025, gli impegni assunti con soggetti terzi, per futuri acquisti di crediti gestiti nell'ambito del modello HTCS, ammontano complessivamente a 875 milioni (667 milioni al 31 dicembre 2024).
Business Model "Hold to Collect" – vendite
Per le esposizioni classificate nel portafoglio delle "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato", ossia nel portafoglio detenuto con l'obiettivo di incassare i flussi di cassa contrattuali (c.d. Business Model "Hold to Collect" – HTC), il principio contabile IFRS 9 prevede che la loro cessione sia ammissibile nel rispetto di determinate soglie di significatività e di frequenza, in prossimità della scadenza, in presenza di un incremento significativo del rischio di credito o al ricorrere di circostanze eccezionali.
Al riguardo si rappresenta che, nel corso del primo semestre 2025, le operazioni di cessione di titoli classificati nel portafoglio contabile delle "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato" (HTC) ammontano a circa 3 miliardi, in termini di valore nominale, interamente riferite alla Capogruppo. Tali cessioni devono essere inquadrate nell'ambito di una strategia volta a riequilibrare il profilo generale del banking book, comprensivo dei titoli HTCS; il risultato positivo conseguito dalla vendita dei titoli HTC (65,4 milioni) deve quindi essere letto congiuntamente con un altrettanto risultato negativo sui titoli HTCS.
Le suddette cessioni risultano ammissibili secondo la policy sopra riportata, in quanto per 0,6 miliardi effettuate in prossimità della scadenza e per i restanti 2,4 miliardi rientranti nei limiti delle soglie di significatività e di frequenza. Queste ultime cessioni rappresentano infatti circa l'8% del valore nominale dei titoli in essere al 1° gennaio 2025 e quindi entro il limite di significatività del 10% del valore nominale del portafoglio titoli ad inizio anno; risulta altresì rispettata la soglia di frequenza annua (n. 4), definita nei termini di dodici operazioni annue, da intendersi come il numero complesso delle transazioni di cessione (di uno o più titoli), che risultano perfezionate nell'arco temporale di 10 giorni lavorativi a partire dalla prima transazione di vendita.
In aggiunta, nell'ambito del processo di derisking illustrato nella Relazione sulla gestione del Gruppo, nel corso del primo semestre 2025 sono proseguire le operazioni di cessione di esposizioni creditizie deteriorate rappresentate da finanziamenti verso la clientela, ritenute ammissibili a prescindere da qualsiasi soglia di frequenza e di significatività, in linea con la disciplina prevista dall'IFRS 9 e dalla policy di Gruppo.

Per maggiori dettagli sulla declinazione delle predette soglie, unitamente agli altri indicatori/limiti di ammissibilità delle vendite, si fa rinvio alle politiche contabili illustrate nella Relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2024.
Da ultimo si deve rilevare che la gestione dei titoli di debito classificati nei portafogli "HTC", così come per quelli "Hold To Collect and Sell", prosegue in continuità con le scelte operate nei precedenti esercizi; nel corso del semestre, infatti, non si è verificato alcun cambiamento di business model che abbia comportato la necessità di riclassificare il portafoglio titoli come pure non è intervenuta alcuna modifica in merito alle politiche contabili relative ai criteri di ammissibilità delle vendite HTC.
Emissione di Additional Tier 1
Gli AT1 sono strumenti subordinati classificati nel capitale aggiuntivo di Classe 1 ("Additional Tier 1"), ai sensi del Regolamento n. 575 del 2013 (CRR), destinati ad investitori istituzionali.
Trattandosi di titoli perpetui prevedono la facoltà di rimborso anticipato, con eventuali richiami successivi in caso di mancato esercizio della call alla prima data fissata.
La cedola, che viene corrisposta con periodicità semestrale, non è cumulativa.
Nel caso in cui la facoltà di rimborso anticipato non venisse esercitata, verrà determinata una nuova cedola a tasso fisso sommando lo spread originario al tasso mid swap in euro a cinque anni da rilevarsi al momento della data di ricalcolo. Tale nuova cedola resterà fissa per i successivi cinque anni e fino alla successiva data di ricalcolo.
Per tali tipologia di emissioni, in linea con le disposizioni della CRR per gli strumenti AT1, l'emittente ha piena discrezionalità nel decidere di non pagare le cedole, per qualsiasi ragione e per un periodo di tempo illimitato; la cancellazione è invece obbligatoria qualora si dovessero accertare determinate condizioni, tra le quali il verificarsi dell'evento attivatore, ossia qualora il Common Equity Tier 1 (CET1) di Banco BPM (o il CET1 consolidato) dovesse essere inferiore al livello del 5,125% (cosiddetto "trigger event"). In aggiunta, gli interessi non sono cumulativi, in quanto qualsiasi ammontare che l'emittente dovesse decidere di non pagare o sarebbe obbligato a non pagare non sarà accumulato o pagabile in una data successiva. È inoltre previsto che al verificarsi del "trigger event", il capitale sarebbe irrevocabilmente e obbligatoriamente oggetto di cancellazione (cosiddetto "write down") per un ammontare necessario a riportare il CET1 (di Banco BPM o del Gruppo) al 5,125%. Il capitale oggetto di cancellazione potrebbe essere ripristinato (cosiddetto "write up"), al ricorrere di determinate condizioni, e comunque a completa discrezione dell'emittente, anche nell'ipotesi in cui Banco BPM dovesse decidere di rimborsare anticipatamente l'emissione.
In base a quanto in precedenza illustrato in merito alle caratteristiche dei prestiti, le suddette emissioni si configurano alla stregua di "strumenti di capitale", ai sensi del principio contabile IAS 32, come illustrato nelle politiche contabili riportate nel paragrafo "16 – Altre informazioni" della "A.2 – Parte relativa alle principali voci di bilancio" della Relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2024, cui si fa rinvio.
Al 30 giugno 2025 Banco BPM ha in essere strumenti Additional Tier 1, emessi nel periodo 2021-2025, per un valore nominale di 1.800,0 milioni; il valore di bilancio delle suddette emissioni, esposto nella voce "140. Strumenti di capitale" ammonta a 1.787,3 milioni, pari al corrispettivo incassato, dedotti i costi di transazione direttamente attribuibili (12,7 milioni al netto degli effetti fiscali).
La variazione rispetto al dato del 31 dicembre 2024 (1.620,5 milioni), positiva per circa 178,5 milioni, dipende dall'effetto congiunto tra la nuova emissione del semestre (+400,0 milioni) ed i riacquisti effettuati nel periodo (-220,5 milioni), anche a seguito dell'esercizio dell'opzione call.
In coerenza con la natura degli strumenti, le cedole pagate nel semestre (59,0 milioni), al netto degli effetti fiscali (16,2 milioni), sono state rilevate in contropartita delle riserve (voce "150. Riserve" del passivo di stato patrimoniale).
Contribuzioni ai sistemi di garanzia dei depositi e a meccanismi di risoluzione
Le contribuzioni in oggetto sono rilevate nella voce di conto economico "190. b) Altre spese amministrative", in applicazione dell'interpretazione IFRIC 21 "Tributi", in base alla quale la passività relativa al pagamento di un tributo - ed il correlato onere - nasce nel momento in cui si verifica il cosiddetto "fatto vincolante", ossia nel momento in cui sorge l'obbligazione al pagamento della quota annuale o della contribuzione straordinaria.

Oneri sistemici bancari
A seguito del recepimento nell'ordinamento nazionale delle Direttive 2014/49/UE (Deposit Guarantee Schemes Directive –"DGSD") del 16 aprile 2014 e 2014/59/UE (Bank Recovery and Resolution Directive – "BRRD") del 15 maggio 2014, a partire dall'esercizio 2015, gli enti creditizi sono stati obbligati a fornire le risorse finanziarie necessarie per il finanziamento del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) e del Fondo di Risoluzione Unico (FRU) a partire dal 2016), tramite il versamento di contributi ordinari ex ante da versare annualmente, fino al raggiungimento del livello obiettivo.
Qualora i mezzi finanziari disponibili del FITD e/o del FRU non dovessero risultare sufficienti, rispettivamente per garantire il rimborso ai depositanti protetti o per finanziare la risoluzione, è previsto che gli enti creditizi debbano provvedere mediante versamento di contributi straordinari.
Alla luce della disciplina sopra richiamata, nel corso del primo semestre 2025 non risultano addebitati oneri sistemici derivanti da contributi, ordinari e straordinari, non sussistendo alcun "fatto vincolante" al relativo pagamento.
Per il FRU, il periodo di contribuzione è terminato nel corso del 2023 e nessuna richiesta di contribuzione straordinaria è pervenuta nel primo semestre del 2025.
Per il FITD il periodo di contribuzione è terminato nell'esercizio 2024, ove nel primo semestre era stata addebitata la contribuzione di 98,7 milioni; nessuna richiesta di contribuzione straordinaria è pervenuta nel primo semestre del 2025.
Oneri sistemici assicurativi (Fondo di garanzia assicurativa dei rami vita)
Con la Legge n. 213 del 30 dicembre 2023 è stato introdotto il "Fondo di garanzia assicurativa dei rami vita", organismo associativo privato tra le imprese di assicurazione e gli intermediari aderenti, attraverso il quale compagnie assicurative sono obbligate a fornire le risorse finanziarie necessarie per il finanziamento dello stesso, tramite il versamento di contributi ordinari ex ante da versare annualmente, dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2035, fino al raggiungimento del livello obiettivo, ovvero lo 0,4% delle riserve tecniche dei rami vita calcolate in base a Solvency II.
La contribuzione annuale dovrà essere pari allo 0,4 per mille delle riserve tecniche dei rami vita detenute dalle compagnie assicurative aderenti riferite al 31 dicembre dell'esercizio precedente.
Per gli intermediari aderenti il contributo a regime sarà calcolato in funzione del volume complessivo dei prodotti vita intermediati e dei ricavi ad esso associati; nel regime transitorio è invece pari allo 0,1 per mille delle riserve tecniche intermediate.
Al riguardo si segnala che per il fondo in oggetto, nel conto economico del primo semestre 2025 non risulta addebitato alcun onere. La disciplina di dettaglio in merito alle contribuzioni dovute dovrà infatti essere definita dallo Statuto del Fondo, attualmente in corso di predisposizione; tale disciplina, come confermato dalla comunicazione IVASS del 18 dicembre 2024, consentirà di individuare il fatto vincolante che, ai sensi di quanto previsto dalla suddetta interpretazione IFRIC 21 "Tributi", farà sorgere in capo al Gruppo un'obbligazione al pagamento dei contributi, con conseguente addebito nel conto economico della quota dovuta.
Imposta straordinaria sugli extra profitti delle banche
L'art. 26 del D.L. 10 agosto 2023, n. 104 - convertito con modificazioni dalla Legge del 9 ottobre 2023, n. 136 - ha introdotto nell'ordinamento tributario nazionale, per l'anno 2023, un'imposta straordinaria a carico delle banche, commisurato all'incremento del margine di interesse intervenuto tra il 2021 ed il 2023, con un limite massimo calcolato in funzione dell'esposizione al rischio su base individuale ("RWA – Risk Weighted Asset") riferito alla data di chiusura dell'esercizio 2022.
In sede di conversione del citato decreto è stato introdotto il comma 5-bis che ha consentito alle banche, in luogo del versamento dell'imposta entro il 30 giugno 2024, di destinare, in sede di approvazione del bilancio 2023, un importo non inferiore a due volte e mezza l'imposta a una riserva non distribuibile a tal fine individuata.
Qualora la riserva così costituita dovesse essere successivamente utilizzata per la distribuzione di utili, l'imposta dovuta dovrà essere pagata integralmente, maggiorata degli interessi maturati sulla base di quanto previsto dalla legge. Tale riserva potrà essere utilizzata per coprire le perdite ed è computabile tra gli elementi del capitale primario di classe 1 (CET1), in linea con quanto previsto dal Regolamento UE n. 575/2013.
Con riferimento all'imposta straordinaria in esame, pari a 151 milioni, si ricorda che l'Assemblea annuale degli azionisti di Banco BPM del 18 aprile 2024 ha approvato la proposta di destinare una quota parte dell'utile dell'esercizio 2023 alla costituzione di una specifica riserva, pari a due volte e mezza l'ammontare dell'imposta

straordinaria e quindi pari a 378,3 milioni. Analoga delibera è stata assunta dall'assemblea degli azionisti di Banca Aletti che ha destinato a specifica riserva un ammontare pari a 2,4 milioni.
Ai fini della redazione del bilancio semestrale abbreviato al 30 giugno 2025, il Consiglio di Amministrazione di Banco BPM ha deliberato di mantenere la suddetta riserva nella sua integralità; di conseguenza, non sussiste alcun "evento vincolante" a fronte del quale rilevare, ai sensi dell'IFRIC 21 e dello IAS 37, una passività ed il relativo onere, per un importo pari all'imposta da pagare.
Imposta di bollo sui contrati di assicurazione
La legge di bilancio 2025, approvata in data 28 dicembre 2024, ha introdotto un'importante modifica sulla modalità di versamento dell'imposta di bollo sulle comunicazioni periodiche alla clientela emesse dalle imprese di assicurazioni relativamente alle polizze sulla vita dei rami III e V. In particolare, la norma prevede che, a partire dal 2025, l'imposta di bollo debba essere dovuta annualmente, ma il relativo ammontare debba essere versato ogni anno non dagli assicurati, come avviene per tutti gli altri strumenti finanziari (dai depositi bancari ai fondi comuni), ma dalle imprese di assicurazione. Soltanto alla scadenza del contratto o al momento del riscatto l'importo anticipato – che è infruttifero – sarà recuperato dalla compagnia, computandolo in diminuzione della prestazione erogata. Per l'ammontare dell'imposta di bollo maturato fino al 31 dicembre 2024 relativa alle comunicazioni periodiche sui contratti assicurativi in essere alla medesima data è previsto un meccanismo di versamento – sempre a carico delle imprese di assicurazione, come in precedenza illustrato – secondo i seguenti scaglioni: 50% nel 2025; 20% nel 2026; 20% nel 2027; 10% nel 2028.
La peculiarità del sopra descritto meccanismo di anticipo e di recupero dell'imposta di bollo non sembra riconducibile, in modo diretto, ad alcun principio contabile IAS/IFRS; ai sensi dello IAS 8 risulterebbe pertanto necessario che la direzione aziendale definisca il trattamento contabile ritenuto maggiormente idoneo per garantire agli utilizzatori di bilancio un'informativa rilevante ed attendibile.
Al riguardo il Gruppo Banco BPM ritiene che, per i contratti rientranti nell'ambito di applicazione del principio contabile IFRS 17, la nuova disciplina richiederebbe di stimare una differente distribuzione temporale dei flussi di cassa in uscita all'interno dei motori attuariali, con conseguenti impatti in termini di differente attualizzazione degli stessi. Considerata la complessità operativa di intervenire in maniera puntuale sui motori attuariali, ai fini della redazione della presente relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2025, in continuità con quanto fatto per il bilancio 2024, non è stato effettuato alcun specifico intervento, valutandone gli impatti come non materiali.
In linea con la sopracitata legge di bilancio, nel mese di giugno 2025 le Compagnie del Gruppo hanno provveduto al versamento del 50% dello stock maturato al 31 dicembre 2024, pari complessivamente a 19,6 milioni. Il versamento riferito ai contratti misurati in base al Principio IFRS 17 è stato esposto come diminuzione della voce "Passività assicurative"; mentre quello relativo ai contratti rientranti nella disciplina IFRS 9 figura, per il suo valore nominale non attualizzato, nella voce delle "Altre attività".
Alla data di redazione della presente relazione semestrale non risulta emanato alcun documento interpretativo sull'argomento; non si può tuttavia escludere che possano emergere differenti orientamenti in merito al trattamento contabile da adottare per la contabilizzazione della fattispecie in oggetto rispetto a quanto effettuato dal Gruppo al 30 giugno 2025, i cui impatti sono attesi non significativi, anche alla luce dei versamenti finora effettuati.
A.2 - PARTE RELATIVA ALLE PRINCIPALI VOCI DI BILANCIO
I principi contabili utilizzati nella redazione del presente bilancio semestrale consolidato, con particolare riferimento ai criteri di classificazione, iscrizione, valutazione e cancellazione delle attività e delle passività, nonché per il riconoscimento dei costi e dei ricavi, sono allineati a quelli seguiti per la predisposizione della Relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2024 del Gruppo Banco BPM, a cui pertanto si fa rinvio. Rispetto a quanto ivi riportato si deve segnalare che, nel corso del semestre, sono intervenuti alcuni affinamenti nei criteri e nelle metodologie di rilevazione e di valutazione di alcune poste contabili, come di seguito illustrato.
Criteri di rilevazione delle attività immateriali rappresentate da software
In base alla disciplina prevista dallo IAS 38, un'attività immateriale per poter essere rilevata in bilancio deve essere identificabile, l'entità che intende rilevarla ne deve avere il controllo, deve essere in grado di generare dei benefici economici futuri e il relativo costo deve essere determinabile in modo attendibile.

Il costo relativo all'attività immateriale ricomprende tutte quelle spese che sono necessarie al fine di creare, produrre e preparare l'attività per l'uso che ne ha stabilito l'entità.
Per le attività immateriali rappresentate dai software, i costi da capitalizzare sono riconducibili alle spese sostenute per l'acquisto dei materiali e dei servizi utilizzati, nonché alle spese del personale coinvolto nel progetto di creazione. Restano invece escluse le spese amministrative e generali non direttamente attribuibili alla creazione dell'attività e altre spese quali la formazione del personale.
Alla luce di quanto sopra illustrato, nel corso del 2024 il Gruppo ha intrapreso una specifica progettualità finalizzata a definire un framework organizzativo e operativo per estendere la capitalizzazione dei costi di sviluppo software anche alle spese del personale coinvolto nella progettazione, sviluppo e implementazione di software, nel rispetto dei criteri di rilevazione stabiliti dal citato principio IAS 38.
A partire dal 1° gennaio 2025 il Gruppo si è quindi dotato di processi e di procedure in grado di rendicontare, in modo attendibile, i tempi ed i costi del personale della funzione Information Technology direttamente coinvolto nell'attività di sviluppo del software, mediante la compilazione di apposite schede tempi. Al 30 giugno 2025, il valore di bilancio dei costi interni capitalizzati tra i software, al netto degli ammortamenti di competenza, è pari a 6,3 milioni, come evidenziato nella tabella contenuta nella Sezione "Attività immateriali – Voce 100" delle presenti Note illustrative, in corrispondenza della sottovoce "Attività immateriali generate internamente".
Modalità di determinazione delle perdite di valore sugli strumenti finanziari IFRS 9 (impairment)
In relazione a quanto in oggetto, nel seguente paragrafo si illustrano le metodologie seguite per la determinazione delle perdite sugli strumenti finanziari deteriorati, in sostituzione di quanto riportato nel corrispondente paragrafo della Relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2024 del Gruppo Banco BPM.
Perdite di valore su strumenti finanziari deteriorati
Per le attività finanziarie deteriorate, alle quali è associata una probabilità di default del 100%, l'ammontare delle rettifiche di valore, per le perdite attese relative a ciascun credito, è pari alla differenza tra i) il valore di bilancio dello stesso al momento della valutazione (costo ammortizzato) ed ii) il valore attuale dei previsti flussi di cassa futuri, calcolato applicando il tasso di interesse effettivo originario o una sua ragionevole approssimazione, laddove il tasso originario non sia direttamente reperibile. I flussi finanziari sono stimati sulla base delle previsioni di recupero attese lungo l'intera durata dell'attività (lifetime), tenuto conto del presumibile valore di realizzo delle eventuali garanzie.
Al fine della stima dei previsti flussi incassati e relativa tempistica, i crediti in esame sono oggetto di un processo di valutazione analitica.
In maggior dettaglio, la determinazione del valore di recupero viene effettuata prendendo come riferimento un approccio "going concern" piuttosto che "gone concern", selezionato in funzione dello status di deterioramento e della tipologia di esposizione.
L'approccio going concern trova applicazione qualora si ritenga che l'attività operativa del debitore possa continuare a generare, in un futuro prevedibile, flussi di cassa da utilizzare per il pagamento dei debiti finanziari verso tutti i creditori, sulla base dei piani di rimborso previsti. L'approccio in esame prevede, quale fonte di rimborso, la redditività disponibile proveniente dall'attività operativa del cliente o da altre fonti finanziarie, nonché il corrispettivo stimato derivante dall'escussione delle eventuali garanzie reali o personali (per la quota parte non coperta dalla redditività disponibile). La valutazione della redditività disponibile deve essere condotta in modo prudenziale mediante analisi differenti, in funzione della tipologia di clientela e dei dati acquisiti dalla stessa.
L'approccio gone concern viene utilizzato qualora si riscontri o si profili la cessazione dell'attività operativa del cliente e prevede, quale principale fonte di rimborso, il corrispettivo derivante dell'escussione delle garanzie reali (pegno o ipoteca), come avviene per tutte le esposizioni classificate nello status di sofferenza. In aggiunta, devono essere valutati i possibili flussi di rimborso rivenienti da beni aggredibili di proprietà del soggetto debitore o degli eventuali garanti fideiussori.
Per alcune categorie omogenee di crediti deteriorati, come sotto meglio definito, i processi valutativi contemplano che le previsioni di perdita siano basate su metodologie di calcolo di tipo "forfettario", da ricondurre in modo analitico ad ogni singola posizione. Al 30 giugno 2025, in linea con il 31 dicembre 2024, il perimetro delle esposizioni assoggettate ad un processo di valutazione forfettaria è rappresentato dalle sofferenze, dalle inadempienze probabili e dai past due deteriorati, che presentano un'esposizione lorda inferiore o uguale ad una soglia di rilevanza stabilita pari a 1 milione (di seguito anche perimetro "sotto soglia").

Per il suddetto perimetro, il modello "forfettario" di stima delle perdite (c.d. modello "gone automatizzato") aveva fatto emergere alcuni profili di debolezza che avevano richiesto l'attivazione, fin dall'esercizio 2024, di un processo di adeguamento con specifici interventi di forzatura delle rettifiche di valore, al fine di replicare gli esiti del modello regolamentare ELBE (Expected Loss Best Estimate) opportunamente adattato ai requisiti IFRS 9, sulla base di un opportuno scaling factor, nelle more di uno sviluppo integrale della metodologia.
Nel corso del primo semestre 2025 è stata quindi avviata una specifica progettualità finalizzata a rafforzare il complessivo framework di riferimento per il calcolo della perdita ELBE contabile, anche al fine di indirizzare, in maniera esaustiva, le osservazioni formulate dall'Autorità di Vigilanza e dalle funzioni di controllo interne rispetto al precedente modello "gone automatizzato".
A partire dal 30 giugno 2025 è stato quindi definito un nuovo modello di calcolo forfettario, denominato "ELBE contabile", di cui si elencano di seguito, in estrema sintesi, le principali caratteristiche:
- introduce nella stima l'uso della "campata unica", ossia il tasso di perdita è quantificato dall'ingresso a default fino alla chiusura del ciclo;
- specializza le perdite (LGD ELBE) in base al vintage di riferimento della pratica da valutare;
- integra gli effetti delle condizioni correnti (point in time), assumendo a riferimento gli ultimi cinque anni storici di chiusure di default;
- fattorizza gli effetti prospettici (forward looking), mediante applicazione di modelli satellite LGD default, assumendo i medesimi scenari macroeconomici di riferimento per la quantificazione delle perdite attese sulle esposizioni performing;
- considera gli effetti legati alle potenziali perdite delle cessioni;
- tiene conto delle tempistiche di recupero, mediante attualizzazione dei flussi ritenuti recuperabili.
Nel nuovo framework di misurazione dell'ELBE contabile, l'effetto delle cessioni è quantificato considerando sia il valore "ELBE work out", determinato assumendo il recupero mediante attività interna, sia il valore "ELBE cessioni", calcolato assumendo a riferimento il recupero del solo perimetro delle cessioni.
In maggior dettaglio, i suddetti valori sono ponderati in funzione della probabilità che la posizione deteriorata sia oggetto di un'operazione di cessione (cosiddetta PoD "Probability Of Disposal").
Al 30 giugno 2025 il suddetto parametro POD è quantificato equiponderando la probabilità di cessione storica, stimata sulla base del tasso di cessioni osservato negli ultimi tre anni di storia, con la probabilità forward looking, basata sulle previsioni del piano triennale di cessione approvato dal Consiglio di Amministrazione.
Tale modello rappresenta un'evoluzione della metodologia utilizzata fino al 31 dicembre 2024, basata su un approccio multiscenario derivato dagli obiettivi futuri di cessione, che risulta quindi non più applicabile. Quest'ultimo approccio prevedeva che la quantificazione delle perdite attese sulle esposizioni classificate come sofferenze o inadempienze probabili, oltre a considerare i flussi di recupero dello scenario workout, dovesse prevedere i flussi recuperabili da uno scenario di cessione, ponderati in funzione delle rispettive probabilità ricavate dagli obiettivi di cessione, di volta in volta stabiliti dal Consiglio di Amministrazione.
In base a quanto sopra illustrato, rispetto alla metodologia utilizzata fino al 2024, il nuovo modello ELBE contabile è in grado di anticipare l'effetto delle cessioni, in funzione delle osservazioni storiche, anche qualora i piani del Gruppo non prevedano nel breve periodo alcuna cessione o il target delle cessioni previste a piano dovesse risultare esaurito. In coerenza con la scelta metodologia dei crediti "sotto soglia" di incorporare l'effetto delle cessioni storiche, facendo così evolvere il precedente modello multiscenario basato solo sulle previsioni del piano, a partire da giugno 2025 è stato introdotto un framework simile anche per i crediti sopra soglia, ossia per i crediti deteriorati con un'esposizione superiore a 1 milione ma inferiore a 3 milioni.
Per le esposizioni deteriorate di ammontare superiore a 3 milioni non è invece previsto alcun fattore correttivo delle cessioni, in quanto dette posizioni non verranno ragionevolmente inserite nei portafogli di cessioni massive, ma saranno gestite tramite workout interno o cessioni single name.
In ottica prudenziale, per tutte le esposizioni deteriorate, qualora venga individuato un probabile portafoglio da cedere - cluster cosiddetto delle "vendite programmate" - la quantificazione delle perdite attese sarà effettuata facendo prevalere la probabilità forward looking, che è posta pari all'85% (anziché equiponderare la probabilità storica e quella prospettica desunta dal piano).
Da ultimo, si ritiene opportuno precisare che la metodologia in precedenza illustrata non trova applicazione agli eventuali crediti che, alla data di redazione del bilancio, sono già identificati analiticamente come destinati alla vendita, in relazione ai quali ricorrono le condizioni previste dal principio contabile IFRS 5 per la classificazione nel portafoglio delle attività in via di dismissione. La valutazione di tali crediti è effettuata considerando il solo scenario di cessione, a cui è assegnata una probabilità del 100% ed assumendo a riferimento i prezzi di vendita o comunque le informazioni contenute negli accordi perfezionati con le controparti (offerte vincolanti).

Per l'illustrazione della stima degli impatti correlati alle revisioni metodologiche sopra descritte si fa rinvio nell'apposito paragrafo "Stima della perdita attesa (Expected Credit Loss) – Stage 3" contenuto nella "Parte E -– Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura" delle presenti Note illustrative.
A.3 – INFORMATIVA SUI TRASFERIMENTI TRA PORTAFOGLI DI ATTIVITA' FINANZIARIE
Nel corso del semestre non sono intervenuti trasferimenti tra portafogli di attività finanziarie.
A tal proposito si deve precisare che nel periodo, così come per quelli precedenti, non è intervenuto alcun cambiamento del "business model" del Gruppo Banco BPM, ossia delle modalità con le quali il Gruppo gestisce gli strumenti finanziari.
A.4 – INFORMATIVA SUL FAIR VALUE
Metodologie di determinazione del fair value per le attività e le passività finanziarie misurate in bilancio al fair value
Il fair value è definito come il prezzo che verrebbe percepito per la vendita di un'attività o pagato per il trasferimento di una passività in una regolare operazione tra operatori di mercato, alle condizioni correnti alla data di valutazione nel mercato principale o nel mercato più vantaggioso (prezzo di uscita). Sottostante alla misurazione del fair value vi è la presunzione che l'entità si trovi in una situazione di continuità aziendale (going concern), ossia che si trovi in una situazione pienamente operativa e che non intenda quindi liquidare o ridurre sensibilmente la propria operatività o intraprendere operazioni a condizioni sfavorevoli. Il fair value non è quindi l'importo che l'entità riceverebbe o pagherebbe in caso di operazioni forzose o vendite sottocosto.
Il fair value è un criterio di valutazione di mercato e non specificamente riferito alle stime circa i possibili cash flow futuri elaborati dalla singola impresa; il fair value deve infatti essere determinato adottando le assunzioni che gli operatori di mercato utilizzerebbero nella determinazione del prezzo dell'attività e della passività, presumendo che essi agiscano nel migliore dei modi al fine di soddisfare il proprio interesse economico.
Ai fini della misurazione al fair value delle attività e passività, finanziarie e non, il principio IFRS 13 definisce una triplice gerarchia di fair value, basata sulla fonte e sulla qualità degli input utilizzati:
- Livello 1: gli input sono rappresentati dai prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività e passività identiche;
- Livello 2: gli input sono rappresentati:
- - dai prezzi quotati in mercati attivi per attività e passività similari;
- - dai prezzi quotati in mercati non attivi per attività o passività identiche o similari;
- - da parametri osservabili sul mercato o corroborati da dati di mercato (ad esempio, tassi di interesse, spread creditizi, volatilità implicite, tassi di cambio) ed utilizzati nella tecnica di valutazione;
- Livello 3: gli input utilizzati non sono osservabili sul mercato.
Per gli strumenti finanziari, oggetto di misurazione in bilancio al fair value, il Gruppo si è dotato di una "Fair Value Policy" che attribuisce la massima priorità ai prezzi quotati su mercati attivi (livello 1) e priorità più bassa all'utilizzo di input non osservabili (livello 3), in quanto maggiormente discrezionali, in linea con la gerarchia di fair value sopra rappresentata. Nel dettaglio tale policy definisce:
- le regole di individuazione dei dati di mercato, la selezione/gerarchia delle fonti informative e le configurazioni di prezzo necessarie per valorizzare gli strumenti finanziari contribuiti su mercati attivi e classificati in corrispondenza del livello 1 della gerarchia di fair value ("Mark to Market Policy");
- le tecniche di valutazione ed i relativi parametri di input in tutti i casi in cui non sia possibile adottare la Mark to Market Policy ("Mark to Model Policy").
Mark to Market
Nel determinare il fair value, il Gruppo utilizza, ogni volta che sono disponibili, informazioni basate su dati di mercato ottenuti da fonti indipendenti, in quanto considerate la migliore evidenza del fair value. In tal caso, il fair value è il prezzo di mercato dello stesso strumento oggetto di valutazione, ossia senza modifiche o ricomposizioni dello stesso strumento, desumibile dalle quotazioni espresse da un mercato attivo (e classificato nel livello 1 della gerarchia di fair

value). Un mercato si considera attivo quando i prezzi di quotazione esprimono effettive e regolari operazioni di mercato e risultano prontamente e regolarmente disponibili tramite borse, mediatori, intermediari, società del settore, servizi di quotazione o enti autorizzati.
Mark to Model
Qualora non sia applicabile la "Mark to Market Policy", per l'assenza di prezzi direttamente osservabili su mercati considerati attivi, è necessario fare ricorso a tecniche di valutazione che massimizzino il ricorso alle informazioni disponibili sul mercato, in base ai seguenti approcci valutativi:
- Comparable approach: in tal caso il fair value dello strumento è desunto dai prezzi osservati su transazioni recenti avvenute su strumenti similari in mercati attivi, opportunamente aggiustati per tenere conto delle differenze negli strumenti e nelle condizioni di mercato, piuttosto che dai prezzi di recenti transazioni sullo stesso strumento oggetto di valutazione non quotato su mercati attivi;
- Model Valuation: in mancanza di prezzi di transazioni osservabili per lo strumento oggetto di valutazione o per strumenti simili, è necessario adottare un modello di valutazione; tale modello deve essere di provata affidabilità nella stima di ipotetici prezzi "operativi" e pertanto deve trovare ampio riscontro negli operatori di mercato.
In particolare:
- i titoli di debito vengono valutati in base alla metodologia dell'attualizzazione dei previsti flussi di cassa, opportunamente corretti per tenere conto del rischio emittente;
- i finanziamenti che non superano l'SPPI test sono valutati sulla base dell'attualizzazione dei flussi di cassa attesi determinati con modelli variamente configurati in funzione dello status della controparte in base ad un tasso di interesse ritenuto rappresentativo nell'ottica del potenziale acquirente;
- i titoli di capitale non quotati sono valutati con riferimento a transazioni dirette sullo stesso titolo o su titoli similari osservate in un congruo arco temporale rispetto alla data di valutazione, al metodo dei multipli di mercato di società comparabili e in via subordinata a metodi di valutazione finanziari, reddituali e patrimoniali;
- gli investimenti in O.I.C.R., diversi da quelli aperti armonizzati, sono valutati sulla base dei NAV messi a disposizione dal fund administrator o dalla società di gestione. In tali investimenti rientrano tipicamente i fondi di private equity, private debt e similari, i fondi immobiliari ed i fondi hedge;
- i contratti di Bond Repo sono valutati attualizzando i flussi contrattuali previsti a termine, determinati in funzione delle caratteristiche del contratto, sulla base di curve di tasso di interesse differenziate a seconda dell'emittente del titolo sottostante al contratto (titoli Governativi e titoli Corporate);
- i contratti derivati OTC sono valutati sulla base di una molteplicità di modelli, in funzione della tipologia di strumento e dei fattori di input (rischio tasso, volatilità, rischio cambio, rischio prezzo, ecc.) che ne influenzano la relativa valutazione; ai fini dell'attualizzazione dei flussi di cassa futuri, il Gruppo Banco BPM utilizza come riferimento la curva OIS ("Overnight Indexed Swap"), considerata come espressione di un tasso privo di rischio. I valori così ottenuti sono poi corretti per tenere conto di tutti i fattori considerati rilevanti dai partecipanti al mercato, con l'obiettivo di riflettere al meglio il prezzo di realizzo di una transazione di mercato effettivamente possibile (rischio modello, rischio liquidità, rischio di controparte). Con riferimento al rischio di controparte dei derivati in bonis, riferito sia al rischio di credito della controparte "Credit Valuation Adjustment" (CVA) sia al rischio di mancato adempimento delle proprie obbligazioni contrattuali "Debit Valuation Adjustment" (DVA), il corrispondente fattore correttivo viene determinato per ogni singola entità giuridica del Gruppo in funzione dell'esposizione futura attesa generata dai contratti, delle probabilità di default delle parti e delle relative perdite. In particolare, il calcolo dell'esposizione attesa è variamente configurato per considerare gli effetti derivanti dall'esistenza di accordi di compensazione o garanzie sottostanti "netting e collateral agreement" in grado di mitigare il rischio di controparte, mentre la probabilità di default viene stimata ricorrendo a quotazioni di Credit Default Swap, laddove disponibili, in via prioritaria rispetto a parametri interni. Il modello per la quantificazione dei correttivi CVA/DVA prevede che, per ogni derivato, il rischio di controparte sia pari alla somma delle componenti:
- "Bilateral CVA": trattasi della possibile perdita nel caso in cui l'esposizione futura sia positiva per il Gruppo, corretta per tenere conto dell'eventualità che il Gruppo possa fallire prima della controparte;
- "Bilateral DVA": volto ad apprezzare il beneficio in caso di inadempimento delle proprie obbligazioni contrattuali, qualora l'esposizione attesa sia negativa per il Gruppo. Tale beneficio viene poi mitigato per tenere conto della probabilità che, nel corso dell'operazione, la controparte possa fallire prima del Gruppo.

La classificazione nel livello 2 piuttosto che nel livello 3 è determinata in base all'osservabilità sui mercati degli input significativi utilizzati ai fini della determinazione del fair value. Uno strumento finanziario deve essere classificato nella sua interezza in un unico livello; pertanto, qualora nella tecnica di valutazione siano impiegati input appartenenti a diversi livelli, l'intera valutazione deve essere classificata in corrispondenza del livello della gerarchia in cui è classificato l'input di più basso livello, qualora sia ritenuto significativo per la determinazione del fair value nel suo complesso.
Sono normalmente considerati di livello 2 le seguenti tipologie di investimento:
- strumenti finanziari rappresentati da derivati OTC e da pronti contro termine su titoli di debito ("Bond Repo") qualora gli input dei modelli di pricing, utilizzati per la determinazione del fair value, siano osservabili sul mercato oppure, qualora non osservabili, siano ritenuti tali da non influenzare in modo significativo la misurazione del fair value;
- titoli di capitale non quotati su mercati attivi, valutati mediante la tecnica dei multipli di mercato, facendo riferimento ad un selezionato campione di società comparabili rispetto all'oggetto della valutazione piuttosto che valutati sulla base di effettive transazioni avvenute in un arco temporale ragionevolmente prossimo alla data di riferimento;
- titoli di debito di terzi o di propria emissione, non quotati su mercati attivi, per i quali gli input, compresi gli spread creditizi, sono reperiti da fonti di mercato;
- quote di OICR, non quotati su mercati attivi, caratterizzati da significativi livelli di trasparenza e liquidità. Le suddette quote sono valorizzate sulla base dei NAV forniti dalla società di gestione/fund administrator.
Sono di regola considerati di livello 3 i seguenti strumenti finanziari:
- fondi hedge caratterizzati da significativi livelli di illiquidità e per i quali si ritiene che il processo di valorizzazione del patrimonio del fondo richieda, in misura significativa, una serie di assunzioni e stime. La misurazione al fair value viene effettuata sulla base del NAV. Tale NAV può essere opportunamente corretto per tenere conto della scarsa liquidabilità dell'investimento, ossia dell'intervallo di tempo intercorrente tra la data di richiesta di rimborso e quella di rimborso effettivo, nonché per tenere conto di eventuali commissioni di uscita dall'investimento;
- fondi immobiliari caratterizzati da significativi livelli di illiquidità e valutati sulla base degli ultimi NAV disponibili;
- fondi di private equity, private debt e similari, valutati sulla base dell'ultimo NAV disponibile, eventualmente rettificato per tenere conto degli eventi non recepiti nella valorizzazione della quota o per riflettere una diversa valorizzazione delle attività sottostanti il fondo stesso;
- titoli azionari illiquidi per i quali non sono osservabili transazioni recenti o comparabili, di norma valutati sulla base del modello patrimoniale;
- titoli di debito caratterizzati da strutture finanziarie complesse per i quali vengono di regola utilizzate fonti pubblicamente non disponibili. Trattasi di quotazioni non vincolanti e altresì non corroborate da evidenze di mercato;
- titoli di debito emessi da soggetti in difficoltà finanziaria per i quali il management deve utilizzare il proprio giudizio nella definizione delle previsioni di recupero (cosiddetto "recovery rate"), non esistendo prezzi significativi osservabili sul mercato;
- strumenti finanziari rappresentati da derivati OTC per i quali i parametri di input non osservabili utilizzati dal modello di pricing sono ritenuti significativi ai fini della misurazione del fair value;
- finanziamenti a medio-lungo termine (performing e non performing) valutati sulla base dei flussi di cassa attesi determinati con modelli variamente configurati, in funzione dello status della controparte, ed attualizzati in base ad un tasso di interesse ritenuto rappresentativo nell'ottica del potenziale acquirente.
Per maggiori dettagli sulle metodologie di misurazione del fair value delle attività e passività finanziarie, sulle tecniche e sugli input utilizzati, sulle modalità di compilazione delle tabelle di trasferimento tra i livelli si fa rinvio a quanto riportato nella Relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2024 ("Parte A – Politiche contabili", "A.4 – Informativa sul fair value").
Sensibilità delle valutazioni degli strumenti finanziari di livello 3
Le esposizioni in strumenti finanziari di livello 3 ammontano complessivamente a 2.700,5 milioni e sono in prevalenza rappresentati da titoli di capitale, quote di O.I.C.R. e finanziamenti obbligatoriamente valutati al fair value come di seguito illustrato.

Titoli di capitale e quote di O.I.C.R.
Gli investimenti in titoli di capitale e in quote di O.I.C.R., classificati nel livello 3, ammontano complessivamente a 1.956,4 milioni (corrispondente al 72,4% delle attività finanziarie valutate al fair value di livello 3), come illustrato in maggior dettaglio nel successivo paragrafo "Gerarchia del fair value delle attività e passività finanziarie valutate in bilancio al fair value".
Per i suddetti strumenti non è di regola possibile elaborare alcuna analisi quantitativa di sensibilità del fair value rispetto al cambiamento degli input non osservabili, in quanto o il fair value è attinto da fonti terze, oppure è frutto di un modello i cui input sono specifici dell'entità oggetto di valutazione (ad esempio valori patrimoniali della società) e per i quali non si dispone delle informazioni necessarie per un'analisi di sensitivity, salvo quanto di seguito precisato. Per le quote di OICR detenute dal Gruppo, a seguito dell'apporto di crediti deteriorati e non qualificate come fondi immobiliari, la misurazione al fair value è stata condotta in base alla tecnica del Discounted Cash Flows. Gli input adoperati sono i seguenti:
- flussi di cassa riferiti alle distribuzioni nette previste per gli investitori nei business plan delle rispettive operazioni;
- tasso di attualizzazione compreso tra il 7,4% e il 9,5%, in funzione della struttura del capitale e del premio per il rischio dell'operazione.
Per tali fondi, il cui valore di bilancio ammonta a 431,3 milioni1, è stata condotta un'analisi di sensitivity rispetto al tasso di attualizzazione, determinato in base al modello Weighted Average Cost of Capital ("WACC"). La suddetta analisi evidenzia che, variando il tasso di attualizzazione di +100/-100 bps, il fair value registrerebbe una variazione pari a circa -/+ 12 milioni (-/+ 2,8% in termini percentuali).
Per maggiori dettagli sui fondi ad apporto di crediti deteriorati si fa rinvio a quanto illustrato nella "Parte E - Operazioni di covered bond e cartolarizzazione" delle presenti Note Illustrative.
Finanziamenti obbligatoriamente valutati al fair value
Fra gli strumenti finanziari di livello 3 figurano i finanziamenti verso la clientela che, non superando il test SPPI, sono classificati nel portafoglio delle attività obbligatoriamente al fair value, pari a 587,2 milioni (corrispondente al 21,7% delle attività finanziarie valutate al fair value di livello 3).
Per tali strumenti, il fair value risulta influenzato sia dalle previsioni di recupero dei flussi contrattuali che dalla componente finanziaria legata alla selezione dei tassi di attualizzazione.
In particolare, per le principali posizioni, pari a 230,7 milioni (39,3% rispetto al valore di bilancio), è stata condotta un'analisi di sensitivity del fair value rispetto al tasso di attualizzazione.
La suddetta analisi evidenzia che, variando il tasso di attualizzazione di +/-100 bps, il fair value registrerebbe una variazione di -/+ 0,6% circa.
1 Il complessivo valore di bilancio al 30 giugno 2025 dei fondi ad apporto, comprensivi dei fondi immobiliari valorizzati in base al NAV, ammonta a 530,6 milioni.

Gerarchia del fair value delle attività e passività finanziarie valutate in bilancio al fair value
Sulla base di quanto in precedenza rappresentato, nella seguente tabella si fornisce la ripartizione, in base alla gerarchia di fair value, delle attività e passività finanziarie oggetto di misurazione al fair value su base ricorrente. Come definito dal citato principio IFRS 13, le valutazioni ricorrenti si riferiscono a quelle attività o passività misurate al fair value nel prospetto di stato patrimoniale, sulla base di quanto previsto o permesso dai principi contabili internazionali di riferimento.
| Attività/Passività finanziarie misurate al | 30/06/2025 | 31/12/2024 | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| fair value | L1 | L2 | L3 | L1 | L2 | L3 | |
| 1. Attività finanziarie valutate al fair value con | |||||||
| impatto a conto economico | 10.119.680 | 8.204.154 | 2.283.996 | 8.228.462 | 5.353.976 | 1.987.580 | |
| a) Attività finanziarie detenute per la | |||||||
| negoziazione | 3.996.215 | 6.750.176 | 355 | 2.257.856 | 3.754.277 | 184 | |
| b) Attività finanziarie designate al fair value | - | - | - | - | - | - | |
| c) Altre attività finanziarie obbligatoriamente | |||||||
| valutate al fair value | 6.123.465 | 1.453.978 | 2.283.641 | 5.970.606 | 1.599.699 | 1.987.396 | |
| 2. Attività finanziarie valutate al fair value con | |||||||
| impatto sulla redditività complessiva | 24.904.129 | 1.903 | 416.548 | 22.240.017 | 33.574 | 408.469 | |
| 3. Derivati di copertura | - | 950.378 | - | - | 1.033.292 | - | |
| Totale | 35.023.809 | 9.156.435 2.700.544 | 30.468.479 | 6.420.842 | 2.396.049 | ||
| 1. Passività finanziarie detenute per la | |||||||
| negoziazione | 2.272.535 | 26.160.801 | - | 742.916 | 22.153.731 | - | |
| 2. Passività finanziarie designate al fair value | 5.897 | 8.341.636 | 11.223 | 5.759 | 8.263.928 | 18.295 | |
| 3. Derivati di copertura | 16 | 789.125 | - | - | 869.068 | - | |
| Totale | 2.278.448 35.291.562 | 11.223 | 748.675 31.286.727 | 18.295 | |||
Legenda: L1 = Livello 1
L2 = Livello 2
L3 = Livello 3
Attività finanziarie misurate al fair value su base ricorrente
Al 30 giugno 2025 gli strumenti finanziari valutati in modo significativo sulla base di parametri non osservabili (Livello 3) sono rappresentati per l'84,6% da strumenti classificati nel portafoglio delle "Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value " e per il 15,4% da strumenti classificati nella categoria delle "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva"; una quota residuale riguarda le "Attività finanziarie detenute per la negoziazione".
Nel dettaglio, le attività finanziarie di livello 3 ammontano a 2.700,5 milioni e sono rappresentate dalle seguenti tipologie di investimenti:
- titoli di capitale non quotati per 315,6 milioni, valorizzati principalmente sulla base di modelli interni di tipo patrimoniale, o con prezzi di transazione che non rispettano i requisiti per l'attribuzione al livello 2;
- quote di O.I.C.R. per 1.640,8 milioni; trattasi di fondi caratterizzati da significativi livelli di illiquidità e per i quali si ritiene che il processo di valorizzazione del patrimonio del fondo richieda, in misura significativa, una serie di assunzioni e stime. Per maggiori dettagli sulle quote di O.I.C.R. detenute dalla Capogruppo, in relazione alle operazioni di cessione di credito multi-originator, si fa rinvio a quanto illustrato nella "Parte E - Operazioni di covered bond e cartolarizzazione";
- finanziamenti verso la clientela per 587,2 milioni, oggetto di misurazione al fair value, per mancato superamento del test SPPI, in quanto i relativi flussi finanziari non rappresentano in via esclusiva il pagamento degli interessi e del capitale;
- titoli di debito per 156,7 milioni;
- derivati Over the Counter (OTC) per 0,2 milioni.
Con riferimento agli strumenti finanziari derivati detenuti con finalità di negoziazione e di copertura, escludendo la quota di livello 3 come in precedenza illustrato, gli stessi risultano classificati in corrispondenza del livello 1 e 2 della gerarchia di fair value. Nel dettaglio:
• nel livello 1 figurano i derivati quotati (future e opzioni) valutati sulla base dei prezzi forniti dalle Clearing House, per un valore complessivo pari a 306,5 milioni;

• nel livello 2 sono classificati i derivati Over the Counter (OTC), valutati sulla base di modelli che utilizzano in misura significativa parametri osservabili sul mercato o sulla base di prezzi attinti da fonti indipendenti, per un valore di 2.883,4 milioni.
Passività finanziarie misurate al fair value su base ricorrente
Le passività finanziarie di livello 1 si riferiscono a derivati quotati di negoziazione per 137,5 milioni e a scoperti tecnici su titoli quotati in mercati attivi per 2.135,0 milioni.
Le restanti passività finanziarie sono rappresentate in prevalenza a livello 2, ed interessano in massima parte il portafoglio delle "Passività finanziarie di negoziazione" in relazione all'operatività di negoziazione in Bond Repo per 23.776,1 milioni, ai derivati finanziari e creditizi per 1.544,5 milioni ed alle emissioni di Certificates incondizionatamente garantiti per 840,2 milioni.
Nell'ambito delle "Passività finanziarie designate al fair value" di livello 2, figurano le passività connesse ai prodotti assicurativi di Ramo III (polizze unit linked ed index linked), le cui prestazioni sono correlate al valore di indici di mercato ed a quote di fondi di investimento per 3.709,8 milioni, le emissioni di Certificates a capitale incondizionatamente garantito per un valore di bilancio di 3.519,1 milioni e titoli di debito strutturati per 1.112,7 milioni; i rimanenti 11,2 milioni, rappresentati a livello 3, sono relativi alle passività rilevate a fronte di Finanziamenti ceduti e non cancellati oggetto di misurazione al fair value.
Trasferimenti tra livelli del fair value (Livello 1 e Livello 2) per attività/passività finanziarie valutate al fair value su base ricorrente
Nel corso del semestre si è verificato il trasferimento di un unico titolo di debito dal livello 2 al livello 1 per 0,7 milioni.
Impatto del Credit Valuation Adjustment (CVA) e del Debit Valuation Adjustment (DVA) sulla determinazione del fair value degli strumenti finanziari derivati
Al 30 giugno 2025 le rettifiche cumulate apportate al fair value degli strumenti finanziari derivati, diversi dalle emissioni di certificates, per tener conto del rischio di controparte "Credit Valuation Adjustment (CVA) e Debt Valuation Adjustment (DVA)" sono complessivamente positive per 0,1 milioni e composte da:
- rettifiche per CVA che hanno comportato una perdita cumulata, in termini di minori attività/maggiori passività, per 4 milioni;
- rettifiche per DVA che hanno comportato un beneficio cumulato, in termini di maggiori attività/minori passività pari a 4,1 milioni.
Al 31 dicembre 2024 le rettifiche cumulate del fair value per tenere conto del rischio di controparte (CVA/DVA) erano complessivamente negative per 0,3 milioni, pari allo sbilancio tra rettifiche negative per CVA (-4,4 milioni) e rettifiche positive per DVA (+4,1 milioni).
Il conseguente impatto sul conto economico del primo semestre 2025 è risultato quindi positivo per 0,4 milioni.

Variazioni del periodo delle attività finanziarie valutate al fair value su base ricorrente (livello 3)
| Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico |
Attività | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Totale | di cui: a) attività finanziarie detenute per la negoziazione |
di cui: b) attività finanziarie designate al fair value |
di cui: c) altre attività finanziarie obbligatoriam ente valutate al fair value |
finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
Derivati di copertura |
|
| 1. Esistenze iniziali | 2.005.938 | 184 | - | 2.005.754 | 408.469 | - |
| 2. Aumenti | 668.868 | 173 | - | 668.695 | 12.080 | - |
| 2.1. Acquisti | 232.317 | 46 | - | 232.271 | 762 | - |
| 2.2. Profitti imputati a: | 49.713 | 1 | - | 49.712 | 4.131 | - |
| 2.2.1. Conto Economico | 49.713 | 1 | - | 49.712 | - | - |
| - di cui plusvalenze | 35.023 | - | - | 35.023 | - | - |
| 2.2.2. Patrimonio netto | - | X | X | X | 4.131 | - |
| 2.3. Trasferimenti da altri livelli | - | - | - | - | 2.721 | - |
| 2.4. Altre variazioni in aumento | 386.838 | 126 | - | 386.712 | 4.466 | - |
| 3. Diminuzioni | (390.810) | (2) | - | (390.808) | (4.001) | - |
| 3.1. Vendite | (137.189) | (1) | - | (137.188) | (10) | - |
| 3.2. Rimborsi | (68.590) | - | - | (68.590) | - | - |
| 3.3. Perdite imputate a: | (108.991) | (1) | - | (108.990) | (2.388) | - |
| 3.3.1. Conto Economico | (108.991) | (1) | - | (108.990) | - | - |
| - di cui minusvalenze | (80.605) | (1) | - | (80.604) | - | - |
| 3.3.2. Patrimonio netto | - | X | X | X | (2.388) | - |
| 3.4. Trasferimenti ad altri livelli | (7.672) | - | - | (7.672) | - | - |
| 3.5. Altre variazioni in diminuzione | (68.368) | - | - | (68.368) | (1.603) | - |
| 4. Rimanenze finali | 2.283.996 | 355 | - | 2.283.641 | 416.548 | - |
Variazioni del periodo delle passività valutate al fair value su base ricorrente (livello 3)
| Passività finanziarie detenute per la negoziazione |
Passività finanziarie designate al fair value |
Derivati di copertura |
|
|---|---|---|---|
| 1. Esistenze iniziali | - | 18.295 | - |
| 2. Aumenti | - | - | - |
| 2.1 Emissioni | - | - | - |
| 2.2. Perdite imputate a: | - | - | - |
| 2.2.1. Conto Economico | - | - | - |
| - di cui minusvalenze | - | - | - |
| 2.2.2. Patrimonio netto | X | - | - |
| 2.3. Trasferimenti da altri livelli | - | - | - |
| 2.4. Altre variazioni in aumento | - | - | - |
| 3. Diminuzioni | - | (7.072) | - |
| 3.1. Rimborsi | - | - | - |
| 3.2. Riacquisti | - | - | - |
| 3.3. Profitti imputati a : | - | (7.072) | - |
| 3.3.1. Conto Economico | - | (7.072) | - |
| - di cui plusvalenze | - | (7.072) | - |
| 3.3.2. Patrimonio netto | X | - | - |
| 3.4. Trasferimenti ad altri livelli | - | - | - |
| 3.5. Altre variazioni in diminuzione | - | - | - |
| 4. Rimanenze finali | - | 11.223 | - |

Informativa sul fair value delle attività e delle passività finanziarie valutate al costo
Con riferimento all'informativa sul fair value delle attività e passività finanziarie iscritte in bilancio al costo ammortizzato, richiesta dai paragrafi 25 e 26 dell'IFRS 7 richiamati dal principio IAS 34, si rimanda a quanto rappresentato nelle relative tabelle di composizione delle attività e passività finanziarie valutate al costo ammortizzato della "Parte B – Informazioni sullo Stato Patrimoniale consolidato" (per l'attivo voce 40 e per il passivo voce 10). Per l'illustrazione della modalità di determinazione del fair value, rilevante ai soli fini informativi, si fa rinvio a quanto contenuto nella Relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2024.
A.5 - INFORMATIVA SUL C.D. "DAY ONE PROFIT/LOSS"
Ai sensi dell'IFRS 7 paragrafo 28 nell'ambito degli strumenti finanziari del Gruppo, si rappresenta che nel periodo non si sono verificate transazioni che abbiano comportato la rilevazione di "day one profit/loss" pertanto al 30 giugno 2025, come al 31 dicembre 2024, non si rilevano costi o ricavi sospesi legati all'effetto.
Informativa sui prodotti strutturati di credito
Si segnala che al 30 giugno 2025 l'esposizione del Gruppo in titoli strutturati di credito ammonta a 2.220,1 milioni e si riferisce per 1.788,8 milioni a titoli Asset Backed Securities (ABS) derivanti da operazioni di cartolarizzazione e per 431,3 milioni alle quote di fondi comuni di investimento detenute a seguito delle cessioni multi-originator di portafogli creditizi deteriorati.
Con riferimento ai titoli ABS la composizione risulta essere la seguente:
- 11,7 milioni relativi ai titoli emessi dal veicolo Tevere SPV, che il Gruppo detiene a seguito dell'operazione di cartolarizzazione di crediti a sofferenza e inadempienza probabile denominata "progetto Argo" perfezionata nel mese di giugno 2022 (tranche senior pari a 10,4 milioni; tranche mezzanine B1 pari a 0,3 milioni, tranche mezzanine B2 pari a 0,5 milioni, tranche junior pari a 0,5 milioni);
- 96,2 milioni relativi ai titoli emessi dal veicolo Aurelia SPV, che il Gruppo detiene a seguito dell'operazione di cartolarizzazione GACS di crediti a sofferenza, denominata "Progetto Rockets", perfezionata nel mese di maggio 2021 (tranche senior pari a 95,5 milioni; tranche mezzanine pari a 0,7 milioni);
- 5,5 milioni relativi ai titoli emessi dal veicolo Titan SPV, che il Gruppo detiene a seguito dell'operazione di cartolarizzazione di crediti in sofferenza, denominata "Progetto Titan", perfezionata nel mese di dicembre 2020 (tranche senior pari a 5,4 milioni; tranche mezzanine pari a 0,1 milioni);
- 380,6 milioni relativi ai titoli emessi dal veicolo Leviticus SPV, che il Gruppo detiene a seguito dell'operazione di cartolarizzazione GACS di crediti a sofferenza, denominata "Progetto ACE", perfezionata nel mese di febbraio 2019 (tranche senior pari a 380,1 milioni; tranche mezzanine pari a 0,5 milioni);
- 421 milioni relativi ai titoli emessi dal veicolo Red Sea SPV, che il Gruppo detiene a seguito dell'operazione di cartolarizzazione GACS di crediti a sofferenza, denominata "Progetto Exodus", perfezionata nel mese di giugno 2018 (tranche senior pari a 420,9 milioni; tranche mezzanine pari a 0,1 milioni);
- 873,7 milioni relativi ai titoli di operazioni di cartolarizzazione di terzi (tranche senior per 856,2 milioni; tranche mezzanine per 4,9 milioni; tranche junior per 12,6 milioni). Si segnala che la tranche junior si riferisce in gran parte (12,5 milioni) al titolo emesso dalla società veicolo "BNT Portfolio SPV" costituita nell'esercizio 2014 al fine di perfezionare la cartolarizzazione dei crediti agrari di Banca della Nuova Terra, finanziata mediante l'emissione di un'unica tranche di titoli.
Per una disamina dei fondi comuni di investimento rivenienti da operazioni di cessioni multi-originator si fa rinvio a quanto illustrato nella "Parte E - Operazioni di covered bond e cartolarizzazione".

PARTE B – INFORMAZIONI SULLO STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO
ATTIVO
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico – Voce 20
2.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione merceologica
| Voci/Valori | Totale 30/06/2025 |
Totale 31/12/2024 |
||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| L1 | L2 | L3 | L1 | L2 | L3 | |
| A. Attività per cassa | ||||||
| 1. Titoli di debito | 2.907.619 | 39.176 | - | 940.308 | 44.915 | - |
| 1.1 Titoli strutturati | 229.139 | 38.997 | - | 6.622 | 44.260 | - |
| 1.2 Altri titoli di debito | 2.678.480 | 179 | - | 933.686 | 655 | - |
| 2. Titoli di capitale | 774.124 | - | 64 | 1.231.835 | - | 18 |
| 3. Quote di O.I.C.R. | 7.999 | 3.135 | 119 | 6.812 | - | 120 |
| 4. Finanziamenti | - | 4.774.875 | - | - | 2.003.356 | - |
| 4.1 Pronti contro termine | - | 4.774.875 | - | - | 2.003.356 | - |
| 4.2 Altri | - | - | - | - | - | - |
| Totale (A) | 3.689.742 | 4.817.186 | 183 | 2.178.955 | 2.048.271 | 138 |
| B. Strumenti derivati | ||||||
| 1. Derivati finanziari | 306.473 | 1.932.986 | 172 | 78.901 | 1.705.562 | 46 |
| 1.1 di negoziazione | 306.473 | 1.930.470 | 172 | 78.901 | 1.705.413 | 46 |
| 1.2 connessi con la fair value option | - | 2.507 | - | - | 130 | - |
| 1.3 altri | - | 9 | - | - | 19 | - |
| 2. Derivati creditizi | - | 4 | - | - | 444 | - |
| 2.1 di negoziazione | - | 4 | - | - | 444 | - |
| 2.2 connessi con la fair value option | - | - | - | - | - | - |
| 2.3 altri | - | - | - | - | - | - |
| Totale (B) | 306.473 | 1.932.990 | 172 | 78.901 | 1.706.006 | 46 |
| Totale (A+B) | 3.996.215 | 6.750.176 | 355 | 2.257.856 | 3.754.277 | 184 |
| L1 = Livello 1 |
L2 = Livello 2 L3 = Livello 3

2.5 Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value: composizione merceologica
| Voci/Valori | Totale 30/06/2025 |
Totale 31/12/2024 |
||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| L1 | L2 | L3 | L1 | L2 | L3 | |
| 1. Titoli di debito | 466.388 | 211.138 | 20.185 | 329.783 | 183.779 | 21.454 |
| 1.1 Titoli strutturati | - | - | - | - | - | - |
| 1.2 Altri titoli di debito | 466.388 | 211.138 | 20.185 | 329.783 | 183.779 | 21.454 |
| 2. Titoli di capitale | 226.929 | 43.513 | 35.535 | 217.955 | 36.347 | 40.868 |
| 3. Quote di O.I.C.R. | 5.430.148 | 1.199.327 | 1.640.663 | 5.422.868 | 1.379.573 | 1.402.094 |
| 4. Finanziamenti | - | - | 587.258 | - | - | 522.980 |
| 4.1 Pronti contro termine | - | - | - | - | - | - |
| 4.2 Altri | - | - | 587.258 | - | - | 522.980 |
| Totale | 6.123.465 | 1.453.978 | 2.283.641 | 5.970.606 | 1.599.699 | 1.987.396 |
| L1 = Livello 1 L2 = Livello 2 |
L3 = Livello 3
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva – Voce 30
3.1 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione merceologica
| Totale | Totale | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Voci/Valori | 30/06/2025 | 31/12/2024 | ||||
| L1 | L2 | L3 | L1 | L2 | L3 | |
| 1. Titoli di debito | 24.085.420 | 1.903 | 136.512 | 21.808.097 | 33.574 | 133.109 |
| 1.1 Titoli strutturati | - | - | - | - | - | - |
| 1.2 Altri titoli di debito | 24.085.420 | 1.903 | 136.512 | 21.808.097 | 33.574 | 133.109 |
| 2. Titoli di capitale | 818.709 | - | 280.036 | 431.920 | - | 275.360 |
| 3. Finanziamenti | - | - | - | - | - | - |
| Totale | 24.904.129 | 1.903 | 416.548 22.240.017 | 33.574 | 408.469 | |
| L1 = Livello 1 | ||||||
L2 = Livello 2
L3 = Livello 3
Banco BPM detiene, tra i titoli di capitale di livello 3, n. 4.541 quote nel capitale sociale di Banca d'Italia, corrispondenti all'1,5137% dell'intero capitale sociale. Il valore di bilancio, pari a 113,5 milioni, è ottenuto valorizzando ciascuna quota per un valore unitario pari a 25.000 euro. Al riguardo si precisa che tali quote derivano dall'operazione di aumento di capitale effettuata da Banca d'Italia nel 2013 per effetto del Decreto Legge n. 133 del 30 novembre 2013, convertito con la Legge n. 5 del 29 gennaio 2014, che ha determinato l'emissione di nuove quote, per un valore pari a 25.000 euro a quota.
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato – Voce 40
Tipologia operazioni/Valori Totale Totale 30/06/2025 31/12/2024 Valore di bilancio Fair value Valore di bilancio Fair value Primo e secondo stadio Terzo stadio Impaired acquisite o originate L1 L2 L3 Primo e secondo stadio Terzo stadio Impaired acquisite o originate L1 L2 L3 A. Crediti verso Banche Centrali 1.042.181 - - - - 1.042.181 1.017.014 - - - - 1.017.014 1. Depositi a scadenza - - - X X X - - - X X X 2. Riserva obbligatoria 1.042.181 - - X X X 1.014.224 - - X X X 3. Pronti contro termine - - - X X X - - - X X X 4. Altri - - - X X X 2.790 - - X X X B. Crediti verso banche 5.785.762 - - 1.611.605 1.040.585 3.144.893 4.825.522 - - 1.571.198 915.838 2.358.953 1. Finanziamenti 3.144.892 - - - - 3.144.893 2.345.261 - - - - 2.358.953 1.1 Conti correnti - - - X X X - - - X X X 1.2. Depositi a scadenza 255.731 - - X X X 126.034 - - X X X 1.3. Altri finanziamenti: 2.889.161 - - X X X 2.219.227 - - X X X - Pronti contro termine attivi 573.767 - - X X X 195.841 - - X X X - Finanziamenti per leasing - - - X X X - - - X X X - Altri 2.315.394 - - X X X 2.023.386 - - X X X 2. Titoli di debito 2.640.870 - - 1.611.605 1.040.585 - 2.480.261 - - 1.571.198 915.838 - 2.1 Titoli strutturati - - - - - - - - - - - - 2.2 Altri titoli di debito 2.640.870 - - 1.611.605 1.040.585 - 2.480.261 - - 1.571.198 915.838 - Totale 6.827.943 - - 1.611.605 1.040.585 4.187.074 5.842.536 - - 1.571.198 915.838 3.375.967
4.1 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso banche
L1 = Livello 1
L2 = Livello 2
L3 = Livello 3

| Totale | Totale | |||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 30/06/2025 | 31/12/2024 | |||||||||||
| Valore di bilancio | Fair value | Valore di bilancio | Fair value | |||||||||
| Tipologia operazioni/Valori | secondo Primo e stadio |
Terzo stadio | acquisite o Impaired originate |
L1 | L2 | L3 | secondo Primo e stadio |
Terzo stadio | Impaired acquisite originate o |
L1 | L2 | L3 |
| 1. Finanziamenti | 98.921.370 | 1.426.067 | 88.852 | - | - | 99.767.646 | 98.050.867 | 1.574.779 | 104.353 | - | - | 99.241.638 |
| 1. Conti correnti | 7.614.015 | 149.604 | 799 | X | X | X | 7.726.858 | 137.446 | 1.224 | X | X | X |
| 2. Pronti contro termine attivi | 4.084.421 | - | - | X | X | X | 2.997.838 | - | - | X | X | X |
| 3. Mutui | 74.998.039 | 908.706 | 30.841 | X | X | X | 75.157.711 | 1.043.976 | 35.298 | X | X | X |
| personali e cessioni del quinto 4. Carte di credito, prestiti |
408.068 | 4.204 | 34 | X | X | X | 465.038 | 6.351 | 31 | X | X | X |
| 5. Finanziamenti per leasing | 256.524 | 11.223 | - | X | X | X | 299.672 | 11.354 | - | X | X | X |
| 6. Factoring | 57.470 | 166 | - | X | X | X | 70.888 | - | - | X | X | X |
| 7. Altri finanziamenti | 11.502.833 | 352.164 | 57.178 | X | X | X | 11.332.862 | 375.652 | 67.800 | X | X | X |
| 2. Titoli di debito | 29.025.685 | 420.909 | - | 27.420.925 183.651 | 1.808.865 | 25.758.600 | 463.723 | - | 24.023.096 | 126.434 | 1.884.866 | |
| 1. Titoli strutturati | - | - | - | - - |
- | - | - | - | - | - | - | |
| 2. Altri titoli di debito | 29.025.685 | 420.909 | - | 27.420.925 183.651 | 1.808.865 | 25.758.600 | 463.723 | - | 24.023.096 | 126.434 | 1.884.866 | |
| Totale | 127.947.055 | 1.846.976 | 88.852 | 27.420.925 183.651 | 101.576.511 | 123.809.467 | 2.038.502 | 104.353 | 24.023.096 | 126.434 | 101.126.504 | |
| L1 = Livello 1 |
4.2 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso clientela
L2 = Livello 2 L3 = Livello 3


La suddivisione dei finanziamenti verso clientela alla data del 30 giugno 2025 per stadi di rischio è riportata nella tabella seguente (i crediti impaired acquisiti o originati sono stati ricondotti ai relativi stadi di rischio; è incluso l'apporto delle compagnie di assicurazione):
| Tipologie esposizioni/stadi di rischio | Primo stadio | Secondo stadio |
Terzo stadio | Totale |
|---|---|---|---|---|
| Sofferenze | - | - | 419.447 | 419.447 |
| Inadempienze probabili | - | - | 959.299 | 959.299 |
| Esposizioni scadute deteriorate | - | - | 51.946 | 51.946 |
| Esposizioni deteriorate | - | - | 1.430.692 | 1.430.692 |
| Esposizioni in bonis | 90.075.781 | 8.929.816 | - | 99.005.597 |
| di cui: esposizioni impaired acquisite/originate | - | 84.227 | 4.625 | 88.852 |
| Totale finanziamenti verso clientela | 90.075.781 | 8.929.816 | 1.430.692 | 100.436.289 |
Per ulteriori dettagli sulla qualità creditizia dei finanziamenti verso la clientela si fa rinvio a quanto illustrato nella sezione "Risultati" contenuta nella Relazione intermedia sulla gestione.
Partecipazioni – Voce 70
Gli investimenti in partecipazioni in società sottoposte a influenza notevole al 30 giugno 2025 ammontano a 1.394,9 milioni rispetto ai 1.708,4 milioni del 31 dicembre 2024.
Il decremento registrato nel semestre, pari a -313,5 milioni, si riferisce agli effetti derivanti dalla valutazione con il metodo del patrimonio netto delle partecipazioni in imprese collegate, in particolare:
- all'incremento di 64,3 milioni che include la quota di pertinenza del Gruppo dei risultati conseguiti dalle partecipate nel periodo (+63,4 milioni) e gli effetti di pertinenza del Gruppo delle riserve da valutazione e delle altre riserve delle società collegate (+0,9 milioni);
- al decremento di 377,8 milioni, dovuto principalmente all'effetto della distribuzione dei dividendi (-61,3 milioni), nonché agli effetti derivanti dal trasferimento del valore di carico della società Anima Holding dal perimetro delle società valutate a patrimonio netto a quello delle società consolidate integralmente (-316,4 milioni).

7.1 Partecipazioni: informazioni sui rapporti partecipativi
| Tipo di | Rapporto di partecipazione | Disponib. | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Denominazioni | Sede legale | Sede operativa | rapporto (a) |
Impresa partecipante |
Quota % | voti % | |
| A. Imprese controllate in modo congiunto | |||||||
| N/A | |||||||
| B. Imprese sottoposte a influenza notevole | |||||||
| 1. Agos Ducato S.p.A. | Milano | Milano | 1 | Banco BPM | 39,000% | 39,000% | |
| Capitale sociale euro 638.655.160,00 | |||||||
| 2. Alba Leasing S.p.A. | Milano | Milano | 1 | Banco BPM | 39,189% | 39,189% | |
| Capitale sociale euro 357.953.058,13 | |||||||
| 3. Aosta Factor S.p.A. | Aosta | Aosta | 1 | Banco BPM | 20,690% | 20,690% | |
| Capitale sociale euro 14.993.000,00 | |||||||
| 4. Banco BPM Assicurazioni S.p.A. | Milano | Milano | 1 | Banco BPM Vita | 35,000% | 35,000% | |
| Capitale sociale euro 22.000.000,00 | |||||||
| 5. Calliope Finance S.r.l. in liquidazione | Milano | Milano | 1 | Banco BPM | 50,000% | 50,000% | |
| Capitale sociale euro 600.000,00 | |||||||
| 6. Etica SGR S.p.A. (*) | Milano | Milano | 1 | Banco BPM | 19,444% | 19,444% | |
| Capitale sociale euro 4.500.000,00 | |||||||
| 7. Gardant Liberty Servicing S.p.A. | Roma | Roma | 1 | Banco BPM | 30,000% | 30,000% | |
| Capitale sociale euro 150.000,00 | |||||||
| 8. GEM Hospitality S.r.l. (*) | Milano | Milano | 1 | Vita | 80,000% | 80,000% | |
| Capitale sociale euro 10.000,00 | |||||||
| 9. GEMA Magazzini Generali BPV-BSGSP S.p.A. | Castelnovo Sotto (RE) Castelnovo Sotto (RE) | 1 | Banco BPM | 33,333% | 33,333% | ||
| Capitale sociale euro 3.000.000,00 | |||||||
| 10. S.E.T.A. Società Edilizia Tavazzano S.r.l. in liquidazione |
Milano | Milano | 1 | Banco BPM | 32,500% | 32,500% | |
| Capitale sociale euro 20.000,00 | |||||||
| 11. Vera Assicurazioni S.p.A. | Milano | Milano | 1 | Banco BPM Vita | 35,000% | 35,000% | |
| Capitale sociale euro 63.500.000,00 | |||||||
| 12. Vorvel SIM S.p.A. | Milano | Milano | 1 | Banco BPM | 20,000% | 20,000% | |
| Capitale sociale euro 7.300.000,00 | |||||||
| 13. Numia Group S.p.A. | Milano | Milano | 1 | Banco BPM | 28,570% | 28,570% | |
| Capitale sociale euro 140.000,00 |
(a) Tipo di rapporto:
1 = partecipazione al capitale sociale
(*) Società sottoposte a influenza notevole in base ad accordi di partnership o di natura parasociale con altri soci.
7.2 Partecipazioni significative: valore di bilancio, fair value e dividendi percepiti
| Denominazioni | Valore di bilancio | Fair value | Dividendi percepiti |
|
|---|---|---|---|---|
| A. | Imprese controllate in modo congiunto | |||
| N/A | ||||
| B. | Imprese sottoposte a influenza notevole | |||
| Agos Ducato S.p.A. | 772.622 | - | 51.480 | |
| Alba Leasing S.p.A. | 183.726 | - | - | |
| Numia Group S.p.A. | 268.951 | - | - | |
| Totale | 1.225.299 | - | 51.480 |
Si rappresenta che i dividendi percepiti nel corso del semestre sono stati portati in riduzione del valore contabile della partecipazione, in quanto gli utili da cui hanno tratto origine sono stati già recepiti nel bilancio al 31 dicembre 2024 per effetto della valutazione in base al metodo del patrimonio netto.
Per quanto concerne la partecipazione in Numia Group, si precisa che, in linea con la disciplina dello IAS 28 e IFRS 3, l'allocazione figurativa del costo dell'operazione alle attività identificabili di Numia e la conseguente

determinazione dell'avviamento implicito verrà determinata entro il 30 settembre 2025, ossia entro il periodo di misurazione di un anno rispetto alla data di acquisto della partecipazione.
Partecipazioni: l'attività di verifica dell'eventuale esistenza di perdite durevoli di valore (impairment test)
Al 30 giugno 2025, in costanza di criteri, assunzioni, parametri e metodologie di valutazione utilizzati per la conduzione dell'impairment test a valere sul bilancio al 31 dicembre 2024, non si segnalano impairment indicators sulle partecipazioni.
In particolare:
- per la partecipazione in Numia Group, l'impairment test condotto al 31 dicembre 2024 è stato effettuato mediante la stima del valore recuperabile attraverso l'applicazione del Discounted Cash Flow (di tipologia Asset Side). Al 30 giugno 2025, in costanza di criteri, assunzioni, parametri e metodologie di valutazione non si segnalano impairment indicators sulla partecipazione;
- per la partecipazione detenuta indirettamente in Banco BPM Assicurazioni l'impairment test condotto al 31 dicembre 2024 è stato effettuato mediante la stima del valore recuperabile attraverso l'applicazione del Dividend Discount Model nella variante Excess Capital. Al 30 giugno 2025, in costanza di criteri, assunzioni, parametri e metodologie di valutazione non si segnalano impairment indicators sulla partecipazione;
- per la partecipazione in Gardant Liberty Servicing S.p.A., l'impairment test condotto al 31 dicembre 2024 è stato effettuato mediante la stima del valore recuperabile attraverso l'applicazione del Dividend Discount Model nella variante Excess Capital. Al 30 giugno 2025, in costanza di criteri, assunzioni, parametri e metodologie di valutazione, non si segnalano impairment indicators sulla partecipazione che possano, al momento, determinare ulteriori significative svalutazioni.
Impegni riferiti a partecipazioni in società controllate in modo congiunto e sottoposte ad influenza notevole
Impegni derivanti dagli accordi con Crédit Agricole sul credito al consumo
In data 28 giugno 2019 era stata completata, in esecuzione degli accordi sottoscritti alla fine del 2018 tra Banco BPM, Crédit Agricole Consumer Finance S.A., Crédit Agricole S.A. e Agos Ducato S.p.A., la riorganizzazione del comparto di credito al consumo del Gruppo. La riorganizzazione, che conferma per i successivi 15 anni la partnership tra Gruppo Banco BPM e Crédit Agricole:
- ha previsto la formalizzazione, tra l'altro, di: (a) un nuovo Patto Parasociale, (b) un nuovo Accordo Distributivo, (c) un nuovo Accordo di Funding;
- ha comportato la cessione di ProFamily ad Agos Ducato, previo perfezionamento di un'operazione di scissione delle attività non captive di ProFamily in favore di una società di nuova costituzione, che ha mantenuto la denominazione di ProFamily, controllata al 100% da Banco BPM e successivamente incorporata in Banco BPM.
In data 18 dicembre 2020 è stato sottoscritto tra le parti un Amendment Agreement al fine di consolidare ulteriormente la partnership in essere nell'ambito delle attività di consumer finance in Italia di Agos Ducato, con il quale sono state apportate alcune modifiche agli accordi sottoscritti nel 2018. Tali modifiche hanno previsto, tra l'altro, l'estensione di ulteriori 24 mesi, e pertanto fino al 31 luglio 2023, del termine per l'esercizio dell'opzione di vendita (put option) riferita ad una quota partecipativa del 10% del capitale di Agos Ducato detenuta da Banco BPM, al prezzo di esercizio già convenuto, pari a 150 milioni.
Nell'ambito del progetto di evoluzione della Bancassicurazione in Banco BPM che prevede, tra l'altro, l'avvio di una partnership commerciale ventennale con Crédit Agricole Assurances S.A. nel settore dei Danni e Protezione, in data 12 maggio 2023 il termine per l'esercizio della put option era stato prorogato per un periodo di ulteriori due anni, cioè fino al 31 luglio 2025 (tale ulteriore estensione era condizionata all'esecuzione del closing dell'operazione di acquisizione, da parte di Crédit Agricole Assurances, delle partecipazioni in Banco BPM Assicurazioni e in Vera Assicurazioni, perfezionatosi il 14 dicembre 2023).
Da ultimo, alla scadenza del Patto e, precisamente, in data 28 giugno 2024, è stato formalizzato il rinnovo del Patto Parasociale tra Banco BPM, da una parte, e Crédit Agricole S.A. e Crédit Agricole Consumer Finance, dall'altra,

relativo alla società Agos Ducato, fino al 28 giugno 2029. In tale ambito è stata prolungato di altri tre anni (con periodo di esercizio dal 1° luglio - 31 luglio 2025 al 1° luglio - 31 luglio 2028) il diritto di Banco BPM di esercitare la put option incondizionata sul 10% del capitale di Agos Ducato, ad un prezzo di esercizio già convenuto in 150 milioni.
Nell'ambito del nuovo Patto Parasociale è stata altresì prevista l'estensione della previgente clausola di change of control, mediante il riconoscimento, a favore di Crédit Agricole Consumer Finance, di una call option sull'intera quota del 39% di Agos Ducato detenuta da Banco BPM, nell'ipotesi in cui si verifichi l'acquisizione di una partecipazione di controllo di Banco BPM, mediante qualsiasi operazione straordinaria, da parte di alcune banche specificamente individuate che svolgono attività di credito al consumo, potenzialmente concorrente a quella di Agos Ducato. In caso di esercizio della call option da parte di Crédit Agricole Consumer Finance, decadranno automaticamente sia l'Accordo Distributivo, e pertanto Banco BPM potrà ritenersi libero dagli impegni di esclusiva con Agos per i prodotti di credito al consumo, sia l'Accordo di Funding.
Il prezzo di esercizio sarà determinato in base al fair market value di Agos al momento dell'esercizio dell'opzione stessa, determinato escludendo l'accordo distributivo con Banco BPM che decade.
Inoltre, il nuovo Patto Parasociale ha semplificato il potenziale processo di quotazione di Agos Ducato, mediante la pattuizione di un'unica procedura da attuarsi su richiesta di Banco BPM a partire dal 1° luglio 2025, fino alla scadenza del Patto Parasociale.
Nell'ambito degli accordi è tra l'altro previsto che, nel caso in cui venga perfezionata un'operazione straordinaria (per tale intendendosi: acquisizione del controllo di Banco BPM da parte di un operatore terzo o di più operatori terzi tra loro in concerto, fusione di Banco BPM con operatori terzi, acquisizione da parte di Banco BPM di un'altra banca o di altri canali distributivi, acquisizione da parte di Banco BPM di un terzo operatore attivo nel settore del credito al consumo), ovvero nel caso in cui l'operazione straordinaria si qualifichi come "BBPM Change of Control" ai sensi del Patto Parasociale, e Crédit Agricole Consumer Finance abbia trasmesso a Banco BPM una comunicazione scritta in cui abbia dichiarato la propria intenzione di non esercitare l'opzione di acquisto, ovvero Crédit Agricole Consumer Finance non abbia esercitato l'opzione di acquisto entro i termini previsti dal Patto, le parti tra l'altro discuteranno in buona fede, secondo il caso: i) la possibile acquisizione, da parte di Agos Ducato, al valore di mercato, dell'entità che, per effetto dell'operazione straordinaria, operi nel comparto del credito al consumo; ii) l'estensione del nuovo Accordo Distributivo alla rete distributiva del terzo operatore attivo nel settore del credito al consumo; iii) l'inclusione dell'ulteriore canale distributivo acquisito nella rete distributiva del Gruppo Banco BPM.
Impegni derivanti dagli accordi di bancassurance con Crédit Agricole Assurances S.A.
In data 14 dicembre 2023, il Gruppo ha perfezionato la cessione a Crédit Agricole Assurances delle quote rappresentative del 65% del capitale di Vera Assicurazioni S.p.A. (titolare del 100% del capitale sociale di Vera Protezione S.p.A.) e del 65% del capitale di Banco BPM Assicurazioni, precedentemente detenute rispettivamente da Banco BPM e Banco BPM Vita.
Il contratto di compravendita prevede possibili adeguamenti rispetto al corrispettivo complessivo incassato da Banco BPM, pari a 264,9 milioni, a titolo di earn-out e claw-back al verificarsi rispettivamente di situazioni di "Overperformance" o di "Underperformance" dei livelli di produzione nei termini ed alle condizioni previste dagli accordi tra le parti.
Ciò premesso, il Patto Parasociale relativo alle citate partecipazioni detenute in Banco BPM Assicurazioni S.p.A., in Vera Assicurazioni S.p.A. e, indirettamente, in Vera Protezione S.p.A., contemplato dalla partnership con Crédit Agricole Assurances S.A., prevede, tra l'altro, la concessione di una Put Option in capo a Crédit Agricole Assurances S.A. e di una Call Option a Banco BPM riferite alla totalità delle partecipazioni detenute da Crédit Agricole Assurances S.A. nel capitale delle compagnie, esercitabili al verificarsi di taluni eventi eccezionali (c.d. "triggering events"). In particolare, Crédit Agricole Assurances S.A. e Banco BPM S.p.A. potranno esercitare la Put Option e la Call Option, tra l'altro, nei seguenti casi:
- cambio di controllo della rispettiva controparte (e/o, in relazione a Crédit Agricole Assurances S.A., della società controllante);
- risoluzione dell'Accordo Distributivo;
- in caso di Underperformance significativa in relazione alla quale le azioni correttive non abbiano portato ad un miglioramento delle prestazioni aziendali.

I prezzi di esercizio della Put Option e della Call Option saranno determinati secondo prestabiliti meccanismi legati alla valorizzazione del business residuo delle compagnie, previsti dagli accordi tra le parti.
Impegni derivanti dagli accordi con Anima sull'Asset Management
Si ricorda che nel corso del 2017 e degli anni successivi, in esecuzione degli accordi sottoscritti il 9 novembre 2017 tra Banco BPM e Anima Holding, sono stati siglati una serie di accordi volti a disciplinare:
- la cessione ad Anima Holding di Aletti Gestielle SGR;
- la partnership di lungo periodo nel settore del risparmio gestito tra il Gruppo Banco BPM e il Gruppo Anima;
- la cessione da parte di Banca Aletti ad Anima SGR dei mandati per la gestione in delega ed in via esclusiva di taluni attivi assicurativi connessi ai prodotti assicurativi delle Compagnie Vita del gruppo e delle JV nel bancassurance Danni attraverso la rete Banco BPM.
Nell'ambito di tali accordi, della durata complessiva di 20 anni dalla loro origine, è tra l'altro previsto: (i) l'accesso preferenziale in via esclusiva del Gruppo Anima alle Reti distributive presenti e future del Gruppo Banco BPM, con peculiarità diverse tra la rete "retail" e le altre reti, (ii) la distribuzione di prodotti quali O.I.C.R. e Gestioni Individuali di Portafoglio e altri prodotti e servizi del Gruppo Anima, (iii) i termini economici essenziali relativi alla Partnership, inclusi i livelli e obiettivi minimi attesi e taluni meccanismi di protezione e garanzia connessi al mancato raggiungimento degli stessi.
In data 14 maggio 2020 è intervenuta una rinegoziazione fra il Gruppo Anima e il Gruppo Banco BPM (Banco BPM e Banca Aletti) dell'accordo quadro di partnership che ha riguardato sia la ridefinizione dei livelli di obiettivi attesi che il termine previsto per il loro raggiungimento.
Ad esito dell'offerta pubblica di acquisto volontaria ai sensi degli artt. 102, c. 1 e 106, c. 4 del TUF, promossa da parte di Banco BPM Vita sulla totalità delle azioni Anima Holding, conclusasi in data 11 aprile 2025, nonché al trasferimento della partecipazione detenuta da Banco BPM in Anima Holding a favore Banco BPM Vita, con pari decorrenza Anima Holding è entrata a far parte del Gruppo Banco BPM che, per il tramite di Banco BPM Vita, detiene una partecipazione pari all'89,949% del capitale sociale.
Impegni derivanti dagli accordi con Numia Group S.p.A. nel business sulla monetica
Il 30 settembre 2024 Numia, Banco BPM, Gruppo BCC Iccrea e FSI hanno perfezionato l'operazione1 relativa alla partnership strategica che ha portato alla creazione del secondo player nel settore della monetica in Italia. A conclusione dell'operazione Banco BPM detiene una partecipazione del 28,57% in Numia Group S.p.A., società a sua volta detentrice della totalità del capitale di Numia S.p.A., unitamente a FSI per il 42,86% e a Iccrea Banca S.p.A. per il restante 28,57%.
La partnership in argomento è regolata dall'Accordo Quadro sottoscritto il 24 dicembre 2023 tra Banco BPM, Numia Group, Numia, FSI Holding, FSI SGR S.p.A. e BCC Banca Iccrea, nonché dall'Accordo di collocamento di prodotti acquiring e issuing sottoscritto il 30 settembre 2024 tra Banco BPM, da un lato, e Numia e Tecmarket Servizi dall'altra.
L'Accordo Quadro prevede, tra l'altro, un meccanismo di aggiustamento del prezzo di compravendita della partecipazione in Numia, per un controvalore complessivo pari a 500 milioni, a favore di Banco BPM (Earn Out), fino ad un massimo di 80 milioni, legato al raggiungimento di determinati obiettivi economici da parte di Numia.
L'Accordo di collocamento prevede inoltre che, nel caso in cui uno o più soggetti dovessero acquisire il controllo di Banco BPM per effetto di un'operazione straordinaria realizzata da altre banche, istituti di credito o qualsivoglia altro soggetto (Soggetto Controllante), Banco BPM dovrà far sì che, a seguito del perfezionamento della suddetta operazione, (i) le eventuali reti distributive del Soggetto Controllante siano tenute separate, ai fini contrattuali, dalle reti distributive di Banco BPM e pertanto operino con l'esclusione di qualsiasi divieto o limitazione di integrazione di tipo, fra l'altro, amministrativo e funzionale e (ii) il Soggetto Controllante e le eventuali reti distributive del Soggetto Controllante (a) non sollecitino, con qualsiasi modalità, i clienti delle reti distributive di Banco BPM ad interrompere il
1 Nell'ambito dell'operazione Banco BPM ha conferito a Numia S.p.A.: i) il ramo d'azienda per lo svolgimento dell'attività relativa ai servizi di acquiring e di issuing di strumenti di pagamento elettronici; ii) la partecipazione totalitaria in Tecmarket Servizi S.p.A.. Contestualmente, Numia ha effettuato un aumento di capitale di 500 milioni, con esclusione del diritto di opzione, da liberarsi a fronte del conferimento in natura da parte di Banco BPM sopra indicato.

rapporto contrattuale con Numia S.p.A. e (b) non sollecitino alcuno dei clienti e/o non forniscano alcun prodotto o servizio di monetica in favore di clienti esclusivi delle reti distributive di Banco BPM alla data di perfezionamento della relativa operazione straordinaria.
I fondi per rischi ed oneri costituiti a presidio degli impegni sorti in occasione della cessione di partecipazioni e dei correlati eventuali accordi di partnership sono illustrati nella successiva sezione "Fondi del passivo – Voci 90 e 100".
Attività materiali – Voce 90
Le attività materiali ammontano al 30 giugno 2025 a 2.506,7 milioni e si confrontano con il dato di 2.513,9 milioni dell'esercizio precedente. Nel dettaglio le suddette attività sono rappresentate da:
- attività materiali ad uso funzionale valutate al costo per 767,2 milioni, riferite principalmente ai diritti d'uso relativi a contratti di affitto di immobili;
- immobili ad uso funzionale e a opere d'arte di pregio misurati in base della rideterminazione dei valori per 1.288,6 milioni;
- immobili detenuti a scopo di investimento valutati al fair value per 450,9 milioni.
Per ulteriori dettagli sulla composizione delle attività materiali si fa rinvio alle successive tabelle.
Alla data del 30 giugno 2025 non risultano in essere impegni per l'acquisto di immobili o altre attività materiali di importo significativo.
9.1 Attività materiali ad uso funzionale: composizione delle attività valutate al costo
| Totale | Totale 31/12/2024 |
||
|---|---|---|---|
| Attività/Valori | 30/06/2025 | ||
| 1. Attività di proprietà | 88.737 | 77.553 | |
| a) terreni | - | - | |
| b) fabbricati | - | - | |
| c) mobili | 9.869 | 9.629 | |
| d) impianti elettronici | 73.678 | 62.746 | |
| e) altre | 5.190 | 5.178 | |
| 2. Diritti d'uso acquisiti con il leasing | 678.506 | 664.807 | |
| a) terreni | - | - | |
| b) fabbricati | 597.088 | 619.105 | |
| c) mobili | 70 | - | |
| d) impianti elettronici | 71.603 | 40.584 | |
| e) altre | 9.745 | 5.118 | |
| Totale | 767.243 | 742.360 | |
| di cui: ottenute tramite l'escussione delle garanzie ricevute | - | - |
9.2 Attività materiali detenute a scopo di investimento: composizione delle attività valutate al costo
Alla data del 30 giugno 2025, così come al 31 dicembre scorso, il Gruppo non detiene attività materiali a scopo di investimento valutate al costo. Si omette pertanto la relativa tabella.

9.3 Attività materiali ad uso funzionale: composizione delle attività rivalutate
| Attività/Valori | Totale 30/06/2025 |
Totale 31/12/2024 |
|||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| L1 | L2 | L3 | L1 | L2 | L3 | ||
| 1. Attività di proprietà | - | - | 1.288.607 | - | - | 1.294.367 | |
| a) terreni | - | - | 905.100 | - | - | 906.292 | |
| b) fabbricati | - | - | 330.547 | - | - | 335.119 | |
| c) mobili | - | - | - | - | - | - | |
| d) impianti elettronici | - | - | - | - | - | - | |
| e) altre | - | - | 52.960 | - | - | 52.956 | |
| 2. Diritti d'uso acquisiti con il leasing | - | - | - | - | - | - | |
| a) terreni | - | - | - | - | - | - | |
| b) fabbricati | - | - | - | - | - | - | |
| c) mobili | - | - | - | - | - | - | |
| d) impianti elettronici | - | - | - | - | - | - | |
| e) altre | - | - | - | - | - | - | |
| Totale | - | - | 1.288.607 | - | - | 1.294.367 | |
| di cui: ottenute tramite l'escussione delle garanzie ricevute |
- | - | 18.166 | - | - | 18.186 |
Tra le variazioni intervenute nel corso del semestre, oltre al normale processo di ammortamento per 8,1 milioni, si segnalano in particolare:
- variazioni nette di fair value per un ammontare complessivamente negativo di 0,2 milioni. Detti effetti sono rilevati per negativi 0,8 milioni nella voce di conto economico "260. Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali" e per positivi 0,6 milioni nel prospetto della redditività complessiva;
- trasferimenti di taluni immobili strumentali, non più utilizzati per l'attività di impresa delle società del Gruppo, alle attività detenute a scopo di investimento per 3,0 milioni;
- acquisti e costi capitalizzati per la manutenzione straordinaria degli immobili destinati all'attività di impresa per 5,1 milioni.
9.4 Attività materiali detenute a scopo di investimento: composizione delle attività valutate al fair value
| Attività/Valori | Totale 30/06/2025 |
Totale 31/12/2024 |
||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| L1 | L2 | L3 | L1 | L2 | L3 | |||||
| 1. Attività di proprietà | - | - | 450.865 | - | - | 477.178 | ||||
| a) terreni | - | - | 259.378 | - | - | 277.063 | ||||
| b) fabbricati | - | - | 191.487 | - | - | 200.115 | ||||
| 2. Diritti d'uso acquisiti con il leasing |
- | - | - | - | - | - | ||||
| a) terreni | - | - | - | - | - | - | ||||
| b) fabbricati | - | - | - | - | - | - | ||||
| Totale | - | - | 450.865 | - | - | 477.178 | ||||
| di cui: ottenute tramite l'escussione delle garanzie ricevute |
- | - | 275.502 | - | - | 284.452 |
Tra le variazioni intervenute nel corso del semestre si segnalano, in particolare:
• trasferimenti di alcuni immobili dalle attività ad uso funzionale per un valore di bilancio di 3,0 milioni;
• trasferimenti di taluni immobili, per un valore di bilancio pari a 25,0 milioni, alle attività in via di dismissione;
• variazioni nette di fair value per un ammontare complessivamente negativo per 3,4 milioni rilevato nella voce di conto economico "260. Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali".

Le residue variazioni si riferiscono ad operazioni di acquisti e di vendita di importi complessivamente non significativi.
Per le attività svolte nel corso del primo semestre ai fini della misurazione al fair value del patrimonio immobiliare si fa rinvio a quanto illustrato nel paragrafo "Politiche contabili rilevanti ed incertezze sull'utilizzo di stime nella predisposizione del bilancio consolidato semestrale abbreviato" contenuto nella "Parte A – Politiche contabili".
Attività immateriali – Voce 100
10.1 Attività immateriali: composizione per tipologia di attività
| Totale | Totale | |||
|---|---|---|---|---|
| Attività/Valori | 30/06/2025 | 31/12/2024 | ||
| Durata definita | Durata indefinita |
Durata definita | Durata indefinita |
|
| A.1 Avviamento | X | 1.618.374 | X | 56.709 |
| A.1.1 di pertinenza del gruppo | X | 1.618.374 | X | 56.709 |
| A.1.2 di pertinenza di terzi | X | - | X | - |
| A.2 Altre attività immateriali | 972.771 | 596.179 | 695.631 | 504.272 |
| di cui: software | 471.260 | - | 450.759 | - |
| A.2.1 Attività valutate al costo: | 972.771 | 596.179 | 695.631 | 504.272 |
| a) Attività immateriali generate internamente | 6.294 | - | - | - |
| b) Altre attività | 966.477 | 596.179 | 695.631 | 504.272 |
| A.2.2 Attività valutate al fair value: | - | - | - | - |
| a) Attività immateriali generate internamente | - | - | - | - |
| b) Altre attività | - | - | - | - |
| Totale | 972.771 | 2.214.553 | 695.631 | 560.981 |
Le attività immateriali a durata definita includono:
- costi capitalizzati per lo sviluppo/acquisto di software per un importo di 471,3 milioni (450,8 milioni al 31 dicembre 2024), che a partire dal 2025, includono anche i costi capitalizzati internamente (6,3 milioni al 30 giugno 2025), come specificato nella sezione "A.2 – Parte relativa alle principali voci di bilancio" delle presenti Note illustrative a cui si fa rinvio;
- valorizzazione delle "Client Relationship" acquisite nell'ambito delle operazioni di aggregazione aziendale del Gruppo BPM, del Gruppo Banca Popolare Italiana e di Anima Holding (per i dettagli di quest'ultima acquisizione si fa rinvio alla "Parte G – Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d'azienda") per un importo complessivo di 472,3 milioni (215,2 milioni al 31 dicembre 2024);
- valorizzazione del "Value of Business Acquired" (c.d. VoBA), conseguente al processo di PPA delle compagnie assicurative acquisite per complessivi 27,3 milioni (29,7 milioni al 31 dicembre 2024);
- valorizzazione di marchi delle controllate di Anima Holding, Kairos SGR e Vita Srl, ritenuti a vita utile definita (2,0 milioni).
Per le suddette attività, le analisi svolte in merito all'evoluzione dei flussi e degli spread, assunti a riferimento per la verifica della recuperabilità di valore, non hanno fatto emergere alcun elemento di criticità.
Al 30 giugno 2025 le attività immateriali a durata indefinita iscritte in bilancio ammontano complessivamente a 2.214,6 milioni (561,0 milioni al 31 dicembre 2024) e si riferiscono:
- per 1.618,4 milioni ad avviamenti rivenienti dall'aggregazione con la Banca Popolare Italiana (CGU Bancassurance Protezione per 42,9 milioni), dall'acquisizione della partecipazione di controllo nella società Oaklins Italy S.r.l. (CGU Banca Akros per 3,8 milioni), dall'acquisizione del controllo di Banco BPM Vita (CGU Banco BPM Vita per 10,0 milioni) e dalla recente acquisizione di Anima Holding e delle sue controllate per 1.561,7 milioni (per i dettagli di quest'ultima acquisizione si fa rinvio alla "Parte G – Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d'azienda" delle presenti Note illustrative;
- per 596,2 milioni da marchi di impresa rilevati a seguito delle operazioni di aggregazione aziendale con l'ex Gruppo Banca Popolare Italiana (222,2 milioni), con l'ex Gruppo BPM (282,1 milioni) e con Anima Holding (91,9 milioni). Le attività in esame risultano pressoché interamente allocate alla CGU Retail, ad

eccezione di 18,6 milioni, conseguente alla valorizzazione del marchio di Banca Akros, ed attribuito alla CGU Banca Akros e di 91,9 milioni attribuiti alla CGU Asset Management in relazione ai marchi di Anima Holding e delle sue controllate.
Attività immateriali a durata indefinita: l'attività di verifica dell'eventuale esistenza di perdite durevoli di valore (impairment test)
Valori di riferimento per il test di impairment
Le attività immateriali a vita utile indefinita iscritte in applicazione del processo di PPA effettuato a seguito dell'acquisizione di Anima Holding (1.653,6 milioni) non sono state oggetto dell'esercizio di impairment test, in quanto, come dettagliato nella "Parte G – Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d'azienda", si tratta di una prima iscrizione effettuata in via provvisoria; pertanto al 30 giugno 2025 le attività immateriali a vita indefinita del Gruppo, per le quale si rende necessario verificare l'esistenza di eventuali indicatori di perdita (cosiddetti "impairment indicators"), ammontano a 561,0 milioni, rappresentate per 504,3 milioni da marchi, per 56,7 milioni da avviamenti.
Al 31 dicembre 2024 le verifiche di recuperabilità relative alle suddette attività immateriali erano state condotte sulla base della loro allocazione alle seguenti Cash Generating Unit (CGU):
- CGU Retail, costituita dai segmenti Privati e Imprese Retail sulla base della ri-portafogliazione dei clienti in essere a fine 2024, in coerenza con il Segment Reporting 2024, per la verifica dei marchi iscritti a seguito dell'operazione di aggregazione aziendale con l'ex Gruppo Banca Popolare Italiana nel 2007 (222,2 milioni) e con l'ex Gruppo Banca Popolare di Milano nel 2017 (263,5 milioni);
- CGU Banca Akros, costituita da Banca Akros S.p.A. coincidente con il segmento Investment Banking del Segment Reporting escludendo impatto Oaklins, per la verifica del corrispondente marchio a seguito dell'operazione di aggregazione aziendale con l'ex Gruppo Banca Popolare di Milano nel 2017 (18,6 milioni);
- CGU Oaklins, costituita dalla società Oaklins, controllata in via totalitaria da Banca Akros S.p.A. acquisita nel corso del 2021 (3,8 milioni);
- CGU Bancassurance Protezione, coincidente con la partecipata Vera Assicurazioni S.p.A., ai fini del test di impairment dell'avviamento riferito a tale settore operativo, conseguente all'aggregazione con l'ex Gruppo Banca Popolare Italiana nel 2007, che ammonta a 42,9 milioni al 31 dicembre 2024;
- CGU Banco BPM Vita: coincidente con Banco BPM Vita, ai fini del test di impairment dell'avviamento (10,0 milioni) e del VoBA (12,0 milioni) riferiti a tale settore operativo, ad esito della PPA effettuata sulla partecipazione conseguente all'acquisizione del controllo totalitario da parte di Banco BPM nel corso del 2022;
- CGU BBPM Life, coincidente con il perimetro relativo alla società BBPM Life Dac, ai fini dell'impairment test del VoBA (11,1 milioni).
Il test di impairment effettuato al 31 dicembre 2024 poteva beneficiare dei seguenti margini valutativi (cosiddetto "headroom"):
- CGU Retail: 12.596 milioni, pari all'eccedenza tra il valore recuperabile della CGU (16.056 milioni) ed il relativo valore contabile (3.460 milioni);
- CGU Banca Akros: 35 milioni, pari all'eccedenza tra il valore recuperabile dei marchi (54 milioni) ed il relativo valore contabile (19 milioni);
- CGU Oaklins: 4 milioni, pari all'eccedenza tra il valore recuperabile della CGU (10 milioni) e il relativo valore contabile (6 milioni);
- CGU Bancassurance Protezione: 12 milioni, pari all'eccedenza tra il valore recuperabile della CGU (169 milioni) ed il relativo valore contabile (157 milioni);
- CGU Banco BPM Vita: 239 milioni, pari all'eccedenza tra il valore recuperabile della CGU (549 milioni) e il relativo valore contabile (310 milioni);
- CGU BBPM Life: 26 milioni, pari all'eccedenza tra il valore recuperabile della CGU (137 milioni) e il relativo valore contabile (111 milioni).

Modalità per la verifica dell'eventuale esistenza di indicazioni di perdite durevoli di valore
In base alla disciplina prevista dallo IAS 36 i risultati dell'ultimo test annuale di impairment possono considerarsi validi per le successive rendicontazioni infrannuali qualora gli elementi e le circostanze sopravvenute (potenziali trigger di impairment) non siano tali da mettere in dubbio le ipotesi e le assunzioni sottostanti e quindi la recuperabilità dei valori. Diversamente, se dalla suddetta ricognizione dovesse emergere una probabile perdita di valore, risulterebbe necessario procedere ad effettuare un vero e proprio test di impairment.
Fattori esterni
Per quanto riguarda gli indicatori "esterni", al 30 giugno 2025 la capitalizzazione di borsa di Banco BPM, pari a 15,0 miliardi, risulta superiore sia rispetto al patrimonio netto tangibile dello stesso periodo (12,6 miliardi).
Al 30 giugno 2025 la quotazione di borsa dell'azione Banco BPM si attesta a 9,912 euro per azione con un incremento del 26,9% rispetto a 7,812 euro del 31 dicembre 2024; tale evoluzione positiva è altresì osservabile nella configurazione di valore medio, massimo, minimo, riferito al primo semestre 2025 rispetto all'ultimo semestre del 2024.
Quale ulteriore conferma delle significative performance positive registrate sul titolo Banco BPM si deve osservare che tra la quotazione del 5 novembre 2024, osservabile ad inizio del lancio dell'offerta su Anima Holding, e quella riferita al 4 agosto 2025, disponibile alla data di approvazione della relazione finanziaria semestrale, il titolo ha segnato una ripresa del +70,6% superiore rispetto al +40% rilevato sull'indice del settore bancario italiano (FTSE Italia All-Share Bank Index).
Fattori interni - flussi
Per la CGU "Retail", alle quale è attribuita la quasi totalità del valore dei marchi, il valore d'uso al 31 dicembre 2024 era stato determinato attraverso l'applicazione della metodologia analitica del Dividend Discount Model (DDM), nella variante Excess Capital. Tale modello prevede che il valore economico di una società sia considerato pari alla somma tra: (i) il valore attuale dei flussi di cassa futuri (dividendi attesi) generati nell'orizzonte temporale di pianificazione prescelto e distribuibili agli azionisti, mantenendo un livello di patrimonializzazione adeguato a garantire lo sviluppo atteso e (ii) la capitalizzazione perpetua del dividendo normalizzato dell'ultimo anno di previsione.
Premesso che i flussi ai fini dell'impairment test del Bilancio 2024 sono stati elaborati sulla base delle proiezioni multiscenario sviluppate internamente a supporto della verifica semestrale di adeguatezza del capitale e di liquidità (ICAAP e ILAAP semestrale), approvate dal Consiglio di Amministrazione, tali flussi sono coerenti per il triennio 2025- 2027 con il Piano Strategico approvato nella stessa seduta di approvazione del Bilancio 2024.
Ai fini della redazione della relazione semestrale consolidata al 30 giugno 2025, le analisi svolte in merito alle evoluzioni di detti flussi reddituali intervenute nel corso del primo semestre non hanno evidenziato elementi tali da mettere in discussione la recuperabilità dei valori oggetto di verifica formale al 31 dicembre 2024. I dati di consuntivo risultano, infatti, prevalentemente in linea rispetto alle previsioni assunte nelle proiezioni dei flussi ai fini del test di impairment 2024. Non si evidenzia quindi l'esistenza di indicazioni di perdite durevoli di valore e non si rende necessario ripetere il test di impairment per il marchio in oggetto.
Con riferimento al marchio di Banca Akros, la cui recuperabilità era stata verificata al 31 dicembre 2024 con la metodologia "Royalties Rate", non si segnalano variazioni significative nelle proiezioni dei proventi operativi relativi al periodo 2025-2027, che rappresentano i flussi assunti a riferimento per il test di impairment con la suddetta metodologia. In particolare, ai fini della redazione della relazione semestrale consolidata al 30 giugno 2025, le analisi svolte in merito alle evoluzioni dei flussi reddituali intervenute nel corso del primo semestre non hanno evidenziato elementi tali da mettere in discussione la recuperabilità dei valori oggetto di verifica formale al 31 dicembre 2024. I dati di consuntivo disponibili risultano, infatti, superiori rispetto alle previsioni assunte nelle proiezioni dei flussi ai fini del test di impairment 2024. Non si evidenzia quindi l'esistenza di indicazioni di perdite durevoli di valore e non si rende necessario ripetere il test di impairment per il marchio in oggetto.
Con riferimento all'avviamento di Oaklins, la cui recuperabilità era stata verificata al 31 dicembre 2024 attraverso l'applicazione di una metodologia analitica reddituale, non si segnalano variazioni significative nelle proiezioni dei risultati relativi al periodo 2025-2027, che rappresentano i flussi assunti a riferimento per il test di impairment. Per i flussi finanziari prospettici si è fatto riferimento alle stime preliminari contenute nell'aggiornamento del Piano Strategico, più conservative rispetto alle proiezioni a supporto della verifica di adeguatezza del capitale e di liquidità. L'andamento del primo semestre 2025 ha segnato, peraltro, un lieve rallentamento per la società, ma comunque in

linea con il trend registrato negli esercizi precedenti. Nel prossimo semestre la stima dei ricavi attesi su attività già avviate dovrebbe consentire un recupero della redditività tale da riportare il risultato in linea con la traiettoria di budget e di Piano Strategico. Il risultato del primo semestre 2025 è quindi da ritenersi non significativo ai fini di impairment indicators.
Con riferimento all'avviamento della CGU Banco BPM Vita, la cui recuperabilità era stata verificata al 31 dicembre 2024 attraverso l'applicazione della metodologia analitica del Dividend Discount Model (DDM), nella variante Excess Capital, non si segnalano variazioni significative nelle proiezioni dei risultati relativi al periodo 2025-2027, che rappresentano i flussi assunti a riferimento per il test di impairment al 31 dicembre 2024. I risultati del primo semestre dell'anno in corso sono in linea rispetto alle previsioni assunte nelle proiezioni ai fini del test di impairment 2024. Non si evidenzia quindi l'esistenza di indicazioni di perdite durevoli di valore e non si è reso, pertanto, necessario ripetere il test di impairment per l'avviamento in oggetto.
Infine, per quanto riguarda la CGU Bancassurance Protezione, l'andamento della produzione del primo semestre 2025 risulta sostanzialmente in linea con il business plan approvato dalle Compagnie ed utilizzati ai fini del test di impairment 2024, pertanto non emergono elementi negativi in merito alla recuperabilità dei valori della CGU.
Fattori interni – altri parametri valutativi
Per quanto concerne il profilo dei parametri valutativi, per il test 2024 era stato utilizzato un Costo del Capitale, coerente con il rendimento richiesto per investimenti con caratteristiche analoghe all'oggetto di valutazione.
Il Costo del Capitale (Ke) era stato determinato sulla base del Capital Asset Pricing Model (CAPM), secondo cui il rendimento di un'attività rischiosa deve essere pari alla somma tra un tasso privo di rischio (Rf) ed un premio per il rischio (MRP), in funzione della rischiosità specifica dell'attività (ß) ' (Ke = Rf + ß x (MRP)).
Nel dettaglio, nel test di impairment al 31 dicembre 2024:
- la componente priva di rischio (Rf), che ingloba in ogni caso il c.d. "Rischio Paese", era stata determinata utilizzando la media ad 1 anno dei rendimenti dei titoli di stato italiani BTP a 10 anni;
- il coefficiente beta (ß), che misura la rischiosità della specifica impresa o del settore operativo in termini di correlazione tra il rendimento effettivo di un'azione ed il rendimento complessivo del mercato di riferimento, era stato determinato utilizzando: (i) per la CGU Retail l'indicatore medio relativo ad un campione di società comparabili (banche italiane quotate) , (ii) per le CGU Banca Akros e Oaklins l'indicatore medio relativo ad un campione di società attive nell'Investment Banking, (iii) per la CGU Bancassurance Protezione e per la CGU Banco BPM Vita l'indicatore medio relativo ad un campione di società attive nel settore assicurativo;
- il premio per il rischio richiesto dal mercato (MPR) era stato determinato con una metodologia in linea con la prassi valutativa.
Tali parametri sono stati aggiornati con riferimento alla data del 30 giugno 2025, a parità di metodologie. Si evidenzia che, rispetto al test di impairment al 31 dicembre 2024:
- la componente priva di rischio (Rf) passa dal 3,71% al 3,61%;
- il coefficiente beta (ß): per la CGU Retail passa dall'1,06 all'1,16, per la CGU Banca Akros e Oaklins passa dall'1,11 all'1,15, per la CGU Bancassurance Protezione e la CGU Banco BPM Vita passa dallo 1,007 allo 0,91;
- il premio per il rischio richiesto dal mercato (MPR) rimane invariato al 5,2%.
Con l'aggiornamento dei parametri, alla data del 30 giugno 2025, il costo del capitale (Ke) relativo alle diverse CGU si modifica quindi nel seguente modo:
- quello relativo alla CGU Retail passa dal 9,22% al 9,66%;
- quello relativo alle CGU Banca Akros e Oaklins passa dal 9,49% al 9,57%;
- quello relativo alla CGU Bancassurance Protezione e alla CGU Banco BPM Vita passa dall'8,95% all'8,36%.
Per quanto riguarda gli altri parametri di valutazione non si rilevano variazioni rispetto a quanto deliberato per il test di impairment 2024.

Conclusioni in merito all'esistenza di potenziali indicazioni di perdite durevoli di valore
Alla luce di quanto sopra illustrato, tenuto conto delle variazioni del tasso di attualizzazione "Ke" e delle analisi di sensitività elaborate per il test di impairment 2024, non è emersa alcuna potenziale indicazione di perdite durevoli di valore.
Per quanto riguarda la CGU BBPM Life, si precisa che ai fini del test di impaiment 2024 il valore recuperabile di BBPM Life era stato definito pari agli Own Funds al 31 dicembre 2024, pari a 137 milioni. Al 30 giugno 2025 il valore degli Own funds di BBPM Life è incrementato a 156 milioni; pertanto, non si rilevano segnali di impaiment.
Di seguito, per la CGU Retail, per la CGU Banca Akros, Oaklins, la CGU Bancassurance Protezione e la CGU Banco BPM Vita si fornisce un mero aggiornamento delle analisi di sensitività rispetto a quelle indicate nel bilancio 2024, aggiornando il tasso di attualizzazione "Ke" a parità di tutti gli altri fattori e parametri (a titolo d'esempio: flussi reddituali, tasso di crescita di lungo periodo "g", riferimento temporale).
Per la CGU Retail, le tabelle che seguono evidenziano che, con il mero aggiornamento del costo del capitale al 9,66%, a parità di tutti gli altri fattori e parametri, la differenza positiva tra il valore recuperabile e il valore di carico risulterebbe pari a 11,7 miliardi, in diminuzione rispetto ai 12,6 miliardi riscontrati al 31 dicembre 2024. Rimane invariato, a parità di tutti gli altri fattori, il tasso del 48,72% che porterebbe all'azzeramento del margine.
Per quanto riguarda le analisi di sensitività delle variazioni dei flussi reddituali, la variazione dell'utile che porta ad un azzeramento del margine passa dal -90,5% al -89,5%; tale scenario, abbinato ad un tasso di attualizzazione Ke dell'11,71% porterebbe ad una completa svalutazione degli intangibili (marchi) associati alla CGU.
| Analisi di sensitività Ke/g – risultati test su CGU Retail | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| (Ke) | ||||||
| 9,66% | 48,72% | |||||
| Differenziale | Differenziale | |||||
| Valore | Inc. % su Val. | Valore | Inc. % su Val. | |||
| assoluto | recuperabile | assoluto | recuperabile | |||
| (g) | 1,00% | 10.450 | 68,7% | -15 | -0,1% | |
| 2,00% | 11.745 | 77,2% | 0 | 0,0% | ||
| 2,50% | 12.528 | 82,4% | 8 | 0,1% |
| Analisi di sensitività Ke/utile – risultati test su CGU Retail | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Ke | ||||||
| 9,66% | 11,71% | |||||
| Differenziale | Differenziale | |||||
| Valore | Inc. % su Val. | Valore | Inc. % su Val. | |||
| assoluto | recuperabile | assoluto | recuperabile | |||
| Utile | 5,00% | 12.402 | 81,6% | 9.311 | 61,2% | |
| 0,00% | 11.745 | 77,2% | 8.793 | 57,8% | ||
| -5,00% | 11.089 | 72,9% | 8.274 | 54,4% | ||
| -89,5% | 0 | 0,0% | -486 | -3,2% |
Per la CGU Banca Akros, la seguente tabella evidenzia che, con il mero aggiornamento del costo del capitale al 9,57%, a parità di tutti gli altri fattori e parametri, la differenza positiva tra il valore recuperabile e il valore di carico risulterebbe pari a 34,5 milioni, in diminuzione rispetto ai 35,1 milioni riscontrati al 31 dicembre 2024. Rimane invariato, a parità di tutti gli altri fattori, il tasso del 23,28% che porterebbe all'azzeramento del margine.

| Analisi di sensitività Ke/g – risultati test su CGU Banca Akros: | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| (Ke) | ||||||
| 9,57% | 23,28% | |||||
| Differenziale | Differenziale | |||||
| Valore | Inc. % su Val. | Valore | Inc. % su Val. | |||
| assoluto | recuperabile | assoluto | recuperabile | |||
| 1,00% | 29 | 54,7% | -0,6 | -1,1% | ||
| (g) | 2,00% | 35 | 65,0% | 0 | 0,0% | |
| 2,50% | 38 | 71,1% | 0,3 | 0,6% |
Per Oaklins, la tabella che segue evidenzia che, con il mero aggiornamento del costo del capitale al 9,57%, a parità di tutti gli altri fattori e parametri, la differenza positiva tra il valore recuperabile e il valore di carico risulterebbe pari a 3,9 milioni, in diminuzione rispetto ai 4,0 milioni riscontrati al 31 dicembre 2024.
Rimane invariato, a parità di tutti gli altri fattori, il tasso del 14,72% che porterebbe all'azzeramento del margine.
| Analisi di sensitività Ke/g – risultati test su Oaklins | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| (Ke) | ||||||
| 9,57% | 14,72% | |||||
| Differenziale | Differenziale | |||||
| Valore | Inc. % su Val. | Valore | Inc. % su Val. | |||
| assoluto | recuperabile | assoluto | recuperabile | |||
| (g) | 1,00% | 3 | 30,3% | -0,3 | -3,4% | |
| 2,00% | 4 | 40,4% | 0 | 0,0% | ||
| 2,50% | 4 | 46,5% | 0,2 | 1,9% |
Per la CGU Bancassurance Protezione, le tabelle che seguono evidenziano che, con il mero aggiornamento del costo del capitale all'8,36%, a parità di tutti gli altri fattori e parametri, la differenza positiva tra il valore recuperabile e il valore di carico risulterebbe pari a 26 milioni, in aumento rispetto ai 12 milioni riscontrati al 31 dicembre 2024. Rimane invariato, a parità di tutti gli altri fattori, il tasso del 9,56% che porterebbe all'azzeramento del margine. Per quanto riguarda le analisi di sensitività delle variazioni dei flussi reddituali, la variazione dell'utile che porta ad un azzeramento del margine passa dal -8,14% al -15,92%.
| Analisi di sensitività Ke/g – risultati test su CGU Bancassurance Protezione | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| (Ke) | ||||||
| 8,36% | 9,56% | |||||
| Differenziale | Differenziale | |||||
| Valore | Inc. % su Val. | Valore | Inc. % su Val. | |||
| assoluto | recuperabile | assoluto | recuperabile | |||
| (g) | 1,00% | 6 | 3,4% | -14 | -7,7% | |
| 2,00% | 26 | 14,2% | 0 | 0,0% | ||
| 2,50% | 39 | 21,1% | 9 | 4,7% |
| Analisi di sensitività Ke/utile – risultati test su CGU Bancassurance Protezione | |
|---|---|
| ---------------------------------------------------------------------------------- | -- |
| (Ke) | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 8,36% | 9,56% | ||||||
| Differenziale | Differenziale | ||||||
| Valore assoluto |
Inc. % su Val. recuperabile |
Valore assoluto |
Inc. % su Val. recuperabile |
||||
| Utile | 10,00% | 43 | 23,2% | 14 | 7,4% | ||
| 0,00% | 26 | 14,2% | 0 | 0,0% | |||
| -5,00% | 18 | 9,8% | -7 | -3,7% | |||
| -15,92% | 0 | 0,0% | -22 | -11,9% |
Per la CGU Banco BPM Vita, le tabelle che seguono evidenziano che, con il mero aggiornamento del costo del capitale all'8,36%, a parità di tutti gli altri fattori e parametri, la differenza positiva tra il valore recuperabile e il valore di carico risulterebbe pari a 283 milioni, in aumento rispetto ai 239 milioni riscontrati al 31 dicembre 2024.
Rimane invariato, a parità di tutti gli altri fattori, il tasso del 16,20% che porterebbe all'azzeramento del margine. Per quanto riguarda le analisi di sensitività delle variazioni dei flussi reddituali, la variazione dell'utile che porta ad un azzeramento del margine passa dal -49,58% al -53,74%.
| Analisi di sensitività Ke/g – risultati test su CGU Banco BPM Vita | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| (Ke) | |||||||
| 8,36% | 16,20% | ||||||
| Differenziale | Differenziale | ||||||
| Valore | Inc. % su Val. | Valore | Inc. % su Val. | ||||
| assoluto | recuperabile | assoluto | recuperabile | ||||
| 1,00% | 220 | 37,1% | -12 | -2,0% | |||
| (g) | 2,00% | 283 | 47,7% | 0 | 0,0% | ||
| 2,50% | 323 | 54,4% | 7 | 1,1% |
| Analisi di sensitività Ke/utile – risultati test su CGU Banco BPM Vita | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| (Ke) | |||||||
| 8,36% | 16,20% | ||||||
| Differenziale | Differenziale | ||||||
| Valore | Inc. % su Val. | Valore | Inc. % su Val. | ||||
| assoluto | recuperabile | assoluto | recuperabile | ||||
| Utile | 10,00% | 336 | 56,8% | 23 | 3,9% | ||
| 0,00% | 283 | 47,7% | 0 | 0,0% | |||
| -10,00% | 229 | 38,7% | -23 | -3,9% | |||
| -53,74% | 0 | 0,0% | -120 | -20,3% |
Si segnala, inoltre, che i risultati delle sensitivity sopra riportate, qualora fossero state condotte con l'utilizzo di un tasso risk free pari alla media su un orizzonte temporale inferiore, non avrebbero portato a conclusioni differenti da quelle raggiunte da codesta Banca.
Attività fiscali – Voce 110 e Voce 130 dell'attivo
Attività fiscali per imposte anticipate
A. Attività fiscali per imposte anticipate – composizione
Al 30 giugno 2025 le DTA totali ammontano a 2.869,4 milioni (3.118,9 milioni al 31 dicembre 2024), di cui 2.579,8 milioni hanno avuto effetti sul conto economico, mentre 289,6 milioni sono state registrate in contropartita del patrimonio netto in coerenza con le partite a cui si riferiscono. Per una disamina della composizione di tali DTA si fa rinvio alla tabella "11.1 Attività per imposte anticipate: composizione".
In maggior dettaglio, alla data del 30 giugno 2025, le attività per imposte anticipate che rispondono ai requisiti richiesti dalla Legge 22 dicembre 2011, n. 214 (la "Legge 214/2011") per la trasformabilità in credito di imposta ammontano a 1.142,1 milioni (1.140,8 milioni al 31 dicembre 2024). Le disposizioni della citata legge e, successivamente, la disciplina introdotta dalla Legge 147/2013 (cosiddetta Legge di Stabilità 2014) prevedono la trasformazione in credito di imposta delle DTA nell'ipotesi di rilevazione di una "perdita civilistica", di una "perdita fiscale" ai fini IRES e di un "valore della produzione netto negativo" ai fini IRAP. Rientrano nella citata disciplina sia le svalutazioni di crediti non ancora dedotte secondo i limiti temporali, tempo per tempo vigenti ai sensi dell'art. 106, comma 3, del TUIR, sia i componenti negativi relativi agli avviamenti ed alle altre attività immateriali, non ancora dedotti secondo i limiti temporali, tempo per tempo vigenti (cosiddette "DTA qualificate").
Nel dettaglio, al 30 giugno 2025 le DTA qualificate del Gruppo derivano da:
- differenze temporanee deducibili relative a svalutazioni di crediti eccedenti il limite di deducibilità immediata previsto dalla normativa fiscale con riferimento ai soli enti creditizi e finanziari per 665,4 milioni (665,4 milioni al 31 dicembre 2024);
- differenze temporanee deducibili riferite ad avviamenti ed altre attività immateriali rilevate nei precedenti esercizi per 476,7 milioni (475,4 milioni al 31 dicembre 2024).

Giova precisare che, con specifico riferimento alle menzionate DTA, il mantenimento della loro convertibilità in crediti di imposta è subordinato al pagamento del canone di cui al D.L. 3 maggio 2016, n. 59, convertito con modificazioni dalla legge n. 119 del 30 giugno 2016. La legge di conversione del 17 febbraio 2017, n. 15 del D.L. "Salva risparmio" ha posticipato il periodo per il quale è dovuto il canone fino al 31 dicembre 2030. Al fine di garantirsi la trasformabilità delle DTA in crediti di imposta ed evitare gli impatti negativi che si sarebbero altrimenti determinati sui Fondi Propri, il Gruppo Banco BPM ha aderito all'opzione tramite il versamento del citato canone, la cui competenza per l'esercizio 2025 ammonta a 7,9 milioni.
Al 30 giugno 2025 le residue attività per imposte anticipate (DTA non trasformabili) ammontano a 1.727,4 milioni (1.978,1 milioni al 31 dicembre 2024) di cui 737,1 milioni derivanti da perdite fiscali IRES riportabili a nuovo (873,3 milioni al 31 dicembre 2024) e 990,3 milioni derivanti da costi e rettifiche di valore deducibili in esercizi successivi rispetto a quelli di rilevazione in bilancio (1.104,8 milioni al 31 dicembre 2024).
Si precisa che non tutte le DTA non qualificate sono state rilevate in bilancio da parte del Banco BPM e delle proprie controllate.
B. Attività per imposte anticipate – verifiche sulla recuperabilità
In conformità alla disciplina prevista dal principio contabile IAS 12 ed alla comunicazione dell'ESMA del 15 luglio 2019, il Gruppo Banco BPM ha rilevato attività per imposte anticipate (DTA – Deferred Tax Asset), previa verifica che i valori così iscritti siano supportati da un giudizio di probabilità sulla recuperabilità degli stessi. Ai fini dell'espressione del suddetto giudizio sono state tenute in considerazione le disposizioni fiscali vigenti, con particolare riferimento alle regole per la trasformabilità in crediti d'imposta di talune attività per imposte anticipate, e la capacità del Gruppo di generare redditi imponibili futuri tenuto altresì conto dell'opzione del "consolidato fiscale".
Per quanto riguarda le DTA qualificate trasformabili in crediti di imposta, pari a 1.142,1 milioni e corrispondenti al 39,80% delle DTA totali iscritte in bilancio al 30 giugno 2025, la disciplina fiscale introdotta dalla Legge 214/2011, unitamente all'esercizio dell'opzione del regime del canone annuo, in precedenza illustrati, rendono certa la loro recuperabilità. Tale trattamento risulta in linea con la disciplina contenuta nel Documento Banca d'Italia/CONSOB/Isvap n. 5 del 15 maggio 2012 "Trattamento contabile delle imposte anticipate derivante dalla Legge 214/2011".
Per le restanti attività fiscali (DTA non trasformabili), complessivamente pari a 1.727,4 milioni, l'iscrizione ed il successivo mantenimento in bilancio sono strettamente dipendenti dalla capacità del Gruppo e/o delle singole società di generare redditi imponibili futuri (cosiddetta "tax capability").
A tal fine, le DTA non trasformabili sono state assoggettate a tre distinti test di recuperabilità, basati su un modello di previsione dei redditi imponibili futuri, come di seguito dettagliato:
- redditi imponibili IRES risultanti dal bilancio consolidato per l'aliquota ordinaria IRES (24%);
- redditi imponibili IRES, a livello individuale di Banco BPM, ai fini dell'aliquota addizionale IRES applicabile alle banche (3,5%);
- valore della produzione IRAP a livello individuale di Banco BPM, ai fini dell'IRAP.
Il test di recuperabilità è stato condotto sulla base delle seguenti informazioni ed assunzioni:
- Banco BPM e le sue controllate che hanno iscritto DTA riflesse nel bilancio consolidato operano in Italia e conseguentemente è stata assunta a riferimento la normativa fiscale in vigore in tale paese;
- recepimento delle novità fiscali introdotte dalla Legge di Bilancio 2025 con blocco della deduzione delle DTA trasformabili in crediti di imposta ed introduzione del limite del 54% per lo scomputo delle perdite fiscali pregresse per il solo periodo di imposta 2025; rinvio della quota 2025 delle DTA trasformabili e delle quote ECL da FTA ex IFRS 9 in 4 quote costanti dal 2026 al 2029; rinvio della quota 2026 delle DTA trasformabili e delle quote ECL da FTA ex IFRS 9 in 3 quote costanti dal 2027 al 2029;
- la suddetta normativa fiscale non prevede limiti temporali al recupero delle perdite fiscali IRES (art. 84, comma 1, del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917);
- lo IAS 12 non contempla un orizzonte massimo di previsione dei redditi imponibili;
- le stime dei redditi imponibili futuri sono state formulate, secondo un approccio multiscenario, assumendo a riferimento le più recenti proiezioni dei flussi reddituali del Gruppo Banco BPM o di Banco BPM per il periodo 2025 – 2027;
- le stime di cui al precedente punto sono state aggiustate per tenere conto dell'incertezza che caratterizza l'effettiva realizzazione delle previsioni di lungo periodo, applicando un fattore di sconto definito in funzione

di un premio per il rischio (c.d. Risk-adjusted profit approach), in coerenza con le raccomandazioni indicate dall'ESMA nella sopra citata comunicazione del 15 luglio 2019;
• le passività per imposte differite (DTL – Deferred Tax Liabilities) sono state oggetto di compensazione con le DTA nel caso in cui il loro riversamento temporale sia previsto avvenire nel medesimo esercizio.
Di seguito si forniscono informazioni di dettaglio sulle assunzioni utilizzate ai fini del probability test, relativi esiti e analisi di sensitività.
B.1 Stima dei redditi imponibili futuri
La stima dei redditi imponibili futuri è avvenuta a partire dalle più recenti proiezioni reddituali di Banco BPM e del Gruppo per gli esercizi 2025-2027.
In considerazione dell'attuale contesto di incertezza, dette proiezioni sono state elaborate con riferimento a tre distinti scenari macroeconomici alla data di elaborazione dei suddetti scenari, a cui è stata attribuita una diversa probabilità di accadimento. In dettaglio, accanto ad uno scenario base, sono stati elaborati uno scenario peggiorativo e uno migliorativo, a cui sono state assegnate probabilità di accadimento nella misura pari rispettivamente a 50%, 30% e 20%, coerentemente con gli altri processi valutativi.
Per la redditività a lungo termine, prevista a partire dall'esercizio 2028, si è preso a riferimento il reddito atteso nel 2027, determinato ponderando i tre scenari indicati, opportunamente normalizzato per tenere conto di alcune componenti ritenute non ricorrenti. Tale reddito è stato proiettato, a partire dal 2029, con un tasso di crescita annua (g) del 2%, pari alle previsioni di crescita nominale dell'economia nazionale.
B.2 Modalità di aggiustamento dei redditi imponibili futuri
Al fine di tenere in considerazione l'incertezza che caratterizza l'effettiva realizzazione delle previsioni di lungo periodo è stato introdotto un fattore di sconto pari al 6,05%. Tale fattore è stato definito in funzione del premio per il rischio richiesto dal mercato (MRP - Market Risk Premium), pari al 5,2%, moltiplicato per il coefficiente Beta (ß), pari all'1,163%, ossia del coefficiente che esprime la rischiosità specifica dell'attività del Gruppo.
In maggior dettaglio, l'aggiustamento dei redditi imponibili è ottenuto scontando le previsioni di ogni anno per il fattore di sconto del 6,05%, applicato secondo la formula della capitalizzazione composta, a partire dal 2028. Tale formula permette quindi di aggiustare le previsioni future secondo un fattore di abbattimento crescente in funzione dell'orizzonte temporale della stima dei flussi imponibili.
Il tasso di crescita (g) ed i parametri per fattorizzare l'incertezza delle previsioni (MRP e ß) sono coerenti con quelli considerati ai fini del test di impairment delle attività immateriali a vita indefinita relative alla CGU Retail, come illustrato in maggior dettaglio nella precedente sezione "Attività immateriali – voce 100".
B.3 Esiti del probability test e analisi di sensitività
Sulla base dell'esercizio valutativo condotto con il modello descritto nei precedenti punti B.1 e B.2, di seguito si illustrano i relativi esiti, distintamente tra DTA IRES consolidate ad aliquota ordinaria del 24%, DTA IRES con aliquota addizionale del 3,5% a livello individuale di Banco BPM e DTA IRAP a livello individuale di Banco BPM, che rappresentano la quasi totalità delle DTA iscritte nel bilancio consolidato.
Le DTA IRES iscritte in base all'aliquota ordinaria del 24% al 30 giugno 2025, recuperabili tramite i redditi generati da tutte le società appartenenti al Gruppo, ammontano a 1.380,8 milioni. Le DTA da perdite fiscali sono stimate recuperabili entro 3 anni (2027) in netto miglioramento rispetto ai risultati al 31 dicembre 2024. Per le rimanenti DTA iscritte in bilancio, derivanti da differenze temporanee e la cui recuperabilità dipende dalla redditività futura, è previsto l'integrale recupero entro la fine dell'esercizio 2036.
Le DTA IRES iscritte sulla base dell'aliquota addizionale del 3,5% al 30 giugno 2025, recuperabili tramite i redditi imponibili generati nel bilancio separato di Banco BPM, ammontano a 212,9 milioni. L'integrale recupero delle DTA in oggetto è previsto avvenire entro la fine dell'esercizio 2036 mentre le DTA sulle perdite fiscali pregresse sono stimate recuperabili entro un arco temporale di 6 anni (2030) in anticipo di 1 anno rispetto alle previsioni al 31 dicembre 2024.

Da ultimo, con riferimento alle DTA IRAP di Banco BPM in essere al 30 giugno 2025, recuperabili tramite i redditi generati singolarmente da Banco BPM, pari a 107,3 milioni, le proiezioni dei redditi imponibili evidenziano, per ciascun anno, un pieno recupero delle DTA da differenze temporanee che si riversano in quell'anno.
Analisi di sensitività delle DTA IRES consolidate sulla base dell'aliquota del 24%
Il modello utilizzato include ipotesi ed assunzioni che potrebbero incidere in modo significativo sulle valutazioni di recuperabilità per le DTA IRES rilevate in base all'aliquota del 24% (1.380,8 milioni, pari all'86,4% del totale delle DTA IRES non trasformabili).
A tale scopo, è stata condotta un'analisi di sensitività delle principali ipotesi ed assunzioni rispetto all'orizzonte temporale di recupero; in particolare, le analisi di sensitività sono state sviluppate in base ai seguenti fattori applicati alle proiezioni reddituali già a partire dall'esercizio 2026:
- incremento/decremento del tasso di attualizzazione dei redditi imponibili futuri: un eventuale incremento/decremento dell'1,5% del fattore correttivo (rispettivamente pari a 7,55% e 4,55%) comporterebbe la conferma del recupero entro la fine dell'esercizio 2036;
- tasso di crescita (g) dei redditi attesi: una riduzione dello 0,5% (dal 2% all'1,5%) non avrebbe significativi impatti sull'orizzonte di recupero che resterebbe confermato entro il 2036;
- riduzione del 15% delle previsioni reddituali: una riduzione dei redditi futuri nella misura del 15% non comporterebbe un allungamento delle stime di rientro delle DTA.
In aggiunta, nell'ipotesi in cui la proiezione dei redditi imponibili futuri, venisse sviluppata sulla base dei flussi reddituali non rettificati del fattore correttivo, il pieno recupero delle DTA, ivi comprese quelle relative alle perdite fiscali pregresse, sarebbe invariato e confermato entro l'esercizio 2036 (12 anni).
Nella seguente tabella, per le DTA in esame, si riepilogano i diversi orizzonti temporali di rientro delle DTA nei diversi scenari alternativi sopra illustrati, comparati con le previsioni di recupero al 30 giugno 2025 elaborati in base alle ipotesi ed assunzioni descritte nei precedenti punti B.1 e B.2.
| Risk-adjusted profit approach | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Orizzonte previsto di rientro delle DTA IRES iscritte in base all'aliquota del 24% |
Previsioni al 30/06/2025 |
Fattore Fattore sconto sconto |
Fattore di crescita g |
Redditi imponibili attesi al termine periodo esplicito |
Previsioni reddituali (senza fattore sconto) |
||
| (+1,5%) | (-1,5%) | (-0,5%) | (-15%) | ||||
| 31/12/2026 (2 anni) | 43,1% | 40,9% | 41,7% | 41,3% | 36,1% | 43,1% | |
| 31/12/2027 (3 anni) | 64,9% | 60,8% | 63,4% | 62,1% | 51,5% | 64,9% | |
| 31/12/2029 (5 anni) | 80,3% | 80,3% | 80,3% | 80,3% | 80,3% | 80,3% | |
| 31/12/2032 (8 anni) | 93,3% | 93,3% | 93,3% | 93,3% | 93,3% | 93,3% | |
| 31/12/2036 (12 anni) | 100,0% | 100,0% | 100,0% | 100,0% | 100,0% | 100,0% |
Le analisi di sensitività dimostrano che, anche in ipotesi di variazioni negative dei parametri sottostanti, il periodo di recupero non si modifichi in quanto i redditi imponibili nei diversi scenari ipotizzati non generano nuove DTA su perdite fiscali, in aggiunta a quelle già iscritte, il cui periodo di recupero è previsto in un orizzonte temporale non superiore al piano di rientro atteso delle altre DTA (pari a 12 anni).
B.4 Considerazioni sulle DTA relative alle perdite fiscali IRES riportabili a nuovo
Si ricorda che al 30 giugno 2025 le DTA derivanti da perdite fiscali IRES riportabili a nuovo ammontano a 737,1 milioni, rispetto all'importo di 873,3 milioni del 31 dicembre 2024.
Con specifico riferimento alle suddette DTA iscritte in precedenti esercizi, si evidenzia che la loro rilevazione era stata effettuata successivamente alla precisa identificazione delle cause che avevano generato le perdite fiscali ed alla valutazione della loro non ripetibilità futura su base ricorrente, in linea con la disciplina prevista dal principio contabile IAS 12. L'origine delle perdite fiscali registrate fino all'esercizio 2019 è riconducibile, infatti, alle significative perdite su crediti, ritenute di carattere straordinario, rilevate nell'ambito del processo di riduzione dell'ammontare dei crediti deteriorati e, in minor misura, agli altri oneri di natura straordinaria riconducibili all'operazione di aggregazione da cui il Gruppo Banco BPM ha avuto origine (es. oneri connessi alla riduzione del personale eccedente, all'integrazione

dei sistemi informativi, alla razionalizzazione della rete territoriale, ecc.) o derivanti dall'esigenza di favorire il salvataggio di altre banche esterne al Gruppo a tutela della stabilità del sistema bancario. Anche la perdita registrata nel corso dell'esercizio 2020, che ha tratto origine dalle circostanze imputabili alla pandemia Covid-19, è ritenuta avere un carattere straordinario, come peraltro confermato dalle azioni straordinarie poste in essere come reazione a tale contesto.
11.1 Attività per imposte anticipate: composizione
| IRES | IRAP | Altre | imposte 30/06/2025 31/12/2024 | ||
|---|---|---|---|---|---|
| A) In contropartita del Conto Economico | |||||
| A.1) DTA Trasformabili di cui alla Legge | |||||
| 214/2011 | 1.005.691 | 136.370 | - | 1.142.061 | 1.140.821 |
| Svalutazione crediti deducibili in esercizi successivi | 615.187 | 50.231 | - | 665.418 | 665.416 |
| Costi deducibili in esercizi successivi conseguenti ad | |||||
| affrancamenti di avviamenti ed altre attività immateriali | 390.504 | 86.139 | - | 476.643 | 475.405 |
| A.2) DTA Altre fattispecie | 1.360.581 | 77.196 | - | 1.437.777 | 1.611.887 |
| Perdite fiscali riportabili a nuovo | 737.108 | - | - | 737.108 | 873.323 |
| Rettifiche ECL da FTA ex IFRS 9 su crediti verso clientela | |||||
| deducibili negli esercizi successivi | 146.336 | 29.585 | - | 175.921 | 175.923 |
| Accantonamenti e rettifiche di valore deducibili in esercizi | |||||
| successivi | 72.948 | 801 | - | 73.749 | 85.720 |
| Spese per il personale ed accantonamenti per Trattamento di | |||||
| Fine Rapporto deducibili in esercizi successivi | 103.533 | 19.890 | - | 123.423 | 141.682 |
| Rettifiche di valore su immobili deducibili in esercizi successivi | 225.401 | 11.657 | - | 237.058 | 264.081 |
| Valori contabili inferiori ai valori fiscalmente riconosciuti | |||||
| derivanti da rettifiche di valore su avviamenti e su altre attività | |||||
| immateriali | 25.832 | 5.553 | - | 31.385 | 18.978 |
| Valori contabili inferiori ai valori fiscalmente riconosciuti | |||||
| derivanti dalla valutazione al fair value delle attività | |||||
| finanziarie | 559 | - | - | 559 | 603 |
| Altri casi di disallineamento tra valori contabili e valori fiscali | 48.864 | 9.710 | - | 58.574 | 51.577 |
| Totale A | 2.366.272 | 213.566 | - | 2.579.838 | 2.752.708 |
| B) In contropartita a Patrimonio Netto | |||||
| Valori contabili inferiori ai valori fiscalmente riconosciuti | |||||
| derivanti dalla valutazione al fair value delle attività | |||||
| finanziarie valutate in contropartita al patrimonio netto | 188.169 | 42.213 | - | 230.382 | 306.993 |
| Altri casi di disallineamento tra valori contabili e valori fiscali | 49.636 | 9.563 | - | 59.199 | 59.221 |
| Totale B | 237.805 | 51.776 | - | 289.581 | 366.214 |
| Totale (A+B) | 2.604.077 | 265.342 | - | 2.869.419 | 3.118.922 |
Altre informazioni
Situazione fiscale del Gruppo
Per una disamina dei rischi connessi a contenziosi in essere nei confronti dell'Amministrazione Finanziaria e della relativa evoluzione intervenuta nel corso del primo semestre 2025 (nuovi contenziosi sorti o contenziosi terminati e/o definiti), si fa rinvio a quanto contenuto nella sezione "Fondi del passivo – Voci 90 e 100" del passivo, ove risultano contabilizzati gli stanziamenti operati a fronte di passività giudicate come probabili, ai sensi di quanto disposto dal principio contabile di riferimento IAS 37.
Global minimum tax
Le "Tax Challenges Arising from the Digitalisation of the Economy — Global Anti-Base Erosion Model Rules (Pillar Two)" dell'OCSE e la Direttiva (UE) 2022/2523 del Consiglio del 14 dicembre 2022 hanno introdotto la normativa volta a garantire un livello di imposizione fiscale minimo globale per i gruppi multinazionali di imprese e i gruppi nazionali su larga scala (c.d. global minimum tax).

La global minimum tax si compone di 3 imposte:
- imposizione integrativa da parte del Paese in cui le imprese del gruppo multinazionale scontano una bassa imposizione se tale Paese ha scelto di introdurre una imposta minima nazionale qualificata (QDMTT-Qualified Domestic Minimum Top-Up Tax);
- imposizione minima integrativa da parte del Paese di localizzazione della partecipante diretta o indiretta, tenendo conto di quanto eventualmente prelevato attraverso una imposta minima nazionale (IIR – Income Inclusion Rule);
- imposizione minima supplettiva (UTPR Under Tax Payment Rule) da parte dei Paesi che adottano il Globe, in cui il gruppo multinazionale è presente con altre imprese, nelle ipotesi in cui l'imposizione integrativa dovuta in relazione alle imprese del gruppo soggette a bassa imposizione non è stata prelevata o solo in parte.
A partire dal periodo di imposta 2024, il Gruppo Banco BPM, è entrato nell'ambito di applicazione delle regole Pillar 2/GloBE. In particolare, tali regole sono entrate in vigore in Italia il 1° gennaio 2024 ad opera del D.Lgs. n. 209/2023 di recepimento della Direttiva n. 2523/2022/UE.
In estrema sintesi, le regole Pillar 2 prevedono che le entità parte del gruppo (ovunque localizzate) siano soggette ad un livello di imposizione effettiva sui redditi almeno pari al 15%, da determinare sulla base di un articolato conteggio basato sui dati contabili e fiscali di tali entità aggregati per Paese. Ove il livello di imposizione in un determinato Paese sia inferiore al 15%, ciò determina l'applicazione di un'imposta minima (c.d. "Top-Up Tax") fino a concorrenza di tale valore del 15%.
Come richiesto dal principio contabile IAS 12 (in particolare, dall'"Amendments to IAS 12 Income Taxes-International Tax Reform-Pillar Two Model Rules") nonché dalla versione modificata dell'OIC 25, il Gruppo, con i dati a disposizione alla data del presente bilancio, ha effettuato una analisi, al fine di identificare il perimetro di applicazione ed il potenziale impatto della normativa Pillar 2 sui Paesi presenti nel proprio perimetro di consolidamento, anche avvalendosi dei cosiddetti transitional safe harbours ("TSH") applicabili nel triennio 2024-2026 (c.d. periodo transitorio) come previsto dalla normativa rilevante.
Tali regole prevedono che nessuna imposta integrativa sia dovuta se uno dei seguenti test sia superato (da effettuare relativamente a ciascun Paese in cui il Gruppo è presente):
- De minimis test: positivamente riscontrato ove i ricavi nella giurisdizione siano inferiori a 10 milioni di euro e l'utile ante imposte aggregato sia inferiore ad un milione di euro;
- Simplified effective tax rate test: positivamente riscontrato ove il livello di imposizione effettiva sia almeno pari al 16% (per il 2025), come determinato sulla base del rapporto tra i valori aggregati dell'utile/perdita ante imposte (denominatore) e delle imposte sul reddito (numeratore). Al riguardo, il dato del numeratore rappresenta il valore delle imposte sul reddito correnti e differite (con alcuni specifici aggiustamenti) rilevate nei bilanci reporting package delle controllate di una determinata giurisdizione;
- Routine profit test: positivamente riscontrato ove il valore aggregato dell'"esclusione del reddito in base alla sostanza" ("Substance-based income exclusion" o "SBIE") previsto dalle regole Pillar 2 sia superiore all'ammontare aggregato dell'utile/perdita ante imposte. Come previsto dalle linee guida OCSE, nel caso in cui per una giurisdizione sia presente una perdita ante imposte, il test è considerato come positivamente riscontrato.
Ove nessuno dei test sia superato per una specifica giurisdizione, il gruppo è tenuto ad effettuare il calcolo del livello di imposizione effettiva sulla base dell'intero set di regole Pillar 2, ovvero apportando ai dati contabili e fiscali delle entità localizzate in tale giurisdizione gli specifici "aggiustamenti" (c.d. "adjustments"), anche al fine di determinare ove tale livello di imposizione effettiva sia inferiore al 15% - l'ammontare dell'imposta minima dovuta.
Sulla base degli attuali dati, la società Banco BPM assume il ruolo di "controllante capogruppo" ("Ultimate Parent Entity").
Il Gruppo è presente in 3 giurisdizioni che hanno implementato la normativa Pillar 2 (Italia, Irlanda e Svizzera).
Il Gruppo ha effettuato un'analisi in relazione alla possibile esposizione in termini di imposte Pillar 2 sia in relazione ai dati relativi agli esercizi 2023 e 2024 sia in relazione ai dati al 30 giugno 2025.
In base ai dati disponibili ad oggi, per il primo semestre 2025 (coerentemente con quanto riscontrato per l'esercizio 2024), il Gruppo beneficia dei TSH in Italia (in cui viene verificato il c.d. Simplified ETR Test) ed in Svizzera (in cui viene verificato il c.d. De Minimis Test). Per quanto riguarda l'Irlanda, invece, nessuno dei TSH test è stato verificato. Il Gruppo, tramite i propri consulenti locali, ha quindi effettuato un calcolo per verificare l'eventuale spettanza di imposte Pillar 2 in relazione a tale Paese. Da tale analisi, è emerso che, al 30 giugno 2025, il Gruppo sarà tenuto a versare un importo di circa 281 mila Euro a titolo di domestic top-up tax.

Esenzione iscrizione fiscalità differita Pillar 2
Si segnala che il Gruppo Banco BPM ha applicato l'esenzione temporanea prevista dall'amendment allo IAS 12, emanato dall'International Accounting Standards Board ("IASB") lo scorso 23 maggio 2023 (recepito con Regolamento (UE) 2023/2468 della Commissione dell'8 novembre 2023), riguardante la rilevazione e la relativa informativa da fornire in bilancio in merito alle attività e passività per imposte differite derivanti dall'applicazione del livello minimo di imposizione fiscale ("Global Minimum Tax") prevista dalla Direttiva (UE) 2022/2523 del 14 dicembre 2022, nell'ambito del Modello di Regole Globali Anti-Base Erosion (cd. "Pillar Two"). Di conseguenza, il Gruppo non rileverà né comunicherà informazioni sulle attività e passività fiscali differite relative alle imposte sul reddito del secondo pilastro.
Altre attività: crediti verso Amministrazioni Finanziarie
Nella voce "130. Altre attività" al 30 giugno 2025 sono inclusi crediti verso Amministrazioni Finanziarie per 3.960,7 milioni (4.647,6 milioni al 31 dicembre 2024).
La principale componente di tale aggregato è rappresentata per 2.856,3 milioni (3.414,2 milioni al 31 dicembre 2024) da crediti di imposta connessi a bonus edilizi (cosiddetti Superbonus, Sismabonus, ecc.) derivanti da acquisti pro-soluto perfezionati nel semestre 2025 e negli esercizi precedenti. La quota dei crediti ancora iscritta in bilancio si prevede potrà essere integralmente recuperata mediante compensazione con i debiti tributari di Banco BPM S.p.A. o, eventualmente, mediante cessione a società controllate o acquirenti terzi.
Esclusa la principale componente sopra descritta, i crediti residui verso Amministrazioni Finanziarie ammontano a 1.104,4 milioni (1.233,4 milioni al 31 dicembre 2024) e sono principalmente rappresentati da:
- crediti derivanti dai maggiori versamenti in acconto dell'imposta di bollo e delle imposte sostitutive applicate alla clientela che verranno recuperati in compensazione per un importo complessivo di 488,5 milioni;
- crediti per istanze di rimborso di imposte dirette per complessivi 240,7 milioni principalmente rappresentati da:
- crediti IRES e IRAP relativi all'esercizio 2018 chiesti a rimborso nel 2019 e relativi interessi per 218,1 milioni;
- crediti per la maggior imposta sostitutiva dell'IRES e dell'IRAP versata per il riallineamento del valore fiscale al valore contabile degli immobili per 11,5 milioni;
- crediti relativi all'imposta IRAP anno 2006, versata in pendenza di giudizio, e chiesta a rimborso in seguito alla definizione della vertenza relativa all'aliquota dovuta per la Regione Veneto per 5,2 milioni;
- crediti IRES e IRAP attribuiti in seguito alla liquidazione di società del Gruppo per 3,1 milioni;
- crediti per interessi maturati su iscrizioni provvisorie per 2,2 milioni;
- credito IRES per deducibilità IRAP per 0,4 milioni;
- 0,2 crediti per imposte dirette di Anima SGR;
- crediti iscritti in contropartita dei versamenti effettuati a titolo provvisorio in pendenza del giudizio definitivo delle vertenze fiscali in essere, per un importo complessivo di 14 milioni di cui:
- 2,1 milioni relativi alle iscrizioni di Banco BPM per le vertenze relative agli anni 2006 2009 strettamente connesse alla vertenza 2005;
- 1,5 milioni relativi all'iscrizione provvisoria di Banca Akros per la vertenza legata al monitoraggio fiscale;
- 10 milioni relativi alle iscrizioni provvisorie di Anima SGR per le vertenze IRES relative agli anni 2006 2008;
- 0,4 milioni relativi all'iscrizione provvisoria di Banca Aletti per la vertenza IRAP anno 2018;
- crediti d'imposta spettante alle compagnie assicurative del Gruppo a fronte del versamento dell'imposta sulle riserve matematiche dei rami vita (L. n. 265/2002) pari a 205 milioni e crediti per l'imposta sulle assicurazioni pari a 3,2 milioni;
- crediti diversi verso l'Erario per 69,5 milioni riferibili principalmente al versamento dell'acconto relativo all'imposta sostitutiva sul capital gain;
- crediti d'imposta connessi agli interessi maturati sui finanziamenti erogati alla clientela residente in territori colpiti da eventi sismici per 61,8 milioni;
- crediti per istanze di rimborso IVA e imposte indirette per complessivi 17,8 milioni di cui:
- 7,4 milioni relativi agli interessi dovuti a fronte dei rimborsi dei crediti IVA relativi agli esercizi 1998, 1999 e 2000 dell'ex Banca Italease S.p.A. ottenuti a seguito dell'esito favorevole della vertenza attivata

dalla banca: al fine di recuperare il suddetto credito è stata attivata una nuova vertenza il cui esito è pendente presso la Corte di Cassazione;
- 7,8 milioni relativi al contenzioso dell'ex Mercantile Leasing S.p.A. connesso al diniego parziale del rimborso dell'IVA del primo e secondo trimestre 2007. Di tale importo 4,7 milioni sono stati chiesti a rimborso in dichiarazione e non sono oggetto di contestazione. Per l'importo di 6,8 milioni, a fronte del diniego al rimborso da parte dell'Agenzia delle Entrate per l'importo di 3,7 milioni, la Banca ha prudenzialmente rilevato nel bilancio dell'esercizio 2021, uno specifico fondo di svalutazione di pari importo avviando comunque il contenzioso;
- 2,6 milioni relativi al giudizio di ottemperanza contro il Comune di Roma afferente all'impugnazione di una ingiunzione di pagamento ai fini INVIM relativa ad una compravendita immobiliare effettuata nel corso del 1976; si è in attesa del rimborso;
- crediti d'imposta connessi al versamento IVA per 1 milione;
• crediti di imposta nei confronti di Amministrazioni fiscali estere su dividendi incassati per 2,9 milioni.

Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione e passività associate – Voce 120 dell'attivo e Voce 70 del passivo
12.1 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione: composizione per tipologia di attività
| Totale 30/06/2025 |
Totale 31/12/2024 |
|
|---|---|---|
| A. Attività possedute per la vendita | ||
| A.1 Attività finanziarie | 52.119 | 101.996 |
| A.2 Partecipazioni | - | 41.000 |
| A.3 Attività materiali | 144.530 | 301.509 |
| di cui: ottenute tramite l'escussione delle garanzie ricevute | 48.286 | 113.728 |
| A.4 Attività immateriali | - | - |
| A.5 Altre attività non correnti | - | 20 |
| Totale A | 196.649 | 444.525 |
| di cui valutate al costo | 52.119 | 143.016 |
| di cui valutate al fair value livello 1 | - | - |
| di cui valutate al fair value livello 2 | - | - |
| di cui valutate al fair value livello 3 | 144.530 | 301.509 |
| B. Attività operative cessate | ||
| B.1 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico | - | - |
| - Attività finanziarie detenute per la negoziazione | - | - |
| - Attività finanziarie designate al fair value | - | - |
| - Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value | - | - |
| B.2 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | - | - |
| B.3 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | - | - |
| B.4 Partecipazioni | - | - |
| B.5 Attività materiali | - | - |
| di cui: ottenute tramite l'escussione delle garanzie ricevute | - | - |
| B.6 Attività immateriali | - | - |
| B.7 Altre attività | - | - |
| Totale B | - | - |
| di cui valutate al costo | - | - |
| di cui valutate al fair value livello 1 | - | - |
| di cui valutate al fair value livello 2 | - | - |
| di cui valutate al fair value livello 3 | - | - |
| C. Passività associate ad attività possedute per la vendita | ||
| C.1 Debiti | - | (1.209) |
| C.2 Titoli | - | - |
| C.3 Altre passività | - | (6) |
| Totale C | - | (1.215) |
| di cui valutate al costo | - | (1.215) |
| di cui valutate al fair value livello 1 | - | - |
| di cui valutate al fair value livello 2 | - | - |
| di cui valutate al fair value livello 3 | - | - |
| D. Passività associate ad attività operative cessate | ||
| D.1 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato | - | - |
| D.2 Passività finanziarie di negoziazione | - | - |
| D.3 Passività finanziarie designate al fair value | - | - |
| D.4 Fondi | - | - |
| D.5 Altre passività | - | - |
| Totale D | - | - |
| di cui valutate al costo | - | - |
| di cui valutate al fair value livello 1 | - | - |
| di cui valutate al fair value livello 2 | - | - |
| di cui valutate al fair value livello 3 | - | - |

Al 30 giugno 2025 tra le attività possedute per la vendita figurano le seguenti fattispecie:
- immobili di proprietà per i quali le trattative di vendita in corso fanno ritenere probabile il perfezionamento delle cessioni nel corso del prossimo anno (esposte nella voce A.3 "Attività materiali"). In questa sottovoce sono rappresentati i restanti immobili oggetto di cessione nel "Progetto Square" per 49,0 milioni; in relazione al suddetto Progetto, nel corso del semestre, sono state perfezionate cessioni per 169,0 milioni;
- attività finanziarie riconducibili a crediti classificati a sofferenza ed inadempienza probabile per i quali, nel corso del semestre, è stata deliberata la cessione, pari a 52,1 milioni, esposti nella voce A.1 "Attività finanziarie"; si precisa inoltre che nel corso del semestre sono state perfezionate le operazioni di cessione dei crediti classificati in questa voce al 31 dicembre 2024.
In relazione alle partecipazioni iscritte tra le attività in via di dismissione al 31 dicembre 2024, si segnala il perfezionamento delle cessioni delle società SelmaBipiemme Leasing S.p.A., Burgos Leasco S.r.l. e Tago LeaseCo come meglio specificato nel paragrafo "Razionalizzazione delle attività del Gruppo" della Relazione sulla gestione del Gruppo.

PASSIVO
Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato – Voce 10
1.1 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso banche
| Totale Totale |
||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 30/06/2025 | 31/12/2024 | |||||||||
| Tipologia operazioni/Valori | Fair Value | Fair Value | ||||||||
| VB | L1 L2 L3 |
VB | L1 | L2 | L3 | |||||
| 1. Debiti verso banche centrali | 2.078.978 | X | X | X 1.784.564 | X | X | X | |||
| 2. Debiti verso banche | 4.312.465 | X | X | X 4.599.374 | X | X | X | |||
| 2.1 Conti correnti e depositi a vista | 929.258 | X | X | X | 414.165 | X | X | X | ||
| 2.2 Depositi a scadenza | 75.918 | X | X | X | 218.275 | X | X | X | ||
| 2.3 Finanziamenti | 2.467.118 | X | X | X | 3.374.393 | X | X | X | ||
| 2.3.1 Pronti contro termine passivi | 2.442.223 | X | X | X | 3.361.454 | X | X | X | ||
| 2.3.2 Altri | 24.895 | X | X | X | 12.939 | X | X | X | ||
| 2.4 Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti patrimoniali |
- | X | X | X | - | X | X | X | ||
| 2.5 Debiti per leasing | - | X | X | X | 5 | X | X | X | ||
| 2.6 Altri debiti | 840.171 | X | X | X | 592.536 | X | X | X | ||
| Totale | 6.391.443 | - | - 6.391.443 6.383.938 | - | - | 6.383.938 |
VB = Valore di bilancio
L1 = Livello 1
L2 = Livello 2
L3 = Livello 3
La voce "Debiti verso banche centrali" include le operazioni di rifinanziamento presso la Banca Centrale Europea. Al 30 giugno 2025 sono presenti operazioni di rifinanziamento per nominali 2,0 miliardi (per nominali 750 milioni in euro e per nominali 1.073 milioni in dollari al 31 dicembre 2024).
1.2 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso clientela
| Totale Totale 30/06/2025 31/12/2024 |
|||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Tipologia operazioni/Valori | Fair Value | Fair Value | |||||||
| VB | L1 | L2 | L3 | VB | L1 | L2 | L3 | ||
| 1. Conti correnti e depositi a vista | 100.517.780 | X | X | X | 98.803.182 | X | X | X | |
| 2. Depositi a scadenza | 1.344.446 | X | X | X | 1.449.612 | X | X | X | |
| 3. Finanziamenti | 2.204.355 | X | X | X | 1.456.511 | X | X | X | |
| 3.1 Pronti contro termine passivi | 1.704.813 | X | X | X | 960.343 | X | X | X | |
| 3.2 Altri | 499.542 | X | X | X | 496.168 | X | X | X | |
| 4. Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti patrimoniali |
- | X | X | X | - | X | X | X | |
| 5. Debiti per leasing | 666.408 | X | X | X | 648.717 | X | X | X | |
| 6. Altri debiti | 972.848 | X | X | X | 1.050.472 | X | X | X | |
| Totale | 105.705.837 | - | - 105.705.837 103.408.494 | - | - 103.408.494 |
VB = Valore di bilancio
L2 = Livello 2
L3 = Livello 3
L1 = Livello 1

| Tipologia titoli/Valori |
Totale | Totale | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 30/06/2025 | 31/12/2024 | ||||||||||
| Fair Value | Fair Value | ||||||||||
| VB | L1 | L2 | L3 | VB | L1 | L2 | L3 | ||||
| A. Titoli | |||||||||||
| 1. obbligazioni | 24.366.181 14.105.386 10.530.485 | - | 23.372.273 14.279.962 | 9.311.790 | - | ||||||
| 1.1 strutturate | - | - | - | - | - | - | - | - | |||
| 1.2 altre | 24.366.181 14.105.386 10.530.485 | - | 23.372.273 14.279.962 | 9.311.790 | - | ||||||
| 2. altri titoli | 945 | - | - | 945 | 1.147 | - | - | 1.147 | |||
| 2.1 strutturati | - | - | - | - | - | - | - | - | |||
| 2.2 altri | 945 | - | - | 945 | 1.147 | - | - | 1.147 | |||
| Totale | 24.367.126 14.105.386 10.530.485 | 945 23.373.420 14.279.962 9.311.790 | 1.147 |
1.3 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei titoli in circolazione
VB = Valore di bilancio
L1 = Livello 1
L2 = Livello 2
L3 = Livello 3
I titoli in circolazione al 30 giugno 2025 ammontano a 24,4 miliardi (23,4 miliardi al 31 dicembre 2024).
Nel mese di gennaio si è concluso il collocamento di un'emissione di titoli Social Senior Preferred, di 500 milioni e scadenza 5 anni ad un prezzo pari a 99,607%; il bond paga una cedola fissa del 3,375% annuale. Inoltre, nel primo semestre, Banco BPM ha concluso il collocamento di una nuova emissione di Social Covered Bond per un ammontare di 750 milioni, cedola fissa del 2,625% e scadenza settembre 2029.
Si segnala che nel periodo sono giunte a scadenza o sono state rimborsate obbligazioni per circa 2 miliardi nominali.

Passività finanziarie di negoziazione – Voce 20
2.1 Passività finanziarie di negoziazione: composizione merceologica
| Totale | Totale | ||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Tipologia | 30/06/2025 | 31/12/2024 | |||||||||
| operazioni/Valori | Fair Value | Fair Value | |||||||||
| VN | L1 | L2 | L3 | Fair Value * | VN | L1 | L2 | L3 | Fair Value * | ||
| A. Passività per cassa | |||||||||||
| 1. Debiti verso banche | 17.714.712 | 833.034 | 15.933.663 | - | 16.766.697 15.372.855 | 280.903 | 13.888.219 | - 14.169.122 | |||
| 2. Debiti verso clientela | 9.266.801 1.301.983 | 7.842.453 | - | 9.144.436 | 6.622.754 | 372.908 | 5.921.414 | - | 6.294.321 | ||
| 3. Titoli di debito | 823.441 | - | 840.220 | - | 827.330 | 953.884 | - | 956.874 | - | 938.809 | |
| 3.1 Obbligazioni | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 3.1.1 Strutturate | - | - | - | - | X | - | - | - | - | X | |
| 3.1.2 Altre obbligazioni |
- | - | - | - | X | - | - | - | - | X | |
| 3.2 Altri titoli | 823.441 | - | 840.220 | - | 827.330 | 953.884 | - | 956.874 | - | 938.809 | |
| 3.2.1 Strutturati | 823.441 | - | 840.220 | - | X | 953.884 | - | 956.874 | - | X | |
| 3.2.2 Altri | - | - | - | - | X | - | - | - | - | X | |
| Totale (A) | 27.804.954 2.135.017 24.616.336 | - 26.738.463 22.949.493 | 653.811 20.766.507 | - 21.402.252 | |||||||
| B. Strumenti derivati | |||||||||||
| 1. Derivati finanziari | - | 137.518 | 1.541.012 | - | - | - | 89.105 | 1.384.585 | - | - | |
| 1.1 Di negoziazione | X | 137.518 | 1.541.005 | - | X | X | 89.105 | 1.384.583 | - | X | |
| 1.2 Connessi con la fair value option |
X | - | - | - | X | X | - | - | - | X | |
| 1.3 Altri | X | - | 7 | - | X | X | - | 2 | - | X | |
| 2. Derivati creditizi | - | - | 3.453 | - | - | - | - | 2.639 | - | - | |
| 2.1 Di negoziazione | X | - | 3.453 | - | X | X | - | 2.639 | - | X | |
| 2.2 Connessi con la fair value option |
X | - | - | - | X | X | - | - | - | X | |
| 2.3 Altri | X | - | - | - | X | X | - | - | - | X | |
| Totale (B) | X | 137.518 | 1.544.465 | - | X | X | 89.105 | 1.387.224 | - | X | |
| Totale (A+B) | X 2.272.535 26.160.801 | - | X | X | 742.916 22.153.731 | - | X |
VN = valore nominale o nozionale
L1 = Livello 1
L2 = Livello 2
L3 = Livello 3
Fair value * = Fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell'emittente rispetto alla data di emissione

Passività finanziarie designate al fair value – Voce 30
3.1 Passività finanziarie designate al fair value: composizione merceologica
| Tipologia | Totale 30/06/2025 |
Totale 31/12/2024 |
||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| operazioni/Valori | Fair value | Fair value | Fair value | Fair value | ||||||
| VN | L1 | L2 | L3 | * | VN | L1 | L2 | L3 | * | |
| 1. Debiti verso banche | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 1.1 Strutturati | - | - | - | - | X | - | - | - | - | X |
| 1.2 Altri | - | - | - | - | X | - | - | - | - | X |
| di cui: | ||||||||||
| - impegni a erogare fondi | - | X | X | X | X | - | X | X | X | X |
| - garanzie finanziarie rilasciate |
- | X | X | X | X | - | X | X | X | X |
| 2. Debiti verso clientela |
3.721.005 | - 3.709.782 11.223 3.721.005 3.344.058 | - 3.325.763 18.295 3.429.418 | |||||||
| 2.1 Strutturati | - | - | - | - | X | - | - | - | - | X |
| 2.2 Altri | 3.721.005 | - | 3.709.782 | 11.223 | X | 3.344.058 | - | 3.325.763 18.295 | X | |
| di cui: | ||||||||||
| - impegni a erogare fondi | - | X | X | X | X | - | X | X | X | X |
| - garanzie finanziarie rilasciate |
- | X | X | X | X | - | X | X | X | X |
| 3. Titoli di debito | 4.471.931 | 5.897 4.631.854 | - 4.557.735 4.796.729 5.759 4.938.165 | - 4.874.405 | ||||||
| 3.1 Strutturati | 4.466.034 | - | 4.631.854 | - | X | 4.790.882 | - | 4.938.077 | - | X |
| 3.2 Altri | 5.897 | 5.897 | - | - | X | 5.847 | 5.759 | 88 | - | X |
| Totale | 8.192.936 | 5.897 8.341.636 11.223 8.278.740 8.140.787 5.759 8.263.928 18.295 8.303.823 |
FV = Fair Value
FV*= FV calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell'emittente rispetto alla data di emissione VN = valore nominale
L1 = Livello 1
L2 = Livello 2
L3 = Livello 3
La voce "2. Debiti verso clientela" si riferisce per 3.709,8 milioni alle passività delle compagnie di assicurazione a fronte dell'emissione delle polizze Unit-linked (3.325,8 milioni al 31 dicembre 2024).
Nella voce "3. Titoli di debito" i titoli strutturati si riferiscono principalmente a certificates a capitale garantito. Il ricorso alla fair value option è riconducibile alla caratteristica di contratto complesso contenente uno o più derivati incorporati in grado di modificare in modo significativo i flussi finanziari del suddetto contratto.
Le restanti posizioni si riferiscono a talune emissioni obbligazionarie, anche strutturate, coperte mediante strumenti derivati, per le quali il ricorso alla fair value option è avvenuto per eliminare o ridurre in modo significativo un'asimmetria contabile rispetto ai criteri di valutazione dei derivati di copertura gestionale, in alternativa al trattamento contabile dell'hedge accounting.
Si segnala che nel semestre sono giunti a scadenza certificates per circa 0,5 miliardi nominali.
Fondi del passivo – Voci 90 e 100
Alla data del 30 giugno i fondi del passivo ammontano a 849,4 milioni (988,6 milioni il dato al 31 dicembre scorso) e includono il fondo trattamento di fine rapporto per il personale per 209,1 milioni (237,8 milioni alla fine dello scorso esercizio), i fondi di quiescenza per 79,1 milioni (83,5 milioni al 31 dicembre 2024), i fondi rischi su impegni e garanzie rilasciate per 118,3 milioni (121,3 milioni al 31 dicembre scorso 2024) ed altri fondi per rischi ed oneri per 442,9 milioni (546,0 milioni il dato di fine 2024).
Questi ultimi includono:
• gli stanziamenti a fronte di controversie legali e fiscali per 59,2 milioni;

- gli stanziamenti per oneri del personale per 313,5 milioni;
- altri fondi per rischi ed oneri per 70,3 milioni.
come dettagliatamente illustrato nei successivi paragrafi 10.6.1, 10.6.2 e 10.6.3.
10.1 Fondi per rischi e oneri: composizione
| Totale | Totale | ||
|---|---|---|---|
| Voci/Componenti | 30/06/2025 | 31/12/2024 | |
| 1. Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate | 36.636 | 39.606 | |
| 2. Fondi su altri impegni e altre garanzie rilasciate | 81.698 | 81.722 | |
| 3. Fondi di quiescenza aziendali | 79.105 | 83.467 | |
| 4. Altri fondi per rischi ed oneri | 442.940 | 546.047 | |
| 4.1 controversie legali e fiscali | 59.199 | 59.858 | |
| 4.2 oneri per il personale | 313.467 | 361.731 | |
| 4.3 altri | 70.274 | 124.458 | |
| Totale | 640.379 | 750.842 |
10.6 Fondi per rischi ed oneri – altri fondi
10.6.1 Altri fondi per rischi ed oneri - controversie legali e fiscali
Il Gruppo opera in un contesto legale e normativo che lo espone ad una vasta tipologia di vertenze legali, connesse, ad esempio, alle condizioni praticate alla propria clientela, alla natura ed alle caratteristiche dei prodotti e dei servizi finanziari prestati, alle irregolarità amministrative, alle revocatorie fallimentari, alle liti giuslavoristiche.
Banco BPM, le società dalla cui fusione per unione il Gruppo ha avuto origine, le società controllate incorporate e le società controllate sono state inoltre oggetto di varie attività di verifica da parte dell'Amministrazione Finanziaria. Tali attività hanno riguardato la determinazione dei redditi imponibili dichiarati ai fini delle imposte sui redditi, dell'IVA, dell'imposta di registro e più in generale le modalità di applicazione della normativa fiscale tempo per tempo vigente. Come conseguenza di tali attività di controllo il Gruppo Banco BPM è coinvolto in alcuni contenziosi.
Le vertenze legali e fiscali sono oggetto di specifica analisi da parte del Gruppo, al fine di identificare quelle per la cui definizione si ritiene sia probabile l'impiego di risorse atte a produrre benefici economici e conseguentemente si rende necessario la rilevazione di accantonamenti dal resto delle "passività potenziali". Sono definite "passività potenziali" a fronte delle quali non sono rilevati accantonamenti le vertenze alle quali corrispondono:
- obbligazioni possibili, in quanto deve ancora essere confermato se l'entità abbia un'obbligazione attuale che può portare all'impiego di risorse atte a produrre benefici economici;
- obbligazioni effettive che tuttavia non soddisfano le condizioni per la rilevazione previste dallo IAS 37 (perché non è probabile che sarà necessario l'impiego di risorse atte a produrre benefici economici per adempiere all'obbligazione, oppure perché non può essere effettuata una stima sufficientemente attendibile dell'ammontare dell'obbligazione).
Si precisa che le informazioni di seguito fornite riguardanti le pretese connesse alle principali vertenze rappresentano la massima esposizione al rischio, a prescindere dal giudizio espresso dal Gruppo in merito al relativo grado di soccombenza. Per alcune di tali vertenze, il Gruppo reputa che vi siano limitati profili di rischio e quindi, trattandosi di passività non probabili ancorché possibili, non ha effettuato alcun accantonamento.
Per le vertenze rispetto alle quali si ritiene che l'entità abbia un'obbligazione attuale che può portare all'impiego di risorse atte a produrre benefici economici, l'informativa sull'ammontare dello stanziamento a fondi rischi ed oneri non viene fornita per singola vertenza al fine di non recare pregiudizio al Gruppo nell'evoluzione del contenzioso con la controparte, per via giudiziale o transattiva. È in ogni caso fornito l'ammontare complessivo degli stanziamenti distinto per tipologia di contenzioso laddove le vertenze siano raggruppabili in categorie aventi natura simile.
Inoltre, come consentito dal paragrafo 92 del principio contabile internazionale di riferimento (IAS 37), l'informativa esposta nel seguito non comprende le informazioni che potrebbero pregiudicare la posizione delle banche del Gruppo interessate nelle azioni di tutela della propria posizione rispetto alla vicenda e nelle vertenze in essere.
Come indicato nel paragrafo "Politiche contabili rilevanti ed incertezze sull'utilizzo di stime nella predisposizione del bilancio consolidato semestrale abbreviato" contenuto nella Parte A delle presenti Note Illustrative, cui si fa rinvio, la

complessità delle situazioni e delle operazioni societarie che sono alla base dei contenziosi implicano significativi elementi di giudizio che possono interessare sia l'an, sia il quantum e relativi tempi di manifestazione della passività. Al riguardo, per quanto le stime condotte dal Gruppo siano ritenute attendibili e conformi ai dettami dei principi contabili di riferimento, non si può quindi escludere che gli oneri che emergeranno dalla definizione delle vertenze possano rivelarsi diversi, anche per importi significativi, rispetto a quelli accantonati.
I fondi accantonati a fronte del complesso delle controversie legali e fiscali in essere, comprensive delle vertenze collegate ad azioni revocatorie, ammontano a 59,2 milioni.
Vertenze legali con la clientela
La numerosità delle vertenze impedisce di fornire un elenco dettagliato delle medesime mentre la loro eterogeneità rende estremamente difficoltoso, se non impossibile, effettuare raggruppamenti di tipologie aventi natura simile.
Di seguito viene fornita una breve descrizione delle principali controversie legali in essere alla data del 30 giugno 2025, la cui definizione si ritiene possa comportare un probabile o possibile utilizzo di risorse finanziarie:
- Il 5 marzo 2019 Barberini Hotel S.r.l. ha promosso giudizio al fine di ottenere la condanna di Banco BPM al pagamento dell'importo di 19,5 milioni, quale conseguenza dell'intervenuta risoluzione di alcuni contratti di leasing per iniziativa della convenuta e obbligo di procedere alla restituzione dei canoni percepiti e, in subordine, la riduzione della penale contrattuale. La Corte di Appello di Milano ha confermato la sentenza favorevole alla Banca resa dal Tribunale di Milano. Pende giudizio in Cassazione;
- Il 20 dicembre 2019 Banco BPM è stato citato, unitamente ad un pool di banche, dalla curatela della società Privilege Yard per presunta abusiva erogazione di credito. La curatela ha richiesto di accertare la responsabilità degli istituti di credito per concorso nella mala gestio degli amministratori della Privilege Yard con condanna, in via solidale, al pagamento a titolo di risarcimento del danno di circa 97 milioni (quota Banco BPM 27 milioni). Con sentenza dell'11 ottobre 2022 il Tribunale di Roma ha condannato le banche, in solido tra loro, al pagamento di 57,1 milioni. Banco BPM ha eseguito la sentenza per la quota di spettanza. Pende il giudizio d'appello promosso da Banco BPM unitamente agli altri istituti coinvolti;
- Il 4 febbraio 2020 la società Malenco S.r.l. ha citato in giudizio Banco BPM, unitamente ad un'altra Banca capofila delle operazioni in pool, in merito alla concessione di finanziamenti per la realizzazione e ultimazione di un complesso immobiliare. La società ha richiesto l'accertamento della nullità dei mutui per presunto superamento del tasso soglia usura e della nullità dei contratti derivati sottoscritti a copertura delle operazioni di finanziamento accordate, con richiesta di condanna di Banco BPM a pagare la somma di 31 milioni di cui 10 milioni in solido con l'altra Banca. Il Tribunale di Roma, con sentenza del 21 novembre 2022, ha rigettato integralmente le domande della società Malenco. Pende il giudizio d'appello;
- Il 23 dicembre 2022 l'amministrazione straordinaria di Società Italiana per Condotte d'Acqua S.p.A. ha citato in giudizio i componenti dei propri Consigli di Gestione e di Sorveglianza, la società di revisione nonché il ceto bancario, tra cui Banco BPM, ed alcune società di factoring, per ottenere la condanna in via solidale di tutti i convenuti al pagamento della somma di oltre 389 milioni. L'importo viene chiesto a titolo di risarcimento degli asseriti danni determinati anche dalla abusiva concessione di credito da parte del ceto bancario, che avrebbe consentito all'azienda di continuare ad operare nonostante la situazione di crisi, causando peraltro il grave depauperamento dell'attivo netto societario. La causa pende ancora in fase iniziale dinanzi il Tribunale di Roma;
- Atlantia S.p.A. e Autostrade per l'Italia S.p.A. nel 2020 hanno avviato un'azione restitutoria nei confronti di Astaldi S.p.A. in proprio e quale mandataria del raggruppamento di imprese, della ex controllata Bipielle Real Estate e di S.C.C. S.r.l. quali cessionarie delle originarie imprese appaltatrici nella realizzazione di alcuni tratti autostradali nella provincia di Genova in forza di appalto stipulato nel 1991. La causa origina dalla condanna patita dalle odierne attrici in un parallelo contenzioso tuttora pendente promosso dalle convenute nel 1993 per parziale inadempimento nell'esecuzione dell'appalto. La domanda restitutoria quantificata in 33,2 milioni nel corso del procedimento è stata avanzata in via solidale nei confronti delle sole tre società convenute con esclusione delle altre partecipanti al consorzio. La Corte d'Appello di Roma, con sentenza del 10 gennaio 2025, ha accolto la domanda di restituzione proposta da Atlantia S.p.A. e Autostrade per l'Italia S.p.A., condannando le convenute, in via solidale, alla restituzione dell'importo pari a circa 29,2 milioni oltre interessi. La Corte di Appello di Roma ha respinto l'istanza di sospensione dell'efficacia esecutiva della sentenza presentata dalla Banca mentre sono tuttora pendenti il procedimento di opposizione a precetto avanti al Tribunale di Milano e il giudizio in Cassazione promossi da Banco BPM;

- Il 19 giugno 2023 la società AD Casa S.r.l. ha contestato a Banco BPM il mancato perfezionamento della vendita, in suo favore, di un complesso immobiliare in Firenze con conseguente richiesta di condanna a rogitare al minor prezzo di 21,9 milioni, rispetto ai 35,1 milioni pattuiti, oltre al risarcimento danni quantificati in 3,8 milioni. L'iniziale pattuizione è stata messa in discussione dalla stessa promissaria acquirente alla luce del nuovo piano operativo approvato dal Comune di Firenze. Il giudizio pende dinanzi il Tribunale di Milano;
- In data 11 novembre 2016 l'amministrazione straordinaria di Impresa S.p.A. ha citato in giudizio i componenti dei Consigli di Gestione e di Sorveglianza, la società di revisione nonché il ceto bancario, peraltro appartenente al pool del finanziamento concesso, con partecipazione della banca nella misura dell'8%, tra cui Banco BPM, per ottenere la condanna in via solidale di tutti i convenuti al pagamento della somma di oltre 167 milioni. L'importo viene chiesto a titolo di risarcimento degli asseriti danni determinati dalla abusiva concessione di credito da parte del ceto bancario, che avrebbe consentito all'azienda di continuare ad operare nonostante la situazione di crisi, causando il grave depauperamento dell'attivo netto societario. La causa pende dinanzi il Tribunale di Roma, in attesa delle risultanze della CTU;
- La controllata Partecipazioni Italiane in liquidazione, in qualità di ex proprietaria di un terreno ubicato in Pavia che era il sito industriale della ex Necchi S.p.A. (che ha cessato le attività produttive ormai da molti anni), risulta oggetto di un'ordinanza della Provincia di Pavia in virtù della quale le è richiesto, a titolo di responsabile "storico" e congiuntamente ad altro soggetto, di provvedere alle opere di bonifica e messa in sicurezza della suddetta area, già da molti anni di proprietà di terzi estranei al Gruppo Banco BPM.
Il TAR Lombardia ha respinto il ricorso della controllata contro l'ordinanza provinciale. La sentenza è stata impugnata davanti al Consiglio di Stato che, in data 4 settembre 2024, con provvedimento divenuto definitivo, ha rigettato il ricorso di Partecipazioni Italiane confermando la legittimità dell'ordinanza emessa dalla Provincia di Pavia.
Con riferimento ad una delle porzioni del sito, in data 7 marzo 2022 è stato perfezionato un accordo transattivo con uno degli attuali proprietari, in merito alle bonifiche della porzione dell'area ex Necchi di proprietà dello stesso. L'accordo prevede, tra l'altro, la contribuzione di Partecipazioni Italiane al sostenimento dei costi di bonifica per un importo di 1,4 milioni oltre IVA (di cui metà già versati all'atto di perfezionamento dell'accordo e metà da versare alla comunicazione di controparte di avvio delle attività di bonifica), già contabilizzati nel bilancio al 31 dicembre 2021. Ai fini della presentazione dell'analisi di rischio e del progetto operativo di bonifica e messa in sicurezza permanente a cura della controparte, sono in corso ulteriori verifiche e integrazioni al progetto, anche a seguito dell'avvio da parte della Soprintendenza dei Beni Culturali di un procedimento di dichiarazione di interesse culturale per un immobile ubicato all'interno dell'area Ex-Necchi.
Si precisa infine che a giugno 2025 il consulente tecnico WSP Italia S.r.l ha fornito un aggiornamento della stima dei costi necessari per la bonifica delle aree incluse nell'ex area Necchi di Pavia, esclusa la porzione per la quale è stato perfezionato il suddetto accordo transattivo. La stima aggiornata prevede un costo aggiuntivo che ha comportato un ulteriore stanziamento di circa 0,3 milioni nel bilancio della partecipata al 30 giugno 2025.
Alla luce dell'esistenza di esiti favorevoli riscontrati nei primi gradi di giudizio e/o dell'esistenza di validi e fondati motivi per contrastare le pretese avanzate dagli attori nell'ambito dei procedimenti giudiziali avviati, le pretese classificate come possibili ma non probabili ammontano complessivamente a 1.042,8 milioni.
Le pretese classificate come probabili ammontano complessivamente a 149,7 milioni a fronte delle quali risultano stanziati nella voce Fondi per rischi e oneri 59,2 milioni.
Vertenze fiscali
L'ammontare complessivo delle pretese avanzate dall'Amministrazione Finanziaria nell'ambito dei contenziosi fiscali avviati che interessano Banco BPM e le proprie società controllate alla data del 30 giugno 2025 è pari a 42,6 milioni1 (23,3 milioni al 31 dicembre 2024). L'incremento rispetto al 31 dicembre 2024 è ascrivibile all'ingresso di Anima Holding e delle sue controllate nel Gruppo Banco BPM a far tempo dall'11 aprile 2025.
1 Si ricorda che tale importo non include i contenziosi di importo unitario non significativo principalmente costituiti da tributi locali. Si precisa inoltre che la stima delle passività potenziali relative agli avvisi di accertamento non include gli eventuali interessi da corrispondere in caso di soccombenza. La stima delle passività potenziali relative ai processi verbali di constatazione notificati o in fase di notifica diverse da quelle classificate come probabili non include né gli interessi né le sanzioni.

Di seguito viene fornita una descrizione delle principali controversie in essere alla data del 30 giugno 2025, la cui definizione si ritiene possa comportare un possibile utilizzo di risorse finanziarie:
• in data 16 gennaio è stata depositata la sentenza della Corte di Cassazione che ha posto fine1 alla vertenza avviata dalla Banca per ottenere l'annullamento degli avvisi di accertamento emessi il 19 dicembre 2011 nei confronti dell'allora Banco Popolare soc. coop. ed aventi per oggetto il periodo di imposta 2005 dell'ex Banca Popolare Italiana. Gli avvisi di accertamento riguardavano la pretesa indeducibilità ai fini IRES ed IRAP di costi e rettifiche di valore su crediti ritenuti riconducibili a fatti o atti qualificabili come reato (si trattava dei reati di false comunicazioni sociali, ostacolo alla vigilanza e turbativa di mercato contestati alla Banca Popolare Italiana in relazione al tentativo di scalata a Banca Antonveneta). I ricorsi contro gli avvisi di accertamento erano stati rigettati dalla Commissione Tributaria Provinciale di Milano con sentenza depositata in data 15 ottobre 2014 e anche il ricorso in appello alla Commissione Tributaria Regionale della Lombardia era stato rigettato con sentenza depositata in data 19 maggio 2015. Per effetto delle suddette sentenze, la Banca aveva già dovuto provvedere al pagamento delle cartelle esattoriali emesse per un ammontare complessivo, interessi ed aggi esattoriali compresi, di 199,8 milioni. Tale importo, avendo la natura di un deposito cauzionale, in pendenza del giudizio definitivo conseguente al ricorso presentato in data 18 dicembre 2005 alla Corte di Cassazione, risultava iscritto nell'attivo patrimoniale nell'ambito della voce "Altre attività". La Corte di Cassazione, con la sentenza citata ha riconosciuto la fondatezza dei motivi del ricorso presentato dalla Banca, ha cassato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia e ha accolto il ricorso originario proposto, annullando definitivamente gli avvisi di accertamento. A seguito della sentenza la Banca ha già ottenuto il rimborso integrale della totalità degli importi pagati nel corso del giudizio oltre alla corresponsione degli interessi maturati per un totale di 35,5 milioni. I suddetti interessi sono stati accreditati al conto economico del semestre.
Alla data del 30 giugno rimangono pendenti le sole pretese derivanti dagli avvisi di accertamento relativi ai periodi d'imposta 2006 – 2009 che riguardano anch'esse la asserita indeducibilità ai fini IRES dei costi ritenuti riconducibili a fatti o atti qualificabili come reato. Si tratta in particolare delle rettifiche di valore su crediti già oggetto di contestazione con riferimento all'esercizio 2005. Tali rettifiche di valore, ancorché rilevate da Banca Popolare Italiana nel proprio bilancio relativo all'esercizio 2005, risultavano deducibili in quote costanti nei 18 esercizi successivi ai sensi della versione allora vigente dell'art. 106, terzo comma, DPR 22 dicembre 1986, n. 917. Gli avvisi di accertamento notificati contestano pertanto la pretesa indeducibilità delle quote delle suddette rettifiche su crediti dedotte negli esercizi 2006, 2007, 2008 e 2009. Le pretese ammontano complessivamente a 15,8 milioni. Avverso tali avvisi è pendente il ricorso presentato dalla Banca alla Commissione Tributaria Provinciale di Venezia, in quanto la suddetta Commissione aveva sospeso il procedimento sino al passaggio in giudicato della sentenza della Corte di Cassazione sugli avvisi di accertamento relativi all'esercizio 2005. Nel mese di luglio la banca ha presentato istanza finalizzata a riattivare i giudizi. Alla luce del positivo esito della vertenza relativa al periodo di imposta 2005, si ritiene che il rischio di un esito sfavorevole del giudizio relativo alle suddette annualità successive possa considerarsi remoto. A fronte delle suddette vertenze nella voce "Altre attività" risulta iscritto l'ammontare già versato a titolo di deposito cauzionale a fronte delle cartelle esattoriali emesse, pari a 2,1 milioni;
• Banca Akros - atto di contestazione notificato a dicembre 2021 relativo ad una asserita violazione degli obblighi di trasmissione all'Agenzia delle Entrate previsti dall'articolo 1, del DL 167 del 1990 con applicazione della sanzione minima prevista dall'art. 5, comma 1, per un ammontare di 2,3 milioni. Il 30 novembre 2022 l'Ufficio ha notificato un atto di irrogazione di sanzioni con cui ha respinto le deduzioni difensive formulate dalla Banca ed irrogato a suo carico la sanzione sopra indicata. Ritenendo le motivazioni contenute nell'atto di irrogazione contraddittorie e prive di fondamento, in data 30 gennaio 2023 la Banca ha presentato ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Milano. In data 16 gennaio 2024 è stata depositata la sentenza della Corte di Giustizia Tributaria di Milano che ha confermato l'atto di irrogazione di sanzioni. La Banca, pienamente convinta che le proprie ragioni non siano state tenute in adeguata considerazione da parte dei giudici di prime cure, in data 2 agosto 2024 ha depositato il proprio ricorso alla competente Corte di Giustizia Tributaria della Lombardia chiedendo l'annullamento della sentenza. A fronte della suddetta vertenza, nella voce "Altre attività" risulta iscritto l'ammontare già versato a titolo di deposito cauzionale a fronte della cartella esattoriale emessa, pari a 1,6 milioni. Alla luce delle valutazioni condotte, nel bilancio consolidato al 30 giugno 2025 non risulta rilevato alcun accantonamento a fronte di un possibile esito sfavorevole alla Banca;
1 Successivamente alla chiusura del semestre, in data 16 luglio 2025, la Avvocatura Generale dello Stato per conto dell'Agenzia delle Entrate, ha notificato alla Banca il proprio ricorso presentato alla Corte di Cassazione per la revoca della suddetta sentenza. Si rimanda alla lettura di quanto illustrato nella sezione dedicata agli eventi successivi alla chiusura del semestre della parte A delle Note illustrative.

- Banca Aletti in data 23 gennaio 2024, l'Agenzia delle Entrate Direzione Regionale della Lombardia Ufficio Grandi Contribuenti - ha avviato nei confronti della controllata Banca Aletti una verifica fiscale ai fini delle imposte IRES, IRAP, IVA e degli obblighi di sostituto d'imposta avente per oggetto l'anno 2018. A conclusione dell'attività di verifica, in data 30 luglio 2024, l'Agenzia delle Entrate ha notificato un processo verbale di constatazione che contiene un'unica contestazione in relazione al trattamento fiscale IRAP del risultato economico del ramo d'azienda Corporate & Investment Banking, ramo che nel corso dell'esercizio 2018 fu oggetto di scissione a favore di Banca Akros. In data 10 settembre 2024 l'Agenzia delle Entrate ha notificato lo Schema d'Atto che quantifica la pretesa complessiva per maggiori imposte e sanzioni in 1,7 milioni. La Banca, ritenendo infondato il rilievo, ha presentato in data 18 novembre 2024 le proprie controdeduzioni. Il 3 marzo 2025 l'Agenzia delle Entrate ha notificato l'avviso di accertamento con il quale viene chiesto alla Banca di pagare l'importo complessivo di 1,9 milioni, interessi compresi. Alla luce delle valutazioni condotte, la Banca ha presentato ricorso per chiedere l'annullamento dell'avviso;
- Anima SGR I contenziosi fiscali ancora non definiti sono inerenti agli avvisi di accertamento relativi agli esercizi dal 2006 al 2008 e riferiti all'imposta IRES emessi dall'Agenzia delle Entrate - Direzione Regionale della Lombardia all'esito della verifica effettuata nel 2010 su Prima SGR, poi incorporata in Anima SGR. Con tali avvisi l'Agenzia delle Entrate recuperava a tassazione le somme erogate da Prima SGR ai propri dipendenti a titolo di bonus negli anni 2006, 2007 e 2008 adducendo una pretesa violazione del principio di competenza oltre all'asserita mancanza di inerenza per altri costi. Le maggiori imposte pretese ammontano a circa 8,3 milioni (oltre a interessi) e sanzioni per 11,5 milioni.
- Anima SGR ha tempestivamente impugnato gli avvisi di accertamento dinnanzi alla Commissione Tributaria di Milano. Dopo due gradi di giudizio conclusisi in modo divergente, nel 2018 il giudizio è approdato in Corte di Cassazione dove è tutt'ora incardinato. Nel bilancio al 30 giugno 2025 non risulta rilevato alcun accantonamento a fronte di un possibile esito sfavorevole alla SGR, in quanto, per gli esercizi 2006, 2007 e (parzialmente) per il 2008, risultano applicabili le procedure di indennizzo previste dagli accordi sottoscritti tra Banca Monte dei Paschi di Siena e Anima Holding per l'acquisto della partecipazione in Prima SGR. Il possibile onere, in caso di inattesa sentenza sfavorevole della Cassazione per l'esercizio 2008, al netto delle garanzie contrattuali ricevute, può essere quantificato in un importo inferiore a 2 milioni.
Nella voce dell'attivo "Altre Attività" risultano iscritti 10 milioni a fronte delle somme pagate a titolo provvisorio in pendenza dell'esito finale della vertenza mentre nella voce del passivo "Altre Passività" è iscritto l'importo di 5,5 milioni, pari a quanto provvisoriamente versato da Banca Monte dei Paschi di Siena ad Anima SGR a fronte delle pretese riguardanti l'esercizio 2007.
Attività di verifica
In data 10 luglio 2025 è iniziata in Banca Aletti un'ispezione dell'Agenzia delle Entrate che ha come oggetto il controllo della Comunicazione CRS ("Common reporting Standard") relativa al periodo di comunicazione 2023. Analoga verifica è iniziata in data 19 luglio 2025 presso Banco BPM. Alla data della presente relazione non è stato formalizzato alcun rilievo.
10.6.2 Altri fondi per rischi ed oneri – oneri per il personale
Ammontano a 313,5 milioni (in riduzione rispetto a 361,7 milioni al 31 dicembre 2024) e comprendono fra l'altro: i) la stima dell'onere derivante dalla prevedibile corresponsione di retribuzioni variabili in conformità a quanto previsto dai sistemi di incentivazione del Gruppo e ii) la stima relativa ad altre erogazioni previste a favore del personale (ad es. premio welfare, premi di fedeltà, patto di non concorrenza, ecc.).
In tale voce è inoltre compreso l'importo residuo di 205,9 milioni (al netto dei pagamenti già effettuati) stanziato a fronte degli oneri previsti per il ricorso alle prestazioni straordinarie del Fondo di Solidarietà e per incentivi all'esodo a seguito degli accordi raggiunti con le organizzazioni sindacali il 19 dicembre 2024 e alla quota residua relativa ai precedenti accordi del Fondo di Solidarietà siglato il 30 dicembre 2020.
10.6.3 Altri fondi per rischi ed oneri – altri
Tale categoria residuale di fondi rischi ammonta a complessivi 70,3 milioni e comprende principalmente gli stanziamenti a fronte delle seguenti passività:
a) rischi connessi a vertenze e reclami sia pendenti che attesi legati all'operatività con la clientela e a possibili evoluzioni interpretative di talune norme regolamentanti l'attività bancaria (13,9 milioni);

- b) stima dei probabili rimborsi di commissioni conseguenti ad eventuali estinzioni anticipate di polizze assicurative da parte della clientela (24,7 milioni);
- c) rischi connessi a garanzie rilasciate a fronte delle cessioni di crediti deteriorati già perfezionate alla data del 30 giugno 2025 (7,3 milioni);
- d) stima dei probabili oneri derivanti dall'esecuzione di lavori concordati su due immobili rientranti nel perimetro del progetto di razionalizzazione del portafoglio immobili di investimento (c.d. progetto "Square") per un importo di 8,7 milioni.
Nell'ambito della categoria a) è incluso l'accantonamento a fronte dei rischi residui connessi all'attività di segnalazione della clientela interessata all'acquisto di diamanti alla società specializzata Intermarket Diamond Business S.p.A. ("IDB"). Tale attività di segnalazione è stata effettuata per la quasi totalità negli anni dal 2003 al 2016 e quindi anteriormente alla fusione da cui il Banco BPM ha avuto origine. L'attività era stata infatti sospesa fin dai primi mesi del 2017 e poi definitivamente interrotta.
Tale operatività ha determinato la ricezione di un elevato numero di reclami da parte della clientela del Gruppo coinvolta e l'avvio di contenziosi in sede civile. Al riguardo, anche in un'ottica di vicinanza ai propri clienti, il Gruppo ha posto in essere fin dagli scorsi esercizi un'ampia iniziativa di customer care nei confronti della clientela finalizzata, se del caso, al perfezionamento di transazioni prevedendo un servizio gratuito per l'assistenza ai clienti nella presentazione al fallimento delle richieste di restituzione delle pietre e, da ultimo, per l'attività di riconsegna dei diamanti in custodia presso i caveau gestiti dal fallimento IDB. Alla data del 30 giugno 2025 risultavano pervenuti 24.503 reclami e notificati circa 1.452 contenziosi (in parte preceduti da reclamo), per un petitum complessivo di circa 721,3 milioni.
Alla stessa data, grazie all'attività di gestione delle posizioni e di customer care precedentemente illustrata, risultano essere stati definiti, mediante transazione o per effetto di sentenza passata in giudicato, reclami e contenziosi per un petitum complessivo pari a 677,5 milioni.
A fronte dei reclami e dei contenziosi, sia quelli non ancora definiti che quelli potenziali stimati, nella sottovoce in oggetto risulta compreso lo specifico fondo posto a presidio delle suddette vertenze con la clientela ammontante alla data del 30 giugno 2025 a 13,9 milioni.
L'accantonamento complessivo effettuato nel corso degli esercizi a partire dal 2017 è risultato pari a 394,6 milioni, a fronte dei quali sono stati effettuati utilizzi per i rimborsi a favore della clientela per 380,7 milioni.
Al 31 dicembre 2024 il fondo ammontava a 17,6 milioni; nel corso del 2025 sono stati effettuati utilizzi a fonte dei rimborsi per 5,5 milioni ed è stato effettuato un ulteriore accantonamento di 1,8 milioni per tenere conto delle stime aggiornate relative al petitum complessivo atteso e alle percentuali di ristoro.
Sempre in relazione a tale operatività la Banca ha appreso che, nell'ambito del procedimento penale per l'ipotesi di concorso in bancarotta fraudolenta relativa al fallimento della IDB, pendente presso il Tribunale di Milano, il Giudice per le indagini preliminari ha disposto il rinvio a giudizio di tre ex esponenti aziendali. Alla prima udienza dibattimentale, tenutasi in data 23 gennaio 2025, su richiesta della Curatela del Fallimento IDB, è stata disposta la citazione di Banco BPM quale responsabile civile rispetto alle condotte contestate agli ex esponenti aziendali valorizzate dalla Procura di Milano in totali 5 milioni. In data 14 maggio 2025 la Banca si è costituita come responsabile civile.
La voce b) rappresenta il fondo stanziato in applicazione di quanto previsto dal principio contabile IFRS 15 a fronte del rischio di dover restituire quota parte delle commissioni incassate a fronte del collocamento alla clientela di polizze assicurative nell'ipotesi in cui la clientela medesima decidesse di estinguere anticipatamente le suddette coperture assicurative.
La voce c) si riferisce all'importo stanziato a presidio dei probabili esborsi finanziari futuri per le garanzie concesse nell'ambito delle operazioni di cessione di crediti deteriorati perfezionate nei precedenti esercizi.
La voce d) si riferisce all'importo residuo dell'accantonamento stanziato nell'esercizio 2024 a fronte della stima degli oneri relativi ai lavori di ristrutturazione di alcuni immobili rientranti nel più ampio perimetro previsto nell'ambito dell'operazione "Square", finalizzata alla razionalizzazione del comparto degli immobili di proprietà della Banca non destinato ad uso strumentale. Si rimanda alla Relazione Finanziaria 2024 per i dettagli relativi all'operazione.
Si evidenzia inoltre che, nell'ambito dei contratti stipulati in occasione della cessione di partecipazioni o rami d'azienda perfezionate in precedenti esercizi, nonché negli eventuali accordi di partnership ad essi correlati, sono

previsti meccanismi di protezione e garanzia dell'investimento effettuato da parte delle controparti acquirenti. Nel dettaglio, tali meccanismi prevedono l'eventuale corresponsione di indennizzi a favore dell'acquirente/partner nell'ipotesi di mancato raggiungimento di determinati obiettivi commerciali, con la previsione di massimali, franchigie, periodi di grazia ed eccezioni a favore del Gruppo Banco BPM. Taluni meccanismi di protezione e garanzia dell'investimento permangono fino al termine delle partnership.
Di seguito è fornito un elenco delle principali operazioni perfezionate a fronte delle quali i contratti di cessione e/o i correlati accordi di partnership prevedono obblighi di pagamento di eventuali indennizzi a carico del Gruppo Banco BPM:
- cessione perfezionata nell'esercizio 2017 della partecipazione di controllo in Aletti Gestielle SGR ad Anima Holding;
- cessione perfezionata nell'esercizio 2018 dei contratti relativi alla gestione in delega degli attivi assicurativi collocati presso la rete del Gruppo Banco BPM ad Anima SGR;
- cessione perfezionata nell'esercizio 2018 del ramo d'azienda relativo all'attività di banca depositaria a BNP Paribas Securities Services e conseguente rivisitazione degli obblighi stabiliti in occasione della cessione avvenuta nell'esercizio 2010 del ramo di banca depositaria dall'ex Banca Popolare di Milano alla medesima controparte acquirente;
- cessione perfezionata il 14 dicembre 2023 di una quota pari al 65% delle interessenze azionarie detenute nelle compagnie assicurative Vera Assicurazioni e Banco BPM Assicurazioni a Credit Agricole Assurances;
- conferimento a Numia del ramo d'azienda inerente il comparto "Monetica" e conseguenti accordi di partnership perfezionati in data 30 settembre 2024.
Qualora sulla base degli obiettivi consuntivati e delle previsioni future relative all'evoluzione degli stessi si ritenga probabile l'erogazione di un indennizzo a favore della controparte acquirente, la stima della relativa passività è oggetto di stanziamento nell'ambito dei fondi rischi ed oneri in esame.
Con riferimento agli accordi con Anima Holding (entrata a far parte del Gruppo a partire dall'11 aprile 2025), era previsto un sistema di penali in caso di mancato raggiungimento dei target di Raccolta Netta previsti per il periodo gennaio 2020–febbraio 2025. Alla scadenza del periodo, in funzione del mancato raggiungimento dei target previsti nell'accordo, è stato determinato un onere a carico di Banco BPM e Banca Aletti pari a 31,8 milioni. A fronte di tale onere, al 31 dicembre 2024 risultava stanziato un fondo rischi complessivo pari a 39,1 milioni; l'eccedenza del fondo rispetto al pagamento effettivo è stato conseguentemente rilasciato a conto economico.
Informativa su fondo trattamento di fine rapporto per il personale e fondi di quiescenza
| Voci/Componenti | Totale | Totale | |
|---|---|---|---|
| 30/06/2025 | 31/12/2024 | ||
| Trattamento di fine rapporto | 209.056 | 237.783 | |
| Fondi di quiescenza aziendali | 79.105 | 83.467 | |
| Totale | 288.161 | 321.250 |
Di seguito si fornisce illustrazione delle principali variazioni intervenute nel trattamento di fine rapporto per il personale (voce di bilancio 90) e nei fondi di quiescenza (inclusi nella voce di bilancio 100 "Fondi per rischi ed oneri" il cui dettaglio è stato illustrato nel precedente punto 10.1).
Il fondo trattamento di fine rapporto per il personale è pari a 209,1 milioni, 237,8 milioni era il saldo alla fine dello scorso esercizio. La variazione complessivamente negativa è un combinato composto principalmente riconducibile a variazioni negative per liquidazioni (-38,3 milioni) e per la modifica delle ipotesi attuariali (-0,6 milioni), e a variazioni positive dovute all'ingresso nel Gruppo di Anima Holding e delle sue controllate (+6 milioni) e all'accantonamento a conto economico del semestre pari a 3,7 milioni.
Le modifiche delle ipotesi attuariali, che hanno avuto un impatto di riduzione del TFR di 0,6 milioni, sono imputabili alle variazioni del tasso di attualizzazione per negativi 1,5 milioni parzialmente compensate dalla differenza tra le precedenti ipotesi attuariali utilizzate e quanto si è effettivamente verificato per +0,9 milioni.
I fondi di quiescenza sono pari a 79,1 milioni, 83,5 milioni era il saldo alla fine dello scorso esercizio; come per il fondo trattamento di fine rapporto, la variazione negativa è un combinato composto di variazioni negative per liquidazioni (3,9 milioni) e per modifica delle ipotesi attuariali (1,8 milioni) e di variazioni positive per gli accantonamenti a conto economico (1,3 milioni).
Le modifiche delle ipotesi attuariali che hanno avuto un impatto di riduzione dei fondi di quiescenza di 1,8 milioni

sono imputabili quasi esclusivamente alla differenza tra le precedenti ipotesi attuariali utilizzate e quanto si è effettivamente verificato.
Le variazioni dovute alle modifiche di ipotesi attuariali sopra esposte, che nel complesso risultano pari a 2,4 milioni sono rilevate in incremento della relativa riserva da valutazione di patrimonio netto "Utili (perdite) attuariali relativi a piani previdenziali a benefici definiti" e sono oggetto di rendicontazione nel prospetto della redditività complessiva. Al netto dell'effetto fiscale, le variazioni in incremento di tale riserva sono pari a 1,8 milioni.
Di seguito si elencano le principali ipotesi attuariali utilizzate al 30 giugno 2025 confrontate con quelle utilizzate al 31 dicembre 2024, sui fondi della Capogruppo Banco BPM (93% del fondo TFR e 100% dei Fondi di quiescenza):
| Principali ipotesi attuariali per la valutazione del fondo TFR | |
|---|---|
| Ipotesi demografiche | |
| Tasso di mortalità dei dipendenti | IPS55 con Age-Shifting. |
| Frequenze ed ammontare delle anticipazioni di TFR | 0,5% |
| Frequenze del turnover | 1,50% |
| Ipotesi finanziarie | 30/06/2025 | 31/12/2024 |
|---|---|---|
| media ponderata dei tassi della curva Eur Composite AA (*) | ||
| Tasso annuo di attualizzazione: | 3,07% | 2,97% |
| media ponderata dei tassi della curva europea Zero-Coupon Inflation | ||
| Tasso annuo di inflazione | Indexed Swap (**) | |
| 1,90% | 1,90% | |
(*) media ponderata dei tassi della curva Eur Composite AA alla data di riferimento utilizzando come pesi i rapporti tra l'importo pagato e anticipato per ciascuna scadenza e l'importo totale da pagare e anticipare fino all'estinzione della popolazione considerata.
(**) tasso medio ponderato ricavato come media ponderata dei tassi della curva europea Zero-Coupon Inflation-Indexed Swap alla data di riferimento, utilizzando come pesi i rapporti tra l'importo pagato e anticipato per ciascuna scadenza e l'importo totale da pagare e anticipare fino all'estinzione della popolazione considerata (con riferimento a tutte le Società del Gruppo Banco BPM.
| Principali ipotesi attuariali per la valutazione dei fondi di quiescenza | ||||
|---|---|---|---|---|
| Ipotesi demografiche | ||||
| Tasso di mortalità dei dipendenti | IPS55 con Age-Shifting | |||
| Ipotesi finanziarie | 30/06/2024 | 31/12/2023 | ||
| Tasso annuo di attualizzazione | media ponderata dei tassi della curva Eur Composite AA a seconda della durata del piano (*) |
|||
| da 3,61% a 3,15% | da 2,75% a 3,08% | |||
| Tasso annuo di inflazione | media ponderata dei tassi della curva europea Zero-Coupon Inflation Indexed Swap (**) |
|||
| 1,90% | 1,90% |
(*) Media ponderata dei tassi della curva Eur Composite AA alla data di riferimento, utilizzando come pesi i rapporti tra l'importo pagato e anticipato per ciascuna scadenza e l'importo totale da pagare e anticipare fino all'estinzione della popolazione considerata.
(**) Tasso medio ponderato ricavato come media ponderata dei tassi della curva europea Zero-Coupon Inflation-Indexed Swap alla data di riferimento, utilizzando come pesi i rapporti tra l'importo pagato e anticipato per ciascuna scadenza e l'importo totale da pagare e anticipare fino all'estinzione della popolazione considerata (con riferimento a tutte le Società del Gruppo Banco BPM.

Informazioni su importo, tempistica e incertezza dei flussi finanziari
Come richiesto dallo IAS 19, si è provveduto a condurre un'analisi di sensitività delle obbligazioni relative al trattamento di fine rapporto e ai fondi di quiescenza della Capogruppo Banco BPM nell'ipotesi di aumentare o diminuire il tasso di attualizzazione e il tasso di inflazione di 50 punti base. L'analisi è finalizzata a mostrare di quanto varierebbe la passività di bilancio in relazione alle oscillazioni ragionevolmente possibili di tali ipotesi attuariali.
| Variazione TFR in termini assoluti (*) |
Variazione TFR in termini percentuali |
|---|---|
| (5.209) | (2,67%) |
| 5.448 | 2,79% |
| 3.672 | 1,88% |
| (3.587) | (1,84%) |
(*) gli importi tra parentesi indicano un decremento del fondo.
| Variazione fondi a prestazione definita in termini assoluti (*) |
Variazione fondi a prestazione definita in termini percentuali |
|
|---|---|---|
| Modifica ipotesi attuariali: | ||
| - Tasso attualizzazione: | ||
| +0,5% | (2.181) | (2,76%) |
| -0,5% | 2.268 | 2,87% |
| - Tasso di inflazione: | ||
| +0,5% | 1.409 | 1,78% |
| -0,5% | (1.347) | (1,70%) |
(*) gli importi tra parentesi indicano un decremento del fondo.
Passività assicurative - Voce 110
Al 30 giugno 2025 le passività assicurative sono riferite alle controllate Banco BPM Vita, Vera Vita e BBPM Life per complessivi 13.294,7 milioni (12.883,2 milioni al 31 dicembre 2024).
Le passività assicurative comprendono i contratti di assicurazione emessi che costituiscono attività e passività, il cui saldo netto, pari a 13.294,6 milioni, risulta iscritto nelle voci:
- Passivo 110 a) contratti di assicurazione che costituiscono passività per 13.294,7 milioni;
- Attivo 80 a) contratti di assicurazione che costituiscono attività per 0,06 milioni.
Come evidenziato nella tabella di seguito riportata, la quasi totalità delle passività assicurative iscritte nella voce del Passivo "110 a) - contratti di assicurazione che costituiscono passività" è misurata in base al metodo del "Variable Fee Approach". Con riferimento alla classificazione dei contratti assicurativi, per BBPM Vita, l'ambito di applicazione del VFA include tutti i contratti con partecipazione diretta dell'assicurato (Gestioni Separate), fatta eccezione per i prodotti di Ramo III rappresentati dalle Unit Linked per le quali non è stato individuato un rischio assicurativo significativo. Invece, per Vera Vita e BBPM Life, avendo identificato un rischio assicurativo significativo su determinati prodotti Unit Linked e Fondi Pensione Aperti, hanno riclassificato questa porzione di portafoglio nel modello VFA.

Passività assicurative – ripartizione per modello di misurazione
| Totale | Totale | |
|---|---|---|
| Voci/Componenti | 30/06/2025 | 31/12/2024 |
| VFA - Variable Fee Approach | 13.283.287 | 12.873.996 |
| GMM - General Measurement Model (Building Block Approach) | 9.406 | 7.242 |
| PAA - Premium Allocation Approach | 1.963 | 1.963 |
| Totale | 13.294.656 | 12.883.201 |
Nelle seguenti tabelle si fornisce informativa sulla dinamica intervenuta nel corso del primo semestre del 2025 del valore di bilancio delle passività assicurative relative ai contratti assicurativi emessi misurati in base al modello VFA (il cui saldo al 30 giugno è pari a 13.283,3 milioni, come riportato nella tabella sopra esposta, con evidenza:
- delle passività per residua copertura e per sinistri accaduti;
- degli elementi sottostanti, rappresentati dal valore attuale dei flussi finanziari, dall'aggiustamento per i rischi non finanziari e dal margine sui servizi contrattuali.
I dettagli relativi ai contratti misurati con i metodi GMM - General Measurement Model (Building Block Approach) e PAA - Premium Allocation Approach non vengono riportati in ragione della loro scarsa rilevanza.
| M o VFA – passività per residua copertura e per sinistri accaduti | |
|---|---|
| M | |
| messi - G | |
| mica del valore di bilancio dei contratti assicurativi e | |
| 11.1 Dina |
| 11.1 a) Base di aggregazione 1 = Contratti assicurativi emessi con elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita | |
|---|---|
| Passività per residua copertura 30/06/2025 |
Passività per | Totale | Passività per residua copertura 31/12/2024 |
Passività per | Totale | |||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Voci/Passività | Al netto della perdita |
Perdita | sinistri accaduti 30/06/2025 |
30/06/2025 | Al netto della perdita |
Perdita | sinistri accaduti 31/12/2024 |
31/12/2024 |
| A. Valore di bilancio iniziale | ||||||||
| 1. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività |
12.724.926 | 1.856 | 147.277 | 12.874.059 | 12.083.176 | 1.750 | 146.987 | 12.231.913 |
| 2. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono attività | (63) | - | - | (63) | (53) | - | - | (53) |
| 3. Valore netto di bilancio al 1° gennaio | 12.724.863 | 1.856 | 147.277 | 12.873.996 | 12.083.123 | 1.750 | 146.987 | 12.231.860 |
| B. Ricavi assicurativi | (88.744) | - | - | (88.744) | (180.604) | - | - | (180.604) |
| C. Costi per servizi assicurativi | ||||||||
| 1. Sinistri accaduti e altri costi direttamente attribuibili | 2.261 | - | 47.570 | 49.831 | 4.127 | - | 99.807 | 103.934 |
| 2. Variazioni della passività per sinistri accaduti | - | - | 284 | 284 | - | - | 1.196 | 1.196 |
| 3. Perdite e relativi recuperi su contratti onerosi | - | 804 | - | 804 | - | 106 | - | 106 |
| 4. Ammortamento dei costi di acquisizione dei contratti | 2.699 | - | - | 2.699 | 7.267 | - | - | 7.267 |
| 5. Totale | 4.960 | 804 | 47.854 | 53.618 | 11.394 | 106 | 101.003 | 112.503 |
| D. Risultato dei servizi assicurativi (B+C) | (83.784) | 804 | 47.854 | (35.126) | (169.210) | 106 | 101.003 | (68.101) |
| E. Costi/ricavi netti di natura finanziaria | ||||||||
| 1. Relativi ai contratti di assicurazione emessi | 214.690 | - | - | 214.690 | 653.885 | - | - | 653.885 |
| 1.1 Registrati in conto economico | 178.066 | - | - | 178.066 | 540.433 | - | - | 540.433 |
| 1.2 Registrati nel conto economico complessivo | 36.624 | - | - | 36.624 | 113.452 | - | - | 113.452 |
| 2. Effetti connessi con le variazioni dei tassi di cambio | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 3. Totale | 214.690 | - | - | 214.690 | 653.885 | - | - | 653.885 |
| F. Componenti di investimento | (1.033.569) | - | 1.033.569 | - | (2.317.852) | - | 2.317.852 | - |
| G. Importo totale registrato in conto economico e nel conto economico complessivo (D+E+F) |
(902.663) | 804 | 1.081.423 | 179.564 | (1.833.177) | 106 | 2.418.855 | 585.784 |
| H. Altre variazioni | (2.478) | - | 2.392 | (86) | - | - | (25.122) | (25.122) |
| I. Movimenti di cassa | ||||||||
| 1. Premi ricevuti | 1.341.889 | - | - | 1.341.889 | 2.595.127 | - | - | 2.595.127 |
| 2. Pagamenti connessi con i costi di acquisizione dei contratti | (12.983) | - | - | (12.983) | (29.719) | - | - | (29.719) |
| 3. Sinistri pagati e altre uscite di cassa | (43.721) | - | (1.050.582) | (1.094.303) | (89.104) | - | (2.393.443) | (2.482.547) |
| 4. Altri movimenti | (4.790) | - | - | (4.790) | (1.387) | - | - | (1.387) |
| 5. Totale | 1.280.395 | - | (1.050.582) | 229.813 | 2.474.917 | - | (2.393.443) | 81.474 |
| Passività per residua copertura 30/06/2025 |
sinistri accaduti Passività per |
Totale | Passività per residua copertura 31/12/2024 |
sinistri accaduti Passività per |
Totale | |||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Voci/Passività | Al netto della perdita |
Perdita | 30/06/2025 | 30/06/2025 | Al netto della perdita |
Perdita | 31/12/2024 | 31/12/2024 |
| L. Valore netto di bilancio finale (A.3+G+H+I.4) | 13.100.117 | 2.660 | 180.510 | 13.283.287 | 12.724.863 | 1.856 | 147.277 | 12.873.996 |
| M. Valore di bilancio finale | ||||||||
| 1. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono | ||||||||
| passività | 13.100.180 | 2.660 | 180.510 | 13.283.350 | 12.724.926 | 1.856 | 147.277 | 12.874.059 |
| 2. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono attività | (63) | - | - | (63) | (63) | - | - | (63) |
| 3. Valore netto di bilancio finale | 13.100.117 | 2.660 | 180.510 | 13.283.287 | 12.724.863 | 1.856 | 147.277 | 12.873.996 |
Il valore di bilancio al 30 giugno 2025 delle passività per copertura residua è pari a 13.100,1 milioni (12.724,8 milioni al 31 dicembre 2024) e la movimentazione durante il periodo è principalmente riconducibile ai maggiori flussi in entrata e ai ricavi netti di natura finanziaria.
Infine, il valore di bilancio delle passività per sinistri accaduti classificate con lo stesso modello è pari a 180,5 milioni al 30 giugno 2025 (147,2 milioni al 31 dicembre 2024).

11.3 Dinamica del valore di bilancio dei contratti assicurativi emessi distinta per elementi sottostanti alla misurazione
11.3 a) Base di aggregazione 1 = Contratti assicurativi emessi con elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita
| Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio dei contratti di assicurazione emessi |
Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio dei contratti di assicurazione emessi |
|||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Voci/Elementi sottostanti alla misurazione | Valore attuale 30/06/2025 dei flussi finanziari |
Aggiustamento per i rischi non 30/06/2025 finanziari |
Margine sui 30/06/2025 contrattuali servizi |
30/06/2025 Totale |
Valore attuale 31/12/2024 dei flussi finanziari |
Aggiustamento per i rischi non 31/12/2024 finanziari |
Margine sui 31/12/2024 contrattuali servizi |
31/12/2024 Totale |
| A. Valore di bilancio iniziale | ||||||||
| 1. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività |
12.517.902 | 28.945 | 327.212 | 12.874.059 | 11.880.105 | 59.457 | 292.351 | 12.231.913 |
| 2. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono attività | (63) | - | - | (63) | (53) | - | - | (53) |
| 3. Valore netto di bilancio al 1° gennaio | 12.517.839 | 28.945 | 327.212 | 12.873.996 | 11.880.052 | 59.457 | 292.351 | 12.231.860 |
| B. Variazioni relative ai servizi attuali | ||||||||
| 1. Margine sui servizi contrattuali registrato in conto economico |
- | - | (39.099) | (39.099) | - | - | (68.408) | (68.408) |
| 2. Variazione per rischi non finanziari scaduti | - | (2.688) | - | (2.688) | - | (9.896) | - | (9.896) |
| 3. Modifiche connesse con l'esperienza | 5.350 | - | - | 5.350 | 9.030 | - | (129) | 8.901 |
| 4. Totale | 5.350 | (2.688) | (39.099) | (36.437) | 9.030 | (9.896) | (68.537) | (69.403) |
| C. Variazioni relative a servizi futuri | ||||||||
| 1. Variazioni del margine sui servizi contrattuali | 27.180 | 20.627 | (47.583) | 224 | 206.314 | (20.493) | (185.821) | - |
| 2. Perdite su gruppi di contratti onerosi e relativi recuperi | 775 | 30 | - | 805 | 106 | - | - | 106 |
| 3. Effetti dei contratti inizialmente rilevati nell'esercizio di riferimento |
(48.118) | 1.207 | 46.910 | (1) | (90.370) | 1.816 | 88.554 | - |
| 4. Totale | (20.163) | 21.864 | (673) | 1.028 | 116.050 | (18.677) | (97.267) | 106 |
| D. Variazioni relative a servizi passati | ||||||||
| 1. Aggiustamenti alla passività per sinistri accaduti | 284 | (1) | - | 283 | 1.196 | - | - | 1.196 |
| E. Risultato dei servizi assicurativi (B+C+D.1) | (14.529) | 19.175 | (39.772) | (35.126) | 126.276 | (28.573) | (165.804) | (68.101) |
| F. Costi/ricavi di natura finanziaria | ||||||||
| 1. Relativi ai contratti di assicurazione emessi | 141.397 | 14 | 73.279 | 214.690 | 460.058 | 1.128 | 192.699 | 653.885 |
| 1.1 Registrati in conto economico | 141.397 | 14 | 36.656 | 178.067 | 464.794 | 750 | 74.889 | 540.433 |
| 1.2 Registrati nel conto economico complessivo | - | - | 36.623 | 36.623 | (4.736) | 378 | 117.810 | 113.452 |
| 2. Effetti connessi con le variazioni dei tassi di cambio | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 3. Totale | 141.397 | 14 | 73.279 | 214.690 | 460.058 | 1.128 | 192.699 | 653.885 |
| G. Importo totale delle variazioni registrate in conto economico e nel conto economico complessivo (E+F) |
126.868 | 19.189 | 33.507 | 179.564 | 586.334 | (27.445) | 26.895 | 585.784 |
| Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio dei contratti di assicurazione emessi |
Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio dei contratti di assicurazione emessi |
|||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Voci/Elementi sottostanti alla misurazione | Valore attuale 30/06/2025 dei flussi finanziari |
Aggiustamento per i rischi non 30/06/2025 finanziari |
Margine sui 30/06/2025 contrattuali servizi |
30/06/2025 Totale |
Valore attuale 31/12/2024 dei flussi finanziari |
Aggiustamento per i rischi non 31/12/2024 finanziari |
Margine sui 31/12/2024 contrattuali servizi |
31/12/2024 Totale |
| H. Altre variazioni | (86) | - | - | (86) | (30.022) | (3.067) | 7.966 | (25.123) |
| I. Movimenti di cassa | ||||||||
| 1. Premi ricevuti | 1.341.889 | - | - | 1.341.889 | 2.595.127 | - | - | 2.595.127 |
| 2. Pagamenti connessi con i costi di acquisizione dei contratti |
(12.982) | - | - | (12.982) | (29.719) | - | - | (29.719) |
| 3. Sinistri pagati e altre uscite di cassa | (1.094.304) | - | - | (1.094.304) | (2.482.546) | - | - | (2.482.546) |
| 4. Altri movimenti | (4.790) | - | - | (4.790) | (1.387) | - | - | (1.387) |
| 5. Totale | 229.813 | - | - | 229.813 | 81.475 | - | - | 81.475 |
| L. Valore netto di bilancio finale (A.3+G+H+I.5) | 12.874.434 | 48.134 | 360.719 | 13.283.287 | 12.517.839 | 28.945 | 327.212 | 12.873.996 |
| M. Valore di bilancio finale | ||||||||
| 1. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività |
12.874.497 | 48.134 | 360.719 | 13.283.350 | 12.517.902 | 28.945 | 327.212 | 12.874.059 |
| 2. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono attività | (63) | - | - | (63) | (63) | - | - | (63) |
| 3. Valore netto di bilancio finale | 12.874.434 | 48.134 | 360.719 | 13.283.287 | 12.517.839 | 28.945 | 327.212 | 12.873.996 |
Con riferimento al valore attuale dei flussi finanziari al 30 giugno 2025, pari a 12.874,4 milioni (12.517,8 milioni al 31 dicembre 2024), la voce include sia le passività per copertura residua che quelle per sinistri accaduti.
L'aggiustamento per rischi non finanziari, invece, è pari a 48,1 milioni, in aumento rispetto al 31 dicembre 2024 quando era pari a 28,9 milioni. Infine, con riferimento al margine sui servizi contrattuali, questo si attesta a 360,7 milioni al 30 giugno 2025 (327,2 milioni al 31 dicembre 2024) in aumento rispetto alla chiusura dell'esercizio precedente.


Patrimonio del Gruppo - Voci 120, 130, 140, 150, 160, 170 e 180
13.1 "Capitale" e "Azioni proprie": composizione
Il capitale sociale al 30 giugno 2025 risulta pari a 7.100 milioni ed è costituito da n. 1.515.182.126 azioni ordinarie sottoscritte ed interamente versate.
La voce "azioni proprie" è rappresentata da n. 10.446.947 azioni della Capogruppo, interamente detenute dalla stessa, per un controvalore di bilancio di 50,5 milioni.
13.2 Capitale – Numero azioni della capogruppo: variazioni annue
| Voci/Tipologie | Ordinarie | Altre |
|---|---|---|
| A. Azioni esistenti all'inizio del periodo | 1.515.182.126 | - |
| - interamente liberate | 1.515.182.126 | - |
| - non interamente liberate | - | - |
| A.1 Azioni proprie (-) | (13.799.807) | - |
| A.2 Azioni in circolazione: esistenze iniziali | 1.501.382.319 | - |
| B. Aumenti | 3.352.860 | - |
| B.1 Nuove emissioni | - | - |
| - a pagamento: | - | - |
| - operazioni di aggregazioni di imprese | - | - |
| - conversione di obbligazioni | - | - |
| - esercizio di warrant | - | - |
| - altre | - | - |
| - a titolo gratuito: | - | - |
| - a favore dei dipendenti | - | - |
| - a favore degli amministratori | - | - |
| - altre | - | - |
| B.2 Vendita di azioni proprie | 3.352.860 | - |
| B.3 Altre variazioni | - | - |
| C. Diminuzioni | - | - |
| C.1 Annullamento | - | - |
| C.2 Acquisto di azioni proprie | - | - |
| C.3 Operazioni di cessione di imprese | - | - |
| C.4 Altre variazioni | - | - |
| D. Azioni in circolazione: rimanenze finali | 1.504.735.179 | - |
| D.1 Azioni proprie (+) | 10.446.947 | - |
| D.2 Azioni esistenti alla fine del periodo | 1.515.182.126 | - |
| - interamente liberate | 1.515.812.126 | - |
| - non interamente liberate | - | - |
Nella voce B.2 figurano le azioni assegnate nel periodo ai dipendenti in attuazione delle politiche di remunerazione e incentivazione.
Per ulteriori dettagli si rimanda a quanto descritto nella Parte I delle presenti Note illustrative.
Informazioni relative ad emissioni e compravendite di titoli azionari di propria emissione
Nel corso del semestre non sono intervenute variazioni nella composizione del capitale sociale.

Informazioni relative ad emissioni e compravendite di titoli obbligazionari convertibili di propria emissione
Alla data del 30 giugno 2025 non risultano in essere strumenti obbligazionari convertibili di propria emissione.
Strumenti di capitale: composizione
Gli strumenti di capitale in essere al 30 giugno 2025 ammontano a 1.787,3 milioni (1.608,8 milioni alla fine dell'esercizio precedente) e sono rappresentati dalle seguenti emissioni di titoli Additional Tier 1 (AT 1) per complessivi circa 1,8 miliardi nominali:
- emissione gennaio 2021 per 400 milioni;
- emissione aprile 2022 per 300 milioni;
- emissione novembre 2023 per 300 milioni;
- emissione luglio 2024 per 400 milioni;
- emissione maggio 2025 per 400 milioni.
Si segnala altresì che nello scorso mese di gennaio la Capogruppo è esercitato la call procedendo al rimborso anticipato della seconda emissione di titoli AT 1, avvenuta a gennaio 2020 per 400 milioni, e già oggetto di riacquisto parziale nel luglio 2024 per 179,5 milioni.
Trattasi, in particolare, di strumenti subordinati classificati nel capitale aggiuntivo di Classe 1 (Additional Tier 1), ai sensi Regolamento n. 575 del 2013 (CRR).
Tali emissioni sono classificabili come strumenti di capitale, ai sensi del principio contabile IAS 32. Il corrispettivo incassato dall'emissione, dedotti i costi di transazione direttamente attribuibili al netto dell'effetto fiscale, viene rilevato nella voce "140. Strumenti di capitale".
In coerenza con la natura dello strumento, nel corso dell'esercizio sono state rilevate a riduzione del patrimonio netto (voce "150. Riserve") le cedole pagate per un importo pari a 59,0 milioni (42,8 milioni, al netto del relativo effetto fiscale di 16,2 milioni).
Per ulteriori dettagli si fa rinvio al paragrafo "Altri aspetti rilevanti ai fini delle politiche contabili di Gruppo" contenuto nella "Parte A – Politiche contabili" delle presenti Note illustrative.
Riserve da valutazione: composizione
Nel prospetto seguente è rappresentata la composizione delle riserve da valutazione.
| (migliaia di euro) | 30/06/2025 | 31/12/2024 |
|---|---|---|
| Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | (141.808) | (441.283) |
| Attività materiali | 351.969 | 351.782 |
| Copertura di investimenti esteri | (1.695) | (1.823) |
| Copertura dei flussi finanziari | (5.294) | (663) |
| Differenze di cambio | 12.223 | 11.976 |
| Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del proprio merito creditizio) |
(53.563) | (46.559) |
| Utili (perdite) attuariali su piani previdenziali a benefici definiti | (57.302) | (59.022) |
| Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto | (3.402) | 16.806 |
| Ricavi o costi di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi | (67.289) | (19.627) |
| Totale | 33.839 | (188.413) |
Per quanto riguarda le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva del Gruppo bancario, le riserve derivanti dalla valutazione al fair value dei titoli di debito risultano essere al 30 giugno 2025 complessivamente negative per 335,4 milioni al netto degli effetti fiscali e si riferiscono per -345,2 milioni a titoli governativi (-2,2 milioni relative a titoli di Stato italiani e -343,0 milioni relative a titoli di altri Paesi).

Riserve: altre informazioni
Le riserve del Gruppo iscritte nella voce 150 del passivo dello Stato Patrimoniale ammontano complessivamente a 5.173,0 milioni e presentano la seguente classificazione:
- riserve di utili per 4.590,7 milioni;
- riserve altre per 582,3 milioni.
Si rimanda al Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato per l'evidenza dell'evoluzione delle Riserve nel corso del primo semestre 2025.
Da ultimo, si segnala che la Capogruppo presenta all'interno delle proprie riserve patrimoniali la "Riserva Legale" costituita nella misura prevista dall'art. 2430 del Codice Civile pari ad un quinto del capitale sociale, per un ammontare di 1.420,0 milioni.

PARTE C – INFORMAZIONI SUL CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO
Interessi – Voci 10 e 20
1.1 Interessi attivi e proventi assimilati: composizione
| Voci/Forme tecniche | Titoli di debito Finanziamenti | Altre operazioni |
Totale I sem. 2025 |
Totale I sem. 2024 |
|
|---|---|---|---|---|---|
| 1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: | 40.258 | 69.815 | - | 110.073 | 26.372 |
| 1.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione | 35.020 | 63.983 | - | 99.003 | 18.823 |
| 1.2 Attività finanziarie designate al fair value | - | - | - | - | - |
| 1.3 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value | 5.238 | 5.832 | - | 11.070 | 7.549 |
| 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
315.081 | - | X | 315.081 | 254.596 |
| 3. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: | 421.581 | 1.989.721 | - | 2.411.302 | 3.173.482 |
| 3.1 Crediti verso banche | 43.718 | 160.543 | X | 204.261 | 486.632 |
| 3.2 Crediti verso clientela | 377.863 | 1.829.178 | X | 2.207.041 | 2.686.850 |
| 4. Derivati di copertura | X | X | 70.936 | 70.936 | 268.963 |
| 5. Altre attività | X | X | 123.566 | 123.566 | 65.808 |
| 6. Passività finanziarie | X | X | X | 2 | 10 |
| Totale | 776.920 | 2.059.536 | 194.502 | 3.030.960 | 3.789.231 |
| di cui: interessi attivi su attività finanziarie impaired | 7.567 | 39.753 | - | 47.320 | 60.035 |
| di cui: interessi attivi su leasing finanziario | X | 7.110 | X | 7.110 | 11.890 |
1.3 Interessi passivi e oneri assimilati: composizione
| Voci/Forme tecniche | Debiti | Titoli | Altre | Totale | Totale |
|---|---|---|---|---|---|
| operazioni | I sem. 2025 | I sem. 2024 | |||
| 1. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato | (497.231) | (386.027) | (883.258) | (1.290.136) | |
| 1.1 Debiti verso banche centrali | (32.980) | X | X | (32.980) | (211.199) |
| 1.2 Debiti verso banche | (124.699) | X | X | (124.699) | (172.409) |
| 1.3 Debiti verso clientela | (339.552) | X | X | (339.552) | (594.288) |
| 1.4 Titoli in circolazione | X | (386.027) | X | (386.027) | (312.240) |
| 2. Passività finanziarie di negoziazione | (306.491) | - | - | (306.491) | (373.497) |
| 3. Passività finanziarie designate al fair value | - | (22.171) | - | (22.171) | (10.146) |
| 4. Altre passività e fondi | X | X | (5.440) | (5.440) | (228) |
| 5. Derivati di copertura | X | X | (69.525) | (69.525) | (256.986) |
| 6. Attività finanziarie | X | X | X | (4) | - |
| Totale | (803.722) | (408.198) | (74.965) | (1.286.889) | (1.930.993) |
| di cui: interessi passivi relativi ai debiti per leasing | (5.616) | X | X | (5.616) | (4.637) |
La voce "1.1 Debiti verso Banche Centrali" si riferisce per 2,2 milioni a interessi su finanziamenti in dollari e per 30,8 milioni ad operazioni MRO/TLTRO (al 30 giugno 2024 il saldo di 211,2 milioni era inerente agli interessi di competenza, negativi, relativi alle operazioni di finanziamento TLTRO III con BCE, che risultavano interamente rimborsate a fine 2024).

Commissioni – Voci 40 e 50
2.1 Commissioni attive: composizione
| Totale | Totale | |
|---|---|---|
| Tipologia servizi/Valori | I sem. 2025 | I sem. 2024 |
| a) Strumenti finanziari | 118.413 | 76.286 |
| 1. Collocamento titoli | 44.267 | 9.839 |
| 1.1 Con assunzione a fermo e/o sulla base di un impegno irrevocabile | 9.692 | - |
| 1.2 Senza impegno irrevocabile | 34.575 | 9.839 |
| 2. Attività di ricezione e trasmissione di ordini e esecuzione di ordini per conto dei clienti | 53.915 | 49.411 |
| 2.1 Ricezione e trasmissione di ordini di uno o più strumenti finanziari | 39.807 | 35.213 |
| 2.2 Esecuzione di ordini per conto dei clienti | 14.108 | 14.198 |
| 3. Altre commissioni connesse con attività legate a strumenti finanziari | 20.231 | 17.036 |
| di cui: negoziazione per conto proprio | - | - |
| di cui: gestione di portafogli individuali | 17.053 | 14.325 |
| b) Corporate Finance | 2.453 | 3.488 |
| 1. Consulenza in materia di fusioni e acquisizioni | 2.105 | 2.636 |
| 2. Servizi di tesoreria | 348 | 852 |
| 3. Altre commissioni connesse con servizi di corporate finance | - | - |
| c) Attività di consulenza in materia di investimenti | 3.074 | 2.081 |
| d) Compensazione e regolamento | - | - |
| e) Gestione di portafogli collettive | 339.123 | - |
| f) Custodia e amministrazione | 7.916 | 6.858 |
| 1. Banca depositaria | - | - |
| 2. Altre commissioni legate all'attività di custodia e amministrazione | 7.916 | 6.858 |
| g) Servizi amministrativi centrali per gestioni di portafogli collettive | - | - |
| h) Attività fiduciaria | 799 | 841 |
| i) Servizi di pagamento | 202.806 | 272.189 |
| 1. Conti correnti | 112.693 | 113.993 |
| 2. Carte di credito | 88 | 12.451 |
| 3. Carte di debito ed altre carte di pagamento | 89 | 46.947 |
| 4. Bonifici e altri ordini di pagamento | 89.459 | 96.398 |
| 5. Altre commissioni legate ai servizi di pagamento | 477 | 2.400 |
| j) Distribuzione di servizi di terzi | 338.633 | 354.006 |
| 1. Gestioni di portafogli collettive | 171.586 | 255.897 |
| 2. Prodotti assicurativi | 74.477 | 47.848 |
| 3. Altri prodotti | 92.570 | 50.261 |
| di cui: gestioni di portafogli individuali | 348 | 659 |
| k) Finanza strutturata | 150 | 315 |
| l) Attività di servicing per operazioni di cartolarizzazione | - | - |
| m) Impegni a erogare fondi | - | - |
| n) Garanzie finanziarie rilasciate | 52.283 | 46.302 |
| di cui: derivati su crediti | - | - |
| o) Operazioni di finanziamento | 127.212 | 134.801 |
| di cui: per operazioni di factoring | - | 3.470 |
| p) Negoziazione di valute | 1.921 | 1.880 |
| q) Merci | - | - |
| r) Altre commissioni attive | 161.462 | 165.973 |
| di cui: per attività di gestione di sistemi multilaterali di scambio | - | - |
| di cui: per attività di gestione di sistemi organizzati di negoziazione | - | - |
| Totale | 1.356.245 | 1.065.020 |

2.2 Commissioni passive: composizione
| Totale | Totale | ||
|---|---|---|---|
| Tipologia di servizi/Valori | I sem. 2025 | I sem. 2024 | |
| a) Strumenti finanziari | (9.535) | (4.602) | |
| di cui: negoziazione di strumenti finanziari | (7.983) | (3.660) | |
| di cui: collocamento di strumenti finanziari | (1.334) | (942) | |
| di cui: gestione di portafogli individuali | (217) | - | |
| - Proprie | (217) | - | |
| - Delegate a terzi | - | - | |
| b) Compensazione e regolamento | (1.971) | (1.842) | |
| c) Gestione di portafogli collettive | (136.627) | - | |
| 1. Proprie | (136.733) | - | |
| 2. Delegate a terzi | - | - | |
| d) Custodia e amministrazione | (8.044) | (6.995) | |
| e) Servizi di incasso e pagamento | (4.885) | (30.139) | |
| di cui: carte di credito, carte di debito e altre carte di pagamento | - | (25.189) | |
| f) Attività di servicing per operazioni di cartolarizzazione | - | - | |
| g) Impegni a ricevere fondi | - | - | |
| h) Garanzie finanziarie ricevute | (55.845) | (45.111) | |
| di cui: derivati su crediti | - | - | |
| i) Offerta fuori sede di strumenti finanziari, prodotti e servizi | (2.267) | (2.756) | |
| j) Negoziazione di valute | (8) | (1) | |
| k) Altre commissioni passive | (14.924) | (14.505) | |
| Totale | (234.106) | (105.951) |
I saldi delle commissioni attive e passive, periodo su periodo, non risultano essere completamente comparabili in quanto a partire dal secondo trimestre 2025 accolgono la contribuzione di Anima Holding e delle sue controllate. Per i dettagli sull'operazione di aggregazione con le suddette società si fa rinvio alla parte "G - Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d'azienda" delle presenti Note Illustrative.

Risultato netto dell'attività di negoziazione – Voce 80
4.1 Risultato netto dell'attività di negoziazione: composizione
| Operazioni/Componenti reddituali | Plusvalenze (A) |
Utili da negoziazione (B) |
Minusvalenze (C) |
Perdite da negoziazione (D) |
Risultato netto [(A+B) - (C+D)] |
|---|---|---|---|---|---|
| 1. Attività finanziarie di negoziazione | 57.446 | 99.487 | (20.897) | (73.957) | 62.079 |
| 1.1 Titoli di debito | 14.293 | 35.670 | (3.597) | (20.156) | 26.210 |
| 1.2 Titoli di capitale | 42.466 | 62.807 | (17.064) | (53.500) | 34.709 |
| 1.3 Quote di O.I.C.R. | 406 | 433 | (175) | (208) | 456 |
| 1.4 Finanziamenti | 281 | - | (61) | - | 220 |
| 1.5 Altre | - | 577 | - | (93) | 484 |
| 2. Passività finanziarie di negoziazione | 3.768 | 21.305 | (26.366) | (35.387) | (36.680) |
| 2.1 Titoli di debito | - | - | - | - | - |
| 2.2 Debiti | 719 | 20.601 | (4.362) | (24.290) | (7.332) |
| 2.3 Altre | 3.049 | 704 | (22.004) | (11.097) | (29.348) |
| 3. Attività e passività finanziarie: differenze di cambio |
X | X | X | X | (113.105) |
| 4. Strumenti derivati | 419.640 | 1.658.622 | (242.753) | (1.613.100) | 312.111 |
| 4.1 Derivati finanziari: | 419.640 | 1.655.834 | (241.500) | (1.610.012) | 313.664 |
| - Su titoli di debito e tassi di interesse | 111.479 | 819.835 | (34.885) | (811.194) | 85.235 |
| - Su titoli di capitale e indici azionari | 307.465 | 586.869 | (205.848) | (550.042) | 138.444 |
| - Su valute e oro | X | X | X | X | 89.702 |
| - Altri | 696 | 249.130 | (767) | (248.776) | 283 |
| 4.2 Derivati su crediti | - | 2.788 | (1.253) | (3.088) | (1.553) |
| di cui: coperture naturali connesse con la fair value option |
X | X | X | X | - |
| Totale | 480.854 | 1.779.414 | (290.016) | (1.722.444) | 224.405 |

Risultato netto dell'attività di copertura – Voce 90
5.1 Risultato netto dell'attività di copertura: composizione
| Totale | Totale | ||
|---|---|---|---|
| Componenti reddituali/Valori | I sem. 2025 | I sem. 2024 | |
| A. Proventi relativi a: | |||
| A.1 Derivati di copertura del fair value | 167.392 | 506.228 | |
| A.2 Attività finanziarie coperte (fair value) | 1.112.749 | 560.992 | |
| A.3 Passività finanziarie coperte (fair value) | 46.580 | 234.854 | |
| A.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari | 12.718 | - | |
| A.5 Attività e passività in valuta | - | - | |
| Totale proventi dell'attività di copertura (A) | 1.339.439 | 1.302.074 | |
| B. Oneri relativi a: | |||
| B.1 Derivati di copertura del fair value | (140.366) | (106.301) | |
| B.2 Attività finanziarie coperte (fair value) | (1.070.886) | (1.062.445) | |
| B.3 Passività finanziarie coperte (fair value) | (114.888) | (79.988) | |
| B.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari | (2.399) | (56.819) | |
| B.5 Attività e passività in valuta | - | (1.269) | |
| Totale oneri dell'attività di copertura (B) | (1.328.539) | (1.306.822) | |
| C. Risultato netto dell'attività di copertura (A - B) | 10.900 | (4.748) | |
| di cui: risultato delle coperture su posizioni nette | - | - |
Utili (Perdite) da cessione/riacquisto – Voce 100
6.1 Utile (perdite) da cessione/riacquisto: composizione
| Voci/Componenti reddituali | Totale I sem. 2025 |
Totale I sem. 2024 |
||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Utili | Perdite | Risultato netto |
Utili | Perdite | Risultato netto |
|
| Attività finanziarie | ||||||
| 1. Attività finanziarie valutate al costo | ||||||
| ammortizzato | 107.011 | (41.621) | 65.390 | 44.554 | (50.091) | (5.537) |
| 1.1 Crediti verso banche | 1.804 | (805) | 999 | 2.597 | (2.176) | 421 |
| 1.2 Crediti verso clientela | 105.207 | (40.816) | 64.391 | 41.957 | (47.915) | (5.958) |
| 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
9.367 | (107.162) | (97.795) | 34.707 | (20.404) | 14.303 |
| 2.1 Titoli di debito | 9.367 | (107.162) | (97.795) | 34.698 | (20.404) | 14.294 |
| 2.2 Finanziamenti | - | - | - | 9 | - | 9 |
| Totale attività (A) | 116.378 | (148.783) | (32.405) | 79.261 | (70.495) | 8.766 |
| Passività finanziarie valutate al costo | ||||||
| ammortizzato | - | - | - | - | - | - |
| 1. Debiti verso banche | - | - | - | - | - | - |
| 2. Debiti verso clientela | - | - | - | - | - | - |
| 3. Titoli in circolazione | 4.748 | (226) | 4.522 | 2.032 | (211) | 1.821 |
| Totale passività (B) | 4.748 | (226) | 4.522 | 2.032 | (211) | 1.821 |
Il risultato esposto in corrispondenza della voce "1.1 Crediti verso banche" è relativo essenzialmente a titoli di debito. Il risultato esposto in corrispondenza della voce "1.2 Crediti verso clientela" comprende sostanzialmente utili e perdite derivanti dalle operazioni su titoli di debito per circa 64,8 milioni relativi alla cessione di titoli HTC del semestre.
Dedotta tale componente il risultato netto della suddetta voce è impattato dalle operazioni di cessione crediti per negativi 0,4 milioni netti (di cui 38,4 milioni di perdite e 38,0 milioni di utili).

Per ulteriori dettagli sulla cessione di titoli HTC si fa rinvio a quanto illustrato nel paragrafo "Altri aspetti rilevanti ai fini delle politiche contabili di Gruppo" contenuto nella "Parte A – Politiche contabili" delle presenti Note illustrative.
Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico – Voce 110
7.1 Variazione netta di valore delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: composizione delle attività e delle passività finanziarie designate al fair value
| Operazioni/Componenti reddituali | Plusvalenze (A) |
Utili da realizzo (B) |
Minusvalenze (C) |
Perdite da realizzo (D) |
Risultato netto [(A+B) - (C+D)] |
|---|---|---|---|---|---|
| 1. Attività finanziarie | - | - | (2.270) | - | (2.270) |
| 1.1 Titoli di debito | - | - | (2.270) | - | (2.270) |
| 1.2 Finanziamenti | - | - | - | - | - |
| 2. Passività finanziarie | 79.524 | 5.399 | (109.604) | (80.449) | (105.130) |
| 2.1 Titoli in circolazione | 72.452 | 5.399 | (109.604) | (80.449) | (112.202) |
| 2.2 Debiti verso banche | - | - | - | - | - |
| 2.3 Debiti verso clientela | 7.072 | - | - | - | 7.072 |
| 3. Attività e passività finanziarie in valuta: | |||||
| differenze di cambio | X | X | X | X | - |
| Totale | 79.524 | 5.399 | (111.874) | (80.449) | (107.400) |
7.2 Variazione netta di valore delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: composizione delle altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value
| Operazioni/Componenti reddituali | Plusvalenze (A) |
Utili da realizzo (B) |
Minusvalenze (C) |
Perdite da realizzo (D) |
Risultato netto [(A+B) - (C+D)] |
|---|---|---|---|---|---|
| 1. Attività finanziarie | 150.704 | 34.278 | (158.836) | (53.880) | (27.734) |
| 1.1 Titoli di debito | 8.735 | 3.657 | (780) | (2) | 11.610 |
| 1.2 Titoli di capitale | 8.039 | 5.289 | (1.493) | (1) | 11.834 |
| 1.3 Quote di O.I.C.R. | 130.351 | 25.332 | (97.994) | (53.875) | 3.814 |
| 1.4 Finanziamenti | 3.579 | - | (58.569) | (2) | (54.992) |
| 2. Attività finanziarie in valuta: differenze di | |||||
| cambio | X | X | X | X | (6.483) |
| Totale | 150.704 | 34.278 | (158.836) | (53.880) | (34.217) |

Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito – Voce 130
8.1 Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione
| Rettifiche di valore (1) | Riprese di valore (2) | |||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Operazioni/Co mponenti reddituali |
Primo | Secondo | Terzo stadio | Impaired acquisite o originate |
Primo | Secondo | Terzo | Impaired acquisite |
Totale I sem. 2025 |
Totale I sem. 2024 |
||
| stadio | stadio | Write-off | Altre | Write off |
Altre | stadio | stadio | stadio | o originate |
|||
| A. Crediti verso banche |
(553) | (156) | - | - | - | - | 269 | 3 | - | - | (437) | (702) |
| - Finanziamenti | (4) | (111) | - | - | - | - | 51 | - | - | - | (64) | (932) |
| - Titoli di debito | (549) | (45) | - | - | - | - | 218 | 3 | - | - | (373) | 230 |
| B. Crediti verso clientela |
(3.149) (9.536) | (19.825) (400.248) | - | - | 6.199 | 3.139 | 262.991 | - | (160.429) | (188.462) | ||
| - Finanziamenti | (2.413) | (8.782) | (19.825) | (400.248) | - | - | 1.839 | 2.742 | 262.991 | - | (163.696) | (187.568) |
| - Titoli di debito | (736) | (754) | - | - | - | - | 4.360 | 397 | - | - | 3.267 | (894) |
| Totale | (3.702) (9.692) | (19.825) (400.248) | - | - | 6.468 | 3.142 | 262.991 | - | (160.866) | (189.164) |
8.2 Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione
| Rettifiche di valore (1) | Riprese di valore (2) | |||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Operazioni/Componen ti reddituali |
Primo | Secondo | Terzo stadio | Impaired acquisite o originate |
Primo | Secondo | Terzo | Impaired acquisite |
Totale I sem. 2025 |
Totale I sem. 2024 |
||||
| stadio | stadio | Write off |
Altre | Write off |
Altre | stadio | stadio | stadio | o originate |
|||||
| A. Titoli di debito | (1.934) | (392) | - | - | - | - | 440 | 208 | - - |
(1.678) | (1.424) | |||
| B. Finanziamenti | - | - | - | - | - | - | - | - | - - |
- | - | |||
| - Verso clientela | - | - | - | - | - | - | - | - | - - |
- | - | |||
| - Verso banche | - | - | - | - | - | - | - | - | - - |
- | - | |||
| Totale | (1.934) | (392) | - | - | - | - | 440 | 208 | - | - (1.678) | (1.424) |
Risultato dei servizi assicurativi - Voce 160
Di seguito si fornisce la composizione al 30 giugno 2025 dei ricavi e dei costi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi, distinta per basi di aggregazione.
I ricavi e costi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi dettagliati nella tabella sotto riportata sono iscritti nelle voci di Conto Economico:
- 160 a) ricavi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi per +94,1 milioni (75,2 milioni al 30 giugno 2024);
- 160 b) costi per servizi assicurativi derivanti da contratti assicurativi emessi per -54,0 milioni (-78,9 milioni al 30 giugno 2024).
| mposizione |
|---|
| messi: co |
| 10.1 Ricavi e costi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi e |
| Base A1 | Base A2 | Base A3 | Base A4 | Base A5 | Totale | Base A1 | Base A2 | Base A3 | Base A4 | Base A5 | Totale | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Voci/Basi di aggregazione | 30/06/2025 | 30/06/2025 | 30/06/2025 | 30/06/2025 | 30/06/2025 | 30/06/2025 | 30/06/2024 | 30/06/2024 | 30/06/2024 | 30/06/2024 | 30/06/2024 | 30/06/2024 |
| assicurazione emessi valutati in base al GMM e al VFA A. Ricavi assicurativi derivanti dai contratti di |
||||||||||||
| A.1 Importi connessi con le variazioni della passività per residua copertura |
86.046 | 3.722 | - | - | - | 89.768 | 67.290 | 3.895 | - | - | - | 71.185 |
| 1. Sinistri accaduti e altri costi per servizi assicurativi attesi | 47.345 | 2.949 | - | - | - | 50.294 | 680.265 | 3.136 | - | - | - | 683.401 |
| 2. Variazioni dell'aggiustamento per i rischi non finanziari | 2.689 | 75 | - | - | - | 2.764 | 4.900 | 160 | - | - | - | 5.060 |
| 3. Margine sui servizi contrattuali registrato in conto economico per i servizi forniti |
39.100 | 825 | - | - | - | 39.925 | 23.195 | 709 | - | - | - | 23.904 |
| 4. Altri importi | (3.088) | (127) | - | - | - | (3.215) | (641.070) | (110) | - | - | - | (641.180) |
| A.2 Costi di acquisizione dei contratti di assicurazione | 2.699 | 2.699 | 2.954 | 2.954 | ||||||||
| assicurazione emessi valutati in base al GMM o al VFA A.3 Totale ricavi assicurativi derivanti dai contratti di (A.1 + A.2) recuperati |
88.745 | 3.722 - |
- - |
- - |
- - |
92.467 | 70.244 | - 3.895 |
- - |
- - |
- - |
74.139 |
| A.4 Totale ricavi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi valutati in base al PAA |
1.631 | 1.885 | ||||||||||
| - Segmento Vita | X | X | X | X | X | - | X | X | X | X | X | - |
| - Segmento Danni - auto | X | X | X | X | X | - | X | X | X | X | X | - |
| - Segmento Danni - non auto | X | X | X | X | X | 1.631 | X | X | X | X | X | 1.885 |
| A.5 Totale ricavi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi (A.3 + A.4) |
88.745 | 3.722 | - | - | - | 94.098 | 70.244 | 3.895 | - | - | - | 76.024 |
| B. Costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi – GMM o VFA |
||||||||||||
| 1. Sinistri accaduti e altri costi direttamente attribuibili | (46.353) | (2.322) | - | - | - | (48.675) | (53.184) | (4.326) | - | - | - | (57.510) |
| 2. Variazioni della passività per sinistri accaduti | (285) | (96) | - | - | - | (381) | (1.160) | 1.000 | - | - | - | (160) |
| 3. Perdite su contratti onerosi e recupero di tali perdite | (804) | (4) | - | - | - | (808) | (17.653) | (25) | - | - | - | (17.678) |
| 4. Ammortamento delle spese di acquisizione dei contratti di assicurazione |
(2.196) | - | - | - | - | (2.196) | (2.958) | - | - | - | - | (2.958) |
| 5. Altri importi | (415) | - | - | - | - | (415) | - | - | - | - | - | - |
| B.6 Totale costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi – GMM o VFA |
(50.053) | (2.422) | - | - | - | (52.475) | (74.955) | (3.351) | - | - | - | (78.306) |
| contratti di assicurazione emessi valutati in base al PAA B.7 Totale costi per servizi assicurativi derivanti dai |
(1.551) | (1.388) | ||||||||||
| - Segmento Vita | X | X | X | X | X | - | X | X | X | X | X | - |
| - Segmento Danni - auto | X | X | X | X | X | - | X | X | X | X | X | - |
| - Segmento Danni - non auto | X | X | X | X | X | (1.551) | X | X | X | X | X | (1.388) |
| B.8 Totale costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi (B.6 + B.7) |
(50.053) | (2.422) | - | - | - | (54.026) | (74.955) | (3.351) | - | - | - | (79.694) |
| C. Totale ricavi/costi netti derivanti dai contratti di assicurazione emessi (+/-) (A.5 + B.8) |
38.692 | 1.300 | - | - | - | 40.072 | (4.711) | 544 | - | - | - | (3.670) |

| 70 |
|---|
| Saldo dei ricavi e costi di natura finanziaria relativi alla gestione assicurativa - Voce 1 |
Il saldo dei ricavi e dei costi di natura finanziaria relativi alla gestione assicurativa del primo semestre 2025, iscritto nella voce 170 a) del Conto Economico, è negativo per 178,2 milioni (266,3 milioni al 30 giugno 2024).
Di seguito si fornisce la composizione al 30 giugno 2025 del risultato finanziario relativo ai contratti assicurativi emessi, distinta per basi di aggregazione.
| Voci/Basi di aggregazione | Base A1 | Base A2 | Base A3 | Totale | Base A1 | Base A2 | Base A3 | Totale |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| I sem. 2025 | I sem. 2025 | I sem. 2025 | I sem. 2025 | I sem. 2024 | I sem. 2024 | I sem. 2024 | I sem. 2024 | |
| 1. Interessi maturati | - | - | - | - | (1.073) | - | - | (1.073) |
| 2. Effetti delle variazioni dei tassi d'interesse e altre assunzioni | ||||||||
| finanziarie | - | (2) | - | (2) | - | - | - | - |
| 3. Variazioni del fair value delle attività sottostanti ai contratti | ||||||||
| valutati in base al VFA | (178.067) | - | - | (178.067) | (265.170) | - | - | (265.170) |
| 4. Effetti della variazione dei tassi di cambio | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 5. Altri | - | (32) | (66) | (98) | - | (7) | (10) | (17) |
| 6. Totale ricavi/costi di natura finanziaria relativi ai | ||||||||
| contratti di assicurazione emessi registrati in conto | (178.067) | (34) | (66) | (178.167) | (266.243) | (7) | (10) | (266.260) |
| Base A1 = Base di aggregazione riferita ai contratti assicurativi emessi con elementi di partecipazione diretta – Segmento Vita | ||||||||
| Base A2 = Base di aggregazione riferita ai contrati assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta – Segmento Vita |
11.1 Costi e ricavi netti di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi
Base A4 = Base di aggregazione riferita ai contrati assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta – Segmento Danni Non Auto


Altri oneri e proventi di gestione – Voce 230
16.1 Altri oneri di gestione: composizione
| Totale | Totale | |
|---|---|---|
| I sem. 2025 | I sem. 2024 | |
| Oneri su beni rivenienti dal leasing | (9.789) | (11.467) |
| Altri | (32.556) | (16.448) |
| Totale | (42.345) | (27.915) |
16.2 Altri proventi di gestione: composizione
| Totale | Totale | |
|---|---|---|
| I sem. 2025 | I sem. 2024 | |
| Proventi su c/c e finanziamenti | 3.013 | 3.171 |
| Recuperi di imposte | 148.656 | 138.734 |
| Recuperi di spese | 13.513 | 9.128 |
| Fitti attivi su immobili | 11.611 | 17.204 |
| Altri | 13.203 | 27.072 |
| Totale | 189.996 | 195.309 |
Utili (perdite) da partecipazioni – Voce 250
La voce al 30 giugno 2025 ammonta a 269,0 milioni (69,9 milioni al 30 giugno 2024) ed include l'effetto di rivalutazione della quota (21,973%), detenuta in Anima Holding ante OPA, nell'ambito della Purchase Price Allocation, pari a 205,6 milioni. Per maggiori dettagli si rinvia a quanto illustrato in "Parte G – Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d'azienda".
Utili (perdite) da cessione di investimenti – Voce 280
Nel corso del semestre sono stati registrati utili da cessione di attività materiali per 1,2 milioni; nel corrispondente periodo dell'esercizio precedente erano state rilevate perdite per 1,0 milioni.
Utile per azione
| 30/06/2025 | 30/06/2024 | ||||
|---|---|---|---|---|---|
| EPS Base | EPS diluito | EPS Base | EPS diluito | ||
| Media ponderata azioni ordinarie (numero) | 1.503.172.265 1.503.172.265 | 1.507.561.235 | 1.507.561.235 | ||
| Risultato attribuibile (migliaia di euro) | 1.214.465 | 1.214.465 | 749.125 | 749.125 | |
| EPS (euro) | 0,808 | 0,808 | 0,497 | 0,497 |
Si segnala che al 30 giugno 2025 l'EPS Base coincide con l'EPS diluito in quanto non risultano in essere strumenti finanziari con potenziali effetti diluitivi.

PARTE E – INFORMAZIONI SUI RISCHI E SULLE RELATIVE POLITICHE DI COPERTURA
Premessa
Nella presente Parte E si forniscono le informazioni riguardanti i profili di rischio del Gruppo, relativamente alle politiche di gestione e di copertura dei rischi (credito, mercato, liquidità, operativo) messe in atto dal Gruppo, ivi inclusi quelli relativi all'operatività in strumenti finanziari derivati e alle imprese di assicurazione.
Profilo di rischio e sistemi di gestione e misurazione dei rischi
Nel corso del primo trimestre del 2025, il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo Banco BPM ha approvato il Risk Appetite Framework (di seguito anche "RAF") per gli ambiti di rischio materiali, a cui il Gruppo e le singole Legal Entity rilevanti ai fini RAF (incluse le Compagnie Assicurative) sono o potrebbero essere esposti. L'Organo con Funzione di Supervisione Strategica (OFSS), attraverso tale strumento, approva il livello di rischio che il Gruppo è disposto ad assumere nel perseguimento dei propri obiettivi strategici.
Il framework si compone dei seguenti elementi fondanti:
- la governance, che definisce i ruoli e le responsabilità degli attori coinvolti e i flussi informativi tra gli stessi, incluso il processo di escalation in caso di superamento delle soglie;
- il sistema delle metriche, che sintetizza l'esposizione ai rischi;
- il sistema delle soglie, attraverso il quale viene definita la propensione al rischio;
- gli strumenti e le procedure che supportano la rappresentazione e la gestione operativa del RAF, incluse le c.d. "Operazioni di Maggior Rilievo (OMR)".
Il RAF è lo strumento che consente in modo unitario di stabilire, formalizzare, comunicare, approvare e monitorare gli obiettivi di rischio che il Gruppo e le singole Legal Entity rilevanti intendono assumere. A tal fine, viene articolato in soglie e ambiti di rischio che consentono di individuare a priori i livelli e le tipologie di rischio che il Gruppo intende assumere, andando a declinare i ruoli e le responsabilità degli Organi e delle Funzioni Aziendali coinvolte nel processo di gestione di tali rischi.
Gli indicatori del RAF sono declinati per ambiti di rischio, che fanno leva sul processo di Risk Identification, e tiene conto delle indicazioni normative in tema di Risk Governance. Tutti i rischi rilevanti identificati durante tale processo vengono considerati in fase di definizione del Risk Appetite Framework, e vengono individuati specifici indicatori per il loro monitoraggio.
Il perimetro RAF di Gruppo ha permesso di identificare un set di indicatori suddivisi nei principali ambiti di rischio: Capital adequacy, Credit / asset quality & structure, Liquidity / funding & IRRBB, Profitability, Operational / conduct / ICT, cyber, ESG specific e Other relevant topics.
Relativamente al perimetro e agli ambiti di rischio, nel 2025 è stato introdotto un ambito specifico ESG riferito agli indicatori ESG legati agli indirizzi di Piano Strategico e obiettivi Net Zero Banking Alliance (NZBA) non già riconducibili ad altri ambiti RAF.
Gli indicatori che sintetizzano il profilo di rischio del Gruppo per gli ambiti di rischio sopra riportati sono suddivisi in tre livelli, come di seguito riportato:
- Indicatori Strategici: numero ristretto ed esaustivo di metriche attraverso cui si esplicita la propensione al rischio approvata dal Consiglio di Amministrazione e rappresenta in modo sintetico l'andamento del profilo di rischio complessivo. Tali indicatori, che includono la maggior parte degli indicatori utilizzati al fine di definire le Linee Guida RAF, sono funzionali alla definizione degli obiettivi di Budget e di Piano Industriale;
- Indicatori Gestionali: metriche che integrano, dettagliano gli indicatori strategici e anticipano l'evoluzione del profilo di rischio. Tali metriche consentono di cogliere specifici aspetti dei principali processi aziendali e di norma sono monitorabili con una frequenza maggiore rispetto agli indicatori strategici per adempiere al ruolo di anticipatori rispetto a eventuali situazioni di criticità;
- Indicatori Early Warning: metriche utili all'attuazione operativa delle strategie e/o a prevedere segnali di peggioramento degli indicatori strategici e gestionali.

Il sistema delle soglie è strutturato come segue:
- Target: livello di rischio (complessivo e per tipologia) cui il Gruppo desidera esporsi per il perseguimento dei propri obiettivi strategici di medio e lungo termine coerenti con il Piano Strategico di Gruppo;
- Trigger: soglia il cui superamento da parte degli indicatori strategici e gestionali attiva i vari processi di escalation previsti dal Framework. Il trigger è determinato anche mediante l'utilizzo di prove di stress test. In coerenza con i valori di Trigger viene definito il sistema dei limiti utilizzati a fini operativi (c.d. "Risk Limits");
- Tolerance (soglia di tolleranza): è la devianza massima dal Risk Appetite consentita. La soglia di tolleranza è fissata in modo da assicurare in ogni caso al Gruppo margini sufficienti per operare, anche in condizioni di stress, entro il massimo rischio assumibile;
- Capacity (massimo rischio assumibile): è il livello massimo di rischio che il Gruppo è in grado di assumere senza violare i requisiti regolamentari o gli altri vincoli imposti dagli azionisti o dall'Autorità di Vigilanza;
- Alert: è la soglia definita, per gli indicatori Early Warning, al fine di anticipare la dinamica degli indicatori di livello superiore e/o intercettare potenziali criticità.
Il RAF viene aggiornato almeno annualmente, anche in funzione dei mutamenti delle condizioni interne ed esterne in cui il Gruppo opera.
L'attività di gestione ex-ante dei rischi trova esplicitazione operativa anche nel processo di gestione delle Operazioni di Maggior Rilievo – OMR (relative a operazioni in ambito credito, finanza, cessione crediti, etc.), che coinvolge in primo luogo la Funzione Rischi, tenuta a esprimere un parere preventivo e non vincolante su tutte le operazioni che rientrano in queste categorie sulla base dei requisiti stabiliti e normati internamente. In ambito creditizio, il perimetro di applicazione dei pareri ex-ante della Funzione Rischi prevede il rilascio di un parere preventivo anche per le Operazioni definite Significative (OS), consentendo la valutazione preventiva di un numero di operazioni creditizie significativamente maggiore, sia in fase di erogazione – con riferimento anche al portafoglio SME – sia in fase di classificazione da maggiore a minor rischio, e viceversa. Il perimetro delle OMR è stato ampliato nel corso del primo semestre 2025, includendo le valutazioni relative ad ulteriori operazioni particolarmente rilevanti per la gestione dei rischi reputazionale e operativo; inoltre, a partire dal secondo trimestre dell'anno, la funzione Rischi ha ampliato le valutazioni in ambito Leveraged Transactions su proposte creditizie che prevedono l'incremento, la modifica o il rinnovo dei fidi operativi non già rientranti tra le operazioni qualificate come OMR / OS.
Il Gruppo Banco BPM promuove la diffusione di una solida cultura del rischio.
Alla luce dell'evoluzione dei rischi, del quadro normativo e degli strumenti adottati per il loro presidio, attiva programmi di formazione a supporto delle principali progettualità del Gruppo e dello sviluppo e aggiornamento delle competenze del personale e/o di specifici target.
Annualmente Academy predispone, in collaborazione con le Funzioni di Controllo e le Strutture Centrali competenti, i Piani Formativi in ambito Responsabilità Amministrativa degli Enti, Privacy-GDPR, Trasparenza, IVASS, Mifid2 e Antiriciclaggio, a cui si aggiungono Sicurezza Fisica e Cybersecurity.
Si segnala, nel primo semestre 2025, la pubblicazione dei corsi sulla prevenzione e il governo del rischio di reato (D.Lgs 231/01), sulle attenzioni da porre nel trattamento dei dati personali (Privacy-GDPR) e sugli scenari di rischio ICT e di sicurezza nel Gruppo Bancario BBPM.
In tema D.lgs. 231, continua il programma formativo sul Whistleblowing per far comprendere il valore dello strumento per la persona e per l'azienda e promuovere sempre più un'evoluzione culturale in tema di presidio e prevenzione del rischio. Il programma vede coinvolti i Direttori di Filiale e verrà progressivamente esteso a tutta la popolazione aziendale.
A ulteriore rafforzamento della risk culture ha preso avvio, a fine marzo, l'iniziativa dedicata al Middle Management per migliorare la conoscenza e la comprensione del RAF e delle sue implicazioni sull'operatività del Gruppo. Sono state avviate, inoltre, attività di formazione manageriale che incoraggiano ascolto e comunicazione aperta e promuovono il miglioramento continuo.
Lato servizi di investimento, continua l'impegno di Banco BPM nel garantire relazioni trasparenti e qualificate con la clientela e nel promuovere qualità del servizio e adozione di condotte coerenti con la protezione dell'investitore. Si segnalano, in quest'ottica, i corsi sulla disciplina dell'inducement e sulle buone prassi operative nella consulenza finanziaria. Un ulteriore focus è stato dedicato alla valutazione dei potenziali effetti negativi di alcune decisioni di investimento sui fattori di sostenibilità.
Le strutture Corporate, Large Corporate ed Enti e Istituzioni Terzo Settore sono state coinvolte in attività di aggiornamento sulle novità normative introdotte da Basilea 3 Final e sui loro impatti su calcolo e monitoraggio RWA.

In ambito ESG sono state erogate, inoltre, le attività formative di approfondimento sui prodotti SLL - Sustainability Linked Loans, rivolte alla Rete Commerciale.
Da segnalare, infine l'avvio delle campagne di phishing simulato de-anonimizzate, a cui sono seguite attività formative mirate su specifici target, in base agli esiti dei test.
Attività di monitoraggio e reporting
L'attività di monitoraggio e controllo dei rischi svolta dalla Funzione Rischi ha il compito di assicurare, a livello di Gruppo e di singole Legal Entity, il presidio unitario dei rischi, garantendo informazioni appropriate e tempestive agli Organi Aziendali e alle Unità Organizzative coinvolte nella gestione dei rischi stessi, nonché assicurando lo sviluppo e il miglioramento continuo delle metodologie e dei modelli relativi alla loro misurazione.
A tali fini, la Capogruppo procede periodicamente alla predisposizione della reportistica verso gli Organi Aziendali, in linea con le policy interne del Gruppo. Nell'ambito della reportistica integrata dei rischi, predisposta a livello di Gruppo e di singola Legal Entity, la Funzione Rischi effettua un'analisi dei principali rischi a cui il Gruppo e le singole Legal Entity sono esposte e procede con l'assessment periodico del risk profile degli indicatori RAF, sulla base del posizionamento dell'indicatore rispetto alle soglie definite nel framework e/o alla dinamica registrata, evidenziando gli eventuali punti di attenzione e le aree di miglioramento, per i quali vengono fornite specifiche analisi che ne spieghino il trend. Va ricordato che, a livello di Compagnie Assicurative l'attività di monitoraggio viene svolta direttamente dalla Funzione Rischi della Compagnia; la Funzione Rischi di Capogruppo integra tali informazioni nella reportistica periodica, al fine di fornire un'informativa completa sull'andamento del Gruppo.
Le analisi di posizionamento (benchmark) forniscono agli Organi aziendali della Capogruppo e al top management un aggiornamento almeno semestrale sul posizionamento del Gruppo, rappresentando differenti viste di comparazione sugli indicatori principali rispetto al sistema bancario individuato dall'EBA Risk Dashboard, o un campione europeo significativo e comparabile con il Gruppo Banco BPM, facendo leva sulle principali evidenze e sulle metriche di rischio riportate negli EBA Risk Dashboard, ECB Supervisory Banking Statistics, e nelle informazioni presenti nei documenti di Disclosure al Mercato (Pillar 3), permettendo quindi di individuare le eventuali opportunità di miglioramento nella gestione dei rischi.
Al fine di fornire un cruscotto sintetico che consenta di acquisire una view complessiva sull'evoluzione del posizionamento del Gruppo e dei campioni di riferimento (EBA Italia ed Europa) viene inoltre calcolato uno score complessivo basato sui principali n. 10 indicatori di rischio della heatmap dell'EBA e le relative soglie di riferimento (indicate dalla stessa Autorità nei Risk Dashboard). In ambito assicurativo, le analisi di posizionamento considerano le principali metriche di solvibilità riportate nei Solvency and Financial Condition Report (SFCR) pubblicati annualmente dalle imprese e dai gruppi di assicurazione in linea con il Pillar 3 del regime Solvency II, nonché i dati presenti nei Quantitative Reporting Templates (QRTs) prodotti dalle compagnie e consultabili nel portale ANIA InfoQRT.
Una verifica di adeguatezza patrimoniale attuale e prospettica, sia in ottica di Primo (prospettiva normativa) che di Secondo Pilastro (prospettiva economica), in coerenza con quanto previsto dalle Linee Guida BCE sull'ICAAP, viene inoltre rendicontata periodicamente ai Comitati e agli Organi Aziendali.
Adeguatezza patrimoniale di Primo e Secondo Pilastro
Il Gruppo Banco BPM, al fine di fornire al proprio management e all'Autorità di Vigilanza un'informativa completa e consapevole che testimoni l'adeguatezza dei fondi propri, primo presidio a fronte dei rischi assunti, valuta la propria situazione patrimoniale in ottica attuale e prospettica, sia in ambito di Primo che di Secondo Pilastro, sulla base delle regole di Basilea 3 (che trovano applicazione tramite la CRR/CRD IV) e delle linee guida specifiche comunicate alle banche dall'Autorità di Vigilanza.
Per quanto concerne il Primo Pilastro, l'adeguatezza patrimoniale del Gruppo si sostanzia nelle attività di monitoraggio e gestione nel continuo dei coefficienti patrimoniali, calcolati sulla base delle informazioni fornite dalla Funzione Amministrazione e Bilancio attraverso l'applicazione delle regole stabilite dalla Normativa di Vigilanza, al fine di verificare il rispetto dei limiti normativi e di assicurare il mantenimento dei livelli minimi di patrimonializzazione richiesti.
In ambito Secondo Pilastro, la Funzione Rischi ha il compito di coordinare il processo interno di determinazione dell'adeguatezza patrimoniale del Gruppo, coerentemente con le disposizioni normative, e di effettuare le stime,

rendicontate agli Organi Aziendali e integrate annualmente nell'ambito dell'ICAAP (Internal Capital Adequacy Assessment Process) package, trasmesso alle Autorità di Vigilanza.
La valutazione dell'adeguatezza patrimoniale, in ambito ICAAP, avviene attraverso la verifica del rispetto dei vincoli patrimoniali sia di Primo che di Secondo Pilastro (Riserva di capitale calcolata come rapporto tra Available Financial Resources (AFR) e fabbisogno di capitale – Economic Capital (ECAP), calcolato tramite metodologie avanzate sviluppate internamente e validate dalla competente funzione aziendale), facendo leva sul Framework di Risk Appetite, nonché degli elementi di natura qualitativa.
La valutazione di adeguatezza patrimoniale, rendicontata formalmente con frequenza annuale ai fini di vigilanza, è aggiornata - in allineamento alla normativa esterna (linee guida EBA in ambito SREP e linee guida BCE in ambito ICAAP) ed interna di riferimento - con frequenza semestrale.
Tale attività garantisce lo svolgimento nel continuo del processo di autonoma valutazione richiesto dalla Vigilanza consentendo di identificare eventuali ambiti e/o elementi di vulnerabilità del Gruppo e definendo, al contempo, le potenziali azioni di intervento ritenute più idonee allo scopo di preservare opportuni buffer di capitale volti a garantire il perseguimento delle strategie e degli obiettivi aziendali di medio/lungo termine. Le principali risultanze emergenti da questo specifico monitoraggio sono periodicamente rendicontate agli Organi aziendali della Banca.
Esiti dell'attività di validazione interna
La funzione Validazione Interna effettua analisi di natura qualitativa e quantitativa, volte a valutare la solidità e l'accuratezza delle stime di rischio di Primo e Secondo Pilastro.
Essa esprime un giudizio in merito al regolare funzionamento, alla capacità predittiva, alle performance e alla prudenzialità delle metodologie interne di misurazione dei rischi.
Dalle analisi condotte nel corso del primo semestre 2025 non sono emerse carenze significative nelle metodologie utilizzate dal Gruppo per la misurazione dei rischi.
Altri rischi considerati dal Gruppo
Il processo di identificazione dei rischi (c.d. Risk Identification) rappresenta il punto di partenza dei principali processi strategici di Gruppo (RAF, ICLAAP, Piano Strategico, Piano di risanamento). Tale processo rappresenta un percorso strutturato e dinamico che viene svolto annualmente a livello di Gruppo dalla Funzione Rischi, con il coinvolgimento del top management e delle funzioni di business e controllo, includendo le principali società del Gruppo, e consente di identificare i principali fattori di rischio ed i rischi emergenti cui esso è o potrebbe essere esposto. L'output del processo si concretizza nella predisposizione e/o aggiornamento di:
- Long-list: rappresenta l'elenco dei potenziali rischi e fattori di rischio a cui il Conglomerato Finanziario è o può essere esposto;
- Risk Inventory: rappresenta l'elenco dei rischi rilevanti a cui il Conglomerato Finanziario è o potrebbe essere esposto, compresi quelli quantificabili e quelli gestiti attraverso presidi organizzativi;
- Risk Map: rappresenta l'elenco dei soli rischi rilevanti per il Conglomerato Finanziario quantificati attraverso modelli interni o quantificabili con altre misure regolamentari.
Gli esiti del processo rappresentano la base per la definizione degli indicatori di RAF e per i rischi da valutare nell'ambito del processo ICAAP. Ai fini ILAAP vengono declinati, attraverso un'analisi di materialità, i fattori di rischio sottostanti il rischio di liquidità e funding, valutandoli rispetto a criteri definiti internamente mediante l'utilizzo di metriche e orizzonti temporali coerenti tra di loro. Tale analisi di materialità viene svolta almeno una volta all'anno ai fini ILAAP e, se necessario, come supporto di analisi in sede di Risk Identification di cui sopra.
La Capogruppo Banco BPM assicura la misurazione, il monitoraggio e la gestione dei fabbisogni patrimoniali a fronte di ciascuna tipologia di rischio rilevante e garantisce il presidio e la quantificazione delle risorse patrimoniali di cui il Gruppo dispone per coprire l'esposizione ai rischi, in modo da ottemperare agli obblighi normativi di Primo e Secondo Pilastro. In particolare, il presidio centralizzato dell'adeguatezza patrimoniale del Gruppo, che si concretizza nell'attività di confronto tra l'ammontare delle risorse patrimoniali a disposizione e i fabbisogni patrimoniali derivanti dai rischi cui il Gruppo è esposto, in sede consuntiva e prospettica, in condizioni di normalità e di stress, è realizzato attraverso l'attuazione del processo interno di valutazione dell'adeguatezza del capitale (ICAAP).
In aggiunta ai rischi di Primo Pilastro (rischio di credito, rischio di controparte, rischio di mercato, rischio operativo), sono di seguito elencati i rischi identificati dal Gruppo Banco BPM in seguito all'attuazione del processo di Risk Identification (c.d. Inventario dei rischi).

| RESIDUO | Rischio che le tecniche riconosciute per l'attenuazione del rischio di credito utilizzate dal Gruppo risultino meno efficaci del previsto. Per la sua quantificazione, viene valutata la rilevanza delle diverse tipologie di strumenti di Credit Risk Mitigation (CRM) in termini di riduzione del requisito patrimoniale ottenuto grazie al loro utilizzo |
|---|---|
| CONCENTRAZIONE CREDITIZIA | Rischio che deriva da esposizioni creditizie verso controparti, gruppi di controparti connesse e controparti del medesimo settore economico o che esercitano la stessa attività o appartenenti alla medesima area geografica |
| MERCATO DEL BB | Rischio di perdita derivante da operazioni sul mercato di attività finanziarie classificate nel portafoglio bancario |
| CREDIT SPREAD RISK DEL BANKING BOOK |
Rischio di potenziali movimenti avversi del rischio di credito non già colti dal rischio di migrazione o default |
| TASSO DI INTERESSE DEL BANKING BOOK |
Rischio di cambiamento del margine di interesse netto (Funding Cost Risk) e del valore economico del Gruppo Banco BPM a seguito di variazioni inattese nei tassi di interesse, che impattano sulle posizioni classificate nel portafoglio bancario ai fini regolamentari. Il rischio origina prevalentemente dall'esercizio dell'attività di intermediario nel processo di trasformazione delle scadenze. In particolare, costituiscono fonti di rischio di tasso di interesse: il rischio di fair value, associato a strumenti finanziari a tasso fisso, come titoli emessi, finanziamenti e prestiti commerciali (in questo caso, le variazioni dei tassi di mercato influenzano il valore economico degli strumenti, generando potenziali impatti economici negativi); il rischio di flusso di cassa, legato a strumenti a tasso variabile, come la raccolta tramite conti correnti (qui il rischio deriva dalla variabilità dei flussi di cassa futuri dell'attivo e del passivo, in funzione dell'andamento dei tassi di interesse). Tale rischio include anche la componente di rischio base, che si manifesta quando i tassi di riferimento utilizzati per la determinazione dei flussi di cassa attivi e passivi non si muovono in modo perfettamente correlato, generando disallineamenti nella gestione del rischio. |
| IMMOBILIARE | Rischio attuale o prospettico derivante da variazioni di valore degli immobili di proprietà detenuti a causa di variazioni nei prezzi nel mercato immobiliare italiano |
| PARTECIPAZIONE | Rischio derivante da cambiamenti nel valore delle partecipazioni detenute nel portafoglio bancario a causa della volatilità del mercato o dello stato dell'emittente |
| STRATEGICO | Rischio attuale o prospettico legato ad una potenziale flessione degli utili o del capitale dovuto a un inadeguato posizionamento di mercato o decisioni manageriali errate. Nello specifico, rappresenta il rischio che le scelte di posizionamento competitivo/strategico non producano i risultati attesi, penalizzando il raggiungimento degli obiettivi economici e patrimoniali di breve e medio lungo periodo, o addirittura provocando indesiderate contrazioni dei livelli di redditività e delle condizioni di solidità patrimoniale. In tale prospettiva, il rischio strategico attiene alla possibilità di insuccesso di progetti aziendali che comportino discontinuità gestionale e all'inerzia della Banca di fronte ad impreviste dinamiche del mercato |
| EXECUTION | Rischio di perdite dovute a carenze nel perfezionamento delle operazioni o nella gestione dei processi, nonché perdite dovute alle relazioni con controparti commerciali, venditori e fornitori |
| REPUTAZIONALE | Rischio legato ad una percezione negativa dell'immagine della Banca da parte della clientela, degli azionisti, degli investitori, degli analisti finanziari e delle Autorità di Vigilanza che potrebbe influenzare negativamente la capacità della Banca di mantenere o sviluppare nuove opportunità di business o continuare ad avere accesso alle fonti di funding |
| CONDOTTA | Rischio attuale e prospettico di incorrere in perdite dovute all'inadeguatezza dei servizi finanziari forniti, incluso il rischio di cattiva condotta e trattamento non corretto della clientela |
| FISCALE | Rischio di operare in violazione alle norme di natura tributaria ovvero in contrasto con i principi o con le finalità dell'ordinamento tributario |
| NUOVI PRODOTTI | Rischi derivanti dallo sviluppo, implementazione e investimento in nuovi prodotti |
| ESTERNALIZZAZIONE | Rischio derivante da contratti di outsourcing services con partner esterni al Gruppo |
| ICT, CYBER E SICUREZZA | Rischio di incorrere in perdite finanziarie, reputazionali e di quote di mercato dovuto all'utilizzo di tecnologia informatica e di comunicazione (ICT) e ai presidi cyber e di sicurezza |
| AI | Rischio connesso all'uso dei sistemi AI |
| NON CONFORMITA' | Rischio di incorrere in sanzioni giudiziarie o amministrative, perdite finanziarie rilevanti o danni di reputazione in conseguenza di violazioni di norme imperative (regolamenti) ovvero di autoregolamentazione (ad es. statuti, codici di condotta, codici di autodisciplina) |
| AML | Rischio di antiriciclaggio e di finanziamento al terrorismo |
| ECCESSIVA LEVA FINANZIARIA | Rischio che un livello di indebitamento particolarmente elevato rispetto alla dotazione di mezzi propri renda la Banca vulnerabile, incoraggiando l'adozione di misure correttive al proprio piano industriale, compresa la vendita di attività con contabilizzazione di perdite che potrebbero comportare rettifiche di valore anche sulle restanti attività |
| LIQUIDITA' E FUNDING | Rischio che il Gruppo non riesca a far fronte ai propri impegni di pagamento, certi o previsti con ragionevole certezza a causa dell'incapacità i) di reperire fondi senza pregiudicare la sua attività caratteristica e/o la sua situazione finanziaria (funding e liquidity risk) ii) di liquidare specifiche attività se non a costo di incorrere in perdite in conto capitale a causa della scarsa profondità del mercato di riferimento e/o in conseguenza del timing con cui è necessario realizzare l'operazione (market liquidity risk) |
| MODELLO | Rischio che il modello utilizzato in un processo di misurazione o in base al quale vengono prese decisioni strategiche dia un output errato a causa di un'imprecisa specificazione, difettosa esecuzione o un uso improprio del modello |
| REGOLAMENTAZIONE | Rischio derivante dagli attuali sviluppi regolamentari che potrebbero influenzare il perseguimento delle strategie individuate dal Gruppo |
| RISCHI ASSICURATIVI | Rischi del portafoglio assicurativo ramo vita collegati ai rischi di sottoscrizione di natura biometrica (rischi da incertezza ipotesi di valutazione delle passività assicurative) e di natura operativa (rischi da incertezza dell'ammontare delle spese e dell'esercizio delle opzioni contrattuali da parte degli assicurati). Rischi del portafoglio assicurativo ramo danni relativi ai rischi di sottoscrizione, i quali possono dipendere da una stima non adeguata delle ipotesi di frequenza e/o della gravità dei sinistri considerati in fase di tariffazione e di riservazione, dal rischio di riscatto anticipato degli assicurati e da perdite derivanti da eventi estremi o eccezionali. Sono inclusi anche i rischi finanziari derivanti dall'investimento dei premi raccolti e gli altri rischi del business assicurativo (es. operativo, liquidità) |
Per maggiori dettagli, si fa rinvio al documento "Informativa al pubblico da parte degli enti – Pillar III", redatto in coerenza alla normativa esterna e interna applicabile in materia e reso disponibile, nei termini di legge, nella sezione Investor Relations del sito www.gruppo.bancobpm.it.

I rischi climatici e ambientali sono considerati driver di rischio con impatto sui vari rischi.
Rischi climatici e ambientali
Nell'ambito del periodico aggiornamento del processo di Risk Identification, il Gruppo Banco BPM ha individuato e provveduto a declinare in modo analitico i diversi fattori di rischio ESG, classificandoli tra quelli specificatamente legati agli aspetti climatici/ambientali e quelli di governance e social sustainability.
La gestione del rischio è una delle componenti fondamentali dell'attività operativa del Gruppo Banco BPM. L'approccio alla gestione del rischio si è notevolmente evoluto negli ultimi anni, quando il rischio legato agli effetti del cambiamento climatico si è innestato a pieno titolo come driver nello sviluppo della strategia aziendale di medio-lungo termine, stimolando i diversi soggetti interessati, incluso Banco BPM, a muoversi proattivamente per rispondere al crescente interesse su tale ambito da parte dei diversi stakeholders.
Tale esigenza si è manifestata specialmente in seguito al commitment internazionale espresso con gli Accordi sul Clima di Parigi del 2015 e con la Legge Europea sul Clima (Regolamento (UE) n. 1119 del 30 giugno 2021), che stabilisce l'obiettivo vincolante della neutralità climatica nell'Unione Europea entro il 2050 e l'obiettivo intermedio di riduzione di almeno il 55% delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2030 rispetto ai livelli registrati nel 1990, esteso a luglio 2025 all'ulteriore obiettivo di riduzione di almeno il 90% delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2040 rispetto ai livelli registrati nel 1990.
La scelta di Banco BPM di aderire, oltre a tutte le altre attività avviate in materia di analisi, gestione e mitigazione dei rischi legati al climate change, alla Task Force on Climate-Related Financial Disclosures (TCFD) e alla Net zero Banking Alliance (NZBA) concretizza la consapevolezza del Gruppo di avere un ruolo di primo piano nell'azione contro il cambiamento climatico. Per ulteriori dettagli sulla gestione e mitigazione dei rischi climatici e ambientali si fa rinvio a quanto illustrato nella Rendicontazione di sostenibilità, inclusa nella Relazione sulla gestione del Bilancio consolidato annuale, e nell'Informativa Pillar 3 pubblicata al 31 dicembre 2024.
Approccio integrato alla misurazione dei driver di rischio climatici e ambientali
L'approccio della Banca alla misurazione dei driver di rischio climatici e ambientali è coerente con le aspettative della Banca Centrale Europea, che ha un ruolo di primo piano nell'indirizzare i player del settore bancario e creditizio verso la gestione e la disclosure dei rischi legati al cambiamento climatico.
Nello specifico, i fattori e i rischi ambientali sono stati integrati nei seguenti macro-ambiti, di cui si riassumono di seguito gli elementi principali:
- Modello di Business e Strategia: per assumere decisioni strategiche coerenti e nel rispetto del contesto in cui opera, il Gruppo Banco BPM necessita di comprendere l'impatto dei rischi legati a clima e ambiente. A tal fine, nel Piano Strategico di Gruppo sono indicati i principali obiettivi nell'ambito della gestione dei rischi climatici e ambientali e le modalità per la loro integrazione nel business e nelle attività operative;
- Governance e Risk Appetite: nell'elaborazione della strategia aziendale e nella definizione degli obiettivi di business, il Gruppo Banco BPM considera l'impatto dei rischi climatici e ambientali, integrando nel proprio Risk Appetite Framework (RAF) specifici indicatori volti a sintetizzare l'esposizione al rischio in tali ambiti, al fine di permettere agli Organi aziendali, ai Comitati direzionali e alle principali funzioni aziendali interessate di assumere decisioni informate in relazione alla gestione di questi rischi;
- Risk Management: al fine di considerare i rischi legati al clima e all'ambiente nel framework di risk management, sono stati individuati i rischi fisici e di transizione cui è esposto il portafoglio crediti e titoli del Gruppo Banco BPM, ad esempio integrando tali fattori anche nella definizione e nella valutazione del merito creditizio della clientela e nei processi di loan origination, monitoring e pricing. Le componenti di rischio ambientale e climatico trovano inoltre adeguata valorizzazione nei processi di definizione dei piani di business continuity e nell'implementazione dei framework di gestione dei rischi operativi, reputazionali, di mercato e di liquidità;
- Disclosure: il Gruppo Banco BPM pubblica le informazioni e i risultati legati ai rischi climatici e ambientali ritenuti rilevanti, sviluppando una reportistica in linea con le aspettative previste dalla specifica normativa in materia.

Le principali iniziative implementate nel primo semestre 2025
Nel corso del primo semestre 2025, il Gruppo Banco BPM ha proseguito le attività di sviluppo e attuazione delle molteplici iniziative finalizzate all'analisi e gestione dei rischi climatici e ambientali connesse alle aspettative della Guida BCE sul tema, in coerenza con i piani operativi di dettaglio definiti dal Gruppo aggiornati nell'ambito del complessivo processo di revisione tematica (Thematic Review) sui driver di rischio climatici e ambientali.
Per quanto riguarda la gestione del rischio, infatti, sin dal 2021 i driver di rischio climatico sono formalizzati all'interno dell'inventario dei rischi e pienamente integrati nel RAF, che a partire da quest'anno include una nuova area dedicata all'ESG, nell'ICAAP e negli stress test. Fattori climatici e ambientali sono stati considerati anche ai fini del calcolo dell'expected credit loss del modello IFRS 9. Inoltre, sono state avviate le attività finalizzate all'adeguamento rispetto alle richieste delle linee guida EBA in materia di driver di rischio ESG pubblicate a gennaio 2025.
A seguito della firma della Net Zero Banking Alliance (NZBA) nel marzo 2023, il Gruppo si è impegnato a supportare i propri clienti a rispettare un robusto e scientifico piano di transizione, allineando i portafogli di credito e di investimento sui settori "carbon intensive" maggiormente materiali per Banco BPM in modo da raggiungere l'obiettivo degli Accordi sul Clima di Parigi di emissioni nette pari a zero entro il 2050. Ad agosto 2024 sono stati resi noti gli obiettivi di riduzione al 2030 per i settori maggiormente materiali per Banco BPM (Automotive, Cement, Coal, Oil & Gas e Power Generation), mentre a maggio 2025 sono stati pubblicati i piani di transizione che delineano le azioni di breve già in atto e di medio-lungo termine eventualmente da attivare per il raggiungimento di target. Nel frattempo, Banco BPM sta lavorando anche su altri settori "carbon intensive", al fine di fissare obiettivi interni per definire e applicare la strategia net zero.
In virtù dell'entrata in vigore della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), il Gruppo Banco BPM ha redatto e pubblicato ad aprile 2025 la prima Rendicontazione di Sostenibilità ("Sustainability Statement") quale parte integrante della Relazione sulla gestione consolidata. Come più diffusamente illustrato nella Rendicontazione di sostenibilità, il Gruppo Banco BPM ha sviluppato l'analisi di doppia materialità per la valutazione di impatti, dei rischi e delle opportunità connessi alle tematiche di sostenibilità ESG.
Nella prima parte dell'anno, il Gruppo ha continuato a supportare aziende e privati nelle loro attività di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, garantendo la necessaria liquidità a quelle controparti che necessitano di un supporto finanziario per sostenere i costi e/o effettuare gli investimenti richiesti dalla transizione climatica e/o per contenere gli effetti dei fenomeni climatici avversi; nel contempo sono state fornite consulenze ESG ai fini di integrazione delle politiche di credito, nonché erogando concrete iniziative formative sia per i clienti attuali che potenziali.
Per l'illustrazione degli impatti dei fattori ESG sui processi creditizi si fa rinvio a quanto illustrato nella successiva sezione del Rischio di credito.
Rischio di credito
Il Gruppo Banco BPM persegue gli obiettivi di politica creditizia indirizzati a:
- supportare lo sviluppo delle attività nel territorio in cui opera, con lo scopo di presidiare e governare l'evoluzione del posizionamento del Gruppo, in coerenza con gli indirizzi di RAF e degli obiettivi di budget e piano industriale, focalizzando il sostegno e lo sviluppo delle relazioni con la clientela;
- diversificare il portafoglio, limitando la concentrazione delle esposizioni su singole controparti/gruppi e su singoli settori di attività economica o aree geografiche;
- applicare un modello omogeneo e univoco di gestione del credito basato su regole, metodologie, processi, procedure informatiche, normative interne armonizzate e standardizzate per tutte le banche e società del Gruppo.
Al fine di perseguire l'obiettivo di ottimizzare la qualità del credito e minimizzare il costo complessivo del rischio creditizio per il Gruppo e per le singole società, il modello organizzativo assegna alla Funzione Crediti della Capogruppo il ruolo di indirizzo delle politiche creditizie sia per le banche sia per le società del Gruppo.

Nell'ambito del Gruppo sono stabilite, inoltre, linee di comportamento in merito all'assunzione del rischio creditizio al fine di evitare eccessive concentrazioni, limitare le potenziali perdite e garantire la qualità del credito. In particolare, nella fase di concessione del credito la Capogruppo esercita il ruolo di indirizzo, governo e supporto del Gruppo. Il monitoraggio del portafoglio crediti, svolto dalla sopra citata Funzione, è focalizzato sull'analisi dell'andamento del profilo di rischio dei settori economici, delle aree geografiche, dei segmenti di clientela e delle tipologie di affidamento
accordato e su altre dimensioni di analisi, che permettono a livello centrale di definire le eventuali azioni correttive. La Funzione Rischi della Capogruppo ha il compito di supportare l'Alta Direzione nella pianificazione e controllo dell'esposizione al rischio e dell'assorbimento di capitale, in ordine al mantenimento di condizioni di stabilità del Gruppo, verificando l'adeguatezza patrimoniale prospettica e stressata nonché il rispetto delle soglie RAF, dei limiti di rischio e di propensione al rischio del Gruppo. In particolare, la Funzione è incaricata di sviluppare, gestire e ottimizzare nel tempo i modelli interni di rating (Primo Pilastro), il modello di portafoglio del credito (Secondo Pilastro) e di presidiare - nell'ambito dei controlli di secondo livello di pertinenza - il calcolo delle attività di rischio ponderate con metodi avanzati.
L'attività di monitoraggio dei rischi di credito a livello di portafoglio è condotta tramite l'utilizzo di un modello interno di portafoglio di stima del rischio VaR, applicato con frequenza mensile alle esposizioni creditizie del Gruppo Banco BPM.
Per una disamina delle principali iniziative e dei correttivi apportati per fattorizzare le incertezze nel contesto macroeconomico di riferimento ed altri fattori di rischio non intercettati dai modelli di determinazione della perdita attesa si rimanda a quanto illustrato nella sezione "Metodi per la misurazione delle perdite attese IFRS 9 ai fini del bilancio consolidato semestrale abbreviato" nonché nella Relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2024.
Qualità del credito
Il Gruppo Banco BPM si avvale di un articolato insieme di strumenti per concedere e gestire il credito e per monitorare l'andamento della qualità del portafoglio.
Il rating riveste un ruolo centrale nei processi di concessione del credito, di erogazione dei prodotti creditizi e di monitoraggio e gestione andamentale. In particolare, esso concorre alla definizione delle linee guida in materia di politiche creditizie, alla determinazione degli Organi competenti per la delibera degli affidamenti, influisce sull'applicazione del meccanismo di rinnovo automatico delle posizioni con fidi a revoca e contribuisce a determinare l'intercettamento automatico del processo di monitoraggio e gestione (Watch list).
Al fine di gestire proattivamente le controparti che mostrano segnali di deterioramento del merito creditizio, il Gruppo si avvale di una specifica piattaforma di intercettamento, monitoraggio e gestione delle esposizioni con anomalia, nonché di un modello di scoring andamentale finalizzato ad intercettare i primi segnali di deterioramento della controparte, in anticipo rispetto all'evento del default. Tenuto conto delle nuove linee guida EBA sulla definizione di default, applicate dal Gruppo a partire dal 1° gennaio 2021, nella citata piattaforma di monitoraggio sono state incorporate le nuove regole relative alle esposizioni sconfinate, prevedendo, sin dai primi giorni di manifestazione dell'evento di sconfino, processi di intervento differenziati per tipo di controparte e livello di esposizione, secondo una logica di gestione il più possibile industrializzata volta a prevenire il deterioramento del merito creditizio ed il conseguente ripristino della gestione ordinaria della relazione. Nello specifico, il processo attualmente in essere prevede un intercettamento delle posizioni sconfinate su base giornaliera e la loro conseguente gestione secondo un procedimento strutturato, che prevede una clusterizzazione del portafoglio con anomalie e una successiva definizione degli interventi secondo una definita scala di priorità.
Le metodologie sottostanti i parametri di rischio PD (Probability of Default), LGD (Loss Given Default), EAD (Exposure At Default), oltre a essere utilizzate per la valutazione della controparte in fase di concessione, monitoraggio e rinnovo dell'affidamento, vengono utilizzate anche nel processo di svalutazione collettiva dei crediti in bilancio, in ottemperanza al principio contabile IFRS 9.
La valutazione del credito, finalizzata a determinare l'ammontare della previsione di perdita dei crediti deteriorati, prevede modalità differenziate in relazione allo status e alla dimensione dell'esposizione. Le previsioni di perdita valutate analiticamente dal gestore sono periodicamente sottoposte a revisione.
Ai fini prudenziali l'attività di monitoraggio dei rischi di credito a livello di portafoglio è inoltre condotta tramite l'utilizzo di un modello interno di portafoglio di stima del rischio VaR, applicato con frequenza mensile alle esposizioni creditizie del Gruppo Banco BPM. Per un approfondimento delle caratteristiche generali di tale modello si rimanda a quanto riportato nel successivo paragrafo "Modelli per la misurazione del rischio di credito ai fini prudenziali".
Per le altre esposizioni - diverse da quelle verso la clientela ordinaria e finanziaria residente in bonis - il controllo dei rischi viene realizzato mediante l'utilizzo di metriche regolamentari di Vigilanza (Standard).

Informazioni sull'inclusione dei fattori ESG nell'ambito dei processi creditizi
Le politiche creditizie del Gruppo Banco BPM, il cui obiettivo principale è quello di indirizzare lo sviluppo dei volumi in un'ottica di ottimizzazione del rischio-rendimento e di contenimento del costo del rischio di credito prospettico, incorporano già dal 2021 diversi elementi di chiara connotazione ESG, in particolare riferiti ai settori Real Estate e Agrifood. Tali elementi sono stati implementati nel processo di concessione attraverso tool dedicati che prevedono l'acquisizione in fase di proposta e delibera di informazioni caratterizzanti anche gli aspetti più legati all'ambiente e al clima.
Già dal 2023 i fattori ESG sono stati compresi nei processi creditizi del Gruppo; nel corso del primo semestre del 2023 si è proceduto all'integrazione nel framework delle Politiche Creditizie della valutazione dei fattori ESG e degli impatti dei potenziali rischi legati al cambiamento climatico sulle prospettive economico-patrimoniali delle aziende verso cui il Gruppo Banco BPM è esposto. A tal proposito è stata estesa la valutazione a tutti i segmenti della Banca, incluso lo Small Business (mediante un modello semplificato) e integrata la valutazione del rischio fisico, sia con riferimento alle controparti che agli asset a garanzia. È stata altresì prevista la valutazione di azioni di mitigazione del rischio messe in atto dalla controparte verso cui il Gruppo è esposto.
Sempre nella prima parte del 2023, anche a seguito dell'adesione della Banca alla Net Zero Banking Alliance, sono stati altresì introdotti indirizzi creditizi più stringenti verso quei settori definiti "prioritari" in quanto caratterizzati da un livello di emissioni più elevato.
Sono proseguite, infine, le attività progettuali nell'ambito dell'implementazione della "EU Taxonomy" con l'obiettivo di integrare nei processi e nei prodotti l'allineamento delle esposizioni delle controparti finanziate alla tassonomia.
A partire da dicembre 2022, nella stima delle perdite attese (ECL) sulle esposizioni creditizie non deteriorate, il Gruppo ha introdotto uno specifico aggiustamento con l'intento di fattorizzare i rischi derivanti dall'esposizione delle controparti debitrici ai fattori connessi a clima e ambiente. In particolare, sono stati stimati gli impatti sui parametri di rischio PD ed LGD delle controparti, ipotizzando un rischio di transizione ed un rischio fisico elaborati in funzione degli scenari di seguito illustrati.
Con riferimento al rischio di transizione è stato considerato lo scenario Orderly Transition, fondato sui presupposti dello scenario Net Zero 2050 del Network for Greening the Financial System (NGFS), rilasciato a novembre 2023. Rispetto ai possibili scenari alternativi (Disorderly Transition e Hot House World), la selezione dello scenario Orderly Transition è risultata quella più prudente avendo a riferimento l'orizzonte temporale delle esposizioni creditizie da valutare, in quanto ipotizza un intervento immediato e stringente delle politiche climatiche, come nel seguito meglio descritto.
Nei parametri di PD tale scenario è stato recepito valutandone l'impatto sulle voci bilancio della clientela corporate, su cui vengono calcolati i KPI settoriali, che vengono poi utilizzate come input dei modelli satellite PD, applicati per stimare le PD forward looking. Inoltre, anche il rischio fisico è stato considerato nel parametro PD attraverso lo shock da rischio alluvione (scenario flood del CST2022) quale quota svalutazione che impatta sull'indice dei prezzi degli immobili residenziali e non residenziali. Anche questi entrano in qualità dei driver dei modelli satellite PD per le proiezioni del parametro. In tal modo tutta la clientela, ad eccezione della Pubblica Amministrazione, viene impattata dal rischio climatico (sia transizione che fisico).
In maniera speculare ed utilizzando i medesimi scenari climatici, anche il parametro LGD viene stressato in ottica forward looking attraverso i modelli satellite LGD. Il rischio di transizione viene infatti introitato attraverso i KPI settoriali che impattano sulla componente di migrazione a sofferenza, mentre il rischio fisico viene introdotto come per la PD, intervenendo sull'indice dei prezzi degli immobili, quale driver per stressare la componente LGDs. Per ulteriori dettagli sulla metodologia di calcolo degli aggiustamenti in esame e dei relativi impatti si fa rinvio a quanto illustrato nel successivo paragrafo "Utilizzo di post model adjustment e management overlays".
Per una migliore comprensione delle ipotesi sottostanti allo scenario di transizione considerato dal Gruppo rispetto a quelli alternativi, si fornisce di seguito un'illustrazione delle principali assunzioni di ogni scenario.
Lo scenario Orderly Transition si basa sullo scenario NGFS Net Zero 2050, che prevede un aumento massimo della temperatura globale di 1,5 °C, raggiunto attraverso l'immediata e gradualmente più stringente introduzione di politiche di riduzioni delle emissioni di anidride carbonica, che si ritengono azzerate nel 2050. In questa tipologia di scenario, il rischio di transizione e il rischio fisico sono contenuti: la graduale transizione assicura, infatti, che i necessari costi e investimenti in innovazione siano minimizzati. Al contempo, l'aumento della temperatura globale massima di 1,5 °C, riduce il rischio di eventi estremi.
Lo scenario Disorderly Transition, che si basa invece sullo scenario NGFS Delayed Transition, assume un'introduzione ritardata e netta delle politiche climatiche a partire dal 2030, al fine di contenere l'aumento della temperatura globale sotto i 2 °C; le emissioni di anidride carbonica sono perciò più alte rispetto allo scenario precedente per rispettare gli

obiettivi dell'accordo di Parigi. Lo scenario comporta quindi un rischio di transizione più elevato, per i maggior costi richiesti dall'introduzione ritardata delle politiche climatiche mentre l'aumento della temperatura globale fa aumentare il rischio fisico in termini di maggior frequenza e rilevanza degli eventi estremi.
Infine, lo scenario Hot House World è calibrato sullo scenario NGFS Current Policies, che cattura l'impatto nel lungo periodo del rischio fisico sul sistema economico e finanziario derivante dalla mancata introduzione delle misure di riduzione delle emissioni. Anche se le emissioni a livello Europeo si riducono gradualmente, quelle globali continuano a crescere fino al 2080 con un aumento della temperatura globale pari a circa 3 °C. Ne conseguono maggiori e importanti catastrofi naturali con un rilevante aggravio di costi di assicurazione e ricostruzione legati a questi eventi. In questo scenario non vi è quindi un rischio di transizione, ma i costi di transizione che si avrebbero nei precedenti scenari sono più che compensati dal forte impatto del rischio fisico estremo nell'economia.
Per quanto concerne invece i crediti deteriorati oggetto di valutazione analitica, i rischi connessi al clima e all'ambiente sono tenuti in considerazione nella stima del valore attuale dei previsti futuri flussi di cassa, su base essenzialmente discrezionale e congiuntamente ad altri elementi informativi.
Nel corso del 2022 è stato inoltre implementato il già citato Financial Forecast Studio, una piattaforma modulare per supportare la fase di valutazione prospettica di un'impresa da parte del gestore. Lo strumento lavora su piattaforma fornita dal provider Cerved.
Gli elementi caratterizzanti tale strumento sono:
- data set accurati:
- Cerved su base almeno semestrale elabora delle previsioni per circa 400 settori, utilizzabili come base standard della simulazione prospettica sui dati di bilancio della singola impresa;
- sono resi disponibili i bilanci storici degli ultimi esercizi;
- viene adottato lo schema di riclassificazione CeBi della Centrale dei Bilanci di Cerved;
- assumption e simulazioni business:
- a partire dalle simulazioni standard proposte dal provider si possono replicare infiniti scenari alternativi modificando le assumption di partenza;
- sono disponibili oltre 20 parametri (voci di bilancio) utilizzabili come assumption modificabili del modello;
- tramite un semplice data-entry possono essere valutate anche start-up/bilanci di società di persone;
- è compreso un modulo addizionale ESG per la stima puntuale degli impatti sul rischio di credito delle variabili legate ai rischi ambientali, social e di governance;
- lo strumento fornisce un'ampia serie di output previsionali per supportare il gestore e il deliberante nella fase di valutazione e concessione; inoltre permette di confrontare più scenari relativi ad una stessa impresa o ad imprese diverse (ad esempio azienda "best in class" o specifico competitor).
Di seguito si rappresentano le linee evolutive del framework delle Politiche Creditizie che sono state introdotte a partire dal 2023:
- ESG:
- valutazione del rischio di transizione basato sul settore economico di attività (NACE) in cui opera la controparte e su valutazioni puntuali, ove presenti, sulla base della loro contribuzione ai cambiamenti climatici;
- valutazione del rischio fisico sulla base delle aree geografiche in cui sono ubicati gli asset a garanzia e gli asset produttivi delle controparti;
- introduzione di indirizzi creditizi specifici sulla base della valutazione dei fattori ESG;
- estensione a tutti i segmenti di clientela con prioritizzazioni per i livelli di rischio climatici più elevati;
- definizione di indirizzi specifici dedicati alle controparti operanti nei settori in perimetro NZBA, mediante la valutazione dei piani di transizione e decarbonizzazione delle singole controparti in relazione ai target di riduzione definiti dalla Banca nell'ambito dell'adesione a NZBA;
- estensione del perimetro di obbligatorietà di compilazione del Questionario ESG alle controparti con livelli di rischio medio-alto, al fine di raccogliere i piani strategici in ambito ESG, conseguentemente declinati nell'analisi prospettica forward looking FFS (Financial Forecast Studio), funzionale al calcolo della sostenibilità finanziaria;
- Real Estate:
- valutazione di KRI (Key Risk Indicator) specifici per la valutazione della sostenibilità delle iniziative immobiliari (Commercial Real Estate);

- valutazione ESG basata sulla classe/performance energetica e sul rischio fisico relativo alle iniziative immobiliari oggetto di finanziamento;
- Evoluzione dell'attuale framework:
- integrazione indirizzi creditizi nell'ambito delle strategie a maggior rischio (stabilizzazione, contenimento e disimpegno);
- affinamento e revisione dei motori decisionali funzionali alla valutazione della sostenibilità del segmento Retail.
Modelli per la misurazione del rischio di credito ai fini prudenziali
Nell'ambito della misurazione del rischio di credito di portafoglio la Banca utilizza a fini gestionali un modello econometrico alimentato da un insieme esteso di dati e di variabili di rischio, denominato Modello di Portafoglio.
Il modello consente, mediante l'utilizzo di metriche di Credit-VaR, di definire la distribuzione di probabilità delle perdite del portafoglio creditizio, tenendo conto delle diverse componenti di concentration, migration e default risk, anche nell'ipotesi di inadempimento congiunto delle controparti, in un contesto predefinito di correlazioni tra le esposizioni in portafoglio. Questa distribuzione è utilizzata per misurare la perdita massima potenziale lungo un intervallo temporale annuale e con uno specifico livello di confidenza pari al 99,9%.
In particolare, al fine di ricavare tale distribuzione, il motore di calcolo del modello utilizza un approccio di simulazione "MonteCarlo", mediante il quale viene simulato un numero di scenari sufficientemente elevato da fornire una buona approssimazione empirica della distribuzione teorica delle perdite del portafoglio crediti.
La perdita massima potenziale del portafoglio viene calcolata in termini di variazione del fair value degli impieghi in ipotesi sia di migrazione, sia di default della clientela.
Per le altre esposizioni residuali non rientranti nel modello di portafoglio, il calcolo del capitale economico ai fini del controllo direzionale dei rischi viene realizzato mediante l'utilizzo di metriche regolamentari di vigilanza.
Il modello di portafoglio viene, infine, sottoposto periodicamente a prove di stress al fine di valutare la sensibilità del rischio di credito del portafoglio di Gruppo a variazioni estreme dei fattori economico-finanziari e/o climatici.
Al 30 giugno 2025 la perdita attesa, calcolata sul perimetro di validazione Basilea 3 (per il quale Banco BPM è stato autorizzato dal Regulator all'utilizzo dei sistemi interni di rating per la determinazione dei requisiti patrimoniali sui rischi di credito) risulta pari allo 0,46% dell'esposizione a default, mentre la perdita inattesa gestionale (calcolata come variazione di fair value al 99,9° percentile con la metodologia C-Var, ultimo dato disponibile sul perimetro del modello di portafoglio performing) ammonta al 2,8% del fair value dell'esposizione.
I modelli interni per la stima di PD, LGD ed EAD sono sottoposti a un processo di validazione interna da parte della Funzione di Validazione Interna e a un controllo di terzo livello da parte della Funzione Audit: l'esito di tali processi è riportato in apposite relazioni, sottoposte agli Organi Sociali e trasmesse alla Banca Centrale Europea/Banca d'Italia.
Metodi per la misurazione delle perdite attese IFRS 9 ai fini del bilancio consolidato semestrale abbreviato
Con riferimento al calcolo delle perdite attese (ECL), nel corso dell'esercizio 2025 è proseguito il processo di rivisitazione e di fine tuning dei modelli in uso, già intrapreso a partire dal 2020, con l'obiettivo di riflettere più puntualmente le perdite attese delle esposizioni non deteriorate (performing), anche in conseguenza delle perturbazioni economiche correlate alla situazione di instabilità politica internazionale. Tale processo ha peraltro previsto una serie di aggiustamenti manageriali post modello (cosiddetti "Post model adjustment") al fine di fattorizzare taluni elementi valutativi non adeguatamente intercettati dai modelli in uso. Nei successivi paragrafi è fornita illustrazione, oltre che dei cambiamenti introdotti nei modelli e nei criteri di calcolo delle perdite attese conseguenti agli squilibri legati alla situazione economica, anche delle modifiche introdotte nel corso del 2025 nell'ambito del continuo processo di revisione dei modelli, in funzione della tipologia di intervento. Si evidenzia che, stante la complessità e pervasività dei cambiamenti nei modelli di stima introdotti, non è risultato possibile isolare gli impatti che gli stessi hanno generato in termini di quantificazione delle perdite attese, rispetto ai modelli di stima precedentemente applicati. Per quanto attiene alle principali evolutive metodologiche, per i Post Model Adjustment si rinvia a quanto illustrato nella successiva sezione "Utilizzo di post model adjustment e management overlays"; le altre evolutive principali, invece, hanno riguardato l'introduzione, nel presente esercizio, dei nuovi modelli satellite per la PD e la LGD, per i quali si rinvia alla successiva sezione "Inclusione dei fattori forward looking".

In base al principio IFRS 9, tutte le attività finanziarie non oggetto di misurazione in bilancio al fair value con impatto nel conto economico, rappresentate da titoli di debito e finanziamenti, e le esposizioni fuori bilancio (impegni e garanzie rilasciate) devono essere assoggettate al modello di impairment basato sulle perdite attese (ECL – Expected Credit Losses).
Nel dettaglio, il modello di impairment IFRS 9 si basa sul concetto di valutazione "forward looking", ovvero sulla nozione di perdita attesa (Expected Credit Loss), sia essa calcolata a 12 mesi (Stage 1) o per l'intera vita residua dello strumento (perdita lifetime per gli Stage 2 e Stage 3). In particolare, il modello prevede che le attività finanziarie debbano essere classificate in tre distinti "stage" a cui corrispondono diversi criteri di valutazione:
- Stage 1: da valutare sulla base di una stima di perdita attesa avente a riferimento un orizzonte temporale pari ad un anno. Rientrano in Stage 1 le attività finanziarie in bonis per le quali non si è osservato un deterioramento significativo del rischio di credito rispetto alla data di rilevazione iniziale;
- Stage 2: da valutare sulla base di una stima di perdita attesa avente a riferimento un orizzonte temporale pari all'intera vita residua dell'attività finanziaria. Rientrano in Stage 2 le attività finanziarie che hanno subito un significativo deterioramento del rischio di credito rispetto alla rilevazione iniziale;
- Stage 3: da valutare sulla base di una stima della perdita attesa che assume la probabilità di default pari al 100%. Rientrano in Stage 3 le attività finanziarie considerate deteriorate.
Secondo il modello di calcolo delle Expected Credit Losses, le perdite devono essere registrate non solo facendo riferimento alle oggettive evidenze di perdite di valore già manifestatesi alla data di reporting, ma anche sulla base delle aspettative di perdite di valore future non ancora palesate, che devono riflettere:
- la probabilità di accadimento di diversi scenari;
- l'effetto di attualizzazione mediante l'utilizzo del tasso di interesse effettivo;
- le esperienze storiche e le valutazioni correnti e future.
Di seguito si forniscono informazioni di dettaglio sul modello utilizzato dal Gruppo per accertare la sussistenza o meno di un significativo deterioramento del rischio di credito (cosiddetto "Framework Stage Assignment") e per calcolare le perdite attese in ottica forward looking.
Framework stage assignment
Illustrazione del modello di staging
Ai fini dell'allocazione delle esposizioni nei diversi stage, il Gruppo Banco BPM ha classificato:
- le esposizioni performing in corrispondenza degli Stage 1 e 2;
- le esposizioni deteriorate in corrispondenza dello Stage 3. Le analisi svolte hanno portato a ritenere che il relativo perimetro risulti allineato a quello delle esposizioni deteriorate, determinato secondo le definizioni contenute nelle vigenti segnalazioni di vigilanza1 (sofferenze, inadempienze probabili, esposizioni scadute deteriorate), in quanto ritenute coerenti con la normativa contabile in termini di evidenze obiettive di impairment.
Di seguito, con riferimento alle esposizioni creditizie verso la clientela del Gruppo (finanziamenti per cassa e crediti di firma), si fornisce illustrazione dei criteri quantitativi e qualitativi definiti dal Gruppo al fine di classificare un'esposizione performing in corrispondenza di Stage 1 o di Stage 2.
Con riferimento a criteri quantitativi, il modello sviluppato dal Gruppo assume come riferimento il parametro della probabilità di default lifetime (PDL) misurato alla data di valutazione (reference date) ed il medesimo parametro misurato alla data di origine (origination date). Il rapporto tra i suddetti parametri è definito come "Lifetime PD Ratio" (LPDR). Più precisamente, la metrica scelta si basa sul concetto di PD "Forward". Questo approccio consiste nell'identificare sulla curva di Lifetime PD osservata alla data di origine la curva di forward PD, avente come nodo la reference date e come holding period la durata residua.
Lo sviluppo del modello ha altresì comportato l'individuazione di specifiche soglie interne di variazione tra le due citate probabilità, differenziate per i seguenti driver:
1 Definizioni contenute nella Circolare di Banca d'Italia n. 272 del 30 luglio 2008 e successivi aggiornamenti, in base alle quali il perimetro delle esposizioni deteriorate corrisponde a quello delle "Non Performing Exposure" del Regolamento di esecuzione (UE) 680/2014, con il quale è stato recepito l'ITS dell'EBA (EBA/ITS/2013/rev1 del 24/07/2014).

- segmento di rischio (Imprese/Privati)1 ;
- classe di Rating;
- vita residua;
- ageing della posizione (distanza tra la data di origination e la data di reporting).
La misurazione della variazione del rischio di credito avviene quindi confrontando il parametro definito come logaritmo del "Lifetime PD Ratio – LPDR" della singola esposizione, come sopra definito, e le soglie interne appositamente stimate. Il superamento delle suddette soglie, ad eccezione dei casi in cui la PD annualizzata osservata alla data di riferimento risulti inferiore alla soglia dello 0,30% (soglia ritenuta espressione di un basso rischio di credito - Low Credit Risk Exemption) e nei casi in cui la controparte imprese risulta all'interno della soglia di investment grade, costituisce espressione di un significativo incremento del rischio di credito ed il conseguente trasferimento della singola linea di credito da Stage 1 a Stage 2. Tale metodologia è quindi basata su un approccio relativo, in quanto l'allocazione tra Stage 1 e Stage 2 è guidata dalla variazione del rischio di credito intervenuta rispetto alla data di origination.
Nello sviluppo del proprio modello operativo il Gruppo, dopo aver calcolato il logaritmo del LPDR per ogni posizione rientrante nel campione di stima, ha selezionato per ogni cluster (dato dall'incrocio delle modalità risk driver ritenuti rilevanti) la soglia ottimale che consentisse di ottimizzare le performance del modello misurate mediante il coefficiente di correlazione di Matthews (MCC). Le performance mirano a descrivere la capacità del modello di anticipare correttamente, con una classificazione a Stage 2, le posizioni che, entro 12 mesi dalla data di riferimento, presentano segnali di rischio rappresentati non soltanto dal default ma anche da ulteriori elementi che denotano un'alta rischiosità (la presenza di un numero di giorni di scaduto/sconfinamento continuativo superiore alla soglia di 30 giorni, la concessione di una misura di forbearance, la presenza della controparte nell'ambito delle esposizioni soggette a stretto monitoraggio).
Con riferimento alle esposizioni verso banche, la metodologia sviluppata è basata anch'essa sul calcolo del parametro LPDR, utilizzando le medesime soglie sviluppate per il segmento Imprese.
Si rileva inoltre che il superamento della soglia SICR - che determina una classificazione a Stage 2 - è osservato su posizioni che presentano, rispetto alla data di origination, un incremento relativo di PD Lifetime compreso mediamente in un range che va dal +100% al + 200% a seconda del segmento di rischio.
In aggiunta al criterio quantitativo in precedenza illustrato, il modello di stage allocation adottato dal Gruppo è fondato anche su criteri qualitativi e backstop. In maggior dettaglio, comportano la classificazione nello Stage 2:
- la presenza di un numero di giorni di scaduto/sconfinamento continuativo superiore alla soglia;
- la concessione di una misura di forbearance. In maggior dettaglio, vi rientrano tutte le esposizioni interessate da misure di forbearance e che presentano tale attributo ancora attivo, indipendentemente dalla regolarità o meno del probation period in corso;
- la presenza della controparte nell'ambito delle esposizioni soggette a stretto monitoraggio (watchlist) in presenza di situazioni che denotano un'elevata rischiosità (es. giudizio sintetico del grado di rischio del singolo cliente superiore ad una determinata soglia, eventi pregiudizievoli);
- la classificazione della controparte nella fascia di rischio "Alta"2 fatta salva la possibilità di override da parte delle competenti funzioni aziendali, da motivare adeguatamente;
- l'assenza di rating alla data di origine, salvo il caso in cui alla data di valutazione sia stato assegnato alla controparte un rating tale da classificare l'esposizione nelle fasce di rischio "Bassa", "Medio-bassa" o "Media" 3 .
Per quanto riguarda il funzionamento del modello, il Gruppo Banco BPM ha deciso di adottare un modello di riclassificazione da Stage 2 a Stage 1 di tipo simmetrico: nei casi in cui le condizioni scatenanti il significativo deterioramento del rischio di credito cessino di sussistere ad una data di valutazione successiva, lo strumento finanziario torna ad essere misurato in base alla perdita attesa misurata su un orizzonte temporale di dodici mesi. Si precisa inoltre che, in caso di rientro tra le esposizioni performing da Stage 3, non è previsto alcun passaggio obbligatorio dei rapporti della controparte in Stage 2. La classificazione negli stadi delle esposizioni performing (Stage 1 o Stage 2) dipenderà dall'applicazione automatica del framework di Stage assignment.
1 Con riferimento alle esposizioni appartenenti al perimetro delle c.d. "operazioni di Finanza Strutturata - OFS" (Income Producing Real
Estate, Real Estate Development e Project Financing) sono applicate le medesime soglie sviluppate per il segmento Imprese. 2 Si segnala che ai fini dei processi di concessione del credito, le classi di rating previste dal modello interno sono accorpate in 5 fasce di rischio omogeneo ("Bassa", "Mediobassa", "Media", "Medioalta", "Alta").
3 Si veda la precedente nota.

Nel caso di esposizioni oggetto di concessione (forbearance) un eventuale ritorno al calcolo della perdita attesa a un anno avviene nel rispetto del cosiddetto "probation period", in linea con le tempistiche previste dalle disposizioni di vigilanza.
La metodologia di stage allocation sopra descritta è applicata a tutte le esposizioni verso la clientela ad esclusione dei titoli di debito.
A valle del processo di stage assignment e calcolo dell'ECL, si sono effettuati alcuni interventi di Manual Adjustment di Stage, che hanno comportato la classificazione a Stage 2 di singole posizioni, la cui classificazione derivante dall'applicazione di metodologia di staging allocation (SICR + Backstop) è stata considerata non appropriata dalla funzione Crediti. L'intervento ha interessato un totale di esposizione migrata a Stage 2 pari a 0,06 miliardi, cui corrisponde un contestuale aumento di ECL pari a 0,3 milioni.
Si segnala che le seguenti evolutive, precedentemente gestite tramite aggiustamenti manuali, sono state introdotte direttamente nel motore di calcolo:
- classificazione a Stage 1 dei rapporti, non appartenenti a forme tecniche di credito revolving, con durata residua entro l'anno classificati in Stage 2 esclusivamente per threefold increase;
- introduzione di una valutazione quantitativa del SICR su posizioni non segmentate (unratable) sfruttando il recupero di informazioni addizionali (ad esempio rating ECAI) al fine di indirizzare una specifica richiesta di BCE nell'ambito dell'ispezione OSI-IFRS9 SME;
- introduzione di un intervento di ricalcolo dei criteri di classificazione a Stage 2 rappresentati da SICR e threefold increase a seguito dell'aggiornamento dei valori di PD lifetime misurati alla data di origine dei rapporti; l'aggiornamento delle curve di PD lifetime ha permesso di eliminare potenziali effetti distorsivi dati dall'introduzione di fine tuning modellistici solamente sulle PD a data di riferimento.
Con riferimento ai titoli di debito il Gruppo applica la "Low Credit Risk Exemption", ossia l'espediente pratico di assumere che il rischio di credito non sia aumentato significativamente rispetto alla rilevazione iniziale dello strumento, classificandolo in Stage 1. Tale esenzione trova applicazione ai titoli che presentano, alla data di valutazione, un livello di rating pari all'investment grade, in conformità a quanto previsto dal principio contabile IFRS 9.
Qualora alla data di valutazione i titoli abbiamo un livello di rating inferiore all'investment grade – e quindi non risulti applicabile la "Low Credit Risk Exemption" - la metodologia sviluppata dal Gruppo è basata anch'essa sul calcolo del LPDR1 . Nello specifico i valori di soglia SICR identificati per questo specifico perimetro sono stati derivati tramite un approccio distributivo e corrispondono al 95° percentile della distribuzione del LPDR osservata sul portafoglio di applicazione a giugno 2025.
Considerata la presenza di più transazioni di acquisto avvenute in date diverse a fronte del medesimo titolo fungibile (ISIN), ai fini del SICR, la rischiosità all'origine è misurata separatamente per ciascuna tranche acquistata. Si è reso quindi necessario individuare una metodologia per identificare le tranche vendute e conseguentemente le quantità residue a cui è associata la qualità creditizia alla data di rilevazione iniziale da confrontare con quella alla data di valutazione: tale metodologia di movimentazione è basata sul metodo FIFO (First In – First Out).
Anche per il perimetro crediti si applica un'inibizione dei criteri quantitativi di staging allocation, che riguarda esclusivamente le controparti imprese a basso rischio assimilabile a quello "investment grade" misurato in proxy dai rating interni e relative PD associate. L'inibizione avviene solo nei casi di classificazione in Stage 2, limitatamente ai trigger Delta PD e/o Threefold. Tutti gli altri trigger vengono valutati senza eccezioni e possono determinare la classificazione della controparte in Stage 2.
Nella tabella sottostante viene rappresentata la composizione percentuale delle esposizioni allocate in Stage 2 sulla base dei diversi trigger di classificazione, dalla quale emerge che la ripartizione delle esposizioni ivi classificate risulta equamente influenzata dai criteri quantitativi basati sulla variazione della probabilità di default e dai criteri qualitativi, ivi comprese le posizioni classificate in Stage 2 tramite Manual Adjustment. Le esposizioni classificate in Stage 2 esclusivamente per la presenza di un numero di giorni di scaduto superiore alla soglia rappresenta una quota trascurabile.
1 Dati tratti dalla piattaforma CreditEdge dell'agenzia di rating Moody's.

| Tipologia1 | Stage 2 | di cui: Large Corporate |
di cui: Mid Corp.Plus |
di cui: Mid Corporate |
di cui: Small Business |
di cui: Private Individuals |
di cui: Banche | di cui: altre esposizioni(*) |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Criteri quantitativi | 65,06% | 53,57% | 70,47% | 74,28% | 68,01% | 32,46% | 100,0% | 6,90% |
| Criteri qualitativi | 27,60% | 44,18% | 22,23% | 18,16% | 21,85% | 63,23% | 0,00% | 90,68% |
| Esposizioni scadute oltre soglia |
0,41% | 0,00% | 0,22% | 0,21% | 0,55% | 1,08% | 0,00% | 2,41% |
| Manual Adjustment (MA) | 0,96% | 0,00% | 3,84% | 0,12% | 0,24% | 0,00% | 0,00% | 0,00% |
| Post Model Adjustment (PMA) |
5,97% | 2,25% | 3,24% | 7,23% | 9,36% | 3,23% | 0,00% | 0,01% |
(*) Controparti non segmentate o appartenenti al portafoglio ProFamily.
Stima della perdita attesa (Expected Credit Loss) – Stage 1 e Stage 2
Il modello di calcolo dell'Expected Credit Loss (ECL) per la misurazione dell'impairment degli strumenti non deteriorati, differenziato in funzione della classificazione dell'esposizione in Stage 1 o in Stage 2, si basa sulla seguente formula:
$$ECL = \sum_{t=1}^{T} PD_t \ast EAD_t \ast LGD_t \ast (1+r)^{-t}$$
Dove:
| PDt | rappresenta la probabilità di default ad ogni data di cash flow. Trattasi della probabilità di passare dallo stato performing a quello di deteriorato nell'orizzonte temporale di un anno (PD a 1 anno) o lungo l'intera |
|---|---|
| durata dell'esposizione (PD lifetime) | |
| EADt | rappresenta l'esposizione di controparte ad ogni data di cash flow |
| LGDt | rappresenta la perdita associata per controparte a ogni data di cash flow. Trattasi della percentuale di perdita in caso di default, sulla base dell'esperienza storica osservata in un determinato periodo di osservazione, nonché dell'evoluzione prospettica lungo l'intera durata dell'esposizione (lifetime); |
| r | rappresenta il tasso di sconto |
| t | rappresenta il numero di cash flow |
| T | rappresenta il numero complessivo di cash flow, limitato ai 12 mesi successivi per i rapporti in Stage 1, e riferito a tutta la vita residua per gli Stage 2 |
I modelli utilizzati per la stima dei suddetti parametri fanno leva sugli omologhi utilizzati ai fini del requisito patrimoniale del rischio di credito, apportando specifici adattamenti per tenere conto dei differenti requisiti e finalità del modello di impairment IFRS 9 rispetto a quello prudenziale.
La definizione dei suddetti parametri, rispetto a quelli regolamentari, ha tenuto conto dei seguenti obiettivi:
- rimozione della componente down turn considerata nel calcolo LGD regolamentare per tenere conto del ciclo economico avverso;
- rimozione della componente MoC (Margin of Conservatism) considerata nel calcolo LGD regolamentare per tenere conto di ulteriori margini di conservatività come richiesto dalle Guidelines EBA;
- aggiustamento dei tassi di perdita per gestire la differenza tra il tasso di sconto utilizzato per la stima della LGD regolamentare2 e l'Effective Interest Rate (EIR) utilizzato per il calcolo delle perdite al costo ammortizzato;
- inclusione delle condizioni del ciclo economico corrente (Point-in-Time risk measures) in sostituzione di una misurazione dei parametri lungo il ciclo economico (TTC – Through The Cycle) richiesta ai fini regolamentari;
- introduzione di informazioni previsionali riguardanti la futura dinamica dei fattori macroeconomici (Forward looking risk) ritenuti potenzialmente in grado di influenzare la situazione del debitore;
- estendere i parametri di rischio ad una prospettiva pluriennale, tenendo conto della durata dell'esposizione creditizia da valutare (lifetime).
Come già indicato, la definizione di default adottata risulta allineata a quella in uso per fini regolamentari.
1 Nel caso in cui una posizione venga classificata a Stage 2 a seguito di criteri di diversa natura, la sua esposizione è stata assegnata al
primo cluster secondo l'ordine in cui sono stati presentati i criteri di classificazione. 2 Il tasso di sconto utilizzato per le stime di LGD a fini regolamentari, in compliance con le Guidelines EBA (EBA/GL/2017/16), corrisponde all'Euribor a 3 mesi con add-on prudenziale del 5%.

Si ricorda che nel corso degli anni 2020 e 2021, in risposta alla crisi sanitaria sono state attuate, da parte del Governo, delle importanti politiche di sostegno all'economia per mitigarne l'impatto (ad esempio decreto Cura Italia, decreto Rilancio, decreto Liquidità, etc.). In questo contesto le autorità competenti (ECB, EBA, ESMA, BIS) hanno invitato gli istituti bancari a tenere conto delle azioni di mitigazione messe in atto dalle autorità pubbliche e a limitare l'impatto dello shock macroeconomico nel calcolo del provisioning contenendo gli elementi di prociclicità impliciti nell'IFRS 9.
A tal fine Banco BPM ha tenuto conto all'interno del calcolo dell'ECL della misura governativa sulle garanzie statali. La metodologia adottata ha permesso quindi di identificare la quota di esposizione coperta da tali garanzie sul totale dell'esposizione di rapporto. Su tale quota è stata quindi azzerata la LGD associata al rapporto e assegnato un coverage medio attribuito allo Stato Italia.
Le provision risultano pertanto calcolate come somma della perdita attesa sulla quota di esposizione non garantita dallo Stato a cui è sommata una ECL, calcolata tramite l'applicazione del coverage "Stato Italia" alla quota di esposizione garantita dallo Stato.
Di seguito si forniscono informazioni di maggior dettaglio sulla modalità con le quali il Gruppo ha determinato i citati parametri di rischio IFRS 9 compliant, con particolare riferimento ai fattori forward looking.
Al riguardo si deve inoltre precisare che l'aggiornamento delle serie storiche dei parametri e conseguentemente l'attività di ricalibrazione degli stessi è effettuata su base annua. In particolare, nel mese di dicembre 2024, in linea con quanto previsto dai processi interni, i parametri di rischio sono stati aggiornati per incorporare nella loro stima l'effetto dell'aggiornamento delle serie storiche sui parametri di rischio PD, LGD, EAD e sulle soglie per l'identificazione del SICR.
Stima del parametro PD
I valori di PD sono ottenuti sulla base di quelli regolamentari, che sono ancorati al livello di rischio medio osservato sul lungo periodo, opportunamente calibrati per riflettere le current conditions del ciclo economico (ottica Point in Time). Successivamente i valori di PD vengono condizionati, in ottica Forward Looking, attraverso l'applicazione dei modelli satellite settoriali sviluppati dal Gruppo. Detti valori devono essere stimati non solo con riferimento all'orizzonte dei dodici mesi successivi alla data di reporting, ma anche negli anni futuri, in modo da consentire il calcolo degli accantonamenti lifetime. Le curve di PD lifetime sono state costruite moltiplicando tra loro, con approccio markoviano, le matrici di migrazione del rating a 12 mesi distinte per segmento di rischio (Large Corporate, Mid Corporate, Mid Corporate Plus, Small Business, Privati) condizionate agli scenari prospettici macroeconomici. Ad ogni classe di rating assegnata alle controparti tramite modelli interni AIRB viene associata la relativa curva di PD lifetime. Di seguito i principali step metodologici utilizzati per la stima del parametro PD lifetime:
- costruzione delle matrici di migrazione Point in Time (PiT) storiche per ogni segmento di rischio definito dai modelli di rating e, sulla base della media di tali matrici, ottenimento delle matrici di migrazione di lungo periodo Through The Cycle (TTC) per ogni segmento di rischio;
- determinazione delle matrici di migrazione PiT future per i primi tre anni successivi rispetto alla data di reporting, ottenute sulla base delle matrici di migrazione PiT condizionate in base agli scenari macroeconomici;
- ottenimento delle PD cumulate per classe di rating e scenario, mediante prodotto matriciale (markov chain techniques) delle matrici di migrazione PiT future per i primi tre anni, come in precedenza calcolate, mentre dal quarto anno in poi vengono utilizzate le matrici cosiddette smoothed, che consentono il ricongiungimento graduale con la matrice di migrazione TTC;
- generazione della curva PD cumulata lifetime come media delle curve di PD cumulate di ogni scenario macroeconomico selezionato ponderato per le rispettive probabilità di accadimento.
Per quanto riguarda le c.d. "operazioni di Finanza Strutturata - OFS" (Income Producing Real Estate, Real Estate Development, Project Financing e Object Finance) si segnala che, a partire da giugno 2024, i modelli simulativi sono stati dismessi, con conseguente passaggio al metodo slotting criteria, in coerenza con la formalizzazione verso BCE dell'istanza di model change per fini regolamentari. Il metodo dedicato slotting criteria prevede l'assegnazione di una categoria definita in un range da 1 a 4, successivamente trasformata, attraverso delle tabelle di conversione, in classi di rating e relativo valore di PD del modello Mid Corporate (segmento con caratteristiche di size più affini) relativo al nuovo sistema di rating A-IRB.
I valori di PD così ottenuti vengono poi condizionati al ciclo economico in ottica forward looking mediante l'utilizzo dei modelli satellite interni di PD.

Si fa rinvio al successivo paragrafo "Inclusione dei fattori forward looking" per ulteriori dettagli sulla modalità di costruzione del parametro PD.
Stima del parametro LGD
I valori di LGD sono assunti pari ai tassi di recupero regolamentari calcolati lungo il ciclo economico (TTC), opportunamente adattati al fine di rimuovere alcuni elementi prudenziali previsti dai modelli regolamentari, rappresentati dai costi indiretti, dal MoC (Margin of Conservatism) e dalla componente legata al ciclo economico avverso (cosiddetta componente "down turn"), nonché per riflettere i più attuali tassi di recupero (PiT), la differenza tra il tasso di sconto utilizzato per la stima dei parametri in ambito regolamentare1 e l'Effective Interest Rate (EIR), le aspettative circa i futuri trend (forward looking). Nel dettaglio, in ottica forward looking, la stima del parametro tiene conto del condizionamento al ciclo economico delle componenti rappresentate dalla probabilità di sofferenza (Psoff) e dalla Loss Given Sofferenza (LGS) attraverso appositi scaling factor prospettici, che permettono di ottenere delle LGD point in time e forward looking. In particolare, gli effetti forward looking sono veicolati alle stime di LGD mediante applicazione di modelli satellite specifici per le componenti principali del modello LGD (Psoff e LGS) che mettono in relazione, con i residui delle stime dei due citati parametri sull'orizzonte storico, le variazioni dei fattori macro.
Come riportato nel paragrafo dedicato alla stima del PD, per quanto riguarda le c.d. "Operazioni di Finanza Strutturata OFS" (Income Producing Real Estate, Real Estate Development, Project Financing e Object Finance), a partire dalla semestrale di giugno 2024, i modelli simulativi sono stati dismessi, con conseguente passaggio al metodo slotting criteria, in coerenza con la formalizzazione verso BCE dell'istanza di model change per fini regolamentari.
Con il metodo slotting criteria si prevede l'assegnazione di specifici valori di LGD a seconda del segmento OFS, definita in funzione di specifiche analisi condotte su specifici portafogli adottando i valori fissi forniti dalla Normativa di Vigilanza.
I valori di LGD così ottenuti vengono poi condizionati al ciclo economico in ottica forward looking mediante l'utilizzo dei modelli satellite interni di LGD.
Stima EAD
Per le esposizioni per cassa, il parametro EAD è rappresentato, ad ogni data di pagamento futura, dal debito residuo sulla base del piano di ammortamento, maggiorato delle eventuali rate non pagate e/o scadute.
Per le esposizioni fuori bilancio, rappresentate dalle garanzie e dagli impegni ad erogare fondi irrevocabili o revocabili, l'EAD è pari al valore nominale ponderato per un apposito fattore di conversione creditizia (CCF – Credit Conversion Factor), determinato in conformità ai modelli interni già validati opportunamente calibrati ed utilizzando l'approccio standard per le rimanenti esposizioni.
Inclusione dei fattori forward looking
In base a quanto previsto dal principio IFRS 9 nella stima delle perdite attese, è necessario tenere conto delle informazioni forward looking, condizionando i parametri di rischio in funzione dei differenti scenari macroeconomici in cui si prevede di poter operare, per il tramite di modelli satellite.
Al fine di ovviare alle potenziali incoerenze nei risultati determinati dai modelli satellite ordinariamente utilizzati prima della manifestazione degli effetti del Covid-19, a partire dall'esercizio 2020 sono stati adottati modelli satellite settoriali con l'obiettivo di valorizzare le conseguenze diversificate sui singoli settori dell'economia italiana.
A partire dal bilancio al 31 dicembre 2024 sono stati sviluppati nuovi modelli satellite che, in aggiunta ai fattori macroeconomici, considerano come driver di rischio i KPI finanziari con l'obiettivo di meglio cogliere gli impatti climatici legati al rischio fisico e di transizione.
Da ultimo, così come previsto dalla normativa interna, per il calcolo dell'ECL al 30 giugno 2025 sono stati aggiornati gli scenari macroeconomici e le relative probabilità di accadimento, sulla base delle analisi svolte dallo Scenario
1 Il tasso di sconto utilizzato per le stime di LGD a fini regolamentari, in compliance con le Guidelines EBA (EBA/GL/2017/16), corrisponde all'Euribor a 3 mesi con add-on prudenziale del 5%.

Council 1 . A tal fine sono state considerate le proiezioni macroeconomiche fornite da primario provider, con riferimento a tre differenti scenari: "base", "peggiorativo" e "migliorativo", con alcuni fine tuning per adattarli al rapido evolvere del quadro congiunturale. Con riferimento allo scenario "peggiorativo", in precedenza individuato nello scenario "adverse", a partire dall'elaborazione di dicembre 2024 sono state introdotte alcune modifiche per tenere conto di un'ipotesi più prudenziale delle prospettive macroeconomiche e di un livello più contenuto dei tassi di interesse (scenario "adverse plus"). Ai fini dell'attribuzione delle probabilità di accadimento dei suddetti scenari, si sono prese come basi di riferimento quelle implicite nella costruzione degli stessi, così come fornite dal provider. Tenuto conto delle caratteristiche dei tre scenari e dell'incertezza correlate agli sviluppi geo-politici – in coerenza con quanto fatto per l'esercizio precedente – di mantenere la probabilità di accadimento dello scenario "peggiorativo" al 30%. Di seguito sono indicate le probabilità di accadimento attribuite ai tre scenari macroeconomici considerati:
- "Base": 50%;
- "Peggiorativo": 30%;
- "Migliorativo": 20%.
Si evidenzia che il modello di governance del processo di aggiornamento degli scenari macroeconomici ai fini IFRS 9 prevede che gli stessi siano oggetto di aggiornamento come minimo con cadenza semestrale (ai fini delle chiusure di fine anno e del primo semestre di ogni esercizio). L'aggiornamento potrà avvenire con maggior frequenza (trimestrale), qualora il monitoraggio dell'evoluzione delle previsioni relative al PIL, rispetto a quelle implicite negli scenari in uso, evidenzi il superamento di una determinata soglia2 .
Nella seguente tabella si fornisce evidenza dei valori medi annui (espressi in termini di variazioni percentuali annue/valori assoluti per i tassi di rendimento e per il tasso di disoccupazione) dei principali indicatori macroeconomici per il periodo 2025-2028, per ognuno dei tre scenari considerati nei modelli satellite, ai fini del condizionamento dei parametri di rischio da utilizzare per il calcolo dell'ECL:
| Scenario | Indicatori macroeconomici | 2025 | 2026 | 2027 | 2028 |
|---|---|---|---|---|---|
| peggiorativo | PIL Italia | -0,2 | -0,6 | 0,1 | 0,3 |
| base | PIL Italia | 0,6 | 0,7 | 0,6 | 0,6 |
| migliorativo | PIL Italia | 0,8 | 1,6 | 1,1 | 1,1 |
| peggiorativo | PIL UEM | 0,3 | -0,1 | 0,9 | 0,9 |
| base | PIL UEM | 0,8 | 1,1 | 1,1 | 1,1 |
| migliorativo | PIL UEM | 1,0 | 2,3 | 1,7 | 1,5 |
| peggiorativo | Tasso di disoccupazione | 6,67 | 7,24 | 7,90 | 8,37 |
| base | Tasso di disoccupazione | 6,42 | 6,30 | 6,19 | 6,05 |
| migliorativo | Tasso di disoccupazione | 6,39 | 6,03 | 5,53 | 4,98 |
| peggiorativo | Indice dei prezzi degli immobili residenziali | 1,8 | -0,1 | 0,7 | 0,6 |
| base | Indice dei prezzi degli immobili residenziali | 2,2 | 1,9 | 2,1 | 1,9 |
| migliorativo | Indice dei prezzi degli immobili residenziali | 2,5 | 3,5 | 3,2 | 2,1 |
| peggiorativo | Consumi famiglie | 0,0 | -0,5 | 0,2 | 0,3 |
| base | Consumi famiglie | 0,7 | 0,8 | 0,9 | 0,8 |
| migliorativo | Consumi famiglie | 0,9 | 1,5 | 1,4 | 1,5 |
| peggiorativo | Investimenti totali | -1,2 | -5,9 | -2,7 | -1,7 |
| base | Investimenti totali | 0,3 | -0,8 | -1,3 | -0,4 |
| migliorativo | Investimenti totali | 0,8 | 2,1 | 0,7 | 1,1 |
| peggiorativo | Investimenti in costruzioni | -3,5 | -10,5 | -7,0 | -5,6 |
| base | Investimenti in costruzioni | -2,1 | -5,9 | -6,0 | -4,4 |
| migliorativo | Investimenti in costruzioni | -1,6 | -3,3 | -4,5 | -3,6 |
| peggiorativo | Euribor 3 mesi | 1,98 | 1,73 | 2,11 | 2,22 |
| base | Euribor 3 mesi | 2,17 | 2,01 | 2,40 | 2,51 |
| migliorativo | Euribor 3 mesi | 2,17 | 2,22 | 2,53 | 2,51 |
1 Lo Scenario Council consiste in un gruppo di lavoro responsabile della definizione e dell'aggiornamento o conferma degli scenari macroeconomici adottati nei processi strategici di Gruppo, alla luce di eventi esterni o di specifiche vulnerabilità della Banca. Esso è inoltre responsabile dell'individuazione dei processi impattati e del loro potenziale aggiornamento. Tale gruppo di lavoro è composto dal Chief Financial Officer, dal Chief Lending Officer e dai responsabili delle funzioni Pianificazione e Gestione del Valore, Rischi e Amministrazione e Bilancio, con la partecipazione del responsabile della Funzione Audit, quest'ultimo come uditore.
2 Soglia individuata in una variazione del PIL superiore a 0,5%.

| Scenario | Indicatori macroeconomici | 2025 | 2026 | 2027 | 2028 |
|---|---|---|---|---|---|
| peggiorativo | Tasso BCE | 2,09 | 1,90 | 2,34 | 2,40 |
| base | Tasso BCE | 2,27 | 2,15 | 2,59 | 2,65 |
| migliorativo | Tasso BCE | 2,28 | 2,34 | 2,65 | 2,65 |
| peggiorativo | Rendimento titoli di Stato italiani 10 anni | 4,02 | 4,56 | 4,90 | 4,95 |
| base | Rendimento titoli di Stato italiani 10 anni | 3,94 | 4,21 | 4,42 | 4,46 |
| migliorativo | Rendimento titoli di Stato italiani 10 anni | 3,91 | 4,22 | 4,32 | 4,27 |
| peggiorativo | Spread BTP/Bund | 1,43 | 2,02 | 2,12 | 2,09 |
| base | Spread BTP/Bund | 1,17 | 1,30 | 1,27 | 1,22 |
| migliorativo | Spread BTP/Bund | 1,09 | 1,09 | 0,92 | 0,78 |
| peggiorativo | Indice dei prezzi al consumo italiani | 2,1 | 2,2 | 2,3 | 1,6 |
| base | Indice dei prezzi al consumo italiani | 1,7 | 1,8 | 2,1 | 2,1 |
| migliorativo | Indice dei prezzi al consumo italiani | 1,6 | 1,7 | 1,6 | 1,7 |
| peggiorativo | Importazioni | 0,5 | -2,0 | 0,3 | 1,2 |
| base | Importazioni | 1,4 | 2,0 | 1,9 | 2,3 |
| migliorativo | Importazioni | 1,5 | 4,7 | 4,0 | 4,3 |
| peggiorativo | Esportazioni | -0,3 | -0,4 | 0,9 | 1,5 |
| base | Esportazioni | 0,7 | 1,6 | 1,8 | 2,0 |
| migliorativo | Esportazioni | 0,8 | 3,4 | 2,9 | 3,1 |
| peggiorativo | Spesa pubblica amministrazione | 0,5 | 0,2 | 0,2 | 0,1 |
| base | Spesa pubblica amministrazione | 0,4 | 0,1 | 0,2 | 0,1 |
| migliorativo | Spesa pubblica amministrazione | 0,5 | 0,3 | 0,3 | 0,1 |
Nel primo semestre del 2025 l'economia mondiale risente delle preoccupazioni legate al perdurare dei conflitti in atto e delle incertezze legate ai piani in tema di politica commerciale della nuova amministrazione Trump negli USA. Negli Stati uniti i consumi trainano la crescita del PIL, penalizzata da un calo degli investimenti strumentali. I recenti sviluppi hanno mantenuto alte le attese di inflazione, diversamente da quanto si attende per l'Europa. Nel vecchio continente la crescita è stata più contenuta, tuttavia le aspettative sono di miglioramento, grazie alla ripresa dei consumi delle famiglie, propiziata dal calo dell'inflazione, e dai consistenti programmi di spesa pubblica annunciati. L'economia cinese, nonostante i timori di uno scontro tariffario con gli USA, mostra segni di progresso, spinta soprattutto dal lato della produzione, mentre investimenti e consumi restano deboli.
Considerando queste premesse, lo scenario "base" non prevede una risoluzione nel breve termine delle guerre in Ucraina e a Gaza. Alle tensioni geopolitiche si affiancano quelle commerciali, con l'imposizione di dazi da parte degli Stati Uniti, le relative contromisure della Cina e l'approccio più negoziale da parte dell'Europa. Nel breve periodo il tutto si concretizza in un ribasso dei prezzi del petrolio e del gas, mentre per le altre materie prime permane incertezza. In questo contesto gli USA vedranno un rallentamento della crescita e un'inflazione stabilmente sopra al 3%, che congiuntamente ai tagli alla spesa pubblica e ai piani di rimpatri degli immigrati, avranno impatti negativi sui consumi e sulle esportazioni. Anche in Europa si dovranno affrontare gli effetti negativi delle tensioni tariffarie, tuttavia l'inflazione che si mantiene sotto controllo, la ripresa dei consumi privati, il piano RearmEU e, a partire dal 2026, anche l'impulso fiscale tedesco sosterranno la crescita del continente. La dinamica dei prezzi sotto controllo consentirà il mantenimento di una politica monetaria di intonazione espansiva. Viene confermato il sentiero di crescita modesta per l'Italia anche per il triennio di previsione, pesano in particolare l'incertezza sull'attuazione del PNRR e i riflessi dell'evoluzione delle tensioni tariffarie che vengono in parte bilanciate dal beneficio proveniente dallo stimolo alla domanda in Germania. L'evoluzione dei fattori presentati nello scenario base corrisponde a quanto segue:
- si osserva una crescita contenuta del PIL italiano nell'intorno del +0,6% per tutto il periodo di previsione; il PIL UEM risulta più dinamico, partendo da un +0,8% nel 2025 cresce di oltre l'1% negli anni successivi;
- il tasso di disoccupazione nel 2025 si assesta al 6,42%, diminuendo progressivamente nel triennio seguente fino a raggiugere il 6,05% nel 2028;
- dal 2025 l'inflazione cresce progressivamente passando dall'1,7% per poi assestarsi al 2,1% nel 2027 e nel 2028;
- i consumi delle famiglie crescono stabilmente durante il periodo di previsione di circa uno 0,8% medio annuo;
- le esportazioni, nonostante le tensioni tariffarie, a partire dal 2025 crescono progressivamente, toccando il +2,0% nel 2028;
- il rendimento dei titoli di Stato italiani a 10 anni cresce progressivamente nell'arco della previsione partendo dal 3,94% del 2025 fino a raggiungere il 4,46% nel 2028;

• lo spread BTP/Bund medio annuo nel 2025 cala a 117 p.b., per poi tornare a crescere nel 2026 fino a 130 p.b. e rientrare verso i 120 p.b. negli anni successivi.
Per quanto riguarda lo scenario "peggiorativo", la situazione geopolitica globale non apre uno spiraglio per possibili evoluzioni positive. I conflitti armati non si risolvono. Si ipotizza, inoltre, il ripristino da parte degli Stati Uniti dei dazi annunciati il 2 aprile e conseguenti reazioni da parte dei paesi colpiti; questo provoca un nuovo aumento dell'incertezza e un deciso rallentamento degli scambi commerciali. L'Europa non riesce a raggiungere un'intesa per affrontare le difficoltà, vi sono ampie divergenze in tema di politiche di riarmo; le politiche tariffarie risultano del tutto scoordinate e non c'è una visione condivisa sulle politiche fiscali espansive necessarie per sostenere l'economia del continente. L'inflazione dell'Eurozona rimarrebbe contenuta grazie ad una stabilità dei prezzi delle materie prime per effetto di una minore domanda e per una pronunciata incertezza sui mercati. Il rallentamento economico consente di rispettare il target di inflazione del mandato della BCE accelerando il percorso di riduzione del tasso di interesse. La maggiore incertezza legata alle tensioni commerciali costituisce un freno alla crescita del PIL italiano, che flette nel primo biennio dell'orizzonte previsivo, a causa principalmente di una contrazione degli investimenti e delle esportazioni. Il rapporto debito/PIL è previsto in aumento con un livello medio oltre il 140% fino al 2028. Questo andamento si riflette anche nei rendimenti dei BTP decennali e nello spread BTP/Bund. Il rallentamento dell'attività economica, la riduzione degli investimenti e la stagnazione dei consumi delle famiglie porta ad una contrazione della domanda di prestiti nonostante un costo del credito più contenuto. Nel dettaglio sono previsti i seguenti sviluppi:
- il PIL Italia registra una contrazione sia nel 2025 (-0,2%), sia nel 2026 (-0,6%), per poi invertire la rotta con una debole ripresa nel 2027 (0,1%) e nel 2028 (0,3%); tale dinamica è spiegata anche dalla difficoltà nell'attuare gli investimenti finanziati dal PNRR nei tempi richiesti;
- gli investimenti in costruzioni diminuiscono sensibilmente sull'intero orizzonte temporale, registrando un calo del 3,5% nel 2025, che si acuisce negli anni successivi osservati (-10,5% nel 2026, -7% nel 2027 e -5,6% nel 2028);
- in un quadro macroeconomico sfavorevole, i consumi delle famiglie rimangono sostanzialmente stagnanti, con una variazione nulla nel 2025, un leggero calo nel 2026 (-0,5%) e una lieve ripresa nel 2027 (0,2%);
- il rendimento del BTP a 10 anni sale fino al 4,02% nel 2025 per poi aumentare nel triennio successivo fino al 4,95% nel 2028;
- parallelamente, lo spread BTP/Bund cresce nel 2025 a 143 p.b., aumentando ulteriormente a 202 p.b. nel 2026 e a 212 p.b. nel 2027.
In ultimo, lo scenario "migliorativo" ipotizza il raggiungimento di accordi commerciali per un livello dei dazi statunitensi inferiore a quello minacciato inizialmente, consentendo un rientro delle tensioni commerciali internazionali con effetti positivi sulla congiuntura economica. Il quadro internazionale è ulteriormente favorito da interventi diplomatici per il raggiungimento di una tregua in Ucraina e a Gaza. A livello europeo, i programmi di investimenti pubblici tedeschi, unitamente all'attuazione del piano RearmEU favoriscono la ripresa economica della Germania e dei paesi europei. Questa dinamica si coniuga con una stabilizzazione dei prezzi che favorisce il riavvio di un robusto ciclo dei consumi delle famiglie e degli investimenti in beni strumentali, anche per un rinnovo delle produzioni in chiave ecosostenibile e tecnologica. L'Italia figura tra i paesi più favoriti e trarrebbe vantaggio dalla spinta proveniente dai mercati esteri e dalla mitigazione dei conflitti geopolitici e commerciali. La ripresa economica favorirebbe anche l'andamento dei conti pubblici e la riduzione dello spread BTP/Bund. Nel dettaglio:
- il contesto internazionale più favorevole e una stabilizzazione dell'inflazione favoriscono la crescita economica, il PIL italiano vede una variazione pari a 0,8% nel 2025 per poi aumentare di 1,6% nel 2026 e successivamente assestarsi all'1,1% fino al 2028;
- a seguito della mitigazione delle tensioni commerciali internazionali, si prevede una ripresa delle esportazioni dopo una riduzione di -0,3% nel 2024, con una crescita dello 0,8% del 2025 che si incrementa fino al 3,4% nel 2026, per restare in un intorno del 3% negli anni successivi;
- gli investimenti totali, nonostante la forte flessione della componente in costruzioni, risentono positivamente del clima di ripresa, e dopo un 2024 stagnante tornano a crescere dello 0,8% già nel 2025, confermando la dinamica positiva anche per il triennio successivo;
- il rendimento dei Titoli di Stato italiani a 10 anni mostra una dinamica in aumento dal 2025 (3,91%) al 2027 (4,32%) per poi assestarsi;
- si prevede per lo spread BTP/Bund un andamento stabile nel 2025 e 2026 (109 p.b.) per poi diminuire nel 2027 e 2028 (rispettivamente 92 p.b. e 78 p.b.).

Utilizzo di post model adjustment e management overlays
Oltre alle modifiche precedentemente illustrate, in sede di redazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2025 si è ritenuto opportuno procedere, coerentemente con quanto effettuato nei periodi precedenti, all'applicazione di ulteriori interventi top-down (c.d. "post model adjustments/management overlays").
Tali management overlay, che di fatto riducono significativamente gli impatti economici positivi che altrimenti sarebbero stati rilevati applicando i modelli in uso, trovano la loro principale giustificazione nel fatto che i suddetti modelli potrebbero non catturare tutti i fenomeni ritenuti rilevanti ai fini della determinazione delle perdite attese sulle esposizioni creditizie verso la clientela non deteriorate (finanziamenti per cassa e crediti di firma).
In maggior dettaglio, per le suddette esposizioni, l'applicazione degli overlay in esame ha comportato la rilevazione di maggiori rettifiche di valore per complessivi circa +158 milioni, rispetto alle perdite attese quantificate in base ai modelli in uso, che ammontano a circa 313 milioni.
La quantificazione di tali importi è stata determinata conducendo specifiche analisi, in ambiente di laboratorio, basate sui seguenti interventi:
- in continuità con i precedenti esercizi, valutazione dei potenziali effetti ESG su staging allocation ed ECL derivanti dall'inclusione del rischio fisico e di transizione sull'evoluzione prospettica dei parametri PD e LGD, sotto l'ipotesi di adottare, rispettivamente, gli scenari Orderly Transition e Flood utilizzando proiezioni finanziarie di breve, medio e lungo periodo come input dei modelli satellite PD gestendo gli effetti di sovrapposizione con i rating gestionale climate introdotti direttamente nel motore di calcolo; in ottemperanza ai piani operativi ESG comunicati dal Gruppo al Regulator in ambito Targeted Review on Climate-related and Environmental Risks (c.d. "Inclusione effetti ESG"), ottenendo un impatto in termini di maggior ECL pari a +26,4 milioni a fronte di un aumento delle esposizioni classificate a Stage 2 pari a +0,34 miliardi. In maggior dettaglio, per il rischio di transizione si è considerato lo scenario Orderly Transition, fondato sui presupposti dello scenario Net Zero 2050 Phase IV del Network for Greening the Financial System (NGFS); per il rischio fisico è stato valutato l'impatto sulle garanzie ipotecarie a seguito di una possibile svalutazione degli immobili in base al rischio da alluvione, come da scenario NGFS Flood 2022. Nello specifico il deprezzamento degli immobili è stato misurato attraverso le variazioni degli indici dei prezzi degli immobili residenziali e commerciali desunti dallo scenario sopra menzionato, ipotizzando un impatto proporzionale sui tassi di recupero sottostanti il calcolo della LGD. Per ulteriori dettagli sugli scenari utilizzati e sulla modalità di incorporazione degli stessi ai fini del calcolo dei parametri di rischio PD e LGD, si fa rinvio a quanto illustrato nel precedente paragrafo "Informazioni sull'inclusione dei fattori ESG nell'ambito dei processi creditizi";
- a seguito dell'ispezione BCE OSI-IFRS9, a partire dal 31 dicembre 2023, sono stati applicati nel calcolo della ECL gli impatti derivanti dall'applicazione della scadenza comportamentale in luogo di quella contrattuale sulle forme tecniche di credito revolving (c.d. "Applicazione Behavioural Maturity"), ottenendo un impatto in termini di maggior ECL pari a +47,8 milioni, a fronte di un aumento delle esposizioni classificate a Stage 2 pari a +0,24 miliardi. In tale impatto è stato considerato anche l'aumento di ECL derivante dall'eventuale passaggio a Stage 2 conseguente a un ricalcolo del SICR per effetto della nuova scadenza;
- stante l'incertezza intrinseca nel contesto geopolitico, si è mantenuto il PMA introdotto a dicembre 2024, per cogliere il potenziale effetto di rischi emergenti non ancora manifestati. L'intervento si sostanzia nell'utilizzo dello scenario Severe, alternativo al multiscenario, con probabilità di accadimento pari al 50%, il restante 50% al Baseline. L'utilizzo del Severe è volto a identificare un adjustment stimato a fronte di possibili scenari di rischio attualmente non colti dal framework IFRS 9. In presenza, infatti, di specifici momenti congiunturali caratterizzati da elevata volatilità e/o da rischi di deviare significativamente dagli scenari attesi, si sceglie di introdurre ulteriore conservatività sull'ECL. Questo intervento coglie il rischio potenziale che lo scenario prospettico possa divergere dal range rappresentato dagli scenari adottati per la quantificazione dell'ECL. Si segnala che i nuovi scenari macroeconomici assunti a riferimento per il calcolo del presente PMA, oltre che per il calcolo dell'ECL, integrano in maniera oggettiva l'effetto delle politiche tariffarie USA.
Si evidenzia come tale PMA sia volto ad intercettare scenari caratterizzati da estrema volatilità e che possono essere – anche in maniera significativa – differenti dagli scenari attesi; ossia mitiga il rischio che lo scenario prospettico possa divergere, in casi estremi, da quello riveniente dalla ponderazione dei tre scenari (favourable, baseline e adverse plus). Di conseguenza, questo overlay non si presta, per sua natura, a rappresentare anche un indicatore di SICR ai fini della definizione della staging allocation nel framework IFRS 9, in quanto la definizione di uno scenario estremo risulta slegata da un concetto di misurazione

puntuale della rischiosità prospettica delle singole posizioni creditizie del portafoglio performing del Gruppo. L'impatto in termini di maggiore ECL è pari a +70,2 milioni;
• infine, a seguito dell'ispezione BCE OSI-IFRS9, a partire da marzo 2025, al fine di introdurre maggiore conservatività nella determinazione del merito creditizio (rating) delle posizioni oggetto di forbearance, si è applicato un notch down di una classe di rating, ottenendo un impatto in termini di maggior ECL pari a +13,5 milioni.
Rispetto a quanto fatto in sede di redazione del bilancio 2024, a valle dell'applicazione dei post-model adjustment in precedenza illustrati, non sono stati introdotti ulteriori PMA; in dettaglio non trova più applicazione il PMA relativo approccio collettivo di classificazione in Stage 2 delle posizioni interessate dal rischio emergente legato alle tensioni registratesi nel Canale di Suez a seguito degli attacchi dei ribelli yemeniti (c.d. "Houthi") alle navi mercantili che hanno iniziato a percorrere rotte alternative spostando l'attracco in porti esteri più convenienti e, dunque, penalizzando le attività portuali degli scali italiani. A fronte delle recenti evidenze di netto miglioramento delle attività portuali, durante lo Scenario Council del 1° aprile 2025, si è deciso di dismettere il PMA.
Resta fermo il carattere transitorio dei post-model adjustment legati al recepimento in ambito IFRS 9 di fine tuning al framework modellistico, al progressivo svecchiamento della serie storica di stima, in aggiunta alla considerazione che i risultati derivanti dai modelli di calcolo delle perdite attese sono influenzati da scenari macroeconomici in buona parte dipendenti da fenomeni non del tutto consolidati e comunque ancora soggetti ad estrema variabilità ed incertezza.
Analisi di sensitività delle perdite attese
Secondo quanto previsto dal paragrafo 125 dello IAS 1, nella nota integrativa devono essere fornite informazioni in merito ai principali fattori di incertezza che caratterizzano le stime di bilancio. Il successivo paragrafo 129 prevede che tale informativa debba essere fornita in modo tale da consentire al lettore di bilancio una chiara comprensione degli elementi di giudizio utilizzati dal management e i relativi impatti. Tra gli esempi menzionati per perseguire tale obiettivo vi sono le analisi di sensitività, mediante le quali il lettore è messo nella condizione di poter apprezzare gli impatti sulle stime di bilancio conseguenti a modelli alternativi di calcolo, variazioni ragionevolmente prevedibili degli input e delle assunzioni alla base delle stime.
Tra i valori di bilancio il cui processo di stima è caratterizzato dalla presenza di rilevanti fattori di incertezza figurano certamente i fondi rettificativi delle esposizioni creditizie non deteriorate (ECL).
Come rappresentato nella "Parte A – Politiche contabili", l'inclusione dei fattori forward looking per la misurazione delle perdite attese risulta essere un esercizio particolarmente complesso, in quanto richiede di formulare previsioni macroeconomiche, di selezionare scenari e relative probabilità di accadimento nonché di definire un modello in grado di esprimere la relazione tra i citati fattori macroeconomici e i tassi di inadempimento delle esposizioni oggetto di valutazione.
Per tale motivo, al fine di poter apprezzare gli impatti sulle perdite attese conseguenti alla selezione di differenti scenari macroeconomici e in ottemperanza alle raccomandazioni formulate dall'ESMA, da ultimo con il documento del 13 maggio 2022, vengono di seguito fornite apposite analisi di sensitivity, sia in termini di ECL che di stage allocation. Dette analisi sono state condotte attribuendo una ponderazione del 100% a ciascun singolo scenario macroeconomico ("base", "peggiorativo", "migliorativo") rispetto all'approccio multiscenario seguito ai fini della redazione del presente bilancio che, come precedentemente descritto, considera tre differenti scenari alternativi. Accanto allo scenario "base", ritenuto essere maggiormente probabile – 50% è la relativa probabilità di accadimento – è stato considerato uno scenario "peggiorativo" a cui è stata attribuita una probabilità di accadimento del 30% e uno scenario "migliorativo" con una probabilità di accadimento pari al 20%.
La selezione di una sensitività multifattoriale, ottenuta facendo variare più parametri contemporaneamente ed implicita nella scelta di considerare scenari macroeconomici alternativi, è giustificata dal fatto che vi sono innumerevoli interrelazioni tra i diversi fattori macroeconomici tali da rendere meno rappresentativa un'analisi di sensitività basata sul singolo fattore (a titolo di esempio, alla variazione del PIL sarebbero infatti correlate le variazioni di molte altre variabili macroeconomiche).
La base di riferimento per le analisi di sensitivity è rappresentata dal fondo ECL, prima dell'applicazione dei management overlays e determinato dai modelli in uso, che ammonta a circa 313 milioni, riferito alle esposizioni creditizie verso la clientela del Gruppo (finanziamenti per cassa e crediti di firma). Si ritiene comunque che detti

aggiustamenti presentino la stessa sensitività alle variazioni dello scenario e, per tale motivo, i risultati rappresentati di seguito possano essere estesi al totale dell'ECL comprensivo dei post model adjustment/management overlays.
Alla luce di quanto illustrato, si riepilogano di seguito i principali risultati delle analisi di sensitivity:
- assegnazione di una probabilità di accadimento pari al 100% allo scenario peggiorativo: in tale ipotesi, l'ECL segnerebbe un incremento di +82,6 milioni rispetto a quella calcolata adottando l'approccio multiscenario (+26,4% circa in termini percentuali), a fronte di un aumento della percentuale di esposizioni classificate in Stage 2 pari al +1,32%;
- assegnazione di una probabilità di accadimento pari al 100% allo scenario base: in tale ipotesi l'ammontare delle ECL risulterebbe inferiore di -18,0 milioni rispetto all'importo dell'ECL calcolata adottando l'approccio multiscenario (-5,8% circa in termini percentuali), a fronte di un aumento della percentuale di esposizioni classificate in Stage 2 pari al -0,32%;
- assegnazione di una probabilità di accadimento pari al 100% allo scenario migliorativo: in tale ipotesi l'ammontare delle ECL risulterebbe inferiore di -60,5 milioni rispetto all'importo delle ECL calcolate adottando l'approccio multiscenario (-19,3% circa in termini percentuali), a fronte di un aumento della percentuale di esposizioni classificate in Stage 2 pari al -1,16%.
Stima della perdita attesa (Expected Credit Loss) – Stage 3
Con riferimento ai modelli utilizzati per la determinazione delle perdite attese sulle esposizioni classificate nello Stage 3, ossia sulle esposizioni deteriorate, si fa rinvio a quanto illustrato nella sezione "A.2 – Parte relativa alle principali voci di bilancio - Modalità di determinazione delle perdite di valore sugli strumenti finanziari IFRS 9 (impairment)" delle presenti Note illustrative. Come evidenziato nel dettaglio nel citato paragrafo, le perdite attese sui crediti deteriorati sono determinate analiticamente in base alle previsioni di recupero, formulate dal gestore o risultanti dall'applicazione di metodologie di calcolo "forfettarie", attualizzate in funzione dei tassi di interesse effettivi originari e della relativa tempistica di recupero.
Per i crediti deteriorati aventi un'esposizione inferiore a 3 milioni (sofferenze, inadempienze probabili, past due deteriorati), la quantificazione delle perdite attese tiene altresì conto dell'effetto delle cessioni; per ogni posizione è infatti assegnata una probabilità di cessione, sulla base delle osservazioni storiche degli ultimi tre anni, che integra quanto già presente nel modello multiscenario utilizzato fino al 31 dicembre 20241 , esclusivamente legato agli obiettivi di cessione approvati dal Consiglio di Amministrazione nell'ambito del piano triennale di gestione dei crediti deteriorati del Gruppo.
In maggior dettaglio, le perdite sono ottenute ponderando le perdite attese nello scenario work out rispetto allo scenario cessione, in funzione della probabilità di cessione (POD). Al 30 giugno 2025 questa ultima probabilità di cessione è quantificata equiponderando la probabilità storica con quella prospettica desunta dal piano.
Per le esposizioni creditizie di ammontare superiore a 3 milioni le perdite attese non fattorizzano alcun correttivo di cessione; tenuto conto della scarsa numerosità di tali posizioni e delle osservazioni storiche è infatti ragionevole attendersi che il loro recupero avverrà mediante work out o attraverso cessioni non massive (c.d. single name).
Con particolare riferimento al perimetro dei crediti non performing sotto la soglia di rilevanza, fissata pari a 1 milione, oggetto di svalutazione tramite approccio forfettario, la funzione CRO ha ultimato nel mese di giugno 2025 un progetto di revisione della metodologia di stima delle coperture contabili.
Il nuovo impianto modellistico, approvato dal Consiglio di Amministrazione del 22 luglio 2025, fa leva sul framework di calcolo regolamentare della LGD ELBE (Expected Loss Best Estimate) IRB, opportunamente adattato ai requisiti previsti nel framework contabile IFRS 9 ("ELBE contabile"). La revisione del modello consente di rispondere a grossa parte dei gap rilevati negli assessment delle funzioni di controllo interne ed esterne rispetto al precedente modello (definito "gone automatizzato"), che aveva richiesto, fin dall'esercizio 2024 l'introduzione di alcuni interventi correttivi, nel tentativo di anticipare gli esiti del previsto modello "ELBE contabile".
Nello specifico, il nuovo modello ELBE contabile introduce nella stima l'uso della campata unica (loss rate quantificato dall'ingresso a default fino alla chiusura del ciclo), specializza le LGD per vintage di riferimento della pratica valutata, nonché integra gli effetti point in time, forward looking (mediante applicazione dei modelli satellite LGD default già in uso negli esercizi di stress testing), cessioni e attualizzazione.
1 Modello multiscenario obiettivi di cessione del piano NPL applicabile fino al 31 dicembre 2024 al solo perimetro dei crediti rappresentati dalle sofferenze e dalle inadempienze probabili.

L'applicazione di tale framework ha comportato sulle risultanze contabili di giugno 2025 (portafoglio pro-formato per le cessioni deliberate sul 30 giugno 2025), un incremento del fondo accantonamenti (rispetto al modello gone oggetto di forzature) pari a circa 18 milioni. Il coverage medio del perimetro in scope passa da 38,8% a 40,2%.
In relazione ai crediti sopra soglia ma con esposizione inferiore a 3 milioni, il nuovo framework valutativo introdotto a giugno 2025 per fattorizzare gli effetti delle cessioni storiche, in aggiunta a quelle già considerate nel piano – che al 30 giugno 2025 risulta essere nullo per effetto delle cessioni deliberate o perfezionate – ha comportato l'addebito nel conto economico di maggiori rettifiche di valore pari a 13,8 milioni.
Tecniche di mitigazione del rischio di credito
Il Gruppo è da sempre attento all'acquisizione di strumenti a maggior tutela del credito ovvero all'utilizzo di applicativi e tecniche che determinino una riduzione del rischio di credito. A tale fine sono acquisite, quando ritenute necessarie, le garanzie tipiche dell'attività bancaria, vale a dire, principalmente, ipoteche su beni immobili, garanzie reali su titoli oltre alle garanzie personali rilasciate dai fideiussori e garanzie statali.
In generale, la decisione sull'acquisizione di una garanzia si basa sulla valutazione del merito creditizio del cliente e sulle caratteristiche dell'operazione. Dopo tale analisi, può essere ritenuto opportuno raccogliere delle garanzie supplementari ai fini della mitigazione del rischio, tenuto conto del presumibile valore recuperabile offerto dalla garanzia. Il sistema di censimento dei beni immobili posti a garanzia di operazioni di finanziamento consente la rivalutazione periodica automatica del valore dei beni e identifica i beni per i quali ricorrono le condizioni per l'aggiornamento della perizia in linea con i criteri stabiliti dalle norme vigenti.
Il valore delle garanzie reali finanziarie è sottoposto a un costante monitoraggio automatico che permette il confronto tra il valore attuale della garanzia rispetto a quello iniziale, in modo da consentire al gestore di intervenire tempestivamente nel caso si registri una significativa riduzione della garanzia stessa.
Per le garanzie costituite da pegno su titoli è operativo un sistema automatico di alert che evidenzia la perdita di valore della garanzia oltre una determinata soglia, mettendo in rilievo la criticità al gestore della relazione affinché quest'ultimo possa provvedere con interventi mirati.
Per quanto riguarda l'attività in derivati con controparti di mercato, sono preferite le entità con le quali sono attivi accordi di prestazione di collaterale, con particolare riferimento agli ISDA - Credit Support Annex, al fine di ridurre significativamente il rischio di credito.
Esiti dell'attività di validazione interna
Il Gruppo Banco BPM adotta - ai fini del calcolo dei requisiti patrimoniali a fronte del Rischio di Credito e sul solo perimetro della Capogruppo - stime interne di PD e di LGD per i portafogli Imprese e Privati.
Il confronto tra stime e dati empirici viene effettuato separatamente per PD, LGD e CCF, mediante attività di backtesting condotta dalla funzione di Validazione Interna.
Con riferimento ai modelli PD, il Gruppo Banco BPM adotta misure di performance per verificare la capacità discriminante delle stime (accuracy ratio-AR) e test di calibrazione (test binomiali "classici", multi-periodali e monoperiodali) per confrontare i tassi di default (TD) realizzati su un orizzonte temporale annuale con i valori stimati di PD. Relativamente al segmento Imprese, dall'ultimo backtesting emerge una buona capacità discriminante dei modelli a livello sia di singoli moduli sia di score integrato finale, che si attesta su valori comparabili, e a volte superiori, rispetto a quelli ottenuti nella fase di sviluppo. Per quanto concerne la calibrazione, si rilevano valori soddisfacenti per tutti i modelli.
Relativamente al segmento Privati, si osserva nel complesso un buon livello di performance del modello. Per quanto riguarda la calibrazione, gli esiti del test binomiale sono soddisfacenti.
Con riferimento al parametro LGD, sono state condotte le attività di verifica sia sulla componente bonis che default. Validazione interna non ha rilevato carenze significative per quanto attiene alle stime prodotte per i modelli imprese e privati. Restano comunque da approfondire aspetti di ulteriori miglioramenti sul perimetro dei default, soprattutto con riferimento agli unlikely to pay.
Con riferimento ai CCF, sono state condotte le attività di verifica. Validazione Interna non ha rilevato temi significativi per quanto attiene alle stime prodotte sia per il modello Retail che Corporate.

In generale, si segnala che sono state condotte le attività di fine tuning dei modelli finalizzati principalmente a rendere i modelli maggiormente compliant con le richieste normative.
La funzione Validazione Interna valida nel continuo anche le modifiche al modello gestionale interno per il calcolo del capitale economico ai fini Pillar II (Capital Portfolio Model). In particolare, nel corso del semestre, Validazione Interna ha verificato la robustezza delle ipotesi di correlazione alla base della simulazione Monte Carlo.
Rischio di controparte
Con riferimento al rischio di controparte, definito come il rischio che la controparte di un'operazione risulti inadempiente prima del regolamento definitivo dei flussi di cassa dell'operazione stessa (Regolamento UE n. 575/2013), il Gruppo utilizza, sia ai fini segnaletici di Vigilanza sia a fini gestionali interni, metodologie standard per il calcolo delle esposizioni sull'intero perimetro di riferimento relativo a derivati e securities financing transactions (pronti contro termine e prestito titoli).
Per quanto riguarda l'operatività in derivati, il calcolo dell'esposizione al rischio di controparte viene effettuato sulla base della metodologia standard SA-CCR (Standardized Approach for Counterparty Credit Risk) (Rif. Regolamento UE 2019/876) che permette di riflettere meglio i rischi connessi alle operazioni in derivati.
A partire da marzo 2023, la metodologia interna (Shortcut Method), utilizzata in precedenza a fini gestionali per la stima delle esposizioni a rischio in derivati OTC oggetto di Collateral Agreement (CSA), è stata sostituita prudenzialmente dall'approccio standard (SA-CCR) adottato anche in ambito segnaletico di Vigilanza, entrato in vigore a giugno 2021 ed applicato all'intero perimetro dell'operatività in derivati.
La metodologia interna sopra citata rimane implementata nella filiera dei processi creditizi della Capogruppo per l'operatività in derivati OTC collateralizzati, unitamente ad un sistema di monitoraggio e reporting giornaliero.
L'adesione alle Clearing Houses per l'operatività in Derivati OTC e Derivati di Credito ha consentito la mitigazione dei rischi.
In conformità al Regolamento Europeo 2024/1623 in vigore dal 1° gennaio 2025, sono inoltre calcolati i requisiti di capitale aggiuntivi in materia di Fondi propri per il Credit Valuation Adjustment (CVA Risk), tramite l'adozione del Metodo di Base di cui all'art. 384 del sopracitato Regolamento. Sono inoltre calcolate le esposizioni da negoziazione e i contributi al fondo di garanzia verso una controparte centrale, tramite l'adozione delle modalità previste agli articoli 306-308 del Regolamento UE n. 575/2013.
La determinazione del rischio controparte complessivo avviene applicando, alle misure di esposizione definite come sopra, i parametri creditizi (PD, LGD, ponderazioni) previsti (modello interno AIRB o Standard).
Sull'intero perimetro viene verificato mensilmente il rispetto del limite RAF fissato dal Consiglio di Amministrazione.
In materia di misurazione del fair value ai fini della valutazione contabile degli strumenti finanziari, la Capogruppo stima inoltre le rettifiche del fair value (Valuation Adjustment), al fine di riflettere il rischio di controparte sulle esposizioni in strumenti derivati OTC.
I suddetti aggiustamenti sono effettuati sia con riferimento alle esposizioni creditorie (CVA - Credit Valuation Adjustment) sia sulle esposizioni debitorie (DVA – Debit Valuation Adjustment), per tenere conto rispettivamente delle probabilità di fallimento della controparte e della Banca Segnalante. Ai fini della determinazione dell'esposizione, alla base della quantificazione del CVA e DVA, viene adottato un approccio di calcolo di tipo simulativo avanzato (Monte Carlo), in linea con la best practice di mercato.
Il Gruppo aderisce all'obbligo previsto dalla Normativa Europea (Regolamento Delegato UE 2016/2251) scambiando, in base alla relativa contrattualistica (CTA - Collateral Transfer Agreement), margini iniziali relativamente ai contratti derivati OTC non compensati a livello centrale, che forniscono un'ulteriore protezione nel caso in cui una delle due controparti non sia in grado di onorare i suoi impegni durante la vita del contratto.
Il Gruppo Banco BPM utilizza il metodo SIMM (Standard Initial Margin Model), il cui calcolo è maggiormente risk sensitive ed è basato sulle sensitivities aggregate per classe di rischio e di prodotto.

Rischi finanziari
Portafoglio di negoziazione
Il modello organizzativo adottato dal Gruppo Banco BPM per i portafogli di negoziazione soggetti al rischio tasso di interesse e al rischio di prezzo prevede l'accentramento nella Finanza di Capogruppo della gestione delle posizioni di Tesoreria e del portafoglio di proprietà.
Con riferimento al modello interno per il calcolo degli assorbimenti patrimoniali a fronte del rischio di mercato, si ricorda che, a partire dalla data di reporting del 31 dicembre 2020, il Gruppo Banco BPM utilizza il modello esteso a tutti i fattori di rischio per il calcolo del requisito di capitale Rischio Mercato. Tale misura viene quindi calcolata sulla base del VaR, Stressed VaR – comprensivi del rischio specifico su titoli di debito – e dell'IRC.
In data 14 aprile 2023 BCE ha inoltre concesso l'autorizzazione ad estendere l'approccio del modello IMA al rischio di cambio delle posizioni del Banking Book.
A seguito del perfezionamento dell'operazione di scissione del ramo Global Markets di Banca Akros in Banco BPM, con efficacia giuridica dal 1° gennaio 2024, il nuovo modello operativo ha accentrato nella Capogruppo le attività di capital markets che comportano un'assunzione di rischio mercato.
Portafoglio di proprietà della Capogruppo
La Capogruppo detiene un portafoglio di negoziazione le cui principali esposizioni di rischio sono riconducibili sia all'operatività sui mercati a contante ed i connessi derivati di copertura, sia a quella sui mercati dei derivati e prodotti strutturati OTC e dei derivati quotati.
L'operatività riguarda sia strumenti plain vanilla che strumenti strutturati e derivati quotati e non quotati, comprensiva anche della negoziazione sul mercato secondario dei prodotti strutturati emessi dal Gruppo. La destrutturazione delle operazioni complesse in base al sottostante consente la gestione accentrata dei rischi di tasso, cambio e corso nell'ambito degli specifici uffici della Direzione Finanza della Banca, che si avvalgono di sofisticati sistemi di position keeping.
L'attività di negoziazione in derivati su tassi di interesse consiste prevalentemente nell'ottimizzazione dei flussi generati dalle esigenze di copertura dei rischi di tasso di interesse da parte della clientela istituzionale (ad esempio Banche, Fondi, Assicurazioni, etc.) e corporate della Banca, assumendone il rischio in proprietà e gestendo lo stesso con strategie di copertura dinamica. La Capogruppo opera come market maker sui derivati OTC principalmente sulle curve di tasso Euro. Il processo di ribilanciamento dei rischi nel continuo prevede, anche in funzione della liquidità dei mercati, il ricorso a negoziazioni in futures regolamentati e relative opzioni sul tasso a breve ed a medio-lungo termine.
L'attività di negoziazione in titoli obbligazionari emessi da società financial o corporate e negoziate sul mercato secondario (Eurobonds) trae origine dalla necessità di soddisfare le richieste della clientela, prevalentemente istituzionale. La Banca opera, sul mercato secondario, in qualità di market maker sui titoli obbligazionari di emittenti corporate, financial e sovranazionali, principalmente denominati in Euro, attraverso la negoziazione su piattaforme di negoziazione multilaterale oppure in modalità OTC.
Da novembre 2024, la Banca svolge inoltre la funzione di market maker come specialista in Titoli di Stato per conto del Ministero del Tesoro.
Le principali esposizioni al rischio azionario sono riconducibili all'operatività sia sui mercati a contanti e relativi derivati quotati o plain vanilla sia sui mercati dei derivati e prodotti strutturati OTC e dei derivati quotati.
In particolare, rientrano nel perimetro i portafogli in titoli azionari e relativi derivati quotati, detenuti per finalità di trading, per l'operatività di market making su singole Stock Future e Opzioni e per le attività connesse ai servizi di specialist (esposizione continuativa di proposte di acquisto/vendita), nonché l'operatività in strumenti strutturati ed in derivati quotati. La destrutturazione delle operazioni complesse in base al sottostante consente la gestione accentrata dei rischi di tasso, cambio e corso nell'ambito degli specifici uffici che si avvalgono di un sistema di position keeping specializzato sia nel comparto tasso e credit spread che in quelli corso/cambi. Tale sistema è integrato anche con modelli di pricing e calcolo dei rischi (greche) sviluppati internamente dalla funzione Financial Engineering e certificati dalla Funzione Rischi della Capogruppo.
Entrando nel merito della composizione del portafoglio, a fine giugno, l'esposizione obbligazionaria netta, escluse le emissioni Banco BPM, risulta pari a circa 507 milioni di nominale, costituita da 184 milioni di titoli Finanziari italiani, da 64 milioni di titoli Corporate, da 53 milioni di governativi esteri (54 milioni tedeschi, 12 milioni USA e da una posizione corta di 29 milioni in titoli governativi francesi), da 2 milioni di titoli Supranational, da una posizione di
218 milioni in titoli Governativi italiani e da una posizione corta in Finanziari esteri (-13 milioni), questi ultimi costituiti prevalentemente da CDS Itraxx finanziari (-33 milioni), utilizzati a copertura delle posizioni in titoli finanziari.
L'esposizione al rischio spread di credito risulta complessivamente di circa -30 mila Euro (al netto delle emissioni Banco BPM), considerando uno shock di 1 punto base, derivante principalmente dai titoli finanziari (credit spread sensitivity: circa -22 mila Euro), prevalentemente italiani (-34 mila Euro), dai governativi esteri (circa -5 mila Euro).
La sensitivity (delta) al rischio tasso di interesse complessiva a fine giugno, nettando le esposizioni lunghe e corte sulle diverse divise e nodi delle curve di tasso, è pari a +56 mila Euro, ipotizzando una variazione parallela della curva dei tassi di 1 basis point. Le maggiori esposizioni al rischio tasso si registrano sulle curve EUR (+51 mila Euro rho positivo), USD (+3 mila Euro) e CHF (+2 mila Euro).
L'esposizione al rischio di corso complessiva del portafoglio azionario equivale ad una posizione delta equivalente lunga di circa +7,2 milioni, suddivisa principalmente tra Area Euro (+5,1 milioni) e USA (+1 milione). Con riferimento all'indicatore Vega (sensibilità rispetto a variazioni della volatilità implicita del sottostante), relativamente alla classe di rischio equity, a fine giugno l'esposizione risulta positiva, pari a circa 1,8 milioni, considerato uno shock parallelo dell'1% sui livelli di volatilità. Tale esposizione origina prevalentemente da indici azionari liquidi e da azioni single stock "Large Cap".
Infine, la sensitivity al fattore di rischio dividendi, considerato uno shock parallelo del 10% sui livelli di tale parametro, al 30 giugno risulta essere pari a circa +329 mila euro, concentrata principalmente sugli indici Ftse Mib e Stoxx Utilities e su large caps.
Le suddette esposizioni di rischio sono monitorate giornalmente per verificare il rispetto dei limiti operativi, sull'intero portafoglio e sui singoli sottostanti, determinati in coerenza con i limiti RAF fissati dal Consiglio di Amministrazione.
Processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso di interesse e del rischio di prezzo
L'attività di controllo della gestione dei rischi finanziari, volta all'individuazione delle diverse tipologie di rischio, alla definizione delle metodologie di misurazione degli stessi, al controllo dei limiti a livello strategico e della coerenza dell'operatività delle stesse con gli obiettivi di rischio/rendimento assegnati è accentrata nella Capogruppo sotto la responsabilità della Funzione Rischi.
Il monitoraggio dei rischi finanziari è realizzato quotidianamente attraverso l'utilizzo di indicatori sia di tipo deterministico (sensitività ai fattori di rischio di mercato e indicatori riferiti all'emittente) che di tipo probabilistico (Value at Risk - VaR). Il VaR rappresenta una misura sintetica di rischio ed esprime la massima perdita potenziale causata da movimenti di mercato in condizioni di normalità, in un certo orizzonte temporale e con un certo intervallo di confidenza.
L'approccio utilizzato per il calcolo del VaR è quello basato sulla simulazione storica. I valori calcolati vengono forniti con un intervallo di confidenza del 99% e un orizzonte temporale pari a un giorno. Le correlazioni utilizzate sono quelle implicite negli scenari storici dei fattori di rischio applicati per la stima della distribuzione empirica dei valori del portafoglio di negoziazione.
Nell'ambito del modello Interno (IMA) utilizzato per la quantificazione del Requisito Patrimoniale Regolamentare, oltre al VaR Ordinario calcolato in condizioni correnti, viene calcolato il VaR in condizioni di stress (Stressed VaR) che adotta quale scenario di massima severità il periodo compreso tra agosto 2008 e agosto 2009. Il periodo di stress viene monitorato con una frequenza ed una metodologia definite da regolamenti interni, che ne consentono l'individuazione puntuale al variare della composizione del portafoglio, garantendo allo stesso tempo una certa stabilità.
Il modello VaR a Historical Simulation è utilizzato sia per il calcolo del requisito patrimoniale, come previsto dalla normativa prudenziale per il rischio di mercato, sia per finalità gestionali.

Portafoglio di negoziazione di vigilanza: modelli interni e altre metodologie di analisi della sensitività
A seguire, si riportano una tavola contenente i dati di VaR gestionale relativi al primo semestre 2025 e il grafico storico, riferiti al portafoglio di negoziazione di vigilanza di Banco BPM.
| Portafoglio di negoziazione vigilanza | 1° semestre 2025 | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| (in milioni di euro) | 30 giugno | media | massimo | minimo | ||
| Rischio Tasso | 0,361 | 0,634 | 2,167 | 0,270 | ||
| Rischio Cambio del trading e del banking book | 0,758 | 0,372 | 0,989 | 0,055 | ||
| Rischio Azionario | 1,269 | 1,597 | 6,446 | 0,821 | ||
| Rischio Dividendi e Correlazioni | 0,264 | 0,378 | 1,198 | 0,000 | ||
| Rischio Specifico Titoli di Debito | 0,637 | 0,664 | 1,147 | 0,305 | ||
| Totale non correlato | 3,290 | |||||
| Effetto diversificazione | -1,384 | |||||
| Rischio Congiunto (*) | 1,907 | 2,010 | 5,867 | 1,112 | ||
(*) VaR gestionale complessivo.

La componente di rischio prevalente nel primo semestre del 2025 è quella relativa al rischio azionario (livelli e volatilità), seguita in ordine d'importanza dal rischio specifico su titoli di debito.
In linea con la validazione del modello interno per la determinazione del requisito patrimoniale sui rischi di mercato, vengono condotti, su base quotidiana, test retrospettivi sul portafoglio di negoziazione di vigilanza (backtesting) finalizzati a verificare la bontà del modello VaR adottato. Viene di seguito riportato il backtesting riferito alla metodologia VaR calcolato sulle componenti di rischio generico e specifico titoli di debito e titoli azionari, rischio tasso di interesse e rischio cambio del trading e del banking book.


Backtesting Ipotetico

Nelle ultime 250 osservazioni, Banco BPM ha registrato 2 sconfini di backtesting ipotetico (15 luglio 2024 e 5 agosto 2024), generati da movimenti avversi del mercato.
FRTB (Fundamental Review of the Trading Book)
Per far fronte alle numerose criticità emerse durante la crisi finanziaria globale del 2008, è entrata in vigore nel 2013 la CRR (Capital Requirements Regulation), regolamento europeo che adotta gli standard Basilea II e III al fine di garantire la stabilità finanziaria delle istituzioni attraverso la definizione di requisiti patrimoniali robusti per i rischi di credito, operativo e mercato.
Da allora, la regolamentazione bancaria in materia di gestione del rischio di mercato è stata oggetto di ulteriori revisioni, con una prima implementazione del framework FRTB (Fundamental Review of the Trading Book) all'interno della CRR II nel 2019, l'introduzione di requisiti di segnalazione incrementali a partire dal 2021 e una successiva integrazione degli standard FRTB con l'entrata in vigore a luglio 2024 del nuovo testo CRR III. In particolare, il nuovo framework ha introdotto le seguenti novità:

- definizione di regole più stringenti per la classificazione e movimentazione degli strumenti all'interno del trading e banking book; le metriche di misurazione del requisito di capitale per il rischio di mercato mediante approccio standard sono state rese più prudenziali e sensibili ai movimenti di mercato;
- i modelli interni rimangono consentiti, ma devono soddisfare requisiti più stringenti e sono soggetti ad approvazione da parte del Regulator.
Al fine di garantire un level playing field tra istituzioni finanziarie UE e di altre giurisdizioni, la Commissione mediante atto delegato ha posticipato due volte la data di applicazione del testo normativo, portandola al 1° gennaio 2027.
A tal proposito, Gruppo Banco BPM lavora attivamente agli sviluppi e agli allineamenti dei sistemi, strutture e attività alle novità normative introdotte. In particolare, si precisa che:
- nell'ambito del modello Standard (FRTB SA), è stata accolta da parte del Regulator la richiesta di utilizzo di sensitivity alternative (come reso possibile dall'art.325t), in quanto considerate maggiormente precise rispetto a quelle previste da normativa;
- nell'ambito del modello Interno (FRTB IMA), data la complessità di calcolo delle nuove misure e il recente riassetto organizzativo delle strutture del trading book, Gruppo Banco BPM ha deciso di non chiedere autorizzazione per l'applicazione del modello (potrà eventualmente farne richiesta successivamente).
Esiti dell'attività di validazione interna
Il Gruppo Banco BPM adotta modelli interni per la quantificazione dei requisiti patrimoniali a fronte del Rischio di Mercato, sui quali la funzione di Validazione Interna effettua analisi di natura qualitativa e quantitativa volte a valutare la solidità degli stessi e l'accuratezza delle stime di tutte le componenti rilevanti di rischio. Inoltre, esprime un giudizio in merito al regolare funzionamento, alla capacità predittiva, alle performance delle metodologie interne di misurazione dei rischi e all'adeguatezza dei processi operativi per assicurare, su base continuativa, la rispondenza delle metodologie interne alle esigenze aziendali e all'evoluzione del mercato di riferimento.
Con riferimento al backtesting, vengono analizzati i dati prodotti a supporto degli sconfini, oltre a specifici test statistici (Proportion of Failures test, Time Until First Failure test, Christoffersen Interval Forecast test, Mixed Kupiec test, Conditional Coverage test) condotti con riferimento a differenti livelli gerarchici di portafoglio e orizzonti temporali. I risultati delle analisi hanno rilevato una buona capacità del modello di predire il numero degli sconfini di backtesting. Inoltre, viene sottoposta a revisione l'adeguatezza della metodologia di scaling utilizzata nella quantificazione del requisito di capitale, come richiesto dalla normativa.
Al fine di verificare la severity del periodo stressato utilizzato nella misura di rischio Stressed VaR, vengono condotte opportune analisi finalizzate a valutare eventuali periodi alternativi maggiormente conservativi rispetto a quello attualmente utilizzato per la quantificazione del rischio. Le analisi hanno mostrato l'adeguatezza del periodo stressato utilizzato nella quantificazione del rischio.
Infine, Validazione Interna effettua la validazione di modelli di pricing, a campione, ed elabora modelli benchmark al fine di valutare la robustezza di quelli in produzione.
Su base periodica Validazione Interna verifica, inoltre, la robustezza del framework dei rischi non modellati (RNIME), così come richiesto dalla normativa di vigilanza.
Nell'ambito della normativa Mifid 2, Validazione Interna ha effettuato attività propedeutiche alla produzione delle Relazioni annuali di Convalida sul Trading Algoritmico per l'attività in conto proprio (Capogruppo) e in conto terzi (Banca Akros) da inviare a Consob (previa valutazione delle funzioni Audit e Compliance).
Portafoglio bancario
Il rischio di tasso di interesse relativo al portafoglio bancario deriva principalmente dall'attività caratteristica esercitata in qualità di intermediario impegnato nel processo di trasformazione delle scadenze. In particolare, costituiscono fonte di rischio di tasso da "fair value" le emissioni di prestiti obbligazionari a tasso fisso, l'erogazione di mutui e impieghi commerciali a tasso fisso e la raccolta mediante conti correnti a vista, mentre costituiscono fonte di rischio di tasso di interesse da flussi di cassa le attività/passività finanziarie a tasso variabile.
La struttura Asset & Liability Management della Funzione Finanza della Capogruppo è deputata alla gestione del rischio di tasso d'interesse e opera nel rispetto dei limiti di esposizione al rischio tasso di interesse definiti nell'ambito del RAF e/o del framework dei limiti operativi e delle indicazioni del Comitato Finanza.
L'attività di monitoraggio e controllo del rischio di tasso d'interesse del portafoglio bancario è svolta dalla Funzione Rischi della Capogruppo, anche per le società finanziarie controllate. L'attività, condotta su base mensile, si pone

l'obiettivo di verificare il rispetto dei limiti fissati in termini di variazione del margine di interesse e del valore economico del portafoglio bancario.
Nel corso del primo semestre 2025 sono state svolte le consuete periodiche attività di mantenimento e aggiornamento dei modelli interni.
Si segnala, inoltre, che sono state trasmesse in continuità le segnalazioni di Vigilanza (ad hoc data collection) richieste dalle linee guida EBA del 2022, avviate a partire dal 31 dicembre 2023: CSRBB e NII+FV Changes in ambito STE, SOT EV e SOT NII. Inoltre, a partire da settembre 2024, sono state introdotte le segnalazioni di vigilanza ITS, non solo a livello consolidato ma anche a livello individuale (comprendendo le singole legal entities), come richiesto dal Regulator. A partire da dicembre 2024, inoltre, all'interno dell'esercizio STE, il Regulator ha richiesto la metrica CSRBB_STD (standard), con shock su curve credit spread fornite da ESMA e con perimetro esteso a Deposit e Loans and advances.
Nell'ambito del monitoraggio del rischio di tasso di interesse, le principali misure di rischio utilizzate in ambito RAF sono:
- la variazione del margine di interesse atteso su un orizzonte temporale di dodici mesi, in accordo con una prospettiva di bilancio sia statico sia dinamico, a seguito di uno shock parallelo istantaneo delle curve dei tassi spot pari a +/- 100 p.b. per il monitoraggio statico e +/- 200 p.b. per il monitoraggio dinamico, equiparando la misura al SOT NII static, in relazione al Tier 1 (prospettiva reddituale);
- la variazione del valore economico a seguito di uno shock parallelo delle curve dei tassi spot di +/-200 p.b., nello scenario Run-off Balance Sheet, in relazione al Tier 1 (prospettiva patrimoniale);
- il valore a rischio del portafoglio bancario attraverso la metodologia VaR (Value at Risk), su un orizzonte temporale di 12 mesi e con un intervallo di confidenza del 99,9% monitorato come indicatore RAF di early warning (prospettiva patrimoniale);
- la variazione del valore economico a seguito di shock di credit spread calibrati (CSRBB sensitivity), in relazione al Tier 1.
Per quanto riguarda le analisi di valore economico, il Gruppo Banco BPM ha mantenuto la frequenza mensile di applicazione delle prove di stress sulle divise rilevanti, rendicontando i risultati al Comitato Finanza, seguendo comunque anche la normale prassi gestionale, nonché la normativa interna, di effettuare le stesse prove di stress applicando shock istantanei, paralleli o non paralleli, sulle curve dei tassi a tutte le divise in cui sono denominate le poste del portafoglio bancario.
Inoltre, in corrispondenza dell'esercizio ICAAP, viene valutato l'impatto di variazioni estreme, ma plausibili, dei fattori di rischio sul VaR, secondo la prospettiva dell'adeguatezza del capitale.
Nella tabella seguente si riporta l'esposizione al rischio di tasso di interesse alla fine del primo semestre 2025, secondo le misure di rischio gestionali.
| esercizio 2025 | esercizio 2024 | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Indici di rischiosità (%) | 30 giugno | media | massimo | minimo | 31 dicembre | Media |
| Per shift + 100 bp | ||||||
| Margine finanziario a rischio/ Margine finanziario |
4,80% | 6,00% | 7,00% | 4,80% | 6,30% | 6,40% |
| Per shift - 100 bp | ||||||
| Margine finanziario a rischio/ Margine finanziario |
-4,80% | -6,40% | -4,80% | -7,60% | -6,70% | -7,00% |
| Per shift + 100 bp | ||||||
| Valore economico a rischio/ Tier 1 Capital |
-7,10% | -6,30% | -5,70% | -7,10% | -6,40% | -5,00% |
| Per shift - 100 bp | ||||||
| Valore economico a rischio / Tier 1 Capital |
5,90% | 4,70% | 5,90% | 4,00% | 3,30% | 0,90% |
Il rischio del portafoglio Bancario comprende anche il rischio specifico su titoli di debito e titoli di capitale misurati con modello a Historical Simulation FHS-VaR, per tutte le poste di bilancio valutate a fair value.
Esiti dell'attività di validazione interna
Il Gruppo Banco BPM adotta modelli comportamentali al fine di catturare elementi idiosincratici di segmenti di clientela e produrre stime di rischio tasso più adeguate alle caratteristiche del portafoglio bancario. In tale ambito, Validazione

Interna effettua analisi di reperforming, benchmarking e backtesting al fine di verificare la robustezza delle stime di rischio di tasso. Le analisi effettuate nel primo semestre 2025 non hanno evidenziato criticità.
Rischi operativi
Natura del rischio
Il rischio operativo è definito come il rischio di subire perdite derivanti dall'inadeguatezza o dalla disfunzione di procedure, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni. Rientrano in tale tipologia, tra l'altro, le perdite derivanti da frodi, errori umani, interruzioni dell'operatività, indisponibilità dei sistemi, inadempienze contrattuali, catastrofi naturali. All'interno del rischio operativo è ricompreso il rischio giuridico mentre non sono inclusi quelli strategici e di reputazione.
Fonti del rischio
Le fonti principali di manifestazione del rischio operativo sono: la scarsa affidabilità - in termini di efficacia/efficienza - dei processi operativi, le frodi interne ed esterne, gli errori operativi, il livello qualitativo della sicurezza fisica e logica, l'inadeguatezza dell'apparato informatico rispetto al livello dimensionale dell'operatività, il crescente ricorso all'automazione, l'esternalizzazione di funzioni aziendali, l'utilizzo di pochi fornitori, l'adozione di cambiamenti di strategia, la presenza di non corrette politiche di gestione e formazione del personale ed infine gli impatti sociali e ambientali.
Modello di gestione del rischio e struttura organizzativa
Il Gruppo Banco BPM adotta integralmente, per quanto concerne il calcolo del requisito patrimoniale, la metodologia standardizzata (Standardised Measurement Approach) su tutte le società che compongono il Gruppo di Vigilanza, mentre con riferimento agli altri elementi quali-quantitativi previsti dalla Normativa di Vigilanza, come richiesto dalla BCE, rispetta tutti i requisiti previsti nella CRR (Regolamento UE n. 575/2013 e successivi aggiornamenti) per il metodo SMA.
Il Gruppo ha adottato, anche in aderenza alle apposite prescrizioni normative, un modello di gestione del rischio operativo che prevede al suo interno le modalità di gestione e gli attori coinvolti nei processi di identificazione, misurazione, monitoraggio, mitigazione e reporting, con particolare riferimento sia ai presidi accentrati (governance e funzioni di controllo) che ai presidi decentrati (coordinatori e referenti ORM, impegnati in particolare nei processi chiave di raccolta dei dati di perdita operativa, di valutazione nel continuo del contesto operativo e di valutazione prospettica dell'esposizione al rischio). Tale modello è disciplinato in uno specifico Regolamento di Gruppo, approvato dagli Organi di Governo.
Il Gruppo Banco BPM adotta un modello di reporting articolato in un sistema di informativa direzionale, destinato agli Organi sociali e all'Alta Direzione (perdite significative e relativi recuperi, valutazione complessiva sul profilo di rischio, profilo degli indicatori RAF, assorbimenti patrimoniali e politiche di gestione del rischio realizzate e/o pianificate) e in un sistema di reportistica operativa, utile ai fini di un'adeguata gestione del rischio nei relativi ambiti di pertinenza.
Coerentemente con la mission del Gruppo Banco BPM, i principali impatti di rischio riguardano le categorie "Processi" e "Pratiche Commerciali", che insieme rappresentano una parte prevalente del rischio totale che si manifestano in maggior parte presso le reti commerciali del Gruppo. Con riferimento alla casistica delle "Frodi Esterne", a fronte della tendenza a una maggiore sofisticatezza delle tecniche utilizzate (es. furti d'identità, fenomeni di cyber risk ecc.), il Gruppo attua un costante rafforzamento dei presidi di sicurezza fisica e logica, determinando così un contenimento dei fenomeni sia in termini di frequenza che di impatto medio sugli eventi di perdita della specie. A fronte dei principali fattori di rischio che emergono, il Gruppo attua gli opportuni interventi di mitigazione (ad esempio formazione, implementazione di processi e/o procedure applicative).

Rischio di liquidità
Sfide e impatti derivanti dall'attuale contesto macroeconomico
Nonostante il contesto macroeconomico sia stato caratterizzato da periodi di elevata volatilità a fronte delle tensioni geopolitiche, il profilo di rischio del Gruppo ha evidenziato livelli robusti di liquidità e funding ampiamente superiori rispetto alle soglie regolamentari e ai limiti interni. In aggiunta si evidenzia che lo scenario e i relativi impatti sulla posizione di liquidità e funding del Gruppo sono oggetto di costante monitoraggio e di reporting agli organi aziendali competenti.
Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di liquidità
Per rischio di liquidità si intende il rischio che il Gruppo non riesca a far fronte ai propri impegni di pagamento, certi o previsti con ragionevole certezza. Normalmente vengono individuate due manifestazioni del rischio di liquidità:
- il Liquidity e Funding Risk, ovvero il rischio che il Gruppo non sia in grado, nel breve (liquidity) e/o nel lungo termine (funding), di far fronte ai propri impegni di pagamento e alle proprie obbligazioni in modo efficiente;
- il Market Liquidity Risk, ovvero il rischio che il Gruppo non sia in grado di liquidare un'attività senza incorrere in perdite in conto capitale a causa della scarsa profondità del mercato di riferimento e/o in conseguenza del timing con cui è necessario realizzare l'operazione.
Nel Gruppo Banco BPM il rischio di liquidità e di funding è normato dal "Regolamento in materia di rischio di liquidità, di funding e ILAAP" che stabilisce: i ruoli e responsabilità degli organi societari e delle funzioni aziendali, le metriche utilizzate per la misurazione del rischio, le linee guida per l'esecuzione delle analisi di stress, il Liquidity Contingency Plan e il reporting framework complessivo relativo al rischio di liquidità e funding del Gruppo.
Il rischio di liquidità viene gestito e monitorato nell'ambito del processo di valutazione interna dell'adeguatezza della liquidità (ILAAP – Internal Liquidity Adequacy Assessment Process) che rappresenta il processo attraverso il quale il Gruppo identifica, misura, monitora, mitiga e rendiconta il proprio profilo di rischio di liquidità. Nell'ambito di tale processo il Gruppo procede a un'autovalutazione annuale circa l'adeguatezza del framework complessivo di gestione e misurazione del rischio di liquidità che include, inoltre, governance, metodologie, sistemi informativi, strumenti di misurazione e reporting. I risultati della valutazione di adeguatezza del profilo di rischio e dell'autovalutazione complessiva sono rendicontati agli Organi aziendali e portati a conoscenza dell'Autorità di Vigilanza.
Il governo della liquidità è accentrato presso la Capogruppo. L'attività di monitoraggio e controllo del rischio di liquidità è condotta su base giornaliera (liquidità di breve termine) e mensile (liquidità strutturale) e si pone l'obiettivo di monitorare l'evoluzione del profilo di rischio verificandone l'adeguatezza rispetto al Risk Appetite Framework e ai limiti operativi previsti. Su base mensile vengono svolte analisi di stress al fine di testare la capacità del Gruppo di resistere a scenari sfavorevoli e vengono aggiornate le stime di liquidità generabile con le contromisure (il cosiddetto action plan, parte integrante del Liquidity Contingency Plan) attivabili al realizzarsi di uno scenario di stress.
In particolare, il Gruppo utilizza un sistema di monitoraggio che include indicatori di liquidità sia di breve termine (orizzonte temporale da infra-giornaliero fino a dodici mesi), sia di lungo termine (oltre dodici mesi). A tal fine sono utilizzate sia metriche regolamentari (LCR, NSFR, ALMM), sia metriche elaborate internamente e che includono l'utilizzo di modelli di stima di parametri comportamentali e/o opzionali.
Nel corso del primo semestre 2025, il profilo di liquidità e funding del Gruppo Banco BPM si è mostrato adeguato rispettando i limiti di rischio regolamentari e interni. È stato mantenuto il presidio di tutte le attività ordinarie legate alla misurazione, monitoraggio e reporting dell'esposizione del Gruppo ai rischi di liquidità e funding, incluse le Segnalazioni di Vigilanza e l'interlocuzione periodica con il JST. Nel corso del primo semestre 2025, una volta ricevuto da parte di BCE il Final Report, il Gruppo ha pianificato e dato seguito al piano di risoluzione, tuttora in corso, dei finding emersi in sede di on-site inspection OSI-2024-ITBPM-0241688.
Esiti dell'attività di validazione interna
La funzione Validazione Interna effettua analisi di natura qualitativa e quantitativa volte a valutare la solidità e l'accuratezza delle stime di rischio di liquidità. Inoltre, in ambito ILAAP esprime un giudizio in merito al regolare funzionamento, alla capacità predittiva, alle performance e alla prudenzialità delle metodologie interne di misurazione dei rischi di liquidità e funding. Le analisi effettuate nel primo semestre 2025, non hanno evidenziato criticità.

Operazioni di covered bond e cartolarizzazione
Covered bond
Eventi di rilievo del semestre
Con riferimento ai Programmi OBG del Gruppo Banco BPM, nell'ambito del Programma BPM Covered Bond ("BPM OBG1"), si è proceduto al rinnovo delle Serie OBG in scadenza, in particolare sono state modificate le Final Terms (i) dell'Undicesima Serie retained di OBG del valore nominale di 650 milioni al fine di prevedere un allungamento della scadenza del titolo dal 25 marzo 2025 al 25 marzo 2030, (ii) della Nona Serie retained di OBG del valore nominale di 1.900 milioni al fine di prolungare la scadenza del titolo dal 26 aprile 2025 al 26 aprile 2029 e (iii) della Quattordicesima Serie retained di OBG del valore nominale di 1.000 milioni al fine di estendere la scadenza del titolo dal 30 giugno 2025 al 30 giugno 2029.
Nell'ambito del Programma BPM Covered Bond 2 ("BPM OBG2") Banco BPM (i) alla scadenza del 23 gennaio 2025, ha provveduto al rimborso totale, per estinzione naturale, della Quarta Serie di OBG emesse per un valore nominale di 750 milioni e si è proceduto all'adeguamento per l'identico ammontare del Converted Loan in contropartita del Term Loan e (ii) in data 6 marzo 2025, ha emesso la "Dodicesima Serie" (Premium) di OBG per un valore nominale pari a 750 milioni, quotata presso il Luxembourg Stock Exchange, collocata presso investitori istituzionali, cedola a tasso fisso pari al 2,625% annuo, scadenza 6 settembre 2029 e si è dato luogo alla conversione del finanziamento subordinato Term Loan al Converted Loan per l'identico ammontare. Si tratta della prima emissione di European Covered Bond (Premium) nel corso del 2025 e del primo Social Covered Bond collocato dal Gruppo nell'ambito del Green, Social and Sustainability Bonds Framework.
Nel mese di maggio 2025, nell'ambito di entrambi i Programmi di emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite del Gruppo, Banco BPM ha provveduto al riacquisto "in blocco" (i) delle posizioni che, alla data del 30 aprile 2025, risultavano classificate a sofferenza, (ii) di una porzione di mutui precedentemente ceduti alle Società Veicolo e non più classificabili come "idonei" in quanto presentavano garanzia ipotecaria in scadenza entro il 30 giugno 2025 e (iii) di alcune posizioni classificate come inadempienze probabili o past-due. Nel mese di maggio 2025, Banco BPM ha effettuato il regolamento a favore delle Società Veicolo dei corrispettivi dei riacquisti di sofferenze e mutui.
Nell'ambito dei programmi OBG del Gruppo, nel corso delle Guarantor Payment Dates del primo semestre, il finanziamento subordinato concesso da Banco BPM alla Società Veicolo BPM Covered Bond S.r.l. è stato rimborsato per un importo complessivo pari a 730 milioni e quello concesso alla Società Veicolo BPM Covered Bond 2 S.r.l. è stato rimborsato per un totale di 500 milioni.
Eventi successivi alla chiusura del semestre
In occasione delle Guarantor Payment Date del mese di luglio 2025, le Società Veicolo BPM Covered Bond S.r.l. e BPM Covered Bond 2 S.r.l. hanno rimborsato il prestito subordinato a favore di Banco BPM per un importo pari rispettivamente a 400 milioni e 450 milioni.
Cartolarizzazioni originate dal Gruppo
Cartolarizzazioni tradizionali con ruolo di originator
Con riferimento alle cartolarizzazioni in esame il Gruppo ha perfezionato in precedenti esercizi n. 7 operazioni, di cui un'operazione (Tiberina) oggetto pressoché di integrale rimborso nell'esercizio 2025. Alla data del 30 giugno 2025 il valore di bilancio delle esposizioni trattenute è complessivamente pari a 1.084,6 milioni.
Con riferimento alle cartolarizzazioni oggetto di integrale cancellazione (derecognition) dal bilancio:
- le esposizioni classificate nel portafoglio delle "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato" ammontano a 912,4 milioni e sono interamente rappresentate dalle tranche senior. La quasi totalità delle posizioni è assistita dalla garanzia statale GACS;
- le esposizioni classificate nel portafoglio delle "Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value con impatto sul conto economico" ammontano a 2,7 milioni e sono rappresentate dalle tranche mezzanine e junior, sottoscritte nel rispetto della retention rule prudenziale.

Con riferimento alle cartolarizzazioni non cancellate dal bilancio l'esposizione di 169,6 milioni si riferisce all'operazione Wolf realizzata nel 2022, per il tramite del veicolo Lilium, avente l'obiettivo di ristrutturare i crediti verso il Gruppo Statuto. Trattandosi di un'operazione senza derecognition, l'esposizione è pari alla differenza tra le attività cedute e non cancellate rilevate nel portafoglio valutato al fair value e le corrispondenti passività, anch'esse valutate al fair value, al netto dei titoli sottoscritti.
Nella seguente tabella sono elencate le operazioni di cartolarizzazione in essere al 30 giugno 2025, con evidenza del relativo trattamento contabile – cancellazione o meno dal bilancio delle attività cedute alla società veicolo – in funzione del significativo trasferimento dei rischi e dei benefici.
| Società Veicolo (dati in milioni di euro) |
Operazione | Tipologia di cartolarizzazione |
Esp. CA Valore di bilancio 30/06/2025 |
Esp. fair value P&L Valore di bilancio 30/06/2025 |
Totale |
|---|---|---|---|---|---|
| Cartolarizzazioni non cancellate dal bilancio | |||||
| Lilium SPV S.r.l. | Progetto Wolf | Crediti UTP | - | 169,6 | 169,6 |
| Cartolarizzazioni oggetto di integrale cancellazione dal bilancio | |||||
| Red Sea SPV S.r.l. (*) | Progetto Exodus | Crediti in sofferenza | 420,9 | 0,1 | 421,0 |
| Leviticus SPV S.r.l. (*) | Progetto Ace | Crediti in sofferenza | 380,1 | 0,5 | 380,6 |
| Tiberina SPV S.r.l. | Progetto Django | Crediti UTP e in sofferenza | - | - | - |
| Titan SPV S.r.l. (*) | Progetto Titan | Crediti in sofferenza | 5,4 | 0,1 | 5,5 |
| Aurelia SPV S.r.l. (*) | Progetto Rockets | Crediti in sofferenza | 95,5 | 0,7 | 96,2 |
| Tevere SPV S.r.l. | Progetto Argo | Crediti UTP e in sofferenza | 10,4 | 1,3 | 11,7 |
| Totale | 912,4 | 172,3 | 1.084,6 |
(*) Operazioni di cartolarizzazioni assistite da garanzia statale (GACS).
Eventi di rilievo del semestre
Per quanto riguarda l'operazione di cartolarizzazione "Red Sea SPV", in data 1° aprile 2025 l'agenzia di rating Moody's ha diminuito il rating dei Titoli Senior Classe A da "BA2" a "B2".
In merito all'operazione di cartolarizzazione "Leviticus SPV", in data 25 marzo 2025 Banco BPM ha firmato un amendment ai contratti relativi all'operazione che riguarda sostanzialmente una modifica nel metodo di calcolo degli indicatori di performance della cartolarizzazione al fine di renderlo maggiormente prudenziale. Inoltre, in data 16 aprile 2025, l'agenzia di rating DBRS ha diminuito il rating dei Titoli Senior Classe A da "B" ad "CCC+".
Con riferimento all'operazione di cartolarizzazione "Aurelia SPV", in data 28 maggio 2025 l'agenzia di rating DBRS ha aumentato il rating dei Titoli Senior Classe A da "A-" ad "A".
Eventi successivi alla chiusura del semestre
In merito all'operazione di cartolarizzazione "Titan SPV", in data 11 luglio 2025 l'agenzia di rating DBRS ha aumentato il rating dei Titoli Senior Classe A da "BBB+" ad "A".
Con riferimento a Project Lilium, il Payment Report del 31/07/2025 ha evidenziato il pagamento integrale della nota B1 (17,68 milioni) e il pagamento parziale della nota C1 (5,97 milioni).
Cartolarizzazioni sintetiche con ruolo di originator
Le cartolarizzazioni sintetiche prevedono, attraverso la stipula di contratti di garanzia, l'acquisto di protezione del rischio creditizio sottostante ad un portafoglio di finanziamenti, del quale l'Originator mantiene la piena titolarità. Tali operazioni sono quindi finalizzate a trasferire il rischio di credito dall'Originator ad una controparte esterna, senza derecognition degli attivi che pertanto sono mantenuti nel bilancio dell'Originator.

| Operazione | Garante | Originator | Data operazione |
Tipologia di cartolarizzazione |
|---|---|---|---|---|
| Project Greta | Investitori di mercato e compagnia assicurativa | Banco BPM | dicembre 2022 | Finanziamenti in bonis |
| Project Sofia | Investitore di mercato | Banco BPM | dicembre 2022 | Finanziamenti in bonis |
| Project Grace | Investitori di mercato | Banco BPM | giugno 2023 | Finanziamenti in bonis |
| Project Marlene Investitori di mercato | Banco BPM | dicembre 2023 | Finanziamenti in bonis | |
| Tranched Cover – 2001 |
Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese | Banco BPM | dicembre 2023 | Finanziamenti in bonis |
| Project Aretha | Investitori di mercato | Banco BPM | agosto 2024 | Finanziamenti in bonis |
| Tranched Cover – 2002, 2003 & 2004 |
Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese | Banco BPM | agosto novembre dicembre 2024 |
Finanziamenti in bonis |
| Project Clint | Investitori di mercato | Banco BPM | marzo 2025 | Finanziamenti in bonis |
| Project Gregory Investitori di mercato | Banco BPM | marzo 2025 | Finanziamenti in bonis | |
| Tranched Cover 2005 & 2006 |
Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese | Banco BPM | marzo 2025 giugno 2025 |
Finanziamenti in bonis |
Eventi di rilievo del semestre
Cartolarizzazioni sintetiche 2021 – Project Audrey e Project Brigitte
Nell'ambito delle operazioni di cartolarizzazione sintetica perfezionate nei precedenti esercizi, nel corso del mese di gennaio e aprile sono state chiuse due operazioni finalizzate nel 2021, esercitando l'opzione di early termination da parte della Banca.
Cartolarizzazione sintetica Large 2025 – Project Clint
Nel corso del mese di marzo Banco BPM ha concluso un'operazione di cartolarizzazione sintetica con il coinvolgimento di due investitori di mercato.
Il portafoglio oggetto di cartolarizzazione è composto da circa 3,0 miliardi di finanziamenti in bonis erogati a favore di oltre 200 imprese Corporate.
La struttura dell'operazione prevede, al netto della retention la cui rischiosità rimane in capo alla Banca per soddisfare il requisito di mantenimento di interesse economico netto di almeno il 5% (retention rule), la suddivisione del portafoglio in due tranche a rischiosità crescente con la copertura del rischio junior da parte degli investitori.
Cartolarizzazione sintetica SME 2025 – Project Gregory
Nel corso del mese di marzo Banco BPM ha concluso un'operazione di cartolarizzazione sintetica con il coinvolgimento di tre investitori di mercato.
Il portafoglio oggetto di cartolarizzazione è composto da circa 2,3 miliardi di finanziamenti in bonis erogati a favore di oltre 7.000 imprese Mid Corporate Plus, Mid Corporate e Small Business.
La struttura dell'operazione prevede, al netto della retention la cui rischiosità rimane in capo alla Banca per soddisfare il requisito di mantenimento di interesse economico netto di almeno il 5% (retention rule), la suddivisione del portafoglio in tre tranche a rischiosità crescente con la copertura del rischio mezzanine da parte degli investitori.
Cartolarizzazione sintetica Tranched Cover – 2005 & 2006
Nel corso dei mesi di marzo 2025 e giugno 2025 Banco BPM ha concluso due operazioni di cartolarizzazione sintetica Tranched Cover, caratterizzate dal rilascio da parte del Fondo di Garanzia per le piccole e medie imprese di una garanzia personale diretta per la copertura delle prime perdite di due portafogli di circa 300 milioni ciascuno di nuove erogazioni a favore di PMI e Mid Cap.
Eventi successivi alla chiusura del semestre
Cartolarizzazione sintetica Tranched Cover – 2007
Nel corso del mese di luglio 2025 Banco BPM ha concluso una operazione di cartolarizzazione sintetica Tranched Cover, caratterizzata dal rilascio da parte del Fondo di Garanzia per le piccole e medie imprese di una garanzia

personale diretta per la copertura delle prime perdite di un portafoglio di circa 300 milioni di nuove erogazioni a favore di PMI e Mid Cap.
Investimenti in cartolarizzazioni di terzi
Le esposizioni in esame sono pressoché integralmente riconducibili all'investimento effettuato dal Gruppo nelle operazioni di cartolarizzazioni della clientela corporate ed istituzionale, in cui il Gruppo agisce anche come arranger. Trattasi di un'operatività avviata a partire dal 2021.
Per tali operazioni, il Gruppo è attivo in qualità di investitore dei titoli senior nonché di Sponsor, attraverso la sottoscrizione di una quota almeno il 5% dei titoli junior e, se presenti, mezzanine per soddisfare l'assolvimento dell'obbligo della cosiddetta "Retention Rule", prevista dalle disposizioni prudenziali correlate al ruolo di sponsor.
Al 30 giugno 2025 l'esposizione di Banco BPM riguarda 21 operazioni per una esposizione totale pari a 849,1 milioni, nel dettaglio:
- le esposizioni classificate nel portafoglio delle "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato" ammontano a 848,6 milioni e sono interamente rappresentate dalle tranche senior;
- le esposizioni classificate nel portafoglio delle "Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value con impatto sul conto economico" ammontano a 0,5 milioni e sono rappresentate dalle tranche mezzanine e junior, sottoscritte nel rispetto della retention rule prudenziale.
Investimenti in cartolarizzazioni tradizionali con ruolo di sponsor
Il Gruppo è attivo sul mercato del finanziamento di crediti dei propri clienti corporate attraverso lo strumento della cartolarizzazione dei crediti commerciali in cui il Gruppo opera in qualità di sponsor, ai sensi dell'art 6 comma 3 (a) del Regolamento (UE) n. 2017/2402, e/o di investitore senior.
Al 30 giugno 2025 l'esposizione di Banco BPM riguarda due operazioni per una esposizione totale pari a 50,6 milioni, nel dettaglio:
- le esposizioni classificate nel portafoglio delle "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato" ammontano a 50,1 milioni e sono interamente rappresentate dalle tranche senior;
- le esposizioni classificate nel portafoglio delle "Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value con impatto sul conto economico" ammontano a 0,5 milioni e sono rappresentate dalle tranche mezzanine e junior, sottoscritte nel rispetto della retention rule prudenziale.
| Tipologia di coinvolgimento delle Società del Gruppo (dati in miloni di euro) |
Tipologia di clientela |
Numero operazioni |
Esp. CA Valore di bilancio 30/06/2025 |
Esp. fair value P&L Valore di bilancio 30/06/2025 |
Totale |
|---|---|---|---|---|---|
| Operazioni "investimento con anche ruolo di sponsor" |
Corporate | 2 | 50,1 | 0,5 | 50,6 |
| Totale | 50,1 | 0,5 | 50,6 |
Eventi di rilievo del semestre
Nessun evento di rilievo da segnalare per le due operazioni in essere al 30 giugno 2025.
Eventi successivi alla chiusura del semestre
Nessun evento di rilievo da segnalare.
Investimenti in cartolarizzazioni tradizionali
Il Gruppo inoltre detiene titoli ABS relativi ad operazioni di cartolarizzazione di crediti strutturate tra il 2021 e il 2024, per le quali Banca Akros ha svolto il ruolo di Arranger. A queste si sono aggiunte tre nuove operazioni senior funding nel corso del primo semestre del 2025.

Al 30 giugno 2025 l'esposizione di Banco BPM riguarda diciannove operazioni per una esposizione totale pari a 798,5 milioni, le esposizioni, classificate nel portafoglio delle "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato" sono interamente rappresentate dalle tranche senior.
| Tipologia di coinvolgimento delle Società del Gruppo (dati in miloni di euro) |
Tipologia di clientela |
Numero operazioni |
Esp. CA Valore di bilancio 30/06/2025 |
Esp. fair value P&L Valore di bilancio 30/06/2025 |
Totale |
|---|---|---|---|---|---|
| Operazioni "investimento" | Corporate | 8 | 333,8 | 333,8 | |
| Istituzionale | 11 | 464,8 | 464,8 | ||
| Totale | 19 | 798,5 | - | 798,5 |
Nuove operazioni del periodo
BPP DF SPV S.r.l.
L'operazione ha per oggetto un portafoglio di crediti in bonis derivanti da mutui residenziali erogati a persone fisiche e originati da Banca Popolare Pugliese S.C.p.A..
Il finanziamento del prezzo di acquisto è avvenuto con l'emissione di due tranche di titoli, una classe Senior e una classe Junior. Banco BPM ricopre i ruoli di senior noteholder, swap counterparty ed account bank.
Banco BPM ha sottoscritto il 100% della classe Senior per un valore di 77 milioni. L'investimento di Banco BPM al 30 giugno 2025 ammonta a 77 milioni. I titoli Junior sono stati sottoscritti dall'originator.
Cresco SPV S.r.l.
L'operazione di cartolarizzazione ha ad oggetto portafogli di finanziamenti a PMI originati da Cofidi.it, Confidi Systema!, Garanzia Fidi, garantiti dai Confidi e controgarantiti dal Fondo Centrale di Garanzia.
Il finanziamento del prezzo di acquisto è avvenuto con l'emissione di due tranche di titoli, una classe Senior e una classe Junior. Banco BPM ricopre i ruoli di senior noteholder ed account bank.
Banco BPM ha sottoscritto il 100% del titolo Senior per un valore complessivo di 64 milioni. La cartolarizzazione si trova attualmente in fase ramp-up e l'investimento al 30 giugno 2025 è pari a 2,4 milioni. I Titoli Junior sono stati sottoscritti da un investitore specializzato.
Alba 15 Spv S.r.l.
L'operazione riguarda un portafoglio di crediti in bonis concesso a PMI originati da Alba Leasing S.p.A., società specializzata nei finanziamenti in leasing, partecipata da Banco BPM S.p.A. (39,19%), e derivanti da contratti di leasing immobiliare, strumentale e beni mobili registrati.
Il finanziamento del prezzo di acquisto è avvenuto con l'emissione di tre tranche di titoli con un differente grado di subordinazione nell'assorbimento di eventuali perdite del portafoglio, dotati di rating attribuito da Fitch, Moody's e Dbrs ad esclusione della classe junior.
Banco BPM ha acquistato una porzione della classe senior per un valore complessivo di 80 milioni. L'investimento di Banco BPM al 30 giugno 2025 ammonta a 80 milioni.
Eventi di rilievo del semestre
Nel semestre si segnala l'integrale rimborso del titolo di Classe A1 dell'operazione "Alba 13 SPV".
Eventi successivi alla chiusura del semestre
Nessun evento di rilievo da segnalare.

Auto - cartolarizzazioni con ruolo di originator
Trattasi di operazioni effettuate meramente a scopo di funding senza alcuna derecognition delle attività trasferite. In tal caso la cessione dei crediti ad una società veicolo di cartolarizzazione ha la sola finalità di poter disporre di titoli, integralmente sottoscritti dal Gruppo originator, che vengono utilizzati per operazioni di rifinanziamento in BCE o per operazioni di pronti contro termine con controparti di mercato. Tali titoli non trovano alcuna rappresentazione nell'attivo, ma vengono portati a riduzione delle passività finanziarie a fronte di attività cedute e non cancellate.
Nella seguente tabella viene fornita evidenza delle operazioni in essere al 30 giugno 2025: l'esposizione senior utilizzabile al fine di operazioni di funding presenta un valore pari a 4,5 miliardi:
| Società Veicolo | Originator | Data emissione titoli | Operazione | Tipologia di cartolarizzazione | |
|---|---|---|---|---|---|
| Operazioni di auto-cartolarizzazione non cancellate dal bilancio | |||||
| BPL Mortgages S.r.l. | Banco BPM | dicembre 2012 | BPL Mortgages 5 | Mutui residenziali in bonis | |
| BPL Mortgages S.r.l. | Banco BPM | aprile 2022 | BPL Mortgages 8 | Mutui ipotecari, fondiari, agrari e altri presiti erogati a piccole e medie imprese in bonis |
Eventi di rilievo del semestre
Per quanto riguarda le operazioni di auto cartolarizzazione, nell'ambito di una prima ristrutturazione dell'operazione "BPL Mortgages 8", per finanziare l'acquisto del portafoglio successivo avvenuto nel mese di dicembre 2024, la Società Veicolo in data 10 febbraio 2025 (the "Additonal Issue Date") ha proceduto all'emissione di un'ulteriore Serie ("Serie 2025") di titoli Asset Backed a ricorso limitato, con due classi: (i) Titoli di Classe A 2025 ("Titoli Senior") per un valore nominale pari a 2.851,7 milioni, scadenza legale 25 ottobre 2064, dotati di rating (rating iniziale "A1" da parte dell'agenzia di rating Moody's Investors Services e "A" da parte dell'agenzia di rating DBRS) e quotati presso il segmento Euronext Access Milan Professional di Borsa Italiana e (ii) Titoli di Classe J 2025 ("Titoli Junior"), scadenza legale 25 ottobre 2064, non dotati di rating e non quotati, per un valore nominale pari a 234,2 milioni. Tutte le classi di titoli sono state sottoscritte da Banco BPM e i Titoli Senior sono utilizzati da Banco BPM quale collaterale in operazioni di (i) long term repo, (ii) collateral switch con controparti di mercato e (iii) politica monetaria con la BCE.
Il pagamento del prezzo di acquisto del portafoglio successivo da parte della Società Veicolo a Banco BPM in qualità di Banca Cedente è stato compensato, parzialmente e per un corrispondente ammontare, con quanto dovuto da Banco BPM alla Società Veicolo, a titolo di sottoscrizione dei Titoli Serie 2025 e, per la restante parte, con quanto dovuto da Banco BPM alla SPV, a titolo di prezzo di riacquisto dei crediti retrocessi a dicembre 2024.
In occasione dell'emissione dei nuovi Titoli Serie 2025, nel mese di febbraio 2025 (i) anche il Titolo Senior di Classe A 2022 è stato soggetto ad aggiornamento del rating pari ad "A1" (pre-ristrutturazione "Aa3") da parte dell'agenzia di rating Moody's Investors Services ed "A" (pre-ristrutturazione "AA (low)") da parte dell'agenzia di rating DBRS e (ii) la riserva di cassa è stata incrementata per 111,3 milioni attraverso l'erogazione da parte di Banco BPM di un mutuo ad esigibilità limitata di pari importo, portando il saldo del Cash Reserve Account al nuovo livello di circa 129,7 milioni.
Con riferimento all'operazione di cartolarizzazione "BPL Mortgages 8", nel mese di giugno 2025 l'agenzia di rating Moody's Investors Services ha aumentato il rating dei Titoli Senior Classe A 2022 e dei Titoli Senior Classe A 2025 da "A1" ad "Aa3".
Nel mese di marzo 2025 si è proceduto alla chiusura anticipata dell'operazione di cartolarizzazione perfezionata dalla Società Veicolo Profamily SPV S.r.l. nel mese di febbraio 2021. In particolare, (i) dato il verificarsi della condizione utile all'esercizio della "Clean-Up Call Option" da parte dell'Originator Banco BPM, in data 10 marzo 2025, con la firma del contratto di retrocessione, Banco BPM ha riacquistato in blocco e pro-soluto l'intero portafoglio residuo di crediti sottostante l'operazione di cartolarizzazione e (ii) in occasione della Data di Pagamento Finale del 20 marzo 2025, la Società Veicolo ha proceduto alla chiusura dell'operazione ed al rimborso anticipato dei titoli ancora in essere, nonché al pagamento integrale degli interessi su tali titoli dovuti ai sensi della documentazione contrattuale. In data 25 marzo 2025 è stato sottoscritto il "Termination Agreement" con il quale si è perfezionata la

chiusura anticipata dell'operazione di cartolarizzazione e sono stati chiusi i contratti sottoscritti e i rapporti in essere nel contesto dell'operazione.
Operazioni di cessione multi-originator di crediti a fondi comuni di investimento
Nel corso del semestre e nei precedenti esercizi, il Gruppo Banco BPM ha perfezionato alcune operazioni di cessione di esposizioni creditizie, in prevalenza deteriorate, di tipo multi-originator a fondi comuni di investimento, ottenendo in cambio le quote dei suddetti fondi.
Al 30 giugno 2025 il controvalore di bilancio dei fondi comuni di investimento rivenienti dalle operazioni in esame ammonta complessivamente a 530,6 milioni (480,2 milioni al 31 dicembre 2024), interamente riferito alla Capogruppo.
La variazione intervenuta nel primo semestre, positiva per 50,4 milioni, è imputabile al saldo netto tra le nuove sottoscrizioni (91,9 milioni) e le distribuzioni ricevute dalle SGR (-44,7 milioni), nonché agli effetti valutativi, complessivamente positivi per 3,2 milioni.
Nella seguente tabelle sono riepilogate alcune informazioni di dettaglio relative alle operazioni in essere alla data del 30 giugno 2025, con evidenza del rispettivo valore di bilancio.
| Nome del fondo | Valore di bilancio al 30/06/2025(*) |
Società di Gestione del Risparmio |
Data primo closing/successivi conferimenti |
Politica di investimento del fondo |
|---|---|---|---|---|
| IDeA Corporate Credit Recovery I |
127 | Dea Capital Alternative Funds SGR |
23 giugno 2016 27 giugno 2017 4 luglio 2019 |
Crediti past due, unlikely to pay o categorie corrispondenti e assimilabili e/o oggetto di ristrutturazione vantati nei confronti di società target, strumenti finanziari partecipativi o azioni emesse dalle suddette ed eventualmente crediti a breve termine derivanti da linee di credito autoliquidanti concesse alle suddette società target. |
| IDeA Corporate Credit Recovery II |
71.524 | Dea Capital Alternative Funds SGR |
28 dicembre 2017 18 febbraio 2019 4 aprile 2023 23 dicembre2024 24 marzo 2025 |
Crediti past due, unlikely to pay o categorie corrispondenti e assimilabili e/o oggetto di ristrutturazione vantati nei confronti di società target, da strumenti finanziari partecipativi o azioni emesse dalle suddette ed eventualmente crediti a breve termine derivanti da linee di credito autoliquidanti concesse alle suddette società target. |
| IDeA Corporate Credit Recovery II – comparto Shipping USD |
1.213 | Dea Capital Alternative Funds SGR |
21 dicembre 2018 | Crediti past due, unlikely to pay o categorie corrispondenti e assimilabili e/o oggetto di ristrutturazione vantati nei confronti di società target operanti nel campo della navigazione e dei trasporti marittimi senza specifici vincoli settoriali, da strumenti finanziari partecipativi o azioni emesse dalle suddette ed eventualmente crediti a breve termine derivanti da linee di credito autoliquidanti concesse alle suddette società target. |
| Clessidra Restructuring Fund |
23.123 | Clessidra SGR | 25 settembre 2019 | Crediti past due, unlikely to pay, forborne performing e non performing, in bonis high risk vantati nei confronti di società target, da strumenti finanziari partecipativi/azioni/obbligazioni convertibili emesse dalle suddette, crediti erogati nella forma di operazioni di debtor in possession financing a sostegno delle società target nell'ambito di operazioni di ristrutturazione del debito erogato. |
| Back2bonis | 60.025 | Prelios SGR | 23 dicembre 2019 20 dicembre 2021 27 dicembre 2023 |
Titoli "asset backed securities" untranched emessi nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione realizzate ai sensi della legge 130/99, il cui sottostante è rappresentato da crediti prevalentemente qualificabili quali "inadempienze probabili" non vantati nei confronti di debitori consumatori, nonché crediti erogati a favore di tali debitori nel contesto di operazioni di ristrutturazione del debito, risanamento e/o turn around e/o operazioni similari piuttosto che nel contesto di operazioni di reimpossessamento e simili dei beni a garanzia. |
| Fondo iCCT – Comparto Accelerated |
17.120 | Illimity SGR | 3 ottobre 2022 26 giugno 2024 |
Crediti unlikely to pay vantati nei confronti di clientela di tipo "Corporate Large & Medium Size" derivanti da finanziamenti concessi a società in tensione finanziaria. L'operazione ha l'obiettivo di garantire una più proattiva ed efficace gestione dei crediti garantiti, attraverso i) l'erogazione di nuova finanza laddove ritenuto necessario per sviluppare il business e/o riequilibrare l'indebitamento societario, ii) possibilità di intervenire direttamente nell'equity delle società target cambiandone la governance e guidando processi di ristrutturazione, ed iii) un migliore e più efficace risanamento della società, sfruttando le specifiche competenze del Gruppo della SGR cessionaria. |
| Fondo Efesto | 74.265 | Finint SGR | 6 luglio 2022 16 novembre 2022 26 giugno 2024 20 dicembre 2024 17 marzo 2025 |
Crediti unlikely to pay e non performing vantati nei confronti di clientela di tipo "Corporate Large & Medium Size" derivanti da finanziamenti concessi a società in tensione finanziaria. L'operazione ha l'obiettivo di garantire una più proattiva ed efficace gestione dei crediti garantiti, attraverso i) attività di turn-around e in operazioni straordinarie di distressed M&A, erogazione di nuova finanza e gestione in stile private equity, ii) attività liquidatorie stragiudiziali e nella strutturazione di procedure di concordato. |
| Fondo UTP Italia | 26.177 | Sagitta SGR | 11 novembre 2022 | Crediti unlikely to pay e in minor parte non performing vantati nei confronti di clientela di tipo "Small-Medium" derivanti da finanziamenti concessi a soggetti retail e PMI in tensione finanziaria. L'operazione ha l'obiettivo di garantire una più proattiva ed efficace gestione dei crediti garantiti, attraverso i) l'erogazione |

| Nome del fondo | Valore di bilancio al 30/06/2025(*) |
Società di Gestione del Risparmio |
Data primo closing/successivi conferimenti |
Politica di investimento del fondo |
|---|---|---|---|---|
| di nuova finanza laddove ritenuto necessario per sviluppare il business e/o riequilibrare l'indebitamento della controparte, ii) un migliore e più efficace risanamento del borrower, sfruttando le specifiche competenze del Gruppo della SGR cessionaria e iii) una gestione proattiva del portafoglio crediti secondo i principi di gestione etica delle esposizioni ispirandosi all'ESG framework. |
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| Fondo UCR | 27.663 | Sagitta SGR | 15 luglio 2024 23 dicembre 2024 |
Crediti past due, unlikely to pay o categorie corrispondenti e assimilabili e/o oggetto di ristrutturazione vantati nei confronti di società target, da strumenti finanziari partecipativi o azioni emesse dalle suddette ed eventualmente crediti a breve termine derivanti da linee di credito autoliquidanti concesse alle suddette società target. |
| Lendlease Msg Heartbeat – Classe B2 (**) |
40.842 | Lendlease Italy Sgr |
30 giugno 2023 | Crediti unlikely to pay vantati nei confronti del gruppo Risanamento. L'operazione ha lo scopo di sbloccare la realizzazione dell'iniziativa immobiliare nell'area Santa Giulia di proprietà di Risanamento. Il progetto MSG promosso da Risanamento rappresenta una delle principali iniziative di riqualificazione urbana e prevede lo sviluppo di edifici di diverse destinazioni, con il coinvolgimento del Gruppo Lendlease (LL). |
| Fondo Eleuteria | 12.988 | Prelios SGR | 18 novembre 2023 19 gennaio 2024 |
Crediti unlikely to pay vantati nei confronti di clientela di tipo "Small Medium" derivanti da finanziamenti concessi a soggetti retail e PMI in stress finanziario. L'operazione ha l'obiettivo di garantire una più proattiva ed efficace gestione dei crediti garantiti, attraverso i) l'erogazione di nuova finanza laddove ritenuto necessario per sviluppare il business e/o riequilibrare l'indebitamento della controparte, ii) un migliore e più efficace risanamento del borrower, sfruttando le specifiche competenze del Gruppo della SGR cessionaria e iii) risanamento delle condizioni economiche grazie a un sostegno nel turnaround aziendale. |
| Fondo Retail & Leisure |
96.967 | IQ EQ | 15 aprile 2024 10 giugno2025 |
Crediti unlikely to pay vantati nei confronti di clientela di tipo "Corporate Large & Medium Size" derivanti da finanziamenti concessi per lo sviluppo e commercializzazione di grandi spazi Retail o Leisure. L'operazione ha l'obiettivo di garantire una più proattiva ed efficace gestione dei crediti garantiti anche per il tramite di advisor specializzati nel settore, attraverso i) l'erogazione di nuova finanza laddove ritenuto necessario per sviluppare il business e/o riequilibrare l'indebitamento societario, ii) possibilità di intervenire direttamente nell'equity delle società target cambiandone la governance e guidando processi di ristrutturazione, ed iii) un migliore e più efficace risanamento della società, sfruttando le specifiche competenze di Pillarstone – advisor in esclusiva. |
| Fondo City Regeneration – Classe B (**) |
45.600 | Redo SGR Società benefit |
10 novembre 2023 | Trattasi di un fondo di investimento chiuso immobiliare alternativo riservato ad investitori qualificati, con l'obiettivo di realizzare investimenti sostenibili ex art. 9 del Regolamento (UE) 2019/2088 (cosiddetto "Fondo ex art. 9 SFDR"), in iniziative immobiliari volte alla rigenerazione urbana e aventi impatto sociale. La gestione è affidata a Redo SGR Società benefit, società leader nell'affordable housing e nella rigenerazione urbana a impatto sociale. |
| Fondo City Regeneration – Classe C (**) |
12.847 | Redo SGR Società benefit |
11 giugno 2024 | Trattasi di un fondo di investimento chiuso immobiliare alternativo riservato ad investitori qualificati, con l'obiettivo di realizzare investimenti sostenibili ex art. 9 del Regolamento (UE) 2019/2088 (cosiddetto "Fondo ex art. 9 SFDR"), in iniziative immobiliari volte alla rigenerazione urbana e aventi impatto sociale. La gestione è affidata a Redo SGR Società benefit, società leader nell'affordable housing e nella rigenerazione urbana a impatto sociale. |
| Fondo iCCT – Comparto Core |
20.153 | Illimity SGR | 1 Gennaio 2025 | Crediti unlikely to pay vantati nei confronti di clientela di tipo "Corporate Large & Medium Size" derivanti da finanziamenti concessi a società in tensione finanziaria. L'operazione ha l'obiettivo di garantire una più proattiva ed efficace gestione dei crediti garantiti, attraverso i) l'erogazione di nuova finanza laddove ritenuto necessario per sviluppare il business e/o riequilibrare l'indebitamento societario, ii) possibilità di intervenire direttamente nell'equity delle società target cambiandone la governance e guidando processi di ristrutturazione, ed iii) un migliore e più efficace risanamento della società, sfruttando le specifiche competenze del Gruppo della SGR cessionaria. |
(*) Attività incluse nella voce di bilancio "20 c. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico – altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value".
(**) Fondi immobiliari in funzione dello sviluppo immobiliare sotteso al perfezionamento dell'operazione.
Nuove operazioni del periodo
Come in precedenza illustrato, il valore di iscrizione iniziale delle sottoscrizioni effettuate nel corso del primo semestre è pari a 91,9 milioni, riferito per 19,8 milioni a nuovi fondi e il restante 72,1 milioni a ulteriori quote ricevute a fronte dei conferimenti effettuati in fondi già detenuti.
Di seguito si forniscono informazioni di maggior dettaglio sui nuovi fondi sottoscritti nel semestre.

Fondo Illimity Corporate & Turnaround Fund – Comparto Core
Nel gennaio 2025 il Fondo Illimity Corporate & Turnaround (iCCT) - gestito da Illimity SGR - ha perfezionato un'operazione di "stock split" con la quale è stato suddiviso l'attivo del Fondo in due Comparti: Comparto Core e Comparto Accelerated.
L'operazione di trasformazione di iCCT in un fondo multicomparto consente ai quotisti di: (i) beneficiare di un'immediata riduzione delle commissioni di gestione e di una liquidazione accelerata di una parte del portafoglio e delle relative quote sottoscritte; (ii) trarre vantaggio da potenziali flussi di cassa più consistenti derivanti da posizioni strategiche con tempistiche di incasso più dilazionate, (iii) beneficiare di un comparto con un periodo di investimento più esteso per cogliere ulteriori opportunità di mercato.
Il Comparto Accelerated è costituito da un portafoglio di posizioni selezionate la cui exit è prevista in tempi brevi, mentre il Comparto Core è costituito dal portafoglio residuo e caratterizzato da un periodo di investimento, di sottoscrizione ed una scadenza più estese consentendo altresì di cogliere nuove opportunità di mercato. Tale operazione si è realizzata tramite (i) cessione del portafoglio Core da iCCT (che sarà poi rinominato Comparto Accelerated) al Comparto Core, il quale lo acquista ad un prezzo pari al NAV; (ii) distribuzione del credito di iCCT Accelerated verso iCCT Core ("Credito Core") agli attuali quotisti di iCCT; (iii) compensazione del Credito Core con quote di nuova emissione del Comparto Core. Ad esito di tale operazione le banche risultano quotiste di entrambi i comparti (iCCT Comparto Accelerated con scadenza nel 2027 ed iCCT Comparto Core con scadenza nel 2032) e hanno beneficiato di una riduzione delle management fee di iCCT Comparto Accelerated da 125bps a 85bps.
Gestione del rischio per il Gruppo Anima
A seguito dell'acquisizione del controllo del Gruppo Anima, nel secondo trimestre dell'anno è stato avviato il progetto di risk identification, finalizzato all'integrazione delle attività e dei presidi per la gestione del rischio con le strutture della Capogruppo Banco BPM.
Nel seguito vengono pertanto illustrati i processi di gestione del rischio svolti nel corso del primo semestre 2025 dalle competenti strutture all'interno del Gruppo Anima.
Il processo di gestione del rischio per il Gruppo Anima è declinato in maniera differenziata a seconda della società controllata ma ricondotto a unitarietà a livello di Gruppo per una gestione coordinata dei profili aventi natura trasversale e/o interdipendente.
Shock di natura esogena, come le instabilità del contesto geopolitico con le correlate conseguenze, potrebbero avere impatti importanti sulla redditività del Gruppo, soprattutto in termini di riduzione dei ricavi. La riduzione dei ricavi può derivare: (i) dalla svalutazione degli Asset under Management ("AuM") sui quali vengono calcolate le commissioni, (ii) dalle maggiori difficoltà nella generazione di commissioni legate all'andamento della performance dei prodotti, qualora contrattualmente previste, (iii) dalla riduzione della raccolta netta dovuta al clima di incertezza generato sia dallo shock che dalla reazione dei mercati finanziari.
Le caratteristiche del business, le dimensioni aziendali e le tecnologie in uso consentono inoltre una risposta agile, veloce ed efficace anche in caso di situazioni di particolare emergenza; la presenza di una gamma di prodotti ampiamente diversificata sia in termini di mercati, sia in termini di strategie, con una presenza significativa di soluzioni a ritorno assoluto/flessibili e a basso rischio, consente di ridurre l'impatto di eventuali shock di mercato sullo stock di AuM. Inoltre, l'elevata presenza di investitori istituzionali, tipicamente orientati verso prodotti a rischio medio-basso, contribuisce a proteggere lo stock di AuM da potenziali shock di mercato. Infine, il modello di business commerciale focalizzato sulla vicinanza e sull'affiancamento continuo a collocatori e clienti consente, anche in situazioni di particolare incertezza, di avere un contatto diretto con loro, finalizzato a supportare in modo razionale i loro processi decisionali.
Dal primo trimestre 2025 è operativa la nuova Direzione Rischi, a diretto riporto dell'Amministratore Delegato, che è coordinata dal Group Chief Risk Officer ("CRO"). La Direzione Rischi svolge un coordinamento metodologico dei presidi di rischio adottati dalle diverse società del Gruppo e monitora che i rischi di impresa siano compatibili con il raggiungimento degli obiettivi dei Piani pluriennali e dei budget annuali nonché coerenti con il risk appetite espresso dal Consiglio di Amministrazione di ciascuna società del Gruppo per le diverse categorie di esposizione al rischio (rischi finanziari, operativi, reputazionali, di conformità, legali, ecc...). Da marzo 2025 è attivo il monitoraggio mensile degli indicatori afferenti ai diversi rischi aziendali ricompresi nell'Enterprise Risk Framework, nonché le relative

attività di reporting e di gestione degli eventuali processi di escalation finalizzati a ricondurre nel continuo i rischi entro i limiti di risk appetite definiti dal Gruppo Anima.
Rischi finanziari
I rischi finanziari comprendono:
- il rischio di liquidità, connesso alla difficoltà di smobilizzare un'attività in tempi rapidi e ad un prezzo di mercato, ovvero di accedere tempestivamente alle risorse finanziarie necessarie all'azienda a costi sostenibili;
- il rischio di credito, cioè il rischio di incorrere in perdite a causa dell'inadempienza o dell'insolvenza della controparte;
- il rischio di mercato, legato ad oscillazioni del valore di attività/passività a seguito di variazioni delle condizioni di mercato (prezzo, tasso, cambio, commodity).
Il Gruppo è esposto a tutti i tre rischi sopra menzionati. In particolare, tale esposizione è essenzialmente riconducibile alla gestione della liquidità delle società del Gruppo, sia in relazione al rimborso dell'indebitamento sottoscritto dalla società, sia in relazione alle eccedenze di risorse finanziarie rispetto ai fabbisogni attesi di liquidità generati dall'operatività ordinaria, ovvero il portafoglio di proprietà del Gruppo.
In materia di gestione della liquidità aziendale, le società del Gruppo investono le eccedenze di risorse finanziarie in (i) OICR, prevalentemente in OICVM e in FIA chiusi riservati istituiti e/o gestiti da società principalmente appartenenti al Gruppo. (ii) in emissioni governative a breve termine in Euro e (iii) in depositi bancari e postali a vista e in time deposit.
I rischi finanziari del portafoglio di proprietà sono gestiti attraverso la definizione di limitazioni operative finalizzate alla mitigazione del rischio che tale portafoglio può assumere. Tali limitazioni sono espresse (i) in termini di tipologie di investimenti ammessi, (ii) in termini di ammontare e (iii) in termini di limite massimo di rischio (identificato come volatilità) che può essere assunto.
I Consigli di Amministrazione delle società del Gruppo deliberano annualmente in merito alle caratteristiche ed ai limiti operativi riguardanti gli investimenti in strumenti finanziari ed in depositi bancari e/o postali. L'attività di controllo è svolta dalle funzioni di Risk Management preposte.
L'investimento in OICVM è rappresentato da prodotti istituiti e/o gestiti dal Gruppo, selezionati secondo gli obiettivi di rendimento ed i limiti di rischio stabiliti dai rispettivi Consigli di Amministrazione. Tale tipologia di investimento è caratterizzata da un elevato livello di liquidità e dal ridotto rischio diretto di credito, in quanto gli OICVM detenuti hanno un proprio patrimonio separato.
I rischi finanziari derivanti da questa tipologia di investimento sono riconducibili essenzialmente al rischio di mercato degli investimenti effettuati, che risulta comunque compatibile con il profilo prudente che caratterizza la strategia di investimento della liquidità aziendale del Gruppo.
I rischi derivanti dall'investimento in OICVM sono monitorati mediante la verifica del rispetto dei limiti deliberati dai rispettivi Consigli di Amministrazione. In particolare, i limiti di rischio stabiliti in termini di volatilità sono monitorati con il modello di rischio in uso presso la società controllata Anima SGR. Per quanto sopra, unitamente alla natura diversificata degli investimenti in OICVM, il Gruppo non ritiene rappresentativa l'analisi di sensitività rispetto ai rischi di mercato a cui è esposta.
Gli investimenti in emissioni governative in Euro sono rappresentati da titoli emessi dallo Stato italiano (BOT) con duration massima di 12 mesi. I rischi derivanti da tale investimento sono monitorati mediante la verifica del rispetto dei limiti deliberati dal Consiglio di Amministrazione. In particolare, i limiti di rischio stabiliti in termini di volatilità sono monitorati anche in questo caso con il modello di rischio in uso presso Anima SGR.
Il Gruppo può inoltre investire nei FIA chiusi immobiliari riservati istituiti e/o gestiti principalmente da società appartenenti al Gruppo. Viste le caratteristiche, specialmente in termini di illiquidità, di questa tipologia di investimenti, l'ammontare ad essi destinato viene autorizzato specificatamente dai rispettivi Consigli di Amministrazione. Dal punto di vista della liquidità, tale tipologia di investimenti è caratterizzata infatti da un orizzonte temporale di lungo periodo, senza la possibilità di richiedere un rimborso anticipato rispetto alla scadenza del fondo. Nell'ambito del rischio di mercato, per questi strumenti rappresenta un elemento mitigante l'esposizione minoritaria a investimenti di natura azionaria e la strategia di investimento di lungo periodo, che viene riflessa anche nella valorizzazione dei sottostanti. Può essere rilevante la presenza del rischio di credito nei confronti delle società che vengono finanziate da questi strumenti di investimento: la mitigazione avviene principalmente tramite tecniche di diversificazione implementate dal gestore dei FIA e un'attenta fase di analisi preventiva.

Infine, gli investimenti in depositi bancari e postali e in time deposit (questi ultimi sottoscrivibili con scadenza non superiore a 12 mesi) sono, per loro natura, caratterizzati da un elevato livello di liquidità e assenza di rischio di mercato. I rischi finanziari derivanti da questa tipologia di investimento sono sostanzialmente riconducibili al rischio di credito e sono regolarmente monitorati nonché mitigati anche tramite limiti finalizzati al frazionamento del rischio. Come anticipato, è attivo un sistema di monitoraggio dei rischi aziendali, che prevede anche il monitoraggio mensile dei rischi finanziari derivanti dall'investimento in OICVM e in fondi FIA, mettendo a fattor comune le best practice metodologiche in uso presso le società controllate (Anima SGR, Anima Alternative SGR e Castello SGR).
Rischi operativi
Il presidio e il monitoraggio articolato dei rischi operativi sono previsti all'interno delle società di gestione del risparmio del Gruppo Anima. Le esposizioni individuali ai rischi operativi vengono poi raccordate a livello di Gruppo dalla Direzione Rischi, nell'ambito delle sue attività di Enterprise Risk Management.
Per quanto concerne i servizi affidati a terze parti, nel rispetto delle norme sulle esternalizzazioni delle funzioni operative essenziali o importanti previste dal Regolamento della Banca d'Italia, il Gruppo Anima affida in outsourcing a società terze, sulla base di appositi contratti, lo svolgimento di alcuni servizi rilevanti che riguardano principalmente attività amministrativo-contabili di back-office ed attività informatiche inerenti i prodotti gestiti.
Al fine di monitorare il mantenimento di elevati standard di efficienza dei processi esternalizzati, sono stati stipulati appositi Service Level Agreement ("SLA") con gli outsourcer; in tali contratti sono indicati i presidi posti in essere dal fornitore ed i livelli quali-quantitativi del servizio che l'outsourcer deve garantire attraverso il raggiungimento di specifici obiettivi (KPI). Con riferimento ai servizi informatici esternalizzati sono previste specifiche clausole in ordine ai piani di Disaster Recovery e Business Continuity Plan implementati dagli outsourcer, al fine di garantire la continuità del servizio, la conservazione, la sicurezza e l'integrità dei dati.
Con riferimento ai rischi di natura informatica, il servizio di Cyber Security effettua attività di monitoraggio ed analisi dei sistemi al fine di rilevare, proteggere ed in caso di incidente effettuare il ritorno all'operatività mitigando al massimo i rischi informatici. Tali attività sono attribuite alla responsabilità del Chief Information Security Officer ("CISO"), che opera presso la Direzione Rischi di Anima Holding e svolge in modalità di outsourcing le sue attività di monitoraggio a favore della Società e di tutte le società di gestione del risparmio del Gruppo. Il servizio di Sicurezza Informatica ha inoltre il compito di proporre le strategie ai vertici aziendali e la rendicontazione periodica verso gli organi e le strutture aziendali di Gruppo.
Rischi climatici
Il Gruppo è consapevole dei potenziali impatti diretti e indiretti che può creare con le proprie attività in ambito di sostenibilità ed ha pertanto attuato una serie di misure interne che permettono di considerare strategicamente e preventivamente tali rischi. A tal fine, ha valutato ed integrato, all'interno del proprio modello di gestione dei rischi, anche quelli correlati all'Environmental, Social, Governance ("ESG"). In tale ambito, assumono sempre più rilevanza i rischi derivanti dal cambiamento climatico.
Rischi delle imprese di assicurazione
Si riportano nel seguito i principali rischi a cui sono esposte le Compagnie assicurative di diritto italiano del Gruppo.
Rischi assicurativi
Nel corso del primo semestre 2025 sono continuate le attività di integrazione di Vera Vita all'interno del Gruppo Banco BPM Vita. La migrazione di portafoglio, sia in riferimento ai prodotti di investimento e risparmio sia in riferimento ai prodotti previdenziali, ha dato esito positivo, realizzando il trasferimento di tutti i dati al 30 aprile 2025 sulle piattaforme gestionali target. Anche complessivamente positivi sono stati i risultati della messa in opera dei principali processi adottati dalle Strutture della Compagnia.
Con la migrazione si è quindi completato un passaggio chiave del programma di insourcing previsto a piano per il primo semestre 2025. Per garantire il completamento delle attività finalizzate alla messa a regime di tutti i processi definiti, è stato mantenuto un presidio progettuale anche nei primi mesi successivi alla migrazione.

Inoltre, si segnala che in data 31 maggio è giunto a scadenza il contratto di servizio con Generali Italia a favore di Vera Vita, sottoscritto in data 14 dicembre 2023, al fine di consentire il corretto proseguimento delle attività svolte dalla Compagnia. Anche grazie al positivo andamento delle attività di insourcing di Vera Vita all'interno del Gruppo Banco BPM Vita, nel mese di novembre 2024 è stata data comunicazione di recesso a Generali Italia, anticipando al 31 maggio l'iniziale scadenza del contratto, originariamente fissata a giugno 2025. Si segnala che, in costanza di contratto, come previsto tra le parti, i servizi forniti da Generali Italia a Vera Vita, sono stati oggetto di periodiche verifiche trimestrale al fine di valutare il rispetto quali-quantitativo dei livelli di servizio contrattualizzati. Nel corso del primo semestre 2025 sono continuate le verifiche sul rispetto dei livelli di servizio contrattualizzati, le cui risultanze sono state nel tempo portate all'attenzione degli Organi Societari e, al netto di alcune deviazioni minori, non hanno rilevato criticità significative evidenziando, altresì, che il servizio erogato da Generali ha sostanzialmente rispettato i livelli minimi di servizio pattuiti.
RAMO VITA
I principali fattori di rischio del portafoglio assicurativo ramo vita (Banco BPM Vita e Vera Vita) sono collegati ai rischi di sottoscrizione.
Il rischio di sottoscrizione è il rischio derivante dalla sottoscrizione dei contratti di assicurazione, associato agli eventi coperti, ai processi seguiti per la tariffazione e selezione dei rischi, all'andamento sfavorevole della sinistralità effettiva rispetto a quella stimata (rischio assuntivo) e alla quantificazione di riserve tecniche non sufficienti rispetto agli impegni assunti verso assicurati e danneggiati (rischio di riservazione).
Tale rischio può essere distinto nelle seguenti tipologie:
- Rischio di mortalità, ossia il rischio di perdite o di cambiamenti sfavorevoli nel valore delle passività assicurative, derivante da un cambiamento nel livello, nel trend o nella volatilità dei tassi di mortalità, nel caso in cui un aumento della mortalità conduca a un incremento delle riserve tecniche;
- Rischio di longevità, che riguarda il rischio di perdite, o di cambiamenti avversi nel valore delle passività assicurative, derivante da un cambiamento nel trend o nella volatilità dei tassi di mortalità, dove un decremento della mortalità conduca a un incremento delle riserve;
- Rischio disabilità / morbilità, è il rischio di perdite, o di cambiamenti avversi nel valore delle passività assicurative, derivante da un cambiamento nel livello, nel trend o nella volatilità dei tassi di disabilità e morbilità. Il Gruppo Assicurativo non è esposto a tale tipologia di rischio;
- Rischio di estinzione anticipata, ossia il rischio di perdita o di variazione delle passività assicurative a causa di una modifica dei tassi di esercizio di tale opzione da parte degli assicurati;
- Rischio spese, riguarda il rischio di perdita, o di variazione sfavorevole nel valore delle passività assicurative risultante da cambiamenti nel livello, nella tendenza o nella volatilità delle spese sostenute a fronte della gestione dei contratti di assicurazione;
- Rischio revisione, rappresenta il rischio di variazione sfavorevole del valore delle passività derivante da oscillazioni del livello, del trend o della volatilità, dei tassi di revisione delle rendite. Il Gruppo Assicurativo non risulta esposto a tale tipologia di rischio;
- Rischio catastrofale, ovvero il rischio di perdita o di variazione sfavorevole del valore delle passività assicurative, derivante dall'incertezza significativa delle ipotesi relative alla determinazione dei premi e alla costituzione delle riserve in rapporto al verificarsi di eventi estremi ed eccezionali legati ad eventi naturali o causati dall'uomo.
Relativamente al calcolo del requisito patrimoniale di solvibilità, i rischi a livello di Compagnia vengono quantificati sulla base della standard formula, secondo la metodologia definita dalla normativa di riferimento. Nel dettaglio, il requisito di capitale per il rischio di sottoscrizione vita viene calcolato aggregando, mediante i coefficienti di correlazione, i Solvency Capital Requirement (SCR) determinati per ciascuno dei sotto moduli di rischio descritti in precedenza (mortalità, longevità, riscatto, spese e catastrofale).
Il monitoraggio dei rischi di sottoscrizione vita avviene attraverso il calcolo e successivo controllo di specifici indicatori di rischio definiti nell'ambito del Risk Appetite Framework (RAF). In particolare, l'esposizione ai rischi di sottoscrizione vita è collegata principalmente all'andamento del rischio di riscatto, il quale viene monitorato anche attraverso il calcolo mensile di uno specifico indicatore, ossia l'incidenza riscatti.
Le Compagnie assicurative sono inoltre esposte al rischio di sottoscrizione salute, connesso alle obbligazioni previste nei contratti di assicurazione contro infortuni e malattia, che risulta tuttavia marginale.

Rischi finanziari – business assicurativo
RAMO VITA
Nell'esercizio della propria attività in ambito Vita, il Gruppo Assicurativo è chiamato ad investire i premi raccolti in una varietà di attività finanziarie, perlopiù a lungo termine, con l'obiettivo principale di garantire il rendimento atteso dagli assicurati, onorandone gli impegni futuri. I principali rischi a cui risultano essere esposte le diverse compagnie derivano, dunque, dai rischi di mercato, i quali possono determinare perdite o cambiamenti sfavorevoli della situazione finanziaria a causa di oscillazioni nel valore di mercato delle attività in bilancio.
Il rischio di mercato concerne il rischio di perdite causate da variazioni dei tassi di interesse, dei corsi azionari, dei tassi di cambio e dei prezzi degli immobili.
Tale rischio può essere distinto nelle seguenti tipologie:
- Rischio di tasso di interesse: deriva dalle variazioni sfavorevoli e dalla volatilità dei tassi di interesse;
- Rischio azionario: riflette le possibili variazioni sfavorevoli del livello e della volatilità del valore di mercato degli strumenti finanziari e di capitale;
- Rischio immobiliare: riflette le possibili variazioni avverse del livello e della volatilità dei prezzi di mercato dei beni immobili;
- Rischio valutario: deriva dalle variazioni avverse del livello e della volatilità dei tassi di cambio delle valute;
- Rischio di spread: dipende dalla sensibilità del valore degli attivi ai cambiamenti nel livello o nella volatilità dei titoli corporate, covered bonds, strutturati, derivati od obbligazionari emessi da paesi sovrani rispetto alla struttura a scadenza dei tassi di interesse privi di rischio;
- Rischio di concentrazione: deriva da una variazione in attesa del valore delle esposizioni verso emittenti su cui si ha un accumulo di esposizione con la stessa controparte o con un gruppo di soggetti interconnessi appartenenti ad uno stesso settore o ad una medesima area geografica.
Relativamente ai rischi di mercato, le diverse compagnie non fanno ricorso ad alcuna specifica tecnica di mitigazione, ma bensì applicano un'attività di monitoraggio di tali fattori di rischio tramite il calcolo e successivo controllo di indicatori di rischio definiti nell'ambito del Risk Appetite Framework (RAF).
In particolare, data la composizione del portafoglio di attivo, il Gruppo Assicurativo è principalmente esposto al rischio Azionario, al rischio di Spread ed all'esposizione ai titoli governativi italiani.
Altri rischi – business assicurativo
Rischio di liquidità
Il rischio di liquidità è il rischio derivante dall'incapacità di fare fronte, in maniera efficiente, agli impegni di cassa previsti ed imprevisti, ovvero di essere in grado di farvi fronte solamente tramite l'accesso a condizioni peggiorative al mercato del credito o tramite la liquidazione di attivi finanziari a forte sconto.
Il governo del rischio di liquidità, su un orizzonte temporale di breve-medio periodo, assicura il mantenimento di un livello di risorse adeguate volte a garantire tutti gli impegni a cui il Gruppo Assicurativo è chiamato a rispondere anche mediante politiche di mantenimento del rischio e opportune tecniche di mitigazione dello stesso.
La gestione del rischio di liquidità include la valutazione dei diversi elementi che influenzano il fabbisogno di liquidità, tra cui l'eventuale disallineamento delle entrate e delle uscite di cassa sia delle attività che delle passività, compresi i flussi di cassa previsti per le operazioni di assicurazione diretta e per le riassicurazioni, la quantificazione dei costi potenziali o dalle perdite finanziare derivanti da una realizzazione forzosa ecc. Il monitoraggio nel continuo delle diverse fattispecie permette di individuare il fabbisogno di liquidità globale a breve e medio termine con l'obiettivo di garantire il fabbisogno necessario compresa una riserva di liquidità, ben definita in relazione al totale degli attivi, atta a far fronte ad eventuali eventi non previsti.
Il governo del rischio di liquidità prende in considerazione quindi sia le necessità legate ai processi operativi core e non core sia degli investimenti. L'analisi e il monitoraggio di tale rischio viene effettuato periodicamente prendendo in considerazioni le esigenze di liquidità nel breve periodo (successivi tre mesi rispetto alla data di monitoraggio) e nel medio periodo (oltre i tre mesi successivi). Il rischio di liquidità è uno degli ambiti di rischio rilevanti nel Risk

Appetite Framework della Compagnia (RAF) per cui viene effettuato periodicamente un monitoraggio che prevede delle soglie di tolerance e capacity a cui sono legati processi di governance ben definiti all'interno del RAF verso gli organi interni, tra cui il Consiglio di Amministrazione. La Compagnia inoltre monitora il rischio di liquidità anche tramite il reporting periodico verso l'Autorità di Vigilanza ove richiesto da indagini ad hoc.
Rischi Operativi
Il rischio operativo è il rischio di perdite derivante da inefficienze di persone, processi e sistemi, inclusi quelli utilizzati per la vendita a distanza, o da eventi esterni, quali la frode o l'attività di fornitori esterni. In generale, i rischi operativi possono avere degli effetti anche su aspetti di carattere reputazionale per cui si ritiene che la gestione dei rischi operativi possa avere un impatto anche sulla mitigazione dei rischi reputazionali.
La gestione dei rischi operativi a livello di Compagnia si realizza mediante l'identificazione e la valutazione qualitativa e, se possibile, quantitativa, su base annuale, delle diverse categorie di rischi operativi (ad esempio, mancanze legate all'esternalizzazione delle attività, violazioni della sicurezza dei sistemi informatici da parte di terzi, insufficienza di risorse umane interne o esterne, inadempienza degli obblighi regolamentari, errori o omissioni in operazioni contabili o finanziarie, violazione dell'obbligo della qualità del dato, furto, frode e uso improprio di beni da parte di terzi). In funzione della frequenza e dell'impatto dell'accadimento, i diversi fattori di rischio operativo identificati vengono quantificati sulla base di una scala di valori standardizzata prevedendo l'attuazione di opportune attività di mitigazione del rischio laddove necessario.
Il monitoraggio dei rischi operativi si realizza anche attraverso la raccolta dati sulle perdite operative della Compagnia: questa attività ed i dati ivi raccolti contribuiscono alle corrispondenti attività di monitoraggio realizzate a livello di Gruppo.
Il monitoraggio dei rischi operativi include anche i rischi informatici e di sicurezza, realizzato attraverso metodologie condivise con il Gruppo e adattate alle specificità operative delle Compagnie assicurative in ottemperanza agli standard regolamentari previsti.
Ci si prefigge di contenere il rischio operativo attraverso l'adozione di adeguati processi operativi e attraverso la rapida attuazione delle eventuali raccomandazioni derivanti dalle attività di review effettuate dalle Funzioni di controllo.
Rischio di credito
Il rischio di credito è il rischio che un'impresa di assicurazione possa incorrere in una perdita o in una variazione sfavorevole della situazione finanziaria derivante da oscillazioni del merito di credito di emittenti di titoli, controparti e debitori nei confronti dei quali il Gruppo è esposto, in forma di rischio di inadempimento della controparte e di rischio spread.
La perdita di valore della posizione creditoria è collegata principalmente alla qualità dell'emittente o della controparte ma può anche derivare da un deterioramento delle condizioni economico-finanziarie del debitore da cui dipende la capacità di far fronte agli impegni finanziari assunti, nonché da cause indipendenti dalla situazione economica o finanziaria della controparte debitrice, quali ad esempio cause politico-militare.
In relazione alla categoria di rischio in esame, il Solvency Capital Requirement viene calcolato come aggregazione dei requisiti di capitale calcolati per le due categorie di esposizioni identificate negli Atti Delegati (Esposizioni di Tipologia 1 e Esposizioni di Tipologia 2). I rispettivi requisiti di capitale che determinano l'esposizione al Rischio di credito sono calcolati secondo l'approccio Factor Based definito dalla formula standard. L'approccio, seppur semplificato, è stato ritenuto adeguato in questa fase per la quantificazione di questo rischio e sono in corso approfondimenti per l'affinamento della metodologia.
Relativamente al rischio di credito, le Compagnie non fanno ricorso ad alcuna tecnica di mitigazione o trasferimento del rischio medesimo.

Rischi di sostenibilità
L'esposizione delle Compagnie assicurative vita ai rischi di sostenibilità, in particolare ai rischi climatici, risulta poco materiale ed è principalmente da ricondursi ai potenziali rischi di Transizione sul portafoglio attivi.

PARTE G - OPERAZIONI DI AGGREGAZIONE RIGUARDANTI IMPRESE O RAMI D'AZIENDA
Sezione 1 – Operazioni realizzate durante l'esercizio
1.1 Operazioni di aggregazione
Transazione di acquisto di Anima Holding
Come descritto nella sezione dedicata ai fatti di rilievo del periodo della Relazione intermedia sulla gestione, facendo seguito all'Offerta Pubblica di Acquisto (OPA) su Anima Holding S.p.A. (di seguito anche Anima Holding) lanciata a novembre 2024 dal Gruppo Banco BPM, per il tramite di Banco BPM Vita, in data 11 aprile 2025 si è perfezionata la transazione di acquisto delle n. 221.067.954 azioni aderenti alla citata OPA, rappresentative del 67,976% del capitale sociale di Anima Holding. L'esborso complessivo è risultato pari a 1.547,5 milioni.
Tale transazione ha quindi comportato l'acquisizione del controllo di Anima Holding, ai sensi del principio contabile IFRS 10, con il conseguente consolidamento integrale, a partire dal secondo trimestre del 2025, della suddetta società e delle sue controllate.
Tenuto conto della partecipazione già posseduta nel capitale sociale di Anima Holding, alla data del 30 giugno 2025 il Gruppo Banco BPM – attraverso la controllata Banco BPM Vita, cui è stata altresì ceduta anche la quota del 21,973% precedentemente detenuta da Banco BPM S.p.A. - detiene complessive n. 292.527.616 Azioni, rappresentative di un'interessenza pari all'89,949% del capitale sociale di Anima Holding.
L'area di consolidamento della società acquisita include, oltre alla controllante Anima Holding, le seguenti società:
- Anima SGR S.p.A. ("Anima SGR"): controllata diretta al 100%;
- Anima Alternative SGR S.p.A. ("Anima Alternative"): controllata diretta al 100%;
- Castello SGR S.p.a. ("Castello SGR"): controllata diretta all'80%;
- Vita S.r.l. ("Vita Srl"): controllata al 60,84%, indirettamente tramite Castello SGR che detiene il 76,05%;
- Kairos Partners SGR S.p.A, ("Kairos SGR"): controllata diretta al 100%.
Nella presente sezione si procede ad illustrare gli aspetti contabili dell'aggregazione aziendale riguardante l'acquisizione del controllo integrale di Anima Holding e delle sue controllate.
Trattamento contabile ai sensi del principio "IFRS 3 – Aggregazioni aziendali"
Ai fini contabili, l'operazione di acquisto di Anima Holding, ed indirettamente delle sue controllate, si configura come un'aggregazione aziendale ("business combinations"), secondo la disciplina prevista dal principio contabile IFRS 3, che prevede l'applicazione del metodo dell'acquisto ("purchase method").
Ai sensi del citato principio, l'entità deve identificare l'acquirente e la data di acquisizione, determinare e allocare il costo dell'aggregazione alle attività identificabili acquisite, comprese eventuali attività immateriali in precedenza non rilevate dall'impresa acquisita, e alle passività identificabili assunte, comprese quelle potenziali, che sono oggetto di misurazione sulla base del fair value (cosiddetta "Purchase Price Allocation" – "PPA") ad eccezione delle attività non correnti (o gruppi in dismissione) classificate come possedute per la vendita secondo quanto previsto dall'IFRS 5. Queste ultime, infatti, sono contabilizzate al fair value al netto dei costi di vendita. Le quote di minoranza nella società acquisita possono essere alternativamente rilevate in proporzione alla quota della partecipazione di minoranza nelle attività nette identificabili della società acquisita piuttosto che al relativo fair value.
In aggiunta, alla data di acquisizione, per le aggregazioni aziendali realizzate in più fasi - ovvero quelle in cui l'acquirente deteneva già una quota di minoranza della società acquisita prima di effettuare l'operazione, cosiddette "step acquisition" - l'acquirente deve rilevare al fair value la quota di minoranza che già deteneva, imputando a conto economico la differenza rispetto al precedente valore di carico contabile. Per la suddetta quota, il passaggio dal metodo di contabilizzazione del patrimonio netto al consolidamento integrale è considerato, infatti, un evento economico da rilevare come se la quota partecipativa in precedenza detenuta fosse ceduta al fair value e immediatamente riacquistata al medesimo valore.

L'eccedenza tra il corrispettivo trasferito per l'acquisizione del controllo - integrato del valore delle quote di minoranza, come in precedenza illustrato, e del fair value dell'interessenza già posseduta dall'acquirente - ed il fair value delle attività e passività acquisite deve essere rilevata come avviamento. Diversamente, l'eccedenza del fair value rispetto al costo dell'aggregazione deve essere rilevata a conto economico come badwill, dopo avere effettuato una nuova misurazione volta ad accertare il corretto processo di identificazione di tutte le attività acquisite e passività assunte. Da ultimo, il principio IFRS 3 prevede che la contabilizzazione dell'operazione debba essere perfezionata entro dodici mesi dalla data di acquisizione1 .
Per ulteriori dettagli sul trattamento contabile delle aggregazioni aziendali si fa rinvio a quanto rappresentato nel paragrafo "16 – Altre informazioni, Aggregazioni aziendali, avviamento e modifiche interessenze azionarie" contenuto nella "A.2 – Parte relativa alle principali voci di bilancio" della Relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2024.
Data dell'aggregazione aziendale di Anima Holding
Dopo aver identificato Banco BPM Vita quale soggetto acquirente, il principio richiede che sia determinata la data di acquisizione, ossia la data in cui l'acquirente ottiene effettivamente il controllo del soggetto acquisito.
La data dell'acquisizione del controllo rappresenta la data iniziale di rilevazione dell'aggregazione e di conseguenza la data a partire dalla quale i risultati economici di Anima Holding e delle sue controllate devono confluire, linea per linea, nel bilancio consolidato del Gruppo. Si tratta pertanto di un elemento imprescindibile per la contabilizzazione dell'operazione, in quanto rappresenta il riferimento sia per la determinazione dei fair value delle attività e delle passività acquisite sia per l'acquisizione dei risultati economici.
Con riferimento alla transazione di acquisto in oggetto, il suo perfezionamento è avvenuto in data 11 aprile 2025, che quindi rappresenta la data in cui il Gruppo – per il tramite della controllata Banco BPM Vita - ha acquisito il controllo di Anima Holding e delle sue controllate Anima SGR, Anima Alternative, Kairos SGR, Castello SGR e Vita Srl, ai sensi dell'IFRS 10.
Con riferimento all'operazione in oggetto, la data dell'aggregazione è l'11 aprile 2025, ossia la data in cui si è perfezionata la transazione di acquisto.
Considerata, tuttavia l'indisponibilità di una situazione patrimoniale ed economica di Anima Holding e delle sue controllate alla data dell'11 aprile 2025 e del breve lasso temporale intervenuto rispetto alla chiusura del primo trimestre, ai fini contabili si è assunto che la situazione contabile al 31 marzo 2025 rappresenti la situazione iniziale di consolidamento, opportunamente rettificata per tenere conto delle variazioni significative di valore intervenute nel patrimonio netto dell'acquisita dal 1° aprile all'11 aprile 2025. L'unica variazione significativa di valore, intervenuta nei primi undici giorni di aprile, è ascrivibile all'interessenza azionaria detenuta in Monte dei Paschi di Siena (n. 50.290.691 azioni), classificata nel portafoglio contabile delle "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva". Per il suddetto investimento, l'aggiornamento del fair value, sulla base della quotazione di Borsa dell'11 aprile ha comportato una variazione negativa delle riserve da valutazione pari a 56,5 milioni (52,7 milioni al netto del relativo effetto fiscale), che è stata quindi considerata ai fini della determinazione del patrimonio netto alla data dell'aggregazione.
Alla luce di quanto in precedenza illustrato, il contributo al conto economico di Anima Holding e delle sue controllate trova rappresentazione nel bilancio consolidato, linea per linea, a partire dal 1° aprile 2025. Per quanto attiene al primo trimestre 2025, il relativo contributo economico - quando la partecipazione, detenuta al 21,973%, si qualificava come partecipazione di collegamento – figura invece nella voce di conto economico "250. Utili (perdite) delle partecipazioni".
Costo complessivo dell'aggregazione (comprese le interessenze di terzi)
Il costo complessivo dell'aggregazione di Anima Holding (e controllate) è pari alla sommatoria tra il fair value del corrispettivo trasferito, il fair value dell'interessenza già detenuta e le interessenze di terzi.
1 L'IFRS 3, par. 45, prevede che il periodo di misurazione entro il quale ottenere le informazioni necessarie per effettuare la valutazione al fair value delle attività nette acquisite - e completare quindi il processo di allocazione dell'aggregazione - termini non appena l'acquirente abbia ricevuto tutte le informazioni necessarie alla data di acquisizione o abbia appurato che non sia possibile ottener maggiori informazioni per la misurazione a fair value delle poste acquisite. In ogni caso il periodo di valutazione non potrà protrarsi per oltre un anno dalla data di acquisizione.

Corrispettivo trasferito per l'acquisto delle azioni aderenti all'OPA
Con riferimento all'interessenza acquisita (67,976%), il corrispettivo da considerare ai fini del processo di PPA ammonta a 1.448,0 milioni, pari al prezzo pagato per le n. 221.067.954 azioni che hanno aderito all'OPA (1.547,5 milioni), al netto del dividendo deliberato dall'assemblea dei soci di Anima Holding in data 31 marzo 2025 e rilevato come credito destinato ad essere immediatamente recuperato alla data di pagamento (99,5 milioni).
Rivalutazione a fair value dell'interessenza in precedenza detenuta dal Gruppo
Alla luce del trattamento contabile illustrato nel precedente paragrafo, l'operazione in esame si qualifica come una "step acquisition", in quanto il Gruppo già deteneva il 21,973% del capitale di Anima Holding.
La valorizzazione al fair value della quota detenuta, pari a 468,1 milioni, ha comportato la rilevazione di un effetto economico positivo pari a 205,6 milioni esposto nella voce di conto economico "250. Utili (perdite) delle partecipazioni" (201,8 milioni al netto dell'effetto fiscale). Detto effetto è esposto nella voce non ricorrente del conto economico riclassificato "Impatto rideterminazione quota Anima, al netto delle imposte". Al riguardo si precisa che la valorizzazione a fair value è avvenuta al prezzo dell'OPA (Euro 7 per azione) al netto del dividendo (Euro 0,45 per azione), in coerenza con il valore di carico nel bilancio consolidato, determinato in base all'equity method, che risulta già diminuito dell'effetto conseguente alla distribuzione del dividendo deliberata dalla partecipata; nel bilancio consolidato, gli utili che hanno contribuito alla formazione dei dividendi sono già stati portati ad incremento del valore della partecipazione nei precedenti esercizi, attraverso il riconoscimento del risultato economico di spettanza.
Misurazione delle interessenze di terzi
Come previsto dal paragrafo 19 del principio IFRS 3, per ogni aggregazione aziendale le quote di minoranza nella società acquisita possono essere alternativamente rilevate:
- al fair value: in tal caso il goodwill iscritto in bilancio rifletterà anche la quota di terzi (c.d. "full goodwill"); o
- in proporzione alla quota della partecipazione di minoranza nelle attività nette identificabili della società acquisita: in tal caso il goodwill iscritto in bilancio rifletterà solo la quota di pertinenza del Gruppo (c.d. "partial goodwill").
La suddetta scelta può essere effettuata per singola transazione (transaction-by-transaction basis), senza che vi sia necessità di garantire coerenza con altre operazioni perfezionate dal Gruppo.
Con riferimento all'aggregazione di Anima Holding, la scelta del Gruppo è stata quella di misurare il patrimonio di terzi sulla base della rispettiva quota dei terzi nelle attività nette identificabili di Anima Holding (e delle sue controllate). Di conseguenza, il goodwill che è stato iscritto nel bilancio consolidato del Gruppo Banco BPM è riferito alla sola quota di Anima Holding (e delle sue controllate) detenuta dal Gruppo.
Nello specifico la valorizzazione delle interessenze di terzi, pari a complessivi 44,3 milioni, è rappresentata dalla quota di terzi nel fair value delle attività nette identificabili di Anima Holding (10,051%), e delle quote di terzi delle controllate Castello (20%) e Vita S.r.l (39,16%).
Processo di allocazione del costo di acquisizione (PPA)
Il processo in esame prevede che il costo dell'aggregazione debba essere allocato alle attività nette identificabili dell'acquisita, misurate in base al loro fair value, con l'obiettivo di determinare una differenza residua non allocata, da imputare come goodwill (in presenza di un'eccedenza del costo dell'aggregazione) o come badwill (in presenza di un'eccedenza del fair value delle attività nette acquisite).
In maggior dettaglio, il principio IFRS 3 prevede che alla data di acquisizione venga determinata la differenza tra il costo complessivo dell'aggregazione – che come illustrato nel precedente paragrafo è pari alla sommatoria tra il fair value del corrispettivo trasferito, il fair value dell'interessenza già detenuta e le interessenze di terzi – ed il fair value delle attività nette identificabili acquisite, comprese le passività potenziali.
Come evidenziato nella successiva tabella, il processo di Purchase Price Allocation ha fatto emergere un avviamento pari a 1.561,7 milioni, ottenuto per differenza tra il costo complessivo dell'acquisizione (1.960,3 milioni), inclusivo della quota di interessenza di terzi, ed il fair value delle attività nette identificabili di Anima Holding (e delle sue controllate) misurato alla data di acquisizione (398,7 milioni).
Al riguardo si precisa che i pre-esistenti rapporti di credito e di debito di Anima Holding (e sue controllate) nei confronti del Gruppo Banco BPM, inclusi nelle attività nette identificabili acquisite, saranno oggetto di effettivo regolamento secondo i termini contrattuali originari; gli stessi non hanno avuto alcun impatto ai fini della misurazione dell'avviamento, in quanto il loro fair value è risultato allineato al valore contabile.
| Allocazione provvisoria del costo dell'aggregazione (PPA) | |
|---|---|
| Corrispettivo della transazione d'acquisto (67,976%) - ex dividendo | 1.447.995 |
| Fair value della quota già detenuta (21,973%) - ex dividendo | 468.061 |
| Patrimonio netto dei terzi di Anima Holding (10,0512%) e controllate (Castello e Vita S.r.l.) | 44.284 |
| Costo dell'aggregazione comprensivo delle interessenze di Terzi (A) | 1.960.340 |
| Patrimonio Netto contabile di Anima Holding al 31 marzo 2025 rettificato* | 1.556.950 |
| - storno degli avviamenti di Anima Holding | (1.168.200) |
| - storno delle client relationship di Anima Holding | (356.651) |
| - storno dei marchi di Anima Holding | (15.715) |
| - storno della fiscalità relativa ai suddetti intangibili (avviamento, marchi e client relationship) | 63.682 |
| Patrimonio Netto contabile tangibile di Anima Holding al 31 marzo 2025 rettificato* | 80.066 |
| + valorizzazione attribuibile alle attività intangibili rappresentate da marchi | 93.900 |
| + valorizzazione attribuibile alle attività intangibili rappresentate dalle client relationship | 276.659 |
| + adeguamento al minor fair value del debito rappresentato dalle emissioni obbligazionarie | 15.887 |
| - effetti fiscali | (67.838) |
| Fair value delle attività nette acquisite identificabili di Anima Holding (B) | 398.674 |
| Avviamento (A-B) | 1.561.666 |
(*) rettificato per tenere conto dell'adeguamento a fair value dell'interessenza azionaria detenuta in MPS sulla base delle quotazioni dell'11 aprile 2025 (52,7 milioni al netto dell'effetto fiscale).
Ai fini della misurazione a fair value delle attività nette acquisite, dal patrimonio netto contabile di Anima Holding (e sue controllate) sono state stornate le attività intangibili iscritte dalla stessa nel suo bilancio, pari a 1.540,6 milioni (1.476,9 milioni al netto degli effetti fiscali) e rilevati gli adeguamenti di fair value rispetto ai valori contabili delle attività nette, sulla base alle condizioni in essere alla data dell'aggregazione, compresi gli intangibili identificabili non iscritti dalla partecipata. Per maggiori informazioni si fa rinvio alla sezione "Attività Immateriali – Voce 100" della Parte B delle presenti Note Illustrative.
In maggior dettaglio, le principali variazioni apportate al patrimonio netto tangibile di Anima Holding (e sue controllate), determinate con il supporto di un primario esperto indipendente, sono rappresentate da:
- marchi per 93,9 milioni, di cui 91,9 milioni iscritte tra le attività immateriali a vita utile indefinita riconducibili al marchio Anima. I restanti 2,0 milioni sono riconducibili alla valorizzazione di marchi delle controllate Kairos SGR e Vita Srl ritenuti aventi vita utile definita;
- client relationship per 276,7 milioni, per valorizzare i rapporti della clientela, tenuto anche conto della durata degli accordi di distribuzione;
- adeguamento al fair value di alcune passività finanziarie rappresentate da emissioni obbligazionarie, che ha comportato un minor valore di 15,9 milioni rispetto al valore di carico a costo ammortizzato;
- effetti fiscali correlati alle rimisurazioni di cui ai punti precedenti (-67,8 milioni).
L'impatto sul conto economico consolidato del secondo trimestre 2025, derivante dal "reversal effect" degli adeguamenti di valore delle attività nette acquisite, come sopra elencate, è complessivamente negativo per -6,4 milioni, al netto della fiscalità.
Per quanto attiene ai costi correlati all'acquisizione in oggetto, che in base alla disciplina contenuta nell'IFRS 3 devono essere rilevati come oneri nei periodi in cui tali costi sono stati sostenuti, fatta ad eccezione dei costi di emissione dei titoli azionari che devono essere rilevati in base a quanto disposto dallo IAS 32, questi ammontano a 12,4 milioni e risultano rilevati nel conto economico alla voce "190. b) Altre spese amministrative".
Va specificato che la presente allocazione deve intendersi come provvisoria, come consentito dall'IFRS 3, tenuto conto che nel breve lasso temporale intercorso dalla data dell'aggregazione potrebbero non essere state considerate tutte le necessarie informazioni. In linea con il citato principio, la suddetta differenza e più in generale gli schemi di bilancio saranno resi definitivi entro un anno dalla data dell'aggregazione. Qualora la rilevazione definitiva dovesse divergere

da quella provvisoria sarà necessario rettificare retroattivamente gli importi provvisori rilevati al 30 giugno 2025 ed alle successive date trimestrali di reporting.
Per completezza, si riporta di seguito la situazione patrimoniale contabile di Anima Holding (e sue controllate) alla data dell'acquisizione, rettificata per tenere conto dell'evoluzione delle riserve dell'interessenza detenuta in MPS, confrontata, per voce di bilancio, con i valori espressi a fair value, sulla base del processo di PPA
| Valore contabile alla data di acquisizione |
Allocazione PPA alle attività nette identificabili |
Fair value delle attività nette acquisite |
|
|---|---|---|---|
| Attivo | |||
| Cassa e disponibilità liquide | 468.539 | 468.539 | |
| Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico |
97.301 | 97.301 | |
| - c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value |
97.301 | 97.301 | |
| Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (*) |
310.696 | 310.696 | |
| Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 257.636 | 257.636 | |
| Partecipazioni | 21 | 21 | |
| Attività materiali | 26.215 | 26.215 | |
| Attività immateriali | 1.545.542 | (1.170.007) | 375.535 |
| - di cui avviamento iscritto da Anima Holding | 1.168.200 | (1.168.200) | - |
| - di cui client relationship iscritte da Anima Holding | 356.651 | (356.651) | - |
| - di cui client marchi iscritti da Anima Holding | 15.715 | (15.715) | - |
| - iscrizione client relationship | 276.659 | 276.659 | |
| - iscrizione marchi | 93.900 | 93.900 | |
| Attività fiscali: | 25.987 | 25.987 | |
| - correnti | 6.522 | 6.522 | |
| - anticipate | 19.465 | 19.465 | |
| Altre attività | 85.001 | 85.001 | |
| Totale attivo | 2.816.938 | (1.170.007) | 1.646.931 |
| Passivo | |||
| Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 807.209 | (15.887) | 791.322 |
| - debiti verso clientela | 219.397 | 219.397 | |
| - titoli in circolazione | 587.812 | (15.887) | 571.925 |
| Passività fiscali: | 144.090 | 4.156 | 148.246 |
| - correnti | 75.086 | 75.086 | |
| - differite | 69.004 | 4.156 | 73.160 |
| - di cui storno passività fiscali su intangibili Anima Holding | 63.682 | (63.682) | - |
| - di cui passività fiscali su iscrizione nuovi intangibili | 63.140 | 63.140 | |
| - di cui passività fiscali adeguamento di fair value titoli in circolazione |
4.698 | 4.698 | |
| Altre passività | 291.984 | 291.984 | |
| Trattamento di fine rapporto del personale | 6.732 | 6.732 | |
| Fondi per rischi ed oneri | 9.973 | 9.973 | |
| - impegni e garanzie rilasciate | 27 | 27 | |
| - altri fondi per rischi e oneri | 9.946 | 9.946 | |
| Totale passivo | 1.259.988 | (11.731) | 1.248.257 |
| Patrimonio netto | 1.556.950 | (1.158.276) | 398.674 |
| Totale passivo e patrimonio netto (*) rettificato per tenere conto dell'adeguamento a fair value dell'interessenza azionaria detenuta in MPS sulla base delle quotazioni dell'11 aprile 2025 (52,7 |
2.816.938 | (1.170.007) | 1.646.931 |
milioni al netto dell'effetto fiscale).

Secondo quanto previsto dalla Circolare n. 262 della Banca d'Italia, nella tabella seguente sono riportati i dati relativi all'entità oggetto dell'operazione di aggregazione (dati in milioni di Euro), che sono determinati, per le grandezze economiche, ipotizzando che l'operazione sia effettuata all'inizio dell'esercizio in corso:
| Denominazione | Data dell'operazione | (1) | (2) | (3) | (4) |
|---|---|---|---|---|---|
| Anima Holding S.p.A. (*) | 11/04/2025 | 1.448,0 | 67,976% | 3.149,6 | 1.253,4 |
| (*) Si ricorda che Anima Holding detiene il controllo di Anima SGR, Anima Alternative SGR, Kairos Partners SGR, Castello SGR, Vita S.r.l. (attraverso Castello |
SGR).
Legenda: (1) = Costo dell'operazione. Per i relativi dettagli si fa rinvio a quanto sopra illustrato.
(2) = Percentuale di interessenza acquisita con diritto di voto nell'assemblea ordinaria.
(3) = Totale ricavi del Gruppo: rappresenta il totale dei "Proventi Operativi" consolidati del Conto Economico Riclassificato determinato ipotizzando che l'operazione di aggregazione del Gruppo Anima Holding sia avvenuta in data 1 gennaio 2025.
(4) = Utile/perdita netto del Gruppo: rappresenta l'utile netto consolidato determinato ipotizzando che l'operazione di aggregazione del Gruppo Anima Holding sia avvenuta in data 1 gennaio 2025.
Operazioni di aggregazioni fra società appartenenti al Gruppo (c.d. business combination between entities under common control)
Nel corso del semestre non si sono realizzate operazioni di aggregazione aziendale fra società appartenenti al Gruppo.
Sezione 2 – Operazioni realizzate dopo la chiusura dell'esercizio
Non si sono realizzate operazioni di aggregazione aziendale esterne al Gruppo dopo la chiusura del semestre.
Operazioni di aggregazioni fra società appartenenti al Gruppo (c.d. business combination between entities under common control)
Non si sono realizzate operazioni di aggregazione aziendale fra società appartenenti al Gruppo dopo la chiusura del semestre.
Sezione 3 – Rettifiche retrospettive
Non è risultato necessario rilevare alcuna rettifica retrospettiva.

PARTE H - OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE
In linea con i requisiti stabiliti dal principio contabile IAS 24, di seguito si fornisce illustrazione dei criteri seguiti dal Gruppo Banco BPM ai fini dell'identificazione delle parti correlate, declinati in apposita normativa aziendale:
- a) società soggette ad influenza notevole e a controllo congiunto: ossia le entità nelle quali la Capogruppo Banco BPM o le Entità controllate esercitano influenza notevole ai sensi del principio contabile IAS 28 o un controllo congiunto ai sensi del principio contabile IFRS 11. Trattasi in particolare delle "Imprese controllate in modo congiunto e sottoposte a influenza notevole" indicate nella Parte B - "Partecipazioni – Voce 70" delle presenti Note illustrative;
- b) dirigenti con responsabilità strategiche: sono qualificati come tali oltre ai componenti del Consiglio di Amministrazione, i componenti effettivi del Collegio Sindacale, il Direttore Generale ed i Condirettori Generali della Capogruppo e delle società del Gruppo, i vertici operativi e direttivi di Banco BPM, individuati da apposita determinazione consiliare, il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, il Responsabile della funzione di conformità, il Responsabile della funzione Internal Audit di Banco BPM, ulteriori responsabili di strutture individuati dal Consiglio di Amministrazione di Banco BPM ed eventuali liquidatori straordinari;
- c) stretti familiari dei dirigenti con responsabilità strategiche: rilevano i soli familiari in grado di influenzare il (o di essere influenzati dal) soggetto interessato nel proprio rapporto con il Banco BPM o le società del Gruppo. Si presumono tali, salvo diversa dichiarazione scritta del dirigente, resa sotto propria responsabilità e recante adeguata ed analitica motivazione delle ragioni che escludono la possibilità di influenza: il coniuge, il convivente more uxorio (compresi conviventi di fatto il cui stato non si rilevi dal certificato di famiglia), i figli del soggetto, del coniuge o del convivente more uxorio, le persone a carico del soggetto, del coniuge o del convivente more uxorio. È inoltre parte correlata ogni altra persona che il soggetto ritiene lo possa influenzare (o essere da lui influenzata) nel proprio rapporto con il Banco BPM o con le altre società del Gruppo;
- d) rapporti partecipativi riconducibili ai dirigenti con responsabilità strategiche e ai loro stretti familiari: sono considerate parti correlate le entità nelle quali i dirigenti con responsabilità strategiche o i loro stretti familiari detengono il controllo ex art. 2359, comma 1, Codice Civile, o il controllo congiunto o esercitano un'influenza notevole che si presume qualora detengono, direttamente o indirettamente, almeno il 20% dei diritti di voto esercitabili nell'assemblea ordinaria, o il 10% se la società ha azioni quotate in mercati regolamentati;
- e) fondi pensionistici del Gruppo: i Fondi Pensione per il personale del Gruppo e di qualsiasi altra entità correlata;
- f) titolari di una partecipazione rilevante: sono considerati parti correlate gli azionisti e i relativi gruppi societari (entità giuridiche controllanti, controllate o sottoposte a controllo congiunto) che controllano la Capogruppo, anche congiuntamente, o che esercitano un'influenza notevole su Banco BPM. Si presume sussistere, come minimo, una situazione di influenza notevole qualora l'azionista detenga un'interessenza con diritto di voto superiore al 10% del capitale sociale di Banco BPM. Sono inoltre considerati parti correlate i soggetti non appartenenti al Gruppo che detengono nelle altre società del Gruppo, una partecipazione superiore al 20% dei diritti di voto esercitabili nell'assemblea ordinaria, ovvero il 10% se la società ha azioni quotate in mercati regolamentati;
- g) soggetti in grado, ex se, di nominare componenti del Consiglio di Amministrazione, in virtù di statuto o di accordi parasociali.
Rapporti finanziari e commerciali con parti correlate
I rapporti finanziari e commerciali intrattenuti con le parti correlate rientrano nell'ambito della normale gestione e sono stati conclusi a condizioni sostanzialmente allineate al mercato.
Sulla base del perimetro delle parti correlate, come identificato in base i criteri in precedenza elencati, nelle tabelle che seguono sono evidenziati i rapporti patrimoniali ed economici al 30 giugno 2025 separatamente tra:
- entità che esercitano influenza notevole (punto f) del precedente elenco);
- società collegate (punto a) del precedente elenco);
- joint venture (punto a) del precedente elenco);
- dirigenti con responsabilità strategiche (punto b) del precedente elenco);
- altre parti correlate (punti c), d), e), g) del precedente elenco).

Al riguardo si precisa che nel bilancio consolidato non viene fornita evidenza dei rapporti tra le varie società del Gruppo (Capogruppo e controllate), in quanto oggetto di elisione in sede di consolidamento.
Evoluzione nei rapporti con parti correlate intervenuta nel corso del semestre
In virtù dell'interessenza che il Crédit Agricole S.A. ha acquisito nel corso del primo semestre in Banco BPM, a partire dal 30 giugno 2025 risultano valorizzati anche i rapporti patrimoniali ed economici nei confronti delle "Entità che esercitano un'influenza notevole sul Gruppo Banco BPM". In data 11 aprile 2025 Crédit Agricole S.A. ha infatti segnalato di aver incrementato al 19,8% la propria partecipazione nel capitale sociale di Banco BPM, in forza dell'autorizzazione ricevuta da BCE all'inizio dello stesso mese.
Al riguardo si deve precisare che i rapporti con le società del Gruppo Crédit Agricole, che a loro volta risultano collegate per il Gruppo Banco BPM, sono esposti, in continuità con gli scorsi esercizi, nella colonna "Società collegate". Nel dettaglio, trattasi dei rapporti con le società Agos Ducato, BPM Assicurazioni e Vera Assicurazioni.
In aggiunta, con la positiva conclusione - avvenuta in data 4 aprile 2025 - dell'offerta pubblica di acquisto volontaria promossa dalla controllata Banco BPM Vita S.p.A. sulla totalità delle azioni di Anima Holding S.p.A., ad esito della quale la compagnia assicurativa detiene, a decorrere dall'11 aprile 2025, complessivamente l'89,949% del capitale sociale di Anima Holding, quest'ultima - già parte correlata, unitamente alle controllate della stessa, in forza della partecipazione di collegamento detenuta da Banco BPM S.p.A. - è divenuta società controllata da Banco BPM S.p.A. per il tramite di Banco BPM Vita S.p.A.
Il conseguente ingresso di Anima Holding (e sue controllate) nell'area di consolidamento ha comportato che i saldi patrimoniali ed economici del Gruppo Banco BPM nei confronti della stessa Anima Holding (e sue controllate) non fossero più valorizzati al 30 giugno 2025, essendo elisi nel bilancio consolidato. Fino al bilancio al 31 dicembre 2024 detti saldi erano invece esposti nei confronti delle società collegate.
Figurano invece i rapporti che Anima Holding e le sue controllate hanno nei confronti delle parti correlate diverse dalle società del Gruppo, non valorizzati fino al bilancio al 31 dicembre 2024, in quanto società allora non appartenente al Gruppo.
| (migliaia di euro) | Entità che esercitano un'influenza notevole (1) |
Società collegate |
Joint venture |
Dirigenti con responsabilit à strategica |
Altre parti correlate |
Totale | % sul consolidato |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Cassa e disponibilità liquide | 20.405 | - | - | - | - | 20.405 | 0,17% |
| Attività finanziarie detenute per la | |||||||
| negoziazione | 4.420 | 674 | - | - | 3 | 5.097 | 0,05% |
| Attività finanziarie obbligatoriamente | |||||||
| valutate al fair value | 49.379 | - | - | - | - | 49.379 | 0,50% |
| Crediti verso banche | 819 | - | - | - | - | 819 | 0,02% |
| Crediti verso clientela | - | 1.061.417 | - | 10.085 | 132.784 | 1.204.286 | 1,20% |
| Altre voci dell'attivo | 808 | 3.755 | - | - | - | 4.563 | 0,03% |
| Debiti verso banche | 118.235 | - | - | - | - | 118.235 | 1,85% |
| Debiti verso clientela | - | 121.815 | - | 11.063 | 54.674 | 187.552 | 0,18% |
| Titoli in circolazione | 727.365 | - | - | - | - | 727.365 | 2,99% |
| Passività finanziarie di negoziazione | 893 | - | - | - | 1 | 894 | n.s. |
| Passività finanziarie designate al fair | |||||||
| value | - | - | - | 1.035 | 596 | 1.631 | 0,02% |
| Altre voci del passivo | 2.741 | 3.838 | - | 182 | - | 6.761 | 0,03% |
| Garanzie rilasciate e impegni | 19.316 | 364.607 | - | 3.055 | 8.102 | 395.080 | 0,50% |
(1) Soggetti autorizzati che possiedono una quota di partecipazione superiore al 10% del capitale.

| (migliaia di euro) | Entità che esercitano un'influenza notevole (1) |
Società collegate |
Dirigenti con Joint responsabilit venture à strategica |
Altre parti correlate |
Totale | % sul consolidato |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Margine d'interesse | (7.649) | 46.436 | 94 | (126) | 38.755 | 2,22% |
| Commissioni nette | (16.710) | 129.465 | - 4 |
430 | 113.189 | 10,09% |
| Spese amministrative/recuperi di | ||||||
| spesa | - | (6.063) | - (7.945) |
(81) | (14.089) | 1,01% |
| Altri costi/ricavi | 145 | 3.257 | - - |
- | 3.402 | (0,85%) |
(1) Soggetti autorizzati che possiedono una quota di partecipazione superiore al 10% del capitale.
Altre operazioni con altre parti correlate
Nella seguente tabella vengono evidenziate le altre operazioni (forniture di beni e servizi e operazioni su immobili) poste in essere con le parti correlate esposte nella precedente tabella in corrispondenza dei "dirigenti con responsabilità strategica" ed "altre parti correlate".
| Acquisti e vendite di beni e servizi |
Locazioni attive |
Locazioni passive |
|
|---|---|---|---|
| a) Amministratori | - | - | - |
| b) Dirigenti con responsabilità strategiche | - | - | - |
| c) Stretto familiare dei soggetti di cui alle lettere a) e b) | - | - | - |
| d) Società controllata collegata o soggetta a influenza notevole dai soggetti di cui alle lettere a) e b) |
306 | 105 | - |
Altre informazioni
Con riferimento al comma 8 dell'art. 5 "Informazioni al pubblico sulle operazioni con parti correlate" del Regolamento Consob recante le disposizioni in materia di operazioni con parti correlate (adottato dalla Consob con delibera n. 17221 del 12 marzo 2010 e successive modifiche) nel seguito vengono riportate le operazioni di maggiore rilevanza concluse nel corso del primo semestre 2025, nonché di quelle di minore rilevanza di particolare significatività1 .
Versamento in conto futuro aumento di capitale a favore di Banco BPM Vita S.p.A. nell'ambito dell'offerta pubblica di acquisto volontaria promossa da Banco BPM Vita S.p.A. sulla totalità delle azioni Anima Holding S.p.A.
I Consigli di Amministrazione di Banco BPM e Banco BPM Vita, nelle sedute del 6 novembre 2024, hanno approvato i termini e le condizioni dell'offerta pubblica di acquisto volontaria ai sensi e per le finalità degli artt. 102, comma 1 e 106, comma 4 del TUF (di seguito "Offerta" o "OPA Anima") da parte di Banco BPM Vita (di seguito "Banco BPM Vita" o "Offerente") finalizzata ad acquisire la totalità delle azioni ordinarie di Anima Holding S.p.A. , dedotte le azioni detenute da Banco BPM e incluse le azioni proprie, nonché le azioni eventualmente emesse, entro la fine del periodo di adesione all'Offerta, nell'ambito dei piani di compensi in essere basati su strumenti finanziari. A tale riguardo Banco BPM, al fine di dotare Banco BPM Vita delle risorse finanziarie necessarie al perfezionamento dell'operazione, si è impegnato irrevocabilmente ad effettuare, in favore della controllata Banco BPM Vita, un versamento, anche in più tranche, di importo massimo complessivo pari a 2.026,1 milioni corrispondente alla somma tra: (i) l'esborso massimo che Banco BPM Vita avrebbe dovuto sostenere qualora tutte le azioni oggetto dell'Offerta fossero state portate in adesione alla medesima (1.583,1 milioni); e (ii) l'esborso che Banco BPM Vita avrebbe dovuto sostenere per l'acquisto delle azioni Anima Holding detenute da Banco BPM, assumendo un corrispettivo per azione pari al corrispettivo riconosciuto agli azionisti di Anima nel contesto dell'Offerta (443,0 milioni). La dotazione di risorse finanziarie sarebbe avvenuta a titolo di versamento in conto futuro aumento di capitale, da imputarsi, in tutto o in parte, a liberazione (sia per la parte di capitale sia per la parte di sovrapprezzo) di una o più tranches di un futuro aumento di capitale di Banco BPM Vita da deliberarsi nel contesto dell'offerta, entro e non oltre il 31 dicembre 2025.
1 Nella presente sezione sono riportate le operazioni di minore rilevanza deliberate dal Consiglio di Amministrazione, per il primo semestre 2025, aventi ad oggetto: (i) delibere quadro con/fra società controllate/collegate in materia di finanza/commerciale; (ii) fusioni/scissioni/cessioni di rami d'azienda con/fra società controllate; (iii) operazioni diverse da quelle dei precedenti punti (i) e (ii) di importo pari o superiore a 300 milioni.

Successivamente il Consiglio di Amministrazione di Banco BPM nella seduta dell'11 febbraio 2025 ha approvato subordinatamente all'adozione da parte del Consiglio di Amministrazione dell'Offerente, tenutosi nella medesima data, di una delibera favorevole in merito alle proposte da inserire al relativo ordine del giorno, anche ai fini dell'esercizio dell'attività di direzione e coordinamento della Banca nei confronti dell'Offerente ai sensi dell'art. 2497 e seguenti del cod.civ - la convocazione dell'Assemblea ordinaria dei soci di Banco BPM, nel contesto della quale i soci sono stati chiamati a pronunciarsi, ai fini dell'art. 104 TUF, in merito all'autorizzazione a far sì che l'Offerente potesse procedere a deliberare (i) un incremento del corrispettivo per azione Anima offerto nel contesto dell'OPA Anima da Euro 6,20 (cum dividend) ad Euro 7,00 (cum dividend); e (ii) l'eventuale rinuncia, in tutto o in parte, a una o più delle Condizioni di Efficacia dell'OPA Anima non ancora soddisfatte alla data dell'assemblea. Il Consiglio di Amministrazione ha altresì approvato la modifica della lettera di impegno sottoscritta tra Banco BPM e Banco BPM Vita in data 6 novembre 2024, al fine di mettere a disposizione di quest'ultima, subordinatamente all'autorizzazione da parte dell'Assemblea dei Soci all'incremento del corrispettivo dell'OPA Anima, i fondi necessari al raggiungimento del Nuovo Esborso Massimo.
In attuazione di quanto sopra deliberato, in data 10 marzo 2025 Banco BPM, al fine di rendere disponibili a Banco BPM Vita le risorse finanziarie necessarie al pagamento del corrispettivo per ciascuna azione Anima Holding portata in adesione all'Offerta ed all'acquisto della partecipazione detenuta da Banco BPM in Anima Holding ad esito del periodo di adesione, ha effettuato nei confronti dell'Offerente un versamento in conto futuro aumento di capitale per un importo complessivo pari a 2.276,5 milioni.
Successivamente alla conclusione dell'OPA Anima, avvenuta in data 11 aprile 2025 con l'acquisizione dell'89,95% del capitale sociale di Anima Holding, Banco BPM Vita, in data in data 17 giugno 2025, ha proceduto alla restituzione a Banco BPM dell'importo di 356,5 milioni, corrispondente all'eccedenza tra l'importo del versamento di 2.276,5 milioni ricevuto in data 10 marzo 2025 e l'ammontare dell'aumento di capitale deliberato dall'assemblea dei soci di Banco BPM Vita del 27 maggio 2025 pari a 1.920,0 milioni, corrispondente al fabbisogno finanziario complessivo e fabbisogno patrimoniale di Banco BPM Vita ad esito dell'Offerta, tenuto conto anche del dividendo distribuito da Anima Holding, necessario anche a mantenere un adeguato livello di solvibilità individuale e consolidata.
Emissione da parte di Banco BPM S.p.A. di investment certificates da collocare presso Reti terze: (i) stanziamento di un plafond massimo; (ii) flusso commissionale per l'attività di promozione e marketing a favore di Banca Akros
Il Consiglio di Amministrazione di Banco BPM del 26 novembre 2024 ha deliberato di approvare per il periodo 1° gennaio 2025 – 31 dicembre 2025, lo stanziamento di un plafond fungibile per l'emissione di certificates da collocarsi presso le reti terze esterne al Gruppo, anche in formato private placement, destinate ai clienti di Banca Akros, per un importo massimo complessivo fino a 300 milioni, riconoscendo a Banca Akros, per il medesimo intervallo temporale, un flusso commissionale, quale delibera quadro ai sensi della disciplina sul conflitto di interessi, di ammontare complessivo fino a 2 milioni in relazione all'attività di promozione e marketing: si segnala che per il periodo gennaio – giugno 2025 il plafond è stato utilizzato per circa 0,3 milioni.
Stanziamento di un plafond massimo complessivo per l'emissione di prestiti obbligazionari "Skew Notes" da collocare presso investitori istituzionali, per il periodo dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2025; flussi commissionali da riconoscere alla controllata Banca Akros S.p.A. in relazione al ruolo di lead manager
Il Consiglio di Amministrazione di Banco BPM, nella seduta del 17 dicembre 2024, ha deliberato di (i) approvare lo stanziamento di un plafond massimo complessivo fino a 300 milioni, destinato all'emissione di prestiti obbligazionari "Skew Notes" da collocare presso investitori istituzionali, per il periodo dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2025; (ii) approvare la pubblicazione di un Drawdown Prospectus per ciascuna emissione dei titoli e di avvalersi dell'assistenza delle controparti necessarie, previa presentazione del Drawdown Prospectus sopra richiamato all'approvazione dell'Autorità di Vigilanza lussemburghese Commission de Surveillance du Secteur Financier (CSSF); (iii) riconoscere, per il medesimo intervallo temporale, alla controllata Banca Akros, che svolgerà il ruolo di lead manager dei titoli con la funzione di individuare i potenziali investitori, un flusso commissionale, quale delibera quadro ai sensi della disciplina sul conflitto di interessi, pari a massimi 15 milioni; si segnala che per il periodo gennaio giugno 2025 il plafond è stato utilizzato per circa 6,1 milioni.

Flussi commissionali relativi allo svolgimento dei servizi di negoziazione per conto proprio, esecuzione di ordini per conto dei clienti, ricezione e trasmissione di ordini tra Banco BPM, Banca Aletti S.p.A. e Banca Akros S.p.A.
Il Consiglio di Amministrazione di Banco BPM, nella seduta del 17 dicembre 2024, ha autorizzato il rinnovo, per il periodo 1° gennaio - 31 dicembre 2025, della delibera quadro riguardante lo svolgimento dell'attività di negoziazione da parte di Banca Akros S.p.A., a fronte della quale (i) Banco BPM ha stimato di riconoscere alla suddetta controllata un flusso commissionale massimo pari a 14 milioni; (ii) Banca Aletti S.p.A. ha stimato, a sua volta, di riconoscere a Banca Akros S.p.A. un flusso commissionale massimo pari a 3,3 milioni. Si segnala che per il periodo gennaio – giugno 2025 i plafond sono stati utilizzati rispettivamente per circa 7,4 milioni e circa 1,4 milioni.
Contratto di gestione di portafogli di Banco BPM con Banco BPM Invest SGR S.p.A.: determinazione delle commissioni di gestione
Il Consiglio di Amministrazione di Banco BPM, nella seduta del 17 dicembre 2024, ha rinnovato la delibera quadro relativa al riconoscimento a Banco BPM Invest SGR S.p.A. per l'anno 2025 di un corrispettivo per l'attività di gestione di portafogli di Banco BPM pari a circa 3,1 milioni; si segnala che per il periodo gennaio - giugno 2025 il plafond è stato utilizzato per circa 1,5 milioni.
Aggiornamento dell'accordo di outsourcing con Gardant Liberty Servicing S.p.A. per la gestione e il recupero dei crediti classificati a sofferenza (Progetto ACE)
Il Consiglio di Amministrazione di Banco BPM, nella seduta del 21 gennaio 2025, ha deliberato di approvare: (i) l'aggiornamento dell'accordo di outsourcing in essere con Gardant Liberty Servicing S.p.A., mediante sottoscrizione del Nuovo Amendment contrattuale; (ii) il riconoscimento per il periodo 1° gennaio 2025 – 31 dicembre 2025, a fronte di un portafoglio composto da circa n. 9.530 posizioni, per un credito nominale pari a 1,1 miliardi, di un flusso commissionale a favore della partecipata Gardant Liberty Servicing S.p.A. stimato in 15 milioni, quale delibera quadro ai sensi della disciplina sul conflitto di interessi. Si segnala che per il periodo gennaio - giugno 2025 il plafond è stato utilizzato per circa 7,6 milioni.
Programmi di emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite ("OBG") del Gruppo: (i) rinnovo scadenza dei plafond annuali per il riacquisto periodico di attivi ceduti; (ii) riacquisti di attivi non idonei dalle società veicolo nell'ambito dei programmi di emissione del Gruppo
Il Consiglio di Amministrazione di Banco BPM, nella seduta del 21 gennaio 2025 ha deliberato il rinnovo dei plafond annuali a valere su ciascun programma di emissione di OBG, al fine di effettuare per il periodo 1° gennaio 2025 - 31 dicembre 2025, sulla base dei criteri stabiliti nei relativi programmi: (i) i riacquisti periodici, fino ad un massimo di 100 milioni, di crediti ceduti al veicolo BPM Covered Bond S.r.l.; (ii) i riacquisti periodici, fino ad un massimo di 100 milioni, di crediti ceduti al veicolo BPM Covered Bond 2 S.r.l. Si segnala che per il periodo gennaio – giugno 2025 i plafond annuali, quali delibere quadro ai sensi della disciplina sul conflitto di interessi, per i riacquisti periodici di attivi ceduti sono stati utilizzati rispettivamente per 12,1 milioni e 4,6 milioni.
Inoltre, il Consiglio di Amministrazione, nella seduta del 7 maggio 2025, in tema di riacquisto dalle rispettive società veicolo di mutui non idonei, ha approvato (i) la retrocessione a Banco BPM dei mutui non idonei nell'ambito del Programma BPM OBG1 per un importo massimo di 50 milioni, escluse le posizioni UTP e sofferenze già considerate nel plafond annuale, con pagamento del relativo prezzo di cessione al veicolo (ii) la retrocessione a Banco BPM dei mutui non idonei nell'ambito del Programma BPM OBG2 per un importo massimo di 10 milioni, escluse le posizioni UTP e sofferenze già considerate nel plafond annuale, con pagamento del relativo prezzo di cessione al veicolo e (iii) la negoziazione e la sottoscrizione dei documenti di riacquisto.
In esecuzione a tale delibera, nel mese di maggio 2025, nell'ambito di entrambi i Programmi di emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite del Gruppo, Banco BPM ha provveduto al riacquisto "in blocco", tra le altre, di una porzione di mutui precedentemente ceduti alle Società Veicolo e non più classificabili come idonei (in quanto presentavano garanzia ipotecaria in scadenza entro il 30 giugno 2025) e ha effettuato il regolamento a favore delle Società Veicolo dei relativi corrispettivi.

Attività di emissione di investment certificates e/o prestiti obbligazionari da parte di Banco BPM: (i) plafond di emissione; (ii) flusso commissionale per le attività di collocamento tramite la Rete di Banca Aletti
Il Consiglio di Amministrazione di Banco BPM, nella seduta del 21 gennaio 2025, ha deliberato di approvare il rinnovo del plafond complessivo a livello di Gruppo dell'ammontare massimo di 1.200 milioni, per il periodo 1° febbraio 2025 - 31 gennaio 2026, ai fini dell'emissione, da parte di Banco BPM, di investment certificates e/o prestiti obbligazionari da collocare tramite (i) la Rete Commerciale di Capogruppo per massimi 1.050 milioni e (ii) la Rete di Banca Aletti S.p.A. per massimi 150 milioni (di cui 50 milioni destinati a Private Placement rivolti esclusivamente a clientela professionale), riconoscendo un flusso commissionale, a favore della controllata, stimato in massimi 3,8 milioni, quale delibera quadro ai sensi della disciplina sul conflitto di interessi, a fronte dell'attività di collocamento svolta. Si segnala che per il periodo febbraio - giugno 2025 il plafond è stato utilizzato per circa 0,8 milioni.
Attività di emissione e collocamento di certificates e/o prestiti obbligazionari emessi da Banco BPM e da terzi e collocati presso le Reti Commerciali di Gruppo
Il Consiglio di Amministrazione di Banco BPM, nella seduta del 21 gennaio 2025, ha deliberato di approvare, per il periodo 1° febbraio 2025 – 31 gennaio 2026, un flusso commissionale fino a 5 milioni, quale delibera quadro ai sensi della disciplina sul conflitto di interessi, da riconoscere a Banca Akros per l'attività di supporto nel processo di product governance e di marketing nell'ambito del collocamento, strutturazione e hedging costs relativi all'emissione e collocamento di certificates e/o prestiti obbligazionari emessi da Banco BPM e da terzi emittenti; si segnala che per il periodo febbraio - giugno 2025 il plafond è stato utilizzato per circa 2,6 milioni.
Determinazione del plafond di corrispettivi da riconoscere a Banca Akros per lo svolgimento di attività concernenti operazioni di cartolarizzazione a favore di Clienti Istituzionali e Corporate, nell'ambito dell'accordo di esternalizzazione in essere
Il Consiglio di Amministrazione di Banco BPM, nella seduta del 27 maggio 2025, ha deliberato di autorizzare, quale delibera quadro ai sensi della disciplina sul conflitto di interessi, lo stanziamento per l'esercizio 2025, e più precisamente per il periodo 1° gennaio - 31 dicembre 2025, di un plafond di 2,1 milioni annui da utilizzare per la corresponsione alla controllata Banca Akros S.p.A. del corrispettivo alla stessa spettante per lo svolgimento delle attività di cartolarizzazione a favore di Clienti Istituzionali e Corporate della Banca, nell'ambito dell'accordo di esternalizzazione in essere tra la Capogruppo e la predetta controllata. Si segnala che per il periodo gennaio - giugno 2025 il plafond è stato utilizzato per circa 1,1 milioni.
Nuova operazione di cartolarizzazione di crediti a Piccole e Medie Imprese garantiti dal Fondo di Garanzia dello Stato gestito dal Mediocredito Centrale con BPL Mortgages S.r.l. (Cartolarizzazione BPL 9)
Il Consiglio di Amministrazione di Banco BPM, nella seduta del 27 maggio 2025, ha deliberato (i) la cessione alla società veicolo BPL Mortgages S.r.l. (SPV) del Portafoglio BPL9, per un importo stimato in massimi 6,5 miliardi, entro la fine di ottobre 2025; (ii) l'emissione, entro la fine del quarto trimestre 2025, dei Titoli Senior e del Titolo Junior e la relativa sottoscrizione degli stessi da parte di Banco BPM (fermo restando che i Titoli Senior potranno essere eventualmente in parte sottoscritti anche da investitori istituzionali), il cui ammontare massimo complessivo è stimato in 6,5 miliardi, anche in conformità agli obblighi di risk retention ai sensi della SECR; (iii) la corresponsione a Banco BPM da parte della SPV delle commissioni di servicing stimabili complessivamente in un importo annuo inferiore ad 4 milioni e delle competenze per lo svolgimento dei servizi amministrativi, stimabili complessivamente in un importo annuo pari a circa 25 mila Euro; (iv) l'esecuzione di un eventuale interest rate swap a copertura parziale o totale del rischio di tasso dei Titoli Senior e la contestuale sottoscrizione di un back to back swap tra la controparte e Banco BPM; (v) la sottoscrizione dell'incarico alle controparti coinvolte nella Cartolarizzazione BPL9 per lo svolgimento, a diverso titolo, di tutte le attività necessarie per la strutturazione dell'operazione; (vi) la negoziazione e la sottoscrizione di tutti i contratti BPL9 di cui è parte la Banca, nonché di ogni altro contratto, atto, documento e certificato necessario ovvero opportuno ai fini della realizzazione della Cartolarizzazione BPL9.

Gruppo di rischio Alba Leasing: (i) conferma del plafond (ii) conferma del monte fidi; (iii) nuova scadenza di revisione
Il Consiglio di Amministrazione di Banco BPM, nella seduta del 10 giugno 2025, ha deliberato di approvare a favore di Alba Leasing S.p.A.: (i) la conferma del plafond di affidabilità per rischi diretti di 1.100 milioni; (ii) la conferma del monte fidi di 1.060,2 milioni, a cui si affiancano rischi di evidenza per 15 milioni; (iii) la nuova scadenza di revisione al 30 giugno 2026.

PARTE I - ACCORDI DI PAGAMENTO BASATI SU PROPRI STRUMENTI PATRIMONIALI
A. INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA
1. Descrizione degli accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali
1.1 Remunerazione collegata a sistemi di incentivazione: piani di compensi basati su azioni
Banco BPM S.p.A., in qualità di Capogruppo, predispone l'annuale Relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti ai sensi delle vigenti disposizioni in materia di politiche e prassi di remunerazione e incentivazione della Banca d'Italia (Circolare n. 285/2013, 37° aggiornamento del 24 novembre 2021, Parte Prima, Titolo IV, Capitolo 2 "Politiche e prassi di remunerazione e incentivazione"), dell'art.123-ter del Decreto Legislativo 58/1998 ("Testo Unico della Finanza" o "TUF") e successive modificazioni e dell'art. 84-quater della delibera Consob n.11971/1999 e successive modificazioni ("Regolamento Emittenti").
La politica di remunerazione ("Policy") rappresenta un'importante leva gestionale, per attrarre, motivare e trattenere il management e il personale. Essa orienta i comportamenti verso il contenimento dei rischi assunti (inclusi quelli legali e reputazionali) e la tutela e fidelizzazione del cliente, con attenzione alla gestione dei conflitti di interesse. La Policy inoltre persegue il successo sostenibile che produce valore nel lungo termine a beneficio degli azionisti nell'interesse degli stakeholder del Gruppo.
La Policy 2025 definisce le linee guida dei sistemi di remunerazione per perseguire le strategie, gli obiettivi e i risultati di lungo periodo, in coerenza con le politiche di governo e di gestione dei rischi. La correlazione tra la remunerazione variabile del personale e i fattori ESG è uno degli elementi della Policy 2025. La remunerazione variabile è quindi correlata alle azioni strategiche che riguardano temi ambientali, salute e sicurezza, gestione delle risorse umane. La politica di remunerazione è neutrale rispetto al genere del personale.
In accordo alla Policy 2025, la remunerazione del personale dipendente del Gruppo prevede una componente variabile (incentivo) collegata al sistema di incentivazione con periodicità annuale (Piano Short Term Incentive), il cui riconoscimento è subordinato alla positiva verifica di predefinite condizioni di accesso (cancelli) costituite da indicatori di adeguatezza patrimoniale, adeguatezza della liquidità e di redditività. Dopo la verifica dei cancelli, ma prima delle eventuali erogazioni, l'ammontare effettivo delle risorse economiche disponibili è determinato in ragione dei risultati economici conseguiti (coefficiente di rettifica finanziario) e degli indicatori qualitativi di natura non finanziaria (coefficiente di rettifica non finanziario), in coerenza con il quadro di propensione al rischio del Gruppo.
L'incentivo del personale più rilevante1 identificato nell'anno 2025 è corrisposto nell'arco di sei o cinque anni, suddiviso in una quota up-front e in cinque o quattro quote differite annuali subordinate alla positiva verifica di future condizioni.
La quota up-front a prescindere dal beneficiario è pari al:
- 60% dell'incentivo riconosciuto, nei casi in cui la remunerazione variabile individuale annua sia inferiore a 455 mila euro;
- 40% dell'incentivo riconosciuto, nei casi in cui la remunerazione variabile individuale annua sia pari o superiore a 455 mila euro.
Il valore di 455 mila euro rappresenta per il Gruppo il livello di remunerazione variabile di importo particolarmente elevato, determinato in coerenza al criterio stabilito dalle Disposizioni di Vigilanza della Banca d'Italia2 . Il 50% della quota up-front dell'incentivo è riconosciuto in azioni ordinarie Banco BPM.
1 Soggetti la cui attività professionale ha, o può avere, un impatto rilevante sul profilo di rischio del Gruppo o della singola Legal Entity. 2 Cfr. Parte Prima, Titolo IV, Capitolo 2, Sezione III, Paragrafo 2: "Per importo di remunerazione variabile particolarmente elevato si intende il minore tra: i) il 25 per cento della remunerazione complessiva media degli high earners italiani, come risultante dal più recente rapporto pubblicato dall'EBA; ii) 10 volte la remunerazione complessiva media dei dipendenti della banca".

Le quote differite sono costituite da:
- cinque quote annue di pari importo differite nel periodo quinquennale successivo all'anno di maturazione della quota up-front, per il 55% in azioni ordinarie Banco BPM, per il personale più rilevante apicale, indipendentemente dall'importo della remunerazione variabile individuale annua riconosciuta, e per i responsabili delle linee di business principali di Banca Akros o di Banca Aletti diretti riporti dell'Amministratore Delegato o dell'alta dirigenza di Banca Akros o di Banca Aletti, nel caso in cui l'importo della remunerazione variabile individuale annua riconosciuta sia pari o superiore a 455 mila euro;
- quattro quote annue di pari importo, differite nel periodo quadriennale successivo all'anno di maturazione della quota up-front, per il 50% in azioni ordinarie Banco BPM, per il personale più rilevante non indicato al punto precedente.
Come previsto dalle Disposizioni di Vigilanza della Banca d'Italia, nei casi in cui la remunerazione variabile individuale annua risulti inferiore o pari alla soglia di rilevanza di 50 mila euro e allo stesso tempo inferiore o pari a un terzo della remunerazione totale individuale annua, il relativo importo è erogato in contanti e in un'unica soluzione.
L'Assemblea dei Soci del 18 aprile 2024 ha approvato un piano Long Term Incentive correlato alle performance da conseguire nel triennio 2024-2026.
L'11 febbraio 2025 è stato approvato l'aggiornamento al 2027 del Piano Strategico.
Per supportare il Piano Strategico e perseguire risultati che creino valore nel lungo termine per gli azionisti e tutti gli stakeholder rilevanti, la Banca ha deciso di sottoporre all'Assemblea dei Soci del 30 aprile 2025 un piano Long Term Incentive (piano LTI 2025- 2027) correlato alle performance da conseguire nel triennio 2025-2027.
Il perimetro dei destinatari dei piani LTI include circa 85 ruoli (esclusi gli appartenenti alle funzioni con compiti di controllo), selezionati in base al livello della posizione, all'impatto sul business o per finalità di retention. Tra i ruoli destinatari sono inclusi l'Amministratore Delegato e i dirigenti con responsabilità strategiche di Capogruppo.
L'incentivo correlato al piano LTI (incentivo LTI) è corrisposto integralmente in azioni ordinarie Banco BPM ed è commisurato al livello di raggiungimento di condizioni e obiettivi di performance.
L'incentivo LTI è corrisposto in una quota up-front pari al 40% e in quote differite annue di pari importo, secondo quanto previsto per il piano Short Term Incentive (rispettivamente, 2024 per l'incentivo LTI 2024-2026, 2025 per l'incentivo LTI 2025-2027), subordinate alla positiva verifica di future condizioni.
Con riferimento ai Piani Short Term Incentive e Long Term Incentive, per le azioni maturate (up-front e differite) è previsto un periodo di retention (vincolo alla vendita) di un anno, che decorre dalla maturazione.
Sia la quota up-front, sia le quote differite sono soggette a meccanismi di malus e di claw-back, così come declinati nella Policy.
Oltre ai piani di compensi basati su azioni di Banco BPM S.p.A., relativi al Piano Short Term Incentive 2025 e al Piano Long Term Incentive 2025-2027, l'Assemblea Ordinaria dei Soci di Banco BPM del 30 aprile 2025 ha approvato:
- la politica in materia di remunerazione 2025 Sezione I della Relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti del personale del Gruppo Banco BPM – 2025;
- la relazione sui compensi corrisposti nel 2024 Sezione II della Relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti del personale del Gruppo Banco BPM – 2025 (voto consultivo);
- l'adeguamento, nell'ambito della politica in materia di remunerazione, dell'ammontare massimo degli importi eventualmente da accordare in caso di conclusione anticipata del rapporto di lavoro o di cessazione anticipata dalla carica;
- la richiesta di autorizzazione all'acquisto e alla disposizione di azioni proprie a servizio dei piani di compensi basati su azioni di Banco BPM S.p.A..
Per maggiori informazioni di dettaglio si rinvia a quanto contenuto nei documenti: Relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti al personale del Gruppo Banco BPM 2025 (Sezione I e Sezione II), Documento Informativo sul piano di compensi basati su azioni - Piano Short Term Incentive 2025, Documento Informativo sul piano di compensi basati su azioni - Piano Long Term Incentive 2025-2027, disponibili sul sito internet www.gruppo.bancobpm.it (sezione Corporate Governance - Politiche di Remunerazione).

1.2 Piani compensi basati su azioni di esercizi precedenti
Il Consiglio di Amministrazione di Banco BPM in data 11 febbraio 2025 ha preso atto della maturazione, nell'esercizio 2025, della componente azionaria delle quote differite di incentivo di breve e lungo termine, riferite ai piani di compensi basati su azioni in corso di validità e approvati sulla base di precedenti delibere assembleari.
Per un maggior dettaglio sulle modalità e sui termini di attribuzione delle azioni a valere sui Piani sopra descritti si rinvia ai rispettivi documenti informativi predisposti ai sensi dell'art. 84-bis del Regolamento Emittenti, depositati presso la Sede sociale, Borsa Italiana S.p.A. e a disposizione del pubblico, tra l'altro, sul sito internet del Banco BPM S.p.A. all'indirizzo www.gruppo.bancobpm.it (sezione Corporate Governance — Politiche di Remunerazione).
1.3 Importi per la conclusione anticipata del rapporto di lavoro
Nel rispetto della normativa tempo per tempo vigente è facoltà unilaterale della Capogruppo pattuire subordinatamente alle condizioni e secondo le modalità definite nella Policy — eventuali importi per la conclusione anticipata del rapporto di lavoro (per il personale più rilevante, golden parachute) che possono essere riconosciuti nella misura massima di 24 mensilità di remunerazione fissa (esclusa l'indennità di mancato preavviso determinata secondo quanto stabilito dalla legge) ed entro il limite massimo di 3,4 milioni di euro (lordo dipendente).
Il riconoscimento di importi per la conclusione anticipata del rapporto di lavoro avviene alla cessazione ed è subordinato alla positiva verifica di condizioni, relative all'esercizio precedente, di adeguatezza patrimoniale e della liquidità. L'importo è determinato considerando ogni elemento rilevante e in ogni caso:
- i risultati positivi conseguiti nel tempo;
- le circostanze che hanno portato alla risoluzione, tenendo conto dell'interesse dell'azienda anche per evitare l'alea di un giudizio;
- i ruoli svolti e/o le cariche ricoperte nel corso del rapporto di lavoro, intesi anche nel senso di rischi assunti dal soggetto;
- la durata del rapporto di lavoro e del ruolo;
- il risparmio che consegue dalla conclusione anticipata del rapporto di lavoro.
L'erogazione avviene secondo le medesime modalità previste per il Piano Short Term Incentive, definite nella politica di remunerazione vigente al momento della cessazione, con riferimento all'ultimo ruolo per il quale è valutata la concessione dell'importo, ferme restando le specificità previste dalle Disposizioni di Vigilanza della Banca d'Italia. L'erogazione degli importi per la conclusione anticipata del rapporto di lavoro, sia per il personale più rilevante, sia per il restante personale, avviene solo in assenza di accertati comportamenti fraudolenti o di colpa grave messi in atto da colui che sia cessato. L'accertamento di tali comportamenti implica l'annullamento delle quote non ancora erogate (malus) e la restituzione di quelle già attribuite (claw-back). La valutazione in merito alla significatività della colpa è effettuata dal Consiglio di Amministrazione di Capogruppo e/o delle controllate e/o dall'Amministratore Delegato di Capogruppo (o un suo delegato), ciascuno per quanto di competenza; tale valutazione avviene dal momento della maturazione delle quote fino ai successivi cinque anni.
Le componenti di remunerazione per il personale più rilevante sopra descritte, che prevedono il pagamento basato su azioni di Banco BPM, si configurano come piani "equity settled" in accordo con le previsioni dell'IFRS 2. Tali pagamenti basati su azioni sono rilevati nel conto economico nella voce "Spese per il personale" in contropartita di un incremento delle "Riserve" di patrimonio netto consolidato e nel patrimonio netto della Capogruppo.
Le società controllate invece, nel proprio bilancio separato, contabilizzano il costo di competenza del periodo nella voce di conto economico "Spese per il personale" in contropartita di un incremento della voce dello stato patrimoniale passivo "Fondi per rischi ed oneri" in quanto i piani di incentivazione per il personale più rilevante prevedono il pagamento basato su azioni della Capogruppo che verrà regolato dalle singole controllate e, pertanto, si configurano come operazioni "cash settled".
B. INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA
1. Variazioni annue
Il saldo del magazzino titoli al 1° gennaio 2025, interamente detenuto dalla Capogruppo Banco BPM, consisteva in n. 13.799.807 azioni ordinarie Banco BPM.

Nel corso del 2025, in attuazione della politica di remunerazione, sono state consegnate a 85 beneficiari complessivamente n. 3.352.860 azioni ordinarie Banco BPM S.p.A..
Nel corso del primo semestre 2025 Banco BPM non ha effettuato programmi di acquisto di azioni proprie a sostegno dei piani di incentivazione di breve e lungo termine in essere che prevedono quote differite.
Tenuto conto della pregressa giacenza di azioni proprie oltre alle consegne di azioni effettuate nel corso del 2025 avvenute nell'ambito dell'attuazione delle politiche di remunerazione, al 30 giugno 2025 Banco BPM possiede direttamente n. 10.446.947 azioni proprie.
2. Altre informazioni
Con riferimento a quanto deliberato dal Consiglio di Amministrazione di Banco BPM in data 13 marzo 2025 relativamente al piano di compensi basati su azioni Short Term Incentive approvato dall'Assemblea ordinaria dei Soci del 2024, sono state complessivamente riconosciute n. 589.497 azioni a 83 beneficiari di cui (i) n. 308.900 relative alla quota up-front maturata e (ii) n. 280.597 relative alle quote differite, a seconda dei casi, nei quattro o cinque anni successivi al 2025, la cui maturazione rimane subordinata alla positiva verifica di future condizioni consolidate nonché all'assenza di comportamenti di misconduct. Nell'ambito di tale piano, si precisa che la Capogruppo ha riconosciuto ai propri beneficiari n. 523.038 azioni, di cui n. 269.823 azioni relative alla quota up-front maturata e n. 253.215 azioni relative alle quote differite come sopra specificato.
La medesima delibera ha altresì determinato la maturazione di quote azionarie differite relative ad esercizi precedenti (2019, 2020, 2021, 2022, 2023 e LTI 2021-2023) per complessive n. 1.433.476 azioni Banco BPM a 84 beneficiari, di cui 1.304.458 azioni maturate a favore di beneficiari della Capogruppo.
Con riferimento a quanto deliberato dal Consiglio di Amministrazione di Banco BPM in data 13 marzo 2025 relativamente al piano di compensi basati su azioni Long Term Incentive 2022-2024 approvato dall'Assemblea dei Soci del 7 aprile 2022, sono state complessivamente riconosciute n. 1.812.341 azioni a 48 beneficiari di cui (i) n. 724.919 relative alla quota up-front maturata e (ii) n. 1.087.422 relative alle quote differite, a seconda dei casi, nei quattro o cinque anni successivi al 2025, la cui maturazione rimane subordinata alla positiva verifica di future condizioni consolidate nonché all'assenza di comportamenti di misconduct. Nell'ambito di tale piano, si precisa che la Capogruppo ha riconosciuto ai propri beneficiari n. 1.685.984 azioni, di cui n. 674.376 azioni relative alla quota up-front maturata e n. 1.011.608 azioni relative alle quote differite come sopra specificato.
2.1 Impatti economici 2025
Relativamente ai sistemi di incentivazione in azioni del personale più rilevante, nel primo semestre 2025 l'onere addebito tra le spese del personale ammonta a 4,5 milioni. Gli importi più rilevanti sono da ricondursi ai piani di incentivazione a lungo termine (0,6 milioni per il piano 2021-2023, 0,3 milioni per il piano 2022-2024, 2,2 milioni per il piano 2024-2026 e 0,9 milioni per il piano 2025-2027). Si precisa che l'importo riconducibile alla Capogruppo, a fronte di tali sistemi di incentivazione, ammonta a 4,1 milioni.

PARTE L – INFORMATIVA DI SETTORE
In base al principio IFRS 8, un'impresa deve fornire le informazioni che consentono agli utilizzatori del bilancio di valutare la natura e gli effetti sullo stesso delle attività da essa intraprese ed i contesti economici nei quali opera. E' quindi necessario evidenziare il contributo dei diversi "settori operativi" alla formazione del risultato economico del Gruppo.
L'identificazione dei "settori operativi" della presente Sezione è coerente con le modalità adottate dalla Direzione Aziendale per l'assunzione di decisioni operative e si basa sulla reportistica interna, utilizzata ai fini dell'allocazione delle risorse ai diversi segmenti e dell'analisi delle relative performance, così come modificata nel corso del primo semestre 2025 a seguito dell'acquisizione del controllo del Gruppo Anima.
In maggior dettaglio si precisa che, a seguito della conclusione dell'offerta pubblica di acquisto volontaria sulla totalità delle azioni di Anima Holding che ha portato alla creazione della nuova fabbrica integrata Assicurazione Vita e Risparmio Gestito, a decorrere dall'esercizio 2025 il contributo di Anima Holding, precedentemente ricompreso nella business unit Partnership Strategiche, viene esposto nella business unit Insurance che viene così ridenominata Asset Management e Insurance.
Inoltre, per garantire una rappresentazione più corretta della performance riconducibile all'operatività della Finanza, il contributo dell'attività di tesoreria, di emissioni obbligazionarie collocate sui mercati istituzionali e di gestione dell'Asset and Liability Management del Gruppo, precedentemente ricompreso nella business unit Finanza, a decorrere dall'esercizio 2025 viene esposto nella business unit Corporate Center.
Pertanto, al 30 giugno 2025, le business unit, assunte a riferimento per la fornitura dell'informativa di settore, sono le seguenti:
- Direzione Commercial;
- Corporate and Investment Banking;
- Asset Management e Insurance;
- Partnership Strategiche;
- Finanza;
- Corporate Center.
Di seguito si fornisce una breve illustrazione della composizione dei diversi settori operativi:
- La business unit "Direzione Commercial" include i segmenti Retail, Istituzionali e Private. In maggior dettaglio:
- il segmento "Retail" comprende le attività di gestione e commercializzazione dei prodotti/servizi bancari e finanziari e di intermediazione creditizia rivolte principalmente a privati e piccole imprese. Tali attività sono condotte in misura prevalente dalla Rete Commerciale della Capogruppo;
- il segmento "Istituzionali" comprende le attività di gestione e commercializzazione dei prodotti/servizi bancari e finanziari e di intermediazione creditizia rivolte ad enti ed istituzioni (OICR, SICAV, imprese di assicurazione, fondi pensione, fondazioni bancarie). Tali attività sono condotte in egual misura dalla Rete Commerciale della Capogruppo, per le controparti "istituzionali del territorio", e dalle filiali specializzate, per le controparti "istituzionali di rilevanza nazionale";
- il segmento "Private" comprende le attività di gestione e commercializzazione dei prodotti/servizi bancari e finanziari e di intermediazione creditizia rivolte a privati con un patrimonio che, singolarmente e/o a livello di nucleo commerciale, sia almeno pari a 1 milione di euro. Tali attività sono svolte dalla controllata Banca Aletti;
- la business unit "Corporate and Investment Banking" include l'operatività Corporate della Rete Commerciale ed il contributo di Banca Akros e della sua controllata Oaklins Italy. In maggior dettaglio:
- il segmento "Corporate" comprende le attività di gestione e commercializzazione dei prodotti/servizi bancari e finanziari e di intermediazione creditizia rivolte ad imprese di medie e grandi dimensioni. Tali attività sono condotte in misura prevalente dalla Rete Commerciale della Capogruppo;
- il settore "Investment Banking" comprende le attività di ricerca di soluzioni per la gestione efficiente delle attività e passività della clientela, anche al fine di ridurne i rischi finanziari, di accesso ai mercati regolamentati, di supporto e sviluppo di servizi finanziari specializzati in ambito Corporate Finance. Tali attività sono svolte da Banca Akros e da Oaklins Italy;
- la business unit "Asset Management e Insurance" include, come sopra accennato, il contributo delle società del Gruppo Anima, di Banco BPM Invest SGR, delle compagnie Banco BPM Vita, BBPM Life e Vera Vita,

nonché l'apporto al consolidato delle partecipazioni detenute nelle compagnie Vera Assicurazioni e Banco BPM Assicurazioni;
- la business unit "Partnership Strategiche" include il contributo delle partecipazioni detenute nelle società Agos Ducato, Alba Leasing, Gardant Liberty Servicing e Numia Group;
- la business unit "Finanza" include l'operatività di Global Markets e le attività relative al portafoglio titoli di proprietà della Capogruppo;
- la business unit "Corporate Center" include, oltre alle funzioni di governo e supporto, anche le attività relative al business del leasing, le partecipazioni non allocate tra le "Partnership Strategiche" e le società operanti nel settore immobiliare. Come sopra accennato, il Corporate Center include il contributo dell'attività di tesoreria, di emissioni obbligazionarie istituzionali e di gestione dell'Asset and Liability Management del Gruppo, precedentemente ricompreso nella business unit Finanza. In tale segmento residuale sono state infine ricondotte tutte le scritture di consolidamento.
Nelle successive tabelle vengono forniti i dati economici e patrimoniali dettagliati per settore al 30 giugno 2025 confrontati rispettivamente con il primo semestre 2024 e con il 31 dicembre 2024.
Come previsto dal paragrafo 29 del principio contabile IFRS 8, i dati riferiti al primo semestre 2024 e al 31 dicembre 2024 sono stati rideterminati rispetto a quelli pubblicati rispettivamente nella Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2024 e nella Relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2024 per riflettere la modifica introdotta nella composizione dei settori operativi sopra indicata, in modo da consentire un confronto su basi omogenee. Più in dettaglio:
- l'apporto al consolidato di Anima Holding del primo semestre 2024 riferito alla valutazione con il metodo del patrimonio netto, precedentemente incluso nel settore operativo Partnership Strategiche, viene esposto nella business unit "Asset Management e Insurance";
- il contributo riferito all'attività di tesoreria, alle emissioni istituzionali e alla gestione dell'Asset and Liability Management del Gruppo, precedentemente incluso nel settore operativo Finanza, viene esposto nella business unit "Corporate Center".
Inoltre, i dati comparativi dell'esercizio precedente sono stati rideterminati per tenere conto delle modifiche espositive dello schema di conto economico riclassificato.
In maggior dettaglio a partire dal 30 giugno 2025:
- le componenti reddituali costituenti la remunerazione dell'attività di strutturazione e di copertura dei rischi dei certificates, nonché quelle relative alla remunerazione dell'attività di vendita alle imprese retail e corporate di contratti derivati di copertura, precedentemente esposte nella voce "Risultato netto finanziario", sono incluse nella voce "Commissioni nette";
- gli impatti del riallineamento dei ricavi e dei costi infragruppo a fronte dei diversi criteri di rilevazione adottati da Banco BPM (rilevazione up front delle commissioni attive di distribuzione) rispetto a quelli adottati dalle compagnie di assicurazione del Gruppo (rilevazione ripartita nel tempo delle commissioni passive di distribuzione), precedentemente esposti nella voce "Risultato dell'attività assicurativa", sono rilevati a rettifica della voce "Commissioni nette" (e specificatamente del settore operativo Direzione Commercial).
| mici |
|---|
| Risultati di settore - dati econo |
| I sem. 2025 | Totale | Direzione Commercial |
CIB | Asset Management e Insurance |
di cui: Asset Management |
di cui: Insurance |
Strategiche Partnership |
Finanza | Corporate Center |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Margine di interesse | 1.602.082 | 1.167.614 | 318.292 | (1.968) | (829) | (1.139) | (7.036) | 124.082 | 1.098 |
| Risultato delle partecipazioni valutate a patrimonio netto | 63.370 | - | - | 17.534 | 15.196 | 2.338 | 44.189 | - | 1.647 |
| Margine finanziario | 1.665.452 | 1.167.614 | 318.292 | 15.566 | 14.367 | 1.199 | 37.153 | 124.082 | 2.745 |
| Commissioni nette | 1.205.348 | 867.491 | 244.665 | 115.510 | 115.510 | - | - | 21.676 | (43.994) |
| Altri proventi netti di gestione | (13.694) | 2.858 | (19) | (5.738) | 551 | (6.289) | - | - | (10.795) |
| Risultato netto finanziario | 87.062 | (16.333) | (55.961) | 44.299 | 44.299 | - | - | 49.317 | 65.740 |
| Risultato dell'attività assicurativa | 79.844 | - | - | 79.844 | - | 79.844 | - | - | - |
| Altri proventi operativi | 1.358.560 | 854.016 | 188.685 | 233.915 | 160.360 | 73.555 | - | 70.993 | 10.951 |
| Proventi operativi | 3.024.012 | 2.021.630 | 506.977 | 249.481 | 174.727 | 74.754 | 37.153 | 195.075 | 13.696 |
| Spese per il personale | (890.190) | (571.440) | (60.348) | (30.523) | (27.929) | (2.594) | (801) | (4.769) | (222.309) |
| Altre spese amministrative | (321.381) | (359.854) | (101.879) | (23.383) | (14.828) | (8.555) | (316) | (39.050) | 203.101 |
| Rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali | (135.799) | (46.814) | (2.154) | (2.569) | (2.360) | (209) | (16) | (132) | (84.114) |
| Oneri operativi | (1.347.370) | (978.108) | (164.381) | (56.475) | (45.117) | (11.358) | (1.133) | (43.951) | (103.322) |
| Risultato della gestione operativa | 1.676.642 | 1.043.522 | 342.596 | 193.006 | 129.610 | 63.396 | 36.020 | 151.124 | (89.626) |
| Rettifiche nette su finanziamenti verso clientela | (164.213) | (106.684) | (63.399) | (300) | (300) | - | - | - | 6.170 |
| Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali | (4.250) | - | - | - | - | - | - | - | (4.250) |
| Rettifiche nette su titoli ed altre attività finanziarie | 2.280 | - | - | - | - | - | - | (1.093) | 3.373 |
| Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri | 3.401 | 1.474 | 1.820 | 334 | 382 | (48) | - | - | (227) |
| Utili (perdite) su partecipazioni e investimenti | 1.224 | - | - | - | - | - | - | - | 1.224 |
| Risultato lordo dell'operatività corrente | 1.515.084 | 938.312 | 281.017 | 193.040 | 129.692 | 63.348 | 36.020 | 150.031 | (83.336) |
| Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente | (445.962) | (312.226) | (93.346) | (37.752) | (25.463) | (12.289) | 2.695 | (49.879) | 44.546 |
| Risultato netto dell'operatività corrente | 1.069.122 | 626.086 | 187.671 | 155.288 | 104.229 | 51.059 | 38.715 | 100.152 | (38.790) |
| Oneri di ristrutturazione aziendale al netto delle imposte | (30.699) | - | - | (14.192) | (8.496) | (5.696) | - | - | (16.507) |
| Impatto rideterminazione quota Anima al netto delle imposte | 201.831 | - | - | 201.831 | 201.831 | - | - | - | - |
| Impatto della variazione del merito creditizio sulle emissioni di certificates (OCR) al netto delle imposte |
2.746 | - | - | - | - | - | - | - | 2.746 |
| Impatto della Purchase Price Allocation (PPA) al netto delle imposte | (20.210) | (8.609) | (564) | (11.003) | (6.404) | (4.599) | - | - | (34) |
| Utile (Perdita) di pertinenza di terzi | (8.325) | - | - | (8.330) | (8.330) | - | - | - | 5 |
| Utile (Perdita) del periodo di pertinenza della Capogruppo | 1.214.465 | 617.477 | 187.107 | 323.594 | 282.830 | 40.764 | 38.715 | 100.152 | (52.580) |

| I sem. 2024 (*) | Totale | Commercial Direzione |
CIB | Asset Management e Insurance |
di cui: Asset Management |
di cui: Insurance |
Partnership Strategiche |
Finanza | Corporate Center |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Margine di interesse | 1.722.786 | 1.300.838 | 326.062 | (1.281) | (706) | (575) | (2.279) | 38.726 | 60.719 |
| Risultato delle partecipazioni valutate a patrimonio netto | 74.914 | - | - | 28.240 | 25.101 | 3.139 | 45.319 | - | 1.355 |
| Margine finanziario | 1.797.700 | 1.300.838 | 326.062 | 26.959 | 24.395 | 2.564 | 43.040 | 38.726 | 62.075 |
| Commissioni nette | 1.045.110 | 848.091 | 222.564 | - | - | - | - | 16.561 | (42.107) |
| Altri proventi netti di gestione | 2.494 | 3.059 | 6 | (2.491) | - | (2.491) | - | - | 1.920 |
| Risultato netto finanziario | (76.247) | (22.403) | 1.721 | - | - | - | - | 88.985 | (144.550) |
| Risultato dell'attività assicurativa | 25.322 | - | - | 25.322 | - | 25.322 | - | - | - |
| Altri proventi operativi | 996.679 | 828.747 | 224.291 | 22.831 | - | 22.831 | - | 105.546 | (184.736) |
| Proventi operativi | 2.794.379 | 2.129.585 | 550.353 | 49.790 | 24.395 | 25.395 | 43.040 | 144.272 | (122.662) |
| Spese per il personale | (860.561) | (578.209) | (56.148) | (2.167) | (227) | (1.940) | (734) | (7.387) | (215.916) |
| Altre spese amministrative | (348.968) | (369.227) | (86.680) | (7.222) | (225) | (6.997) | (285) | (44.639) | 159.085 |
| Rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali | (129.068) | (47.258) | (2.094) | (129) | (19) | (110) | (16) | (176) | (79.395) |
| Oneri operativi | (1.338.597) | (994.694) | (144.922) | (9.518) | (471) | (9.047) | (1.035) | (52.202) | (136.226) |
| Risultato della gestione operativa | 1.455.782 | 1.134.891 | 405.431 | 40.272 | 23.924 | 16.348 | 42.005 | 92.071 | (258.888) |
| Rettifiche nette su finanziamenti verso clientela | (194.052) | (170.699) | (40.767) | - | - | - | - | - | 17.414 |
| Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali | (25.989) | - | - | - | - | - | - | - | (25.989) |
| Rettifiche nette su titoli ed altre attività finanziarie | (3.248) | - | - | - | - | - | - | (1.843) | (1.405) |
| Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri | 8.242 | (616) | 11.901 | 444 | - | 444 | - | - | (3.487) |
| Utili (perdite) su partecipazioni e investimenti | 1.023 | - | - | - | - | - | - | - | 1.023 |
| Risultato lordo dell'operatività corrente | 1.241.758 | 963.576 | 376.565 | 40.716 | 23.924 | 16.792 | 42.005 | 90.228 | (271.332) |
| Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente | (395.860) | (320.739) | (124.222) | (5.426) | 367 | (5.793) | 1.091 | (30.181) | 83.617 |
| Risultato netto dell'operatività corrente | 845.898 | 642.837 | 252.343 | 35.289 | 24.291 | 10.999 | 43.096 | 60.047 | (187.715) |
| Oneri sistemici al netto delle imposte | (66.636) | (61.909) | (4.727) | - | - | - | - | - | - |
| Oneri relativi all'incentivazione all'esodo al netto delle imposte | (11.686) | (48) | - | - | - | - | - | (11.638) | |
| Impatti Bancassurance al netto delle imposte | 2.466 | - | - | 5.842 | - | 5.842 | - | - | (3.376) |
| Impatto della variazione del merito creditizio sulle emissioni di certificates (OCR) al netto delle imposte |
(1.299) | - | - | - | - | - | - | - | (1.299) |
| Impatto della Purchase Price Allocation (PPA) al netto delle imposte | (18.624) | (9.847) | (626) | - | - | - | - | - | (8.151) |
| Utile (Perdita) di pertinenza di terzi | 6 | - | - | - | - | - | - | - | 6 |
| Utile (Perdita) del periodo di pertinenza della Capogruppo | 750.125 | 571.081 | 246.942 | 41.131 | 24.291 | 16.841 | 43.096 | 60.047 | (212.173) |
| (*) dati del periodo precedente sono stati rideterminati per riflettere le modifiche introdotte nella composizione dei settori operativi al 30 giugno 2025 e per tenere conto delle modifiche espositive dello schema di conto economico riclassificato precedentemente descritte. |

| Nelle tabelle seguenti si riporta il dettaglio delle commissioni attive del primo semestre 2025 e del corrispondente periodo dell'esercizio precedente disaggregate in funzione | della tipologia di servizio prestato, definita in ottica gestionale, e del settore operativo IFRS 8, in linea con i requisiti informativi introdotti dal principio contabile IFRS 15. |
|---|---|
| Commissioni attive - Tipologia servizi/valori I semestre 2025 |
Gruppo | Direzione Commercial |
CIB | Asset Management e Insurance |
di cui: Asset Management |
di cui: Insurance | Partnership Strategiche |
Finanza Corporate Center | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Prodotti di risparmio | 702.407 | 411.160 | 782 | 350.222 | 350.222 | - | - | 29.605 | (89.362) |
| Upfront | 192.813 | 159.995 | 57 | - | - | - | - | 28.818 | 3.943 |
| Amministrata | 84.798 | 52.496 | 2 | - | - | - | - | 28.818 | 3.482 |
| Gestioni e Fondi | 97.188 | 97.423 | 55 | - | - | - | - | - | (290) |
| Vita | 10.827 | 10.076 | - | - | - | - | - | - | 751 |
| Running | 257.326 | 251.165 | 725 | - | - | - | - | 787 | 4.649 |
| Amministrata | 46.794 | 44.050 | 280 | - | - | - | - | 787 | 1.677 |
| Gestioni e Fondi | 186.941 | 183.647 | 444 | - | - | - | - | - | 2.850 |
| Vita | 23.591 | 23.468 | 1 | - | - | - | - | - | 122 |
| Anima - margine di produzione | 252.268 | - | - | 350.222 | 350.222 | - | - | - | (97.954) |
| Altre commissioni | 728.180 | 476.977 | 260.640 | 1.556 | 1.556 | - | - | 21.685 | (32.678) |
| Totale | 1.430.587 | 888.137 | 261.422 | 351.778 | 351.778 | - | - | 51.290 | (122.040) |
| Commissioni passive | (225.239) | (20.646) | (16.757) | (236.268) | (236.268) | - | - | (29.614) | 78.046 |
| Commissioni nette | 1.205.348 | 867.491 | 244.665 | 115.510 | 115.510 | - | - | 21.676 | (43.994) |
| Commissioni attive - Tipologia servizi/valori I semestre 2024 (*) |
Gruppo | Direzione Commercial |
CIB | Asset Management e Insurance |
di cui: Asset Management |
di cui: Insurance | Partnership Strategiche |
Finanza Corporate Center | |
| Prodotti di risparmio | 399.420 | 370.424 | 697 | - | - | - | - | 18.805 | 9.494 |
| Upfront | 151.593 | 133.588 | 47 | - | - | - | - | 16.999 | 959 |
| Amministrata | 54.829 | 37.340 | 31 | - | - | - | - | 16.999 | 459 |
| Gestioni e Fondi | 85.328 | 85.307 | 16 | - | - | - | - | - | 5 |
| Vita | 11.436 | 10.941 | - | - | - | - | - | - | 495 |
| Running | 247.827 | 236.836 | 650 | - | - | - | - | 1.806 | 8.535 |
| Amministrata | 41.160 | 36.304 | 261 | - | - | - | - | 1.806 | 2.789 |
| Gestioni e Fondi | 184.355 | 181.134 | 388 | - | - | - | - | - | 2.833 |
| Vita | 22.312 | 19.398 | 1 | - | - | - | - | - | 2.913 |
| Altre commissioni | 749.582 | 530.002 | 237.885 | - | - | - | - | 8.589 | (26.894) |
| Totale | 1.149.002 | 900.426 | 238.582 | - | - | - | - | 27.394 | (17.400) |
Commissioni passive (103.892) (52.335) (16.018) - - - - (10.833) (24.707)
Nelle tabelle seguenti è fornito il dettaglio della voce "Altre commissioni" del primo semestre 2025 e del corrispondente periodo dell'esercizio precedente disaggregate in funzione della tipologia di servizio prestato:
| Altre commissioni I semestre 2025 |
Gruppo | Direzione Commercial |
CIB | Asset Management e Insurance |
di cui: Asset Management |
di cui: Insurance | Partnership Strategiche |
Finanza | Corporate Center |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Prodotti di investment Banking | 55.551 | 9.543 | 70.321 | - | - | - | - | 14.933 | (39.246) |
| Protezione Assicurativa | 42.363 | 43.884 | 8 | - | - | - | - | - | (1.529) |
| Tenuta e gestione dei C/C | 112.415 | 106.794 | 5.858 | - | - | - | - | - | (237) |
| Finanziamenti | 313.711 | 149.311 | 158.333 | - | - | - | - | - | 6.067 |
| Commissioni attive disponibilità creditizia (CDC) | 119.215 | 95.899 | 23.260 | - | - | - | - | - | 56 |
| Commissioni su finanziamenti | 115.765 | 8.401 | 101.857 | - | - | - | - | - | 5.507 |
| Commissioni su crediti di firma | 49.251 | 15.533 | 33.216 | - | - | - | - | - | 502 |
| Credito al Consumo | 29.480 | 29.478 | - | - | - | - | - | - | 2 |
| Altri servizi imprese | 46.791 | 27.637 | 17.769 | - | - | - | - | - | 1.385 |
| Ecobonus e crediti fiscali | 11.705 | 4.425 | 7.280 | - | - | - | - | - | - |
| Crediti Commerciali | 6.919 | 1.391 | 4.420 | - | - | - | - | - | 1.108 |
| Portafoglio | 28.167 | 21.821 | 6.069 | - | - | - | - | - | 277 |
| Servizi di incasso e pagamento, monetica | 150.195 | 140.821 | 8.347 | - | - | - | - | - | 1.027 |
| Servizi di incasso e pagamento | 76.256 | 71.279 | 4.289 | - | - | - | - | - | 688 |
| Estero (commissioni valutarie e commissioni su bonifici) | 10.378 | 8.047 | 2.296 | - | - | - | - | - | 35 |
| Monetica | 63.561 | 61.495 | 1.762 | - | - | - | - | - | 304 |
| Altri servizi | 7.154 | (1.013) | 4 | 1.556 | 1.556 | - | - | 6.752 | (145) |
| Rimborsi commerciali | (2.515) | (1.948) | (333) | - | - | - | - | - | (234) |
| Altro | 9.669 | 935 | 337 | 1.556 | 1.556 | - | - | 6.752 | 89 |
| Totale | 728.180 | 476.977 | 260.640 | 1.556 | 1.556 | - | - | 21.685 | (32.678) |

| I semestre 2024(*) Altre commissioni |
Gruppo | Direzione Commercial |
CIB | Asset Management e Insurance |
di cui: Asset Management |
di cui: Insurance | Partnership Strategiche |
Finanza | Corporate Center |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Prodotti di investment Banking | 41.965 | 6.050 | 50.234 | - | - | - | - | 8.589 | (22.908) |
| Protezione Assicurativa | 32.366 | 32.793 | 9 | - | - | - | - | - | (436) |
| Tenuta e gestione dei C/C | 113.953 | 108.570 | 5.694 | - | - | - | - | - | (311) |
| Finanziamenti | 285.556 | 153.718 | 129.928 | - | - | - | - | - | 1.910 |
| Commissioni attive disponibilità creditizia (CDC) | 124.420 | 101.458 | 23.072 | - | - | - | - | - | (110) |
| Commissioni su finanziamenti | 90.245 | 11.337 | 76.863 | - | - | - | - | - | 2.045 |
| Commissioni su crediti di firma | 45.381 | 15.407 | 29.993 | - | - | - | - | - | (19) |
| Credito al Consumo | 25.510 | 25.516 | - | - | - | - | - | - | (6) |
| Altri servizi imprese | 85.371 | 42.238 | 43.461 | - | - | - | - | - | (328) |
| Ecobonus e crediti fiscali | 41.025 | 10.206 | 30.819 | - | - | - | - | - | - |
| Crediti Commerciali | 7.951 | 3.449 | 5.137 | - | - | - | - | - | (635) |
| Portafoglio | 36.395 | 28.583 | 7.505 | - | - | - | - | - | 307 |
| Servizi di incasso e pagamento, monetica | 188.282 | 187.181 | 8.420 | - | - | - | - | - | (7.319) |
| Servizi di incasso e pagamento | 74.199 | 70.847 | 2.969 | - | - | - | - | - | 383 |
| Estero (commissioni valutarie e commissioni su bonifici) | 10.959 | 7.247 | 2.286 | - | - | - | - | - | 1.426 |
| Monetica | 103.124 | 109.087 | 3.165 | - | - | - | - | - | (9.128) |
| Altri servizi | 2.089 | (548) | 139 | - | - | - | - | - | 2.498 |
| Rimborsi commerciali | (2.038) | (1.852) | (162) | - | - | - | - | - | (24) |
| Altro | 4.127 | 1.304 | 301 | - | - | - | - | - | 2.522 |
| Totale | 749.582 | 530.002 | 237.885 | - | - | - | - | 8.589 | (26.894) |
| (*) dati del periodo precedente sono stati rideterminati per riflettere le modifiche introdotte nella composizione dei settori operativi al 30 giugno 2025 e per tenere conto delle modifiche espositive dello schema di conto economico riclassificato |
precedentemente descritte.

| moniali |
|---|
| Risultati di settore - dati patri |
| 30/06/2025 | Totale | Direzione Commercial |
CIB | Asset Management e Insurance |
Asset Management di cui: |
di cui: Insurance |
Partnership Strategiche |
Finanza | Corporate Center |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Crediti verso clientela: | 129.882.883 | 63.635.717 | 31.030.972 | 174.924 | 173.017 | 1.907 | - | 27.411.274 | 7.629.996 |
| finanziamenti verso clientela - |
100.436.289 | 63.165.672 | 30.515.614 | 174.924 | 173.017 | 1.907 | - | - | 6.580.079 |
| titoli di debito - |
29.446.594 | 470.045 | 515.358 | - | - | - | - | 27.411.274 | 1.049.917 |
| 31/12/2024 (*) | Totale | Direzione Commercial |
CIB | Asset Management e Insurance |
Asset Management di cui: |
di cui: Insurance |
Partnership Strategiche |
Finanza | Corporate Center |
| Crediti verso clientela: | 125.952.322 | 65.124.860 | 29.700.470 | 2.725 | - | 2.725 | - | 24.193.572 | 6.930.695 |
| finanziamenti verso clientela - |
99.729.999 | 64.730.425 | 29.185.194 | 2.725 | - | 2.725 | - | - | 5.811.655 |
| titoli di debito - |
26.222.323 | 394.435 | 515.276 | - | - | - | - | 24.193.572 | 1.119.040 |
| (*) dati dell'esercizio precedente sono stati rideterminati per riflettere le modifiche introdotte nella composizione dei settori operativi al 30 giugno 2025. | |||||||||
| 30/06/2025 | Totale | Direzione Commercial |
CIB | Asset Management e |
Asset di cui: |
di cui: Insurance |
Partnership Strategiche |
Finanza | Corporate Center |
| di cui: | Asset | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 26.631.702 - |
- | - | 592.547 | 592.547 | 9.063.292 | 93.128.564 | 129.416.105 | Raccolta diretta |
Insurance
Management
| 31/12/2024 (*) | Totale | Direzione Commercial |
CIB | Management e Insurance |
Asset Management |
di cui: Insurance |
Partnership Strategiche |
Finanza | Corporate Center |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Raccolta diretta | 126.149.114 | 92.542.655 | 8.445.954 | - | - | - | - | - | 25.160.505 |
| (*) dati dell'esercizio precedente sono stati rideterminati per riflettere le modifiche introdotte nella composizione dei settori operativi al 30 giugno 2025. |
di cui:
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 233
| 30/06/2025 | Totale | Direzione Commercial |
Management e CIB |
Asset Insurance |
di cui: Asset Management |
di cui: Insurance |
Partnership Strategiche |
Finanza | Corporate Center |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Partecipazioni | 1.394.891 | - | - | 134.569 | - | 134.569 | 1.238.964 | - | 21.358 |
| Asset | di cui: |
| Direzione | di cui: | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 31/12/2024 (*) | Totale | Commercial | Management e Insurance CIB |
Asset Management |
Insurance | Partnership Strategiche |
Finanza | Corporate Center |
| Partecipazioni | 1.708.439 | - | 439.429 - |
301.116 | 138.313 | 1.248.682 | - | 20.328 |
| (*) dati dell'esercizio precedente sono stati rideterminati per riflettere le modifiche introdotte nella composizione dei settori operativi al 30 giugno 2025. |
Si segnala che la maggior parte delle attività e dei proventi operativi sono conseguiti in Italia, a conferma del radicamento sul territorio nazionale, considerato quale raggio primario di azione del Gruppo. Il peso delle attività e dei proventi operativi conseguiti all'estero è ampiamente inferiore alla soglia del 5%.



Attestazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato ai sensi dell'art. 81-ter del Regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni


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Relazione della Società di Revisione


Relazione dì revisione contabile limitata sul bilancio consolidato semestrale abbreviato
Agli azionisti di Banco BPM SpA
Introduzione
Abbiamo svolto la revisione contabile limitata del bilancio consolidato semestrale abbreviato, costituito dallo stato patrimoniale consolidato, dal conto economico consolidato, dal prospetto della redditività consolidata complessiva, dal prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato, dal rendiconto finanziario consolidato e dalle relative note illustrative di Banco BPM SpA e controllate (Gruppo Banco BPM) al 30 giugno 2025. Gli Amministratorisono responsabili perla redazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato in conformità al principio contabile internazionale applicabile per l'informativa finanziaria infrannuale (IAS 34) emanato dall'International Accounting Standards Board e adottato dall'Unione Europea. È nostra la responsabilità di esprimere una conclusione sul bilancio consolidato semestrale abbreviato sulla base della revisione contabile limitata svolta.
Portata della revisione contabile limitata
Il nostro lavoro è stato svolto secondo i criteri per la revisione contabile limitata raccomandati dalla Consob con Delibera n° 10867 del 31 luglio 1997. La revisione contabile limitata del bilancio consolidato semestrale abbreviato consiste nell'effettuare colloqui, prevalentemente con il personale della società responsabile degli aspetti finanziari e contabili, analisi di bilancio ed altre procedure di revisione contabile limitata. La portata di una revisione contabile limitata è sostanzialmente inferiore rispetto a quella di una revisione contabile completa svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia) e, conseguentemente, non ci consente di avere la sicurezza di essere venuti a conoscenza di tutti i fatti significativi che potrebbero essere identificati con lo svolgimento di una revisione contabile completa. Pertanto, non esprimiamo un giudizio sul bilancio consolidato semestrale abbreviato.
Conclusioni
Sulla base della revisione contabile limitata svolta, non sono pervenuti alla nostra attenzione elementi che ci facciano ritenere che il bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo Banco BPM al 30 giugno 2025, non sia stato redatto, in tutti gli aspetti significativi, in conformità al principio contabile internazionale applicabile per l'informativa finanziaria infrannuale (IAS 34) emanato dall'International Accounting Standards Board e adottato dall'Unione Europea.
Milano, 8 agosto 2025
PricewaterhouseCoopers SpA
Raffaella Preziosi (Revisore legale)
PricewaterhouseCoopers SpA
Sede legale: Milano 20145 Piazza Tre Torri 2 Tel. 02 77851 Fax 02 7785240 Capitale Sociale Euro 6.890.000,00 i.v. C.F. e P.IVA e Reg. Imprese Milano Monza Brianza Lodi 12979880155 Iscritta al n' 119644 del Registro dei Revisori Legali - Altri Uffici: Ancona 60131 Via Sandro Tolti 1 Tel. 071 2132311 - Bari 70122 Via Abate Glmma 72 Tel. 080 5640211 - Bergamo 24121 Largo Belotti 5 Tel. 035 229691 - Bologna 40124 Via Luigi Carlo Farlnl 12 Tel. 051 6186211 - Brescia 25121 Viale Duca d'Aosta 28 Tel. 030 3697501 - Catania 95129 Corso Italia 302 Tel. 095 7532311 - Firenze 50121 Viale Gramsci 15 Tel. 055 2482811 - Genova 16121 Piazza Plccapletra 9 Tel. 010 29041 - Napoli 80121 Via del Mille 16 Tel. 081 36181 - Padova 35138 Via Vicenza 4 Tel. 049 873481 - Palermo 90141 Via Marchese Ugo 60 Tel. 091 349737 - Parma 43121 Viale Tanara 20/A Tel. 0521 275911 - Pescara 65127 Piazza Ettore Trollo 8 Tel. 085 4545711 - Roma 00154 Largo Fochetll 29 Tel. 06 570251 - Torino 10122 Corso Palestre 10 Tel. 011 556771 - Trento 38122 Viale della Costituzione 33 Tel. 0461 237004 - Treviso 31100 Viale Fellssent 90 Tel. 0422 696911 - Trieste 34125 Via Cesare Battisti 18 Tel. 040 3480781 - Udine 33100 Via Poscolle 43 Tel. 0432 25789 - Varese 21100 Via Albuzzl 43 Tel. 0332 285039 - Verona 37135 Via Francia 21/C Tel. 045 8263001 - Vicenza 36100 Piazza Pontelandolto 9 Tel. 0444 393311


Allegati

Raccordo tra le voci dello stato patrimoniale consolidato e lo schema dello stato patrimoniale consolidato riclassificato al 30 giugno 2025
| Voci dell'attivo (migliaia di euro) |
30/06/2025 |
|---|---|
| 10. Cassa e disponibilità liquide | 11.732.925 |
| Cassa e disponibilità liquide | 11.732.925 |
| 40. a) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: crediti verso banche | 6.827.943 |
| meno: titoli di debito verso banche al costo ammortizzato | (2.640.870) |
| meno: att. fin. al CA di pertinenza delle imprese di assicurazione - crediti verso banche | (10) |
| Finanziamenti valutati al CA: finanziamenti verso banche | 4.187.063 |
| 40. b) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: crediti verso clientela | 129.882.883 |
| meno: titoli di debito verso clientela al costo ammortizzato | (29.446.594) |
| meno: att. fin. al CA di pertinenza delle imprese di assicurazione - crediti verso clientela | (1.907) |
| Finanziamenti valutati al CA: finanziamenti verso clientela | 100.434.382 |
| 20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico | 20.607.830 |
| 50. Derivati di copertura | 950.378 |
| meno: attività finanziarie valutate al FV con impatto a CE di pertinenza delle imprese di assicurazione | (7.877.215) |
| Attività finanziarie e derivati di copertura valutate al FV con impatto a CE | 13.680.993 |
| 30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | 25.322.580 |
| meno: attività finanziarie valutate al FV con impatto a OCI di pertinenza delle imprese di assicurazione | (9.625.676) |
| Attività finanziarie valutate al FV con impatto su OCI | 15.696.904 |
| più: titoli di debito verso banche e clientela al costo ammortizzato | 32.087.464 |
| Attività finanziarie valutate al CA | 32.087.464 |
| più: att. fin. al CA di pertinenza delle imprese di assicurazione - crediti verso banche | 10 |
| più: att. fin. al CA di pertinenza delle imprese di assicurazione - crediti verso clientela | 1.907 |
| più: attività finanziarie valutate al FV con impatto a CE di pertinenza delle imprese di assicurazione | 7.877.215 |
| più: attività finanziarie valutate al FV con impatto a OCI di pertinenza delle imprese di assicurazione | 9.625.676 |
| Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione | 17.504.808 |
| 70. Partecipazioni | 1.394.891 |
| Partecipazioni | 1.394.891 |
| 90. Attività materiali | 2.506.715 |
| Attività materiali | 2.506.715 |
| 100. Attività immateriali | 3.187.324 |
| Attività immateriali | 3.187.324 |
| 110. Attività fiscali | 3.049.511 |
| Attività fiscali | 3.049.511 |
| 120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione | 196.649 |
| Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione | 196.649 |
| 60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) | (56.691) |
| 80. Attività assicurative | 7.476 |
| 130. Altre attività | 5.337.852 |
| Altre voci dell'attivo | 5.288.637 |
| Totale attivo | 210.948.266 |

| Voci del passivo (migliaia di euro) |
30/06/2025 |
|---|---|
| 10. b) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: debiti verso clientela | 105.705.837 |
| meno: debiti per leasing verso clientela | (663.878) |
| meno: debiti verso clientela di pertinenza delle imprese di assicurazione | (4.203) |
| Debiti verso clientela | 105.037.756 |
| 10. c) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: titoli in circolazione | 24.367.126 |
| 30. Passività finanziarie designate al fair value | 8.358.756 |
| meno: certificates a capitale protetto | (4.631.854) |
| meno: passività finanziarie valutate al FV delle imprese di assicurazione | (3.715.679) |
| Titoli e passività finanziarie designate al fair value | 24.378.349 |
| Raccolta diretta bancaria | 129.416.105 |
| più: passività finanziarie valutate al FV delle imprese di assicurazione | 3.715.679 |
| 110. Passività assicurative | 13.294.656 |
| Raccolta diretta assicurativa e passività assicurative | 17.010.335 |
| 10. a) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: debiti verso banche | 6.391.443 |
| meno: debiti per leasing verso banche | - |
| meno: debiti verso banche di pertinenza delle imprese di assicurazione | (72.820) |
| Debiti verso banche | 6.318.623 |
| più: debiti per leasing verso banche | - |
| più: debiti per leasing verso clientela | 663.878 |
| Debiti per leasing | 663.878 |
| 20. Passività finanziarie di negoziazione | 28.433.336 |
| più: certificates a capitale protetto | 4.631.854 |
| 40. Derivati di copertura | 789.141 |
| Altre passività finanziarie valutate al fair value | 33.854.331 |
| più: debiti verso clientela di pertinenza delle imprese di assicurazione | 4.203 |
| più: debiti verso banche di pertinenza delle imprese di assicurazione | 72.820 |
| Altre passività finanziarie delle imprese di assicurazione | 77.023 |
| 90. Trattamento di fine rapporto del personale | 209.056 |
| 100. Fondi per rischi ed oneri | 640.379 |
| Fondi del passivo | 849.435 |
| 60. Passività fiscali | 577.086 |
| Passività fiscali | 577.086 |
| 70. Passività associate ad attività in via di dismissione Passività associate ad attività in via di dismissione |
- - |
| 50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) | (340.063) |
| 80. Altre passività | 7.205.764 |
| Altre voci del passivo | 6.865.701 |
| Totale passività | 195.632.517 |
| 190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) | 57.641 |
| Patrimonio di pertinenza di terzi | 57.641 |
| 120. Riserve da valutazione | 33.839 |
| 140. Strumenti di capitale | 1.787.274 |
| 150. Riserve | 5.173.033 |
| 155. Acconti su dividendi | - |
| 170. Capitale | 7.100.000 |
| 180. Azioni proprie (-) | (50.503) |
| 200. Utile/Perdita del periodo (+/-) | 1.214.465 |
| Patrimonio netto del Gruppo | 15.258.108 |
| Totale passivo e patrimonio netto | 210.948.266 |

Raccordo tra le voci del conto economico consolidato e lo schema del conto economico consolidato riclassificato del primo semestre 2025
| I sem. 2025 (migliaia di euro) |
Conto economico |
Riclassifiche | Conto economico riclassificato |
|
|---|---|---|---|---|
| Margine di interesse | 1.602.082 | |||
| 10. Interessi attivi e proventi assimilati | 3.030.960 | 3.236 | (a) | |
| (138.986) | (h) | |||
| 20. Interessi passivi e oneri assimilati | (1.286.889) | (6.239) | (h) | |
| Risultato delle partecipazioni valutate a patrimonio netto | 63.370 | |||
| 250. Utili (Perdite) delle partecipazioni | 63.370 | (b) | ||
| Margine finanziario | 1.665.452 | |||
| Commissioni nette | 1.205.348 | |||
| 40. Commissioni attive | 1.356.245 | 43.911 | (c) | |
| 13.440 | (h) | |||
| 34.240 | (q) | |||
| (17.249) | (r) | |||
| 50. Commissioni passive | (234.106) | 8.867 | (h) | |
| Altri proventi netti di gestione | (13.694) | |||
| 230. Altri oneri/proventi di gestione | 147.651 | (161.492) | (d) | |
| (677) | (e) | |||
| 415 | (h) | |||
| 59 | (p) | |||
| 350 | (a) | |||
| Risultato netto finanziario | 87.062 | |||
| 70. Dividendi e proventi simili | 156.282 | |||
| 80. Risultato netto dell'attività di negoziazione | 224.405 | (43.911) | (c) | |
| (4.102) | (f) | |||
| 90. Risultato netto dell'attività di copertura | 10.900 | |||
| 100. Utili (Perdite) da cessione o riacquisto | (27.883) | 375 | (g) | |
| 110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico |
(141.617) | (53.147) | (h) | |
| (34.240) | (q) | |||
| Risultato dell'attività assicurativa | 79.844 | |||
| 160. Risultato dei servizi assicurativi | 39.808 | |||
| 170. Saldo dei ricavi e costi di natura finanziaria relativi alla gestione | ||||
| assicurativa | (178.107) | |||
| 3.523 | (a) | |||
| 197.371 | (h) | |||
| 17.249 | (r) | |||
| Altri proventi operativi | 1.358.560 | |||
| Proventi operativi | 3.024.012 | |||
| Spese per il personale | (890.190) | |||
| 190 a) Spese per il personale | (870.765) | (3.374) | (i) | |
| (16.728) | (h) | |||
| 677 | (e) | |||
| Altre spese amministrative | (321.381) | |||
| 190 b) Altre spese amministrative | (527.863) | 3.374 | (i) | |
| 161.492 | (d) | |||
| 45.197 | (l) | |||
| (3.581) | (h) |
| emarket sdir scorage |
|---|
| CERTIFIED |
| I sem. 2025 (migliaia di euro) |
Conto economico |
Riclassifiche | Conto economico riclassificato |
|
|---|---|---|---|---|
| Rettifiche di valore nette su attività materiali ed immateriali | (135.799) | |||
| 210. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali | (77.988) | (2.540) | (h) | |
| 220. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali | (77.208) | 21.996 | (a) | |
| (59) | (p) | |||
| Oneri operativi | (1.347.370) | |||
| Risultato della gestione operativa | 1.676.642 | |||
| Rettifiche nette su finanziamenti verso clientela | (164.213) | |||
| 130 a) Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo ad attività | ||||
| finanziarie valutate al costo ammortizzato | (160.866) | 64 | (m) | |
| 373 | (n) | |||
| (3.267) | (o) | |||
| (375) | (g) | |||
| 140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni | (142) | |||
| Risultato della valutazione al fair value delle attività materiali | (4.250) | |||
| 260. Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e | ||||
| immateriali | (4.250) | |||
| Rettifiche nette su titoli ed altre attività finanziarie | 2.280 | |||
| 130 b) Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo ad attività | ||||
| finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | (1.678) | (64) | (m) | |
| (373) | (n) | |||
| 3.267 | (o) | |||
| 1.128 | (h) | |||
| Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri | 3.401 | |||
| 200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri | 3.401 | |||
| Utili (Perdite) su partecipazioni e investimenti | 1.224 | |||
| 250. Utili (Perdite) delle partecipazioni | 268.993 | (63.370) | (b) | |
| (205.623) | (s) | |||
| 280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti | 1.224 | |||
| Risultato lordo dell'operatività corrente | 1.515.084 | |||
| Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente | (445.962) | |||
| 300. Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente | (427.717) | (14.498) | (l) | |
| (8.895) | (a) | |||
| 1.356 | (f) | |||
| 3.792 | (s) | |||
| Risultato netto dell'operatività corrente | 1.069.122 | |||
| Oneri di ristrutturazione aziendale al netto delle imposte | (30.699) | (l) | (30.699) | |
| Impatto rideterminazione quota Anima al netto delle imposte | 201.831 | (s) | 201.831 | |
| Impatto della variazione del proprio merito creditizio sulle emissioni | ||||
| di certificates (OCR) al netto delle imposte | 2.746 | (f) | 2.746 | |
| Impatto della Purchase Price Allocation (PPA) al netto delle imposte | (20.210) | (a) | (20.210) | |
| Utile (Perdita) di pertinenza di terzi | (8.325) | |||
| 340. Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi | (8.325) | |||
| Utile (Perdita) del periodo di pertinenza della Capogruppo | 1.214.465 | - | 1.214.465 |
Le lettere riportate in corrispondenza della colonna "Riclassifiche" sono poste con l'obiettivo di consentire una più immediata comprensione delle riclassifiche effettuate.
Con riferimento al prospetto di raccordo in precedenza riportato, nel seguito vengono illustrate le principali riclassifiche:
• la voce "Margine di interesse" è rappresentata dal saldo algebrico degli interessi attivi e proventi assimilati (voce 10) ed interessi passivi ed oneri assimilati (voce 20), al netto della PPA relativa ai crediti verso clientela, pari a 3,2 milioni (a), raccordata nella voce del conto economico riclassificato "Impatto della Purchase Price Allocation (PPA) al netto delle imposte", e degli interessi attivi (139,0 milioni) e passivi (6,2

milioni) di pertinenza delle imprese di assicurazione, esposti nella voce "Risultato dell'attività assicurativa" (h);
- la voce "Risultato delle partecipazioni valutate al patrimonio netto" evidenzia la quota di pertinenza dei risultati economici delle partecipate valutate al patrimonio netto (compresi nella voce 250), complessivamente positivi per 63,4 milioni (b) ed unitamente al margine di interesse, rappresenta l'aggregato definito "Margine finanziario";
- la voce "Commissioni nette" è rappresentata dal saldo algebrico delle commissioni attive (voce 40) e passive (voce 50); include inoltre la riclassifica delle commissioni upfront relative al collocamento di Certificates attraverso la rete del Gruppo (per 43,9 milioni (c)) dalla voce 80 dello schema ufficiale "Risultato netto dell'attività di negoziazione". Le commissioni nette sono state invece depurate degli impatti derivanti dal riallineamento dei ricavi e dei costi infragruppo a fronte dei diversi criteri di rilevazione adottati da Banco BPM (rilevazione up front delle commissioni attive di distribuzione) rispetto a quelli adottati dalle compagnie di assicurazione del Gruppo (rilevazione ripartita nel tempo delle commissioni passive di distribuzione), pari a 17,2 milioni (r), ricondotti alla voce "Risultato dell'attività assicurativa". La voce in esame inoltre è esposta al netto delle commissioni attive (13,4 milioni) e passive (8,9 milioni) di pertinenza delle imprese di assicurazione, esposte nella voce "Risultato dell'attività assicurativa" (h). Infine, nell'aggregato in esame sono ricondotte le componenti reddituali, per 34,2 milioni (q), costituenti la remunerazione dell'attività di strutturazione e di copertura dei rischi sui certificates emessi, collocati o strutturati dal Gruppo, nonché quelle relative alla remunerazione dell'attività di vendita alle imprese retail e corporate di contratti derivati di copertura, rilevate nella voce 110 dello schema ufficiale "Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico";
- la voce "Altri proventi netti di gestione" è rappresentata dalla voce di bilancio "230. Altri oneri/proventi di gestione" depurata dai recuperi per imposte indirette, spese legali ed altre spese pari complessivamente a 161,5 milioni (d), che ai fini riclassificati sono esposti a riduzione della voce "Altre spese amministrative", dal recupero dei costi per la formazione pari a 0,7 milioni (e) riclassificati a riduzione delle "Spese per il personale", dalla quota di oneri netti (0,4 milioni) di pertinenza delle imprese di assicurazione, esposte nella voce "Risultato netto dell'attività assicurativa" (h) e dalla quota di ammortamento di alcuni intangibles relativi alle imprese di assicurazione raccordate nella voce del conto economico riclassificato "Impatto della Purchase Price Allocation (PPA) al netto delle imposte", per 0,3 milioni (a);
- la voce del conto economico "Risultato netto finanziario" include i "Dividendi e proventi simili" (voce 70), il "Risultato netto dell'attività di negoziazione" (voce 80), al netto sia della riclassifica degli importi relativi alle commissioni sul collocamento di Certificates per 43,9 milioni (c), ricondotti tra le "Commissioni nette", sia dell'impatto derivante dalla variazione del proprio merito creditizio sulle emissioni di Certificates per 4,1 milioni (f), ricondotto nella voce ad hoc del conto economico riclassificato denominata "Impatto della variazione del proprio merito creditizio sulle emissioni di Certificates (OCR), al netto delle imposte". L'aggregato in esame comprende inoltre il "Risultato netto dell'attività di copertura" (voce 90), il "Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico" (voce 110) e gli "utili/perdite da cessione o riacquisto" (voce 100) al netto del risultato della cessione dei crediti non rappresentati da titoli di debito, pari a 0,4 milioni (g), ricondotto nell'aggregato gestionale delle "Rettifiche nette su finanziamenti verso clientela". Sono altresì escluse le voci del risultato netto finanziario di pertinenza delle imprese di assicurazione, pari a 53,1 milioni (h), esposte nella voce "Risultato dell'attività assicurativa", nonché le componenti reddituali, per 34,2 milioni (q), costituenti la remunerazione dell'attività di strutturazione e di copertura dei rischi sui certificates emessi, collocati o strutturati dal Gruppo, nonché quelle relative alla remunerazione dell'attività di vendita alle imprese retail e corporate di contratti derivati di copertura, ricondotte tra le "Commissioni nette";
- la voce "Risultato dell'attività assicurativa" corrisponde alle voci di bilancio "160. Risultato dei servizi assicurativi" e "170. Saldo dei ricavi e costi di natura finanziaria relativi alla gestione assicurativa", incrementate della quota relativa agli interessi attivi e passivi, alle commissioni attive e passive, agli altri proventi ed oneri e al risultato netto finanziario di pertinenza delle imprese di assicurazione, come descritto in precedenza (h). L'aggregato include inoltre la quota di spese per il personale, delle altre spese amministrative, delle rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali e degli altri proventi ed oneri riconducibili all'attività assicurativa, inclusa nel Contractual Service Margin ai sensi dell'IFRS 17, ricondotta a voce propria nello schema del conto economico riclassificato: l'apporto complessivo alla voce in esame è pari a 197,4 milioni (h). Nella voce in esame confluiscono altresì gli impatti derivanti dal riallineamento dei ricavi e dei costi infragruppo a fronte dei diversi criteri di rilevazione adottati da Banco BPM (rilevazione up front delle commissioni attive di distribuzione) rispetto a quelli adottati dalle compagnie di assicurazione del Gruppo (rilevazione ripartita nel tempo delle commissioni passive di distribuzione), pari a 17,2 milioni

(r), originariamente rilevati nelle commissioni attive del conto economico ufficiale. Infine, dalla voce in esame è escluso l'effetto della PPA relativa alle passività assicurative delle compagnie, pari a 3,5 milioni (a), raccordata nella voce del conto economico riclassificato "Impatto della Purchase Price Allocation (PPA) al netto delle imposte";
- la voce "Spese per il personale" è rappresentata dalla voce di bilancio "190. a) Spese per il personale", da alcuni oneri funzionalmente connessi con il personale, pari a 3,4 milioni (i), rilevati in bilancio nella voce "190. b) Altre spese amministrative" e dal recupero dei costi per la formazione pari a 0,7 milioni (e) compresi nella voce "230. Altri oneri/proventi di gestione", come in precedenza descritto. La voce in esame comprende inoltre la quota di spese per il personale riconducibili all'attività assicurativa relativa al Contractual Service Margin (16,7 milioni) previsto dall'IFRS 17 ed esposta nella voce "Risultato netto dell'attività assicurativa" (h);
- la voce "Altre spese amministrative" corrisponde alla voce di bilancio 190 b) al netto dei recuperi per imposte indirette, spese legali ed altre spese, pari a 161,5 milioni (d), comprese nella voce "230 Altri oneri/proventi di gestione", come in precedenza descritto, e di alcuni oneri funzionalmente connessi al personale rilevati nella voce riclassificata "Spese per il personale" per 3,4 milioni (i). Sono inoltre esclusi alcuni oneri operativi "una tantum", pari a 45,2 milioni (l), sostenuti per la realizzazione di operazioni di carattere straordinario che hanno impatto sulla struttura organizzativa del Gruppo (es. acquisizione del controllo di Anima Holding tramite OPA) o si inseriscono nelle progettualità finalizzate all'integrazione di aggregazioni aziendali perfezionate nei precedenti esercizi (Vera Vita), nonché gli oneri non ricorrenti sostenuti a tutela degli interessi degli azionisti in relazione all'OPS UniCredit. A decorrere dal 30 giugno 2025, tali costi risultano esposti, al netto del relativo effetto fiscale, in una voce separata del conto economico riclassificato denominata "Oneri di ristrutturazione aziendale, al netto delle imposte". L'aggregato in esame comprende inoltre la quota delle altre spese amministrative riconducibili all'attività assicurativa relativa al Contractual Service Margin (3,6 milioni) previsto dall'IFRS 17 ed esposta nella voce "Risultato netto dell'attività assicurativa" (h);
- la voce "Rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali" corrisponde alle voci di bilancio 210 e 220, al netto delle rettifiche di intangibili a vita definita (client relationship e value of business acquired), raccordate nella voce del conto economico riclassificato "Impatto della Purchase Price Allocation (PPA) al netto delle imposte", per 22,0 milioni (a). L'aggregato in esame comprende inoltre la quota delle rettifiche di valore riconducibili all'attività assicurativa relativa al Contractual Service Margin (2,5 milioni) previsto dall'IFRS 17 ed esposta nella voce "Risultato netto dell'attività assicurativa" (h);
- il totale delle "Rettifiche nette su finanziamenti verso clientela" e "Rettifiche nette su titoli ed altre attività finanziarie" prende avvio dalle voci del conto economico "130. Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito" e "140. Utile/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni". In particolare, le "Rettifiche nette su finanziamenti verso clientela" comprendono le rettifiche di valore su esposizioni classificate nel portafoglio delle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - crediti verso la clientela - finanziamenti (per 160,9 milioni), il risultato negativo delle cessioni di crediti, pari a 0,4 milioni (g) (compreso nella voce 100), nonché gli utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni (voce 140 del conto economico). Sono invece escluse le rettifiche nette per deterioramento di esposizioni classificate nel portafoglio delle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato rappresentate da titoli di debito, pari a 3,3 milioni (o) e le rettifiche nette per deterioramento di esposizioni classificate nel portafoglio delle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - crediti verso banche – finanziamenti e titoli (m) e (n) per complessivi 0,4 milioni, tutte complessivamente esposte nella voce del conto economico riclassificato "Rettifiche nette su titoli ed altre attività finanziarie";
- il "Risultato della valutazione al fair value delle attività materiali" corrisponde alla voce 260 del conto economico ufficiale;
- l'aggregato delle "Rettifiche nette su titoli ed altre attività finanziarie" comprende le rettifiche nette per deterioramento di esposizioni classificate nel portafoglio delle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - crediti verso banche - finanziamenti e titoli (m) e (n) per complessivi 0,4 milioni, nonché le rettifiche nette per deterioramento di esposizioni classificate nel portafoglio delle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato rappresentate da titoli di debito (comprese nella voce 130) emessi da clientela (o) per 3,3 milioni. La voce in esame include infine le rettifiche nette su titoli ed altre attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione esposte nella voce del conto economico riclassificato "Rettifiche nette su titoli ed altre attività finanziarie" per 1,1 milioni (h);
-
gli "Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri" corrispondono alla voce 200 del conto economico ufficiale;
-
gli "Utili (perdite) su partecipazioni e investimenti" corrispondono alla voce 280 del conto economico ufficiale e al risultato da cessione delle partecipazioni valutate al patrimonio netto (voce 250 del conto economico ufficiale) al netto della quota di pertinenza dei risultati economici delle partecipate valutate al patrimonio netto, complessivamente positivi per 63,4 milioni (b) raccordati nell'aggregato riclassificato "Risultato delle partecipazioni valutate al patrimonio netto". Tale voce è stata depurata dell'effetto positivo, derivante dalla rivalutazione della quota partecipativa detenuta in Anima Holding prima dell'acquisizione del controllo, conseguente al riallineamento al suo fair value alla data di acquisto del controllo, pari a 205,6 milioni (r); tale impatto è rilevato, al netto del relativo effetto fiscale, in una voce separata del conto economico riclassificato denominata "Impatto rideterminazione quota Anima, al netto delle imposte";
- la voce "Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente" corrisponde alla voce 300 del conto economico ufficiale, depurata degli effetti fiscali relativi agli oneri di ristrutturazione per 14,5 milioni (l), alla PPA per 8,9 milioni (a) e all'impatto della variazione del merito creditizio sui Certificates emessi per 1,4 milioni (f). L'aggregato in esame non comprende l'effetto fiscale relativo all'impatto della rivalutazione della quota partecipativa detenuta in Anima Holding prima dell'acquisizione del controllo, pari a 3,8 milioni (r) come in precedenza descritto;
- nella voce "Oneri di ristrutturazione aziendale al netto delle imposte" sono ricompresi gli oneri operativi "una tantum", pari a 45,2 milioni (l), sostenuti per la realizzazione di operazioni di carattere straordinario o relativi all'integrazione di aggregazioni aziendali perfezionate nei precedenti esercizi (Vera Vita), nonché gli oneri non ricorrenti sostenuti a tutela degli interessi degli azionisti in relazione all'OPS UniCredit, rilevati contabilmente nella voce 190 b) del conto economico ufficiale, al netto del correlato effetto fiscale, pari a 14,5 milioni (l);
- la voce "Impatto rideterminazione quota Anima al netto delle imposte" comprende l'effetto relativo alla rivalutazione al fair value della quota partecipativa detenuta in Anima Holding prima dell'acquisizione del controllo originariamente rilevato nella voce 250 del conto economico ufficiale, come in precedenza illustrato (s);
- nella voce "Impatto della Variazione del proprio merito creditizio sulle emissioni di Certificates (OCR), al netto delle imposte" è esposto l'effetto economico relativo alla variazione del proprio merito creditizio correlato alle emissioni dei Certificates, rilevato contabilmente nella voce 80 del conto economico ufficiale per 4,1 milioni (f), al netto del relativo effetto fiscale, pari a -2,7 milioni (f);
- infine, nella voce "Impatto della Purchase Price Allocation (PPA), al netto delle imposte" sono rilevati gli effetti della PPA riferiti prtincipalmente agli interessi su crediti verso clientela, pari a -3,2 milioni (a), all'ammortamento di client relationship e VoBA per -22,0 milioni (a), all'ammortamento di altri intangibles per 0,3 milioni (a), ai reversal effect sulle passività assicurative per -3,5 milioni (a), al netto dei relativi effetti fiscali, pari a 8,9 milioni (a).

| (migliaia di euro) | I sem. 2024 | Riclassifiche | I sem. 2024 riesposto |
|---|---|---|---|
| Margine di interesse | 1.722.786 | - | 1.722.786 |
| Risultato delle partecipazioni valutate a patrimonio netto | 74.914 | - | 74.914 |
| Margine finanziario | 1.797.700 | - | 1.797.700 |
| Commissioni nette | 1.021.398 | 23.712 | 1.045.110 |
| Altri proventi netti di gestione | 2.494 | - | 2.494 |
| Risultato netto finanziario | (42.008) | (34.239) | (76.247) |
| Risultato dell'attività assicurativa | 14.795 | 10.527 | 25.322 |
| Altri proventi operativi | 996.679 | - | 996.679 |
| Proventi operativi | 2.794.379 | - | 2.794.379 |
| Spese per il personale | (860.561) | - | (860.561) |
| Altre spese amministrative | (348.968) | - | (348.968) |
| Rettifiche di valore nette su attività materiali ed immateriali | (129.068) | - | (129.068) |
| Oneri operativi | (1.338.597) | - | (1.338.597) |
| Risultato della gestione operativa | 1.455.782 | - | 1.455.782 |
| Rettifiche nette su finanziamenti verso clientela | (194.052) | - | (194.052) |
| Risultato della valutazione al fair value delle attività materiali | (25.989) | - | (25.989) |
| Rettifiche nette su titoli ed altre attività finanziarie | (3.248) | - | (3.248) |
| Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri | 8.242 | - | 8.242 |
| Utili (Perdite) su partecipazioni e investimenti | 1.023 | - | 1.023 |
| Risultato lordo dell'operatività corrente | 1.241.758 | - | 1.241.758 |
| Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente | (395.860) | - | (395.860) |
| Risultato netto dell'operatività corrente | 845.898 | - | 845.898 |
| Oneri sistemici al netto delle imposte | (66.636) | - | (66.636) |
| Oneri relativi all'incentivazione all'esodo al netto delle imposte | (11.686) | - | (11.686) |
| Impatti Bancassurance al netto delle imposte | 2.466 | - | 2.466 |
| Impatto della variazione del proprio merito creditizio sulle emissioni di certificates (OCR) al netto delle imposte |
(1.299) | - | (1.299) |
| Impatto della Purchase Price Allocation (PPA) al netto delle imposte | (18.624) | - | (18.624) |
| Utile (Perdita) di pertinenza di terzi | 6 | - | 6 |
| Utile (Perdita) del periodo di pertinenza della Capogruppo | 750.125 | - | 750.125 |
2024 e lo stesso riesposto ai fini comparativi

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