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Banca Sistema

Quarterly Report May 14, 2018

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Quarterly Report

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RESOCONTO INTERMEDIO DI GESTIONE CONSOLIDATO AL 31 MARZO 2018 Gruppo Banca SISTEMA

INDICE GENERALE

RELAZIONE SULLA GESTIONE CONSOLIDATA AL 31 MARZO 2018 5
COMPOSIZIONE DEGLI ORGANI AMMINISTRATIVI DELLA CAPOGRUPPO 6
DATI DI SINTESI AL 31 MARZO 2018 8
FATTI DI RILIEVO AVVENUTI NEL CORSO DEL PERIODO DI RIFERIMENTO 9
IL FACTORING 10
LA CESSIONE DEL QUINTO 12
L'ATTIVITÀ DI FUNDING 14
I PRINCIPALI AGGREGATI PATRIMONIALI 16
L'ADEGUATEZZA PATRIMONIALE 22
RISULTATI ECONOMICI 23
GESTIONE DEI RISCHI E METODOLOGIE DI CONTROLLO A SUPPORTO 31
ALTRE INFORMAZIONI 33
OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE 33
OPERAZIONI ATIPICHE O INUSUALI 33
FATTI DI RILIEVO SUCCESSIVI ALLA CHIUSURA DEL PERIODO 33
EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE E PRINCIPALI RISCHI E INCERTEZZE 34
PROSPETTI CONTABILI CONSOLIDATI 35
STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO 36
CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO 38
PROSPETTO DELLA REDDITIVITÀ CONSOLIDATA COMPLESSIVA 39
PROSPETTI DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO CONSOLIDATO 40
RENDICONTO FINANZIARIO CONSOLIDATO (metodo diretto) 42
POLITICHE CONTABILI 43
PRINCIPI GENERALI DI REDAZIONE 44
POLITICHE CONTABILI RELATIVE ALLE PRINCIPALI VOCI DI BILANCIO 50
DICHIARAZIONE DEL DIRIGENTE PREPOSTO ALLA REDAZIONE
DEI DOCUMENTI CONTABILI SOCIETARI
62

ALLEGATO

63

RELAZIONE SULLA GESTIONE CONSOLIDATA AL 31 MARZO 2018

COMPOSIZIONE DEGLI ORGANI AMMINISTRATIVI DELLA CAPOGRUPPO

Consiglio di Amministrazione

Avv.
Prof.
Luitgard Spögler
Giovanni Puglisi
Dott. Gianluca Garbi
Avv. Claudio Pugelli
Prof. Giorgio Barba Navaretti (Indipendente)
Dott. Daniele Pittatore (Indipendente)
Dott.ssa Carlotta De Franceschi (Indipendente)
Dott. Diego De Francesco1 (Indipendente)
Dott. Massimo Conigliaro
Dott. Biagio Verde
Dott.ssa Lucia Abati3
Dott. Marco Armarolli4
Dott.ssa Daniela D'Ignazio
Dott. Daniele Pittatore
Dott.ssa Carlotta De Franceschi
Prof. Giorgio Barba Navaretti
Avv. Luitgard Spögler
Dott. Diego De Francesco5
Prof. Giorgio Barba Navaretti6
Avv. Luitgard Spögler
Prof. Giorgio Barba Navaretti
Dott. Diego De Francesco7
Prof. Giovanni Puglisi
Prof. Giovanni Puglisi
Dott.ssa Carlotta De Franceschi8
Avv. Marco Pompeo
Dott. Massimo Conigliaro9
Dott. Daniele Pittatore
Dott. Franco Pozzi

1 Amministratore cooptato dal Consiglio di Amministrazione del 28 aprile 2017, con effetto dal 1° maggio 2017, in sostituzione di Andrea Zappia (che ha rassegnato le dimissioni dalla carica in data 14 aprile 2017 con effetto dal successivo 1° maggio). È stato successivamente nominato ai sensi dell'art. 2386 c.c. dall'Assemblea degli azionisti in data 14 dicembre 2017, restando in carica fino al termine del mandato del Consiglio di Amministrazione.

2 Il Collegio Sindacale è stato nominato dall'Assemblea degli azionisti in data 27 aprile 2017.

3 Nominata dall'Assemblea degli azionisti in data 14 dicembre 2017 alla carica di Sindaco Effettivo, restando in carica fino al termine del mandato del Collegio Sindacale.

4 In data 14 dicembre 2017, a seguito della nomina di un nuovo Sindaco Effettivo, è stato nuovamente nominato Sindaco Supplente dall'Assemblea degli azionisti, restando in carica fino al termine del mandato del Collegio Sindacale.

5 Nominato Membro del Comitato per le Nomine dal Consiglio di Amministrazione in data 28 aprile 2017 con decorrenza dal 1° maggio 2017 e successivamente rinominato in data 15 dicembre 2017 a seguito della nomina a Consigliere da parte dell'Assemblea degli Azionisti in data 14 dicembre 2017.

6 Nominato Membro del Comitato per le Nomine dal Consiglio di Amministrazione in data 15 dicembre 2017.

7 Nominato Membro del Comitato per la Remunerazione dal Consiglio di Amministrazione in data 28 aprile 2017 con decorrenza dal 1° maggio 2017 e successivamente rinominato in data 15 dicembre 2017 a seguito della nomina a Consigliere da parte dell'Assemblea degli Azionisti in data 14 dicembre 2017.

8 Nominata Membro del Comitato Etico dal Consiglio di Amministrazione in data 15 dicembre 2017.

9 Nominato Presidente dell'Organismo di Vigilanza dal Consiglio di Amministrazione in data 28 aprile 2017.

In data 23 aprile 2018 l'Assemblea degli Azionisti ha deliberato la nomina, per gli esercizi 2018-2020, del Consiglio di Amministrazione, composto da 9 membri, nelle persone di:

  • Luitgard Spögler, Gianluca Garbi, Carlotta De Franceschi, Giovanni Antonino Puglisi, Claudio Pugelli e Marco Giovannini, tratti dalla lista di maggioranza presentata da: Società di gestione delle partecipazioni in Banca Sistema S.r.l., titolare del 23,10% delle azioni ordinarie; Fondazione Sicilia, titolare del 7,40% delle azioni ordinarie; Fondazione Pisa, titolare del 7,61% delle azioni ordinarie; Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, titolare del 7,91% delle azioni ordinarie, rappresentanti in totale il 46,02% del capitale sociale avente diritto di voto;
  • Laura Ciambellotti, Federico Ferro-Luzzi e Francesco Galietti, tratti dalla lista di minoranza presentata dai

seguenti investitori istituzionali: Aletti Gestielle SGR S.p.A. - "Fondo Gestielle Pro Italia", Mediolanum Gestione Fondi SGR pA - "Mediolanum Flessibile Futuro Italia" e "Mediolanum Flessibile Sviluppo Italia", Mediolanum International Funds Limited - Challenge Funds - Challenge Italian Equity, Planetarium Fund Anthilia Silver, Zenit SGR S.p.A. - Zenit Pianeta Italia e Zenit Multistrategy SICAV, complessivamente titolari del 2,55% del capitale ordinario;

▪ la nomina di Luitgard Spögler a Presidente del Consiglio di Amministrazione.

In data 24 aprile 2018 il Consiglio di Amministrazione ha nominato il Dott. Gianluca Garbi Amministratore Delegato, mentre provvederà, nei termini di legge, a verificare il possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente in capo ai componenti dell'organo di amministrazione al fine di procedere alla ricostituzione dei comitati endoconsiliari.

Dati Patrimoniali (€.000)
Totale Attivo 2.571.680
2.309.233
11,4% 31 mar 2018
Portafoglio Titoli 453.501
285.610
58,8% 31 dic 2017
Impieghi Factoring 1.302.277
1.285.726
1,3% 31 mar 2017
Impieghi CQS - PMI 573.690
556.061
3,2%
Raccolta - Banche e PcT 1.000.094
733.156
36,4%
Raccolta - Depositi vincolati 444.613
447.093
-0,6%
Raccolta - Conti correnti 486.044
510.349
-4,8%

DATI DI SINTESI AL 31 MARZO 2018

Indicatori economici (€.000)
Margine di Interesse 13.688
12.423
10,2%
Commissioni Nette 3.558
2.249
58,2%
Margine di Intermediazione 18.103
14.903
21,5%
Spese del personale (4.764)
(4.274)
11,5%
Altre Spese amministrative (5.071)
(4.853)
4,5%
Utile ante-imposte 7.068
6.181
14,4%

FATTI DI RILIEVO AVVENUTI NEL CORSO DEL PERIODO DI RIFERIMENTO

In data 8 febbraio 2018 il Consiglio di Amministrazione ha approvato il Documento sulle Politiche di Remunerazione del Gruppo Banca Sistema S.p.A. per l'anno 2018 ed ha inoltre preso atto dell'informativa trimestrale delle Funzioni di Controllo Interno al 31.12.2017 (Risk Reporting, Tableau de bord della Funzione Compliance e Tableau de bord della Direzione Internal Audit), dell'informativa trimestrale sulle Operazioni con Soggetti Collegati rientranti nella Delibera Quadro, della Relazione annuale del Responsabile dei sistemi interni di segnalazione delle violazioni ("Whistleblowing").

In data 8 marzo 2018 il Consiglio di Amministrazione ha approvato (I) la "Relazione annuale 2017" della Direzione Rischio, (II) la "Relazione annuale 2017" della Funzione Compliance", (III) la "Relazione annuale 2017 della Funzione Antiriciclaggio", (IV) la "Relazione annuale della Funzione Compliance sui reclami ricevuti dalla Banca" (V) la "Relazione Annuale sull'attività svolta dalla Funzione Internal Audit nel corso dell'esercizio 2017", (VI) i Piani della attività per l'anno 2017 delle Funzioni di Controllo Interno di II Livello (Rischio, Compliance e Antiriciclaggio) e della Direzione Internal Auditing e della Relazione periodica dell'Organismo di Vigilanza sull'applicazione del "Modello di organizzazione, gestione e controllo ex D.Lgs. 231/2001". Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre approvato (I) la Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari redatta ai sensi dell'art. 123-bis D. Lgs. 58/1998 e la Relazione sulla Remunerazione ai sensi dell'art. 123-ter D. Lgs. 58/1998 e (II) il documento "IFRS 9 - Business Model Policy".

IL FACTORING

Banca Sistema e l'attività di factoring

Il turnover complessivo al 31 marzo 2018 del Gruppo Banca Sistema è stato pari a € 504 milioni, con una crescita del 24% rispetto al primo trimestre 2017, confermando una continua capacità di crescita anno su anno.

L'outstanding al 31 marzo 2018 è pari a € 1.488 milioni in crescita del 35% rispetto ai € 1.103 al 31 marzo 2017 principalmente per effetto dei maggiori volumi acquistati nell'ultimo trimestre del 2018 rispetto agli incassi registrati nel medesimo periodo.

Sotto si rappresenta l'incidenza, in termini outstanding al 31 marzo 2018 e 2017, delle controparti verso cui il Gruppo ha un'esposizione sul portafoglio.

Nel factoring il business principale del Gruppo rimane il segmento della Pubblica Amministrazione.

Il turnover è stato generato sia attraverso la propria rete commerciale interna, ovvero attraverso banche, con cui il Gruppo ha sottoscritto accordi di distribuzione; a marzo 2018 le reti esterne hanno contribuito per il 36% sul totale del turnover. La seguente tabella riporta il turnover factoring per tipologia di prodotto:

PRODOTTO
(dati in € milioni)
31.03.2018 31.03.2017 DELTA € DELTA %
Crediti commerciali 434 367 67 18%
di cui Pro-soluto 327 269 58 21%
di cui Pro-solvendo 107 98 9 10%
Crediti fiscali 70 41 29 72%
di cui Pro-soluto 70 38 32 86%
di cui Pro-solvendo 0 3 (3) -100%
TOTALE 504 408 96 24%

La crescita in termini di valore assoluto del turnover deriva principalmente dall'attività di acquisto dei crediti nei confronti di debitori pubblici o equiparati, mentre in termini relativi la miglior performance è stata conseguita dal comparto dei crediti fiscali.

LA CESSIONE DEL QUINTO

Cessioni del quinto dello stipendio ("CQS") e della pensione ("CQP")

Al 31 marzo 2018 la Banca ha in essere 8 accordi di distribuzione con operatori specializzati nel settore.

La Cessione del Quinto (CQS e CQP) è un prodotto di credito al consumo, che permette ai clienti di veicolare fino ad un quinto del proprio stipendio o della pensione direttamente verso il pagamento di una rata per un prestito.

I volumi acquistati da inizio anno fino a marzo 2018 sono stati pari a € 40 milioni, ripartiti tra dipendenti privati (23%), pensionati (28%) e dipendenti pubblici (49%). Pertanto oltre il 77% dei volumi è riferibile a pensionati e impiegati presso la PA, che resta il debitore principale della Banca.

31.03.2018 31.03.2017 DELTA € DELTA %
N. Pratiche 1.962 2.689 (727) -27%
Volumi Erogati (€ milioni) 40 56 (16) -28%

Come si evince dalla tabella l'erogato del primo trimestre 2018 è in riduzione rispetto all'erogato del primo trimestre 2017.

Volumi Erogati CQS - Segmentazione

Di seguito si riporta la ripartizione geografica dei portafogli crediti CQS/CQP:

Volumi Erogati CQS - Area Geografica

Portafoglio di proprietà

Il portafoglio titoli di proprietà, il cui investimento ha caratteristiche prevalentemente di breve termine effettuato in titoli emessi dalla Repubblica Italiana (Titoli di Stato), è funzionale e di supporto alla gestione degli impegni di liquidità della Banca.

La consistenza al 31 marzo 2018 è stata ridotta del 21% rispetto al 31 marzo 2017. Il valore nominale dei titoli in portafoglio HTCS (ex AFS) ammontava a € 447 milioni (rispetto a € 279 milioni del 31 dicembre 2017)

La raccolta wholesale

Al 31 marzo 2018 la raccolta "wholesale" rappresenta il 57% circa del totale ed è costituita prevalentemente da emissioni dei prestiti obbligazionari, da operazioni pronti contro termine, da depositi interbancari, oltre alle operazioni di rifinanziamento presso BCE; al 31 marzo 2017 pari al 52%.

Le emissioni avvenute nell'anno 2017 di € 175 milioni del senior bond con scadenza 13/10/2020 e di € 16,5 mln del prestito subordinato con scadenza 30/03/2027 presso investitori istituzionali hanno permesso di diversificare le fonti di finanziamento oltre ad aumentare in modo significativo la duration delle stesse.

Le cartolarizzazioni Quinto Sistema Sec. 2016 e Quinto Sistema Sec. 2017, realizzate con struttura

Raccolta retail

La politica di raccolta dalla divisione banking è strettamente correlata all'evoluzione prevista degli impieghi commerciali e alle condizioni di mercato.

La raccolta retail rappresenta il 43% del totale ed è composta dal SI Conto! Corrente e dal prodotto SI Conto! Deposito.

Al 31 marzo 2018 il totale dei depositi vincolati ammonta

con duration di 5,3 mesi (7,3 mesi dell'anno precedente). Il ridimensionamento del portafoglio titoli è dovuto alla discesa ai livelli negativi dei redimenti dei titoli di Stato e delle aspettative di un rialzo graduale dei tassi di interesse. Nel corso del 2018 è stato inoltre costituito il portafoglio titoli al costo ammortizzato ("HTC" ovvero "Held to Collect"), composto integralmente da titoli di Stato italiani. Al 31 marzo il portafoglio HTC ammontava a € 121 milioni con duration media residua pari a 2 anni e 6 mesi.

partly paid dei titoli ed "accrescimento progressivo del portafoglio cartolarizzato" (c.d. struttura "warehouse") hanno permesso di mantenere una efficiente ed efficace provvista finanziaria dedicata al portafoglio CQS.

È previsto entro il terzo trimestre 2018 la fusione degli attuali SPV 2016 e 2017 in un unico veicolo, con l'ottenimento del rating.

Il Gruppo ricorre anche al mercato interbancario dei depositi sia attraverso la piattaforma e-MID sia attraverso accordi bilaterali con altri istituti di credito. I depositi di Banche in essere al 31 marzo 2018 ammontano a € 443 milioni. Tale raccolta permette di soddisfare le necessità di Tesoreria di breve termine sfruttando il livello estremamente basso dei tassi di interesse oltre alla possibilità di diversificazione della raccolta.

a € 445 milioni, in riduzione del 4% rispetto al 31 dicembre 2017. In tale ammontare sono inclusi depositi vincolati con soggetti residenti in Germania e Austria (collocati attraverso l'ausilio di una piattaforma partner) per un totale di € 128 milioni (pari al 30% della raccolta totale da depositi), in riduzione rispetto al medesimo periodo dell'anno precedente (-3 mln).

La ripartizione della raccolta per vincolo temporale è evidenziata di seguito. La duration media del portafoglio è pari a 21 mesi.

Composizione Stock conti deposito al 31 marzo

I rapporti di conto corrente passano da 4.298 (dato al 31 marzo 2017) a 4.981 a marzo 2018, mentre la giacenza sui conti correnti al 31 marzo 2018 è pari a € 486 milioni mostrando una raccolta netta positiva di € 43 milioni rispetto al 31 marzo 2017.

I PRINCIPALI AGGREGATI PATRIMONIALI

Di seguito si forniscono i commenti ai principali aggregati dell'attivo di stato patrimoniale.

VOCI DELL'ATTIVO (€.000) 31.03.2018 31.12.2017 DELTA € DELTA %
Cassa e disponibilità liquide 199 161 38 23,6%
Attività finanziarie valutate al FV con impatto
a conto economico 844 1.201 (357) -29,7%
Attività finanziarie valutate al FV con impatto
sulla redditività complessiva 453.501 285.610 167.891 58,8%
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 2.064.404 1.970.495 93.909 4,8%
a) crediti verso banche 24.652 36.027 (11.375) -31,6%
b) crediti verso clientela 2.039.752 1.934.468 105.284 5,4%
Partecipazioni 1.297 1.190 107 9,0%
Attività materiali 24.772 24.272 500 2,1%
Attività immateriali 1.788 1.790 (2) -0,1%
di cui: avviamento 1.786 1.786 - 0,0%
Attività fiscali 8.271 10.198 (1.927) -18,9%
Altre attività 16.604 14.316 2.288 16,0%
Totale dell'attivo 2.571.680 2.309.233 262.447 11,4%

I dati comparativi rappresentano una mera riesposizione dei dati civilistici al 31 dicembre 2017 in continuità con il previgente principio contabile IAS 39 e non rappresentano pertanto saldi derivanti da un'applicazione retroattiva del nuovo principio contabile IFRS 9. Con riferimento alla descrizione e rappresentazione degli effetti derivanti dall'applicazione dell'IFRS 9 si rimanda ai successivi paragrafi e alle note esplicative.

Il primo trimestre 2018 si è chiuso con un totale attivo in crescita dell'11,4% e pari a 2,6 miliardi di euro, rispetto al fine esercizio 2017 principalmente per effetto dell'aumento dei portafogli crediti verso clientela e del portafoglio titoli.

Il portafoglio titoli corrispondente alla voce Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (di seguito "HTCS" ovvero "Held to collect and Sale") del Gruppo resta prevalentemente composto da titoli di Stato Italiani con una media di duration residua pari a circa 5,3 mesi (la duration media residua a fine esercizio 2017 era pari a 7,3 mesi), in linea con la politica di investimento del Gruppo.

Il portafoglio titoli di Stato ammontava al 31 marzo 2018 a € 447 milioni (€ 279 al 31 dicembre 2017), e la relativa riserva di valutazione a fine periodo era positiva e pari a € 22 mila al lordo dell'effetto fiscale. Il portafoglio HTCS, oltre ai titoli di Stato, include anche 200 quote di partecipazione in Banca d'Italia per un controvalore di € 5 milioni acquistate nel mese di luglio 2015 e le azioni del titolo Axactor Norvegia, che al 31 marzo 2018 presentava una riserva netta di fair value positiva e pari a € 469 mila, per un controvalore del titolo di fine periodo pari a € 1,6 milioni. Il titolo Axactor Norvegia rappresenta inoltre l'unica posizione nel portafoglio di negoziazione, ovvero nella voce Attività finanziarie valutate al FV con impatto a conto economico ("HTS").

CREDITI VERSO CLIENTELA (€.000) 31.03.2018 31.12.2017 DELTA € DELTA %
Factoring 1.302.277 1.285.726 16.551 1,3%
Finanziamenti CQS/CQP 526.145 500.480 25.665 5,1%
Titoli 120.542 84.178 36.364 43,2%
Finanziamenti PMI 47.545 55.581 (8.036) -14,5%
Conti correnti 26.183 5.975 20.208 >100%
Pegno su crediti 2.775 1.366 1.409 >100%
Cassa Compensazione e Garanzia 3.732 865 2.867 >100%
Altri crediti 10.553 297 10.256 >100%
Totale 2.039.752 1.934.468 105.284 5,4%

La voce crediti verso clientela in Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (di seguito HTC, ovvero "Held to Collect"), include a partire dal 2018, il portafoglio che fino al 31 dicembre 2017 erano classificati come "titoli detenuti sino alla scadenza", composto integralmente da titoli di Stato italiani aventi duration media pari a 2,6 anni e per un importo pari a € 121 milioni.

Gli impieghi in essere sul factoring rispetto al totale della voce di bilancio, escludendo le consistenze del portafoglio titoli, passano dal 69% al 68%, e si incrementano in valore assoluto grazie al turnover cumulato avuto nell'ultimo trimestre del 2017; rispetto al primo trimestre 2017 il turnover è cresciuto del 24%, attestandosi a € 504 milioni. I finanziamenti nella forma tecnica di CQS e CQP sono in crescita in termini di outstanding per effetto della nuova produzione, che rispetto al medesimo periodo dell'anno precedente ha avuto un calo pari al 28% (i nuovi volumi acquistati nel primo trimestre sono stati pari a € 40 milioni), mentre gli impieghi in finanziamenti a piccole medie imprese garantiti dalla Stato sono in calo, in linea con la decisione strategica di non continuare questo business.

Dalla fine del 2016 la Capogruppo ha iniziato a sviluppare l'attività di credito su pegno. A tale scopo, oltre alle filiali di Milano, Roma e Pisa, sono state aperte le filiali di Napoli e di Palermo. La voce include l'oustanding di fine trimestre di un portafoglio crediti acquistato nel corso del mese di marzo 2018 dell'ammontare di € 0,9 milioni.

L'incremento della voce "altri crediti" è dovuto all'ammontare di un pronti contro termine attivo pari a € 10,2 milioni, regolato con Cassa Compensazione e Garanzia, finalizzato alla chiusura di un'operazione di vendita allo scoperto di titoli di Stato italiani, registrati nella voce Passività finanziarie di negoziazione.

Di seguito si mostra la tabella della qualità del credito della voce crediti verso clientela escludendo le posizioni verso titoli.

STATUS 31.03.2017 30.06.2017 30.09.2017 31.12.2017 31.03.2018
Sofferenze 40.643 38.004 39.799 44.577 44.867
Inadempimenti probabili 17.676 29.677 24.083 24.061 37.621
Scaduti/sconfini>180 giorni 85.828 78.735 89.145 74.690 76.626
Totale deteriorati 144.147 146.416 153.027 143.328 159.114
Bonis - Stage 1 - - - - 1.715.702
Bonis - Stage 2 - - - - 73.131
Totale Bonis 1.291.896 1.380.481 1.480.346 1.734.845 1.788.833
Totale crediti verso clientela 1.436.043 1.526.897 1.633.373 1.878.173 1.947.947
Rettifiche di valore specifiche 16.329 17.707 19.864 22.293 23.413
Rettifiche di valore di portafoglio 5.502 6.040 5.703 5.590 5.324
di cui stage 1 - - - - 4.870
di cui stage 2 - - - - 454
Totale rettifiche di valore 21.831 23.747 25.567 27.883 28.737
Esposizione netta 1.414.212 1.503.150 1.607.806 1.850.300 1.919.211

L'incidenza dei crediti deteriorati lordi sul totale portafoglio in essere passa dal 7,6% del 31 dicembre 2017 al 8,2% di fine trimestre 2018. La crescita in valore assoluto dei crediti deteriorati rispetto al 31 dicembre 2017 è prevalentemente legata a nuove posizioni factoring passate a inadempimento probabile; l'ammontare dei crediti scaduti è riconducibile al portafoglio factoring pro-soluto verso la PA e rappresenta un dato fisiologico del settore, che non rappresenta alcuna criticità in termini di qualità del credito e probabilità di recupero.Il rapporto tra le sofferenze nette ed il totale della voce crediti verso la clientela resta pari al 1,7%, restando a livelli contenuti, mentre il coverage ratio dei crediti deteriorati è pari al 14,7%.

La voce Partecipazioni include l'attuale interessenza del 10,0% della Banca in Axactor Italy S.p.A., società operante nel mercato dell'acquisto e della gestione di crediti finanziari e commerciali in sofferenza, oltre alla gestione e recupero crediti tra privati. L'incremento avuto nel periodo è prevalentemente riconducibile all'aumento di capitale di € 150 mila sottoscritto pro-quota da Banca Sistema, parzialmente compensato dal risultato negativo di fine periodo della stessa.

La voce attività materiali include l'immobile sito a Milano che sarà destinato ad essere adibito anche ai nuovi uffici di Banca Sistema, una volta terminati i lavori di ristrutturazione. L'attuale valore di bilancio è pari a € 23,9 milioni. Gli altri costi capitalizzati includono mobili, arredi, apparecchi e attrezzature IT.

La voce attività immateriali è in buona parte riconducibile all'avviamento generatosi in fase di acquisizione dell'ex controllata Solvi Srl, in seguito incorporata per fusione nella Capogruppo.

La voce Altre attività si compone di partite in corso di lavorazione a cavallo di periodo e di acconti di imposta per circa € 8,6 milioni.

Di seguito si forniscono i commenti ai principali aggregati del passivo di stato patrimoniale.

VOCI DEL PASSIVO E DEL
PATRIMONIO NETTO (€ .000)
31.03.2018 31.12.2017 DELTA € DELTA %
Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 2.326.279 2.083.435 242.844 11,7%
a) debiti verso banche 566.194 517.533 48.661 9,4%
b) debiti verso la clientela 1.477.072 1.284.132 192.940 15,0%
c) titoli in circolazione 283.013 281.770 1.243 0,4%
Passività finanziarie di negoziazione 10.219 - 10.219 n.a.
Passività fiscali 10.331 10.118 213 2,1%
Altre passività 76.660 71.996 4.665 6,5%
Trattamento di fine rapporto del personale 2.237 2.172 65 3,0%
Fondi per rischi ed oneri 6.863 6.745 118 1,7%
Riserve da valutazione 214 367 (153) -41,7%
Riserve 124.655 98.105 26.550 27,1%
Capitale 9.651 9.651 - 0,0%
Azioni proprie (-) (146) (149) 3 -2,0%
Utile di periodo / d'esercizio 4.717 26.793 (22.076) -82,4%
Totale del passivo e del patrimonio netto 2.571.680 2.309.233 262.448 11,4%

I dati comparativi rappresentano una mera riesposizione dei dati civilistici al 31 dicembre 2017 in continuità con il previgente principio contabile IAS 39 e non rappresentano pertanto saldi derivanti da un'applicazione retroattiva del nuovo principio contabile IFRS 9.

31 dicembre 2017) circa del totale, è in crescita rispetto a fine esercizio 2017 a seguito dell'incremento della raccolta effettuata attraverso PcT, con una raccolta della clientela rimasta invece stabile; il contributo della raccolta da emissioni di prestiti obbligazionari sul totale raccolta "wholesale" si attesta al 27,2% (36,5% a fine esercizio 2017).

La raccolta "wholesale", che rappresenta il 57% (il 51% al

DEBITI VERSO BANCHE (€.000) 31.03.2018 31.12.2017 DELTA € DELTA %
Debiti verso banche centrali 122.850 192.064 (69.214) -36,0%
Debiti verso banche 443.344 325.469 117.875 36,2%
Conti correnti e depositi liberi 344 13.969 (13.625) -97,5%
Depositi vincolati 443.000 311.500 131.500 42,2%
Totale 566.194 517.533 48.661 9,4%

Il totale della sotto-voce debiti verso banche cresce del 9,4% rispetto al 31 dicembre 2017 con un incremento delle operazioni di raccolta interbancaria che presentano una duration media di 2,9 mesi. I rifinanziamenti in BCE hanno come sottostante a garanzia prevalentemente i titoli ABS della cartolarizzazione CQS/CQP.

DEBITI VERSO CLIENTELA (€.000) 31.03.2018 31.12.2017 DELTA € DELTA %
Depositi vincolati 444.613 447.093 (2.480) -0,6%
Finanziamenti (pct passivi) 433.900 215.623 218.277 >100%
Conti correnti 486.044 510.349 (24.305) -4,8%
Depositi presso Cassa Depositi e Prestiti 38.987 38.959 28 0,1%
Debiti verso cedenti 73.528 72.108 1.420 2,0%
Totale 1.477.072 1.284.132 192.940 15,0%

La raccolta da clientela sale rispetto a fine esercizio, a fronte principalmente di un incremento della raccolta da pronti contro termine, legata all'aumento del portafoglio titoli. Il sottostante a garanzia dei pronti contro termine è per il 50% rappresentato da titoli ABS della cartolarizzazione CQS/CQP 2017. Lo stock di fine periodo dei depositi vincolati mostra una leggera diminuzione dello 0,6% rispetto a fine esercizio 2017, registrando una raccolta netta negativa (al netto dei ratei su interessi maturati) di € 3 milioni; la raccolta lorda da inizio anno è stata pari a € 58 milioni a fronte di prelievi dovuti prevalentemente a mancati rinnovi pari a € 61 milioni. I debiti verso clientela includono inoltre un ammontare di raccolta pari a € 39 milioni dalla Cassa Depositi e Prestiti, ottenuto a fronte di una garanzia composta interamente da finanziamenti PMI erogati dalla Banca.

La voce debiti verso cedenti include debiti relativi ai crediti acquistati ma non finanziati.

TITOLI IN CIRCOLAZIONE (€ .000) 31.03.2018 31.12.2017 DELTA € DELTA %
Prestito obbligazionario - Tier I 8.154 8.017 137 1,7%
Prestito obbligazionario - Tier II 28.683 28.703 (20) -0,1%
Prestiti obbligazionari - altri 246.176 245.050 1.126 0,5%
Totale 283.013 281.770 1.243 0,4%

La composizione del valore nominale dei titoli in circolazione al 31 marzo 2018 è la seguente:

  • prestito subordinato computabile a TIER1 per € 8 milioni, con scadenza perpetua e cedola fissa fino al 18/12/2022 al 7%;
  • prestito subordinato computabile a TIER2 per € 12 milioni, con scadenza 15 novembre 2022 e cedola variabile pari a Euribor 6 mesi + 5,5%;
  • prestito subordinato computabile a TIER2 per € 16,5 milioni, con scadenza 30 marzo 2027 e cedola variabile pari a Euribor 6 mesi + 4,5%;
  • Senior bond (private placement) per € 70 milioni, con scadenza 3 maggio 2018 e cedola fissa al 2%;
  • Senior bond (market placement) per € 175 milioni, con scadenza 13 ottobre 2020 e cedola fissa al 1,8%.

Il fondo rischi ed oneri, pari a € 6,9 milioni, include l'iscrizione di un importo pari a € 3 milioni corrispondente alla stima di passività future rivenienti da Beta. La parte restante si riferisce alla stima della quota di bonus di competenza dell'anno in corso, della quota differita di bonus maturata negli esercizi precedenti e all'aggiornamento della stima del patto di non concorrenza. Il fondo include inoltre una stima di oneri legati ad azioni giudiziali nell'ambito di un'operazione di finanziamento il cui debitore finale si trova in stato di concordato preventivo e una stima di oneri per contenziosi e probabili controversie con il personale non più attivo.

La voce Altre passività include prevalentemente pagamenti ricevuti a cavallo di periodo dai debitori ceduti e che a fine periodo erano in fase di allocazione e da partite in corso di lavorazione ricondotte nei giorni successivi alla chiusura del periodo, oltre che debiti verso fornitori e debiti tributari.

Il patrimonio netto di Gruppo include ancora il dividendo di € 6,9 milioni, che è stato distribuito nel mese di maggio dopo l'approvazione dell'Assemblea tenutasi il 23 aprile 2018. Il dividendo è stato pari a Euro 0,086 per azione, così come proposto dal Consiglio di Amministrazione dell'8 marzo di Banca Sistema S.p.A., ed ha avuto stacco cedola il 7 maggio 2018 con record date il giorno 8 maggio 2018.

Di seguito viene fornita la riconciliazione tra risultato e patrimonio netto della controllante con i dati di bilancio consolidato.

(€ .000) RISULTATO
ECONOMICO
PATRIMONIO
NETTO
Risultato/Patrimonio netto capogruppo 4.880 140.575
Assunzione valore partecipazioni - (15.075)
Risultato/PN controllate (163) 13.591
Patrimonio netto consolidato 4.717 139.091
Patrimonio netto di terzi - (30)
Patrimonio netto di Gruppo 4.717 139.061

L'ADEGUATEZZA PATRIMONIALE

Di seguito vengono fornite le informazioni provvisorie sul patrimonio di vigilanza e sulla adeguatezza patrimoniale del Gruppo Banca Sistema.

FONDI PROPRI (€.000) E COEFFICIENTI PATRIMONIALI 31.03.2018 31.12.2017
Capitale primario di classe 1 (CET1) 129.082 125.767
ADDITIONAL TIER1 8.000 8.000
Capitale di classe 1 (T1) 137.082 133.767
TIER2 27.606 28.239
Totale Fondi Propri (TC) 164.688 162.006
Totale Attività ponderate per il rischio 1.097.112 1.058.017
di cui rischio di credito 946.082 909.012
di cui rischio operativo 143.487 143.487
di cui rischio di mercato 3.916 2.402
di cui CVA 3.626 3.116
Ratio - CET1 11,8% 11,9%
Ratio - AT1 12,5% 12,6%
Ratio - TCR 15,0% 15,3%

Il totale dei fondi propri al 31 marzo 2018 ammonta a 164,7 milioni di euro ed include l'utile di periodo al netto dell'ammontare della stima dei dividendi pari a un pay out del 25% del risultato della capogruppo.

L'incremento degli RWA rispetto al 31 dicembre 2017 è prevalentemente dovuto all'aumento degli impieghi, in particolar modo CQS/CQP e dei crediti deteriorati.

Banca Sistema ha ricevuto la comunicazione della decisione finale di Banca d'Italia riguardante i requisiti patrimoniali da rispettare a partire dal 1° gennaio 2018 a livello consolidato, a seguito degli esiti del Supervisory Review and Evaluation Process (SREP). I requisiti patrimoniali da rispettare, secondo i criteri transitori, sono i seguenti:

  • coefficiente di capitale primario di classe 1 (CET1 ratio) pari al 7,125%, +0,75% addizionale rispetto al minimo regolamentare;
  • coefficiente di capitale di classe 1 (TIER1 ratio) pari al 8,875%, +1,0% addizionale rispetto al minimo regolamentare;
  • coefficiente di capitale totale (Total capital ratio) pari al 11,225%, +1,35% addizionale rispetto al minimo regolamentare.

RISULTATI ECONOMICI

CONTO ECONOMICO (€ .000) 31.03.2018 31.03.2017 Delta € Delta %
Margine di interesse 13.688 12.423 1.265 10,2%
Commissioni nette 3.558 2.249 1.309 58,2%
Risultato netto dell'attività di negoziazione (4) (149) 145 n.a.
Utile da cessione o riacquisto di attività/passività finanziarie 861 380 481 126,6%
Margine di intermediazione 18.103 14.903 3.200 21,5%
Rettifiche di valore nette per deterioramento di crediti (1.087) 488 (1.575) -322,7%
Risultato netto della gestione finanziaria 17.016 15.391 1.625 10,6%
Spese per il personale (4.764) (4.274) (490) 11,5%
Altre spese amministrative (5.071) (4.853) (218) 4,5%
Rettifiche di valore su attività materiali/immat. (74) (77) 3 -3,9%
Altri oneri/proventi di gestione 4 (6) 10 n.a.
Costi operativi (9.905) (9.210) (695) 7,5%
Utile (perdita) delle partecipazioni (43) - (43) n.a.
Utili dell'operatività corrente al lordo delle imposte 7.068 6.181 887 14,4%
Imposte sul reddito di periodo (2.351) (1.783) (568) 31,9%
Utile di periodo / d'esercizio della Capogruppo 4.717 4.398 319 7,3%

I dati comparativi rappresentano una mera riesposizione dei dati civilistici al 31 marzo 2017 secondo l'IFRS 9, e non rappresentano pertanto saldi derivanti da un'applicazione retroattiva del predetto principio contabile, pertanto non sono perfettamente omogenei tra di loro.

Il primo trimestre 2018 si è chiuso con un risultato pari a € 4,7 milioni, in incremento rispetto all'esercizio precedente, beneficiando principalmente dell'incremento del margine di intermediazione; il risultato è oltremodo positivo considerando che nel primo trimestre 2017 il Gruppo aveva beneficiato di un rilascio sulle sofferenze legate ai comuni in stato di dissesto pari a € 3,9 milioni e di maggiori benefici fiscali che avevano positivamente influito nella riduzione del tax rate.

MARGINE DI INTERESSE (€ .000) 31.03.2018 31.03.2017 Delta € Delta %
Interessi attivi e proventi assimilati
Portafogli crediti 19.763 16.485 3.278 19,9%
Portafoglio titoli - 26 (26) -100,0%
Altri Interessi attivi 204 94 110 >100%
Passività finanziarie 75 368 (293) -79,6%
Totale interessi attivi 20.042 16.973 3.069 18,1%
Interessi passivi ed oneri assimilati
Debiti verso banche (1.233) (380) (853) >100%
Debiti verso clientela (3.203) (3.290) 87 -2,6%
Titoli in circolazione (1.592) (640) (952) >100%
Attività finanziarie (326) (240) (86) 35,8%
Totale interessi passivi (6.354) (4.550) (1.804) 39,6%
Margine di interesse 13.688 12.423 1.265 10,2%

Il margine di interesse è cresciuto rispetto al medesimo periodo dell'anno precedente, per effetto combinato di un incremento degli interessi attivi derivanti dai portafogli del factoring CQS/CQP, maggiore rispetto all'incremento degli interessi passivi.

Al netto della componente degli interessi di mora da azione legale, il contributo del factoring agli interessi attivi è superiore rispetto al medesimo periodo dell'anno precedente. La redditività del factoring a fronte di maggiori volumi medi risulta inferiore rispetto allo stesso periodo del precedente esercizio; il calo della redditività è frutto della maggiore competizione emersa già nel precedente esercizio e dal maggior peso nel periodo di crediti fiscali, mercato anch'esso soggetto ad un aumento di concorrenza. Il contributo totale a conto economico da interessi di mora azionati al 31 marzo 2018 è pari a 4,8 milioni (3,1 milioni nel primo trimestre 2017):

  • di cui € 2,9 milioni come componente derivante dagli stanziamenti (2,0 milioni nel primo trimestre 2017);
  • di cui € 1,9 milioni (€ 1,1 milioni nel primo trimestre 2017) come differenza di quanto incassato nel periodo, pari a € 3 milioni (€ 1,7 milioni nel primo trimestre 2017), rispetto a quanto già registrato per competenza negli esercizi precedenti.

L'ammontare dello stock di interessi di mora da azione legale maturati al 31 marzo 2018, rilevante ai fini del modello di stanziamento, risulta pari a € 98 milioni (€ 77 milioni alla fine del primo trimetre 2017). Complessivamente l'ammontare stimato di interessi di mora maturati sul portafoglio azionato della Banca al 31 marzo 2018 (comprensivo anche della parte oggetto di stanziamento di € 98 milioni), risulta pari a 138 milioni.

Contribuisce positivamente al margine anche la crescita degli interessi derivanti dai portafogli CQS/CQP che passano da € 2,6 milioni a € 4,1 milioni, mentre calano quelli derivanti dai portafogli PMI il cui contributo è stato pari a € 0,6 milioni, conseguentemente alla scelta strategica di non proseguire a sviluppare tale area di business.

A partire dal 2018, i nuovi schemi di bilancio prevedono che le componenti negative delle attività finanziarie, come ad esempio i titoli, e le componenti positive di forme tecniche della raccolta siano ricondotte nelle voci interessi passivi e viceversa negli interessi attivi in base al loro segno, rispettivamente nelle voci Attività e passività finanziarie.

La voce passività finanziarie include gli interessi attivi rivenienti dai PcT di raccolta.

Gli "altri interessi attivi" includono prevalentemente ricavi derivanti da impiego in operazioni di denaro caldo e conti correnti.

Il costo della raccolta è cresciuto rispetto all'anno precedente a seguito dell'incremento degli interessi da titoli in circolazione, strettamente correlato alle nuove emissioni obbligazionarie e quindi agli stock maggiori rispetto al precedente esercizio, che hanno permesso di ottenere una maggiore diversificazione delle forme di raccolta e una duration superiore al precedente mix di raccolta.

Il costo della raccolta include lo storno della componente positiva derivante dal tasso oggi previsto a -40bps sull'ammontare riveniente dalla partecipazione all'asta del TLTRO II (per € 123 milioni a giugno 2016), pari a € 0,8 milioni precedentemente registrato.

La voce attività finanziarie al 31 marzo 2018 è sostanzialmente composta dal rendimento negativo dei titoli di Stato italiano.

MARGINE COMMISSIONI (€ .000) 31.03.2018 31.03.2017 Delta € Delta %
Commissioni attive
Attività di collection 251 217 34 15,7%
Attività di factoring 3.679 2.367 1.312 55,4%
Altre 254 176 78 44,3%
Totale Commissioni attive 4.184 2.760 1.424 51,6%
Commissioni passive
Collocamento (491) (425) (66) 15,5%
Altre (135) (86) (49) 57,0%
Totale Commissioni passive (626) (511) (115) 22,5%
Margine commissioni 3.558 2.249 1.309 58,2%

Le commissioni nette, pari a € 3,6 milioni, risultano in aumento del 58%, grazie alle maggiori commissioni derivanti dal factoring; le commissioni di factoring debbono essere lette insieme agli interessi attivi in quanto nell'attività factoring pro-soluto è gestionalmente indifferente quanto della redditività sia registrata nella voce commisioni o interessi.

Le commissioni relative all'attività di collection, correlate al servizio di attività di riconciliazione degli incassi di fatture di terzi verso la PA, sono in linea rispetto al medesimo periodo dell'anno precedente; risultano in calo le Altre commissioni attive, che includono prevalentemente commissioni legate a servizi di incasso e pagamento e a tenuta e gestione dei conti correnti.

Le commissioni di collocamento riconosciute a terzi sono cresciute in quanto sono strettamente correlate all'aumento dei volumi factoring erogati. Le stesse includono i costi di origination dei crediti factoring per € 352 mila (€ 261 mila nel medesimo periodo del precedente esercizio) e per la parte restante le retrocessioni a intermediari terzi per il collocamento del prodotto SI Conto! Deposito, legate ai volumi collocati in Germania e Austria.

Tra le altre commissioni figurano commissioni su negoziazioni titoli di terzi e commissioni dovute su servizi di incasso e pagamento interbancari.

RISULTATI PORTAFOGLIO TITOLI (€ .000) 31.03.2018 31.03.2017 Delta € Delta %
Risultato netto dell'attività di negoziazione
Risultati realizzati (4) 1 (5) <100%
Minus/Plusvalenza da valutazione - (150) 150 -100%
Totale (4) (149) 145 -97,3%
Utili da cessione o riacquisto - - - n.a.
Utili realizzati su titoli di debito portafoglio HTCS 861 380 481 >100%
Totale 861 380 481 >100%
Totale risultati realizzati portafoglio titoli 857 231 626 >100%

Gli utili derivanti dal portafoglio di proprietà hanno contributo in misura superiore rispetto al medesimo periodo dell'anno precedente a seguito dell'andamento dei tassi di mercato.

Le rettifiche di valore su crediti effettuate al 31 marzo 2018 ammontano a € 1,1 milioni e risultano in aumento rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio, in quanto il 2017 è stato influenzato dai rilasci sulle sofferenze legate ai comuni in stato di dissesto per un importo pari a € 3,9 milioni; dall'altro lato, seppur non significativo, la nuova metodologia riveniente dall'applicazione dell'IFRS 9, che si basa su un modello di "expected loss" rispetto al precedente modello di "incurred loss", ha comportato un incremento delle rettifiche sui crediti in bonis classificati in stage 2. Il costo del rischio a seguito si attesta a 22 bps.

SPESE PER IL PERSONALE (€ .000) 31.03.2018 31.03.2017 Delta € Delta %
Salari e stipendi (4.477) (4.003) (474) 11,8%
Contributi e altre spese (74) (69) (5) 7,2%
Compensi amministratori e sindaci (213) (202) (11) 5,4%
Totale (4.764) (4.274) (490) 11,5%

L'incremento del costo del personale è prevalentemente dovuto all'aumento del numero medio di risorse passate da 144 a 162, ad un incremento delle retribuzioni annue lorde e ad una componente aggiuntiva di costo riferita al patto di non concorrenza siglato.

Di seguito la tabella del numero di risorse:

FTE 31.03.2018 31.12.2017 31.03.2017
Dirigenti 19 19 19
Quadri (QD3 e QD4) 40 39 43
Altro personale 110 98 82
Totale 169 156 144
ALTRE SPESE
AMMINISTRATIVE (€ .000)
31.03.2018 31.03.2017 Delta € Delta %
Spese informatiche (1.185) (1.121) (64) 5,7%
Consulenze (551) (762) 211 -27,7%
Attività di servicing e collection (625) (431) (194) 45,0%
Affitti e spese inerenti (579) (478) (101) 21,1%
Imposte indirette e tasse (398) (329) (69) 21,0%
Fondo di risoluzione (685) (655) (30) 4,6%
Noleggi e spese inerenti auto (203) (202) (1) 0,5%
Rimborsi spese e rappresentanza (169) (197) 28 -14,2%
Altre (136) (187) 51 -27,3%
Spese veicolo (93) (57) (36) 63,2%
Assicurazioni (91) (85) (6) 7,1%
Pubblicità (96) (86) (10) 11,6%
Spese di revisione contabile (78) (70) (8) 11,4%
Spese infoprovider (65) (72) 7 -9,7%
Cancelleria e stampati (40) (45) 5 -11,1%
Spese telefoniche e postali (50) (54) 4 -7,4%
Manutenzione beni mobili e immobili (27) (22) (5) 22,7%
Totale (5.071) (4.853) (218) 4,5%

Le Altre spese amministrative sono aumentate del 4,5% rispetto al medesimo periodo dell'anno precedente per effetto delle voci di spesa di seguito descritte.

I costi per l'attività di collection e servicing sono aumentati per effetto dei maggiori incassi avuti nel periodo, a parità del costo percentuale applicato agli incassi gestiti.

L'aumento delle spese informatiche è correlato all'aumento di servizi offerti dall'outsourcer legati alla maggiore operatività del Gruppo e ad adeguamenti informatici su nuovi prodotti.

Il costo delle consulenze include parte di costi di progetti correlati a nuove iniziative del 2017 e spese legali per l'attività di recupero crediti attraverso decreti ingiuntivi al netto del recupero. La diminuzione di tale voce è prevalentemente ascrivibile ai costi legati all'ottenimento del rating dei titoli ABS della cartolarizzazione dell'anno precedente.

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Di seguito si riporta un prospetto di raccordo tra gli schemi di bilancio pubblicati nel bilancio al 31 dicembre 2017 e gli sch emi di bilancio secondo la nuova Circolare 262 di Banca d'Italia, non rappresentando pertanto saldi derivanti da un'applicazione retroattiva del nuovo principio contabile IFRS 9.

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31.12.2017
16
1
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1
Cassa e
disponibilità
liquide
1.2
01
- - - - - - - - - 1.2
01
- Attività
finanziarie per
la negoziazione
28
5.6
10
- - - - - - - - 28
5.6
10
- - Attività
finanziarie
detenute per
la vendita
84
.17
8
- - - - - 84
.17
8
- - - - Attività finanziarie
detenute sino
alla scadenza
36
.02
7
- - - - - - 36
.02
7
- - - - Crediti verso
banche
1.8
50
.29
0
- - - - - 1.8
50
.29
0
- - - - Crediti verso
clientela
1.1
90
- - - - 1.1
90
- - - - - - Partecipazioni
24
.27
2
- - - 24
.27
2
- - - - - - - Attività
materiali
1.7
90
- - 1.7
90
- - - - - - - - Attività
immateriali
10
.19
8
- 10
.19
8
- - - - - - - - - Attività
fiscali
14
.31
6
14
.31
6
- - - - - - - - - - Altre
attività
2.3
09
.23
3
14
.3
16
10
.19
8
1.7
90
24
.27
2
1.1
90
1.9
34
.46
8
36
.02
7
1.9
70
.49
5
28
5.6
10
1.2
01
16
1
Totale
Stato Patrimoniale Passivo
(valori in migliaia di euro)
17
31.12.20
Banche
o
Debiti vers
clientela
Debiti verso
e
circolazion
Titoli in
fiscali
Passività
passività
Altre
del persona
le
fine rapport
o
o di
Trattament
eri
rischi ed on
Fondi per
netto
Patrimonio
Totale
Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 2.083.435 - - - - - - - - 2.083.435
a) debiti verso banche 517.533 517.533 - - - - - - - 517.533
b) debiti verso la clientela 1.284.132 - 1.284.132 - - - - - - 1.284.132
c) titoli in circolazione 281.770 - - 281.770 - - - - - 281.770
Passività fiscali 10.118 - - - 10.118 - - - - 10.118
Altre passività 71.996 - - - - 71.996 - - - 71.996
Trattamento di fine rapporto del personale 2.172 - - - - - 2.172 - - 2.172
Fondi per rischi e oneri 6.745 - - - - - - 6.745 - 6.745
Patrimonio netto 134.767 - - - - - - - 134.767 134.767
Totale del Passivo e del Patrimonio Netto 2.309.233 517.533 1.284.132 281.770 10.118 71.996 2.172 6.745 134.767 2.309.233

Di seguito si riporta un prospetto di riconciliazione del patrimonio netto con una descrizione degli impatti derivanti dall'applicazione dell'IFRS 9. Maggiori dettagli sono forniti al paragrafo politiche Contabili.

Patrimonio netto contabile al 31 dicembre 2017 (IAS 39) 134.767
Riserva di FTA (224)
Applicazione del nuovo modello di impairment (224)
Crediti performing (stage 1 e 2) (273)
Crediti non performing (stage 3) -
Titoli di debito (61)
Effetto fiscale 110
Effetti da classificazione e misurazione 527
Adeguamento del valore di carico delle attività finanziarie derivante dall'applicazione
del Business Model in contropartita alla riserva di valutazione 787
Effetto fiscale (260)
Totale effetti alla transizione all'IFRS 9 303
Patrimonio netto contabile al 1 gennaio 2018 (IFRS 9) 135.070

L'applicazione delle nuove regole di impariment ("expected credit losses") ha determinato:

  • Maggiori rettifiche di valore su crediti performing per 334 migliaia (224 migliaia al netto della fiscalità) riconducibili all'allocazione di quota parte del portafoglio in bonis in stage 2, in base ai criteri di stage allocation definiti, con la conseguente necessità di dover calcolare la perdita attesa per tutta la durata residua delle attività finanziarie;
  • Maggiori rettifiche di valore su titoli performing

per 61 migliaia (50 migliaia al netto della fiscalità) principalmente riconducibili a seguito dell'inclusione nel calcolo delle perdite attese di nuovi parametri previsti dal principio.

Con riferimento ai crediti deteriorati non sono state effettuate rettifiche di valore aggiuntive.

L'impatto derivante dalla prima applicazione dell'IFRS 9 sul CET 1 ratio del Gruppo è pari a 2,1 bps, pertanto la Banca ha deciso di imputare integralmente l'effetto a Patrimonio Netto.

GESTIONE DEI RISCHI E METODOLOGIE DI CONTROLLO A SUPPORTO

Con riferimento al funzionamento del "Sistema di Gestione dei Rischi", la Banca si è dotata di un sistema imperniato su quattro principi fondamentali:

  • appropriata sorveglianza da parte degli organi e delle funzioni aziendali;
  • adeguate politiche e procedure di gestione dei rischi (tra cui, in particolare, il rischio di credito);
  • opportune modalità e adeguati strumenti per l'identificazione, il monitoraggio, la gestione dei rischi e adeguate tecniche di misurazione;
  • esaurienti controlli interni e revisioni indipendenti.

Tale sistema viene presidiato dalla Direzione Rischio tenendo sotto costante controllo l'adeguatezza patrimoniale e il grado di solvibilità in relazione all'attività svolta.

La Direzione, nel continuo, analizza l'operatività della Banca allo scopo di pervenire ad una completa individuazione dei rischi cui la Banca risulta esposta (mappa dei rischi).

La Banca, al fine di rafforzare la propria capacità nel gestire i rischi aziendali, ha istituito il Comitato Rischi e ALM, la cui mission consiste nel supportare la Banca nella definizione delle strategie, delle politiche di rischio e degli obiettivi di redditività e liquidità.

Il Comitato Rischi e ALM monitora su base continuativa i rischi rilevanti e l'insorgere di nuovi rischi, anche solo potenziali, derivanti dall'evoluzione del contesto di riferimento o dall'operatività prospettica della Banca.

La Banca, ai sensi del 11° aggiornamento della Circolare di Banca d'Italia n. 285/13 nell'ambito del Sistema dei Controlli Interni (Parte I, Titolo IV, Capitolo 3, Sezione II, Paragrafo 5), ha attribuito al Comitato di Controllo Interno e Gestione Rischi il compito di coordinamento delle Funzioni di Controllo di secondo e di terzo livello; in tal senso, il Comitato permette l'integrazione e l'interazione tra tali Funzioni, favorisce le sinergie, riducendo le aree di sovrapposizione e supervisiona il loro operato.

Nel corso dell'anno, la Banca ha rafforzato la struttura delle unità organizzative di secondo livello, incrementando l'organico della Funzione Compliance & AML e della Direzione Rischio, già precedentemente separate sotto un profilo organizzativo.

Con riferimento al framework di gestione del rischio, si informa che la Banca utilizza un quadro di riferimento integrato, sia per l'identificazione della propria propensione al rischio sia per il processo interno di determinazione dell'adeguatezza patrimoniale. Tale sistema è rappresentato dal Risk Appetite Framework (RAF) disegnato allo scopo di verificare che gli obiettivi di crescita e di sviluppo avvengano nel rispetto della solidità patrimoniale e finanziaria.

Il RAF è costituito da meccanismi di monitoraggio, di alert e relativi processi di azione per poter intervenire tempestivamente in caso di eventuali disallineamenti con i target definiti. Tale framework è soggetto ad aggiornamento annuale in funzione delle linee guida strategiche e degli aggiornamenti normativi richiesti dai regulators.

Con riferimento al modello utilizzato per la determinazione dell'adeguatezza patrimoniale ICAAP (Internal Capital Adeguacy Assessment Process), tale framework permette alla Banca, nel continuo, di testare l'impianto di determinazione dei rischi e di poter aggiornare i relativi presidi presenti nel proprio RAF.

In merito al presidio dei rischi di credito, oltre alla consolidata attività di controlli di secondo livello e di monitoraggio periodico posta in essere dalla Direzione Rischio, è stato implementato un progetto specifico relativo all'introduzione del nuovo principio contabile IFRS 9 "Financial Instruments", obbligatorio a partire dal 1 gennaio 2018. Tale iniziativa, ha come finalità quella di determinare gli impatti qualitativi e quantitativi relativi al bilancio, nonché identificare e implementare i necessari cambiamenti organizzativi, di normativa interna e sistemi applicabili.

Sempre con riferimento ai presidi sul rischio di credito, la Banca, al fine di realizzare maggiori sinergie operative, ha istituito la Direzione Centrale Crediti a cui fanno capo sia la Funzione Underwriting che le Funzioni di Collection Giudiziale e di Collection Stragiudiziale. Tale Direzione è stata posta a diretto riporto dell'Amministratore Delegato.

Si informa, infine, che in ottemperanza agli obblighi previsti dalla disciplina di riferimento, la Banca, pubblica annualmente l'Informativa al Pubblico (c.d. Pillar III) riguardante l'adeguatezza patrimoniale, l'esposizione ai rischi e le caratteristiche generali dei sistemi preposti all'identificazione, misurazione e gestione degli stessi. L'informativa è pubblicata sul sito internet

www.bancasistema.it nella sezione Investor Relations.

Ai fini della misurazione dei rischi di "primo pilastro", il Gruppo adotta le metodologie standard per il calcolo dei requisiti patrimoniali ai fini di Vigilanza Prudenziale. Per la valutazione dei rischi di "secondo pilastro" la Banca adotta, ove disponibili, le metodologie previste dalla normativa di Vigilanza o predisposte dalle associazioni di categoria. In mancanza di tali indicazioni vengono valutate anche le principali prassi di mercato per operatori di complessità ed operatività paragonabile a quella della Banca.

ALTRE INFORMAZIONI

Attività di ricerca e sviluppo

Nel corso del 2018 non sono state svolte attività di ricerca e di sviluppo.

OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

Le operazioni poste in essere con parti correlate e soggetti connessi, incluso il relativo iter autorizzativo e informativo, sono disciplinate nella "Procedura in materia di operazioni con soggetti collegati" approvata dal Consiglio di Amministrazione e pubblicato sul sito internet della Capogruppo Banca Sistema S.p.A.

Le operazioni effettuate dalle società del Gruppo con parti correlate e soggetti connessi sono state poste in essere nell'interesse della Società anche nell'ambito dell'ordinaria operatività; tali operazioni sono state attuate a condizioni di mercato e comunque sulla base di reciproca convenienza economica e nel rispetto delle procedure.

OPERAZIONI ATIPICHE O INUSUALI

Nel corso del 2018 il Gruppo non ha effettuato operazioni atipiche o inusuali, così come definite nella Comunicazione Consob n. 6064293 del 28 luglio 2006.

FATTI DI RILIEVO SUCCESSIVI ALLA CHIUSURA DEL PERIODO

In data 9 aprile 2018 sono state aperte due nuove filiali a Napoli e Palermo dedicate allo svolgimento, in via esclusiva, dell'attività di credito su pegno.

A seguito della delibera del Consiglio di Amministrazione dello scorso 27 luglio 2017, che prevedeva la riapertura dell'obbligazione subordinata di tipo TIER II, collocata il 30 marzo 2017 con duration pari a 10 anni e cedola semestrale pari a EURIBOR 6M + 450bps (e facoltà di rimborso anticipato a seguito di un evento regolamentare), in data 16 aprile è stata regolata la riapertura per Euro 3 milioni che, sommata alle precedenti, porta l'emissione ad un totale di Euro 19,5 milioni.

In data 10 aprile il Consiglio di Amministrazione di Banca Sistema ha approvato il Piano Strategico 2018-2020. Il piano triennale è costruito sulle solide fondamenta rappresentate dal core business e, allo stesso tempo, prevede lo sviluppo di nuovi flussi reddituali in linea con la propensione al rischio complessiva della Banca.

Il Piano è basato sui seguenti tre pilastri: 1) guidare l'evoluzione del factoring per sostenere il conseguimento di una più ampia gamma di operazioni innovative con elevato livello di personalizzazione; 2) consolidare la crescita nel segmento del credito al consumo, in particolare nella cessione del quinto quale core business parallelo al factoring; e 3) adottare un modello divisionale.

L'Assemblea Ordinaria degli Azionisti di Banca Sistema, tenutasi il giorno 23 aprile 2018, ha deliberato l'approvazione del Bilancio di esercizio al 31 dicembre 2017 di Banca Sistema e il pagamento del dividendo 2017 nell'importo di Euro 0,086 per ogni azione.

Successivamente alla data di riferimento del presente Resoconto intermedio non si sono verificati ulteriori eventi da menzionare che abbiano comportato effetti sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria della Banca e del Gruppo.

EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE E PRINCIPALI RISCHI E INCERTEZZE

Il 2018 è iniziato confermando un trend di crescita negli impieghi. L'ulteriore consolidamento dei business del factoring e della cessione del quinto sarà uno dei principali obiettivi del 2018.

Il Piano Industriale approvato ne ha evidenziato le linee guida della crescita del Gruppo per i prossimi anni.

Milano, 11 maggio 2018 Per il Consiglio di Amministrazione

Il Presidente

Luitgard Spögler

L'Amministratore Delegato

Gianluca Garbi

PROSPETTI CONTABILI CONSOLIDATI

STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO

(Importi espressi in migliaia di Euro)

Voci dell'attivo 31.03.2018 31.12.2017 (*)
10. Cassa e disponibilità liquide 199 161
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 844 1.201
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 844 1.201
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 453.501 285.610
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 2.064.404 1.970.495
a) crediti verso banche 24.652 36.027
b) crediti verso clientela 2.039.752 1.934.468
70. Partecipazioni 1.297 1.190
90. Attività materiali 24.772 24.272
100. Attività immateriali 1.788 1.790
di cui:
avviamento 1.786 1.786
110. Attività fiscali 8.271 10.198
a) correnti 1.571 3.471
b) anticipate 6.700 6.727
130. Altre attività 16.604 14.316
Totale dell'attivo 2.571.680 2.309.233

(*) Riesposizione dei saldi di bilancio consolidato al 31 dicembre 2017 in conformità alla nuova Circolare 262 emanata da Banca d'Italia.

Voci del passivo e del patrimonio netto 31.03.2018 31.12.2017 (*)
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 2.326.279 2.083.435
a) debiti verso banche 566.194 517.533
b) debiti verso la clientela 1.477.072 1.284.132
c) titoli in circolazione 283.013 281.770
20. Passività finanziarie di negoziazione 10.219 -
60. Passività fiscali 10.331 10.118
b) differite 10.331 10.118
80. Altre passività 76.660 71.996
90. Trattamento di fine rapporto del personale 2.237 2.172
100. Fondi per rischi e oneri: 6.863 6.745
c) altri fondi per rischi e oneri 6.863 6.745
120. Riserve da valutazione 214 367
150. Riserve 85.378 58.807
160. Sovrapprezzi di emissione 39.247 39.268
170. Capitale 9.651 9.651
180. Azioni proprie (-) (146) (149)
190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) 30 30
200. Utile di periodo 4.717 26.793
Totale del passivo e del patrimonio netto 2.571.680 2.309.233

(*) Riesposizione dei saldi di bilancio consolidato al 31 dicembre 2017 in conformità alla nuova Circolare 262 emanata da Banca d'Italia.

CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO

(Importi espressi in migliaia di Euro)
Voci 31.03.2018 31.03.2017 (*)
10. Interessi attivi e proventi assimilati 20.042 16.973
di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 20.042 16.973
20. Interessi passivi e oneri assimilati (6.354) (4.550)
30. Margine di interesse 13.688 12.423
40. Commissioni attive 4.184 2.760
50. Commissioni passive (626) (511)
60. Commissioni nette 3.558 2.249
80. Risultato netto dell'attività di negoziazione (4) (149)
100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 861 380
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 861 380
120. Margine di intermediazione 18.103 14.903
130. Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito di: (1.087) 488
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (1.087) 488
150. Risultato netto della gestione finanziaria 17.016 15.391
190. Spese amministrative (9.835) (9.127)
a) spese per il personale (4.764) (4.274)
b) altre spese amministrative (5.071) (4.853)
210. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali (72) (65)
220. Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali (2) (12)
230. Altri oneri/proventi di gestione 4 (6)
240. Costi operativi (9.905) (9.210)
250. Utili (Perdite) delle partecipazioni (43) -
290. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 7.068 6.181
300. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (2.351) (1.783)
310. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 4.717 4.398
330. Utile (Perdita) di periodo 4.717 4.398
350. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza della capogruppo 4.717 4.398

(*) Riesposizione dei saldi di bilancio consolidato al 31 dicembre 2017 in conformità alla nuova Circolare 262 emanata da Banca d'Italia.

PROSPETTO DELLA REDDITIVITÀ CONSOLIDATA COMPLESSIVA

(Importi espressi in migliaia di Euro)

Voci 31.03.2018 31.12.2017
10. Utile (Perdita) d'esercizio 4.717 26.793
Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto economico - -
20. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva - -
30. Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico
(variazioni del proprio merito creditizio) - -
40. Copertura di titoli di capitale designati al fair value con impatto
sulla reddività complessiva - -
50. Attività materiali - -
60. Attività immateriali - -
70. Piani a benefici definiti 28 37
80. Attività non correnti in via di dismissione - -
90. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto: - -
Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto economico - -
100. Copertura di investimenti esteri - -
110. Differenze di cambio - -
120. Copertura dei flussi finanziari - -
130. Strumenti di copertura (elementi non designati) - -
140. Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale)
valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (256) (95)
150. Attività non correnti in via di dismissione - -
160. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto: - -
170. Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte (228) (58)
180. Redditività complessiva (Voce 10+170) 4.489 26.735
190. Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi - -
200. Redditività consolidata complessiva di pertinenza della Capogruppo 4.489 26.735
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30 13
4.7
37
26
.79
3
(14
9)
- 36
7
(32
6)
59
.13
3
58
.80
7
39
.26
8
- 9.6
51
Esistenze al 31.12.2017
- - - - - - - - - - - - Modifica saldi apertura
30 13
4.7
37
26
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(14
9)
- 36
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(32
6)
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39
.26
8
- 9.6
51
Esistenze al 1.1.2018
- - (19
.87
7)
- - - - 19
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7
19
.87
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Riserve
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Dividendi e altre destinazioni
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5)
- 3 - 75 (9) (21
3)
(22
2)
(21
)
- - Variazioni di riserve -
- - - - - - - - - - - - Emissioni nuove azioni
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
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-
-
-
-
-
-
-
-
-
Acquisto azioni proprie
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Distribuzione straordinaria
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Variazione strumenti di capitale
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Derivati su proprie azioni
ciz
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Stock Options
- - - - - - - - - - - - Variazioni interessenze
partecipative
- 4.4
89
4.7
17
- - (22
8)
- - - - - - Redditività complessiva
al 31.03.2018
- 13
9.0
61
4.7
17
(14
6)
- 21
4
(33
5)
85
.71
3
85
.37
8
39
.24
7
- 9.6
51
Patrimonio netto del Gruppo
al 31.03.2018
30 - - - - - - - - - - - Patrimonio netto di Terzi
al 31.03.2018

PROSPETTI DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO CONSOLIDATO AL 31/03/2018

Importi espressi in migliaia di euro

017
al 31.03.2
zi
netto di Ter
Patrimonio
20 - - - - - - - - - - 20
017
al 31.03.2
uppo
netto del Gr
Patrimonio
9.651 - 39.331 64.916 65.226 (310) 307 - (42) 4.398 118.561 -
17
al 31.03.20
omplessiva
Redditività c
- - - - - - (117) - - 4.398 4.188 -
partecipative
teressenze
Variazioni in
- - - - - - - - - - - -
Stock Optio
ns
- - - - - - - - - - - -
roprie azioni
Derivati su p
- - - - - - - - - - - -
Variazioni dell'esercizio Operazioni sul patrimonio netto capitale
trumenti di
Variazione s
- - - - - - - - - - - -
dividendi
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Distribuzion
- - - - - - - - - - - -
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Acquisto azi
- - - - - - - - (10) - (10) -
ove azioni
Emissioni nu
- - - - - -ì- - - - - - -
riserve
Variazioni di
- - (21) (5) (5) - - - - - (26) -
zioni
altre destina
Dividendi e
- - - 6.112 6.112 - - - - (6.112) - -
Allocazione risultato esercizio precedente Riserve - - - 19.201 19.201 - - - (19.201) - - -
1.1.2017
Esistenze al
9.651 - 39.352 39.608 39.918 (310) 425 - (52) 25.313 114.296 20
di apertura
Modifica sal
- - - - - - - - - - - -
31.12.2016
Esistenze al
9.651 - 39.352 39.608 39.918 (310) 425 - (52) 25.313 114.296 20
Capitale: a) azioni ordinarie b) altre azioni Sovrapprezzi di emissione Riserve a) di utili b) altre Riserve da valutazione Strumenti di capitale Azioni proprie Utile (Perdite) di periodo Patrimonio netto del Gruppo Patrimonio netto di terzi

RENDICONTO FINANZIARIO (metodo diretto)

Importi in migliaia di euro

30.03.2018 31.03.2017
A. ATTIVITÀ OPERATIVA
1. Gestione (3.564) (2.607)

interessi attivi incassati
20.042 16.355

interessi passivi pagati
(6.354) (3.932)

commissioni nette
3.558 2.250

spese per il personale
468 (2.322)

altri costi
(5.068) (4.859)

imposte e tasse
(16.210) (10.099)
2. Liquidità generata/assorbita dalle attività finanziarie (248.567) (193.620)

attività finanziarie detenute per la negoziazione
353 (47)

attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
(167.182) (56.680)

attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
(94.996) (146.104)

altre attività
13.258 9.211
3. Liquidità generata/assorbita dalle passività finanziarie 252.891 196.673

passività finanziarie valutate al costo ammortizzato
242.844 174.703

passività finanziarie di negoziazione
- -

passività finanziarie designate al fair value
10.219 14.641

altre passività
(172) 7.329
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività operativa 760 446
B. ATTIVITÀ DI INVESTIMENTO
1. Liquidità generata da - 46

vendite di partecipazioni
- 33

dividendi incassati su partecipazioni
- 13

vendite di attività materiali
- -

vendite di attività immateriali
- -

vendite di società controllare e di rami d'azienda
- -
2. Liquidità assorbita da (722) (458)

acquisti di partecipazioni
(150) -

acquisti di attività materiali
(572) (458)

acquisti di attività immateriali
- -

vendite di società controllare e di rami d'azienda
- -
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività di investimento (722) (412)
C. ATTIVITÀ DI PROVVISTA

emissioni/acquisti di azioni proprie
- 10

emissioni/acquisti di strumenti di capitale
- -

distribuzione dividendi e altre finalità
- -

vendita/acquisto di controllo di terzi
- -
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività di provvista - 10
LIQUIDITÀ NETTA GENERATA/ASSORBITA NELL'ESERCIZIO 38 44

RICONCILIAZIONE - VOCI DI BILANCIO

Cassa e disponibilità liquide all'inizio dell'esercizio 161 98
Liquidità totale netta generata/assorbita nell'esercizio 38 44
Cassa e disponibilità liquide:effetto della variazione dei cambi - -
Cassa e disponibilità liquide alla chiusura dell'esercizio 199 142

POLITICHE CONTABILI

PRINCIPI GENERALI DI REDAZIONE

La redazione del presente Resoconto intermedio di gestione consolidato al 31 marzo 2018 è avvenuta secondo le prescrizioni dell'art. 154-ter del D.Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58 ed in applicazione del D. Lgs. 28 febbraio 2005 n. 38, secondo i principi contabili IAS/IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board (IASB) ed omologati dalla Commissione Europea, come stabilito dal Regolamento Comunitario n.1606 del 19 luglio 2002, relativamente ai quali non sono state effettuate deroghe.

Gli specifici principi contabili adottati sono stati modificati rispetto al bilancio al 31 dicembre 2017, a seguito dell'introduzione dall'1 gennaio 2018 del nuovo principio contabile IFRS 9 e dell'IFRS 15.

Il Resoconto intermedio di gestione consolidato al 31 marzo 2018 è costituito dallo Stato patrimoniale, dal Conto economico, dal Prospetto della redditività complessiva, dal Prospetto delle variazioni di patrimonio netto, dal Rendiconto finanziario e dalla presente Nota illustrativa ed è inoltre corredato da una Relazione sull'andamento della gestione, sui risultati economici

Eventi successivi alla data di riferimento del bilancio

Successivamente alla data di riferimento del presente Resoconto intermedio non si sono verificati ulteriori eventi da menzionare nelle Politiche Contabiliche

Parte relativa alle principali voci di bilancio

Il Resoconto intermedio di gestione consolidato deriva dall'applicazione dei principi contabili internazionali e dei criteri di valutazione adottati nell'ottica della continuità aziendale e in ossequio i principi competenza, rilevanza dell'informazione, nonché di prevalenza della sostanza economica sulla forma giuridica.

Nell'ambito della redazione del bilancio in conformità agli IAS/IFRS, la direzione aziendale deve formulare valutazioni, stime ed ipotesi che influenzano gli importi delle attività, delle passività, dei costi e dei ricavi rilevati nel periodo.

L'impiego di stime è parte essenziale della predisposizione

conseguiti e sulla situazione patrimoniale e finanziaria del Gruppo Banca Sistema.

In conformità a quanto disposto dall'art. 5 del D. Lgs. n. 38/2005, il bilancio è redatto utilizzando l'Euro quale moneta di conto. Gli importi dei Prospetti contabili e delle Note illustrative sono espressi, qualora non espressamente specificato, in migliaia di Euro.

Il bilancio è redatto con l'applicazione degli specifici principi contabili omologati dalla Commissione Europea, nonché in aderenza con le assunzioni generali previste dal Quadro Sistematico per la preparazione e presentazione del bilancio elaborato dallo IASB.

Il presente Resoconto intermedio di gestione consolidato include Banca Sistema S.p.A. e le società da questa direttamente o indirettamente controllate e collegate; rispetto alla situazione al 31 dicembre 2017, l'area di consolidamento non si è modificata.

Il presente Resoconto intermedio al 31 marzo 2018 è corredato dall'attestazione del Dirigente preposto, ai sensi dell'art. 154 bis del TUF ed i prospetti contabili consolidati sono sottoposti a revisione contabile limitata.

che abbiano comportato effetti sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria della Banca e del Gruppo.

del bilancio. L'utilizzo maggiormente significativo di stime e assunzioni nel bilancio è riconducibile:

▪ alla valutazione dei crediti verso clientela: l'acquisizione di crediti non deteriorati vantati dalle aziende fornitrici di beni e servizi rappresenta la principale attività della Banca. La valutazione dei suddetti crediti è un'attività di stima complessa caratterizzata da un alto grado di incertezza e soggettività. Per tale valutazione si utilizzano modelli che includono numerosi elementi quantitativi e qualitativi quali, tra gli altri, i dati storici relativi agli incassi, i flussi di cassa attesi e i relativi tempi attesi di recupero, l'esistenza di indicatori di possibili perdite di valore, la valutazione delle eventuali garanzie e l'impatto dei rischi connessi ai settori nei quali operano i clienti della Banca;

▪ alla valutazione degli interessi di mora ex DLgs 9 ottobre 2002, n. 231 su crediti non deteriorati acquistati a titolo definitivo: la stima delle percentuali attese di recupero degli interessi di mora è un'attività complessa, caratterizzata da un altro grado di incertezza e di soggettività. Per determinare tali percentuali vengono utilizzati modelli di valutazione sviluppati internamente che tengono in considerazione numerosi elementi

La transizione al principio contabile IFRS 9 Le disposizioni normative

Il nuovo standard contabile IFRS 9, emanato dallo IASB in data luglio 2014 ed omologato dalla Commissione Europea tramite il Regolamento n. 2067/2016, ha sostituito, a partire dal 1° gennaio 2018, lo IAS 39.

L'IFRS 9 ha introdotto rilevanti novità con particolare riferimento ai seguenti profili:

  • Classification and measurement (classificazione e misurazione degli strumenti finanziari);
  • Impairment;
  • Hedge Accounting (coperture contabili).

Il nuovo principio contabile internazionale IFRS 9 - Financial Instruments (di seguito anche "Standard"), in vigore dal 1° gennaio 2018 sostituisce il principio contabile IAS 39 - Financial Instruments: Recognition and Measurement nell'ambito della valutazione e contabilizzazione degli strumenti finanziari.

Lo Standard prevede nuove regole per la classificazione delle attività finanziarie nelle seguenti categorie:

  • Costo Ammortizzato "CA": tale categoria implica un approccio valutativo al costo ammortizzato;
  • Fair value con variazioni rilevate a patrimonio netto (Fair Value through Other Comprehensive Income) - "FVOCI": questa classificazione prevede la valutazione al fair value, con registrazione delle variazioni di fair value in un'apposita riserva di patrimonio netto. La riserva confluisce a conto economico contestualmente

quantitativi e qualitativi;

  • alla stima dell'eventuale impairment dell'avviamento e delle partecipazioni iscritti;
  • alla quantificazione e stima effettuata per l'iscrizione nei fondi rischi e oneri delle passività il cui ammontare o scadenza sono incerti;
  • alla recuperabilità della fiscalità differita attiva.

Si evidenzia come la rettifica di una stima possa avvenire a seguito dei mutamenti alle quali la stessa si era basata o in seguito a nuove informazioni o alla maggiore esperienza. L'eventuale mutamento delle stime è applicato prospetticamente e genera quindi impatto nel conto economico dell'esercizio in cui avviene il cambiamento.

alla cessione/rimborso dello strumento finanziario;

▪ Fair value con variazioni rilevate a conto economico (Fair Value through Profit and Loss) - "FVTPL": tale fattispecie disciplina la misurazione degli strumenti al fair value, con variazione a conto economico. La categoria FVTPL è definita dal principio come categoria residuale, in cui sono classificati gli strumenti finanziari che non sono classificabili nelle categorie precedenti in base a quanto emerso dal Business Model o dal test sulle caratteristiche dei flussi contrattuali (SPPI test).

La classificazione viene quindi effettuata in funzione del Business Model che la Banca ha associato ad ognuno dei portafogli identificati e delle caratteristiche dei flussi di cassa contrattuali dello strumento finanziario. La classificazione e misurazione delle attività finanziarie, rappresentate da crediti e titoli, prevede un approccio in due fasi:

  • associazione del Business Model ai portafogli omogenei identificati, laddove l'aggregazione per portafogli omogenei è determinata ad un livello che riflette il modo in cui gruppi di attività finanziarie sono gestiti collettivamente per perseguire un determinato obiettivo aziendale;
  • analisi delle caratteristiche dei flussi di cassa contrattuali dello strumento svolta sulle singole attività alla data di origination.
  • Il Business Model rappresenta, pertanto, la modalità con

cui la Banca gestisce i suoi attivi finanziari, cioè con cui intende realizzare i flussi di cassa degli strumenti di debito. Esso riflette il modo in cui gruppi di attività finanziarie sono gestiti collettivamente per perseguire un determinato obiettivo aziendale e non dipende dalle intenzioni della dirigenza rispetto ad un singolo strumento, ma viene stabilito ad un livello più alto d'aggregazione.

I possibili Business Model enunciati dallo Standard sono i seguenti:

  • "Held to collect (HTC)": prevede la realizzazione dei flussi di cassa previsti contrattualmente. Tale Business Model è riconducibile ad attività che verranno presumibilmente detenute fino alla loro naturale scadenza (IFRS 9 - B4.1.2C);
  • "Held to Collect and Sell (HTCS)": prevede la realizzazione dei flussi di cassa come previsti da contratto oppure tramite la vendita dello strumento; Tale Business Model è riconducibile ad attività che potranno essere detenute fino a scadenza, ma anche vendute (IFRS 9 - B4.1.4);
  • "Other": prevede la realizzazione dei flussi di cassa tramite la cessione dello strumento. Tale Business Model è riconducibile ad attività i cui flussi di cassa saranno realizzati tramite attività di vendita - c.d.

Applicazione IFRS 9

Con riferimento alle modalità di rappresentazione degli effetti di prima applicazione del principio, la Banca ha adottato la facoltà prevista al paragrafo 7.2.15 dell'IFRS 9 ed ai paragrafi E1 e E2 dell'IFRS 1 "First-Time Adoption of International Financial Reporting Standards", secondo cui - ferma restando l'applicazione retrospettiva delle nuove regole di misurazione e rappresentazione richiesta dallo standard - non è prevista la riesposizione obbligatoria su basi omogenee dei dati di confronto nel bilancio di prima applicazione del nuovo principio. Secondo le indicazioni contenute nell'atto di emanazione de La Circolare n. 262 "Il bilancio bancario: schemi e regole di trading - (IFRS 9 - B4.1.5).

Con riferimento all'impairment, il nuovo principio contabile ha prevede:

  • l'introduzione di un modello Expected Loss (perdita attesa) a crediti e strumenti di debito iscritti al Costo Ammortizzato o FVTOCI;
  • l'inclusione nel perimetro di Impegni Irrevocabili e Garanzie Rilasciate;
  • l'introduzione della classificazione del portafoglio in 3 stage in base al deterioramento del rischio di credito, ovvero stage 1 per i crediti performing (crediti in bonis), stage 2 per i crediti under-performing (crediti in bonis che presentano un significativo incremento del rischio di credito) e stage 3 per i crediti non performing (ovvero crediti deteriorati);
  • un calcolo expected credit losses ("ECLs") o di tipo "lifetime" o a 12-mesi in base allo stage;
  • la necessità di incorporare le informazioni prospettiche (forward looking), legate, tra l'altro, all'evoluzione dello scenario macroeconomico.

Per i crediti allocati nello stage 1 il calcolo delle rettifiche di valore è previsto che venga effettuato prendendo in considerazione le perdite attese ad 1 anno, mentre per i crediti allocati nello stage 2 e 3 le perdite attese calcolate su tutta la vita residua (cosiddetta lifetime).

compilazione" - 5° aggiornamento del 22 dicembre 2017, le banche che faranno ricorso all'esenzione dall'obbligo di rideterminazione dei valori comparativi dovranno, comunque, includere, nel primo bilancio redatto in base alla nuova Circolare 262, un prospetto di raccordo che evidenzi la metodologia utilizzata e fornisca una riconciliazione tra i dati dell'ultimo bilancio approvato ed il primo bilancio redatto in base alle nuove disposizioni. Sono peraltro rimessi all'autonomia dei competenti organi aziendali la forma ed il contenuto di tale informativa. Di seguito viene fornita una breve disamina delle principali aree di impatto così come precedentemente definite.

Gli effetti della prima applicazione (FTA) dell'IFRS 9

Classificazione e misurazione degli strumenti finanziari

L'applicazione delle nuove regole di classificazione e misurazione introdotte dall'IFRS 9, ha determinato la riclassificazione dei titoli detenuti nel portafoglio HTM ai sensi dello IAS 39 tra le attività finanziarie valutate

Impairment

L'applicazione delle nuove regole di impariment ("expected credit losses") ha determinato:

▪ Maggiori rettifiche di valore su crediti performing per € 273 migliaia (€ 183 migliaia al netto della fiscalità) riconducibili all'allocazione di quota parte del portafoglio in bonis in stage 2, in base ai criteri di stage allocation definiti, con la conseguente necessità di dover calcolare la perdita attesa per tutta la durata al costo ammortizzato. Non si sono rilevati altri effetti derivanti dalle attività di definizione dei business model e dal test sulle caratteristiche dei flussi contrattuali (SPPI test).

residua delle attività finanziarie.

▪ Maggiori rettifiche di valore su titoli performing per € 61 migliaia (€ 41 migliaia al netto della fiscalità) principalmente riconducibili a seguito dell'inclusione nel calcolo delle perdite attese di nuovi parametri previsti dal principio.

Con riferimento ai crediti deteriorati non sono state effettuate rettifiche di valore aggiuntive.

Di seguito si espone la tabella di dettaglio.
-- -----------------------------------------------
STATUS 31.12.2017 FTA 01.01.2018
Sofferenze 44.577 - 44.577
Inadempimenti probabili 24.061 - 24.061
Scaduti/sconfini 74.690 - 74.690
Crediti lordi deteriorati - Stage 3 143.328 - 143.328
Rettifiche di valore specifiche (22.293) - (22.293)
Totale crediti netti deteriorati 121.035 - 121.035
Crediti lordi in bonis 1.734.845 - 1.734.845
Bonis - Stage 1 - 1.619.590 1.619.590
Bonis - Stage 2 - 115.255 115.255
Rettifiche di valore di portafoglio (5.590) (241) (5.831)
di cui stage 1 (5.152) (49) (5.201)
di cui stage 2 (438) (192) (630)
Totale crediti netti in bonis 1.729.255 - 3.463.859
Esposizioni lorde su Titoli 363.025 - 363.025
Rettifiche di valore su titoli - (61) (61)
Esposizione netta 363.025 - 362.964
Esposizioni lorde fuori bilancio 645 - 645
Rettifiche di valore su crediti di firma - (23) (23)
Esposizione netta 645 - 622
Esposizioni lorde su Crediti verso banche - - -
Rettifiche di valore su crediti di firma - (9) (9)
Esposizione netta - - (9)

Di seguito vengono esposte le tabelle di riconciliazione tra i saldi patrimoniali al 31 dicembre 2017 (ex IAS39) e i saldi di apertura all'1 gennaio 2018 che includono l'effetto di prima applicazione dell'IFRS 9.

Riconciliazione tra stato patrimoniale al 31 dicembre 2017 (ex IAS39) e stato patrimoniale al 1° gennaio 2018 (IFRS9).

STATO PATRIMONIALE ATTIVO
(valori in migliaia di euro)
31.03.2018 31.12.2017
(A)
Impatto IFRS 9
da classificaz.
e misuraz. (B)
Impatto IFRS 9
da impairment
(C)
01.01.2018
(A+B+C)
Cassa e disponibilità liquide 199 161 - - 161
Attività finanziarie valutate al fair value
con impatto a conto economico
844 1.201 - - 1.201
Attività finanziarie valutate al fair value
con impatto sulla redditività complessiva
453.501 285.610 84.965 (61) 370.514
Attività finanziarie valutate al
costo ammortizzato
2.064.404 1.970.495 (84.178) (273) 1.886.044
a) crediti verso banche 24.652 36.027 - - 36.027
b) crediti verso clientela 2.039.752 1.934.468 (84.178) (273) 1.850.017
Partecipazioni 1.297 1.190 - - 1.190
Attività materiali 24.772 24.272 - - 24.272
Attività immateriali 1.788 1.790 - - 1.790
Attività fiscali 8.271 10.198 - 110 10.308
Altre attività 16.604 14.316 - - 14.316
Totale Attivo 2.571.680 2.309.233 787 (224) 2.309.796
STATO PATRIMONIALE PASSIVO
(valori in migliaia di euro)
31.03.2018 31.12.2017
(A)
Impatto IFRS 9
da classificaz.
e misuraz. (B)
Impatto IFRS 9
da impairment
(C)
01.01.2018
(A+B+C)
Passività finanziarie valutate
al costo ammortizzato
2.326.279 2.083.435 - - 2.083.435
a) debiti verso banche 566.194 517.533 - - 517.533
b) debiti verso la clientela 1.477.072 1.284.132 - - 1.284.132
c) titoli in circolazione 283.013 281.770 - - 281.770
Passività finanziarie di negoziazione 10.219 - - - -
Passività fiscali 10.331 10.118 260 - 10.378
Altre passività 76.660 71.996 - - 71.996
Trattamento di fine rapporto del personale 2.237 2.172 - - 2.172
Fondi per rischi e oneri 6.863 6.745 - - 6.745
Riserve da valutazione 214 367 527 - 894
Riserve 85.378 58.807 - (224) 58.583
Sovrapprezzi di emissione 39.247 39.268 - - 39.268
Capitale 9.651 9.651 - - 9.651
Azioni proprie (-) (146) (149) - - (149)
Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) 30 30 - - 30
Utile (Perdita) d'esercizio (+/-) 4.717 26.793 - - 26.793
Totale del Passivo e del Patrimonio Netto 2.571.680 2.309.233 787 (224) 2.309.796

Infine, all'interno del Prospetto di "Riconciliazione tra patrimonio netto IAS39 e patrimonio netto IFRS9", di seguito riportato, viene fornita una informativa quantitativa dei principali effetti che si sono determinati sul Patrimonio Netto Consolidato. Di seguito si riporta il prospetto di riconciliazione tra il patrimonio netto ex-IAS 39 e il patrimonio netto IFRS 9 con una descrizione dei principali impatti derivanti dall'applicazione del nuovo principio contabile:

Patrimonio netto contabile al 31 dicembre 2017 (IAS 39) 134.767
Riserva di FTA (224)
Applicazione del nuovo modello di impairment (224)
Crediti performing (stage 1 e 2) (273)
Crediti non performing (stage 3) -
Titoli di debito (61)
Effetto fiscale 110
Effetti da classificazione e misurazione 527
Adeguamento del valore di carico delle attività finanziarie derivante dall'applicazione
del Business Model in contropartita alla riserva di valutazione 787
Effetto fiscale (260)
Totale effetti alla transizione all'IFRS 9 303
Patrimonio netto contabile al 1 gennaio 2018 (IFRS 9) 135.070

L'impatto derivante dalla prima applicazione dell'IFRS 9 sul CET 1 ratio del Gruppo è pari a 2,1 bps, pertanto la Banca ha deciso di imputare integralmente l'effetto a Patrimonio Netto.

Altri aspetti

Il Resoconto intermedio di gestione consolidato è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione del 11 maggio 2018, che ne ha autorizzato la diffusione pubblica, anche ai sensi dello IAS 10.

POLITICHE CONTABILI RELATIVE ALLE PRINCIPALI VOCI DI BILANCIO

Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico

Criteri di classificazione

In questa categoria sono classificate le attività finanziarie diverse da quelle classificate tra le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e tra le Attività finanziare valutate al costo ammortizzato. La voce, in particolare, può includere:

  • le attività finanziarie detenute per la negoziazione;
  • gli strumenti di capitale salvo la possibilità di essere classificati nella nuova categoria Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, senza rigiro a conto economico;
  • le attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value, che non hanno superato i requisiti per la valutazione al costo ammortizzato;
  • le attività finaziarie che non sono detenute nell'ambito di un modello di business finalizzato all'incasso dei flussi di cassa contrattuali delle attività finanziarie (Business model "Hold to Collect" o "HTC") o nell'ambito di modello di business misto, il cui obiettivo venga raggiunto attraverso l'incasso dei flussi di cassa contrattuali delle attività finanziarie in portafoglio o anche attraverso un'attività di vendita che è parte integrante della strategia (Business model "Hold to Collect and Sell");
  • le attività finanziarie designate al fair value, ossia le attività finanziarie così definite al momento della rilevazione iniziale e ove ne sussistano i presupposti. In relazione a tale fattispecie, un'entità può designare irrevocabilmente all'iscrizione un'attività finanziaria come valutata al fair value con impatto a conto economico se, e solo se, così facendo elimina o riduce significativamente un'incoerenza valutativa;
  • gli strumenti derivati, che saranno contabilizzati tra le attività finanziarie detenute per la negoziazione, se il fair value è positivo e come passività se il

fair value è negativo. La compensazione dei valori positivi e negativi è possibile solo per operazioni poste in essere con la medesima controparte qualora si abbia correntemente il diritto legale di compensare gli importi rilevati contabilmente e si intenda procedere al regolamento su base netta delle posizioni oggetto di compensazione. Fra i derivati sono inclusi anche quelli incorporati in contratti finanziari complessi - in cui il contratto primario è una passività finanziaria che sono stati oggetto di rilevazione separata.

Le riclassificazioni delle attività finanziarie, ad eccezione dei titoli di capitale per cui non è ammessa alcuna riclassifica, non sono ammesse verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui l'entità modifichi il proprio modello di business per la gestione delle attività finanziarie. In tali casi, che devono essere assolutamente non frequenti, le attività finanziarie potranno essere riclassificate dalla categoria valutata al fair value con impatto a conto economico in una delle altre due categorie previste dall'IFRS 9 (Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato o Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva). Il valore di trasferimento è rappresentato dal fair value al momento della riclassificazione e gli effetti della riclassificazione operano in maniera prospettica a partire dalla data di riclassificazione. In questo caso, il tasso di interesse effettivo dell'attività finanziaria riclassificata è determinato in base al suo fair value alla data di riclassificazione e tale data viene considerata come data di rilevazione iniziale per l'allocazione nei diversi stadi di rischio creditizio (stage assignment) ai fini dell'impairment.

Criteri di iscrizione

L'iscrizione iniziale delle attività finanziarie avviene alla data di regolamento per i titoli di debito e per i titoli di capitale, alla data di erogazione per i finanziamenti ed alla data di sottoscrizione per i contratti derivati.

All'atto della rilevazione iniziale le attività finanziarie

valutate al fair value con impatto a conto economico vengono rilevate al fair value, senza considerare i costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso.

Criteri di valutazione e di rilevazione delle componenti reddituali

Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico sono valorizzate al fair value. Gli effetti dell'applicazione di tale criterio di valutazione sono imputati nel Conto Economico. Per la determinazione del fair value degli strumenti finanziari quotati in un mercato attivo, vengono utilizzate quotazioni di mercato. In assenza di un mercato attivo, vengono utilizzati metodi di stima e modelli valutativi comunemente adottati, che tengono conto di tutti i fattori di rischio correlati agli strumenti e che sono basati su dati rilevabili sul mercato quali: valutazione di strumenti quotati che presentano analoghe caratteristiche, calcoli di flussi di cassa scontati, modelli di determinazione del prezzo di opzioni, valori rilevati in recenti transazioni comparabili, ecc. Per i titoli di capitale e per gli strumenti derivati che hanno per oggetto titoli di capitale, non quotati in un mercato attivo, il criterio del costo è utilizzato quale stima del fair value soltanto in via residuale e limitatamente a poche circostanze, ossia in caso di non applicabilità di tutti i metodi di valutazione precedentemente richiamati, ovvero in presenza di un'ampia gamma di possibili valutazioni del fair value, nel cui ambito il costo rappresenta la stima più significativa.

In particolare, sono inclusi in questa voce:

  • i titoli di debito detenuti per finalità di negoziazione;
  • gli strumenti di capitale detenuti per finalità di negoziazione.

Per dettagli in merito alle modalità di determinazione del fair value si rinvia al successivo paragrafo "Criteri di determinazione del fair value degli strumenti finanziari".

Criteri di cancellazione

Le attività finanziarie vengono cancellate quando scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari ad esse connessi o quando l'attività finanziaria è oggetto di cessione con trasferimento sostanziale di tutti i rischi e dei diritti contrattuali connessi alla proprietà dell'attività finanziaria stessa.

Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (FVOCI)

Criteri di classificazione

La presente categoria include le attività finanziarie che soddisfano entrambe le seguenti condizioni:

  • attività finanziaria posseduta secondo un modello di business il cui obiettivo è conseguito sia mediante l'incasso dei flussi finanziari previsti contrattualmente che mediante la vendita (Business model "Hold to Collect and Sell");
  • i termini contrattuali dell'attività finanziaria prevedono, a determinate date, flussi finanziari rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell'interesse sull'importo del capitale da restituire (cd. "SPPI test" superato).

Sono inoltre inclusi nella voce gli strumenti di capitale, non detenuti per finalità di negoziazione, per i quali al momento della rilevazione iniziale è stata esercitata l'opzione per la designazione al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

In particolare, vengono inclusi in questa voce:

  • i titoli di debito che sono riconducibili ad un business model Hold to Collect and Sell e che hanno superato il test SPPI;
  • le interessenze azionarie, non qualificabili di controllo, collegamento e controllo congiunto, che non sono detenute con finalità di negoziazione, per cui si è esercitata l'opzione per la designazione al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

Le riclassificazioni delle attività finanziarie, ad eccezione dei titoli di capitale per cui non è ammessa alcuna riclassifica, non sono ammesse verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui l'entità modifichi il proprio modello di business per la gestione delle attività finanziarie.

In tali casi, che devono essere assolutamente non frequenti, le attività finanziarie potranno essere riclassificate dalla categoria valutata al fair value con impatto sulla redditività complessiva in una delle altre due categorie previste dall'IFRS 9 (Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato o Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico). Il valore di trasferimento è rappresentato dal fair value al momento della riclassificazione e gli effetti della riclassificazione operano in maniera prospettica a partire dalla data di riclassificazione. Nel caso di riclassifica dalla categoria in oggetto a quella del costo ammortizzato, l'utile (perdita) cumulato rilevato nella riserva da valutazione è portato a rettifica del fair value dell'attività finanziaria alla data della riclassificazione. Nel caso invece di riclassifica nella categoria del fair value con impatto a conto economico, l'utile (perdita) cumulato rilevato precedentemente nella riserva da valutazione è riclassificato dal patrimonio netto all'utile (perdita) d'esercizio.

Criteri di iscrizione

L'iscrizione iniziale delle attività finanziarie avviene alla data di regolamento sulla base del loro fair value comprensivo dei costi/ricavi di transazione direttamente attribuibili all'acquisizione dello strumento finanziario. Sono esclusi i costi/ricavi che, pur avendo le caratteristiche suddette, sono oggetto di rimborso da parte della controparte debitrice o sono inquadrabili tra i normali costi interni di carattere amministrativo.

Il fair value iniziale di uno strumento finanziario solitamente equivale al costo sostenuto per l'acquisto.

Criteri di valutazione e di rilevazione delle componenti reddituali

Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività finanziarie sono valutate al fair value, con imputazione degli utili o delle perdite derivanti dalle variazioni di fair value, rispetto al costo ammortizzato, in una specifica riserva di patrimonio netto rilevata nel prospetto della redditività complessiva fino a che l'attività finanziaria non viene cancellata, o non viene rilevata una riduzione di valore.

Per dettagli in merito alle modalità di determinazione del fair value si rinvia al successivo paragrafo 17.3 "Criteri di determinazione del fair value degli strumenti finanziari".

Gli strumenti di capitale per cui è stata effettuata la scelta per la classificazione nella presente categoria sono valutati al fair value e gli importi rilevati in contropartita del patrimonio netto (Prospetto della redditività complessiva) non devono essere successivamente trasferiti a conto economico, neanche in caso di cessione (cosiddetta OCI exemption). La sola componente riferibile ai titoli di capitale in questione che è oggetto di rilevazione a conto economico è rappresentata dai relativi dividendi. Il fair value viene determinato sulla base dei criteri già illustrati per le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico.

Per i titoli di capitale inclusi in questa categoria, non quotati in un mercato attivo, il criterio del costo è utilizzato quale stima del fair value soltanto in via residuale e limitatamente a poche circostanze, ossia in caso di non applicabilità di tutti i metodi di valutazione precedentemente richiamati, ovvero in presenza di un'ampia gamma di possibili valutazioni del fair value, nel cui ambito il costo rappresenta la stima più significativa.

Le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva sono soggette alla verifica dell'incremento significativo del rischio creditizio (impairment) prevista dall'IFRS 9, con conseguente rilevazione a conto economico di una rettifica di valore a copertura delle perdite attese.

Criteri di cancellazione

Le attività finanziarie vengono cancellate quando scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari a esse connessi o quando l'attività finanziaria è oggetto di cessione con trasferimento sostanziale di tutti i rischi e i diritti contrattuali connessi alla proprietà dell'attività finanziaria.

Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato

Criteri di classificazione

La presente categoria include le attività finanziarie che soddisfano entrambe le seguenti condizioni:

  • l'attività finanziaria è posseduta secondo un modello di business il cui obiettivo è conseguito mediante l'incasso dei flussi finanziari previsti contrattualmente (Business model "Hold to Collect");
  • i termini contrattuali dell'attività finanziaria prevedono, a determinate date, flussi finanziari rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell'interesse sull'importo del capitale da restituire (cd. "SPPI test" superato).

In particolare, vengono inclusi in questa voce:

  • gli impieghi verso banche;
  • gli impieghi verso clientela;
  • i titoli di debito.

Le riclassificazioni delle attività finanziarie, ad eccezione dei titoli di capitale per cui non è ammessa alcuna riclassifica, non sono ammesse verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui l'entità modifichi il proprio modello di business per la gestione delle attività finanziarie. In tali casi, che devono essere assolutamente non frequenti, le attività finanziarie potranno essere riclassificate dalla categoria valutata al costo ammortizzato in una delle altre due categorie previste dall'IFRS 9 (Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva o Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico). Il valore di trasferimento è rappresentato dal fair value al momento della riclassificazione e gli effetti della riclassificazione operano in maniera prospettica a partire dalla data di riclassificazione. Gli utili o le perdite risultanti dalla differenza tra il costo ammortizzato dell'attività finanziaria e il relativo fair value sono rilevati a conto economico nel caso di riclassifica tra le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico e a Patrimonio netto, nell'apposita riserva di valutazione, nel caso di riclassifica tra le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

Criteri di iscrizione

L'iscrizione iniziale di un credito avviene alla data di erogazione sulla base del suo fair value comprensivo dei costi/ricavi di transazione direttamente attribuibili all'acquisizione del credito stesso.

Sono esclusi i costi/ricavi che, pur avendo le caratteristiche suddette, sono oggetto di rimborso da parte della controparte debitrice o sono inquadrabili tra i normali costi interni di carattere amministrativo.

Il fair value iniziale di uno strumento finanziario solitamente equivale all'ammontare erogato o al costo sostenuto per l'acquisto.

Criteri di valutazione e di rilevazione delle componenti reddituali

Successivamente alla rilevazione iniziale, i crediti verso clientela sono valutati al costo ammortizzato, pari al valore di prima iscrizione diminuito/aumentato dei rimborsi di capitale, delle rettifiche/riprese di valore e dell'ammortamento - calcolato col metodo del tasso di interesse effettivo - della differenza tra l'ammontare erogato e quello rimborsabile a scadenza, riconducibile tipicamente ai costi/proventi imputati direttamente al singolo credito.

Il tasso di interesse effettivo è il tasso che attualizza il flusso dei pagamenti futuri stimati per la durata attesa del finanziamento in modo da ottenere esattamente il valore contabile netto all'atto della rilevazione iniziale, che comprende sia i costi/ricavi di transazione direttamente attribuibili sia tutti i compensi pagati o ricevuti tra i contraenti. Tale modalità di contabilizzazione, utilizzando una logica finanziaria, consente di distribuire l'effetto economico dei costi/proventi lungo la vita residua attesa del credito.

I criteri di valutazione sono strettamente connessi allo stage cui il credito viene assegnato, dove lo Stage 1 accoglie i crediti in bonis, lo stage 2 accoglie i crediti under-performing, ossia i crediti ove vi è stato un aumento significativo del rischio di credito ("significativo deterioramento") rispetto all'iscrizione iniziale dello strumento e lo stage 3 accoglie non performing, ovvero i crediti che presentano evidenza oggettiva di perdita di valore.

Le rettifiche di valore che sono rilevate a conto economico, per i crediti in bonis classificati in stage 1 sono calcolate prendendo in considerazione una perdita attesa a un anno, mentre i crediti in bonis in stage 2 prendendo in considerazione le perdite attese riferibili all'intera vita residua prevista contrattualmente per l'attività (Perdita attesa Lifetime). Le attività finanziarie che risultano in bonis, sono sottoposte ad una valutazione in funzione dei parametri di probability of default (PD), loss given default (LGD) ed exposure at default (EAD), derivati da serie storiche interne. Per le attività deteriorate, l'importo della perdita, da rilevare a Conto Economico, è definito sulla base di un processo di valutazione analitica o determinato per categorie omogenee e, quindi, attribuito analiticamente ad ogni posizione e tiene conto, di informazioni forward looking e dei possibili scenari alternativi di recupero. Rientrano nell'ambito delle attività deteriorate gli strumenti finanziari ai quali è stato attribuito lo status di sofferenza, inadempienza probabile o di scaduto/sconfinante da oltre novanta giorni secondo le regole di Banca d'Italia, coerenti con la normativa IAS/IFRS e di Vigilanza europea. I flussi di cassa previsti tengono conto dei tempi di recupero attesi e del presumibile valore di realizzo delle eventuali garanzie. Il tasso effettivo originario di ciascuna attività rimane invariato nel tempo ancorché sia intervenuta una ristrutturazione del rapporto che abbia comportato la variazione del tasso contrattuale ed anche qualora il rapporto divenga, nella pratica, infruttifero di interessi contrattuali. Qualora i motivi della perdita di valore siano rimossi a seguito di un evento verificatosi successivamente alla rilevazione della riduzione di valore, vengono effettuate riprese di valore con imputazione a Conto Economico.

La ripresa di valore non può eccedere il costo ammortizzato che lo strumento finanziario avrebbe avuto in assenza di precedenti rettifiche. I ripristini di valore connessi con il trascorrere del tempo sono appostati nel margine di interesse.

Criteri di cancellazione

I crediti vengono cancellati dal bilancio quando sono considerati definitivamente irrecuperabili oppure in caso di cessione, qualora essa abbia comportato il sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici connessi ai crediti stessi.

Operazioni di copertura

Alla data del bilancio la società non ha effettuato "Operazioni di copertura".

Partecipazioni

Criteri di classificazione

La voce include le interessenze in società controllate, collegate e in società soggette a controllo congiunto (joint venture) da parte di Banca Sistema.

Criteri di iscrizione

Le partecipazioni sono iscritte in bilancio al valore di acquisto maggiorato di eventuali oneri accessori.

Criteri di valutazione

Nel bilancio consolidato le partecipazioni in imprese controllate sono consolidate con il metodo integrale. Le partecipazioni in imprese collegate e le partecipazioni in imprese controllate congiuntamente sono valutate adottando il metodo del patrimonio netto. Ad ogni data di bilancio o situazione infrannuale viene accertata l'eventuale obiettiva evidenza che la partecipazione abbia subito una riduzione di valore. Si procede quindi al calcolo del valore recuperabile tenendo conto del valore attuale dei flussi finanziari futuri che la partecipazione potrà generare, incluso il valore di dismissione finale dell'investimento. L'eventuale minor valore, rispetto al valore contabile, così determinato viene imputato nell'esercizio stesso a conto economico nella voce "240 Utili (Perdite) delle partecipazioni" (valutate al patrimonio netto). In tale voce confluiscono anche le eventuali future riprese di valore laddove siano venuti meno i motivi che hanno originato le precedenti svalutazioni.

Criteri di cancellazione

Le partecipazioni vengono cancellate dal bilancio quando scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivati dalle attività stesse o quando la partecipazione viene ceduta trasferendo sostanzialmente tutti i rischi e benefici a essa connessi. Il risultato della cessione di partecipazioni valutate al Patrimonio Netto è imputato a conto economico nella voce "240 Utili (Perdite) delle partecipazioni" (valutate al patrimonio netto); il risultato della cessione di partecipazioni diverse da quelle valutate al Patrimonio Netto è imputato a conto economico nella voce "270 Utili (Perdite) da cessione di investimenti".

Attività materiali

Criteri di classificazione

La voce include i beni, di uso durevole, detenuti per essere utilizzati nella produzione del reddito, per locazione o per scopi amministrativi, quali i terreni, gli immobili strumentali, gli investimenti immobiliari, gli impianti tecnici, i mobili e gli arredi, le attrezzature di qualsiasi tipo e le opere d'arte.

Tra le attività materiali sono inclusi anche i costi per migliorie su beni di terzi, allorquando separabili dai beni stessi. Qualora i suddetti costi non presentano autonoma funzionalità e utilizzabilità, ma dagli stessi si attendono benefici futuri, sono iscritti tra le "altre attività" e vengono ammortizzati nel più breve periodo tra quello di prevedibile utilizzabilità delle migliorie stesse e quello di durata residua della locazione. Il relativo ammortamento è rilevato nella voce Altri oneri/proventi di gestione.

Al valore delle attività materiali concorrono anche gli acconti versati per l'acquisizione e la ristrutturazione di beni non ancora entrati nel processo produttivo, e quindi non ancora oggetto di ammortamento.

Si definiscono "a uso funzionale" le attività materiali possedute per la fornitura di servizi o per fini amministrativi, mentre si definiscono "a scopo d'investimento" quelle possedute per riscuotere canoni di locazione e/o detenuti per l'apprezzamento del capitale investito.

Criteri di iscrizione

Le attività materiali sono inizialmente iscritte al costo, comprensivo di tutti gli oneri direttamente imputabili alla messa in funzione del bene.

Le spese di manutenzione straordinaria e i costi aventi natura incrementativa che comportano un effettivo miglioramento del bene, ovvero un incremento dei benefici economici futuri generati dal bene, sono attribuiti ai cespiti cui si riferiscono e ammortizzati in relazione alle residue possibilità di utilizzo degli stessi.

Criteri di valutazione e di rilevazione delle componenti reddituali

Successivamente alla prima rilevazione, le attività materiali "a uso funzionale" sono iscritte in bilancio al costo al netto degli ammortamenti cumulati e di eventuali svalutazioni per riduzioni durevoli di valore, conformemente al "modello del costo" di cui al paragrafo 30 dello IAS 16. Più precisamente, le attività materiali sono sistematicamente ammortizzate in ogni esercizio, sulla base della loro vita utile, adottando come criterio di ammortamento il metodo a quote costanti, a eccezione:

  • dei terreni, siano essi acquisiti singolarmente o incorporati nel valore del fabbricato, che non sono oggetto di ammortamento in quanto hanno una vita utile indefinita;
  • delle opere d'arte, che non sono oggetto di ammortamento in quanto hanno una vita utile indefinita e il loro valore è normalmente destinato ad aumentare nel tempo;
  • degli investimenti immobiliari, che sono valutati al fair value in conformità allo IAS 40.

Per i beni acquisiti nel corso dell'esercizio l'ammortamento è calcolato su base giornaliera a partire dalla data di entrata in uso del cespite. Per i beni ceduti e/o dismessi nel corso dell'esercizio, l'ammortamento è conteggiato su base giornaliera fino alla data di cessione e/o dismissione. A ogni chiusura di bilancio, se esiste qualche indicazione che dimostri che un'attività materiale diversa dagli immobili a uso investimento possa aver subito una perdita durevole di valore, si procede al confronto tra il valore di carico del cespite e il suo valore di recupero, pari al maggiore tra il fair value, al netto degli eventuali costi di vendita, e il relativo valore d'uso del bene, inteso come il valore attuale dei flussi futuri originati dal cespite. Le eventuali rettifiche vengono rilevate a conto economico alla voce "rettifiche di valore nette su attività materiali".

Qualora vengano meno i motivi che hanno portato alla rilevazione della perdita, si dà luogo a una ripresa di valore, che non può superare il valore che l'attività avrebbe avuto, al netto degli ammortamenti calcolati in assenza di precedenti perdite di valore.

Per le attività materiali "a scopo d'investimento" rientranti nell'ambito di applicazione dello IAS 40, la relativa valutazione è effettuata al valore di mercato determinato sulla base di perizie indipendenti e le variazioni di fair value sono iscritte a conto economico nella voce "risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali".

Criteri di cancellazione

Un'attività materiale è eliminata dallo stato patrimoniale al momento della dismissione o quando il bene è permanentemente ritirato dall'uso e dalla sua dismissione non sono attesi benefici economici futuri.

Attività immateriali

Criteri di classificazione

La voce accoglie quelle attività non monetarie prive di consistenza fisica che soddisfano le seguenti caratteristiche:

  • identificabilità;
  • controllo della risorsa in oggetto;
  • esistenza di benefici economici futuri.

In assenza di una delle suddette caratteristiche, la spesa, per acquisire o generare tali attività internamente, è rilevata come costo nell'esercizio in cui è stata sostenuta.

Le attività immateriali includono, in particolare, il software applicativo a utilizzazione pluriennale e altre attività identificabili che trovano origine in diritti legali o contrattuali.

È, altresì, classificato alla voce in esame l'avviamento, rappresentato dalla differenza positiva tra il costo di acquisto e il fair value delle attività e delle passività acquisite nell'ambito di operazioni di aggregazione aziendali (business combination). In particolare, un'attività immateriale é iscritta come avviamento, quando la differenza positiva tra il fair value degli elementi patrimoniali acquisiti e il loro costo di acquisto è rappresentativa delle capacità reddituali future degli stessi (goodwill). Qualora tale differenza risulti negativa (badwill) o nell'ipotesi in cui il goodwill non trovi giustificazione nelle capacità reddituali future degli elementi patrimoniali acquisiti, la differenza stessa viene iscritta direttamente a conto economico.

Criteri di valutazione

Il valore delle attività immateriali è sistematicamente ammortizzato a partire dall'effettiva immissione nel processo produttivo.

Con riferimento all'avviamento, con periodicità annuale (od ogni volta che vi sia evidenza di perdita di valore) viene effettuato un test di verifica dell'adeguatezza del corrispondente valore. A tal fine viene identificata l'Unità generatrice di flussi finanziari cui attribuire l'avviamento. L'ammontare dell'eventuale riduzione di valore è determinato sulla base della differenza tra il valore di iscrizione dell'avviamento ed il suo valore di recupero, se inferiore. Detto valore di recupero è pari al maggiore tra il fair value dell'Unità generatrice di flussi finanziari, al netto degli eventuali costi di vendita, ed il relativo valore d'uso. Le conseguenti rettifiche di valore sono, come detto, rilevate a conto economico.

Criteri di cancellazione

Un'immobilizzazione immateriale è eliminata dallo stato patrimoniale al momento della dismissione e qualora non siano attesi benefici economici futuri.

Attività non correnti in via di dismissione

Alla data del bilancio la società non detiene "Attività non correnti in via di dismissione".

Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato

Criteri di classificazione

La voce accoglie i Debiti verso banche, i Debiti verso clientela e i Titoli in circolazione.

Criteri di iscrizione

Le suddette passività finanziarie sono iscritte, in sede di prima rilevazione, all'atto della ricezione delle somme raccolte o dell'emissione dei titoli di debito. L'iscrizione iniziale è effettuata sulla base del fair value delle passività, incrementato dei costi/ricavi di transazione direttamente attribuibili all'acquisizione dello strumento finanziario. Sono esclusi i costi/ricavi che, pur avendo le caratteristiche suddette, sono oggetto di rimborso da parte della controparte creditrice o sono inquadrabili tra i normali costi interni di carattere amministrativo.

Il fair value iniziale di una passività finanziaria solitamente equivale all'ammontare incassato.

Criteri di valutazione e di rilevazione delle componenti reddituali

Dopo la rilevazione iniziale, le suddette passività finanziarie vengono valutate al costo ammortizzato col metodo del tasso di interesse effettivo.

Criteri di cancellazione

Le suddette passività finanziarie sono cancellate dal bilancio quando risultano scadute o estinte. La cancellazione avviene anche in presenza di riacquisto, ancorché temporaneo, di titoli precedentemente emessi. L'eventuale differenza tra il valore contabile della passività estinta e l'ammontare pagato é registrato nel conto economico, alla voce "utile (perdita) da cessione o riacquisto di: passività finanziarie". Qualora il Gruppo, successivamente al riacquisto, ricollochi sul mercato i titoli propri, tale operazione viene considerata come una nuova emissione e la passività è iscritta al nuovo prezzo di ricollocamento.

Passività finanziarie di negoziazione

Criteri di classificazione e di iscrizione

In tale categoria di passività sono, in particolare, sono incluse le passività che si originano da scoperti tecnici generati dall'attività di negoziazione di titoli.

Gli strumenti finanziari sono iscritti alla data di sottoscrizione o alla data di emissione ad un valore pari al fair value dello strumento, senza considerare eventuali costi o proventi di transazione direttamente attribuibili agli strumenti stessi.

Criteri di valutazione e di rilevazione delle componenti reddituali

Gli strumenti finanziari sono valutati al fair value con imputazione del risultato della valutazione nel Conto Economico.

Criteri di cancellazione

Le Passività finanziarie detenute per negoziazione vengono cancellate dal bilancio quando scadono i diritti contrattuali sui relativi flussi finanziari o quando la passività finanziaria è ceduta con trasferimento sostanziale di tutti i rischi ed i benefici derivanti dalla proprietà della stessa.

Passività finanziarie designate al fair value

Alla data del bilancio la società non detiene "Passività finanziarie designate al fair value".

Fiscalità corrente e differita

Le imposte sul reddito, calcolate nel rispetto della vigente normativa fiscale, sono rilevate nel conto economico in base al criterio della competenza, coerentemente con la rilevazione in bilancio dei costi e dei ricavi che le hanno generate, a eccezione di quelle relative a partite addebitate o accreditate direttamente a patrimonio netto, per le quali la rilevazione della relativa fiscalità avviene, per coerenza, a patrimonio netto.

L'accantonamento per imposte sul reddito è determinato in base a una prudenziale previsione dell'onere fiscale corrente, di quello anticipato e di quello differito. In particolare, le imposte anticipate e quelle differite sono determinate sulla base delle differenze temporanee tra il valore contabile di un'attività o di una passività e il suo valore riconosciuto ai fini fiscali. Le attività per imposte anticipate sono iscritte in bilancio nella misura in cui esiste la probabilità del loro recupero, valutata sulla base della capacità della Società di generare con continuità redditi imponibili positivi.

Le imposte anticipate e quelle differite sono contabilizzate a livello patrimoniale a saldi aperti e senza compensazioni, includendo le prime nella voce "attività fiscali" e le seconde nella voce "passività fiscali".

Per quanto attiene le imposte correnti sono compensati, a livello di singola imposta, gli acconti versati con il relativo debito d'imposta, esponendo lo sbilancio netto tra le "attività fiscali correnti" o le "passività fiscali correnti" a seconda del segno.

Fondi per rischi e oneri

Conformemente alle previsioni dello IAS 37 i fondi per rischi e oneri accolgono le passività di ammontare o scadenza incerti relative a obbligazioni attuali (legali o implicite), derivanti da un evento passato per le quali sia probabile l'impiego di risorse economiche per adempiere alle obbligazioni stesse, purché possa essere effettuata una stima attendibile dell'importo necessario all'adempimento delle obbligazioni stesse alla data di riferimento del bilancio. Nel caso in cui il differimento temporale nel sostenimento dell'onere sia rilevante, e conseguentemente l'effetto di attualizzazione sia significativo, gli accantonamenti sono attualizzati utilizzando i tassi correnti di mercato.

Gli accantonamenti vengono riesaminati a ogni data di riferimento del bilancio e situazione infrannuale e rettificati per riflettere la migliore stima corrente. Gli stessi sono rilevati nelle voci proprie di conto economico, secondo una logica di classificazione dei costi per "natura" della spesa. In particolare gli accantonamenti connessi agli oneri futuri del personale dipendente relativi al sistema premiante figurano tra le "spese del personale", gli accantonamenti riferibili a rischi e oneri di natura fiscale sono rilevati tra le "imposte sul reddito", mentre gli accantonamenti connessi al rischio di perdite potenziali non direttamente imputabili a specifiche voci del conto economico sono iscritti tra gli "accantonamenti netti per rischi e oneri".

Trattamento di fine rapporto del personale

Secondo l'IFRIC, il T.F.R. è assimilabile a un "beneficio successivo al rapporto di lavoro" (post employmentbenefit) del tipo "Prestazioni Definite" (defined-benefit plan) per il quale è previsto, in base allo IAS 19, che il suo valore venga determinato mediante metodologie di tipo attuariale. Conseguentemente, la valutazione di fine esercizio della posta in esame è effettuata in base al metodo dei benefici maturati utilizzando il criterio del credito unitario previsto (Projected Unit Credit Method). Tale metodo prevede la proiezione degli esborsi futuri sulla base di analisi storiche, statistiche e probabilistiche, nonché in virtù dell'adozione di opportune basi tecniche demografiche. Esso consente di calcolare il TFR maturato a una certa data in senso attuariale, distribuendo l'onere per tutti gli anni di stimata permanenza residua dei lavoratori in essere, e non più come onere da liquidare nel caso in cui l'azienda cessi la propria attività alla data di bilancio.

Gli utili e le perdite attuariali, definiti quali differenza tra il valore di bilancio della passività ed il valore attuale dell'obbligazione a fine periodo, sono iscritti a patrimonio netto.

La valutazione del T.F.R. del personale dipendente è effettuata da un attuario indipendente in conformità alla metodologia sopra indicata.

Operazioni di pronti contro termine

Le operazioni di "pronti contro termine" che prevedono l'obbligo per il cessionario di rivendita/riacquisto a termine delle attività oggetto della transazione (ad esempio, di titoli) e le operazioni di "prestito titoli" nelle quali la garanzia è rappresentata da contante, sono assimilate ai riporti e, pertanto, gli ammontari ricevuti ed erogati figurano in bilancio come debiti e crediti. In particolare, le suddette operazioni di "pronti contro termine" e di "prestito titoli" di provvista sono rilevate in bilancio come debiti per l'importo percepito a pronti, mentre quelle di impiego sono rilevate come crediti per l'importo corrisposto a pronti. Tali operazioni non determinano movimentazione del portafoglio titoli. Coerentemente, il costo della provvista e il provento dell'impiego, costituiti dalle cedole maturate sui titoli e dal differenziale tra prezzo a pronti e prezzo a termine dei medesimi, vengono iscritti per competenza nelle voci economiche accese agli interessi.

Criteri di determinazione del fair value degli strumenti finanziari

Il fair value è definito come "il prezzo che si percepirebbe per la vendita di un'attività ovvero che si pagherebbe per il trasferimento di una passività in una regolare operazione tra operatori di mercato", a una certa data di misurazione, escludendo transazioni di tipo forzato. Sottostante alla definizione di fair value vi è infatti la presunzione che la società sia in funzionamento e che non abbia alcuna intenzione o necessità di liquidare, ridurre significativamente la portata delle proprie attività o intraprendere un'operazione a condizioni sfavorevoli. Nel caso di strumenti finanziari quotati in mercati attivi, il fair value è determinato sulla base delle quotazioni (prezzo ufficiale o altro prezzo equivalente dell'ultimo giorno di borsa aperta dell'esercizio di riferimento) del mercato più vantaggioso al quale il Gruppo ha accesso. A tale proposito uno strumento finanziario è considerato quotato in un mercato attivo se i prezzi quotati sono prontamente e regolarmente disponibili tramite un listino, operatore, intermediario, settore industriale, agenzia di determinazione del prezzo, autorità di regolamentazione e tali prezzi rappresentano operazioni di mercato effettive che avvengono regolarmente in normali contrattazioni.

In assenza di un mercato attivo, il fair value viene determinato utilizzando tecniche di valutazione generalmente accettate nella pratica finanziaria, volte a stabilire quale prezzo avrebbe avuto lo strumento finanziario, alla data di valutazione, in un libero scambio tra parti consapevoli e disponibili. Tali tecniche di valutazione prevedono, nell'ordine gerarchico in cui sono riportate, l'utilizzo:

  • dell'ultimo NAV (Net Asset Value) pubblicato dalla società di gestione per i fondi armonizzati (UCITS - Undertakings for Collective Investment in Transferable Securities), gli Hedge Funds e le Sicav;
  • di prezzi di transazioni recenti osservabili sui mercati;
  • delle indicazioni di prezzo desumibili da infoprovider (ad esempio, Bloomberg, Reuters);
  • del fair value ottenuto da modelli di valutazione (a esempio, Discounting Cash Flow Analysis, Option Pricing Models) che stimano tutti i possibili fattori che condizionano il fair value di uno strumento finanziario (costo del denaro, rischio di credito, rischio di liquidità, volatilità, tassi di cambio, tassi di prepayment, ecc) sulla base di dati osservabili sul mercato, anche in relazione a strumenti similari, alla data di valutazione. Qualora, per uno o più fattori di rischio non risulti possibile riferirsi

a dati di mercato, vengono utilizzati parametri internamente determinati su base storicostatistica. I modelli di valutazione sono oggetto di revisione periodica al fine di garantirne la piena e costante affidabilità;

  • delle indicazioni di prezzo fornite dalla controparte emittente eventualmente rettificate per tener conto del rischio di controparte e/o liquidità (a esempio, il prezzo deliberato dal Consiglio di Amministrazione e/o Assemblea dei soci per le azioni di banche popolari non quotate, il valore della quota comunicato dalla società di gestione per i fondi chiusi riservati agli investitori istituzionali o per altre tipologie di O.I.C.R. diverse da quelle citate al punto 1, il valore di riscatto determinato in conformità al regolamento di emissione per i contratti assicurativi);
  • per gli strumenti rappresentativi di capitale, ove non siano applicabili le tecniche di valutazione di cui ai punti precedenti: i) il valore risultante da perizie indipendenti se disponibili; ii) il valore corrispondente alla quota di patrimonio netto detenuta risultante dall'ultimo bilancio approvato della società; iii) il costo, eventualmente rettificato per tener conto di riduzioni significative di valore, laddove il fair value non è determinabile in modo attendibile.

Sulla base delle considerazioni sopra esposte e conformemente a quanto previsto dagli IFRS, il Gruppo classifica le valutazioni al fair value sulla base di una gerarchia di livelli che riflette la significatività degli input utilizzati nelle valutazioni. Si distinguono i seguenti livelli:

  • Livello 1 quotazioni (senza aggiustamenti) rilevate su un mercato attivo: le valutazioni degli strumenti finanziari quotati in un mercato attivo effettuate sulla base delle quotazioni rilevabili dallo stesso;
  • Livello 2 La valutazione non è basata su quotazioni dello stesso strumento finanziario oggetto di valutazione, ma su prezzi o spread creditizi desunti dalle quotazioni ufficiali di strumenti sostanzialmente simili in termini di fattori di rischio, utilizzando una data metodologia

di calcolo (modello di pricing).

Il ricorso a tale approccio si traduce nella ricerca di transazioni presenti su mercati attivi, relative a strumenti che, in termini di fattori di rischio, sono comparabili con lo strumento oggetto di valutazione.

Le metodologie di calcolo (modelli di pricing) utilizzate nel comparable approach consentono di riprodurre i prezzi di strumenti finanziari quotati su mercati attivi (calibrazione del modello) senza includere parametri discrezionali – cioè parametri il cui valore non può essere desunto da quotazioni di strumenti finanziari presenti su mercati attivi ovvero non può essere fissato su livelli tali da replicare quotazioni presenti su mercati attivi - tali da influire in maniera determinante sul prezzo di valutazione finale;

▪ Livello 3 - input che non sono basati su dati di mercato osservabili: le valutazioni degli strumenti finanziari non quotati in un mercato attivo effettuate in base a tecniche di valutazione che utilizzando input significativi non osservabili sul mercato comportano l'adozione di stime e assunzioni da parte del management (prezzi forniti dalla controparte emittente, desunti da perizie indipendenti, prezzi corrispondenti alla frazione di patrimonio netto detenuta nella società o ottenuti con modelli valutativi che non utilizzano dati di mercato per stimare significativi fattori che condizionano il fair value dello strumento finanziario). Appartengono a tale livello le valutazioni degli strumenti finanziari al prezzo di costo.

Aggregazioni aziendali

Un'aggregazione aziendale consiste nell'unione di imprese o attività aziendali distinte in un unico soggetto tenuto alla redazione del bilancio. Un'aggregazione aziendale può dare luogo ad un legame partecipativo tra capogruppo (acquirente) e controllata (acquisita). Un'aggregazione aziendale può anche prevedere l'acquisto dell'attivo netto di un'altra impresa, incluso l'eventuale avviamento, oppure l'acquisto del capitale dell'altra impresa (fusioni e conferimenti). In base a quanto disposto dall'IFRS 3, le aggregazioni aziendali devono essere contabilizzate applicando il metodo dell'acquisto che prevede le seguenti fasi:

  • identificazione dell'acquirente;
  • determinazione del costo dell'aggregazione aziendale;
  • allocazione, alla data di acquisizione, del costo dell'aggregazione aziendale alle attività acquisite e alle passività e passività potenziali assunte.

In particolare, il costo di una aggregazione aziendale è determinato come la somma complessiva dei fair value, alla data dello scambio, delle attività cedute, delle passività sostenute o assunte e degli strumenti rappresentativi di capitale emessi, in cambio del controllo dell'acquisito, cui è aggiunto qualunque costo direttamente attribuibile all'aggregazione aziendale.

La data di acquisizione è la data in cui si ottiene effettivamente il controllo sull'acquisito. Quando l'acquisizione viene realizzata con un'unica operazione di scambio, la data dello scambio coincide con quella di acquisizione.

Qualora l'aggregazione aziendale sia realizzata tramite più operazioni di scambio

  • il costo dell'aggregazione è il costo complessivo delle singole operazioni;
  • la data dello scambio è la data di ciascuna operazione di scambio (cioè la data in cui ciascun investimento è iscritto nel bilancio della società acquirente), mentre la data di acquisizione è quella in cui si ottiene il controllo sull'acquisito.

Il costo di un'aggregazione aziendale viene allocato rilevando le attività, le passività e le passività potenziali identificabili dell'acquisito ai relativi fair value alla data di acquisizione.

Le attività, le passività e le passività potenziali identificabili dell'acquisito sono rilevate separatamente alla data di acquisizione solo se, a tale data, esse soddisfano i criteri seguenti:

▪ nel caso di un'attività diversa da un'attività immateriale, è probabile che gli eventuali futuri benefici economici connessi affluiscano all'acquirente ed è possibile valutarne il fair value attendibilmente;

  • nel caso di una passività diversa da una passività potenziale, è probabile che per estinguere l'obbligazione sarà richiesto l'impiego di risorse atte a produrre benefici economici ed è possibile valutarne il fair value attendibilmente;
  • nel caso di un'attività immateriale o di una passività potenziale, il relativo fair value può essere valutato attendibilmente.

La differenza positiva tra il costo dell'aggregazione aziendale e l'interessenza dell'acquirente al fair value

netto delle attività, passività e passività potenziali identificabili, deve essere contabilizzata come avviamento.

Dopo la rilevazione iniziale, l'avviamento acquisito in un'aggregazione aziendale è valutato al relativo costo, ed è sottoposto con cadenza almeno annuale ad impairment test. In caso di differenza negativa viene effettuata una nuova misurazione. Tale differenza negativa, se confermata, è rilevata immediatamente come ricavo a conto economico.

DICHIARAZIONE DEL DIRIGENTE PREPOSTO ALLA REDAZIONE DEI DOCUMENTI CONTABILI SOCIETARI

Il sottoscritto, Alexander Muz, in qualità di Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari di Banca Sistema S.p.A. attesta, in conformità a quanto previsto dal comma 2 dell'art. 154-bis, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, che l'informativa contabile contenuta nel presente Resoconto Intermedio di gestione consolidato al 31 marzo 2018 corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili.

Milano, 11 maggio 2018

Alexander Muz

Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari

ALLEGATO

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finanziarie
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Di seguito vengono esposte le tabelle di raccordo tra le voci di bilancio al 31 dicembre 2017 e le nuove vocidi bilancio previste da Banca d'Italia in seguito all'introduzione dell'IFRS 9: l'esercizio è una mera riesposizione dei dati, fatto in continuità di valori con il previgente principio IAS39.

2.309.233 134.767 6.745 2.172 71.996 10.118 281.770 1.284.132 517.533 2.309.233 Totale del Passivo e del Patrimonio Netto
134.767 134.767 - - - - - - - 134.767 Patrimonio netto
6.745 - 6.745 - - - - - - 6.745 Fondi per rischi e oneri:
2.172 - - 2.172 - - - - - 2.172 Trattamento di fine rapporto del personale
71.996 - - - 71.996 - - - - 71.996 Altre passività
10.118 - - - - 10.118 - - - 10.118 Passività fiscali
281.770 - - - - - 281.770 - - 281.770 c) titoli in circolazione
1.284.132 - - - - - - 1.284.132 - 1.284.132 b) debiti verso la clientela
517.533 - - - - - - - 517.533 517.533 a) debiti verso banche
2.083.435 - - - - - - - - 2.083.435 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato
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Stato Patrimoniale Passivo
(valori in migliaia di euro)

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