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Banca Popolare di Sondrio

Quarterly Report May 15, 2019

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Quarterly Report

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RESOCONTO INTERMEDIO DI GESTIONE CONSOLIDATO AL 31 MARZO 2019

Banca Popolare di Sondrio

RESOCONTO INTERMEDIO DI GESTIONE CONSOLIDATO AL 31 MARZO 2019

Banca Popolare di Sondrio

Fondata nel 1871

RESOCONTO INTERMEDIO DI GESTIONE CONSOLIDATO AL 31 MARZO 2019

Società cooperativa per azioni Sede sociale e Direzione generale: I - 23100 Sondrio SO - Piazza Garibaldi 16 Tel. 0342 528.111 - Fax 0342 528.204 Indirizzo Internet: http://www.popso.it - E-mail: [email protected] - Indirizzo PEC: [email protected]

Iscritta al Registro delle Imprese di Sondrio al n. 00053810149 - Iscritta all'Albo delle Banche al n. 842 Iscritta all'Albo delle Società Cooperative al n. A160536 Capogruppo del Gruppo bancario Banca Popolare di Sondrio, iscritto all'Albo dei Gruppi bancari al n. 5696.0 - Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi Codice fiscale e Partita IVA: 00053810149 Capitale sociale: 1.360.157.331 – Riserve: 983.893.092 (Dati approvati dall'Assemblea dei soci del 27 aprile 2019)

Rating:

  • l Rating rilasciato alla Banca Popolare di Sondrio scpa da Fitch Ratings in data 13 giugno 2018:
    • Long-term (lungo termine): BBB-
    • Short-term (breve termine): F3
    • Viability Rating: bbb-
    • Outlook (prospettiva): Stabile
  • l Rating rilasciato alla Banca Popolare di Sondrio scpa da Dagong Europe Credit Rating in data 20 novembre 2018: – Long-term (lungo termine): BBB
    • Short-term (breve termine): A-3
    • Individual Financial Strenght Assessment: bbb
    • Outlook (prospettiva): Stabile

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente VENOSTA cav.prof.avv. FRANCESCO Vicepresidente STOPPANI dott. LINO ENRICO* Consigliere delegato PEDRANZINI cav.uff.rag.dott. MARIO ALBERTO** Consiglieri BIGLIOLI dott.prof. PAOLO CARRETTA dott.prof. ALESSANDRO CORRADINI dott.ssa CECILIA CREDARO LORETTA* DEPPERU dott.ssa.prof.ssa DONATELLA FALCK dott.ing. FEDERICO FERRARI dott. ATTILIO PIERO GALBUSERA rag.a CRISTINA* PROPERSI dott.prof. ADRIANO RAINOLDI dott.ssa ANNALISA* ROSSI dott.ssa.prof.ssa SERENELLA

COLLEGIO SINDACALE

Presidente FORNI prof. PIERGIUSEPPE
Sindaci effettivi VITALI dott.ssa LAURA
ZOANI dott. LUCA
Sindaci supplenti GARBELLINI dott. BRUNO
MORELLI dott. DANIELE

TRIACCA DOMENICO*

COLLEGIO DEI PROBIVIRI

Probiviri effettivi CRESPI prof.avv. ALBERTO GUARINO on.prof.avv. GIUSEPPE MONORCHIO cav.gr.cr.dott.prof. ANDREA

Probiviri supplenti BRACCO cav.lav.dott.ssa DIANA LA TORRE prof. ANTONIO

DIREZIONE GENERALE

Direttore generale PEDRANZINI cav.uff.rag.dott. MARIO ALBERTO

Vicedirettori generali RUFFINI rag. GIOVANNI ERBA rag. MARIO GUSMEROLI rag. MILO POLETTI rag. dott. CESARE

Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari BERTOLETTI rag.dott. MAURIZIO

** Membri del Comitato di presidenza

** Membro del Comitato di presidenza e Segretario del Consiglio di amministrazione

PREMESSA

Il Decreto legislativo 15 febbraio 2016 n. 25, intervenuto a modifica del Testo Unico della Finanza, ha fatto venir meno gli obblighi di informativa relativamente al primo e al terzo trimestre dell'anno cui erano tenuti gli emittenti, fatta salva la possibilità per la Consob di obbligare gli emittenti stessi a fornire informazioni finanziarie periodiche aggiuntive.

Da parte del nostro Gruppo, si è ritenuto di privilegiare l'informativa al mercato e si è pertanto provveduto, in continuità con il passato, alla predisposizione del presente resoconto intermedio di gestione consolidato al 31 marzo 2019, in accordo con i criteri di rilevazione e valutazione previsti dai principi contabili internazionali IAS/IFRS adottati dalla Comunità Europea oggi in vigore.

Il presente resoconto intermedio di gestione consolidato non è soggetto a controllo contabile da parte della società di revisione.

PRINCIPI GENERALI DI REDAZIONE

I prospetti contabili riportati nel resoconto intermedio di gestione consolidato sono conformi agli schemi obbligatori previsti per il bilancio dal Provvedimento Banca d'Italia n. 262 del 22 dicembre 2005, 6° aggiornamento del 30 novembre 2018.

Nel periodo in rassegna i principi contabili adottati sono rimasti sostanzialmente invariati rispetto all'esercizio precedente, ad eccezione dell'adozione dal 1° gennaio 2019 del principio contabile internazionale IFRS 16, di cui al paragrafo seguente.

Per un'informativa dettagliata concernente l'applicazione dei principi contabili si rimanda al bilancio consolidato al 31 dicembre 2018.

Nei prospetti contabili i valori sono espressi in migliaia di euro.

Lo stato patrimoniale è comparato con lo stato patrimoniale del bilancio al 31 dicembre 2018.

Il conto economico è comparato con il conto economico al 31 marzo 2018.

La preparazione del resoconto intermedio di gestione consolidato richiede abitualmente un uso più esteso di metodi di stima rispetto all'informativa annuale, in particolare nei casi in cui la rappresentazione contabile non rifletta puntualmente il criterio di competenza, sia con riguardo a poste dell'attivo e del passivo patrimoniale e sia relativamente a voci di conto economico.

Il nuovo Principio contabile IFRS 16 «Leasing», emanato dallo IASB (International Accounting Standard Board) e omologato dalla Commissione Europea con il Regolamento n. 1986/2017, sostituisce, a partire dal 1° gennaio 2019 il precedente principio IAS 17 e le relative interpretazioni intervenendo sulla definizione di locazione (l'IFRIC 4 «Determinare se un contratto contiene un leasing»; il SIC 15 «Leasing operativo – incentivi» e il SIC 27 «La valutazione della sostanza delle operazioni nella forma legale del leasing») superando, per il locatario, il dualismo contabile tra leasing finanziario e leasing operativo per tramite dell'introduzione di un unico modello contabile basato sull'iscrizione in bilancio di un'attività («Diritto di utilizzo») e della Passività del Leasing. Dal punto di vista del locatore, l'IFRS 16 si pone in sostanziale continuità con il precedente IAS 17.

La finalità del nuovo principio contabile internazionale è quello di «assicurare che locatari e locatori forniscano informazioni appropriate secondo modalità che rappresentino fedelmente le operazioni. Le informazioni forniscono agli utilizzatori del bilancio gli elementi per valutare l'effetto del leasing sulla situazione patrimoniale-finanziaria, il risultato economico e i flussi finanziari dell'entità».

All'inizio del contratto l'entità deve valutare se lo stesso è, o contiene, un leasing. Il contratto è, o contiene, un leasing se:

  • in cambio di un corrispettivo, conferisce il diritto di controllare l'utilizzo di un'attività specificata per un periodo di tempo
  • durante l'intero periodo di utilizzo il cliente godrà del diritto di ottenere sostanzialmente tutti i benefici economici derivanti dall'utilizzo dell'attività e del diritto di decidere sull'utilizzo dell'attività.

Alla data di decorrenza il locatario deve rilevare l'attività consistente nel diritto di utilizzo e la passività del leasing. La passività del leasing alla data di decorrenza è data dal valore attuale dei pagamenti dovuti per il leasing non versati a tale data. Il valore della passività di leasing viene determinato successivamente aumentando il valore contabile per tener conto degli interessi sulla passività del leasing, diminuendolo per tener conto dei pagamenti dovuti per il leasing effettuati e rideterminandolo per tener conto di eventuali nuove valutazioni o modifiche del leasing.

Alla data di decorrenza la valutazione del costo dell'attività, consistente nel «diritto di utilizzo», comprende l'importo della valutazione iniziale della passività del leasing, i pagamenti dovuti per il leasing effettuati alla data o prima della data di decorrenza al netto degli incentivi al leasing ricevuti, i costi iniziali diretti sostenuti dal locatario e la stima dei costi per lo smantellamento o ripristino dell'attività sottostante. Dopo la data di decorrenza l'attività viene valutata applicando un modello del costo, e quindi ammortizzata lungo la vita del contratto stesso o della vita utile qualora il leasing trasferisce la proprietà dell'attività sottostante al locatario al termine della durata del leasing o se il costo dell'attività consistente nel diritto di utilizzo riflette il fatto che il locatario eserciterà l'opzione di acquisto.

In termini economici, i canoni di locazione precedentemente contabilizzati quali spese ammnistrative, vengono sostituiti dalla rilevazione degli interessi passivi sulla passività di leasing e delle quote di ammortamento del diritto d'uso.

In sede di prima applicazione sono date al locatario due opzioni riguardo all'applicazione del Principio. Il locatario può applicare il nuovo principio ai contratti di leasing:

  • retroattivamente applicando lo IAS 8 «Principi contabili, cambiamenti nelle stime ed errori» ed effettuando il re-statement dei dati comparativi; oppure
  • retroattivamente contabilizzando l'effetto cumulativo dell'applicazione del principio come rettifica del saldo di apertura degli utili portati a nuovo alla data dell'applicazione iniziale (senza effettuare il re-statement dei dati comparativi).

Si sottolinea che il Gruppo ha deciso di non esercitare la facoltà di applicare il c.d. «grandfathering», con conseguente rideterminazione del perimetro delle operazioni di locazione da assoggettare al nuovo Principio. Il Gruppo ha optato altresì per il riconoscimento degli effetti dell'applicazione iniziale secondo l'approccio «retrospettivo modificato», senza quindi riconoscere retrospettivamente gli effetti dell'applicazione del medesimo in applicazione allo IAS 8. In base a tale approccio:

  • il diritto d'uso è posto pari alla passività del leasing, ossia pari al valore attuale dei canoni futuri da corrispondere per la prevista durata del contratto ed attribuibili alla componente leasing, al netto della componente IVA, attualizzati sulla base del tasso di interesse marginale («incremental borrowing rate») alla data di prima applicazione rettificato per l'importo di eventuali risconti attivi o ratei passivi relativi al leasing;
  • non è rideterminata l'informativa comparativa per il bilancio 2018.

Infine, non vengono assoggettati i contratti di locazione aventi per sottostante immobilizzazioni immateriali alle previsioni dell'IFRS 16.

Il Gruppo ha optato per l'utilizzo, in base alle facoltà concesse dall'I-FRS 16, dei seguenti espedienti pratici in sede di transizione al nuovo principio:

  • l'esclusione della contabilizzazione di componenti patrimoniali relativa a contratti di leasing con durata residua non superiore a 12 mesi (indipendentemente dalla durata originaria del contratto);
  • stima della durata del leasing sulla base delle esperienze acquisite e/o delle informazioni disponibili alla data di prima applicazione in merito all'esercizio delle opzioni di proroga o risoluzione anticipata.

Si riepilogano, inoltre, le regole operative utilizzate dal Gruppo nella fase di prima applicazione per i contratti di leasing classificati come operativi secondo lo IAS 17:

  • per i locatari, applicando l'opzione retrospettiva modificata che non prevede il restatement dei dati comparativi del 2018, il Diritto d'uso è stato determinato pari al valore della lease liability rettificato per l'importo di eventuali risconti attivi o ratei passivi relativi al leasing;
  • è stata applicata l'esenzione dei low-value contract: il valore individuato è coerente con la soglia pari a 5 mila dollari prevista nel principio contabile IFRS 16. In tale fattispecie rientra la telefonia mobile non di proprietà;
  • è stata applicata l'esenzione degli short-term contract ai contratti la cui durata termina entro i 12 mesi dalla data di applicazione iniziale. In particolare, rientrano nella fattispecie i contratti avente oggetto immobili con scadenza naturale (incluso il primo rinnovo) entro il 31 dicembre 2019 o con data di rilascio prevista entro il medesimo termine;
  • non è stato applicato l'espediente pratico di non separare le componenti di servizio da quelle di leasing e contabilizzare di conseguenza l'intero contratto come leasing;
  • per la rilevazione e la valutazione del Debito leasing al 1° gennaio 2019:
    • a. il tasso di sconto applicato è stato definito, utilizzando la metodologia dell'incremental borrowing rate sulla base della durata del contratto al 1° gennaio 2019;
    • b. la durata del leasing è stata determinata applicando il principio di ragionevolezza; in particolate il Gruppo ha deciso di considerare alla data di prima applicazione (e a regime sui nuovi contratti) solo il primo periodo di rinnovo come ragionevolmente certo, a meno che non ci siano clausole contrattuali particolari, fatti o circostanze, che portino a considerare rinnovi aggiuntivi o a determinare la fine del leasing;
    • c. per la quantificazione del Diritto d'uso al 1° gennaio 2019 è stato utilizzato come espediente pratico l'esclusione dei costi diretti iniziali dalla valutazione del Diritto d'uso.

Gli impatti derivanti dalla prima applicazione del nuovo principio contabile sono così dettagliabili:

  • 223 milioni di euro rappresentanti il valore del diritto d'uso connesso a locazioni di immobili, autoveicoli e macchine d'ufficio;
  • 222 milioni di euro circa per la correlata passività di leasing verso i locatari data dal valore attuale dei pagamenti dovuti per il leasing non versati alla data di prima applicazione;
  • -1 milione di euro per risconti attivi contabilizzati al 31 dicembre 2018 per canoni di affitto che, a seguito dell'introduzione del nuovo principio contabile non sono più oggetto di rilevazione in quanto il nuovo trattamento contabile prevede la rilevazione puntuale della passività per leasing.

Le disposizioni introdotte dall'IFRS 16 hanno comportato, in sede di prima applicazione, la rilevazione patrimoniale dei diritti d'uso e delle corrispondenti passività finanziarie per contratti di locazione immobili e contratti di noleggio autovetture. Per tali categorie di contratti è previsto lo scorporo delle «non-lease component» la cui rilevazione contabile è soggetta alle previsioni dell'IFRS 15.

Risultano nell'ambito di applicazione del principio ma non sono rilevati nel diritto d'uso anche:

  • i contratti di affitto di immobili con scadenza naturale entro i 12 mesi;
  • i contratti di noleggio di telefonia mobile, in quanto contratti in cui l'asset sottostante è di modesto valore.

Come previsto dal principio sono state esclusi le seguenti attività:

  • il noleggio di linee e trasmissione dati;
  • alcune tipologie di contratti di immobili: contratti di comodato e concessioni d'uso gratuito;
  • i «servizi e progetti applicativi»;
  • la sublocazione di immobili a favore dei dipendenti;
  • i canoni e noleggi vari riferibili ad accordi di licenze ai sensi dello IAS 38 e a fronte di prestazione di servizi riconducibili all'IFRS 15.

Le citate variazioni effettuate in sede di prima applicazione, imputabili quasi integralmente ai contratti di locazione immobili, non hanno generato la rilevazione di utili o perdite da prima applicazione da registrare a patrimonio netto e sono risultati complessivamente irrilevanti rispetto al CET 1.

IL GRUPPO BANCARIO BANCA POPOLARE DI SONDRIO

Il Gruppo Bancario Banca Popolare di Sondrio risulta così composto:

Capogruppo:

Banca Popolare di Sondrio s.c.p.a. - Sondrio;

Società del Gruppo:

Banca Popolare di Sondrio (SUISSE) SA - Lugano CH.

La Capogruppo detiene totalmente il capitale della Banca Popolare di Sondrio (SUISSE) SA di 180.000.000 di franchi svizzeri.

Factorit spa - Milano.

La Capogruppo detiene il 60,5% del capitale di Factorit spa, pari a 85.000.002 euro.

Sinergia Seconda Srl - Milano

La Capogruppo detiene totalmente il capitale di Sinergia Seconda Srl, pari a 60.000.000 di euro.

Banca della Nuova Terra spa – Sondrio

La Capogruppo detiene totalmente il capitale di Banca della Nuova Terra spa, pari a 31.315.321 euro.

PrestiNuova spa – Roma

La Capogruppo detiene totalmente il capitale di PrestiNuova spa, pari a 25.263.160 euro.

Popso Covered Bond srl – Conegliano.

La Capogruppo detiene il 60% del capitale di Popso Covered Bond srl, pari a 10.000 euro.

AREA E METODI DI CONSOLIDAMENTO

Il resoconto intermedio di gestione consolidato rappresenta unitariamente la situazione patrimoniale, finanziaria e i risultati economici al 31 marzo 2019 del Gruppo Bancario Banca Popolare di Sondrio, che comprende la Capogruppo, la Banca Popolare di Sondrio (SUISSE) SA, Factorit spa, Sinergia Seconda Srl, Banca della Nuova Terra spa, PrestiNuova spa e Popso Covered Bond srl, e delle entità di cui il Gruppo detiene il controllo come definito dall'IFRS 10.

Il consolidamento integrale riguarda le seguenti società controllate:

Denominazione Sede Capitale Sociale (in migliaia) Quota di partecip. %
Banca Popolare di Sondrio (SUISSE) SA Lugano (CHF) 180.000 100
Factorit spa Milano 85.000 60,5
Sinergia Seconda srl Milano 60.000 100
Banca della Nuova Terra spa Sondrio 31.315 100
PrestiNuova spa Roma 25.263 100
Pirovano Stelvio spa * Sondrio 2.064 100
Servizi Internazionali e Strutture Integrate 2000 srl * Milano 75 100
Immobiliare San Paolo srl * Tirano 10 ** 100
Immobiliare Borgo Palazzo srl * Tirano 10 ** 100
Popso Covered Bond srl Conegliano 10 60

PARTECIPAZIONI CONSOLIDATE INTEGRALMENTE:

** partecipazioni non rientranti nel gruppo bancario

** partecipata da Sinergia Seconda srl

Inoltre, sono stati oggetto di consolidamento il Fondo Immobiliare Centro delle Alpi Real Estate, di cui la Capogruppo detiene la totalità delle quote, nonché la società Adriano SVP Srl, che ha realizzato un'operazione di cartolarizzazione di crediti ceduti da PrestiNuova spa, in conformità alla definizione di controllo di cui all'IFRS 10.

Sono altresì comprese nell'area di consolidamento le partecipate su cui la Capogruppo esercita un'influenza notevole in quanto la quota detenuta, direttamente o indirettamente, è compresa tra il 20% e il 50%, oppure, anche nel caso di un'interessenza minore, si è in presenza di una o più delle seguenti circostanze:

  • a) la rappresentanza nel consiglio di amministrazione o nell'organo equivalente della partecipata;
  • b) la partecipazione nel processo decisionale, inclusa la partecipazione alle decisioni in merito ai dividendi;
  • c) il verificarsi di rilevanti operazioni tra la partecipante e la partecipata;
  • d) l'interscambio di personale dirigente;
  • e) la fornitura di informazioni tecniche essenziali.

Queste società vengono valutate al patrimonio netto, con esclusione di quelle poco significative che sono valutate al costo.

Il metodo del patrimonio netto prevede l'iscrizione iniziale della partecipazione al costo e il suo successivo adeguamento di valore sulla base delle quote di pertinenza del patrimonio netto. La quota di pertinenza dei risultati d'esercizio della partecipata è rilevata a specifica voce del conto economico.

Ogni cambiamento nelle altre componenti di conto economico complessivo relativo a queste partecipate è presentato come parte del conto economico complessivo del Gruppo. Inoltre, nel caso in cui una società collegata o una joint venture rilevi una variazione con diretta imputazione al patrimonio netto, il Gruppo rileva la sua quota di pertinenza, ove applicabile, nel prospetto delle variazioni nel patrimonio netto. Gli utili e le perdite non realizzate derivanti da transazioni tra il Gruppo e società collegate o joint venture sono eliminati in proporzione alla quota di partecipazione nelle collegate o joint venture.

L'avviamento afferente alla collegata od alla joint venture è incluso nel valore contabile della partecipazione e non è soggetto ad una verifica separata di perdita di valore (impairment).

Successivamente all'applicazione del metodo del patrimonio netto, il Gruppo valuta se sia necessario riconoscere una perdita di valore della propria partecipazione nelle società collegate o joint venture. Il Gruppo valuta a ogni data di bilancio se vi siano evidenze obiettive che le partecipazioni nelle società collegate o joint venture abbiano subito una perdita di valore. In tal caso, il Gruppo calcola l'ammontare della perdita come differenza tra il valore recuperabile della collegata o della joint venture e il valore di iscrizione della stessa nel proprio bilancio, rilevando tale differenza nel prospetto dell'utile/(perdita) d'esercizio nella voce «quota di pertinenza del risultato di società collegate o joint venture».

Eventuali successive riprese di valore non possono eccedere l'ammontare delle perdite da impairment in precedenza registrate. All'atto della perdita dell'influenza notevole su una società collegata o del controllo congiunto su una joint venture, il Gruppo valuta e rileva la partecipazione residua al fair value. La differenza tra il valore di carico della partecipazione alla data di perdita dell'influenza notevole o del controllo congiunto e il fair value della partecipazione residua e dei corrispettivi ricevuti è rilevata nel conto economico.

Le percentuali di possesso sono specificate nella tabella seguente:

PARTECIPAZIONI CONSOLIDATE CON IL METODO DEL PATRIMONIO NETTO:

Denominazione Sede Capitale Sociale (in migliaia) Quota di partecip. %
Alba Leasing spa Milano 357.953 19,264
Arca Vita spa Verona 208.279 14,837
Arca Holding spa Milano 50.000 21,137
Unione Fiduciaria spa Milano 5.940 24,000
Polis Fondi Sgrpa Milano 5.200 19,600
Rent2Go srl Bolzano 3.800 33,333
Sofipo SA * Lugano (CHF) 2.000 30,000
Rajna Immobiliare srl Sondrio 20 50,000

** partecipata da Banca Popolare di Sondrio (SUISSE) SA.

CONVERSIONE DEI BILANCI IN MONETA DIVERSA DALL'EURO

La valorizzazione in euro della situazione trimestrale della Banca Popolare di Sondrio (SUISSE) SA avviene applicando il cambio ufficiale alla data di chiusura del periodo per attività e passività di stato patrimoniale, mentre i costi e i ricavi sono stati convertiti sulla base di un cambio medio di periodo. Le differenze da conversione dei dati di bilancio sono imputate alla voce «riserve».

EVENTI SUCCESSIVI ALLA DATA DI RIFERIMENTO DEL BILANCIO INFRANNUALE

Nel periodo di tempo intercorso tra la data di riferimento del presente resoconto intermedio di gestione consolidato e la sua approvazione da parte del Consiglio di amministrazione avvenuta il 9 maggio 2019 non sono intervenuti fatti che comportino una rettifica dei dati approvati in tale sede, né si sono verificati fatti di rilevanza tale da richiedere un'integrazione all'informativa fornita.

CENNI INTERNAZIONALI

Nel primo trimestre dell'anno è continuata, secondo le ultime indicazioni disponibili, la crescita in alcune delle principali economie mondiali. Peraltro, sembra essersi trattato di una dinamica piuttosto discontinua, con importanti differenziazioni fra i principali soggetti della scena internazionale. Di rilievo l'accelerazione della dinamica negli Stati Uniti, dove il PIL ha segnato un incremento del 3,2%, al di là delle attese.

La Cina pare invece essere stata interessata da un leggero rallentamento (con il tasso di crescita sceso dal 6,6% dell'ultimo trimestre del 2018 al 6,4% del primo del 2019).

Quanto all'Unione Europea, non sono al momento disponibili indicazioni ufficiali, anche se è plausibile che si sia protratto il periodo di calo della dinamica già registrato a fine 2018. Ciò, anche in relazione ai problemi relativi alle esportazioni legati al tema dei dazi.

Un quadro complessivo abbastanza contrastato, nel quale permangono i rischi legati al possibile accentuarsi delle tensioni in alcune aree di crisi dello scacchiere mondiale e al manifestarsi di ripercussioni conseguenti alle misure protezionistiche che ostacolano il libero commercio.

Quanto all'Italia, dopo che il 2018 si era chiuso con una piccola recessione, il Prodotto Interno Lordo ha segnato nel primo trimestre del nuovo anno un leggero incremento: +0,2%. La dinamica positiva sembra da attribuire al canale estero, mentre i consumi interni si sono mantenuti stabili, se non cedenti.

SINTESI DEI RISULTATI

(in milioni di euro)
Dati patrimoniali 31/03/2019 31/12/2018 Var. %
Finanziamenti verso clientela 25.962 25.845 0,45
Crediti verso clientela valutati al costo ammortizzato 25.751 25.604 0,57
Crediti verso clientela valutati al fair value con impatto
sul conto economico 211 241 -12,27
Finanziamenti verso banche 1.330 1.321 0,68
Attività finanziarie che non costituiscono finanziamenti 10.272 11.065 -7,17
Partecipazioni 226 221 2,26
Totale dell'attivo 40.772 41.128 -0,87
Raccolta diretta da clientela 30.496 31.063 -1,82
Raccolta indiretta da clientela 31.541 30.182 4,50
Raccolta assicurativa 1.447 1.410 2,60
Massa amministrata della clientela 63.485 62.655 1,32
Altra provvista diretta e indiretta 10.944 10.524 3,99
Patrimonio netto 2.726 2.651 2,82
Dati economici 31/03/2019 31/03/2018 Var. %
Margine di interesse 120 120 -0,02
Margine di intermediazione 227 211 7,30
Risultato dell'operatività corrente 51 56 -9,69
Utile di periodo 35 43 -18,47
Indici di bilancio %
Cost/income 60,14 61,64
Margine di interesse / Totale dell'attivo 0,29 0,29
Risultato netto della gestione finanziaria / Totale dell'attivo 0,45 0,44
Margine di interesse / Margine di intermediazione 53,01 56,89
Spese amministrative / Margine di intermediazione 62,56 67,23
Utile di periodo/Totale dell'attivo 0,09 0,10
Sofferenze /Finanziamenti verso clientela 2,98 2,94
Finanziamenti verso clientela/Raccolta diretta 85,13 83,20
Coefficienti patrimoniali
CET1 Capital ratio 12,06% 12,03%
Total Capital ratio 13,49% 13,61%
Eccedenza patrimoniale 1.227 1.228
Altre informazioni gruppo bancario
Numero dipendenti 3.255 3.254
Numero filiali 362 362

Nella Confederazione Elvetica, dopo i positivi risultati del 2018, le previsioni di crescita per il 2019 sono state riviste al ribasso in relazione alle difficoltà della congiuntura internazionale. In particolare, il rallentamento in Germania, fondamentale partner commerciale, potrà pesare sul livello delle esportazioni.

RACCOLTA

Nel periodo in esame si è protratta una situazione monetaria caratterizzata da abbondanza di liquidità che, secondo le ultime indicazioni della BCE, pare destinata a mantenersi anche nei mesi a venire.

A livello di sistema, la raccolta ha segnato complessivamente un leggero incremento, +1,2% sull'anno precedente, confermando peraltro la divaricazione tra il trend positivo dei depositi e l'ancora evidente contrazione delle obbligazioni.

Quanto al nostro Gruppo, la raccolta diretta da clientela si è attestata a 30.496 milioni, -1,82%.

La raccolta indiretta da clientela è stata pari a 31.541 milioni, +4,50%. La raccolta assicurativa ha segnato 1.447 milioni, +2,60%.

(in migliaia di euro) 31/03/2019 Compos. % 31/12/2018 Compos. % Variaz. %
Depositi a risparmio 523.491 1,72 527.859 1,70 -0,83
Certificati di deposito 1.466 0,00 1.594 0,01 -8,06
Obbligazioni 2.545.041 8,34 2.349.650 7,56 8,32
Pronti contro termine 2.100 0,01 100 0,00
Assegni circolari e altri 138.841 0,45 128.439 0,40 8,10
Conti correnti 23.941.083 78,51 24.944.658 80,31 -4,02
Conti vincolati 733.549 2,41 806.856 2,60 -9,09
Conti in valuta 2.377.171 7,80 2.303.356 7,42 3,20
Passività Leasing 233.592 0,76
Totale 30.496.334 100,00 31.062.511 100,00 -1,82

RACCOLTA DIRETTA DA CLIENTELA

RACCOLTA GLOBALE

(in migliaia di euro) 31/03/2019 Compos. % 31/12/2018 Compos. % Variaz. %
Totale raccolta diretta da clientela 30.496.334 40,97 31.062.511 42,44 -1,82
Totale raccolta indiretta da clientela 31.541.389 42,38 30.182.455 41,24 4,50
Totale raccolta assicurativa 1.446.891 1,94 1.410.180 1,93 2,60
Totale 63.484.614 85,29 62.655.147 85,61 1,32
Debiti verso banche 6.308.554 8,48 6.165.836 8,43 2,31
Raccolta indiretta da banche 4.635.895 6,23 4.358.442 5,96 6,37
Totale generale 74.429.063 100,00 73.179.424 100,00 1,71

La raccolta globale da clientela si è pertanto affermata a 63.485 milioni, +1,32%.

I debiti verso banche sono ammontati a 6.309 milioni, +2,31%. Ricomprendono, come già nei precedenti esercizi, operazioni di rifinanziamento in essere a fine anno con la Banca Centrale Europea per 4.600 milioni. L'indiretta da banche è salita da 4.358 a 4.636 milioni, +6,37%.

La raccolta globale da clientela e banche è quindi ammontata a 74.429 milioni, +1,71%.

Quanto alle singole componenti, i conti correnti, in euro e in valuta, sono calati a 26.318 milioni, -3,41%, e hanno costituito l'86,32% dell'intera raccolta diretta. Le obbligazioni hanno evidenziato un aumento dell'8,32% a 2.545 milioni. I conti vincolati sono scesi a 734 milioni, -9,09%. Praticamente nulli i pronti contro termine; stabili i depositi a risparmio, pari a 523 milioni, -0,83%. I certificati di deposito si sono attestati a 2 milioni, sui livelli del periodo di confronto, confermandosi una componente del tutto marginale. Gli assegni circolari hanno cifrato 139 milioni, +8,10%. Di rilievo la nuova posta rappresentata dalle passività per leasing derivante dalle nuove modalità di contabilizzazione previste dall'IFRS 16, che ammonta a 234 milioni.

Riguardo al risparmio gestito si fa rinvio al capitolo della presente relazione dedicato all'attività in titoli e tesoreria.

FINANZIAMENTI VERSO CLIENTELA

L'andamento poco sostenuto del ciclo economico ha trovato riscontro nella dinamica dei prestiti bancari, che hanno segnato un incremento annuo dello 0,8%, mentre è continuato in modo significativo il processo di miglioramento della qualità del credito. Nel complesso le condizioni di offerta sono rimaste distese, anche se vi è stato qualche segnale di irrigidimento, con i tassi ancorati su livelli ancora ai minimi. L'aumento dei rendimenti delle obbligazioni registrato sui mercati finanziari italiani si sta trasmettendo molto gradualmente alle condizioni del credito, grazie all'abbondante liquidità e alla pressione concorrenziale tra banche.

La consolidata funzione di sostegno all'economia dei territori serviti è stata al centro dell'azione del nostro Gruppo, che vi ha provveduto secondo canoni di rigorosa e professionale selezione delle controparti da affidare.

Per il nostro Gruppo, gli impieghi hanno sommato 25.962 milioni, in aumento dello 0,45% sull'esercizio precedente. L'andamento di periodo è stato piuttosto riflessivo. Il rapporto crediti verso clientela/raccolta diretta da clientela si è attestato all'85,13% rispetto all'83,20% dell'esercizio precedente.

Alla dinamica degli impieghi, le diverse forme tecniche hanno contribuito in varia misura e con andamenti contrastanti. Dette voci sono pari alla somma dei finanziamenti ricompresi nella voce «40. attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - b) crediti verso clientela» e nella voce «20. attività finanziarie valutate al fair value con impatto sul conto economico - c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value».

(in migliaia di euro) 31/03/2019 Compos. % 31/12/2018 Compos. % Variaz. %
Conti correnti 4.238.521 16,33 4.252.855 16,46 -0,34%
Finanziamenti in valuta 890.726 3,42 855.104 3,31 4,17%
Anticipi 514.996 2,00 469.429 1,82 9,71%
Anticipi s.b.f. 227.787 0,88 230.584 0,89 -1,21%
Portafoglio scontato 7.379 0,03 5.801 0,02 27,20%
Prestiti e mutui artigiani 55.696 0,21 58.858 0,23 -5,37%
Prestiti agrari 20.604 0,08 20.764 0,08 -0,77%
Prestiti personali 487.222 1,88 494.795 1,91 -1,53%
Altre operazioni e mutui chirografari 5.447.550 20,98 5.155.908 19,95 5,66%
Mutui ipotecari 10.076.035 38,81 9.915.925 38,37 1,61%
Crediti in sofferenza 772.913 2,98 760.412 2,94 1,64%
Pronti contro termine 1.014.457 3,91 1.204.429 4,66 -15,77%
Factoring 1.960.995 7,55 2.156.486 8,34 -9,07%
Titoli di debito 247.423 0,94 263.374 1,02 -6,06%
Totale 25.962.304 100,00 25.844.724 100,00 0,45%

FINANZIAMENTI A CLIENTELA

Buona la dinamica dei mutui ipotecari, che si sono attestati a 10.076 milioni, +1,61%, e costituiscono la principale componente dei finanziamenti a clientela con il 38,81%. In salita pure le altre operazioni e mutui chirografari: 5.448 milioni, +5,66%, pari al 20,98% dei crediti verso clientela. I conti correnti sono diminuiti dello 0,34%, passando da 4.253 a 4.239 milioni. In aumento gli anticipi, 515 milioni, +9,71%. In contrazione i PCT, che rappresentano l'impiego di temporanee eccedenze di liquidità con controparti istituzionali, passati da 1.204 a 1.014 milioni, -15,77%. Così pure i prestiti personali, -1,53%, da 495 a 487 milioni, e gli anticipi sbf, pari a 228 milioni, -1,21%. In calo del 9,07% a 1.961 milioni le operazioni di factoring. I titoli di debito, pari a fine 2018 a 263 milioni, sono risultati anch'essi in diminuzione, -6,06% a 247 milioni; derivano da operazioni di cartolarizzazione di finanziamenti a clientela effettuate dalle partecipate Banca della Nuova Terra spa e Alba Leasing spa. In aumento i finanziamenti in valuta, 891 milioni +4,17%.

Nell'aggregato finanziamenti sono ricomprese attività cedute non cancellate per 1.622 milioni in relazione all'operazione di emissione di obbligazioni bancarie garantite (Covered Bond) e cartolarizzazioni. Non si è proceduto alla cancellazione di tali mutui in quanto la struttura prescelta non soddisfa i requisiti previsti dallo IAS 39.

L'aggregato crediti deteriorati è salito del 2,37% a 1.895 milioni ed è pari al 7,30% (ex 7,16%) della voce crediti verso clientela. Un andamento quello registrato dal dato puntuale in controtendenza rispetto al sistema, ma che in realtà non rispecchia l'attività svolta e l'impegno dedicato al contenimento degli stessi.

Le rettifiche di valore complessive relative ai crediti deteriorati sono

(in migliaia di euro) 31/03/2019 31/12/2018 Variazioni
assolute
Variazioni
%
Crediti Deteriorati Esposizione lorda 4.082.549 4.171.707 -89.158 -2,14%
Rettifiche di valore 2.187.980 2.320.944 -132.964 -5,73%
Esposizione netta 1.894.569 1.850.763 43.806 2,37%
– Sofferenze Esposizione lorda 2.373.591 2.481.444 -107.853 -4,35%
Rettifiche di valore 1.600.643 1.721.031 -120.388 -7,00%
Esposizione netta 772.948 760.413 12.535 1,65%
– Inadempienze probabili Esposizione lorda 1.615.289 1.585.177 30.112 1,90%
Rettifiche di valore 576.752 579.483 -2.731 -0,47%
Esposizione netta 1.038.537 1.005.694 32.843 3,27%
– Esposizioni scadute
– e/o sconfinanti
– deteriorate
Esposizione lorda 93.669 105.086 -11.417 -10,86%
Rettifiche di valore 10.585 20.430 -9.845 -48,19%
Esposizione netta 83.084 84.656 -1.572 -1,86%
Crediti in bonis Esposizione lorda 24.196.484 24.111.603 84.881 0,35%
Rettifiche di valore 128.749 117.644 11.105 9,44%
Esposizione netta 24.067.735 23.993.959 73.776 0,31%
Totale crediti
verso clientela
Esposizione lorda 28.279.033 28.283.312 -4.279 -0,02%
Rettifiche di valore 2.316.729 2.438.588 -121.859 -5,00%
Esposizione netta 25.962.304 25.844.724 117.580 0,45%

FINANZIAMENTI A CLIENTELA - PARTITE DETERIORATE E IN BONIS

ammontate a 2.188 milioni, -5,73%, pari al 53,59% dell'importo lordo degli stessi, rispetto al 55,63% di fine 2018 e al 51,79% del 2017. La riduzione del grado di copertura consegue in buona parte a stralci effettuati su posizioni già a sofferenza. L'apposita tabella riporta una sintetica esposizione dei crediti, deteriorati e in bonis.

Le sofferenze nette sono ammontate a 773 milioni, +1,65%, corrispondenti al 2,98% del totale dei crediti verso la clientela, rispetto al 2,94% al 31 dicembre 2018. A fronte delle perdite presunte sulle sofferenze in essere, le rettifiche di valore sono passate a 1.601 milioni, -7,00%, pari al 67,44% dell'importo lordo di tali crediti, rispetto al 69,36% dell'anno precedente, riduzione connessa a quanto già sopra riportato. Le consistenti rettifiche riflettono criteri di valutazione prudenziali, in specie sulle posizioni assistite da garanzie reali costituite da immobili, recependo al riguardo le indicazioni impartite dalla Vigilanza durante gli accertamenti cui è stata sottoposta la Capogruppo nel corso degli anni. È una delle percentuali di copertura tra le più elevate a livello nazionale. Se si tiene conto degli importi passati a conto economico in anni precedenti su posizioni già a sofferenze per le quali si mantiene un'evidenza contabile a fronte di una prospettiva di eventuali recuperi, la copertura per tali crediti si attesta al 76,89%.

Le inadempienze probabili, che sono costituite dalle esposizioni creditizie diverse dalle sofferenze per le quali si giudica improbabile che il debitore, fatto salvo il ricorso della banca ad azioni tutorie quali l'escussione delle garanzie, adempia integralmente alle sue obbligazioni, sono aumentate a 1.039 milioni, +3,27%, corrispondenti al 4,00% del totale dei crediti verso la clientela, rispetto al 3,89% dell'anno precedente. Le relative rettifiche, che assicurano un grado di copertura del 35,70%, sono state pari a 577 milioni, -0,47% sul periodo di confronto quando ammontavano a 579 milioni.

Le esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate, che ricomprendono esposizioni diverse da quelle classificate tra le sofferenze o le inadempienze probabili, che, alla data di riferimento, sono scadute e/o sconfinanti da oltre 90 giorni e superano una prefissata soglia di materialità, hanno cifrato 83 milioni, -1,86%, pari allo 0,32% del totale dei crediti verso la clientela, rispetto allo 0,33% del periodo di confronto, con un grado di copertura dell'11,30%. Le relative rettifiche sono ammontate a 10 milioni, -48,19%.

Oltre alle rettifiche sui crediti deteriorati, gli accantonamenti a fronte dei crediti in bonis hanno sommato 129 milioni, +9,44%, e sono pari allo 0,53% degli stessi rispetto allo 0,49%. L'aumento del grado di copertura si correla principalmente all'utilizzo di scenari macroeconomici meno favorevoli nei modelli utilizzati per la predisposizione delle rettifiche forfetarie. L'ammontare complessivo delle rettifiche è pervenuto a 2.317 milioni, -5%.

ATTIVITÀ IN TITOLI E TESORERIA

Dopo un anno, il 2018, straordinariamente difficile, il primo trimestre del 2019 si è contraddistinto per un brillante recupero dei mercati finanziari internazionali.

Al 31 marzo 2019 la posizione interbancaria segnava un saldo negativo di 4.979 milioni, in aumento di 134 milioni rispetto a fine 2018, quando era negativa per 4.845 milioni.

Le disponibilità di cassa e liquide ammontavano a 1.922 milioni rispetto a 1.577 milioni. La liquidità del Gruppo, come del resto quella del sistema, è rimasta ancora abbondante. A fine anno la Capogruppo aveva in essere due operazioni T-LTRO II con la BCE per complessivi 4.600 milioni. La prima, accesa per 1.100 milioni il 23 giugno 2016 con scadenza al 24 giugno 2020 e facoltà di rimborso anticipato a partire dal 27 giugno 2018, è un'operazione a tasso zero (salvo riduzione in caso di incremento degli impieghi «eligible» rispetto al benchmark a noi assegnato). La seconda è stata accesa nel mese di marzo 2017, quando la Capogruppo ha ritenuto di partecipare per 3.500 milioni all'ultima operazione mirata al rifinanziamento di cui al programma T-LTRO II predisposta dalla BCE con scadenza al 24 marzo 2021 e sempre con l'obiettivo di stimolare l'economia reale, garantendo ulteriore liquidità al sistema bancario. Al netto delle citate operazioni T-LTRO II, il saldo della voce crediti/debiti verso banche sarebbe stato negativo per 379 milioni.

L'esposizione al rischio di liquidità è monitorata con riguardo sia al breve termine, cioè su un arco temporale di tre mesi, con cadenza giornaliera, e sia al lungo termine, con frequenza mensile.

Sono inoltre calcolati gli indicatori previsti dalla normativa di Basilea

3, quello a breve termine (Liquidity Coverage Ratio) e quello strutturale (Net Stable Funding Ratio), che si posizionano entrambi su livelli superiori ai minimi previsti. Il Gruppo può fare affidamento su un consistente portafoglio di attività rifinanziabili che, al netto degli haircut applicati, è ammontato a 11.364 milioni, rispetto a 11.923 milioni, di cui 6.244 liberi e 5.120 impegnati.

Al 31 marzo 2019 i portafogli di attività finanziarie rappresentate da titoli ammontavano complessivamente a 10.272 milioni, in diminuzione del 7,17% rispetto agli 11.065 milioni del 31 dicembre 2018. Tale diminuzione è correlata alla vendita di titoli governativi italiani (BTP e CTZ a brevissima scadenza) in un'ottica di riposizionamento rispetto al rischio sovrano Italia e solo in parte controbilanciata dagli acquisti, al fine di diversificazione, di titoli di elevato rating. Il prospetto che segue evidenzia la consistenza delle singole attività e le variazioni percentuali.

ATTIVITÀ FINANZIARIE (TITOLI DI DEBITO, TITOLI DI CAPITALE, QUOTE DI OICR E DERIVATI) PER PORTAFOGLIO DI APPARTENENZA

(in migliaia di euro) 31/03/2019 31/12/2018 Variaz. %
Attività finanziarie detenute per la negoziazione 239.705 251.044 -4,52
di cui prodotti derivati 34.735 31.668 9,68
Altre attività finanziarie obbligatoriamente
valutate al fair value
374.289 366.287 2,18
Attività finanziarie valutate al fair value
con impatto sulla redditività complessiva
3.395.511 4.423.618 -23,24
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 6.262.386 6.024.006 3,96
Totale 10.271.891 11.064.955 -7,17

In linea di continuità con il passato, il portafoglio vede la forte prevalenza di titoli di Stato domestici, nonostante i consistenti realizzi, come in precedenza riportato. La movimentazione si è mantenuta elevata, sia pure su livelli inferiori rispetto al periodo di confronto e ha interessato in prevalenza i portafogli HTCS e HTC. Peraltro, il perdurare della politica monetaria espansiva ha mantenuto i rendimenti dei titoli del debito pubblico italiano ancora su livelli minimi, con rendimenti sulle scadenze brevi negativi o nulli. La duration del portafoglio è di circa quattro anni rispetto ai tre anni e mezzo dell'esercizio precedente.

Attività finanziarie detenute per la negoziazione

Il portafoglio di trading si è mantenuto ancora su consistenze meno significative rispetto allo scorso esercizio e l'operatività ha riguardato quasi esclusivamente titoli azionari. La sua consistenza è ammontata a 240 milioni, in diminuzione del 4,52% rispetto ai 251 milioni del periodo di raffronto.

(in migliaia di euro) 31/03/2019 31/12/2018 Variaz. %
Titoli di stato italiani a tasso variabile 54.442 59.089 -7,86
Titoli di stato italiani a tasso fisso 59.710 54.008 10,56
Obbligazioni bancarie 11.540 11.109 3,88
Obbligazioni di altri emittenti 1.981 1.925 2,91
Titoli di capitale 64.081 83.095 -22,88
Quote di O.I.C.R. 13.216 10.150 30,21
Valore netto contratti derivati 34.735 31.668 9,68
TOTALE 239.705 251.044 -4,52

Nella sua composizione il portafoglio di negoziazione si mantiene semplice e trasparente. È proseguita la vendita di attività finanziarie che ha interessato in particolare i titoli azionari, la cui consistenza diminuisce a 64 milioni, rispetto agli 83 milioni dell'esercizio di raffronto (-22,88%), e rappresenta il 26,73% del portafoglio, rispetto al 33,10%. Si è fortemente ridotto l'utile dell'attività di negoziazione, mentre il clima disteso dei mercati finanziari ha influito positivamente sullo sbilancio tra plusvalenze e minusvalenze.

Il risultato complessivo dell'attività di negoziazione è in aumento dell'85,17% a 21,004 milioni rispetto agli 11,343 milioni del 2018 ed è stato favorito dalla buona intonazione dei mercati finanziari.

Altre Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value

Le altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value sono salite del 2,18% a 374 milioni, rispetto a 366 milioni. Nel portafoglio sono caricati quasi esclusivamente Fondi e Sicav di varia natura. Il lieve incremento è in buona parte riconducibile alla crescita di quote di OICR in portafoglio.

(in migliaia di euro) 31/03/2019 31/12/2018 Variaz. %
Obbligazioni bancarie 8.696 8.988 -3,25
Obbligazioni altre 35.039 33.943 3,23
Titoli di capitale 1 2 -50,00
Quote di O.I.C.R. in euro 307.568 301.084 2,15
Quote di O.I.C.R. in divisa (USD) 22.985 22.270 3,21
Totale 374.289 366.287 2,18

Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva

Il portafoglio attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (HTCS) ha sommato 3.396 milioni, -23,24%. La diminuzione è dovuta a consistenti vendite di titoli di Stato italiani, in particolare a tasso fisso, e, in misura minore, spagnoli. Al suo interno i titoli di Stato italiani diminuiscono del 31,09% a complessivi 2.406 milioni; sono la componente prevalente, cui si affiancano, in un'ottica di diversificazione, titoli di Stato spagnoli e francesi a tasso fisso per 305 milioni, +11,36%. Secondo collaudati indirizzi gestionali, in questo portafoglio trova impiego parte della liquidità investita, anche con l'obiettivo di contenere, seppur parzialmente, l'impatto sul conto economico della volatilità sempre presente sui mercati finanziari. Sostanzialmente stabile la componente obbligazionaria, costituita da obbligazioni bancarie per 485 milioni, +0,27%, e da obbligazioni corporate per 73 milioni, +3,47%. I titoli di capitale aumentano del 21,34% a 127 milioni.

Da sottolineare che nel periodo in esame non è stato necessario procedere al cosiddetto impairment test al fine di identificare le perdite durevoli e, pertanto, non sono state rilevate svalutazioni a conto economico.

(in migliaia di euro) 31/03/2019 31/12/2018 Variaz. %
Titoli di stato italiani a tasso variabile 647.206 592.896 9,16
Titoli di stato italiani a tasso fisso 1.758.749 2.898.339 -39,32
Titoli di stato esteri 304.410 273.356 11,36
Obbligazioni bancarie 485.300 483.996 0,27
Obbligazioni altre 72.597 70.160 3,47
Titoli di capitale 127.249 104.871 21,34
TOTALE 3.395.511 4.423.618 -23,24

Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato

I titoli valutati al costo ammortizzato costituiscono parte delle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (HTC) e sono ammontati a 6.262 milioni, rispetto a 6.024 milioni, +3,96.%. Nella sua composizione si evidenzia un aumento delle obbligazioni bancarie, sia italiane e sia estere, di elevato standing (soprattutto covered e sovranational), che complessivamente salgono da 75 a 277 milioni.

(in migliaia di euro) 31/03/2019 31/12/2018 Variaz. %
CREDITI VERSO BANCHE 276.613 75.059 268,53
Obbligazioni bancarie italia 197.792 15.744 1156,30
Obbligazioni bancarie estere 78.821 59.315 32,89
CREDITI VERSO CLIENTELA 5.985.773 5.948.947 0,62
Titoli di stato italiani a tasso variabile 810.502 809.779 0,09
Titoli di stato italiani a tasso fisso 3.594.342 3.599.927 -0,16
Titoli di stato esteri 1.418.369 1.418.467 -0,01
Obbligazioni altre 162.560 120.774 34,60
Totale 6.262.386 6.024.006 3,96

RISPARMIO GESTITO

Dopo un 2018 da dimenticare per l'industria del risparmio gestito, nel primo trimestre del 2019 la stabilizzazione dei mercati finanziari ha favorito un ritorno di interesse per il settore.

Anche il nostro Gruppo ha risentito del clima generale. L'attività di raccolta è stata complessivamente positiva con un incremento delle masse. Il totale del patrimonio gestito nelle diverse forme ha segnato a fine marzo 5.609 milioni, in aumento del 3,81% sul dicembre 2018, di cui 3.691 milioni, +5,91%, fondi comuni di investimento e Sicav, tra le quali Popso (SUISSE) Investment Fund Sicav; 1.648 milioni, -0,91%, gestioni patrimoniali del Gruppo.

INFORMATIVA IN MERITO ALL'ESPOSIZIONE VERSO DEBITORI SOVRANI

La CONSOB, con comunicazione n. DEM/11070007 del 05/08/2011, e anche più recentemente con nota del 31/10/2018, ha invitato le società quotate a fornire nelle relazioni finanziarie informazioni sulle esposizioni verso debitori sovrani, intendendosi con tale termine i titoli obbligazionari emessi da governi centrali e locali, da enti governativi, nonché i prestiti erogati agli stessi.

Al riguardo si precisa che l'esposizione complessiva del Gruppo al 31 marzo 2019 ammontava a 9.297 milioni ed era così articolata:

  • a) Finanziamenti e titoli a amministrazioni statali: 8.689 milioni;
  • b) Finanziamenti e titoli a imprese a partecipazione statale o locale: 405 milioni;
  • c) Finanziamenti e titoli a altre amministrazioni pubbliche ed enti vari: 203 milioni.

Si segnala che l'esposizione verso debitori sovrani è costituita in buona parte da titoli di Stato italiano detenuti dalla Capogruppo.

PARTECIPAZIONI

Le partecipazioni sono ammontate a 226 milioni, con un aumento di 5 milioni essenzialmente per la valutazione al patrimonio netto delle partecipate.

ATTIVITA' MATERIALI E IMMATERIALI

Le attività materiali e immateriali si sono attestate a 596 milioni, rispetto a 361 milioni di fine 2018. Le prime hanno sommato complessivamente 563 milioni, +71,57%, le seconde sono ammontate a 33 milioni, sostanzialmente stabili. Il consistente incremento è connesso all'entrata in vigore del nuovo Principio contabile IFRS 16, che sostituisce il precedente Principio IAS 17 e che, superando per il locatario il dualismo contabile tra leasing finanziario e leasing operativo, introduce un unico modello contabile basato sulle iscrizioni in bilancio di un'attività (diritto di utilizzo) e delle passività del leasing.

Le attività immateriali comprendono 13 milioni relativi ad avviamenti. Per questi ultimi viene effettuato con cadenza annuale il test di impairment al fine di verificare eventuali perdite di valore. L'ultimo test è stato effettuato

in sede di predisposizione del bilancio consolidato al 31 dicembre 2018. Con riferimento alla data del 31 marzo 2019 non si è ravvisata la necessità di procedere alla ripetizione dello stesso.

FONDI DIVERSI

Sono costituiti dal TFR, che è ammontato a 43 milioni, +0,37%, e dai fondi per rischi e oneri che hanno sommato 256 milioni, +3,00% sul dato di fine 2018.

RISORSE UMANE

I dipendenti del Gruppo bancario al 31 marzo 2019 erano 3.255, in aumento di un'unità rispetto a fine 2018, cui vanno aggiunti i 3 dipendenti della controllata Pirovano Stelvio spa.

IL PATRIMONIO

Al 31 marzo 2019, il patrimonio netto consolidato del Gruppo, comprensivo delle riserve da valutazione e dell'utile di periodo, è risultato pari a 2.725,613 milioni, con un aumento di 74,791 milioni, +2,82%, rispetto al 31 dicembre 2018.

L'aggregato non incorpora gli effetti della distribuzione dell'utile 2018 della Capogruppo. L'Assemblea ordinaria dei soci del 27 aprile 2019 ha approvato la distribuzione di un dividendo di 0,05 euro per ciascuna delle n. 453.385.777 azioni in circolazione al 31 dicembre 2018. Il pagamento del dividendo avverrà in data 22 maggio 2019, con data di stacco 20 maggio.

Il capitale sociale della Capogruppo, costituito da n. 453.385.777 azioni ordinarie prive di valore nominale, è ammontato a 1.360,157 milioni, senza variazioni rispetto all'esercizio di raffronto.

Invariati anche i sovrapprezzi di emissione, pari a 79,005 milioni.

La voce riserve è salita a 1.274,125 milioni, +9,77%, essenzialmente per l'utile dell'esercizio 2018.

La voce riserve da valutazione, rappresentata dal saldo tra plusvalenze e minusvalenze contabilizzate sulle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e tra utili e perdite attuariali sui piani a benefici definiti per i dipendenti, ha presentato un saldo positivo di 2,807 milioni, in aumento rispetto a fine 2018 quando era in negativo per 34,452 milioni. Essa ha risentito positivamente dell'andamento favorevole dei mercati finanziari.

Il controvalore delle azioni della Capogruppo in portafoglio è passato da 25,375 milioni a 25,382 milioni, sostanzialmente stabile.

In merito all'adeguatezza patrimoniale, dal 1° gennaio 2014 è entrata in vigore la nuova normativa armonizzata per le banche e per le imprese di investimento contenuta nel Regolamento (UE) n. 575/2013 (CRR) e nella Direttiva 2013/36 UE (CRD IV). Sulla base di tale disciplina sono stati modificati con la circolare n. 285/13 dell'Organo di Vigilanza i limiti in materia di coefficienti patrimoniali che da gennaio 2019 sono pari al 7% per il CET 1 Ratio, all'8,50% per il Tier 1 Capital Ratio e al 10,50% per il Total Capital Ratio. La Banca Centrale Europea, che nell'ambito dei propri poteri, sulla base delle evidenze raccolte nell'ambito del processo di revisione e di valutazione prudenziali, ha l'autorità per fissare coefficienti di capitale e/o di liquidità personalizzati per ciascun intermediario soggetto a supervisione comunitaria, con comunicazione del 5 febbraio 2019, a conclusione del processo annuale di revisione, ha trasmesso alla banca la decisione del Supervisory Board riguardo ai nuovi coefficienti minimi da applicarsi con decorrenza 1° marzo, per l'esercizio 2019.

I livelli minimi di capitale chiesti al nostro Gruppo bancario attengono a:

  • un requisito minimo di Common Equity Tier 1 ratio pari al 9,25% (precedente 8,375%), determinato come somma del requisito minimo regolamentare di Primo Pilastro (4,50%), del Cuscinetto di Conservazione del Capitale (2,5%, precedente 1,875%), e di un requisito aggiuntivo di Secondo Pilastro (2,25%, precedente 2%);
  • un requisito minimo di Tier 1 Ratio pari al 10,75% determinato come somma del requisito minimo regolamentare di Primo Pilastro (6%), del Cuscinetto di Conservazione del Capitale (2,5%), e di un requisito aggiuntivo di Secondo Pilastro (2,25%);
  • un requisito minimo di Total Capital ratio, pari al 12,75% (precedente 11,875%), determinato come somma del requisito minimo regolamentare di Primo Pilastro (8%), del Cuscinetto di Conservazione del Capitale (2,5%, precedente 1,875%) e di un requisito aggiuntivo di Secondo Pilastro (2,25%, precedente 2%).

Mentre i due primi addendi costituenti ciascun indice sono indicati dalla normativa prudenziale e sono identici per tutte le banche di uno stesso Paese, il terzo fattore è quantificato dalla BCE sulla base dell'effettivo grado di rischiosità del singolo intermediario.

Ai due coefficienti si aggiunge, dal 2017, una «Linea d'orientamento di secondo pilastro» («Pillar 2 Guidance») che intende rappresentare una guida per l'evoluzione prospettica del capitale del Gruppo. Quest'ultimo parametro assume carattere riservato e non è, a differenza dei due requisiti minimi, oggetto di diffusione, trattandosi di elemento che, anche secondo l'indirizzo reso noto dalla BCE, non assume rilevanza in ordine alla determinazione dei dividendi distribuibili.

I fondi propri consolidati ai fini delle segnalazioni di Vigilanza, comprensivi di quota parte dell'utile al 31 marzo 2019, si sono attestati a 3.014 milioni.

Per completezza d'informazione, si segnala che il Gruppo ha deciso di avvalersi del disposto del Regolamento UE 2017/2395, che ha concesso agli intermediari vigilati la possibilità di includere, in via temporanea, nel computo del proprio capitale primario di classe 1 un importo addizionale teso a «neutralizzare» gli effetti che si avrebbero a seguito dei maggiori accantonamenti contabili derivanti dall'immediata adozione del principio contabile IFRS 9, entrato in vigore il 1° gennaio 2018. Detto importo addizionale verrà applicato al valore del patrimonio CET 1, tenendo conto di una percentuale di computabilità decrescente nel tempo, dal 95% nel 2018 al 25% nel 2022, fino al suo totale azzeramento nel 2023.

Si rassegnano di seguito i valori dei citati coefficienti con riferimento al 31 marzo 2019 e i minimi richiesti.

Coefficienti patrimoniali Gruppo Coefficienti patrimoniali minimi richiesti
CET 1 Ratio 12,06% 9,25%
Tier 1 Capital Ratio 12,09% 10,75%
Total Capital Ratio 13,49% 12,75%

Il Leverage Ratio è pari al 6,01%, applicando i criteri transitori in vigore per il 2017 (Phased in) e al 5,97% in funzione dei criteri previsti a regime (Fully Phased). Valori questi ultimi tra i più positivi nel confronto con i principali Gruppi bancari italiani ed europei.

Rassegniamo di seguito i rapporti tra il patrimonio comprensivo dell'utile di periodo e le principali voci di bilancio, raffrontati con quelli al 31 dicembre 2018:

  • – patrimonio/raccolta diretta da clientela 8,94% rispetto all'8,53%;
  • – patrimonio/crediti verso clientela 10,50% rispetto al 10,26%;
  • – patrimonio/attività finanziarie 26,53% rispetto al 23,96%;
  • – patrimonio/totale dell'attivo 6,68% rispetto al 6,44%;
  • – sofferenze nette/patrimonio 28,36% rispetto al 28,69%.

L'AZIONE BANCA POPOLARE DI SONDRIO

L'azione Banca Popolare di Sondrio, negoziata sul mercato MTA di Borsa Italiana, facente parte dell'indice FTSE Italia All-Share, ha chiuso i primi tre mesi del 2019 con una performance negativa del 7,37%, segnando un prezzo di riferimento al 29 marzo 2019 di 2,438 euro, contro i 2,632 euro di fine 2018. Nel corso del trimestre il titolo ha segnato un minimo ed un massimo intraday rispettivamente di 2,226 euro il 1° febbraio e di 2,76 euro l'8 gennaio.

Il volume medio giornaliero dei titoli scambiati sul mercato MTA di Borsa Italiana nei primi tre mesi dell'anno è stato pari a 501mila titoli, in calo rispetto ai 761mila dello stesso periodo del 2018.

Azione BANCA POPOLARE DI SONDRIO – Mercato MTA di Borsa Italiana

Fonte THOMSON REUTERS

Per quanto riguarda le azioni proprie detenute dalla Capogruppo, la consistenza al 31 marzo 2019 era pari a n. 3.650.000 azioni, invariata rispetto sia a fine 2018 e sia a dodici mesi prima. Si aggiungono n. 24.431 azioni detenute dalla Banca Popolare di Sondrio (SUISSE) SA nell'ambito del piano dei compensi basato su strumenti finanziari previsto dalle Politiche Retributive del Gruppo. Il fondo acquisto azioni proprie è utilizzato per 25,322 milioni sui 30 milioni disponibili.

La compagine sociale al 31 marzo 2019 risulta costituita da 169.507 soci, con una diminuzione di 1.164 soci rispetto alla fine del 2018.

In riferimento all'articolo 2528, ultimo comma, del codice civile, informiamo che le domande di ammissione a socio pervenute nel corso dell'esercizio sono state esaminate dal Consiglio di amministrazione sulla base dei principi legislativi e statutari. In particolare, l'articolo 9 dello statuto stabilisce che: «Il Consiglio di amministrazione decide in merito alle domande di ammissione a socio con deliberazione congruamente motivata, avuto riguardo all'interesse della società, allo spirito della forma cooperativa e alle prescrizioni statutarie», tenute altresì presenti le linee guida fissate dall'Amministrazione.

IL RATING

La solvibilità del Gruppo Bancario Banca Popolare di Sondrio, come dettagliatamente rappresentato nelle tabelle sottostanti, è valutata dalle agenzie di rating Fitch Ratings e Dagong Europe Credit Rating.

I giudizi riportati, rimasti invariati rispetto a quelli formulati nel corso del passato esercizio, fanno riferimento, rispettivamente, all'aggiornamento del 13 giugno 2018 per quanto attiene ai giudizi rilasciati da Fitch Ratings e a quello del 20 novembre 2018 per quanto riguarda le valutazioni emesse da Dagong Europe Credit Rating.

FITCH RATINGS – rilasciato il 13 giugno 2018

GIUDIZIO
BBB LONG – TERM (lungo termine)
E' una misura della probabilità di default ed esprime la capacità della banca di rim
borsare gli impieghi a medio lungo termine. E' espresso su una scala da AAA a D, per
complessivi 11 livelli.
F3 SHORT – TERM (breve termine)
Misura la capacità dell'organizzazione a cui è assegnato il rating di far fronte ai pa
gamenti in scadenza nel breve periodo, entro 13 mesi. La scala di misura comprende
sette livelli (F1, F2, F3, B, C, RD e D).
bbb VIABILITY RATING (autosufficienza)
Mira a valutare quale sarebbe la situazione della banca se essa fosse completamen
te indipendente e non potesse fare affidamento su supporto esterno. È espresso su
una scala da aaa a d, per complessivi 11 livelli.
5 SUPPORT (supporto)
Esprime la valutazione di Fitch sulla probabilità che un ente esterno offra supporto
alla banca qualora quest'ultima ne abbia bisogno. La scala di misura comprende
cinque livelli da 1 (migliore) a 5 (peggiore).
No Floor SUPPORT RATING FLOOR (livello minimo di rating di supporto)
Esprime la valutazione di Fitch sul livello minimo al di sotto del quale non abbasserà il
rating di lungo periodo dell'emittente in caso di difficoltà finanziaria dello stesso, in
considerazione della propensione da parte di potenziali sostenitori (Stato o proprietario
istituzionale) ad aiutare la banca in tali circostanze. La scala di valori associata a tale
giudizio riflette quella dei Rating di lungo termine. Un ulteriore possibile punteggio,
rappresentato dal «No Floor» (NF) indica che secondo Fitch è improbabile che dall'e
sterno giunga un aiuto (probabilità di un intervento di sostegno inferiore al 40%).
Stabile OUTLOOK (prospettiva)
È una valutazione prospettica sulla possibile evoluzione in un periodo di 1-2 anni del
rating di lungo termine assegnato. Può essere «positivo», «stabile» o «negativo».
DAGONG EUROPE CREDIT RATING – rilasciato il 20 novembre 2018
GIUDIZIO
BBB LONG – TERM (lungo termine)
È una misura della probabilità di default ed esprime la capacità della banca di adem
piere ai propri obblighi finanziari. È espresso su una scala da AAA a D, per comple
sivi 10 livelli.
A-3 SHORT – TERM (breve termine)
Misura la capacità dell'organizzazione a cui è assegnato il rating di far fronte ai pa
gamenti in scadenza nel breve periodo. La scala di misura comprende sei livelli (A-1,
A-2, A-3, B, C e D).
bbb INDIVIDUAL FINANCIAL STRENGHT ASSESSMENT
(valutazione della forza finanziaria individuale)
Mira a valutare quale sarebbe la situazione della banca se essa fosse completamen
te indipendente e non potesse fare affidamento su supporto esterno. È espresso su
una scala da aaa a d, per complessivi 10 livelli.
Stabile OUTLOOK (prospettiva)
È una valutazione prospettica sulla possibile evoluzione in un periodo di 1-2 anni del
rating di lungo termine assegnato. Può essere «positivo», «stabile» o «negativo».

RACCORDO TRA IL PATRIMONIO NETTO E L'UTILE DELLA CAPOGRUPPO E IL PATRIMONIO NETTO E L'UTILE CONSOLIDATI

Nel prospetto che segue si provvede al raccordo tra il patrimonio netto e l'utile della Capogruppo e quelli consolidati.

(in migliaia di euro) Patrimonio
netto
di cui:
Utile d'esercizio
Patrimonio netto della Capogruppo al 31.03.2019 2.429.692 26.376
Rettifiche di consolidamento (2.533) (2.533)
Differenza rispetto ai valori di carico delle partecipazioni in:
– società consolidate con il metodo integrale 254.857 6.991
– società valutate con il metodo del patrimonio netto 43.596 4.067
Saldo al 31.03.2019 come da bilancio consolidato di Gruppo 2.725.612 34.901

CONTO ECONOMICO

Mentre i primi tre mesi del 2018 si erano caratterizzati per una situazione economica generale positiva, sia pure con un rallentamento dei ritmi di sviluppo, l'avvio del 2019 lascia immaginare per l'anno in corso prospettive di crescita assai contenute.

In tale contesto, il nostro Gruppo ha realizzato un risultato di periodo pari a 34,901 milioni, in calo del 18,47% sui 42,809 milioni dei primi tre mesi del 2018.

In data 1° gennaio 2019 è entrato in vigore il nuovo principio contabile IFRS 16, in sostituzione dello IAS 17 che disciplinava il leasing. Il Gruppo si è avvalso della facoltà prevista dal principio di non riesporre i dati comparativi. Pertanto, i dati non sono pienamente comparabili per quanto concerne spese amministrative e rettifiche di valore su attività materiali e interessi passivi.

Il perdurare della politica monetaria espansiva da parte della BCE, destinata a protrarsi per tutto l'anno corrente, e le operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine in essere e quelle ventilate, sia pure a condizioni di prezzo da definire nei prossimi mesi, hanno contribuito a mantenere i tassi su livelli minimi. I rendimenti dei titoli di Stato sono rimasti assai sacrificati, quando non negativi. D'altro canto, è continuata la riduzione dei margini applicati sulle erogazioni a favore di imprese e privati in quanto l'irrigidimento determinato dall'incertezza delle prospettive economiche ha trovato compensazione nella pressione concorrenziale tra istituti di credito. Il margine d'interesse si è pertanto posizionato a 120,200 milioni, -0,02%, sostanzialmente stabile.

Le commissioni nette hanno evidenziato una dinamica riflessiva, attestandosi a 75,528 milioni, -1,00%. Al buon andamento di quelle derivanti dal collocamento di prodotti del risparmio gestito, nonché di quelle legate ad incassi e pagamenti, si è contrapposta la flessione di quelle relative ai finanziamenti, alle garanzie rilasciate e a raccolta ordini.

I dividendi incassati sono ammontati a 0,561 milioni, rispetto a 0,551 milioni.

Il risultato complessivo dell'attività in titoli, cambi e derivati (che è dato dalla somma delle voci 80, 90, 100 e 110 del conto economico) è stato pari a 30,474 milioni, a fronte di 14,266 milioni, +113,61%.

L'orientamento più accomodante delle banche centrali ha avuto riflessi positivi sui mercati finanziari, la cui volatilità si è ridotta in misura marcata, che hanno recuperato le perdite registrate a fine 2018.

Passando ad esaminare i singoli portafogli, quello di negoziazione ha evidenziato un risultato di 21,004 milioni. Il risultato dell'attività di cessione di attività/passività finanziarie (voce 100) è ammontato a 2,783 milioni,

Gli utili da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva sono stati pari a 2,132 milioni. Sulle cessioni di attività al costo ammortizzato si è realizzato un utile di 0,357 milioni, mentre sulle passività finanziarie l'utile è stato di 0,294 milioni. Infine, il risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto sul conto economico è stato positivo per 6,687 milioni.

Il margine di intermediazione è pertanto salito a 226,763 milioni, rispetto a 211,335 milioni, +7,30%.

Nella sua composizione il contributo del margine d'interesse è stato del 53,01%, rispetto al 56,89%.

L'andamento del quadro congiunturale se da un lato ha registrato una dinamica dei crediti deteriorati in decelerazione, dall'altro deve fare i conti con scenari macroeconomici futuri non particolarmente favorevoli, con riflessi negativi sugli accantonamenti di periodo. Il nostro Gruppo ha continuato a valutare l'esposizione verso clientela sulla base delle vigenti rigorose policies.

Le rettifiche e le riprese di valore nette per rischio di credito, voce 130 di conto economico, si sono attestate a 43,259 milioni, rispetto a 29,295 milioni, +47,67%. La componente rettifiche di valore netto per rischio di credito relativo alle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato, che riguardano l'esposizione verso clientela e banche sia sotto forma di finanziamenti e sia di titoli, è ammontata a 44,234 milioni rispetto a 31,806 milioni, incremento in buona parte da attribuire alla crescita delle rettifiche forfetarie sui crediti in bonis verso clientela in relazione a scenari macroeconomici meno favorevoli. La componente rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva ha registrato riprese di valore per 0,975 milioni su titoli di debito, mentre nell'esercizio di raffronto erano state contabilizzate riprese per 2,511 milioni.

Il rapporto rettifiche nette su crediti verso clientela/crediti verso clientela, che viene definito anche costo del credito, ha evidenziato un ulteriore miglioramento, passando allo 0,68% dallo 0,93% al 31 dicembre 2018.

La voce 140 che rileva gli utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni, che derivano dalle modifiche apportate ai flussi di cassa contrattuali, nel periodo di riferimento è stata negativa per 0,695 milioni, rispetto a 0,871 milioni.

Si perviene così ad un risultato netto della gestione finanziaria di 182,809 milioni, rispetto a 181,169 milioni, +0,91%.

I costi operativi, al cui contenimento viene riservata la massima attenzione, sono stati pari a 136,373 milioni, +4,68%, aumento in parte da considerarsi fisiologico e in parte dovuto all'incremento degli oneri legati alla stabilità del sistema bancario. Il rapporto costi operativi/margine d'intermediazione, il così detto «cost income ratio», si è attestato al 60,14%, rispetto al 61,64% del 31 marzo 2018.

Analizzando le singole voci, le spese amministrative, per le quali si è proceduto a una riclassifica che riguarda l'accantonamento dei proventi del fondo di quiescenza, sono ammontate a 138,808 milioni, -1,66%; la componente spese del personale è salita a 60,785 milioni, +1,66%. A loro volta, le altre spese amministrative sono passate da 81,365 milioni a 78,023 milioni, -4,11%. Il decremento è in parte legato alle nuove regole di contabilizzazione dei contratti di leasing introdotte dall'IFRS 16. Comprendono una stima dell'onere relativo ai contributi ordinari da riconoscere al Fondo Nazionale di Risoluzione e al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi per 21 milioni.

Variazioni Variazioni
(in migliaia di euro) 31/03/2019 31/03/2018 assolute %
Margine d'interesse 120.200 120.228 -28 -0,02
Dividendi 561 551 10 1,81
Commissioni nette 75.528 76.290 -762 -1,00
Risultato dell'attività finanziaria 30.474 14.266 16.208 113,61
Margine di intermediazione 226.763 211.335 15.428 7,30
Rettifiche nette su crediti e attività finanziarie -43.259 -29.295 -13.964 47,67
Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni -695 -871 176 -20,21
Risultato netto della gestione finanziaria 182.809 181.169 1.640 0,91
Spese per il personale -60.785 -59.791 -994 1,66
Altre spese amministrative -78.023 -81.365 3.342 -4,11
Altri oneri/ proventi di gestione 16.060 15.180 880 5,80
Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri -1.220 3.110 -4.330 -139,23
Rettifiche di valore su immobilizzazioni materiali e immateriali -12.405 -7.408 -4.997 67,45
Costi operativi -136.373 -130.274 -6.099 4,68
Risultato della gestione operativa 46.436 50.895 -4.459 -8,76
Utili (perdite) delle partecipazioni e su altri investimenti 4.067 5.027 -960 -19,10
Risultato al lordo delle imposte 50.503 55.922 -5.419 -9,69
Imposte sul reddito dell'operatitività corrente -15.419 -12.072 -3.347 27,73
Risultato netto 35.084 43.850 -8.766 -19,99
Utili (perdite) di pertinenza di terzi -183 -1.041 858 -82,42
Utili (perdite) di pertinenza della Capogruppo 34.901 42.809 -7.908 -18,47

SINTESI CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO

Note: Il risultato dell'attività finanziaria è costituito dalla somma delle voci 80 - 90 - 100 - 110 del conto economico.

Si è provveduto a riclassificare le spese del personale e gli altri proventi di gestione nettandoli della partita di giro rappresentate dai proventi del fondo di quiescenza del personale pari a € 3,064 milioni di euro.

Scontano, inoltre, la presenza di consistenti spese di consulenza e di costi informatici legati pure alle normative in continua evoluzione.

La voce accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri ha evidenziato accantonamenti di fondi per 1,220 milioni, rispetto a un rilascio per 3,110 milioni. Ora ricomprende anche gli accantonamenti per rischio di credito relativo ad impegni e garanzie rilasciate.

Le rettifiche su attività materiali e immateriali sono ammontate a 12,405 milioni, +67,45%, incremento legato in buona parte alle nuove norme di contabilizzazione previste dall'IFRS 16 per il leasing, come già detto a commento delle «altre spese amministrative».

Gli altri proventi di gestione, al netto degli oneri, hanno cifrato 16,060 milioni, in aumento del 5,80%.

Il risultato della gestione operativa si è pertanto portato a 46,436 milioni, -8,76%.

La voce utili/perdite su partecipazioni e su altri investimenti ha evidenziato un saldo positivo di 4,067 milioni rispetto a 5,027 milioni, -19,10%.

Il risultato complessivo al lordo delle imposte ha pertanto segnato 50,503 milioni, -9,69%.

Detratte infine le imposte sul reddito per 15,419 milioni, +27,73%, e l'utile di pertinenza di terzi pari a 0,183 milioni, si è determinato un utile netto dell'esercizio di 34,901 milioni, -18,47%.

Il tasso di imposizione fiscale, inteso come semplice rapporto fra imposte sul reddito e il risultato dell'operatività corrente, si è attestato al 30,53%, rispetto al 21,59% del periodo di confronto.

DISTRIBUZIONE PER AREE GEOGRAFICHE

L'attività del Gruppo è svolta in Italia e nella vicina Confederazione Elvetica, dove opera la controllata Banca Popolare di Sondrio (SUISSE) SA.

L'apporto di quest'ultima al Gruppo può essere sintetizzato nei dati seguenti: alla «Suisse» fanno capo il 9,25% della raccolta diretta da clientela, il 12,15% dei crediti verso clientela, il 7,28% delle commissioni nette e il 10,95% del margine di interesse.

EVENTI SUCCESSIVI ALLA CHIUSURA DEL TRIMESTRE E PREVEDIBILE EVOLUZIONE

Non vi sono fatti di rilievo successivi al 31 marzo 2019 da segnalare. In tema di prevedibile evoluzione, si ritiene ragionevole ipotizzare che nel prosieguo del corrente anno si possano creare a livello di Gruppo i presupposti per il conseguimento di una buona performance reddituale, anche se l'evoluzione dell'economia e dei mercati finanziari rappresenta un'incognita.

Sondrio, 9 maggio 2019

Dichiarazione del Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari

Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, ragionier dottor Maurizio Bertoletti, dichiara, ai sensi dell'art. 154 bis, comma 2, del Testo Unico della Finanza, che l'informativa contabile contenuta nel presente rendiconto intermedio di gestione consolidato al 31 marzo 2019 corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili.

Il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari Maurizio Bertoletti

SCHEMI DI STATO PATRIMONIALE E CONTO ECONOMICO CONSOLIDATI AL 31 MARZO 2019

ESPOSIZIONE DATI DI RAFFRONTO

Negli schemi contabili i dati patrimoniali del periodo di confronto, riferiti al 31/12/2018, e quelli economici riferiti al 31/03/2018 sono stati semplicemente riesposti.

Pertanto, sia i dati patrimoniali al 31 dicembre 2018 e sia i dati economici al 31marzo 2018, che non includono gli effetti derivanti dall'applicazione dell'IFRS 16, risultano non confrontabili su base omogenea con quelli del periodo di riferimento

STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO

(in migliaia di euro)

VOCI DELL'ATTIVO 31-03-2019 31-12-2018
10. CASSA E DISPONIBILITÀ LIQUIDE 1.921.930 1.577.163
20. ATTIVITÀ FINANZIARIE VALUTATE AL FAIR VALUE
CON IMPATTO A CONTO ECONOMICO 825.183 858.069
a) attività finanziarie detenute
per la negoziazione
239.705 251.044
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente
valutate al fair value 585.478 607.025
30. ATTIVITÀ FINANZIARIE VALUTATE
AL FAIR VALUE CON IMPATTO
SULLA REDDITIVITÀ COMPLESSIVA 3.395.511 4.423.618
40. ATTIVITÀ FINANZIARIE VALUTATE
AL COSTO AMMORTIZZATO
33.066.388 32.873.554
a) Crediti verso banche 1.329.500 1.320.621
b) Crediti verso clientela 31.736.888 31.552.933
70. PARTECIPAZIONI 225.843 220.957
90. ATTIVITÀ MATERIALI 563.016 328.161
100. ATTIVITÀ IMMATERIALI 33.313 33.259
di cui:
- avviamento 12.632 12.632
110. ATTIVITÀ FISCALI 444.639 465.040
a) correnti
b) anticipate
28.203
416.436
31.834
433.206
130. ALTRE ATTIVITÀ 295.759 348.364
TOTALE DELL'ATTIVO 40.771.582 41.128.185

IL PRESIDENTE I SINDACI Francesco Venosta Piergiuseppe Forni, Presidente Laura Vitali - Luca Zoani

VOCI DEL PASSIVO E DEL PATRIMONIO NETTO 31-03-2019 31-12-2018
10. PASSIVITÀ FINANZIARIE VALUTATE
AL COSTO AMMORTIZZATO
a) Debiti verso banche
b) Debiti verso clientela
6.308.553
27.846.260
36.804.887 6.165.836
28.630.307
37.228.347
c) Titoli in circolazione 2.650.074 2.432.204
20. PASSIVITÀ FINANZIARIE DI NEGOZIAZIONE 66.086 57.211
40. DERIVATI DI COPERTURA 16.382 16.826
60. PASSIVITÀ FISCALI
a) correnti
b) differite
3.569
28.611
32.180 4.252
25.515
29.767
80. ALTRE PASSIVITÀ 733.503 760.091
90. TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO
DEL PERSONALE
43.382 43.222
100. FONDI PER RISCHI E ONERI 256.317 248.850
a) impegni e garanzie rilasciate 42.853 46.163
b) quiescenza e obblighi simili 163.725 160.734
c) altri fondi per rischi e oneri 49.739 41.953
120. RISERVE DA VALUTAZIONE 2.807 (34.452)
150. RISERVE 1.274.125 1.160.683
160. SOVRAPPREZZI DI EMISSIONE 79.005 79.005
170. CAPITALE 1.360.157 1.360.157
180. AZIONI PROPRIE (-) (25.382) (25.375)
190. PATRIMONIO DI PERTINENZA DI TERZI (+/-) 93.232 93.049
200. UTILE (PERDITA) DI PERIODO (+/-) 34.901 110.804
TOTALE DEL PASSIVO E DEL PATRIMONIO NETTO 40.771.582 41.128.185

IL CONSIGLIERE DELEGATO E DIRETTORE GENERALE IL DIRIGENTE PREPOSTO Mario Alberto Pedranzini Maurizio Bertoletti

CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO

(in migliaia di euro)

VOCI 31-03-2019 31-03-2018
10. INTERESSI ATTIVI E PROVENTI ASSIMILATI 148.698 149.810
di cui: interessi attivi calcolati
20. con il metodo dell'interesse effettivo
INTERESSI PASSIVI E ONERI ASSIMILATI
146.840 (28.498) 149.233 (29.582)
30. MARGINE DI INTERESSE 120.200 120.228
40. COMMISSIONI ATTIVE 80.491 80.928
50. COMMISSIONI PASSIVE (4.963) (4.638)
60. COMMISSIONI NETTE 75.528 76.290
70. DIVIDENDI E PROVENTI SIMILI 561 551
80. RISULTATO NETTO DELL'ATTIVITÀ DI NEGOZIAZIONE 21.004 11.343
90.
100.
RISULTATO NETTO DELL'ATTIVITÀ DI COPERTURA
UTILI (PERDITE) DA CESSIONE O RIACQUISTO DI:

2.783
(13)
4.759
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 357 1.221
b) attività finanziarie valutate al fair value
con impatto sulla redditività complessiva 2.132 3.586
c) passività finanziarie 294 (48)
110. RISULTATO NETTO DELLE ALTRE ATTIVITÀ
E PASSIVITÀ FINANZIARIE VALUTATE
AL FAIR VALUE CON IMPATTO A CONTO ECONOMICO 6.687 (1.823)
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente
valutate al fair value 6.687 (1.823)
120. MARGINE DI INTERMEDIAZIONE 226.763 211.335
130. RETTIFICHE/RIPRESE DI VALORE NETTE
PER RISCHIO DI CREDITO RELATIVO A:
(43.259) (29.295)
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (44.234) (31.806)
b) attività finanziarie valutate al fair value
con impatto sulla redditività complessiva 975 2.511
140. UTILI/PERDITE DA MODIFICHE CONTRATTUALI
SENZA CANCELLAZIONI
(695) (871)
150. RISULTATO NETTO DELLA GESTIONE FINANZIARIA 182.809 181.169
180. RISULTATO NETTO DELLA GESTIONE FINANZIARIA
E ASSICURATIVA 182.809 181.169
190. SPESE AMMINISTRATIVE: (141.872) (142.086)
a) spese per il personale
b) altre spese amministrative
(63.849)
(78.023)
(60.721)
(81.365)
200. ACCANTONAMENTI NETTI AI FONDI
PER RISCHI E ONERI (1.220) 3.110
a) impegni per garanzie rilasciate 3.308 3.860
b) altri accantonamenti netti (4.528) (750)
210. RETTIFICHE/RIPRESE DI VALORE NETTE
SU ATTIVITÀ MATERIALI
(9.388) (4.226)
220. RETTIFICHE/RIPRESE DI VALORE NETTE
SU ATTIVITÀ IMMATERIALI (3.017) (3.182)
230. ALTRI ONERI/PROVENTI DI GESTIONE 19.124 16.110
240. COSTI OPERATIVI (136.373) (130.274)
250.
280.
UTILI (PERDITE) DELLE PARTECIPAZIONI
UTILI (PERDITE) DA CESSIONE DI INVESTIMENTI
4.067
5.016
11
290. UTILE (PERDITA) DELLA OPERATIVITÀ CORRENTE
AL LORDO DELLE IMPOSTE 50.503 55.922
300. IMPOSTE SUL REDDITO DELL'ESERCIZIO
DELL'OPERATIVITÀ CORRENTE (15.419) (12.072)
310. UTILE (PERDITA) DELLA OPERATIVITÀ
CORRENTE AL NETTO DELLE IMPOSTE
35.084 43.850
330. UTILE (PERDITA) DI PERIODO 35.084 43.850
340. UTILE (PERDITA) DI PERIODO
DI PERTINENZA DI TERZI (183) (1.041)
350. UTILE (PERDITA) DI PERIODO DI PERTINENZA
DELLA CAPOGRUPPO
34.901 42.809
UTILE BASE PER AZIONE 0,077 0,094
UTILE DILUITO PER AZIONE 0,077 0,094

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