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Banca Mediolanum

Interim / Quarterly Report Aug 5, 2025

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Interim / Quarterly Report

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Gruppo Mediolanum

RELAZIONE FINANZIARIA SEMESTRALE 2025

Banca Mediolanum S.p.A.

Capogruppo del Gruppo Bancario Mediolanum iscritto all'Albo dei Gruppi Bancari Banca iscritta all'Albo delle Banche - Aderente al Fondo Nazionale di Garanzia ed al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi Capitale sociale euro 600.698.453,40 i. v. - Codice Fiscale - Iscr. Registro Imprese di Milano n. 02124090164 - P. IVA

10540610960 del Gruppo IVA Banca Mediolanum

1 | Gruppo Mediolanum - Relazione Finanziaria Semestrale 2025

Sede Legale Palazzo Meucci – Via Ennio Doris

20079 Basiglio (MI) – T +39 02 9049 1 [email protected] Bancamediolanum.it

CARICHE SOCIALI
4
AREA DI CONSOLIDAMENTO AL 30 GIUGNO 2025
5
STRUTTURA DEL GRUPPO
6
HIGHLIGHTS CONSOLIDATI 20257
PROFILO DEL GRUPPO 17
RELAZIONE SULLA GESTIONE CONSOLIDATA
23
PROSPETTI CONTABILI CONSOLIDATI
73
NOTE ILLUSTRATIVE 82
Parte A –
Politiche contabili83
Parte B -
Informazioni sullo Stato Patrimoniale Consolidato100
Parte C -
Informazioni sul Conto Economico Consolidato123
Parte E –
Informazioni sui Rischi e sulle relative politiche di coperture
140
Parte F –
Informazioni sul patrimonio consolidato
210
Parte H –
Operazioni con parti correlate
212
Parte L -
Informativa di settore
214
DICHIARAZIONE DEL DIRIGENTE PREPOSTO ALLA REDAZIONE DEI DOCUMENTI CONTABILI
SOCIETARI
217
GLOSSARIO
219

CARICHE SOCIALI

3 | Gruppo Mediolanum - Relazione Finanziaria Semestrale 2025

CARICHE SOCIALI

Angelo Lietti

AREA DI CONSOLIDAMENTO AL 30 GIUGNO 2025

CCHE SOCIALI

5 | Gruppo Mediolanum - Relazione Finanziaria Semestrale 2025

Capogruppo Gruppo Bancario e Conglomerato

finanziario

(*) la società August Lenz & Co. AG in liquidazione non fa più parte del Gruppo Bancario Mediolanum

HIGHLIGHTS CONSOLIDATI 2025

7 | Gruppo Mediolanum - Relazione Finanziaria Semestrale 2025

I principali risultati del Gruppo Mediolanum alla chiusura del primo semestre 2025

L'ANDAMENTO ECONOMICO

Il Gruppo Mediolanum chiude il primo semestre 2025 con un utile netto pari a 477,3 milioni di euro rispetto 449,9 milioni di euro del periodo di confronto.

Il margine operativo del periodo in esame cresce dello 0,8% rispetto al 30 giugno 2024, attestandosi a 570,6 milioni di euro. Il margine di contribuzione registra una crescita di +16,3 milioni di euro rispetto al periodo di confronto, in particolare, a fronte di una crescita delle commissioni nette per +56,3 milioni, a maggiori proventi da altri investimenti per +5,7 milioni di euro e minori rettifiche di valore nette su crediti per +4,5 milioni di euro si registra la contrazione del margine di interesse per -51,2 milioni di euro. I costi del periodo risultano in crescita di -11,9 milioni di euro rispetto al periodo di confronto.

Nel periodo si registrano effetti di mercato positivi per +26,9 milioni di euro rispetto al periodo di confronto riconducibili sia all'incremento dei profitti/perdite netti da investimenti al fair value per +19,4 che a maggiori commissioni di performance per +7,5 milioni di euro rispetto al 30 giugno 2024.

Le spese generali e amministrative del periodo si incrementano del 6,7% e si attestano a -390,7 milioni di euro (30.06.2024: -366,0 milioni di euro) principalmente per maggiori costi operativi di funzionamento.

Le voci contributi e fondi di garanzia ordinari e straordinari registrano un decremento di +29,2 milioni di euro rispetto al semestre a confronto.

I contributi ordinari registrano un decremento di +18,7 milioni di euro rispetto al periodo e accolgono principalmente lo stanziamento del contributo al Fondo di Garanzia Vita per -8,3 milioni di euro. Il periodo di confronto comprendeva sia l'ultima tranche del DGS per -18,9 milioni di euro che il primo stanziamento al fondo di Garanzia Vita per -8,2 milioni di euro.

I contributi straordinari (presente nella voce "effetti straordinari") risultano anch'essi in diminuzione per +10,5 milioni di euro; il periodo di confronto comprendeva principalmente lo stanziamento supplementare per il salvataggio di istituti bancari in difficoltà per -11,6 milioni di euro che si è concluso con il versamento dell'ultima tranche nel 2024, mentre nel primo semestre 2025 si sono registrati costi per -1,1 milioni di euro afferenti alla svalutazione dei Fondi Atlante 1 e 2.

DATI ECONOMICI CONSOLIDATI

Principali voci del conto economico consolidato

Le commissioni attive: dettaglio per natura

I costi: dettaglio per natura

Gli effetti mercato: dettaglio per natura

DATI PATRIMONIO E RACCOLTA NETTA AMMINISTRATO E GESTITO

Il Patrimonio Amministrato e Gestito

La Raccolta Netta Amministrato e Gestito

I CLIENTI

L'andamento della Base Clienti

(*) Totale Clienti di Banca e Banco Mediolanum

(**) 1.402K Clienti Bancarizzati di cui 68% Prima Banca di cui 39% Unica Banca

Il Patrimonio medio per Cliente1

Patrimonio medio per Cliente

Euro/Migliaia

1 Clienti primi intestatari di conto corrente di Banca Mediolanum

INDICI REGOLAMENTARI DI PATRIMONIALIZZAZIONE

Coefficienti patrimoniali consolidati al 30 giugno 2025

COMMON EQUITY TIER 1 TOTAL CAPITAL RATIO
TIER 1
22,4%
22,4% 22,4%

Evoluzione del Common Equity Tier 1 Ratio

Valori espressi in %

Altri indici regolamentari di patrimonializzazione e liquidità

Altri indici regolamentari di patrimonializzazione e liquidità 30/06/2025 31/12/2024
MREL TREA 24,4% 25,9%
Leverage Ratio2 8,4% 7,8%
Liquidity Coverage Ratio 422,4% 386,6%

Adeguatezza patrimoniale del Conglomerato Finanziario3

Euro/milioni 30/06/2025 31/12/2024
Conglomerato finanziario a prevalenza bancaria
Mezzi patrimoniali 4.088 4.189
Requisiti patrimoniali bancari 1.827 1.628
Requisiti patrimoniali assicurativi 1.374 1.592
Eccedenza (deficit) patrimoniale 887 969

2 I valori indicati potrebbero essere oggetto di aggiornamento in fase di segnalazione agli organi di Vigilanza, a tal riguardo si segnala che a far data dal 1° gennaio 2025 è entrato in vigore il nuovo framework normativo bancario denominato Basilea IV, che introduce numerose novità in tema di vigilanza prudenziale.

3 Si precisa che l'adeguatezza patrimoniale al 30 giugno 2025 è stata calcolata secondo i limiti di capitalizzazione ad esito del periodico processo di revisione e di valutazione prudenziale (SREP) comunicati da Banca Centrale Europea. I requisiti assicurativi sono relativi all'ultima segnalazione trimestrale (31 marzo 2025) del Gruppo Assicurativo Mediolanum inviata all'Organo di Vigilanza. I valori indicati potrebbero essere oggetto di aggiornamento in fase di segnalazione agli organi di Vigilanza, a tal riguardo si segnala che a far data dal 1° gennaio 2025 è entrato in vigore il nuovo framework normativo bancario denominato Basilea IV, che introduce numerose novità in tema di vigilanza prudenziale.

Evoluzione dell'Eccedenza patrimoniale del Conglomerato Finanziario a prevalenza bancaria

ALTRI INDICATORI

Informazioni sul titolo azionario

Informazione sul titolo azionario 30/06/2025 31/12/2024
Numero azioni ordinarie (unità) 745.386.391 745.278.391
Quotazione alla fine del periodo (euro) 14,62 11,49
Capitalizzazione di borsa (milioni di euro) 10.898 8.563
Patrimonio netto (milioni di euro) 4.177 4.026

Utile per azione

Utile per azione (Euro) 30/06/2025 31/12/2024 30/06/2024
Utile base per azione (basic EPS) 0,646 1,515 0,608
Utile diluito per azione (diluited EPS) 0,641 1,498 0,603

Indicatori del credito

Indicatori del credito 30/06/2025 31/12/2024
Gross NPL 1,45% 1,47%
Net NPL 0,76% 0,79%
Cost of risk 0,15% 0,18%

Indicatori di costo

Indicatori di costo 30/06/2025 31/12/2024 30/06/2024
Cost/Income ratio 39,1% 39,0% 39,2%
Acquisition costs/Gross Commission income Ratio 34,3% 34,1% 32,8%

Struttura operativa

Struttura Operativa (Unità) 30/06/2025 31/12/2024 30/06/2024
Organico puntuale 3.976 3.825 3.795
Numero dei consulenti finanziari 6.604 6.415 6.314

Per le definizioni utilizzate nella presente sintesi dei risultati si rimanda alla sezione Glossario in calce al documento.

PROFILO DEL GRUPPO

17 | Gruppo Mediolanum - Relazione Finanziaria Semestrale 2025

PROFILO DEL GRUPPO

Vision e Mission

Vision

Crediamo in un mondo migliore, costruito ogni giorno per le persone e per il pianeta. Crediamo nel rapporto umano e in una relazione profonda, improntata alla libertà. Crediamo che la nostra visione consapevole e positiva del mondo e della vita faccia davvero la differenza.

Mission

collettività.

Costruire con le persone relazioni di profonda conoscenza, che durano nel tempo, fondate su lealtà, fedeltà e trasparenza.

Dedicare una consulenza personalizzata unica, con soluzioni efficaci che coprono tutto l'arco della vita delle persone.

Agire in modo innovativo e sostenibile per il benessere della persona, delle famiglie e della

… i nostri valori

Non c'è valore più grande della LIBERTA'

È il valore con il quale Mediolanum ha cambiato l'idea stessa di banca. La libertà di una relazione sincera e vera con le persone. È sentirsi davvero liberi di poter raggiungere i propri obiettivi e realizzare i propri sogni.

La persona è al centro

Il rapporto umano è il fondamento di ogni persona che lavora in Mediolanum. Costruire una RELAZIONE ci aiuta a comprendere i progetti della persona, accompagnarla nella gestione dei suoi risparmi e nel raggiungimento del suo benessere. Diventare un riferimento personale nel tempo significa crescere insieme.

RESPONSABILITA' Siamo persone per le persone

Abbiamo piena consapevolezza del ruolo sociale che rivestiamo. Sappiamo agire con eticità e trasparenza, anche con decisioni controcorrente. Ci impegniamo nella solidarietà e in progetti di educazione e di sviluppo, con interventi tangibili e ad alto impatto sociale.

Crediamo nel costante MIGLIORAMENTO

Anticipiamo e rispondiamo alle esigenze delle persone, forti della nostra storia e delle nostre radici. Sviluppiamo soluzioni innovative per favorire comportamenti sostenibili nell'interesse della collettività.

L'INNOVAZIONE SOSTENIBILE è il nostro impegno.

La POSITIVITA' è rendere possibile quello che sembra impossibile

Alla base di questa filosofia di vita e di business c'è la conoscenza acquisita, la nostra esperienza e la certezza del nostro operato.

È restare sempre fedeli a questo valore e trasferire questo spirito alle persone.

È essere capaci di cogliere opportunità dove nessuno le vede.

MODELLO DI BUSINESS COMMERCIALE DEL GRUPPO MEDIOLANUM

Il modello di business commerciale di Banca Mediolanum è costruito per soddisfare le esigenze estrinseche e intrinseche di ciascun Cliente. Il cliente, grazie ai numerosi canali di comunicazione, può scegliere come "usare" la "sua" banca, decidendo i tempi e le modalità di relazione che di volta in volta preferisce. Banca Mediolanum offre in modo semplice e facilmente accessibile prodotti e servizi che rispondono alle esigenze delle persone e delle famiglie, le quali sono il target di riferimento principale.

Attraverso i Family Banker®, iscritti all'Albo unico dei consulenti finanziari, Banca Mediolanum offre ai suoi Clienti assistenza nella gestione del risparmio e consulenza in materia di investimenti, in abbinamento ai prodotti e ai servizi offerti dalla banca stessa. Banca Mediolanum non vende semplicemente prodotti, ma offre soluzioni. Questo principio permette di operare nelle diverse aree di business dei servizi finanziari, con la competenza e la flessibilità necessarie per meglio rispondere ai costanti mutamenti economici, fiscali, finanziari e normativi. La strategia d'investimento è frutto di un attento studio dei mercati mondiali e di elevate competenze che Mediolanum ha sviluppato nella gestione del risparmio, con il risultato di contenere i rischi di concentrazione degli investimenti.

LA BANCA COSTRUITA INTORNO AL CLIENTE

Modello integrato di Business

RELAZIONE SULLA GESTIONE CONSOLIDATA

23 | Gruppo Mediolanum - Relazione Finanziaria Semestrale 2025

ANDAMENTO SULLA GESTIONE

Relazione sulla gestione del Gruppo Mediolanum

Il Gruppo Mediolanum chiude il primo semestre 2025 con un utile netto pari a 477,3 milioni di euro rispetto a 449,9 milioni di euro del periodo di confronto.

LO SCENARIO MACROECONOMICO

Il secondo trimestre del 2025 è stato caratterizzato da un'intensa sequenza di eventi, tra cui il ritorno del protezionismo commerciale da parte degli Stati Uniti e l'acuirsi delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Nonostante il contesto complesso, i mercati finanziari hanno mostrato una notevole capacità di recupero, sostenuti dalla resilienza dell'economia globale, dalla solidità dei fondamentali aziendali e da aspettative di politiche economiche a sostegno della crescita.

Il trimestre si è aperto con l'annuncio, il 2 aprile, nell'ambito del cosiddetto "Liberation Day", di un ampio pacchetto di dazi "reciproci" da parte dell'amministrazione Trump, esteso a tutti i principali partner commerciali. Le misure hanno superato le attese, portando il livello medio delle tariffe ai massimi da oltre un secolo e generando un'ondata di incertezza sui mercati globali.

A seguito della reazione negativa degli investitori, il 9 aprile è stata decisa una sospensione temporanea di 90 giorni per le tariffe superiori al 10%, con l'obiettivo di aprire nuovi spazi di negoziazione. Un primo segnale concreto di de-escalation è arrivato a metà maggio con l'accordo tra Stati Uniti e Cina, raggiunto in Svizzera, che ha previsto una riduzione reciproca dei dazi per 90 giorni. L'intesa – successiva a quella siglata con il Regno Unito – ha contribuito a rafforzare l'idea che l'inasprimento tariffario sarà, in ultima analisi, più contenuto rispetto agli annunci iniziali.

Parallelamente, le tensioni tra Israele e Iran si sono intensificate a metà giugno, in seguito a un'operazione militare israeliana e a un intervento statunitense mirato contro obiettivi nucleari iraniani. L'episodio ha aumentato il rischio geopolitico globale, pur rimanendo confinato su scala regionale e senza effetti significativi sui mercati. Una tregua annunciata da USA e Israele ha parzialmente ridimensionato le preoccupazioni, anche se lo scenario rimane fluido nel medio termine.

L'economia statunitense ha mantenuto una buona tenuta, sostenuta da un mercato del lavoro robusto e da politiche fiscali espansive. In particolare, è stato approvato il disegno di legge "One Big Beautiful Bill Act", che prevede l'estensione dei tagli fiscali a famiglie e imprese: tale piano potrebbe portare a un ulteriore ampliamento del deficit nei prossimi anni, ma è visto anche come un potenziale driver di crescita, tenendo conto anche delle altre politiche promosse dall'amministrazione USA, come la deregolamentazione del settore bancario e il sostegno a investimenti strategici in tecnologia ed energia.

L'inflazione, pur monitorata con attenzione, rimane sotto controllo. La Federal Reserve ha mantenuto i tassi invariati a giugno (per la quarta riunione consecutiva) nel range 4,25%-4,50%. Le nuove proiezioni del FOMC (Federal Open Market Committee) indicano due possibili tagli entro la fine dell'anno, in linea con le aspettative di mercato. Il presidente Powell ha ribadito un approccio prudente e dipendente dai dati, in un contesto reso più incerto anche dal dibattito sulla futura guida della banca centrale.

L'economia dell'area euro ha mostrato segnali di stabilità: il PIL del primo trimestre ha registrato un incremento dello 0,6% su base trimestrale, superiore alle attese. I ripetuti tagli ai tassi da parte della Banca Centrale Europea stanno favorendo la ripresa del credito, contribuendo a contenere l'impatto delle tensioni commerciali con gli Stati Uniti e a stimolare la domanda interna. Negli ultimi mesi, la produzione industriale e l'export hanno beneficiato anche di un'anticipazione delle spedizioni verso gli USA, in vista dei dazi annunciati. Un sostegno temporaneo che potrebbe però attenuarsi nei prossimi trimestri.

La BCE ha tagliato i tassi di altri 25 punti base a giugno, portando a otto il numero complessivo di interventi espansivi nell'ultimo anno. Una pausa è prevista per luglio, mentre è atteso un ulteriore allentamento a settembre. Le proiezioni macroeconomiche aggiornate stimano un'inflazione in discesa all'1,6% nel 2026 (dal 2,0% nel 2025) e una crescita in miglioramento dallo 0,9% all'1,1%. La presidente Lagarde ha dichiarato che il ciclo espansivo è ormai entrato nella sua fase conclusiva.

Sul fronte fiscale, la Germania ha annunciato un rilevante aumento della spesa pubblica, con un indebitamento netto previsto a 82 miliardi nel 2025, destinato a salire fino a 126 miliardi nel 2029, grazie alla sospensione del freno costituzionale al debito. La misura rappresenta un potenziale supporto significativo per la domanda interna dell'intera area euro.

A giugno, la NATO ha approvato un nuovo target di spesa per la sicurezza, fissando l'obiettivo del 5% del PIL entro il 2035 per tutti i Paesi membri. Si tratta di una vittoria politica per gli Stati Uniti, che spingevano da tempo in questa direzione, e di un possibile punto di svolta per il settore difesa europeo, con implicazioni di medio-lungo termine sul piano industriale e strategico.

Infine, dalla Cina continuano ad arrivare segnali macroeconomici misti. I dati del trimestre continuano ad evidenziare una certa debolezza della domanda interna, il calo dei prezzi alla produzione e l'impatto delle tensioni commerciali con gli Stati Uniti. Nonostante ciò, Pechino dovrebbe riuscire a raggiungere l'obiettivo di crescita del PIL, grazie anche a misure di stimolo aggiuntive, ritenute ancora necessarie per sostenere i consumi domestici.

I MERCATI FINANZIARI

Mercati obbligazionari Variazione (pb) Rendimento
RENDIMENTI GOVERNATIVI Dal 31/12/2024
al 30/06/2025
2° trim. 30/06/2025 31/12/2024
Stati Uniti
2 anni (52,24) (16,40) 3,72% 4,24%
5 anni (58,49) (15,25) 3,80% 4,38%
10 anni (34,10) 2,27 4,23% 4,57%
30 anni (0,69) 20,36 4,77% 4,78%
Germania
2 anni (22,10) (18,60) 1,86% 2,08%
5 anni 1,60 (16,90) 2,17% 2,15%
10 anni 24,00 (13,10) 2,61% 2,37%
30 anni 50,30 1,00 3,10% 2,60%
Italia
2 anni (35,30) (23,90) 2,07% 2,42%
5 anni (16,80) (18,20) 2,70% 2,87%
10 anni (4,60) (39,10) 3,48% 3,52%
30 anni 13,60 (24,80) 4,34% 4,21%
Mercati obbligazionari Variazione (pb) Rendimento
SPREAD Dal 31/12/2024
al 30/06/2025
2° trim. 30/06/2025 31/12/2024
Italia - Germania
2 anni (13,22) (5,28) 0,21% 0,34%
10 anni (28,54) (26,03) 0,87% 1,15%
Spagna - Germania
2 anni (3,52) (2,36) 0,14% 0,17%
10 anni (5,87) 0,05 0,64% 0,69%
SPREAD DI CREDITO
Societari
US IG 3,00 (11,00) 0,83% 0,80%
US HY 3,00 (57,00) 2,90% 2,87%
Euro IG (10,00) (6,00) 0,92% 1,02%
Euro HY (6,00) (31,00) 3,03% 3,09%
Emergenti
EM valuta forte 0,00 (16,00) 2,20% 2,20%

Il mercato obbligazionario ha chiuso il II trimestre con una performance positiva, grazie al raffreddamento dei timori legati ai dazi e al supporto delle banche centrali. L'indice Bloomberg Global Aggregate ha segnato un +4,5% nel periodo.

Negli Stati Uniti, dopo un temporaneo rialzo dei rendimenti in aprile, i tassi si sono stabilizzati: il Treasury decennale ha chiuso il II trimestre al 4,2%, in calo rispetto al 4,6% di inizio anno, mentre la curva dei rendimenti si è leggermente appiattita.

Il downgrade del rating da parte di Moody's non ha avuto effetti dirompenti e – nonostante l'incertezza geopolitica – i dati mostrano che l'esposizione ai Treasury da parte degli investitori esteri si conferma vicina ai massimi storici.

Anche in Europa si registra una fase di relativa stabilità. Il nuovo target NATO per la spesa in difesa, pur rappresentando un incremento, ha un impatto contenuto sui conti pubblici, essendo spesa di natura "qualitativa" con finalità strategiche e industriali. La Germania, forte di un rating elevato e di un ampio piano fiscale appena varato, mantiene spazio per un ulteriore indebitamento. Il Bund decennale ha terminato il mese con un rendimento del 2,6% (dal 2,6% di inizio aprile) con la curva dei rendimenti che si è spostata leggermente verso l'alto rispetto alla fine di maggio. Lo spread BTP-Bund si è ridotto a circa 87 punti base, dai 110 punti di inizio aprile.

Gli spread creditizi, sia per l'alto rendimento statunitense sia per l'high yield europeo, restano compressi rispetto ai picchi di aprile e ai livelli di fine maggio, così come l'obbligazionario emergente in valuta forte mostra un andamento analogo.

Mercati azionari Variazione %
Indici Mondiali Dal 31/12/2024 al
30/06/2025
2° trim.
MSCI All Country World (in USD) 9,10% 10,97%
MSCI World (in USD) 8,59% 10,96%
Indici Statunitensi
Dow Jones I.A. 3,64% 4,98%
S&P 500 5,50% 10,57%
Nasdaq Comp. 5,48% 17,75%
Indici Europei
STOXX Europe 600 6,65% 1,40%
EURO STOXX 11,18% 3,54%
FTSE MIB 16,40% 4,57%
DAX 20,09% 7,88%
CAC 40 3,86% (1,60%)
AEX 3,94% 1,61%
IBEX 35 20,67% 6,52%
SMI 2,76% (5,37%)
FTSE 100 7,19% 2,08%
Indici Asiatici
NIKKEI 225 1,49% 13,67%
S&P/ASX 200 4,70% 8,91%
CSI 300 0,03% 1,25%
Hang Seng 20,00% 4,12%
Indici Emergenti
MSCI Emerging Markets (in USD) 13,70% 11,02%

I mercati azionari globali hanno chiuso il II trimestre in forte rialzo, sostenuti dalla tenuta dell'economia globale, da un rinnovato ottimismo sul fronte tecnologico e dalla resilienza agli shock geopolitici. L'indice MSCI All Country World ha registrato un progresso dell'11% tra aprile e giugno, portando il guadagno da inizio anno a +9,1%, con un +4,4% nel solo mese di giugno.

Negli Stati Uniti, dopo l'iniziale turbolenza causata dall'annuncio dei dazi, gli indici hanno recuperato rapidamente, superando i massimi precedenti. L'S&P 500 ha guadagnato il 10,6% nel II trimestre (+5,0% a giugno), segnando la miglior performance trimestrale da fine 2023. Il Nasdaq è salito del +17,7% nel II trimestre (+6,6% a giugno), trainato da un forte ritorno dell'interesse per la tecnologia. A sostenere il mercato ha contribuito la percezione di un ritorno ad un atteggiamento più favorevole alla crescita da parte del Presidente Trump.

In Europa e nei mercati emergenti, l'interesse degli investitori si è mantenuto vivace, attratto da valutazioni più contenute rispetto agli Stati Uniti e dalla ricerca di diversificazione. Tuttavia, l'andamento del mercato europeo è stato più moderato nel secondo trimestre: lo Stoxx Europe 600 ha chiuso il periodo con un modesto +1,4% (in calo del -1,3% a giugno). Tra i principali listini: il FTSE MIB ha segnato

un +4,6% nel II trimestre (-0,8% a giugno), il DAX tedesco +7,9%, l'IBEX 35 spagnolo +6,5%, mentre il CAC 40 francese ha chiuso in controtendenza a -1,6%.

I mercati asiatici hanno registrato un solido recupero: il Nikkei giapponese è salito del +13,7% nel II trimestre e +6,6% a giugno. I mercati emergenti hanno beneficiato del calo del dollaro e di flussi in aumento: l'indice MSCI EM ha guadagnato +11% nel II trimestre, +5,7% a giugno.

A livello settoriale, si segnala il ritorno in primo piano della tecnologia e un crescente interesse per il comparto difesa, sostenuto dall'aumento programmato della spesa militare da parte della NATO.

Valute Dal 31/12/2024
al 30/06/2025
2° trim. 30/06/2025 31/12/2024
Eur Usd 13,84% 8,98% 1,18 1,04
Eur Gbp 3,73% 2,52% 0,86 0,83
Eur Jpy 4,30% 4,67% 169,78 162,78
Dollar Index (10,70%) (7,04%) 96,88 108,49

Sul fronte valutario, il dollaro USA ha segnato un forte calo, chiudendo il peggior primo semestre dal 1973.

L'indice Dollar Index ha perso il 10,7% da inizio anno. Il ribasso riflette l'incertezza legata alle politiche commerciali statunitensi e le attese di parziale ridimensionamento dell'"eccezionalismo americano".

L'euro ha beneficiato della debolezza del biglietto verde, chiudendo il II trimestre intorno a 1,18, in netto rialzo rispetto ai 1,08 di inizio aprile e ai 1,04 di inizio anno.

Materie Prime Dal 31/12/2024
al 30/06/2025
2° trim. 30/06/2025 31/12/2024
Bloomberg Commodity Index 3,30% (4,12%) 102,02 98,76
Petrolio (Brent) (8,29%) (11,93%) 67,96 74,11
ORO 25,86% 5,75% 3.303,14 2.624,50

Le materie prime hanno registrato nel complesso un calo nel II trimestre: il Bloomberg Commodity Index è sceso del 4,1%, nonostante un parziale rimbalzo a giugno (+2,0%).

Il petrolio ha mostrato forte volatilità, salendo brevemente a metà giugno in scia alle tensioni tra Iran e Israele, per poi rientrare con il venir meno dei timori e l'annuncio di maggiori forniture OPEC+. Il Brent ha chiuso il mese di giugno a circa 68 dollari.

L'oro, sostenuto dalla domanda di sicurezza date le incertezze geopolitiche, ha chiuso il II trimestre a circa 3.300 dollari l'oncia, in lieve rialzo ma sotto i massimi di periodo.

IL MERCATO BANCARIO4

LA RACCOLTA BANCARIA

Secondo le prime stime del SI-ABI a giugno 2025 la raccolta da clientela del totale delle banche operanti in Italia - rappresentata dai depositi a clientela residente (depositi in c/c, depositi con durata prestabilita al netto di quelli connessi con operazioni di cessioni di crediti, depositi rimborsabili con preavviso e pronti contro termine; i depositi sono al netto delle operazioni con controparti centrali) e dalle obbligazioni (al netto di quelle riacquistate da banche) – era pari a 2.100 miliardi di euro in aumento dell'1,0% rispetto ad un anno prima (+3,2% il mese precedente).

A maggio 2025, rispetto ad un anno prima, sono risultati in calo i depositi dall'estero: in dettaglio, quelli delle banche operanti in Italia risultavano pari a 423 miliardi di euro, -3,5% rispetto ad un anno prima. La quota dei depositi dall'estero sul totale della raccolta era pari al 14,8% (15,6% un anno prima). Il flusso netto di provvista dall'estero nel periodo compreso fra maggio 2024 e maggio 2025 è stato negativo per 15,4 miliardi di euro.

A maggio 2025 la raccolta netta dall'estero (depositi dall'estero meno prestiti sull'estero) è stata pari a 133,8 miliardi di euro (-24,8% la variazione tendenziale). Sul totale degli impieghi sull'interno è risultata pari a 7,9% (10,6% un anno prima), mentre i prestiti sull'estero – sempre alla stessa data - sono ammontati a 289,3 miliardi di euro. Il rapporto prestiti sull'estero/depositi dall'estero è risultato pari al 68,4% (59,4% un anno prima).

Secondo le prime stime del SI-ABI il tasso medio della raccolta bancaria da clientela (che comprende il rendimento dello stock di depositi, obbligazioni e pronti contro termine in euro applicati al comparto delle famiglie e società non finanziarie) si è collocato, a giugno 2025, allo 0,93% (0,95% nel mese precedente). In particolare, il tasso sui depositi in euro applicato alle famiglie e società non finanziarie è risultato pari allo 0,66% (0,70% nel mese precedente) e quello delle obbligazioni al 2,85% (2,87% nel mese precedente). Il tasso sui soli depositi in conto corrente era pari allo 0,30%, tenendo presente che il conto corrente permette di utilizzare una moltitudine di servizi e non ha la funzione di investimento.

Con riferimento alle nuove operazioni, le stime del SI-ABI indicano che il tasso medio della raccolta bancaria da clientela (che comprende il rendimento dei flussi di depositi in conto corrente, depositi a durata prestabilita, depositi rimborsabili con preavviso, obbligazioni e pronti contro termine in euro applicati al comparto delle famiglie e società non finanziarie) si è collocato, a giugno 2025, al 2,00%. In particolare, il tasso sui depositi con durata prestabilita in euro applicato alle famiglie e società non finanziarie è stimato a 2,08%. A maggio tale tasso era il 2,17% in Italia, superiore a quello medio dell'area dell'euro (2,00%). Il tasso sulle nuove obbligazioni a giugno 2025 è pari al 3,24%.

Sul mercato secondario dei titoli di Stato, il Rendistato si è collocato, a giugno 2025, al 2,93%, in calo di 7 punti base rispetto al mese precedente e di 79 punti base rispetto al valore di un anno prima (3,71%). A giugno il rendimento lordo sul mercato secondario dei CCT è risultato pari a 2,92% (2,96% il

4 Fonte: ABI MONTHLY OUTLOOK – Luglio 2025 - Sintesi

mese precedente e 4,73% un anno prima). Con riferimento ai BTP, il rendimento medio è risultato pari a 3,20% (3,29% il mese precedente; 3,70% un anno prima). Il rendimento medio lordo annualizzato dei BOT, infine, si è collocato a 1,92% (1,93% nel mese precedente; 3,56% un anno prima).

IMPIEGHI BANCARI

Sulla base di prime stime del SI-ABI il totale prestiti a residenti in Italia (settore privato più Amministrazioni pubbliche al netto dei pronti contro termine con controparti centrali) a giugno 2025 si è collocato a 1.654 miliardi di euro, con una variazione annua pari a +0,5% (+0,4% nel mese precedente), calcolata includendo i prestiti non rilevati nei bilanci bancari in quanto cartolarizzati e al netto delle variazioni delle consistenze non connesse con transazioni (ad esempio, variazioni dovute a fluttuazioni del cambio, ad aggiustamenti di valore o a riclassificazioni).

I prestiti a residenti in Italia al settore privato sono risultati, nello stesso mese, pari a 1.422 miliardi di euro in crescita dello 0,7% rispetto ad un anno prima.

I prestiti a famiglie e società non finanziarie erano pari a 1.281 miliardi di euro in aumento dello 0,9% su base annua11 (+0,1% nel mese precedente).

Secondo i dati ufficiali di Banca d'Italia, a maggio 2025 il tasso di variazione dei prestiti alle imprese non finanziarie è risultato pari a -1,4% (-0,8% nel mese precedente).

Il totale dei prestiti alle famiglie è aumentato dell'1,5% (+1,3% nel mese precedente). La dinamica dei finanziamenti alle famiglie è risultata in accelerazione rispetto al mese precedente per i prestiti per l'acquisto di abitazioni (+2,5% rispetto a +2,2% del mese precedente) mentre per il credito al consumo si è registrata la stessa variazione del mese precedente (+4,6%).

Nel primo trimestre del 2025 la quota di acquisti di abitazioni finanziati con mutuo ipotecario si è attestata al 63,9% (65,2% nel trimestre precedente). Il rapporto fra l'entità del prestito e il valore dell'immobile è pari al 77,8% (77,6% nel trimestre precedente).

Dalle segnalazioni del SI-ABI si rileva che a giugno 2025 il tasso sui nuovi prestiti in euro alle famiglie per l'acquisto di abitazioni - che sintetizza l'andamento dei tassi fissi e variabili ed è influenzato anche dalla variazione della composizione fra le erogazioni in base alla tipologia di mutuo – era pari a 3,17%. Sul totale delle nuove erogazioni di mutui il 93,1% erano a tasso fisso (94,6% il mese precedente). Il tasso medio sui nuovi prestiti in euro alle società non finanziarie è sceso al 3,56% dal 3,66% del mese precedente. Il tasso medio ponderato sul totale dei prestiti a famiglie e società non finanziarie è sceso al 4,02% dal 4,08% del mese precedente.

DIFFERENZIALE TASSI

Con riferimento ai flussi, il margine calcolato come differenza tra i tassi attivi e passivi sulle nuove operazioni, con famiglie e società non finanziarie, a giugno 2025, in Italia risulta pari a 198 punti base.

Il differenziale fra tasso medio dell'attivo fruttifero denominato in euro nei confronti di famiglie e società non finanziarie e il tasso medio sulla raccolta in euro da clientela (rappresentata da famiglie e società non finanziarie), nello stesso mese, si è posizionato a 2,61 punti percentuali in Italia (2,64 nel mese precedente).

Il margine sui prestiti concessi alle famiglie dalle banche nei principali paesi europei (calcolato come differenza tra i tassi di interesse sui nuovi prestiti e un tasso medio ponderato di nuovi depositi delle famiglie e società non finanziarie) è risultato, a maggio 2025, pari a 100 punti base in Italia, un valore inferiore ai 167 punti della Germania, e superiore agli 85 punti della Spagna e ai 75 punti della Francia.

CREDITI DETERIORATI

A maggio 2025 i crediti deteriorati netti sono diminuiti a 31,2 miliardi di euro, dai 31,3 miliardi di dicembre 2024 (30,5 miliardi a dicembre 2023). A maggio 2025 i crediti deteriorati netti rappresentano l'1,50% dei crediti totali. A dicembre 2024, tale rapporto era l'1,51% (1,41% a dicembre 2023).

PORTAFOGLIO TITOLI

Sulla base di prime stime del SI-ABI a giugno 2025, il totale dei titoli nel portafoglio delle banche operanti in Italia è risultato pari a 550,9 miliardi di euro, in calo rispetto al mese precedente (557,8 miliardi di euro).

Secondo i dati ufficiali di Banca d'Italia, aggiornati a maggio 2025, il valore dei titoli di Stato nei bilanci bancari era pari a 381 miliardi di euro, corrispondente al 68,3% del portafoglio complessivo.

TASSI DI INTERESSE ARMONIZZATE IN ITALIA E NELL'AREA EURO

Gli ultimi dati disponibili relativi ai tassi di interesse applicati nell'area dell'euro, indicano che il tasso sui nuovi crediti bancari di importo fino ad un milione di euro concessi alle società non finanziarie era pari al 3,94% a maggio 2025 (4,01% il mese precedente; 5,36% un anno prima), un valore che si confronta con il 4,22% rilevato in Italia (4,30% nel mese precedente; 5,72% un anno prima).

I tassi applicati sulle nuove operazioni di prestito di ammontare superiore ad un milione di euro erogati alle società non finanziarie sono risultati, nello stesso mese, pari al 3,35% nella media dell'area dell'euro (3,56% nel mese precedente; 4,88% un anno prima), mentre in Italia era pari al 3,31% (3,45% nel mese precedente; 5,15% un anno prima).

Nello stesso mese, infine, il tasso sui conti correnti attivi e prestiti rotativi alle famiglie si è posizionato al 7,49% nell'area dell'euro (7,53% nel mese precedente e 8,21% un anno prima) e al 5,04% in Italia (5,13% nel mese precedente; 6,28% un anno prima).

IL MERCATO ASSICURATIVO

PREMI VITA5

Nel mese di maggio la nuova produzione di polizze vita individuali raccolta in Italia dalle imprese italiane e dalle rappresentanze di imprese extra-U.E., comprensiva dei premi unici aggiuntivi, è stata pari a euro 7,7 miliardi, in aumento del 5,9% rispetto all'analogo mese del 2024, quando il volume di nuovi affari registrava a sua volta un incremento annuo del 13,2%. Da gennaio i nuovi premi vita emessi sono stati pari a euro 41,7 miliardi, il 13,8% in più rispetto ai primi cinque mesi del 2024, quando si osservava una crescita del 15,4%. Nel mese di maggio il 47% delle imprese, rappresentative del 55% del mercato in termini di premi, ha registrato una raccolta superiore a quella dello stesso mese del 2024 e il 42% delle imprese (per una quota premi pari al 38%) ha ottenuto un risultato migliore rispetto alla variazione media registrata da tutte le imprese italiane ed extra-U.E. (+5,9%).

Considerando anche i nuovi premi vita del campione delle rappresentanze di imprese U.E., pari a euro 0,8 miliardi, in calo del 4,2% rispetto al corrispondente mese del 2024, i nuovi affari vita complessivi nel mese di maggio sono stati pari a euro 8,5 miliardi (+4,9%) mentre da inizio anno hanno raggiunto euro 46,3 miliardi, il 13,2% in più rispetto ai primi cinque mesi del 2024.

Relativamente ai premi distinti per ramo, nel mese di maggio, con riferimento alle imprese italiane ed extra U.E., il volume di nuovi premi di ramo I afferenti a polizze individuali è stato pari a euro 5,3 miliardi (quasi il 70% dell'intera nuova produzione vita), in aumento dell'1,9% rispetto all'analogo mese del 2024; di tale importo, il 34% proviene da nuovi premi investiti in gestioni separate di prodotti multiramo (polizze combinazione di una componente di ramo I e di una di ramo III), volume in crescita del 21,0% rispetto all'analogo mese del 2024. Tenuto conto anche dell'emesso da inizio anno, i premi complessivi di ramo I sono ammontati a euro 27,7 miliardi, l'1,5% in più rispetto all'analogo periodo del 2024 (quando si registrava una variazione pari a +11,8%). Più che dimezzata invece la raccolta dei nuovi premi di maggio afferenti a polizze di ramo V che da gennaio è stata pari a euro 394 miliardi, il 61,4% in più rispetto al corrispondente periodo del 2024. La restante quota della nuova produzione vita, pari al 30% del totale, ha riguardato il ramo III (nella forma esclusiva unitlinked) per euro 2,3 miliardi, il 17,8% in più rispetto a maggio 2024; più della metà dei nuovi premi di ramo III sono investiti nella componente unit-linked di contratti multiramo, in aumento del 27,0% rispetto all'analogo mese del 2024. Da inizio anno la raccolta del new business di ramo III è stata dunque pari a euro 13,5 miliardi, il 50% in più rispetto all'analogo periodo del 2024, quando si registrava un aumento del 32,6%.

Per le polizze di malattia di lunga durata (ramo IV), nei primi cinque mesi del 2025 si osserva un volume di nuovi premi pari a euro 31 milioni e un aumento del 3,5% rispetto al corrispondente periodo del 2024, mentre i nuovi contributi relativi alla gestione di fondi pensione aperti, con un importo pari a euro 62 milioni, sono risultati in crescita del 36,6%.

In riferimento alle diverse tipologie di prodotti commercializzati, si osserva come da inizio anno i nuovi premi/contributi relativi a forme pensionistiche individuali risultino pari a euro 663 milioni, il 26,7% in più rispetto ai primi cinque mesi del 2024; il 9% di tale importo è afferente ai nuovi contributi relativi alla

5 Fonte: ANIA TRENDS Nuova produzione vita –– dati relativi a maggio 2025

gestione di fondi pensione aperti (ramo VI) mentre la restante quota è rappresentata da PIP, di cui il 58% sottoscritto tramite prodotti multiramo. Nello stesso periodo la raccolta di nuovi premi attinenti a forme di puro rischio ha raggiunto un importo pari a euro 491 milioni (di cui quasi il 60% è afferente a polizze non abbinate a mutui o credito al consumo), con un incremento annuo del 6,2%

I nuovi premi relativi a prodotti multiramo, esclusi quelli previdenziali e i PIR (Piani Individuali di Risparmio), sono stati pari nel mese di maggio a euro 3,0 miliardi, in aumento del 23,4% rispetto all'analogo mese del 2024 e pari al 39% del totale new business del mese (33% a maggio 2024), di cui il 60% afferente al ramo I. Da gennaio tali prodotti hanno raggiunto un ammontare pari a euro 16,6 miliardi, il 57,7% in più rispetto all'analogo periodo del 2024.

Relativamente ai premi distinti per tipologia di premio e per canale distributivo, sempre con riferimento alle imprese italiane ed extra U.E., da gennaio le polizze a premio unico hanno continuato a costituire la scelta maggiormente utilizzata dai contraenti, per una quota pari al 96% del totale in termini di premi e al 61% in termini di numero di polizze; sempre nello stesso periodo, l'importo medio dei premi unici è stato di euro 48.297, mentre quello dei premi annui e ricorrenti ha raggiunto il valore medio rispettivamente di euro 614 e euro 4.908.

Da gennaio la maggior parte della nuova produzione è derivata dalla raccolta effettuata mediante reti bancarie, postali e finanziarie, alle quali afferisce l'85% dei nuovi premi emessi.

PREMI DANNI6

Alla fine del I trimestre 2025 i premi totali (imprese italiane e rappresentanze) del portafoglio diretto italiano nel settore danni sono stati pari a 13,1 miliardi, in aumento del 9,2% rispetto alla fine del I trimestre del 2024, quando il settore aveva registrato una crescita dell'8,4%. Si è trattato della diciassettesima variazione trimestrale positiva consecutiva che ha portato la raccolta premi a superare per la prima volta i 13 miliardi nei primi tre mesi dell'anno. L'incremento complessivo dei premi danni alla fine di marzo 2025 è riconducibile, in particolare, sia alla crescita del settore Non-Auto, che ha registrato una variazione positiva del 9,9%, sia a quella del settore Auto (+8,2%), per effetto soprattutto della crescita dei premi del ramo Corpi veicoli terrestri (+13,1%) e, in parte, anche dei premi del ramo R.C. Auto (6,4%).

I premi lordi del portafoglio diretto italiano contabilizzati nel settore danni sono forniti trimestralmente dalle imprese di assicurazione operanti in Italia e dalle rappresentanze in Italia di imprese aventi sede legale in paesi europei ed extra europei. A questa rilevazione ha partecipato la totalità delle imprese nazionali e circa 50 rappresentanze di imprese europee che, in termini di quota mercato, rappresentano oltre il 95% del totale dei premi contabilizzati. Relativamente alla totalità delle imprese italiane, rappresentanze di imprese UE ed extra UE, i premi rilevati alla fine del I trimestre 2025 sono stati pari a 13.141 milioni, in aumento del 9,2% rispetto alla fine del I trimestre del 2024 quando i premi contabilizzati erano stati pari a 11.902 milioni, in crescita dell'8,4% su base annua.

In particolare, le compagnie nazionali ed extra europee hanno registrato un aumento dell'8,5% mentre le rappresentanze di imprese europee hanno evidenziato una crescita più marcata e pari al 13%. Ha contribuito alla variazione positiva dei premi di fine marzo 2025:

6 Fonte: ANIA TRENDS Premi trimestrali danni - dati I trimestre 2025

  • ➢ una crescita significativa nei rami danni diversi dal settore Auto, con premi in aumento del 9,9%, in accelerazione rispetto alle variazioni registrate a fine 2024 (+6,2%) e a marzo dello stesso anno (+6,8%);
  • ➢ un incremento dell'8,2% nel settore Auto, in rallentamento rispetto alle variazioni registrate alla fine del 2024 (+10,5%) e a marzo 2024 (+11,1%).

Più specificatamente, nel comparto Auto, alla fine dell'anno appena concluso, si è rilevato un incremento del 6,4% dei premi del ramo R.C. Auto e si è confermato l'andamento particolarmente positivo (+13,1%) dei premi del ramo Corpi veicoli terrestri. La crescita del ramo R.C. Auto è coerente sia con l'aumento del numero dei veicoli assicurati (si stima che nel primo trimestre 2025 siano cresciuti del 2,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente) sia con la crescita del premio medio rilevato da IVASS (alla fine del primo trimestre 2025, l'aumento medio dei premi su base annua è stato pari al +4,1%). Il ramo Corpi veicoli terrestri (che comprende le garanzie incendio/furto, kasko, eventi naturali e cristalli), con 1,4 miliardi di raccolta premi a fine marzo 2025, è cresciuto del 13,1% rispetto all'anno precedente. Questo risultato, seppur lievemente inferiore rispetto al +15,3% e al +15,8% registrati rispettivamente alla fine di marzo 2024 e alla fine di dicembre dello stesso anno, conferma un trend positivo, nonostante una riduzione del 6% nelle immatricolazioni di autovetture nei primi tre mesi dell'anno, come riportato da ACI. La crescita dei premi potrebbe essere legata ai possibili adeguamenti tecnici delle tariffe della garanzia furto, a causa della ripresa del fenomeno negli ultimi tre anni, e quelli delle coperture per eventi naturali e cristalli, resi necessari dalla maggior frequenza di calamità naturali in Italia e dal conseguente rialzo anche dei costi della riassicurazione per le imprese.

Gli altri rami danni hanno registrato a fine marzo 2025 una crescita complessiva dei premi del 9,9%, trainata dai principali rami assicurativi, a eccezione del ramo R.C. Generale che è aumentato solo dello 0,4%, con 1,6 miliardi di premi raccolti:

  • ➢ Malattia: 1,6 miliardi di premi, con un aumento del 14,4%, confermando il trend positivo degli ultimi trimestri;
  • ➢ Altri danni ai beni: 1,1 miliardi di premi, in crescita del 9,7%;
  • ➢ Infortuni: 1,1 miliardi di premi, con un incremento del 4,8%;
  • ➢ Incendio: circa 1,1 miliardo di premi, in aumento del 27,5%, a cui ha contribuito in larga parte il recepimento dell'obbligo assicurativo per le imprese di assicurarsi contro le catastrofi naturali che ha dato un'accelerazione ai premi per queste garanzie proprio nel primo trimestre 2025, prima che venisse comunicato il posticipo dell'obbligo per la maggioranza delle imprese a seguito della pubblicazione del d.l. di fine marzo 2025.

Prosegue a fine marzo l'espansione dei rami Perdite pecuniarie, Tutela legale e Assistenza con variazioni, rispettivamente, del +15,5%, +5,8%, +12,8%. In crescita anche i rami Credito e Cauzioni (rispettivamente +7,6% e + 10,1%).

Le sole rappresentanze di imprese con sede legale nei paesi europei nel corso del primo trimestre 2025 hanno contabilizzato premi per 2,3 miliardi, in aumento del 12,8% rispetto alla fine di marzo 2024 (+10,5% a dicembre 2024).

Queste imprese hanno contribuito per il 17,8% alla raccolta premi complessiva: il 12,2% nel settore Auto e il 21,5% negli altri rami Danni. Per alcuni rami l'incidenza ha superato il 40%, come Merci trasportate (53,2%), R.C. aeromobili (60,9%) e Credito (oltre l'85%). Al contrario, è risultata molto bassa nei rami Corpi veicoli ferroviari (assente) e Malattia (7,5%). La raccolta del settore Auto è risultata in aumento

del 26,2%, in linea con quanto rilevato negli ultimi trimestri del 2024. Sono cresciuti in modo pronunciato sia i premi R.C. Auto (+29,1%) sia quelli del ramo Corpi veicoli terrestri (+18,5%). I premi del comparto Non Auto sono aumentati dell'8,6%. In particolare, il ramo R.C. Generale, la cui raccolta da parte di imprese rappresentanze (548 milioni) costituisce circa un terzo del totale, ha registrato un aumento dell'1,8% a fine marzo 2025. Tra i rami più rappresentativi che hanno contabilizzato oltre 150 milioni, si sono registrati incrementi nel ramo Infortuni (187 milioni, +9,7%), nel ramo Altri danni ai beni (183 milioni, +3,2%) e nel ramo Credito (198 milioni, +3,0%).

IL MERCATO DEL RISPARMIO GESTITO7

I dati presenti nella "Mappa Trimestrale Q1 2025 di Assogestioni" evidenziano che il mercato italiano del risparmio gestito ha avviato il 2025 con una raccolta netta di 8,3 miliardi di euro nel primo trimestre. I dati definitivi segnalano inoltre un patrimonio pari a 2.488 miliardi di euro a fine marzo, equamente suddiviso tra gestioni collettive e gestioni individuali; tra le prime il comparto più rappresentativo è quello dei fondi aperti, con 1.268 miliardi di euro, mentre tra le seconde domina il segmento dei mandati istituzionali con circa 985 miliardi di euro.

Dal Rapporto Trimestrale di Assoreti del 1 trimestre 2025 si evidenzia che nel primo trimestre del 2025 i volumi di raccolta netta realizzati dalle Reti di consulenza finanziaria si attestano a 14,9 miliardi di euro: il risultato osservato è in aumento rispetto a quello dei primi mesi dell'anno precedente (+43,8% a/a) e in flessione nel confronto con l'ultimo trimestre del 2024 (-11,9% t/t).

Nella fattispecie l'incremento dell'attività di raccolta su base annua è attribuibile ai prodotti del risparmio gestito, con volumi complessivi più che quadruplicati (+354,4% a/a) e con il coinvolgimento di tutte le macrocategorie di prodotto. Diversamente il comparto amministrato segna, nel confronto tendenziale, una flessione del 23,2% a/a, riconducibile esclusivamente alla contrazione dei flussi netti di risorse canalizzate sugli strumenti finanziari amministrati (-25,5% a/a). Il confronto congiunturale, invece, evidenzia come la contrazione osservata a livello complessivo sia attribuibile al comparto del risparmio gestito (-17,1% t/t) nonché al ridimensionamento dei flussi netti destinati alla componente amministrata (-4,1% t/t).

Le masse complessive dei prodotti del risparmio gestito registrano un valore pari a 563,7 miliardi, in diminuzione di 0,3pp rispetto al trimestre precedente e in aumento dell'8,4% su base annua. Il comparto amministrato raggiunge una valorizzazione pari a 353,1 miliardi di euro, in crescita del 2,8% rispetto al trimestre precedente e del 10,4% rispetto a quella registrata nello stesso mese del 2024. Il portafoglio complessivo è, così, costituito per il 61,5% dai prodotti del risparmio gestito, per il 24,0% dagli strumenti finanziari amministrati, mentre la quota della liquidità è pari al 14,5%.

Nell'ambito delle scelte di investimento, anche nel primo trimestre dell'anno si osserva la preferenza verso i prodotti del risparmio gestito emessi da imprese appartenenti allo stesso gruppo dell'intermediario associato; la raccolta netta sui prodotti propri si attesta a quasi 6 miliardi di euro e

7 Fonte: Assoreti "l'Attività delle reti di consulenti finanziari abilitati all'offerta fuori sede" I° trimestre 2025; Assogestioni "Mappa trimestrale del Risparmio Gestito" I° trimestre 2025.

coinvolge tutte le macro-famiglie di prodotto, mentre le risorse nette destinate a prodotti no captive sono pari a 2,3 miliardi di euro e si concentrano sui fondi di investimento di diritto estero.

In termini patrimoniali, invece, i prodotti propri registrano una valorizzazione pari a 399,3 miliardi, che costituisce il 70,8% del patrimonio del risparmio gestito; il 29,2% del portafoglio, invece, è rappresentato dai prodotti di terzi, per un ammontare pari a 164,4 miliardi di euro.

Nuovi prodotti e principali iniziative del periodo

SERVIZI BANCARI

Conti Correnti

Nel corso del semestre 2025 sono state rinnovate le principali iniziative promozionali attive già durante il primo trimestre o presenti nel 2024:

  • ➢ Remunerazione sulle giacenze libere di conto corrente oltre 15.000 euro e fino a 1 milione di euro per i migliori clienti Elite e Black pari a 0,20% annuo lordo, rinnovata fino al 30 giugno 2025;
  • ➢ Offerta tassi sulle masse vincolate a 6 mesi differenziata per profili, la promozione è stata rinnovata fino al 30 giugno 2025, seppur con una lieve diminuzione del tasso offerto: 2,00% annuo per i clienti con profilo Privilege, Elite e Black, mentre viene offerto un tasso del 1,50% annuo lordo per tutti gli altri profili;
  • ➢ Promozione sulla strategia di investimento "Double Chance" che prevede il riconoscimento di tassi creditori variabili in base al comparto Azionario o Obbligazionario ed alla durata, nello specifico: tasso 3,00% annuo lordo per il comparto Azionario durata 3/6/12, tasso 2,50% annuo lordo per il comparto Azionario durata 18/24, tasso 1,00% annuo lordo per il comparto Obbligazionario durata 3/6/12 mesi ed un tasso di 0,50% annuo lordo per il comparto Obbligazionario durata 18/24 mesi;

Per quanto riguarda i servizi di gestione del contante a disposizione della clientela di Banca Mediolanum, nel mese di maggio sono stati rilasciati i seguenti servizi:

➢ Maxiprelievo Euronet, che consente il prelievo di contante per importi superiori a 250 euro (cd. Prelievo in circolarità), fino a 1.000 euro in un'unica soluzione, disponibile presso gli ATM collocati dalla società Euronet in Italia;

  • ➢ Maxiprelievo UniCredit che consente un prelievo di contante, per importi superiori a 250 euro (cd. Prelievo in circolarità) fino a 1.000 euro in un'unica soluzione/al giorno presso gli ATM UniCredit in Italia;
  • ➢ Aumento del massimale mensile di versamento contanti presso i punti vendita convenzionati Mooney, per un importo massimo di 10.000 euro per singolo versamento.

In riferimento ai servizi di mobilità, è stata rinnovata l'iniziativa che prevede la gratuità del canone per 6 mesi dall'attivazione per i nuovi sottoscrittori del Telepass Family, oltre al cashback del 50% dell'importo relativo ad ogni transito autostradale effettuato in Italia.

Inoltre, segnaliamo l'avvio dell'iniziativa legata allo Svincolo Agevolato anche sui depositi a tempo standard; questa nuova funzionalità consente ai clienti di ottenere l'interesse maturato dal giorno di costituzione del deposito a tempo fino al giorno in cui viene operato lo svincolo anticipato, senza costi aggiuntivi.

Carte

Nel corso del secondo trimestre è stata avviata la campagna di sostituzione Carta Oro Mediolanum American Express a favore del corrispondente prodotto American Express in collocamento. Il passaggio al nuovo prodotto è su base volontaria e sarà accompagnato da diverse iniziative nel corso di tutto l'anno.

A livello di iniziative commerciali, si segnala inoltre l'iniziativa Cash Back relativa alle spese effettuate con carte di debito Mastercard promossa in occasione del Giro d'Italia a beneficio dei nuovi correntisti Selfy Conto.

Trading

Di seguito le iniziative in essere nel I semestre:

  • ➢ Nel primo trimestre 2025, vista la buona risposta da parte dei clienti, è stata ulteriormente rinnovata fino al 30/06 la promozione che prevede un pricing agevolato per la negoziazione titoli tramite canali online. Il pricing promozionale, destinato a clienti che effettuano più di 10 operazioni nel corso del mese, ai nuovi clienti e ai clienti con meno di 30 anni di età, prevede una commissione flat a 7 euro (contro la commissione percentuale dello 0,19% con minimo 7 euro e massimo 29 euro) sui mercati finanziari italiani e una commissione ridotta a 0,10% (contro lo 0,19% minimo 7 euro massimo 29 euro) con minimo di 7 euro e massimo di 19 euro per tutti i mercati finanziari esteri, americani ed europei;
  • ➢ Nel corso del mese di febbraio è stato avviato il processo di roll-out sulla base clienti degli aggiornamenti di sito web e app, rinnovati in particolare nella sezione dedicata alla negoziazione titoli. Dalla fine del mese di marzo tutti i clienti hanno a disposizione la sezione rinnovata con le nuove funzionalità (nuovo servizio di News Finanziare in collaborazione con

Websim – Intermonte; nuovi grafici evoluti; sezione di compravendita e scheda titolo rinnovata...).

➢ Nel mese di maggio, con scadenza al 31 luglio, è stata attivata una promozione che premia con un buono d'acquisto Amazon il trasferimento in Banca Mediolanum degli strumenti finanziari che il cliente detiene presso altri intermediari.

CREDITO

Servizi del Credito

Nel corso del I semestre 2025 Banca Mediolanum ha proposto o rinnovato iniziative commerciali volte ad arricchire la proposizione in ambito Prodotti del Credito.

Mutui

  • ➢ Sono state rinnovate le promozioni "Mutuo Tasso Misto Passo 10" e "Allungamento Mutuo 5 Anni". Inoltre, è stata introdotta una nuova promozione che prevede l'azzeramento delle spese di istruttoria per il mutuo Mediolanum Eco+.
  • ➢ Nel primo trimestre del 2025, Banca Mediolanum ha effettuato una repricing del listino per l'intera gamma mutui, con variazioni dello spread a favore della clientela. Inoltre, è stata rinnovata la promozione "tasso d'ingresso" con plafond dedicato, che prevede un tasso fisso per i primi 18 mesi (2,60% per clientela Black, Elite e Privilege e 3% per tutti gli altri profili), seguito da un tasso variabile fino al termine del piano.
  • ➢ È stata attivata su tutta la gamma mutui l'opzione "post vendita", che prevede uno sconto di 15 bps se l'immobile finanziato, durante la durata del mutuo, migliora di almeno una classe energetica.
  • ➢ Con l'obiettivo di migliorare il posizionamento sul mercato, nel corso del secondo trimestre 2025, Banca Mediolanum ha intrapreso una serie di interventi di re pricing a favore della clientela. In particolare, sono stati effettuati adeguamenti sul listino dei prestiti destinati agli enti del Terzo Settore e introdotte promozioni temporanee sul prestito digitale SelfyCredit Instant e prestito Mediolanum Credit.
  • ➢ Con l'obiettivo di creare un differenziale di servizio per i clienti con grandi patrimoni, nel mese di giugno è stato introdotto:
    • un pricing agevolato sul fido Mediolanum:
    • un nuovo mutuo a Tasso Fisso con spread e spese d'istruttoria agevolate;
    • una promozione su mutuo a tasso variabile con Cap con spread agevolato.

SERVIZI DI INVESTIMENTO

Fondi Comuni

Nel corso di tutto il 2025, a fronte della mutata situazione macroeconomica registrata a partire da fine 2022, il segmento obbligazionario è stato in grado di offrire rendimenti interessanti per la Clientela, e tale opportunità è stata colta da Banca Mediolanum che ha avviato, già a fine 2024 la commercializzazione del fondo Mediolanum Obbligazionario Italia di Mediolanum Gestione Fondi. Tale strumento, che investe principalmente in obbligazioni societarie di imprese italiane, mira a conseguire una crescita del capitale investito su un orizzonte temporale di 5 anni. Inoltre, il prodotto, se mantenuto almeno 5 anni, consente di ottenere i benefici fiscali previsti dalla Legge di Bilancio per il 2017 (e successive modifiche).

In riferimento a quanto sopra, nel primo e secondo trimestre del 2025 è proseguita la vendita del fondo Mediolanum Obbligazionario Italia attraverso Mediolanum Obbligazionario Italia III e Mediolanum Obbligazionario Italia IV. Inoltre, a fronte del grande successo commerciale, è intenzione da parte di Banca Mediolanum di mettere a disposizione un analogo strumento nel corso del III trimestre del 2025. Sempre nel corso del II trimestre del 2025, il Fondo di diritto irlandese Mediolanum Best Brands di Mediolanum International Funds, distribuito da Banca Mediolanum, si è arricchito del nuovo comparto Mediolanum World Innovative Leaders. Tale strumento ha l'obiettivo di conseguire una crescita del capitale nel lungo termine, concentrandosi su aziende che, attraverso l'innovazione e l'ottimizzazione dei propri processi, sono in grado di generare una crescita sostenibile, nonché in aziende che, attraverso investimenti tecnologici, promuovono le caratteristiche ambientali, sociali e di governance (ESG), ottimizzando l'uso delle risorse, migliorando la gestione della catena di approvvigionamento e le condizioni dei lavoratori. Tale strumento, inoltre, è classificato come Articolo 8 secondo il Reg. europeo 2019/2088 ("SFDR").

Contestualmente, nell'ottica di un costante monitoraggio dell'offerta e con l'obiettivo di cogliere sempre le migliori opportunità offerte dal mercato, il fondo European Small Cap Equity di Mediolanum Best Brands ha modificato la politica di investimento passando da fondo azionario europeo a fondo azionario globale, con la conseguente ridenominazione in Global Small Cap Equity.

POLIZZE UNIT LINKED

Nel corso del mese di maggio 2025, la polizza commercializzata da Banca Mediolanum denominata Mediolanum Intelligent Life Plan di Mediolanum Vita S.p.A si è arricchita di un nuovo Fondo interno assicurativo denominato Conservative Bond Fund.

Tale soluzione di investimento consente, sia ai nuovi clienti che a quelli già assicurati, la possibilità di avere una maggiore diversificazione dell'investimento, scegliendo anche strumenti a più basso rischio, con l'obiettivo di sfruttare al meglio le opportunità offerte dai mercati. Il nuovo Fondo interno assicurativo si caratterizza per una composizione del portafoglio orientata verso strumenti finanziari di tipo obbligazionario (fino al 100% dello stesso) e con facoltà per il Gestore di investire in via residuale in strumenti finanziari rappresentativi del capitale di rischio.

Inoltre, nel corso del I semestre del 2025, la nuova soluzione Mediolanum World Innovative Leaders di Mediolanum International Funds è stata inserita all'intero della polizza unit linked Mediolanum MyLife di Mediolanum Vita.

GESTIONI PATRIMONIALI MEDIOLANUM MYSTYLE E MY STYLE WEALTH

Nel corso del I semestre 2025, la nuova soluzione Mediolanum World Innovative Leaders è stata inserita all'intero del Servizio di Gestione di Portafogli "Mediolanum My Style" e "Mediolanum My Style Wealth.

MEDIOLANUM MEDPLUS CERTIFICATE

Nel corso del 2025 è proseguita la commercializzazione di Certificate, caratterizzati da diversi payoff e diverse durate, e con l'obiettivo di offrire alla Clientela la possibilità di ricevere una prestazione definita in un tempo altrettanto definito. Inoltre, nel corso del primo trimestre dell'anno è stata commercializzata una nuova struttura a capitale condizionatamente protetto – la cui barriera è osservata solo a scadenza – denominata "Coupon Memory Opportunity" che prevede cedole condizionate trimestrali con effetto memoria.

PROTEZIONE

Il primo semestre dell'anno è stato caratterizzato principalmente da un rebranding di segmento a cura delle Compagnie Italiane del Gruppo Assicurativo Mediolanum con l'obiettivo di valorizzare ulteriormente l'importanza della Protezione per la Clientela del Gruppo e per la realizzazione degli obiettivi di vita.

Con questa iniziativa, che si configura come modifica contrattuale per i Clienti già contraenti di polizze protezione, l'offerta viene ridefinita attraverso parole che rappresentano una radice comune a tutte le coperture ossia "Mediolanum" per rafforzare l'identità del brand, e "Protezione", per trasferire in modo concreto e immediato i valori di cura, tutela e serenità.

Polizze per la tua persona

Di seguito le iniziative commerciali del primo semestre 2025 con le quali Banca Mediolanum ha alimentato l'attenzione al tema della tutela dei progetti di vita, sia propri sia delle persone care:

➢ "Promozione Personal Life Serenity ed. Gennaio 2025" rivolta ai Clienti che nel corso dell'ultimo trimestre del 2024 abbiano sottoscritto un prodotto di investimento, anche assicurativo, che prevede un piano di accumulo e successivamente, secondo le condizioni definite nel Regolamento della promozione, la polizza temporanea caso morte "Mediolanum Personal Life Serenity (ora "Mediolanum Protezione Vita") di Mediolanum Vita S.p.A. con capitale assicurato di almeno 200.000 euro. "Promo Protezione ed. Maggio 2025 che ha premiato i Clienti che

hanno sottoscritto contestualmente almeno due polizze tra "Mediolanum Personal Life Serenity (ora "Mediolanum Protezione Vita") di Mediolanum Vita S.p.A. e "Mediolanum Capitale Umano" (ora "Mediolanum Protezione Persona") e "Mediolanum Capitale Casa e Famiglia" (ora "Mediolanum Protezione Casa e Famiglia") - con premio annuale almeno pari a 250 euro - di Mediolanum Assicurazioni S.p.A..

Un impegno importante della Banca è quello a supporto della tutela della "salute" che si esplica nella rinnovata proposta del "Concorso Mediolanum health corner – ed. Marzo 2025" che prevede l'estrazione di premi tra i Clienti che abbiano partecipato agli eventi sul territorio "Health Corner".

Mediolanum Protezione Casa e Famiglia (già "Mediolanum Capitale Casa e Famiglia")

Il tema "casa" riveste un'importanza particolare e crescente negli ultimi anni, anche in considerazione degli effetti del cambiamento climatico che rappresentano una "nuova normalità" di cui tenere conto. Nel corso del primo semestre questa l'iniziativa proposta:

➢ "Promozione-Capitale Casa e Famiglia" che sensibilizza i Clienti alla sottoscrizione della polizza "Mediolanum Protezione Casa e Famiglia" di Mediolanum Assicurazioni S.p.A., con attivazione della garanzia Immobili – Incendio all risks della sezione Casa e della garanzia aggiuntiva opzionale Immobili - Terremoto e alluvione.

SelfyCare

Nei primi mesi dell'anno Banca Mediolanum ha promosso la seguente iniziativa commerciale

➢ "Promo Self ed. Marzo 2025" a favore dei Clienti "Selfy", che preferiscono operare in autonomia attraverso app e sito web della Banca, sottoscrittori di un prodotto tra quelli selezionati nel Regolamento come prodotti assicurativi, anche d'investimento, fondi comuni di investimento, servizi di gestione individuale di portafogli.

SOSTENIBILITÀ DELL'OFFERTA

Durante il primo trimestre dell'anno 2025 sono state portate a termine le attività legate alla redazione della Dichiarazione sulla Sostenibilità 2024, rispondente ai requisiti espressi dalla normativa europea CSRD. In particolare, sono stati esposti i presidi nell'ambito dell'investimento e dell'assicurazione in ambito climatico e di governance.

In coerenza con l'entrata in vigore a febbraio 2025 delle "Istruzioni della Banca d'Italia, COVIP, IVASS e del Ministero dell'Economia e delle Finanze per l'esercizio dei controlli rafforzati sulle attività degli intermediari autorizzati per contrastare il finanziamento delle aziende produttrici di mine antiuomo, munizioni e bombe a grappolo" (26 luglio 2024), sono stati potenziati i processi di gestione del divieto di finanziamento in oggetto.

Alla luce dell'affinamento di alcuni presidi e anche in considerazione del Richiamo di attenzione di CONSOB relativamente a "L'adeguamento agli obblighi in materia di "finanza sostenibile" nella prestazione dei servizi di investimento" (25 luglio 2024):

  • ➢ a marzo 2025 è stata rivista la "Policy sulla strategia di distribuzione dei prodotti finanziari di Banca Mediolanum";
  • ➢ a giugno 2025 sono stati aggiornati i contenuti della sezione "Informazioni sulla Sostenibilità" del sito pubblico della Banca dedicata alla trasparenza in materia di sostenibilità rispetto alle attività che la Banca svolge sia in qualità di partecipante ai mercati finanziari sia nel suo ruolo di consulente finanziario (adempimenti normativi ex SFDR).

Nell'ottica del continuo arricchimento dell'offerta con soluzioni attente alla sostenibilità, a marzo 2025 è stato lanciato un nuovo fondo d'investimento di Mediolanum Gestione Fondi conforme all'Articolo 8 del Reg. europeo 2088/2019 ("SFDR"): Mediolanum Obbligazionario Italia III: fondo obbligazionario, appartenente a Sistema Mediolanum Fondi Italia, focalizzato sul mercato domestico, che investe prevalentemente in titoli di qualità, di società quotate e non quotate.

Nel corso del primo semestre 2025 sono perseguite le attività connesse con gli "Orientamenti sull'utilizzo di termini ambientali, sociali e di governance o relativi alla sostenibilità nelle denominazioni dei fondi" emanati da ESMA ad agosto 2024 e sono state quindi portate a termine le attività di adeguamento dell'offerta di fondi d'investimento che hanno condotto in alcuni casi alla modifica della denominazione e in altri all'arricchimento dei presidi di sostenibilità (es.: introduzione della politica di esclusione PAB) della politica di investimento del prodotto.

A giugno 2025 è stata aggiornata la Politica di Investimento Responsabile di Banca Mediolanum, espressione dell'impegno dell'Istituto in ambito di finanza responsabile. In occasione di questo aggiornamento, sono ad esempio state rese con maggior dettaglio le attività di due diligence ESG nei confronti delle società di gestione terze e i presidi relativi alla gestione del divieto di finanziamento delle imprese coinvolte nella produzione di mine antipersona e munizioni a grappolo stabilito dalla legge n. 220 del 2021.

Come previsto dalla normativa europea di riferimento (Reg. UE 2019/2088 e relative norme attuative), il 30 giugno 2025 è stata pubblicata l'annuale Dichiarazione sui principali effetti negativi delle decisioni di investimento sui fattori di sostenibilità.

Si segnala, infine, la partecipazione della Banca a diversi incontri in sede associativa dedicati ai seguenti temi:

  • ➢ proposta di direttiva europea nota come "Omnibus" relativa alla semplificazione di alcune normative in tema di sostenibilità;
  • ➢ richiamo di attenzione n. 1/25 di Consob relativo all'adeguamento agli obblighi in materia di "finanza sostenibile" da parte dei gestori;
  • ➢ riesame del regolamento relativo all'informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari (SFDR).

IL PATRIMONIO E LA RACCOLTA NETTA

Patrimonio Amministrato e Gestito di Gruppo

Euro/milioni 30/06/2025 31/12/2024 30/06/2024 Variaz. vs
dic-2024
Variaz.
% vs
dic
2024
ASSET MANAGEMENT 55.552,2 52.961,5 48.143,1 2.590,7 4,9%
Fondi Propri 42.141,1 40.596,2 37.114,7 1.544,8 3,8%
Fondi di Terzi 5.968,7 5.510,5 4.862,9 458,1 8,3%
Contenitori Finanziari 7.442,5 6.854,7 6.165,6 587,7 8,6%
INSURANCE 45.630,5 44.329,5 41.049,2 1.300,9 2,9%
Contenitori Assicurativi 43.456,0 42.204,8 38.781,1 1.251,2 3,0%
Altro Patrimonio Assicurativo 2.174,4 2.124,7 2.268,1 49,7 2,3%
ALTRO GESTITO 3.639,3 3.520,0 3.337,9 119,2 3,4%
Titoli strutturati di terzi 3.639,3 3.520,0 3.337,9 119,2 3,4%
TOTALE GESTITO 104.821,9 100.811,1 92.530,3 4.010,9 4,0%
TOTALE AMMINISTRATO 39.599,6 37.681,9 36.970,5 1.917,7 5,1%
Raccolta Diretta 29.250,4 27.995,1 27.623,3 1.255,3 4,5%
Raccolta Indiretta 10.349,2 9.686,8 9.347,2 662,4 6,8%
TOTALE PATRIMONIO AMMINISTRATO E
GESTITO
144.421,5 138.493,0 129.500,8 5.928,5 4,3%

Al 30 giugno 2025 il patrimonio amministrato e gestito dal Gruppo Mediolanum è pari a 144.421,5 milioni di euro, in aumento di 5.928,5 milioni di euro rispetto alla consistenza di fine 2024 (31.12.2024: 138.493,0 milioni di euro). L'incremento del patrimonio gestito per 4.010,9 milioni di euro è dovuto al contributo positivo della raccolta netta del periodo, lievemente compensato dall'effetto dei mercati rilevato nel semestre. La crescita del patrimonio amministrato per 1.917,7 milioni di euro è dovuta alla maggior raccolta conseguita tramite iniziative promozionali.

Patrimonio Amministrato e Gestito Italia

Euro/milioni 30/06/2025 31/12/2024 30/06/2024 Variaz. vs
dic-2024
Variaz. %
vs dic
2024
ASSET MANAGEMENT 46.740,1 44.759,5 40.997,2 1.980,6 4,4%
Fondi Propri 38.679,1 37.352,2 34.428,0 1.326,9 3,6%
Fondi di Terzi 5.968,7 5.510,5 4.862,9 458,1 8,3%
Contenitori Finanziari 2.092,4 1.896,8 1.706,3 195,5 10,3%
INSURANCE 43.746,9 42.493,6 39.348,0 1.253,3 2,9%
Contenitori Assicurativi 41.701,6 40.483,1 37.250,0 1.218,5 3,0%
Altro Patrimonio Assicurativo 2.045,2 2.010,5 2.097,9 34,8 1,7%
ALTRO GESTITO 3.638,8 3.520,0 3.337,9 118,7 3,4%
Titoli strutturati di terzi 3.638,8 3.520,0 3.337,9 118,7 3,4%
TOTALE GESTITO 94.125,7 90.773,2 83.683,1 3.352,6 3,7%
TOTALE AMMINISTRATO 35.771,9 34.318,9 33.635,4 1.453,0 4,2%
Raccolta Diretta 26.038,5 25.215,1 24.890,5 823,4 3,3%
Raccolta Indiretta 9.733,4 9.103,8 8.744,9 629,6 6,9%
TOTALE PATRIMONIO AMMINISTRATO E GESTITO
ITALIA
129.897,7 125.092,1 117.318,5 4.805,6 3,8%

Il totale delle masse relative al mercato italiano al 30 giugno 2025 ammonta a 129.897,7 milioni di euro in aumento di 4.805,6 milioni di euro rispetto alla consistenza di fine 2024 (31.12.2024: 125.092,1 milioni di euro).

Patrimonio Amministrato e Gestito Spagna

Euro/milioni 30/06/2025 31/12/2024 30/06/2024 Variaz.
vs dic
2024
Variaz. %
vs dic
2024
ASSET MANAGEMENT 8.599,9 7.970,8 6.919,2 629,1 7,9%
Fondi Propri 3.249,8 3.013,0 2.460,0 236,8 7,9%
Contenitori Finanziari 5.350,1 4.957,9 4.459,3 392,2 7,9%
INSURANCE 1.743,2 1.692,6 1.560,3 50,6 3,0%
Contenitori Assicurativi 1.614,0 1.578,4 1.390,2 35,6 2,3%
Altro Patrimonio Assicurativo 129,2 114,2 170,1 15,0 13,1%
ALTRO GESTITO 0,5 - - 0,5 ns
Titoli strutturati di terzi 0,5 - - 0,5 ns
TOTALE GESTITO 10.343,6 9.663,4 8.479,6 680,2 7,0%
TOTALE AMMINISTRATO 3.827,7 3.363,0 3.335,1 464,7 13,8%
TOTALE PATRIMONIO AMMINISTRATO E GESTITO
SPAGNA
14.171,3 13.026,4 11.814,7 1.144,9 8,8%

Il totale delle masse relative al mercato spagnolo al 30 giugno 2025 ammonta a 14.171,3 milioni di euro in aumento di 1.144,9 milioni di euro rispetto al saldo del 31 dicembre 2024 (31.12.2024: 13.026,4 milioni di euro).

Patrimonio Amministrato e Gestito Germania

Euro/milioni 30/06/2025 31/12/2024 30/06/2024 Variaz.
vs dic
2024
Variaz. %
vs dic
2024
ASSET MANAGEMENT 212,2 231,1 226,7 (18,9) (8,2%)
Fondi Propri 212,2 231,1 226,7 (18,9) (8,2%)
INSURANCE 140,4 143,3 140,9 (3,0) (2,1%)
Contenitori Assicurativi 140,4 143,3 140,9 (3,0) (2,1%)
TOTALE GESTITO 352,6 374,5 367,6 (21,9) (5,8%)
TOTALE PATRIMONIO AMMINISTRATO E GESTITO
GERMANIA
352,6 374,5 367,6 (21,9) (5,8%)

Il totale delle masse relative al mercato tedesco al 30 giugno 2025 ammonta a 352,6 milioni di euro in diminuzione di 21,9 milioni di euro rispetto al saldo del 31 dicembre 2024 (31.12.2024: 374,5 milioni di euro).

Raccolta Netta Gruppo

Euro/milioni 30/06/2025 30/06/2024 Variaz. Variaz.
%
ASSET MANAGEMENT 2.770,8 1.801,4 969,4 53,8%
Fondi Propri 1.501,7 1.345,5 156,3 11,6%
Fondi di Terzi 447,0 274,7 172,4 62,8%
Contenitori Finanziari 822,0 181,3 640,8 ns
INSURANCE 2.000,0 1.018,2 981,8 96,4%
Contenitori Assicurativi 2.000,6 1.013,6 987,1 97,4%
Altri Prodotti Assicurativi (0,6) 4,6 (5,3) ns
ALTRO GESTITO (227,8) 269,7 (497,4) ns
Titoli strutturati di terzi (227,8) 269,7 (497,4) ns
TOTALE GESTITO 4.543,0 3.089,2 1.453,8 47,1%
TOTALE AMMINISTRATO 1.561,9 2.572,7 (1.010,8) (39,3%)
Raccolta Diretta 1.249,6 1.426,5 (176,9) (12,4%)
Raccolta Indiretta 312,3 1.146,2 (833,9) (72,8%)
TOTALE RACCOLTA NETTA AMMINISTRATO E GESTITO 6.105,0 5.661,9 443,1 7,8%

Il totale della raccolta netta al 30 giugno 2025 ammonta a 6.105,0 milioni di euro evidenziando una forte crescita rispetto al periodo di confronto +443,1 milioni di euro (30.06.2024: 5.661,9 milioni di euro). In particolare, la raccolta sul gestito ha registrato una crescita sia nell'Asset Management (+969,4 milioni di euro) che dell'Insurance (+981,8 milioni di euro) mentre la raccolta dell'amministrato ha evidenziato una contrazione di -1.010,8 milioni di euro, in particolare nella raccolta indiretta sui dossier titoli dei clienti, per un minor appeal dei rendimenti sui titoli di stato.

Raccolta Netta Italia

Euro/milioni 30/06/2025 30/06/2024 Variaz. Variaz.
%
ASSET MANAGEMENT 2.049,2 1.335,9 713,3 53,4%
Fondi Propri 1.271,1 968,4 302,7 31,3%
Fondi di Terzi 447,0 274,7 172,4 62,8%
Contenitori Finanziari 331,1 92,8 238,2 ns
INSURANCE 1.854,1 902,8 951,3 ns
Contenitori Assicurativi 1.863,8 914,6 949,3 ns
Altri Prodotti Assicurativi (9,7) (11,7) 2,1 (17,5%)
ALTRO GESTITO (228,3) 269,7 (497,9) ns
Titoli strutturati di terzi (228,3) 269,7 (497,9) ns
TOTALE GESTITO 3.675,1 2.508,4 1.166,7 46,5%
TOTALE AMMINISTRATO 1.191,2 2.521,3 (1.330,2) (52,8%)
Raccolta Diretta 827,9 1.365,6 (537,7) (39,4%)
Raccolta Indiretta 363,2 1.155,7 (792,5) (68,6%)
TOTALE RACCOLTA NETTA AMMINISTRATO E GESTITO 4.866,3 5.029,7 (163,5) (3,2%)

Raccolta Netta Spagna

Euro/milioni 30/06/2025 30/06/2024 Variaz. Variaz.
%
ASSET MANAGEMENT 729,8 487,7 242,1 49,6%
Fondi Propri 238,8 399,3 (160,5) (40,2%)
Contenitori Finanziari 491,0 88,4 402,6 ns
INSURANCE 146,8 116,1 30,7 26,5%
Contenitori Assicurativi 137,7 99,7 38,0 38,1%
Altri Prodotti Assicurativi 9,1 16,4 (7,3) (44,7%)
ALTRO GESTITO 0,5 - 0,5 ns
Titoli strutturati di terzi 0,5 - 0,5 ns
TOTALE GESTITO 877,1 603,8 273,3 45,3%
TOTALE AMMINISTRATO 370,8 51,3 319,4 ns
Raccolta Diretta 421,7 60,9 360,8 ns
Raccolta Indiretta (50,9) (9,5) (41,4) ns
TOTALE RACCOLTA NETTA AMMINISTRATO E GESTITO 1.247,8 655,1 592,7 90,5%

Raccolta Netta Germania

Euro/milioni 30/06/2025 30/06/2024 Variaz. Variaz.
%
ASSET MANAGEMENT (8,2) (22,2) 14,0 (63,0%)
Fondi Propri (8,2) (22,2) 14,0 (63,0%)
INSURANCE (0,9) (0,7) (0,2) 33,5%
Contenitori Assicurativi (0,9) (0,7) (0,2) 33,5%
TOTALE GESTITO (9,1) (22,9) 13,8 (60,1%)
TOTALE RACCOLTA NETTA AMMINISTRATO E GESTITO (9,1) (22,9) 13,8 (60,1%)

DATI RACCOLTA PROTEZIONE

Gruppo

Euro/milioni 30/06/2025 30/06/2024 Variaz. Variaz. %
Abbinabili 22,2 13,0 9,2 70,6%
Collettive RSM 0,1 0,1 - -
Stand alone 92,1 79,6 12,5 15,7%
Nuova Produzione Stand Alone 15,7 15,9 (0,2) (1,2%)
Portafoglio Stand Alone 76,5 63,8 12,7 19,9%
TOTALE RACCOLTA PROTEZIONE 114,4 92,7 21,7 23,4%

Il totale della raccolta si attesta a 114,4 milioni di euro (30.06.2024: 92,7 milioni di euro) con un incremento di 21,7 milioni di euro. In particolare, si osservano risultati particolarmente positivi sul comparto delle polizze abbinabili +9,2 milioni di euro, legato alle dinamiche dei finanziamenti erogati del distributore Banca Mediolanum, e sul comparto Stand Alone +12,5 milioni di euro per effetto dell'incremento dei premi ricorrenti legati alla crescita del portafoglio polizze.

Italia

Euro/milioni 30/06/2025 30/06/2024 Variaz. Variaz. %
Abbinabili 22,2 13,0 9,2 70,6%
Collettive RSM 0,1 0,1 - -
Stand alone 89,0 77,4 11,7 15,1%
Nuova Produzione Stand Alone 14,8 15,3 (0,5) (3,2%)
Portafoglio Stand Alone 74,3 62,1 12,2 19,6%
TOTALE RACCOLTA PROTEZIONE 111,3 90,5 20,9 23,1%

Il totale della raccolta per il mercato Italia ammonta a 111,3 milioni di euro (30.06.2024: 90,5 milioni di euro).

DETTAGLIO IMPIEGHI

Erogato di Gruppo

Euro/milioni 30/06/2025 30/06/2024 Variaz. Variaz. %
Mutui Ipotecari 1.007,9 577,5 430,5 74,5%
Prestiti Personali 528,9 363,2 165,7 45,6%
Prexta 323,2 312,0 11,2 3,6%
TOTALE EROGATO GRUPPO 1.860,0 1.252,7 607,3 48,5%

Il totale erogato nel periodo in esame evidenzia un aumento di 607,3 milioni di euro (+48,5%) attestandosi a 1.860,0 milioni di euro; incremento riconducibile principalmente ai mutui ipotecari +430,5 milioni di euro e ai prestiti personali +165,7 milioni di euro; tale incremento è dovuto a migliori condizioni di mercato in relazione alla diminuzione dei tassi d'interesse di cui beneficiano entrambe le linee di prodotto.

Erogato Italia

Euro/milioni 30/06/2025 30/06/2024 Variaz. Variaz. %
Mutui Ipotecari 887,1 461,2 425,9 92,3%
Prestiti Personali 447,6 320,2 127,4 39,8%
Prexta 323,2 312,0 11,2 3,6%
TOTALE EROGATO ITALIA 1.657,9 1.093,4 564,4 51,6%

Erogato Spagna

Euro/milioni 30/06/2025 30/06/2024 Variaz. Variaz. %
Mutui Ipotecari 120,8 116,3 4,6 3,9%
Prestiti Personali 81,3 43,0 38,3 89,1%
TOTALE EROGATO SPAGNA 202,1 159,3 42,9 26,9%

Portafoglio Gruppo

Euro/milioni 30/06/2025 31/12/2024 Variaz. Variaz. %
Mutui Ipotecari 12.856,1 12.512,4 343,7 2,7%
Prestiti Personali 2.554,3 2.437,4 116,9 4,8%
Linee di credito 540,5 557,1 (16,6) (3,0%)
Prexta 2.185,7 2.111,6 74,1 3,5%
TOTALE PORTAFOGLIO GRUPPO 18.136,7 17.618,4 518,2 2,9%

Il totale dello stock di impiego del gruppo al 30 giugno 2025 si attesta a 18.136,7 milioni di euro in aumento di 518,2 milioni di euro rispetto al dato del 31 dicembre 2024 (31.12.2024: 17.618,4 milioni di euro); incremento principalmente attribuibile ai mutui ipotecari +343,7 milioni di euro, ai prestiti personali +116,9 milioni di euro e alla crescita degli impieghi della controllata Prexta +74,1 milioni di euro, risulta invece in riduzione l'utilizzo delle linee di credito -16,6 milioni di euro.

Portafoglio Italia

Euro/milioni 30/06/2025 31/12/2024 Variaz. Variaz. %
Mutui Ipotecari 11.626,5 11.342,7 283,9 2,5%
Prestiti Personali 2.277,3 2.209,5 67,8 3,1%
Linee di credito 431,0 461,2 (30,2) (6,5%)
Prexta 2.185,7 2.111,6 74,1 3,5%
TOTALE PORTAFOGLIO ITALIA 16.520,5 16.124,9 395,7 2,5%

Portafoglio Spagna

Euro/milioni 30/06/2025 31/12/2024 Variaz. Variaz. %
Mutui Ipotecari 1.229,5 1.169,7 59,8 5,1%
Prestiti Personali 277,1 227,9 49,1 21,6%
Linee di credito 109,6 95,9 13,6 14,2%
TOTALE PORTAFOGLIO SPAGNA 1.616,1 1.493,6 122,6 8,2%

LE RETI DI VENDITA

Unità 30/06/2025 31/12/2024 30/06/2024 Variaz. vs
giu-2024
Variaz. % vs
giu-2024
ITALIA - BANCA MEDIOLANUM 4.975 4.801 4.694 281 6,0%
SPAGNA 1.629 1.614 1.620 9 0,6%
Totale 6.604 6.415 6.314 290 4,6%

Complessivamente la rete di vendita al 30.06.2025 è composta da 6.604 unità (31.12.2024: 6.415 unità; 30.06.2024: 6.314 unità).

I consulenti finanziari di Banca Mediolanum sono n. 4.975 unità in aumento sia rispetto alla consistenza dello stesso periodo di confronto (30.06.2024: 4.694 unità) che alla consistenza di fine 2024 (31.12.2024: 4.801 unità).

IL CONTO ECONOMICO RICLASSIFICATO8

Euro/migliaia 30.06.2025 30.06.2024 Variazioni
valore %
a b c=a-b c/b
Commissioni di sottoscrizione fondi 31.954 28.542 3.412 12,0%
Commissioni di gestione 681.060 620.159 60.901 9,8%
Commissioni su servizi di investimento 130.712 122.513 8.199 6,7%
Risultato Gestione Assicurativa 110.774 96.851 13.924 14,4%
Commissioni e ricavi da servizi bancari 122.650 97.924 24.726 25,3%
Commissioni diverse 27.573 25.275 2.298 9,1%
Totale commissioni attive 1.104.723 991.264 113.460 11,4%
Commissioni passive rete (379.325) (324.158) (55.167) 17,0%
Altre commissioni passive (80.964) (79.034) (1.930) 2,4%
Totale commissioni passive (460.289) (403.192) (57.097) 14,2%
Commissioni nette 644.434 588.072 56.362 9,6%
Margine d'interesse 366.753 418.013 (51.260) (12,3%)
Proventi netti da altri investimenti 24.168 18.543 5.625 30,3%
Rettifiche di valore nette su crediti (14.048) (18.482) 4.434 (24,0%)
Altri proventi e oneri (89) (1.257) 1.168 (92,9%)
MARGINE DI CONTRIBUZIONE 1.021.218 1.004.889 16.329 1,6%
Spese generali e amministrative (390.662) (366.049) (24.613) 6,7%
Contributi e Fondi di Garanzia ordinari (8.898) (27.640) 18.742 (67,8%)
Ammortamenti (16.864) (18.402) 1.538 (8,4%)
Accantonamenti netti per rischi e oneri (34.224) (26.689) (7.535) 28,2%
TOTALE COSTI (450.648) (438.780) (11.868) 2,7%
MARGINE OPERATIVO 570.570 566.109 4.461 0,8%
Commissioni di performance 48.770 41.321 7.449 18,0%
P&L netti da investimenti al fair value 19.115 (297) 19.412 n.s.
EFFETTI MERCATO 67.885 41.024 26.861 65,5%
Contributi e Fondi di Garanzia straordinari (1.131) (11.556) 10.425 (90,2%)
EFFETTI STRAORDINARI (1.131) (11.556) 10.425 (90,2%)
UTILE LORDO PRE IMPOSTE 637.324 595.577 41.747 7,0%
Imposte del periodo (160.032) (145.663) (14.369) 9,9%
UTILE NETTO 477.292 449.914 27.378 6,1%

8 Il presente conto economico riclassificato è stato elaborato secondo uno schema che rispecchia il sistema direzionale del Gruppo che prevede la riclassificazione delle componenti dell'utile prima delle imposte per natura. Si specifica, inoltre, che per una corretta lettura delle tabelle afferenti all'andamento economico, in merito alle voci di costo, un incremento di costi avrà una variazione assoluta di segno negativo ed una variazione percentuale di segno positivo; viceversa, un decremento di costi avrà una variazione assoluta di segno positivo ed una variazione percentuale di segno negativo.

SINTESI DELL'ANDAMENTO DEL CONTO ECONOMICO RICLASSIFICATO AL 30 GIUGNO 2025

Euro/milioni 30.06.2025 30.06.2024 Variazione Variazione (%)
Utile netto del periodo 477,3 449,9 27,4 6,1%
di cui:
Commissioni attive 1.104,7 991,3 113,4 11,4%

Le Commissioni attive del periodo ammontano a 1.104,7 milioni di euro in crescita di +113,4 milioni di euro rispetto a 991,3 milioni di euro del periodo di confronto.

In particolare, le commissioni ricorrenti (Commissioni di gestione e Commissioni su servizi d'investimento) risultano in crescita di +69,1 milioni di euro rispetto al periodo di confronto per effetto di un aumento delle masse medie dei prodotti del risparmio gestito.

Le Commissioni di sottoscrizione fondi registrano un incremento di +3,4 milioni di euro rispetto al periodo di confronto attribuibile all'incremento dei volumi di raccolta.

Il Risultato Gestione Assicurativa riporta un incremento di +13,9 milioni di euro dovuto principalmente a maggiori ricavi netti rinvenienti dai prodotti assicurativi classificati ai sensi del principio contabile internazionale IFRS17.

L'incremento di 12,9 milioni di euro deriva dall'andamento patrimoniale del Contractual Service Margin (CSM) relativo ai prodotti assicurativi che si è incrementato di +222 milioni di euro rispetto al dato del 30 giugno 2024 (30.06.2024: 2.591 milioni di euro), principalmente grazie alla nuova produzione, all'incremento dei tassi di attualizzazione delle passività future e alla favorevole dinamica del mercato attestandosi a 30 giugno 2025 a 2.813 milioni di euro e producendo pertanto maggiori rilasci a conto economico.

Le Commissioni e ricavi da servizi bancari riportano un incremento di +24,7 milioni di euro rispetto al periodo di confronto e sono da attribuire principalmente a maggiori commissioni di collocamento certificate (+14,2 milioni di euro) per maggiori volumi di collocato, maggiori commissioni da strumenti di monetica e pagamento (+7,9 milioni di euro), da maggiori commissioni per canoni conto (+1,8 milioni di euro) mentre diminuiscono le commissioni da operatività bancaria (-1,3 milioni di euro).

Da ultimo la voce residuale relativa alle Commissioni diverse evidenzia un incremento di +2,3 milioni di euro riconducibile principalmente a maggiori commissioni su altre masse in gestione per + 1,8 milioni di euro in funzione dell'incremento delle masse gestite.

Commissioni passive (460,3) (403,2) (57,1) 14,2%
di cui:
Commissioni passive rete (379,3) (324,2) (55,1) 17,0%
Altre commissioni (81,0) (79,0) (2,0) 2,5%

Le Commissioni passive ammontano a -460,3 milioni di euro, in aumento del 14,2% rispetto al periodo di confronto (30.06.2024 -403,2 milioni di euro).

L'incremento della voce Commissioni passive rete per -55,1 milioni di euro è da ricondurre principalmente a:

  • ➢ maggiori commissioni ricorrenti (-29,4 milioni di euro) riconducibili alla crescita delle commissioni di gestione come sopra descritto;
  • ➢ maggiori provvigioni di incentivazione riconosciute alla rete di Family Banker (-16,9 milioni di euro) a fronte dei risultati di raccolta netta registrati;
  • ➢ maggiori commissioni upfront (-6,5 milioni di euro) coerentemente con quanto registrato sulle commissioni di ingresso.

La voce altre commissioni registra un incremento di -2,0 milioni di euro rispetto al periodo di confronto riconducibile principalmente al maggior costo gestori per -4,8 milioni di euro principalmente riconducibile all'incremento delle masse cedute in delega rispetto al periodo di confronto mentre le commissioni passive sui prodotti e servizi di monetica diminuiscono per +2,3 milioni di euro.

Margine d'interesse
366,8
418,0
(51,2)
(12,2%)
------------------------------------------------------------

Il Margine di interesse evidenzia una diminuzione netta di -51,2 milioni di euro rispetto al 30 giugno 2024 si assiste ad una riduzione dei tassi di mercato e anche a maggiori interessi passivi legati anche a iniziative commerciali avviate nel 2024 che hanno avuto impatti nel periodo di osservazione.

Gli interessi attivi subiscono una riduzione di -115,6 milioni di euro di cui:

  • ➢ -65,9 milioni di euro legati a impieghi di tesoreria
  • ➢ -49,7 milioni di euro a impieghi verso la clientela.

Gli interessi passivi registrano un miglioramento di +64,2 milioni di euro così ripartito:

  • ➢ +66,5 milioni di euro legati alla raccolta di tesoreria
  • ➢ -2,2 milioni di euro legati alla raccolta da clientela
Proventi netti da altri investimenti 24,2 18,5 5,7 30,8%

L'incremento della voce di 5,7 milioni di euro è riconducile principalmente ad una minor svalutazione collettiva del portafoglio titoli per +3,7 milioni di euro e da plusvalenze derivanti da operazioni di cessione del credito per +1,5 milioni di euro.

Rettifiche di valore nette su crediti (14,0) (18,5) 4,5 (24,3%)
--------------------------------------- -------- -------- ----- ---------

Le Rettifiche di valore nette su crediti ammontano a -14,0 milioni di euro con un miglioramento di +4,5 milioni di euro (30.06.2024: -18,5 milioni di euro) riconducibile principalmente all'aggiornamento del modello di impairment delle esposizioni performing a fronte di una minore rischiosità osservata del portafoglio creditizio mentre si assiste ad un incremento nelle rettifiche di Prexta dovuto all'aumento dei prestiti personali non garantiti.

Spese generali e amministrative (390,7) (366,0) (24,7) 6,7%

Le Spese generali e amministrative registrano un incremento di -24,7 milioni di euro rispetto al periodo di confronto e sono quasi totalmente riconducibili a maggiori costi operativi di funzionamento in ambito IT e all'aumento delle spese per il personale in funzione dell'incremento dell'organico medio.

Contributi e Fondi di Garanzia (10,0) (39,2) 29,2 (74,5%)
di cui:
Contributi ordinari (8,9) (27,6) 18,7 (67,8%)
Contributi straordinari (1,1) (11,6) 10,5 (90,5%)

Il minor costo per Contributi ordinari rispetto al periodo di confronto (+18,7 milioni di euro) è da imputare principalmente ai minori costi nel semestre 2025 che include principalmente lo stanziamento del contributo al Fondo di Garanzia Vita per -8,3 milioni di euro mentre nel semestre precedente lo stanziamento riguardava sia l'ultima tranche del DGS per -18,9 milioni di euro che il primo stanziamento del contributo al Fondo di Garanzia Vita per -8,2 milioni di euro.

La voce Contributi straordinari risulta in diminuzione per +10,5 milioni di euro; il periodo di confronto comprendeva principalmente lo stanziamento per il salvataggio di istituti bancari in difficoltà per -11,6 milioni di euro che si è concluso con il versamento dell'ultima tranche nel 2024. I costi registrati nel semestre 2025 per complessivi -1,1 milioni di euro afferiscono alla svalutazione dei Fondi Atlante 1 e 2.

Accantonamenti netti per rischi e oneri (34,2) (26,7) (7,5) 28,1%
----------------------------------------- -------- -------- ------- -------

La voce Accantonamenti netti ai fondi rischi ed oneri registra un aumento di -7,5 milioni di euro rispetto al periodo di confronto ascrivibile principalmente maggiori accantonamenti per indennità alla rete di vendita (-3,0 milioni di euro) a cui si aggiungono maggiori accantonamenti al fondo estinzioni anticipate di Prexta per -2,1 milioni di euro.

Effetti Mercato 67,9 41,0 26,9 n.s.
di cui:
Commissioni di performance 48,8 41,3 7,5 18,2%
Profitti / Perdite netti da investimenti al fair
value
19,1 (0,3) 19,4 n.s.

Gli Effetti Mercato registrano un forte incremento (+26,9 milioni di euro) rispetto al periodo di confronto.

Le commissioni di performance si attestano a 48,8 milioni di euro rispetto a 41,3 milioni di euro registrato nel periodo di confronto. Il valore conseguito al 30 giugno 2025 è riconducibile per 9,5 milioni di euro alla controllata irlandese Mediolanum International Fund (30.06.2025: 19,4 milioni di euro) e per 39,3 milioni di euro alla controllata italiana Mediolanum Gestione Fondi (30.06.2024: 21,9 milioni di euro).

La voce Profitti / Perdite netti da investimenti al fair value si incrementa di +19,4 milioni di euro riconducibile principalmente al titolo Nexi che nel periodo di confronto aveva fatto registrare una riduzione di valore di -12,7 milioni di euro mentre al 30 giugno 2025 si è registrato un effetto positivo di +0,6 milioni di euro conseguente alla vendita delle azioni avvenuta nel mese di maggio 2025.

Si evidenzia inoltre un effetto positivo per +7,4 milioni di euro derivanti da maggiori profitti dall'attività di negoziazione titoli e dal positivo andamento degli OICR.

Per ulteriori dettagli si rimanda alla sezione successiva.

Il Conto Economico al 30 giugno 2025 per paesi e aree di attività

Di seguito si riporta il commento alle variazioni di conto economico per paesi e area di attività, con eventuale riclassificazione dei dati comparativi. Mentre i ricavi hanno un'allocazione originaria e diretta ai prodotti e, per aggregazione, alle AdR, i costi hanno subito un processo di allocazione in funzione di differenti gradi di attribuibilità ai prodotti stessi e alla natura dei processi sottostanti:

  • ➢ Costi Diretti: costi direttamente attribuiti ad un prodotto o ad una categoria omogenea di prodotti;
  • ➢ Costi Indiretti allocati; costi soggetti al processo di allocazione mediante l'utilizzo di driver che ripartiscano il costo tra prodotti diversi e/o categorie di prodotto diverse;
  • ➢ Costi non allocati: costi di natura strettamente amministrativa o legati a processi di Controllo o Infrastrutturali, per i quali, in base alle caratteristiche del modello di cost allocation, non si procede con alcuna allocazione

I dettagli dell'IFRS 8 sono riportati nell'apposita sezione Dati economici per aree di attività.

Euro/migliaia 30.06.2025 30.06.2024 Variazione Var.%
Commissioni e ricavi da servizi bancari 116.894 92.964 23.930 25,7%
Commissioni diverse 391 212 179 84,5%
Totale Commissioni Attive 117.285 93.176 24.109 25,9%
Commissioni passive rete (50.787) (46.589) (4.199) 9,0%
Altre commissioni passive (35.891) (38.830) 2.940 (7,6%)
Totale Commissioni Passive (86.678) (85.419) (1.259) 1,5%
Commissioni Nette 30.607 7.757 22.850 n.s.
Margine interesse 310.866 348.770 (37.904) (10,9%)
Proventi netti da altri investimenti 6.090 1.427 4.663 n.s.
Rettifiche di valore nette su crediti (13.758) (18.164) 4.406 (24,3%)
Altri Proventi ed Oneri (2.839) (4.234) 1.395 (32,9%)
MARGINE DI CONTRIBUZIONE I LIVELLO 330.966 335.556 (4.589) (1,4%)
Costi diretti e indiretti allocati (118.339) (121.966) 3.628 (3,0%)
Contributi e Fondi di Garanzia ordinari (647) (19.125) 18.478 (96,6%)
MARGINE DI CONTRIBUZIONE II LIVELLO 211.981 194.465 17.517 9,0%
MARGINE OPERATIVO 211.981 194.465 17.517 9,0%
Profitti / Perdite netti da investimenti al fair value 18.735 (1.372) 20.107 n.s.
EFFETTI MERCATO 18.735 (1.372) 20.107 n.s.
Contributi e Fondi di Garanzia straordinari (1.131) (11.556) 10.425 (90,2%)
EFFETTI STRAORDINARI (1.131) (11.556) 10.425 (90,2%)
MARGINE DI SEGMENTO PRE IMPOSTE 229.585 181.537 48.048 26,5%

SEGMENTO ITALIA – BANKING

ll margine pre-imposte del Segmento Italia - Banking registra un saldo positivo di 229,6 milioni di euro rispetto ad un risultato positivo di 181,5 milioni di euro rilevato nel primo semestre del 2024. La crescita delle commissioni nette, la riduzione dei contributi e fondi garanzia ed il buon andamento delle poste al fair value ha ampiamente compensato la riduzione del margine di interesse.

I ricavi da Commissioni attive si attestano 117,3 milioni di euro, in crescita per +24,1 milioni di euro rispetto al periodo di confronto, tale aumento è principalmente ascrivibile ad una crescita dei volumi di certificate collocati nel primo semestre 2025.

Le Commissioni passive rete risultano in crescita per -4,2 milioni di euro, anche queste principalmente riconducibili ai collocamenti di Certificates.

Il Margine di interesse, che si attesta a 310,9 milioni di euro, risulta in diminuzione rispetto al periodo di confronto per effetto della dinamica dei tassi di interesse e degli impatti di costo derivanti anche dalle iniziative promozionali effettuate alla fine del 2024 con impatto sui primi mesi dell'anno in corso.

I Costi diretti e indiretti allocati presentano un decremento di +3,6 milioni di euro principalmente legato alla riduzione delle attività della controllata Flowe (+3,5 milioni di euro).

La voce Contributi e Fondi di Garanzia ordinari registra un decremento di +18,5 milioni di euro. Nel primo semestre 2024 si registrava l'accantonamento dell'ultima quota annuale di contribuzione allo Schema di Garanzia dei Depositi (cd. DGS).

Gli Effetti mercato si attestano a circa 18,7 milioni in crescita per +20,1 milioni rispetto al semestre 2024. L'aumento va attribuito principalmente alla variazione del valore del titolo di capitale NEXI per +13,3 milioni di euro rispetto al periodo di confronto, ove si registrava una minusvalenza da valutazione di circa -12,7 milioni di euro. Si registrano inoltre +6,8 milioni di euro per maggiori profitti dalle attività di trading e da un buon andamento degli OICR di tesoreria.

La voce Effetti straordinari si incrementa di + 10,4 mln di euro, nel primo semestre 2024 scontava lo stanziamento di -11,0 milioni di euro per i contributi straordinari versati a copertura di precedenti interventi di salvataggio di istituti bancari.

SEGMENTO ITALIA – ASSET MANAGEMENT

Euro/migliaia 30.06.2025 30.06.2024 Variazione Var.%
Commissioni di sottoscrizione fondi 17.889 18.844 (955) (5,1%)
Commissioni di gestione 360.367 336.683 23.684 7,0%
Commissioni su servizi di investimento 69.149 65.486 3.663 5,6%
Commissioni diverse 15.132 14.236 896 6,3%
Totale commissioni attive 462.537 435.249 27.288 6,3%
Commissioni passive rete (168.259) (147.878) (20.381) 13,8%
Altre commissioni passive (18.235) (18.367) 132 (0,7%)
Totale commissioni passive (186.494) (166.245) (20.249) 12,2%
Commissioni nette 276.043 269.004 7.040 2,6%
Margine d'interesse 489 4.099 (3.609) (88,1%)
Proventi netti da altri investimenti 27 1 26 n.s.
Altri proventi e oneri 381 302 79 26,1%
MARGINE DI CONTRIBUZIONE I LIVELLO 276.941 273.405 3.536 1,3%
Costi diretti e indiretti allocati (58.572) (56.156) (2.416) 4,3%
MARGINE DI CONTRIBUZIONE II LIVELLO 218.369 217.249 1.120 0,5%
MARGINE OPERATIVO 218.369 217.249 1.120 0,5%
Commissioni di performance 37.406 26.159 11.248 43,0%
P&L netti da investimenti al fair value (197) 32 (229) n.s.
EFFETTI MERCATO 37.209 26.190 11.019 42,1%
MARGINE DI SEGMENTO PRE IMPOSTE 255.578 243.440 12.138 5,0%

Il margine pre-imposte del segmento Italia - Asset Management mostra un saldo di 255,6 milioni di euro rispetto al risultato del medesimo periodo dell'esercizio precedente pari a 243,4 milioni di euro. L'incremento del periodo è principalmente imputabile per +11,2 milioni alle commissioni di performance e per +7,0 milioni alle commissioni nette.

Le Commissioni attive del periodo ammontano a 462,5 milioni di euro in aumento rispetto al primo semestre del 2024 di +27,3 milioni di euro. L'incremento è imputabile in via prevalente alle maggiori commissioni ricorrenti, influenzate dai maggiori asset in gestione rispetto al periodo di confronto.

Le Commissioni passive rete risultano in crescita per -20,4 milioni di euro rispetto al primo semestre del 2024. L'incremento è legato alla crescita del management fee per -12,3 milioni di euro e delle commissioni di incentivazione in crescita di -8,8 milioni di euro, risultato della performance commerciale dei prodotti del segmento.

I Costi diretti e indiretti allocati risultano in crescita di -2,4 milioni di euro rispetto al periodo di confronto. Gli Effetti di mercato risultano in aumento rispetto al periodo di confronto per +11,0 milioni di euro e sono imputabili a maggiori commissioni di performance registrate nel periodo.

SEGMENTO ITALIA – INSURANCE

Euro/migliaia 30.06.2025 30.06.2024 Variazione Var.%
Commissioni di gestione 254.376 224.823 29.553 13,1%
Commissioni su servizi di investimento 50.541 46.594 3.947 8,5%
Risultato Gestione Assicurativa 103.891 90.697 13.195 14,5%
Commissioni diverse 8.103 6.813 1.291 18,9%
Totale commissioni attive 416.911 368.926 47.985 13,0%
Commissioni passive rete (117.264) (97.376) (19.888) 20,4%
Altre commissioni passive (17.236) (14.154) (3.082) 21,8%
Totale commissioni passive (134.500) (111.530) (22.970) 20,6%
Commissioni nette 282.411 257.396 25.015 9,7%
Margine d'interesse 28.946 29.445 (500) (1,7%)
Proventi netti da altri investimenti 3.664 3.311 354 10,7%
Altri proventi e oneri (542) (453) (89) 19,7%
MARGINE DI CONTRIBUZIONE I LIVELLO 314.479 289.699 24.779 8,6%
Costi diretti e indiretti allocati (61.681) (56.876) (4.805) 8,4%
Contributi e Fondi di Garanzia ordinari (8.251) (8.515) 264 (3,1%)
MARGINE DI CONTRIBUZIONE II LIVELLO 244.546 224.308 20.238 9,0%
MARGINE OPERATIVO 244.546 224.308 20.238 9,0%
Commissioni di performance 9.772 13.769 (3.998) (29,0%)
P&L netti da investimenti al fair value (33) 205 (238) n.s.
EFFETTI MERCATO 9.739 13.974 (4.235) (30,3%)
MARGINE DI SEGMENTO PRE IMPOSTE 254.284 238.282 16.002 6,7%

Il margine pre-imposte del segmento Italia - Insurance registra un saldo di 254,3 milioni di euro in crescita di +16,0 milioni di euro rispetto al primo semestre del 2024 pari a 238,3 milioni di euro. Tale incremento è attribuibile alla crescita delle commissioni nette (+25,0 milioni di euro).

Le Commissioni attive del periodo ammontano a 416,9 milioni di euro, in aumento di +48,0 milioni di euro rispetto al primo semestre del 2024. L'incremento è da imputare per +33,5 milioni di euro alle commissioni ricorrenti, quale effetto dall'aumento delle masse in gestione, e per +13,2 milioni di euro al risultato della gestione assicurativa, in virtù dei maggiori ricavi netti su prodotti assicurativi classificati ai sensi del principio contabile internazionale IFRS17.

Le Commissioni passive rete risultano in crescita di -19,9 milioni di euro rispetto al periodo di confronto. Tale incremento è da imputare principalmente alle maggiori commissioni di mantenimento, a fronte della crescita del portafoglio, per -12,7 milioni di euro, e alle maggiori commissioni di incentivazione, legate alla performance commerciale dei prodotti del segmento, per -6,8 milioni di euro

Il Margine di interesse si attesta a 28,9 milioni di euro in linea rispetto al semestre precedente.

I Costi diretti e indiretti allocati risultano in crescita (-4,8 milioni di euro). La variazione principale è dovuta all'aumento dei costi operativi, di marketing e di supporto alla Rete di vendita per -2,9 milioni di euro in coerenza con le dinamiche commerciali di periodo oltre gli investimenti in ambito Protezione,

con la migrazione delle polizze di Mediolanum Assicurazioni su una nuova piattaforma gestionale (-0,3 milioni di euro).

La voce Contributi fondi e garanzia accoglie per -8,3 milioni di euro gli accantonamenti effettuati in ottemperanza alla normativa a tutela dei beneficiari e aventi diritto alle prestazioni assicurative dedotte in polizze sulla vita nell'ipotesi in cui l'impresa assicurativa sia sottoposta a procedure concorsuali (cosiddetto Fondo di Garanzia Vita). La voce risulta in linea rispetto al periodo di confronto.

Gli Effetti mercato risultano in diminuzione di -4,2 milioni di euro imputabile principalmente a minori commissioni di performance.

SEGMENTO ITALIA – OTHER

Euro/migliaia 30.06.2025 30.06.2024 Variazione Var.%
Commissioni diverse 1.769 2.163 (395) (18,3%)
Commissioni passive rete 1.200 1.255 (55) (4,4%)
Commissioni nette 2.969 3.419 (450) (13,2%)
Margine d'interesse 37 53 (16) (30,2%)
Proventi netti da altri investimenti 14.057 13.685 373 2,7%
Altri proventi e oneri 2.296 2.766 (469) (17,0%)
MARGINE DI CONTRIBUZIONE I LIVELLO 19.359 19.922 (563) (2,8%)
Costi diretti e indiretti allocati (3.657) (3.427) (229) 6,7%
MARGINE DI CONTRIBUZIONE II LIVELLO 15.703 16.495 (792) (4,8%)
MARGINE OPERATIVO 15.703 16.495 (792) (4,8%)
MARGINE DI SEGMENTO PRE IMPOSTE 15.703 16.495 (792) (4,8%)

Il Segmento Italia Other comprende diverse poste di bilancio non direttamente imputabili alle altre linee di business o relative ad attività comuni e presenta un effetto marginale rispetto ai risultati del Gruppo.

SEGMENTO SPAGNA

Euro/migliaia 30.06.2025 30.06.2024 Variazione Var.%
Commissioni di sottoscrizione fondi 14.065 9.698 4.367 45,0%
Commissioni di gestione 63.786 55.542 8.244 14,8%
Commissioni su servizi di investimento 10.490 9.749 741 7,6%
Risultato Gestione Assicurativa 6.503 5.719 784 13,7%
Commissioni e ricavi da servizi bancari 5.756 4.960 796 16,0%
Commissioni diverse 2.075 1.730 345 19,9%
Totale commissioni attive 102.675 87.398 15.277 17,5%
Commissioni passive rete (43.217) (32.600) (10.616) 32,6%
Altre commissioni passive (9.349) (7.378) (1.971) 26,7%
Totale commissioni passive (52.566) (39.978) (12.587) 31,5%
Commissioni nette 50.109 47.420 2.689 5,7%
Margine d'interesse 25.957 34.869 (8.912) (25,6%)
Proventi netti da altri investimenti 329 120 209 n.s.
Rettifiche di valore nette su crediti (290) (318) 28 (8,7%)
Altri proventi e oneri 613 360 253 70,3%
MARGINE DI CONTRIBUZIONE I LIVELLO 76.718 82.451 (5.733) (7,0%)
Costi diretti ed indiretti allocati (41.308) (34.097) (7.211) 21,1%
MARGINE DI CONTRIBUZIONE II LIVELLO 35.410 48.354 (12.944) (26,8%)
Ammortamenti (5.160) (3.942) (1.218) 30,9%
Accantonamenti netti per rischi e oneri (2.409) (1.204) (1.205) n.s.
MARGINE OPERATIVO 27.841 43.208 (15.367) (35,6%)
Commissioni di performance 1.479 1.276 203 15,9%
P&L netti da investimenti al fair value 574 777 (203) (26,1%)
EFFETTI MERCATO 2.053 2.053 - -
MARGINE DI SEGMENTO PRE IMPOSTE 29.894 45.261 (15.367) (34,0%)

Il Margine pre-imposte del Segmento Spagna registra un saldo positivo di 29,9 milioni di euro rispetto al risultato del periodo di confronto, pari a 45,3 milioni di euro.

Le Commissioni attive risultano in crescita passando da 87,4 milioni di euro del semestre 2024 a 102,7 milioni di euro del periodo in esame. Tale andamento è principalmente riconducibile all'incremento delle commissioni ricorrenti (+8,9 milioni di euro) derivanti dall'aumento delle masse in gestione e per +4,4 milioni di euro alle commissioni di sottoscrizioni grazie al buon andamento della raccolta.

Le Commissioni passive rete registrano un incremento pari a -10,6 milioni di euro e riflettono il buon andamento delle masse gestite ed all'attività di collocamento dei prodotti gestiti.

Il Margine di interesse si attesta a 26,0 milioni di euro in riduzione di -8,9 milioni rispetto al periodo di confronto, in base alla dinamica dei tassi di mercato.

I Costi diretti e indiretti allocati, che rappresentano il totale delle spese generali ed amministrative del segmento, sono in aumento per -7,2 milioni di euro rispetto al semestre di confronto. Tale differenza è principalmente imputabile per -2,6 milioni di euro ai maggiori costi del personale (+52 unità medie); per -2,9 milioni di euro per attività di supporto alla rete commerciale, -0,4 milioni di euro donazione per l'alluvione di Valencia, per -1,2 milioni di euro per costi di funzionamento (comunicazione alla clientela, consulenze progetti e costi IT).

SEGMENTO GERMANIA

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Euro/migliaia 30.06.2025 30.06.2024 Variazione Var.%
Commissioni di gestione 2.531 3.111 (580) (18,6%)
Commissioni su servizi di investimento 532 684 (152) (22,2%)
Risultato Gestione Assicurativa 380 435 (55) (12,6%)
Commissioni diverse 103 121 (18) (14,9%)
Totale commissioni attive 3.546 4.351 (805) (18,5%)
Commissioni passive rete (998) (970) (28) 2,9%
Altre commissioni passive (253) (304) 51 (16,8%)
Totale commissioni passive (1.251) (1.274) 23 (1,8%)
Commissioni nette 2.295 3.077 (782) (25,4%)
Margine d'interesse 458 777 (319) (41,1%)
Altri proventi e oneri 2 2 - -
MARGINE DI CONTRIBUZIONE I LIVELLO 2.755 3.856 (1.101) (28,5%)
Costi diretti e indiretti allocati (213) (228) 15 (6,6%)
MARGINE DI CONTRIBUZIONE II LIVELLO 2.542 3.628 (1.086) (29,9%)
Ammortamenti (9) (10) 1 (10,0%)
MARGINE OPERATIVO 2.533 3.618 (1.085) (30,0%)
Commissioni di performance 113 117 (4) (3,4%)
P&L netti da investimenti al fair value 36 61 (25) (41,0%)
EFFETTI MERCATO 149 178 (29) (16,3%)
MARGINE DI SEGMENTO PRE IMPOSTE 2.682 3.796 (1.114) (29,3%)

Il Margine pre-imposte del segmento Germania registra un saldo di 2,7 milioni di euro.

ANDAMENTO DELLA CAPOGRUPPO E DELLE SOCIETÀ CONTROLLATE

Società operanti nel settore bancario e finanziario

BANCA MEDIOLANUM S.P.A.

La capogruppo chiude il primo semestre 2025 con un utile netto di 485,3 milioni di euro (30.06.2024: 457,6 milioni di euro).

La rete di vendita è composta da 4.975 unità (30.06.2024: n. 4.694 unità).

GRUPPO BANCO MEDIOLANUM S.A.

Il gruppo bancario spagnolo chiude il primo semestre 2025 un utile netto consolidato di 21,4 milioni di euro (30.06.2024: 19,9 milioni di euro).

La rete di vendita è composta da n. 1.629 unità (30.06.2024: n. 1.620 unità).

Si rammenta che Banco Mediolanum ha incassato dividendi da Mediolanum International Fund per 17,5 milioni di euro e distribuito dividendi alla controllante per 19,2 milioni di euro.

PREXTA S.P.A.

La società chiude il primo semestre 2025 con un utile netto di 6,8 milioni di euro (30.06.2024: 2,3 milioni di euro).

FLOWE S.P.A. – S.B.

La società chiude il primo semestre 2025 con una perdita netta pari a -5,5 milioni di euro (30.06.2024: -10,6 milioni di euro).

Società operanti nel settore gestioni patrimoniali

MEDIOLANUM INTERNATIONAL FUNDS LTD

La società di fondi irlandese chiude il primo semestre 2025 con un utile netto di 277,4 milioni di euro (30.06.2024: 292,5 milioni di euro).

Si rammenta che Mediolanum International Fund ha distribuito dividendi alla controllante Banca Mediolanum per 367,0 milioni di euro e a Banco Mediolanum per 17,5 milioni di euro.

MEDIOLANUM GESTIONE FONDI SGR P.A.

La società chiude il primo semestre 2025 con un utile netto di 42,0 milioni di euro (30.06.2024: 30,3 milioni di euro).

Si rammenta che Mediolanum Gestione Fondi ha distribuito dividendi alla controllante per 47,2 milioni di euro.

MEDIOLANUM FIDUCIARIA S.P.A.

La società chiude il primo semestre 2025 con una perdita netta di -0,5 milioni di euro (30.06.2024: - 0,5 milioni di euro).

Banca Mediolanum ha deliberato a favore della controllata interventi a copertura delle perdite previste per l'esercizio 2025 fino ad un massimo di 900 migliaia di euro; il versamento della prima tranche è stato effettuato per 450 migliaia di euro in data 4 aprile 2025, la seconda tranche è stata versata nel mese di luglio 2025.

Società operanti nel settore assicurativo

MEDIOLANUM VITA S.P.A.

La Compagnia chiude il primo semestre 2025 con un utile netto di 94,8 milioni di euro determinato secondo i principi contabili IAS/IFRS (30.06.2024: 78,6 milioni di euro).

L'utile netto del periodo, determinato sulla base dei principi contabili nazionali, risulta pari a 90,5 milioni (30.06.2024: 74,2 milioni di euro).

Si rammenta che Mediolanum Vita ha distribuito dividendi alla controllante per 124,2 milioni di euro.

MEDIOLANUM INTERNATIONAL LIFE DAC

La Compagnia irlandese chiude il primo semestre 2025 con un utile netto di 7,5 milioni di euro, determinato secondo i principi contabili IAS/IFRS (30.06.2024: 9,0 milioni di euro).

L'utile netto del periodo, determinato sulla base dei principi contabili nazionali, risulta pari a 10,1 milioni di euro (30.06.2024: 12,9 milioni di euro).

MEDIOLANUM ASSICURAZIONI S.P.A.

La Compagnia chiude il primo semestre 2025 con un utile netto di 10,6 milioni di euro, determinato secondo i principi contabili IAS/IFRS (30.06.2024: 11,0 milioni di euro)

L'utile netto del periodo, determinato sulla base dei principi contabili nazionali, risulta pari a 9,7 milioni di euro (30.06.2024: 10,4 milioni di euro).

Si rammenta che Mediolanum Assicurazioni ha distribuito dividendi alla controllante per 19,5 milioni di euro.

Altre società

AUGUST LENZ & CO. AG – IN LIQUIDAZIONE

La società tedesca chiude il primo semestre 2025 con una perdita netta pari a -0,7 milioni di euro (30.06.2024: -0,3 milioni di euro).

Al 30 giugno 2025, gli oneri sostenuti dalla società per fronteggiare i costi di dismissione sono stati pari a -1,1 milioni di euro e sono stati assorbiti dal fondo rischi ed oneri iscritto il cui valore residuo al 30 giugno 2025 è pari 9,0 milioni di euro e risulta coerente con gli scenari ipotizzati.

ALTRE INFORMAZIONI

Il patrimonio netto, le azioni proprie

Alla data del 30 giugno 2025 il capitale sociale di Banca Mediolanum risulta pari a euro 600.698.453,40, suddiviso in n. 745.386.391 azioni prive di valore nominale di cui 6.181.223 azioni proprie.

Al 30 giugno 2025 la consistenza del patrimonio netto consolidato risulta pari a 4.177,1 milioni di euro rispetto a 4.025,7 milioni di euro del 31 dicembre 2024.

Per quanto riguarda la destinazione dell'utile dell'esercizio 2024 si ricorda che in data 16 aprile 2025 l'Assemblea degli Azionisti ha approvato il Bilancio d'esercizio di Banca Mediolanum chiuso al 31 dicembre 2024 da cui emergeva un utile pari a 1.135.169.913,97 euro. La destinazione dell'utile ha previsto:

  • ➢ distribuzione agli azionisti di un dividendo per il 2024 pari a 1 euro, di cui 0,37 euro già distribuiti a titolo di acconto nel novembre 2024 da Banca Mediolanum S.p.A. e di 0,63 euro per azione distribuito nel mese di aprile;
  • ➢ la destinazione a Riserva Straordinaria della parte rimanente.

L'EPS (utile per azione) del periodo si attesta a 0,646 euro contro 0,608 euro relativo al giugno 2025.

Adeguatezza patrimoniale del conglomerato finanziario Mediolanum9

Con riferimento al Conglomerato finanziario Mediolanum, il calcolo dell'adeguatezza patrimoniale al 30 giugno 2025, secondo le disposizioni di vigilanza supplementari vigenti, evidenzia che, a fronte di esigenze patrimoniali del conglomerato pari a 3.201 milioni di euro, i mezzi patrimoniali del conglomerato a copertura del margine richiesto ammontano a 4.088 milioni di euro con un'eccedenza pari a 887 milioni di euro:

Euro/milioni 30/06/2025 31/12/2024
Conglomerato finanziario a prevalenza bancaria
Mezzi patrimoniali 4.088 4.189
Requisiti patrimoniali bancari 1.827 1.628
Requisiti patrimoniali assicurativi 1.374 1.592
Eccedenza (deficit) patrimoniale 887 969

9 Si precisa che l'adeguatezza patrimoniale al 30 giugno 2025 è stata calcolata secondo i limiti di capitalizzazione ad esito del periodico processo di revisione e di valutazione prudenziale (SREP) comunicati da Banca Centrale Europea. I requisiti assicurativi sono relativi all'ultima segnalazione trimestrale (31 marzo 2025) del Gruppo Assicurativo Mediolanum inviata all'Organo di Vigilanza. I valori indicati potrebbero essere oggetto di aggiornamento in fase di segnalazione agli organi di Vigilanza, a tal riguardo si segnala che a far data dal 1° gennaio 2025 è entrato in vigore il nuovo framework normativo bancario denominato Basilea IV, che introduce numerose novità in tema di vigilanza prudenziale.

I fondi propri ed i coefficienti patrimoniali al 30 giugno 202510

Il Gruppo Mediolanum ha determinato i Fondi Propri consolidati ai fini di vigilanza e i relativi ratio patrimoniali secondo la disciplina in vigore aggiornata dal Regolamento (UE) 2024/1623 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea in data 19 giugno 2024 (anche noto come CRR3) che introduce nel quadro legislativo europeo i principi di Basilea 4, modificando il Regolamento (UE) n. 575/2013 per quanto riguarda i requisiti per il rischio di credito, il rischio di aggiustamento della valutazione del credito, il rischio operativo, il rischio di mercato. Le novità più rilevanti del nuovo framework normativo sono entrate in vigore dal 1° gennaio 2025.

L'utile consolidato del periodo pari a 477,3 milioni di euro non è stato computato ai fini della determinazione dei Fondi Propri.

Alla luce di quanto precede il Common Equity Tier1 Ratio (CET1) al 30 giugno 2025 è pari a 22,4% rispetto al 23,7% del 31 dicembre 2024.

Il leverage ratio è pari a 8,4% (31.12.2024: 7,8%).

Controversia fiscale

Con riferimento alla Procedura amichevole ai sensi della Convenzione del 23 luglio 1990 n. 90/436/CEE, relativa all'eliminazione delle doppie imposizioni in caso di rettifica degli utili di imprese associate (i.e. anni d'imposta 2014-2016) e all'Articolo 24 della convenzione tra l'Italia e l'Irlanda per evitare le doppie imposizioni e prevenire le evasioni fiscali in materia di imposte sul reddito (Periodi di imposta 2010 - 2013), entrambe già richiamate nella Relazione Finanziaria Annuale Consolidata 2024, si conferma che alla fine del mese di aprile 2024 Banca Mediolanum S.p.A. ha ricevuto le lettere da parte delle autorità competenti italiana e irlandese per i periodi d'imposta 2010-2016, mediante le quali le due Società sono state informate dell'esito della procedura e degli importi riconoscibili a credito in Irlanda.

Inoltre, nel corso dell'anno 2024 sono stati chiusi, sia per Banca Mediolanum S.p.A. che per Mediolanum Vita S.p.A., mediante accertamento con adesione, gli anni di imposta 2017 (Aprile 2024) e 2018 (Dicembre 2024): tali atti sono prodromici alla successiva richiesta del credito corrispondente all'Autorità Fiscale Irlandese per l'eliminazione della doppia imposizione che verrà fatto nel 2025, mediante procedura di cui alla Convenzione del 23 luglio 1990 n. 90/436/CEE per il primo, e mediante procedura di cui all'art. 24 della convenzione tra l'Italia e l'Irlanda per evitare le doppie imposizioni.

L'accordo sottoscritto con l'autorità competente italiana prevede un'aliquota di retrocessione delle commissioni di gestione a Banca Mediolanum pari al 59,65% ed un'aliquota di retrocessione delle commissioni di performance a Banca Mediolanum pari al 7,7%. Si precisa che la medesima struttura di accordo è stata applicata anche a Mediolanum Vita S.p.A., salvo il (mancato) riconoscimento della retrocessione delle commissioni di performance. In particolare, il Gruppo, a fronte delle Proposte di

10 Si precisa che tali dati potrebbero essere oggetto di aggiornamento in fase di segnalazione all'Organo di Vigilanza.

Adesione, ha versato maggiori imposte IRES e IRAP per complessivi Euro 16,5 milioni, di cui Euro 8,1 milioni per l'anno 2018 ed Euro 8,4 milioni per l'anno 2017, comprensivi di interessi. Pertanto, alla luce di quanto sopra riportato, il Gruppo ha provveduto ad aggiornare la stima della passività iscritta a fronte del citato rischio fiscale sulla base delle condizioni previste nella Procedura amichevole sopra descritta e degli oneri conseguenti, contabilizzando un effetto economico nell'esercizio di 0,2 milioni di euro.

Si segnala inoltre che, alla luce di quanto sopra, il Gruppo ha adeguato le condizioni economiche dei contratti in essere tra le due società italiane e l'entità irlandese con decorrenza 1° luglio 2024.

Si evidenzia infine che negli ultimi giorni del mese di luglio 2025 sono state sottoscritte le istanze di accertamento con adesione, sia per Banca Mediolanum S.p.A. sia per Mediolanum Vita S.p.A., relative agli anni di imposta 2019, 2020, 2021 e 2022 coerentemente con quanto previsto dall'accordo in precedenza sottoscritto. nell'anno 2024. Tali atti risultano necessari per accedere alla procedura bilaterale di cui alla Direttiva UE del 23 luglio 1990 n. 90/436/CEE per l'eliminazione della doppia imposizione. In tale contesto, è stato effettuato un versamento di imposte ed interessi – escludendo l'applicazione di sanzioni – pari a euro 31,8 milioni per Banca Mediolanum S.p.A. ed euro 5,7 milioni per Mediolanum Vita S.p.A., per un totale complessivo di euro 37,5 milioni.

Informativa Pillar Two

Si segnala che il Gruppo Mediolanum ha applicato l'esenzione temporanea prevista dall'amendment allo IAS 12-revised, emanato dall'International Accounting Standards Board ("IASB") il 23 maggio 2023, riguardante la rilevazione e la relativa informativa da fornire nel bilancio consolidato in merito alle attività e passività per imposte differite derivanti dall'applicazione del livello minimo di imposizione fiscale ("Global Minimum Tax") prevista dalla Direttiva (UE) 2022/2523 del 14 dicembre 2022 (la "Direttiva"), nell'ambito del Modello di Regole Globali Anti-Base Erosion ("Pillar Two").

In tale ambito in data 28 dicembre 2023, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo 27 dicembre 2023, n. 209, in attuazione della riforma fiscale in materia di fiscalità internazionale che è entrato in vigore il 29 dicembre 2023, recante le disposizioni italiane relative al Pillar Two, con decorrenza 1°gennaio 2024. In base a tale normativa, l'entità capogruppo di un gruppo multinazionale (e le partecipanti intermedie) localizzata nel territorio dello Stato italiano sarà (saranno) eventualmente tenuta a versare un'imposta minima integrativa ("IIR") a valere sugli utili maturati delle proprie controllate in Stati che registrano un'aliquota effettiva inferiore al 15% ("Aliquota Minima di Imposta") salvo il caso in cui i singoli Stati in cui operano le società controllate abbiano adottato l'imposta minima nazionale ("Qualified Domestic Minimum Top-up Tax" o "Qdmtt"). La summenzionata imposta potrà, a seconda delle sue caratteristiche, essere scomputata dall'imposta minima integrativa IIR o determinare la sua disapplicazione in relazione ai Paesi di riferimento.

Il Gruppo Mediolanum, sulla base della sua attuale composizione, oltre che in Italia, opera (i) in Spagna attraverso la controllata Banco Mediolanum ed (ii) in Irlanda attraverso le controllate Mediolanum International Funds e Mediolanum International Life. La Spagna ha implementato le disposizioni relative

al Pillar Two nonché un regime di imposta minima nazionale Qdmtt, mediante la legge 7 del 20 dicembre 2024 che è applicabile dal 1° gennaio 2024. Anche l'Irlanda ha recepito la normativa Pillar Two nel proprio ordinamento mediante il Finance (No. 2) Act 2023 Section 94 del 15 maggio 2024, anch'esso avente decorrenza 01 gennaio 2024, e l'implementazione della Qdmtt. Alla luce di quanto sopra esposto, il Gruppo, a valle delle analisi svolte ha individuato l'Irlanda come unica giurisdizione che allo stato attuale - e sulla base delle analisi preliminari svolte - non beneficia dell'esenzione temporanea nota come "porto sicuro transitorio" (o "transitional safe harbour"), risultando quindi soggetta ad un'imposizione integrativa locale, attuata mediante Qdmtt. Pertanto, il Gruppo ha provveduto ad iscrivere per la chiusura del bilancio semestrale al 30.06.2025 un maggior onere a fronte dell'imposizione integrativa pari a circa 8,4 milioni di euro.

Fondo di garanzia per le polizze vita

In merito al contributo per il Fondo di Garanzia Vita come già riportato nel corso del 2024, il Gruppo ha proceduto all'accantonamento del contributo per il Fondo di Garanzia per le polizze vita. In attesa della pubblicazione dello Statuto del Fondo, l'accantonamento, pari a complessivi 8,3 milioni di euro al 30 giugno 2025, è stato effettuato secondo quanto previsto dalla norma e aggiornando i parametri necessari al calcolo.

Imposta di bollo sulle polizze vita

La legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ha introdotto una modifica alle modalità di versamento dell'imposta di bollo sulle polizze vita dei rami III e V.

La disposizione introdotta con la Finanziaria 2025 prevede invece il versamento dell'imposta ogni anno fermo restando che l'ammontare corrispondente all'imposta di bollo versato annualmente dall'impresa di assicurazione è computato e attribuito all'assicurato in diminuzione della prestazione erogata alla scadenza o al riscatto della polizza.

Viene poi prevista una disciplina transitoria, in base alla quale il bollo calcolato per ciascun anno fino al 2024, sarà versato:

  • ➢ per il 50% entro il 30.6.2025;
  • ➢ per il 20% entro il 30.6.2026;
  • ➢ per il 20% entro il 30.6.2027;
  • ➢ per il restante 10% entro il 30.6.2028.

Pertanto, nel mese di giugno 2025 le Compagnie assicurative del Gruppo operanti nel ramo vita, Mediolanum Vita e Mediolanum International Life, hanno provveduto al versamento della prima rata dell'imposta di bollo maturata sulle polizze di ramo III e V in essere al 31 dicembre 2024 per un importo complessivo pari a 108,5 milioni di euro.

Con riferimento al trattamento contabile si rinvia alle pertinenti sezioni di nota integrativa.

Informativa sull'operazione di vendita delle azioni Mediobanca

I Cda di Banca Mediolanum e Mediolanum Vita tenuti in data 30 giugno 2025 hanno approvato la vendita della partecipazione detenuta in Mediobanca pari a complessivi 29,1 milioni di azioni.

La vendita è stata perfezionata mediante una procedura di accelerated bookbuilding (il "Collocamento") riservata a investitori istituzionali annunciata a mercato chiuso il 30 giugno 2025. Il collocamento ha visto l'acquisto delle azioni da parte di n. 77 controparti differenti ad un prezzo di euro 18,85 per azione per un controvalore lordo pari a euro 548,4 milioni. La data operazione (trade date) del Collocamento è stata il 1° luglio 2025 e il regolamento è stato perfezionato il 3 luglio 2025.

Si ricorda peraltro che il titolo è classificato a far data dal 1° gennaio 2020 tra le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

Ai fini della Relazione finanziaria semestrale consolidata di Banca Mediolanum è stato determinato il fair value delle azioni di Mediobanca. In particolare, il corrispettivo pattuito con le controparti per il Collocamento è stato ritenuto rappresentativo del fair value del titolo Mediobanca al 30 giugno 2025, classificato come livello 2 ai fini della gerarchia, ai sensi di quanto previsto dal principio contabile internazionale IFRS 13. par. 79b.

Eventi di rilievo successivi alla chiusura del primo semestre

Dopo la data del 30 giugno non si sono verificati fatti, ad eccezione di quanto riportato nel paragrafo "Informativa sull'operazione di vendita delle azioni Mediobanca" e nel paragrafo "Controversia Fiscale", che possano incidere in misura rilevante sulla situazione patrimoniale e finanziaria e sul risultato economico del Gruppo.

Evoluzione prevedibile della gestione

L'incertezza geopolitica, le indicazioni macroeconomiche contrastanti e la complessità delle dinamiche tariffarie statunitensi rendono l'interpretazione dei mercati particolarmente sfidante. In questo contesto, diventa essenziale distinguere il "rumore di fondo" dai segnali realmente rilevanti, ricordando che i mercati restano guidati soprattutto dai fondamentali: crescita, inflazione e traiettorie di politica monetaria.

La crescita globale rimane positiva, ma le prospettive sono state riviste marginalmente al ribasso, soprattutto a causa dell'aumento dell'incertezza legata alla politica commerciale USA. Il focus dei mercati obbligazionari si sta spostando progressivamente sulla sostenibilità del debito pubblico e sull'impatto delle nuove politiche fiscali, in particolare negli Stati Uniti. Secondo le stime del CBO, la nuova legge fiscale statunitense – il cosiddetto "One Big Beautiful Bill Act" – potrebbe determinare un aumento del disavanzo federale di circa 3.400 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni. Tuttavia, l'impatto fiscale netto potrebbe risultare attenuato da tre fattori: l'effetto espansivo delle misure procrescita, i potenziali introiti derivanti dai dazi e la deregolamentazione finanziaria. In particolare, la proposta della Fed di ridurre il Supplementary Leverage Ratio potrebbe agevolare l'acquisto di Treasury da parte del sistema bancario, contribuendo al finanziamento del debito e al tempo stesso al sostegno del credito all'economia reale.

In questo scenario, il comparto obbligazionario mantiene un ruolo strategico all'interno dei portafogli, sia in ottica di diversificazione sia per la sua capacità protettiva. I rendimenti restano su livelli interessanti, ma il contesto di tassi che potrebbero restare più alti più a lungo richiede un approccio più selettivo e dinamico: la generazione di valore, nei prossimi mesi, sarà verosimilmente più legata al carry che a significativi apprezzamenti in conto capitale.

Per quanto riguarda i mercati azionari, la persistente incertezza sulle politiche statunitensi, unita a valutazioni non particolarmente contenute sull'S&P 500, potrebbe tradursi in episodi di volatilità e correzione anche nella seconda parte dell'anno. Ciononostante, il quadro rimane sostenuto da aspettative positive sugli utili aziendali e da solidi fattori di lungo periodo, come lo sviluppo tecnologico e la nuova fase di industrializzazione che si prospetta.

In sintesi, la diversificazione resta un principio cardine per la costruzione dei portafogli, tanto più in una fase complessa ma ancora potenzialmente favorevole sotto molti aspetti. Anche il mercato statunitense, pur in presenza di valutazioni consistenti e possibili correzioni, continua a offrire opportunità, confermando che le fasi di flessione, se ben gestite, non compromettono le prospettive di lungo termine per gli investitori orientati alla disciplina e alla pianificazione.

In tale contesto il Gruppo Banca Mediolanum conferma l'adozione di una strategia di servizio integrato alla clientela in quanto fattore critico di successo per consentirne il conseguimento di un crescente livello di soddisfazione e fidelizzazione con l'obiettivo di aumentare il numero di nuovi clienti acquisiti e di incrementare la share of wallet della clientela in essere. Inoltre, il modello di business diversificato è in grado di produrre risultati caratterizzati da un minore grado di variabilità e maggiormente decorrelati dall'andamento dei mercati finanziari. Banca Mediolanum detiene una quota di mercato

delle Attività finanziarie detenute dalle famiglie italiane pari al 3,2% (Q4 2024 – Elaborazione Mediolanum su dati Prometeia).

Il Gruppo continuerà pertanto a perseguire la propria strategia basata principalmente sulla crescita organica mediante miglioramento del proprio posizionamento nel contesto competitivo sia grazie al miglioramento della qualità dei servizi offerti e all'efficienza dei processi. Da richiamare a tal proposito le iniziative volte al rafforzamento della rete di Family Banker (c.d. Progetto NEXT) mediante la creazione di una nuova generazione di professionisti - Banker Consultant – che consentiranno un ulteriore livello di miglioramento del servizio da parte dei Senior Private Banker e dei Wealth Advisor.

Considerati i rischi tipici del settore di appartenenza e salvo il verificarsi di eventi di natura eccezionale che possano comportare un significativo deterioramento della situazione attuale (non controllabili dagli Amministratori e dalla Direzione e al momento non ipotizzabili) si prevede un positivo andamento della gestione per l'esercizio 2025.

Basiglio, 31 luglio 2025

Per il Consiglio di Amministrazione L'Amministratore Delegato Massimo Antonio Doris

PROSPETTI CONTABILI CONSOLIDATI

73 | Gruppo Mediolanum - Relazione Finanziaria Semestrale 2025

STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO

Voci dell'attivo

Euro/migliaia 30/06/2025 31/12/2024
10.
Cassa e disponibilità liquide
408.747 684.440
20.
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico
44.703.500 42.531.431
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 1.211.989 416.218
b) attività finanziarie designate al fair value 43.292.097 41.904.095
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 199.414 211.118
30.
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
2.224.347 2.305.833
40.
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
36.299.760 37.863.887
a) crediti verso banche 979.155 811.382
b) crediti verso clientela 35.320.605 37.052.505
80.
Attività assicurative
75.428 70.997
b) cessioni in riassicurazione che costituiscono attività 75.428 70.997
90.
Attività materiali
212.383 209.693
100.
Attività immateriali
213.868 212.914
di cui:
- avviamento 125.625 125.625
110.
Attività fiscali
711.441 834.297
a) correnti 538.673 664.392
b) anticipate 172.768 169.905
120.
Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione
- 823
130.
Altre attività
1.125.233 1.439.957
TOTALE DELL'ATTIVO 85.974.707 86.154.272

Voci del passivo e del patrimonio netto

Euro/migliaia 30/06/2025 31/12/2024
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 33.788.382 35.528.900
a) debiti verso banche 368.739 717.433
b) debiti verso clientela 33.113.458 34.497.838
c) titoli in circolazione 306.185 313.629
20. Passività finanziarie di negoziazione 471 3
30. Passività finanziarie designate al fair value 19.815.441 18.740.436
60. Passività fiscali 317.430 410.923
a) correnti 207.506 307.087
b) differite 109.924 103.836
80. Altre passività 1.532.026 1.289.681
90. Trattamento di fine rapporto del personale 12.698 12.228
100. Fondi per rischi e oneri 355.147 342.336
a) impegni e garanzie rilasciate 1.543 930
b) quiescenza e obblighi simili 105 105
c) altri fondi per rischi e oneri 353.499 341.301
110. Passività assicurative 25.975.988 25.804.045
a) contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività 25.975.988 25.804.045
120. Riserve da valutazione 249.625 119.833
150. Riserve 2.900.879 2.526.734
155. Acconti su dividendi - (272.832)
160. Sovrapprezzi di emissione 9.253 9.082
170. Capitale 600.698 600.688
180. Azioni proprie (-) (60.623) (77.414)
200. Utile (Perdita) del periodo (+/-) 477.292 1.119.629
TOTALE DEL PASSIVO E DEL PATRIMONIO NETTO 85.974.707 86.154.272

Basiglio, 31 luglio 2025

Per il Consiglio di Amministrazione L'Amministratore Delegato Massimo Antonio Doris

CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO

10.
Interessi attivi e proventi assimilati
635.789
747.586
di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo
584.249
691.589
20.
Interessi passivi e oneri assimilati
(238.331)
(292.075)
30.
Margine di interesse
397.458
455.511
40.
Commissioni attive
1.119.595
1.000.048
50.
Commissioni passive
(460.938)
(405.134)
60.
Commissioni nette
658.657
594.914
70.
Dividendi e proventi simili
18.780
16.622
80.
Risultato netto dell'attività di negoziazione
15.102
(2.370)
90.
Risultato netto dell'attività di copertura
-
14
100.
Utili (perdite) da cessione o riacquisto di:
1.593
285
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
1.521
-
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
72
285
Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto
110.
(487.049)
1.722.375
economico
a) attività e passività finanziarie designate al fair value
(490.496)
1.720.464
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value
3.447
1.911
120.
Margine di intermediazione
604.541
2.787.351
130.
Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a:
(8.579)
(16.348)
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
(8.825)
(17.164)
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
246
816
150.
Risultato netto della gestione finanziaria
595.962
2.771.003
160.
Risultato dei servizi assicurativi
108.661
95.110
a) ricavi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi
245.569
214.141
b) costi per servizi assicurativi derivanti da contratti assicurativi emessi
(132.234)
(113.286)
c) ricavi assicurativi derivanti da cessioni in riassicurazione
16.000
13.646
d) costi per servizi assicurativi derivanti da cessioni in riassicurazione
(20.674)
(19.391)
170.
Saldo dei ricavi e costi di natura finanziaria relativi alla gestione assicurativa
375.317
(1.821.539)
a) costi/ricavi netti di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi
375.054
(1.821.392)
b) ricavi/costi netti di natura finanziaria relativi alle cessioni in riassicurazione
263
(147)
180.
Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa
1.079.940
1.044.574
190.
Spese amministrative:
(401.044)
(408.155)
a) spese per il personale
(170.041)
(159.291)
b) altre spese amministrative
(231.003)
(248.864)
200.
Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri
(32.632)
(25.238)
a) impegni e garanzie rilasciate
(612)
109
b) altri accantonamenti netti
(32.020)
(25.347)
210.
Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali
(9.785)
(8.393)
220.
Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali
(13.590)
(15.205)
230.
Altri oneri/proventi di gestione
13.248
2.941
240.
Costi operativi
(443.803)
(454.050)
280.
Utili (Perdite) da cessione di investimenti
1.187
2.048
290.
Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte
637.324
592.572
300.
Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente
(160.032)
(142.658)
310.
Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte
477.292
449.914
330.
Utile (Perdita) del periodo
477.292
449.914
350.
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza della capogruppo
477.292
449.914

Basiglio, 31 luglio 2025

Per il Consiglio di Amministrazione L'Amministratore Delegato Massimo Antonio Doris

PROSPETTO DELLA REDDITIVITÀ CONSOLIDATA COMPLESSIVA

Euro/migliaia 30/06/2025 30/06/2024
10. Utile (Perdita) del periodo 477.292 449.914
Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto economico 129.100 68.393
20. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva 129.000 67.734
70. Piani a benefici definiti 100 659
Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto economico 692 (1.972)
150. Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
3.762 (10.367)
180. Ricavi o costi di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi (3.525) 8.723
190. Ricavi o costi di natura finanziaria relativi alle cessioni in riassicurazione 455 (328)
200. Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte 129.792 66.421
210. Redditività complessiva (Voce 10+200) 607.084 516.335
220. Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi
230. Redditività complessiva consolidata di pertinenza della capogruppo 607.084 516.335

Basiglio, 31 luglio 2025

Per il Consiglio di Amministrazione L'Amministratore Delegato Massimo Antonio Doris

PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO CONSOLIDATO AL 30 GIUGNO 2025

Allocazione risultato
esercizio precedente
Variazioni del periodo
Operazioni sul patrimonio netto Redditività Patrimonio
Euro/migliaia Esistenze
al
31/12/2024
Modifica
saldi di
apertura
Esistenze al
01/01/2025
Riserve Dividendi e
altre
destinazioni
Variazioni
di riserve
Emissione
nuove
azioni
Acquisto
azioni
proprie
Distribuzione
straordinaria
dividendi
Variazione
strumenti
di capitale
Derivati
su proprie
azioni
Stock
options e
Performance
Shares
complessiva
al
30/06/2025
netto al
30/06/2025
Capitale:
- azioni ordinarie 600.688 - 600.688 - - - 10 - - - - - - 600.698
- altre azioni - - - - - - - - - - - - - -
Sovrapprezzi di
emissione
9.082 - 9.082 - - - 171 - - - - - - 9.253
Riserve:
- di utili 2.445.472 - 2.445.472 381.107 - - - - - - - - - 2.826.579
- altre 81.262 - 81.262 - - (3.491) - - - - - (3.471) - 74.300
Riserve da valutazione 119.833 - 119.833 - - - - - - - - - 129.792 249.625
Strumenti di capitale - - - - - - - - - - - - - -
Acconti su dividendi (272.832) - (272.832) - 272.832 - - - - - - - - -
Azioni proprie (77.414) - (77.414) - - - 16.791 - - - - - - (60.623)
Utile (Perdita) del
periodo
1.119.629 - 1.119.629 (381.107) (738.522) - - - - - - - 477.292 477.292
Patrimonio netto del
gruppo
4.025.720 - 4.025.720 - (465.690) (3.491) 16.972 - - - - (3.471) 607.084 4.177.124
Patrimonio netto di
terzi
- - - - - - - - - - - - - -

PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO CONSOLIDATO AL 30 GIUGNO 2024

Allocazione risultato
Euro/migliaia esercizio precedente Operazioni sul patrimonio netto
Esistenze al
31/12/2023
Modifica
saldi di
apertura
Esistenze al
01/01/2024
Riserve Dividendi e
altre
destinazioni
Variazioni
di riserve
Emissione
nuove
azioni
Acquisto
azioni
proprie
Variazione
strumenti
di capitale
Derivati
su
proprie
azioni
Stock options
e
Performance
Shares
Redditività
complessiva
al
30/06/2024
Capitale:
- azioni ordinarie 600.564 - 600.564 - - - 114 - - - - - 600.678
- altre azioni - - - - - - - - - - - - -
Sovrapprezzi di
emissione
7.035 - 7.035 - - - 1.888 - - - - - 8.923
Riserve:
- di utili 2.143.371 - 2.143.371 302.101 - - - - - - - - 2.445.472
- altre 69.885 - 69.885 - - 1.365 - - - - (1.267) - 69.983
Riserve da valutazione 39.315 - 39.315 - - - - - - - - 66.421 105.736
Strumenti di capitale - - - - - - - - - - - - -
Acconti su dividendi (207.519) - (207.519) - 207.519 - - - - - - - -
Azioni proprie (19.781) - (19.781) - - - 8.221 (37.083) - - - - (48.643)
Utile (Perdita) del
periodo
821.870 - 821.870 (302.101) (519.769) - - - - - - 449.914 449.914
Patrimonio netto del
gruppo
3.454.740 - 3.454.740 - (312.250) 1.365 10.223 (37.083) - - (1.267) 516.335 3.632.063
Patrimonio netto di
terzi
- - - - - - - - - - - - -

Basiglio, 31 luglio 2025

Per il Consiglio di Amministrazione

L'Amministratore Delegato

Massimo Antonio Doris

RENDICONTO FINANZIARIO CONSOLIDATO

Metodo Indiretto

Euro/migliaia 30/06/2025 30/06/2024
A. ATTIVITA' OPERATIVA
1. Gestione 472.705 537.128
- risultato del periodo (+/-) 477.292 449.914
- plus/minusvalenze su attività finanziarie detenute per la negoziazione e sulle altre
attività/passività valutate al fair value con impatto a conto economico (-/+) 388.913 (1.694.682)
- plus/minusvalenze su attività di copertura (-/+) - (75)
- rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito (+/-) 8.579 16.348
- rettifiche/riprese di valore nette su immobilizzazioni materiali e immateriali (+/-) 23.375 23.598
- accantonamenti netti a fondi rischi ed oneri ed altri costi/ricavi (+/-) 32.632 25.238
- ricavi e costi netti dei contratti di assicurazione emessi e delle cessioni in
riassicurazione (-/+) (483.978) 1.726.429
- imposte, tasse e crediti d'imposta non liquidati (+/-) 29.363 (8.375)
- altri aggiustamenti (+/-) (3.471) (1.267)
2. Liquidità generata/assorbita dalle attività finanziarie (545.656) (850.651)
- attività finanziarie detenute per la negoziazione (792.141) (126.382)
- attività finanziarie designate al fair value (1.821.944) (990.655)
- altre attività obbligatoriamente valutate al fair value 15.019 (2.382)
- attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 214.594 (12.686)
- attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 1.555.302 347.495
- altre attività 283.514 (66.041)
3. Liquidità generata/assorbita dalle passività finanziarie (405.797) 646.103
- passività finanziarie valutate al costo ammortizzato (1.740.518) (229.232)
- passività finanziarie di negoziazione 468 (8.371)
- passività finanziarie designate al fair value 1.113.089 762.293
- altre passività 221.164 121.413
4. Liquidità generata/assorbita dai contratti di assicurazione emessi e dalle cessioni
in riassicurazione 648.420 214.094
- contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività/attività (+/-) 656.807 217.306
- cessioni in riassicurazione che costituiscono attività/passività (+/-) (8.387) (3.212)
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività operativa 169.672 546.674
B. ATTIVITA' DI INVESTIMENTO
1. Liquidità generata da 21.380 22.513
- dividendi incassati su partecipazioni 18.780 16.622
- vendite di attività materiali 2.600 5.891
2. Liquidità assorbita da (19.857) (17.958)
- acquisti di attività materiali (5.313) (3.444)
- acquisti di attività immateriali (14.544) (14.514)
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività d'investimento 1.523 4.555
C. ATTIVITA' DI PROVVISTA
- emissioni/acquisti di azioni proprie 16.791 (28.862)
- emissioni/acquisti di strumenti di capitale 181 2.002
- distribuzione dividendi e altre finalità (463.860) (311.020)
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività di provvista (446.888) (337.880)
LIQUIDITA' NETTA GENERATA/ASSORBITA NEL PERIODO (275.693) 213.349

Legenda: ( + ) generata ( - ) assorbita

PROSPETTO DI RICONCILIAZIONE

Euro/migliaia 30/06/2025 30/06/2024
Voci di bilancio
Cassa e disponibilità liquide all'inizio del periodo 684.440 188.134
Liquidità totale netta generata /assorbita nel periodo (275.693) 213.349
Cassa e disponibilità liquide: effetto della variazione dei cambi
Cassa e disponibilità liquide alla chiusura del periodo 408.747 401.483

Basiglio, 31 luglio 2025

Per il Consiglio di Amministrazione L'Amministratore Delegato Massimo Antonio Doris

NOTE ILLUSTRATIVE

82 | Gruppo Mediolanum - Relazione Finanziaria Semestrale 2025

PARTE A – POLITICHE CONTABILI

A.1 – PARTE GENERALE

SEZIONE 1 – DICHIARAZIONE DI CONFORMITÀ AI PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI

Il Bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo Mediolanum al 30 Giugno 2025 è stato redatto, in applicazione del D.Lgs. 28 febbraio 2005 n. 38, secondo i principi contabili emanati dall'International Accounting Standards Board (IASB) e le relative interpretazioni dell'International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC) ed omologati dalla Commissione Europea, di cui al Regolamento Comunitario n. 1606 del 19 luglio 2002 e successivi aggiornamenti.

Il Gruppo Mediolanum, in osservanza delle disposizioni del D.lgs. 30 maggio 2005 n. 142, si configura come un conglomerato finanziario a prevalente settore bancario.

In particolare, il contenuto del presente documento è conforme al principio contabile internazionale applicabile per l'informativa finanziaria infrannuale IAS 34 – Bilanci Intermedi.

Il Bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo Mediolanum è stato predisposto prendendo anche a riferimento le "Istruzioni per la redazione del bilancio delle imprese e del bilancio consolidato delle banche e delle società finanziarie capogruppo di gruppi bancari" emanate dalla Banca d'Italia, nell'esercizio dei poteri stabilito dall'art. 9 del D.Lgs. n. 38/2005, con la Circolare n. 262 del 22 dicembre 2005 e successivi aggiornamenti.

SEZIONE 2 – PRINCIPI GENERALI DI REDAZIONE

Il bilancio consolidato semestrale è costituito da:

  • ➢ uno stato patrimoniale consolidato riferito alla fine del periodo intermedio di riferimento (30/06/2025) e uno stato patrimoniale comparativo riferito alla chiusura dell'esercizio precedente (31/12/2024);
  • ➢ un conto economico consolidato del periodo intermedio di riferimento (30/06/2025) raffrontato al conto economico comparativo del corrispondente periodo intermedio dell'esercizio precedente (30/06/2024);

  • ➢ un prospetto della redditività consolidata complessiva del periodo intermedio di riferimento (30/06/2025) raffrontato al conto economico complessivo del corrispondente periodo intermedio dell'esercizio precedente (30/06/2024);
  • ➢ un prospetto delle variazioni di patrimonio netto consolidato per il periodo tra l'inizio dell'esercizio e la chiusura del semestre di riferimento, con prospetto comparativo per il periodo corrispondente dell'esercizio precedente. Nel prospetto viene riportata la composizione e la movimentazione dei conti di patrimonio netto intervenuta nell'esercizio di riferimento del bilancio ed in quello precedente, suddivisi tra il capitale sociale, le riserve di capitale, di utili e di riserve da valutazione di attività o passività di bilancio ed il risultato economico. Non sono stati emessi strumenti di capitale diversi dalle azioni ordinarie e di risparmio.
  • ➢ un rendiconto finanziario consolidato per il periodo tra l'inizio dell'esercizio e la chiusura del semestre di riferimento, con prospetto comparativo per il periodo corrispondente dell'esercizio precedente. Il prospetto dei flussi finanziari intervenuti nel periodo di riferimento ed in quello precedente è stato predisposto seguendo il metodo indiretto, in base al quale i flussi derivanti dall'attività operativa sono rappresentati dal risultato del periodo rettificato degli effetti delle operazioni di natura non monetaria. I flussi finanziari sono suddivisi tra quelli derivanti dall'attività operativa, quelli generati dall'attività di investimento e quelli prodotti dall'attività di provvista. Nel prospetto i flussi generatisi nel corso dell'esercizio sono indicati senza segno, mentre quelli assorbiti sono riportati fra parentesi;
  • ➢ note illustrative consolidate, contenente i riferimenti ai principi contabili utilizzati e altre note esplicative specifiche relative alle operazioni del periodo di riferimento.

In conformità a quanto disposto dall'art. 5 del Decreto Legislativo n. 38 del 28 febbraio 2005, il bilancio consolidato è stato redatto utilizzando l'euro quale moneta di conto.

Il bilancio consolidato semestrale abbreviato è redatto nel rispetto dei seguenti principi generali:

  • ➢ continuità aziendale: il bilancio consolidato è redatto nella prospettiva della continuità. Gli amministratori, alla luce dei principali indicatori economici e finanziari, hanno la ragionevole aspettativa che il Gruppo continuerà con la sua esistenza operativa in un futuro prevedibile;
  • ➢ rilevazione per competenza economica: il bilancio è redatto secondo il principio della rilevazione per competenza economica;
  • ➢ rilevanza e aggregazione: gli schemi di stato patrimoniale e di conto economico sono costituiti da voci, sottovoci e da ulteriori dettagli. Gli schemi sono conformi a quelli definiti dalla Banca d'Italia nella Circolare n. 262 del 22 dicembre 2005 e successivi aggiornamenti. Ai suddetti schemi possono essere aggiunte nuove voci se il loro contenuto non è riconducibile ad alcuna delle voci già previste dagli schemi e solo se si tratta di importi di rilievo. Nello stato patrimoniale, nel conto economico e nel prospetto della redditività complessiva non sono indicati i conti che non presentano importi né per l'esercizio al quale si riferisce il bilancio né per quello precedente;
  • ➢ presentazione: la classificazione delle voci di bilancio è costante negli esercizi, a meno di variazioni che possano intervenire a seguito di un nuovo principio o interpretazione che richiedano una modifica di cui viene fornita apposita informativa in nota integrativa. Per ogni

conto dello stato patrimoniale e del conto economico viene fornita l'informazione comparativa relativa all'esercizio precedente, a meno che un principio contabile o una interpretazione non consentano o prevedano diversamente;

➢ prevalenza della sostanza sulla forma: le operazioni e gli altri eventi sono rilevati e rappresentati in conformità alla loro sostanza e realtà economica.

Per quanto attiene al presupposto della continuità aziendale, gli Amministratori di Banca Mediolanum S.p.A. ritengono di avere la ragionevole aspettativa che il Gruppo continuerà con la sua esistenza operativa in un futuro prevedibile e, di conseguenza, il Bilancio consolidato semestrale abbreviato è stato predisposto in questa prospettiva di continuità, utilizzando criteri di funzionamento. Precisano altresì di non avere rilevato nella struttura patrimoniale e finanziaria e nell'andamento operativo sintomi che possano indurre incertezze sul punto della continuità aziendale.

Per la determinazione di talune poste sono stati impiegati ragionevoli processi di stima, volti a salvaguardare la coerente applicazione del principio, che non hanno inficiato pertanto l'attendibilità dell'informativa infrannuale.

Lo IAS 34 prevede che, per esigenze di tempestività dell'informazione, nel bilancio intermedio ("bilancio abbreviato") possa essere fornita un'informativa più limitata rispetto a quella contenuta nel bilancio annuale e finalizzata essenzialmente a fornire un aggiornamento rispetto all'ultimo bilancio annuale completo; conseguentemente il bilancio abbreviato dovrà essere letto in concomitanza con il bilancio consolidato annuale del Gruppo per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2024.

SEZIONE 3 – AREA E METODI DI CONSOLIDAMENTO

Il Bilancio semestrale consolidato include Banca Mediolanum S.p.A. e le società da questa direttamente o indirettamente controllate ai sensi di quanto previsto dal principio contabile IFRS 10. Il requisito del controllo, così come definito dal principio, è alla base del consolidamento di tutti i tipi di entità e si realizza quando un investitore ha contemporaneamente:

  • ➢ il potere di decidere sulle attività rilevanti dell'entità;
  • ➢ è esposto o beneficia dei rendimenti variabili derivanti dal rapporto con l'entità;
  • ➢ ha la capacità di esercitare il proprio potere per incidere sull'ammontare dei suoi rendimenti (collegamento tra potere e rendimenti).

L'IFRS 10 stabilisce quindi che, per detenere il controllo, l'investitore deve avere la capacità di dirigere le attività rilevanti dell'entità, per effetto di un diritto giuridico o per una mera situazione di fatto, ed essere altresì esposto alla variabilità dei risultati che derivano da tale potere.

Nel prospetto che segue sono indicate le partecipazioni inserite nell'area di consolidamento:

1. Elenco delle partecipazioni in società del Gruppo possedute direttamente da Banca Mediolanum S.p.A. incluse nel consolidamento con il metodo integrale:

Società Capitale
sociale
(Euro/migliaia)
Quota di
possesso
Sede Legale/
Operativa
Tipo di
rapporto*
Attività
esercitata
Mediolanum Vita S.p.A. 207.720 100,00% Basiglio 1 Assicurazione Vita
Mediolanum Comunicazione
S.p.A.
775 100,00% Basiglio 1 Produzione
audiocinetelevisiva
PI Servizi S.p.A. 517 100,00% Basiglio 1 Attività immobiliare
Mediolanum International Life
dac
1.395 100,00% Dublino 1 Assicurazione Vita
Mediolanum Assicurazioni
S.p.A.
25.800 100,00% Basiglio 1 Assicurazione Danni
Mediolanum Gestione Fondi
SGR p.A.
5.165 100,00% Basiglio 1 Gestione fondi comuni
d'investimento
Mediolanum International
Funds Ltd**
165 95,46% Dublino 1 Gestione fondi comuni
d'investimento
Mediolanum Fiduciaria S.p.A. 240 100,00% Basiglio 1 Gestione fiduciaria
Prexta S.p.A. 2.040 100,00% Basiglio 1 Intermediazione
finanziaria
FloWe S.p.A. – SB 10.000 100,00% Basiglio 1 Servizi di pagamento
August Lenz & Co. AG- in
liquidazione***
20.000 100,00% Monaco di Baviera 1 Attività residuale
Banco Mediolanum S.A. 86.032 100,00% Valencia/Barcellona 1 Attività bancaria

(*) 'Tipo di rapporto: 1 = maggioranza dei diritti di voto nell'assemblea ordinaria

2 = influenza dominante nell'assemblea ordinaria

3 = accordi con altri soci

4 = altre forme di controllo

5 = direzione unitaria ex art. 39, comma 1, del "decreto legislativo 136/2015"

6= direzione unitaria ex art. 39, comma 2, del "decreto legislativo 136/2015"

(**) La restante quota del 4,54% è posseduta indirettamente da Banca Mediolanum tramite Banco Mediolanum.

(***) La controllata tedesca ha rimesso la propria licenza bancaria in data 7 novembre 2022.

2. Elenco delle partecipazioni in società del Gruppo possedute indirettamente da Banca Mediolanum S.p.A., possedute tramite Banco Mediolanum S.A., incluse nel consolidamento con il metodo integrale:

Società Capitale sociale
(Euro/migliaia)
Quota di
possesso
Sede
Legale/Operativa
Tipo di
rapporto*
Attività
esercitata
Mediolanum Gestión S.A. S.G.I.I.C. 2.506 99,999% Valencia/Barcellona 1 Gestione fondi
comuni
d'investimento
Fibanc S.A. 301 100,00% Valencia/Barcellona 1 Consulenza
finanziaria
Mediolanum Pensiones S.A. S.G.F.P. 902 99,999% Valencia/Barcellona 1 Gestione fondi
pensione
Mediolanum International Funds Ltd** 165 4,54% Dublino 1 Gestione fondi
comuni
d'investimento

(*) 'Tipo di rapporto: 1 = maggioranza dei diritti di voto nell'assemblea ordinaria

2 = influenza dominante nell'assemblea ordinaria

3 = accordi con altri soci

4 = altre forme di controllo

5 = direzione unitaria ex art. 39, comma 1, del "decreto legislativo 136/2015"

6= direzione unitaria ex art. 39, comma 2, del "decreto legislativo 136/2015"

(**) La restante quota del 4,54% è posseduta indirettamente da Banca Mediolanum tramite Banco Mediolanum.

Metodi di consolidamento

Le partecipazioni in società controllate sono consolidate con il metodo integrale.

Consolidamento integrale

Il consolidamento integrale consiste nell'acquisizione "linea per linea" degli aggregati di stato patrimoniale e di conto economico delle società controllate. Dopo l'attribuzione ai terzi, in voce propria, laddove presenti, delle quote di loro pertinenza del patrimonio e del risultato economico, il valore della partecipazione viene annullato in contropartita al valore residuo del patrimonio della controllata. Le differenze risultanti da questa operazione, se positive, sono rilevate – dopo l'eventuale imputazione a elementi dell'attivo o del passivo della controllata – come avviamento nella voce Attività immateriali o differenze di fair value su attività e passività ancora in bilancio rilevate alla data di primo consolidamento e, successivamente, tra le Altre riserve. Le differenze negative in sede di primo consolidamento sono imputate al conto economico.

Le attività, passività, proventi ed oneri tra imprese consolidate vengono integralmente eliminati.

Le entità controllate sono oggetto di consolidamento a partire dalla data in cui se ne acquisisce il controllo, secondo il metodo dell'acquisto ("purchase method"), e cessano di essere consolidate dal momento in cui viene a mancare una situazione di controllo.

Ai fini della predisposizione del bilancio consolidato semestrale al 30 giugno 2025, tutte le società controllate in via esclusiva hanno predisposto una situazione patrimoniale ed economica redatta in conformità ai principi ed alle politiche contabili del Gruppo.

Valutazioni e assunzioni significative per determinare l'area di consolidamento

Di seguito viene riportata una sintesi delle principali valutazioni effettuate nella determinazione dell'area di consolidamento.

Le motivazioni per le quali il Gruppo Mediolanum ritiene di non controllare i fondi interni assicurativi "Unit Linked" (per i quali detiene il 100% delle quote in circolazione) e i fondi promossi (mobiliari, immobiliari e Sicav) è il mancato rispetto contemporaneo di tutte le condizioni previste per il controllo dall'IFRS 10. In relazione alle Unit Linked il Gruppo Mediolanum ritiene di:

  • ➢ non esercitare il pieno potere sull'entità oggetto di investimento (Unit Linked) in quanto limitato dalle prescrizioni previste nei regolamenti dei fondi in termini di asset allocation e politiche di gestione;
  • ➢ non essere esposto in maniera significativa ai rendimenti variabili dell'entità oggetto di investimento.

Infatti, gli utili o le perdite relativi alla valutazione degli attivi inclusi nelle Unit Linked sono integralmente riconosciuti agli assicurati tramite la variazione delle relative passività, rimanendo in capo al Gruppo la sola variazione del relativo impatto commissionale (impatto rapportato alla variabilità dei flussi dell'entità e valutato non significativo).

In relazione ai fondi, il Gruppo Mediolanum ritiene di:

  • ➢ non possedere la maggioranza delle quote in circolazione e supportarne direttamente il rischio di investimento (per esempio fondi unit che detengono quote di fondi gestiti il cui rischio è sopportato dagli assicurati);
  • ➢ non esercitare il pieno potere sull'entità oggetto di investimento (fondi) in quanto limitato dalle prescrizioni previste nei regolamenti dei fondi in termini di asset allocation e politiche di gestione;
  • ➢ non essere esposto in maniera significativa ai rendimenti variabili dell'entità oggetto di investimento in quanto non detiene o detiene quote marginali dei fondi stessi o detiene quote per le quali non sopporta il rischio di investimento.

L'esposizione alle variazioni di valore dei fondi, ossia gli utili o le perdite relative alla valutazione degli attivi, sono di pertinenza dei sottoscrittori, rimanendo in capo al Gruppo la sola variazione del relativo impatto commissionale. In particolare, il Gruppo risulta esposto al rischio di variabilità delle commissioni di sottoscrizione e dei caricamenti sui premi, legati all'andamento della raccolta, delle commissioni di gestione relative alle masse in gestione e delle commissioni di incentivo legate alle performance dei fondi gestiti, nonché ai rischi operativi, di compliance e reputazionali tipici del settore in cui il Gruppo opera.

Business Combination

Le aggregazioni aziendali sono contabilizzate usando il metodo dell'acquisto. Non sono state effettuate business combination nel corso del 2025.

SEZIONE 4 – EVENTI SUCCESSIVI ALLA DATA DI RIFERIMENTO DEL BILANCIO

Dopo la data del 30 giugno non si sono verificati fatti, ad eccezione di quanto riportato nel paragrafo "Informativa sull'operazione di vendita delle azioni Mediobanca" e nel paragrafo "Controversia Fiscale", che possano incidere in misura rilevante sulla situazione patrimoniale e finanziaria e sul risultato economico del Gruppo.

SEZIONE 5 – ALTRI ASPETTI

Uso di stime

Il presente Bilancio semestrale consolidato ha comportato la necessità di effettuare stime e valutazioni complesse che hanno prodotto effetti sulle attività, passività, costi e ricavi iscritti nonché sull'individuazione e quantificazione delle attività e passività potenziali.

L'elaborazione di tali stime implica l'utilizzo delle informazioni disponibili e l'adozione di valutazioni soggettive, fondate anche sull'esperienza storica, utilizzata ai fini della formulazione di assunzioni ragionevoli per la rilevazione dei fatti di gestione. Per loro natura le stime e le assunzioni utilizzate possono variare di esercizio in esercizio e, pertanto, non è da escludersi che negli esercizi successivi i valori iscritti in bilancio possano variare anche in maniera significativa a seguito del mutamento delle valutazioni soggettive utilizzate.

In presenza di incertezze più significative e/o di attività oggetto di misurazione di particolare materialità la valutazione è supportata, con il ricorso a periti/esperti esterni.

Le principali fattispecie per le quali è maggiormente richiesto l'impiego di valutazioni soggettive sono:

  • ➢ la quantificazione delle perdite per riduzione di valore dei crediti, delle partecipazioni e, in genere, delle altre attività finanziarie;
  • ➢ l'utilizzo di modelli valutativi per la rilevazione del fair value degli strumenti finanziari non quotati in mercati attivi;
  • ➢ la valutazione della congruità del valore degli avviamenti e delle altre attività immateriali;
  • ➢ la quantificazione dei fondi del personale e dei fondi per rischi e oneri;
  • ➢ la stima di passività di natura fiscale e valutazione del relativo rischio di soccombenza;
  • ➢ le stime e le assunzioni sulla recuperabilità della fiscalità differita attiva;
  • ➢ le ipotesi non finanziarie (ad es. ipotesi demografiche legate alla mortalità prospettica della popolazione assicurata, aspettative di evoluzione dei sinistri) e finanziarie (derivanti dalla possibile evoluzione dei mercati finanziari) utilizzate per la valutazione dei prodotti assicurativi secondo le previsioni dell'IFRS 17

Per talune delle fattispecie appena elencate possono essere identificati i principali fattori che sono oggetto di stime da parte del Gruppo e che quindi concorrono a determinare il valore di iscrizione in bilancio di attività e passività.

Si segnala che:

  • ➢ per la determinazione del fair value degli strumenti finanziari non quotati su mercati attivi, qualora sia necessario l'utilizzo di parametri non desumibili dal mercato, le principali stime riguardano, da un lato, lo sviluppo dei flussi finanziari futuri (o anche flussi reddituali, nel caso di titoli azionari), eventualmente condizionati a eventi futuri e, dall'altro, il livello di determinati parametri in input non quotati su mercati attivi;
  • ➢ per l'allocazione nei tre stadi di rischio creditizio previsti dall'IFRS 9 di crediti e titoli di debito classificati tra le Attività finanziarie al costo ammortizzato e le Attività finanziarie al fair value con impatto sulla redditività complessiva ed il calcolo delle relative perdite attese, le principali stime

riguardano: o la determinazione dei parametri di significativo incremento del rischio di credito, basati essenzialmente su modelli di misurazione delle probabilità di default (PD) all'origination delle attività finanziarie e alla data di bilancio; o l'inclusione di fattori forward looking, anche di tipo macroeconomico, per la determinazione di PD e LGD "lifetime"; o la determinazione delle probabilità di vendita di attività finanziarie deteriorate;

  • ➢ per la determinazione delle stime dei flussi di cassa futuri rivenienti dai crediti deteriorati, sono presi in considerazione alcuni elementi: i tempi di recupero attesi, il presumibile valore di realizzo delle eventuali garanzie nonché i costi che si ritiene verranno sostenuti per il recupero dell'esposizione creditizia;
  • ➢ per la determinazione del valore d'uso delle attività immateriali a vita indefinita in riferimento alle Cash Generating Units (CGU) di cui si compone il Gruppo, sono oggetto di stima, separatamente ed opportunamente attualizzati, i flussi finanziari futuri nel periodo di previsione analitica e i flussi utilizzati per determinare il c.d. "terminal value", generati dalla CGU. Rientra tra gli elementi oggetto di stima anche il costo del capitale;
  • ➢ per la predisposizione delle perizie relative agli immobili sono oggetto di stima i canoni di locazione, i prezzi di vendita, i tassi di attualizzazione e i tassi di capitalizzazione;
  • ➢ per la quantificazione dei fondi per rischi e oneri si presuppone un processo di stima che ove possibile – include l'ammontare degli esborsi necessari per l'adempimento delle obbligazioni nonché delle relative probabilità di accadimento e delle tempistiche di manifestazione;
  • ➢ per la determinazione delle poste relative alla fiscalità differita è stimata la probabilità di un futuro effettivo sostenimento di imposte (differenze temporanee tassabili) ed il grado di ragionevole certezza – se esistente – di ammontari imponibili futuri al momento in cui si manifesterà la deducibilità fiscale (differenze temporanee deducibili e perdite fiscali riportate a nuovo);
  • ➢ per la determinazione delle poste assicurative e la quantificazione del Fulfilment Cashflow ossia la stima dei flussi di cassa contrattuali attesi attualizzati (Present value future cash flow – "PVFCF"), che include la componente esplicita di Risk Adjustment ("RA") che tiene conto dei rischi di tipo non finanziario, nonché per la quantificazione del CSM che rappresenta il valore attuale degli utili futuri attesi derivanti dal contratto, si fa ricorso a stime per la valutazione dei flussi di cassa futuri per l'adempimento dei contratti, per la definizione delle ipotesi non finanziarie sui tassi di mortalità e di evoluzione dei sinistri, come ad esempio tassi di riscatto e sinistri accaduti. Assumono inoltre particolare rilevanza le assunzioni utilizzate per la determinazione dei tassi di sconto e i metodi utilizzati per misurare l'aggiustamento per il rischio non finanziario

Gli Amministratori monitorano periodicamente le stime e le valutazioni effettuate in base all'andamento storico, all'attuale contesto macro-economico e geo-politico e ad altri fattori ritenuti ragionevoli. A causa dell'incertezza che caratterizza queste poste di bilancio, i relativi valori effettivi potrebbero differire dalle stime effettuate per il sopraggiungere di elementi inattesi non conosciuti alla data di elaborazione delle stime.

A.2 – PARTE RELATIVA ALLE PRINCIPALI VOCI DI BILANCIO

PRINCIPI CONTABILI

I principi contabili adottati per la predisposizione del presente Bilancio Semestrale consolidato, con riferimento alle fasi di classificazione, iscrizione, valutazione e cancellazione delle attività e passività finanziarie, così come per le modalità di riconoscimento dei ricavi e dei costi, criteri di consolidamento e relativa disclosure, risultano conformi a quelli utilizzati per la predisposizione del bilancio consolidato 2024 del Gruppo Banca Mediolanum. Alla luce di quanto sopra riportato, per una dettagliata illustrazione dei principi contabili applicati nella predisposizione del presente bilancio consolidato semestrale abbreviato si rimanda a quanto descritto nella sezione "A2 – Parte relativa alle principali voci di bilancio" del bilancio consolidato al 31 dicembre 2024.

In termini di nuovi requirement contabili applicabili dal 1° gennaio 2025, si segnala l'applicabilità delle modifiche allo IAS 21 – Effetti delle variazioni dei cambi delle valute estere (Lack of Exchangeability).

Le modifiche:

  • ➢ definiscono quando una valuta è considerata convertibile in un'altra, ossia quando l'altra valuta può essere ottenuta entro un normale lasso di tempo amministrativo tramite un mercato o un meccanismo di cambio che crei diritti e obbligazioni legalmente esercitabili;
  • ➢ individuano i casi in cui la convertibilità è assente, vale a dire quando si può ottenere soltanto un importo irrilevante dell'altra valuta rispetto allo scopo specifico;
  • ➢ impongono di stimare il tasso di cambio a pronti qualora la valuta non sia convertibile, al fine di riflettere il tasso al quale, alla data di valutazione, si realizzerebbe una regolare operazione di cambio tra operatori di mercato.

Alla luce delle analisi svolte, tali modifiche non hanno comportato impatti significativi sul bilancio consolidato del Gruppo Mediolanum.

A.4 - INFORMATIVA SUL FAIR VALUE

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

Il fair value è definito come il prezzo che verrebbe percepito per la vendita di un'attività o pagato per il trasferimento di una passività in una regolare operazione tra operatori di mercato, alle condizioni correnti alla data di valutazione nel mercato principale o nel mercato più vantaggioso (exit price). Sottostante alla misurazione del fair value vi è la presunzione che l'entità si trovi in una situazione di continuità aziendale (going concern). Il principio IFRS 13 stabilisce una gerarchia del fair value in funzione

del grado di osservabilità degli input e dei parametri utilizzati per addivenire alle valutazioni. Sono previsti, in particolare, tre livelli:

Livello 1: il FV degli strumenti classificati in questo livello è determinato in base a prezzi di quotazioni osservati su mercati attivi;

Livello 2: il FV degli strumenti classificati in questo livello è determinato in base a modelli valutativi che utilizzano in maniera prevalente input osservabili in mercati attivi;

Livello 3: il FV degli strumenti classificati in questo livello è determinato sulla base di modelli valutativi che utilizzano prevalentemente significativi input non osservabili su mercati attivi.

Il Gruppo adotta una policy per il riconoscimento del livello di fair value delle singole posizioni all'interno della quale sono contenute le regole sia per la definizione di "mercato attivo", sia per la conseguente procedura operativa di valorizzazione dei portafogli col fine di annullare ogni discrezionalità nell'individuazione dei livelli.

I titoli che non rientrano nelle due categorie precedenti sono considerati appartenenti ad un "mercato non attivo". Sono esclusi da questa definizione i titoli a copertura delle polizze di ramo terzo per le quali sussiste un patto di riacquisto da parte dell'emittente. La funzione di Risk Management, nell'ambito delle attività di coordinamento per tutte le società del Gruppo, fornisce il proprio supporto metodologico e/o operativo alle corrispondenti strutture di risk delle società del Conglomerato anche in materia di definizione di "mercato attivo".

Si considerano quotati in un mercato attivo:

  • ➢ titoli negoziati su mercati regolamentati italiani ed esteri (es. MTS, MOT);
  • ➢ titoli negoziati su sistemi di scambi organizzati autorizzati o riconosciuti dalla Consob (detti MTF) per i quali sia stata determinata la significatività di prezzo tramite procedura descritta di seguito;
  • ➢ titoli per i quali sia disponibile una quotazione executable che rispetta i criteri di seguito definiti:
    • completezza della serie storica di riferimento;
    • soglie di tolleranza tra prezzo Denaro e Lettera differenziate in base allo strumento finanziario;
    • significativa variabilità del prezzo giornaliero nel mese di riferimento;
    • limite massimo di scostamento mensile del prezzo;
    • limite massimo dello scostamento del prezzo rispetto ad una quotazione benchmark.

I titoli che soddisfano i criteri sopra richiamati vengono classificati come quotati in un mercato attivo e la determinazione del fair value avviene in base alla tipologia di strumento finanziario:

  • ➢ per i titoli di capitale quotati su Borsa Italia e/o Borse Estere il prezzo di chiusura dell'ultimo giorno di Borsa aperta del mese di riferimento;
  • ➢ per i titoli obbligazionari verrà considerato il prezzo Denaro (per le posizioni long) e il prezzo Lettera (per le posizioni short) da fonte executable.

Per gli strumenti finanziari che non rientrano nel mercato attivo la valorizzazione degli stessi avviene tramite il processo di assegnazione del livello di fair value 2 o 3.

A.4.1 LIVELLI DI FAIR VALUE 2 E 3: TECNICHE DI VALUTAZIONE E INPUT UTILIZZATI

I titoli appartenenti a questa categoria vengono valutati sulla base di dati di mercato direttamente o indirettamente osservabili.

Il fair value delle obbligazioni viene calcolato come somma dei valori attuali alla data di chiusura dell'esercizio dei flussi finanziari da essi rivenienti. Il tasso di attualizzazione viene determinato come somma dei seguenti componenti:

  • ➢ Il tasso privo di rischio;
  • ➢ lo spread creditizio;
  • ➢ un eventuale spread illiquidità.

Il tasso privo di rischio viene dedotto dal valore implicito nei contratti IRS (interest rate swap), mentre lo spread creditizio viene dedotto dal prezzo di titoli obbligazionari del medesimo emittente, con cedola fissa e scadenza confrontabile col titolo valutato. Laddove non fossero presenti titoli del medesimo emittente, e per le obbligazioni proprie, viene utilizzato uno spread creditizio stimato tramite l'utilizzo di emittenti con caratteristiche simili.

Qualora i valori dei flussi cedolari non siano fissi, ma variabili ed indicizzati a tassi di interesse di mercato, essi sono individuati sulla base di:

  • ➢ tassi forward impliciti nei valori del tasso risk free per le diverse scadenze;
  • ➢ nel caso in cui i flussi futuri abbiano opzionalità implicite, allora nella stima vengono utilizzate volatilità implicite nei prezzi delle opzioni cap e floor. La determinazione dei flussi attesi sulla base delle volatilità implicite avviene (ove rilevante) utilizzando il modello di Black & Scholes.

Così come rappresentato in apposito paragrafo delle Relazione sulla Gestione il fair value delle azioni di Mediobanca è stato posto pari al corrispettivo pattuito con le controparti per il Collocamento in quanto ritenuto rappresentativo del fair value del titolo stesso al 30 giugno 2025 ed è stato classificato ai fini della gerarchia come livello 2, ai sensi di quanto previsto dal principio contabile internazionale IFRS 13 par. 79b.

Gli asset potenzialmente di livello 3 rientrano nelle seguenti classi:

  • ➢ quote di fondi immobiliari;
  • ➢ posizioni in titoli di capitale non quotati;
  • ➢ posizioni in titoli relative alle polizze index linked;
  • ➢ posizioni in titoli obbligazionari non quotati;
  • ➢ quote di Fondi OICR chiusi.

Con riferimento alle quote di fondi immobiliari la logica sottostante le valutazioni immobiliari mira a determinare un fair value attraverso un mark to model. Il punto di partenza per la determinazione del fair value degli immobili (inclusi nei fondi immobiliari) è costituito dai canoni di locazione (fissati

contrattualmente) che il locatario dell'immobile si impegna a pagare al locatore per un numero concordato di anni. Questi canoni vengono attualizzati e capitalizzati utilizzando secondo la prassi valutativa adottata da valutatori terzi indipendenti. In base a quanto previsto dalla normativa vigente, gli asset presenti nei fondi immobiliari sono valutati da esperti indipendenti con cadenza semestrale.

Con riferimento alle altre tipologie di fondi in portafoglio gestiti da primarie SGR si assume il NAV della quota del fondo quale approssimazione del fair value a condizione che lo stesso possa effettivamente essere considerato un'approssimazione del FV.

Per alcuni titoli di capitale maggiormente significativi il Gruppo ha determinato, sulla base delle metodologie valutative previste in dottrina (DCF), il fair value di tali strumenti.

I titoli di capitale non quotati di minore rilevanza sono stati assunti pari al valore di acquisto in assenza di fatti e informazioni ritenuti sufficientemente affidabili per determinare il fair value in maniera attendibile quali transazioni recenti da poter prendere a riferimento o presenza di caratteristiche intrinseche della società che consentano di compararla ad altri player quotati.

Si registra una posizione di un titolo di debito strutturato con livello di fair value pari a 3 nel portafoglio della controllata Mediolanum Vita. Il prezzo di tale strumento è fornito direttamente dall'emittente dello stesso e trattandosi di grandezze non osservabili sul mercato, il livello di fair value è pari a 3. È stato sviluppato un framework che prevede la validazione da parte della Funzione Risk Management.

Gli attivi a copertura delle polizze index linked, con volumi residuali rispetto al totale degli assets, in capo alla compagnia assicurativa vita irlandese, sono rappresentati da obbligazioni e contratti derivati scambiati al di fuori dei mercati regolamentati, e caratterizzati da scarsa liquidità e da strutture finanziarie complesse. Per la loro valutazione si ricorre alle valutazioni delle controparti, opportunamente validate, o a modelli stocastici interni.

Con riferimento ai titoli obbligazionari non quotati la metodologia di stima del FV presuppone l'utilizzo di parametri di input desunti da valori di mercato e rettificati in funzione di premio di liquidità o di altre variabili.

Nel livello 3 di fair value relativo ad attività e passività non valutate al fair value su base ricorrente sono inclusi i crediti e debiti verso clientela e banche nonché i beni immobiliari.

Per i crediti e debiti verso banche e clientela con scadenze di breve periodo il fair value è stato assunto pari al valore di bilancio, in quanto ritenuto essere una buona approssimazione.

Per le esposizioni creditizie performing e non performing (Past due maggiori di 90 giorni e inadempienze probabili) a medio/lungo termine, prevalentemente rappresentate dai crediti per contratti di mutuo nei confronti della clientela, la misurazione del fair value ha considerato l'attualizzazione dei flussi contrattuali.

Per le esposizioni non performing (sofferenze) è stato assunto un fair value corrispondente al valore di bilancio. Le assunzioni sottostanti alla determinazione del fair value, specifiche del modello e non osservabili sul mercato, hanno determinato la classificazione in corrispondenza del livello 3. Il fair value degli immobili posseduti direttamente dalla Società e dalle Società del Gruppo è stato determinato facendo riferimento in linea generale al metodo "comparativo".

A.4.2 PROCESSI E SENSIBILITÀ DELLE VALUTAZIONI

La presente sezione comprende la disclosure sul fair value così come richiesta dall'IFRS 13. Il fair value è definito come il corrispettivo che potrebbe essere ricevuto per vendere un'attività o pagato per trasferire una passività, in una transazione ordinaria tra controparti sul mercato di riferimento alla data di misurazione. Uno strumento finanziario è considerato quotato in un mercato attivo se i prezzi quotati sono prontamente e regolarmente disponibili sul mercato (inteso come piattaforma di negoziazione, dealer o broker) regolamentato e tali prezzi rappresentano operazioni di mercato effettive che avvengono regolarmente in normali contrattazioni.

Qualora le quotazioni di mercato o altri input osservabili non risultino disponibili si ricorre a modelli valutativi alternativi (mark to model).

Il Gruppo utilizza metodi di valutazione in linea con i metodi generalmente accettati e utilizzati dal mercato. I modelli di valutazione includono tecniche basate sull'attualizzazione dei flussi di cassa futuri (e sulla stima della volatilità) e sono oggetto di periodica revisione al fine di garantirne la piena coerenza con gli obiettivi della valutazione.

Le sensitivity utilizzate rappresentano la variazione di valore di uno strumento finanziario in corrispondenza di uno shock dei fattori di rischio associati. Le modalità con cui il gruppo individua i fattori di rischio, lo shock da applicare e la definizione di sensitivity segue quanto indicato nella normativa di riferimento CRR (articolo 325 novodecies 3(a).

A.4.3 GERARCHIA DEL FAIR VALUE

In merito alla gerarchia del fair value si rimanda a quanto sopra descritto nel paragrafo: Informativa sul Fair value – Informazioni di natura qualitativa.

Descrizione delle migrazioni tra il livello di valutazione degli attivi

Il Gruppo Mediolanum adotta una policy per il riconoscimento del livello di fair value delle singole posizioni. La policy stabilisce le regole che la singola Società impiega sia per la definizione di "mercato attivo", sia per la conseguente procedura operativa di valorizzazione dei portafogli, col fine di annullare ogni discrezionalità nell'individuazione dei livelli. Nel corso del primo semestre dell'anno 2025 a seguito dei controlli svolti dalla Funzione Risk Management in ottemperanza alle policy interne, non si sono registrati variazioni del livello di fair value per tutti i titoli presenti nei portafogli delle Società del Gruppo.

A.4.4 ALTRE INFORMAZIONI

Non sono presenti all'interno del Gruppo Mediolanum situazioni in cui il massimo e migliore utilizzo di un'attività non finanziaria differisce dal suo utilizzo corrente. Non si riscontrano, inoltre, situazioni in cui attività e passività finanziarie gestite su base netta relativamente ai rischi di mercato o al rischio di credito siano oggetto di valutazione al fair value sulla base del prezzo che si potrebbe percepire dalla vendita di una posizione netta lunga o dal trasferimento di una posizione netta corta.

INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA A.4.5 GERARCHIA DEL FAIR VALUE

A.4.5.1 Attività e passività valutate al fair value su base ricorrente: ripartizione per livelli di fair value

Euro/migliaia 30/06/2025
31/12/2024
Attività/Passività finanziarie misurate al
fair value
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Attività finanziarie valutate al fair value
con impatto a conto economico
44.128.175 311.932 263.393 41.978.334 295.716 257.381
a) Attività finanziarie detenute per la
negoziazione
1.209.994 45 1.950 407.025 303 8.890
b) Attività finanziarie designate al fair
value
42.897.035 311.887 83.175 41.539.923 295.413 68.759
c) Altre attività finanziarie
obbligatoriamente valutate al fair
value
21.146 - 178.268 31.386 - 179.732
2. Attività finanziarie valutate al fair value
con impatto sulla redditività complessiva
1.615.873 550.494 57.980 2.250.021 - 55.812
3. Derivati di copertura - - - - - -
4. Attività materiali - - - - - -
5. Attività immateriali - - - - - -
TOTALE 45.744.048 862.426 321.373 44.228.355 295.716 313.194
1. Passività finanziarie detenute per la
negoziazione
14 457 - - 3 -
2. Passività finanziarie designate al fair
value
19.812.686 2.755 - 18.732.071 8.365 -
3. Derivati di copertura - - - - - -
TOTALE 19.812.700 3.212 - 18.732.071 8.368 -

Legenda:

L1 = Livello 1

L2 = Livello 2

L3 = Livello 3

A.4.5.2 Variazioni annue delle attività valutate al fair value su base ricorrente (livello 3)

Euro/migliaia conto economico Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a Attività
finanziarie
valutate al
fair value
con impatto
sulla
redditività
complessiva
Derivati
di
copertura
Totale di cui: a)
attività
finanziarie
detenute per
la
negoziazione
di cui: b)
attività
finanziarie
designate
al fair
value
di cui: c) altre
attività finanziarie
obbligatoriamente
valutate al fair
value
Attività
materiali
Attività
immateriali
1. Esistenze
iniziali
257.381 8.890 68.759 179.732 55.812 - - -
2. Aumenti 68.758 3.517 44.823 20.418 2.193 - - -
2.1. Acquisti 51.002 3.384 37.735 9.883 2 - - -
2.2. Profitti
imputati a:
15.007 133 7.088 7.786 2.191 - - -
2.2.1. Conto
Economico
15.007 133 7.088 7.786 - - - -
- di cui
plusvalenze
7.786 - - 7.786 - - - -
2.2.2.
Patrimonio
netto
- X X X 2.191 - - -
2.3.
Trasferimenti da
altri livelli
- - - - - - - -
2.4. Altre
variazioni in
aumento
2.749 - - 2.749 - - - -
3. Diminuzioni (62.746) (10.457) (30.407) (21.882) (25) - - -
3.1. Vendite (56.711) (10.393) (30.407) (15.911) - - - -
3.2. Rimborsi (138) - - (138) - - - -
3.3. Perdite
imputate a:
(4.548) (31) - (4.517) - - - -
3.3.1. Conto
Economico
(4.548) (31) - (4.517) - - - -
- di cui
minusvalenze
(4.444) (19) - (4.425) - - - -
3.3.2.
Patrimonio
netto
- X X X - - - -
3.4.
Trasferimenti da
altri livelli
- - - - - - - -
3.5. Altre
variazioni in
diminuzione
(1.349) (33) - (1.316) (25) - - -
4. Rimanenze
finali
263.393 1.950 83.175 178.268 57.980 - - -

A.4.5.4 Attività e passività non valutate al fair value o valutate al fair value su base non ricorrente: ripartizione per livelli di fair value

Euro/migliaia 30/06/2025 31/12/2024
VB L1 L2 L3 VB L1 L2 L3
1. Attività finanziarie
valutate al costo
ammortizzato
36.299.760 16.868.245 526.267 20.885.214 37.863.887 18.482.860 280.249 20.968.454
2. Attività materiali
detenute a scopo di
investimento
52.412 - - 55.869 53.339 - - 58.200
3. Attività non correnti e
gruppi di attività in via
di dismissione
- - - - 823 - - 823
TOTALE 36.352.172 16.868.245 526.267 20.941.083 37.918.049 18.482.860 280.249 21.027.477
1. Passività finanziarie
valutate al costo
ammortizzato
33.788.382 310.822 - 33.482.197 35.528.900 306.378 - 35.215.271
2. Passività associate ad
attività in via di
dismissione
- - - - - - - -
TOTALE 33.788.382 310.822 - 33.482.197 35.528.900 306.378 - 35.215.271

Legenda:

VB = Valore di bilancio

L1 = Livello 1

L2 = Livello 2

L3 = Livello 3

PARTE B - INFORMAZIONI SULLO STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO

ATTIVO

SEZIONE 1 - CASSA E DISPONIBILITÀ LIQUIDE - VOCE 10

1.1 Cassa e disponibilità liquide: composizione

Euro/migliaia 30/06/2025 31/12/2024
a) Cassa 2.947 2.818
b) Conti correnti e depositi a vista presso Banche Centrali 246.154 583.016
c) Conti correnti e depositi a vista presso banche 159.646 98.606
TOTALE 408.747 684.440

SEZIONE 2 - ATTIVITÀ FINANZIARIE VALUTATE AL FAIR VALUE CON IMPATTO A CONTO ECONOMICO - VOCE 20

2.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione merceologica

30/06/2025 31/12/2024
Euro/migliaia L1 L2 L3 L1 L2 L3
A. Attività per cassa
1. Titoli di debito 1.209.991 - 219 367.346 - 79
1.1 Titoli strutturati - - - - - 30
1.2 Altri titoli di debito 1.209.991 - 219 367.346 - 49
2. Titoli di capitale - - 1.731 39.676 - 8.811
3. Quote di O.I.C.R. 3 - - 3 - -
4. Finanziamenti - - - - - -
4.1 Pronti contro termine - - - - - -
4.2 Altri - - - - - -
TOTALE (A) 1.209.994 - 1.950 407.025 - 8.890
B. Strumenti derivati
1. Derivati finanziari - 45 - - 303 -
1.1 di negoziazione - 45 - - 303 -
1.2 connessi con la fair
value option
- - - - - -
1.3 altri - - - - - -
2. Derivati creditizi - - - - - -
2.1 di negoziazione - - - - - -
2.2 connessi con la fair
value option
- - - - - -
2.3 altri - - - - - -
TOTALE (B) - 45 - - 303 -
TOTALE (A+B) 1.209.994 45 1.950 407.025 303 8.890

Legenda:

L1 = Livello 1

L2 = Livello 2

L3 = Livello 3

I titoli del debito si incrementano di 842,8 milioni di euro in seguito agli acquisti di titoli sovrani passando da 367,4 milioni di euro del 31 dicembre 2024 a 1.210,2 milioni di euro del 30 giugno 2025.

I titoli di capitale hanno subito un decremento di 46,8 milioni di euro in seguito alla vendita dei titoli di Nexi e Visa presenti nel portafoglio al 31 dicembre 2024.

2.3 Attività finanziarie designate al fair value: composizione merceologica

Euro/migliaia 30/06/2025 31/12/2024
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1.Titoli di debito 283.895 6.849 83.175 419.937 247 68.759
1.1 Titoli strutturati 283.895 6.849 83.175 419.937 247 68.759
1.2 Altri titoli di debito - - - - - -
2. Finanziamenti 42.613.140 305.038 - 41.119.986 295.166 -
2.1 Strutturati - - - - - -
2.2 Altri 42.613.140 305.038 - 41.119.986 295.166 -
TOTALE 42.897.035 311.887 83.175 41.539.923 295.413 68.759

Legenda:

L1= Livello 1

L2= Livello 2

L3= Livello 3

2.5 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value: composizione merceologica

Euro/migliaia 30/06/2025 31/12/2024
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Titoli di debito - - - - - -
1.1 Titoli strutturati - - - - - -
1.2 Altri titoli di debito - - - - - -
2. Titoli di capitale - - - - - -
3. Quote di O.I.C.R. 21.146 - 178.268 31.386 - 179.732
4. Finanziamenti - - - - - -
4.1 Pronti contro termine - - - - - -
4.2 Altri - - - - - -
TOTALE 21.146 - 178.268 31.386 - 179.732

Legenda:

L1 = Livello 1

L2 = Livello 2

L3 = Livello 3

SEZIONE 3 - ATTIVITÀ FINANZIARIE VALUTATE AL FAIR VALUE CON IMPATTO SULLA REDDITIVITÀ COMPLESSIVA - VOCE 30

3.1 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione merceologica

Euro/migliaia 30/06/2025 31/12/2024
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Titoli di debito 1.615.803 2.051 49.803 1.840.468 - 47.315
1.1 Titoli strutturati - - - - - -
1.2 Altri titoli di debito 1.615.803 2.051 49.803 1.840.468 - 47.315
2. Titoli di capitale 70 548.443 8.177 409.553 - 8.497
3. Finanziamenti - - - - - -
TOTALE 1.615.873 550.494 57.980 2.250.021 - 55.812

Legenda: L1 = Livello 1

L2 = Livello 2

L3 = Livello 3

Si ricorda che al 30 giugno 2025 il titolo di capitale Mediobanca è stato classificato a livello 2 della gerarchia del fair value.

Per maggiori informazioni si rimanda al capitolo "informativa sull'operazione di vendita delle azioni Mediobanca" presente nella relazione sulla gestione.

SEZIONE 4 - ATTIVITÀ FINANZIARIE VALUTATE AL COSTO AMMORTIZZATO - VOCE 40

4.1 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso banche (parte 1 di 2)

30/06/2025
Euro/migliaia Valore di bilancio Fair value
Primo e
secondo
stadio
Terzo stadio Impaired
acquisite o
originate
L1 L2 L3
A. Crediti verso Banche
Centrali
183.365 - - - - 183.365
1. Depositi a scadenza - - - X X X
2. Riserva obbligatoria 183.365 - - X X X
3. Pronti contro termine - - - X X X
4. Altri - - - X X X
B. Crediti verso banche 795.790 - - 45.015 526.267 220.471
1. Finanziamenti 220.468 - - - - 220.471
1.1 Conti correnti - - - X X X
1.2. Depositi a scadenza 214.654 - - X X X
1.3. Altri finanziamenti: 5.814 - - X X X
-Pronti contro termine
attivi
- - - X X X
- Finanziamenti per
leasing
- - - X X X
- Altri 5.814 - - X X X
2. Titoli di debito 575.322 - - 45.015 526.267 -
2.1 Titoli strutturati - - - - - -
2.2 Altri titoli di debito 575.322 - - 45.015 526.267 -
TOTALE 979.155 - - 45.015 526.267 403.836

Legenda: L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3

La voce crediti verso Banche ammonta al 30 giugno 2025 a 979,2 milioni di euro rispetto a 811,4 milioni di euro della fine dell'esercizio 2024. A fronte di una riduzione della riserva obbligatoria (-99,0 milioni di euro rispetto al periodo di confronto) si registra l'incremento dello stock dei titoli di debito classificati nel portafoglio Held to Collect (+245,2 milioni di euro rispetto al periodo di confronto).

4.1 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso banche (parte 2 di 2)

31/12/2024
Euro/migliaia Valore di bilancio Fair value
Primo e
secondo
stadio
Terzo stadio Impaired
acquisite o
originate
L1 L2 L3
A. Crediti verso Banche
Centrali
282.338 - - - - 282.338
1. Depositi a scadenza - - - X X X
2. Riserva obbligatoria 282.338 - - X X X
3. Pronti contro termine - - - X X X
4. Altri - - - X X X
B. Crediti verso banche 529.044 - - 51.266 280.249 198.911
1. Finanziamenti 198.910 - - - - 198.911
1.1 Conti correnti - - - X X X
1.2. Depositi a scadenza 193.031 - - X X X
1.3. Altri finanziamenti: 5.879 - - X X X
1.4 Pronti contro termine
attivi
- - - X X X
1.5 Finanziamenti per
leasing
- - - X X X
1.6 Altri 5.879 - - X X X
2. Titoli di debito 330.134 - - 51.266 280.249 -
2.1 Titoli strutturati - - - - - -
2.2 Altri titoli di debito 330.134 - - 51.266 280.249 -
TOTALE 811.382 - - 51.266 280.249 481.249

4.2 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso clientela (Parte 1 di 2)

30/06/2025
Valore di bilancio Fair value
Euro/migliaia Primo e
secondo
stadio
Terzo stadio Impaired
acquisite o
originate
L1 L2 L3
1. Finanziamenti 18.565.872 137.128 3.090 - - 20.481.378
1. Conti correnti 427.519 7.694 370 X X X
2. Pronti contro termine attivi - - - X X X
3. Mutui 12.788.910 65.241 - X X X
4. Carte di credito, prestiti
personali e cessioni del quinto
3.281.260 41.584 2.626 X X X
5. Finanziamenti per leasing - - - X X X
6. Factoring - - - X X X
7. Altri finanziamenti 2.068.183 22.609 94 X X X
2. Titoli di debito 16.614.515 - - 16.823.230 - -
1. Titoli strutturati - - - - - -
2. Altri titoli di debito 16.614.515 - - 16.823.230 - -
TOTALE 35.180.387 137.128 3.090 16.823.230 - 20.481.378

I crediti verso clientela ammontano a 35.320,6 milioni di euro, rispetto a 37.052,5 milioni di euro della fine dell'esercizio 2024.

La variazione è dovuta essenzialmente ad una riduzione dello stock dei titoli di debito classificati nel portafoglio Held to Collect (-1.719,3 milioni di euro rispetto al periodo di confronto) che nel corso del semestre sono giunti a scadenza.

4.2 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso clientela (Parte 2 di 2)

31/12/2024
Valore di bilancio Fair value
Euro/migliaia Primo e
secondo
stadio
Terzo stadio Impaired
acquisite o
originate
L1 L2 L3
1. Finanziamenti 18.578.064 137.576 3.025 - - 20.487.205
1. Conti correnti 457.696 7.631 377 X X X
2. Pronti contro termine attivi 90.148 - - X X X
3. Mutui 12.445.133 65.267 - X X X
4. Carte di credito, prestiti
personali e cessioni del quinto
3.195.167 37.807 2.546 X X X
5. Finanziamenti per leasing - - - X X X
6. Factoring - - - X X X
7. Altri finanziamenti 2.389.920 26.871 102 X X X
2. Titoli di debito 18.333.840 - - 18.431.594 - -
1. Titoli strutturati - - - - - -
2. Altri titoli di debito 18.333.840 - - 18.431.594 - -
TOTALE 36.911.904 137.576 3.025 18.431.594 - 20.487.205

SEZIONE 8 – ATTIVITÀ ASSICURATIVE – VOCE 80

Dinamica del valore di bilancio delle cessioni in riassicurazione distinta per elementi sottostanti alla misurazione – Base di aggregazione 1

Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio delle cessioni in riassicurazione
Voci/Elementi sottostanti alla misurazione Valore
attuale dei
flussi
finanziari
Aggiustamento
per i rischi non
finanziari
Margine sui
servizi
contrattuali
Totale Valore
attuale dei
flussi
finanziari
Aggiustamento
per i rischi non
finanziari
Margine sui
servizi
contrattuali
Totale
30/06/2025 30/06/2025 30/06/2025 30/06/2025 31/12/2024 31/12/2024 31/12/2024 31/12/2024
A. Valore di bilancio iniziale
1. Cessioni in riassicurazione che costituiscono attività 10.531 8.293 26.372 45.196 11.509 7.852 27.056 46.417
2. Cessioni in riassicurazione che costituiscono passività - - - - - - - -
3. Valore netto di bilancio al 1° gennaio 10.531 8.293 26.372 45.196 11.509 7.852 27.056 46.417
B. Variazioni relative ai servizi attuali
1. Margine sui servizi contrattuali registrato in conto economico - - (684) (684) - - (1.288) (1.288)
2. Variazione per rischi non finanziari scaduti - (225) - (225) - (409) - (409)
3. Modifiche connesse con l'esperienza (3.657) - - (3.657) (6.930) - - (6.930)
4. Totale (3.657) (225) (684) (4.566) (6.930) (409) (1.288) (8.627)
C. Variazioni relative a sevizi futuri
1. Cambiamenti di stime che modificano il margine sui servizi
contrattuali
327 4 (331) - (327) 782 (455) -
2. Effetti dei contratti iscritti nell'esercizio - - - - (953) 68 885 -
3. Aggiustamento del margine sui servizi contrattuali connesso con
recuperi relativi all'iscrizione iniziale di contratti assicurativi sottostanti
onerosi
- - - - - - - -
4. Rilasci della componente di recupero perdite diversi dalle variazioni
dei flussi finanziari dei contratti di cessione in riassicurazione
- - - - - - - -
5. Variazioni dei flussi finanziari delle cessioni in riassicurazione derivanti
dai contratti assicurativi sottostanti onerosi
- - - - - - - -
6. Totale 327 4 (331) - (1.280) 850 430 -
D. Variazioni relative a servizi passati 1.973 - - 1.973 2.496 - - 2.496
1. aggiustamenti all'attività per sinistri accaduti 1.973 - - 1.973 2.496 - - 2.496
E. Effetti delle variazioni del rischio di inadempimento dei riassicuratori - - - -
F. Risultato dei servizi assicurativi (B+C+D+E) (1.357) (221) (1.015) (2.593) (5.714) 441 (858) (6.131)
G. Ricavi/costi netti di natura finanziaria
1. Relativi alle cessioni in riassicurazione 678 - 107 785 (159) - 174 15
1.1 Registrati in conto economico 47 - 107 154 108 - 174 282
1.2. Registrati nel conto economico complessivo 631 - - 631 (267) - - (267)
2. Effetti connessi con le variazioni dei tassi di cambio - - - - - - - -
3. Totale 678 - 107 785 (159) - 174 15
H. Importo complessivo registrato in conto economico e nel conto
economico complessivo (F+ G)
(679) (221) (908) (1.808) (5.873) 441 (684) (6.116)
I. Altre variazioni - - - - - - - -
L. Movimenti di cassa
1. Premi pagati al netto di importi non connessi con i sinistri recuperati
dai riassicuratori
9.744 - - 9.744 19.358 - - 19.358
2. Importi recuperati dai riassicuratori (7.217) - - (7.217) (14.463) - - (14.463)
3. Altri movimenti - - - - - - - -
4. Totale 2.527 - - 2.527 4.895 - 4.895
M. Valore netto di bilancio (A.3+H+I+L.3) 12.379 8.072 25.464 45.915 10.531 8.293 26.372 45.196
N. Valore di bilancio finale
1. Cessioni in riassicurazione che costituiscono attività 12.379 8.072 25.464 45.915 10.531 8.293 26.372 45.196
2. Cessioni in riassicurazione che costituiscono passività - - - - - - - -
3. Valore netto di bilancio 12.379 8.072 25.464 45.915 10.531 8.293 26.372 45.196

Legenda

Base di aggregazione 1 = Segmento Vita

Base di aggregazione 2 = Segmento Danni

Dinamica del valore di bilancio delle cessioni in riassicurazione distinta per elementi sottostanti alla misurazione – Base di aggregazione 2

Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio delle cessioni in riassicurazione
Voci/Elementi sottostanti alla misurazione Valore
attuale dei
flussi
finanziari
Aggiustamento
per i rischi non
finanziari
Margine sui
servizi
contrattuali
Totale Valore
attuale dei
flussi
finanziari
Aggiustamento
per i rischi non
finanziari
Margine sui
servizi
contrattuali
Totale
30/06/2025 30/06/2025 30/06/2025 30/06/2025 31/12/2024 31/12/2024 31/12/2024 31/12/2024
A. Valore di bilancio iniziale
1. Cessioni in riassicurazione che costituiscono attività 10.434 529 14.838 25.801 14.280 971 16.559 31.810
2. Cessioni in riassicurazione che costituiscono passività - - - -
3. Valore netto di bilancio al 1° gennaio 10.434 529 14.838 25.801 14.280 971 16.559 31.810
B. Variazioni relative ai servizi attuali
1. Margine sui servizi contrattuali registrato in conto economico - - (2.397) (2.397) - - (8.293) (8.293)
2. Variazione per rischi non finanziari scaduti - (103) - (103) - (304) - (304)
3. Modifiche connesse con l'esperienza 168 - - 168 8.510 - - 8.510
4. Totale 168 (103) (2.397) (2.332) 8.510 (304) (8.293) (87)
C. Variazioni relative a sevizi futuri
1. Cambiamenti di stime che modificano il margine sui servizi contrattuali (2.733) (146) 2.879 - 24.061 (577) (23.484) -
2. Effetti dei contratti iscritti nell'esercizio (2.337) 93 2.244 - (30.473) 924 29.549 -
3. Aggiustamento del margine sui servizi contrattuali connesso con
recuperi relativi all'iscrizione iniziale di contratti assicurativi sottostanti
onerosi
- - - - - - - -
4. Rilasci della componente di recupero perdite diversi dalle variazioni dei
flussi finanziari dei contratti di cessione in riassicurazione
- - - - - - - -
5. Variazioni dei flussi finanziari delle cessioni in riassicurazione derivanti
dai contratti assicurativi sottostanti onerosi
- - - - - - - -
6. Totale (5.070) (53) 5.123 - (6.412) 347 6.065 -
D. Variazioni relative a servizi passati 251 - - 251 (7.587) - - (7.587)
1. aggiustamenti all'attività per sinistri accaduti 251 - - 251 (7.587) - - (7.587)
E. Effetti delle variazioni del rischio di inadempimento dei riassicuratori - - - -
F. Risultato dei servizi assicurativi (B+C+D+E) (4.651) (156) 2.726 (2.081) (5.489) 43 (2.228) (7.674)
G. Ricavi/costi netti di natura finanziaria
1. Relativi alle cessioni in riassicurazione 37 - 98 135 (494) (485) 507 (472)
1.1 Registrati in conto economico 11 - 98 109 (158) (485) 507 (136)
1.2. Registrati nel conto economico complessivo 26 - - 26 (336) - - (336)
2. Effetti connessi con le variazioni dei tassi di cambio - - - - - - - -
3. Totale 37 - 98 135 (494) (485) 507 (472)
H. Importo complessivo registrato in conto economico e nel conto
economico complessivo (F+ G)
(4.614) (156) 2.824 (1.946) (5.983) (442) (1.721) (8.146)
I. Altre variazioni - - - -
L. Movimenti di cassa
1. Premi pagati al netto di importi non connessi con i sinistri recuperati dai
riassicuratori
12.216 - - 12.216 19.668 - - 19.668
2. Importi recuperati dai riassicuratori (6.558) - - (6.558) (17.531) - - (17.531)
3. Altri movimenti - - - - - - - -
4. Totale 5.658 - - 5.658 2.137 - - 2.137
M. Valore netto di bilancio (A.3+H+I+L.4) 11.478 373 17.662 29.513 10.434 529 14.838 25.801
N. Valore di bilancio finale
1. Cessioni in riassicurazione che costituiscono attività 11.478 373 17.662 29.513 10.434 529 14.838 25.801
2. Cessioni in riassicurazione che costituiscono passività - - - - - - - -
3. Valore netto di bilancio 11.478 373 17.662 29.513 10.434 529 14.838 25.801

Legenda

Base di aggregazione 1 = Segmento Vita

Base di aggregazione 2 = Segmento Danni

SEZIONE 10 – ATTIVITÀ IMMATERIALI - VOCE 10

30/06/2025 31/12/2024
Euro/migliaia Durata
definita
Durata
indefinita
Durata
definita
Durata
indefinita
A.1 Avviamento X 125.625 X 125.625
A.1.1 di pertinenza del gruppo X 125.625 X 125.625
A.1.2 di pertinenza di terzi X - X -
A.2 Altre attività immateriali 88.243 - 87.289 -
di cui: software 77.086 - 81.412 -
A.2.1 Attività valutate al costo: 88.243 - 87.289 -
a) Attività immateriali generate internamente - - - -
b) Altre attività 88.243 - 87.289 -
A.2.2 Attività valutate al fair value: - - - -
a) Attività immateriali generate internamente - - - -
b) Altre attività - - - -
TOTALE 88.243 125.625 87.289 125.625

10.1 Attività immateriali: composizione per tipologia di attività

La voce avviamento, pari a 125,6 milioni di euro, include l'avviamento allocato alla CGU Spagna per 102,8 milioni di euro e alla CGU Italia per 22,7 milioni di euro.

Alla luce delle indicazioni del principio contabile internazionale IAS 36, si sottolinea che nel semestre in esame si sono analizzate le principali variabili economiche sottostanti le CGU che generano l'avviamento iscritto in bilancio senza rilevare possibili indicatori di impairment.

PASSIVO

SEZIONE 1 – PASSIVITA' FINANZIARIE VALUTATE AL COSTO AMMORTIZZATO – VOCE 10

1.1 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso banche

30/06/2025 31/12/2024
Euro/migliaia Fair Value Fair Value
VB L1 L2 L3 VB L1 L2 L3
1. Debiti verso banche centrali - X X X - X X X
2. Debiti verso banche 368.739 X X X 717.433 X X X
2.1 Conti correnti e depositi a vista 50.581 X X X 717 X X X
2.2 Depositi a scadenza 2.991 X X X - X X X
2.3 Finanziamenti 313.073 X X X 713.157 X X X
2.3.1 Pronti contro termine passivi 313.073 X X X 713.157 X X X
2.3.2 Altri - X X X - X X X
2.4 Debiti per impegni di riacquisto di
propri strumenti patrimoniali
- X X X - X X X
2.5 Debiti per leasing 641 X X X 784 X X X
2.6 Altri debiti 1.453 X X X 2.775 X X X
TOTALE 368.739 - - 368.739 717.433 - - 717.433

Legenda:

VB = Valore d Bilancio

L1 = Livello 1

L2 = Livello 2

L3 = Livello 3

I debiti verso banche ammontano a 368,7 milioni di euro in diminuzione di 348,7 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2024 (31.12.2024: 717,4 milioni di euro); tale variazione è da ricondurre principalmente alla diminuzione dei pronti contro termine passivi per 400,1 milioni di euro.

30/06/2025 31/12/2024
Euro/migliaia Fair Value Fair Value
VB L1 L2 L3 VB L1 L2 L3
1. Conti correnti e depositi a vista 26.191.170 X X X 24.892.832 X X X
2. Depositi a scadenza 3.389.473 X X X 3.445.935 X X X
3. Finanziamenti 3.221.317 X X X 5.837.342 X X X
3.1 Pronti contro termine passivi 3.206.794 X X X 5.823.922 X X X
3.2 Altri 14.523 X X X 13.420 X X X
4. Debiti per impegni di riacquisto di
propri strumenti patrimoniali
- X X X - X X X
5. Debiti per leasing 71.886 X X X 69.044 X X X
6. Altri debiti 239.612 X X X 252.685 X X X
TOTALE 33.113.458 - - 33.113.458 34.497.838 - - 34.497.838

1.2 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso clientela

  • Legenda: VB = Valore d Bilancio
  • L1 = Livello 1

L2 = Livello 2

L3 = Livello 3

I debiti verso clientela ammontano a 33.113,5 milioni di euro in diminuzione di 1.384,4 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2024; tale variazione è da ricondurre principalmente alla diminuzione dei pronti contro termine passivi per -2.617,1 milioni di euro in parte bilanciata dall'incremento dei conti correnti e depositi a vista per +1.298,3 milioni di euro.

1.3 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei titoli in circolazione

30/06/2025 31/12/2024
Euro/migliaia Fair Value VB
Fair Value
VB L1 L2 L3 00/01/1900 L1 L2 L3
A. Titoli
1. Obbligazioni 306.185 310.822 - - 313.629 306.378 - -
1.1 strutturate - - - - - - - -
1.2 altre 306.185 310.822 - - 313.629 306.378 - -
2. Altri titoli - - - - - - - -
2.1 strutturati - - - - - - - -
2.2 altri - - - - - - - -
TOTALE 306.185 310.822 - - 313.629 306.378 - -

Legenda: VB= Valore di bilancio L1=Livello 1 L2=Livello 2 L3=Livello 3

Si rammenta che nel mese di novembre 2022 Banca Mediolanum ha emesso un "Green Senior Preferred" Bond per un importo di 300.000.000 di euro con un'operazione rientrante nel piano EMTN da 1 miliardo approvata dalla Banca stessa, con scadenza il 22/01/2027 e Rating "BBB" assegnato da Fitch e S&P. Il Bond emesso prevede una cedola anticipata a tasso fisso pari al 5,035%, un'opzione di estinzione anticipata prevista per il 22/01/2026 e non sono previsti meccanismi di repricing. I proventi raccolti vanno a finanziare o rifinanziare prestiti o progetti compresi nel ESG Bond Framework emesso nel luglio 2022. Per le caratteristiche dell'emissione il suddetto Bond è stato classificato nel comparto delle passività finanziarie valutate al costo ammortizzato e presenta un valore contabile di 306,2 milioni di euro.

SEZIONE 2 – PASSIVITA' FINANZIARIE DI NEGOZIAZIONE – VOCE 20

2.1 Passività finanziarie di negoziazione: composizione merceologica

30/06/2025 31/12/2024
Euro/migliaia Fair Value Fair Fair Value Fair
VN L1 L2 L3 Value* VN L1 L2 L3 Value*
A. Passività per cassa
1. Debiti verso banche - - - - - - - - - -
2. Debiti verso
clientela
- - - - - - - - - -
3. Titoli di debito - - - - - - - - - -
3.1 Obbligazioni - - - - - - - - - -
3.1.1 Strutturate - - - - X - - - - X
3.1.2 Altre
obbligazioni
- - - - X - - - - X
3.2 Altri titoli - - - - - - - - - -
3.2.1 Strutturati - - - - X - - - - X
3.2.2 Altri - - - - X - - - - X
TOTALE (A) - - - - - - - - - -
B. Strumenti derivati
1. Derivati finanziari - 14 457 - - - - 3 - -
1.1 Di negoziazione X 14 457 - X X - 3 - X
1.2 Connessi con la
fair value option
X - - - X X - - - X
1.3 Altri X - - - X X - - - X
2. Derivati creditizi - - - - - - - - - -
2.1 Di negoziazione X - - - X X - - - X
2.2 Connessi con la
fair value option
X - - - X X - - - X
2.3 Altri X - - - X X - - - X
TOTALE (B) X 14 457 - X X - 3 - X
TOTALE (A+B) X 14 457 - X X - 3 - X

Legenda:

VN= Valore nominale o nozionale

L1=Livello 1

L2=Livello 2

L3=Livello 3

Fair value*= Fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell'emittente rispetto alla data di emissione

SEZIONE 3 – PASSIVITA' FINANZIARIE DESIGNATE AL FAIR VALUE – VOCE 30

30/06/2025 31/12/2024
Euro/migliaia VN Fair value Fair
value*
VN Fair value Fair
value*
0 L1 L2 L3 0 0 L1 L2 L3 0
1. Debiti verso
banche
- - - - - - - - - -
1.1 Strutturati - - - - X - - - - X
1.2 Altri - - - - X - - - - X
di cui: - - - - - - - - - -
- impegni a
erogare fondi
- X X X X - X X X X
- garanzie
finanziarie
rilasciate
- X X X X - X X X X
2. Debiti verso
clientela
19.815.441 19.812.686 2.755 - 19.815.441 18.740.436 18.732.071 8.365 - 18.740.436
2.1 Strutturati - - - - X - - - - X
2.2 Altri 19.815.441 19.812.686 2.755 - X X
di cui: 18.740.436 18.732.071 8.365 -
- - - - - - - - - -
- impegni a
erogare fondi
- X X X X - X X X X
- garanzie
finanziarie
rilasciate
- X X X X - X X X X
3. Titoli di debito - - - - - - - - - -
3.1 Strutturati - - - - X - - - - X
3.2 Altri - - - - X - - - - X

3.1 Passività finanziaria designate al fair value: composizione merceologica

Legenda:

VN= Valore

nominale L1=Livello 1

L2=Livello 2

L3=Livello 3

Fair value*= Fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell'emittente rispetto alla data di emissione

La voce ammonta a 19.815,4 milioni di euro e comprende le passività finanziarie collegate a contratti di investimento di tipo Linked che non presentano un rischio assicurativo significativo e sono pertanto valutate ai sensi dell'IFRS 9.

Con riferimento alle previsioni normative introdotte dalla L. 207/2024 ("Legge di bilancio 2025") in materia di versamento dell'imposta di bollo sui prodotti assicurativi, si ricorda che:

➢ sono state modificate le modalità di versamento dell'imposta di bollo sulle polizze vita dei rami III e V prevedendo un versamento pari all'imposta maturata annualmente a decorrere dal 2025 fermo restando che l'ammontare corrispondente all'imposta versata annualmente dalla

Compagnia di assicurazione sarà computato in diminuzione della prestazione erogata alla scadenza o al riscatto della polizza;

  • ➢ è stato previsto un regime differenziato per i contratti di assicurazione sulla vita in essere al 1° gennaio 2025 dei rami di cui sopra, richiedendo che l'ammontare corrispondente all'importo complessivo dell'imposta di bollo maturata fino al 31 dicembre 2024 fosse da versare per una quota pari al 50% entro il 30 giugno 2025 e sarà da versare per una quota pari al 20% entro il 30 giugno 2026, per una quota pari al 20% entro il 30 giugno 2027 e per una quota pari al 10% entro il 30 giugno 2028.
  • ➢ Pertanto nel mese di giugno 2025 le Compagnie assicurative del Gruppo operanti nel ramo vita, Mediolanum Vita e Mediolanum International Life, hanno provveduto al versamento dell'imposta di bollo maturata sulle polizze di ramo III e V in essere al 31 dicembre 2024 per un importo pari al 50% del valore maturato a quella data, pari a 108,5 milioni di Euro, ed alla rilevazione di un movimento contabile che ha comportato una riduzione delle voci Passività assicurative (Stato Patrimoniale) per 36,6 milioni di Euro, relativamente ai prodotti classificati ex IFRS17, e Passività finanziarie valutate al fair value (Stato Patrimoniale) per 69,7 milioni di Euro, relativamente ai prodotti classificati ex IFRS9, in virtù del diritto delle Compagnie a recuperare l'imposta versata anticipatamente mediante la riduzione della prestazione da erogare al momento della scadenza o del riscatto delle suddette polizze.

Si precisa altresì che con riferimento al trattamento contabile di tale fattispecie, vi sono state interlocuzioni tra le associazioni di categoria degli stakeholders e le autorità di vigilanza, nel corso delle quali sono emerse alcune difficoltà interpretative non ancora risolte in merito ai criteri di valutazione e presentazione del suddetto anticipo, anche con riferimento alla presenza delle condizioni per l'imputazione a riduzione delle passività dell'imposta versata anticipatamente. Tale circostanza potrebbe dare luogo a trattamenti contabili alternativi rispetto a quello allo stato scelto dal Gruppo, fondato sulla lettura congiunta delle previsioni dell'IFRS 9 e dello IAS32, che non porterebbero a valutazioni significativamente differenti rispetto a quelle riportate nella presente relazione. La tematica sarà oggetto di ulteriore approfondimento nel corso del secondo semestre i cui esiti dovrebbero essere riflessi nella relazione finanziaria dell'esercizio 2025.

SEZIONE 10 – FONDI PER RISCHI ED ONERI – VOCE 100

Euro/migliaia 30/06/2025 31/12/2024
1. Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate 644 454
2. Fondi su altri impegni e altre garanzie rilasciate 899 476
3. Fondi di quiescenza aziendali 105 105
4. Altri fondi per rischi ed oneri 353.499 341.301
4.1 controversie legali e fiscali 14.853 13.937
4.2 oneri per il personale - -
4.3 altri 338.646 327.364
TOTALE 355.147 342.336

10.1 Fondi per rischi e oneri: composizione

I fondi per rischi ed oneri includono (nella voce "Altri"), il Fondo indennità suppletiva di clientela, che accoglie l'accantonamento di competenze maturate a favore di promotori finanziari, il fondo Indennità Manager, riferita agli agenti che svolgono attività di assistenza e coordinamento il cui compenso è basato su specifici parametri commerciali e viene riconosciuta al conseguimento della pensione di vecchiaia, l'Indennità di Portafoglio e Struttura relativo al ruolo assunto dalla Banca in sede di trasferimento del portafoglio clienti o della struttura agenti gestiti da un promotore finanziario e il fondo cause legali principalmente legato alle passività di natura legale (contenzioso e pre-contenzioso) e che comprende anche le relative spese legali.

SEZIONE 11 – PASSIVITA' ASSICURATIVE – VOCE 110

Tale voce accoglie le "Passività assicurative" determinate sulla base del principio contabile internazionale IFRS 17 ed ammonta a 25.976 milioni di euro. In particolare, include la "Liability for remaining coverage - LRC" così composta:

  • ➢ i flussi finanziari relativi ai servizi futuri (Present Value Future Cash Flows PVFCF), cioè tutti i flussi finanziari futuri attesi collegati ai contratti assicurativi attualizzati e corretti per il valore temporale e per il rischio;
  • ➢ il margine sui servizi contrattuali (Contractual Service Margin CSM) che rappresenta il profitto atteso del gruppo di contratti rilasciato lungo la vita dei contratti;
  • ➢ il Risk Adjustment per tener conto dei rischi "non finanziari".

Di seguito si riporta la movimentazione del Contractual Service Margin – CSM avvenuta nel corso del primo semestre 2025.

Euro/milioni
CSM Iniziale 01.01.2025 2.638
Movimenti 283
Rilascio (108)
CSM Finale 30.06.2025 2.813

Con riferimento al trattamento contabile adottato relativamente al versamento dell'imposta di bollo, si rimanda a quanto riportato nella "Sezione 3 – Passività finanziarie designate al fair value".

L'informativa sotto riportata viene fornita, come previsto dall'IFRS 17, paragrafi 98, 99, 101, 104 e 105 per basi di aggregazione.

Si specifica che secondo quanto previsto dall'Allegato 1 (Istruzioni) del Regolamento n.7 ISVAP e successivi aggiornamenti nelle tabelle del lavoro diretto il Gruppo si è avvalso della facoltà di esporre all'interno della Base 1 – Contratti assicurativi emessi con partecipazione diretta (segmento vita) anche i contratti di investimento emessi con elementi di partecipazione discrezionali (segmento vita), nella Base di aggregazione 2 vengono riportati i dettagli dei contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta del Segmento Vita e nella Base di aggregazione 4 vengono riportati i dettagli dei contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta del segmento Danni Non-Auto.

Dinamica del valore di bilancio dei contratti di assicurazione emessi distinta per elementi sottostanti alla misurazione – Base di aggregazione 1

Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio dei
contratti di assicurazione emessi
Elementi sottostanti alla misurazione del valore di
bilancio dei contratti di assicurazione emessi
Voci/Elementi sottostanti alla misurazione Valore
attuale dei
flussi
finanziari
Aggiustamento
per i rischi non
finanziari
Margine sui
servizi
contrattuali
Totale Valore
attuale dei
flussi
finanziari
Aggiustamento
per i rischi non
finanziari
Margine sui
servizi
contrattuali
Totale
30/06/2025 30/06/2025 30/06/2025 30/06/2025 31/12/2024 31/12/2024 31/12/2024 31/12/2024
A. Valore di bilancio iniziale
1. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività 23.058.729 69.059 2.320.623 25.448.411 20.128.688 55.921 1.887.903 22.072.512
2. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono attività - - - - - - - -
3. Valore netto di bilancio al 1° gennaio 23.058.729 69.059 2.320.623 25.448.411 20.128.688 55.921 1.887.903 22.072.512
B. Variazioni relative ai servizi attuali
1. Margine sui servizi contrattuali registrato in conto economico - - (74.821) (74.821) - - (135.452) (135.452)
2. Variazione per rischi non finanziari scaduti - (1.938) - (1.938) - (3.644) - (3.644)
3. Modifiche connesse con l'esperienza (3.689) - - (3.689) (6.150) - - (6.150)
4. Totale (3.689) (1.938) (74.821) (80.448) (6.150) (3.644) (135.452) (145.246)
C. Variazioni relative a servizi futuri
1. Variazioni del margine sui servizi contrattuali (456.325) (131) 456.457 1 2.540.864 11.304 (2.552.168) -
2. Perdite su gruppi di contratti onerosi e relativi recuperi - - (23) (23) 2 - (151) (149)
3. Effetti dei contratti inizialmente rilevati nell'esercizio di
riferimento
(153.320) 5.727 147.592 (1) (226.522) 5.478 221.044 -
4. Totale (609.645) 5.596 604.026 (23) 2.314.344 16.782 (2.331.275) (149)
D. Variazioni relative a servizi passati
1. Aggiustamenti alla passività per sinistri accaduti 30 - - 30 (428) - - (428)
E. Risultato dei servizi assicurativi (B+C+D.1) (613.304) 3.658 529.205 (80.441) 2.307.766 13.138 (2.466.727) (145.823)
F. Costi/ricavi di natura finanziaria
1. Relativi ai contratti di assicurazione emessi - - (370.797) (370.797) - - 2.899.447 2.899.447
1.1 Registrati in conto economico - - (376.966) (376.966) - - 2.879.997 2.879.997
1.2 Registrati nel conto economico complessivo - - 6.169 6.169 - - 19.450 19.450
2. Effetti connessi con le variazioni dei tassi di cambio - - - - - - - -
3. Totale - - (370.797) (370.797) - - 2.899.447 2.899.447
G. Importo totale delle variazioni registrate in conto
economico e nel conto economico complessivo (E+F)
(613.304) 3.658 158.408 (451.238) 2.307.766 13.138 432.720 2.753.624
H. Altre variazioni - - - - - - - -
I. Movimenti di cassa
1. Premi ricevuti 1.901.892 - - 1.901.892 2.970.595 - - 2.970.595
2. Pagamenti connessi con i costi di acquisizione dei contratti (29.697) - - (29.697) (50.285) - - (50.285)
3. Sinistri pagati e altre uscite di cassa (1.268.332) - - (1.268.332) (2.298.035) - - (2.298.035)
4. Altri movimenti - - - - - - - -
5. Totale 603.863 - - 603.863 622.275 - - 622.275
L. Valore netto di bilancio (A.3+G+H+I.5) 23.049.288 72.717 2.479.031 25.601.036 23.058.729 69.059 2.320.623 25.448.411
M. Valore di bilancio finale
1. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività 23.049.288 72.717 2.479.031 25.601.036 23.058.729 69.059 2.320.623 25.448.411
2. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono attività - - - - - - - -
3. Valore netto di bilancio 23.049.288 72.717 2.479.031 25.601.036 23.058.729 69.059 2.320.623 25.448.411

Legenda:

Base di aggregazione 1 = Contratti assicurativi emessi con elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita

Base di aggregazione 2 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita

Base di aggregazione 3 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Danni Auto

Base di aggregazione 4 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Danni Non Auto

Dinamica del valore di bilancio dei contratti di assicurazione emessi distinta per elementi sottostanti alla misurazione – Base di aggregazione 2

Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio
dei contratti di assicurazione emessi
Elementi sottostanti alla misurazione del valore di
bilancio dei contratti di assicurazione emessi
Voci/Elementi sottostanti alla misurazione Valore
attuale dei
flussi
finanziari
Aggiustamento
per i rischi non
finanziari
Margine sui
servizi
contrattuali
Totale Valore
attuale dei
flussi
finanziari
Aggiustamento
per i rischi non
finanziari
Margine sui
servizi
contrattuali
Totale
30/06/2025 30/06/2025 30/06/2025 30/06/2025 31/12/2024 31/12/2024 31/12/2024 31/12/2024
A. Valore di bilancio iniziale
1. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività (85.791) 9.566 194.705 118.480 (83.219) 8.780 184.191 109.752
2. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono attività - - - - - - - -
3. Valore netto di bilancio al 1° gennaio (85.791) 9.566 194.705 118.480 (83.219) 8.780 184.191 109.752
B. Variazioni relative ai servizi attuali
1. Margine sui servizi contrattuali registrato in conto economico - - (9.155) (9.155) - - (16.844) (16.844)
2. Variazione per rischi non finanziari scaduti - (386) - (386) - (682) - (682)
3. Modifiche connesse con l'esperienza (3.343) - - (3.343) (5.600) - - (5.600)
4. Totale (3.343) (386) (9.155) (12.884) (5.600) (682) (16.844) (23.126)
C. Variazioni relative a servizi futuri
1. Variazioni del margine sui servizi contrattuali (1.375) 100 1.275 - 2.563 53 (2.616) -
2. Perdite su gruppi di contratti onerosi e relativi recuperi - - - - - - - -
3. Effetti dei contratti inizialmente rilevati nell'esercizio di
riferimento
(17.224) 831 16.392 (1) (29.655) 1.415 28.240 -
4. Totale (18.599) 931 17.667 (1) (27.092) 1.468 25.624 -
D. Variazioni relative a servizi passati
1. Aggiustamenti alla passività per sinistri accaduti 1.831 - - 1.831 2.833 - - 2.833
E. Risultato dei servizi assicurativi (B+C+D.1) (20.111) 545 8.512 (11.054) (29.859) 786 8.780 (20.293)
F. Costi/ricavi di natura finanziaria
1. Relativi ai contratti di assicurazione emessi (1.652) - 1.012 (640) (2.903) - 1.734 (1.169)
1.1 Registrati in conto economico (704) - 1.012 308 (1.293) - 1.734 441
1.2 Registrati nel conto economico complessivo (948) - - (948) (1.610) - - (1.610)
2. Effetti connessi con le variazioni dei tassi di cambio - - - - - - - -
3. Totale (1.652) - 1.012 (640) (2.903) - 1.734 (1.169)
G. Importo totale delle variazioni registrate in conto
economico e nel conto economico complessivo (E+F)
(21.763) 545 9.524 (11.694) (32.762) 786 10.514 (21.462)
H. Altre variazioni - - - - - - - -
I. Movimenti di cassa
1. Premi ricevuti 25.184 - - 25.184 47.342 - - 47.342
2. Pagamenti connessi con i costi di acquisizione dei contratti (2.480) - - (2.480) (4.202) - - (4.202)
3. Sinistri pagati e altre uscite di cassa (6.479) - - (6.479) (12.950) - - (12.950)
4. Altri movimenti - - - - - - - -
5. Totale 16.225 - - 16.225 30.190 - - 30.190
L. Valore netto di bilancio (A.3+G+H+I.5) (91.329) 10.111 204.229 123.011 (85.791) 9.566 194.705 118.480
M. Valore di bilancio finale
1. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività (91.329) 10.111 204.229 123.011 (85.791) 9.566 194.705 118.480
2. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono attività - - - - - - - -
3. Valore netto di bilancio (91.329) 10.111 204.229 123.011 (85.791) 9.566 194.705 118.480

Legenda:

Base di aggregazione 1 = Contratti assicurativi emessi con elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita

Base di aggregazione 2 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita

Base di aggregazione 3 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Danni Auto

Base di aggregazione 4 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Danni Non Auto

Dinamica del valore di bilancio dei contratti di assicurazione emessi distinta per elementi sottostanti alla misurazione – Base di aggregazione 4

Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio
dei contratti di assicurazione emessi
Elementi sottostanti alla misurazione del valore di
bilancio dei contratti di assicurazione emessi
Voci/Elementi sottostanti alla misurazione Valore
attuale dei
flussi
finanziari
Aggiustamento
per i rischi non
finanziari
Margine sui
servizi
contrattuali
Totale Valore
attuale
dei flussi
finanziari
Aggiustamento
per i rischi non
finanziari
Margine sui
servizi
contrattuali
Totale
30/06/2025 30/06/2025 30/06/2025 30/06/2025 31/12/2024 31/12/2024 31/12/2024 31/12/2024
A. Valore di bilancio iniziale
1. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività 103.779 10.491 122.884 237.154 92.362 7.875 118.774 219.011
2. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono attività - - - - - - - -
3. Valore netto di bilancio al 1° gennaio 103.779 10.491 122.884 237.154 92.362 7.875 118.774 219.011
B. Variazioni relative ai servizi attuali
1. Margine sui servizi contrattuali registrato in conto economico - - (24.111) (24.111) - - (45.972) (45.972)
2. Variazione per rischi non finanziari scaduti - (2.228) - (2.228) - (3.290) - (3.290)
3. Modifiche connesse con l'esperienza 487 - - 487 9.430 - - 9.430
4. Totale 487 (2.228) (24.111) (25.852) 9.430 (3.290) (45.972) (39.832)
C. Variazioni relative a servizi futuri
1. Variazioni del margine sui servizi contrattuali 3.292 (957) (2.335) - 13.259 (13) (13.246) -
2. Perdite su gruppi di contratti onerosi e relativi recuperi - - - - - - - -
3. Effetti dei contratti inizialmente rilevati nell'esercizio di
riferimento
(34.971) 3.292 31.678 (1) (65.692) 4.789 60.903 -
4. Totale (31.679) 2.335 29.343 (1) (52.433) 4.776 47.657 -
D. Variazioni relative a servizi passati
1. Aggiustamenti alla passività per sinistri accaduti 4.520 (507) - 4.013 (1.074) 1.130 - 56
E. Risultato dei servizi assicurativi (B+C+D.1) (26.672) (400) 5.232 (21.840) (44.077) 2.616 1.685 (39.776)
F. Costi/ricavi di natura finanziaria
1. Relativi ai contratti di assicurazione emessi 284 - 1.201 1.485 1.755 - 2.425 4.180
1.1 Registrati in conto economico 411 - 1.201 1.612 519 - 2.425 2.944
1.2 Registrati nel conto economico complessivo (127) - - (127) 1.236 - - 1.236
2. Effetti connessi con le variazioni dei tassi di cambio - - - - - - - -
3. Totale 284 - 1.201 1.485 1.755 - 2.425 4.180
G. Importo totale delle variazioni registrate in conto
economico e nel conto economico complessivo (E+F)
(26.388) (400) 6.433 (20.355) (42.322) 2.616 4.110 (35.596)
H. Altre variazioni - - - - - - - -
I. Movimenti di cassa
1. Premi ricevuti 77.429 - - 77.429 133.512 - - 133.512
2. Pagamenti connessi con i costi di acquisizione dei contratti (14.285) - - (14.285) (24.090) - - (24.090)
3. Sinistri pagati e altre uscite di cassa (28.002) - - (28.002) (55.683) - - (55.683)
4. Altri movimenti - - - - - - - -
5. Totale 35.142 - - 35.142 53.739 - - 53.739
L. Valore netto di bilancio (A.3+G+H+I.5) 112.533 10.091 129.317 251.941 103.779 10.491 122.884 237.154
M. Valore di bilancio finale
1. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività 112.533 10.091 129.317 251.941 103.779 10.491 122.884 237.154
2. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono attività - - - - - - - -
3. Valore netto di bilancio 112.533 10.091 129.317 251.941 103.779 10.491 122.884 237.154

Legenda:

Base di aggregazione 1 = Contratti assicurativi emessi con elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita

Base di aggregazione 2 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita

Base di aggregazione 3 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Danni Auto

Base di aggregazione 4 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Danni Non Auto

SEZIONE 13 – PATRIMONIO DEL GRUPPO – VOCI 120 150 155 160 170 E 180

Euro/migliaia 30/06/2025 31/12/2024
Capitale 600.698 600.688
Sovrapprezzi di emissione 9.253 9.082
Riserve 2.900.879 2.526.734
Acconti su dividendi - (272.832)
Azioni proprie (-) (60.623) (77.414)
Riserve da valutazione 249.625 119.833
Utile (Perdita) del periodo (+/-) 477.292 1.119.629
TOTALE 4.177.124 4.025.720

Il capitale sociale di Banca Mediolanum risulta pari a 600,7 milioni di euro suddiviso in n. 745.386.391 azioni prive di valore nominale. Le azioni proprie in portafoglio sono pari a n. 6.181.223 per un controvalore di 60,6 milioni di euro. Per quanto riguarda la destinazione dell'utile dell'esercizio 2024 si ricorda che l'Assemblea degli Azionisti del 16 aprile 2025 ha deliberato la distribuzione di un dividendo pari a 1,00 euro, di cui 0,37 centesimi di euro già distribuiti a titolo di acconto nel mese di novembre 2024. In data 24 aprile 2025 è stato, quindi, distribuito il saldo di 0,63 centesimi di euro per ciascuna azione ordinaria avente diritto.

PARTE C - INFORMAZIONI SUL CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO

SEZIONE 1 – GLI INTERESSI – VOCE 10 E 20

Totale Totale
Euro/migliaia Titoli di
debito
Finanziamenti Altre
operazioni
30/06/2025 30/06/2024
1. Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto a conto economico:
34.815 - - 34.815 33.932
1.1 Attività finanziarie detenute per la
negoziazione
8.025 - - 8.025 9.305
1.2 Attività finanziarie designate al fair value 26.790 - - 26.790 24.627
1.3 Altre attività finanziarie obbligatoriamente
valutate al fair value
- - - - -
2. Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
27.506 - X 27.506 27.295
3. Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato:
248.756 307.987 - 556.743 664.294
3.1 Crediti verso banche 7.031 8.712 X 15.743 10.415
3.2 Crediti verso clientela 241.725 299.275 X 541.000 653.881
4. Derivati di copertura X X - - 271
5. Altre attività X X 16.725 16.725 21.210
6. Passività finanziarie X X X - 582
TOTALE 311.077 307.987 16.725 635.789 747.586
di cui: interessi attivi su attività finanziarie
impaired
- 4.343 - 1.248 4.813
di cui: interessi attivi su leasing finanziario X - X - -

1.1 Interessi attivi e proventi assimilati: composizione

Gli interessi attivi diminuiscono di 111,8 milioni di euro per effetto principalmente della riduzione dei tassi di interesse.

1.3 Interessi passivi e oneri assimilati: composizione

Totale Totale
Euro/migliaia Debiti Titoli Altre
operazioni
30/06/2025 30/06/2024
1. Passività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
(230.308) (7.661) X (237.969) (290.027)
1.1 Debiti verso banche centrali - X X - -
1.2 Debiti verso banche (12.305) X X (12.305) (30.162)
1.3 Debiti verso clientela (218.003) X X (218.003) (252.175)
1.4 Titoli in circolazione X (7.661) X (7.661) (7.690)
2. Passività finanziarie di negoziazione - - - - -
3. Passività finanziarie designate al fair value - - - - -
4. Altre passività e fondi X X (362) (362) (1.787)
5. Derivati di copertura X X - - (261)
6. Attività finanziarie X X X - -
TOTALE (230.308) (7.661) (362) (238.331) (292.075)
di cui: interessi passivi relativi ai debiti per
leasing
(833) X X (833) (640)

SEZIONE 2 – COMMISSIONI – VOCI 40 E 50

2.1 Commissioni attive: composizione

Euro/migliaia Totale Totale
30/06/2025 30/06/2024
a) Strumenti finanziari 65.895 49.190
1. Collocamento titoli 45.536 31.930
1.1 Con assunzione a fermo e/o sulla base di un impegno irrevocabile - -
1.2 Senza impegno irrevocabile 45.536 31.930
2. Attività di ricezione e trasmissione di ordini e esecuzione di ordini per conto dei
clienti
7.919 7.007
2.1 Ricezione e trasmissione di ordini di uno o più strumenti finanziari 712 612
2.2 Esecuzione di ordini per conto dei clienti 7.207 6.395
3. Altre commissioni connesse con attività legate a strumenti finanziari 12.440 10.253
di cui: negoziazione per conto proprio - -
di cui: gestione di portafogli individuali 12.440 10.253
b) Corporate Finance - -
1. Consulenza in materia di fusioni e acquisizioni - -
2. Servizi di tesoreria - -
3. Altre commissioni connesse con servizi di corporate finance - -
c) Attività di consulenza in materia di investimenti 2.322 2.341
d) Compensazione e regolamento - -
e) Gestione di portafogli collettive 873.178 804.117
f) Custodia e amministrazione 3.715 2.981
1. Banca depositaria - -
2. Altre commissioni legate all'attività di custodia e amministrazione 3.715 2.981
g) Servizi amministrativi centrali per gestioni di portafogli collettive - -
h) Attività fiduciaria 257 265
i) Servizi di pagamento 54.283 45.977
1. Conto correnti 17.223 15.133
2. Carte di credito 33.040 22.884
3. Carte di debito ed altre carte di pagamento 1.725 4.080
4. Bonifici e altri ordini di pagamento 364 2.081
5. Altre commissioni legate ai servizi di pagamento 1.931 1.799
j) Distribuzione di servizi di terzi 43.192 36.280
1. Gestioni di portafogli collettive 40.172 34.119
2. Prodotti assicurativi 969 770
3. Altri prodotti 2.051 1.391
di cui: gestioni di portafogli individuali - -
k) Finanza strutturata - -
l) Attività di servicing per operazioni di cartolarizzazione - -
m) Impegni a erogare fondi - -
n) Garanzie finanziarie rilasciate 423 435
di cui: derivati su crediti - -
o) Operazioni di finanziamento 10.930 9.082
di cui: per operazioni di factoring - -
p) Negoziazione di valute 2 2
q) Merci - -
r) Altre commissioni attive 65.398 49.378
di cui: per attività di gestione di sistemi multilaterali di scambio - -
di cui: per attività di gestione di sistemi organizzati di negoziazione 134 68
TOTALE 1.119.595 1.000.048

2.2 Commissioni passive: composizione

Totale Totale
Euro/migliaia 30/06/2025 30/06/2024
a) Strumenti finanziari (760) (622)
di cui: negoziazione di strumenti finanziari (760) (622)
di cui: collocamento di strumenti finanziari - -
di cui: gestione di portafogli individuali - -
- Proprie - -
- Delegate a terzi - -
b) Compensazione e regolamento - -
c) Gestione di portafogli collettive (43.338) (38.782)
1. Proprie (39.217) (36.084)
2. Delegate a terzi (4.121) (2.698)
d) Custodia e amministrazione (1.565) (1.249)
e) Servizi di incasso e pagamento (37.249) (40.323)
di cui: carte di credito, carte di debito e altre carte di pagamento (27.333) (28.917)
f) Attività di servicing per operazioni di cartolarizzazione - -
g) Impegni a ricevere fondi - -
h) Garanzie finanziarie ricevute - -
di cui: derivati su crediti - -
i) Offerta fuori sede di strumenti finanziari, prodotti e servizi (323.591) (281.701)
j) Negoziazione di valute - -
k) Altre commissioni passive (54.435) (42.457)
TOTALE (460.938) (405.134)

SEZIONE 3 – DIVIDENDI E PROVENTI SIMILI – VOCE 70

Totale Totale
Euro/migliaia 30/06/2025 30/06/2024
Dividendi Proventi simili Dividendi Proventi simili
A. Attività finanziarie detenute per la negoziazione 70 - 26 -
B. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate
al fair value
- 2.190 - 1.696
C. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
sulla redditività complessiva
16.520 - 14.900 -
D. Partecipazioni - - - -
TOTALE 16.590 2.190 14.926 1.696

3.1 Dividendi e proventi simili: composizione

La voce comprende principalmente il dividendo di Mediobanca per un importo totale di 16,3 milioni di euro; si rammenta che la suddetta partecipazione è stata venduta. Per maggiori informazioni si rimanda al capitolo "informativa sull'operazione di vendita delle azioni Mediobanca" presente nella relazione sulla gestione.

SEZIONE 4 – RISULTATO NETTO DELL'ATTIVITA' DI NEGOZIAZIONE – VOCE 80

4.1 Risultato netto dell'attività di negoziazione: composizione

Euro/migliaia Plusvalenze
(A)
Utili da
negoziazione
(B)
Minusvalenze
(C)
Perdite da
negoziazione
(D)
Risultato
netto [(A+B)-
(C+D)]
1. Attività finanziarie di negoziazione 4.153 8.711 (519) (275) 12.070
1.1 Titoli di debito 4.029 5.084 (465) (220) 8.428
1.2 Titoli di capitale 124 3.574 (54) (53) 3.591
1.3 Quote di O.I.C.R. - - - (2) (2)
1.4 Finanziamenti - - - - -
1.5 Altre - 53 - - 53
2. Passività finanziarie di negoziazione - 1 - - 1
2.1 Titoli di debito - - - - -
2.2 Debiti - - - - -
2.3 Altre - 1 - - 1
3. Attività e passività finanziarie: differenze
di cambio
X X X X (163)
4. Strumenti derivati 11 1.291 (15) (1.114) 3.194
4.1 Derivati finanziari: 11 1.291 (15) (1.114) 3.194
- Su titoli di debito e tassi di interesse 11 1.291 (15) (1.114) 173
- Su titoli di capitale e indici azionari - - - - -
- Su valute e oro X X X X 3.021
- Altri - - - - -
4.2 Derivati su crediti - - - - -
di cui: coperture naturali connesse con la
fair value option
X X X X -
TOTALE 4.164 10.003 (534) (1.389) 15.102

SEZIONE 5 – RISULTATO NETTO DELL'ATTIVITA' DI COPERTURA – VOCE 90

5.1 Risultato netto dell'attività di copertura: composizione

Euro/migliaia 30/06/2025 30/06/2024
A. Proventi relativi a:
A.1 Derivati di copertura del fair value - 1.075
A.2 Attività finanziarie coperte (fair value) - 4
A.3 Passività finanziarie coperte (fair value) - -
A.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari - -
A.5 Attività e passività in valuta - -
Totale proventi dell'attività di copertura (A) - 1.079
B. Oneri relativi a:
B.1 Derivati di copertura del fair value - (194)
B.2 Attività finanziarie coperte (fair value) - (871)
B.3 Passività finanziarie coperte (fair value) - -
B.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari - -
B.5 Attività e passività in valuta - -
Totale oneri dell'attività di copertura (B) - (1.065)
C. Risultato netto dell'attività di copertura (A - B) - 14
di cui: risultato delle coperture su posizioni nette - -

SEZIONE 7 – RISULTATO NETTO DELLE ALTRE ATTIVITA' E PASSIVITA' FINANZIARIE VALUTATE AL FAIR VALUE CON IMPATTO A CONTO ECONOMICO – VOCE 110

7.1 Variazione netta di valore delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: composizione delle attività e passività finanziarie designate al fair value

Euro/migliaia Plusvalenze
(A)
Utili da
realizzo (B)
Minusvalenze
(C)
Perdite da
realizzo (D)
Risultato
netto [(A+B)-
(C+D)]
1. Attività finanziarie 519.512 147.687 (953.453) (242.326) (528.580)
1.1 Titoli di debito 6.904 16.565 (2.962) (7.224) 13.283
1.2 Finanziamenti 512.608 131.122 (950.491) (235.102) (541.863)
2. Passività finanziarie 38.298 - (214) - 38.084
2.1 Titoli in circolazione - - - - -
2.2 Debiti verso banche - - - - -
2.3 Debiti verso clientela 38.298 - (214) - 38.084
3. Attività e passività finanziarie in valuta:
differenze di cambio
X X X X -
TOTALE 557.810 147.687 (953.667) (242.326) (490.496)

7.2 Variazione netta di valore delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: composizione delle altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value

Euro/migliaia Plusvalenze
(A)
Utili da
realizzo (B)
Minusvalenze
(C)
Perdite da
realizzo (D)
Risultato
netto [(A+B)-
(C+D)]
1. Attività finanziarie 7.592 225 (4.278) (92) 3.447
1.1 Titoli di debito - - (1.131) - (1.131)
1.2 Titoli di capitale - - - - -
1.3 Quote di O.I.C.R. 7.592 225 (3.147) (92) 4.578
1.4 Finanziamenti - - - - -
2. Attività finanziarie: differenze di cambio X X X X -
TOTALE 7.592 225 (4.278) (92) 3.447

SEZIONE 8 – RETTIFICHE/RIPRESE DI VALORE NETTE PER RISCHIO DI CREDITO – VOCE 130

8.1 Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione

Rettifiche di valore (1) Riprese di valore (2)
Euro/migliaia Primo
stadio
Secondo Impaired
acquisite
Terzo stadio
o
originate
Primo Secondo Terzo Impaired Totale Totale
stadio Write-off Altre Write-off Altre stadio stadio stadio acquisite
o
originate
30/06/2025 30/06/2024
A. Crediti
verso banche
(139) - - - - - 14 - - - (125) 14
-Finanziamenti - - - - - - - - - - - -
- Titoli di debito (139) - - - - - 14 - - - (125) 14
B. Crediti
verso clientela
(1.507) (2.426) (1.463) (21.064) - - 7.559 834 9.343 24 (8.700) (17.178)
- Finanziamenti (1.242) (2.426) (1.463) (21.064) - - 1.795 834 9.343 24 (14.199) (18.857)
- Titoli di debito (265) - - - - - 5.764 - - - 5.499 1.679
TOTALE (1.646) (2.426) (1.463) (21.064) - - 7.573 834 9.343 24 (8.825) (17.164)

8.2 Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione

Rettifiche di valore (1) Riprese di valore (2)
Euro/migliaia Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
Totale Totale
Primo
stadio
Secondo
stadio
Write-off Altre Write-off Altre Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
30/06/2025 30/06/2024
A. Titoli di
debito
(347) - - - - - 593 - - - 246 816
B.
Finanziamenti
- - - - - - - - - - - -
- Verso
clientela
- - - - - - - - - - - -
- Verso
banche
- - - - - - - - - - - -
TOTALE (347) - - - - - 593 - - - 246 816

SEZIONE 10 – RISULTATO DEI SERVIZI ASSICURATIVI – VOCE 160

Ricavi e costi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi nell'esercizio T – Composizione

Voci/Basi di aggregazione Base A1 Base A2 Base A3 Base A4 Base A5 Totale
30/06/2025 30/06/2025 30/06/2025 30/06/2025 30/06/2025 30/06/2025
A. Ricavi assicurativi derivanti dai contratti di
assicurazione emessi valutati in base al GMM e al
VFA
A.1 Importi connessi con le variazioni delle passività
per residua copertura 148.305 19.385 - 53.271 - 220.961
1. Sinistri accaduti e altri costi per servizi assicurativi
attesi 71.546 9.822 - 26.917 - 108.285
2. Variazioni dell'aggiustamento per i rischi non
finanziari 1.938 386 - 2.228 - 4.552
3. Margine sui servizi contrattuali registrato in conto
economico per i servizi forniti 74.821 9.177 - 24.111 - 108.109
4. Altri importi - - - 15 - 15
A.2 Costi di acquisizione dei contratti di
assicurazione recuperati 14.618 592 - 9.398 - 24.608
A.3 Totale ricavi assicurativi derivanti dai contratti di
assicurazione emessi valutati in base al GMM o al
VFA (A.1 + A.2) 162.923 19.977 - 62.669 - 245.569
A.4 Totale ricavi assicurativi derivanti dai contratti di
assicurazione emessi valutati in base al PAA -
- Segmento Vita X X X X X -
- Segmento Danni – auto X X X X X -
- Segmento Danni - non auto X X X X X -
A.5 Totale ricavi assicurativi derivanti dai contratti di
assicurazione emessi (A.3 + A.4) 162.923 19.977 - 62.669 - 245.569
B. Costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti
di assicurazione emessi – GMM o VFA
1. Sinistri accaduti e altri costi direttamente
attribuibili (67.862) (6.479) - (27.419) - (101.760)
2. Variazioni della passività per sinistri accaduti (30) (1.831) - (4.017) - (5.878)
3. Perdite su contratti onerosi e recupero di tali
perdite 23 - - - - 23
4. Ammortamento delle spese di acquisizione dei
contratti di assicurazione (14.618) (603) - (9.398) - (24.619)
5. Altri importi - - - - - -
B.6 Totale costi per servizi assicurativi derivanti dai
contratti di assicurazione emessi – GMM o VFA (82.487) (8.913) - (40.834) - (132.234)
B.7 Totale costi per servizi assicurativi derivanti dai
contratti di assicurazione emessi valutati in base al
PAA -
- Segmento Vita X X X X X -
- Segmento Danni – auto X X X X X -
- Segmento Danni - non auto X X X X X -
B.8 Totale costi per servizi assicurativi derivanti dai
contratti di assicurazione emessi (B.6 + B.7) (82.487) (8.913) - (40.834) - (132.234)
C. Totale ricavi/costi netti derivanti dai contratti di
assicurazione emessi (+/-) (A.5 + B.8) 80.436 11.064 - 21.835 - 113.335

Legenda:

Base di aggregazione 1 = Contratti assicurativi emessi con elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita

Base di aggregazione 2 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita

Base di aggregazione 3 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Danni Auto

Base di aggregazione 4 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Danni Non Auto

Ricavi e costi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi nell'esercizio T-1 – Composizione

Voci/Basi di aggregazione Base A1 Base A2 Base A3 Base A4 Base A5 Totale
30/06/2024 30/06/2024 30/06/2024 30/06/2024 30/06/2024 30/06/2024
A. Ricavi assicurativi derivanti dai contratti di
assicurazione emessi valutati in base al GMM e al
VFA
A.1 Importi connessi con le variazioni delle passività
per residua copertura 133.560 17.542 - 46.970 - 198.072
1. Sinistri accaduti e altri costi per servizi assicurativi
attesi
67.038 8.921 - 22.651 - 98.610
2. Variazioni dell'aggiustamento per i rischi non
finanziari 1.459 334 - 1.506 - 3.299
3. Margine sui servizi contrattuali registrato in conto
economico per i servizi forniti 65.066 8.262 - 22.797 - 96.125
4. Altri importi (2) 25 - 16 - 39
A.2 Costi di acquisizione dei contratti di
assicurazione recuperati 8.303 278 - 7.487 - 16.068
A.3 Totale ricavi assicurativi derivanti dai contratti di
assicurazione emessi valutati in base al GMM o al
VFA (A.1 + A.2) 141.864 17.820 - 54.457 - 214.141
A.4 Totale ricavi assicurativi derivanti dai contratti di
assicurazione emessi valutati in base al PAA -
- Segmento Vita X X X X X -
- Segmento Danni – auto X X X X X -
- Segmento Danni - non auto X X X X X -
A.5 Totale ricavi assicurativi derivanti dai contratti di
assicurazione emessi (A.3 + A.4) 141.864 17.820 - 54.457 - 214.141
B. Costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti
di assicurazione emessi – GMM o VFA
1. Sinistri accaduti e altri costi direttamente
attribuibili (64.391) (4.968) - (30.098) - (99.457)
2. Variazioni della passività per sinistri accaduti 393 (3.379) - 5.143 - 2.157
3. Perdite su contratti onerosi e recupero di tali
perdite 82 - - - - 82
4. Ammortamento delle spese di acquisizione dei
contratti di assicurazione (8.303) (278) - (7.487) - (16.068)
5. Altri importi - - - - - -
B.6 Totale costi per servizi assicurativi derivanti dai
contratti di assicurazione emessi – GMM o VFA (72.219) (8.625) - (32.442) - (113.286)
B.7 Totale costi per servizi assicurativi derivanti dai
contratti di assicurazione emessi valutati in base al
PAA
-
- Segmento Vita X X X X X -
- Segmento Danni – auto X X X X X -
- Segmento Danni - non auto X X X X X -
B.8 Totale costi per servizi assicurativi derivanti dai
contratti di assicurazione emessi (B.6 + B.7)
(72.219) (8.625) - (32.442) - (113.286)
C. Totale ricavi/costi netti derivanti dai contratti di
assicurazione emessi (+/-) (A.5 + B.8)
69.645 9.195 - 22.015 - 100.855

Legenda:

Base di aggregazione 1 = Contratti assicurativi emessi con elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita

Base di aggregazione 2 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita

Base di aggregazione 3 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Danni Auto

Base di aggregazione 4 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Danni Non Auto

Costi e ricavi assicurativi derivanti dalle cessioni in riassicurazione nell'esercizio T – Composizione

Voci/Basi di aggregazione Segmento Vita
30/06/2025
Segmento Danni
30/06/2025
Totale
30/06/2025
A. Allocazione dei premi pagati relativi alle cessioni in
riassicurazione valutate in base al GMM
A.1 Importi connessi con le variazioni dell'attività per residua
copertura
1. Importo dei sinistri e altri costi recuperabili attesi (10.144) (6.391) (16.535)
2. Variazioni dell'aggiustamento per i rischi non finanziari (225) (103) (328)
3. Margine sui servizi contrattuali registrato in conto economico
per i servizi ricevuti
(684) (2.397) (3.081)
4. Altri importi (730) - (730)
5. Totale (11.783) (8.891) (20.674)
A.2 Altri costi direttamente attribuibili alle cessioni in
riassicurazione
- - -
B. Allocazione dei premi relativi alle cessioni in riassicurazione
valutate in base al PAA
- - -
C. Totale costi derivanti dalle cessioni in riassicurazione
(A.1+A.2+B)
(11.783) (8.891) (20.674)
D. Effetti delle variazioni del rischio di inadempimento da parte
dei riassicuratori
- - -
E. Importo dei sinistri e altre spese recuperato 7.217 6.559 13.776
F. Variazioni dell'attività per sinistri accaduti 1.973 251 2.224
G. Altri recuperi - - -
H. Totale costi/ricavi netti derivanti dalle cessioni in
riassicurazione (C+D+E+F+G)
(2.593) (2.081) (4.674)

Legenda: Base A1 = Segmento Vita Base A2 = Segmento Danni

Costi e ricavi assicurativi derivanti dalle cessioni in riassicurazione nell'esercizio T-1 – Composizione

Voci/Basi di aggregazione Segmento Vita
30/06/2024
Segmento Danni
30/06/2024
Totale
30/06/2024
A. Allocazione dei premi pagati relativi alle cessioni in
riassicurazione valutate in base al GMM
A.1 Importi connessi con le variazioni dell'attività per residua
copertura
1. Importo dei sinistri e altri costi recuperabili attesi (9.747) (4.294) (14.041)
2. Variazioni dell'aggiustamento per i rischi non finanziari (196) (197) (393)
3. Margine sui servizi contrattuali registrato in conto economico
per i servizi ricevuti
(646) (3.533) (4.179)
4. Altri importi (778) - (778)
5. Totale (11.367) (8.024) (19.391)
A.2 Altri costi direttamente attribuibili alle cessioni in
riassicurazione
- - -
B. Allocazione dei premi relativi alle cessioni in riassicurazione
valutate in base al PAA
- - -
C. Totale costi derivanti dalle cessioni in riassicurazione
(A.1+A.2+B)
(11.367) (8.024) (19.391)
D. Effetti delle variazioni del rischio di inadempimento da parte
dei riassicuratori
- - -
E. Importo dei sinistri e altre spese recuperato 6.256 10.561 16.817
F. Variazioni dell'attività per sinistri accaduti 2.427 (5.655) (3.228)
G. Altri recuperi - 57 57
H. Totale costi/ricavi netti derivanti dalle cessioni in
riassicurazione (C+D+E+F+G)
(2.684) (3.061) (5.745)

Legenda: Base A1 = Segmento Vita Base A2 = Segmento Danni

Ripartizione dei costi per servizi assicurativi e altri servizi nell'esercizio T

Costi/Basi di Base A1 - con
DPF
Base A2 -
senza DPF
Base A1 +
Base A2
Base A3 Base A4 Base A3 +
Base A4
Altro
aggregazione 30/06/2025 30/06/2025 30/06/2025 30/06/2025 30/06/2025 30/06/2025 30/06/2025
Costi attribuiti
all'acquisizione
dei contratti
assicurativi
(14.618) (592) (15.210) - (9.398) (9.398) X
Altri costi
direttamente
attribuibili
(56.728) (1.614) (58.342) - (2.017) (2.017) X
Spese di
gestione degli
investimenti
X X - X X - (702)
Altri costi X X - X X - (52.771)
Totale X X (73.552) X X (11.415) (53.473)

Legenda:

Base A1 – con DPF = Contratti assicurativi emessi con elementi di partecipazione diretta – Segmento Vita

Base A2 – senza DPF = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta – Segmento Vita Base A1 + Base A2 = Segmento Vita

Base A3 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta – Segmento Danni – Auto

Base A4 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta – Segmento Danni – Non Auto

Base A3 + Base A4 = Segmento Danni

Ripartizione dei costi per servizi assicurativi e altri servizi nell'esercizio T-1

Costi/Basi di Base A1 - con
DPF
Base A2 -
senza DPF
Base A1 +
Base A2
Base A3 Base A4 Base A3 +
Base A4
Altro
aggregazione 30/06/2024 30/06/2024 30/06/2024 30/06/2024 30/06/2024 30/06/2024 30/06/2024
Costi attribuiti
all'acquisizione
dei contratti
assicurativi
(8.303) (278) (8.581) - (7.487) (7.487) X
Altri costi
direttamente
attribuibili
(53.647) (1.619) (55.266) - (2.243) (2.243) X
Spese di
gestione degli
investimenti
X X - X X - (764)
Altri costi X X - X X - (10.928)
Totale X X (63.847) X X (9.730) (11.692)

Legenda:

Base A1 – con DPF = Contratti assicurativi emessi con elementi di partecipazione diretta – Segmento Vita

Base A2 – senza DPF = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta – Segmento Vita Base A1 + Base A2 = Segmento Vita

Base A3 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta – Segmento Danni – Auto

Base A4 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta – Segmento Danni – Non Auto

Base A3 + Base A4 = Segmento Danni

SEZIONE 11 – SALDO DEI RICAVI E COSTI DI NATURA FINANZIARIA RELATIVI ALLA GESTIONE ASSICURATIVE - VOCE 170

Costi e ricavi netti di natura finanziaria relativi ai contratti di assicurazione emessi

Voci/Basi di aggregazione Base A1 Base A2 Base A3 Totale Base A1 Base A2 Base A3 Totale
30/06/2025 30/06/2025 30/06/2025 30/06/2025 30/06/2024 30/06/2024 30/06/2024 30/06/2024
1. Interessi maturati - (1.012) (1.201) (2.213) - (746) (1.052) (1.798)
2. Effetti delle variazioni dei tassi
d'interesse e altre assunzioni finanziarie
- 711 (411) 300 - 553 (196) 357
3. Variazioni del fair value delle attività
sottostanti ai contratti valutati in base al
VFA
376.967 - - 376.967 (1.819.951) - - (1.819.951)
4. Effetti della variazione dei tassi di
cambio
- - - - - - - -
5. Altri - - - - - - - -
6. Totale ricavi/costi di natura finanziaria
relativi ai contratti di assicurazione emessi
registrati in conto economico
376.967 (301) (1.612) 375.054 (1.819.951) (193) (1.248) (1.821.392)

Legenda:

Base A1 = Contratti assicurativi emessi con elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita Base A2 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita

Ricavi e costi netti di natura finanziaria relativi alle cessioni in riassicurazione

Voci/Basi di aggregazione Segmento
Vita
Segmento
Danni
Totale Segmento
Vita
Segmento
Danni
Totale
30/06/2025 30/06/2025 30/06/2025 30/06/2024 30/06/2024 30/06/2024
1. Interessi maturati 107 98 205 88 272 360
2. Effetti delle variazioni dei tassi d'interesse e le altre
assunzioni finanziarie
47 11 58 57 (564) (507)
3. Effetti della variazione dei tassi di cambio - - - - - -
4. Altri - - - - - -
5. Totale ricavi/costi netti di natura finanziaria delle
cessioni in riassicurazione
154 109 263 145 (292) (147)

SEZIONE 12 – SPESE AMMINISTRATIVE – VOCE 190

12.1 Spese per il personale: composizione

Euro/migliaia 30/06/2025 30/06/2024
1) Personale dipendente (158.866) (147.233)
a) salari e stipendi (109.662) (101.132)
b) oneri sociali (29.131) (26.831)
c) indennità di fine rapporto (195) -
d) spese previdenziali - -
e) accantonamento al trattamento di fine rapporto del personale (5.700) (5.190)
f) accantonamento al fondo trattamento di quiescenza e obblighi simili: - -
- a contribuzione definita - -
- a benefici definiti - -
g) versamenti ai fondi di previdenza complementare esterni: (2.530) (2.310)
- a contribuzione definita (2.312) (2.060)
- a benefici definiti (218) (250)
h) costi derivanti da accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali (3.526) (3.262)
i) altri benefici a favore dei dipendenti (8.122) (8.508)
2) Altro personale in attività (7.282) (8.472)
3) Amministratori e sindaci (3.893) (3.586)
4) Personale collocato a riposo - -
TOTALE (170.041) (159.291)

Le spese per il personale sono in crescita di -10,8 milioni di euro rispetto al periodo di confronto principalmente in relazione all'aumento dell'organico medio.

12.2 Numero medio dei dipendenti per categoria

Unità 30/06/2025 30/06/2024
1) Personale dipendente 3.615 3.403
a) dirigenti 159 155
b) quadri direttivi 745 706
c) restante personale dipendente 2.711 2.542
2) Altro personale 269 310
Totale 3.884 3.713

12.5 Altre spese amministrative: composizione

Euro/migliaia 30/06/2025 30/06/2024
Servizi sistemi informativi (72.931) (68.540)
Servizi infoproviders (16.883) (9.918)
Canoni e oneri servizi finanziari (391) (360)
Altri servizi diversi (21.773) (25.616)
Tasse e imposte (1.628) (1.836)
Servizi di comunicazione televisiva e internet (2.028) (2.717)
Interventi a sostegno del sistema bancario (8.896) (31.798)
Consulenze e collaborazioni rete (3.809) (3.506)
Affitti, noleggi, locazioni (12.129) (13.947)
Manutenzioni e riparazioni (2.513) (2.344)
Spese telefoniche e postali (6.625) (7.011)
Altre consulenze e collaborazioni (16.792) (16.692)
Contributi a "Family Banker Offices" (706) (580)
Materiali di consumo (2.034) (1.680)
Assicurazioni (2.179) (2.160)
Contributi associativi (3.031) (4.300)
Pubblicità e spese promozionali (21.900) (19.713)
Organizzazione conventions (18.735) (18.913)
Consulenze, formazione e addestramento rete di Vendita (2.294) (2.252)
Utenze energetiche (830) (1.087)
Spese di rappresentanza, omaggi e liberalità (5.447) (5.542)
Ricerche di mercato (327) (409)
Ricerca e selezione personale dipendente (624) (567)
Spese di viaggio (664) (462)
Spese carburante (174) (175)
Altre spese amministrative (5.660) (8.739)
TOTALE (231.003) (248.864)

La voce Altre spese amministrative registra un decremento di +17,9 milioni di euro rispetto al periodo di confronto principalmente dovuto ai minori accantonamenti per i contributi ordinari e straordinari.

SEZIONE 13 – ACCANTONAMENTI NETTI AI FONDI PER RISCHI E ONERI – VOCE 200

13.1 Accantonamenti netti per rischio di credito relativi a impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate: composizione

Euro/migliaia 30/06/2025 30/06/2024
Garanzie finanziarie rilasciate (612) 109
TOTALE (612) 109

13.3 Accantonamenti netti agli altri fondi per rischi e oneri: composizione

Euro/migliaia 30/06/2025 30/06/2024
Indennità di portafoglio e struttura (3.175) (3.639)
Indennità suppletiva di clientela (13.697) (12.390)
Rischi per illeciti promotori finanziari (1.087) (77)
Controversie legali (1.808) (716)
Indennità managers (6.130) (4.037)
Altri accantonamenti ai fondi per rischi ed oneri (6.123) (4.488)
TOTALE (32.020) (25.347)

SEZIONE 25 – UTILE PER AZIONE

25.1 Numero medio delle azioni ordinarie a capitale diluito

30/06/2025 30/06/2024
Utile netto (Euro/migliaia) 477.292 449.914
Numero medio ponderato di azioni in circolazione (unità) 738.295.128 740.577.249
Numero medio ponderato di azioni in circolazione ai fini dell'utile
per azione diluito
744.589.184 746.057.802
Utile base per azione(euro) 0,646 0,608
Utile per azione diluito (euro) 0,641 0,603

PARTE E – INFORMAZIONI SUI RISCHI E SULLE RELATIVE POLITICHE DI COPERTURE

Nella presente Parte E l'informativa qualitativa e quantitativa è esposta secondo l'ordine stabilito dalla Circolare n. 262 della Banca d'Italia, che disciplina in modo puntuale – oltre che la forma delle esposizioni tabellari – anche la sequenza dei diversi argomenti, ad eccezione della sezione relativa ai rischi di mercato in relazione all'applicazione dei modelli interni.

Per quanto riguarda i "principi alla base del modello", la "gestione dei rischi di conglomerato", la "metodologia e i principi di classificazione degli strumenti finanziari", la "cultura del rischio", l' "organizzazione del governo dei rischi" e la struttura delle funzioni coinvolte nel "sistema di controllo interno" non sono intervenute variazioni nei primi sei mesi dell'esercizio rispetto a quanto già riportato nella Parte E della relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2024 alla quale si rimanda. Pertanto, nella presente Parte E verranno descritte tutti gli aggiornamenti che hanno impattato il gruppo nel primo semestre del 2025.

A complemento dell'informativa sulle azioni di presidio e sulle principali tematiche contabili connesse ai rischi, di seguito vengono sinteticamente descritte e riepilogate le evidenze dei principali scenari macroeconomici che hanno caratterizzato in parte l'attività di presidio del rischio da parte del Gruppo Mediolanum per i primi sei mesi dell'anno in corso.

Gli eventi geopolitici attualmente in corso non hanno comportato nel primo semestre 2025 particolari conseguenze per il Gruppo. La correzione dei mercati registrata ad aprile causata dalla politica statunitense sui dazi è stata solo temporanea. Nonostante questo, volatilità ed incertezza rimangono comunque alte, anche a fronte degli scontri e guerre che coinvolgono in maniera diretta ed indiretta le principali economie mondiali. Nel corso dei primi sei mesi del 2025, si è inoltre assistito ad una riduzione dei tassi da parte delle banche centrali.

INFORMATIVA RELATIVA AI RISCHI FINANZIARI SECONDO QUANTO PREVISTO DAL PRINCIPIO CONTABILE INTERNAZIONALE IFRS 7

La presente sezione illustra le caratteristiche del modello di controllo dei rischi secondo i requisiti previsti dal principio contabile IFRS7 rilevanti nell'ambito del Gruppo Mediolanum, classificandoli in relazione alla rilevanza relativa ai settori di business di attività delle Società del Gruppo: bancario, risparmio gestito ed assicurativo.

In base ai requisiti dell'IFRS7 i rischi su cui viene svolta l'analisi sono i rischi di liquidità, rischio di credito e rischi di mercato nelle loro diverse forme e caratteristiche. Viene data inoltre una sintetica rappresentazione delle tecniche e politiche di risk management adottate dalle funzioni di controllo con finalità più ampie rispetto all'ambito di pertinenza del principio IFRS7.

Si sottolinea che le disclosures collegate alla cosiddetta Fair Value Hierarchy (FVH) sono disciplinate dall'IFRS 13.

Si precisa che il Gruppo non detiene strumenti di debito o di capitale emessi da controparti residenti in Russia o Bielorussia né tantomeno ha rapporti in essere con istituzioni finanziarie ivi residenti. Gli strumenti finanziari di soggetti residenti nelle zone del conflitto all'interno dei prodotti di risparmio gestito risultano non significativi e non hanno avuto impatti sul processo di valorizzazione del NAV dei fondi gestiti dalle società del Gruppo.

RISK APPETITE FRAMEWORK

Il Risk Appetite Framework (RAF), approvato dall'Organo di Supervisione Strategica della Capogruppo, ovvero il Consiglio di Amministrazione, è il quadro di riferimento che esprime la propensione al rischio che la Banca intende assumersi, rispetto a tutti i rischi ritenuti rilevanti, finanziari e non finanziari, che possono caratterizzare l'attività svolta. È l'approccio complessivo che include le politiche, i processi, i controlli e le metodologie attraverso i quali viene definita, comunicata, gestita e rivalutata la sopracitata propensione al rischio della banca, coerentemente al massimo rischio assumibile, al business model e al piano strategico. Di conseguenza, la politica di governo dei rischi rappresenta una componente strategica del RAF, consentendone il raccordo con il complessivo piano economico finanziario e permettendo quindi il conseguimento di un obiettivo di crescita sostenibile. Per tale ragione il RAF è il risultato di un processo articolato a cui partecipano diverse strutture organizzative aziendali ciascuna per i propri ambiti di competenza e in particolare quelle del Risk Management e della Pianificazione e Controllo.

La propensione al rischio del Gruppo è annualmente rivista per tener conto delle continue variazioni di contesto, sia interno sia esterno e altresì delle variazioni nelle aspettative dei diversi stakeholder. Le grandezze economico-finanziarie stimate in occasione della predisposizione del piano economico finanziario vengono riconciliate con i limiti di propensione al rischio e recepite nell'ambito del processo di aggiornamento del RAF, determinando l'eventuale revisione e adeguamento delle soglie e dei limiti stabiliti nel corso del precedente esercizio. Nel corso dei primi sei mesi del 2025 la Funzione Risk Management della Capogruppo ha provveduto ad un aggiornamento infrannuale del documento di RAF, preventivamente segnalato al Consiglio di Amministrazione in occasione dell'approvazione delle soglie da adottare per il 2025. In particolare, nell'aggiornamento avvenuto nel corso del primo semestre si è proceduto ad introdurre un nuovo indicatore strategico sulle vulnerabilità in ambito Rischio ICT e Sicurezza, mentre nell'ambito dei rischi operativi è stato introdotto un indicatore di natura qualitativa, il "litigation ratio", con l'obiettivo di monitorare per Banca Mediolanum, su base trimestrale, la qualità del servizio reso alla propria clientela.

Per ulteriori dettagli si rimanda a quanto presente nel medesimo paragrafo della Relazione Finanziaria Annuale al 31 dicembre 2024.

IL PROCESSO ICAAP/ILAAP

La Vigilanza bancaria si articola su due fasi distinte. La prima è rappresentata dal processo interno di determinazione dell'adeguatezza patrimoniale ICAAP (Internal Capital Adequacy Assessment Process) e del sistema di governo e gestione della liquidità ILAAP (Internal Liquidity Adequacy Assessment Process), e fa capo alle banche, le quali effettuano un'autonoma valutazione della propria adeguatezza patrimoniale e di liquidità, attuale e prospettica, in relazione ai rischi assunti e alle strategie aziendali. Il processo ICAAP/ILAAP deve essere documentato, conosciuto e condiviso dalle strutture aziendali e sottoposto a revisione interna.

La seconda consiste nel processo di revisione e valutazione prudenziale (Supervisory Review and Evaluation Process - SREP) ed è di competenza dell'Autorità di Vigilanza, che oltre a riesaminare l'ICAAP/ILAAP, formula un giudizio complessivo sulla banca e attiva, ove necessario, misure correttive.

Nel corso del primo semestre dell'anno, la Capogruppo Banca Mediolanum ha provveduto alla predisposizione dei resoconti annuali ICAAP e ILAAP, elaborando, conformemente alla regolamentazione di riferimento con esecuzione degli stress test dedicati, l'analisi dei risultati che hanno caratterizzato la formulazione dell'autovalutazione per l'individuazione e successiva risoluzione degli eventuali gap.

Per ulteriori dettagli si rimanda a quanto presente nel medesimo paragrafo della Relazione Finanziaria Annuale al 31 dicembre 2024.

ORSA

In ambito assicurativo, la Valutazione Interna del Rischio e della Solvibilità è definita come l'insieme dei processi e delle procedure necessarie per identificare, valutare, monitorare, gestire e comunicare i rischi attuali e prospettici cui il Gruppo Assicurativo Mediolanum e le singole Società risultano essere esposte, nonché le analisi a supporto della determinazione dei fondi necessari per garantire che le esigenze di solvibilità siano soddisfatte in ogni momento.

L'art. 45 della Direttiva 2009/138/EC richiede alle Compagnie di assicurazione, come parte integrante del Sistema di Gestione del Rischio, di svolgere un processo per la Valutazione ORSA attraverso il quale il Gruppo e ogni Compagnia assicurativa determina il proprio fabbisogno di solvibilità globale necessario a coprire i rischi sia di breve sia di medio-lungo termine.

L'approccio utilizzato nella valutazione del fabbisogno di solvibilità globale richiede, tra le altre cose, che il GAM e le singole Società detengano un importo di fondi commisurati rispetto ai rischi cui possono potenzialmente essere esposti; di conseguenza, la Valutazione Interna del Rischio e della Solvibilità rappresenta il risultato di una serie di valutazioni e analisi effettuate da Mediolanum Vita S.p.A. e dalle altre Società del GAM sul proprio profilo di rischio, nonché sull'evoluzione dello stesso nell'arco temporale relativo alla piano pluriennale.

L'obiettivo principale della Valutazione ORSA è quello di rafforzare la consapevolezza delle interrelazioni tra i rischi a cui il GAM e le Società sono o possono essere esposti e le esigenze di capitale che ne derivano. Inoltre, l'ORSA assume una valenza di strumento di gestione e consapevolezza del profilo di rischio all'interno della cultura aziendale e del processo decisionale, nonché parte integrante della strategia aziendale complessiva.

La Valutazione Interna del Rischio e della Solvibilità assicura, inoltre, che il GAM e le Società possano soddisfare nel continuo i requisiti di capitale regolamentare, così come gli obiettivi di capitale interno, sia a fronte di modifiche al proprio profilo di rischio o ai propri piani di attività sia a fronte di cambiamenti in circostanze esterne.

In sintesi, la Valutazione Interna del Rischio e della Solvibilità ha i seguenti obiettivi:

  • ➢ garantire che il GAM e le Società dispongano di un livello di capitale sufficiente a copertura del business attuale e futuro;
  • ➢ valutare la capacità di rispettare nel continuo i requisiti patrimoniali regolamentari;
  • ➢ valutare l'osservanza, su base continuativa, dei requisiti in materia delle riserve tecniche;
  • ➢ supportare il processo di pianificazione aziendale, di budgeting e di forecasting;
  • ➢ tracciare e documentare la procedura di censimento dei rischi, le metodologie di valutazione e misurazione dei rischi nonché i relativi risultati in ottica attuale e prospettica.

La Valutazione Interna del Rischio e della Solvibilità del Gruppo e delle Singole Compagnie è eseguita almeno con frequenza annuale, c.d. regular ORSA, utilizzando come data di riferimento il 31 dicembre dell'anno precedente. La regular ORSA e le attività di redazione della relativa documentazione sono avviate a seguito della chiusura dell'esercizio di riferimento e concluse entro le scadenze definite dall'Autorità di Vigilanza.

Inoltre, le Valutazione ORSA è effettuata ogni qual volta si presentino circostanze che potrebbero modificare in modo significativo il profilo di rischio, c.d. Non regular ORSA. Non è possibile definire una metodologia per la determinazione delle variazioni significative in ragione della natura e della portata degli eventi potenzialmente oggetto di analisi.

Il processo di determinazione Orsa non ha subito modifiche nel corso del primo semestre 2025, pertanto si rimanda alla medesima parte presente nella Relazione Finanziaria Annuale al 31 dicembre 2024: si rammenta che nel corso del primo semestre 2025, Mediolanum Vita ha effettuato l'esercizio ORSA con base dati al 31 dicembre 2024, sia a livello di singola entità che di Gruppo Assicurativo Mediolanum (GAM), predisponendo e trasmettendo le relative relazioni all'IVASS.

IL SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO

Il sistema, gli organi e le funzioni di controllo non hanno subito significative variazioni nel corso dei primi sei mesi dell'anno in corso, pertanto per le relative descrizioni sugli ambiti di attività si rimanda a quanto argomentato nel fascicolo di bilancio pubblicato alla data del 31 dicembre 2024.

IDENTIFICAZIONE E MAPPATURA DEI RISCHI RILEVANTI

Il processo di identificazione dei rischi rilevanti per il Gruppo Mediolanum comprende l'insieme delle attività volte all'analisi della struttura organizzativa e dei processi distintivi, all'individuazione dei rischi che caratterizzano l'attività bancaria e relativa mappatura. Il processo di individuazione dei rischi ha l'obiettivo di determinare la rilevanza dei rischi cui il Gruppo è soggetto.

Tale processo, coordinato dalla Funzione Risk Management, si origina sulla base delle linee guida e delle "policy" aziendali definite dal Consiglio di Amministrazione con riferimento al sistema di gestione e controllo del rischio di impresa e delle modalità regolamentari e gestionali con cui valutare i rischi a cui risulta esposta la Banca ed il Gruppo. Di seguito si riportano le principali attività che caratterizzano l'analisi di rilevanza per la costruzione della mappa generale dei rischi rilevanti come altro processo elaborato dalla Funzione Risk Management:

  • ➢ Vengono esclusi i rischi non pertinenti rispetto all'attuale contesto di business del Gruppo, e quello ipotizzato nel piano economico finanziario in vigore, la lista viene successivamente organizzata raggruppando le sottocategorie di rischio secondo la tassonomia di gestione dei rischi del Gruppo
  • ➢ Analisi della materialità: viene definita una soglia di materialità che consente di identificare quali dei rischi, all'interno del Gruppo Bancario Mediolanum, di cui già definiti come applicabili e dunque misurabili, siano rilevanti nell'ordinaria operatività del Gruppo pur non mettendo in pericolo il perseguimento della strategia di esso. I rischi materiali vengono considerati per finalità ICAAP/ILAAP, stress test e/o vengono regolarmente misurati, limitati e/o gestiti.
  • ➢ Identificazione e mappatura dei fattori di rischio climatico ambientale nell'ambito delle tradizionali categorie di rischi presidiate dalla Funzione.
  • ➢ Rappresentazione della rilevanza dei rischi: il processo di identificazione si conclude attraverso l'analisi di impatto dei rischi e le valutazioni della materialità degli stessi andando a misurare la rilevanza per il Gruppo, rispetto a queste due dimensioni.
  • ➢ Come ultima attività viene valutata rispetto ad ogni sottocategoria di rischio individuata la materialità per ogni singola Legal Entity del Gruppo Bancario.

Il perimetro dei rischi individuati, presidiati e monitorati dal Gruppo Mediolanum, si articola come segue:

  • ➢ rischio di credito inclusivo del rischio di controparte e di concentrazione;
  • ➢ rischio di mercato;
  • ➢ rischio finanziario rappresentato principalmente da tasso di interesse e tasso di cambio;
  • ➢ rischio di liquidità;
  • ➢ rischio residuo;
  • ➢ rischio leva finanziaria;
  • ➢ rischio di compliance;
  • ➢ rischio modello;
  • ➢ rischio strategico;
  • ➢ rischio geopolitico;

  • ➢ rischio di reputazione;
  • ➢ rischio ICT e di sicurezza;
  • ➢ rischio terze parti;
  • ➢ rischio AI;
  • ➢ rischio legale;
  • ➢ conduct risk;
  • ➢ rischio riciclaggio;
  • ➢ rischi ESG (Enviromental, Social and Governance);
  • ➢ rischio contagio
  • ➢ rischio operativo;
  • ➢ rischio assicurativo.

Oltre al rischio di credito, di mercato, di interesse e prezzo, di liquidità, operativo, ampiamente trattati nei paragrafi successivi riportiamo di seguito una descrizione degli altri rischi presidiati dal Gruppo.

Rischio di concentrazione

Rischio derivante da esposizioni verso controparti, gruppi di controparti connesse e controparti del medesimo settore economico o che esercitano la stessa attività o appartenenti alla medesima area geografica. Il Gruppo non presenta esposizioni significative verso una singola controparte o gruppo di controparti connesse ad eccezione delle esposizioni in titoli governativi italiani.

Rischio Residuo

Il rischio che le tecniche riconosciute per l'attenuazione del rischio di credito utilizzate dalla banca risultino meno efficaci del previsto. Rischio di una leva finanziaria eccessiva. Il rischio che un livello di indebitamento particolarmente elevato rispetto alla dotazione di mezzi propri renda la banca vulnerabile, rendendo necessaria l'adozione di misure correttive al proprio piano industriale, compresa la vendita di attività con contabilizzazione di perdite che potrebbero comportare rettifiche di valore anche sulle restanti attività. Il Gruppo non presenta esposizioni significative a questa tipologia di rischi.

Rischio Leva Finanziaria

Il rischio che un livello di indebitamento particolarmente elevato rispetto alla dotazione di mezzi propri renda la banca vulnerabile, rendendo necessaria l'adozione di misure correttive al proprio piano industriale, compresa la vendita di attività con contabilizzazione di perdite che potrebbero comportare rettifiche di valore anche sulle restanti attività. L'esposizione a tale rischio è riflessa nell'indicatore del Leverage Ratio per i cui dettagli si rimanda all'informativa al pubblico Pillar III.

Rischio di Compliance (o rischio di non conformità)

Il rischio di non conformità alle norme è definito come "il rischio di incorrere in sanzioni giudiziarie o amministrative, perdite finanziarie rilevanti o danni di reputazione in conseguenza di violazioni di norme imperative (di legge o di regolamenti) ovvero di autoregolamentazione (es. statuti, codici di condotta, codici di autodisciplina)". Il rischio di non conformità alle normative è particolarmente rilevante a livello di gruppo, poiché una violazione delle normative da parte di una singola legal entity avrebbe impatto

sull'intero gruppo societario. Questo rischio non si limita agli impatti di natura normativa e/o di vigilanza, ma può estendersi alla reputazione del gruppo, influenzando negativamente la fiducia dei clienti, degli investitori e delle autorità di regolamentazione. A riguardo, la Funzione Compliance ha adottato, a livello di Gruppo, un framework di presidi ex ante ed ex post che sono agiti nel continuo al fine di mitigare i suddetti rischi.

Rischio Modello

A seguito dell'introduzione, nei primi mesi dell'anno, delle Policy di Rischio Modello e Validazione, il Gruppo ha definito il rischio come il rischio di incorrere in una perdita che un ente potrebbe subire a seguito di decisioni che potrebbero essere principalmente basate sui risultati di modelli interni, a causa di errori nello sviluppo, nell'attuazione o nell'utilizzo di tali modelli.

Rischio Strategico

Il Gruppo Mediolanum definisce il rischio strategico, attuale o prospettico, come il rischio legato ad una potenziale flessione degli utili o del capitale derivante da cambiamenti del contesto operativo o da decisioni aziendali errate, attuazione inadeguata di decisioni, scarsa reattività a variazioni del contesto competitivo. Il rischio strategico è fronteggiato innanzitutto da policy e procedure che prevedono che le decisioni più rilevanti siano riportate al Consiglio di Amministrazione supportate dalla valutazione attuale e prospettica dei rischi e dell'adeguatezza patrimoniale. Il forte accentramento delle decisioni strategiche, con il coinvolgimento dei massimi Organi di governo aziendale e il supporto delle diverse Funzioni aziendali, assicura la mitigazione della componente legata agli eventuali impatti discendenti da errate decisioni aziendali e scarsa reattività a variazioni del contesto competitivo.

Rischio Geopolitico

Il rischio geopolitico per un intermediario finanziario è da intendersi come un fattore di rischio trasversale, da integrare nei framework di risk management; può essere definito come l'insieme delle minacce derivanti da eventi o tensioni politiche internazionali che possono influenzare negativamente la stabilità dei mercati finanziari, l'economia reale e la sicurezza operativa delle istituzioni finanziarie. Questi eventi, pur avendo origine esterna al sistema finanziario, possono impattare su alcune categorie

di rischio bancario.

Il rischio geopolitico si trasmette principalmente attraverso tre canali di trasmissione:

Mercati finanziari – aumento della volatilità, variazioni nei tassi di interesse, spread creditizi.

Economia reale – impatti su PIL, inflazione, commercio, investimenti e consumi.

Sicurezza e protezione – minacce cibernetiche, interruzioni operative, rischi legati all'esternalizzazione.

Rischio di Reputazione

Il Gruppo Mediolanum riconosce grande rilevanza al rischio di reputazione, ossia al rischio attuale e prospettico di flessione degli utili o del capitale derivante da una percezione negativa dell'immagine del Gruppo stesso da parte di clienti, controparti, azionisti, investitori o Autorità di Vigilanza. Il Gruppo persegue la gestione attiva della propria immagine presso tutti gli stakeholder, attraverso il coinvolgimento di tutte le Unità Organizzative e ricercando una crescita robusta e sostenibile, in grado di creare valore per tutti i portatori di interesse.

Inoltre, il Gruppo si propone di minimizzare i possibili effetti negativi sulla propria reputazione attraverso la governance rigorosa e dettagliata, la gestione proattiva dei rischi e l'indirizzo e il controllo delle attività.

La gestione complessiva dei rischi reputazionali viene anzitutto perseguita attraverso:

il rispetto degli standard etici e comportamentali e delle policy di autoregolamentazione. Il Codice Etico adottato dal Gruppo contiene i valori di riferimento sui quali intende impegnarsi e declina i principi di condotta volontari nelle relazioni con tutti gli stakeholder (clienti, dipendenti, fornitori, azionisti, ambiente e più in generale la collettività), con obiettivi anche più ampi rispetto a quelli richiesti dalle vigenti normative;

il contributo sistematico e autonomo dalle strutture aziendali con compiti specifici di presidio della reputazione le quali, ciascuna per i propri ambiti di competenza, intrattengono la relazione con gli stakeholder di riferimento;

un sistema integrato di presidio dei rischi primari volto al contenimento dell'esposizione agli stessi e al rispetto dei limiti di riferimento contenuti nel Risk Appetite Framework.

Rischio ICT e di sicurezza

Il rischio di perdita dovuta alla violazione della riservatezza, la carente integrità dei sistemi e dei dati, l'inadeguatezza o l'indisponibilità dei sistemi e dei dati o l'incapacità di sostituire la tecnologia dell'informazione (IT) entro ragionevoli limiti di tempo e costi nel caso di modifica dei requisiti del contesto esterno o dell'attività (ossia l'agilità). Questo comprende i rischi di sicurezza derivanti da processi interni inadeguati o errati o da eventi esterni, compresi gli attacchi informatici o una sicurezza fisica inadeguata.

Rischio Terze Parti

Il rischio di interruzione totale o parziale di servizi, o di fallimento operativo e/o finanziario di una terza parte a cui la Banca o le altre Società del Gruppo hanno affidato una o più funzioni, forniture di servizi, o attività, incluso il rischio ICT e di sicurezza delle terze parti, i cui impatti si riverserebbero su quest'ultima.

Rischio AI

Il rischio AI (o rischio di Intelligenza Artificiale) è la possibilità che un sistema di intelligenza artificiale produca effetti negativi – intenzionali o non intenzionali – su individui (soggetti interni o esterni), o sulla Società, compromettendo obiettivi come sicurezza, affidabilità, equità, privacy, trasparenza e conformità normativa.

Rischio legale (o giuridico)

Il rischio di perdite derivanti, a titolo esemplificativo e non esaustivo, da spese, multe, sanzioni o risarcimenti del danno, quale conseguenza di eventi che comportano procedimenti legali (es. violazioni di leggi o regolamenti, responsabilità contrattuale o extra-contrattuale).

Conduct Risk

Il Conduct Risk, quale sottocategoria di rischio operativo, può essere definito in linea generale come "il corrente o potenziale rischio di incorrere in perdite economiche generato dalla fornitura inadeguata di servizi finanziari, compresi i casi di dolo o negligenza". Con riferimento all'esposizione a tale tipologia di rischio si rimanda all'informativa presente nel paragrafo dei rischi operativi.

Rischio Riciclaggio

Il rischio derivante dalla violazione di previsioni di legge, regolamentari e di autoregolamentazione funzionali alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario per finalità di riciclaggio, di finanziamento del terrorismo o di finanziamento dei programmi di sviluppo delle armi di distruzione di massa, nonché il rischio di coinvolgimento in episodi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo o di finanziamento dei programmi di sviluppo delle armi di distruzione di massa. Con riferimento ai presidi posti in essere dal Gruppo ed in particolare ai controlli svolti dalla funzione antiriciclaggio si rimanda a quanto contenuto nella Relazione sul Governo societario e gli assetti proprietari.

Rischi ESG

Nell'ambito della rilevanza dei rischi, seguendo l'indirizzo delle linee guida delle Autorità di Governo e Vigilanza Europee, assumono sempre più rilievo i rischi ESG, con particolare attenzione al rischio climatico, considerato sempre di più un fattore di rischio che genera impatti di diversa natura e rilevanza da tenere in grande considerazione in tutti i settori economici compreso quello bancario. Per questo motivo il Gruppo Mediolanum ha adottato una Policy ESG che va a definire i principi e le linee guida per la governance dei rischi ambientali, sociali e di governance (c.d. rischi ESG), a cui è potenzialmente esposto il Conglomerato.

Rischi Environmental (E)

ricoprono i rischi climatici e ambientali:

  • ➢ Rischi climatici: possono essere intesi come i rischi di tipo finanziario e/o economico dati dall'esposizione delle istituzioni a controparti che possono potenzialmente contribuire al cambiamento climatico o esserne influenzate;
  • ➢ Rischi ambientali: sono definiti come i rischi di un impatto finanziario e/o economico negativo sugli istituti derivanti dall'effetto attuale o prospettico di fattori ambientali sulle controparti o sugli asset investiti.

Rischi Sociali (S)

Includono tutti quei rischi connessi al rispetto dei diritti umani, all'attenzione al contrasto alla discriminazione, alla promozione della diversità, alla protezione dei consumatori ed alla salute e sicurezza;

Rischi di Governance (G)

Possono includere tutti quei rischi che concernono la qualità e l'efficacia della gestione aziendale, politiche di diversità nella composizione degli organi societari, la presenza di consiglieri indipendenti e non esecutivi, la prevenzione e la gestione dei conflitti di interesse.

Le tre componenti ESG sono strettamente legate tra loro, ma ciascuna presenta proprie specificità, anche per il modo in cui è stata sinora inquadrata nel framework di vigilanza. Giova precisare che anche la vision del regulator sta via via convergendo verso una rappresentazione dello spettro dei rischi sempre più "olistica".

A tal proposito traspare chiaramente dall'attività svolta nel corso degli ultimi anni da parte dell'Autorità di Vigilanza Bancaria Europea nel volere indirizzare gli istituti finanziari europei all'incorporazione dei rischi ESG nelle loro strutture, nelle loro strategie, nei loro processi interni di governance e nel risk management framework. Questo nuovo ambito fa parte della più generale politica internazionale di transizione ad un'economia più verde e più circolare, che comporta rischi ed opportunità per tutto il sistema economico.

Al fine di integrare il presidio ed il governo dei rischi ESG, Mediolanum considera i risultati dell'analisi di materialità del Gruppo secondo le modalità stabilite dalla normativa interna di riferimento in essere presso il Gruppo. Tale analisi prevede valutazioni periodiche circa la materialità dei fattori ESG sul proprio contesto aziendale che permette di identificare i fattori potenzialmente più rilevanti nell'ambito della sostenibilità per il Gruppo ed i suoi stakeholder.

La governance relativa al controllo dei rischi nell'industria bancaria risulta ormai caratterizzata dai fattori di rischio ESG in quanto questi ultimi hanno un'influenza sui rischi finanziari e non finanziari ed un impatto sia sull'organizzazione bancaria stessa che un potenziale impatto su tutti gli stakeholder della stessa. Di conseguenza i metodi ed i processi di gestione del rischio devono essere modificati, andando a considerare le complesse relazioni di causa-effetto tra i tipi di rischio assunti o cui ci si espone, sviluppando all'interno delle attività e dei processi svolti dalle istituzioni creditizie il concetto di sostenibilità a tutto tondo.

Questa da molti definita, a tutti gli effetti, come una transizione economica "green", attribuisce alle banche una grande responsabilità in quanto non solo sono tenute ad incorporare i criteri ESG nella propria attività di gestione e sviluppo del business, ma adottando dei nuovi criteri funzionali alla mitigazione dei rischi potranno indirizzare le aziende finanziate ad un sistema più resiliente e sostenibile. Tali obiettivi di sostenibilità richiedono nel continuo di individuare ed adottare le migliori possibili soluzioni per la salvaguardia delle risorse terrestri e la tutela del nostro ecosistema. Tutto l'impianto normativo ESG al momento delinea delle linee guida comportamentali che gli istituti di credito devono adottare per migliorare la trasparenza, permettendo così di identificare più facilmente tutte quelle azioni che rientrano nell'alveo delle attività ecosostenibili. In altri termini, sono state definite tutte una serie di norme generali di indirizzo e raccomandazione che hanno l'obiettivo di riorientare i capitali verso investimenti sostenibili, gestire i rischi finanziari indotti dai cambiamenti climatici e da altri problemi ambientali e sociali e promuovono di fatto oltre che la citata trasparenza operativa anche una visione a lungo termine nelle attività finanziarie ed economiche dell'ente creditizio.

La consapevole attenzione ai temi ambientali avviata dal Gruppo Mediolanum già da qualche anno, si sta evolvendo anche attraverso una attenta e mirata individuazione, gestione e mitigazione dei rischi che caratterizzano parte degli ambiti delle tematiche ESG, che si è concretizzata con una definizione

di tale tipologia di rischi anche nell'ambito dei nuovi indicatori di RAF. Con riferimento ai suddetti rischi si fa rimanda alla sezione quantitativa del rischio di credito in cui di descrivono le esposizioni creditizie qualificabili come "Green Asset".

Rischio di contagio

In accordo con quanto stabilito dalla Politica di Gestione dei Rischi di Gruppo viene rilevato, nell'ambito dei rischi legati all'appartenenza al Conglomerato, il rischio di "contagio", inteso come rischio che, a seguito dei rapporti intercorrenti tra la Compagnia e le altre entità facenti parte del Conglomerato Finanziario Banca Mediolanum, situazioni di difficoltà di una delle entità del Conglomerato possano propagarsi, con effetti negativi, sulla solvibilità della Compagnia stessa. Mediolanum Vita S.p.A., in qualità di Capogruppo, ha predisposto apposite politiche in materia di operatività infragruppo e di conflitto di interesse, al fine di definire un Framework di gestione e contenimento del rischio. Effettua inoltre approfondimenti specifici in ambito di definizione di ORSA. Il rischio Contagio rientra tra i rischi identificati, all'interno della Mappatura dei Rischi di Gruppo, come rischi qualitativi e con un livello di attenzione "basso". Pertanto, in accordo con quanto previsto dalle Linee Guida di Gruppo sul Risk Appetite Framework, il monitoraggio di tale rischio, viene effettuato al verificarsi di situazioni che ne facciano prevedere un cambiamento di significatività.

Il rischio contagio, comunque, viene valutato nell'ambito della proiezione ORSA attraverso l'applicazione di determinati scenari di stress, in quanto richiesto esplicitamente dal Regolatore. In particolare, il GAM ha identificato come principale rischio di contagio la riduzione/perdita della rete di vendita. Si ricorda infatti che, i prodotti assicurativi di Mediolanum Vita, Mediolanum Assicurazioni e Mediolanum International Life Branch Italia vengono collocati dalla rete di vendita di Banca Mediolanum, mentre per quanto concerne la Branch Spagnola i prodotti sono collocati dalla rete di vendita di Banco Mediolanum S.A.

Nell'ambito dell'ORSA il GAM, quindi, predispone uno scenario che si sostanzierebbe in un evento riduzione\perdita della rete di vendita legato ad un danno reputazionale, con impatto sulla raccolta premi e sulle decadenze di portafoglio.

Rischio operativo:

Il rischio che comportamenti illegali o inappropriati dei collaboratori, carenze o malfunzionamenti tecnologici, errori o carenze nei processi operativi e fattori esterni possano generare perdite economiche o danni patrimoniali e talvolta impatti di carattere legale - amministrativo.

Rischi assicurativi a cui sono esposte le compagnie vita

I rischi assicurativi a cui le compagnie vita sono esposte vengono identificati con i rischi di sottoscrizione e si distinguono in:

  • ➢ Rischio di mortalità;
  • ➢ Rischio di longevità;
  • ➢ Rischio di invalidità-morbilità;
  • ➢ Rischio decadenze;
  • ➢ Rischio di spesa;

➢ Rischio di catastrofe;

Rischio di mortalità

Il rischio di mortalità è associato alle obbligazioni di (ri)assicurazione (tipo le assicurazioni caso morte o le polizze miste) nelle quali l'impresa di (ri)assicurazione garantisce una serie di pagamenti singoli o ricorrenti in caso di decesso dell'assicurato nel corso della durata della polizza.

È applicabile alle obbligazioni di (ri)assicurazione che dipendono dal rischio di mortalità, ad esempio quelle per le quali l'importo da pagare in caso di decesso supera le riserve tecniche e, di conseguenza, un aumento dei tassi di mortalità comporta un aumento delle riserve tecniche.

Rischio di longevità

Il rischio di longevità è associato alle obbligazioni di (ri)assicurazione (ad esempio, rendite) che prevedono che l'impresa di (ri)assicurazione garantisca una serie di pagamenti fino alla morte dell'assicurato, e per le quali una diminuzione dei tassi di mortalità dà luogo ad un aumento delle riserve tecniche, o ad obbligazioni di (ri)assicurazione (ad esempio le polizze miste) nelle quali l'impresa di (ri)assicurazione garantisce un unico pagamento, in caso di sopravvivenza dell'assicurato per tutta la durata della polizza.

È applicabile per le obbligazioni di (ri)assicurazione che dipendono dal rischio di longevità ovvero in cui non vi è alcun beneficio in caso di morte o l'importo previsto in caso di decesso, è inferiore alle riserve tecniche e, di conseguenza, una diminuzione dei tassi di mortalità comporta un aumento delle riserve tecniche.

Riguardo il rischio di longevità Mediolanum Vita sottopone i portafogli delle rendite in corso di pagamento a delle analisi periodiche sull'adeguatezza delle basi tecniche.

Per le coperture che prevedono una fase di accumulo ed un'opzione futura di conversione del capitale in rendita non viene normalmente concessa nessuna garanzia sulle basi tecniche per la determinazione della rendita erogabile. Viene inoltre monitorato, per l'adeguamento delle basi demografiche, il livello della propensione alla rendita.

Rischio di invalidità-morbilità

Il rischio di invalidità-morbilità rappresenta il rischio di perdite o di variazioni sfavorevoli nel valore delle passività assicurative derivanti da variazioni del livello, della tendenza o della volatilità dei tassi di invalidità, malattia e morbilità.

Rischio decadenze

Il rischio decadenze è il rischio di perdita o di variazione delle passività a causa di una modifica dei tassi di esercizio delle opzioni da parte degli assicurati.

Si deve tener conto di tutte le opzioni previste per gli assicurati, legali o contrattuali, che possono modificare sensibilmente il valore dei flussi di cassa futuri.

Rischio di spese

Il rischio di spesa deriva dalla variazione nelle spese incorse in relazione ai contratti di assicurazione o di riassicurazione.

Rischio di catastrofe

Il rischio di catastrofe deriva da eventi estremi o irregolari, i cui effetti non sono sufficientemente catturati negli altri sotto-moduli del rischio di sottoscrizione delle assicurazioni sulla vita.

Rischi assicurativi a cui sono esposte le compagnie danni

Per quanto concerne il ramo danni, il rischio tecnico è il rischio di perdita o di variazione sfavorevole del valore delle passività assicurative dovuto ad ipotesi inadeguate in materia di determinazione dei premi delle polizze e di costituzione di riserve. In particolare, nel rischio tecnico sono incluse le seguenti fattispecie:

  • ➢ Rischio di tariffazione;
  • ➢ Rischio di riservazione;
  • ➢ Rischio estinzione anticipata;
  • ➢ Rischio di eventi catastrofali;
  • ➢ Rischio di insolvenza delle controparti assicurative.

Rischio di tariffazione

È il rischio derivante dalle fluttuazioni che possono emergere nel momento di accadimento, nella frequenza e nella gravità degli eventi assicurati. Il rischio di tariffazione è relativo alle polizze sottoscritte durante l'esercizio, compresi i rinnovi, ed ai rischi derivanti dai contratti ancora in essere alla fine dell'esercizio di riferimento. Non si può escludere che le effettive richieste di indennizzo in futuro siano significativamente superiori, quanto al numero e all'importo, rispetto alle previsioni utilizzate ai fini del calcolo del prezzo dei prodotti, con possibili conseguenti effetti negativi sull'attività e sulla situazione economica, patrimoniale e/o finanziaria di Mediolanum Assicurazioni e, di conseguenza, del Gruppo Mediolanum. Inoltre, non si può escludere che l'inadeguatezza dei dati e delle metodologie di tariffazione, con conseguenti richieste di indennizzo significativamente superiori alle previsioni, possano comportare anche un livello di tariffazione non appropriato rispetto alla dimensione dei rischi effettivi, con conseguenti effetti negativi sui risultati operativi e sulla situazione economica, patrimoniale e/o finanziaria della compagnia.

Rischio di riservazione

Esprime la variabilità tra la stima della riserva sinistri (best estimate) valutata ad una determinata data ed il suo effettivo sviluppo nel tempo (i relativi flussi dei futuri pagamenti) che, coerentemente con la normativa Solvency II, viene definito su base annuale, laddove, nonostante i presidi adottati da Mediolanum Assicurazioni, la variabilità della riserva non fosse correttamente stimata. Eventuali richieste degli assicurati nei confronti di Mediolanum Assicurazioni superiori alle aspettative, potrebbero avere effetti negativi sull'attività e sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società, del Gruppo Assicurativo e conseguentemente del Conglomerato Mediolanum.

Rischio di estinzione anticipata

Attraverso l'utilizzo della formula standard Solvency II, per alcune tipologie di prodotto viene stimato un tasso potenziale di decadenza anticipata calcolando l'impatto di tale rischio in termini di perdita di capitale regolamentare. Nonostante le stime effettuate da parte di Mediolanum Assicurazioni, non è possibile escludere che un incremento delle estinzioni anticipate possa determinare effetti negativi sulla situazione finanziaria ed economica della compagnia.

Rischio di eventi catastrofali (cat risk)

Il rischio catastrofale consiste nel rischio di perdita o di variazione sfavorevole del valore delle passività assicurative, derivante da un'incertezza significativa delle ipotesi in materia di determinazione dei premi e di costituzione delle riserve in rapporto ad eventi estremi o eccezionali. Tale rischio deriva da eventi che non sono adeguatamente catturati dal requisito di capitale per il rischio di tariffazione e di riservazione. Mediolanum Assicurazioni limita l'impatto economico di eventi catastrofali attraverso il ricorso alla riassicurazione, allocando il rischio tra riassicuratori di selezionata affidabilità e solidità finanziaria. Pertanto, nell'ipotesi in cui si verificassero uno o più eventi catastrofali quali terremoti, nubifragi, esplosioni, inondazioni, incendi e atti terroristici, che causassero danni per un importo eccedente il massimale della copertura riassicurativa di Mediolanum Assicurazioni, potrebbero aversi effetti negativi sulla situazione economica, patrimoniale e/o finanziaria del Gruppo Assicurativo Mediolanum e del Conglomerato stesso.

Rischio insolvenza controparti riassicurative

Il rischio di insolvenza di controparti riassicurative è il rischio di un possibile default di una controparte che intrattiene con la Compagnia rapporti di riassicurazione passiva di portafoglio. Per maggiori informazioni sui contratti di riassicurazioni si rimanda a quanto descritto precedentemente.

SEZIONE 1 – RISCHI DEL CONSOLIDATO CONTABILE

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

Nella presente Sezione le informazioni sono fornite con riferimento alle imprese incluse nel consolidato contabile.

INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

A. Qualità del credito

A.1 Esposizioni creditizie deteriorate e non deteriorate: consistenze, rettifiche di valore, dinamica e distribuzione economica

A.1.1 Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori di bilancio)

Euro/migliaia Sofferenze Inadempienze
probabili
Esposizioni
scadute
deteriorate
Altre
esposizioni
scadute
non
deteriorate
Altre
esposizioni
non
deteriorate
TOTALE
1. Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
19.538 82.856 36.209 106.595 36.054.562 36.299.760
2. Attività finanziarie valutate al fair
value con impatto sulla redditività
complessiva
- - - - 1.667.657 1.667.657
3. Attività finanziarie designate al fair
value
- - - - 43.292.097 43.292.097
4. Altre attività finanziarie
obbligatoriamente valutate al fair value
- - - - - -
5. Attività finanziarie in corso di
dismissione
- - - - - -
TOTALE
30/06/2025
19.538 82.856 36.209 106.595 81.014.316 81.259.514
TOTALE
31/12/2024
12.974 88.938 37.122 93.205 81.423.526 81.655.765

* Valore da esporre a fini informativi

A.1.2 Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori lordi e netti)

Deteriorate Non deteriorate TOTALE
Euro/migliaia Esposizione
lorda
Rettifiche di
valore
complessive
Esposizione
netta
Write-off*
parziali
complessivi
Esposizione
lorda
Rettifiche di
valore
complessive
Esposizione
netta
(Esposizione
netta)
1. Attività finanziarie
valutate al costo
ammortizzato
266.746 (128.143) 138.603 (218) 36.226.282 (65.125) 36.161.157 36.299.760
2. Attività finanziarie
valutate al fair value con
impatto sulla redditività
complessiva
- - - - 1.668.568 (911) 1.667.657 1.667.657
3. Attività finanziarie
designate al fair value
- - - - X X 43.292.097 43.292.097
4. Altre attività finanziarie
obbligatoriamente
valutate al fair value
- - - - X X - -
5. Attività finanziarie in
corso di dismissione
- - - - - - - -
TOTALE
30/06/2025
266.746 (128.143) 138.603 (218) 37.894.850 (66.036) 81.120.911 81.259.514
TOTALE
31/12/2024
262.541 (123.507) 139.034 (242) 39.683.419 (70.783) 81.516.731 81.655.765
Euro/migliaia Attività di evidente scarsa qualità
creditizia
Altre attività
Minusvalenze
cumulate
Esposizione netta Esposizione netta
1. Attività finanziarie detenute per la negoziazione - - 1.210.255
2. Derivati di copertura - - -
TOTALE 30/06/2025 - - 1.210.255
TOTALE 31/12/2024 - - 367.728

SEZIONE 2 – RISCHI DEL CONSOLIDATO PRUDENZIALE

IL PROCESSO DI CONTROLLO PRUDENZIALE

Il Gruppo Banca Mediolanum, dato lo status di banca significant, rientra nel processo di controllo prudenziale (Supervisory Review Process - SREP) adottato a livello europeo, caratterizzato dall'istituzione del "Meccanismo di vigilanza unico" (MVU), che comprende la Banca Centrale Europea (BCE) e le autorità Nazionali Competenti degli Stati membri dell'EU. Questo organismo è responsabile della vigilanza prudenziale di tutti gli enti creditizi degli stati membri e assicura che la politica dell'UE in materia di vigilanza prudenziale delle banche venga attuata in modo coerente ed efficace in tutti i paesi dell'Unione. Pertanto, le regole introdotte prevedono che la supervisione sugli intermediari definiti significativi sia effettuata dalla BCE in stretta collaborazione con le Autorità di vigilanza nazionali.

La supervisione delle restanti banche è invece rimasta sotto la responsabilità delle Autorità di ciascun paese e la stessa è eseguita in base a criteri uniformi. A tali banche, secondo un principio di proporzionalità che tiene conto della dimensione e del profilo di rischio dell'intermediario nonché del suo livello di interconnessione con il resto del sistema finanziario, si associa in misura crescente una più intensa attività di supervisione diretta da parte delle Organo di vigilanza Nazionale e indiretta da parte della BCE.

Nella presente sezione i dati vengono indicati al lordo dei rapporti intrattenuti con le altre società incluse nel consolidamento di bilancio; tali dati includono convenzionalmente, in proporzione all'interessenza detenuta, anche le attività e le passività delle società bancarie, finanziarie e strumentali controllate congiuntamente e consolidate proporzionalmente ai fini di vigilanza. Laddove il contributo dei rapporti intercorrenti fra le società appartenenti al consolidato prudenziale e le altre società incluse nel perimetro del consolidamento del bilancio sia rilevante, in calce alle informative interessate viene fornito il relativo dettaglio.

La tabella che segue riporta la riconciliazione dei dati di Stato patrimoniale consolidato con i dati di Stato patrimoniale riferiti al perimetro di vigilanza bancaria.

Euro/migliaia 30/06/2025 Effetti del
deconsolidamento e
consolidamento di
controparti diverse da
quelle del gruppo
30/06/2025
Voci
dell'attivo
Bilancio Bancario Vigilanza
10. Cassa e disponibilità liquide 408.747 17.989 390.758
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 44.703.500 43.423.680 1.279.820
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 1.211.989 68.134 1.143.855
b) attività finanziarie designate al fair value 43.292.097 43.292.097 -
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 199.414 63.449 135.965
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 2.224.347 1.532.861 691.486
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 36.299.760 1.472.114 34.827.646
a) crediti verso banche 979.155 38.838 940.317
b) crediti verso clientela 35.320.605 1.433.276 33.887.329
70. Partecipazioni - (1.500.918) 1.500.918
80. Attività assicurative 75.428 75.428 -
b) cessioni in riassicurazione che costituiscono attività 75.428 75.428 -
90. Attività materiali 212.383 65.877 146.506
100. Attività immateriali 213.868 6.429 207.439
di cui:
- avviamento 125.625 - 125.625
110. Attività fiscali 711.441 470.203 241.238
a) correnti 538.673 371.290 167.383
b) anticipate 172.768 98.913 73.855
130. Altre attività 1.125.233 47.019 1.078.214
TOTALE DELL'ATTIVO 85.974.707 45.610.682 40.364.025

Euro/migliaia 30/06/2025 30/06/2025
Effetti del
deconsolidamento e
consolidamento di
controparti diverse
Voci del passivo e del patrimonio netto Bilancio da quelle del gruppo
Bancario
Vigilanza
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 33.788.382 (525.987) 34.314.369
a) debiti verso banche 368.739 122 368.617
b) debiti verso clientela 33.113.458 (526.109) 33.639.567
c) titoli in circolazione 306.185 - 306.185
20. Passività finanziarie di negoziazione 471 - 471
30. Passività finanziarie designate al fair value 19.815.441 19.812.686 2.755
60. Passività fiscali 317.430 100.934 216.496
a) correnti 207.506 24.868 182.638
b) differite 109.924 76.066 33.858
80. Altre passività 1.532.026 236.640 1.295.386
90. Trattamento di fine rapporto del personale 12.698 1.189 11.509
100. Fondi per rischi e oneri 355.147 9.232 345.915
a) impegni e garanzie rilasciate 1.543 - 1.543
b) quiescenza e obblighi simili 105 - 105
c) altri fondi per rischi e oneri 353.499 9.232 344.267
110. Passività assicurative 25.975.988 25.975.988 -
a) contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività 25.975.988 25.975.988 -
120. Riserve da valutazione 249.625 - 249.625
150. Riserve 2.900.879 - 2.900.879
160. Sovrapprezzi di emissione 9.253 - 9.253
170. Capitale 600.698 - 600.698
180. Azioni proprie (-) (60.623) - (60.623)
190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) - - -
200. Utile (Perdita) del periodo (+/-) 477.292 - 477.292
TOTALE DEL PASSIVO E DEL PATRIMONIO NETTO 85.974.707 45.610.682 40.364.025

1.1 - RISCHIO DI CREDITO

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

La politica di credito del Gruppo Banca Mediolanum è rivolta essenzialmente a soddisfare i fabbisogni finanziari dei clienti, titolari di un patrimonio investito in prodotti finanziari ed assicurativi distribuiti dalle Società del Gruppo. Pertanto, nell'ambito delle strategie del Gruppo Bancario, l'attività di erogazione del credito ha una funzione complementare con l'offerta di prodotti finanziari/assicurativi e di servizi di investimento alla clientela e comprende sia affidamenti volti a soddisfare esigenze a breve/medio

termine della clientela (crediti ordinari) che finanziamenti per l'acquisto, lo scambio, il completamento ed in genere l'esecuzione di operazioni immobiliari (crediti speciali). Per quanto riguarda la concessione di affidamenti sotto forma di cessione del quinto stipendio/pensione, delega di pagamento e cessione "pro solvendo" del credito per il trattamento di fine servizio (TFS), tali prodotti sono offerti dalla Società controllata Prexta che opera anche nel mercato italiano dei prestiti personali a rimborso rateale non garantiti, arricchendo il catalogo dei prodotti di credito al consumo offerti alla propria clientela sul territorio italiano, anche in assenza di un patrimonio investito in prodotti finanziari ed assicurativi del Gruppo.

Il rischio di credito è riferito principalmente alle attività di credito retail e corporate e alle attività di tesoreria. Nell'ambito dell'attività di credito retail e corporate, a livello di Gruppo Bancario, viene identificato il rischio di credito nella possibilità che una controparte, nei confronti della quale esiste un'esposizione creditizia, non adempia in tutto o in parte agli obblighi assunti, generando in tal modo una perdita di valore in relazione all'esposizione assunta, o che subisca un generale deterioramento del merito creditizio.

Per quanto riguarda invece l'attività di tesoreria, il rischio di credito è definito come il rischio di subire delle perdite in conseguenza del deterioramento del merito creditizio sino al default delle controparti istituzionali nei confronti delle quali Banca Mediolanum e le altre società del Gruppo si pongono come parte creditrice nella propria attività di investimento, in conseguenza del quale il debitore possa non adempiere in tutto o in parte alle proprie obbligazioni contrattuali.

Sebbene i volumi di erogato hanno registrato dei valori leggermente al di sotto delle previsioni di budget, i rimborsi effettuati dalla clientela nell'ambito del piano di ammortamento di prodotti rateali oppure attraverso operazioni di anticipo in conto capitale ed estinzioni anticipate, il livello dello stock del portafoglio crediti retail e corporate risulta in leggero aumento a livello consolidato rispetto all'esercizio precedente.

Il Gruppo Bancario Mediolanum ha in essere esposizioni creditizie verso la clientela classificabili come Green Asset. In particolare, tali esposizioni, pari a circa il 13,8% delle esposizioni per mutui in essere al 30 giugno 2025, sono relative a mutui residenziali a favore di immobili green presenti sul territorio italiano valutati seguendo i "criteri di contributo sostanziale all'obiettivo di mitigazione del cambiamento climatico" definiti dalla Tassonomia EU - Regulation (EU) 2020/852 e Commission Delegated Regulation (EU) 2021/2139.

Le esposizioni sopra citate non presentano condizioni economiche collegate alla variazione del rischio climatico nel corso della durata del finanziamento.

La prevalenza di finanziamenti rivolti alla clientela retail ha come diretta conseguenza anche un valore delle grandi esposizioni significativamente al di sotto dei requisiti normativi da rispettare.

L'esposizione di un ente verso un cliente o un gruppo di clienti connessi è considerata una grande esposizione quando il suo valore è pari o superiore al 10% del capitale ammissibile dell'ente. Tenuto conto dell'effetto delle esenzioni e dell'attenuazione del rischio di credito, le grandi esposizioni devono in ogni caso rispettare il limite del 25% del capitale ammissibile dell'ente.

Le controparti che rientrano in tale tipologia di segnalazione risultano essere prevalentemente di natura bancaria nazionale ed europea ed operano con le rispettive unità di Tesoreria del Gruppo.

Considerazioni generali e Impatti derivanti dal contesto economico interno, europeo e internazionale

Dal monitoraggio nel continuo degli indicatori di rischio, anche nel corso del primo semestre 2025, si è evidenziato un andamento che si è mantenuto, anche a livello di Gruppo Bancario, entro parametri fisiologici di normale evoluzione del portafoglio crediti, senza comportare di fatto un sostanziale peggioramento della qualità creditizia dei portafogli in essere a livello consolidato. I presidi di controllo presenti nelle diverse Società del Gruppo hanno permesso di mettere in evidenza potenziali situazioni di criticità dei crediti erogati con la conseguenza di poter innescare tempestivi processi di intervento mirati, al fine di potere risolvere tali situazioni con tutti gli strumenti disponibili di mitigazione del possibile rischio che può adottare ogni singola Società del Gruppo. Con particolare riferimento ai controlli di monitoraggio andamentale di primo e secondo livello, non sono state evidenziate particolari situazioni di allerta nel corso dell'anno: tutti gli indicatori risultano stabili in coerenza con il modello di business messo in atto dal Gruppo e caratterizzato da un basso profilo di rischio.

Per quanto riguarda gli indicatori di Risk Appetite Framework relativi al rischio di credito, non sono state rilevate variazioni significative mantenendosi sempre in linea con i limiti di Appetite e al di sotto dei limiti di Tolerance. Anche in riferimento all'analisi di monitoraggio del processo di staging allocation, il portafoglio performing non ha mostrato percentuali anomale dei criteri di SICR.

Infine, le variazioni che hanno caratterizzato il portafoglio non-performing sono riconducibili ad un fisiologico e contenuto deterioramento del merito creditizio in coerenza con le previsioni effettuate in sede di pianificazione economico finanziaria. In definitiva per quanto riguarda il costo del rischio di credito a livello di gruppo, i valori consuntivi sono rimasti ampliamente sotto i numeri di budget previsti per il primo semestre 2025.

In particolare, per quanto riguarda la Capogruppo Banca Mediolanum non si è registrato un significativo aumento dei crediti deteriorati nel corso del 2025; le posizioni rilevanti sono altresì caratterizzate dalla presenza di garanzie statali SACE oppure MCC: il processo di escussione di tali garanzie non ha evidenziato problemi operativi e risulta in corso con regolarità e nel rispetto delle tempistiche previste. Il costo del rischio complessivo percentuale si è mantenuto in linea con i rilevamenti precedenti confermando la buona qualità del portafoglio creditizio.

La gestione del rischio di credito è pertanto proseguita sulla base delle Policy, delle Politiche creditizie e delle procedure in vigore.

Per quanto riguarda la Società controllata Prexta, l'incremento dei crediti deteriorati è riconducibile al prodotto dei prestiti personali senza garanzie i cui effetti economici in termini di costo del rischio sono stati sostanzialmente in linea con le previsioni effettuate nel processo di budget, anche alla luce del sostanziale allineamento delle erogazioni avvenute nel corso del 2025 con gli obiettivi di business. Per quanto riguarda il business della Cessione del quinto e prodotti similari non si ravvedono particolari

scostamenti in termini di rischio rispetto al periodo precedente. Per entrambi le linee di business della controllata Prexta si registra il rispetto dei profili di rischio con gli indicatori di RAF.

In merito alla controllata Banco Mediolanum non si registrano particolari variazioni nel corso del 2025, anche alla luce della scarsa materialità del portafoglio creditizio: si registra un basso livello di rischio, entro i limiti di Risk Appetite e Risk Tollerance di tutte le metriche oggetto di monitoraggio.

Anche per quanto riguarda gli effetti derivanti dall'evoluzione del contesto geopolitico e macroeconomico, non si sono registrati valori dei parametri di rischio sopra le soglie di allerta.

2. Politiche di gestione del rischio di credito

2.1 Aspetti organizzativi

Con particolare riferimento a Banca Mediolanum, la Direzione Credito ha la responsabilità di garantire l'adeguata attuazione della politica creditizia della Banca, nel rispetto della normativa vigente. La Direzione Credito si articola in particolare nei Settori Credit Operations, Crediti Ordinari, Crediti Speciali, Credit Service & Collection (articolato negli uffici Crediti in osservazione, Gestione Documentale Credito e Post Vendita) e l'unità di supporto manageriale "Monitoraggio qualità del credito".

Il Settore Credit Operations gestisce la relazione con il cliente e con la Rete di Vendita, fornendo un servizio di assistenza che copre tutto l'iter logistico e amministrativo delle pratiche di credito, sia di tipo ordinario sia speciale, potendo assumere, esclusivamente per le pratiche con un livello di rischio basso e per importi limitati, il ruolo di deliberante.

Il Settore Crediti Ordinari presidia tutti i processi legati alla delibera ed alla erogazione dei crediti ordinari (fidi, prestiti, crediti di firma) ed alla gestione delle garanzie. Nei limiti delle facoltà attribuite, delibera gli affidamenti a favore della clientela, retail e corporate, provvedendo, per quelli non di competenza, alla istruzione e presentazione della pratica agli Organi superiori, esprimendo un giudizio di merito non vincolante.

Il Settore Crediti Speciali è responsabile del processo di delibera ed erogazione dei mutui fondiari ed ipotecari da parte della Banca, in coerenza con le Linee Guida e le regole definite nella Policy di Credit Risk. Cura la produzione della reportistica sull'attività svolta per il Responsabile di Direzione e collabora con l'Unità Monitoraggio Qualità del Credito e la Funzione Risk Management alla redazione della normativa interna e delle politiche operative di concessione del credito in materia di Crediti Speciali.

Il Settore Credit Services & Collection ha l'obiettivo di massimizzare le sinergie esistenti nei processi di gestione del post-vendita relativi ai crediti ordinari ed ai crediti speciali. Al suo interno, l'Ufficio Crediti in osservazione svolge le attività di "Early Collection" volte al rientro delle posizioni che manifestano i primi segnali di deterioramento, gestendo in seguito le posizioni fino alla proposta di passaggio a sofferenza e partecipa all'elaborazione e proposizione delle strategie e policy in tema di gestione del credito, definendo i principi metodologici e le regole tecniche per la gestione del rischio creditizio.

L'Unità Monitoraggio Qualità del Credito sovraintende ai controlli di primo livello effettuati dai settori della direzione, interloquendo con la Funzione Compliance in tema di trasparenza e con la Funzione

Risk Management riguardo al censimento dei rischi operativi. Inoltre, l'Unità elabora ed analizza il reporting periodico (sia gestionale che operativo) e sovraintende al controllo della corretta contribuzione alle Centrali dei rischi pubbliche e private.

2.2 Sistemi di gestione, misurazione e controllo

Banca Mediolanum, in coerenza con le disposizioni regolamentari vigenti, ha definito la Policy di Credit Risk al fine di disciplinare in maniera organica e complessiva il processo del credito del Gruppo Bancario Mediolanum, sono quindi stati definiti le regole ed i principi di assunzione di rischio di credito in tutte le sue forme.

La concessione e gestione del credito è guidata dal Risk Appetite del Gruppo e, sempre nell'ottica di un prudente bilanciamento tra le attività di raccolta e quelle di impiego, secondo i limiti della normativa sulla concentrazione dei rischi ed in accordo ai principi stabiliti dalla già menzionata policy.

Fase di concessione/identificazione

Il controllo della qualità del credito viene perseguito mediante un esame sistematico delle evidenze di rischio e con il supporto di specifiche procedure operative redatte da ogni Società del Gruppo in ogni fase del processo del credito. Nella concessione dei finanziamenti è condizione indispensabile comprendere esaurientemente la situazione economico - finanziaria del Cliente e ricercare la forma di affidamento più adeguata tenendo conto delle finalità sottostanti la richiesta di credito, del merito creditizio del Cliente, della capacità reddituale e patrimoniale dello stesso. A tal fine, nella fase di istruttoria, ogni Società del Gruppo acquisisce tutte le informazioni necessarie a valutare la coerenza tra redditi percepiti, importo dell'esposizione (inclusi impegni in essere), forma tecnica e scopo dell'affidamento.

Per quanto riguarda la capogruppo Banca Mediolanum, nello svolgimento di tale verifica ci si avvale di sistemi di analisi andamentale e finanziaria e di informazioni provenienti da Credit Bureau pubblici e privati. Particolare attenzione è rivolta poi alla valutazione delle garanzie. Tutte le posizioni affidate sono inoltre soggette ad un riesame periodico, svolto da apposite strutture nell'ambito delle unità competenti; il controllo sull'andamento dei rapporti è espletato mediante il monitoraggio continuo degli affidamenti in essere con particolare attenzione alle posizioni a maggior rischio.

L'attribuzione del merito creditizio a livello andamentale, sia per il segmento Retail che per il segmento Corporate, viene effettuato mediante l'utilizzo della procedura CRS (Credit Rating System), dell'outsourcer Cedacri. Per quanto riguarda il segmento Privati di Banca Mediolanum, che in termini di esposizione costituisce il portafoglio principale, il modello di rating è stimato e calibrato utilizzando dati interni. Nella valutazione del merito creditizio, allo scopo di rendere il più completo possibile l'insieme di dati in input al modello, sono state considerate sia informazioni interne (anagrafiche e andamentali) che esterne (segnalazioni in Centrale Rischi e in CRIF), mediante un approccio modulare. Per quanto riguarda l'operatività con controparti Bancarie le politiche in essere prevedono l'utilizzo di un modello di rating interno che definisce le modalità di valutazione del merito creditizio per tutte le operazioni poste in essere dalla tesoreria della Banca.

Le modalità di intervento messe in atto per la tutela del credito costituiscono un'informativa periodica ai rispettivi Consigli di Amministrazione.

Per quanto riguarda le altre società del Gruppo Bancario, l'attività di erogazione e gestione dei finanziamenti diretti viene indirizzata dalle politiche creditizie approvate dal Consiglio di Amministrazione delle società nell'ambito della Policy di Credit Risk. Tale attività si sostanzia in un processo distinto in 4 macro-fasi collegate tra loro: istruttoria, delibera, erogazione, monitoraggio e post-vendita. Il processo di gestione del rischio di credito ha inizio con un procedimento istruttorio documentato che può essere basato su procedure automatizzate per alcuni prodotti specifici. Nella fase di istruttoria viene acquisita tutta la documentazione e le informazioni necessarie per effettuare una adeguata valutazione del merito creditizio del Cliente, sotto il profilo patrimoniale e reddituale, al fine di assicurare una corretta remunerazione del rischio assunto. La documentazione permette di valutare la coerenza tra importo e forma tecnica oltre a consentire l'individuazione delle caratteristiche e della qualità del Cliente, anche alla luce del complesso delle relazioni intrattenute con lo stesso. Gli affidamenti sono concessi nella fase di delibera, secondo le autonomie deliberative delle Policy interne. Nella fase successiva all'erogazione, vengono effettuati con sistematicità il controllo andamentale e il monitoraggio delle singole esposizioni, al fine di rilevare tempestivamente eventuali situazioni di anomalia e di assicurare l'adeguatezza delle rettifiche di valore e dei passaggi a perdita.

Fase di gestione

I processi di gestione del rischio di credito prevedono inoltre che le posizioni creditizie siano oggetto di un riesame periodico svolto dalle strutture centrali o periferiche competenti e che la clientela non sia valutata solo in fase di primo affidamento ma anche nel continuo, mediante un processo di monitoraggio periodico che interagisce con i processi e le procedure di gestione e di controllo del credito al fine di assicurare una valutazione tempestiva dell'insorgere di eventuali segnali di deterioramento, con riflesso sul grado di rischiosità delle esposizioni. A tal fine vengono impiegati modelli di early warning che fanno leva su informazioni andamentali interne ed esterne, cosi come di informazioni derivanti da modelli di rating andamentali.

Fase di monitoraggio

Il processo di monitoraggio prevede dei controlli di primo livello effettuati dai settori delle Direzioni Credito interessate ed a cui si aggiungono ulteriori controlli per intercettare eventuali anomalie nel processo di erogazione e gestione dei finanziamenti, tali anomalie vengono eventualmente segnalate alle strutture interne monitorandone gli interventi per la loro risoluzione. Un altro elemento fondamentale per l'attività di monitoraggio è il reporting periodico che viene predisposto regolarmente su tutti i portafogli creditizi e portato alla conoscenza del top management e dei consigli di amministrazione delle singole società. Vista la crescente rilevanza attribuita a tematiche di natura ESG e Climatiche, nel corso degli anni sono state aggiunte anche dimensioni di monitoraggio relativi a questi temi relativi al rischio di credito, quali ad esempio: il monitoraggio del rischio fisico e di transizione a cui sono soggetti gli immobili a garanzia dei mutui e il rating ESG di controparti corporate, per quanto quest'ultimo risulti poco materiale.

Oltre a verificare la presenza di idonei presidi di controllo di I livello, le strutture di Risk Management presenti nelle Società del Gruppo sono responsabili del monitoraggio sull'andamento della rischiosità degli impieghi. Il processo di monitoraggio di secondo livello, predisposto dalla Funzione Risk Management, ha l'obiettivo di analizzare la qualità del credito e le dinamiche delle esposizioni a rischio lungo le fondamentali direttrici regolamentari e gestionali calcolando indicatori sintetici di rischio e rappresentandone l'evoluzione nel tempo al fine di predisporre piani d'azione necessari a mitigare o evitare i fattori di rischio.

In particolare, la Funzione Risk Management predispone:

  • ➢ Reporting periodico: rappresenta la reportistica predisposta periodicamente al fine di monitorare la qualità del portafoglio crediti attraverso il calcolo di Key Risk Indicators e la rappresentazione di determinate variabili/parametri di rischio. Nell'ambito di tale reporting si evidenzia il rispetto dei limiti e dei parametri definiti nel RAF e il trend evolutivo del portafoglio crediti.
  • ➢ Controlli di tipo "massivo": si tratta di controlli applicati al portafoglio creditizio nel suo complesso oppure a suoi sotto-insiemi rilevanti (es.: segmento di clientela, area geografica, tipologia di affidamento, ecc.) che consentono di evidenziare comportamenti potenzialmente "anomali" del portafoglio oggetto di analisi. Il superamento di soglie di attenzione definite in corrispondenza dei controlli di tipo massivo può attivare lo svolgimento di verifiche di tipo campionario che consentono l'approfondimento delle anomalie riscontrate sulle singole posizioni.
  • ➢ Controlli di tipo "campionario": si tratta di controlli svolti sulle singole posizioni creditizie che rientrano nei campioni selezionati dal Risk Management sulla base di specifici criteri. I controlli di tipo campionario possono essere attivati sia a valle dello svolgimento dei controlli di tipo massivo sia in logica indipendente da questi ultimi. I controlli in oggetto, essendo focalizzati sulle singole posizioni creditizie, possono comportare l'acquisizione della documentazione a corredo della pratica e valutazioni in merito al valore di realizzo delle garanzie associate all'esposizione creditizia. Nell'ambito dei controlli di tipo campionario, il Risk Management verifica la registrazione nelle procedure automatiche interne di tutte le informazioni necessarie per la valutazione del credito e la tracciabilità del processo di recupero. Inoltre, si effettua la verifica della documentazione disponibile sulla base della quale la struttura competente della valutazione di primo livello ha effettuato la propria analisi.

In particolare, i controlli di tipo massivo e campionario sono stati definiti al fine di verificare:

  • ➢ Corretto svolgimento del monitoraggio andamentale: l'obiettivo del controllo, effettuato sulle singole posizioni, è di identificare le posizioni performing che presentano anomalie andamentali interne e/o esterne al fine di definire con le strutture di primo livello le azioni correttive più adeguate prevenendo il peggioramento del merito creditizio ed il deterioramento del portafoglio crediti.
  • ➢ Corretta classificazione delle posizioni: sulla base delle policy interne di classificazione delle posizioni deteriorate nonché delle regole relative al processo di monitoraggio andamentale, il Risk Management verifica se le regole di classificazione delle posizioni (sia in bonis che in default) sono applicate in modo appropriato sulla base di indicatori in grado di rilevare una

potenziale errata classificazione. In particolare, si effettua la valutazione di eventi negativi esterni (es.: Centrale Rischi e CRIF) che determinano un ulteriore peggioramento del merito creditizio della posizione, compresi i segnali che possano condurre a conclamati casi di irrecuperabilità. Nel caso di verifiche sulle singole posizioni, per ciascuna pratica verificata, le valutazioni sono documentate in un commento sintetico nel quale si evidenzia l'esito delle verifiche effettuate.

  • ➢ Congruità degli accantonamenti: il Risk Management verifica, per portafogli omogenei di crediti, la corretta applicazione delle logiche di impairment indicate nelle policy interne. Tali verifiche sono effettuate sia a livello massivo considerando la totalità del portafoglio performing/non-performing, sia a livello campionario.
  • ➢ Adeguatezza del processo di recupero: la Funzione Risk Management concorre alla definizione del processo di recupero e verifica che le relative procedure siano rispettate nel concreto da parte delle unità operative. L'adeguatezza è valutata identificando criticità e collaborando con le strutture preposte per l'individuazione delle azioni correttive. Inoltre, il Risk Management effettua una verifica indipendente delle evidenze rappresentate dalle strutture di primo livello in termini di tempo di gestione ed importi recuperati.

È da segnalare che le logiche organizzative e le caratteristiche sulla gestione e processo del credito adottate dalla Capogruppo Banca Mediolanum sono state recepite a livello di Gruppo Bancario tenendo in considerazione le dimensioni, la normativa e le caratteristiche del business sviluppato nei rispettivi contesti di riferimento.

La valutazione delle rettifiche di valore delle esposizioni performing e delle esposizioni non performing si basa su metodologie coerenti con il principio contabile internazionale IFRS 9, dettagliatamente descritte nella Parte A - Sezione "A. 2 – Parte relativa alle principali voci di Bilancio" ed in particolare nel paragrafo "Modalità di determinazione delle perdite di valore".

2.3 Metodi di misurazione delle perdite

I parametri di rischio utilizzati per il calcolo dell'ECL (Expected Credit Loss) sono: PD (Probability of default), LGD (Loss Given Default) ed EAD (Exposure at default). In base al modello delle perdite attese dell'IFRS 9 non è necessario che si verifichi l'evento che provoca la perdita sui crediti (c.d. impairment trigger) per rilevare la perdita. Si rileva sempre la perdita attesa su un orizzonte temporale di 12 mesi, mentre le perdite attese sulla vita residua del credito sono calcolate per quegli asset in cui si rileva un significativo incremento nel rischio di credito dopo la rilevazione iniziale.

Il modello di classificazione delle attività finanziarie ai sensi dell'IFRS 9 è suddiviso in tre differenti stage e prevede il riconoscimento di un ammontare di perdita attesa differente in relazione al deterioramento della qualità del credito degli strumenti finanziari.

Stage Allocation

Di seguito sono riportati i tre stage indicati dal principio contabile.

  • ➢ Stage 1: esposizioni che non hanno subito, rispetto al momento dell'erogazione o dell'acquisto, un significativo deterioramento nella qualità del credito o che sono caratterizzate alla data di reporting da un rischio di credito trascurabile. Per le attività appartenenti a tale segmentazione, si misura la perdita attesa entro un arco temporale di dodici mesi (Expected Credit Loss ad un anno).
  • ➢ Stage 2: esposizioni "performing" la cui qualità del credito originaria è peggiorata in modo significativo e il cui rischio creditizio risulta non trascurabile, pur non essendo ancora classificabili come deteriorate. Qualora alla data di valutazione sia riscontrabile un significativo incremento della rischiosità creditizia dello strumento, la perdita attesa è misurata entro un orizzonte temporale che copra la vita dello strumento fino a scadenza (Lifetime Expected Credit Loss). Per quanto riguarda il portafoglio crediti, i criteri definiti per la determinazione dello stage 2 sono: deterioramento della probabilità di default oppure del rating, classificazione forborne, scaduto oltre i 30 giorni e classificazione interna nell'ambito del processo di monitoraggio andamentale. Con riferimento al portafoglio titoli, la classificazione in stage 2 è funzione del deterioramento del rating dell'ISIN o dell'emittente in base alle politiche interne definite dalla banca.
  • ➢ Stage 3: esposizioni il cui rischio creditizio si è incrementato al punto che lo strumento è considerato impaired, ossia classificato tra i crediti non-performing; questo stage include anche gli strumenti finanziari in default. In quest'ultima categoria rientrano tutte quelle attività che presentano oggettive evidenze di impairment.

Crediti

Ai fini della misurazione dell'incremento significativo del rischio di credito, i crediti vengono classificati in stage per tipo rapporto; diversi rapporti riconducibili allo stesso prenditore possono essere quindi classificati in stage differenti a seconda o meno dell'attivarsi delle regole sottoindicate.

Nel dettaglio il passaggio da stage 1 a stage 2 è determinato al verificarsi di almeno di una delle seguenti condizioni:

  • ➢ Deterioramento della probabilità di default (Segmento Privati): la probabilità di default rilevata alla data di reporting è peggiorata rispetto a quella rilevata all'origination del credito oltre una determinata soglia fissata dalla Funzione Risk Management. Tale soglia può essere differenziata per classe di rating.
  • ➢ Deterioramento del rating (Altri Segmenti): il rating rilevato alla data di osservazione è peggiorato di almeno 2 notch rispetto al rating osservato all'origination del credito.
  • ➢ Forborne: Linee di credito Forborne Performing.
  • ➢ Scaduto 30 giorni: presenza di scaduto continuativo superiore ai 30 giorni.

➢ Risultanze del processo di monitoraggio interno: gli uffici preposti al monitoraggio del credito rilevano anomalie andamentali tali da determinare un significativo incremento del rischio di credito (watch-list gestionali).

Titoli

I titoli vengono classificati per tranche di acquisto, con un'unica regola di staging che verifica il rating dello strumento finanziario, in prima istanza evidenziando la qualità dell'emissione o in alternativa il merito creditizio dell'emittente. Diverse tranche di acquisto, riconducibili allo stesso titolo (medesimo ISIN) potrebbero essere classificate in stage differenti a seconda del deterioramento del merito creditizio registrato rispetto alla data di acquisto, seguendo il criterio del FIFO (first in – first out). L'attribuzione di stage 1 è relativa alle esposizioni che non hanno subito, rispetto al momento dell'acquisto, un deterioramento nella qualità del credito.

La classificazione in stage 2 avviene tramite il confronto del rating dell'ISIN o dell'emittente alla data di acquisto della tranche e alla data di reporting, se la classe di Rating è peggiorata di 2 o più notch rispetto alla data di acquisto ed il Titolo alla data di osservazione presenta un rating di tipo Speculative grade, la tranche è classificata in Stage 2. I Titoli Investment Grade secondo le scale di rating ECAI alla data di reporting sono sempre classificati in stage 1 in virtù dell'impiego della low credit risk exemption.

Stima dell'Expected Credit Loss e inclusione degli scenari forward looking

La classificazione dei crediti soggetti a valutazione ECL avviene sulla base dei rating attribuiti ai differenti segmenti di clientela (Retail/Corporate) elaborati dall'applicativo Cedacri CRS (Credit Rating System). Per ciò che concerne la Probabilità di Default, è stato applicato un algoritmo di calcolo per il segmento Privati; tale modello è stato sviluppato sui dati storici della sola clientela di Banca Mediolanum. Il CRS valuta tutta la clientela della banca, con accordato e/o utilizzato in base a specifiche informazioni in input al sistema.

Il modello di calcolo è distinto in base al segmento di clientela in esame, secondo la seguente classificazione:

  • ➢ Privati Consumatori
  • ➢ Small Business
  • ➢ PMI
  • ➢ Large Corporate
  • ➢ Immobiliari

Il sistema classifica gli affidati in bonis in otto classi di rating (dalla 1, la migliore, alla 8, la peggiore) per i Privati Consumatori e in dieci classi di rating (dalla 1, la migliore, alla 10, la peggiore) per i rimanenti segmenti. Più in dettaglio, il sistema di valutazione CRS attribuisce ad ogni cliente uno score numerico indicante il rischio di insolvenza; più lo score è basso, minore è la probabilità di default della posizione esaminata. Mediante una specifica funzione di mapping, a partire dallo score numerico viene calcolata

la probabilità di default della singola controparte; in base alle PD individuali si definiscono le classi di rating come intervalli di probabilità di default. Ad ogni controparte valutata, ai fini delle svalutazioni collettive, viene quindi attribuita la relativa classe di rating alla quale è associato il valore massimo tra la PD media stimata e il tasso di default osservato (nel caso del segmento Privati) oppure la PD media osservata (per gli altri segmenti).

Nel seguito si descrivono sinteticamente le caratteristiche dei modelli di rating adottati, per ciascuno dei segmenti di clientela indicati.

  • ➢ Segmento Privati. Il modello di rating è stimato e calibrato sulla sola clientela di Banca Mediolanum. Nella valutazione del merito creditizio, allo scopo di rendere il più completo possibile l'insieme di dati in input al modello, sono state considerate sia informazioni interne (anagrafiche e andamentali) che esterne (segnalazioni in Centrale Rischi e di bureu). Per effettuare la stima del modello, la metodologia statistica impiegata è rappresentata dalla regressione logistica (modello logit); in particolare, la regressione logistica è stata applicata sia per la determinazione degli score dei singoli moduli che per il calcolo dello score complessivo a livello di controparte.
  • ➢ Segmenti Small Business, PMI, Immobiliari e Large Corporate. I modelli di rating per tali segmenti si basano sull'applicazione della regressione logistica ad indicatori di base, suddivisi in moduli distinti (Andamentale Sistema e Andamentale Interno per il segmento Small Business, Andamentale Sistema, Andamentale Interno e Modulo Finanziario per gli altri segmenti); gli score dei differenti moduli vengono a loro volta integrati mediante una seconda regressione logistica. Per ciascun segmento si procede successivamente ad una ricalibrazione, al fine di coglierne i differenti livelli di rischiosità. La stima e la ricalibrazione dei modelli vengono entrambe effettuate su dati consortili.

Per quanto riguarda la valutazione dell'LGD, sono state effettuate le seguenti scelte:

  • ➢ Segmento Privati. Per quanto riguarda la LGD del segmento Privati viene impiegato un modello di LGD workout stimato su dati interni, che prende in considerazione le best practice di mercato e le linee guida del Regulator secondo i principi contabili IFRS9. Viene inoltre considerata anche una componente relativa al rischio climatico che impatta specificatamente il portafoglio mutui. Come per la PD anche per la LGD per ogni tipologia di prodotto all'interno del modello, Mutuo, Prestito e Conto, viene associata una curva che arriva fino ad un massimo di 35 anni. Il processo di aggiornamento si completa con l'integrazione nelle stime di una componente forward looking sui primi tre anni della curva LGD in dipendenza degli scenari macroeconomici stimati, attraverso l'utilizzo di un modello Satellite stimato ad hoc per il parametro.
  • ➢ Segmenti Small Business, PMI, Immobiliari e Large Corporate. Per tali segmenti sono stati adottati due modelli di LGD econometrica (uno per il segmento Small Business e uno per i segmenti PMI, Immobiliare e Large Corporate), anch'essi implementati dall'outsourcer Cedacri all'interno dell'applicativo CRS.

Come anche espressamente citato nelle "Guidelines on credit institutions' credit risk management practices and accounting for expected credit losses" di EBA, le banche devono applicare le linee guida in maniera proporziona e applicando un concetto di materialità. Per questa ragione qual ora non sia possibile calcolare i rating o i parametri di rischio utili al calcolo della ECL, le legal entiy possono adottare degli approcci alternativi per la stima della ECL. A seguire si riportano le metodologie di calcolo ammesse e impiegati su portafogli residuali del Gruppo:

  • ➢ Impiego di modelli di rating, PD e LGD forniti da data provider esterni e sviluppati su dati aggregati;
  • ➢ Impiego di parametri derivati dalla CRR per il computo degli RWA;
  • ➢ Impiego di benchmark o parametri esterni in particolare per portafoglio low default (Large corporate, Financial o Sovereign) derivanti da studi o analisi di settore. In particolare, se riferibili a ECAI;
  • ➢ Uso di parametri forniti dalla capogruppo e ricalibrati sul relativo portafoglio di applicazione;
  • ➢ Uso di parametri standard derivati da normative locali: alcuni paesi prevedono delle percentuali di svalutazioni standardizzate per tutto il comparto bancario (ad esempio la c.d. Solución alternativa di tipo forfettario proposta dal Banco di Spagna per le banche standard).

Per quanto riguarda il portafoglio crediti di Banca Mediolanum, il calcolo dell'ECL avviene sulla base dei rating attribuiti ai differenti segmenti di clientela (Retail/Corporate) elaborati dalla procedura Cedacri CRS (Credit Rating System).

Per il calcolo dell'ECL lifetime ad ogni singolo rating si associa una curva di PD fino ad un massimo di 30 anni. La curva di PD lifetime individua la probabilità che un prenditore (associato ad una certa classe di rating) partendo dalla data di reporting vada in default entro l'anno relativo al nodo della curva. Il processo di aggiornamento si completa con l'integrazione nelle stime di una componente forward looking sui primi tre anni della curva PD in dipendenza degli scenari macroeconomici stimati. Per quanto riguarda la valutazione dell'LGD, si distingue tra il "segmento privati" per il quale si applica una percentuale di LGD quantificata tramite un modello sulla base delle analisi e le evidenze interne in termini di tassi di recupero ed il "segmento corporate" per il quale si applicano i modelli econometrici implementati da Cedacri nell'ambito della procedura CRS. Per il calcolo della ECL del portafoglio titoli, gli strumenti finanziari sono suddivisi in tre categorie in base al segmento di appartenenza dell'emittente: Istituzioni finanziarie, Imprese e Governativi. Il rating associato ad ogni emissione viene stabilito tramite i criteri descritti nelle policy interne. Per ogni segmento sono state sviluppate le relative curve di PD ed LGD impiegando le best practice di mercato e tenendo conto delle peculiarità dei portafogli.

Le informazioni Forward looking vengono incorporate nel calcolo dell'ECL (sia ad un anno che lifetime) tramite la componente della probabilità di default (PD). I modelli satellite mettono in collegamento l'andamento della PD con le variabili macroeconomiche, potendo così simulare l'andamento prospettico del parametro di rischio con delle stime dei driver economici. Gli scenari forward looking agiscono in particolare sui primi tre anni di stima dei parametri, mentre dal quarto anno in poi si tengono stabili le stime ottenute e perpetuandole nel tempo.

L'ECL non si limita a quantificare la perdita attesa futura sui crediti sulla base delle evidenze storiche recepite nei processi di stima dei modelli statistici, ma tramite una componente che ha l'obiettivo di simularne nel futuro l'andamento, incorpora anche informazioni di tipo previsionale. Lo scopo degli scenari forward-looking è quello di simulare nel futuro l'andamento di variabili macroeconomiche (PIL, Disoccupazione, ecc.) che vengono annualmente incorporati nel calcolo della ECL del portafoglio crediti.

Queste proiezioni sono fornite da infoprovider accreditati e internazionalmente riconosciuti. Nel corso del 2025 ai fini della stima dell'ECL sono stati impiegati tre scenari macroeconomici:

  • ➢ Scenario MILD: In questo scenario, i negoziati avviati da Trump ottengono risultati parzialmente positivi, portando a un incremento delle forniture di materie prime come petrolio, gas e generi alimentari. L'aumento della produttività stimola la crescita dei salari, sostenendo i redditi familiari, i consumi e gli investimenti, con un conseguente rafforzamento della domanda interna. I prezzi globali dell'energia risultano leggermente superiori rispetto allo scenario di base, riflettendo una domanda più robusta, ma ben bilanciata da un'offerta adeguata. L'economia globale accelera, mentre il lato dell'offerta si amplia grazie ai guadagni di produttività e a un output gap più ampio del previsto.
  • ➢ Scenario Avverso: Nello scenario avverso, gli Stati Uniti impongono dazi più elevati all'Unione Europea rispetto allo scenario di base. Le tensioni legate all'invasione russa dell'Ucraina aumentano progressivamente. Le tensioni tra Stati Uniti e Cina persistono e si intensificano in tutti gli scenari avversi, con ostacoli alla navigazione nello Stretto di Taiwan. Infine, La BCE adotta un orientamento accomodante in tutti gli scenari avversi, nei quali taglia i tassi leggermente più rapidamente rispetto allo scenario base.
  • ➢ Scenario BASE: Questo scenario prevede l'imposizione dei dazi sull'UE da parte di Trump, mentre la prima reagisce con misure simili. I tentativi di mediazione tra Russia e Ucraina falliscono e il conflitto continua, con un calo degli aiuti militari statunitensi. La situazione peggiora, ma l'Ucraina regge. Le tensioni tra Israele e Hamas non degenerano in un conflitto regionale. I prezzi globali del petrolio sono rimasti stabili per diversi trimestri. Le tensioni in Medio Oriente non compromettono l'offerta globale di petrolio. I prezzi del gas naturale restano vicini o inferiori agli attuali livelli, che risultano comunque elevati rispetto al periodo prepandemia. Le ampie importazioni di gas naturale liquefatto, i continui flussi di gas russo e un risparmio significativo di gas eliminano ogni minaccia di carenza durante l'inverno. La Banca Centrale Europea continua a ridurre i tassi d'interesse a ogni riunione durante l'inverno, raggiungendo livelli neutrali in primavera. Il PIL dell'Italia crescerà moderatamente nei prossimi trimestri. I consumi delle famiglie sosterranno la domanda interna, grazie al calo dell'inflazione che dovrebbe alleggerire la pressione sul reddito disponibile. Al contrario, gli investimenti fissi saranno frenati dalla fine delle misure di stimolo fiscale, mentre la debole domanda estera e l'incertezza geopolitica peseranno sulle esportazioni e sulla produzione manifatturiera italiana.

BASE MILD AVVERSO
GDP ITA UNMP ITA GDP ITA UNMP ITA GDP ITA UNMP ITA
2025 0,60% 6,08% 2,59% 6,00% (7,20%) 6,91%
2026 1,18% 6,25% 0,94% 5,97% (0,27%) 9,29%
2027 2,26% 6,38% 2,14% 5,98% 4,78% 10,46%

Si riporta nel seguito un estratto dei principali indicatori macroeconomici impiegati nel 2025 per le stime dell'ECL.

Gli scenari macroeconomici adottati ai fini della stima dell'ECL sono stati recepiti nell'ambito del processo annuale di calibrazione predisposto dalla Funzione Risk Management e ha riguardato sia Banca Mediolanum sia Prexta.

Per quanto riguarda la classificazione in Stage 2 delle esposizioni creditizie della linea di business relativa alla cessione del quinto della controllata Prexta, conformemente a quanto richiesto dal principio contabile, la valutazione della variazione del rischio di credito è basata su informazioni qualitative e quantitative. A tal fine si applica un modello di staging allocation nell'ambito del quale le regole di classificazione sono basate su criteri oggettivi calibrati per tenere conto delle specificità dei prodotti di Prexta.

Per quanto concerne la stima dei parametri di rischio, al fine di sviluppare una metodologia coerente con quella definita e applicata dalla Capogruppo, per il calcolo dell'Expected Credit Loss vengono utilizzate le curve di "Probability of default" stimate da Banca Mediolanum per segmenti di portafoglio con rischiosità analoga, inclusive degli effetti relativi agli scenari macroeconomici prospettici. Tali parametri sono stati opportunamente definiti per rappresentare la rischiosità del portafoglio crediti di Prexta.

Per la componente di "Loss Given Default", in considerazione dell'assenza di evidenze storiche robuste, è adottato un approccio prudenziale in relazione alla rischiosità dei prodotti del portafoglio crediti della Società sulla base di benchmark esterni ed associando una perdita potenziale attesa maggiore alle forme tecniche che presentano un più elevato grado di rischio.

Con riferimento alla linea di business relativa ai prestiti personali a rimborso rateale, dato il livello contenuto dello stock di crediti in portafoglio e l'evoluzione coerente rispetto alle stime effettuate nell'ambito del processo di pianificazione economico finanziaria, la Società Prexta ha continuato ad adottare una svalutazione collettiva distinta per Stage in funzione di benchmark esterni e considerando le politiche di accantonamento della Capogruppo per prodotti analoghi. Il modello di staging allocation include la valutazione delle anomalie andamentali esterne aggiornate mensilmente sulla base delle informazioni ricevuto dal Credit Bureau di CRIF.

Le percentuali di svalutazione dei crediti deteriorati risultano prudenziali e allineate alle politiche della Capogruppo Banca Mediolanum per prodotti con un analogo profilo di rischio.

Annualmente l'Unità Validazione Modelli della Funzione Risk Management predispone il documento di validazione in cui sono illustrate le attività svolte per validare i modelli utilizzati per il calcolo dell'Expected Credit Loss (ECL) ai fini della quantificazione degli accantonamenti del Gruppo Mediolanum, ai sensi del principio contabile IFRS 9, e i risultati ottenuti.

Nell'ambito delle attività di validazione, l'Unità Validazione Modelli della Funzione Risk Management esprime un giudizio, per ciascuna delle analisi di validazione effettuate, sulla base della seguente scala: Conforme, Parzialmente conforme, Parzialmente non conforme e Non conforme.

Sulla base della medesima scala e considerando le evidenze delle singole analisi di validazione, viene inoltre fornito un giudizio finale.

L'Unità Validazione Modelli ha predisposto nel complesso 38 analisi di validazioni, distinte tra quantitative e qualitative (ossia relative al model design) e differenziate per legal entity, portafoglio (Crediti e Titoli), segmento di clientela (Privati e Imprese per i Crediti, Sovereign e Financial per i Titoli) e parametro di rischio utilizzato nel calcolo dell'ECL (probabilty of default e loss given default). La maggior parte di tali analisi presenta un giudizio di conformità.

Tutti i suggerimenti e le raccomandazioni dell'Unità Validazione Modelli saranno considerati nell'ambito delle attività ordinarie e dei processi di risviluppo predisposti nel corso del 2025 dalle Unità Credit Risk Management e Market Risk Management.

Sulla base delle evidenze delle analisi di validazione effettuate, l'Unità Validazione Modelli ha fornito un giudizio finale di "conformità".

Inoltre, come ricordato in precedenza, la consapevole attenzione ai temi ambientali avviata da Banca Mediolanum già da qualche anno, si sta evolvendo anche attraverso una attenta e mirata individuazione, gestione e mitigazione dei rischi che caratterizzano parte degli ambiti delle tematiche ESG, che si sta via via concretizzandosi di fatto con una definizione di tale tipologia di rischi anche nell'ambito dei nuovi indicatori di RAF. Con riferimento alla metodologia di valutazione del rischio di credito ai fini della stima della perdita attesa ai sensi dei principi contabili internazionali, il modello adottato prevede allo stato attuale una calibrazione comprensiva della misurazione del rischio climatico, per quanto riguarda la componente LGD, adottando opportuni correttivi ai modelli ECL IFRS9 in essere sul portafoglio mutui, al fine di incorporare delle componenti di perdita attesa derivanti specificatamente dalle prospettive di scenari dovuti al cambiamento climatico.

2.4 Tecniche di mitigazione del rischio di credito

A fronte delle concessioni di credito, le Banche operanti nel Gruppo acquisiscono dalla controparte affidata idonee garanzie, quali garanzie reali su immobili, garanzie tipiche personali, quali la fideiussione e altre garanzie atipiche, quali il mandato a vendere e forme di assicurazione appositamente dedicate legate ai prodotti di cessione del quinto dello stipendio e delega di pagamento erogati dalla Società Prexta. Anche se tali garanzie sono accessorie alla valutazione del merito di credito del Cliente, grande importanza è comunque riservata al valore di stima della garanzia dove vengono applicati scarti prudenziali opportunamente differenziati per tipologia di collaterale ed il cui valore è soggetto a periodica revisione secondo il valore di mercato.

Banca Mediolanum anche a livello consolidato non applica processi di compensazione delle esposizioni al rischio di credito con partite di segno opposto in ambito di bilancio o "fuori bilancio".

Le tecniche di mitigazione del rischio di credito sono rappresentate da contratti accessori al credito ovvero da altri strumenti e tecniche che determinano una riduzione del rischio di credito, riconosciuta in sede di calcolo dei requisiti patrimoniali nonché, in ottica gestionale, dalle policy interne. Le tecniche di mitigazione del rischio di credito riconosciute (CRM) sono suddivise, ai fini di vigilanza, in due categorie generali:

  1. Protezione di tipo reale.

  2. Protezione di tipo personale.

La protezione del credito di tipo reale è costituita da:

  • ➢ garanzie reali finanziarie aventi ad oggetto contante, determinati strumenti finanziari, oro, prestate attraverso contratti pegno, di trasferimento della proprietà con funzione di garanzia, di pronti contro termine, di concessione ed assunzione di titoli in prestito;
  • ➢ accordi quadro di compensazione (master netting agreements);
  • ➢ compensazione delle poste in bilancio (on balance sheet netting);
  • ➢ ipoteche immobiliari.

I diritti reali di garanzia e gli altri diritti a contenuto equivalente aventi ad oggetto attività connotate da un adeguato grado di liquidità e con valore di mercato sufficientemente stabile nel tempo sono riconosciuti come tecniche di attenuazione del rischio di credito. Rientrano in questa categoria le garanzie prestate attraverso il pegno. Il prodotto finanziario dato in pegno, diretto o indiretto deve rientrare tra i prodotti qui elencati:

  • ➢ saldi di c/c presso le banche del gruppo;
  • ➢ titoli di stato o garantiti dallo stato e titoli stanziabili;
  • ➢ quote di fondi comuni di investimento e Sicav;
  • ➢ vincoli su polizze assicurative;
  • ➢ valori in gestione patrimoniale;
  • ➢ obbligazioni e certificati di deposito emessi dalle Banche del Gruppo e da altre Banche;
  • ➢ operazioni attive di pronti contro termine su titoli obbligazionari quotati, stanziabili o di Stato con clientela ordinaria con patto di successiva cessione alla controparte;
  • ➢ titoli obbligazionari quotati;
  • ➢ titoli azionari quotati in Borsa.

Qualora la garanzia al netto degli scarti previsti dalle policy interne non copra totalmente l'importo del fido concesso, l'affidamento è interamente classificato all'interno della categoria dei rischi pieni. Il rischio di credito derivante da prestiti di tipo ipotecario è mitigato dalla garanzia offerta dall'immobile, il quale può essere di origine residenziale, semi-residenziale o non residenziale. Le proprietà immobiliari oggetto di intervento devono essere localizzate sul territorio italiano. La percentuale massima di intervento sul valore dell'immobile (Loan To Value) è dell'80% del valore dell'immobile residenziale posto a garanzia (per la quota superiore all'80% solo in presenza di polizza assicurativa "mortgage insurance") e del 70% del valore di stima degli immobili semi-residenziali. Per immobile semiresidenziale si intende un immobile che soddisfi i seguenti requisiti:

  • ➢ Il valore di mercato della porzione dell'immobile non residenziale non deve eccedere il 40% del valore totale di stima dell'immobile.
  • ➢ L'unità deve essere localizzata in zone residenziali.
  • ➢ il mutuatario deve essere un lavoratore autonomo che ha intenzione di utilizzare il bene come prima residenza.
  • ➢ Nel caso di immobili semi-residenziali, la percentuale massima di LTV può essere incrementata fino all'80% nel caso di presenza del mandato irrevocabile a vendere sui prodotti del Gruppo e altre attività finanziarie in capo alla clientela per la quota di LTV compresa tra il 70% e l'80%.

La percentuale massima di LTV prevista per gli immobili residenziali può eccedere il limite dell'80% nelle seguenti casistiche:

  • ➢ Mutui ipotecari erogati a personale dipendente oppure alla rete di vendita, nel limite del 95%.
  • ➢ Mutui ipotecari erogati per operazioni di acquisto della prima casa effettuate da soggetti con età inferiore a 35 anni, nel limite del 90%.
  • ➢ Mutui ipotecari erogati per operazioni di acquisto della prima casa di immobili con alta efficienza energetica (classe energetica A+, A e B), nel limite del 90%.
  • ➢ Mutui ipotecari erogati per operazioni di acquisto della prima casa in presenza di garanzia concessa dal "Fondo di garanzia per la prima casa" istituito presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze, nel limite massimo del 100%. L'ammontare del finanziamento non deve essere superiore a 250.000 euro ed il Fondo prevede una garanzia pubblica del 50% (con controgaranzia dello Stato), elevata all'80% per determinate richieste presentate fino al 31/12/2023.

Nel caso di operazioni con LTV superiore alla soglia dell'80%, ad eccezione del mutuo ipotecario con garanzia concessa dal "Fondo di garanzia per la prima casa", deve essere prevista la sottoscrizione di una polizza Mortage Insurance a copertura della parte eccedente l'80% di LTV al fine di rispettare il requisito di fondiarietà.

Nel caso di immobili non residenziali la percentuale massima di Loan To Value è del 50%. Tale percentuale può essere incrementata fino all'80% nel caso di presenza del mandato irrevocabile a vendere sui prodotti del Gruppo e altre attività finanziarie in capo alla clientela per la quota di LTV compresa tra il 50% e l'80%.

Nel caso di operazioni di tipo ipotecario destinate a finanziare le esigenze di liquidità di proprietari di immobili liberi da vincoli (oppure nel caso di interventi su immobili gravati da ipoteca per precedenti operazioni di mutuo con controestinzione in atto) la percentuale massima di Loan To Value è del 50%.

Le linee guida di Gruppo prevedono di adottare un'operatività orientata alla cautela e di porre in essere delle procedure di controllo, proporzionate e adeguate alla dimensione di business e al contesto in cui operano le società del Gruppo, come ad esempio la verifica della precisione e la qualità del documento redatto dal perito che sono requisiti essenziali dell'analisi del rischio. È infatti necessario che qualsiasi indicazione di approvazione di un mutuo sia sempre supportata da una valida perizia che deve indicare un valore di stima congruo rispetto all'importo del mutuo richiesto e certificare, per quanto possibile, la regolarità edilizia ed urbanistica dello stesso immobile. Viceversa, la pratica andrà rifiutata o l'importo di mutuo ridotto, in modo da risultare commisurato al valore reale dell'immobile (in base alla sua commerciabilità, luogo, etc.). L'importo di riferimento del valore dell'immobile è il valore più basso tra prezzo d'acquisto e valore peritale. La perizia è effettuata da periti referenziati e convenzionati e sono sempre rispettati i requisiti di indipendenza e professionalità. L'attività di controllo della corretta applicazione delle procedure interne per la redazione della perizia compete alla funzione tecnica specifica costituita all'interno della Direzione Credito di ogni Banca del Gruppo. La struttura di primo livello effettua inoltre una verifica periodica (due diligence sulle perizie) coinvolgendo una seconda e differente società peritale per un campione predefinito di pratiche: questo controllo permette di effettuare una verifica della bontà del processo in essere ed una rivalutazione coerente allo stato ed al mercato dell'immobile posto a garanzia. Nell'ambito del processo di controllo di secondo livello la Funzione Risk Management effettua controlli periodici sulle garanzie ipotecarie.

La protezione del credito di tipo personale è costituita da garanzie personali e derivati di credito. Questi ultimi al momento non sono autorizzati dalla Capogruppo tra le tecniche di mitigazione del rischio di credito sul banking book in quanto approvati solo per il trading.

Alle garanzie reali e personali, si aggiunge il mandato irrevocabile a vendere sui prodotti del Gruppo e altre attività finanziarie in capo al cliente. Il mandato a vendere ha l'indubbio vantaggio di essere la forma di garanzia più snella da un punto di vista operativo sebbene non configuri alcuna prerogativa o privilegio in capo alle Banche del Gruppo in caso di procedura concorsuale. Inoltre, in quanto garanzia atipica, il mandato a vendere non risulta eleggibile ai fini della riduzione dell'assorbimento di capitale e non sono pertanto riconosciuti come garanzia ai fini dell'attenuazione del rischio di credito, sebbene contribuiscano a facilitare la decisione se concedere o meno una linea di credito di tipo ordinario. I rischi assunti in base a questa forma di garanzia saranno quindi necessariamente considerati rischi pieni.

BANCA MEDIOLANUM

La Banca adotta un'operatività orientata alla cautela e pone in essere delle procedure di controllo come, ad esempio, la verifica della precisione e la qualità del documento redatto dal perito che sono requisiti essenziali dell'analisi del rischio. È infatti necessario che qualsiasi indicazione di approvazione

di un mutuo sia sempre supportata da una valida perizia che deve indicare un valore di stima congruo rispetto all'importo del mutuo richiesto e certificare, per quanto possibile, la regolarità edilizia ed urbanistica dello stesso immobile. Viceversa, la pratica andrà rifiutata o l'importo di mutuo ridotto, in modo da risultare commisurato al valore reale dell'immobile (in base alla sua commerciabilità, luogo, etc.). L'importo di riferimento del valore dell'immobile è il valore più basso tra prezzo d'acquisto e valore peritale. La perizia è effettuata da periti referenziati e convenzionati e sono sempre rispettati i requisiti di indipendenza e professionalità. L'attività di controllo della corretta applicazione delle procedure interne per la redazione della perizia compete alla funzione tecnica specifica costituita all'interno del Settore Crediti Speciali della Direzione Credito. La struttura di primo livello effettua inoltre una verifica periodica (due diligence sulle perizie) coinvolgendo una seconda e differente società peritale per un campione predefinito di pratiche: questo controllo permette di effettuare una verifica della bontà

del processo in essere ed una rivalutazione coerente allo stato ed al mercato dell'immobile posto a garanzia. Nell'ambito del processo di controllo di secondo livello la Funzione Risk Management effettua controlli trimestrali sulla rivalutazione degli immobili posti a garanzia. In particolare, in condivisione con la Direzione Credito, si effettua un controllo circa lo scostamento (variazione) tra il valore dell'immobile rivalutato e l'ultimo valore di perizia disponibile al fine di identificare gli immobili per i quali si verifica una rilevante riduzione di valore. Inoltre, la Funzione Risk Management è coinvolta nel processo di due diligence periodico al fine di identificare potenziali sovrastime degli immobili a garanzia nel processo di origination e verifica periodicamente la coerenza del valore di perizia degli immobili oggetto di garanzia nell'ambito delle procedure informatiche utilizzate dalla Banca e che sia presente il collegamento tra il rapporto di mutuo e la corrispondente garanzia ipotecaria.

PREXTA

Attraverso la Società Prexta si eroga credito nella forma della cessione del quinto dello stipendio e della pensione e la delega di pagamento. L'obbligatorietà della polizza assicurativa a copertura dei rischi di decesso e perdita d'impiego rappresenta una forma di mitigazione del rischio di credito efficace nel processo di recupero in quanto garantisce il mancato adempimento dell'obbligazione di rimborso del finanziamento da parte del debitore in caso di risoluzione definitiva, qualunque sia la causa (compresi il licenziamento e le dimissioni volontarie), del rapporto di lavoro tra il debitore stesso ed il datore di lavoro. Tale polizza non risulta eleggibile ai fini di vigilanza: i rischi assunti in base a questa forma di mitigazione del rischio sono considerati rischi pieni. Per quanto riguarda il calcolo del requisito di capitale, solo nel caso di cessione del quinto dello stipendio e della pensione, la normativa consente di applicare una percentuale di ponderazione inferiore rispetto a quella prevista per le esposizioni al dettaglio.

BANCO MEDIOLANUM

Il processo di calcolo delle svalutazioni per il portafoglio crediti del Banco prevede di analizzare la riduzione di valore di tutte le esposizioni creditizie ed in base allo stato amministrativo della controparte applica un impairment collettivo o analitico.

Per la quantificazione dell'impairment il Banco non utilizza una metodologia interna ma applica una metodologia semplificata (c.d. Solución alternativa) di tipo forfettario proposta dal Banco di Spagna per le banche standard come previsto nella normativa di riferimento (rif. Circular 4/2017 e rif. Circular 6/2021).

Tale normativa adottata localmente prevede di adeguare le percentuali di impairment in accordo con gli aggiornamenti pubblicati dal Banco di Spagna, valori determinati sulle risultanze riscontrate sul settore bancario spagnolo.

La soluzione semplificata descritta determina pertanto un impairment collettivo in funzione della classificazione normativa della controparte, applicando una percentuale forfettaria sull'ammontare dell'esposizione non coperta da garanzie reali dopo aver applicato sulla garanzia i rispettivi haircut previsti dal Banco di Spagna. Viene comunque prevista la possibilità di procedere anche con impairment di tipo analitico individuale.

In particolare, nel 2025, a seguito delle catastrofiche inondazioni verificatesi nell'area di Valencia nell'ottobre 2024, la Banca ha effettuato un accantonamento prudenziale generico in previsione di possibili cali di valore degli immobili nella zona a garanzia dei prestiti del portafoglio ipotecario.

3. Esposizioni creditizie deteriorate

3.1 Strategie e politiche di gestione

La strategia di gestione degli NPL della Capogruppo è stata definita sulla base dell'analisi della capacità gestionale storica, del contesto esterno, delle caratteristiche del portafoglio deteriorato in termini di forma tecnica e del livello contenuto del portafoglio deteriorato. In termini di possibili azioni di recupero prevale la gestione interna e si prevede, nella fase stragiudiziale del processo di recupero, l'affidamento delle posizioni per le quali l'attività di early collection non è andata a buon fine a partner specializzati. Si considerano inoltre le politiche di ristrutturazione e rilascio di concessioni (forbearance) in continuità con l'operatività recente. Dato il livello del portafoglio non-performing, non sono state considerate strategie di cessione (cartolarizzazioni) con derecognition contabile delle attività cedute.

Gli obiettivi riflessi nel piano economico finanziario approvato sono stati stabiliti in termini di NPL al lordo e al netto delle rettifiche di valore per tipologia di credito deteriorato (esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate, inadempienze probabili e sofferenze), in valore assoluto e in percentuale del totale delle esposizioni creditizie verso la clientela, in coerenza con gli indicatori di RAF. Gli obiettivi fissati conducono a mantenere un livello contenuto di NPL ratio al netto delle rettifiche di valore.

Il processo di impairment è articolato in due fasi distinte:

  • ➢ individuazione delle attività da assoggettare a valutazione analitica piuttosto che a valutazione collettiva;
  • ➢ quantificazione e rilevazione contabile della perdita secondo le regole previste per la specifica tipologia di impairment adottata.

La fase di individuazione delle attività da assoggettare a valutazione collettiva piuttosto che a valutazione analitica prevede che vengano assoggettati a valutazione collettiva i "crediti performing" (bonis) in coerenza con il principio contabile IFRS 9.

I crediti classificati in status "non-performing" secondo i criteri di segnalazione previsti dalle attuali disposizioni di Vigilanza (esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate, inadempienze probabili e sofferenze), indipendentemente dalla significatività della singola esposizione, sono assoggettati a valutazione analitica, per la quale si distingue tra valutazione "analitico-forfettaria" e "valutazione analitico-individuale".

Per le esposizioni oggetto di concessioni deteriorate (forbearance non-performing), anche se non formano una categoria a sé stante di crediti in default dato che rientrano a seconda dei casi tra le sofferenze, le inadempienze probabili oppure tra le esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate, è prevista una valutazione analitico-forfettaria oppure analitico individuale in funzione della classe di appartenenza e della presenza di sconfini/scoperti/scaduti.

Attività finanziarie deteriorate

Si definiscono crediti in default o "esposizioni creditizie deteriorate" le esposizioni creditizie per cassa (finanziamenti e titoli di debito) e "fuori bilancio" (garanzie rilasciate, impegni irrevocabili e revocabili a erogare fondi, ecc.) verso debitori che ricadono nella categoria dei "Non-performing" ai sensi del Regolamento 630/2019 che modifica il Regolamento (UE) n. 575/2013 e del Regolamento di esecuzione (UE) n. 680/2014 della Commissione, e successive modificazioni e integrazioni (Implementing Technical Standards; di seguito, ITS). Sono esclusi gli strumenti finanziari rientranti nel portafoglio "Attività finanziarie detenute per la negoziazione" e i contratti derivati.

Ai fini dell'identificazione e classificazione delle esposizioni creditizie deteriorate occorre anche tenere conto di quanto previsto dalle Guidelines EBA sull'applicazione della definizione di default ai sensi dell'articolo 178 del Regolamento (UE) n. 575/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio (EBA/GL/2016/07).

I crediti deteriorati, pertanto, sono individuabili in quella tipologia di partite che si caratterizzano per una difficile recuperabilità della posizione in quanto il merito di credito della controparte risulta deteriorato. Questa categoria di crediti, in virtù della disciplina di Vigilanza prudenziale, presenta un maggiore assorbimento di capitale.

I crediti deteriorati sono ripartiti, a seconda della gravità, nelle categorie delle esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate, inadempienze probabili e sofferenze.

Esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate

Si intendono le esposizioni per cassa, diverse da quelle classificate tra le sofferenze o le inadempienze probabili, che, alla data di riferimento della segnalazione, sono scadute o sconfinanti.

Le esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate sono determinate facendo riferimento al singolo debitore.

Per quanto riguarda i criteri di entrata, l'esposizione complessiva verso un debitore è rilevata come scaduta e/o sconfinante deteriorata qualora l'ammontare del capitale, degli interessi o delle commissioni non pagato alla data in cui era dovuto superi entrambe le seguenti soglie:

  • ➢ limite assoluto pari a 100 euro per le esposizioni retail (esposizioni al dettaglio) e pari a 500 euro per le esposizioni diverse da quelle retail (esposizioni diverse da quelle al dettaglio);
  • ➢ limite relativo dell'1% dato dal rapporto tra l'ammontare complessivo scaduto e/o sconfinante e l'importo complessivo di tutte le esposizioni creditizie verso lo stesso debitore (sono incluse nel calcolo le esposizioni cedute e non cancellate ai fini di bilancio).

Non sono impiegati margini ancora disponibili su linee di credito per compensare gli inadempimenti in essere ed evitare la classificazione a default e, pertanto, il cliente è classificato nei crediti deteriorati anche in presenza di disponibilità su altre linee di credito non utilizzate.

Nel caso di aperture di credito in conto corrente "a revoca" nelle quali il limite di fido accordato è stato superato (anche se per effetto della capitalizzazione degli interessi), l'inadempimento si verifica, a seconda della fattispecie che si verifica prima, a partire dalla prima data di mancato pagamento degli interessi che determina lo sconfino oppure a partire dalla data della prima richiesta di rientro del capitale.

Ai fini della verifica delle soglie si prendono in considerazione tutte le esposizioni incluse nel perimetro di consolidamento prudenziale verso il medesimo debitore. Sono escluse le esposizioni in strumenti di capitale.

Il superamento delle soglie deve avere carattere continuativo, ovvero deve persistere per 90 giorni consecutivi, ad eccezione di alcune tipologie di esposizioni di natura commerciale assunte verso le amministrazioni centrali, le autorità locali e gli organismi del settore pubblico.

I valori dello sconfino e dell'esposizione a livello di controparte vengono utilizzati giornalmente per il controllo del superamento delle soglie di materialità, relativa e assoluta. La frequenza del calcolo dello sconfino è pertanto giornaliera: il numero dei giorni di sconfino viene incrementato solo nel caso in cui vengano superate contemporaneamente entrambe le soglie di materialità previste dalla normativa. I criteri di calcolo dei giorni di sconfino continuativo prevedono:

  • ➢ l'attivazione del conteggio dei giorni nel caso di superamento congiunto della soglia assoluta e relativa;
  • ➢ l'azzeramento del conteggio dei giorni al mancato superamento di almeno una delle soglie, assoluta e/o relativa;
  • ➢ la classificazione della controparte tra le esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate dopo 90 giorni in cui lo sconfino supera continuativamente entrambe le soglie (assoluta e relativa).

La classificazione decade se risulta trascorso il "cure period" di 90 giorni consecutivi dal momento in cui vengono meno le circostanze che hanno determinato tale classificazione.

L'uscita dalla classificazione può essere anticipata qualora si riscontri che si sia verificata una situazione tecnica di arretrato. Tali situazioni tecniche di arretrato possono manifestarsi nell'ambito dei rapporti di cessione del quinto e delegazione di pagamento, a causa delle peculiarità procedurali e delle rigidità operative che caratterizzano queste tipologie di prodotto che risultano presenti nel portafoglio crediti

della Società controllata Prexta. Per quanto riguarda il portafoglio crediti di Banca Mediolanum, non sono previste situazioni tecniche di arretrato.

Tra le esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate sono incluse le esposizioni nei confronti di soggetti per i quali ricorrono le condizioni per una loro classificazione fra le esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate e che presentano una o più linee di credito che soddisfano la definizione di "Nonperforming exposures with forbearance measures".

Inadempienze Probabili

Per inadempienze probabili si intendono le esposizioni per cassa e "fuori bilancio" verso un medesimo debitore nei confronti del quale la Banca giudica improbabile un adempimento integrale (in linea capitale e/o interessi) alle sue obbligazioni creditizie senza il ricorso ad azioni quali l'escussione delle garanzie. Tale valutazione è operata in maniera indipendente dalla presenza di eventuali importi (o rate) scaduti e non pagati nel caso sussistano elementi che implicano una situazione di rischio di inadempimento del debitore (ad esempio, una crisi del settore industriale in cui opera il debitore).

Tra le inadempienze probabili sono inclusi, salvo che non ricorrano i presupposti per una loro classificazione fra le sofferenze:

  • ➢ il complesso delle esposizioni nei confronti di soggetti per i quali ricorrono le condizioni per una loro classificazione fra le inadempienze probabili e che presentano una o più linee di credito che soddisfano la definizione di "Non-performing exposures with forbearance measures";
  • ➢ il complesso delle esposizioni verso gli emittenti che non abbiano onorato puntualmente gli obblighi di pagamento (in linea capitale e/o interessi) relativamente ai titoli di debito quotati. A tal fine si riconosce il "periodo di grazia" previsto dal contratto o, in assenza, riconosciuto dal mercato di quotazione del titolo;
  • ➢ il complesso delle esposizioni verso debitori che hanno proposto il ricorso per concordato preventivo c.d. "in bianco" (art. 161 della Legge Fallimentare) dalla data di presentazione della domanda e sino a quando non sia nota l'evoluzione dell'istanza. Le esposizioni in questione sono classificate tra le sofferenze qualora ricorrano elementi obiettivi nuovi che inducano a classificare il debitore in tale categoria oppure se le esposizioni erano già in sofferenza al momento della presentazione della domanda;
  • ➢ i casi di domanda di concordato con continuità aziendale (art. 186-bis della Legge Fallimentare), dalla data di presentazione sino a quando non siano noti gli esiti della domanda. Nel caso in cui il concordato con continuità aziendale si realizzi con la cessione dell'azienda in esercizio ovvero il suo conferimento in una o più società (anche di nuova costituzione) non appartenenti al gruppo economico del debitore, si precisa che l'esposizione va riclassificata nell'ambito delle attività non deteriorate. Tale possibilità è invece preclusa nel caso di cessione o conferimento a una società appartenente al medesimo gruppo economico del debitore, nella presunzione che nel processo decisionale che ha portato tale ultimo a presentare istanza di concordato vi sia stato il coinvolgimento della capogruppo/controllante nell'interesse dell'intero gruppo. In tale situazione, l'esposizione verso la società cessionaria continua a essere segnalata

nell'ambito delle attività deteriorate; essa è inoltre rilevata tra le esposizioni oggetto di concessioni deteriorate.

➢ le esposizioni verso debitori che hanno attivato una procedura di natura concorsuale ai sensi della disciplina che regola la crisi "da sovraindebitamento" dei soggetti non fallibili (c.d. "insolvenza civile"). In caso di successiva omologazione da parte del tribunale dell'accordo di ristrutturazione, le relative esposizioni sono anche classificate tra le esposizioni oggetto di concessioni deteriorate.

Sono inoltre valutate per la classificazione ad inadempienza probabile le posizioni in bonis (salvo che non ricorrano i presupposti per una loro classificazione fra le sofferenze) che presentano le seguenti caratteristiche:

  • ➢ posizioni per cui si è a conoscenza del fatto che le fonti del reddito ricorrente del debitore non sono più disponibili a far fronte alle proprie obbligazioni;
  • ➢ posizioni per cui sussistono ragionevoli preoccupazioni circa la futura capacità di un debitore di generare flussi di cassa stabili e sufficienti. Tali posizioni possono essere anche segnalate da eventi quali: patrimonio netto negativo; significativa riduzione dell'Equity; significativa riduzione del fatturato; flussi di cassa a servizio del debito insufficienti;
  • ➢ i casi in cui il debitore beneficia di ripetute misure di forbearance senza le quali non sarebbe in grado di adempiere completamente alle sue obbligazioni;
  • ➢ i casi di violazione da parte del debitore di clausole accessorie (covenants) di un contratto di credito;
  • ➢ in caso di esposizioni verso un individuo, si sottopone a valutazione il default di una società completamente di proprietà di una persona fisica, qualora quest'ultima controparte abbia fornito una garanzia personale per tutte le obbligazioni della società;
  • ➢ posizioni per cui il livello della leva finanziaria complessiva del debitore è aumentato in maniera significativa;
  • ➢ i casi in cui sono presenti informazioni esterne negative, quali: ritardi significativi di pagamento rilevati a sistema (tramite Centrale Rischi oppure altri Credit Bureau); l'informazione che una terza parte, in particolare un altro ente, abbia presentato istanza di fallimento o di un'analoga tutela del debitore; la crisi del settore in cui opera la controparte unita a una posizione di debolezza della stessa controparte in questo settore;
  • ➢ posizioni per cui è stata escussa, in maniera non consensuale, una qualsiasi forma di garanzia sia personale che reale.

Infine, sono classificate ad inadempienza probabile le posizioni per cui è stata acconsentita una ristrutturazione onerosa, ove ciò implichi una ridotta obbligazione finanziaria per il debitore, dovuta a remissione sostanziale del debito o al differimento dei pagamenti in linea capitale, interessi o (se del caso) commissioni, ossia nei casi in cui la ristrutturazione onerosa implichi una ridotta obbligazione finanziaria con una soglia superiore all'1%. Anche nel caso in cui la ristrutturazione onerosa implichi una ridotta obbligazione finanziaria inferiore alla soglia dell'1% è effettuata la valutazione per la classificazione ad inadempienza probabile dei seguenti elementi:

➢ la presenza di piani di rimborso con rimborsi ingenti al termine del piano rateale previsto;

  • ➢ la presenza di piani di rimborso irregolari in cui i pagamenti regolari sono significativamente inferiori al rimborso delle quote significative;
  • ➢ un periodo di tolleranza significativo all'inizio del programma di rimborso;
  • ➢ le esposizioni verso il debitore sono state oggetto di ristrutturazione onerosa più di una volta.

Lo stato di inadempienza probabile permane, dal momento dell'identificazione, per un periodo minimo di 90 giorni, fino a quando non siano più verificate le condizioni che hanno portato alla classificazione ad inadempienza probabile.

L'uscita dallo stato di inadempienza probabile per il rientro in bonis è deliberata se si accerta la contestuale presenza delle seguenti condizioni:

  • ➢ è trascorso il "cure period" minimo di 90 giorni dal momento della regolarizzazione della posizione;
  • ➢ si valuta che non sono più verificate le condizioni che hanno portato alla classificazione ad inadempienza probabile.

Sofferenze

Sono rappresentate dal complesso delle esposizioni per cassa e "fuori bilancio" nei confronti di un soggetto in stato di insolvenza (anche non accertato giudizialmente) o in situazioni sostanzialmente equiparabili, indipendentemente dalle eventuali previsioni di perdita formulate. Sono escluse le esposizioni la cui situazione di anomalia sia riconducibile a profili attinenti al rischio Paese.

Inoltre, sono incluse le esposizioni nei confronti di soggetti per i quali ricorrono le condizioni per una loro classificazione fra le sofferenze e che presentano una o più linee di credito che soddisfano la definizione di "Nonperforming exposures with forbearance measures".

Infine, sono classificate nella classe delle sofferenze le esposizioni verso debitori che hanno attivato una procedura di natura concorsuale ai sensi della disciplina che regola la crisi "da sovraindebitamento" dei soggetti non fallibili (c.d. "insolvenza civile") qualora ricorrano elementi obiettivi nuovi che inducano a classificare il debitore in tale categoria oppure nel caso in cui le esposizioni fossero già classificate in sofferenza al momento della richiesta di ammissione.

Lo stato di sofferenza permane, dal momento dell'identificazione, per un periodo minimo di 90 giorni, fino a quando non siano più verificate le condizioni che hanno portato alla classificazione sofferenza. L'uscita dallo stato di sofferenza per il rientro in bonis è deliberata se si accerta la contestuale presenza delle seguenti condizioni:

  • ➢ è trascorso il "cure period" minimo di 90 giorni dal momento della regolarizzazione della posizione;
  • ➢ si valuta che non sono più verificate le condizioni che hanno portato alla classificazione a sofferenza.

3.2 Write-off

Il Processo di write-off è normato all'interno della Policy di Credit risk di Gruppo e prevede la definizione di un processo di escalation in base all'importo della posizione che deve essere portato a perdita e alla classificazione dello stato normativo della stessa. La strategia di Banca Mediolanum, come Capogruppo, è di non adottare nessuna politica specifica di write-off, senza aver adottato delle azioni di recupero e avere valutato il rapporto costo benefici. Nella maggioranza dei casi le attività finanziarie cancellate hanno atteso il completamento del processo di recupero del credito secondo quanto indicato dalle policy e dalle procedure interne. Si registrano comunque dei passaggi a perdita diretti per alcune posizioni di importi irrilevanti e secondo una logica di costo beneficio delle attività di recupero.

3.3 Attività finanziarie impaired acquisite o originate

In base al principio IFRS 9, i crediti considerati deteriorati già dal momento della rilevazione iniziale in bilancio (ovvero alla data di erogazione o di acquisto), in ragione del grado di rischio di credito associato, vengono definiti "Purchased or Originated Credit Impaired Asset" (POCI). Tali posizioni creditizie, qualora rientrino nel perimetro di applicazione dell'impairment ai sensi dell'IFRS 9, vengono valutate determinando un accantonamento per copertura del rischio crediti già al momento della data di rilevazione iniziale, che copra l'intera vita residua del credito propria delle posizioni deteriorate. Trattandosi di crediti deteriorati, l'iscrizione iniziale avviene nell'ambito dello Stage 3, ferma restando la possibilità di essere riclassificati, nel corso della vita, a Stage 2 nel caso in cui, sulla base dell'analisi del rischio creditizio, non risultino più deteriorati. Alla data del 30 giugno 2025 l'esposizione in POCI non risulta significativa.

4. Attività finanziarie oggetto di rinegoziazioni commerciali e esposizioni oggetto di concessioni

Le esposizioni possono essere oggetto di modifiche dei termini contrattuali in senso favorevole al debitore al fine di rendere sostenibile il rimborso delle stesse nel caso in cui il debitore fosse in difficoltà. Tali modifiche possono essere di breve periodo (ad esempio la prorogando una scadenza già definita) o di lungo periodo (ad esempio revisionando il tasso di interesse di un finanziamento) e conducono alla classificazione di queste esposizioni come "forborne". Le esposizioni "forborne" sono soggette a specifiche previsioni in ottica di classificazione e, qualora le misure di concessione vengano applicate a esposizioni in bonis, rientrano nelle esposizioni in stage 2. Tutte le esposizioni classificate "forborne" sono monitorate da parte delle preposte funzioni aziendali. Queste funzioni verificano l'efficacia delle misure concesse, rilevando miglioramenti o peggioramenti nella situazione finanziaria del cliente successivamente alla concessione. Nel caso in cui, al termine del periodo di osservazione, la posizione rispetti tutti i criteri previsti dalla normativa, la stessa non è più considerata fra i crediti "forborne"; se, invece, tali criteri non sono rispettati l'esposizione continua a rimanere fra le esposizioni "forborne". Per quanto riguarda la classificazione forborne in seguito all'applicazione di accordi collettivi stipulati da associazioni di categoria oppure di determinate prescrizioni legislative (c.d. moratorie) si applicano

le indicazioni normative formulate dall'Autorità di Vigilanza in vigore al momento della concessione (Linee Guida EBA).

Una moratoria è considerata come tale qualora vengano soddisfatte tutte le seguenti condizioni:

  • ➢ si fonda su una legge nazionale (moratoria legislativa) o su un'iniziativa di esenzione dal pagamento non legislativa di un istituto di credito nell'ambito di un sistema di moratoria settoriale concordato o coordinato nel settore bancario o da una sua parte materiale, possibilmente in collaborazione con le autorità pubbliche (moratoria non legislativa);
  • ➢ si applica a un gruppo di debitori predefiniti sulla base di criteri generali;
  • ➢ prevede solo modifiche al piano dei pagamenti, in particolare sospendendo, posticipando o riducendo i pagamenti degli importi principali, degli interessi o delle rate, per un periodo di tempo predefinito e sono pertanto esclude le altre modifiche (es.: tasso d'interesse);
  • ➢ offre le stesse condizioni a tutte le esposizioni individuate dalla moratoria stessa;
  • ➢ non si applica ai nuovi contratti concessi dopo la data di annuncio della moratoria.

Con particolare riferimento alle richieste di moratorie pervenute, legislative oppure non legislative, l'applicazione della moratoria non induce alla classificazione automatica di un'esposizione come forborne, salvo che fosse già questa la classificazione dell'esposizione prima dell'applicazione della moratoria. Per tutta la durata della moratoria, le Unità Organizzative di primo livello continuano a valutare se ricorrano indicazioni di "improbabile adempimento" dei debitori soggetti alla moratoria tenendo conto del piano di pagamenti aggiornato per effetto dell'adesione alla moratoria e adeguando, di conseguenza, la classificazione del credito.

Inoltre, nel caso di concessioni operate per oltre nove mesi, si valuta ogni singola casistica procedendo alla classificazione forborne se fosse accertata la difficoltà finanziaria del cliente.

Il Gruppo Mediolanum ha effettuato nel corso dell'anno 2025, per le controparti oggetto di precedenti moratorie, la classificazione del credito in conformità con le politiche e le pratiche in essere, dando priorità alla valutazione delle controparti caratterizzate da difficoltà finanziarie a più lungo termine, portando all'insolvenza del debitore. Nell'ambito dei processi di monitoraggio periodico del portafoglio crediti, per la valutazione ai fini delle classificazioni non-performing, sono stati considerati prioritari i debitori che, una volta conclusa la moratoria, hanno registrato ritardi nei pagamenti oppure sono stati identificati dai sistemi automatici di rilevazione di anomalie esterne, in funzione della gravità dell'anomalia rilevata. Nell'ambito del framework di controllo predisposto dalla Funzione Risk Management, è presente una verifica massiva con lo scopo di identificare anomalie riconducibili alla corretta classificazione dello stato normativo e dell'attributo di forbearance, dando priorità alle iniziative con maggiore rilevanza rispetto allo stock del portafoglio crediti.

Esposizioni oggetto di concessioni deteriorate

Sono definite esposizioni creditizie oggetto di concessioni deteriorate le singole esposizioni per cassa e impegni revocabili e irrevocabili a erogare fondi che soddisfano la definizione di "Non-performing exposures with forbearance measures". Tali esposizioni rientrano, a seconda dei casi, tra le sofferenze, le inadempienze probabili oppure tra le esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate e non formano

una categoria a sé stante di attività deteriorate. Sono incluse anche le eventuali ristrutturazioni di esposizioni creditizie realizzate con un intento liquidatorio, da ricondurre fra le sofferenze.

C. OPERAZIONI DI CARTOLARIZZAZIONE

Il Gruppo non ha esposizioni derivanti da operazioni di cartolarizzazione proprie.

D. OPERAZIONI DI CESSIONE

A. Attività finanziarie cedute e non cancellate integralmente

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

Le attività finanziarie cedute e non cancellate sono relative ad operazioni di pronti contro termine con la Cassa di Compensazione e Garanzia.

E. Consolidato prudenziale – modelli per la misurazione del rischio di credito

Il Gruppo Bancario Mediolanum ai fini della misurazione del rischio di credito, in base all'ambito di attività, utilizza diversi modelli.

In particolare, sono stati sviluppati dei modelli quantitativi che, andando a recepire il framework normativo-regolamentare, vengono utilizzati ai fini contabili per la quantificazione dell'Expected Credit Loss (ECL).

Anche per il controllo andamentale del credito vengono utilizzati dei modelli gestionali di scoring il cui esito viene monitorato nell'ambito della reportistica istituzionale.

Infine, possono essere citati anche i modelli di simulazione prospettica che permettono di determinare, anche nell'ambito di condizioni avverse (stress-test) le differenti grandezze economiche e patrimoniali utili ai fini della determinazione del piano economico finanziario e la relativa determinazione delle soglie di risk appetite e risk tolerance.

Per maggiori dettagli si veda quanto specificato nei paragrafi precedenti.

1.2 - RISCHI DI MERCATO

1.2.1 RISCHIO DI TASSO DI INTERESSE E RISCHIO DI PREZZO – PORTAFOGLIO DI NEGOZIAZIONE DI VIGILANZA

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

A. Aspetti generali

Il rischio di mercato è definito come il rischio di subire delle perdite, anche rilevanti, legato allo sfavorevole andamento delle variabili di mercato capaci di influenzare il valore delle attività di investimento proprie delle società del Gruppo Bancario Mediolanum, quali i tassi di interesse, i tassi di cambio, i corsi azionari, la volatilità, gli spread per i titoli obbligazionari.

Il rischio così definito è fondamentalmente presente nell'attività che viene svolta nell'ambito delle unità con funzioni di tesoreria del Gruppo. Ai fini di vigilanza si configura in particolare sul perimetro delle attività classificate all'interno del portafoglio di negoziazione, per le quali il Gruppo Bancario Mediolanum adotta la metodologia standardizzata di calcolo del rischio di mercato.

All'interno del Gruppo Bancario Mediolanum, solamente Banca Mediolanum, Banco Mediolanum e Mediolanum Fiduciaria hanno strumenti classificati all'interno del portafoglio di negoziazione. Di queste entità, Banco Mediolanum e Mediolanum Fiduciaria hanno una posizione che non supera i limiti dell'Articolo 94 del Regolamento UE n. 575/2013 (e sue modifiche) e quindi godono della deroga per piccole operazioni attinenti al portafoglio di negoziazione.

Rientrano nel "portafoglio di negoziazione", come definito nella normativa prudenziale sui rischi di mercato, il portafoglio degli strumenti finanziari soggetto ai requisiti patrimoniali di riferimento. In

particolare, vengono collocati in tale portafoglio le posizioni finanziarie autorizzate alla gestione dell'attività di trading. Rispetto all'operatività bancaria gli obiettivi e le strategie sottostanti a tale attività di negoziazione, effettuate esclusivamente in conto proprio, risultano essere comuni ai principi applicati anche in altri ambiti gestionali, quali la diversificazione degli investimenti, il controllo del rischio e l'attenzione alle opportunità di mercato.

In particolare, le posizioni presenti nel portafoglio di trading sono rappresentate principalmente da posizioni in titoli obbligazionari e per una parte residuale in titoli azionari.

Come per gli altri portafogli bancari, il portafoglio di negoziazione è caratterizzato dalla predominanza di titoli di stato domestici rispetto ad altri emittenti, presentando di conseguenza un rischio di default in linea con il rischio paese di residenza. Coerentemente con il Banking Book, anche le posizioni di trading su titoli di stato esprimono un limitato profilo di rischio tasso come dimostra la bassa duration media dei portafogli.

Portafoglio di negoziazione, perimetro titoli di debito del Gruppo Bancario Mediolanum -

Dati puntuali

Portafoglio di Negoziazione (Eur/000)
Valore Bilancio 31/12/2024
Voce Bilancio Banca Banco Fiduciaria Gruppo Banca Banco Fiduciaria Gruppo
Attivo 1.143.034 796 25 1.143.855 347.633 829 25 348.487
Obbligazioni 1.142.051 25 1.142.076 299.600 25 299.624
Equity/Fondi 938 796 1.734 47.731 829 48.560
Derivati 45 45 303 303
Tassi di interesse 0
Valuta 45 45 303 303
Passivo 471 471 3 3
Obbligazioni
Equity/Fondi
Derivati 471 471 3 3
Equity 14 14
Tassi di interesse
Valuta 457 457 3 3

Come si può notare, il portafoglio di negoziazione a livello di Gruppo è composto quasi esclusivamente dalle posizioni di Banca Mediolanum. La composizione del portafoglio è data prevalentemente da posizioni di tipo obbligazionario. Nel corso del 2025 è stata venduta completamente la partecipazione in Nexi, che ha portato ad una riduzione notevole della posizione in equity.

B. Processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso di interesse e del rischio di prezzo

La Funzione Risk Management della Capogruppo, come già riportato in precedenza, garantisce l'uniformità delle metodologie di valutazione dei rischi finanziari in essere nelle diverse realtà operative e concorre alla definizione dei limiti di affidamento e massimali operativi. Ogni Società del Gruppo è tuttavia direttamente responsabile del controllo dei rischi assunti nel rispetto delle linee guida approvate dai rispettivi Consigli di Amministrazione seguendo il principio di congruenza tra la complessità degli attivi in gestione e le misure di rischio adottate. L'analisi del rischio mercato viene effettuata mediante indicatori sia di composizione di portafoglio (caratteristiche degli strumenti ammessi, caratteristiche degli emittenti etc..) sia di massima perdita potenziale (Value at risk) e Duration.

Il Value at Risk indica la massima perdita potenziale osservabile con un certo livello di probabilità α ed in un arco temporale definito: esso viene stimato mediante l'utilizzo del metodo della simulazione storica. Il metodo della simulazione storica, adottato da Banca Mediolanum, consiste nell'utilizzare variazioni storiche dei fattori di rischio cui il portafoglio è esposto e di calcolare una corrispondente distribuzione di perdita del portafoglio intero.

La Duration invece rappresenta una sensitivity del valore di uno strumento obbligazionario al variare dei tassi di interesse.

Come già evidenziato, i portafogli di negoziazione di Banco Mediolanum e Mediolanum Fiduciaria sono residuali rispetto a quelli di Banca Mediolanum. In sede di RAF vengono definiti due limiti per il portafoglio di negoziazione di Banca Mediolanum: VaR e Duration. Viene poi monitorata anche la P&L giornaliera realizzata dal portafoglio. Il perimetro di riferimento di questi indicatori è dato dalla componente obbligazionaria del portafoglio di negoziazione di Banca Mediolanum, in quanto risulta essere quella su cui si focalizza l'attività di Tesoreria. Di seguito viene riportata un'analisi riepilogativa delle grandezze monitorate sul portafoglio di negoziazione.

Di seguito invece riportiamo l'andamento della Duration, metrica che permette di misurare la sensitivity del portafoglio a variazioni dei tassi di interesse. Anche in questo caso l'andamento è coerente con l'andamento dei volumi del portafoglio.

1.2.2 RISCHIO DI TASSO DI INTERESSE E RISCHIO DI PREZZO – PORTAFOGLIO BANCARIO

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

A. Aspetti generali, procedure di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso di interesse e del rischio di prezzo

Il rischio di tasso d'interesse quantifica il potenziale impatto che variazioni inattese nella term structure di mercato possono determinare sui profitti correnti e sul valore del patrimonio netto della Banca. Questo rischio viene tipicamente monitorato in relazione alle posizioni incluse nel Banking Book.

Rientrano nel "portafoglio bancario" del Gruppo tutti gli strumenti finanziari non inclusi nel portafoglio di negoziazione, ovvero l'insieme delle poste di bilancio (attivo e passivo) e fuori bilancio che non sono detenute con finalità di trading. All'interno del Banking Book quindi si ritrovano gli impieghi, le fonti di finanziamento, gli assets classificati nel portafoglio HTC&S e la componente immobilizzata del portafoglio titoli (categoria IFRS: Held to Collect).

La BCE, come da attese, ha tagliato i tassi di 100bps nel primo semestre 2025 portando il Depo rate dal 3% al 2% in uno scenario in cui l'outlook economico è peggiorato e l'inflazione continua a rallentare in linea con le stime. La crescita si è deteriorata a causa dell'aumento delle tensioni commerciali, l'impatto dei dazi sull'inflazione sarà chiaro solo con il tempo. L'aumento dell'incertezza potrebbe impattare negativamente sulla fiducia e la volatilità sui mercati potrebbe avere un effetto restrittivo sulle condizioni finanziarie, tutti fattori che andrebbero a peggiorare l'outlook economico.

Secondo il business model adottato dalla banca, i titoli acquistati sono stati interamente classificati nel portafoglio HTC (Held to collect) che permette la sterilizzazione dei movimenti di mercato grazie alla valutazione al costo ammortizzato senza impatto patrimoniale o al risultato economico iscritto a bilancio.

Il perimetro considerato per l'investimento è stato circoscritto ai titoli obbligazionari governativi o emessi da entità sovranazionali perseguendo un obiettivo di diversificazione del portafoglio in termini di rischio di credito dell'emittente.

Sfruttando i movimenti di mercato è stata privilegiata la parte lunga della curva per gli acquisti di titoli di stato italiani, mentre per il resto dell'investimento, le compravendite si sono concentrate sul consueto orizzonte temporale di breve termine intorno ai 3 anni.

Portafoglio Obbligazionario HTC (Eur/000)
Valore Bilancio 30/06/2025 Valore Bilancio 31/12/2024
Voce Bilancio Banca Banco Gruppo Banca Banco Gruppo
Attivo 13.875.657 1.834.538 15.710.195 15.376.626 1.945.381 17.322.007
Obbligazioni 13.875.657 1.834.538 15.710.195 15.376.626 1.945.381 17.322.007
general governments 13.314.521 1.834.538 15.149.059 15.066.728 1.945.381 17.012.109
credit institutions 561.136 - 561.136 309.897 - 309.897

Portafoglio HTC&S (Eur/000)
Valore Bilancio 30/06/2025 Valore Bilancio 31/12/2024
Voce Bilancio Banca Banco Flowe Med Com MIF Gruppo Banca Banco Flowe Med Com MIF Gruppo
Attivo 454.061 0,4 1.000 69 236.356 691.486 345.675 0,4 1.000 39 126.408 473.123
Equity/Fondi 433.768 0,4 1.000 69 - 434.837 325.637 0,4 1.000 39 - 326.677
credit institutions 426.853 - - - - 426.853 318.724 - - - - 318.724
other financial 1.190 0,4 - - - 1.190 1.190 0,4 - - - 1.190
non-financial 5.725 - 1.000 69 - 6.794 5.723 - 1.000 39 - 6.762
Obbligazioni 20.293 - - - 236.356 256.649 20.038 - - - 126.408 146.447
general governments 20.293 - - - 236.356 256.649 20.038 - - - 126.408 146.447
credit institutions - - - - - - - - - - - -

Processo di Asset Liability Management

La gestione del rischio tasso calcolato sulle poste di bilancio rientra tra le attività tipiche dell'Asset Liability Management. La Capogruppo Banca Mediolanum ha scelto di utilizzare l'analisi con il metodo Full Evaluation richiesta agli Istituti c.d. "Significant" supervisionati dalla BCE e perciò, per ogni singolo rapporto, viene calcolato:

  • ➢ il valore economico attualizzando tutti i flussi di cassa futuri previsti contrattualmente (o previsti dal modello comportamentale),
  • ➢ il margine di interessi utilizzando dei tassi forward costruiti sulla curva dei tassi zero-coupon risk-free in un'ipotesi di constant balance sheet all'interno della finestra di analisi di 1 anno.

Tale analisi viene svolta sia in uno scenario base di mercato che nei sei scenari di shock secondo le linee guida pubblicate dall'EBA in materia di IRRBB (cfr. EBA/GL/2022/14), al fine di calcolare le metriche di monitoraggio del tasso: delta valore economico e delta margine di interesse.

Il rischio di tasso è presidiato attraverso la determinazione di limiti applicati ad entrambe le metriche di tasso. I limiti consolidati sono definiti in sede di Risk Appetite Framework (RAF) e approvati dal Consiglio di amministrazione della capogruppo, sono coerenti al contesto di strategia di bussiness e alle indicazioni regolamentari, sono definiti come il profilo di rischio che il Gruppo prevede di assumere nel corso dell'anno. Ai limiti consolidati di EVE e NII sensitivity di Gruppo si affiancano i limiti individuali secondo il processo di "cascading" dei limiti di RAF di Gruppo. Tali limiti individuali tengono conto delle caratteristiche dei portafogli della società controllata, con particolare riferimento ai volumi delle poste di bilancio, alle durate medie, alla tipologia di strumenti negoziati ed alla missione strategica della società stessa.

La Funzione Risk Management della capogruppo procede alla verifica mensile che i limiti approvati nel RAF siano rispettati a livello consolidato e la funzione Risk Management della controllata spagnola effettua il monitoraggio dei limiti individuali, previo confronto e comunicazione alla capogruppo. L'esito del monitoraggio è esaminato mensilmente nei Comitati endoconsiliari o manageriali nell'ambito della loro attività propositiva al Consiglio di amministrazione. Inoltre, il Gruppo si è dotato di un documento di policy interna (Policy Financial Risk), soggetto ad approvazione del CdA, che disciplina l'intero framework di gestione del rischio di tasso del Gruppo ed in particolare gli aspetti di governance, le metodologie in uso e la definizione degli scenari. Nell'ambito della policy sono definite le metodologie di misurazione dei rischi finanziari generati dal portafoglio bancario riferiti all'unica valuta rilevante del portafoglio banking book, ovvero l'euro. La Funzione di Audit, infine, assicura l'adeguatezza ed il rispetto della regolamentazione interna e quella emanata dall'autorità nazionale ed europea su base almeno annuale.

Per entrambe le metriche di misurazione del rischio tasso, il Gruppo modellizza le poste contrattualmente a vista (conti correnti clientela di raccolta) con un modello interno di valutazione che permette di quantificarne gli effetti di persistenza nel tempo e di imperfetta elasticità alla variazione dei tassi di mercato (effetto vischiosità), stimato sulle serie storiche interne dei comportamenti della clientela. La modellizzazione consiste nell'identificazione della parte "core" dei saldi, ossia l'importo del deposito che è stabile e quindi non istantaneamente rivalutabile anche in presenza di variazioni significative dei tassi. La componente stabile viene distribuita temporalmente secondo le scadenze dettate da un profilo di ammortamento anch'esso stimato, al fine di cogliere la reattività parziale e ritardata alle variazioni dei tassi di mercato. Infine, si considera un modello interno di riprezzamento che determina i livelli e l'andamento del tasso clientela come funzione di un parametro di mercato (Euribor 1M) per riuscire a cogliere soprattutto nella metrica dell'NII la vischiosità, l'asimmetria agli shock di mercato e il floor contrattuale a zero sui tassi alla clientela. Il modello è oggetto di monitoraggio continuo e di ristima annuale per recepire le variazioni delle masse e dei comportamenti della clientela nel tempo intercorse, nonché della normativa regolamentare di riferimento.

Le società controllate bancarie contribuiscono alle metriche di rischio tasso consolidato in proporzione alla loro rilevanza e secondo la quantità di poste sensibili al tasso che la loro strategia di business prevede.

Lo stato patrimoniale del Gruppo è caratterizzato da attività che sono prevalentemente composte da un portafoglio crediti principalmente indicizzato a tassi variabili con frequenti repricing e da un portafoglio di strumenti finanziari quasi equidistribuito tra titoli a tasso fisso e titoli a tasso variabile; le passività a sua volta sono caratterizzate da finanziamenti a tassi di mercato con collateralizzazione di titoli e dalla raccolta Retail contraddistinta da peculiari aspetti di stabilità e anelasticità.

Il rischio di tasso di interesse generato dal portafoglio bancario del Gruppo Banca Mediolanum, misurato mediante la sensitivity del valore economico +200 punti base dei tassi, ha registrato nel corso del primo semestre del 2025 un valore medio pari a -159 milioni, con un valore massimo pari a -175 milioni raggiunto alla fine di Aprile 2025.

La sensitivity del margine di interesse nell'ipotesi di variazione di -200 punti base dei tassi, ha registrato nel corso del primo semestre del 2025 un valore medio pari a -105 milioni, con un valore massimo pari a -122 milioni raggiunto alla fine di Maggio 2025.

1.2.3 RISCHIO DI CAMBIO

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di cambio

Rientrano nell'ambito di applicazione del seguente profilo di rischio tutte le attività e le passività (in bilancio e "fuori bilancio") in valuta, ivi incluse le operazioni in euro indicizzate all'andamento dei tassi di cambio di valute.

Per tali casistiche sono definiti dei limiti di esposizione al rischio di cambio in termini di controvalore della posizione netta delle principali divise di trattazione.

In considerazione dell'esigua operatività in operazioni che potrebbero essere impattate da rischio di cambio, questa tipologia di rischio risulta essere residuale; pertanto, la banca non procede ad analisi di dettaglio con scenari di stress dedicati.

B. Attività di copertura del rischio di cambio

Non sono presenti attività a copertura secondo la classificazione IAS/IFRS.

1.3 GLI STRUMENTI DERIVATI E LE POLITICHE DI COPERTURA

Il Gruppo presenta nel proprio portafoglio derivati finanziari di negoziazione di importo non significativo mentre alla data di redazione della presente relazione non sono presenti operazioni di copertura.

1.4 RISCHIO DI LIQUIDITÀ

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di liquidità

Per rischio di liquidità si intende l'incapacità della banca di far fronte tempestivamente e in modo economico ai suoi obblighi di pagamento nei tempi contrattualmente previsti. In funzione della possibile area di impatto, la prassi internazionale è solita operare una distinzione tra due tipologie di rischio di liquidità: funding liquidity risk e market liquidity risk. Per funding liquidity risk si intende il rischio che la banca non sia in grado di far fronte, secondo criteri di economicità, alle proprie uscite di cassa (sia attese che inattese) e alle esigenze di collateral, senza pregiudicare l'operatività quotidiana o la situazione finanziaria della banca stessa. Con market liquidity risk, invece, si intende il rischio che la banca non sia in grado di smobilizzare un'attività finanziaria senza incorrere in perdite in conto capitale a causa della scarsa liquidità del mercato di riferimento o di inefficienze nello stesso.

La predisposizione di un adeguato sistema di governo e gestione di tale rischio assume un ruolo fondamentale per il mantenimento della stabilità non solo della singola banca, ma anche del mercato, considerato che gli squilibri di una singola istituzione finanziaria possono avere ripercussioni sistemiche.

Il modello di gestione della liquidità del Gruppo Banca Mediolanum è strutturato in maniera tale da assicurarne adeguati livelli sia nel breve sia nel medio-lungo termine. Non sono ravvisabili criticità nelle condizioni di liquidità sugli orizzonti indicati grazie alle caratteristiche finanziarie (duration e profilo di rischio) degli strumenti presenti nell'attivo di bilancio e alla strategia di funding adottata.

Le funzioni aziendali della Capogruppo preposte a garantire la corretta applicazione delle Linee Guida e l'adeguatezza della posizione di liquidità del Gruppo sono, in particolare, la Direzione Gestione Finanza e Tesoreria e la Direzione Pianificazione Controller e Investor Ralations, responsabili nell'ambito dell'area Chief Financial Officer (CFO) della gestione della liquidità, e la Direzione Financial Risk Management, che nell'ambito dell'area Chief Risk Officer (CRO) ha la responsabilità diretta della misurazione del rischio di liquidità su base consolidata. La liquidità del Gruppo è gestita dalle citate strutture dell'area CFO attraverso un dettagliato presidio dei flussi di liquidità ed una costante interazione con le Business Unit, nel quadro dei relativi business plan mentre la Direzione Financial Risk Management ha la responsabilità diretta dei controlli di secondo livello e svolge un ruolo primario nella gestione e diffusione delle informazioni sul rischio di liquidità, contribuendo al miglioramento complessivo della consapevolezza del Gruppo sulla posizione in essere. In particolare, garantisce la misurazione verificando il rispetto dei limiti ed attivando, in caso di superamento degli stessi, le procedure di reporting nei confronti dei competenti Organi Societari e monitorando le azioni di rientro concordate in caso di eventuali sconfinamenti. La Funzione di Audit, infine, assicura l'adeguatezza ed il rispetto della regolamentazione interna e quella emanata dall'autorità nazionale ed europea su base almeno annuale.

Le metriche di misurazione e gli strumenti di attenuazione del rischio di liquidità, sono formalizzati nella Policy di Financial Risk mentre il presidio del rischio di liquidità avviene attraverso la definizione delle linee guida per l'implementazione del processo di monitoraggio degli indicatori riportati nel documento di Risk Appetite Framework (RAF). L'esito del monitoraggio è esaminato mensilmente nei Comitati endoconsiliari o manageriali nell'ambito della loro attività propositiva al Consiglio di amministrazione. Il sistema interno di controllo e gestione del rischio di liquidità è coerente e conforme alle specificità della banca e alle disposizioni normative sulla liquidità introdotte dall'Unione Europea sin da giugno

2013 e successivi aggiornamenti. In maniera più dettagliata e facendo riferimento ai documenti pubblicati, viene richiesto alle banche di rispettare il requisito minimo di copertura della liquidità di breve termine (Liquidity Coverage Ratio "LCR" > 100%), nonché il requisito minimo di liquidità strutturale (Net Stable Funding Ratio "NSFR" >100%), come stabiliti nell'ambito del Regolamento (UE) 575/2013, del Regolamento 2019/876, del Regolamento Delegato (UE) 2015/61 e della Direttiva 2019/878/UE, con relativi supplementi e modifiche. Completano il quadro normativo gli "Implementing Technical Standard" sviluppati dall'Autorità Bancaria Europea (EBA) e le Guidelines della BCE finalizzati ad accrescere l'armonizzazione regolamentare dell'Unione nel quadro del c.d. Meccanismo Unico di Vigilanza (SSM-Single Supervisory Mechanism ) che, sempre in tema di liquidità, ha previsto anche un esercizio di autovalutazione detto Internal Liquidity Adequacy Assessment Process (ILAAP), da condurre con periodicità annuale ai fini del Supervisory Review and Evaluation Process (SREP).

Gli strumenti qualitativi e quantitativi del modello di gestione del rischio di liquidità comprendono:

  • ➢ strumenti e metodologie per la misurazione del rischio di liquidità di breve termine (definizione del perimetro, costruzione della Maturity Ladder operativa, individuazione dello stock di attività prontamente liquidabili, etc.);
  • ➢ strumenti e metodologie per la misurazione del rischio di liquidità di medio/lungo termine (individuazione delle poste di bilancio rilevanti, identificazione delle principali fonti di funding, etc.);
  • ➢ definizione del framework di riferimento per lo sviluppo degli scenari (con relative ipotesi di stress test) per misurare e monitorare il rischio di liquidità di breve e medio/lungo termine;
  • ➢ definizione del piano di interventi per la gestione della liquidità in condizioni di crisi (Contingency Funding Plan), originati da fattori esogeni ed endogeni.
  • ➢ gestione della liquidità in situazione di crisi coerenti con le linee guida sul governo dei processi di gestione della crisi nell'ambito del Piano di Recovery e del Piano di Resolution.

In altri termini, il Gruppo Banca Mediolanum ha adottato un framework di controllo (con la relativa reportistica) che prevede monitoraggi con periodicità giornaliera, settimanale, mensile e trimestrale tale da supervisionare tutti gli aspetti della liquidità sia di breve termine che di medio-lungo termine, sia in condizioni di "normale corso degli affari" che simulando scenari di stress. Questi ultimi vengono adottati per quantificare immediate esigenze di rafforzamento (economico, patrimoniale, organizzativo o metodologico) oppure per arricchire con uno studio forward looking le analisi condotte sulla normale operatività. Gli stress test sono condotti sul perimetro consolidato e hanno diverse periodicità fissate in base alla dimensione del rischio da analizzare e allo scopo dell'esercizio.

Le metriche di rischio presidiate mensilmente riguardano la liquidità regolamentare (di breve periodo tramite il Liquidity Coverage Ratio e di medio-lungo periodo tramite il Net Stable Funding Ratio) e liquidità gestionale (indicatore Survival Period). Nell'ambito del rischio di liquidità regolamentare di breve e di medio-lungo periodo è opportuno precisare che la costruzione degli indicatori LCR e NSFR già incorpora specifici scenari di stress definiti dalla normativa di riferimento e non sono state introdotte ipotesi più severe di quelle già previste dal regolatore. Più precisamente, il Liquidity Coverage Ratio misura il rapporto tra la riserva di "attività liquide" dell'ente creditizio e i suoi "deflussi netti di liquidità"

nell'arco di un periodo di stress di 30 giorni di calendario (costruito dal regolatore ipotizzando una serie di frizioni nell'accesso al mercato interbancario e nell'esigibilità di determinate poste dell'attivo). Il Net Stable Funding Ratio misura il rapporto tra l'ammontare di provvista stabile disponibile e l'ammontare di provvista stabile obbligatoria. Tale indicatore è finalizzato a promuovere un maggiore ricorso alla raccolta stabile, evitando che l'operatività a medio e lungo termine possa dare luogo ad eccessivi squilibri da finanziare a breve termine. Il Survival Period è invece un indicatore interno finalizzato a misurare il primo giorno in cui la Posizione Netta di Liquidità (calcolata come differenza tra le Riserve di Liquidità disponibili e i deflussi netti) diventa negativa, indicando l'insufficienza di liquidità per coprire i deflussi netti simulati in uscita. Per questo scopo, sono stati ipotizzati due stress combinati: la mancanza di accesso alla raccolta interbancaria nei mercati finanziari e una tensione idiosincratica.

Analisi di stress annuali invece confluiscono nei resoconti di ILAAP, Recovery e Resolution, il cui processo prevede il confronto e il coinvolgimento con altre funzioni della Banca quali la Divisione Pianificazione, Controllo e Investor Relations e le unità di business come il Settore Gestione Finanziaria e Tesoreria. Si menziona inoltre la Funzione Internal Audit che esegue le verifiche, nell'ambito delle proprie attività di revisione, sugli esercizi di stress condotti.

La Funzione Risk Management sulla base delle richieste dell'autorità di Vigilanza o di analisi condotte su situazioni di mercato osservate valuta quali ipotesi di stress applicare, per verificare la robustezza della solvibilità della banca nell'arco temporale di monitoraggio, adottando, se necessario, anche shock di reverse stress test. Nei tre resoconti ILAAP, Recovery e Resolution, gli scenari di stress applicati includono crisi sistemiche e idiosincratiche con severità crescente, considerando alternativamente contesti come instabilità geopolitica, recessione globale, rischi climatici o rischi reputazionali. Nell'ambito del proprio framework di gestione del rischio di liquidità, il Gruppo Banca Mediolanum ha anche identificato un insieme di indicatori da monitorare per prevedere potenziali crisi di liquidità e ha definito interventi flessibili da attuare tempestivamente all'inizio di tali crisi. Il Contingency Funding Plan (CFP) garantisce l'identificazione dei segnali di preallarme, il loro monitoraggio mensile e la definizione di procedure e responsabilità aziendali da attivare in caso di tensioni sulla liquidità, sia sistemica che specifica.

La Capogruppo definisce le linee guida per la gestione integrata dei rischi a livello di Gruppo attraverso il documento di Risk Appetite Framework dove sono presenti gli indicatori strategici ed operativi per il rischio di specie; è responsabile della policy e della definizione delle modalità di rilevazione del rischio di liquidità e nell'ambito della sua attività di coordinamento, fornisce supporto alle società del gruppo per l'armonizzazione della reportistica di rischio.

Posizione di liquidità consolidata

La posizione di liquidità del Gruppo Banca Mediolanum si è mantenuta nel corso della prima metà del 2025 all'interno dei limiti di rischio previsti dalla vigente Policy di Liquidità. Entrambi gli indicatori di breve termine (LCR) e di lungo termine (NSFR) risultano ampiamente superiori ai requisiti regolamentari (100%) sostenuti da adeguate attività liquide di elevata qualità (HQLA) e dal significativo contributo di raccolta stabile retail. Nel corso della prima metà del 2025 l'LCR del Gruppo Banca Mediolanum ha

avuto una media del 430% e l'NSFR del 189%; Il valore medio delle complessive riserve HQLA disponibili a pronti è stato in media pari a 13,4 miliardi, composte da 94,5% da titoli governativi dell'area euro. Le periodiche prove di stress svolte hanno dimostrato agli Organi Aziendali che il Gruppo Banca Mediolanum possiede un avanzo di liquidità in grado di fronteggiare fuoriuscite di cassa straordinarie, evidenziando l'elevata solvibilità dell'istituto e un ampio margine di sicurezza per affrontare ipotetiche situazioni di tensione sulla liquidità. Il Survival Period ha evidenziato una capacità di sopravvivenza dell'istituto superiore a 17 mesi.

Il modello di finanziamento dell'istituto può essere rappresentato in maniera semplificata intorno a due macro-fonti di raccolta: raccolta retail e raccolta wholesale (garantita e non garantita). Nel 2025, la raccolta retail ha continuato a rappresentato il principale strumento di funding ed è stato destinato solo in parte alle forme di impiego con la medesima controparte, generando un "eccesso" di raccolta da tale fonte. Questo è stato mensilmente monitorato attraverso il rapporto impiego/raccolta retail, che si è mantenuto intorno a un valore medio del 60% circa. La liquidità "in eccesso" è stata prevalentemente investita in titoli di stato dell'area euro "eligible" sia a tasso fisso sia a tasso variabile ma mantenendo una duration di portafoglio intorno ai 2,3 anni. Altra fonte significativa di finanziamento per l'istituto è stata la raccolta proveniente dal mercato interbancario, utilizzando prevalentemente strumenti di finanziamento secured nella forma di operazioni di Repo Overnight.

Banco Mediolanum – Spagna

Banco Mediolanum dispone di una funzione di tesoreria interna indipendente che raccoglie liquidità tramite depositi di conti correnti al dettaglio, il mercato regolamentato REPO e il rifinanziamento con la Banca Centrale Europea. La banca utilizza limiti interni e regolamentari in linea con le linee guida definite dalla Capogruppo attraverso il documento di RAF e dispone di un'architettura robusta che permette la comunicazione dei propri dati di liquidità individuale su base giornaliera, consentendo alla Capogruppo di mantenere un forte controllo del rischio di liquidità a livello consolidato. Durante la prima metà del 2025, la banca ha rispettato tutti i limiti interni e regolamentari relativi al rischio di specie e non ci sono state operazioni infragruppo rilevanti.

1.5 RISCHI OPERATIVI

Nel 2024 è stato avviato un programma di adeguamento al nuovo Regolamento DORA (completato nel corso del 2025) che richiede di integrare la resilienza digitale a tutti i livelli sulla base di pilastri specifici quali: Risk Management, Incident Reporting, Resiliency Testing e Third Parties Risk Management.

Il Progetto, guidato dalla Capogruppo, è stato condotto a livello di Conglomerato. La Funzione Risk Management ha fornito informative specifiche al Consiglio di Amministrazione in relazione all'andamento del progetto ed ha aggiornato le Policy emanate dalla Capogruppo in ambito Rischio ICT e di Sicurezza e Rischio Terze Parti.

Il programma ha inoltre previsto, a seguito anche dell'On Site Inspection (OSI) in ambito ICT Risk, il completamento della riorganizzazione iniziata nel 2024 della Funzione Risk Management che ha rappresentato un passo significativo verso il rafforzamento del sistema di gestione dei rischi.

Tale riorganizzazione ha portato alla costituzione della nuova struttura denominata "Non Financial Risk Management", a diretto riporto del CRO, con l'intento di rafforzare il complessivo Framework di presidio dei rischi non finanziari. L'Unità di controllo si articola al suo interno in:

  • ➢ Unità di Staff Governance & Authorities Oversight Non Financial Risk Management: che definisce il framework complessivo di gestione dei Rischi non Finanziari e il modello di governance e controllo interno nell'ambito dei rischi non finanziari, presidiando l'attuazione del modello di Indirizzo e Coordinamento di Conglomerato per gli ambiti di competenza della Unità, secondo il modello di Governance di Conglomerato definito. L'unita collabora inoltre con le Autorità di Vigilanza per gli ambiti di competenza;
  • ➢ Unità Operational Risk Management: che definisce il framework di gestione dei Rischi Operativi e ne monitora l'attuazione. Tra le principali responsabilità, l'unità: (i) analizza le perdite originate dai rischi operativi, anche ai fini della definizione, con il supporto delle Unità Organizzative coinvolte, di piani di azione e interventi di mitigazione dei rischi operativi, monitorandone il completamento; (ii) valuta ex ante la rischiosità operativa e reputazionale (generic assessment) e/o esprime pareri preventivi, per quanto di sua competenza, sui progetti innovativi, sulle Operazioni di Maggior Rilievo o, in generale, in relazione alle iniziative con impatti significativi sui processi.
  • ➢ Unità Information & Security Risk Management: che definisce il framework della gestione dei rischi ICT e di sicurezza come parte del complessivo sistema di gestione dei rischi aziendali e ne monitora l'attuazione. Tra le proprie responsabilità, l'unità (i) valuta, in termini di disegno ed efficacia, le misure necessarie al fine di riportare il livello di rischio ICT e di sicurezza all'interno della «tolleranza al rischio» definita e approvata, ne verifica il corretto recepimento e ne misura nel continuo l'efficacia, (ii) partecipa al processo di classificazione, analisi e segnalazione dei gravi incidenti di Sicurezza Informatica, (iii) individua e valuta i rischi ICT e di sicurezza derivanti da importanti modifiche dei sistemi o dei servizi ICT, di processi e (iv) rendiconta verso gli Organi apicali l'andamento del Rischio ICT e di Sicurezza;
  • ➢ Unità Third Parties Risk Management: con il compito di definire, aggiornare e gestire il modello di governo, gestione e supervisione del Rischio delle terze parti. Tra le proprie responsabilità, l'Unità (i) contribuisce, coordinandosi con la funzione Compliance, alla definizione dei criteri di classificazione degli accordi contrattuali, (ii) individua e valuta i rischi connessi alle terze parti, tra i quali figurano i rischi ICT e di sicurezza, di distribuzione, disponibilità e protezione dei dati, operativi e giuridici, di concentrazione, etc., anche derivanti da importanti modifiche intervenute nei servizi offerti dalle terze parti (material change). Si occupa inoltre di relazionare annualmente il Consiglio di Amministrazione in merito ai rischi delle terze parti.

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio operativo

Il Gruppo Bancario Mediolanum definisce i rischi operativi come "il rischio che comportamenti illegali o inappropriati dei collaboratori, carenze o malfunzionamenti tecnologici, errori o carenze nei processi operativi e fattori esterni possano generare perdite economiche o danni patrimoniali e talvolta impatti di carattere legale - amministrativo".

In linea con quanto richiesto dalle normative di settore, Banca Mediolanum S.p.A. ha adottato e mantiene regolarmente aggiornato un framework per il controllo e la gestione dei rischi operativi.

Le società ambito di applicazione del modello di governance dei rischi operativi definito sono, in primis, Banca Mediolanum e le altre società facenti parte del Gruppo Bancario che, con presidi diretti o decentrati, adottano framework di controllo e gestione dei rischi operativi sviluppati in funzione della complessità delle attività svolte, dell'esposizione ai rischi operativi e delle indicazioni normativoregolamentari specifiche, nel rispetto del principio di proporzionalità.

Inoltre, per garantire omogeneità di approccio, anche ai fini di una corretta rilevazione e aggregazione dei dati di rischio a livello consolidato, modelli analoghi sono in uso presso le società del Gruppo Mediolanum non appartenenti al Gruppo Bancario.

La Funzione Risk Management è responsabile del presidio del rischio operativo e collabora con la Funzione Internal Audit per il controllo e la gestione dei rischi operativi rivenienti dall'operato della rete di vendita di Banca Mediolanum S.p.A.

Inoltre, si coordina con la Divisione Amministrazione, Contabilità e Bilancio per le verifiche di adeguatezza patrimoniale, a fronte dei requisiti di fondi propri per i rischi operativi di Banca Mediolanum S.p.A. e di Gruppo Bancario. La collocazione organizzativa della Funzione Risk Management, si basa sui principi di "separatezza" ed "indipendenza" rispetto alle linee operative, riportando direttamente agli organi aziendali della Capogruppo. Specifiche Funzioni di Risk Management sono, inoltre, presenti presso le principali Società del Gruppo, al fine di garantire una maggiore vicinanza al business, mantenendo presso la Capogruppo un ruolo di indirizzo e coordinamento.

Il framework di riferimento per la gestione e il controllo dei rischi operativi adottato dal Gruppo Bancario Mediolanum si articola nelle seguenti quattro fasi sequenziali:

    1. "Identificazione";
    1. "Misurazione";
    1. "Monitoraggio, Controllo e Reporting";
    1. "Gestione".

Ciascuna delle suddette fasi è caratterizzata da specifici obiettivi, modelli, metodologie e strumenti e viene attuata, dalle società del Gruppo, in funzione della complessità delle attività svolte, dell'esposizione ai rischi operativi e delle indicazioni normativo - regolamentari specifiche, nel rispetto del principio di proporzionalità.

L'identificazione dei rischi operativi rappresenta l'insieme delle attività di individuazione e raccolta delle informazioni relative ai rischi operativi attraverso il trattamento coerente e coordinato di tutte le fonti informative rilevanti, allo scopo di costruire una base informativa completa.

Le informazioni necessarie a tale fine riguardano:

  • ➢ valutazione quali-quantitative dell'esposizione ai rischi dei principali processi aziendali, nell'ambito del processo annuale di Risk Self Assessment;
  • ➢ dati interni di perdita, corredati con tutte le informazioni rilevanti ai fini della misurazione e della gestione dei rischi (inclusi recuperi di natura assicurativa e diretti), raccolti attraverso il processo di Loss Data Collection;
  • ➢ analisi preliminari dell'esposizione al rischio a fronte dell'ingresso in nuovi business o della sottoscrizione di nuovi contratti/ accordi commerciali, nonché a seguito di modifiche organizzative/ normative;
  • ➢ indicatori andamentali rappresentativi dell'operatività e dei rischi, chiamati internamente "Key Risk Indicators", base delle analisi gestionali e parte del modello di controllo.

La misurazione dei rischi operativi rappresenta l'insieme delle attività di analisi e valorizzazione della rischiosità, finalizzata alla conoscenza completa del profilo di rischio complessivo della Società e/o del Gruppo e delle sue componenti e alla quantificazione del capitale a rischio. Tale componente prevede:

  • ➢ la misurazione regolamentare dei rischi operativi, tramite il calcolo del capitale regolamentare per il Gruppo Bancario, la Banca e le Società Controllate che presentano obblighi di vigilanza prudenziale su base individuale;
  • ➢ la misurazione gestionale dei rischi operativi, con particolare riferimento al calcolo del capitale economico del Gruppo Bancario.

Le attività di monitoraggio, controllo e reporting sono diretta conseguenza delle preliminari fasi di identificazione e misurazione, che consentono di analizzare l'esposizione complessiva ai rischi operativi delle varie unità di business e di segnalare tempestivamente eventuali criticità riscontrate agli Organi Sociali, Comitati e funzioni aziendali delle Società che compongono il Gruppo.

La gestione dei rischi operativi rappresenta l'insieme delle attività di valutazione periodica delle strategie per il controllo e la riduzione dei rischi operativi allo scopo di decidere, in base alla natura e all'entità dei rischi stessi, se assumere o attuare politiche di mitigazione o trasferimento a terzi, in relazione alla propensione ai rischi operativi definita a livello aziendale.

Con riferimento alla Misurazione, si segnala che, a seguito dell'entrata in vigore (dal 1° gennaio 2025) delle modifiche alle disposizioni normative applicabili al Gruppo Bancario previste dalla CRR3 (Capital Requirements Regulation), dalla segnalazione regolamentare di marzo 2025 Banca Mediolanum e il Gruppo Bancario effettuano il calcolo del capitale regolamentare di Gruppo Bancario secondo lo "Standardised Approach (SA)".

Il progetto di Gruppo, nel cui ambito sono state definite le azioni per l'adeguamento alle modifiche normative citate, ha previsto sia la revisione del processo di Misurazione regolamentare che il potenziamento degli standard di Loss Data Collection definiti nel framework di controllo dei rischi operativi.

Rischi ICT e di Sicurezza

I principi in tema di Rischio ICT e di Sicurezza sono definiti sulla base della normativa di riferimento, di best practices di settore e in modo coerente con le metodologie di analisi dei rischi operativi, reputazionali e strategici della Società.

La gestione del Rischio ICT e di Sicurezza si sviluppa nelle seguenti macro-attività:

  • ➢ Governance del rischio ICT e di sicurezza: al fine di definire e mantenere aggiornati il processo, le metodologie, i modelli, le procedure operative in relazione ai cambiamenti del contesto, dell'organizzazione e delle strategie ICT della Società, ai cambiamenti normativi e all'evoluzione dei Rischi ICT e di Sicurezza applicabili;
  • ➢ Analisi e gestione del rischio ICT e di sicurezza: con l'obiettivo di stimare il Rischio ICT e di Sicurezza combinando valori di probabilità e impatto;
  • ➢ Monitoraggio e Reporting: al fine di definire e monitorare i KRI, predisporre la reportistica inerente all'esito delle attività di stima, condividere la documentazione relativa ai risultati del processo di analisi del Rischio ICT e di Sicurezza con i Referenti di Business, con la Funzione Compliance, con le funzioni apicali della Società.

Il modello di gestione del Rischio ICT e di Sicurezza si declina nei seguenti macro ambiti di intervento:

  • ➢ Analisi e gestione del Rischio ICT e di Sicurezza degli asset ICT
  • ➢ Analisi e gestione del Rischio ICT e di Sicurezza dei progetti con le seguenti due declinazioni:
    • Iniziative progettuali;
    • Asset ICT oggetto di un'iniziativa progettuale.

Ogni ambito di intervento è caratterizzato da uno specifico modello di analisi del rischio per il quale, nel corso del 2025, è stata avviata la fase di ramp-up.

Rischi Terze Parti

Le attività di gestione delle Terze Parti si applicano a tutti gli accordi di affidamento ad un fornitore, interno o esterno al Gruppo, che avvengono in base ad un contratto per l'esecuzione continuativa di specifici servizi ed attività delle società del Gruppo Mediolanum di diversa natura (ICT e non ICT), pur continuando queste ultime ad assumersi la responsabilità nei confronti della clientela, di tutti gli altri soggetti interessati e delle Autorità di Vigilanza. In generale, la scelta di ricorrere all'impiego di servizi continuativi erogati da terze parti deve essere presa in coerenza con le strategie aziendali e con la propensione al rischio della Società, valutando i possibili rischi collegati all'operazione e le misure idonee alla mitigazione degli stessi, oltre alle potenziali ricadute sulla Società e, se del caso, sul Gruppo. A tal fine i principi generali di governo del rischio delle Terze Parti devono essere garantiti in tre precisi momenti e definiscono ciò che è necessario esercitare al fine di verificare:

➢ le capacità dello stesso ad erogare i servizi attesi;

  • ➢ i rischi connessi alle attività in perimetro;
  • ➢ la rispondenza delle prestazioni offerte nel continuo con quanto previsto dall'accordo contrattuale e dagli standard qualitativi interni della Società.

Ogni ambito di intervento è caratterizzato da un modello di analisi del rischio per il quale, nel corso del 2025, è stata avviata la fase di ramp-up.

Nel coso del primo semestre 2025, è stato inoltre oggetto di presentazione nei confronti del Consiglio di Amministrazione il primo reporting in ambito Rischio terze parti, definito e predisposto in accordo con quanto stabilito nella Policy in materia di gestione del rischio delle terze parti, nonché nel Framework metodologico in materia di rischio delle terze parti. L'obiettivo è consistito nell'informare gli Organi aziendali in merito al livello di esposizione al rischio terze parti derivante dagli accordi di servizio continuativo sottoscritti con terze parti classificati come outsourcing e non outsourcing.

INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

Nel primo semestre del 2025 è stato avviato il processo annuale di Risk Assessment: informazioni quantitative sul relativo esito verranno fornite nel Bilancio al 31/12/2025.

Con riferimento alle perdite da eventi di rischio operativo rilevate nel primo semestre dell'esercizio, la tipologia di evento più significativa è stata Clienti, Prodotti e Prassi Professionali, che include le perdite connesse a inadempienze relative a obblighi professionali verso i clienti e il mercato in generale e alla configurazione e/o prestazione di servizi e fornitura di prodotti eseguita in maniera negligente o non conforme alle normative, anche interne.

Il totale delle perdite operative lorde del Gruppo Bancario ammonta a 5,8 milioni di euro e l'incidenza delle perdite sopra descritte rispetto al totale ammonta al 36%: a livello di Gruppo Mediolanum le perdite lorde si attestano invece a 6,0 milioni di euro e in questo caso la percentuale di incidenza scende al 35%.

SEZIONE 3 – RISCHI DELLE IMPRESE DI ASSICURAZIONE

Premessa

Rischi del Gruppo Assicurativo Mediolanum

Per le informazioni di natura qualitativa relativamente al framework di gestione dei rischi delle imprese di assicurazione si rimanda all'informativa riportata nel capitolo della premessa del bilancio consolidato.

Di seguito, si riporta l'indice di copertura del Requisito Patrimoniale di Solvibilità (SCR) e del Requisito Patrimoniale Minimo (MCR), di Mediolanum Vita e di Mediolanum Assicurazioni al 30 giugno 2025.

MEDIOLANUM VITA MEDIOLANUM ASSICURAZIONI
Euro/Migliaia 30/06/2025 30/06/2025
Fondi Propri ammissibili 2.546.333 124.416.106
SCR 1.236.417 53.079.475
Solvency Ratio SCR 205,90% 234,40%
Euro/Migliaia 30/06/2025 30/06/2025
Fondi Propri ammissibili 2.546.333 124.416.106
MCR 321.692 22.715.374
Solvency Ratio MCR 791,50% 547,70%

3.1 RISCHI ASSICURATIVI

Rischi tecnici_Gruppo Assicurativo

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

Per le informazioni di natura qualitativa relativa ai rischi assicurativi si rimanda a quanto riportato nella premessa presente nel bilancio consolidato.

3.2 RISCHI FINANZIARI

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

Nei rischi finanziari vengono fatti rientrare:

  • ➢ Rischi di mercato;
  • ➢ Rischio di credito;
  • ➢ Rischio Insolvenza Controparti Riassicurative.

3.2.1 Rischi di Mercato

L'art.13 punto 31) della Direttiva 2009/138/EC definisce il rischio di mercato come il rischio di perdita o di variazione sfavorevole della situazione finanziaria derivante, direttamente o indirettamente, da oscillazioni del livello e della volatilità dei prezzi di mercato delle attività, delle passività e degli strumenti finanziari.

Le tre compagnie del Gruppo Assicurativo Mediolanum hanno adottato tale definizione identificando e classificando in questa categoria i seguenti rischi:

  • ➢ Rischio Tasso d'Interesse;
  • ➢ Rischio Azionario;
  • ➢ Rischio Valutario;
  • ➢ Rischio immobiliare;
  • ➢ Rischio Spread;
  • ➢ Rischio di Concentrazione di mercato.

Rischio di tasso di interesse

Il rischio di tasso esiste per tutte le attività e le passività il cui valore è "sensibile" ai cambiamenti nella struttura a termine dei tassi d'interesse o della volatilità dei tassi d'interesse. Questo vale per le strutture a termine sia reali sia nominali. Le attività sensibili ai movimenti dei tassi d'interesse comprendono investimenti a reddito fisso (fixed-income), strumenti di finanziamento (ad esempio prestiti), presiti su polizze, derivati su tassi d'interesse ed eventuali attività d'assicurazione.

Rischio azionario

Il rischio azionario deriva dal livello o dalla volatilità dei prezzi di mercato per i titoli azionari. L'esposizione al rischio azionario si riferisce a tutte le attività e le passività il cui valore sia sensibile alle variazioni dei prezzi azionari. Tale rischio rappresenta il principale contributo al profilo di rischio del Gruppo Assicurativo Mediolanum in considerazione dell'elevata esposizione degli asset a copertura dei prodotti unit linked verso il mercato equity.

Rischio valutario

Il rischio valutario deriva da variazioni del livello o della volatilità dei tassi di cambio. Le imprese possono essere esposte al rischio valutario derivante da varie fonti, compresi i loro portafogli d'investimento, nonché le attività, le passività e gli investimenti in imprese collegate.

Per il Gruppo Assicurativo Mediolanum, l'esposizione verso il rischio di cambio si dimostra essere elevata a causa degli investimenti in valuta degli strumenti finanziari sottostanti i fondi assicurativi delle polizze Unit Linked in portafoglio.

Rischio immobiliare

I rischi immobiliari nascono a causa della sensibilità di attività, passività ed investimenti finanziari al livello o alla volatilità dei prezzi di mercato degli immobili.

I seguenti investimenti sono trattati come immobili e i loro rischi sono considerati in accordo con il sottomodulo del rischio immobiliare:

  • ➢ terreni, immobili e diritti sui beni immobili;
  • ➢ partecipazioni dirette o indirette in società immobiliari che producono un reddito periodico, o che sono altrimenti volti ai fini dell'investimento;
  • ➢ investimenti immobiliari per l'uso proprio dell'impresa di assicurazione.

Gli immobili di proprietà del Gruppo Assicurativo annualmente vengono sottoposti a perizia.

Rischio spread

Il rischio spread è la parte di rischio che riflette le variazioni del valore delle attività, delle passività e degli strumenti finanziari a causa di un cambiamento nel livello o nella volatilità degli spread creditizi rispetto alla struttura a termine del tasso privo di rischio. Il rischio spread si applica almeno alle seguenti classi di attività finanziarie: Corporate bond di qualità creditizia elevata (investment grade) e Corporate bond ad alto rendimento.

Inoltre, il rischio spread è applicabile a tutti i tipi di titoli garantiti da attività (asset-backed), nonché a tutti i segmenti di prodotti strutturati di credito come obbligazioni di debito garantite. Il rischio spread copre, in particolare, derivati di credito, ad esempio, ma non solo, credit default swaps, total return swaps e credit linked notes. Il rischio spread comprende anche il rischio di credito di altri investimenti rischiosi includendo in particolare: partecipazioni; titoli di debito emessi da e verso imprese collegate e le imprese con cui l'impresa di assicurazione ha un legame di partecipazione; titoli di debito e altri titoli a reddito fisso; partecipazioni in fondi comuni. Deve esser comunque sottolineato come il requisito per il rischio di credito in ambito Solvency II non includa il rischio di credito derivante da esposizioni in titoli di stato.

Rischio di concentrazione di mercato

Il rischio di concentrazione di mercato in materia d'investimenti finanziari deriva dalla accumulazione delle esposizioni con la medesima controparte. Il rischio di concentrazione si estende alle attività impattate dal rischio azionario, dal tasso d'interesse e spread e dal rischio di proprietà ed esclude le attività oggetto del modulo del rischio d'inadempimento di controparte. Essa non comprende altri tipi di concentrazione (ad esempio per area geografica, settore industriale, etc.).

Monitoraggio del Rischio di Mercato

In ambito Solvency II il monitoraggio dei rischi di mercato avviene attraverso il controllo del rispetto dei limiti di rischio definiti nel Risk Appetite Framework (RAF).

Il Gruppo Assicurativo ha deciso di analizzare e monitorare solo quei rischi di mercato che risultano significativamente rilevanti in termini di impatto quantitativo sul calcolo del requisito di capitale regolamentare.

Come riportato nel RAF e a cui si rimanda per maggior approfondimento, le classi di rischio di mercato oggetto di monitoraggio sono:

  • ➢ Azionario;
  • ➢ Valutario;
  • ➢ Tasso di interesse;
  • ➢ Rischio spread.

Il Monitoraggio almeno trimestrale degli indicatori di rischio e della stima del Solvency Ratio ha lo scopo di assicurare il costante presidio delle esposizioni ai rischi e il rispetto dei livelli di tolleranza.

Nell'ambito del portafoglio delle Riserve Tradizionali del business vita, è altresì valutato periodicamente il rischio di mismatching tra le poste del passivo e quelle dell'attivo tramite un modello di Asset Liability Management. Lo strumento consente per mezzo di reportistica sviluppata "ad hoc" di monitorare gli effetti nel lungo periodo delle possibili scelte di gestione dell'attivo, sul grado di redditività e solvibilità di Mediolanum Vita.

Per quanto riguarda Mediolanum International Life si precisa che il relativo portafoglio è quasi interamente costituito da titoli a tasso fisso.

3.2.2 Rischio di Credito

Il rischio di credito rappresenta la possibilità che si verifichi, durante la vita di uno strumento finanziario, collegato al prodotto assicurativo, un evento che modifichi la capacità di rimborso (il cosiddetto merito creditizio) di una controparte (emittente) facendo così variare il valore della posizione creditizia stessa. Il rischio di credito può essere suddiviso in due componenti: il rischio di insolvenza e il rischio di migrazione. Il primo riguarda la possibilità di non incassare totalmente un certo numero di pagamenti futuri, come conseguenza, appunto, dell'insolvenza del debitore; il secondo riguarda il rischio di riduzione del valore del titolo conseguente al deterioramento del merito creditizio del debitore stesso. Il rischio di controparte deriva principalmente dall'attività in derivati tipica di alcuni prodotti vita di ramo terzo. In particolare, allorché la controparte dell'operazione OTC incorra in un deterioramento della propria solidità patrimoniale che comporti eventualmente il default, potrebbe non adempiere agli obblighi derivanti dalla negoziazione di tale strumento. Tale rischio risulta monitorato tramite l'adempimento alla normativa europea EMIR (European Market Infrastructure Regulation). Il rischio di credito può emergere principalmente dal rischio emittente a seguito del default dei titoli in portafoglio. Si segnala che il portafoglio titoli per le due compagnie italiane è caratterizzato dalla prevalenza di investimenti in titoli di stato domestici rispetto ad altri emittenti comportando di fatto una esposizione al rischio di default non rilevante.

3.2.3 Rischio Insolvenza Controparti Riassicurative

Il rischio di insolvenza di controparti riassicurative è il rischio di un possibile default di una controparte che intrattiene con la Compagnia rapporti di riassicurazione passiva di portafoglio.

Per quanto concerne Mediolanum Vita, considerando che per quanto concerne la riassicurazione a premi commerciali le riserve tecniche sono in deposito presso la Compagnia stessa (rendendo pressoché nullo il rischio di insolvenza), si segnala che la policy di riassicurazione adottata dalla medesima prevede che il rating minimo richiesto ad una società di riassicurazione per poter stipulare un trattato sia A-.

Per quanto concerne Mediolanum Assicurazioni, si ricorda che la Compagnia può stipulare contratti con riassicuratori con le seguenti caratteristiche:

  • ➢ Rating minimo BBB;
  • ➢ Appartenenti a Gruppi o conglomerate con Rating minimo BBB;
  • ➢ Limite massimo di impegno per Riassicuratore con rating BBB, pari al 30%;
  • ➢ Limite massimo di impegno per Riassicuratore con rating superiore a BBB è pari al 60%;
  • ➢ I limiti d'impegno sono da considerarsi come il massimo grado di concentrazione del rischio su base Gruppo;
  • ➢ I limiti minimi di rating sono da intendersi sia per rischi short che long tail;
  • ➢ Si privilegiano riassicuratori appartenenti a grandi Gruppi europei;
  • ➢ Nel caso di prodotti a copertura di rischi catastrofali specifici, il limite d'impegno per Riassicuratore potrà essere derogato e comunque non superiore al 95%;
  • ➢ I limiti di cessione precedentemente descritti potranno essere derogati in condizioni particolari come, ad esempio, nel caso di nuove linee di business o di rischi specifici per la Compagnia, previa valutazione da parte del Risk Management di Compagnia.
  • ➢ Per la commercializzazione di garanzie accessorie, non gestite direttamente dalla Compagnia sarà possibile acquisirle anche attraverso dei Trattati di Riassicurazione. In tal caso, se per tali Trattati non fossero disponibili delle valutazioni ufficiali di rating, si potrà fare ricorso ad altre valutazioni per la definizione di un rating equivalente, previa validazione da parte della Funzione Risk Management.

La Compagnia svolge continua attività di monitoraggio sulla qualità dei Riassicuratori con Trattati in corso e comunica tempestivamente al Consiglio di Amministrazione eventuali modifiche del rating o di eventuali superamenti dei limiti massimi d'impegno. La lista dettagliata dei Riassicuratori viene aggiornata annualmente nell'ambito del Piano delle Cessioni dell'esercizio in corso.

3.3 ALTRI RISCHI INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

Rischio di Liquidità

Per rischio di liquidità si intende il rischio in cui la compagnia può incorrere quando deve fare fronte a impegni di cassa (previsti o imprevisti) e non è sufficiente la liquidità disponibile.

Tra le cause che possono generare una momentanea carenza di liquidità si individuano:

  • ➢ l'ammontare dei flussi finanziari in uscita superiore ai flussi di cassa in entrata;
  • ➢ scarsa liquidabilità degli investimenti;
  • ➢ potenziali mismatch delle scadenze dei flussi finanziari (cash flow-matching).

Il rischio di liquidità non si limita al controllo delle voci riferite alle disponibilità prontamente liquide, ma è anche connessa alla possibilità di liquidare investimenti presenti in portafoglio ("vendita forzata"), prendendo in considerazione la potenziale perdita economica e patrimoniale derivante dalla vendita. Nel medio termine è prevista la possibilità di coprire il rischio di liquidità anche mediante l'emissione di debito. Tuttavia, il rischio derivante da queste operazioni è definito come la possibilità di non avere accesso al mercato o averlo solamente a costi eccessivi.

Le attività il cui rischio è a carico degli assicurati implicano un rischio di liquidità basso e/o trascurabile, in quanto gli attivi sono investiti in quote di fondi OICVM prontamente liquidabili e la liquidazione al cliente avviene solo successivamente al disinvestimento delle quote stesse, come previsto dalle condizioni contrattuali. In particolare, i contratti linked sono caratterizzati da un rischio di liquidità più limitato rispetto ai prodotti tradizionali con tasso garantito a causa della diminuzione del valore degli asset e dei possibili haircut che viene riconosciuto interamente sulle prestazioni assicurative.

In accordo con la Politica di Gruppo sulla Gestione del Rischio di liquidità anche di Gruppo Assicurativo, al fine di garantire un corretto monitoraggio del rischio, sono verificati, almeno trimestralmente, gli scostamenti dell'indicatore di liquidità di Gruppo rispetto ad i limiti definiti.

Rischio strategico

Con riferimento al disposto dell'art 19 lettera i) del Regolamento Ivass n.38 il rischio strategico è considerato come l'eventualità attuale e prospettica di flessione degli utili o del capitale derivante da: assunzione di decisioni "strategiche" errate;

  • ➢ un'inadeguata attuazione delle decisioni strategiche stabilite;
  • ➢ una scarsa reattività alle variazioni del contesto competitivo e di mercato.

Il Gruppo Assicurativo Mediolanum e le singole compagnie che lo costituiscono formalizzano il Risk Appetite Framework, che prevede la definizione di obiettivi di Risk appetite, soglie di Risk Tolerance e limiti di Risk Capacity coerenti con i singoli piani strategici e che consentono agli organi di governo aziendali un efficace e continuo monitoraggio del profilo di rischio effettivo rispetto a quello previsto. Mediolanum Vita e le altre società del Gruppo Assicurativo identificano altresì, per il tramite delle strutture ad hoc incaricate, i rischi di natura ambientale e sociale (cd ESG), la cui valutazione e gestione è effettuata, inoltre, anche a livello di Conglomerato Mediolanum

Rischio di non conformità

Il Gruppo Assicurativo Mediolanum, attraverso la Funzione di Compliance, ha identificato e valutato i rischi di non conformità alle norme come il rischio di incorrere in sanzioni giudiziarie o amministrative, subire perdite o danni reputazionali in conseguenza della mancata osservanza di leggi, regolamenti e norme europee direttamente applicabili o provvedimenti delle Autorità di vigilanza ovvero di norme di autoregolamentazione, quali statuti, codici di condotta o codici di autodisciplina; rischio derivante da modifiche sfavorevoli del quadro normativo o degli orientamenti giurisprudenziali.

Il rischio di non conformità è presidiato, secondo un approccio risk based, dalla Funzione Compliance in rispondenza al modello di Compliance descritto nell'ambito della normativa interna di riferimento e oggetto di periodica revisione e aggiornamento.

Rischio operativo

Con riferimento al disposto dell'art 1, comma1, lettera vv-bis 5) del Codice delle Assicurazioni Private, per rischio operativo deve intendersi: "il rischio di perdite derivanti dall'inadeguatezza o dalla disfunzione di procedure interne, risorse umane o sistemi oppure da eventi esogeni".

In tale definizione è importante sottolineare l'inclusione del rischio legale, ma non quello strategico né reputazionale.

Nel rischio operativo viene inoltre gestito il rischio informatico tramite un articolato processo che mira a identificare le vulnerabilità del sistema informatico, le possibili minacce e la relativa probabilità di accadimento, nonché a stimare i potenziali danni provocati dal manifestarsi di insiemi omogenei di minacce, definiti "scenari". Il rischio informatico è il rischio di incorrere in perdite economiche, di reputazione e di quote di mercato in relazione all'utilizzo di tecnologia dell'informazione e della comunicazione.

Il rischio operativo tiene conto dell'importo delle spese annuali sostenute in relazione dei rischi/obblighi assicurativi assunti dalle singole Società.

Si definisce perdita operativa l'insieme degli effetti economici negativi, al netto dei recuperi e superiori a soglie minime appositamente scelte, derivanti dall'accadimento di un evento operativo. Le perdite rilevanti ai fini normativi sono solo le perdite effettive, sia dirette sia indirette, caratterizzate da certezza della quantificazione dell'ammontare in quanto passati a conto economico.

Nel rischio operativo è ricompreso anche il Conduct Risk che può essere definito in linea generale come "il corrente o potenziale rischio di incorrere in perdite economiche generato dalla fornitura inadeguata di servizi finanziari, compresi i casi di dolo o negligenza". L'approccio al Conduct Risk prevede una chiara interrelazione tra strategie di business e di condotta dell'istituzione finanziaria e dei Family Banker, tenuto conto dei valori e della mission aziendale.

In merito al rischio informatico sono inoltre monitorati almeno trimestralmente gli indicatori di rischio definiti nel Risk Appetite Framework.

Rischio reputazionale

Con riferimento al disposto dell'art 19 lettera h) del Regolamento Ivass n.38, il Gruppo Assicurativo Mediolanum e le singole società che lo costituiscono riconoscono che la reputazione è un valore

imprescindibile alla base del rapporto fiduciario con la clientela e della propria credibilità verso il mercato. Il rischio reputazionale è presidiato attraverso:

  • ➢ l'identificazione e l'esplicitazione dei valori ai quali l'intera organizzazione si deve ispirare;
  • ➢ la promozione di una cultura aziendale basata su principi etici di onestà, correttezza e rispetto delle norme a tutti i livelli dell'organizzazione;
  • ➢ l'adozione di un modello di governo e controllo del rischio di reputazione.

Il rischio di reputazione può, infatti, discendere da una pluralità di fattori, tra cui rilevano la manifestazione di eventi di rischio operativo, la violazione di norme sia interne sia esterne, la qualità delle comunicazioni interna ed esterna veicolata anche attraverso nuovi media, e/o altri strumenti di comunicazione digitale, nonché altre circostanze che possano minare la reputazione del Gruppo, nel suo complesso, e delle singole compagnie che lo compongono.

Rischio contagio

Il rischio contagio viene definito come quel rischio derivante da situazioni di difficoltà che insorgano in un'entità del Gruppo Banca Mediolanum Spa e che possano propagarsi con effetti negativi sulla situazione patrimoniale, economica o finanziaria del Gruppo Assicurativo che ne fa parte.

La Capogruppo Mediolanum Vita ha identificato come principale rischio di contagio la riduzione/perdita della rete di vendita.

Si ricorda infatti che, i prodotti assicurativi di Mediolanum Vita, Mediolanum Assicurazioni e Mediolanum International Life Branch Italia vengono collocati dalla rete di vendita di Banca Mediolanum, mentre per quanto concerne la Branch Spagnola i prodotti sono collocati dalla rete di vendita di Banco Mediolanum S.A..

Il rischio contagio viene valutato ai fini ORSA ipotizzando un impatto del fattore di rischio rete sia sui volumi di nuova produzione che sul portafoglio "in force".

PARTE F – INFORMAZIONI SUL PATRIMONIO CONSOLIDATO

SEZIONE 1 – IL PATRIMONIO CONSOLIDATO

Fondi Propri utili ai fini di Vigilanza al 30 giugno 2025 del Gruppo Bancario Mediolanum

Il Gruppo Bancario Mediolanum attribuisce un ruolo prioritario al monitoraggio del patrimonio. Al fine di rispettare le prescrizioni normative degli organismi di Vigilanza sovranazionali e nazionali, il Gruppo Bancario Mediolanum adotta misure idonee al rispetto di tali prescrizioni.

L'attività di monitoraggio del patrimonio del Gruppo concorre a prevenire l'insorgere di eventuali situazioni di tensione. Tale attività è demandata all'organo con funzione di supervisione strategica (Consiglio di Amministrazione) a cui sono attribuite le funzioni di indirizzo della gestione del Gruppo e

ha il compito di definire le linee guida di indirizzo delle varie funzioni operative con le relative attribuzioni di profilo di rischio accettabile (formalizzato nel documento Risk Appetite Framework - RAF). Il RAF, rivisto periodicamente, costituisce il quadro di riferimento che determina la propensione al rischio, le soglie di tolleranza, i limiti di rischio, le politiche di governo dei rischi, i processi di riferimento per definirli ed attuarli, in coerenza con il massimo assumibile (risk capacity).

Al 30 giugno 2025 i ratios del Gruppo Bancario Mediolanum sono ampiamente al di sopra delle soglie regolamentari.

SEZIONE 2 – I FONDI PROPRI E I COEFFICIENTI DI VIGILANZA BANCARI

I Fondi Propri del Gruppo Bancario Mediolanum al 30 giugno 2025 ammontano a 3.446,4 milioni di euro (31.12.2024: 3.338,9 milioni di euro) e sono così ripartiti:

  • ➢ Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 CET 1) pari a 3.446,4 milioni di euro (31.12.2024: 3.338,9 milioni di euro);
  • ➢ Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1 AT1) pari a zero (31.12.2024: pari a zero);
  • ➢ Capitale di classe 2 (Tier 2 T2) pari a zero (31.12.2024: pari a zero).

Gli RWA – Risk weigheted assets sono pari a 15.361,6 milioni di euro (31.12.2024: 14.108,4 milioni di euro).

PARTE H – OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

Il Consiglio di Amministrazione di Banca Mediolanum ha deliberato l'aggiornamento del documento denominato "Policy di Gruppo per la gestione delle operazioni con Parti Correlate di Banca Mediolanum, Soggetti Collegati del Gruppo Bancario Mediolanum ed Esponenti Bancari ex art. 136 TUB" a cui si rimanda per opportuni approfondimenti ed ha adottato un "Regolamento del processo per la gestione delle operazioni con Parti Correlate di Banca Mediolanum, Soggetti Collegati del Gruppo Bancario Mediolanum ed Esponenti Bancari ex art.136 TUB" per la gestione delle operazioni con Parti correlate e Soggetti collegati nel rispetto delle procedure previste dalla normativa. Tale documento serve a disciplinare possibili conflitti d'interesse in operazioni che coinvolgono soggetti vicini si centri decisionali dell'impresa, in ottemperanza al Regolamento Consob n. 17221/2010 e successive modifiche, e della Circolare di Banca d'Italia n. 285.

Al 30 giugno 2025 il Gruppo Mediolanum ha intrattenuto rapporti con parti correlate. Tali rapporti rientrano nella normale operatività delle società appartenenti al Gruppo Mediolanum e sono regolati a condizioni di mercato.

In conformità a quanto previsto dal principio contabile IAS 24, le parti correlate del Gruppo Mediolanum sono rappresentate:

  • ➢ dalle società FinProg di proprietà integrale della Famiglia Doris e dalla società Fininvest facente capo a Pier Silvio Berlusconi e Marina Elvira Berlusconi;
  • ➢ dai dirigenti "con responsabilità strategiche" e dai familiari stretti dei "dirigenti con responsabilità strategiche" e le società controllate, anche congiuntamente, dal dirigente con responsabilità strategiche o da loro stretti familiari;
  • ➢ dall'Amministratore Delegato, dagli altri componenti del Consiglio di Amministrazione e dai Sindaci, e dai familiari stretti e le società controllate, anche congiuntamente.

1. Informazioni sui compensi dei dirigenti con responsabilità strategica

Euro/migliaia Amministratori,
Direttori, Vice Direttori
Generali e Sindaci
Altri dirigenti con
responsabilità
strategiche
Emolumenti e contributi sociali (6.976) (1.459)
Altri Compensi (190) (13)

2. Informazioni sulle transazioni con parti correlate

Di seguito si riportano i saldi creditori e debitori in essere al 30 giugno 2025 nei confronti di parti correlate, diverse da quelle infragruppo.

Euro/migliaia 30/06/2025
Voci dell'Attivo
Crediti verso clientela 42.312
Altre attività 6
Voci del Passivo
Debiti verso clientela 228.448
Altre Passività 4.743
Garanzie rilasciate e impegni dati 160
Euro/migliaia 30/06/2025
Voci di Conto Economico
Interessi attivi e proventi assimilati 506
Interessi passivi e oneri assimilati (1.724)
Interessi netti (1.218)
Commissioni attive 4
Commissioni passive (4.729)
Commissioni nette (4.725)
Risultato dei servizi assicurativi* 1.144
Spese amministrative (3.703)
Altri oneri e proventi di gestione 17

*la voce comprende i premi e i sinistri verso le parti correlate del Gruppo

PARTE L - INFORMATIVA DI SETTORE

Nella presente sezione vengono rappresentati i risultati consolidati di segmento che, in conformità a quanto disposto dallo IFRS 8, sono stati elaborati secondo uno schema che rispecchia il sistema direzionale del Gruppo Mediolanum (c.d. "management reporting approach") in coerenza con l'insieme delle informazioni fornite al mercato e ai diversi stakeholders.

La presente rappresentazione della ripartizione del risultato consolidato del periodo consente di valutare la qualità e la sostenibilità nel tempo del risultato economico prodotto dal Gruppo Mediolanum nei diversi segmenti operativi.

Il conto economico di segmento, in conformità a quanto disposto dallo IFRS 8, fornisce una rappresentazione dei risultati consolidati del Gruppo Mediolanum con riferimento ai seguenti segmenti operativi:

  • ➢ ITALIA BANKING
  • ➢ ITALIA ASSET MANAGEMENT
  • ➢ ITALIA INSURANCE
  • ➢ ITALIA OTHER
  • ➢ SPAGNA
  • ➢ GERMANIA

Il conto economico di segmento, o per Aree di Risultato (AdR), è stato predisposto ripartendo i costi ed i ricavi fra i diversi segmenti mediante l'applicazione di un modello ibrido, intermedio tra i modelli di Direct Costing e Full Costing, data la natura sostanzialmente indiretta delle attività operative in carico al Gruppo Mediolanum.

Mentre i ricavi hanno un'allocazione originaria e diretta ai prodotti e, per aggregazione, alle AdR, i costi hanno subito un processo di allocazione in funzione di differenti gradi di attribuibilità ai prodotti stessi e alla natura dei processi sottostanti:

  • ➢ Costi Diretti, attribuibili ai prodotti in funzione dei singoli pezzi lavorati.
  • ➢ Costi Indiretti allocati alle AdR, attribuiti ai prodotti in funzione della relativa correlazione con la produzione di Volumi Commerciali: costi legati ai processi di Marketing e Supporto Commerciale.
  • ➢ Costi Indiretti non allocati: costi di natura strettamente amministrativa o legati a processi di Controllo Infrastrutturali, la cui attribuzione ai prodotti/AdR avrebbe un elevatissimo grado di arbitrarietà.

Dati economici per aree di attività al 30 giugno 2025

GRUPPO MEDIOLANUM ITALIA ESTERO
Dati in Euro/migliaia BANKING ASSET MANAGEMENT INSURANCE OTHER TOTALE SPAGNA GERMANIA TOTALE
Commissioni di sottoscrizione fondi - 17.889 - - 17.889 14.065 - 31.954
Commissioni di gestione - 360.367 254.376 - 614.743 63.786 2.531 681.060
Commissioni su servizi di investimento - 69.149 50.541 - 119.690 10.490 532 130.712
Risultato gestione assicurativa - - 103.891 - 103.891 6.503 380 110.774
Commissioni e ricavi da servizi bancari 116.894 - - - 116.894 5.756 - 122.650
Commissioni diverse 391 15.132 8.103 1.769 25.395 2.075 103 27.573
Commissioni attive 117.285 462.537 416.911 1.769 998.502 102.675 3.546 1.104.723
Commissioni passive rete (50.787) (168.259) (117.264) 1.200 (335.111) (43.217) (998) (379.325)
Altre commissioni passive (35.891) (18.235) (17.236) - (71.362) (9.349) (253) (80.964)
Commissioni passive (86.678) (186.494) (134.500) 1.200 (406.473) (52.566) (1.251) (460.289)
Commissioni nette 30.607 276.043 282.411 2.969 592.030 50.109 2.295 644.434
Margine di interesse 310.866 489 28.946 37 340.338 25.957 458 366.753
Proventi netti da altri investimenti 6.090 27 3.664 14.057 23.839 329 - 24.168
Rettifiche di valore nette su crediti (13.758) - - - (13.758) (290) - (14.048)
Altri Proventi e Oneri (2.839) 381 (542) 2.296 (704) 613 2 (89)
MARGINE DI CONTRIBUZIONE I LIVELLO 330.966 276.941 314.479 19.359 941.745 76.718 2.755 1.021.218
Costi diretti e indiretti allocati (118.339) (58.572) (61.681) (3.657) (242.248) (41.308) (213) (283.769)
Contributi e Fondi di Garanzia ordinari (647) - (8.251) - (8.898) - - (8.898)
MARGINE DI CONTRIBUZIONE II LIVELLO 211.981 218.369 244.546 15.703 690.598 35.410 2.542 728.551
Costi non allocati - - - - (106.893) - - (106.893)
Ammortamenti - - - - (11.695) (5.160) (9) (16.864)
Accantonamenti netti per rischi ed oneri - - - - (31.815) (2.409) - (34.224)
MARGINE OPERATIVO 211.981 218.369 244.546 15.703 540.196 27.841 2.533 570.570
Commissioni di performance - 37.406 9.772 - 47.178 1.479 113 48.770
Profitti / Perdite netti da investimenti al fair value 18.735 (197) (33) - 18.505 574 36 19.115
EFFETTI MERCATO 18.735 37.209 9.739 - 65.683 2.053 149 67.885
Contributi e Fondi di Garanzia straordinari (1.131) - - - (1.131) - - (1.131)
EFFETTI STRAORDINARI (1.131) - - - (1.131) - - (1.131)
UTILE LORDO PRE IMPOSTE 229.585 255.578 254.284 15.703 604.748 29.894 2.682 637.324
Imposte del periodo - - - - (154.283) (5.392) (357) (160.032)
UTILE NETTO DEL PERIODO 229.585 255.578 254.284 15.703 450.465 24.502 2.325 477.292

Dati economici per aree di attività al 30 giugno 2024

GRUPPO MEDIOLANUM ITALIA ESTERO
Dati in Euro/migliaia BANKING ASSET
MANAGEMENT
INSURANCE OTHER TOTALE SPAGNA GERMANIA TOTALE
Commissioni di sottoscrizione fondi - 18.844 - - 18.844 9.698 - 28.542
Commissioni di gestione - 336.683 224.823 - 561.506 55.542 3.111 620.159
Commissioni su servizi di investimento - 65.486 46.594 - 112.080 9.749 684 122.513
Risultato gestione assicurativa - - 90.697 - 90.697 5.719 435 96.851
Commissioni e ricavi da servizi bancari 92.964 - - - 92.964 4.960 - 97.924
Commissioni diverse 212 14.236 6.813 2.163 23.424 1.730 121 25.275
Commissioni attive 93.176 435.249 368.926 2.163 899.515 87.398 4.351 991.264
Commissioni passive rete (46.589) (147.878) (97.376) 1.255 (290.587) (32.600) (970) (324.158)
Altre commissioni passive (38.830) (18.367) (14.154) - (71.352) (7.378) (304) (79.034)
Commissioni passive (85.419) (166.245) (111.530) 1.255 (361.939) (39.978) (1.274) (403.192)
Commissioni nette 7.757 269.004 257.396 3.419 537.575 47.420 3.077 588.072
Margine di interesse 348.770 4.099 29.445 53 382.367 34.869 777 418.013
Proventi netti da altri investimenti 1.427 1 3.311 13.685 18.423 120 - 18.543
Rettifiche di valore nette su crediti (18.164) - - - (18.164) (318) - (18.482)
Altri Proventi e Oneri (4.234) 302 (453) 2.766 (1.619) 360 2 (1.257)
MARGINE DI CONTRIBUZIONE I LIVELLO 335.556 273.405 289.699 19.922 918.582 82.451 3.856 1.004.889
Costi diretti e indiretti allocati (121.966) (56.156) (56.876) (3.427) (238.425) (34.097) (228) (272.750)
Contributi e Fondi di Garanzia ordinari (19.125) - (8.515) - (27.640) - - (27.640)
MARGINE DI CONTRIBUZIONE II LIVELLO 194.465 217.249 224.308 16.495 652.517 48.354 3.628 704.499
Costi non allocati - - - - (93.299) - - (93.299)
Ammortamenti - - - - (14.450) (3.942) (10) (18.402)
Accantonamenti netti per rischi ed oneri - - - - (25.485) (1.204) - (26.689)
MARGINE OPERATIVO 194.465 217.249 224.308 16.495 519.283 43.208 3.618 566.109
Commissioni di performance - 26.159 13.769 - 39.928 1.276 117 41.321
Profitti / Perdite netti da investimenti al fair (1.372) 32 205 - (1.135) 777 61 (297)
value
EFFETTI MERCATO
(1.372) 26.190 13.974 - 38.793 2.053 178 41.024
Contributi e Fondi di Garanzia straordinari (11.556) - - - (11.556) - - (11.556)
EFFETTI STRAORDINARI (11.556) - - - (11.556) - - (11.556)
UTILE LORDO PRE IMPOSTE 181.537 243.440 238.282 16.495 546.520 45.261 3.796 595.577
Imposte del periodo - - - - (135.914) (9.275) (474) (145.663)
UTILE NETTO DEL PERIODO 181.537 243.440 238.282 16.495 410.607 35.986 3.321 449.914

DICHIARAZIONE DEL DIRIGENTE PREPOSTO ALLA REDAZIONE DEI DOCUMENTI CONTABILI SOCIETARI

217 | Gruppo Mediolanum - Relazione Finanziaria Semestrale 2025

Attestazione della relazione finanziaria semestrale ai sensi dell'art. 81- ter del Regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni

    1. I sottoscritti Massimo Antonio Doris, in qualità di Amministratore Delegato, e Angelo Lietti, in qualità di Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari di Banca Mediolanum S.p.A. attestano, tenuto anche conto di quanto previsto dall'art. 154-bis, commi 3 e 4, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58:
    2. l'adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell'impresa e
    3. l'effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione relazione finanziaria semestrale, nel corso del primo semestre 2025.
    1. La valutazione dell'adeguatezza e dell'effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione della relazione semestrale al 30 giugno 2025 si è basata su di un processo definito da Banca Mediolanum S.p.A. in coerenza con il modello di Internal Control – Integrated Framework, emesso dal Commitee of Sponsoring Organizations of Treadway Commission, modello che rappresenta un framework di riferimento generalmente accettato a livello internazionale.
    1. Si attesta, inoltre, che:

3.1 La relazione finanziaria semestrale:

  • è redatto in conformità ai principi contabili internazionali riconosciuti nella Comunità Europea ai sensi del Regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D.Lgs. n. 38/2005;
  • corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
  • è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'emittente e dell'insieme delle imprese incluse nel consolidamento.

3.2 La relazione sulla gestione comprende un'analisi attendibile dei riferimenti agli eventi importanti che si sono verificati nei primi sei mesi dell'esercizio e alla loro incidenza sulla relazione finanziaria semestrale, unitamente alla descrizione dei principali rischi e incertezze per i sei mesi restanti dell'esercizio. La relazione intermedia sulla gestione comprende, altresì, un'analisi attendibile delle informazioni sulle operazioni rilevanti con parti correlate.

Basiglio, 31 luglio 2025

Il Dirigente preposto alla redazione L'Amministratore Delegato dei documenti contabili societari

Firmato digitalmente da: ANGELO LIETTI Data: 04/08/2025 10:05:31

(Angelo Lietti) (Massimo Antonio Doris) Firmato digitalmente da: Massimo Doris Data: 04/08/2025 10:58:50

GLOSSARIO

219 | Gruppo Mediolanum - Relazione Finanziaria Semestrale 2025

Acquisition costs/ Gross commission income Ratio

Indicatore che esprime il rapporto tra l'ammontare della voce "Commissioni passive rete" e "Totale Commissioni Attive".

Assets Under Management (Masse in amministrazione)

Sono costituite da: - risparmio gestito, che include i patrimoni dei fondi comuni e dei fondi pensione, le gestioni patrimoniali e le riserve tecniche del ramo vita; - risparmio non gestito, che include i titoli in deposito (al netto delle quote dei fondi del Gruppo), le riserve tecniche del ramo danni ed i saldi debitori dei conti correnti.

Common Equity Tier 1 o CET 1

La componente di miglior qualità del capitale secondo la normativa di Basilea 3, rappresentata principalmente dal capitale ordinario versato, dalle relative riserve di sovrapprezzo, dall'utile di periodo computabile, dalle riserve, dal patrimonio di terzi (computabile entro determinati limiti), al netto di determinate rettifiche regolamentari, così come previsto dal Regolamento (UE) 575/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 e successivi aggiornamenti.

Common Equity Tier 1 Ratio o CET 1 Ratio

Coefficiente di solvibilità espresso dal rapporto tra il Commom Equity Tier 1 e le Attività Ponderate per il Rischio (RWA come di seguito definito) calcolati sulla base della normativa di Basilea 3 in applicazione di quanto previsto dal Regolamento (UE) 575/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013, dalla Direttiva 2013/36/UE (CRD IV) e successivi aggiornamenti.

Cost/Income Ratio

Indicatore che esprime il rapporto tra i costi operativi (Spese generali e amministrative e contributi e Fondi di Garanzia Ordinari) ed il margine di contribuzione.

Costo del rischio annualizzato

L'indicatore rappresenta il rapporto tra le rettifiche di valore ricomprese nella voce 130 di Conto Economico e il totale della Voce 40 "Attività Finanziarie Valutate al Costo ammortizzato" lettera b) crediti verso la clientela al lordo delle rettifiche di valore e al netto dei titoli di debito.

Family Banker

Si tratta del marchio di parola e figurativo, che contraddistingue i consulenti finanziari di Banca Mediolanum.

Fondi Propri

I fondi propri sono costituiti da una serie di elementi (al netto degli elementi negativi da dedurre) classificati in base alla qualità patrimoniale e alla capacità di assorbimento delle perdite determinati ai sensi della Parte DUE del Regolamento (UE) 575/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 e successivi aggiornamenti. I fondi propri sono costituiti dal capitale di classe 1 e dal capitale di classe 2.

Gross NPL Ratio

Esprime il rapporto tra il totale dei crediti deteriorati lordi e il totale della Voce 40 "Attività Finanziarie Valutate al Costo ammortizzato" lettera b) crediti verso la clientela al lordo delle rettifiche di valore e al netto dei titoli di debito.

Leverage Ratio

Indicatore che rapporta il patrimonio costituito dal capitale di classe I, definito come somma del capitale primario di classe I e del capitale aggiuntivo di classe I dell'ente, all'ammontare totale delle esposizioni non ponderate per cassa e fuori bilancio.

Liquidity Coverage Ratio (LCR)

Indicatore di liquidità di breve periodo che misura l'effettiva disponibilità di asset altamente liquidi, non vincolati, di cui la banca può disporre per soddisfare i fabbisogni di liquidità nei successivi 30 giorni di calendario in uno scenario di stress.

Minimum Requirement for own funds and Eligible Liabilities (MREL)

Coefficiente calcolato come l'importo di fondi propri e passività ammissibili, ossia con caratteristiche definite dalla normativa regolamentare, espresso in percentuale del totale di passività e fondi propri. Requisito introdotto con l'obiettivo di assicurare il buon funzionamento del meccanismo del bail-in aumentando la capacità di assorbimento delle perdite della banca.

Net NPL Ratio

Esprime il rapporto tra il totale dei crediti deteriorati netti e il totale della Voce 40 "Attività Finanziarie Valutate al Costo ammortizzato" lettera b) crediti verso la clientela al netto dei titoli di debito.

Raccolta netta

Ammontare delle sottoscrizioni al netto dei disinvestimenti in prodotti di risparmio gestito (anche assicurativo) e amministrato.

RWA o Attivo ponderato per il Rischio

Rappresenta il valore ponderato per il rischio relativo alle attività in bilancio e fuori bilancio. A seconda delle tipologie di attività, gli attivi bancari vengono ponderati attraverso fattori che rappresentano la loro rischiosità e il loro potenziale di default in modo da calcolare un indicatore di adeguatezza patrimoniale.

Total Capital Ratio

Coefficiente di solvibilità espresso dal rapporto tra il Total Capital e le attività ponderate per il rischio (RWA) calcolati sulla base della normativa di Basilea.

Utile base per azione (EPS)

Rapporto tra l'utile netto consolidato e la media ponderata delle azioni ordinarie in circolazione.

Utile diluito per azione (EPS)

L'Utile per azione diluito è determinato dividendo l'utile netto per il numero medio ponderato delle azioni in circolazione nel periodo, escluse le azioni proprie, incrementato del numero di azioni che potenzialmente potrebbero aggiungersi a quelle in circolazione per effetto dell'assegnazione o cessione di azioni proprie in portafoglio a fronte di Piani di Remunerazione in strumenti di capitale.

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