Interim / Quarterly Report • Aug 5, 2025
Interim / Quarterly Report
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Capogruppo del Gruppo Bancario Mediolanum iscritto all'Albo dei Gruppi Bancari Banca iscritta all'Albo delle Banche - Aderente al Fondo Nazionale di Garanzia ed al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi Capitale sociale euro 600.698.453,40 i. v. - Codice Fiscale - Iscr. Registro Imprese di Milano n. 02124090164 - P. IVA
10540610960 del Gruppo IVA Banca Mediolanum
1 | Gruppo Mediolanum - Relazione Finanziaria Semestrale 2025
Sede Legale Palazzo Meucci – Via Ennio Doris
20079 Basiglio (MI) – T +39 02 9049 1 [email protected] Bancamediolanum.it

| CARICHE SOCIALI |
4 |
|---|---|
| AREA DI CONSOLIDAMENTO AL 30 GIUGNO 2025 |
5 |
| STRUTTURA DEL GRUPPO 6 |
|
| HIGHLIGHTS CONSOLIDATI 20257 | |
| PROFILO DEL GRUPPO | 17 |
| RELAZIONE SULLA GESTIONE CONSOLIDATA |
23 |
| PROSPETTI CONTABILI CONSOLIDATI |
73 |
| NOTE ILLUSTRATIVE | 82 |
| Parte A – Politiche contabili83 |
|
| Parte B - Informazioni sullo Stato Patrimoniale Consolidato100 |
|
| Parte C - Informazioni sul Conto Economico Consolidato123 |
|
| Parte E – Informazioni sui Rischi e sulle relative politiche di coperture 140 |
|
| Parte F – Informazioni sul patrimonio consolidato |
210 |
| Parte H – Operazioni con parti correlate |
212 |
| Parte L - Informativa di settore |
214 |
| DICHIARAZIONE DEL DIRIGENTE PREPOSTO ALLA REDAZIONE DEI DOCUMENTI CONTABILI SOCIETARI |
217 |
| GLOSSARIO |
219 |


3 | Gruppo Mediolanum - Relazione Finanziaria Semestrale 2025


Angelo Lietti

CCHE SOCIALI
5 | Gruppo Mediolanum - Relazione Finanziaria Semestrale 2025

Capogruppo Gruppo Bancario e Conglomerato
finanziario


(*) la società August Lenz & Co. AG in liquidazione non fa più parte del Gruppo Bancario Mediolanum

7 | Gruppo Mediolanum - Relazione Finanziaria Semestrale 2025

Il Gruppo Mediolanum chiude il primo semestre 2025 con un utile netto pari a 477,3 milioni di euro rispetto 449,9 milioni di euro del periodo di confronto.
Il margine operativo del periodo in esame cresce dello 0,8% rispetto al 30 giugno 2024, attestandosi a 570,6 milioni di euro. Il margine di contribuzione registra una crescita di +16,3 milioni di euro rispetto al periodo di confronto, in particolare, a fronte di una crescita delle commissioni nette per +56,3 milioni, a maggiori proventi da altri investimenti per +5,7 milioni di euro e minori rettifiche di valore nette su crediti per +4,5 milioni di euro si registra la contrazione del margine di interesse per -51,2 milioni di euro. I costi del periodo risultano in crescita di -11,9 milioni di euro rispetto al periodo di confronto.
Nel periodo si registrano effetti di mercato positivi per +26,9 milioni di euro rispetto al periodo di confronto riconducibili sia all'incremento dei profitti/perdite netti da investimenti al fair value per +19,4 che a maggiori commissioni di performance per +7,5 milioni di euro rispetto al 30 giugno 2024.
Le spese generali e amministrative del periodo si incrementano del 6,7% e si attestano a -390,7 milioni di euro (30.06.2024: -366,0 milioni di euro) principalmente per maggiori costi operativi di funzionamento.
Le voci contributi e fondi di garanzia ordinari e straordinari registrano un decremento di +29,2 milioni di euro rispetto al semestre a confronto.
I contributi ordinari registrano un decremento di +18,7 milioni di euro rispetto al periodo e accolgono principalmente lo stanziamento del contributo al Fondo di Garanzia Vita per -8,3 milioni di euro. Il periodo di confronto comprendeva sia l'ultima tranche del DGS per -18,9 milioni di euro che il primo stanziamento al fondo di Garanzia Vita per -8,2 milioni di euro.
I contributi straordinari (presente nella voce "effetti straordinari") risultano anch'essi in diminuzione per +10,5 milioni di euro; il periodo di confronto comprendeva principalmente lo stanziamento supplementare per il salvataggio di istituti bancari in difficoltà per -11,6 milioni di euro che si è concluso con il versamento dell'ultima tranche nel 2024, mentre nel primo semestre 2025 si sono registrati costi per -1,1 milioni di euro afferenti alla svalutazione dei Fondi Atlante 1 e 2.













(*) Totale Clienti di Banca e Banco Mediolanum
(**) 1.402K Clienti Bancarizzati di cui 68% Prima Banca di cui 39% Unica Banca

Patrimonio medio per Cliente
Euro/Migliaia
1 Clienti primi intestatari di conto corrente di Banca Mediolanum

Coefficienti patrimoniali consolidati al 30 giugno 2025
| COMMON EQUITY | TIER 1 | TOTAL CAPITAL RATIO |
|---|---|---|
| TIER 1 22,4% |
22,4% | 22,4% |

Valori espressi in %


| Altri indici regolamentari di patrimonializzazione e liquidità | 30/06/2025 | 31/12/2024 |
|---|---|---|
| MREL TREA | 24,4% | 25,9% |
| Leverage Ratio2 | 8,4% | 7,8% |
| Liquidity Coverage Ratio | 422,4% | 386,6% |
| Euro/milioni | 30/06/2025 | 31/12/2024 |
|---|---|---|
| Conglomerato finanziario a prevalenza bancaria | ||
| Mezzi patrimoniali | 4.088 | 4.189 |
| Requisiti patrimoniali bancari | 1.827 | 1.628 |
| Requisiti patrimoniali assicurativi | 1.374 | 1.592 |
| Eccedenza (deficit) patrimoniale | 887 | 969 |
2 I valori indicati potrebbero essere oggetto di aggiornamento in fase di segnalazione agli organi di Vigilanza, a tal riguardo si segnala che a far data dal 1° gennaio 2025 è entrato in vigore il nuovo framework normativo bancario denominato Basilea IV, che introduce numerose novità in tema di vigilanza prudenziale.
3 Si precisa che l'adeguatezza patrimoniale al 30 giugno 2025 è stata calcolata secondo i limiti di capitalizzazione ad esito del periodico processo di revisione e di valutazione prudenziale (SREP) comunicati da Banca Centrale Europea. I requisiti assicurativi sono relativi all'ultima segnalazione trimestrale (31 marzo 2025) del Gruppo Assicurativo Mediolanum inviata all'Organo di Vigilanza. I valori indicati potrebbero essere oggetto di aggiornamento in fase di segnalazione agli organi di Vigilanza, a tal riguardo si segnala che a far data dal 1° gennaio 2025 è entrato in vigore il nuovo framework normativo bancario denominato Basilea IV, che introduce numerose novità in tema di vigilanza prudenziale.


| Informazione sul titolo azionario | 30/06/2025 | 31/12/2024 |
|---|---|---|
| Numero azioni ordinarie (unità) | 745.386.391 | 745.278.391 |
| Quotazione alla fine del periodo (euro) | 14,62 | 11,49 |
| Capitalizzazione di borsa (milioni di euro) | 10.898 | 8.563 |
| Patrimonio netto (milioni di euro) | 4.177 | 4.026 |
| Utile per azione (Euro) | 30/06/2025 | 31/12/2024 | 30/06/2024 |
|---|---|---|---|
| Utile base per azione (basic EPS) | 0,646 | 1,515 | 0,608 |
| Utile diluito per azione (diluited EPS) | 0,641 | 1,498 | 0,603 |

| Indicatori del credito | 30/06/2025 | 31/12/2024 |
|---|---|---|
| Gross NPL | 1,45% | 1,47% |
| Net NPL | 0,76% | 0,79% |
| Cost of risk | 0,15% | 0,18% |
| Indicatori di costo | 30/06/2025 | 31/12/2024 | 30/06/2024 |
|---|---|---|---|
| Cost/Income ratio | 39,1% | 39,0% | 39,2% |
| Acquisition costs/Gross Commission income Ratio | 34,3% | 34,1% | 32,8% |
| Struttura Operativa (Unità) | 30/06/2025 | 31/12/2024 | 30/06/2024 |
|---|---|---|---|
| Organico puntuale | 3.976 | 3.825 | 3.795 |
| Numero dei consulenti finanziari | 6.604 | 6.415 | 6.314 |
Per le definizioni utilizzate nella presente sintesi dei risultati si rimanda alla sezione Glossario in calce al documento.


17 | Gruppo Mediolanum - Relazione Finanziaria Semestrale 2025

Crediamo in un mondo migliore, costruito ogni giorno per le persone e per il pianeta. Crediamo nel rapporto umano e in una relazione profonda, improntata alla libertà. Crediamo che la nostra visione consapevole e positiva del mondo e della vita faccia davvero la differenza.
collettività.
Costruire con le persone relazioni di profonda conoscenza, che durano nel tempo, fondate su lealtà, fedeltà e trasparenza.
Dedicare una consulenza personalizzata unica, con soluzioni efficaci che coprono tutto l'arco della vita delle persone.
Agire in modo innovativo e sostenibile per il benessere della persona, delle famiglie e della

È il valore con il quale Mediolanum ha cambiato l'idea stessa di banca. La libertà di una relazione sincera e vera con le persone. È sentirsi davvero liberi di poter raggiungere i propri obiettivi e realizzare i propri sogni.
Il rapporto umano è il fondamento di ogni persona che lavora in Mediolanum. Costruire una RELAZIONE ci aiuta a comprendere i progetti della persona, accompagnarla nella gestione dei suoi risparmi e nel raggiungimento del suo benessere. Diventare un riferimento personale nel tempo significa crescere insieme.
Abbiamo piena consapevolezza del ruolo sociale che rivestiamo. Sappiamo agire con eticità e trasparenza, anche con decisioni controcorrente. Ci impegniamo nella solidarietà e in progetti di educazione e di sviluppo, con interventi tangibili e ad alto impatto sociale.

Anticipiamo e rispondiamo alle esigenze delle persone, forti della nostra storia e delle nostre radici. Sviluppiamo soluzioni innovative per favorire comportamenti sostenibili nell'interesse della collettività.
L'INNOVAZIONE SOSTENIBILE è il nostro impegno.
Alla base di questa filosofia di vita e di business c'è la conoscenza acquisita, la nostra esperienza e la certezza del nostro operato.
È restare sempre fedeli a questo valore e trasferire questo spirito alle persone.
È essere capaci di cogliere opportunità dove nessuno le vede.


Il modello di business commerciale di Banca Mediolanum è costruito per soddisfare le esigenze estrinseche e intrinseche di ciascun Cliente. Il cliente, grazie ai numerosi canali di comunicazione, può scegliere come "usare" la "sua" banca, decidendo i tempi e le modalità di relazione che di volta in volta preferisce. Banca Mediolanum offre in modo semplice e facilmente accessibile prodotti e servizi che rispondono alle esigenze delle persone e delle famiglie, le quali sono il target di riferimento principale.
Attraverso i Family Banker®, iscritti all'Albo unico dei consulenti finanziari, Banca Mediolanum offre ai suoi Clienti assistenza nella gestione del risparmio e consulenza in materia di investimenti, in abbinamento ai prodotti e ai servizi offerti dalla banca stessa. Banca Mediolanum non vende semplicemente prodotti, ma offre soluzioni. Questo principio permette di operare nelle diverse aree di business dei servizi finanziari, con la competenza e la flessibilità necessarie per meglio rispondere ai costanti mutamenti economici, fiscali, finanziari e normativi. La strategia d'investimento è frutto di un attento studio dei mercati mondiali e di elevate competenze che Mediolanum ha sviluppato nella gestione del risparmio, con il risultato di contenere i rischi di concentrazione degli investimenti.





23 | Gruppo Mediolanum - Relazione Finanziaria Semestrale 2025

Il Gruppo Mediolanum chiude il primo semestre 2025 con un utile netto pari a 477,3 milioni di euro rispetto a 449,9 milioni di euro del periodo di confronto.
Il secondo trimestre del 2025 è stato caratterizzato da un'intensa sequenza di eventi, tra cui il ritorno del protezionismo commerciale da parte degli Stati Uniti e l'acuirsi delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Nonostante il contesto complesso, i mercati finanziari hanno mostrato una notevole capacità di recupero, sostenuti dalla resilienza dell'economia globale, dalla solidità dei fondamentali aziendali e da aspettative di politiche economiche a sostegno della crescita.
Il trimestre si è aperto con l'annuncio, il 2 aprile, nell'ambito del cosiddetto "Liberation Day", di un ampio pacchetto di dazi "reciproci" da parte dell'amministrazione Trump, esteso a tutti i principali partner commerciali. Le misure hanno superato le attese, portando il livello medio delle tariffe ai massimi da oltre un secolo e generando un'ondata di incertezza sui mercati globali.
A seguito della reazione negativa degli investitori, il 9 aprile è stata decisa una sospensione temporanea di 90 giorni per le tariffe superiori al 10%, con l'obiettivo di aprire nuovi spazi di negoziazione. Un primo segnale concreto di de-escalation è arrivato a metà maggio con l'accordo tra Stati Uniti e Cina, raggiunto in Svizzera, che ha previsto una riduzione reciproca dei dazi per 90 giorni. L'intesa – successiva a quella siglata con il Regno Unito – ha contribuito a rafforzare l'idea che l'inasprimento tariffario sarà, in ultima analisi, più contenuto rispetto agli annunci iniziali.
Parallelamente, le tensioni tra Israele e Iran si sono intensificate a metà giugno, in seguito a un'operazione militare israeliana e a un intervento statunitense mirato contro obiettivi nucleari iraniani. L'episodio ha aumentato il rischio geopolitico globale, pur rimanendo confinato su scala regionale e senza effetti significativi sui mercati. Una tregua annunciata da USA e Israele ha parzialmente ridimensionato le preoccupazioni, anche se lo scenario rimane fluido nel medio termine.
L'economia statunitense ha mantenuto una buona tenuta, sostenuta da un mercato del lavoro robusto e da politiche fiscali espansive. In particolare, è stato approvato il disegno di legge "One Big Beautiful Bill Act", che prevede l'estensione dei tagli fiscali a famiglie e imprese: tale piano potrebbe portare a un ulteriore ampliamento del deficit nei prossimi anni, ma è visto anche come un potenziale driver di crescita, tenendo conto anche delle altre politiche promosse dall'amministrazione USA, come la deregolamentazione del settore bancario e il sostegno a investimenti strategici in tecnologia ed energia.
L'inflazione, pur monitorata con attenzione, rimane sotto controllo. La Federal Reserve ha mantenuto i tassi invariati a giugno (per la quarta riunione consecutiva) nel range 4,25%-4,50%. Le nuove proiezioni del FOMC (Federal Open Market Committee) indicano due possibili tagli entro la fine dell'anno, in linea con le aspettative di mercato. Il presidente Powell ha ribadito un approccio prudente e dipendente dai dati, in un contesto reso più incerto anche dal dibattito sulla futura guida della banca centrale.

L'economia dell'area euro ha mostrato segnali di stabilità: il PIL del primo trimestre ha registrato un incremento dello 0,6% su base trimestrale, superiore alle attese. I ripetuti tagli ai tassi da parte della Banca Centrale Europea stanno favorendo la ripresa del credito, contribuendo a contenere l'impatto delle tensioni commerciali con gli Stati Uniti e a stimolare la domanda interna. Negli ultimi mesi, la produzione industriale e l'export hanno beneficiato anche di un'anticipazione delle spedizioni verso gli USA, in vista dei dazi annunciati. Un sostegno temporaneo che potrebbe però attenuarsi nei prossimi trimestri.
La BCE ha tagliato i tassi di altri 25 punti base a giugno, portando a otto il numero complessivo di interventi espansivi nell'ultimo anno. Una pausa è prevista per luglio, mentre è atteso un ulteriore allentamento a settembre. Le proiezioni macroeconomiche aggiornate stimano un'inflazione in discesa all'1,6% nel 2026 (dal 2,0% nel 2025) e una crescita in miglioramento dallo 0,9% all'1,1%. La presidente Lagarde ha dichiarato che il ciclo espansivo è ormai entrato nella sua fase conclusiva.
Sul fronte fiscale, la Germania ha annunciato un rilevante aumento della spesa pubblica, con un indebitamento netto previsto a 82 miliardi nel 2025, destinato a salire fino a 126 miliardi nel 2029, grazie alla sospensione del freno costituzionale al debito. La misura rappresenta un potenziale supporto significativo per la domanda interna dell'intera area euro.
A giugno, la NATO ha approvato un nuovo target di spesa per la sicurezza, fissando l'obiettivo del 5% del PIL entro il 2035 per tutti i Paesi membri. Si tratta di una vittoria politica per gli Stati Uniti, che spingevano da tempo in questa direzione, e di un possibile punto di svolta per il settore difesa europeo, con implicazioni di medio-lungo termine sul piano industriale e strategico.
Infine, dalla Cina continuano ad arrivare segnali macroeconomici misti. I dati del trimestre continuano ad evidenziare una certa debolezza della domanda interna, il calo dei prezzi alla produzione e l'impatto delle tensioni commerciali con gli Stati Uniti. Nonostante ciò, Pechino dovrebbe riuscire a raggiungere l'obiettivo di crescita del PIL, grazie anche a misure di stimolo aggiuntive, ritenute ancora necessarie per sostenere i consumi domestici.


| Mercati obbligazionari | Variazione (pb) | Rendimento | ||
|---|---|---|---|---|
| RENDIMENTI GOVERNATIVI | Dal 31/12/2024 al 30/06/2025 |
2° trim. | 30/06/2025 | 31/12/2024 |
| Stati Uniti | ||||
| 2 anni | (52,24) | (16,40) | 3,72% | 4,24% |
| 5 anni | (58,49) | (15,25) | 3,80% | 4,38% |
| 10 anni | (34,10) | 2,27 | 4,23% | 4,57% |
| 30 anni | (0,69) | 20,36 | 4,77% | 4,78% |
| Germania | ||||
| 2 anni | (22,10) | (18,60) | 1,86% | 2,08% |
| 5 anni | 1,60 | (16,90) | 2,17% | 2,15% |
| 10 anni | 24,00 | (13,10) | 2,61% | 2,37% |
| 30 anni | 50,30 | 1,00 | 3,10% | 2,60% |
| Italia | ||||
| 2 anni | (35,30) | (23,90) | 2,07% | 2,42% |
| 5 anni | (16,80) | (18,20) | 2,70% | 2,87% |
| 10 anni | (4,60) | (39,10) | 3,48% | 3,52% |
| 30 anni | 13,60 | (24,80) | 4,34% | 4,21% |
| Mercati obbligazionari | Variazione (pb) | Rendimento | ||
|---|---|---|---|---|
| SPREAD | Dal 31/12/2024 al 30/06/2025 |
2° trim. | 30/06/2025 | 31/12/2024 |
| Italia - Germania | ||||
| 2 anni | (13,22) | (5,28) | 0,21% | 0,34% |
| 10 anni | (28,54) | (26,03) | 0,87% | 1,15% |
| Spagna - Germania | ||||
| 2 anni | (3,52) | (2,36) | 0,14% | 0,17% |
| 10 anni | (5,87) | 0,05 | 0,64% | 0,69% |
| SPREAD DI CREDITO | ||||
| Societari | ||||
| US IG | 3,00 | (11,00) | 0,83% | 0,80% |
| US HY | 3,00 | (57,00) | 2,90% | 2,87% |
| Euro IG | (10,00) | (6,00) | 0,92% | 1,02% |
| Euro HY | (6,00) | (31,00) | 3,03% | 3,09% |
| Emergenti | ||||
| EM valuta forte | 0,00 | (16,00) | 2,20% | 2,20% |

Il mercato obbligazionario ha chiuso il II trimestre con una performance positiva, grazie al raffreddamento dei timori legati ai dazi e al supporto delle banche centrali. L'indice Bloomberg Global Aggregate ha segnato un +4,5% nel periodo.
Negli Stati Uniti, dopo un temporaneo rialzo dei rendimenti in aprile, i tassi si sono stabilizzati: il Treasury decennale ha chiuso il II trimestre al 4,2%, in calo rispetto al 4,6% di inizio anno, mentre la curva dei rendimenti si è leggermente appiattita.
Il downgrade del rating da parte di Moody's non ha avuto effetti dirompenti e – nonostante l'incertezza geopolitica – i dati mostrano che l'esposizione ai Treasury da parte degli investitori esteri si conferma vicina ai massimi storici.
Anche in Europa si registra una fase di relativa stabilità. Il nuovo target NATO per la spesa in difesa, pur rappresentando un incremento, ha un impatto contenuto sui conti pubblici, essendo spesa di natura "qualitativa" con finalità strategiche e industriali. La Germania, forte di un rating elevato e di un ampio piano fiscale appena varato, mantiene spazio per un ulteriore indebitamento. Il Bund decennale ha terminato il mese con un rendimento del 2,6% (dal 2,6% di inizio aprile) con la curva dei rendimenti che si è spostata leggermente verso l'alto rispetto alla fine di maggio. Lo spread BTP-Bund si è ridotto a circa 87 punti base, dai 110 punti di inizio aprile.
Gli spread creditizi, sia per l'alto rendimento statunitense sia per l'high yield europeo, restano compressi rispetto ai picchi di aprile e ai livelli di fine maggio, così come l'obbligazionario emergente in valuta forte mostra un andamento analogo.


| Mercati azionari | Variazione % | |||
|---|---|---|---|---|
| Indici Mondiali | Dal 31/12/2024 al 30/06/2025 |
2° trim. | ||
| MSCI All Country World (in USD) | 9,10% | 10,97% | ||
| MSCI World (in USD) | 8,59% | 10,96% | ||
| Indici Statunitensi | ||||
| Dow Jones I.A. | 3,64% | 4,98% | ||
| S&P 500 | 5,50% | 10,57% | ||
| Nasdaq Comp. | 5,48% | 17,75% | ||
| Indici Europei | ||||
| STOXX Europe 600 | 6,65% | 1,40% | ||
| EURO STOXX | 11,18% | 3,54% | ||
| FTSE MIB | 16,40% | 4,57% | ||
| DAX | 20,09% | 7,88% | ||
| CAC 40 | 3,86% | (1,60%) | ||
| AEX | 3,94% | 1,61% | ||
| IBEX 35 | 20,67% | 6,52% | ||
| SMI | 2,76% | (5,37%) | ||
| FTSE 100 | 7,19% | 2,08% | ||
| Indici Asiatici | ||||
| NIKKEI 225 | 1,49% | 13,67% | ||
| S&P/ASX 200 | 4,70% | 8,91% | ||
| CSI 300 | 0,03% | 1,25% | ||
| Hang Seng | 20,00% | 4,12% | ||
| Indici Emergenti | ||||
| MSCI Emerging Markets (in USD) | 13,70% | 11,02% |
I mercati azionari globali hanno chiuso il II trimestre in forte rialzo, sostenuti dalla tenuta dell'economia globale, da un rinnovato ottimismo sul fronte tecnologico e dalla resilienza agli shock geopolitici. L'indice MSCI All Country World ha registrato un progresso dell'11% tra aprile e giugno, portando il guadagno da inizio anno a +9,1%, con un +4,4% nel solo mese di giugno.
Negli Stati Uniti, dopo l'iniziale turbolenza causata dall'annuncio dei dazi, gli indici hanno recuperato rapidamente, superando i massimi precedenti. L'S&P 500 ha guadagnato il 10,6% nel II trimestre (+5,0% a giugno), segnando la miglior performance trimestrale da fine 2023. Il Nasdaq è salito del +17,7% nel II trimestre (+6,6% a giugno), trainato da un forte ritorno dell'interesse per la tecnologia. A sostenere il mercato ha contribuito la percezione di un ritorno ad un atteggiamento più favorevole alla crescita da parte del Presidente Trump.
In Europa e nei mercati emergenti, l'interesse degli investitori si è mantenuto vivace, attratto da valutazioni più contenute rispetto agli Stati Uniti e dalla ricerca di diversificazione. Tuttavia, l'andamento del mercato europeo è stato più moderato nel secondo trimestre: lo Stoxx Europe 600 ha chiuso il periodo con un modesto +1,4% (in calo del -1,3% a giugno). Tra i principali listini: il FTSE MIB ha segnato


un +4,6% nel II trimestre (-0,8% a giugno), il DAX tedesco +7,9%, l'IBEX 35 spagnolo +6,5%, mentre il CAC 40 francese ha chiuso in controtendenza a -1,6%.
I mercati asiatici hanno registrato un solido recupero: il Nikkei giapponese è salito del +13,7% nel II trimestre e +6,6% a giugno. I mercati emergenti hanno beneficiato del calo del dollaro e di flussi in aumento: l'indice MSCI EM ha guadagnato +11% nel II trimestre, +5,7% a giugno.
A livello settoriale, si segnala il ritorno in primo piano della tecnologia e un crescente interesse per il comparto difesa, sostenuto dall'aumento programmato della spesa militare da parte della NATO.
| Valute | Dal 31/12/2024 al 30/06/2025 |
2° trim. | 30/06/2025 | 31/12/2024 |
|---|---|---|---|---|
| Eur Usd | 13,84% | 8,98% | 1,18 | 1,04 |
| Eur Gbp | 3,73% | 2,52% | 0,86 | 0,83 |
| Eur Jpy | 4,30% | 4,67% | 169,78 | 162,78 |
| Dollar Index | (10,70%) | (7,04%) | 96,88 | 108,49 |
Sul fronte valutario, il dollaro USA ha segnato un forte calo, chiudendo il peggior primo semestre dal 1973.
L'indice Dollar Index ha perso il 10,7% da inizio anno. Il ribasso riflette l'incertezza legata alle politiche commerciali statunitensi e le attese di parziale ridimensionamento dell'"eccezionalismo americano".
L'euro ha beneficiato della debolezza del biglietto verde, chiudendo il II trimestre intorno a 1,18, in netto rialzo rispetto ai 1,08 di inizio aprile e ai 1,04 di inizio anno.
| Materie Prime | Dal 31/12/2024 al 30/06/2025 |
2° trim. | 30/06/2025 | 31/12/2024 |
|---|---|---|---|---|
| Bloomberg Commodity Index | 3,30% | (4,12%) | 102,02 | 98,76 |
| Petrolio (Brent) | (8,29%) | (11,93%) | 67,96 | 74,11 |
| ORO | 25,86% | 5,75% | 3.303,14 | 2.624,50 |
Le materie prime hanno registrato nel complesso un calo nel II trimestre: il Bloomberg Commodity Index è sceso del 4,1%, nonostante un parziale rimbalzo a giugno (+2,0%).
Il petrolio ha mostrato forte volatilità, salendo brevemente a metà giugno in scia alle tensioni tra Iran e Israele, per poi rientrare con il venir meno dei timori e l'annuncio di maggiori forniture OPEC+. Il Brent ha chiuso il mese di giugno a circa 68 dollari.
L'oro, sostenuto dalla domanda di sicurezza date le incertezze geopolitiche, ha chiuso il II trimestre a circa 3.300 dollari l'oncia, in lieve rialzo ma sotto i massimi di periodo.

Secondo le prime stime del SI-ABI a giugno 2025 la raccolta da clientela del totale delle banche operanti in Italia - rappresentata dai depositi a clientela residente (depositi in c/c, depositi con durata prestabilita al netto di quelli connessi con operazioni di cessioni di crediti, depositi rimborsabili con preavviso e pronti contro termine; i depositi sono al netto delle operazioni con controparti centrali) e dalle obbligazioni (al netto di quelle riacquistate da banche) – era pari a 2.100 miliardi di euro in aumento dell'1,0% rispetto ad un anno prima (+3,2% il mese precedente).
A maggio 2025, rispetto ad un anno prima, sono risultati in calo i depositi dall'estero: in dettaglio, quelli delle banche operanti in Italia risultavano pari a 423 miliardi di euro, -3,5% rispetto ad un anno prima. La quota dei depositi dall'estero sul totale della raccolta era pari al 14,8% (15,6% un anno prima). Il flusso netto di provvista dall'estero nel periodo compreso fra maggio 2024 e maggio 2025 è stato negativo per 15,4 miliardi di euro.
A maggio 2025 la raccolta netta dall'estero (depositi dall'estero meno prestiti sull'estero) è stata pari a 133,8 miliardi di euro (-24,8% la variazione tendenziale). Sul totale degli impieghi sull'interno è risultata pari a 7,9% (10,6% un anno prima), mentre i prestiti sull'estero – sempre alla stessa data - sono ammontati a 289,3 miliardi di euro. Il rapporto prestiti sull'estero/depositi dall'estero è risultato pari al 68,4% (59,4% un anno prima).
Secondo le prime stime del SI-ABI il tasso medio della raccolta bancaria da clientela (che comprende il rendimento dello stock di depositi, obbligazioni e pronti contro termine in euro applicati al comparto delle famiglie e società non finanziarie) si è collocato, a giugno 2025, allo 0,93% (0,95% nel mese precedente). In particolare, il tasso sui depositi in euro applicato alle famiglie e società non finanziarie è risultato pari allo 0,66% (0,70% nel mese precedente) e quello delle obbligazioni al 2,85% (2,87% nel mese precedente). Il tasso sui soli depositi in conto corrente era pari allo 0,30%, tenendo presente che il conto corrente permette di utilizzare una moltitudine di servizi e non ha la funzione di investimento.
Con riferimento alle nuove operazioni, le stime del SI-ABI indicano che il tasso medio della raccolta bancaria da clientela (che comprende il rendimento dei flussi di depositi in conto corrente, depositi a durata prestabilita, depositi rimborsabili con preavviso, obbligazioni e pronti contro termine in euro applicati al comparto delle famiglie e società non finanziarie) si è collocato, a giugno 2025, al 2,00%. In particolare, il tasso sui depositi con durata prestabilita in euro applicato alle famiglie e società non finanziarie è stimato a 2,08%. A maggio tale tasso era il 2,17% in Italia, superiore a quello medio dell'area dell'euro (2,00%). Il tasso sulle nuove obbligazioni a giugno 2025 è pari al 3,24%.
Sul mercato secondario dei titoli di Stato, il Rendistato si è collocato, a giugno 2025, al 2,93%, in calo di 7 punti base rispetto al mese precedente e di 79 punti base rispetto al valore di un anno prima (3,71%). A giugno il rendimento lordo sul mercato secondario dei CCT è risultato pari a 2,92% (2,96% il
4 Fonte: ABI MONTHLY OUTLOOK – Luglio 2025 - Sintesi

mese precedente e 4,73% un anno prima). Con riferimento ai BTP, il rendimento medio è risultato pari a 3,20% (3,29% il mese precedente; 3,70% un anno prima). Il rendimento medio lordo annualizzato dei BOT, infine, si è collocato a 1,92% (1,93% nel mese precedente; 3,56% un anno prima).
Sulla base di prime stime del SI-ABI il totale prestiti a residenti in Italia (settore privato più Amministrazioni pubbliche al netto dei pronti contro termine con controparti centrali) a giugno 2025 si è collocato a 1.654 miliardi di euro, con una variazione annua pari a +0,5% (+0,4% nel mese precedente), calcolata includendo i prestiti non rilevati nei bilanci bancari in quanto cartolarizzati e al netto delle variazioni delle consistenze non connesse con transazioni (ad esempio, variazioni dovute a fluttuazioni del cambio, ad aggiustamenti di valore o a riclassificazioni).
I prestiti a residenti in Italia al settore privato sono risultati, nello stesso mese, pari a 1.422 miliardi di euro in crescita dello 0,7% rispetto ad un anno prima.
I prestiti a famiglie e società non finanziarie erano pari a 1.281 miliardi di euro in aumento dello 0,9% su base annua11 (+0,1% nel mese precedente).
Secondo i dati ufficiali di Banca d'Italia, a maggio 2025 il tasso di variazione dei prestiti alle imprese non finanziarie è risultato pari a -1,4% (-0,8% nel mese precedente).
Il totale dei prestiti alle famiglie è aumentato dell'1,5% (+1,3% nel mese precedente). La dinamica dei finanziamenti alle famiglie è risultata in accelerazione rispetto al mese precedente per i prestiti per l'acquisto di abitazioni (+2,5% rispetto a +2,2% del mese precedente) mentre per il credito al consumo si è registrata la stessa variazione del mese precedente (+4,6%).
Nel primo trimestre del 2025 la quota di acquisti di abitazioni finanziati con mutuo ipotecario si è attestata al 63,9% (65,2% nel trimestre precedente). Il rapporto fra l'entità del prestito e il valore dell'immobile è pari al 77,8% (77,6% nel trimestre precedente).
Dalle segnalazioni del SI-ABI si rileva che a giugno 2025 il tasso sui nuovi prestiti in euro alle famiglie per l'acquisto di abitazioni - che sintetizza l'andamento dei tassi fissi e variabili ed è influenzato anche dalla variazione della composizione fra le erogazioni in base alla tipologia di mutuo – era pari a 3,17%. Sul totale delle nuove erogazioni di mutui il 93,1% erano a tasso fisso (94,6% il mese precedente). Il tasso medio sui nuovi prestiti in euro alle società non finanziarie è sceso al 3,56% dal 3,66% del mese precedente. Il tasso medio ponderato sul totale dei prestiti a famiglie e società non finanziarie è sceso al 4,02% dal 4,08% del mese precedente.
Con riferimento ai flussi, il margine calcolato come differenza tra i tassi attivi e passivi sulle nuove operazioni, con famiglie e società non finanziarie, a giugno 2025, in Italia risulta pari a 198 punti base.

Il differenziale fra tasso medio dell'attivo fruttifero denominato in euro nei confronti di famiglie e società non finanziarie e il tasso medio sulla raccolta in euro da clientela (rappresentata da famiglie e società non finanziarie), nello stesso mese, si è posizionato a 2,61 punti percentuali in Italia (2,64 nel mese precedente).
Il margine sui prestiti concessi alle famiglie dalle banche nei principali paesi europei (calcolato come differenza tra i tassi di interesse sui nuovi prestiti e un tasso medio ponderato di nuovi depositi delle famiglie e società non finanziarie) è risultato, a maggio 2025, pari a 100 punti base in Italia, un valore inferiore ai 167 punti della Germania, e superiore agli 85 punti della Spagna e ai 75 punti della Francia.
A maggio 2025 i crediti deteriorati netti sono diminuiti a 31,2 miliardi di euro, dai 31,3 miliardi di dicembre 2024 (30,5 miliardi a dicembre 2023). A maggio 2025 i crediti deteriorati netti rappresentano l'1,50% dei crediti totali. A dicembre 2024, tale rapporto era l'1,51% (1,41% a dicembre 2023).
Sulla base di prime stime del SI-ABI a giugno 2025, il totale dei titoli nel portafoglio delle banche operanti in Italia è risultato pari a 550,9 miliardi di euro, in calo rispetto al mese precedente (557,8 miliardi di euro).
Secondo i dati ufficiali di Banca d'Italia, aggiornati a maggio 2025, il valore dei titoli di Stato nei bilanci bancari era pari a 381 miliardi di euro, corrispondente al 68,3% del portafoglio complessivo.
Gli ultimi dati disponibili relativi ai tassi di interesse applicati nell'area dell'euro, indicano che il tasso sui nuovi crediti bancari di importo fino ad un milione di euro concessi alle società non finanziarie era pari al 3,94% a maggio 2025 (4,01% il mese precedente; 5,36% un anno prima), un valore che si confronta con il 4,22% rilevato in Italia (4,30% nel mese precedente; 5,72% un anno prima).
I tassi applicati sulle nuove operazioni di prestito di ammontare superiore ad un milione di euro erogati alle società non finanziarie sono risultati, nello stesso mese, pari al 3,35% nella media dell'area dell'euro (3,56% nel mese precedente; 4,88% un anno prima), mentre in Italia era pari al 3,31% (3,45% nel mese precedente; 5,15% un anno prima).
Nello stesso mese, infine, il tasso sui conti correnti attivi e prestiti rotativi alle famiglie si è posizionato al 7,49% nell'area dell'euro (7,53% nel mese precedente e 8,21% un anno prima) e al 5,04% in Italia (5,13% nel mese precedente; 6,28% un anno prima).

Nel mese di maggio la nuova produzione di polizze vita individuali raccolta in Italia dalle imprese italiane e dalle rappresentanze di imprese extra-U.E., comprensiva dei premi unici aggiuntivi, è stata pari a euro 7,7 miliardi, in aumento del 5,9% rispetto all'analogo mese del 2024, quando il volume di nuovi affari registrava a sua volta un incremento annuo del 13,2%. Da gennaio i nuovi premi vita emessi sono stati pari a euro 41,7 miliardi, il 13,8% in più rispetto ai primi cinque mesi del 2024, quando si osservava una crescita del 15,4%. Nel mese di maggio il 47% delle imprese, rappresentative del 55% del mercato in termini di premi, ha registrato una raccolta superiore a quella dello stesso mese del 2024 e il 42% delle imprese (per una quota premi pari al 38%) ha ottenuto un risultato migliore rispetto alla variazione media registrata da tutte le imprese italiane ed extra-U.E. (+5,9%).
Considerando anche i nuovi premi vita del campione delle rappresentanze di imprese U.E., pari a euro 0,8 miliardi, in calo del 4,2% rispetto al corrispondente mese del 2024, i nuovi affari vita complessivi nel mese di maggio sono stati pari a euro 8,5 miliardi (+4,9%) mentre da inizio anno hanno raggiunto euro 46,3 miliardi, il 13,2% in più rispetto ai primi cinque mesi del 2024.
Relativamente ai premi distinti per ramo, nel mese di maggio, con riferimento alle imprese italiane ed extra U.E., il volume di nuovi premi di ramo I afferenti a polizze individuali è stato pari a euro 5,3 miliardi (quasi il 70% dell'intera nuova produzione vita), in aumento dell'1,9% rispetto all'analogo mese del 2024; di tale importo, il 34% proviene da nuovi premi investiti in gestioni separate di prodotti multiramo (polizze combinazione di una componente di ramo I e di una di ramo III), volume in crescita del 21,0% rispetto all'analogo mese del 2024. Tenuto conto anche dell'emesso da inizio anno, i premi complessivi di ramo I sono ammontati a euro 27,7 miliardi, l'1,5% in più rispetto all'analogo periodo del 2024 (quando si registrava una variazione pari a +11,8%). Più che dimezzata invece la raccolta dei nuovi premi di maggio afferenti a polizze di ramo V che da gennaio è stata pari a euro 394 miliardi, il 61,4% in più rispetto al corrispondente periodo del 2024. La restante quota della nuova produzione vita, pari al 30% del totale, ha riguardato il ramo III (nella forma esclusiva unitlinked) per euro 2,3 miliardi, il 17,8% in più rispetto a maggio 2024; più della metà dei nuovi premi di ramo III sono investiti nella componente unit-linked di contratti multiramo, in aumento del 27,0% rispetto all'analogo mese del 2024. Da inizio anno la raccolta del new business di ramo III è stata dunque pari a euro 13,5 miliardi, il 50% in più rispetto all'analogo periodo del 2024, quando si registrava un aumento del 32,6%.
Per le polizze di malattia di lunga durata (ramo IV), nei primi cinque mesi del 2025 si osserva un volume di nuovi premi pari a euro 31 milioni e un aumento del 3,5% rispetto al corrispondente periodo del 2024, mentre i nuovi contributi relativi alla gestione di fondi pensione aperti, con un importo pari a euro 62 milioni, sono risultati in crescita del 36,6%.
In riferimento alle diverse tipologie di prodotti commercializzati, si osserva come da inizio anno i nuovi premi/contributi relativi a forme pensionistiche individuali risultino pari a euro 663 milioni, il 26,7% in più rispetto ai primi cinque mesi del 2024; il 9% di tale importo è afferente ai nuovi contributi relativi alla
5 Fonte: ANIA TRENDS Nuova produzione vita –– dati relativi a maggio 2025

gestione di fondi pensione aperti (ramo VI) mentre la restante quota è rappresentata da PIP, di cui il 58% sottoscritto tramite prodotti multiramo. Nello stesso periodo la raccolta di nuovi premi attinenti a forme di puro rischio ha raggiunto un importo pari a euro 491 milioni (di cui quasi il 60% è afferente a polizze non abbinate a mutui o credito al consumo), con un incremento annuo del 6,2%
I nuovi premi relativi a prodotti multiramo, esclusi quelli previdenziali e i PIR (Piani Individuali di Risparmio), sono stati pari nel mese di maggio a euro 3,0 miliardi, in aumento del 23,4% rispetto all'analogo mese del 2024 e pari al 39% del totale new business del mese (33% a maggio 2024), di cui il 60% afferente al ramo I. Da gennaio tali prodotti hanno raggiunto un ammontare pari a euro 16,6 miliardi, il 57,7% in più rispetto all'analogo periodo del 2024.
Relativamente ai premi distinti per tipologia di premio e per canale distributivo, sempre con riferimento alle imprese italiane ed extra U.E., da gennaio le polizze a premio unico hanno continuato a costituire la scelta maggiormente utilizzata dai contraenti, per una quota pari al 96% del totale in termini di premi e al 61% in termini di numero di polizze; sempre nello stesso periodo, l'importo medio dei premi unici è stato di euro 48.297, mentre quello dei premi annui e ricorrenti ha raggiunto il valore medio rispettivamente di euro 614 e euro 4.908.
Da gennaio la maggior parte della nuova produzione è derivata dalla raccolta effettuata mediante reti bancarie, postali e finanziarie, alle quali afferisce l'85% dei nuovi premi emessi.
Alla fine del I trimestre 2025 i premi totali (imprese italiane e rappresentanze) del portafoglio diretto italiano nel settore danni sono stati pari a 13,1 miliardi, in aumento del 9,2% rispetto alla fine del I trimestre del 2024, quando il settore aveva registrato una crescita dell'8,4%. Si è trattato della diciassettesima variazione trimestrale positiva consecutiva che ha portato la raccolta premi a superare per la prima volta i 13 miliardi nei primi tre mesi dell'anno. L'incremento complessivo dei premi danni alla fine di marzo 2025 è riconducibile, in particolare, sia alla crescita del settore Non-Auto, che ha registrato una variazione positiva del 9,9%, sia a quella del settore Auto (+8,2%), per effetto soprattutto della crescita dei premi del ramo Corpi veicoli terrestri (+13,1%) e, in parte, anche dei premi del ramo R.C. Auto (6,4%).
I premi lordi del portafoglio diretto italiano contabilizzati nel settore danni sono forniti trimestralmente dalle imprese di assicurazione operanti in Italia e dalle rappresentanze in Italia di imprese aventi sede legale in paesi europei ed extra europei. A questa rilevazione ha partecipato la totalità delle imprese nazionali e circa 50 rappresentanze di imprese europee che, in termini di quota mercato, rappresentano oltre il 95% del totale dei premi contabilizzati. Relativamente alla totalità delle imprese italiane, rappresentanze di imprese UE ed extra UE, i premi rilevati alla fine del I trimestre 2025 sono stati pari a 13.141 milioni, in aumento del 9,2% rispetto alla fine del I trimestre del 2024 quando i premi contabilizzati erano stati pari a 11.902 milioni, in crescita dell'8,4% su base annua.
In particolare, le compagnie nazionali ed extra europee hanno registrato un aumento dell'8,5% mentre le rappresentanze di imprese europee hanno evidenziato una crescita più marcata e pari al 13%. Ha contribuito alla variazione positiva dei premi di fine marzo 2025:
6 Fonte: ANIA TRENDS Premi trimestrali danni - dati I trimestre 2025

Più specificatamente, nel comparto Auto, alla fine dell'anno appena concluso, si è rilevato un incremento del 6,4% dei premi del ramo R.C. Auto e si è confermato l'andamento particolarmente positivo (+13,1%) dei premi del ramo Corpi veicoli terrestri. La crescita del ramo R.C. Auto è coerente sia con l'aumento del numero dei veicoli assicurati (si stima che nel primo trimestre 2025 siano cresciuti del 2,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente) sia con la crescita del premio medio rilevato da IVASS (alla fine del primo trimestre 2025, l'aumento medio dei premi su base annua è stato pari al +4,1%). Il ramo Corpi veicoli terrestri (che comprende le garanzie incendio/furto, kasko, eventi naturali e cristalli), con 1,4 miliardi di raccolta premi a fine marzo 2025, è cresciuto del 13,1% rispetto all'anno precedente. Questo risultato, seppur lievemente inferiore rispetto al +15,3% e al +15,8% registrati rispettivamente alla fine di marzo 2024 e alla fine di dicembre dello stesso anno, conferma un trend positivo, nonostante una riduzione del 6% nelle immatricolazioni di autovetture nei primi tre mesi dell'anno, come riportato da ACI. La crescita dei premi potrebbe essere legata ai possibili adeguamenti tecnici delle tariffe della garanzia furto, a causa della ripresa del fenomeno negli ultimi tre anni, e quelli delle coperture per eventi naturali e cristalli, resi necessari dalla maggior frequenza di calamità naturali in Italia e dal conseguente rialzo anche dei costi della riassicurazione per le imprese.
Gli altri rami danni hanno registrato a fine marzo 2025 una crescita complessiva dei premi del 9,9%, trainata dai principali rami assicurativi, a eccezione del ramo R.C. Generale che è aumentato solo dello 0,4%, con 1,6 miliardi di premi raccolti:
Prosegue a fine marzo l'espansione dei rami Perdite pecuniarie, Tutela legale e Assistenza con variazioni, rispettivamente, del +15,5%, +5,8%, +12,8%. In crescita anche i rami Credito e Cauzioni (rispettivamente +7,6% e + 10,1%).
Le sole rappresentanze di imprese con sede legale nei paesi europei nel corso del primo trimestre 2025 hanno contabilizzato premi per 2,3 miliardi, in aumento del 12,8% rispetto alla fine di marzo 2024 (+10,5% a dicembre 2024).
Queste imprese hanno contribuito per il 17,8% alla raccolta premi complessiva: il 12,2% nel settore Auto e il 21,5% negli altri rami Danni. Per alcuni rami l'incidenza ha superato il 40%, come Merci trasportate (53,2%), R.C. aeromobili (60,9%) e Credito (oltre l'85%). Al contrario, è risultata molto bassa nei rami Corpi veicoli ferroviari (assente) e Malattia (7,5%). La raccolta del settore Auto è risultata in aumento

del 26,2%, in linea con quanto rilevato negli ultimi trimestri del 2024. Sono cresciuti in modo pronunciato sia i premi R.C. Auto (+29,1%) sia quelli del ramo Corpi veicoli terrestri (+18,5%). I premi del comparto Non Auto sono aumentati dell'8,6%. In particolare, il ramo R.C. Generale, la cui raccolta da parte di imprese rappresentanze (548 milioni) costituisce circa un terzo del totale, ha registrato un aumento dell'1,8% a fine marzo 2025. Tra i rami più rappresentativi che hanno contabilizzato oltre 150 milioni, si sono registrati incrementi nel ramo Infortuni (187 milioni, +9,7%), nel ramo Altri danni ai beni (183 milioni, +3,2%) e nel ramo Credito (198 milioni, +3,0%).
I dati presenti nella "Mappa Trimestrale Q1 2025 di Assogestioni" evidenziano che il mercato italiano del risparmio gestito ha avviato il 2025 con una raccolta netta di 8,3 miliardi di euro nel primo trimestre. I dati definitivi segnalano inoltre un patrimonio pari a 2.488 miliardi di euro a fine marzo, equamente suddiviso tra gestioni collettive e gestioni individuali; tra le prime il comparto più rappresentativo è quello dei fondi aperti, con 1.268 miliardi di euro, mentre tra le seconde domina il segmento dei mandati istituzionali con circa 985 miliardi di euro.
Dal Rapporto Trimestrale di Assoreti del 1 trimestre 2025 si evidenzia che nel primo trimestre del 2025 i volumi di raccolta netta realizzati dalle Reti di consulenza finanziaria si attestano a 14,9 miliardi di euro: il risultato osservato è in aumento rispetto a quello dei primi mesi dell'anno precedente (+43,8% a/a) e in flessione nel confronto con l'ultimo trimestre del 2024 (-11,9% t/t).
Nella fattispecie l'incremento dell'attività di raccolta su base annua è attribuibile ai prodotti del risparmio gestito, con volumi complessivi più che quadruplicati (+354,4% a/a) e con il coinvolgimento di tutte le macrocategorie di prodotto. Diversamente il comparto amministrato segna, nel confronto tendenziale, una flessione del 23,2% a/a, riconducibile esclusivamente alla contrazione dei flussi netti di risorse canalizzate sugli strumenti finanziari amministrati (-25,5% a/a). Il confronto congiunturale, invece, evidenzia come la contrazione osservata a livello complessivo sia attribuibile al comparto del risparmio gestito (-17,1% t/t) nonché al ridimensionamento dei flussi netti destinati alla componente amministrata (-4,1% t/t).
Le masse complessive dei prodotti del risparmio gestito registrano un valore pari a 563,7 miliardi, in diminuzione di 0,3pp rispetto al trimestre precedente e in aumento dell'8,4% su base annua. Il comparto amministrato raggiunge una valorizzazione pari a 353,1 miliardi di euro, in crescita del 2,8% rispetto al trimestre precedente e del 10,4% rispetto a quella registrata nello stesso mese del 2024. Il portafoglio complessivo è, così, costituito per il 61,5% dai prodotti del risparmio gestito, per il 24,0% dagli strumenti finanziari amministrati, mentre la quota della liquidità è pari al 14,5%.
Nell'ambito delle scelte di investimento, anche nel primo trimestre dell'anno si osserva la preferenza verso i prodotti del risparmio gestito emessi da imprese appartenenti allo stesso gruppo dell'intermediario associato; la raccolta netta sui prodotti propri si attesta a quasi 6 miliardi di euro e
7 Fonte: Assoreti "l'Attività delle reti di consulenti finanziari abilitati all'offerta fuori sede" I° trimestre 2025; Assogestioni "Mappa trimestrale del Risparmio Gestito" I° trimestre 2025.

coinvolge tutte le macro-famiglie di prodotto, mentre le risorse nette destinate a prodotti no captive sono pari a 2,3 miliardi di euro e si concentrano sui fondi di investimento di diritto estero.
In termini patrimoniali, invece, i prodotti propri registrano una valorizzazione pari a 399,3 miliardi, che costituisce il 70,8% del patrimonio del risparmio gestito; il 29,2% del portafoglio, invece, è rappresentato dai prodotti di terzi, per un ammontare pari a 164,4 miliardi di euro.
Nel corso del semestre 2025 sono state rinnovate le principali iniziative promozionali attive già durante il primo trimestre o presenti nel 2024:
Per quanto riguarda i servizi di gestione del contante a disposizione della clientela di Banca Mediolanum, nel mese di maggio sono stati rilasciati i seguenti servizi:
➢ Maxiprelievo Euronet, che consente il prelievo di contante per importi superiori a 250 euro (cd. Prelievo in circolarità), fino a 1.000 euro in un'unica soluzione, disponibile presso gli ATM collocati dalla società Euronet in Italia;

In riferimento ai servizi di mobilità, è stata rinnovata l'iniziativa che prevede la gratuità del canone per 6 mesi dall'attivazione per i nuovi sottoscrittori del Telepass Family, oltre al cashback del 50% dell'importo relativo ad ogni transito autostradale effettuato in Italia.
Inoltre, segnaliamo l'avvio dell'iniziativa legata allo Svincolo Agevolato anche sui depositi a tempo standard; questa nuova funzionalità consente ai clienti di ottenere l'interesse maturato dal giorno di costituzione del deposito a tempo fino al giorno in cui viene operato lo svincolo anticipato, senza costi aggiuntivi.
Nel corso del secondo trimestre è stata avviata la campagna di sostituzione Carta Oro Mediolanum American Express a favore del corrispondente prodotto American Express in collocamento. Il passaggio al nuovo prodotto è su base volontaria e sarà accompagnato da diverse iniziative nel corso di tutto l'anno.
A livello di iniziative commerciali, si segnala inoltre l'iniziativa Cash Back relativa alle spese effettuate con carte di debito Mastercard promossa in occasione del Giro d'Italia a beneficio dei nuovi correntisti Selfy Conto.
Di seguito le iniziative in essere nel I semestre:

Websim – Intermonte; nuovi grafici evoluti; sezione di compravendita e scheda titolo rinnovata...).
➢ Nel mese di maggio, con scadenza al 31 luglio, è stata attivata una promozione che premia con un buono d'acquisto Amazon il trasferimento in Banca Mediolanum degli strumenti finanziari che il cliente detiene presso altri intermediari.
Nel corso del I semestre 2025 Banca Mediolanum ha proposto o rinnovato iniziative commerciali volte ad arricchire la proposizione in ambito Prodotti del Credito.

Nel corso di tutto il 2025, a fronte della mutata situazione macroeconomica registrata a partire da fine 2022, il segmento obbligazionario è stato in grado di offrire rendimenti interessanti per la Clientela, e tale opportunità è stata colta da Banca Mediolanum che ha avviato, già a fine 2024 la commercializzazione del fondo Mediolanum Obbligazionario Italia di Mediolanum Gestione Fondi. Tale strumento, che investe principalmente in obbligazioni societarie di imprese italiane, mira a conseguire una crescita del capitale investito su un orizzonte temporale di 5 anni. Inoltre, il prodotto, se mantenuto almeno 5 anni, consente di ottenere i benefici fiscali previsti dalla Legge di Bilancio per il 2017 (e successive modifiche).
In riferimento a quanto sopra, nel primo e secondo trimestre del 2025 è proseguita la vendita del fondo Mediolanum Obbligazionario Italia attraverso Mediolanum Obbligazionario Italia III e Mediolanum Obbligazionario Italia IV. Inoltre, a fronte del grande successo commerciale, è intenzione da parte di Banca Mediolanum di mettere a disposizione un analogo strumento nel corso del III trimestre del 2025. Sempre nel corso del II trimestre del 2025, il Fondo di diritto irlandese Mediolanum Best Brands di Mediolanum International Funds, distribuito da Banca Mediolanum, si è arricchito del nuovo comparto Mediolanum World Innovative Leaders. Tale strumento ha l'obiettivo di conseguire una crescita del capitale nel lungo termine, concentrandosi su aziende che, attraverso l'innovazione e l'ottimizzazione dei propri processi, sono in grado di generare una crescita sostenibile, nonché in aziende che, attraverso investimenti tecnologici, promuovono le caratteristiche ambientali, sociali e di governance (ESG), ottimizzando l'uso delle risorse, migliorando la gestione della catena di approvvigionamento e le condizioni dei lavoratori. Tale strumento, inoltre, è classificato come Articolo 8 secondo il Reg. europeo 2019/2088 ("SFDR").
Contestualmente, nell'ottica di un costante monitoraggio dell'offerta e con l'obiettivo di cogliere sempre le migliori opportunità offerte dal mercato, il fondo European Small Cap Equity di Mediolanum Best Brands ha modificato la politica di investimento passando da fondo azionario europeo a fondo azionario globale, con la conseguente ridenominazione in Global Small Cap Equity.
Nel corso del mese di maggio 2025, la polizza commercializzata da Banca Mediolanum denominata Mediolanum Intelligent Life Plan di Mediolanum Vita S.p.A si è arricchita di un nuovo Fondo interno assicurativo denominato Conservative Bond Fund.
Tale soluzione di investimento consente, sia ai nuovi clienti che a quelli già assicurati, la possibilità di avere una maggiore diversificazione dell'investimento, scegliendo anche strumenti a più basso rischio, con l'obiettivo di sfruttare al meglio le opportunità offerte dai mercati. Il nuovo Fondo interno assicurativo si caratterizza per una composizione del portafoglio orientata verso strumenti finanziari di tipo obbligazionario (fino al 100% dello stesso) e con facoltà per il Gestore di investire in via residuale in strumenti finanziari rappresentativi del capitale di rischio.

Inoltre, nel corso del I semestre del 2025, la nuova soluzione Mediolanum World Innovative Leaders di Mediolanum International Funds è stata inserita all'intero della polizza unit linked Mediolanum MyLife di Mediolanum Vita.
Nel corso del I semestre 2025, la nuova soluzione Mediolanum World Innovative Leaders è stata inserita all'intero del Servizio di Gestione di Portafogli "Mediolanum My Style" e "Mediolanum My Style Wealth.
Nel corso del 2025 è proseguita la commercializzazione di Certificate, caratterizzati da diversi payoff e diverse durate, e con l'obiettivo di offrire alla Clientela la possibilità di ricevere una prestazione definita in un tempo altrettanto definito. Inoltre, nel corso del primo trimestre dell'anno è stata commercializzata una nuova struttura a capitale condizionatamente protetto – la cui barriera è osservata solo a scadenza – denominata "Coupon Memory Opportunity" che prevede cedole condizionate trimestrali con effetto memoria.
Il primo semestre dell'anno è stato caratterizzato principalmente da un rebranding di segmento a cura delle Compagnie Italiane del Gruppo Assicurativo Mediolanum con l'obiettivo di valorizzare ulteriormente l'importanza della Protezione per la Clientela del Gruppo e per la realizzazione degli obiettivi di vita.
Con questa iniziativa, che si configura come modifica contrattuale per i Clienti già contraenti di polizze protezione, l'offerta viene ridefinita attraverso parole che rappresentano una radice comune a tutte le coperture ossia "Mediolanum" per rafforzare l'identità del brand, e "Protezione", per trasferire in modo concreto e immediato i valori di cura, tutela e serenità.
Di seguito le iniziative commerciali del primo semestre 2025 con le quali Banca Mediolanum ha alimentato l'attenzione al tema della tutela dei progetti di vita, sia propri sia delle persone care:
➢ "Promozione Personal Life Serenity ed. Gennaio 2025" rivolta ai Clienti che nel corso dell'ultimo trimestre del 2024 abbiano sottoscritto un prodotto di investimento, anche assicurativo, che prevede un piano di accumulo e successivamente, secondo le condizioni definite nel Regolamento della promozione, la polizza temporanea caso morte "Mediolanum Personal Life Serenity (ora "Mediolanum Protezione Vita") di Mediolanum Vita S.p.A. con capitale assicurato di almeno 200.000 euro. "Promo Protezione ed. Maggio 2025 che ha premiato i Clienti che


hanno sottoscritto contestualmente almeno due polizze tra "Mediolanum Personal Life Serenity (ora "Mediolanum Protezione Vita") di Mediolanum Vita S.p.A. e "Mediolanum Capitale Umano" (ora "Mediolanum Protezione Persona") e "Mediolanum Capitale Casa e Famiglia" (ora "Mediolanum Protezione Casa e Famiglia") - con premio annuale almeno pari a 250 euro - di Mediolanum Assicurazioni S.p.A..
Un impegno importante della Banca è quello a supporto della tutela della "salute" che si esplica nella rinnovata proposta del "Concorso Mediolanum health corner – ed. Marzo 2025" che prevede l'estrazione di premi tra i Clienti che abbiano partecipato agli eventi sul territorio "Health Corner".
Il tema "casa" riveste un'importanza particolare e crescente negli ultimi anni, anche in considerazione degli effetti del cambiamento climatico che rappresentano una "nuova normalità" di cui tenere conto. Nel corso del primo semestre questa l'iniziativa proposta:
➢ "Promozione-Capitale Casa e Famiglia" che sensibilizza i Clienti alla sottoscrizione della polizza "Mediolanum Protezione Casa e Famiglia" di Mediolanum Assicurazioni S.p.A., con attivazione della garanzia Immobili – Incendio all risks della sezione Casa e della garanzia aggiuntiva opzionale Immobili - Terremoto e alluvione.
Nei primi mesi dell'anno Banca Mediolanum ha promosso la seguente iniziativa commerciale
➢ "Promo Self ed. Marzo 2025" a favore dei Clienti "Selfy", che preferiscono operare in autonomia attraverso app e sito web della Banca, sottoscrittori di un prodotto tra quelli selezionati nel Regolamento come prodotti assicurativi, anche d'investimento, fondi comuni di investimento, servizi di gestione individuale di portafogli.
Durante il primo trimestre dell'anno 2025 sono state portate a termine le attività legate alla redazione della Dichiarazione sulla Sostenibilità 2024, rispondente ai requisiti espressi dalla normativa europea CSRD. In particolare, sono stati esposti i presidi nell'ambito dell'investimento e dell'assicurazione in ambito climatico e di governance.
In coerenza con l'entrata in vigore a febbraio 2025 delle "Istruzioni della Banca d'Italia, COVIP, IVASS e del Ministero dell'Economia e delle Finanze per l'esercizio dei controlli rafforzati sulle attività degli intermediari autorizzati per contrastare il finanziamento delle aziende produttrici di mine antiuomo, munizioni e bombe a grappolo" (26 luglio 2024), sono stati potenziati i processi di gestione del divieto di finanziamento in oggetto.

Alla luce dell'affinamento di alcuni presidi e anche in considerazione del Richiamo di attenzione di CONSOB relativamente a "L'adeguamento agli obblighi in materia di "finanza sostenibile" nella prestazione dei servizi di investimento" (25 luglio 2024):
Nell'ottica del continuo arricchimento dell'offerta con soluzioni attente alla sostenibilità, a marzo 2025 è stato lanciato un nuovo fondo d'investimento di Mediolanum Gestione Fondi conforme all'Articolo 8 del Reg. europeo 2088/2019 ("SFDR"): Mediolanum Obbligazionario Italia III: fondo obbligazionario, appartenente a Sistema Mediolanum Fondi Italia, focalizzato sul mercato domestico, che investe prevalentemente in titoli di qualità, di società quotate e non quotate.
Nel corso del primo semestre 2025 sono perseguite le attività connesse con gli "Orientamenti sull'utilizzo di termini ambientali, sociali e di governance o relativi alla sostenibilità nelle denominazioni dei fondi" emanati da ESMA ad agosto 2024 e sono state quindi portate a termine le attività di adeguamento dell'offerta di fondi d'investimento che hanno condotto in alcuni casi alla modifica della denominazione e in altri all'arricchimento dei presidi di sostenibilità (es.: introduzione della politica di esclusione PAB) della politica di investimento del prodotto.
A giugno 2025 è stata aggiornata la Politica di Investimento Responsabile di Banca Mediolanum, espressione dell'impegno dell'Istituto in ambito di finanza responsabile. In occasione di questo aggiornamento, sono ad esempio state rese con maggior dettaglio le attività di due diligence ESG nei confronti delle società di gestione terze e i presidi relativi alla gestione del divieto di finanziamento delle imprese coinvolte nella produzione di mine antipersona e munizioni a grappolo stabilito dalla legge n. 220 del 2021.
Come previsto dalla normativa europea di riferimento (Reg. UE 2019/2088 e relative norme attuative), il 30 giugno 2025 è stata pubblicata l'annuale Dichiarazione sui principali effetti negativi delle decisioni di investimento sui fattori di sostenibilità.
Si segnala, infine, la partecipazione della Banca a diversi incontri in sede associativa dedicati ai seguenti temi:

Patrimonio Amministrato e Gestito di Gruppo
| Euro/milioni | 30/06/2025 | 31/12/2024 | 30/06/2024 | Variaz. vs dic-2024 |
Variaz. % vs dic 2024 |
|---|---|---|---|---|---|
| ASSET MANAGEMENT | 55.552,2 | 52.961,5 | 48.143,1 | 2.590,7 | 4,9% |
| Fondi Propri | 42.141,1 | 40.596,2 | 37.114,7 | 1.544,8 | 3,8% |
| Fondi di Terzi | 5.968,7 | 5.510,5 | 4.862,9 | 458,1 | 8,3% |
| Contenitori Finanziari | 7.442,5 | 6.854,7 | 6.165,6 | 587,7 | 8,6% |
| INSURANCE | 45.630,5 | 44.329,5 | 41.049,2 | 1.300,9 | 2,9% |
| Contenitori Assicurativi | 43.456,0 | 42.204,8 | 38.781,1 | 1.251,2 | 3,0% |
| Altro Patrimonio Assicurativo | 2.174,4 | 2.124,7 | 2.268,1 | 49,7 | 2,3% |
| ALTRO GESTITO | 3.639,3 | 3.520,0 | 3.337,9 | 119,2 | 3,4% |
| Titoli strutturati di terzi | 3.639,3 | 3.520,0 | 3.337,9 | 119,2 | 3,4% |
| TOTALE GESTITO | 104.821,9 | 100.811,1 | 92.530,3 | 4.010,9 | 4,0% |
| TOTALE AMMINISTRATO | 39.599,6 | 37.681,9 | 36.970,5 | 1.917,7 | 5,1% |
| Raccolta Diretta | 29.250,4 | 27.995,1 | 27.623,3 | 1.255,3 | 4,5% |
| Raccolta Indiretta | 10.349,2 | 9.686,8 | 9.347,2 | 662,4 | 6,8% |
| TOTALE PATRIMONIO AMMINISTRATO E GESTITO |
144.421,5 | 138.493,0 | 129.500,8 | 5.928,5 | 4,3% |
Al 30 giugno 2025 il patrimonio amministrato e gestito dal Gruppo Mediolanum è pari a 144.421,5 milioni di euro, in aumento di 5.928,5 milioni di euro rispetto alla consistenza di fine 2024 (31.12.2024: 138.493,0 milioni di euro). L'incremento del patrimonio gestito per 4.010,9 milioni di euro è dovuto al contributo positivo della raccolta netta del periodo, lievemente compensato dall'effetto dei mercati rilevato nel semestre. La crescita del patrimonio amministrato per 1.917,7 milioni di euro è dovuta alla maggior raccolta conseguita tramite iniziative promozionali.
| Euro/milioni | 30/06/2025 | 31/12/2024 | 30/06/2024 | Variaz. vs dic-2024 |
Variaz. % vs dic 2024 |
|---|---|---|---|---|---|
| ASSET MANAGEMENT | 46.740,1 | 44.759,5 | 40.997,2 | 1.980,6 | 4,4% |
| Fondi Propri | 38.679,1 | 37.352,2 | 34.428,0 | 1.326,9 | 3,6% |
| Fondi di Terzi | 5.968,7 | 5.510,5 | 4.862,9 | 458,1 | 8,3% |
| Contenitori Finanziari | 2.092,4 | 1.896,8 | 1.706,3 | 195,5 | 10,3% |
| INSURANCE | 43.746,9 | 42.493,6 | 39.348,0 | 1.253,3 | 2,9% |
| Contenitori Assicurativi | 41.701,6 | 40.483,1 | 37.250,0 | 1.218,5 | 3,0% |
| Altro Patrimonio Assicurativo | 2.045,2 | 2.010,5 | 2.097,9 | 34,8 | 1,7% |
| ALTRO GESTITO | 3.638,8 | 3.520,0 | 3.337,9 | 118,7 | 3,4% |
| Titoli strutturati di terzi | 3.638,8 | 3.520,0 | 3.337,9 | 118,7 | 3,4% |
| TOTALE GESTITO | 94.125,7 | 90.773,2 | 83.683,1 | 3.352,6 | 3,7% |
| TOTALE AMMINISTRATO | 35.771,9 | 34.318,9 | 33.635,4 | 1.453,0 | 4,2% |
| Raccolta Diretta | 26.038,5 | 25.215,1 | 24.890,5 | 823,4 | 3,3% |
| Raccolta Indiretta | 9.733,4 | 9.103,8 | 8.744,9 | 629,6 | 6,9% |
| TOTALE PATRIMONIO AMMINISTRATO E GESTITO ITALIA |
129.897,7 | 125.092,1 | 117.318,5 | 4.805,6 | 3,8% |


Il totale delle masse relative al mercato italiano al 30 giugno 2025 ammonta a 129.897,7 milioni di euro in aumento di 4.805,6 milioni di euro rispetto alla consistenza di fine 2024 (31.12.2024: 125.092,1 milioni di euro).
| Euro/milioni | 30/06/2025 | 31/12/2024 | 30/06/2024 | Variaz. vs dic 2024 |
Variaz. % vs dic 2024 |
|---|---|---|---|---|---|
| ASSET MANAGEMENT | 8.599,9 | 7.970,8 | 6.919,2 | 629,1 | 7,9% |
| Fondi Propri | 3.249,8 | 3.013,0 | 2.460,0 | 236,8 | 7,9% |
| Contenitori Finanziari | 5.350,1 | 4.957,9 | 4.459,3 | 392,2 | 7,9% |
| INSURANCE | 1.743,2 | 1.692,6 | 1.560,3 | 50,6 | 3,0% |
| Contenitori Assicurativi | 1.614,0 | 1.578,4 | 1.390,2 | 35,6 | 2,3% |
| Altro Patrimonio Assicurativo | 129,2 | 114,2 | 170,1 | 15,0 | 13,1% |
| ALTRO GESTITO | 0,5 | - | - | 0,5 | ns |
| Titoli strutturati di terzi | 0,5 | - | - | 0,5 | ns |
| TOTALE GESTITO | 10.343,6 | 9.663,4 | 8.479,6 | 680,2 | 7,0% |
| TOTALE AMMINISTRATO | 3.827,7 | 3.363,0 | 3.335,1 | 464,7 | 13,8% |
| TOTALE PATRIMONIO AMMINISTRATO E GESTITO SPAGNA |
14.171,3 | 13.026,4 | 11.814,7 | 1.144,9 | 8,8% |
Il totale delle masse relative al mercato spagnolo al 30 giugno 2025 ammonta a 14.171,3 milioni di euro in aumento di 1.144,9 milioni di euro rispetto al saldo del 31 dicembre 2024 (31.12.2024: 13.026,4 milioni di euro).
| Euro/milioni | 30/06/2025 | 31/12/2024 | 30/06/2024 | Variaz. vs dic 2024 |
Variaz. % vs dic 2024 |
|---|---|---|---|---|---|
| ASSET MANAGEMENT | 212,2 | 231,1 | 226,7 | (18,9) | (8,2%) |
| Fondi Propri | 212,2 | 231,1 | 226,7 | (18,9) | (8,2%) |
| INSURANCE | 140,4 | 143,3 | 140,9 | (3,0) | (2,1%) |
| Contenitori Assicurativi | 140,4 | 143,3 | 140,9 | (3,0) | (2,1%) |
| TOTALE GESTITO | 352,6 | 374,5 | 367,6 | (21,9) | (5,8%) |
| TOTALE PATRIMONIO AMMINISTRATO E GESTITO GERMANIA |
352,6 | 374,5 | 367,6 | (21,9) | (5,8%) |
Il totale delle masse relative al mercato tedesco al 30 giugno 2025 ammonta a 352,6 milioni di euro in diminuzione di 21,9 milioni di euro rispetto al saldo del 31 dicembre 2024 (31.12.2024: 374,5 milioni di euro).

| Euro/milioni | 30/06/2025 | 30/06/2024 | Variaz. | Variaz. % |
|---|---|---|---|---|
| ASSET MANAGEMENT | 2.770,8 | 1.801,4 | 969,4 | 53,8% |
| Fondi Propri | 1.501,7 | 1.345,5 | 156,3 | 11,6% |
| Fondi di Terzi | 447,0 | 274,7 | 172,4 | 62,8% |
| Contenitori Finanziari | 822,0 | 181,3 | 640,8 | ns |
| INSURANCE | 2.000,0 | 1.018,2 | 981,8 | 96,4% |
| Contenitori Assicurativi | 2.000,6 | 1.013,6 | 987,1 | 97,4% |
| Altri Prodotti Assicurativi | (0,6) | 4,6 | (5,3) | ns |
| ALTRO GESTITO | (227,8) | 269,7 | (497,4) | ns |
| Titoli strutturati di terzi | (227,8) | 269,7 | (497,4) | ns |
| TOTALE GESTITO | 4.543,0 | 3.089,2 | 1.453,8 | 47,1% |
| TOTALE AMMINISTRATO | 1.561,9 | 2.572,7 (1.010,8) | (39,3%) | |
| Raccolta Diretta | 1.249,6 | 1.426,5 | (176,9) | (12,4%) |
| Raccolta Indiretta | 312,3 | 1.146,2 | (833,9) | (72,8%) |
| TOTALE RACCOLTA NETTA AMMINISTRATO E GESTITO | 6.105,0 | 5.661,9 | 443,1 | 7,8% |
Il totale della raccolta netta al 30 giugno 2025 ammonta a 6.105,0 milioni di euro evidenziando una forte crescita rispetto al periodo di confronto +443,1 milioni di euro (30.06.2024: 5.661,9 milioni di euro). In particolare, la raccolta sul gestito ha registrato una crescita sia nell'Asset Management (+969,4 milioni di euro) che dell'Insurance (+981,8 milioni di euro) mentre la raccolta dell'amministrato ha evidenziato una contrazione di -1.010,8 milioni di euro, in particolare nella raccolta indiretta sui dossier titoli dei clienti, per un minor appeal dei rendimenti sui titoli di stato.
| Euro/milioni | 30/06/2025 | 30/06/2024 | Variaz. | Variaz. % |
|---|---|---|---|---|
| ASSET MANAGEMENT | 2.049,2 | 1.335,9 | 713,3 | 53,4% |
| Fondi Propri | 1.271,1 | 968,4 | 302,7 | 31,3% |
| Fondi di Terzi | 447,0 | 274,7 | 172,4 | 62,8% |
| Contenitori Finanziari | 331,1 | 92,8 | 238,2 | ns |
| INSURANCE | 1.854,1 | 902,8 | 951,3 | ns |
| Contenitori Assicurativi | 1.863,8 | 914,6 | 949,3 | ns |
| Altri Prodotti Assicurativi | (9,7) | (11,7) | 2,1 | (17,5%) |
| ALTRO GESTITO | (228,3) | 269,7 | (497,9) | ns |
| Titoli strutturati di terzi | (228,3) | 269,7 | (497,9) | ns |
| TOTALE GESTITO | 3.675,1 | 2.508,4 | 1.166,7 | 46,5% |
| TOTALE AMMINISTRATO | 1.191,2 | 2.521,3 | (1.330,2) | (52,8%) |
| Raccolta Diretta | 827,9 | 1.365,6 | (537,7) | (39,4%) |
| Raccolta Indiretta | 363,2 | 1.155,7 | (792,5) | (68,6%) |
| TOTALE RACCOLTA NETTA AMMINISTRATO E GESTITO | 4.866,3 | 5.029,7 | (163,5) | (3,2%) |

| Euro/milioni | 30/06/2025 | 30/06/2024 | Variaz. | Variaz. % |
|---|---|---|---|---|
| ASSET MANAGEMENT | 729,8 | 487,7 | 242,1 | 49,6% |
| Fondi Propri | 238,8 | 399,3 | (160,5) | (40,2%) |
| Contenitori Finanziari | 491,0 | 88,4 | 402,6 | ns |
| INSURANCE | 146,8 | 116,1 | 30,7 | 26,5% |
| Contenitori Assicurativi | 137,7 | 99,7 | 38,0 | 38,1% |
| Altri Prodotti Assicurativi | 9,1 | 16,4 | (7,3) | (44,7%) |
| ALTRO GESTITO | 0,5 | - | 0,5 | ns |
| Titoli strutturati di terzi | 0,5 | - | 0,5 | ns |
| TOTALE GESTITO | 877,1 | 603,8 | 273,3 | 45,3% |
| TOTALE AMMINISTRATO | 370,8 | 51,3 | 319,4 | ns |
| Raccolta Diretta | 421,7 | 60,9 | 360,8 | ns |
| Raccolta Indiretta | (50,9) | (9,5) | (41,4) | ns |
| TOTALE RACCOLTA NETTA AMMINISTRATO E GESTITO | 1.247,8 | 655,1 | 592,7 | 90,5% |
| Euro/milioni | 30/06/2025 | 30/06/2024 | Variaz. | Variaz. % |
|---|---|---|---|---|
| ASSET MANAGEMENT | (8,2) | (22,2) | 14,0 | (63,0%) |
| Fondi Propri | (8,2) | (22,2) | 14,0 | (63,0%) |
| INSURANCE | (0,9) | (0,7) | (0,2) | 33,5% |
| Contenitori Assicurativi | (0,9) | (0,7) | (0,2) | 33,5% |
| TOTALE GESTITO | (9,1) | (22,9) | 13,8 | (60,1%) |
| TOTALE RACCOLTA NETTA AMMINISTRATO E GESTITO | (9,1) | (22,9) | 13,8 | (60,1%) |
| Euro/milioni | 30/06/2025 | 30/06/2024 | Variaz. | Variaz. % |
|---|---|---|---|---|
| Abbinabili | 22,2 | 13,0 | 9,2 | 70,6% |
| Collettive RSM | 0,1 | 0,1 | - | - |
| Stand alone | 92,1 | 79,6 | 12,5 | 15,7% |
| Nuova Produzione Stand Alone | 15,7 | 15,9 | (0,2) | (1,2%) |
| Portafoglio Stand Alone | 76,5 | 63,8 | 12,7 | 19,9% |
| TOTALE RACCOLTA PROTEZIONE | 114,4 | 92,7 | 21,7 | 23,4% |
Il totale della raccolta si attesta a 114,4 milioni di euro (30.06.2024: 92,7 milioni di euro) con un incremento di 21,7 milioni di euro. In particolare, si osservano risultati particolarmente positivi sul comparto delle polizze abbinabili +9,2 milioni di euro, legato alle dinamiche dei finanziamenti erogati del distributore Banca Mediolanum, e sul comparto Stand Alone +12,5 milioni di euro per effetto dell'incremento dei premi ricorrenti legati alla crescita del portafoglio polizze.


| Euro/milioni | 30/06/2025 | 30/06/2024 | Variaz. | Variaz. % |
|---|---|---|---|---|
| Abbinabili | 22,2 | 13,0 | 9,2 | 70,6% |
| Collettive RSM | 0,1 | 0,1 | - | - |
| Stand alone | 89,0 | 77,4 | 11,7 | 15,1% |
| Nuova Produzione Stand Alone | 14,8 | 15,3 | (0,5) | (3,2%) |
| Portafoglio Stand Alone | 74,3 | 62,1 | 12,2 | 19,6% |
| TOTALE RACCOLTA PROTEZIONE | 111,3 | 90,5 | 20,9 | 23,1% |
Il totale della raccolta per il mercato Italia ammonta a 111,3 milioni di euro (30.06.2024: 90,5 milioni di euro).
| Euro/milioni | 30/06/2025 | 30/06/2024 | Variaz. | Variaz. % |
|---|---|---|---|---|
| Mutui Ipotecari | 1.007,9 | 577,5 | 430,5 | 74,5% |
| Prestiti Personali | 528,9 | 363,2 | 165,7 | 45,6% |
| Prexta | 323,2 | 312,0 | 11,2 | 3,6% |
| TOTALE EROGATO GRUPPO | 1.860,0 | 1.252,7 | 607,3 | 48,5% |
Il totale erogato nel periodo in esame evidenzia un aumento di 607,3 milioni di euro (+48,5%) attestandosi a 1.860,0 milioni di euro; incremento riconducibile principalmente ai mutui ipotecari +430,5 milioni di euro e ai prestiti personali +165,7 milioni di euro; tale incremento è dovuto a migliori condizioni di mercato in relazione alla diminuzione dei tassi d'interesse di cui beneficiano entrambe le linee di prodotto.
| Euro/milioni | 30/06/2025 | 30/06/2024 | Variaz. | Variaz. % |
|---|---|---|---|---|
| Mutui Ipotecari | 887,1 | 461,2 | 425,9 | 92,3% |
| Prestiti Personali | 447,6 | 320,2 | 127,4 | 39,8% |
| Prexta | 323,2 | 312,0 | 11,2 | 3,6% |
| TOTALE EROGATO ITALIA | 1.657,9 | 1.093,4 | 564,4 | 51,6% |

| Euro/milioni | 30/06/2025 | 30/06/2024 | Variaz. | Variaz. % |
|---|---|---|---|---|
| Mutui Ipotecari | 120,8 | 116,3 | 4,6 | 3,9% |
| Prestiti Personali | 81,3 | 43,0 | 38,3 | 89,1% |
| TOTALE EROGATO SPAGNA | 202,1 | 159,3 | 42,9 | 26,9% |
| Euro/milioni | 30/06/2025 | 31/12/2024 | Variaz. | Variaz. % |
|---|---|---|---|---|
| Mutui Ipotecari | 12.856,1 | 12.512,4 | 343,7 | 2,7% |
| Prestiti Personali | 2.554,3 | 2.437,4 | 116,9 | 4,8% |
| Linee di credito | 540,5 | 557,1 | (16,6) | (3,0%) |
| Prexta | 2.185,7 | 2.111,6 | 74,1 | 3,5% |
| TOTALE PORTAFOGLIO GRUPPO | 18.136,7 | 17.618,4 | 518,2 | 2,9% |
Il totale dello stock di impiego del gruppo al 30 giugno 2025 si attesta a 18.136,7 milioni di euro in aumento di 518,2 milioni di euro rispetto al dato del 31 dicembre 2024 (31.12.2024: 17.618,4 milioni di euro); incremento principalmente attribuibile ai mutui ipotecari +343,7 milioni di euro, ai prestiti personali +116,9 milioni di euro e alla crescita degli impieghi della controllata Prexta +74,1 milioni di euro, risulta invece in riduzione l'utilizzo delle linee di credito -16,6 milioni di euro.
| Euro/milioni | 30/06/2025 | 31/12/2024 | Variaz. | Variaz. % |
|---|---|---|---|---|
| Mutui Ipotecari | 11.626,5 | 11.342,7 | 283,9 | 2,5% |
| Prestiti Personali | 2.277,3 | 2.209,5 | 67,8 | 3,1% |
| Linee di credito | 431,0 | 461,2 | (30,2) | (6,5%) |
| Prexta | 2.185,7 | 2.111,6 | 74,1 | 3,5% |
| TOTALE PORTAFOGLIO ITALIA | 16.520,5 | 16.124,9 | 395,7 | 2,5% |
| Euro/milioni | 30/06/2025 | 31/12/2024 | Variaz. | Variaz. % |
|---|---|---|---|---|
| Mutui Ipotecari | 1.229,5 | 1.169,7 | 59,8 | 5,1% |
| Prestiti Personali | 277,1 | 227,9 | 49,1 | 21,6% |
| Linee di credito | 109,6 | 95,9 | 13,6 | 14,2% |
| TOTALE PORTAFOGLIO SPAGNA | 1.616,1 | 1.493,6 | 122,6 | 8,2% |

| Unità | 30/06/2025 | 31/12/2024 | 30/06/2024 | Variaz. vs giu-2024 |
Variaz. % vs giu-2024 |
|---|---|---|---|---|---|
| ITALIA - BANCA MEDIOLANUM | 4.975 | 4.801 | 4.694 | 281 | 6,0% |
| SPAGNA | 1.629 | 1.614 | 1.620 | 9 | 0,6% |
| Totale | 6.604 | 6.415 | 6.314 | 290 | 4,6% |
Complessivamente la rete di vendita al 30.06.2025 è composta da 6.604 unità (31.12.2024: 6.415 unità; 30.06.2024: 6.314 unità).
I consulenti finanziari di Banca Mediolanum sono n. 4.975 unità in aumento sia rispetto alla consistenza dello stesso periodo di confronto (30.06.2024: 4.694 unità) che alla consistenza di fine 2024 (31.12.2024: 4.801 unità).


| Euro/migliaia | 30.06.2025 | 30.06.2024 | Variazioni | |
|---|---|---|---|---|
| valore | % | |||
| a | b | c=a-b | c/b | |
| Commissioni di sottoscrizione fondi | 31.954 | 28.542 | 3.412 | 12,0% |
| Commissioni di gestione | 681.060 | 620.159 | 60.901 | 9,8% |
| Commissioni su servizi di investimento | 130.712 | 122.513 | 8.199 | 6,7% |
| Risultato Gestione Assicurativa | 110.774 | 96.851 | 13.924 | 14,4% |
| Commissioni e ricavi da servizi bancari | 122.650 | 97.924 | 24.726 | 25,3% |
| Commissioni diverse | 27.573 | 25.275 | 2.298 | 9,1% |
| Totale commissioni attive | 1.104.723 | 991.264 | 113.460 | 11,4% |
| Commissioni passive rete | (379.325) | (324.158) | (55.167) | 17,0% |
| Altre commissioni passive | (80.964) | (79.034) | (1.930) | 2,4% |
| Totale commissioni passive | (460.289) | (403.192) | (57.097) | 14,2% |
| Commissioni nette | 644.434 | 588.072 | 56.362 | 9,6% |
| Margine d'interesse | 366.753 | 418.013 | (51.260) | (12,3%) |
| Proventi netti da altri investimenti | 24.168 | 18.543 | 5.625 | 30,3% |
| Rettifiche di valore nette su crediti | (14.048) | (18.482) | 4.434 | (24,0%) |
| Altri proventi e oneri | (89) | (1.257) | 1.168 | (92,9%) |
| MARGINE DI CONTRIBUZIONE | 1.021.218 | 1.004.889 | 16.329 | 1,6% |
| Spese generali e amministrative | (390.662) | (366.049) | (24.613) | 6,7% |
| Contributi e Fondi di Garanzia ordinari | (8.898) | (27.640) | 18.742 | (67,8%) |
| Ammortamenti | (16.864) | (18.402) | 1.538 | (8,4%) |
| Accantonamenti netti per rischi e oneri | (34.224) | (26.689) | (7.535) | 28,2% |
| TOTALE COSTI | (450.648) | (438.780) | (11.868) | 2,7% |
| MARGINE OPERATIVO | 570.570 | 566.109 | 4.461 | 0,8% |
| Commissioni di performance | 48.770 | 41.321 | 7.449 | 18,0% |
| P&L netti da investimenti al fair value | 19.115 | (297) | 19.412 | n.s. |
| EFFETTI MERCATO | 67.885 | 41.024 | 26.861 | 65,5% |
| Contributi e Fondi di Garanzia straordinari | (1.131) | (11.556) | 10.425 | (90,2%) |
| EFFETTI STRAORDINARI | (1.131) | (11.556) | 10.425 | (90,2%) |
| UTILE LORDO PRE IMPOSTE | 637.324 | 595.577 | 41.747 | 7,0% |
| Imposte del periodo | (160.032) | (145.663) | (14.369) | 9,9% |
| UTILE NETTO | 477.292 | 449.914 | 27.378 | 6,1% |
8 Il presente conto economico riclassificato è stato elaborato secondo uno schema che rispecchia il sistema direzionale del Gruppo che prevede la riclassificazione delle componenti dell'utile prima delle imposte per natura. Si specifica, inoltre, che per una corretta lettura delle tabelle afferenti all'andamento economico, in merito alle voci di costo, un incremento di costi avrà una variazione assoluta di segno negativo ed una variazione percentuale di segno positivo; viceversa, un decremento di costi avrà una variazione assoluta di segno positivo ed una variazione percentuale di segno negativo.

| Euro/milioni | 30.06.2025 | 30.06.2024 | Variazione | Variazione (%) |
|---|---|---|---|---|
| Utile netto del periodo | 477,3 | 449,9 | 27,4 | 6,1% |
| di cui: | ||||
| Commissioni attive | 1.104,7 | 991,3 | 113,4 | 11,4% |
Le Commissioni attive del periodo ammontano a 1.104,7 milioni di euro in crescita di +113,4 milioni di euro rispetto a 991,3 milioni di euro del periodo di confronto.
In particolare, le commissioni ricorrenti (Commissioni di gestione e Commissioni su servizi d'investimento) risultano in crescita di +69,1 milioni di euro rispetto al periodo di confronto per effetto di un aumento delle masse medie dei prodotti del risparmio gestito.
Le Commissioni di sottoscrizione fondi registrano un incremento di +3,4 milioni di euro rispetto al periodo di confronto attribuibile all'incremento dei volumi di raccolta.
Il Risultato Gestione Assicurativa riporta un incremento di +13,9 milioni di euro dovuto principalmente a maggiori ricavi netti rinvenienti dai prodotti assicurativi classificati ai sensi del principio contabile internazionale IFRS17.
L'incremento di 12,9 milioni di euro deriva dall'andamento patrimoniale del Contractual Service Margin (CSM) relativo ai prodotti assicurativi che si è incrementato di +222 milioni di euro rispetto al dato del 30 giugno 2024 (30.06.2024: 2.591 milioni di euro), principalmente grazie alla nuova produzione, all'incremento dei tassi di attualizzazione delle passività future e alla favorevole dinamica del mercato attestandosi a 30 giugno 2025 a 2.813 milioni di euro e producendo pertanto maggiori rilasci a conto economico.
Le Commissioni e ricavi da servizi bancari riportano un incremento di +24,7 milioni di euro rispetto al periodo di confronto e sono da attribuire principalmente a maggiori commissioni di collocamento certificate (+14,2 milioni di euro) per maggiori volumi di collocato, maggiori commissioni da strumenti di monetica e pagamento (+7,9 milioni di euro), da maggiori commissioni per canoni conto (+1,8 milioni di euro) mentre diminuiscono le commissioni da operatività bancaria (-1,3 milioni di euro).
Da ultimo la voce residuale relativa alle Commissioni diverse evidenzia un incremento di +2,3 milioni di euro riconducibile principalmente a maggiori commissioni su altre masse in gestione per + 1,8 milioni di euro in funzione dell'incremento delle masse gestite.

| Commissioni passive | (460,3) | (403,2) | (57,1) | 14,2% |
|---|---|---|---|---|
| di cui: | ||||
| Commissioni passive rete | (379,3) | (324,2) | (55,1) | 17,0% |
| Altre commissioni | (81,0) | (79,0) | (2,0) | 2,5% |
Le Commissioni passive ammontano a -460,3 milioni di euro, in aumento del 14,2% rispetto al periodo di confronto (30.06.2024 -403,2 milioni di euro).
L'incremento della voce Commissioni passive rete per -55,1 milioni di euro è da ricondurre principalmente a:
La voce altre commissioni registra un incremento di -2,0 milioni di euro rispetto al periodo di confronto riconducibile principalmente al maggior costo gestori per -4,8 milioni di euro principalmente riconducibile all'incremento delle masse cedute in delega rispetto al periodo di confronto mentre le commissioni passive sui prodotti e servizi di monetica diminuiscono per +2,3 milioni di euro.
| Margine d'interesse 366,8 418,0 (51,2) (12,2%) |
|---|
| ------------------------------------------------------------ |
Il Margine di interesse evidenzia una diminuzione netta di -51,2 milioni di euro rispetto al 30 giugno 2024 si assiste ad una riduzione dei tassi di mercato e anche a maggiori interessi passivi legati anche a iniziative commerciali avviate nel 2024 che hanno avuto impatti nel periodo di osservazione.
Gli interessi attivi subiscono una riduzione di -115,6 milioni di euro di cui:
Gli interessi passivi registrano un miglioramento di +64,2 milioni di euro così ripartito:
| Proventi netti da altri investimenti | 24,2 | 18,5 | 5,7 | 30,8% |
|---|---|---|---|---|
L'incremento della voce di 5,7 milioni di euro è riconducile principalmente ad una minor svalutazione collettiva del portafoglio titoli per +3,7 milioni di euro e da plusvalenze derivanti da operazioni di cessione del credito per +1,5 milioni di euro.

| Rettifiche di valore nette su crediti | (14,0) | (18,5) | 4,5 | (24,3%) |
|---|---|---|---|---|
| --------------------------------------- | -------- | -------- | ----- | --------- |
Le Rettifiche di valore nette su crediti ammontano a -14,0 milioni di euro con un miglioramento di +4,5 milioni di euro (30.06.2024: -18,5 milioni di euro) riconducibile principalmente all'aggiornamento del modello di impairment delle esposizioni performing a fronte di una minore rischiosità osservata del portafoglio creditizio mentre si assiste ad un incremento nelle rettifiche di Prexta dovuto all'aumento dei prestiti personali non garantiti.
| Spese generali e amministrative | (390,7) | (366,0) | (24,7) | 6,7% |
|---|---|---|---|---|
Le Spese generali e amministrative registrano un incremento di -24,7 milioni di euro rispetto al periodo di confronto e sono quasi totalmente riconducibili a maggiori costi operativi di funzionamento in ambito IT e all'aumento delle spese per il personale in funzione dell'incremento dell'organico medio.
| Contributi e Fondi di Garanzia | (10,0) | (39,2) | 29,2 | (74,5%) |
|---|---|---|---|---|
| di cui: | ||||
| Contributi ordinari | (8,9) | (27,6) | 18,7 | (67,8%) |
| Contributi straordinari | (1,1) | (11,6) | 10,5 | (90,5%) |
Il minor costo per Contributi ordinari rispetto al periodo di confronto (+18,7 milioni di euro) è da imputare principalmente ai minori costi nel semestre 2025 che include principalmente lo stanziamento del contributo al Fondo di Garanzia Vita per -8,3 milioni di euro mentre nel semestre precedente lo stanziamento riguardava sia l'ultima tranche del DGS per -18,9 milioni di euro che il primo stanziamento del contributo al Fondo di Garanzia Vita per -8,2 milioni di euro.
La voce Contributi straordinari risulta in diminuzione per +10,5 milioni di euro; il periodo di confronto comprendeva principalmente lo stanziamento per il salvataggio di istituti bancari in difficoltà per -11,6 milioni di euro che si è concluso con il versamento dell'ultima tranche nel 2024. I costi registrati nel semestre 2025 per complessivi -1,1 milioni di euro afferiscono alla svalutazione dei Fondi Atlante 1 e 2.
| Accantonamenti netti per rischi e oneri | (34,2) | (26,7) | (7,5) | 28,1% |
|---|---|---|---|---|
| ----------------------------------------- | -------- | -------- | ------- | ------- |
La voce Accantonamenti netti ai fondi rischi ed oneri registra un aumento di -7,5 milioni di euro rispetto al periodo di confronto ascrivibile principalmente maggiori accantonamenti per indennità alla rete di vendita (-3,0 milioni di euro) a cui si aggiungono maggiori accantonamenti al fondo estinzioni anticipate di Prexta per -2,1 milioni di euro.
| Effetti Mercato | 67,9 | 41,0 | 26,9 | n.s. |
|---|---|---|---|---|
| di cui: | ||||
| Commissioni di performance | 48,8 | 41,3 | 7,5 | 18,2% |
| Profitti / Perdite netti da investimenti al fair value |
19,1 | (0,3) | 19,4 | n.s. |

Le commissioni di performance si attestano a 48,8 milioni di euro rispetto a 41,3 milioni di euro registrato nel periodo di confronto. Il valore conseguito al 30 giugno 2025 è riconducibile per 9,5 milioni di euro alla controllata irlandese Mediolanum International Fund (30.06.2025: 19,4 milioni di euro) e per 39,3 milioni di euro alla controllata italiana Mediolanum Gestione Fondi (30.06.2024: 21,9 milioni di euro).
La voce Profitti / Perdite netti da investimenti al fair value si incrementa di +19,4 milioni di euro riconducibile principalmente al titolo Nexi che nel periodo di confronto aveva fatto registrare una riduzione di valore di -12,7 milioni di euro mentre al 30 giugno 2025 si è registrato un effetto positivo di +0,6 milioni di euro conseguente alla vendita delle azioni avvenuta nel mese di maggio 2025.
Si evidenzia inoltre un effetto positivo per +7,4 milioni di euro derivanti da maggiori profitti dall'attività di negoziazione titoli e dal positivo andamento degli OICR.
Per ulteriori dettagli si rimanda alla sezione successiva.


Di seguito si riporta il commento alle variazioni di conto economico per paesi e area di attività, con eventuale riclassificazione dei dati comparativi. Mentre i ricavi hanno un'allocazione originaria e diretta ai prodotti e, per aggregazione, alle AdR, i costi hanno subito un processo di allocazione in funzione di differenti gradi di attribuibilità ai prodotti stessi e alla natura dei processi sottostanti:
I dettagli dell'IFRS 8 sono riportati nell'apposita sezione Dati economici per aree di attività.
| Euro/migliaia | 30.06.2025 | 30.06.2024 | Variazione | Var.% |
|---|---|---|---|---|
| Commissioni e ricavi da servizi bancari | 116.894 | 92.964 | 23.930 | 25,7% |
| Commissioni diverse | 391 | 212 | 179 | 84,5% |
| Totale Commissioni Attive | 117.285 | 93.176 | 24.109 | 25,9% |
| Commissioni passive rete | (50.787) | (46.589) | (4.199) | 9,0% |
| Altre commissioni passive | (35.891) | (38.830) | 2.940 | (7,6%) |
| Totale Commissioni Passive | (86.678) | (85.419) | (1.259) | 1,5% |
| Commissioni Nette | 30.607 | 7.757 | 22.850 | n.s. |
| Margine interesse | 310.866 | 348.770 | (37.904) | (10,9%) |
| Proventi netti da altri investimenti | 6.090 | 1.427 | 4.663 | n.s. |
| Rettifiche di valore nette su crediti | (13.758) | (18.164) | 4.406 | (24,3%) |
| Altri Proventi ed Oneri | (2.839) | (4.234) | 1.395 | (32,9%) |
| MARGINE DI CONTRIBUZIONE I LIVELLO | 330.966 | 335.556 | (4.589) | (1,4%) |
| Costi diretti e indiretti allocati | (118.339) | (121.966) | 3.628 | (3,0%) |
| Contributi e Fondi di Garanzia ordinari | (647) | (19.125) | 18.478 | (96,6%) |
| MARGINE DI CONTRIBUZIONE II LIVELLO | 211.981 | 194.465 | 17.517 | 9,0% |
| MARGINE OPERATIVO | 211.981 | 194.465 | 17.517 | 9,0% |
| Profitti / Perdite netti da investimenti al fair value | 18.735 | (1.372) | 20.107 | n.s. |
| EFFETTI MERCATO | 18.735 | (1.372) | 20.107 | n.s. |
| Contributi e Fondi di Garanzia straordinari | (1.131) | (11.556) | 10.425 | (90,2%) |
| EFFETTI STRAORDINARI | (1.131) | (11.556) | 10.425 | (90,2%) |
| MARGINE DI SEGMENTO PRE IMPOSTE | 229.585 | 181.537 | 48.048 | 26,5% |

ll margine pre-imposte del Segmento Italia - Banking registra un saldo positivo di 229,6 milioni di euro rispetto ad un risultato positivo di 181,5 milioni di euro rilevato nel primo semestre del 2024. La crescita delle commissioni nette, la riduzione dei contributi e fondi garanzia ed il buon andamento delle poste al fair value ha ampiamente compensato la riduzione del margine di interesse.
I ricavi da Commissioni attive si attestano 117,3 milioni di euro, in crescita per +24,1 milioni di euro rispetto al periodo di confronto, tale aumento è principalmente ascrivibile ad una crescita dei volumi di certificate collocati nel primo semestre 2025.
Le Commissioni passive rete risultano in crescita per -4,2 milioni di euro, anche queste principalmente riconducibili ai collocamenti di Certificates.
Il Margine di interesse, che si attesta a 310,9 milioni di euro, risulta in diminuzione rispetto al periodo di confronto per effetto della dinamica dei tassi di interesse e degli impatti di costo derivanti anche dalle iniziative promozionali effettuate alla fine del 2024 con impatto sui primi mesi dell'anno in corso.
I Costi diretti e indiretti allocati presentano un decremento di +3,6 milioni di euro principalmente legato alla riduzione delle attività della controllata Flowe (+3,5 milioni di euro).
La voce Contributi e Fondi di Garanzia ordinari registra un decremento di +18,5 milioni di euro. Nel primo semestre 2024 si registrava l'accantonamento dell'ultima quota annuale di contribuzione allo Schema di Garanzia dei Depositi (cd. DGS).
Gli Effetti mercato si attestano a circa 18,7 milioni in crescita per +20,1 milioni rispetto al semestre 2024. L'aumento va attribuito principalmente alla variazione del valore del titolo di capitale NEXI per +13,3 milioni di euro rispetto al periodo di confronto, ove si registrava una minusvalenza da valutazione di circa -12,7 milioni di euro. Si registrano inoltre +6,8 milioni di euro per maggiori profitti dalle attività di trading e da un buon andamento degli OICR di tesoreria.
La voce Effetti straordinari si incrementa di + 10,4 mln di euro, nel primo semestre 2024 scontava lo stanziamento di -11,0 milioni di euro per i contributi straordinari versati a copertura di precedenti interventi di salvataggio di istituti bancari.

| Euro/migliaia | 30.06.2025 | 30.06.2024 | Variazione | Var.% |
|---|---|---|---|---|
| Commissioni di sottoscrizione fondi | 17.889 | 18.844 | (955) | (5,1%) |
| Commissioni di gestione | 360.367 | 336.683 | 23.684 | 7,0% |
| Commissioni su servizi di investimento | 69.149 | 65.486 | 3.663 | 5,6% |
| Commissioni diverse | 15.132 | 14.236 | 896 | 6,3% |
| Totale commissioni attive | 462.537 | 435.249 | 27.288 | 6,3% |
| Commissioni passive rete | (168.259) | (147.878) | (20.381) | 13,8% |
| Altre commissioni passive | (18.235) | (18.367) | 132 | (0,7%) |
| Totale commissioni passive | (186.494) | (166.245) | (20.249) | 12,2% |
| Commissioni nette | 276.043 | 269.004 | 7.040 | 2,6% |
| Margine d'interesse | 489 | 4.099 | (3.609) | (88,1%) |
| Proventi netti da altri investimenti | 27 | 1 | 26 | n.s. |
| Altri proventi e oneri | 381 | 302 | 79 | 26,1% |
| MARGINE DI CONTRIBUZIONE I LIVELLO | 276.941 | 273.405 | 3.536 | 1,3% |
| Costi diretti e indiretti allocati | (58.572) | (56.156) | (2.416) | 4,3% |
| MARGINE DI CONTRIBUZIONE II LIVELLO | 218.369 | 217.249 | 1.120 | 0,5% |
| MARGINE OPERATIVO | 218.369 | 217.249 | 1.120 | 0,5% |
| Commissioni di performance | 37.406 | 26.159 | 11.248 | 43,0% |
| P&L netti da investimenti al fair value | (197) | 32 | (229) | n.s. |
| EFFETTI MERCATO | 37.209 | 26.190 | 11.019 | 42,1% |
| MARGINE DI SEGMENTO PRE IMPOSTE | 255.578 | 243.440 | 12.138 | 5,0% |
Il margine pre-imposte del segmento Italia - Asset Management mostra un saldo di 255,6 milioni di euro rispetto al risultato del medesimo periodo dell'esercizio precedente pari a 243,4 milioni di euro. L'incremento del periodo è principalmente imputabile per +11,2 milioni alle commissioni di performance e per +7,0 milioni alle commissioni nette.
Le Commissioni attive del periodo ammontano a 462,5 milioni di euro in aumento rispetto al primo semestre del 2024 di +27,3 milioni di euro. L'incremento è imputabile in via prevalente alle maggiori commissioni ricorrenti, influenzate dai maggiori asset in gestione rispetto al periodo di confronto.
Le Commissioni passive rete risultano in crescita per -20,4 milioni di euro rispetto al primo semestre del 2024. L'incremento è legato alla crescita del management fee per -12,3 milioni di euro e delle commissioni di incentivazione in crescita di -8,8 milioni di euro, risultato della performance commerciale dei prodotti del segmento.
I Costi diretti e indiretti allocati risultano in crescita di -2,4 milioni di euro rispetto al periodo di confronto. Gli Effetti di mercato risultano in aumento rispetto al periodo di confronto per +11,0 milioni di euro e sono imputabili a maggiori commissioni di performance registrate nel periodo.

| Euro/migliaia | 30.06.2025 | 30.06.2024 | Variazione | Var.% |
|---|---|---|---|---|
| Commissioni di gestione | 254.376 | 224.823 | 29.553 | 13,1% |
| Commissioni su servizi di investimento | 50.541 | 46.594 | 3.947 | 8,5% |
| Risultato Gestione Assicurativa | 103.891 | 90.697 | 13.195 | 14,5% |
| Commissioni diverse | 8.103 | 6.813 | 1.291 | 18,9% |
| Totale commissioni attive | 416.911 | 368.926 | 47.985 | 13,0% |
| Commissioni passive rete | (117.264) | (97.376) | (19.888) | 20,4% |
| Altre commissioni passive | (17.236) | (14.154) | (3.082) | 21,8% |
| Totale commissioni passive | (134.500) | (111.530) | (22.970) | 20,6% |
| Commissioni nette | 282.411 | 257.396 | 25.015 | 9,7% |
| Margine d'interesse | 28.946 | 29.445 | (500) | (1,7%) |
| Proventi netti da altri investimenti | 3.664 | 3.311 | 354 | 10,7% |
| Altri proventi e oneri | (542) | (453) | (89) | 19,7% |
| MARGINE DI CONTRIBUZIONE I LIVELLO | 314.479 | 289.699 | 24.779 | 8,6% |
| Costi diretti e indiretti allocati | (61.681) | (56.876) | (4.805) | 8,4% |
| Contributi e Fondi di Garanzia ordinari | (8.251) | (8.515) | 264 | (3,1%) |
| MARGINE DI CONTRIBUZIONE II LIVELLO | 244.546 | 224.308 | 20.238 | 9,0% |
| MARGINE OPERATIVO | 244.546 | 224.308 | 20.238 | 9,0% |
| Commissioni di performance | 9.772 | 13.769 | (3.998) | (29,0%) |
| P&L netti da investimenti al fair value | (33) | 205 | (238) | n.s. |
| EFFETTI MERCATO | 9.739 | 13.974 | (4.235) | (30,3%) |
| MARGINE DI SEGMENTO PRE IMPOSTE | 254.284 | 238.282 | 16.002 | 6,7% |
Il margine pre-imposte del segmento Italia - Insurance registra un saldo di 254,3 milioni di euro in crescita di +16,0 milioni di euro rispetto al primo semestre del 2024 pari a 238,3 milioni di euro. Tale incremento è attribuibile alla crescita delle commissioni nette (+25,0 milioni di euro).
Le Commissioni attive del periodo ammontano a 416,9 milioni di euro, in aumento di +48,0 milioni di euro rispetto al primo semestre del 2024. L'incremento è da imputare per +33,5 milioni di euro alle commissioni ricorrenti, quale effetto dall'aumento delle masse in gestione, e per +13,2 milioni di euro al risultato della gestione assicurativa, in virtù dei maggiori ricavi netti su prodotti assicurativi classificati ai sensi del principio contabile internazionale IFRS17.
Le Commissioni passive rete risultano in crescita di -19,9 milioni di euro rispetto al periodo di confronto. Tale incremento è da imputare principalmente alle maggiori commissioni di mantenimento, a fronte della crescita del portafoglio, per -12,7 milioni di euro, e alle maggiori commissioni di incentivazione, legate alla performance commerciale dei prodotti del segmento, per -6,8 milioni di euro
Il Margine di interesse si attesta a 28,9 milioni di euro in linea rispetto al semestre precedente.
I Costi diretti e indiretti allocati risultano in crescita (-4,8 milioni di euro). La variazione principale è dovuta all'aumento dei costi operativi, di marketing e di supporto alla Rete di vendita per -2,9 milioni di euro in coerenza con le dinamiche commerciali di periodo oltre gli investimenti in ambito Protezione,

con la migrazione delle polizze di Mediolanum Assicurazioni su una nuova piattaforma gestionale (-0,3 milioni di euro).
La voce Contributi fondi e garanzia accoglie per -8,3 milioni di euro gli accantonamenti effettuati in ottemperanza alla normativa a tutela dei beneficiari e aventi diritto alle prestazioni assicurative dedotte in polizze sulla vita nell'ipotesi in cui l'impresa assicurativa sia sottoposta a procedure concorsuali (cosiddetto Fondo di Garanzia Vita). La voce risulta in linea rispetto al periodo di confronto.
Gli Effetti mercato risultano in diminuzione di -4,2 milioni di euro imputabile principalmente a minori commissioni di performance.
| Euro/migliaia | 30.06.2025 | 30.06.2024 | Variazione | Var.% |
|---|---|---|---|---|
| Commissioni diverse | 1.769 | 2.163 | (395) | (18,3%) |
| Commissioni passive rete | 1.200 | 1.255 | (55) | (4,4%) |
| Commissioni nette | 2.969 | 3.419 | (450) | (13,2%) |
| Margine d'interesse | 37 | 53 | (16) | (30,2%) |
| Proventi netti da altri investimenti | 14.057 | 13.685 | 373 | 2,7% |
| Altri proventi e oneri | 2.296 | 2.766 | (469) | (17,0%) |
| MARGINE DI CONTRIBUZIONE I LIVELLO | 19.359 | 19.922 | (563) | (2,8%) |
| Costi diretti e indiretti allocati | (3.657) | (3.427) | (229) | 6,7% |
| MARGINE DI CONTRIBUZIONE II LIVELLO | 15.703 | 16.495 | (792) | (4,8%) |
| MARGINE OPERATIVO | 15.703 | 16.495 | (792) | (4,8%) |
| MARGINE DI SEGMENTO PRE IMPOSTE | 15.703 | 16.495 | (792) | (4,8%) |
Il Segmento Italia Other comprende diverse poste di bilancio non direttamente imputabili alle altre linee di business o relative ad attività comuni e presenta un effetto marginale rispetto ai risultati del Gruppo.


| Euro/migliaia | 30.06.2025 | 30.06.2024 | Variazione | Var.% |
|---|---|---|---|---|
| Commissioni di sottoscrizione fondi | 14.065 | 9.698 | 4.367 | 45,0% |
| Commissioni di gestione | 63.786 | 55.542 | 8.244 | 14,8% |
| Commissioni su servizi di investimento | 10.490 | 9.749 | 741 | 7,6% |
| Risultato Gestione Assicurativa | 6.503 | 5.719 | 784 | 13,7% |
| Commissioni e ricavi da servizi bancari | 5.756 | 4.960 | 796 | 16,0% |
| Commissioni diverse | 2.075 | 1.730 | 345 | 19,9% |
| Totale commissioni attive | 102.675 | 87.398 | 15.277 | 17,5% |
| Commissioni passive rete | (43.217) | (32.600) | (10.616) | 32,6% |
| Altre commissioni passive | (9.349) | (7.378) | (1.971) | 26,7% |
| Totale commissioni passive | (52.566) | (39.978) | (12.587) | 31,5% |
| Commissioni nette | 50.109 | 47.420 | 2.689 | 5,7% |
| Margine d'interesse | 25.957 | 34.869 | (8.912) | (25,6%) |
| Proventi netti da altri investimenti | 329 | 120 | 209 | n.s. |
| Rettifiche di valore nette su crediti | (290) | (318) | 28 | (8,7%) |
| Altri proventi e oneri | 613 | 360 | 253 | 70,3% |
| MARGINE DI CONTRIBUZIONE I LIVELLO | 76.718 | 82.451 | (5.733) | (7,0%) |
| Costi diretti ed indiretti allocati | (41.308) | (34.097) | (7.211) | 21,1% |
| MARGINE DI CONTRIBUZIONE II LIVELLO | 35.410 | 48.354 | (12.944) | (26,8%) |
| Ammortamenti | (5.160) | (3.942) | (1.218) | 30,9% |
| Accantonamenti netti per rischi e oneri | (2.409) | (1.204) | (1.205) | n.s. |
| MARGINE OPERATIVO | 27.841 | 43.208 | (15.367) | (35,6%) |
| Commissioni di performance | 1.479 | 1.276 | 203 | 15,9% |
| P&L netti da investimenti al fair value | 574 | 777 | (203) | (26,1%) |
| EFFETTI MERCATO | 2.053 | 2.053 | - | - |
| MARGINE DI SEGMENTO PRE IMPOSTE | 29.894 | 45.261 | (15.367) | (34,0%) |
Il Margine pre-imposte del Segmento Spagna registra un saldo positivo di 29,9 milioni di euro rispetto al risultato del periodo di confronto, pari a 45,3 milioni di euro.
Le Commissioni attive risultano in crescita passando da 87,4 milioni di euro del semestre 2024 a 102,7 milioni di euro del periodo in esame. Tale andamento è principalmente riconducibile all'incremento delle commissioni ricorrenti (+8,9 milioni di euro) derivanti dall'aumento delle masse in gestione e per +4,4 milioni di euro alle commissioni di sottoscrizioni grazie al buon andamento della raccolta.
Le Commissioni passive rete registrano un incremento pari a -10,6 milioni di euro e riflettono il buon andamento delle masse gestite ed all'attività di collocamento dei prodotti gestiti.
Il Margine di interesse si attesta a 26,0 milioni di euro in riduzione di -8,9 milioni rispetto al periodo di confronto, in base alla dinamica dei tassi di mercato.

I Costi diretti e indiretti allocati, che rappresentano il totale delle spese generali ed amministrative del segmento, sono in aumento per -7,2 milioni di euro rispetto al semestre di confronto. Tale differenza è principalmente imputabile per -2,6 milioni di euro ai maggiori costi del personale (+52 unità medie); per -2,9 milioni di euro per attività di supporto alla rete commerciale, -0,4 milioni di euro donazione per l'alluvione di Valencia, per -1,2 milioni di euro per costi di funzionamento (comunicazione alla clientela, consulenze progetti e costi IT).
.
| Euro/migliaia | 30.06.2025 | 30.06.2024 | Variazione | Var.% |
|---|---|---|---|---|
| Commissioni di gestione | 2.531 | 3.111 | (580) | (18,6%) |
| Commissioni su servizi di investimento | 532 | 684 | (152) | (22,2%) |
| Risultato Gestione Assicurativa | 380 | 435 | (55) | (12,6%) |
| Commissioni diverse | 103 | 121 | (18) | (14,9%) |
| Totale commissioni attive | 3.546 | 4.351 | (805) | (18,5%) |
| Commissioni passive rete | (998) | (970) | (28) | 2,9% |
| Altre commissioni passive | (253) | (304) | 51 | (16,8%) |
| Totale commissioni passive | (1.251) | (1.274) | 23 | (1,8%) |
| Commissioni nette | 2.295 | 3.077 | (782) | (25,4%) |
| Margine d'interesse | 458 | 777 | (319) | (41,1%) |
| Altri proventi e oneri | 2 | 2 | - | - |
| MARGINE DI CONTRIBUZIONE I LIVELLO | 2.755 | 3.856 | (1.101) | (28,5%) |
| Costi diretti e indiretti allocati | (213) | (228) | 15 | (6,6%) |
| MARGINE DI CONTRIBUZIONE II LIVELLO | 2.542 | 3.628 | (1.086) | (29,9%) |
| Ammortamenti | (9) | (10) | 1 | (10,0%) |
| MARGINE OPERATIVO | 2.533 | 3.618 | (1.085) | (30,0%) |
| Commissioni di performance | 113 | 117 | (4) | (3,4%) |
| P&L netti da investimenti al fair value | 36 | 61 | (25) | (41,0%) |
| EFFETTI MERCATO | 149 | 178 | (29) | (16,3%) |
| MARGINE DI SEGMENTO PRE IMPOSTE | 2.682 | 3.796 | (1.114) | (29,3%) |
Il Margine pre-imposte del segmento Germania registra un saldo di 2,7 milioni di euro.


ANDAMENTO DELLA CAPOGRUPPO E DELLE SOCIETÀ CONTROLLATE
La capogruppo chiude il primo semestre 2025 con un utile netto di 485,3 milioni di euro (30.06.2024: 457,6 milioni di euro).
La rete di vendita è composta da 4.975 unità (30.06.2024: n. 4.694 unità).
Il gruppo bancario spagnolo chiude il primo semestre 2025 un utile netto consolidato di 21,4 milioni di euro (30.06.2024: 19,9 milioni di euro).
La rete di vendita è composta da n. 1.629 unità (30.06.2024: n. 1.620 unità).
Si rammenta che Banco Mediolanum ha incassato dividendi da Mediolanum International Fund per 17,5 milioni di euro e distribuito dividendi alla controllante per 19,2 milioni di euro.
La società chiude il primo semestre 2025 con un utile netto di 6,8 milioni di euro (30.06.2024: 2,3 milioni di euro).
La società chiude il primo semestre 2025 con una perdita netta pari a -5,5 milioni di euro (30.06.2024: -10,6 milioni di euro).

La società di fondi irlandese chiude il primo semestre 2025 con un utile netto di 277,4 milioni di euro (30.06.2024: 292,5 milioni di euro).
Si rammenta che Mediolanum International Fund ha distribuito dividendi alla controllante Banca Mediolanum per 367,0 milioni di euro e a Banco Mediolanum per 17,5 milioni di euro.
La società chiude il primo semestre 2025 con un utile netto di 42,0 milioni di euro (30.06.2024: 30,3 milioni di euro).
Si rammenta che Mediolanum Gestione Fondi ha distribuito dividendi alla controllante per 47,2 milioni di euro.
La società chiude il primo semestre 2025 con una perdita netta di -0,5 milioni di euro (30.06.2024: - 0,5 milioni di euro).
Banca Mediolanum ha deliberato a favore della controllata interventi a copertura delle perdite previste per l'esercizio 2025 fino ad un massimo di 900 migliaia di euro; il versamento della prima tranche è stato effettuato per 450 migliaia di euro in data 4 aprile 2025, la seconda tranche è stata versata nel mese di luglio 2025.
La Compagnia chiude il primo semestre 2025 con un utile netto di 94,8 milioni di euro determinato secondo i principi contabili IAS/IFRS (30.06.2024: 78,6 milioni di euro).
L'utile netto del periodo, determinato sulla base dei principi contabili nazionali, risulta pari a 90,5 milioni (30.06.2024: 74,2 milioni di euro).

Si rammenta che Mediolanum Vita ha distribuito dividendi alla controllante per 124,2 milioni di euro.
La Compagnia irlandese chiude il primo semestre 2025 con un utile netto di 7,5 milioni di euro, determinato secondo i principi contabili IAS/IFRS (30.06.2024: 9,0 milioni di euro).
L'utile netto del periodo, determinato sulla base dei principi contabili nazionali, risulta pari a 10,1 milioni di euro (30.06.2024: 12,9 milioni di euro).
La Compagnia chiude il primo semestre 2025 con un utile netto di 10,6 milioni di euro, determinato secondo i principi contabili IAS/IFRS (30.06.2024: 11,0 milioni di euro)
L'utile netto del periodo, determinato sulla base dei principi contabili nazionali, risulta pari a 9,7 milioni di euro (30.06.2024: 10,4 milioni di euro).
Si rammenta che Mediolanum Assicurazioni ha distribuito dividendi alla controllante per 19,5 milioni di euro.
La società tedesca chiude il primo semestre 2025 con una perdita netta pari a -0,7 milioni di euro (30.06.2024: -0,3 milioni di euro).
Al 30 giugno 2025, gli oneri sostenuti dalla società per fronteggiare i costi di dismissione sono stati pari a -1,1 milioni di euro e sono stati assorbiti dal fondo rischi ed oneri iscritto il cui valore residuo al 30 giugno 2025 è pari 9,0 milioni di euro e risulta coerente con gli scenari ipotizzati.
Alla data del 30 giugno 2025 il capitale sociale di Banca Mediolanum risulta pari a euro 600.698.453,40, suddiviso in n. 745.386.391 azioni prive di valore nominale di cui 6.181.223 azioni proprie.

Al 30 giugno 2025 la consistenza del patrimonio netto consolidato risulta pari a 4.177,1 milioni di euro rispetto a 4.025,7 milioni di euro del 31 dicembre 2024.
Per quanto riguarda la destinazione dell'utile dell'esercizio 2024 si ricorda che in data 16 aprile 2025 l'Assemblea degli Azionisti ha approvato il Bilancio d'esercizio di Banca Mediolanum chiuso al 31 dicembre 2024 da cui emergeva un utile pari a 1.135.169.913,97 euro. La destinazione dell'utile ha previsto:
L'EPS (utile per azione) del periodo si attesta a 0,646 euro contro 0,608 euro relativo al giugno 2025.
Con riferimento al Conglomerato finanziario Mediolanum, il calcolo dell'adeguatezza patrimoniale al 30 giugno 2025, secondo le disposizioni di vigilanza supplementari vigenti, evidenzia che, a fronte di esigenze patrimoniali del conglomerato pari a 3.201 milioni di euro, i mezzi patrimoniali del conglomerato a copertura del margine richiesto ammontano a 4.088 milioni di euro con un'eccedenza pari a 887 milioni di euro:
| Euro/milioni | 30/06/2025 | 31/12/2024 |
|---|---|---|
| Conglomerato finanziario a prevalenza bancaria | ||
| Mezzi patrimoniali | 4.088 | 4.189 |
| Requisiti patrimoniali bancari | 1.827 | 1.628 |
| Requisiti patrimoniali assicurativi | 1.374 | 1.592 |
| Eccedenza (deficit) patrimoniale | 887 | 969 |
9 Si precisa che l'adeguatezza patrimoniale al 30 giugno 2025 è stata calcolata secondo i limiti di capitalizzazione ad esito del periodico processo di revisione e di valutazione prudenziale (SREP) comunicati da Banca Centrale Europea. I requisiti assicurativi sono relativi all'ultima segnalazione trimestrale (31 marzo 2025) del Gruppo Assicurativo Mediolanum inviata all'Organo di Vigilanza. I valori indicati potrebbero essere oggetto di aggiornamento in fase di segnalazione agli organi di Vigilanza, a tal riguardo si segnala che a far data dal 1° gennaio 2025 è entrato in vigore il nuovo framework normativo bancario denominato Basilea IV, che introduce numerose novità in tema di vigilanza prudenziale.

Il Gruppo Mediolanum ha determinato i Fondi Propri consolidati ai fini di vigilanza e i relativi ratio patrimoniali secondo la disciplina in vigore aggiornata dal Regolamento (UE) 2024/1623 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea in data 19 giugno 2024 (anche noto come CRR3) che introduce nel quadro legislativo europeo i principi di Basilea 4, modificando il Regolamento (UE) n. 575/2013 per quanto riguarda i requisiti per il rischio di credito, il rischio di aggiustamento della valutazione del credito, il rischio operativo, il rischio di mercato. Le novità più rilevanti del nuovo framework normativo sono entrate in vigore dal 1° gennaio 2025.
L'utile consolidato del periodo pari a 477,3 milioni di euro non è stato computato ai fini della determinazione dei Fondi Propri.
Alla luce di quanto precede il Common Equity Tier1 Ratio (CET1) al 30 giugno 2025 è pari a 22,4% rispetto al 23,7% del 31 dicembre 2024.
Il leverage ratio è pari a 8,4% (31.12.2024: 7,8%).
Con riferimento alla Procedura amichevole ai sensi della Convenzione del 23 luglio 1990 n. 90/436/CEE, relativa all'eliminazione delle doppie imposizioni in caso di rettifica degli utili di imprese associate (i.e. anni d'imposta 2014-2016) e all'Articolo 24 della convenzione tra l'Italia e l'Irlanda per evitare le doppie imposizioni e prevenire le evasioni fiscali in materia di imposte sul reddito (Periodi di imposta 2010 - 2013), entrambe già richiamate nella Relazione Finanziaria Annuale Consolidata 2024, si conferma che alla fine del mese di aprile 2024 Banca Mediolanum S.p.A. ha ricevuto le lettere da parte delle autorità competenti italiana e irlandese per i periodi d'imposta 2010-2016, mediante le quali le due Società sono state informate dell'esito della procedura e degli importi riconoscibili a credito in Irlanda.
Inoltre, nel corso dell'anno 2024 sono stati chiusi, sia per Banca Mediolanum S.p.A. che per Mediolanum Vita S.p.A., mediante accertamento con adesione, gli anni di imposta 2017 (Aprile 2024) e 2018 (Dicembre 2024): tali atti sono prodromici alla successiva richiesta del credito corrispondente all'Autorità Fiscale Irlandese per l'eliminazione della doppia imposizione che verrà fatto nel 2025, mediante procedura di cui alla Convenzione del 23 luglio 1990 n. 90/436/CEE per il primo, e mediante procedura di cui all'art. 24 della convenzione tra l'Italia e l'Irlanda per evitare le doppie imposizioni.
L'accordo sottoscritto con l'autorità competente italiana prevede un'aliquota di retrocessione delle commissioni di gestione a Banca Mediolanum pari al 59,65% ed un'aliquota di retrocessione delle commissioni di performance a Banca Mediolanum pari al 7,7%. Si precisa che la medesima struttura di accordo è stata applicata anche a Mediolanum Vita S.p.A., salvo il (mancato) riconoscimento della retrocessione delle commissioni di performance. In particolare, il Gruppo, a fronte delle Proposte di

10 Si precisa che tali dati potrebbero essere oggetto di aggiornamento in fase di segnalazione all'Organo di Vigilanza.

Adesione, ha versato maggiori imposte IRES e IRAP per complessivi Euro 16,5 milioni, di cui Euro 8,1 milioni per l'anno 2018 ed Euro 8,4 milioni per l'anno 2017, comprensivi di interessi. Pertanto, alla luce di quanto sopra riportato, il Gruppo ha provveduto ad aggiornare la stima della passività iscritta a fronte del citato rischio fiscale sulla base delle condizioni previste nella Procedura amichevole sopra descritta e degli oneri conseguenti, contabilizzando un effetto economico nell'esercizio di 0,2 milioni di euro.
Si segnala inoltre che, alla luce di quanto sopra, il Gruppo ha adeguato le condizioni economiche dei contratti in essere tra le due società italiane e l'entità irlandese con decorrenza 1° luglio 2024.
Si evidenzia infine che negli ultimi giorni del mese di luglio 2025 sono state sottoscritte le istanze di accertamento con adesione, sia per Banca Mediolanum S.p.A. sia per Mediolanum Vita S.p.A., relative agli anni di imposta 2019, 2020, 2021 e 2022 coerentemente con quanto previsto dall'accordo in precedenza sottoscritto. nell'anno 2024. Tali atti risultano necessari per accedere alla procedura bilaterale di cui alla Direttiva UE del 23 luglio 1990 n. 90/436/CEE per l'eliminazione della doppia imposizione. In tale contesto, è stato effettuato un versamento di imposte ed interessi – escludendo l'applicazione di sanzioni – pari a euro 31,8 milioni per Banca Mediolanum S.p.A. ed euro 5,7 milioni per Mediolanum Vita S.p.A., per un totale complessivo di euro 37,5 milioni.
Si segnala che il Gruppo Mediolanum ha applicato l'esenzione temporanea prevista dall'amendment allo IAS 12-revised, emanato dall'International Accounting Standards Board ("IASB") il 23 maggio 2023, riguardante la rilevazione e la relativa informativa da fornire nel bilancio consolidato in merito alle attività e passività per imposte differite derivanti dall'applicazione del livello minimo di imposizione fiscale ("Global Minimum Tax") prevista dalla Direttiva (UE) 2022/2523 del 14 dicembre 2022 (la "Direttiva"), nell'ambito del Modello di Regole Globali Anti-Base Erosion ("Pillar Two").
In tale ambito in data 28 dicembre 2023, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo 27 dicembre 2023, n. 209, in attuazione della riforma fiscale in materia di fiscalità internazionale che è entrato in vigore il 29 dicembre 2023, recante le disposizioni italiane relative al Pillar Two, con decorrenza 1°gennaio 2024. In base a tale normativa, l'entità capogruppo di un gruppo multinazionale (e le partecipanti intermedie) localizzata nel territorio dello Stato italiano sarà (saranno) eventualmente tenuta a versare un'imposta minima integrativa ("IIR") a valere sugli utili maturati delle proprie controllate in Stati che registrano un'aliquota effettiva inferiore al 15% ("Aliquota Minima di Imposta") salvo il caso in cui i singoli Stati in cui operano le società controllate abbiano adottato l'imposta minima nazionale ("Qualified Domestic Minimum Top-up Tax" o "Qdmtt"). La summenzionata imposta potrà, a seconda delle sue caratteristiche, essere scomputata dall'imposta minima integrativa IIR o determinare la sua disapplicazione in relazione ai Paesi di riferimento.
Il Gruppo Mediolanum, sulla base della sua attuale composizione, oltre che in Italia, opera (i) in Spagna attraverso la controllata Banco Mediolanum ed (ii) in Irlanda attraverso le controllate Mediolanum International Funds e Mediolanum International Life. La Spagna ha implementato le disposizioni relative

al Pillar Two nonché un regime di imposta minima nazionale Qdmtt, mediante la legge 7 del 20 dicembre 2024 che è applicabile dal 1° gennaio 2024. Anche l'Irlanda ha recepito la normativa Pillar Two nel proprio ordinamento mediante il Finance (No. 2) Act 2023 Section 94 del 15 maggio 2024, anch'esso avente decorrenza 01 gennaio 2024, e l'implementazione della Qdmtt. Alla luce di quanto sopra esposto, il Gruppo, a valle delle analisi svolte ha individuato l'Irlanda come unica giurisdizione che allo stato attuale - e sulla base delle analisi preliminari svolte - non beneficia dell'esenzione temporanea nota come "porto sicuro transitorio" (o "transitional safe harbour"), risultando quindi soggetta ad un'imposizione integrativa locale, attuata mediante Qdmtt. Pertanto, il Gruppo ha provveduto ad iscrivere per la chiusura del bilancio semestrale al 30.06.2025 un maggior onere a fronte dell'imposizione integrativa pari a circa 8,4 milioni di euro.
In merito al contributo per il Fondo di Garanzia Vita come già riportato nel corso del 2024, il Gruppo ha proceduto all'accantonamento del contributo per il Fondo di Garanzia per le polizze vita. In attesa della pubblicazione dello Statuto del Fondo, l'accantonamento, pari a complessivi 8,3 milioni di euro al 30 giugno 2025, è stato effettuato secondo quanto previsto dalla norma e aggiornando i parametri necessari al calcolo.
La legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ha introdotto una modifica alle modalità di versamento dell'imposta di bollo sulle polizze vita dei rami III e V.
La disposizione introdotta con la Finanziaria 2025 prevede invece il versamento dell'imposta ogni anno fermo restando che l'ammontare corrispondente all'imposta di bollo versato annualmente dall'impresa di assicurazione è computato e attribuito all'assicurato in diminuzione della prestazione erogata alla scadenza o al riscatto della polizza.
Viene poi prevista una disciplina transitoria, in base alla quale il bollo calcolato per ciascun anno fino al 2024, sarà versato:
Pertanto, nel mese di giugno 2025 le Compagnie assicurative del Gruppo operanti nel ramo vita, Mediolanum Vita e Mediolanum International Life, hanno provveduto al versamento della prima rata dell'imposta di bollo maturata sulle polizze di ramo III e V in essere al 31 dicembre 2024 per un importo complessivo pari a 108,5 milioni di euro.
Con riferimento al trattamento contabile si rinvia alle pertinenti sezioni di nota integrativa.

I Cda di Banca Mediolanum e Mediolanum Vita tenuti in data 30 giugno 2025 hanno approvato la vendita della partecipazione detenuta in Mediobanca pari a complessivi 29,1 milioni di azioni.
La vendita è stata perfezionata mediante una procedura di accelerated bookbuilding (il "Collocamento") riservata a investitori istituzionali annunciata a mercato chiuso il 30 giugno 2025. Il collocamento ha visto l'acquisto delle azioni da parte di n. 77 controparti differenti ad un prezzo di euro 18,85 per azione per un controvalore lordo pari a euro 548,4 milioni. La data operazione (trade date) del Collocamento è stata il 1° luglio 2025 e il regolamento è stato perfezionato il 3 luglio 2025.
Si ricorda peraltro che il titolo è classificato a far data dal 1° gennaio 2020 tra le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva.
Ai fini della Relazione finanziaria semestrale consolidata di Banca Mediolanum è stato determinato il fair value delle azioni di Mediobanca. In particolare, il corrispettivo pattuito con le controparti per il Collocamento è stato ritenuto rappresentativo del fair value del titolo Mediobanca al 30 giugno 2025, classificato come livello 2 ai fini della gerarchia, ai sensi di quanto previsto dal principio contabile internazionale IFRS 13. par. 79b.
Dopo la data del 30 giugno non si sono verificati fatti, ad eccezione di quanto riportato nel paragrafo "Informativa sull'operazione di vendita delle azioni Mediobanca" e nel paragrafo "Controversia Fiscale", che possano incidere in misura rilevante sulla situazione patrimoniale e finanziaria e sul risultato economico del Gruppo.

L'incertezza geopolitica, le indicazioni macroeconomiche contrastanti e la complessità delle dinamiche tariffarie statunitensi rendono l'interpretazione dei mercati particolarmente sfidante. In questo contesto, diventa essenziale distinguere il "rumore di fondo" dai segnali realmente rilevanti, ricordando che i mercati restano guidati soprattutto dai fondamentali: crescita, inflazione e traiettorie di politica monetaria.
La crescita globale rimane positiva, ma le prospettive sono state riviste marginalmente al ribasso, soprattutto a causa dell'aumento dell'incertezza legata alla politica commerciale USA. Il focus dei mercati obbligazionari si sta spostando progressivamente sulla sostenibilità del debito pubblico e sull'impatto delle nuove politiche fiscali, in particolare negli Stati Uniti. Secondo le stime del CBO, la nuova legge fiscale statunitense – il cosiddetto "One Big Beautiful Bill Act" – potrebbe determinare un aumento del disavanzo federale di circa 3.400 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni. Tuttavia, l'impatto fiscale netto potrebbe risultare attenuato da tre fattori: l'effetto espansivo delle misure procrescita, i potenziali introiti derivanti dai dazi e la deregolamentazione finanziaria. In particolare, la proposta della Fed di ridurre il Supplementary Leverage Ratio potrebbe agevolare l'acquisto di Treasury da parte del sistema bancario, contribuendo al finanziamento del debito e al tempo stesso al sostegno del credito all'economia reale.
In questo scenario, il comparto obbligazionario mantiene un ruolo strategico all'interno dei portafogli, sia in ottica di diversificazione sia per la sua capacità protettiva. I rendimenti restano su livelli interessanti, ma il contesto di tassi che potrebbero restare più alti più a lungo richiede un approccio più selettivo e dinamico: la generazione di valore, nei prossimi mesi, sarà verosimilmente più legata al carry che a significativi apprezzamenti in conto capitale.
Per quanto riguarda i mercati azionari, la persistente incertezza sulle politiche statunitensi, unita a valutazioni non particolarmente contenute sull'S&P 500, potrebbe tradursi in episodi di volatilità e correzione anche nella seconda parte dell'anno. Ciononostante, il quadro rimane sostenuto da aspettative positive sugli utili aziendali e da solidi fattori di lungo periodo, come lo sviluppo tecnologico e la nuova fase di industrializzazione che si prospetta.
In sintesi, la diversificazione resta un principio cardine per la costruzione dei portafogli, tanto più in una fase complessa ma ancora potenzialmente favorevole sotto molti aspetti. Anche il mercato statunitense, pur in presenza di valutazioni consistenti e possibili correzioni, continua a offrire opportunità, confermando che le fasi di flessione, se ben gestite, non compromettono le prospettive di lungo termine per gli investitori orientati alla disciplina e alla pianificazione.
In tale contesto il Gruppo Banca Mediolanum conferma l'adozione di una strategia di servizio integrato alla clientela in quanto fattore critico di successo per consentirne il conseguimento di un crescente livello di soddisfazione e fidelizzazione con l'obiettivo di aumentare il numero di nuovi clienti acquisiti e di incrementare la share of wallet della clientela in essere. Inoltre, il modello di business diversificato è in grado di produrre risultati caratterizzati da un minore grado di variabilità e maggiormente decorrelati dall'andamento dei mercati finanziari. Banca Mediolanum detiene una quota di mercato

delle Attività finanziarie detenute dalle famiglie italiane pari al 3,2% (Q4 2024 – Elaborazione Mediolanum su dati Prometeia).
Il Gruppo continuerà pertanto a perseguire la propria strategia basata principalmente sulla crescita organica mediante miglioramento del proprio posizionamento nel contesto competitivo sia grazie al miglioramento della qualità dei servizi offerti e all'efficienza dei processi. Da richiamare a tal proposito le iniziative volte al rafforzamento della rete di Family Banker (c.d. Progetto NEXT) mediante la creazione di una nuova generazione di professionisti - Banker Consultant – che consentiranno un ulteriore livello di miglioramento del servizio da parte dei Senior Private Banker e dei Wealth Advisor.
Considerati i rischi tipici del settore di appartenenza e salvo il verificarsi di eventi di natura eccezionale che possano comportare un significativo deterioramento della situazione attuale (non controllabili dagli Amministratori e dalla Direzione e al momento non ipotizzabili) si prevede un positivo andamento della gestione per l'esercizio 2025.
Basiglio, 31 luglio 2025
Per il Consiglio di Amministrazione L'Amministratore Delegato Massimo Antonio Doris


73 | Gruppo Mediolanum - Relazione Finanziaria Semestrale 2025

| Euro/migliaia | 30/06/2025 | 31/12/2024 |
|---|---|---|
| 10. Cassa e disponibilità liquide |
408.747 | 684.440 |
| 20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico |
44.703.500 | 42.531.431 |
| a) attività finanziarie detenute per la negoziazione | 1.211.989 | 416.218 |
| b) attività finanziarie designate al fair value | 43.292.097 | 41.904.095 |
| c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value | 199.414 | 211.118 |
| 30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
2.224.347 | 2.305.833 |
| 40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato |
36.299.760 | 37.863.887 |
| a) crediti verso banche | 979.155 | 811.382 |
| b) crediti verso clientela | 35.320.605 | 37.052.505 |
| 80. Attività assicurative |
75.428 | 70.997 |
| b) cessioni in riassicurazione che costituiscono attività | 75.428 | 70.997 |
| 90. Attività materiali |
212.383 | 209.693 |
| 100. Attività immateriali |
213.868 | 212.914 |
| di cui: | ||
| - avviamento | 125.625 | 125.625 |
| 110. Attività fiscali |
711.441 | 834.297 |
| a) correnti | 538.673 | 664.392 |
| b) anticipate | 172.768 | 169.905 |
| 120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione |
- | 823 |
| 130. Altre attività |
1.125.233 | 1.439.957 |
| TOTALE DELL'ATTIVO | 85.974.707 | 86.154.272 |


| Euro/migliaia | 30/06/2025 | 31/12/2024 | |
|---|---|---|---|
| 10. | Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 33.788.382 | 35.528.900 |
| a) debiti verso banche | 368.739 | 717.433 | |
| b) debiti verso clientela | 33.113.458 | 34.497.838 | |
| c) titoli in circolazione | 306.185 | 313.629 | |
| 20. | Passività finanziarie di negoziazione | 471 | 3 |
| 30. | Passività finanziarie designate al fair value | 19.815.441 | 18.740.436 |
| 60. | Passività fiscali | 317.430 | 410.923 |
| a) correnti | 207.506 | 307.087 | |
| b) differite | 109.924 | 103.836 | |
| 80. | Altre passività | 1.532.026 | 1.289.681 |
| 90. | Trattamento di fine rapporto del personale | 12.698 | 12.228 |
| 100. | Fondi per rischi e oneri | 355.147 | 342.336 |
| a) impegni e garanzie rilasciate | 1.543 | 930 | |
| b) quiescenza e obblighi simili | 105 | 105 | |
| c) altri fondi per rischi e oneri | 353.499 | 341.301 | |
| 110. | Passività assicurative | 25.975.988 | 25.804.045 |
| a) contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività | 25.975.988 | 25.804.045 | |
| 120. | Riserve da valutazione | 249.625 | 119.833 |
| 150. | Riserve | 2.900.879 | 2.526.734 |
| 155. | Acconti su dividendi | - | (272.832) |
| 160. | Sovrapprezzi di emissione | 9.253 | 9.082 |
| 170. | Capitale | 600.698 | 600.688 |
| 180. | Azioni proprie (-) | (60.623) | (77.414) |
| 200. | Utile (Perdita) del periodo (+/-) | 477.292 | 1.119.629 |
| TOTALE DEL PASSIVO E DEL PATRIMONIO NETTO | 85.974.707 | 86.154.272 |
Basiglio, 31 luglio 2025
Per il Consiglio di Amministrazione L'Amministratore Delegato Massimo Antonio Doris


| 10. Interessi attivi e proventi assimilati 635.789 747.586 di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 584.249 691.589 20. Interessi passivi e oneri assimilati (238.331) (292.075) 30. Margine di interesse 397.458 455.511 40. Commissioni attive 1.119.595 1.000.048 50. Commissioni passive (460.938) (405.134) 60. Commissioni nette 658.657 594.914 70. Dividendi e proventi simili 18.780 16.622 80. Risultato netto dell'attività di negoziazione 15.102 (2.370) 90. Risultato netto dell'attività di copertura - 14 100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 1.593 285 a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 1.521 - b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 72 285 Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto 110. (487.049) 1.722.375 economico a) attività e passività finanziarie designate al fair value (490.496) 1.720.464 b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 3.447 1.911 120. Margine di intermediazione 604.541 2.787.351 130. Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: (8.579) (16.348) a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (8.825) (17.164) b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 246 816 150. Risultato netto della gestione finanziaria 595.962 2.771.003 160. Risultato dei servizi assicurativi 108.661 95.110 a) ricavi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi 245.569 214.141 b) costi per servizi assicurativi derivanti da contratti assicurativi emessi (132.234) (113.286) c) ricavi assicurativi derivanti da cessioni in riassicurazione 16.000 13.646 d) costi per servizi assicurativi derivanti da cessioni in riassicurazione (20.674) (19.391) 170. Saldo dei ricavi e costi di natura finanziaria relativi alla gestione assicurativa 375.317 (1.821.539) a) costi/ricavi netti di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi 375.054 (1.821.392) b) ricavi/costi netti di natura finanziaria relativi alle cessioni in riassicurazione 263 (147) 180. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa 1.079.940 1.044.574 190. Spese amministrative: (401.044) (408.155) a) spese per il personale (170.041) (159.291) b) altre spese amministrative (231.003) (248.864) 200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (32.632) (25.238) a) impegni e garanzie rilasciate (612) 109 |
|---|
| b) altri accantonamenti netti (32.020) (25.347) |
| 210. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali (9.785) (8.393) |
| 220. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali (13.590) (15.205) |
| 230. Altri oneri/proventi di gestione 13.248 2.941 |
| 240. Costi operativi (443.803) (454.050) |
| 280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 1.187 2.048 |
| 290. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 637.324 592.572 |
| 300. Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (160.032) (142.658) |
| 310. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 477.292 449.914 |
| 330. Utile (Perdita) del periodo 477.292 449.914 |
| 350. Utile (Perdita) del periodo di pertinenza della capogruppo 477.292 449.914 |
Basiglio, 31 luglio 2025


| Euro/migliaia | 30/06/2025 | 30/06/2024 | |
|---|---|---|---|
| 10. | Utile (Perdita) del periodo | 477.292 | 449.914 |
| Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto economico | 129.100 | 68.393 | |
| 20. | Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva | 129.000 | 67.734 |
| 70. | Piani a benefici definiti | 100 | 659 |
| Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto economico | 692 | (1.972) | |
| 150. | Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
3.762 | (10.367) |
| 180. | Ricavi o costi di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi | (3.525) | 8.723 |
| 190. | Ricavi o costi di natura finanziaria relativi alle cessioni in riassicurazione | 455 | (328) |
| 200. | Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte | 129.792 | 66.421 |
| 210. | Redditività complessiva (Voce 10+200) | 607.084 | 516.335 |
| 220. | Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi | ||
| 230. | Redditività complessiva consolidata di pertinenza della capogruppo | 607.084 | 516.335 |
Basiglio, 31 luglio 2025
Per il Consiglio di Amministrazione L'Amministratore Delegato Massimo Antonio Doris


| Allocazione risultato esercizio precedente |
Variazioni del periodo | |||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Operazioni sul patrimonio netto | Redditività | Patrimonio | ||||||||||||
| Euro/migliaia | Esistenze al 31/12/2024 |
Modifica saldi di apertura |
Esistenze al 01/01/2025 |
Riserve | Dividendi e altre destinazioni |
Variazioni di riserve |
Emissione nuove azioni |
Acquisto azioni proprie |
Distribuzione straordinaria dividendi |
Variazione strumenti di capitale |
Derivati su proprie azioni |
Stock options e Performance Shares |
complessiva al 30/06/2025 |
netto al 30/06/2025 |
| Capitale: | ||||||||||||||
| - azioni ordinarie | 600.688 | - | 600.688 | - | - | - | 10 | - | - | - | - | - | - | 600.698 |
| - altre azioni | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| Sovrapprezzi di emissione |
9.082 | - | 9.082 | - | - | - | 171 | - | - | - | - | - | - | 9.253 |
| Riserve: | ||||||||||||||
| - di utili | 2.445.472 | - | 2.445.472 | 381.107 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 2.826.579 |
| - altre | 81.262 | - | 81.262 | - | - | (3.491) | - | - | - | - | - | (3.471) | - | 74.300 |
| Riserve da valutazione | 119.833 | - | 119.833 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 129.792 | 249.625 |
| Strumenti di capitale | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| Acconti su dividendi | (272.832) | - | (272.832) | - | 272.832 | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| Azioni proprie | (77.414) | - | (77.414) | - | - | - | 16.791 | - | - | - | - | - | - | (60.623) |
| Utile (Perdita) del periodo |
1.119.629 | - | 1.119.629 | (381.107) | (738.522) | - | - | - | - | - | - | - | 477.292 | 477.292 |
| Patrimonio netto del gruppo |
4.025.720 | - | 4.025.720 | - | (465.690) | (3.491) | 16.972 | - | - | - | - | (3.471) | 607.084 | 4.177.124 |
| Patrimonio netto di terzi |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |


| Allocazione risultato | |||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Euro/migliaia | esercizio precedente | Operazioni sul patrimonio netto | |||||||||||
| Esistenze al 31/12/2023 |
Modifica saldi di apertura |
Esistenze al 01/01/2024 |
Riserve | Dividendi e altre destinazioni |
Variazioni di riserve |
Emissione nuove azioni |
Acquisto azioni proprie |
Variazione strumenti di capitale |
Derivati su proprie azioni |
Stock options e Performance Shares |
Redditività complessiva al 30/06/2024 |
||
| Capitale: | |||||||||||||
| - azioni ordinarie | 600.564 | - | 600.564 | - | - | - | 114 | - | - | - | - | - | 600.678 |
| - altre azioni | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| Sovrapprezzi di emissione |
7.035 | - | 7.035 | - | - | - | 1.888 | - | - | - | - | - | 8.923 |
| Riserve: | |||||||||||||
| - di utili | 2.143.371 | - | 2.143.371 | 302.101 | - | - | - | - | - | - | - | - | 2.445.472 |
| - altre | 69.885 | - | 69.885 | - | - | 1.365 | - | - | - | - | (1.267) | - | 69.983 |
| Riserve da valutazione | 39.315 | - | 39.315 | - | - | - | - | - | - | - | - | 66.421 | 105.736 |
| Strumenti di capitale | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| Acconti su dividendi | (207.519) | - | (207.519) | - | 207.519 | - | - | - | - | - | - | - | - |
| Azioni proprie | (19.781) | - | (19.781) | - | - | - | 8.221 | (37.083) | - | - | - | - | (48.643) |
| Utile (Perdita) del periodo |
821.870 | - | 821.870 | (302.101) | (519.769) | - | - | - | - | - | - | 449.914 | 449.914 |
| Patrimonio netto del gruppo |
3.454.740 | - | 3.454.740 | - | (312.250) | 1.365 | 10.223 | (37.083) | - | - | (1.267) | 516.335 | 3.632.063 |
| Patrimonio netto di terzi |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
Basiglio, 31 luglio 2025
Per il Consiglio di Amministrazione
L'Amministratore Delegato

| Euro/migliaia | 30/06/2025 | 30/06/2024 |
|---|---|---|
| A. ATTIVITA' OPERATIVA | ||
| 1. Gestione | 472.705 | 537.128 |
| - risultato del periodo (+/-) | 477.292 | 449.914 |
| - plus/minusvalenze su attività finanziarie detenute per la negoziazione e sulle altre | ||
| attività/passività valutate al fair value con impatto a conto economico (-/+) | 388.913 | (1.694.682) |
| - plus/minusvalenze su attività di copertura (-/+) | - | (75) |
| - rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito (+/-) | 8.579 | 16.348 |
| - rettifiche/riprese di valore nette su immobilizzazioni materiali e immateriali (+/-) | 23.375 | 23.598 |
| - accantonamenti netti a fondi rischi ed oneri ed altri costi/ricavi (+/-) | 32.632 | 25.238 |
| - ricavi e costi netti dei contratti di assicurazione emessi e delle cessioni in | ||
| riassicurazione (-/+) | (483.978) | 1.726.429 |
| - imposte, tasse e crediti d'imposta non liquidati (+/-) | 29.363 | (8.375) |
| - altri aggiustamenti (+/-) | (3.471) | (1.267) |
| 2. Liquidità generata/assorbita dalle attività finanziarie | (545.656) | (850.651) |
| - attività finanziarie detenute per la negoziazione | (792.141) | (126.382) |
| - attività finanziarie designate al fair value | (1.821.944) | (990.655) |
| - altre attività obbligatoriamente valutate al fair value | 15.019 | (2.382) |
| - attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | 214.594 | (12.686) |
| - attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 1.555.302 | 347.495 |
| - altre attività | 283.514 | (66.041) |
| 3. Liquidità generata/assorbita dalle passività finanziarie | (405.797) | 646.103 |
| - passività finanziarie valutate al costo ammortizzato | (1.740.518) | (229.232) |
| - passività finanziarie di negoziazione | 468 | (8.371) |
| - passività finanziarie designate al fair value | 1.113.089 | 762.293 |
| - altre passività | 221.164 | 121.413 |
| 4. Liquidità generata/assorbita dai contratti di assicurazione emessi e dalle cessioni | ||
| in riassicurazione | 648.420 | 214.094 |
| - contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività/attività (+/-) | 656.807 | 217.306 |
| - cessioni in riassicurazione che costituiscono attività/passività (+/-) | (8.387) | (3.212) |
| Liquidità netta generata/assorbita dall'attività operativa | 169.672 | 546.674 |
| B. ATTIVITA' DI INVESTIMENTO | ||
| 1. Liquidità generata da | 21.380 | 22.513 |
| - dividendi incassati su partecipazioni | 18.780 | 16.622 |
| - vendite di attività materiali | 2.600 | 5.891 |
| 2. Liquidità assorbita da | (19.857) | (17.958) |
| - acquisti di attività materiali | (5.313) | (3.444) |
| - acquisti di attività immateriali | (14.544) | (14.514) |
| Liquidità netta generata/assorbita dall'attività d'investimento | 1.523 | 4.555 |
| C. ATTIVITA' DI PROVVISTA | ||
| - emissioni/acquisti di azioni proprie | 16.791 | (28.862) |
| - emissioni/acquisti di strumenti di capitale | 181 | 2.002 |
| - distribuzione dividendi e altre finalità | (463.860) | (311.020) |
| Liquidità netta generata/assorbita dall'attività di provvista | (446.888) | (337.880) |
| LIQUIDITA' NETTA GENERATA/ASSORBITA NEL PERIODO | (275.693) | 213.349 |
Legenda: ( + ) generata ( - ) assorbita

| Euro/migliaia | 30/06/2025 | 30/06/2024 |
|---|---|---|
| Voci di bilancio | ||
| Cassa e disponibilità liquide all'inizio del periodo | 684.440 | 188.134 |
| Liquidità totale netta generata /assorbita nel periodo | (275.693) | 213.349 |
| Cassa e disponibilità liquide: effetto della variazione dei cambi | ||
| Cassa e disponibilità liquide alla chiusura del periodo | 408.747 | 401.483 |
Basiglio, 31 luglio 2025
Per il Consiglio di Amministrazione L'Amministratore Delegato Massimo Antonio Doris


82 | Gruppo Mediolanum - Relazione Finanziaria Semestrale 2025

Il Bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo Mediolanum al 30 Giugno 2025 è stato redatto, in applicazione del D.Lgs. 28 febbraio 2005 n. 38, secondo i principi contabili emanati dall'International Accounting Standards Board (IASB) e le relative interpretazioni dell'International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC) ed omologati dalla Commissione Europea, di cui al Regolamento Comunitario n. 1606 del 19 luglio 2002 e successivi aggiornamenti.
Il Gruppo Mediolanum, in osservanza delle disposizioni del D.lgs. 30 maggio 2005 n. 142, si configura come un conglomerato finanziario a prevalente settore bancario.
In particolare, il contenuto del presente documento è conforme al principio contabile internazionale applicabile per l'informativa finanziaria infrannuale IAS 34 – Bilanci Intermedi.
Il Bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo Mediolanum è stato predisposto prendendo anche a riferimento le "Istruzioni per la redazione del bilancio delle imprese e del bilancio consolidato delle banche e delle società finanziarie capogruppo di gruppi bancari" emanate dalla Banca d'Italia, nell'esercizio dei poteri stabilito dall'art. 9 del D.Lgs. n. 38/2005, con la Circolare n. 262 del 22 dicembre 2005 e successivi aggiornamenti.
Il bilancio consolidato semestrale è costituito da:


In conformità a quanto disposto dall'art. 5 del Decreto Legislativo n. 38 del 28 febbraio 2005, il bilancio consolidato è stato redatto utilizzando l'euro quale moneta di conto.
Il bilancio consolidato semestrale abbreviato è redatto nel rispetto dei seguenti principi generali:

conto dello stato patrimoniale e del conto economico viene fornita l'informazione comparativa relativa all'esercizio precedente, a meno che un principio contabile o una interpretazione non consentano o prevedano diversamente;
➢ prevalenza della sostanza sulla forma: le operazioni e gli altri eventi sono rilevati e rappresentati in conformità alla loro sostanza e realtà economica.
Per quanto attiene al presupposto della continuità aziendale, gli Amministratori di Banca Mediolanum S.p.A. ritengono di avere la ragionevole aspettativa che il Gruppo continuerà con la sua esistenza operativa in un futuro prevedibile e, di conseguenza, il Bilancio consolidato semestrale abbreviato è stato predisposto in questa prospettiva di continuità, utilizzando criteri di funzionamento. Precisano altresì di non avere rilevato nella struttura patrimoniale e finanziaria e nell'andamento operativo sintomi che possano indurre incertezze sul punto della continuità aziendale.
Per la determinazione di talune poste sono stati impiegati ragionevoli processi di stima, volti a salvaguardare la coerente applicazione del principio, che non hanno inficiato pertanto l'attendibilità dell'informativa infrannuale.
Lo IAS 34 prevede che, per esigenze di tempestività dell'informazione, nel bilancio intermedio ("bilancio abbreviato") possa essere fornita un'informativa più limitata rispetto a quella contenuta nel bilancio annuale e finalizzata essenzialmente a fornire un aggiornamento rispetto all'ultimo bilancio annuale completo; conseguentemente il bilancio abbreviato dovrà essere letto in concomitanza con il bilancio consolidato annuale del Gruppo per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2024.
Il Bilancio semestrale consolidato include Banca Mediolanum S.p.A. e le società da questa direttamente o indirettamente controllate ai sensi di quanto previsto dal principio contabile IFRS 10. Il requisito del controllo, così come definito dal principio, è alla base del consolidamento di tutti i tipi di entità e si realizza quando un investitore ha contemporaneamente:
L'IFRS 10 stabilisce quindi che, per detenere il controllo, l'investitore deve avere la capacità di dirigere le attività rilevanti dell'entità, per effetto di un diritto giuridico o per una mera situazione di fatto, ed essere altresì esposto alla variabilità dei risultati che derivano da tale potere.
Nel prospetto che segue sono indicate le partecipazioni inserite nell'area di consolidamento:

| Società | Capitale sociale (Euro/migliaia) |
Quota di possesso |
Sede Legale/ Operativa |
Tipo di rapporto* |
Attività esercitata |
|---|---|---|---|---|---|
| Mediolanum Vita S.p.A. | 207.720 | 100,00% | Basiglio | 1 | Assicurazione Vita |
| Mediolanum Comunicazione S.p.A. |
775 | 100,00% | Basiglio | 1 | Produzione audiocinetelevisiva |
| PI Servizi S.p.A. | 517 | 100,00% | Basiglio | 1 | Attività immobiliare |
| Mediolanum International Life dac |
1.395 | 100,00% | Dublino | 1 | Assicurazione Vita |
| Mediolanum Assicurazioni S.p.A. |
25.800 | 100,00% | Basiglio | 1 | Assicurazione Danni |
| Mediolanum Gestione Fondi SGR p.A. |
5.165 | 100,00% | Basiglio | 1 | Gestione fondi comuni d'investimento |
| Mediolanum International Funds Ltd** |
165 | 95,46% | Dublino | 1 | Gestione fondi comuni d'investimento |
| Mediolanum Fiduciaria S.p.A. | 240 | 100,00% | Basiglio | 1 | Gestione fiduciaria |
| Prexta S.p.A. | 2.040 | 100,00% | Basiglio | 1 | Intermediazione finanziaria |
| FloWe S.p.A. – SB | 10.000 | 100,00% | Basiglio | 1 | Servizi di pagamento |
| August Lenz & Co. AG- in liquidazione*** |
20.000 | 100,00% | Monaco di Baviera | 1 | Attività residuale |
| Banco Mediolanum S.A. | 86.032 | 100,00% | Valencia/Barcellona | 1 | Attività bancaria |
(*) 'Tipo di rapporto: 1 = maggioranza dei diritti di voto nell'assemblea ordinaria
2 = influenza dominante nell'assemblea ordinaria
3 = accordi con altri soci
4 = altre forme di controllo
5 = direzione unitaria ex art. 39, comma 1, del "decreto legislativo 136/2015"
6= direzione unitaria ex art. 39, comma 2, del "decreto legislativo 136/2015"
(**) La restante quota del 4,54% è posseduta indirettamente da Banca Mediolanum tramite Banco Mediolanum.
(***) La controllata tedesca ha rimesso la propria licenza bancaria in data 7 novembre 2022.
2. Elenco delle partecipazioni in società del Gruppo possedute indirettamente da Banca Mediolanum S.p.A., possedute tramite Banco Mediolanum S.A., incluse nel consolidamento con il metodo integrale:
| Società | Capitale sociale (Euro/migliaia) |
Quota di possesso |
Sede Legale/Operativa |
Tipo di rapporto* |
Attività esercitata |
|---|---|---|---|---|---|
| Mediolanum Gestión S.A. S.G.I.I.C. | 2.506 | 99,999% | Valencia/Barcellona | 1 | Gestione fondi comuni d'investimento |
| Fibanc S.A. | 301 | 100,00% | Valencia/Barcellona | 1 | Consulenza finanziaria |
| Mediolanum Pensiones S.A. S.G.F.P. | 902 | 99,999% | Valencia/Barcellona | 1 | Gestione fondi pensione |
| Mediolanum International Funds Ltd** | 165 | 4,54% | Dublino | 1 | Gestione fondi comuni d'investimento |
(*) 'Tipo di rapporto: 1 = maggioranza dei diritti di voto nell'assemblea ordinaria
2 = influenza dominante nell'assemblea ordinaria
3 = accordi con altri soci
4 = altre forme di controllo
5 = direzione unitaria ex art. 39, comma 1, del "decreto legislativo 136/2015"
6= direzione unitaria ex art. 39, comma 2, del "decreto legislativo 136/2015"

(**) La restante quota del 4,54% è posseduta indirettamente da Banca Mediolanum tramite Banco Mediolanum.
Le partecipazioni in società controllate sono consolidate con il metodo integrale.
Il consolidamento integrale consiste nell'acquisizione "linea per linea" degli aggregati di stato patrimoniale e di conto economico delle società controllate. Dopo l'attribuzione ai terzi, in voce propria, laddove presenti, delle quote di loro pertinenza del patrimonio e del risultato economico, il valore della partecipazione viene annullato in contropartita al valore residuo del patrimonio della controllata. Le differenze risultanti da questa operazione, se positive, sono rilevate – dopo l'eventuale imputazione a elementi dell'attivo o del passivo della controllata – come avviamento nella voce Attività immateriali o differenze di fair value su attività e passività ancora in bilancio rilevate alla data di primo consolidamento e, successivamente, tra le Altre riserve. Le differenze negative in sede di primo consolidamento sono imputate al conto economico.
Le attività, passività, proventi ed oneri tra imprese consolidate vengono integralmente eliminati.
Le entità controllate sono oggetto di consolidamento a partire dalla data in cui se ne acquisisce il controllo, secondo il metodo dell'acquisto ("purchase method"), e cessano di essere consolidate dal momento in cui viene a mancare una situazione di controllo.
Ai fini della predisposizione del bilancio consolidato semestrale al 30 giugno 2025, tutte le società controllate in via esclusiva hanno predisposto una situazione patrimoniale ed economica redatta in conformità ai principi ed alle politiche contabili del Gruppo.
Di seguito viene riportata una sintesi delle principali valutazioni effettuate nella determinazione dell'area di consolidamento.
Le motivazioni per le quali il Gruppo Mediolanum ritiene di non controllare i fondi interni assicurativi "Unit Linked" (per i quali detiene il 100% delle quote in circolazione) e i fondi promossi (mobiliari, immobiliari e Sicav) è il mancato rispetto contemporaneo di tutte le condizioni previste per il controllo dall'IFRS 10. In relazione alle Unit Linked il Gruppo Mediolanum ritiene di:

Infatti, gli utili o le perdite relativi alla valutazione degli attivi inclusi nelle Unit Linked sono integralmente riconosciuti agli assicurati tramite la variazione delle relative passività, rimanendo in capo al Gruppo la sola variazione del relativo impatto commissionale (impatto rapportato alla variabilità dei flussi dell'entità e valutato non significativo).
In relazione ai fondi, il Gruppo Mediolanum ritiene di:
L'esposizione alle variazioni di valore dei fondi, ossia gli utili o le perdite relative alla valutazione degli attivi, sono di pertinenza dei sottoscrittori, rimanendo in capo al Gruppo la sola variazione del relativo impatto commissionale. In particolare, il Gruppo risulta esposto al rischio di variabilità delle commissioni di sottoscrizione e dei caricamenti sui premi, legati all'andamento della raccolta, delle commissioni di gestione relative alle masse in gestione e delle commissioni di incentivo legate alle performance dei fondi gestiti, nonché ai rischi operativi, di compliance e reputazionali tipici del settore in cui il Gruppo opera.
Le aggregazioni aziendali sono contabilizzate usando il metodo dell'acquisto. Non sono state effettuate business combination nel corso del 2025.
Dopo la data del 30 giugno non si sono verificati fatti, ad eccezione di quanto riportato nel paragrafo "Informativa sull'operazione di vendita delle azioni Mediobanca" e nel paragrafo "Controversia Fiscale", che possano incidere in misura rilevante sulla situazione patrimoniale e finanziaria e sul risultato economico del Gruppo.

Il presente Bilancio semestrale consolidato ha comportato la necessità di effettuare stime e valutazioni complesse che hanno prodotto effetti sulle attività, passività, costi e ricavi iscritti nonché sull'individuazione e quantificazione delle attività e passività potenziali.
L'elaborazione di tali stime implica l'utilizzo delle informazioni disponibili e l'adozione di valutazioni soggettive, fondate anche sull'esperienza storica, utilizzata ai fini della formulazione di assunzioni ragionevoli per la rilevazione dei fatti di gestione. Per loro natura le stime e le assunzioni utilizzate possono variare di esercizio in esercizio e, pertanto, non è da escludersi che negli esercizi successivi i valori iscritti in bilancio possano variare anche in maniera significativa a seguito del mutamento delle valutazioni soggettive utilizzate.
In presenza di incertezze più significative e/o di attività oggetto di misurazione di particolare materialità la valutazione è supportata, con il ricorso a periti/esperti esterni.
Le principali fattispecie per le quali è maggiormente richiesto l'impiego di valutazioni soggettive sono:
Per talune delle fattispecie appena elencate possono essere identificati i principali fattori che sono oggetto di stime da parte del Gruppo e che quindi concorrono a determinare il valore di iscrizione in bilancio di attività e passività.
Si segnala che:

riguardano: o la determinazione dei parametri di significativo incremento del rischio di credito, basati essenzialmente su modelli di misurazione delle probabilità di default (PD) all'origination delle attività finanziarie e alla data di bilancio; o l'inclusione di fattori forward looking, anche di tipo macroeconomico, per la determinazione di PD e LGD "lifetime"; o la determinazione delle probabilità di vendita di attività finanziarie deteriorate;
Gli Amministratori monitorano periodicamente le stime e le valutazioni effettuate in base all'andamento storico, all'attuale contesto macro-economico e geo-politico e ad altri fattori ritenuti ragionevoli. A causa dell'incertezza che caratterizza queste poste di bilancio, i relativi valori effettivi potrebbero differire dalle stime effettuate per il sopraggiungere di elementi inattesi non conosciuti alla data di elaborazione delle stime.

I principi contabili adottati per la predisposizione del presente Bilancio Semestrale consolidato, con riferimento alle fasi di classificazione, iscrizione, valutazione e cancellazione delle attività e passività finanziarie, così come per le modalità di riconoscimento dei ricavi e dei costi, criteri di consolidamento e relativa disclosure, risultano conformi a quelli utilizzati per la predisposizione del bilancio consolidato 2024 del Gruppo Banca Mediolanum. Alla luce di quanto sopra riportato, per una dettagliata illustrazione dei principi contabili applicati nella predisposizione del presente bilancio consolidato semestrale abbreviato si rimanda a quanto descritto nella sezione "A2 – Parte relativa alle principali voci di bilancio" del bilancio consolidato al 31 dicembre 2024.
In termini di nuovi requirement contabili applicabili dal 1° gennaio 2025, si segnala l'applicabilità delle modifiche allo IAS 21 – Effetti delle variazioni dei cambi delle valute estere (Lack of Exchangeability).
Le modifiche:
Alla luce delle analisi svolte, tali modifiche non hanno comportato impatti significativi sul bilancio consolidato del Gruppo Mediolanum.
Il fair value è definito come il prezzo che verrebbe percepito per la vendita di un'attività o pagato per il trasferimento di una passività in una regolare operazione tra operatori di mercato, alle condizioni correnti alla data di valutazione nel mercato principale o nel mercato più vantaggioso (exit price). Sottostante alla misurazione del fair value vi è la presunzione che l'entità si trovi in una situazione di continuità aziendale (going concern). Il principio IFRS 13 stabilisce una gerarchia del fair value in funzione

del grado di osservabilità degli input e dei parametri utilizzati per addivenire alle valutazioni. Sono previsti, in particolare, tre livelli:
Livello 1: il FV degli strumenti classificati in questo livello è determinato in base a prezzi di quotazioni osservati su mercati attivi;
Livello 2: il FV degli strumenti classificati in questo livello è determinato in base a modelli valutativi che utilizzano in maniera prevalente input osservabili in mercati attivi;
Livello 3: il FV degli strumenti classificati in questo livello è determinato sulla base di modelli valutativi che utilizzano prevalentemente significativi input non osservabili su mercati attivi.
Il Gruppo adotta una policy per il riconoscimento del livello di fair value delle singole posizioni all'interno della quale sono contenute le regole sia per la definizione di "mercato attivo", sia per la conseguente procedura operativa di valorizzazione dei portafogli col fine di annullare ogni discrezionalità nell'individuazione dei livelli.
I titoli che non rientrano nelle due categorie precedenti sono considerati appartenenti ad un "mercato non attivo". Sono esclusi da questa definizione i titoli a copertura delle polizze di ramo terzo per le quali sussiste un patto di riacquisto da parte dell'emittente. La funzione di Risk Management, nell'ambito delle attività di coordinamento per tutte le società del Gruppo, fornisce il proprio supporto metodologico e/o operativo alle corrispondenti strutture di risk delle società del Conglomerato anche in materia di definizione di "mercato attivo".
Si considerano quotati in un mercato attivo:
I titoli che soddisfano i criteri sopra richiamati vengono classificati come quotati in un mercato attivo e la determinazione del fair value avviene in base alla tipologia di strumento finanziario:
Per gli strumenti finanziari che non rientrano nel mercato attivo la valorizzazione degli stessi avviene tramite il processo di assegnazione del livello di fair value 2 o 3.

I titoli appartenenti a questa categoria vengono valutati sulla base di dati di mercato direttamente o indirettamente osservabili.
Il fair value delle obbligazioni viene calcolato come somma dei valori attuali alla data di chiusura dell'esercizio dei flussi finanziari da essi rivenienti. Il tasso di attualizzazione viene determinato come somma dei seguenti componenti:
Il tasso privo di rischio viene dedotto dal valore implicito nei contratti IRS (interest rate swap), mentre lo spread creditizio viene dedotto dal prezzo di titoli obbligazionari del medesimo emittente, con cedola fissa e scadenza confrontabile col titolo valutato. Laddove non fossero presenti titoli del medesimo emittente, e per le obbligazioni proprie, viene utilizzato uno spread creditizio stimato tramite l'utilizzo di emittenti con caratteristiche simili.
Qualora i valori dei flussi cedolari non siano fissi, ma variabili ed indicizzati a tassi di interesse di mercato, essi sono individuati sulla base di:
Così come rappresentato in apposito paragrafo delle Relazione sulla Gestione il fair value delle azioni di Mediobanca è stato posto pari al corrispettivo pattuito con le controparti per il Collocamento in quanto ritenuto rappresentativo del fair value del titolo stesso al 30 giugno 2025 ed è stato classificato ai fini della gerarchia come livello 2, ai sensi di quanto previsto dal principio contabile internazionale IFRS 13 par. 79b.
Gli asset potenzialmente di livello 3 rientrano nelle seguenti classi:
Con riferimento alle quote di fondi immobiliari la logica sottostante le valutazioni immobiliari mira a determinare un fair value attraverso un mark to model. Il punto di partenza per la determinazione del fair value degli immobili (inclusi nei fondi immobiliari) è costituito dai canoni di locazione (fissati

contrattualmente) che il locatario dell'immobile si impegna a pagare al locatore per un numero concordato di anni. Questi canoni vengono attualizzati e capitalizzati utilizzando secondo la prassi valutativa adottata da valutatori terzi indipendenti. In base a quanto previsto dalla normativa vigente, gli asset presenti nei fondi immobiliari sono valutati da esperti indipendenti con cadenza semestrale.
Con riferimento alle altre tipologie di fondi in portafoglio gestiti da primarie SGR si assume il NAV della quota del fondo quale approssimazione del fair value a condizione che lo stesso possa effettivamente essere considerato un'approssimazione del FV.
Per alcuni titoli di capitale maggiormente significativi il Gruppo ha determinato, sulla base delle metodologie valutative previste in dottrina (DCF), il fair value di tali strumenti.
I titoli di capitale non quotati di minore rilevanza sono stati assunti pari al valore di acquisto in assenza di fatti e informazioni ritenuti sufficientemente affidabili per determinare il fair value in maniera attendibile quali transazioni recenti da poter prendere a riferimento o presenza di caratteristiche intrinseche della società che consentano di compararla ad altri player quotati.
Si registra una posizione di un titolo di debito strutturato con livello di fair value pari a 3 nel portafoglio della controllata Mediolanum Vita. Il prezzo di tale strumento è fornito direttamente dall'emittente dello stesso e trattandosi di grandezze non osservabili sul mercato, il livello di fair value è pari a 3. È stato sviluppato un framework che prevede la validazione da parte della Funzione Risk Management.
Gli attivi a copertura delle polizze index linked, con volumi residuali rispetto al totale degli assets, in capo alla compagnia assicurativa vita irlandese, sono rappresentati da obbligazioni e contratti derivati scambiati al di fuori dei mercati regolamentati, e caratterizzati da scarsa liquidità e da strutture finanziarie complesse. Per la loro valutazione si ricorre alle valutazioni delle controparti, opportunamente validate, o a modelli stocastici interni.
Con riferimento ai titoli obbligazionari non quotati la metodologia di stima del FV presuppone l'utilizzo di parametri di input desunti da valori di mercato e rettificati in funzione di premio di liquidità o di altre variabili.
Nel livello 3 di fair value relativo ad attività e passività non valutate al fair value su base ricorrente sono inclusi i crediti e debiti verso clientela e banche nonché i beni immobiliari.
Per i crediti e debiti verso banche e clientela con scadenze di breve periodo il fair value è stato assunto pari al valore di bilancio, in quanto ritenuto essere una buona approssimazione.
Per le esposizioni creditizie performing e non performing (Past due maggiori di 90 giorni e inadempienze probabili) a medio/lungo termine, prevalentemente rappresentate dai crediti per contratti di mutuo nei confronti della clientela, la misurazione del fair value ha considerato l'attualizzazione dei flussi contrattuali.

Per le esposizioni non performing (sofferenze) è stato assunto un fair value corrispondente al valore di bilancio. Le assunzioni sottostanti alla determinazione del fair value, specifiche del modello e non osservabili sul mercato, hanno determinato la classificazione in corrispondenza del livello 3. Il fair value degli immobili posseduti direttamente dalla Società e dalle Società del Gruppo è stato determinato facendo riferimento in linea generale al metodo "comparativo".
La presente sezione comprende la disclosure sul fair value così come richiesta dall'IFRS 13. Il fair value è definito come il corrispettivo che potrebbe essere ricevuto per vendere un'attività o pagato per trasferire una passività, in una transazione ordinaria tra controparti sul mercato di riferimento alla data di misurazione. Uno strumento finanziario è considerato quotato in un mercato attivo se i prezzi quotati sono prontamente e regolarmente disponibili sul mercato (inteso come piattaforma di negoziazione, dealer o broker) regolamentato e tali prezzi rappresentano operazioni di mercato effettive che avvengono regolarmente in normali contrattazioni.
Qualora le quotazioni di mercato o altri input osservabili non risultino disponibili si ricorre a modelli valutativi alternativi (mark to model).
Il Gruppo utilizza metodi di valutazione in linea con i metodi generalmente accettati e utilizzati dal mercato. I modelli di valutazione includono tecniche basate sull'attualizzazione dei flussi di cassa futuri (e sulla stima della volatilità) e sono oggetto di periodica revisione al fine di garantirne la piena coerenza con gli obiettivi della valutazione.
Le sensitivity utilizzate rappresentano la variazione di valore di uno strumento finanziario in corrispondenza di uno shock dei fattori di rischio associati. Le modalità con cui il gruppo individua i fattori di rischio, lo shock da applicare e la definizione di sensitivity segue quanto indicato nella normativa di riferimento CRR (articolo 325 novodecies 3(a).
In merito alla gerarchia del fair value si rimanda a quanto sopra descritto nel paragrafo: Informativa sul Fair value – Informazioni di natura qualitativa.
Il Gruppo Mediolanum adotta una policy per il riconoscimento del livello di fair value delle singole posizioni. La policy stabilisce le regole che la singola Società impiega sia per la definizione di "mercato attivo", sia per la conseguente procedura operativa di valorizzazione dei portafogli, col fine di annullare ogni discrezionalità nell'individuazione dei livelli. Nel corso del primo semestre dell'anno 2025 a seguito dei controlli svolti dalla Funzione Risk Management in ottemperanza alle policy interne, non si sono registrati variazioni del livello di fair value per tutti i titoli presenti nei portafogli delle Società del Gruppo.


Non sono presenti all'interno del Gruppo Mediolanum situazioni in cui il massimo e migliore utilizzo di un'attività non finanziaria differisce dal suo utilizzo corrente. Non si riscontrano, inoltre, situazioni in cui attività e passività finanziarie gestite su base netta relativamente ai rischi di mercato o al rischio di credito siano oggetto di valutazione al fair value sulla base del prezzo che si potrebbe percepire dalla vendita di una posizione netta lunga o dal trasferimento di una posizione netta corta.


| Euro/migliaia | 30/06/2025 31/12/2024 |
|||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Attività/Passività finanziarie misurate al fair value |
L1 | L2 | L3 | L1 | L2 | L3 |
| 1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico |
44.128.175 | 311.932 | 263.393 | 41.978.334 | 295.716 | 257.381 |
| a) Attività finanziarie detenute per la negoziazione |
1.209.994 | 45 | 1.950 | 407.025 | 303 | 8.890 |
| b) Attività finanziarie designate al fair value |
42.897.035 | 311.887 | 83.175 | 41.539.923 | 295.413 | 68.759 |
| c) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value |
21.146 | - | 178.268 | 31.386 | - | 179.732 |
| 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
1.615.873 | 550.494 | 57.980 | 2.250.021 | - | 55.812 |
| 3. Derivati di copertura | - | - | - | - | - | - |
| 4. Attività materiali | - | - | - | - | - | - |
| 5. Attività immateriali | - | - | - | - | - | - |
| TOTALE | 45.744.048 | 862.426 | 321.373 | 44.228.355 | 295.716 | 313.194 |
| 1. Passività finanziarie detenute per la negoziazione |
14 | 457 | - | - | 3 | - |
| 2. Passività finanziarie designate al fair value |
19.812.686 | 2.755 | - | 18.732.071 | 8.365 | - |
| 3. Derivati di copertura | - | - | - | - | - | - |
| TOTALE | 19.812.700 | 3.212 | - | 18.732.071 | 8.368 | - |
L1 = Livello 1
L2 = Livello 2
L3 = Livello 3

| Euro/migliaia | conto economico | Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a | Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
Derivati di copertura |
||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Totale | di cui: a) attività finanziarie detenute per la negoziazione |
di cui: b) attività finanziarie designate al fair value |
di cui: c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value |
Attività materiali |
Attività immateriali |
|||
| 1. Esistenze iniziali |
257.381 | 8.890 | 68.759 | 179.732 | 55.812 | - | - | - |
| 2. Aumenti | 68.758 | 3.517 | 44.823 | 20.418 | 2.193 | - | - | - |
| 2.1. Acquisti | 51.002 | 3.384 | 37.735 | 9.883 | 2 | - | - | - |
| 2.2. Profitti imputati a: |
15.007 | 133 | 7.088 | 7.786 | 2.191 | - | - | - |
| 2.2.1. Conto Economico |
15.007 | 133 | 7.088 | 7.786 | - | - | - | - |
| - di cui plusvalenze |
7.786 | - | - | 7.786 | - | - | - | - |
| 2.2.2. Patrimonio netto |
- | X | X | X | 2.191 | - | - | - |
| 2.3. Trasferimenti da altri livelli |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| 2.4. Altre variazioni in aumento |
2.749 | - | - | 2.749 | - | - | - | - |
| 3. Diminuzioni | (62.746) | (10.457) | (30.407) | (21.882) | (25) | - | - | - |
| 3.1. Vendite | (56.711) | (10.393) | (30.407) | (15.911) | - | - | - | - |
| 3.2. Rimborsi | (138) | - | - | (138) | - | - | - | - |
| 3.3. Perdite imputate a: |
(4.548) | (31) | - | (4.517) | - | - | - | - |
| 3.3.1. Conto Economico |
(4.548) | (31) | - | (4.517) | - | - | - | - |
| - di cui minusvalenze |
(4.444) | (19) | - | (4.425) | - | - | - | - |
| 3.3.2. Patrimonio netto |
- | X | X | X | - | - | - | - |
| 3.4. Trasferimenti da altri livelli |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| 3.5. Altre variazioni in diminuzione |
(1.349) | (33) | - | (1.316) | (25) | - | - | - |
| 4. Rimanenze finali |
263.393 | 1.950 | 83.175 | 178.268 | 57.980 | - | - | - |


| Euro/migliaia | 30/06/2025 | 31/12/2024 | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| VB | L1 | L2 | L3 | VB | L1 | L2 | L3 | |
| 1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato |
36.299.760 | 16.868.245 | 526.267 | 20.885.214 | 37.863.887 | 18.482.860 | 280.249 | 20.968.454 |
| 2. Attività materiali detenute a scopo di investimento |
52.412 | - | - | 55.869 | 53.339 | - | - | 58.200 |
| 3. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione |
- | - | - | - | 823 | - | - | 823 |
| TOTALE | 36.352.172 | 16.868.245 | 526.267 | 20.941.083 | 37.918.049 | 18.482.860 | 280.249 | 21.027.477 |
| 1. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato |
33.788.382 | 310.822 | - | 33.482.197 | 35.528.900 | 306.378 | - | 35.215.271 |
| 2. Passività associate ad attività in via di dismissione |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| TOTALE | 33.788.382 | 310.822 | - | 33.482.197 | 35.528.900 | 306.378 | - | 35.215.271 |
VB = Valore di bilancio
L1 = Livello 1
L2 = Livello 2
L3 = Livello 3


| Euro/migliaia | 30/06/2025 | 31/12/2024 |
|---|---|---|
| a) Cassa | 2.947 | 2.818 |
| b) Conti correnti e depositi a vista presso Banche Centrali | 246.154 | 583.016 |
| c) Conti correnti e depositi a vista presso banche | 159.646 | 98.606 |
| TOTALE | 408.747 | 684.440 |


| 30/06/2025 | 31/12/2024 | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Euro/migliaia | L1 | L2 | L3 | L1 | L2 | L3 |
| A. Attività per cassa | ||||||
| 1. Titoli di debito | 1.209.991 | - | 219 | 367.346 | - | 79 |
| 1.1 Titoli strutturati | - | - | - | - | - | 30 |
| 1.2 Altri titoli di debito | 1.209.991 | - | 219 | 367.346 | - | 49 |
| 2. Titoli di capitale | - | - | 1.731 | 39.676 | - | 8.811 |
| 3. Quote di O.I.C.R. | 3 | - | - | 3 | - | - |
| 4. Finanziamenti | - | - | - | - | - | - |
| 4.1 Pronti contro termine | - | - | - | - | - | - |
| 4.2 Altri | - | - | - | - | - | - |
| TOTALE (A) | 1.209.994 | - | 1.950 | 407.025 | - | 8.890 |
| B. Strumenti derivati | ||||||
| 1. Derivati finanziari | - | 45 | - | - | 303 | - |
| 1.1 di negoziazione | - | 45 | - | - | 303 | - |
| 1.2 connessi con la fair value option |
- | - | - | - | - | - |
| 1.3 altri | - | - | - | - | - | - |
| 2. Derivati creditizi | - | - | - | - | - | - |
| 2.1 di negoziazione | - | - | - | - | - | - |
| 2.2 connessi con la fair value option |
- | - | - | - | - | - |
| 2.3 altri | - | - | - | - | - | - |
| TOTALE (B) | - | 45 | - | - | 303 | - |
| TOTALE (A+B) | 1.209.994 | 45 | 1.950 | 407.025 | 303 | 8.890 |
Legenda:
L1 = Livello 1
L2 = Livello 2
L3 = Livello 3
I titoli del debito si incrementano di 842,8 milioni di euro in seguito agli acquisti di titoli sovrani passando da 367,4 milioni di euro del 31 dicembre 2024 a 1.210,2 milioni di euro del 30 giugno 2025.
I titoli di capitale hanno subito un decremento di 46,8 milioni di euro in seguito alla vendita dei titoli di Nexi e Visa presenti nel portafoglio al 31 dicembre 2024.

| Euro/migliaia | 30/06/2025 | 31/12/2024 | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| L1 | L2 | L3 | L1 | L2 | L3 | ||
| 1.Titoli di debito | 283.895 | 6.849 | 83.175 | 419.937 | 247 | 68.759 | |
| 1.1 Titoli strutturati | 283.895 | 6.849 | 83.175 | 419.937 | 247 | 68.759 | |
| 1.2 Altri titoli di debito | - | - | - | - | - | - | |
| 2. Finanziamenti | 42.613.140 | 305.038 | - | 41.119.986 | 295.166 | - | |
| 2.1 Strutturati | - | - | - | - | - | - | |
| 2.2 Altri | 42.613.140 | 305.038 | - | 41.119.986 | 295.166 | - | |
| TOTALE | 42.897.035 | 311.887 | 83.175 | 41.539.923 | 295.413 | 68.759 |
Legenda:
L1= Livello 1
L2= Livello 2
L3= Livello 3
| Euro/migliaia | 30/06/2025 | 31/12/2024 | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| L1 | L2 | L3 | L1 | L2 | L3 | |
| 1. Titoli di debito | - | - | - | - | - | - |
| 1.1 Titoli strutturati | - | - | - | - | - | - |
| 1.2 Altri titoli di debito | - | - | - | - | - | - |
| 2. Titoli di capitale | - | - | - | - | - | - |
| 3. Quote di O.I.C.R. | 21.146 | - | 178.268 | 31.386 | - | 179.732 |
| 4. Finanziamenti | - | - | - | - | - | - |
| 4.1 Pronti contro termine | - | - | - | - | - | - |
| 4.2 Altri | - | - | - | - | - | - |
| TOTALE | 21.146 | - | 178.268 | 31.386 | - | 179.732 |
Legenda:
L1 = Livello 1
L2 = Livello 2
L3 = Livello 3


| Euro/migliaia | 30/06/2025 | 31/12/2024 | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| L1 | L2 | L3 | L1 | L2 | L3 | |
| 1. Titoli di debito | 1.615.803 | 2.051 | 49.803 | 1.840.468 | - | 47.315 |
| 1.1 Titoli strutturati | - | - | - | - | - | - |
| 1.2 Altri titoli di debito | 1.615.803 | 2.051 | 49.803 | 1.840.468 | - | 47.315 |
| 2. Titoli di capitale | 70 | 548.443 | 8.177 | 409.553 | - | 8.497 |
| 3. Finanziamenti | - | - | - | - | - | - |
| TOTALE | 1.615.873 | 550.494 | 57.980 | 2.250.021 | - | 55.812 |
Legenda: L1 = Livello 1
L2 = Livello 2
L3 = Livello 3
Si ricorda che al 30 giugno 2025 il titolo di capitale Mediobanca è stato classificato a livello 2 della gerarchia del fair value.
Per maggiori informazioni si rimanda al capitolo "informativa sull'operazione di vendita delle azioni Mediobanca" presente nella relazione sulla gestione.


| 30/06/2025 | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Euro/migliaia | Valore di bilancio | Fair value | ||||||
| Primo e secondo stadio |
Terzo stadio | Impaired acquisite o originate |
L1 | L2 | L3 | |||
| A. Crediti verso Banche Centrali |
183.365 | - | - | - | - | 183.365 | ||
| 1. Depositi a scadenza | - | - | - | X | X | X | ||
| 2. Riserva obbligatoria | 183.365 | - | - | X | X | X | ||
| 3. Pronti contro termine | - | - | - | X | X | X | ||
| 4. Altri | - | - | - | X | X | X | ||
| B. Crediti verso banche | 795.790 | - | - | 45.015 | 526.267 | 220.471 | ||
| 1. Finanziamenti | 220.468 | - | - | - | - | 220.471 | ||
| 1.1 Conti correnti | - | - | - | X | X | X | ||
| 1.2. Depositi a scadenza | 214.654 | - | - | X | X | X | ||
| 1.3. Altri finanziamenti: | 5.814 | - | - | X | X | X | ||
| -Pronti contro termine attivi |
- | - | - | X | X | X | ||
| - Finanziamenti per leasing |
- | - | - | X | X | X | ||
| - Altri | 5.814 | - | - | X | X | X | ||
| 2. Titoli di debito | 575.322 | - | - | 45.015 | 526.267 | - | ||
| 2.1 Titoli strutturati | - | - | - | - | - | - | ||
| 2.2 Altri titoli di debito | 575.322 | - | - | 45.015 | 526.267 | - | ||
| TOTALE | 979.155 | - | - | 45.015 | 526.267 | 403.836 |
Legenda: L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3
La voce crediti verso Banche ammonta al 30 giugno 2025 a 979,2 milioni di euro rispetto a 811,4 milioni di euro della fine dell'esercizio 2024. A fronte di una riduzione della riserva obbligatoria (-99,0 milioni di euro rispetto al periodo di confronto) si registra l'incremento dello stock dei titoli di debito classificati nel portafoglio Held to Collect (+245,2 milioni di euro rispetto al periodo di confronto).

| 31/12/2024 | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Euro/migliaia | Valore di bilancio | Fair value | |||||||
| Primo e secondo stadio |
Terzo stadio | Impaired acquisite o originate |
L1 | L2 | L3 | ||||
| A. Crediti verso Banche Centrali |
282.338 | - | - | - | - | 282.338 | |||
| 1. Depositi a scadenza | - | - | - | X | X | X | |||
| 2. Riserva obbligatoria | 282.338 | - | - | X | X | X | |||
| 3. Pronti contro termine | - | - | - | X | X | X | |||
| 4. Altri | - | - | - | X | X | X | |||
| B. Crediti verso banche | 529.044 | - | - | 51.266 | 280.249 | 198.911 | |||
| 1. Finanziamenti | 198.910 | - | - | - | - | 198.911 | |||
| 1.1 Conti correnti | - | - | - | X | X | X | |||
| 1.2. Depositi a scadenza | 193.031 | - | - | X | X | X | |||
| 1.3. Altri finanziamenti: | 5.879 | - | - | X | X | X | |||
| 1.4 Pronti contro termine attivi |
- | - | - | X | X | X | |||
| 1.5 Finanziamenti per leasing |
- | - | - | X | X | X | |||
| 1.6 Altri | 5.879 | - | - | X | X | X | |||
| 2. Titoli di debito | 330.134 | - | - | 51.266 | 280.249 | - | |||
| 2.1 Titoli strutturati | - | - | - | - | - | - | |||
| 2.2 Altri titoli di debito | 330.134 | - | - | 51.266 | 280.249 | - | |||
| TOTALE | 811.382 | - | - | 51.266 | 280.249 | 481.249 |


| 30/06/2025 | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Valore di bilancio | Fair value | ||||||||
| Euro/migliaia | Primo e secondo stadio |
Terzo stadio | Impaired acquisite o originate |
L1 | L2 | L3 | |||
| 1. Finanziamenti | 18.565.872 | 137.128 | 3.090 | - | - | 20.481.378 | |||
| 1. Conti correnti | 427.519 | 7.694 | 370 | X | X | X | |||
| 2. Pronti contro termine attivi | - | - | - | X | X | X | |||
| 3. Mutui | 12.788.910 | 65.241 | - | X | X | X | |||
| 4. Carte di credito, prestiti personali e cessioni del quinto |
3.281.260 | 41.584 | 2.626 | X | X | X | |||
| 5. Finanziamenti per leasing | - | - | - | X | X | X | |||
| 6. Factoring | - | - | - | X | X | X | |||
| 7. Altri finanziamenti | 2.068.183 | 22.609 | 94 | X | X | X | |||
| 2. Titoli di debito | 16.614.515 | - | - | 16.823.230 | - | - | |||
| 1. Titoli strutturati | - | - | - | - | - | - | |||
| 2. Altri titoli di debito | 16.614.515 | - | - | 16.823.230 | - | - | |||
| TOTALE | 35.180.387 | 137.128 | 3.090 | 16.823.230 | - | 20.481.378 |
I crediti verso clientela ammontano a 35.320,6 milioni di euro, rispetto a 37.052,5 milioni di euro della fine dell'esercizio 2024.
La variazione è dovuta essenzialmente ad una riduzione dello stock dei titoli di debito classificati nel portafoglio Held to Collect (-1.719,3 milioni di euro rispetto al periodo di confronto) che nel corso del semestre sono giunti a scadenza.

| 31/12/2024 | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Valore di bilancio | Fair value | ||||||||
| Euro/migliaia | Primo e secondo stadio |
Terzo stadio | Impaired acquisite o originate |
L1 | L2 | L3 | |||
| 1. Finanziamenti | 18.578.064 | 137.576 | 3.025 | - | - | 20.487.205 | |||
| 1. Conti correnti | 457.696 | 7.631 | 377 | X | X | X | |||
| 2. Pronti contro termine attivi | 90.148 | - | - | X | X | X | |||
| 3. Mutui | 12.445.133 | 65.267 | - | X | X | X | |||
| 4. Carte di credito, prestiti personali e cessioni del quinto |
3.195.167 | 37.807 | 2.546 | X | X | X | |||
| 5. Finanziamenti per leasing | - | - | - | X | X | X | |||
| 6. Factoring | - | - | - | X | X | X | |||
| 7. Altri finanziamenti | 2.389.920 | 26.871 | 102 | X | X | X | |||
| 2. Titoli di debito | 18.333.840 | - | - | 18.431.594 | - | - | |||
| 1. Titoli strutturati | - | - | - | - | - | - | |||
| 2. Altri titoli di debito | 18.333.840 | - | - | 18.431.594 | - | - | |||
| TOTALE | 36.911.904 | 137.576 | 3.025 | 18.431.594 | - | 20.487.205 |


| Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio delle cessioni in riassicurazione | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Voci/Elementi sottostanti alla misurazione | Valore attuale dei flussi finanziari |
Aggiustamento per i rischi non finanziari |
Margine sui servizi contrattuali |
Totale | Valore attuale dei flussi finanziari |
Aggiustamento per i rischi non finanziari |
Margine sui servizi contrattuali |
Totale |
| 30/06/2025 | 30/06/2025 | 30/06/2025 | 30/06/2025 | 31/12/2024 | 31/12/2024 | 31/12/2024 | 31/12/2024 | |
| A. Valore di bilancio iniziale | ||||||||
| 1. Cessioni in riassicurazione che costituiscono attività | 10.531 | 8.293 | 26.372 | 45.196 | 11.509 | 7.852 | 27.056 | 46.417 |
| 2. Cessioni in riassicurazione che costituiscono passività | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 3. Valore netto di bilancio al 1° gennaio | 10.531 | 8.293 | 26.372 | 45.196 | 11.509 | 7.852 | 27.056 | 46.417 |
| B. Variazioni relative ai servizi attuali | ||||||||
| 1. Margine sui servizi contrattuali registrato in conto economico | - | - | (684) | (684) | - | - | (1.288) | (1.288) |
| 2. Variazione per rischi non finanziari scaduti | - | (225) | - | (225) | - | (409) | - | (409) |
| 3. Modifiche connesse con l'esperienza | (3.657) | - | - | (3.657) | (6.930) | - | - | (6.930) |
| 4. Totale | (3.657) | (225) | (684) | (4.566) | (6.930) | (409) | (1.288) | (8.627) |
| C. Variazioni relative a sevizi futuri | ||||||||
| 1. Cambiamenti di stime che modificano il margine sui servizi contrattuali |
327 | 4 | (331) | - | (327) | 782 | (455) | - |
| 2. Effetti dei contratti iscritti nell'esercizio | - | - | - | - | (953) | 68 | 885 | - |
| 3. Aggiustamento del margine sui servizi contrattuali connesso con recuperi relativi all'iscrizione iniziale di contratti assicurativi sottostanti onerosi |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| 4. Rilasci della componente di recupero perdite diversi dalle variazioni dei flussi finanziari dei contratti di cessione in riassicurazione |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| 5. Variazioni dei flussi finanziari delle cessioni in riassicurazione derivanti dai contratti assicurativi sottostanti onerosi |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| 6. Totale | 327 | 4 | (331) | - | (1.280) | 850 | 430 | - |
| D. Variazioni relative a servizi passati | 1.973 | - | - | 1.973 | 2.496 | - | - | 2.496 |
| 1. aggiustamenti all'attività per sinistri accaduti | 1.973 | - | - | 1.973 | 2.496 | - | - | 2.496 |
| E. Effetti delle variazioni del rischio di inadempimento dei riassicuratori | - | - | - | - | ||||
| F. Risultato dei servizi assicurativi (B+C+D+E) | (1.357) | (221) | (1.015) | (2.593) | (5.714) | 441 | (858) | (6.131) |
| G. Ricavi/costi netti di natura finanziaria | ||||||||
| 1. Relativi alle cessioni in riassicurazione | 678 | - | 107 | 785 | (159) | - | 174 | 15 |
| 1.1 Registrati in conto economico | 47 | - | 107 | 154 | 108 | - | 174 | 282 |
| 1.2. Registrati nel conto economico complessivo | 631 | - | - | 631 | (267) | - | - | (267) |
| 2. Effetti connessi con le variazioni dei tassi di cambio | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 3. Totale | 678 | - | 107 | 785 | (159) | - | 174 | 15 |
| H. Importo complessivo registrato in conto economico e nel conto economico complessivo (F+ G) |
(679) | (221) | (908) | (1.808) | (5.873) | 441 | (684) | (6.116) |
| I. Altre variazioni | - | - | - | - | - | - | - | - |
| L. Movimenti di cassa | ||||||||
| 1. Premi pagati al netto di importi non connessi con i sinistri recuperati dai riassicuratori |
9.744 | - | - | 9.744 | 19.358 | - | - | 19.358 |
| 2. Importi recuperati dai riassicuratori | (7.217) | - | - | (7.217) | (14.463) | - | - | (14.463) |
| 3. Altri movimenti | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 4. Totale | 2.527 | - | - | 2.527 | 4.895 | - | 4.895 | |
| M. Valore netto di bilancio (A.3+H+I+L.3) | 12.379 | 8.072 | 25.464 | 45.915 | 10.531 | 8.293 | 26.372 | 45.196 |
| N. Valore di bilancio finale | ||||||||
| 1. Cessioni in riassicurazione che costituiscono attività | 12.379 | 8.072 | 25.464 | 45.915 | 10.531 | 8.293 | 26.372 | 45.196 |
| 2. Cessioni in riassicurazione che costituiscono passività | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 3. Valore netto di bilancio | 12.379 | 8.072 | 25.464 | 45.915 | 10.531 | 8.293 | 26.372 | 45.196 |
Legenda
Base di aggregazione 1 = Segmento Vita
Base di aggregazione 2 = Segmento Danni

| Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio delle cessioni in riassicurazione | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Voci/Elementi sottostanti alla misurazione | Valore attuale dei flussi finanziari |
Aggiustamento per i rischi non finanziari |
Margine sui servizi contrattuali |
Totale | Valore attuale dei flussi finanziari |
Aggiustamento per i rischi non finanziari |
Margine sui servizi contrattuali |
Totale | |
| 30/06/2025 | 30/06/2025 | 30/06/2025 | 30/06/2025 | 31/12/2024 | 31/12/2024 | 31/12/2024 | 31/12/2024 | ||
| A. Valore di bilancio iniziale | |||||||||
| 1. Cessioni in riassicurazione che costituiscono attività | 10.434 | 529 | 14.838 | 25.801 | 14.280 | 971 | 16.559 | 31.810 | |
| 2. Cessioni in riassicurazione che costituiscono passività | - | - | - | - | |||||
| 3. Valore netto di bilancio al 1° gennaio | 10.434 | 529 | 14.838 | 25.801 | 14.280 | 971 | 16.559 | 31.810 | |
| B. Variazioni relative ai servizi attuali | |||||||||
| 1. Margine sui servizi contrattuali registrato in conto economico | - | - | (2.397) | (2.397) | - | - | (8.293) | (8.293) | |
| 2. Variazione per rischi non finanziari scaduti | - | (103) | - | (103) | - | (304) | - | (304) | |
| 3. Modifiche connesse con l'esperienza | 168 | - | - | 168 | 8.510 | - | - | 8.510 | |
| 4. Totale | 168 | (103) | (2.397) | (2.332) | 8.510 | (304) | (8.293) | (87) | |
| C. Variazioni relative a sevizi futuri | |||||||||
| 1. Cambiamenti di stime che modificano il margine sui servizi contrattuali | (2.733) | (146) | 2.879 | - | 24.061 | (577) | (23.484) | - | |
| 2. Effetti dei contratti iscritti nell'esercizio | (2.337) | 93 | 2.244 | - | (30.473) | 924 | 29.549 | - | |
| 3. Aggiustamento del margine sui servizi contrattuali connesso con recuperi relativi all'iscrizione iniziale di contratti assicurativi sottostanti onerosi |
- | - | - | - | - | - | - | - | |
| 4. Rilasci della componente di recupero perdite diversi dalle variazioni dei flussi finanziari dei contratti di cessione in riassicurazione |
- | - | - | - | - | - | - | - | |
| 5. Variazioni dei flussi finanziari delle cessioni in riassicurazione derivanti dai contratti assicurativi sottostanti onerosi |
- | - | - | - | - | - | - | - | |
| 6. Totale | (5.070) | (53) | 5.123 | - | (6.412) | 347 | 6.065 | - | |
| D. Variazioni relative a servizi passati | 251 | - | - | 251 | (7.587) | - | - | (7.587) | |
| 1. aggiustamenti all'attività per sinistri accaduti | 251 | - | - | 251 | (7.587) | - | - | (7.587) | |
| E. Effetti delle variazioni del rischio di inadempimento dei riassicuratori | - | - | - | - | |||||
| F. Risultato dei servizi assicurativi (B+C+D+E) | (4.651) | (156) | 2.726 | (2.081) | (5.489) | 43 | (2.228) | (7.674) | |
| G. Ricavi/costi netti di natura finanziaria | |||||||||
| 1. Relativi alle cessioni in riassicurazione | 37 | - | 98 | 135 | (494) | (485) | 507 | (472) | |
| 1.1 Registrati in conto economico | 11 | - | 98 | 109 | (158) | (485) | 507 | (136) | |
| 1.2. Registrati nel conto economico complessivo | 26 | - | - | 26 | (336) | - | - | (336) | |
| 2. Effetti connessi con le variazioni dei tassi di cambio | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 3. Totale | 37 | - | 98 | 135 | (494) | (485) | 507 | (472) | |
| H. Importo complessivo registrato in conto economico e nel conto economico complessivo (F+ G) |
(4.614) | (156) | 2.824 | (1.946) | (5.983) | (442) | (1.721) | (8.146) | |
| I. Altre variazioni | - | - | - | - | |||||
| L. Movimenti di cassa | |||||||||
| 1. Premi pagati al netto di importi non connessi con i sinistri recuperati dai riassicuratori |
12.216 | - | - | 12.216 | 19.668 | - | - | 19.668 | |
| 2. Importi recuperati dai riassicuratori | (6.558) | - | - | (6.558) | (17.531) | - | - | (17.531) | |
| 3. Altri movimenti | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 4. Totale | 5.658 | - | - | 5.658 | 2.137 | - | - | 2.137 | |
| M. Valore netto di bilancio (A.3+H+I+L.4) | 11.478 | 373 | 17.662 | 29.513 | 10.434 | 529 | 14.838 | 25.801 | |
| N. Valore di bilancio finale | |||||||||
| 1. Cessioni in riassicurazione che costituiscono attività | 11.478 | 373 | 17.662 | 29.513 | 10.434 | 529 | 14.838 | 25.801 | |
| 2. Cessioni in riassicurazione che costituiscono passività | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 3. Valore netto di bilancio | 11.478 | 373 | 17.662 | 29.513 | 10.434 | 529 | 14.838 | 25.801 |
Legenda
Base di aggregazione 1 = Segmento Vita
Base di aggregazione 2 = Segmento Danni

| 30/06/2025 | 31/12/2024 | ||||
|---|---|---|---|---|---|
| Euro/migliaia | Durata definita |
Durata indefinita |
Durata definita |
Durata indefinita |
|
| A.1 Avviamento | X | 125.625 | X | 125.625 | |
| A.1.1 di pertinenza del gruppo | X | 125.625 | X | 125.625 | |
| A.1.2 di pertinenza di terzi | X | - | X | - | |
| A.2 Altre attività immateriali | 88.243 | - | 87.289 | - | |
| di cui: software | 77.086 | - | 81.412 | - | |
| A.2.1 Attività valutate al costo: | 88.243 | - | 87.289 | - | |
| a) Attività immateriali generate internamente | - | - | - | - | |
| b) Altre attività | 88.243 | - | 87.289 | - | |
| A.2.2 Attività valutate al fair value: | - | - | - | - | |
| a) Attività immateriali generate internamente | - | - | - | - | |
| b) Altre attività | - | - | - | - | |
| TOTALE | 88.243 | 125.625 | 87.289 | 125.625 |
La voce avviamento, pari a 125,6 milioni di euro, include l'avviamento allocato alla CGU Spagna per 102,8 milioni di euro e alla CGU Italia per 22,7 milioni di euro.
Alla luce delle indicazioni del principio contabile internazionale IAS 36, si sottolinea che nel semestre in esame si sono analizzate le principali variabili economiche sottostanti le CGU che generano l'avviamento iscritto in bilancio senza rilevare possibili indicatori di impairment.


| 30/06/2025 | 31/12/2024 | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Euro/migliaia | Fair Value | Fair Value | ||||||||
| VB | L1 | L2 | L3 | VB | L1 | L2 | L3 | |||
| 1. Debiti verso banche centrali | - | X | X | X | - | X | X | X | ||
| 2. Debiti verso banche | 368.739 | X | X | X | 717.433 | X | X | X | ||
| 2.1 Conti correnti e depositi a vista | 50.581 | X | X | X | 717 | X | X | X | ||
| 2.2 Depositi a scadenza | 2.991 | X | X | X | - | X | X | X | ||
| 2.3 Finanziamenti | 313.073 | X | X | X | 713.157 | X | X | X | ||
| 2.3.1 Pronti contro termine passivi | 313.073 | X | X | X | 713.157 | X | X | X | ||
| 2.3.2 Altri | - | X | X | X | - | X | X | X | ||
| 2.4 Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti patrimoniali |
- | X | X | X | - | X | X | X | ||
| 2.5 Debiti per leasing | 641 | X | X | X | 784 | X | X | X | ||
| 2.6 Altri debiti | 1.453 | X | X | X | 2.775 | X | X | X | ||
| TOTALE | 368.739 | - | - | 368.739 | 717.433 | - | - | 717.433 |
Legenda:
VB = Valore d Bilancio
L1 = Livello 1
L2 = Livello 2
L3 = Livello 3
I debiti verso banche ammontano a 368,7 milioni di euro in diminuzione di 348,7 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2024 (31.12.2024: 717,4 milioni di euro); tale variazione è da ricondurre principalmente alla diminuzione dei pronti contro termine passivi per 400,1 milioni di euro.


| 30/06/2025 | 31/12/2024 | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Euro/migliaia | Fair Value | Fair Value | ||||||||
| VB | L1 | L2 | L3 | VB | L1 | L2 | L3 | |||
| 1. Conti correnti e depositi a vista | 26.191.170 | X | X | X | 24.892.832 | X | X | X | ||
| 2. Depositi a scadenza | 3.389.473 | X | X | X | 3.445.935 | X | X | X | ||
| 3. Finanziamenti | 3.221.317 | X | X | X | 5.837.342 | X | X | X | ||
| 3.1 Pronti contro termine passivi | 3.206.794 | X | X | X | 5.823.922 | X | X | X | ||
| 3.2 Altri | 14.523 | X | X | X | 13.420 | X | X | X | ||
| 4. Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti patrimoniali |
- | X | X | X | - | X | X | X | ||
| 5. Debiti per leasing | 71.886 | X | X | X | 69.044 | X | X | X | ||
| 6. Altri debiti | 239.612 | X | X | X | 252.685 | X | X | X | ||
| TOTALE | 33.113.458 | - | - | 33.113.458 | 34.497.838 | - | - | 34.497.838 |
L2 = Livello 2
L3 = Livello 3
I debiti verso clientela ammontano a 33.113,5 milioni di euro in diminuzione di 1.384,4 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2024; tale variazione è da ricondurre principalmente alla diminuzione dei pronti contro termine passivi per -2.617,1 milioni di euro in parte bilanciata dall'incremento dei conti correnti e depositi a vista per +1.298,3 milioni di euro.
| 30/06/2025 | 31/12/2024 | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Euro/migliaia | Fair Value | VB Fair Value |
|||||||
| VB | L1 | L2 | L3 | 00/01/1900 | L1 | L2 | L3 | ||
| A. Titoli | |||||||||
| 1. Obbligazioni | 306.185 | 310.822 | - | - | 313.629 | 306.378 | - | - | |
| 1.1 strutturate | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 1.2 altre | 306.185 | 310.822 | - | - | 313.629 | 306.378 | - | - | |
| 2. Altri titoli | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 2.1 strutturati | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 2.2 altri | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| TOTALE | 306.185 | 310.822 | - | - | 313.629 | 306.378 | - | - |
Legenda: VB= Valore di bilancio L1=Livello 1 L2=Livello 2 L3=Livello 3

Si rammenta che nel mese di novembre 2022 Banca Mediolanum ha emesso un "Green Senior Preferred" Bond per un importo di 300.000.000 di euro con un'operazione rientrante nel piano EMTN da 1 miliardo approvata dalla Banca stessa, con scadenza il 22/01/2027 e Rating "BBB" assegnato da Fitch e S&P. Il Bond emesso prevede una cedola anticipata a tasso fisso pari al 5,035%, un'opzione di estinzione anticipata prevista per il 22/01/2026 e non sono previsti meccanismi di repricing. I proventi raccolti vanno a finanziare o rifinanziare prestiti o progetti compresi nel ESG Bond Framework emesso nel luglio 2022. Per le caratteristiche dell'emissione il suddetto Bond è stato classificato nel comparto delle passività finanziarie valutate al costo ammortizzato e presenta un valore contabile di 306,2 milioni di euro.


| 30/06/2025 | 31/12/2024 | ||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Euro/migliaia | Fair Value | Fair | Fair Value | Fair | |||||||
| VN | L1 | L2 | L3 | Value* | VN | L1 | L2 | L3 | Value* | ||
| A. Passività per cassa | |||||||||||
| 1. Debiti verso banche | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 2. Debiti verso clientela |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 3. Titoli di debito | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 3.1 Obbligazioni | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 3.1.1 Strutturate | - | - | - | - | X | - | - | - | - | X | |
| 3.1.2 Altre obbligazioni |
- | - | - | - | X | - | - | - | - | X | |
| 3.2 Altri titoli | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 3.2.1 Strutturati | - | - | - | - | X | - | - | - | - | X | |
| 3.2.2 Altri | - | - | - | - | X | - | - | - | - | X | |
| TOTALE (A) | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| B. Strumenti derivati | |||||||||||
| 1. Derivati finanziari | - | 14 | 457 | - | - | - | - | 3 | - | - | |
| 1.1 Di negoziazione | X | 14 | 457 | - | X | X | - | 3 | - | X | |
| 1.2 Connessi con la fair value option |
X | - | - | - | X | X | - | - | - | X | |
| 1.3 Altri | X | - | - | - | X | X | - | - | - | X | |
| 2. Derivati creditizi | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 2.1 Di negoziazione | X | - | - | - | X | X | - | - | - | X | |
| 2.2 Connessi con la fair value option |
X | - | - | - | X | X | - | - | - | X | |
| 2.3 Altri | X | - | - | - | X | X | - | - | - | X | |
| TOTALE (B) | X | 14 | 457 | - | X | X | - | 3 | - | X | |
| TOTALE (A+B) | X | 14 | 457 | - | X | X | - | 3 | - | X |
Legenda:
VN= Valore nominale o nozionale
L1=Livello 1
L2=Livello 2
L3=Livello 3
Fair value*= Fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell'emittente rispetto alla data di emissione

| 30/06/2025 | 31/12/2024 | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Euro/migliaia | VN | Fair value | Fair value* |
VN | Fair value | Fair value* |
||||
| 0 | L1 | L2 | L3 | 0 | 0 | L1 | L2 | L3 | 0 | |
| 1. Debiti verso banche |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 1.1 Strutturati | - | - | - | - | X | - | - | - | - | X |
| 1.2 Altri | - | - | - | - | X | - | - | - | - | X |
| di cui: | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| - impegni a erogare fondi |
- | X | X | X | X | - | X | X | X | X |
| - garanzie finanziarie rilasciate |
- | X | X | X | X | - | X | X | X | X |
| 2. Debiti verso clientela |
19.815.441 | 19.812.686 | 2.755 | - | 19.815.441 | 18.740.436 | 18.732.071 | 8.365 | - | 18.740.436 |
| 2.1 Strutturati | - | - | - | - | X | - | - | - | - | X |
| 2.2 Altri | 19.815.441 | 19.812.686 | 2.755 | - | X | X | ||||
| di cui: | 18.740.436 | 18.732.071 | 8.365 | - | ||||||
| - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| - impegni a erogare fondi |
- | X | X | X | X | - | X | X | X | X |
| - garanzie finanziarie rilasciate |
- | X | X | X | X | - | X | X | X | X |
| 3. Titoli di debito | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 3.1 Strutturati | - | - | - | - | X | - | - | - | - | X |
| 3.2 Altri | - | - | - | - | X | - | - | - | - | X |
Legenda:
VN= Valore
nominale L1=Livello 1
L2=Livello 2
L3=Livello 3
Fair value*= Fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell'emittente rispetto alla data di emissione
La voce ammonta a 19.815,4 milioni di euro e comprende le passività finanziarie collegate a contratti di investimento di tipo Linked che non presentano un rischio assicurativo significativo e sono pertanto valutate ai sensi dell'IFRS 9.
Con riferimento alle previsioni normative introdotte dalla L. 207/2024 ("Legge di bilancio 2025") in materia di versamento dell'imposta di bollo sui prodotti assicurativi, si ricorda che:
➢ sono state modificate le modalità di versamento dell'imposta di bollo sulle polizze vita dei rami III e V prevedendo un versamento pari all'imposta maturata annualmente a decorrere dal 2025 fermo restando che l'ammontare corrispondente all'imposta versata annualmente dalla

Compagnia di assicurazione sarà computato in diminuzione della prestazione erogata alla scadenza o al riscatto della polizza;
Si precisa altresì che con riferimento al trattamento contabile di tale fattispecie, vi sono state interlocuzioni tra le associazioni di categoria degli stakeholders e le autorità di vigilanza, nel corso delle quali sono emerse alcune difficoltà interpretative non ancora risolte in merito ai criteri di valutazione e presentazione del suddetto anticipo, anche con riferimento alla presenza delle condizioni per l'imputazione a riduzione delle passività dell'imposta versata anticipatamente. Tale circostanza potrebbe dare luogo a trattamenti contabili alternativi rispetto a quello allo stato scelto dal Gruppo, fondato sulla lettura congiunta delle previsioni dell'IFRS 9 e dello IAS32, che non porterebbero a valutazioni significativamente differenti rispetto a quelle riportate nella presente relazione. La tematica sarà oggetto di ulteriore approfondimento nel corso del secondo semestre i cui esiti dovrebbero essere riflessi nella relazione finanziaria dell'esercizio 2025.


| Euro/migliaia | 30/06/2025 | 31/12/2024 |
|---|---|---|
| 1. Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate | 644 | 454 |
| 2. Fondi su altri impegni e altre garanzie rilasciate | 899 | 476 |
| 3. Fondi di quiescenza aziendali | 105 | 105 |
| 4. Altri fondi per rischi ed oneri | 353.499 | 341.301 |
| 4.1 controversie legali e fiscali | 14.853 | 13.937 |
| 4.2 oneri per il personale | - | - |
| 4.3 altri | 338.646 | 327.364 |
| TOTALE | 355.147 | 342.336 |
I fondi per rischi ed oneri includono (nella voce "Altri"), il Fondo indennità suppletiva di clientela, che accoglie l'accantonamento di competenze maturate a favore di promotori finanziari, il fondo Indennità Manager, riferita agli agenti che svolgono attività di assistenza e coordinamento il cui compenso è basato su specifici parametri commerciali e viene riconosciuta al conseguimento della pensione di vecchiaia, l'Indennità di Portafoglio e Struttura relativo al ruolo assunto dalla Banca in sede di trasferimento del portafoglio clienti o della struttura agenti gestiti da un promotore finanziario e il fondo cause legali principalmente legato alle passività di natura legale (contenzioso e pre-contenzioso) e che comprende anche le relative spese legali.
Tale voce accoglie le "Passività assicurative" determinate sulla base del principio contabile internazionale IFRS 17 ed ammonta a 25.976 milioni di euro. In particolare, include la "Liability for remaining coverage - LRC" così composta:
Di seguito si riporta la movimentazione del Contractual Service Margin – CSM avvenuta nel corso del primo semestre 2025.
| Euro/milioni | |
|---|---|
| CSM Iniziale 01.01.2025 | 2.638 |
| Movimenti | 283 |
| Rilascio | (108) |
| CSM Finale 30.06.2025 | 2.813 |

Con riferimento al trattamento contabile adottato relativamente al versamento dell'imposta di bollo, si rimanda a quanto riportato nella "Sezione 3 – Passività finanziarie designate al fair value".
L'informativa sotto riportata viene fornita, come previsto dall'IFRS 17, paragrafi 98, 99, 101, 104 e 105 per basi di aggregazione.
Si specifica che secondo quanto previsto dall'Allegato 1 (Istruzioni) del Regolamento n.7 ISVAP e successivi aggiornamenti nelle tabelle del lavoro diretto il Gruppo si è avvalso della facoltà di esporre all'interno della Base 1 – Contratti assicurativi emessi con partecipazione diretta (segmento vita) anche i contratti di investimento emessi con elementi di partecipazione discrezionali (segmento vita), nella Base di aggregazione 2 vengono riportati i dettagli dei contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta del Segmento Vita e nella Base di aggregazione 4 vengono riportati i dettagli dei contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta del segmento Danni Non-Auto.


| Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio dei contratti di assicurazione emessi |
Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio dei contratti di assicurazione emessi |
|||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Voci/Elementi sottostanti alla misurazione | Valore attuale dei flussi finanziari |
Aggiustamento per i rischi non finanziari |
Margine sui servizi contrattuali |
Totale | Valore attuale dei flussi finanziari |
Aggiustamento per i rischi non finanziari |
Margine sui servizi contrattuali |
Totale |
| 30/06/2025 | 30/06/2025 | 30/06/2025 | 30/06/2025 | 31/12/2024 | 31/12/2024 | 31/12/2024 | 31/12/2024 | |
| A. Valore di bilancio iniziale | ||||||||
| 1. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività | 23.058.729 | 69.059 | 2.320.623 | 25.448.411 | 20.128.688 | 55.921 | 1.887.903 | 22.072.512 |
| 2. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono attività | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 3. Valore netto di bilancio al 1° gennaio | 23.058.729 | 69.059 | 2.320.623 | 25.448.411 | 20.128.688 | 55.921 | 1.887.903 | 22.072.512 |
| B. Variazioni relative ai servizi attuali | ||||||||
| 1. Margine sui servizi contrattuali registrato in conto economico | - | - | (74.821) | (74.821) | - | - | (135.452) | (135.452) |
| 2. Variazione per rischi non finanziari scaduti | - | (1.938) | - | (1.938) | - | (3.644) | - | (3.644) |
| 3. Modifiche connesse con l'esperienza | (3.689) | - | - | (3.689) | (6.150) | - | - | (6.150) |
| 4. Totale | (3.689) | (1.938) | (74.821) | (80.448) | (6.150) | (3.644) | (135.452) | (145.246) |
| C. Variazioni relative a servizi futuri | ||||||||
| 1. Variazioni del margine sui servizi contrattuali | (456.325) | (131) | 456.457 | 1 | 2.540.864 | 11.304 | (2.552.168) | - |
| 2. Perdite su gruppi di contratti onerosi e relativi recuperi | - | - | (23) | (23) | 2 | - | (151) | (149) |
| 3. Effetti dei contratti inizialmente rilevati nell'esercizio di riferimento |
(153.320) | 5.727 | 147.592 | (1) | (226.522) | 5.478 | 221.044 | - |
| 4. Totale | (609.645) | 5.596 | 604.026 | (23) | 2.314.344 | 16.782 | (2.331.275) | (149) |
| D. Variazioni relative a servizi passati | ||||||||
| 1. Aggiustamenti alla passività per sinistri accaduti | 30 | - | - | 30 | (428) | - | - | (428) |
| E. Risultato dei servizi assicurativi (B+C+D.1) | (613.304) | 3.658 | 529.205 | (80.441) | 2.307.766 | 13.138 | (2.466.727) | (145.823) |
| F. Costi/ricavi di natura finanziaria | ||||||||
| 1. Relativi ai contratti di assicurazione emessi | - | - | (370.797) | (370.797) | - | - | 2.899.447 | 2.899.447 |
| 1.1 Registrati in conto economico | - | - | (376.966) | (376.966) | - | - | 2.879.997 | 2.879.997 |
| 1.2 Registrati nel conto economico complessivo | - | - | 6.169 | 6.169 | - | - | 19.450 | 19.450 |
| 2. Effetti connessi con le variazioni dei tassi di cambio | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 3. Totale | - | - | (370.797) | (370.797) | - | - | 2.899.447 | 2.899.447 |
| G. Importo totale delle variazioni registrate in conto economico e nel conto economico complessivo (E+F) |
(613.304) | 3.658 | 158.408 | (451.238) | 2.307.766 | 13.138 | 432.720 | 2.753.624 |
| H. Altre variazioni | - | - | - | - | - | - | - | - |
| I. Movimenti di cassa | ||||||||
| 1. Premi ricevuti | 1.901.892 | - | - | 1.901.892 | 2.970.595 | - | - | 2.970.595 |
| 2. Pagamenti connessi con i costi di acquisizione dei contratti | (29.697) | - | - | (29.697) | (50.285) | - | - | (50.285) |
| 3. Sinistri pagati e altre uscite di cassa | (1.268.332) | - | - | (1.268.332) (2.298.035) | - | - | (2.298.035) | |
| 4. Altri movimenti | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 5. Totale | 603.863 | - | - | 603.863 | 622.275 | - | - | 622.275 |
| L. Valore netto di bilancio (A.3+G+H+I.5) | 23.049.288 | 72.717 | 2.479.031 | 25.601.036 23.058.729 | 69.059 | 2.320.623 | 25.448.411 | |
| M. Valore di bilancio finale | ||||||||
| 1. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività | 23.049.288 | 72.717 | 2.479.031 | 25.601.036 | 23.058.729 | 69.059 | 2.320.623 | 25.448.411 |
| 2. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono attività | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 3. Valore netto di bilancio | 23.049.288 | 72.717 | 2.479.031 | 25.601.036 23.058.729 | 69.059 | 2.320.623 | 25.448.411 |
Legenda:
Base di aggregazione 1 = Contratti assicurativi emessi con elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita
Base di aggregazione 2 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita
Base di aggregazione 3 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Danni Auto
Base di aggregazione 4 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Danni Non Auto


| Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio dei contratti di assicurazione emessi |
Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio dei contratti di assicurazione emessi |
|||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Voci/Elementi sottostanti alla misurazione | Valore attuale dei flussi finanziari |
Aggiustamento per i rischi non finanziari |
Margine sui servizi contrattuali |
Totale | Valore attuale dei flussi finanziari |
Aggiustamento per i rischi non finanziari |
Margine sui servizi contrattuali |
Totale |
| 30/06/2025 | 30/06/2025 | 30/06/2025 | 30/06/2025 | 31/12/2024 | 31/12/2024 | 31/12/2024 | 31/12/2024 | |
| A. Valore di bilancio iniziale | ||||||||
| 1. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività | (85.791) | 9.566 | 194.705 | 118.480 | (83.219) | 8.780 | 184.191 | 109.752 |
| 2. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono attività | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 3. Valore netto di bilancio al 1° gennaio | (85.791) | 9.566 | 194.705 | 118.480 | (83.219) | 8.780 | 184.191 | 109.752 |
| B. Variazioni relative ai servizi attuali | ||||||||
| 1. Margine sui servizi contrattuali registrato in conto economico | - | - | (9.155) | (9.155) | - | - | (16.844) | (16.844) |
| 2. Variazione per rischi non finanziari scaduti | - | (386) | - | (386) | - | (682) | - | (682) |
| 3. Modifiche connesse con l'esperienza | (3.343) | - | - | (3.343) | (5.600) | - | - | (5.600) |
| 4. Totale | (3.343) | (386) | (9.155) | (12.884) | (5.600) | (682) | (16.844) | (23.126) |
| C. Variazioni relative a servizi futuri | ||||||||
| 1. Variazioni del margine sui servizi contrattuali | (1.375) | 100 | 1.275 | - | 2.563 | 53 | (2.616) | - |
| 2. Perdite su gruppi di contratti onerosi e relativi recuperi | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 3. Effetti dei contratti inizialmente rilevati nell'esercizio di riferimento |
(17.224) | 831 | 16.392 | (1) | (29.655) | 1.415 | 28.240 | - |
| 4. Totale | (18.599) | 931 | 17.667 | (1) | (27.092) | 1.468 | 25.624 | - |
| D. Variazioni relative a servizi passati | ||||||||
| 1. Aggiustamenti alla passività per sinistri accaduti | 1.831 | - | - | 1.831 | 2.833 | - | - | 2.833 |
| E. Risultato dei servizi assicurativi (B+C+D.1) | (20.111) | 545 | 8.512 | (11.054) | (29.859) | 786 | 8.780 | (20.293) |
| F. Costi/ricavi di natura finanziaria | ||||||||
| 1. Relativi ai contratti di assicurazione emessi | (1.652) | - | 1.012 | (640) | (2.903) | - | 1.734 | (1.169) |
| 1.1 Registrati in conto economico | (704) | - | 1.012 | 308 | (1.293) | - | 1.734 | 441 |
| 1.2 Registrati nel conto economico complessivo | (948) | - | - | (948) | (1.610) | - | - | (1.610) |
| 2. Effetti connessi con le variazioni dei tassi di cambio | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 3. Totale | (1.652) | - | 1.012 | (640) | (2.903) | - | 1.734 | (1.169) |
| G. Importo totale delle variazioni registrate in conto economico e nel conto economico complessivo (E+F) |
(21.763) | 545 | 9.524 | (11.694) | (32.762) | 786 | 10.514 | (21.462) |
| H. Altre variazioni | - | - | - | - | - | - | - | - |
| I. Movimenti di cassa | ||||||||
| 1. Premi ricevuti | 25.184 | - | - | 25.184 | 47.342 | - | - | 47.342 |
| 2. Pagamenti connessi con i costi di acquisizione dei contratti | (2.480) | - | - | (2.480) | (4.202) | - | - | (4.202) |
| 3. Sinistri pagati e altre uscite di cassa | (6.479) | - | - | (6.479) | (12.950) | - | - | (12.950) |
| 4. Altri movimenti | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 5. Totale | 16.225 | - | - | 16.225 | 30.190 | - | - | 30.190 |
| L. Valore netto di bilancio (A.3+G+H+I.5) | (91.329) | 10.111 | 204.229 | 123.011 | (85.791) | 9.566 | 194.705 | 118.480 |
| M. Valore di bilancio finale | ||||||||
| 1. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività | (91.329) | 10.111 | 204.229 | 123.011 | (85.791) | 9.566 | 194.705 | 118.480 |
| 2. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono attività | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 3. Valore netto di bilancio | (91.329) | 10.111 | 204.229 | 123.011 | (85.791) | 9.566 | 194.705 | 118.480 |
Legenda:
Base di aggregazione 1 = Contratti assicurativi emessi con elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita
Base di aggregazione 2 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita
Base di aggregazione 3 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Danni Auto
Base di aggregazione 4 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Danni Non Auto

| Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio dei contratti di assicurazione emessi |
Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio dei contratti di assicurazione emessi |
|||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Voci/Elementi sottostanti alla misurazione | Valore attuale dei flussi finanziari |
Aggiustamento per i rischi non finanziari |
Margine sui servizi contrattuali |
Totale | Valore attuale dei flussi finanziari |
Aggiustamento per i rischi non finanziari |
Margine sui servizi contrattuali |
Totale |
| 30/06/2025 | 30/06/2025 | 30/06/2025 | 30/06/2025 | 31/12/2024 | 31/12/2024 | 31/12/2024 | 31/12/2024 | |
| A. Valore di bilancio iniziale | ||||||||
| 1. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività | 103.779 | 10.491 | 122.884 | 237.154 | 92.362 | 7.875 | 118.774 | 219.011 |
| 2. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono attività | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 3. Valore netto di bilancio al 1° gennaio | 103.779 | 10.491 | 122.884 | 237.154 | 92.362 | 7.875 | 118.774 | 219.011 |
| B. Variazioni relative ai servizi attuali | ||||||||
| 1. Margine sui servizi contrattuali registrato in conto economico | - | - | (24.111) | (24.111) | - | - | (45.972) | (45.972) |
| 2. Variazione per rischi non finanziari scaduti | - | (2.228) | - | (2.228) | - | (3.290) | - | (3.290) |
| 3. Modifiche connesse con l'esperienza | 487 | - | - | 487 | 9.430 | - | - | 9.430 |
| 4. Totale | 487 | (2.228) | (24.111) | (25.852) | 9.430 | (3.290) | (45.972) | (39.832) |
| C. Variazioni relative a servizi futuri | ||||||||
| 1. Variazioni del margine sui servizi contrattuali | 3.292 | (957) | (2.335) | - | 13.259 | (13) | (13.246) | - |
| 2. Perdite su gruppi di contratti onerosi e relativi recuperi | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 3. Effetti dei contratti inizialmente rilevati nell'esercizio di riferimento |
(34.971) | 3.292 | 31.678 | (1) | (65.692) | 4.789 | 60.903 | - |
| 4. Totale | (31.679) | 2.335 | 29.343 | (1) | (52.433) | 4.776 | 47.657 | - |
| D. Variazioni relative a servizi passati | ||||||||
| 1. Aggiustamenti alla passività per sinistri accaduti | 4.520 | (507) | - | 4.013 | (1.074) | 1.130 | - | 56 |
| E. Risultato dei servizi assicurativi (B+C+D.1) | (26.672) | (400) | 5.232 | (21.840) | (44.077) | 2.616 | 1.685 | (39.776) |
| F. Costi/ricavi di natura finanziaria | ||||||||
| 1. Relativi ai contratti di assicurazione emessi | 284 | - | 1.201 | 1.485 | 1.755 | - | 2.425 | 4.180 |
| 1.1 Registrati in conto economico | 411 | - | 1.201 | 1.612 | 519 | - | 2.425 | 2.944 |
| 1.2 Registrati nel conto economico complessivo | (127) | - | - | (127) | 1.236 | - | - | 1.236 |
| 2. Effetti connessi con le variazioni dei tassi di cambio | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 3. Totale | 284 | - | 1.201 | 1.485 | 1.755 | - | 2.425 | 4.180 |
| G. Importo totale delle variazioni registrate in conto economico e nel conto economico complessivo (E+F) |
(26.388) | (400) | 6.433 | (20.355) | (42.322) | 2.616 | 4.110 | (35.596) |
| H. Altre variazioni | - | - | - | - | - | - | - | - |
| I. Movimenti di cassa | ||||||||
| 1. Premi ricevuti | 77.429 | - | - | 77.429 | 133.512 | - | - | 133.512 |
| 2. Pagamenti connessi con i costi di acquisizione dei contratti | (14.285) | - | - | (14.285) | (24.090) | - | - | (24.090) |
| 3. Sinistri pagati e altre uscite di cassa | (28.002) | - | - | (28.002) | (55.683) | - | - | (55.683) |
| 4. Altri movimenti | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 5. Totale | 35.142 | - | - | 35.142 | 53.739 | - | - | 53.739 |
| L. Valore netto di bilancio (A.3+G+H+I.5) | 112.533 | 10.091 | 129.317 | 251.941 | 103.779 | 10.491 | 122.884 | 237.154 |
| M. Valore di bilancio finale | ||||||||
| 1. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività | 112.533 | 10.091 | 129.317 | 251.941 | 103.779 | 10.491 | 122.884 | 237.154 |
| 2. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono attività | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 3. Valore netto di bilancio | 112.533 | 10.091 | 129.317 | 251.941 | 103.779 | 10.491 | 122.884 | 237.154 |
Legenda:
Base di aggregazione 1 = Contratti assicurativi emessi con elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita
Base di aggregazione 2 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita
Base di aggregazione 3 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Danni Auto
Base di aggregazione 4 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Danni Non Auto

| Euro/migliaia | 30/06/2025 | 31/12/2024 |
|---|---|---|
| Capitale | 600.698 | 600.688 |
| Sovrapprezzi di emissione | 9.253 | 9.082 |
| Riserve | 2.900.879 | 2.526.734 |
| Acconti su dividendi | - | (272.832) |
| Azioni proprie (-) | (60.623) | (77.414) |
| Riserve da valutazione | 249.625 | 119.833 |
| Utile (Perdita) del periodo (+/-) | 477.292 | 1.119.629 |
| TOTALE | 4.177.124 | 4.025.720 |
Il capitale sociale di Banca Mediolanum risulta pari a 600,7 milioni di euro suddiviso in n. 745.386.391 azioni prive di valore nominale. Le azioni proprie in portafoglio sono pari a n. 6.181.223 per un controvalore di 60,6 milioni di euro. Per quanto riguarda la destinazione dell'utile dell'esercizio 2024 si ricorda che l'Assemblea degli Azionisti del 16 aprile 2025 ha deliberato la distribuzione di un dividendo pari a 1,00 euro, di cui 0,37 centesimi di euro già distribuiti a titolo di acconto nel mese di novembre 2024. In data 24 aprile 2025 è stato, quindi, distribuito il saldo di 0,63 centesimi di euro per ciascuna azione ordinaria avente diritto.


| Totale | Totale | ||||
|---|---|---|---|---|---|
| Euro/migliaia | Titoli di debito |
Finanziamenti | Altre operazioni |
30/06/2025 | 30/06/2024 |
| 1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: |
34.815 | - | - | 34.815 | 33.932 |
| 1.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione |
8.025 | - | - | 8.025 | 9.305 |
| 1.2 Attività finanziarie designate al fair value | 26.790 | - | - | 26.790 | 24.627 |
| 1.3 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value |
- | - | - | - | - |
| 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
27.506 | - | X | 27.506 | 27.295 |
| 3. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: |
248.756 | 307.987 | - | 556.743 | 664.294 |
| 3.1 Crediti verso banche | 7.031 | 8.712 | X | 15.743 | 10.415 |
| 3.2 Crediti verso clientela | 241.725 | 299.275 | X | 541.000 | 653.881 |
| 4. Derivati di copertura | X | X | - | - | 271 |
| 5. Altre attività | X | X | 16.725 | 16.725 | 21.210 |
| 6. Passività finanziarie | X | X | X | - | 582 |
| TOTALE | 311.077 | 307.987 | 16.725 | 635.789 | 747.586 |
| di cui: interessi attivi su attività finanziarie impaired |
- | 4.343 | - | 1.248 | 4.813 |
| di cui: interessi attivi su leasing finanziario | X | - | X | - | - |
Gli interessi attivi diminuiscono di 111,8 milioni di euro per effetto principalmente della riduzione dei tassi di interesse.

| Totale | Totale | ||||
|---|---|---|---|---|---|
| Euro/migliaia | Debiti | Titoli | Altre operazioni |
30/06/2025 | 30/06/2024 |
| 1. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato |
(230.308) | (7.661) | X | (237.969) | (290.027) |
| 1.1 Debiti verso banche centrali | - | X | X | - | - |
| 1.2 Debiti verso banche | (12.305) | X | X | (12.305) | (30.162) |
| 1.3 Debiti verso clientela | (218.003) | X | X | (218.003) | (252.175) |
| 1.4 Titoli in circolazione | X | (7.661) | X | (7.661) | (7.690) |
| 2. Passività finanziarie di negoziazione | - | - | - | - | - |
| 3. Passività finanziarie designate al fair value | - | - | - | - | - |
| 4. Altre passività e fondi | X | X | (362) | (362) | (1.787) |
| 5. Derivati di copertura | X | X | - | - | (261) |
| 6. Attività finanziarie | X | X | X | - | - |
| TOTALE | (230.308) | (7.661) | (362) | (238.331) | (292.075) |
| di cui: interessi passivi relativi ai debiti per leasing |
(833) | X | X | (833) | (640) |


| Euro/migliaia | Totale | Totale |
|---|---|---|
| 30/06/2025 | 30/06/2024 | |
| a) Strumenti finanziari | 65.895 | 49.190 |
| 1. Collocamento titoli | 45.536 | 31.930 |
| 1.1 Con assunzione a fermo e/o sulla base di un impegno irrevocabile | - | - |
| 1.2 Senza impegno irrevocabile | 45.536 | 31.930 |
| 2. Attività di ricezione e trasmissione di ordini e esecuzione di ordini per conto dei clienti |
7.919 | 7.007 |
| 2.1 Ricezione e trasmissione di ordini di uno o più strumenti finanziari | 712 | 612 |
| 2.2 Esecuzione di ordini per conto dei clienti | 7.207 | 6.395 |
| 3. Altre commissioni connesse con attività legate a strumenti finanziari | 12.440 | 10.253 |
| di cui: negoziazione per conto proprio | - | - |
| di cui: gestione di portafogli individuali | 12.440 | 10.253 |
| b) Corporate Finance | - | - |
| 1. Consulenza in materia di fusioni e acquisizioni | - | - |
| 2. Servizi di tesoreria | - | - |
| 3. Altre commissioni connesse con servizi di corporate finance | - | - |
| c) Attività di consulenza in materia di investimenti | 2.322 | 2.341 |
| d) Compensazione e regolamento | - | - |
| e) Gestione di portafogli collettive | 873.178 | 804.117 |
| f) Custodia e amministrazione | 3.715 | 2.981 |
| 1. Banca depositaria | - | - |
| 2. Altre commissioni legate all'attività di custodia e amministrazione | 3.715 | 2.981 |
| g) Servizi amministrativi centrali per gestioni di portafogli collettive | - | - |
| h) Attività fiduciaria | 257 | 265 |
| i) Servizi di pagamento | 54.283 | 45.977 |
| 1. Conto correnti | 17.223 | 15.133 |
| 2. Carte di credito | 33.040 | 22.884 |
| 3. Carte di debito ed altre carte di pagamento | 1.725 | 4.080 |
| 4. Bonifici e altri ordini di pagamento | 364 | 2.081 |
| 5. Altre commissioni legate ai servizi di pagamento | 1.931 | 1.799 |
| j) Distribuzione di servizi di terzi | 43.192 | 36.280 |
| 1. Gestioni di portafogli collettive | 40.172 | 34.119 |
| 2. Prodotti assicurativi | 969 | 770 |
| 3. Altri prodotti | 2.051 | 1.391 |
| di cui: gestioni di portafogli individuali | - | - |
| k) Finanza strutturata | - | - |
| l) Attività di servicing per operazioni di cartolarizzazione | - | - |
| m) Impegni a erogare fondi | - | - |
| n) Garanzie finanziarie rilasciate | 423 | 435 |
| di cui: derivati su crediti | - | - |
| o) Operazioni di finanziamento | 10.930 | 9.082 |
| di cui: per operazioni di factoring | - | - |
| p) Negoziazione di valute | 2 | 2 |
| q) Merci | - | - |
| r) Altre commissioni attive | 65.398 | 49.378 |
| di cui: per attività di gestione di sistemi multilaterali di scambio | - | - |
| di cui: per attività di gestione di sistemi organizzati di negoziazione | 134 | 68 |
| TOTALE | 1.119.595 | 1.000.048 |

| Totale | Totale | ||
|---|---|---|---|
| Euro/migliaia | 30/06/2025 | 30/06/2024 | |
| a) Strumenti finanziari | (760) | (622) | |
| di cui: negoziazione di strumenti finanziari | (760) | (622) | |
| di cui: collocamento di strumenti finanziari | - | - | |
| di cui: gestione di portafogli individuali | - | - | |
| - Proprie | - | - | |
| - Delegate a terzi | - | - | |
| b) Compensazione e regolamento | - | - | |
| c) Gestione di portafogli collettive | (43.338) | (38.782) | |
| 1. Proprie | (39.217) | (36.084) | |
| 2. Delegate a terzi | (4.121) | (2.698) | |
| d) Custodia e amministrazione | (1.565) | (1.249) | |
| e) Servizi di incasso e pagamento | (37.249) | (40.323) | |
| di cui: carte di credito, carte di debito e altre carte di pagamento | (27.333) | (28.917) | |
| f) Attività di servicing per operazioni di cartolarizzazione | - | - | |
| g) Impegni a ricevere fondi | - | - | |
| h) Garanzie finanziarie ricevute | - | - | |
| di cui: derivati su crediti | - | - | |
| i) Offerta fuori sede di strumenti finanziari, prodotti e servizi | (323.591) | (281.701) | |
| j) Negoziazione di valute | - | - | |
| k) Altre commissioni passive | (54.435) | (42.457) | |
| TOTALE | (460.938) | (405.134) |
| Totale | Totale | |||
|---|---|---|---|---|
| Euro/migliaia | 30/06/2025 | 30/06/2024 | ||
| Dividendi | Proventi simili | Dividendi | Proventi simili | |
| A. Attività finanziarie detenute per la negoziazione | 70 | - | 26 | - |
| B. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value |
- | 2.190 | - | 1.696 |
| C. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
16.520 | - | 14.900 | - |
| D. Partecipazioni | - | - | - | - |
| TOTALE | 16.590 | 2.190 | 14.926 | 1.696 |
La voce comprende principalmente il dividendo di Mediobanca per un importo totale di 16,3 milioni di euro; si rammenta che la suddetta partecipazione è stata venduta. Per maggiori informazioni si rimanda al capitolo "informativa sull'operazione di vendita delle azioni Mediobanca" presente nella relazione sulla gestione.

| Euro/migliaia | Plusvalenze (A) |
Utili da negoziazione (B) |
Minusvalenze (C) |
Perdite da negoziazione (D) |
Risultato netto [(A+B)- (C+D)] |
|---|---|---|---|---|---|
| 1. Attività finanziarie di negoziazione | 4.153 | 8.711 | (519) | (275) | 12.070 |
| 1.1 Titoli di debito | 4.029 | 5.084 | (465) | (220) | 8.428 |
| 1.2 Titoli di capitale | 124 | 3.574 | (54) | (53) | 3.591 |
| 1.3 Quote di O.I.C.R. | - | - | - | (2) | (2) |
| 1.4 Finanziamenti | - | - | - | - | - |
| 1.5 Altre | - | 53 | - | - | 53 |
| 2. Passività finanziarie di negoziazione | - | 1 | - | - | 1 |
| 2.1 Titoli di debito | - | - | - | - | - |
| 2.2 Debiti | - | - | - | - | - |
| 2.3 Altre | - | 1 | - | - | 1 |
| 3. Attività e passività finanziarie: differenze di cambio |
X | X | X | X | (163) |
| 4. Strumenti derivati | 11 | 1.291 | (15) | (1.114) | 3.194 |
| 4.1 Derivati finanziari: | 11 | 1.291 | (15) | (1.114) | 3.194 |
| - Su titoli di debito e tassi di interesse | 11 | 1.291 | (15) | (1.114) | 173 |
| - Su titoli di capitale e indici azionari | - | - | - | - | - |
| - Su valute e oro | X | X | X | X | 3.021 |
| - Altri | - | - | - | - | - |
| 4.2 Derivati su crediti | - | - | - | - | - |
| di cui: coperture naturali connesse con la fair value option |
X | X | X | X | - |
| TOTALE | 4.164 | 10.003 | (534) | (1.389) | 15.102 |

| Euro/migliaia | 30/06/2025 | 30/06/2024 |
|---|---|---|
| A. Proventi relativi a: | ||
| A.1 Derivati di copertura del fair value | - | 1.075 |
| A.2 Attività finanziarie coperte (fair value) | - | 4 |
| A.3 Passività finanziarie coperte (fair value) | - | - |
| A.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari | - | - |
| A.5 Attività e passività in valuta | - | - |
| Totale proventi dell'attività di copertura (A) | - | 1.079 |
| B. Oneri relativi a: | ||
| B.1 Derivati di copertura del fair value | - | (194) |
| B.2 Attività finanziarie coperte (fair value) | - | (871) |
| B.3 Passività finanziarie coperte (fair value) | - | - |
| B.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari | - | - |
| B.5 Attività e passività in valuta | - | - |
| Totale oneri dell'attività di copertura (B) | - | (1.065) |
| C. Risultato netto dell'attività di copertura (A - B) | - | 14 |
| di cui: risultato delle coperture su posizioni nette | - | - |


| Euro/migliaia | Plusvalenze (A) |
Utili da realizzo (B) |
Minusvalenze (C) |
Perdite da realizzo (D) |
Risultato netto [(A+B)- (C+D)] |
|---|---|---|---|---|---|
| 1. Attività finanziarie | 519.512 | 147.687 | (953.453) | (242.326) | (528.580) |
| 1.1 Titoli di debito | 6.904 | 16.565 | (2.962) | (7.224) | 13.283 |
| 1.2 Finanziamenti | 512.608 | 131.122 | (950.491) | (235.102) | (541.863) |
| 2. Passività finanziarie | 38.298 | - | (214) | - | 38.084 |
| 2.1 Titoli in circolazione | - | - | - | - | - |
| 2.2 Debiti verso banche | - | - | - | - | - |
| 2.3 Debiti verso clientela | 38.298 | - | (214) | - | 38.084 |
| 3. Attività e passività finanziarie in valuta: differenze di cambio |
X | X | X | X | - |
| TOTALE | 557.810 | 147.687 | (953.667) | (242.326) | (490.496) |
7.2 Variazione netta di valore delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: composizione delle altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value
| Euro/migliaia | Plusvalenze (A) |
Utili da realizzo (B) |
Minusvalenze (C) |
Perdite da realizzo (D) |
Risultato netto [(A+B)- (C+D)] |
|---|---|---|---|---|---|
| 1. Attività finanziarie | 7.592 | 225 | (4.278) | (92) | 3.447 |
| 1.1 Titoli di debito | - | - | (1.131) | - | (1.131) |
| 1.2 Titoli di capitale | - | - | - | - | - |
| 1.3 Quote di O.I.C.R. | 7.592 | 225 | (3.147) | (92) | 4.578 |
| 1.4 Finanziamenti | - | - | - | - | - |
| 2. Attività finanziarie: differenze di cambio | X | X | X | X | - |
| TOTALE | 7.592 | 225 | (4.278) | (92) | 3.447 |

8.1 Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione
| Rettifiche di valore (1) | Riprese di valore (2) | |||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Euro/migliaia | Primo stadio |
Secondo | Impaired acquisite Terzo stadio o originate |
Primo | Secondo | Terzo | Impaired | Totale | Totale | |||||
| stadio | Write-off | Altre | Write-off | Altre | stadio | stadio | stadio | acquisite o originate |
30/06/2025 | 30/06/2024 | ||||
| A. Crediti verso banche |
(139) | - | - | - | - | - | 14 | - | - | - | (125) | 14 | ||
| -Finanziamenti | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | ||
| - Titoli di debito | (139) | - | - | - | - | - | 14 | - | - | - | (125) | 14 | ||
| B. Crediti verso clientela |
(1.507) | (2.426) (1.463) (21.064) | - | - | 7.559 | 834 | 9.343 | 24 | (8.700) | (17.178) | ||||
| - Finanziamenti | (1.242) | (2.426) | (1.463) | (21.064) | - | - | 1.795 | 834 | 9.343 | 24 | (14.199) | (18.857) | ||
| - Titoli di debito | (265) | - | - | - | - | - | 5.764 | - | - | - | 5.499 | 1.679 | ||
| TOTALE | (1.646) | (2.426) (1.463) (21.064) | - | - | 7.573 | 834 | 9.343 | 24 | (8.825) | (17.164) |
| Rettifiche di valore (1) | Riprese di valore (2) | |||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Euro/migliaia | Terzo stadio |
Impaired acquisite o originate |
Totale | Totale | ||||||||
| Primo stadio |
Secondo stadio |
Write-off | Altre | Write-off | Altre | Primo stadio |
Secondo stadio |
Terzo stadio |
Impaired acquisite o originate |
30/06/2025 | 30/06/2024 | |
| A. Titoli di debito |
(347) | - | - | - | - | - | 593 | - | - | - | 246 | 816 |
| B. Finanziamenti |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| - Verso clientela |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| - Verso banche |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| TOTALE | (347) | - | - | - | - | - | 593 | - | - | - | 246 | 816 |


| Voci/Basi di aggregazione | Base A1 | Base A2 | Base A3 | Base A4 | Base A5 | Totale |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 30/06/2025 | 30/06/2025 | 30/06/2025 | 30/06/2025 | 30/06/2025 | 30/06/2025 | |
| A. Ricavi assicurativi derivanti dai contratti di | ||||||
| assicurazione emessi valutati in base al GMM e al VFA |
||||||
| A.1 Importi connessi con le variazioni delle passività | ||||||
| per residua copertura | 148.305 | 19.385 | - | 53.271 | - | 220.961 |
| 1. Sinistri accaduti e altri costi per servizi assicurativi | ||||||
| attesi | 71.546 | 9.822 | - | 26.917 | - | 108.285 |
| 2. Variazioni dell'aggiustamento per i rischi non | ||||||
| finanziari | 1.938 | 386 | - | 2.228 | - | 4.552 |
| 3. Margine sui servizi contrattuali registrato in conto | ||||||
| economico per i servizi forniti | 74.821 | 9.177 | - | 24.111 | - | 108.109 |
| 4. Altri importi | - | - | - | 15 | - | 15 |
| A.2 Costi di acquisizione dei contratti di | ||||||
| assicurazione recuperati | 14.618 | 592 | - | 9.398 | - | 24.608 |
| A.3 Totale ricavi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi valutati in base al GMM o al |
||||||
| VFA (A.1 + A.2) | 162.923 | 19.977 | - | 62.669 | - | 245.569 |
| A.4 Totale ricavi assicurativi derivanti dai contratti di | ||||||
| assicurazione emessi valutati in base al PAA | - | |||||
| - Segmento Vita | X | X | X | X | X | - |
| - Segmento Danni – auto | X | X | X | X | X | - |
| - Segmento Danni - non auto | X | X | X | X | X | - |
| A.5 Totale ricavi assicurativi derivanti dai contratti di | ||||||
| assicurazione emessi (A.3 + A.4) | 162.923 | 19.977 | - | 62.669 | - | 245.569 |
| B. Costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti | ||||||
| di assicurazione emessi – GMM o VFA | ||||||
| 1. Sinistri accaduti e altri costi direttamente | ||||||
| attribuibili | (67.862) | (6.479) | - | (27.419) | - | (101.760) |
| 2. Variazioni della passività per sinistri accaduti | (30) | (1.831) | - | (4.017) | - | (5.878) |
| 3. Perdite su contratti onerosi e recupero di tali | ||||||
| perdite | 23 | - | - | - | - | 23 |
| 4. Ammortamento delle spese di acquisizione dei | ||||||
| contratti di assicurazione | (14.618) | (603) | - | (9.398) | - | (24.619) |
| 5. Altri importi | - | - | - | - | - | - |
| B.6 Totale costi per servizi assicurativi derivanti dai | ||||||
| contratti di assicurazione emessi – GMM o VFA | (82.487) | (8.913) | - | (40.834) | - | (132.234) |
| B.7 Totale costi per servizi assicurativi derivanti dai | ||||||
| contratti di assicurazione emessi valutati in base al | ||||||
| PAA | - | |||||
| - Segmento Vita | X | X | X | X | X | - |
| - Segmento Danni – auto | X | X | X | X | X | - |
| - Segmento Danni - non auto | X | X | X | X | X | - |
| B.8 Totale costi per servizi assicurativi derivanti dai | ||||||
| contratti di assicurazione emessi (B.6 + B.7) | (82.487) | (8.913) | - | (40.834) | - | (132.234) |
| C. Totale ricavi/costi netti derivanti dai contratti di | ||||||
| assicurazione emessi (+/-) (A.5 + B.8) | 80.436 | 11.064 | - | 21.835 | - | 113.335 |
Legenda:
Base di aggregazione 1 = Contratti assicurativi emessi con elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita
Base di aggregazione 2 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita
Base di aggregazione 3 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Danni Auto
Base di aggregazione 4 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Danni Non Auto


| Voci/Basi di aggregazione | Base A1 | Base A2 | Base A3 | Base A4 | Base A5 | Totale |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 30/06/2024 | 30/06/2024 | 30/06/2024 | 30/06/2024 | 30/06/2024 | 30/06/2024 | |
| A. Ricavi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi valutati in base al GMM e al VFA |
||||||
| A.1 Importi connessi con le variazioni delle passività | ||||||
| per residua copertura | 133.560 | 17.542 | - | 46.970 | - | 198.072 |
| 1. Sinistri accaduti e altri costi per servizi assicurativi attesi |
67.038 | 8.921 | - | 22.651 | - | 98.610 |
| 2. Variazioni dell'aggiustamento per i rischi non | ||||||
| finanziari | 1.459 | 334 | - | 1.506 | - | 3.299 |
| 3. Margine sui servizi contrattuali registrato in conto | ||||||
| economico per i servizi forniti | 65.066 | 8.262 | - | 22.797 | - | 96.125 |
| 4. Altri importi | (2) | 25 | - | 16 | - | 39 |
| A.2 Costi di acquisizione dei contratti di | ||||||
| assicurazione recuperati | 8.303 | 278 | - | 7.487 | - | 16.068 |
| A.3 Totale ricavi assicurativi derivanti dai contratti di | ||||||
| assicurazione emessi valutati in base al GMM o al | ||||||
| VFA (A.1 + A.2) | 141.864 | 17.820 | - | 54.457 | - | 214.141 |
| A.4 Totale ricavi assicurativi derivanti dai contratti di | ||||||
| assicurazione emessi valutati in base al PAA | - | |||||
| - Segmento Vita | X | X | X | X | X | - |
| - Segmento Danni – auto | X | X | X | X | X | - |
| - Segmento Danni - non auto | X | X | X | X | X | - |
| A.5 Totale ricavi assicurativi derivanti dai contratti di | ||||||
| assicurazione emessi (A.3 + A.4) | 141.864 | 17.820 | - | 54.457 | - | 214.141 |
| B. Costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti | ||||||
| di assicurazione emessi – GMM o VFA | ||||||
| 1. Sinistri accaduti e altri costi direttamente | ||||||
| attribuibili | (64.391) | (4.968) | - | (30.098) | - | (99.457) |
| 2. Variazioni della passività per sinistri accaduti | 393 | (3.379) | - | 5.143 | - | 2.157 |
| 3. Perdite su contratti onerosi e recupero di tali | ||||||
| perdite | 82 | - | - | - | - | 82 |
| 4. Ammortamento delle spese di acquisizione dei | ||||||
| contratti di assicurazione | (8.303) | (278) | - | (7.487) | - | (16.068) |
| 5. Altri importi | - | - | - | - | - | - |
| B.6 Totale costi per servizi assicurativi derivanti dai | ||||||
| contratti di assicurazione emessi – GMM o VFA | (72.219) | (8.625) | - | (32.442) | - | (113.286) |
| B.7 Totale costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi valutati in base al PAA |
- | |||||
| - Segmento Vita | X | X | X | X | X | - |
| - Segmento Danni – auto | X | X | X | X | X | - |
| - Segmento Danni - non auto | X | X | X | X | X | - |
| B.8 Totale costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi (B.6 + B.7) |
(72.219) | (8.625) | - | (32.442) | - | (113.286) |
| C. Totale ricavi/costi netti derivanti dai contratti di assicurazione emessi (+/-) (A.5 + B.8) |
69.645 | 9.195 | - | 22.015 | - | 100.855 |
Legenda:
Base di aggregazione 1 = Contratti assicurativi emessi con elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita
Base di aggregazione 2 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita
Base di aggregazione 3 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Danni Auto
Base di aggregazione 4 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Danni Non Auto

| Voci/Basi di aggregazione | Segmento Vita 30/06/2025 |
Segmento Danni 30/06/2025 |
Totale 30/06/2025 |
|---|---|---|---|
| A. Allocazione dei premi pagati relativi alle cessioni in riassicurazione valutate in base al GMM |
|||
| A.1 Importi connessi con le variazioni dell'attività per residua copertura |
|||
| 1. Importo dei sinistri e altri costi recuperabili attesi | (10.144) | (6.391) | (16.535) |
| 2. Variazioni dell'aggiustamento per i rischi non finanziari | (225) | (103) | (328) |
| 3. Margine sui servizi contrattuali registrato in conto economico per i servizi ricevuti |
(684) | (2.397) | (3.081) |
| 4. Altri importi | (730) | - | (730) |
| 5. Totale | (11.783) | (8.891) | (20.674) |
| A.2 Altri costi direttamente attribuibili alle cessioni in riassicurazione |
- | - | - |
| B. Allocazione dei premi relativi alle cessioni in riassicurazione valutate in base al PAA |
- | - | - |
| C. Totale costi derivanti dalle cessioni in riassicurazione (A.1+A.2+B) |
(11.783) | (8.891) | (20.674) |
| D. Effetti delle variazioni del rischio di inadempimento da parte dei riassicuratori |
- | - | - |
| E. Importo dei sinistri e altre spese recuperato | 7.217 | 6.559 | 13.776 |
| F. Variazioni dell'attività per sinistri accaduti | 1.973 | 251 | 2.224 |
| G. Altri recuperi | - | - | - |
| H. Totale costi/ricavi netti derivanti dalle cessioni in riassicurazione (C+D+E+F+G) |
(2.593) | (2.081) | (4.674) |
Legenda: Base A1 = Segmento Vita Base A2 = Segmento Danni


| Voci/Basi di aggregazione | Segmento Vita 30/06/2024 |
Segmento Danni 30/06/2024 |
Totale 30/06/2024 |
|
|---|---|---|---|---|
| A. Allocazione dei premi pagati relativi alle cessioni in riassicurazione valutate in base al GMM |
||||
| A.1 Importi connessi con le variazioni dell'attività per residua copertura |
||||
| 1. Importo dei sinistri e altri costi recuperabili attesi | (9.747) | (4.294) | (14.041) | |
| 2. Variazioni dell'aggiustamento per i rischi non finanziari | (196) | (197) | (393) | |
| 3. Margine sui servizi contrattuali registrato in conto economico per i servizi ricevuti |
(646) | (3.533) | (4.179) | |
| 4. Altri importi | (778) | - | (778) | |
| 5. Totale | (11.367) | (8.024) | (19.391) | |
| A.2 Altri costi direttamente attribuibili alle cessioni in riassicurazione |
- | - | - | |
| B. Allocazione dei premi relativi alle cessioni in riassicurazione valutate in base al PAA |
- | - | - | |
| C. Totale costi derivanti dalle cessioni in riassicurazione (A.1+A.2+B) |
(11.367) | (8.024) | (19.391) | |
| D. Effetti delle variazioni del rischio di inadempimento da parte dei riassicuratori |
- | - | - | |
| E. Importo dei sinistri e altre spese recuperato | 6.256 | 10.561 | 16.817 | |
| F. Variazioni dell'attività per sinistri accaduti | 2.427 | (5.655) | (3.228) | |
| G. Altri recuperi | - | 57 | 57 | |
| H. Totale costi/ricavi netti derivanti dalle cessioni in riassicurazione (C+D+E+F+G) |
(2.684) | (3.061) | (5.745) |
Legenda: Base A1 = Segmento Vita Base A2 = Segmento Danni
| Costi/Basi di | Base A1 - con DPF |
Base A2 - senza DPF |
Base A1 + Base A2 |
Base A3 | Base A4 | Base A3 + Base A4 |
Altro |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| aggregazione | 30/06/2025 | 30/06/2025 | 30/06/2025 | 30/06/2025 | 30/06/2025 | 30/06/2025 | 30/06/2025 |
| Costi attribuiti all'acquisizione dei contratti assicurativi |
(14.618) | (592) | (15.210) | - | (9.398) | (9.398) | X |
| Altri costi direttamente attribuibili |
(56.728) | (1.614) | (58.342) | - | (2.017) | (2.017) | X |
| Spese di gestione degli investimenti |
X | X | - | X | X | - | (702) |
| Altri costi | X | X | - | X | X | - | (52.771) |
| Totale | X | X | (73.552) | X | X | (11.415) | (53.473) |
Legenda:
Base A1 – con DPF = Contratti assicurativi emessi con elementi di partecipazione diretta – Segmento Vita
Base A2 – senza DPF = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta – Segmento Vita Base A1 + Base A2 = Segmento Vita
Base A3 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta – Segmento Danni – Auto
Base A4 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta – Segmento Danni – Non Auto
Base A3 + Base A4 = Segmento Danni

| Costi/Basi di | Base A1 - con DPF |
Base A2 - senza DPF |
Base A1 + Base A2 |
Base A3 | Base A4 | Base A3 + Base A4 |
Altro |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| aggregazione | 30/06/2024 | 30/06/2024 | 30/06/2024 | 30/06/2024 | 30/06/2024 | 30/06/2024 | 30/06/2024 |
| Costi attribuiti all'acquisizione dei contratti assicurativi |
(8.303) | (278) | (8.581) | - | (7.487) | (7.487) | X |
| Altri costi direttamente attribuibili |
(53.647) | (1.619) | (55.266) | - | (2.243) | (2.243) | X |
| Spese di gestione degli investimenti |
X | X | - | X | X | - | (764) |
| Altri costi | X | X | - | X | X | - | (10.928) |
| Totale | X | X | (63.847) | X | X | (9.730) | (11.692) |
Legenda:
Base A1 – con DPF = Contratti assicurativi emessi con elementi di partecipazione diretta – Segmento Vita
Base A2 – senza DPF = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta – Segmento Vita Base A1 + Base A2 = Segmento Vita
Base A3 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta – Segmento Danni – Auto
Base A4 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta – Segmento Danni – Non Auto
Base A3 + Base A4 = Segmento Danni
| Voci/Basi di aggregazione | Base A1 | Base A2 | Base A3 | Totale | Base A1 | Base A2 | Base A3 | Totale |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 30/06/2025 | 30/06/2025 | 30/06/2025 | 30/06/2025 | 30/06/2024 | 30/06/2024 | 30/06/2024 | 30/06/2024 | |
| 1. Interessi maturati | - | (1.012) | (1.201) | (2.213) | - | (746) | (1.052) | (1.798) |
| 2. Effetti delle variazioni dei tassi d'interesse e altre assunzioni finanziarie |
- | 711 | (411) | 300 | - | 553 | (196) | 357 |
| 3. Variazioni del fair value delle attività sottostanti ai contratti valutati in base al VFA |
376.967 | - | - | 376.967 | (1.819.951) | - | - | (1.819.951) |
| 4. Effetti della variazione dei tassi di cambio |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| 5. Altri | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 6. Totale ricavi/costi di natura finanziaria relativi ai contratti di assicurazione emessi registrati in conto economico |
376.967 | (301) | (1.612) | 375.054 | (1.819.951) | (193) | (1.248) | (1.821.392) |
Legenda:
Base A1 = Contratti assicurativi emessi con elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita Base A2 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita

| Voci/Basi di aggregazione | Segmento Vita |
Segmento Danni |
Totale | Segmento Vita |
Segmento Danni |
Totale |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 30/06/2025 | 30/06/2025 | 30/06/2025 | 30/06/2024 | 30/06/2024 | 30/06/2024 | |
| 1. Interessi maturati | 107 | 98 | 205 | 88 | 272 | 360 |
| 2. Effetti delle variazioni dei tassi d'interesse e le altre assunzioni finanziarie |
47 | 11 | 58 | 57 | (564) | (507) |
| 3. Effetti della variazione dei tassi di cambio | - | - | - | - | - | - |
| 4. Altri | - | - | - | - | - | - |
| 5. Totale ricavi/costi netti di natura finanziaria delle cessioni in riassicurazione |
154 | 109 | 263 | 145 | (292) | (147) |
| Euro/migliaia | 30/06/2025 | 30/06/2024 |
|---|---|---|
| 1) Personale dipendente | (158.866) | (147.233) |
| a) salari e stipendi | (109.662) | (101.132) |
| b) oneri sociali | (29.131) | (26.831) |
| c) indennità di fine rapporto | (195) | - |
| d) spese previdenziali | - | - |
| e) accantonamento al trattamento di fine rapporto del personale | (5.700) | (5.190) |
| f) accantonamento al fondo trattamento di quiescenza e obblighi simili: | - | - |
| - a contribuzione definita | - | - |
| - a benefici definiti | - | - |
| g) versamenti ai fondi di previdenza complementare esterni: | (2.530) | (2.310) |
| - a contribuzione definita | (2.312) | (2.060) |
| - a benefici definiti | (218) | (250) |
| h) costi derivanti da accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali | (3.526) | (3.262) |
| i) altri benefici a favore dei dipendenti | (8.122) | (8.508) |
| 2) Altro personale in attività | (7.282) | (8.472) |
| 3) Amministratori e sindaci | (3.893) | (3.586) |
| 4) Personale collocato a riposo | - | - |
| TOTALE | (170.041) | (159.291) |
Le spese per il personale sono in crescita di -10,8 milioni di euro rispetto al periodo di confronto principalmente in relazione all'aumento dell'organico medio.

| Unità | 30/06/2025 | 30/06/2024 |
|---|---|---|
| 1) Personale dipendente | 3.615 | 3.403 |
| a) dirigenti | 159 | 155 |
| b) quadri direttivi | 745 | 706 |
| c) restante personale dipendente | 2.711 | 2.542 |
| 2) Altro personale | 269 | 310 |
| Totale | 3.884 | 3.713 |


| Euro/migliaia | 30/06/2025 | 30/06/2024 |
|---|---|---|
| Servizi sistemi informativi | (72.931) | (68.540) |
| Servizi infoproviders | (16.883) | (9.918) |
| Canoni e oneri servizi finanziari | (391) | (360) |
| Altri servizi diversi | (21.773) | (25.616) |
| Tasse e imposte | (1.628) | (1.836) |
| Servizi di comunicazione televisiva e internet | (2.028) | (2.717) |
| Interventi a sostegno del sistema bancario | (8.896) | (31.798) |
| Consulenze e collaborazioni rete | (3.809) | (3.506) |
| Affitti, noleggi, locazioni | (12.129) | (13.947) |
| Manutenzioni e riparazioni | (2.513) | (2.344) |
| Spese telefoniche e postali | (6.625) | (7.011) |
| Altre consulenze e collaborazioni | (16.792) | (16.692) |
| Contributi a "Family Banker Offices" | (706) | (580) |
| Materiali di consumo | (2.034) | (1.680) |
| Assicurazioni | (2.179) | (2.160) |
| Contributi associativi | (3.031) | (4.300) |
| Pubblicità e spese promozionali | (21.900) | (19.713) |
| Organizzazione conventions | (18.735) | (18.913) |
| Consulenze, formazione e addestramento rete di Vendita | (2.294) | (2.252) |
| Utenze energetiche | (830) | (1.087) |
| Spese di rappresentanza, omaggi e liberalità | (5.447) | (5.542) |
| Ricerche di mercato | (327) | (409) |
| Ricerca e selezione personale dipendente | (624) | (567) |
| Spese di viaggio | (664) | (462) |
| Spese carburante | (174) | (175) |
| Altre spese amministrative | (5.660) | (8.739) |
| TOTALE | (231.003) | (248.864) |
La voce Altre spese amministrative registra un decremento di +17,9 milioni di euro rispetto al periodo di confronto principalmente dovuto ai minori accantonamenti per i contributi ordinari e straordinari.


| Euro/migliaia | 30/06/2025 | 30/06/2024 |
|---|---|---|
| Garanzie finanziarie rilasciate | (612) | 109 |
| TOTALE | (612) | 109 |
| Euro/migliaia | 30/06/2025 | 30/06/2024 |
|---|---|---|
| Indennità di portafoglio e struttura | (3.175) | (3.639) |
| Indennità suppletiva di clientela | (13.697) | (12.390) |
| Rischi per illeciti promotori finanziari | (1.087) | (77) |
| Controversie legali | (1.808) | (716) |
| Indennità managers | (6.130) | (4.037) |
| Altri accantonamenti ai fondi per rischi ed oneri | (6.123) | (4.488) |
| TOTALE | (32.020) | (25.347) |
| 30/06/2025 | 30/06/2024 | |
|---|---|---|
| Utile netto (Euro/migliaia) | 477.292 | 449.914 |
| Numero medio ponderato di azioni in circolazione (unità) | 738.295.128 | 740.577.249 |
| Numero medio ponderato di azioni in circolazione ai fini dell'utile per azione diluito |
744.589.184 | 746.057.802 |
| Utile base per azione(euro) | 0,646 | 0,608 |
| Utile per azione diluito (euro) | 0,641 | 0,603 |

Nella presente Parte E l'informativa qualitativa e quantitativa è esposta secondo l'ordine stabilito dalla Circolare n. 262 della Banca d'Italia, che disciplina in modo puntuale – oltre che la forma delle esposizioni tabellari – anche la sequenza dei diversi argomenti, ad eccezione della sezione relativa ai rischi di mercato in relazione all'applicazione dei modelli interni.
Per quanto riguarda i "principi alla base del modello", la "gestione dei rischi di conglomerato", la "metodologia e i principi di classificazione degli strumenti finanziari", la "cultura del rischio", l' "organizzazione del governo dei rischi" e la struttura delle funzioni coinvolte nel "sistema di controllo interno" non sono intervenute variazioni nei primi sei mesi dell'esercizio rispetto a quanto già riportato nella Parte E della relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2024 alla quale si rimanda. Pertanto, nella presente Parte E verranno descritte tutti gli aggiornamenti che hanno impattato il gruppo nel primo semestre del 2025.
A complemento dell'informativa sulle azioni di presidio e sulle principali tematiche contabili connesse ai rischi, di seguito vengono sinteticamente descritte e riepilogate le evidenze dei principali scenari macroeconomici che hanno caratterizzato in parte l'attività di presidio del rischio da parte del Gruppo Mediolanum per i primi sei mesi dell'anno in corso.
Gli eventi geopolitici attualmente in corso non hanno comportato nel primo semestre 2025 particolari conseguenze per il Gruppo. La correzione dei mercati registrata ad aprile causata dalla politica statunitense sui dazi è stata solo temporanea. Nonostante questo, volatilità ed incertezza rimangono comunque alte, anche a fronte degli scontri e guerre che coinvolgono in maniera diretta ed indiretta le principali economie mondiali. Nel corso dei primi sei mesi del 2025, si è inoltre assistito ad una riduzione dei tassi da parte delle banche centrali.
La presente sezione illustra le caratteristiche del modello di controllo dei rischi secondo i requisiti previsti dal principio contabile IFRS7 rilevanti nell'ambito del Gruppo Mediolanum, classificandoli in relazione alla rilevanza relativa ai settori di business di attività delle Società del Gruppo: bancario, risparmio gestito ed assicurativo.
In base ai requisiti dell'IFRS7 i rischi su cui viene svolta l'analisi sono i rischi di liquidità, rischio di credito e rischi di mercato nelle loro diverse forme e caratteristiche. Viene data inoltre una sintetica rappresentazione delle tecniche e politiche di risk management adottate dalle funzioni di controllo con finalità più ampie rispetto all'ambito di pertinenza del principio IFRS7.
Si sottolinea che le disclosures collegate alla cosiddetta Fair Value Hierarchy (FVH) sono disciplinate dall'IFRS 13.

Si precisa che il Gruppo non detiene strumenti di debito o di capitale emessi da controparti residenti in Russia o Bielorussia né tantomeno ha rapporti in essere con istituzioni finanziarie ivi residenti. Gli strumenti finanziari di soggetti residenti nelle zone del conflitto all'interno dei prodotti di risparmio gestito risultano non significativi e non hanno avuto impatti sul processo di valorizzazione del NAV dei fondi gestiti dalle società del Gruppo.
Il Risk Appetite Framework (RAF), approvato dall'Organo di Supervisione Strategica della Capogruppo, ovvero il Consiglio di Amministrazione, è il quadro di riferimento che esprime la propensione al rischio che la Banca intende assumersi, rispetto a tutti i rischi ritenuti rilevanti, finanziari e non finanziari, che possono caratterizzare l'attività svolta. È l'approccio complessivo che include le politiche, i processi, i controlli e le metodologie attraverso i quali viene definita, comunicata, gestita e rivalutata la sopracitata propensione al rischio della banca, coerentemente al massimo rischio assumibile, al business model e al piano strategico. Di conseguenza, la politica di governo dei rischi rappresenta una componente strategica del RAF, consentendone il raccordo con il complessivo piano economico finanziario e permettendo quindi il conseguimento di un obiettivo di crescita sostenibile. Per tale ragione il RAF è il risultato di un processo articolato a cui partecipano diverse strutture organizzative aziendali ciascuna per i propri ambiti di competenza e in particolare quelle del Risk Management e della Pianificazione e Controllo.
La propensione al rischio del Gruppo è annualmente rivista per tener conto delle continue variazioni di contesto, sia interno sia esterno e altresì delle variazioni nelle aspettative dei diversi stakeholder. Le grandezze economico-finanziarie stimate in occasione della predisposizione del piano economico finanziario vengono riconciliate con i limiti di propensione al rischio e recepite nell'ambito del processo di aggiornamento del RAF, determinando l'eventuale revisione e adeguamento delle soglie e dei limiti stabiliti nel corso del precedente esercizio. Nel corso dei primi sei mesi del 2025 la Funzione Risk Management della Capogruppo ha provveduto ad un aggiornamento infrannuale del documento di RAF, preventivamente segnalato al Consiglio di Amministrazione in occasione dell'approvazione delle soglie da adottare per il 2025. In particolare, nell'aggiornamento avvenuto nel corso del primo semestre si è proceduto ad introdurre un nuovo indicatore strategico sulle vulnerabilità in ambito Rischio ICT e Sicurezza, mentre nell'ambito dei rischi operativi è stato introdotto un indicatore di natura qualitativa, il "litigation ratio", con l'obiettivo di monitorare per Banca Mediolanum, su base trimestrale, la qualità del servizio reso alla propria clientela.
Per ulteriori dettagli si rimanda a quanto presente nel medesimo paragrafo della Relazione Finanziaria Annuale al 31 dicembre 2024.

La Vigilanza bancaria si articola su due fasi distinte. La prima è rappresentata dal processo interno di determinazione dell'adeguatezza patrimoniale ICAAP (Internal Capital Adequacy Assessment Process) e del sistema di governo e gestione della liquidità ILAAP (Internal Liquidity Adequacy Assessment Process), e fa capo alle banche, le quali effettuano un'autonoma valutazione della propria adeguatezza patrimoniale e di liquidità, attuale e prospettica, in relazione ai rischi assunti e alle strategie aziendali. Il processo ICAAP/ILAAP deve essere documentato, conosciuto e condiviso dalle strutture aziendali e sottoposto a revisione interna.
La seconda consiste nel processo di revisione e valutazione prudenziale (Supervisory Review and Evaluation Process - SREP) ed è di competenza dell'Autorità di Vigilanza, che oltre a riesaminare l'ICAAP/ILAAP, formula un giudizio complessivo sulla banca e attiva, ove necessario, misure correttive.
Nel corso del primo semestre dell'anno, la Capogruppo Banca Mediolanum ha provveduto alla predisposizione dei resoconti annuali ICAAP e ILAAP, elaborando, conformemente alla regolamentazione di riferimento con esecuzione degli stress test dedicati, l'analisi dei risultati che hanno caratterizzato la formulazione dell'autovalutazione per l'individuazione e successiva risoluzione degli eventuali gap.
Per ulteriori dettagli si rimanda a quanto presente nel medesimo paragrafo della Relazione Finanziaria Annuale al 31 dicembre 2024.
In ambito assicurativo, la Valutazione Interna del Rischio e della Solvibilità è definita come l'insieme dei processi e delle procedure necessarie per identificare, valutare, monitorare, gestire e comunicare i rischi attuali e prospettici cui il Gruppo Assicurativo Mediolanum e le singole Società risultano essere esposte, nonché le analisi a supporto della determinazione dei fondi necessari per garantire che le esigenze di solvibilità siano soddisfatte in ogni momento.
L'art. 45 della Direttiva 2009/138/EC richiede alle Compagnie di assicurazione, come parte integrante del Sistema di Gestione del Rischio, di svolgere un processo per la Valutazione ORSA attraverso il quale il Gruppo e ogni Compagnia assicurativa determina il proprio fabbisogno di solvibilità globale necessario a coprire i rischi sia di breve sia di medio-lungo termine.
L'approccio utilizzato nella valutazione del fabbisogno di solvibilità globale richiede, tra le altre cose, che il GAM e le singole Società detengano un importo di fondi commisurati rispetto ai rischi cui possono potenzialmente essere esposti; di conseguenza, la Valutazione Interna del Rischio e della Solvibilità rappresenta il risultato di una serie di valutazioni e analisi effettuate da Mediolanum Vita S.p.A. e dalle altre Società del GAM sul proprio profilo di rischio, nonché sull'evoluzione dello stesso nell'arco temporale relativo alla piano pluriennale.

L'obiettivo principale della Valutazione ORSA è quello di rafforzare la consapevolezza delle interrelazioni tra i rischi a cui il GAM e le Società sono o possono essere esposti e le esigenze di capitale che ne derivano. Inoltre, l'ORSA assume una valenza di strumento di gestione e consapevolezza del profilo di rischio all'interno della cultura aziendale e del processo decisionale, nonché parte integrante della strategia aziendale complessiva.
La Valutazione Interna del Rischio e della Solvibilità assicura, inoltre, che il GAM e le Società possano soddisfare nel continuo i requisiti di capitale regolamentare, così come gli obiettivi di capitale interno, sia a fronte di modifiche al proprio profilo di rischio o ai propri piani di attività sia a fronte di cambiamenti in circostanze esterne.
In sintesi, la Valutazione Interna del Rischio e della Solvibilità ha i seguenti obiettivi:
La Valutazione Interna del Rischio e della Solvibilità del Gruppo e delle Singole Compagnie è eseguita almeno con frequenza annuale, c.d. regular ORSA, utilizzando come data di riferimento il 31 dicembre dell'anno precedente. La regular ORSA e le attività di redazione della relativa documentazione sono avviate a seguito della chiusura dell'esercizio di riferimento e concluse entro le scadenze definite dall'Autorità di Vigilanza.
Inoltre, le Valutazione ORSA è effettuata ogni qual volta si presentino circostanze che potrebbero modificare in modo significativo il profilo di rischio, c.d. Non regular ORSA. Non è possibile definire una metodologia per la determinazione delle variazioni significative in ragione della natura e della portata degli eventi potenzialmente oggetto di analisi.
Il processo di determinazione Orsa non ha subito modifiche nel corso del primo semestre 2025, pertanto si rimanda alla medesima parte presente nella Relazione Finanziaria Annuale al 31 dicembre 2024: si rammenta che nel corso del primo semestre 2025, Mediolanum Vita ha effettuato l'esercizio ORSA con base dati al 31 dicembre 2024, sia a livello di singola entità che di Gruppo Assicurativo Mediolanum (GAM), predisponendo e trasmettendo le relative relazioni all'IVASS.
Il sistema, gli organi e le funzioni di controllo non hanno subito significative variazioni nel corso dei primi sei mesi dell'anno in corso, pertanto per le relative descrizioni sugli ambiti di attività si rimanda a quanto argomentato nel fascicolo di bilancio pubblicato alla data del 31 dicembre 2024.

Il processo di identificazione dei rischi rilevanti per il Gruppo Mediolanum comprende l'insieme delle attività volte all'analisi della struttura organizzativa e dei processi distintivi, all'individuazione dei rischi che caratterizzano l'attività bancaria e relativa mappatura. Il processo di individuazione dei rischi ha l'obiettivo di determinare la rilevanza dei rischi cui il Gruppo è soggetto.
Tale processo, coordinato dalla Funzione Risk Management, si origina sulla base delle linee guida e delle "policy" aziendali definite dal Consiglio di Amministrazione con riferimento al sistema di gestione e controllo del rischio di impresa e delle modalità regolamentari e gestionali con cui valutare i rischi a cui risulta esposta la Banca ed il Gruppo. Di seguito si riportano le principali attività che caratterizzano l'analisi di rilevanza per la costruzione della mappa generale dei rischi rilevanti come altro processo elaborato dalla Funzione Risk Management:
Il perimetro dei rischi individuati, presidiati e monitorati dal Gruppo Mediolanum, si articola come segue:

Oltre al rischio di credito, di mercato, di interesse e prezzo, di liquidità, operativo, ampiamente trattati nei paragrafi successivi riportiamo di seguito una descrizione degli altri rischi presidiati dal Gruppo.
Rischio derivante da esposizioni verso controparti, gruppi di controparti connesse e controparti del medesimo settore economico o che esercitano la stessa attività o appartenenti alla medesima area geografica. Il Gruppo non presenta esposizioni significative verso una singola controparte o gruppo di controparti connesse ad eccezione delle esposizioni in titoli governativi italiani.
Il rischio che le tecniche riconosciute per l'attenuazione del rischio di credito utilizzate dalla banca risultino meno efficaci del previsto. Rischio di una leva finanziaria eccessiva. Il rischio che un livello di indebitamento particolarmente elevato rispetto alla dotazione di mezzi propri renda la banca vulnerabile, rendendo necessaria l'adozione di misure correttive al proprio piano industriale, compresa la vendita di attività con contabilizzazione di perdite che potrebbero comportare rettifiche di valore anche sulle restanti attività. Il Gruppo non presenta esposizioni significative a questa tipologia di rischi.
Il rischio che un livello di indebitamento particolarmente elevato rispetto alla dotazione di mezzi propri renda la banca vulnerabile, rendendo necessaria l'adozione di misure correttive al proprio piano industriale, compresa la vendita di attività con contabilizzazione di perdite che potrebbero comportare rettifiche di valore anche sulle restanti attività. L'esposizione a tale rischio è riflessa nell'indicatore del Leverage Ratio per i cui dettagli si rimanda all'informativa al pubblico Pillar III.
Il rischio di non conformità alle norme è definito come "il rischio di incorrere in sanzioni giudiziarie o amministrative, perdite finanziarie rilevanti o danni di reputazione in conseguenza di violazioni di norme imperative (di legge o di regolamenti) ovvero di autoregolamentazione (es. statuti, codici di condotta, codici di autodisciplina)". Il rischio di non conformità alle normative è particolarmente rilevante a livello di gruppo, poiché una violazione delle normative da parte di una singola legal entity avrebbe impatto

sull'intero gruppo societario. Questo rischio non si limita agli impatti di natura normativa e/o di vigilanza, ma può estendersi alla reputazione del gruppo, influenzando negativamente la fiducia dei clienti, degli investitori e delle autorità di regolamentazione. A riguardo, la Funzione Compliance ha adottato, a livello di Gruppo, un framework di presidi ex ante ed ex post che sono agiti nel continuo al fine di mitigare i suddetti rischi.
A seguito dell'introduzione, nei primi mesi dell'anno, delle Policy di Rischio Modello e Validazione, il Gruppo ha definito il rischio come il rischio di incorrere in una perdita che un ente potrebbe subire a seguito di decisioni che potrebbero essere principalmente basate sui risultati di modelli interni, a causa di errori nello sviluppo, nell'attuazione o nell'utilizzo di tali modelli.
Il Gruppo Mediolanum definisce il rischio strategico, attuale o prospettico, come il rischio legato ad una potenziale flessione degli utili o del capitale derivante da cambiamenti del contesto operativo o da decisioni aziendali errate, attuazione inadeguata di decisioni, scarsa reattività a variazioni del contesto competitivo. Il rischio strategico è fronteggiato innanzitutto da policy e procedure che prevedono che le decisioni più rilevanti siano riportate al Consiglio di Amministrazione supportate dalla valutazione attuale e prospettica dei rischi e dell'adeguatezza patrimoniale. Il forte accentramento delle decisioni strategiche, con il coinvolgimento dei massimi Organi di governo aziendale e il supporto delle diverse Funzioni aziendali, assicura la mitigazione della componente legata agli eventuali impatti discendenti da errate decisioni aziendali e scarsa reattività a variazioni del contesto competitivo.
Il rischio geopolitico per un intermediario finanziario è da intendersi come un fattore di rischio trasversale, da integrare nei framework di risk management; può essere definito come l'insieme delle minacce derivanti da eventi o tensioni politiche internazionali che possono influenzare negativamente la stabilità dei mercati finanziari, l'economia reale e la sicurezza operativa delle istituzioni finanziarie. Questi eventi, pur avendo origine esterna al sistema finanziario, possono impattare su alcune categorie
di rischio bancario.
Il rischio geopolitico si trasmette principalmente attraverso tre canali di trasmissione:
Mercati finanziari – aumento della volatilità, variazioni nei tassi di interesse, spread creditizi.
Economia reale – impatti su PIL, inflazione, commercio, investimenti e consumi.
Sicurezza e protezione – minacce cibernetiche, interruzioni operative, rischi legati all'esternalizzazione.
Il Gruppo Mediolanum riconosce grande rilevanza al rischio di reputazione, ossia al rischio attuale e prospettico di flessione degli utili o del capitale derivante da una percezione negativa dell'immagine del Gruppo stesso da parte di clienti, controparti, azionisti, investitori o Autorità di Vigilanza. Il Gruppo persegue la gestione attiva della propria immagine presso tutti gli stakeholder, attraverso il coinvolgimento di tutte le Unità Organizzative e ricercando una crescita robusta e sostenibile, in grado di creare valore per tutti i portatori di interesse.

Inoltre, il Gruppo si propone di minimizzare i possibili effetti negativi sulla propria reputazione attraverso la governance rigorosa e dettagliata, la gestione proattiva dei rischi e l'indirizzo e il controllo delle attività.
La gestione complessiva dei rischi reputazionali viene anzitutto perseguita attraverso:
il rispetto degli standard etici e comportamentali e delle policy di autoregolamentazione. Il Codice Etico adottato dal Gruppo contiene i valori di riferimento sui quali intende impegnarsi e declina i principi di condotta volontari nelle relazioni con tutti gli stakeholder (clienti, dipendenti, fornitori, azionisti, ambiente e più in generale la collettività), con obiettivi anche più ampi rispetto a quelli richiesti dalle vigenti normative;
il contributo sistematico e autonomo dalle strutture aziendali con compiti specifici di presidio della reputazione le quali, ciascuna per i propri ambiti di competenza, intrattengono la relazione con gli stakeholder di riferimento;
un sistema integrato di presidio dei rischi primari volto al contenimento dell'esposizione agli stessi e al rispetto dei limiti di riferimento contenuti nel Risk Appetite Framework.
Il rischio di perdita dovuta alla violazione della riservatezza, la carente integrità dei sistemi e dei dati, l'inadeguatezza o l'indisponibilità dei sistemi e dei dati o l'incapacità di sostituire la tecnologia dell'informazione (IT) entro ragionevoli limiti di tempo e costi nel caso di modifica dei requisiti del contesto esterno o dell'attività (ossia l'agilità). Questo comprende i rischi di sicurezza derivanti da processi interni inadeguati o errati o da eventi esterni, compresi gli attacchi informatici o una sicurezza fisica inadeguata.
Il rischio di interruzione totale o parziale di servizi, o di fallimento operativo e/o finanziario di una terza parte a cui la Banca o le altre Società del Gruppo hanno affidato una o più funzioni, forniture di servizi, o attività, incluso il rischio ICT e di sicurezza delle terze parti, i cui impatti si riverserebbero su quest'ultima.
Il rischio AI (o rischio di Intelligenza Artificiale) è la possibilità che un sistema di intelligenza artificiale produca effetti negativi – intenzionali o non intenzionali – su individui (soggetti interni o esterni), o sulla Società, compromettendo obiettivi come sicurezza, affidabilità, equità, privacy, trasparenza e conformità normativa.
Il rischio di perdite derivanti, a titolo esemplificativo e non esaustivo, da spese, multe, sanzioni o risarcimenti del danno, quale conseguenza di eventi che comportano procedimenti legali (es. violazioni di leggi o regolamenti, responsabilità contrattuale o extra-contrattuale).

Il Conduct Risk, quale sottocategoria di rischio operativo, può essere definito in linea generale come "il corrente o potenziale rischio di incorrere in perdite economiche generato dalla fornitura inadeguata di servizi finanziari, compresi i casi di dolo o negligenza". Con riferimento all'esposizione a tale tipologia di rischio si rimanda all'informativa presente nel paragrafo dei rischi operativi.
Il rischio derivante dalla violazione di previsioni di legge, regolamentari e di autoregolamentazione funzionali alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario per finalità di riciclaggio, di finanziamento del terrorismo o di finanziamento dei programmi di sviluppo delle armi di distruzione di massa, nonché il rischio di coinvolgimento in episodi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo o di finanziamento dei programmi di sviluppo delle armi di distruzione di massa. Con riferimento ai presidi posti in essere dal Gruppo ed in particolare ai controlli svolti dalla funzione antiriciclaggio si rimanda a quanto contenuto nella Relazione sul Governo societario e gli assetti proprietari.
Nell'ambito della rilevanza dei rischi, seguendo l'indirizzo delle linee guida delle Autorità di Governo e Vigilanza Europee, assumono sempre più rilievo i rischi ESG, con particolare attenzione al rischio climatico, considerato sempre di più un fattore di rischio che genera impatti di diversa natura e rilevanza da tenere in grande considerazione in tutti i settori economici compreso quello bancario. Per questo motivo il Gruppo Mediolanum ha adottato una Policy ESG che va a definire i principi e le linee guida per la governance dei rischi ambientali, sociali e di governance (c.d. rischi ESG), a cui è potenzialmente esposto il Conglomerato.
ricoprono i rischi climatici e ambientali:
Includono tutti quei rischi connessi al rispetto dei diritti umani, all'attenzione al contrasto alla discriminazione, alla promozione della diversità, alla protezione dei consumatori ed alla salute e sicurezza;

Possono includere tutti quei rischi che concernono la qualità e l'efficacia della gestione aziendale, politiche di diversità nella composizione degli organi societari, la presenza di consiglieri indipendenti e non esecutivi, la prevenzione e la gestione dei conflitti di interesse.
Le tre componenti ESG sono strettamente legate tra loro, ma ciascuna presenta proprie specificità, anche per il modo in cui è stata sinora inquadrata nel framework di vigilanza. Giova precisare che anche la vision del regulator sta via via convergendo verso una rappresentazione dello spettro dei rischi sempre più "olistica".
A tal proposito traspare chiaramente dall'attività svolta nel corso degli ultimi anni da parte dell'Autorità di Vigilanza Bancaria Europea nel volere indirizzare gli istituti finanziari europei all'incorporazione dei rischi ESG nelle loro strutture, nelle loro strategie, nei loro processi interni di governance e nel risk management framework. Questo nuovo ambito fa parte della più generale politica internazionale di transizione ad un'economia più verde e più circolare, che comporta rischi ed opportunità per tutto il sistema economico.
Al fine di integrare il presidio ed il governo dei rischi ESG, Mediolanum considera i risultati dell'analisi di materialità del Gruppo secondo le modalità stabilite dalla normativa interna di riferimento in essere presso il Gruppo. Tale analisi prevede valutazioni periodiche circa la materialità dei fattori ESG sul proprio contesto aziendale che permette di identificare i fattori potenzialmente più rilevanti nell'ambito della sostenibilità per il Gruppo ed i suoi stakeholder.
La governance relativa al controllo dei rischi nell'industria bancaria risulta ormai caratterizzata dai fattori di rischio ESG in quanto questi ultimi hanno un'influenza sui rischi finanziari e non finanziari ed un impatto sia sull'organizzazione bancaria stessa che un potenziale impatto su tutti gli stakeholder della stessa. Di conseguenza i metodi ed i processi di gestione del rischio devono essere modificati, andando a considerare le complesse relazioni di causa-effetto tra i tipi di rischio assunti o cui ci si espone, sviluppando all'interno delle attività e dei processi svolti dalle istituzioni creditizie il concetto di sostenibilità a tutto tondo.
Questa da molti definita, a tutti gli effetti, come una transizione economica "green", attribuisce alle banche una grande responsabilità in quanto non solo sono tenute ad incorporare i criteri ESG nella propria attività di gestione e sviluppo del business, ma adottando dei nuovi criteri funzionali alla mitigazione dei rischi potranno indirizzare le aziende finanziate ad un sistema più resiliente e sostenibile. Tali obiettivi di sostenibilità richiedono nel continuo di individuare ed adottare le migliori possibili soluzioni per la salvaguardia delle risorse terrestri e la tutela del nostro ecosistema. Tutto l'impianto normativo ESG al momento delinea delle linee guida comportamentali che gli istituti di credito devono adottare per migliorare la trasparenza, permettendo così di identificare più facilmente tutte quelle azioni che rientrano nell'alveo delle attività ecosostenibili. In altri termini, sono state definite tutte una serie di norme generali di indirizzo e raccomandazione che hanno l'obiettivo di riorientare i capitali verso investimenti sostenibili, gestire i rischi finanziari indotti dai cambiamenti climatici e da altri problemi ambientali e sociali e promuovono di fatto oltre che la citata trasparenza operativa anche una visione a lungo termine nelle attività finanziarie ed economiche dell'ente creditizio.
La consapevole attenzione ai temi ambientali avviata dal Gruppo Mediolanum già da qualche anno, si sta evolvendo anche attraverso una attenta e mirata individuazione, gestione e mitigazione dei rischi che caratterizzano parte degli ambiti delle tematiche ESG, che si è concretizzata con una definizione

di tale tipologia di rischi anche nell'ambito dei nuovi indicatori di RAF. Con riferimento ai suddetti rischi si fa rimanda alla sezione quantitativa del rischio di credito in cui di descrivono le esposizioni creditizie qualificabili come "Green Asset".
In accordo con quanto stabilito dalla Politica di Gestione dei Rischi di Gruppo viene rilevato, nell'ambito dei rischi legati all'appartenenza al Conglomerato, il rischio di "contagio", inteso come rischio che, a seguito dei rapporti intercorrenti tra la Compagnia e le altre entità facenti parte del Conglomerato Finanziario Banca Mediolanum, situazioni di difficoltà di una delle entità del Conglomerato possano propagarsi, con effetti negativi, sulla solvibilità della Compagnia stessa. Mediolanum Vita S.p.A., in qualità di Capogruppo, ha predisposto apposite politiche in materia di operatività infragruppo e di conflitto di interesse, al fine di definire un Framework di gestione e contenimento del rischio. Effettua inoltre approfondimenti specifici in ambito di definizione di ORSA. Il rischio Contagio rientra tra i rischi identificati, all'interno della Mappatura dei Rischi di Gruppo, come rischi qualitativi e con un livello di attenzione "basso". Pertanto, in accordo con quanto previsto dalle Linee Guida di Gruppo sul Risk Appetite Framework, il monitoraggio di tale rischio, viene effettuato al verificarsi di situazioni che ne facciano prevedere un cambiamento di significatività.
Il rischio contagio, comunque, viene valutato nell'ambito della proiezione ORSA attraverso l'applicazione di determinati scenari di stress, in quanto richiesto esplicitamente dal Regolatore. In particolare, il GAM ha identificato come principale rischio di contagio la riduzione/perdita della rete di vendita. Si ricorda infatti che, i prodotti assicurativi di Mediolanum Vita, Mediolanum Assicurazioni e Mediolanum International Life Branch Italia vengono collocati dalla rete di vendita di Banca Mediolanum, mentre per quanto concerne la Branch Spagnola i prodotti sono collocati dalla rete di vendita di Banco Mediolanum S.A.
Nell'ambito dell'ORSA il GAM, quindi, predispone uno scenario che si sostanzierebbe in un evento riduzione\perdita della rete di vendita legato ad un danno reputazionale, con impatto sulla raccolta premi e sulle decadenze di portafoglio.
Il rischio che comportamenti illegali o inappropriati dei collaboratori, carenze o malfunzionamenti tecnologici, errori o carenze nei processi operativi e fattori esterni possano generare perdite economiche o danni patrimoniali e talvolta impatti di carattere legale - amministrativo.
I rischi assicurativi a cui le compagnie vita sono esposte vengono identificati con i rischi di sottoscrizione e si distinguono in:

➢ Rischio di catastrofe;
Il rischio di mortalità è associato alle obbligazioni di (ri)assicurazione (tipo le assicurazioni caso morte o le polizze miste) nelle quali l'impresa di (ri)assicurazione garantisce una serie di pagamenti singoli o ricorrenti in caso di decesso dell'assicurato nel corso della durata della polizza.
È applicabile alle obbligazioni di (ri)assicurazione che dipendono dal rischio di mortalità, ad esempio quelle per le quali l'importo da pagare in caso di decesso supera le riserve tecniche e, di conseguenza, un aumento dei tassi di mortalità comporta un aumento delle riserve tecniche.
Il rischio di longevità è associato alle obbligazioni di (ri)assicurazione (ad esempio, rendite) che prevedono che l'impresa di (ri)assicurazione garantisca una serie di pagamenti fino alla morte dell'assicurato, e per le quali una diminuzione dei tassi di mortalità dà luogo ad un aumento delle riserve tecniche, o ad obbligazioni di (ri)assicurazione (ad esempio le polizze miste) nelle quali l'impresa di (ri)assicurazione garantisce un unico pagamento, in caso di sopravvivenza dell'assicurato per tutta la durata della polizza.
È applicabile per le obbligazioni di (ri)assicurazione che dipendono dal rischio di longevità ovvero in cui non vi è alcun beneficio in caso di morte o l'importo previsto in caso di decesso, è inferiore alle riserve tecniche e, di conseguenza, una diminuzione dei tassi di mortalità comporta un aumento delle riserve tecniche.
Riguardo il rischio di longevità Mediolanum Vita sottopone i portafogli delle rendite in corso di pagamento a delle analisi periodiche sull'adeguatezza delle basi tecniche.
Per le coperture che prevedono una fase di accumulo ed un'opzione futura di conversione del capitale in rendita non viene normalmente concessa nessuna garanzia sulle basi tecniche per la determinazione della rendita erogabile. Viene inoltre monitorato, per l'adeguamento delle basi demografiche, il livello della propensione alla rendita.
Il rischio di invalidità-morbilità rappresenta il rischio di perdite o di variazioni sfavorevoli nel valore delle passività assicurative derivanti da variazioni del livello, della tendenza o della volatilità dei tassi di invalidità, malattia e morbilità.
Il rischio decadenze è il rischio di perdita o di variazione delle passività a causa di una modifica dei tassi di esercizio delle opzioni da parte degli assicurati.
Si deve tener conto di tutte le opzioni previste per gli assicurati, legali o contrattuali, che possono modificare sensibilmente il valore dei flussi di cassa futuri.

Il rischio di spesa deriva dalla variazione nelle spese incorse in relazione ai contratti di assicurazione o di riassicurazione.
Il rischio di catastrofe deriva da eventi estremi o irregolari, i cui effetti non sono sufficientemente catturati negli altri sotto-moduli del rischio di sottoscrizione delle assicurazioni sulla vita.
Per quanto concerne il ramo danni, il rischio tecnico è il rischio di perdita o di variazione sfavorevole del valore delle passività assicurative dovuto ad ipotesi inadeguate in materia di determinazione dei premi delle polizze e di costituzione di riserve. In particolare, nel rischio tecnico sono incluse le seguenti fattispecie:
È il rischio derivante dalle fluttuazioni che possono emergere nel momento di accadimento, nella frequenza e nella gravità degli eventi assicurati. Il rischio di tariffazione è relativo alle polizze sottoscritte durante l'esercizio, compresi i rinnovi, ed ai rischi derivanti dai contratti ancora in essere alla fine dell'esercizio di riferimento. Non si può escludere che le effettive richieste di indennizzo in futuro siano significativamente superiori, quanto al numero e all'importo, rispetto alle previsioni utilizzate ai fini del calcolo del prezzo dei prodotti, con possibili conseguenti effetti negativi sull'attività e sulla situazione economica, patrimoniale e/o finanziaria di Mediolanum Assicurazioni e, di conseguenza, del Gruppo Mediolanum. Inoltre, non si può escludere che l'inadeguatezza dei dati e delle metodologie di tariffazione, con conseguenti richieste di indennizzo significativamente superiori alle previsioni, possano comportare anche un livello di tariffazione non appropriato rispetto alla dimensione dei rischi effettivi, con conseguenti effetti negativi sui risultati operativi e sulla situazione economica, patrimoniale e/o finanziaria della compagnia.
Esprime la variabilità tra la stima della riserva sinistri (best estimate) valutata ad una determinata data ed il suo effettivo sviluppo nel tempo (i relativi flussi dei futuri pagamenti) che, coerentemente con la normativa Solvency II, viene definito su base annuale, laddove, nonostante i presidi adottati da Mediolanum Assicurazioni, la variabilità della riserva non fosse correttamente stimata. Eventuali richieste degli assicurati nei confronti di Mediolanum Assicurazioni superiori alle aspettative, potrebbero avere effetti negativi sull'attività e sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società, del Gruppo Assicurativo e conseguentemente del Conglomerato Mediolanum.

Attraverso l'utilizzo della formula standard Solvency II, per alcune tipologie di prodotto viene stimato un tasso potenziale di decadenza anticipata calcolando l'impatto di tale rischio in termini di perdita di capitale regolamentare. Nonostante le stime effettuate da parte di Mediolanum Assicurazioni, non è possibile escludere che un incremento delle estinzioni anticipate possa determinare effetti negativi sulla situazione finanziaria ed economica della compagnia.
Il rischio catastrofale consiste nel rischio di perdita o di variazione sfavorevole del valore delle passività assicurative, derivante da un'incertezza significativa delle ipotesi in materia di determinazione dei premi e di costituzione delle riserve in rapporto ad eventi estremi o eccezionali. Tale rischio deriva da eventi che non sono adeguatamente catturati dal requisito di capitale per il rischio di tariffazione e di riservazione. Mediolanum Assicurazioni limita l'impatto economico di eventi catastrofali attraverso il ricorso alla riassicurazione, allocando il rischio tra riassicuratori di selezionata affidabilità e solidità finanziaria. Pertanto, nell'ipotesi in cui si verificassero uno o più eventi catastrofali quali terremoti, nubifragi, esplosioni, inondazioni, incendi e atti terroristici, che causassero danni per un importo eccedente il massimale della copertura riassicurativa di Mediolanum Assicurazioni, potrebbero aversi effetti negativi sulla situazione economica, patrimoniale e/o finanziaria del Gruppo Assicurativo Mediolanum e del Conglomerato stesso.
Il rischio di insolvenza di controparti riassicurative è il rischio di un possibile default di una controparte che intrattiene con la Compagnia rapporti di riassicurazione passiva di portafoglio. Per maggiori informazioni sui contratti di riassicurazioni si rimanda a quanto descritto precedentemente.

Nella presente Sezione le informazioni sono fornite con riferimento alle imprese incluse nel consolidato contabile.
A.1 Esposizioni creditizie deteriorate e non deteriorate: consistenze, rettifiche di valore, dinamica e distribuzione economica
| Euro/migliaia | Sofferenze | Inadempienze probabili |
Esposizioni scadute deteriorate |
Altre esposizioni scadute non deteriorate |
Altre esposizioni non deteriorate |
TOTALE |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato |
19.538 | 82.856 | 36.209 | 106.595 | 36.054.562 | 36.299.760 |
| 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
- | - | - | - | 1.667.657 | 1.667.657 |
| 3. Attività finanziarie designate al fair value |
- | - | - | - | 43.292.097 | 43.292.097 |
| 4. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value |
- | - | - | - | - | - |
| 5. Attività finanziarie in corso di dismissione |
- | - | - | - | - | - |
| TOTALE 30/06/2025 |
19.538 | 82.856 | 36.209 | 106.595 | 81.014.316 | 81.259.514 |
| TOTALE 31/12/2024 |
12.974 | 88.938 | 37.122 | 93.205 | 81.423.526 | 81.655.765 |
* Valore da esporre a fini informativi

| Deteriorate | Non deteriorate | TOTALE | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Euro/migliaia | Esposizione lorda |
Rettifiche di valore complessive |
Esposizione netta |
Write-off* parziali complessivi |
Esposizione lorda |
Rettifiche di valore complessive |
Esposizione netta |
(Esposizione netta) |
| 1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato |
266.746 | (128.143) | 138.603 | (218) | 36.226.282 | (65.125) | 36.161.157 | 36.299.760 |
| 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
- | - | - | - | 1.668.568 | (911) | 1.667.657 | 1.667.657 |
| 3. Attività finanziarie designate al fair value |
- | - | - | - | X | X | 43.292.097 | 43.292.097 |
| 4. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value |
- | - | - | - | X | X | - | - |
| 5. Attività finanziarie in corso di dismissione |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| TOTALE 30/06/2025 |
266.746 | (128.143) | 138.603 | (218) | 37.894.850 | (66.036) | 81.120.911 | 81.259.514 |
| TOTALE 31/12/2024 |
262.541 | (123.507) | 139.034 | (242) | 39.683.419 | (70.783) | 81.516.731 | 81.655.765 |
| Euro/migliaia | Attività di evidente scarsa qualità creditizia |
Altre attività | ||
|---|---|---|---|---|
| Minusvalenze cumulate |
Esposizione netta | Esposizione netta | ||
| 1. Attività finanziarie detenute per la negoziazione | - | - | 1.210.255 | |
| 2. Derivati di copertura | - | - | - | |
| TOTALE | 30/06/2025 | - | - | 1.210.255 |
| TOTALE | 31/12/2024 | - | - | 367.728 |

Il Gruppo Banca Mediolanum, dato lo status di banca significant, rientra nel processo di controllo prudenziale (Supervisory Review Process - SREP) adottato a livello europeo, caratterizzato dall'istituzione del "Meccanismo di vigilanza unico" (MVU), che comprende la Banca Centrale Europea (BCE) e le autorità Nazionali Competenti degli Stati membri dell'EU. Questo organismo è responsabile della vigilanza prudenziale di tutti gli enti creditizi degli stati membri e assicura che la politica dell'UE in materia di vigilanza prudenziale delle banche venga attuata in modo coerente ed efficace in tutti i paesi dell'Unione. Pertanto, le regole introdotte prevedono che la supervisione sugli intermediari definiti significativi sia effettuata dalla BCE in stretta collaborazione con le Autorità di vigilanza nazionali.
La supervisione delle restanti banche è invece rimasta sotto la responsabilità delle Autorità di ciascun paese e la stessa è eseguita in base a criteri uniformi. A tali banche, secondo un principio di proporzionalità che tiene conto della dimensione e del profilo di rischio dell'intermediario nonché del suo livello di interconnessione con il resto del sistema finanziario, si associa in misura crescente una più intensa attività di supervisione diretta da parte delle Organo di vigilanza Nazionale e indiretta da parte della BCE.
Nella presente sezione i dati vengono indicati al lordo dei rapporti intrattenuti con le altre società incluse nel consolidamento di bilancio; tali dati includono convenzionalmente, in proporzione all'interessenza detenuta, anche le attività e le passività delle società bancarie, finanziarie e strumentali controllate congiuntamente e consolidate proporzionalmente ai fini di vigilanza. Laddove il contributo dei rapporti intercorrenti fra le società appartenenti al consolidato prudenziale e le altre società incluse nel perimetro del consolidamento del bilancio sia rilevante, in calce alle informative interessate viene fornito il relativo dettaglio.
La tabella che segue riporta la riconciliazione dei dati di Stato patrimoniale consolidato con i dati di Stato patrimoniale riferiti al perimetro di vigilanza bancaria.

| Euro/migliaia | 30/06/2025 | Effetti del deconsolidamento e consolidamento di controparti diverse da quelle del gruppo |
30/06/2025 | |
|---|---|---|---|---|
| Voci dell'attivo |
Bilancio | Bancario | Vigilanza | |
| 10. | Cassa e disponibilità liquide | 408.747 | 17.989 | 390.758 |
| 20. | Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico | 44.703.500 | 43.423.680 | 1.279.820 |
| a) attività finanziarie detenute per la negoziazione | 1.211.989 | 68.134 | 1.143.855 | |
| b) attività finanziarie designate al fair value | 43.292.097 | 43.292.097 | - | |
| c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value | 199.414 | 63.449 | 135.965 | |
| 30. | Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | 2.224.347 | 1.532.861 | 691.486 |
| 40. | Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 36.299.760 | 1.472.114 | 34.827.646 |
| a) crediti verso banche | 979.155 | 38.838 | 940.317 | |
| b) crediti verso clientela | 35.320.605 | 1.433.276 | 33.887.329 | |
| 70. | Partecipazioni | - | (1.500.918) | 1.500.918 |
| 80. | Attività assicurative | 75.428 | 75.428 | - |
| b) cessioni in riassicurazione che costituiscono attività | 75.428 | 75.428 | - | |
| 90. | Attività materiali | 212.383 | 65.877 | 146.506 |
| 100. | Attività immateriali | 213.868 | 6.429 | 207.439 |
| di cui: | ||||
| - avviamento | 125.625 | - | 125.625 | |
| 110. | Attività fiscali | 711.441 | 470.203 | 241.238 |
| a) correnti | 538.673 | 371.290 | 167.383 | |
| b) anticipate | 172.768 | 98.913 | 73.855 | |
| 130. | Altre attività | 1.125.233 | 47.019 | 1.078.214 |
| TOTALE DELL'ATTIVO | 85.974.707 | 45.610.682 | 40.364.025 |

| Euro/migliaia | 30/06/2025 | 30/06/2025 | ||
|---|---|---|---|---|
| Effetti del deconsolidamento e consolidamento di controparti diverse |
||||
| Voci del passivo e del patrimonio netto | Bilancio | da quelle del gruppo Bancario |
Vigilanza | |
| 10. | Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 33.788.382 | (525.987) | 34.314.369 |
| a) debiti verso banche | 368.739 | 122 | 368.617 | |
| b) debiti verso clientela | 33.113.458 | (526.109) | 33.639.567 | |
| c) titoli in circolazione | 306.185 | - | 306.185 | |
| 20. | Passività finanziarie di negoziazione | 471 | - | 471 |
| 30. | Passività finanziarie designate al fair value | 19.815.441 | 19.812.686 | 2.755 |
| 60. | Passività fiscali | 317.430 | 100.934 | 216.496 |
| a) correnti | 207.506 | 24.868 | 182.638 | |
| b) differite | 109.924 | 76.066 | 33.858 | |
| 80. | Altre passività | 1.532.026 | 236.640 | 1.295.386 |
| 90. | Trattamento di fine rapporto del personale | 12.698 | 1.189 | 11.509 |
| 100. | Fondi per rischi e oneri | 355.147 | 9.232 | 345.915 |
| a) impegni e garanzie rilasciate | 1.543 | - | 1.543 | |
| b) quiescenza e obblighi simili | 105 | - | 105 | |
| c) altri fondi per rischi e oneri | 353.499 | 9.232 | 344.267 | |
| 110. | Passività assicurative | 25.975.988 | 25.975.988 | - |
| a) contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività | 25.975.988 | 25.975.988 | - | |
| 120. | Riserve da valutazione | 249.625 | - | 249.625 |
| 150. | Riserve | 2.900.879 | - | 2.900.879 |
| 160. | Sovrapprezzi di emissione | 9.253 | - | 9.253 |
| 170. | Capitale | 600.698 | - | 600.698 |
| 180. | Azioni proprie (-) | (60.623) | - | (60.623) |
| 190. | Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) | - | - | - |
| 200. | Utile (Perdita) del periodo (+/-) | 477.292 | - | 477.292 |
| TOTALE DEL PASSIVO E DEL PATRIMONIO NETTO | 85.974.707 | 45.610.682 | 40.364.025 |
La politica di credito del Gruppo Banca Mediolanum è rivolta essenzialmente a soddisfare i fabbisogni finanziari dei clienti, titolari di un patrimonio investito in prodotti finanziari ed assicurativi distribuiti dalle Società del Gruppo. Pertanto, nell'ambito delle strategie del Gruppo Bancario, l'attività di erogazione del credito ha una funzione complementare con l'offerta di prodotti finanziari/assicurativi e di servizi di investimento alla clientela e comprende sia affidamenti volti a soddisfare esigenze a breve/medio

termine della clientela (crediti ordinari) che finanziamenti per l'acquisto, lo scambio, il completamento ed in genere l'esecuzione di operazioni immobiliari (crediti speciali). Per quanto riguarda la concessione di affidamenti sotto forma di cessione del quinto stipendio/pensione, delega di pagamento e cessione "pro solvendo" del credito per il trattamento di fine servizio (TFS), tali prodotti sono offerti dalla Società controllata Prexta che opera anche nel mercato italiano dei prestiti personali a rimborso rateale non garantiti, arricchendo il catalogo dei prodotti di credito al consumo offerti alla propria clientela sul territorio italiano, anche in assenza di un patrimonio investito in prodotti finanziari ed assicurativi del Gruppo.
Il rischio di credito è riferito principalmente alle attività di credito retail e corporate e alle attività di tesoreria. Nell'ambito dell'attività di credito retail e corporate, a livello di Gruppo Bancario, viene identificato il rischio di credito nella possibilità che una controparte, nei confronti della quale esiste un'esposizione creditizia, non adempia in tutto o in parte agli obblighi assunti, generando in tal modo una perdita di valore in relazione all'esposizione assunta, o che subisca un generale deterioramento del merito creditizio.
Per quanto riguarda invece l'attività di tesoreria, il rischio di credito è definito come il rischio di subire delle perdite in conseguenza del deterioramento del merito creditizio sino al default delle controparti istituzionali nei confronti delle quali Banca Mediolanum e le altre società del Gruppo si pongono come parte creditrice nella propria attività di investimento, in conseguenza del quale il debitore possa non adempiere in tutto o in parte alle proprie obbligazioni contrattuali.
Sebbene i volumi di erogato hanno registrato dei valori leggermente al di sotto delle previsioni di budget, i rimborsi effettuati dalla clientela nell'ambito del piano di ammortamento di prodotti rateali oppure attraverso operazioni di anticipo in conto capitale ed estinzioni anticipate, il livello dello stock del portafoglio crediti retail e corporate risulta in leggero aumento a livello consolidato rispetto all'esercizio precedente.
Il Gruppo Bancario Mediolanum ha in essere esposizioni creditizie verso la clientela classificabili come Green Asset. In particolare, tali esposizioni, pari a circa il 13,8% delle esposizioni per mutui in essere al 30 giugno 2025, sono relative a mutui residenziali a favore di immobili green presenti sul territorio italiano valutati seguendo i "criteri di contributo sostanziale all'obiettivo di mitigazione del cambiamento climatico" definiti dalla Tassonomia EU - Regulation (EU) 2020/852 e Commission Delegated Regulation (EU) 2021/2139.
Le esposizioni sopra citate non presentano condizioni economiche collegate alla variazione del rischio climatico nel corso della durata del finanziamento.
La prevalenza di finanziamenti rivolti alla clientela retail ha come diretta conseguenza anche un valore delle grandi esposizioni significativamente al di sotto dei requisiti normativi da rispettare.
L'esposizione di un ente verso un cliente o un gruppo di clienti connessi è considerata una grande esposizione quando il suo valore è pari o superiore al 10% del capitale ammissibile dell'ente. Tenuto conto dell'effetto delle esenzioni e dell'attenuazione del rischio di credito, le grandi esposizioni devono in ogni caso rispettare il limite del 25% del capitale ammissibile dell'ente.

Le controparti che rientrano in tale tipologia di segnalazione risultano essere prevalentemente di natura bancaria nazionale ed europea ed operano con le rispettive unità di Tesoreria del Gruppo.
Dal monitoraggio nel continuo degli indicatori di rischio, anche nel corso del primo semestre 2025, si è evidenziato un andamento che si è mantenuto, anche a livello di Gruppo Bancario, entro parametri fisiologici di normale evoluzione del portafoglio crediti, senza comportare di fatto un sostanziale peggioramento della qualità creditizia dei portafogli in essere a livello consolidato. I presidi di controllo presenti nelle diverse Società del Gruppo hanno permesso di mettere in evidenza potenziali situazioni di criticità dei crediti erogati con la conseguenza di poter innescare tempestivi processi di intervento mirati, al fine di potere risolvere tali situazioni con tutti gli strumenti disponibili di mitigazione del possibile rischio che può adottare ogni singola Società del Gruppo. Con particolare riferimento ai controlli di monitoraggio andamentale di primo e secondo livello, non sono state evidenziate particolari situazioni di allerta nel corso dell'anno: tutti gli indicatori risultano stabili in coerenza con il modello di business messo in atto dal Gruppo e caratterizzato da un basso profilo di rischio.
Per quanto riguarda gli indicatori di Risk Appetite Framework relativi al rischio di credito, non sono state rilevate variazioni significative mantenendosi sempre in linea con i limiti di Appetite e al di sotto dei limiti di Tolerance. Anche in riferimento all'analisi di monitoraggio del processo di staging allocation, il portafoglio performing non ha mostrato percentuali anomale dei criteri di SICR.
Infine, le variazioni che hanno caratterizzato il portafoglio non-performing sono riconducibili ad un fisiologico e contenuto deterioramento del merito creditizio in coerenza con le previsioni effettuate in sede di pianificazione economico finanziaria. In definitiva per quanto riguarda il costo del rischio di credito a livello di gruppo, i valori consuntivi sono rimasti ampliamente sotto i numeri di budget previsti per il primo semestre 2025.
In particolare, per quanto riguarda la Capogruppo Banca Mediolanum non si è registrato un significativo aumento dei crediti deteriorati nel corso del 2025; le posizioni rilevanti sono altresì caratterizzate dalla presenza di garanzie statali SACE oppure MCC: il processo di escussione di tali garanzie non ha evidenziato problemi operativi e risulta in corso con regolarità e nel rispetto delle tempistiche previste. Il costo del rischio complessivo percentuale si è mantenuto in linea con i rilevamenti precedenti confermando la buona qualità del portafoglio creditizio.
La gestione del rischio di credito è pertanto proseguita sulla base delle Policy, delle Politiche creditizie e delle procedure in vigore.
Per quanto riguarda la Società controllata Prexta, l'incremento dei crediti deteriorati è riconducibile al prodotto dei prestiti personali senza garanzie i cui effetti economici in termini di costo del rischio sono stati sostanzialmente in linea con le previsioni effettuate nel processo di budget, anche alla luce del sostanziale allineamento delle erogazioni avvenute nel corso del 2025 con gli obiettivi di business. Per quanto riguarda il business della Cessione del quinto e prodotti similari non si ravvedono particolari

scostamenti in termini di rischio rispetto al periodo precedente. Per entrambi le linee di business della controllata Prexta si registra il rispetto dei profili di rischio con gli indicatori di RAF.
In merito alla controllata Banco Mediolanum non si registrano particolari variazioni nel corso del 2025, anche alla luce della scarsa materialità del portafoglio creditizio: si registra un basso livello di rischio, entro i limiti di Risk Appetite e Risk Tollerance di tutte le metriche oggetto di monitoraggio.
Anche per quanto riguarda gli effetti derivanti dall'evoluzione del contesto geopolitico e macroeconomico, non si sono registrati valori dei parametri di rischio sopra le soglie di allerta.
Con particolare riferimento a Banca Mediolanum, la Direzione Credito ha la responsabilità di garantire l'adeguata attuazione della politica creditizia della Banca, nel rispetto della normativa vigente. La Direzione Credito si articola in particolare nei Settori Credit Operations, Crediti Ordinari, Crediti Speciali, Credit Service & Collection (articolato negli uffici Crediti in osservazione, Gestione Documentale Credito e Post Vendita) e l'unità di supporto manageriale "Monitoraggio qualità del credito".
Il Settore Credit Operations gestisce la relazione con il cliente e con la Rete di Vendita, fornendo un servizio di assistenza che copre tutto l'iter logistico e amministrativo delle pratiche di credito, sia di tipo ordinario sia speciale, potendo assumere, esclusivamente per le pratiche con un livello di rischio basso e per importi limitati, il ruolo di deliberante.
Il Settore Crediti Ordinari presidia tutti i processi legati alla delibera ed alla erogazione dei crediti ordinari (fidi, prestiti, crediti di firma) ed alla gestione delle garanzie. Nei limiti delle facoltà attribuite, delibera gli affidamenti a favore della clientela, retail e corporate, provvedendo, per quelli non di competenza, alla istruzione e presentazione della pratica agli Organi superiori, esprimendo un giudizio di merito non vincolante.
Il Settore Crediti Speciali è responsabile del processo di delibera ed erogazione dei mutui fondiari ed ipotecari da parte della Banca, in coerenza con le Linee Guida e le regole definite nella Policy di Credit Risk. Cura la produzione della reportistica sull'attività svolta per il Responsabile di Direzione e collabora con l'Unità Monitoraggio Qualità del Credito e la Funzione Risk Management alla redazione della normativa interna e delle politiche operative di concessione del credito in materia di Crediti Speciali.
Il Settore Credit Services & Collection ha l'obiettivo di massimizzare le sinergie esistenti nei processi di gestione del post-vendita relativi ai crediti ordinari ed ai crediti speciali. Al suo interno, l'Ufficio Crediti in osservazione svolge le attività di "Early Collection" volte al rientro delle posizioni che manifestano i primi segnali di deterioramento, gestendo in seguito le posizioni fino alla proposta di passaggio a sofferenza e partecipa all'elaborazione e proposizione delle strategie e policy in tema di gestione del credito, definendo i principi metodologici e le regole tecniche per la gestione del rischio creditizio.
L'Unità Monitoraggio Qualità del Credito sovraintende ai controlli di primo livello effettuati dai settori della direzione, interloquendo con la Funzione Compliance in tema di trasparenza e con la Funzione

Risk Management riguardo al censimento dei rischi operativi. Inoltre, l'Unità elabora ed analizza il reporting periodico (sia gestionale che operativo) e sovraintende al controllo della corretta contribuzione alle Centrali dei rischi pubbliche e private.
Banca Mediolanum, in coerenza con le disposizioni regolamentari vigenti, ha definito la Policy di Credit Risk al fine di disciplinare in maniera organica e complessiva il processo del credito del Gruppo Bancario Mediolanum, sono quindi stati definiti le regole ed i principi di assunzione di rischio di credito in tutte le sue forme.
La concessione e gestione del credito è guidata dal Risk Appetite del Gruppo e, sempre nell'ottica di un prudente bilanciamento tra le attività di raccolta e quelle di impiego, secondo i limiti della normativa sulla concentrazione dei rischi ed in accordo ai principi stabiliti dalla già menzionata policy.
Il controllo della qualità del credito viene perseguito mediante un esame sistematico delle evidenze di rischio e con il supporto di specifiche procedure operative redatte da ogni Società del Gruppo in ogni fase del processo del credito. Nella concessione dei finanziamenti è condizione indispensabile comprendere esaurientemente la situazione economico - finanziaria del Cliente e ricercare la forma di affidamento più adeguata tenendo conto delle finalità sottostanti la richiesta di credito, del merito creditizio del Cliente, della capacità reddituale e patrimoniale dello stesso. A tal fine, nella fase di istruttoria, ogni Società del Gruppo acquisisce tutte le informazioni necessarie a valutare la coerenza tra redditi percepiti, importo dell'esposizione (inclusi impegni in essere), forma tecnica e scopo dell'affidamento.
Per quanto riguarda la capogruppo Banca Mediolanum, nello svolgimento di tale verifica ci si avvale di sistemi di analisi andamentale e finanziaria e di informazioni provenienti da Credit Bureau pubblici e privati. Particolare attenzione è rivolta poi alla valutazione delle garanzie. Tutte le posizioni affidate sono inoltre soggette ad un riesame periodico, svolto da apposite strutture nell'ambito delle unità competenti; il controllo sull'andamento dei rapporti è espletato mediante il monitoraggio continuo degli affidamenti in essere con particolare attenzione alle posizioni a maggior rischio.
L'attribuzione del merito creditizio a livello andamentale, sia per il segmento Retail che per il segmento Corporate, viene effettuato mediante l'utilizzo della procedura CRS (Credit Rating System), dell'outsourcer Cedacri. Per quanto riguarda il segmento Privati di Banca Mediolanum, che in termini di esposizione costituisce il portafoglio principale, il modello di rating è stimato e calibrato utilizzando dati interni. Nella valutazione del merito creditizio, allo scopo di rendere il più completo possibile l'insieme di dati in input al modello, sono state considerate sia informazioni interne (anagrafiche e andamentali) che esterne (segnalazioni in Centrale Rischi e in CRIF), mediante un approccio modulare. Per quanto riguarda l'operatività con controparti Bancarie le politiche in essere prevedono l'utilizzo di un modello di rating interno che definisce le modalità di valutazione del merito creditizio per tutte le operazioni poste in essere dalla tesoreria della Banca.

Le modalità di intervento messe in atto per la tutela del credito costituiscono un'informativa periodica ai rispettivi Consigli di Amministrazione.
Per quanto riguarda le altre società del Gruppo Bancario, l'attività di erogazione e gestione dei finanziamenti diretti viene indirizzata dalle politiche creditizie approvate dal Consiglio di Amministrazione delle società nell'ambito della Policy di Credit Risk. Tale attività si sostanzia in un processo distinto in 4 macro-fasi collegate tra loro: istruttoria, delibera, erogazione, monitoraggio e post-vendita. Il processo di gestione del rischio di credito ha inizio con un procedimento istruttorio documentato che può essere basato su procedure automatizzate per alcuni prodotti specifici. Nella fase di istruttoria viene acquisita tutta la documentazione e le informazioni necessarie per effettuare una adeguata valutazione del merito creditizio del Cliente, sotto il profilo patrimoniale e reddituale, al fine di assicurare una corretta remunerazione del rischio assunto. La documentazione permette di valutare la coerenza tra importo e forma tecnica oltre a consentire l'individuazione delle caratteristiche e della qualità del Cliente, anche alla luce del complesso delle relazioni intrattenute con lo stesso. Gli affidamenti sono concessi nella fase di delibera, secondo le autonomie deliberative delle Policy interne. Nella fase successiva all'erogazione, vengono effettuati con sistematicità il controllo andamentale e il monitoraggio delle singole esposizioni, al fine di rilevare tempestivamente eventuali situazioni di anomalia e di assicurare l'adeguatezza delle rettifiche di valore e dei passaggi a perdita.
I processi di gestione del rischio di credito prevedono inoltre che le posizioni creditizie siano oggetto di un riesame periodico svolto dalle strutture centrali o periferiche competenti e che la clientela non sia valutata solo in fase di primo affidamento ma anche nel continuo, mediante un processo di monitoraggio periodico che interagisce con i processi e le procedure di gestione e di controllo del credito al fine di assicurare una valutazione tempestiva dell'insorgere di eventuali segnali di deterioramento, con riflesso sul grado di rischiosità delle esposizioni. A tal fine vengono impiegati modelli di early warning che fanno leva su informazioni andamentali interne ed esterne, cosi come di informazioni derivanti da modelli di rating andamentali.
Il processo di monitoraggio prevede dei controlli di primo livello effettuati dai settori delle Direzioni Credito interessate ed a cui si aggiungono ulteriori controlli per intercettare eventuali anomalie nel processo di erogazione e gestione dei finanziamenti, tali anomalie vengono eventualmente segnalate alle strutture interne monitorandone gli interventi per la loro risoluzione. Un altro elemento fondamentale per l'attività di monitoraggio è il reporting periodico che viene predisposto regolarmente su tutti i portafogli creditizi e portato alla conoscenza del top management e dei consigli di amministrazione delle singole società. Vista la crescente rilevanza attribuita a tematiche di natura ESG e Climatiche, nel corso degli anni sono state aggiunte anche dimensioni di monitoraggio relativi a questi temi relativi al rischio di credito, quali ad esempio: il monitoraggio del rischio fisico e di transizione a cui sono soggetti gli immobili a garanzia dei mutui e il rating ESG di controparti corporate, per quanto quest'ultimo risulti poco materiale.

Oltre a verificare la presenza di idonei presidi di controllo di I livello, le strutture di Risk Management presenti nelle Società del Gruppo sono responsabili del monitoraggio sull'andamento della rischiosità degli impieghi. Il processo di monitoraggio di secondo livello, predisposto dalla Funzione Risk Management, ha l'obiettivo di analizzare la qualità del credito e le dinamiche delle esposizioni a rischio lungo le fondamentali direttrici regolamentari e gestionali calcolando indicatori sintetici di rischio e rappresentandone l'evoluzione nel tempo al fine di predisporre piani d'azione necessari a mitigare o evitare i fattori di rischio.
In particolare, la Funzione Risk Management predispone:
In particolare, i controlli di tipo massivo e campionario sono stati definiti al fine di verificare:

potenziale errata classificazione. In particolare, si effettua la valutazione di eventi negativi esterni (es.: Centrale Rischi e CRIF) che determinano un ulteriore peggioramento del merito creditizio della posizione, compresi i segnali che possano condurre a conclamati casi di irrecuperabilità. Nel caso di verifiche sulle singole posizioni, per ciascuna pratica verificata, le valutazioni sono documentate in un commento sintetico nel quale si evidenzia l'esito delle verifiche effettuate.
È da segnalare che le logiche organizzative e le caratteristiche sulla gestione e processo del credito adottate dalla Capogruppo Banca Mediolanum sono state recepite a livello di Gruppo Bancario tenendo in considerazione le dimensioni, la normativa e le caratteristiche del business sviluppato nei rispettivi contesti di riferimento.
La valutazione delle rettifiche di valore delle esposizioni performing e delle esposizioni non performing si basa su metodologie coerenti con il principio contabile internazionale IFRS 9, dettagliatamente descritte nella Parte A - Sezione "A. 2 – Parte relativa alle principali voci di Bilancio" ed in particolare nel paragrafo "Modalità di determinazione delle perdite di valore".
I parametri di rischio utilizzati per il calcolo dell'ECL (Expected Credit Loss) sono: PD (Probability of default), LGD (Loss Given Default) ed EAD (Exposure at default). In base al modello delle perdite attese dell'IFRS 9 non è necessario che si verifichi l'evento che provoca la perdita sui crediti (c.d. impairment trigger) per rilevare la perdita. Si rileva sempre la perdita attesa su un orizzonte temporale di 12 mesi, mentre le perdite attese sulla vita residua del credito sono calcolate per quegli asset in cui si rileva un significativo incremento nel rischio di credito dopo la rilevazione iniziale.
Il modello di classificazione delle attività finanziarie ai sensi dell'IFRS 9 è suddiviso in tre differenti stage e prevede il riconoscimento di un ammontare di perdita attesa differente in relazione al deterioramento della qualità del credito degli strumenti finanziari.

Di seguito sono riportati i tre stage indicati dal principio contabile.
Ai fini della misurazione dell'incremento significativo del rischio di credito, i crediti vengono classificati in stage per tipo rapporto; diversi rapporti riconducibili allo stesso prenditore possono essere quindi classificati in stage differenti a seconda o meno dell'attivarsi delle regole sottoindicate.
Nel dettaglio il passaggio da stage 1 a stage 2 è determinato al verificarsi di almeno di una delle seguenti condizioni:

➢ Risultanze del processo di monitoraggio interno: gli uffici preposti al monitoraggio del credito rilevano anomalie andamentali tali da determinare un significativo incremento del rischio di credito (watch-list gestionali).
I titoli vengono classificati per tranche di acquisto, con un'unica regola di staging che verifica il rating dello strumento finanziario, in prima istanza evidenziando la qualità dell'emissione o in alternativa il merito creditizio dell'emittente. Diverse tranche di acquisto, riconducibili allo stesso titolo (medesimo ISIN) potrebbero essere classificate in stage differenti a seconda del deterioramento del merito creditizio registrato rispetto alla data di acquisto, seguendo il criterio del FIFO (first in – first out). L'attribuzione di stage 1 è relativa alle esposizioni che non hanno subito, rispetto al momento dell'acquisto, un deterioramento nella qualità del credito.
La classificazione in stage 2 avviene tramite il confronto del rating dell'ISIN o dell'emittente alla data di acquisto della tranche e alla data di reporting, se la classe di Rating è peggiorata di 2 o più notch rispetto alla data di acquisto ed il Titolo alla data di osservazione presenta un rating di tipo Speculative grade, la tranche è classificata in Stage 2. I Titoli Investment Grade secondo le scale di rating ECAI alla data di reporting sono sempre classificati in stage 1 in virtù dell'impiego della low credit risk exemption.
La classificazione dei crediti soggetti a valutazione ECL avviene sulla base dei rating attribuiti ai differenti segmenti di clientela (Retail/Corporate) elaborati dall'applicativo Cedacri CRS (Credit Rating System). Per ciò che concerne la Probabilità di Default, è stato applicato un algoritmo di calcolo per il segmento Privati; tale modello è stato sviluppato sui dati storici della sola clientela di Banca Mediolanum. Il CRS valuta tutta la clientela della banca, con accordato e/o utilizzato in base a specifiche informazioni in input al sistema.
Il modello di calcolo è distinto in base al segmento di clientela in esame, secondo la seguente classificazione:
Il sistema classifica gli affidati in bonis in otto classi di rating (dalla 1, la migliore, alla 8, la peggiore) per i Privati Consumatori e in dieci classi di rating (dalla 1, la migliore, alla 10, la peggiore) per i rimanenti segmenti. Più in dettaglio, il sistema di valutazione CRS attribuisce ad ogni cliente uno score numerico indicante il rischio di insolvenza; più lo score è basso, minore è la probabilità di default della posizione esaminata. Mediante una specifica funzione di mapping, a partire dallo score numerico viene calcolata

la probabilità di default della singola controparte; in base alle PD individuali si definiscono le classi di rating come intervalli di probabilità di default. Ad ogni controparte valutata, ai fini delle svalutazioni collettive, viene quindi attribuita la relativa classe di rating alla quale è associato il valore massimo tra la PD media stimata e il tasso di default osservato (nel caso del segmento Privati) oppure la PD media osservata (per gli altri segmenti).
Nel seguito si descrivono sinteticamente le caratteristiche dei modelli di rating adottati, per ciascuno dei segmenti di clientela indicati.
Per quanto riguarda la valutazione dell'LGD, sono state effettuate le seguenti scelte:

Come anche espressamente citato nelle "Guidelines on credit institutions' credit risk management practices and accounting for expected credit losses" di EBA, le banche devono applicare le linee guida in maniera proporziona e applicando un concetto di materialità. Per questa ragione qual ora non sia possibile calcolare i rating o i parametri di rischio utili al calcolo della ECL, le legal entiy possono adottare degli approcci alternativi per la stima della ECL. A seguire si riportano le metodologie di calcolo ammesse e impiegati su portafogli residuali del Gruppo:
Per quanto riguarda il portafoglio crediti di Banca Mediolanum, il calcolo dell'ECL avviene sulla base dei rating attribuiti ai differenti segmenti di clientela (Retail/Corporate) elaborati dalla procedura Cedacri CRS (Credit Rating System).
Per il calcolo dell'ECL lifetime ad ogni singolo rating si associa una curva di PD fino ad un massimo di 30 anni. La curva di PD lifetime individua la probabilità che un prenditore (associato ad una certa classe di rating) partendo dalla data di reporting vada in default entro l'anno relativo al nodo della curva. Il processo di aggiornamento si completa con l'integrazione nelle stime di una componente forward looking sui primi tre anni della curva PD in dipendenza degli scenari macroeconomici stimati. Per quanto riguarda la valutazione dell'LGD, si distingue tra il "segmento privati" per il quale si applica una percentuale di LGD quantificata tramite un modello sulla base delle analisi e le evidenze interne in termini di tassi di recupero ed il "segmento corporate" per il quale si applicano i modelli econometrici implementati da Cedacri nell'ambito della procedura CRS. Per il calcolo della ECL del portafoglio titoli, gli strumenti finanziari sono suddivisi in tre categorie in base al segmento di appartenenza dell'emittente: Istituzioni finanziarie, Imprese e Governativi. Il rating associato ad ogni emissione viene stabilito tramite i criteri descritti nelle policy interne. Per ogni segmento sono state sviluppate le relative curve di PD ed LGD impiegando le best practice di mercato e tenendo conto delle peculiarità dei portafogli.
Le informazioni Forward looking vengono incorporate nel calcolo dell'ECL (sia ad un anno che lifetime) tramite la componente della probabilità di default (PD). I modelli satellite mettono in collegamento l'andamento della PD con le variabili macroeconomiche, potendo così simulare l'andamento prospettico del parametro di rischio con delle stime dei driver economici. Gli scenari forward looking agiscono in particolare sui primi tre anni di stima dei parametri, mentre dal quarto anno in poi si tengono stabili le stime ottenute e perpetuandole nel tempo.

L'ECL non si limita a quantificare la perdita attesa futura sui crediti sulla base delle evidenze storiche recepite nei processi di stima dei modelli statistici, ma tramite una componente che ha l'obiettivo di simularne nel futuro l'andamento, incorpora anche informazioni di tipo previsionale. Lo scopo degli scenari forward-looking è quello di simulare nel futuro l'andamento di variabili macroeconomiche (PIL, Disoccupazione, ecc.) che vengono annualmente incorporati nel calcolo della ECL del portafoglio crediti.
Queste proiezioni sono fornite da infoprovider accreditati e internazionalmente riconosciuti. Nel corso del 2025 ai fini della stima dell'ECL sono stati impiegati tre scenari macroeconomici:

| BASE | MILD | AVVERSO | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| GDP ITA | UNMP ITA | GDP ITA | UNMP ITA | GDP ITA | UNMP ITA | ||
| 2025 | 0,60% | 6,08% | 2,59% | 6,00% | (7,20%) | 6,91% | |
| 2026 | 1,18% | 6,25% | 0,94% | 5,97% | (0,27%) | 9,29% | |
| 2027 | 2,26% | 6,38% | 2,14% | 5,98% | 4,78% | 10,46% |
Si riporta nel seguito un estratto dei principali indicatori macroeconomici impiegati nel 2025 per le stime dell'ECL.
Gli scenari macroeconomici adottati ai fini della stima dell'ECL sono stati recepiti nell'ambito del processo annuale di calibrazione predisposto dalla Funzione Risk Management e ha riguardato sia Banca Mediolanum sia Prexta.
Per quanto riguarda la classificazione in Stage 2 delle esposizioni creditizie della linea di business relativa alla cessione del quinto della controllata Prexta, conformemente a quanto richiesto dal principio contabile, la valutazione della variazione del rischio di credito è basata su informazioni qualitative e quantitative. A tal fine si applica un modello di staging allocation nell'ambito del quale le regole di classificazione sono basate su criteri oggettivi calibrati per tenere conto delle specificità dei prodotti di Prexta.
Per quanto concerne la stima dei parametri di rischio, al fine di sviluppare una metodologia coerente con quella definita e applicata dalla Capogruppo, per il calcolo dell'Expected Credit Loss vengono utilizzate le curve di "Probability of default" stimate da Banca Mediolanum per segmenti di portafoglio con rischiosità analoga, inclusive degli effetti relativi agli scenari macroeconomici prospettici. Tali parametri sono stati opportunamente definiti per rappresentare la rischiosità del portafoglio crediti di Prexta.
Per la componente di "Loss Given Default", in considerazione dell'assenza di evidenze storiche robuste, è adottato un approccio prudenziale in relazione alla rischiosità dei prodotti del portafoglio crediti della Società sulla base di benchmark esterni ed associando una perdita potenziale attesa maggiore alle forme tecniche che presentano un più elevato grado di rischio.
Con riferimento alla linea di business relativa ai prestiti personali a rimborso rateale, dato il livello contenuto dello stock di crediti in portafoglio e l'evoluzione coerente rispetto alle stime effettuate nell'ambito del processo di pianificazione economico finanziaria, la Società Prexta ha continuato ad adottare una svalutazione collettiva distinta per Stage in funzione di benchmark esterni e considerando le politiche di accantonamento della Capogruppo per prodotti analoghi. Il modello di staging allocation include la valutazione delle anomalie andamentali esterne aggiornate mensilmente sulla base delle informazioni ricevuto dal Credit Bureau di CRIF.

Le percentuali di svalutazione dei crediti deteriorati risultano prudenziali e allineate alle politiche della Capogruppo Banca Mediolanum per prodotti con un analogo profilo di rischio.
Annualmente l'Unità Validazione Modelli della Funzione Risk Management predispone il documento di validazione in cui sono illustrate le attività svolte per validare i modelli utilizzati per il calcolo dell'Expected Credit Loss (ECL) ai fini della quantificazione degli accantonamenti del Gruppo Mediolanum, ai sensi del principio contabile IFRS 9, e i risultati ottenuti.
Nell'ambito delle attività di validazione, l'Unità Validazione Modelli della Funzione Risk Management esprime un giudizio, per ciascuna delle analisi di validazione effettuate, sulla base della seguente scala: Conforme, Parzialmente conforme, Parzialmente non conforme e Non conforme.
Sulla base della medesima scala e considerando le evidenze delle singole analisi di validazione, viene inoltre fornito un giudizio finale.
L'Unità Validazione Modelli ha predisposto nel complesso 38 analisi di validazioni, distinte tra quantitative e qualitative (ossia relative al model design) e differenziate per legal entity, portafoglio (Crediti e Titoli), segmento di clientela (Privati e Imprese per i Crediti, Sovereign e Financial per i Titoli) e parametro di rischio utilizzato nel calcolo dell'ECL (probabilty of default e loss given default). La maggior parte di tali analisi presenta un giudizio di conformità.
Tutti i suggerimenti e le raccomandazioni dell'Unità Validazione Modelli saranno considerati nell'ambito delle attività ordinarie e dei processi di risviluppo predisposti nel corso del 2025 dalle Unità Credit Risk Management e Market Risk Management.
Sulla base delle evidenze delle analisi di validazione effettuate, l'Unità Validazione Modelli ha fornito un giudizio finale di "conformità".
Inoltre, come ricordato in precedenza, la consapevole attenzione ai temi ambientali avviata da Banca Mediolanum già da qualche anno, si sta evolvendo anche attraverso una attenta e mirata individuazione, gestione e mitigazione dei rischi che caratterizzano parte degli ambiti delle tematiche ESG, che si sta via via concretizzandosi di fatto con una definizione di tale tipologia di rischi anche nell'ambito dei nuovi indicatori di RAF. Con riferimento alla metodologia di valutazione del rischio di credito ai fini della stima della perdita attesa ai sensi dei principi contabili internazionali, il modello adottato prevede allo stato attuale una calibrazione comprensiva della misurazione del rischio climatico, per quanto riguarda la componente LGD, adottando opportuni correttivi ai modelli ECL IFRS9 in essere sul portafoglio mutui, al fine di incorporare delle componenti di perdita attesa derivanti specificatamente dalle prospettive di scenari dovuti al cambiamento climatico.

A fronte delle concessioni di credito, le Banche operanti nel Gruppo acquisiscono dalla controparte affidata idonee garanzie, quali garanzie reali su immobili, garanzie tipiche personali, quali la fideiussione e altre garanzie atipiche, quali il mandato a vendere e forme di assicurazione appositamente dedicate legate ai prodotti di cessione del quinto dello stipendio e delega di pagamento erogati dalla Società Prexta. Anche se tali garanzie sono accessorie alla valutazione del merito di credito del Cliente, grande importanza è comunque riservata al valore di stima della garanzia dove vengono applicati scarti prudenziali opportunamente differenziati per tipologia di collaterale ed il cui valore è soggetto a periodica revisione secondo il valore di mercato.
Banca Mediolanum anche a livello consolidato non applica processi di compensazione delle esposizioni al rischio di credito con partite di segno opposto in ambito di bilancio o "fuori bilancio".
Le tecniche di mitigazione del rischio di credito sono rappresentate da contratti accessori al credito ovvero da altri strumenti e tecniche che determinano una riduzione del rischio di credito, riconosciuta in sede di calcolo dei requisiti patrimoniali nonché, in ottica gestionale, dalle policy interne. Le tecniche di mitigazione del rischio di credito riconosciute (CRM) sono suddivise, ai fini di vigilanza, in due categorie generali:
Protezione di tipo reale.
Protezione di tipo personale.
La protezione del credito di tipo reale è costituita da:
I diritti reali di garanzia e gli altri diritti a contenuto equivalente aventi ad oggetto attività connotate da un adeguato grado di liquidità e con valore di mercato sufficientemente stabile nel tempo sono riconosciuti come tecniche di attenuazione del rischio di credito. Rientrano in questa categoria le garanzie prestate attraverso il pegno. Il prodotto finanziario dato in pegno, diretto o indiretto deve rientrare tra i prodotti qui elencati:

Qualora la garanzia al netto degli scarti previsti dalle policy interne non copra totalmente l'importo del fido concesso, l'affidamento è interamente classificato all'interno della categoria dei rischi pieni. Il rischio di credito derivante da prestiti di tipo ipotecario è mitigato dalla garanzia offerta dall'immobile, il quale può essere di origine residenziale, semi-residenziale o non residenziale. Le proprietà immobiliari oggetto di intervento devono essere localizzate sul territorio italiano. La percentuale massima di intervento sul valore dell'immobile (Loan To Value) è dell'80% del valore dell'immobile residenziale posto a garanzia (per la quota superiore all'80% solo in presenza di polizza assicurativa "mortgage insurance") e del 70% del valore di stima degli immobili semi-residenziali. Per immobile semiresidenziale si intende un immobile che soddisfi i seguenti requisiti:
La percentuale massima di LTV prevista per gli immobili residenziali può eccedere il limite dell'80% nelle seguenti casistiche:
Nel caso di operazioni con LTV superiore alla soglia dell'80%, ad eccezione del mutuo ipotecario con garanzia concessa dal "Fondo di garanzia per la prima casa", deve essere prevista la sottoscrizione di una polizza Mortage Insurance a copertura della parte eccedente l'80% di LTV al fine di rispettare il requisito di fondiarietà.
Nel caso di immobili non residenziali la percentuale massima di Loan To Value è del 50%. Tale percentuale può essere incrementata fino all'80% nel caso di presenza del mandato irrevocabile a vendere sui prodotti del Gruppo e altre attività finanziarie in capo alla clientela per la quota di LTV compresa tra il 50% e l'80%.

Nel caso di operazioni di tipo ipotecario destinate a finanziare le esigenze di liquidità di proprietari di immobili liberi da vincoli (oppure nel caso di interventi su immobili gravati da ipoteca per precedenti operazioni di mutuo con controestinzione in atto) la percentuale massima di Loan To Value è del 50%.
Le linee guida di Gruppo prevedono di adottare un'operatività orientata alla cautela e di porre in essere delle procedure di controllo, proporzionate e adeguate alla dimensione di business e al contesto in cui operano le società del Gruppo, come ad esempio la verifica della precisione e la qualità del documento redatto dal perito che sono requisiti essenziali dell'analisi del rischio. È infatti necessario che qualsiasi indicazione di approvazione di un mutuo sia sempre supportata da una valida perizia che deve indicare un valore di stima congruo rispetto all'importo del mutuo richiesto e certificare, per quanto possibile, la regolarità edilizia ed urbanistica dello stesso immobile. Viceversa, la pratica andrà rifiutata o l'importo di mutuo ridotto, in modo da risultare commisurato al valore reale dell'immobile (in base alla sua commerciabilità, luogo, etc.). L'importo di riferimento del valore dell'immobile è il valore più basso tra prezzo d'acquisto e valore peritale. La perizia è effettuata da periti referenziati e convenzionati e sono sempre rispettati i requisiti di indipendenza e professionalità. L'attività di controllo della corretta applicazione delle procedure interne per la redazione della perizia compete alla funzione tecnica specifica costituita all'interno della Direzione Credito di ogni Banca del Gruppo. La struttura di primo livello effettua inoltre una verifica periodica (due diligence sulle perizie) coinvolgendo una seconda e differente società peritale per un campione predefinito di pratiche: questo controllo permette di effettuare una verifica della bontà del processo in essere ed una rivalutazione coerente allo stato ed al mercato dell'immobile posto a garanzia. Nell'ambito del processo di controllo di secondo livello la Funzione Risk Management effettua controlli periodici sulle garanzie ipotecarie.
La protezione del credito di tipo personale è costituita da garanzie personali e derivati di credito. Questi ultimi al momento non sono autorizzati dalla Capogruppo tra le tecniche di mitigazione del rischio di credito sul banking book in quanto approvati solo per il trading.
Alle garanzie reali e personali, si aggiunge il mandato irrevocabile a vendere sui prodotti del Gruppo e altre attività finanziarie in capo al cliente. Il mandato a vendere ha l'indubbio vantaggio di essere la forma di garanzia più snella da un punto di vista operativo sebbene non configuri alcuna prerogativa o privilegio in capo alle Banche del Gruppo in caso di procedura concorsuale. Inoltre, in quanto garanzia atipica, il mandato a vendere non risulta eleggibile ai fini della riduzione dell'assorbimento di capitale e non sono pertanto riconosciuti come garanzia ai fini dell'attenuazione del rischio di credito, sebbene contribuiscano a facilitare la decisione se concedere o meno una linea di credito di tipo ordinario. I rischi assunti in base a questa forma di garanzia saranno quindi necessariamente considerati rischi pieni.
La Banca adotta un'operatività orientata alla cautela e pone in essere delle procedure di controllo come, ad esempio, la verifica della precisione e la qualità del documento redatto dal perito che sono requisiti essenziali dell'analisi del rischio. È infatti necessario che qualsiasi indicazione di approvazione

di un mutuo sia sempre supportata da una valida perizia che deve indicare un valore di stima congruo rispetto all'importo del mutuo richiesto e certificare, per quanto possibile, la regolarità edilizia ed urbanistica dello stesso immobile. Viceversa, la pratica andrà rifiutata o l'importo di mutuo ridotto, in modo da risultare commisurato al valore reale dell'immobile (in base alla sua commerciabilità, luogo, etc.). L'importo di riferimento del valore dell'immobile è il valore più basso tra prezzo d'acquisto e valore peritale. La perizia è effettuata da periti referenziati e convenzionati e sono sempre rispettati i requisiti di indipendenza e professionalità. L'attività di controllo della corretta applicazione delle procedure interne per la redazione della perizia compete alla funzione tecnica specifica costituita all'interno del Settore Crediti Speciali della Direzione Credito. La struttura di primo livello effettua inoltre una verifica periodica (due diligence sulle perizie) coinvolgendo una seconda e differente società peritale per un campione predefinito di pratiche: questo controllo permette di effettuare una verifica della bontà
del processo in essere ed una rivalutazione coerente allo stato ed al mercato dell'immobile posto a garanzia. Nell'ambito del processo di controllo di secondo livello la Funzione Risk Management effettua controlli trimestrali sulla rivalutazione degli immobili posti a garanzia. In particolare, in condivisione con la Direzione Credito, si effettua un controllo circa lo scostamento (variazione) tra il valore dell'immobile rivalutato e l'ultimo valore di perizia disponibile al fine di identificare gli immobili per i quali si verifica una rilevante riduzione di valore. Inoltre, la Funzione Risk Management è coinvolta nel processo di due diligence periodico al fine di identificare potenziali sovrastime degli immobili a garanzia nel processo di origination e verifica periodicamente la coerenza del valore di perizia degli immobili oggetto di garanzia nell'ambito delle procedure informatiche utilizzate dalla Banca e che sia presente il collegamento tra il rapporto di mutuo e la corrispondente garanzia ipotecaria.
Attraverso la Società Prexta si eroga credito nella forma della cessione del quinto dello stipendio e della pensione e la delega di pagamento. L'obbligatorietà della polizza assicurativa a copertura dei rischi di decesso e perdita d'impiego rappresenta una forma di mitigazione del rischio di credito efficace nel processo di recupero in quanto garantisce il mancato adempimento dell'obbligazione di rimborso del finanziamento da parte del debitore in caso di risoluzione definitiva, qualunque sia la causa (compresi il licenziamento e le dimissioni volontarie), del rapporto di lavoro tra il debitore stesso ed il datore di lavoro. Tale polizza non risulta eleggibile ai fini di vigilanza: i rischi assunti in base a questa forma di mitigazione del rischio sono considerati rischi pieni. Per quanto riguarda il calcolo del requisito di capitale, solo nel caso di cessione del quinto dello stipendio e della pensione, la normativa consente di applicare una percentuale di ponderazione inferiore rispetto a quella prevista per le esposizioni al dettaglio.
Il processo di calcolo delle svalutazioni per il portafoglio crediti del Banco prevede di analizzare la riduzione di valore di tutte le esposizioni creditizie ed in base allo stato amministrativo della controparte applica un impairment collettivo o analitico.

Per la quantificazione dell'impairment il Banco non utilizza una metodologia interna ma applica una metodologia semplificata (c.d. Solución alternativa) di tipo forfettario proposta dal Banco di Spagna per le banche standard come previsto nella normativa di riferimento (rif. Circular 4/2017 e rif. Circular 6/2021).
Tale normativa adottata localmente prevede di adeguare le percentuali di impairment in accordo con gli aggiornamenti pubblicati dal Banco di Spagna, valori determinati sulle risultanze riscontrate sul settore bancario spagnolo.
La soluzione semplificata descritta determina pertanto un impairment collettivo in funzione della classificazione normativa della controparte, applicando una percentuale forfettaria sull'ammontare dell'esposizione non coperta da garanzie reali dopo aver applicato sulla garanzia i rispettivi haircut previsti dal Banco di Spagna. Viene comunque prevista la possibilità di procedere anche con impairment di tipo analitico individuale.
In particolare, nel 2025, a seguito delle catastrofiche inondazioni verificatesi nell'area di Valencia nell'ottobre 2024, la Banca ha effettuato un accantonamento prudenziale generico in previsione di possibili cali di valore degli immobili nella zona a garanzia dei prestiti del portafoglio ipotecario.
La strategia di gestione degli NPL della Capogruppo è stata definita sulla base dell'analisi della capacità gestionale storica, del contesto esterno, delle caratteristiche del portafoglio deteriorato in termini di forma tecnica e del livello contenuto del portafoglio deteriorato. In termini di possibili azioni di recupero prevale la gestione interna e si prevede, nella fase stragiudiziale del processo di recupero, l'affidamento delle posizioni per le quali l'attività di early collection non è andata a buon fine a partner specializzati. Si considerano inoltre le politiche di ristrutturazione e rilascio di concessioni (forbearance) in continuità con l'operatività recente. Dato il livello del portafoglio non-performing, non sono state considerate strategie di cessione (cartolarizzazioni) con derecognition contabile delle attività cedute.
Gli obiettivi riflessi nel piano economico finanziario approvato sono stati stabiliti in termini di NPL al lordo e al netto delle rettifiche di valore per tipologia di credito deteriorato (esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate, inadempienze probabili e sofferenze), in valore assoluto e in percentuale del totale delle esposizioni creditizie verso la clientela, in coerenza con gli indicatori di RAF. Gli obiettivi fissati conducono a mantenere un livello contenuto di NPL ratio al netto delle rettifiche di valore.
Il processo di impairment è articolato in due fasi distinte:

La fase di individuazione delle attività da assoggettare a valutazione collettiva piuttosto che a valutazione analitica prevede che vengano assoggettati a valutazione collettiva i "crediti performing" (bonis) in coerenza con il principio contabile IFRS 9.
I crediti classificati in status "non-performing" secondo i criteri di segnalazione previsti dalle attuali disposizioni di Vigilanza (esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate, inadempienze probabili e sofferenze), indipendentemente dalla significatività della singola esposizione, sono assoggettati a valutazione analitica, per la quale si distingue tra valutazione "analitico-forfettaria" e "valutazione analitico-individuale".
Per le esposizioni oggetto di concessioni deteriorate (forbearance non-performing), anche se non formano una categoria a sé stante di crediti in default dato che rientrano a seconda dei casi tra le sofferenze, le inadempienze probabili oppure tra le esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate, è prevista una valutazione analitico-forfettaria oppure analitico individuale in funzione della classe di appartenenza e della presenza di sconfini/scoperti/scaduti.
Si definiscono crediti in default o "esposizioni creditizie deteriorate" le esposizioni creditizie per cassa (finanziamenti e titoli di debito) e "fuori bilancio" (garanzie rilasciate, impegni irrevocabili e revocabili a erogare fondi, ecc.) verso debitori che ricadono nella categoria dei "Non-performing" ai sensi del Regolamento 630/2019 che modifica il Regolamento (UE) n. 575/2013 e del Regolamento di esecuzione (UE) n. 680/2014 della Commissione, e successive modificazioni e integrazioni (Implementing Technical Standards; di seguito, ITS). Sono esclusi gli strumenti finanziari rientranti nel portafoglio "Attività finanziarie detenute per la negoziazione" e i contratti derivati.
Ai fini dell'identificazione e classificazione delle esposizioni creditizie deteriorate occorre anche tenere conto di quanto previsto dalle Guidelines EBA sull'applicazione della definizione di default ai sensi dell'articolo 178 del Regolamento (UE) n. 575/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio (EBA/GL/2016/07).
I crediti deteriorati, pertanto, sono individuabili in quella tipologia di partite che si caratterizzano per una difficile recuperabilità della posizione in quanto il merito di credito della controparte risulta deteriorato. Questa categoria di crediti, in virtù della disciplina di Vigilanza prudenziale, presenta un maggiore assorbimento di capitale.
I crediti deteriorati sono ripartiti, a seconda della gravità, nelle categorie delle esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate, inadempienze probabili e sofferenze.
Si intendono le esposizioni per cassa, diverse da quelle classificate tra le sofferenze o le inadempienze probabili, che, alla data di riferimento della segnalazione, sono scadute o sconfinanti.
Le esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate sono determinate facendo riferimento al singolo debitore.

Per quanto riguarda i criteri di entrata, l'esposizione complessiva verso un debitore è rilevata come scaduta e/o sconfinante deteriorata qualora l'ammontare del capitale, degli interessi o delle commissioni non pagato alla data in cui era dovuto superi entrambe le seguenti soglie:
Non sono impiegati margini ancora disponibili su linee di credito per compensare gli inadempimenti in essere ed evitare la classificazione a default e, pertanto, il cliente è classificato nei crediti deteriorati anche in presenza di disponibilità su altre linee di credito non utilizzate.
Nel caso di aperture di credito in conto corrente "a revoca" nelle quali il limite di fido accordato è stato superato (anche se per effetto della capitalizzazione degli interessi), l'inadempimento si verifica, a seconda della fattispecie che si verifica prima, a partire dalla prima data di mancato pagamento degli interessi che determina lo sconfino oppure a partire dalla data della prima richiesta di rientro del capitale.
Ai fini della verifica delle soglie si prendono in considerazione tutte le esposizioni incluse nel perimetro di consolidamento prudenziale verso il medesimo debitore. Sono escluse le esposizioni in strumenti di capitale.
Il superamento delle soglie deve avere carattere continuativo, ovvero deve persistere per 90 giorni consecutivi, ad eccezione di alcune tipologie di esposizioni di natura commerciale assunte verso le amministrazioni centrali, le autorità locali e gli organismi del settore pubblico.
I valori dello sconfino e dell'esposizione a livello di controparte vengono utilizzati giornalmente per il controllo del superamento delle soglie di materialità, relativa e assoluta. La frequenza del calcolo dello sconfino è pertanto giornaliera: il numero dei giorni di sconfino viene incrementato solo nel caso in cui vengano superate contemporaneamente entrambe le soglie di materialità previste dalla normativa. I criteri di calcolo dei giorni di sconfino continuativo prevedono:
La classificazione decade se risulta trascorso il "cure period" di 90 giorni consecutivi dal momento in cui vengono meno le circostanze che hanno determinato tale classificazione.
L'uscita dalla classificazione può essere anticipata qualora si riscontri che si sia verificata una situazione tecnica di arretrato. Tali situazioni tecniche di arretrato possono manifestarsi nell'ambito dei rapporti di cessione del quinto e delegazione di pagamento, a causa delle peculiarità procedurali e delle rigidità operative che caratterizzano queste tipologie di prodotto che risultano presenti nel portafoglio crediti

della Società controllata Prexta. Per quanto riguarda il portafoglio crediti di Banca Mediolanum, non sono previste situazioni tecniche di arretrato.
Tra le esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate sono incluse le esposizioni nei confronti di soggetti per i quali ricorrono le condizioni per una loro classificazione fra le esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate e che presentano una o più linee di credito che soddisfano la definizione di "Nonperforming exposures with forbearance measures".
Per inadempienze probabili si intendono le esposizioni per cassa e "fuori bilancio" verso un medesimo debitore nei confronti del quale la Banca giudica improbabile un adempimento integrale (in linea capitale e/o interessi) alle sue obbligazioni creditizie senza il ricorso ad azioni quali l'escussione delle garanzie. Tale valutazione è operata in maniera indipendente dalla presenza di eventuali importi (o rate) scaduti e non pagati nel caso sussistano elementi che implicano una situazione di rischio di inadempimento del debitore (ad esempio, una crisi del settore industriale in cui opera il debitore).
Tra le inadempienze probabili sono inclusi, salvo che non ricorrano i presupposti per una loro classificazione fra le sofferenze:

nell'ambito delle attività deteriorate; essa è inoltre rilevata tra le esposizioni oggetto di concessioni deteriorate.
➢ le esposizioni verso debitori che hanno attivato una procedura di natura concorsuale ai sensi della disciplina che regola la crisi "da sovraindebitamento" dei soggetti non fallibili (c.d. "insolvenza civile"). In caso di successiva omologazione da parte del tribunale dell'accordo di ristrutturazione, le relative esposizioni sono anche classificate tra le esposizioni oggetto di concessioni deteriorate.
Sono inoltre valutate per la classificazione ad inadempienza probabile le posizioni in bonis (salvo che non ricorrano i presupposti per una loro classificazione fra le sofferenze) che presentano le seguenti caratteristiche:
Infine, sono classificate ad inadempienza probabile le posizioni per cui è stata acconsentita una ristrutturazione onerosa, ove ciò implichi una ridotta obbligazione finanziaria per il debitore, dovuta a remissione sostanziale del debito o al differimento dei pagamenti in linea capitale, interessi o (se del caso) commissioni, ossia nei casi in cui la ristrutturazione onerosa implichi una ridotta obbligazione finanziaria con una soglia superiore all'1%. Anche nel caso in cui la ristrutturazione onerosa implichi una ridotta obbligazione finanziaria inferiore alla soglia dell'1% è effettuata la valutazione per la classificazione ad inadempienza probabile dei seguenti elementi:
➢ la presenza di piani di rimborso con rimborsi ingenti al termine del piano rateale previsto;

Lo stato di inadempienza probabile permane, dal momento dell'identificazione, per un periodo minimo di 90 giorni, fino a quando non siano più verificate le condizioni che hanno portato alla classificazione ad inadempienza probabile.
L'uscita dallo stato di inadempienza probabile per il rientro in bonis è deliberata se si accerta la contestuale presenza delle seguenti condizioni:
Sono rappresentate dal complesso delle esposizioni per cassa e "fuori bilancio" nei confronti di un soggetto in stato di insolvenza (anche non accertato giudizialmente) o in situazioni sostanzialmente equiparabili, indipendentemente dalle eventuali previsioni di perdita formulate. Sono escluse le esposizioni la cui situazione di anomalia sia riconducibile a profili attinenti al rischio Paese.
Inoltre, sono incluse le esposizioni nei confronti di soggetti per i quali ricorrono le condizioni per una loro classificazione fra le sofferenze e che presentano una o più linee di credito che soddisfano la definizione di "Nonperforming exposures with forbearance measures".
Infine, sono classificate nella classe delle sofferenze le esposizioni verso debitori che hanno attivato una procedura di natura concorsuale ai sensi della disciplina che regola la crisi "da sovraindebitamento" dei soggetti non fallibili (c.d. "insolvenza civile") qualora ricorrano elementi obiettivi nuovi che inducano a classificare il debitore in tale categoria oppure nel caso in cui le esposizioni fossero già classificate in sofferenza al momento della richiesta di ammissione.
Lo stato di sofferenza permane, dal momento dell'identificazione, per un periodo minimo di 90 giorni, fino a quando non siano più verificate le condizioni che hanno portato alla classificazione sofferenza. L'uscita dallo stato di sofferenza per il rientro in bonis è deliberata se si accerta la contestuale presenza delle seguenti condizioni:

Il Processo di write-off è normato all'interno della Policy di Credit risk di Gruppo e prevede la definizione di un processo di escalation in base all'importo della posizione che deve essere portato a perdita e alla classificazione dello stato normativo della stessa. La strategia di Banca Mediolanum, come Capogruppo, è di non adottare nessuna politica specifica di write-off, senza aver adottato delle azioni di recupero e avere valutato il rapporto costo benefici. Nella maggioranza dei casi le attività finanziarie cancellate hanno atteso il completamento del processo di recupero del credito secondo quanto indicato dalle policy e dalle procedure interne. Si registrano comunque dei passaggi a perdita diretti per alcune posizioni di importi irrilevanti e secondo una logica di costo beneficio delle attività di recupero.
In base al principio IFRS 9, i crediti considerati deteriorati già dal momento della rilevazione iniziale in bilancio (ovvero alla data di erogazione o di acquisto), in ragione del grado di rischio di credito associato, vengono definiti "Purchased or Originated Credit Impaired Asset" (POCI). Tali posizioni creditizie, qualora rientrino nel perimetro di applicazione dell'impairment ai sensi dell'IFRS 9, vengono valutate determinando un accantonamento per copertura del rischio crediti già al momento della data di rilevazione iniziale, che copra l'intera vita residua del credito propria delle posizioni deteriorate. Trattandosi di crediti deteriorati, l'iscrizione iniziale avviene nell'ambito dello Stage 3, ferma restando la possibilità di essere riclassificati, nel corso della vita, a Stage 2 nel caso in cui, sulla base dell'analisi del rischio creditizio, non risultino più deteriorati. Alla data del 30 giugno 2025 l'esposizione in POCI non risulta significativa.
Le esposizioni possono essere oggetto di modifiche dei termini contrattuali in senso favorevole al debitore al fine di rendere sostenibile il rimborso delle stesse nel caso in cui il debitore fosse in difficoltà. Tali modifiche possono essere di breve periodo (ad esempio la prorogando una scadenza già definita) o di lungo periodo (ad esempio revisionando il tasso di interesse di un finanziamento) e conducono alla classificazione di queste esposizioni come "forborne". Le esposizioni "forborne" sono soggette a specifiche previsioni in ottica di classificazione e, qualora le misure di concessione vengano applicate a esposizioni in bonis, rientrano nelle esposizioni in stage 2. Tutte le esposizioni classificate "forborne" sono monitorate da parte delle preposte funzioni aziendali. Queste funzioni verificano l'efficacia delle misure concesse, rilevando miglioramenti o peggioramenti nella situazione finanziaria del cliente successivamente alla concessione. Nel caso in cui, al termine del periodo di osservazione, la posizione rispetti tutti i criteri previsti dalla normativa, la stessa non è più considerata fra i crediti "forborne"; se, invece, tali criteri non sono rispettati l'esposizione continua a rimanere fra le esposizioni "forborne". Per quanto riguarda la classificazione forborne in seguito all'applicazione di accordi collettivi stipulati da associazioni di categoria oppure di determinate prescrizioni legislative (c.d. moratorie) si applicano

le indicazioni normative formulate dall'Autorità di Vigilanza in vigore al momento della concessione (Linee Guida EBA).
Una moratoria è considerata come tale qualora vengano soddisfatte tutte le seguenti condizioni:
Con particolare riferimento alle richieste di moratorie pervenute, legislative oppure non legislative, l'applicazione della moratoria non induce alla classificazione automatica di un'esposizione come forborne, salvo che fosse già questa la classificazione dell'esposizione prima dell'applicazione della moratoria. Per tutta la durata della moratoria, le Unità Organizzative di primo livello continuano a valutare se ricorrano indicazioni di "improbabile adempimento" dei debitori soggetti alla moratoria tenendo conto del piano di pagamenti aggiornato per effetto dell'adesione alla moratoria e adeguando, di conseguenza, la classificazione del credito.
Inoltre, nel caso di concessioni operate per oltre nove mesi, si valuta ogni singola casistica procedendo alla classificazione forborne se fosse accertata la difficoltà finanziaria del cliente.
Il Gruppo Mediolanum ha effettuato nel corso dell'anno 2025, per le controparti oggetto di precedenti moratorie, la classificazione del credito in conformità con le politiche e le pratiche in essere, dando priorità alla valutazione delle controparti caratterizzate da difficoltà finanziarie a più lungo termine, portando all'insolvenza del debitore. Nell'ambito dei processi di monitoraggio periodico del portafoglio crediti, per la valutazione ai fini delle classificazioni non-performing, sono stati considerati prioritari i debitori che, una volta conclusa la moratoria, hanno registrato ritardi nei pagamenti oppure sono stati identificati dai sistemi automatici di rilevazione di anomalie esterne, in funzione della gravità dell'anomalia rilevata. Nell'ambito del framework di controllo predisposto dalla Funzione Risk Management, è presente una verifica massiva con lo scopo di identificare anomalie riconducibili alla corretta classificazione dello stato normativo e dell'attributo di forbearance, dando priorità alle iniziative con maggiore rilevanza rispetto allo stock del portafoglio crediti.
Sono definite esposizioni creditizie oggetto di concessioni deteriorate le singole esposizioni per cassa e impegni revocabili e irrevocabili a erogare fondi che soddisfano la definizione di "Non-performing exposures with forbearance measures". Tali esposizioni rientrano, a seconda dei casi, tra le sofferenze, le inadempienze probabili oppure tra le esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate e non formano

una categoria a sé stante di attività deteriorate. Sono incluse anche le eventuali ristrutturazioni di esposizioni creditizie realizzate con un intento liquidatorio, da ricondurre fra le sofferenze.
Il Gruppo non ha esposizioni derivanti da operazioni di cartolarizzazione proprie.
A. Attività finanziarie cedute e non cancellate integralmente
Le attività finanziarie cedute e non cancellate sono relative ad operazioni di pronti contro termine con la Cassa di Compensazione e Garanzia.

E. Consolidato prudenziale – modelli per la misurazione del rischio di credito
Il Gruppo Bancario Mediolanum ai fini della misurazione del rischio di credito, in base all'ambito di attività, utilizza diversi modelli.
In particolare, sono stati sviluppati dei modelli quantitativi che, andando a recepire il framework normativo-regolamentare, vengono utilizzati ai fini contabili per la quantificazione dell'Expected Credit Loss (ECL).
Anche per il controllo andamentale del credito vengono utilizzati dei modelli gestionali di scoring il cui esito viene monitorato nell'ambito della reportistica istituzionale.
Infine, possono essere citati anche i modelli di simulazione prospettica che permettono di determinare, anche nell'ambito di condizioni avverse (stress-test) le differenti grandezze economiche e patrimoniali utili ai fini della determinazione del piano economico finanziario e la relativa determinazione delle soglie di risk appetite e risk tolerance.
Per maggiori dettagli si veda quanto specificato nei paragrafi precedenti.
Il rischio di mercato è definito come il rischio di subire delle perdite, anche rilevanti, legato allo sfavorevole andamento delle variabili di mercato capaci di influenzare il valore delle attività di investimento proprie delle società del Gruppo Bancario Mediolanum, quali i tassi di interesse, i tassi di cambio, i corsi azionari, la volatilità, gli spread per i titoli obbligazionari.
Il rischio così definito è fondamentalmente presente nell'attività che viene svolta nell'ambito delle unità con funzioni di tesoreria del Gruppo. Ai fini di vigilanza si configura in particolare sul perimetro delle attività classificate all'interno del portafoglio di negoziazione, per le quali il Gruppo Bancario Mediolanum adotta la metodologia standardizzata di calcolo del rischio di mercato.
All'interno del Gruppo Bancario Mediolanum, solamente Banca Mediolanum, Banco Mediolanum e Mediolanum Fiduciaria hanno strumenti classificati all'interno del portafoglio di negoziazione. Di queste entità, Banco Mediolanum e Mediolanum Fiduciaria hanno una posizione che non supera i limiti dell'Articolo 94 del Regolamento UE n. 575/2013 (e sue modifiche) e quindi godono della deroga per piccole operazioni attinenti al portafoglio di negoziazione.
Rientrano nel "portafoglio di negoziazione", come definito nella normativa prudenziale sui rischi di mercato, il portafoglio degli strumenti finanziari soggetto ai requisiti patrimoniali di riferimento. In

particolare, vengono collocati in tale portafoglio le posizioni finanziarie autorizzate alla gestione dell'attività di trading. Rispetto all'operatività bancaria gli obiettivi e le strategie sottostanti a tale attività di negoziazione, effettuate esclusivamente in conto proprio, risultano essere comuni ai principi applicati anche in altri ambiti gestionali, quali la diversificazione degli investimenti, il controllo del rischio e l'attenzione alle opportunità di mercato.
In particolare, le posizioni presenti nel portafoglio di trading sono rappresentate principalmente da posizioni in titoli obbligazionari e per una parte residuale in titoli azionari.
Come per gli altri portafogli bancari, il portafoglio di negoziazione è caratterizzato dalla predominanza di titoli di stato domestici rispetto ad altri emittenti, presentando di conseguenza un rischio di default in linea con il rischio paese di residenza. Coerentemente con il Banking Book, anche le posizioni di trading su titoli di stato esprimono un limitato profilo di rischio tasso come dimostra la bassa duration media dei portafogli.
Dati puntuali
| Portafoglio di Negoziazione (Eur/000) | ||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Valore Bilancio 31/12/2024 | ||||||||||
| Voce Bilancio | Banca | Banco | Fiduciaria | Gruppo | Banca | Banco | Fiduciaria | Gruppo | ||
| Attivo | 1.143.034 | 796 | 25 | 1.143.855 | 347.633 | 829 | 25 | 348.487 | ||
| Obbligazioni | 1.142.051 | 25 | 1.142.076 | 299.600 | 25 | 299.624 | ||||
| Equity/Fondi | 938 | 796 | 1.734 | 47.731 | 829 | 48.560 | ||||
| Derivati | 45 | 45 | 303 | 303 | ||||||
| Tassi di interesse | 0 | |||||||||
| Valuta | 45 | 45 | 303 | 303 | ||||||
| Passivo | 471 | 471 | 3 | 3 | ||||||
| Obbligazioni | ||||||||||
| Equity/Fondi | ||||||||||
| Derivati | 471 | 471 | 3 | 3 | ||||||
| Equity | 14 | 14 | ||||||||
| Tassi di interesse | ||||||||||
| Valuta | 457 | 457 | 3 | 3 |
Come si può notare, il portafoglio di negoziazione a livello di Gruppo è composto quasi esclusivamente dalle posizioni di Banca Mediolanum. La composizione del portafoglio è data prevalentemente da posizioni di tipo obbligazionario. Nel corso del 2025 è stata venduta completamente la partecipazione in Nexi, che ha portato ad una riduzione notevole della posizione in equity.

La Funzione Risk Management della Capogruppo, come già riportato in precedenza, garantisce l'uniformità delle metodologie di valutazione dei rischi finanziari in essere nelle diverse realtà operative e concorre alla definizione dei limiti di affidamento e massimali operativi. Ogni Società del Gruppo è tuttavia direttamente responsabile del controllo dei rischi assunti nel rispetto delle linee guida approvate dai rispettivi Consigli di Amministrazione seguendo il principio di congruenza tra la complessità degli attivi in gestione e le misure di rischio adottate. L'analisi del rischio mercato viene effettuata mediante indicatori sia di composizione di portafoglio (caratteristiche degli strumenti ammessi, caratteristiche degli emittenti etc..) sia di massima perdita potenziale (Value at risk) e Duration.
Il Value at Risk indica la massima perdita potenziale osservabile con un certo livello di probabilità α ed in un arco temporale definito: esso viene stimato mediante l'utilizzo del metodo della simulazione storica. Il metodo della simulazione storica, adottato da Banca Mediolanum, consiste nell'utilizzare variazioni storiche dei fattori di rischio cui il portafoglio è esposto e di calcolare una corrispondente distribuzione di perdita del portafoglio intero.
La Duration invece rappresenta una sensitivity del valore di uno strumento obbligazionario al variare dei tassi di interesse.
Come già evidenziato, i portafogli di negoziazione di Banco Mediolanum e Mediolanum Fiduciaria sono residuali rispetto a quelli di Banca Mediolanum. In sede di RAF vengono definiti due limiti per il portafoglio di negoziazione di Banca Mediolanum: VaR e Duration. Viene poi monitorata anche la P&L giornaliera realizzata dal portafoglio. Il perimetro di riferimento di questi indicatori è dato dalla componente obbligazionaria del portafoglio di negoziazione di Banca Mediolanum, in quanto risulta essere quella su cui si focalizza l'attività di Tesoreria. Di seguito viene riportata un'analisi riepilogativa delle grandezze monitorate sul portafoglio di negoziazione.



Di seguito invece riportiamo l'andamento della Duration, metrica che permette di misurare la sensitivity del portafoglio a variazioni dei tassi di interesse. Anche in questo caso l'andamento è coerente con l'andamento dei volumi del portafoglio.


INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA
Il rischio di tasso d'interesse quantifica il potenziale impatto che variazioni inattese nella term structure di mercato possono determinare sui profitti correnti e sul valore del patrimonio netto della Banca. Questo rischio viene tipicamente monitorato in relazione alle posizioni incluse nel Banking Book.
Rientrano nel "portafoglio bancario" del Gruppo tutti gli strumenti finanziari non inclusi nel portafoglio di negoziazione, ovvero l'insieme delle poste di bilancio (attivo e passivo) e fuori bilancio che non sono detenute con finalità di trading. All'interno del Banking Book quindi si ritrovano gli impieghi, le fonti di finanziamento, gli assets classificati nel portafoglio HTC&S e la componente immobilizzata del portafoglio titoli (categoria IFRS: Held to Collect).
La BCE, come da attese, ha tagliato i tassi di 100bps nel primo semestre 2025 portando il Depo rate dal 3% al 2% in uno scenario in cui l'outlook economico è peggiorato e l'inflazione continua a rallentare in linea con le stime. La crescita si è deteriorata a causa dell'aumento delle tensioni commerciali, l'impatto dei dazi sull'inflazione sarà chiaro solo con il tempo. L'aumento dell'incertezza potrebbe impattare negativamente sulla fiducia e la volatilità sui mercati potrebbe avere un effetto restrittivo sulle condizioni finanziarie, tutti fattori che andrebbero a peggiorare l'outlook economico.
Secondo il business model adottato dalla banca, i titoli acquistati sono stati interamente classificati nel portafoglio HTC (Held to collect) che permette la sterilizzazione dei movimenti di mercato grazie alla valutazione al costo ammortizzato senza impatto patrimoniale o al risultato economico iscritto a bilancio.
Il perimetro considerato per l'investimento è stato circoscritto ai titoli obbligazionari governativi o emessi da entità sovranazionali perseguendo un obiettivo di diversificazione del portafoglio in termini di rischio di credito dell'emittente.
Sfruttando i movimenti di mercato è stata privilegiata la parte lunga della curva per gli acquisti di titoli di stato italiani, mentre per il resto dell'investimento, le compravendite si sono concentrate sul consueto orizzonte temporale di breve termine intorno ai 3 anni.
| Portafoglio Obbligazionario HTC (Eur/000) | ||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Valore Bilancio 30/06/2025 | Valore Bilancio 31/12/2024 | |||||||||
| Voce Bilancio | Banca | Banco | Gruppo | Banca | Banco | Gruppo | ||||
| Attivo | 13.875.657 | 1.834.538 | 15.710.195 | 15.376.626 | 1.945.381 | 17.322.007 | ||||
| Obbligazioni | 13.875.657 | 1.834.538 | 15.710.195 | 15.376.626 | 1.945.381 | 17.322.007 | ||||
| general governments | 13.314.521 | 1.834.538 | 15.149.059 | 15.066.728 | 1.945.381 | 17.012.109 | ||||
| credit institutions | 561.136 | - | 561.136 | 309.897 | - | 309.897 |

| Portafoglio HTC&S (Eur/000) | ||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Valore Bilancio 30/06/2025 | Valore Bilancio 31/12/2024 | |||||||||||
| Voce Bilancio | Banca | Banco | Flowe | Med Com | MIF | Gruppo | Banca | Banco | Flowe | Med Com | MIF | Gruppo |
| Attivo | 454.061 | 0,4 | 1.000 | 69 | 236.356 | 691.486 | 345.675 | 0,4 | 1.000 | 39 | 126.408 | 473.123 |
| Equity/Fondi | 433.768 | 0,4 | 1.000 | 69 | - | 434.837 | 325.637 | 0,4 | 1.000 | 39 | - | 326.677 |
| credit institutions | 426.853 | - | - | - | - | 426.853 | 318.724 | - | - | - | - | 318.724 |
| other financial | 1.190 | 0,4 | - | - | - | 1.190 | 1.190 | 0,4 | - | - | - | 1.190 |
| non-financial | 5.725 | - | 1.000 | 69 | - | 6.794 | 5.723 | - | 1.000 | 39 | - | 6.762 |
| Obbligazioni | 20.293 | - | - | - | 236.356 | 256.649 | 20.038 | - | - | - | 126.408 | 146.447 |
| general governments | 20.293 | - | - | - | 236.356 | 256.649 | 20.038 | - | - | - | 126.408 | 146.447 |
| credit institutions | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
La gestione del rischio tasso calcolato sulle poste di bilancio rientra tra le attività tipiche dell'Asset Liability Management. La Capogruppo Banca Mediolanum ha scelto di utilizzare l'analisi con il metodo Full Evaluation richiesta agli Istituti c.d. "Significant" supervisionati dalla BCE e perciò, per ogni singolo rapporto, viene calcolato:
Tale analisi viene svolta sia in uno scenario base di mercato che nei sei scenari di shock secondo le linee guida pubblicate dall'EBA in materia di IRRBB (cfr. EBA/GL/2022/14), al fine di calcolare le metriche di monitoraggio del tasso: delta valore economico e delta margine di interesse.
Il rischio di tasso è presidiato attraverso la determinazione di limiti applicati ad entrambe le metriche di tasso. I limiti consolidati sono definiti in sede di Risk Appetite Framework (RAF) e approvati dal Consiglio di amministrazione della capogruppo, sono coerenti al contesto di strategia di bussiness e alle indicazioni regolamentari, sono definiti come il profilo di rischio che il Gruppo prevede di assumere nel corso dell'anno. Ai limiti consolidati di EVE e NII sensitivity di Gruppo si affiancano i limiti individuali secondo il processo di "cascading" dei limiti di RAF di Gruppo. Tali limiti individuali tengono conto delle caratteristiche dei portafogli della società controllata, con particolare riferimento ai volumi delle poste di bilancio, alle durate medie, alla tipologia di strumenti negoziati ed alla missione strategica della società stessa.

La Funzione Risk Management della capogruppo procede alla verifica mensile che i limiti approvati nel RAF siano rispettati a livello consolidato e la funzione Risk Management della controllata spagnola effettua il monitoraggio dei limiti individuali, previo confronto e comunicazione alla capogruppo. L'esito del monitoraggio è esaminato mensilmente nei Comitati endoconsiliari o manageriali nell'ambito della loro attività propositiva al Consiglio di amministrazione. Inoltre, il Gruppo si è dotato di un documento di policy interna (Policy Financial Risk), soggetto ad approvazione del CdA, che disciplina l'intero framework di gestione del rischio di tasso del Gruppo ed in particolare gli aspetti di governance, le metodologie in uso e la definizione degli scenari. Nell'ambito della policy sono definite le metodologie di misurazione dei rischi finanziari generati dal portafoglio bancario riferiti all'unica valuta rilevante del portafoglio banking book, ovvero l'euro. La Funzione di Audit, infine, assicura l'adeguatezza ed il rispetto della regolamentazione interna e quella emanata dall'autorità nazionale ed europea su base almeno annuale.
Per entrambe le metriche di misurazione del rischio tasso, il Gruppo modellizza le poste contrattualmente a vista (conti correnti clientela di raccolta) con un modello interno di valutazione che permette di quantificarne gli effetti di persistenza nel tempo e di imperfetta elasticità alla variazione dei tassi di mercato (effetto vischiosità), stimato sulle serie storiche interne dei comportamenti della clientela. La modellizzazione consiste nell'identificazione della parte "core" dei saldi, ossia l'importo del deposito che è stabile e quindi non istantaneamente rivalutabile anche in presenza di variazioni significative dei tassi. La componente stabile viene distribuita temporalmente secondo le scadenze dettate da un profilo di ammortamento anch'esso stimato, al fine di cogliere la reattività parziale e ritardata alle variazioni dei tassi di mercato. Infine, si considera un modello interno di riprezzamento che determina i livelli e l'andamento del tasso clientela come funzione di un parametro di mercato (Euribor 1M) per riuscire a cogliere soprattutto nella metrica dell'NII la vischiosità, l'asimmetria agli shock di mercato e il floor contrattuale a zero sui tassi alla clientela. Il modello è oggetto di monitoraggio continuo e di ristima annuale per recepire le variazioni delle masse e dei comportamenti della clientela nel tempo intercorse, nonché della normativa regolamentare di riferimento.
Le società controllate bancarie contribuiscono alle metriche di rischio tasso consolidato in proporzione alla loro rilevanza e secondo la quantità di poste sensibili al tasso che la loro strategia di business prevede.
Lo stato patrimoniale del Gruppo è caratterizzato da attività che sono prevalentemente composte da un portafoglio crediti principalmente indicizzato a tassi variabili con frequenti repricing e da un portafoglio di strumenti finanziari quasi equidistribuito tra titoli a tasso fisso e titoli a tasso variabile; le passività a sua volta sono caratterizzate da finanziamenti a tassi di mercato con collateralizzazione di titoli e dalla raccolta Retail contraddistinta da peculiari aspetti di stabilità e anelasticità.
Il rischio di tasso di interesse generato dal portafoglio bancario del Gruppo Banca Mediolanum, misurato mediante la sensitivity del valore economico +200 punti base dei tassi, ha registrato nel corso del primo semestre del 2025 un valore medio pari a -159 milioni, con un valore massimo pari a -175 milioni raggiunto alla fine di Aprile 2025.

La sensitivity del margine di interesse nell'ipotesi di variazione di -200 punti base dei tassi, ha registrato nel corso del primo semestre del 2025 un valore medio pari a -105 milioni, con un valore massimo pari a -122 milioni raggiunto alla fine di Maggio 2025.
Rientrano nell'ambito di applicazione del seguente profilo di rischio tutte le attività e le passività (in bilancio e "fuori bilancio") in valuta, ivi incluse le operazioni in euro indicizzate all'andamento dei tassi di cambio di valute.
Per tali casistiche sono definiti dei limiti di esposizione al rischio di cambio in termini di controvalore della posizione netta delle principali divise di trattazione.
In considerazione dell'esigua operatività in operazioni che potrebbero essere impattate da rischio di cambio, questa tipologia di rischio risulta essere residuale; pertanto, la banca non procede ad analisi di dettaglio con scenari di stress dedicati.
Non sono presenti attività a copertura secondo la classificazione IAS/IFRS.
Il Gruppo presenta nel proprio portafoglio derivati finanziari di negoziazione di importo non significativo mentre alla data di redazione della presente relazione non sono presenti operazioni di copertura.

Per rischio di liquidità si intende l'incapacità della banca di far fronte tempestivamente e in modo economico ai suoi obblighi di pagamento nei tempi contrattualmente previsti. In funzione della possibile area di impatto, la prassi internazionale è solita operare una distinzione tra due tipologie di rischio di liquidità: funding liquidity risk e market liquidity risk. Per funding liquidity risk si intende il rischio che la banca non sia in grado di far fronte, secondo criteri di economicità, alle proprie uscite di cassa (sia attese che inattese) e alle esigenze di collateral, senza pregiudicare l'operatività quotidiana o la situazione finanziaria della banca stessa. Con market liquidity risk, invece, si intende il rischio che la banca non sia in grado di smobilizzare un'attività finanziaria senza incorrere in perdite in conto capitale a causa della scarsa liquidità del mercato di riferimento o di inefficienze nello stesso.
La predisposizione di un adeguato sistema di governo e gestione di tale rischio assume un ruolo fondamentale per il mantenimento della stabilità non solo della singola banca, ma anche del mercato, considerato che gli squilibri di una singola istituzione finanziaria possono avere ripercussioni sistemiche.
Il modello di gestione della liquidità del Gruppo Banca Mediolanum è strutturato in maniera tale da assicurarne adeguati livelli sia nel breve sia nel medio-lungo termine. Non sono ravvisabili criticità nelle condizioni di liquidità sugli orizzonti indicati grazie alle caratteristiche finanziarie (duration e profilo di rischio) degli strumenti presenti nell'attivo di bilancio e alla strategia di funding adottata.
Le funzioni aziendali della Capogruppo preposte a garantire la corretta applicazione delle Linee Guida e l'adeguatezza della posizione di liquidità del Gruppo sono, in particolare, la Direzione Gestione Finanza e Tesoreria e la Direzione Pianificazione Controller e Investor Ralations, responsabili nell'ambito dell'area Chief Financial Officer (CFO) della gestione della liquidità, e la Direzione Financial Risk Management, che nell'ambito dell'area Chief Risk Officer (CRO) ha la responsabilità diretta della misurazione del rischio di liquidità su base consolidata. La liquidità del Gruppo è gestita dalle citate strutture dell'area CFO attraverso un dettagliato presidio dei flussi di liquidità ed una costante interazione con le Business Unit, nel quadro dei relativi business plan mentre la Direzione Financial Risk Management ha la responsabilità diretta dei controlli di secondo livello e svolge un ruolo primario nella gestione e diffusione delle informazioni sul rischio di liquidità, contribuendo al miglioramento complessivo della consapevolezza del Gruppo sulla posizione in essere. In particolare, garantisce la misurazione verificando il rispetto dei limiti ed attivando, in caso di superamento degli stessi, le procedure di reporting nei confronti dei competenti Organi Societari e monitorando le azioni di rientro concordate in caso di eventuali sconfinamenti. La Funzione di Audit, infine, assicura l'adeguatezza ed il rispetto della regolamentazione interna e quella emanata dall'autorità nazionale ed europea su base almeno annuale.
Le metriche di misurazione e gli strumenti di attenuazione del rischio di liquidità, sono formalizzati nella Policy di Financial Risk mentre il presidio del rischio di liquidità avviene attraverso la definizione delle linee guida per l'implementazione del processo di monitoraggio degli indicatori riportati nel documento di Risk Appetite Framework (RAF). L'esito del monitoraggio è esaminato mensilmente nei Comitati endoconsiliari o manageriali nell'ambito della loro attività propositiva al Consiglio di amministrazione. Il sistema interno di controllo e gestione del rischio di liquidità è coerente e conforme alle specificità della banca e alle disposizioni normative sulla liquidità introdotte dall'Unione Europea sin da giugno

2013 e successivi aggiornamenti. In maniera più dettagliata e facendo riferimento ai documenti pubblicati, viene richiesto alle banche di rispettare il requisito minimo di copertura della liquidità di breve termine (Liquidity Coverage Ratio "LCR" > 100%), nonché il requisito minimo di liquidità strutturale (Net Stable Funding Ratio "NSFR" >100%), come stabiliti nell'ambito del Regolamento (UE) 575/2013, del Regolamento 2019/876, del Regolamento Delegato (UE) 2015/61 e della Direttiva 2019/878/UE, con relativi supplementi e modifiche. Completano il quadro normativo gli "Implementing Technical Standard" sviluppati dall'Autorità Bancaria Europea (EBA) e le Guidelines della BCE finalizzati ad accrescere l'armonizzazione regolamentare dell'Unione nel quadro del c.d. Meccanismo Unico di Vigilanza (SSM-Single Supervisory Mechanism ) che, sempre in tema di liquidità, ha previsto anche un esercizio di autovalutazione detto Internal Liquidity Adequacy Assessment Process (ILAAP), da condurre con periodicità annuale ai fini del Supervisory Review and Evaluation Process (SREP).
Gli strumenti qualitativi e quantitativi del modello di gestione del rischio di liquidità comprendono:
In altri termini, il Gruppo Banca Mediolanum ha adottato un framework di controllo (con la relativa reportistica) che prevede monitoraggi con periodicità giornaliera, settimanale, mensile e trimestrale tale da supervisionare tutti gli aspetti della liquidità sia di breve termine che di medio-lungo termine, sia in condizioni di "normale corso degli affari" che simulando scenari di stress. Questi ultimi vengono adottati per quantificare immediate esigenze di rafforzamento (economico, patrimoniale, organizzativo o metodologico) oppure per arricchire con uno studio forward looking le analisi condotte sulla normale operatività. Gli stress test sono condotti sul perimetro consolidato e hanno diverse periodicità fissate in base alla dimensione del rischio da analizzare e allo scopo dell'esercizio.
Le metriche di rischio presidiate mensilmente riguardano la liquidità regolamentare (di breve periodo tramite il Liquidity Coverage Ratio e di medio-lungo periodo tramite il Net Stable Funding Ratio) e liquidità gestionale (indicatore Survival Period). Nell'ambito del rischio di liquidità regolamentare di breve e di medio-lungo periodo è opportuno precisare che la costruzione degli indicatori LCR e NSFR già incorpora specifici scenari di stress definiti dalla normativa di riferimento e non sono state introdotte ipotesi più severe di quelle già previste dal regolatore. Più precisamente, il Liquidity Coverage Ratio misura il rapporto tra la riserva di "attività liquide" dell'ente creditizio e i suoi "deflussi netti di liquidità"


nell'arco di un periodo di stress di 30 giorni di calendario (costruito dal regolatore ipotizzando una serie di frizioni nell'accesso al mercato interbancario e nell'esigibilità di determinate poste dell'attivo). Il Net Stable Funding Ratio misura il rapporto tra l'ammontare di provvista stabile disponibile e l'ammontare di provvista stabile obbligatoria. Tale indicatore è finalizzato a promuovere un maggiore ricorso alla raccolta stabile, evitando che l'operatività a medio e lungo termine possa dare luogo ad eccessivi squilibri da finanziare a breve termine. Il Survival Period è invece un indicatore interno finalizzato a misurare il primo giorno in cui la Posizione Netta di Liquidità (calcolata come differenza tra le Riserve di Liquidità disponibili e i deflussi netti) diventa negativa, indicando l'insufficienza di liquidità per coprire i deflussi netti simulati in uscita. Per questo scopo, sono stati ipotizzati due stress combinati: la mancanza di accesso alla raccolta interbancaria nei mercati finanziari e una tensione idiosincratica.
Analisi di stress annuali invece confluiscono nei resoconti di ILAAP, Recovery e Resolution, il cui processo prevede il confronto e il coinvolgimento con altre funzioni della Banca quali la Divisione Pianificazione, Controllo e Investor Relations e le unità di business come il Settore Gestione Finanziaria e Tesoreria. Si menziona inoltre la Funzione Internal Audit che esegue le verifiche, nell'ambito delle proprie attività di revisione, sugli esercizi di stress condotti.
La Funzione Risk Management sulla base delle richieste dell'autorità di Vigilanza o di analisi condotte su situazioni di mercato osservate valuta quali ipotesi di stress applicare, per verificare la robustezza della solvibilità della banca nell'arco temporale di monitoraggio, adottando, se necessario, anche shock di reverse stress test. Nei tre resoconti ILAAP, Recovery e Resolution, gli scenari di stress applicati includono crisi sistemiche e idiosincratiche con severità crescente, considerando alternativamente contesti come instabilità geopolitica, recessione globale, rischi climatici o rischi reputazionali. Nell'ambito del proprio framework di gestione del rischio di liquidità, il Gruppo Banca Mediolanum ha anche identificato un insieme di indicatori da monitorare per prevedere potenziali crisi di liquidità e ha definito interventi flessibili da attuare tempestivamente all'inizio di tali crisi. Il Contingency Funding Plan (CFP) garantisce l'identificazione dei segnali di preallarme, il loro monitoraggio mensile e la definizione di procedure e responsabilità aziendali da attivare in caso di tensioni sulla liquidità, sia sistemica che specifica.
La Capogruppo definisce le linee guida per la gestione integrata dei rischi a livello di Gruppo attraverso il documento di Risk Appetite Framework dove sono presenti gli indicatori strategici ed operativi per il rischio di specie; è responsabile della policy e della definizione delle modalità di rilevazione del rischio di liquidità e nell'ambito della sua attività di coordinamento, fornisce supporto alle società del gruppo per l'armonizzazione della reportistica di rischio.
La posizione di liquidità del Gruppo Banca Mediolanum si è mantenuta nel corso della prima metà del 2025 all'interno dei limiti di rischio previsti dalla vigente Policy di Liquidità. Entrambi gli indicatori di breve termine (LCR) e di lungo termine (NSFR) risultano ampiamente superiori ai requisiti regolamentari (100%) sostenuti da adeguate attività liquide di elevata qualità (HQLA) e dal significativo contributo di raccolta stabile retail. Nel corso della prima metà del 2025 l'LCR del Gruppo Banca Mediolanum ha

avuto una media del 430% e l'NSFR del 189%; Il valore medio delle complessive riserve HQLA disponibili a pronti è stato in media pari a 13,4 miliardi, composte da 94,5% da titoli governativi dell'area euro. Le periodiche prove di stress svolte hanno dimostrato agli Organi Aziendali che il Gruppo Banca Mediolanum possiede un avanzo di liquidità in grado di fronteggiare fuoriuscite di cassa straordinarie, evidenziando l'elevata solvibilità dell'istituto e un ampio margine di sicurezza per affrontare ipotetiche situazioni di tensione sulla liquidità. Il Survival Period ha evidenziato una capacità di sopravvivenza dell'istituto superiore a 17 mesi.
Il modello di finanziamento dell'istituto può essere rappresentato in maniera semplificata intorno a due macro-fonti di raccolta: raccolta retail e raccolta wholesale (garantita e non garantita). Nel 2025, la raccolta retail ha continuato a rappresentato il principale strumento di funding ed è stato destinato solo in parte alle forme di impiego con la medesima controparte, generando un "eccesso" di raccolta da tale fonte. Questo è stato mensilmente monitorato attraverso il rapporto impiego/raccolta retail, che si è mantenuto intorno a un valore medio del 60% circa. La liquidità "in eccesso" è stata prevalentemente investita in titoli di stato dell'area euro "eligible" sia a tasso fisso sia a tasso variabile ma mantenendo una duration di portafoglio intorno ai 2,3 anni. Altra fonte significativa di finanziamento per l'istituto è stata la raccolta proveniente dal mercato interbancario, utilizzando prevalentemente strumenti di finanziamento secured nella forma di operazioni di Repo Overnight.
Banco Mediolanum dispone di una funzione di tesoreria interna indipendente che raccoglie liquidità tramite depositi di conti correnti al dettaglio, il mercato regolamentato REPO e il rifinanziamento con la Banca Centrale Europea. La banca utilizza limiti interni e regolamentari in linea con le linee guida definite dalla Capogruppo attraverso il documento di RAF e dispone di un'architettura robusta che permette la comunicazione dei propri dati di liquidità individuale su base giornaliera, consentendo alla Capogruppo di mantenere un forte controllo del rischio di liquidità a livello consolidato. Durante la prima metà del 2025, la banca ha rispettato tutti i limiti interni e regolamentari relativi al rischio di specie e non ci sono state operazioni infragruppo rilevanti.
Nel 2024 è stato avviato un programma di adeguamento al nuovo Regolamento DORA (completato nel corso del 2025) che richiede di integrare la resilienza digitale a tutti i livelli sulla base di pilastri specifici quali: Risk Management, Incident Reporting, Resiliency Testing e Third Parties Risk Management.
Il Progetto, guidato dalla Capogruppo, è stato condotto a livello di Conglomerato. La Funzione Risk Management ha fornito informative specifiche al Consiglio di Amministrazione in relazione all'andamento del progetto ed ha aggiornato le Policy emanate dalla Capogruppo in ambito Rischio ICT e di Sicurezza e Rischio Terze Parti.

Il programma ha inoltre previsto, a seguito anche dell'On Site Inspection (OSI) in ambito ICT Risk, il completamento della riorganizzazione iniziata nel 2024 della Funzione Risk Management che ha rappresentato un passo significativo verso il rafforzamento del sistema di gestione dei rischi.
Tale riorganizzazione ha portato alla costituzione della nuova struttura denominata "Non Financial Risk Management", a diretto riporto del CRO, con l'intento di rafforzare il complessivo Framework di presidio dei rischi non finanziari. L'Unità di controllo si articola al suo interno in:

Il Gruppo Bancario Mediolanum definisce i rischi operativi come "il rischio che comportamenti illegali o inappropriati dei collaboratori, carenze o malfunzionamenti tecnologici, errori o carenze nei processi operativi e fattori esterni possano generare perdite economiche o danni patrimoniali e talvolta impatti di carattere legale - amministrativo".
In linea con quanto richiesto dalle normative di settore, Banca Mediolanum S.p.A. ha adottato e mantiene regolarmente aggiornato un framework per il controllo e la gestione dei rischi operativi.
Le società ambito di applicazione del modello di governance dei rischi operativi definito sono, in primis, Banca Mediolanum e le altre società facenti parte del Gruppo Bancario che, con presidi diretti o decentrati, adottano framework di controllo e gestione dei rischi operativi sviluppati in funzione della complessità delle attività svolte, dell'esposizione ai rischi operativi e delle indicazioni normativoregolamentari specifiche, nel rispetto del principio di proporzionalità.
Inoltre, per garantire omogeneità di approccio, anche ai fini di una corretta rilevazione e aggregazione dei dati di rischio a livello consolidato, modelli analoghi sono in uso presso le società del Gruppo Mediolanum non appartenenti al Gruppo Bancario.
La Funzione Risk Management è responsabile del presidio del rischio operativo e collabora con la Funzione Internal Audit per il controllo e la gestione dei rischi operativi rivenienti dall'operato della rete di vendita di Banca Mediolanum S.p.A.
Inoltre, si coordina con la Divisione Amministrazione, Contabilità e Bilancio per le verifiche di adeguatezza patrimoniale, a fronte dei requisiti di fondi propri per i rischi operativi di Banca Mediolanum S.p.A. e di Gruppo Bancario. La collocazione organizzativa della Funzione Risk Management, si basa sui principi di "separatezza" ed "indipendenza" rispetto alle linee operative, riportando direttamente agli organi aziendali della Capogruppo. Specifiche Funzioni di Risk Management sono, inoltre, presenti presso le principali Società del Gruppo, al fine di garantire una maggiore vicinanza al business, mantenendo presso la Capogruppo un ruolo di indirizzo e coordinamento.
Il framework di riferimento per la gestione e il controllo dei rischi operativi adottato dal Gruppo Bancario Mediolanum si articola nelle seguenti quattro fasi sequenziali:

Ciascuna delle suddette fasi è caratterizzata da specifici obiettivi, modelli, metodologie e strumenti e viene attuata, dalle società del Gruppo, in funzione della complessità delle attività svolte, dell'esposizione ai rischi operativi e delle indicazioni normativo - regolamentari specifiche, nel rispetto del principio di proporzionalità.
L'identificazione dei rischi operativi rappresenta l'insieme delle attività di individuazione e raccolta delle informazioni relative ai rischi operativi attraverso il trattamento coerente e coordinato di tutte le fonti informative rilevanti, allo scopo di costruire una base informativa completa.
Le informazioni necessarie a tale fine riguardano:
La misurazione dei rischi operativi rappresenta l'insieme delle attività di analisi e valorizzazione della rischiosità, finalizzata alla conoscenza completa del profilo di rischio complessivo della Società e/o del Gruppo e delle sue componenti e alla quantificazione del capitale a rischio. Tale componente prevede:
➢
Le attività di monitoraggio, controllo e reporting sono diretta conseguenza delle preliminari fasi di identificazione e misurazione, che consentono di analizzare l'esposizione complessiva ai rischi operativi delle varie unità di business e di segnalare tempestivamente eventuali criticità riscontrate agli Organi Sociali, Comitati e funzioni aziendali delle Società che compongono il Gruppo.
La gestione dei rischi operativi rappresenta l'insieme delle attività di valutazione periodica delle strategie per il controllo e la riduzione dei rischi operativi allo scopo di decidere, in base alla natura e all'entità dei rischi stessi, se assumere o attuare politiche di mitigazione o trasferimento a terzi, in relazione alla propensione ai rischi operativi definita a livello aziendale.
Con riferimento alla Misurazione, si segnala che, a seguito dell'entrata in vigore (dal 1° gennaio 2025) delle modifiche alle disposizioni normative applicabili al Gruppo Bancario previste dalla CRR3 (Capital Requirements Regulation), dalla segnalazione regolamentare di marzo 2025 Banca Mediolanum e il Gruppo Bancario effettuano il calcolo del capitale regolamentare di Gruppo Bancario secondo lo "Standardised Approach (SA)".

Il progetto di Gruppo, nel cui ambito sono state definite le azioni per l'adeguamento alle modifiche normative citate, ha previsto sia la revisione del processo di Misurazione regolamentare che il potenziamento degli standard di Loss Data Collection definiti nel framework di controllo dei rischi operativi.
I principi in tema di Rischio ICT e di Sicurezza sono definiti sulla base della normativa di riferimento, di best practices di settore e in modo coerente con le metodologie di analisi dei rischi operativi, reputazionali e strategici della Società.
La gestione del Rischio ICT e di Sicurezza si sviluppa nelle seguenti macro-attività:
Il modello di gestione del Rischio ICT e di Sicurezza si declina nei seguenti macro ambiti di intervento:
Ogni ambito di intervento è caratterizzato da uno specifico modello di analisi del rischio per il quale, nel corso del 2025, è stata avviata la fase di ramp-up.
Le attività di gestione delle Terze Parti si applicano a tutti gli accordi di affidamento ad un fornitore, interno o esterno al Gruppo, che avvengono in base ad un contratto per l'esecuzione continuativa di specifici servizi ed attività delle società del Gruppo Mediolanum di diversa natura (ICT e non ICT), pur continuando queste ultime ad assumersi la responsabilità nei confronti della clientela, di tutti gli altri soggetti interessati e delle Autorità di Vigilanza. In generale, la scelta di ricorrere all'impiego di servizi continuativi erogati da terze parti deve essere presa in coerenza con le strategie aziendali e con la propensione al rischio della Società, valutando i possibili rischi collegati all'operazione e le misure idonee alla mitigazione degli stessi, oltre alle potenziali ricadute sulla Società e, se del caso, sul Gruppo. A tal fine i principi generali di governo del rischio delle Terze Parti devono essere garantiti in tre precisi momenti e definiscono ciò che è necessario esercitare al fine di verificare:
➢ le capacità dello stesso ad erogare i servizi attesi;

Ogni ambito di intervento è caratterizzato da un modello di analisi del rischio per il quale, nel corso del 2025, è stata avviata la fase di ramp-up.
Nel coso del primo semestre 2025, è stato inoltre oggetto di presentazione nei confronti del Consiglio di Amministrazione il primo reporting in ambito Rischio terze parti, definito e predisposto in accordo con quanto stabilito nella Policy in materia di gestione del rischio delle terze parti, nonché nel Framework metodologico in materia di rischio delle terze parti. L'obiettivo è consistito nell'informare gli Organi aziendali in merito al livello di esposizione al rischio terze parti derivante dagli accordi di servizio continuativo sottoscritti con terze parti classificati come outsourcing e non outsourcing.
Nel primo semestre del 2025 è stato avviato il processo annuale di Risk Assessment: informazioni quantitative sul relativo esito verranno fornite nel Bilancio al 31/12/2025.
Con riferimento alle perdite da eventi di rischio operativo rilevate nel primo semestre dell'esercizio, la tipologia di evento più significativa è stata Clienti, Prodotti e Prassi Professionali, che include le perdite connesse a inadempienze relative a obblighi professionali verso i clienti e il mercato in generale e alla configurazione e/o prestazione di servizi e fornitura di prodotti eseguita in maniera negligente o non conforme alle normative, anche interne.
Il totale delle perdite operative lorde del Gruppo Bancario ammonta a 5,8 milioni di euro e l'incidenza delle perdite sopra descritte rispetto al totale ammonta al 36%: a livello di Gruppo Mediolanum le perdite lorde si attestano invece a 6,0 milioni di euro e in questo caso la percentuale di incidenza scende al 35%.

Per le informazioni di natura qualitativa relativamente al framework di gestione dei rischi delle imprese di assicurazione si rimanda all'informativa riportata nel capitolo della premessa del bilancio consolidato.
Di seguito, si riporta l'indice di copertura del Requisito Patrimoniale di Solvibilità (SCR) e del Requisito Patrimoniale Minimo (MCR), di Mediolanum Vita e di Mediolanum Assicurazioni al 30 giugno 2025.
| MEDIOLANUM VITA | MEDIOLANUM ASSICURAZIONI | |||
|---|---|---|---|---|
| Euro/Migliaia | 30/06/2025 | 30/06/2025 | ||
| Fondi Propri ammissibili | 2.546.333 | 124.416.106 | ||
| SCR | 1.236.417 | 53.079.475 | ||
| Solvency Ratio SCR | 205,90% | 234,40% | ||
| Euro/Migliaia | 30/06/2025 | 30/06/2025 | ||
| Fondi Propri ammissibili | 2.546.333 | 124.416.106 | ||
| MCR | 321.692 | 22.715.374 | ||
| Solvency Ratio MCR | 791,50% | 547,70% |
Rischi tecnici_Gruppo Assicurativo
Per le informazioni di natura qualitativa relativa ai rischi assicurativi si rimanda a quanto riportato nella premessa presente nel bilancio consolidato.
Nei rischi finanziari vengono fatti rientrare:

L'art.13 punto 31) della Direttiva 2009/138/EC definisce il rischio di mercato come il rischio di perdita o di variazione sfavorevole della situazione finanziaria derivante, direttamente o indirettamente, da oscillazioni del livello e della volatilità dei prezzi di mercato delle attività, delle passività e degli strumenti finanziari.
Le tre compagnie del Gruppo Assicurativo Mediolanum hanno adottato tale definizione identificando e classificando in questa categoria i seguenti rischi:
Il rischio di tasso esiste per tutte le attività e le passività il cui valore è "sensibile" ai cambiamenti nella struttura a termine dei tassi d'interesse o della volatilità dei tassi d'interesse. Questo vale per le strutture a termine sia reali sia nominali. Le attività sensibili ai movimenti dei tassi d'interesse comprendono investimenti a reddito fisso (fixed-income), strumenti di finanziamento (ad esempio prestiti), presiti su polizze, derivati su tassi d'interesse ed eventuali attività d'assicurazione.
Il rischio azionario deriva dal livello o dalla volatilità dei prezzi di mercato per i titoli azionari. L'esposizione al rischio azionario si riferisce a tutte le attività e le passività il cui valore sia sensibile alle variazioni dei prezzi azionari. Tale rischio rappresenta il principale contributo al profilo di rischio del Gruppo Assicurativo Mediolanum in considerazione dell'elevata esposizione degli asset a copertura dei prodotti unit linked verso il mercato equity.
Il rischio valutario deriva da variazioni del livello o della volatilità dei tassi di cambio. Le imprese possono essere esposte al rischio valutario derivante da varie fonti, compresi i loro portafogli d'investimento, nonché le attività, le passività e gli investimenti in imprese collegate.
Per il Gruppo Assicurativo Mediolanum, l'esposizione verso il rischio di cambio si dimostra essere elevata a causa degli investimenti in valuta degli strumenti finanziari sottostanti i fondi assicurativi delle polizze Unit Linked in portafoglio.

I rischi immobiliari nascono a causa della sensibilità di attività, passività ed investimenti finanziari al livello o alla volatilità dei prezzi di mercato degli immobili.
I seguenti investimenti sono trattati come immobili e i loro rischi sono considerati in accordo con il sottomodulo del rischio immobiliare:
Gli immobili di proprietà del Gruppo Assicurativo annualmente vengono sottoposti a perizia.
Il rischio spread è la parte di rischio che riflette le variazioni del valore delle attività, delle passività e degli strumenti finanziari a causa di un cambiamento nel livello o nella volatilità degli spread creditizi rispetto alla struttura a termine del tasso privo di rischio. Il rischio spread si applica almeno alle seguenti classi di attività finanziarie: Corporate bond di qualità creditizia elevata (investment grade) e Corporate bond ad alto rendimento.
Inoltre, il rischio spread è applicabile a tutti i tipi di titoli garantiti da attività (asset-backed), nonché a tutti i segmenti di prodotti strutturati di credito come obbligazioni di debito garantite. Il rischio spread copre, in particolare, derivati di credito, ad esempio, ma non solo, credit default swaps, total return swaps e credit linked notes. Il rischio spread comprende anche il rischio di credito di altri investimenti rischiosi includendo in particolare: partecipazioni; titoli di debito emessi da e verso imprese collegate e le imprese con cui l'impresa di assicurazione ha un legame di partecipazione; titoli di debito e altri titoli a reddito fisso; partecipazioni in fondi comuni. Deve esser comunque sottolineato come il requisito per il rischio di credito in ambito Solvency II non includa il rischio di credito derivante da esposizioni in titoli di stato.
Il rischio di concentrazione di mercato in materia d'investimenti finanziari deriva dalla accumulazione delle esposizioni con la medesima controparte. Il rischio di concentrazione si estende alle attività impattate dal rischio azionario, dal tasso d'interesse e spread e dal rischio di proprietà ed esclude le attività oggetto del modulo del rischio d'inadempimento di controparte. Essa non comprende altri tipi di concentrazione (ad esempio per area geografica, settore industriale, etc.).
In ambito Solvency II il monitoraggio dei rischi di mercato avviene attraverso il controllo del rispetto dei limiti di rischio definiti nel Risk Appetite Framework (RAF).

Il Gruppo Assicurativo ha deciso di analizzare e monitorare solo quei rischi di mercato che risultano significativamente rilevanti in termini di impatto quantitativo sul calcolo del requisito di capitale regolamentare.
Come riportato nel RAF e a cui si rimanda per maggior approfondimento, le classi di rischio di mercato oggetto di monitoraggio sono:
Il Monitoraggio almeno trimestrale degli indicatori di rischio e della stima del Solvency Ratio ha lo scopo di assicurare il costante presidio delle esposizioni ai rischi e il rispetto dei livelli di tolleranza.
Nell'ambito del portafoglio delle Riserve Tradizionali del business vita, è altresì valutato periodicamente il rischio di mismatching tra le poste del passivo e quelle dell'attivo tramite un modello di Asset Liability Management. Lo strumento consente per mezzo di reportistica sviluppata "ad hoc" di monitorare gli effetti nel lungo periodo delle possibili scelte di gestione dell'attivo, sul grado di redditività e solvibilità di Mediolanum Vita.
Per quanto riguarda Mediolanum International Life si precisa che il relativo portafoglio è quasi interamente costituito da titoli a tasso fisso.
Il rischio di credito rappresenta la possibilità che si verifichi, durante la vita di uno strumento finanziario, collegato al prodotto assicurativo, un evento che modifichi la capacità di rimborso (il cosiddetto merito creditizio) di una controparte (emittente) facendo così variare il valore della posizione creditizia stessa. Il rischio di credito può essere suddiviso in due componenti: il rischio di insolvenza e il rischio di migrazione. Il primo riguarda la possibilità di non incassare totalmente un certo numero di pagamenti futuri, come conseguenza, appunto, dell'insolvenza del debitore; il secondo riguarda il rischio di riduzione del valore del titolo conseguente al deterioramento del merito creditizio del debitore stesso. Il rischio di controparte deriva principalmente dall'attività in derivati tipica di alcuni prodotti vita di ramo terzo. In particolare, allorché la controparte dell'operazione OTC incorra in un deterioramento della propria solidità patrimoniale che comporti eventualmente il default, potrebbe non adempiere agli obblighi derivanti dalla negoziazione di tale strumento. Tale rischio risulta monitorato tramite l'adempimento alla normativa europea EMIR (European Market Infrastructure Regulation). Il rischio di credito può emergere principalmente dal rischio emittente a seguito del default dei titoli in portafoglio. Si segnala che il portafoglio titoli per le due compagnie italiane è caratterizzato dalla prevalenza di investimenti in titoli di stato domestici rispetto ad altri emittenti comportando di fatto una esposizione al rischio di default non rilevante.

Il rischio di insolvenza di controparti riassicurative è il rischio di un possibile default di una controparte che intrattiene con la Compagnia rapporti di riassicurazione passiva di portafoglio.
Per quanto concerne Mediolanum Vita, considerando che per quanto concerne la riassicurazione a premi commerciali le riserve tecniche sono in deposito presso la Compagnia stessa (rendendo pressoché nullo il rischio di insolvenza), si segnala che la policy di riassicurazione adottata dalla medesima prevede che il rating minimo richiesto ad una società di riassicurazione per poter stipulare un trattato sia A-.
Per quanto concerne Mediolanum Assicurazioni, si ricorda che la Compagnia può stipulare contratti con riassicuratori con le seguenti caratteristiche:
La Compagnia svolge continua attività di monitoraggio sulla qualità dei Riassicuratori con Trattati in corso e comunica tempestivamente al Consiglio di Amministrazione eventuali modifiche del rating o di eventuali superamenti dei limiti massimi d'impegno. La lista dettagliata dei Riassicuratori viene aggiornata annualmente nell'ambito del Piano delle Cessioni dell'esercizio in corso.

Per rischio di liquidità si intende il rischio in cui la compagnia può incorrere quando deve fare fronte a impegni di cassa (previsti o imprevisti) e non è sufficiente la liquidità disponibile.
Tra le cause che possono generare una momentanea carenza di liquidità si individuano:
Il rischio di liquidità non si limita al controllo delle voci riferite alle disponibilità prontamente liquide, ma è anche connessa alla possibilità di liquidare investimenti presenti in portafoglio ("vendita forzata"), prendendo in considerazione la potenziale perdita economica e patrimoniale derivante dalla vendita. Nel medio termine è prevista la possibilità di coprire il rischio di liquidità anche mediante l'emissione di debito. Tuttavia, il rischio derivante da queste operazioni è definito come la possibilità di non avere accesso al mercato o averlo solamente a costi eccessivi.
Le attività il cui rischio è a carico degli assicurati implicano un rischio di liquidità basso e/o trascurabile, in quanto gli attivi sono investiti in quote di fondi OICVM prontamente liquidabili e la liquidazione al cliente avviene solo successivamente al disinvestimento delle quote stesse, come previsto dalle condizioni contrattuali. In particolare, i contratti linked sono caratterizzati da un rischio di liquidità più limitato rispetto ai prodotti tradizionali con tasso garantito a causa della diminuzione del valore degli asset e dei possibili haircut che viene riconosciuto interamente sulle prestazioni assicurative.
In accordo con la Politica di Gruppo sulla Gestione del Rischio di liquidità anche di Gruppo Assicurativo, al fine di garantire un corretto monitoraggio del rischio, sono verificati, almeno trimestralmente, gli scostamenti dell'indicatore di liquidità di Gruppo rispetto ad i limiti definiti.
Con riferimento al disposto dell'art 19 lettera i) del Regolamento Ivass n.38 il rischio strategico è considerato come l'eventualità attuale e prospettica di flessione degli utili o del capitale derivante da: assunzione di decisioni "strategiche" errate;
Il Gruppo Assicurativo Mediolanum e le singole compagnie che lo costituiscono formalizzano il Risk Appetite Framework, che prevede la definizione di obiettivi di Risk appetite, soglie di Risk Tolerance e limiti di Risk Capacity coerenti con i singoli piani strategici e che consentono agli organi di governo aziendali un efficace e continuo monitoraggio del profilo di rischio effettivo rispetto a quello previsto. Mediolanum Vita e le altre società del Gruppo Assicurativo identificano altresì, per il tramite delle strutture ad hoc incaricate, i rischi di natura ambientale e sociale (cd ESG), la cui valutazione e gestione è effettuata, inoltre, anche a livello di Conglomerato Mediolanum

Il Gruppo Assicurativo Mediolanum, attraverso la Funzione di Compliance, ha identificato e valutato i rischi di non conformità alle norme come il rischio di incorrere in sanzioni giudiziarie o amministrative, subire perdite o danni reputazionali in conseguenza della mancata osservanza di leggi, regolamenti e norme europee direttamente applicabili o provvedimenti delle Autorità di vigilanza ovvero di norme di autoregolamentazione, quali statuti, codici di condotta o codici di autodisciplina; rischio derivante da modifiche sfavorevoli del quadro normativo o degli orientamenti giurisprudenziali.
Il rischio di non conformità è presidiato, secondo un approccio risk based, dalla Funzione Compliance in rispondenza al modello di Compliance descritto nell'ambito della normativa interna di riferimento e oggetto di periodica revisione e aggiornamento.
Con riferimento al disposto dell'art 1, comma1, lettera vv-bis 5) del Codice delle Assicurazioni Private, per rischio operativo deve intendersi: "il rischio di perdite derivanti dall'inadeguatezza o dalla disfunzione di procedure interne, risorse umane o sistemi oppure da eventi esogeni".
In tale definizione è importante sottolineare l'inclusione del rischio legale, ma non quello strategico né reputazionale.
Nel rischio operativo viene inoltre gestito il rischio informatico tramite un articolato processo che mira a identificare le vulnerabilità del sistema informatico, le possibili minacce e la relativa probabilità di accadimento, nonché a stimare i potenziali danni provocati dal manifestarsi di insiemi omogenei di minacce, definiti "scenari". Il rischio informatico è il rischio di incorrere in perdite economiche, di reputazione e di quote di mercato in relazione all'utilizzo di tecnologia dell'informazione e della comunicazione.
Il rischio operativo tiene conto dell'importo delle spese annuali sostenute in relazione dei rischi/obblighi assicurativi assunti dalle singole Società.
Si definisce perdita operativa l'insieme degli effetti economici negativi, al netto dei recuperi e superiori a soglie minime appositamente scelte, derivanti dall'accadimento di un evento operativo. Le perdite rilevanti ai fini normativi sono solo le perdite effettive, sia dirette sia indirette, caratterizzate da certezza della quantificazione dell'ammontare in quanto passati a conto economico.
Nel rischio operativo è ricompreso anche il Conduct Risk che può essere definito in linea generale come "il corrente o potenziale rischio di incorrere in perdite economiche generato dalla fornitura inadeguata di servizi finanziari, compresi i casi di dolo o negligenza". L'approccio al Conduct Risk prevede una chiara interrelazione tra strategie di business e di condotta dell'istituzione finanziaria e dei Family Banker, tenuto conto dei valori e della mission aziendale.
In merito al rischio informatico sono inoltre monitorati almeno trimestralmente gli indicatori di rischio definiti nel Risk Appetite Framework.
Con riferimento al disposto dell'art 19 lettera h) del Regolamento Ivass n.38, il Gruppo Assicurativo Mediolanum e le singole società che lo costituiscono riconoscono che la reputazione è un valore

imprescindibile alla base del rapporto fiduciario con la clientela e della propria credibilità verso il mercato. Il rischio reputazionale è presidiato attraverso:
Il rischio di reputazione può, infatti, discendere da una pluralità di fattori, tra cui rilevano la manifestazione di eventi di rischio operativo, la violazione di norme sia interne sia esterne, la qualità delle comunicazioni interna ed esterna veicolata anche attraverso nuovi media, e/o altri strumenti di comunicazione digitale, nonché altre circostanze che possano minare la reputazione del Gruppo, nel suo complesso, e delle singole compagnie che lo compongono.
Il rischio contagio viene definito come quel rischio derivante da situazioni di difficoltà che insorgano in un'entità del Gruppo Banca Mediolanum Spa e che possano propagarsi con effetti negativi sulla situazione patrimoniale, economica o finanziaria del Gruppo Assicurativo che ne fa parte.
La Capogruppo Mediolanum Vita ha identificato come principale rischio di contagio la riduzione/perdita della rete di vendita.
Si ricorda infatti che, i prodotti assicurativi di Mediolanum Vita, Mediolanum Assicurazioni e Mediolanum International Life Branch Italia vengono collocati dalla rete di vendita di Banca Mediolanum, mentre per quanto concerne la Branch Spagnola i prodotti sono collocati dalla rete di vendita di Banco Mediolanum S.A..
Il rischio contagio viene valutato ai fini ORSA ipotizzando un impatto del fattore di rischio rete sia sui volumi di nuova produzione che sul portafoglio "in force".
Fondi Propri utili ai fini di Vigilanza al 30 giugno 2025 del Gruppo Bancario Mediolanum
Il Gruppo Bancario Mediolanum attribuisce un ruolo prioritario al monitoraggio del patrimonio. Al fine di rispettare le prescrizioni normative degli organismi di Vigilanza sovranazionali e nazionali, il Gruppo Bancario Mediolanum adotta misure idonee al rispetto di tali prescrizioni.
L'attività di monitoraggio del patrimonio del Gruppo concorre a prevenire l'insorgere di eventuali situazioni di tensione. Tale attività è demandata all'organo con funzione di supervisione strategica (Consiglio di Amministrazione) a cui sono attribuite le funzioni di indirizzo della gestione del Gruppo e

ha il compito di definire le linee guida di indirizzo delle varie funzioni operative con le relative attribuzioni di profilo di rischio accettabile (formalizzato nel documento Risk Appetite Framework - RAF). Il RAF, rivisto periodicamente, costituisce il quadro di riferimento che determina la propensione al rischio, le soglie di tolleranza, i limiti di rischio, le politiche di governo dei rischi, i processi di riferimento per definirli ed attuarli, in coerenza con il massimo assumibile (risk capacity).
Al 30 giugno 2025 i ratios del Gruppo Bancario Mediolanum sono ampiamente al di sopra delle soglie regolamentari.
I Fondi Propri del Gruppo Bancario Mediolanum al 30 giugno 2025 ammontano a 3.446,4 milioni di euro (31.12.2024: 3.338,9 milioni di euro) e sono così ripartiti:
Gli RWA – Risk weigheted assets sono pari a 15.361,6 milioni di euro (31.12.2024: 14.108,4 milioni di euro).

Il Consiglio di Amministrazione di Banca Mediolanum ha deliberato l'aggiornamento del documento denominato "Policy di Gruppo per la gestione delle operazioni con Parti Correlate di Banca Mediolanum, Soggetti Collegati del Gruppo Bancario Mediolanum ed Esponenti Bancari ex art. 136 TUB" a cui si rimanda per opportuni approfondimenti ed ha adottato un "Regolamento del processo per la gestione delle operazioni con Parti Correlate di Banca Mediolanum, Soggetti Collegati del Gruppo Bancario Mediolanum ed Esponenti Bancari ex art.136 TUB" per la gestione delle operazioni con Parti correlate e Soggetti collegati nel rispetto delle procedure previste dalla normativa. Tale documento serve a disciplinare possibili conflitti d'interesse in operazioni che coinvolgono soggetti vicini si centri decisionali dell'impresa, in ottemperanza al Regolamento Consob n. 17221/2010 e successive modifiche, e della Circolare di Banca d'Italia n. 285.
Al 30 giugno 2025 il Gruppo Mediolanum ha intrattenuto rapporti con parti correlate. Tali rapporti rientrano nella normale operatività delle società appartenenti al Gruppo Mediolanum e sono regolati a condizioni di mercato.
In conformità a quanto previsto dal principio contabile IAS 24, le parti correlate del Gruppo Mediolanum sono rappresentate:
| Euro/migliaia | Amministratori, Direttori, Vice Direttori Generali e Sindaci |
Altri dirigenti con responsabilità strategiche |
|---|---|---|
| Emolumenti e contributi sociali | (6.976) | (1.459) |
| Altri Compensi | (190) | (13) |

Di seguito si riportano i saldi creditori e debitori in essere al 30 giugno 2025 nei confronti di parti correlate, diverse da quelle infragruppo.
| Euro/migliaia | 30/06/2025 |
|---|---|
| Voci dell'Attivo | |
| Crediti verso clientela | 42.312 |
| Altre attività | 6 |
| Voci del Passivo | |
| Debiti verso clientela | 228.448 |
| Altre Passività | 4.743 |
| Garanzie rilasciate e impegni dati | 160 |
| Euro/migliaia | 30/06/2025 |
|---|---|
| Voci di Conto Economico | |
| Interessi attivi e proventi assimilati | 506 |
| Interessi passivi e oneri assimilati | (1.724) |
| Interessi netti | (1.218) |
| Commissioni attive | 4 |
| Commissioni passive | (4.729) |
| Commissioni nette | (4.725) |
| Risultato dei servizi assicurativi* | 1.144 |
| Spese amministrative | (3.703) |
| Altri oneri e proventi di gestione | 17 |
*la voce comprende i premi e i sinistri verso le parti correlate del Gruppo

Nella presente sezione vengono rappresentati i risultati consolidati di segmento che, in conformità a quanto disposto dallo IFRS 8, sono stati elaborati secondo uno schema che rispecchia il sistema direzionale del Gruppo Mediolanum (c.d. "management reporting approach") in coerenza con l'insieme delle informazioni fornite al mercato e ai diversi stakeholders.
La presente rappresentazione della ripartizione del risultato consolidato del periodo consente di valutare la qualità e la sostenibilità nel tempo del risultato economico prodotto dal Gruppo Mediolanum nei diversi segmenti operativi.
Il conto economico di segmento, in conformità a quanto disposto dallo IFRS 8, fornisce una rappresentazione dei risultati consolidati del Gruppo Mediolanum con riferimento ai seguenti segmenti operativi:
Il conto economico di segmento, o per Aree di Risultato (AdR), è stato predisposto ripartendo i costi ed i ricavi fra i diversi segmenti mediante l'applicazione di un modello ibrido, intermedio tra i modelli di Direct Costing e Full Costing, data la natura sostanzialmente indiretta delle attività operative in carico al Gruppo Mediolanum.
Mentre i ricavi hanno un'allocazione originaria e diretta ai prodotti e, per aggregazione, alle AdR, i costi hanno subito un processo di allocazione in funzione di differenti gradi di attribuibilità ai prodotti stessi e alla natura dei processi sottostanti:

| GRUPPO MEDIOLANUM | ITALIA | ESTERO | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Dati in Euro/migliaia | BANKING | ASSET MANAGEMENT | INSURANCE | OTHER | TOTALE | SPAGNA | GERMANIA | TOTALE |
| Commissioni di sottoscrizione fondi | - | 17.889 | - | - | 17.889 | 14.065 | - | 31.954 |
| Commissioni di gestione | - | 360.367 | 254.376 | - | 614.743 | 63.786 | 2.531 | 681.060 |
| Commissioni su servizi di investimento | - | 69.149 | 50.541 | - | 119.690 | 10.490 | 532 | 130.712 |
| Risultato gestione assicurativa | - | - | 103.891 | - | 103.891 | 6.503 | 380 | 110.774 |
| Commissioni e ricavi da servizi bancari | 116.894 | - | - | - | 116.894 | 5.756 | - | 122.650 |
| Commissioni diverse | 391 | 15.132 | 8.103 | 1.769 | 25.395 | 2.075 | 103 | 27.573 |
| Commissioni attive | 117.285 | 462.537 | 416.911 | 1.769 | 998.502 | 102.675 | 3.546 | 1.104.723 |
| Commissioni passive rete | (50.787) | (168.259) | (117.264) | 1.200 | (335.111) | (43.217) | (998) | (379.325) |
| Altre commissioni passive | (35.891) | (18.235) | (17.236) | - | (71.362) | (9.349) | (253) | (80.964) |
| Commissioni passive | (86.678) | (186.494) | (134.500) | 1.200 | (406.473) | (52.566) | (1.251) | (460.289) |
| Commissioni nette | 30.607 | 276.043 | 282.411 | 2.969 | 592.030 | 50.109 | 2.295 | 644.434 |
| Margine di interesse | 310.866 | 489 | 28.946 | 37 | 340.338 | 25.957 | 458 | 366.753 |
| Proventi netti da altri investimenti | 6.090 | 27 | 3.664 | 14.057 | 23.839 | 329 | - | 24.168 |
| Rettifiche di valore nette su crediti | (13.758) | - | - | - | (13.758) | (290) | - | (14.048) |
| Altri Proventi e Oneri | (2.839) | 381 | (542) | 2.296 | (704) | 613 | 2 | (89) |
| MARGINE DI CONTRIBUZIONE I LIVELLO | 330.966 | 276.941 | 314.479 | 19.359 | 941.745 | 76.718 | 2.755 | 1.021.218 |
| Costi diretti e indiretti allocati | (118.339) | (58.572) | (61.681) | (3.657) | (242.248) | (41.308) | (213) | (283.769) |
| Contributi e Fondi di Garanzia ordinari | (647) | - | (8.251) | - | (8.898) | - | - | (8.898) |
| MARGINE DI CONTRIBUZIONE II LIVELLO | 211.981 | 218.369 | 244.546 | 15.703 | 690.598 | 35.410 | 2.542 | 728.551 |
| Costi non allocati | - | - | - | - | (106.893) | - | - | (106.893) |
| Ammortamenti | - | - | - | - | (11.695) | (5.160) | (9) | (16.864) |
| Accantonamenti netti per rischi ed oneri | - | - | - | - | (31.815) | (2.409) | - | (34.224) |
| MARGINE OPERATIVO | 211.981 | 218.369 | 244.546 | 15.703 | 540.196 | 27.841 | 2.533 | 570.570 |
| Commissioni di performance | - | 37.406 | 9.772 | - | 47.178 | 1.479 | 113 | 48.770 |
| Profitti / Perdite netti da investimenti al fair value | 18.735 | (197) | (33) | - | 18.505 | 574 | 36 | 19.115 |
| EFFETTI MERCATO | 18.735 | 37.209 | 9.739 | - | 65.683 | 2.053 | 149 | 67.885 |
| Contributi e Fondi di Garanzia straordinari | (1.131) | - | - | - | (1.131) | - | - | (1.131) |
| EFFETTI STRAORDINARI | (1.131) | - | - | - | (1.131) | - | - | (1.131) |
| UTILE LORDO PRE IMPOSTE | 229.585 | 255.578 | 254.284 | 15.703 | 604.748 | 29.894 | 2.682 | 637.324 |
| Imposte del periodo | - | - | - | - | (154.283) | (5.392) | (357) | (160.032) |
| UTILE NETTO DEL PERIODO | 229.585 | 255.578 | 254.284 | 15.703 | 450.465 | 24.502 | 2.325 | 477.292 |


| GRUPPO MEDIOLANUM | ITALIA | ESTERO | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Dati in Euro/migliaia | BANKING | ASSET MANAGEMENT |
INSURANCE | OTHER | TOTALE | SPAGNA | GERMANIA | TOTALE |
| Commissioni di sottoscrizione fondi | - | 18.844 | - | - | 18.844 | 9.698 | - | 28.542 |
| Commissioni di gestione | - | 336.683 | 224.823 | - | 561.506 | 55.542 | 3.111 | 620.159 |
| Commissioni su servizi di investimento | - | 65.486 | 46.594 | - | 112.080 | 9.749 | 684 | 122.513 |
| Risultato gestione assicurativa | - | - | 90.697 | - | 90.697 | 5.719 | 435 | 96.851 |
| Commissioni e ricavi da servizi bancari | 92.964 | - | - | - | 92.964 | 4.960 | - | 97.924 |
| Commissioni diverse | 212 | 14.236 | 6.813 | 2.163 | 23.424 | 1.730 | 121 | 25.275 |
| Commissioni attive | 93.176 | 435.249 | 368.926 | 2.163 | 899.515 | 87.398 | 4.351 | 991.264 |
| Commissioni passive rete | (46.589) | (147.878) | (97.376) | 1.255 | (290.587) | (32.600) | (970) | (324.158) |
| Altre commissioni passive | (38.830) | (18.367) | (14.154) | - | (71.352) | (7.378) | (304) | (79.034) |
| Commissioni passive | (85.419) | (166.245) | (111.530) | 1.255 | (361.939) | (39.978) | (1.274) | (403.192) |
| Commissioni nette | 7.757 | 269.004 | 257.396 | 3.419 | 537.575 | 47.420 | 3.077 | 588.072 |
| Margine di interesse | 348.770 | 4.099 | 29.445 | 53 | 382.367 | 34.869 | 777 | 418.013 |
| Proventi netti da altri investimenti | 1.427 | 1 | 3.311 | 13.685 | 18.423 | 120 | - | 18.543 |
| Rettifiche di valore nette su crediti | (18.164) | - | - | - | (18.164) | (318) | - | (18.482) |
| Altri Proventi e Oneri | (4.234) | 302 | (453) | 2.766 | (1.619) | 360 | 2 | (1.257) |
| MARGINE DI CONTRIBUZIONE I LIVELLO | 335.556 | 273.405 | 289.699 | 19.922 | 918.582 | 82.451 | 3.856 | 1.004.889 |
| Costi diretti e indiretti allocati | (121.966) | (56.156) | (56.876) | (3.427) | (238.425) | (34.097) | (228) | (272.750) |
| Contributi e Fondi di Garanzia ordinari | (19.125) | - | (8.515) | - | (27.640) | - | - | (27.640) |
| MARGINE DI CONTRIBUZIONE II LIVELLO | 194.465 | 217.249 | 224.308 | 16.495 | 652.517 | 48.354 | 3.628 | 704.499 |
| Costi non allocati | - | - | - | - | (93.299) | - | - | (93.299) |
| Ammortamenti | - | - | - | - | (14.450) | (3.942) | (10) | (18.402) |
| Accantonamenti netti per rischi ed oneri | - | - | - | - | (25.485) | (1.204) | - | (26.689) |
| MARGINE OPERATIVO | 194.465 | 217.249 | 224.308 | 16.495 | 519.283 | 43.208 | 3.618 | 566.109 |
| Commissioni di performance | - | 26.159 | 13.769 | - | 39.928 | 1.276 | 117 | 41.321 |
| Profitti / Perdite netti da investimenti al fair | (1.372) | 32 | 205 | - | (1.135) | 777 | 61 | (297) |
| value EFFETTI MERCATO |
(1.372) | 26.190 | 13.974 | - | 38.793 | 2.053 | 178 | 41.024 |
| Contributi e Fondi di Garanzia straordinari | (11.556) | - | - | - | (11.556) | - | - | (11.556) |
| EFFETTI STRAORDINARI | (11.556) | - | - | - | (11.556) | - | - | (11.556) |
| UTILE LORDO PRE IMPOSTE | 181.537 | 243.440 | 238.282 | 16.495 | 546.520 | 45.261 | 3.796 | 595.577 |
| Imposte del periodo | - | - | - | - | (135.914) | (9.275) | (474) | (145.663) |
| UTILE NETTO DEL PERIODO | 181.537 | 243.440 | 238.282 | 16.495 | 410.607 | 35.986 | 3.321 | 449.914 |


217 | Gruppo Mediolanum - Relazione Finanziaria Semestrale 2025

3.1 La relazione finanziaria semestrale:
3.2 La relazione sulla gestione comprende un'analisi attendibile dei riferimenti agli eventi importanti che si sono verificati nei primi sei mesi dell'esercizio e alla loro incidenza sulla relazione finanziaria semestrale, unitamente alla descrizione dei principali rischi e incertezze per i sei mesi restanti dell'esercizio. La relazione intermedia sulla gestione comprende, altresì, un'analisi attendibile delle informazioni sulle operazioni rilevanti con parti correlate.
Basiglio, 31 luglio 2025
Il Dirigente preposto alla redazione L'Amministratore Delegato dei documenti contabili societari
Firmato digitalmente da: ANGELO LIETTI Data: 04/08/2025 10:05:31
(Angelo Lietti) (Massimo Antonio Doris) Firmato digitalmente da: Massimo Doris Data: 04/08/2025 10:58:50


219 | Gruppo Mediolanum - Relazione Finanziaria Semestrale 2025

Indicatore che esprime il rapporto tra l'ammontare della voce "Commissioni passive rete" e "Totale Commissioni Attive".
Sono costituite da: - risparmio gestito, che include i patrimoni dei fondi comuni e dei fondi pensione, le gestioni patrimoniali e le riserve tecniche del ramo vita; - risparmio non gestito, che include i titoli in deposito (al netto delle quote dei fondi del Gruppo), le riserve tecniche del ramo danni ed i saldi debitori dei conti correnti.
La componente di miglior qualità del capitale secondo la normativa di Basilea 3, rappresentata principalmente dal capitale ordinario versato, dalle relative riserve di sovrapprezzo, dall'utile di periodo computabile, dalle riserve, dal patrimonio di terzi (computabile entro determinati limiti), al netto di determinate rettifiche regolamentari, così come previsto dal Regolamento (UE) 575/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 e successivi aggiornamenti.
Coefficiente di solvibilità espresso dal rapporto tra il Commom Equity Tier 1 e le Attività Ponderate per il Rischio (RWA come di seguito definito) calcolati sulla base della normativa di Basilea 3 in applicazione di quanto previsto dal Regolamento (UE) 575/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013, dalla Direttiva 2013/36/UE (CRD IV) e successivi aggiornamenti.
Indicatore che esprime il rapporto tra i costi operativi (Spese generali e amministrative e contributi e Fondi di Garanzia Ordinari) ed il margine di contribuzione.
L'indicatore rappresenta il rapporto tra le rettifiche di valore ricomprese nella voce 130 di Conto Economico e il totale della Voce 40 "Attività Finanziarie Valutate al Costo ammortizzato" lettera b) crediti verso la clientela al lordo delle rettifiche di valore e al netto dei titoli di debito.

Si tratta del marchio di parola e figurativo, che contraddistingue i consulenti finanziari di Banca Mediolanum.
I fondi propri sono costituiti da una serie di elementi (al netto degli elementi negativi da dedurre) classificati in base alla qualità patrimoniale e alla capacità di assorbimento delle perdite determinati ai sensi della Parte DUE del Regolamento (UE) 575/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 e successivi aggiornamenti. I fondi propri sono costituiti dal capitale di classe 1 e dal capitale di classe 2.
Esprime il rapporto tra il totale dei crediti deteriorati lordi e il totale della Voce 40 "Attività Finanziarie Valutate al Costo ammortizzato" lettera b) crediti verso la clientela al lordo delle rettifiche di valore e al netto dei titoli di debito.
Indicatore che rapporta il patrimonio costituito dal capitale di classe I, definito come somma del capitale primario di classe I e del capitale aggiuntivo di classe I dell'ente, all'ammontare totale delle esposizioni non ponderate per cassa e fuori bilancio.
Indicatore di liquidità di breve periodo che misura l'effettiva disponibilità di asset altamente liquidi, non vincolati, di cui la banca può disporre per soddisfare i fabbisogni di liquidità nei successivi 30 giorni di calendario in uno scenario di stress.
Coefficiente calcolato come l'importo di fondi propri e passività ammissibili, ossia con caratteristiche definite dalla normativa regolamentare, espresso in percentuale del totale di passività e fondi propri. Requisito introdotto con l'obiettivo di assicurare il buon funzionamento del meccanismo del bail-in aumentando la capacità di assorbimento delle perdite della banca.
Esprime il rapporto tra il totale dei crediti deteriorati netti e il totale della Voce 40 "Attività Finanziarie Valutate al Costo ammortizzato" lettera b) crediti verso la clientela al netto dei titoli di debito.

Ammontare delle sottoscrizioni al netto dei disinvestimenti in prodotti di risparmio gestito (anche assicurativo) e amministrato.
Rappresenta il valore ponderato per il rischio relativo alle attività in bilancio e fuori bilancio. A seconda delle tipologie di attività, gli attivi bancari vengono ponderati attraverso fattori che rappresentano la loro rischiosità e il loro potenziale di default in modo da calcolare un indicatore di adeguatezza patrimoniale.
Coefficiente di solvibilità espresso dal rapporto tra il Total Capital e le attività ponderate per il rischio (RWA) calcolati sulla base della normativa di Basilea.
Rapporto tra l'utile netto consolidato e la media ponderata delle azioni ordinarie in circolazione.
L'Utile per azione diluito è determinato dividendo l'utile netto per il numero medio ponderato delle azioni in circolazione nel periodo, escluse le azioni proprie, incrementato del numero di azioni che potenzialmente potrebbero aggiungersi a quelle in circolazione per effetto dell'assegnazione o cessione di azioni proprie in portafoglio a fronte di Piani di Remunerazione in strumenti di capitale.

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