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Credito Emiliano

Annual Report Sep 16, 2025

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Annual Report

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GIUGNO 2025

Credito Emiliano Spa Gruppo Bancario Credito Emiliano - Credem 3032 - Società per Azioni

Sede Sociale e Direzione:

Via Emilia San Pietro n. 4 - 42100 Reggio Emilia Capitale interamente versato 341.320.065 Euro Codice Fiscale 01806740153 - Partita IVA 02823390352 Codice ABI 03032 Banca iscritta all'albo delle banche al n.5350 Banca iscritta all'albo dei Gruppi bancari al n.03032 Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi Tel.0522 5821 - Telefax 0522 433969 - Telex BACDIR 530658 – Switf Code BACRIT22 Sito Internet: www.credem.it

INDICE

INTRODUZIONE
1. Ambito di applicazione 9
2. Fondi propri 12
3. Requisiti informativi generali 24
4. Rischio di Liquidità 29
5. Qualità del credito 36
6. Rischio di credito: informazioni relative ai portafogli assoggettati al metodo standardizzato 42
7. Rischio di credito: Informativa sui portafogli cui si applicano gli approcci IRB 48
8. Tecniche di attenuazione del rischio di credito 58
9. Informativa sui rischi ambientali, sociali e di governance (ESG) 59
10. Rischio di controparte 115
11. Operazioni di cartolarizzazione 120
12. Rischio di mercato 126
13. Rischio di tasso di interesse sulle posizioni incluse nel portafoglio bancario 127
14. Leva Finanziaria 128
Attestazione sugli obblighi di informativa ai sensi della parte otto, art. 431 comma 3
del regolamento (ue) n° 575/2013 del 26 giugno 2013 e successive modifiche ed integrazioni 133
Dichiarazione del Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari 134

INTRODUZIONE

Dal 1° gennaio 2014 è entrato in vigore il regolamento (UE) n. 575/2013 ("CRR"), con il quale sono state introdotte nell'Unione Europea le regole definite dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria con l'articolato insieme di documenti unitariamente denominato "Basilea 3" in materia di adeguatezza patrimoniale (Primo pilastro) e informativa al pubblico (Terzo pilastro).

Il regolamento (UE) n. 575/2013 e la direttiva 2013/36/UE ("CRD IV") definiscono il nuovo quadro normativo di riferimento nell'Unione Europea per banche e imprese di investimento. Dal 1° gennaio 2014 CRR e CRDIV sono integrati da norme tecniche di regolamentazione o di attuazione approvate dalla Commissione Europea su proposta delle Autorità europee di supervisione ("ESA"), che danno attuazione alla normativa primaria.

Dal 2014 ad oggi, CRR è stato aggiornato in due fasi: CRR II, pubblicato nel 2019, e CRR III, pubblicato nel 2024 con prima applicazione dal 2025.

Il Regolamento (UE) 2019/876 (CRR II) ha introdotto importanti novità in materia di informativa al pubblico (nella Parte 8 del Regolamento), attribuendo all'EBA, ai sensi dell'articolo 434a, il mandato di elaborare norme tecniche vincolanti per rendere più coerente, confrontabile e accessibile la disclosure prudenziale delle istituzioni. In attuazione di questo mandato, l'EBA ha pubblicato il 24 giugno 2020 l'ITS EBA/ITS/2020/04, che ha stabilito il primo quadro strutturato per la pubblicazione armonizzata delle informazioni di Pillar 3 sotto il regime del CRR II. Tale ITS ha definito template e tabelle standardizzati per la presentazione, rispettivamente, delle informazioni quantitative e qualitative richieste. L'ITS è stato recepito nel Regolamento di Esecuzione (UE) 2021/637 della Commissione del 15 marzo 2021, pubblicato in data 21 aprile 2021, la cui applicazione è stata avviata a partire dal 28 giugno 2021.

Con l'entrata in vigore il 1° gennaio 2025 del CRR III, l'EBA ha avviato un processo in due fasi per aggiornare e ampliare l'intero impianto informativo alla luce dei nuovi requisiti regolamentari. Tale processo ha condotto alla pubblicazione, a giugno 2024, di una nuova versione degli Implementing Technical Standards Step 1, recepita con il Regolamento di esecuzione (UE) 2024/3172 e applicabile dalla data di riferimento 31 marzo 2025, che introduce nuovi template per la disclosure su Output Floor, rischio di credito, rischio operativo, rischio CVA, leva finanziaria e fondi propri, oltre ad aggiornare le informazioni qualitative e quantitative in coerenza con i cambiamenti metodologici previsti dal CRR III.

A partire dal 30 giugno 2025, facendo seguito al mandato previsto dal Regolamento (UE) 2024/1623 (CRR3), in particolare dagli articoli 434 e 434a, ha preso avvio il progetto Pillar III Data Hub (P3DH). Tale progetto, disciplinato dagli Standard Tecnici di Attuazione (ITS) dell'EBA, punta a migliorare la trasparenza e la disciplina di mercato, rendendo le informazioni presenti nel Pillar III più facilmente accessibili e comparabili a livello europeo. Il P3DH è stato sviluppato dall'Autorità Bancaria Europea (EBA) e costituirà una piattaforma centralizzata che ha l'obiettivo di consolidare le informative prudenziali di Pillar III di tutti gli istituti di credito dell'Unione Europea in un unico punto di accesso elettronico, superando il precedente approccio decentralizzato basato sui soli singoli siti web istituzionali di ciascuna banca. il P3DH rappresenterà inoltre una fonte dati per l'European Single Access Point (ESAP), l'iniziativa strategica dell'Unione Europea, volta a creare una piattaforma digitale unica a livello europeo che fornisca un accesso centralizzato, semplice e gratuito alle informazioni pubbliche di carattere finanziario, non finanziario e di sostenibilità. Il Gruppo Credem, in linea con le tempistiche e i requisiti definiti dall'EBA nel suo piano di onboarding, sta adeguando i propri processi per garantire il corretto adempimento dei nuovi obblighi di trasmissione dei dati previsti dal P3DH.

Il contenuto della presente Informativa al Pubblico è disciplinato nella Parte 8 del regolamento CRR e redatto secondo le disposizioni del Regolamento di Esecuzione (UE) 2024/3172. Per ciascun ambito informativo è prevista la predisposizione di templates e tables all'interno delle quali è fornita, rispettivamente, l'informativa quantitativa e qualitativa richiesta. Per facilitare la predisposizione delle informazioni di carattere quantitativo, oltre che per garantire maggiore coerenza e qualità dei dati forniti, l'EBA ha predisposto e progressivamente aggiornato, quando applicabili, specifici raccordi tra le informazioni presenti all'interno dei templates e le informazioni presenti nelle segnalazioni di vigilanza.

Relativamente alla Vigilanza Bancaria, ricordiamo:

Il 20 gennaio 2025 la Banca centrale europea (BCE) ha comunicato l'esercizio di stress test. In particolare, nell'ambito della prova di stress a livello di UE coordinata dall'Autorità bancaria europea (EBA). Mentre l'EBA esamina 51 delle maggiori banche dell'area dell'euro, che rappresentano circa il 75% degli attivi bancari dell'area, la BCE conduce in parallelo la propria prova di stress su 45 banche di medie dimensioni che per la loro entità non sono incluse nel campione dell'EBA. La BCE prevede di pubblicare i risultati di entrambi gli esercizi di stress agli inizi di agosto 2025. I risultati faranno luce su come ipotetici shock avversi influiscano sulla capacità di tenuta delle banche in condizioni macroeconomiche difficili. La prova di stress a livello di UE seguirà un approccio bottom-up con alcuni elementi top-down. Le banche applicheranno i propri modelli per formulare le proiezioni sull'impatto degli scenari, nel rispetto di regole rigorose e sotto l'esame approfondito delle autorità competenti. L'esame implicherà l'utilizzo dei modelli di vigilanza per confrontare i principali parametri di rischio tra aree geografiche e modelli di business. La metodologia applicata dalla BCE per la prova di stress sulle 45 banche non incluse nel campione dell'EBA sarà in linea con la metodologia della prova di stress dell'EBA a livello di UE, tenendo conto delle minori dimensioni e complessità di tali banche.

Il 27 marzo, nell'ambito della relazione sull'attività di supervisione 2024, BCE ha evidenziato le priorità di vigilanza per il periodo 2025-27, mantenendo al contempo l'invito alle banche a concentrarsi su pratiche di gestione del rischio prudenti e solide per resistere alle avversità previste nel breve e medio termine. Le priorità di vigilanza per il periodo 2025-27 si concentreranno pertanto sul rafforzamento della resilienza delle banche alle minacce macrofinanziarie immediate e ai gravi shock geopolitici (Priorità 1); sulla tempestiva correzione delle carenze sostanziali note, in particolare relative alla gestione dei rischi C&E e RDARR (Priorità 2); e sulla necessità di affrontare le sfide derivanti dalla digitalizzazione e dalle nuove tecnologie (Priorità 3).

Nella prima parte del 2025, il lavoro della Commissione si è concentrato sul "Competitiveness Compass for the EU" per la traduzione degli indirizzi in iniziative regolamentari concrete. La Commissione ha adottato un pacchetto di semplificazione (Omnibus Simplification Package) che modifica la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e la Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD), con l'obiettivo di ridurre gli oneri amministrativi per le imprese, specialmente per le piccole e medie imprese (PMI). La Commissione ha compiuto ulteriori passi avanti nella semplificazione degli standard di sostenibilità, conferendo all'EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group) un mandato formale per la revisione degli European Sustainability Reporting Standards (ESRS). L'obiettivo è semplificare il set iniziale di standard, riducendo i data point obbligatori e introducendo la distinzione tra requisiti obbligatori e facoltativi. In aggiunta, la Commissione ha compiuto progressi anche sul piano d'azione per la "Savings and Investments Union", basata su un quadro normativo proposto per rilanciare il Securitisation Framework. In particolare, visto che la cartolarizzazione è uno strumento cruciale per il finanziamento bancario e la canalizzazione del risparmio, si propongono semplificazioni per gli obblighi di diligenza e trasparenza per emittenti e investitori. Si prevede una riduzione dei requisiti di assorbimento di capitale per le banche e una maggiore facilità nell'applicazione del LCR (Liquidità Coverage Ratio). Un altro ambito di significativo avanzamento regolamentare è quello delle cripto- attività. Infine, la Commissione Europea ha adottato un atto delegato per posticipare di un anno, a partire dal 2027, l'applicazione del nuovo standard di Basilea sui rischi di mercato (Fundamental Review of the Trading Book - FRTB). Questo rinvio riflette un approccio cauto per garantire che le banche europee possano operare a parità di condizioni a livello internazionale.

Come precedentemente comunicato dalla Banca d'Italia, il 30 giugno 2025 è entrato a regime il SyRB (Systemic Risk Buffer) all'1,0% delle esposizioni ponderate per il rischio di credito e di controparte verso i residenti in Italia.

Il Consiglio d'Amministrazione con apposita delibera nella seduta del 5 agosto 2025 ha espresso specifico parere, ai sensi dell'art. 435 comma 1 delle lettere e) ed f) del Regolamento UE 575/2013 del 26/03/2013, in merito a:

  • l'adeguatezza delle misure di gestione dei rischi della Capogruppo descritti nel presente documento;
  • l'allineamento tra i sistemi di gestione dei rischi posti in essere e il profilo di rischio e la strategia dell'ente, così come definiti e approvati in ambito Risk Appetite Framework e descritti nel presente documento.

Per una completa informativa sui rischi e la governance si rimanda anche alla Relazione Finanziaria Semestrale al 30 giugno 2025, alla Relazione sulla Gestione al 31 dicembre 2024, al Bilancio Consolidato al 31 dicembre 2024 ed alla Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari per l'esercizio 2024. I documenti sono pubblicati sul sito www.credem.it.

Le informazioni quantitative sono rappresentate in migliaia di euro e, se non diversamente specificato, si riferiscono al perimetro prudenziale del Gruppo Bancario.

L'informativa al Pubblico è pubblicata sul sito internet www.credem.it.

Riferimento ai requisiti regolamentari CRR Parte Otto

La tabella che segue riporta la collocazione nel documento Pillar 3 dei requisiti informativi introdotti dal Commission Implementing Regulation (EU) 2021/637 applicabili al Gruppo Credem al 30 giugno 2025.

Capitolo Pillar III Articolo
CRR
Tabella / Modello Note
437 Modello EU CC1: composizione dei fondi propri regolamentari
Modello EU CC2: riconciliazione dei fondi propri regolamentari con lo stato patrimoniale nel
bilancio sottoposto a revisione contabile
2. Fondi propri 440 Modello EU CCyB1: distribuzione geografica delle esposizioni creditizie rilevanti ai fini del calcolo
della riserva di capitale anticiclica
Modello EU CCyB2: importo della riserva di capitale anticiclica specifica dell'ente
Reg.to EU
2021/763
Modello EU KM2: Metriche principali - MREL e, se del caso, requisito di fondi propri e passività
ammissibili per i G-SII
Modello EU OV1: quadro sinottico degli importi complessivi dell'esposizione al rischio
3. Requisiti informativi
generali
438 Modello EU CMS1: Confronto tra importi delle esposizioni ponderati per il rischio modellizzati e
standardizzati a livello di rischio
Modello EU CMS2: Confronto tra importi delle esposizioni ponderati per il rischio modellizzati e
standardizzati per il rischio di credito a livello di classe di attività
438 e 447 Modello EU KM1: metriche principali
451a Modello EU LIQ1: informazioni quantitative dell'LCR
4. Rischio di liquidità Modello EU LIQ2: coefficiente netto di finanziamento stabile
Tabella EU LIQB: informazioni qualitative sull'LCR, ad integrazione del modello EU LIQ1
Modello EU CQ1: qualità creditizia delle esposizioni oggetto di misure di concessione
Modello EU CQ2: qualità della concessione 2
Modello EU CQ4: qualità delle esposizioni deteriorate per zona geografica
442 Modello EU CQ5: qualità creditizia dei prestiti e delle anticipazioni per settore
Modello EU CQ6: valutazione delle garanzie reali - prestiti e anticipazioni 2
Modello EU CQ7: garanzie reali ottenute acquisendone il possesso e tramite procedure di 1
5. Qualità del credito escussione
Modello EU CQ8: garanzie reali ottenute acquisendone il possesso e tramite procedure di
escussione - disaggregazione per anzianità
2
Modello EU CR1: esposizioni in bonis ed esposizioni deteriorate e relativi accantonamenti
Modello EU CR1-A: durata delle esposizioni
Modello EU CR2: variazioni dello stock di prestiti e anticipazioni deteriorati
Modello EU CR2a: variazioni dello stock di prestiti e anticipazioni deteriorati e relativi recuperi
netti accumulati
2
6. Rischio di credito:
informazioni relative
453 e 444 Modello EU CR4 - Metodo standardizzato: esposizione al rischio di credito ed effetti della CRM
ai portafogli
assoggettati al
metodo
standardizzato
444 Modello EU CR5: metodo standardizzato
452 Modello EU CR6 - Metodo IRB: esposizioni al rischio di credito per classe di esposizioni e
7. Rischio di credito:
Informativa sui
intervallo di PD
Modello EU CR7 - Metodo IRB: effetto sugli importi delle esposizioni ponderati per il rischio dei
derivati su crediti utilizzati nell'ambito delle tecniche di CRM
portafogli cui si
applicano gli approcci
453 Modello EU CR7-A - Metodo IRB: informativa sulla misura di utilizzo delle tecniche di CRM
IRB 438 Modello EU CR8: prospetto degli RWEA delle esposizioni soggette al rischio di credito in base al
metodo IRB
8. Tecniche di
attenuazione del
rischio di credito
Modello EU CR3 - Tecniche di CRM - Quadro d'insieme: informativa sull'uso di tecniche di
453
attenuazione del rischio di credito
449a Tabella 1 - Informazioni qualitative sui rischi ambientali
9. Informativa sui
rischi ambientali,
Tabella 2 - Informazioni qualitative sui rischi sociali
sociali e di
governance (ESG)
Tabella 3 - Informazioni qualitative sui rischi di governance
Modello 1: Portafoglio bancario - Rischio di transizione ai cambiamenti climatici: Qualità creditizia
delle esposizioni per settore, emissioni e vita residua
Capitolo Pillar III Articolo
CRR
Tabella / Modello Note
Modello 2: Portafoglio bancario - Rischio di transizione ai cambiamenti climatici: Prestiti garantiti
da immobili - Efficienza energetica della garanzia
Modello 3: Portafoglio bancario - Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai
cambiamenti climatici: metriche di allineamento
Modello 4: Portafoglio bancario - Rischio di transizione ai cambiamenti climatici: esposizioni
verso le prime 20 aziende ad alta intensità di carbonio
Modello 5 – Rischio fisico relativo ai cambiamenti climatici: Esposizioni soggette a rischio fisico
439 Modello EU CCR1: analisi dell'esposizione al CCR per metodo
439 e 444 Modello EU CCR3 - Metodo standardizzato: esposizioni soggette al CCR per classe di esposizioni
regolamentare e ponderazione del rischio
439 e 452 Modello EU CCR4 - Metodo IRB: esposizioni soggette al CCR per classe di esposizioni e scala di
PD
10. Rischio di
controparte
Modello EU CCR5: composizione delle garanzie reali per le esposizioni soggette al CCR
439 Modello EU CCR6: esposizioni in derivati su crediti 1
438 Modello EU CCR7: prospetti degli RWEA delle esposizioni soggette al CCR nell'ambito dell'IMM 1
439 Modello EU CCR8: esposizioni verso CCP
449 Modello EU SEC1: esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione
Modello EU SEC2: esposizioni verso la cartolarizzazione incluse nel portafoglio di negoziazione 1
11. Operazioni di
cartolarizzazione
Modello EU SEC3 - Esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione e
relativi requisiti patrimoniali regolamentari: l'ente agisce in qualità di cedente o promotore
Modello EU SEC4 - Esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione e
relativi requisiti patrimoniali regolamentari: l'ente agisce in qualità di investitore
Modello EU SEC5 - Esposizioni cartolarizzate dall'ente: esposizioni in stato di default e rettifiche
di valore su crediti specifiche
445 Modello EU MR1: rischio di mercato in base al metodo standardizzato
Modello EU MR2-A: rischio di mercato in base al metodo dei modelli interni (IMA) 1
12. Rischio di mercato 438 Modello EU MR2-B: prospetti degli RWEA delle esposizioni soggette al rischio di mercato in base
al metodo IMA
1
455 Modello EU MR3: valori IMA per i portafogli di negoziazione 1
Modello EU MR4: raffronto tra stime del VaR e profitti/perdite 1
13. Rischio di tasso di
interesse sulle
posizioni incluse nel
portafoglio bancario
448 IRRBB1: esposizione al rischio di tasso di interesse su posizioni non incluse nel portafoglio di
negoziazione
451 Modello EU LR1 - LRSum: riepilogo della riconciliazione tra attività contabili e esposizioni del
coefficiente di leva finanziaria
14. Leva finanziaria Modello EU LR2 - LRCom: informativa armonizzata sul coefficiente di leva finanziaria
Modello EU LR3 - LRSpl: disaggregazione delle esposizioni in bilancio (esclusi derivati, SFT e
esposizioni esentate)

1: modello o tabella non applicabile al 30 giugno 2025.

2: modello non predisposto in quanto l'ammontare degli NPL è inferiore alla soglia del 5%.

Il Modelli EU CR10.1, EU CR10.2, EU CR10.3 ed EU CR10.4 Esposizioni da finanziamenti specializzati non risultano prodotti in quanto non applicabili al 30 giugno 2025.

Come meglio specificato nel Capitolo 5 "Qualità del credito", i template soggetti alla soglia del 5% dell'NPL ratio non sono pubblicati al 30 giugno 2025 in quanto l'ammontare degli NPL risultava inferiore a tale soglia.

Le Esposizioni in Strumenti di Capitale sono rappresentate in omonima tabella all'interno del Capitolo 6. Rischio di credito: informazioni relative ai portafogli assoggettati al metodo standardizzato.

Il raffronto dei dati del periodo in corso con quelli del periodo precedente è stato predisposto nei casi rischiesti dai templatesEBA.

1. AMBITO DI APPLICAZIONE

Credito Emiliano Spa

Capogruppo del Gruppo Bancario, Credito Emiliano – Credem.

Area e metodi di consolidamento

Il bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo Credem comprende il bilancio di Credito Emiliano spa e delle società da questa controllate, includendo nel perimetro di consolidamento anche le società operanti in settori di attività dissimili da quello di appartenenza della Capogruppo. Analogamente, sono incluse anche le società veicolo (SPE/SPV) quando ne ricorrano i requisiti di effettivo controllo, anche indipendentemente dall'esistenza di una quota partecipativa.

Sono considerate controllate le imprese nelle quali la Capogruppo, direttamente o indirettamente, possiede più della metà dei diritti di voto o quando, pur con una quota di diritti di voto inferiore, la Capogruppo ha il potere di nominare la maggioranza degli amministratori della partecipata o di determinare le politiche finanziarie ed operative della stessa. Nella valutazione dei diritti di voto si tiene conto anche dei diritti "potenziali" che siano correntemente esercitabili o convertibili in diritti di voto effettivi in qualsiasi momento.

Sono considerate controllate congiuntamente le imprese nelle quali i diritti di voto ed il controllo dell'attività economica della partecipata sono condivisi in modo paritetico da Credem, direttamente o indirettamente, e da un altro soggetto. Inoltre viene qualificato come sottoposto a controllo congiunto un investimento partecipativo nel quale, pur in assenza di una quota paritetica di diritti di voto, il controllo sull'attività economica e sugli indirizzi strategici della partecipata è condiviso con altri soggetti in virtù di accordi contrattuali.

Sono considerate collegate, cioè sottoposte ad influenza notevole, le imprese nelle quali la capogruppo, direttamente o indirettamente, possiede almeno il 20% dei diritti di voto (ivi inclusi i diritti di voto "potenziali" come sopra definiti) o nelle quali – pur con una quota di diritti di voto inferiore – ha il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali della partecipata in virtù di particolari legami giuridici quali la partecipazione a patti di sindacato.

Le partecipazioni controllate sono consolidate con il metodo integrale, mentre le interessenze non di controllo e di joint venture sono consolidate in base al metodo del patrimonio netto.

Criteri e principi di consolidamento

I criteri adottati per la redazione del bilancio consolidato sono i seguenti:

  • in occasione del primo consolidamento, il valore di carico delle partecipazioni in società consolidate integralmente o proporzionalmente è annullato a fronte del patrimonio netto delle società stesse (ovvero delle quote di patrimonio netto che le partecipazioni stesse rappresentano). La contabilizzazione degli acquisti nelle società avviene in base al "metodo dell'acquisto" come definito dall' IFRS 3, ossia con rilevazione di attività, passività e passività potenziali delle imprese acquisite al fair value alla data di acquisizione, cioè dal momento in cui si ottiene l'effettivo controllo della società acquisita. Pertanto, i risultati economici di una controllata acquisita nel corso del periodo di riferimento sono inclusi nel bilancio consolidato a partire dalla data della sua acquisizione. Parimenti, i risultati economici di una controllata ceduta sono inclusi nel bilancio consolidato fino alla data in cui il controllo è cessato;
  • le eventuali eccedenze del valore di carico delle partecipazioni di cui al punto precedente rispetto alla corrispondente frazione di patrimonio netto, adeguato con l'effetto del fair value delle attività o passività, se positive sono rilevate quali avviamento nella voce "Attività immateriali", se negative sono imputate a conto economico;
  • per gli eventuali acquisti di ulteriori quote partecipative successive all'acquisizione del
  • controllo, disciplinati specificatamente dal principio contabile IAS27, le eventuali differenze positive o negative, come sopra determinate, che vengono a sorgere a seguito di tali acquisti successivi sono imputate direttamente a patrimonio;
  • ad ogni data di bilancio (od ogni volta che vi sia evidenza di perdita di valore) viene verificata
  • l'adeguatezza del valore dell'avviamento (c.d. impairment test). A tal fine viene identificata l'unità generatrice di flussi finanziari cui attribuire l'avviamento. L'ammontare dell'eventuale riduzione di valore è dato dall'eventuale differenza negativa tra il valore di iscrizione dell'avviamento ed il suo valore di recupero, determinato come il maggiore tra

il fair value dell'unità generatrice di flussi finanziari, al netto degli eventuali costi di vendita, ed il relativo valore d'uso. Le conseguenti rettifiche di valore vengono rilevate a conto economico;

  • gli elementi di attivo, passivo e conto economico vengono integralmente acquisiti "linea per linea";
  • le partite debitorie e creditorie, le operazioni fuori bilancio nonché i proventi e gli oneri ed i
  • profitti e le perdite traenti origine da rapporti tra società oggetto di consolidamento integrale, sono tra di loro elisi;
  • le quote di patrimonio netto e di utile di periodo di pertinenza dei "terzi" azionisti delle società consolidate, sono incluse in apposite voci, rispettivamente, del passivo di stato patrimoniale e del conto economico;
  • per il consolidamento delle società con metodo integrale sono state utilizzate le situazioni contabili semestrali al 30 giugno 2025 e approvate dalle singole società, eventualmente rese conformi ai principi contabili internazionali seguiti nella predisposizione della situazione consolidata;
  • il valore di libro delle partecipazioni rilevanti, detenute dalla capogruppo, o da altre società del gruppo, afferenti società consolidate con il metodo del patrimonio netto, è raffrontato con la pertinente quota di patrimonio delle partecipate. L'eventuale eccedenza del valore di libro - risultante in prima applicazione al bilancio consolidato – è inclusa nel valore contabile della partecipata. Le variazioni nel valore patrimoniale, intervenute negli anni successivi a quello di prima applicazione, sono iscritte a voce 250 del conto economico consolidato ("utili (perdite) delle partecipazioni") nella misura in cui le variazioni stesse siano riferibili a utili o perdite delle partecipate;
  • se esistono evidenze che il valore di una partecipazione rilevante possa aver subito una riduzione, si procede alla stima del valore recuperabile della partecipazione stessa, tenendo conto del valore attuale dei flussi finanziari futuri che la partecipazione potrà generare, incluso il valore di dismissione finale dell'investimento. Qualora il valore di recupero risulti inferiore al valore contabile, la relativa differenza è rilevata nel conto economico;
  • per il consolidamento delle partecipazioni in società collegate sono state utilizzate, ove disponibili, le risultanze delle situazioni semestrali al 30 giugno 2025 approvate dai rispettivi Consigli di Amministrazione; in loro mancanza sono stati considerati i dati degli ultimi bilanci approvati (generalmente quelli al 31 dicembre 2024).

AREA DI CONSOLIDAMENTO

Note:

le percentuali esprimono i diritti di voto esercitabili direttamente e indirettamente le partecipazioni in chiaro sono valutate con il metodo del patrimonio netto

2. FONDI PROPRI

I Fondi Propri sono composti da:

  • Capitale di Classe 1 (Tier 1 Capital), composto a propria volta da:
    • o Capitale primario di Classe 1 (Common Equity Tier 1 CET1);
    • o Capitale aggiuntivo di Classe 1 (Additional Tier 1 AT1);
  • Capitale di Classe 2 (Tier 2 T2).

La somma del Capitale di Classe 1 e del Capitale di Classe 2 compone il Totale dei Fondi Propri (Total Capital).

Componente principale del Tier 1 è il Common Equity, composto principalmente da strumenti di capitale (es. azioni ordinarie al netto delle azioni proprie), sovrapprezzi di emissione, riserve di utili, utile del periodo non distribuito, riserve da valutazione, interessi di minoranza computabili, al netto degli elementi in deduzione.

La categoria dell'AT1 ricomprende gli strumenti di capitale diversi dalle azioni ordinarie (che sono computabili nel Common Equity) e che rispettano i requisiti normativi per l'inclusione in tale livello dei Fondi propri una volta applicate le deduzioni degli elementi e le deroghe previste dalla normativa citata in premessa.

Il Capitale di Classe 2 (Tier 2) è composto dagli elementi quali principalmente le passività subordinate computabili e le eventuali eccedenze delle rettifiche di valore rispetto alle perdite attese per le posizioni ponderate secondo i metodi IRB, una volta applicate le deduzioni e le deroghe previste dalla normativa citata in premessa.

I requisiti minimi di capitale applicabili al Gruppo sono pari ai seguenti ratio patrimoniali in coerenza con l'articolo 92 del CRR:

  • CET1 ratio: 4,50%
  • T1 ratio: 6,00%
  • Total Capital ratio: 8,00%

In aggiunta a tali livelli patrimoniali, per il 2025 il Gruppo deve inoltre rispettare i seguenti requisiti:

  • 1,00% requisito di Pillar 2 (Pillar 2 Requirement) richiesto in coerenza con i risultati SREP;
  • 2,50%: riserva di conservazione del capitale ("CCB" buffer), in coerenza con l'articolo 129 della CRD IV;
  • 0,0378%: riserva di capitale anticiclica (CCyB buffer), in coerenza con l'articolo 130 della CRD IV, calcolata trimestralmente;
  • 0,813% :riserva rischio sistemico

Il requisito aggiuntivo assegnato dall'organo di vigilanza (il Pillar 2 Requirement), rispetto ai livelli regolamentari di patrimonio vigenti nel 2025, sarebbe pari all'1%. In base all'articolo 104bis della CRD V l'ente rispetta il requisito di fondi propri aggiuntivi imposto dall'autorità competente mediante fondi propri che soddisfano le condizioni seguenti:

  • a almeno tre quarti del requisito di fondi propri aggiuntivi sono rispettati mediante capitale di classe 1;
  • b almeno tre quarti del capitale di classe 1 di cui alla lettera a) sono costituiti da capitale primario di classe 1. Conseguentemente il requisito può essere rispettato con un minimo del 56,25% di CET1 capital e con un 75% di Tier1 capital.

Pertanto, al 30 giugno 2025, il Gruppo deve rispettare i seguenti requisiti complessivi:

  • CET1 ratio: 8.41%
  • T1 ratio: 10,10%
  • Total Capital ratio: 12,35%.

In base alle disposizioni dettate dagli articoli 11, paragrafi 2 e 3, e 13, paragrafo 2, del Regolamento CRR, le banche controllate da una "società di partecipazione finanziaria madre" sono tenute a rispettare i requisiti stabiliti dal predetto regolamento sulla base della situazione consolidata della società di partecipazione finanziaria medesima. Tali disposizioni hanno pertanto reso necessaria la modifica del perimetro di consolidamento del Gruppo ai fini della vigilanza prudenziale, portando a calcolare i ratio patrimoniali a livello di Credemholding, società controllante al 79,8167% di Credem Spa. Tale livello comporta differenze di rilievo rispetto alle analoghe rilevazioni misurate sul perimetro che fa capo a Credito Emiliano Spa, dovute al trattamento più restrittivo riservato dalle norme vigenti al computo del cosiddetto "patrimonio di terzi".

A partire dal mese di ottobre 2017 il Gruppo è stato inserito dall'Autorità di Vigilanza tra i conglomerati finanziari, vale a dire tra i soggetti che svolgono attività significativa sia nel settore bancario e dei servizi di investimento, sia nel settore assicurativo. Tale provvedimento riflette la situazione di business al dicembre 2016, data alla quale il Gruppo superava le soglie previste dalle norme in materia.

E' doveroso segnalare preliminarmente che la vigilanza sui conglomerati finanziari è esercitata attraverso presidi supplementari, che integrano quelli già operativi a livello di Gruppo Bancario e di specifici settori di attività.

Il soggetto coordinatore della sopra illustrata vigilanza rafforzata, essendo preminente nel Gruppo il business bancario, è rappresentato dalla Banca Centrale Europea.

Conseguentemente il primo di marzo del 2018 la Banca Centrale Europea ha autorizzato il Gruppo a non dedurre dal calcolo dei fondi propri regolamentari la partecipazione totalitaria detenuta nell'impresa di assicurazione Credemvita.

Tale autorizzazione, derivante dall'applicazione dell'articolo 49 del Regolamento (EU) n.575/2103 ("CRR"), è applicabile qualora il Gruppo faccia parte della lista di quelli che, in base ai parametri di vigilanza, svolgono attività significativa sia nel settore bancario e dei servizi di investimento, sia nel settore assicurativo (conglomerati finanziari).

Ai sensi del regolamento (UE) n.575/2013 (CRR), art.26, comma 2, la quota dell'utile netto del 1° semestre 2025, al netto della quota destinabile ai dividendi, è stata inserita nel calcolo dei Fondi Propri in quanto la Relazione Finanziaria Semestrale al 30 giugno 2025 è stata assoggettata a revisione contabile.

Il requisito patrimoniale complessivo al 30 giugno 2025 è di 1.806,2 milioni di euro a fronte di Fondi Propri per 4.174,3 milioni di euro con un margine disponibile di 2.368,1 milioni di euro, pari ad oltre il 57% dei Fondi Propri.

Le indicazioni sui coefficienti patrimoniali evidenziano il Common Equity Tier 1 ratio al 15,83%, il Tier 1 Capital ratio al 16,13% e il Total capital ratio al 18,49%.

FONDI PROPRI - INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

Modello EU CC1: composizione dei fondi propri regolamentari

a) b)
Importi Fonte basata su numeri
30/06/2025 /lettere di riferimento dello
stato patrimoniale
nell'ambito del
consolidamento prudenziale
Capitale primario di classe 1 (CET1): strumenti e riserve
1 Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo azioni 302.380 7, 8
Di cui: azioni ordinarie 49.437 8
2 Utili non distribuiti 3.099.681 6
3 Altre componenti di conto economico complessivo accumulate (e altre riserve) 11.719 1
EU-3a Fondi per rischi bancari generali -
4 Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 484, paragrafo 3, del CRR e le
relative riserve sovrapprezzo azioni soggetti a eliminazione progressiva dal CET1
-
5 Interessi di minoranza (importo consentito nel CET1 consolidato) 440.264 9
EU-5a Utili di periodo verificati da persone indipendenti al netto di tutti gli oneri o dividendi
prevedibili
142.325 16
6 Capitale primario di classe 1 (CET1) prima delle rettifiche regolamentari 3.996.369 -
Capitale primario di classe 1 (CET1): rettifiche regolamentari
7 Rettifiche di valore supplementari (importo negativo) (5.407) -
8 Attività immateriali (al netto delle relative passività fiscali) (importo negativo) (331.299) 10
9 Non applicabile
10 Attività fiscali differite che dipendono dalla redditività futura, escluse quelle derivanti da
differenze temporanee (al netto delle relative passività fiscali per le quali sono
soddisfatte le condizioni di cui all'articolo 38, paragrafo 3, del CRR) (importo negativo)
-
11 Riserve di valore equo relative ai profitti e alle perdite generati dalla copertura dei flussi
di cassa degli strumenti finanziari che non sono valutati al valore equo
13.750 1, 5
12 Importi negativi risultanti dal calcolo degli importi delle perdite attese (69.901)
13 Qualsiasi aumento del patrimonio netto risultante da attività cartolarizzate (importo
negativo)
-
14 I profitti o le perdite sulle passività dell'ente valutate al valore equo dovuti a variazioni
del merito di credito
-
15 Attività dei fondi pensione a prestazioni definite (importo negativo) -
16 Propri strumenti del CET1 detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o
sinteticamente (importo negativo)
(1.867)
17 Strumenti del CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente,
indirettamente o sinteticamente, quando tali soggetti detengono con l'ente una
partecipazione incrociata reciproca concepita per gonfiare artificialmente i fondi propri
dell'ente (importo negativo)
-
18 Strumenti del CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente,
indirettamente o sinteticamente, quando l'ente non ha un investimento significativo in
tali soggetti (importo superiore alla soglia del 10 % e al netto di posizioni corte
ammissibili) (importo negativo)
-
19 Strumenti di CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente,
indirettamente o sinteticamente, quando l'ente ha un investimento significativo in tali
soggetti (importo superiore alla soglia del 10% e al netto di posizioni corte ammissibili)
(importo negativo)
-
20 Non applicabile
EU-20a Importo dell'esposizione dei seguenti elementi, che possiedono i requisiti per ricevere
un fattore di ponderazione del rischio pari al 1250%, quando l'ente opta per la
deduzione
-
EU-20b Di cui partecipazioni qualificate al di fuori del settore finanziario (importo negativo) -
EU-20c Di cui posizioni verso la cartolarizzazione (importo negativo) -
EU-20d Di cui operazioni con regolamento non contestuale (importo negativo) -
a) b)
Importi Fonte basata su numeri
30/06/2025 /lettere di riferimento dello
stato patrimoniale
nell'ambito del
consolidamento prudenziale
21 Attività fiscali differite che derivano da differenze temporanee (importo superiore alla
soglia del 10 %, al netto delle relative passività fiscali per le quali sono soddisfatte le
condizioni di cui all'articolo 38, paragrafo 3, del CRR) (importo negativo)
-
22 Importo che supera la soglia del 17,65 % (importo negativo) -
23 Di cui strumenti di CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente
direttamente, indirettamente e sinteticamente, quando l'ente ha un investimento
significativo in tali soggetti
-
24 Non applicabile
25 Di cui attività fiscali differite che derivano da differenze temporanee -
EU-25a Perdite relative all'esercizio in corso (importo negativo) -
EU-25b Tributi prevedibili relativi agli elementi del CET1, ad eccezione dei casi in cui l'ente
adatta di conseguenza l'importo degli elementi del CET1 nella misura in cui tali tributi
riducano l'importo fino a concorrenza del quale questi elementi possono essere
destinati alla copertura di rischi o perdite (importo negativo)
-
26 Non applicabile
27 Deduzioni ammissibili dal capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) che superano gli elementi
dell'AT1 dell'ente (importo negativo)
-
27a Altre rettifiche regolamentari (27.946)
28 Totale delle rettifiche regolamentari del capitale primario di classe 1 (CET1) (422.670)
29 Capitale primario di classe 1 (CET1) 3.573.699
Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1): strumenti
30 Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo azioni -
31 Di cui classificati come patrimonio netto a norma dei principi contabili applicabili -
32 Di cui classificati come passività a norma dei principi contabili applicabili -
33 Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 484, paragrafo 4, del CRR e le -
relative riserve sovrapprezzo azioni soggetti a eliminazione progressiva dall'AT1
EU-33a Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 494 bis, paragrafo 1, del CRR
soggetti a eliminazione graduale dall'AT1
-
EU-33b Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 494 ter, paragrafo 1, del CRR
soggetti a eliminazione graduale dall'AT1
-
34 Capitale di classe 1 ammissibile incluso nel capitale AT1 consolidato (compresi gli
interessi di minoranza non inclusi nella riga 5) emesso da filiazioni e detenuto da terzi
68.385
35 di cui strumenti emessi da filiazioni soggetti a eliminazione progressiva -
36 Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) prima delle rettifiche regolamentari 68.385
Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1): rettifiche regolamentari
37 Propri strumenti di AT1 detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o
sinteticamente (importo negativo)
-
38 Strumenti di AT1 di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente,
indirettamente o sinteticamente, quando tali soggetti detengono con l'ente una
partecipazione incrociata reciproca concepita per gonfiare artificialmente i fondi propri
dell'ente (importo negativo)
-
39 Strumenti di AT1 di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente,
indirettamente o sinteticamente, quando l'ente non ha un investimento significativo in
tali soggetti (importo superiore alla soglia del 10 % e al netto di posizioni corte
ammissibili) (importo negativo)
-
40 Strumenti di AT1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente,
indirettamente o sinteticamente, quando l'ente ha un investimento significativo in tali
soggetti (al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo)
-
41 Non applicabile
42 Deduzioni ammissibili dal capitale di classe 2 (T2) che superano gli elementi del T2
dell'ente (importo negativo)
-
42a Altre rettifiche regolamentari del capitale AT1 -
43
44
Totale delle rettifiche regolamentari del capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1)
Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1)
-
68.385
45 Capitale di classe 1 (T1 = CET1 + AT1) 3.642.084
Capitale di classe 2 (T2) strumenti
46 Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo azioni 410.847
47 Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 484, paragrafo 5, del CRR e le
relative riserve sovrapprezzo azioni soggetti a eliminazione progressiva dal T2 ai sensi
dell'articolo 486, paragrafo 4, del CRR
-
a) b)
Importi Fonte basata su numeri
30/06/2025 /lettere di riferimento dello
stato patrimoniale
nell'ambito del
consolidamento prudenziale
EU-47a Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 494 bis, paragrafo 2, del CRR -
soggetti a eliminazione graduale dal T2
EU-47b Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 494 ter, paragrafo 2, del CRR
soggetti a eliminazione graduale dal T2
-
48 Strumenti di fondi propri ammissibili inclusi nel capitale T2 consolidato (compresi gli
interessi di minoranza e strumenti di AT1 non inclusi nella riga 5 o nella riga 34) emessi
da filiazioni e detenuti da terzi
91.180
49 di cui strumenti emessi da filiazioni soggetti a eliminazione progressiva -
50 Rettifiche di valore su crediti 31.512
51 Capitale di classe 2 (T2) prima delle rettifiche regolamentari 533.539
Capitale di classe 2 (T2): rettifiche regolamentari
52 Strumenti propri di T2 e prestiti subordinati detenuti dall'ente direttamente,
indirettamente o sinteticamente (importo negativo)
(1.300)
53 Strumenti di T2 e prestiti subordinati di soggetti del settore finanziario detenuti
direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando tali soggetti detengono con
l'ente una partecipazione incrociata reciproca concepita per gonfiare artificialmente i
fondi propri dell'ente (importo negativo)
-
54 Strumenti di T2 e prestiti subordinati di soggetti del settore finanziario detenuti
direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando l'ente non ha un investimento
significativo in tali soggetti (importo superiore alla soglia del 10 % e al netto di posizioni
corte ammissibili) (importo negativo)
-
54a Non applicabile
55 Strumenti di T2 e prestiti subordinati di soggetti del settore finanziario detenuti
dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando l'ente ha un
investimento significativo in tali soggetti (al netto di posizioni corte ammissibili)
(importo negativo)
-
EU-56a Deduzioni di passività ammissibili che superano gli elementi delle passività ammissibili
dell'ente (importo negativo)
-
EU-56b Altre rettifiche regolamentari del capitale T2 -
56 Non applicabile
57 Totale delle rettifiche regolamentari del capitale di classe 2 (T2) (1.300)
58 Capitale di classe 2 (T2) 532.239
59 Capitale totale (TC = T1 + T2) 4.174.323
60 Importo complessivo dell'esposizione al rischio 22.577.295
Coefficienti e requisiti patrimoniali, comprese le riserve di capitale
61 Capitale primario di classe 1 15,83%
62 Capitale di classe 1 16,13%
63 Capitale totale 18,49%
64 Requisiti patrimoniali complessivi CET1 dell'ente 8,41%
65 Di cui requisito della riserva di conservazione del capitale 2,50%
66 Di cui requisito della riserva di capitale anticiclica 0,04%
67 Di cui requisito della riserva a fronte del rischio sistemico 0,81%
EU-67a Di cui requisito della riserva di capitale degli enti a rilevanza sistemica a livello globale
(G-SII) o degli altri enti a rilevanza sistemica (O-SII)
Di cui requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte a rischi diversi dal rischio di leva
-
EU-67b finanziaria eccessiva
Capitale primario di classe 1 (in percentuale dell'importo dell'esposizione al rischio)
0,56%
68 disponibile dopo aver soddisfatto i requisiti patrimoniali minimi 9,38%
Minimi nazionali (se diversi da Basilea III)
69 Non applicabile
70 Non applicabile
71 Non applicabile
Importi inferiori alle soglie di deduzione (prima della ponderazione del rischio)
72 Fondi propri e passività ammissibili di soggetti del settore finanziario detenuti
direttamente o indirettamente, quando l'ente non ha un investimento significativo in
tali soggetti (importo inferiore alla soglia del 10% e al netto di posizioni corte
ammissibili)
-
73 Strumenti di CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente o
indirettamente, quando l'ente ha un investimento significativo in tali soggetti (importo
inferiore alla soglia del 17,65 % e al netto di posizioni corte ammissibili)
-
74 Non applicabile
a) b)
Importi Fonte basata su numeri
30/06/2025 /lettere di riferimento dello
stato patrimoniale
nell'ambito del
consolidamento prudenziale
75 Attività fiscali differite che derivano da differenze temporanee (importo inferiore alla
soglia del 17,65 %, al netto delle relative passività fiscali per le quali sono soddisfatte le
condizioni di cui all'articolo 38, paragrafo 3, del CRR)
189.182
Massimali applicabili per l'inclusione di accantonamenti nel capitale di classe 2
76 Rettifiche di valore su crediti incluse nel T2 in relazione alle esposizioni soggette al
metodo standardizzato (prima dell'applicazione del massimale)
-
77 Massimale per l'inclusione di rettifiche di valore su crediti nel T2 nel quadro del metodo
standardizzato
78 Rettifiche di valore su crediti incluse nel T2 in relazione alle esposizioni soggette al
metodo basato sui rating interni (prima dell'applicazione del massimale)
31.512
79 Massimale per l'inclusione di rettifiche di valore su crediti nel T2 nel quadro del metodo
basato sui rating interni
68.335
Strumenti di capitale soggetti a eliminazione progressiva (applicabile soltanto tra il 1° gennaio 2014 e il 1° gennaio 2022)
80 Massimale corrente sugli strumenti di CET1 soggetti a eliminazione progressiva -
81 Importo escluso dal CET1 in ragione del massimale (superamento del massimale dopo i
rimborsi e le scadenze)
-
82 Massimale corrente sugli strumenti di AT1 soggetti a eliminazione progressiva -
83 Importo escluso dall'AT1 in ragione del massimale (superamento del massimale dopo i
rimborsi e le scadenze)
-
84 Massimale corrente sugli strumenti di T2 soggetti a eliminazione progressiva -
85 Importo escluso dal T2 in ragione del massimale (superamento del massimale dopo i
rimborsi e le scadenze)
-

Modello EU CC2: riconciliazione dei fondi propri regolamentari con lo SP nel bilancio sottoposto a revisione contabile

a b c
Stato
patrimoniale
incluso nel
bilancio
pubblicato
Nell'ambito del
consolidamento
prudenziale
Riferimento
30/06/2025 30/06/2025
Attività - Ripartizione per classi di attività secondo lo stato patrimoniale incluso nel bilancio pubblicato
1 Cassa e disponibilità liquide 1.654.528 1.640.488
2 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a
conto economico
6.032.896 119.309
3 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
sulla redditività complessiva
8.721.830 4.348.591
4 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 45.684.613 45.518.706
5 Derivati di copertura 255.466 255.466
6 Adeguamento di valore delle attività finanziarie
oggetto di copertura generica (+/-)
102.636 102.636
7 Partecipazioni 59.378 613.572
8 Attività assicurative 10.578 -
9 Attività materiali 436.507 435.864
10 Attività immateriali, di cui: 511.306 519.632 8 Attività immateriali (al netto delle relative
passività fiscali) (importo negativo)
11 Avviamento 318.026 330.032
12 Altre immobilizzazioni immateriali 193.280 189.600
13 Attività fiscali 399.324 238.159
14 Attività non correnti e gruppi di attività in via di
dismissione
533 533
15 Altre attività 1.203.334 1.019.363
16 Totale attività 65.072.929 54.812.319
Passività - Ripartizione per classi di passività secondo lo stato patrimoniale incluso nel bilancio pubblicato
1 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 46.908.967 46.882.884
2 di cui - titoli in circolazione 4.646.287 4.538.522
3 di cui - passività subordinate: Strumenti
computabili nel capitale di classe 2
410.847 410.847
4 Passività finanziarie di negoziazione 32.147 32.147
5 Passivita' finanziarie designate al fair value 4.534.709 -
6 Derivati di copertura 567.493 567.493
7 Adeguamento di valore delle passività finanziarie
oggetto di copertura generica (+/-)
(7.188) (7.188)
8 Passività fiscali 340.094 129.032
a b c
Stato
patrimoniale
incluso nel
bilancio
pubblicato
Nell'ambito del
consolidamento
prudenziale
Riferimento
30/06/2025 30/06/2025
9 Altre passività 2.463.834 2.396.754
10 Trattamento di fine rapporto del personale 24.893 24.604
11 Fondi per rischi e oneri 184.207 184.207
12 Passività assicurative 5.421.387 -
13 Totale passività 60.470.543 50.209.933
Capitale proprio
1 Riserve da valutazione, di cui: 11.720 11.719 3, 11 Altre componenti di conto economico
complessivo accumulate (e altre riserve);
riserve di valore equo relative ai profitti e
alle perdite generati dalla copertura dei
flussi di cassa degli strumenti finanziari
che non sono valutati al valore equo
2 Riserve da valutazione su attività
finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
(289.269) (278.682)
3 Riserve da valutazione degli tuili perdite
attuariali nette
(4.762) (4.763)
4 Altri elementi positivi - Leggi speciali di
rivalutazione
107.009 107.009
5 Riserve di cash flow hedge (13.750) (13.750) 11 Riserve di valore equo relative ai profitti e
alle perdite generati dalla copertura dei
flussi di cassa degli strumenti finanziari
che non sono valutati al valore equo
6 Riserve 3.099.681 3.099.681 2 Utili non distribuiti
7 Sovrapprezzi di emissione 252.943 252.943 1 Strumenti di capitale e le relative riserve
sovrapprezzo azioni
8 Capitale 49.437 49.437 1 Strumenti di capitale e le relative riserve
sovrapprezzo azioni
9 Partimonio di pertinenza di terzi (+/-) 895.234 895.235 5 Interessi di minoranza (importo consentito
nel CET1 consolidato)
10 di cui Riserve da valutazione: (13.383) (13.382)
11 Riserve da valutazione di titoli HTCS/titoli
disponibili per la vendita
2.677 (70.471)
12 Riserve da valutazione degli tuili perdite
attuariali nette
(1.205) (1.204)
13 Altri elementi positivi - Leggi speciali di
rivalutazione
10.714 10.714
14 Riserve di cash flow hedge (3.477) (3.477)
15 di cui Riserve e utili 619.299 619.299
16 Utile (Perdita) di periodo (+/-) 293.371 293.371 EU-5a Utili di periodo verificati da persone
indipendenti al netto di tutti gli oneri o
dividendi prevedibili
17 Capitale proprio totale 4.602.386 4.602.386

Le principali differenze tra i valori contabili riportati nel bilancio pubblicato ed i valori contabili nell'ambito del consolidamento prudenziale afferiscono al perimetro di consolidamento. Nel primo caso le società esterne al Gruppo prudenziale sono consolidate integralmente mentre nel secondo caso sono consolidate con il metodo del patrimonio netto.

La società esterna al Gruppo prudenziale al 30 giuno 2025 è Credemvita Spa.

Modello EU CCyB1: distribuzione geografica delle esposizioni creditizie rilevanti ai fini del calcolo della riserva di capitale anticiclica (1 di 2)

a b c d e f
Ripartizione per paese Esposizioni creditizie generiche Esposizioni creditizie rilevanti —
Rischio di mercato
Valore
dell'esposizione
secondo il metodo
standardizzato
Valore
dell'esposizione
secondo il metodo
IRB
Somma delle
posizioni lunghe e
corte delle
esposizioni
contenute nel
portafoglio di
negoziazione
secondo il
metodo
standardizzato
Valore delle
esposizioni nel
portafoglio di
negoziazione
secondo i modelli
interni
Valore
dell'esposizione
delle esposizioni
verso la
cartolarizzazione
esterne al
portafoglio di
negoziazione
Valore
dell'esposizione
complessiva
Abu Dhabi 575 71 - - - 646
Australia 1.001 34 - - - 1.035
Austria 1.415 3 - - - 1.418
Belgio 4.499 333 - - - 4.832
Brasile 51 4.064 - - - 4.115
Bulgaria 250 7 - - - 256
Ceca (Repubblica) 548 1 - - - 549
Croazia 1.071 1 - - - 1.071
Francia 309.799 - 13.033 - 83.827 406.660
Germania 18.546 454 3.344 - 32.386 54.730
Hong Kong 73 - - - - 73
India - 10 - - - 10
Irlanda 87 2 3.148 - - 3.237
Israele 941 3 - - - 944
Italia 7.302.454 35.316.024 31.389 - 105.711 42.755.578
010 Lussemburgo 23.116 9 37 - 67.279 90.440
Norvegia 448 - - - - 448
Paesi Bassi 77.509 82 2.747 - 63.600 143.938
Panama - - - - - 1
Polonia 3.365 364 - - - 3.729
Principato di
Monaco
- 45 - - - 45
Regno Unito 121.367 1.271 1.083 - - 123.722
Romania 2.209 131 - - - 2.340
Serbia 1.617 - - - - 1.617
Singapore 358 170 - - - 528
Slovacchia 121 - - - - 121
Spagna 26.196 - 496 - 72.624 99.317
Stati Uniti 225.764 26.145 549 - - 252.458
Svezia 41.976 3 - - - 41.979
Svizzera 54.854 748 95 - - 55.698
Ungheria 872 189 - - - 1.061
Altri Paesi 17.255 13.777 - - - 31.032
020 Totale 8.238.337 35.363.942 55.922 - 425.427 44.083.628

Modello EU CCyB1: distribuzione geografica delle esposizioni creditizie rilevanti ai fini del calcolo della riserva di capitale anticiclica (2 di 2)

g h i j k l m
Ripartizione per paese Requisiti di fondi propri
Esposizioni
creditizie
rilevanti —
Rischio di
credito
Esposizioni
creditizie
rilevanti —
Rischio di
mercato
Esposizioni
creditizie rilevanti
— Posizioni verso
la
cartolarizzazione
esterne al
portafoglio di
negoziazione
Totale Importi delle
esposizioni
ponderati per
il rischio
Fattori di
ponderazione
dei requisiti di
fondi propri
(%)
Coefficiente
anticiclico
(%)
Abu Dhabi 44 - - 44 554 0,0030% -
Australia 30 - - 30 376 0,0021% 1,00%
Austria 65 - - 65 813 0,0045% -
Belgio 463 - - 463 5.793 0,0319% 1,00%
Brasile 67 - - 67 836 0,0046% -
Bulgaria 12 - - 12 150 0,0008% 2,00%
Ceca (Repubblica) 26 - - 26 322 0,0018% 1,25%
Croazia 77 - - 77 965 0,0053% 1,50%
Francia 18.069 2 1.341 19.412 242.656 1,3342% 1,00%
010 Germania 1.341 5 518 1.863 23.293 0,1281% 0,75%
Hong Kong 4 - - 4 52 0,0003% 0,50%
India 1 - - 1 11 0,0001% -
Irlanda 7 - - 7 88 0,0005% 1,50%
Israele 75 - - 75 940 0,0052% -
Italia 1.393.103 1.025 3.654 1.397.781 17.472.268 96,0652% -
Lussemburgo 1.015 - 1.075 2.090 26.129 0,1437% 0,50%
Norvegia 19 - - 19 235 0,0013% 2,50%
Paesi Bassi 6.802 4 1.039 7.845 98.061 0,5392% 2,00%
Panama - - - - - - -
Polonia 196 - - 196 2.455 0,0135% -
Principato di
Monaco
- - - - 2 - -
Regno Unito 3.322 - - 3.322 41.526 0,2283% 2,00%
Romania 148 - - 148 1.854 0,0102% 1,00%
Serbia 99 - - 99 1.232 0,0068% -
Singapore 22 - - 22 274 0,0015% -
Slovacchia 6 - - 6 69 0,0004% 1,50%
Spagna 1.480 - 1.162 2.642 33.020 0,1815% -
Stati Uniti 10.036 22 - 10.058 125.728 0,6913% -
Svezia 4.920 - - 4.920 61.495 0,3381% 2,00%
Svizzera 2.173 - - 2.173 27.160 0,1493% -
Ungheria 56 - - 56 706 0,0039% 0,50%
Altri Paesi 1.510 - - 1.510 18.873 0,1038% -
020 Totale 1.445.188 1.058 8.789 1.455.035 18.187.934 100%

Modello EU CCyB2: importo della riserva di capitale anticiclica specifica dell'ente

a
1 Importo complessivo dell'esposizione al rischio 22.577.295
2 Coefficiente anticiclico specifico dell'ente 0,0378%
3 Requisito di riserva di capitale anticiclica specifica dell'ente 8.540

Modello KM2: metriche principali - MREL e, se del caso, requisito di fondi propri e passività ammissibili per i G-SII

a
Requisito minimo di
fondi propri e passività
ammissibili
(MREL)
30/06/2025
Fondi propri e passività ammissibili, rapporti e componenti
1 Fondi propri e passività ammissibili 6.352.169
EU-1a Di cui fondi propri e passività subordinate 4.634.736
2 Importo complessivo dell'esposizione al rischio (TREA) del gruppo soggetto a risoluzione 22.587.907
3 Fondi propri e passività ammissibili in percentuale del TREA 28,12%
EU-3a Di cui fondi propri e passività subordinate 20,52%
4 Misura dell'esposizione complessiva (TEM) del gruppo soggetto a risoluzione 56.006.657
5 Fondi propri e passività ammissibili in percentuale della TEM 11,34%
EU-5a Di cui fondi propri o passività subordinate 8,28%
6a Si applica la deroga per subordinazione di cui all'articolo 72 ter, paragrafo 4, del regolamento (UE)
n. 575/2013 (CRR)? (deroga 5 %)
6b Importo complessivo degli strumenti di passività non subordinate ammissibili consentiti se si
applica la facoltà di subordinazione conformemente all'articolo 72 ter, paragrafo 3, del CRR
(deroga 3,5 % massimo)
6c Se si applica la deroga per subordinazione con massimale conformemente all'articolo 72 ter,
paragrafo 3, del CRR, l'importo di passività emesse che ha rango pari a quello delle passività
escluse e incluso nella riga 1, diviso per le passività emesse che hanno rango pari a quello delle
passività escluse e che sarebbero incluse nella riga 1 se non fosse applicato alcun massimale (%)
Requisito minimo di fondi propri e passività ammissibili (MREL)
EU-7 MREL espresso in percentuale del TREA 19,55%
EU-8 Di cui da soddisfare con fondi propri o passività subordinate -
EU-9 MREL espresso in percentuale della TEM 5,91%
EU-10 Di cui da soddisfare con fondi propri o passività subordinate -

Al 30 giugno 2025 il gruppo Credem evidenzia risultati superiori ai requisiti da rispettare (MREL-TREA pari a 28,12% e MREL-LRE pari a 11,34%).

Nel mese di novembre 2024 il gruppo Credem ha ricevuto la decisione aggiornata dal Single Resolution Board sulla determinazione del requisito minimo di fondi propri e passività ammissibili (MREL). A partire dal 15 novembre 2024, il gruppo Credem deve rispettare su base consolidata un requisito MREL-TREA (esposizione al rischio) pari al 19,55% maggiorato del Combined Buffer Requirement applicabile e un requisito MREL-LRE (esposizione complessiva per la leva finanziaria) pari al 5,91%.

Al fine del rispetto del requisito e del computo delle altre passività ammissibili emesse da Credem, non è richiesto allo stato attuale un requisito di subordinazione nell'emissione di strumenti MREL-eligible (e.g. Senior unsecured).

3. REQUISITI INFORMATIVI GENERALI

Si riporta nel seguito:

  • il Modello EU OV1 contenente un quadro d'insieme degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio e dei requisiti totali di fondi propri;
  • il Modello EU KM1 circa le principali metriche prudenziali e regolamentari;
  • il Modello EU CMS1 circa il confronto tra gli importi delle esposizioni ponderati per il rischio modellizzati e standardizzati a livello di rischio;
  • il Modello EU CMS2, circa il confronto tra importi delle esposizioni ponderati per il rischio modellizzati e standardizzati per il rischio di credito a livello di classe di attività.

Informativa quantitative

Modello EU OV1: quadro sinottico degli importi complessivi dell'esposizione al rischio

Importi complessivi dell'esposizione al
rischio (TREA)
Requisiti totali di
fondi propri
a b c
30/06/2025 31/03/2025 30/06/2025
1 Rischio di credito (escluso il CCR) 19.155.349 18.926.466 1.532.428
2 Di cui metodo standardizzato 7.796.551 7.664.700 623.724
3 Di cui metodo IRB di base (F-IRB) 879.523 815.589 70.362
4 Di cui metodo di assegnazione - - -
EU 4a Di cui strumenti di capitale soggetti al metodo della
ponderazione semplice
- - -
5 Di cui metodo IRB avanzato (A-IRB) 10.479.275 10.446.176 838.342
6 Rischio di controparte (CCR) 50.289 49.372 4.023
7 Di cui metodo standardizzato 34.433 22.226 2.755
8 Di cui metodo dei modelli interni (IMM) - - -
EU 8a Di cui esposizioni verso una CCP 7.955 9.788 636
9 Di cui altri CCR 7.900 17.358 632
10 Rischio di aggiustamento della valutazione del credito —
Rischio di CVA
3.753 4.180 300
EU 10a Di cui metodo standardizzato (SA) - - -
EU 10b Di cui metodo di base (F-BA e R-BA) 3.753 4.180 300
EU 10c Di cui metodo semplificato - - -
15 Rischio di regolamento - - -
16 Esposizioni verso le cartolarizzazioni esterne al portafoglio di
negoziazione (tenendo conto del massimale)
109.863 82.844 8.789
17 Di cui metodo SEC-IRBA - - -
18 Di cui metodo SEC-ERBA (compreso IAA) 109.863 82.844 8.789
19 Di cui metodo SEC-SA - - -
EU 19a Di cui 1250% / Deduzioni - - -
20 Rischi di posizione, di cambio e di posizione in merci (rischio di
mercato)
112.002 101.907 8.960
21 Di cui metodo standardizzato alternativo (ASA) - - -
EU 21a Di cui metodo standardizzato semplificato (SSA) 112.002 101.907 8.960
22 Di cui metodo alternativo dei modelli interni (AIMA) - - -
EU 22a Grandi esposizioni - - -
23 Riclassificazioni tra posizioni del portafoglio di negoziazione e
posizioni esterne al portafoglio di negoziazione
- - -
24 Rischio operativo 3.146.040 3.146.040 251.683
EU 24a Esposizioni alle cripto-attività - - -
25 Importo al di sotto delle soglie per la deduzione (soggetto a
fattore di ponderazione del rischio del 250 %)
472.955 531.630 37.836
26 Output floor applicato (%) 50,00% 50,00%
27 Rettifica per l'applicazione della soglia minima (prima
dell'applicazione del massimale transitorio)
- -
28 Rettifica per l'applicazione della soglia minima (in seguito
all'applicazione del massimale transitorio)
- -
29 Totale 22.577.295 22.310.809 1.806.184

Modello EU CMS1: confronto tra importi delle esposizioni ponderati per il rischio modellizzati e standardizzati a livello di rischio

a b c d EU d
RWEA per i metodi
basati su modelli il cui
uso da parte delle
banche è autorizzato
dall'autorità di
vigilanza
RWEA per i portafogli
in cui sono utilizzati
metodi
standardizzati
Totale RWEA effettivi
(a + b)
RWEA calcolati
utilizzando il
metodo
standardizzato
completo
RWEA che
costituiscono la
base dell'output floor
1 Rischio di
credito (escluso
il rischio di
controparte)
11.358.798 7.796.551 19.155.349 24.556.103 23.000.980
2 Rischio di
controparte
30.298 19.990 50.289 67.247 67.247
3 Aggiustamento
della valutazione
del credito
3.753 3.753 3.753 3.753
4 Esposizioni
verso la
cartolarizzazione
nel portafoglio
bancario
- 109.863 109.863 109.863 109.863
5 Rischio di
mercato
- 112.002 112.002 112.002 112.002
6 Rischio
operativo
3.146.040 3.146.040 3.146.040 3.146.040
7 Altri importi delle
esposizioni
ponderati per il
rischio
- - - -
8 Totale 11.389.096 11.188.199 22.577.295 27.995.008 26.439.885

Modello EU CMS2: confronto tra importi delle esposizioni ponderati per il rischio modellizzati e standardizzati per il rischio di credito a livello di classe di attività

a b c d EU d
Importi delle esposizioni ponderati per il rischio (RWEA)
RWEA per i
metodi
basati su modelli
che
gli enti sono
autorizzati a
utilizzare
dall'autorità di
vigilanza
RWEA per la
colonna a) se
ricalcolati
utilizzando il
metodo
standardizzato
Totale RWEA
effettivi
RWEA calcolati
utilizzando il
metodo
standardizzato
completo
RWEA che
costituiscono la
base dell'output floor
1 Amministrazioni centrali e
banche centrali
- - 499.227 499.227 499.227
EU 1a Amministrazioni regionali o
autorità locali
- - 1.648 1.648 1.648
EU 1b Organismi del settore
pubblico
- - 22.752 22.752 22.752
EU 1c Classificate come banche
multilaterali di sviluppo
secondo il metodo SA
- - - - -
EU 1d Classificate come
organizzazioni internazionali
secondo il
metodo SA
- - - - -
2 Enti - - 604.668 604.668 604.668
3 Strumenti di capitale - - 1.594.721 1.594.721 1.594.721
5 Imprese 5.897.731 8.781.077 6.943.453 11.381.922 9.826.799
5.1 di cui si applica il metodo F
IRB
808.594 1.380.594 808.594 1.737.074 1.380.594
5.2 di cui si applica il metodo A
IRB
5.089.136 8.780.868 5.089.136 9.979.510 8.780.868
EU 5a di cui imprese – in generale 5.897.731 8.781.077 6.943.453 10.336.200 8.781.077
EU 5b di cui imprese –
finanziamenti specializzati
- - - - -
EU 5c di cui imprese – crediti
acquistati
- - - - -
6 Al dettaglio 795.883 1.183.048 3.446.522 3.833.687 3.833.687
6.1 di cui al dettaglio – rotative
qualificate
207.578 266.503 207.578 266.503 266.503
EU
6.1a
di cui al dettaglio – crediti
acquistati
- - - - -
EU 6.1b di cui al dettaglio – altro - - - 916.545
6.2 di cui al dettaglio – garantite
da immobili residenziali
- - - - -
EU 7a Esposizioni classificate come
garantite da immobili ed
esposizioni ADC secondo il
metodo SA
4.046.380 5.061.679 4.061.901 5.077.200 5.077.200
EU 7b Organismi di investimento
collettivo (OIC)
- - 22.156 22.156 22.156
EU 7c Classificate come
esposizioni in stato di default
secondo il metodo SA
616.210 176.048 654.788 214.627 214.627
EU 7d Classificate come
esposizioni da debito
subordinato secondo il
metodo SA
- - 318.284 318.284 318.284
EU 7e Classificate come
obbligazioni garantite
secondo il metodo SA
- - 49.009 49.009 49.009
EU 7f Classificate come crediti
verso enti e imprese con una
valutazione del merito di
credito a breve termine
secondo il metodo SA
- - - - -
8 Altre attività diverse dai
crediti
2.595 2.578 936.221 936.204 936.204
9 Totale 11.358.798 15.204.430 19.155.349 24.556.103 23.000.980

Modello EU KM1: metriche principali

a b c d e
30/06/2025 31/03/2025 31/12/2024 30/09/2024 30/06/2024
Fondi propri disponibili (importi)
1 Capitale primario di classe 1 (CET1) 3.573.699 3.502.114 3.391.037 3.247.459 3.239.875
2 Capitale di classe 1 3.642.084 3.569.740 3.457.189 3.310.457 3.302.826
3 Capitale totale 4.174.323 4.106.589 3.978.658 3.833.785 3.820.735
Importi delle esposizioni ponderati per il rischio
4 Importo complessivo dell'esposizione al rischio 22.577.295 22.310.809 21.829.077 20.617.568 20.606.552
4a Totale dell'esposizione al rischio prima dell'applicazione
della soglia minima
22.577.295 22.310.809 - - -
Coefficienti di capitale (in percentuale dell'importo dell'esposizione ponderato per il rischio)
5 Coefficiente del capitale primario di classe 1 (%) 15,83% 15,70% 15,53% 15,75% 15,72%
5b Coefficiente del capitale primario di classe 1
considerando il TREA senza soglia minima (%)
15,83% 15,70% - - -
6 Coefficiente del capitale di classe 1 (%) 16,13% 16,00% 15,84% 16,06% 16,03%
6b Coefficiente del capitale di classe 1 considerando il
TREA senza soglia minima (%)
16,13% 16,00% - - -
7 Coefficiente di capitale totale (in %) 18,49% 18,41% 18,23% 18,59% 18,54%
7b Coefficiente di capitale totale considerando il TREA
senza soglia minima (%)
18,49% 18,41% - - -
Requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte a rischi diversi dal rischio di leva finanziaria eccessiva (in percentuale dell'importo
dell'esposizione ponderato per il rischio)
EU 7d Requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte a rischi
diversi dal rischio di leva finanziaria eccessiva (in %)
1,00% 1,00% 1,00% 1,00% 1,00%
EU 7e Di cui costituiti da capitale CET1 (punti percentuali) 0,56% 0,56% 0,56% 0,56% 0,56%
EU 7f Di cui costituiti da capitale di classe 1 (punti percentuali) 0,75% 0,75% 0,75% 0,75% 0,75%
EU 7g Requisiti di fondi propri SREP totali (%) 9,00% 9,00% 9,00% 9,00% 9,00%
Requisito combinato di riserva e requisito patrimoniale complessivo (in percentuale dell'importo dell'esposizione ponderato per il rischio
8 Riserva di conservazione del capitale (%) 2,50% 2,50% 2,50% 2,50% 2,50%
EU 8a Riserva di conservazione dovuta al rischio
macroprudenziale o sistemico individuato a livello di
uno Stato membro (%)
- - - - -
9 Riserva di capitale anticiclica specifica dell'ente (%) 0,04% 0,05% 0,04% 0,04% 0,05%
EU 9a Riserva di capitale a fronte del rischio sistemico (%) 0,81% 0,41% 0,41% - -
10 Riserva degli enti a rilevanza sistemica a livello globale
(%)
- - - - -
EU 10a Riserva di altri enti a rilevanza sistemica (%) - - - - -
11 Requisito combinato di riserva di capitale (%) 3,35% 2,95% 2,95% 2,54% 2,55%
EU 11a Requisiti patrimoniali complessivi (%) 12,35% 11,95% 11,95% 11,54% 11,55%
12 CET1 disponibile dopo aver soddisfatto i requisiti di
fondi propri SREP totali (%)
9,38% 9,25% 9,09% 9,31% 9,28%
Coefficiente di leva finanziaria
13 Misura dell'esposizione complessiva 56.006.484 55.609.259 58.966.439 54.954.728 57.122.087
14 Coefficiente di leva finanziaria (%) 6,50% 6,42% 5,86% 6,02% 5,78%
complessiva) Requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte al rischio di leva finanziaria eccessiva (in percentuale della misura dell'esposizione
EU 14a Requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte al
rischio di leva finanziaria eccessiva (in %)
- - - - -
EU 14b di cui costituiti da capitale CET1 (punti percentuali) - - - - -
EU 14c Requisiti del coefficiente di leva finanziaria totali SREP
(%)
3,00% 3,00% 3,00% 3,00% 3,00%
a b c d e
30/06/2025 31/03/2025 31/12/2024 30/09/2024 30/06/2024
Riserva del coefficiente di leva finanziaria e requisito complessivo del coefficiente di leva finanziaria (in percentuale della misura
dell'esposizione totale)
EU 14d Requisito di riserva del coefficiente di leva finanziaria
(%)
- - - - -
EU 14e Requisito del coefficiente di leva finanziaria
complessivo (%)
3,00% 3,00% 3,00% 3,00% 3,00%
Coefficiente di copertura della liquidità
15 Totale delle attività liquide di elevata qualità (HQLA)
(valore ponderato - media)
8.142.379 8.284.701 8.393.603 8.651.587 8.724.694
EU 16a Deflussi di cassa - Valore ponderato totale 6.471.454 6.447.331 6.434.272 6.518.253 6.533.486
EU 16b Afflussi di cassa - Valore ponderato totale 1.614.977 1.580.068 1.557.098 1.556.381 1.545.440
16 Totale dei deflussi di cassa netti (valore corretto) 4.856.477 4.867.263 4.877.174 4.961.872 4.988.046
17 Coefficiente di copertura della liquidità (%) 167,93% 170,52% 172,32% 174,68% 175,27%
Coefficiente netto di finanziamento stabile
18 Finanziamento stabile disponibile totale 38.468.387 38.184.026 38.884.428 37.524.251 38.069.640
19 Finanziamento stabile richiesto totale 28.624.768 27.810.370 28.727.631 27.709.367 27.890.917
20 Coefficiente NSFR (%) 134,39% 137,30% 135,36% 135,42% 136,49%

4. RISCHIO DI LIQUIDITA'

Informativa quantitativa

Si riportano nel seguito i modelli EU LIQ1, EU LIQB, quest'ultimo relativo alle principali informazioni di carattere qualitativo a completamento del template EU LIQ1, ed EU_LIQ2.

Il template EU LIQ1 contiene informazioni circa LCR, buffer di liquidità, deflussi di cassa, afflussi di cassa e attività liquide di elevata qualità.

Modello EU LIQ1: informazioni quantitative dell'LCR

a b c d e f g h
Ambito consolidato di Gruppo Totale valore non ponderato (media) Totale valore ponderato (media)
EU 1a Trimestre che termina il 30/06/2025 30/06/2025 31/03/2025 31/12/2024 30/09/2024 30/06/2025 31/03/2025 31/12/2024 30/09/2024
EU 1b Numero di punti di dati usati per il calcolo
delle medie
12 12 12 12 12 12 12 12
ATTIVITÀ LIQUIDE DI ELEVATA QUALITÀ
1 Totale delle attività liquide di elevata
qualità (HQLA)
8.142.379 8.284.701 8.393.603 8.651.587
DEFLUSSI DI CASSA
2 Depositi al dettaglio e depositi di piccole
imprese, di cui
23.408.567 23.157.825 23.031.192 22.987.410 1.699.021 1.675.781 1.663.011 1.659.964
3 Depositi stabili 16.295.392 16.173.817 16.111.829 16.069.684 814.770 808.691 805.591 803.484
4 Depositi meno stabili 7.113.175 6.984.008 6.919.364 6.917.726 884.251 867.090 857.420 856.480
5 Finanziamento all'ingrosso non garantito 10.550.626 10.392.724 10.251.598 10.271.531 3.625.423 3.576.547 3.551.396 3.636.325
6 Depositi operativi (tutte le controparti) e
depositi in reti di banche cooperative
3.913.631 3.823.681 3.619.655 3.354.220 868.469 847.575 801.327 740.609
7 Depositi non operativi (tutte le
controparti)
6.541.796 6.478.428 6.556.116 6.795.365 2.661.755 2.638.357 2.674.243 2.773.769
8 Debito non garantito 95.198 90.615 75.826 121.946 95.198 90.615 75.826 121.946
9 Finanziamento all'ingrosso garantito 97.863 131.493 114.507 99.101
10 Obblighi aggiuntivi 1.497.808 1.257.757 1.330.908 1.311.600 697.245 719.112 764.014 790.194
11 Deflussi connessi ad esposizioni in derivati
e altri obblighi in materia di garanzie reali
629.493 671.804 713.956 745.447 629.493 671.804 713.956 745.447
12 Deflussi connessi alla perdita di
finanziamenti su prodotti di debito
- - - - - - - -
13 Linee di credito e di liquidità 868.315 585.953 616.952 566.153 67.752 47.308 50.058 44.747
14 Altre obbligazioni di finanziamento
contrattuali
114.404 98.445 99.164 98.377 114.404 98.445 99.164 98.377
15 Altre obbligazioni di finanziamento
potenziali
9.473.958 9.414.524 9.262.287 9.199.678 237.497 245.954 242.180 234.293
16 TOTALE DEI DEFLUSSI DI CASSA 6.471.454 6.447.331 6.434.272 6.518.253
AFFLUSSI DI CASSA
17 Prestiti garantiti (ad es. contratti di
vendita con patto di riacquisto passivo)
494.329 312.914 238.228 266.493 14.627 77 77 1.254
18 Afflussi da esposizioni pienamente in
bonis
1.529.551 1.494.242 1.459.788 1.449.514 821.934 805.797 785.729 778.747
19 Altri afflussi di cassa 3.647.007 3.602.632 3.607.929 3.611.750 778.417 774.195 771.292 776.380
EU
19a
(Differenza tra gli afflussi ponderati totali
e i deflussi ponderati totali derivanti da
operazioni in paesi terzi in cui vigono
restrizioni al trasferimento o che sono
denominate in valute non convertibili)
- - -
EU
19b
(Afflussi in eccesso da un ente creditizio
specializzato connesso)
- - -
20 TOTALE DEGLI AFFLUSSI DI CASSA 5.670.887 5.409.788 5.305.945 5.327.757 1.614.977 1.580.068 1.557.098 1.556.381
EU
20a
Afflussi totalmente esenti - - - - - - - -
a b c d e f g h
Ambito consolidato di Gruppo Totale valore non ponderato (media) Totale valore ponderato (media)
EU 1a Trimestre che termina il 30/06/2025 30/06/2025 31/03/2025 31/12/2024 30/09/2024 30/06/2025 31/03/2025 31/12/2024 30/09/2024
EU 1b Numero di punti di dati usati per il calcolo
delle medie
12 12 12 12 12 12 12 12
EU
20b
Afflussi soggetti al massimale del 90 % - - - - - - - -
EU
20c
Afflussi soggetti al massimale del 75 % 5.670.887 5.409.788 5.305.945 5.327.757 1.614.977 1.580.068 1.557.098 1.556.381
VALORE CORRETTO TOTALE
EU-21 RISERVA DI LIQUIDITÀ 8.142.379 8.284.701 8.393.603 8.651.587
22 TOTALE DEI DEFLUSSI DI CASSA NETTI 4.856.477 4.867.263 4.877.174 4.961.872
23 COEFFICIENTE DI COPERTURA DELLA
LIQUIDITÀ
167,93% 170,52% 172% 175%

Informazioni qualitative sull'LCR, ad integrazione del modello EU LIQ1

I drivers principali dell'LCR sono rappresentati da:

  • riserva ECB e portafoglio titoli HQLA (impatto sul liquidity buffer);
  • raccolta retail e corporate (impatto al denominatore).

Nel periodo analizzato, l'indicatore LCR risulta in lieve calo rispetto ai trimestri precedenti, prevalentemente per la diminuzione del numeratore dovuto ai rimborsi di TLTRO avvenuti nel secondo semestre del 2023 e nel primo trimestre 2024 sia allo smobilizzo del portafoglio titoli nel secondo trimestre 2025.

L'attuale concentrazione delle fonti di raccolta è:

  • attività in pronti contro termine;
  • retail e corporate deposit.

Nel periodo considerato la composizione media del buffer è stata:

  • circa 38% cassa e riserva ECB;

  • circa 36% titoli L1;

  • circa 5% altri.

In merito alle esposizioni in derivati e potenziali richieste di garanzie reali, la stima del valore massimo registrato sulla serie storica delle variazioni mensili degli ultimi 2 anni è di circa 397 milioni. L'euro è la sola divisa significativa. Eventuali acquisti in divisa estera sono rifinanziati nella medesima divisa.

Modello EU LIQ2: coefficiente netto di finanziamento stabile al 30 giugno 2025

b c d
a e
(Euro/000) Valore non ponderato per durata residua da 6 mesi a < 1 Valore ponderato
Privo di scadenza < 6 mesi anno ≥ 1 anno
Elementi di finanziamento stabile disponibile (ASF)
1 Elementi e strumenti di capitale 4.064.754 - - 532.239 4.596.993
2 Fondi propri 4.064.754 - - 532.239 4.596.993
3 Altri strumenti di capitale - - - -
4 Depositi al dettaglio 24.373.238 474.711 256.126 23.468.524
5 Depositi stabili 16.760.603 224.282 6.656 16.142.296
6 Depositi meno stabili 7.612.635 250.429 249.470 7.326.228
7 Finanziamento all'ingrosso: 16.167.522 735.071 3.820.454 10.402.869
8 Depositi operativi 4.284.925 - - 2.142.462
9 Altri finanziamenti all'ingrosso 11.882.597 735.071 3.820.454 8.260.407
10 Passività correlate - - - -
11 Altre passività: 1.117 2.388.465 - - -
12 NSFR derivati passivi 1.117
13 Tutte le altre passività e gli altri strumenti di capitale
non compresi nelle categorie di cui sopra
2.388.465 - - -
14 Finanziamento stabile disponibile (ASF) totale 38.468.387
Elementi di finanziamento stabile richiesto (RSF)
15 Totale delle attività liquide di elevata qualità (HQLA) 392.339
EU-15a Attività vincolate per una durata residua pari o - - 1.988.988 1.690.640
superiore a un anno in un aggregato di copertura
16 Depositi detenuti presso altri enti finanziari a fini
operativi
- - - -
17 Prestiti e titoli in bonis: 11.438.540 3.563.944 21.801.874 23.399.225
Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis
18 con clienti finanziari garantite da HQLA di livello 1
soggette a un coefficiente di scarto dello 0%
1.158.767 - - -
Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis
19 con clienti finanziari garantite da altre attività e
prestiti e anticipazioni a enti finanziari
397.943 11.555 250.127 292.831
Prestiti in bonis a clienti costituiti da società non
20 finanziarie, clienti al dettaglio e piccole imprese e
prestiti a emittenti sovrani e organismi del settore
8.438.023 2.872.083 12.953.141 16.553.671
pubblico, di cui
Con un fattore di ponderazione del rischio pari o
21 inferiore al 35 % nel quadro del metodo
standardizzato di Basilea II per il rischio di credito
62.641 71.945 951.977 686.078
22 Mutui ipotecari su immobili residenziali in bonis, di 316.849 312.949 7.100.219 4.978.487
cui
Con un fattore di ponderazione del rischio pari o
23 inferiore al 35 % nel quadro del metodo 310.791 306.813 6.857.995 4.766.498
standardizzato di Basilea II per il rischio di credito
Altri prestiti e titoli che non sono in stato di default e
che non sono ammissibili come HQLA, compresi gli
24 strumenti di capitale negozia31/12/2024ti in mercati
e i prodotti in bilancio relativi al finanziamento al
1.126.957 367.357 1.498.386 1.574.237
commercio
25 Attività correlate - - - -
26 Altre attività: 807.514 27.396 2.951.300 3.042.008
27 Merci negoziate fisicamente - -
Attività fornite come margine iniziale per i contratti
28 derivati e come contributo ai fondi di garanzia delle
CCP
- - 306.646 260.650
29 NSFR derivati attivi - -
30 NSFR derivati passivi prima della deduzione del 324.846 16.242
margine di variazione fornito
Tutte le altre attività non comprese nelle categorie
31 di cui sopra 482.669 27.396 2.644.653 2.765.116
32 Elementi fuori bilancio 2.010.527 - - 100.555
33 RSF totale 28.624.768
34 Coefficiente netto di finanziamento stabile (%) 134,39%

Modello EU LIQ2: coefficiente netto di finanziamento stabile al 31 marzo 2025

a b c d e
Valore non ponderato per durata residua
(Euro/000) Privo di
scadenza
< 6 mesi da 6 mesi a < 1
anno
≥ 1 anno Valore ponderato
Elementi di finanziamento stabile disponibile (ASF)
1 Elementi e strumenti di capitale 4.001.636 - - 536.848 4.538.485
2 Fondi propri 4.001.636 - - 536.848 4.538.485
3 Altri strumenti di capitale - - - -
4 Depositi al dettaglio 24.647.279 317.367 290.966 23.614.166
5 Depositi stabili 16.942.598 157.770 25.852 16.271.201
6 Depositi meno stabili 7.704.681 159.597 265.114 7.342.964
7 Finanziamento all'ingrosso: 16.391.456 304.513 4.000.474 10.031.376
8 Depositi operativi 3.474.506 - - 1.737.253
9 Altri finanziamenti all'ingrosso 12.916.951 304.513 4.000.474 8.294.123
10 Passività correlate - - - -
11 Altre passività: - 1.956.602 - - -
12 NSFR derivati passivi -
13 Tutte le altre passività e gli altri strumenti di capitale non
compresi nelle categorie di cui sopra
1.956.602 - - -
14 Finanziamento stabile disponibile (ASF) totale 38.184.026
15 Totale delle attività liquide di elevata qualità (HQLA) 393.202
EU-15a Attività vincolate per una durata residua pari o superiore
a un anno in un aggregato di copertura
- - 2.204.002 1.873.402
16 Depositi detenuti presso altri enti finanziari a fini
operativi
- - - -
17 Prestiti e titoli in bonis: 11.269.689 3.167.177 21.043.325 22.510.087
Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con
18 clienti finanziari garantite da HQLA di livello 1 soggette a
un coefficiente di scarto dello 0%
1.161.990 - - 73.765
19 Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con
clienti finanziari garantite da altre attività e prestiti e
anticipazioni a enti finanziari
553.237 11.951 233.405 283.180
20 Prestiti in bonis a clienti costituiti da società non
finanziarie, clienti al dettaglio e piccole imprese e prestiti
a emittenti sovrani e organismi del settore pubblico, di
cui
8.230.737 2.616.164 12.065.361 15.563.953
21 Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore
al 35 % nel quadro del metodo standardizzato di Basilea
II per il rischio di credito
64.735 74.440 998.459 718.586
22 Mutui ipotecari su immobili residenziali in bonis, di cui 317.519 323.485 7.216.623 5.061.227
23 Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore
al 35 % nel quadro del metodo standardizzato di Basilea
II per il rischio di credito
311.548 317.236 6.967.024 4.842.958
24 Altri prestiti e titoli che non sono in stato di default e che
non sono ammissibili come HQLA, compresi gli
strumenti di capitale negozia31/12/2024ti in mercati e i
prodotti in bilancio relativi al finanziamento al
commercio
1.006.206 215.577 1.527.936 1.527.962
25 Attività correlate - - - -
26 Altre attività: 768.594 28.805 2.897.312 2.992.465
27 Merci negoziate fisicamente - -
28 Attività fornite come margine iniziale per i contratti
derivati e come contributo ai fondi di garanzia delle CCP
- - 305.347 259.545
29 NSFR derivati attivi 635 635
30 NSFR derivati passivi prima della deduzione del margine
di variazione fornito
280.805 14.040
31 Tutte le altre attività non comprese nelle categorie di cui
sopra
487.154 28.805 2.591.965 2.718.244
32 Elementi fuori bilancio 824.279 - -
41.214
33 RSF totale 27.810.370
34 Coefficiente netto di finanziamento stabile (%) 137,30%

Modello EU LIQ2: coefficiente netto di finanziamento stabile al 31 dicembre 2024

a b c d e
(Euro/000) Valore non ponderato per durata residua Valore ponderato
Privo di scadenza < 6 mesi da 6 mesi a < 1
anno
≥ 1 anno
Elementi di finanziamento stabile disponibile (ASF)
1 Elementi e strumenti di capitale 3.867.380 - - 521.469 4.388.849
2 Fondi propri 3.867.380 - - 521.469 4.388.849
3 Altri strumenti di capitale - - - -
4 Depositi al dettaglio 24.751.027 409.777 364.945 23.871.222
5 Depositi stabili 17.012.497 218.567 71.170 16.440.682
6 Depositi meno stabili 7.738.529 191.210 293.775 7.430.540
7 Finanziamento all'ingrosso: 20.645.998 242.295 4.010.161 10.624.357
8 Depositi operativi 4.950.008 - - 2.475.004
9 Altri finanziamenti all'ingrosso 15.695.990 242.295 4.010.161 8.149.353
10 Passività correlate - - - -
11 Altre passività: - 1.160.678 - - -
12 NSFR derivati passivi
13 Tutte le altre passività e gli altri strumenti di capitale
non compresi nelle categorie di cui sopra
1.160.678 - - -
14 Finanziamento stabile disponibile (ASF) totale 38.884.428
15 Totale delle attività liquide di elevata qualità (HQLA) 559.640
EU
15a
Attività vincolate per una durata residua pari o
superiore a un anno in un aggregato di copertura
- - 2.203.307 1.872.811
16 Depositi detenuti presso altri enti finanziari a fini
operativi
- - - -
17 Prestiti e titoli in bonis: 10.771.694 3.005.399 21.565.444 23.052.978
18 Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con
clienti finanziari garantite da HQLA di livello 1 soggette
a un coefficiente di scarto dello 0%
499 - - -
19 Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con
clienti finanziari garantite da altre attività e prestiti e
anticipazioni a enti finanziari
318.504 14.206 219.470 258.423
20 Prestiti in bonis a clienti costituiti da società non
finanziarie, clienti al dettaglio e piccole imprese e
prestiti a emittenti sovrani e organismi del settore
pubblico, di cui
8.681.341 2.653.261 11.910.753 15.672.318
21 Con un fattore di ponderazione del rischio pari o
inferiore al 35 % nel quadro del metodo standardizzato
di Basilea II per il rischio di credito
64.795 74.789 996.666 717.625
22 Mutui ipotecari su immobili residenziali in bonis, di cui 317.789 324.431 7.324.222 5.134.733
23 Con un fattore di ponderazione del rischio pari o
inferiore al 35 % nel quadro del metodo standardizzato
di Basilea II per il rischio di credito
311.449 317.799 7.059.827 4.903.512
24 Altri prestiti e titoli che non sono in stato di default e
che non sono ammissibili come HQLA, compresi gli
strumenti di capitale negozia31/12/2024ti in mercati e i
prodotti in bilancio relativi al finanziamento al
commercio
1.453.562 13.501 2.110.998 1.987.503
25 Attività correlate - - - -
26 Altre attività: 852.230 27.551 3.101.646 3.202.120
27 Merci negoziate fisicamente - -
28 Attività fornite come margine iniziale per i contratti
derivati e come contributo ai fondi di garanzia delle
CCP
- - 330.962 281.318
29 NSFR derivati attivi 3.163 3.163
30 NSFR derivati passivi prima della deduzione del
margine di variazione fornito
360.311 18.016
31 Tutte le altre attività non comprese nelle categorie di
cui sopra
488.757 27.551 2.770.684 2.899.623
32 Elementi fuori bilancio 801.652 - - 40.083
33 RSF totale 28.727.631
34 Coefficiente netto di finanziamento stabile (%) 135,36%

Modello EU LIQ2: coefficiente netto di finanziamento stabile al 30 settembre 2024

a b c d e
Valore non ponderato per durata residua Valore ponderato
(Euro/000) Privo di scadenza < 6 mesi da 6 mesi a < 1 ≥ 1 anno
anno
Elementi di finanziamento stabile disponibile (ASF)
1 Elementi e strumenti di capitale 3.701.924 - - 523.328 4.225.252
2 Fondi propri 3.701.924 - - 523.328 4.225.252
3 Altri strumenti di capitale - - - -
4 Depositi al dettaglio 23.811.685 896.723 383.870 23.467.081
5 Depositi stabili 16.416.342 496.537 84.733 16.151.967
6 Depositi meno stabili 7.395.343 400.186 299.138 7.315.114
7 Finanziamento all'ingrosso: 16.385.781 357.908 4.011.060 9.831.918
8 Depositi operativi 3.656.112 - - 1.828.056
9 Altri finanziamenti all'ingrosso 12.729.669 357.908 4.011.060 8.003.862
10 Passività correlate - - - -
11 Altre passività: 1.191 1.931.248 - - -
12 NSFR derivati passivi 1.191
13 Tutte le altre passività e gli altri strumenti di capitale
non compresi nelle categorie di cui sopra
1.931.248 - - -
14 Finanziamento stabile disponibile (ASF) totale 37.524.251
15 Totale delle attività liquide di elevata qualità (HQLA) 527.574
EU
15a
Attività vincolate per una durata residua pari o
superiore a un anno in un aggregato di copertura
- - 2.203.402 1.872.892
16 Depositi detenuti presso altri enti finanziari a fini
operativi
- - - -
17 Prestiti e titoli in bonis: 10.315.445 3.071.002 21.029.970 22.228.434
18 Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con
clienti finanziari garantite da HQLA di livello 1 soggette
638.616 - - -
19 a un coefficiente di scarto dello 0%
Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con
clienti finanziari garantite da altre attività e prestiti e
328.658 10.520 208.049 246.174
anticipazioni a enti finanziari
Prestiti in bonis a clienti costituiti da società non
20 finanziarie, clienti al dettaglio e piccole imprese e
prestiti a emittenti sovrani e organismi del settore
pubblico, di cui
7.978.757 2.691.852 11.364.775 20.037.467
21 Con un fattore di ponderazione del rischio pari o
inferiore al 35 % nel quadro del metodo standardizzato
di Basilea II per il rischio di credito
63.861 72.506 974.943 5.617.452
22 Mutui ipotecari su immobili residenziali in bonis, di cui 317.838 316.692 7.353.844 -
23 Con un fattore di ponderazione del rischio pari o
inferiore al 35 % nel quadro del metodo standardizzato
di Basilea II per il rischio di credito
311.358 310.106 7.084.345 -
24 Altri prestiti e titoli che non sono in stato di default e
che non sono ammissibili come HQLA, compresi gli
strumenti di capitale negozia31/12/2024ti in mercati e i
prodotti in bilancio relativi al finanziamento al
commercio
1.051.576 51.938 2.103.302 1.944.793
25 Attività correlate - - - -
26 Altre attività: 770.189 26.169 2.937.563 3.039.053
27 Merci negoziate fisicamente - -
28 Attività fornite come margine iniziale per i contratti
derivati e come contributo ai fondi di garanzia delle
CCP
- - 262.903 223.467
29 NSFR derivati attivi - -
30 NSFR derivati passivi prima della deduzione del
margine di variazione fornito
291.876 14.594
31 Tutte le altre attività non comprese nelle categorie di
cui sopra
478.313 26.169 2.674.660 2.800.992
32 Elementi fuori bilancio 828.274 - - 41.414
33 RSF totale 27.709.367
34 Coefficiente netto di finanziamento stabile (%) 135,42%

5. QUALITA' DEL CREDITO

Informativa quantitativa

Si riportano nel seguito le informazioni quantitative sulla qualità del credito. La normativa in merito all'informativa in oggetto adotta un principio di proporzionalità in funzione del livello delle esposizioni deteriorate segnalate conformemente all'ambito d'applicazione specificato per ogni singola tabella. Alcune tabelle si applicano a tutti gli enti creditizi, mentre altre si applicano soltanto agli enti creditizi con un'incidenza lorda dei crediti deteriorati (gross NPL ratio) pari o superiore al 5 %.

L'incidenza lorda dei crediti deteriorati è data dal rapporto tra il valore contabile lordo dei prestiti e delle anticipazioni deteriorati e il valore contabile lordo totale dei prestiti e delle anticipazioni che rientrano nella definizione di esposizione deteriorata. Ai fini di questo calcolo vanno esclusi sia dal denominatore che dal numeratore i prestiti e le anticipazioni classificati come posseduti per la vendita, la cassa e disponibilità presso le banche centrali e gli altri depositi a vista. I prestiti e le anticipazioni deteriorati comprendono i prestiti e le anticipazioni classificati come deteriorati a norma dell'allegato V del Regolamento di esecuzione (UE) 2021/451 della Commissione, del 17 dicembre 2020.

Al 30 giugno 2025 l'incidenza lorda dei crediti deteriorati è risultata inferiore al 5 %, pertanto l'informativa di seguito riportata è limitata alle tabelle previste quando tale parametro non sia superato.

Informativa quantitativa Modello EU CR1: esposizioni in bonis ed esposizioni deteriorate e relativi accantonamenti

a b c d e f g h i j k l m n o
Val
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lor
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a, v
ativ
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neg
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Su
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2
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8.70
9
1.88
2.79
4
5.91
6
- - - (50
)
(38
)
(12) - - - - - -
010 i e ant
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38.
187
.242
35.7
17.9
99
2.4
35.1
77
605
.183
- 595
.674
(81.
391
)
(36
.783
)
(44
.49
8)
(34
9.5
89)
- (34
7.69
2)
(19.
385
)
23.
601
.915
205
.98
5
020 Ban
che
tral
i
cen
- - - - - - - - - - - - - - -
030 ni pub
min
istr
azio
Am
blic
he
561
.687
561
.50
0
187 3.70
1
- 3.70
1
(69
)
(69
)
- (2.0
92)
- (2.0
92)
- 24.
376
-
040 Ent
i cre
diti
zi
630
.952
582
.554
48.
398
- - - (39
9)
(30
6)
(93
)
- - - - 221
.717
-
050 Altr
à fina
ciet
e so
nzia
rie
5.38
6
1.75
1.70
3.10
8
38.
836
279 - 279 (89
5)
(25
2)
(64
4)
(159
)
- (159
)
- 1.28
8.2
03
83
060 Soc
ietà
n fina
no
nzia
rie
17.2
86.
648
16.2
29.
358
1.04
3.0
78
278
.535
- 274
.745
(24
4)
.86
(12.
)
860
(11.9
40)
(173
)
.423
- (172
)
.153
(19.
)
109
7.33
5.67
8
85.
310
070 di c
ui P
MI
8.4
49.
816
7.72
9.2
51
710
.519
197
.39
3
- 193
.99
6
(17.
232
)
(8.0
58)
(9.1
10)
(110
.80
9)
- (109
.60
1)
(16.
124
)
4.9
31.7
06
73.8
92
080 Fam
iglie
17.9
52.5
70
16.6
41.4
78
1.30
4.67
8
322
.66
6
- 316
.94
8
(55
)
.163
(23
)
.296
(31.
)
821
(173
)
.915
- (173
)
.289
(276
)
14.7
31.9
41
120
.592
090 Tito
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de
bito
11.0
97.6
83
11.0
97.6
73
- - - - (7.0
03)
(7.0
03)
- - - - - - -
100 Ban
che
tral
i
cen
- - - - - - - - - - - - - - -
110 ni pub
min
istr
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Am
blic
he
8.6
02.
302
8.6
02.
302
- - - - (5.4
26)
(5.4
26)
- - - - - - -
120 i cre
diti
zi
Ent
1.52
3.14
8
1.52
3.14
8
- - - - (1.0
75)
(1.0
75)
- - - - - - -
130 Altr
à fina
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rie
908
.48
2
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8)
(44
8)
- - - - - - -
140 Soc
ietà
n fina
no
nzia
rie
63.7
52
63.7
52
- - - - (53
)
(53
)
- - - - - - -
150 ri bila
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Esp
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13.4
21.0
03
12.8
41.5
76
537
.716
37.3
14
- 31.7
49
(4.0
32)
(2.3
10)
(1.6
87)
(94
9)
- (87
3)
00/
01/1
900
752
.109
3.76
6
160 Ban
che
tral
i
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- - - - - - - - - - - - 00/
01/1
900
- -
170 Am
ni pub
min
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blic
he
12.1
87
12.1
87
- 3 - 3 - - - - - - 00/
01/1
900
- -
180 Ent
i cre
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zi
56.
697
14.5
00
10.0
54
- - - (8) (5) (3) - - - 00/
01/1
900
- -
190 Altr
à fina
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rie
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.792
410
.323
6.9
04
109 - 109 (19) (14) (5) - - - 00/
01/1
900
45.7
69
-
200 Soc
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no
nzia
rie
11.17
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18
10.8
28.
204
350
.014
24.9
76
- 19.5
07
(2.6
13)
(1.3
80)
(1.2
00)
(742
)
- (66
7)
00/
01/1
900
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12.2
26
- 12.1
30
(1.3
92)
(911
)
(479
)
(20
7)
- (20
7)
220
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220 Tot
ale
64.
594
.63
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042
2.97
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642
.497
- 627
.422
(92
)
.425
(46
5)
.09
(46
)
.185
(35
38)
0.5
- (34
66)
8.5
(19.
)
385
24.
354
.02
4
209
.751

Modello EU CR1-A: durata delle esposizioni

a b c d e f
Valore netto dell'esposizione
Su
richiesta
<= 1 anno > 1 anno <=
5 anni
> 5 anni Nessuna
durata
indicata
Totale
1 Prestiti e anticipazioni 3.551.034 7.602.748 9.748.715 17.458.949 - 38.361.446
2 Titoli di debito - 966.345 6.325.034 3.799.302 - 11.090.681
3 Totale 3.551.034 8.569.093 16.073.749 21.258.251 - 49.452.127

Modello EU CR2: variazioni dello stock di prestiti e anticipazioni deteriorati

30/06/2025
a
Valore contabile lordo
010 Stock iniziale di prestiti e anticipazioni deteriorati 668.644
020 Afflussi verso portafogli deteriorati 116.296
030 Deflussi da portafogli deteriorati (179.757)
040 Deflusso dovuto alle cancellazioni (20.748)
050 Deflusso dovuto ad altre situazioni (159.009)
060 Stock finale di prestiti e anticipazioni deteriorati 605.183

La voce 020 "Afflussi verso portafogli deteriorati" include i prestiti e anticipazioni divenuti deteriorati nel corso del semestre. Allo stesso modo, la riga 030 "Deflussi da portafogli deteriorati" include l'ammontare dei presti e delle anticipazioni divenuti performing nel corso del semestre, le posizioni cedute e le cancellazioni di crediti deteriorati nello stesso periodo.

Modello EU CQ1: qualità creditizia delle esposizioni oggetto di misure di concessione

a b c d e f g h
Valore contabile lordo / importo nominale delle
esposizioni oggetto di misure di concessione
Riduzione di valore
accumulata, variazioni
negative accumulate del
valore equo dovute al rischio
di credito e accantonamenti
Garanzie reali e garanzie
finanziarie ricevute su
esposizioni oggetto di
misure di concessione
Deteriorate oggetto di misure di
concessione
Su Su Di cui
garanzie
reali e
In bonis
oggetto di
misure di
concessione
di cui in
stato di
default
di cui
hanno
subito
una
riduzione
di valore
esposizioni
in bonis
oggetto di
misure di
concessione
esposizioni
deteriorate
oggetto di
misure di
concessione
garanzie
finanziarie
ricevute su
esposizioni
deteriorate
oggetto di
misure di
concessione
005 Disponibilità
presso banche
centrali e altri
depositi a vista
- - - - - - - -
010 Prestiti e
anticipazioni
70.429 188.057 188.057 188.057 (1.400) (99.735) 141.293 82.843
020 Banche centrali - - - - - - - -
030 Amministrazioni
pubbliche
- 7 7 7 - (7) - -
040 Enti creditizi - - - - - - - -
050 Altre società
finanziarie
1.131 48 48 48 (1) (35) 1.066 14
060 Società non
finanziarie
28.448 92.174 92.174 92.174 (391) (55.909) 51.697 32.191
070 Famiglie 40.851 95.827 95.827 95.827 (1.008) (43.784) 88.531 50.638
080 Titoli di debito - - - - - - - -
090 Impegni
all'erogazione di
finanziamenti
dati
745 370 370 370 (4) - - -
100 Totale 71.174 188.427 188.427 188.427 (1.405) (99.736) 141.293 82.843

Modello EU CQ4: qualità delle esposizioni deteriorate per zona geografica

010
020
030
040
050
060
070
080
090
100
110
Esposizioni in
bilancio
Italia
Francia
a
51.778.818
44.454.232
1.721.737
b
605.183
604.620
c
Valore contabile lordo / importo nominale
Di cui deteriorate
Di cui in stato
di default
605.183
604.620
d
Di cui soggette
a riduzione di
valore
51.751.110
e
Riduzione di
valore
accumulata
(438.032)
f
Accantonamenti
per gli impegni
fuori bilancio e le
garanzie
finanziarie date
g
Variazioni
negative
accumulate
del valore equo
dovute al
rischio di
credito su
esposizioni
deteriorate
-
44.426.694 (434.623) -
30 30 1.721.737 (1.056) -
Spagna 1.017.597 3 3 1.017.597 (655) -
Stati Uniti
d'America
730.516 35 35 730.345 (246) -
Belgio 429.829 - - 429.829 (105) -
Altri paesi 3.424.907 495 495 3.424.907 (1.348) -
Esposizioni fuori
bilancio
13.458.317 37.314 37.314 4.981
Italia 13.377.890 37.245 37.245 4.959
Francia 18.890 4 4 5
Spagna 1.212 - - -
120 Stati Uniti
d'America
12.036 3 3 8
130 71 13 13 -
140 Belgio 48.219 48 48 9
150
TOTALE
Altri paesi 642.497 642.497 51.751.110 (438.032) 4.981 -

Modello EU CQ5: qualità creditizia dei prestiti e delle anticipazioni a società non finanziarie per settore economico

a b c d e f
Variazioni
Valore contabile lordo negative
Di cui deteriorate Di cui prestiti e Riduzione di accumulate del
valore equo
Di cui in
stato di
default
anticipazioni
soggetti a
riduzione di
valore
valore
accumulata
dovute al
rischio di
credito su
esposizioni
deteriorate
010 Agricoltura, silvicoltura e pesca 421.444 12.146 12.146 421.369 (8.191) -
020 Attività estrattiva 35.480 299 299 35.480 (264) -
030 Attività manifatturiera 7.499.751 77.406 77.406 7.487.573 (55.723) -
040 Fornitura di energia elettrica,
gas, vapore e aria condizionata
241.650 1.006 1.006 241.650 (791) -
050 Approvvigionamento idrico 337.329 2.202 2.202 336.872 (1.569) -
060 Costruzioni 689.570 26.017 26.017 689.570 (21.481) -
070 Commercio all'ingrosso e al
dettaglio
4.439.320 78.683 78.683 4.439.320 (53.226) -
080 Trasporto e stoccaggio 632.443 9.049 9.049 632.443 (6.810) -
090 Servizi di alloggio e di
ristorazione
224.178 9.417 9.417 224.178 (5.765) -
100 Servizi di informazione e
comunicazione
242.534 4.970 4.970 242.534 (3.641) -
110 Attività finanziarie e assicurative 1.256.992 38.691 38.691 1.256.992 (27.078) -
120 Attività immobiliari 128.359 487 487 128.359 (516) -
130 Attività professionali,
scientifiche e tecniche
565.736 7.460 7.460 565.736 (5.121) -
140 Attività amministrative e di
servizi di supporto
430.295 4.187 4.187 430.295 (3.212) -
150 Amministrazione pubblica e
difesa, previdenza sociale
obbligatoria
- - - - - -
160 Istruzione 19.047 620 620 19.047 (305) -
170 Attività dei servizi sanitari e di
assistenza sociale
161.823 2.340 2.340 161.823 (1.432) -
180 Attività artistiche, di
intrattenimento e divertimento
32.130 1.121 1.121 32.130 (779) -
190 Altri servizi 207.102 2.433 2.433 206.931 (2.384) -
200 Totale 17.565.183 278.535 278.535 17.552.302 (198.287) -

6. RISCHIO DI CREDITO: INFORMAZIONI RELATIVE AI PORTAFOGLI ASSOGGETTATI AL METODO STANDARDIZZATO

Informativa quantitativa

Si riportano nel seguito le principali informazioni quantitative in merito ai portafogli assoggettati al metodo standardizzato. In particolare:

  • il Modello EU CR4 mostra l'impatto di tutte le tecniche di mitigazione del rischio di credito, inclusi i metodi financial collateral simple method e il financial collateral comprehensive method. Il Modello fornisce inoltre la densità degli RWA come indicatore sintetico della rischiosità di ciascun portafoglio;
  • il Modello EU CR5 fornisce la spaccatura delle esposizioni presenti in ciascun portafoglio regolamentare per fascia di ponderazione.

Modello EU CR4 – Metodo standardizzato: esposizione al rischio di credito ed effetti della CRM

Esposizioni pre-CCF e pre-CRM Esposizioni post-CCF e post
CRM
RWA e densità degli RWA
Classi di esposizioni Esposizioni in
bilancio
Esposizioni
fuori bilancio
Esposizioni in
bilancio
Esposizioni
fuori bilancio
RWA Densità degli
RWA (%)
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1 Amministrazioni centrali o banche
centrali
9.658.712 6.362 12.345.664 8.467 499.227 4,04%
2 Organismi del settore pubblico non
appartenenti alle amministrazioni
centrali
42.853 5.887 43.147 42 24.400 56,50%
EU 2a Amministrazioni regionali o autorità
locali
7.894 5.348 8.198 42 1.648 20,00%
EU 2b Organismi del settore pubblico 34.959 539 34.950 - 22.752 65,10%
3 Banche multilaterali di sviluppo 74.302 - 172.360 - - -
3a Organizzazioni internazionali 1.967.264 - 1.967.264 - - -
4 Enti 1.420.270 28.965 1.441.014 3.348 604.668 41,86%
5 Obbligazioni garantite 232.017 - 232.017 - 49.009 21,12%
6 Imprese 1.667.026 748.693 1.605.419 16.497 1.045.722 64,47%
6,1 di cui finanziamenti specializzati - - - - - -
7 Esposizioni da debito subordinato e
strumenti di capitale
872.580 - 872.580 - 1.913.004 219,24%
EU 7a Esposizioni da debito subordinato 212.189 - 212.189 - 318.284 150,00%
EU 7b Strumenti di capitale 660.391 - 660.391 - 1.594.721 241,48%
8 Al dettaglio 4.274.313 643.654 4.090.539 33.410 2.650.639 64,27%
9 Esposizioni garantite da ipoteche su
beni immobili ed esposizioni ADC
35.152 772 35.046 - 15.521 44,29%
9,1 Esposizioni garantite da ipoteche su
beni immobili residenziali – non-IPRE
6.986 651 6.986 - 4.906 70,23%
9,2 Esposizioni garantite da ipoteche su
beni immobili residenziali – IPRE
- - - - - -
9,3 Esposizioni garantite da ipoteche su
immobili non residenziali – non-IPRE
28.070 121 27.965 - 10.472 37,45%
9,4 Esposizioni garantite da ipoteche su
immobili non residenziali – IPRE
96 - 96 - 144 150,00%
9,5 Acquisizione, sviluppo e costruzione
(ADC)
- - - - - -
10 Esposizioni in stato di default 30.176 5.299 29.950 6 38.578 128,78%
EU 10a Crediti verso enti e imprese con una
valutazione del merito di credito a breve
termine
- - - - - -
EU 10b Organismi di investimento collettivo 13.108 - 13.108 - 22.156 169,03%
EU 10c Altre posizioni 1.288.690 - 1.288.690 - 933.626 72,45%
11 Non applicabile
12 TOTALE 21.576.461 1.439.633 24.136.799 61.770 7.796.551 32,22%

Modello EU CR5: metodo standardizzato (1 di 3)

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Modello EU CR5: metodo standardizzato (2 di 3)

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30

Esposizioni in strumenti di capitale

Esposizioni in strumenti di capitale Esposizioni per
cassa
Esposizioni fuori
bilancio
Importo
dell'esposizione
ponderato per il rischio
a b c
Totale 660.391 - 1.594.721

7. RISCHIO DI CREDITO: INFORMATIVA SUI PORTAFOGLI CUI SI APPLICANO GLI APPROCCI IRB

Informativa quantitativa

Si espongono nel seguito le principali informazioni quantitative per i portafogli assoggettati ai modelli interni.

Modello EU CR6 – Metodo IRB: esposizioni al rischio di credito per classe di esposizioni e intervallo di PD

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Modello EU CR7 – Metodo IRB: effetto sugli importi delle esposizioni ponderati per il rischio dei derivati su crediti utilizzati nell'ambito delle tecniche di CRM

30/06/2025
Importo dell'esposizione
ponderato per il rischio prima dei
derivati su crediti
Importo effettivo dell'esposizione
ponderato per il rischio
a b
1 Amministrazioni centrali e banche centrali – F-IRB - -
EU 1a Amministrazioni regionali e autorità locali – F-IRB - -
EU 1b Organismi del settore pubblico – F-IRB - -
2 Amministrazioni centrali e banche centrali – A-IRB - -
EU 2a Amministrazioni regionali e autorità locali – A-IRB - -
EU 2b Organismi del settore pubblico – A-IRB - -
3 Enti – F-IRB - -
5 Imprese – F-IRB 879.523 879.523
EU 5a Imprese – in generale 879.523 879.523
EU 5b Imprese – finanziamenti specializzati - -
EU 5c Imprese – crediti acquistati - -
6 Imprese – A-IRB 6.071.016 6.071.016
EU 6a Imprese – in generale 6.071.016 6.071.016
EU 6b Imprese – finanziamenti specializzati - -
EU 6c Imprese – crediti acquistati - -
EU 8a Al dettaglio – A-IRB 4.408.259 4.408.259
9 Al dettaglio – rotative qualificate (QRRE) 249.679 249.679
10 Al dettaglio – garantite da beni immobili residenziali 2.559.465 2.559.465
EU10a Al dettaglio – crediti acquistati - -
EU10b Al dettaglio – altre esposizioni al dettaglio 1.599.115 1.599.115
17 Esposizioni in base all'F-IRB 879.523 879.523
18 Esposizioni in base all'A-IRB 10.479.275 10.479.275
19 Totale delle esposizioni 11.358.798 11.358.798

Modello EU CR7-A – Metodo IRB: informativa sulla misura di utilizzo delle tecniche di CRM (1 di 2)

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Modello EU CR7-A – Metodo IRB: informativa sulla misura di utilizzo delle tecniche di CRM (2 di 2)

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Modello EU CR8: prospetto degli RWEA delle esposizioni soggette al rischio di credito in base al metodo IRB

Importo dell'esposizione
ponderato per il rischio
a
1 Importo dell'esposizione ponderato per il rischio al termine del precedente periodo di riferimento 11.261.765
2 Dimensioni delle attività (+/-) 232.550
3 Qualità delle attività (+/-) (71.068)
4 Aggiornamenti del modello (+/-) -
5 Metodologia e politica (+/-) -
6 Acquisizioni e dismissioni (+/-) (62.466)
7 Oscillazioni del cambio (+/-) (1.984)
8 Altro (+/-) -
9 Importo dell'esposizione ponderato per il rischio al termine del periodo di riferimento 11.358.798

8. TECNICHE DI ATTENUAZIONE DEL RISCHIO DI CREDITO

Informativa quantitativa

Modello EU CR3 – Tecniche di CRM - Quadro d'insieme: informativa sull'uso di tecniche di attenuazione del rischio di credito

Valore contabile garantito
Valore contabile di cui garantito di cui garantito da garanzie
finanziarie
non garantito da garanzie
reali
di cui garantito
da derivati su
crediti
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1 Prestiti e anticipazioni 16.442.206 23.807.900 20.275.476 3.532.424 -
2 Titoli di debito 11.090.681 - - - 0
3 Totale 27.532.887 23.807.900 20.275.476 3.532.424 -
4 di cui esposizioni deteriorate 49.609 205.985 148.723 57.261 -
EU-5 di cui in stato di default 49.609 205.985 0 0 0

9. INFORMATIVA SUI RISCHI AMBIENTALI, SOCIALI E DI GOVERNANCE (ESG)

Informativa qualitativa

Tabella 1 — Informazioni qualitative sui rischi ambientali

Sezione Business strategy and processes

Il Gruppo sta progressivamente implementando l'analisi dei rischi ambientali all'interno del proprio modello di business e sviluppando una strategia di decarbonizzazione di breve, medio/lungo termine che include obiettivi legati all'operatività aziendale e ai portafogli. Nel corso del 2024, in coerenza con il D.Lgs 125/2024, è stata effettuata l'analisi di doppia rilevanza che ha individuato i temi ambientali, sociali e di governance su cui il Gruppo ha sviluppato la propria Rendicontazione di Sostenibilità. Sono stati definiti obiettivi commerciali di breve termine (al 2025), medio termine inerenti l'attività di impresa (al 2030) e lungo termine (al 2040) correlati all'adesione alla NZBA che include la definizione di una strategia di decarbonizzazione sui settori ad alta intensità carbonica riconducibili al portafoglio crediti e titoli di proprietà. A seguito dell'adesione all'Alleanza (gennaio 2024) e dell'attività di analisi effettuata, Credem ha definito i primi target sui settori Petrolio & Gas e Produzione di energia. Gli obiettivi definiti prevedono la seguente diminuzione dell'intensità emissiva:

Settore 2030 2040
Produzione
di
energia
tCO2eq/Mwh)
-76% -100%
Petrolio e Gas (tCO2eq/Mj) -25% -69%

Con riferimento alle attività svolte dal Gruppo, ai fini di un maggior allineamento dei propri portafogli alla Tassonomia europea, si rimanda a quanto esposto nella Rendicontazione consolidata di Sostenibilità 2024. In particolare, il Gruppo riconosce il valore della Tassonomia nel conferire al settore bancario un ruolo chiave nel promuovere gli investimenti sostenibili, al fine di perseguire la strategia dell'Unione Europea per lo sviluppo sostenibile e la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio (con una riduzione delle emissioni di almeno il 55% entro il 2030 e la neutralità carbonica entro il 2050).

Pertanto, anche nel 2025, sono proseguite una serie di iniziative volte a favorire l'allineamento con la Tassonomia nella strategia aziendale, nella definizione degli obiettivi, nella definizione dei prodotti e negli impegni verso clienti e controparti. Le iniziative comprendono l'introduzione di regole e processi per la classificazione delle esposizioni creditizie in coerenza con i suddetti requisiti, consentendo così di indirizzare il portafoglio creditizio e identificare nuove opportunità di business, al fine di incrementare la quota di esposizioni allineate.

Al 31.12.2024, il Green Asset Ratio - Turnover Based ammonta a 1,20% ed include le seguenti tipologie di esposizioni:

  • mutui a famiglie per l'acquisto di immobili residenziali, garantiti da ipoteca immobiliare, allineati alla tassonomia (0,93%);
  • esposizioni verso società finanziarie e non finanziarie soggette all'obbligo di pubblicazione della DNF ponderate secondo i dati di allineamento delle controparti stesse pubblicati all'interno delle DNF (individuali o consolidate) 2023 e forniti da info - provider specializzati, laddove disponibili (0,28%).

Parallelamente, con specifico riferimento alle emissioni Scope 1 e Scope 2, il Gruppo ha pianificato un percorso per raggiungere la neutralità climatica dal 2025, anno dal quale le emissioni residue sono state compensate mediante un numero equivalente di crediti di carbonio, tramite un progetto di riforestazione. È stato infatti effettuato l'acquisto di un lotto di crediti di carbonio certificati Verified Carbon Standard (VCS), emessi dal principale standard internazionale VERRA, soggetti ad audit da parte di un ente terzo indipendente e riconosciuti dall'UNFCCC. Analoghi acquisti di crediti di carbonio saranno effettuati nei prossimi anni sulla base della consuntivazione annuale delle emissioni Scope 1 e 2 residue.

L'acquisto dei crediti di carbonio non sostituisce le azioni volte a raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni Scope 1, Scope 2 e Scope 3 (categoria 1), che il Gruppo si impegna a perseguire, tra l'altro, attraverso:

● installazione ed impiego di sistemi di controllo a distanza degli impianti (Building Energy Management Systems);

  • sostituzione dei corpi illuminanti con tecnologie LED (relamping);
  • installazione ove possibile di impianti fotovoltaici;
  • possibilità di utilizzare l'agile working;
  • dematerializzazione dei documenti e contestuale riduzione dei volumi di carta utilizzata.

Nel 2025, inoltre, il Gruppo definirà un piano di transizione complessivo funzionale al raggiungimento dei target definiti nell'ambito della Net Zero Banking Alliance e per la progressiva riduzione delle emissioni Scope 1 e Scope 2.

La tabella seguente riporta gli obiettivi riconducibili ai fattori ambientali, così come attualmente definiti, ma che potranno essere ulteriormente calibrati a seguito dall'attività progettuale di cui sopra e che impattano direttamente ed indirettamente sull'attività d'impresa, di medio termine (2030) rispetto ai dati del 2022 (baseline):

Descrizione dell'obiettivo Baseline 2022
tCO₂eq
Consuntivo 2024 Target 2030
Emissioni Scope1: riduzione emissioni
dirette di GHG provenienti da attività
interne all'azienda (riscaldamento e
auto aziendali)
2.831,0 +5% -12,3%
Emissioni Scope2: riduzione emissioni
indirette di GHG (market based)
847,9 -37%
Emissioni Scope2: riduzione emissioni
indirette di GHG (location based)
7.406,7 +3%* -22%
Emissioni Scope 3: riduzione emissioni
indirette riconducibili all'attività
dell'azienda (dovute al consumo di
carta)
330,7 +3%** -34%
Riduzione dei consumi energetici
interni per edifici
143.493 GJ -9,3 -18,3%

*aumento principalmente riconducibile all'aumento dei fattori di emissione dell'energia elettrica per il mix di produzione dell'Italia. **aumento attribuibile all'aumento dei fattori di emissione utilizzati per la produzione della carta.

Nella tabella seguente sono riportati i nuovi obiettivi di pianificazione commerciale di breve termine inerenti finanziamenti/emissioni/investimenti ESG del Gruppo coerenti con la strategia di lungo termine prefissata:

Obiettivi Consuntivo 2024 Target 2025 Giugno 2025
Aziende: Volumi erogati (lordi) in valore assoluto 344 mln€ 200 mln€ 621.145.000 €
Credem incidenza erogato mutui residenziali
"green" su mutui residenziali totali (esclusi quelli
originati da Avvera)
- 19,00% 33,90%
-Credem: AUM prodotti di investimento ESG
della Casa sul totale AUM prodotti della Casa
(stock)
- 42,00% 47,50%
Privati: volume erogato Mutui residenziali (lordi)
con APE in classi energetiche A e B su volume
erogato complessivo Mutui residenziali (per
Credito Emiliano ed Avvera)
25% 19% 18%
Volumi erogato in prestiti green ai privati da
parte di Avvera (società del Gruppo
specializzata nel credito al consumo)
- 10 mln€ 5.200.000 €
Area Wealth Management investimenti ESG - 42,00% 45,80%
Aziende e Privati: Volumi leasing (erogato lordo)
in valore assoluto (auto elettriche, fotovoltaico,
immobili classe A e B)
147 mln€ 130* mln€ 63.640.407 €
Controvalore esposizioni in settori a basso/
medio-basso rischio ambientale su totale
portafoglio investimenti
96,4% 96,0% 98,12%
Totale outstanding emissioni ESG/ Totale
outstanding bonds
61% 50% 58,00%
CEPB: AUM prodotti di investimento ESG della
Casa sul totale AUM prodotti della Casa (stock)
- 42,00% 46,60%

Per dare attuazione al piano strategico, il Gruppo ha avviato un percorso di evoluzione nella gestione delle tematiche ESG in taluni settori di business, in particolare nell'Area del Wealth Management e Crediti. L'Area Wealth Management continua infatti ad integrare i criteri di sostenibilità nei processi di investimento, nelle attività di governance, nella creazione e sviluppo dei nuovi prodotti, in attività di formazione correlate e a supporto dei servizi di consulenza erogata alle reti del Gruppo. Per quanto riguarda l'attività creditizia è stata integrata la valutazione dei rischi climatici e ambientali nel processo di erogazione e gestione dei crediti e nella valutazione delle garanzie immobiliari. L'evoluzione si sta riflettendo in un ampliamento della gamma prodotti strutturati dalle diverse società del Gruppo attive nell'erogazione di prestiti e finanziamenti verso la clientela (privati ed aziende).

A sostegno della strategia ESG del Gruppo, il totale di bond ESG in essere alla fine del primo semestre 2025 ammonta a circa 2,45 miliardi, i cui proventi vengono utilizzati per finanziare e/o rifinanziare attivi idonei al Framework ESG del Gruppo, supportando attività di sostenibilità ambientale e/o sociale.

Con riferimento alle politiche e procedure relative al dialogo diretto e indiretto con controparti nuove o esistenti sulle loro strategie per attenuare e ridurre i rischi ambientali, il Gruppo ha implementato un processo di Stakeholder engagement. Più in generale è stata strutturata un'attività di dialogo con tutti gli individui o gruppi che hanno un interesse e sono o potrebbero essere influenzati, positivamente o negativamente, dalle attività del Gruppo. Azionisti,/Investitori, Analisti, Clienti, Fornitori e Dipendenti, Media e opinione pubblica, Amministrazione pubblica e Associazioni di categoria costituiscono gli Stakeholder rilevanti del Gruppo e pertanto sono stati coinvolti direttamente, attraverso survey online e/o mediante analisi desk che hanno contribuito alla definizione dei temi materiali

La survey condivisa con gli Stakeholder nel 2024 (e che ha contributo alla definizione della strategia del Gruppo), 2.464 in totale, ha riguardato 24 impatti; per ciascuno è stato chiesto se fosse rilevante o meno per il business e/o per l'operatività aziendale al fine di definire la materialità degli stessi. La valutazione degli impatti ambientali ha riguardato diversi macro temi:

● cambiamenti climatici: il tema si articola nella mitigazione, adattamento ed energia. La mitigazione dei cambiamenti climatici si concretizza nell'impegno del Gruppo a ridurre o prevenire le proprie emissioni di gas serra e nel supporto alla transizione delle attività economiche con l'obiettivo di concorrere a limitare l'aumento della temperatura media mondiale a 1,5 °C rispetto ai livelli preindustriali;

L'adattamento ai cambiamenti climatici si concretizza invece nell'anticipare gli effetti avversi dei suddetti cambiamenti climatici e nell'adottare misure adeguate per prevenire o ridurre al minimo i danni che possono causare, oppure nel cogliere le opportunità che possono presentarsi;

  • energia: il consumo totale di energia dell'impresa, il miglioramento della sua efficienza energetica, la sua esposizione ad attività legate al carbone, al petrolio e al gas e la quota di energia da fonti rinnovabili nel suo mix energetico complessivo;
  • Inquinamento: introduzione diretta o indiretta, a seguito di attività umana, di inquinanti nell'aria, nell'acqua o nel suolo, che potrebbero nuocere alla salute umana e/o all'ambiente, causare il deterioramento di beni diminuendone il valore materiale o ricreativo;
  • acqua e risorse marine: consumo delle acque superficiali e sotterranee nelle attività e servizi del Gruppo, nonché i prelievi e gli scarichi di acqua. Il tema delle risorse marine ha per oggetto l'estrazione e l'uso di tali risorse e le attività economiche associate, nonché gli scarichi di acque negli oceani;
  • biodiversità ed ecosistemi: impatto del Gruppo sugli habitat e gli ecosistemi marini, terrestri e d'acqua dolce e sulla consistenza e varietà di specie che li popolano;
  • economia circolare: sistema di produzione e consumo in cui il valore dei materiali e delle risorse è mantenuto il più a lungo possibile, migliorando l'efficienza del loro utilizzo nei flussi in entrata e nei flussi in uscita, riducendo al minimo i rifiuti ed il rilascio di sostanze pericolose in tutte le fasi del ciclo di vita dei prodotti.

In particolare, sono stati oggetto di approfondimento i seguenti ambiti: cambiamento climatico, promozione di finanziamenti e investimenti green, adeguata gestione dei rischi legati al cambiamento climatico in considerazione degli impatti dell'organizzazione sul clima e del clima sull'organizzazione. Viene altresì mantenuta con continuità l'attenzione sui contenuti emersi dal dialogo con gli azionisti: i principi e le linee guida sono disciplinati da apposita regolamentazione interna e pubblicati nelle sezioni Sostenibilità e Investor Relations del sito internet della Capogruppo. Il Consiglio di Amministrazione, coerentemente a quanto definito dalla regolamentazione interna, è informato con cadenza trimestrale sull'evoluzione della politica di dialogo con i portatori di interessi, mediante l'illustrazione dei canali di dialogo attivati, degli Stakeholder coinvolti e dei principali contenuti che hanno caratterizzato l'engagement.

I rapporti con i fornitori sono disciplinati dal Codice etico, parte integrante del MOG 231, e dagli standard etici correlati, richiamati con specifica clausola ex D.lgs. 231/200120 nei contratti di fornitura. Mediante questa clausola il fornitore si impegna a scongiurare la commissione dei cosiddetti reati rilevanti e improntare la propria operatività al rispetto assoluto dei più elevati standard di professionalità, integrità, legalità, trasparenza, correttezza e buona fede.

Con riferimento alla valutazione dei rischi fornitore il Gruppo ha implementato nuovi processi che tengono conto dei criteri sociali e ambientali relativi ai partner contrattuali.

La valutazione dei rischi dei fornitori e delle forniture, compreso quelli legati agli aspetti di sostenibilità, è il filo conduttore che caratterizza tutte le fasi dei processi di procurement e gestione delle esternalizzazioni. In fase di onboarding i fornitori devono completare un processo di qualifica che, oltre a raccogliere dichiarazioni, dati, documenti e certificazioni sul rispetto dei diritti umani, dei diritti dei lavoratori e dell'ambiente, va anche a determinare il cosiddetto rischio fornitore che si compone di quattro componenti con specifici pesi:

  • il rischio finanziario;
  • il rischio legale;
  • il rischio reputazionale;
  • il rischio ESG (quest'ultimo ottenuto tramite un ente certificatore esterno che fornisce un rating ESG).

Il Rischio Fornitore viene aggiornato nel tempo e valutato in vari momenti, tra i quali la scelta dei fornitori da coinvolgere nella gara (si privilegiano fornitori con Rischio Medio/basso) e nella scelta del fornitore/fornitura che si aggiudica la gara. La scelta del vincitore di una gara non si basa pertanto solo ed esclusivamente su criteri di prezzo e di bontà/completezza delle soluzioni proposte rispetto ai requisiti, ma anche su aspetti di sicurezza e rischio ESG.

Sulla fornitura scelta in fase di gara, prima di procedere con l'aggiudicazione finale e con la contrattualizzazione, nel caso si tratti di "esternalizzazioni" (e in alcuni casi anche in situazioni a "Rischio alto" che non sono "esternalizzazioni") viene effettuato un ulteriore questionario per valutare diversi fattori di rischio, tra i quali anche quelli legati ad aspetti Climate & Environmental.

La valutazione dei suddetti aspetti può coinvolgere anche la funzione di Risk Management e determinare la definizione di specifici criteri di mitigazione dei rischi da includere nei contratti. In particolare:

  • rischio che siano presenti fattori di rischio climatico ed ambientale che possono compromettere l'attività esternalizzata;
  • rischio che la posizione geografica del fornitore aumenti l'esposizione a rischi climatico-ambientali;
  • verifica che il fornitore, nel suo piano di business continuity, abbia considerato anche i rischi di Climate & Environmental.

Con specifico riferimento alla fase della contrattualizzazione finale, i contratti sono definiti sulla base di template volti a garantire il rispetto delle normative, alla mitigazione dei rischi, alla chiarezza e completezza degli accordi e al rispetto di clausole riconducibili alle questioni di sostenibilità che riguardano accertamenti sull'etica del business, sul rispetto dei diritti umani, dei diritti dei lavoratori e dell'ambiente.

Sezione Governance

Per gli aspetti di governance inerenti ai rischi Ambientali si rimanda alla sezione Informazioni qualitative sui rischi di Governance - paragrafo Governance, nel quale tali aspetti sono rappresentati unitariamente per le tematiche ambientali, sociali e di governance.

Sezione Risk Management

Credem monitora i rischi legati ai fattori ambientali mappando i potenziali impatti negativi che attraverso specifici "canali di trasmissione" possono concretizzarsi in rischi (finanziari e non finanziari) quantificabili e gestibili.

Nell'ambito del quadro normativo e di vigilanza prudenziale, il processo di integrazione e gestione dei rischi C&E rappresenta un aspetto di notevole rilevanza sia per l'Autorità Bancaria Europea (ABE) che per la Banca Centrale Europea (BCE). La transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio, infatti, comporta rischi e opportunità per il sistema economico e per le istituzioni finanziarie, mentre i rischi fisici indotti da eventi meteorologici estremi, cambiamenti graduali del clima o degrado ambientale possono manifestare impatti significativi sull'economia reale e sul settore finanziario.

Il Gruppo ha pertanto integrato i rischi C&E nel proprio sistema di gestione del rischio complessivo, al fine di monitorarli, mitigarli e comunicarli in modo trasparente.

Le attività di identificazione, valutazione, misurazione e monitoraggio dei rischi climatici ed ambientali sono gestite dalla Funzione Risk Management, che, in linea con quanto previsto dalle aspettative di vigilanza, ha:

  • integrato i fattori di rischio C&E nella mappa dei rischi utilizzata per l'analisi di materialità considerandoli come potenziali driver di tutte le categorie tradizionali di rischi finanziari (rischi di credito, di mercato, operativi, di reputazione, di liquidità, strategico);
  • identificato una serie di indicatori specifici nel proprio Risk Appetite Framework per la misurazione e il monitoraggio dei fattori C&E;
  • integrato il proprio framework di stress test (Recovery Plan, scenario avverso RAF, ICAAP, ILAAP).

Di seguito vengono riportate le definizioni e le norme internazionali di riferimento su cui si basa il quadro di gestione dei rischi ambientali del Gruppo.

Coerentemente con la normativa di riferimento:

  • Guida BCE sui rischi climatici ed ambientali novembre 2020;
  • Good Practices for climate related and environmental risk management novembre 2022;
  • Final Guidelines on the management of ESG risks gennaio 2025.

I rischi climatici ed ambientali possono essere suddivisi in due principali categorie:

  • RISCHI FISICI: impatto finanziario derivante dal verificarsi di eventi catastrofici acuti (tempeste, inondazioni, incendi) o cronici (cambiamenti di temperatura) ;
  • RISCHI DI TRANSIZIONE: perdita finanziaria in cui può incorrere un'organizzazione a seguito del processo di transizione verso un'economia low carbon e climate resilient (rischi di policy, legali, tecnologici, di mercato e reputazionali).

Il Gruppo considera i rischi ESG come potenziali driver di tutte le categorie di rischi tradizionali. Per tale motivo, partendo dall'analisi della normativa di riferimento e in linea con quanto previsto dalle aspettative di Vigilanza, il processo di identificazione dei rischi climatico-ambientali, sociali e di governance ai quali il Gruppo è potenzialmente esposto è stato progressivamente aggiornato per includere nella Mappa dei Rischi di Gruppo nuove sotto-categorie di rischio, al fine di cogliere pienamente l'impatto dei rischi climatici e ambientali, sociali e di governance sulle principali categorie di rischio esistenti (ad esempio, rischio di credito, di mercato, operativo e di liquidità).

Le relative definizioni sono state integrate nel documento "Processo di identificazione dei rischi ed analisi di rilevanza ai fini ICAAP, ILAAP e RAF e nel documento "Linee guida di governo e gestione dei rischi ambientali, sociali e di governance (ESG) di Gruppo" pubblicato sul sito internet di Credem. Una volta identificate le sottocategorie di rischio climatico-ambientale potenzialmente impattanti le categorie di rischio esistenti, è stato effettuato l'aggiornamento annuale dell'analisi di rilevanza alla base dei principali processi di gestione dei rischi (RAF, ICAAP, ILAAP, RRP, ecc.). La materialità dei fattori climatici e ambientali è stata valutata, per tutte le categorie di rischio, su differenti orizzonti temporali:

  • breve termine: entro i 3 anni, in coerenza con le logiche sviluppate in sede di RAF, ICAAP e ILAAP

  • medio termine: da 3 entro 7 anni, orizzonte definito per far ricadere il punto di osservazione al 2030, considerato snodo importante della transizione climatica (obiettivo UE di riduzione GHG nette del 55% entro il 2030)

  • lungo termine: oltre i 7 anni sino al 2050, in coerenza con i target globali di decarbonizzazione degli Accordi di Parigi e con lo scenario Net Zero al 2050.

Le analisi sul rischio di credito sono state integrate indagando:

  • l'impatto, in termini di concentrazione delle esposizioni, dei fattori fisici (sia acuti che cronici) e di transizione nel breve, medio e lungo termine sia sulle controparti che sugli immobili a garanzia delle esposizioni creditizie o oggetto di leasing;
  • la materialità dei rischi environmental (fattori di rischio: biodiversità, rifiuti, stress idrico e degradazione del suolo), social e governance. I rischi Environmental sono stati analizzati sia sul perimetro controparti che immobili ed in particolare è stata sviluppata una metodologia interna per la biodiversity footprint e una prima stima quali-quantitativa del costo del danno relativo alla concentrazione delle esposizioni del gruppo verso controparti con punteggi relativi ai risk driver della biodiversità più elevati.

Di seguito si rappresentano le analisi del rischio di credito C&E fisico, di transizione ed environmental. Per quanto riguarda l'analisi di rilevanza dei rischi fisici, è stato adottato un approccio quantitativo per indagare l'impatto del rischio fisico, in termini di concentrazione, sul perimetro delle esposizioni verso controparti aziendali (Aziende) e sul perimetro delle esposizioni con immobili a garanzia o oggetto di leasing (Immobili) nel breve, nel medio e nel lungo termine.

Rischio di Credito – RISCHIO FISICO
Orizzonte temporale di breve termine
Perimetro Aziende Perimetro Immobili
L'approccio metodologico prevede di misurare l'incidenza
delle esposizioni delle società del Gruppo verso controparti
aziendali, appartenenti ai settori i cui processi produttivi
risultano essere dipendenti in misura medio-alta dai servizi
ecosistemici, sul totale delle esposizioni del Gruppo. Per tale
motivo, è stato assegnato a ciascuna controparte, in base al
settore (Nace l), uno score di rischio calcolato in funzione dei
giudizi, attribuiti dalla base dati open source Encore, sulla
dipendenza dei relativi processi produttivi (ricostruiti tramite
la classificazione Global Industry Classification Standard), da
L'approccio metodologico prevede di misurare l'incidenza
delle esposizioni aventi immobili a garanzia o oggetto di
leasing situati in province valutate ad alto rischio fisico, sul
totale esposizioni del perimetro Immobili. Per tale motivo, è
stato assegnato, in funzione della provincia in cui è localizzato
l'immobile, un giudizio di rischio sui principali eventi fisici
acuti (in quanto gli eventi cronici hanno effetto più sul medio
lungo periodo), ossia frane e alluvioni, attribuito da ISPRA nel
"Rapporto sul dissesto idrogeologico in Italia". I singoli giudizi
Rischio di Credito – RISCHIO FISICO
Orizzonte temporale di breve termine
21 servizi ecosistemici. Il razionale di tale approccio
metodologico si basa sul presupposto che l'eccessiva
vulnerabilità dei processi produttivi al deterioramento dei
servizi
ecosistemici
può
provocare
un
aumento
dell'esposizione ai rischi fisici.
di rischio vengono sintetizzati tramite media in fasce di
rischio alto-medio-basso.

Vengono definite soglie di rilevanza per ciascuna analisi e la singola entità giuridica del Gruppo viene ritenuta esposta, nel breve termine, in misura rilevante al rischio fisico, che impatta sul rischio di credito, se supera la soglia di rilevanza.

Orizzonte temporale di lungo termine

Perimetro Aziende e Immobili

Per entrambi i perimetri, una volta identificato il portafoglio crediti da sottoporre all'analisi, vengono assegnati score di rischio fisico prospettici, al 2040, forniti da un Data provider esterno, rispettivamente a:

• per il perimetro Aziende, alle singole unità locali d'impresa in funzione della loro geolocalizzazione territoriale e del settore di appartenenza. I giudizi di rischio, per i singoli immobili riferiti ad una controparte, vengono successivamente sintetizzati in un unico score tramite una media quadratica ponderata, in funzione della distribuzione dei dipendenti

• per il perimetro Immobili, ai singoli immobili considerati in funzione della loro geolocalizzazione territoriale e della categoria catastale o destinazione d'uso degli stessi (immobile residenziale, commerciale o industriale). Grazie all'utilizzo di mappe di pericolosità territoriali (hazard maps), gli score sintetici di rischio esprimono l'esposizione, dell'area geografica in cui sono presenti gli immobili, a n. 17 fenomeni climatici, idro meteorologici e idrogeologici, suddivisibili tra:

• fattori di rischio fisico cronico, che, in quanto fenomeni naturali a medio-lungo termine, impattano indirettamente sul valore dell'immobile, attraverso l'aumento dei costi operativi e di costruzione dello stesso: cambiamento delle temperature, stress termico, cambiamento del regime dei venti, cambiamento del regime e del tipo di precipitazioni, scongelamento del permafrost, innalzamento del livello del mare, stress idrico, erosione del suolo o costiera e degradazione del suolo

• fattori di rischio fisico acuto, che, in quanto fenomeni repentini, impattano direttamente sul valore dell'immobile tramite danneggiamenti: frana, inondazione, ondate di calore, ondate di freddo/gelate, incendio boschivo, tempesta di vento/tromba d'aria, siccità e forti precipitazioni.

La natura forward looking di tali score è garantita dall'inclusione dello scenario climatico RCP 4.5 (Representative Concentration Pathways), appartenente alla famiglia degli scenari adottati dall'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), che consente di stressare i livelli di frequenza ed intensità dei 17 fenomeni considerati in funzione delle ipotesi di concentrazione di CO2 nell'atmosfera.

Dopo aver quantificato gli impatti potenziali, in termini di perdite medie annuali, gli score vengono espressi in scala 1-5 (1=basso;5=molto alto). L'approccio metodologico prevede di misurare l'incidenza delle esposizioni della singola società verso le controparti con gli score di rischio peggiori (i.e. 4=alto e 5=molto alto) sul totale esposizioni del Gruppo. Vengono definite soglie di rilevanza per ciascuna analisi e la singola entità giuridica del Gruppo viene ritenuta esposta, nel lungo termine, in misura rilevante al rischio fisico, che impatta sul rischio di credito, se supera la soglia di rilevanza

Orizzonte temporale di medio termine

Perimetro Aziende e Immobili

Per entrambi i perimetri, a partire dai risultati ottenuti per il Lungo e Breve Periodo è stato individuato il periodo intermedio mediante un criterio che assicura una transizione graduale e proporzionata, rispettando la coerenza tra i due riferimenti temporali.

Rischio di Credito – RISCHIO FISICO Orizzonte temporale di breve termine

Vengono definite soglie di rilevanza per ciascuna analisi e la singola entità giuridica del Gruppo viene ritenuta esposta, nel medio termine, in misura rilevante al rischio fisico, che impatta sul rischio di credito, se supera la soglia di rilevanza.

Per quanto concerne i rischi di transizione, è stata adottata una metodologia di analisi che indaga l'impatto del rischio di transizione, in termini di concentrazione, sul perimetro delle esposizioni verso controparti aziendali (Aziende) e sul perimetro delle esposizioni con immobili a garanzia o oggetto di leasing (Immobili) nel breve, nel medio e nel lungo termine.

Rischio di Credito – RISCHIO TRANSIZIONE Orizzonte temporale di Breve termine

Perimetro Aziende Perimetro Immobili
Ad ogni controparte del portafoglio creditizio è assegnata,
sulla base del codice ATECO, una categoria Climate Policy
Relevant Sectors (CPRS) e, in base a quest'ultima, le
esposizioni sono state raggruppate come «affette (categorie
Vengono raccolti i giudizi relativi alla classe energetica degli
immobili a garanzia o oggetto di leasing, tramite APE
attraverso la stima da parte di un Data-provider esterno.
1-6)» o «non affette (categorie 7-9)» dal rischio climatico
ambientale di transizione.
L'approccio metodologico prevede di misurare l'incidenza
delle esposizioni della singola società, con immobili a
garanzia o oggetto di leasing, aventi classi energetiche
L'approccio metodologico prevede di misurare l'incidenza
delle esposizioni della singola società del Gruppo verso le
categorie affette dal rischio di transizione (Fossil Fuel, Utility,
Energy-Intensive, Buildings, Transportation, Agriculture) sul
portafoglio totale del Gruppo.
peggiori (F o G), sul totale delle esposizioni del Gruppo del
perimetro Immobili.

Vengono definite soglie di rilevanza per ciascuna analisi e la singola entità giuridica del Gruppo viene ritenuta esposta, nel breve termine, in misura rilevante al rischio di transizione, che impatta sul rischio di credito, se supera la soglia di rilevanza.

Orizzonte temporale di Lungo termine

Perimetro Aziende

A livello di singola controparte del portafoglio creditizio, viene assegnato uno score di rischio prospettico, al 2050, in scala 1-5 (1=basso; 5=molto alto), fornito da un Data provider esterno, che sintetizza l'impatto finanziario che potrebbe subire a causa dell'esposizione alla transizione verso un'economia sostenibile, ossia a basse emissioni di carbonio. La natura prospettica dell'indicatore è garantita dall'utilizzo, come input, di scenari di transizione, prodotti dall'NGFS, ossia l'"Orderly transition – Net Zero 2050" e l'"Hot house world - Current policies". Tali scenari impattano sui tre macro-fattori di transizione, ossia le politiche e le regolamentazioni future, la tecnologia richiesta e la domanda di mercato, che a loro volta hanno effetto sui ricavi, sugli investimenti e sui costi della singola controparte.

L'approccio metodologico prevede di misurare l'incidenza delle esposizioni della singola società verso le controparti con gli score di rischio peggiori (i.e. 4=alto e 5=molto alto) sul totale esposizioni del Gruppo.

Perimetro Immobili

Vengono raccolti i giudizi relativi alla classe energetica degli immobili a garanzia o oggetto di leasing, tramite APE attraverso la stima da parte di un Data-provider esterno. Nel lungo periodo, in considerazione della riduzione dei consumi energetici prevista dalla Direttiva UE 2024/1275 (16% entro il 2030 e 22% entro il 2035), si ritiene opportuno focalizzare l'attenzione sulle classi energetiche meno efficienti (E, F, G), le quali, presentando i rischi di transizione più elevati, saranno maggiormente impattate dalla riduzione dei consumi previsti dalla direttiva. L'approccio metodologico prevede di misurare l'incidenza delle esposizioni della singola società, con immobili a garanzia o oggetto di leasing, aventi classi energetiche E, F o G sul totale delle esposizioni del Gruppo con immobili a garanzia o oggetto di leasing.

Vengono definite soglie di rilevanza per ciascuna analisi e la singola entità giuridica del Gruppo viene ritenuta esposta, nel lungo termine, in misura rilevante al rischio di transizione, che impatta sul rischio di credito, se supera la soglia di rilevanza.

Rischio di Credito – RISCHIO TRANSIZIONE Orizzonte temporale di Breve termine

Orizzonte temporale di Medio termine

Perimetro Aziende e Immobili

Per entrambi i perimetri, a partire dai risultati ottenuti per il Lungo e Breve Periodo è stato individuato il periodo intermedio mediante un criterio che assicura una transizione graduale e proporzionata, rispettando la coerenza tra i due riferimenti temporali.

Vengono definite soglie di rilevanza per ciascuna analisi e la singola entità giuridica del Gruppo viene ritenuta esposta, nel medio termine, in misura rilevante al rischio di transizione, che impatta sul rischio di credito, se supera la soglia di rilevanza.

Per quanto riferito al Rischio Environmental, la valutazione della rilevanza di tale fattore di rischio sul rischio di credito viene effettuata sul perimetro delle controparti aziendali presenti nel portafoglio creditizio del Gruppo e sul perimetro degli immobili dati a garanzia o oggetto di leasing.

Rischio di Credito – RISCHIO ENVIRONMENTAL Orizzonte temporale di Breve termine Perimetro Aziende Al fine di individuare l'indicatore di rischio che esprima quantitativamente le esposizioni soggette ad alto rischio di Biodiversità, è stato utilizzato un tool costruito su base-dati Encore e i relativi rating di biodiversità forniti per i diversi settori produttivi. A questi punteggi di impatto e dipendenza per settore viene assegnato un livello di rischio qualitativo (basso, medio, alto, molto alto) che consente di classificare i settori produttivi in base al rischio per la biodiversità. Alle esposizioni del portafoglio, in base al settore Nace di riferimento, viene associato l'impatto standardizzato sulla biodiversità e il punteggio di dipendenza. L'approccio metodologico, tramite la classificazione dell'EAD per livelli di rischio di impatto e di dipendenza per fattore di biodiversità, ha permesso di avere una prima stima qualiquantitativa del costo del danno relativo alla concentrazione delle esposizioni della singola società del gruppo verso le controparti con gli score di rischio più elevati. Perimetro Immobili E' stata effettuata un'analisi sui collateral del mortgage portfolio basato sull'utilizzo di score forniti da IPCC (Climate change world portal knowledge) per il driver water stress nello scenario al 2025 e Globio per il driver degradazione del suolo, per l'assegnazione di una fascia di rischio in base alla locazione geografica degli immobili. Gli score vengono espressi in scala 1-5 (1=basso; 5=molto alto). L'approccio metodologico prevede di misurare l'incidenza delle esposizioni della singola società verso le controparti con gli score di rischio peggiori (i.e. 4=alto e 5=molto alto) sul totale esposizioni del Gruppo.

Vengono definite soglie di rilevanza per ciascuna analisi e una società risulta esposta, nel breve termine, in misura rilevante al rischio environmental che impatta sul rischio di credito se supera la soglia di rilevanza.

Orizzonte temporale di Lungo termine

Perimetro Aziende Perimetro Immobili
E' stato utilizzato un indicatore quantitativo che misura
l'impatto dei fattori ambientali sulle imprese sfruttando una
combinazione di variabili puntuali valutando il rischio alto su
stress idrico, produzione di rifiuti, degradazione del suolo e
biodiversità come risk driver principali dei rischi ambientali.
Viene assegnato, a livello di singola controparte, uno score di
rischio prospettico, fornito da un Data provider esterno, che
sintetizza l'impatto environmental.
Sono stati utilizzati due score, forniti da provider esterno, che
sintetizzano i potenziali impatti attesi (al 2040) sull'immobile
derivanti dallo stress idrico e degradazione del suolo,
considerando la pericolosità geografica della zona nel quale è
localizzato e la sua tipologia d'uso.
L'approccio metodologico prevede di misurare l'incidenza
delle esposizioni della singola società verso le controparti con
gli score di rischio peggiori sul totale esposizioni del Gruppo.
L'approccio metodologico prevede di misurare l'incidenza
delle esposizioni della singola società verso le controparti con
gli score di rischio peggiori sul totale esposizioni del Gruppo.

Rischio di Credito – RISCHIO ENVIRONMENTAL Orizzonte temporale di Breve termine

Vengono definite soglie di rilevanza per ciascuna analisi e una società risulta esposta, nel lungo termine, in misura rilevante al rischio environmental che impatta sul rischio di credito se supera la soglia di rilevanza.

Orizzonte temporale di Medio termine

Per entrambi i perimetri, a partire dai risultati ottenuti per il Lungo e Breve Periodo è stato individuato il periodo intermedio mediante un criterio che assicura una transizione graduale e proporzionata, rispettando la coerenza tra i due riferimenti temporali. Per il perimetro immobili per il driver water stress è stato usato lo scenario al 2030 fornito da IPCC.

Vengono definite soglie di rilevanza per ciascuna analisi e una società risulta esposta, nel medio termine, in misura rilevante al rischio environmental che impatta sul rischio di credito se supera la soglia di rilevanza.

Di seguito si rappresentano le analisi del Rischio di Mercato Environmental.

Relativamente al rischio di mercato è stata costruita una heatmap settoriale per valutare l'impatto dei rischi Environmental (sia fisici che di transizione), sul portafoglio investimenti del Gruppo Bancario (banking e trading book). In aggiunta, per la parte dei rischi climatici, è stata utilizzata la metrica Multihorizon Climate Value at Risk (CVaR) a livello di emittente per effettuare l'analisi sul breve, medio e lungo termine sulla base degli scenari forniti da NGFS.

Rischio di Mercato – RISCHIO ENVIRONMENTAL Orizzonte temporale di Breve termine

Per valutare l'impatto del rischio C&E sul portafoglio degli investimenti di proprietà (trading e banking book), si adotta una heatmap che restituisce la valutazione di sintesi della rischiosità di ogni settore economico distinta sul Pillar Environmental.

Le principali attività alla base della metodologia per la creazione della matrice settoriale e la quantificazione degli impatti dei fattori C&E rispetto ai settori economici sono costituite da:

  1. riconciliazione delle fonti informative internazionali;

  2. aggregazione degli impatti climatico-ambientali e conversione degli stessi in score numerici;

  3. definizione della scala valutativa (Alto, Medio, Basso, Non significativo) e aggregazione a livello settoriale (NACE).

I fattori C&E adottati per la definizione della matrice settoriale sono: Qualità dell'acqua, Aria, Suolo, Biodiversità ed ecosistemi, Efficienza e sicurezza delle risorse, Clima, Rifiuti, Rischio fisico, Rischio di transizione, Impatti su siti del patrimonio mondiale o altre aree protette, Impatti su specie inserite nella Lista Rossa IUCN delle specie minacciate, Condizioni di vita controverse o uso di sostanze chimiche/medicinali (ad esempio uso eccessivo di antibiotici).

L'approccio metodologico prevede la misurazione della concentrazione di esposizioni della singola società verso gli emittenti valutati a rischio medio o alto dalla heatmap, sul portafoglio totale di Gruppo.

Rischio di Mercato – RISCHIO CLIMATICO FISICO E DI TRANSIZIONE Orizzonte temporale di Breve, Medio e Lungo termine

Al fine di performare un'analisi di rilevanza sul breve, medio, lungo termine con un focus sul solo aspetto climatico, è stata sfruttata la metrica di Multi-horizon CVaR, a livello di emittente. Tutti gli indicatori di Climate VaR utilizzati sono stati calcolati sullo scenario NGFS Delayed Transition. Il perimetro di analisi comprende il portafoglio corporate e financial sia banking book che trading book di Credito Emiliano.

L'analisi viene svolta per ogni intervallo temporale, separatamente tra rischio fisico e rischio di transizione.

Per assegnare una fascia di rischio alle esposizioni sulla base del valore di CVaR è stata implementata la seguente procedura:

  • Dapprima sono stati calcolati i valori di CVaR per i titoli che compongono l'indice ER00da usare come benchmark, sui seguenti orizzonti: 2026,2028, 2043
  • In seguito, partendo dai dati del punto sopra, sono state ottenute le soglie sulla base dei percentili della distribuzione dei CVaR del benchmark.

Le due soglie così costruite, una relativa al CVAR rischio fisico e una al CVAR rischio di transizione, sono poi applicate al portafoglio in modo da classificare ogni osservazione di CVaR sulla fascia di rischio corrispondente.

L'indicatore viene infine calcolato sia per il CVaR fisico che di transizione come somma dei controvalori delle posizioni classificate ad alto e medio rischio sul totale del controvalore di portafoglio lungo i tre orizzonti temporali identificati.

La metrica di Climate VaR permette di coprire un consistente numero di risk drivers: Extreme Heat, Extreme Cold, Extreme Wind, Extreme Precipitation, Extreme Snowfall, Tropycal Cyclones, Coastal Flooding, Fluvial Flooding, River Low Flow, Wildfire, Policy Risk, Technology Opportunities

Di seguito si rappresentano le analisi del Rischio di Liquidità Environmental.

Per valutare la materialità dei rischi Climate & Environmental sul rischio di liquidità, è stata condotta sia un'analisi finalizzata a valutare l'impatto del rischio fisico sui depositi retail nel breve, medio e lungo termine sia l'impatto del rischio environmental sul portafoglio titoli in analogia a quanto fatto sul rischio di mercato.

Rischio di Liquidità – ENVIRONMENTAL

Orizzonte temporale di Breve termine - Portafoglio investimenti

Per quanto riguarda l'analisi sul portafoglio titoli, è stata valutata l'esposizione in essere sul portafoglio titoli, considerando lo stesso approccio definito per il rischio di mercato, ossia una analisi settoriale sul Pillar Environmental.

L'approccio metodologico prevede la misurazione della concentrazione di esposizioni della singola società verso gli emittenti valutati a rischio Environmental medio o alto dalla heatmap, sul portafoglio totale di Gruppo.

Rischio di Liquidità – RISCHIO CLIMATICO FISICO
Orizzonte temporale di Breve termine - Depositi Retail Orizzonte temporale di Medio e Lungo termine - Depositi
Retail
Per quanto riguarda l'analisi che ha coinvolto i depositi retail è
stata presa in considerazione l'ubicazione geografica degli
immobili dalla base dati ISPRA, ipotizzando che essa sia
associabile alla località di intestazione del conto correnti della
clientela retail e sono state considerate due tipologie di risk
drivers, ossia frane e alluvioni.
Per quanto riguarda l'analisi sul medio e lungo termine che ha
coinvolto i depositi retail, sono state introdotte delle
metodologie di identificazione che considerano la mappatura
dei fattori di rischio frane e alluvioni in linea con la fonte dati
Thinkhazard! (TH!) che propone degli score qualitativi per
singola provincia differenziati per medio e lungo termine. A
partire degli score qualitativi di TH! è stato identificato un
meccanismo di allineamento della metodologia a quella di
breve termine (ISPRA).

Per quanto riguarda il Rischio Operativo sono state analizzate le evidenze rivenienti dai processi di RSA e LDC sul rischio climatico fisico e di transizione e poi sono state condotte due analisi per la valutazione della rilevanza di Rischio Fisico e di Transizione. Di seguito si rappresentano le analisi del rischio di operativo Climate and Environmental:

Rischio Operativo – RISCHIO CLIMATICO FISICO
Orizzonte temporale di Breve termine - Immobili di Proprietà Orizzonte temporale di Breve termine - Immobili degli
del Gruppo Outsourcer
L'approccio metodologico prevede di valutare le minacce di
rischio fisico sugli immobili di proprietà delle società del
Gruppo:
alluvione,
frana,
incendio,
ondata
di
calore,
precipitazioni abbondanti, siccità, stress da alte temperature.
Per tale motivo, è stato assegnato a ciascun immobile uno
score baseline di rischio per ciascuna minaccia fornito da un
data provider esterno.
Una Legal Entity del Gruppo viene considerata rilevante per il
rischio climatico di natura fisica nel caso in cui si osservi un
valore di mercato rilevante nelle fasce di materialità oltre
«Medium-High»
L'analisi degli immobili degli outsourcers, è stata condotta
con la medesima metodologia degli immobili di proprietà ma
considera gli score attribuiti ai fornitori FEI e FEI ICT e si
considera il valore contrattuale delle esternalizzazioni a
rischiosità alta.
Orizzonte temporale di Lungo termine - Immobili di Proprietà
del Gruppo
Orizzonte temporale di Lungo termine - Immobili degli
Outsourcer
La metodologia utilizzata nel lungo periodo è uguale a quella La metodologia utilizzata nel lungo periodo è uguale a quella
del breve solo che vengono utilizzati gli score prospettici che del breve solo che vengono utilizzati gli score prospettici che
includono l'orizzonte temporale al 2040 in quanto stimato includono l'orizzonte temporale al 2040 in quanto stimato
sulla base dello scenario climatico RCP 4.5 (Representative sulla base dello scenario climatico RCP 4.5 (Representative
Concentration Pathways). Concentration Pathways).
Orizzonte temporale di Medio termine - Immobili di Proprietà del Gruppo e degli Outsourcer

A partire dai risultati di Lungo e Breve Periodo è stato individuato il periodo intermedio mediante un criterio che assicura una transizione graduale e proporzionata, rispettando la coerenza tra i due riferimenti temporali.

Rischio Operativo – RISCHIO CLIMATICO DI TRANSIZIONE

Orizzonte temporale di Breve, Medio e Lungo termine

È stata condotta un'analisi del database delle perdite operative di Loss Data Collection e delle risultanze del processo di Risk Self Assessment 2025 relativamente agli scenari C&E.

Ai fini dell'analisi di materialità, è stato utilizzato un approccio qualitativo al fine di individuare la rilevanza delle singole Legal Entities in base alla loro operatività. Sono stati identificati due principali canali di trasmissione del rischio con annesso razionale per la definizione dell'impatto nei tre orizzonti temporali:

  • Mancata aderenza / conformità alle normative e aspettative C&E (incl. strategia del Gruppo, disallineamento degli obiettivi di decarbonizzazione, disclosure).
  • Rischio di greenwashing nell'offerta commerciale (es. offerta dei prodotti e servizi green).

I transmission channel sono stati in seguito associati a ciascuna Legal Entity del Gruppo in funzione della rispettiva operatività e fungono da driver per la definizione dell'impatto attraverso giudizi qualitativi nei tre orizzonti temporali di breve, medio e lungo termine.

Di seguito si rappresentano le analisi del Rischio Reputazionale Environmental:

Rischio Reputazionale – RISCHIO ENVIRONMENTAL

Orizzonte temporale di Breve, Medio e Lungo termine

Per l'analisi di rilevanza dei fattori C&E in ambito reputazionale il Gruppo ha ricondotto alle categorie Environmental, gli eventi oggetto dell'approccio quantitativo utilizzato dal Gruppo per la valutazione del rischio reputazionale, identificando in tal modo alcuni potenziali scenari.

In particolare, alla luce dell'introduzione della nuova Direttiva Europea sulla rendicontazione societaria di sostenibilità Corporate Sustainability Reporting Directive, il Gruppo ha ricondotto le domande del questionario ai nuovi standard obbligatori per la rendicontazione di sostenibilità (European Sustainability Reporting Standards - ESRS).

Gli standard topics relativi all'ambito ambientale, coperti da almeno un item del questionario dei rischi reputazionali sono:

  • E1 Cambiamenti climatici
  • E2 Inquinamento

  • E3 Acqua e risorse marine

  • E4 Biodiversità ed ecosistemi

Tale operazione ha mostrato che per l'esercizio prospettico 2025 gli ambiti inerenti a tematiche ESG costituiscono circa il 98% del valore a rischio complessivo e in particolare, gli eventi afferenti a fattori Environmental rappresentano il 6% dell'esposizione totale al rischio reputazionale.

Stante il carattere «evolutivo» dei possibili impatti dei fattori analizzati, in sede di analisi di rilevanza è stato inoltre considerato anche un approccio qualitativo, individuando quali società del Gruppo siano potenzialmente esposte ad un rischio reputazionale legato a componenti C&E, sulla base della loro tipologia di operatività (prodotti, servizi e clienti). I canali di trasmissione analizzati lungo i tre orizzonti temporali sono i medesimi del rischio operativo (Mancata aderenza / conformità alle normative e aspettative C&E e Rischio di greenwashing nell'offerta commerciale).

Per quanto riguarda l'impatto dei Rischi climatico ambientali sul Rischio di impresa e Strategico, è stata effettuata una doppia analisi, sul portafoglio creditizio del Gruppo, per misurare la quota di emissioni assolute, Scope 1 e Scope 2, riconducibili ai settori maggiormente emissivi sul portafoglio del Gruppo Credem.

Di seguito si rappresentano le analisi del Rischio di Transizione sul Rischio d'impresa e strategico.

Rischio di impresa e strategico – RISCHIO CLIMATICO DI TRANSIZIONE Orizzonte temporale di Breve, Medio e Lungo termine

Una volta identificato il perimetro sul quale svolgere le analisi, sono stati associati il settore di appartenenza, tramite il codice NACE, e le emissioni assolute, in termini di tonnellate di CO2 Scope 1 e Scope 2, prodotte dalla singola controparte.

Analisi preliminare

L'analisi preliminare è volta a verificare quali siano, all'interno del portafoglio creditizio del Gruppo, i settori che emettono maggiori quantità di gas serra tra quelli attenzionati dalla "Net Zero" secondo le definizioni dei settori IEA (automation, aviation, cement, coal, iron and steel, oil & natural gas, power e shipping), in quanto settori a maggiore intensità carbonica. L'approccio preliminare, pertanto, prevede la misurazione dell'incidenza delle emissioni assolute di CO2, Scope 1 e Scope 2, dei singoli settori sul perimetro di quelli considerati.

Le risultanze segnalano che i settori che contribuiscono maggiormente in termini di emissioni assolute sono l'Oil&Natural Gas e il Power.

Analisi di rilevanza

Al fine di misurare la rilevanza delle società del Gruppo nel breve termine (scenario IEA al 2024), nel medio termine (scenario IEA al 2030) e nel lungo termine (scenario IEA al 2050), l'approccio metodologico prevede di misurare la contribuzione, in termini di emissioni assolute, Scope 1 e Scope 2, delle controparti dei settori Oil&Natural Gas e Power, verso cui è esposta la singola entità giuridica, sul totale di emissioni prodotte dalle controparti verso cui è esposto il Gruppo.

Alla luce delle metodologie sopra illustrate, si riporta di seguito la matrice di materialità sui rischi ambientali svolta nel 2024 e valida per il 2025, per il Gruppo e per le Società ad esso appartenenti:

Credito Emiliano Credemleasing Credemfactor Credem Euromobiliare
Private Banking
Avvera Euromobiliare SgR Euromo biliare SIM Credem Private Equity C re de mite l Euromobiliare Fiduciana MGT Credemvita Other Legal entities
BREVE Aziende
MEDIO Immobili
Azpende
Climat cirscho dittanskom Im mobili
OSMINT Aziende
lieri errestout
Aziende
BREVE lirri modella
Aziende
Climatel rische 15 co MEDIO im mobilli
Rischi di Credito opmin Azjende
ומטימות חזו
Ambentali (divensida (Climat co) BREVE Aziende
Im mobili
MEDIO Aziende
lim motodi
TUNGO Aziende
Im mobili
Climatici rischio di transizione BREVE
MEDIO
Rischi di Mercato TUNGO
Climatici rischio fisico BREVE
MEDIO
UNGO
ENVIRONMENTAL Ambientali {C&E} BREVE
Ambientali (C&E) BREVE mercato
BREVE raccolta
Rischio di
Liquidità
Climatica rischia fisica MEDIO raccalta
LUNGO rawalta
Climatici Rischio di transizione BREVE
(qualitativo) MEDIO
LUNGO
Climatici rischio fisica BREVE immalais
Rischio Operativo MEDIO immobili proprietà
LUN GO immobili proprietà
BREVE Outsaurærs
MEDIO Outsourcers
LUNGO Outsourcers
na Climatici Rischio di transizione
(qualitativo)
BREVE
Strategic Reputaziona
న్స్ అ
Risc
MEDIO
Ambientali (C&E) unga
BREVE
BREWE
Rischia Climatici Rischio di transizione MEDIO
0 TUNGO
Rischio
Assicura
Climatici Rischio di transizione BREVE
tivo Climatici Rischio Fisico BREVE

Il concetto di rilevanza, per ciascun rischio, è coerente con quanto utilizzato nell'ambito dei principali processi di gestione dei rischi (ICAAP, ILAAP, RAF e Recovery Plan), al fine di assicurarne massima coerenza in termini di: rischi rilevanti, dotazione patrimoniale e target di rischio.

In particolare, relativamente ai processi di misurazione e monitoraggio dei rischi C&E, il Gruppo ha svolto varie attività nei diversi ambiti:

● definito il framework metodologico di misurazione del Rischio di Credito di Transizione e del Rischio di Credito Fisico ed effettuate le relative quantificazioni in ambito stress RAF;

  • definite le metodologie per misurare il Rischio di mercato, derivante dall'impatto dei rischi climatico ambientali, mediante la costruzione di una heatmap settoriale del portafoglio degli investimenti e la misura di "Climate VaR" al fine di integrare di tali metriche legate di rischio di mercato e di scoring ESG all'interno delle politiche di investimento e del reporting di market risk management;
  • effettuata l'integrazione nei processi ICAAP e ILAAP;
  • sviluppato e integrato un approccio metodologico per l'analisi di scenario in ambito Recovery Plan;
  • integrato le linee guida di Credit Strategy, per inserire in fase di concessione e di monitoraggio valutazioni di carattere climatico ambientali;
  • integrato i processi di operational e reputational risk;
  • definito metriche "ESG-Specific" in ambito RAF al fine di: monitorare i rischi C&E, fissare dei limiti all'assunzione di tali rischi e definire i relativi processi di escalation;
  • integrato, nel processo di gestione delle esternalizzazioni, la valutazione dei rischi ESG legati ai fornitori;
  • integrato gli impatti causati dagli eventi climatici e ambientali di rischio fisico nel piano di continuità operativa.

Per quanto riguarda l'ambito della misurazione degli impatti dei fattori di Rischio climatico ambientali sono stati compiuti importanti progressi metodologici.

Nell'ambito del percorso di progressivo allineamento alle aspettative della Banca Centrale Europea (BCE) in materia di inclusione delle tematiche ESG nel Framework di Risk Management, il Gruppo ha concluso un progetto specifico che ha condotto all'introduzione dei principali fattori di rischio climatici e ambientali nei modelli contabili IFRS 9.

Focus Misurazione impatti Rischio di Credito – RISCHI C&E

Sono state definite le metodologie per gestire i seguenti fattori di rischio climatico:

·«Rischio Fisico» sul portafoglio Mutui e Leasing immobiliari: espresso tramite la riduzione del valore delle garanzie immobiliari, al fine di rappresentare l'ipotetico danno apportato da eventi climatici (alluvioni e frane), in relazione alla rischiosità del territorio in cui è ubicato l'immobile. Tale effetto viene rappresentato dalla stima di un "haircut" che riduce il valore della garanzia ipotecaria a supporto del credito e ne determina un aumento delle perdite attese associate.

·«Rischio di Transizione» sul portafoglio Imprese: volto a rappresentare la minore redditività in cui le Imprese potrebbero incorrere nell'ambito del processo di adeguamento verso un'economia più sostenibile, con conseguente deterioramento del loro merito creditizio. Tale effetto è gestito tramite la stima dell'aumento della probabilità di default per le Imprese, in relazione al settore in cui queste operano (considerando che le attività più emissive subiranno maggiormente i costi legati al processo di transizione). In aggiunta, influenzando il merito creditizio, tale componente di rischio può influire sulla necessità di classificare in stage 2 le Imprese maggiormente più esposte agli effetti del processo di transizione. Per rilevare tale correlazione, è stata affinata la logica di misurazione del SICR, con l'introduzione di una variante specifica per le Imprese considerate ad alto rischio di transizione (i.e. concentrate sulle attività a maggiore intensità di carbonio e principali obiettivi delle strategie di de-carbonizzazione).

Entrambe le componenti descritte comportano un aumento delle rettifiche di valore calcolate in conformità ai principi contabili IFRS 9 e sono quantificate considerando diversi scenari climatici (differenziati per tempistiche e grado di intensità delle politiche climatiche attivate nel contesto europeo) ad integrazione degli scenari macro-economici già presi a riferimento nel Framework IFRS9 del Gruppo.

Il Framework IFRS 9 integrato con la gestione delle menzionate componenti climatiche è entrato in vigore a partire dal 30 giugno 2025.

Di seguito sono riportati i progressi raggiunti per la misurazione degli impatti dei fattori di Rischio climatico ambientali sul Rischio di Mercato:

Focus Misurazione impatti Rischio di Mercato – RISCHI C&E FISICO E TRANSIZIONE

Con specifico riferimento al portafoglio investimenti ed al rischio di mercato, oltre alla heatmap settoriale (utilizzata anche per la costruzione dell'indicatore RAF), al fine di integrare i presidi di monitoraggio del rischio di mercato con gli impatti derivanti dai rischi climatici e ambientali (C&E), è stata introdotta la metrica Climate VaR. Tale metrica stima quali potrebbero essere le perdite attese scaturite da uno scenario climatico avverso, selezionato tra quelli proposti dal Network for Greening the Financial System (NGFS). In particolare, è stato adottato lo scenario più sfavorevole tra "Below 2°C" e "Delayed Transition".

Il Climate VaR è calcolato mensilmente sulla componente corporate e financial del portafoglio di proprietà (Banking Book e Trading Book) e verrà sottoposto a un limite operativo come previsto dal Regolamento Finanza.

In ambito misurazione con riferimento alle metriche utilizzate per la valutazione ed il governo dei rischi sotto il profilo climatico, il Gruppo ha definito metriche specifiche, affinate nel corso del 2022 anche grazie all'esercizio di climate stress test condotto per la BCE, attraverso una maggiore analiticità del calcolo delle metriche stesse. In particolare, con riferimento al rischio di transizione, il Gruppo stima le emissioni indirette di gas a effetto serra Scope 3. Le emissioni Scope 3 sono rappresentate dalle emissioni indirette di gas a effetto serra derivanti da fonti che non sono di proprietà o non sono direttamente controllate dall'organizzazione. Le suddette emissioni sono spesso riconducibili alla catena del valore e sono costituite da emissioni dirette e indirette di altre organizzazioni. Sulla base delle indicazioni del GHG Protocol Corporate Value Chain (Scope 3) Accounting and Reporting Standard, le emissioni di gas serra derivanti da diverse asset class devono essere allocate alle istituzioni finanziarie in base alla quota proporzionale di prestito o investimento inerenti alla controparte, rispetto al suo valore complessivo.

Con riferimento all'informativa sulle emissioni GHG Scope 1 e Scope 2 si rimanda alla Rendicontazione di sostenibilità consolidata di Gruppo 2024.

Anche nel 2024 il Gruppo ha calcolato le emissioni di CO2 indirette (Scope 3) collegate a finanziamenti e investimenti. Rispetto agli anni precedenti le modalità di raccolta e di acquisizione dei dati sono state affinate per rendere maggiormente puntuali le stime. In particolare, oltre alle emissioni Scope 1 e 2 si sono considerate anche le emissioni Scope 3 (tutte le 15 categorie) delle controparti. Per tale motivo si evidenzia uno scostamento rilevante rispetto alla valutazione precedente. L'analisi delle emissioni di Scope 3 del portafoglio legate ad attività finanziate e agli investimenti del Gruppo è stata realizzata prendendo in considerazione le asset class più rilevanti in portafoglio e utilizzando per ciascuna di queste le specifiche metodologie di calcolo stabilite nel "Global GHG Accounting and Reporting Standard for the Financial Industry" del PCAF. La quantificazione delle emissioni finanziate è basata su metodologie proprietarie riconducibili ad infoprovider affidati in funzione delle diverse Asset Class (finanziamenti e investimenti).

Per dettagli sul metodo di calcolo si rimanda al box sottostante:

METODOLOGIA DI CALCOLO DELLE EMISSIONI GHG SCOPE 3

  • Finanziamenti: sono stati inclusi i crediti erogati alle controparti aziendali, ossia riferiti alle categorie Corporate Large, Corporate Small e Retail imprese. La quantificazione delle emissioni finanziate è basata su dati forniti dall'info provider secondo metodologie proprietarie. Le emissioni finanziate sono calcolate come rapporto tra il valore contabile dell'esposizione, ossia il GCA (Gross Carrying Amount), e il valore della controparte espressa in termini di Totale Attivo. Questo valore è stato moltiplicato per la somma delle emissioni Scope 1, 2 e 3 della controparte (dato fornito da infoprovider). Sono poi stati inclusi i mutui per immobili residenziali e non residenziali calcolando le emissioni in base all'importo lordo di ciascuna esposizione ed alle caratteristiche degli immobili utilizzando i fattori emissivi risultanti dal data base PCAF in funzione della disponibilità dei dati relativi agli immobili oggetto di analisi.
  • Investimenti di proprietà: è stato considerato il portafoglio Investimenti, inclusi gli investimenti in emittenti Corporate e Financial. Sono stati esclusi il portafoglio negoziazione, gli investimenti in Asset Backed Securities, Mortgage Securities. Il dato delle emissioni finanziate è stato ricavato da info provider utilizzando il GCA (Gross Carrying Amount) dell'investimento e l'intensità delle emissioni di Scope 1, 2 e 3 in tonnellate di CO2 equivalente rispetto all'EVIC (Enterprise Value Including Cash) della controparte.
  • Investimenti: sono stati inclusi nel calcolo gli investimenti in azioni e obbligazioni e gli investimenti in fondi, considerando sia i portafogli gestiti direttamente che i portafogli delegati a terzi. Il dato delle emissioni finanziate è stato ricavato da info provider, utilizzando per i titoli il GCA (Gross Carrying Amount) dell'investimento e l'intensità delle emissioni di Scope 1, 2 e 3 in tonnellate di CO2 equivalente rispetto all'EVIC (Enterprise Value Including Cash) della controparte; per i fondi il controvalore di mercato è stato moltiplicato per l'intensità emissiva in tonnellate di CO2 equivalente sul valore investito.

Per supportare le attività di misurazione dei rischi climatico ambientali il Gruppo ha consolidato la raccolta di dati, informazioni e score ESG da infoprovider specializzati in grado di stimare le di emissioni GHG, con un elevato livello di granularità, generate dalle singole controparti nei diversi portafogli.

In ambito monitoraggio il Gruppo ha integrato considerazioni di rischio climatici e ambientali nei processi del Credito e del Rischio operativo e reputazionale.

Relativamente all'integrazione della Credit Strategy, in coerenza con la strategia di decarbonizzazione del Gruppo, sono state definite le linee guida riconducibili alla valutazione delle controparti aziende e dei collateral immobiliari. Successivamente affinate in coerenza con l'adesione alla Net Zero Banking Alliance.

Inoltre, è stato affinato il metodo di valutazione della resilienza prospettica riconducibile alle aziende corporate, integrando la performance ambientale delle controparti.

Di seguito vengono riportate le integrazioni apportate nelle diverse fasi del Processo creditizio:

FOCUS CREDIT STRATEGY
Concessione Monitoraggio
Valutazione controparti
Gli score automatici ESG, forniti da un Data provider esterno,
dal 2023 coprono l'intero portafoglio aziendale e sono stati
progressivamente inclusi nel processo di analisi inerente alla
concessione per le aziende Corporate (imprese con fatturato
singolo o di gruppo superiore a 1.000.000 di euro, oppure, con
esposizione singola o di gruppo maggiore di 1.000.000 di
euro.
Da aprile 2024 sono stati implementati nei sistemi, strumenti
specifici basati su dati di input forniti direttamente dal
fornitore (scheda di valutazione ESG e report di rischio fisico
forniti da un Data provider esterno), ma anche su dati single
name forniti direttamente dai Clienti (questionari esterni
forniti da Data provider).
Sul segmento Corporate sono stati identificati un set di
indicatori/metriche sintetici di performance rappresentativi
del livello di esposizione verso tutti i fattori ESG.
È stata prevista un'autonomia minima per i settoristi centrali
della
funzione
Crediti,
con
specifico
riferimento
alle
controparti operanti nei settori dell'estrazione del carbone
(senza esposizioni e in black list) e dei combustibili fossili non
allineati alla Tassonomia. Da giugno 2024 tutte le proposte di
nuovi affidamenti, incremento o variazione dell'importo, con
affidamenti complessivi superiori a 100.000 euro e Score
Environmental sfavorevole sono attribuite all'autonomia di
deliberazione dei settoristi centrali della funzione Crediti.
È stata aggiornata la normativa interna e la documentazione
aziendale al fine di formalizzare i processi di raccolta e
valutazione delle informazioni di sostenibilità riferite alle
controparti, alle garanzie immobiliari e agli indicatori di
riferimento.
Valutazione collateral Immobiliari
Nel corso del 2023 sono stati definiti processi e strumenti per
la valutazione dell'esposizione ai rischi C&E inerenti ai
collateral immobiliari, in particolare il rischio di transizione e
E' entrato a regime un sistema di monitoraggio dei fattori C&E
sul portafoglio crediti, che include sia le controparti aziende
che le garanzie immobiliari. Le informazioni specifiche
contenute nel reporting di riferimento sono aggiornate
periodicamente e discusse trimestralmente nell'ambito del
Comitato Credit Strategy. Questo sistema di monitoraggio
include il presidio di alcuni Key Risk Indicator gestionali
(precedentemente individuati come indicatori RAF di II livello):
- Concentrazione dello stock di esposizioni con collateral
immobiliari verso classi energetiche peggiori (rischio C&E
di transizione).
- Concentrazione
di
nuove
erogazioni
con
collateral
immobiliari verso classi energetiche peggiori (rischio C&E
di transizione)
- Concentrazione dello stock di rapporti creditizi con
collateral immobiliari aventi rischio fisico Alto e Molto Alto.
- Concentrazione di nuove erogazioni (esposizioni) con
collateral immobiliari aventi rishio fisico Alto e Molto Alto.
- Concentrazione di esposizioni verso aziende aventi rischio
C&E di transizione Alto e Molto Alto
È stato definito il processo di monitoraggio single name,
focalizzato sul rischio rischio fisico e di transizione e correlato
alla situazione finanziaria delle controparti, formalizzando i
criteri nella documentazione aziendale.
fisico:

il rischio di transizione viene valutato attraverso l'analisi
dell'Attestato di Prestazione Energetica (APE);

l'esposizione al rischio fisico viene analizzata attraverso
indicatori contenuti nel report di rischio fisico advanced
fornito da un Data provider esterno (attivazione del
servizio da aprile 2024).
Con specifico riferimento alla documentazione di riferimento
sono
stati
definiti,
nell'ambito
della
documentazione
aziendale e della normativa interna, i processi di raccolta e
valutazione delle informazioni e gli indicatori di riferimento,
raccolti sia per il residential real estate che per il commercial
real estate.

Di seguito sono riportate le novità relative all'integrazione di considerazioni climatico ambientali nel processo del Rischio Operativo, Reputazionale, Business Continuity ed Esternalizzazioni:

FOCUS RISCHIO OPERATIVO

I processi di gestione dei rischi operativi, Loss Data Collection e Risk Self Assessment, sono stati integrati al fine di catturare anche i fattori di rischio Environmental consentendo così di prendere in considerazione questi fattori e il loro potenziale impatto nell'ambito delle fasi di monitoraggio e controllo e di mitigazione del processo complessivo di gestione del rischio operativo. In particolare, relativamente al processo di Loss Data Collection, sono state definite le linee guida di classificazione per gli eventi di perdita operativa legati ai fattori ESG che, a partire dal 2024, ne permettono l'identificazione all'interno del database di Gruppo delle perdite operative. Si segnala che tali eventi di perdita vengono inoltre recepiti in bilancio nelle voci accantonamenti a fondo rischi e oneri o nella voce oneri straordinari.

In aggiunta, i questionari di Risk Self Assessment (processo di autovalutazione del profilo di rischio che mira a valutare, con frequenza almeno annuale, il livello di esposizione ai rischi operativi complessiva e per segmenti di operatività rilevanti), sono stati integrati con domande che descrivono scenari attinenti alle tematiche Environmental. In particolare, sono state introdotte domande relative a perdite derivanti da reclami/contenziosi su tematiche climatiche, perdite/sanzioni derivanti dalle strategie di comunicazione in materia di prodotti/servizi green (greenwashing), errori nell'analisi/monitoraggio della volatilità del mercato e della variazione del valore degli asset causata dal cambiamento climatico, perdite derivanti da danni relativi a immobili e/o altri beni aziendali a seguito di eventi di rischio fisico, ecc.

Il processo di RSA determina i valori di Perdita Attesa, Inattesa e VaR prospettici relativi ai rischi operativi. La Perdita Attesa complessiva (quindi inclusiva dei valori relativi ai temi Environmental) viene inserita nel bilancio come budget degli oneri straordinari relativo all'anno successivo e quindi anche nello scenario baseline dell'ICAAP.

FOCUS RISCHIO REPUTAZIONALE

La metodologia utilizzata per la valutazione del Rischio Reputazionale è finalizzata ad addivenire ad una stima del potenziale impatto economico derivante dal danno reputazionale. L'approccio utilizzato dal Gruppo per la stima della Reputational Loss prevede l'identificazione di una serie di eventi negativi da sottoporre ad un campione di clienti tramite un questionario. L'impatto è ottenuto associando le valutazioni espresse dalla clientela e valutando la riduzione della redditività conseguente all'abbandono o alla riduzione significativa del rapporto con la banca. La frequenza è fornita dal Top Management che valuta la probabilità di accadimento degli eventi descritti nel questionario. Al fine di prendere in considerazione i fattori Environmental e il loro potenziale impatto nell'ambito del processo complessivo di gestione del rischio reputazionale, sono state introdotte nel questionario domande relative alle tematiche ESG ed è stata effettuata una riconduzione agli standard topics (ESRS) della CSRD. Relativamente al rischio ambientale, gli standard topics coperti da almeno un item del questionario dei rischi reputazionali sono: E1 cambiamenti climatici, E2 Inquinamento, E3 Acqua e risorse marine e E4 Biodiversità ed ecosistemi.

La Perdita Inattesa derivante da tale stima (la componente Environmental pesa circa il 10 % della perdita inattesa complessiva) viene inclusa nello scenario avverso dei processi RAF e ICAAP in termini di minor utile.

FOCUS BUSINESS CONTINUITY

Uno degli impatti causati dagli eventi climatici e ambientali di rischio fisico sono le perdite dovute all'interruzione della continuità operativa che può derivare dai disastri naturali. Per tale motivo, nel il piano di continuità/resilienza operativa, aggiornato annualmente, sono stati introdotti nuovi scenari specifici, derivanti dalle valutazioni dei criteri ESG quali minacce relative a vento forte/tromba d'aria/cicloni mediterranei (Tropical Like Cyclones - TLC) /grandinata/ondate di calore. Per ogni sito logistico ospitante un'attività critica per il funzionamento della Banca, sono stati valutati i rischi di accadimento su una scala qualitativa in base alle fonti informative rese disponibili su siti ufficiali di analisi come Arpa, ISPRAmbiente. Sono state pertanto definite le procedure operative di trasferimento dell'attività in siti alternativi sicuri nei rispettivi scenari.

FOCUS ESTERNALIZZAZIONI

Nel processo di gestione delle esternalizzazioni del Gruppo Credem è stato definito un framework strutturato per l'identificazione, la valutazione e la mitigazione dei rischi che derivano dalla collaborazione con un fornitore in relazione ai servizi erogati. Con l'introduzione del regolamento sulla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e il principio della doppia materialità, le aziende devono considerare non solo l'impatto dei loro comportamenti su aspetti ESG, ma anche l'impatto di tali aspetti sul loro stesso business: per tale motivo nella fase di onboarding di un fornitore, nell'ambito della valutazione dei rischi ad esso associati, il Gruppo ha introdotto la valutazione dei rischi ESG tramite la compilazione di un questionario. Inoltre, nella fase di valutazione del rischio fornitore-fornitura è stata introdotta la valutazione dei rischi climatici e ambientali relativi ai fornitori sotto tre aspetti:

  • il rischio che vi siano dei fattori di rischio climatico ed ambientale che possono compromettere l'attività esternalizzata
  • il rischio che la posizione geografica del fornitore aumenti l'esposizione a rischi climatico-ambientali (la localizzazione dei fornitori in aree soggette ad alti rischi climatico-ambientali può aumentare la vulnerabilità delle attività esternalizzate)
  • se il piano di continuità operativa dei fornitori considera i risk driver climatico-ambientali.

Al fine di monitorare e definire dei limiti per i rischi ambientali che, se superati, determinano un processo di escalation, il Gruppo ha definito, aggiornato e integrato diversi Indicatori nel suo processo di Risk Appetite Framework, sia di primo livello che di secondo livello.

Tali indicatori monitorano l'impatto dei Rischi C&E di transizione e fisici sul rischio di credito e di mercato misurando la concentrazione attuale e prospettica verso le controparti maggiormente esposte. Il Gruppo ha altresì definito metriche di intensità delle emissioni GHG che permettono di monitorare le emissioni delle controparti inerenti al portafoglio crediti.

Gli indicatori di secondo livello monitorati nel corso del 2025 nel Comitato Risk Management di Gruppo sono esplicitati nella tabella seguente:

Tipologia indicatore Rischio Rischio C&E -Indicatore
Di concentrazione Rischio di credito Fisico Indicatore
di
stock
che
monitora
le
esposizioni
creditizie
con
collateral
immobiliari aventi rischio fisico alto e molto
alto
Indicatore
di
stock
che
monitora
le
esposizioni creditizie verso aziende aventi
rischio fisico alto e molto alto
Di intensità Transizione Indicatore
che
monitora
il
grado
di
esposizione della Banca alle controparti ad
alta intensità di emissioni di Scope 1 e 2
(WACI)

Sono stati inoltre definiti due indicatori di primo livello, uno per il rischio di credito e uno per il rischio di mercato, per i quali sono state calibrate le soglie di Risk Appetite e Risk Tolerance e, all'interno del Regolamento RAF, sono state definite le procedure di escalation che le funzioni/comitati di governance devono attivare in caso di superamento dei suddetti limiti.

Tipologia indicatore Rischio Rischio C&E Indicatore Livello
Rischio di Credito Transizione e Fisico Indicatore di stock che
monitora le esposizioni
creditizie verso aziende a
rischio Environmental
molto alto alla data di
riferimento (rating E)
I livello (RAF)
Di concentrazione Rischio di Mercato Transizione e Fisico Indicatore che monitora
l'incidenza
degli
investimenti in titoli a
rischio
Environmental
basso
I livello (RAF)

Relativamente all'inserimento delle componenti connesse al rischio climatico nel proprio framework di stress testing, il Gruppo ha:

  • integrato il Recovery Plan con i fattori di rischio legati al clima sia nello scenario sistemico che in quello combinato. In particolare:
    • o sono stati considerati gli effetti di un evento climatico estremo sul patrimonio immobiliare del gruppo;
    • o è stato incluso l'impatto sul provisioning dei crediti in bonis di:
      • rischio transizione per le imprese, che impone specifiche svalutazioni sulle imprese maggiormente esposte al processo di aggiustamento verso un'economia più sostenibile;
      • rischio fisico sulle garanzie, che comporta un impatto sulla LGD degli immobili in base all'esposizione al rischio alluvione.
  • incluso l'impatto del rischio climatico nello scenario avverso del RAF tramite:
    • o una metodologia volta a valutare, in termini maggior Expected Credit Loss: il rischio di transizione sulle controparti aziende in termini di shift sulla Probability of Default (PD) derivante dall'impatto dei maggiori costi delle emissioni su indicatori di bilancio nei diversi scenari NGFS.; il rischio fisico e il rischio di transizione sul portafoglio degli immobili a garanzia in termini di peggioramento del parametro LGD derivante da un aumento degli haircut sugli immobili. È stata inoltre analizzata la materialità del rischio fisico sul portafoglio delle controparti aziende ma, essendo risultata non materiale, il relativo impatto sulla PD non è stato incluso.
    • o l'utilizzo del CVar (rischio fisico e di transizione) sul portafoglio titoli del Gruppo (HTC/HTCS).

Le analisi di stress si basano tutte sugli scenari NGFS (Network for Greening the Financial System):

  • o Delayed transition
  • o Nationally Determined Contributions (NDCs)
  • o Net Zero 2050

● i fattori C&E sono stati integrati nell'CAAP 2025 per valutare: nello scenario baseline:

  • o lato rischio di credito è stato stimato un climate risk overlay, sulla base di stime expertbased preliminari, in termini di rettifiche sui bonis (incremento ECL);
  • o lato rischio operativo è stata inserita la Perdita Attesa del processo RSA relativa ai temi ESG, nel budget degli oneri straordinari;
  • nello scenario avverso:
    • o lato rischio di credito, in coerenza con il RAF, l'impatto del rischio di transizione sulla PD delle controparti aziendali per i costi delle emissioni e l'impatto del rischio fisico e del rischio di transizione sul valore della garanzia del portafoglio immobili. L'impatto

determinato, in base agli scenari forniti da NGFS, è in termini di incremento dell'Expected Credit Loss e quindi di riduzione dei fondi propri;

  • o per il rischio di mercato, in coerenza con il RAF, attraverso l'adozione del Climate Value at Risk (CVaR), è stata stimata la perdita potenziale che potrebbe verificarsi nel portafoglio di investimenti in diversi scenari climatici (forniti da NGFS). L'impatto determinato è in termini di aumento delle riserve titoli HTCS e quindi di riduzione dei fondi propri;
  • o la Perdita Inattesa relativa ai Rischi Reputazionali derivante dalla stima della reputational loss in termini di riduzione della redditività (utile) e quindi dei fondi propri. Tale stima comprende le tematiche ESG, di cui la componente Environmental pesa circa il 10% della perdita inattesa totale;
  • o inoltre, nell'analisi di reverse stress test, sono stati valutati eventi estremi tra cui perdite operative, dal punto di vista C&E, danni a beni mobili e immobili dovuti all'interruzione delle operazioni a causa di un evento di rischio fisico localizzato a Reggio Emilia, dove la Banca ha la sua principale sede operativa: alla luce delle coperture assicurative previste, gli impatti sono risultati poco materiali e quindi non inseriti nell'Icaap .

L'impatto sull'adeguatezza patrimoniale è stato valutato sia nella visione NIP che in quella EIP.

È stata effettuata anche un'analisi di scenario sui rischi ambientali per stimare l'effettivo danno regionale alla perdita di biodiversità e dei servizi ecosistemici, sulla base della distribuzione geografica delle controparti aziendali e delle garanzie immobiliari, attraverso la misurazione dell'indicatore relativo all'abbondanza media delle specie MSA (Mean Abundance Species). Il modello utilizza scenari Shared Socioeconomic Pathways (SSP) per analizzare gli impatti delle attività umane sulla biodiversità

  • L'impatto dei rischi C&E è stato valutato anche in termini di rischio di liquidità nell'ambito dell'ILAAP 2025:
    • o aumento dei deflussi al dettaglio a seguito del rischio che si verifichino eventi come frane e alluvioni (rischio fisico);
    • o perdita sul portafoglio di investimenti di proprietà del Gruppo, in linea con il Climate VaR (rischio fisico e di transizione).

L'impatto è in termini di riduzione degli indicatori LCR e Gap cumulato 1 mese.

I fattori C&E integrati nello scenario base dell'CAAP 2025 hanno un'incidenza sui fondi propri dello scenario base a fine 2025 pari a 0,2%

I fattori C&E integrati nello scenario avverso dell'CAAP 2025 hanno un'incidenza sui fondi propri stressati a fine 2025 pari a circa il 1%.

Nello scenario avverso dell'ILAAP 2025, i fattori C&E hanno un'incidenza sui conti correnti retail pari all'1,25% e sul portafoglio titoli pari al 0,7%.

Di seguito si riportano altre azioni di mitigazione del rischio Ambientale delle controparti, in particolare attraverso lo strumento di finanziamento Sustainability Linked Loan, le politiche di investimento e screening dell'Area Wealth Management e le categorie di attivi eligible a cui Il Gruppo destina i proventi delle obbligazioni green o di sostenibilità.

Green, Social and Sustainability Bond Framework - Attivi Eligible Green

Come indicato nell'ultimo aggiornamento del GSS Bond Framework di Credem avvenuto a Maggio 2025, i proventi delle emissioni di Green Bond, vengono utilizzati esclusivamente per finanziare e/o rifinanziare gli attivi eligible green per mitigare il cambiamento climatico, riducendo l'emissione di gas serra e l'inquinamento con l'obiettivo di i supportare la transizione verso un'economia low-carbon. Gli attivi Eligible Green sono rappresentati dalle seguenti categorie:

  • Prevenzione e Controllo dell'Inquinamento: tecnologie, infrastrutture e operazioni per supportare lo smaltimento dei rifiuti;
  • Energia Rinnovabile: attrezzature, sviluppo, produzione, costruzione, operazione, distribuzione, capacità di stoccaggio dell'energia e manutenzione di fonti di energia rinnovabile: es. eolica, solare fotovoltaica e CSP; idroelettrica; geotermica;
  • Trasporti Puliti: progetti, attività e tecnologie che supportano le infrastrutture per il trasporto pulito e l'espansione della flotta per il trasporto pubblico passeggeri e merci con treni, tram e reti metropolitane; veicoli commerciali e passeggeri;
  • Edifici Green: prestiti per finanziare la costruzione e/o l'acquisizione di edifici commerciali e residenziali - Prestiti per finanziare la ristrutturazione di edifici residenziali e commerciali (inclusi gli Incentivi Fiscali Superbonus ed Ecobonus);
  • Gestione Sostenibile delle Risorse Naturali Viventi e Uso del Territorio: agricoltura sostenibile dal punto di vista ambientale; allevamento animale sostenibile; input per aziende agricole climaticamente intelligenti, come protezione biologica delle colture o irrigazione a goccia;
  • Attività Green Supportate da Meccanismi Statali: finanziamenti assistiti da garanzie statali (es. Garanzia SACE) e/o incentivi/agevolazioni statali (es. SABATINI Green).

Nel 2025 l'Area Wealth Management, di concerto con le banche del Gruppo per i temi di contatto e di interrelazione, ha continuato il consolidamento e rafforzamento dei criteri di sostenibilità nei processi di investimento e nelle attività di governance. In particolare, è stato rafforzato lo scoring ESG proprietario basato su valutazioni esterne (MSCI, Mainstreet Partners) e due diligence interne, compresa quella sugli asset manager terzi, anche attraverso l'inclusione delle valutazioni delle caratteristiche di sostenibilità secondo la MIFID/IDD. Inoltre, sono stati ampliati i criteri di valutazione ESG sui prodotti gestiti dagli asset manager terzi attraverso un nuovo questionario di Due Diligence ESG anche al fine di monitorare la gestione del rischio "ambientale" da parte degli stessi sia a livello aziendale, che a livello di gestione di portafoglio. Sono stati considerati come PAI (Principali Effetti Avversi) prioritari nella gestione e rendicontazione dei PAI sia a livello di prodotti e servizi ESG offerti dal Gruppo sia a livello di Legal Entity delle 2 banche del Gruppo in relazione alla prestazione del servizio di gestione di portafogli i PAI 2 (Carbon Footprint t), l PAI 3 (Intensità dei gas serra delle società partecipate), PAI 10 (violazione dei principi del Global Compact delle Nazioni Unite) e PAI 14 (esposizione ad armi controverse). Infine nel corso del 2025, nell'ambito del "Piano di Azione", predisposto da SIM e da SGR, in adempimento alle aspettative dettate dalla Banca d'Italia con lettera del 28 dicembre 2022 al fine di integrare, nell'arco di un triennio, i rischi climatici ed ambientali nel quadro della gestione dei rischi della Società, sono state consolidati ed attivati:

  • a livello societario, il framework del tableau de bord per la gestione ed il monitoraggio anche dei rischi climatici ed ambientali, ivi comprese le analisi di rilevanza sui rischi C&E per i portafogli gestiti; il tutto al fine di meglio valutarne il potenziale impatto sul profilo di rischio reputazionale delle società mediante la costruzione di una heatmap settoriale;
  • le evoluzioni metodologiche ed operative per la determinazione degli impatti dei rischi climatici ed ambientali sul fattore rischio di mercato attraverso l'utilizzo della soluzione "Climate VaR" del primario data-providers MSCI".

Tabella 2 — Informazioni qualitative sui rischi sociali

Sezione Business strategy and processes

Il Gruppo prosegue l'attività di consolidamento dei rischi sociali nel proprio modello di business, rafforzando le politiche e le iniziative orientate al benessere e allo sviluppo della forza lavoro. Il framework normativo interno - che include il Codice Etico, il Codice di Comportamento interno, il Regolamento di Gruppo in materia di Sostenibilità e la Policy di Gruppo People Management - assicura l'applicazione di standard elevati in termini di inclusione, trasparenza e pari opportunità.

Nel 2024 sono state mantenute, e in corso di validità al 30.06.2025, le seguenti certificazioni:

  • Equal Salary e Parità di Genere (PDR UNI 125:2022), che comprendono un confronto quantitativo dei dati sulle retribuzioni e promuovono, inoltre, la trasparenza sui processi lavorativi nell'accesso al lavoro, parità reddituale a parità di inquadramento, pari accesso alle opportunità di carriera e di formazione, piena attuazione del congedo di paternità in linea con le migliori pratiche europee e promozione di politiche di welfare;
  • Top Employer, che comprende molteplici macroaree relative alla gestione delle risorse umane ed esamina molteplici temi e rispettive buone pratiche, tra cui riconoscimento delle persone e delle loro professionalità, ambiente di lavoro, opportunità di carriera, formazione e sviluppo, valorizzazione delle diversità, equità e inclusione, benessere, talent attraction, impegno sociale.

Le suddette certificazioni, unitamente al Codice Etico, di Comportamento Interno e al Regolamento di Gruppo Sostenibilità, definiscono linee guida operative per la gestione dei rischi sociali e per l'implementazione di politiche di inclusione e trasparenza ed attestano l'impegno del Gruppo nelle politiche gestionali verso tutte le Persone rispetto ai seguenti ambiti:

  • parità salariale;
  • iniziative di conciliazione vita-lavoro e supporto alla genitorialità (es. agile working e potenziamento dei congedi parentali);
  • formazione e informazione per contrastare gli stereotipi femminili relativamente al lavoro nel settore finanziario;
  • adozione di politiche di assunzione volte a scongiurare qualsiasi forma di discriminazione.

Anche nel 2025 prosegue il percorso tracciato di pianificazione strategica integrata, che include anche obiettivi di carattere sociale, per favorire la creazione di valore. Sono stati inoltre definiti obiettivi sociali di medio termine (al 2030) con l'obiettivo di:

  • incrementare i congedi parentali, al fine di garantire una migliore conciliazione vita-lavoro e supporto alla genitorialità;
  • potenziare i percorsi welfare di prevenzione, riducendo i potenziali impatti negativi sulla salute correlati all'attività lavorativa a livello aziendale e, indirettamente, a livello sociale;
  • sviluppare le modalità di selezione delle persone e lo sviluppo di politiche idonee a promuovere le pari opportunità di genere, in un contesto aziendale orientato, ad ogni livello, alle pari opportunità di ruolo e parità di trattamento;
  • incentivare la formazione volontaria, per qualificare conoscenze e competenze, in modo complementare alla formazione obbligatoria;
  • proseguire con i progetti di educazione finanziaria, per sviluppare una cittadinanza attiva e consapevole e diminuire le asimmetrie informative tra banca e consumatore. Nell'ambito del processo di pianificazione preliminare è stato definito un target specifico per incrementare il numero di studenti coinvolti in attività di educazione finanziaria mediante il coinvolgimento di 6.000 studenti entro il 2030.
  • estendere le logiche di sostenibilità alla catena del valore. A tal proposito, al fine di garantire un'adeguata valutazione dei propri fornitori e monitorare il loro allineamento ai principi di sostenibilità, è stato sviluppato un sistema di valutazione basato su un rating di sostenibilità sviluppato con il supporto e la consulenza di un infoprovider esterno specializzato, che garantisce analisi dettagliate e dati aggiornati per valutare le performance ESG dei fornitori.

Il rating include il rischio legale, finanziario, reputazionale e di sostenibilità. In fase di valutazione dei rischi della fornitura associata al fornitore vengono valutati i seguenti aspetti:

  • o il rischio che siano presenti fattori di rischio climatico ed ambientale che possono compromettere l'attività esternalizzata;
  • o il rischio che la posizione geografica del fornitore aumenti l'esposizione a rischi climatico-ambientali (la localizzazione dei fornitori in aree soggette ad alti rischi C&E può aumentare la vulnerabilità delle attività esternalizzate);
  • o se il piano di continuità operativa dei fornitori considera risk driver C&E.

I risultati di consuntivazione degli obiettivi integrati nel processo di pianificazione preliminare al 2030, consuntivati a dicembre 2024 rispetto all'obiettivo annuale, sono riportati nella seguente tabella:

Descrizione dell'obiettivo Baseline 2022 Consuntivo 2024 Target 2030
Assunzioni: incremento delle
assunzioni complessive del periodo,
favorendo le giovani generazioni
172 371 700
Congedi e permessi: garantire il
mantenimento di una quota volontaria
aziendale, incrementale rispetto agli
obblighi normativi (6 tipologie che si
aggiungono alle 8 già previste da
Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro
o CCNL)
14 tipologie (6 in
scadenza nel
2024)
6 congedi Mantenimento 6
tipologie di congedi e
permessi extra
Contratto Collettivo
Nazionale di Lavoro
Lavoro agile: incentivo al lavoro agile su
tutta la popolazione aziendale
86% 86% 86%
Prevenzione sanitaria: garantire
un'attività periodica a tutta la
popolazione aziendale
Pacchetti
prevenzione
sanitaria
biennale a
carico
dell'azienda
4 campagne di
prevenzione sanitaria
Mantenimento dei
pacchetti prevenzione
sanitaria biennale a
carico dell'azienda
Certificazioni sulla Parità di genere e
retribuzione: politiche di diversità e
inclusione, anche mediante
certificazioni dedicate
Certificazione
Equal Salary,
Certificazione
Parità di Genere
Certificazioni
confermate
Mantenimento
Certificazione Equal
Salary e Certificazione
Parità di Genere
Quota di formazione e-learning sul
totale della formazione erogata
80% 59% [1] 80%
Formazione ESG: numero di Persone
che nell'arco dell'anno fruiscono di
almeno un corso ESG volontario
21% 23% 30%

L'obiettivo primario dei suddetti obiettivi è quello di garantire pari opportunità e valorizzare diversità, inclusione ed eque opportunità contribuendo alla creazione di valore. Attraverso la contaminazione di genere, conoscenze, competenze ed esperienze, vengono favorite creatività e innovazione, diminuisce il rischio di discriminazioni, viene incentivata la motivazione di dipendenti e collaboratori, la capacità di attrarre e trattenere Persone ad alto potenziale e un miglior clima aziendale.

Gli obiettivi sopra elencati vengono monitorati trimestralmente dal Comitato Sostenibilità di Gruppo. Le evoluzioni intermedie si sono dimostrate in linea con quanto prefissato ed allineate rispetto al target complessivo da raggiungere al 2030.

[1] Il dato, in controtendenza rispetto al target, rappresenta il ritorno parziale alla modalità fisica in aula dopo 2 anni di prevalenza online.

Tra le altre iniziative sociali attivate si evidenziano:

Inclusione, Diversità e Pari Opportunità

Per promuovere un ambiente di lavoro inclusivo, il Gruppo ha istituito un network di oltre 130 Diversity Coach, figure chiave per stimolare il dialogo interno e favorire l'adozione di pratiche non discriminatorie. Iniziative mirate supportano la selezione e lo sviluppo del personale basati esclusivamente sul merito, contribuendo a valorizzare la diversità e a garantire pari opportunità su tutti i livelli organizzativi.

Salute, prevenzione e gestione dei rischi

L'attenzione al benessere fisico e mentale è rafforzata attraverso programmi di prevenzione sanitaria che includono pacchetti biennali di visite personalizzate, iniziative di prevenzione oncologica in collaborazione con enti specializzati e l'attivazione di servizi di virtual hospital. Parallelamente, il Gruppo ha implementato procedure strutturate per la gestione dei rischi legati alla salute e alla sicurezza sul lavoro, supportate da formazione specifica e sistemi di monitoraggio e feedback.

Formazione e sviluppo delle competenze

Sono stati definiti percorsi formativi dedicati alla sostenibilità, alle competenze digitali e alle soft skills, per favorire una job rotation interna più efficace e per preparare il personale alle sfide future. Le iniziative comprendono coaching individuale, percorsi di upskilling e formazione on the job, contribuendo alla crescita professionale e al rafforzamento della leadership aziendale. L' erogazione di percorsi formativi ESG è stata realizzata mediante la creazione di un Portale online formazione accessibile a tutti i dipendenti su base volontaria.

Supporto sociale

Le molteplici iniziative di sostegno, collaborazioni con enti terzi, donazioni e/o sponsorizzazioni, al fine di promuovere l'istruzione, lo sviluppo delle competenze e l'imprenditorialità, costituiscono un pilastro che consente di contribuire allo sviluppo sociale ed economico delle comunità in cui opera.

Nello specifico il Gruppo ha garantito oltre n. 1 mln di erogazioni liberali ad associazioni no profit e progetti di volontariato che operano in comunità fragili, svantaggiate e/o bisognose, in particolare:

  • erogazioni liberali: contributi una tantum e/o continuativi a favore di organizzazioni non governative, no-profit, sovranazionali e/o locali;
  • volontariato d'impresa: iniziative o programmi che consentono ai dipendenti di dedicare parte del loro tempo ad iniziative solidali;
  • sponsorizzazioni: finanziamenti per promuovere la conoscenza e il posizionamento d'impresa.
  • istruzione e formazione: contributi a favore di scuole, università, enti di formazione e organizzazioni che promuovono competenze e conoscenza;
  • salute e prevenzione: attività a sostegno della prevenzione, della ricerca medico scientifica e del benessere delle comunità.

Equilibrio vita-lavoro e welfare aziendale

Per favorire la conciliazione tra vita professionale e privata, il Gruppo ha adottato modalità di lavoro agile, ampliato i congedi parentali e implementato un piano welfare che include servizi di supporto psicologico, consulenze specializzate e iniziative rivolte ai caregiver. Queste azioni mirano a creare un ambiente di lavoro sano e motivante, in grado di mitigare gli impatti negativi sul benessere dei dipendenti.

Processi di ascolto e coinvolgimento

Attraverso indagini di clima, colloqui individuali e sistemi di feedback periodici, il Gruppo monitora costantemente il benessere organizzativo. Questi strumenti consentono di individuare tempestivamente aree di miglioramento e di adeguare le strategie di People Management, garantendo un processo decisionale partecipativo e orientato alle esigenze reali della forza lavoro.

Nel 2024 il Gruppo, nell'ambito del processo di redazione della Rendicontazione consolidata di Sostenibilità ha attivato un'attività di Stakeholder engagement, utilizzata per la definizione dell'attuale strategia, per definire gli impatti attuali e potenziali, positivi e negativi dell'impresa sull'economia, sull'ambiente e sulle persone, inclusi quelli sui diritti umani, nell'ambito delle sue attività e dei suoi rapporti di business, favorendo una comprensione più estesa dei rischi e delle opportunità (doppia materialità). Gli Stakeholder rilevanti sono stati identificati seguendo le linee guida dello Stakeholder Engagement (AA1000 SES) emanate da Accountability (2015). La survey condivisa con gli Stakeholder, 2.464 in totale, ha riguardato 24 impatti; per ciascuno è stato chiesto se fosse rilevante o meno per il business e/o per l'operatività aziendale al fine di definire la materialità degli stessi.

La valutazione degli impatti sociali ha riguardato due macro temi:

  • forza lavoro propria: il tema ha per oggetto le condizioni di lavoro (tra cui orario di lavoro, salari adeguati, libertà di associazione, contrattazione collettiva, equilibrio tra vita professionale e vita privata, salute e sicurezza); la parità di trattamento e di opportunità (tra cui parità di genere e di retribuzione, formazione e sviluppo delle competenze, occupazione e inclusione delle persone con disabilità, misure contro la violenza e le molestie sul luogo di lavoro) e altri diritti connessi al lavoro (tra cui il lavoro minorile e forzato e la riservatezza);
  • lavoratori nella catena del valore: Il tema ha per oggetto le condizioni di lavoro, la parità di trattamento e di opportunità e altri diritti legati al lavoro (tra cui il lavoro, minorile, il lavoro forzato, alloggi adeguati, acqua e servizi igienico-sanitari e rispetto della privacy) nell'ambito della catena di fornitura.

Sezione Governance

Per gli aspetti di governance inerenti ai rischi sociali si rimanda alla sezione Informazioni qualitative sui rischi di Governance - paragrafo Governance, nel quale tali aspetti sono rappresentati unitariamente per le tematiche ambientali, sociali e di governance.

Sezione Risk Management

Credem monitora i rischi legati ai fattori sociali mappando i potenziali impatti negativi che attraverso specifici canali di trasmissione possono concretizzarsi in rischi (finanziari e non finanziari) quantificabili e gestibili.

Il Gruppo considera i rischi ESG come potenziali driver di tutte le categorie di rischi tradizionali. Per tale motivo, partendo dall'analisi della normativa di riferimento e in linea con quanto previsto dalle aspettative di Vigilanza, il processo di identificazione dei rischi climatico-ambientali, sociali e di governance ai quali il Gruppo è potenzialmente esposto è stato progressivamente aggiornato per includere nella Mappa dei Rischi di Gruppo nuove sotto-categorie di rischio, al fine di cogliere pienamente l'impatto dei rischi climatici e ambientali, sociali e di governance sulle principali categorie di rischio esistenti (ad esempio, rischio di credito, di mercato, operativo e di liquidità).

Le relative definizioni sono state integrate nel documento "Processo di identificazione dei rischi ed analisi di rilevanza ai fini ICAAP, ILAAP e RAF" e nel documento "Linee guida di governo e gestione dei rischi ambientali, sociali e di governance (ESG) di Gruppo" pubblicato sul sito internet di Credem.

Una volta identificate le sottocategorie di rischio climatico-ambientale potenzialmente impattanti le categorie di rischio esistenti, è stato effettuato l'aggiornamento annuale dell'analisi di rilevanza alla base dei principali processi di gestione dei rischi (RAF, ICAAP, ILAAP, RRP, ecc.).

La valutazione della rilevanza del fattore Social relativo al rischio di credito viene effettuata sul perimetro delle controparti aziendali presenti nel portafoglio creditizio del gruppo Credem.

Rischio di Credito – Rischio SOCIAL

Orizzonte temporale di Breve termine

Viene assegnato alle singole controparti aziende del portafoglio creditizio del Gruppo, uno score di rischio, fornito da un Data Provider esterno, che rappresenta un rating sul Pillar S, in scala peggiorativa 1 - 5, in grado di sintetizzare le valutazioni sull'adeguatezza nella gestione dei fattori considerati da EBA nel "EBA report on management and supervision of ESG risks Allegato I". L'approccio metodologico prevede di misurare la concentrazione delle esposizioni verso le controparti con score peggiori (classi 4 e 5) sul totale portafoglio del Gruppo.

I risk driver considerati per la definizione dello score sono: Comunità e società, Rapporto con i dipendenti, Rapporto coi clienti, Diritti umani e Povertà e carestia.

Per il Rischio mercato il perimetro di analisi considerato è il portafoglio investimenti di proprietà, banking book e trading book, del Gruppo bancario Credem.

Rischio di Mercato – RISCHIO SOCIAL

Orizzonte temporale di Breve termine

Per valutare l'impatto del rischio social sul portafoglio degli investimenti di proprietà del Gruppo Bancario Credem (trading e banking book), si adotta una heatmap che restituisce la valutazione di sintesi della rischiosità di ogni settore economico distinta sul Pillar Social. L'approccio metodologico utilizzato è il medesimo del pillar Environmental, riportato nella sezione Risk Management sui rischi ambientali, e prevede la misurazione della concentrazione di esposizioni della singola società verso gli emittenti valutati ad alto rischio social, dalla heatmap, sul portafoglio totale di Gruppo. I fattori social considerati per la definizione della matrice settoriale sono: disponibilità di acqua, cibo, alloggi, salute e servizi igienici, educazione, occupazione, energia, mobilità, informazione, cultura e patrimonio, integrità e sicurezza delle persone, giustizia, istituzioni forti, pace e stabilità, lavoro minorile, traffico di esseri umani, reinsediamento forzato, violazione dei diritti umani dei lavoratori, esposizione controverse verso armi.

Per quanto riguarda il Rischio Operativo sono state analizzate le evidenze rivenienti dai processi di RSA e LDC sul rischio social.

Rischio di Operativo – RISCHIO SOCIAL

Orizzonte temporale di Breve termine

I processi di gestione dei rischi operativi, Loss Data Collection e Risk Self Assessment, sono stati integrati al fine di catturare anche i fattori di rischio Social consentendo così di prendere in considerazione questi fattori e il loro potenziale impatto nell'ambito delle fasi di monitoraggio e controllo e di mitigazione del processo complessivo di gestione del rischio operativo. In particolare, relativamente al processo di Loss Data Collection, sono state definite le linee guida di classificazione per gli eventi di perdita operativa legati ai fattori ESG che, a partire dal 2024, ne permettono l'identificazione all'interno del database di Gruppo delle perdite operative. Si segnala che tali eventi di perdita vengono inoltre recepiti in bilancio nelle voci accantonamenti a fondo rischi e oneri o nella voce oneri straordinari come ad esempio alcuni contenziosi lavoristici attualmente in corso.

In aggiunta, i questionari di Risk Self Assessment (processo di misurazione che mira a valutare, con frequenza almeno annuale, il livello di esposizione ai rischi operativi complessiva e per segmenti di operatività rilevanti), sono stati integrati con domande che descrivono scenari attinenti alle tematiche Social. In particolare, sono state introdotte domande relative a perdite a seguito di violazioni di regolamenti e leggi in materia di diritti umani, perdite a seguito di cause legali/contenzioso con i dipendenti relative al rapporto di impiego, perdite dovute all'operatività con controparti operanti in settori produttivi socialmente / eticamente controversi ecc.

Il processo di RSA determina i valori di Perdita Attesa, Inattesa e VaR prospettici relativi ai rischi operativi. La Perdita Attesa complessiva (quindi inclusiva dei valori relativi ai temi Social) viene inserita nel bilancio come budget degli oneri straordinari relativo all'anno successivo e quindi anche nello scenario baseline dell'ICAAP.

Di seguito vengono riportate le analisi svolte sul Rischio reputazionale:

Rischio Reputazionale – RISCHIO SOCIAL

Orizzonte temporale di Breve termine

La metodologia utilizzata per la valutazione del Rischio Reputazionale è finalizzata ad addivenire ad una stima del potenziale impatto economico derivante dal danno reputazionale. L'approccio utilizzato dal Gruppo per la stima della Reputational Loss prevede l'identificazione di una serie di eventi negativi da sottoporre ad un campione di clienti tramite un questionario. L'impatto è ottenuto associando le valutazioni espresse dalla clientela e valutando la riduzione della redditività conseguente all'abbandono o alla riduzione significativa del rapporto con la banca. La frequenza è fornita dal Top Management che valuta la probabilità di accadimento degli eventi descritti nel questionario.

Per l'analisi di rilevanza dei fattori ESG in ambito reputazionale, il Gruppo ha ricondotto alle categorie Social, gli eventi oggetto dell'approccio quantitativo utilizzato dal Gruppo per la valutazione del rischio reputazionale, identificando in tal modo alcuni potenziali scenari. In particolare, gli ambiti di indagine riguardano: l'attenzione all'ambiente di lavoro e al personale (welfare aziendale, pari opportunità, formazione), le discriminazioni, l'utilizzo di criteri sociali nella selezione degli investimenti, l'attivazione di politiche a supporto delle comunità locali, il greenwashing.

In particolare, alla luce dell'introduzione della nuova Direttiva Europea sulla rendicontazione societaria di sostenibilità Corporate Sustainability Reporting Directive, il Gruppo ha ricondotto le domande del questionario ai nuovi standard obbligatori per la rendicontazione di sostenibilità (European Sustainability Reporting Standards - ESRS).

Gli standard topics relativi all'ambito social, coperti da almeno un item del questionario dei rischi reputazionali sono:

  • S1 Forza lavoro propria
  • S3 Comunità interessate
  • S4 Consumatori e utilizzatori finali

Tale operazione ha mostrato che per l'esercizio prospettico 2025 gli ambiti inerenti a tematiche ESG costituiscono circa il 98% del valore a rischio complessivo e in particolare, gli eventi afferenti a fattori Social rappresentano il 92% dell'esposizione totale al rischio reputazionale.

La Perdita Inattesa derivante da tale stima (la componente Social pesa circa l'86% della perdita inattesa complessiva) viene inclusa nello scenario avverso dei processi RAF e ICAAP in termini di minor utile.

Alla luce delle metodologie sopra illustrate, si riporta di seguito la matrice di materialità sui rischi social svolta nel 2024 e valida per il 2025, per il Gruppo e per le Società ad esso appartenenti:

Di seguito si riportano altre azioni di mitigazione del rischio social delle controparti, in particolare attraverso lo strumento di finanziamento Sustainability Linked Loan, le politiche di investimento e screening dell'Area Wealth Management, le categorie di attivi eligible a cui Il Gruppo destina i proventi delle obbligazioni sociali o di sostenibilità e la composizione dell score Social utilizzato nel processo di monitoraggio del portafoglio crediti.

SLL - Sustainability Linked Loan

Il Sustainability Linked Loan è una tipologia di finanziamento che ha l'obiettivo di incentivare il raggiungimento di predefiniti obiettivi di sostenibilità da parte del beneficiario. Il finanziamento prevede la contrattualizzazione di obiettivi/KPI specifici in ambito Environmental (E), Social (S), Governance (G) finalizzati al miglioramento del profilo di sostenibilità della controparte, che consentono di pattuire, con specifica clausola contrattuale, impegni particolari con l'impresa, prevedendo la conferma dello spread contrattualmente stabilito o la sua riduzione (una tantum) in relazione:

  • alla presentazione, almeno una volta all'anno alla Banca, di informazioni aggiornate e sufficienti – a ragionevole giudizio della Banca – per monitorare l'andamento degli obiettivi/KPIs contrattualizzati, nonché, per ciascuna annualità in cui il Finanziamento è in ammortamento (compreso l'eventuale periodo di preammortamento), il bilancio civilistico e la relativa nota integrativa;
  • al raggiungimento del 100% dei KPIs/obiettivi contrattualizzati e che ciò sia attestato dal bilancio civilistico e dalla nota integrativa redatti e pubblicati ai sensi di legge e il cui deposito presso il Registro delle Imprese sia dimostrato da apposita ricevuta;
  • al regolare ammortamento del finanziamento e all'adempienza del Cliente alle relative obbligazioni di pagamento ai sensi delle Norme che regolano il servizio Finanziamento chirografario a tasso fisso o variabile.

In ambito Social i KPI utilizzabili riguardano specifiche tematiche, a titolo di esempio: assunzioni di personale che prevede la valorizzazione della parità di genere, dei giovani talenti e delle categorie protette, promuovendo un ambiente aziendale più diversificato ed inclusivo.

Nel 2024 l'Area Wealth Management, di concerto con le banche del Gruppo per i temi di contatto e di interrelazione, ha continuato il consolidamento e rafforzamento dei criteri di sostenibilità nei processi di investimento e nelle attività di governance. In particolare, è stato rafforzato lo scoring ESG proprietario basato su valutazioni esterne (MSCI, Mainstreet Partners) e due diligence interne, compresa quella sugli asset manager terzi, anche attraverso l'inclusione delle valutazioni delle caratteristiche di sostenibilità secondo la MIFID/IDD. Inoltre, sono stati ampliati i criteri di valutazione ESG sui prodotti gestiti dagli asset manager terzi attraverso un nuovo questionario di Due Diligence ESG anche al fine di monitorare la gestione del rischio sociale da parte degli stessi sia a livello aziendale, che a livello di gestione di portafoglio. È proseguita l'applicazione delle esclusioni valoriali (violazioni diritti umani e lavoro minorile) e politiche di esclusione per settori controversi (armi controverse, derivati su materie prime alimentari) su tutti si servizi e prodotti dell'Area Wealth. Tali esclusioni sono valorizzate anche nella prioritizzazione, gestione e rendicontazione dei PAI - Principali Effetti Avversi - sia a livello di prodotti e servizi art. 8 SFDR ed a livello di Legal Entity, in particolare attraverso il PAI 10 (Violazioni dei principi dello UN Global Compact) ed il PAI 14 (Esposizione ad armi controverse).

Green, Social and Sustainability Bond Framework - Attivi Eligible Social

Come indicato nell'ultimo aggiornamento del GSS Bond Framework di Credem avvenuto a Maggio 2025, i proventi delle emissioni di Social Bond, vengono utilizzati esclusivamente per finanziare e/o rifinanziare gli attivi eligible social, che hanno come fine quello di creare un impatto sociale positivo, promuovere l'accesso ai servizi essenziali, facilitare l'inclusione sociale e promuovere l'occupazione. Gli attivi Eligible Social vengono rappresentati dalle seguenti categorie:

  • Finanziamenti per PMI: prestiti concessi alle PMI con garanzia governativa per supportare le difficoltà dei clienti dovute alla crisi del Covid-19; prestiti concessi alle PMI in aree con basso PIL pro capite; prestiti concessi a PMI gestite da donne;
  • Finanziamenti per il Settore Sanitario: infrastrutture sanitarie pubbliche, inclusi sviluppo, acquisizione di edifici, strutture o attrezzature relative a ospedali pubblici e servizi sanitari, comprese più in generale le PMI operanti nel settore sanitario;
  • Finanziamenti per Organizzazioni Non Profit: prestiti per finanziare aziende parzialmente statali e organizzazioni non profit dedicate a finanziare progetti con un impatto sociale positivo;
  • Edilizia Sociale (Social Housing): mutui Consap e prestiti che promuovono l'accessibilità alla casa in Italia per individui con un reddito annuo pro capite inferiore alla media nazionale.

Per lo score Social si considerano un set di fattori ESG suggeriti dall'EBA, ovvero le aree tematiche o rischi da tenere in considerazione nell'ambito della valutazione ESG.

Le variabili che compongono i vari EBA Factors sono di seguito riportate:

EBA Factor Variabili Descrizione Granularità Relazione
Comunità /
Società
Indice di ruralità
economica per
dipendenti
Indice sintetico di
ruralità
economica del
territorio
ponderato per
numero di
dipendenti
occupati
Individuale Negativa
Indice di ruralità
economica per
unità locali
Indice sintetico di
ruralità
economica del
territorio
ponderato per
numero di unità
locali
Individuale Negativa
Indice di ruralità
economica per
trend
Indice sintetico di
ruralità
economica del
territorio
ponderato per
trend di variazioni
di dipendenti
occupati
Individuale Negativa
Relazioni con i
dipendenti
Spesa per
dipendente I**
rapporto tra spesa
del personale e
numero
dipendenti
Individuale Negativa
Precarietà
lavorativa I
% di lavoratori non
a tempo
indeterminato
Individuale Positiva
Spesa per
dipendente II
Rapporto
settoriale tra
spesa del
personale e
numero
dipendenti
Geosettoriale Negativa
Precarietà
lavorativa III
% settore
provincia di
lavoratori non a
tempo
indeterminato
Geosettoriale Positiva
ISI-INAIL Presenza di un
incentivo INAIL
dedicato al
miglioramento
della sicurezza sul
Individuale Negativa
EBA Factor Variabili Descrizione Granularità Relazione
posto di lavoro
ISO 45001 Presenza di ISO
45001
Individuale Negativa
Brevetto
aziendale
Presenza di un
brevetto aziendale
Individuale Negativa
Aiuti di Stato -
Training courses
Presenza di aiuti di
stato per training
del personale
aziendale
Individuale Negativa
Giorni di lavoro
persi per incidenti
Numero medio
settore-regionale
di giorni di lavoro
persi per incidenti
Geosettoriale Positiva
Infortuni
professionali
% di incidenti
provinciale sul
totale occupati
Geosettoriale Positiva
Relazioni con i
clienti
ISO 9001 Presenza di ISO
9001
Individuale Negativa
Aiuti di Stato -
Digital security
Presenza di aiuti di
stato per
miglioramento
della sicurezza
digitale aziendale
Individuale Negativa
DNF di gruppo Pubblicazione da
parte del gruppo
aziendale di una
DNF
Individuale Negativa
Codice di
condotta fornitori
Presenza sul sito
web del Codice di
Condotta dei
Fornitori aziendali
Individuale Negativa
Diritti umani Impiegati terzo
settore - S
Distribuzione
regionale degli
impiegati del terzo
settore
Geosettoriale Negativa
Povertà / Carestia Aiuti di Stato -
Lavoratori
Svantaggiati
Presenza di aiuti di
stato per
assunzione di
lavoratori
svantaggiati
Individuale Negativa

*Individuale se la variabile è osservata sull'azienda, geo-settoriale se relativa al settore/regione di appartenenza dell'azienda.

** Disponibile solo per società di capitali

Il report ESG automatico può essere integrato con dati puntuali forniti dalla controparte stessa prendendo a riferimento quanto inserito in fase di compilazione del "Questionario ESG" mediante l'accesso da parte dell'azienda alla piattaforma del provider.

Le viste di portafoglio per tutti gli score adottati (ESG, E, S, G, Indice di Allerta Fisico, Score di rischio cronico, Score di rischio acuto, Score di Transizione), sono illustrate trimestralmente al Comitato Credit Strategy e al Consiglio di Amministrazione. Tali viste evidenziano la distribuzione per classi di rischio delle società in relazione ai diversi score adottati, su totale aziende e su segmento "Funzione Regolamentare Corporate".

Nel processo di concessione e di valutazione il focus è invece limitato allo Score Environmental, cui è stata priorità perché le metodologie sono più consolidate ed in ragione di una maggiore concentrazione sugli score di maggior rischio, rispetto agli score Social e Governance, che evidenziano valori più contenuti. Nei report ESG sulle singole posizioni sono riportati tutti gli score adottati, con punteggi analitici di valutazione dei fattori EBA E, S e G.

Tabella 3 — Informazioni qualitative sul rischio di governance

Sezione Governance

Nel processo di pianificazione strategica integrata sono stati inclusi obiettivi di governance per favorire la creazione di valore nel lungo termine. Le variazioni rilevanti rispetto al ciclo di pianificazione precedente hanno riguardato l'estensione dell'orizzonte temporale di medio periodo al 2030, considerato snodo temporale importante della transizione climatica, e l'introduzione di una nuova tipologia di obiettivo. In particolare il Gruppo si pone l'obiettivo di:

  • incrementare l'attività di Stakeholder engagement, ovvero l'attività di dialogo con tutti gli individui o gruppi che hanno un interesse e sono o potrebbero essere influenzati, positivamente o negativamente, dalle attività del Gruppo;
  • estendere la correlazione tra tematiche ESG e politiche di remunerazione a tutto il Personale Più Rilevante e Amministratori esecutivi. In particolare gli obiettivi riconducibili alla finanza sostenibile sono riflessi nelle politiche di remunerazione anche di taluni ruoli commerciali (Banca e Gruppo);
  • estendere le induction ESG agli Organi di amministrazione e controllo, Top management e Link ESG del Gruppo;
  • valutare tutti i fornitori commerciali secondo criteri ESG.

I risultati di consuntivazione degli obiettivi integrati nel processo di pianificazione preliminare al 2027, consuntivati a dicembre 2024 rispetto all'obiettivo annuale, sono riportati nella seguente tabella:

Obiettivi Target 2027 Consuntivo 2024
Stakeholder engagement su tematiche ESG +25% +87%
Potenziamento della
correlazione tra temi ESG,
sistema di MBO e superindice
Estensione superindice
ESG a tutto il personale
più rilevante e
introduzione KPIs
specifici su legal entities
e reti commerciali
Raggiunto
Quota di induction ESG destinate a CdA e al Top
Management del Gruppo
Estensione del ciclo di
induction ESG per CdA
e Top Management del
Gruppo
Raggiunto
Migliorare il Rating CDP B C

Si considerano i dati e le informazioni al 31.12.2022 come baseline per i target 2027.

La tabella seguente riporta gli obiettivi riconducibili ai fattori di governance, che impattano direttamente ed indirettamente sull'attività d'impresa, di medio termine (2030) rispetto ai dati del 2022 (baseline):

Obiettivi Baseline 2022 Target 2030
Stakeholder engagement su tematiche ESG 11.350 +25%
Induction ESG ESG Induction
destinate al CdA
della Capogruppo
Estensione induction
a Organi di
amministrazione e
controllo, Top
management e Link
ESG del Gruppo
Obiettivi ESG integrati nelle politiche di remunerazione Obiettivi ESG integrati
nelle politiche di
remunerazione (peso
10%) del Top
Management e
Amministratori Esecutivi
Estensione
obiettivi a tutto
il Personale Più
Rilevante,
società del
Gruppo e reti
commerciali
Valutazione dei fornitori secondo criteri ESG - 100%
Migliorare il rating CDP F B
  1. Il valore si riferisce al numero di questionari inviati, le indagini hanno ottenuto 1.316 risposte.

  2. Mediante survey, focus group e/o interlocuzione diretta.

  3. Perimetro: fornitori commerciali (i.e. Entità o aziende con cui la banca ha un contratto d'appalto per la fornitura di beni o servizi).

Il Comitato Sostenibilità di Gruppo e il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo, con funzioni istruttorie, propositive e consultive, supportano il Consiglio di Amministrazione in merito alla strategia e al presidio dei rischi di sostenibilità, facilitando un approccio integrato e consapevole. Il Comitato Sostenibilità di Gruppo:

  • sviluppa una visione e strategia di sostenibilità coerenti con il purpose, gli obiettivi e i valori del Gruppo;
  • favorisce l'integrazione della sostenibilità nella pianificazione strategica, ovvero nella valutazione degli impatti, dei rischi e delle opportunità, nei processi e nella regolamentazione interna;
  • verifica l'andamento del Gruppo e delle singole Società con specifico riferimento alla strategia di sostenibilità e il rispetto degli obiettivi definiti, indicando eventuali interventi correttivi infraannuali che implicano il riposizionamento della pianificazione. In particolare, Il monitoraggio degli obiettivi è effettuato con cadenza trimestrale mediante specifici indicatori di sostenibilità ambientale, sociale e di governance (KPIs ESG) con orizzonti temporali di breve, medio e lungo termine e coerenti con l'analisi di materialità (impatti, rischi ed opportunità).
  • favorisce il coinvolgimento degli stakeholder interni ed esterni per verificare che la strategia di sostenibilità sia coerente con le loro aspettative.

Nell'esercizio delle suddette attività, il Comitato Sostenibilità si avvale del team Sustainability e Stakeholder Engagement e tiene conto delle informazioni rilevanti provenienti dalle Società del Gruppo e delle attività, proposte o linee guida formulate dai Comitati Asset & Liability Management, Credit Strategy, Demand Strategico, Sostenibilità Area Wealth, Brand & Communication Strategy, Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo, per gli aspetti di comune rilevanza; collabora altresì con il Comitato di Pianificazione Strategica di Gruppo per la definizione degli obiettivi strategici di sostenibilità con orizzonti di breve, medio e lungo termine.

Il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo:

  • valuta l'effettivo allineamento alle aspettative di Vigilanza e regolamentari;
  • annualmente presidia il processo di analisi e revisione dell'esposizione del Gruppo ai rischi ESG nell'ambito del processo di double materiality assessment, ovvero dell'analisi di rilevanza ai fini ICAAP, ILAAP e RAF e con cadenza trimestrale lo stato di avanzamento dell'Action plan BCE sul presidio dei rischi C&E;
  • supporta il Consiglio nel presidio dei rischi ambientali, sociali e di governance;
  • esamina il contenuto della Rendicontazione consolidata di Sostenibilità rilevante ai fini del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi.

Il Comitato Sostenibilità Area Wealth, svolge il ruolo di organo propositivo e consultivo in merito a tematiche di Corporate Social Responsibility e Sustainable Responsible Investments; svolge altresì un ruolo propositivo e consultivo nei confronti dei Comitati e dei Consigli di Amministrazione societari delle società dell'Area Wealth (Euromobiliare Advisory SIM, Euromobiliare Asset Management SGR, Credemvita, Credem Private Equity SGR ed Euromobiliare Fiduciaria) ed agisce in coerenza con il modello di governance in tema di sostenibilità di Gruppo e con le linee guida definite dalla Capogruppo, nel rispetto delle autonomie e delle specificità delle singole società.

Il team Sustainability & Stakeholder Engagement contribuisce all'implementazione delle iniziative volte allo sviluppo sostenibile del Gruppo favorendo una progressiva integrazione dei fattori ambientali, sociali e di governance nel modello di business per supportare la creazione di valore nel lungo termine a beneficio di tutti gli Stakeholder.

Fornisce altresì un supporto al Comitato Sostenibilità di Gruppo; in particolare:

  • supporta il segretario del Comitato Sostenibilità di Gruppo nella preparazione del comitato stesso in merito alla definizione e proposizione agli Organi Competenti della strategia di sostenibilità in coerenza con la strategia complessiva del Gruppo e ne monitora l'attuazione;
  • supporta l'identificazione di un panel di KPIs ESG correlati alle politiche di remunerazione degli Amministratori Esecutivi, Personale più Rilevante e Dipendenti;
  • definisce, presidia e coordina l'engagement formativo mediante induction ESG indirizzate a CdA, Top Management, Link ESG e programmi formativi specifici;
  • coordina le attività di Stakeholder engagement;
  • presidia ed è responsabile del processo di predisposizione della Rendicontazione consolidata di Sostenibilità in conformità alla normativa vigente, anche attraverso il coordinamento degli interlocutori di riferimento del Gruppo;
  • coordina i Link ESG individuati all'interno delle funzioni/ strutture della Capogruppo e delle Società del Gruppo.

I Link ESG, sono figure che fungono da collegamento tra le funzioni di riferimento di Credem/le Società del Gruppo di appartenenza e il team Sustainability & Stakeholder Engagement per favorire la sinergia/coerenza dei flussi informativi concernenti le seguenti, principali tematiche connesse agli ambiti di Sostenibilità:

  • presidio del rischio;
  • strategia e change;
  • data governance;
  • disclosure, comunicazione e reporting.

In sinergia e con il coordinamento del Team Sustainability & Stakeholder Engagement, trimestralmente viene condiviso lo stato di avanzamento progettuale e/o delle eventuali azioni di remediation/evoluzione condivise e gli esiti del Comitato Sostenibilità di Gruppo.

Funzioni di controllo

La funzione Internal Audit, con particolare riferimento al presidio dell'evoluzione dei controlli sui rischi ESG:

  • esamina il sistema dei controlli interni e di gestione dei rischi tenendo conto, tra l'altro, degli sviluppi esterni, dei cambiamenti nel profilo di rischio nei prodotti e/o nei rami di attività, delle politiche e procedure adottate;
  • valuta l'adeguatezza dei profili di rischio assunti dalle società del Gruppo, anche in relazione alla strategia di decarbonizzazione intrapresa e l'inclusione degli scenari macroclimatici nel perimetro di valutazione del processo di gestione dei rischi;
  • presidia l'integrazione delle verifiche sui rischi ESG nell'ambito delle periodiche attività di presidio del sistema dei controlli interni;
  • verifica la completezza e correttezza delle disclosure ESG (Rendicontazione consolidata di Sostenibilità e Informativa Pillar ESG).

Alla funzione Enterprise Risk Management sono affidati:

  • l'identificazione, valutazione, misurazione e monitoraggio dei rischi climatici e ambientali (C&E), sociali e di governance. Tali fattori, in linea con quanto previsto dalle aspettative di vigilanza, sono stati integrati nelle principali categorie di rischio preesistenti coerentemente con quanto riportato nella Mappa dei rischi e con il processo inerente all'analisi di rilevanza, alla base dei principali processi di gestione dei rischi (RAF, ICAAP, ILAAP, RRP, ecc.);
  • il supporto nelle valutazioni relative alla strategia di decarbonizzazione (tramite l'utilizzo di scenari climatici);
  • il contributo ai principali framework di disclosure legati a tematiche di Sostenibilità/ ESG;
  • la gestione degli esercizi di Climate Stress Test della BCE.

Alla funzione Compliance è affidato il presidio delle novità normative e la valutazione dei relativi impatti, il presidio dei rischi di non conformità nella gestione del cambiamento (nuove normative, nuovi prodotti/servizi, nuovi processi), l'effettuazione di verifiche ex-post di adeguatezza ed efficacia delle procedure interne e definizione delle eventuali azioni di mitigazione (incluso loro follow-up).

Per ulteriori approfondimenti inerenti alla governance si rimanda alla Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari 2024, con particolare riferimento alla governance di sostenibilità, alla Rendicontazione consolidata di Sostenibilità 2024. Entrambi i documenti sono pubblicati sul sito internet della Capogruppo.

Nel corso del 2025 sono proseguiti, supportati da advisor esterni, i percorsi progettuali finalizzati alla definizione di un piano di transizione complessivo (scope 1, 2 e 3) entro dicembre 2025. Gli standard aziendali adottati nel Gruppo rappresentano lo "Standard di Data Governance" ai sensi della normativa vigente (Circolare 285 "sistema di gestione dei dati Sezione V Capitolo 4 – il Sistema Informativo") e sono normati all'interno di uno specifico Regolamento di Gruppo di Data & Analytics Governance. Il Regolamento ha l'obiettivo di fornire un framework di riferimento utile a garantire l'effettivo ed efficace governo e gestione dei dati aziendali e degli algoritmi lungo l'intero percorso di evoluzione dei dati del Gruppo.

Il framework identifica le figure e le strutture coinvolte, le relative responsabilità ed evidenzia i principi necessari a garantire la corretta gestione e utilizzo del patrimonio informativo aziendale. Tutte le informazioni ad oggi disponibili mediante l'architettura ESG sono state acquisite tramite infoprovider o da basi dati interne regolamentari. Per ciascun dato è quindi disponibile un set informativo inerente alla sua origine (se da fonte interna o esterna, se dato puntuale o dato stimato, la data di aggiornamento dello stesso, ecc.). Il processo di elezione di qualsiasi informazione alla base dati ESG è sottoposto alle regole di Data Governance, le quali prevedono la puntuale definizione della natura di ciascun dato in modo da rendere esplicito il grado di accuratezza/affidabilità dello stesso.

Anche nel 2025 è prosegue la correlazione tra politiche di remunerazione e performance ESG al fine di indirizzare le azioni e i comportamenti verso il raggiungimento di obiettivi aziendali legati alla sfera della sostenibilità ambientale, sociale e di governance. È stato utilizzato l'indicatore sintetico di sviluppo sostenibile indirizzato a tutto il Personale Più Rilevante e agli Amministratori Esecutivi (peso 10% sulla scheda KPIs) e caratterizzato dai seguenti items:

  • riduzione consumi di carta (peso 10%): l'obiettivo individuato consiste in una riduzione del 24,5% delle emissioni correlate rispetto all'anno base fissato al 2022;
  • finanza sostenibile (peso 50%): include gli obiettivi commerciali a breve termine;
  • uguaglianza di genere (peso 15%): correlato al target di medio termine su percentuale di job rotation nella popolazione femminile, il risultato dell'item dell'indagine di clima ed il mantenimento delle certificazioni equal salary e parità di genere;
  • formazione ESG (peso 15%): l'obiettivo stabilisce la percentuale sul totale della popolazione aziendale di persone coinvolte nella formazione ESG;
  • definizione strategia di decarbonizzazione (peso 15%): nuovo Item introdotto per coerenza con la timeline di adesione alla NZBA (e aspettativa BCE), con le aspettative previste dal D.lgs 125/2024 e con le linee guida EBA sulla gestione dei rischi ESG.

Per l'anno 2025 sono state pianificate n. 3 sessioni formative indirizzate agli Organi Collegiali, Top Management e LINK ESG del Gruppo per garantire un'adeguata applicazione degli strumenti strategici, di

governance e operativi. Il focus della formazione è inerente i seguenti ambiti e le correlate progettualità interne:

  • gestione dei rischi ambientali, sociali e di Governance: nuove aspettative di vigilanza e contesto di mercato;
  • corporate Sustainability Reporting Directive: benchmark di mercato sulle prime rendicontazioni di sostenibilità e prospettive evolutive per il Gruppo;
  • Net-Zero Banking Alliance: definizione del piano di transizione sui settori Oil&Gas e Power Generation e sinergia con il processo di decarbonizzazione complessivo del Gruppo.

Nell'ambito del processo di stakeholder engagement 2024 è stata indagata anche la rilevanza di tematiche specifiche sulla governance, in particolare rispetto al tema della condotta d' impresa. Il tema ha per oggetto gli impatti rilevanti che il Gruppo genera e che includono la cultura d'impresa, la diffusione e la protezione dei canali di segnalazione delle azioni potenzialmente illecite per evitare ritorsioni sui lavoratori in conformità alle norme, il benessere degli animali, l'impegno politico e le attività di lobbying, la gestione dei rapporti con i fornitori, compresi il rispetto dei termini di pagamento e la corruzione attiva e passiva.

Il Gruppo ha implementato nuovi processi di gestione dei processi di procurement e di gestione delle esternalizzazioni che tengono conto dei criteri di sostenibilità relativi ai partner contrattuali. La valutazione dei rischi dei fornitori e delle forniture, compreso quelli legati agli aspetti di sostenibilità, è il filo conduttore che caratterizza tutte le fasi dei processi di procurement e gestione delle esternalizzazioni.

In fase di onboarding i fornitori devono completare un processo di qualifica che, oltre a raccogliere importanti dichiarazioni, dati, documenti e certificazioni sul rispetto dei diritti umani, dei diritti dei lavoratori e dell'ambiente, va anche a determinare il cosiddetto rischio fornitore che si compone di quattro componenti con specifici pesi:

  • il rischio finanziario;
  • il rischio legale;
  • il rischio reputazionale;
  • il rischio ESG (quest'ultimo ottenuto tramite un ente certificatore esterno che fornisce un rating ESG).

Sezione Risk Management

Credem monitora i rischi legati ai fattori di governance mappando i potenziali impatti negativi che attraverso specifici "canali di trasmissione" possono concretizzarsi in rischi (finanziari e non finanziari) quantificabili e gestibili.

I principali rischi di governance, individuati coerentemente con la mappa dei rischi, sono legati a fattori quali l'anticorruzione, l'antiriciclaggio, la presenza di iniziative e regole volte a garantire la business ethics e una governance solida e trasparente; si concretizzano principalmente in rischio reputazionale e in rischio operativo.

La tabella seguente esplicita la correlazione tra i temi materiali di governance presenti nell' analisi di materialità, i fattori di governance, i rischi connessi, gli impatti sui rischi tradizionali (finanziari e non finanziari) e gli eventuali presidi per la gestione e mitigazione.

Il Gruppo considera i rischi ESG come potenziali driver di tutte le categorie di rischi tradizionali. Per tale motivo, partendo dall'analisi della normativa di riferimento e in linea con quanto previsto dalle aspettative di Vigilanza, il processo di identificazione dei rischi climatico-ambientali, sociali e di governance ai quali il Gruppo è potenzialmente esposto è stato progressivamente aggiornato per includere nella Mappa dei Rischi di Gruppo nuove sotto-categorie di rischio, al fine di cogliere pienamente l'impatto dei rischi climatici e ambientali, sociali e di governance sulle principali categorie di rischio esistenti (ad esempio, rischio di credito, di mercato, operativo e di liquidità). Le relative definizioni sono state integrate nel documento "Processo di identificazione dei rischi ed analisi di rilevanza ai fini ICAAP, ILAAP e RAF" e nel documento "Linee guida di governo e gestione dei rischi ambientali, sociali e di governance (ESG) di Gruppo" pubblicato sul sito internet di Credem.

Una volta identificate le sottocategorie di rischio climatico-ambientale potenzialmente impattanti le categorie di rischio esistenti, è stato effettuato l'aggiornamento annuale dell'analisi di rilevanza alla base dei principali processi di gestione dei rischi (RAF, ICAAP, ILAAP, RRP, ecc.).

La valutazione della rilevanza del fattore Governance relativo al rischio di credito viene effettuata sul perimetro delle controparti aziendali presenti nel portafoglio creditizio del gruppo Credem.

Rischio di Credito – RISCHIO GOVERNANCE Orizzonte temporale di Breve termine

Viene assegnato alle singole controparti aziende del portafoglio creditizio del Gruppo, uno score di rischio, fornito da un Data Provider esterno, che rappresenta un rating sul Pillar G, in scala peggiorativa 1 - 5, in grado di sintetizzare le valutazioni sull'adeguatezza nella gestione dei fattori considerati da EBA nel "EBA report on management and supervision of ESG risks Allegato I". L'approccio metodologico prevede di misurare la concentrazione delle esposizioni verso le controparti con score peggiori (classi 4 e 5) sul totale portafoglio del Gruppo.

I risk driver considerati per la definizione dello score sono: considerazioni etiche (es. rating di legalità, codice etico, ecc..), strategia e risk management (es. dirigenti, numero manager.), inclusività (es. percentuale di donne e/o giovani under 40, gap salariale uomini e donne, ecc..) e trasparenza (es. disclosure su temi ESG).

Per il Rischio mercato il perimetro di analisi considerato è il portafoglio investimenti di proprietà, banking book e trading book, del Gruppo bancario Credem.

Rischio di Mercato – RISCHIO GOVERNANCE Orizzonte temporale di Breve termine

Per valutare l'impatto del rischio governance sul portafoglio degli investimenti di proprietà del Gruppo Bancario Credem (trading e banking book), si adotta una heatmap che restituisce la valutazione di sintesi della rischiosità di ogni settore economico distinta sul Pillar Governance. L'approccio metodologico utilizzato è il medesimo del pillar Environmental e prevede la misurazione della concentrazione di esposizioni della singola società verso gli emittenti valutati ad alto rischio governance, dalla heatmap, sul portafoglio totale di Gruppo. I fattori governance per la definizione della matrice settoriale sono: economie sane e inclusive, convergenza economica, pagamenti illegali e non etici, pratiche lesive della concorrenza, violazioni di leggi antitrust, condotta anti-etica, approccio non etico in ambito tassazione, condotta anti-etica o impatti avversi sulla salute dei clienti.

Per quanto riguarda il Rischio Operativo sono state analizzate le evidenze rivenienti dai processi di RSA e LDC sul rischio social.

Rischio di Operativo – RISCHIO GOVERNANCE

Orizzonte temporale di Breve termine

I processi di gestione dei rischi operativi, Loss Data Collection e Risk Self Assessment, sono stati integrati al fine di catturare anche i fattori di rischio Governance consentendo così di prendere in considerazione questi fattori e il loro potenziale impatto nell'ambito delle fasi di monitoraggio e controllo e di mitigazione del processo complessivo di gestione del rischio operativo. In particolare, relativamente al processo di Loss Data Collection, sono state definite le linee guida di classificazione per gli eventi di perdita operativa legati ai fattori ESG che, a partire dal 2024, ne permettono l'identificazione all'interno del database di Gruppo delle perdite operative. Si segnala che tali eventi di perdita vengono inoltre recepiti in bilancio nelle voci accantonamenti a fondo rischi e oneri o nella voce oneri straordinari.

In aggiunta, i questionari di Risk Self Assessment (processo di misurazione che mira a valutare, con frequenza almeno annuale, il livello di esposizione ai rischi operativi complessiva e per segmenti di operatività rilevanti), sono stati integrati con domande che descrivono scenari attinenti alle tematiche Governance. In particolare, sono state introdotte domande relative a perdite a seguito di mancato rispetto di norme e regolamenti interni, operazioni/attività/pratiche di mercato improprie, ecc…

Il processo di RSA determina i valori di Perdita Attesa, Inattesa e VaR prospettici relativi ai rischi operativi. La Perdita Attesa complessiva (quindi inclusiva dei valori relativi ai temi Governance) viene inserita nel bilancio come budget degli oneri straordinari relativo all'anno successivo e quindi anche nello scenario baseline dell'ICAAP.

Di seguito vengono riportate le analisi svolte sul Rischio reputazionale:

Rischio Reputazionale – RISCHIO GOVERNANCE

Orizzonte temporale di Breve termine

La metodologia utilizzata per la valutazione del Rischio Reputazionale è finalizzata ad addivenire ad una stima del potenziale impatto economico derivante dal danno reputazionale. L'approccio utilizzato dal Gruppo per la stima della Reputational Loss prevede l'identificazione di una serie di eventi negativi da sottoporre ad un campione di clienti tramite un questionario. L'impatto è ottenuto associando le valutazioni espresse dalla clientela e valutando la riduzione della redditività conseguente all'abbandono o alla riduzione significativa del rapporto con la banca. La frequenza è fornita dal Top Management che valuta la probabilità di accadimento degli eventi descritti nel questionario.

Per l'analisi di rilevanza dei fattori ESG in ambito reputazionale, il Gruppo ha ricondotto alle categorie Governance, gli eventi oggetto dell'approccio quantitativo utilizzato dal Gruppo per la valutazione del rischio reputazionale, identificando in tal modo alcuni potenziali scenari. In particolare, gli ambiti di indagine riguardano l'adozione di comportamenti non coerenti alla propria cultura aziendale, il finanziamento di aziende che operano in settori controversi, il falso in bilancio, ecc.

In particolare, alla luce dell'introduzione della nuova Direttiva Europea sulla rendicontazione societaria di sostenibilità Corporate Sustainability Reporting Directive, il Gruppo ha ricondotto le domande del questionario ai nuovi standard obbligatori per la rendicontazione di sostenibilità (European Sustainability Reporting Standards - ESRS).

Gli standard topics relativi all'ambito di governance, coperti da almeno un item del questionario dei rischi reputazionali sono:

-G1 Condotta delle imprese

Tale operazione ha mostrato che per l'esercizio prospettico 2025 gli ambiti inerenti a tematiche ESG costituiscono circa il 98% del valore a rischio complessivo e in particolare, gli eventi afferenti a fattori Governance rappresentano il 3% dell'esposizione totale al rischio reputazionale.

La Perdita Inattesa derivante da tale stima (la componente Governance pesa circa il 5% della perdita inattesa complessiva) viene inclusa nello scenario avverso dei processi RAF e ICAAP in termini di minor utile.

Alla luce delle metodologie sopra illustrate, si riporta di seguito la matrice di materialità sui rischi governance svolta nel 2024 e valida per il 2025, per il Gruppo e per le Società ad esso appartenenti:

Di seguito si riportano altre azioni di mitigazione del rischio di governance delle controparti, in particolare attraverso lo strumento di finanziamento Sustainability Linked Loan, le politiche di investimento e screening dell'Area Wealth Management e la composizione dello score Social utilizzato nel processo di monitoraggio del portafoglio crediti.

SLL - Sustainability Linked Loan

Il Sustainability Linked Loan è una tipologia di finanziamento che ha l'obiettivo di incentivare il raggiungimento di predefiniti obiettivi di sostenibilità da parte del beneficiario. Il finanziamento prevede la contrattualizzazione di obiettivi/KPI specifici in ambito Environmental (E), Social (S), Governance (G) finalizzati al miglioramento del profilo di sostenibilità della controparte, che consentono di pattuire, con specifica clausola contrattuale, impegni particolari con l'impresa, prevedendo la conferma dello spread contrattualmente stabilito o la sua riduzione (una tantum) in relazione:

  • alla presentazione, almeno una volta all'anno alla Banca, di informazioni aggiornate e sufficienti a ragionevole giudizio della Banca – per monitorare l'andamento degli obiettivi/KPIs contrattualizzati, nonché, per ciascuna annualità in cui il finanziamento è in ammortamento (compreso l'eventuale periodo di preammortamento), il bilancio civilistico e la relativa nota integrativa;
  • al raggiungimento del 100% dei KPIs/obiettivi contrattualizzati e che ciò sia attestato dal bilancio civilistico e dalla nota integrativa redatti e pubblicati ai sensi di legge e il cui deposito presso il Registro delle Imprese sia dimostrato da apposita ricevuta;
  • al regolare ammortamento del finanziamento e all'adempienza del Cliente alle relative obbligazioni di pagamento ai sensi delle norme che regolano il servizio finanziamento chirografario a tasso fisso o variabile.

In ambito Governance i KPI utilizzabili riguardano tematiche come, a titolo di esempio, l'uguaglianza di genere nei Consigli di Amministrazione o l'introduzione di policy per promuovere la parità di genere nel contesto d'azienda.

Nel 2024 l'Area Wealth Management, di concerto con le banche del Gruppo per i temi di contatto e di interrelazione, ha continuato il consolidamento e rafforzamento dei criteri di sostenibilità nei processi di investimento e nelle attività di governance. In particolare, è stato rafforzato lo scoring ESG proprietario basato su valutazioni esterne (MSCI, Mainstreet Partners) e due diligence interne, compresa quella sugli asset manager terzi, anche attraverso l'inclusione delle valutazioni delle caratteristiche di sostenibilità secondo la MIFID. Tale score, calcolato anche sul pilastro della Governance, viene utilizzato efficacemente nella gestione dei prodotti e servizi "sostenibili" (art. 8 e 9 SFDR) all'interno dell'Area Wealth. Inoltre, sono stati ampliati i criteri di valutazione ESG sui prodotti gestiti da asset manager terzi attraverso un nuovo questionario di Due Diligence ESG, anche al fine di monitorare la gestione dei rischi di governance, come ad esempio il greenwashing e la trasparenza.

Per lo score Governance si considerano un set di fattori ESG suggeriti dall'EBA, ovvero le aree tematiche o rischi da tenere in considerazione nell'ambito della valutazione ESG.

Le variabili che compongono i vari EBA Factors sono di seguito riportate:

Variabili ESG - Governance: definizione

Le variabili ESG che compongono i vari EBA Factors possono avere diversa granularità (individuale o geosettoriale*), diverso peso nel computo della valutazione dell'EBA e diversa relazione (positiva o negativa). Relazione positiva significa che all'aumentare della variabile diminuisce la virtuosità dell'azienda rispetto alla variabile osservata; relazione negativa significa che all'aumentare della variabile aumenta anche la virtuosità dell'azienda. Le variabili ESG che compongono gli EBA del macro-ambito Governance sono:

EBA Factor Variabili Descrizione Granularità Relazione
Considerazioni
Etiche
Rating Legalità Presenza di un rating
di legalità
Individuale Negativa
Codice etico Presenza del codice
etico su sito web
aziendale
Individuale Negativa
EBA Factor Variabili Descrizione Granularità Relazione
Collegio sindacale
non obbligatorio
Presenza di un
collegio sindacale
per imprese non
obbligate dalla legge
Individuale Negativa
Bilancio certificato
non obbligatorio
Presenza di un
bilancio certificato
per imprese non
obbligate dalla legge
Individuale Negativa
Settore legato al
riciclaggio
Flag di attività
economica in settori
legati ad attività di
riciclaggio di denaro
Geosettoriale Positiva
Strategia / Risk
management
Dirigenti e quadri III % di imprese
settoriale con
dirigenti / quadri
nella forza lavoro
aziendale
Geosettoriale Negativa
Dirigenti e quadri I % di dirigenti o
quadri sul totale
della forza lavoro
aziendale
Individuale Negativa
Inclusione Gender gap I % di esponenti
donne
Individuale Negativa
Esponenti under 40 % di esponenti
under 40
Individuale Negativa
Gender gap II Rapporto settoriale
tra manager donne
vs manager uomini
Geosettoriale Negativa**
Gender pay Variazione % tra
paga lorda maschile
e femminile
osservata su dati
provinciali
Geosettoriale Positiva
Trasparenza Parole chiave E da
crawling sito web
Presenza all'interno
del sito web
aziendale di parole
chiave legate alla
componente
ambientale
Individuale Negativa
Parole chiave S da
crawling sito web
Presenza all'interno
del sito web
aziendale di parole
chiave legate alla
componente sociale
Individuale Negativa
Parole chiave G da
crawling sito web
Presenza all'interno
del sito web
Individuale Negativa

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EBA Factor Variabili Descrizione Granularità Relazione
aziendale di parole
chiave legate alla
componente
governance
Sito web Presenza di un sito
web aziendale
Individuale Negativa

*Individuale se la variabile è osservata sull'azienda, geo-settoriale se relativa al settore/regione di appartenenza dell'azienda.

** Relazione negativa: Ad esempio, più il rapporto tra manager donne vs manager uomini è alto, più l'EBA Factor Inclusione tende a migliorare e assumere valore medio o adeguato.

Il report ESG automatico può essere integrato con dati puntuali forniti dalla controparte stessa prendendo a riferimento quanto inserito in fase di compilazione del "Questionario ESG" mediante l'accesso da parte dell'azienda alla piattaforma del provider.

Le viste di portafoglio, per tutti gli score adottati (ESG, E, S, G, Indice di Allerta Fisico, Score di rischio cronico, Score di rischio di Transizione), sono illustrate trimestralmente al Comitato Credit Strategy e al Consiglio di Amministrazione. Tali viste evidenziano la distribuzione per classi di rischio delle società in relazione ai diversi score adottati, su totale aziende e segmento "Funzione Regolamentare Corporate".

Nel processo di concessione e di valutazione il focus è invece limitato allo Score Environmental, cui è stata priorità perché le metodologie sono più consolidate ed in ragione di una maggiore concentrazione sugli score di maggior rischio, rispetto agli score Social e Governance, che evidenziano valori più contenuti. Nei report ESG sulle singole posizioni sono riportati tutti gli score adottati, con punteggi analitici di valutazione dei fattori EBA E, S e G.

Informativa quantitativa

Nella presente sezione vengono rappresentate le seguenti tavole quantitative in ambito "Prudential disclosures on ESG risks (Article 449a CRR)":

  • Template 1 Portafoglio bancario Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: Qualità creditizia delle esposizioni per settore, emissioni e durata residua;
  • Template 2 Portafoglio bancario Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: prestiti garantiti da beni immobili — Efficienza energetica delle garanzie reali;
  • Template 3 Portafoglio bancario Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: metriche di allineamento
  • Template 4 Portafoglio bancario Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: esposizioni verso le prime 20 imprese ad alta intensità di carbonio;
  • Template 5 Portafoglio bancario Indicatori del potenziale rischio fisico connesso ai cambiamenti climatici: esposizioni soggette al rischio fisico;

Si precisa che le informazioni quantitative sono rappresentate in milioni di euro.

Nel Consultation Paper "Draft Implementing Technical Standards amending Commission Implementing Regulation (EU) 2024/3172" del 22 maggio 2025, EBA propone di sospendere la pubblicazione dei Template legati alle informazioni tassonomiche e alle altre azioni di mitigazione dei cambiamenti climatici, sino alla reference date del 31 dicembre 2026. In tale contesto, il 6 agosto 2025 EBA ha pubblicato una "No-action letter" indirizzata alle autorità competenti in cui è indicato di non dare priorità all'applicazione dell'obbligo di disclosure dei Template dal 6 al 10, nonché delle informazioni correlate di cui a specifica colonna ("di cui ecosostenibile - CCM") del Template 1 e del Template 4, sino all'adozione e all'entrata in vigore del nuovo ITS EBA. Pertanto, il Gruppo Credem ha sospeso la pubblicazione dal 30 giugno 2025 delle informazioni sopracitate.

Template 1 - Portafoglio bancario — Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: Qualità creditizia delle esposizioni per settore, emissioni e durata residua

Nel Template 1 sono rappresentate le esposizioni del Gruppo Credem nei confronti di società non finanziarie che operano in settori connessi al carbonio che contribuiscono in modo significativo al cambiamento climatico, e la qualità di tali esposizioni, compresi lo status di esposizione deteriorata, la classificazione come stage 2 e i relativi accantonamenti, nonché le classi di maturity.

Con riferimento alle metriche ESG, nel Template 1 sono rappresentate le esposizioni del Gruppo Credem verso controparti escluse dagli "EU Paris-aligned Benchmarks", poiché considerate particolarmente inquinanti. Tali controparti sono definite in accordo all'articolo 12, paragrafo 1, lettere da d) a g), e all'articolo 12, paragrafo 2, del regolamento delegato (UE) 2020/1818, in cui sono definite alcune percentuali soglia di coinvolgimento in tali attività economiche inquinanti superate le quali la società viene esclusa dai benchmark, come indicato di seguito:

  • società che traggono l'1% o più dei propri ricavi dalla prospezione, estrazione, estrazione, distribuzione o raffinazione di antracite e lignite;
  • società che traggono il 10% o più dei propri ricavi dall'esplorazione, estrazione, distribuzione o raffinazione di combustibili derivati dal petrolio;
  • società che traggono il 50% o più dei propri ricavi dalla prospezione, estrazione, produzione o distribuzione di combustibili gassosi;
  • imprese che ottengono il 50% o più dei propri ricavi dalla produzione di elettricità con un'intensità di gas a effetto serra superiore a 100 g CO2 e/kWh.

Per l'identificazione delle controparti sopra citate, il Gruppo Credem si è avvalso di informazioni recuperate da un data provider esterno.

Per il reperimento dei dati, riferiti alle emissioni finanziate di gas a effetto serra (emissioni di ambito 1, 2 e 3 della controparte, per lo Scope 3 sono considerate tutte le 15 categorie) in tonnellate di CO2 equivalente per le posizioni che maggiormente contribuiscono al cambiamento climatico, il Gruppo Credem si è avvalso di una data provider esterno. Per la stima delle emissioni sono utilizzate 3 metodologie:

  • Stima basata sul database E-PRTR: questa metodologia si basa sull' European Pollutant Release and Transfer Register (E-PRTR) database messo a disposizione dall'Agenzia europea dell'ambiente (AEA). L'E-PRTR contiene informazioni complete sui più grandi impianti industriali in Europa, che riguardano le emissioni di inquinanti nell'aria, nell'acqua e nel suolo, nonché i trasferimenti di rifiuti per i grandi impianti di combustione in vari Paesi europei. Per la stima delle emissioni Scope 1, questo metodo viene utilizzato se il database E-PRTR contiene record sulle unità locali. Il processo consiste nel verificare se le coordinate geografiche di un'unità locale corrispondono a qualsiasi struttura all'interno del database E-PRTR e nel valutare la somiglianza dei nomi delle aziende. Se queste condizioni sono soddisfatte, le emissioni di gas serra delle strutture vengono sommate per determinare le emissioni Scope 1 dell'unità locale.
  • Stima per settore e per reddito: questa metodologia utilizza moltiplicatori dell'intensità delle emissioni, disponibili per i 27 Paesi dell'Unione Europea. Tali moltiplicatori sono derivati dai dati pubblicati da EUROSTAT a livello di settore Nace e di Paese. Il processo di stima prevede l'utilizzo dei bilanci e dei dati sui ricavi delle aziende per calcolare i grammi di CO2eq Scope 1 e Scope 2 prodotti per Euro e per dipendente. Questo metodo viene applicato a tutte le unità locali delle aziende che pubblicano bilanci o per le quali sono stimati sia il numero di dipendenti che il fatturato. Inoltre, viene effettuato un controllo a campione per garantire l'allineamento dei moltiplicatori stimati con quelli osservati nei rapporti di sostenibilità pubblicati.
  • Stima per settore e per dipendente: questa metodologia utilizza moltiplicatori di intensità per dipendente per stimare le emissioni. Viene utilizzato per tutte le unità locali di aziende che non pubblicano il bilancio.

Ciascuna di queste metodologie è scelta in base a criteri specifici legati alla disponibilità e all'affidabilità dei dati.

I dati sulle emissioni, laddove comunicati dalla controparte, sono stati accuratamente recuperati; diversamente, sono stati stimati secondo le metodologie descritte in precedenza.

Modello 1: Portafoglio bancario — Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: Qualità creditizia delle esposizioni per settore, emissioni e durata residua (1 di 3)

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Modello 1: Portafoglio bancario — Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: Qualità creditizia delle esposizioni per settore, emissioni e durata residua (2 di 3)

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Modello 1: Portafoglio bancario — Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: Qualità creditizia delle esposizioni per settore, emissioni e durata residua (3 di 3)

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* Conformemente al regolamento delegato (UE) 2020/1818 della Commissione che integra il regolamento (UE) 2016/1011 per quanto riguarda le norme minime per gli indici di riferimento UE di transizione climatica e per gli indici di riferimento UE allinenati con l'accordo di Parigi - regolamento sulle norme per gli indici di riferimento climatici considerando 6: settori di cui alle sezioni da A a H e alla sezione L dell'allegato I del regolamento (CE) n. 1893/2006

Template 2 - Portafoglio bancario - Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: prestiti garantiti da beni immobili — Efficienza energetica delle garanzie reali

Nel Template 2 è rappresentato il "gross carrying amount" dei prestiti garantiti da immobili commerciali e residenziali erogati dal Gruppo Credem, con un focus sulle informazioni riguardanti il livello di efficienza energetica delle garanzie reali misurato in termini di consumo energetico in kWh/m2 e in termini di classe attribuita dall'attestato di prestazione energetica (APE).

Il template richiede inoltre la medesima disclosure riferita alle garanzie reali immobiliari recuperate (c.d. repossessed collateral), tuttavia si tratta di una casistica non applicabile per il Gruppo Credem.

A partire da inizio 2024, il Gruppo Credem ha avviato il processo a regime per gestire in modo strutturato la raccolta delle etichette APE e dei livelli di efficienza energetica sulle nuove erogazioni a partire dal processo di perizia. Per il pregresso, il Gruppo Credem si è basato sui dati raccolti per le disclosure precedenti, per cui si era avvalso di un data provider esterno.

Modello 2: Portafoglio bancario - Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: prestiti garantiti da beni immobili — Efficienza energetica delle garanzie reali

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Template 3: Portafoglio bancario - Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: metriche di allineamento

Nel Template 3 sono rappresentate le alignment metric rispetto all'obiettivo NZE2050 relative al portafoglio classificato secondo i settori di attività economica definiti da IEA. Sulle stesse alignment metric, in tale Template è rappresentata la distanza rispetto al punto della curva al 2030 dello scenario climatico NZE2050, nonché è fissato un target a 3 anni.

Sulla base dell'analisi di rilevanza svolta in sede di definizione dei target climatici ed ambientali, il Gruppo Credem rendiconta i seguenti settori: "Oil & Gas" e "Power". Le variabili ricomprese nell'analisi di rilevanza citata (basata sul portafoglio crediti e sul portafoglio titoli del Gruppo Credem) sono le seguenti:

  • Controparti per settore NACE del portafoglio Net Zero
  • Esposizione per settore NACE del portafoglio Net Zero
  • Emissioni GHG per settore NACE del portafoglio Net Zero

Per il calcolo dell'intensità emissiva a livello di settore, il Gruppo Credem utilizza una metrica calcolata come media pesata in funzione del Gross Carrying Amount delle intensity (GHG/livelli di produzione) delle singole controparti che ne fanno parte. Con riferimento al settore "Oil & Gas" è utilizzata la metrica "Average tonnes of CO2 per GJ"; mentre per il settore "Power" è utilizzata la metrica "Average tons of CO2 per MWh". Il Gruppo Credem ha reperito le intensity ed i relativi livelli di produzione direttamente dalla Rendicontazione di Sostenibilità delle relative controparti che pubblicano tale documentazione; per le controparti che invece non pubblicano la Rendicontazione di Sostenibilità, il Gruppo Credem si è servito di una data provider esterno per il reperimento delle informazioni relative alle GHG ed ha stimato i dati relativi ai livelli di produzione.

L'anno di riferimento è stato selezionato dal Gruppo Credem sulla base della data degli ultimi dati disponibili per il calcolo dell'alignment metric: 31/12/2024.

Il Gruppo Credem ha calcolato la distanza dallo scenario IEA al 2030 applicando la formula (1) indicata dal COMMISSION IMPLEMENTING REGULATION (EU) 2022/2453 – Annex II. La "IEA scenario metric in 2030" è derivata direttamente dallo scenario IEA e corrisponde alla intensity (GHG/livelli di produzione) del settore a livello mondiale al 2030.

I target al 31/12/2027 sui due settori rendicontati sono stati identificati dal Gruppo Credem in coerenza con gli scenari Net Zero IEA.

1 Distance = (Metric at reference year – IEA scenario metric in 2030 / IEA scenario metric in 2030)*100

Modello 3: Portafoglio bancario - Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: metriche di allineamento

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Settore Settore NACE
(come minimo)
Valore contabile
lordo del
portafoglio
(milioni di euro)
Metrica di
allineamento
Anno di
riferimento
Distanza dallo
scenario "zero
emissioni nette"
entro il 2050
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43.21 126
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19.2 73
20.14 6
2 Combustione di 35.2 72 tCo2/Gj 2024 20,73% 0,061
combustibili fossili 35.22 23
35.23 47
46.12 4
46.71 213

Template 4 - Portafoglio bancario — Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: esposizioni verso le prime 20 imprese ad alta intensità di carbonio

Nel Template 4 sono rappresentate le esposizioni del Gruppo Credem verso controparti che figurano tra le prime 20 imprese a più alta intensità di carbonio a livello mondiale, e viene data un'indicazione sulla numerosità delle imprese più inquinanti incluse nel calcolo del valore contabile lordo aggregato.

Per il recupero della lista delle società appartenenti alle "top 20 polluting firms", il Gruppo Credem si è avvalso di un data provider esterno. Nei dati messi a disposizione dal data provider sono considerate anche le eventuali società controllate dalle holding incluse in suddetta lista.

Le esposizioni presenti nel Modello 4 al 30 giugno 2025 sono pressoché interamente riconducibili a titoli di debito del banking book.

Modello 4: Portafoglio bancario — Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: esposizioni verso le prime 20 imprese ad alta intensità di carbonio

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Valore contabile lordo
(aggregato)
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riferito alle controparti
rispetto al valore
contabile lordo totale
(aggregato)*
Di cui ecosostenibile
(CCM)
Durata media ponderata Numero di imprese tra
le 20 più inquinanti
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(*) Per le controparti tra le 20 imprese che più emettono carbonio al mondo

Template 5 - Portafoglio bancario — Indicatori del potenziale rischio fisico connesso ai cambiamenti climatici: esposizioni soggette al rischio fisico

Nel Template 5 sono rappresentate le informazioni sulle esposizioni del Gruppo Credem nei confronti di società non finanziarie, sui prestiti garantiti da beni immobili e sulle garanzie reali immobiliari recuperate, soggette a rischi fisici acuti e cronici.

Il rischio fisico è classificato come "acuto" quando deriva da eventi estremi come possono essere siccità, inondazioni e tempeste, e "cronico" quando deriva da cambiamenti progressivi, come l'aumento delle temperature e lo stress idrico.

Il Gruppo ha individuato due aree geografiche soggette a rischio fisico connesso ai cambiamenti climatici: Italia e Resto del mondo.

Per l'identificazione delle esposizioni soggette a rischi fisici acuti e cronici, il Gruppo si è avvalso di informazioni recuperate da un data provider esterno.

Modello 5: Portafoglio bancario — Indicatori del potenziale rischio fisico connesso ai cambiamenti climatici: esposizioni soggette al rischio fisico – Italia

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6)
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Modello 5: Portafoglio bancario — Indicatori del potenziale rischio fisico connesso ai cambiamenti climatici: esposizioni soggette al rischio fisico – Resto del mondo

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10.RISCHIO DI CONTROPARTE

Informativa quantitativa

Modello EU CCR1: analisi dell'esposizione al CCR per metodo

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Modello EU CCR3 – Metodo standardizzato: esposizioni soggette al CCR per classe di esposizioni regolamentare e ponderazione del rischio (1 di 2)

Fattore di ponderazione del rischio
Classi di esposizioni a b c d e f
0% 2% 4% 10% 20% 50%
1 Amministrazioni centrali o banche
centrali
- - - - - -
2 Amministrazioni regionali o autorità
locali
- - - - - -
3 Organismi del settore pubblico - - - - - -
4 Banche multilaterali di sviluppo - - - - - -
5 Organizzazioni internazionali - - - - - -
6 Enti - 92.299 - - 10.009 731
7 Imprese - - - - 912 13.426
8 Al dettaglio - - - - - -
9 Enti e imprese con valutazione del
merito di credito a breve termine
- - - - - -
10 Altre posizioni - - - - - -
11 Valore dell'esposizione complessiva - 92.299 - - 10.921 14.157

Modello EU CCR3 – Metodo standardizzato: esposizioni soggette al CCR per classe di esposizioni regolamentare e ponderazione del rischio (2 di 2)

Fattore di ponderazione del rischio
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Classi di esposizioni 70% 75% 100% 150% Altri Valore
dell'esposizione
complessiva
1 Amministrazioni centrali o banche
centrali
- - - - - -
2 Amministrazioni regionali o autorità
locali
- - - - - -
3 Organismi del settore pubblico - - - - - -
4 Banche multilaterali di sviluppo - - - - - -
5 Organizzazioni internazionali - - - - - -
6 Enti - - - 662 3.935 107.634
7 Imprese - - 600 - - 14.938
8 Al dettaglio - - - - - -
9 Enti e imprese con valutazione del
merito di credito a breve termine
- - - - - -
10 Altre posizioni - - - - - -
11 Valore dell'esposizione complessiva - - 600 662 3.935 122.573

Modello EU CCR4 – Metodo IRB: esposizioni soggette al CCR per classe di esposizioni e scala di PD

a b c d e f g
Scala di PD Valore
dell'esposizio
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PD media
ponderata per
l'esposizione
(%)
Numero di
debitori
LGD media
ponderata per
l'esposizione
(%)
Durata media
ponderata per
l'esposizione
(anni)
RWEA Densità degli
importi
dell'esposizio
ne ponderati
per il rischio
1 da 0,00 a
< 0,15
14.015 0,05% 7 40,00% 3 2.448 17,47%
2 da 0,15 a
< 0,25
- - - - - - -
3 Imprese – F da 0,25 a
< 0,50
1.917 0,31% 10 40,00% 3 915 47,73%
4 da 0,50 a
< 0,75
- - - - - - -
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445 1,90% 3 40,00% 3 448 100,62%
6 da 2,50 a
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1.172 4,80% 1 40,00% 3 1.540 131,42%
7 da 10,00 a
< 100,00
- - - - - - -
8 100,00
(default)
- - - - - - -
Totale parziale 17.549 0,44% 21 40,00% 3 5.351 30,49%
a b c d e f g
Scala di PD Valore
dell'esposizio
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PD media
ponderata per
l'esposizione
(%)
Numero di
debitori
LGD media
ponderata per
l'esposizione
(%)
Durata media
ponderata per
l'esposizione
(anni)
RWEA Densità degli
importi
dell'esposizio
ne ponderati
per il rischio
1 da 0,00 a
< 0,15
17.298 0,05% 234 45,99% 2 2.558 14,79%
2 Imprese – A da 0,15 a
< 0,25
- - - - - - -
3 da 0,25 a
< 0,50
17.719 0,31% 247 46,13% 2 8.851 49,95%
4 da 0,50 a
< 0,75
- - - - - - -
5 IRB da 0,75 a
< 2,50
14.264 1,15% 219 46,20% 2 12.334 86,47%
6 da 2,50 a
< 10,00
557 4,80% 24 45,56% 2 697 125,08%
7 da 10,00 a
< 100,00
114 11,29% 16 45,92% 3 203 178,90%
8 100,00
(default)
216 100,00% 4 70,51% 2 235 109,06%
Totale parziale 50.167 0,96% 744 46,20% 2 24.879 49,59%
a b c d e f g
Scala di PD Valore
dell'esposizion
e
PD media
ponderata per
l'esposizione
(%)
Numero di
debitori
LGD media
ponderata
per
l'esposizione
(%)
Durata media
ponderata per
l'esposizione
(anni)
RWEA Densità
degli importi
dell'esposizi
one
ponderati
per il rischio
1 da 0,00 a
< 0,15
- - - - - - -
2 da 0,15 a
< 0,25
da 0,25 a
< 0,50
da 0,50 a
< 0,75
Al dettaglio – A
- 0,24% 1 31,95% 1 - 14,29%
3 - - - - - - -
4 - - - - - - -
5 IRB da 0,75 a
< 2,50
91 1,58% 47 30,57% 3 32 35,02%
6 da 2,50 a
< 10,00
38 6,26% 14 31,53% 1 18 47,74%
7 da 10,00 a
< 100,00
11 17,47% 8 30,51% 3 7 63,97%
8 100,00
(default)
9 100,00% 1 62,49% 5 12 133,79%
Totale parziale 149 9,93% 71 32,76% 2 69 46,41%
Totale (tutte le classi di esposizioni
pertinenti per il CCR) al 30/06/2025
67.864 0,85% 836 44,57% 2 30.298 44,65%

Modello EU CCR5: composizione delle garanzie reali per le esposizioni soggette al CCR

a b c d e f g h
Tipo di garanzia reale Garanzie reali utilizzate in operazioni su derivati Garanzie reali utilizzate in SFT
Fair value (valore equo)
delle garanzie reali
ricevute
Fair value (valore equo)
delle garanzie reali
fornite
Fair value (valore equo)
delle garanzie reali
ricevute
Fair value (valore equo)
delle garanzie reali
fornite
Separate Non
separate
Separate Non
separate
Separate Non
separate
Separate Non
separate
1 Cassa - valuta
nazionale
- - 301.135 1.641 - - - -
2 Cassa - altre valute - - - - - - - -
3 Debito sovrano
nazionale
- - 65.574 - - - - -
4 Altro debito sovrano - - 138.395 - - - - -
5 Debito delle agenzie
pubbliche
- - - - - - - -
6 Obbligazioni societarie - - - - - - - -
7 Titoli di capitale - - - - - - - -
8 Altre garanzie reali - - 41.859 - - - - -
9 Totale al 30/06/2025 - - 546.963 1.641 - - - -

Modello EU CCR8: esposizioni verso CCP

Valore
dell'esposizione
RWEA
a b
1 Esposizioni verso QCCP (totale) 00/01/1900 7.955
2 Esposizioni per negoziazioni presso QCCP (esclusi il margine iniziale e i contributi al
fondo di garanzia) di cui:
92.299 1.846
3 i) derivati OTC 1.566 31
4 ii) derivati negoziati in borsa 526 11
5 iii) SFT 90.207 1.804
6 iv) insiemi di attività soggette a compensazione per i quali è stata approvata la
compensazione tra prodotti differenti
- -
7 Margine iniziale separato - 00/01/1900
8 Margine iniziale non separato - -
9 Contributi prefinanziati al fondo di garanzia 489 6.109
10 Contributi non finanziati al fondo di garanzia - -
11 Esposizioni verso non QCCP (totale) 00/01/1900 -
12 Esposizioni per negoziazioni presso non QCCP (esclusi il margine iniziale e i contributi al
fondo di garanzia) di cui:
- -
13 i) derivati OTC - -
14 ii) derivati negoziati in borsa - -
15 iii) SFT - -
16 iv) insiemi di attività soggette a compensazione per i quali è stata approvata la
compensazione tra prodotti differenti
- -
17 Margine iniziale separato - 00/01/1900
18 Margine iniziale non separato - -
19 Contributi prefinanziati al fondo di garanzia - -
20 Contributi non finanziati al fondo di garanzia - -

11. OPERAZIONI DI CARTOLARIZZAZIONE

Informativa qualitativa sulle esposizioni verso la cartolarizzazione

Il Gruppo detiene una partecipazione pari al 10% in Emilia SPV S.r.l., società veicolo appositamente costituita ed avente quale oggetto esclusivo la realizzazione di una o più operazioni di cartolarizzazione ai sensi della Legge n. 130 del 30 aprile 1999.

Emilia SPV S.r.l. ha in essere un'operazione di cartolarizzazione revolving, perfezionata da Credem nel corso del 2015, su mutui ipotecari residenziali in bonis erogati dalla Banca alla propria clientela, non eleggibili ai fini dell'utilizzo nel programma di emissioni di "Obbligazioni Bancarie Garantite" dalla società veicolo Credem CB S.r.l. e selezionati sulla base di criteri predefiniti in modo tale da costituire un "blocco" ai sensi e per gli effetti della legge applicabile in materia di cartolarizzazione dei crediti.

La società veicolo ha finanziato l'operazione attraverso l'emissione, nel corso del mese di aprile del 2015, di titoli obbligazionari "RMBS" di diversa classe (senior e junior).

Le note del tipo "senior", quotate all'Irish Stock Exchange e dotate di rating ufficiale assegnato dalle agenzie accreditate DBRS e Moody's Investor Services (al 30 giugno 2025, giudizio "A high" assegnato da DBRS e "Aa3" da Moody's) pagano, trimestralmente, interessi variabili pari al tasso EURIBOR 3 mesi, aumentato di 75 bps, mentre le note "junior", sprovviste di rating, pagano un tasso EURIBOR 3 mesi, aumentato di 200 bps. I detentori dei titoli junior hanno inoltre diritto di ricevere a ciascuna data di pagamento e, in base all'ordine di priorità dei pagamenti e fondi disponibili, anche un premio determinato in via residuale, dopo che siano stati corrisposti tutti gli altri importi da corrispondersi in priorità.

I titoli sono strutturati nella forma di partly paid notes ("PPN") e interamente emessi per il loro valore nominale alla data d'emissione (Euro 3.000.000.000 per le note senior ed Euro 900.000.000 per le note junior). Il prezzo delle note è stato corrisposto solo in parte alla data di emissione, mentre le restanti quote di prezzo possono essere pagate in più rate successive differite nel tempo secondo la logica revolving dell'operazione.

Credem ha sottoscritto all'atto dell'emissione, e detiene in portafoglio, il totale delle passività emesse dal veicolo. Pertanto, in base alle norme IFRS9 in materia di "derecognition" (cancellazione contabile), i crediti oggetto della cartolarizzazione rimangono iscritti nell'attivo del bilancio Credem. La struttura revolving dell'operazione permette inoltre alla Banca, durante un periodo di cosiddetto replenishment, con scadenza a maggio 2026, di cedere nuovi portafogli di crediti idonei alla società veicolo che utilizza, per il loro pagamento, i proventi del portafoglio esistente e/o i proventi del pagamento da parte dei noteholder di ulteriori quote del prezzo dei titoli emessi. Una volta conclusa tale fase le note sono rimborsate durante un periodo di ammortamento definito in sede di emissione.

Al 30 giugno 2025, a seguito del perfezionamento di una nuova cessione di attivi relativa a mutui ipotecari residenziali in bonis, il circolante della tranche senior risulta pari ad Euro 2.132.862.077,51 mentre quello della tranche junior risulta pari ad Euro 639.202.760,92.

La tranche senior può essere utilizzata dalla Banca per operazioni di rifinanziamento presso l'Eurosistema o nel mercato con Controparti Istituzionali. L'operazione è, infatti, finalizzata a costituire una riserva di liquidità e rientra tra le complessive attività di gestione della liquidità poste in essere da Credem.

A Credem, inoltre, sono state riconosciute dalla società veicolo le seguenti opzioni: riacquisto di singoli crediti entro determinati parametri, riacquisto in blocco per i crediti che dovessero diventare eleggibili per l'utilizzo nel programma di Obbligazioni Bancarie Garantite da Credem CB S.r.l. e riacquisto di tutto il portafoglio crediti in essere, in blocco e pro soluto (nel rispetto dei vincoli contrattuali previsti).

Nel corso del primo semestre 2025 non sono state effettuate operazioni di riacquisto parziale e/o in blocco di crediti dalla società veicolo.

Attività finanziarie cedute non cancellate integralmente

In riferimento alla Cartolarizzazione Emilia SPV S.r.l., nel corso dell'esercizio 2015 Credem ha perfezionato un'operazione di cartolarizzazione revolving, relativa a mutui ipotecari residenziali in bonis non eleggibili ai fini dell'utilizzo nel programma di emissioni di "Obbligazioni Bancarie Garantite" dalla società veicolo Credem CB S.r.l., erogati alla propria clientela e selezionati sulla base di criteri predefiniti in modo tale da costituire un "blocco" ai sensi e per gli effetti della legge applicabile in materia di cartolarizzazione dei crediti.

A seguito della prima cessione di attivi, perfezionata nel quarto trimestre 2014 ad un prezzo pari ad Euro 1.002.811.119,07, sono state perfezionate, dal 2015 al primo semestre 2025, nei periodi di seguito indicati, tredici cessioni di altrettanti portafogli di crediti idonei alla società veicolo ad un prezzo pari a:

  • Quarto trimestre 2015: Euro 285.392.481,54
  • Quarto trimestre 2016: Euro 293.707.640,58
  • Quarto trimestre 2017: Euro 245.710.926,70
  • Quarto trimestre 2018: Euro 52.416.789,64
  • Secondo trimestre 2021: Euro 1.304.130.865,63
  • Quarto trimestre 2021: Euro 353.874.864,16
  • Secondo trimestre 2022: Euro 274.726.751,12
  • Quarto trimestre 2022: Euro 190.056.443,89
  • Secondo trimestre 2023: Euro 163.629.812,82
  • Quarto trimestre 2023: Euro 271.235.442,14
  • Secondo trimestre 2024: Euro 140.344.103,48
  • Quarto trimestre 2024: Euro 144.587.852,93
  • Secondo trimestre 2025: Euro 164.223.038,62

I crediti sono stati acquistati "pro soluto", ossia senza garanzia di solvenza dei debitori o dei loro eventuali garanti, dalla società EMILIA SPV S.r.l., società veicolo appositamente costituita e partecipata al 10% da Credem, con oggetto esclusivo consistente nella realizzazione di una o più operazioni di cartolarizzazione ai sensi della Legge n. 130 del 30 aprile 1999.

La società veicolo ha finanziato l'operazione attraverso l'emissione, nel corso del mese di aprile del 2015, di titoli obbligazionari "RMBS" di diversa classe (senior e junior).

Informativa quantitativa

Template EU-SEC1 - Esposizioni in cartolarizzazioni incluse nel portafoglio bancario (1 di 2)

a b c d e f g
L'ente agisce in qualità di cedente
Sintetiche
STS Non-STS Totale
parziale
di cui SRT di cui SRT di cui SRT
1 Totale delle esposizioni - - 2.773.835 1.770 - - 2.773.835
2 Al dettaglio (totale) - - 2.773.835 1.770 - - 2.773.835
3 Mutui ipotecari su immobili
residenziali
- - 2.772.065 - - - 2.772.065
4 Carte di credito - - - - - - -
5 Altre esposizioni al dettaglio - - 1.770 1.770 - - 1.770
6 Ricartolarizzazione - - - - - - -
7 All'ingrosso (totale) - - - - - - -
8 Prestiti a imprese - - - - - - -
9 Mutui ipotecari su immobili non
residenziali
- - - - - - -
10 Leasing e Crediti - - - - - - -
11 Altre all'ingrosso - - - - - - -
12 Ricartolarizzazione - - - - - - -

Template EU-SEC1 - Esposizioni in cartolarizzazioni incluse nel portafoglio bancario (2 di 2)

h i j k l m n o
L'ente agisce in qualità di promotore L'ente agisce in qualità di investitore
Tradizionali Tradizionali
STS Non-STS Sintetiche Totale
parziale
STS Non-STS Sintetiche Totale
parziale
1 Totale delle esposizioni - - - - 422.746 912 - 423.658
2 Al dettaglio (totale) - - - - 422.746 912 - 423.658
3 Mutui ipotecari su immobili
residenziali
- - - - 192.457 912 - 193.368
4 Carte di credito - - - - - - - -
5 Altre esposizioni al dettaglio - - - - 230.289 - - 230.289
6 Ricartolarizzazione - - - - - - - -
7 All'ingrosso (totale) - - - - - - - -
8 Prestiti a imprese - - - - - - - -
9 Mutui ipotecari su immobili
non residenziali
- - - - - - - -
10 Leasing e Crediti - - - - - - - -
11 Altre all'ingrosso - - - - - - - -
12 Ricartolarizzazione - - - - - - - -

Modello EU SEC3 – Esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione e relativi requisiti patrimoniali regolamentari: l'ente agisce in qualità di cedente o promotore (1 di 2)

a b c d e f g h i
Valori dell'esposizione (per fascia di RW/deduzione) Valori dell'esposizione (per metodo
regolamentare)
≤20 %
RW
DA
>20%
A 50%
RW
DA
>50%
A
100%
RW
DA
>100% A
<1250%
RW
1250% RW/
DEDUZIONI
SEC
IRBA
SEC-ERBA
(COMPRESO
IAA)
SEC
SA
1250% RW/
DEDUZIONI
1 Totale delle
esposizioni
- - - 1.770 - - 1.770 - -
2 Operazioni
tradizionali
- - - 1.770 - - 1.770 - -
3 Cartolarizzazioni - - - 1.770 - - 1.770 - -
4 Al dettaglio - - - 1.770 - - 1.770 - -
5 di cui STS - - - - - - - - -
6 All'ingrosso - - - - - - - - -
7 di cui STS - - - - - - - - -
8 Ricartolarizzazione - - - - - - - - -
9 Operazioni
sintetiche
- - - - - - - - -
10 Cartolarizzazioni - - - - - - - - -
11 Sottostante al
dettaglio
- - - - - - - - -
12 All'ingrosso - - - - - - - - -
13 Ricartolarizzazione - - - - - - - - -

Template EU-SEC3 - Esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione e relativi requisiti patrimoniali regolamentari: l'ente agisce in qualità di cedente o promotore (2 di 2)

j k l m n o EU-p EU-q
RWEA (per metodo regolamentare) Requisito patrimoniale dopo l'applicazione del
massimale
SEC
IRBA
SEC-ERBA
(COMPRESO
IAA)
SEC-SA 1250% RW/
DEDUZIONI
SEC
IRBA
SEC-ERBA
(COMPRESO
IAA)
SEC-SA 1250%
RW
1 Totale delle
esposizioni
- 1.975 - - - 158 - -
2 Operazioni
tradizionali
- 1.975 - - - 158 - -
3 Cartolarizzazioni - 1.975 - - - 158 - -
4 Al dettaglio - 1.975 - - - 158 - -
5 di cui STS - - - - - - - -
6 All'ingrosso - - - - - - - -
7 di cui STS - - - - - - - -
8 Ricartolarizzazione - - - - - - - -
9 Operazioni sintetiche - - - - - - - -
10 Cartolarizzazioni - - - - - - - -
11 Sottostante al
dettaglio
- - - - - - - -
12 All'ingrosso - - - - - - - -
13 Ricartolarizzazione - - - - - - - -

Modello EU SEC4 – Esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione e relativi requisiti patrimoniali regolamentari: l'ente agisce in qualità di investitore (1 di 2)

a b c d e f g h i
Valori dell'esposizione (per fascia di RW/deduzione) Valori dell'esposizione (per metodo
regolamentare)
≤20 %
RW
DA
>20% A
50% RW
DA
>50%
A
100%
RW
DA
>100% A
<1250%
RW
1250% RW/
DEDUZIONI
SEC
IRBA
SEC-ERBA
(COMPRESO
IAA)
SEC
SA
1250% RW/
DEDUZIONI
1 Totale delle
esposizioni
318.805 104.853 - - - - 423.658 - -
2 Cartolarizzazione
tradizionale
318.805 104.853 - - - - 423.658 - -
3 Cartolarizzazioni 318.805 104.853 - - - - 423.658 - -
4 Sottostante al
dettaglio
318.805 104.853 - - - - 423.658 - -
5 di cui STS 318.805 103.942 - - - - 422.746 - -
6 All'ingrosso - - - - - - - - -
7 di cui STS - - - - - - - - -
8 Ricartolarizzazione - - - - - - - - -
9 Cartolarizzazione
sintetica
- - - - - - - - -
10 Cartolarizzazioni - - - - - - - - -
11 Sottostante al
dettaglio
- - - - - - - - -
12 All'ingrosso - - - - - - - - -
13 Ricartolarizzazione - - - - - - - - -

Modello EU SEC4 – Esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione e relativi requisiti patrimoniali regolamentari: l'ente agisce in qualità di investitore (2 di 2)

j k l m n o EU-p EU-q
RWEA (per metodo regolamentare) Requisito patrimoniale dopo l'applicazione del
massimale
SEC
IRBA
SEC-ERBA
(COMPRESO
IAA)
SEC
SA
1250% RW SEC
IRBA
SEC-ERBA
(COMPRESO
IAA)
SEC
SA
1250% RW
1 Totale delle
esposizioni
- 107.888 - - - 8.631 - -
2 Cartolarizzazione
tradizionale
- 107.888 - - - 8.631 - -
3 Cartolarizzazioni - 107.888 - - - 8.631 - -
4 Sottostante al
dettaglio
- 107.888 - - - 8.631 - -
5 di cui STS - 107.432 - - - 8.595 - -
6 All'ingrosso - - - - - - - -
7 di cui STS - - - - - - - -
8 Ricartolarizzazione - - - - - - - -
9 Cartolarizzazione
sintetica
- - - - - - - -
10 Cartolarizzazioni - - - - - - - -
11 Sottostante al
dettaglio
- - - - - - - -
12 All'ingrosso - - - - - - - -
13 Ricartolarizzazione - - - - - - - -

Modello EU SEC5 – Esposizioni cartolarizzate dall'ente: esposizioni in stato di default e rettifiche di valore su crediti specifiche

a b c
Esposizioni cartolarizzate dall'ente — L'ente agisce in qualità di
cedente o promotore
Importo nominale in essere totale Importo totale delle
di cui esposizioni in
stato di default
rettifiche di valore su
crediti specifiche
effettuate nel
periodo
1 Totale delle esposizioni 2.793.071 21.006 -
2 Al dettaglio (totale) 2.793.071 21.006 -
3 Mutui ipotecari su immobili residenziali 2.772.065 - -
4 Carte di credito - - -
5 Altre esposizioni al dettaglio 21.006 21.006 -
6 Ricartolarizzazione - - -
7 All'ingrosso (totale) - - -
8 Prestiti a imprese - - -
9 Mutui ipotecari su immobili non residenziali - - -
10 Leasing e Crediti - - -
11 Altre all'ingrosso - - -
12 Ricartolarizzazione - - -

12. RISCHIO DI MERCATO

Informativa quantitativa

Si riporta di seguito il template EU MR1 al cui interno è fornito il dettaglio del dell'esposizione ponderata relativa al rischio di mercato, calcolata secondo il metodo standardizzato.

Modello EU MR1: rischio di mercato in base al metodo standardizzato

a
RWEA
Prodotti outright
1 Rischio di tasso di interesse (generico e specifico) 96.105
2 Rischio azionario (generico e specifico) 15.882
3 Rischio di cambio -
4 Rischio di posizioni in merci -
Opzioni
5 Metodo semplificato -
6 Metodo delta plus 15
7 Metodo di scenario -
8 Cartolarizzazione (rischio specifico) -
9 Totale 112.002

13. RISCHIO DI TASSO DI INTERESSE SULLE POSIZIONI INCLUSE NEL PORTAFOGLIO BANCARIO

Informativa quantitativa

Si riportano nel seguito le informazioni di cui al modello EU IRRBB1 relative all'informativa quantitativa sul rischio di tasso di interesse su posizioni non detenute nel portafoglio di negoziazione.

Modello EU IRRBB1 - Rischio di tasso di interesse su posizioni non detenute nel portafoglio di negoziazione

a b c d
Scenari prudenziali di shock Variazioni del valore economico del
capitale proprio
Variazioni dei proventi da interessi netti
30/06/2025 31/12/2024 30/06/2025 31/12/2024
1 Shock al rialzo parallelo (277.831) (158.695) 98.445 85.275
2 Shock al ribasso parallelo 155.492 92.750 (150.702) (104.881)
3 Steepener (17.889) 712
4 Flattener (27.885) (35.759)
5 Shock up dei tassi a breve (115.182) (84.222)
6 Shock down dei tassi a lungo 55.696 40.986

14. LEVA FINANZIARIA

Informazioni qualitative sul coefficiente di leva finanziaria

Il Regolamento UE 575/2013 ha introdotto a partire dal 1° gennaio 2014 l'obbligo di calcolo del coefficiente di leva finanziaria per limitare l'accumulo di leva finanziaria eccessiva, ovvero di un livello di indebitamento particolarmente elevato rispetto alla dotazione di mezzi propri che renda la banca vulnerabile.

In relazione al rischio di leva finanziaria è previsto che le banche si dotino di politiche e procedure aziendali volte a identificare, gestire e monitorare tale rischio.

E' inoltre previsto che le banche gestiscano conservativamente il rischio di eccessiva leva finanziaria considerando i potenziali incrementi di tale rischio dovuti alle riduzioni dei fondi propri della banca causate da perdite attese o realizzate derivanti dalle regole contabili applicabili. A tal fine le banche devono essere in grado di far fronte a diverse situazioni di stress con riferimento al rischio di leva finanziaria eccessiva.

A partire dal 1 gennaio 2015 è stato introdotto l'obbligo di pubblicazione del coefficiente calcolato conformemente all'art. 429 del Regolamento UE 575/2013.

In data 10 ottobre 2014 la Commissione Europea ha emanato il Regolamento Delegato 2015/62 che modifica la definizione di Leva Finanziaria. Il Regolamento Delegato, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale UE in data 17 gennaio 2015, non introduce un obbligo di requisito specifico legato al coefficiente in oggetto, ma elimina divergenze interpretative e garantisce l'allineamento delle disposizioni del Regolamento (UE) n. 575/2013 alle norme concordate a livello internazionale, in modo da assicurare una migliore comparabilità e pari condizioni di concorrenza.

In data 15 febbraio 2016 sono state pubblicate, attraverso il Regolamento di esecuzione 2016/200 della Commissione, le norme tecniche di attuazione relative all'informativa sul coefficiente di Leva Finanziaria ai sensi del Regolamento UE 575/2013. Inoltre, a partire dal 30 settembre 2016, il coefficiente di leva è calcolato secondo le disposizioni contenute nel Regolamento di esecuzione (UE) n.428/2016 della Commissione che hanno modificato il Regolamento di esecuzione n.680/2014, contente le norme tecniche di attuazione per quanto riguarda le segnalazioni a fini di vigilanza.

Il coefficiente di leva finanziaria è calcolato trimestralmente, sia a livello individuale che a livello consolidato, come rapporto tra il totale delle esposizioni del Gruppo non dedotte nel calcolo del capitale (SFT, derivati, esposizioni fuori bilancio ed altre esposizioni in bilancio) ed il Capitale di Classe 1. A partire dal 31 dicembre 2021, con l'introduzione della CRR2, è previsto un requisito minimo vincolante del 3%.

Informativa quantitativa

Si riportano di seguito le principali informazioni inerenti il coefficiente di leva finanziaria del Gruppo.

Modello EU LR1 - LRSum: Riepilogo della riconciliazione tra attività contabili ed esposizioni del coefficiente di leva finanziaria

a
Importo applicabile
30/06/2025
1 Attività totali come da bilancio pubblicato 65.072.929
2 Rettifica per i soggetti consolidati a fini contabili ma esclusi dall'ambito del consolidamento prudenziale (10.260.610)
3 (Rettifica per le esposizioni cartolarizzate che soddisfano i requisiti operativi per il riconoscimento del
trasferimento del rischio)
-
4 (Rettifica per l'esenzione temporanea delle esposizioni verso banche centrali (se del caso)) -
5 (Rettifica per le attività fiduciarie iscritte a bilancio a norma della disciplina contabile applicabile ma
escluse dalla misura dell'esposizione complessiva conformemente all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera
i), del CRR)
-
6 Rettifica per gli acquisti e le vendite standardizzati di attività finanziarie soggette alla registrazione sulla
base della data di negoziazione
-
7 Rettifica per le operazioni di tesoreria accentrata ammissibili -
8 Rettifica per gli strumenti finanziari derivati (211.979)
9 Rettifica per le operazioni di finanziamento tramite titoli (SFT) 1.795
10 Rettifica per gli elementi fuori bilancio (conversione delle esposizioni fuori bilancio in importi equivalenti di
credito)
2.169.054
11 (Rettifica per gli aggiustamenti per la valutazione prudente e gli accantonamenti specifici e generici che
hanno ridotto il capitale di classe 1)
-
EU-11a (Rettifica per le esposizioni escluse dalla misura dell'esposizione complessiva conformemente
all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera c), del CRR)
-
EU-11b (Rettifica per le esposizioni escluse dalla misura dell'esposizione complessiva conformemente
all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera j), del CRR)
-
12 Altre rettifiche (764.706)
13 Misura dell'esposizione complessiva 56.006.484

Modello EU LR2 - LRCom: Informativa armonizzata sul coefficiente di leva finanziaria

Esposizioni del coefficiente di leva
finanziaria (CRR)
a b
30/06/2025 31/12/2024
Esposizioni in bilancio (esclusi derivati e SFT)
1 Elementi in bilancio (esclusi derivati e SFT, ma comprese le garanzie reali) 53.299.495 57.851.556
2 Maggiorazione per le garanzie reali fornite su derivati se dedotte dalle attività in bilancio in
base alla disciplina contabile applicabile
- -
3 (Deduzioni dei crediti per il margine di variazione in contante fornito in operazioni su
derivati)
(330.734) (378.486)
4 Rettifica per i titoli ricevuti nell'ambito di operazioni di finanziamento tramite titoli che sono
iscritti come attività
- -
5 (Rettifiche di valore su crediti generiche degli elementi in bilancio) - -
6 (Importi delle attività dedotte nella determinazione del capitale di classe 1) (433.972) (426.310)
7 Esposizioni in bilancio complessive (esclusi derivati e SFT) 52.534.789 57.046.761
Esposizioni su derivati
8 Costo di sostituzione associato alle operazioni su derivati SA-CCR (al netto del margine di
variazione in contante ammissibile)
43.294 14.747
EU-8a Deroga per derivati: contributo ai costi di sostituzione nel quadro del metodo
standardizzato semplificato
- -
9 Importi delle maggiorazioni per le esposizioni potenziali future associate alle operazioni su
derivati SA-CCR
41.085 84.687
EU-9a Deroga per derivati: contributo all'esposizione potenziale futura nel quadro del metodo
standardizzato semplificato
- -
EU-9b Esposizione calcolata secondo il metodo dell'esposizione originaria - -
10 (Componente CCP esentata delle esposizioni da negoziazione compensate per conto del
cliente) (SA-CCR)
- -
EU-10a (Componente CCP esentata delle esposizioni da negoziazione compensate per conto del
cliente) (metodo standardizzato semplificato)
- -
EU-10b (Componente CCP esentata delle esposizioni da negoziazione compensate per conto del
cliente) (metodo dell'esposizione originaria)
- -
11 Importo nozionale effettivo rettificato dei derivati su crediti venduti - -
12 (Compensazioni nozionali effettive rettificate e deduzione delle maggiorazioni per i derivati
su crediti venduti)
- -
13 Totale delle esposizioni in derivati 84.379 99.434
Esposizioni su operazioni di finanziamento tramite titoli (SFT)
14 Attività SFT lorde (senza riconoscimento della compensazione) previa rettifica per le
operazioni contabilizzate come vendita
1.216.467 499
15 (Importi compensati risultanti dai debiti e crediti in contante delle attività SFT lorde) - -
16 Esposizione al rischio di controparte per le attività SFT 1.795 26.104
EU-16a Deroga per SFT: esposizione al rischio di controparte conformemente all'articolo 429
sexies, paragrafo 5, e all'articolo 222 del CRR.
- -
17 Esposizioni su operazioni effettuate come agente - -
EU-17a (Componente CCP esentata delle esposizioni su SFT compensate per conto del cliente) - -
18 Totale delle esposizioni su operazioni di finanziamento tramite titoli 1.218.262 26.603
Altre esposizioni fuori bilancio
19 Importo nozionale lordo delle esposizioni fuori bilancio 14.707.551 13.585.737
20 (Rettifiche per conversione in importi equivalenti di credito) (12.538.496) (11.792.095)
21 (Accantonamenti generici dedotti nella determinazione del capitale di classe 1 e
accantonamenti specifici associati alle esposizioni fuori bilancio)
- -
22 Esposizioni fuori bilancio 2.169.054 1.793.641
Esposizioni escluse
EU-22a (Esposizioni escluse dalla misura dell'esposizione complessiva del coefficiente di leva
finanziaria conformemente all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettere c) e c bis), del CRR)
- -
EU-22b (Esposizioni esentate conformemente all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera j), del CRR (in
bilancio e fuori bilancio))
- -
Esposizioni del coefficiente di leva
finanziaria (CRR)
a b
30/06/2025 31/12/2024
EU-22c (Esposizioni di banche (o unità) pubbliche di sviluppo escluse - Investimenti del settore
pubblico)
- -
EU-22d (Esposizioni di banche (o unità) pubbliche di sviluppo escluse - Prestiti agevolati) - -
EU-22e (Esposizioni escluse derivanti da trasferimenti (passing-through) di prestiti agevolati da
parte di un ente che non sia una banca (o unità) pubblica di sviluppo)
- -
EU-22f (Parti garantite escluse delle esposizioni derivanti da crediti all'esportazione) - -
EU-22g (Garanzie reali in eccesso depositate presso agenti triparty escluse) - -
EU-22h (Servizi connessi a un CSD di CSD/enti esclusi conformemente all'articolo 429 bis,
paragrafo 1, lettera o), del CRR)
- -
EU-22i (Servizi connessi a un CSD di enti designati esclusi conformemente all'articolo 429 bis,
paragrafo 1, lettera p), del CRR)
- -
EU-22j (Riduzione del valore dell'esposizione di prestiti di prefinanziamento o di prestiti intermedi) - -
EU-22k (Escluse le esposizioni verso gli azionisti conformemente all'articolo 429 bis, paragrafo 1,
lettera d bis), del CRR)
- -
EU-22l (Esposizioni dedotte a norma dell'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera q), del CRR) - -
EU
22m
(Totale delle esposizioni escluse) - -
Capitale e misura dell'esposizione complessiva
23 Capitale di classe 1 3.642.084 3.457.189
24 Misura dell'esposizione complessiva 56.006.484 58.966.439
Coefficiente di leva finanziaria
25 Coefficiente di leva finanziaria (%) 6,50% 5,86%
EU-25 Coefficiente di leva finanziaria (escluso l'impatto dell'esenzione degli investimenti del
settore pubblico e dei prestiti agevolati) (%)
6,50% 5,86%
25a Coefficiente di leva finanziaria (escluso l'impatto di un'eventuale esenzione temporanea
applicabile delle riserve della banca centrale) (%)
6,50% 5,86%
26 Requisito regolamentare del coefficiente minimo di leva finanziaria (%) 3,00% 3,00%
EU-26a Requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte al rischio di leva finanziaria eccessiva (%) - -
EU-26b Di cui costituiti da capitale CET1 - -
27 Requisito di riserva del coefficiente di leva finanziaria (%) - -
EU-27a Requisito del coefficiente di leva finanziaria complessivo (%) 3,00% 3,00%
Scelta in merito a disposizioni transitorie e esposizioni rilevanti
EU-27b Scelta in merito alle disposizioni transitorie per la definizione della misura del capitale A regime A regime
a
Esposizioni del
coefficiente di leva
finanziaria (CRR)
EU - 1 Totale delle esposizioni in bilancio (esclusi derivati, SFT e esposizioni esentate), di cui 52.968.761
EU - 2 Esposizioni nel portafoglio di negoziazione 37.600
EU - 3 Esposizioni nel portafoglio bancario, di cui 52.931.161
EU - 4 Obbligazioni garantite 232.017
EU - 5 Esposizioni trattate come emittenti sovrani 11.700.278
EU - 6 Esposizioni verso amministrazioni regionali, banche multilaterali di sviluppo, organizzazioni
internazionali e organismi del settore pubblico non trattati come emittenti sovrani
42.853
EU - 7 Esposizioni verso enti 1.420.270
EU - 8 Esposizioni garantite da ipoteche su beni immobili 10.287.484
EU - 9 Esposizioni al dettaglio 8.997.895
EU - 10 Esposizioni verso imprese 17.011.055
EU - 11 Esposizioni in stato di default 264.355
EU - 12 Altre esposizioni (ad es. in strumenti di capitale, cartolarizzazioni e altre attività diverse da crediti) 2.974.956

Modello EU LR3 - LRSpl: disaggregazione delle esposizioni in bilancio (esclusi derivati, SFT e esposizioni esentate)

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