Interim / Quarterly Report • Aug 6, 2025
Interim / Quarterly Report
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RELAZIONE FINANZIARIA SEMESTRALE 2025
Giardino di Palazzo Spalletti Trivelli, Reggio Emilia, collezioni d'arte CREDEM

Credito Emiliano Spa Gruppo Bancario Credito Emiliano - Credem 3032 - Società per Azioni
Sede Sociale e Direzione:
Via Emilia San Pietro n. 4 - 42100 Reggio Emilia Capitale interamente versato 341.320.065 Euro Codice Fiscale 01806740153 - Partita IVA 02823390352 Codice ABI 03032 Banca iscritta all'albo delle banche al n.5350 Banca iscritta all'albo dei Gruppi bancari al n.03032 Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi Tel.0522 5821 - Telefax 0522 433969 - Telex BACDIR 530658 – Switf Code BACRIT22 Sito Internet: www.credem.it
| Cariche Sociali | 7 |
|---|---|
| Relazione intermedia sulla Gestione | 9 |
|---|---|
| Bilancio consolidato semestrale abbreviato | 59 |
| Note illustrative | 73 |
| Allegati alle note illustrative | 269 |
| Attestazione del Presidente e del Dirigente Preposto | 277 |
| Relazione della Società di Revisione | 281 |
| Presidente | Lucio Igino Zanon di Valgiurata | ||
|---|---|---|---|
| Vice Presidenti | Enrico Corradi (*) | Luigi Maramotti | |
| Consiglieri | Paola Agnese Bongini() Mariaelena Fontanesi Alessandro Merli() Edoardo Prezioso(*) Giovanni Viani |
Giorgia Fontanesi() Elisabetta Gualandri() Ernestina Morstofolini() Anna Chiara Svelto(**) |
|
| (*) Membri del Comitato Esecutivo | |||
| (**) Amministratori indipendenti ex art.148, comma 3, D. Lgs. n.58/1998 (TUF) | |||
| COLLEGIO SINDACALE | |||
| Presidente | Massimiliano Bonfiglio | ||
| Sindaci effettivi | Giulio Morandi | Maria Paglia | |
| Sindaci supplenti | Patrizia Gentil | Monica Montanari | |
| DIREZIONE CENTRALE | |||
| Direttore Generale | Stefano Morellini (***) | ||
| Condirettore Generale | Stefano Pilastri | ||
| Vice Direttore Generale | Giuliano Cassinadri | ||
| Direttori Centrali | Paolo Magnani Francesco Reggiani |
||
| Condirettore Centrale | Maurizio Giglioli | ||
| Vice Direttori Centrali | Massimo Arduini Ettore Corsi |
Roberto Catellani Alessandro Cucchi |
|
| DIRIGENTE PREPOSTO alla redazione dei documenti contabili societari |
Giuseppe Malato |
SOCIETA' DI REVISIONE Deloitte & Touche S.p.A.
(***) dal 9 luglio 2025

le percentuali esprimono i diritti di voto esercitabili direttamente e indirettamente; le partecipazioni in chiaro sono valutate con il metodo del patrimonio netto
Signori Azionisti,
dedichiamo una breve sintesi introduttiva alle principali evidenze del primo semestre 2025:
| CONTRIBUTO AL CONSOLIDATO | ||||
|---|---|---|---|---|
| Banca Commerciale | ||||
| Credem Banca | Private Banking | €170,5 mln | ||
| Credem Euromobiliare Private Banking |
€22,8 mln | |||
| Parabancario, Consumer Credit e Technology | ||||
| Credem Factor Avvera Credem Leasing MGT |
Credemtel | €43,4 mln | ||
| Wealth Management | €52,4 mln | |||
| Euromobiliare SGR Euromobiliare Advisory SIM Euromobiliare Fiduciaria Credem Private Equity Asset Management CredemVita Credem Assicurazioni Insurance |
Rettifiche di consolidamento e trasferimento delle attività di merchant acquiring* +€82,7 mln |
Wealth & Private €75,2 min |
||
| * €93.7 min (al netto dell'effetto fiscale) | Reti Fabbriche Prodotto |
UTILE NETTO €371,8 mln |
La tabella mostra il contributo al consolidato delle diverse aree di business:
(*) Come meglio rappresentato nella Parte L- Informativo di Settore della nota integrativa dove si forniscono informazioni relativamente all'andamento degli ambiti di business.
Il quadro internazionale è gravato da una perdurante instabilità politica e dai conflitti in corso. Una grande incertezza continua a caratterizzare le politiche commerciali, alimentata da una sequenza di annunci, sospensioni e contenziosi, nonché dall'imprevedibilità degli esiti dei negoziati tra gli Stati Uniti e i suoi principali partner commerciali. Per la prima volta in tre anni, nel primo trimestre del 2025 si è contratto il prodotto negli Stati Uniti, dove l'anticipo degli acquisti dall'estero in vista dell'entrata in vigore di nuovi più alti dazi, poi annunciati il 2 aprile, ha generato un marcato aumento delle importazioni. Nei primi tre mesi dell'anno il prodotto dell'area dell'euro è aumentato dello 0,6% sul periodo precedente (dallo 0,3% nel quarto trimestre del 2024). La crescita è stata superiore alle previsioni formulate all'inizio dell'anno, per via soprattutto del forte incremento delle esportazioni di beni verso gli Stati Uniti.
Nel primo trimestre del 2025, il PIL italiano è cresciuto dello 0,3% sul trimestre precedente e dello 0,7% sul trimestre corrispondente. Questa crescita è stata principalmente trainata da contributi positivi della domanda interna e della domanda estera, parzialmente compensati dall'impatto negativo delle scorte. Il miglioramento della domanda interna è dovuto principalmente agli investimenti (la componente non residenziale degli investimenti è stata trainata dall'attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, PNRR), con un contributo minore dai consumi delle famiglie. Le esportazioni nel primo trimestre del 2025 sembrano essere state influenzate da un effetto di anticipazione legato alle minacce statunitensi di aumento delle tariffe (come per il PIL della zona euro). Sempre in Italia, l'indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) ha registrato a giugno 2025 un aumento tendenziale dell'1,7%, stabile rispetto a maggio e inferiore di due decimi a quello dell'area euro. Accelera l'inflazione del carrello della spesa (beni alimentari e beni per la cura della casa e della persona) che a giugno è cresciuta del 3,1% (dal 2,7% di maggio).
Passando alla politica monetaria, ricordiamo che il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea (BCE), nelle riunioni di gennaio e marzo, ha abbassato il tasso di interesse sui depositi presso la banca centrale per un totale di 50 punti base, portandolo al 2,5%. Nelle riunioni di aprile e di giugno ha ulteriormente ridotto il tasso di interesse sui depositi presso l'Eurosistema per un totale di 50 punti base, portandolo al 2,0%. La diminuzione complessiva è pari a 200 punti base dall'avvio del ciclo di allentamento della politica monetaria nel giugno 2024.
Relativamente ai mercati finanziari:
Nel corso dell'anno, il legislatore europeo e le Autorità di Vigilanza hanno continuato a lavorare sul quadro legislativo.
Relativamente alla Vigilanza Bancaria, ricordiamo:
Nella prima parte del 2025, il lavoro della Commissione si è concentrato sul "Competitiveness Compass for the EU" per la traduzione degli indirizzi in iniziative regolamentari concrete. La Commissione ha adottato un pacchetto di semplificazione (Omnibus Simplification Package) che modifica la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e la Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD), con l'obiettivo di ridurre gli oneri amministrativi per le imprese, specialmente per le piccole e medie imprese (PMI). La Commissione ha compiuto ulteriori passi avanti nella semplificazione degli standard di sostenibilità, conferendo all'EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group) un mandato formale per la revisione degli European Sustainability Reporting Standards (ESRS). L'obiettivo è semplificare il set iniziale di standard, riducendo i data point obbligatori e introducendo la distinzione tra requisiti obbligatori e facoltativi. In aggiunta, la Commissione ha compiuto progressi anche sul piano d'azione per la "Savings and Investments Union", basata su un quadro normativo proposto per rilanciare il Securitisation Framework. In particolare, visto che la cartolarizzazione è uno strumento cruciale per il finanziamento bancario e la canalizzazione del risparmio, si propongono semplificazioni per gli obblighi di diligenza e trasparenza per emittenti e investitori. Si prevede una riduzione dei requisiti di assorbimento di capitale per le banche e una maggiore facilità nell'applicazione del LCR (Liquidità Coverage Ratio). Un altro ambito di significativo avanzamento regolamentare è quello delle criptoattività. Infine, la Commissione Europea ha adottato un atto delegato per posticipare di un anno, a partire dal 2027, l'applicazione del nuovo standard di Basilea sui rischi di mercato (Fundamental Review of the Trading Book - FRTB). Questo rinvio riflette un approccio cauto per garantire che le banche europee possano operare a parità di condizioni a livello internazionale.
Come precedentemente comunicato dalla Banca d'Italia, il 30 giugno 2025 entra a regime il SyRB (Systemic Risk Buffer) all'1,0% delle esposizioni ponderate per il rischio di credito e di controparte verso i residenti in Italia.
Procedendo ad analizzare l'andamento del Sistema Bancario italiano, a maggio 2025, i prestiti al settore privato, corretti sulla base della metodologia armonizzata concordata nell'ambito del Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC), sono aumentati dello 0,7% (era -0,3% a dicembre 2024). In dettaglio, i prestiti alle imprese hanno evidenziato una flessione del -1,4% su base annua (era -2,3% a dicembre 2024), con una performance sempre in territorio negativo, ma attenuata nei primi mesi dell'anno in corso, per un aumento del fabbisogno finanziario delle imprese legata al ciclo degli investimenti strumentali. Inoltre le imprese esportatrici, maggiormente esposte all'imprevedibilità delle politiche commerciali, hanno aumentato la propria domanda di credito a breve termine, mentre hanno ridotto quella di finanziamenti con orizzonte più esteso, posticipando presumibilmente gli investimenti in attesa di una riduzione dell'incertezza. Relativamente al credito alle famiglie, sempre a maggio 2025, lo sviluppo si è attestato a +1,5% su base annua (era +0,2% a dicembre 2024). Entrando nel dettaglio, i mutui hanno evidenziato una dinamica del +2,5% su base annua, in progresso nel corso dell'anno, per la flessione del costo dei mutui e per una ripresa del settore immobiliare (aumento delle transazioni). Il credito al consumo ha continuato ad evidenziare una evoluzione positiva (+4,4% a maggio 2025), nonostante la debolezza dei consumi (vedi difficoltà al comparto auto) e tassi ancora mediamente elevati. Gli altri prestiti alle famiglie hanno segnato un -5,9% su base annua. Relativamente alla rischiosità, a marzo 2025, i prestiti deteriorati si sono attestati a 50,5 miliardi di euro, -4,7% su base annua.
Passando alla raccolta diretta interna delle banche italiane, la dinamica dei depositi del settore privato ha evidenziato un recupero: i depositi hanno segnato una crescita del +3,8% a maggio 2025 (era +1,9% a dicembre 2024). La dinamica dei depositi dei residenti si è confermata robusta, sostenuta dalla componente a vista; a favorire tale andamento ha contribuito la compressione del differenziale di rendimento tra questa tipologia di depositi e quelli con durata prestabilita, cui si sono verosimilmente aggiunte finalità precauzionali, in un contesto di elevata incertezza. In dettaglio i depositi alle famiglie hanno segnato un +2,8% a maggio 2025 e i depositi delle imprese hanno raggiunto un +4,8%. Relativamente alle forme tecniche, la liquidità a vista detenuta sui conti correnti ha evidenziato un progressivo recupero (segnando un +5,8% su base annua a maggio 2025). Le forme di deposito a durata prestabilita hanno segnato un -6,1% su base annua, anche per rendimenti meno interessanti, mentre i depositi rimborsabili con preavviso sono risultati sostanzialmente stabili (+1,0% a maggio 2025). Il comparto obbligazionario ha segnato a maggio 2025 un -0,3% su base annua (era +6,8% a dicembre 2024). Nel contempo, a maggio 2025, i titoli in deposito delle famiglie (al valore nominale) hanno registrato una flessione della dinamica (+2,0% su base annua), rispetto al 2024 (+11,2% a dicembre).
Relativamente al risparmio gestito, i fondi comuni aperti hanno realizzato afflussi pari a 9,6 miliardi di euro a maggio 2025. Secondo dati forniti da Assogestioni, la raccolta netta è stata fortemente positiva per gli obbligazionari (+9,2 miliardi di euro, incidono per il 36% del patrimonio dei fondi aperti), seguiti dai monetari (+5,0 miliardi di euro, incidono per il 4% del patrimonio). Hanno registrato deflussi gli azionari (-0,9 miliardi di euro, che rappresentano il 31% del patrimonio), i bilanciati (-5,6 miliardi di euro, incidono per l'9,7% del patrimonio dei fondi aperti), i flessibili (-0,8 miliardi di euro, incidono per il 14% del patrimonio). Il patrimonio complessivo dei fondi aperti si è attestato, a maggio 2025, a 1.280 miliardi di euro (a dicembre 2024 era a 1.271 miliardi di euro). I fondi di diritto italiano hanno registrato una raccolta netta positiva per circa 7 miliardi di euro, mentre quelli di diritto estero hanno consuntivato 1 miliardo di euro.
A maggio 2025, in base ai dati di ANIA, la nuova produzione di polizze vita individuali raccolte in Italia è stata pari a 46,3 miliardi di euro, in progresso del +13,2% su base annua. I prodotti di ramo I hanno registrato un +1,5% (rappresentando il 67% della produzione), mentre i prodotti di ramo III hanno evidenziato uno sviluppo del +49,9% su base annua (sono il 32% della produzione). Relativamente ai canali distributivi delle polizze vita, gli sportelli bancari e postali sono cresciuti del +15,2% su base annua, sviluppando il 68% del totale, e le reti del +24,8% su base annua, distribuendo il 17% dei flussi complessivi.
(*) Le principali fonti dei dati di sistema relative a scenario macroeconomico, contesto regolamentare e andamento del sistema bancario sono: Bollettino Economico n. 2 e 3 del 2025, elaborati da Banca d'Italia; Comunicati stampa BCE (da sito Banca d'Italia); Prometeia; siti internet: www.borsaitaliana.it; www.istat.it; www.ilsole24ore.it; Banche e moneta: serie nazionali – 9 luglio 2025, Banca d'Italia; Banche e istituzioni finanziarie: condizioni e rischiosità del credito per settori e territori - I trimestre 2025, Banca d'Italia; Rapporto di Previsione, Giugno 2025, Prometeia; siti internet: www.bankingsupervision.europa.eu; www.bancaditalia.it, www.assogestioni.it; www.ania.it
Implicazioni dei conflitti in Ucraina e Medio oriente (*)
I conflitti in Ucraina e in Medio oriente non stanno avendo ripercussioni dirette sul Gruppo, in quanto non si evidenziano esposizioni rilevanti verso i paesi coinvolti nel conflitto, tuttavia tensioni improvvise sia sui prezzi delle materie prime, sia sui mercati finanziari potrebbero avere riverberi sulla clientela. Il Gruppo ha innalzato il presidio attraverso meccanismi di segmentazione della clientela e dei relativi livelli di rischiosità in relazione alla maggior esposizione nei settori direttamente più colpiti o più esposti a rischi geopolitici o impattati dall'incremento dei prezzi delle materie prime. Le ripercussioni dello scenario sulle principali grandezze economiche e patrimoniali sono revisionate trimestralmente per tener conto di eventuali deterioramenti o anomalie.
Dal punto di vista operativo, a seguito degli sviluppi del quadro sanzionatorio, il Gruppo ha mantenuto un approccio restrittivo nei confronti dell'operatività che coinvolge Russia, Bielorussia e Ucraina, prevedendo: blocchi sulle transazioni e sull'acquisizione di nuovi clienti; restrizioni di tipo geografico, merceologico e finanziario con soglie di rilevanza stringenti.
Al quadro di incertezza geopolitica si aggiunge una nuova questione legata all'annuncio dell'applicazione di dazi commerciali da parte degli Stati Uniti. Nel corso dell'incontro tra stati Uniti e Unione Europea tenutosi il 27-28 luglio 2025, è stato raggiunto un accordo per scongiurare l'imposizione di nuovi dazi generalizzati. Le parti hanno concordato l'applicazione di una tariffa unica del 15% su gran parte delle esportazioni europee verso gli USA, evitando così dazi più elevati annunciati in precedenza dall'amministrazione americana. Sono stati esclusi dall'accordo alcuni settori strategici, come farmaceutica, aerospazio e semiconduttori, che continueranno a beneficiare di accesso preferenziale. In cambio l'UE si è impegnata ad acquistare ingenti quantitativi di energia statunitense e ad aumentare gli investimenti nel paese. L'intesa rappresenta un compromesso volto a preservare i rapporti commerciali transatlantici, pur mantenendo alcune criticità aperte.
(*) ESMA, in data 13 maggio 2022, ha pubblicato il Public Statement "Implications of Russia's invasion of Ukraine on halfyearly financial reports", afferente gli effetti dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia sulle rendicontazioni finanziarie semestrali e, in data 28 ottobre 2022, ha pubblicato il Public Statement "European common enforcement priorities for 2022 annual financial reports", dove si evidenziano le priorità relative alla disclosuresui rendiconti annuali.
Sono illustrati di seguito gli eventi principali che hanno interessato il Gruppo Credem nel corso del primo semestre 2025:
Direttore Generale
In data 4 luglio 2025, a seguito di un improvviso malore, è mancato inaspettatamente il Direttore Generale, Angelo Campani.
Il Consiglio di amministrazione si è riunito in data 9 luglio 2025 e, nel segno della piena continuità che da sempre contraddistingue il Gruppo, ha nominato Direttore Generale Stefano Morellini, già Condirettore Generale della Banca.
Rating
Il 28 maggio 2025, a seguito della revisione dell'Outlook sul rating del debito assegnato al governo italiano (Baa3), da "Stabile" a "Positivo", e del miglioramento del profilo macroeconomico dell'Italia, Moody's ha effettuato un'azione di rating su diversi istituti finanziari italiani e ha confermato tutti i rating di Credem e migliorato l'Outlook sul debito senior di lungo termine e sui depositi di lungo termine da "Stabile" a "Positivo".
In data 17 luglio, anche Fitch Ratings (Fitch) ha confermato il Long-Term Issuer Default Rating (IDR) di Credito Emiliano S.p.A. a 'BBB', con Outlook positivo, e il Viability Rating (VR) a "bbb".
Idoneità del Collegio Sindacale – processo Fit Proper
In data 21 maggio 2025, il Collegio Sindacale, facendo seguito alle nomine effettuate dall'Assemblea degli Azionisti dello scorso 30 aprile, ha svolto le verifiche in ordine alla sussistenza dei requisiti e criteri di idoneità in capo ai singoli Sindaci. Tali verifiche hanno dato esito positivo anche in relazione all'adeguatezza complessiva dell'Organo. Su tali basi verrà pertanto incardinato il processo di Fit & Proper Assessment presso la Banca Centrale Europea per gli Esponenti di nuova nomina.
Emissione subordinato Tier2 (ISIN: XS3074457196)
In data 15 maggio 2025, Credemholding S.p.A. ha perfezionato con successo l'emissione di 200 milioni di euro di un Bond Tier 2 Subordinato, a valere sul Programma EMTN, approvato in data 15 luglio 2024 e recentemente oggetto di supplemento in data 12 maggio 2025. L'obbligazione ha una scadenza prevista per maggio 2037 con possibilità per l'emittente di richiamare il titolo a maggio 2032 e pagherà una cedola del 4,612%. All'emissione ha fatto seguito un'operazione "mirror" di Credito Emiliano S.p.A.
Comunicazione richiamo anticipato subordinato Tier2 (ISIN: XS2229022822)
In data 4 agosto Credemholding, a seguito dell'autorizzazione rilasciata dall'Autorità di Vigilanza competente, con riferimento al prestito subordinato di importo pari 200 milioni di euro, con scadenza 2030, ha comunicato l'intenzione di esercitare l'opzione di call volontaria e di procedere al rimborso integrale dell'importo di tutti i titoli in essere alla data del 16 settembre 2025, in coerenza con la normativa di Vigilanza che ne ridurrebbe i benefici patrimoniali in caso contrario.
Merchant acquiring
In data 20 gennaio 2025, Credito Emiliano S.p.A. ha concluso l'operazione di trasferimento delle attività di merchant acquiring, per un controvalore di Euro 95 milioni, con un meccanismo di aggiustamento del prezzo nei prossimi anni e basato sulla misurazione di obiettivi specifici. L'operazione prevede il trasferimento a Worldline Italia delle attività di merchant acquiring di Credem, a cui fanno riferimento circa 25.000 esercenti con circa 32.000 Pos. Credem e Worldline Italia hanno inoltre firmato un accordo commerciale di lungo periodo, fino a 15 anni, per la distribuzione tramite la rete Credem dei prodotti e servizi di Worldline. L'operazione si inserisce nel contesto della strategia del Gruppo Credem di costante sviluppo dell'offerta ai propri clienti esercenti di servizi transazionali e digitali, dai pagamenti nei punti vendita, nell'ecommerce e in mobilità, e permetterà a Credem di mantenere elevati standard di servizio
partecipando insieme a Worldline alla definizione della strategia commerciale verso la clientela per tutta la durata dell'accordo.
La tabella mostra il conto economico riclassificato del primo semestre 2025 rispetto ai dati del primo semestre dell'anno precedente.
Il risultato complessivo di 371,8 milioni incorpora la plusvalenza realizzata a seguito della cessione delle attività di merchant acquiring (93,7 milioni di euro), anche al netto della quale il Gruppo è stato in grado di riportare un buon risultato semestrale, soprattutto in considerazione delle numerose variabili esogene che hanno caratterizzato il contesto di riferimento, come già rappresentato nei paragrafi introduttivi dedicati alla descrizione dello scenario.
| CONTO ECONOMICO | giu-25 | giu-24 | Variazione |
|---|---|---|---|
| Milioni di € | % su giu-24 | ||
| - Margine finanziario | 474,4 | 570,2 | -16,8 |
| - Margine servizi () (***) | 462,7 | 459,4 | 0,7 |
| Margine d'intermediazione (*) | 937,0 | 1.029,7 | -9,0 |
| - Spese del personale | -306,6 | -301,8 | 1,6 |
| - Altre spese amministrative (*) | -155,6 | -142,8 | 9,0 |
| Costi operativi (*) | -462,2 | -444,6 | 4,0 |
| Risultato lordo di gestione | 474,8 | 585,1 | -18,8 |
| - Ammortamenti | -54,3 | -53,0 | 2,4 |
| Risultato operativo | 420,5 | 532,1 | -21,0 |
| - Accantonamenti per rischi e oneri (**) | 0,8 | -2,3 | -134,8 |
| - Oneri/proventi straordinari () (*) | 90,9 | -39,9 | -327,9 |
| - Rettifiche nette su crediti (****) | -5,2 | -9,4 | -44,4 |
| Utile prima delle imposte | 507,0 | 480,5 | 5,5 |
| - Utile di terzi | |||
| - Imposte sul reddito d'esercizio | -135,2 | -156,7 | -13,7 |
| Utile netto | 371,8 | 323,8 | 14,8 |
(*) le spese ed il margine servizi sono stati nettati della componente di imposte indirette e tasse recuperate alla clientela (72,6 milioni di euro a giugno 2025, 66,3 milioni di euro a giugno 2024);
(**) sono stati stornati da spese contributi ai fondi nazionali per 0 milioni di euro a giugno 2025 (33,0 milioni di euro a giugno 2024);
(***) a giugno 2025 la stima del contributo al Fondo di garanzia assicurativo dei rami Vita, istituito dalla Legge di Bilancio 2023, ammonta a 3,6 milioni di euro, accantonata al Fondo per Rischi ed Oneri, ed è stata ricondotta tra gli oneri straordinari;
(****) le rettifiche/riprese di valore su crediti inerenti le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato riferite a titoli (1,3 milioni di euro a giugno 2025; 0,9 milioni di euro a giugno 2024) e quelle inerenti le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (-0,2 milioni di euro a giugno 2025; -0,4 milioni di euro a giugno 2024) sono ricondotte al margine servizi;
(*****) il risultato derivante dalla cessione di crediti npl è riclassificato a rettifiche nette su crediti e operazioni finanziarie (11,2 milioni di euro a giugno 2025; 1,6 milioni di euro a giugno 2024, 3,1 milioni di euro a dicembre 2024).
Analizzando i principali aggregati economici:
Margine finanziario
Rispetto al giugno 2024, i tassi di interesse hanno registrato complessivamente una contrazione di 200 punti base, che si è riflessa nell'evoluzione del margine finanziario che, rispetto all'anno precedente, segna un calo del 16,8%.
Il margine clientela ha segnato una contrazione meno che proporzionale rispetto alla dinamica dei tassi. In particolare il tasso medio degli impieghi si è attestato a 3,74%, rispetto al 4,25% del primo semestre 2024, scendendo di 51 punti base, mentre il costo medio della raccolta si è attestato a 0,86% rispetto all'1,19% del periodo di confronto, con un beneficio di 33 punti base.
Sotto il profilo commerciale, la dinamica dei volumi degli impieghi ha contribuito positivamente all'evoluzione del margine, in particolare si segnala la crescita dei finanziamenti erogati da Avvera che presentano una marginalità elevata, mentre sono rimasti costanti i volumi di diretta clientela, con qualche ricomposizione tra componente a tempo e a vista.
| TASSI (%) | giu-25 | giu-24 |
|---|---|---|
| Tasso medio impieghi Tasso medio raccolta |
3,74 0,86 |
4,25 1,19 |
| "Forbice" clientela | 2,87 | 3,06 |
Il margine da servizi è in crescita dello 0,7% rispetto al giugno 2024. La tabella sottostante evidenzia la contribuzione delle varie componenti al margine da servizi.
| SCOMPOSIZIONE PER AREA DI CONTRIBUZIONE | giu-25 | giu-24 | Variazione % su giu-24 |
|---|---|---|---|
| - Gestione e intermediazione | 254,9 | 251,4 | 1,4% |
| - Servizi bancari (*) | 102,4 | 105,0 | -2,5% |
| COMMISSIONI NETTE | 357,3 | 356,4 | 0,3% |
| Trading titoli, cambi e derivati (**) | 51,3 | 46,0 | 11,5% |
| Gestione assicurativa ramo vita (*) | 42,4 | 41,8 | 1,6% |
| Saldo altri proventi e oneri di gestione riclassificato (**) |
11,6 | 15,3 | -23,8% |
| MARGINE SERVIZI | 462,7 | 459,4 | 0,7% |
(*) I ricavi denominati di istruttoria veloce, contabilmente classificati tra i proventi di gestione, sono stati riclassificati tra le commissioni.
(**) Le voci sono al netto delle corrispondenti voci di Credemvita, che vengono sinteticamente esposte nella "gestione assicurativa ramo vita".
Risulta in particolare molto positivo lo sviluppo del risultato da trading (+11,5% rispetto al primo semestre 2024) grazie alle prese di beneficio sui titoli realizzate nel semestre.
Inoltre, la dinamica delle commissioni da gestione ed intermediazione sostiene le commissioni nette a fronte di un calo delle commissioni da servizi bancari. Più nel dettaglio, le commissioni bancarie si sono attestate a 102,4 milioni di euro e hanno registrato un decremento del -2,5% risentendo del venir meno di parte della redditività derivante dal merchant acquiring, mentre le commissioni da gestione ed intermediazione raggiungono i 254,9 milioni, in crescita dell'1,4%, anche a fronte di minori commissioni di performance. Il risultato della gestione assicurativa si attesta a 42,4 milioni di euro, contro i 41,8 raggiunti a giugno 2024.
I costi proseguono il trend di crescita che è funzionale al mantenimento di un'offerta aggiornata, articolata e diversificata come quella che il Gruppo intende esprimere. In dettaglio:
Nella voce "oneri/proventi straordinari" è inclusa la plusvalenza per la cessione del merchant acquiring per 95,0 milioni di euro lordi e accantonamenti per i fondi sistemici relativi alle polizze vita per 3,6 milioni di euro, mentre vengono meno gli accantonamenti per oneri sistemici (DGS) (per oltre 33 milioni di registrati a giugno 2024).
Le rettifiche su crediti si posizionano a -5,2 milioni di euro. Come evidenziato più dettagliatamente nel paragrafo dedicato agli impieghi, includono principalmente rettifiche analitiche su Credembanca e su Avvera, in parte compensate da recuperi derivanti da plusvalenze da cessioni di crediti non performing per circa 11 milioni di euro. Risulta infine molto contenuto il contributo al costo del credito delle altre società del gruppo.
L'utile netto a 371,8 milioni di euro, risultante dalle evidenze descritte e al netto di oneri fiscali, è in crescita del 14,8% (-14,1% al netto della plusvalenza derivante dalla cessione del merchant acquiring).
Nella presente sezione, vengono utilizzati gli ultimi dati di sistema disponibili per "Crediti e raccolta diretta a clientela" e "Raccolta complessiva". Per quanto attiene la raccolta diretta "core", viene utilizzato il dato dei "depositi" (aggiornato alla data di riferimento), stante le diverse tempistiche dei flussi di ritorno delle obbligazioni e pronti contro termine ripartiti per controparte.
La dinamica degli impieghi del Gruppo Credem continua a mostrare una crescita significativa e sostenibile nel tempo in un contesto macroeconomico che presenta ancora complessità e incertezze geopolitiche e dove la domanda di credito si mantiene su livelli prudenti.
*I numeri evidenziati nelle tabelle sono riferiti alla sottovoce di bilancio 40 b) dei crediti veso clientela al netto della componente in titoli.
| Volumi | variazione % su 2024 |
||
|---|---|---|---|
| CREDITI VERSO CLIENTELA (€mln) | giu-25 dic-24 |
||
| Impieghi** | 36.687 | 36.363 | +0,9% |
(**) Impieghi Gruppo Credem al netto dei rapporti intercompany
Nel corso del primo semestre del 2025, si conferma l'apporto determinante delle società del parabancario del Gruppo alla crescita del portafoglio degli impieghi. Questo contributo è il frutto di scelte strategiche di diversificazione intraprese nei precedenti esercizi che hanno permesso di consolidare il ruolo di tutte le società del Gruppo e di mantenere un'importante azione di presidio del rischio, rafforzata dall'introduzione di indicatori che permettono di cogliere di volta in volta le principali variabili che hanno effetti sul contesto macroeconomico.
Nello specifico, per le singole società del Gruppo:
È ulteriormente cresciuta la concentrazione sulle posizioni con rating migliori (C1-C4 per funzione regolamentare Corporate, C1-C5 per funzione regolamentare Retail) dove insiste, per quanto riguarda Credembanca, circa il 90 % degli utilizzi. Nel dettaglio segnaliamo:
| CLASSIFICAZIONE DEI CREDITI LORDI PER STAGE | giu-25 | dic-24 | |
|---|---|---|---|
| Stage 1 | €mln | 34.083 | 33.874 |
| Stage 2 | €mln | 2.349 | 2.222 |
| Stage 3 | €mln | 256 | 267 |
| Stage 1 | % | 92,9 | 93,2 |
| Stage 2 | % | 6,4 | 6,1 |
| Stage 3 | % | 0,7 | 0,7 |
La tabella mostra per il Gruppo la classificazione dei crediti verso la clientela per stage:
La componente dello stage 2 a giugno 2025 è in marginale incremento e si attesta al 6,4% degli impieghi lordi, mentre nel corso dei primi sei mesi del 2025, lo stock dei crediti non performing (NPL) del Gruppo ha registrato un'ulteriore riduzione a conferma dell'elevata capacità di gestione della collection e dell'efficace utilizzo della leva strategica delle cessioni come strumento proattivo.
L'indicatore NPL ratio lordo, al 30 giugno 2025 si attesta a 1,63%, in calo rispetto a dicembre 2024 (1,81%). Nella tabella seguente è riportata l'evoluzione del credito problematico e la dinamica dei performing:
| CREDITO PROBLEMATICO | Crediti | TOTALE | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| €mln | Sofferenze | Inadempienze probabili |
"Esposizioni scadute" |
Tot. Crediti problematici |
performing | CREDITI | |
| Valori nominali |
06/25 | 222 | 340 | 43 | 605 | 36.513 | 37.118 |
| 12/24 | 267 | 363 | 38 | 669 | 36.185 | 36.854 | |
| Previsioni di perdita |
06/25 | 183 | 149 | 18 | 350 | 81 | 431 |
| 12/24 | 220 | 167 | 15 | 401 | 89 | 491 | |
| Valori di | 06/25 | 39 | 192 | 25 | 256 | 36.432 | 36.687 |
| realizzo | 12/24 | 47 | 197 | 24 | 267 | 36.096 | 36.363 |
| Coverage | 06/25 | 82,4% | 43,8% | 41,7% | 57,9% | 0,22% | |
| 12/24 | 82,3% | 45,9% | 38,4% | 60,0% | 0,24% |
Il coverage ratio complessivo sui Non Performing Loans (NPL) valutati al costo ammortizzato si attesta al 57,8% a giugno 2025, in leggero calo rispetto al livello registrato a dicembre 2024, in ragione soprattutto delle operazioni di cessione che hanno interessato esposizioni classificate a sofferenza con elevati ageing e accantonamenti. Il livello di copertura del Gruppo Credem continua a essere tra i più alti a livello di sistema.
Per quanto riguarda l'evoluzione del credito deteriorato di Credem Banca si registra:
● lo stock complessivo di sofferenze è in calo di 47,5 milioni di euro rispetto a dicembre 2024, grazie all'ottima performance negli incassi e alla confermata efficacia della gestione degli NPL. L'utilizzo della leva strategica delle cessioni ha avuto un ruolo fondamentale, con tre operazioni di cessione effettuate nel corso del primo semestre: due cessioni rolling e una ipotecaria, contabilizzate nei mesi di marzo e giugno. Il Gross Book Value ceduto è stato complessivamente di 50,9 milioni di euro, con un utile da cessione pari a circa 10,9 milioni di euro.
Inoltre, i write-off hanno registrato un calo di circa 7 milioni rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, con un totale di 14 milioni di euro. In leggero incremento gli ingressi da UTP.
In relazione alle altre società del Gruppo, lo stock di NPL ha subito le seguenti variazioni:
Il costo del credito del Gruppo a giugno 2025 è pari a 5,2 milioni di euro (0,01%). Questo risultato posiziona il Gruppo ai vertici del settore, con indicatori di qualità del credito nettamente migliori rispetto alle medie sia del sistema bancario italiano che di quello europeo. La capacità di mantenere un costo del credito così contenuto testimonia l'efficacia delle politiche di gestione del rischio e la solidità del portafoglio crediti. Il costo del credito può essere così scomposto:
Il framework metodologico IFRS 9 è oggetto di continuo monitoraggio da parte del Gruppo al fine di valutare trimestralmente la coerenza con l'evoluzione macro economica e di portafoglio.
La strategia di gestione dei Non Performing Loans sarà orientata ad una riduzione del "vintage" in coerenza con le previsioni normative (SREP letter, Addendum, Calendar Provisioning) che penalizzano proprio le esposizioni deteriorate con più anzianità.
A supporto delle attività di presidio del rischio di credito, all'ormai consolidato sistema di early warning (sviluppato negli anni per prevenire il degrado delle posizioni operando in ottica predittiva), è stata affiancata un'attività i presidio rafforzato che ha riguardato tutto il portafoglio creditizio, individuando i clienti potenzialmente maggiormente impattati dallo scenario macroeconomico attuale in termini di dazi sulle esportazioni, costi elevati delle materie prime e domanda debole.
La raccolta complessiva del Gruppo si attesta a 124,9 miliardi di euro, contro i 122,3 miliardi di euro del dicembre 2024. Per quanto riguarda le componenti clientela, raggiungono i 107,1 miliardi di euro:
| RACCOLTA DA CLIENTELA ED ISTITUZIONALE (€mln) |
giu-25 | dic-24 | Variazione % su 2024 |
|---|---|---|---|
| - C/C e risparmi (*) | 38.639 | 39.294 | -1,7% |
| - Altri rapporti | 331 | 214 | 55,2% |
| Depositi | 38.971 | 39.508 | -1,4% |
| Obbligazioni e subordinati | 4.646 | 4.445 | 4,5% |
| Raccolta Diretta Bancaria (**) | 43.617 | 43.953 | -0,8% |
| Riserve Assicurative (**) | 9.956 | 9.396 | 6,0% |
| Raccolta Indiretta | 71.360 | 68.950 | 3,5% |
| Raccolta Complessiva | 124.933 | 122.298 | 2,2% |
| Raccolta Diretta Clientela (***) | 39.255 | 39.249 | 0,0% |
| Raccolta Indiretta Clientela con riserve assicurative (***) |
67.894 | 65.965 | 2,9% |
| Raccolta Complessiva Clientela (***) | 107.149 | 105.214 | 1,8% |
(*) La voce non comprende i finanziamenti contratti, nella forma tecnica di pronti contro termine passivi, con la Cassa di Compensazione e Garanzia; comprende i certificati di deposito
(**) La "raccolta diretta bancaria" comprende l'apporto delle società appartenenti al Gruppo bancario, mentre le "riserve assicurative" comprendono le riserve tecniche e le passività finanziarie valutate al fair value di Credemvita.
(***) Vengono dedotti, per tutti i periodi di riferimento, i titoli di debito emessi sui mercati istituzionali, la raccolta indiretta di natura finanziaria. Nella "raccolta complessiva clientela" vengono ricomprese anche le Riserve Assicurative.
Con maggior dettaglio, si evidenziano di seguito i principali aggregati:
Raccolta Diretta
Secondo i dati ABI, in Italia, a giugno 2025, la dinamica della raccolta diretta risulta in incremento del 1% su base annua, con un trend analogo tra depositi e raccolta a medio lungo termine. Per quanto riguarda il Gruppo Credem, la raccolta diretta bancaria riporta una contrazione dello 0,8% rispetto a dicembre, mentre sono in crescita del 4,5% le obbligazioni a seguito dell'emissione di 200 milioni di Bond subordinato Tier2, già citato in sede introduttiva. Per quanto concerne le altre forme di raccolta istituzionale e l'utilizzo del canale di
La raccolta indiretta si attesta a 71,4 miliardi di euro, rispetto ai 68,9 del dicembre 2024, in crescita del 3,5%. Nel semestre la raccolta netta è stata positiva anche in uno scenario caratterizzato da volatilità per gli effetti dell'introduzione dei dazi da parte delle autorità americane. I mercati, dopo l'impatto negativo dei primi annunci a metà aprile, hanno recuperato e, da inizio anno, si sono riportati tendenzialmente in territorio positivo.
Come rappresentato nella tabella sottostante, la raccolta gestita nel semestre è cresciuta dell'1,9%, mentre l'amministrata mantiene un trend più sostenuto, con una crescita del 3,3% rispetto al dato di fine 2024. L'amministrata continua a riscuotere il favore della clientela, malgrado la contrazione dei rendimenti relativi alla componente obbligazionaria conseguente al taglio dei tassi.
Per quanto riguarda la gestita, i fondi realizzano la crescita maggiore (+7,2%) raggiungendo quasi 11 miliardi di volumi, in linea con la buona performance rendicontata anche a livello di sistema. Anche le SICAV sono in crescita dell'1,6%, mentre si evidenzia una contrazione sui volumi delle gestioni patrimoniali (-3%).
La raccolta indiretta, per tipologia di prodotti, presenta la seguente evoluzione (i dati sono in milioni di euro):
| COMPOSIZIONE PER TIPOLOGIA DI PRODOTTI DELLA RACCOLTA INDIRETTA |
giu-25 | dic-24 | % su 2024 |
|---|---|---|---|
| Gestioni patrimoniali | 6.534 | 6.733 | -3,0% |
| Fondi comuni di investimento | 10.914 | 10.181 | 7,2% |
| SICAV | 5.007 | 4.929 | 1,6% |
| Altra e prodotti di terzi | 12.837 | 12.804 | 0,3% |
| Raccolta indiretta gestita | 35.293 | 34.647 | 1,9% |
| Raccolta indiretta amministrata clientela | 22.645 | 21.923 | 3,3% |
| Raccolta indiretta clientela | 57.938 | 56.570 | 2,4% |
| Raccolta indiretta al controvalore (*) | 71.360 | 68.950 | 3,5% |
(*) include amministrata istituzionale
Per quanto riguarda le società impegnate nella costruzione e nella gestione dell'ampia offerta di prodotti che caratterizza il gruppo, si evidenzia che tutta l'Area Wealth Management procede sul percorso di innovazione, specializzazione e sinergia con le reti distributive.
Nel corso del primo semestre la gamma di Euromobiliare AM SGR è stata ampiamente rinnovata ed ampliata con nuovi prodotti, inoltre sono state aggiornate le caratteristiche di fondi della gamma "open" con l'obiettivo di adeguarli al mutato contesto di mercato e nell'ottica di una sempre maggiore specializzazione.
Euromobiliare Advisory SIM ha proseguito il consolidamento del servizio di gestioni patrimoniali in delega e quello in ambito assicurativo, con una crescita complessiva prossima al 10% guidata dall'ottima raccolta netta e da un effetto mercato positivo.
Credemvita ha lanciato il suo nuovo sito internet al fine di offrire un'esperienza ancora più intuitiva e veloce, grazie ad una grafica rinnovata e ad una struttura di navigazione maggiormente semplificata e moderna. Dopo aver innovato nel corso del 2024 l'intera gamma prodotti, la Compagnia ha avviato iniziative commerciali a valere su tutte le linee di business (ramo I, ramo III e multiramo), con l'obiettivo di incrementare il valore riconosciuto ai clienti. Il successo di queste iniziative è testimoniato da una produzione netta complessiva in crescita. Molto forte l'attenzione della compagnia verso la previdenza complementare, rafforzata anche dall'ottimo risultato della produzione netta del Fondo Pensione Aperto Credemprevidenza, sul quale si concentreranno importanti iniziative commerciali nei prossimi mesi.
Sono proseguite nel semestre le attività del programma strategico "Re-Wealth" che, subordinatamente alle autorizzazioni delle autorità di vigilanza, vedrà la creazione di un Centro Unico Gestorio e ha visto la nascita, nei primi mesi dell'anno, di una nuova struttura di Wealth Governance di Gruppo all'interno della capogruppo Credem, che ha l'obiettivo di presidiare l'evoluzione strategica del Wealth Management del Gruppo e le attività di business regulatory. A fine giugno sono state raggiunte, grazie anche all'evoluzione ed al consolidamento dei processi di investimento sui prodotti finanziari ed assicurativi di investimento, circa 15 miliardi di euro di masse complessive relative a prodotti e servizi di investimento ed assicurativi di investimento del Gruppo con caratteristiche ESG (*) (ambientali, sociali e di governance) (+13% rispetto allo stesso periodo del 2024)".
(*) il valore totale delle masse dei prodotti e servizi del Gruppo Credem che promuovono caratteristiche ESG e che rientrano nelle classificazioni articolo 8 e articolo 9 definite dal regolamento comunitario 2088/19 (c.d. SFDR).
In considerazione dei tempi di approvazione della presente relazione, vengono utilizzati gli ultimi dati di sistema disponibili per "Crediti e raccolta diretta a clientela" e "Raccolta complessiva". Per quanto attiene la raccolta diretta "core", viene utilizzato il dato dei "depositi" (aggiornato alla data di riferimento), stante le diverse tempistiche dei flussi di ritorno delle obbligazioni e pronti contro termine ripartiti per controparte.
Le quote del mercato nazionale relative alle banche italiane mostrano la seguente evoluzione (in %):
| QUOTE DI MERCATO IMPIEGHI relative alle banche italiane (%) | mag-25 | mag-24 | 2024 |
|---|---|---|---|
| Impieghi per cassa totali (*) di cui: | 2,260 | 2,169 | 2,274 |
| Società non finanziarie |
2,224 | 2,157 | 2,296 |
| Famiglie consumatrici |
2,200 | 2,162 | 2,203 |
| Famiglie produttrici |
1,265 | 1,365 | 1,317 |
| Totale quota " " core |
2,162 | 2,115 | 2,198 |
(*) Comprende "pronti contro termine con controparti istituzionali"; non comprende impieghi verso le Pubbliche Amministrazioni.
| QUOTE DI MERCATO RACCOLTA (%) | mag-25 | mag-24 | 2024 |
|---|---|---|---|
| Raccolta diretta (*) | 1,838 | 1,889 | 1,933 |
| Raccolta indiretta | 1,561 | 1,732 | 1,698 |
| Raccolta clientela complessiva (*) | 1,655 | 1,777 | 1,780 |
| di cui: | |||
| Raccolta diretta da famiglie consumatrici e produttrici | 1,722 | 1,706 | 1,702 |
| Raccolta indiretta da famiglie consumatrici e produttrici | 3,582 | 3,601 | 3,633 |
(*)Comprende controparti istituzionali
La raccolta da clientela continua a rappresentare il canale privilegiato di funding complessivo del Gruppo Credem.
Relativamente al funding da BCE, a fine giugno 2025 non era in essere alcuna operazione di mercato aperto.
Nel corso del primo semestre 2025, il Gruppo Bancario ha mantenuto in media un saldo di liquidità depositata sui conti detenuti presso la BCE pari a circa 2,6 miliardi di euro, che a fine giugno risultava pari a 1,8 miliardi di euro.
A maggio 2025, il Gruppo ha effettuato il collocamento sul mercato di uno strumento subordinato Tier 2 da parte di CredemHolding per 200 milioni di euro con scadenza maggio 2037 e possibilità di rimborso anticipato a maggio 2032, con relativa emissione "mirror" da parte di Credem interamente sottoscritta da parte della Holding, come anticipato in sede introduttiva.
Nel mese di giugno 2025 è stato perfezionato il rinnovo annuale del Programma EMTN.
Nell'ambito del programma di Obbligazioni Bancarie Garantite da Credem CB, il valore nominale delle emissioni in circolazione a fine giugno 2025 è risultato pari a 2,85 miliardi di euro, di cui 1 miliardo di euro rappresentato da un'emissione retained.
Per quanto riguarda l'operatività di mercato monetario a valere sul Programma di Emissione di Cambiali Finanziarie di Credito Emiliano, nel corso del primo semestre 2025, sono state collocate 6 emissioni, per un ammontare complessivo di circa 238 milioni di euro e per un valore nominale outstandinga fine giugno 2025 di 213 milioni di euro.
Il Gruppo continua ad essere attivo nell'operatività di raccolta in depositi unsecured a breve termine con il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF), con un importo medio di circa 50 milioni di euro, mentre a fine giugno 2025 non risultavano in essere operazioni.
Nello stesso periodo l'attività di rifinanziamento, in prevalenza Titoli di Stato e Supras Europei in euro, ha visto un'operatività in pronti contro termine, che a fine giugno è risultata in raccolta netta per circa 2,17 miliardi di euro.
In relazione all'operatività in divisa diversa dall'Euro e in particolare in USD, a seguito della riduzione del portafoglio di titoli governativi e corporate in USD, il surplus è stato prevalentemente impiegato in pronti contro termine in divisa. L'importo complessivo netto di impiego di tali operazioni a fine giugno 2025 ammonta a 56 milioni di USD a controvalore di mercato.
La gestione del portafoglio di titoli obbligazionari, ha privilegiato l'investimento in titoli di emittenti italiani ed europei. L'incidenza degli emittenti italiani sul portafoglio complessivo a fine giugno 2025 si è attestata al 48% circa.
A giugno 2025, la posizione in titoli di Stato emessi dal Tesoro USA, denominati in USD, risulta in diminuzione a circa 570 mln (di cui 200 mln circa rinvenienti da operazioni di repo di impiego).
Il portafoglio è quindi composto principalmente da titoli di Stato, sia denominati in euro ed emessi da stati europei sia denominati in USD, oltre che da titoli obbligazionari emessi da banche e altri emittenti corporate e da una quota di titoli emessi nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione e covered bond.
| ATTIVITA' FINANZIARIE TITOLI (€mln) | giu-25 | 2024 |
|---|---|---|
| Detenute per la negoziazione | 78 | 34 |
| HTCS | 8.722 | 9.492 |
| HTC (*) | 6.333 | 7.331 |
| 15.134 | 16.857 | |
| IMPIEGHI E RACCOLTA DA BANCHE (€mln) | ||
| Impieghi a banche | 1.669 | 1.580 |
| Raccolta da banche | 2.305 | 5.545 |
(*)Attività detenute per incassare flussi di cassa contrattuali, valutate al costo ammortizzato
La tavola seguente mostra l'evoluzione della presenza territoriale del Gruppo:
| PRESENZA TERRITORIALE | giu-25 | 2024 |
|---|---|---|
| Credembanca | 408 | 410 |
| Credem Euromobiliare Private Banking (CEPB) | 56 | 55 |
| Credem Euromobiliare Private Banking (filiali leggere*) | 9 | 8 |
| TOTALE FILIALI | 473 | 473 |
| "Credempoint" | 66 | 65 |
| Negozi finanziari CEPB | 9 | 9 |
| TOTALE NEGOZI FINANZIARI | 75 | 74 |
| Promotori Finanziari con mandato Credembanca | 545 | 536 |
| Promotori Finanziari con mandato CEPB | 311 | 297 |
| TOTALE PROMOTORI FINANZIARI ESTERNI CON MANDATO | 856 | 833 |
| CENTRI AZIENDE | 46 | 46 |
| AGENTI FINANZIARI MUTUI RESIDENZIALI | 241 | 243 |
| AGENTI FINANZIARI "CESSIONE DEL QUINTO" e AGENTI FINALIZZATO (CON COLLABORATORI) |
449 | 432 |
Il numero complessivo delle filiali è rimasto stabile con una ricomposizione tra Credembanca e Credem Euromobiliare Private Banking. Complessivamente si registra l'apertura di un nuovo Credempoint e in generale uno sviluppo dei canali distributivi dedicati alla prompzione finanziaria. In crescita anche la rete costituita dagli agenti di Avvera specializzati nella cessione del quinto o nel credito finalizzato. Sul fronte della Promozione Finanziaria, i primi sei mesi del 2025 hanno visto un significativo sviluppo della rete.
(*) corner Credem Euromobiliare Private Banking all'interno di filiali Credem
Nel Gruppo Credem sono presenti due settori operativi, Banking e Wealth Management, che aggregano le principali aree di business in cui operano le diverse società del Gruppo. In particolare:
Banking: Commercial banking
Il commercial banking rimane l'area di business trainante il margine di intermediazione del Gruppo e ha garantito una costante espansione dei volumi. Risente, a livello di marginalità, della contrazione dei tassi che si riflette sull'andamento del margine finanziario. L'utile a 264,1 milioni di euro nel semestre include la plusvalenza per la cessione delle attività di merchant acquiring.
Private banking
La private bank nel semestre ha contribuito per 131,5 milioni di euro al margine di intermediazione del Gruppo, con utili condizionati da una minor remunerazione della liquidità a fronte comunque di una produzione molto buona in termini di gestita e amministrata.
Il Parabancario, Consumer Credit e altro
Il segmento aumenta la propria contribuzione all'interno del gruppo grazie alla stabilità dei business più storici e allo sviluppo accelerato di Avvera.
In questa sede si evidenzia che il Gruppo si caratterizza anche per la presenza di società non strettamente legate all'ambito bancario, significative per l'offerta che sono in grado di erogare alla clientela e anche in relazione all'apporto e agli scambi con il resto del Gruppo.
Asset Management e Insurance
Le società dell'area sono tutte controllate al 100% da Credem tranne Credemassicurazioni, partecipata pariteticamente al 50% con Reale Mutua, e operano a supporto delle reti commerciali del Gruppo nei servizi di investimento, nella consulenza finanziaria e patrimoniale, in ambito assicurativo e fiduciario.
Le società rappresentano al 30 giugno 2025 l'11% del margine di intermediazione consolidato e nel semestre hanno un'incidenza del 14% sugli utili consolidati.
Le tavole evidenziate di seguito mostrano i principali indicatori relativi alle società del Gruppo e le variazioni percentuali degli aggregati rispetto al primo semestre 2024:
| COMMERCIAL BANKING | PRIVATE BANKING | PARABANCARIO, CONSUMER CREDIT E ALTRO |
ASSET MANAGEMENT e INSURANCE | CONSOLIDATO* | |||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| CONTRIBUZIONE PER SOCIETA' AL | |||||||||||||||
| CONSOLIDATO (milioni di euro) | |||||||||||||||
| 06/25 | 06/24 | var% | 06/25 | 06/24 | var% | 06/25 06/24 | var% | 06/25 | 06/24 | var% | 06/25 06/24 | var% | |||
| MARGINE DA INTERMEDIAZIONE | 632,9 | 704,2 | -10,1% | 131,5 | 145,9 | -9,8% | 136,7 | 121,3 | 12,7% | 105,8 | 122,5 | -13,7% | 937,0 1.029,7 | -9,0% | |
| COSTI OPERATIVI e AMMORTAMENTI | -390,2 -382,3 | 2,1% | -95,9 | -86,3 | 11,2% | -59,0 | -56,0 | 5,4% | -27,1 | -24,1 | 12,6% | -516,5 -497,6 | 3,8% | ||
| RISULTATO OPERATIVO | 242,7 | 321,8 | -24,6% | 35,6 | 59,6 | -40,3% | 77,7 | 65,3 | 19,0% | 78,6 | 98,4 | -20,1% | 420,5 | 532,1 | -21,0% |
| RISULTATO ANTE IMPOSTE | 345,9 | 284,7 | 21,5% | 35,0 | 53,2 | -34,3% | 65,0 | 60,6 | 7,2% | 75,1 | 95,0 | -21,0% | 507,0 | 480,5 | 5,5% |
| UTILE NETTO | 264,1 | 190,9 | 38,4% | 22,8 | 35,4 | -35,6% | 43,4 | 40,3 | 7,7% | 52,4 | 67,1 | -21,9% | 371,8 | 323,8 | 14,8% |
(*) Le rettifiche di consolidamento, non evidenziate in tabella, riguardano principalmente i dividendi incassati da società comprese nell'area di consolidamento, l'apporto delle partecipazioni valutate al patrimonio netto e i ricavi per prestazioni erogate all'interno del Gruppo.
| VOLUMI CLIENTELA | IMPIEGHI | var % | DIRETTA | var % | GESTITA | var % | AMMIN. | var % |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| COMMERCIAL | 35.248 | 4 % |
31.516 | 1% | 21.287 | 8% | 8.149 | 3 % |
| PRIVATE BANKING | 763 | 19% | 7.976 | 10% | 23.780 | 9 % |
14.506 | 8% |
| PARABANCARIO, CONSUMER CREDIT e ALTRO | 8.148 | 11% | 133 | |||||
| 3.441 | 3 % |
51 | ||||||
| 1.225 | 4 % |
81 | ||||||
| 3.481 | 23% | |||||||
| ASSET MANAGEMENT e INSURANCE | 26 | 1% | 25.878 | 12% | ||||
| 26 | 2% | 10.690 | 13% | |||||
| 5.007 | 8% | |||||||
| 0 | -57% | 0 | -90% | |||||
| 224 | 4 % |
|||||||
| 9.956 | 13% | |||||||
| Altro | 0 | 18 | ||||||
| Aggregato | 44.185 | 5% | 39.642 | 3 % |
70.945 | 10% | 22.655 | 6 % |
| Rettifiche di consolidamento | -7.498 | -388 | -25.696 | -10 | ||||
| CONSOLIDATO | 36.687 | 4 % |
39.255 | 3 % |
45.249 | 9 % |
22.645 | 6 % |
(*) Non rappresentata in questa tavola la raccolta amministrata istituzionale per 13,4 miliardi di euro, i volumi della Capogruppo sono inclusivi di intercompanyverso le altre società
Nelle pagine seguenti, riportiamo l'analisi dei principali aggregati e del contributo delle singole società (in milioni di euro), desunti da situazioni contabili redatte secondo i principi internazionali IAS/IFRS per tutte le società esaminate, i dati esposti sono riclassificati, in analogia a quelli del Gruppo, così come evidenziato in Legenda, alla fine della Relazione Consolidata, e nelle Note Illustrative.
| giu-25 | giu-24 | var. % A / A |
|
|---|---|---|---|
| ECONOMICS: €mln / % |
|||
| Margine di intermediazione | 632,8 | 704,1 | -10,1% |
| MAF | 354,6 | 447,4 | -20,7% |
| MAS | 278,2 | 256,7 | 8,4% |
| Costi (Spese Generali + Amm.ti) | -390,2 | -382,3 | 2,1% |
| Personale | -223,8 | -226,1 | -1,0% |
| Amministrative | -122,5 | -112,9 | 8,5% |
| Ammortamenti | -43,8 | -43,2 | 1,5% |
| Risultato Operativo | 242,6 | 321,8 | -24,6% |
| Rettifiche su crediti | 7,9 | -5,1 | -254,6% |
| Utile Netto esclusa plusvalenza cessione attività merchant aquiring |
170,5 | 190,9 | -10,7% |
| Utile Netto | 264,1 | 190,9 | 38,4% |
| VOLUMI €mln / % |
|||
| DIRIND "clientela" | 60.953 | 58.754 | 3,7% |
| di cui: Gestita + Terzi | 21.287 | 19.745 | 7,8% |
| Impieghi | 35.248 | 33.880 | 4,0% |
| Cost / Income con amm.ti % / bps |
61,7% | 54,3% | 737 |
Nel primo semestre, Credembanca registra un Utile Netto di 264,1 milioni di euro, contro i 190,9 milioni dell'anno precedente. I risultati includono la plusvalenza per la cessione delle attività di merchant acquiring(93,7 milioni di euro).
Il risultato appare particolarmente significativo, soprattutto in relazione alla tenuta dei volumi in un contesto ancora di debolezza della domanda degli impieghi e di forte volatilità dei mercati finanziari. La banca commerciale ha dimostrato di saper attrarre e conservare la fiducia dei clienti.
Più in dettaglio, il Risultato Operativo si attesta a 242,6 milioni di euro segnando una contrazione del 24,6%, un risultato che sconta principalmente una contrazione del margine finanziario conseguente alla dinamica dei tassi che si è riflessa sull'aggregato con una riduzione del 20,7%, nonostante la buona tenuta della forbice commerciale. Il Margine da servizi ha in parte compensato questo trend beneficiando della buona dinamica commissionale e del risultato positivo del trading che ha incorporato i profitti derivanti dall'alleggerimento del portafoglio titoli che si è realizzato nel corso del semestre.
I costi, inclusivi degli ammortamenti, segnano un incremento del 2,1%, trainati dalle spese amministrative correlate alla crescita organica del gruppo, mentre si evidenzia una lieve correzione al ribasso delle spese del personale.
Le rettifiche di valore nette su crediti nel semestre hanno una contribuzione positiva, grazie alle riprese di valore e agli utili da cessione già commentati nel paragrafo dedicato agli impieghi. Per quanto riguarda l'evoluzione dei volumi di Credembanca, evidenziamo di seguito i principali aggregati relativi al banking commerciale (retail e corporate), in base ai dati del controllo di gestione.
| RETAIL e CORPORATE (€Mln) | giu-25 | giu-24 | Var % |
|---|---|---|---|
| Impieghi lordi (*) | 26.967 | 26.482 | 1,8% |
| Raccolta diretta | 29.986 | 29.755 | 0,8% |
| Raccolta indiretta | 29.348 | 27.474 | 6,8% |
| Raccolta complessiva | 59.334 | 57.229 | 3,7% |
| Raccolta gestita | 21.360 | 19.775 | 8,0% |
| Raccolta amministrata | 7.988 | 7.699 | 3,7% |
(*) Il dato esclude 8,3 miliardi di euro di impieghi (7,4 miliardi di euro nel 2024) riconducibili a impieghi verso società del Gruppo e altri centri minori
Dal punto di vista organizzativo non si sono registrate variazioni di rilevo.
| giu-25 | giu-24 | Variazioni % |
|
|---|---|---|---|
| INDICATORI ECONOMICI: €mln / % |
|||
| Margine di intermediazione | 131,5 | 145,9 | -9,8% |
| MAF | 33,5 | 45,0 | -25,5% |
| MAS | 98,0 | 100,8 | -2,8% |
| Costi (Spese Generali + Amm.ti) | -95,9 | -86,3 | 11,2% |
| Personale | -52,3 | -45,6 | 14,8% |
| Amministrative | -39,3 | -36,7 | 7,2% |
| Ammortamenti | -4,3 | -4,0 | 6,2% |
| Risultato Operativo | 35,6 | 59,6 | -40,3% |
| Rettifiche su crediti | 0,0 | 0,1 | -124,6% |
| Utile Netto | 22,8 | 35,4 | -35,6% |
| VOLUMI (s.f.p.): €mln / % |
|||
| DIRIND "clientela" | 46.261 | 42.565 | 8,7% |
| di cui: Gestita + Terzi | 23.780 | 21.816 | 9,0% |
| Impieghi | 763 | 643 | 18,6% |
Le consistenze patrimoniali della clientela raggiungono i 46,3 miliardi di euro a fine giugno 2025, con un contributo molto positivo della raccolta netta, pari a +1.345 milioni di euro rispetto a decembre 2024, e un effetto mercato sostanzialmente nullo nei sei mesi. Le consistenze gestite registrano una crescita del 9% e si attestano a 23,8 miliardi di euro grazie alla raccolta netta gestita molto positiva. Gli impieghi alla clientela (diretti, firma e intermediati) risultano anch'essi in incremento del 18,6% rispetto al giugno 2024 e si attestano a 763 milioni di euro, trainati da quelli diretti.
Il risultato netto a giugno 2025 è pari a +22,8 milioni di euro rispetto ai +35,4 dell'anno precedente. Il margine di intermediazione risulta pari a 131,5 milioni di euro rispetto ai 145,9 dei primi sei mesi 2024, con il margine finanziario che registra minore redditività sulla diretta clientela (a causa della minore marginalità tra prodotti a vista e a tempo, nonostante le maggiori giacenze medie), solo in parte compensati dai maggiori margini sugli impieghi clientela e sulla tesoreria (entrambi beneficiati dai maggiori volumi medi). Sul fronte del margine da servizi, sostanzialmente stabile nel complesso, si assiste in particolare ad un incremento delle commissioni legate al "core business" (risparmio gestito, amministrato e consulenza). Quasi nulla la somma del risultato netto dell'attività di negoziazione, di copertura e utili/perdite da cessioni (che beneficiava nell'anno precedente di utili realizzati dalla vendita di alcuni titoli del portafoglio di proprietà).
Le spese amministrative, quelle del personale e gli ammortamenti, passano da 86,3 a 95,9 milioni di euro, risultano in aumento per via soprattutto della crescita dimensionale della banca. Le componenti legate a proventi/oneri straordinari, ammortamenti e rettifiche sono nel complesso molto migliori di un anno fa.
È proseguita l'attività di reclutamento di figure di elevato profilo professionale e portafoglio procapite, a fronte di alcune uscite (anche legate a pensionamenti, passaggi generazionali e variazioni di ruolo), portando il saldo finale a 373 private bankers e 311 consulenti finanziari, distribuiti tra 65 filiali e 9 centri finanziari.
| giu-25 | giu-24 | Variazioni % |
|
|---|---|---|---|
| INDICATORI ECONOMICI: €mln / % |
|||
| Margine di intermediazione | 53,6 | 38,3 | 40,1% |
| MAF | 28,5 | 16,9 | 68,6% |
| MAS | 25,1 | 21,4 | 17,4% |
| Costi (Spese Generali + Amm.ti) | -18,9 | -17,3 | 9,2% |
| Personale | -7,7 | -7,5 | 3,5% |
| Amministrative | -8,6 | -7,3 | 17,9% |
| Ammortamenti | -2,6 | -2,6 | 1,3% |
| Risultato Operativo | 34,7 | 21,0 | 65,5% |
| Rettifiche su crediti | -11,9 | -5,4 | 118,4% |
| Utile Netto | 15,3 | 9,7 | 57,2% |
| VOLUMI (s.f.p.): €mln / % Crediti netti di bilancio |
3.481 | 2.836 | 22,7% |
Avvera ha raggiunto nei primi 6 mesi del 2025 un utile netto pari a 15,3 milioni di Euro (+57% rispetto all'anno precedente) e volumi di produzione complessiva pari a 1,3 miliardi di Euro (+20% a/a). I crediti netti a bilancio sono saliti a 3,5 miliardi in crescita del 22,7% rispetto all'anno precedente.
In particolare, ha intermediato 447 milioni di Euro di mutui, ha erogato prestiti finalizzati per circa 385 milioni di Euro, cessione del quinto dello stipendio e della pensione per 249 milioni di Euro in termini di montante e, infine, erogato prestiti personali per 188 milioni di Euro.
Resta rilevante il contributo della società all'acquisizione di nuova clientela per il Gruppo con circa 43 mila nuovi clienti.
In questo contesto di crescita, si inseriscono i nuovi accordi commerciali tra cui il recente sviluppo del nuovo canale di cross selling e up-selling attuato grazie al sistema di Buy Now Pay Later proprietario, Splittypay by Avvera, che ha siglato una partnership esclusiva con Edison Energia, rendendo più accessibili le soluzioni di efficienza energetica grazie a un sistema di pagamento rateale digitale e a costo zero.
| giu-25 | giu-24 | Variazioni % |
|
|---|---|---|---|
| INDICATORI ECONOMICI: €mln / % |
|||
| Margine di intermediazione | 42,0 | 40,8 | 2,7% |
| MAF | 36,4 | 35,9 | 1,5% |
| MAS | 5,6 | 5,0 | 11,7% |
| Costi (Spese Generali + Amm.ti) | -10,9 | -10,4 | 4,8% |
| Personale | -5,8 | -5,9 | -1,1% |
| Amministrative | -4,3 | -3,8 | 11,7% |
| Ammortamenti | -0,8 | -0,7 | 15,7% |
| Risultato Operativo | 31,0 | 30,4 | 2,0% |
| Rettifiche su crediti | -0,7 | -0,2 | 328,3% |
| Utile Netto | 20,2 | 20,1 | 0,5% |
| VOLUMI (s.f.p.): €mln / % Crediti netti di bilancio |
3.441 | 3.335 | 3,2% |
Nel primo semestre del 2025 il mercato del leasing e del noleggio a lungo termine ha finalizzato complessivamente investimenti per un valore di oltre 17,9 miliardi di euro, registrando un +1,6% rispetto al 2024. Il comparto con maggior peso si conferma essere quello delle auto (64,6% dello stipulato totale), sostenuto per il 57% dalla componente del NLT anche se in lieve contrazione nei numeri e nei volumi rispetto ai primi sei mesi dell'anno. Andamento positivo per il comparto strumentale che pesa sul mercato per il 26,1% e registra un incremento pari al 12,6%. In lieve flessione il valore complessivo del comparto immobiliare che rappresenta il 7,3% del mercato, ma con una buona dinamica nel segmento "costruito", che rappresenta il 65% del settore, sostenuto da operazioni di importo superiore a 2,5 milioni di euro. L'immobiliare "costruendo", al contrario, mostra una contrazione dei volumi pari al 11,2%. Infine, rispetto al primo semestre del 2024, lo stipulato del comparto aeronavale e ferroviario mostra un incremento dei volumi (+23,3%) ed è composto per il 81% da operazioni di nautica da diporto.
Credemleasing ha raggiunto quota 607,6 milioni di euro di stipulato complessivo, in aumento del 11% rispetto al primo semestre 2024: le nuove stipule sono rappresentate per il 68,2% dal comparto mobiliare (in crescita dell'21,3% rispetto al primo semestre 2024), sostenuto principalmente dal leasing strumentale (53% dei volumi) seguito dal settore dei veicoli (29,8%) e del nautico (17,2%). Tutti i comparti hanno registrato un incremento nei volumi rispetto all'anno precedente (nautico +58,8% e strumentale +23,3%). Il comparto immobiliare, nel complesso, registra una flessione del 6% sulla quale ha inciso in particolar modo la contrazione dei volumi del segmento "costruendo" (-24,2%), in linea con l'andamento del mercato. Positiva invece la dinamica del "costruito" che rappresenta il 59% del comparto e risulta in crescita del 12,7% sostenuto per il 46% dagli investimenti di importo compreso tra 0,5 e 2,5 milioni di euro.
Conseguentemente alla buona performance commerciale si è realizzato un incremento del margine di intermediazione (+2,7%) sul quale ha influito positivamente il margine da interessi supportato dalla dinamica dei capitali medi produttivi (+2,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente), oltre al positivo andamento delle commissioni nette connesse alla gestione dei contratti.
Le rettifiche di valore su crediti consuntivano complessivamente 0,7 milioni di euro.
Le spese amministrative registrano un leggero incremento in linea con l'evoluzione strutturale della Società, il Cost/Income al 26% conferma un ottimo livello di efficienza operativa. L'utile netto si attesta a 20,2 milioni di euro.
| giu-25 | giu-24 | Variazione % |
||
|---|---|---|---|---|
| INDICATORI ECONOMICI: | €mln / % | |||
| Margine di intermediazione | 15,0 | 16,2 | -7,6% | |
| MAF | 9,4 | 10,6 | -10,8% | |
| MAS | 5,6 | 5,6 | -1,6% | |
| Costi (Spese Generali + Amm.ti) | -7,5 | -6,8 | 9,9% | |
| Personale | -4,7 | -4,6 | 3,3% | |
| Amministrative | -2,3 | -1,8 | 23,4% | |
| Ammortamenti | -0,5 | -0,4 | 21,9% | |
| Risultato Operativo | 7,5 | 9,4 | -20,3% | |
| Rettifiche su crediti | -0,6 | 1,2 | 148,8% | |
| Utile Netto | 4,6 | 7,0 | -34,9% | |
| VOLUMI (s.f.p.): | €mln / % | |||
| Crediti netti di bilancio | 1.225 | 1.173 | 4,4% |
Secondo gli indicatori preliminari di sintesi a maggio 2025, il mercato del factoring italiano ha evidenziato, rispetto all'esercizio precedente, un calo del turnover (-5,2%) e un aumento alla voce outstanding (+2,56%) ed investment (+5,56%).
Alla stessa data l'outstanding di Credemfactor si è attestato a 1.301 milioni di euro, in aumento del 2,8% sullo stesso periodo dell'anno precedente. Il flusso di turnover è pari a 2.450 milioni di euro, stabile (-0.8%) rispetto all'anno precedente. La quota di mercato sul turnover a maggio 2025 si è attestata a 1,72%. I crediti netti, a valore di bilancio, si attestano a 1.225 milioni di euro, con un incremento del 4.4% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Gli impieghi puntuali hanno raggiunto 1.157 milioni di euro realizzando, rispetto a giugno 2024, un incremento del 5,1%. La quota di mercato sugli impieghi puntuali a maggio 2025 si è attestata a 2,04%.
Da un punto di vista della qualità dell'attivo, i crediti deteriorati al valore di bilancio si attestano a 13,1 milioni di euro con un incremento del 28.8% rispetto al dicembre 2024 e del 36,8% rispetto a giugno 2024 (9,6 milioni di euro), con un'incidenza comunque molto contenuta sul totale impieghi (1,1%).
Il margine d'intermediazione è di 15 milioni di euro, in decremento del -7,6% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente: il margine finanziario, a fronte di capitali medi progressivi stabili, è influenzato negativamente dall'andamento dei tassi e dagli spread applicati; sul margine da servizi, incide il decremento del livello commissionale applicato e delle commissioni passive (derivante essenzialmente da minori costi di riassicurazione dei crediti). I costi, inclusivi degli ammortamenti, ammontano a 7,5 milioni di euro in incremento del 9,9% sull'anno precedente, conseguenza dell'evoluzione strutturale della Società. Le rettifiche di valore nette sui crediti sono pari a 0,57 milioni di euro (sulle quali incidono 0,8 milioni di euro relativi a riprese di valore sui crediti in bonis). L'utile netto si è attestato a 4,6 milioni di euro, in calo del -34,9% rispetto all'esercizio precedente.
Le principali aree di innovazione strategica, in linea con le linee guida del Gruppo, sono relative all'incremento della digitalizzazione dei processi di customer service multicanale e all'efficientamento dei processi operativi interni per ridurre il cost to serve ed ottimizzare il servizio. Il progetto IFACTO, dopo il lancio del nuovo prodotto Confirming, ha visto l'attivazione della PEF (Pratica Elettronica di Fido) ed il rilascio della nuova funzionalità integrata per delibere instant prospect.
| giu-25 | giu-24 | Variazione % |
|
|---|---|---|---|
| INDICATORI ECONOMICI: €mln / % |
|||
| Margine di intermediazione | 46,4 | 64,6 | -28,2% |
| MAF | 6,1 | 7,7 | -20,1% |
| MAS | 40,3 | 57,0 | -29,3% |
| Costi (Spese Generali + Amm.ti) | -10,8 | -10,2 | 6,6% |
| Personale | -4,5 | -4,5 | -0,7% |
| Amministrative | -6,2 | -5,4 | 13,5% |
| Ammortamenti | -0,1 | -0,2 | -17,6% |
| Risultato Operativo | 35,6 | 54,5 | -34,7% |
| Utile Netto | 25,3 | 39,0 | -35,0% |
| VOLUMI (s.f.p.): €mln / % |
|||
| Fondi della casa | 10.690 | 9.433 | 13,3% |
| Sicav della casa | 5.007 | 4.647 | 7,9% |
I dati Assogestioni a maggio 2025 mostrano una raccolta netta positiva sui fondi aperti pari a +8,4 miliardi di euro. Le masse complessive ammontano a 1.279 miliardi di euro, in crescita rispetto alla fine del precedente esercizio soprattutto grazie agli afflussi di periodo.
La raccolta netta della Società, al 30 giugno 2025, relativamente a fondi italiani e comparti sicav, è stata pari a +818 milioni di euro, in linea con l'andamento complessivo del sistema. In particolare si registrano afflussi sui prodotti obbligazionari / "life cycle" (+705 milioni di euro), azionari (+110 milioni di euro) e flessibili (+9 milioni di euro). Si registrano deflussi solo sui prodotti bilanciati (-6 milioni di euro).
Le masse relative agli OICR risultano in aumento rispetto alla fine del precedente esercizio, con un decremento del peso dei prodotti flessibili (23,9% vs. 29,9% a fine 2024) e bilanciati (11,4% vs. 12,2% a fine 2024) a favore dei prodotti obbligazionari / "life cycle" (51,7% vs. 45,4% a fine 2024) e azionari (13,0% vs. 12,5% a fine 2024).
La quota di mercato della Società, in termini di patrimonio gestito (comprendendo i fondi italiani e le sicav), è pari a 1,21% in aumento rispetto al dato registrato a fine 2024 (fonte Assogestioni).
Il conto economico al 30.06.2025 presenta commissioni di gestione pari a 30,6 milioni di euro, in aumento (+13,6%) rispetto all'analogo periodo dello scorso esercizio grazie all'incremento delle masse medie in gestione. Le commissioni sono penalizzate da una contrazione delle commissioni di performance che raggiungono i 9,5 milioni di euro, in calo (-68,1%) rispetto al risultato straordinario dello scorso.
Le spese generali ammontano a 10,8 milioni di euro, in lieve aumento (+6,6%) rispetto al primo semestre del 2024 per il proseguimento delle attività volte a completare la gamma prodotti ed elevare il servizio per le reti commerciali. Il risultato netto di periodo ammonta a 25,3 milioni di euro, -35,0% rispetto al giugno precedente, prevalentemente per l'impatto legato alle minori commissioni di performance.
| giu-25 | giu-24 | Variazioni % |
||
|---|---|---|---|---|
| INDICATORI ECONOMICI: | €mln / % | |||
| Margine di intermediazione | 11,0 | 10,0 | 9,1% | |
| MAF | 0,5 | 0,6 | -5,1% | |
| MAS | 10,4 | 9,5 | 10,0% | |
| Costi (Spese Generali + Amm.ti) | -7,2 | -6,7 | 6,6% | |
| Personale | -3,7 | -3,5 | 5,8% | |
| Amministrative | -3,3 | -3,0 | 7,9% | |
| Ammortamenti | -0,2 | -0,2 | 0,0% | |
| Risultato Operativo | 3,8 | 3,3 | 14,4% | |
| Utile Netto | 2,6 | 2,1 | 22,2% | |
| VOLUMI (s.f.p.): | €mln / % | |||
| Gestioni patrimoniali Gruppo in delega | 6.911 | 6.286 | 9,7% | |
| Assistenza alla consulenza Gruppo | 57.109 | 53.009 | 7,7% | |
| Servizi Diretti | 537 | 463 | 15,9% |
Per quanto riguarda i volumi si evidenzia:
Il conto economico mostra:
| giu-25 | giu-24 | Variazione % |
||
|---|---|---|---|---|
| INDICATORI ECONOMICI: | €mln / % | |||
| Margine di intermediazione | 42,4 | 41,8 | 1,6% | |
| Costi (Spese Generali + Amm.ti) | -7,5 | -5,7 | 31,3% | |
| Personale | -2,4 | -1,6 | 50,9% | |
| Amministrative | -4,1 | -3,1 | 34,4% | |
| Ammortamenti | -0,9 | -1,0 | -9,4% | |
| Risultato Operativo | 35,0 | 36,1 | -3,1% | |
| Utile Netto | 20,3 | 21,6 | -5,7% | |
| VOLUMI Reti del Gruppo (s.f.p.): | €mln / % | |||
| Ramo I | 5.383 | 4.547 | 11,8% | |
| Ramo III | 4.392 | 3.633 | 11,4% | |
| Ramo VI | 558 | 484 | 15,3% |
Al 30 giugno 2025, Credemvita ha registrato in termini di volumi le seguenti dinamiche:
Nel primo semestre, la società evidenzia un utile netto pari a 20,3 milioni di euro, in flessione rispetto al risultato del 30 giugno 2024 (21,6 milioni di euro).
Tale risultato è riconducibile a:
Il patrimonio netto IFRS è in crescita rispetto al valore del 31 dicembre 2024 di 19,3 milioni di euro e incorpora l'utile dell'esercizio 2024, tutto capitalizzato a Patrimonio (48,8 milioni di euro) e la variazione delle riserve da valutazione delle attività finanziarie al netto delle componenti attribuite agli assicurati (+1,4 milioni di euro al netto della fiscalità).
La voce "Altre Attività" include l'importo di 18,7 milioni di euro relativo al pagamento della prima rata dell'imposta di bollo maturata al 31/12/2024 sulle polizze vita dei rami III e V; la legge 207/2024 (legge di bilancio 2025) commi 87 e 88, ha infatti modificato le modalità di versamento della suddetta imposta di bollo, per la quale le compagnie di assicurazione agiscono da sostituto d'imposta. La nuova norma prevede che le compagnie anticipino all'erario il versamento dell'imposta dovuta dagli assicurati, che in precedenza avveniva al momento del rimborso o del riscatto della polizza, e che invece, da gennaio 2025, deve avvenire annualmente, fermo restando che tale imposta viene computata in diminuzione della prestazione erogata al momento della liquidazione della polizza.
La citata legge di bilancio ha previsto inoltre che l'imposta maturata al 31/12/2024 debba essere versata in 4 rate rispettivamente entro il 30/06/2025 (50%), il 30/06/2026 (20%), il 30/06/2027 (20%) e il 30/06/2028 (10%).
L'importo versato al 30/06/2025, pari a 18,7 milioni di euro, è stato rilevato tra le attività stante il fatto che, come previsto dalla norma stessa, lo stesso sarà computato in diminuzione della prestazione erogata alla scadenza o al riscatto della polizza e pertanto non esistono dubbi in merito alla sua possibilità di recupero.
| giu-25 | giu-24 | Variazione % |
|
|---|---|---|---|
| INDICATORI ECONOMICI: €mln / % |
|||
| Ricavi assicurativi | 23,4 | 21,2 | 10,7% |
| Costi per servizi assicurativi | -14,3 | -10,5 | 35,7% |
| Risultato da investimenti (att.tà / pass.tà finanz.) | 2,8 | 2,1 | 31,4% |
| Risultato finanziario netto | 11,9 | 12,8 | -6,4% |
| Altri ricavi/costi e proventi/oneri di gestione |
-0,1 | 0,0 | n.s. |
| Spese di gestione | -0,5 | -0,2 | 138,9% |
| Utile ante imposte | 11,4 | 12,6 | -9,3% |
| Utile netto (100%) | 7,3 | 8,0 | -9,4% |
(*) Saldo tecnico + Ammortamenti + Proventi finanziari
Credemassicurazioni ha raccolto al 30 giugno 2025 premi per 38 milioni di euro, in aumento rispetto al precedente esercizio:
Credemassicurazioni presenta un utile netto calcolato con i principi contabili IFRS di 7,3 milioni di euro in diminuzione rispetto all'anno precedente, che segnava un risultato di 8 milioni di euro.
Tale risultato è riconducibile a:
Il patrimonio netto IFRS 9-17 al 30 giugno 2025 ammonta a 92,5 milioni di euro (incluso il risultato di periodo) ed evidenzia una diminuzione di 1,6 milioni di euro rispetto al valore del 31 dicembre 2024 a seguito dell'erogazione del dividendo sul risultato d'esercizio 2024 avvenuto nel mese di maggio.
| giu-25 | giu-24 | Variazione % |
||
|---|---|---|---|---|
| INDICATORI ECONOMICI: | €mln / % | |||
| Patrimonio netto | milioni € | 9.3 | 8,7 | +7% |
| Dipendenti | n. | 3 | 3 | |
| Utile ante imposte | milioni € | 0,5 | 0,3 | +48% |
| Utile netto | milioni € | 0,3 | 0,2 | +53% |
I Fondi in gestione alla SGR sono tre: due Chiusi Alternativi, collocati il 10 gennaio 2019 (Élite, raccolta per 72,8 milioni di euro e Credem Venture Capital II per 25,8 milioni di euro), e un Fondo ELTIF (denominato Eltifplus) la cui raccolta ammonta a 132,2 milioni di euro.
Nel corso del 2025 i fondi Élite e Credem Venture Capital II hanno effettuato un rimborso parziale in quota capitale per complessivi euro milioni 19,7, a seguito dell'operazione di dismissione e contestuale reinvestimento di Vista Vision Srl, società leader nel settore dell'oculistica, specializzata nella prevenzione, diagnostica, correzione e cura dei difetti visivi e delle patologie oculari. L'operazione nel suo complesso, al netto del reinvestimento, ha comportato un incasso cumulato di circa 23 milioni di euro per i citati fondi.
Prosegue l'azione di Credem Private Equity a sostegno alla crescita delle piccole e medie imprese italiane: nel corso del 2025 è stata perfezionato un add-on a favore di una partecipata in portafoglio.
La SGR chiude l'esercizio con un utile semestrale pari a euro 329,7 mila euro.
| giu-25 | giu-24 | Variazioni % |
||
|---|---|---|---|---|
| INDICATORI ECONOMICI: | €mln / % | |||
| Mandati fiduciari | n. | 762 | 707 | 7,8% |
| Titoli e valori in amministrazione | milioni € | 1.741 | 1.780 | -2,2% |
| Utile ante imposte | milioni € | 0,21 | 0,25 | -15% |
| Utile netto | milioni € | 0,15 | 0,18 | -16% |
Le masse fiduciarie in amministrazione si attestano a 1.741 milioni di euro, in leggera flessione rispetto al 2024; il numero di mandati cresce di 55 unità e si attesta a 762, in netta crescita rispetto alla fine del 2024.
Le commissioni nette del primo trimestre 2025 risultano in crescita rispetto al dato del 2024 e sono pari a 973 mila euro, mentre le spese amministrative risultano pari a 833 mila euro nel periodo di riferimento; la diminuzione nel primo semestre è dovuta ai riassetti organizzativi interni, mentre restano stabili i costi dei servizi in outsourcing resi da fornitori esterni e da società del Gruppo.
L'utile lordo di periodo registrato ammonta a 212 mila euro.
Per il secondo semestre la società proseguirà l'attività di affiancamento e supporto alle reti commerciali delle banche del Gruppo rivolta ad identificare, tramite il veicolo fiduciario, risposte alle esigenze patrimoniali e di passaggio generazionale.
| giu-25 | giu-24 | Variazioni % |
||
|---|---|---|---|---|
| INDICATORI ECONOMICI: | €mln / % | |||
| Ricavi per magazzinaggio | milioni € | 3,2 | 3,1 | 0,0% |
| Utile ante imposte | milioni € | 0,6 | 0,6 | +4,2% |
| Utile netto | milioni € | 0,4 | 0,4 | -1% |
La produzione di Parmigiano Reggiano è rimasta stabile rispetto all'anno precedente, mentre quella di Grana Padano ha registrato un aumento del 4,39%. Queste diverse dinamiche riflettono le differenti politiche dei due consorzi: il Consorzio del Grana Padano ha distribuito 175.000 quote forma a inizio anno, mentre il Consorzio del Parmigiano Reggiano ha mantenuto alte le multe per contenere gli incrementi. Nel comprensorio del Parmigiano Reggiano, la scarsa qualità del fieno ha anche contribuito a una riduzione della produzione per singolo capo di bestiame.
Le vendite nei primi sei mesi del 2025 hanno visto un calo sul mercato interno, bilanciato però da una continua crescita dell'export. È importante considerare che il 2024 è stato un anno record per le vendite, quindi un assestamento era prevedibile, anche a causa di una carenza di prodotto sul mercato. Questa situazione ha portato a una significativa riduzione delle vendite promozionali nella GDO domestica e a un forte aumento dei prezzi: basti pensare che a fine 2023 una partita di Parmigiano 12 mesi quotava mediamente 9,50 euro al kg, mentre oggi il prezzo oscilla tra i 13,20 e i 13,50 euro.
Nel confronto con il Grana Padano, anch'esso in forte rialzo nelle quotazioni, si sta gradualmente ampliando la forbice di prezzo, che prevediamo possa ritornare a livelli di "normalità" dopo alcuni mesi in cui i prezzi erano sostanzialmente allineati a parità di stagionatura. Questa evoluzione del mercato ha portato a un calo delle giacenze nei primi mesi dell'anno, in particolare nei magazzini di proprietà a Castelfranco Emilia (MO), ma con una ripresa dei depositi nel secondo trimestre.
Le previsioni per il secondo semestre sono complesse, soprattutto a causa dell'incertezza legata ai dazi USA sul prodotto e alla storica uscita di formaggio per la campagna natalizia. L' obiettivo della società è comunque scendere dagli attuali livelli di giacenza, anche in vista dell'attivazione del nuovo magazzino prevista per il secondo semestre 2026.
Sul fronte degli investimenti, proseguiamo in modo sostenuto sul sito di Montecavolo (RE), con la conclusione della costruzione della cabina per E-Distribuzione e l'avvio del cantiere per l'ampliamento del nuovo magazzino. Gli investimenti sull'impianto di condizionamento e sul nuovo impianto fotovoltaico sono ormai completamente a regime.
Infine, il conto economico evidenzia un risultato ante imposte positivo, in linea con lo stesso periodo del 2024. I ricavi sono in crescita per effetto di maggiori sopravvenienze (+45 mila euro), compensate dall'incremento degli ammortamenti. L'EBITDA si attesta a 1,3 milioni di euro, pari al 39,7% dei ricavi (rispetto al 37,8% precedente). Gli ammortamenti rappresentano il 22,3% dei ricavi (rispetto al 21,2%). L'utile netto rimane stabile a 0,414 milioni di euro. L'incremento del carico fiscale è dovuto alla conclusione degli effetti del super-ammortamento (attivi fino al 2024).
| giu-25 | giu-24 | Variazioni % |
||
|---|---|---|---|---|
| INDICATORI ECONOMICI: | €mln / % | |||
| Ricavi per prestazioni e vendita software | milioni € | 23,0 | 21,2 | +8% |
| Utile ante imposte | milioni € | 4,0 | 3,8 | +6% |
| Utile netto | milioni € | 2,8 | 2,8 | +1% |
Nel primo semestre 2025 i ricavi confermano il trend di crescita degli ultimi anni, sostenuti anche dalle incorporazioni di Blue Eye Solutions Srl e S.A.T.A. Srl, avvenute con efficacia dal 1° aprile 2024 (a perimetro costante la crescita sarebbe indicativamente del 8,66%). La dinamica dei costi è anch'essa influenzata dalle incorporazioni delle due società, in coerenza con la strategia di ampliare la gamma di servizi offerti e di rendere più scalabile il portafoglio prodotti.
L'utile ante imposte si attesta a 4 milioni di euro, in crescita del 6% rispetto a quello di giugno 2024, che beneficiava dei dividendi 2023 delle società incorporate, incassati nel 1° trimestre 2024.
Sul fronte dell'offerta è stata completata la migrazione al nuovo portale GAWCONS, che presenta un'interfaccia evoluta e nuove funzionalità, tra cui un front end moderno, ricerca veloce e avanzata, personalizzazione del portale, modifica dati, sicurezza potenziata, miglioramento della quadratura e tracciamento delle richieste di PdD ( Pacchetti di Distribuzione creati per l'esportazione dei documenti da un sistema di conservazione). Le azioni commerciali si sono concentrate su aree specifiche come Cyber, AI ed SCM (Supply Chain Management).
Il 2025 prosegue con l'attenzione volta all'ottimizzazione del portafoglio servizi ed al supporto ai progetti IT del Gruppo. Tra i nuovi servizi offerti figurano soluzioni di cybersecurity (anche in abbinamento con Credemassicurazioni), Intelligenza Artificiale (programma Credemtel-Flairbit) con l'integrazione di soluzioni AI nel portafoglio servizi. Inoltre, GAWSIGN è stato arricchito con nuove funzionalità come le API di firma e un modulo di onboarding con riconoscimento SPID/CIE/Liveness.
Prosegue l'attività di scouting per consolidare ulteriormente il ruolo di fornitore di soluzioni tecnologiche sempre più evolute al mondo corporate in generale. Credemtel ha investito nell'Acceleratore Fintech e Insurtech Accelerator Srl tramite SBC Fintech Milan 2224 Srl, nella quale sono stati versati - in esecuzione di un aumento di capitale riservato - ulteriori 114.572,83 Euro in aprile 2025, elevando la partecipazione di Credemtel al 45,92%.
Si sottolinea, inoltre, che nei mesi scorsi sono state avviate, ed in parte già concluse, le attività esecutive per migrare la tecnologia e le piattaforme della società in cloud.
Per ultimare l'illustrazione delle società del Gruppo si fa presente che, in riferimento allo scarso rilievo economico e patrimoniale, non viene esaminata specificatamente la società Credem CB, veicolo costituito a supporto del programma di emissione di obbligazioni garantite; è anche doveroso sottolineare che non è oggetto di derecognition il patrimonio creditizio separato correlato alle suddette obbligazioni.
Per una più dettagliata disamina circa la distribuzione e l'andamento per settori di attività e per area geografica degli aggregati economici si rimanda alla specifica sezione L della Nota Integrativa.
Di seguito forniamo (in migliaia di euro) il raccordo, tra il patrimonio netto ed il risultato d'esercizio della controllante con quelli risultanti dal bilancio consolidato.
| PATRIMONIO NETTO |
di cui: UTILE D'ESERCIZIO |
|
|---|---|---|
| Saldi al 30 giugno 2025 di Credembanca | 2.849.984 | 264.146 |
| Eccedenze rispetto ai valori di carico: | ||
| Società consolidate integralmente | 1.628.484 | 114.874 |
| Società valutate con il metodo del patrimonio netto | 34.350 | 3.773 |
| Dividendi incassati nell'esercizio | -4.713 | |
| Avviamenti | 12.520 | |
| Eliminazione utili infragruppo e altre rettifiche | -89.832 | -6328 |
| Saldi al 30 giugno 2025 del Gruppo | 4.435.506 | 371.752 |
| MEZZI PROPRI "CIVILISTICI" | giu-25 | 2024 | |
|---|---|---|---|
| Patrimonio Netto consolidato | milioni € | 4.435,5 | 4.036,7 |
La variazione del patrimonio civilistico, rispetto al 31/12/2024, è principalmente derivata da:
Il seguente prospetto illustra (in milioni di euro) l'adeguatezza patrimoniale, del Gruppo Bancario, secondo la normativa di Vigilanza:
| GRUPPO BANCARIO | giu-25 | 2024 | |
|---|---|---|---|
| Totale fondi propri | milioni € | 4.275 | 4.093 |
| . di cui Common Equity tier 1 | 3.833 | 3.660 | |
| Totale RWA | 22.588 | 21.850 | |
| Requisito patrimoniale complessivo | 1.807 | 1.748 | |
| . di credito e controparte | 1.546 | 1.532 | |
| . di mercato | 9 | 4 | |
| . operativi | 252 | 212 | |
| CET1 capital ratio (**) | % | 17,0 | 16,7 |
| Total capital ratio | 18,9 | 18,7 | |
| Target regolamentari (***) | |||
| CET1 capital ratio | % | 7,0 | 7,0 |
| Total capital ratio | 10,5 | 10,5 |
(**) Se CET1<TIER1; CET1=T1
È stata richiesta autorizzazione a BCE all'inclusione degli utili ai fini del computo del CET1, ex art. 26 paragrafo 2 CRR
(***) Comprensivi del cosiddetto "capital conservation buffer", non comprende il requisito aggiuntivo da "SREP decision". Il requisito minimo di CET1 include anche il SyRB a regime, il nuovo buffer introdotto da Banca d'Italia pari a 0,81% e calcolato
in base alle esposizioni ponderate di rischio di credito e controparte verso i residenti in Italia al 30 giugno 2025
Il seguente prospetto illustra (in milioni di euro) l'adeguatezza patrimoniale del perimetro di riferimento ai fini della vigilanza prudenziale, vale a dire del perimetro che fa capo a CredemHolding:
| PERIMETRO CREDEM HOLDING | giu-25 | 2024 | |
|---|---|---|---|
| Totale fondi propri | milioni € | 4.174 | 3.979 |
| . di cui Common Equity tier 1 | 3.574 | 3.391 | |
| Totale RWA | 22.577 | 21.829 | |
| Requisito patrimoniale complessivo | 1.806 | 1.746 | |
| . di credito e controparte | 1.546 | 1.530 | |
| . di mercato | 9 | 4 | |
| . operativi | 252 | 212 | |
| CET1 capital ratio () (**) | % | 15,8 | 15,5 |
| Total capital ratio | 18,5 | 18,2 | |
| Target regolamentari () (**) | % | ||
| CET1 capital ratio | 7,0 | 7,0 | |
| Total capital ratio | 10,5 | 10,5 | |
| (*) Se CET1<TIER1; CET1=T1 |
(**) Comprensivi del cosiddetto "capital conservation buffer", non comprende il requisito aggiuntivo da "SREP decision". Il requisito minimo di CET1 include anche il SyRB a regime, il nuovo buffer introdotto da Banca d'Italia pari a 0,81% e calcolato in base alle esposizioni ponderate di rischio di credito e controparte verso i residenti in Italia al 30 giugno 2025
Nel dettaglio, l'evoluzione della situazione patrimoniale (rispetto al 31/12/2024) riflette in particolare:
I dati confermano l'eccellente posizione di capitale del Gruppo, e la capacità di autofinanziamento nonostante la crescita dei volumi. Il CET1 a livello holding si attesta quindi al 15,8% e, rispetto al requisito SREP 2025** registra un buffer di 742 bps.
Il Gruppo, a seguito della pubblicazione dei risultati dello stress test BCE dello scorso 1 agosto, ha confermato una solidità eccellente con un impatto di capitale in caso di andamento negativo dell'economia che ricade nel cluster migliore definito da BCE (0-300 bps di CET1) e ampiamente migliore rispetto sia alla media dei Gruppi partecipanti all'esercizio BCE che a quella dei Gruppi Bancari coinvolti nell'esercizio EBA.
(***) La partecipazione in Credemvita, in seguito all'applicazione di Basilea IV, viene ponderata al 250%. La decisione segue l'autorizzazione, derivante dall'applicazione dell'articolo 49 del Regolamento (EU) n.575/2103 (la "CRR"), è applicabile qualora il Gruppo faccia parte della lista di quelli che, in base ai parametri di vigilanza, svolgono attività significativa sia nel settore bancario e dei servizi di investimento, sia nel settore assicurativo (conglomerati finanziari). A tale riguardo si richiama l a decisione dell'Autorità di Vigilanza, che ha inserito, a far tempo dall'ottobre 2017, il Gruppo Credem tra i soggetti di cui sopra.
(****) Il requisito aggiuntivo assegnato dall'Organo di Vigilanza (il Pillar 2 Requirement), rispetto ai livelli regolamentari di patrimonio vigenti, sarebbe pari all'1%, tuttavia, in funzione dell'articolo 104 BIS della CRDV deve essere rispettato con un minimo del 56,25% di CET1 capital e con un 75% di Tier1 capital. I coefficienti minimi per 2025: 8,41%, 10,10% e 12,35% a livello, rispettivamente, di CET1 Ratio, TIER1 Ratio e Total Capital Ratio inclusivi di Syrb.
Di seguito proponiamo (in milioni di euro) la segnalazione specifica in merito all'adeguatezza patrimoniale del conglomerato finanziario (anch'esso facente capo a CredemHolding):
| MARGINE DEL CONGLOMERATO | giu-25 | 2024 |
|---|---|---|
| A. Totale dei mezzi patrimoniali del conglomerato |
4.432 | 4.235 |
| B. Requisiti patrimoniali delle componenti bancarie |
2.599 | 2.353 |
| C. Margine di solvibilità richiesto delle componenti assicurative |
305 | 303 |
| D. Totale delle esigenze patrimoniali del conglomerato (B+C) |
2.904 | 2.656 |
| E. Eccedenza (deficit) del conglomerato (A-D) | 1.528 | 1.580 |
A partire dal mese di ottobre 2017 il Gruppo è stato inserito dall'Autorità di Vigilanza tra i conglomerati finanziari, vale a dire tra i soggetti che svolgono attività significativa sia nel settore bancario e dei servizi di investimento, sia nel settore assicurativo. Tale provvedimento rifletteva la situazione di business al dicembre 2016, data alla quale il Gruppo superava le soglie previste dalle norme in materia. Le società assicurative sottoposte alla vigilanza supplementare sono Credemvita, controllata in modo esclusivo dal Gruppo e Credemassicurazioni, controllata in modo congiunto con Reale Mutua Assicurazioni.
I mezzi patrimoniali del conglomerato finanziario Credem eccedono il totale delle esigenze patrimoniali richieste per 1.528,1 milioni di euro. Nel calcolo dei requisiti patrimoniali del conglomerato finanziario si è adottato, per il 2025, un Total Capital Ratio del 11,5%, così come comunicato dalla Banca Centrale Europea.
Anche sull'evoluzione del margine del conglomerato hanno prevalentemente inciso le ragioni già ricordate in riferimento alla situazione patrimoniale del Gruppo bancario.
In adempimento a quanto disposto dalla normativa, segnaliamo che il Gruppo detiene azioni proprie, in riferimento ai sopra citati piani di remunerazione.
Nell'ambito dell'informativa necessaria ai sensi della CRR/CRD4, oltre ai già citati ratio regolamentari, vengono di seguito esposti (sempre in riferimento al perimetro che fa capo a CredemHolding) gli indicatori regolamentari finalizzati ad accertare l'adeguatezza della situazione di liquidità di breve termine (livello di disponibilità immediata per far fronte ad esigenze a 30 giorni), di liquidità di medio lungo termine (stabilità del profilo di provvista in relazione alla composizione dell'attivo) e del rapporto tra il patrimonio e le attività bancarie:
| INDICATORI REGOLAMENTARI % | giu-25 | giu-24 | 2024 |
|---|---|---|---|
| Liquidity coverage ratio (LCR) | 162 | 188 | 168 |
| Net stable funding ratio (NSFR) | 134 | 135 | 136 |
| Leverage ratio | 6,5 | 5,8 | 5,8 |
| Target regolamentari | |||
| Liquidity coverage ratio (LCR) | 100 | 100 | 100 |
| Net stable funding ratio (NSFR) | 100 | 100 | 100 |
| Leverage ratio | 3 | 3 | 3 |
Per quanto riguarda il Gruppo, gli indicatori si pongono al di sopra dei limiti regolamentari.
Si ricorda infine che a partire dal 01/01/2022, il requisito MREL (Requisito minimo di fondi propri e passività ammissibili), richiesto alle banche al fine di migliorarne la risolvibilità, è "binding". Il Gruppo evidenzia un ratio pari al 28%, con un buon margine rispetto al requisito richiesto dal Single Resolution Board.
Alla fine del mese di marzo 2025 come prevede la Circolare 285 del 17 dicembre 2013, nella parte dedicata al "processo di controllo prudenziale" (il cosiddetto PILLAR II), è stato inoltrato all'Organo di Vigilanza il resoconto ICAAP ("Internal Capital Adeguacy Assessment Process"), corredato dai diversi documenti specifici richiesti. Tale elaborazione, finalizzata alla verifica dell'adeguatezza patrimoniale rispetto al complesso dei rischi assunti nell'operatività corrente e caratteristica, ha riguardato la situazione di fine 2024 e, per quanto riguarda la valutazione prospettica, un orizzonte temporale triennale.
Sempre alla fine del mese di marzo 2025, in base a quanto previsto dalla Direttiva 2013/36 (la CRD4), è stato sottoposto all'Autorità di Vigilanza il Resoconto ILAAP.
Entrambi i documenti sono stati redatti sulla base delle indicazioni delle Autorità di Vigilanza e includono una panoramica:
Segnaliamo infine che le operazioni con parti correlate sono analizzate nella parte H delle "Note Illustrative".
Dopo aver osservato una serie prolungata di eventi straordinari ed inattesi, il contesto globale mostra dei segnali di stabilizzazione seppure con fattori di incertezza trainati prevalentemente dalla politica commerciale statunitense e dalle tensioni geopolitiche internazionali.
Le possibili evoluzioni degli annunciati dazi reciproci presentano un'asimmetria nelle conseguenze: il persistere di una de-escalation non ripristina le previsioni di crescita antecedenti all'introduzione del tema sulla narrativa economica internazionale, al contrario l'esacerbarsi delle tensioni commerciali accrescerebbe il rischio di ulteriori revisioni al ribasso delle stime di crescita globali. A catalizzare l'incertezza globale intervengono temi di politica fiscale, eventualmente conseguenti scelte protezionistiche sugli scambi commerciali. Con l'approvazione del pacchetto fiscale americano che innalza il disavanzo ed il debito pubblico d'oltreoceano si rinnovano le esigenze di finanziamento esterno degli Stati Uniti. Posizioni politiche divergenti ed in rapida evoluzione ed il ridimensionamento della cooperazione internazionale, accompagnate da differenti magnitudo nelle pressioni inflazionistiche, accrescono la possibilità di una divergenza della politica monetaria tra le diverse banche centrali. Concentrando l'attenzione sui mercati cinesi si osserva una revisione al ribasso delle stime sugli utili conseguenti alle tensioni commerciali, in parte compensata dal pacchetto di leggi approvate dal governo per rilanciare il settore privato a sostegno di modernizzazione del tessuto industriale e garanzia di accesso al mercato.
I principali rischi prospettici sono a nostro avviso:
Le proiezioni dei dati macroeconomici a disposizione a giugno 2025 (Prometeia, Rapporto di Previsione) ipotizzano per l'anno in corso un'evoluzione annua del PIL mondiale al +2,7%, di quello statunitense al +1,6% e di quello UEM al +1,2%.
Relativamente all'economia italiana, le principali dinamiche attese per il 2025 sono le seguenti:
Passando ai principali aggregati bancari:
Considerato lo scenario sopra descritto e i rischi evidenziati, la gestione bancaria potrà essere influenzata da diversi fattori:
In tale contesto, si ipotizza per il Gruppo la seguente evoluzione degli aggregati economici:
Relativamente alle progettualità, proseguiranno gli investimenti riferiti al modello di servizio (commercial banking e private banking) per abilitare ad una completa esperienza multicanale. Il private banking vedrà anche un ulteriore rafforzamento dei canali fisici. Ulteriore area di investimento sta riguardando il rafforzamento del parabancario e dell'area Wealth (dove l'attività è volta a recuperare efficienza, ridurre i rischi operativi e supportare l'ulteriore evoluzione della gamma prodotti). Rilevante sarà l'investimento in termini di intelligenza artificiale, data governance e altre soluzioni tecnologiche a supporto del modello operativo e di business. L'obiettivo ultimo della digital trasformation in atto è volto a migliorare l'esperienza dei clienti, attraverso l'integrazione di tecnologie innovative per offrire una interazione con il Gruppo sempre più semplice, autonoma e accessibile, in chiave omnicanale. Proseguiranno inoltre le attività volte all'integrazione delle tematiche ESG nelle strategie e nei processi aziendali.
Proseguono le attività per la creazione di un Centro Unico Gestorio, che, subordinatamente alle autorizzazioni delle autorità di vigilanza, vedranno il riassetto complessivo delle fabbriche Wealth del Gruppo per rafforzare la presenza nel business.
L'European Securities and Markets Authority - ESMA ha emanato, ai sensi dell'articolo 16 del Regolamento n. 1095/2010/EU, specifici Orientamenti in merito ai criteri per la presentazione di Indicatori Alternativi di Performance (IAP) inseriti dagli emittenti europei nelle informazioni regolamentate, inclusa pertanto la Relazione sulla Gestione del Bilancio, quando tali indicatori non risultano definiti o previsti dal framework sull'informativa finanziaria. Tali orientamenti sono volti a promuovere l'utilità e la trasparenza degli IAP, confermando un approccio comune verso l'utilizzo di questi ultimi, con miglioramenti della loro comparabilità, affidabilità e comprensibilità e conseguenti benefici agli utilizzatori dell'informativa finanziaria. Consob ha recepito in Italia gli Orientamenti e li ha incorporati nelle proprie prassi di vigilanza.
Secondo la definizione degli Orientamenti ESMA, un Indicatore Alternativo di Performance è un indicatore di performance finanziaria, posizione finanziaria o flussi di cassa storici, diverso da un indicatore finanziario definito o specificato nella disciplina applicabile sull'informativa finanziaria. Gli IAP sono solitamente ricavati dalle poste di bilancio redatte conformemente alla disciplina vigente sull'informativa finanziaria. Ciò che li distingue è che gli IAP non sono definiti nel quadro dell'informativa finanziaria, ma il loro uso è comunque diffuso e il loro ruolo è quello di trasmettere una visione della performance dell'entità più vicina alla visione del management rispetto a ciò che risulterebbe dall'uso delle sole misure definite.
Non rientrano strettamente nella definizione di IAP gli indicatori pubblicati in applicazione di misure prudenziali, comprese le misure definite nel Regolamento e nella Direttiva sui requisiti patrimoniali (CRR/CRD IV), gli indicatori fisici o non finanziari, e gli indicatori sociali ed ambientali.
Per una corretta interpretazione degli IAP si evidenzia quanto segue:
Gli indicatori sono calcolati sulla base delle riclassifiche gestionali che sono state evidenziate nei precedenti paragrafi della relazione sulla gestione (per la ricostruzione dei principali aggregati economici si veda in particolare la legenda esposta nel paragrafo relativo al conto economico consolidato).
Gli IAP sotto riportati sono quelli che sono stati selezionati in quanto maggiormente rappresentativi per il Gruppo.
Voce 30 Margine d'interesse
Voce 130 a) Rettifiche di valore nette per rischio di credito di attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato (per la parte relativa a titoli iscritti in tale categoria di attività finanziarie)
Voce 130 b) Rettifiche di valore nette per rischio di credito di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
Voce 70 Dividendi e proventi simili (al netto della quota relativa ai dividendi dei titoli di capitale classificate in HTCS)
Margine d'interesse Credemvita
Margine d'intermediazione
Risultato operativo
120 Riserva da valutazione 125 Riserva da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione
180 Azioni proprie (-)
200 Utile consolidato al netto dividendi distribuiti (o deliberati) dalla Capogruppo o dalla società consolidante
Si rammenta che, per effetto dei necessari arrotondamenti, nelle tabelle illustrate alcuni conteggi potrebbero contenere differenze non significative a livello di totalizzazione.
| Costi Operativi A -462 -445 Totale ricavi B 937 1.030 Cost to income ratio (A/B) 49,3% 43,2% Margine finanziario A 474 570 Totale Attivo B 65.046 68.018 Margine finanziario su Totale Attivo (A/B) 0,7% 0,8% Margine da servizi A 463 459 Totale Attivo B 65.046 68.018 Margine "da servizi" su Totale Attivo (A/B) 0,7% 0,7% Margine finanziario A 474 570 Margine d'interemediazione B 937 1.030 Margine finanziario su Margine d'intermediazione (A/B) 50,6% 55,4% Utile netto A 372 324 Totale Attivo B 65.046 68.018 Utili su Totale Attivo (ROA) (A/B) 0,6% 0,5% Crediti deteriorati netti A 256 276 Patrimonio Netto B 4.436 3.979 Attività immateriali C 485 491 Texas ratio (A/(B-C)) 6,5% 7,9% Patrimonio Netto A 4.436 3.979 Raccolta diretta da clientela B 39.255 38.262 PN su Raccolta diretta (A/B) 11% 10,4% Patrimonio Netto A 4.436 3.979 Impieghi clientela B 36.687 35.178 PN su Impieghi clientela (A/B) 12% 11,3% Patrimonio Netto A 4.436 3.979 Totale Attivo B 65.046 68.018 Patrimonio Netto su Totale attivo (A/B) 7% 5,9% Crediti deteriorati netti A 256 276 Patrimonio Netto B 4.436 3.979 Crediti deteriorati netti su Patrimonio netto (A/B) 5,8% 6,9% Crediti deteriorati netti A 256 276 Crediti verso clienti B 36.687 35.178 NPL ratio netto (A/B) 0,7% 0,8% Previsioni di perdite analitiche A 350 401 Crediti deteriorati lordi B 605 667 Coverage ratio (A/B) 57,8% 60,1% Impieghi clientela A 36.687 35.178 Raccolta diretta da clientela B 39.255 38.262 Impieghi clientela su Raccolta diretta clientela (A/B) 93,5% 91,9% Rettifiche su crediti A -5 -9 Impieghi clientela medi B 35.667 35.099 Costo del credito (A/B) 0,01% 0,03% Utile netto A 372 324 Patrimonio netto (medio annuo al netto dei dividendi) B 4.130 3.750 Ritorno su Patrimonio netto (ROE) (A/B) 9,0% 8,6% |
INDICATORI ALTERNATIVI DI PERFORMANCE | 30/06/2025 | 30/06/2024 |
|---|---|---|---|
Il bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo è redatto secondo lo IAS34 ed è costituito dallo stato patrimoniale consolidato, dal conto economico consolidato, dal prospetto della redditività consolidata complessiva , dal prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato, dal rendiconto finanziario consolidato e dalle Note Illustrative.
La relazione finanziaria semestrale del Gruppo è redatta con chiarezza e rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale, la situazione finanziaria ed il risultato del periodo in conformità al principio contabile internazionale applicabile per l'informativa finanziaria infrannuale (IAS34) adottato dall'Unione Europea.
Le Note Illustrative hanno la funzione di fornire l'illustrazione, l'analisi ed in taluni casi un'integrazione dei dati del bilancio consolidato semestrale abbreviato.
Le Note Illustrative sono redatte in migliaia di euro, ad eccezione della Parte L, che è redatta in milioni di euro.
In merito alla struttura e contenuto del bilancio si faccia riferimento anche a quanto riportato nella seguente parte A1 "Sezione generale".
| Voci dell'attivo | 30/06/2025 | 31/12/2024 | |
|---|---|---|---|
| 10. | Cassa e disponibilità liquide | 1.654.528 | 4.207.806 |
| 20. | Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico | 6.032.896 | 5.706.465 |
| a) attività finanziarie detenute per la negoziazione | 78.492 | 34.160 | |
| c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value | 5.954.404 | 5.672.305 | |
| 30. | Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | 8.721.830 | 9.491.841 |
| 40. | Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 45.684.613 | 45.274.702 |
| a) crediti verso banche | 1.669.392 | 1.579.777 | |
| b) crediti verso clientela | 44.015.221 | 43.694.925 | |
| 50. | Derivati di copertura | 255.466 | 427.235 |
| 60. | Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) | 102.636 | 112.020 |
| 70. | Partecipazioni | 59.377 | 59.936 |
| 80. | Attività assicurative | 10.578 | 11.252 |
| b) cessioni in riassicurazione che costituiscono attività | 10.578 | 11.252 | |
| 90. | Attività materiali | 436.507 | 443.532 |
| 100. Attività immateriali | 484.622 | 500.651 | |
| di cui: | |||
| - avviamento | 291.342 | 291.342 | |
| 110. | Attività fiscali | 399.324 | 417.593 |
| a) correnti | 17.623 | 14.507 | |
| b) anticipate | 381.701 | 403.086 | |
| 120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione | 533 | 533 | |
| 130. Altre attività | 1.203.509 | 1.314.959 | |
| Totale dell'attivo | 65.046.419 | 67.968.525 | |
| Voci del passivo e del patrimonio netto | 30/06/2025 | 31/12/2024 | |
|---|---|---|---|
| 10. | Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 47.116.756 | 51.482.679 |
| a) debiti verso banche | 2.304.663 | 5.544.557 | |
| b) debiti verso clientela | 40.165.805 | 41.492.967 | |
| c) titoli in circolazione | 4.646.288 | 4.445.155 | |
| 20. | Passività finanziarie di negoziazione | 32.147 | 14.463 |
| 30. | Passività finanziarie designate al fair value | 4.534.709 | 4.402.690 |
| 40. | Derivati di copertura | 567.493 | 731.778 |
| 50. | Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) | (7.188) | (8.086) |
| 60. | Passività fiscali | 329.964 | 333.332 |
| a) correnti | 19.693 | 42.332 | |
| b) differite | 310.271 | 291.000 | |
| 80. | Altre passività | 2.406.541 | 1.459.124 |
| 90. | Trattamento di fine rapporto del personale | 24.893 | 26.144 |
| 100. Fondi per rischi e oneri | 184.207 | 240.891 | |
| a) impegni e garanzie rilasciate | 4.981 | 4.509 | |
| b) quiescenza e obblighi simili | 1.043 | 1.090 | |
| c) altri fondi per rischi e oneri | 178.183 | 235.292 | |
| 110. | Passività assicurative | 5.421.387 | 4.992.999 |
| a) contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività | 5.420.977 | 4.992.617 | |
| b) cessioni in riassicurazione che costituiscono passività | 410 | 382 | |
| 120. Riserve da valutazione | (66.306) | (95.755) | |
| 150. Riserve | 3.473.145 | 3.108.935 | |
| 160. Sovrapprezzi di emissione | 321.800 | 321.800 | |
| 170. Capitale | 341.320 | 341.320 | |
| 180. Azioni proprie (-) | (6.205) | (3.845) | |
| 190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) | 4 | 4 | |
| 200. Utile (Perdita) d'esercizio (+/-) | 371.752 | 620.052 | |
| Totale del passivo e del patrimonio netto | 65.046.419 | 67.968.525 | |
| Voci | 30/06/2025 | 30/06/2024 | |
|---|---|---|---|
| 10. | Interessi attivi e proventi assimilati | 838.265 | 1.085.809 |
| di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo | 828.713 | 901.016 | |
| 20. | Interessi passivi e oneri assimilati | (304.232) | (467.911) |
| 30. | Margine di interesse | 534.033 | 617.898 |
| 40. | Commissioni attive | 418.806 | 419.568 |
| 50. | Commissioni passive | (104.399) | (99.025) |
| 60. | Commissioni nette | 314.407 | 320.543 |
| 70. | Dividendi e proventi simili | 22.460 | 20.693 |
| 80. | Risultato netto dell'attività di negoziazione | 13.477 | 24.910 |
| 90. | Risultato netto dell'attività di copertura | (573) | 4.431 |
| 100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: | 39.224 | 15.114 | |
| a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 27.881 | 14.734 | |
| b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | 11.343 | 380 | |
| 110. | Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico |
26.001 | 41.636 |
| a) attività e passività finanziarie designate al fair value | (9.916) | (175.535) | |
| b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value | 35.917 | 217.171 | |
| 120. Margine di intermediazione | 949.029 | 1.045.225 | |
| 130. Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: | (14.135) | (10.544) | |
| a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | (14.432) | (10.166) | |
| b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | 297 | (378) | |
| 140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni | (231) | (583) | |
| 150. Risultato netto della gestione finanziaria | 934.663 | 1.034.098 | |
| 160. Risultato dei servizi assicurativi | 33.778 | 29.300 | |
| a) ricavi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi | 53.193 | 47.997 | |
| b) costi per servizi assicurativi derivanti da contratti assicurativi emessi | (19.165) | (17.752) | |
| c) ricavi assicurativi derivanti da cessioni in riassicurazione | 2.118 | 1.768 | |
| d) costi per servizi assicurativi derivanti da cessioni in riassicurazione | (2.368) | (2.713) | |
| 170. Saldo dei ricavi e costi di natura finanziaria relativi alla gestione assicurativa | (58.926) | (67.342) | |
| a) costi/ricavi netti di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi | (58.977) | (67.394) | |
| b) ricavi/costi netti di natura finanziaria relativi alle cessioni in riassicurazione | 51 | 52 | |
| 180. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa | 909.515 | 996.056 | |
| 190. Spese amministrative: | (538.362) | (543.842) | |
| a) spese per il personale | (306.608) | (301.825) | |
| b) altre spese amministrative | (231.754) | (242.017) | |
| 200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri | 319 | (5.877) | |
| a) impegni e garanzie rilasciate | (472) | 670 | |
| b) altri accantonamenti netti | 791 | (6.547) | |
| 210. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali | (22.282) | (21.941) | |
| 220. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali | (32.001) | (31.046) | |
| 230. Altri oneri/proventi di gestione | 185.976 | 82.967 | |
| 240. Costi operativi | (406.350) | (519.739) | |
| 250. Utili (Perdite) delle partecipazioni | 3.785 | 4.134 | |
| 280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti | 2 | 53 | |
| 290. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte | 506.952 | 480.504 | |
| 300. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente | (135.200) | (156.749) | |
| 310. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte | 371.752 | 323.755 | |
| 330. Utile (Perdita) d'esercizio | 371.752 | 323.755 | |
| 350. Utile (Perdita) d'esercizio di pertinenza della capogruppo | 371.752 | 323.755 |
| Voci | 30/06/2025 | 30/06/2024 |
|---|---|---|
| Utile base per azione (EPS base) | 1,09 | 0,95 |
| Utile diluito per azione (EPS diluito) | 1,09 | 0,95 |
| Voci | 30/06/2025 | 30/06/2024 | |
|---|---|---|---|
| 10. | Utile (Perdita) d'esercizio | 371.752 | 323.755 |
| Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto economico | 4.296 | (450) | |
| 20. | Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva | 3.685 | (53) |
| 70. | Piani a benefici definiti | 611 | (397) |
| Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto economico | 25.420 | 5.355 | |
| 130. | Copertura dei flussi finanziari | 6.239 | (2.982) |
| 150. | Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
24.122 | (34.547) |
| 170. | Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto | 267 | 270 |
| 180. | Ricavi o costi di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi | (5.284) | 42.593 |
| 190. | Ricavi o costi di natura finanziaria relativi alle cessioni in riassicurazione | 76 | 21 |
| 200. | Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte | 29.716 | 4.905 |
| 210. | Redditività complessiva (Voce 10 + 200) | 401.468 | 328.660 |
| 220. | Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi | - | 1 |
| 230. | Redditività consolidata complessiva di pertinenza della capogruppo | 401.468 | 328.659 |
| Allocazione risultato | Variazioni dell'esercizio | Patrimonio netto del |
Patrimonio netto di terzi |
|||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Esistenze al saldi di 31.12.2024 |
Modifca | Esistenze al | esercizio precedente | Operazioni sul patrimonio netto | Redditività | |||||||||||
| apertura | 01.01.2025 | Riserve | Dividendi e altre destinazioni |
Variazioni di riserve |
Emissione nuove azioni |
Acquisto azioni proprie |
Distribuzione straordinaria dividendi |
Variazione strumenti di capitale |
Derivati su proprie azioni |
Stock options |
Variazioni interessenze partecipative |
complessiva esercizio 30.06.2025 |
gruppo al 30.06.2025 |
al 30.06.2025 | ||
| Capitale | 341.323 | - | 341.323 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 341.320 | 3 |
| - azioni ordinarie | 341.323 | - | 341.323 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 341.320 | 3 |
| - altre azioni | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| Sovrapprezzi di emissione | 321.801 | - | 321.801 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 321.800 | 1 |
| Riserve | 3.108.935 | - | 3.108.935 | 364.211 | - | 2.479 | (2.747) | - | - | - | - | - | - | 267 | 3.473.145 | - |
| - di utili | 3.108.935 | - | 3.108.935 | 364.211 | - | 2.479 | (2.747) | - | - | - | - | - | - | 267 | 3.473.145 | - |
| - altre | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| Riserve da valutazione | (95.755) | - | (95.755) | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 29.449 | (66.306) | - |
| Strumenti di capitale | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| Azioni proprie | (3.845) | - | (3.845) | - | - | - | 2.747 | (5.108) | - | - | - | - | - | - | (6.206) | - |
| Utile (perdita) di esercizio | 620.052 | - | 620.052 | (364.211) | (255.841) | - | - | - | - | - | - | - | - | 371.752 | 371.752 | - |
| Patrimonio netto del gruppo | 4.292.507 | - | 4.292.507 | - | (255.841) | 2.479 | - | (5.108) | - | - | - | - | - | 401.468 | 4.435.505 | - |
| Patrimonio netto di terzi | 4 | - | 4 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 4 |
| Variazioni dell'esercizio Allocazione risultato |
||||||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Esistenze al | Modifca Esistenze al |
esercizio precedente | Operazioni sul patrimonio netto | Patrimonio netto del |
Patrimonio netto di terzi |
|||||||||||||
| 31.12.2023 | saldi di apertura |
01.01.2024 | Riserve | Dividendi e altre destinazioni |
Variazioni di riserve |
Emissione nuove azioni |
Acquisto azioni proprie |
Riserve | Dividendi e altre destinazioni |
Derivati su proprie azioni |
Stock options |
Variazioni interessenze partecipative |
Redditività complessiva esercizio 30.06.2024 |
gruppo al 30.06.2024 |
al 30.06.2024 |
|||
| Capitale | 341.323 | - | 341.323 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 341.320 | 3 | ||
| - azioni ordinarie | 341.323 | - | 341.323 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 341.320 | 3 | ||
| - altre azioni | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | ||
| Sovrapprezzi di emissione | 321.801 | - | 321.801 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 321.800 | 1 | ||
| Riserve | 2.767.249 | - | 2.767.249 | 340.726 | - | 1.235 | (2.702) | - | - | - | - | - | - | 270 | 3.106.778 | - | ||
| - di utili | 2.767.249 | - | 2.767.249 | 340.726 | - | 1.235 | (2.702) | - | - | - | - | - | - | 270 | 3.106.778 | - | ||
| - altre | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | ||
| Riserve da valutazione | (115.272) | - | (115.272) | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 4.635 | (110.637) | (1) | ||
| Strumenti di capitale | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | ||
| Azioni proprie | (6.674) | - | (6.674) | - | - | - | 2.702 | - | - | - | - | - | - | - | (3.972) | - | ||
| Utile (perdita) di esercizio | 562.118 | - | 562.118 | (340.726) | (221.392) | - | - | - | - | - | - | - | - | 323.755 | 323.755 | - | ||
| Patrimonio netto del gruppo | 3.870.542 | - | 3.870.542 | - | (221.392) | 1.235 | - | - | - | - | - | - | - | 328.659 | 3.979.044 | - | ||
| Patrimonio netto di terzi | 3 | - | 3 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 1 | - | 4 |
9
| Importo | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| A. ATTIVITA' OPERATIVA | 30/06/2025 | 30/06/2024 | |||
| 1. Gestione | 116.697 | 6.016 | |||
| - risultato d'esercizio (+/-) | 371.752 | 323.755 | |||
| - plus/minusvalenze su attività finanziarie detenute per la negoziazione e sulle altre attività/passività valutate al fair value con impatto a conto economico (-/+) |
56.758 | 44.303 | |||
| - plus/minusvalenze su attività di copertura (-/+) | 573 | (4.431) | |||
| - rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito (+/-) | 38.474 | 34.575 | |||
| - rettifiche/riprese di valore nette su immobilizzazioni materiali e immateriali (+/-) | 54.283 | 52.987 | |||
| - accantonamenti netti a fondi rischi ed oneri ed altri costi/ricavi (+/-) | (319) | 5.877 | |||
| - altri proventi/oneri assicurativi non incassati (-/+) | (18.751) | (1.589) | |||
| - imposte, tasse e crediti d'imposta non liquidati (+/-) | 26.377 | 52.514 | |||
| - altri aggiustamenti (+/-) | (412.449) | (501.977) | |||
| 2. Liquidità generata/assorbita dalle attività finanziarie | 1.117.233 | 692.982 | |||
| - attività finanziarie detenute per la negoziazione | (142.211) | (65.370) | |||
| - altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value | (230.781) | (186.610) | |||
| - attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | 866.166 | (170.519) | |||
| - attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | (226.830) | 761.494 | |||
| - altre attività | 850.888 | 353.988 | |||
| 3. Liquidità generata/assorbita dalle passività finanziarie | (3.928.023) | (3.145.463) | |||
| - passività finanziarie valutate al costo ammortizzato | (4.216.924) | (3.265.056) | |||
| - passività finanziarie di negoziazione | 17.684 | 5.785 | |||
| - passività finanziarie designate al fair value | 122.103 | 110.042 | |||
| - altre passività | 149.114 | 3.766 | |||
| 4. Liquidità generata/assorbita dai contratti di assicurazione emessi e dalle cessioni in riassicurazione |
429.062 | 344.351 | |||
| - contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività/attività (+/-) | 428.360 | 341.339 | |||
| - cessioni in riassicurazione che costituiscono passività/attività (+/-) | 702 | 3.012 | |||
| Liquidità netta generata/assorbita dall'attività operativa | (2.265.031) | (2.102.113) | |||
| B. ATTIVITA' DI INVESTIMENTO | |||||
| 1. Liquidità generata da | 256 | 5.631 | |||
| - vendite di attività materiali | 256 | 5.631 | |||
| 2. Liquidità assorbita da | (30.302) | (51.624) | |||
| - acquisti di partecipazioni | (115) | - | |||
| - acquisti di attività materiali | (16.442) | (31.098) | |||
| - acquisti di attività immateriali | (13.745) | (20.526) | |||
| Liquidità netta generata/assorbita dall'attività d'investimento | (30.046) | (45.993) | |||
| C. ATTIVITA' DI PROVVISTA | |||||
| - emissioni/acquisti di azioni proprie | (2.360) | 2.702 | |||
| - distribuzione dividendi e altre finalità | (255.841) | (153.272) | |||
| Liquidità netta generata/assorbita dall'attività di provvista | (258.201) | (150.570) | |||
| LIQUIDITA' NETTA GENERATA/ASSORBITA NELL'ESERCIZIO | (2.553.278) | (2.298.676) |
| Importo | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Voci di bilancio | 30/06/2025 | 30/06/2024 | ||||
| Cassa e disponibilità liquide all'inizio dell'esercizio | 4.207.806 | 6.326.610 | ||||
| Liquidità totale netta generata/assorbita nell'esercizio | (2.553.278) | (2.298.676) | ||||
| Cassa e disponibilità liquide: effetto della variazione dei cambi | - | - | ||||
| Cassa e disponibilità liquide alla chiusura dell'esercizio | 1.654.528 | 4.027.934 |
Le note illustrative sono redatte in migliaia di euro, ad eccezione della Parte L, che è redatta in milioni di euro.
Si rammenta che, per effetto dei necessari arrotondamenti, nelle tabelle illustrate alcuni conteggi potrebbero contenere differenze non significative a livello di totalizzazione.
Il bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2025 è redatto in base allo IAS 34, con l'applicazione dei criteri di rilevazione e di valutazione previsti dai principi contabili IAS/IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board (IASB) e dalle relative interpretazioni dell'International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC) ed omologati dalla Commissione Europea, come stabilito dal Regolamento Comunitario n. 1606 del 19 luglio 2002. Si fa presente inoltre che la Banca d'Italia, avendo i poteri in materia di definizione dei prospetti contabili e di definizione della Nota Integrativa del Bilancio, ha emanato l'8° aggiornamento della Circolare n. 262/2005 "Il bilancio bancario: schemi e regole di compilazione" il 17 novembre 2022. In base a quanto previsto dal paragrafo 10 dello IAS 34 il Gurppo si è avvalso della facoltà di redigere un'informativa sintetica.
I principi contabili adottati per la predisposizione del presente bilancio, con riferimento alle fasi di classificazione, iscrizione, valutazione e cancellazione delle attività e passività finanziarie, così come per le modalità di riconoscimento dei ricavi e dei costi, risultano inviariati rispetto al 31 dicembre 2024, ad eccezione di quanto riportato nel successivo paragrafo "NUOVI IFRS ACCOUNTING STANDARDS, EMENDAMENTI ED INTERPRETAZIONI APPLICATI DAL 1° GENNAIO 2025".
La Relazione finanziaria semestrale consolidata è stata predisposta in osservanza dell'art.154-ter del Testo Unico della Finanza (TUF) e comprende il bilancio consolidato semestrale abbreviato, soggetto a revisione contabile limitata da parte della società Deloitte & Touche S.p.A., la relazione intermedia sulla gestione, l'attestazione del dirigente preposto prevista dall'art. 154-bis, comma 5 dello stesso TUF ed è corredata dalla relazione della società di revisione.
Il bilancio consolidato semestrale abbreviato è costituito dallo Stato patrimoniale, dal Conto economico, dal Prospetto della redditività complessiva, dal Prospetto delle variazioni di patrimonio netto, dal Rendiconto finanziario e dalle Note illustrative.
Il bilancio consolidato semestrale abbreviato è redatto con l'applicazione dei principi generali previsti dallo IAS 1 e degli specifici principi contabili omologati dalla Commissione europea, nonché in aderenza con le assunzioni generali previste dal Quadro Sistematico per la preparazione e presentazione del bilancio elaborato dallo IASB.
Non sono state effettuate deroghe all'applicazione dei principi contabili IAS/IFRS.
In conformità a quanto disposto dall'art. 5, comma 2, del Decreto Legislativo n. 38 del 28 febbraio 2005, il bilancio consolidato semestrale abbreviato è redatto utilizzando l'euro come moneta di conto, e si fonda sull'applicazione dei seguenti principi generali di redazione dettati dallo IAS 1:
motivo della variazione, nonché le voci interessate. Nella presentazione e nella classificazione delle voci sono adottati gli schemi predisposti dalla Banca d'Italia per i bilanci delle banche, contenuti nella circolare n. 262 del 22 dicembre 2005 e successivi aggiornamenti ed integrazioni.
Il seguente emendamento è stato applicato per la prima volta dal Gruppo a partire dal 1° gennaio 2025:
"Amendments to IAS 21 The Effects of Changes in Foreign Exchange Rates: Lack of Exchangeability". Il documento richiede ad un'entità di applicare una metodologia da applicare in maniera coerente al fine di verificare se una valuta può essere convertita in un'altra e, quando ciò non è possibile, come determinare il tasso di cambio da utilizzare e l'informativa da fornire in nota integrativa. L'adozione di tale emendamento non ha comportato effetti sul bilancio consolidato semestrale abbreviato.
Alla data di riferimento del presente documento, gli organi competenti dell'Unione Europea hanno concluso il processo di omologazione necessario per l'adozione degli emendamenti e dei principi sotto descritti, ma tali principi non sono obbligatoriamente applicabili e non sono stati adottati in via anticipata dal Gruppo al 31 dicembre 2024:
Con queste modifiche, lo IASB ha inoltre introdotto ulteriori requisiti di informativa riguardo in particolare ad investimenti in strumenti di capitale designati a FVOCI.
Le modifiche si applicheranno a partire dai bilanci degli esercizi che hanno inizio dal 1° gennaio 2026. Gli amministratori non si attendono un effetto significativo sul bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo dall'adozione di tali emendamenti.
La modifica si applicherà dal 1° gennaio 2026, ma è consentita un'applicazione anticipata. Gli amministratori non si attendono un effetto significativo nel bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo dall'adozione di tale principio.
Alla data di riferimento del presente documento, gli organi competenti dell'Unione Europea non hanno ancora concluso il processo di omologazione necessario per l'adozione degli emendamenti e dei principi sotto descritti.
Le modifiche si applicheranno dal 1° gennaio 2026, ma è consentita un'applicazione anticipata. Gli amministratori non si attendono un effetto significativo sul bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo dall'adozione di tali emendamenti.
Il nuovo principio inoltre:
Il nuovo principio entrerà in vigore dal 1° gennaio 2027, ma è consentita un'applicazione anticipata. Gli amministratori stanno valutando gli effetti sull bilancio consolidato semestrale del Gruppo della futura adozione di tale principio.
Il nuovo principio entrerà in vigore dal 1° gennaio 2027, ma è consentita un'applicazione anticipata. Tale modifica non ha impatti sul bilancio consolidato del Gruppo.
In data 30 gennaio 2014 lo IASB ha pubblicato il principio IFRS 14 – Regulatory Deferral Accounts che consente solo a coloro che adottano gli IFRS per la prima volta di continuare a rilevare gli importi relativi alle attività soggette a tariffe regolamentate ("Rate Regulation Activities") secondo i precedenti principi contabili adottati. Non essendo il Gruppo un firsttime adopter, tale principio non risulta applicabile.
Gli schemi dello stato patrimoniale consolidato e del conto economico consolidato sono costituiti da voci, sottovoci e da ulteriori dettagli informativi (i "di cui" delle voci e sottovoci). Nel conto economico i ricavi sono indicati senza segno, mentre i costi sono indicati fra parentesi. Allo stesso modo sono esposte le componenti reddituali positive e negative incluse nel prospetto della redditività complessiva.
Gli schemi riportano i corrispondenti dati di raffronto relativi allo stato patrimoniale riferiti all'esercizio precedente, mentre i dati di conto economico e del prospetto delle redditività complessiva sono riferiti allo stesso periodo dell'esercizio precedente.
Il prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato è quello previsto dalla Circolare n. 262/2005, e successivi aggiornamenti, della Banca d'Italia. Nel prospetto viene riportata la composizione e la movimentazione dei conti di patrimonio netto intervenuta nell'esercizio di riferimento del bilancio ed in quello precedente, suddivisi tra il capitale sociale, le riserve di capitale, di utili e da valutazione di attività o passività di bilancio ed il risultato economico. Le azioni proprie in portafoglio, qualora presenti, sono portate in diminuzione del patrimonio netto. Non sono stati emessi strumenti di capitale diversi dalle azioni ordinarie.
Il Rendiconto Finanziario consolidato fornisce informazioni che permettono agli utilizzatori di valutare le variazioni nell'attivo netto della società, la sua struttura finanziaria (compresa la liquidità e solvibilità) e la sua capacità di influire sulla dimensione e sulla tempistica dei flussi finanziari allo scopo di adeguarsi alle circostanze e alle opportunità.
Lo IAS 7 stabilisce che il rendiconto finanziario può essere redatto seguendo, alternativamente, il "metodo diretto" o quello "indiretto".
La Banca d'Italia, così come previsto dalle istruzioni della Circolare n.262/05, propone quindi i due alternativi schemi di Rendiconto Finanziario nei quali i flussi correlati all'attività operativa sono esposti con il metodo diretto e il metodo indiretto, senza privilegiarne uno in particolare, lasciando discrezionalità all'estensore del bilancio.
Il prospetto dei flussi finanziari intervenuti nel periodo di riferimento del bilancio ed in quello dell'esercizio precedente è stato predisposto seguendo il metodo indiretto, in base al quale i flussi derivanti dall'attività operativa sono rappresentati dal risultato dell'esercizio rettificato degli effetti delle operazioni di natura non monetaria.
I flussi finanziari sono suddivisi tra quelli derivanti dall'attività operativa, quelli generati dall'attività di investimento e quelli prodotti dall'attività di provvista.
Nel prospetto i flussi generatisi nel corso del periodo sono indicati senza segno, mentre quelli assorbiti sono indicati fra parentesi.
Il bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo Credem comprende il bilancio di Credito Emiliano spa e delle società da questa controllate, includendo nel perimetro di consolidamento anche le società operanti in settori di attività dissimili da quello di appartenenza della Capogruppo. Analogamente, sono incluse anche le società veicolo (SPE/SPV) quando ne ricorrano i requisiti di effettivo controllo, anche indipendentemente dall'esistenza di una quota partecipativa.
Sono considerate controllate le imprese nelle quali la Capogruppo, direttamente o indirettamente, possiede più della metà dei diritti di voto o quando, pur con una quota di diritti di voto inferiore, la Capogruppo ha il potere di nominare la maggioranza degli amministratori della partecipata o di determinare le politiche finanziarie ed operative della stessa. Nella valutazione dei diritti di voto si tiene conto anche dei diritti "potenziali" che siano correntemente esercitabili o convertibili in diritti di voto effettivi in qualsiasi momento.
Sono considerate controllate congiuntamente le imprese nelle quali i diritti di voto ed il controllo dell'attività economica della partecipata sono condivisi in modo paritetico da Credem, direttamente o indirettamente, e da un altro soggetto. Inoltre viene qualificato come sottoposto a controllo congiunto un investimento partecipativo nel quale, pur in assenza di una quota paritetica di diritti di voto, il controllo sull'attività economica e sugli indirizzi strategici della partecipata è condiviso con altri soggetti in virtù di accordi contrattuali.
Sono considerate collegate, cioè sottoposte ad influenza notevole, le imprese nelle quali la capogruppo, direttamente o indirettamente, possiede almeno il 20% dei diritti di voto (ivi inclusi i diritti di voto "potenziali" come sopra definiti) o nelle quali – pur con una quota di diritti di voto inferiore – ha il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali della partecipata in virtù di particolari legami giuridici quali la partecipazione a patti di sindacato.
Le partecipazioni controllate sono consolidate con il metodo integrale, mentre le interessenze non di controllo e di joint venture sono consolidate in base al metodo del patrimonio netto.
I criteri adottati per la redazione del bilancio consolidato sono i seguenti:
| Tipo di | Rapporto di partecipazione | Disponibilità | |||
|---|---|---|---|---|---|
| Denominazioni imprese | Sede | rapporto | Impresa partecipante | Quota % | voti % |
| A. Imprese | |||||
| A. 1 Consolidate integralmente | |||||
| 1. Credemleasing spa | Reggio Emilia | 1 | Credito Emiliano | 99,90% | |
| Magazzini Generali delle Tagliate |
0,10% | ||||
| 2. Credemfactor spa | Reggio Emilia | 1 | Credito Emiliano | 99,00% | |
| Credemleasing | 1,00% | ||||
| 3. Credem Private Equity SGR spa | Reggio Emilia | 1 | Credito Emiliano | 87,50% | |
| Credem Euromobiliare Private banking |
12,50% | ||||
| 4. Euromobiliare Asset Management SGR spa | Milano | 1 | Credito Emiliano | 100,00% | |
| 5. Euromobiliare Advisory SIM spa | Milano | 1 | Credito Emiliano | 100,00% | |
| 6. Credemtel spa | Reggio Emilia | 1 | Credito Emiliano | 100,00% | |
| 7. Avvera spa | Reggio Emilia | 1 | Credito Emiliano | 100,00% | |
| 8. Magazzini Generali delle Tagliate spa | Reggio Emilia | 1 | Credito Emiliano | 100,00% | |
| 9. Credem Euromobiliare Private banking spa | Reggio Emilia | 1 | Credito Emiliano | 100,00% | |
| 10. Euromobiliare Fiduciaria spa | Milano | 1 | Credito Emiliano | 100,00% | |
| 11. Credemvita spa | Reggio Emilia | 1 | Credito Emiliano | 100,00% | |
| 12. Credem CB srl | Conegliano | 1 | Credito Emiliano | 70,00% | |
| A. 2 Consolidate con il metodo del patrimonio netto | |||||
| 1.Credemassicurazioni spa | Reggio Emilia | 4 | Credito Emiliano | 50,00% | |
| 2. SBC Fintech Milan 2224 s.r.l. srl | Milano | 4 | Credemtel | 45,92% | |
| 3. Andxor srl | Cinisello Balsamo | 4 | Credemtel | 40,00% | |
| 4. Mynet srl | Udine | 4 | Credemtel | 12,99% | |
| 5. Flairbit srl | Genova | 4 | Credemtel | 10,00% |
Legenda
Tipo di rapporto:
1 = maggioranza dei diritti di voto nell'assemblea ordinaria
4 = altre forme di controllo
80 NOTE ILLUSTRATIVE
Si rende noto che, ai sensi dello IAS 10, la data in cui il bilancio consolidato semestrale abbreviato è stato autorizzato alla pubblicazione dal CDA è il 5 agosto 2025.
Si rimanda a quanto già analiticamente esposto nella relazione intermedia sulla gestione, ai capitoli "Principali eventi gruppo Credem" e "Prevedibile evoluzione della gestione".
Il bilancio consolidato semestrale abbreviato è sottoposto a revisione contabile limitata da parte della società Deloitte & Touche spa, cui tale incarico è stato affidato, in attuazione della Delibera assembleare del 26 aprile 2023, fino all'esercizio chiuso al 2031.
In conformità agli IFRS, la direzione aziendale deve formulare valutazioni, stime e ipotesi che influenzano l'applicazione dei principi contabili e gli importi delle attività, delle passività, dei costi e dei ricavi rilevati in bilancio, nonché sull'informativa relativa ad attività e passività potenziali. Le stime e le relative ipotesi si basano sulle esperienze pregresse e su altri fattori considerati ragionevoli nella fattispecie e sono state adottate per stimare il valore contabile delle attività e delle passività che non è facilmente desumibile da altre fonti.
In particolare sono stati adottati processi di stima a supporto del valore di iscrizione di alcune delle più rilevanti poste valutative iscritte nel bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2025, così come previsto dai principi contabili e dalle normative di riferimento sopra descritti. Detti processi sono basati in larga misura su stime di recuperabilità futura dei valori iscritti in bilancio secondo le regole dettate dalle norme vigenti e sono stati effettuati in un'ottica di continuità aziendale, ossia prescindendo da ipotesi di liquidazione forzata delle poste oggetto di valutazione. I processi adottati confortano i valori di iscrizione al 30 giugno 2025. Il processo valutativo è risultato particolarmente complesso in considerazione della persistente incertezza riscontrabile nel contesto macroeconomico e di mercato, caratterizzato, sia da importanti livelli di volatilità riscontrabili nei parametri finanziari determinanti ai fini della valutazione, sia da indicatori di deterioramento della qualità del credito ancora elevati.
I parametri e le informazioni utilizzati per la verifica dei valori prima menzionati sono quindi significativamente influenzati da detti fattori che potrebbero registrare rapidi mutamenti ad oggi non prevedibili, talché non si possono escludere conseguenti effetti sui futuri valori di bilancio. Per loro natura le stime e le assunzioni utilizzate possono variare di periodo in periodo e, pertanto, non è da escludere che nei periodi successivi gli attuali valori iscritti in bilancio possano differire, anche in maiera significativa, a seguito del mutamento delle valutazioni soggettive utilizzate.
Le stime e le ipotesi sono riviste regolarmente. Le eventuali variazioni conseguenti a tali revisioni sono rilevate nel periodo in cui la revisione viene effettuata qualora la stessa interessi solo quel periodo. Nel caso in cui la revisione interessi periodi sia correnti sia futuri, la variazione è rilevata nel periodo in cui la revisione viene effettuata e nei relativi periodi futuri.
Le principali fattispecie per le quali è maggiormente richiesto l'impiego di valutazioni soggettive da parte della Direzione sono:
Tali valutazioni sono prevalentemente legate sia all'evoluzione del contesto socio-economico nazionale e internazionale, sia all'andamento dei mercati finanziari, che provocano conseguenti riflessi sull'andamento dei tassi, sulla fluttuazione dei prezzi, sulle basi attuariali e, più in generale, sul merito creditizio delle controparti.
Con riferimento in particolare al contesto socio-economico, continuano le tensioni geo-politiche con riferimento al conflitto Russia-Ucraina e alla guerra in Medio Oriente e non per ultimo continua al contempo l'impegno globale al processo di decarbonizzazione e alla riduzione dei rischi climatici.
In tale contesto, sebbene il sistema finanziario abbia finora mantenuto una buona resilienza, persistono rischi significativi per i quali è necessario mantenere un costante presidio e un continuo monitoraggio.
Al quadro di incertezza così delineato si aggiunge una nuova questione legata all'annuncio dell'applicazione di dazi commerciali da parte degli Stati Uniti. Nel corso dell'incontro tra stati Uniti e Unione Europea tenutosi il 27-28 luglio 2025, è stato raggiunto un accordo per scongiurare l'imposizione di nuovi dazi generalizzati. Le parti hanno concordato l'applicazione di una tariffa unica del 15% su gran parte delle esportazioni europee verso gli USA, evitando così dazi più elevati annunciati in precedenza dall'amministrazione americana. Sono stati esclusi dall'accordo alcuni settori strategici, come farmaceutica, aerospazio e semiconduttori, che continueranno a beneficiare di accesso preferenziale. In cambio l'UE si è impegnata ad acquistare ingenti quantitativi di energia statunitense e ad aumentare gli investimenti nel paese. L'intesa rappresenta un compromesso volto a preservare i rapporti commerciali transatlantici, pur mantenendo alcune criticità aperte.
Il Gruppo attualmente non ha ravvisato la necessità di specifici interventi sui criteri di valutazione delle principali poste valutative di bilancio. In particolare, in relazione alla quantificazione dell'ECL sui crediti si procederà nei prossimi mesi ad un monitoraggio più focalizzato nei confronti delle controparti appartenenti a settori più esposti per cogliere tempestivamente deterioramenti a fronte di perdite su crediti; allo stato attuale, sulla base delle informazioni ad oggi disponibili, si ritengono non significativi gli effetti dell'introduzione dei dazi su tali valutazioni grazie alla diversificazione geografica e settoriale del portafoglio creditizio. In relazione invece alle valutazioni regolate dallo IAS 36, in considerazione del fatto che, con riferimento al processo di impairment connesso al valore dell'avviamento iscritto in bilancio, non sono stati riscontrati trigger di impairment al 30 giugno 2025, non si è reso necessario eseguire un nuovo test di impairment; peraltro in considerazione dell'ampio margine con cui sono stati superati i test di impairment relativi all'esercizio 2024, l'incertezza condizionata ai dazi statunitensi, alla volatilità dei mercati finanziari e all'accresciuta instabilità internazionale, si ritiene non comporti impatti significativi sui flussi finanziari del Gruppo.
Per quanto attiene i rischi climatici ambientali, nell'ambito del percorso di progressivo allineamento alle aspettative della Banca Centrale Europea (BCE) in materia di inclusione delle tematiche ESG nel Framework di Risk Management, il Gruppo ha avviato una progettualità con l'obiettivo di introdurre i principali fattori di rischio climatici e ambientali nei modelli contabili IFRS 9. A conclusione delle attività progettuali è stato utilizzato il modello "Componenti Climatiche IFRS9" per l'applicazione ai fini del calcolo delle svalutazioni collettive con decorrenza dal 30 giugno 2025.
La messa in produzione del motore di calcolo dell'impairment, evoluto in coerenza con il nuovo impianto metodologico, ha comportato una maggiore svalutazione collettiva pari a circa 5 milioni di euro; contestualmente il Gruppo ha proceduto con la rimozione del c.d. overlay ESG, precedentemente introdotto a far tempo da giugno 2024, pari a circa 9 milioni di euro a livello di Gruppo. Il risultato complessivo è consistito in un rilascio di svalutazione collettiva pari a circa 4 milioni di euro.
Nell'ambito sempre dell'utilizzo di stime ed assunzioni nella predisposizione del bilancio consolidato semestrale abbreviato, si aggiunge infine che il Gruppo, nel corso del normale svolgimento della propria attività, è soggetto alla vigilanza da parte delle Autorità di Vigilanza (BCE, Banca d'Italia e CONSOB). A seguito di tali accertamenti, il Gruppo predispone remediation plan comunicati alle Autorità di Vigilanza ed aggiornati periodicamente. Nell'ambito dell'ultima ispezione la BCE ha suggerito al Gruppo l'implementazione di una serie di affinamenti al framework IFRS9; pertanto, sulla situazione semestrale 2025, nell'attesa di adempiere alle richieste dell'Autorità di Vigilanza, è stato introdotto un overlay sulle ECL collettive di circa 4,5 milioni di euro, al fine di anticipare gli impatti che ci si aspetta possano derivare dagli affinamenti richiesti, sulla base delle simulazioni preliminari che sono state condotte.
Il Gruppo ha pianificato un percorso pluriennale per raggiungere la neutralità climatica entro il 2025 con specifico riferimento alle emissioni Scope 1 e Scope 2 residue.
Dalla quantificazione delle emissioni prodotte, è infatti derivato un programma di progressiva razionalizzazione: i primi target, raggiunti nel 2023, sono stati integrati da obiettivi pianificati con orizzonte 2030.
Dal 2025 le emissioni Scopo 1 e 2 di CO2 residue (metodo marked based) sono state compensate mediante l'acquisto di un numero equivalente di crediti di carbonio certificati dallo Standard VCS di VERRA, uno degli schemi di certificazione di crediti di carbonio più utilizzati a livello globale nel mercato volontario, che garantisce che i crediti siano reali, verificabili e addizionali e che i progetti forniscano contributi misurabili allo sviluppo sostenibile.
Nel corso del 2025 sono stati pertanto acquistati n. 3.555 Carbon Credit, corrispondenti a n. 3.555 tonnellate di CO2 rendicontate nella Rendicontazione consolidata di sostenibilità 2024 con l'obiettivo di compensare le residue emissioni di CO2 dirette ed indirette (scope 1 e 2), per un costo complessivo pari a circa 86 mila euro, addebitato a conto economico nella voce "190. Spese Amministrative: b) altre spese amministrative".
Il progetto selezionato "Reforestation in grassland areas" (VCS142), rappresenta un'iniziativa di riforestazione (ARR) che genera crediti di carbonio di tipo removal, in grado non solo di garantire la rimozione effettiva della CO₂ dall'atmosfera, ma anche di generare benefici ambientali e sociali ad alto impatto rendendolo un'opzione di elevata qualità nel panorama dei progetti di compensazione delle emissioni di carbonio (carbon offsetting).
Il Gruppo non ha sottoscritto alcun contratto di fornitura riconducibile alla fattispecie PPA; trattasi, in particolare, di accordi di lunga durata stipulati con un produttore per la fornitura di energia elettrica rinnovabile ad un prezzo fisso.
Gli strumenti finanziari valutati al fair value includono le attività e le passività finanziarie detenute per la negoziazione, gli strumenti finanziari designati al fair value, gli strumenti derivati e, infine, gli strumenti classificati come valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva.
Il principio IFRS13 definisce il fair value come il prezzo che si percepirebbe per la vendita di un'attività ovvero che si pagherebbe per il trasferimento di una passività in una regolare operazione nel mercato principale (o più vantaggioso) alla data di valutazione, alle correnti condizioni di mercato (ossia un prezzo di chiusura), indipendentemente dal fatto che quel prezzo sia osservabile direttamente o che venga stimato utilizzando un'altra tecnica di valutazione.
Le funzioni coinvolte nei processi di determinazione del fair value includono le funzioni amministrative, le funzioni di front office Finanza e le funzioni di Risk Management.
Gli uffici amministrativi, direttamente responsabili della redazione dell'informativa finanziaria, sono chiamati a presidiare le regole utilizzate per la determinazione del Fair Value nel rispetto dei principi contabili di riferimento.
Gli uffici Finanza, a loro volta, detengono le conoscenze legate alle tecniche di valutazione applicate e presiedono i sistemi informativi utilizzati nei processi di determinazione del fair value. Infine gli uffici della funzione Risk Management sono chiamati a validare le tecniche di valutazione utilizzate, inclusi i relativi modelli e i parametri utilizzati. Tali uffici verificano la potenziale presenza di un mercato attivo e analizzano le possibili fonti disponibili. In generale, il Gruppo determina il fair value di attività e passività finanziarie secondo tecniche di valutazione scelte in base alla natura degli strumenti detenuti ed in base alle informazioni disponibili al momento della valutazione.
Sulla base delle informazioni disponibili al momento della valutazione, gli strumenti finanziari sono suddivisi tra quelli il cui prezzo è quotato in un mercato attivo da quelli per i quali un mercato attivo al momento della valutazione non esiste.
La gerarchia del fair value attribuisce la massima priorità ai prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche (dati di livello 1) e la priorità minima agli input non osservabili (dati di Livello 3).
Gli input di Livello 1 sono prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività e passività identiche a cui l'entità può accedere alla data di valutazione. Un prezzo quotato in un mercato attivo fornisce la prova più attendibile del fair value e, quando disponibile, deve essere utilizzato senza alcuna rettifica per valutare il fair value.
Gli input di Livello 2 sono input diversi dai prezzi quotati inclusi nel Livello 1 osservabili direttamente o indirettamente per l'attività o per la passività.
Allo stesso modo, per quanto concerne il Livello 3, non sono considerate osservabili tutte le altre variabili impiegate nelle tecniche valutative che non possono essere corroborate sulla base di dati osservabili di mercato (Livello 3).
In linea generale, il processo per l'applicazione del Mark to Market è largamente automatizzato. Tutti gli strumenti finanziari quotati detenuti (azioni, obbligazioni e strumenti finanziari derivati) sono valutati, in presenza di mercati attivi, mediante i rispettivi prezzi quotati (valutazioni al Mark to Market) per la determinazione del P&L giornaliero.
Relativamente ai principali Information Providers, si distingue tra:
Qualora le informazioni Refinitiv e Bloomberg non siano disponibili si utilizzano altri Information Providers indipendenti.
Se un'attività o passività valutata al fair value ha un prezzo denaro e un prezzo lettera (per esempio un dato proveniente da un mercato a scambi diretti e assistiti), per valutare il fair value deve essere utilizzato il prezzo rientrante nello scarto denaro-lettera (bid-ask spread) più rappresentativo del fair value in quelle circostanze specifiche, indipendentemente da come tale dato è classificato nella gerarchia del fair value (Livello 1, 2 o 3). È consentito l'utilizzo di prezzi denaro per posizioni attive e di prezzi lettera per posizioni passive, ma non è obbligatorio.
Il Gruppo utilizza sia per le proprie posizioni attive che per le passive i prezzi Mid, per i cui calcoli vengono considerati i prezzi rientranti nello scarto denaro – lettera (Bid/Ask spread) più rappresentativi.
Generalmente l'acquisizione dei prezzi quotati avviene in via automatica, su base giornaliera, attraverso lo scarico delle informazioni da primari Information Provider indipendenti.
Nel determinare il fair value degli strumenti finanziari si ricorre al Mark to Model qualora l'analisi evidenzi che per gli strumenti detenuti non esistano prezzi quotati nel mercato principale (o più vantaggioso).
Le tecniche di valutazione utilizzate per valutare il fair value devono massimizzare l'utilizzo di input osservabili rilevanti e ridurre al minimo l'utilizzo di input non osservabili.
Gli input di Livello 2 sono input diversi dai prezzi quotati inclusi nel Livello 1 osservabili direttamente o indirettamente per l'attività o per la passività.
Gli input di livello 2 comprendono:
Gli input non osservabili, Livello 3, devono essere utilizzati per valutare il fair value nella misura in cui gli input osservabili rilevanti non siano disponibili, consentendo pertanto situazioni di scarsa attività del mercato per l'attività o passività alla data di valutazione. Tuttavia, la finalità della valutazione del fair value resta la stessa, ossia un prezzo di chiusura alla data di valutazione dal punto di vista di un operatore di mercato che possiede l'attività o la passività. Pertanto, gli input non osservabili devono riflettere le assunzioni che gli operatori di mercato utilizzerebbero nel determinare il prezzo dell'attività o passività, incluse le assunzioni circa il rischio.
Le rettifiche agli input di Livello 2 varieranno in funzione di fattori specifici dell'attività o della passività. Tali fattori comprendono i seguenti elementi:
L'utilizzo di input non osservabili significativi o eventuali rettifiche di un input di Livello 2 significativo per l'intera valutazione dello strumento, possono comportare nella valutazione del fair value una classificazione a Livello 3 nella gerarchia del fair value.
L'utilizzo di una tecnica di valutazione ha l'obiettivo di stimare il prezzo a cui avrebbe luogo una regolare operazione di vendita di una attività o di trasferimento di una passività tra operatori di mercato alla data di valutazione, alle condizioni di mercato correnti. Tre tecniche di valutazione ampiamente utilizzate sono il metodo basato sulla valutazione di mercato, il metodo del costo e il metodo reddituale. Un'entità deve utilizzare tecniche di valutazione coerenti con uno o più di questi metodi per valutare il fair value.
Esempi dei principali parametri osservabili di mercato di cui si servono le più comuni tecniche di valutazione applicate sono i seguenti:
Diversamente, qualora le tecniche di valutazione si basino in via prevalente su parametri non osservabili sul mercato, vengono svolti processi di stima interni. Ciò avviene limitatamente ai casi in cui i relativi dati di mercato non siano disponibili o non siano ritenuti affidabili.
L'utilizzo delle tecniche di valutazione che fanno uso di dati osservabili di mercato o di dati stimati internamente, implicano l'utilizzo di modelli valutativi all'interno dei quali sono calati tali parametri. Il metodo reddituale converte importi futuri (per esempio, flussi finanziari o ricavi e costi) in un unico importo corrente (ossia attualizzato). Quando si utilizza il metodo reddituale, la valutazione del fair value riflette le attuali aspettative del mercato su tali importi futuri.
A titolo esemplificativo, tali tecniche di valutazione comprendono:
Qualora però si faccia ricorso a modelli valutativi proprietari, l'affidabilità degli stessi è testata confrontando, per strumenti simili quotati, le valutazioni fornite da tali tecniche con i relativi prezzi quotati (back testing). Inoltre, l'affidabilità di tali tecniche è verificata, ex post, monitorando nel tempo i risultati ottenuti.
La gerarchia del fair value attribuisce la massima priorità ai prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche (dati di livello 1) e la priorità minima agli input non osservabili (dati di livello 3).
L'attività di attribuzione dei livelli di fair value avviene trimestralmente alle date contabili di riferimento basandosi sulla verifica della presenza di un mercato principale o più vantaggioso nell'intervallo temporale antecedente la data contabile di riferimento. L'attività prevede la verifica di alcuni principi necessari alla definizione di presenza di un mercato attivo per ogni strumento finanziario identificati dalla disponibilità di valorizzazioni eseguibili, continue e con scarto denarolettera (bid-ask spread) contenuti.
Il rispetto di tali condizioni determina il livello di fair value dello strumento analizzato. Qualora non siano presenti quotazioni di mercato, l'utilizzo di tecniche di valutazione viene effettuata ad ogni data contabile massimizzando l'utilizzo di input osservabili rilevanti e riducendo al minimo l'utilizzo di input non osservabili. La verifica di tali parametri di input in funzione della disponibilità determina il livello di fair value dello strumento.
Ad ogni data contabile viene inoltre effettuata una analisi comparativa dei livelli di fair value rispetto al trimestre precedente e l'inizio dell'esercizio di riferimento al fine di individuare i trasferimenti di livelli di fair value avvenuti nel corso dell'esercizio di riferimento e le circostanze che hanno determinato tale trasferimento.
Al fine di tenere in considerazione l'indisponibilità di valutazioni continuative dei fondi immobiliari chiusi non quotati, dovute a illiquidità, assenza di un mercato liquido e la specificità del sottostante, la metodologia alla base dell'individuazione del fair value attribuibile al capitale sociale della società avviene considerando valore del NAV più aggiornato disponibile (di norma riferito alla chiusura del semestre precedente) opportunamente rettificato al fine di riflettere la scarsa liquidità dell'asset.
Per la determinazione del fair value delle passività di propria emissione valutate al fair value, si tiene conto anche del proprio rischio emittente.
La costruzione di una o più curve di credit spread si rende necessaria, nell'ambito della fair value option, al fine di valorizzare gli strumenti non negoziati su mercati attivi1 con un full fair value. Il concetto di full fair value comprende, rispetto alla semplice attualizzazione sulla curva risk free dei cash flows generati dallo strumento, un ulteriore aggiustamento che tenga conto del rischio emittente: l'aggiustamento, ovvero il credit spread, assume la forma di uno spread additivo sulla curva risk free ed è di entità diversa sulle diverse scadenze temporali. Il credit spread relativo ad un emittente, inoltre, esprimendo un'indicazione sulla probabilità e sull'entità del rimborso dell'emissione, è diverso in base alla seniority dell'emissione: un'emissione senior avrà un credit spread inferiore rispetto ad un'emissione subordinata.
1 Agli strumenti negoziati su mercati attivi viene attribuita la quotazione di mercato.
L'applicazione della Fair Value Option alle passività finanziarie prevede che si dia evidenza dell'ammontare delle variazioni di fair value attribuibili a variazioni del solo rischio creditizio dello strumento.
I fattori di rischio dovuti al merito creditizio vengono incorporati nella curva di attualizzazione (usata per il calcolo del Fair Value) applicando alla curva risk free uno spread che renda conto del rischio emittente.
Con tale metodo valutativo è possibile separare i diversi componenti di rischio, rischio tasso e rischio credito.
Le curve rettificate per il merito di credito dell'emittente si ottengono sommando ai tassi zero coupon (o tassi risk free) un credit spread che esprime il merito creditizio dell'emittente stesso. Tali curve sono utilizzate per la valutazione di obbligazioni non quotate sui mercati attivi.
Con la valutazione al Fair Value per tutti gli strumenti relativi a un singolo emittente (e anche per quelli emessi dal Gruppo), si possono costruire quattro curve:
Per la determinazione delle curve dei credit spread, Credem si avvale di un servizio di fornitura esterna di curve bancarie da parte del provider Confluence/UBS.
La metodologia alla base della costruzione delle credit curves è basata sul principio che per costruire una credit curve su varie scadenze corrette, sarebbe necessario avere molti dati disponibili di mercato e strumenti con diverse scadenze, in quanto basterebbe eseguire il classico boot-strapping method per costruire la curva. In molti casi però, come in Credem, non c'è un numero sufficiente di osservazioni per poter applicare tale metodologia. Confluence, per ovviare a questo problema, utilizza una curva di comparables scelti per settore per costruire la shape della curva, e successivamente valuta gli spread delle emissioni outstanding per determinare di conseguenza lo spread delle curve.
Di seguito si riportano le informazioni richieste dall'IFRS 13.
Per i rapporti creditizi attivi e passivi non misurati al fair value su base ricorrente, il fair value, riportato nelle tabelle presenti nelle note illustrative, è stato determinato con i seguenti criteri:
Per tali strumenti, la determinazione del fair value si basa anche sull'utilizzo di parametri interni non direttamente osservabili sul mercato ed è calcolato solo ai fini di adempiere alle richieste di informativa e non ha alcun impatto sullo stato patrimoniale e sul conto economico.
Successivamente all'adozione dell'IFRS 9, il Gruppo Credem non ha effettuato cambiamenti di business model per la gestione delle proprie attività finanziarie e, quindi, non sono avvenuti trasferimenti tra portafogli di attività finanziarie. Le regole generali previste dall'IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie (ad eccezione dei titoli di capitale, per cui non è ammessa alcuna riclassifica) non prevedono riclassifiche verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui la società modifichi il proprio modello di business per la gestione di tali attività finanziarie. È previsto che tali modifiche siano altamente infrequenti e devono essere determinate dal management a seguito di rilevanti cambiamenti esterni o interni, dimostrabili a soggetti esterni.
Le tecniche di valutazione utilizzate per gli strumenti finanziari appartenenti al livello 2 e 3 si distinguono:
Si riporta brevemente la definizione dei modelli utilizzati:
Il modello discounted cash flow, flussi di cassa attualizzati, è un metodo di valutazione di un investimento, basato sul processo finanziario di attualizzazione, che consente di stabilire oggi il valore attuale di un capitale che ha come naturale scadenza una data futura tramite l'applicazione di un tasso di sconto. Il tasso di sconto viene corretto per il rischio di credito dei flussi futuri attesi dall'attività in questione. La somma algebrica dei flussi attualizzati rappresenta il valore netto attuale (Net present value) dello strumento.
I parametri utilizzati nella tecnica di valutazione sono: curva tassi e credit spread di ogni singola emissione.
Il modello Black&scholes univariato (BS) è il modello di pricing delle opzioni più famoso e riconosciuto dal mercato. Il modello si basa sulla possibilità di creare un portafoglio equivalente all'opzione, costituito in parte da unità del sottostante e in parte da obbligazioni prive di rischio entrambi influenzati dalla stessa fonte di incertezza data dalle variazioni del prezzo dell'azione. Le ipotesi sottostanti il modello di BS sono rappresentate dall'andamento dei prezzi dell'attività sottostante (approssimato da un processo log-normale), dalla presenza di un mercato perfettamente efficiente; dal tasso di interesse e dalla volatilità del sottostante costante per tutta la durata dell'opzione.
I parametri utilizzati nella tecnica di valutazione sono il tasso di interesse, il valore e la volatilità del sottostante.
Alla data del 30/06/2025 tutti i parametri utilizzati nelle tecniche di valutazione sono risultati osservabili, evidenziando per gli strumenti valutati tramite mark to model livelli di fair value pari a 2.
In particolare:
Gli strumenti non scambiati su mercati attivi sono valutati a mark to model utilizzando la tecnica di valutazione che massimizza l'utilizzo di dati osservabili sul mercato. Qualora i parametri risultino non disponibili e direttamente osservabili il livello di fair value attribuito è pari a 3.
Alla data del 30/06/2025 nessun strumento finanziario derivato è stato valutato a mark to model tramite parametri di mercato non direttamente osservabili.
La gerarchia del fair value attribuisce la massima priorità ai prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche (dati di livello 1) e la priorità minima agli input non osservabili (dati di livello 3).
I Livelli utilizzati per le classificazioni riportate nel seguito delle presenti Note Illustrative sono i seguenti:
L'attività di attribuzione dei livelli è rappresentata dalla verifica puntuale per ogni strumento detenuto nei portafogli di proprietà di un possibile potenziale mercato attivo che rispetti alcune regole di valorizzazione. In particolare viene analizzato che le contribuzioni risultino continuative, contenute nei delta spread bid ask, indicative di possibili transazioni recenti quindi non trascinate, e che l'emittente risulti solido e attivo.
Il mancato rispetto di tali regole porta a un aggravio di livello associato a una valorizzazione il più coerente e rappresentativa del fair value dello strumento.
Analogamente l'analisi viene effettuata anche nella verifica di un potenziale ripristino di mercato attivo sugli strumenti per i quali nel corso del tempo si verifica una riattivazione di valorizzazione continuative sul mercato regolamentato e non.
L'attività di attribuzione dei livelli di fair value avviene trimestralmente alle date contabili di riferimento basandosi sulla verifica della presenza di un mercato principale o più vantaggioso nell'intervallo temporale antecedente la data contabile di riferimento. L'attività prevede la verifica di alcuni principi necessari alla definizione di presenza di un mercato attivo per ogni strumento finanziario identificati dalla disponibilità di valorizzazioni eseguibili, continue e con scarto denarolettera (bid-ask spread) contenuti.
Il rispetto di tali condizioni determina il livello di fair value dello strumento analizzato. Qualora non siano presenti quotazioni di mercato, l'utilizzo di tecniche di valutazione viene effettuata ad ogni data contabile massimizzando l'utilizzo di input osservabili rilevanti e riducendo al minimo l'utilizzo di input non osservabili. La verifica di tali parametri di input in funzione della disponibilità determina il livello di fair value dello strumento.
Ad ogni data contabile viene inoltre effettuata una analisi comparativa dei livelli di fair value rispetto al trimestre precedente e l'inizio dell'esercizio di riferimento al fine di individuare i trasferimenti di livelli di fair value avvenuti nel corso dell'esercizio di riferimento e le circostanze che hanno determinato tale trasferimento.
| 30/06/2025 | 31/12/2024 | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Attività/Passività misurate al fair value | L1 | L2 | L3 | L1 | L2 | L3 |
| 1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico |
5.658.748 | 89.241 | 284.904 | 5.368.935 | 52.518 | 285.011 |
| a) attività finanziarie detenute per la negoziazione | 37.589 | 40.901 | - | 19.098 | 15.038 | 23 |
| b) attività finanziarie designate al fair value | - | - | - | - | - | - |
| c) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value |
5.621.159 | 48.340 | 284.904 | 5.349.837 | 37.480 | 284.988 |
| 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
8.637.180 | 50.437 | 34.213 | 9.403.955 | 57.766 | 30.118 |
| 3. Derivati di copertura | - | 255.466 | - | - | 427.235 | - |
| 4. Attività materiali | - | - | - | - | - | - |
| 5. Attività immateriali | - | - | - | - | - | - |
| Totale 14.295.928 | 395.144 | 319.117 14.772.890 | 537.519 | 315.129 | ||
| 1. Passività finanziarie detenute per la negoziazione | 173 | 31.974 | - | - | 14.463 | - |
| 2. Passività finanziarie designate al fair value | - | - | 4.534.709 | - | - | 4.402.690 |
| 3. Derivati di copertura | - | 567.493 | - | - | 731.778 | - |
| Totale | 173 | 599.467 | 4.534.709 | - | 746.241 | 4.402.690 |
L1= Livello 1 L2= Livello 2
L3= Livello 3
I proventi connessi all'emissione di prestiti obbligazionari, determinati dalla differenza tra il corrispettivo incassato ed il fair value dello strumento, sono riconosciuti a conto economico alla data di emissione in tutti i casi in cui tale fair value sia determinato attraverso tecniche di valutazione che prendono parametri osservabili sul mercato.
Il principio IFRS9 prevede che l'iscrizione iniziale degli strumenti finanziari avvenga al fair value. Normalmente il fair value di uno strumento finanziario alla data di rilevazione iniziale in bilancio è pari al "prezzo di transazione"; in altre parole, al costo o all'importo erogato per le attività finanziarie o alla somma incassata per le passività finanziarie.
L'affermazione che all'atto dell'iscrizione iniziale in bilancio il fair value di uno strumento finanziario coincide con il prezzo della transazione è intuitivamente sempre riscontrabile nel caso di transazioni del cosiddetto "Livello 1" della gerarchia del fair value.
Anche nel caso del "Livello 2", che si basa su prezzi derivati indirettamente dal mercato (comparable approach), l'iscrizione iniziale vede, in moltissimi casi, sostanzialmente coincidere fair value e prezzo. Eventuali differenze tra prezzo e fair value sono di norma da attribuire ai cosiddetti margini commerciali.
Nel caso del "Livello 3", invece, sussiste una discrezionalità parziale dell'operatore nella valutazione dello strumento e, pertanto, proprio per la maggior soggettività nella determinazione del fair value non è disponibile un inequivocabile termine di riferimento da raffrontare con il prezzo della transazione. Per tale ragione l'IFRS9 esclude che l'eventuale iniziale differenza tra il prezzo della transazione e la stima interna del fair value possa essere subito imputata a Conto Economico in un'unica soluzione. In tal caso, quindi, l'iscrizione iniziale deve sempre avvenire al prezzo. La successiva valutazione non può includere la differenza tra prezzo e fair value riscontrata all'atto della prima valutazione - ossia il Day-One-Profit (DOP) o il Day-One-Loss (DOL) implicito -, che deve invece essere riconosciuta a Conto Economico solo se deriva da cambiamenti dei fattori su cui i partecipanti al mercato basano le loro valutazioni nel fissare i prezzi (incluso l'effetto tempo). Ove lo strumento abbia una scadenza definita e non sia immediatamente disponibile un modello che monitori i cambiamenti dei fattori su cui gli operatori basano i prezzi, è ammesso il transito del DOP/DOL a Conto Economico linearmente sulla vita dello strumento finanziario stesso. Pertanto, la politica contabile seguita prevede che:
Al 30 giugno 2025 non erano presenti importi che debbano essere ancora rilevati a conto economico "pro rata temporis", ovvero lungo la vita residua del contratto.
| Totale | Totale | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Voci/Valori | 30/06/2025 | 31/12/2024 | |||||
| L1 | L2 | L3 | L1 | L2 | L3 | ||
| A. Attività per cassa | |||||||
| 1. Titoli di debito | 34.948 | 10 | - | 19.098 | 46 | - | |
| 1.1 Titoli strutturati | 2.391 | - | - | 909 | 4 | - | |
| 1.2 Altri titoli di debito | 32.557 | 10 | - | 18.189 | 42 | - | |
| 2. Titoli di capitale | - | - | - | - | - | - | |
| 3. Quote di O.I.C.R. | 2.641 | - | - | - | - | 23 | |
| 4. Finanziamenti | - | - | - | - | - | - | |
| 4.1 Pronti contro termine | - | - | - | - | - | - | |
| 4.2 Altri | - | - | - | - | - | - | |
| Totale (A) | 37.589 | 10 | - | 19.098 | 46 | 23 | |
| B. Strumenti derivati | - | - | - | - | - | - | |
| 1. Derivati finanziari | - | 40.891 | - | - | 14.992 | - | |
| 1.1 di negoziazione | - | 40.891 | - | - | 14.992 | - | |
| 1.2 connessi con la fair value option | - | - | - | - | - | - | |
| 1.3 altri | - | - | - | - | - | - | |
| 2. Derivati creditizi | - | - | - | - | - | - | |
| 2.1 di negoziazione | - | - | - | - | - | - | |
| 2.2 connessi con la fair value option | - | - | - | - | - | - | |
| 2.3 altri | - | - | - | - | - | - | |
| Totale (B) | - | 40.891 | - | - | 14.992 | - | |
| Totale (A+B) | 37.589 | 40.901 | - | 19.098 | 15.038 | 23 | |
L1= Livello 1 L2= Livello 2
L3= Livello 3
| Voci/Valori | Totale | Totale | |
|---|---|---|---|
| 30/06/2025 | 31/12/2024 | ||
| A. Attività per cassa | |||
| 1. Titoli di debito | 34.958 | 19.144 | |
| a) Banche Centrali | - | - | |
| b) Amministrazioni pubbliche | 30.957 | 15.641 | |
| c) Banche | 2.347 | 2.205 | |
| d) Altre società finanziarie | 377 | 379 | |
| di cui: imprese di assicurazione | 63 | - | |
| e) Società non finanziarie | 1.277 | 919 | |
| 2. Titoli di capitale | - | - | |
| a) Banche | - | - | |
| b) Altre società finanziarie | - | - | |
| di cui: imprese di assicurazione | - | - | |
| c) Società non finanziarie | - | - | |
| d) Altri emittenti | - | - | |
| 3. Quote di OICR | 2.641 | 23 | |
| 4. Finanziamenti | - | - | |
| a) Banche Centrali | - | - | |
| b) Amministrazioni pubbliche | - | - | |
| c) Banche | - | - | |
| d) Altre società finanziarie | - | - | |
| di cui: imprese di assicurazione | - | - | |
| e) Società non finanziarie | - | - | |
| f) Famiglie | - | - | |
| Totale (A) | 37.599 | 19.167 | |
| B. Strumenti derivati | |||
| a) Controparti Centrali | - | - | |
| b) Altre | 40.891 | 14.992 | |
| Totale (B) | 40.891 | 14.992 | |
| Totale (A+B) | 78.490 | 34.159 | |
In conformità a quanto disposto dal principio contabile IFRS 7 e tenuto conto delle indicazioni contenute nella Comunicazione CONSOB n. DEM/11070007 del 5 agosto 2011 (che riprende il documento ESMA N. 2011/266 del 28 luglio 2011) in materia di informazioni da rendere nelle relazioni finanziarie in merito al "debito Sovrano", si precisa che al 30 giugno 2025 sono presenti esposizioni in titoli governativi per 29,6 milioni di euro, di cui 17,5 milioni di euro di esposizioni verso l'Italia, e obbligazioni emesse dall'Unione Europea per 1,1 milioni di euro. Le posizioni, classificate contabilmente di trading, hanno come oggetto la negoziazione verso la clientela istituzionale.
Si rimanda alla sezione 3 della presente nota per i titoli detenuti nel portafoglio "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva".
| Voci/Valori | Totale 30/06/2025 |
Totale 31/12/2024 |
||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| L1 | L2 | L3 | L1 L2 L3 |
|||||
| 1. Titoli di debito | 676.191 | 4.464 | 10 611.223 4.518 |
10 | ||||
| 1.1 Titoli strutturati | - | - | - | - | - | - | ||
| 1.2 Altri titoli di debito | 676.191 | 4.464 | 10 | 611.223 | 10 | |||
| 2. Titoli di capitale | 225.453 | - | - | 214.317 | - | - | ||
| 3. Quote di O.I.C.R. | 4.719.515 | 43.876 | 257.196 | 4.524.297 | 32.962 | 251.323 | ||
| 4. Finanziamenti | - | - | 27.698 | - | - | 33.655 | ||
| 4.1 Pronti contro termine | - | - | - | - | - | - | ||
| 4.2 Altri | - | - | 27.698 | - | - | 33.655 | ||
| Totale | 5.621.159 | 48.340 | 284.904 | 5.349.837 | 37.480 | 284.988 | ||
L1= Livello 1
L2= Livello 2
L3= Livello 3
Nel portafoglio "Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value" delle "Imprese di assicurazione" sono presenti esposizioni di titoli governativi verso l'Italia per 304,12 milioni di euro, verso la Germania per 59,9 milioni di euro, verso la Spagna per 16,65 milioni di euro, verso la Francia per 13,57 milioni di euro, verso gli Stati Uniti per 4,43 milioni di euro, verso il Belgio per 2,04 milioni di euro, verso la Gran Bretagna per 1,62 milioni di euro, verso l'Austria per 1,3 milioni di euro, verso il Portogallo per 0,76 milioni di euro, verso l'Irlanda per 0,53 milioni di euro, verso la Grecia per 0,1 milioni di euro.
| Totale | Totale | |
|---|---|---|
| 30/06/2025 | 31/12/2024 | |
| 1. Titoli di capitale | 225.453 | 214.317 |
| di cui: banche | 37.612 | 29.625 |
| di cui: altre società finanziarie | 19.019 | 17.837 |
| di cui: società non finanziarie | 168.821 | 166.855 |
| 2. Titoli di debito | 680.665 | 615.751 |
| a) Banche centrali | - | - |
| b) Amministrazioni pubbliche | 405.017 | 373.998 |
| c) Banche | 262.720 | 225.688 |
| d) Altre società finanziarie | 299 | 10 |
| di cui: imprese di assicurazione | - | - |
| e) Società non finanziarie | 12.629 | 16.055 |
| 3. Quote di O.I.C.R. | 5.020.587 | 4.808.582 |
| 4. Finanziamenti | 27.698 | 33.655 |
| a) Banche centrali | - | - |
| b) Amministrazioni pubbliche | - | - |
| c) Banche | - | - |
| d) Altre società finanziarie | 13.441 | 14.006 |
| di cui: imprese di assicurazione | 13.441 | 14.006 |
| e) Società non finanziarie | 12.881 | 18.541 |
| f) Famiglie | 1.376 | 1.108 |
| Totale | 5.954.403 | 5.672.305 |
A seguito del fallimento dell'SPPI test nella presente categoria sono classificate le quote di fondi comuni (OICR) e alcuni finanziamenti verso clientela.
Sezione 3 - Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva – Voce 30
| Totale | Totale 31/12/2024 |
|||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Voci/Valori | 30/06/2025 | |||||||
| L1 | L2 | L3 | L1 | L2 | L3 | |||
| 1. Titoli di debito | 8.626.069 | 48.972 | - | 9.392.797 | 56.269 | - | ||
| 1.1 Titoli strutturati | 345.991 | 1.760 | - | 833.390 | 1.962 | - | ||
| 1.2 Altri titoli di debito | 8.280.078 | 47.212 | - | 8.559.407 | 54.307 | - | ||
| 2. Titoli di capitale | 11.111 | 1.465 | 34.213 | 11.158 | 1.497 | 30.118 | ||
| 3. Finanziamenti | - | - | - | - | - | - | ||
| Totale | 8.637.180 | 50.437 | 34.213 | 9.403.955 | 57.766 | 30.118 | ||
L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3
NOTE ILLUSTRATIVE 97
| 3.2 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione per debitori/emittenti | ||
|---|---|---|
| -- | -- | -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- |
| Voci/Valori | Totale 30/06/2025 |
Totale 31/12/2024 |
|---|---|---|
| 1. Titoli di debito | 8.675.041 | 9.449.066 |
| a) Banche centrali | - | - |
| b) Amministrazioni pubbliche | 6.693.317 | 6.810.557 |
| c) Banche | 1.612.262 | 1.774.891 |
| d) Altre società finanziarie | 284.533 | 374.095 |
| di cui: imprese di assicurazione | 5.100 | 5.221 |
| e) Società non finanziarie | 84.929 | 489.523 |
| 2. Titoli di capitale | 46.789 | 42.773 |
| a) Banche | 22.716 | 22.634 |
| b) Altri emittenti: | 24.073 | 20.139 |
| - altre società finanziarie | 21.609 | 18.197 |
| di cui: imprese di assicurazione | - | - |
| - società non finanziarie | 2.152 | 1.682 |
| - altri | 312 | 260 |
| 3. Finanziamenti | - | - |
| a) Banche centrali | - | - |
| b) Amministrazioni pubbliche | - | - |
| c) Banche | - | - |
| d) Altre società finanziarie | - | - |
| di cui: imprese di assicurazione | - | - |
| e) Società non finanziarie | - | - |
| f) Famiglie | - | - |
| Totale | 8.721.830 | 9.491.839 |
In conformità a quanto disposto dal principio contabile IFRS 7 e tenuto conto delle indicazioni contenute nella Comunicazione Consob n. DEM/11070007 del 5 agosto 2011 (che riprende il documento ESMA N. 2011/266 del 28 luglio 2011) in materia di informazioni da rendere nelle relazioni finanziarie in merito al "debito Sovrano", si precisa:
Sono presenti coperture di fair value hedge sia su titoli di Stato, italiani a tasso fisso (BTP) ed esteri, che su titoli obbligazionari (senior unsecure e covered bond) a tasso fisso emessi da primari istituti di credito europei. La copertura è di tipo fair value hedge attuata attraverso la designazione di appositi strumenti di copertura (Interest Rate Swap) con copertura specifica del c.d. "rischio tasso" su detti titoli; la relazione venuta così a crearsi fra Hedged Item e Hedging Instrument ha comportato la redazione di una specifica documentazione che formalizza la relazione di copertura ed ha altresì usufruito delle particolari regole di contabilizzazione dell'Hedge Accounting. Si segnala che sono stati effettuati i test di efficacia (sia prospettici che retrospettivi) con esito positivo.
3.3 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: valore lordo e rettifiche di valore complessive
| Valore lordo | Rettifiche di valore complessive | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Primo stadio |
di cui: Strumenti con basso rischio di credito |
Secondo stadio |
Terzo stadio |
Impaired acquisite o originate |
Primo stadio |
Secondo stadio |
Terzo stadio |
Impaired acquisite o originate |
Write-off parziali complessivi |
|
| Titoli di debito | 8.680.499 | - | - | - | - | 5.457 | - | - | - | - |
| Finanziamenti | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| Totale 30/06/2025 | 8.680.499 | - | - | - | - | 5.457 | - | - | - | - |
| Totale 31/12/2024 | 9.455.104 | 10.214 | - | - | - | 6.037 | - | - | - | - |
Il valore lordo e le rettifiche di valore complessive delle attività finanziarie impaired sono comprensivi degli interessi contrattuali maturati.
| Totale | Totale | ||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 30/06/2025 | 31/12/2024 | ||||||||||||
| Tipologia | Valore di bilancio | Fair value | Valore di bilancio | Fair value | |||||||||
| operazioni/Valori | Primo e secondo stadio |
Terzo stadio |
Impaired acquisite o originate |
L1 | L2 | L3 | Primo e secondo stadio |
Terzo stadio |
Impaired acquisite o originate |
L1 | L2 | L3 | |
| A. Crediti verso Banche Centrali |
396.089 | - | - | - | - | 396.089 | 387.897 | - | - | - | - | 387.897 | |
| 1. Depositi a scadenza |
- | - | - | X | X | X | - | - | - | X | X | X | |
| 2. Riserva obbligatoria |
396.089 | - | - | X | X | X | 387.897 | - | - | X | X | X | |
| 3. Pronti contro termine |
- | - | - | X | X | X | - | - | - | X | X | X | |
| 4. Altri | - | - | - | X | X | X | - | - | - | X | X | X | |
| B. Crediti verso banche | 1.273.303 | - | - | 644.317 | - | 630.945 | 1.191.881 | - | - | 637.763 | - | 552.772 | |
| 1. Finanziamenti | 630.554 | - | - | - | - | 630.945 | 552.773 | - | - | - | - | 552.772 | |
| 1.1 Conti correnti | - | - | - | X | X | X | - | - | - | X | X | X | |
| 1.2. Depositi a scadenza |
- | - | - | X | X | X | - | - | - | X | X | X | |
| 1.3. Altri finanziamenti: |
630.554 | - | - | X | X | X | 552.773 | - | - | X | X | X | |
| - Pronti contro termine attivi |
221.643 | - | - | X | X | X | - | - | - | X | X | X | |
| - Finanziamenti per leasing |
108 | - | - | X | X | X | 129 | - | - | X | X | X | |
| - Altri | 408.803 | - | - | X | X | X | 552.644 | - | - | X | X | X | |
| 2. Titoli di debito | 642.749 | - | - | 644.317 | - | - | 639.108 | - | - | 637.763 | - | - | |
| 2.1 Titoli strutturati |
85.468 | - | - | 86.410 | - | - | 107.625 | - | - | 108.148 | - | - | |
| 2.2 Altri titoli di debito |
557.281 | - | - | 557.907 | - | - | 531.483 | - | - | 529.615 | - | - | |
| Totale 1.669.392 | - | - | 644.317 | - 1.027.034 1.579.778 | - | - | 637.763 | - | 940.669 | ||||
L1= Livello 1 L2= Livello 2
L3= Livello 3
Sono inclusi i crediti di funzionamento connessi con la prestazione di servizi finanziari.
I crediti, ad eccezione dei titoli di debito, sono iscritti al loro valore nominale, corrispondente al loro fair value e il livello di fair value attribuito risulta essere pari a 3.
| Totale 30/06/2025 |
Totale 31/12/2024 |
||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Valore di bilancio Tipologia |
Fair value | Valore di bilancio | Fair value | ||||||||||
| operazioni/Valori | Primo e secondo stadio |
Terzo stadio |
Impaired acquisite o originate |
L1 | L2 | L3 | Primo e secondo stadio |
Terzo stadio |
Impaired acquisite o originate |
L1 | L2 | L3 | |
| 1. Finanziamenti | 37.420.093 247.981 | 13.872 | - | - 38.055.932 36.089.466 258.717 | 15.455 | - | - 37.022.483 | ||||||
| 1. Conti correnti |
1.891.032 | 15.424 | 529 | X | X | X | 1.774.966 | 17.109 | 616 | X | X | X | |
| 2. Pronti contro termine attivi |
994.824 | - | - | X | X | X | 499 | - | - | X | X | X | |
| 3. Mutui | 20.889.446 166.174 | 5.217 | X | X | X | 20.493.124 176.742 | 6.093 | X | X | X | |||
| 4. Carte di credito, prestiti personali e cessioni del quinto |
4.064.182 27.055 | 7.781 | X | X | X | 3.839.147 26.257 | 8.420 | X | X | X | |||
| 5. Finanziamenti per leasing |
3.178.612 | 28.818 | - | X | X | X | 3.187.502 30.468 | - | X | X | X | ||
| 6. Factoring | 1.197.025 | 7.284 | - | X | X | X | 1.430.700 | 4.941 | - | X | X | X | |
| 7. Altri finanziamenti |
5.204.972 | 3.226 | 345 | X | X | X | 5.363.528 | 3.200 | 326 | X | X | X | |
| 2. Titoli di debito | 6.333.276 | - | - 5.933.593 421.483 | 759 | 7.331.288 | - | - 7.022.296 301.765 | - | |||||
| 1. Titoli strutturati |
503.689 | - | - | 116.322 385.006 | 759 | 394.647 | - | - | 142.828 248.950 | - | |||
| 2. Altri titoli di debito |
5.829.587 | - | - | 5.817.271 | 36.477 | - | 6.936.641 | - | - 6.879.468 | 52.815 | - | ||
| Totale 43.753.369 247.981 | 13.872 5.933.593 421.483 38.056.691 43.420.754 258.717 | 15.455 7.022.296 301.765 37.022.483 |
Il valore lordo e le rettifiche di valore complessive delle attività finanziarie impaired sono comprensivi degli interessi contrattuali maturati.
Nel portafoglio "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato" sono presenti esposizioni in titoli governativi per circa 4.766,4 milioni di euro (4.028,5 milioni di euro Italia, BTP 3.784,8 milioni di euro e CCT 243,7 milioni di euro, 737,9 milioni di euro altri paesi, 464,2 milioni di euro Spagna e 273,6 milioni di euro Portogallo) e obbligazioni emesse dall'Unione Europea per 787,5 milioni di euro.
Nel portafoglio "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato" delle "Imprese di assicurazione" sono presenti esposizioni di titoli governativi verso la Italia per 114,83 milioni di euro, verso la Spagna per 25,44milioni di euro, verso la Portogallo per 3,68 milioni di euro, verso la Francia per 6,25 milioni di euro.
Il Gruppo non ha effettuato operazioni di acquisto di crediti deteriorati.
Sono presenti coperture di fair value hedge su titoli di Stato, italiani, a tasso fisso (BTP) ed esteri. La copertura è di tipo fair value hedge attuata attraverso la designazione di appositi strumenti di copertura (Interest Rate Swap) con copertura specifica del c.d. "rischio tasso" su detti titoli; la relazione venuta così a crearsi fra Hedged Item e Hedging Instrument ha comportato la redazione di una specifica documentazione che formalizza la relazione di copertura ed ha altresì usufruito delle particolari regole di contabilizzazione dell'Hedge Accounting. Si segnala che sono stati effettuati i test di efficacia (sia prospettici che retrospettivi) con esito positivo.
| Totale 30/06/2025 |
Totale 31/12/2024 |
||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Tipologia operazioni/Valori | Primo e secondo stadio |
Terzo stadio | Attività impaired acquisite o originate |
Primo e secondo stadio |
Terzo stadio | Attività impaired acquisite o originate |
|
| 1. Titoli di debito | 6.333.275 | - | - | 7.331.288 | - | - | |
| a) Amministrazioni pubbliche |
5.704.178 | - | - | 6.794.368 | - | - | |
| b) Altre società finanziarie |
629.097 | - | - | 536.421 | - | - | |
| di cui: imprese di assicurazione |
507 | - - |
521 - |
- | |||
| c) Società non finanziarie |
- | - - |
499 | - | |||
| 2. Finanziamenti verso: | 37.420.094 | 247.981 | 13.872 | 36.089.467 | 258.717 | 15.455 | |
| a) Amministrazioni pubbliche |
561.619 | 1.609 | - | 567.425 | 1.632 | - | |
| b) Altre società finanziarie |
1.719.801 | 121 - |
753.490 265 |
31 | |||
| di cui: imprese di assicurazione |
197.575 | - - |
173.063 - |
- | |||
| c) Società non finanziarie |
17.247.637 | 102.592 3.787 |
17.360.980 107.937 |
4.395 | |||
| d) Famiglie | 17.891.037 | 143.659 | 10.085 | 17.407.572 148.883 |
11.029 | ||
| Totale | 43.753.369 | 247.981 | 13.872 | 43.420.755 | 258.717 | 15.455 | |
| Valore lordo | Rettifiche di valore complessive | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Primo stadio |
di cui: Strumenti con basso rischio di credito |
Secondo stadio |
Terzo stadio |
Impaired acquisite o originate |
Primo stadio |
Secondo stadio |
Terzo stadio |
Impaired acquisite o originate |
Write-off parziali complessivi |
|
| Titoli di debito | 6.981.781 | - | - | - | - | 5.757 | - | - | - | - |
| Finanziamenti | 36.092.840 | 219.149 2.435.178 595.673 | 15.878 | 36.783 | 44.498 | 347.693 | 2.006 | 19.385 | ||
| Totale 30/06/2025 43.074.621 |
219.149 2.435.178 595.673 | 15.878 | 42.540 | 44.498 347.693 | 2.006 | 19.385 | ||||
| Totale 31/12/2024 | 42.782.654 | 267.939 2.307.018 657.873 | 17.601 | 47.694 | 41.445 | 399.157 | 2.146 | 16.227 |
| FV 30/06/2025 | VN | FV 31/12/2024 | VN | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| L1 | L2 | L3 | 30/06/2025 | L1 | L2 | L3 | 31/12/2024 | ||
| A. Derivati finanziari | |||||||||
| 1. Fair value | - | 255.466 | - | 14.661.475 | - | 427.235 | - | 21.024.740 | |
| 2. Flussi finanziari | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 3. Investimenti esteri | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| B. Derivati creditizi | |||||||||
| 1. Fair value | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 2. Flussi finanziari | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| Totale | - | 255.466 | - | 14.661.475 | - | 427.235 | - | 21.024.740 | |
Legenda:
L1= Livello 1
L2= Livello 2
L3= Livello 3
FV = fair value
VN = valore nozionale
| Fair Value | Flussi finanziari | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Specifica | Investim. | |||||||||
| Operazioni/Tipo di copertura | titoli di debito e tassi di interesse |
titoli di capitale e indici azionari |
valute e oro |
credito | merci | altri | Generica | Specifica | Generica | esteri |
| 1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
81.282 | - | - | - | X | X | X | - X |
X | |
| 2. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato |
25.827 | X | - | - | X | X | X | - X |
X | |
| 3. Portafoglio | X | X | X | X | X | X | 4.110 | X | - X |
|
| 4. Altre operazioni | - | - | - | - | - | - | X | - X |
- | |
| Totale attività | 107.109 | - | - | - | - - |
4.110 | - | - - |
||
| 1. Passività finanziarie | 3.759 | X | - | - | - | - | - | - X |
X | |
| 2. Portafoglio | X | X | X | X | X | X | 140.488 | X | - X |
|
| Totale passività | 3.759 | - | - | - | - | - 140.488 | - | - | ||
| 1. Transazioni attese | X | X | X | X | X | X | X | - X |
X | |
| 2. Portafoglio di attività e passività finanziarie |
X | X | X | X | X | X | - | X | - - |
Si è adottata la metodologia contabile del Macro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso della raccolta a vista della clientela.
La raccolta a vista dalla clientela rappresenta un'importante fonte di funding del Gruppo. Una quota parte di questa raccolta, seppur contrattualmente a vista, presenta però una forte persistenza nel tempo ed una elasticità imperfetta alla variazione dei tassi di mercato, rappresentata dal cosiddetto "effetto vischiosità".
Questo effetto è stato stimato mediante un modello di analisi che consiste in due componenti:
I derivati di copertura di questa tipologia presentano un fair value negativo di 140.488 mila euro.
Sono presenti coperture di micro fair value hedge su titoli emessi a tasso fisso contabilizzati nelle "Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - titoli in circolazione". I derivati di questa tipologia presentano un fair value positivo di 3.759 mila euro.
Sono presenti coperture di micro fair value hedge su titoli a tasso fisso detenuti nel portafoglio HTCS.
I derivati di copertura di questa tipologia presentano un fair value positivo di 81.202 mila euro.
Sono presenti coperture di micro fair value hedge su titoli a tasso fisso detenuti nel portafoglio HTC.
I derivati di copertura di questa tipologia presentano un fair value positivo di 25.827 mila euro.
Si è adottata la metodologia contabile del macro fair value hedge per la copertura del rischio di tasso associato all'erogazione di mutui a tasso fisso e a tasso variabile con opzione "Cap". L'applicazione della metodologia di hedge accounting consente di rappresentare contabilmente gli effetti economici delle strategie di copertura attuate. I derivati di copertura relativi a tale strategia presentano un fair value positivo di 4.110 mila euro.
Si rimanda alla Sezione della Parte E delle note illustrative per la descrizione delle modalità della copertura.
| Totale | Totale | |
|---|---|---|
| Adeguamento di valore delle attività coperte / Componenti del gruppo | 30/06/2025 | 31/12/2024 |
| 1. Adeguamento positivo | 104.167 | 114.090 |
| 1.1 di specifici portafogli: | 104.167 | 114.090 |
| a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 104.167 | 114.090 |
| b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | - | - |
| 1.2 complessivo | - | - |
| 2. Adeguamento negativo | 1.531 | 2.070 |
| 2.1 di specifici portafogli: | 697 | 957 |
| a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 697 | 957 |
| b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | - | - |
| 2.2 complessivo | 834 | 1.113 |
| Totale | 102.636 | 112.020 |
Si è adottata la metodologia contabile del Macro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso associato all'erogazione di mutui a tasso fisso e a tasso variabile con opzioni "Cap". L'applicazione della metodologia di hedge accounting consente di rappresentare contabilmente in modo simmetrico sia i mutui che i derivati di copertura.
Il Macro Fair Value Hedge prevede che la relazione di copertura sia formalmente documentata da una hedging card e che la tenuta della copertura sia verificata attraverso dei test di efficacia sia prospettici che retrospettivi; i test sono svolti periodicamente durante tutta la vita dell'operazione. La copertura è considerata efficace se il rapporto tra la variazione di fair value dell'elemento coperto rispetto allo strumento di copertura è compreso nel range 80%-125%. Il test di verifica della tenuta prospettica e retrospettiva delle coperture è svolto su base trimestrale.
L'hedge accounting non può essere mantenuto qualora la copertura divenga inefficace (fuori dal range 80%-125%).
Il valore di bilancio della voce "Partecipazioni" ammonta a 59,4 milioni di euro.
| Tipo di | Rapporto di partecipazione | Disponibilità | |||
|---|---|---|---|---|---|
| Denominazioni | Sede legale/operativa rapporto |
Impresa partecipante Quota % | |||
| A. Imprese controllate in modo congiunto | |||||
| 1. Credemassicurazioni spa | Reggio Emilia | 1 | Credito Emiliano | 50,00% | |
| B. Imprese sottoposte a influenza notevole | |||||
| 1. SBC Fintech Milan 2224 srl | Milano | 1 | Credemtel | 45,92% | |
| 2. Andxor srl | Cinisello Balsamo | 1 | Credemtel | 40,00% | |
| 3. Mynet srl | Udine | 1 | Credemtel | 12,99% | |
| 4. Flairbit srl | Genova | 1 | Credemtel | 10,00% |
Legenda
Tipo di rapporto:
1 – partecipazione al capitale sociale
| Denominazioni | Valore di bilancio | Fair value | Dividendi percepiti |
|---|---|---|---|
| A. Imprese controllate in modo congiunto | |||
| 1. Credemassicurazioni spa |
56.558 | - | 4.713 |
| B. Imprese sottoposte ad influenza notevole | |||
| 1. SBC Fintech Milan 2224 srl | 478 | - | - |
| 2. Andxor srl | 1.467 | - | - |
| 3. Mynet srl | 325 | - | - |
| 4. Flairbit srl | 550 | - | - |
| Totale 59.377 |
- 4.713 |
La colonna fair value non è avvalorata perché non sono presenti società quotate classificate tra le partecipazioni significative.
| Denominazioni | Patrimonio netto |
Percentuale di interessenza |
Patrimonio netto di pertinenza |
Avviamento | Altre poste |
Valore di bilancio |
|---|---|---|---|---|---|---|
| A. Imprese controllate in modo congiunto | ||||||
| Credemassicurazioni | 92.468 | 50,00% | 46.234 | 10.324 | - | 56.558 |
| SBC Fintech 2224 Milan | 1.048 | 45,92% | 478 | - | - | 478 |
| Andxor | 1.012 | 40,00% | 404 | 1.062 | - | 1.466 |
| Flairbit | 1.477 | 10,00% | 148 | 402 | - | 550 |
| Mynet | 828 12,99% |
108 | 217 | - | 325 | |
| Totale | 96.833 | - | 47.372 | 12.005 | - | 59.377 |
Credemtel ha aumentato nel corso dell'anno l'investimento in "SBC Fintech Milan 2224", incrementando ulteriormente la quota di partecipazione al 45,92%, operazione che si colloca all'interno dell'iniziativa di Corporate Venture Capital (CVC) avviata dal Gruppo Credem per l'acquisizione e la gestione di partecipazioni in startup innovative e ad alto potenziale di crescita.
Credito Emiliano S.p.A. detiene il 50% di Credemassicurazioni S.p.A., la cui restante quota di capitale sociale (50%) è invece detenuta da Reale Mutua Assicurazioni. In tale contesto:
In relazione a Credemassicurazioni la posizione di Credito Emiliano è pertanto quella:
Gli accordi in essere tra i soci detentori rispettivamente il 50% del capitale sociale contemplano:
In tale contesto, i diritti di Credito Emiliano sono circoscritti alle attività nette di Credemassicurazioni.
Alla luce di quanto riportato, si determina la presenza di un controllo congiunto.
Credito Emiliano S.p.A. detiene il 100% di Credemtel S.p.A., che a sua volta detiene il 45,92 % di SBC FINTECH MILAN 2224 SRL (di seguito "SBC").
In tale contesto:
Credemtel non detiene la maggioranza dei diritti di voto, non potendo da solo determinare le scelte societarie, non avendo la capacità pratica di condurre unilateralmente le attività rilevanti della partecipata, per le quali è sempre necessario anche il consenso degli altri soci;
Credemtel però ha il potere il veto, su specifici argomenti, sulle scelte degli altri soci, nel senso che in mancanza del voto favorevole di Credemtel anche gli altri soci non sono in grado di incidere sulla società.
In relazione a SBC la posizione di Credemtel è pertanto quella:
Gli accordi in essere tra i soci di SBC prevedono, a favore di Credemtel il diritto contemplato in apposito patto parasociale di ottenere esponenti aziendali (un consigliere di amministrazione). Siccome non vi sono nell'ambito di SBC voti di consiglieri che prevalgano su quelli di altri consiglieri, la designazione di esponenti aziendali non attribuisce a nessun socio una prevalenza sulle scelte societarie.
Alla luce di quanto riportato, si determina la presenza di un collegamento.
Credito Emiliano S.p.A. detiene il 100% di Credemtel S.p.A., che a sua volta detiene il 40% di ANDXOR SOLUZIONI INFORMATICHE S.R.L. (di seguito "ANDXOR").
In tale contesto, per ANDXOR:
In relazione a ANDXOR la posizione di Credemtel è pertanto quella:
Gli accordi in essere tra i soci di ANDXOR contemplano, a favore di Credemtel:
Alla luce di quanto riportato, si determina la presenza di un collegamento.
Credito Emiliano S.p.A. detiene il 100% di Credemtel S.p.A., che a sua volta detiene il 12,99% di MYNET SRL SOCIETA' BENEFIT (di seguito "MYNET"). In tale contesto:
In relazione a MYNET la posizione di Credemtel è pertanto quella:
Gli accordi in essere tra i soci di MYNET prevedono, a favore di Credemtel il diritto contemplato in apposito patto parasociale di ottenere esponenti aziendali (un consigliere di amministrazione) oltre alla designazione di un sindaco effettivo (con ruolo di presidente del collegio sindacale) ed uno supplente. Siccome non vi sono nell'ambito di MYNET voti di consiglieri che prevalgano su quelli di altri consiglieri, la designazione di esponenti aziendali non attribuisce a nessun socio una prevalenza sulle scelte societarie.
Alla luce di quanto riportato, si determina la presenza di un collegamento.
Credito Emiliano S.p.A. detiene il 100% di Credemtel S.p.A., che a sua volta detiene il 10,00% di FLAIRBIT SRL (di seguito "FLAIRBIT").
In tale contesto:
In relazione a FLAIRBIT la posizione di Credemtel è pertanto quella:
Gli accordi in essere tra i soci di FLAIRBIT prevedono, a favore di Credemtel il diritto contemplato in apposito patto parasociale di ottenere esponenti aziendali (un consigliere di amministrazione). Siccome non vi sono nell'ambito di FLAIRBIT voti di consiglieri che prevalgano su quelli di altri consiglieri, la designazione di esponenti aziendali non attribuisce a nessun socio una prevalenza sulle scelte societarie.
Alla luce di quanto riportato, si determina la presenza di un collegamento.
Credito Emiliano ha sottoscritto con Reale Mutua di Assicurazioni accordi contrattuali volti a disciplinare più compiutamente la partnership in Credemassicurazioni.
In tale contesto le clausole del contratto di compravendita delle azioni a suo tempo perfezionato tra Credito Emiliano e Reale Mutua di Assicurazioni hanno espressamente convenuto un'opzione put in capo a Reale Mutua di Assicurazioni e un'opzione call in capo a Credito Emiliano S.p.A. riguardante il 50% della partecipazione di Reale Mutua nel capitale sociale di Credemassicurazioni. Entrambe le opzioni sono esercitabili allo scadere di ogni quinquennio dall'acquisto della partecipazione in Credemassicurazioni da parte di Reale Mutua.
A distanza di 10 anni dalla sottoscrizione del primo accordo di collaborazione, il Credito Emiliano e la Società Reale Mutua di Assicurazioni hanno rinnovato la loro partnership paritetica nella società in rassegna. Il rinnovo dell'accordo permetterà al gruppo di sviluppare l'offerta di prodotti dei rami danni e di accrescere il livello di servizio offerto alla propria clientela, grazie al supporto di un primario player specializzato nel settore della protection.
Le parti hanno poi perfezionato un patto parasociale le cui clausole contemplano:
Credemtel ha sottoscritto con i soci di SBC accordi contrattuali volti a disciplinare più compiutamente la partnership nella società.
Le parti hanno poi perfezionato a gennaio 2022 un patto parasociale le cui clausole contemplano:
il diritto di Credemtel di ottenere la nomina di esponenti aziendali di propria designazione (un consigliere di amministrazione);
la necessità di un quorum qualificato per le deliberazioni riguardanti particolari tematiche (come le modificazioni dello statuto, il trasferimento di partecipazioni sociali, acquisizioni e/o dismissioni, in qualsiasi forma effettuate, di beni immobili e/o di beni mobili di valore unitario superiore a Euro 20.000,00 e/o beni mobili registrati, l'assunzione di dipendenti, l'assunzione di indebitamento finanziario e concessione di finanziamenti e garanzie).
Credemtel ha sottoscritto con i soci di ANDXOR accordi contrattuali volti a disciplinare più compiutamente la partnership nella società.
Le parti hanno poi perfezionato un patto parasociale le cui clausole contemplano:
Credemtel ha sottoscritto con i soci di MYNET accordi contrattuali volti a disciplinare più compiutamente la partnership nella società.
Le parti hanno poi perfezionato un patto parasociale le cui clausole contemplano:
Credemtel ha sottoscritto con i soci di FLAIRBIT accordi contrattuali volti a disciplinare più compiutamente la partnership nella società.
Le parti hanno poi perfezionato un patto parasociale le cui clausole contemplano:
Credemassicurazioni, Andxor, Flairbit e Mynet, partecipazioni per le quali il valore di bilancio risulta essere superiore alla quota di pertinenza di patrimonio netto, sono state assoggettate a test d'impairment dal quale è emerso un valore recuperabile superiore al valore di carico. Si è quindi ritenuto che la differenza negativa fra il valore di carico e la quota di pertinenza del patrimonio netto di tali partecipate non è ascrivibile a perdita durevole di valore e, pertanto, non sono stati rettificati i valori di iscrizione.
Per Credemassicurazioni la differenza negativa è ascrivibile alla quota di avviamento per 10,3 milioni di euro, mentre per Andxor, Flairbit e Mynet la differenza negativa è ascrivibile alla quota di avviamento rispettivamente per 1.062 mila di euro, per 402 mila euro e per 217 mila euro.
Dinamica del valore di bilancio delle cessioni in riassicurazione distinta per elementi sottostanti alla misurazione
| Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio delle | Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio delle | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| cessioni in riassicurazione | cessioni in riassicurazione | |||||||
| Valore attuale Aggiustamento Voci/Scomposizione valore di dei flussi per i rischi non bilancio finanziari finanziari 30/06/2025 30/06/2025 |
Margine sui servizi contrattuali 30/06/2025 |
Totale | Valore attuale dei flussi finanziari 31/12/2024 |
Aggiustamento per i rischi non finanziari 31/12/2024 |
Margine sui servizi contrattuali 31/12/2024 |
Totale | ||
| A. Valore di bilancio iniziale | ||||||||
| 1. Cessioni in riassicurazione che 10.161 235 costituiscono attività |
856 | 11.252 | 13.447 | 508 | 1.408 | 15.363 | ||
| 2. Cessioni in riassicurazione che (680) 198 |
100 | (382) | - | - | - | - | ||
| costituiscono passività 3. Valore netto di bilancio al 1° |
||||||||
| 9.481 433 gennaio |
956 | 10.870 | 13.447 | 508 | 1.408 | 15.363 | ||
| B. Variazioni relative ai servizi attuali | ||||||||
| 1. Margine sui servizi contrattuali - - registrato in conto economico |
(467) | (467) | - | - | (595) | (595) | ||
| 2. Variazione per rischi non - (61) finanziari scaduti |
- | (61) | - | (138) | - | (138) | ||
| 3. Modifiche connesse con (8) - |
- | (8) | (810) | - | - | (810) | ||
| l'esperienza 4. Totale (8) (61) |
(467) | (536) | (810) | (138) | (595) | (1.543) | ||
| C. Variazioni relative a sevizi futuri | ||||||||
| 1. Cambiamenti di stime che modificano il margine sui servizi (1.208) (3) contrattuali |
1.216 | 5 | (615) | (16) | 483 | (148) | ||
| 2. Effetti dei contratti iscritti 54 30 nell'esercizio |
(84) | - | 296 | 61 | (357) | - | ||
| 3. Aggiustamento del margine sui servizi contrattuali connesso con recuperi relativi all'iscrizione - - iniziale di contratti assicurativi sottostanti onerosi |
81 | 81 | - | - | - | - | ||
| 4. Rilasci della componente di recupero perdite diversi dalle variazioni dei flussi finanziari dei - - contratti di cessione in riassicurazione |
(14) | (14) | - | - | (4) | (4) | ||
| 5. Variazioni dei flussi finanziari delle cessioni in riassicurazione - - derivanti dai contratti assicurativi sottostanti onerosi |
3 | 3 | - | - | 50 | 50 | ||
| 6. Totale (1.154) 27 |
1.202 | 75 | (319) | 45 | 172 | (102) | ||
| D. Variazioni relative a servizi 211 - passati |
- | 211 | 836 | - | - | 836 | ||
| 1. aggiustamenti all'attività per 211 - sinistri accaduti |
- | 211 | 836 | - | - | 836 | ||
| E. Effetti delle variazioni del rischio - - di inadempimento |
- | - | - | - | - | - | ||
| F. Risultato dei servizi assicurativi (951) (34) |
735 | (250) | (293) | (93) | (423) | (809) | ||
| (B+C+D+E) G. Ricavi/costi di natura finanziaria |
||||||||
| 1. Relativi alle cessioni in | ||||||||
| 171 7 riassicurazione |
(18) | 160 | 437 | 18 | (30) | 425 | ||
| 1.1 Registrati in conto 64 4 economico |
(18) | 50 | 121 | 6 | (30) | 97 | ||
| 1.2. Registrati nel conto 107 3 economico complessivo |
- | 110 | 316 | 12 | - | 328 | ||
| 2. Effetti connessi con le - - variazioni dei tassi di cambio |
- | - | - | - | - | - | ||
| 3. Totale 171 7 |
(18) | 160 | 437 | 18 | (30) | 425 | ||
| H. Importo complessivo registrato in conto economico e nel conto (780) (27) |
717 | (90) | 144 | (75) | (453) | (384) | ||
| economico complessivo (F+ G) | ||||||||
| I. Altre variazioni - - |
- | - | - | - | - | - | ||
| L. Movimenti di cassa 1. Premi pagati al netto di importi non connessi con i sinistri 1.223 - recuperati dai riassicuratori |
- | 1.223 | (501) | - | - | (501) | ||
| 2. Importi recuperati dai (1.835) - riassicuratori |
- | (1.835) | (3.607) | - | - | (3.607) | ||
| 3. Totale (612) - |
- | (612) | (4.108) | - | - | (4.108) | ||
| M. Valore netto di bilancio al 31 8.089 406 |
1.673 | 10.168 | 9.483 | 433 | 955 | 10.871 | ||
| dicembre (A.3+H+I+L.3) N. Valore di bilancio finale |
||||||||
| 1. Cessioni in riassicurazione che | ||||||||
| 9.118 201 costituiscono attività 2. Cessioni in riassicurazione che (1.029) 205 |
1.259 415 |
10.578 (409) |
10.161 (680) |
235 198 |
856 100 |
11.252 (382) |
||
| costituiscono passività 3. Valore netto di bilancio al 31 8.089 406 dicembre |
1.674 | 10.169 | 9.481 | 433 | 956 | 10.870 |
| Attività/Valori | Totale 30/06/2025 |
Totale 31/12/2024 |
||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Durata definita |
Durata indefinita |
Durata definita |
Durata indefinita |
|||
| A.1 Avviamento | X | 291.342 | X | 291.342 | ||
| A.1.1 di pertinenza del gruppo | X | 291.342 | X | 291.342 | ||
| A.1.2 di pertinenza di terzi | X | - | X | - | ||
| A.2 Altre attività immateriali | 193.279 | - | 209.309 | - | ||
| di cui: software | 181.831 | - | 196.821 | - | ||
| A.2.1 Attività valutate al costo: | 193.279 | - | 209.309 | - | ||
| a) Attività immateriali generate internamente | 22.784 | - | 24.086 | - | ||
| b) Altre attività | 170.495 | - | 185.223 | - | ||
| A.2.2 Attività valutate al fair value: | - | - | - | - | ||
| a) Attività immateriali generate internamente | - | - | - | - | ||
| b) Altre attività | - | - | - | - | ||
| Totale | 193.279 | 291.342 | 209.309 | 291.342 | ||
La voce "Altre attività" è composta prevalentemente da software e dalla "Client Relationship" relativa prevalentemente alla fusione della Cassa di Risparmio di Cento.
| Gruppi filiali/banche | Anno di fusione | ||
|---|---|---|---|
| o di acquisizione | |||
| Filiali Deutsche Bank | 1998 | 2.695 | CGU Banking |
| B.C.C. Curinga | 1998 | 917 | CGU Banking |
| B.C.C. San Giovanni Gemini | 1998 | 452 | CGU Banking |
| Banca dei Comuni Nolani | 1998 | 2.361 | CGU Banking |
| Banca della Provincia di Napoli | 1998 | 58 | CGU Banking |
| B.C.C. Alto Crotonese | 1999 | 161 | CGU Banking |
| B.C.C. Fortore Miscano | 1999 | 1.377 | CGU Banking |
| Banca Popolare Andriese | 2000 | 17.669 | CGU Banking |
| Banca di Latina | 2003 | 3.028 | CGU Banking |
| Filiali Citibank International PLC | 2008 | 36.307 | CGU Banking |
| Filiali Banco Popolare | 2008 | 119.926 | CGU Banking |
| Filiali Unicredit | 2008 | 94.433 | CGU Banking |
| TOTALE BANCHE INCORPORATE | 279.384 | ||
| Euromobiliare A.M. Sgr (ramo ceduto da Credem International Lux) | 2000 | 2.166 | CGU Banking |
| TOTALI AVVIAMENTI BANCHE | 281.550 | ||
| So.em.ro (incorporata da MGT) | 1998 | 294 | CGU Banking |
| Netium | 2001 | 9 | CGU Banking |
| Credemvita | 2008 | 4.092 | CGU Insurance |
| C.S. Inform (incorporata da Credemtel) | 2010 | 1.350 | CGU Banking |
| Topkey (incorporata da Credemtel) | 2014 | 835 | CGU Banking |
| Sata | 2020 | 1.656 | CGU Banking |
| Blue Eye | 2021 | 1.556 | CGU Banking |
| TOTALI AVVIAMENTI | 291.342 |
Si fornisce il dettaglio degli avviamenti consolidati con il riferimento all'anno di acquisizione o fusione della entità relativa:
Per la definitiva allocazione degli avviamenti relativi agli sportelli acquisiti nel 2008 si rinvia a quanto già esposto nel bilancio 2009.
Lo IAS 36 prevede che, anche nell'ottica della verifica di eventuali riduzioni di valore ("Impairment test"), gli avviamenti acquisiti in aggregazioni aziendali siano allocati ad unità organizzative relativamente autonome nel profilo gestionale e che beneficiano delle sinergie derivanti dall'acquisizione, denominate Cash Generating Units (CGU). L'avviamento iscritto a seguito di acquisizioni viene assoggettato ad impairment test almeno una volta all'anno e comunque quando vi siano segnali di deterioramento. La normativa inoltre richiede che venga effettuato il monitoraggio continuo di indicatori che possano fare presumere una riduzione del valore, per verificare l'eventuale esistenza di presupposti che richiedano un'immediata valutazione di perdite di valore attraverso un nuovo impairment test.
Alla luce di quanto previsto dal principio, il Gruppo Credem ha proseguito le attività di analisi e il monitoraggio specifico, già utilizzato gli scorsi anni per cogliere gli elementi che possano eventualmente modificare le conclusioni dell'impairment test condotto con riferimento al Bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2024 in relazione alla CGU Banking.
Le attività di analisi e il monitoraggio specifico svolte nel 2025 (dettagliate successivamente nei rispettivi paragrafi) hanno confermato gli indicatori più significativi già utilizzati per il risultato positivo dell'impairment test degli avviamenti in modo completo di dicembre'24:
la sostenibilità dei risultati economici per l'anno in corso e l'aggiornamento delle proiezioni che, seppur in un contesto di mercato difficile, non fa emergere preoccupanti elementi di criticità;
la tenuta dell'adeguatezza patrimoniale pluriennale anche in condizioni di stress;
Si illustrano di seguito le analisi di dettaglio svolte nel 2025.
Come già negli scorsi anni, a partire dalla crisi pandemica, il Gruppo Credem ha svolto anche nel 2025 degli "Aggiornamenti delle proiezioni" ai fini dell'Impairment test ed anche ai fini interni per monitorare e verificare la tenuta dei risultati economici e patrimoniali sia Individuali che Consolidati.
L'aggiornamento delle proiezioni svolto nei primi mesi del 2025 e approvato in sede di Consiglio di Amministrazione, ha colto gli effetti economici derivanti dalla "crisi dei dazi" che ha generato forte volatilità in un contesto esterno che, seppur in recupero sul punto di minimo della prima decade di aprile, rimane complesso. I Ricavi del Gruppo Credem restano in linea con le vecchie proiezioni, seppure con un margine di incertezza legato a tassi e mercati che creano tensione sul margine finanziario e sulle commissioni di gestione, contrastate dai volumi di produzione e da azioni di sostegno dei ricavi attivate dalle Reti e Società del Gruppo Credem; costi leggermente inferiori alle vecchie proiezioni e Costo del Credito in miglioramento.
L'analisi dello scenario macroeconomico attuale ha individuato una dinamica dell'economia italiana con una proiezione al ribasso delle stime di crescita e con tassi medi di circa 30 bps inferiori alle precedenti stime; si mantiene molto basso e inferiore alle scorse previsioni lo spread BTP/Bund che dovrebbe stabilizzarsi nell'intorno dei 100 bps. A fine giugno 2025 lo spread era inferiore a 90 bps. Le previsioni aggiornate hanno migliorato i risultati economici per l'anno in corso, proiettandole sostanzialmente in linea con la media delle stime degli analisti nel medesimo periodo.
I risultati del Gruppo Credem dei primi mesi del 2025 sono buoni e si inseriscono in un trend pluriennale molto positivo. La dinamica dei Volumi rispetto allo scorso anno resta molto positiva in un contesto di consueta stagionalità e più competitivo. I più recenti dati gestionali a consuntivo evidenziano infatti una raccolta netta di Gruppo positiva in tutti i comparti, con importanti flussi di Gestita nonostante il difficile contesto di mercato.
Le stime patrimoniali, recepite nel Resoconto ICAAP inviato all'Organo di Vigilanza a marzo 2025 (anch'esse ancorate alle previsioni economiche già considerate nell'esercizio 2025, ma aggiornate alla luce dei risultati consuntivi del 2024) confermano l'adeguatezza patrimoniale del Gruppo. Lo scenario ICAAP stressato al 2027, sufficientemente severo, sebbene in presenza di margini più ristretti rispetto al base, ha evidenziato una piena adeguatezza patrimoniale sia in termini di CET1 che in termini di Total Capital.
Gli stress regolamentari, come l'ICAAP, evidenziano che la consistente dotazione patrimoniale e l'assenza di perdite previste per il 2025 garantiscono la capacità del Gruppo di reggere all'eventualità che le crisi sistemiche si possano protrarre anche oltre il corrente esercizio.
Anche le proiezioni più recenti evidenziano come i ratios calcolati in tale sede siano allineati, se non superiori, ai valori del processo ICAAP, confermando quindi la sostenibilità dei valori forniti alla vigilanza a marzo 2025.
L'insieme delle analisi svolte sulla base delle informazioni attualmente disponibili non evidenziano quindi criticità relative all'adeguatezza patrimoniale prospettica.
Passando all'analisi degli indicatori più significativi per il risultato positivo dell'Impairment test degli avviamenti, evidenziamo che una stima aggiornata del costo del capitale a giugno 2025 sul dicembre 2024 (con la stessa metodologia dell'Impairment test di fine 2024) genera un valore pari al 9,18%, in aumento rispetto al tasso di attualizzazione utilizzato per l'impairment di Bilancio a dicembre 2024 (8,19%). Nel dettaglio il tasso di attualizzazione risulta dalle seguenti componenti: tasso privo di rischio pari al 3,64% (3,58% al dicembre 2024), corrispondente alla media semplice del rendimento lordo dei BTP a 10 anni negli ultimi 6 mesi; coefficiente Beta pari a 1,007 (0,838 al dicembre 2024), corrispondente al coefficiente di Credem (5 anni adjusted periodo 30 giugno 2020 - 30 giugno 2025 con rilevazione settimanale); premio per il rischio di mercato pari al 5,5% (costante nei periodi precedenti), in linea con la recente prassi valutativa per il mercato italiano. Il costo del capitale al 30 giugno 2025 ancorché incrementato rispetto a dicembre 2024 rimane notevolmente inferiore a quello che, al 31/12/2024, era stato individuato quale valore che avrebbe condotto, a parità di condizioni, ad un valore recuperabile della CGU Banking equivalente al valore contabile, pari al 19,5%.
Per quanto riguarda l'andamento dei prezzi di Borsa e l'indicatore Price to Book value, si evidenzia un'evoluzione confortante, in particolare se raffrontato alla media del settore. Nel primo semestre 2025, le azioni Credem sono state scambiate ad un controvalore medio di 12,00 Euro per azione (rispetto a 10,10 Euro per azione relativo al 2° semestre 2024, fonte Bloomberg). La quotazione al 30 giugno 2025 era di 12,54 euro per azione, corrispondente ad un multiplo sul patrimonio netto contabile della Banca al 30 giugno 2025 di 0,96, in forte miglioramento sul fine anno precedente (0,80 con prezzo di chiusura del 31 dicembre 2024 e patrimonio netto contabile al 31 dicembre 2024). A fine giugno 2025, il multiplo medio (P/BV) delle Banche commerciali italiane quotate è risultato pari a circa 1,03, con riferimento al patrimonio netto contabile al 31 marzo 2025. I report degli analisti indicano un "target price" medio per il titolo Credem di 12,97 Euro per azione, corrispondente ad un multiplo sul patrimonio netto contabile della Banca al 30 giugno 2025 pari a circa 1,00.
Sulla base delle analisi effettuate, non sono emersi al 30 giugno 2025 indicatori e/o variazioni tali da incidere in misura apprezzabile sulla valorizzazione della CGU e pertanto gli Amministratori non hanno riscontrato la necessità di procedere ai fini della redazione del presente bilancio consolidato semestrale abbreviato ad effettuare un nuovo Impairment test, anche considerando che al 31/12/2024 la CGU Banking presentava un valore d'uso superiore al valore contabile di oltre 3,8 Mld.
Le attività fiscali e le passività fiscali correnti comprendono l'ammontare netto (debito o credito) IRES ed IRAP, al netto dei crediti d'imposta e degli acconti, e l'addizionale IRES, prevista per gli intermediari finanziari ai sensi dell'art.12, comma 3, del Decreto Legislativo n.142 del 29 novembre 2018.
Ai fini delle imposte dirette, risultano definiti, per decorrenza dei termini di cui all'art. 43 del D.P.R. 29/9/1973, n. 600, i periodi di imposta chiusi al 31/12/2018.
I rischi derivanti dal contenzioso fiscale del Gruppo sono presidiati da adeguati accantonamenti a fondi per rischi e oneri.
Con riguardo alla capogruppo, sono in essere 11 procedimenti contenziosi, afferenti principalmente a tributi locali o conseguenti a dinieghi su istanze di rimborso di imposte presentate dalla banca. Relativamente a tali contenziosi non sono emersi rischi effettivi o quanto meno il rischio stimato è apparso remoto. Per questa ragione non sono stati effettuati accantonamenti specifici.
Per Credemleasing pendono 30 procedimenti contenziosi, prevalentemente relativi a tributi locali.
Nell'attivo dello stato patrimoniale sono presenti le "attività fiscali per imposte anticipate", DTA ovvero Deferred Tax Asset, principalmente derivanti da differenze temporanee tra la data di iscrizione nel conto economico di costi e la data alla quale i costi medesimi potranno essere dedotti. Tali attività iscritte in bilancio si riferiscono a differenze temporanee recuperabili in un arco temporale abbastanza lungo.
Le attività per imposte anticipate sono iscritte in bilancio nella misura in cui esiste la probabilità del loro recupero, valutata con il "Probability test" previsto dallo IAS12 sulla base della capacità fiscale della Banca e delle società del Gruppo di generare con continuità redditi imponibili positivi nei futuri esercizi, tenuto conto delle disposizioni fiscali vigenti che consentono la loro trasformazione in crediti di imposta, al ricorrere di determinate condizioni. Il processo valutativo è fondato sulle prospettive reddituali.
1.1 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso banche
| Totale 30/06/2025 |
Totale 31/12/2024 |
||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Tipologia operazioni/Valori | Fair Value | Fair Value | |||||||
| VB | L1 | L2 | L3 | VB | L1 | L2 | L3 | ||
| 1. Debiti verso banche centrali | - | X | X | X | 500.044 | X | X | X | |
| 2. Debiti verso banche | 2.304.664 | X | X | X | 5.044.511 | X | X | X | |
| 2.1 Conti correnti e depositi a vista | 22.833 | X | X | X | 74.764 | X | X | X | |
| 2.2 Depositi a scadenza | 2.048 | X | X | X | 2.260 | X | X | X | |
| 2.3 Finanziamenti | 2.276.959 | X | X | X | 4.965.062 | X | X | X | |
| 2.3.1 Pronti contro termine passivi | 2.268.538 | X | X | X | 4.954.536 | X | X | X | |
| 2.3.2 Altri | 8.421 | X | X | X | 10.526 | X | X | X | |
| 2.4 Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti patrimoniali |
- | X | X | X | - | X | X | X | |
| 2.5 Debiti per leasing | - | X | X | X | - | X | X | X | |
| 2.6 Altri debiti | 2.824 | X | X | X | 2.425 | X | X | X | |
| Totale 2.304.664 | 2.268.538 36.126 5.544.555 | 4.954.536 590.020 | |||||||
| Totale | 2304664 | 5544555 |
VB= Valore di bilancio L1= Livello 1 L2= Livello 2
L3= Livello 3
I debiti sono iscritti al loro valore nominale, corrispondente al loro fair value.
I debiti verso banche sono rappresentati principalmente da debiti a vista a tasso variabile, e non è stata posta in essere alcun tipo di copertura.
La voce "1.Debiti verso banche centrali" accoglie le operazioni di rifinanziamento effettuate con la Banca Centrale Europea.
| Totale 30/06/2025 |
Totale 31/12/2024 |
|||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Tipologia operazioni/Valori | Fair Value | VB | Fair Value | |||||
| VB | L1 | L2 | L3 | L1 | L2 | L3 | ||
| 1. Conti correnti e depositi a vista | 33.113.919 | X | X | X | 32.845.466 | X | X | X |
| 2. Depositi a scadenza | 4.965.765 | X | X | X | 5.833.720 | X | X | X |
| 3. Finanziamenti | 1.625.398 | X | X | X | 2.400.311 | X | X | X |
| 3.1 Pronti contro termine passivi | 1.065.920 | X | X | X | 1.853.665 | X | X | X |
| 3.2 Altri | 559.478 | X | X | X | 546.646 | X | X | X |
| 4. Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti patrimoniali |
- | X | X | X | - | X | X | X |
| 5. Debiti per leasing | 129.363 | X | X | X | 131.567 | X | X | X |
| 5. Altri debiti | 331.360 | X | X | X | 281.904 | X | X | X |
| Totale 40.165.805 | - 1.065.920 39.099.885 41.492.968 | - 1.853.665 39.639.236 |
VB= Valore di bilancio L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3
I debiti sono iscritti al loro valore nominale, corrispondente al loro fair value.
I debiti verso clientela sono rappresentati principalmente da debiti a vista a tasso variabile, e non è stata posta in essere alcun tipo di copertura specifica, mentre sono state poste in essere coperture di Macro Fair Value Hedge delle poste a vista, così come descritto nella parte E, sezione 2.2 delle presenti note.
| Tipologia titoli/Valori | Totale | Totale | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 30/06/2025 | 31/12/2024 | |||||||||
| Fair Value | Fair Value | |||||||||
| VB | L1 | L2 | L3 | VB | L1 | L2 | L3 | |||
| A. Titoli | ||||||||||
| 1. obbligazioni | 4.433.961 | 4.359.454 | 186.857 | - | 4.233.961 | 4.149.806 | 183.433 | - | ||
| 1.1 strutturate | 904.414 | 973.452 | - | - | 927.585 | 994.931 | - | - | ||
| 1.2 altre | 3.529.547 | 3.386.002 | 186.857 | - | 3.306.376 | 3.154.875 | 183.433 | - | ||
| 2. altri titoli | 212.327 | - | - | 212.327 | 211.194 | - | - | 211.194 | ||
| 2.1 strutturate | - | - | - | - | - | - | - | - | ||
| 2.2 altre | 212.327 | - | - | 212.327 | 211.194 | - | - | 211.194 | ||
| Totale 4.646.288 4.359.454 | 186.857 | 212.327 | 4.445.155 | 4.149.806 | 183.433 | 211.194 | ||||
VB= Valore di bilancio L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3
Nella voce "altri titoli" sono classificati le operazioni di Commercial paper.
Principali caratteristiche contrattuali delle passività subordinate:
"CREDITO EMILIANO 20/30 SUBORDINATO 3,5% SUB" (ISIN IT0005421539) per 200.000.000,00 € costituito da n. 2.000.000,00 obbligazioni del valore nominale di 100 € cadauna.
Le obbligazioni corrisponderanno cedole fisse annuali pari al 3,5% annuo lordo fino al 16/12/2025 poi tasso IRS 5Y + 3,897% annuo lordo.
Il prestito scade il 16/12/2030 se non verrà esercitata l'opzione call al 16/12/2025 che significherà il rimborso anticipato.
Al 30/06/2024 la quantità residua risulta pari a 200.000.000,00 € costituita da n. 2.000.000 obbligazioni del valore nominale di 100 € cadauna.
L'obbligazione è stata interamente sottoscritta da Credemholding.
"CREDITO EMILIANO 22/32 SUBORDINATO 7,625 SUB" (ISIN IT0005497117) per 200.000.000,00 € costituito da n. 2.000.000,00 obbligazioni del valore nominale di 100 € cadauna.
Le obbligazioni corrisponderanno cedole fisse annuali pari al 7,625% annuo lordo fino al 05/10/2027 poi tasso MS 5Y + 5,514% annuo lordo.
Il prestito scade il 05/10/2032 se non verrà esercitata l'opzione call al 05/07/2027 che significherà il rimborso anticipato.
Al 30/06/2024 la quantità residua risulta pari a 200.000.000,00 € costituita da n. 2.000.000 obbligazioni del valore nominale di 100 € cadauna
L'obbligazione è stata interamente sottoscritta da Credemholding.
"CREDITO EMILIANO 25/37 SUBORDINATO 4,612 SUB" (ISINXS3078482281) per 200.000.000,00 € costituito da n. 2.000.000,00 obbligazioni del valore nominale di 100 € cadauna.
Le obbligazioni corrisponderanno cedole fisse annuali pari al 4,612% annuo lordo fino al 21/05/2032 poi tasso MS 5Y + 2,642% annuo lordo.
Il prestito scade il 27/05/2037 se non verrà esercitata l'opzione call al 27/05/2032 che significherà il rimborso anticipato.
Al 30/06/2025 la quantità residua risulta pari a 200.000.000,00 € costituita da n. 2.000.000 obbligazioni del valore nominale di 100 € cadauna L'obbligazione è stata interamente sottoscritta da Credemholding.
In caso di liquidazione tutte le obbligazioni subordinate saranno rimborsate solo dopo che siano stati soddisfatti tutti gli altri creditori non ugualmente subordinati. Le obbligazioni non sono coperte dalla garanzia del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.
Obbligazione non convertibile, a tasso fisso, emissione a 98,330% in data 18 novembre 2020 e denominato "Credemvita s.p.a.", codice ISIN XS2253071216 in valuta euro. Il titolo presenta le seguenti caratteristiche:
Il rimborso del Prestito potrà avvenire - oltre che alla scadenza naturale - alla scadenza del quinto anno, ovvero al verificarsi di un "Regulatory Event" (ossia nell'ipotesi in cui i titoli non avessero più le caratteristiche di ammissibilità - e non di computabilità – ad essere inclusi tra gli elementi dei fondi propri di base di livello 2 della Compagnia, ovvero, conformemente alla prassi di mercato, nel caso in cui la Compagnia non fosse più assoggettata alla supervisione dell'IVASS) e di un "Tax Event" (ossia qualora, a causa dell'introduzione di nuove norme fiscali, ovvero della modifica di quelle esistenti, la Compagnia fosse assoggettata al pagamento di ulteriori imposte sul Prestito ovvero non fosse più in condizioni di dedurre gli interessi pagati sul Prestito).
| Totale 30/06/2025 |
Totale 31/12/2024 |
|||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Tipologia operazioni/Valori | Fair Value | Fair | VN | Fair | ||||||||
| VN | L1 | L2 | L3 | Value * | L1 | L2 | L3 | Value * | ||||
| A. Passività per cassa | ||||||||||||
| 1. Debiti verso banche | 166 | 173 | - | - | 173 | - | - | - | - | - | ||
| 2. Debiti verso clientela | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | ||
| 3. Titoli di debito | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | ||
| 3.1 Obbligazioni | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | ||
| 3.1.1 Strutturate | - | - | - | - | X | - | - | - | - | X | ||
| 3.1.2 Altre obbligazioni | - | - | - | - | X | - | - | - | - | X | ||
| 3.2 Altri titoli | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |||
| 3.2.1 Strutturati | - | - | - | - | X | - | - | - | - | X | ||
| 3.2.2 Altri | - | - | - | - | X | - | - | - | - | X | ||
| Totale (A) | 166 | 173 | - | - | 173 | - | - | - | - | - | ||
| B. Strumenti derivati | ||||||||||||
| 1. Derivati finanziari | - | - | 31.974 | - | - | - | - | 14.463 | - | - | ||
| 1.1 Di negoziazione | X | - | 31.974 | - | X | X | - | 14.463 | - | X | ||
| 1.2 Connessi con la fair value option |
X | - | - | - | X | X | - | - | - | X | ||
| 1.3 Altri | X | - | - | - | X | X | - | - | - | X | ||
| 2. Derivati creditizi | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | ||
| 2.1 Di negoziazione | X | - | - | - | X | X | - | - | - | X | ||
| 2.2 Connessi con la fair value option |
X | - | - | - | X | X | - | - | - | X | ||
| 2.3 Altri | X | - | - | - | X | X | - | - | - | X | ||
| Totale B | X | - | 31.974 | - | X | X | - | 14.463 | - | X | ||
| Totale (A+B) | X | 173 | 31.974 | - | X | X | - | 14.463 | - | X |
FV=fair value
FV*=fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell'emittente rispetto alla data di emissione.
VN = valore nominale o nozionale
L1 = Livello 1
L2 = Livello 2
L3 = Livello 3
| Totale | Totale | ||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 30/06/2025 | 31/12/2024 | ||||||||||
| Tipologia operazioni/Valori | Fair value | Fair value * |
VN | Fair value | |||||||
| VN | L1 | L2 | L3 | L1 | L2 | L3 | * | ||||
| 1. Debiti verso banche | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 1.1 Strutturati | - | - | - | - | X | - | - | - | - | X | |
| 1.2 Altri | - | - | - | - | X | - | - | - | - | X | |
| di cui: | - | ||||||||||
| - impegni a erogare fondi | - | X | X | X | X | - | X | X | X | X | |
| - garanzie finanziarie rilasciate | - | X | X | X | X | - | X | X | X | X | |
| 2. Debiti verso clientela | 4.534.709 | - | - | 4.534.709 | 4.534.709 | 4.402.690 | - | - | 4.402.690 | 4.402.690 | |
| 2.1 Strutturati | - | - | - | - | X | - | - | - | - | X | |
| 2.2 Altri | 4.534.709 | - | - | 4.534.709 | X | 4.402.690 | - | - | 4.402.690 | X | |
| di cui: | - | - | |||||||||
| - impegni a erogare fondi | - | X | X | X | X | - | X | X | X | X | |
| - garanzie finanziarie rilasciate | - | X | X | X | X | - | X | X | X | X | |
| 3. Titoli di debito | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 3.1 Strutturati | - | - | - | - | X | - | - | - | - | X | |
| 3.2 Altri | - | - | - | - | X | - | - | - | - | X | |
| Totale | 4.534.709 | - | - | 4.534.709 | 4.534.709 | 4.402.690 | - | - | 4.402.690 | 4.402.690 | |
VN = valore nominale o nozionale
L1 = Livello 1
L2 = Livello 2
L3 = Livello 3
Fair value*=Fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell'emittente rispetto alla data di emissione.
L'ammontare complessivo delle Passività finanziarie designate al fair value al 30/06/2025 è attribuibile alle "imprese di assicurazione".
| Fair value 30/06/2025 | VN | Fair value 31/12/2024 | VN | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| L1 | L2 | L3 | 30/06/2025 | L1 L2 |
L3 | 31/12/2024 | ||
| A. Derivati finanziari | - | 567.493 | - | 19.055.183 | - 731.778 |
- | 16.643.908 | |
| 1) Fair value | - | 541.486 | - | 18.197.209 | - | 696.196 | - | 15.719.504 |
| 2) Flussi finanziari | - | 26.007 | - | 857.974 | - | 35.582 | - | 924.404 |
| 3) Investimenti esteri | - | - | - | - | - | - | - | - |
| B. Derivati creditizi | - | - | - | - | - - |
- | - | |
| 1) Fair value | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 2) Flussi finanziari | - | - | - | - | - | - | - | - |
| Totale | - | 567.493 | - | 19.055.183 | - 731.778 |
- | 16.643.908 | |
VN= Valore nozionale L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3
| Flussi finanziari | ||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Specifica | ||||||||||
| Operazioni/Tipo di copertura |
titoli di debito e tassi di interesse |
titoli di capitale e indici azionari |
valute e oro |
credito | merci | altri | Generica | Specifica | Generica | Investim. esteri |
| 1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
17.520 | - | - | - | X | X | X | - | X | X |
| 2. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato |
233.752 | X | - | - | X | X | X | - | X | X |
| 3. Portafoglio | X | X | X | X | X | X | 107.206 | X | 26.007 | X |
| 4. Altre operazioni | - | - | - | - | - | - | X | - | X | - |
| Totale attività | 251.272 | - | - | - | - | - | 107.206 | - | 26.007 | - |
| 1. Passività finanziarie | 109.554 | X | - | - | - | - | X | - | X | X |
| 2. Portafoglio | X | X | X | X | X | X | 73.454 | X | - | X |
| Totale passività | 109.554 | - | - | - | - | - | 73.454 | - | - | - |
| 1. Transazioni attese | X | X | X | X | X | X | X | - | X | X |
| 2. Portafoglio di attività e passività finanziarie |
X | X | X | X | X | X | - | X | - | - |
Si è adottata la metodologia contabile del Macro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso della raccolta a vista della clientela.
La raccolta a vista dalla clientela rappresenta un'importante fonte di funding del Gruppo. Una quota parte di questa raccolta, seppur contrattualmente a vista, presenta però una forte persistenza nel tempo ed una elasticità imperfetta alla variazione dei tassi di mercato, rappresentata dal cosiddetto "effetto vischiosità".
Questo effetto è stato stimato mediante un modello di analisi che consiste in due componenti:
I derivati di copertura di questa tipologia presentano un fair value negativo di 73.454 mila euro. Sono presenti coperture di micro fair value hedge su titoli a tasso fisso detenuti nel portafoglio HTCS.
I derivati di questa tipologia presentano un fair value negativo di 17.520 mila euro.
Sono presenti coperture di micro fair value hedge su titoli a tasso fisso detenuti nel portafoglio HTC.
I derivati di questa tipologia presentano un fair value negativo di 233.752 mila euro.
Si è adottata la metodologia contabile del macro fair value hedge per la copertura del rischio di tasso associato all'erogazione di mutui a tasso fisso e a tasso variabile con opzione "Cap". L'applicazione della metodologia di hedge accounting consente di rappresentare contabilmente gli effetti economici delle strategie di copertura attuate. I derivati di copertura relativi a tale strategia presentano un fair value negativo di 107.206 mila euro.
Sono presenti coperture di micro fair value hedge su titoli emessi a tasso fisso contabilizzati nei "titoli in circolazione".
I derivati di questa tipologia presentano un fair value negativo di 109.554 mila euro.
Sono presenti coperture di macro cash flow hedge su erogazione di mutui a tasso variabile. I derivati di copertura di questa tipologia presentano un fair value negativo di 26.007 mila euro.
Si rimanda alla Sezione della Parte E delle note illustrative per la descrizione delle modalità della copertura.
| Adeguamento di valore delle passività coperte/ Componenti del gruppo | Totale 30/06/2025 |
Totale 31/12/2024 |
|---|---|---|
| 1. Adeguamento positivo delle passività finanziarie | 43.799 | 30.088 |
| 2. Adeguamento negativo delle passività finanziarie | 50.987 | 38.174 |
| Totale | (7.188) | (8.086) |
Si è adottata anche la metodologia contabile del Macro Fair Value per la copertura rischio di tasso della raccolta a vista di clientela.
La raccolta a vista dalla clientela rappresenta un'importante fonte di funding del Gruppo. Una quota parte di questa raccolta, pari a 15,8 miliardi di euro, seppur contrattualmente a vista, presenta però una forte persistenza nel tempo ed una elasticità imperfetta alla variazione dei tassi di mercato, rappresentata dal così detto "effetto vischiosità".
Questo effetto è stato stimato mediante un modello di analisi che consiste in due componenti:
| Voci/Componenti | Totale 30/06/2025 |
Totale 31/12/2024 |
|---|---|---|
| 1. Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate | 4.981 | 4.509 |
| 2. Fondi su altri impegni e altre garanzie rilasciate | - | - |
| 3. Fondi di quiescenza aziendali | 1.043 | 1.090 |
| 4. Altri fondi per rischi ed oneri | 178.183 | 235.292 |
| 4.1 controversie legali e fiscali | 16.673 | 16.951 |
| 4.2 oneri per il personale | 82.919 | 133.395 |
| 4.3 altri | 78.591 | 84.946 |
| Totale | 184.207 | 240.891 |
Viene gestito un Fondo interno a Credem e a Credemleasing che erogano un trattamento previdenziale aggiuntivo alle prestazioni erogate dall'INPS.
Si tratta di un "Fondo a prestazione definita" i cui importi sono soggetti alla stessa perequazione prevista per le Pensioni INPS, come pure al censimento presso il Casellario Centrale delle Pensioni. Su tale posta di bilancio viene effettuata semestralmente la valutazione attuariale.
I beneficiari di tali trattamenti sono coloro che:
Nel corso del periodo il fondo ha subito un decremento netto di circa 50 mila euro.
Il Gruppo, nel normale svolgimento della propria attività d'impresa, è parte di diversi procedimenti giudiziari dai quali potrebbero anche derivare obblighi di natura risarcitoria e/o restitutoria, con conseguente possibile esborso di risorse economiche (c.d. rischio legale). Tutte le controversie in essere sono state debitamente analizzate dalla Banca e, alla luce di tale analisi, nonché delle indicazioni anche provenienti dai Legali Fiduciari esterni, sono stati effettuati, ove ritenuto necessario, accantonamenti a bilancio nella misura idonea ed appropriata alle singole circostanze. Più in particolare è costituito un fondo rischi ed oneri diversi a presidio delle potenziali passività che potrebbero scaturire dalle cause pendenti.
La maggior parte di tali controversie sono riconducibili alle principali attività del Gruppo e riguardano, in particolare, le aree dei servizi di investimento, dell'anatocismo e fiscali.
Di rilevanza minore sono le controversie relative all'ambito immobiliare, amministrativo, all'operatività posta in essere dai promotori finanziari e all'operatività di sportello.
Le stime degli accantonamenti sono state effettuate analiticamente sulle singole posizioni nel caso in cui la controparte abbia già intrapreso un'azione giudiziaria e sulla base del rischio potenziale stimato su serie storico-statistiche in caso di presenza di elementi oggettivi di rischio (reclami), non ancora concretizzatesi in azioni giudiziarie. Si è proceduto alla determinazione dell'impatto dell'attualizzazione, utilizzando quale tasso l'Euribor.
Si fornisce di seguito una descrizione delle principali classi di passività potenziali che, nel caso in cui la relativa passività sia stata giudicata probabile, hanno dato luogo ad accantonamenti agli altri fondi per rischi ed oneri.
Il Gruppo, nel normale svolgimento della propria attività d'impresa, è parte di diversi procedimenti giudiziari dai quali potrebbero anche derivare obblighi di natura risarcitoria e/o restitutoria, con conseguente possibile esborso di risorse economiche (c.d. rischio legale). Tutte le controversie in essere sono state debitamente analizzate dalla Banca e, alla luce di tale analisi, nonché delle indicazioni anche provenienti dai Legali Fiduciari esterni, sono stati effettuati, ove ritenuto necessario, accantonamenti a bilancio nella misura idonea ed appropriata alle singole circostanze. Più in particolare è costituito un fondo rischi ed oneri diversi a presidio delle potenziali passività che potrebbero scaturire dalle cause pendenti.
La maggior parte di tali controversie sono riconducibili alle principali attività del Gruppo e riguardano, in particolare, le aree dei servizi di investimento, dell'anatocismo e fiscali.
Di rilevanza minore sono le controversie relative all'ambito immobiliare, amministrativo e all'operatività di sportello.
Si fornisce di seguito una descrizione delle principali classi di passività potenziali che, nel caso in cui la relativa passività sia stata giudicata probabile, hanno dato luogo ad accantonamenti agli altri fondi per rischi ed oneri.
Contenzioso lavoristico: Contenzioso lavoristico: i rischi connessi al contenzioso lavoristico vengono valutati trimestralmente in base all'andamento delle cause e conseguentemente vengono aggiornati i relativi accantonamenti.
Revocatorie Fallimentari: si tratta di controversie nelle quali la Banca può essere coinvolta in ragione del normale svolgimento della propria attività d'impresa quando clienti assoggettabili al Liquidazione Giudiziale dispongono pagamenti in favore della Banca, effettuano rimesse su un conto corrente bancario in un arco temporale prossimo alla dichiarazione di Fallimento. L'azione revocatoria è uno strumento utilizzabile dal curatore fallimentare allo scopo di ricostituire il patrimonio del fallito destinato alla soddisfazione dei suoi creditori, facendovi rientrare quanto ne era uscito nel periodo antecedente al fallimento (il cosiddetto periodo sospetto). Il gruppo procede a una valutazione delle singole posizioni caso per caso, in fatto e in diritto, prestando particolare attenzione al dato documentale/fattuale. Per effetto di detta analisi, ove opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti (e tempo per tempo modificati, ove necessario) gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze della fattispecie in esame. Tutte le cause in materia sono oggetto di costante monitoraggio e i rischi che ne derivano, ove opportuno, sono fronteggiati da appositi accantonamenti al Fondo rischi ed oneri diversi, in applicazione di quanto previsto dallo IAS 37.
Malversazioni: si tratta di controversie nelle quali il Gruppo può essere coinvolto in ragione del normale svolgimento della propria attività d'impresa. Vi sono alcuni reclami e alcune vertenze giudiziali derivanti da comportamenti anomali posti in essere da dipendenti o consulenti finanziari nello svolgimento delle mansioni loro affidate o dell'attività espletata, con conseguenti contestazioni da parte della clientela nei confronti del Gruppo, che può eventualmente essere ritenuto responsabile di tali comportamenti.
Il gruppo procede a una valutazione delle singole posizioni caso per caso, in fatto e in diritto, prestando particolare attenzione al dato documentale/fattuale.
Per effetto di detta analisi, ove opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti (e tempo per tempo modificati, ove necessario) gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze della fattispecie in esame.
Contenzioso in materia di anatocismo: tutte le cause in materia - a volte comprendenti anche contestazioni relative al superamento del Tasso Soglia Usura – sono oggetto di costante monitoraggio e i rischi che ne derivano, ove opportuno, sono fronteggiati da appositi accantonamenti al Fondo rischi ed oneri diversi, in applicazione di quanto previsto dallo IAS 37.
Contenzioso in materia di servizi di investimento: quanto alle controversie giudiziali aventi ad oggetto servizi di investimento – bond in default, derivati, ecc. – la policy adottata dalla Banca in materia è quella di procedere ad una valutazione delle singole posizioni caso per caso, prestando particolare attenzione al dato documentale e al profilo dell'adeguatezza degli investimenti contestati rispetto alla posizione della singola controparte. Per effetto di detta analisi, ove ritenuto necessario, vengono pertanto di volta in volta disposti gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze.
Reclami formulati dalla clientela: con riferimento alle contestazioni avanzate dalla clientela vengono effettuati gli opportuni accantonamenti; in particolare, nel caso in cui il danno lamentato sia superiore a una predeterminata soglia di rilevanza (ad oggi fissata in 25 mila euro), la previsione di perdita è fatta analiticamente. Qualora il danno lamentato sia, invece, entro detta soglia, l'accantonamento è determinato applicando una percentuale forfettaria/statistica stabilita in base alla media delle perdite effettivamente subite sul totale dei reclami analoghi ricevuti negli anni precedenti.
I rischi derivanti dal contenzioso fiscale del Gruppo sono presidiati da adeguati accantonamenti a fondi per rischi e oneri.
Con riguardo alla capogruppo, sono in essere 10 procedimenti contenziosi, afferenti principalmente a tributi locali o conseguenti a dinieghi su istanze di rimborso di imposte presentate dalla banca. Relativamente a tali contenziosi non sono emersi rischi effettivi o quanto meno il rischio stimato è apparso remoto. Per questa ragione non sono stati effettuati accantonamenti specifici.
Per Credemleasing pendono 26 procedimenti contenziosi, prevalentemente relativi a tributi locali.
Trattasi delle stime sul costo del personale dipendente relative al Sistema Premiante (SISPRE) definito dal Gruppo nel merito del proprio piano di remunerazione annuale. Il Gruppo Credem prevede l'erogazione di un premio di performance per i propri dipendenti sulla base del raggiungimento, in tutto o in parte, degli obiettivi di bilancio e per il quale viene stabilito un ammontare complessivo (plafond) da ripartire tra il personale che partecipa al piano.
| Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Primo stadio | Secondo stadio | Terzo stadio | Impaired acquisiti/e o originati/e |
Totale | ||||
| Impegni a erogare fondi | 2.188 | 1.361 | - | - | 3.549 | |||
| Garanzie finanziarie rilasciate | 121 | 327 | 873 | 111 | 1.432 | |||
| Totale | 2.309 | 1.688 | 873 | 111 | 4.981 |
| Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio dei contratti assicurativi emessi |
Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio dei contratti assicurativi emessi |
||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Voci/Elementi sottostanti alla misurazione |
Valore attuale dei flussi finanziari 30/06/2025 |
Aggiustamento per i rischi non finanziari 30/06/2025 |
Margine sui servizi contrattuali 30/06/2025 |
Totale | Valore attuale dei flussi finanziari 31/12/2024 |
Aggiustamento per i rischi non finanziari 31/12/2024 |
Margine sui servizi contrattuali 31/12/2024 |
Totale | |
| A. Valore di bilancio iniziale | |||||||||
| 1. Contratti assicurativi emessi che costituiscono passività |
4.046.784 | 49.814 | 286.170 | 4.382.768 | 3.638.143 | 48.456 | 187.460 | 3.874.059 | |
| 2. Contratti assicurativi emessi che costituiscono attività |
- | - | - | - | - | - | - | - | |
| 3. Valore netto di bilancio al 1° gennaio |
4.046.784 | 49.814 | 286.170 | 4.382.768 | 3.638.143 | 48.456 | 187.460 | 3.874.059 | |
| B. Variazioni relative ai | |||||||||
| servizi attuali | |||||||||
| 1. Margine sui servizi contrattuali registrato in conto economico |
- | - | (19.639) | (19.639) | - | - | (36.320) | (36.320) | |
| 2. Variazione per rischi | - | (2.464) | - | (2.464) | - | (7.777) | - | (7.777) | |
| non finanziari scaduti 3. Modifiche connesse |
|||||||||
| con l'esperienza | 104.045 | - | - | 104.045 | 757.986 | - | - | 757.986 | |
| 4. Totale | 104.045 | (2.464) | (19.639) | 81.942 | 757.986 | (7.777) | (36.320) | 713.889 | |
| C. Variazioni relative a | |||||||||
| servizi futuri 1. Variazioni del margine |
|||||||||
| sui servizi contrattuali | 142.512 | 9.385 | 24.178 | 176.075 | 126.424 | (5.693) | (93.082) | 27.649 | |
| 2. Perdite su gruppi di contratti onerosi e |
- | - | - | - | - | - | - | - | |
| relativi recuperi | |||||||||
| 3. Effetti dei contratti inizialmente rilevati nell'esercizio di riferimento |
(27.892) | 4.359 | 23.534 | 1 | (71.913) | 14.446 | 57.467 | - | |
| 4. Totale | 114.620 | 13.744 | 47.712 | 176.076 | 54.511 | 8.753 | (35.615) | 27.649 | |
| D. Variazioni relative a servizi passati |
|||||||||
| 1. Aggiustamenti alla passività per sinistri avvenuti |
(280.128) | - | - | (280.128) | (784.503) | - | - | (784.503) | |
| 2. Modifiche connesse con l'esperienza |
- | - | - | - | - | - | - | - | |
| 3. Totale | (280.128) | - | - | (280.128) | (784.503) | - | - | (784.503) | |
| E. Risultato dei servizi assicurativi (B+C+D) |
(61.463) | 11.280 | 28.073 | (22.110) | 27.994 | 976 | (71.935) | (42.965) | |
| F. Costi/ricavi di natura | |||||||||
| finanziaria | |||||||||
| 1. Relativi ai contratti assucurativi emessi |
77.511 | 459 | (15.799) | 62.171 | 70.580 | 1.365 | 102.540 | 174.485 | |
| 1.1 Registrati in conto economico |
77.511 | 459 | (22.844) | 55.126 | 70.580 | 1.365 | 44.578 | 116.523 | |
| 1.2 Registrati nel conto economico complessivo |
- | - | 7.045 | 7.045 | - | - | 57.962 | 57.962 | |
| 2. Effetti connessi con le variazioni dei tassi di cambio |
- | - | - | - | - | - | - | - | |
| 3. Totale | 77.511 | 459 | (15.799) | 62.171 | 70.580 | 1.365 | 102.540 | 174.485 |
| G. Importo totale delle variazioni registrate in conto economico e nel conto economico complessivo (E+F) |
16.048 | 11.739 | 12.274 | 40.061 | 98.574 | 2.341 | 30.605 | 131.520 |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| H. Altre variazioni | (22.099) | (316) | 21.483 | (932) | (69.054) | (982) | 68.106 | (1.930) |
| I. Movimenti di cassa | ||||||||
| 1. Premi ricevuti | 549.093 | - | - | 549.093 | 1.183.144 | - | - | 1.183.144 |
| 2. Pagamenti connessi con i costi di acquisizione dei contratti |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| 3. Sinistri pagati e altre uscite di cassa |
(289.479) | - | - | (289.479) | (804.023) | - | - | (804.023) |
| 4. Totale | 259.614 | - | - | 259.614 | 379.121 | - | - | 379.121 |
| L. Valore netto di bilancio al 31 dicembre (A.3+G+H+I.4) |
4.300.347 | 61.237 | 319.927 | 4.681.511 | 4.046.784 | 49.815 | 286.171 | 4.382.770 |
| M. Valore di bilancio finale | ||||||||
| 1. Contratti assicurativi emessi che costituiscono passività |
4.300.347 | 61.237 | 319.926 | 4.681.510 | 4.046.784 | 49.814 | 286.170 | 4.382.768 |
| 2. Contratti assicurativi emessi che costituiscono attività |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| 3. Valore netto di bilancio al 31 dicembre |
4.300.347 | 61.237 | 319.926 | 4.681.510 | 4.046.784 | 49.814 | 286.170 | 4.382.768 |
| Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio dei contratti assicurativi emessi |
Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio dei contratti assicurativi emessi |
|||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Voci/Elementi sottostanti alla misurazione |
Valore attuale dei flussi finanziari 30/06/2025 |
Aggiustamento per i rischi non finanziari 30/06/2025 |
Margine sui servizi contrattuali 30/06/2025 |
Totale | Valore attuale dei flussi finanziari 31/12/2024 |
Aggiustamento per i rischi non finanziari 31/12/2024 |
Margine sui servizi contrattuali 31/12/2024 |
Totale |
| A. Valore di bilancio iniziale | ||||||||
| 1. Contratti assicurativi emessi che costituiscono passività 2. Contratti assicurativi |
37.856 | 1.372 | 23.454 | 62.682 | 40.325 | 1.570 | 21.108 | 63.003 |
| emessi che costituiscono attività |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| 3. Valore netto di bilancio al | 37.856 | 1.372 | 23.454 | 62.682 | 40.325 | 1.570 | 21.108 | 63.003 |
| 1° gennaio | ||||||||
| B. Variazioni relative ai servizi attuali |
||||||||
| 1. Margine sui servizi | ||||||||
| contrattuali registrato in | - | - | (3.610) | (3.610) | - | - | (6.401) | (6.401) |
| conto economico | ||||||||
| 2. Variazione per rischi non finanziari scaduti |
- | (208) | - | (208) | - | (466) | - | (466) |
| 3. Modifiche connesse con l'esperienza |
(5.569) | - | - | (5.569) | (10.554) | - | - | (10.554) |
| 4. Totale | (5.569) | (208) | (3.610) | (9.387) | (10.554) | (466) | (6.401) | (17.421) |
| C. Variazioni relative a | ||||||||
| servizi futuri | ||||||||
| 1. Variazioni del margine sui servizi contrattuali |
(3.006) | (7) | 2.928 | (85) | (1.663) | (59) | 1.285 | (437) |
| 2. Perdite su gruppi di contratti onerosi e relativi |
138 | 30 | (25) | 143 | 109 | (15) | - | 94 |
| recuperi 3. Effetti dei contratti inizialmente rilevati nell'esercizio di riferimento |
(3.345) | 119 | 3.226 | - | (7.207) | 283 | 6.925 | 1 |
| 4. Totale | (6.213) | 142 | 6.129 | 58 | (8.761) | 209 | 8.210 | (342) |
| D. Variazioni relative a | ||||||||
| servizi passati 1. Aggiustamenti alla passività per sinistri avvenuti |
487 | - | - | 487 | 1.285 | - | - | 1.285 |
| 2. Modifiche connesse con l'esperienza |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| 3. Totale | 487 | - | - | 487 | 1.285 | - | - | 1.285 |
| E. Risultato dei servizi | (11.295) | (66) | 2.519 | (8.842) | (18.030) | (257) | 1.809 | (16.478) |
| assicurativi (B+C+D) F. Costi/ricavi di natura |
||||||||
| finanziaria | ||||||||
| 1. Relativi ai contratti assucurativi emessi |
392 | 22 | 283 | 697 | 1.202 | 60 | 537 | 1.799 |
| 1.1 Registrati in conto | 272 | 13 | 283 | 568 | 486 | 24 | 537 | 1.047 |
| economico 1.2 Registrati nel conto |
||||||||
| economico complessivo |
120 | 9 | - | 129 | 716 | 36 | - | 752 |
| 2. Effetti connessi con le variazioni dei tassi di cambio |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| 3. Totale | 392 | 22 | 283 | 697 | 1.202 | 60 | 537 | 1.799 |
| G. Importo totale delle variazioni registrate in conto economico e nel conto economico complessivo (E+F) |
(10.903) | (44) | 2.802 | (8.145) | (16.828) | (197) | 2.346 | (14.679) |
| H. Altre variazioni | - | - | - | - | - | - | - | - |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| I. Movimenti di cassa | ||||||||
| 1. Premi ricevuti | 12.921 | - | - | 12.921 | 24.666 | - | - | 24.666 |
| 2. Pagamenti connessi con i costi di acquisizione dei contratti |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| 3. Sinistri pagati e altre uscite di cassa |
(5.347) | - | - | (5.347) | (10.306) | - | - | (10.306) |
| 4. Totale | 7.574 | - | - | 7.574 | 14.360 | - | - | 14.360 |
| L. Valore netto di bilancio al 31 dicembre (A.3+G+H+I.4) |
34.527 | 1.328 | 26.256 | 62.111 | 37.857 | 1.373 | 23.454 | 62.684 |
| M. Valore di bilancio finale | ||||||||
| 1. Contratti assicurativi emessi che costituiscono passività |
34.528 | 1.328 | 26.256 | 62.112 | 37.856 | 1.372 | 23.454 | 62.682 |
| 2. Contratti assicurativi emessi che costituiscono attività |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| 3. Valore netto di bilancio al 31 dicembre |
34.528 | 1.328 | 26.256 | 62.112 | 37.856 | 1.372 | 23.454 | 62.682 |
| Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio dei contratti assicurativi emessi |
Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio dei contratti assicurativi emessi |
||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Voci/Elementi sottostanti alla misurazione |
Valore attuale dei flussi finanziari 30/06/2025 |
Aggiustamento per i rischi non finanziari 30/06/2025 |
Margine sui servizi contrattuali 30/06/2025 |
Totale | Valore attuale dei flussi finanziari 31/12/2024 |
Aggiustamento per i rischi non finanziari 31/12/2024 |
Margine sui servizi contrattuali 31/12/2024 |
Totale | |
| A. Valore di bilancio iniziale | |||||||||
| 1. Contratti assicurativi emessi che costituiscono passività |
513.441 | 2.607 | 31.119 | 547.167 | 329.467 | 2.218 | 19.245 | 350.930 | |
| 2. Contratti assicurativi emessi che costituiscono |
- | - | - | - | - | - | - | - | |
| attività 3. Valore netto di bilancio al |
513.441 | 2.607 | 31.119 | 547.167 | 329.467 | 2.218 | 19.245 | 350.930 | |
| 1° gennaio B. Variazioni relative ai servizi attuali 1. Margine sui servizi |
|||||||||
| contrattuali registrato in conto economico |
- | - | (2.238) | (2.238) | - | - | (3.117) | (3.117) | |
| 2. Variazione per rischi non finanziari scaduti |
- | (125) | - | (125) | - | (197) | - | (197) | |
| 3. Modifiche connesse con l'esperienza |
4.159 | - | - | 4.159 | 28.584 | - | - | 28.584 | |
| 4. Totale | 4.159 | (125) | (2.238) | 1.796 | 28.584 | (197) | (3.117) | 25.270 | |
| C. Variazioni relative a | |||||||||
| servizi futuri 1. Variazioni del margine |
|||||||||
| sui servizi contrattuali | 16.541 | (407) | 4.601 | 20.735 | 15.157 | (121) | (1.917) | 13.119 | |
| 2. Perdite su gruppi di contratti onerosi e relativi recuperi |
- | - | - | - | - | - | - | - | |
| 3. Effetti dei contratti inizialmente rilevati nell'esercizio di riferimento |
(7.632) | 214 | 7.418 | - | (11.375) | 532 | 10.843 | - | |
| 4. Totale | 8.909 | (193) | 12.019 | 20.735 | 3.782 | 411 | 8.926 | 13.119 | |
| D. Variazioni relative a servizi passati |
|||||||||
| 1. Aggiustamenti alla passività per sinistri avvenuti |
(25.608) | - | - | (25.608) | (41.619) | - | - | (41.619) | |
| 2. Modifiche connesse con l'esperienza |
- | - | - | - | - | - | - | - | |
| 3. Totale | (25.608) | - | - | (25.608) | (41.619) | - | - | (41.619) | |
| E. Risultato dei servizi assicurativi (B+C+D) |
(12.540) | (318) | 9.781 | (3.077) | (9.253) | 214 | 5.809 | (3.230) | |
| F. Costi/ricavi di natura finanziaria |
|||||||||
| 1. Relativi ai contratti | 4.466 | 72 | (791) | 3.747 | 30.138 | 178 | 3.271 | 33.587 | |
| assucurativi emessi | |||||||||
| 1.1 Registrati in conto economico |
4.466 | 72 | (1.255) | 3.283 | 30.138 | 178 | 866 | 31.182 | |
| 1.2 Registrati nel conto economico complessivo |
- | - | 464 | 464 | - | - | 2.405 | 2.405 | |
| 2. Effetti connessi con le variazioni dei tassi di cambio |
- | - | - | - | - | - | - | - | |
| 3. Totale | 4.466 | 72 | (791) | 3.747 | 30.138 | 178 | 3.271 | 33.587 | |
| G. Importo totale delle variazioni registrate in conto economico e nel conto economico complessivo (E+F) |
(8.074) | (246) | 8.990 | 670 | 20.885 | 392 | 9.080 | 30.357 |
| H. Altre variazioni | 328 | 1 | 602 | 931 | (861) | (3) | 2.795 | 1.931 |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| I. Movimenti di cassa | ||||||||
| 1. Premi ricevuti | 155.774 | - | - | 155.774 | 208.285 | - | - | 208.285 |
| 2. Pagamenti connessi con i costi di acquisizione dei contratti |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| 3. Sinistri pagati e altre uscite di cassa |
(27.190) | - | - | (27.190) | (44.335) | - | - | (44.335) |
| 4. Totale | 128.584 | - | - | 128.584 | 163.950 | - | - | 163.950 |
| L. Valore netto di bilancio al 31 dicembre (A.3+G+H+I.4) |
634.279 | 2.362 | 40.711 | 677.352 | 513.441 | 2.607 | 31.120 | 547.168 |
| M. Valore di bilancio finale | ||||||||
| 1. Contratti assicurativi emessi che costituiscono passività |
634.280 | 2.363 | 40.713 | 677.356 | 513.441 | 2.607 | 31.119 | 547.167 |
| 2. Contratti assicurativi emessi che costituiscono attività |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| 3. Valore netto di bilancio al 31 dicembre |
634.280 | 2.363 | 40.713 | 677.356 | 513.441 | 2.607 | 31.119 | 547.167 |
Al 30 giugno 2025 il capitale sociale, risulta composto di 341.320.065 azioni da nominali 1 euro per un importo di 341,3 milioni di Euro.
Sono presenti 614.463 azioni proprie in portafoglio, per un controvalore di 6,2 milioni di euro, acquistate nell'ambito del programma che ha dato esecuzione alle delibere adottate dalle varie Assemblee Ordinarie; tali programmi hanno lo scopo di acquistare azioni di Credito Emiliano ad integrale copertura dei piani di remunerazione basati su strumenti finanziari da destinare alla categoria dei dirigenti con responsabilità strategiche e del "personale più rilevante" del gruppo bancario. Ai sensi delle norme vigenti, gli estremi del programma sono già stati comunicati al mercato.
Nel corso dell'esercizio sono state assegnate 495.612 azioni.
Per maggiori dettagli riguardo i piani di remunerazione basati su strumenti finanziari si rinvia alla "Parte I" delle presenti note illustrative.
| Totale 30/06/2025 |
Totale 31/12/2024 |
|
|---|---|---|
| A. Capitale | ||
| A.1 Azioni ordinarie | 341.320 | 341.320 |
| A.2 Azioni di risparmio | - | - |
| A.3 Azioni privilegiate | - | - |
| A.4 Azioni altre | - | - |
| B. Azioni proprie | ||
| B.1 Azioni ordinarie | 6.205 | 3.845 |
| B.2 Azioni di risparmio | - | - |
| B.3 Azioni privilegiate | - | - |
| B.4 Azioni altre | - | - |
| Valore nominale su impegni e garanzie finanziarie rilasciate |
Totale | Totale | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Primo stadio | Secondo stadio |
Terzo stadio | Impaired acquisiti/e o originati/e |
30/06/2025 | 31/12/2024 | |
| 1. Impegni a erogare fondi | 12.250.938 | 492.692 | 33.665 | 312 | 12.777.607 | 12.931.565 |
| a) Banche Centrali | - | - | - | - | - | - |
| b) Amministrazioni pubbliche | 12.104 | - | 3 | - | 12.107 | 8.720 |
| c) Banche | 5.120 | 34 | - | - | 5.154 | 2.426 |
| d) Altre società finanziarie | 373.723 | 6.304 | 109 | - | 380.136 | 401.759 |
| e) Società non finanziarie | 10.347.008 | 323.708 | 21.764 | 298 | 10.692.778 | 10.853.461 |
| f) Famiglie | 1.512.983 | 162.646 | 11.789 | 14 | 1.687.432 | 1.665.199 |
| 2. Garanzie finanziarie rilasciate | 561.612 | 45.023 | 3.124 | 638 | 610.397 | 603.385 |
| a) Banche Centrali | - | - | - | - | - | - |
| b) Amministrazioni pubbliche | 83 | - | - | - | 83 | 83 |
| c) Banche | 9.380 | 10.019 | - | - | 19.399 | 11.026 |
| d) Altre società finanziarie | 7.576 | 600 | - | - | 8.176 | 9.666 |
| e) Società non finanziarie | 481.195 | 26.306 | 2.696 | 618 | 510.815 | 513.187 |
| f) Famiglie | 63.378 | 8.098 | 428 | 20 | 71.924 | 69.423 |
Sezione 1 – Gli Interessi - Voci 10 e 20
| Voci/Forme tecniche | Titoli di debito | Finanziamenti | Altre operazioni |
Totale 30/06/2025 |
Totale 30/06/2024 |
|---|---|---|---|---|---|
| 1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: |
9.086 | 329 | - | 9.415 | 6.889 |
| 1.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione | 380 | - | - | 380 | 276 |
| 1.2 Attività finanziarie designate al fair value | - | - | - | - | - |
| 1.3 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value |
8.706 | 329 | - | 9.035 | 6.613 |
| 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
88.076 | - | X | 88.076 | 94.687 |
| 3. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: | 95.079 | 645.557 | - | 740.636 | 897.075 |
| 3.1 Crediti verso banche | 14.418 | 44.477 | X | 58.895 | 136.922 |
| 3.2 Crediti verso clientela | 80.661 | 601.080 | X | 681.741 | 760.153 |
| 4. Derivati di copertura | X | X | - | - | 86.892 |
| 5. Altre attività | X | X | 131 | 131 | 258 |
| 6. Passività finanziarie | X | X | X | 5 | 6 |
| Totale | 192.241 | 645.886 | 131 | 838.263 | 1.085.807 |
| di cui: interessi attivi su attività finanziarie impaired | - | 9.898 | - | 9.898 | 10.883 |
| di cui: interessi attivi su leasing finanziario | X | 75.637 | X | 75.637 | 90.747 |
| Voci/Forme tecniche | Debiti | Titoli | Altre operazioni |
Totale 30/06/2025 |
Totale 30/06/2024 |
|---|---|---|---|---|---|
| 1. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato | (228.671) | (67.787) | X | (296.458) | (467.904) |
| 1.1 Debiti verso banche centrali | (365) | X | X | (365) | (14.768) |
| 1.2 Debiti verso banche | (44.596) | X | X | (44.596) | (128.303) |
| 1.3 Debiti verso clientela | (183.710) | X | X | (183.710) | (257.453) |
| 1.4 Titoli in circolazione | X | (67.787) | X | (67.787) | (67.380) |
| 2. Passività finanziarie di negoziazione | - | - | - | - | - |
| 3. Passività finanziarie designate al fair value | - | - | - | - | - |
| 4. Altre passività e fondi | X | X | (3) | (3) | - |
| 5. Derivati di copertura | X | X | (7.766) | (7.766) | - |
| 6. Attività finanziarie | X | X | X | (6) | (5) |
| Totale | (228.671) | (67.787) | (7.769) | (304.233) | (467.909) |
| di cui: interessi passivi relativi ai debiti per leasing | (1.403) | X | X | (1.403) | (2.225) |
| Tipologia servizi/Valori | Totale 30/06/2025 |
Totale 30/06/2024 |
|
|---|---|---|---|
| a) Strumenti finanziari | 117.016 | 111.626 | |
| 1. Collocamento titoli | 55.106 | 54.242 | |
| 1.1 Con assunzione a fermo e/o sulla base di un impegno irrevocabile | - | - | |
| 1.2 Senza impegno irrevocabile | 55.106 | 54.242 | |
| 2. Attività di ricezione e trasmissione di ordini e esecuzione di ordini per | 10.714 | 10.794 | |
| conto dei clienti | |||
| 2.1 Ricezione e trasmissione di ordini di uno o più strumenti finanziari | 7.284 | 7.665 | |
| 2.2 Esecuzione di ordini per conto dei clienti | 3.430 | 3.129 | |
| 3. Altre commissioni connesse con attività legate a strumenti finanziari | 51.196 | 46.590 | |
| di cui: negoziazione per conto proprio | - | - | |
| di cui: gestione di portafogli individuali | 51.196 | 46.590 | |
| b) Corporate Finance | 337 | 1.400 | |
| 1. Consulenza in materia di fusioni e acquisizioni | 337 | 1.400 | |
| 2. Servizi di tesoreria | - | - | |
| 3. Altre commissioni connesse con servizi di corporate finance | - | - | |
| c) Attività di consulenza in materia di investimenti | 9.549 | 8.321 | |
| d) Compensazione e regolamento | - | - | |
| e) Gestione di portafogli collettive | 117.036 | 127.295 | |
| f) Custodia e amministrazione | 1.854 | 1.278 | |
| 1. Banca depositaria | - | - | |
| 2. Altre commissioni legate all'attività di custodia e amministrazione | 1.854 | 1.278 | |
| g) Servizi amministrativi centrali per gestioni di portafogli collettive | - | - | |
| h) Attività fiduciaria i) Servizi di pagamento |
584 104.360 |
613 104.912 |
|
| 1. Conti correnti | 57.863 | 59.503 | |
| 2. Carte di credito | 15.375 | 15.245 | |
| 3. Carte di debito ed altre carte di pagamento | 10.110 | 10.978 | |
| 4. Bonifici e altri ordini di pagamento | 8.986 | 8.303 | |
| 5. Altre commissioni legate ai servizi di pagamento | 12.026 | 10.883 | |
| j) Distribuzione di servizi di terzi | 34.523 | 33.319 | |
| 1. Gestioni di portafogli collettive | - | - | |
| 2. Prodotti assicurativi | 33.428 | 32.585 | |
| 3. Altri prodotti | 1.095 | 734 | |
| di cui: gestioni di portafogli individuali | - | - | |
| k) Finanza strutturata | - | - | |
| l) Attività di servicing per operazioni di cartolarizzazione | - | - | |
| m) Impegni a erogare fondi | - | - | |
| n) Garanzie finanziarie rilasciate | 2.914 | 2.382 | |
| di cui: derivati su crediti | - | - | |
| o) Operazioni di finanziamento | 7.474 | 7.690 | |
| di cui: per operazioni di factoring | 7.474 | 7.690 | |
| p) Negoziazione di valute | 2.154 | 1.840 | |
| q) Merci | - | - | |
| r) Altre commissioni attive | 21.006 | 18.891 | |
| di cui: per attività di gestione di sistemi multilaterali di scambio | - | - | |
| di cui: per attività di gestione di sistemi organizzati di negoziazione | - | - | |
| Totale | 418.807 | 419.567 |
| Servizi/Valori | Totale 30/06/2025 |
Totale 30/06/2024 |
|---|---|---|
| a) Strumenti finanziari | (2.400) | (2.290) |
| di cui: negoziazione di strumenti finanziari | (1.199) | (1.293) |
| di cui: collocamento di strumenti finanziari | (137) | (70) |
| di cui: gestione di portafogli individuali | (1.042) | (909) |
| - Proprie | (1.042) | (909) |
| - Delegate a terzi | - | - |
| b) Compensazione e regolamento | - | - |
| c) Gestione di portafogli collettive | (3.402) | (5.043) |
| 1. Proprie | (21) | (42) |
| 2. Delegate a terzi | (3.381) | (5.001) |
| d) Custodia e amministrazione | (1.385) | (1.473) |
| e) Servizi di incasso e pagamento | (11.501) | (9.536) |
| di cui: carte di credito, carte di debito e altre carte di pagamento | (5.546) | (5.980) |
| f) Attività di servicing per operazioni di cartolarizzazione | - | - |
| g) Impegni a ricevere fondi | - | - |
| h) Garanzie finanziarie ricevute | (489) | (646) |
| di cui: derivati su crediti | - | - |
| i) Offerta fuori sede di strumenti finanziari, prodotti e servizi | (61.848) | (59.309) |
| l) Negoziazione di valute | - | - |
| m) Altre commissioni passive | (23.373) | (20.728) |
| Totale | (104.398) | (99.025) |
4.1 Risultato netto dell'attività di negoziazione: composizione
| Operazioni/Componenti reddituali | Plusvalenze (A) |
Utili da negoziazione (B) |
Minusvalenze (C) |
Perdite da negoziazione (D) |
Risultato netto [(A+B) - (C+D)] |
|---|---|---|---|---|---|
| 1. Attività finanziarie di negoziazione | 148 | 3.409 | (19) | (1.126) | 2.412 |
| 1.1 Titoli di debito | 118 | 3.254 | (19) | (110) | 3.243 |
| 1.2 Titoli di capitale | - | 44 | - | (65) | (21) |
| 1.3 Quote di O.I.C.R. | 30 | 111 | - | (951) | (810) |
| 1.4 Finanziamenti | - | - | - | - | - |
| 1.5 Altre | - | - | - | - | - |
| 2. Passività finanziarie di negoziazione | - | - | - | - | - |
| 2.1 Titoli di debito | - | - | - | - | - |
| 2.2 Debiti | - | - | - | - | - |
| 2.3 Altre | - | - | - | - | - |
| 3. Attività e passività finanziarie: differenze di cambio | X | X | X | X | (13.423) |
| 4. Strumenti derivati | 2.913 | 212.055 | (101.187) | (100.482) | 24.491 |
| 4.1 Derivati finanziari: | 2.913 | 212.055 | (101.187) | (100.482) | 24.491 |
| - Su titoli di debito e tassi di interesse | 2.913 | 210.938 | (101.187) | (99.529) | 13.135 |
| - Su titoli di capitale e indici azionari | - | 1.117 | - | (953) | 164 |
| - Su valute e oro | X | X | X | X | 11.192 |
| - Altri | - | - | - | - | - |
| 4.2 Derivati su crediti | - | - | - | - | - |
| di cui: coperture naturali connesse con la fair value | - | ||||
| option | X | X | X | X | |
| Totale | 3.061 | 215.464 | (101.206) | (101.608) | 13.480 |
Nella presente tabella i risultati della negoziazione delle attività finanziarie per cassa in valuta sono indicati separatamente da quelli relativi all'attività in cambi.
| Componenti reddituali/Valori | Totale 30/06/2025 |
Totale 30/06/2024 |
|
|---|---|---|---|
| A. Proventi relativi a: | |||
| A.1 Derivati di copertura del fair value | 540.369 | 487.762 | |
| A.2 Attività finanziarie coperte (fair value) | 80.491 | 11.797 | |
| A.3 Passivita' finanziarie coperte (fair value) | - | 50.413 | |
| A.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari | - | - | |
| A.5 Attività e passività in valuta | - | - | |
| Totale proventi dell'attività di copertura (A) | 620.860 | 549.972 | |
| B. Oneri relativi a: | |||
| B.1 Derivati di copertura del fair value | (553.480) | (261.294) | |
| B.2 Attività finanziarie coperte (fair value) | (27.702) | (284.246) | |
| B.3 Passività finanziarie coperte (fair value) | (40.250) | - | |
| B.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari | - | - | |
| B.5 Attività e passività in valuta | - | - | |
| Totale oneri dell'attività di copertura (B) | (621.432) | (545.540) | |
| C. Risultato netto dell'attività di copertura (A - B) | (572) | 4.432 | |
| di cui: risultato delle coperture su posizioni nette (IFRS 7 24C, lett. b) vi); IFRS9 6.6.4) | - | - |
La metodologia contabile del macro fair value hedge è stata applicata per la copertura del rischio di tasso associato all'erogazione di mutui a tasso fisso e a tasso variabile con opzione "Cap", per la copertura rischio di tasso della raccolta a vista di clientela, e la metodologia contabile del micro fair value hedge per la copertura del rischio di tasso per alcuni titoli a tasso fisso detenuti nei portafogli "HTCS" e "Crediti" e per la copertura del rischio di tasso per alcune obbligazioni emesse a tasso fisso classificate nella voce "titoli in circolazione".
L'attività di copertura, con riferimento alla valutazione degli strumenti derivati correlati a poste patrimoniali (la circostanza ha in particolare riguardato le coperture in "micro fair value hedge" dei titoli di debito appostati tra le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva), ha risentito dell'andamento dei tassi di interesse e delle tensioni di mercato verificatesi in particolare nell'anno.
Va osservato che tale risultato è peraltro da mettere in connessione con gli apporti positivi che le stesse grandezze patrimoniali suddette hanno avuto sul margine finanziario.
| Totale 30/06/2025 |
Totale 30/06/2024 |
|||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Voci/Componenti reddituali | Utili | Perdite | Risultato netto |
Utili | Perdite | Risultato netto |
| Attività finanziarie | ||||||
| 1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato |
61.888 | (34.007) | 27.881 | 16.430 | (1.696) | 14.734 |
| 1.1 Crediti verso banche | - | (6) | (6) | - | (97) | (97) |
| 1.2 Crediti verso clientela | 61.888 | (34.001) | 27.887 | 16.430 | (1.599) | 14.831 |
| 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
22.365 | (11.022) | 11.343 | 27.197 | (26.816) | 381 |
| 2.1 Titoli di debito | 22.365 | (11.022) | 11.343 | 27.197 | (26.816) | 381 |
| 2.2 Finanziamenti | - | - | - | - | - | - |
| Totale attività | 84.253 | (45.029) | 39.224 | 43.627 | (28.512) | 15.115 |
| Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato |
- | - | - | - | - | - |
| 1. Debiti verso banche | - | - | - | - | - | - |
| 2. Debiti verso clientela | - | - | - | - | - | - |
| 3. Titoli in circolazione | - | - | - | - | - | - |
| Totale passività | - | - | - | - | - | - |
L'andamento dell'aggregato riporta anche le cessioni di portafogli di crediti NPL, chirografari ed ipotecari, effettuate nel corso dell'esercizio. Le operazioni hanno comportato una plusvalenza netta di circa 11,3 milioni di euro.
E' risultato positivo il contributo dell'area finanza.
144 NOTE ILLUSTRATIVE
8.1 Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione
| Rettifiche di valore (1) Riprese di valore (2) Impaired Terzo stadio acquisite o Operazioni/Componenti Totale Totale originate reddituali 30/06/2025 30/06/2024 Write-off Write-off Primo Secondo Primo Secondo Terzo Impaired Altre Altre stadio stadio stadio stadio stadio acquisite o originate A. Crediti verso banche (44) - - - - - 63 6 - - 25 - Finanziamenti (1) - - - - - 1 6 - - 6 160 - Titoli di debito (43) - - - - - 62 - - - 19 45 B. Crediti verso clientela (1.855) (4.241) (953) (56.189) - (165) 7.043 1.076 38.924 1.903 (14.457) - Finanziamenti (1.553) (4.241) (953) (56.189) - (165) 5.395 1.076 38.924 1.903 (15.803) (11.251) - Titoli di debito (302) - - - - - 1.648 - - - 1.346 881 Totale (1.899) (4.241) (953) (56.189) - (165) 7.106 1.082 38.924 1.903 (14.432) |
||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 205 (10.370) (10.165) |
||||||||||
Le rettifiche su crediti si posizionano a -14,4 milioni di euro ed includono principalmente rettifiche su Credembanca e su Avvera, in parte compensate da recuperi derivanti da plusvalenze da cessioni di crediti per circa 11 milioni di euro registrati nella voce 100 del conto economico. Risulta infine molto contenuto il contributo al costo del credito delle altre società del gruppo.
| Rettifiche di valore (1) | Riprese di valore (2) | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Operazioni/Componenti reddituali | Primo e | Terzo stadio | Primo e | Totale | Totale | |||
| secondo stadio |
Write-off | Altre | secondo stadio |
Terzo stadio | 30/06/2025 | 30/06/2024 | ||
| A. Titoli di debito | (592) | - | - | 890 | - | 298 | (378) | |
| B. Finanziamenti | - | - | - | - | - | - | - | |
| - Verso clientela | - | - | - | - | - | - | - | |
| - Verso banche | - | - | - | - | - | - | - | |
| di cui: attività finanziarie impaired acquisite o originate |
- | - | - | - | - | - | - | |
| Totale | (592) | - | - | 890 | - | 298 | (378) | |
| Voci/Basi di | Base A1 | Base A2 | Base A3 | Base A4 | Base A5 | Totale | Base A1 | Base A2 | Base A3 | Base A4 | Base A5 | Totale |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| aggregazione | 30/06/2025 | 30/06/2025 | 30/06/2025 | 30/06/2025 | 30/06/2025 | 30/06/2025 | 30/06/2024 30/06/2024 | 30/06/2024 | 30/06/2024 | 30/06/2024 | 30/06/2024 | |
| A. Ricavi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi valutati in base al GMM e al VFA |
||||||||||||
| A.1 Importi connessi con le variazioni |
||||||||||||
| dell'attività per residua copertura 1. Sinistri accaduti e altri costi per |
31.462 | 14.818 | - | - | 4.658 | 50.938 | 29.203 | 14.342 | - | - | 2.712 | 46.257 |
| servizi assicurativi attesi 2. Variazioni |
9.261 | 6.725 | - | - | 2.293 | 18.279 | 9.375 | 7.011 | - | - | 1.111 | 17.497 |
| dell'aggiustamento per i rischi non |
||||||||||||
| finanziari 3. Margine sui |
2.464 | 208 | - | - | 125 | 2.797 | 3.930 | 238 | - | - | 89 | 4.257 |
| servizi contrattuali registrato in conto |
||||||||||||
| economico per i servizi forniti |
19.639 | 3.610 | - | - | 2.238 | 25.487 | 15.788 | 3.299 | - | - | 1.508 | 20.595 |
| 4. Altri importi | 98 | 4.275 | - | - | 2 | 4.375 | 110 | 3.794 | - | - | 4 | 3.908 |
| A.2 Costi di acquisizione dei |
||||||||||||
| contratti assicurativi recuperati A.3 Totale ricavi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi |
25 | 2.223 | - | - | 7 | 2.255 | 26 | 1.706 | - | - | 7 | 1.739 |
| valutati in base al GMM o al VFA |
31.487 | 17.041 | - | - | 4.665 | 53.193 | 29.229 | 16.048 | - | - | 2.719 | 47.996 |
| A.4 Totale ricavi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi valutati in base al PAA |
- | - | ||||||||||
| - Segmento Vita | X | X | X | X | X | - | X | X | X | X | X | - |
| - Segmento Danni - auto |
X | X | X | X | X | - | X | X | X | X | X | - |
| - Segmento Danni - non auto |
X | X | X | X | X | - | X | X | X | X | X | - |
| A.5 Totale ricavi assicurativi derivanti |
||||||||||||
| dai contratti assicurativi emessi B. Costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi – |
31.487 | 17.041 | - | - | 4.665 | 53.193 | 29.229 | 16.048 | - | - | 2.719 | 47.996 |
| GMM o VFA 1. Sinistri accaduti |
||||||||||||
| e altri costi direttamente attribuibili |
(289.479) | (5.347) | - | - | (27.190) | (322.016) | (13.007) | (5.134) | - | - | (2.389) | (20.530) |
| 2. Variazioni della passività per |
||||||||||||
| sinistri accaduti 3. Perdite su contratti onerosi e |
280.128 | (487) | - | - | 25.608 | 305.249 | 3.724 | (390) | - | - | 1.211 | 4.545 |
| recupero di tali perdite 4. Ammortamento delle spese di acquisizione dei |
- | (143) | - | - | - | (143) | - | (26) | - | - | - | (26) |
| contratti assicurativi |
(25) | (2.223) | - | - | (7) | (2.255) | (26) | (1.706) | - | - | (7) | (1.739) |
| 5. Altri importi B.6 Totale costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| assicurativi emessi – GMM o VFA |
(9.376) | (8.200) | - | - | (1.589) | (19.165) | (9.309) | (7.256) | - | - | (1.185) | (17.750) |
| B.7 Totale costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi valutati in base al PAA |
- | (1) | ||||||||||
| - Segmento Vita | X | X | X | X | X | - | X | X | X | X | X | - |
| - Segmento Danni - auto |
X | X | X | X | X | - | X | X | X | X | X | (1) |
| - Segmento Danni - non auto |
X | X | X | X | X | - | X | X | X | X | X | - |
| C. Totale costi/ricavi netti derivanti dai contratti assicurativi emessi (A.5+B.6+B.7) |
22.111 | 8.841 | - | - | 3.076 | 34.028 | 19.920 | 8.792 | - | - | 1.534 | 30.245 |
| Voci/Basi di aggregazione | Base di aggregazione 1 30/06/2025 |
Base di aggregazione 2 30/06/2025 |
Totale 30/06/2025 |
Base di aggregazione 1 30/06/2024 |
Base di aggregazione 2 30/06/2024 |
Totale 30/06/2024 |
|---|---|---|---|---|---|---|
| A. Allocazione dei premi pagati relativi alle cessioni in riassicurazione valutate in base al GMM |
||||||
| A.1 Importi connessi con le variazioni dell'attività per residua copertura |
||||||
| 1. Importo dei sinistri e altri costi recuperabili attesi |
(1.965) | - | (1.965) | (2.230) | - | (2.230) |
| 2. Variazioni dell'aggiustamento per i rischi non finanziari |
(61) | - | (61) | (71) | - | (71) |
| 3. Margine sui servizi contrattuali registrato in conto economico per i servizi ricevuti |
(467) | - | (467) | (303) | - | (303) |
| 4. Altri importi | 139 | - | 139 | (109) | - | (109) |
| 5. Totale | (2.354) | - | (2.354) | (2.713) | - | (2.713) |
| A.2 Altri costi direttamente attribuibili alle cessioni in riassicurazione |
- | - | - | - | - | - |
| 'A.3 Allocazione dei premi relativi alle cessioni in riassicurazione valutate in base al PAA |
- | - | - | - | - | - |
| B. Totale costi derivanti dalle cessioni in riassicurazione |
(2.354) | - | (2.354) | (2.713) | - | (2.713) |
| C. Effetti delle variazioni del rischio di inadempimento da parte dei riassicuratori |
- | - | - | - | - | - |
| D. Importo dei sinistri e altre spese recuperato |
1.836 | - | 1.836 | 1.581 | - | 1.581 |
| E. Variazioni dell'attività per sinistri accaduti |
211 | - | 211 | 176 | - | 176 |
| F. Altri recuperi | 58 | - | 58 | 11 | - | 11 |
| G. Totale costi/ricavi netti derivanti dalle cessioni in riassicurazione (B+C+D+E+F) |
(249) | - | (249) | (945) | - | (945) |
| Costi/Basi di aggregazione |
Base A1 - con DPF |
Base A2 - senza DPF |
Base A1 + Base A2 |
Base A3 30/06/2025 30/06/2025 30/06/2025 30/06/2025 30/06/2025 30/06/2025 30/06/2025 30/06/2024 30/06/2024 30/06/2024 30/06/2024 30/06/2024 30/06/2024 30/06/2024 |
Base A4 | Base A3 + Base A4 |
Altro | Base A1 - con DPF |
Base A2 - senza DPF |
Base A1 + Base A2 |
Base A3 | Base A4 | Base A3 + Base A4 |
Altro |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Costi attribuiti all'acquisizione dei contratti assicurativi |
(679) | (2.374) | (3.053) | - | - | - | X | (862) | (1.852) | (2.714) | - | - | - | X |
| Altri costi direttamente attribuibili |
- | - | - | - | - | - | X | - | - | - | - | - | - | X |
| Spese di gestione degli investimenti |
X | X | (425) | X | X | - | (425) | X | X | (397) | X | X | - | (60) |
| Altri costi | X | X | (9.988) | X | X | - | (8.564) | X | X | (9.518) | X | X | - | (3.591) |
| Totale | X | X | (13.466) | X | X | - | (8.989) | X | X | (12.629) | X | X | - | (3.651) |
I costi sono sostanzialmente in linea con il trend dello scorso anno. In dettaglio:
| Tipologia di spese/Valori | Totale30/06/2025 | Totale30/06/2024 |
|---|---|---|
| 1) Personale dipendente | (298.679) | (294.961) |
| a) salari e stipendi | (214.929) | (214.310) |
| b) oneri sociali | (54.849) | (52.916) |
| c) indennità di fine rapporto | (2.956) | (2.490) |
| d) spese previdenziali | (23) | (24) |
| e) accantonamento al trattamento di fine rapporto del personale | (718) | (900) |
| f) accantonamento al fondo trattamento di quiescenza e obblighi simili: | - | (17) |
| - a contribuzione definita | - | - |
| - a benefici definiti | - | (17) |
| g) versamenti ai fondi di previdenza complementare esterni: | (13.411) | (13.232) |
| - a contribuzione definita | (13.411) | (13.232) |
| - a benefici definiti | - | - |
| h) costi derivanti da accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali | (1.921) | (1.851) |
| i) altri benefici a favore dei dipendenti | (9.872) | (9.221) |
| 2) Altro personale in attività | (5.400) | (4.600) |
| 3) Amministratori e sindaci | (2.528) | (2.265) |
| 4) Personale collocato a riposo | - | - |
| Totale | (306.607) | (301.826) |
Come da indicazioni della circolare di Banca d'Italia 262 del 22 dicembre 2005 (e successivi aggiornamenti):
| Totale 30/06/2025 |
Totale 30/06/2024 |
||
|---|---|---|---|
| 1) Personale dipendente | 6.599 | 6.519 | |
| a) dirigenti | 179 | 175 | |
| b) quadri direttivi | 3.150 | 3.108 | |
| c) restante personale dipendente | 3.270 | 3.236 | |
| 2) Altro personale | 44 | 46 | |
| Totale | 6.643 | 6.565 | |
Il numero medio dei dipendenti non include gli amministratori e sindaci. Nel caso dei dipendenti part-time è convenzionalmente considerato il 50%.
| Tipologia servizi/Valori | Totale 30/06/2025 |
Totale 30/06/2024 |
|---|---|---|
| Imposte e tasse | (76.468) | (69.926) |
| Imposta di bollo | (67.100) | (62.213) |
| Imposta Municipale Unica | (1.548) | (1.547) |
| Altro | (7.820) | (6.166) |
| Altre spese | (151.710) | (142.782) |
| Assicurazioni | (1.875) | (1.834) |
| ATM | (1.101) | (1.028) |
| Economato, cancelleria, stampati | (2.995) | (4.007) |
| Formazione | (1.341) | (1.225) |
| Energia elettrica | (3.237) | (3.902) |
| Fitti passivi su immobili | (833) | (776) |
| Altre spese immobiliari | (6.549) | (6.461) |
| Info provider | (10.250) | (8.668) |
| Elaborazioni elettroniche presso terzi | (61.470) | (54.446) |
| Macchine ufficio | (28) | (26) |
| Lavorazione bancarie esternalizzate | (5.812) | (3.626) |
| Marketing | (12.212) | (10.923) |
| Mobilità | (5.628) | (4.962) |
| Postali | (581) | (817) |
| Consulenza | (6.332) | (6.793) |
| Spese legali per recupero crediti | (3.701) | (3.462) |
| Spese legali | (2.148) | (2.373) |
| Altri compensi a professionisti esterni | (704) | (701) |
| Reti e servizi interbancari | (2.663) | (1.820) |
| Telefoniche | (3.381) | (3.651) |
| Trasporti | (307) | (306) |
| Trasporto valori e contazione | (1.941) | (1.860) |
| Vigilanza | (2.416) | (2.349) |
| Visure e informazioni | (4.917) | (4.807) |
| Altre spese | (9.288) | (11.959) |
| Contributi Fondi | (3.576) | (29.309) |
| Contributi Sistema Garanzia Depositi - DGSD | - | (29.309) |
| Contributi Fondo Garanzia Assicurativo Rami Vita | (3.576) | - |
| Totale (231.754) |
(242.017) |
La voce "Contributi Fondi" è afferente all'onere relativo al 2025 per il contributo annuale al Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita introdotto dall'articolo 1 comma 113 della legge 213/2023 per Euro 3.576. Nelle more della comunicazione dell'importo puntuale del contributo da versare per l'anno 2025 a cura del suddetto Fondo, il cui statuto alla data di apporvazione della Relazione Semestrale risulta essere in corso di definizione, il Gruppo ha determinato il suddetto onere in continuità con la metodologia utilizzata per l'ersercizio 2024. Si segnala inoltre che, anche in base al chiarimento fornito da ll'IVASS nella lettera al mercato del 18 dicembre 2024 e in continuità con l'approccio già seguito al 31 dicembre 2024, tale onere è stato contabilizzato tra le spese amministrative, mentre nella Relazione Semestrale del precedente esercizio era stato incluso nella voce 200 b) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri – altri accantonamenti netti.
| Totale 30/06/2025 |
Totale 30/06/2024 |
|
|---|---|---|
| Accantonamento netto al fondo rischi per impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate | (723) | (166) |
| Interessi passivi da attualizzazione fondo per impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate | ||
| Riattribuzione a conto economico relative al fondo rischi per impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate |
251 | 836 |
| Totale | (472) | 670 |
| Totale 30/06/2025 |
Totale 30/06/2024 |
|
|---|---|---|
| Accantonamento netto al fondo rischi per cause passive e revocatorie | (1.072) | (1.914) |
| Interessi passivi da attualizzazione fondo per cause passive e revocatorie | (180) | (214) |
| Riattribuzione a conto economico relative al fondo rischi per cause passive e revocatorie | 1.063 | 1.053 |
| Accantonamenti ad altri fondi | (154) | (8.300) |
| Interessi passivi da attualizzazione relativi ad altri fondi | (389) | (454) |
| Riattribuzione a conto economico relative ad altri fondi | 1.523 | 3.282 |
| Totale | 791 | (6.547) |
| Totale 30/06/2025 |
Totale 30/06/2024 |
|
|---|---|---|
| Rimborsi interessi per incassi e pagamenti in stanza di compensazione | (1) | (3) |
| Ammortamento migliorie su beni di terzi | (2.133) | (2.188) |
| Sopravvenienze passive | (3.741) | (4.158) |
| Altri oneri | (12.468) | (12.321) |
| Totale Altri oneri | (18.343) | (18.670) |
| Totale 30/06/2025 |
Totale 30/06/2024 |
|
|---|---|---|
| Fitti attivi | 869 | 878 |
| Recupero di imposte | 72.561 | 66.298 |
| Recupero interesse per incassi e pagamenti in stanza di compensazione | 3 | 5 |
| Sopravvenienze attive | 2.926 | 1.362 |
| Altri proventi | 127.960 | 33.094 |
| Totale Altri proventi | 204.319 | 101.637 |
La voce "Recupero di imposte" recepisce il recupero del maggior onere relativo al calcolo dell'imposta di bollo sui dossier titoli.
La voce "Altri proventi" include la plusvalenza realizzata in data 20 gennaio 2025 a seguito dell'operazione di trasferimento delle attività di merchant acquiring illustranta nella relazione intermedia sulla gestione, per un controvalore di Euro 95 milioni, con un meccanismo di aggiustamento prezzo nei prossimi anni e basato su obiettivi specifici.
Nella voce "Altri proventi" sono inoltre compresi i ricavi della Società del Gruppo Credemtel ed anche i recuperi della "Commissione di istruttoria veloce", disciplinata dal comma 2 della Legge 23 dicembre 2011.
| Componenti reddituali/Settori | Totale 30/06/2025 |
Totale 30/06/2024 |
|---|---|---|
| 1) Imprese a controllo congiunto | ||
| A. Proventi | 3.640 | 4.019 |
| 1. Rivalutazioni | 3.640 | 4.019 |
| 2. Utili da cessione | - | - |
| 3. Riprese di valore | - | - |
| 4. Altri proventi | - | - |
| B. Oneri | - | - |
| 1. Svalutazioni | - | - |
| 2. Rettifiche di valore da deterioramento | - | - |
| 3. Perdite da cessione | - | - |
| 4. Altri oneri | - | - |
| Risultato netto | 3.640 | 4.019 |
| 2) Imprese sottoposte a influenza notevole | ||
| A. Proventi | 146 | 115 |
| 1. Rivalutazioni | 146 | 115 |
| 2. Utili da cessione | - | - |
| 3. Riprese di valore | - | - |
| 4. Altri proventi | - | - |
| B. Oneri | (1) | - |
| 1. Svalutazioni | - | - |
| 2. Rettifiche di valore da deterioramento | - | - |
| 3. Perdite da cessione | - | - |
| 4. Altri oneri | (1) | - |
| Risultato netto | 145 | 115 |
| Totale | 3.785 | 4.134 |
Per le Imprese a controllo congiunto la voce "Proventi, 1. rivalutazioni" recepisce gli utili di Credemassicurazioni consolidata al patrimonio netto; per le Imprese sottoposte a influenza notevole la voce "Proventi, 1. rivalutazioni" recepisce gli utili di Andxor, SBC, Flairbit e Mynet consolidate al patrimonio netto.
| Voci | 30/06/2025 30/06/2024 | ||
|---|---|---|---|
| 10. | Utile (Perdita) d'esercizio | 371.752 | 323.755 |
| Altre componenti reddituali senza rigiro a conto economico | 4.296 | (450) | |
| 20. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva: | 3.901 | (58) | |
| a) variazione di fair value | 3.901 | (773) | |
| b) trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto | - | 715 | |
| Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del proprio | |||
| 30. | merito creditizio): | - | - |
| a) variazione del fair value | - | - | |
| b) trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto | - | - | |
| 40. Coperture di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva: | - | - | |
| a) variazione di fair value (strumento coperto) | - | - | |
| b) variazione di fair value (strumento di copertura) | - | - | |
| 50. Attività materiali | - | - | |
| 60. Attività immateriali | - | - | |
| 70. | Piani a benefici definiti | 833 | (505) |
| 80 | Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione | - | - |
| 90. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto 100. Ricavi o costi di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi |
- - |
- - |
|
| 110. Imposte sul reddito relative alle altre componenti reddituali senza rigiro a conto economico | (438) | 113 | |
| Altre componenti reddituali con rigiro a conto economico | 25.420 | 5.355 | |
| 120. Copertura di investimenti esteri: | - | - | |
| a) variazioni di fair value | - | - | |
| b) rigiro a conto economico | - | - | |
| c) altre variazioni | - | - | |
| 130. Differenze di cambio: | - | - | |
| a) variazioni di valore | - | - | |
| b) rigiro a conto economico | - | - | |
| c) altre variazioni | - | - | |
| 140. Copertura dei flussi finanziari: | 9.320 | (4.456) | |
| a) variazioni di fair value | 9.320 | (4.456) | |
| b) rigiro a conto economico | - | - | |
| c) altre variazioni | - | - | |
| di cui: risultato delle posizioni nette | - | - | |
| 150. Strumenti di copertura (elementi non designati): | - | - | |
| a) variazioni di valore | - | - | |
| b) rigiro a conto economico | - | - | |
| c) altre variazioni | - | - | |
| Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività | |||
| 160. | complessiva: | 35.721 | (49.426) |
| a) variazioni di fair value | 10.252 | (74.021) | |
| b) rigiro a conto economico | 20.331 | 24.383 | |
| - rettifiche per rischio di credito | (636) | (104) | |
| - utili/perdite da realizzo | 20.967 | 24.487 | |
| c) altre variazioni | 5.138 | 212 | |
| 170. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione: | - | - | |
| a) variazioni di fair value | - | - | |
| b) rigiro a conto economico c) altre variazioni |
- - |
- - |
|
| 180. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto: | 399 | 403 | |
| 399 | |||
| a) variazioni di fair value | 403 | ||
| b) rigiro a conto economico | - | - | |
| - rettifiche da deterioramento | - | - | |
| - utili/perdite da realizzo | - | - | |
| c) altre variazioni | - | - | |
| 190. Ricavi o costi di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi: | (7.638) | 61.569 | |
| a) variazioni di fair value | (7.638) | 61.569 | |
| b) rigiro a conto economico | - | - | |
| c) altre variazioni | - | - | |
| 200. Ricavi o costi di natura finanziaria relativi alle cessioni in riassicurazione: | 110 | 31 | |
| a) variazioni di fair value | 110 | 31 | |
| b) rigiro a conto economico | - | - | |
| c) altre variazioni | - | - | |
| 210. Imposte sul reddito relative alle altre componenti reddituali con rigiro a conto economico | (12.492) | (2.766) | |
| 220. Totale altre componenti reddituali | 29.716 | 4.905 | |
| 230. Redditività complessiva (Voce 10 + 220) | 401.468 | 328.660 | |
| 240. Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi | - | 1 | |
| 250. Redditività consolidata complessiva di pertinenza della capogruppo | 401.468 | 328.659 |
Il Gruppo Credem valuta da sempre come elemento fondante la ricerca di una elevata qualità nel governo dei rischi, ritenuta fattore imprescindibile ed obiettivo strategico al fine di:
Gli organismi di governo e le funzioni specialistiche coinvolte nel processo di controllo e gestione dei rischi sono:
COMITATO CONSILIARE RISCHI E SOSTENIBILITA' DI GRUPPO (CCRSG). Il Comitato svolge un ruolo di supporto – che si esplica in una preventiva attività consultiva, istruttoria e nella formulazione di proposte e pareri – al fine di coadiuvare il Consiglio di Amministrazione nelle sue valutazioni e decisioni relative alla gestione dei rischi ed al sistema dei controlli interni, per garantirne l'adeguatezza rispetto alle caratteristiche dell'impresa e del Gruppo in relazione all'evoluzione dell'organizzazione e dell'operatività, nonché al contesto normativo di riferimento. Il Comitato supporta altresì il CA nel presidio dei rischi ambientali, sociali e di governance, e nell'analisi della rendicontazione societaria di sostenibilità e del Codice di Corporate Governance 2020 delle Società quotate, ai fini del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi.
Con particolare riferimento ai compiti in materia di gestione e controllo dei rischi, il Comitato svolge le seguenti funzioni di supporto:
Con particolare riferimento alle tematiche inerenti la Sostenibilità il Comitato supporta il CA, con funzioni consultive e propositive, per garantire una effettiva ed efficace identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio dei principali rischi ambientali, sociali e di governance al fine di contribuire al successo sostenibile in coerenza con le strategie complessive del Gruppo. In particolare:
COMITATO RISK MANAGEMENT DI GRUPPO (CRM), la cui mission è quella di informare il Comitato Esecutivo (CE) del presidio del rischio complessivamente assunto dalle singole società e del suo monitoraggio nell'ambito delle strategie e metodologie definite dalla Capogruppo nel Risk Appetite Framework. Periodicamente il Comitato:
COMITATO RECOVERY MANAGEMENT DI GRUPPO, viene istituito al fine di supportare il CA, con poteri consultivi e decisionali, nella gestione dello stato di recovery regolamentati dal Piano di Risanamento nonché nella gestione dello stato di risoluzione, ove se ne verificassero i presupposti, in linea con quanto previsto dal Piano di Risoluzione. Il Comitato, nell'ambito del Piano, svolge le seguenti principali funzioni nel caso di sforamento delle soglie di recovery:
al verificarsi dello stato di recovery:
coordina la comunicazione interna ed esterna;
Il Comitato viene inoltre informato dal CA nel caso di superamento della soglia di Tolleranza, in quanto definita come soglia di warning per gli indicatori di Recovery e può procedere alla sua convocazione qualora siano presenti importanti segnali di deterioramento.
All'eventuale verificarsi dell'inefficacia delle opzioni di Recovery, analizza e prende atto della strategia di Risoluzione definita dal SRB e:
La funzione di Risk Management, a mezzo del Risk Officer e dei suoi collaboratori, ha lo scopo di:
Il Risk Officer ha la responsabilità del presidio della Compliance normativa relativamente a:
Nell'ambito del processo delle Esternalizzazioni, il Risk Officer in qualità di Senior Staff Member designato, è responsabile della gestione e supervisione dei rischi connessi agli accordi di esternalizzazione nell'ambito del sistema dei controlli interni di Credem e della supervisione della documentazione degli accordi di esternalizzazione e svolge le attività assegnategli coerentemente alla normativa interna di riferimento.
Inoltre viene assegnato al Risk Officer il ruolo di "coordinamento dell'implementazione della Strategia e del Modello di Gestione della Sicurezza delle Informazioni e della Cyber Security di Gruppo tramite le Funzioni di Sicurezza delle Informazioni, in sinergia con il Team Leader di Direzione del Servizio Sistemi Informativi (SINFO) per le attività operative di Sicurezza IT (Information Security Operations)".
In ambito RDARR il Risk Officer ha l'approvazione e la revisione periodica della strategia di Data Governance e del relativo framework e l'approvazione della politica di governo e qualità dei dati e dei principi di gestione dei dati (accuratezza, integrità, completezza e tempestività).
Alla Funzione di Risk Management è richiesta autorevolezza, tenuto conto del ruolo rivestito all'interno dell'organizzazione e del mandato ricevuto, e professionalità, intesa come possesso delle conoscenze tecniche e di adeguata esperienza al ruolo. Alla stessa sono garantite soluzioni organizzative in grado di preservare l'indipendenza dalle unità di business incaricate della assunzione e gestione economica dei rischi, in particolare:
Per inquadrare correttamente le attività svolte si riporta la struttura organizzativa della Funzione di Risk Mangement e la descrizione delle principali aree di attività.
Dal 1° marzo 2023 è in vigore il modello organizzativo "teal oriented" che prevede l'evoluzione da una struttura gerarchica a un sistema fluido, caratterizzato da un modello di leadership distribuito e orizzontale che valorizza il merito, garantisce agilità operativa (anche nella gestione del cambiamento), aumenta l'imprenditorialità.
La riorganizzazione, in continuità con l'assetto attuale, prevede l'applicazione di tali principi al servizio Risk Management adottando un nuovo modello di collaborazione e di comunicazione attraverso:
Per inquadrare correttamente le attività svolte si riporta la struttura organizzativa della Funzione di Risk Mangement e la descrizione delle principali aree di attività:
Risk Officer nelle attività di predisposizione, aggiornamento e gestione del Recovery e Resolution Plan. Coordinare per la Funzione Risk Management le attività richieste da BCE interfacciandosi con ERA.
La responsabilità sul sistema di controllo interno fa capo al Consiglio di Amministrazione, in ottemperanza alla specifica normativa di vigilanza in vigore. Il Consiglio di Amministrazione di Credito Emiliano ha definito le linee di indirizzo dei sistemi di controllo interno, assicurandosi che i principali rischi aziendali siano identificati, gestiti e monitorati in modo adeguato.
Le linee di indirizzo del sistema di controllo interno, costituito dall'insieme di regole, procedure e strutture organizzative volte a consentire, attraverso l'adeguato processo di identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio dei principali rischi, la sana e prudente conduzione dell'impresa, sono definite dal Consiglio di Amministrazione, il quale ne valuta l'adeguatezza rispetto alle caratteristiche dell'impresa, avvalendosi dell'assistenza dell'apposito Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo e delle attività delle funzioni aziendali di controllo.
Il sistema di controllo interno e di gestione dei rischi di Credito Emiliano si sostanzia come segue:
Il Gruppo Credem svolge con frequenza almeno annuale i processi ICAAP-ILAAP. L'obiettivo del processo ICAAP consiste nella valutazione autonoma da parte del Gruppo Credem, a livello consolidato, della propria adeguatezza patrimoniale attuale e prospettica in relazione ai rischi assunti e alle strategie aziendali; mentre l'obiettivo del processo ILAAP è la valutazione dell'adeguatezza del profilo di rischio liquidità e funding e dell'impianto di governo, gestione e monitoraggio del rischio stesso.
In coerenza con i processi sopra descritti e gli obiettivi di business identificati nel processo di pianificazione, il CA della Capogruppo valuta tutte le tipologie di rischio a livello consolidato e ne approva l'assunzione in maniera articolata su Società individuate come rilevanti per l'apporto al rischio di Gruppo, attraverso un articolato processo di Risk Appetite Framework.
Il processo RAF considera la possibilità che il profilo di rischio atteso possa subire sensibili variazioni in presenza di andamenti avversi di mercato e pertanto prevede delle soglie di tolleranza al Risk Appetite (Risk Tolerance), che rappresentano la variazione massima che Credem intende accettare in scenari di stress.
Il Comitato Risk Management inoltre rendiconta gli indicatori di II livello, ossia quegli indicatori di tipo operativo per i quali non è previsto in ambito RAF la definizione di appetite e tolerance, ma volti a irrobustire le attività di presidio e controllo. Le metodologie di calcolo relative a ciascun indicatore sono riportate nel manuale "Indicatori di Rischio", la cui responsabilità di diffusione e aggiornamento è in carico alla funzione Risk Management.
Il Consiglio di Amministrazione, avvalendosi del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo, nel corso dell'esercizio ha valutato il funzionamento del sistema di controllo interno giudicandolo complessivamente adeguato, efficace ed effettivamente attuato rispetto alle caratteristiche della Banca e del Gruppo. Tale giudizio tiene conto del piano per l'implementazione dei punti di miglioramento individuati in esito alle verifiche svolte dalle Funzioni di Controllo.
Il Responsabile del Servizio Audit, in qualità di Responsabile della Funzione di Revisione Interna, è stato nominato dal Consiglio di Amministrazione, su proposta del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo supportato dal Comitato Nomine, e previo parere favorevole e del Collegio Sindacale.
Il Consiglio, sentito il parere del Comitato Remunerazioni di Gruppo ai sensi delle disposizioni Banca D'Italia in materia, approva la politica di remunerazione a favore dei Responsabili di tutte le funzioni di controllo. Le politiche di incentivazione sono elaborate in modo coerente con i compiti assegnati, avendo cura di evitare situazioni in conflitto rispetto alle aree aziendali soggette al loro controllo.
Il Gruppo Credem ha previsto specifiche modalità di coordinamento tra i vari soggetti coinvolti nel sistema di controllo interno e gestione dei rischi. Il coordinamento viene garantito con le seguenti modalità:
Il monitoraggio delle criticità e degli interventi a presidio avviene su base trimestrale tramite un Tableau de Board Unico per tutte le FAC sottoposto al Comitato Rischi e Sostenibilità di Gruppo e inviato all'Organo di Vigilanza.
Al fine di mantenere una elevata attenzione alle tematiche di controllo dei rischi connessi all'attività bancaria, il Gruppo Credem ha predisposto da alcuni anni un'attività formativa a tutti i livelli della struttura, compresi gli Organi Collegiali.
Al Servizio Entrepreise Risk Management (ERISK) sono stati affidati l'identificazione, valutazione, misurazione e monitoraggio dei rischi climatici e ambientali (C&E), sociali e di governance.
Tali fattori, in linea con quanto previsto dalle aspettative di vigilanza, sono stati integrati nelle principali categorie di rischio preesistenti coerentemente con quanto riportato nella mappa dei rischi e con quanto svolto per l'analisi di rilevanza utilizzata dalla funzione Enterprise Risk Management e alla base dei principali processi di gestione dei rischi (RAF, ICAAP, ILAAP, RRP, ecc.):
ERISK coordina altresì le attività di misurazione e monitoraggio relative ai fattori di rischio C&E sui rischi principali, adottando metodologie in linea con le pratiche suggerite dal Regulator e con le best practices osservate sul mercato.
Inoltre supporta le valutazioni relative alla strategia di decarbonizzazione (tramite l'utilizzo di scenari climatici) e contribuisce ai principali framework di disclosure, incluse quelle legate a tematiche di Sostenibilità/ ESG.
Il Risk Officer ha inoltre la responsabilità del presidio della Compliance normativa relativamente alle aspettative di Vigilanza sui rischi Climate and Environmental.
La funzione ERISK ha integrato i rischi ESG nel proprio framework di gestione del rischio complessivo, al fine di monitorarli, mitigarli e comunicarli in modo trasparente in coerenza con le proprie strategie, politiche e limiti di gestione del rischio. In particolare, ha svolto una serie di attività:
Relativamente all'analisi di rilevanza, la materialità dei fattori ESG è stata valutata per tutte le categorie di rischio, su differenti orizzonti temporali:
Al fine di cogliere pienamente l'impatto dei rischi climatici e ambientali sulle principali categorie di rischio esistenti, è stata valutata l'integrazione di questi ultimi, tramite approcci quantitativi o qualitativi:
La funzione ERISK ha monitorato trimestralmente gli indicatori relativi ai rischi climatici e ambientali di transizione e fisici sul rischio di credito e di mercato, nell'ambito del suo Risk Appetite Framework (indicatori di primo livello e di secondo livello). Per gli indicatori di I livello ha definito, all'interno del Regolamento Recovery Planning e Risk Appetite Framework, le procedure di escalation in caso di superamento delle soglie di Risk Appetite e Risk Tolerance. Relativamente allo stress test framework la funzione ERISK ha:
Per quanto riguarda i processi di rischio operativo e reputazionale, la funzione ERISK ha aggiornato i relativi framework (ad esempio, LDC, RSA, RepRisk Questionnaire) al fine di catturare anche i fattori di rischio C&E (ad esempio, il catalogo dei rischi RSA è stato integrato con le domande ESG, sono state definite le linee guida di classificazione per gli eventi di perdita operativa legati ai fattori ESG che ne permetteranno la rilevazione, nel questionario dei rischi reputazionali sono state aggiunte domande relative alle tematiche ESG...), consentendo così di prendere in considerazione questi fattori e il loro potenziale impatto nell'ambito delle fasi di monitoraggio e controllo e di mitigazione del processo complessivo di gestione del rischio operativo e reputazionale.
Al fine di quantificare il potenziale impatto finanziario dei rischi fisici e di transizione sul portafoglio di proprietà (Banking Book e Trading Book), è stata introdotta la metrica Climate VaR.
I pareri relativi alle Operazioni Maggior Rilievo sui prodotti di credito green/sostenibili e sulle offerte commerciali dedicate, che la Banca ha sviluppato, sono stati integrati dalla funzione ERISK evidenziando come le caratteristiche di tali prodotti siano idonee a mitigare i fattori di rischio ESG. Relativamente al processo di gestione delle esternalizzazioni, il Gruppo ha introdotto la valutazione dei rischi ESG nella fase di onboarding di un fornitore e nella fase di valutazione del rischio fornitore-fornitura.
| Portafogli/qualità | Sofferenze | Inadempienze probabili |
Esposizioni deteriorate scadute |
scadute non Esposizioni deteriorate |
Altre esposizioni non deteriorate |
Totale |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 38.588 | 191.649 | 25.358 | 287.298 | 45.141.718 45.684.611 | |
| 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
- | - | - | - | 8.675.041 | 8.675.041 |
| 3. Attività finanziarie designate al fair value | - | - | - | - | - | - |
| 4. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value |
- | - | - | - | 708.363 | 708.363 |
| 5. Attività finanziarie in corso di dismissione | - | - | - | - | - | - |
| Totale 30/06/2025 | 38.588 | 191.649 | 25.358 | 287.298 54.525.122 55.068.015 | ||
| Totale 31/12/2024 | 47.346 | 196.512 | 23.602 | 333.758 54.771.955 55.373.173 |
| Deteriorate | Non deteriorate | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Portafogli/qualità | Esposizione lorda |
Rettifiche di valore complessive |
Esposizione netta |
Write-off* parziali complessivi |
Esposizione lorda |
Rettifiche di valore complessive |
Esposizione netta |
Totale (esposizione netta) |
| 1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato |
605.183 | 349.588 | 255.595 | 19.385 | 45.516.168 | 87.148 45.429.020 | 45.684.615 | |
| 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
- | - | - | - | 8.680.498 | 5.457 | 8.675.041 | 8.675.041 |
| 3. Attività finanziarie designate al fair value |
- | - | - | - | X | X | - | - |
| 4. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value |
- | - | - | - | X | X | 708.363 | 708.363 |
| 5. Attività finanziarie in corso di dismissione |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| Totale 30/06/2025 | 605.183 | 349.588 | 255.595 | 19.385 | 54.196.666 | 92.605 | 54.812.424 | 55.068.019 |
| Totale 31/12/2024 | 668.644 | 401.187 | 267.457 | 16.227 | 54.551.606 | 95.294 | 55.105.718 | 55.373.175 |
Un'entità strutturata è un'entità configurata in modo tale che i diritti di voto o diritti similari non sono ritenuti rilevanti per stabilire il controllo, come nel caso in cui i diritti di voto facciano soltanto riferimento ad attività amministrative e le attività rilevanti siano condotte attraverso accordi contrattuali.
Per i veicoli a destinazione specifica e fondi di investimento, il controllo è ritenuto esistere laddove il Gruppo dispone dei diritti contrattuali per gestire le attività rilevanti dell'entità e risulta esposto ai rendimenti variabili delle stesse.
Non sono presenti nel Gruppo entità strutturate consolidate.
Non sono presenti nel Gruppo entità strutturate non consolidate.
In questa sezione sono fornite le informazioni riferite alle imprese incluse nel consolidato prudenziale (società appartenenti al Gruppo bancario).
Secondo le disposizioni del principio contabile IFRS 9 le perdite attese sui crediti devono essere determinate valutando una gamma di possibili scenari adeguatamente ponderati in modo da riflettere un importo obiettivo in relazione alle loro differenti probabilità di realizzo.
A tal fine il modello di Impairment considera tre scenari macroeconomici futuri: uno centrale coerente con i processi di pianificazione, ICAAP e RAF e due ulteriori scenari a corollario, volti a rappresentare un range di variabilità tra gli ipotetici scenari plausibili:
Tali scenari sono selezionati tra quelli forniti periodicamente da un fornitore esterno e sono approvati dal Consiglio di Amministrazione. Ciascuno è corredato dalla relativa probabilità di accadimento, e fornisce le proiezioni future dei principali indicatori macroeconomici su un orizzonte di tre anni, con frequenza di osservazione trimestrale.
Si riporta di seguito l'indicazione degli scenari macroeconomici previsti per il calcolo standard delle perdite attese ponderate, corredati dai pesi definiti in coerenza con la relativa probabilità di accadimento:
| Scenario IFRS 9 | Descrizione dello scenario | Peso da policy Standard |
|---|---|---|
| "Good" | : scenario con probabilità Stronger Near-Term Recovery Scenario ("S1") del 10% che si realizzi uno scenario migliore e del 90% che se ne realizzi uno peggiore |
10% |
| "Baseline" | : scenario con probabilità del 50% che si realizzi uno Baseline Scenario scenario migliore e del 50% che se ne realizzi uno peggiore |
80% |
| "Bad" | : scenario con probabilità del 90% che si Deep Recession Scenario ("S3") realizzi uno scenario migliore e del 10% che se ne realizzi uno peggiore |
10% |
Ai fini della definizione degli scenari macro-economici, il PIL è la variabile "anchor point", il cui andamento è considerato come indicatore rappresentativo del quadro economico generale. Sulla base dell'andamento del PIL è definito l'andamento delle altre variabili macroeconomiche di rilievo. A ciascuno scenario macro-economico, in condizioni standard, è quindi associata una probabilità di accadimento sulla base del loro percentile di riferimento nella distribuzione delle variazioni del PIL sugli scenari generati.
L'effetto degli Scenari viene poi tradotto nel modello di Impairment tramite l'utilizzo di appositi modelli Satellite che individuano le variabili più significative per esprimere la correlazione tra il ciclo economico e i dati interni, tenendo in considerazione anche effetti in termini di scostamento temporale (adozione di variabili ritardate rispetto ai valori consuntivi – valutando vari lag temporali – al fine di cogliere correttamente le dinamiche dei processi economici solitamente caratterizzati da forte inerzia e dinamiche di adeguamento ritardate nel tempo).
Questi ultimi sono utilizzati per il calcolo della componente forward looking di tutti i parametri che intervengono nel calcolo dell'ECL: PD, LGD e EAD/PrePayment.
Inoltre, per riflettere le implicazioni future legate alla situazione climatica, sono considerati tre scenari climatici, scelti tra quelli forniti dal Network for Greening the Financial System (NGFS), al fine di considerare diverse traiettorie di de-carbonizzazione valutandone gli effetti sul rischio di credito del Gruppo. In particolare si considerano gli effetti di una transizione ordinata (scenario "Net Zero"), una transizione disordinata (scenario "Delayed Transition") ed uno scenario di politiche attuali ("NDC"), fornendo così un quadro completo dei possibili percorsi futuri e dei relativi rischi.
Per maggiori dettagli sugli scenari e relative ponderazioni effettivamente applicati al 30 giugno 2025 si rimanda a quanto descritto nei successivi paragrafi "Metodi di misurazione delle perdite attese" e "Misurazione delle perdite attese - Definizione dello scenario".
Considerazioni ulteriori possono essere effettuate per le esposizioni classificate nello "Stage 3". Per quel che attiene più specificatamente ai crediti deteriorati, si segnala che, pur in presenza di una sostanziale equiparazione della definizione di credito deteriorato (credit-impaired financial asset) presente nell'IFRS 9 rispetto al principio contabile che è andato a sostituire (lo IAS39), le modalità di calcolo dell'ECL lifetime hanno comportato riflessi metodologici anche ai fini delle valutazioni da svolgere in tale comparto, principalmente in relazione:
Tenendo in considerazione quanto sopra e in coerenza con gli indirizzi e gli obiettivi relativi al portafoglio NPL, le svalutazioni sui crediti deteriorati vengono applicate attraverso due diverse metodologie:
Si specifica che per quanto riguarda crediti bancari e/o erogati con operazioni di factoring classificati a sofferenza e ad inadempienza probabile con esposizione minore o uguale di Euro 25.000 viene applicata una percentuale di svalutazione minima forfettaria pari rispettivamente al 95% (sofferenze) e al 70% (inadempienze probabili).
Il Gruppo Credem considera storicamente l'elevata qualità del credito come un elemento fondante della propria stabilità patrimoniale ed un fattore strategico nel processo di creazione del valore. I principi fondamentali su cui si basa l'erogazione del credito sono i seguenti:
Con riguardo ai rischi climatici, nell'ambito del percorso di progressivo allineamento alle aspettative della Banca Centrale Europea (BCE) in materia di inclusione delle tematiche ESG nel Framework di Risk Management, il Gruppo ha concluso un progetto specifico: tale iniziativa ha condotto all'introduzione dei principali fattori di rischio climatici e ambientali nei modelli contabili IFRS 9. In particolare, sono state definite le metodologie per gestire i seguenti fattori di rischio climatico:
un'economia più sostenibile, con conseguente deterioramento del loro merito creditizio. Tale effetto è gestito tramite la stima dell'aumento della probabilità di default per le Imprese, in relazione al settore in cui queste operano (considerando che le attività più emissive subiranno maggiormente i costi legati al processo di transizione). In aggiunta, influenzando il merito creditizio, tale componente di rischio può influire sulla necessità di classificare in stage 2 le Imprese maggiormente più esposte agli effetti del processo di transizione. Per rilevare tale correlazione, è stata affinata la logica di misurazione del SICR, con l'introduzione di una variante specifica per le Imprese considerate ad alto rischio di transizione (i.e. concentrate sulle attività a maggiore intensità di carbonio e principali obiettivi delle strategie di decarbonizzazione).
Entrambe le componenti descritte comportano un aumento delle rettifiche di valore calcolate in conformità ai principi contabili IFRS 9 e sono quantificate considerando diversi scenari climatici (differenziati per tempistiche e grado di intensità delle politiche climatiche attivate nel contesto europeo) ad integrazione degli scenari macro-economici già presi a riferimento nel Framework IFRS9 del Gruppo.
Si precisa, che nell'ambito dei processi ICAAP / RAF sono stati valutati, in termini di rilevanza (analisi di materialità), anche i seguenti fattori di rischio climatico:
Tali driver di rischio sono ritenuti non rilevanti ai fini dell'inclusione nel Framework IFRS9, a seguito degli esiti delle analisi di materialità condotte, che ne hanno evidenziato gli effetti contenuti e pertanto trascurabili sulle perdite attese.
Al termine delle attività progettuali, il Framework IFRS 9 integrato con la gestione delle menzionate componenti climatiche è entrato in vigore a partire dal 30 giugno 2025. Contestualmente all'integrazione degli effetti climatici nei modelli contabili, viene rimossa la copertura aggiuntiva, applicata a partire da giugno 2024, quale loro anticipazione.
Per maggiori dettagli sui relativi impatti si rimanda alle note illustrative – Parte A – Sezione 5.
Il Servizio Crediti di Credito Emiliano è organizzato secondo tre aree di responsabilità:
Le linee guida di Credit Strategy vengono approvate dallo specifico Comitato Credit Strategy di Gruppo e deliberate dal Consiglio di Amministrazione. Relativamente al perimetro NPL, il Comitato Crediti Non Performing di Gruppo, si occupa di definire specifiche azioni di indirizzo strategico e di monitoraggio, anche relativamente all'andamento degli indicatori SREP di competenza.
Nella gestione del rischio di credito concorrono inoltre, per le rispettive aree di competenza, processi di responsabilità del Servizio di Gruppo Erisk:
Il Risk Appetite Framework, in cui sono definiti tolerance e appetite per gli indicatori relativi al rischio di credito sia in termini di performing loan che di non performing loan;
Gestione Sistema interno di rating, per la responsabilità del Sistema di rating Corporate e Retail, per l'attribuzione del rating alle singole controparti, per la calibrazione dei parametri e per la relativa convalida.
Le disposizioni introdotte dalla normativa di riferimento per l'adozione dei modelli interni ed i successivi aggiornamenti sono stati sistematicamente accolti da Credito Emiliano S.p.A. come un'opportunità per migliorare la gestione del rischio e per incrementare il valore generato per gli azionisti, grazie alla storica qualità dell'attivo creditizio nonché all'ampia e consolidata diffusione degli strumenti di rating utilizzati nell'attività di valutazione, erogazione, monitoraggio e prezzatura del credito.
L'attività di valutazione ed erogazione del credito è differenziata a seconda della tipologia di clientela. Più precisamente, per il segmento corporate è in uso un sistema "esperto" che guida la formulazione della proposta di affidamento ed è alla base del sistema di rating. Tale metodologia si basa su logiche di analisi delle componenti economico-patrimoniali di bilancio integrate dalla valutazione dei flussi di cassa, dati di centrale rischi, nonché da valutazioni qualitative sul posizionamento competitivo, sui rischi di business e sull'appartenenza al gruppo.
Per il segmento small business, nell'ambito della stessa metodologia generale di valutazione, sono state applicate delle differenziazioni per dare maggior peso alle informazioni di tipo andamentale e di centrale dei rischi, che forniscono un contributo importante alla capacità predittiva del default. Per il segmento delle microattività e dei privati consumatori è stato sviluppato un sistema di rating specificamente calibrato su questa tipologia di clientela a supporto dei processi di approvazione delle operazioni.
Inoltre, per tutta la clientela Banca è attivo un modello interno di Loss Given Default (LGD) che valuta la potenziale perdita dato il default della controparte, tenendo in considerazione la tipologia di controparte, l'ammontare dell'esposizione, la tipologia di forma tecnica e le eventuali garanzie a sostegno della posizione.
Tutti i sistemi sono direttamente integrati nella proposta di affidamento; la Pratica Elettronica di Fido è operativa per tutti i gestori privati e aziende. La piattaforma garantisce un elevato data quality ed efficienza nei processi di istruttoria e delibera di affidamenti e rating.
Un pilastro fondamentale di governance del credito è costituito inoltre dall'assegnazione "ad personam" delle autonomie delegate, previa valutazione sul singolo deliberante di elementi fondamentali quali le competenze, i risultati conseguiti nella gestione ed erogazione del credito e l'attività formativa fruita.
I poteri di delega si basano, attualmente per la sola Credembanca, sull'indicatore "Accordato Ponderato", che applicando dei pesi alle singole componenti della posizione affidata ne sintetizza la rischiosità in rapporto alle policy ed alle serie storiche dei default.
Negli ultimi anni, l'implementazione di investimenti tecnologici e l'adozione di Advanced Analytics hanno notevolmente potenziato i meccanismi "automatici" per il monitoraggio e l'origination, con particolare attenzione all'evoluzione dell'Openbanking. In questo contesto, l'Indicatore di Monitoraggio Andamentale (IMA), un Modello di Early Warning, gioca un ruolo centrale nella previsione di comportamenti creditizi anomali prima che si manifestino, contribuendo anche al calcolo del Massimo Accordato Concedibile (MAC), il quale rappresenta il massimo livello di affidamento attribuibile automaticamente a una controparte.
L'efficacia di questi strumenti si traduce in una maggiore industrializzazione del processo di concessione del credito, facilitando la realizzazione di campagne automatiche. Da evidenziare è la capacità di questi indicatori di considerare, in diverse fasi storiche, il contesto economico circostante, come evidenziato durante periodi di crisi e contesti geopolitici (ad esempio, conflitti bellici). Queste valutazioni forward-looking consentono di contestualizzare e graduare le azioni commerciali in modo dinamico.
Inoltre, l'adozione di metodologie di Early Warning sta progressivamente permettendo di superare il tradizionale concetto di scadenze di revisioni periodiche, orientandosi verso logiche di revisione di merito richieste ad evento, ovvero in risposta a motivi specifici di rischio di credito atteso che emergono nel corso dell'attività.
A supporto delle attività di presidio del rischio di credito, all'ormai consolidato sistema di early warning (sviluppato negli anni per prevenire il degrado delle posizioni operando in ottica predittiva), è affiancata un'attività di presidio rafforzato che ha riguardato tutto il portafoglio creditizio, individuando i clienti potenzialmente maggiormente impattatidal costo dell'energia, dal costo delle materie prime e dalla contrazione dell'offerta di materie prime e sulla base dei settori identificati come più vulnerabili (fra i primi l'industria cartaria, la produzione di piastrelle in ceramica, il settore della metallurgia, l'automotive ed infine i settori del legno/agroalimentare). A partire dall'anno 2020 Credem ha eseguito un assessment con riferimento al documento EBA relativo alle guidelines on loan origination and monitoring con l'obiettivo di individuare gli impatti che la regolamentazione avrebbe determinato su governance, strategie creditizie, processi del credito e sistemi IT. Nel corso del 2025 sono stati realizzati ulteriori interventi organizzativi e di governo atti ad addivenire ad una piena aderenza alle indicazioni normative delle linee guida EBA. La funzione di definizione e di controllo dei limiti di affidamento si avvale del supporto di uno specifico Comitato Crediti di Gruppo che fissa, tra gli altri, il Credit Limit principale su cui si basa la Policy che è la Soglia di Massima Esposizione (SME), cioè l'ammontare massimo di rischio di credito che il Gruppo intende assumere verso una controparte (o gruppo di soggetti collegati) incluse le esposizioni derivanti dai titoli. La definizione di tale soglia prende a riferimento il Capitale Ammissibile di Gruppo ed i limiti di Vigilanza. Il Comitato è responsabile inoltre di rendicontare le posizioni che, a seguito di specifiche decisioni, superano le soglie definite. Il superamento delle "Soglie di Massima Esposizione" si configura come "Operazione di Maggior Rilievo" ai sensi del 15° aggiornamento del 2 luglio 2013 della Circolare n. 263 del 27 dicembre 2006.
Il Gruppo Credem ha individuato come presupposto per la gestione dei rischi in ottica consolidata l'individuazione di organismi di governo:
Sono inoltre state costituite Funzioni specialistiche all'interno della Capogruppo ed in particolare:
La Funzione di Risk Management è composta oltre che dal Team Leader di Direzione della Funzione Risk Management (c.d. Risk Officer), individuato nel responsabile del Servizio ERISK, da:
A livello di portafoglio, le analisi periodiche e il monitoraggio sono svolte dalla funzione Risk Management.
Il Comitato Rischi svolge un ruolo di supporto – che si esplica in una preventiva attività consultiva, istruttoria e nella formulazione di proposte e pareri – al fine di coadiuvare il Consiglio di Amministrazione nelle sue valutazioni e decisioni relative alla gestione dei rischi ed in generale al sistema dei controlli interni, per garantirne l'adeguatezza rispetto alle caratteristiche dell'impresa in relazione all'evoluzione dell'organizzazione e dell'operatività, nonché al contesto normativo di riferimento.
In particolare, la funzione di Risk Management consente al Consiglio di Amministrazione, con il supporto del Comitato Rischi ed al CA delle Società (per la parte di competenza) di poter svolgere un'adeguata attività valutativa volta a deliberare:
i criteri per individuare le Operazioni di Maggior Rilievo (OMR) e approvare la rendicontazione annuale relativa;
le metodologie di misurazione e controllo dei rischi utilizzate anche ai fini del calcolo del capitale interno e il perimetro dei rischi rilevanti, nell'ambito dei processi RAF, ICAAP e ILAAP.
Il 2 ottobre 2015 la Banca d'Italia ha autorizzato il Gruppo Credem ad utilizzare dal 30 settembre 2015 il metodo IRB Advanced (parametri PD, LGD, EAD) per la quantificazione del requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito dei clienti rientranti nella funzione regolamentare Corporate e Retail di Credito Emiliano e Credemleasing. Relativamente ai modelli interni, la funzione di Risk management consente al CA, con il supporto del Comitato Rischi ed al CA delle Società (per la parte di competenza) di poter svolgere un'adeguata attività valutativa volta a deliberare:
Nello specifico, con riferimento al Rischio di credito per le attività richieste dalla disciplina prudenziale, la Funzione Risk Management per il tramite del team Rischi di Credito:
Inoltre il team Validazione:
Il principio contabile IFRS 9 prevede criteri di misurazione delle perdite attese che sono articolati su tre livelli crescenti di deterioramento creditizio. Gli strumenti finanziari sono raggruppati in tre Stage (categorie o bucket), sulla base del rischio di credito e dell'incremento del rischio di credito tra la rilevazione iniziale e la data di riferimento del bilancio. Nel dettaglio:
Stage 1: strumenti finanziari performing che non hanno subito un significativo incremento della loro rischiosità in seguito alla rilevazione iniziale, o che risultano avere una bassa rischiosità alla data di misurazione (perimetro low credit risk). In tal caso è definita una rettifica di valore pari alla perdita attesa entro i successivi 12 mesi della vita residua dello strumento.
Stage 2: strumenti finanziari performing che hanno subito un significativo incremento della loro rischiosità in seguito alla rilevazione iniziale e che non risultano avere una bassa rischiosità alla data di misurazione. In tal caso è definita una rettifica di valore pari alla perdita attesa nell'arco dell'intera vita residua dello strumento (perdita attesa sulla vita residua – lifetime expected losses).
Il Gruppo identifica la presenza di un significativo incremento del rischio di credito (SICR) nella rilevazione di un deterioramento di almeno 2 classi nel rating della controparte dal momento della rilevazione iniziale. Se la controparte è un Impresa operante in settori ad elevata intensità carbonica, per fattorizzare nella misurazione del SICR gli effetti prospettici dei rischi climatici, la soglia di rilevazione del SICR è modificata a un deterioramento di almeno 1 classe di rating. Nel contempo le classi di rating assimilabili alla categoria "investment-grade" sono considerate profili di bassa rischiosità; le esposizioni che, alla data di misurazione, rientrano in tali categorie sono classificate dall'applicativo interno di riferimento in Stage 1, senza necessità di verificare l'eventuale deterioramento del merito creditizio intervenuto a seguito della rilevazione iniziale (c.d. low credit risk exemption).
Inoltre l'inserimento del rapporto nella lista dei clienti sotto osservazione perché valutati come a maggior rischio di deterioramento (cd. Watchlist), la presenza di misure di forbearance o di scaduto continuativo di oltre 30 giorni sono considerati segnali oggettivi di deterioramento del merito creditizio: pertanto gli strumenti finanziari che presentano tali evidenze sono classificati direttamente in Stage 2 senza valutare la contestuale presenza o meno di un significativo incremento del rischio di credito né tanto meno l'aderenza ad un profilo ritenuto a bassa rischiosità.
Per l'identificazione dei crediti deteriorati, e la loro allocazione nel bucket di rischio Stage 3, il Gruppo Credem fa riferimento alla definizione interna di credito deteriorato disciplinata nel regolamento "Policy di gruppo Crediti". Tale regolamento specifica che sono considerate "default" le categorie di crediti deteriorati in conformità a quanto previsto in materia dalle disposizioni di Vigilanza della Banca d'Italia (Circolare n. 272 30 luglio 2008 "Matrice dei conti", Sez. B Cap. II, "Qualità del credito", 16° aggiornamento del 2 novembre 2022) dove sono elencati i criteri e le caratteristiche richiesti per ogni categoria. La definizione di default comprende le seguenti categorie, che rappresentano stati di "default" di severità crescente:
Per gli strumenti finanziari allocati in Stage 3, le rettifiche di valore sono definite su base "esperta" in relazione alle evidenze dell'attività di gestione e recupero dei crediti deteriorati: per ciascun credito anomalo/deteriorato, è identificata una percentuale di copertura idonea a rappresentare le perdite attese nella vita residua del credito, in relazione all'analisi di caratteristiche rilevanti quali: tipologia di prodotto creditizio, ammontare dell'esposizione creditizia, anzianità dello stato di deterioramento, presenza o meno di garanzia a supporto (tipologia di garanzia e livello di copertura "loan to value").
In particolare, il Gruppo ritiene che un periodo prolungato in stato di non performing loan (NPL) aumenti la perdita attesa e possa influire sul valore delle garanzie. La data di ingresso a default ininterrotto è quindi identificata come indicatore chiave del deterioramento del credito.
Sugli strumenti finanziari allocati in Stage 1 e 2, la determinazione delle perdite attese avviene per categorie di crediti omogenee in termini di rischio di credito. In particolare, a ciascuna attività con caratteristiche simili in termini di rischio di credito, sono associate:
In generale, i parametri di rischio adottati dal Gruppo per determinare le rettifiche di valore sono basati sulle medesime ipotesi e tecniche di stima dei modelli interni, nella versione più recente condivisa (o comunque in corso di condivisione) con l'autorità di vigilanza, per la quantificazione del requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito con metodologia IRB Advanced (parametri PD, LGD, EAD). A differenza di questi ultimi che sono definiti tramite un approccio di media lungo il ciclo ("truogh-the-cycle") e di inclusione di condizioni macroeconomiche sfavorevoli (fase recessiva di "downturn"), i parametri adottati per la determinazione delle rettifiche di valore ai sensi dell'IFRS 9 sono fondati su una logica puntuale (c.d. "point in time") e previsionale ("forwardlooking"), in modo da essere idonei a rappresentare la congiuntura macroeconomica presente e prevista nel breve-medio termine, nonché gli effetti climatici. Pertanto essi sono stimati prendendo in considerazione sia i dati storici, laddove siano state identificate tendenze e correlazioni con il rischio di credito, sia indicatori previsionali di eventi attesi nonché previsioni sull'andamento del ciclo macroeconomico e cambiamento climatico.
Le rettifiche di valore sono quindi determinate valutando una gamma di possibili risultati in modo da riflettere un importo obiettivo ponderato in relazione alle rispettive probabilità di realizzo. In particolare, per riflettere le implicazioni legate alla situazione climatica e valutare diverse traiettorie di de-carbonizzazione, sono considerati tre scenari, tra quelli forniti dall'NGFS2 : uno scenario "Hot House World" (privo di politiche climatiche efficaci), uno scenario di transizione ordinata ed uno di transizione disordinata. L'analisi degli effetti previsti su ciascuno scenario
2 Il Network for Greening the Financial System (NGFS) è una rete di banche centrali e autorità di vigilanza che contribuisce allo sviluppo della gestione dei rischi ambientali e climatici nel settore finanziario. Gli scenari climatici elaborati dal NGFS sono progettati per fornire un quadro comune e coerente per l'identificazione delle vulnerabilità del sistema finanziario ai rischi climatici.
consente la calibrazione di un effetto climatico sintetico, adottato per condizionare al cambiamento climatico i parametri di rischio adottati per il calcolo delle perdite attese su ciascuno scenario macro-economico. In relazione alle previsioni finanziarie e macro-economiche, il Gruppo considera tre scenari di severità crescente e ne proietta l'andamento sui parametri di rischio adottati per la misurazione delle perdite attese, in modo che essi riflettano le condizioni macroeconomiche attese da tali scenari. Le tecniche di condizionamento al ciclo macroeconomico ricalcano le logiche adottate dal Gruppo per la conduzione degli esercizi di stress testing indetti dagli organi europei di supervisione:
A partire da giugno 2025, l'impianto dei modelli contabili è stato ulteriormente evoluto per includere gli effetti delle principali componenti climatiche nel calcolo delle rettifiche di valore IFRS9.
In generale, i criteri dettagliati seguiti per la determinazione delle rettifiche di valore su ciascuno Stage, nonché le logiche di gestione delle componenti climatiche, sono disciplinati nelle policy interne "Policy Svalutazione Crediti" e "Linee Guida e criteri di svalutazione titoli" nell'ultimo aggiornamento rilasciato nel 2025, che è stato sottoposto anche all'approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione.
L'approccio adottato si basa su un principio di classificazione di tipo analitico, ovvero basato sull'analisi delle singole posizioni. I driver di stagingimpiegati sono:
Gli scenari macro-economici sono forniti da un provider esterno; vengono individuati tre Scenari: Baseline (come indicato dal fornitore), Bad e Good (rispettivamente individuati come gli Scenari S3 e S1 del medesimo fornitore). Per tali diversi scenari, sono fornite inoltre le relative probabilità di accadimento, che vengono utilizzate per ponderare le diverse stime di ECL derivanti e pervenire alla stima complessiva.
A seguito dell'emergenza sanitaria legata alla pandemia Covid-19 e del conflitto tra Russia e Ucraina gli Istituti sono stati chiamati a istituire meccanismi di monitoraggio degli Scenari sottostanti ai modelli e della relativa sensitivity in contesti di forte volatilità.
In tale contesto, il Gruppo ha confermato l'utilizzo del provider già in uso valutando tuttavia tempo per tempo la ponderazione da attribuire ai tre scenari macroeconomici disponibili. A partire da settembre 2023 è stato deciso di ricalibrare la ponderazione degli scenari, definendo di mantenere una ponderazione alternativa più severa rispetto a quella standard, considerando comunque un contesto macroeconomico progressivamente meno volatile rispetto agli ultimi anni e un graduale ritorno ai pesi standard: 10% good, 30% bad, 60% baseline (la ponderazione standard da policy prevede i seguenti pesi: 10% good, 10% bad, 80% baseline). Tale impostazione è stata mantenuta anche nel corso del 2025.
Si riportano di seguito gli andamenti attesi delle variabili PIL ITA e Inflazione Europea relativi alle ultime deliveries del provider, incluse quelle di dicembre 2023, impiegate per l'aggiornamento dei modelli in uso da giugno 2024 e ancora in vigore a giugno 2025.


Come è possibile osservare dai grafici riportati, la crisi legata alla pandemia COVID e lo scoppio della Crisi RU/UA hanno comportato un periodo di forte volatilità che va riducendosi nell'ultimo periodo e che si riflette nel progressivo allineamento delle previsioni delle deliveries riportate nel grafico. Inoltre, nonostante le tensioni, gli scenari sembrano confermare previsioni di crescita (seppur modesta) e, dato l'aggiornamento avvenuto nel 2023 dei modelli satellite ad una serie storica comprensiva anche del 2022, da Giugno 2024, si è optato per una rimodulazione dei pesi più vicina a quella ordinaria.
| Scenario IFRS 9 |
Descrizione dello scenario macro-economico | Peso Standard previsto dalla policy |
Peso applicato al 30/06/2025 |
|---|---|---|---|
| "Good" | : scenario con Stronger Near-Term Recovery Scenario ("S1") probabilità del 10% che si realizzi uno scenario migliore e del 90% che se ne realizzi uno peggiore |
10% | 10% |
| "Baseline" | : scenario con probabilità del 50% che si Baseline Scenario realizzi uno scenario migliore e del 50% che se ne realizzi uno peggiore |
80% | 60% |
| "Bad" | : scenario con probabilità del Deep Recession Scenario ("S3") 90% che si realizzi uno scenario migliore e del 10% che se ne realizzi uno peggiore |
10% | 30% |
Inoltre, per riflettere le implicazioni future legate alla situazione climatica, sono considerati tre scenari climatici, scelti tra quelli forniti dal "Network for Greening the Financial System" (NGFS), al fine di considerare diverse traiettorie di de-carbonizzazione valutandone gli effetti sul rischio di credito del Gruppo. In particolare vengono selezionati tre scenari climatici:
Questa selezione permette di confrontare: una transizione ordinata (Net Zero), una transizione disordinata (Delayed Transition) ed uno scenario "Hot House World" riflesso delle attuali politiche (NDC), fornendo così un quadro completo dei possibili percorsi futuri e dei relativi rischi. Agli scenari climatici non viene assegnata una probabilità di realizzazione da NGFS. Dunque, ai fini della ponderazione dei risultati, vengono equi ponderati, non essendo disponibili elementi qualificanti atti a guidare scelte differenti.
Si riportano di seguito le informazioni relative ai valori medi dei principali indicatori macroeconomici e finanziari utilizzati negli scenari di dicembre 2023, relativamente al triennio 2024- 2026
| economici e finanziari utilizzati negli scenari di dicembre 2023, relativamente al triennio 2024- 2026 |
|||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Consuntivo | dic-24 | dic-25 | dic-26 | ||||||||||
| Macrovariabile | dic-23 | Bad | Baseline | Good | Bad | Baseline | Good | Bad | Baseline | Good | |||
| PIL ITA | 1781 | -1,47% | 1787 | 4,00% | -1,86% | 1798 | 6,33% | -1,64% | 1818 | 4,89% | |||
| PIL EURO | 11127 | -1,65% | 11217 | 3,89% | -2,16% | 11395 | 6,21% | -1,94% | 11598 | 4,77% | |||
| Tasso di disoccupazione | 7,81% | 3,53% | 8,05% | -31,12% | 4,15% | 8,27% -33,36% | 3,38% | 8,37% -23,28% | |||||
| Indice di produzione industriale | 103 | -4,33% | 103 | 13,48% | -3,58% | 103 | 11,50% | -3,13% | 106 | 8,35% | |||
| Indice immobili residenziali | 2140 | -2,39% | 2144 | 3,87% | -3,66% | 2224 | 9,51% | -4,40% | 2370 | 11,73% | |||
Per ogni indicatore è riportato il valore base consuntivo (nella fattispecie dicembre 2023) in termini assoluti, il valore assunto delle stesse variabili nello Scenario Baseline e la variazione percentuale rispetto ad esso degli Scenari designati come avverso e favorevole su ognuno dei 3 fine anno compresi nell'orizzonte temporale disponibile.
Nell'ambito del calcolo ECL le garanzie statali erogate negli anni precedenti come risposta straordinaria di sostegno all'economia reale nel contesto dell'emergenza sanitaria COVID 19 sono considerate analogamente alle altre garanzie statali presenti in portafoglio. Le garanzie pubbliche contribuiscono a mitigare l'ECL sui rapporti a cui sono associate tramite principio di sostituzione: la quota coperta da esse viene, quindi, associata al livello di rischio dell'emittente (in questo caso lo stato italiano, con rating DBRS BBBH) invece che a quello della controparte.
I collateral e le garanzie rivestono particolare rilevanza nelle strategie creditizie del Gruppo Credem in quanto consentono la mitigazione nel complessivo ciclo di vita del credito, pur mantenendo un carattere accessorio nel processo di valutazione e concessione del credito dove l'elemento fondante è la valutazione della capacità di rimborso del debitore. In tal senso l'acquisizione delle stesse, comporta un'approfondita attività valutativa sia in fase di acquisizione sia di monitoraggio e gestione.
Per i collateral immobiliari sono definiti, conformemente ad i requisiti normativi, i principi generali che consentono un sano e prudente processo di valutazione degli immobili oggetto dei collateral:
Vista l'importanza del comparto mutui nel portafoglio complessivo e in ottica di adeguamento alle Disposizioni di Vigilanza è stato messo a punto un processo di monitoraggio periodico del valore degli immobili oggetto di ipoteca al fine di una corretta valutazione del grado di copertura dei collateral.
All'interno del "Regolamento per l'assunzione dei rischi di credito verso la clientela" è codificata la ponderazione da applicare alle diverse operazioni ipotecarie in base alla natura dell'immobile. Il Comitato di Credit Strategy, inoltre, propone periodicamente le linee guida di indirizzo in termini di Loan To Value media del portafoglio e delle nuove erogazioni. In particolare, proprio per la natura di intervento a medio termine, i mutui ipotecari prevedono percentuali di iscrizione della garanzia diversificate a seconda della tipologia del finanziamento.
Per quanto riguarda le garanzie reali su valori mobiliari sono previsti scarti cauzionali da applicare a seconda della tipologia del prodotto acquisito in garanzia e dell'eventuale rating dell'emittente.
E' inoltre previsto il monitoraggio costante dei valori mobiliari a garanzia e la valorizzazione ai fini di Credit Risk Mitigation.
In riferimento alle garanzie fidejussorie, osserviamo che la loro valorizzazione viene sempre effettuata sulla base di una valutazione prudenziale del patrimonio responsabile dei garanti.
Relativamente alle garanzie pubbliche, il Gruppo Credem adotta specifiche procedure volte a rispettare le modalità operative richieste dai dettami normativi emanati dallo Stato o dagli enti emittenti tali garanzie.
La struttura di Non-Performing Credit supporta da un punto di vista tecnico la rete Banca e le società del Gruppo e nella gestione dei crediti anomali e deteriorati e nella determinazione delle svalutazioni.
All'interno di questa struttura, la gestione dell'attività di recupero crediti avviene secondo processi definiti in base al canale/segmento, alla tipologia di affidamenti ed al livello di anomalia, ed è svolta da uffici centrali o loro decentramenti sul territorio. Il modello operativo permette una visione omnicomprensiva del credito lungo tutto l'arco di vita, valorizzando la fluidità e l'integrazione dei processi e la continuità di visione. In particolare si segnala la presenza di strutture centrali dedicate alla gestione, al monitoraggio e al recupero di posizioni secondo una organizzazione orizzontale che permette di avere modalità differenti di collection in base alla tipologia di controparte e entità di impiego. Nel dettaglio è prevista una gestione massiva o single name delle posizioni. È inoltre prevista un'altra struttura dedicata al reporting gestionale e registrazioni contabili delle posizioni classificate a NPL.
° A partire dal 2024 l'unità organizzativa dedicata al coordinamento della gestione dei crediti NPL a livello di Gruppo, ha iniziato a gestire con modalità accentrata le posizioni a sofferenza, con l'obiettivo a regime di gestire anche i crediti classificati ad inadempienza probabile.
La valutazione delle perdite è improntata seguendo le indicazioni del documento approvato dal Consiglio di Amministrazione e denominato "Policy Svalutazione Crediti di Gruppo"; tale documento ha lo scopo di indirizzare ed uniformare l'attività degli uffici deputati alla gestione dei crediti deteriorati nella determinazione delle relative svalutazioni sia civilistiche che attinenti i tempi di recupero. Le Linee Guida BCE raccomandano alle Banche, di stabilire una chiara strategia volta a ridurre le consistenze di NPL in modo credibile, sostenibile e tempestivo. Le stesse sono uno strumento non vincolante, tuttavia le Banche sono tenute a promuovere la rapida convergenza verso le indicazioni fornite. A giugno 2025, in coerenza con le linee guida BCE e con la Pianificazione strategica di gruppo, il Gruppo Credem iniziato le attività annuali di aggiornamento del Piano Impieghi per il periodo 2025-2028.
Le autonomie relative alla valutazione degli stralci e delle perdite sono quasi completamente accentrate su organi monocratici, peculiarità che permette tempi di risposta alle proposte transattive particolarmente ridotti; il ricorso a tale misura riveste in ogni caso carattere di marginalità e avviene soltanto qualora le azioni di recupero diretto (o per il tramite di outsourcer/legal network) o di cessione non abbiano sortito gli effetti auspicati. In virtù dell'utilizzo residuale/secondario rispetto alle altre azioni di collection previste, nonché in ragione dello stock ridotto di NPL, l'entità dei write-off si mantiene su livelli contenuti.
Secondo quanto previsto dal principio contabile IFRS 9, i crediti considerati deteriorati già dal momento della rilevazione iniziale in bilancio, in ragione dell'elevato rischio di credito associato, vengono definiti Purchased or Originated Credit Impaired Asset (POCI). Conseguentemente, qualora all'atto dell'iscrizione iniziale un'esposizione creditizia iscritta nella voce 30 "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" o nella voce 40 "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato", risulti essere deteriorata, la stessa è qualificata quale "Attività finanziarie deteriorate acquisite o originate" (Purchased or Originated Credit Impaired – POCI).
Tali crediti, ai sensi dell'IFRS 9, vengono valutati appostando sin dalla data di rilevazione iniziale – fondi a copertura delle perdite che coprano l'intera vita residua del credito (cd. Expected Credit Loss lifetime). Trattandosi di crediti deteriorati, ne è prevista l'iscrizione iniziale nell'ambito dello Stage 3, ferma restando la possibilità di essere spostati, nel corso della vita, a Stage 2 nel caso in cui, sulla base dell'analisi del rischio creditizio, non risultino più impaired. Tali attività non sono mai classificate nell'ambito dello Stage 1 poiché la perdita creditizia attesa deve essere sempre calcolata considerando un orizzonte temporale pari alla durata residua.
I crediti POCI iscritti nel bilancio consolidato annuale, coerentemente alle disposizioni del Principio IFRS9, si distinguono due fattispecie di:
A giugno 2025, i crediti appartenenti a questa categoria, inclusi nell'attivo del bilancio consolidato del Gruppo Credito Emiliano, provengono interamente dall'operazione di fusione per incorporazione dell'Ex Cassa di Risparmio di Cento e dall'operatività di Avvera Spa.
A marzo 2014, in considerazione del cambiamento regolamentare che prevedeva il passaggio dei poteri di Vigilanza alla Banca Centrale Europea e l'applicazione della nuova normativa comunitaria in tema di reporting di vigilanza, vennero approvate le "Linee guida per l'individuazione e la gestione delle esposizioni Forborne" successivamente recepite nella Policy di Gruppo Crediti. In conformità agli standard dell'EBA, si definiscono Forborne le esposizioni nei confronti delle quali sono state accordate misure di Forbearance, ossia misure di sostegno a debitori che affrontano, o sono prossimi ad affrontare, difficoltà ad adempiere alle proprie obbligazioni finanziare (c.d. stato di difficoltà finanziaria).
In linea generale, le possibili misure di Forbearance accordate al debitore in difficoltà finanziaria possono ricadere nelle seguenti fattispecie:
In conformità con gli standard di riferimento, la classificazione nel portafoglio Forborne è indipendente dalla classificazione a default o dalla presenza di svalutazioni analitiche. In virtù della peculiarità di tali tipologie di esposizioni, la valutazione e la concessione di misure di Forbearence è demandata alle strutture deliberative centrali, anche attraverso l'ausilio di sistemi automatizzati di alerting sulla presenza di Forborne "potenziali", sull'indirizzamento delle proposte di fido verso gli organi competenti e sul decorso dei termini relativi al cure period e probation period.
Relativamente a tale tipologia di esposizioni sono state recepite le indicazioni delle Guidelines BCE sui NPL con impatto sia sui processi sia sugli applicativi per un'adeguata tracciatura delle valutazioni fatte in sede di concessione di misure di forbearance e anche nelle valutazioni dei triggers sulle Inadempienze Probabili con il coinvolgimento della Funzione di Risk Management per la redazione di uno specifico parere vincolante nei casi di misure reiterate.
L'informativa al pubblico per la pubblicazione delle informazioni riguardanti l'adeguatezza patrimoniale, l'esposizione ai rischi di credito e le caratteristiche generali dei sistemi preposti all'identificazione, alla misurazione e alla gestione dei rischi, prevista dal regolamento UE 575/2013 (CRR), pubblicazione della disclosure relativa al c.d. "Pillar 3", verrà comunicata al mercato nei termini di legge, sul sito www.credem.it.
| Esposizione lorda | Rettifiche di valore complessive e accantonamenti complessivi |
|||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Tipologie esposizioni/valori |
Primo stadio | Secondo stadio |
Terzo stadio | acquisite o Impaired originate |
Primo stadio | Secondo stadio |
Terzo stadio | acquisite o Impaired originate |
Esposizione Netta |
Write-off parziali complessivi* |
||
| A. Esposizioni creditizie per cassa |
||||||||||||
| A.1 A vista | 1.492.621 1.486.705 | 5.916 | - - |
50 | 38 | 12 | - | - | 1.492.571 | - | ||
| a) Deteriorate | - | X | - | - | - | - | X | - | - | - | - | - |
| b) Non deteriorate | 1.492.621 1.486.705 | 5.916 | X | - | 50 | 38 | 12 | X | - | 1.492.571 | - | |
| A.2 Altre | 2.552.536 2.501.792 48.398 | - - |
1.474 | 1.381 | 93 | - | - | 2.551.062 | - | |||
| a) Sofferenze | - | X | - | - | - | - | X | - | - | - | - | - |
| - di cui: esposizioni oggetto di |
- | X | - | - | - | - | X | - | - | - | - | - |
| concessioni b) Inademp. probabili |
- | X | - | - | - | - | X | - | - | - | - | - |
| - di cui: esposizioni oggetto di |
- | X | - | - | - | - | X | - | - | - | - | - |
| concessioni c) Esposizioni scadute deteriorate |
- | X | - | - | - | - | X | - | - | - | - | - |
| - di cui: esposizioni oggetto di concessioni |
- | X | - | - | - | - | X | - | - | - | - | - |
| d) Esposizioni scadute non deteriorate |
14 | - | 14 | X | - | 1 | - | - | X | - | 13 | - |
| - di cui: esposizioni oggetto di concessioni |
- | - | - | X | - | - | - | - | X | - | - | - |
| e) Altre esposizioni non deteriorate |
2.552.522 2.501.792 48.384 | X | - | 1.473 | 1.381 | 93 | X | - | 2.551.049 | - | ||
| - di cui: esposizioni oggetto di concessioni |
- | - | - | X | - | - | - | - | X | - | - | - |
| Totale (A) 4.045.157 3.988.497 54.314 | - - |
1.524 | 1.419 | 105 | - | - | 4.043.633 | - | ||||
| B. Esposizioni creditizie fuori bilancio |
||||||||||||
| a) Deteriorate | - | X | - | - | - | - | X | - | - | - | - | - |
| b) Non deteriorate | 300.232 | 14.384 10.054 | X | - | 8 | 5 | 3 | X | - | 300.224 | - | |
| Totale (B) | 300.232 | 14.384 10.054 | - - |
8 | 5 | 3 | - | - | 300.224 | - | ||
| Totale (A+B) 4.345.389 4.002.881 64.368 | - - |
1.532 | 1.424 | 108 | - | - | 4.343.857 | - |
| Esposizione lorda | Rettifiche di valore complessive e accantonamenti complessivi |
|||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Tipologie esposizioni/valori |
Primo stadio | Secondo stadio |
Terzo stadio | acquisite o Impaired |
originate | Primo stadio | Secondo stadio |
Terzo stadio | acquisite o Impaired |
Esposizione originate Netta |
Write-off parziali complessivi* |
|
| A. Esposizioni creditizie per cassa |
||||||||||||
| a) Sofferenze | 221.943 | X | - 218.958 2.985 | 183.354 | X | - | 182.204 | 1.149 | 38.589 | 19.234 | ||
| - di cui: esposizioni oggetto di concessioni |
55.880 | X | - | 54.609 1.271 | 46.401 | X | - | 45.682 | 719 | 9.479 | 1.234 | |
| b) Inadempienze probabili |
340.301 | X | - 333.793 6.507 | 148.651 | X | - | 147.906 | 746 | 191.650 | 31 | ||
| - di cui: esposizioni oggetto di concessioni |
132.057 | X | - 125.787 6.270 | 53.331 | X | - | 52.653 | 679 | 78.726 | 4 | ||
| c) Esposizioni scadute deteriorate |
42.939 | X | - | 42.923 | 16 | 17.583 | X | - | 17.582 | 1 | 25.356 | 120 |
| - di cui: esposizioni oggetto di concessioni |
118 | X | - | 118 | - | 58 | X | - | 58 | - | 60 | - |
| d) Esposizioni scadute non deteriorate |
292.411 | 166.495 | 125.841 | X | 74 | 5.126 | 510 | 4.615 | X | 1 | 287.285 | - |
| - di cui: esposizioni oggetto di concessioni |
2.859 | - | 2.794 | X | 65 | 74 | - | 72 | X | - | 2.785 | - |
| e) Altre esposizioni non deteriorate |
46.849.779 44.535.669 2.260.939 | X | 6.294 | 81.793 | 41.895 39.789 | X | 109 | 46.767.986 | - | |||
| - di cui: esposizioni oggetto di concessioni |
67.569 | - | 64.265 | X | 3.305 | 1.272 | - | 1.219 | X | 53 | 66.297 | - |
| Totale (A) 47.747.373 44.702.164 2.386.780 595.674 15.876 436.507 42.405 44.404 347.692 2.006 | 47.310.866 | 19.385 | ||||||||||
| B. Esposizioni creditizie fuori bilancio |
||||||||||||
| a) Deteriorate | 37.314 | X | - | 36.790 | 525 | 950 | X | - | 873 | 76 | 36.364 | - |
| b) Non deteriorate | 13.393.427 12.798.050 | 527.662 | X | 425 | 4.024 | 2.304 | 1.685 | X | 35 | 13.389.403 | - | |
| Totale (B) 13.430.741 12.798.050 | 527.662 36.790 | 950 | 4.974 | 2.304 | 1.685 | 873 | 111 | 13.425.767 | - | |||
| Totale (A+B) | 61.178.114 57.500.214 2.914.442 632.464 16.826 | 441.481 44.709 46.089 348.565 | 2.117 | 60.736.633 | 19.385 |
Come da indicazioni della circolare di Banca d'Italia 262 del 22 dicembre 2005, e successivi aggiornamenti, le esposizioni creditizie per cassa comprendono tutte le attività finanziarie per cassa vantate verso banche o clientela qualunque sia il loro portafoglio di allocazione contabile (valutate al fair value con impatto a conto economico, valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, valutate al costo ammortizzato, attività in via di dismissione), ad eccezione dei titoli di capitale e delle quote di O.I.C.R.; le esposizioni creditizie "fuori bilancio" includono tutte le operazioni finanziarie diverse da quelle per cassa (garanzie f i n a n z i a r i e rilasciate, impegni revocabili e irrevocabili, derivati, ecc.) che comportano l'assunzione di un rischio creditizio, qualunque sia la finalità ditali operazioni (negoziazione, copertura, ecc.).
Le esposizioni creditizie deteriorate (per cassa e fuori bilancio) non includono le attività finanziarie detenute per la negoziazione e i derivati di copertura, che sono pertanto, convenzionalmente, rilevati tra le esposizioni creditizie non deteriorate.
Il Gruppo detiene una partecipazione pari al 10% in Emilia SPV S.r.l., società veicolo appositamente costituita ed avente quale oggetto esclusivo la realizzazione di una o più operazioni di cartolarizzazione ai sensi della Legge n. 130 del 30 aprile 1999.
Emilia SPV S.r.l. ha in essere un'operazione di cartolarizzazione revolving, perfezionata da Credem nel corso del 2015, su mutui ipotecari residenziali in bonis erogati dalla Banca alla propria clientela, non eleggibili ai fini dell'utilizzo nel programma di emissioni di "Obbligazioni Bancarie Garantite" dalla società veicolo Credem CB S.r.l. e selezionati sulla base di criteri predefiniti in modo tale da costituire un "blocco" ai sensi e per gli effetti della legge applicabile in materia di cartolarizzazione dei crediti.
La società veicolo ha finanziato l'operazione attraverso l'emissione, nel corso del mese di aprile del 2015, di titoli obbligazionari "RMBS" di diversa classe (senior e junior).
Le note del tipo "senior", quotate all'Irish Stock Exchange e dotate di rating ufficiale assegnato dalle agenzie accreditate DBRS e Moody's Investor Services (al 30 giugno 2025, giudizio "A high" assegnato da DBRS e "Aa3" da Moody's) pagano, trimestralmente, interessi variabili pari al tasso EURIBOR 3 mesi, aumentato di 75 bps, mentre le note "junior", sprovviste di rating, pagano un tasso EURIBOR 3 mesi, aumentato di 200 bps. I detentori dei titoli junior hanno inoltre diritto di ricevere a ciascuna data di pagamento e, in base all'ordine di priorità dei pagamenti e fondi disponibili, anche un premio determinato in via residuale, dopo che siano stati corrisposti tutti gli altri importi da corrispondersi in priorità.
I titoli sono strutturati nella forma di partly paid notes ("PPN") e interamente emessi per il loro valore nominale alla data d'emissione (Euro 3.000.000.000 per le note senior ed Euro 900.000.000 per le note junior). Il prezzo delle note è stato corrisposto solo in parte alla data di emissione, mentre le restanti quote di prezzo possono essere pagate in più rate successive differite nel tempo secondo la logica revolving dell'operazione.
Credem ha sottoscritto all'atto dell'emissione, e detiene in portafoglio, il totale delle passività emesse dal veicolo. Pertanto, in base alle norme IFRS9 in materia di "derecognition" (cancellazione contabile), i crediti oggetto della cartolarizzazione rimangono iscritti nell'attivo del bilancio Credem. La struttura revolving dell'operazione permette inoltre alla Banca, durante un periodo di cosiddetto replenishment, con scadenza a maggio 2026, di cedere nuovi portafogli di crediti idonei alla società veicolo che utilizza, per il loro pagamento, i proventi del portafoglio esistente e/o i proventi del pagamento da parte dei noteholder di ulteriori quote del prezzo dei titoli emessi. Una volta conclusa tale fase le note sono rimborsate durante un periodo di ammortamento definito in sede di emissione.
Al 30 giugno 2025, a seguito del perfezionamento di una nuova cessione di attivi relativa a mutui ipotecari residenziali in bonis, il circolante della tranche senior risulta pari ad Euro 2.132.862.077,51 mentre quello della tranche junior risulta pari ad Euro 639.202.760,92.
La tranche senior può essere utilizzata dalla Banca per operazioni di rifinanziamento presso l'Eurosistema o nel mercato con Controparti Istituzionali. L'operazione è, infatti, finalizzata a costituire una riserva di liquidità e rientra tra le complessive attività di gestione della liquidità poste in essere da Credem.
A Credem, inoltre, sono state riconosciute dalla società veicolo le seguenti opzioni: riacquisto di singoli crediti entro determinati parametri, riacquisto in blocco per i crediti che dovessero diventare eleggibili per l'utilizzo nel programma di Obbligazioni Bancarie Garantite da Credem CB S.r.l. e riacquisto di tutto il portafoglio crediti in essere, in blocco e pro soluto (nel rispetto dei vincoli contrattuali previsti).
Nel corso del primo semestre 2025 non sono state effettuate operazioni di riacquisto parziale e/o in blocco di crediti dalla società veicolo.
Sono presenti nella categoria contabile "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato", al 30 giugno 2025, 424 milioni di Euro complessivi. Trattasi di strumenti finanziari collegati a crediti originati in Europa, con preponderanza della componente di origination tedesca (115 milioni di Euro). Il portafoglio è costituito da differenti tipologie di ABS con una prevalenza delle cartolarizzazioni di mutui residenziali, che incidono per il 40,7%.
| Paese | Controvalore (migliaia Euro) |
% Esposizione |
|---|---|---|
| GERMANIA | 114.991 | 27.1 |
| ITALIA | 103.967 | 24.6 |
| FRANCIA | 83.835 | 19.8 |
| SPAGNA | 72.631 | 17.1 |
| OLANDA | 48.288 | 11.4 |
| TOTALE | 423.712 | 100,0 |
L'attuale esposizione suddivisa per rischio paese è così composta:
Come già anticipato in riferimento alla Cartolarizzazione Emilia SPV S.r.l., nel corso dell'esercizio 2015 Credem ha perfezionato un'operazione di cartolarizzazione revolving, relativa a mutui ipotecari residenziali in bonis non eleggibili ai fini dell'utilizzo nel programma di emissioni di "Obbligazioni Bancarie Garantite" dalla società veicolo Credem CB S.r.l., erogati alla propria clientela e selezionati sulla base di criteri predefiniti in modo tale da costituire un "blocco" ai sensi e per gli effetti della legge applicabile in materia di cartolarizzazione dei crediti.
A seguito della prima cessione di attivi, perfezionata nel quarto trimestre 2014 ad un prezzo pari ad Euro 1.002.811.119,07, sono state perfezionate, dal 2015 al primo semestre 2025, nei periodi di seguito indicati, tredici cessioni di altrettanti portafogli di crediti idonei alla società veicolo ad un prezzo pari a:
I crediti sono stati acquistati "pro soluto", ossia senza garanzia di solvenza dei debitori o dei loro eventuali garanti, dalla società EMILIA SPV S.r.l., società veicolo appositamente costituita e partecipata al 10% da Credem, con oggetto esclusivo consistente nella realizzazione di una o più operazioni di cartolarizzazione ai sensi della Legge n. 130 del 30 aprile 1999.
La società veicolo ha finanziato l'operazione attraverso l'emissione, nel corso del mese di aprile del 2015, di titoli obbligazionari "RMBS" di diversa classe (senior e junior).
Il Consiglio di Amministrazione di Credito Emiliano, nelle sedute del 26 maggio 2010 e del 25 giugno 2010, ha deliberato di avviare la strutturazione di un programma di emissione di obbligazioni bancarie garantite per un ammontare massimo di Euro 5 miliardi.
In data 22 ottobre 2010, il Consiglio di Amministrazione ha approvato la prima cessione da parte di Credem di un portafoglio di crediti per un valore massimo di Euro 2,4 miliardi in favore di Credem CB S.r.l., Società Veicolo (Special Purpose Vehicle, SPV) selezionata per la partecipazione al Programma e partecipata al 70% da Credem.
Il quadro normativo italiano in materia di emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite (di seguito, anche la "Normativa") è costituito, in particolare:
L'emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite da parte di Credem si inserisce nel piano strategico del Gruppo, finalizzato, tra l'altro, all'ottenimento di alcuni benefici in termini di funding, quali la diversificazione delle fonti di raccolta, la riduzione del relativo costo, nonché l'allungamento delle scadenze del passivo.
In linea generale, la struttura base di un'emissione di obbligazioni bancarie garantite – secondo lo schema delineato dalla normativa – prevede che vengano realizzate le seguenti attività:
Come conseguenza di ciò, il rimborso delle obbligazioni bancarie garantite che saranno emesse nell'ambito dell'operazione è garantito, oltre che dall'emittente, anche da una garanzia non condizionata ed irrevocabile rilasciata dalla Società Veicolo ad esclusivo beneficio degli investitori che sottoscriveranno le Obbligazioni Bancarie Garantite e delle controparti terze, ivi incluse quelle di hedging, coinvolte nell'operazione. Tale ultima garanzia è rilasciata dalla Società Veicolo a valere sul Portafoglio.
L'operazione di covered bond illustrata rientra nella "fattispecie semplice", in quanto la figura di banca originator, banca finanziatrice e banca emittente coincide con un unico soggetto, rappresentato da Credem.
Il portafoglio che di tempo in tempo viene ceduto alla Società Veicolo deve rispecchiare alcune caratteristiche comuni.
I principali criteri comuni di identificazione e selezione dei mutui, da cui derivano i crediti che costituiscono il Cover Pool, sono stati individuati previa condivisione con le agenzie di rating, cui è stata richiesta l'assegnazione del rating alle Obbligazioni Bancarie Garantite che Credem emetterà nel contesto del Programma.
A fine ottobre 2010, settembre 2011, febbraio 2012, aprile 2014, ottobre 2014, ottobre 2015, aprile 2016, ottobre 2016, aprile 2017, novembre 2017, maggio 2018, ottobre 2018, maggio 2019, novembre 2020, novembre 2021, novembre 2022, novembre 2023, e novembre 2024 sono stati selezionati i crediti ipotecari derivanti da contratti di mutuo che, alle relative date di cut-off, soddisfacevano, a titolo non esaustivo, i seguenti principali criteri cumulativi:
Il Cover Pool, alla data contabile del 30 giugno 2025, consiste di crediti derivanti da n. 59.005 mutui ipotecari, con un debito residuo complessivo di circa 4.638 milioni di Euro, come di seguito meglio specificato.
| Regione Mutuatario |
Nr Mutui | % Nr Mutui | Debito Residuo (Migliaia di Euro) |
% Debito Residuo |
|---|---|---|---|---|
| Abruzzo | 684 | 0.99 | 40.174,58 | 0.87 |
| Basilicata | 131 | 0.22 | 9.547.72 | 0,21 |
| Calabria | 2.117 | 3.59 | 116.282.49 | 2,51 |
| Campania | 5.957 | 10.10 | 496.992,61 | 10,72 |
| Emilia Romagna | 9.595 | 16,26 | 686.358.40 | 14.80 |
| Friuli Venezia Giulia |
637 | 1.08 | 43.093,76 | 0.93 |
| Lazio | 5.986 | 10,15 | 595.660.78 | 12,84 |
| Liguria | 1.383 | 2.34 | 106.015,94 | 2,29 |
| Lombardia | 8.452 | 14,32 | 787.841.34 | 16,99 |
| Marche | 1.119 | 1,90 | 84.309,12 | 1,82 |
| Molise | 129 | 0,22 | 7.950,39 | 0,17 |
| Piemonte | 1.894 | 3,21 | 141.946.44 | 3.06 |
| Puglia | 4.292 | 7,27 | 255.662,97 | 5,51 |
| Sardegna | 2.278 | 3,86 | 196.760,83 | 4,24 |
| Sicilia | 6.545 | 11.09 | 420.181,68 | 9.06 |
| Toscana | 4.096 | 6.94 | 329.614,20 | 7,11 |
| Trentino Alto Adige |
248 | 0.42 | 22.909.48 | 0.49 |
| Umbria | 293 | 0.50 | 19.156.75 | 0,41 |
| Val D'Aosta | 13 | 0,02 | 1.525,47 | 0,03 |
| Veneto | 3.256 | 5,52 | 275.731,26 | 5,95 |
| Totale Portafoglio |
59.005 | 100% | 4.637.716 | 100% |
In occasione della cessione del Portafoglio iniziale, in data 29 ottobre 2010, Credem e Credem CB hanno sottoscritto un contratto di finanziamento subordinato, mediante il quale Credem ha concesso a Credem CB un finanziamento subordinato per il pagamento del corrispettivo di acquisto del Portafoglio iniziale e si è obbligata a concedere a Credem CB ulteriori finanziamenti subordinati, ciascuno di importo pari all'ammontare da corrispondere da parte di Credem CB in relazione all'acquisto dei successivi portafogli di crediti, ceduti da Credem secondo i termini e le condizioni previste dal contratto quadro disciplinante la cessione degli attivi. Un ulteriore finanziamento subordinato è pertanto stato concesso in sede di ogni cessione successiva, per un importo pari ai relativi prezzi di cessione.
Tra la Società Veicolo e Credem possono essere stipulati dei contratti swap, per un ammontare fino alla copertura del Cover Pool, al fine di garantire alla Società Veicolo una protezione contro il rischio di tasso e/o di base, dovuto alla presenza di attivi con diversa indicizzazione. Al 30 giugno 2025, non sono presenti contratti Asset Swap tra la Società Veicolo e Credem.
In occasione dell'emissione sul mercato di Covered Bond, tra la Società Veicolo e Credem può essere stipulato un contratto swap al fine di mitigare il rischio di tasso tra i flussi ricevuti dalla Società Veicolo e quanto dovuto dalla stessa agli investitori in caso di default dell'emittente. Attualmente è in essere un contratto swap stipulato in fase di emissione dei Covered Bond con durata 30/08/2013-2028.
Il Programma prevede un'articolata struttura di conti correnti sui quali poggiano i flussi finanziari dell'operazione. Alla strutturazione dell'operazione, sono stati attivati una serie di conti intestati alla Società Veicolo ed in particolare, a scopo non esaustivo: Collection Accounts, Reserve Account, Payments Account, Eligible Investment Account e Expenses Account. Da Aprile 2022 Credem riveste il ruolo di Account Bank della società veicolo.
Con riferimento a tale sezione si riassumono i principali ruoli e controparti coinvolte nell'operazione:
Portafoglio ai requisiti previsti dalla Normativa e l'integrità della garanzia a favore degli investitori;
Si specifica, infine, che alcuni dei contratti del Programma prevedono che i soggetti incaricati dello svolgimento di alcune attività e alcuni ruoli sopra indicati siano dotati, ai fini di tali incarichi, di determinati livelli di rating. Pertanto, seppure alcuni ruoli risultino attualmente ricoperti da Credem, è possibile che in futuro gli stessi possano essere assegnati a soggetti esterni al Gruppo Credem.
Il Programma di emissioni di Obbligazioni Bancarie Garantite comporta i seguenti rischi finanziari rispetto ai quali sono state adottate varie misure di mitigazione: rischio dell'emittente, rischio di tasso, rischio di credito, rischio di liquidità, rischio di rifinanziamento, rischio di controparte, rischi legali legati all'operazione.
La funzione di revisione interna di Credem (Servizio Auditing) effettua, almeno ogni 12 mesi, una completa verifica dei presidi posti in essere, anche avvalendosi delle informazioni ricevute e delle valutazioni espresse dall'Asset Monitor. I risultati di tali verifiche sono portati a conoscenza degli organi aziendali competenti.
La struttura finanziaria del Programma prevede che Credem proceda all'emissione in più serie successive di Obbligazioni Bancarie Garantite con rating, a dicembre 2024, pari a Aa3 e AA, assegnati rispettivamente dalle seguenti società di rating: Moody's Investors Services Inc. e Fitch Rating Limited.
Tali obbligazioni sono state collocate ad investitori istituzionali con il supporto dei Dealers di tempo in tempo selezionati. In fase iniziale gli Arrangers del Programma sono stati Barclays Bank PLC e Société Générale; attualmente tale ruolo è unico ed è svolto da Barclays.
Credem può emettere, a valere sul Programma, Obbligazioni Bancarie Garantite per un importo complessivo di tempo in tempo in essere non superiore ad Euro 5 miliardi. Tale importo massimo potrà essere incrementato in conformità con quanto previsto dalla documentazione contrattuale del Programma. Nell'ambito del Programma, Credem può emettere un ampio spettro di tipologie di titoli; tuttavia le tipologie attualmente più diffuse sul mercato sono titoli c.d. soft bullet che prevedono il pagamento periodico di interessi, il rimborso in un'unica soluzione alla scadenza e la possibilità per la Società Veicolo, in caso di inadempimento di Credem, di posticipare la data di scadenza di un periodo aggiuntivo di tempo (di prassi, un anno).
Sono state effettuate emissioni nel 2010, 2011, 2012, 2013, 2014, 2019, 2021, 2022 e 2024, mentre non sono state effettuate nuove emissioni di Covered Bond dal 2015 al 2018, nel 2020 e nel 2023. Il valore nominale complessivo dei Covered Bond in circolazione al 30 giugno 2025, emessi a valere sul programma garantito da Credem CB S.r.l., è pari a 2,85 miliardi di Euro.
Il modello organizzativo di presidio dei rischi ha lo scopo di favorire il raggiungimento di una serie di obiettivi:
In questo ambito il Rischio di mercato, inteso come rischio di perdite causate da variazioni sfavorevoli dei fattori di rischio (tasso, prezzo, cambio ed altri fattori di mercato), viene misurato e monitorato sia in riferimento al banking book (poste a vista e a scadenza) sia al trading book (strumenti finanziari negoziati con finalità di positioning, trading e negoziazione).
Di seguito vengono descritti i principali compiti delle strutture organizzative coinvolte nel processo di controllo e gestione dei rischi di mercato.
Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, CA, è responsabile della definizione delle linee generali del governo dei rischi per ciascuna area di business; delibera i poteri riconosciuti in merito a strategie operative, assunzione di rischi e azioni correttive; individua l'insieme degli indicatori di Risk Appetite e delle relative metriche di calcolo; definisce e approva gli obiettivi di rischio e le soglie di tolleranza valutando periodicamente l'adeguatezza del Risk Appetite Framework (RAF) e la compatibilità tra obiettivi e rischio effettivo; approva la struttura generale dei limiti operativi e delle deleghe, nonché le linee di responsabilità ed autorità in merito al processo di gestione dei rischi.
I Consigli di Amministrazione delle singole società recepiscono l'appetito al rischio e la soglia di tolleranza definiti in ambito RAF dalla Capogruppo; approvano gli indirizzi strategici e le linee guida di gestione dei rischi formulati dalla Capogruppo nonché la struttura dei limiti e delle deleghe operative interne nell'ambito di quanto fissato dal Consiglio di amministrazione della Capogruppo.
Le Direzioni delle singole società realizzano le attività di business di competenza nel rispetto delle deleghe e dei limiti operativi di rischio assegnati dai rispettivi Consigli di Amministrazione.
Il CE della Capogruppo, quale organo di gestione, cura l'attuazione degli indirizzi strategici e delle politiche di governo dei rischi definiti dal CA, ed in particolare definisce e cura l'attuazione del processo di gestione dei rischi. Al CE compete inoltre la definizione dei limiti operativi coerenti con la propensione al rischio.
I Comitati della Capogruppo coinvolti in ambito RAF hanno le seguenti responsabilità.
Il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo svolge l'attività valutativa e propositiva necessaria affinché il CA possa approvare obiettivi di rischio e soglie di tolleranza e valutare periodicamente l'adeguatezza del RAF e la compatibilità tra obiettivi e rischio effettivo.
Esprime inoltre parere per il CA sulle proposte relative alle metodologie di misurazione e controllo e analisi di rilevanza dei rischi anche ai fini del calcolo del capitale interno; supporta infine il CA della capogruppo con la proposizione delle strategie generali per il governo dei rischi.
Il Comitato Risk Management, istituito al fine di informare il CE del presidio del rischio complessivamente assunto e del suo monitoraggio nell'ambito delle strategie e metodologie definite dalla Capogruppo nel RAF, effettua le seguenti operazioni:
La funzione di Risk Management supporta il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo ed effettua le attività di seguito descritte. In ambito RAF:
Si occupa inoltre:
Le risultanze dell'attività della funzione di Risk Management sono riportate periodicamente al Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo.
Il presidio dei rischi finanziari avviene tramite la definizione di una struttura di limiti che costituisce l'espressione diretta del livello di rischiosità ritenuto accettabile con riferimento alle singole aree/linee di business, in coerenza con il Risk Appetite Framework definito a livello di gruppo. In particolare i rischi di mercato si generano a seguito delle seguenti operatività:
Il rischio tasso di interesse nel portafoglio di negoziazione di vigilanza è generato dall'attività svolta sui mercati obbligazionari e derivati su tasso. Il rischio di tasso generato da tale attività è gestito e controllato tramite limiti in termini di sensitivity e di vega.
Il rischio specifico o emittente viene monitorato tramite appositi massimali di concentrazione per settore e classe di rating sia in termini di controvalore che di sensitivity. Inoltre il modello di VaR in uso esclusivamente ai fini gestionali include il rischio emittente, mediante l'utilizzo di serie storiche specifiche sugli spread di mercato.
La funzione di Risk Management produce reports di rischio con frequenza giornaliera, settimanale e trimestrale a seconda della funzione destinataria, indicando gli eventuali sconfini rispetto ai massimali assegnati dal Regolamento in materia di assunzione dei rischi finanziari e la misura di rischio gestionale in termini di VaR.
Eventuali modifiche al Regolamento ed ai massimali in esso espressi possono essere sottoposte a delibera del Consiglio di Amministrazione o del Comitato Esecutivo, per compentenza, su proposta della Finanza, sentito preventivamente il parere della funzione di Risk Management.
I rischi di mercato legati al rischio tasso sono gestititi attraverso limiti in termini di sensitivity complessiva e su singoli time bucket.
La funzione Risk Management della capogruppo verifica il rispetto di tali limiti e monitora l'andamento del requisito patrimoniale a fronte dei rischi di mercato, calcolato secondo l'approccio standard.
Nell'ambito del "portafoglio di negoziazione di vigilanza" la principale fonte di rischio di prezzo è costituita dai titoli azionari, fondi e dai relativi strumenti derivati.
I rischi azionari sono assunti nell'ambito delle attività di trading. Tale attività svolta sui mercati azionari prevede l'assunzione di posizioni direzionali gestite e controllate tramite massimali di posizione, sia lorda sia netta, limiti in termini di greche e massimali di concentrazione per sottostante.
Il Regolamento in materia di assunzione dei rischi finanziari, monitorato dalla funzione di Risk Management, non prevede massimali ordinari per l'operatività sul rischio azionario.
I rischi climatici-ambientali (fisici e di transizione), sono integrati nell'analisi di rilevanza tramite la quale il Gruppo Credem valuta periodicamente la materialità di tutti i rischi a cui è esposto. In particolare, il Gruppo ha sviluppato una metodologia quantitativa per misurare il livello di concentrazione del portafoglio investimenti verso quelle imprese la cui attività economica è ritenuta particolarmente sensibile ai rischi fisici e di transizione. Nello specifico, per valutare l'impatto del rischio climatico-ambientale sul portafoglio Investimenti di proprietà del Gruppo, è stata adottata una matrice settoriale che restituisce una valutazione di sintesi della rischiosità (alta, media, bassa) di ogni settore economico distinta sul Pillar Environmental. Al fine di monitorare l'esposizione ai rischi Climate – Environmental, è presente un indicatore dedicato nell'ambito del processo RAF.
Il rischio di tasso di interesse viene calcolato giornalmente tramite metodologia VaR per Credembanca; la misurazione ha finalità gestionali, non viene utilizzata per il calcolo del requisito patrimoniale sui rischi di mercato per il quale il Gruppo Credem adotta l'approccio standard. Il VaR misura la massima perdita potenziale nella quale può incorrere il portafoglio in base all'evoluzione dei fattori di mercato, dato un certo livello di confidenza, nel corso di un determinato orizzonte temporale. La metodologia applicata nell'ambito del Gruppo Credem prevede i seguenti parametri:
Per il calcolo dell'assorbimento in termini di capitale interno si procede inoltre a convertire il dato in un VaR a 10gg, applicando prudenzialmente il coefficiente moltiplicativo 3.
Il dato di rischio è anche sottoposto ad analisi di stress testing nell'ambito del processo di verifica dell'adeguatezza patrimoniale, che mira a verificare la variazione del capitale (stimato in termini di VaR) in caso di alta volatilità dei mercati finanziari.
In relazione a Credem Euromobiliare Private Banking il rischio di tasso di interesse viene monitorato attraverso il requisito patrimoniale sui rischi di mercato, che segue l'approccio standard.
La presente tavola non è stata redatta poiché viene di seguito fornita l'analisi di sensitività al rischio tasso di interesse basata sui modelli interni ed altre metodologie.
Nella presente sezione vengono sinteticamente esposti i risultati delle analisi di rischio di tasso nell'ambito del portafoglio di negoziazione. In particolare di seguito sono riportati i valori medi, massimi e minimi del VaR generato dal fattore di rischio tasso di interesse per Credembanca relativi agli esercizi 2023, 2024 e primo semestre 2025.
I valori, che si sono mantenuti su livelli contenuti, registrano un calo rispetto al 2024.
| Tabella 1. Dati di Rischio di tasso | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| 2025 06 | 2024 | 2023 | ||||
| Credem | ||||||
| Interest Rate VaR - medio | 7,3 | 11,8 | 2,6 | |||
| min | 1,0 | 0,3 | 0,4 | |||
| max | 20,7 | 37,3 | 18,1 |
dati in mln di €, VaR 99% 10gg * Coeff moltiplicativo
Nella figura sottostante è riportato l'andamento di tale dato di VaR per Credem nell'arco del primo semestre 2025.

Per quanto riguarda la shift sensitivity analysis e limitatamente al portafoglio di negoziazione di vigilanza, la tabella sotto riportata mostra i dati relativi all'impatto sul margine di interesse su un orizzonte temporale di 12 mesi, nell'ipotesi di una variazione parallela dei tassi di interesse di +/- 100 punti base (dato riferito al Gruppo).
L'analisi è condotta coerentemente con la metodologia utilizzata ai fini della misurazione del rischio tasso del portafoglio bancario in ambito Risk Appetite Framework e con le segnalazioni regolamentari sul rischio di tasso (IRRBB), in linea con le linee guida europee di riferimento.
| Ipotesi di shift parallelo (dati mln di €) | ||||
|---|---|---|---|---|
| Shock -100 b.p. | Shock +100 b.p. | |||
| Dati 06/2025 | -0,3 | 0,3 |
Il rischio di mercato equity viene calcolato con le stesse frequenze e metodologie indicata per il rischio tasso.
Nella presente sezione vengono sinteticamente esposti i risultati delle analisi di rischio di prezzo nell'ambito del portafoglio di negoziazione. In particolare di seguito sono riportati i valori medi, massimi e minimi del VaR generato dal fattore di rischio prezzo per Credem relativi agli esercizi 2023, 2024 e primo semestre 2025.
| Tabella 2. Dati di Rischio di prezzo | ||
|---|---|---|
| Tabella 2. Dati di Rischio di prezzo | ||||
|---|---|---|---|---|
| 2025 06 | 2024 | 2023 | ||
| Credem | ||||
| Equity VaR - medio | 1,1 | 0,6 | 0,4 | |
| min | 0,0 | 0,0 | 0,0 | |
| max | 4,0 | 2,7 | 1,5 |
dati in mln di €, VaR 99% 10gg * Coeff moltiplicativo
Il dato di Credem risulta in lieve aumento rispetto alla rilevazione precedente e sempre su livelli molto contenuti. Nella figura sottostante è riportato l'andamento del VaR per Credem nell'arco del 2025.

I risultati dell'attività di backtesting sono riportati in calce al paragrafo 1.2.3 "Rischio di cambio".
Il rischio specifico è il rischio di perdite causate da una sfavorevole variazione del prezzo degli strumenti finanziari negoziati dovuta a fattori connessi con la situazione dell'emittente. Di seguito sono riportati i valori medi, massimi e minimi (in milioni di euro) del rischio specifico, calcolati sulla base delle ponderazioni di vigilanza, relativamente agli esercizi 2023, 2024 e primo semestre 2025.
| Tabella Tabella 3. Dati di rischio specifico specifico |
||||
|---|---|---|---|---|
| 2025 06 06 |
2024 2024 |
2023 | ||
| Credem Credem |
||||
| medio Rischio specifico - Rischio specifico - |
0,1 | 0,1 | 0,2 | |
| min min |
0,1 | 0,1 | 0,0 0,0 |
|
| max max |
0,1 | 0,1 | 0,4 |
dati in mln di €dati in mln di €
Relativamente a Credem Euromobiliare Private Banking il requisito patrimoniale sui rischi di mercato, generico e specifico, risulta sostanzialmente non rilevante.
Credem adotta la definizione normativa di rischio di tasso di interesse sul banking book, secondo cui il rischio in oggetto è: "il rischio di tasso di interesse derivante da attività diverse dalla negoziazione: rischio derivante da variazioni potenziali dei tassi di interesse".
L'esposizione al rischio di tasso di interesse può essere declinata in:
La politica di gestione del rischio di tasso d'interesse sul banking book di Gruppo è volta ad una sana e prudente gestione del rischio a livello di Gruppo, tale da assicurare l'ottimizzazione degli obiettivi di rischio/rendimento in coerenza con il Risk Appetite Framework definito a livello di Gruppo. Tali obiettivi sono perseguiti mantenendo uno sbilancio tendenzialmente contenuto e all'interno dei massimali definiti, a seconda della rilevanza del rischio nelle singole società, nei Regolamenti in materia di assunzione dei rischi finanziari.
Con riferimento al rischio di tasso di interesse del banking book (IRRBB) il Gruppo è dotato di una Policy interna dedicata che ha la finalità di definire le linee guida e i principi di governo e gestione del rischio di tasso, delineando l'insieme delle norme e processi di controllo finalizzati a stabilizzare il margine di interesse sul portafoglio bancario per il Gruppo e per le singole società.
Le linee guida contenute nella Policy fanno riferimento alle disposizioni emanate dalle autorità nazionali ed europee relativamente alle istruzioni in termini di governo e gestione del rischio di tasso di interesse e credit spread del banking book.
La Policy, coerentemente alla normativa europea, prevede le due metriche di riferimento per la misurazione del rischio di tasso, Sensitivity di Valore Economico e Sensitivity del Margine di Interesse all'interno del Risk Appetite Framework nonché nei processi di Adeguatezza Patrimoniale (ICAAP).
Il Gruppo monitora inoltre il rischio di credit spread (CSRBB) all'interno del Risk Appetite Framework sul portafoglio titoli del banking book, secondo la definizione normativa e in linea con la Policy interna che, come sul rischio di tasso di interesse disciplina i principi di governo e gestione di tale rischio. Esso rappresenta il rischio determinato dalle variazioni del prezzo di mercato a fronte di variazioni dello spread creditizio e viene monitorato sia in termini di variazioni di valore economico che di margine di interesse.
Tali metriche, calcolate dalla funzione Risk Management e rendicontate periodicamente ai comitati di riferimento3 , sono affiancate da indicatori operativi disciplinati nei regolamenti delle società esistenti in materia di assunzione Rischi Finanziari.
Le principali funzioni di cui si avvalgono il CA della Capogruppo in virtù della propria funzione di supervisione Strategica e il CE in qualità di organo con funzione di gestione del rischio tasso del banking book, sono il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo, il Comitato Risk Management (con le responsabilità di cui al paragrafo 2.1 Rischio di tasso di interesse e rischio di prezzo – portafoglio di negoziazione di vigilanza) e il comitato Asset & Liability Management (ALM) il quale, nell'attività propositiva al CA, esamina il profilo di rischio del Gruppo monitorando i limiti di rischio rispetto agli obiettivi fissati in ambito RAF e individua le linee guida e le strategie per la gestione del rischio di tasso di interesse.
3 Comitato Risk Management e comitato Asset Liability Management (ALM)
La gestione operativa del rischio di tasso di interesse e credit spread sul banking book è attribuita alla Finanza alla quale competono:
Nell'attività di gestione operativa la Finanza si basa su analisi di interest rate sensitivity complessiva e buckettizzata, al fine di evidenziare il grado di esposizione asset o liability sensitive sui singoli tratti di curva.
La Finanza si occupa inoltre di proporre al Comitato ALM gli interventi ritenuti necessari a migliorare il profilo complessivo in termini di rischio di tasso (e di liquidità strutturale) e di realizzare operativamente tali interventi.
Nell'ambito del processo di gestione dei rischi e di valutazione dell'adeguatezza patrimoniale e prospettica, la funzione di Risk Management:
Il Report Giornaliero di sintesi del rispetto dei massimali operativi con riferimento al rischio di tasso presenta, fra le altre, le seguenti informazioni:
Per quanto riguarda le poste a vista, il Gruppo adotta un modello di valutazione che permette di quantificarne gli effetti di persistenza nel tempo e di imperfetta elasticità alla variazione dei tassi di mercato (effetto vischiosità). La modellizzazione è basata sulle serie storiche interne dei comportamenti della clientela, e si costituisce di due componenti: la stima della relazione dei tassi delle poste a vista con i tassi di mercato e ulteriori regressori che consentono di separare il rischio di tasso di interesse in senso proprio da altri fenomeni (es. credito) in base ad un modello econometrico; la stima della persistenza dei volumi, collegata al concetto di mean life che consente di legare maggiormente l'holding period degli aggregati alla volatilità storica delle masse, attraverso la quale l'ammontare delle poste a vista viene tradotto in un portafoglio di poste a tasso fisso a scadenza (replicating portfolio).
Il Gruppo utilizza inoltre un modello comportamentale di prepayment sui mutui. La modellizzazione adottata è di tipo comportamentale, basata sull'analisi in serie storica degli eventi di estinzione anticipata e rinegoziazione del tasso. A differenza dei modelli di mercato, nei modelli comportamentali i fattori predominanti che concorrono a determinare il valore dell'opzione di rimborso anticipato non sono esclusivamente di tipo finanziario, ma includono variabili esplicative dipendenti dalle caratteristiche del mutuo (es. loan to value) e del mutuatario (es. età). Prosegue l'attività di presidio del quadro regolamentare europeo sul rischio di tasso di interesse nel banking book (IRRBB), tenendo conto delle indicazioni del JST in ambito SREP.
A partire da settembre 2024 il Gruppo segnala la propria esposizione al rischio di tasso attraverso le nuove segnalazioni di vigilanza IRRBB trimestrali. Nel corso del 2025 è inoltre continuato il reporting STE IRRBB – CSRBB a BCE.
La presente tavola non è stata redatta poiché viene di seguito fornita l'analisi di sensitività al rischio tasso di interesse basata sui modelli interni ed altre metodologie
Nella presente sezione vengono sinteticamente esposti i risultati delle analisi di rischio di tasso di interesse, limitatamente al portafoglio bancario. In particolare, la tabella sotto riportata, mostra i dati relativi all'impatto sul margine di interesse (shift sensitivity analysis), su un orizzonte temporale di 12 mesi, nell'ipotesi di una variazione parallela dei tassi di interesse di +/- 100 punti base. La misura è basata sulle posizioni a fine semestre, senza includere dunque ipotesi su futuri cambiamenti della composizione di attività e passività. Ai fini dell'analisi è impostato il floor a zero sul tasso cliente delle poste con clientela.
L'analisi è condotta coerentemente con la metodologia utilizzata ai fini della misurazione del rischio tasso del portafoglio bancario in ambito Risk Appetite Framework e con le segnalazioni regolamentari sul rischio di tasso (IRRBB), in linea con le linee guida europee di riferimento.
| Ipotesi di shift parallelo (dati in milioni di euro) | ||||
|---|---|---|---|---|
| Shock -100 b.p. | Shock +100 b.p. | |||
| Dati 06/2025 | -56,8 | +98,4 |
L'esposizione al rischio di tasso di interesse dal punto di vista patrimoniale viene misurata a livello consolidato dalla sensitivity del valore economico (variazione del fair value delle poste attive e passive), secondo un approccio full evaluation, a seguito di uno shock parallelo sulla curva dei tassi spot di +/-200 basis points. Nel corso del primo semestre del 2025 la variazione media di valore economico in rapporto al Tier1 Capital è risultata pari al 6,2%.
Oltre all'impatto degli shock paralleli dei tassi internamente vengono periodicamente condotte analisi di stress ipotizzando shock non paralleli basati sull'andamento storico della curva dei tassi. Le metodologie utilizzate per l'analisi di sensitivity al rischio di tasso di interesse includono anche la modellizzazione delle poste a vista e del prepayment sui mutui secondo i modelli comportamentali sopra descritti.
Per il rischio di tasso del portafoglio bancario si riportano le medesime analisi di VaR descritte nel paragrafo sul portafoglio di Negoziazione, a cui si rimanda per la descrizione della metodologia. Nelle figure sottostanti è riportato l'andamento del VaR del banking book Credem nell'arco del primo semestre 2025.
I risultati dell'attività di backtesting sono riportati in calce al paragrafo 1.2.3 "Rischio di cambio".

L'andamento del VaR nel corso del primo semestre del 2025 è riferibile all'andamento delle posizioni del portafoglio bancario e alla volatilità dei tassi registrata sui mercati.
Nell'ambito del portafoglio bancario il Gruppo non ha posizioni significative in azioni o partecipazioni quotate. Sono presenti 9,2 milioni di euro in un fondo private equity gestito da una società del gruppo e quote non rilevanti di fondi rivenienti dalla fusione con Cassa di Risparmio di Cento, di cui 1,3 milioni di euro in fondi immobiliari.
Il Gruppo non ha posto in essere operazioni di copertura.
L'attività svolta sui mercati dei cambi prevede l'assunzione di posizioni gestite e controllate tramite massimali di posizione, sia lorda sia netta, e massimali di concentrazione per divisa.
Il rischio di mercato currency viene calcolato con la stessa frequenza e metodologia indicata per il rischio tasso ed equity.
Non sono presenti operazioni di copertura.
Nella presente sezione vengono sinteticamente esposti i risultati delle analisi del rischio di cambio. In particolare di seguito sono riportati i valori medi, massimi e minimi del VaR (in milioni di euro) generato dal fattore di rischio currency relativi agli esercizi 2023, 2024 e primo semestre 2025.
| Tabella 4. Dati di Currency VaR | ||||
|---|---|---|---|---|
| 2025 06 | 2024 | 2023 | ||
| Credem | 0,5 0,1 |
|||
| medio VaR - |
0,3 | 0,2 | ||
| min | 0,0 | 0,0 | ||
| max | 1,5 | 1,0 | 1,5 |
dati in mln di €, VaR 99% 10gg * Coeff moltiplicativo
Nella figura sottostante è riportato l'andamento di tale dato di VaR per Credem nell'arco del primo semestre 2025.

La tabella sottostante evidenzia i contributi medi del rischio equity, rischio di cambio e rischio di tasso nel corso del 2025 al VaR complessivo non diversificato.
| Equity Risk | FX Risk | Interest Rate Risk | |
|---|---|---|---|
| Credem 2025 06 | 6,6% | 0,7% | 92,6% |
Nell'ambito della più complessiva analisi annuale di backtesting dei modelli, viene effettuato il confronto tra il dato di VaR e il P&L effettivamente conseguito.
Il backtesting è eseguito mettendo a confronto i dati di VaR con i dati di P&L gestionali giornalieri (o settimanali, per i portafogli per i quali il calcolo di redditività è su base weekly), e si basa sull'analisi delle "eccezioni", ovvero dei casi in cui la perdita registrata risulta superiore al VaR stimato per lo stesso periodo di riferimento, sia in termini di numerosità sia in termini di distribuzione temporale.
Il perimetro dell'analisi di backtest sono i portafogli del Regolamento Finanza (trading e bancario) e copre i rischi riportati nella presente sezione. L'orizzonte temporale del VaR è coerente con quello di calcolo del P&L. L'esercizio si basa su 12 mesi di dati. Le ipotesi sono state verificate attraverso una serie di test:
Nell'ambito dell'analisi del periodo di backtesting i test effettuati confermano la tenuta del modello di VaR.
L'operatività in strumenti finanziari derivati è gestita dal Gruppo tramite un apposito applicativo dedicato atto alle valorizzazioni giornaliere a Mark to model. Il documento di riferimento "Allegato tecnico alla Fair value Policy di Gruppo: Manuale modelli di pricing" disciplina i principali modelli di pricing comunemente utilizzati dal Gruppo per i propri derivati valutati al Mark to Model. In particolare una sezione dedicata descrive nel dettaglio tali modelli. L'insieme dei modelli descritti individua le metodologie ad oggi utilizzate e validate per le valutazioni degli strumenti detenuti in proprietà.
Il Gruppo Credem si è dotato di una Fair Value Policy e relativi allegati tecnici che disciplinano anche le regole contabili per la valorizzazione degli strumenti a mark to model, i relativi parametri e i processi inerenti la valorizzazione degli strumenti.
In particolare il manuale si articola nelle seguenti sezioni:
I parametri di mercato utilizzati per le valutazioni e gestiti all'interno dell'applicativo possono essere:
Generalmente, i parametri alimentati manualmente sono quelli che non necessitano di un aggiornamento costante e giornaliero.
I documenti di riferimento riportano come indicato tutti i modelli di pricing e i parametri di mercato validati e utilizzati dal Gruppo per la valutazione degli strumenti derivati.
Qualora sia necessario introdurre nuovi parametri e/o modelli, il processo prevede il coinvolgimento della funzione di validazione che disciplina un apposito parere inerente la nuova operatività e provvede alla validazione dei modelli come disciplinato nell' apposito regolamento Nuovi prodotti del Gruppo.
E' cura della funzione di validazione aggiornare periodicamente i documenti di riferimento con i nuovi modelli e/o parametri utilizzati ed effettuare analisi sulla validità dei modelli in uso.
Procedure automatiche e appositi controlli consentono il presidio giornaliero delle valorizzazioni dei derivati e dei parametri utilizzati.
Si riporta per ogni tipologia di strumento derivato il tipo di valutazione (tramite quotazione di mercato - Mark to market o tramite valutazione a modello- Mark to model). Nel caso lo strumento sia valutato tramite Mark to Model si indicano: il modello di pricing utilizzato per la valorizzazione e i parametri di mercato utilizzati per la valutazione.
| Family | Group | Transaction Type |
Description | Mark to Model / Mark to Market |
Modello di Pricing / Parametri di Mercato |
|---|---|---|---|---|---|
| CURR | FXD | FXD | Spot-Forward | MARK_TO_MARKET, MARK_TO_MODEL |
Modelli: COST_OF_CARRY Parametri: FX_SPOT_RATE, FX_CURVE |
| CURR | FXD | XSW | Forex Swap | MARK_TO_MODEL | Modelli: COST_OF_CARRY Parametri: FX_SPOT_RATE, FX_CURVE |
| CURR | OPT | FX Option | MARK_TO_MODEL | Modelli: BLACK_EXOTIC (Solo Back to back) Parametri: FX_SPOT_RATE, FX_CURVE, IR_CURVE, FX_VOL_SURF |
|
| EQD | BOND | CNV | Convertible Bond |
MARK_TO_MARKET, MARK_TO_MODEL |
Modelli: CN_CREDIT_ALL (Solo Sensitivity) Parametri: BOND_PX, IR_CURVE, EQ_VOL_SURF, EQ_DIV_CURVE |
| EQD | EQUIT | Equities | MARK_TO_MARKET | Modelli: | |
| Parametri: EQ_STOCK_PX, EQ_INDEX_PX |
|||||
| IRD | ASWP | Asset Swap | MARK_TO_MODEL | Modelli: DISC_CASH_FLOW | |
| Parametri: IR_CURVE | |||||
| IRD | BOND | Vanilla Bond | MARK_TO_MARKET, MARK_TO_MODEL |
Modelli: DISC_CASH_FLOW | |
| Parametri: BOND_PX, IR_CURVE, CREDIT_SPREAD_CURVE |
|||||
| IRD | CF | Cap/Floor | MARK_TO_MODEL | Modelli: BLACK_NORM_YLD, FISCHER_BLACK |
|
| Parametri: IR_CURVE, IR_CAP_FLOOR_VOL_SURF |
|||||
| IRD | CS | Currency Swap | MARK_TO_MODEL | Modelli: DISC_CASH_FLOW | |
| Parametri: FX_SPOT_RATE, FX_CURVE, IR_CURVE |
|||||
| IRD | FRA | Forward Rate | MARK_TO_MODEL | Modelli: DISC_CASH_FLOW | |
| Agreement | Parametri: IR_CURVE | ||||
| IRD | IRS | Interest Rate Swap |
MARK_TO_MODEL | Modelli: DISC_CASH_FLOW | |
| Parametri: IR_CURVE |
| Family | Group | Transaction Type |
Description | Mark to Model / Mark to Market |
Modello di Pricing / Parametri di Mercato |
|---|---|---|---|---|---|
| IRD | IRS | Inflation Swap | MARK_TO_MODEL | Modelli: DISC_CASH_FLOW Parametri: INFL_ZERO_CURVE, IR_CURVE |
|
| IRD | LFUT, SFUT | Long/Short Future |
MARK_TO_MARKET | Modelli: Parametri: IR_FUT_PX, BOND_FUT_PX |
|
| IRD | LN_BR | Loans/Deposit s |
MARK_TO_MODEL | Modelli: DISC_CASH_FLOW Parametri: IR_CURVE |
|
| IRD | OPT | OTC | Bond Option | MARK_TO_MODEL | Modelli: BLACK_NORM_YLD, FISCHER_BLACK Parametri: IR_CURVE, BOND_VOL_SURF |
| IRD | OSWP | Interest Rate Swaption |
MARK_TO_MODEL | Modelli: BLACK_SHIFTED (Componente opzionale (swaption)), DISC_CASH_FLOW (Componente cedolare dello swap) Parametri: IR_CURVE, IR_SWAPTION_VOL_CUBE |
|
| IRD | REPO | REPO | Bond Repo | MARK_TO_MODEL | Modelli: DISC_CASH_FLOW Parametri: BOND_PX, IR_CURVE |
In tema di Hedge accounting, il Gruppo, come previsto dall'IFRS9, continua ad applicare quanto definito dal principio contabile IAS 39 (nella versione carved out omologata dalla Commissione Europea) in relazione a tutte le coperture poste in essere.
Si è adottata la metodologia contabile del Macro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso associato a:
Si è adottata, inoltre, la metodologia contabile del Micro Fair value Hedge per la copertura del rischio di tasso associato a:
L'applicazione della metodologia di hedge accounting consente di rappresentare contabilmente in modo simmetrico sia le poste coperte che i prodotti derivati utilizzati per la copertura. In particolare, per la copertura del rischio di tasso, vengono utilizzati strumenti derivati non quotati (IRS, OIS, IRS inflation) che consentono di riallineare le differenze tra le caratteristiche finanziarie degli impieghi e della raccolta.
Il Fair Value Hedge prevede che la relazione di copertura sia formalmente documentata da una hedging card e che la tenuta della copertura sia verificata attraverso dei test di efficacia sia prospettici che retrospettivi. Se i test di efficacia danno esito positivo è passata in contabilità una rettifica relativa al Fair Value dello strumento coperto, per allineare la sua modalità di valutazione a quello dello strumento di hedging.
Tali test di efficacia sono svolti periodicamente durante tutta la vita dell'operazione. La copertura è considerata efficace se il rapporto tra la variazione di fair value dell'elemento coperto rispetto allo strumento di copertura è compreso nel range 80%-125%. Il test di verifica della tenuta prospettica e retrospettiva delle coperture è svolto su base trimestrale.
L'hedge accounting non può essere mantenuto qualora la copertura divenga inefficace (fuori dal range 80%-125%). Eventuali fonti di inefficacia possono essere: diverse date di pagamento o convenzioni fra strumento coperto e di copertura, spread di credito per il FVH titolo, variazione della base tra le curve di forwarding e discounting.
Obiettivo di fondo delle operazioni di copertura effettuate secondo la metodologia del Cash Flow Hedge è quello di evitare che variazioni inattese dei tassi di mercato si ripercuotano negativamente sul margine di interesse.
In particolare, per la copertura del rischio di tasso, vengono utilizzati strumenti derivati non quotati (IRS) che consentono di riallineare le differenze tra le caratteristiche finanziarie degli impieghi e della raccolta. L'obiettivo della copertura è l'eliminazione parziale del rischio di fluttuazioni dei flussi di cassa futuri determinati dall'andamento del tasso variabile lungo il periodo coperto e il conseguente raggiungimento di un'indicizzazione al tasso fisso "obiettivo", pari a quello sintetizzato dai flussi della "gamba" a tasso fisso del gruppo di strumenti di copertura.
Nei precedenti esercizi è stato attivato il Macro Cash Flow Hedge per i mutui a tasso variabile. La definizione dei pacchetti di mutui coperti in Macro Cash Flow Hedge è stata fatta secondo i seguenti criteri:
L'omogeneità di tali caratteristiche del portafoglio mutui e dei relativi derivati garantisce l'efficacia della copertura e quindi permette di non effettuare il test al punto 2 definito nel secondo paragrafo sotto riportato (test invece indispensabile per il Cash Flow Hedge su diverse forme di raccolta).
Per la raccolta a tasso variabile coperta in Cash Flow Hedge vengono effettuati i seguenti test:
Per i mutui coperti in Macro Cash Flow Hedge viene verificato che lo swap di copertura sia stato concluso a condizioni di mercato, controllando il valore di Mark To Market con la curva real time al momento della chiusura dell'operazione.
Relativamente al Cash Flow Hedge delle diverse forme di raccolta (analogo discorso vale per il Macro Cash Flow Hedge mutui cambiando i segni dei flussi e passività in attività) gli strumenti derivati per i quali si applica la metodologia in oggetto sono considerati come facenti parte di un unico gruppo di operazioni che presentano complessivamente un'esposizione di tipo "incasso tasso variabile/pagamento tasso fisso". Tale gruppo di operazioni è considerato, lungo tutta la loro vita, a copertura parziale dei flussi che si generano su un gruppo di passività a tasso variabile (pagamento tasso variabile); tali passività sono rappresentate sia da posizioni debitorie già in essere, sia da operazioni future con le medesime caratteristiche (qualora rispettino i requisiti richiesti dal principio per essere designate come poste coperte4 ). All'interno di ciascun bucket, essendo coperto l'insieme omogeneo dei flussi generati dalle passività interessate dalla copertura, l'identificazione dei flussi coperti prescinde dalla correlazione dei medesimi rispetto ai nominali che li hanno generati (singole passività a tasso variabile), tuttavia i flussi oggetto di copertura vengono identificati come "i primi" complessivamente generati all'interno del bucket medesimo. Al 30 giugno 2025 la copertura di Cash Flow Hedge sulla raccolta non risulta attiva.
L'obiettivo della copertura è l'eliminazione di una porzione del rischio di variabilità dei flussi di cassa derivanti dalla ridefinizione delle "cedole" delle poste coperte. La designazione della relazione di copertura è riferita a precisi periodi di tempo futuro (bucket trimestrali per il Cash Flow Hedge titoli, bucket mensili per il Cash Flow Hedge mutui) e, in termini di porzione coperta, può essere differente da bucket a bucket in relazione alla posizione complessiva del gruppo dei derivati di copertura e delle operazioni coperte in essere alla fine di ogni bucket definito.
La riduzione del rischio di variabilità dei flussi di cassa è ottenuta tramite la composizione di gruppi di elementi coperti e di poste di copertura che presentano caratteristiche di indicizzazione allo stesso tasso variabile e con date di definizione dei tassi "ragionevolmente" vicine (trimestre nel caso di Cash Flow Hedge su diverse forme di raccolta, 10 giorni nel caso del Cash Flow Hedge mutui).
In sostanza, i flussi di cassa che verranno incassati in ognuno dei periodi definiti dalle cedole variabili del gruppo degli strumenti di copertura annulleranno una porzione (pari a quella generata sul capitale coperto) dei flussi di cassa complessivamente pagati sul gruppo di poste coperte (i flussi generati dai primi nominali in riprezzamento di ogni bucket fino a concorrenza del nominale delle operazioni di copertura per ogni periodo) trasformando l'esposizione complessiva nel bucket da variabile a fissa.
Affinché tale situazione si verifichi con un elevato livello di probabilità è necessario che i flussi di cassa (variabili) generati dai due gruppi siano allineati in termini di parametro e frequenza di indicizzazione e che le date di definizione dei tassi variabili dei singoli elementi presenti nei due gruppi siano sufficientemente ravvicinate fra di loro.
4 Se le operazioni solo "prospettate" rispettano i requisiti necessari per essere qualificate secondo lo IAS 39 come "forecast transaction", anche i flussi futuri da queste generati potranno essere a loro volta inclusi nella medesima definizione e, conseguentemente, designabili come poste coperte. Per il CFH mutui si è deciso di non utilizzare "forecast transaction".
Ai fini della designazione della relazione di copertura delle diverse forme di raccolta a tasso variabile, una forecast transaction deve essere5 :
Per "altamente probabile" si intende una situazione tale per cui è molto più facile che la transazione avvenga piuttosto che non avvenga6 . A tal fine, non è possibile dare una qualifica di "alta probabilità" a delle transazioni future solo sulla base delle intenzioni del management: è necessario supportare l'analisi con fatti e circostanze verificabili in modo oggettivo.
Il principio fornisce un elenco degli elementi che è necessario prendere in considerazione ai fini della definizione del requisito di alta probabilità7 . Questi sono:
Tre elementi condizionano l'entità e la forza delle "prove" necessarie al fine della dimostrazione dell'"alta probabilità" di una transazione futura:
Come evidenziato nell'Implementation guidance 9 dello IAS 39, non è necessario che la società sia in grado di predire con esattezza la data in cui si verificherà la transazione futura. È, però, richiesto che sia ben identificato e, quindi, anche documentato il periodo in cui la transazione è attesa.
Nel rispetto di quanto sopra riportato, il Comitato ALM ha inoltre fissato un limite al valore massimo delle forecast transaction.
L'importo delle forecast transaction non potrà superare il valore complessivo ipotizzato delle future emissioni obbligazionarie a tasso variabile (definito come differenza fra i volumi previsti come giacenze per ogni anno e l'ammontare delle obbligazioni già emesse).
Per una corretta individuazione dei flussi in scadenza, oltre all'inerziale delle operazioni già effettuate, vengono anche valorizzati gli importi delle operazioni effettuate negli anni di previsione/proiezione; per convenzione la durata di queste emissioni viene ipotizzata a 2 e 3 anni. È inoltre stabilita una percentuale, decrescente con il trascorrere del tempo, del rapporto fra totale delle forecast transaction ipotizzate e le emissioni previste, al fine di esprimere un minore livello di probabilità delle forecast tanto più sono lontane nel tempo.
Alla data del 30/06/2025 la fattispecie non era presente.
5 IAS 39 § 88
6 IAS 39 IG F.3.7 7
IAS 39 IG F.3.7 8 IAS 39 IG F.3.7
Si definisce rischio di liquidità l'eventualità che il Gruppo possa trovarsi nella condizione di non riuscire a far fronte ai propri impegni di pagamento di natura ordinaria o straordinaria, quando gli stessi diventino esigibili, senza incorrere in perdite tali da pregiudicare la propria operatività quotidiana o le condizioni finanziarie complessive del Gruppo stesso. La gestione del rischio di liquidità può essere suddivisa fra:
Il Gruppo Credito Emiliano si è da tempo dotato di una Policy per la Gestione del rischio liquidità. La Policy approvata disciplina:
I principi essenziali a cui si ispira la politica di gestione della liquidità sono:
Su base giornaliera, mediante un modello di liquidity gap, viene esposta l'evoluzione temporale dei flussi di cassa per consentire l'attivazione di operazioni finalizzate a determinare un equilibrio fra entrate ed uscite di cassa. Inoltre, a partire dal 2023 è in corso l'utilizzo della piattaforma Ilias per il monitoraggio gestionale giornaliero degli indicatori regolamentari e gestionali interni.
Al Comitato Asset Liability & Management di Gruppo sono assegnati poteri decisionali per la declinazione delle strategie in merito alle politiche di funding del Gruppo. Periodicamente sono analizzate, in sede di Comitato, le condizioni di equilibrio finanziario per orientare le decisioni circa le strategie di funding. Sempre in sede di Comitato, sono analizzati interventi straordinari eventualmente richiesti per le contingenti situazioni di mercato.
Nell'ambito del processo RAF vengono, inoltre, definite le soglie di Risk Appetite e Risk Tolerance, le metriche e le modalità di controllo dei seguenti indicatori di liquidità:
Liquidity Coverage Ratio (LCR);
Asset Encumbrance;
Le regole di "Liquidity Management" adottate prevedono limiti di liquidità da rispettarsi sulle scadenze di breve termine ed altri indicatori per monitorare quotidianamente la posizione complessiva.
Relativamente alla liquidità strutturale sono previsti limiti finalizzati a controllare e gestire i rischi derivanti dal mismatch di scadenze a medio-lungo termine dell'attivo e del passivo. Sono previsti dei gap ratio a 1, 2 e 5 anni.
Questi limiti consentono di evitare che l'operatività a medio-lungo termine possa dare luogo ad eccessivi squilibri da finanziare a breve termine.
Gli scenari di stress test previsti dal Regolamento si distinguono in:
Le procedure di Contingency Funding Plan, costantemente aggiornate, si pongono l'obiettivo di salvaguardare la stabilità del gruppo durante le fasi iniziali di uno stato di tensione di liquidità e garantire la continuità del gruppo stesso nel caso di gravi crisi di liquidità.
L'attività di gestione della liquidità a breve e del funding strutturale è svolta dalla Finanza della Capogruppo che complessivamente:
Questa impostazione consente di supportare adeguatamente i fabbisogni finanziari ed è finalizzata a:
Nel corso del primo semestre 2025, Il Gruppo ha proseguito, nell'ambito delle segnalazioni regolamentari, a trasmettere alle autorità di vigilanza:
Il Gruppo inoltre, nel corso del primo semestre 2025, ha continuato l'invio settimanale del Single Supervisory Mechanism Liquidity Exercise (SLT) a livello consolidato richiesto da BCE (a partire da Settembre 2023).
Al 30 Giugno 2025 l'importo totale delle riserve di liquidità libere, intese come attività liquide di elevata qualità calcolate ai fini del calcolo dell'indicatore LCR, si è attestato a 8,12 miliardi di euro a valore di mercato. Il 97% di tali riserve è detenuto dalla Capogruppo ed il restante 3% dalle controllate domestiche.
A fine giugno 2025 non risultavano in essere operazioni di finanziamento con BCE.
Nel corso del primo semestre 2025, nell'ambito dell'operatività di money market, è continuata l'operatività di raccolta in depositi unsecured a breve termine con il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF), con un importo medio di 50 milioni di euro. Alla data del 30 giugno 2025, non risultavano in essere operazioni.
Con riferimento all'operatività di rifinanziamento in repo, in prevalenza Titoli di Stato e Supras Europei, il Gruppo è rimasto molto attivo nel corso del 2025 e la raccolta netta outstanding a fine giugno è risultata pari a circa 2,17 miliardi di euro a controvalore di mercato. La quota di liquidità in eccesso rispetto ai fabbisogni di tesoreria è stata reimpiegata in parte nel mercato monetario e in parte è stata depositata presso la Banca Centrale Europea.
In relazione all'operatività in divisa diversa dall'Euro e in particolare in USD, a seguito della riduzione del portafoglio di titoli governativi e corporate in USD, il surplus è stato prevalentemente impiegato in pronti contro termine in divisa. L'importo complessivo netto di impiego di tali operazioni a fine giugno 2025 ammonta a 56 milioni di USD a controvalore di mercato.
Nell'ambito del programma di Obbligazioni Bancarie Garantite da Credem CB, il valore nominale delle emissioni in circolazione a fine giugno 2025 è risultato pari a 2,85 miliardi di euro, di cui 1 miliardo di euro rappresentato da un'emissione retained. L'emissione retained risulta idonea per operazioni di rifinanziamento presso la Banca Centrale Europea e si presta come attività di livello 1 ai fini del Liquidity Coverage Ratio per potenziali controparti prenditrici in operazioni di Repo.
A maggio 2025, il Gruppo ha effettuato il collocamento sul mercato di uno strumento subordinato Tier 2 da parte di CredemHolding per 200 milioni di euro con scadenza maggio 2037 e possibilità di rimborso anticipato a maggio 2032, con relativa emissione "mirror" da parte di Credem interamente sottoscritta da parte della Holding, in linea con quanto previsto nel piano di funding 2025. Nel mese di giugno 2025 è stato perfezionato il rinnovo annuale del Programma EMTN allineandolo alle più recenti normative vigenti.
Con riferimento all'operazione di cartolarizzazione avente come veicolo Emilia SPV S.r.l., nel corso del primo semestre 2025 è stata effettuata una nuova cessione di attivi relativa a mutui ipotecari residenziali in bonis. Al 30 giugno 2025, il circolante della tranche senior è pari a circa 2,13 miliardi di Euro, mentre quello della tranche junior è pari a circa 0,64 miliardi di euro.
Nel corso del primo semestre 2025, a valere sul Programma di Emissione di Cambiali Finanziarie di Credito Emiliano, che dà la possibilità di emettere Commercial Paper di diritto Italiano da destinarsi alla clientela istituzionale e professionale, sono state effettuate 6 emissioni di Cambiali Finanziarie, nella forma di Zero Coupon con durata media pari a 5 mesi, per un ammontare complessivo di 238 milioni di euro e per un valore outstanding a fine giugno 2025 di 212 milioni di euro.
Il Gruppo ha sviluppato un sistema integrato di gestione dei rischi operativi assunti che, in attuazione degli indirizzi strategici, consente di rafforzare la capacità delle Unità Organizzative di gestirli consapevolmente, introducendo strumenti di rilevazione, misurazione e controllo tali da garantire un'assunzione dei rischi consapevole e compatibile con le strategie di Governance e con le condizioni economiche e patrimoniali, nel rispetto delle indicazioni provenienti dalle Autorità di Vigilanza.
Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha approvato il regolamento "Gestione dei rischi operativi" (Regolamento ORM) con cui definisce le politiche di gestione del rischio operativo a livello di Gruppo e Banca e determina un sistema comune e coordinato caratterizzato da regole condivise per l'allocazione di compiti e responsabilità.
Il regolamento definisce come rischio operativo "il rischio di perdite derivanti dall'inadeguatezza o dalla disfunzione di processi, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni, ivi compreso il rischio giuridico; non sono inclusi quelli strategici e di reputazione".
A partire dalla segnalazione regolamentare al 31 Marzo 2025, il metodo di calcolo del requisito patrimoniale a fronte del rischio operativo adottato sia a livello di singole Società del Gruppo Bancario "Credito Emiliano - CREDEM" sia a livello consolidato, è rappresentato dallo Standardised Approach- Metodo standardizzato introdotto dalla CRR3 a recepimento della riforma di Basilea 4 a livello comunitario.
Non sono intervenute variazioni significative rispetto all'esercizio precedente in relazione al modello di gestione dei rischi operativi che di seguito viene rappresentato sinteticamente: l'Organo con funzioni di supervisione strategica di Gruppo è identificato nel Consiglio di Amministrazione di Credito Emiliano SpA, Capogruppo del Gruppo Bancario Credito Emiliano – CREDEM.
A livello di Gruppo sono stati individuati più organi con funzioni di gestione, coincidenti con i Consigli di Amministrazione delle singole controllate, che hanno adottato il Regolamento ORM traducendo il relativo "schema" nella specifica realtà aziendale ed individuando concretamente le funzioni "locali" richieste per il buon esito del processo.
Dal punto di vista operativo, gli organi con funzione di supervisione strategica e quelli con funzioni di gestione sono supportati dall'attività dell'ufficio Governance, Raf Esg e Operativi (GEO) di Capogruppo. Nell'ambito del processo coordinato centralmente da GEO (c.d. "ORM Centrale"), l'attività di gestione del rischio operativo viene svolta con il supporto di alcune funzioni "ORM Periferico" appartenenti a diversi servizi della Banca e delle Società del Gruppo Bancario.
L'Organo con funzione di controllo è identificato nel Collegio Sindacale, coerentemente con la disciplina vigente relativa agli enti che adottano un modello "tradizionale" di governance societaria. Più in particolare, il Collegio della Capogruppo è responsabile di vigilare sull'osservanza delle norme di legge, regolamentari e statutarie, sulla corretta amministrazione, sull'adeguatezza degli assetti organizzativi e contabili del Gruppo anche tramite il coordinamento con gli omologhi organi collegiali presenti nelle controllate.
Nell'espletamento delle proprie attività tale organo viene supportato dal Servizio Audit di Gruppo. Il Regolamento ORM istituisce, inoltre, specifici flussi informativi verso l'organo di controllo delle società interessate.
Il Sistema di Gestione dei Rischi Operativi è periodicamente sottoposto a revisione indipendente da parte del Servizio Audit della Capogruppo.
Il sistema di gestione dei rischi operativi è definito come l'insieme strutturato dei processi funzioni e risorse per l'identificazione, la valutazione e il controllo dei rischi operativi ed è articolato nei seguenti sottoprocessi:
Le società incluse nei processi di misurazione, monitoraggio e mitigazione sono quelle che risultano annualmente rilevanti ai fini del rischio operativo ed informatico dall'analisi di rilevanza effettuata nell'ambito dell'approvazione del Risk Appetite Framework (RAF) e del processo di determinazione dell'adeguatezza patrimoniale (ICAAP) svolto dalla Capogruppo.
Il processo di "Identificazione" è composto dalle seguenti procedure:
Il processo di "Misurazione" è rappresentato dalla quantificazione del Capitale a Rischio (CaR) mediante stime soggettive. Le metodologie di misurazione delle perdite attese e inattese sono finalizzate ad un'attività di controllo ed individuazione di situazioni potenzialmente critiche e si basano sulla esecuzione di questionari Risk Self Assessment (RSA), con frequenza almeno annuale, che per ogni tipologia di evento richiedono ai responsabili delle unità organizzative (UO) che possono generare/gestire i rischi operativi, una stima soggettiva di alcuni fattori di rischio:
L'analisi è svolta su più livelli quali unità organizzativa, business units, società e gruppo consolidato e, per ogni livello, sono prodotti un valore di perdita attesa ed un valore di perdita inattesa. I risultati della valutazione sono utilizzati a fini gestionali per la prevenzione e la mitigazione dei rischi operativi e nel processo di pianificazione operativa, coerentemente a quanto definito dal "Regolamento pianificazione, programmazione e controllo di Gruppo".
Contribuisce inoltre alla misurazione del rischio operativo anche la quantificazione almeno annuale degli assorbimenti patrimoniali secondo lo "Standardised Approach", in accordo al quale il Gruppo ha sviluppato ed applica – in coerenza con quanto previsto dalla nuova normativa di vigilanza prudenziale e connessi mandati dell'EBA – una specifica metodologia di calcolo della misura di esposizione al rischio in parola riferita agli ultimi tre esercizi completi (c.d. "Business Indicator") e conseguente determinazione dei fondi propri (c.d. "Business Indicator component") tramite allocazione del Business Indicator nei bucket previsti dalla CRR3.
Il processo di "Monitoraggio e controllo" mira a identificare tempestivamente eventuali disfunzioni nei processi aziendali o nelle procedure di gestione del rischio al fine di consentire di valutare le necessarie azioni di mitigazione.
I Rischi Operativi sono inoltre monitorati all'interno del più ampio processo di Risk Appetite Framework (RAF) di Gruppo (monitoraggio trimestrale).
Al fine di assicurare un presidio nel continuo, è prevista una rendicontazione, per singolo evento di perdita operativa la cui autonomia di delibera (definita all'interno dei regolamenti già vigenti o, in mancanza, oltre la soglia di 100.000 €) spetta al Comitato Esecutivo/Consiglio di Amministrazione, dei controlli che non sono andati a buon fine e delle azioni correttive di eventuali carenze organizzative e/o di processo/prodotto. Qualora disponibili, l'ORM periferico di volta in volta competente inserisce le informazioni oggetto di rendicontazione in seno alle proposte e le invia alle Funzioni preposte a seconda delle casistiche (a titolo esemplificativo, Servizio Audit e Compliance). In ogni caso, le delibere assunte dal CE/CA sono inviate, per opportuna conoscenza, al Risk Officer della Capogruppo e a GEO. GEO verifica semestralmente che le Funzioni preposte siano state attivate dagli ORM Periferici e, laddove questo non sia accaduto, attiva direttamente le Funzioni preposte eventualmente coordinandosi con gli ORM Periferici.
Inoltre, GEO controlla semestralmente, per BU/Servizio di Credembanca e per le società rilevanti, che le rispettive perdite contabilizzate nel semestre/anno di riferimento non superino il relativo valore di Perdita Attesa stimato in ambito Risk Self Assessment e, nel caso in cui ciò accada, rendiconta nel CE di Credembanca le motivazioni dello scostamento fornite dai Responsabili delle BU/Capi Servizio di Credembanca. Per le singole società rilevanti, nel caso in cui le perdite risultino superiori alla Perdita Attesa, l'ORM periferico della società rendiconta nel proprio CA le motivazioni dello scostamento e ne dà comunicazione al Risk Officer della Capogruppo.
Il sistema di reporting fornisce agli organi aziendali ed ai responsabili delle funzioni interessate informazioni sul livello di esposizione ai rischi operativi e rappresenta uno strumento di supporto per la loro gestione attiva ed è la sintesi dei processi di misurazione, monitoraggio e controllo.
Il processo di "Mitigazione" definisce le azioni da intraprendere per la prevenzione e l'attenuazione dei rischi operativi ed è composto dalle seguenti procedure:
Le azioni di mitigazione definite nel reporting vengono inoltre incluse nel processo di pianificazione operativa.
Il requisito patrimoniale a fronte dei rischi operativi, calcolato sul Margine di intermediazione del triennio 2022 - 2024, è pari a 251,7 milioni di euro.
Il Gruppo, nel normale svolgimento della propria attività d'impresa, è parte di diversi procedimenti giudiziari dai quali potrebbero anche derivare obblighi di natura risarcitoria e/o restitutoria, con conseguente possibile esborso di risorse economiche (c.d. rischio legale). Tutte le controversie in essere sono state debitamente analizzate dal Gruppo e, alla luce di tale analisi, nonché delle indicazioni anche provenienti dai Legali Fiduciari esterni, sono stati effettuati, ove ritenuto necessario, accantonamenti a bilancio nella misura idonea ed appropriata alle singole circostanze. Più in particolare è costituito un fondo rischi ed oneri diversi a presidio delle potenziali passività che potrebbero scaturire dalle cause pendenti.
La maggior parte di tali controversie sono riconducibili alle principali attività del Gruppo e riguardano, in particolare, le aree dei servizi di investimento, dell'anatocismo e fiscali.
Di rilevanza minore sono le controversie relative all'ambito immobiliare, amministrativo e all'operatività di sportello.
A partire dalla campagna di RSA svolta nel 2024 è stata realizzata un'evoluzione metodologica che ha permesso di evidenziare, in modo esplicito, le categorie di rischio all'interno delle quali sono riflessi i rischi operativi Climatici e Ambientali (C&E), distinti tra rischio fisico e rischio di transizione. Con particolare riferimento al processo di Risk Self Assessment, è stato eseguito un aggiornamento del repository, sono stati introdotti nuovi scenari e ne sono stati modificati altri al fine di meglio esplicitare il potenziale legame con fattori Environmental, Social o Governance. Sono stati altresì rivisti gli scenari relativi ai rischi legati all'ambito Outsourcing & IT e gli scenari legati ai servizi di pagamento con particolare riferimento al fronte digitale. Inoltre, a partire dal primo semestre 2025, sono stati introdotti dei Key Risk Indicator (KRI) che mirano ad assicurare un adeguato e compiuto monitoraggio gestionale del profilo di esposizione al rischio operativo del Gruppo, in aggiunta agli indicatori già individuati in ambito RAF. In particolare, tali indicatori gestionali implementati sono finalizzati ad intercettare e gestire tempestivamente eventuali incrementi significativi nel profilo di rischio operativo, anche in ottica di definizione di opportune strategie di risposta (es. azioni di mitigazione del rischio).
Si riporta di seguito la composizione percentuale delle perdite operative del Gruppo Credem per tipologie di evento:

Nel corso del I semestre 2025, la principale fonte di rischio operativo, per importo di perdita, è risultata essere la tipologia di evento "Frodi esterne" (ET 02). La seconda fonte di rischio operativo si riferisce alle perdite dovute a "Esecuzione, gestione e consegna di prodotti o servizi" (ET 07), seguita da "Frodi Interne" (ET 01), "Rapporti con Clienti, prestazioni di servizi o prodotti" (ET 04), "Relazioni con il personale e sicurezza dell'ambiente di lavoro" (ET 03)" e "Disastri ed altri eventi" (ET 05).
L'incidenza delle perdite legate a malfunzionamento dei sistemi tecnologici (ET 06) è risultata del tutto marginale.
Infine, la quasi totalità delle perdite riconducibili al "Conduct Risk" si riferisce agli Event Type 01 e 04.
Credemvita S.p.A opera sulla scorta di una strategia di assunzione e gestione dei rischi basata su criteri di sana e prudente gestione e coerente con il livello patrimoniale dell'impresa. Tale strategia si fonda su principi di valutazione dei rischi che considerano gli aspetti relativi alla loro rilevanza/significatività.
L'approccio seguito nella gestione dei rischi è fondato sul criterio di proporzionalità e viene delineato in apposite politiche interne ai sensi del Regolamento IVASS n.38/2018, per ognuno degli ambiti di rischiosità che insistono sulla Compagnia.
Gli elementi chiave attraverso cui viene definita la strategia e le modalità di gestione dei rischi della Compagnia sono i seguenti:
I principi generali adottati per la definizione del sistema di gestione del rischio considerano quindi:
Credemvita nell'ambito del proprio sistema di gestione dei rischi, ha strutturato ed implementato un autonomo processo di valutazione della propria adeguatezza patrimoniale, attuale e prospettica, in relazione ai rischi rilevanti verso i quali la Compagnia risulta esposta (processo ORSA – Own Risk and Solvency Assessment). Tale processo ha le seguenti fasi:
Tra essi sono incluse inoltre le valutazioni dei rischi ESG (con un focus particolare sui rischi climatici).
Parte integrante del processo ORSA sono anche i seguenti processi:
Nell'ambito dell'attività di indirizzo strategico della Compagnia, il Consiglio di Amministrazione individua e approva il corretto dimensionamento della dotazione complessiva di capitale e gli obiettivi di redditività corretta per il rischio. La formulazione di preliminari linee guida strategiche da parte del Consiglio di Amministrazione indirizza la calibrazione degli obiettivi di rischio e lo sviluppo del piano strategico. Tali attività sono significativamente connesse e vengono entrambe sviluppate considerando la situazione di partenza della Compagnia, la visione prospettica del contesto esterno, i profili di rischio e gli orientamenti in termini di rischio/rendimento.
Nel continuo, la Funzione di Risk Management supporta gli organi aziendali nelle scelte derivanti dall'attuazione del piano agevolando la comprensione e la consapevolezza dei rischi assunti/assumibili e il presidio degli stessi.
La regolamentazione di settore, recante disposizioni in materia di sistema di gestione dei rischi, richiede alle imprese di effettuare una catalogazione dei rischi a cui esse sono esposte indipendentemente dalla circostanza che siano quantificabili, in funzione della natura, della portata e complessità inerenti all'attività svolta, in ottica attuale e prospettica, nonché gli effetti indiretti connessi ai rischi significativi.
Tale catalogazione costituisce il linguaggio comune per lo svolgimento di tutte le attività connesse con il sistema di gestione dei rischi aziendali.
I rischi della Compagnia sono classificati nelle seguenti principali classi:
Il processo di identificazione dei rischi a cui la Compagnia è esposta costituisce un elemento fondamentale per la corretta implementazione e valutazione del più ampio processo di gestione dei rischi. Credemvita, in linea con la Normativa Regolamentare, ha previsto una procedura di censimento dei rischi, da intendersi come strumento metodologico di supporto nello svolgimento delle attività di individuazione e valutazione dei rischi che permetta di raccogliere in via continuativa informazioni sui rischi, interni ed esterni, esistenti e prospettici a cui è esposta, e che possono interessare tutti i processi operativi e le aree aziendali. Per sua natura tale procedura è in continua evoluzione in base al progressivo affinamento del sistema di gestione dei rischi e all'evoluzione del quadro normativo di riferimento.
La procedura di censimento dei rischi di Credemvita si articola in quattro fasi:
Le modalità adottate per l'identificazione dei rischi si basano sostanzialmente su uno o più dei seguenti approcci:
Una volta che i rischi sono stati identificati essi vanno a costituire la Mappa dei Rischi della Compagnia.
Il processo di valutazione dei rischi è realizzato sia con logiche attuali sia con logiche prospettiche ed integra metodologie ed approcci di carattere quantitativo (sia regolamentare sia non regolamentare) e qualitativo.
La valutazione dei rischi è effettuata su base individuale, a livello di singolo rischio, e su base aggregata, per tener conto delle interrelazioni fra le fonti di rischio. Vengono inoltre considerati gli effetti indiretti connessi ai rischi più significativi.
La frequenza della valutazione dei rischi dipende dalla tipologia dei rischi, dagli strumenti e dalle metodologie di valutazione utilizzate ed è stabilita in coerenza con la frequenza e le esigenze dei processi strategici e decisionali della Compagnia. La frequenza di valutazione dei rischi in ottica prospettica è coerente con il processo annuale di pianificazione strategica.
Accanto alla gestione ordinaria del processo di valutazione dei rischi, è prevista una gestione all'occorrenza, in ragione di eventi che possano determinare una variazione significativa del profilo di rischio. In particolare, sono stati identificati i seguenti principali eventi:
La Compagnia ha definito ai sensi della normativa regolamentare un processo di valutazione e analisi dei rischi basato sostanzialmente sugli strumenti e metodologie sviluppate nell'ambito della procedura di profilazione dei rischi ovvero a indicatori di rischio i quali possono essere costruiti dai seguenti approcci metodologici:
Oltre alle metodologie alla base di tali indicatori di rischio, la misurazione del rischio della Compagnia, sia attuale che prospettica, si basa sulle metodologie regolamentari per il calcolo del Requisito di Capitale (c.d. SCR): la metodologia di riferimento è quella della Formula Standard. Si precisa inoltra che la Compagnia adotta l'applicazione del Volatility Adjustments: le valutazioni attuali e prospettiche dei rischi regolamentari della Compagnia prevedono l'utilizzo del Volatility Adjustment come Long Term Guarantee measure. Il Volatility Adjustment viene applicato sul totale delle passività detenute dalla Compagnia vendute interamente in Italia e nella valuta Euro. Non viene applicato dalla Compagnia il Matching Adjustment. Al fine di una maggiore comprensione degli effetti derivanti dall'applicazione del Volatility Adjustment sulle riserve tecniche e sui fondi propri, la Compagnia effettua inoltre analisi di sensitivity ogni qualvolta lo scostamento tra la curva risk free EIOPA e la curva risk free EIOPA con volatility Adjustement risulti significativo.
Tutte queste grandezze, oltre a costituire l'impianto per il monitoraggio nel continuo alla base del modello organizzativo di gestione del rischio, rappresentano gli elementi alla base della metodologia per la profilazione del rischio della Compagnia. Tale attività ha come obiettivo l'individuazione e valutazione dei fattori di rischio e l'attribuzione ad ognuno di essi di un livello di significatività.
Da un punto di vista metodologico, concorrono alla valutazione dei rischi anche:
L'obiettivo del sistema di gestione dei rischi consiste nel mantenere i rischi a cui la Compagnia è esposta a un livello definito accettabile, attraverso l'indicazione della propensione e della tolleranza al rischio stabilite in coerenza con l'obiettivo di salvaguardia del patrimonio delle stesse a garanzia della continuità aziendale. Le linee guida in tema di gestione dei rischi sono riportate nelle singole politiche redatte, riviste ed approvate annualmente dal Consiglio di Amministrazione, previo passaggio da parte del Comitato Consiliare per il Controllo Interno e i Rischi della Compagnia. Elementi costitutivi della gestione dei rischi sono:
La Compagnia si è dotata di un Risk Appetite Framework (cfr. RAF) che definisce la propensione al rischio, le soglie di tolleranza, i limiti di rischio, le politiche di governo dei rischi nonché i processi di riferimento necessari per definirli e attuarli. Nell'ambito dell'attività di indirizzo strategico della Compagnia, il Consiglio di Amministrazione individua e approva la propria propensione al rischio. Il processo di definizione/revisione del Risk Appetite Framework si affianca pertanto al processo di Pianificazione Strategica/Operativa (Budget) e tiene conto della valutazione interna del rischio e della solvibilità. Tali elementi non sono infatti disgiunti, ma si influenzano a vicenda con l'obiettivo di ottenere la massimizzazione del profilo rischio – rendimento della Compagnia. La definizione del RAF tiene conto dei seguenti aspetti:
La propensione al rischio della Compagnia congiuntamente alla valutazione del sistema di governo societario adottato nonché alla mappatura e identificazione dei fattori di rischio e ad una generale applicazione del principio della persona prudente, rappresentano i principali elementi costitutivi alla base della determinazione del modello organizzativo di gestione dei rischi (specifico per ogni classe di rischio).
Nella definizione delle proprie strategie di business, la Compagnia valuta, su base continuativa, il rispetto, nei diversi anni di sviluppo del piano, dei livelli di rischio target definiti nel Risk Appetite Framework (c.d. RAF), al fine di garantire la coerenza tra gli obiettivi di medio-lungo periodo e la capacità e la volontà di assumere rischi della Compagnia stessa.
Si declinano, di seguito, i concetti rilevanti ai fini della definizione del RAF:
Nella definizione delle proprie strategie di business, la Compagnia valuta, su base continuativa, il rispetto, nei diversi anni di sviluppo del piano, dei livelli di rischio target definiti nel Risk Appetite Framework, al fine di garantire la coerenza tra gli obiettivi di medio-lungo periodo e la capacità e la volontà di assumere rischi. In particolare il piano strategico, partendo dal profilo di rischio della Compagnia al momento della redazione del piano stesso, tiene conto del rischio assumibile senza violare i requisiti regolamentari o altri vincoli imposti dall'Autorità di Vigilanza, l'appetito al rischio (ovvero del livello di rischio che essa intende assumere per il perseguimento dei suoi obiettivi strategici) e la tolleranza al rischio (ovvero la soglia massima di scostamento rispetto all'appetito al rischio) fissate dal Consiglio di Amministrazione.
La Compagnia ha inoltre definito una Politica di Gestione del Capitale e un Piano di Gestione del Capitale il cui scopo è quello di adottare procedure atte ad accertare la salvaguardia dei requisiti regolamentari e dei livelli obiettivo di Risk Appetite nonché di garantire che, sia al momento dell'emissione che successivamente, gli elementi dei Fondi Propri a cui l'impresa intende attingere al fine di realizzare gli obiettivi di business stabiliti in sede di pianificazione strategica, soddisfino i requisiti regolamentari definiti da EIOPA e siano correttamente classificati. Tale Piano è redatto coerentemente con le risultanze della valutazione prospettica dei rischi secondo l'approccio Solvency II (c.d ORSA), con gli obiettivi e le metodologie stabilite nella Politica di Gestione del Capitale e con i requisiti di solvibilità stabiliti dal Regolatore, al fine di garantire la solidità patrimoniale della Compagnia nell'esercizio della propria attività e nei suoi possibili sviluppi futuri.
In coerenza con quanto disciplinato nel Regolamento di Risk Appetite Framework della Compagnia, la gestione dei rischi in ottica attuale e prospettica della Compagnia si basa sulla definizione di indicatori per ogni categoria di rischio valutata come rilevante. Gli indicatori sono ulteriormente suddivisi in:
indicatori di II° livello: sono indicatori di tipo operativo/gestionali funzionali ad irrobustire le attività di monitoraggio dei rischi ed eventualmente fornire segnali preventivi ad un potenziale deterioramento delle metriche di I° Livello. Tali indicatori sono integrati all'interno del Regolamento di Risk Appetite Framework della Compagnia.
Nell'ambito generale del sistema di gestione dei rischi la Compagnia definisce inoltre specifici limiti operativi funzionali alla gestione (ad es. limiti in termini di esposizione, concentrazione, etc.) coerenti con l'appetito al rischio della Compagnia.
Il principale indicatore di I° Livello della Compagnia è il Solvency II Ratio ovvero il rapporto tra Eligible Capital e Solvency Capital Requirement. La Compagnia, nel 2025, si prefigge l'obiettivo di avere un livello di Capitale Economico adeguato e in linea con gli obiettivi strategici, superiore ad un prefissato livello di Solvency Ratio come di seguito riportato:
Nell'ambito della definizione del RAF risulta necessario fissare il livello di rischio che, se non rispettato dal Risk Profile della Compagnia, necessita di interventi correttivi. Le soglie individuano dunque i binari all'interno dei quali la Compagnia può condurre la sua azione finalizzata al raggiungimento degli obiettivi di business. La violazione di queste soglie richieda un processo di escalation da parte della Compagnia e la definizione di specifici piani di intervento per fare fronte alla situazione.
Il modello organizzativo di gestione del rischio di Credemvita coinvolge tutte le strutture aziendali, dalle funzioni operative (coinvolte nella gestione dei rischi sui processi di propria competenza) ai Comitati fino al Consiglio di Amministrazione, ivi incluse le Funzioni Fondamentali.
In tale contesto, la funzione di Risk Management funge inoltre da coordinatore delle attività di monitoraggio dei rischi. Più in particolare, concorre alla definizione delle metodologie di misurazione dei rischi e dei limiti (sia di RAF che operativi), definendo appropriate procedure di verifica, ed ha il compito di validare i flussi informativi dell'attività di monitoraggio dei rischi, predisporre la reportistica per i vertici aziendali e verificare la coerenza dei modelli di misurazione dei rischi con l'operatività svolta dall'impresa.
I rischi sono monitorati in maniera continuativa dalla funzione di Risk Management e dalle singole funzioni competenti; a tal fine è stato sviluppato e affinato progressivamente il reporting relativo all'evoluzione dei rischi nei confronti del Consiglio di Amministrazione, del Comitato Consiliare per i Controlli Interni e i Rischi della Compagnia, del Comitato Investimenti e ALM, dell'Alta Direzione e delle strutture operative competenti al fine di migliorare la comunicazione dei risultati e consentire una maggior comprensione delle tematiche connesse alla valutazione dei rischi.
Il modello di gestione dei rischi adottato da Credemvita è caratterizzato da:
Nell'ambito del sistema di gestione dei rischi e coerentemente con quanto previsto dalla Normativa, il Consiglio di Amministrazione ha formalizzato un set di politiche, regolamenti e allegati, che, relativamente ad ognuno degli ambiti di rischiosità che insistono sulla Compagnia, dettagliano gli obiettivi, i compiti, le responsabilità, il processo e definiscono gli strumenti e le procedure, anche di reporting, necessarie ad individuare e conseguentemente gestire ogni ambito di rischio. Tali documenti, inoltre, hanno l'obiettivo più generale di contribuire alla diffusione della cultura del controllo e di gestione dei rischi all'interno della società.
Il rispetto e l'applicazione dei documenti sono garantiti dalla presenza del Sistema dei Controlli Interni costituito da un insieme di regole, procedure e tecniche di controllo e strutture organizzative volto ad assicurare il corretto funzionamento ed il buon andamento dell'impresa.
La Compagnia ha definito ai sensi della Regolamentazione di settore, un processo di valutazione e analisi dei rischi che include sia una valutazione qualitativa sia, per quelli quantificabili, l'adozione di metodologie di misurazione dell'esposizione al rischio, incluso, un sistema di determinazione dell'ammontare della massima perdita potenziale sia in ottica attuale che prospettica. Tali analisi consento di effettuare in maniera continuativa una profilazione dei rischi a cui l'impresa è esposta. Si specifica che la Compagnia per le valutazioni del requisito patrimoniale di solvibilità secondo il regime normativo Solvency II utilizza la Formula Standard conformemente a quanto definito nel Regolamento delegato (UE) 2019/981 della Commissione. Pertanto, le valutazioni attuali e prospettiche dei rischi tengono conto di tutti i rischi, compresi nel framework della Formula Standard, a cui l'impresa è esposta.
Al fine di valutare nel continuo la propria situazione di solvibilità, la Compagnia provvede inoltre su base trimestrale al calcolo del proprio Requisito di Capitale, alla determinazione dei Fondi Propri Ammissibili e della relativa qualità e composizione, verificando nel contempo il rispetto dei limiti operativi e della propensione al rischio. Specifiche valutazioni di stress test e sensitivity vengo effettuate con la stessa frequenza sulle grandezze patrimoniali. Adeguata documentazione viene rendicontata al Consiglio di Amministrazione e trasmessa all'Organo di Vigilanza tramite i Quantitative Reporting Template (QRT). Con la stessa frequenza viene verificato il rispetto degli indicatori di I° e di II° Livello declinati nel Regolamento di Risk Appetite Framework.
Qualora nell'ambito delle diverse attività di monitoraggio effettuate dalla Compagnia dovessero emergere scostamenti continuativi e/o significativi del profilo di rischio rispetto all'Appetito al Rischio dell'impresa, scostamenti significativi rispetto alle principali ipotesi tecniche/finanziarie/di mercato/di prodotto definite nell'ambito del Piano Strategico (e quindi nelle valutazioni ORSA), viene effettuata un'attività di Non-Regular ORSA al fine di valutare gli impatti di tali variazioni anche in ottica prospettica.
La Compagnia nel corso del primo semestre 2025 ha adempiuto alle seguenti scadenze normative:
Si specifica infine che in continuità con quanto avvenuto dal 2020 con l'emergenza Covid-19 e con le successive tensioni legate alla guerra Russo-Ucraina, la Compagnia continua a partecipare su richiesta dell'Autorità di vigilanza alle seguenti attività:
Si definisce Rischio di Sottoscrizione -il rischio di perdita o di variazione sfavorevole del valore delle passività assicurative dovuto ad ipotesi inadeguate in materia di fissazione di prezzi e di costituzione delle riserve tecniche (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 4 del CAP).
Nell'ambito del Framework dei rischi della Compagnia, tale rischio può essere ulteriormente distinto nelle seguenti categorie:
Rischio di assunzione: rappresenta il rischio derivante dalla sottoscrizione dei contratti di assicurazione, collegato agli eventi assicurati, ai processi seguiti per la tariffazione e selezione dei rischi, all'andamento sfavorevole della sinistrosità effettiva rispetto a quella stimata (tali rischi si sostanziano in particolar modo nel rischio risultante da un default del prezzo legato alla valutazione del rischio e in ipotesi di prezzo iniziale inadatta all'evoluzione del rischio);
Rischio di riservazione: ovvero il rischio connesso alla quantificazione di riserve tecniche non sufficienti a coprire gli impegni assunti nei confronti degli assicurati.
Tale classe di rischio può essere distinta nei seguenti fattori di rischio:
Per i prodotti di tipo protection (puro rischio) si possono identificare inoltre i seguenti fattori di rischio:
prezzo; rischio controparte elevato (da parte del partner/distributore, soprattutto in caso di commissioni upfront / goodwill). Nell'ambito del processo di riservazione tale fattore di rischio dipende dal rischio di pagamento eccessivo della quota di profitto se i parametri delle riserve sono fissati in modo improprio;
Da un punto di vista della distribuzione dei rischi di sottoscrizione di Credemvita secondo i dettami normativi Solvency II si riporta nella tabella di seguito la miglior stima della rappresentazione del rischio disponibile alla data di valutazione (si precisa che il peso complessivo dei rischi life underwriting è pari al 46,5%).
| Relativo | Complessivo | |
|---|---|---|
| Mortality risk | 8,9% | 4,1% |
| Longevity risk | 0,4% | 0,2% |
| Disability morbidity risk | 0,0% | 0,0% |
| Life Lapse risk | 80,9% | 37,6% |
| Expense risk | 7,1% | 3,3% |
| Revisionary risk | 0,0% | 0,0% |
| CAT risk | 2,8% | 1,3% |
Life risk - risk/sum of risk components - relativo e complessivo
La Compagnia adotta, nei confronti di tali rischi, linee guida che:
La Compagnia misura e monitora la propria esposizione al rischio di sottoscrizione considerando il portafoglio complessivo, oltre a verificare la conformità ai limiti ed alle politiche definite.
La valutazione dei rischi tecnici viene realizzata sia con logiche di carattere ALM – Asset-Liability Management – al fine di cogliere le interrelazioni esistenti fra le dinamiche dei passivi e le dinamiche degli attivi a copertura, sia seguendo i principi di Solvibilità – al fine di cogliere l'eventuale requisito capitale assorbito da ogni singolo fattore di rischio.
L'identificazione dei rischi viene effettuata con riferimento ai nuovi prodotti e al portafoglio in essere:
determinate attraverso lo strumento utilizzato dalla Compagnia per il calcolo del SCR (Standard Formula). Le informazioni relative all'andamento tecnico complessivo del ramo vita rispecchiano sinteticamente i risultati tecnici dei singoli Rami e quindi dei prodotti presenti in portafoglio (che in generale possono comprendere più Rami). Sempre con riferimento al portafoglio in essere, vengono effettuate dalla Compagnia valutazioni di back testing.
Si riportano sinteticamente di seguito le principali misure di rischio utilizzate:
Alla più generale categoria del Rischio Mercato appartengono le seguenti sotto-categorie:
di seguito meglio esplicitate.
Si definisce rischio di mercato, il rischio di perdita o di variazione sfavorevole della situazione finanziaria derivante, direttamente o indirettamente, da oscillazioni del livello e della volatilità dei prezzi di mercato delle attività, delle passività e degli strumenti finanziari (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 3 del CAP).
I rischi di mercato risentono dell'andamento congiunturale del ciclo economico, che può amplificarne o eventualmente diminuirne la significatività, soprattutto se il portafoglio titoli della Compagnia è particolarmente concentrato in determinati settori, valute o aree geografiche. Conseguentemente, le imprese sono esposte al rischio di conseguire rendimenti diversi, ed eventualmente anche inferiori, rispetto al rendimento atteso al momento dell'assunzione dell'impegno, oppure rispetto ad un rendimento minimo definito contrattualmente.
Tale rischio può essere distinto nei seguenti fattori di rischio:
I fattori di rischio di mercato vengono principalmente individuati nelle classi di bilancio specifiche delle Gestioni Separate, Specifiche Provviste e del Portafoglio di Proprietà.
La tabella riportata di seguito rappresenta la distribuzione degli strumenti nei suddetti portafogli, alla data di valutazione per tipologia, espressi in percentuale rispetto al controvalore totale di mercato.
| Tipo Titolo | Tipo Cedola | Totali | |
|---|---|---|---|
| Emittenti Governativi | Fixed | 70,48% | |
| Floating | 0,07% | ||
| Totale | 70,56% | ||
| Emittenti Obbligazionari | Fixed | 10,87% | |
| Floating | 6,00% | ||
| Totale | 16,87% | ||
| OICR | Totale | 12,57% |
Di cui la ripartizione in OICR risulta così composta:
| Tipo OICR | % |
|---|---|
| OICR Azionario | 16,73% |
| OICR Governativo | 21,65% |
| OICR Immobiliare | 8,85% |
| OICR Loans | 26,85% |
| OICR Corporate | 14,49% |
| OICR Infrastrutturali | 6,23% |
| OICR Private Equity | 5,19% |
Di cui la percentuale esposta in valuta sul totale di portafoglio assets è del 1,90%.
Da un punto di vista della distribuzione dei rischi di mercato di Credemvita secondo i dettami normativi Solvency II si riporta nella tabella di seguito la miglior stima della rappresentazione del rischio disponibile alla data di valutazione (si precisa che il peso complessivo dei rischi market è pari al 39,1%).
| Relativo | Complessivo | |
|---|---|---|
| Interest rate risk | 5,2% | 2,0% |
| Equity risk | 42,7% | 16,7% |
| Property risk | 4,8% | 1,9% |
| Spread risk | 30,0% | 11,7% |
| Currency risk | 16,5% | 6,5% |
| Concentration risk | 0,7% | 0,3% |
Market risk - risk/sum of risk components - relativo e complessivo
La Compagnia adotta, nei confronti dei fattori di rischio sopra enunciati, linee guida che definiscono i principi generali per l'attività del Team Finanza, la periodicità dei controlli e le azioni di ripristino in caso di superamento dei limiti (sia RAF sia operativi). Nella composizione complessiva del portafoglio d'investimento si tiene conto dell'esposizione al rischio, dei vincoli legati alla copertura delle riserve tecniche e degli effetti sul Solvency Ratio. I limiti e gli indicatori relativi agli investimenti sono oggetto di verifica e controllo su base continuativa da parte delle funzioni aziendali preposte e, con frequenza periodica, i risultati di tali controlli sono portati all'attenzione del Consiglio di Amministrazione. Il processo prevede inoltre una fase di revisione dei suddetti limiti realizzata mediante analisi di sensitività condotte sui portafogli attivi e passivi. La valutazione dei rischi di mercato viene effettuata con riferimento al portafoglio investimenti mobiliare già acquisito e agli scenari di investimento futuro. Tale attività viene realizzata sia con logiche di Asset-Liability Management, al fine di cogliere le interrelazioni esistenti fra le dinamiche dei passivi e le dinamiche degli attivi a copertura delle riserve tecniche, sia seguendo i principi Solvency II al fine di cogliere l'eventuale requisito di capitale assorbito da ogni singolo modulo e sottomodulo di rischio.
L'identificazione dei rischi mercato vita viene effettuata con riferimento ai nuovi investimenti e asset allocation target, e al portafoglio in essere:
Si riportano di seguito i macro-indicatori analizzati per la valutazione e il monitoraggio dei rischi di mercato:
Il rischio ALM è un rischio strettamente correlato ai disallineamenti tra attività e passività. Il processo ALM include al suo interno dinamiche connesse alla gestione dei rischi e alla pianificazione strategica. Si focalizza sul medio - lungo termine anziché offrire soluzioni di mitigazione o copertura del rischio. L'obiettivo di tale gestione del rischio è quello di massimizzare le attività per soddisfare le passività complesse che possono aumentare la redditività.
Alla sottocategoria dei Rischi ALM appartengono i seguenti fattori di rischio:
La Compagnia adotta, nei confronti dei fattori di rischio sopra enunciati, linee guida che definiscono i principi generali, la periodicità dei controlli e le azioni di ripristino in caso di superamento dei limiti.
Valutazione dei rischi ALM viene effettuata con riferimento al portafoglio investimenti mobiliare già acquisito e agli scenari di investimento futuro. Tale attività viene realizzata con logiche di Asset-Liability Management, al fine di cogliere le interrelazioni esistenti fra le dinamiche dei passivi e le dinamiche degli attivi a copertura delle riserve tecniche.
Per quanto riguarda i macro-indicatori analizzati per la valutazione e monitoraggio dei rischi ALM:
Le Compagnie sono soggette a possibili tensioni di liquidità derivanti da scadenze diverse tra gli attivi e i relativi passivi. Per rischio di liquidità si intende il rischio che la Compagnia non sia in grado di liquidare investimenti ed altre attività per regolare i propri impegni finanziari al momento della relativa scadenza (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 2 del CAP).
La possibilità di procedere allo smobilizzo tempestivo del portafoglio è fortemente condizionata dalla liquidabilità dei titoli in cui lo stesso è investito. La scarsa liquidabilità dei titoli in portafoglio, infatti, può esporre la Compagnia al rischio di conseguire delle perdite connesse alla difficoltà di trovare sul mercato la controparte interessata all'acquisto dei titoli che si intende smobilizzare. Alla sottocategoria dei Rischi di Liquidità appartengono i seguenti fattori di rischio:
Market Liquidity Risk: Rischio che la Compagnia non sia in grado di liquidare o finanziare le proprie riserve di liquidità senza incorrere in perdite a causa della scarsa liquidità o chiusura dei mercati;
Liquidity Mismatch Risk: Rischio che il profilo dei flussi di cassa in uscita non risulti adeguatamente compensato dal profilo dei flussi di cassa in entrara nel breve e brevissimo termine;
La Compagnia quantifica la sua posizione di solvibilità con le metriche della Formula Standard, che non prevede una quantificazione del rischio liquidità in termini di assorbimento di capitale. L'identificazione del rischio di liquidità viene effettuata con riferimento ai portafogli investimenti sottostanti i prodotti con garanzia di capitale e/o rendimento. L'identificazione dei rischi viene effettuata sulla base dei dati tecnici dei portafogli e delle metriche definite in funzione dell'orizzonte temporale con cui viene analizzato e studiato il rischio stesso.
Si riportano di seguito gli indicatori utilizzati dalla Compagnia per il monitoraggio del rischio liquidità:
Si definisce rischio di credito (rischio default) il rischio di perdita o di variazione sfavorevole della situazione finanziaria derivante da oscillazioni del merito di credito di emittenti di titoli, controparti e debitori nei confronti dei quali l'impresa di assicurazione o di riassicurazione è esposta in forma di rischio di inadempimento della controparte, di rischio di spread o di concentrazione del rischio di mercato (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 1 del CAP).
La perdita di valore della posizione creditoria e collegata principalmente alla qualità dell'emittente o della controparte (inclusi i riassicuratori, coassicuratori, assicurati ed intermediari) ma può anche derivare da un deterioramento delle condizioni economico-finanziarie del debitore da cui dipende la capacita di far fronte agli impegni finanziari assunti, nonché da cause indipendenti dalla situazione economica o finanziaria della controparte debitrice, quali ad esempio cause politicomilitare.
Da un punto di vista puramente rappresentativo identifichiamo tre macro aree del rischio credito:
I fattori di rischio sottostanti alle singole sottocategorie del rischio credito sono i seguenti:
Da un punto di vista della distribuzione dei rischi di counterparty default di Credemvita secondo i dettami normativi Solvency II si riporta nella tabella di seguito la miglior stima della rappresentazione del rischio disponibile alla data di valutazione (si precisa che il peso complessivo dei rischi counterpary default è pari al 1,4%).
| Relativo | Complessivo | |
|---|---|---|
| Type 1 counterparties | 100,0% | 1,4% |
| Type 2 counterparties | 0,0% | 0,0% |
Di tale requisito regolamentare la quota parte assorbita dal rischio default legato alla riassicurazione marginale. I trattati di riassicurazione in essere hanno una qualità del credito pari a AA (si precisa che la Compagnia può sottoscrivere trattati di riassicurazione sono con riassicurazioni aventi una qualità del credito maggiore o uguale a BBB).
Le politiche relative alla gestione del rischio di credito verso gli emittenti di strumenti finanziari sono riconducibili a quanto sopra riportato a proposito del rischio di mercato con riferimento ai principi generali relativi al controllo degli investimenti di natura finanziaria. Per quanto concerne le controparti riassicurative, Credemvita ha definito politiche per la gestione e il controllo di tale rischio in termini di linee guida e limiti relativi alle controparti.
L'identificazione del Counterparty Default Risk viene effettuata con riferimento alle controparti verso le quali sussistono posizioni di credito.
Si riportano sinteticamente di seguito le misure di rischio utilizzate:
Il rischio operativo è definibile come il rischio di subire perdite derivanti dalla inadeguatezza o dalla disfunzione (carenze o errori) di procedure interne, risorse umane o sistemi oppure da eventi esogeni (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 5 del CAP). Pertanto, l'impresa può incorrere in perdite operative, definibili come gli effetti economici negativi derivanti da eventi di natura operativa, rilevati nella contabilità aziendale e tali da avere impatto sul conto economico.
Alla più generale categoria dei Rischi Operativi appartengono le seguenti sotto-categorie:
Rischio Operativi;
Rischio Informatico e Cyber Risk;
di seguito meglio esplicitate.
I principali fattori di rischio che caratterizzano il rischio operativo sono:
L'approccio di identificazione del rischio operativo segue una logica di tipo 'bottom up', basata su una metodologia di Risk Self Assessment con l'obiettivo di valutare il livello di rischiosità e la qualità dei controlli posti in essere per mitigare il rischio afferente alle attività operative e ad ogni processo aziendale.
L'obiettivo di tale approccio, basato sull'analisi per Team Funzionali, è l'individuazione degli eventi perdita che potrebbero manifestarsi, la valutazione del possibile impatto e della possibile frequenza di realizzazione di tali eventi (quantificazione delle perdite attese e inattese), la valutazione dell'efficacia dei controlli a presidio e dei possibili strumenti organizzativi attivabili per la mitigazione del rischio. La valutazione delle perdite attese e inattese viene fatta sia in relazione al rischio operativo nella sua interezza (su cui insistono specifici limiti RAF) sia per la componente relativa al rischio IT/IT Security.
La Compagnia ha strutturato, inoltre, con periodicità annuale una valutazione delle perdite effettive subite derivanti da rischi operativi (c.d. LDC – Loss Data Collection). Tale analisi consente inoltre di effettuare un back-test circa la valutazione ex-ante mediante Risk Self-Assessment.
Per quanto riguarda la valutazione del requisito di capitale (SCR), i rischi operativi vengono valutati mediante l'applicazione della Standard Formula. Da un punto di vista della distribuzione del rischio operativo di Credemvita secondo i dettami normativi Solvency II si riporta nella tabella di seguito la miglior stima della rappresentazione del rischio disponibile alla data di valutazione (si precisa che il peso complessivo del rischio operativo è pari al 13,0%).
Operational risk - risk/sum of risk components - relativo e complessivo
| Relativo | Complessivo | |
|---|---|---|
| Operational risk | 13,0% | 13,0% |
Il rischio normativo di compliance (ovvero di non conformità alle norme) riguarda il rischio di incorrere in sanzioni giudiziarie o amministrative, e subire perdite o danni reputazionali in conseguenza della mancata osservanza di leggi, regolamenti o provvedimenti delle Autorità di Vigilanza ovvero di norme di autoregolamentazione, quali statuti, codici di condotta o codici di autodisciplina; rischio derivante da modifiche sfavorevoli del quadro normativo o degli orientamenti giurisprudenziali. Il rischio normativo di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo: rischio di mancata prevenzione, da parte della Compagnia, della realizzazione di attività a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo; rischio di incorrere in sanzioni giudiziarie o amministrative, subire perdite o danni reputazionali in conseguenza della mancata osservanza di leggi, regolamenti o provvedimenti delle Autorità di Vigilanza in materia antiriciclaggio e antiterrorismo.
I fattori di rischio legale e di non conformità alle norme sono riconducibili a:
In particolare, tale fattore di rischio riguarda l'incorrere in sanzioni giudiziarie o amministrative, il subire perdite o danni reputazionali in conseguenza della mancata osservanza di leggi, regolamenti o provvedimenti delle Autorità di Vigilanza ovvero di norme di autoregolamentazione, con particolare attenzione alle norme relative alla trasparenza e correttezza dei comportamenti nei confronti degli assicurati e danneggiati, all'informativa precontrattuale e contrattuale, alla corretta esecuzione dei contratti, con particolare riferimento alla gestione dei sinistri e, più in generale, alla tutela del consumatore.
Rischio di perdite in materia di sviluppo, implementazione o usi improprio di altri modelli da parte della Compagnia per il processo decisionale (ad esempio, i prezzi dei prodotti, la valutazione degli strumenti finanziari, il monitoraggio dei limiti di rischio, etc).
Il rischio di continuità operativa è collegato all'utilizzo di un piano di continuità operativa per la gestione di situazioni di crisi conseguenti ad incidenti di portata settoriale, aziendale ovvero a catastrofi estese che colpiscono l'operatore o le sue controparti rilevanti.
La Compagnia ha sviluppato un piano di continuità operativa (Business Continuity Plan).
Secondo il modello adottato dalla Compagnia, inoltre, esistono altri rischi/eventi perdita non strettamente riconducibili a fattori di rischio specifici, ma che possono derivare da fattori di rischio riconducibili alle classi di rischio precedentemente illustrate. Si tratta in particolare, così identificati dalla normativa di settore, delle classe di rischio:
e di seguito rappresentati.
Il rischio legato all'appartenenza al gruppo (rischio di 'contagio') è inteso come rischio che, a seguito dei rapporti intercorrenti tra l'impresa e le altre entità del gruppo, situazioni di difficoltà che insorgono in una società del medesimo gruppo possano propagarsi con effetti negativi sulla solvibilità dell'impresa stessa.
In coerenza con la propria strategia e con le politiche in materia degli investimenti, adottata dall'Organo Amministrativo ha definito una propria politica delle operazioni infragruppo e ha determinato appropriati limiti di operatività.
L'identificazione e l'analisi del rischio è effettuata pertanto in coerenza alle categorie e alle controparti delle operazioni stesse, con particolare riguardo alle garanzie eventualmente rilasciate nell'ambito del Gruppo ed in coerenza con le caratteristiche delle seguenti tipologie di operazioni:
Il rischio reputazionale è inteso come il rischio di deterioramento dell'immagine aziendale e di aumento della conflittualità sia con gli assicurati (dovuto anche alla scarsa qualità dei servizi offerti, al collocamento di polizze non adeguate o al comportamento in fase di vendita, post vendita e di liquidazione) sia con le Autorità di Vigilanza e gli shareholders. Il rischio reputazionale è generalmente classificato in:
Si specifica che la valutazione del rischio reputazionale avviene nell'ambito della campagna di Risk Self Assessment afferente alla gestione del rischio operativo. L'identificazione del rischio è effettuata gestionalmente mediante l'analisi:
Essendo inoltre il rischio reputazionale strettamente connesso ai rischi operativi, informatici e cyber e al rischio di condotta, gli specifici presidi operativi e organizzativi posti in essere per la gestione di tali rischi rappresento un ulteriore elemento a supporto della gestione del rischio reputazionale.
Il rischio di condotta - quale sottocategoria di rischio operativo, di compliance e reputazionale – può essere definito come il rischio attuale o prospettico di perdite conseguenti a casistiche di offerta inappropriata di prodotti e/o servizi, incluse fattispecie di condotta inadeguata (dolo/negligenza) da parte dell'impresa.
I fattori di rischio presi in esame per la valutazione del rischio di condotta sono:
La gestione del rischio di condotta è strettamente connessa alle attività definite nell'ambito del processo POG (disciplinato nella rispettiva Regolamento POG). La Compagnia, nell'ambito della gestione del rischio di Condotta, si prefigge i seguenti obiettivi:
Il rischio ESG (Enviromental, Social and Governance) si pone l'obiettivo di valutare un evento o una condizione di tipo ambientale, sociale o di governance che, verificandosi, potrebbe provocare un impatto negativo effettivo o potenziale sul valore dell'investimento o sul valore della passività. Questa tipologia di rischio rientra tra i rischi di secondo livello o rischi indiretti in quanto può manifestarsi provocando un impatto negativo su attività e passività influenzando i fattori di rischio già contemplati nelle altre risk category (ad esempio Rischio di Mercato e di Sottoscrizione).
All'interno della categoria dei rischi ESG, particolare rilevanza è assegnata ai rischi climatici in quanto potrebbero generare elevate perdite per le Compagnie Assicurative se non correttamente identificati e gestiti.
La Compagnia valuta il rischio climatico considerando entrambi i seguenti fattori:
Con specifico riferimento ai rischi climatici, in coerenza con le indicazioni del Regolamento Delegato (UE) 2021/1256 della Commissione del 21 Aprile 2021, la Compagnia ha strutturato una serie di analisi sul proprio portafoglio (sia investimenti, sia tecnico/assicurativo) per verificare la materialità dell'esposizione ai rischi climatici e, successivamente, condurre l'analisi di scenario per quantificare l'impatto che essi producono sulle principali grandezze economiche e patrimoniali. Il Framework sviluppato dalla Compagnia per la gestione del rischio climatico identifica i seguenti step:
Il sistema di gestione dei rischi ESG prevede inoltre la definizione di indicatori utilizzati per monitorare l'esposizione, con un focus specifico sui rischi climatici connessi ai rischi ambientali insiti nei portafogli Asset e Liabilities della Compagnia.
Si riportano sinteticamente di seguito le misure di rischio utilizzate e i volumi analizzati:
Per rischio strategico si intende il rischio attuale o prospettico di flessione degli utili o del capitale e di sostenibilità del modello di business, incluso il rischio di non riuscire a generare un adeguato ritorno sul capitale sulla base della propensione al rischio definita dall'impresa, derivante da cambiamenti del contesto operativo o da decisioni aziendali errate, dall' attuazione inadeguata di decisioni, impropria gestione del rischio di appartenenza al gruppo, e dalla scarsa reattività a variazioni del contesto competitivo.
La Compagnia distingue tre principali fattori di rischio:
L'analisi dei rischi strategici viene effettuate mediante specifiche analisi si sensitivity in sede ORSA o ogni qualvolta si assista a variazioni significative del mercato, dell'mix di produzione e delle ipotesi sottostanti le valutazioni (a titolo esemplificativo, tassi di riscatto best estimate, ipotesi di minimo garantito, etc).
In tale ambito viene altresì valutata la presenza di potenziali rischi emergenti sulla base delle informazioni derivanti dal piano industriale, dalle evoluzioni di prodotto, dalle variazioni normative e da qualsiasi altra variazione potenzialmente impattante sul profilo di rischio dell'impresa. In seguito ai risultati di tale analisi, vengono valutati gli eventuali cambiamenti da apportare nella mappa dei rischi aziendali.
Le valutazioni effettuate dalla Compagnia alla data di valutazione hanno consentito di delineare la mappa dei rischi regolamentari – Framework Solvency II - a cui la Compagnia è esposta (di seguito riportata).
| Modulo di rischio | Sottomodulo di rischio | Esposizione |
|---|---|---|
| Underwriting Risk | Mortality risk | X |
| Longevity risk | X | |
| Disability morbidity risk | --- | |
| Life Lapse risk | X | |
| Expense risk | X | |
| Revisionary risk | --- | |
| CAT risk | X | |
| Market risk | Interest rate risk | X |
| Equity risk | X | |
| Property risk | X | |
| Spread risk | X | |
| Currency risk | X | |
| Concentration risk | --- | |
| Counterparty default risk | Type 1 counterparties | X |
| Type 2 counterparties | --- | |
| Operational Risk | Operational risk | X |
Le valutazioni prospettiche dei rischi non hanno rilevato da un punto di vista regolamentare (Solvency II) rischi emergenti in ragione delle azioni previste dalle nuove strategie di investimento e di business (da segnalare tuttavia la review Solvency II la cui applicazione è prevista a partire dal 2027). Si evidenzia tuttavia una loro differente composizione in termini di rilevanza rispetto al dato consuntivo. In particolare, pur confermandosi i rischi Life Underwriting superiori ai rischi Market, si conferma la progressione verso un ribilanciamento tra le due classi di rischio guidato in particolar modo da una riduzione del rischio Lapse Mass come conseguenza indiretta delle dinamiche dei tassi in progressiva riduzione rispetto al 2023.
Con riferimento ai dati prospettici e a quelli monitorati alla data di valutazione, l'analisi ha permesso di individuare i sotto moduli di rischio maggiormente significativi e impattanti per la Compagnia, che risultano essere i sotto moduli di rischio Equity, Spread, Currency, Operational e Lapse Mass. Anche se da un punto di vista del requisito di capitale generato il modulo di rischio Interest Rate, alla data di valutazione, non rappresenta un modulo di rischio rilevante (anche per via di un gap di duration tra attivi e passivi sostanzialmente contenuto), tuttavia per gli effetti indiretti che esso può generare, tale fattore di rischio viene considerato tra i rischi principali d'attenzionare.
Inoltre si conferma l'esposizione della Compagnia al rischio Spread sui Governativi ITA (rischio non contemplato nella Formula Standard). La Compagnia nelle proprie valutazioni prende in considerazione tale fattore di rischio mediante specifiche analisi di sensitivity effettuate periodicamente (almeno con frequenza trimestrale) e all'interno del Report ORSA.
Le analisi quali/quantitativa sull'adeguatezza del Profilo di Rischio della Compagnia rispetto i requisiti sottostanti l'applicazione della Formula Standard sono risultate positive.
Le risultanze delle attività di valutazione dei rischi hanno evidenziato una volatilità nell'evoluzione della solvibilità della Compagnia derivante dalle fluttuazioni dello spread BTP/Bund e dalle dinamiche collegate ai tassi di interessi. Tuttavia, tale volatilità dell'indice di solvibilità, è governata dalla Compagnia mediante l'attivazione di specifici presidi organizzativi e di monitoraggio.
Al calcolo degli impatti dovuti ai rischi di natura quantificabile e regolamentare, la Compagnia monitora e valuta anche i rischi quantitativi ma non rientranti nell'ambito della Formula Standard, i cosiddetti "rischi quantitativi non regolamentari", quali:
Oltre alle valutazioni sui rischi di natura quantificabile (sia regolamentare che non), la Compagnia gestisce e monitora anche:
Allo stato attuale, tali tipologie di rischio hanno un livello di gestione, monitoraggio e valutazione coerente con la loro rilevanza. E dalle valutazioni condotte non comportano un add-on in termini di capitale regolamentare.
Al momento non vi sono risultati che evidenzino situazioni di criticità in termini di solvibilità derivanti dai rischi strategici. Tuttavia, anche alla luce del contesto attuale, verrà mantenuto un attento monitoraggio con il fine di intercettare possibili variazioni del contesto macro-economico e/o di business che possono avere impatti significativi sugli Own Funds della Compagnia e sul Requisito di Capitale.
Credemassicurazioni S.p.A opera sulla scorta di una strategia di assunzione e gestione dei rischi basata su criteri di sana e prudente gestione e coerente con il livello patrimoniale dell'impresa. Tale strategia si fonda su principi di valutazione dei rischi che considerano gli aspetti relativi alla loro rilevanza/significatività. L'approccio seguito nella gestione dei rischi è fondato sul criterio di proporzionalità e viene delineato in apposite politiche interne ai sensi del Regolamento IVASS n.38/2018, per ognuno degli ambiti di rischiosità che insistono sulla Compagnia.
Gli elementi chiave attraverso cui viene definita la strategia e le modalità di gestione dei rischi della Compagnia sono i seguenti:
I principi generali adottati per la definizione del sistema di gestione del rischio considerano quindi:
Credemassicurazioni nell'ambito del proprio sistema di gestione dei rischi, ha strutturato ed implementato un autonomo processo di valutazione della propria adeguatezza patrimoniale, attuale e prospettica, in relazione ai rischi rilevanti verso i quali la Compagnia risulta esposta (processo ORSA – Own Risk and Solvency Assessment). Tale processo ha le seguenti fasi:
Tra essi sono incluse inoltre le valutazioni dei rischi ESG (con un focus particolare sui rischi climatici).
Parte integrante del processo ORSA sono anche i seguenti processi:
Nell'ambito dell'attività di indirizzo strategico della Compagnia, il Consiglio di Amministrazione individua e approva il corretto dimensionamento della dotazione complessiva di capitale. La formulazione di preliminari linee guida strategiche da parte del Consiglio di Amministrazione indirizza la calibrazione degli obiettivi di rischio e lo sviluppo del piano strategico. Tali attività sono significativamente connesse e vengono entrambe sviluppate considerando la situazione di partenza della Compagnia, la visione prospettica del contesto esterno e il profilo di rischio.
Nel continuo, la Funzione di Risk Management supporta gli organi aziendali nelle scelte derivanti dall'attuazione del piano agevolando la comprensione e la consapevolezza dei rischi assunti/assumibili e il presidio degli stessi.
La regolamentazione di settore, recante disposizioni in materia di sistema di gestione dei rischi, richiede alle imprese di effettuare una catalogazione dei rischi a cui esse sono esposte indipendentemente dalla circostanza che siano quantificabili, in funzione della natura, della portata e complessità inerenti all'attività svolta, in ottica attuale e prospettica, nonché gli effetti indiretti connessi ai rischi significativi. Tale catalogazione costituisce il linguaggio comune per lo svolgimento di tutte le attività connesse con il sistema di gestione dei rischi aziendali.
I rischi della Compagnia sono classificati nelle seguenti principali classi:
Il processo di identificazione dei rischi cui la Compagnia è esposta costituisce un elemento fondamentale per la corretta implementazione e valutazione del più ampio processo di gestione dei rischi. Credemassicurazioni, in linea con la Normativa Regolamentare, ha previsto una procedura di censimento dei rischi, da intendersi come strumento metodologico di supporto nello svolgimento delle attività di individuazione e valutazione dei rischi che permetta di raccogliere in via continuativa informazioni sui rischi, interni ed esterni, esistenti e prospettici a cui è esposta, e che possono interessare tutti i processi operativi e le aree aziendali. Per sua natura tale procedura è continua in evoluzione in base al progressivo affinamento del sistema di gestione dei rischi e all'evoluzione del quadro normativo di riferimento.
La procedura di censimento dei rischi di Credemassicurazioni si articola in quattro fasi:
Le modalità adottate per l'identificazione dei rischi si basano sostanzialmente su uno o più dei seguenti approcci:
Una volta che i rischi sono stati identificati essi vanno a costituire la Mappa dei rischi della Compagnia.
Il processo di valutazione dei rischi è realizzato sia con logiche attuali sia con logiche prospettiche ed integra metodologie ed approcci di carattere quantitativo (sia regolamentare sia non regolamentare) e qualitativo.
La valutazione dei rischi è effettuata su base individuale, a livello di singolo rischio, e su base aggregata, per tener conto delle interrelazioni fra le fonti di rischio. Vengono inoltre considerati gli effetti indiretti connessi ai rischi più significativi.
La frequenza della valutazione dei rischi dipende dalla tipologia dei rischi, dagli strumenti e dalle metodologie di valutazione utilizzate ed è stabilita in coerenza con la frequenza e le esigenze dei processi strategici e decisionali della Compagnia. La frequenza di valutazione dei rischi in ottica prospettica è coerente con il processo annuale di pianificazione strategica.
Accanto alla gestione ordinaria del processo di valutazione dei rischi, è prevista una gestione all'occorrenza, in ragione di eventi che possano determinare una variazione significativa del profilo di rischio. In particolare, sono stati identificati i seguenti principali eventi:
La Compagnia ha definito ai sensi della normativa regolamentare un processo di valutazione e analisi dei rischi basato sostanzialmente sugli strumenti e metodologie sviluppate nell'ambito della procedura di profilazione dei rischi ovvero a indicatori di rischio i quali possono essere costruiti ai seguenti approcci metodologici:
Oltre alle metodologie alla base di tali indicatori di rischio, la misurazione del rischio della Compagnia, sia attuale che prospettica, si basa sulle metodologie regolamentari per il calcolo del Requisito di Capitale (cfr. SCR): la metodologia di riferimento è quella della Formula Standard. Si precisa inoltra che la Compagnia adotta l'applicazione del Volatility Adjustments: le valutazioni attuali e prospettiche dei rischi regolamentari della Compagnia prevedono l'utilizzo del Volatility Adjustment come Long Term Guarantee measure. Il Volatility Adjustment viene applicato sul totale delle passività detenute dalla Compagnia vendute interamente in Italia e nella valuta Euro. Non viene applicato dalla Compagnia il Matching Adjustment. Al fine di una maggiore comprensione degli effetti derivanti dall'applicazione del Volatility Adjustment sulle riserve tecniche e sui fondi propri, la Compagnia effettua inoltre analisi di sensitivity ogni qualvolta lo scostamento tra la curva risk free EIOPA e la curva risk free EIOPA con volatility Adjustement risulti significativo.
Tutte queste grandezze, oltre a costituire l'impianto per il monitoraggio nel continuo alla base del modello organizzativo di gestione del rischio, rappresentano gli elementi alla base della metodologia per la profilazione del rischio della Compagnia. Tale attività ha come obiettivo l'individuazione e valutazione dei fattori di rischio e l'attribuzione ad ognuno di essi di un livello di significatività.
Da un punto di vista metodologico, concorrono alla valutazione dei rischi anche:
L'obiettivo del sistema di gestione dei rischi consiste nel mantenere i rischi cui la Compagnia è esposta a un livello definito accettabile, attraverso l'indicazione della propensione e della tolleranza al rischio stabilite in coerenza con l'obiettivo di salvaguardia del patrimonio delle stesse a garanzia della continuità aziendale. Le linee guida in tema di gestione dei rischi sono riportate nelle singole politiche redatte, riviste ed approvate annualmente dal Consiglio di Amministrazione, previo passaggio con il Consigliere Incaricato al controllo interno e ai rischi della Compagnia. Elementi costitutivi della gestione dei rischi sono:
La Compagnia si è dotata di un Risk Appetite Framework (cfr. RAF) che definisce la propensione al rischio, le soglie di tolleranza, i limiti di rischio, le politiche di governo dei rischi nonché i processi di riferimento necessari per definirli e attuarli. Nell'ambito dell'attività di indirizzo strategico della Compagnia, il Consiglio di Amministrazione individua e approva la propria propensione al rischio. Il processo di definizione/revisione del Risk Appetite Framework si affianca pertanto al processo di Pianificazione Strategica/Operativa (Budget) e tiene conto della valutazione interna del rischio e della solvibilità. Tali elementi non sono infatti disgiunti, ma si influenzano a vicenda con l'obiettivo di ottenere la massimizzazione del profilo rischio – rendimento della Compagnia. La definizione del RAF tiene conto dei seguenti aspetti:
La propensione al rischio della Compagnia congiuntamente alla valutazione del sistema di governo societario adottato nonché alla mappatura e identificazione dei fattori di rischio e ad una generale applicazione del principio della persona prudente, rappresentano i principali elementi costitutivi alla base della determinazione del modello organizzativo di gestione dei rischi (specifico per ogni classe di rischio).
Nella definizione delle proprie strategie di business, la Compagnia valuta, su base continuativa, il rispetto, nei diversi anni di sviluppo del piano, dei livelli di rischio target definiti nel Risk Appetite Framework (c.d. RAF), al fine di garantire la coerenza tra gli obiettivi di medio-lungo periodo e la capacità e la volontà di assumere rischi della Compagnia stessa.
Si declinano, di seguito, i concetti rilevanti ai fini della definizione del RAF:
Nella definizione delle proprie strategie di business, la Compagnia valuta, su base continuativa, il rispetto, nei diversi anni di sviluppo del piano, dei livelli di rischio target definiti nel Risk Appetite Framework, al fine di garantire la coerenza tra gli obiettivi di medio-lungo periodo e la capacità e la volontà di assumere rischi. In particolare il piano strategico, partendo dal profilo di rischio della Compagnia al momento della redazione del piano stesso, tiene conto del rischio assumibile senza violare i requisiti regolamentari o altri vincoli imposti dall'Autorità di Vigilanza, l'appetito al rischio (ovvero del livello di rischio che essa intende assumere per il perseguimento dei suoi obiettivi strategici) e la tolleranza al rischio (ovvero la soglia massima di scostamento rispetto all'appetito al rischio) fissate dal Consiglio di Amministrazione.
La Compagnia ha inoltre definito una Politica di Gestione del Capitale e un Piano di Gestione del Capitale il cui scopo è quello di adottare procedure atte ad accertare la salvaguardia dei requisiti regolamentari e dei livelli obiettivo di Risk Appetite nonché di garantire che, sia al momento dell'emissione che successivamente, gli elementi dei Fondi Propri a cui l'impresa intende attingere al fine di realizzare gli obiettivi di business stabiliti in sede di pianificazione strategica, soddisfino i requisiti regolamentari definiti da EIOPA e siano correttamente classificati. Tale Piano è stato redatto coerentemente con le risultanze della valutazione prospettica dei rischi secondo l'approccio Solvency II (ORSA), con gli obiettivi e le metodologie stabilite nella Politica di Gestione del Capitale e con i requisiti di solvibilità stabiliti dal Regolatore, al fine di garantire la solidità patrimoniale della Compagnia nell'esercizio della propria attività e nei suoi possibili sviluppi futuri.
In coerenza con quanto disciplinato nel Regolamento di Risk Appetite Framework della Compagnia, la gestione dei rischi in ottica attuale e prospettica della Compagnia si basa sulla definizione di indicatori per ogni categoria di rischio.
Gli indicatori sono ulteriormente suddivisi in:
indicatori di I° livello: sono indicatori finalizzati principalmente al rispetto dei vincoli di solvibilità. Sono indicatori di possibili impatti negativi e forniscono avvertimenti atti ad identificare potenziali eventi dannosi che minacciano il raggiungimento degli obiettivi e la continuità del Business. Tali indicatori sono integrati all'interno del Regolamento di Risk Appetite Framework e ad essi viene associato un Risk Appetite, una Risk Tolerance e una Risk Capacity e il relativo sistema di Risk Appetite Statement;
Nell'ambito generale del sistema di gestione dei rischi la Compagnia definisce inoltre specifici limiti operativi che declinano gli obiettivi di rischio (ad es. limiti in termini di esposizione, concentrazione, etc.) coerenti con l'appetito al rischio della Compagnia. Il principale indicatore di I° Livello della Compagnia è il Solvency II Ratio ovvero il rapporto tra Eligible Capital e Solvency Capital Requirement. La Compagnia si prefigge l'obiettivo di avere un livello di Capitale Economico adeguato e in linea con gli obiettivi strategici, superiore ad un prefissato livello di Solvency Ratio come di seguito riportato:
Nell'ambito della definizione del RAF risulta necessario fissare il livello di rischio che, se non rispettato dal Risk Profile della Compagnia, necessita di interventi correttivi. Le soglie individuano dunque i binari all'interno dei quali la Compagnia può condurre la sua azione finalizzata al raggiungimento degli obiettivi di business. La violazione di queste soglie richieda un processo di escalation da parte della Compagnia e la definizione di specifici piani di intervento per fare fronte alla situazione.
Il modello organizzativo di gestione del rischio di Credemassicurazioni coinvolge tutte le strutture aziendali, dalle funzioni operative (coinvolte nella gestione dei rischi sui processi di propria competenza) ivi incluse le Funzioni di Fondamentali, il Consigliere Incaricato e il Consiglio di Amministrazione.
In tale contesto, la funzione di Risk Management funge inoltre da coordinatore delle attività di monitoraggio dei rischi. Più in particolare, concorre alla definizione delle metodologie di misurazione dei rischi e dei limiti (sia di RAF che operative), definendo appropriate procedure di verifica, ed ha il compito di validare i flussi informativi dell'attività di monitoraggio dei rischi, predisporre la reportistica per i vertici aziendali e verificare la coerenza dei modelli di misurazione dei rischi con l'operatività svolta dall'impresa.
I rischi sono monitorati in maniera continuativa dalla funzione di Risk Management e dalle singole funzioni competenti; a tal fine è stato sviluppato e affinato progressivamente il reporting relativo all'evoluzione dei rischi nei confronti del Consiglio di Amministrazione, del Consigliere Incaricato per i Controlli Interni e i Rischi, del CRO, dell'Alta Direzione e delle strutture operative competenti al fine di migliorare la comunicazione dei risultati e consentire una maggior comprensione delle tematiche connesse alla valutazione dei rischi.
Il modello di gestione dei rischi adottato da Credemassicurazioni è caratterizzato da:
Nell'ambito del sistema di gestione dei rischi e coerentemente con quanto previsto dalla Normativa, il Consiglio di Amministrazione ha formalizzato un set di politiche, Regolamenti e allegati, che, relativamente ad ognuno degli ambiti di rischiosità che insistono su Credemassicurazioni, dettagliano gli obiettivi, i compiti, le responsabilità, il processo e definiscono gli strumenti e le procedure, anche di reporting, necessarie ad individuare e conseguentemente gestire ogni ambito di rischio. Tali documenti, inoltre, hanno l'obiettivo più generale di contribuire alla diffusione della cultura del controllo e di gestione dei rischi all'interno della società.
Il rispetto e l'applicazione dei documenti sono garantiti dalla presenza del Sistema dei Controlli Interni costituito da un insieme di regole, procedure e tecniche di controllo e strutture organizzative volto ad assicurare il corretto funzionamento ed il buon andamento dell'impresa.
La Compagnia ha definito ai sensi della Regolamentazione di settore, un processo di valutazione e analisi dei rischi che include sia una valutazione qualitativa sia, per quelli quantificabili, l'adozione di metodologie di misurazione dell'esposizione al rischio, incluso, un sistema di determinazione dell'ammontare della massima perdita potenziale sia in ottica attuale che prospettica. Tali analisi consento di effettuare in maniera continuativa una profilazione dei rischi a cui l'impresa è esposta. Si specifica che la Compagnia per le valutazioni del requisito patrimoniale di solvibilità secondo il regime normativo Solvency II utilizza la Formula Standard conformemente a quanto definito nel Regolamento delegato (UE) 2019/981 della Commissione. Pertanto, le valutazioni attuali e prospettiche dei rischi tengono conto di tutti i rischi, compresi nel framework della Formula Standard, a cui l'impresa è esposta.
Al fine di valutare nel continuo la propria situazione di solvibilità, la Compagnia provvede inoltre su base trimestrale al calcolo del proprio requisito di capitale, alla determinazione dei Fondi Propri Ammissibili e della relativa qualità e composizione, verificando nel contempo il rispetto dei limiti operativi e della propensione al rischio. Specifiche valutazioni di stress test e sensitivity vengono effettuate con la stessa frequenza sulle grandezze patrimoniali. Adeguata documentazione viene rendicontata al Consiglio di Amministrazione e trasmessa all'Organo di Vigilanza tramite i Quantitative Reporting Template (QRT). Con la stessa frequenza viene verificato il rispetto degli indicatori di I° e di II° Livello declinati nel Regolamento di Risk Appetite Framework.
Qualora nell'ambito delle diverse attività di monitoraggio effettuate dalla Compagnia dovessero emergere scostamenti continuativi e/o significativi del profilo di rischio rispetto all'Appetito al Rischio dell'impresa, scostamenti significativi rispetto alle principali ipotesi tecniche/finanziarie/di mercato/di prodotto definite nell'ambito del Piano Strategico (e quindi nelle valutazioni ORSA), viene effettuata un'attività di Non-Regular ORSA al fine di valutare gli impatti di tali variazioni anche in ottica prospettica.
La Compagnia nel corso dell' Esercizio 2024 ha adempiuto alle seguenti scadenze normative:
Si specifica infine che in continuità con gli anni precedenti (attività avviata a partire dal mese di marzo 2020), la Compagnia continua a partecipare su richiesta dell'Autorità di vigilanza alle seguenti attività:
Si definisce Rischio di Sottoscrizione - il rischio di perdita o di variazione sfavorevole del valore delle passività assicurative dovuto ad ipotesi inadeguate in materia di fissazione di prezzi e di costituzione delle riserve tecniche (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 4 del CAP).
Nell'ambito del Framework dei rischi della Compagnia, tale rischio può essere ulteriormente distinto nelle seguenti categorie:
Da un punto di vista della distribuzione dei rischi di sottoscrizione di Credemassicurazioni secondo i dettami normativi Solvency II si riporta nella tabella di seguito la miglior stima della rappresentazione del rischio alla data di redazione della presente sezione (si precisa che il peso complessivo dei rischi NON life e Health NSLT underwriting è pari al 78,4%).
| Non Life risk - risk/sum of risk components - relativo e complessivo |
IQ 2025 | |
|---|---|---|
| % Relativo | % Complessivo | |
| Non-Life premium and reserve risk | 63,3% | 30,7% |
| Non-Life lapse risk | 22,0% | 10,7% |
| Non-life CAT risk | 14,7% | 7,1% |
| Health risk - risk/sum of risk components - relativo e complessivo |
IQ 2025 | |
|---|---|---|
| % Relativo | % Complessivo | |
| Health premium and reserve risk | 75,1% | 22,5% |
| Health Lapse risk | 22,4% | 6,7% |
| Health CAT | 2,5% | 0,8% |
| Health SLT Mortality risk | 0,0% | 0,0% |
| Health SLT Longevity risk | 0,0% | 0,0% |
| Health SLT Disability morbidity risk | 0,0% | 0,0% |
| Health SLT Lapse risk | 0,0% | 0,0% |
| Health SLT Expense risk | 0,0% | 0,0% |
| Health SLT Revision risk | 0,0% | 0,0% |
La Compagnia adotta, nei confronti di tali rischi, linee guida che:
L'identificazione dei rischi viene effettuata con riferimento ai nuovi prodotti e al portafoglio in essere:
Si riportano sinteticamente di seguito le principali misure di rischio utilizzate:
Alla più generale categoria del Rischio Mercato appartengono le seguenti sotto-categorie:
di seguito meglio esplicitate.
Si definisce rischio di mercato, il rischio di perdita o di variazione sfavorevole della situazione finanziaria derivante, direttamente o indirettamente, da oscillazioni del livello e della volatilità dei prezzi di mercato delle attività, delle passività e degli strumenti finanziari (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 3 del CAP).
I rischi di mercato risentono dell'andamento congiunturale del ciclo economico, che può amplificarne o eventualmente diminuirne la significatività, soprattutto se il portafoglio titoli della Compagnia è particolarmente concentrato in determinati settori, valute o aree geografiche. Tale rischio può essere distinto nei seguenti fattori di rischio:
denominati in valuta estera). Questo fattore di rischio, quindi, assume particolare rilevanza per le imprese di assicurazione in presenza di attività a copertura delle riserve tecniche denominate in una valuta diversa da quella dei corrispondenti impegni tecnici assunti contrattualmente. Infatti, poiché la conversione di valute avviene alla chiusura d'esercizio al cambio corrente, in corrispondenza di detta data possono realizzarsi delle plus/minusvalenze a causa della variazione dei tassi di cambio;
I fattori di rischio di mercato vengono principalmente individuati nelle classi di bilancio specifiche del Portafoglio di Proprietà.
Da un punto di vista della distribuzione dei rischi di mercato di Credemassicurazioni secondo i dettami normativi Solvency II si riporta nella tabella di seguito la miglior stima della rappresentazione del rischio alla data di redazione della presente sezione (si precisa che il peso complessivo dei rischi market è pari al 13,9%).
| Market risk - risk/sum of risk components - relativo e | IQ 2025 | |||
|---|---|---|---|---|
| complessivo | % Relativo | % Complessivo | ||
| Interest rate risk | 68,6% | 9,5% | ||
| Equity risk | 0,0% | 0,0% | ||
| Property risk | 0,0% | 0,0% | ||
| Spread risk | 23,1% | 3,2% | ||
| Currency risk | 7,6% | 1,1% | ||
| Concentration risk | 0,7% | 0,1% |
La Compagnia adotta, nei confronti dei fattori di rischio sopra enunciati, linee guida che definiscono i principi generali per l'attività del Team Finanza, la periodicità dei controlli e le azioni di ripristino in caso di superamento dei limiti. Nella composizione complessiva del portafoglio d'investimento si tiene conto dell'esposizione al rischio, dei vincoli legati alla copertura delle riserve tecniche e degli effetti sul Solvency Ratio. I limiti e gli indicatori relativi agli investimenti sono oggetto di verifica e controllo su base continuativa da parte delle funzioni aziendali preposte e, con frequenza periodica, i risultati di tali controlli sono portati all'attenzione del Consiglio di
Amministrazione. Il processo prevede inoltre una fase di revisione dei suddetti limiti realizzata mediante analisi di sensitività condotte sui portafogli attivi e passivi.
La valutazione dei rischi di mercato viene effettuata con riferimento al portafoglio investimenti mobiliare già acquisito e agli scenari di investimento futuro. Tale attività viene realizzata sia con logiche di Asset-Liability Management, al fine di cogliere le interrelazioni esistenti fra le dinamiche dei passivi e le dinamiche degli attivi a copertura delle riserve tecniche, sia seguendo i principi Solvency II al fine di cogliere l'eventuale requisito di capitale assorbito da ogni singolo modulo e sottomodulo di rischio.
L'identificazione dei rischi mercato vita viene effettuata con riferimento ai nuovi investimenti e asset allocation target, e al portafoglio in essere:
Si riportano di seguito i macro-indicatori analizzati per la valutazione e il monitoraggio dei rischi di mercato:
Il rischio ALM è un rischio strettamente correlato ai disallineamenti tra attività e passività. Il processo ALM include al suo interno dinamiche connesse alla gestione dei rischi e alla pianificazione strategica. Si focalizza sul medio - lungo termine anziché offrire soluzioni di mitigazione o copertura del rischio. L'obiettivo di tale gestione del rischio è quello di massimizzare le attività per soddisfare le passività complesse che possono aumentare la redditività.
Alla sottocategoria dei Rischi ALM appartengono i seguenti fattori di rischio:
La Compagnia adotta, nei confronti dei fattori di rischio sopra enunciati, linee guida che definiscono i principi generali, la periodicità dei controlli e le azioni di ripristino in caso di superamento dei limiti.
Valutazione dei rischi ALM viene effettuata con riferimento al portafoglio investimenti mobiliare già acquisito e agli scenari di investimento futuro. Tale attività viene realizzata con logiche di Asset-Liability Management, al fine di cogliere le interrelazioni esistenti fra le dinamiche dei passivi e le dinamiche degli attivi a copertura delle riserve tecniche.
Per quanto riguarda i macro-indicatori analizzati per la valutazione e monitoraggio dei rischi ALM:
Le Compagnie sono soggette a possibili tensioni di liquidità derivanti da scadenze diverse tra gli attivi e i relativi passivi. Per rischio di liquidità si intende il rischio che la Compagnia non sia in grado di liquidare investimenti ed altre attività per regolare i propri impegni finanziari al momento della relativa scadenza (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 2 del CAP).
La possibilità di procedere allo smobilizzo tempestivo del portafoglio è fortemente condizionata dalla liquidabilità dei titoli in cui lo stesso è investito. La scarsa liquidabilità dei titoli in portafoglio, infatti, può esporre la Compagnia al rischio di conseguire delle perdite connesse alla difficoltà di trovare sul mercato la controparte interessata all'acquisto dei titoli che si intende smobilizzare.
La Compagnia quantifica la sua posizione di solvibilità con le metriche della Formula Standard, che non prevede una quantificazione del rischio liquidità in termini di assorbimento di capitale.
L'identificazione dei rischi viene effettuata sulla base dei dati tecnici dei portafogli e delle metriche definite in funzione dell'orizzonte temporale con cui viene analizzato e studiato il rischio stesso.
Si riportano di seguito gli indicatori utilizzati dalla Compagnia per il monitoraggio del rischio liquidità:
Si definisce rischio di credito (rischio default) il rischio di perdita o di variazione sfavorevole della situazione finanziaria derivante da oscillazioni del merito di credito di emittenti di titoli, controparti e debitori nei confronti dei quali l'impresa di assicurazione o di riassicurazione è esposta in forma di rischio di inadempimento della controparte, di rischio di spread o di concentrazione del rischio di mercato (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 1 del CAP).
La perdita di valore della posizione creditoria e collegata principalmente alla qualità dell'emittente o della controparte (inclusi i riassicuratori, coassicuratori, assicurati ed intermediari) ma può anche derivare da un deterioramento delle condizioni economico-finanziarie del debitore da cui dipende la capacita di far fronte agli impegni finanziari assunti, nonché da cause indipendenti dalla situazione economica o finanziaria della controparte debitrice, quali ad esempio cause politicomilitare.
Da un punto di vista puramente rappresentativo identifichiamo tre macro aree del rischio credito:
Intermediarie e altre controparti;
Investimenti.
I fattori di rischio sottostanti alle singole sottocategorie del rischio credito sono i seguenti:
Da un punto di vista della distribuzione dei rischi di counterparty default di Credemassicurazioni secondo i dettami normativi Solvency II si riporta nella tabella di seguito la miglior stima della rappresentazione del rischio alla data di redazione della presente sezione (si precisa che il peso complessivo dei rischi counterpary default è pari al 1,5%).
| Credit risk - risk/sum of risk components - relativo e | IQ 2025 | |||
|---|---|---|---|---|
| complessivo | % Relativo | % Complessivo | ||
| Type 1 counterparties | 45,2% | 0,7% | ||
| Type 2 counterparties | 54,8% | 0,8% |
Le politiche relative alla gestione del rischio di credito verso gli emittenti di strumenti finanziari sono riconducibili a quanto sopra riportato a proposito del rischio di mercato con riferimento ai principi generali relativi al controllo degli investimenti di natura finanziaria. Per quanto concerne le controparti riassicurative, Credemassicurazioni ha definito politiche per la gestione e il controllo di tale rischio in termini di linee guida e limiti relativi alle controparti.
L'identificazione del Counterparty Default Risk viene effettuata con riferimento alle controparti verso le quali sussistono posizioni di credito.
Si riportano sinteticamente di seguito le misure di rischio utilizzate:
Il rischio operativo è definibile come il rischio di subire perdite derivanti dalla inadeguatezza o dalla disfunzione (carenze o errori) di procedure interne, risorse umane o sistemi oppure da eventi esogeni (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 5 del CAP). Pertanto, l'impresa può incorrere in perdite operative, definibili come gli effetti economici negativi derivanti da eventi di natura operativa, rilevati nella contabilità aziendale e tali da avere impatto sul conto economico. Alla più generale categoria dei Rischi Operativi appartengono le seguenti sotto-categorie:
di seguito meglio esplicitate.
I principali fattori di rischio che caratterizzano il rischio operativo sono:
L'approccio di identificazione del rischio operativo segue una logica di tipo 'bottom up', basata su una metodologia di Risk Self Assessment con l'obiettivo di valutare il livello di rischiosità e la qualità dei controlli posti in essere per mitigare il rischio afferente alle attività operative e ad ogni processo aziendale.
L'obiettivo di tale approccio, basato sull'analisi per Team Funzionale, è l'individuazione degli eventi perdita che potrebbero manifestarsi, la valutazione del possibile impatto e della possibile frequenza di realizzazione di tali eventi (quantificazione delle perdite attese e inattese), la valutazione dell'efficacia dei controlli a presidio e dei possibili strumenti organizzativi attivabili per la mitigazione del rischio. La valutazione delle perdite attese e inattese viene fatta sia in relazione al rischio operativo nella sua interezza (su cui insistono specifici limiti RAF) sia per la componente relativa al rischio IT/IT Security.
La Compagnia ha strutturato, inoltre, con periodicità annuale una valutazione delle perdite effettive subite derivanti da rischi operativi (c.d. LDC – Loss Data Collection). Tale analisi consente inoltre di effettuare un back-test circa la valutazione ex-ante mediante Risk Self-Assessment.
Per quanto riguarda la valutazione del requisito di capitale (SCR), i rischi operativi vengono valutati mediante l'applicazione della Standard Formula. Il peso complessivo dei rischi operative, secondo i dettami normativi Solvency II è pari al 6,2% (dato al IQ 2025).
Il rischio normativo di compliance (ovvero di non conformità alle norme) riguarda il rischio di incorrere in sanzioni giudiziarie o amministrative, e subire perdite o danni reputazionali in conseguenza della mancata osservanza di leggi, regolamenti o provvedimenti delle Autorità di Vigilanza ovvero di norme di autoregolamentazione, quali statuti, codici di condotta o codici di autodisciplina; rischio derivante da modifiche sfavorevoli del quadro normativo o degli orientamenti giurisprudenziali.
Nella gestione del rischio di non conformità normativa, l'azienda identifica quale fattore prioritario di successo il conseguimento della conformità in materia di trasparenza e correttezza nel rapporto col cliente assicurato e danneggiato, nell'informativa precontrattuale e contrattuale dei prodotti, nella corretta esecuzione dei contratti, con particolare riguardo alla liquidazione dei sinistri, e in generale nella tutela del consumatore.
In sintesi, il processo di analisi di conformità alle norme mira, attraverso la formalizzazione della matrice di rischio di compliance, a:
Nell'esercizio dei propri compiti la funzione di Compliance opera sulla base di un approccio metodologico fondato su tecniche di identificazione, valutazione, gestione e monitoraggio dei rischi di non conformità ispirate alle migliori prassi del mercato e coerenti con quelli utilizzati nei processi di Risk Management e di Revisione Interna.
Rischio di perdite in materia di sviluppo, implementazione o usi improprio di altri modelli da parte della Compagnia per il processo decisionale (ad esempio, i prezzi dei prodotti, la valutazione degli strumenti finanziari, il monitoraggio dei limiti di rischio, etc).
Il rischio di continuità operativa è collegato all'utilizzo di un piano di continuità operativa per la gestione di situazioni di crisi conseguenti ad incidenti di portata settoriale, aziendale ovvero a catastrofi estese che colpiscono l'operatore o le sue controparti rilevanti.
La Compagnia ha sviluppato un piano di continuità operativa (Business Continuity Plan).
Secondo il modello adottato dalla Compagnia, inoltre, esistono altri rischi/eventi perdita non strettamente riconducibili a fattori di rischio specifici, ma che possono derivare da fattori di rischio riconducibili alle classi di rischio precedentemente illustrate. Si tratta in particolare, così identificati dalla normativa di settore, delle classi di rischio:
e di seguito rappresentati.
Il rischio legato all'appartenenza al gruppo (rischio di 'contagio') è inteso come rischio che, a seguito dei rapporti intercorrenti tra l'impresa e le altre entità del gruppo, situazioni di difficoltà che insorgono in una società del medesimo gruppo possano propagarsi con effetti negativi sulla solvibilità dell'impresa stessa.
In coerenza con la propria strategia e con le politiche in materia degli investimenti, adottata dall'Organo Amministrativo ha definito una propria politica delle operazioni infragruppo e ha determinato appropriati limiti di operatività.
L'identificazione e l'analisi del rischio è effettuata pertanto in coerenza alle categorie e alle controparti delle operazioni stesse, con particolare riguardo alle garanzie eventualmente rilasciate nell'ambito del Gruppo ed in coerenza con le caratteristiche delle seguenti tipologie di operazioni:
Il rischio reputazionale è inteso come il rischio di deterioramento dell'immagine aziendale e di aumento della conflittualità sia con gli assicurati (dovuto anche alla scarsa qualità dei servizi offerti, al collocamento di polizze non adeguate o al comportamento in fase di vendita, post vendita e di liquidazione) sia con le Autorità di Vigilanza e gli shareholders.
Il rischio reputazionale è quindi strettamente legato alla vendita del prodotto e alla prestazione dei servizi ad esso collegati. A tutela del Cliente/Assicurato e di conseguenza a presidio del rischio reputazionale sono attivate una serie di misure:
Essendo inoltre il rischio reputazionale strettamente connesso ai rischi operativi, informatici e cyber e al rischio di condotta, gli specifici presidi operativi e organizzativi posti in essere per la gestione di tali rischi rappresentano un ulteriore elemento a supporto della gestione del rischio reputazionale.
Il rischio di condotta quale sottocategoria di rischio operativo, di compliance e reputazionale – può essere definito come il rischio attuale o prospettico di perdite conseguenti a casistiche di offerta inappropriata di prodotti e/o servizi, incluse fattispecie di condotta inadeguata (dolo/negligenza) da parte dell'impresa.
I fattori di rischio presi in esame per la valutazione del rischio di condotta sono:
La gestione del rischio di condotta è strettamente connessa alle attività definite nell'ambito del processo POG (disciplinato nella rispettiva Policy di POG). La Compagnia, nell'ambito della gestione del rischio di Condotta, si prefigge i seguenti obiettivi:
Il rischio ESG (Enviromental, Social and Governance) si pone l'obiettivo di valutare un evento o una condizione di tipo ambientale, sociale o di governance che, verificandosi, potrebbe provocare un impatto negativo effettivo o potenziale sul valore dell'investimento o sul valore della passività. Questa tipologia di rischio rientra tra i rischi di secondo livello o rischi indiretti in quanto può manifestarsi provocando un impatto negativo su attività e passività influenzando i fattori di rischio già contemplati nelle altre risk category (ad esempio Rischio di Mercato e di Sottoscrizione).
All'interno della categoria dei rischi ESG, particolare rilevanza è assegnata ai rischi climatici in quanto potrebbero generare elevate perdite per le Compagnie Assicurative se non correttamente identificati e gestiti.
La Compagnia valuta il rischio climatico considerando entrambi i seguenti fattori:
Con specifico riferimento ai rischi climatici, in coerenza con le indicazioni del area Delegato (UE) 2021/1256 della Commissione del 21 Aprile 2021, la Compagnia ha strutturato una serie di analisi sul proprio portafoglio (sia investimenti, sia tecnico/assicurativo) per verificare la materialità dell'esposizione ai rischi climatici e, successivamente, condurre l'analisi di scenario per quantificare l'impatto che essi producono sulle principali grandezze economiche e patrimoniali. Il Framework sviluppato dalla Compagnia per la gestione del rischio climatico identifica i seguenti step:
Il sistema di gestione dei rischi ESG prevede la definizione di indicatori utilizzati per monitorare l'esposizione, con un focus specifico sui rischi climatici connessi ai rischi ambientali insiti nei portafogli Asset e Liabilities della Compagnia.
Si riportano sinteticamente di seguito le misure di rischio utilizzate e i volumi analizzati:
Per rischio strategico si intende il rischio attuale o prospettico di flessione degli utili o del capitale e di sostenibilità del modello di business, incluso il rischio di non riuscire a generare un adeguato ritorno sul capitale sulla base della propensione al rischio definita dall'impresa, derivante da cambiamenti del contesto operativo o da decisioni aziendali errate, dall' attuazione inadeguata di decisioni, impropria gestione del rischio di appartenenza al gruppo, e dalla scarsa reattività a variazioni del contesto competitivo.
L'analisi dei rischi strategici viene effettuate mediante specifiche analisi si sensitivity in sede ORSA o ogni qualvolta si assista a variazioni significative del mercato, dell'mix di produzione e delle ipotesi sottostanti le valutazioni.
In tale ambito viene altresì valutata la presenza di potenziali rischi emergenti sulla base delle informazioni derivanti dal piano industriale, dalle evoluzioni di prodotto, dalle variazioni normative e da qualsiasi altra variazione potenzialmente impattante sul profilo di rischio dell'impresa.
In seguito ai risultati di tale analisi, vengono valutati gli eventuali cambiamenti da apportare nella mappa dei rischi aziendali.
Le valutazioni effettuate dalla Compagnia alla data di valutazione hanno consentito di delineare la mappa dei rischi – Framework Solvency II - a cui la Compagnia è esposta (di seguito riportata).
| Modulo di rischio | Sottomodulo di rischio | Esposizione | |
|---|---|---|---|
| Non-Life underwriting risk | Non-Life premium and reserve risk | X | |
| Non-Life lapse risk | X | ||
| Non-life CAT risk | X | ||
| Health underwriting risk | Health premium and reserve risk | X | |
| Health Lapse risk | X | ||
| Health CAT | X | ||
| Health SLT Mortality risk | --- | ||
| Health SLT Longevity risk | --- | ||
| Health SLT Disability morbidity risk | --- | ||
| Health SLT Lapse risk | --- | ||
| Health SLT Expense risk | --- | ||
| Health SLT Revision risk | --- | ||
| Market risk | Interest rate risk | X | |
| Equity risk | --- | ||
| Property risk | --- | ||
| Spread risk | X | ||
| Currency risk | X | ||
| Concentration risk | X | ||
| Counterparty default risk | Type 1 counterparties | X | |
| Type 2 counterparties | X | ||
| Operational Risk | Operational risk | X |
Le valutazioni prospettiche dei rischi non hanno rilevato da un punto di vista regolamentare (Solvency II) rischi emergenti in ragione delle azioni previste dalle nuove strategie di investimento e di business (da segnalare tuttavia la review Solvency II la cui applicazione è prevista a partire dal 2027). Con riferimento ai dati prospettici e monitorati alla data di valutazione, l'analisi ha permesso di individuare i sotto moduli di rischio maggiormente significativi e impattanti per la Compagnia, che risultano essere i sotto moduli di rischio Non-Life premium and reserve risk, Health premium and reserve risk, seguiti dal sotto modulo Non Life lapse Risk.
Inoltre si evidenzia l'esposizione della Compagnia al rischio Spread sui Governativi ITA (rischio non contemplato nella Formula Standard). La Compagnia nelle proprie valutazioni prende in considerazione tale fattore di rischio mediante specifiche analisi di sensitivity effettuate periodicamente e all'interno del Report ORSA YE 31.12.2024.
Le analisi quali/quantitativa sull'adeguatezza del Profilo di Rischio della Compagnia rispetto i requisiti sottostanti l'applicazione della Formula Standard sono risultate positive.
Al calcolo degli impatti dovuti ai rischi di natura quantificabile e regolamentare, la Compagnia monitora e valuta anche i rischi quantitativi ma non rientranti nell'ambito della Formula Standard, i cosiddetti "rischi quantitativi non regolamentari", quali:
Oltre alle valutazioni sui rischi di natura quantificabile (sia regolamentare che non), la Compagnia gestisce e monitora anche:
Allo stato attuale tali tipologie di rischio hanno un livello di gestione monitoraggio e valutazione coerente con la rilevanza dei fattori di rischio che li caratterizzano, periodicamente monitorate e non comportano un add-on in termini di capitale regolamentare.
Al momento non vi sono risultati che evidenzino situazioni di criticità in termini di solvibilità derivanti dai rischi strategici. Tuttavia, è da continuare a tenere in considerazione l'effetto di possibili variazioni del contesto macro-economico che possono avere impatti significativi sugli Own Funds della Compagnia e sul Requisito di Capitale.
Dal 1° gennaio 2014 è entrato in vigore il regolamento (UE) n. 575/2013 ("CRR") con il quale vengono introdotte nell'Unione Europea le regole definite dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria con l'articolato insieme di documenti unitariamente denominato "Basilea 3" in materia di adeguatezza patrimoniale (Primo pilastro) e informativa al pubblico (Terzo pilastro).
Il regolamento (UE) n. 575/2013 e la direttiva 2013/36/UE ("CRD IV") definiscono il nuovo quadro normativo di riferimento nell'Unione Europea per banche e imprese di investimento. Dal 1° gennaio 2014. CRR e CRDIV sono integrati da norme tecniche di regolamentazione o di attuazione approvate dalla Commissione Europea su proposta delle Autorità europee di supervisione ("ESA"), che danno attuazione alla normativa primaria.
Dal 2014 ad oggi, CRR è stato aggiornato in due fasi: CRR II, pubblicato nel 2019, e CRR III, pubblicato nel 2024 con prima applicazione dal 2025.
Con l'adozione del regolamento di esecuzione (UE) n. 680/2014 sono state stabilite le norme tecniche di attuazione (Implementing Technical Standards) vincolanti in materia di segnalazioni prudenziali armonizzate delle banche e delle imprese di investimento relative a: fondi propri, rischio di credito e controparte, rischi di mercato, rischio operativo, grandi rischi, rilevazione su perdite ipotecarie, posizione patrimoniale complessiva, monitoraggio liquidità e leva finanziaria.
Inoltre, la Banca d'Italia ha emanato le Circolari n. 286 e n. 154 che traducono secondo lo schema matriciale, attualmente adottato nelle segnalazioni di vigilanza, i citati ITS.
Il Gruppo ritiene prioritario valutare la propria struttura patrimoniale e tali analisi sono svolte all'interno degli specifici Comitati di Governance di Gruppo. In tale sede vengono anche evidenziati i principali impatti legati alle normative in via di definizione (es. potenziali impatti legati alla finalizzazione della riforma di Basilea III come da recente accordo in sede di Comitato di Basilea del 14 gennaio 2019) e a quelle già approvate ma non attualmente applicabili (es. il regolamento (UE) n. 876/2019 e la direttiva (UE) n. 787/2019 che modificano rispettivamente il regolamento (UE) n. 575/2013 e la direttiva 2013/36/UE /876, così come il regolamento (UE) n. 877/2019 e la direttiva (UE) n. 879/2019).
I Comitati di Governance di Gruppo presentano sempre dei membri nominati dal Consiglio d'Amministrazione della Capogruppo, scelti tra i componenti il Consiglio stesso, e le rispettive analisi vengono successivamente prodotte al Consiglio d'Amministrazione della Capogruppo.
Sotto il profilo di Vigilanza l'assorbimento viene determinato tenendo in considerazione le attuali "regole" di segnalazione.
Sotto il profilo gestionale l'assorbimento viene calcolato con l'utilizzo di modelli interni per il rischio di credito e di mercato e l'utilizzo di un metodo standard "gestionale".
I rischi vengono esaminati sia complessivamente che dettagliatamente all'interno delle società del Gruppo (analisi dei portafogli specifici).
Al 30 giugno 2025 i Fondi Propri sono stati determinati in base alle disposizioni contenute nel Regolamento (UE) n.575/2013 (CRR).
| Voci del patrimonio netto | Consolidato prudenziale |
assicurazione Imprese di |
Altre imprese | consolidamento aggiustamenti Elisioni e da |
Totale |
|---|---|---|---|---|---|
| 1. Capitale | 341.323 | (7.049) | - | 7.049 | 341.323 |
| 2. Sovrapprezzi di emissione | 321.801 | - | - - |
321.801 | |
| 3. Riserve | 3.473.145 | 545.189 | - (545.189) |
3.473.145 | |
| 4. Strumenti di capitale | - | - | - | - | - |
| 5. (Azioni proprie) | (6.205) | - | - | - | (6.205) |
| 6. Riserve da valutazione: | (66.306) | 7.730 | - | (7.730) | (66.306) |
| - Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
13.264 | - | - | - | 13.264 |
| - Coperture di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
- | - | - | - | - |
| - Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
(362.417) | (245.285) | (362.417) | ||
| - Attività materiali | - | - | - | - | - |
| - Attività immateriali | - | - | - | - | - |
| - Copertura di investimenti esteri | - | - | - | - | - |
| - Copertura dei flussi finanziari | (17.227) | - | - | - | (17.227) |
| - Strumenti di copertura [elementi non designati] | - | - | - | - | - |
| - Differenze di cambio | - | - | - | - | - |
| - Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione | - | - | - | - | - |
| - Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del proprio merito creditizio) |
- | - | - | - | - |
| - Utili (perdite) attuariali su piani previdenziali a benefici definiti |
(5.967) | 54 | - | (54) | (5.967) |
| - Quote delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto |
- | - | - | - | - |
| - Ricavi o costi di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi |
253.034 | 253.034 | - | (253.034) | 253.034 |
| - Ricavi o costi di natura finanziaria relativi alle cessioni in riassicurazione |
(73) | (73) | - | 73 | (73) |
| - Leggi speciali di rivalutazione | 53.080 | - | - - |
53.080 | |
| 7. Utile (Perdita) d'esercizio (+/-) del gruppo e di terzi | 371.752 | 20.329 | - | (20.329) | 371.752 |
| Totale | 4.435.510 | 566.199 | - | (566.199) | 4.435.510 |
Nella tavola sopra riportata sono indicate le componenti del patrimonio netto contabile, sommando quelle del Gruppo con quelle di terzi, ripartite per tipologia di imprese oggetto di consolidamento. Più in dettaglio, nella colonna riferita al Consolidamento prudenziale viene indicato l'importo che risulta dal consolidamento delle società appartenenti al Gruppo bancario, al lordo degli effetti economici di transazioni effettuate con altre società incluse nel perimetro di consolidamento. Nella colonna Imprese di assicurazione sono riportati gli importi che risultano dal consolidamento, al lordo degli effetti economici derivanti da transazioni effettuate con le società appartenenti al Gruppo bancario. Nelle colonne Elisioni ed Aggiustamenti sono invece indicate le rettifiche necessarie per ottenere il dato rappresentato in bilancio.
B.2 Riserve da valutazione delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione
| Attività/valori | Consolidato | assicurazione prudenziale Imprese di |
Altre imprese | aggiustamenti da consolidamento Elisioni e |
Totale | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Riserva positiva |
Riserva negativa |
Riserva positiva |
Riserva negativa |
Riserva positiva |
Riserva negativa |
Riserva positiva |
Riserva negativa |
Riserva positiva |
Riserva negativa |
|
| 1. Titoli di debito | 3.977 | 121.109 | 28.197 | 273.482 | - | - | - | - | 32.174 | 394.591 |
| 2. Titoli di capitale | 14.817 | 1.553 | - | - | - | - | - | - | 14.817 | 1.553 |
| 3. Finanziamenti | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| Totale 30/06/2025 | 18.794 | 122.662 | 28.197 | 273.482 | - | - | - | - | 46.991 | 396.144 |
| Totale 31/12/2024 | 19.004 | 144.062 | 24.331 | 276.233 | - | - | - | - | 43.335 | 420.295 |
Relativamente ai mercati finanziari:
Le variazioni nette del periodo evidenziano un saldo positivo di 0,6 milioni di euro.
1.1 Operazioni di aggregazione
Non esistono operazioni.
Non esistono operazioni.
Sezione 2 – Operazioni realizzate dopo la chiusura dell'esercizio Non esistono operazioni.
Sezione 3 – Rettifiche retrospettive Non esistono operazioni.
Di seguito vengono fornite le informazioni sui compensi corrisposti ai dirigenti con responsabilità strategiche, in coerenza con quanto previsto dallo IAS 24.
I dirigenti con responsabilità strategiche di Credito Emiliano sono i soggetti aventi il potere e la responsabilità, direttamente o indirettamente, della pianificazione, della direzione e del controllo delle attività di Credito Emiliano.
In tale contesto rientrano nel perimetro dei dirigenti con responsabilità strategiche: i Consiglieri di Amministrazione, i Sindaci, il Direttore Generale, i Condirettori Generali, il Vice Direttore Generale, gli altri componenti della Direzione Centrale, il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari, i Responsabili delle Funzioni di Controllo Interno (Responsabile Servizio Audit, Responsabile Funzione Antiriciclaggio, Compliance Officer e Risk Officer), il Responsabile Business Unit Commerciale, il Responsabile Business Unit Finanza, il Dirigente Coordinatore delle aree Amministrazione, Corporate Governance e Relazioni Esterne e Governo del Valore, il Capo Servizio preposto all'area Crediti e il Capo Servizio preposto all'area Organizzazione.
| Riepilogo compensi | Totale 30/06/2025 |
Totale 30/06/2024 |
|---|---|---|
| Amministratori | 1.062 | 940 |
| Sindaci | 308 | 299 |
| Dirigenti | 8.967 | 5.554 |
| Totale | 10.337 | 6.793 |
I compensi dei dirigenti comprendono benefici a breve termine, benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro, altri benefici a lungo termine, benefici dovuti per la cessazione del rapporto di lavoro, altri benefici a lungo termine e pagamenti basati su azioni.
In ottemperanza alle disposizioni normative riguardanti le operazioni con parti correlate, il Gruppo Credito Emiliano ha adottato specifiche procedure per disciplinare siffatta operatività ed assicurare idonei flussi informativi.
In attuazione alla delibera Consob n. 17221 del 12 marzo 2010 e della Circolare Banca d'Italia 285/2013, Credito Emiliano ha adottato apposite Procedure per la gestione delle operazioni con parti correlate e per le operazioni con soggetti collegati.
Il regolamento è disponibile per la consultazione sul sito internet di Credito Emiliano www.credem.it.
I rapporti e le operazioni perfezionate con parti correlate e soggetti collegati non presentano criticità e sono riconducibili all'ordinaria attività di servizio e di credito. Le condizioni applicate ai singoli rapporti ed alle operazioni con parti correlate e soggetti collegati non si discostano da quelle correnti di mercato.
Ai sensi dell'art.5 comma 8 del Regolamento CONSOB Operazioni con parti Correlate (nr. 17221 del 12.03.2010 e ss.mm.ii) si segnala che nel corso del primo semestre 2025 sono state effettuate operazioni di maggiore rilevanza unicamente con Società appartenenti al Gruppo Credito Emiliano ed attinenti a normali ed ordinarie dinamiche di funding.
Nello stesso periodo il Consiglio di Amministrazione non ha ricevuto proposte volte ad adottare "delibere quadro".
Nel corso del primo semestre 2025 sono state poste in essere operazioni infragruppo e/o con parti correlate/soggetti collegati, rientranti nell'ordinario esercizio dell'attività operativa e della connessa attività finanziaria, perfezionate, di norma, a condizioni analoghe a quelle applicate per operazioni concluse con terzi indipendenti.
Le operazioni infragruppo sono state effettuate sulla base di valutazioni di reciproca convenienza economica e la definizione delle condizioni da applicare è avvenuta nel rispetto di correttezza sostanziale, presente l'obiettivo comune di creare valore per l'intero Gruppo Credem.
Uguale principio è stato applicato anche nel caso di prestazioni di servizi infragruppo, unitamente a quello di regolare tali prestazioni su di una base minimale commisurata al recupero dei relativi costi di produzione.
| Crediti | Debiti | Garanzie | Raccolta amministrata |
Raccolta gestita | |
|---|---|---|---|---|---|
| Amministratori, sindaci e dirigenti | 1.348 | 15.899 | 191 | 152.304 | 25.291 |
| Stretti familiari | 1.708 | 16.467 | 389 | 112.435 | 16.580 |
| Società controllate e collegate | 26.943 | 296.059 | 96.213 | 24.578 | 164.641 |
| Altre parti correlate | - | - | - | - | - |
| Totale | 29.999 | 328.425 | 96.793 | 289.317 | 206.512 |
| Interessi attivi | Interessi passivi | Commissioni attive e altri ricavi |
Commissioni passive e altri oneri |
|
|---|---|---|---|---|
| Amministratori, sindaci e dirigenti | 12 | 102 | 105 | 12 |
| Stretti familiari | 10 | 106 | 68 | 5 |
| Società controllate e collegate | 279 | 1.572 | 596 | 90 |
| Altre parti correlate | - | - | - | - |
| Totale | 301 | 1.780 | 769 | 107 |
L'incidenza dei volumi, delle operazioni con le controparti correlate sopra indicate, sul totale del Gruppo risulta essere pari (%):
| Dati patrimoniali | Crediti | Debiti | Garanzie e impegni | amministrata | Raccolta | Raccolta gestita | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Totale | - | 0,6 | 0,7 | 1,3 | 0,6 | |||
| Dati economici | Interessi attivi | Interessi passivi | Commissioni attive ed altri | ricavi | Commissioni passive ed altre spese |
|||
| Totale | - | 0,6 | 0,1 | - |
Si provvede di seguito a fornire i dettagli (in migliaia di Euro) dei rapporti verso le imprese collegate:
| Dati patrimoniali | Crediti | Debiti | Garanzie e impegni | Raccolta amministrata |
Raccolta gestita |
|---|---|---|---|---|---|
| Totale | 6.580 | 4.037 | 1.024 | 189.299 | - |
| Dati economici | Interessi attivi | Interessi passivi | Commissioni attive ed altri ricavi |
Commissioni passive ed altre spese |
|---|---|---|---|---|
| Totale | 2 | 16 | 13.597 | 70 |
|---|---|---|---|---|
L'incidenza dei volumi, delle operazioni con le imprese collegate, sul totale del Gruppo risulta essere pari (%):
| Dati patrimoniali | Crediti | Debiti | Garanzie e impegni | Raccolta amministrata |
Raccolta gestita |
|---|---|---|---|---|---|
| Totale | 0,8 | - |
| Dati economici | Interessi attivi | Interessi passivi | Commissioni attive ed altri | Commissioni passive ed |
|---|---|---|---|---|
| ricavi | altre spese | |||
| Totale | - | - | 2,2 | - |
Informazioni di natura qualitativa
Coerentemente con le politiche retributive approvate dall'Assemblea e nel rispetto delle disposizioni in materia di remunerazione e di incentivazione della Banca d'Italia si è proceduto alla definizione di un sistema retributivo variabile basato in parte su pagamenti in contanti e in parte attraverso l'assegnazione gratuita di azioni. Il sistema incentivante è correlato al raggiungimento di obiettivi di performance misurati al netto dei rischi ed alla sussistenza di un adeguato livello di patrimonializzazione e liquidità dell'Azienda.
Il sistema è volto a motivare e fidelizzare le persone che occupano posizioni chiave in azienda ed è destinato ai top manager rientranti nella categoria del Personale più rilevante. La quota del premio complessivo assegnata ai destinatari in azioni è, per l'anno 2025, pari o superiore al 50%, subordinatamente alla verifica del raggiungimento degli obiettivi fissati dal Consiglio di Amministrazione sentito il parere del Comitato Remunerazioni. Più in particolare, i piani di remunerazione riservati al Personale più rilevante del Gruppo che prevedono il pagamento di una parte del premio mediante l'assegnazione gratuita di azioni sono i seguenti:
Il numero di azioni è determinato sulla base della quotazione del titolo nel momento in cui il premio è assegnato.
Sono previsti meccanismi di correzione, durante il periodo di differimento, per effetto dei quali i premi maturati potranno ridursi ovvero azzerarsi.
In particolare, le singole quote differite già assegnate potranno non essere erogate o ridotte in presenza di determinate condizioni di utile, redditività corretta per il rischio, livelli patrimoniali e di liquidità non in linea. Il premio è altresì non erogato in caso di risoluzione del rapporto di lavoro o prestazioni professionali contrarie agli obblighi di buona fede e correttezza.
Ai fini della rappresentazione in bilancio, per tener conto delle condizioni di assegnazione delle varie quote di bonus è stata utilizzata la simulazione con il Metodo Monte Carlo che, sulla base di opportune ipotesi, ha consentito di definire un consistente numero di scenari alternativi nell'arco temporale considerato. In particolare, in ogni scenario la proiezione dei parametri che definiscono gli obiettivi di performance viene effettuata di anno in anno, a partire dall'ultimo valore di rendiconto, secondo un moto geometrico Browniano.
La metodologia di calcolo può essere schematizzata nelle seguenti fasi:
| Piano | quota di competenza dell'esercizio |
impatto a patrimonio | |
|---|---|---|---|
| Gruppo | - Sistema premiante 2025 - Sistemi premianti e altre forme diremunerazione variabile di breve e medio periodo relativi agli anni precedenti |
2.064,5 | 34.173,0 |
260 NOTE ILLUSTRATIVE
Nel Gruppo Credem operano due settori operativi, Banking e Wealth Management:
Questi due settori operativi aggregano i principali ambiti di business in cui operano le diverse società del Gruppo. In particolare:
Euromobiliare Fiduciaria S.p.A.: è un operatore che rientra tra le società fiduciarie previste dalla Legge n. 1966 del 23 novembre 1939 e svolge attività di custodia ed amministrazione dei beni affidati dai fiducianti sulla base di un mandato fiduciario;
Credem Private Equity SGR S.p.A.: società autorizzata alla prestazione del servizio di gestione collettiva del risparmio, che svolge attività di investimento in capitale di rischio mediante l'istituzione e l'organizzazione di fondi comuni di investimento mobiliare chiusi.
Si fa riferimento a quanto ampiamente riportato nella relazione sulla gestione sui vari settori di attività e alle singole società del Gruppo.
| GIUGNO 2025 | Commercial Banking |
Private Banking |
Parabancario, Consumer Credit, IT Technology |
BANKING | Asset Management |
Insurance | Wealth Management |
Elisioni, rettifiche e riclassifiche |
Consolidato |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| IMPIEGHI A CLIENTELA | 35.248 | 763 | 8.148 | 44.158 | 26 | - | 26 | -7.498 | 36.687 |
| Raccolta ASSICURATIVA | 9.956 | 9.956 | 9.956 | ||||||
| Raccolta DIRETTA DIRETTA CLIENTELA |
31.516 | 7.976 | 151 | 39.642 | -388 | 39.255 | |||
| TOTALE RACCOLTA DIRETTA CLIENTELA | 31.516 | 7.976 | 151 | 39.642 | 0 | 9.956 | 9.956 | -388 | 49.211 |
| Raccolta GESTITA | 21.287 | 23.780 | - | 45.067 | 15.921 | 15.921 | -25.696 | 35.293 | |
| Raccolta INDIRETTA AMMINISTRATA CLIENTELA |
8.149 | 14.506 | - | 22.655 | -10 | 22.645 | |||
| TOTALE RACCOLTA INDIRETTA CLIENTELA | 29.437 | 38.285 | - | 67.722 | 15.921 | 0 | 15.921 | -25.706 | 57.938 |
| TOTALE RACCOLTA COMPLESSIVA CLIENTELA | 60.953 | 46.261 | 151 | 107.365 | 15.921 | 9.956 | 25.878 | -26.094 | 107.149 |
| TOTAL BUSINESS CLIENTELA | 96.201 | 47.024 | 8.299 | 151.523 | 15.948 | 9.956 | 25.904 | -33.592 | 143.836 |
| DICEMBRE 2024 | Commercial Banking |
Private Banking |
Parabancario, Consumer Credit, IT Technology |
BANKING | Asset Management |
Insurance | Wealth Management |
Elisioni, rettifiche e riclassifiche |
Consolidato |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| IMPIEGHI A CLIENTELA | 34.998 | 706 | 8.007 | 43.711 | 40 | 40 | -7.388 | 36.363 | |
| Raccolta ASSICURATIVA | 9.396 | 9.396 | 9.396 | ||||||
| Raccolta DIRETTA DIRETTA CLIENTELA |
31.611 | 7.888 | 123 | 39.623 | -374 | 39.249 | |||
| TOTALE RACCOLTA DIRETTA CLIENTELA | 31.611 | 7.888 | 123 | 39.623 | 0 | 9.396 | 9.396 | -374 | 48.645 |
| Raccolta GESTITA | 20.744 | 23.186 | 43.929 | 15.111 | 15.111 | -24.393 | 34.647 | ||
| Raccolta INDIRETTA AMMINISTRATA CLIENTELA |
8.109 | 13.824 | 21.933 | -10 | 21.923 | ||||
| TOTALE RACCOLTA INDIRETTA CLIENTELA | 28.853 | 37.010 | 65.862 | 15.111 | 0 | 15.111 | -24.403 | 56.570 | |
| TOTALE RACCOLTA COMPLESSIVA CLIENTELA | 60.464 | 44.898 | 123 | 105.485 | 15.111 | 9.396 | 24.506 | -24.777 | 105.214 |
| TOTAL BUSINESS CLIENTELA | 95.461 | 45.604 | 8.131 | 149.196 | 15.151 | 9.396 | 24.547 | -32.166 | 141.577 |
| GIUGNO 2025 | Commercial Banking |
Private Banking |
Parabancario, Consumer Credit, IT Technology |
BANKING | Asset Management |
Insurance | Wealth Management |
Elisioni, rettifiche e riclassifiche |
Consolidato riclassificato |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Margine finanziario | 354,6 | 33,5 | 74,7 | 462,9 | 6,8 | 3,7 | 10,5 | 1,0 | 474,4 |
| Margine servizi | 278,2 | 98,0 | 62,0 | 438,2 | 52,9 | 42,4 | 95,3 | -70,8 | 462,7 |
| Margine d'intermediazione | 632,9 | 131,5 | 136,7 | 901,1 | 59,7 | 46,1 | 105,8 | -69,8 | 937,0 |
| Spese personale | -223,8 | -52,3 | -26,7 | -302,7 | -8,8 | -2,4 | -11,3 | 7,4 | -306,6 |
| Spese amministrative | -122,6 | -39,3 | -25,2 | -187,0 | -10,5 | -4,1 | -14,6 | 46,0 | -155,6 |
| Costi operativi | -346,4 | -91,6 | -51,8 | -489,8 | -19,3 | -6,5 | -25,9 | 53,4 | -462,2 |
| Risultato lordo di gestione | 286,5 | 39,9 | 84,9 | 411,3 | 40,4 | 39,5 | 79,9 | -16,4 | 474,8 |
| Ammortamenti | -43,8 | -4,3 | -7,2 | -55,3 | -0,4 | -0,9 | -1,3 | 2,3 | -54,3 |
| Risultato operativo | 242,7 | 35,6 | 77,7 | 356,0 | 40,0 | 38,6 | 78,6 | -14,1 | 420,5 |
| Rettifiche nette su crediti | 7,9 | 0,0 | -13,1 | -5,2 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | -5,2 |
| Accantonamenti per rischi ed oneri | 0,7 | -0,2 | 0,2 | 0,7 | 0,0 | 0,1 | 0,1 | 0,0 | 0,8 |
| Proventi / oneri straordinari | 94,7 | -0,4 | 0,2 | 94,5 | -0,1 | -3,5 | -3,7 | 0,0 | 90,9 |
| Utile prima delle imposte | 345,9 | 35,0 | 65,0 | 445,9 | 39,9 | 35,2 | 75,1 | -14,0 | 507,0 |
| Utile di terzi | 0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,0 |
| Imposte sul reddito | -81,8 | -12,2 | -21,6 | -115,6 | -11,5 | -11,2 | -22,7 | 3,1 | -135,2 |
| Utile netto | 264,1 | 22,8 | 43,4 | 330,3 | 28,4 | 24,0 | 52,4 | -10,9 | 371,8 |
| GIUGNO 2024 | Commercial Banking |
Private Banking |
Parabancario, Consumer Credit, IT Technology |
Banking | Asset Management |
Insurance | Wealth Management |
Elisioni, rettifiche e riclassifiche |
Consolidato riclassificato |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Margine finanziario | 447,4 | 45,0 | 64,4 | 556,8 | 8,3 | 4,0 | 12,4 | 1,0 | 570,2 |
| Margine servizi | 256,7 | 100,8 | 56,9 | 414,5 | 68,4 | 41,8 | 110,2 | -65,2 | 459,4 |
| Margine d'intermediazione | 704,2 | 145,9 | 121,3 | 971,3 | 76,8 | 45,8 | 122,5 | -64,2 | 1.029,7 |
| Spese personale | -226,2 | -45,6 | -26,4 | -298,1 | -8,7 | -1,6 | -10,3 | 6,6 | -301,8 |
| Spese amministrative | -113,0 | -36,7 | -23,0 | -172,7 | -9,3 | -3,1 | -12,4 | 42,3 | -142,8 |
| Costi operativi | -339,1 | -82,2 | -49,4 | -470,8 | -18,0 | -4,7 | -22,7 | 48,9 | -444,6 |
| Risultato lordo di gestione | 365,0 | 63,6 | 71,9 | 500,6 | 58,7 | 41,1 | 99,8 | -15,3 | 585,1 |
| Ammortamenti | -43,2 | -4,0 | -6,6 | -53,8 | -0,4 | -1,0 | -1,4 | 2,2 | -53,0 |
| Risultato operativo | 321,8 | 59,6 | 65,3 | 446,8 | 58,3 | 40,1 | 98,4 | -13,1 | 532,1 |
| Rettifiche nette su crediti | -5,1 | 0,1 | -4,4 | -9,4 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | -9,4 |
| Accantonamenti per rischi ed oneri | -0,2 | -2,0 | -0,3 | -2,5 | 0,2 | 0,0 | 0,2 | 0,0 | -2,3 |
| Proventi / oneri straordinari | -31,9 | -4,5 | 0,1 | -36,3 | -0,5 | -3,1 | -3,6 | 0,0 | -39,9 |
| Utile prima delle imposte | 284,7 | 53,2 | 60,6 | 398,6 | 58,1 | 37,0 | 95,0 | -13,1 | 480,5 |
| Utile di terzi | 0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,0 |
| Imposte sul reddito | -93,8 | -17,9 | -20,4 | -132,0 | -16,5 | -11,4 | -27,9 | 3,2 | -156,7 |
| Utile netto | 190,9 | 35,4 | 40,3 | 266,5 | 41,5 | 25,6 | 67,1 | -9,9 | 323,8 |

Voce 30 Margine d'interesse
Voce 70 Dividendi e proventi simili (per la sola quota relativa ai dividendi dei titoli di capitale nelle attività finanziarie classificate in HTCs e HTC))
Voce 250 Utile/perdita delle partecipazioni escluso gli utile/perdite derivanti da cessioni/valutazioni
Margine d'interesse Credemvita
Voce 130 b) Rettifiche di valore nette per rischio di credito di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
Risultato operativo
Voce 130 Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito (al netto di quelle iscritte nel margine servizi)
Voce 230 Altri oneri/proventi di gestione (solo componenti di natura straordinaria - sbilancio sopravvenienze)
La riclassifica è stata effettuata considerando anche dati gestionali non desumibili direttamente dagli schemi di bilancio e dalla nota integrativa
ALLEGATI ALLE NOTE ILLUSTRATIVE
Conto economico riclassificato
Elenco delle partecipazioni
| variazioni 06/25-12/24 | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| 30/06/2025 | 31/12/2024 | assolute | % | ||
| Cassa e disponibilità liquide | 1.654,5 | 4.207,8 | (2.553,3) | (60,7) | |
| Crediti verso clientela | 44.015,2 | 43.694,9 | 320,3 | 0,7 | |
| Crediti verso banche | 1.669,4 | 1.579,8 | 89,6 | 5,7 | |
| Altre attività finanziarie | 15.010,2 | 15.625,5 | (615,3) | (3,9) | |
| Partecipazioni | 59,4 | 59,9 | (0,5) | (0,8) | |
| Attività materiali ed immateriali | 921,1 | 944,2 | (23,1) | 2,4 | |
| Altre attività | 1.716,6 | 1.856,4 | (139,8) | (7,5) | |
| Totale attivo | 65.046,4 | 67.968,5 | (2.922,1) | (4,3) | |
| Debiti verso clientela | 40.165,8 | 41.493,0 | (327,2) | (3,2) | |
| Titoli in circolazione (compreso passività subordinate) | 9.181,0 | 8.847,8 | 333,2 | 3,8 | |
| Riserve tecniche | 5.421,4 | 4.993,0 | 428,4 | 8,6 | |
| subtotale | 54.768,2 | 55.333,8 | (565,6) | (1,0) | |
| Debiti verso banche | 2.304,7 | 5.544,6 | (3.239,9) | (58,4) | |
| Altre passività finanziarie | 599,6 | 746,2 | (146,6) | (19,6) | |
| Fondi rischi specifici | 209,1 | 267,0 | (57,9) | (21,7) | |
| Altre passività | 2.729,3 | 1.784,4 | (944,9) | 53,0 | |
| Totale passività | 60.610,9 | 63.676,0 | (3.065,1) | (4,8) | |
| Capitale sociale | 341,3 | 341,3 | - | - | |
| Azioni proprie | (6,2) | (3,8) | ( 2,4) | 61,4 | |
| Riserve | 3.728,6 | 3.335,0 | 393,7 | 11,8 | |
| Utile d'esercizio | 371,8 | 620,1 | (248,3) | (40,0) | |
| Patrimonio netto | 4.435,5 | 4.292,5 | 143,0 | 3,3 | |
| Totale passivo | 65.046,4 | 67.968,5 | (2.922,1) | (4,3) |
Tale riclassifica è stata effettuata considerando i dati desumibili direttamente dagli schemi di bilancio.
| 1° trim | 2° trim. | 06/25 | 06/24 | Var% 2° trim.24 | 12/24 | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| margine d'interesse | 234,2 | 240,1 | 474,4 | 570,3 | (16,8) | 284,6 | 1.119,6 |
| margine servizi () (***) | 241,1 | 221,5 | 462,7 | 459,4 | 0,7 | 219,7 | 912,8 |
| margine d'intermediazione | 475,4 | 461,6 | 937,0 | 1.029,7 | (9,0) | 504,4 | 2.032,4 |
| spese del personale | (158,2) | (148,4) | (306,6) | (301,8) | 1,6 | (150,2) | (613,6) |
| spese amministrative (*) | (76,4) | (79,2) | (155,6) | (142,8) | 9,0 | (73,0) | (289,9) |
| costi operativi | (234,7) | (227,6) | (462,2) | (444,6) | 4,0 | (223,2) | (903,5) |
| risultato lordo di gestione | 240,7 | 234,1 | 474,8 | 585,1 | (18,8) | 281,2 | 1.128,9 |
| Ammortamenti | (26,6) | (27,7) | (54,3) | (53,0) | 2,4 | (26,9) | (107,5) |
| risultato operativo | 214,1 | 206,4 | 420,5 | 532,1 | (21,0) | 254,3 | 1.021,4 |
| accantonamenti per rischi ed oneri | (0,3) | 1,0 | 0,8 | (2,3) | (134,8) | 1,2 | (20,4) |
| oneri/proventi straordinari ()(*) | 94,3 | (3,4) | 90,9 | (39,9) | (327,9) | (7,1) | (47,1) |
| rettifiche nette su crediti e operazioni finanziarie () (***) |
(10,2) | 5,0 | (5,2) | (9,4) | (44,4) | (6,8) | (42,8) |
| UTILE ANTE IMPOSTE | 298,0 | 209,0 | 507,0 | 480,5 | 5,5 | 241,6 | 911,1 |
| imposte sul reddito | (68,7) | (66,5) | (135,2) | (156,7) | (13,7) | (78,7) | (291,0) |
| UTILE NETTO | 229,3 | 142,5 | 371,8 | 323,8 | 14,8 | 162,9 | 620,1 |
| UTILE PER AZIONE | 1,09 | 0,95 | 14,74 | 1,82 | |||
| UTILE DILUITO PER AZIONE | 1,09 | 0,95 | 14,74 | 1,82 |
La riclassifica è stata effettuata considerando anche dati gestionali non desumibili direttamente dagli schemi di bilancio e dalla nota integrativa
(*) le spese ed il margine servizi sono stati nettati della componente di imposte indirette e tasse recuperate alla clientela (72,6 milioni di euro a giugno 2025, 66,3 milioni di euro a giugno 2024, 142,6 milioni di euro a fine 2024);
(**) sono stati stornati da spese contributi ai fondi nazionali per 0 milioni di euro a giugno 2025 (33,0 milioni di euro a giugno 2024, 33 milioni a dicembre 2024);
(***) a giugno 2025 la stima del contributo al Fondo di garanzia assicurativo dei rami Vita, istituito dalla Legge di Bilancio 2023, ammonta a 3,6 milioni di euro, accantonata al Fondo per Rischi ed Oneri, ed è stata ricondotta tra gli oneri straordinari; (****) le rettifiche/riprese di valore su crediti inerenti le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato riferite a titoli (1,3 milioni di euro a giugno 2025; 0,9 milioni di euro a giugno 2024, -0,6 milioni di euro a dicembre 2024) e quelle inerenti le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (-0,2 milioni di euro a giugno 2025; -0,4 milioni di euro a giugno 2024, -0,6 milioni di euro a dicembre 2024) sono ricondotte al margine servizi.
(*****) il risultato derivante dalla cessione di crediti npl è riclassificato a rettifiche nette su crediti e operazioni finanziarie (11,2 milioni di euro a giugno 2025; 1,6 milioni di euro a giugno 2024, 3,1 milioni di euro a dicembre 2024).
Voce 30 Margine d'interesse
Voce 70 Dividendi e proventi simili (per la sola quota relativa ai dividendi dei titoli di capitale nelle attività finanziarie classificate in HTCs e HTC))
Voce 130 b) Rettifiche di valore nette per rischio di credito di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
| Sede | % sul capitale sociale |
Equity ratio |
Valore di bilancio |
|
|---|---|---|---|---|
| Credemassicurazioni spa | Reggio Emilia | 50,000 | 50,00 | 56.558 |
| SBC Fintech Milan 2224 | Milano | 45,920 | 45,92 | 478 |
| Andxor srl | Cinisello Balsamo | 40,000 | 40,00 | 1.467 |
| Flairbit | Genova | 10,000 | 10,00 | 550 |
| Mynet srl | Udine | 12,990 | 12,99 | 325 |

Deloitte & Touche S.p.A. Piazza Malpighi, 4/2 40123 Bologna Italia
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Agli Azionisti di Credito Emiliano S.p.A.
Abbiamo svolto la revisione contabile limitata del bilancio consolidato semestrale abbreviato, costituito dallo stato patrimoniale consolidato, dal conto economico consolidato, dal prospetto della redditività consolidata complessiva, dal prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato, dal rendiconto finanziario consolidato e dalle relative note illustrative di Credito Emiliano S.p.A. e controllate (Gruppo Credem) al 30 giugno 2025. Gli Amministratori sono responsabili per la redazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato in conformità al principio contabile internazionale applicabile per l'informativa finanziaria infrannuale (IAS 34) emanato dall'International Accounting Standards Board e adottato dall'Unione Europea. È nostra la responsabilità di esprimere una conclusione sul bilancio consolidato semestrale abbreviato sulla base della revisione contabile limitata svolta.
Il nostro lavoro è stato svolto secondo i criteri per la revisione contabile limitata raccomandati dalla Consob con Delibera n. 10867 del 31 luglio 1997. La revisione contabile limitata del bilancio consolidato semestrale abbreviato consiste nell'effettuare colloqui, prevalentemente con il personale della società responsabile degli aspetti finanziari e contabili, analisi di bilancio ed altre procedure di revisione contabile limitata. La portata di una revisione contabile limitata è sostanzialmente inferiore rispetto a quella di una revisione contabile completa svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia) e, conseguentemente, non ci consente di avere la sicurezza di essere venuti a conoscenza di tutti i fatti significativi che potrebbero essere identificati con lo svolgimento di una revisione contabile completa. Pertanto, non esprimiamo un giudizio sul bilancio consolidato semestrale abbreviato.
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Il nome Deloitte si riferisce a una o più delle seguenti entità: Deloitte Touche Tohmatsu Limited, una società inglese a responsabilità limitata ("DTTL"), le member firm aderenti al suo network e le entità a esse correlate. DTTL e ciascuna delle sue member firm sono entità giuridicamente separate e indipendenti tra loro. DTTL (denominata anche "Deloitte Global") non fornisce servizi ai clienti. Si invita a leggere l'informativa completa relativa alla descrizione della struttura legale di Deloitte Touche Tohmatsu Limited e delle sue member firm all'indirizzo www.deloitte.com/about.
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Sulla base della revisione contabile limitata svolta, non sono pervenuti alla nostra attenzione elementi che ci facciano ritenere che il bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo Credem al 30 giugno 2025 non sia stato redatto, in tutti gli aspetti significativi, in conformità al principio contabile internazionale applicabile per l'informativa finanziaria infrannuale (IAS 34) emanato dall'International Accounting Standards Board e adottato dall'Unione Europea.
DELOITTE & TOUCHE S.p.A.
Marco Benini Socio
Bologna, 6 agosto 2025
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