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Banca Popolare di Sondrio

Quarterly Report Nov 16, 2018

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Quarterly Report

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RESOCONTO INTERMEDIO DI GESTIONE CONSOLIDATO AL 30 SETTEMBRE 2018

Banca Popolare di Sondrio

RESOCONTO INTERMEDIO DI GESTIONE CONSOLIDATO AL 30 SETTEMBRE 2018

Banca Popolare di Sondrio

Fondata nel 1871

RESOCONTO INTERMEDIO DI GESTIONE CONSOLIDATO AL 30 SETTEMBRE 2018

Società cooperativa per azioni Sede sociale e Direzione generale: I - 23100 Sondrio SO - Piazza Garibaldi 16 Tel. 0342 528.111 - Fax 0342 528.204 Indirizzo Internet: http://www.popso.it - E-mail: [email protected] - Indirizzo PEC: [email protected]

Iscritta al Registro delle Imprese di Sondrio al n. 00053810149 - Iscritta all'Albo delle Banche al n. 842 Iscritta all'Albo delle Società Cooperative al n. A160536 Capogruppo del Gruppo bancario Banca Popolare di Sondrio, iscritto all'Albo dei Gruppi bancari al n. 5696.0 - Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi Codice fiscale e Partita IVA: 00053810149 Capitale sociale: 1.360.157.331 – Riserve: 1.034.954.284 (Dati approvati dall'Assemblea dei soci del 28 aprile 2018)

Rating:

  • l Rating rilasciato alla Banca Popolare di Sondrio scpa da Fitch Ratings in data 13 giugno 2018:
  • Long-term (lungo termine): BBB-
  • Short-term (breve termine): F3
  • Viability Rating: bbb-
  • Outlook (prospettiva): Stabile
  • l Rating rilasciato alla Banca Popolare di Sondrio scpa da Dagong Europe Credit Rating in data 7 febbraio 2018:
  • Long-term (lungo termine): BBB
  • Short-term (breve termine): A-3
  • Individual Financial Strenght Assessment: bbb
  • Outlook (prospettiva): Stabile

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente VENOSTA cav.prof.avv. FRANCESCO Vicepresidente STOPPANI dott. LINO ENRICO* Consigliere delegato PEDRANZINI cav.uff.rag.dott. MARIO ALBERTO** Consiglieri BIGLIOLI dott.prof. PAOLO CARRETTA dott.prof. ALESSANDRO CORRADINI dott.ssa CECILIA CREDARO LORETTA* DEPPERU dott.ssa.prof.ssa DONATELLA FALCK dott.ing. FEDERICO FERRARI dott. ATTILIO PIERO GALBUSERA rag.a CRISTINA* PROPERSI dott.prof. ADRIANO RAINOLDI dott.ssa ANNALISA* ROSSI dott.ssa.prof.ssa SERENELLA

COLLEGIO SINDACALE

Presidente FORNI prof. PIERGIUSEPPE
Sindaci effettivi VITALI dott.ssa LAURA
ZOANI dott. LUCA
Sindaci supplenti GARBELLINI dott. BRUNO
MORELLI dott. DANIELE

TRIACCA DOMENICO*

COLLEGIO DEI PROBIVIRI

Probiviri effettivi CRESPI prof.avv. ALBERTO GUARINO on.prof.avv. GIUSEPPE MONORCHIO cav.gr.cr.dott.prof. ANDREA

Probiviri supplenti BRACCO cav.lav.dott.ssa DIANA

LA TORRE prof. ANTONIO

DIREZIONE GENERALE

Direttore generale PEDRANZINI cav.uff.rag.dott. MARIO ALBERTO

Vicedirettori generali RUFFINI rag. GIOVANNI ERBA rag. MARIO GUSMEROLI rag. MILO POLETTI rag. dott. CESARE

Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari BERTOLETTI rag.dott. MAURIZIO

** Membri del Comitato di presidenza

** Membro del Comitato di presidenza e Segretario del Consiglio di amministrazione

PREMESSA

Il Decreto legislativo 15 febbraio 2016 n. 25, intervenuto a modifica del Testo Unico della Finanza, ha fatto venir meno gli obblighi di informativa relativamente al primo e al terzo trimestre dell'anno cui erano tenuti gli emittenti, fatta salva la possibilità per la Consob di obbligare gli emittenti stessi a fornire informazioni finanziarie periodiche aggiuntive.

Da parte del nostro Gruppo, si è ritenuto di privilegiare l'informativa al mercato e si è pertanto provveduto, in continuità con il passato, alla predisposizione del presente resoconto intermedio di gestione consolidato al 30 settembre 2018, in accordo con i criteri di rilevazione e valutazione previsti dai principi contabili internazionali IAS/IFRS adottati dalla Comunità Europea oggi in vigore.

Il presente resoconto intermedio di gestione consolidato non è soggetto a controllo contabile da parte della società di revisione.

PRINCIPI GENERALI DI REDAZIONE

I prospetti contabili riportati nel resoconto intermedio di gestione consolidato sono conformi agli schemi obbligatori previsti per il bilancio dal Provvedimento Banca d'Italia n. 262 del 22 dicembre 2005, 5° aggiornamento del 22 dicembre 2017.

Nel periodo in rassegna i principi contabili adottati sono rimasti sostanzialmente invariati rispetto all'esercizio precedente, ad eccezione dell'adozione dal 1° gennaio 2018 dei principi contabili internazionali IFRS 9 (Strumenti finanziari) e IFRS 15 (Ricavi da contratti con i clienti).

Per un'informativa dettagliata concernente l'applicazione dei principi si rimanda alla relazione finanziaria consolidata al 30 giugno 2018.

L'IFRS 9 ha introdotto significative novità per quanto concerne le aree di «classificazione e misurazione», «impairment» e «hedge accounting» degli strumenti finanziari.

In merito al primo ambito, vengono fornite nuove regole di classificazione e misurazione degli strumenti finanziari attraverso:

  • l'introduzione dei concetti di «Modello di business» (Business Model) e «SPPI Test» (Solely Payments of Principal and Interest Test), verifica finalizzata all'analisi delle caratteristiche contrattuali dei flussi di cassa degli strumenti; elementi, quelli suddetti, la cui combinazione guida nella corretta classificazione delle attività;
  • l'individuazione di tre nuove categorie contabili: attività misurate al costo ammortizzato, attività misurate al fair value e imputate a conto economico, attività misurate al fair value e imputate a patrimonio netto.

Con riferimento al modello di impairment per la quantificazione delle rettifiche di valore sui crediti valutati al costo ammortizzato, si modifica l'approccio al calcolo delle svalutazioni, passando dal criterio delle «incurred losses» (perdite sostenute, come richiesto nel previgente IAS 39) a quello delle «expected losses» (perdite attese, basate quindi su informazioni prospettiche ragionevolmente disponibili).

Altra novità di rilievo attiene all'orizzonte temporale di determinazione della perdita attesa (Expected Credit Loss), legato altresì all'individuazione del cosiddetto «incremento significativo del rischio di credito»: nello specifico, qualora la qualità creditizia di uno strumento non abbia subito un deterioramento «significativo», rispetto alla sua misurazione iniziale, il nuovo principio richiede di stimare le perdite attese su un orizzonte temporale di soli dodici mesi; o nel caso risultino evidenze oggettive di impairment, il calcolo viene riferito all'intera vita residua dello strumento.

La cennata distinzione configura un rinnovato modello di segmentazione del portafoglio di strumenti finanziari in differenti stati («Stage»), in ragione della qualità creditizia tempo per tempo riscontrabile:

  • Stage 1: rientrano in tale stato le attività che non hanno manifestato un aumento significativo del rischio di credito dal momento della loro rilevazione iniziale o che presentano un basso rischio di credito alla data di riferimento;
  • Stage 2: si classificano in questo stato gli strumenti che hanno manifestato un incremento significativo del rischio di credito dal momento della loro rilevazione iniziale, ma che non presentano evidenze oggettive di perdita di valore alla data di riferimento;
  • Stage 3: in tale stato sono ricomprese le attività che presentano un'oggettiva evidenza di perdita di valore alla data di riferimento.

Per quanto riguarda l'hedge accounting, le novità regolamentari riguardano il cosiddetto «General Hedge» e sono legate alla possibilità di adottare il nuovo Principio IFRS 9 o, in alternativa, continuare a seguire quanto definito con lo IAS 39.

Le principali voci contabili introdotte a seguito dell'adozione del principio contabile IFRS 9 sono:

1) Le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico accolgono le attività finanziarie detenute per la negoziazione, le attività finanziarie designate al fair value a seguito dell'esercizio della fair value option e le attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value; queste ultime includono le attività che non soddisfano i requisiti per la classificazione al costo ammortizzato, al fair value con impatto sulla redditività complessiva in quanto non conformi ai criteri del test per la verifica delle caratteristiche dei flussi di cassa contrattuali (Test SPPI) oltreché i titoli di capitale e quote di OICR (che non hanno finalità di negoziazione) e strumenti di debito con un business model a gestione su base fair value. Tali attività sono iscritte al fair value e successivamente valutate al fair value alla data di riferimento;

  • 2) le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva includono i titoli di debito ed i finanziamenti gestiti attraverso un modello di business Held to Collect & Sell e conformi al Test SPPI e titoli di capitale per cui in sede di iscrizione sia stata irrevocabilmente esercitata la Fair Value Other Comprehensive Income option. Tali attività sono inizialmente iscritte al fair value. Ad ogni data di reporting i titoli di debito vengono assoggettati ad impairment sulla base di un framework di calcolo analogo a quello definito per gli strumenti finanziari valutati al «costo ammortizzato», mentre ciò non è necessario per i titoli di capitale, le cui variazioni di fair value vengono imputate a «Riserva da valutazione»;
  • 3) Le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato includono le attività finanziarie gestite attraverso un modello di business Held to Collect e conformi al test SPPI. Si suddividono in crediti verso banche e crediti verso clientela. Tali attività vengono iscritte alla data di regolamento in base al loro fair value mentre le successive valutazioni vengono effettuate in base al principio del costo ammortizzato utilizzando il tasso di interesse effettivo. Ai fini della valutazione, le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato vengono classificate in uno dei differenti stages e valutate sulla base del calcolo della perdita attesa. Le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato sono soggette ad impairment ad ogni data di reporting. A tal fine, alla rilevazione iniziale, le attività sono classificate in uno dei differenti stages (3) che riflettono il grado di deterioramento della qualità del credito e, ad ogni data di reporting, l'entità valuta se c'è stata una variazione significativa nel rischio di credito rispetto alla rilevazione iniziale (in tal caso ci sarà un trasferimento tra stage). La valutazione delle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato avviene sulla base del calcolo della perdita attesa;
  • 4) le passività finanziarie valutate al costo ammortizzato includono i debiti verso banche e verso clientela diversi da quelli ricondotti nelle voci «Passività finanziarie di negoziazione» e «Passività finanziarie designate al fair value». Tali attività vengono iscritte al valore corrente e successivamente valutate al costo ammortizzato con il metodo del tasso di interesse effettivo;
  • 5)le passività finanziarie di negoziazione continuano ad includere gli strumenti derivati, ad eccezione di quelli di copertura, il cui fair value risulta essere negativo.

I crediti di firma sono costituiti da tutte le garanzie personali e reali rilasciate a fronte di obbligazioni di terzi e vengono valutati sulla base della rischiosità della forma tecnica di utilizzo e tenuto conto del merito creditizio del debitore. Le perdite di valore da impairment, nonché le successive riprese di valore vengono registrate a conto economico alla voce «accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri» con contropartita alla voce «Fondi per rischi e oneri - a) Impegni e garanzie rilasciate».

Il principio contabile IFRS 15, pubblicato in data 28 maggio 2014, introduce un unico modello per la rilevazione dei ricavi derivanti da contratti con la clientela e sostituisce i precedenti principi in materia quali lo IAS 18, lo IAS 11 e le relative interpretazioni. L'entità è chiamata a riconoscere i ricavi in funzione del compenso che ci si attende di ricevere a fronte dei prodotti o servizi resi, che viene calcolato sulla base di cinque passi: l'identificazione del contratto, l'individuazione delle singole obbligazioni insite nello stesso, la determinazione del prezzo della transazione, l'allocazione del prezzo a ciascuna delle singole obbligazioni e il riconoscimento dei ricavi al momento in cui il cliente ottiene il controllo del prodotto o servizio.

Gli impatti derivanti dall'applicazione del nuovo principio in sede di FTA non sono risultati significativi in termini di effetti sul patrimonio netto contabile, come pure gli effetti a regime, e si riferiscono per lo più alla rilevazione di passività tese a rappresentare gli effetti che certe clausole contrattuali possono determinare sui ricavi dell'entità.

Nei prospetti contabili i valori sono espressi in migliaia di euro.

Lo stato patrimoniale è comparato con lo stato patrimoniale del bilancio al 31 dicembre 2017 riesposto secondo i nuovi schemi previsti dal 5° aggiornamento del 22 dicembre 2017 della L. 262/2005.

Il conto economico è comparato con il conto economico al 30 settembre 2017 riesposto secondo i nuovi schemi previsti dal 5° aggiornamento della L. 262/2005.

Sia per gli schemi di Stato Patrimoniale che di Conto Economico non si è provveduto al restatement per gli esercizi di confronto, in conformità a quanto previsto dal paragrafo 7.2.15 dell'IFRS 9. Pertanto i dati di raffronto riferiti all'esercizio 2017 coincidono con quelli già approvati e sono esposti utilizzando i nuovi schemi di bilancio secondo quanto disposto dal 5° aggiornamento della L. 262/2005.

Per dettagli sulla riesposizione dei saldi patrimoniali al 31 dicembre 2017 (ex IAS 39), sulle nuove voci di bilancio (ex IFRS 9), nonché sulla riconciliazione tra gli stessi e i nuovi saldi patrimoniali al 1° gennaio 2018 (ex IFRS 9), si rinvia alle note illustrative della relazione finanziaria consolidata al 30 giugno 2018.

La preparazione del resoconto intermedio di gestione consolidato richiede abitualmente un uso più esteso di metodi di stima rispetto all'informativa annuale, in particolare nei casi in cui la rappresentazione contabile non rifletta puntualmente il criterio di competenza, sia con riguardo a poste dell'attivo e del passivo patrimoniale e sia relativamente a voci di conto economico.

IL GRUPPO BANCARIO BANCA POPOPLARE DI SONDRIO

Il Gruppo Bancario Banca Popolare di Sondrio risulta così composto:

Capogruppo:

Banca Popolare di Sondrio s.c.p.a. - Sondrio;

Società del Gruppo:

Banca Popolare di Sondrio (SUISSE) SA - Lugano CH.

La Capogruppo detiene totalmente il capitale della Banca Popolare di Sondrio (SUISSE) SA di 180.000.000 di franchi svizzeri.

Factorit spa - Milano.

La Capogruppo detiene il 60,5% del capitale di Factorit spa, pari a 85.000.002 euro.

Sinergia Seconda Srl - Milano

La Capogruppo detiene totalmente il capitale di Sinergia Seconda Srl, pari a 60.000.000 di euro.

Banca della Nuova Terra spa – Sondrio

La Capogruppo detiene totalmente il capitale di Banca della Nuova Terra spa, pari a 31.315.321 euro.

PrestiNuova spa – Roma

La Capogruppo detiene totalmente il capitale di PrestiNuova spa, pari a 25.263.160 euro.

Popso Covered Bond srl – Conegliano.

La Capogruppo detiene il 60% del capitale di Popso Covered Bond srl, pari a 10.000 euro.

AREA E METODI DI CONSOLIDAMENTO

Il resoconto intermedio di gestione consolidato rappresenta unitariamente la situazione patrimoniale, finanziaria e i risultati economici al 30 settembre 2018 del Gruppo Bancario Banca Popolare di Sondrio, che comprende la Capogruppo, la Banca Popolare di Sondrio (SUISSE) SA, Factorit spa, Sinergia Seconda Srl, Banca della Nuova Terra spa, PrestiNuova spa e Popso Covered Bond srl, e delle entità di cui il Gruppo detiene il controllo come definito dall'IFRS 10. PrestiNuova spa è stata acquisita dalla Capogruppo lo scorso 23 luglio ed è attiva nel settore della concessione di finanziamenti dietro cessione del quinto dello stipendio o della pensione.

L'acquisizione è avvenuta al prezzo di 53,370 milioni. La società nell'ultimo bilancio approvato, riferito alla data del 31 dicembre 2017, evidenziava un totale dell'attivo di 304,944 milioni e un patrimonio netto di 37,717 milioni, comprensivo dell'utile di esercizio pari a 2,566 milioni. Si è provveduto alla contabilizzazione in via provvisoria di un avviamento di 13,796 milioni, con riserva di effettuare la valutazione al fair value di attività e passività come previsto dall'IFRS 3.

Il consolidamento integrale riguarda le seguenti società controllate:

PARTECIPAZIONI CONSOLIDATE INTEGRALMENTE:

Denominazione Sede Capitale Sociale (in migliaia) Quota di partecip. %
Banca Popolare di Sondrio (SUISSE) SA Lugano (CHF) 180.000 100
Factorit spa Milano 85.000 60,5
Sinergia Seconda srl Milano 60.000 100
Banca della Nuova Terra spa Sondrio 31.315 100
PrestiNuova spa Roma 25.263 100
Pirovano Stelvio spa * Sondrio 2.064 100
Servizi Internazionali e Strutture Integrate 2000 srl * Milano 75 100
Immobiliare San Paolo srl * Tirano 10 ** 100
Immobiliare Borgo Palazzo srl * Tirano 10 ** 100
Popso Covered Bond srl Conegliano 10 60

** partecipazioni non rientranti nel gruppo bancario

** partecipata da Sinergia Seconda srl

Inoltre, sono stati oggetto di consolidamento il Fondo Immobiliare Centro delle Alpi Real Estate, di cui la Capogruppo detiene la totalità delle quote, nonché la società Adriano SVP Srl, che ha realizzato un'operazione di cartolarizzazione di crediti ceduti da PrestiNuova spa, in conformità alla definizione di controllo di cui all'IFRS 10.

Sono altresì comprese nell'area di consolidamento le partecipate su cui la Capogruppo esercita un'influenza notevole in quanto la quota detenuta, direttamente o indirettamente, è compresa tra il 20% e il 50%, oppure, anche nel caso di un'interessenza minore, si è in presenza di una o più delle seguenti circostanze:

  • a) la rappresentanza nel consiglio di amministrazione o nell'organo equivalente della partecipata;
  • b) la partecipazione nel processo decisionale, inclusa la partecipazione alle decisioni in merito ai dividendi;
  • c) il verificarsi di rilevanti operazioni tra la partecipante e la partecipata;
  • d) l'interscambio di personale dirigente;
  • e) la fornitura di informazioni tecniche essenziali.

Queste società vengono valutate al patrimonio netto, con esclusione di quelle poco significative che sono valutate al costo.

Il metodo del patrimonio netto prevede l'iscrizione iniziale della partecipazione al costo e il suo successivo adeguamento di valore sulla base delle quote di pertinenza del patrimonio netto. La quota di pertinenza dei risultati d'esercizio della partecipata è rilevata a specifica voce del conto economico.

Le percentuali di possesso sono specificate nella tabella seguente:

Denominazione Sede Capitale Sociale (in migliaia) Quota di partecip. %
Alba Leasing spa Milano 357.953 19,264
Arca Vita spa Verona 208.279 14,837
Arca Holding spa Milano 50.000 21,137
Unione Fiduciaria spa Milano 5.940 24,000
Polis Fondi Sgrpa Milano 5.200 19,600
Sofipo SA * Lugano (CHF) 2.000 30,000
Bormio Golf spa Bormio 317 25,237
Lago di Como Gal Scrl Canzo 22 28,953
Acquedotto dello Stelvio srl ** Bormio 21 27,000
Sifas spa ** Bolzano 1.209 21,614
Rent2Go srl Bolzano 3.300 33,333
Rajna Immobiliare srl Sondrio 20 50,000

** partecipata da Banca Popolare di Sondrio (SUISSE) SA.

** partecipata da Pirovano Stelvio spa.

Con il metodo del consolidamento integrale il valore contabile delle partecipazioni viene eliminato contro il relativo patrimonio netto, assumendo la totalità delle attività e passività, delle garanzie, degli impegni e altri conti d'ordine, nonché dei proventi e degli oneri delle imprese partecipate. L'eliminazione di proventi e oneri d'importo irrilevante, relativi a operazioni concluse alle normali condizioni di mercato e di oneroso recepimento, è stata omessa. Le situazioni trimestrali delle stesse sono state opportunamente riclassificate e ove necessario rettificate per uniformarle ai principi contabili adottati dal Gruppo.

Non sono oggetto di consolidamento le società non partecipate per le quali si sono ricevute azioni in pegno con diritto di voto poiché il pegno ha lo scopo di tutelare i crediti concessi e non di influire sulle politiche gestionali per usufruire dei benefici economici derivanti.

Riguardo agli avviamenti iscritti in bilancio, rispetto agli assunti utilizzati in sede di impairment test per il bilancio 2017 non sono state individuate circostanze tali da far ritenere che gli stessi abbiano subito perdite durevoli di valore.

CONVERSIONE DEI BILANCI IN MONETA DIVERSA DALL'EURO

La valorizzazione in euro della situazione trimestrale della Banca Popolare di Sondrio (SUISSE) SA avviene applicando il cambio ufficiale alla data di chiusura del periodo per attività e passività di stato patrimoniale, mentre i costi e i ricavi sono stati convertiti sulla base di un cambio medio di periodo. Le differenze da conversione dei dati di bilancio sono imputate alla voce «riserve».

EVENTI SUCCESSIVI ALLA DATA DI RIFERIMENTO DEL BILANCIO INFRANNUALE

Nel periodo di tempo intercorso tra la data di riferimento del presente resoconto intermedio di gestione consolidato e la sua approvazione da parte del Consiglio di amministrazione avvenuta il 12 novembre 2018 non sono intervenuti fatti che comportino una rettifica dei dati approvati in tale sede, né si sono verificati fatti di rilevanza tale da richiedere un'integrazione all'informativa fornita.

CENNI INTERNAZIONALI

Nel terzo trimestre dell'anno è continuata, secondo le ultime indicazioni disponibili, la crescita delle principali economie mondiali, con una dinamica particolarmente sostenuta negli Stati Uniti, grazie in specie alla domanda interna, sia pubblica e sia privata, sostenuta dall'aumento dell'occupazione.

SINTESI DEI RISULTATI

(in milioni di euro)
Dati patrimoniali 30-09-2018 01-01-2018 Var. %
Finanziamenti verso clientela 25.957 25.696 1,02
Crediti verso clientela valutati al costo ammortizzato 25.722 25.570 0,59
Crediti verso clientela valutati al fair value con impatto sul conto economico 236 126 87,00
Finanziamenti verso banche 1.239 1.920 -35,47
Attività finanziarie che non costituiscono finanziamenti 11.404 11.889 -4,08
Partecipazioni 216 218 -0,71
Totale dell'attivo 41.662 41.586 0,18
Raccolta diretta da clientela 31.312 31.634 -1,02
Raccolta indiretta da clientela 30.979 30.119 2,85
Raccolta assicurativa 1.403 1.336 4,99
Massa amministrata della clientela 63.693 63.089 0,96
Altra provvista diretta e indiretta 10.937 10.164 7,61
Patrimonio netto 2.580 2.634 -2,03
Dati economici 30-09-2018 30-09-2017* Var. %
Margine di interesse 372 358 3,90
Margine di intermediazione 620 665 -6,69
Risultato dell'operatività corrente 108 169 -36,24
Utile di periodo 78 112 -30,18
Indici di bilancio %
Cost/income 61,01 52,59
Margine di interesse / Totale dell'attivo 0,89 0,89
Risultato netto della gestione finanziaria / Totale dell'attivo 1,13 1,25
Margine di interesse / Margine di intermediazione 59,91 53,81
Spese amministrative / Margine di intermediazione 63,68 57,74
Utile di periodo/Totale dell'attivo 0,19 0,28
Sofferenze /Finanziamenti verso clientela 3,06 3,03
Finanziamenti verso clientela/Raccolta diretta da clientela 82,90 81,42
Coefficienti patrimoniali
CET1 Capital ratio 11,71% 11,60%
Total Capital ratio 13,42% 13,66%
Eccedenza patrimoniale 1.183 1.287
Altre informazioni gruppo bancario
Numero dipendenti 3.255 3.196
Numero filiali 363 363

* I dati di confronto sono stati esposti come segue: i dati patrimoniali sono al 1° gennaio 2018 post applicazione IFRS 9; i dati economici al 30 settembre 2017 sono stati determinati in conformità allo IAS 39 come del resto gli indici relativi e conseguentemente non sono pienamente comparabili

Un certo rallentamento si è invece registrato nell'area dell'euro, causa in specie la frenata della Germania, appesantita da alcune difficoltà registrate nel settore automobilistico, solo in parte controbilanciata dal buon procedere di Francia e Spagna. Tutto ciò, nel permanere di una politica monetaria ancora fortemente accomodante.

Pure in rallentamento Giappone e Regno Unito, quest'ultimo afflitto dalle problematiche legate alla Brexit.

Tra i Paesi emergenti, la crescita economica si è rafforzata in India ed è rimasta sostenuta in Cina, dove peraltro si sono colti da ultimo segnali di decelerazione. Del positivo andamento dei prezzi petroliferi ha beneficiato la Russia, mentre il Brasile ha risentito dell'acuirsi dell'incertezza politica.

Un quadro nel complesso positivo, ma nel quale paiono in aumento i rischi legati al possibile accentuarsi delle tensioni - legate, fra l'altro, all'inasprimento delle condizioni finanziarie nei Paesi emergenti a seguito della politica monetaria statunitense progressivamente meno espansiva - e al manifestarsi di ripercussioni conseguenti alle misure protezionistiche, attuate o anche solo minacciate, che ostacolano il libero commercio.

Nelle principali aree economiche è rimasta moderata l'inflazione, nonostante la fiammata dei prezzi petroliferi.

In Italia durante i mesi estivi si è registrato un rallentamento della dinamica congiunturale, fra le cui cause va citato il ristagno della produzione industriale e una tendenza alla diminuzione degli investimenti. Nel terzo trimestre l'inflazione è salita all'1,7%, a causa dell'aumento dei prezzi dei beni energetici.

Il settore bancario ha continuato a trarre giovamento dal miglioramento della qualità del credito. A causare preoccupazioni sono la perdita di valore dei titoli pubblici in portafoglio, calo accentuatosi nel periodo autunnale, e la crescita dello spread rispetto ai bund tedeschi.

Nella Confederazione Elvetica, secondo le indicazioni al momento disponibili, la ripresa economica è proseguita nel periodo estivo, seppure con qualche segno di rallentamento legato, in specie, all'indebolimento della domanda interna.

RACCOLTA

Nel periodo in esame si è protratta una situazione monetaria caratterizzata da abbondanza di liquidità e da un «ampio grado di accomodamento monetario», situazione che negli auspici generali sembra destinata a durare, nonostante la BCE abbia intrapreso un percorso di progressiva riduzione degli acquisiti netti di attività.

D'altro canto, il premio richiesto sul debito sovrano dell'Italia ha iniziato a risentire di quelle tensioni che si sono poi più massicciamente manifestate all'inizio dell'autunno, come evidenziato dal dilatarsi dello spread tra i titoli italiani e quelli tedeschi

A livello di sistema, la raccolta ha segnato un assestamento, confermando la divaricazione tra il trend positivo dei depositi e l'ancora marcata contrazione delle obbligazioni.

Quanto al nostro Gruppo, al 30 settembre 2018 la raccolta diretta da clientela, costituita dai debiti verso la clientela (voce 10 b) e titoli in circolazione (voce 10 c), ha sommato 31.312 milioni, in calo dell'1,02% su fine 2017 e in aumento del 3,23% rispetto a settembre 2017. Il contenimento del costo della raccolta, reso indispensabile dalla situazione dei tassi, ha potuto far leva sulla notevole liquidità presente nel sistema.

La raccolta indiretta da clientela, a valori di mercato, è stata pari a 30.978 milioni, +2,85% rispetto a fine 2017.

La raccolta assicurativa ha segnato 1.403 milioni, +5,02%.

La raccolta globale da clientela si è pertanto affermata a 63.693 milioni, +0,96%.

I debiti verso banche sono ammontati a 6.536 milioni, +5,34%. Al loro interno si evidenziano le operazioni di rifinanziamento per 4.600 milioni in essere con la Banca Centrale Europea, di cui si dà conto nel capitolo dedicato all'attività in titoli e tesoreria.

L'indiretta da banche è risultata pari a 4.401 milioni, +11,15%.

La raccolta globale, da clientela e banche, si è attestata a 74.630 milioni, +1,88%.

(in migliaia di euro) 30-09-2018 Compos. % 01-01-2018 Compos. % Variaz. %
Depositi a risparmio 527.814 1,69 531.271 1,68 -0,65
Certificati di deposito 1.430 2.101 0,01 -31,94
Obbligazioni 2.635.100 8,41 2.723.980 8,61 -3,26
Pronti contro termine 2.100 0,01 356.725 1,13 -99,41
Assegni circolari e altri 153.336 0,48 107.277 0,34 42,93
Conti correnti 24.500.609 78,26 24.451.274 77,29 0,20
Conti vincolati 1.045.321 3,34 1.122.442 3,55 -6,87
Conti in valuta 2.446.306 7,81 2.339.214 7,39 4,58
Totale 31.312.016 100,00 31.634.284 100,00 -1,02

RACCOLTA DIRETTA DA CLIENTELA

RACCOLTA GLOBALE

(in migliaia di euro) 30-09-2018 Compos. % 01-01-2018 Compos. % Variaz. %
Totale raccolta diretta da clientela 31.312.016 41,95 31.634.284 43,18 -1,02
Totale raccolta indiretta da clientela 30.978.513 41,51 30.119.036 41,12 2,85
Totale raccolta assicurativa 1.402.627 1,88 1.335.569 1,82 5,02
Totale 63.693.156 85,34 63.088.889 86,12 0,96
Debiti verso banche 6.536.275 8,76 6.204.835 8,47 5,34
Raccolta indiretta da banche 4.401.159 5,90 3.959.663 5,41 11,15
Totale generale 74.630.590 100,00 73.253.387 100,00 1,88

Quanto alle singole componenti, i conti correnti, in euro e in valuta, sono stati pari a 26.947 milioni, +0,58%, e hanno costituito l'86,07% dell'intera raccolta diretta. Le obbligazioni sono diminuite a 2.635 milioni, -3,26%, secondo una tendenza già evidenziata nei precedenti esercizi, come pure i depositi a risparmio: 528 milioni, -0,65%. I conti vincolati hanno cifrato 1.046 milioni, -6,87%. In significativa contrazione i pronti contro termine: 2 milioni, -99,41%. I certificati di deposito sono stati pari a 1 milione, confermandosi una componente del tutto marginale. Gli assegni circolari hanno cifrato 153 milioni, +42,93%.

Riguardo al risparmio gestito si fa rinvio al capitolo della presente relazione dedicato all'attività in titoli e tesoreria.

FINANZIAMENTI VERSO CLIENTELA

Il rallentamento del ciclo economico non ha arrestato la dinamica dei prestiti bancari, mentre è continuato in generale il processo di miglioramento della qualità del credito. Nel complesso le condizioni di offerta sono rimaste distese, anche se si sono registrati i primi timidi segnali di un possibile lieve aumento dei tassi, ormai da anni su livelli storicamente assai bassi.

La consolidata funzione di sostegno all'economia dei territori serviti è stata al centro dell'azione del nostro Gruppo, che vi ha provveduto secondo canoni di rigorosa e professionale selezione delle controparti da affidare.

I finanziamenti a clientela, di cui alla tabella che segue, costituiscono una riesposizione di quelli riportati negli schemi di stato patrimoniale e sono rappresentati solo dai finanziamenti, con esclusione dei titoli, fatta eccezione per quei titoli che per la loro natura non rappresentano un investimento finanziario. La somma di detti finanziamenti è ricompresa nella voce «40. attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - b) crediti verso clientela» e nella voce «20 attività finanziarie valutate al fair value con impatto sul conto economico - c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value».

Complessivamente i finanziamenti a clientela sono ammontati a 25.957 milioni, +1,02% sul dato di fine 2017, rettificato in sede di FTA del principio contabile IFRS 9, che non ricomprendeva finanziamenti a clientela di Presti-Nuova spa, entrata a far parte del Gruppo bancario lo scorso mese di luglio. Il dato di confronto differisce dall'importo dei crediti verso clientela al 31 dicembre 2017 di 59,775 milioni, rappresentati da rettifiche negative rilevate in sede di FTA dell'IFRS 9.

Al totale dei finanziamenti a clientela le varie componenti hanno contribuito in misura diversa.

La voce principale è costituita dai mutui ipotecari, che hanno segnato un incremento del 3,51% a 9.842 milioni, pari al 37,92% dell'intero monte crediti. Vi sono ricomprese anche le attività cedute non cancellate in relazione all'operazione di emissione di obbligazioni bancarie garantite (Covered Bond). Non si è proceduto alla cancellazione di tali mutui in quanto non sono stati soddisfatti i requisiti previsti dallo IAS 39 per la così detta derecognition. In aumento i PCT, che rappresentano l'impiego di temporanee eccedenze di liquidità con controparti istituzionali, passati da 1.222 a 1.505 milioni, +23,17%. Le altre operazioni e mutui chirografari sono diminuiti del 2,83% a 5.212 milioni, così da rappresentare il 20,06% dei crediti verso clientela. In flessione anche i conti correnti, 4.170, -4,32%, come pure i finanziamenti in valuta, 689 milioni, -22,95%, e le operazioni di factoring, 1.985 milioni, -12,80%. Assai positiva la dinamica degli anticipi, +45,09% a 652 milioni, e dei prestiti personali, che raddoppiano a 496 milioni, come conseguenza del consolidamento di PrestiNuova spa, entrata nel Gruppo lo scorso mese di luglio, e operante nel settore dei finanziamenti dietro cessione del quinto dello stipendio o della pensione. In aumento a 222 milioni gli anticipi SBF, +5,21%. I titoli di debito, pari a 288 milioni, -14,59%, derivano da operazioni di cartolarizzazione di finanziamenti a clientela effettuate dalla controllata Banca della Nuova Terra spa e dalla partecipata Alba Leasing spa. Il rapporto finanziamenti/debiti verso clientela si è portato all'82,90 %, rispetto all'81,23%.

(in migliaia di euro) 30-09-2018 Compos. % 01-01-2018 Compos. % Variaz. %
Conti correnti 4.170.347 16,07 4.358.569 16,96 -4,32%
Finanziamenti in valuta 689.263 2,66 894.508 3,48 -22,95%
Anticipi 651.824 2,51 449.264 1,75 45,09%
Anticipi s.b.f. 221.582 0,85 210.606 0,82 5,21%
Portafoglio scontato 20.601 0,08 17.376 0,07 18,56%
Prestiti e mutui artigiani 58.507 0,23 47.743 0,19 22,55%
Prestiti agrari 23.094 0,09 23.746 0,09 -2,75%
Prestiti personali 495.795 1,91 239.096 0,93 107,36%
Altre operazioni e mutui chirografari 5.212.358 20,06 5.364.321 20,89 -2,83%
Mutui ipotecari 9.842.312 37,92 9.508.459 37,00 3,51%
Crediti in sofferenza 793.430 3,06 746.407 2,90 6,30%
Pronti contro termine 1.504.581 5,80 1.221.596 4,75 23,17%
Factoring 1.985.450 7,65 2.276.836 8,86 -12,80%
Titoli di debito 288.299 1,11 337.534 1,31 -14,59%
Totale 25.957.443 100,00 25.696.061 100,00 1,02%

FINANZIAMENTI A CLIENTELA

La qualità del credito e la dinamica delle partite deteriorate hanno continuato a beneficiare, come già cennato, del ciclo economico generale. A fronte dei crediti deteriorati sono stati comunque effettuati ulteriori consistenti accantonamenti ed è stato accresciuto il tasso di copertura complessivo.

L'aggregato crediti deteriorati netti - costituito da sofferenze, inadempienze probabili e esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate - si è attestato a 1.948 milioni, -4,36%, pari al 7,50% della voce finanziamenti a clientela rispetto al 7,93% di fine 2017, modificato per le rettifiche negative portate in sede di FTA dall'IFRS 9. Le rettifiche di valore complessive relative ai crediti deteriorati sono ammontate a 2.270 milioni, pari al 53,82% dell'importo lordo degli stessi, rispetto al 51,79%. L'apposita tabella riporta una sintetica esposizione dei crediti deteriorati e in bonis, con il raffronto ai dati del 31 dicembre 2017 che registrano le rettifiche apportate in sede di FTA dal principio precedentemente richiamato.

(in migliaia di euro) 30-09-2018 01-01-2018 Variazioni
assolute
Variazioni
%
Crediti Deteriorati Esposizione lorda 4.217.546 4.224.890 -7.344 -0,17%
Rettifiche di valore 2.269.677 2.188.132 81.545 3,73%
Esposizione netta 1.947.869 2.036.758 -88.889 -4,36%
– Sofferenze Esposizione lorda 2.527.912 2.301.388 226.524 9,84%
Rettifiche di valore 1.734.482 1.554.981 179.501 11,54%
Esposizione netta 793.430 746.407 47.023 6,30%
– Inadempienze probabili Esposizione lorda 1.561.151 1.768.596 -207.445 -11,73%
Rettifiche di valore 522.934 613.228 -90.294 -14,72%
Esposizione netta 1.038.217 1.155.368 -117.151 -10,14%
– Esposizioni scadute Esposizione lorda 128.483 154.906 -26.423 -17,06%
– e/o sconfinanti Rettifiche di valore 12.261 19.923 -7.662 -38,46%
– deteriorate Esposizione netta 116.222 134.983 -18.761 -13,90%
Crediti in bonis Esposizione lorda 24.133.915 23.787.359 346.556 1,46%
Rettifiche di valore 124.343 128.056 -3.713 -2,90%
Esposizione netta 24.009.572 23.659.303 350.269 1,48%
Totale crediti verso clientela Esposizione lorda 28.351.463 28.012.249 339.214 1,21%
Rettifiche di valore 2.394.020 2.316.188 77.832 3,36%
Esposizione netta 25.957.443 25.696.061 261.382 1,02%

FINANZIAMENTI A CLIENTELA - PARTITE DETERIORATE E IN BONIS

Le sofferenze nette, depurate delle svalutazioni, sono state pari a 794 milioni, +6,30%, corrispondenti al 3,06% del totale dei finanziamenti a clientela, rispetto al 2,90% del 31 dicembre 2017.

A fronte delle perdite presunte sulle sofferenze in essere, le rettifiche di valore sono salite a 1.734 milioni, +11,54% rispetto al dato di confronto, con un grado di copertura del 68,61%, rispetto al 67,57%. Ciò rispecchia la prudente politica di accantonamenti e conferma il Gruppo fra quelli con i più elevati gradi di copertura nel panorama nazionale.

Se si tiene conto degli importi passati a conto economico in anni precedenti su posizioni a sofferenza, per le quali si mantiene un'evidenza contabile a fronte della prospettiva di eventuali recuperi, la copertura di tali crediti si attesta al 77,06%.

Le inadempienze probabili, che sono costituite dalle esposizioni creditizie diverse dalle sofferenze per le quali si giudica improbabile che il debitore, fatto salvo il ricorso della banca ad azioni tutorie quali l'escussione delle

garanzie, adempia integralmente alle sue obbligazioni, si sono attestate a 1.038 milioni, -10,14%, pari al 4% del totale dei crediti verso la clientela, a fronte del 4,50%, mentre le relative rettifiche sono ammontate a 523 milioni, -14,72%, con un grado di copertura del 33,50% rispetto al 34,67%.

Le esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate, che ricomprendono esposizioni diverse da quelle classificate tra le sofferenze o le inadempienze probabili e che, alla data di riferimento, sono scadute e/o sconfinanti da oltre 90 giorni e superano una prefissata soglia di materialità, sono ammontate a 116 milioni, -13,90%, con un grado di copertura del 9,54%, e costituiscono lo 0,45% del totale rispetto allo 0,53% di fine 2017.

I crediti in bonis sono stati pari a 24.010 milioni, +1,48%, e le relative rettifiche sono ammontate a 124 milioni, corrispondenti allo 0,51% degli stessi rispetto allo 0,54%.

L'ammontare delle rettifiche complessive è risultato pari a 2.394 milioni, +3,36%.

ATTIVITÀ IN TITOLI E TESORERIA

Nel terzo trimestre dell'anno si è via via accentuata la volatilità sui mercati finanziari. Fra le cause, le crescenti incertezze relative ai commerci internazionali, pure in ragione dei dazi applicati o minacciati dall'Amministrazione americana, e i timori per la situazione di alcuni Paesi emergenti esposti al rialzo del costo del finanziamento del disavanzo estero. Per quel che in particolare riguarda l'Italia, verso fine settembre si è registrato un significativo allargamento del differenziale di rendimento tra i titoli del debito pubblico nazionali e quelli tedeschi. Ciò a causa delle preoccupazioni riguardanti la politica di finanza pubblica.

La liquidità presente nel sistema è rimasta abbondante grazie agli interventi espansivi della BCE, sia attraverso le aste di rifinanziamento a lungo termine (T-LTRO II) effettuate negli scorsi esercizi e sia per il perdurare, sebbene su livelli più contenuti, degli acquisti di titoli di Stato.

Al 30 settembre 2018 la posizione interbancaria al netto del portafoglio titoli del Gruppo ha evidenziato un saldo negativo di 5.276 milioni, in aumento di 992 milioni rispetto a fine 2017, quando era negativa per 4.284 milioni.

Al 30 settembre 2018 erano in essere due operazioni T-LTRO II con la BCE per complessivi 4.600 milioni, la prima accesa per 1.100 milioni il 23 giugno 2016 con scadenza al 24 giugno 2020 e facoltà di rimborso anticipato a partire dal 27 giugno 2018. La seconda è stata accesa nel marzo 2017, quando si è ritenuto di partecipare per 3.500 milioni all'ultima operazione mirata al rifinanziamento, di cui al programma T-LTRO II, predisposta dalla BCE con scadenza al 24 marzo 2021 e sempre con l'obiettivo di stimolare l'economia reale, garantendo ulteriore liquidità al sistema bancario.

Al netto delle cennate operazioni, che la Capogruppo aveva in essere con la BCE per complessivi 4.600 milioni, il saldo sarebbe negativo per 676 milioni. La liquidità del Gruppo è rimasta abbondante per tutti i primi nove mesi dell'anno, avendo attinto alle operazioni di rifinanziamento sopra richiamate e disponendo di una raccolta diretta da clientela di gran lunga superiore agli impieghi verso la stessa. L'attività di tesoreria si è mantenuta su livelli elevati, seppure registrando un significativo calo dei volumi, con il prevalere delle operazioni di impiego rispetto a quelle di raccolta.

L'esposizione al rischio di liquidità viene monitorata con riguardo sia al breve termine, cioè su un arco temporale di tre mesi, con cadenza giornaliera, e sia a lungo termine, con frequenza mensile.

Gli ultimi indicatori disponibili di liquidità di breve periodo (LCR - Liquidity Coverage Ratio) e di medio-lungo termine (NSFR – Net Stable Funding Ratio) si sono attestati su valori largamente superiori ai requisiti minimi previsti. Inoltre, il Gruppo può sempre fare affidamento su un consistente portafoglio di attività rifinanziabili che, al netto degli haircut applicati, è ammontato a 12.446 milioni, -0,94% rispetto a fine 2017, di cui 7.358 milioni liberi e 5.088 milioni impegnati.

A seguito dell'entrata in vigore del Principio contabile IFRS 9 in materia di strumenti finanziari, il Gruppo ha applicato i nuovi requisiti con decorrenza 1° gennaio 2018. Le scelte effettuate non hanno portato riclassifiche significative nella composizione del portafoglio di strumenti finanziari in funzione della loro categoria contabile. Nel dettaglio, la quota principale del portafoglio iscritto al costo ammortizzato continua ad essere contabilizzata come tale, mentre solo una frazione marginale di strumenti ha subito una variazione del trattamento contabile, passando dal criterio di valutazione al costo ammortizzato («Held to maturity» e «Loans and receivables») a quello del fair value con impatto a conto economico («Fair value through profit and loss»).

Più in particolare, le quote di OICR, i fondi chiusi e i fondi aperti, ove non detenuti con finalità di negoziazione, sono stati riclassificati tra le attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value con impatto a conto economico, anche a seguito degli approfondimenti condotti e delle interpretazioni contabili formulate su tavoli nazionali e internazionali.

Nell'ambito del portafoglio titoli, gli strumenti di debito precedentemente classificati tra le attività finanziarie detenute fino a scadenza («Held to maturity») sono stati ricondotti al portafoglio di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato, fatta eccezione per quei titoli che, non superando il Test SPPI, sono stati ricondotti al portafoglio delle attività finanziarie obbligatoriamente valutare al fair value con impatto a conto economico.

I titoli di debito precedentemente classificati tra le attività finanziarie disponibili per la vendita («Available for sale») sono stati ricondotti nel modello di business «Held to collect and sell», e pertanto collocati all'interno del portafoglio di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, salvo alcuni titoli obbligazionari inclusi nel portafoglio valutato al costo ammortizzato.

Nel portafoglio delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva è stata ricondotta anche la maggior parte dei titoli di debito precedentemente classificati nel portafoglio delle attività finanziarie detenute per la negoziazione («Held for trading»), sempre subordinatamente al superamento del Test SPPI. Per la parte prevalente dei titoli di capitale già classificati nel portafoglio AFS si è optato per la «Fair Value OCI Option».

Nelle attività finanziarie detenute per la negoziazione sono stati ricondotti alcuni titoli di debito in valuta, oltre che titoli di capitale e OICR detenuti ai fini della negoziazione.

Il portafoglio di attività finanziarie valutate al fair value secondo lo IAS 39 è stato interamente oggetto di riclassificazione, in quanto limitando il nuovo Principio i casi e la possibilità di esercizio della «Fair Value Option», si è ritenuto di non esercitare, al momento, tale facoltà.

Nel portafoglio delle attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value vengono ricondotte alcune cartolarizzazioni, oltre alle attività finanziarie già citate precedentemente e agli strumenti di debito che non hanno superato il Test SPPI.

Per maggior dettaglio si rinvia alla Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2018, nella quale è fornito un prospetto di riconciliazione tra i saldi patrimoniali al 31 dicembre 2017 (ex IAS 39) e le nuove voci di bilancio (ex IFRS 9) corredato da note esplicative.

Al 30 settembre 2018 il complesso delle attività finanziarie rappresentate da titoli in portafoglio ha sommato 11.404 milioni, in diminuzione del 4,11% rispetto a fine 2017, quando era pari a 11.893 milioni, e del 4,08%, sullo stesso dato modificato a seguito delle rettifiche e riclassifiche apportate in sede di First Time Adoption dell'IFRS 9.

Nel complesso il portafoglio è stato caratterizzato da un contenuto aumento nei primi due trimestri, dopo i consistenti incrementi già registrati nel 2017, mentre nel terzo trimestre sono state le cessioni a prevalere sugli acquisti.

Nel periodo non sono stati effettuati trasferimenti di attività finanziarie da un portafoglio all'altro. Il prospetto che segue riepiloga la consistenza dei singoli portafogli.

La composizione del portafoglio conferma la prevalenza dei titoli di Stato ed evidenzia una duration di circa tre anni e sei mesi, leggermente ridottasi rispetto a fine 2017.

(in migliaia di euro) 30-09-2018 01-01-2018 Variaz. %
Attività finanziarie detenute per la negoziazione 269.668 372.590 –27,62
di cui prodotti derivati 35.053 97.983 –64,23
Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 363.411 390.209 –6,87
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
sulla redditività complessiva
4.898.282 6.886.971 –28,88
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 5.872.717 4.239.671 38,52
Totale 11.404.078 11.889.441 –4,08

ATTIVITÀ FINANZIARIE (TITOLI DI DEBITO, TITOLI DI CAPITALE, QUOTE DI OICR E DERIVATI) PER PORTAFOGLIO DI APPARTENENZA

Non sono più presenti attività designate al fair value a seguito della scelta effettuata nella ricomposizione del portafoglio titoli in sede di FTA cui si è accennato sopra.

Attività finanziarie detenute per la negoziazione

Le attività finanziarie detenute per la negoziazione, che già avevano subito una netta contrazione nel 2017 rispetto al 2016 (-32,20%) a seguito della rimodulazione dei portafogli, hanno evidenziato un ulteriore calo. A seguito delle riclassifiche effettuate in sede di FTA dell'IFRS 9 il portafoglio è sceso dai 691 milioni al 31 dicembre 2017 a 373 milioni. Nel periodo in esame è calato ulteriormente a seguito di alienazioni, portandosi a 270 milioni, ma ricomprendendo, a seguito di acquisti, anche titoli di Stato e obbligazioni bancarie.

La tabella che segue ne evidenzia la composizione.

(in migliaia di euro) 30-09-2018 01-01-2018 Variaz. %
Titoli di stato italiani a tasso variabile 52.963
Titoli di stato italiani a tasso fisso 57.770
Titoli di stato esteri in divisa 83.232
Obbligazioni bancarie 11.032
Obbligazioni di altri emittenti 2.006
Titoli di capitale 93.961 151.870 –38,13
Quote di O.I.C.R. 16.883 39.505 –57,26
Valore netto contratti derivati 35.053 97.983 –64,23
Totale 269.668 372.590 –27,62

Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value

Le altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value ricomprendono attività finanziarie come di seguito riportate, sia per scelta aziendale e sia perché trattavasi di attività che non hanno superato il Test SPPI.

Hanno sommato 363 milioni, rispetto a 390 milioni, con un decremento del 6,87%.

La tabella seguente ne evidenzia la composizione che si caratterizza per la prevalenza di quote di OICR.

(in migliaia di euro) 30-09-2018 01-01-2018 Variaz. %
Obbligazioni bancarie 10.235 49.790 –79,44
Obbligazioni altre 31.853 54.100 –41,12
Titoli di capitale 820
Quote di O.I.C.R. in euro 297.818 262.215 13,58
Quote di O.I.C.R. in divisa (USD) 23.505 23.284 0,95
Totale 363.411 390.209 –6,87

Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva

Il portafoglio delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (voce 30) è ammontato a 4.898 milioni, rispetto ai 6.887 milioni di fine 2017 post adozione IFRS 9, -28,88%. Sono stati ricondotti in tale portafoglio i titoli di debito, in buona parte titoli di Stato già classificati nel portafoglio «Attività finanziarie disponibili per la vendita».

In tale portafoglio, che sulla base del principio contabile IFRS 9 corrisponde al portafoglio Held to collect and sell, sono ricompresi i titoli di debito che presentano flussi finanziari costituiti solo da rimborso di capitale e detenuti con finalità di investimenti di tesoreria, ma anche di cessione. Il decremento consegue principalmente alle consistenti cessioni di titoli di Stato italiani a tasso fisso.

Nelle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva i titoli di Stato italiani hanno sommato 3.967 milioni, -27,31% nel periodo; i titoli di Stato esteri 272 milioni, -65,33%; le obbligazioni bancarie 479 milioni, +2,73%; le obbligazioni di altri emittenti 76 milioni, -2,74%; le azioni 104 milioni, +4%.

(in migliaia di euro) 30-09-2018 01-01-2018 Variaz. %
Titoli di stato italiani a tasso variabile 580.388 788.044 –26,35
Titoli di stato italiani a tasso fisso 3.386.554 4.669.642 –27,48
Titoli di stato esteri 271.981 784.532 –65,33
Obbligazioni bancarie 478.678 465.939 2,73
Obbligazioni altre 76.307 78.458 –2,74
Titoli di capitale 104.374 100.356 4,00
Totale 4.898.282 6.886.971 –28,88

Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato

I titoli valutati al costo ammortizzato costituiscono parte della voce «Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato» che ricomprende i crediti verso banche e verso clientela nella forma sia di titoli e sia di finanziamenti riconducibili al portafoglio IFRS 9 denominato Held to Collect (HTC). Nella quasi totalità, 5.852 milioni, sono ricompresi nella sottovoce crediti verso clientela e solo in minor parte, 21 milioni, nei crediti verso banche.

Sono costituite in buona parte, 4.384 milioni, da titoli di Stato italiani, in prevalenza a tasso fisso. Comprendono titoli di Stato esteri per 1.420 milioni, obbligazioni diverse per 48 milioni e obbligazioni bancarie per 21 milioni. Complessivamente sommano 5.873 milioni rispetto ai 4.240 milioni di fine 2017 post adozione IFRS 9, con un incremento del 38,52%.

La tabella seguente ne fornisce la composizione.

(in migliaia di euro) 30-09-2018 01-01-2018 Variaz. %
CREDITI VERSO BANCHE 20.902 6.829 206,08
Obbligazioni bancarie italia 5.952 6.829 –12,84
Obbligazioni bancarie estere 14.950
CREDITI VERSO CLIENTELA 5.851.815 4.232.842 38,25
Titoli di stato italiani a tasso variabile 811.317 400.624 102,51
Titoli di stato italiani a tasso fisso 3.572.628 2.804.936 27,37
Titoli di stato esteri 1.419.966 980.398 44,84
Obbligazioni altre 47.904 46.884 2,18
Totale 5.872.717 4.239.671 38,52

RISPARMIO GESTITO

Le difficoltà che già erano emerse nel secondo trimestre del 2018 hanno continuato a manifestarsi sui mercati finanziari nazionali durante il periodo estivo, a motivo della diffidenza degli operatori verso gli indirizzi di politica economica.

A causa del rialzo dei tassi, si è registrata una progressiva disaffezione verso i prodotti a prevalente contenuto obbligazionario, a favore di prodotti a contenuto azionario e di quelli flessibili.

Il nostro Gruppo ha saputo contenere gli effetti negativi di tale difficile contesto, grazie pure all'ampia diversificazione dell'offerta commerciale.

A fine settembre le diverse forme di risparmio gestito dal Gruppo sommavano 5.633 milioni, +3,58% su dicembre 2017.

INFORMATIVA IN MERITO ALL'ESPOSIZIONE VERSO DEBITORI SOVRANI

La CONSOB, con comunicazione n. DEM/11070007 del 05/08/2011, e anche più recentemente con nota del 31/10/2018, ha invitato le società quotate a fornire nelle relazioni finanziarie informazioni sulle esposizioni verso debitori sovrani, intendendosi con tale termine i titoli obbligazionari emessi da governi centrali e locali, da enti governativi, nonché i prestiti erogati agli stessi.

Al riguardo si precisa che l'esposizione complessiva del Gruppo al 30 settembre 2018 ammontava a 10.789 milioni ed era così articolata:

a) Finanziamenti e titoli a amministrazioni statali: 10.194 milioni;

  • b) Finanziamenti e titoli a amministrazioni locali: 2 milioni;
  • c) Finanziamenti e titoli a imprese a partecipazione statale o locale: 491 milioni;

d)Finanziamenti e titoli a altre amministrazioni pubbliche ed enti vari: 102 milioni.

Si segnala che l'esposizione verso debitori sovrani è costituita in buona parte da titoli di Stato italiano detenuti dalla Capogruppo.

PARTECIPAZIONI

Le partecipazioni sono lievemente diminuite, da 218 a 216 milioni. La variazione deriva dall'effetto della valutazione al patrimonio netto delle stesse e dall'acquisizione dell'interessenza in Rent2Go srl per 1,8 milioni.

ATTIVITÀ MATERIALI E IMMATERIALI

Le attività materiali e immateriali si sono attestate a 360 milioni, +2,43%. Le prime hanno sommato complessivamente 322 milioni, -1,80%, le seconde sono ammontate a 38 milioni, +60,85%, e comprendono 21,643 milioni relativi ad avviamenti. L'incremento di 13,796 milioni è legato all'acquisizione di PrestiNuova spa.

In data 23 luglio la Capogruppo ha provveduto all'acquisizione totalitaria di PrestiNuova Spa società operante nel settore della concessione di finanziamento rimborsabili mediante cessione del quinto dello stipendio o della pensione. L'acquisizione è avvenuta dietro versamento di un corrispettivo di euro 53,370 milioni. Il patrimonio netto della società alla data dell'acquisizione ammontava a 39,574 milioni con una differenza di 13,796 milioni. Tale importo è stato registrato nelle attività immateriali come avviamento provvisorio in base a quanto disposto dallo IFRS 3. In applicazione del cosiddetto «purchase method» l'allocazione delle attività identificabili acquisite e delle passività identificabili assunte avverrà con riferimento alla data di acquisizione. La differenza tra il corrispettivo del trasferimento e il fair value delle attività e delle passività viene rilevata come avviamento e attribuita alla specifica Unità Generatrice di Flussi di Cassa (Cash Generating Units – C.G.U). La differenza tra il corrispettivo del trasferimento e il fair value di attività e passività è particolarmente rilevante e ha il fine di far iscrivere come avviamento solo la quota residuale del costo non allocabile a specifiche attività/passività. Per questo motivo il principio contabile permette una iscrizione provvisoria entro la fine dell'esercizio in cui avviene l'aggregazione da perfezionarsi successivamente entro 12 mesi dalla data di acquisizione. Alla luce di quanto sopra la Capogruppo, essendo in corso le attività per la determinazione dei fair value ha provveduto ad iscrivere in via provvisoria l'importo di euro 13,796 pari alla differenza tra il prezzo pagato e il patrimonio netto contabile alla data di acquisizione, con riserva di perfezionare in modo definitivo, entro il termine di 12 mesi dalla predetta data di acquisizione, il fair value delle attività e passività.

Per gli avviamenti iscritti in bilancio viene effettuato con cadenza annuale il test di impairment al fine di verificare eventuali perdite di valore. Per questi l'ultimo test è stato effettuato in sede di predisposizione del bilancio consolidato al 31 dicembre 2017 e non si è ravvisata la necessità di procedere alla ripetizione dello stesso.

FONDI DIVERSI

Sono costituiti dal TFR, che è ammontato a 44,300 milioni, -2,62%, e dai fondi per rischi e oneri che hanno sommato 246,157 milioni, +5% sul dato di fine 2017 reso omogeneo.

RISORSE UMANE

I dipendenti del Gruppo bancario al 30 settembre 2018 erano 3.255, in aumento di 59 unità rispetto alle 3.196 di fine 2017, cui vanno aggiunti i 29 dipendenti della controllata Pirovano Stelvio spa, di cui 26 impiegati stagionalmente.

PATRIMONIO

Al 30 settembre 2018 il patrimonio netto consolidato del Gruppo, comprensivo delle riserve da valutazione e dell'utile di periodo di 78,434 milioni, è risultato pari a 2.580,233 milioni.

A seguito dell'entrata in vigore dell'IFRS 9 in data 1° gennaio 2018 il patrimonio al 31 dicembre 2017, che ammontava a 2.678,920 milioni, è stato oggetto di rettifica in sede di FTA dell'IFRS 9 con l'iscrizione di una riserva negativa da FTA per 45,118 milioni. Pertanto, il raffronto omogeneo per il periodo gennaio-settembre 2018 evidenzia un calo di 53,569 milioni.

Il capitale sociale della Capogruppo, costituito da n. 453.385.777 azioni ordinarie prive di valore nominale, è ammontato a 1.360,157 milioni, senza variazioni rispetto all'esercizio di raffronto.

Invariati anche i sovrapprezzi di emissione, pari a 79,005 milioni, mentre la voce azioni proprie ha evidenziato un leggero aumento a 25,388 milioni.

Le riserve sono salite a 1.159,282 milioni; l'incremento in buona parte è dato dalla somma algebrica fra l'accantonamento di parte significativa dell'utile dell'esercizio 2017 e la riserva negativa, di 52,876 milioni, al netto dell'effetto fiscale registrato in via preliminare in sede di FTA dell'IFRS 9.

La voce riserve da valutazione, rappresentata dal saldo tra plusvalenze e minusvalenze contabilizzate sulle attività finanziarie al fair value con impatto sulla redditività complessiva e tra utili e perdite attuariali sui piani a benefici definiti per i dipendenti, ha presentato un saldo negativo di 71,257 milioni, rispetto al dato di fine 2017, che era positivo per 28,478 milioni. Essa ha risentito negativamente dell'andamento del corso dei titoli di Stato, accentuatosi nel terzo trimestre in relazione alla recrudescenza del rischio Italia e al connesso rialzo dei tassi; ha registrato anche un effetto positivo in sede di FTA dell'IFRS 9 di 7,758 milioni.

In merito all'adeguatezza patrimoniale, dal 1° gennaio 2014 è entrata in vigore la nuova normativa armonizzata per le banche e per le imprese di investimento contenuta nel Regolamento (UE) n. 575/2013 (CRR) e nella Direttiva 2013/36 UE (CRD IV). Sulla base di tale disciplina sono stati introdotti con la circolare n. 285/13 dell'Organo di vigilanza nuovi limiti in materia di coefficienti patrimoniali che a regime (gennaio 2019) saranno pari al 7% per il CET 1 Ratio, all'8,50% per il Tier 1 Capital Ratio e al 10,50% per il Total Capital Ratio. Per il 2018, fase ancora transitoria, sono previsti coefficienti in misura ridotta. La Banca Centrale Europea, che sulla base delle evidenze raccolte nell'ambito del processo di revisione e di valutazione prudenziale ha l'autorità per fissare coefficienti di capitale e/o di liquidità personalizzati per ciascun intermediario soggetto a supervisione comunitaria, con decisione del 28 novembre 2017 ha trasmesso alla Capogruppo la decisione del Supervisory Board riguardo ai nuovi coefficienti minimi da applicarsi con decorrenza dal 1° gennaio, per l'esercizio 2018.

I nuovi livelli minimi di capitale chiesti al nostro Gruppo bancario attengono a:

  • un requisito minimo di Common Equity Tier 1 ratio pari all'8,375%, determinato come somma del requisito minimo regolamentare di Primo Pilastro (4,50%), del Cuscinetto di Conservazione del Capitale (1,875%), e di un requisito aggiuntivo di Secondo Pilastro (2%);
  • un requisito minimo di Total Capital ratio, pari all'11,875%, determinato come somma del requisito minimo regolamentare di Primo Pilastro (8%), del Cuscinetto di Conservazione del Capitale (1,875%) e di un requisito aggiuntivo di Secondo Pilastro (2%).

Mentre i due primi addendi costituenti ciascun indice sono indicati dalla normativa prudenziale e sono identici per tutte le banche di uno stesso Paese, il terzo fattore è quantificato dalla BCE sulla base dell'effettivo grado di rischiosità del singolo intermediario.

Ai due coefficienti si aggiunge una «Linea d'orientamento di secondo pilastro» («Pillar 2 Guidance»), che intende rappresentare una guida per l'evoluzione prospettica del capitale del Gruppo. Quest'ultimo parametro assume carattere riservato e non è, a differenza dei due requisiti minimi, oggetto di diffusione, trattandosi di elemento che, anche secondo l'indirizzo reso noto dalla BCE, non assume rilevanza in ordine alla determinazione dei dividendi distribuibili.

I fondi propri consolidati ai fini delle segnalazioni di Vigilanza, comprensivi di quota parte dell'utile al 30 settembre 2018, si sono attestati a 2.930 milioni. Le attività di rischio ponderate sono state pari a 21.837 milioni.

Di seguito, sono riportati i requisiti riferiti al Gruppo al 30 settembre 2018 messi a raffronto con i minimi richiesti per il corrente esercizio dalla BCE:

Coefficienti patrimoniali Gruppo Coefficienti patrimoniali minimi richiesti
CET 1 Ratio 11,71% 8,375%
Tier 1 Capital Ratio 11,75% 8,375%
Total Capital Ratio 13,42% 11,875%

L'implementazione dei nuovi requisiti e la riclassificazione degli strumenti finanziari hanno comportato la rilevazione di una riserva negativa di patrimonio netto consolidato pari a 45,118 milioni al netto dell'effetto fiscale e con un impatto sul quoziente di CET 1 ratio di circa 29 punti base.

Per completezza d'informazione, si segnala che il Gruppo ha deciso di avvalersi del disposto del Regolamento UE 2017/2395, che ha concesso agli intermediari vigilati la possibilità di includere, in via temporanea, nel computo del proprio capitale primario di classe 1 un importo addizionale teso a «neutralizzare» gli effetti che si avrebbero a seguito dei maggiori accantonamenti contabili derivanti dall'immediata adozione del nuovo Principio. Detto importo addizionale verrà applicato al valore del patrimonio CET 1 tenendo conto di una percentuale di computabilità decrescente nel tempo, dal 95% nel 2018 al 25% nel 2022, fino al suo totale azzeramento nel 2023. Pertanto, l'impatto atteso sui coefficienti patrimoniali calcolati con regole «transitorie» (Phased in) risulta più contenuto.

Il Leverage Ratio al 30 settembre 2018, tenuto conto della predetta inclusione di quota parte dell'utile nel Tier 1 e applicando i criteri transitori in vigore per il 2018 (Phased in) è pari al 5,62% e al 5,56% in funzione dei criteri previsti a regime (Fully Phased).

Il Texas ratio è pari al 76,63%.

Rassegniamo di seguito i rapporti tra il patrimonio comprensivo dell'utile di periodo e le principali voci di bilancio, raffrontati con quelli al 31 dicembre 2017:

  • – patrimonio/raccolta diretta da clientela 8,24% rispetto all'8,47%
  • patrimonio/crediti verso clientela 9,93% rispetto al 10,40%
  • patrimonio/attività finanziarie 22,63% rispetto al 22,52%
  • patrimonio/totale dell'attivo 6,19% rispetto al 6,44%
  • sofferenze nette/patrimonio 30,75% rispetto al 29,10%

L'AZIONE BANCA POPOLARE DI SONDRIO

L'azione Banca Popolare di Sondrio, negoziata sul mercato MTA di Borsa Italiana, facente parte dell'indice FTSE Italia All-Share, ha chiuso i primi nove mesi del 2018 con una performance positiva del 7,95%, segnando un prezzo di riferimento al 28 settembre 2018 di 3,286 euro, contro i 3,044 euro di fine 2017. L'indice generale FTSE Italia All-Share nel periodo ha registrato un ribasso del 5,27%, mentre l'indice settoriale FTSE Italia All-Share Banks è retrocesso del 15,20%.

Il volume medio giornaliero dei titoli scambiati sul mercato MTA di Borsa Italiana nei primi nove mesi dell'anno è stato pari a 765mila titoli, rispetto ai 692mila dello stesso periodo del 2017.

Azione BANCA POPOLARE DI SONDRIO – Mercato MTA di Borsa Italiana

Per quanto riguarda le azioni proprie, n. 3.650.000 azioni erano detenute dalla Capogruppo, consistenza invariata sia rispetto a fine 2017 e sia rispetto a un anno prima. Si sono aggiunte n. 19.953 azioni detenute dalla Banca Popolare di Sondrio (SUISSE) SA nell'ambito del piano dei compensi basato su strumenti finanziari previsto dalle Politiche Retributive del Gruppo. Il fondo acquisto azioni proprie della Capogruppo è utilizzato per 25,322 milioni sui 30.000.000 disponibili.

La compagine sociale al 30 settembre 2018 risulta costituita da 172.774 soci, con una diminuzione di 2.773 soci rispetto alla fine del 2017.

In riferimento all'articolo 2528, ultimo comma, del codice civile, informiamo che le domande di ammissione a socio pervenute nel corso dell'esercizio sono state esaminate dal Consiglio di amministrazione sulla base dei principi legislativi e statutari. In particolare, l'articolo 9 dello statuto stabilisce che: «Il Consiglio di amministrazione decide in merito alle domande di ammissione a socio con deliberazione congruamente motivata, avuto riguardo all'interesse della società, allo spirito della forma cooperativa e alle prescrizioni statutarie», tenute altresì presenti le linee guida fissate dall'Amministrazione.

IL RATING

La solvibilità del Gruppo Bancario Banca Popolare di Sondrio, come dettagliatamente rappresentato nelle tabelle sottostanti, è valutata dalle agenzie di rating Fitch Ratings e Dagong Europe Credit Rating.

I giudizi riportati, rimasti invariati rispetto a quelli formulati nel corso del passato esercizio, fanno riferimento, rispettivamente, all'aggiornamento del 7 febbraio 2018 per quanto riguarda le valutazioni emesse da Dagong Europe Credit Rating e alla revisione periodica del 13 giugno 2018 per quanto attiene ai giudizi rilasciati da Fitch Ratings.

FITCH RATINGS – rilasciato il 13 giugno 2018

GIUDIZIO
LONG – TERM (lungo termine)
È una misura della probabilità di default ed esprime la capacità della banca di rim
borsare gli impieghi a medio lungo termine. È espresso su una scala da AAA a D, per
complessivi 11 livelli.
BBB
SHORT – TERM (breve termine)
Misura la capacità dell'organizzazione a cui è assegnato il rating di far fronte ai pa
gamenti in scadenza nel breve periodo, entro 13 mesi. La scala di misura comprende
sette livelli (F1, F2, F3, B, C, RD e D).
F3
VIABILITY RATING (autosufficienza)
Mira a valutare quale sarebbe la situazione della banca se essa fosse completamen
te indipendente e non potesse fare affidamento su supporto esterno. È espresso su
una scala da aaa a d, per complessivi 11 livelli.
bbb
SUPPORT (supporto)
Esprime la valutazione di Fitch sulla probabilità che un ente esterno offra supporto
alla banca qualora quest'ultima ne abbia bisogno. La scala di misura comprende
cinque livelli da 1 (migliore) a 5 (peggiore).
5
SUPPORT RATING FLOOR (livello minimo di rating di supporto)
Esprime la valutazione di Fitch sul livello minimo al di sotto del quale non abbasserà
il rating di lungo periodo dell'emittente in caso di difficoltà finanziaria dello stesso,
in considerazione della propensione da parte di potenziali sostenitori (Stato o pro
prietario istituzionale) ad aiutare la banca in tali circostanze. La scala di valori asso
ciata a tale giudizio riflette quella dei Rating di lungo termine. Un ulteriore possibile
punteggio, rappresentato dal «No Floor» (NF) indica che secondo Fitch è improbabi
le che dall'esterno giunga un aiuto (probabilità di un intervento di sostegno inferiore
al 40%).
No Floor
OUTLOOK (prospettiva)
È una valutazione prospettica sulla possibile evoluzione in un periodo di 1-2 anni del
rating di lungo termine assegnato. Può essere «positivo», «stabile» o «negativo».
Stabile

DAGONG EUROPE CREDIT RATING – rilasciato il 7 febbraio 2018

GIUDIZIO
LONG – TERM (lungo termine)
È una misura della probabilità di default ed esprime la capacità della banca di adem
piere ai propri obblighi finanziari. È espresso su una scala da AAA a D, per comple
sivi 10 livelli.
BBB
SHORT – TERM (breve termine)
Misura la capacità dell'organizzazione a cui è assegnato il rating di far fronte ai pa
gamenti in scadenza nel breve periodo. La scala di misura comprende sei livelli (A-1,
A-2, A-3, B, C e D).
A-3
INDIVIDUAL FINANCIAL STRENGHT ASSESSMENT
(valutazione della forza finanziaria individuale)
Mira a valutare quale sarebbe la situazione della banca se essa fosse completamen
te indipendente e non potesse fare affidamento su supporto esterno. È espresso su
una scala da aaa a d, per complessivi 10 livelli.
bbb
OUTLOOK (prospettiva)
È una valutazione prospettica sulla possibile evoluzione in un periodo di 1-2 anni del
rating di lungo termine assegnato. Può essere «positivo», «stabile» o «negativo».
Stabile

RACCORDO TRA IL PATRIMONIO NETTO E L'UTILE DELLA CAPOGRUPPO E IL PATRIMONIO NETTO E L'UTILE CONSOLIDATI

Nel prospetto che segue si provvede al raccordo tra il patrimonio netto e l'utile della Capogruppo e quelli consolidati.

(dati in migliaia di euro) Patrimonio
netto
di cui:
Utile di periodo
Patrimonio netto della Capogruppo al 30/09/2018 2.305.606 61.394
Rettifiche di consolidamento -16.569 -16.569
Differenza rispetto ai valori di carico delle partecipazioni in :
– società consolidate con il metodo integrale 247.409 19.623
– società consolidate con il metodo del patrimonio netto 43.787 13.986
Saldo al 30/09/2018 come da bilancio
consolidato di Gruppo 2.580.233 78.434

CONTO ECONOMICO

La crescita economica registrata nell'area dell'euro nel primo semestre dell'anno è continuata pure nel periodo in esame, seppure a un ritmo meno sostenuto. Per quel che in particolare riguarda l'Italia, si è trattato di un deciso rallentamento, mentre le incertezze relative ai conti pubblici hanno determinato volatilità sui mercati finanziari. Dopo le prime avvisaglie di giugno, la situazione è divenuta più tesa a fine settembre, con un notevole incremento dello spred fra i titoli governativi italiani e i Bund tedeschi, con pesanti riflessi sui corsi dei primi.

In tale difficile contesto, il nostro Gruppo è stato in grado di contenere le conseguenze negative sul risultato di periodo, che si è attestato a 78,434 milioni, in riduzione del 30,18% sui 112,341 milioni dei primi nove mesi del 2017.

Nel commento delle varie voci e delle variazioni di conto economico che sono state impattate dall'entrata in vigore dei principi contabili IFRS 9 e IFRS 15 bisogna avere avvertenza che i dati al 30 settembre 2017 non sono stati resi omogenei. Tuttavia, se di importo significativo, si è proceduto ad una riclassifica dei dati.

Passando in rassegna le varie componenti, il margine d'interesse è lievemente migliorato. Gli interessi passivi da clientela, pur diminuendo notevolmente, non sono stati in grado di controbilanciare la flessione degli interessi attivi percepiti dalla stessa, conseguentemente anche il relativo differenziale di interesse ha subito un ulteriore, sia pur lieve, calo, cui ha tuttavia fatto fronte l'accresciuto apporto delle altre componenti finanziarie. Il conto economico ha potuto infatti beneficiare della contabilizzazione degli interessi negativi maturati sui fondi percepiti dalla BCE nell'ambito delle operazioni di finanziamento TLTRO II, non presenti nel periodo precedente in quanto non vi era ancora certezza sulla loro spettanza. D'altro canto, il perdurare della politica di acquisto di titoli da parte della stessa BCE, che continuerà, seppure in misura ridotta, pure nei mesi a venire, e le operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine hanno mantenuto i tassi su livelli minimi. I rendimenti dei titoli di Stato sono rimasti assai sacrificati per buona parte del periodo in esame, prima di registrare incrementi legati alle tensioni sui mercati finanziari. Infine, è continuata la riduzione dei margini applicati sulle erogazioni a favore di imprese e privati in ragione dell'accesa concorrenza tra istituti di credito. Il margine d'interesse si è pertanto attestato a 371,543 milioni, rispetto a 357,608 milioni, +3,90%.

Le nuove modalità di contabilizzazione degli interessi maturati sulle attività finanziarie deteriorate ricomprese nello stage 3 hanno avuto una influenza limitata sul margine d'interesse.

Le commissioni nette hanno evidenziato una dinamica positiva, attestandosi a 228,017 milioni, +2,90%, in particolare dovuta al buon andamento di quelle derivanti dal collocamento di prodotti del risparmio gestito e assicurativi, nonché di quelle legate ai conti correnti, a finanziamenti e ad incassi e pagamenti. Sono invece risultate in flessione le commissioni relative alle garanzie rilasciate.

I dividendi incassati sono ammontati a 3,992 milioni, rispetto a 5,043 milioni.

Il risultato complessivo dell'attività finanziaria riferito a titoli, cambi, derivati e crediti valutati al fair value (che è dato dalla somma delle voci 80, 90, 100 e 110 del conto economico) è stato pari a 16,628 milioni, a fronte di 80,404 milioni, -79,32%, principalmente per un minor apporto dell'attività di negoziazione/cessione. Nel 2017 il buon risultato conseguente all'attività di negoziazione/cessione di titoli era stato possibile grazie al realizzo di preesistenti plusvalenze.

Passando ad esaminare i singoli portafogli, quello di negoziazione ha evidenziato un risultato di 21,749 milioni, in flessione del 58,79%, principalmente per il maggior sbilancio negativo tra svalutazioni e valutazioni di titoli. Gli utili da cessione sono stati 8,048 milioni, di cui quelli delle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato sono ammontati a 2,240 milioni e quelli da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva sono stati pari a 5,849 milioni, mentre sulle passività finanziarie si è registrata una perdita di 0,041 milioni. Infine, il risultato netto dell'attività di copertura è stato negativo per euro 5 mila. Il risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto sul conto economico è stato negativo per 13,164 milioni, rispetto a uno positivo per 7,966 milioni.

Il margine di intermediazione è pertanto sceso a 620,180 milioni, rispetto a 664,637 milioni, -6,69%.

Nella sua composizione il contributo del margine d'interesse è stato del 59,91%, rispetto al 53,81%.

Il quadro congiunturale si è riverberato favorevolmente sulla dinamica dei crediti deteriorati, in decelerazione, e, di riflesso, sulle rettifiche connesse. Ne ha beneficiato anche il nostro Gruppo, che da un lato ha effettuato significativi investimenti in mezzi e risorse per rafforzare i processi di gestione e monitoraggio del credito, dall'altro ha continuato a valutare l'esposizione verso clientela sulla base delle vigenti rigorose policies.

Le rettifiche e le riprese di valore nette per rischio di credito, voce 130 di conto economico, si sono attestate a 147,951 milioni, rispetto a 161,002 milioni, -8,11%. La componente rettifiche di valore netto per rischio di credito relativo alle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato, che riguardano l'esposizione verso clientela e banche sia sotto forma di finanziamenti e sia di titoli, è ammontata a 151,867 milioni. Tale dato, se raffrontato con quello analogo dell'esercizio precedente riferito ai finanziamenti verso clientela, seppur non omogeneo a causa delle differenti modalità di rilevazione tra IFRS 9 e IAS39, registra un aumento delle rettifiche, in quanto il nuovo modello di impairment per la valutazione dei crediti valutati al costo ammortizzato e l'approccio al calcolo delle svalutazioni risultano più conservativi sotto il nuovo regime contabile. Il miglioramento diffuso della qualità del portafoglio è stato penalizzato da consistenti rettifiche che hanno interessato poche posizioni afferenti clientela primaria. La componente rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva ha registrato riprese di valore per 3,916 milioni su titoli di debito, mentre nell'esercizio di raffronto sulla componente rettifiche da deterioramento di attività finanziarie disponibili per la vendita erano state contabilizzate rettifiche per 31,871 milioni, che riguardavano per 26,022 milioni le svalutazioni delle quote detenute nel Fondo Atlante.

Il rapporto rettifiche nette su finanziamenti a clientela/finanziamenti a clientela, che tiene conto anche delle rettifiche apportate ai finanziamenti a clientela valutati al fair value, che viene definito anche costo del credito, ha evidenziato un forte miglioramento, passando allo 0,83% dallo 0,90% al 31 dicembre 2017.

La voce 140 che rileva gli utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni, che derivano dalle modifiche apportate ai flussi di cassa contrattuali, nel periodo di riferimento ha registrato perdite per 0,684 milioni.

Si perviene così ad un risultato netto della gestione finanziaria di 471,545 milioni, rispetto a 503,635 milioni, -6,37%.

I costi operativi sono stati pari a 378,359 milioni, +8,19%, aumento in parte da considerarsi fisiologico, ma che sconta anche un forte aumento dei contributi agli Organismi di garanzia per la stabilità del sistema bancario; inoltre, si registra l'appostazione negli accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri di quelli per impegni e garanzie rilasciate, che nei precedenti schemi contabili trovavano allocazione nella voce 130 di conto economi-

(in migliaia di euro) 30/09/2018 30/09/2017 Variazioni
assolute
Variazioni
%
Margine d'interesse 371.543 357.608 13.935 3,90
Dividendi 3.992 5.043 -1.051 -20,84
Commissioni nette 228.017 221.582 6.435 2,90
Risultato dell'attività finanziaria 16.628 80.404 -63.776 -79,32
Margine di intermediazione 620.180 664.637 -44.457 -6,69
Rettifiche nette su crediti e attività finanziarie -147.951 -161.002 13.051 -8,11
Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni -684
Risultato netto della gestione finanziaria 471.545 503.635 -32.090 -6,37
Spese per il personale -176.778 -176.185 -593 0,34
Altre spese amministrative -214.955 -199.741 -15.214 7,62
Altri oneri/ proventi di gestione 45.487 46.580 -1.093 -2,35
Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri -7.992 4.233 -12.225
Rettifiche di valore su immobilizzazioni materiali e immateriali -24.121 -24.606 485 -1,97
Costi operativi -378.359 -349.719 -28.640 8,19
Risultato della gestione operativa 93.186 153.916 -60.730 -39,46
Utili (perdite) delle partecipazioni e su altri investimenti 14.444 14.880 -436 -2,93
Risultato al lordo delle imposte 107.630 168.796 -61.166 -36,24
Imposte sul reddito dell'operatitività corrente -26.670 -50.593 23.923 -47,29
Risultato netto 80.960 118.203 -37.243 -31,51
Utili di pertinenza di terzi -2.526 -5.862 3.336 -56,91
Utili di pertinenza della Capogruppo 78.434 112.341 -33.907 -30,18

SINTESI CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO

Note: Il risultato dell'attività finanziaria è costituito dalla somma delle voci 80 - 90 - 100 - 110 del conto economico. Si è provveduto a riclassificare le spese del personale e gli altri proventi di gestione nettandoli della partita di giro rappresentate dai proventi del fondo di quiescenza del personale pari a € 3.220 mila di euro.

co. Il rapporto costi operativi/margine d'intermediazione, il così detto «cost income ratio», si è attestato al 61,01%, dal 50% di fine 2017 e dal 52,62% del 30 settembre 2017.

Analizzando le singole voci, le spese amministrative, per le quali si è proceduto a una riclassifica che riguarda l'accantonamento dei proventi del fondo di quiescenza, sono ammontate a 391,733 milioni, +4,2%; la componente spese del personale, sostanzialmente stabile, è stata pari a 176,778 milioni, +0,34% e ne rappresenta il 45,13%. A loro volta, le altre spese amministrative sono passate da 199,741 milioni a 214,955 milioni, +7,62%, incremento in buona parte da ricondursi agli oneri, corrisposti o stimati, relativi ai contributi ordinari da riconoscere al Fondo Nazionale di Risoluzione e al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi per 25,924 milioni, rispetto ai 16,323 milioni del periodo di confronto. Scontano, inoltre, i consistenti aumenti delle spese di consulenza, per visure e informazioni, manutenzione mobili e immobili, nonché dei costi informatici legati pure alle normative in continua evoluzione.

La voce accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri ha evidenziato, come già detto, accantonamenti netti per 7,992 milioni, rispetto a un rilascio per 4,233 milioni. Ora ricomprende anche gli accantonamenti per rischio di credito relativo ad impegni e garanzie rilasciate (che in precedenza erano allocati alla voce 130 di conto economico).

Le rettifiche su attività materiali e immateriali sono ammontate a 24,121 milioni, -1,97%.

Gli altri proventi di gestione, al netto degli oneri, hanno cifrato 45,487 milioni, in riduzione del 2,35%.

Il risultato della gestione operativa si è pertanto portato a 93,186 milioni, -39,46%.

La voce utili/perdite su partecipazioni e su altri investimenti ha evidenziato un saldo positivo di 14,444 milioni rispetto a 14,880 milioni, -2,93%.

Il risultato complessivo al lordo delle imposte ha pertanto segnato 107,630 milioni, -36,24%.

Detratte infine le imposte sul reddito per 26,670 milioni, -47,29%, e l'utile di pertinenza di terzi pari a 2,526 milioni, si è determinato un utile netto dell'esercizio di 78,434 milioni, -30,18%.

Il tasso di imposizione fiscale, inteso come semplice rapporto fra imposte sul reddito e il risultato dell'operatività corrente, si è attestato al 24,78%, rispetto al 29,97% del periodo di confronto.

DISTRIBUZIONE PER AREE GEOGRAFICHE

L'attività del Gruppo è svolta in Italia e nella vicina Confederazione Elvetica, dove opera la controllata Banca Popolare di Sondrio (SUISSE) SA.

L'apporto di quest'ultima al Gruppo può essere sintetizzato nei dati seguenti: alla «Suisse» fanno capo l'8,56% della raccolta diretta da clientela, l'11,70% dei crediti verso clientela come da voce di bilancio, il 6,46% delle commissioni nette e il 10,91% del margine di interesse.

EVENTI SUCCESSIVI ALLA CHIUSURA DEL TRIMESTRE E PREVEDIBILE EVOLUZIONE

Come portato a conoscenza del mercato con comunicato stampa del 30 ottobre scorso, cui si fa rimando, la Capogruppo ha sottoscritto con la Fondazione Cassa di Risparmio di Cento e la Holding CR Cento S.p.A., società controllata dalla Fondazione, un contratto definitivo finalizzato all'acquisizione della maggioranza del capitale sociale di Cassa di Risparmio di Cento spa.

Il Consiglio di Stato - con ordinanza pubblicata il 26 ottobre ultimo scorso, e come resa nota con comunicato stampa in pari data del Segretariato Generale della Giustizia Amministrativa – ha deciso di formulare cinque diversi quesiti alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea relativamente alla normativa che disciplina la trasformazione delle banche popolari in società per azioni. In attesa della decisione della Corte di Giustizia dell'Unione Europea, rimangono ferme le misure cautelari concesse in precedenza.

Quanto alla prevedibile evoluzione, il quadro congiunturale, nonostante l'interruzione della tendenza espansiva fatta segnare nel corso del terzo trimestre, con il conseguente abbassamento del tasso di crescita tendenziale del Pil calcolato per il nostro Paese, resta impostato positivamente.

D'altro canto, la situazione di incertezza venutasi a creare sui mercati nel corso del secondo trimestre, ad oggi non ancora riassorbita, rende più incerte le prospettive di redditività di breve termine per tutti gli operatori di Sistema.

Per quanto riguarda il nostro Gruppo Bancario, ci attendiamo che il corrente esercizio si possa concludere con un positivo ritorno sul capitale investito, soprattutto grazie alla buona resilienza fin qui dimostrata dal risultato conseguito dall'attività bancaria caratteristica, vale a dire margine di interesse e commissioni nette da servizi. Ciò, ovviamente, fatte salve ulteriori recrudescenze, al momento non prevedibili, che potrebbero interessare i mercati finanziari e, di conseguenza, il risultato dell'attività in titoli.

Sondrio, 12 novembre 2018

IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Dichiarazione del Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari

Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, ragionier dottor Maurizio Bertoletti, dichiara, ai sensi dell'art. 154 bis, comma 2, del Testo Unico della Finanza, che l'informativa contabile contenuta nel presente rendiconto intermedio di gestione consolidato al 30 settembre 2018 corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili.

Il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari Maurizio Bertoletti

SCHEMI DI STATO PATRIMONIALE E CONTO ECONOMICO CONSOLIDATI AL 30 SETTEMBRE 2018

ESPOSIZIONE DATI DI RAFFRONTO

Il Gruppo si è avvalso della facoltà di non rideterminare i dati comparativi su basi omogenee nel primo esercizio di applicazione del principio contabile IFRS 9; di conseguenza, i valori espressi per l'esercizio 2017, determinati secondo quanto previsto dallo IAS 39, non risultano pienamente comparabili.

STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO

(in migliaia di euro)

VOCI DELL'ATTIVO 30-09-2018 31-12-2017
10. CASSA E DISPONIBILITÀ LIQUIDE 1.749.259 699.379
20. ATTIVITÀ FINANZIARIE VALUTATE AL FAIR VALUE
CON IMPATTO A CONTO ECONOMICO
868.698 895.330
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 269.668 372.590
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente
valutate al fair value
599.030 522.740
30. ATTIVITÀ FINANZIARIE VALUTATE AL FAIR VALUE
CON IMPATTO SULLA REDDITIVITÀ COMPLESSIVA
4.898.282 6.886.971
40. ATTIVITÀ FINANZIARIE VALUTATE
AL COSTO AMMORTIZZATO
32.833.568 31.787.014
a) crediti verso banche 1.259.929 1.927.176
b) crediti verso clientela 31.573.639 29.859.838
70. PARTECIPAZIONI 216.098 217.634
90. ATTIVITÀ MATERIALI 321.602 327.490
100. ATTIVITÀ IMMATERIALI 38.155 23.720
di cui:
- avviamento 21.643 7.847
110. ATTIVITÀ FISCALI 474.212 435.064
a) correnti 50.423 49.618
b) anticipate 423.789 385.446
130. ALTRE ATTIVITÀ 262.080 352.052
TOTALE DELL'ATTIVO 41.661.954 41.624.654

IL PRESIDENTE I SINDACI Francesco Venosta Piergiuseppe Forni, Presidente Laura Vitali - Luca Zoani

VOCI DEL PASSIVO E DEL PATRIMONIO NETTO 30-09-2018 31-12-2017
10. PASSIVITÀ FINANZIARIE VALUTATE
AL COSTO AMMORTIZZATO 37.848.291 37.839.119
a) debiti verso banche 6.536.275 6.204.835
b) debiti verso clientela 28.581.061 28.800.925
c) titoli in circolazione 2.730.955 2.833.359
20. PASSIVITÀ FINANZIARIE DI NEGOZIAZIONE 73.032 31.259
40. DERIVATI DI COPERTURA 17.745 22.468
60. PASSIVITÀ FISCALI 22.758 38.855
a) correnti 2.219 2.705
b) differite 20.539 36.150
80. ALTRE PASSIVITÀ 737.034 643.520
90. TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO DEL PERSONALE 44.300 45.491
100. FONDI PER RISCHI E ONERI 246.157 234.429
a) impegni e garanzie rilasciate 42.788 30.152
b) quiescenza e obblighi simili 164.427 160.799
c) altri fondi per rischi e oneri 38.942 43.478
120. RISERVE DA VALUTAZIONE (71.257) 28.478
150. RISERVE 1.159.282 1.077.440
160. SOVRAPPREZZI DI EMISSIONE 79.005 79.005
170. CAPITALE 1.360.157 1.360.157
180. AZIONI PROPRIE (-) (25.388) (25.370)
190. PATRIMONIO DI PERTINENZA DI TERZI (+/-) 92.404 90.593
200. UTILE (PERDITA) DI PERIODO (+/-) 78.434 159.210
TOTALE DEL PASSIVO E DEL PATRIMONIO NETTO 41.661.954 41.624.654

IL CONSIGLIERE DELEGATO E DIRETTORE GENERALE IL DIRIGENTE PREPOSTO Mario Alberto Pedranzini Maurizio Bertoletti

CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO

(in migliaia di euro)

VOCI 30-09-2018 30-09-2017
10. INTERESSI ATTIVI E PROVENTI ASSIMILATI 458.199 463.602
20. INTERESSI PASSIVI E ONERI ASSIMILATI (86.656) (105.994)
30. MARGINE DI INTERESSE 371.543 357.608
40. COMMISSIONI ATTIVE 243.004 235.400
50. COMMISSIONI PASSIVE (14.987) (13.818)
60. COMMISSIONI NETTE 228.017 221.582
70. DIVIDENDI E PROVENTI SIMILI 3.992 5.043
80. RISULTATO NETTO DELL'ATTIVITÀ DI NEGOZIAZIONE 21.749 52.772
90. RISULTATO NETTO DELL'ATTIVITÀ DI COPERTURA (5) (11)
100. UTILI (PERDITE) DA CESSIONE O RIACQUISTO DI: 8.048 19.677
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
2.240
b) attività finanziarie valutate al fair value
con impatto sulla redditività complessiva
5.849
19.693
c) passività finanziarie
(41)
(16)
110. RISULTATO NETTO DELLE ALTRE ATTIVITÀ E PASSIVITÀ
FINANZIARIE VALUTATE AL FAIR VALUE CON IMPATTO
A CONTO ECONOMICO (13.164) 7.966
a) attività e passività finanziarie designate al fair value
7.966
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente
valutate al fair value
(13.164)
120. MARGINE DI INTERMEDIAZIONE 620.180 664.637
130. RETTIFICHE/RIPRESE DI VALORE NETTE
PER RISCHIO DI CREDITO RELATIVO A: (147.951) (161.002)
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
(151.867)
(129.131)
b) attività finanziarie valutate al fair value
con impatto sulla redditività complessiva
3.916
(31.871)
140. UTILI/PERDITE DA MODIFICHE CONTRATTUALI
SENZA CANCELLAZIONI (684)
150. RISULTATO NETTO DELLA GESTIONE FINANZIARIA 471.545 503.635
190. SPESE AMMINISTRATIVE: (394.953) (383.771)
a) spese per il personale
(179.998)
(184.030)
b) altre spese amministrative
(214.955)
(199.741)
200. ACCANTONAMENTI NETTI AI FONDI PER RISCHI E ONERI (7.992) 4.233
a) impegni e garanzie rilasciate
(8.652)
(208)
b) altri accantonamenti netti
660
4.441
210. RETTIFICHE/RIPRESE DI VALORE NETTE
SU ATTIVITÀ MATERIALI (12.957) (13.658)
220. RETTIFICHE/RIPRESE DI VALORE NETTE
SU ATTIVITÀ IMMATERIALI (11.164) (10.948)
230. ALTRI ONERI/PROVENTI DI GESTIONE 48.707 54.425
240. COSTI OPERATIVI (378.359) (349.719)
250.
260.
UTILI (PERDITE) DELLE PARTECIPAZIONI
RISULTATO NETTO DELLA VALUTAZIONE AL FAIR
14.787 14.876
VALUE DELLE ATTIVITÀ MATERIALI E IMMATERIALI (352) (5)
280. UTILI (PERDITE) DA CESSIONE DI INVESTIMENTI 9 9
290. UTILE (PERDITA) DELLA OPERATIVITÀ CORRENTE
AL LORDO DELLE IMPOSTE 107.630 168.796
300. IMPOSTE SUL REDDITO DELL'ESERCIZIO
DELL'OPERATIVITÀ CORRENTE (26.670) (50.593)
310. UTILE (PERDITA) DELLA OPERATIVITÀ CORRENTE
AL NETTO DELLE IMPOSTE 80.960 118.203
330. UTILE (PERDITA) DI PERIODO 80.960 118.203
340. UTILE (PERDITA) DI PERIODO DI PERTINENZA DI TERZI (2.526) (5.862)
350. UTILE (PERDITA) DI PERIODO DI PERTINENZA DELLA CAPOGRUPPO 78.434 112.341
UTILE BASE PER AZIONE 0,173 0,248
UTILE DILUITO PER AZIONE 0,173 0,248
PROSPETTO DELLA REDDITIVITÀ CONSOLIDATA COMPLESSIVA
Voci 30/09/2018 30/09/2017
10. Utile (perdita) di esercizio 80.960 118.203
Altre componenti reddituali al netto delle imposte
senza rigiro a conto economico
20. Titoli di capitale designati al fair value con impatto
sulla redditività complessiva
2.871 5.090
70. Piani a benefici definiti (1.191) 1.359
90. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni
valutate a patrimonio netto
(56) (1)
Altre componenti reddituali al netto delle imposte
con rigiro a conto economico
120. Copertura di flussi finanziari 19
140. Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale)
valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
(105.183) 23.775
160. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni
valutate a patrimonio netto
(3.936) (696)
170. Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte (107.476) 29.527
180. Redditività complessiva (Voce 10+170) (26.516) 147.730
190. Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi (2.541) (5.868)
200. Redditività consolidata complessiva di pertinenza
della capogruppo (29.057) 141.862

PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO CONSOLIDATO

Allocazione risultato
esercizio precedente
Dividendi e Emissione
Esistenze al
31.12.2017
Modifica saldi
apertura
Esistenze al
1.1.2018
Riserve altre
destinazioni
Variazioni di
riserve
nuove
azioni
Capitale
a) azioni ordinarie 1.393.736 1.393.736 10
c) altre azioni
Sovrapprezzi di emissione 83.363 83.363
Riserve
a) di utili 1.119.099 (51.266) 1.067.833 131.267 7.074
c) altre 5.186 5.186
Riserve da valutazione 28.315 7.757 36.072
Strumenti di capitale
Azioni proprie (25.370) (25.370)
Utile d'esercizio 165.184 165.184 (131.267) (33.917)
Patrimonio netto del Gruppo 2.678.920 (45.119) 2.633.801 (31.567) 7.074
Patrimonio netto di terzi 90.593 1.610 92.203 (2.350) 10

PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO CONSOLIDATO

Allocazione risultato
esercizio precedente
Esistenze al
31.12.2016
Modifica saldi
apertura
Esistenze al
1.1.2017
Riserve Dividendi e
altre
destinazioni
Variazioni di
riserve
Emissione
nuove
azioni
Capitale
a) azioni ordinarie 1.393.736 1.393.736
c) altre azioni
Sovrapprezzi di emissione 83.363 83.363
Riserve
a) di utili 1.073.800 1.073.800 72.791 (20.844)
c) altre 5.186 5.186
Riserve da valutazione 41.797 41.797
Strumenti di capitale
Azioni proprie (25.349) (25.349)
Utile di periodo 99.875 99.875 (72.791) (27.084)
Patrimonio netto del Gruppo 2.587.756 2.587.756 (27.084) (20.844)
Patrimonio netto di terzi 84.652 84.652
Variazioni del periodo
Operazioni sul patrimonio netto
Patrimonio Patrimonio Variazioni Stock Derivati su Variazione Distribuzione Acquisto
netto di terzi Redditività netto del gruppo interessenze options proprie strumenti di straordinaria azioni
30.09.2018 30.09.2018 complessiva partecipative azioni capitale dividendi proprie
33.589
1.360.157
79.005
4.358
50.121
1.156.053
3.229
1.957
(147) (71.257) (107.476)

(25.388)
(18)
78.434
2.526
80.960
2.580.233 (29.057) (18)
92.404 2.541
Variazioni del periodo
Operazioni sul patrimonio netto
Patrimonio
Patrimonio
Variazioni Stock Derivati su Variazione Distribuzione Acquisto
netto di terzi Redditività netto del gruppo interessenze options proprie strumenti di straordinaria azioni
30.09.2017
30.09.2017
complessiva partecipative azioni capitale dividendi proprie
1.360.157
79.005
1.080.859
3.229
71.448 29.527
(25.378) (29)
112.341 118.203
2.681.661 141.862 (29)
5.868

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