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Intesa Sanpaolo

Quarterly Report Nov 12, 2020

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Quarterly Report

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Resoconto Intermedio al 30 settembre 2020

Bilanci 2019

Questo documento contiene previsioni e stime che riflettono le attuali opinioni del management Intesa Sanpaolo in merito ad eventi futuri. Previsioni e stime sono in genere identificate da espressioni come "è possibile," "si dovrebbe," "si prevede," "ci si attende," "si stima," "si ritiene," "si intende," "si progetta," "obiettivo" oppure dall'uso negativo di queste espressioni o da altre varianti di tali espressioni oppure dall'uso di terminologia comparabile. Queste previsioni e stime comprendono, ma non si limitano a, tutte le informazioni diverse dai dati di fatto, incluse, senza limitazione, quelle relative alla posizione finanziaria futura di Intesa Sanpaolo e ai risultati operativi, la strategia, i piani, gli obiettivi e gli sviluppi futuri nei mercati in cui Intesa Sanpaolo

opera o intende operare.

A seguito di tali incertezze e rischi, si avvisano i lettori che non devono fare eccessivo affidamento su tali informazioni di carattere previsionale come previsione di risultati effettivi. La capacità del Gruppo Intesa Sanpaolo di raggiungere i risultati previsti dipende da molti fattori al di fuori del controllo del management. I risultati effettivi possono differire significativamente (ed essere più negativi di) da quelli previsti o impliciti nei dati previsionali. Tali previsioni e stime comportano rischi ed incertezze che potrebbero avere un impatto significativo sui risultati attesi e si fondano su assunti di base.

Le previsioni e le stime ivi formulate si basano su informazioni a disposizione di Intesa Sanpaolo alla data odierna. Intesa Sanpaolo non si assume alcun obbligo di aggiornare pubblicamente e di rivedere previsioni e stime a seguito della disponibilità di nuove informazioni, di eventi futuri o di altro, fatta salva l'osservanza delle leggi applicabili. Tutte le previsioni e le stime successive, scritte ed orali, attribuibili a Intesa Sanpaolo o a persone che agiscono per conto della stessa sono espressamente qualificate, nella loro interezza, da queste dichiarazioni cautelative.

Resoconto intermedio al 30 settembre 2020

Intesa Sanpaolo S.p.A. Sede Legale: Piazza S. Carlo, 156 10121 Torino Sede Secondaria: Via Monte di Pietà, 8 20121 Milano Capitale Sociale Euro 10.084.445.147,92 Registro delle Imprese di Torino e Codice Fiscale 00799960158 Rappresentante del Gruppo IVA "Intesa Sanpaolo" Partita IVA 11991500015 (IT11991500015) N. Iscr. Albo Banche 5361 Codice ABI 3069.2 Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e al Fondo Nazionale di Garanzia Capogruppo del gruppo bancario "Intesa Sanpaolo" iscritto all'Albo dei Gruppi Bancari

Sommario

Il Gruppo Intesa Sanpaolo 7
Cariche sociali 11
Introduzione 13
I nove mesi del 2020 in sintesi
Dati economici e indicatori alternativi di performance
Dati patrimoniali e indicatori alternativi di performance
Indicatori alternativi di performance e altri indicatori
I nove mesi del 2020
16
18
19
23
Prospetti contabili consolidati 41
Relazione sull'andamento della gestione
I risultati economici
Gli aggregati patrimoniali
I risultati per settori di attività
Il presidio dei rischi
51
69
87
105
Politiche contabili
Criteri di redazione del resoconto
123
Dichiarazione del Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari 126
Allegati 127
Glossario 151
Contatti 169

IL GRUPPO INTESA SANPAOLO

Il Gruppo Intesa Sanpaolo: presenza in Italia (*)

Banche

NORD OVEST
INTESA SANPAOLO Controllate
Filiali Società Filiali
974 Fideuram 96
Banca 5 1
IWBank 9
UBI Banca 856

NORD EST

INTESA SANPAOLO Controllate
Filiali Società Filiali
837 Fideuram 56
UBI Banca 101
CENTRO
INTESA SANPAOLO Controllate
Filiali Società Filiali
710 Fideuram 40
IWBank 6
UBI Banca 486

SUD

INTESA SANPAOLO Controllate
Filiali Società Filiali
618 Fideuram 26
IWBank 7
UBI Banca 302
ISOLE
INTESA SANPAOLO Controllate
Filiali Società Filiali
220 Fideuram 10
UBI Banca 1

Dati al 30 settembre 2020

(*) Inclusi gli sportelli del ramo d'azienda da cedere a BPER Banca

Società Prodotto

BAP ASSICURAZIONI

Factoring, Leasing e Credito al Consumo (**)

Asset Management Servizi Fiduciari

(**) Le attività di Factoring, Leasing e Credito al Consumo sono svolte anche direttamente dalla Capogruppo Intesa Sanpaolo S.p.A.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo: presenza internazionale

Banche, Filiali e Uffici di Rappresentanza

ند الاسكندرية ALEXBANK
-- -------------------------- --

Filiali Uffici di Rappresentanza

Uffici di Rappresentanza

Brasile Intesa Sanpaolo Brasil 1 San Paolo(3)

New York Washington D.C. New York(3)

AMERICA

OCEANIA

Sydney

Filiali Uffici di Rappresentanza

Seoul Shanghai(3) Singapore(3)

EUROPA
Filiali Uffici di Rappresentanza
Francoforte Bruxelles(1)
Istanbul Mosca(4)
Londra
Madrid
Nizza(2)
Parigi
Varsavia

AFRICA
Uffici di Rappresentanza Paese Controllate Filiali
Casablanca(3)
Il Cairo Egitto Bank of Alexandria 176

Società Prodotto

Monetica e Sistemi di Pagamento

Leasing

Bosnia - Erzegovina Intesa Sanpaolo Banka Bosna i Hercegovina 48 Croazia Privredna Banka Zagreb 165 Federazione Russa Banca Intesa 28 Irlanda Intesa Sanpaolo Bank Ireland 1 Lussemburgo Fideuram Bank Luxembourg 1 Intesa Sanpaolo Bank Luxembourg 1 Moldavia Eximbank 17 Paesi Bassi Intesa Sanpaolo Bank Luxembourg 1 Regno Unito Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval 1 Repubblica Ceca VUB Banka 1 Romania Intesa Sanpaolo Bank Romania 32 Serbia Banca Intesa Beograd 155 Slovacchia VUB Banka 187 Slovenia Intesa Sanpaolo Bank 46 Svizzera Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval 2 Ucraina Pravex Bank 45 Ungheria CIB Bank 63

Paese Controllate Filiali Albania Intesa Sanpaolo Bank Albania 35

Dati al 30 settembre 2020

(1) European Regulatory & Public Affairs

(2) Filiale di UBI Banca

  • (3) Ufficio di Rappresentanza di UBI Banca
  • (4) Il Gruppo è presente anche con un Ufficio di Rappresentanza di UBI Banca

Wealth Management

Abu Dhabi Beirut Doha Dubai(3) Dubai Ho Chi Minh City Hong Kong Hong Kong(3) Shanghai Jakarta Singapore Mumbai(4) Tokyo Pechino

Paese Controllate Filiali Uffici di Rappresentanza

Cariche sociali

Consiglio di Amministrazione

Presidente Gian Maria GROS-PIETRO
Vice Presidente Paolo Andrea COLOMBO
Consigliere delegato e Chief Executive Officer Carlo MESSINA (a)
Consiglieri Franco CERUTI
Roberto FRANCHINI (1) ()
Anna GATTI
Rossella LOCATELLI
Maria MAZZARELLA
Fabrizio MOSCA (
)
Milena Teresa MOTTA ()
Luciano NEBBIA
Bruno PICCA
Alberto Maria PISANI (
)
Livia POMODORO
Andrea SIRONI (2)
Maria Alessandra STEFANELLI
Guglielmo WEBER
Daniele ZAMBONI
Maria Cristina ZOPPO (
)

Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari Fabrizio DABBENE

Società di Revisione KPMG S.p.A.

  • (a) Direttore Generale (*) Componente del Comitato per il Controllo sulla Gestione
  • (**) Presidente del Comitato per il Controllo sulla Gestione

(1) Nominato dall'Assemblea degli Azionisti il 27 aprile 2020 in sostituzione del Consigliere cessato dalla carica Corrado Gatti

(2) Nominato dall'Assemblea degli Azionisti il 27 aprile 2020 a seguito di cooptazione del Consiglio di Amministrazione in data 2 dicembre 2019

Introduzione

Come noto, il D.Lgs. 25 del 15 febbraio 2016, che ha recepito la Direttiva Transparency (2013/50/UE), ha eliminato l'obbligo di pubblicazione dei resoconti intermedi sulla gestione ed ha attribuito alla Consob la facoltà di prevedere eventuali obblighi informativi aggiuntivi rispetto al bilancio annuale e semestrale. La Consob, sulla base della delega regolamentare contenuta in tale decreto, con Delibera n. 19770 del 26 ottobre 2016 ha apportato modifiche al Regolamento Emittenti in tema di informazioni finanziarie periodiche aggiuntive, applicate a decorrere dal 2 gennaio 2017.

In base a tale disciplina, le società quotate hanno facoltà di scegliere se pubblicare o meno le informazioni finanziarie periodiche aggiuntive.

Intesa Sanpaolo nel comunicare al mercato il calendario finanziario 2020 ha confermato, ai sensi dell'art. 65-bis e dell'art. 82-ter del Regolamento Emittenti, che intende pubblicare su base volontaria informazioni finanziarie periodiche aggiuntive, rispetto alla relazione finanziaria annuale e semestrale, riferite al 31 marzo e al 30 settembre di ciascun esercizio, che prevedono - per quanto riguarda i relativi elementi informativi - la redazione di resoconti intermedi sulla gestione approvati dal Consiglio di Amministrazione.

Come più specificamente indicato nel capitolo "Criteri di redazione del resoconto", Il Resoconto intermedio al 30 settembre 2020 è redatto in forma consolidata con l'applicazione dei criteri di rilevazione e di valutazione previsti dai principi contabili IAS/IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board (IASB) e delle relative interpretazioni dell'International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC), omologati dalla Commissione Europea, come stabilito dal Regolamento Comunitario n. 1606 del 19 luglio 2002.

Il Resoconto è composto dallo Stato patrimoniale, dal Conto economico, dal Prospetto della redditività complessiva, dal Prospetto delle variazioni del patrimonio netto e da una Relazione sull'andamento della gestione, ed è corredato da informazioni sugli eventi importanti che si sono verificati nel periodo.

A supporto dei commenti sui risultati vengono presentati ed illustrati prospetti di conto economico e di stato patrimoniale riclassificati. Il relativo raccordo con gli schemi di bilancio, richiesto dalla Consob con la Comunicazione n. 6064293 del 28 luglio 2006, è riportato tra gli Allegati. Il Resoconto contiene anche altre informazioni finanziarie estratte dai prospetti contabili o riconducibili agli stessi ed altre informazioni – quali, a titolo esemplificativo, i dati inerenti all'evoluzione trimestrale e taluni indicatori alternativi di performance – non estratte o direttamente riconducibili ai prospetti contabili.

In proposito, si rinvia al capitolo Indicatori Alternativi di Performance della Relazione sulla gestione che accompagna il Bilancio consolidato 2019 per una descrizione dettagliata. Nel contesto conseguente all'epidemia da COVID-19, si segnala che nel presente Resoconto non sono stati introdotti nuovi indicatori, né sono state apportate modifiche agli indicatori normalmente utilizzati.

I prospetti contabili consolidati sono sottoposti a revisione contabile limitata da parte della società di revisione KPMG ai soli fini del rilascio dell'attestazione prevista dall'art. 26 (2) del Regolamento dell'Unione Europea n. 575/2013 e dalla Decisione della Banca Centrale Europea n. 2015/656.

Il Resoconto intermedio consolidato al 30 settembre 2020 del Gruppo Intesa Sanpaolo recepisce gli effetti dell'acquisizione di UBI Banca e delle relative controllate, oggetto di consolidamento a partire dalla data di acquisizione. In proposito, si segnala – come indicato in dettaglio nel seguito del presente fascicolo – che il conto economico consolidato include l'effetto positivo connesso alla rilevazione provvisoria dell'avviamento negativo relativo all'acquisizione di UBI Banca per un importo di 3.264 milioni. Tale importo è da considerarsi assolutamente provvisorio e sarà rideterminato definitivamente in occasione del Bilancio 2020 a seguito della finalizzazione del processo di PPA (Purchase Price Allocation) tramite il calcolo puntuale alla data di acquisizione dei fair value delle attività identificabili acquisite e delle passività assunte del Gruppo UBI.

Inoltre, il Bilancio 2020 recepirà gli oneri, attualmente in corso di definizione, correlati all'integrazione e miglioramento dell'efficienza operativa ed alla riduzione del profilo di rischio.

I nove mesi del 2020 in sintesi

Dati economici e Indicatori Alternativi di Performance

Dati economici consolidati (milioni di euro) variazioni
(al netto del Gruppo
UBI)
assolute %
Interessi netti 5.315
281
5.258
57 1,1
Commissioni nette 5.449
272
5.796
-347 -6,0
Risultato dell'attività assicurativa 3
1.031
948
83 8,8
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 1.378
5
1.572
-194 -12,3
Proventi operativi netti 13.158
13.588
575
-430
-3,2
-360
-6.599
Costi operativi
-6.851
-252 -3,7
Risultato della gestione operativa 6.559
215
6.737
-178 -2,6
-85
-2.654
Rettifiche di valore nette su crediti
-1.396
1.258 90,1
Utile (Perdita) delle attività operative cessate 1.163
ર્દિક
1.100
3.303
3.073

30.09.2020
(Dato consolidato al netto del Gruppo UBI)
30.09.2020 (Dato del Gruppo UBI)
30.09.2019 (Dato consolidato)

30.09.2020 30.09.2019

Dati patrimoniali e Indicatori Alternativi di Performance

30.09.2020
(Dato consolidato al netto del Gruppo UBI)
30.09.2020 (Dato del Gruppo UBI)
31.12.2019 (Dato consolidato)

Indicatori Alternativi di Performance e altri indicatori

30.09.2020 31.12.2019

30.09.2020 30.09.2020 (al netto del goodwill negativo provvisorio)

30.09.2019

Struttura operativa 30.09.2020 31.12.2019 variazioni
assolute
Numero dei dipendenti (g) 106.107 89.102 17.005
Italia 83.067 65.705 17.362
Estero 23.040 23.397 -357
Numero dei consulenti finanziari 5.669 4.972 697
Numero degli sportelli bancari (h) 6.377 4.799 1.578
Italia 5.356 3.752 1.604
Estero 1.021 1.047 -26

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione. La tabella comprende i dati consolidati comprensivi del Gruppo UBI. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

(g) L'organico indicato si riferisce al numero puntuale dei dipendenti a fine periodo conteggiando anche i part time come pari a 1 unità. I dati al 30.09.2020 includono 19.666 dipendenti di UBI (19.653 Italia, 13 Estero, 7 contratti atipici) e, fra i consulenti finanziari, 712 unità di IWBank.

(h) Il dato comprende le Filiali Retail, le Filiali Terzo Settore, i Centri Imprese e i Centri Corporate. Sono inclusi gli sportelli del ramo d'azienda da cedere a BPER Banca. I dati al 30.09.2020 includono 1.768 sportelli di UBI in Italia ed 1 all'estero.

30.09.2020 30.09.2020 (al netto del goodwill negativo provvisorio) 30.09.2019 (Dati economici) 31.12.2019 (Dati patrimoniali)

I nove mesi del 2020

Il contesto conseguente all'epidemia da COVID-19

Di seguito si forniscono alcune indicazioni sul contesto conseguente all'emergenza sanitaria del terzo trimestre dell'esercizio 2020. Si fa rinvio alla Relazione semestrale al 30 giugno 2020 per dettagliate informazioni riguardanti il primo semestre.

L'andamento dell'economia

Nel terzo trimestre, l'economia mondiale ha visto proseguire il rimbalzo legato all'allentamento delle misure restrittive introdotte per contenere la pandemia. Le indagini congiunturali e la produzione industriale hanno continuato a migliorare nel corso del trimestre, anche se la velocità del recupero si è successivamente affievolita. La ripresa, favorita dalla tempestiva e forte reazione di politica economica, è stata trainata dai consumi delle famiglie e dalla riapertura di comparti chiusi per le misure di controllo del contagio. In Europa, la crescita del PIL è stata superiore alle previsioni. Ciò nonostante, il livello pre-crisi di attività economica non potrà essere raggiunto che nel 2021 a livello globale, e più tardi in diversi paesi europei, Italia inclusa. Alcuni settori, come turismo e trasporto aereo, non rivedranno i livelli pre-crisi prima del 2022.

In Europa, a partire dal mese di agosto l'emergenza sanitaria è tornata a riaffacciarsi minacciosamente, prima in Spagna, poi in Francia e alcuni paesi dell'Europa centrale e orientale. In settembre, la seconda ondata pandemica era già in pieno sviluppo in tutto il continente, per quanto a velocità diverse. Le misure di contenimento sono state relativamente meno severe rispetto a quelle adottate in primavera: pertanto, l'impatto sugli indici di attività è stato limitato ai servizi, che hanno subito un netto rallentamento in molti paesi dell'area – più intenso in Spagna, meno in Germania e Italia. L'Italia è stata raggiunta dall'ondata di contagio più tardi, e quindi il rallentamento del terziario alla fine del trimestre estivo è stato modesto.

La politica monetaria della Banca Centrale Europea è rimasta invariata. L'esecuzione degli acquisti di titoli nell'ambito dei programmi APP (Asset Purchase Programme) e PEPP (Pandemic Emergency Purchase Programme), ai quali si è aggiunto l'impatto delle aste di rifinanziamento a lungo termine del programma TLTRO III, ha creato un eccezionale eccesso di riserve, che ha compresso il livello dei tassi monetari di interesse e i premi per il rischio di credito, potenziando l'effetto delle misure di stimolo fiscale adottate dai governi. L'orientamento della politica monetaria resta espansivo, e la Banca Centrale non esclude di adottare nuove misure di stimolo qualora l'andamento atteso dell'inflazione diverga ulteriormente dall'obiettivo.

In luglio, il Consiglio Europeo ha raggiunto un importante accordo per il lancio di un programma pluriennale di spesa finanziato da emissioni comuni di debito. Tale programma include un meccanismo di allocazione della spesa che favorisce i paesi a basso reddito e più colpiti dalla pandemia, destinatari di ingenti trasferimenti. I fondi europei finanzieranno progetti di investimento e riforme a partire dal 2021, consentendo di compensare in parte le misure di consolidamento fiscale che saranno necessarie dopo la crisi pandemica.

Sul mercato italiano del credito è proseguita la ripresa dei prestiti alle imprese, che hanno raggiunto un tasso di crescita del 6,8% anno su anno a settembre. La dinamica è sostenuta dalle erogazioni di prestiti con garanzia pubblica. Quelle alle piccole e medie imprese sono aumentate di circa 40 miliardi nel terzo trimestre raggiungendo a metà ottobre un volume cumulato di 74 miliardi. E' proseguita anche la crescita dei depositi, al ritmo dell'8% anno su anno a settembre, per effetto della liquidità affluita sui conti correnti. L'incremento dei depositi è motivato da un'aumentata propensione al risparmio precauzionale e dall'incertezza e maggiore avversione al rischio, che si traducono in una forte preferenza per la liquidità. In particolare, le giacenze sui conti delle imprese sono alimentate dall'aumento dei prestiti, conseguente all'accesso alle misure temporanee a sostegno della liquidità e del credito.

Con riguardo al mercato italiano del risparmio gestito, il trimestre ha visto il protrarsi di flussi netti di raccolta positivi verso i fondi comuni. Tale fase è stata sostenuta da consistenti volumi diretti verso il comparto azionario e quello obbligazionario. Anche i flussi di raccolta relativi alle gestioni patrimoniali sono risultati positivi. Con riferimento alle assicurazioni vita, la nuova produzione complessiva è rimasta in calo.

La continuità operativa e le iniziative nei confronti degli stakeholder del Gruppo

Sin dai primi giorni della drammatica emergenza sanitaria e sociale che ha investito il Paese, Intesa Sanpaolo è stata totalmente impegnata a fronteggiare efficacemente il contesto, assicurando costantemente la continuità operativa dei propri processi e servizi. Sin dalle prime fasi, in vista di un peggioramento dello scenario di rischio e al fine di rafforzare le contromisure preventive, è stata attivata l'Unità di Emergenza di Intesa Sanpaolo per definire specifiche strategie di mitigazione e relative linee di intervento, oltre ad assicurare un costante monitoraggio della situazione, a livello di singola Legal Entity del Gruppo, sia in Italia che all'estero.

A partire dal mese di settembre, l'Unità di Emergenza ha integrato il presidio del Gruppo UBI, estendendo le strategie, le azioni di mitigazione e il monitoraggio dell'epidemia a tutte le strutture di UBI.

Con riferimento al livello di maturità del modello operativo di gestione della pandemia, a settembre Intesa Sanpaolo ha conseguito la certificazione DNV "MY Care", che ha evidenziato la validità e l'efficacia del modello attuato, distinguendosi per un eccellente approccio alla mitigazione dei rischi, allineato alle migliori "good practices" nazionali ed internazionali, non solo per il settore finanziario.

Tra le attività coordinate dall'Unità di Emergenza si evidenzia inoltre la stretta collaborazione avviata con l'Ospedale Sacco di Milano per la ricerca scientifica sul virus, che ha consentito lo sviluppo di un progetto congiunto per il sequenziamento

genomico e la mappatura geografica sul territorio nazionale del SARS-CoV-2, agente del COVID-19, e la ricostruzione dell'origine e delle modalità di diffusione del virus tra la popolazione italiana.

Al fine di garantire le strategie di protezione del personale è stato sviluppato un modello di rischio del contagio che supporta il processo decisionale di adozione di misure di intervento da attuare nelle sedi del Gruppo (operatività filiali su appuntamento, chiusura filiali, riduzione dell'occupancy nelle sedi aziendali ecc.) in funzione dell'evoluzione del rischio epidemiologico nelle regioni e nelle province. In ottica preventiva è stato definito anche un piano operativo di risposta a possibili scenari evolutivi, prioritizzati in base all'impatto ed alla probabilità di accadimento, con le relative misure di contenimento.

Conseguentemente sono state definite le linee guida per il rientro graduale dei dipendenti nelle sedi centrali della banca nel rispetto delle norme di sicurezza. In tale contesto sono stati sviluppati un questionario di screening medico da compilare a cura dei dipendenti prima del rientro in sede ed un nuovo strumento di pianificazione delle presenze che garantisce il monitoraggio centralizzato dell'occupancy dei locali ove opera il Gruppo.

Per quanto riguarda le iniziative nei confronti degli stakeholder del Gruppo, numerose sono state le azioni poste in atto dal Gruppo Intesa Sanpaolo e dal Gruppo UBI per sostenere gli sforzi delle Istituzioni e della società contro la pandemia COVID-19, con la consapevolezza della responsabilità che una banca assume in un'emergenza lunga, profonda e per tanti aspetti sconosciuta. Nel rimandare alle Relazioni semestrali consolidate al 30 giugno 2020 di Intesa Sanpaolo e di UBI Banca per un'illustrazione dettagliata delle iniziative impostate e realizzate nella prima metà dell'esercizio, si riportano nel seguito le evoluzioni intervenute nel terzo trimestre.

Programma "Rinascimento Firenze"

A supporto della fase di ripartenza economico-sociale, il Gruppo sta proseguendo con una serie di interventi e iniziative sui propri territori di riferimento. In particolare, nel terzo trimestre si segnala, in analogia a quanto precedentemente avviato con il Comune di Bergamo, Il Programma "Rinascimento Firenze", volto a sostenere la ripartenza dell'economia cittadina attraverso il prestito d'impatto, uno strumento creditizio nuovo nel panorama bancario, dedicato alle attività a maggior impatto sociale per l'ecosistema delle imprese.

Si tratta di un progetto di economia civile con un'alta valenza sociale, elaborato e promosso in collaborazione con Fondazione CR Firenze, che mette a disposizione 60 milioni – con contributi a fondo perduto e prestiti di impatto – a supporto delle piccole e medie imprese operanti nei settori dell'artigianato artistico, del turismo e della cultura, della filiera moda e 'lifestyle', delle start up e dell'agroindustria dell'area della città metropolitana di Firenze. È rivolto alle realtà imprenditoriali sane prima della pandemia, che hanno sofferto in questi mesi e che si propongono di rilanciare la propria attività investendo in progetti che abbiano un impatto sociale misurabile, quale stabilizzare o aumentare il personale, compiere investimenti nell'ambito delle nuove norme sanitarie, favorire forme di aggregazione tra operatori concorrenti per aumentare la resilienza dell'aggregazione.

Sostegno alla Regione Autonoma della Sardegna

Per quanto riguarda la Regione Autonoma della Sardegna, Intesa Sanpaolo si è aggiudicata il bando di gara internazionale, indetto dalla Banca Europea per gli Investimenti, per la gestione di una quota di un fondo EFSI (European Fund for Strategic Investments) con una dotazione totale di 100 milioni. La quota gestita da Intesa Sanpaolo ammonta a 33 milioni e con questi fondi la Banca si pone il compito di favorire la ripresa economica, migliorando la solidità finanziaria e contrastando gli effetti generati dalle misure di contenimento legate all'emergenza epidemiologica da COVID-19 sul territorio della Regione. Al settore dei Servizi per il turismo sarà poi riservato il 40% delle risorse a disposizione.

Estensione della moratoria per le imprese italiane del turismo ai clienti di UBI Banca

Al fine di contribuire a garantire concretamente la continuità produttiva, a fronte del rallentamento della domanda interna ed estera che la situazione di crisi attuale ha determinato, Intesa Sanpaolo ha inoltre riservato, come già indicato nella Relazione Semestrale, un plafond di 2 miliardi alle imprese operanti nell'ambito turistico a sostegno della liquidità e degli investimenti. Si è incrementata inoltre la possibilità di sospendere le rate dei finanziamenti in essere fino ad un massimo di due anni e, nel terzo trimestre, tale moratoria per le imprese italiane del turismo è stata estesa anche alla rete UBI Banca. Inoltre, sono a disposizione dei clienti del settore del turismo di UBI le misure a sostegno della liquidità e degli investimenti.

Le principali tematiche contabili e l'approccio del Gruppo Intesa Sanpaolo

I primi nove mesi del 2020 sono stati dominati a livello europeo dalla diffusione della pandemia COVID-19. Dopo il progressivo contenimento del virus avviatosi da fine maggio, sembra ora delinearsi un quadro disomogeneo, con situazioni di crescente allarme. Pur alla luce dell'ovvia incertezza legata agli sviluppi sanitari sopra delineati, la visione consolidata dei possibili scenari macroeconomici futuri è che gli importanti interventi statali messi in atto nella maggior parte dei Paesi e a livello Comunitario possano consentire una significativa ripresa delle attività economiche o comunque consentire di contenere gli effetti negativi di una ripresa della circolazione del virus e che, quindi, i riflessi sui contesti produttivi siano significativamente negativi prevalentemente nel breve periodo. In questo senso è risultata confortante la ripresa di alcuni aggregati macroeconomici nei mesi estivi. Appare pertanto ragionevole – al momento – continuare a condividere le aspettative espresse dalle diverse Autorità che hanno pubblicato ultimamente le loro previsioni (BCE in primis il 10 settembre scorso), confermando che all'attuale periodo di estrema negatività sull'economia reale segua un recupero produttivo importante, sull'onda delle misure di sostegno statale all'economia.

In questa situazione i diversi Regulators europei (in analogia a quanto fatto anche dalle Autorità di USA, UK e Canada) si sono espressi essenzialmente nel primo semestre 2020 con una serie di provvedimenti che mirano a garantire agli intermediari una flessibilità nella gestione di questo periodo di tensione, assicurando – in primis – il loro sostegno alle misure adottate dai governi nazionali per far fronte all'impatto economico sistemico della pandemia di COVID-19 sotto forma di moratoria dei pagamenti ex lege, nonché alle iniziative analoghe introdotte autonomamente dalle banche. Inoltre, le istituzioni creditizie sono state incoraggiate ad applicare il proprio "judgment" nelle valutazioni creditizie forward looking IFRS 9 per

meglio cogliere la specificità di questa situazione del tutto eccezionale. Nei documenti pubblicati da Autorità/standard setters, si suggerisce infatti che, alla luce dell'attuale incertezza, nella determinazione dell'Expected Credit Loss (ECL) secondo l'IFRS 9 non si debbano applicare meccanicamente le metodologie già in uso e viene ricordata la necessità dell'utilizzo di un appropriato "judgment". In particolare, è stato ricordato che l'IFRS 9, allo stesso tempo, richiede e consente di modificare l'approccio contabile, adattandolo alle differenti circostanze.

I documenti emessi dai diversi regulator/standard setters, per quanto riguarda l'ambito accounting, si sono concentrati su poche tematiche specifiche:

  • le indicazioni relative alla classificazione dei crediti, emanate da IASB, BCE ed EBA, che forniscono le linee guida per il trattamento delle moratorie;
  • la determinazione dell'Expected Credit Loss ("ECL") secondo l'IFRS 9 in ottica forward looking, in particolare il tema dell'utilizzo degli scenari macroeconomici futuri (argomento trattato dalla IFRS Foundation in generale e, più in dettaglio, dalla BCE);
  • la trasparenza e l'informativa al mercato, sui cui sono state date indicazioni negli statement di ESMA, IOSCO e CONSOB.

Nel terzo trimestre la normativa non ha avuto una significativa evoluzione, limitandosi all'aggiornamento degli scenari economici per l'area Euro ed alla conferma del termine del 30 settembre per la concessione delle moratorie di pagamento sulla base del trattamento prudenziale semplificato previsto dalle apposite linee guida EBA – "Guidelines on legislative and non-legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID-19 crisis", in parte preannunciato nella lettera della BCE "Operational capacity to deal with distressed debtors in the context of the coronavirus (COVID-19) pandemic" 1. Ciò premesso, nel rimandare alla relazione semestrale per quanto riguarda il contenuto delle principali disposizioni già emanate, vengono illustrati nel seguito i punti più salienti dei nuovi documenti della BCE e dell'EBA.

BCE: Eurosystem staff macroeconomic projections for the euro area (10 September)

La BCE, con la sua comunicazione del 20 marzo "ECB Banking Supervision provides further flexibility to banks in reaction to coronavirus" e la lettera del 1° aprile "IFRS 9 in the context of the coronavirus (COVID-19) pandemic", aveva fornito alle banche indicazioni sulle modalità di determinazione delle previsioni di perdite su crediti ai fini delle stime relative alle chiusure di marzo e giugno, indicando di utilizzare come punto di partenza ("anchor points") le proiezioni macroeconomiche pubblicate trimestralmente sul sito internet BCE. Tali previsioni sono pubblicate quattro volte all'anno:

  • marzo e settembre previsioni per la sola area Euro prodotte dallo staff BCE;
  • giugno e dicembre previsioni prodotte dallo staff BCE con il contributo dell'Eurosistema, le informazioni prospettiche per i singoli paesi dell'Area Euro che vengono pubblicate dalle singole banche centrali.

In sede di predisposizione della Relazione semestrale al 30 giugno 2020, il Gruppo si è pertanto attenuto alle indicazioni dei regulators, includendo gli scenari forniti dagli stessi ad inizio giugno nei propri modelli ai fini della determinazione dell'Expected Credit Loss, in particolare utilizzando le previsioni macroeconomiche nazionali pubblicate dalla Banca d'Italia il 5 giugno nel documento "Proiezioni macroeconomiche per l'economia italiana – esercizio coordinato dell'Eurosistema" e quelle BCE del 4 giugno.

Il 10 settembre BCE ha pubblicato il periodico aggiornamento delle previsioni macroeconomiche per l'Area Euro predisposto dal proprio staff (senza quindi il contributo delle singole banche centrali nazionali, come da prassi), riportando scostamenti minimi rispetto alle precedenti previsioni di giugno ed evidenziando marginali revisioni in ottica migliorativa. La sostanziale uniformità tra i due scenari è stata confermata anche dalle dichiarazioni rilasciate dal presidente del Supervisory Board BCE Andrea Enria2 .

Più precisamente, come schematizzato nella tabella seguente, lo scenario Baseline vede un contenimento della caduta del PIL per l'Area Euro del 2020, atteso in calo dell'8,0% (a fronte del -8,7% previsto a giugno), seguito da un rimbalzo per il 2021, previsto ora del +5,0% (+5,2% a giugno). Anche gli scenari alternativi Mild e Severe riportano revisioni minori rispetto alle previsioni di giugno, sintetizzabili in una diversa distribuzione della ripresa nell'arco del triennio previsionale.

September 2020 projections June 2020 projections
Mild scenario Baseline Severe scenario Mild scenario Baseline Severe scenario
2020 2021 2022 2020 2021 2022 2020 2021 2022 2020 2021 2022 2020 2021 2022 2020 2021 2022
Real GDP -7,2 8,9 3,5 -8 5 3,2 -10 0,5 3,4 -5,9 6,8 2,2 -8,7 5,2 3,3 -12,6 3,3 3,8
HICP inflation 0,3 1,2 1,8 0,3 1 1,3 0,3 0,7 0,7 0,4 1,1 1,7 0,3 0,8 1,3 0,2 0,4 0,9
Unemployment rate 8,3 7,8 6,6 8,5 9,5 8,8 8,9 11,4 11,2 8,8 8,5 8 9,8 10,1 9,1 11,3 12,5 11,2

"Eurosystem staff macroeconomic projections for the euro area" giugno e settembre 2020

1 Con la sua lettera "Operational capacity to deal with distressed debtors in the context of the coronavirus (COVID-19) pandemic", pubblicata nella scorsa estate, la BCE ha richiesto che le banche pongano in atto misure adeguate per cogliere le specificità della corrente situazione pandemica. Benché la lettera non tratti direttamente aspetti contabili, è da notare il chiarimento che le misure di sospensione dei pagamenti non potranno essere gestite in via straordinaria oltre il periodo emergenziale, necessariamente breve. Ciò comporta l'invito alle banche ad individuare e continuare a sostenere i clienti sani, solo transitoriamente toccati dagli effetti della pandemia. Conseguentemente, le banche sono sollecitate a dotarsi di strumenti di gestione del rischio di credito e di risorse IT per affrontare adeguatamente il nuovo scenario al fine di meglio discriminare gli effetti della crisi tra i diversi settori.

2 Andrea Enria, discorso del 1° ottobre alla European Banking Federation: "The September 2020 ECB staff macroeconomic projections do not show a worsening with respect to the June projections and provide broadly comparable results, including in terms of overarching uncertainty around the outcomes. Economic activity remains far below pre-pandemic levels and the recovery is asymmetric across sectors and countries. The economic, financial and social costs associated with a severe scenario remain very high. At the same time, consumer spending and business investment have rebounded somewhat over the summer."

Anche per quanto riguarda le modifiche intervenute nelle proiezioni di consenso sull'Italia, valgono considerazioni analoghe a quelle fatte sull'Eurozona, con una compensazione tra le variazioni per il 2020 e il 2021 ed un netto calo della dispersione. Sempre per quanto riguarda l'Italia, benché non si disponga al momento di stime ufficiali aggiornate comparabili con quelle fornite da Banca d'Italia nell'ambito dell'esercizio coordinato dell'Eurosistema di giugno, il discorso del Governatore Visco del 16 settembre scorso indica "andamenti […] a grandi linee coerenti con il risultato per l'anno prefigurato in quello scenario".

EBA: EBA phases out its Guidelines on legislative and non-legislative loan repayments moratoria

Pur riconoscendo che le sue Linee guida in tema di moratoria hanno aiutato le banche a gestire efficacemente le grandi quantità di richieste da parte dei clienti che desideravano partecipare a tali schemi di moratoria, l'EBA non ha ritenuto adeguato procedere ad un'ulteriore proroga di tale misura eccezionale oltre il 30 settembre (data limite già oggetto di proroga di tre mesi dall'originario 30 giugno e di cui molti operatori avevano chiesto un'ulteriore proroga). L'Autorità ha quindi ritenuto opportuno, con riferimento alle moratorie legate al COVID-19, ritornare alla prassi secondo cui qualsiasi rinegoziazione dei prestiti debba seguire un approccio caso per caso, mentre secondo la normativa in scadenza il 30 settembre le moratorie di pagamento, ove compliant con le "Guidelines on legislative and non-legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID-19 crisis", come meglio chiarito di seguito, non facevano scattare automaticamente la classificazione a forborne e non si doveva verificare se considerarle una ristrutturazione onerosa.

Il trattamento regolamentare di favore stabilito nelle Linee guida continuerà quindi ad applicarsi solo alle misure concesse dalle banche (secondo tali Linee guida) entro il 30 settembre 2020. Secondo l'EBA le banche potranno continuare comunque a supportare i propri clienti con moratorie di pagamento estese anche dopo il 30 settembre 20203 , ma tali prestiti dovranno essere classificati caso per caso secondo il consueto quadro prudenziale, cioè con un'analisi volta a valutare se la misura sia da considerare una forbearance e/o un evento di default.

Relativamente a quest'ultimo aspetto (default), le Linee guida indicavano requisiti specifici che le moratorie dovevano rispettare per essere considerate EBA compliant:

  • essere offerte dalla banca ad una platea di soggetti o a seguito e secondo disposizioni di legge ciò blocca il conteggio dello scaduto ai fini dell'identificazione del default (con classificazione a Past due deteriorato) secondo le Linee Guida EBA sul default;
  • non prevedere rinunce ad interessi o capitali ma solo un mero differimento/allungamento dei pagamenti la mancata perdita per la banca di fatto rende superfluo il calcolo delle diminished obligation ai fini dell'individuazione della ristrutturazione onerosa e della conseguente classificazione ad inadempienza probabile.

Poiché tali requisiti sono confermati anche per le moratorie erogate dopo la scadenza del 30 settembre, la situazione non risulta di fatto modificata e, dunque, tali posizioni non sono automaticamente considerate in default ma vengono svolte specifiche analisi sulla qualità creditizia della controparte.

Relativamente, invece, al fatto che la moratoria non vada considerata automaticamente come forborne measure e, dunque, non costituisca anche un trigger di significativo incremento del rischio di credito con conseguente scivolamento a Stage 2 (per le posizioni in Stage 1), il termine del 30 settembre comporta un rafforzamento delle misure che le banche dovranno prendere nel giudicare se la difficoltà del cliente sia temporanea (analisi caso per caso).

Su questo tema si ricorda che sino al 30 settembre il Gruppo, per le posizioni verso aziende con più elevata rischiosità (individuata attraverso il rating), nel caso di moratoria decisa dalla Banca, effettuava già specifiche valutazioni per verificare se considerare o meno la rinegoziazione come misura di forbearance. A partire dal 1° ottobre tale trattamento è stato esteso a tutte le nuove misure verso imprese e privati (indipendentemente dal rating e dalla tipologia di moratoria), ritornando quindi allo standard previgente l'esplodere della pandemia, ossia la verifica in ogni caso del possibile stato di difficoltà finanziaria del cliente ai fini di una eventuale attivazione dello stato di forborne.

* * * Poiché le limitate novità normative esposte in precedenza non hanno modificato il quadro normativo complessivo che si era delineato in sede di predisposizione della Relazione semestrale, per il Resoconto al 30 settembre il Gruppo ha ritenuto di confermare nella valutazione dei crediti al 30 settembre 2020 l'approccio adottato per la chiusura dei conti al 30 giugno. Tale quadro può essere riassunto, sinteticamente, come segue:

  • scenario macroeconomico ai fini del calcolo dell'ECL (valutazione dei crediti), allineato alle indicazioni fornite da BCE e Banca d'Italia a giugno, anche in considerazione della sostanziale uniformità (al netto di marginali variazioni) degli scenari previsionali di giugno e settembre pubblicati dalla BCE;
  • adozione di management overlays ai fini dell'inclusione di correttivi ad hoc, non colti dalla modellistica, per meglio riflettere nella valutazione dei crediti la particolarità degli impatti COVID-19. Restano quindi confermati, in considerazione del perdurare dei razionali sottostanti l'introduzione di questi gli approcci specifici, i correttivi individuati in sede di Relazione semestrale al 30 giugno, cui si fa rimando per una trattazione più approfondita. In sintesi:
    • o trattamenti per includere con maggiore granularità gli impatti dello scenario attuale sui microsettori, attraverso lo sviluppo di un management overlay per includere alcuni correttivi ad hoc basati su analisi bottom-up che derivano dall'ambito Credit Risk Appetite e che tengono conto della sensibilità allo scenario dei bilanci prospettici delle controparti appartenenti ai diversi microsettori;
    • o adozione di un fattore correttivo sui tassi di default per l'inclusione dei benefici attesi dalle importanti iniziative di supporto all'economia quali moratorie e garanzie statali, non colte dai modelli satellite.

Peraltro, sotto il profilo della gestione del rischio creditizio, dall'inizio della pandemia, tutte le funzioni della Banca sono state coinvolte in un ampio e complesso insieme di interventi volti a supportare tutte le tipologie di clientela, anche attraverso la creazione di task force dedicate per assicurare una tempestiva risposta sia dal punto di vista commerciale che creditizio. Tutte le iniziative sono state pianificate in coerenza con i principi di sana e prudente gestione e secondo l'appetito per il rischio in ambito credito del Gruppo. Nella fase di emergenza il Gruppo ha prontamente adeguato, con riferimento al

3 Sul tema si ricorda che l'articolo 65 del Decreto Legge n. 104 di agosto 2020 ha previsto la proroga delle moratorie ex lege a favore delle PMI inizialmente introdotte dal decreto legge n.18 Cura Italia di marzo 2020, estendendo fino al 31 gennaio 2021 la facoltà di avvalersi delle misure straordinarie di sostegno inizialmente previste fino al 30 settembre 2020.

perimetro Italia ed estero, il proprio framework di Credit Risk Appetite adattandolo per includere elementi prospettici utili a cogliere la peculiarità di impatto della crisi COVID sui diversi settori. La revisione della strategia sul Perimetro Italia ha previsto:

  • l'aggiornamento dei fattori di rischio e resilienza al fine di includere analisi micro settoriali, volte a cogliere l'impatto della crisi sui diversi settori economici, e analisi della capacità di rimborso delle imprese a fronte delle necessità di liquidità determinate dalla crisi COVID, attraverso la determinazione di uno specifico indicatore di vulnerabilità;
  • il rafforzamento delle facoltà deliberative per le controparti più vulnerabili nell'attuale contesto;
  • la definizione di soluzioni specifiche in base alla situazione del debitore e alla propensione al rischio della banca sulla base della valutazione congiunta di indicatori di rischio, prodotto creditizio e presenza di garanzie.

Con riferimento alle Banche Estere del Gruppo, l'approccio alla gestione della crisi è stato coerente con quanto già rappresentato per il perimetro Italia. Sono state attivate tempestivamente iniziative volte a supportare la clientela maggiormente impattata, in coerenza con il framework di Credit Risk Appetite. In particolare, similmente a quanto fatto per il perimetro Italia, il framework CRA, durante la fase di emergenza COVID-19, è stato rivisto al fine di includere fattori forward looking ed elementi settoriali e di vulnerabilità delle controparti nella capacità di rimborso.

Sulla base di quanto sopra, i limiti di Crediti Risk Appetite sono stati ridefiniti in un approccio prudenziale, in base agli impatti di portafoglio stimati per l'emergenza Covid-19.

E' stato inoltre avviato lo sviluppo di un nuovo strumento di analisi condiviso (c.d. Framework di analisi settoriale) per la gestione tempestiva degli impatti dell'emergenza attraverso la collaborazione di tutte le aree della Banca. Al fine di considerare correttamente gli impatti dell'attuale situazione economica con una visione forward looking che fornisca maggiore stabilità alla valutazione del merito creditizio (il cosiddetto "through-the-crisis approach") attraverso una più ampia considerazione degli effetti di medio-lungo termine, è stata avviata una specifica attività di re-rating per i segmenti Corporate / Large Corporate. Specifiche linee guida sono state fornite alla rete al fine di garantire un approccio comune da parte degli analisti della Banca. L'attività di re-rating 2020, sarà monitorata centralmente al fine di garantire un'adeguata copertura degli aggiornamenti dei profili di rischio dei portafogli crediti della Banca.

Con riferimento specifico alla gestione del portafoglio, il Gruppo, ha attivato diverse iniziative volte a gestire eventuali effetti repentini (c.d. "cliff edge") determinati dall'avvicinamento delle misure di sostegno concesse alle rispettive date di scadenza, anche attraverso iniziative specifiche di ristrutturazione o rifinanziamento per perimetri di controparti selezionate sulla base di analisi volte a verificare la sostenibilità del debito e degli impatti COVID. Infine, il Gruppo sta lavorando alla definizione di nuove soluzioni e prodotti, che includano soluzioni di riscadenzamento e possano pertanto supportare i clienti al termine delle misure ex lege.

Le iniziative sul Perimetro Italia sono coordinate all'interno di un Action Plan strutturato che coinvolge le funzioni credito di Direzione Regionale e sono state supportate da un rafforzamento significativo del sistema di monitoraggio del credito che è stato arricchito di nuove dimensioni di analisi e di driver prospettici e settoriali coerenti con quelli sviluppati nel Credit Risk Appetite. Questi ultimi sono ritenuti più rilevanti nell'attuale fase del ciclo economico al fine di identificare e contattare in modo proattivo i debitori potenzialmente in difficoltà prima della scadenza delle misure. Quanto sopra si aggiunge agli attuali sistemi (Early Warning System) e processi (Processi di gestione proattiva) già in essere al fine di assicurare la gestione proattiva dei debitori potenzialmente in difficoltà.

La gestione del rischio creditizio è anche supportata dalle caratteristiche strutturali del portafoglio, che, sul perimetro Italia, è ben diversificato per comparti di clientela ed è caratterizzato da una quota rilevante di clientela alla quale è attribuito un rating Investment Grade (superiore al 65% delle esposizioni creditizie, al netto di UBI Banca), dalla presenza internazionale che favorisce la diversificazione geografica, nonché dalla rilevante quota di rischio di credito delle aree di business Capital Markets&Financial Institutions e Global Corporate&Structured Finance (circa il 30% delle esposizioni creditizie, al netto di UBI Banca) che operano prevalentemente con controparti "low default".

Il quadro economico - e quindi i riflessi sulle misurazioni creditizie - è evidentemente fortemente influenzato dall'evoluzione del quadro sanitario e della pandemia e dei conseguenti provvedimenti che tale contesto richiede. L'evoluzione di quest'ultimo nel quarto trimestre dell'anno sarà attentamente monitorata e di essa, anche con il supporto delle indicazioni macroeconomiche che entro la fine dell'anno verranno pubblicate dalle diverse Autorità, si terrà conto nella predisposizione del Bilancio 2020.

Gli impatti dell'epidemia sui risultati operativi, sulle attività di business e sul profilo di rischio

Come indicato nella Relazione semestrale al 30 giugno, l'emergenza sanitaria indotta dalla pandemia ancora in corso ha condizionato, a partire dall'ultima settimana di febbraio, sia l'andamento dei mercati sia l'operatività commerciale, quest'ultima penalizzata dalle sempre più severe misure di contenimento imposte, che hanno portato alla sospensione di molte attività produttive nel Paese e nel mondo. Intesa Sanpaolo ha risposto con estrema tempestività all'emergenza, attivando immediatamente una vasta serie di iniziative volte a tutelare la salute delle persone del Gruppo e dei clienti, ad assicurare la business continuity e a contrastare gli effetti di COVID-19 a livello sociale ed economico.

Vengono rappresentati di seguito i principali impatti sull'operatività e i riflessi sulle attività di business e sui risultati operativi, nonché sul profilo di rischio.

Le azioni implementate a tutela della salute, insieme alle iniziative di business continuity si sono riflesse su costi operativi e capital budget, principalmente in relazione alle linee di intervento rappresentate da:

  • prevenzione dei rischi nei luoghi di lavoro, con l'adozione delle misure di protezione individuale e collettiva richieste al fine di rispondere adeguatamente alla costante evoluzione delle prescrizioni sanitarie a livello nazionale, locale e di settore in relazione allo sviluppo della situazione pandemica;
  • applicazione su larga scala del lavoro flessibile, con i connessi investimenti a livello di dotazione informatiche, evoluzione dei processi operativi e potenziamento della rete informatica aziendale al fine di consentire l'accesso simultaneo ad un numero crescente di utenze;
  • realizzazione di interventi volti a favorire l'interazione digitale con la clientela, attraverso il perfezionamento dell'offerta a distanza e l'estensione dei processi di dematerializzazione dei contratti e di firma digitale, con conseguenti investimenti

volti al potenziamento dei canali di contatto remoto con la clientela (call center e app digitali) ed al rafforzamento della Cybersecurity per ridurre il rischio di tentata frode ai danni della clientela.

Ulteriori oneri sono stati sostenuti al fine di rafforzare l'efficacia del modello di gestione dei rischi sotto le diverse prospettive di impatto: consolidamento dei processi interni di governo dell'emergenza, potenziamento delle capacità di analisi delle informazioni, valutazione delle implicazioni prospettiche in termini di erogazione e gestione del credito, rivisitazione dei modelli di rating. Nuove progettualità sono state avviate al fine di cogliere i potenziali impatti connessi all'evoluzione dei modelli operativi; in tale prospettiva assume particolare rilevanza la tematica dello smart working, non solo per la gestione ottimale dell'emergenza ma anche nell'ottica della ridefinizione strutturale delle modalità di svolgimento del lavoro che permetta un miglior bilanciamento tra vita professionale ed extra-professionale. Si tratta di progettualità pervasive e di ampia portata che testimoniano il connotato storico degli impatti della pandemia.

In tale prospettiva, assume un valore segnaletico, tra gli altri effetti, la rapida evoluzione del numero di utenze abilitate al lavoro da remoto: da circa 19.000 a più di 63.000, pari a circa il 74% delle risorse del Gruppo Intesa Sanpaolo e da circa 2.000 a circa 13.500, pari a circa il 70% delle risorse del Gruppo UBI.

Si segnalano, da ultimo, le attività finalizzate a supportare la comunicazione interna ed esterna. Sotto il profilo interno sono stati sfruttati tutti i canali a disposizione al fine di soddisfare le richieste di chiarimenti da parte del personale soprattutto in chiave comportamentale e fornire adeguato supporto ai casi di maggiore disagio psicologico.

Sotto il profilo della comunicazione verso l'esterno, si è optato per interventi che potessero coniugare l'effettività e la riconoscibilità del supporto con la coerenza del ruolo sociale del Gruppo nei territori di presenza: in tale ottica sono stati finanziati interventi di urgenza per apparecchiature e materiali medicali – concessi a favore di selezionate strutture sanitarie nelle aree più colpite dall'epidemia – e sono state sostenute, in qualità di sponsor, diverse iniziative finalizzate alla gestione degli effetti sociali della crisi.

Per quanto concerne gli effetti sulle attività di business, si segnalano in particolare:

  • le misure straordinarie a sostegno dell'economia, delle imprese e delle famiglie italiane da parte di Intesa Sanpaolo, che è stata la prima banca in Italia a concedere moratorie, precedendo lo specifico quadro normativo, e la prima banca in Italia a firmare il protocollo d'intesa con SACE, fornendo immediato supporto alle imprese in applicazione del Decreto Legge c.d. Liquidità n. 23 dell'8 aprile 2020.

A fine settembre erano state perfezionate oltre 522.000 richieste di sospensione, per 59,7 miliardi di volumi, principalmente riferibili al Decreto Legge 18/2020 Art. 56 «Cura Italia». Il flusso di richieste ha riguardato la clientela imprese per circa il 58% in termini di numerosità e il 78% in termini di volumi. Al Nord Italia si è concentrato oltre il 53% delle richieste di sospensione e il 59% dei volumi.

Riguardo alle misure a sostegno del sistema produttivo, come già indicato nella Relazione semestrale, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha messo a disposizione un plafond complessivo di 50 miliardi dedicato ai finanziamenti per le Imprese. In questo ambito, a settembre risultano finalizzati circa 27 miliardi di finanziamenti, di cui quasi 24 miliardi a valere sul Decreto Liquidità. In particolare, sono state perfezionate quasi 211.000 richieste di finanziamento (comprensive sia dei finanziamenti fino a 30.000 euro, con la garanzia del Fondo Centrale di Garanzia al 100% sia dei finanziamenti di importo superiore, con la garanzia del Fondo Centrale di Garanzia al 90%) eleggibili ai fini dell'acquisizione della garanzia del Fondo Centrale Garanzia per le PMI, per un ammontare di quasi 16 miliardi. Risultano inoltre perfezionate circa 150 operazioni con il ricorso alla Garanzia SACE, per circa 8 miliardi di accordato.

Si segnalano inoltre circa 15.000 bonifici per l'Anticipazione Sociale, per complessivi 16 milioni, che hanno consentito ai correntisti di ricevere un'anticipazione dei trattamenti ordinari di integrazione al reddito e di cassa integrazione in deroga, previsti dal Decreto Legge "Cura-Italia", nelle more del pagamento da parte dell'INPS.

Va inoltre segnalato che il cosiddetto "Decreto di Agosto" ha previsto la possibilità di prorogare al 31 gennaio 2021, in via automatica, senza oneri aggiuntivi e salvo rinuncia del cliente, le sospensioni previste dal Decreto Cura Italia, in scadenza al 30 settembre 2020: in questo quadro il Gruppo ha provveduto a prorogare circa 130.000 finanziamenti per un debito residuo di 20 miliardi. Il medesimo decreto ha inoltre previsto la possibilità di prorogare le linee di credito transitorie e isolate non rateali con scadenza al 30 settembre 2020. Il Gruppo ha dato applicazione alla norma, prorogando circa 17.000 posizioni per un controvalore di circa 2 miliardi.

Infine, si segnala che il Decreto Rilancio ha introdotto una misura a sostegno del rilancio del settore delle costruzioni e finalizzato alla riqualificazione del patrimonio immobiliare sotto il profilo energetico e sismico (cosiddetto Superbonus al 110%). La norma in particolare prevede la maturazione di un credito fiscale a favore di privati e condomini che effettuano lavori di riqualificazione energetica e sismica nella misura del 110%. La novità della norma è che tale credito fiscale può essere ceduto direttamente dal committente o dall'esecutore dei lavori a un intermediario finanziario. Il Gruppo ha attivato soluzioni dedicate sia per privati e condomini sia per le imprese che praticano lo sconto in fattura per l'acquisto dei crediti fiscali e la relativa liquidazione, con prezzi predefiniti e un servizio di consulenza dedicata attraverso una partnership con la società Deloitte. La proposizione commerciale è stata avviata a far data dal 13 agosto, in contemporanea alla definizione delle norme operative da parte dell'Agenzia delle Entrate.

Anche il Gruppo UBI aveva tempestivamente avviato iniziative di sostegno all'economia e ai territori più colpiti, attraverso la concessione di moratorie / sospensione dei pagamenti (sia in ottemperanza ai dispositivi di legge sia di iniziativa Banca), finanziamenti – sia con garanzia Fondo Centrale di Garanzia (fino a 30.000 euro e oltre 30.000 euro) che con garanzia SACE – anticipazione sociale.

Complessivamente da inizio anno sono state perfezionate da Intesa Sanpaolo richieste di sospensione - inclusi i rinnovi - per circa 66 miliardi, cui si aggiungono circa 17 miliardi di UBI Banca.

Con riferimento alle moratorie scadute, si segnala che la quasi totalità delle esposizioni non ha presentato rischiosità in aumento.

Alla data del 30 settembre complessivamente il Gruppo (inclusa UBI) presentava nuova liquidità erogata nell'ambito di schemi di garanzia pubblica – per la quale è stato completato l'iter sia di acquisizione delle garanzie sia di erogazione, il cui perfezionamento può non essere coincidente – per circa 24,7 miliardi.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha inoltre sostenuto le iniziative legislative e non legislative intraprese nei vari Paesi in cui opera per contrastare la situazione di crisi collegata alla pandemia.

Le iniziative sopra indicate – che hanno determinato un significativo incremento dei volumi – unitamente all'apporto positivo derivante dalle operazioni TLTRO con la BCE si sono riflesse positivamente sulla dinamica degli interessi netti;

  • la dinamica del risparmio gestito, che ha subito impatti derivanti sia dalla svalutazione degli asset finanziari sia dalle modalità di gestione del rapporto con i clienti, a causa delle misure di distanziamento sociale.

La risposta del Gruppo per mitigarne gli effetti è stata immediata ed estesa. Da subito è stata avviata una intensa attività di comunicazione con i clienti per gestire l'eventuale emotività che avrebbe potuto condurre a comportamenti impulsivi e pregiudizievoli (cd. "panic selling"). È inoltre proseguita l'attività di progettazione di nuove soluzioni di investimento destinate alla clientela retail, private e istituzionale, volte a cogliere le opportunità offerte dal contesto di riferimento. Riguardo al tema del controllo dei rischi, particolare attenzione è stata posta alla gestione della liquidità degli OICR aperti, con l'attivazione di un monitoraggio giornaliero della situazione di liquidità di ciascun fondo e dei relativi tassi di riscatto.

Sono stati altresì rafforzati i processi di back-office volti alla gestione degli strumenti attivabili per la gestione della liquidità.

Grazie anche alle misure poste in essere, non sono state registrate particolari pressioni né sul fronte dei riscatti/rimborsi dai prodotti gestiti, né tensioni riguardo al grado di liquidità degli asset. Ciò ha consentito di limitare la flessione delle masse gestite principalmente agli impatti derivanti dalla dinamica fatta registrare dagli indici azionari e dai tassi di interesse, entrati sotto pressione soprattutto nel corso del mese di marzo 2020, per poi registrare, nei mesi successivi, una progressiva ripresa verso i livelli di inizio anno.

Alla fine del primo trimestre 2020 il calo delle masse gestite dalla Divisione Asset Management di Intesa Sanpaolo rispetto al dato di fine dicembre 2019 risultava pari al 6,7%, mentre a fine settembre 2020 tale flessione si è ridotta allo 0,9%. Con riferimento a Pramerica SGR (Gruppo UBI Banca), le variazioni del patrimonio gestito rispetto alla fine del 2019 risultavano pari rispettivamente a -7,4% a marzo e +1,2% al 30 settembre 2020 (escluse le classi Master delle Sicav);

  • la gestione degli investimenti finanziari proprietari, che è proseguita in continuità con l'approccio seguito a partire da marzo 2020. In particolare, al fine di preservare la funzionalità dei portafogli di liquidità ed investimento in termini di un idoneo profilo di rischio, diversificazione e di redditività, nel terzo trimestre il Gruppo Intesa Sanpaolo ha proseguito le attività di de-risking e diversificazione di portafoglio, seppur in misura più contenuta rispetto ai primi mesi della pandemia, grazie alla minore volatilità registrata dai mercati finanziari.

In relazione agli effetti del perfezionamento dell'OPAS di UBI Banca, la Direzione Rischi Finanziari e di Mercato ha stimato al 30 settembre 2020, con calcolo ad hoc, il rischio di mercato gestionale del portafoglio titoli HTCS (e relativi derivati di tasso) secondo le metodologie in uso in Intesa Sanpaolo. La stima, in termini di Managerial Value-at-Risk, indica un rischio del citato comparto pari a circa 80 milioni; l'esposizione sarà gestita in linea con le policy aziendali.

Quanto agli impatti più significativi della pandemia da COVID-19 sui proventi operativi del Gruppo ISP, gli incrementi dei volumi intermediati in relazione alle iniziative legislative e non legislative poste in atto per contrastare le situazioni di crisi connesse alla pandemia – unitamente all'apporto derivante dalle operazioni TLTRO con la BCE, che al 30 settembre 2020 erano pari a circa 70,9 miliardi (escludendo l'apporto di 12 miliardi di UBI Banca) – si sono riflessi positivamente, come già accennato, sulla dinamica degli interessi netti, che sui nove mesi risultano pari 5.315 milioni (al netto di 281 milioni riferiti al perimetro UBI) con una variazione positiva dell'1,1% rispetto al dato omogeneo di 5.258 milioni dei nove mesi 2019.

Per contro è risultata particolarmente penalizzata la dinamica delle commissioni nette, scese a 5.449 milioni dei nove mesi del 2020 (al netto, per omogeneità di confronto, di 272 milioni riferiti al perimetro UBI), rispetto ai 5.796 milioni dello stesso periodo del 2019 (-6%, pari a -347 milioni). La flessione è risultata particolarmente marcata nel secondo trimestre, in coincidenza con l'adozione delle misure di contenimento più severe, mentre il graduale allentamento delle restrizioni, a partire dal mese di maggio, ha consentito al terzo trimestre del 2020 di segnare un'apprezzabile ripresa della componente commissionale, nonostante il rallentamento dell'operatività caratteristico della stagione estiva (+117 milioni, +6,7% rispetto ai tre mesi precedenti). Riguardo agli oneri operativi, si segnala che al 30 settembre 2020 i costi sostenuti dal Gruppo Intesa Sanpaolo per interventi correlati allo scenario pandemico si attestavano a circa 43 milioni di spese correnti (oltre a 55 milioni di investimenti), mentre i costi relativi al perimetro UBI nel bimestre agosto-settembre si attestavano circa a 4 milioni di spese correnti. Contestualmente, sono state tuttavia poste in essere misure ad ulteriore rafforzamento del presidio degli oneri operativi, che hanno consentito alle spese amministrative di Gruppo (al netto del perimetro UBI) di segnare un calo del 7,7%, pari ad un risparmio di 143 milioni, rispetto al medesimo periodo del 2019 (-3,7%, pari a -252 milioni, il totale degli oneri operativi), con un cost/income ratio sceso al 50,2% dal 50,4% dei nove mesi del 2019.

L'effetto più rilevante riguarda tuttavia il sensibile incremento del costo del credito annualizzato, salito a settembre 2020 a 88 punti base dai 53 punti base a fine 2019 in relazione all'adozione nei modelli di proiezione degli scenari BCE – Banca d'Italia e dei managerial overlay, che hanno determinato un incremento di ECL e Add-on da macroscenario, pur in presenza di tassi di default ancora contenuti.

Le rettifiche di valore nette su crediti dei primi nove mesi sono complessivamente risultate pari a 2.654 milioni (2.739 milioni comprensivi delle risultanze del Gruppo UBI) rispetto ai 1.396 milioni dello stesso periodo del 2019. Di queste, 1,3 miliardi sono correlati agli effetti "COVID-19", e riguardano per circa 820 milioni coperture generiche su crediti performing e per la rimanente parte coperture specifiche su crediti deteriorati. Si evidenzia che tali impatti derivano sia dall'effetto sulla ECL che dalla rilevante migrazione di posizioni a Stage 2 per effetto del Significant Credit Risk Increase. Per i crediti deteriorati hanno inciso anche i fattori di rallentamento delle attività di recupero (quali ad esempio le chiusure dei tribunali) e la conseguente accresciuta anzianità del portafoglio deteriorato.

Per quanto attiene alle dinamiche di rischio, nel rinviare per il rischio di credito a quanto dettagliatamente esposto nella Relazione semestrale e a quanto ripreso nel precedente paragrafo "Le principali tematiche contabili e l'approccio del Gruppo Intesa Sanpaolo", si indicano nel seguito i principali impatti sul Gruppo nel trimestre del contesto conseguente all'epidemia da COVID-19 nell'ambito delle altre tipologie di rischio:

  • per il rischio di mercato si evidenzia una riduzione del VaR gestionale rispetto al trimestre precedente, da 363,5 milioni (secondo trimestre medio) a 277,6 milioni, prevalentemente riconducibile ad "effetti rolling" di scenario nonché alla

fusione per incorporazione in Capogruppo di Banca IMI che ha determinato, sul VaR gestionale di Gruppo (inclusivo del book HTCS), un effetto di diversificazione riconducibile alla diversa metodologia di calcolo del VaR gestionale a livello di Gruppo ante e post integrazione. Con riferimento invece ai primi nove mesi del 2020 si rileva un incremento della misura di rischio da 161,8 milioni (dato omologo del 2019) a 273,1 milioni per "effetti scenario" generati dall'incremento eccezionale delle volatilità come conseguenza dell'epidemia COVID-19.

In continuità con il secondo trimestre 2020 sono proseguiti gli elementi di gestione posti in essere a partire da marzo, in particolare:

  • portafoglio di trading: operatività relativa ad asset non "comprimibili" in quanto rivenienti dalla gestione dei rischi principalmente riferibili al Debt Valuation Adjustment (DVA) e da attività di market making;
  • portafoglio Hold to Collect and Sell: con riferimento al portafoglio HTCS della Divisione IMI C&IB sono proseguite le azioni di de-risking e diversificazione di portafoglio, seppur in misura più contenuta rispetto al primo semestre alla luce di un contesto caratterizzato da minore volatilità dei mercati finanziari.

Per quanto pertiene gli assorbimenti regolamentari (rischio di mercato), nonostante l'incremento di volatilità, il portafoglio di negoziazione ha registrato solo un lieve incremento del requisito prudenziale. Il risultato è stato possibile grazie ad opportune strategie di copertura che hanno permesso, nonostante un inevitabile incremento della misura ciclica (VaR), di limitare le esposizioni ai fattori di rischio maggiormente colpiti dalla pandemia (spread sovrani e financials). Nel dettaglio, le attività ponderate per i rischi di mercato per il Gruppo Intesa Sanpaolo al 30 settembre 2020, calcolate a modello interno, sono pari a 15,7 miliardi, in riduzione rispetto a quanto osservato nel corso del secondo trimestre (17,2 miliardi); il dato beneficia dell'integrazione del portafoglio di trading di Banca IMI in quello della Capogruppo;

  • per il rischio di liquidità, il Gruppo, sin dall'inizio dell'emergenza, ha preventivamente adottato tutte le necessarie misure di gestione e controllo volte a mitigare il potenziale inasprimento delle condizioni di liquidità del sistema. La posizione di liquidità si è sempre mantenuta solida grazie all'ampia disponibilità di riserve liquide e all'elevata stabilità della raccolta da clientela. Nei primi nove mesi dell'esercizio 2020, entrambi gli indicatori regolamentari – Liquidity Coverage Ratio (LCR) e Net Stable Funding Ratio (NSFR) – sono risultati ampiamente al di sopra dei requisiti;
  • per il rischio tasso di interesse generato dal portafoglio bancario, la Shift sensitivity del valore per uno shock di +100 bps dei tassi si è attestata a fine settembre 2020 a -1.815 milioni, rispetto al dato di fine dicembre 2019 pari a +394 milioni. La variazione dell'esposizione è ascrivibile ad interventi di gestione del portafoglio di banking book quali la copertura della raccolta a tasso fisso mediante derivati, e all'integrazione di UBI;
  • per il rischio di controparte, la crisi legata alla pandemia ha comportato un iniziale aumento delle esposizioni a causa principalmente della discesa dei tassi di interesse area EUR e del generale e rilevante aumento della volatilità sui principali fattori di rischio. Non si sono tuttavia registrate criticità nel processo di marginazione con le controparti di mercato, seppur in presenza di un elevato aumento delle chiamate di collaterale, sia in termini numerici che di volumi, nelle settimane di maggior stress sui mercati. Anche i processi di compensazione presso le controparti centrali non hanno generato problematiche operative. La situazione dei mercati finanziari si è progressivamente stabilizzata, pur permanendo un livello dei tassi di interesse sui minimi storici che comporta livelli di esposizione elevati verso la clientela. Per quanto riguarda la clientela Banca dei Territori, la Banca ha dato seguito al decreto "Cura Italia" (Decreto Legge 18 del 17 marzo 2020, misura governativa italiana ad hoc) anche per i derivati: in particolare i clienti appartenenti ai comparti PMI, in bonis, che abbiano presentato richiesta di moratoria per i finanziamenti hanno facoltà di chiedere la moratoria anche sull'eventuale derivato di copertura, fino a fine settembre, con proroga a fine gennaio 2021 (ai sensi del Decreto Legge 104 del 14 agosto 2020). A fine settembre sono pervenute 160 richieste di sospensione pagamenti su derivati OTC, relative a un outstanding di 316,4 milioni e pagamenti sospesi fino al 31 gennaio 2021 per circa 4,3 milioni. L'operazione più rilevante ha outstanding di 22 milioni e pagamenti sospesi per 275 mila euro;
  • per quanto riguarda i rischi operativi, il Gruppo, sin dall'inizio dell'emergenza, ha deciso di adottare iniziative preventive al fine di garantire la continuità dell'operatività aziendale e, allo stesso tempo, preservare il massimo livello di sicurezza di clienti e dipendenti. Ciò anche alla luce della rapida evoluzione osservata nel panorama delle minacce cyber, che cercano di sfruttare a fini fraudolenti le paure e il senso di urgenza delle persone e le opportunità offerte dalle soluzioni di remote banking attivate dalle istituzioni finanziarie. In particolare, è stato attivato il piano di continuità operativa e sono state immediatamente definite ulteriori azioni per far fronte efficacemente all'ampia diffusione della pandemia (es. estensione dello smart-working, potenziamento dell'infrastruttura IT per la connettività da remoto), è stato accelerato il processo di digital transformation, anticipando importanti investimenti volti ad evolvere le modalità di interazione con la clientela (es. arricchimento dei servizi offerti tramite Internet e Mobile Banking), sono state progressivamente potenziate le infrastrutture di sicurezza per l'accesso alla rete aziendale e le misure a protezione di dati e informazioni con l'obiettivo di incrementare la capacità di far fronte al forte aumento delle minacce e degli attacchi cyber (es. Distributed Denial of Service, malware) e sono state attivate numerose iniziative formative e campagne di comunicazione volte a sensibilizzare clienti e dipendenti rispetto alle crescenti campagne di social engineering/phishing. È stata inoltre verificata la sostenibilità nel lungo termine delle soluzioni di continuità aziendale adottate dai fornitori maggiormente critici.

Per quanto attiene alle misure di protezione della salute di colleghi e clienti, si è provveduto all'acquisto e alla distribuzione di dispositivi di protezione come mascherine e guanti, alla fornitura di gel igienizzante, alla periodica sanificazione dei locali aziendali. Tra le diverse azione di mitigazione sopra descritte, solo quest'ultima componente è stata considerata ai fini del calcolo del requisito patrimoniale a fronte dei rischi operativi.

Nel complesso il Gruppo, nei nove mesi, ha preservato la solidità patrimoniale in quanto, a fronte di un aumento delle attività ponderate per il rischio di circa 44 miliardi in relazione al consolidamento del Gruppo UBI, il Capitale primario di Classe 1 è aumentato di circa 9 miliardi, portando il Core Tier 1 Ratio transitional al 14,7% dal 13,9% di fine 2019.

In generale, in termini di impatti sui rischi del Gruppo, va notato che, a fronte della tensione registrata nei primi mesi dell'anno, alcuni indicatori già hanno riflesso gli effetti negativi dello scenario COVID-19; per altri, tra i quali talune metriche connesse al rischio di credito, gli impatti negativi allo stato attuale non si sono ancora palesati completamente anche grazie agli effetti delle misure straordinarie poste in essere. L'entità degli impatti per il Gruppo nonché eventuali miglioramenti ovvero peggioramenti nei mesi a venire saranno strettamente connessi all'effettivo sviluppo del contesto macroeconomico e, in particolare, all'evoluzione dello scenario COVID-19 e ad eventuali nuove situazioni di tensione che si dovessero verificare.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo sta attentamente monitorando l'evoluzione del contesto anche attraverso specifiche analisi di scenario e di stress con le quali sono stati valutati gli impatti in termini di redditività e di adeguatezza patrimoniale. Da tali

analisi è emerso che, anche considerando scenari più severi di quelli di consenso di mercato e considerati più probabili dalle Banche Centrali, il Gruppo sarebbe stato comunque in grado di garantire – anche attraverso l'attivazione di specifiche azioni – il rispetto dei vincoli regolamentari e dei limiti, più stringenti, fissati internamente.

I nove mesi dell'esercizio 2020 del Gruppo Intesa Sanpaolo

I risultati a livello consolidato

Come illustrato in dettaglio nel seguito, il Resoconto intermedio consolidato al 30 settembre 2020 del Gruppo Intesa Sanpaolo recepisce gli effetti dell'acquisizione di UBI Banca e delle relative controllate, oggetto di consolidamento a partire dalla data di acquisizione. In proposito, si segnala che – data la particolarità dell'operazione – nessuna rettifica è stata apportata ai dati storici del Conto economico e dello Stato Patrimoniale riclassificati per riflettere retroattivamente gli effetti dell'operazione di acquisizione. Di conseguenza, nella Relazione sull'andamento della gestione, i commenti andamentali sono riferiti – se non diversamente specificato – alle componenti reddituali (per i mesi di agosto e settembre, successivi alla data di acquisizione) e patrimoniali al netto dei dati del Gruppo UBI, per consentire un raffronto omogeneo. Tuttavia, al fine di migliorare la comprensione da parte del lettore, nei capitoli del Resoconto dedicati all'analisi dei dati economici e degli aggregati patrimoniali, nelle tabelle sono evidenziate le principali grandezze riferite al Gruppo acquisito e il dato consolidato inclusivo di tali grandezze.

Il conto economico consolidato dei nove mesi del 2020 si è chiuso con un utile netto di 6.376 milioni. Il rilevante ammontare del risultato conseguito nel periodo è soprattutto da ascrivere alla contabilizzazione dell'ammontare provvisorio dell'avviamento negativo di 3.264 milioni derivante dall'aggregazione aziendale di UBI Banca e delle relative controllate. In proposito, nel rimandare per informazioni al successivo paragrafo "La contabilizzazione dell'operazione di acquisizione", ci si limita in questa sede ad anticipare che tale importo, come consentito dal principio contabile IFRS 3, sarà rideterminato definitivamente nel Bilancio 2020 a seguito della finalizzazione delle attività di allocazione del costo di acquisizione.

Non tenendo conto del complesso degli effetti economici relativi al consolidamento e all'integrazione di UBI Banca e delle sue controllate, inclusivi del sopra indicato importo provvisorio dell'avviamento negativo, l'utile netto consolidato sarebbe stato di 3.073 milioni a fronte del dato omogeneo di 3.310 milioni dei nove mesi del 2019 (-7,2%). Il contenuto calo è da ascrivere al rilevante impatto delle maggiori rettifiche di valore su crediti – in massima parte assorbito dal corrispettivo della cessione a Nexi del ramo aziendale relativo all'attività di acquiring nell'ambito dei sistemi di pagamento perfezionato alla fine del primo semestre – e al calo delle commissioni nette, dinamiche determinate dal contesto conseguente all'epidemia da COVID-19.

Analizzando le componenti di costo e ricavo al netto – per omogeneità di confronto – degli apporti relativi al Gruppo UBI inclusi nel conto economico consolidato a partire dalla data di acquisizione (bimestre agosto-settembre), i Proventi operativi netti sono risultati in moderata flessione rispetto ai nove mesi del 2019, in quanto il citato calo delle commissioni nette, quello del risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value e il saldo netto negativo tra proventi ed oneri operativi sono stati solo in parte assorbiti dalla positiva dinamica del risultato dell'attività assicurativa e della contenuta crescita degli interessi netti.

Più in dettaglio, gli interessi netti, pari a 5.315 milioni (al netto di 281 milioni del perimetro UBI), hanno evidenziato una variazione positiva a livello complessivo (+1,1%), da ascrivere al più elevato apporto dell'intermediazione con clientela e, nell'ambito degli altri interessi netti, dei maggiori apporti rivenienti dai programmi TLTRO. Tali dinamiche hanno interamente assorbito i minori apporti da attività finanziarie, rapporti con banche e su attività deteriorate, questi ultimi in relazione al progressivo ridimensionamento degli NPL.

Il significativo calo delle commissioni nette (-6% a 5.449 milioni, al netto di 272 milioni del perimetro UBI), che rappresentano oltre il 40% circa dei proventi operativi netti del Gruppo, è da ascrivere agli effetti della contrazione dell'operatività nel contesto conseguente all'epidemia da COVID-19. La dinamica della voce risente della flessione di tutti i comparti di operatività: attività bancaria commerciale (-7,6%), gestione, intermediazione e consulenza (-3,3%) e altre commissioni nette (-16,9%).

Il risultato dell'attività assicurativa – che raggruppa le voci di costo e di ricavo del business assicurativo delle compagnie vita e danni operanti nell'ambito del Gruppo e che include anche le risultanze di Intesa Sanpaolo RBM Salute – ha evidenziato un aumento rispetto al dato omogeneo dei nove mesi del 2019 (+8,8% a 1.031 milioni, al netto di 3 milioni relativi al perimetro UBI), da ascrivere alla positiva dinamica del margine tecnico. La voce ha beneficiato anche della performance nel comparto salute della società di recente acquisizione.

Il Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value, che ricomprende il risultato dell'attività di negoziazione e copertura, ha invece registrato una diminuzione (-12% circa a 1.378 milioni, al netto di 5 milioni del Gruppo UBI), da ascrivere al minor contributo dell'operatività su titoli valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva e passività finanziarie in relazione alle minori plusvalenze realizzate, che ha interamente assorbito il maggiore apporto del risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value, che ha beneficiato degli effetti valutativi derivanti dal Debt Value Adjustment correlato alle passività costituite da certificates e derivati di credito.

Gli altri proventi (oneri) operativi netti – voce nella quale sono compendiati gli utili delle partecipazioni valutate al patrimonio netto ed altri proventi ed oneri della gestione caratteristica – hanno evidenziato un saldo netto negativo (oneri netti per 15 milioni rispetto a proventi netti per 14 milioni dei nove mesi del 2019), in parte da ascrivere al minore apporto delle partecipazioni valutate al patrimonio netto.

In relazione alle dinamiche delineate, i Proventi operativi netti dei nove mesi del 2020 sono stati pari a 13.158 milioni (al netto di un contributo di 575 milioni relativo del perimetro UBI), in moderata flessione – come già indicato – rispetto ai nove mesi del 2019 (-3,2%).

I costi operativi, hanno proseguito la tendenza decrescente (-3,7% a 6.599 milioni, al netto di 360 milioni relativi al perimetro UBI), sia nella componente delle spese per il personale (-3,2%) in relazione al ridimensionamento degli organici – il cui effetto ha più che compensato l'incremento legato al rinnovo del CCNL – sia nelle spese amministrative (-7,7%). Queste ultime

evidenziano cali su tutte le principali voci di spesa anche grazie a misure ad ulteriore rafforzamento del loro presidio. Sulla dinamica dei costi operativi hanno influito anche i minori costi diretti e indiretti del personale, influenzati dall'impiego diffuso del lavoro da remoto nel contesto conseguente all'emergenza sanitaria.

Gli ammortamenti, che secondo quanto previsto dal principio IFRS 16, includono anche la quota relativa ai diritti d'uso acquisiti con il leasing operativo, hanno per contro evidenziato una crescita (+3,4%) in relazione ai maggiori investimenti IT.

Il cost/income ratio del periodo, che ha beneficiato dell'attenta gestione dei costi, si è attestato al 50,2% (50,4% nei primi nove mesi del 2019). Includendo costi e ricavi del perimetro UBI, il rapporto è del 50,7%.

Per effetto della dinamica di ricavi e costi, il risultato della gestione operativa è stato pari a 6.559 milioni (al netto di un contributo di 215 milioni del perimetro UBI), in flessione del 2,6% rispetto al dato omogeneo del precedente esercizio.

Come anticipato, le rettifiche di valore nette su crediti risultano in significativo aumento (+90% circa a 2.654 milioni, al netto di 85 milioni relativi al perimetro UBI). La dinamica è da ascrivere alla revisione dello scenario a seguito dell'evento epidemico, applicando le consuete metodologie declinate dal Gruppo e tenendo conto del quadro prospettico elaborato dalla BCE e dalla Banca d'Italia con l'appostazione di circa 1,3 miliardi di rettifiche di valore, di cui circa 820 milioni sui crediti in bonis. il costo del credito annualizzato, espresso dal rapporto tra rettifiche di valore nette e crediti netti, a causa degli effetti della citata revisione dello scenario, è salito a 88 punti base (53 punti base il valore a fine 2019). Escludendo la componente straordinaria della predetta revisione dello scenario, il costo del credito annualizzato scende a 44 punti base.

Gli Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività hanno evidenziato una crescita (217 milioni, al netto di 7 milioni relativi al perimetro UBI), a fronte di 86 milioni dei nove mesi del 2019), cui hanno contribuito maggiori accantonamenti netti per controversie legali.

La voce Altri proventi (oneri) netti, che include utili e perdite realizzati su investimenti e proventi ed oneri non strettamente correlati alla gestione operativa, presenta un contenuto saldo netto positivo (5 milioni) di pari importo rispetto a quello dei nove mesi del 2019.

L'utile delle attività operative cessate, pari a 1.163 milioni (63 milioni nei nove mesi 2019), ricomprende il contributo del ramo aziendale avente ad oggetto l'attività di acquiring nell'ambito dei sistemi di pagamento trasferito a Nexi e, in particolare, la plusvalenza contabilizzata alla fine del primo semestre al perfezionamento della cessione (1.110 milioni, di cui 315 milioni rappresentati da day-one profit correlato all'acquisto delle azioni Nexi) e gli utili del primo semestre riferiti al ramo ceduto (53 milioni).

In conseguenza delle dinamiche sopra delineate, il risultato corrente lordo si è attestato, al netto di 123 milioni relativi al perimetro UBI, a 4.856 milioni (-8,8%).

Le imposte sul reddito di periodo sono state pari a 1.163 milioni (al netto di 31 milioni riferiti al perimetro UBI), con un tax rate del 23,9%, particolarmente contenuto in relazione alla presenza della citata plusvalenza relativa alla cessione del ramo acquiring, per la quale trova applicazione lo specifico regime fiscale (Pex). Includendo le componenti reddituali relative al perimetro UBI, il tax rate è del 24%. Al netto delle imposte sono poi stati rilevati oneri di integrazione e incentivazione all'esodo per 77 milioni ed effetti economici dell'allocazione di costi di acquisizione per altri 77 milioni, questi ultimi al netto del già citato ammontare provvisorio (3.264 milioni) relativo all'avviamento negativo derivante dall'aggregazione aziendale di UBI Banca e delle relative controllate.

In aumento rispetto ai nove mesi del precedente esercizio, è stata l'incidenza degli oneri finalizzati a mantenere la stabilità del sistema bancario, che sono complessivamente ammontati, al netto delle imposte, a 425 milioni (338 milioni nello stesso periodo del 2019), corrispondenti a 612 milioni ante imposte, sostanzialmente rappresentati dai contributi ordinari e addizionali al fondo di risoluzione, dalla stima dei contributi per l'intero esercizio ai sistemi di garanzia dei depositi e dai tributi riferiti a controllate estere. Gli importi sopra indicati escludono gli oneri di competenza relativi al perimetro UBI, che ammontano a 49 milioni al netto delle imposte.

Dopo aver attribuito ai terzi gli utili di loro pertinenza per 41 milioni (al netto di utili di terzi per 4 milioni riferiti al perimetro UBI), il conto economico dei nove mesi si è chiuso, come indicato, con un utile netto di 3.073 milioni (6.376 milioni tenendo conto degli effetti economici complessivi connessi all'aggregazione di UBI Banca), a fronte dei 3.310 milioni dello stesso periodo del 2019.

Il conto economico del terzo trimestre 2020 evidenzia un risultato netto di 3.810 milioni a fronte dei 1.415 milioni dei tre mesi precedenti. Il rilevante ammontare del risultato conseguito nel periodo è da ascrivere alla già indicata contabilizzazione dell'importo provvisorio dell'avviamento negativo di 3.264 milioni derivante dall'aggregazione aziendale di UBI Banca e delle relative controllate. Non tenendo conto del complesso degli effetti economici relativi al consolidamento e all'integrazione di UBI Banca e delle sue controllate, inclusivi del sopra indicato importo provvisorio dell'avviamento negativo, l'utile netto sarebbe stato di 507 milioni, in calo rispetto al trimestre precedente, che aveva però beneficiato del contributo del ramo aziendale avente ad oggetto l'attività di acquiring trasferito a Nexi (plusvalenza e utili del ramo ceduto, per complessivi 1.115 milioni al netto dell'effetto fiscale).

Analizzando in dettaglio le componenti di costo e ricavo, al netto – per omogeneità di confronto – degli apporti relativi al Gruppo UBI inclusi nel conto economico consolidato a partire dalla data di acquisizione (bimestre agosto-settembre), i Proventi operativi netti del terzo trimestre hanno evidenziato una contenuta flessione rispetto al secondo (-1,3% a 4.083 milioni, al netto di 575 milioni riferiti al perimetro UBI Banca).

In particolare, l'apporto degli interessi netti è risultato in crescita (+3,9%), così come quello delle commissioni nette (+6,7%), trainate dal comparto dell'intermediazione, gestione e consulenza (+8,7%), nei precedenti tre mesi fortemente impattato dagli effetti negativi della dinamica dei mercati e delle misure restrittive nel contesto pandemico. Tali positive dinamiche sono state peraltro interamente assorbite dalla dinamica flettente del risultato dell'attività assicurativa (-20% circa), soprattutto per effetto del più contenuto margine tecnico e dal minore apporto del risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value (-54%), per le minori plusvalenze su titoli e per il ridimensionamento del Debt Value Adjustment correlato ai certificates emessi.

I costi operativi hanno evidenziato una diminuzione rispetto al trimestre precedente (-1,5% a 2.196 milioni, al netto di 360 milioni riferiti al perimetro UBI Banca) da ascrivere sia alle spese per il personale (-1,6%) sia alle spese amministrative (-2,2%).

In relazione alla dinamica di ricavi e costi, il risultato della gestione operativa del terzo trimestre è pressochè in linea con quello del secondo (-1% a 1.887 milioni, al netto di 215 milioni riferiti al perimetro UBI Banca).

Le rettifiche di valore nette su crediti (853 milioni), che pure evidenziano un calo rispetto al trimestre precedente (-545 milioni) nel quale erano stati appostati ingenti accantonamenti, risentono comunque significativamente del contesto conseguente all'emergenza sanitaria.

La voce Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività del secondo trimestre evidenzia un saldo negativo (-60 milioni) a fronte del saldo positivo (262 milioni) del trimestre precedente che era stato determinato dallo storno dell''accantonamento prudenziale effettuato nel primo trimestre (312 milioni) per anticipare una prima stima degli effetti della pandemia sui crediti performing. Gli altri proventi e oneri netti evidenziano un saldo positivo di 23 milioni nel terzo trimestre, a fronte di un saldo negativo di 21 milioni nei tre mesi precedenti.

L'assenza nel trimestre di utili da attività operative cessate – che nel secondo trimestre erano stati pari a 1.134 milioni quale contributo del ramo aziendale avente ad oggetto l'attività di acquiring trasferito a Nexi – ha determinato il calo del Risultato corrente lordo (-47% circa a 997 milioni, al netto di 123 milioni riferiti al perimetro UBI).

Dopo aver rilevato imposte (-289 milioni), oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (-27 milioni), effetti economici dell'allocazione di costi di acquisizione (-27 milioni al netto del già citato ammontare provvisorio di 3.264 milioni relativo all'avviamento negativo derivante dall'aggregazione aziendale di UBI Banca e delle relative controllate), tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (148 milioni), nonché perdite di terzi (1 milione), il conto economico del secondo trimestre si è chiuso con un utile netto di 507 milioni (3.810 milioni tenendo conto degli effetti economici complessivi connessi all'aggregazione di UBI, incluso il già citato importo provvisorio dell'avviamento negativo), a fronte di 1.415 milioni dei tre mesi precedenti (300 milioni al netto del contributo del ramo aziendale avente ad oggetto l'attività di acquiring trasferito a Nexi).

Quanto alle consistenze patrimoniali, al 30 settembre 2020 i finanziamenti verso clientela si sono approssimati a 404 miliardi (al netto delle consistenze riferite al Gruppo UBI per 85 miliardi), in crescita da fine 2019 (+8,7 miliardi, +2,2%), in relazione alle diverse dinamiche delle componenti dell'aggregato. In particolare, i crediti da attività commerciale sono risultati complessivamente in aumento (+6,2%), grazie alla favorevole dinamica dei mutui ed altri finanziamenti a medio-lungo termine (+27,9 miliardi, +16% circa), che riflettono il sostegno del Gruppo all'economia italiana anche in relazione alle misure straordinarie varate dal Governo nel contesto conseguente l'epidemia da COVID-19. La dinamica crescente di questa componente ha assorbito la ben più contenuta diminuzione di anticipazioni e finanziamenti (-5,2 miliardi, -3,5%) e dei conti correnti (-1,4 miliardi, -6,8%). Alla diminuzione dei crediti deteriorati (-1 miliardo, -7,2%) si è contrapposta la crescita dei crediti rappresentati da titoli (+0,7 miliardi, +11,5%). In forte calo è risultata, infine, la componente finanziaria delle operazioni di pronti contro termine (-12,3 miliardi, -42% circa).

Dal lato della provvista, la raccolta diretta bancaria a fine settembre 2020 ammonta a 449 miliardi (al netto delle consistenze riferite al Gruppo UBI per 98 miliardi), in aumento rispetto al dato omogeneo di fine 2019 (+23,5 miliardi, +5,5%), trainato dalla componente conti correnti e depositi (+34,1 miliardi, +11% circa), che conferma la dinamica evidenziata in corso d'anno, stante la propensione della clientela – anche nel contesto conseguente all'epidemia da COVID-19 – a mantenere un elevato grado di liquidità. In aumento sono risultate anche le altre forme di raccolta (+3,6 miliardi, rappresentati prevalentemente da certificates e commercial paper, +15% circa), le passività subordinate (+0,2 miliardi, +2%) e i certificati di deposito (+0,3 miliardi, +6,7%). Sono per contro in calo le obbligazioni (-11,7 miliardi, -18% circa). Quanto alla componente di natura finanziaria, le operazioni di pronti contro termine sono risultate in diminuzione (-3,1 miliardi, -68% circa), in gran parte per il venir meno di operazioni con controparti istituzionali.

La raccolta diretta assicurativa – che include anche le riserve tecniche, che costituiscono il debito verso la clientela che ha sottoscritto polizze tradizionali o con rischio assicurativo significativo – si attesta, a fine settembre, a 167 miliardi (al netto di 2,6 miliardi riferiti al Gruppo UBI), in leggero aumento rispetto a fine 2019 (+1,2 miliardi, +0,7%). In particolare, la dinamica è determinata dalla crescita delle riserve tecniche (+3 miliardi circa, +3,3%) e dell'altra raccolta (+0,4 miliardi, +53% circa), che hanno interamente assorbito il calo delle passività finanziarie valutate al fair value (-2,2 miliardi, -2,9%), interamente costituite da prodotti unit linked.

La raccolta indiretta del Gruppo a fine settembre si è attestata a 532 miliardi (al netto di 99 miliardi riferiti al Gruppo UBI), attestandosi sulle consistenze di fine 2019 (-2,6 miliardi, -0,5%), sia nella componente gestita che in quella amministrata. In particolare, il risparmio gestito, che rappresenta i due terzi dell'aggregato complessivo, ha mostrato un assestamento a livello complessivo (-1,6 miliardi circa, -0,5%), sostanzialmente da ascrivere alla dinamica flettente di fondi comuni di investimento (-2,2%), in presenza di variazioni positive per gestioni patrimoniali (+0,9%), fondi previdenziali (+4,1%) e rapporti con clientela istituzionale (+5,1%). Anche la raccolta amministrata, essenzialmente rappresentata dai titoli e prodotti di terzi affidati in custodia, ha evidenziato una dinamica riflessiva (-1 miliardo, -0,6%).

Per l'illustrazione dei risultati economici e degli aggregati patrimoniali suddivisi per settori di attività del Gruppo, si rinvia allo specifico capitolo di questo Resoconto.

Gli eventi rilevanti

Di seguito si indicano gli eventi rilevanti intervenuti nel terzo trimestre dell'esercizio 2020. Si fa rinvio alla Relazione semestrale al 30 giugno 2020 per quanto relativo agli accadimenti che hanno interessato il primo semestre dell'anno.

L'integrazione del Gruppo UBI

Il perfezionamento dell'operazione

Come indicato nella Relazione semestrale con riferimento agli eventi successivi alla chiusura del semestre, il 30 luglio 2020 si è concluso il periodo di adesione all'Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio (di seguito "Offerta" o "OPAS") volontaria totalitaria promossa da Intesa Sanpaolo su massime n. 1.144.285.146 azioni ordinarie di Unione di Banche Italiane S.p.A. (di seguito "UBI Banca"), rappresentanti l'intero capitale sociale sottoscritto e versato. In pari data, si è conclusa anche l'offerta di acquisto e scambio di azioni UBI Banca riservata a "qualified institutional buyers" (Private Placement) che Intesa Sanpaolo ha effettuato negli Stati Uniti.

Nel rinviare per un'informativa dettagliata al Documento di Offerta, al Prospetto informativo e a tutta la documentazione messa a disposizione ai sensi di legge, nonché alle singole comunicazioni tempo per tempo effettuate circa l'evoluzione dell'Offerta e il suo esito, in questa sede ci si limita a rammentare che l'Offerta è stata modificata in data 17 luglio 2020 a seguito dell'incremento del corrispettivo unitario, mediante la previsione di un corrispettivo in denaro pari a Euro 0,57 per ciascuna azione UBI portata in adesione, e che il periodo di adesione è stato prorogato d'ufficio dalla CONSOB dal 28 luglio 2020 al 30 luglio 2020, ai sensi dell'art. 40, comma 4, del Regolamento Emittenti, con delibera n. 21460 del 27 luglio 2020.

Inoltre, si ricorda che al fine di prevenire il sorgere di situazioni potenzialmente rilevanti ai fini antitrust, in data 17 febbraio 2020 Intesa Sanpaolo e BPER Banca (di seguito anche "BPER") hanno stipulato un accordo vincolante ma condizionato al successo dell'OPAS ("Accordo BPER"), che prevede l'acquisto da parte di BPER di un ramo d'azienda composto dagli sportelli bancari dell'entità risultante dall'aggregazione di Intesa Sanpaolo con UBI Banca. L'accordo originario prevedeva la cessione di circa 400/500 filiali dell'entità aggregata e delle relative attività e passività a fronte di un corrispettivo pari a un multiplo pari a 0,55x del CET 1 di UBI Banca allocato alle filiali individuate nel perimetro di cessione. Successivamente, ad esito delle discussioni intercorse fra Intesa Sanpaolo e BPER, per tener opportunamente conto della situazione congiunturale creatasi a seguito dell'esplosione della pandemia da COVID-19, il meccanismo di determinazione del prezzo sopra descritto è stato modificato prevedendo per il ramo in questione un corrispettivo pari a 0,38 volte il valore del CET 1 Fully Loaded alla data di riferimento allocato alle attività di rischio ponderate degli sportelli oggetto di cessione. In data 15 giugno 2020, Intesa Sanpaolo, al fine di rimuovere le specifiche criticità antitrust evidenziate dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ("AGCM"), ha negoziato e sottoscritto un accordo integrativo dell'Accordo BPER in forza del quale è stato ampliato il numero delle filiali da trasferire (da 400/500 a 532, di cui 501 di UBI Banca e 31 di Intesa Sanpaolo) con definizione puntuale degli indirizzi e conseguente ridefinizione della stima delle consistenze. Con provvedimento adottato nell'adunanza del 14 luglio 2020 e notificato a Intesa Sanpaolo in data 16 luglio 2020, l'AGCM ha approvato l'operazione di acquisizione del controllo di UBI Banca subordinatamente all'esecuzione di cessioni strutturali in linea con quanto previsto nell'Accordo BPER e dagli impegni assunti da Intesa Sanpaolo. Attraverso specifico comunicato stampa, in data 30 settembre 2020 è stato segnalato che le parti hanno individuato come periodo, allo stato previsto, per il closing della cessione a BPER la seconda metà di febbraio 2021 per le filiali di UBI Banca e il secondo trimestre 2021 per le filiali Intesa Sanpaolo.

Sulla base dei risultati definitivi – comunicati al mercato il 3 agosto 2020 – durante il periodo di adesione sono risultate portate in adesione all'Offerta (incluse quelle portate in adesione attraverso il Private Placement), n. 1.031.958.027 azioni UBI Banca, pari a circa il 90,184% del capitale sociale di UBI Banca. Per effetto del regolamento dell'Offerta (e del Private Placement) e sulla base dei risultati dell'Offerta (e del Private Placement), l'Offerente è giunto a detenere complessivamente n. 1.041.458.904 azioni UBI Banca, pari a circa il 91,0139% del capitale sociale di UBI Banca, tenuto conto che (i) l'Offerente Intesa Sanpaolo deteneva, direttamente e indirettamente (anche a mezzo di società fiduciarie o per interposta persona), complessive n. 249.077 azioni ordinarie dell'Emittente, pari allo 0,0218% e (ii) UBI Banca deteneva n. 9.251.800 azioni proprie rappresentative dello 0,8085% del capitale sociale dell'Emittente.

Si segnala, da ultimo, che sono complessivamente pervenute adesioni "con riserva" per n. 334.454 azioni UBI Banca da parte di n. 103 aderenti. Tali adesioni non sono state conteggiate ai fini della determinazione delle percentuali di adesione all'Offerta. Sulla base dei risultati definitivi sopra indicati, la Condizione Soglia Percentuale (ossia la detenzione da parte dell'Offerente di una partecipazione complessiva pari ad almeno il 66,67% del capitale sociale dell'Emittente), è risultata avverata e anche le altre Condizioni di Efficacia dell'Offerta sono risultate avverate o, secondo i casi, rinunciate da Intesa Sanpaolo. Pertanto, l'Offerta è risultata efficace e ha potuto essere perfezionata.

In data 5 agosto 2020 a fronte del trasferimento del diritto di proprietà delle azioni UBI Banca, Intesa Sanpaolo ha emesso e assegnato agli aderenti all'Offerta un totale di n. 1.754.328.645 nuove azioni Intesa Sanpaolo, pari al 9,107% del capitale sociale di Intesa Sanpaolo, secondo il rapporto di n. 1,7000 azioni Intesa Sanpaolo a fronte di 1 azione UBI. Inoltre, Intesa Sanpaolo ha corrisposto, in data 19 agosto 2020, agli aventi diritto il corrispettivo in denaro (ossia Euro 0,57 per ciascuna azione UBI portata in adesione) e così per un totale di Euro 588.216.075,39.

Poiché la partecipazione detenuta direttamente o indirettamente da Intesa Sanpaolo nel capitale sociale di UBI Banca alla fine del periodo di adesione è risultata superiore al 90% ma inferiore al 95%, si sono verificati i presupposti per l'obbligo di acquisto ai sensi dell'Art. 108, comma 2, del TUF (Testo Unico della Finanza), avendo Intesa Sanpaolo già dichiarato nel Documento di Offerta che non avrebbe posto in essere misure finalizzate a ripristinare le condizioni minime di flottante per un regolare andamento delle contrattazioni delle azioni ordinarie UBI Banca. Pertanto, ai sensi dell'art. 108, comma 2, del TUF, Intesa Sanpaolo ha avuto l'obbligo di acquistare dagli azionisti di UBI Banca che ne avessero fatto richiesta le residue azioni ordinarie, che ammontavano nel complesso a n. 112.327.119 azioni UBI e rappresentavano il 9,8163% del capitale sociale. Il corrispettivo per azione residua, determinato ai sensi delle disposizioni di cui all'articolo 108, commi 3 e 5, del TUF è stato determinato come di seguito:

  • i. un corrispettivo identico a quello offerto agli aderenti all'Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio, vale a dire per ciascuna azione UBI Banca portata in adesione, n. 1,7000 azioni ordinarie Intesa Sanpaolo di nuova emissione e Euro 0,57; ovvero, in alternativa,
  • ii. solo agli azionisti che ne avessero fatto espressa richiesta, un corrispettivo integrale in contanti il cui importo per ciascuna azione UBI Banca, calcolato ai sensi dell'articolo 50-ter, comma 1, lettera a), del Regolamento Emittenti, era pari alla somma di (x) media ponderata dei prezzi ufficiali delle azioni di ISP registrati su Borsa Italiana nei cinque giorni di negoziazione precedenti la data di pagamento (ossia nei giorni 29, 30 e 31 luglio, 3 e 4 agosto 2020) moltiplicata per il rapporto di cambio (Euro 2,969) ed (y) Euro 0,57, per un corrispettivo complessivo di 3,539 euro per azione residua.

La procedura di adempimento dell'obbligo di acquisto ai sensi dell'Art. 108, comma 2, del TUF, che si è tenuta tra il 24 agosto e l'11 settembre 2020, ha visto richieste di vendita relative a complessive 90.691.202 azioni residue, che rappresentano il 7,9256% del capitale sociale di UBI Banca e l'80,7385% delle azioni residue. Con riferimento alle n. 90.691.202 azioni residue:

  • (i) per 87.853.597 azioni residue, i relativi titolari hanno richiesto il corrispettivo previsto per l'OPAS; e
  • (ii) per le restanti 2.837.605 azioni residue, i relativi titolari hanno richiesto il corrispettivo integrale in contanti, vale a dire Euro 3,539 per azione residua.

Tenuto conto delle (a) n. 1.031.958.027 portate in adesione all'OPAS, delle (b) 90.691.202 azioni residue acquisite nella procedura ex Art. 108, comma 2, del TUF, delle (c) n. 131.645 azioni ordinarie dell'Emittente detenute direttamente o indirettamente da Intesa Sanpaolo e delle (d) n. 8.903.302 azioni proprie detenute da UBI Banca, Intesa Sanpaolo, a seguito della procedura ex Art.108, comma 2 del TUF, è giunta a detenere complessive 1.131.684.176 azioni UBI Banca, pari al 98,8988% del capitale sociale di UBI Banca. Intesa Sanpaolo ha proceduto al pagamento del corrispettivo dell'obbligo di acquisto ai sensi dell'Art. 108, comma 2, del TUF in data 17 settembre 2020 tramite:

  • i. emissione di 149.351.114 nuove azioni Intesa Sanpaolo, pari allo 0,77% del capitale sociale della banca e pagamento di un corrispettivo di 50.076.550,29 euro agli azionisti aderenti che hanno scelto il corrispettivo previsto per l'OPAS;
  • ii. pagamento di 10.042.284,10 euro per gli azionisti aderenti che hanno richiesto il corrispettivo integrale in contanti.

Successivamente alla procedura ex Art.108, comma 2 del TUF, Intesa Sanpaolo, essendo venuta a detenere una partecipazione superiore al 95% del capitale sociale di UBI Banca, ha esercitato il diritto di acquisto ai sensi dell'articolo 111 del TUF e, contestualmente, adempiuto all'obbligo di acquisto ai sensi dell'articolo 108, comma 1, del TUF nei confronti degli azionisti di UBI Banca che ne avessero fatto richiesta, mediante apposita procedura congiunta che, come concordato con CONSOB e Borsa Italiana (la "Procedura Congiunta") si è tenuta nel periodo 18 – 29 settembre 2020. La Procedura Congiunta ha avuto a oggetto massime n. 21.635.917 azioni UBI ancora in circolazione. Il corrispettivo previsto nella Procedura Congiunta è stato il medesimo corrisposto per le azioni acquisite nella procedura ex Art. 108, comma 2 del TUF. Durante la Procedura Congiunta sono state presentate richieste di vendita relative a complessive 3.013.070 azioni rimanenti, vale a dire il 13,9262% delle azioni oggetto della procedura. In particolare:

  • (i) per 408.474 azioni i relativi titolari hanno richiesto il corrispettivo previsto per l'OPAS; e
  • (ii) per le restanti 2.604.596 azioni, i titolari hanno richiesto il corrispettivo integrale in contanti, vale a dire Euro 3,539 per ciascuna azione rimanente.

Per le n. 18.622.847 azioni rimanenti, i relativi titolari non hanno presentato alcuna richiesta di vendita. Tali Azioni rimanenti includono anche n. 8.877.911 azioni proprie (rappresentative dello 0,7758% del capitale sociale dell'Emittente) detenute da UBI Banca e n. 120.985 azioni ordinarie UBI Banca detenute in conto proprio da Intesa Sanpaolo prima del 17 febbraio 2020, data di annuncio dell'Offerta; le azioni proprie di UBI Banca e le azioni ordinarie UBI Banca detenute per proprio conto da Intesa Sanpaolo non sono state oggetto di trasferimento a Intesa Sanpaolo nell'ambito della Procedura Congiunta. Intesa Sanpaolo ha proceduto al pagamento del corrispettivo della Procedura Congiunta in data 5 ottobre 2020 tramite:

  • i. emissione di n. 17.055.121 nuove azioni Intesa Sanpaolo, pari allo 0,09% del capitale sociale della banca e pagamento di un corrispettivo di 5.718.482,25 euro agli azionisti aderenti che hanno scelto il corrispettivo previsto per l'OPAS e agli azionisti che non hanno presentato alcuna richiesta di vendita;
  • ii. pagamento di 9.217.655,24 euro per gli azionisti aderenti che hanno richiesto il corrispettivo integrale in contanti.

A seguito della conclusione della Procedura Congiunta Intesa Sanpaolo è venuta a detenere il 100% del capitale sociale di UBI Banca.

Si evidenzia, da ultimo, che Borsa Italiana, con il provvedimento n. 8693 assunto in data 17 settembre 2020, ha disposto la revoca delle azioni di UBI Banca dalla quotazione sul Mercato Telematico Azionario (ossia il delisting) a decorrere dal 5 ottobre 2020 (data di esecuzione della Procedura Congiunta), previa sospensione del titolo nelle sedute dell'1 e del 2 ottobre 2020.

L'avvio delle attività di integrazione

L'integrazione tra Intesa Sanpaolo e UBI Banca si pone tre principali obiettivi: i) creare valore attraverso un'integrazione industriale rapida e di successo, che possa conseguire importanti sinergie; ii) valorizzare i talenti dei due Gruppi (persone, competenze, asset distintivi); iii) creare un Champion di dimensione europea, che possa svolgere un ruolo di primo piano nell'evoluzione del settore bancario post Covid.

Il programma di integrazione è stato lanciato nel mese di settembre, coinvolgendo più di 400 manager di Intesa Sanpaolo e di UBI e adottando una solida Governance che prevede la guida da parte di Responsabili di Programma e incontri periodici dedicati sia a livello di cantiere che di Programma (Comitato Guida, SAL di Programma, Comitato di Coordinamento Strategico, SAL di cantiere).

Il Programma adotta inoltre una granulare organizzazione che prevede 4 cantieri "a staff" e 24 "verticali", più di 100 sottocantieri e più di 2.400 prodotti finiti monitorati bi-settimanalmente. In particolare, i 4 cantieri "a staff" includono:

  • − "Valorizzazione sinergie, controllo costi e supporto analitico": per stimare e valorizzare le sinergie derivanti dall'integrazione, monitorare costi ed investimenti di Programma, fornire supporto analitico ai cantieri per le principali scelte strategiche;
  • − "Coordinamento di Programma": per coordinare e monitorare stato avanzamento lavori del Programma e dei singoli cantieri;
  • − "Comunicazione": per gestire la comunicazione interna, esterna e agli investitori legata al Programma di integrazione;

  • − "Strutture a supporto": per indirizzare on-demand specifiche tematiche (es., legale e compliance) verso i riferimenti già identificati all'interno dei singoli cantieri.
  • Gli altri cantieri "verticali" presidiano i seguenti ambiti:
  • − "Valori fondanti dell'integrazione": per definire i principali valori fondanti dell'integrazione (territorio e comunità, Clienti e persone) e identificare specifiche iniziative da implementare;
  • − "ESG-Impact: Responsabilità sociale e ambientale" per mappare le attività in essere in ambito ESG/Impact banking e definire una roadmap in ambito sostenibilità e per la valorizzazione del territorio e delle comunità;
  • − "Adempimenti societari e comunicazioni obbligatorie" per assicurare il completamento di tutti gli adempimenti societari nei confronti delle autorità di vigilanza e predisporre la documentazione per gli organi istituzionali;
  • − "Adempimenti obbligatori, operativi e "di funzionamento" per mappare e assicurare l'implementazione di tutti gli adempimenti obbligatori e le scelte di "interim" per ciascuna Area di governance;
  • − "Modello organizzativo e HR" per Identificare ed indirizzare gli impatti organizzativi derivanti dall'integrazione (anche nel transitorio) e definire il modello organizzativo target, definire la strategia di valorizzazione dei talenti e le relative iniziative e lanciare un piano di change management, identificare ed indirizzare gli impatti HR derivanti dall'integrazione e definire il modello HR target e assicurare un'efficace gestione delle procedure e degli accordi sindacali (sia a regime, sia nel periodo transitorio);
  • − "Integrazione Informatica e Processi" per gestire gli interventi per la migrazione di UBI sulla piattaforma informatica e operativa di Intesa Sanpaolo, indirizzando gli impatti IT e di processo rinvenienti da tutti i cantieri del Programma di integrazione;
  • − "Cessioni" per definire strategia, modalità e tempistiche di cessione in coerenza con gli obiettivi di Programma e gestire gli interventi informatici, di governo e di business per completare in maniera efficace ed efficiente le cessioni previste nei tempi stabiliti (filiali ISP a BPER, filiali UBI a BPER e attività assicurative a Unipol SAI Assicurazioni, ulteriori filiali ISP oggetto di cessione);
  • − "Scelte di Business e di integrazione Operativa" per mappare, prioritizzare ed indirizzare le principali scelte di business di "interim", necessarie per l'integrazione nella fase transitoria (es., definire policy su decisioni di pricing nell'"interim").

Il Programma ha definito un piano di lavoro congiunto le cui principali milestone riguardano la cessione delle filiali UBI a BPER, prevista a Febbraio 2021 e la fusione di UBI in ISP (e completamento della relativa migrazione informatica) prevista ad Aprile 2021.

Il Programma vede avviate e in corso tutte le attività previste da piano.

Si segnala, in particolare, che il 30 settembre Intesa Sanpaolo ha sottoscritto un accordo sindacale finalizzato nel contempo a un ricambio generazionale senza impatti sociali e a continuare ad assicurare un'alternativa ai possibili percorsi di riconversione/riqualificazione professionale e la valorizzazione delle persone del Gruppo Intesa Sanpaolo risultante dall'acquisizione di UBI Banca.

L'accordo individua le modalità e i criteri per il raggiungimento dell'obiettivo di almeno 5.000 uscite volontarie entro il 2023, con l'accesso al pensionamento o al Fondo di Solidarietà da parte delle persone del Gruppo. Inoltre, entro il 2023 saranno effettuate assunzioni a tempo indeterminato nel rapporto di un'assunzione per ogni due uscite volontarie, fino a comunque 2.500 assunzioni, a fronte delle almeno 5.000 uscite volontarie previste, non computando a tal fine le uscite delle persone che saranno trasferite per effetto dei trasferimenti di rami di azienda. Le assunzioni saranno destinate a sostenere la crescita del Gruppo e le nuove attività, avendo attenzione al supporto alla Rete e alle zone svantaggiate del Paese, anche attraverso la "stabilizzazione" delle persone attualmente in servizio con contratto a tempo determinato. Il Gruppo prevede che almeno la metà delle assunzioni riguardi le province di insediamento storico di UBI Banca (Bergamo, Brescia, Cuneo e Pavia) e il Sud Italia.

La firma dell'accordo, in largo anticipo rispetto alla scadenza di fine anno originariamente prevista, testimonia l'efficace progressione del processo di integrazione.

L'accordo prevede in particolare che:

  • l'offerta riguardante le uscite volontarie venga rivolta a tutte le persone delle società italiane del Gruppo Intesa Sanpaolo che applicano i CCNL Credito, compresi i dirigenti;
  • possa aderire, secondo modalità comunicate dal Gruppo ed entro il mese di novembre 2020, chi abbia maturato i requisiti di pensionamento entro il 31 dicembre 2026, incluse le regole di calcolo cosiddette "Quota 100" e "Opzione donna";
  • le persone che, pur avendo aderito all'Accordo Intesa Sanpaolo 29 maggio 2019 o all'Accordo UBI 14 gennaio 2020, non siano rientrate nelle graduatorie possano presentare domanda di uscita volontaria alle condizioni definite;
  • nel caso in cui le domande di pensionamento o accesso al Fondo di Solidarietà risultino superiori al numero di 5.000 venga redatta una graduatoria unica a livello di Gruppo sulla base della data di maturazione del diritto alla pensione; nella graduatoria venga data priorità alle persone che hanno in precedenza aderito all'accordo 29 maggio 2019 ex Gruppo Intesa Sanpaolo o all'accordo 14 gennaio 2020 ex Gruppo UBI e non siano rientrate tra le uscite previste, nonché ai titolari delle previsioni ex art. 3, comma 3 della L. 104/1992 per sé e alle persone disabili con percentuale di invalidità non inferiore al 67%.

La contabilizzazione dell'operazione di acquisizione

L'Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio (di seguito "Offerta" o "OPAS"), che ha permesso di ottenere il controllo di UBI Banca da parte di Intesa Sanpaolo si configura come una "business combination" (aggregazione aziendale) da contabilizzare in base alle previsioni dell'International Financial Reporting Standard (IFRS) 3, che prevede l'applicazione del metodo dell'acquisizione. In base a tale metodo, alla data dell'acquisizione, identificata nella data di regolamento dell'Offerta (5 agosto 2020), l'acquirente deve, in estrema sintesi, allocare il costo dell'aggregazione (cosiddetta PPA "Purchase Price Allocation") alle attività identificabili acquisite ed alle passività assunte, entrambe misurate ai relativi fair value. L'eventuale eccedenza del costo dell'aggregazione non allocato deve essere iscritta come avviamento (goodwill); diversamente la differenza negativa, derivante dalla contabilizzazione dell'aggregazione a prezzi favorevoli è rilevata nel conto economico come avviamento negativo (negative goodwill).

Il principio IFRS 3 permette che la contabilizzazione iniziale di una aggregazione aziendale possa essere provvisoria e concede all'acquirente un periodo di 12 mesi per ottenere le informazioni necessarie a identificare e valutare gli elementi

In merito alla determinazione del costo dell'aggregazione, il principio IFRS 3 stabilisce che il corrispettivo trasferito in una aggregazione aziendale deve essere determinato sulla base dei fair value, alla data di acquisizione, delle attività trasferite dall'acquirente ai precedenti soci dell'acquisita, delle passività sostenute dall'acquirente per tali soggetti e delle interessenze emesse dall'acquirente. Nel caso di specie il corrispettivo trasferito è costituito dalla sommatoria di (i) 3.445 milioni di euro, pari al fair value delle azioni emesse da Intesa Sanpaolo in sede di aumento di capitale e assegnate agli azionisti di UBI Banca (n. 1.920.734.880), e (ii) 663 milioni di euro, pari al corrispettivo in denaro agli stessi trasferito. Ai fini della valorizzazione delle azioni Intesa Sanpaolo emesse si è fatto riferimento, in coerenza a quanto previsto dalla Fair value Policy di Intesa Sanpaolo, alla quotazione di riferimento del titolo Intesa Sanpaolo del 4 agosto 2020 (euro 1,7936 per azione), corrispondente all'ultima quotazione disponibile prima dell'efficacia dell'operazione che ha consentito ad Intesa Sanpaolo di acquisire il controllo di UBI Banca.

Infine, si segnala che il principio IFRS 3 stabilisce che nell'aggregazione aziendale realizzata in più fasi l'acquirente deve ricalcolare l'interessenza che deteneva in precedenza nell'acquisita al rispettivo fair value. Relativamente, dunque, alle 120.985 azioni UBI già possedute da Intesa Sanpaolo, si è proceduto a valorizzarle al valore di quotazione di UBI Banca al 4 agosto 2020 (euro 3,709 per azione), per un valore complessivo di 1 milione e ad imputare anche tale valore nel computo del costo dell'acquisizione. Sulla base di quanto rappresentato, il costo dell'aggregazione complessivo è risultato pari a 4.109 milioni.

Ai fini della determinazione del negative goodwill provvisorio si è proceduto innanzitutto a confrontare il costo dell'aggregazione (4.109 milioni) con il patrimonio netto consolidato di UBI Banca al 31 luglio 2020 in considerazione dell'acquisizione intervenuta come già detto il 4 agosto 2020. Ai fini del presente Resoconto intermedio iI risultato economico di UBI Banca è stato, quindi, consolidato a partire dal 1° agosto 2020. Al patrimonio netto consolidato di UBI Banca al 31 luglio 2020 sono stati sottratti gli strumenti di Additional Tier 1 emessi dalla banca; tali strumenti, sebbene considerati strumenti di capitale ai sensi dello IAS 32 nel patrimonio netto di UBI Banca, sono sottoscritti da terzi e non sono stati oggetto dell'Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio e, di conseguenza, devono essere esclusi dal calcolo e continueranno ad essere esposti quali strumenti di capitale anche nel bilancio consolidato di Intesa Sanpaolo. Il patrimonio netto consolidato di UBI Banca ai fini della PPA per il bilancio consolidato di Intesa Sanpaolo è risultato pari a 9.883 milioni. Al fine della determinazione del negative goodwill provvisorio sono stati considerati, inoltre, i seguenti preliminari effetti della PPA, sempre a valere sul patrimonio netto consolidato del Gruppo UBI considerato ai fini del primo consolidamento in Intesa Sanpaolo e del processo di PPA:

  • storno degli avviamenti consolidati del gruppo UBI Banca: il prezzo implicito dell'OPAS è risultato inferiore al patrimonio netto tangibile di UBI Banca e, conseguentemente, sono venuti a mancare i presupposti per il soggetto acquirente di mantenere in bilancio tali avviamenti, tenuto anche conto che dall'operazione di acquisizione nel suo complesso è emerso un negative goodwill;
  • storno delle attività immateriali iscritte a seguito di precedenti PPA del Gruppo UBI Banca: sono state cancellate in quanto nell'ambito del processo di PPA saranno valorizzate nuove attività immateriali, rappresentative del valore dei rapporti e delle masse di tutto il Gruppo UBI Banca;
  • plusvalenza relativa alla cessione di alcuni immobili da parte di UBI Banca contabilizzata nel 3° trimestre 2020, successivamente all'acquisizione: tale ammontare nell'ambito del processo di PPA sarà recepito nel fair value degli immobili alla data di acquisizione, in questo caso rappresentato dal prezzo di realizzo; pertanto nel bilancio consolidato gli immobili in oggetto si considerano ceduti al valore di bilancio senza l'emersione di alcuna plusvalenza.

Tali elementi, al netto degli effetti fiscali correlati sono risultati pari complessivamente a -1.465 milioni. Il confronto, dunque, tra il costo dell'aggregazione complessivo e il patrimonio netto consolidato di UBI Banca al 31 luglio 2020 al netto degli effetti preliminari della PPA sopra rappresentati, determina un avviamento negativo provvisorio di 4.310 milioni.

Una parte di tale avviamento negativo, deve essere, tuttavia, attribuita alla minusvalenza riferita al ramo d'azienda composto dagli sportelli che saranno ceduti a BPER. In proposito, si segnala che l'attività di ricognizione puntale delle attività e delle passività afferenti il ramo da cedere a BPER è in corso e pertanto in sede di Resoconto intermedio al 30 settembre 2020 non è risultato possibile procedere alla riclassifica del ramo tra le attività in via di dismissione ai sensi dell'IFRS 5 per cui "un'entità deve classificare un'attività non corrente (o un gruppo in dismissione) come posseduta per la vendita, se il suo valore contabile sarà recuperato principalmente con un'operazione di vendita anziché con il suo uso continuativo". Tale attività di riclassifica sarà operata per il Bilancio di fine anno e sarà contabilizzata, nel bilancio consolidato di Intesa Sanpaolo e limitatamente ai soli sportelli di UBI Banca, nell'ambito del processo di PPA ai sensi dell'IFRS 3.

Al 30 settembre 2020, ancorché il ramo non sia ancora stato riclassificato tra le attività in via di dismissione, UBI Banca e Intesa Sanpaolo, a fronte dell'impegno assunto a cedere il ramo in oggetto ad un prezzo che, sulla base delle disposizioni contrattuali è calcolato come un multiplo inferiore all'unita (nella fattispecie 0,38x) del capitale regolamentare del ramo, e che risulta quindi inferiore al valore contabile del ramo stesso, hanno contabilizzato uno specifico accantonamento per l'importo della minusvalenza, stimata sulla base dei dati del ramo allo stato disponibili. Tale importo è da considerarsi provvisorio, in attesa di disporre dei dati contabili puntuali e dei conseguenti Risk Weighted Asset (RWA). Nello specifico UBI Banca, per 945 milioni al netto dell'effetto fiscale, e Intesa Sanpaolo, per 71 milioni al netto dell'effetto fiscale, hanno provveduto separatamente all'accantonamento per la minusvalenza legata alle filiali cedute di propria pertinenza. Poiché la minusvalenza legata agli sportelli è strettamente correlata all'operazione di acquisizione di UBI Banca, in quanto l'AGCM ha approvato l'operazione di acquisizione del controllo di UBI Banca da parte di Intesa Sanpaolo subordinatamente all'esecuzione di cessioni strutturali in linea con quanto previsto nell'accordo con BPER, la minusvalenza correlata all'allineamento del valore contabile del ramo al prezzo di cessione è stata rilevata, al netto del correlato effetto fiscale, a decurtazione del negative goodwill nel conto economico consolidato, limitatamente alla porzione riconducibile agli sportelli di UBI Banca in quanto il processo di PPA ai sensi dell'IFRS 3, da cui scaturisce la posta di negative goodwill, riguarda solo le attività e passività del soggetto acquisito (nella fattispecie UBI Banca).

Pertanto, l'avviamento negativo provvisorio rilevato nel conto economico consolidato al 30 settembre 2020 e che tiene conto sia degli effetti provvisori dell'operazione di acquisizione (4.310 milioni), sia della minusvalenza derivante dalla correlata cessione di sportelli di UBI Banca (945 milioni al netto dell'effetto fiscale) è risultato pari a 3.365 milioni.

Inoltre, il conto economico, come già rilevato, comprende anche la minusvalenza correlata alla cessione di sportelli di Intesa Sanpaolo a BPER, per 71 milioni al netto dell'effetto fiscale.

Infine, tra gli effetti contabili dell'operazione di acquisizione si segnalano anche gli oneri correlati all'OPAS per complessivi 142 milioni, contabilizzati per la parte (112 milioni) direttamente riconducibile all'aumento di capitale ed alla corrispondente emissione di azioni a riduzione delle riserve di Patrimonio Netto e per la parte residua (30 milioni) a conto economico.

Pertanto, gli effetti economici complessivi dell'operazione contabilizzati al 30 settembre 2020 ammontano a 3.264 milioni, e sono esposti nel conto economico riclassificato nella voce "Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte)". In particolare, a tale voce sono stati ricondotti il negative goodwill, al netto della minusvalenza correlata alla cessione a BPER degli sportelli di UBI Banca e della relativa fiscalità, di 3.365 milioni rilevato nella voce 230. "Altri oneri/proventi di gestione", gli oneri correlati all'offerta pubblica di acquisto e scambio per la componente non imputabile al patrimonio netto rilevati per 9 milioni nella voce 50. "Commissioni passive" e per 21 milioni nella voce 190.b) "Altre spese amministrative", la minusvalenza correlata alla cessione a BPER degli sportelli di Intesa Sanpaolo di 90 milioni rilevata nella voce 200.b) "Altri accantonamenti netti" nonché la fiscalità di 19 milioni correlata a quest'ultima posta, rilevata nella voce 300. "Imposte sul reddito di periodo dell'operatività corrente".

Il suddetto importo complessivo di 3.264 milioni è da considerarsi – come già indicato – assolutamente provvisorio e sarà rideterminato definitivamente in occasione del Bilancio 2020 a seguito della finalizzazione del processo di PPA tramite il calcolo puntuale alla data di acquisizione dei fair value delle attività identificabili acquisite e delle passività assunte del Gruppo UBI.

Nello specifico, le principali poste contabili che allo stato attuale si presume potranno essere impattate dalla determinazione dei fair value ai fini della PPA sono gli impieghi in bonis, gli impieghi in stato deteriorato, le attività intangibili non precedentemente rilevate dal Gruppo UBI e le passività al costo ammortizzato. Inoltre, il Bilancio 2020 recepirà gli oneri, attualmente in corso di definizione, correlati all'integrazione e miglioramento dell'efficienza operativa ed alla riduzione del profilo di rischio.

Gli altri eventi rilevanti

Come già indicato nella Relazione semestrale al 30 giugno 2020 del Gruppo Intesa Sanpaolo, dal 20 luglio ha avuto efficacia la fusione per incorporazione di Banca IMI nella Capogruppo Intesa Sanpaolo, perfezionata ai sensi delle delibere Assembleari e Consiliari assunte dalle due Società e di quanto stabilito nell'Atto di fusione del 19 giugno 2020. L'integrazione di Banca IMI nella Capogruppo, con la conseguente creazione della nuova Divisione IMI Corporate & Investment Banking, si inserisce nel contesto del Piano di Impresa 2018-21 di Intesa Sanpaolo, quale motore chiave per la sua realizzazione.

La nuova Divisione mantiene un chiaro riferimento a Banca IMI anche all'interno del proprio brand, per sottolineare come l'integrazione rappresenti il proseguimento di un percorso di eccellenza iniziato diversi anni fa che viene ulteriormente rafforzato, allo scopo di affrontare al meglio le sfide che solo strutture orientate al futuro, ma ricche di una storia solida alle proprie spalle, saranno in grado di vincere.

La nascita della nuova Divisione IMI Corporate & Investment Banking consente al Gruppo Intesa Sanpaolo di poter servire in maniera ancora più efficace i propri clienti corporate, la pubblica amministrazione e le istituzioni finanziarie, facendo leva su un modello di business unico, su competenze specialistiche e professionalità di primissimo livello e su un brand che rappresenta l'eccellenza italiana in ambito Capital Markets & Investment Banking e racconta una storia fatta di valori imprescindibili e successi duraturi nel tempo. A ciò si aggiunge l'ulteriore rafforzamento di un presidio internazionale consolidato negli anni, tramite un network di hub e filiali corporate presenti in 25 paesi nel mondo, in grado di accompagnare e assistere i clienti nelle attività al di fuori dei confini nazionali.

Quanto agli eventi intervenuti dopo la chiusura del trimestre, si segnala che il 5 ottobre 2020 Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking (Fideuram – ISP PB), la Divisione Private Banking del Gruppo Intesa Sanpaolo e REYL & Cie SA (REYL), gruppo bancario indipendente e diversificato con sede a Ginevra, hanno concluso un accordo per la costituzione di una partnership strategica: Fideuram – ISP PB acquisirà una partecipazione del 69% in REYL e conferirà la propria controllata bancaria svizzera Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval (ISPBM), a REYL. Una volta finalizzata l'operazione – che è soggetta alle consuete approvazioni regolamentari e si prevede potrà essere completata entro la prima metà del 2021 – ISPBM sarà incorporata in REYL, dando origine a un gruppo bancario privato internazionale di considerevoli dimensioni, con sede a Ginevra, circa 400 collaboratori, masse amministrate superiori a CHF 18 miliardi e un patrimonio netto regolamentare di circa CHF 250 milioni. Oltre che in Svizzera, la Banca sarà presente anche nell'Unione Europea, in America Latina, in Medio Oriente e in Estremo Oriente.

L'accordo permetterà a Fideuram – ISP PB di rafforzare le proprie attività internazionali di private banking, in particolare in aree con promettenti previsioni di crescita, e continuare a svolgere un ruolo di primo piano nel processo di consolidamento attualmente in corso nel settore finanziario svizzero. L'accordo conferma, inoltre, la scelta della Svizzera come sede delle attività internazionali di private banking di Fideuram – ISB PB, permettendole di incrementare in modo significativo la sua attuale presenza nel paese. Con la sua storia distintiva, una presenza di primo piano nel private banking italiano e una solida posizione finanziaria complessiva, Fideuram – ISP PB offre a REYL una forte corrispondenza di cultura e molteplici elementi catalizzatori di crescita, salvaguardando il suo DNA imprenditoriale e il suo innovativo modello di business.

REYL continuerà a guidare la sua efficace strategia di crescita organica a 360˚, fondata sulla capacità di garantire soluzioni innovative per i propri clienti in modo trasversale attraverso le sue cinque linee di attività: Wealth Management, Entrepreneur & Family Office Services, Corporate Advisory & Structuring, Asset Services e Asset Management.

I manager di Fideuram – ISP PB e di REYL hanno definito congiuntamente un piano strategico a lungo termine, che assicurerà una base estremamente robusta su cui costruire un'attività di successo per i prossimi anni. L'operazione comporterà numerosi vantaggi, tra cui una governance ed una patrimonializzazione rafforzate, referenze incrociate per tutti i

Il 13 ottobre Intesa Sanpaolo ha attivato, in collaborazione con il Gruppo BEI, una nuova cartolarizzazione sintetica di un portafoglio di prestiti in essere per circa 2 miliardi di euro nell'ambito del programma "GARC" (Gestione Attiva Rischio Credito). L'operazione, attivata congiuntamente con il Fondo Europeo degli Investimenti (FEI) e la Banca Europea degli Investimenti (BEI), è volta all'erogazione di nuovi finanziamenti a condizioni favorevoli alla platea delle PMI e microimprese clienti del Gruppo. In questo modo, la Banca prosegue nel proprio impegno a supporto delle imprese danneggiate dall'emergenza provocata dall'epidemia COVID-19: le risorse liberate attraverso la garanzia rilasciata dal FEI sulla tranche mezzanine saranno utilizzate per erogare nuova finanza alle PMI, incluse le microimprese.

L'iniziativa è in via prioritaria indirizzata agli investimenti delle imprese delle filiere produttive e al supporto degli investimenti in digitalizzazione e sostenibilità, in ottica di accompagnamento al rilancio dell'economia produttiva del Paese. In tal modo le imprese potranno accedere a nuovo credito – anche in abbinamento alle misure previste dai decreti governativi nell'ambito dell'emergenza pandemica, con la garanzia del Fondo Centrale e di Sace – per un importo complessivo di 450 milioni, di cui 100 milioni di finanziamenti sono già stati stipulati a condizioni di particolare favore.

Intesa Sanpaolo sostiene le filiere produttive e i fornitori di filiera grazie alla costruzione di un approccio innovativo nella valutazione del merito creditizio e quindi nell'accesso al credito attraverso il proprio Programma Sviluppo Filiere, ideato a fine 2017 per garantire lo sviluppo del sistema produttivo del Paese, facendo leva sulle catene di fornitura, spesso caratterizzate dalla presenza di piccole e medie imprese di eccellenza, che contribuiscono all'affermazione del Made in Italy nel mondo.

L'operazione di cartolarizzazione si colloca nel quadro delle iniziative di gestione dinamica del rischio di credito di Intesa Sanpaolo, che perseguono l'obiettivo di ottimizzare le risorse della banca e di stimolare l'accesso al credito delle PMI tramite il ricorso al mercato dei capitali.

Il 30 ottobre è nata, dall'acquisizione di Euroconsult RD Spa, Intesa Sanpaolo Rent Foryou, società del Gruppo che offre soluzioni di noleggio operativo alle imprese produttrici e distributrici e alle loro aziende clienti.

La società nasce con l'obiettivo di arricchire l'offerta bancaria rivolta alle imprese con una soluzione alternativa all'acquisto e al leasing finanziario, innovativa, semplice e sostenibile. Intesa Sanpaolo Rent Foryou mette in contatto offerta e domanda di beni a noleggio, consente ai clienti utilizzatori di usufruire delle ultime tecnologie sul mercato in tempi ristretti, riduce il rischio di obsolescenza e garantisce certezza della spesa, con canoni completamente deducibili.

Le prospettive

Per il Gruppo Intesa Sanpaolo, senza considerare l'acquisizione di UBI Banca, ci si attende che l'utile netto possa risultare non inferiore a circa 3 miliardi di euro nel 2020 e non inferiore a circa 3,5 miliardi nel 2021, assumendo un costo del rischio potenzialmente fino a circa 90 centesimi di punto per il 2020 e fino a circa 70 centesimi di punto per il 2021.

Anche considerando l'acquisizione di UBI Banca, viene confermata la politica dei dividendi del Gruppo, che prevede la distribuzione di un ammontare di dividendi cash corrispondente a un payout ratio pari al 75% del risultato netto per l'esercizio 20204 e al 70% per l'esercizio 2021, subordinatamente alle indicazioni che verranno fornite dalla BCE in merito alla distribuzione di dividendi successivamente al 1° gennaio 2021, termine della raccomandazione del 28 luglio scorso.

In aggiunta alla prevista distribuzione di dividendi cash da utile netto del 2020, Intesa Sanpaolo intende ottenere l'approvazione della BCE per una distribuzione cash da riserve nel 2021 alla luce dell'utile netto 2019 allocato a riserve nel 2020.

Viene confermato un coefficiente patrimoniale Common Equity Tier 1 ratio a regime pro-forma atteso superiore al 13%5 nel 2021, anche considerando l'acquisizione di UBI Banca e la predetta potenziale distribuzione cash da riserve.

Per il Gruppo risultante dall'acquisizione di UBI Banca, si prevede dal 2022 un utile netto non inferiore a 5 miliardi di euro e il proseguimento di una strategia focalizzata sulla remunerazione per gli azionisti e sul mantenimento di solidi coefficienti patrimoniali. Si intende rendere noto il nuovo Piano di Impresa entro la fine del 2021, appena lo scenario macroeconomico sarà diventato più chiaro.

4 Escludendo dall'utile l'apporto del goodwill negativo non allocato alla copertura degli oneri di integrazione e alla riduzione del profilo di rischio. La determinazione effettiva del goodwill negativo risulterà all'esito della procedura di Purchase Price Allocation, prevista dal principio contabile IFRS 3, in occasione del Bilancio 2020, tramite il calcolo puntuale alla data di acquisizione dei fair value delle attività identificabili acquisite e delle passività assunte del Gruppo UBI Banca.

5 Stimato applicando i parametri indicati a regime, considerando l'assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all'affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti, nonché alla prima applicazione del principio contabile IFRS 9 e al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro esente da imposte - a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all'acquisizione dell'Insieme Aggregato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca e l'atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse e alla cessione del ramo d'azienda a BPER Banca in relazione all'acquisizione di UBI Banca.

Superiore al 12% se non si considerano i predetti assorbimenti delle DTA.

I nove mesi del 2020

41

Prospetti contabili consolidati

Stato patrimoniale consolidato

(milioni di euro)
Voci dell'attivo 31.12.2019 Variazioni
assolute %
10. Cassa e disponibilità liquide 7.625 9.745 -2.120 -21,8
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 62.537 49.414 13.123 26,6
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 57.082 45.152 11.930 26,4
b) attività finanziarie designate al fair value 1 195 -194 -99,5
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 5.454 4.067 1.387 34,1
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 80.945 72.410 8.535 11,8
35. Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi
dello IAS 39
170.471 168.202 2.269 1,3
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 616.364 467.815 148.549 31,8
a) Crediti verso banche 86.964 49.027 37.937 77,4
b) Crediti verso clientela 529.400 418.788 110.612 26,4
45. Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39
1.050 612 438 71,6
50. Derivati di copertura 1.338 3.029 -1.691 -55,8
60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 3.404 1.569 1.835
70. Partecipazioni 1.766 1.240 526 42,4
80. Riserve tecniche a carico dei riassicuratori 34 28 6 21,4
90. Attività materiali 11.473 8.878 2.595 29,2
100. Attività immateriali 8.623 9.211 -588 -6,4
di cui:
- avviamento 4.184 4.055 129 3,2
110. Attività fiscali 19.256 15.467 3.789 24,5
a) correnti 2.945 1.716 1.229 71,6
b) anticipate 16.311 13.751 2.560 18,6
120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 2.601 494 2.107
130. Altre attività 9.361 7.988 1.373 17,2
Totale dell'attivo 996.848 816.102 180.746 22,1

(milioni di euro)
Voci del passivo e del patrimonio netto 30.09.2020 31.12.2019 Variazioni
assolute %
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 655.755 519.382 136.373 26,3
a) debiti verso banche 118.559 103.324 15.235 14,7
b) debiti verso la clientela 440.180 331.181 108.999 32,9
c) titoli in circolazione 97.016 84.877 12.139 14,3
15. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39
1.864 826 1.038
20. Passività finanziarie di negoziazione 57.022 45.226 11.796 26,1
30. Passività finanziarie designate al fair value 2.978 4 2.974
35. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai
sensi dello IAS 39
73.960 75.935 -1.975 -2,6
40. Derivati di copertura 8.004 9.288 -1.284 -13,8
50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 918 527 391 74,2
60. Passività fiscali 2.584 2.321 263 11,3
a) correnti 414 455 -41 -9,0
b) differite 2.170 1.866 304 16,3
70. Passività associate ad attività in via di dismissione 2.380 41 2.339
80. Altre passività 21.596 12.070 9.526 78,9
90. Trattamento di fine rapporto del personale 1.333 1.134 199 17,5
100. Fondi per rischi e oneri 5.277 3.997 1.280 32,0
a) impegni e garanzie rilasciate 565 482 83 17,2
b) quiescenza e obblighi simili 302 232 70 30,2
c) altri fondi per rischi e oneri 4.410 3.283 1.127 34,3
110. Riserve tecniche 94.536 89.136 5.400 6,1
120. Riserve da valutazione -894 -157 737
125. Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione 596 504 92 18,3
130. Azioni rimborsabili - - -
140. Strumenti di capitale 7.423 4.103 3.320 80,9
150. Riserve 17.452 13.279 4.173 31,4
160. Sovrapprezzi di emissione 27.422 25.075 2.347 9,4
170. Capitale 10.076 9.086 990 10,9
180. Azioni proprie (-) -87 -104 -17 -16,3
190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) 277 247 30 12,1
200. Utile (Perdita) di periodo (+/-) 6.376 4.182 2.194 52,5
Totale del passivo e del patrimonio netto 996.848 816.102 180.746 22,1

Conto economico consolidato

(milioni di euro)
30.09.2020 30.09.2019 Variazioni
assolute %
10. Interessi attivi e proventi assimilati
di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo
7.396
7.556
7.715
7.790
-319
-234
-4,1
-3,0
20. Interessi passivi e oneri assimilati -1.830 -2.518 -688 -27,3
30. Margine di interesse 5.566 5.197 369 7,1
40. Commissioni attive 7.157 7.010 147 2,1
50. Commissioni passive -1.682 -1.563 119 7,6
60. Commissioni nette 5.475 5.447 28 0,5
70. Dividendi e proventi simili 70 107 -37 -34,6
80. Risultato netto dell'attività di negoziazione 457 423 34 8,0
90. Risultato netto dell'attività di copertura 58 -65 123
100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di:
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
726
17
1.135
64
-409
-47
-36,0
-73,4
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva 741 1.028 -287 -27,9
c) passività finanziarie -32 43 -75
110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value
con impatto a conto economico
108 55 53 96,4
a) attività e passività finanziarie designate al fair value 120 -103 223
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value -12 158 -170
Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle
115. imprese di assicurazione ai sensi dello IAS 39 2.278 3.040 -762 -25,1
120. Margine di intermediazione 14.738 15.339 -601 -3,9
130. Rettifiche/ riprese di valore nette per rischio di credito di: -2.671 -1.481 1.190 80,4
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato -2.658 -1.474 1.184 80,3
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
-13 -7 6 85,7
135. Rettifiche/Riprese di valore nette di pertinenza delle imprese di
assicurazione ai sensi dello IAS39
-78 -8 70
140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni -13 -8 5 62,5
150. Risultato netto della gestione finanziaria 11.976 13.842 -1.866 -13,5
160. Premi netti 7.175 7.335 -160 -2,2
170. Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa -8.301 -9.282 -981 -10,6
180. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa 10.850 11.895 -1.045 -8,8
190. Spese amministrative:
a) spese per il personale
-7.505
-4.344
-7.169
-4.292
336
52
4,7
1,2
b) altre spese amministrative -3.161 -2.877 284 9,9
200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri -233 23 -256
a) impegni e garanzie rilasciate -11 69 -80
b) altri accantonamenti netti -222 -46 176
210. Rettifiche/ riprese di valore nette su attività materiali -405 -389 16 4,1
220. Rettifiche/ riprese di valore nette su attività immateriali -566 -492 74 15,0
230. Altri oneri/proventi di gestione 3.938 628 3.310
240. Costi operativi -4.771 -7.399 -2.628 -35,5
250. Utili (Perdite) delle partecipazioni -29 43 -72
260. Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e
immateriali
- - -
270. Rettifiche di valore dell'avviamento - - -
280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 36 3 33
290. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 6.086 4.542 1.544 34,0
300. Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente -850 -1.285 -435 -33,9
310. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 5.236 3.257 1.979 60,8
320. Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte 1.136 46 1.090
330. Utile (Perdita) di periodo 6.372 3.303 3.069 92,9
340. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi 4 7 -3 -42,9
350. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza della capogruppo 6.376 3.310 3.066 92,6
Utile base per azione (basic EPS) - euro 0,36 0,19
Utile diluito per azione (diluted EPS) - euro 0,36 0,19

Prospetto della redditività consolidata complessiva

30.09.2020 30.09.2019 (milioni di euro)
Variazioni
assolute %
10. Utile (Perdita) di periodo 6.372 3.303 3.069 92,9
Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto economico -233 160 -393
20. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva -159 -20 139
30. Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del
proprio merito creditizio)
- - -
40. Copertura di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva - - -
50. Attività materiali -63 244 -307
60. Attività immateriali - - -
70. Piani a benefici definiti -11 -64 -53 -82,8
80. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - - -
90. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto - - -
Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto economico -421 1.244 -1.665
100. Coperture di investimenti esteri - - -
110. Differenze di cambio -217 87 -304
120. Coperture dei flussi finanziari 39 -231 270
130. Strumenti di copertura (elementi non designati) - - -
140. Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
-311 700 -1.011
145. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva di
pertinenza delle imprese di assicurazione
81 685 -604 -88,2
150. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - - -
160. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto -13 3 -16
170. Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte -654 1.404 -2.058
180. Redditività complessiva (Voce 10+170) 5.718 4.707 1.011 21,5
190. Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi -13 -40 27 67,5
200. Redditività complessiva consolidata di pertinenza della capogruppo 5.731 4.747 984 20,7

(milioni di euro)
30.09.2020
Capitale
azioni
ordinarie
altre
azioni
Sovrap
prezzi
di
emissione
Riserve
di utili altre
Riserve
da
valutazione
Riserve da
valutazione di
pertinenza
delle imprese
di
assicurazione
Strumenti
di
capitale
Azioni
proprie
Utile
(Perdita)
di
periodo
Patrimonio
netto
Patrimonio
netto
del
Gruppo
Patrimonio
netto
di terzi
ESISTENZE AL 31.12.2019 9.455 - 25.095 12.462 779 -251 504 4.103 -104 4.172 56.215 55.968 247
Modifica saldi apertura - - - - - - - - - - - - -
ESISTENZE AL 1.1.2020 9.455 - 25.095 12.462 779 -251 504 4.103 -104 4.172 56.215 55.968 247
ALLOCAZIONE RISULTATO
ESERCIZIO PRECEDENTE (a)
Riserve 4.160 -4.160 - - -
Dividendi e altre destinazioni -23 -12 -35 -12 -23
VARIAZIONI DEL PERIODO
Variazioni di riserve 4 199 203 203 -
Operazioni sul patrimonio netto
Emissione nuove azioni 990 17 1.007 1.007 -
Acquisto azioni proprie - - -
Distribuzione dividendi - - -
Variazione strumenti di capitale 3.320 3.320 3.320 -
Derivati su proprie azioni - - -
Stock option - - -
Variazioni interessenze partecipative - - -
Altre variazioni -2 2.343 -128 2.213 2.147 66
Redditività complessiva del
periodo
-746 92 6.372 5.718 5.731 -13
PATRIMONIO NETTO AL 30.09.2020
del Gruppo
di terzi
10.443
10.076
367
-
-
-
27.442
27.422
20
16.471
16.474
-3
978
978
-
-997
-894
-103
596
596
-
7.423
7.423
-
-87
-87
-
6.372
6.376
-4
68.641
68.364
277
68.364 277

Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato al 30 settembre 2020

(a) La voce comprende i dividendi ed eventuali importi destinati al fondo beneficenza della Capogruppo, nonché relativi alle società consolidate di pertinenza di terzi.

Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato al 30 settembre 2019

(milioni di euro)
30.09.2019
Capitale
azioni
altre Sovrap
prezzi
di
Riserve
di utili altre
Riserve
da
valutazione
Riserve da
valutazione di
pertinenza
Strumenti
di
capitale
Azioni
proprie
Utile
(Perdita)
di
Patrimonio
netto
Patrimonio
netto
del
Patrimonio
netto
di terzi
ordinarie azioni emissione delle imprese
di
assicurazione
periodo Gruppo
ESISTENZE AL 31.12.2018 9.473 - 24.789 12.471 578 -980 9 4.103 -84 4.072 54.431 54.024 407
Modifica saldi apertura - - - - - - - - - - - - -
ESISTENZE AL 1.1.2019 9.473 - 24.789 12.471 578 -980 9 4.103 -84 4.072 54.431 54.024 407
ALLOCAZIONE RISULTATO
ESERCIZIO PRECEDENTE (a)
Riserve 580 -580 - - -
Dividendi e altre destinazioni -3.492 -3.492 -3.463 -29
VARIAZIONI DEL PERIODO
Variazioni di riserve 306 -284 91 113 113 -
Operazioni sul patrimonio netto
Emissione nuove azioni 10 10 10 -
Acquisto azioni proprie -36 -36 -36 -
Distribuzione dividendi - - -
Variazione strumenti di capitale - - -
Derivati su proprie azioni - - -
Stock option - - -
Variazioni interessenze partecipative - - -
Altre variazioni -13 -1 -168 -182 -166 -16
Redditività complessiva del
periodo
686 718 3.303 4.707 4.747 -40
PATRIMONIO NETTO AL 30.09.2019 9.460 - 25.094 12.599 669 -294 727 4.103 -110 3.303 55.551 55.229 322
del Gruppo 9.086 - 25.074 12.564 669 -194 727 4.103 -110 3.310 55.229
di terzi 374 - 20 35 - -100 - - - -7 322

(a) La voce comprende i dividendi ed eventuali importi destinati al fondo beneficenza della Capogruppo, nonché relativi alle società consolidate di pertinenza di terzi.

49

Relazione sull'andamento della gestione

I risultati economici

Per consentire una lettura più immediata dei risultati, viene predisposto un conto economico consolidato riclassificato sintetico. Per un confronto omogeneo, i dati economici riferiti ai periodi precedenti sono normalmente riesposti, ove necessario e se materiali, anche per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.

Il conto economico consolidato di periodo recepisce, dalla data di acquisizione e dunque per il bimestre agosto-settembre, gli effetti economici di UBI Banca e delle relative controllate, oggetto di consolidamento a partire dal presente Resoconto. In proposito, si segnala che data la particolarità dell'operazione, nessuna rettifica è stata apportata ai dati storici del Conto economico e dello Stato patrimoniale riclassificati per riflettere retroattivamente gli effetti dell'operazione di acquisizione. Di conseguenza, nella Relazione sull'andamento della gestione, i commenti sono riferiti – se non diversamente specificato – alle componenti reddituali al netto dei dati del Gruppo UBI, per consentire un raffronto omogeneo. Tuttavia, al fine di migliorare la comprensione da parte del lettore, nelle tabelle sono evidenziate le principali grandezze riferite al Gruppo acquisito e il dato consolidato inclusivo di tali grandezze.

Stante quanto sopra, la riesposizione su basi omogenee dei dati di raffronto di conto economico a partire dal primo trimestre 2019 ha riguardato:

  • − le risultanze reddituali linea per linea di RBM Assicurazione Salute, entrata nell'area di consolidamento integrale in relazione al perfezionamento dell'acquisizione della quota di controllo della società nel secondo trimestre del 2020;
  • − l'appostazione alla voce Utile (Perdita) delle attività operative cessate delle componenti reddituali riferite al ramo acquiring oggetto di conferimento a Nexi alla fine del primo semestre 2020;
  • − l'inclusione tra gli Oneri operativi dell'effetto legato alle fee da riconoscere a Prelios a seguito dell'accordo, efficace da fine 2019, per il servicing degli UTP, assumendo che esso avesse avuto efficacia dal 1° gennaio 2019, in considerazione del fatto che tale accordo produrrà un impatto continuativo sui futuri conti economici.

I dettagli analitici delle riesposizioni effettuate e delle riclassificazioni rispetto allo schema previsto dalla Circolare 262 della Banca d'Italia sono forniti con distinti prospetti pubblicati tra gli allegati, in aderenza anche a quanto richiesto dalla Consob con la Comunicazione n. 6064293 del 28 luglio 2006.

In sintesi, le riclassificazioni e aggregazioni del conto economico consolidato riguardano le seguenti fattispecie:

  • − i dividendi relativi ad azioni o quote detenute in portafoglio, che sono riallocati nell'ambito della voce Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value;
  • − il Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione (valutato ai sensi dello IAS 39, in relazione all'esercizio dell'opzione di differimento nell'applicazione dell'IFRS 9 da parte del Gruppo), che compendia le quote di Interessi netti, Dividendi, e Risultato delle attività e passività finanziarie riguardanti l'attività assicurativa, è riappostato, unitamente ai premi netti e al saldo di proventi ed oneri della gestione assicurativa, alla specifica voce Risultato dell'attività assicurativa, cui è ricondotto anche l'effetto dell'adeguamento della riserva tecnica, per la componente di competenza degli assicurati, correlato all'impairment di titoli in portafoglio alle compagnie assicurative del Gruppo;
  • − i differenziali su derivati, classificati nel portafoglio di negoziazione, stipulati a copertura di operazioni in divisa, che, in funzione della stretta correlazione esistente, sono ricondotti tra gli interessi netti;
  • − il Risultato netto dell'attività di negoziazione, il Risultato netto dell'attività di copertura, il Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico nonché gli utili e perdite da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e da cessione o riacquisto di passività finanziarie, che sono riallocati nell'unica voce Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value;
  • − la quota del premio all'emissione dei Certificates riconosciuta alle reti per il loro collocamento, che viene riclassificata al Risultato netto delle attività e delle passività valutate al Fair Value dalle Commissioni nette;
  • − le componenti di rendimento delle polizze assicurative stipulate per far fronte alle indennità contrattuali ed ai piani di fidelizzazione dei consulenti finanziari, che sono portate a diretta riduzione del Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value, coerentemente con l'effetto valutativo degli asset di riferimento, anziché essere evidenziate – in quanto di competenza dei consulenti stessi – tra gli Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività (per gli effetti valutativi) ovvero tra le Commissioni nette o gli Altri proventi (oneri) operativi netti, in funzione della tipologia di polizza assicurativa utilizzata (per gli effetti da realizzo);
  • − i proventi operativi di Risanamento e delle sue controllate, sinteticamente riallocati nell'ambito degli Altri proventi (oneri) operativi netti, in considerazione del fatto che tali entità non sono soggette a Direzione e coordinamento nell'ambito del Gruppo e operano in settori del tutto distinti dall'ambito bancario e finanziario;
  • − i recuperi di spese e di imposte e tasse, che sono portati a riduzione delle spese amministrative, anziché essere evidenziati tra gli Altri proventi;
  • − gli utili e perdite da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (finanziamenti e titoli di debito rappresentativi di finanziamenti), che sono appostati tra le Rettifiche di valore nette su crediti;
  • − le Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relative ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato e ad attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, gli effetti economici delle modifiche contrattuali nonché gli accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri per rischio di credito riferiti a impegni e garanzie rilasciate, ricondotti nell'ambito dell'unica voce Rettifiche di valore nette su crediti;
  • − il rientro del time value del Trattamento di fine rapporto del personale e dei Fondi per rischi ed oneri, che è ricondotto tra gli Interessi netti, in quanto il fenomeno deriva direttamente dall'applicazione del criterio del costo ammortizzato, in assenza di variazioni nella previsione dei flussi futuri attesi, coerentemente con il trattamento del time value delle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato;
  • − le Rettifiche di valore nette per rischio di credito relative ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato diverse dai crediti e le rettifiche di valore per deterioramento di partecipazioni nonché di attività materiali ed immateriali (inclusi gli

immobili e altri beni, anche derivanti dall'attività di escussione di garanzie o di acquisto in asta e destinati alla vendita sul mercato nel prossimo futuro), che sono riclassificate alla voce Altri accantonamenti netti e Rettifiche di valore nette su altre attività, che recepisce dunque – oltre agli accantonamenti per rischi ed oneri diversi da quelli relativi a impegni e garanzie – gli effetti valutativi delle attività diverse dai crediti, con la sola eccezione delle svalutazioni delle attività intangibili che confluiscono, al netto degli effetti fiscali, nella voce rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili;

  • − gli utili (perdite) realizzati su attività finanziarie valutate al costo ammortizzato diverse dai crediti, su partecipazioni e su altri investimenti, che vengono riappostati alla voce Altri proventi (oneri) netti. La voce recepisce dunque sinteticamente, oltre ai proventi ed oneri non strettamente correlati alla gestione operativa, gli effetti da realizzo delle attività diverse dai crediti. Fanno eccezione gli utili (perdite) realizzati su titoli di debito in presenza di una correlazione con l'attività di negoziazione, che vengono ricondotti nell'ambito del Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value;
  • − gli Oneri di integrazione e di incentivazione all'esodo del personale, che sono riclassificati, al netto dell'effetto fiscale, a voce propria dalle voci Spese del personale, Spese amministrative e da altre voci di conto economico;
  • − gli Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione che, al netto dell'effetto fiscale, sono ricondotti a voce propria. Essi normalmente rappresentano le quote di ammortamento, nonché eventuali svalutazioni, delle attività e passività finanziarie e delle immobilizzazioni materiali e immateriali oggetto di valutazione al fair value nell'ambito dell'applicazione del principio IFRS 3. Nel conto economico del 2020 è incluso in questa voce l'effetto positivo relativo alla rilevazione provvisoria dell'avviamento negativo relativo all'acquisizione di UBI Banca (per ulteriori dettagli si rimanda alla specifica informativa sull'operazione di acquisizione nel capitolo iniziale della presente relazione);
  • − i tributi e gli altri oneri finalizzati a mantenere la stabilità del sistema bancario, che sono ricondotti, al netto delle imposte, alla specifica voce;
  • − le Rettifiche di valore dell'avviamento e le svalutazioni delle altre attività intangibili, che ove presenti sono esposte, come in precedenza indicato, al netto delle imposte, in una specifica voce tra le componenti di reddito "non correnti".

Conto economico riclassificato

30.09.2020 30.09.2019 (milioni di euro)
variazioni
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
Dato
consolidato
(d)
assolute
(e) = (c) - (d)
%
(e) / (d)
Interessi netti 5.596 281 5.315 5.258 57 1,1
Commissioni nette 5.721 272 5.449 5.796 -347 -6,0
Risultato dell'attività assicurativa
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair
1.034 3 1.031 948 83 8,8
value 1.383 5 1.378 1.572 -194 -12,3
Altri proventi (oneri) operativi netti -1 14 -15 14 -29
Proventi operativi netti 13.733 575 13.158 13.588 -430 -3,2
Spese del personale -4.331 -237 -4.094 -4.229 -135 -3,2
Spese amministrative -1.794 -88 -1.706 -1.849 -143 -7,7
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -834 -35 -799 -773 26 3,4
Costi operativi -6.959 -360 -6.599 -6.851 -252 -3,7
Risultato della gestione operativa 6.774 215 6.559 6.737 -178 -2,6
Rettifiche di valore nette su crediti -2.739 -85 -2.654 -1.396 1.258 90,1
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su
altre attività
-224 -7 -217 -86 131
Altri proventi (oneri) netti 5 - 5 5 - -
Utile (Perdita) delle attività operative cessate 1.163 - 1.163 63 1.100
Risultato corrente lordo 4.979 123 4.856 5.323 -467 -8,8
Imposte sul reddito -1.194 -31 -1.163 -1.513 -350 -23,1
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto
delle imposte)
-77 - -77 -79 -2 -2,5
Effetti economici dell'allocazione dei costi di
acquisizione (al netto delle imposte)
3.187 3.264 -77 -105 -28 -26,7
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al
netto delle imposte)
-474 -49 -425 -338 87 25,7
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività
intangibili (al netto delle imposte)
- - - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi -45 -4 -41 22 -63
Risultato netto 6.376 3.303 3.073 3.310 -237 -7,2

Dati riesposti, ove necessario, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

Evoluzione trimestrale del conto economico riclassificato

Voci 2020 (milioni di euro)
2019
3° trimestre
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo
UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
trimestre trimestre trimestre trimestre trimestre trimestre
Interessi netti 2.099 281 1.818 1.750 1.747 1.747 1.741 1.761 1.756
Commissioni nette 2.133 272 1.861 1.744 1.844 2.166 1.966 1.965 1.865
Risultato dell'attività assicurativa 298 3 295 367 369 320 321 304 323
Risultato netto delle attività e passività
finanziarie al fair value
126 5 121 263 994 356 480 634 458
Altri proventi (oneri) operativi netti 2 14 -12 12 -15 -10 5 10 -1
Proventi operativi netti 4.658 575 4.083 4.136 4.939 4.579 4.513 4.674 4.401
Spese del personale -1.595 -237 -1.358 -1.380 -1.356 -1.519 -1.422 -1.419 -1.388
Spese amministrative -658 -88 -570 -583 -553 -752 -637 -625 -587
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e
materiali
-303 -35 -268 -267 -264 -285 -261 -252 -260
Costi operativi -2.556 -360 -2.196 -2.230 -2.173 -2.556 -2.320 -2.296 -2.235
Risultato della gestione operativa 2.102 215 1.887 1.906 2.766 2.023 2.193 2.378 2.166
Rettifiche di valore nette su crediti -938 -85 -853 -1.398 -403 -693 -473 -554 -369
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore
nette su altre attività
-67 -7 -60 262 -419 -168 -19 -37 -30
Altri proventi (oneri) netti 23 - 23 -21 3 50 -2 1 6
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - 1.134 29 25 22 22 19
Risultato corrente lordo 1.120 123 997 1.883 1.976 1.237 1.721 1.810 1.792
Imposte sul reddito -320 -31 -289 -313 -561 -312 -532 -446 -535
Oneri di integrazione e incentivazione
all'esodo (al netto delle imposte)
-27 - -27 -35 -15 -27 -27 -30 -22
Effetti economici dell'allocazione dei costi di
acquisizione (al netto delle imposte)
3.237 3.264 -27 -24 -26 -12 -37 -28 -40
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema
bancario (al netto delle imposte)
-197 -49 -148 -86 -191 -22 -96 -96 -146
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle
altre attività intangibili (al netto delle imposte)
- - - - - - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di
terzi
-3 -4 1 -10 -32 8 15 6 1
Risultato netto 3.810 3.303 507 1.415 1.151 872 1.044 1.216 1.050

Dati riesposti, ove necessario, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

Proventi operativi netti

I proventi operativi netti del Gruppo Intesa Sanpaolo, influenzati negativamente dal perdurare dell'emergenza pandemica, sono ammontati a 13.733 milioni, inclusi 575 milioni riconducibili all'apporto del Gruppo UBI per i mesi di agosto e settembre. Al netto di tale contributo, i proventi operativi netti hanno evidenziato un calo del 3,2% rispetto al dato omogeneo dei primi nove mesi del 2019 per effetto dell'andamento riflessivo del risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value e delle commissioni nette, solo in parte controbilanciato dalle dinamiche positive del risultato dell'attività assicurativa e degli interessi netti.

Interessi netti

(milioni di euro)
Voci 30.09.2020 30.09.2019 variazioni
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
Dato
consolidato
(d)
assolute
(e) = (c) - (d)
%
(e) / (d)
Rapporti con clientela 5.557 252 5.305 5.586 -281 -5,0
Titoli in circolazione -1.300 -63 -1.237 -1.609 -372 -23,1
Intermediazione con clientela 4.257 189 4.068 3.977 91 2,3
Titoli valutati al costo ammortizzato che non costituiscono
finanziamenti
342 16 326 261 65 24,9
Altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con
impatto a conto economico
48 2 46 92 -46 -50,0
Altre attività finanziarie valutate al fair value con impatto
sulla redditività complessiva
587 14 573 668 -95 -14,2
Attività finanziarie 977 32 945 1.021 -76 -7,4
Rapporti con banche 18 -1 19 59 -40 -67,8
Differenziali su derivati di copertura -513 22 -535 -535 - -
Attività deteriorate 580 27 553 674 -121 -18,0
Altri interessi netti 277 12 265 62 203
Interessi netti 5.596 281 5.315 5.258 57 1,1

Dati riesposti, ove necessario, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

Gli interessi netti, pari a 5.315 milioni escluso il contributo di 281 milioni da parte del Gruppo UBI, hanno presentato una crescita dell'1,1% rispetto al dato omogeneo del medesimo periodo dell'esercizio precedente. In un contesto di mercato caratterizzato da tassi di interesse ancora ampiamente negativi, il buon risultato è ascrivibile all'intermediazione con clientela, cresciuta del 2,3% a seguito del calo del costo della raccolta costituita da titoli in circolazione ed all'incremento dei volumi di impieghi, mentre le attività finanziarie, segnatamente quelle valutate al fair value, hanno registrato una flessione del 7,4%. Tra le altre componenti si sono ridotti sia gli interessi sulle attività deteriorate, conseguenti alla diminuzione dei flussi di nuovi NPL, sia gli interessi netti sui rapporti con banche. Il contributo delle coperture delle poste a vista, incluso nei differenziali su derivati di copertura, è rimasto invariato mentre gli altri interessi netti, che includono l'apporto positivo derivante dalle operazioni TLTRO con la BCE, sono risultati in significativa crescita in conseguenza dei maggiori apporti rivenienti dai programmi TLTRO.

2020 (milioni di euro)
Voci variazioni %
3° trimestre
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
trimestre
(d)
trimestre
(e)
(c/d) (d/e)
Rapporti con clientela 1.941 252 1.689 1.785 1.831 -5,4 -2,5
Titoli in circolazione -440 -63 -377 -405 -455 -6,9 -11,0
Intermediazione con clientela 1.501 189 1.312 1.380 1.376 -4,9 0,3
Titoli valutati al costo ammortizzato che non
costituiscono finanziamenti
144 16 128 111 87 15,3 27,6
Altre attività e passività finanziarie valutate al fair value
con impatto a conto economico
12 2 10 20 16 -50,0 25,0
Altre attività finanziarie valutate al fair value con impatto
sulla redditività complessiva
196 14 182 192 199 -5,2 -3,5
Attività finanziarie 352 32 320 323 302 -0,9 7,0
Rapporti con banche 16 -1 17 -3 5
Differenziali su derivati di copertura -153 22 -175 -182 -178 -3,8 2,2
Attività deteriorate 203 27 176 187 190 -5,9 -1,6
Altri interessi netti 180 12 168 45 52 -13,5
Interessi netti 2.099 281 1.818 1.750 1.747 3,9 0,2

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

Il flusso di interessi netti registrati nel terzo trimestre 2020 è risultato superiore a quello dei primi due trimestri dell'anno e a tutti i trimestri del 2019, grazie soprattutto alla crescita degli altri interessi netti.

(milioni di euro)
30.09.2020 variazioni
assolute %
Banca dei Territori 3.069 3.099 -30 -1,0
IMI Corporate & Investment Banking 1.600 1.380 220 15,9
International Subsidiary Banks 981 1.030 -49 -4,8
Private Banking 154 132 22 16,7
Asset Management - - - -
Insurance - - - -
Totale aree di business 5.804 5.641 163 2,9
Centro di governo -489 -383 106 27,7
Gruppo Intesa Sanpaolo
(al netto del Gruppo UBI)
5.315 5.258 57 1,1
Gruppo UBI 281
Gruppo Intesa Sanpaolo 5.596

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

La Banca dei Territori, che rappresenta il 52,8% del risultato delle aree di business operative, ha evidenziato interessi netti pari a 3.069 milioni, collocandosi su valori di poco inferiori a quelli dei primi nove mesi del 2019 (-1%, pari a -30 milioni). Il margine di interesse di IMI Corporate & Investment Banking ha registrato un incremento (+15,9%, pari a +220 milioni) principalmente riconducibile alla maggiore contribuzione degli impieghi a clientela. Per contro sono risultati in flessione gli interessi netti dell'International Subsidiary Banks (-4,8%, pari a -49 milioni) attribuibile per la maggior parte alle controllate operanti in Slovacchia e Croazia. La Divisione Private Banking, che in termini relativi presenta una minore incidenza sul consolidato, ha aumentato l'apporto al margine di 22 milioni, grazie alla crescita dei volumi medi dei depositi a scadenza di tesoreria e al contenimento del costo medio della raccolta interbancaria. L'incremento degli interessi netti negativi del Centro di Governo è essenzialmente imputabile al maggior costo della liquidità in eccesso in relazione alla diminuzione dei tassi di mercato a breve

termine, sempre in territorio negativo.

Commissioni nette

(milioni di euro)
Voci 30.09.2020 30.09.2019
variazioni
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo UBI
(b)
Dato consolidato
al netto del Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
Dato
consolidato
(d)
assolute
(e) = (c) - (d)
%
(e) / (d)
Attive Passive Nette Attive Passive Nette Attive Passive Nette Attive Passive Nette
Garanzie rilasciate /
ricevute
Servizi di incasso e
pagamento
278
455
-129
-120
149
335
7
14
-5
-2
2
12
271
441
-124
-118
147
323
257
531
-88
-161
169
370
-22
-47
-13,0
-12,7
Conti correnti 958 - 958 71 - 71 887 - 887 918 - 918 -31 -3,4
Servizio Bancomat e carte
di credito
450 -227 223 17 -8 9 433 -219 214 473 -230 243 -29 -11,9
Attività bancaria
commerciale
2.141 -476 1.665 109 -15 94 2.032 -461 1.571 2.179 -479 1.700 -129 -7,6
Intermediazione e
collocamento titoli
763 -192 571 36 -3 33 727 -189 538 695 -130 565 -27 -4,8
Intermediazione valute 12 -2 10 1 - 1 11 -2 9 10 -2 8 1 12,5
Gestioni patrimoniali 2.265 -568 1.697 84 -1 83 2.181 -567 1.614 2.218 -544 1.674 -60 -3,6
Distribuzione prodotti
assicurativi
1.076 - 1.076 35 - 35 1.041 - 1.041 1.050 - 1.050 -9 -0,9
Altre commissioni
intermediazione / gestione
233 -59 174 9 -10 -1 224 -49 175 234 -38 196 -21 -10,7
Attività di gestione,
intermediazione e
consulenza
4.349 -821 3.528 165 -14 151 4.184 -807 3.377 4.207 -714 3.493 -116 -3,3
Altre commissioni 695 -167 528 32 -5 27 663 -162 501 755 -152 603 -102 -16,9
Totale 7.185 -1.464 5.721 306 -34 272 6.879 -1.430 5.449 7.141 -1.345 5.796 -347 -6,0

Dati riesposti, ove necessario, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

Le commissioni nette conseguite nei primi nove mesi del 2020, escluso l'apporto di 272 milioni riveniente dal Gruppo UBI, si sono attestate a 5.449 milioni, in calo del 6% rispetto allo stesso periodo del 2019 a perimetro omogeneo. Pur evidenziando una ripresa nel terzo trimestre, il risultato è fortemente influenzato dall'andamento della prima metà dell'anno, segnato dal "lockdown" e dal crollo dei mercati finanziari nel pieno della pandemia. Tali fenomeni si sono riflessi in una contrazione dei ricavi commissionali sia dell'attività bancaria commerciale (-7,6%, pari a -129 milioni), con decrementi generalizzati su tutte le componenti, sia dell'attività di gestione, intermediazione e consulenza (-3,3%, pari a -116 milioni); in particolare è diminuito l'apporto legato alle gestioni patrimoniali individuali e collettive (-3,6%) e all'intermediazione e collocamento titoli (-4,8%). Infine, anche le altre commissioni hanno mostrato una flessione (-16,9%, pari a -102 milioni), per effetto di minori ricavi su operazioni di factoring e su altre operazioni.

Prendendo in considerazione anche l'operatività del Gruppo UBI per i mesi di agosto e settembre le commissioni nette raggiungono i 5.721 milioni.

quanto attiene all'attività di gestione, intermediazione e consulenza.

(milioni di euro)
Voci 2020 variazioni %
3° trimestre
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
trimestre
(d)
trimestre
(e)
(c/d) (d/e)
Garanzie rilasciate / ricevute 50 2 48 49 50 -2,0 -2,0
Servizi di incasso e pagamento 118 12 106 103 114 2,9 -9,6
Conti correnti 370 71 299 295 293 1,4 0,7
Servizio Bancomat e carte di credito 92 9 83 68 63 22,1 7,9
Attività bancaria commerciale 630 94 536 515 520 4,1 -1,0
Intermediazione e collocamento titoli 218 33 185 168 185 10,1 -9,2
Intermediazione valute 4 1 3 3 3 - -
Gestioni patrimoniali 631 83 548 516 550 6,2 -6,2
Distribuzione prodotti assicurativi 399 35 364 333 344 9,3 -3,2
Altre commissioni intermediazione / gestione 62 -1 63 50 62 26,0 -19,4
Attività di gestione, intermediazione e consulenza 1.314 151 1.163 1.070 1.144 8,7 -6,5
Altre commissioni nette 189 27 162 159 180 1,9 -11,7
Commissioni nette 2.133 272 1.861 1.744 1.844 6,7 -5,4
Dati riesposti, ove necessario, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

I ricavi commissionali del terzo trimestre mostrano una forte ripresa, peraltro già evidenziata per il mese di giugno, e risultano più alti sia del secondo trimestre, che incorpora le conseguenze del pieno impatto delle misure per il contenimento della pandemia, sia del primo trimestre 2020, che presentava una situazione pre-crisi pandemica. In particolare, nel terzo trimestre cresce l'apporto delle commissioni legate ai servizi bancomat e carte di credito, per quanto concerne l'attività bancaria commerciale, e di quelle derivanti dall'industria del risparmio gestito (fondi, gestioni patrimoniali e prodotti assicurativi), per

(milioni di euro)
30.09.2020 30.09.2019 variazioni
assolute %
Banca dei Territori 2.860 3.111 -251 -8,1
IMI Corporate & Investment Banking 728 688 40 5,8
International Subsidiary Banks 368 397 -29 -7,3
Private Banking 1.260 1.276 -16 -1,3
Asset Management 528 527 1 0,2
Insurance 1 - 1 -
Totale aree di business 5.745 5.999 -254 -4,2
Centro di governo -296 -203 93 45,8
Gruppo Intesa Sanpaolo
(al netto del Gruppo UBI)
5.449 5.796 -347 -6,0
Gruppo UBI 272
Gruppo Intesa Sanpaolo 5.721

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

Relativamente ai settori di attività, la Banca dei Territori, che rappresenta la metà del risultato delle unità operative, ha evidenziato un calo dei ricavi commissionali (-8,1%, pari a 251 milioni), che hanno risentito della brusca frenata nel primo semestre a seguito del lockdown correlato al contenimento della pandemia COVID-19, da ascrivere sia al comparto di gestione, intermediazione e consulenza sia a quello del commercial banking. IMI Corporate & Investment Banking ha registrato una crescita (+5,8%, pari a +40 milioni), ascrivibile alla dinamica rilevata nell'ambito dell'area investment banking. Il Private Banking ha evidenziato una diminuzione (-1,3%, pari a -16 milioni), in parte riconducibile alle commissioni ricorrenti a seguito del riposizionamento dei risparmi della clientela su prodotti a minore reddittività. Anche l'International Subsidiary Banks ha mostrato una flessione (-7,3%, pari a -29 milioni) essenzialmente attribuibile alla controllata operante in Croazia. Infine le commissioni dell'Asset Management sono rimaste pressoché in linea con quelle registrate nei primi nove mesi del 2019. Il peggioramento dello sbilancio commissionale del Centro di Governo è dovuto principalmente all'incremento delle garanzie ricevute su operazioni di copertura del rischio di credito.

Risultato dell'attività assicurativa

Voci (a) 30.09.2020 30.09.2019 variazioni
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo UBI
(b)
Dato consolidato
al netto del Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
Dato
consolidato
(d)
assolute
(e) = (c) - (d)
%
(e) / (d)
Vita Danni Totale Vita Danni Totale Vita Danni Totale Vita Danni Totale
Margine tecnico 136 292 428 -5 - -5 141 292 433 127 185 312 121 38,8
Premi netti (b) 6.618 721 7.339 37 - 37 6.581 721 7.302 6.962 696 7.658 -356 -4,6
Oneri netti relativi ai sinistri e ai
riscatti (c)
Oneri netti relativi alla
variazione delle riserve tecniche
-5.064 -289 -5.353 -28 - -28 -5.036 -289 -5.325 -4.815 -373 -5.188 137 2,6
(d) -2.058 -3 -2.061 -12 - -12 -2.046 -3 -2.049 -3.274 -2 -3.276 -1.227 -37,5
Risultato degli investimenti di
pertinenza degli assicurati su
prodotti assicurativi (e)
739 - 739 -1 - -1 740 - 740 1.352 - 1.352 -612 -45,3
Commissioni nette su contratti
d'investimento (f)
236 - 236 - - - 236 - 236 264 1 265 -29 -10,9
Provvigioni passive su contratti
assicurativi (g)
-343 -109 -452 -1 - -1 -342 -109 -451 -371 -116 -487 -36 -7,4
Altri proventi e oneri tecnici (h) 8 -28 -20 - - - 8 -28 -20 9 -21 -12 8 66,7
Margine finanziario 533 6 539 8 - 8 525 6 531 593 14 607 -76 -12,5
Reddito operativo degli
investimenti
470 6 476 10 - 10 460 6 466 8.136 14 8.150 -7.684 -94,3
Interessi netti 1.220 2 1.222 9 - 9 1.211 2 1.213 1.307 3 1.310 -97 -7,4
Dividendi 186 4 190 - - - 186 4 190 197 2 199 -9 -4,5
Utili/perdite da realizzo -361 1 -360 - - - -361 1 -360 1.307 9 1.316 -1.676
Utili/perdite da valutazione -512 - -512 2 - 2 -514 - -514 5.383 - 5.383 -5.897
Commissioni passive
gestione portafogli (i)
-63 -1 -64 -1 - -1 -62 -1 -63 -58 - -58 5 8,6
Risultato degli investimenti di
pertinenza degli assicurati
63 - 63 -2 - -2 65 - 65 -7.543 - -7.543 7.608
Prodotti assicurativi (j) -822 - -822 - - - -822 - -822 -1.391 - -1.391 -569 -40,9
Plus/minus da valutazione sui
prodotti assicurativi attribuite
agli assicurati (k)
84 - 84 1 - 1 83 - 83 10 - 10 73
Prodotti di investimento (l) 801 - 801 -3 - -3 804 - 804 -6.162 - -6.162 6.966
Risultato dell'attività
assicurativa al lordo degli
effetti da consolidamento
669 298 967 3 - 3 666 298 964 720 199 919 45 4,9
Effetti da consolidamento 67 - 67 - - - 67 - 67 29 - 29 38
Risultato dell'attività
assicurativa
736 298 1.034 3 - 3 733 298 1.031 749 199 948 83 8,8

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

(a) La tabella riporta le componenti economiche del business assicurativo suddivise tra quelle relative a:

bilancio consolidato alla stregua di movimenti finanziari.

  • i prodotti considerati assicurativi ai fini IAS/IFRS, che comprendono i contratti nei quali il rischio assicurato è considerato significativo o nei quali la decisione del rendimento dei contratti non è a mercato ma dipende dalle scelte della compagnia; - i prodotti d'investimento, che comprendono prodotti di natura finanziaria nei quali il rischio assicurativo non è considerato significativo. Questi ultimi vengono contabilizzati nel

(b) La voce comprende i premi emessi relativi ai soli prodotti considerati assicurativi ai fini IAS/IFRS, al netto delle quote cedute in riassicurazione. Per il Ramo Danni è inclusa anche la variazione della riserva premi.

(c) La voce comprende le somme pagate (sinistri, riscatti e scadenze) e la variazione della riserva sinistri ramo danni e della riserva per somme da pagare, al netto delle quote cedute in riassicurazione.

(d) La voce comprende la variazione delle riserve tecniche, al netto delle quote cedute in riassicurazione.

(e) La voce comprende la quota del risultato degli investimenti (a fronte di prodotti assicurativi) di pertinenza degli assicurati, compreso l'impatto dello shadow accounting.

(f) La voce comprende le commissioni nette sui prodotti d'investimento; in particolare i caricamenti pagati dai clienti, le commissioni di gestione prelevate dalle unit finanziarie e le commissioni passive retrocesse dalle compagnie alla rete di vendita e alla società di gestione.

(g) La voce comprende le provvigioni passive sui prodotti assicurativi (inclusi i prodotti unit e index linked assicurativi e i fondi pensione) pagate alla rete di vendita.

(h) Voce residuale che include le commissioni attive di gestione sui prodotti assicurativi (unit e index assicurative e fondi pensione), i rebates, gli interessi netti sui conti correnti della compagnia e sui prestiti subordinati e altri proventi e oneri tecnici.

(i) La voce comprende le commissioni pagate alle società di gestione per la gestione dei portafogli relativi a prodotti assicurativi tradizionali (gestioni separate) e fondi pensione. Sono incluse anche le commissioni dei fondi consolidati sottostanti unit assicurative.

(j) La voce comprende la quota del risultato degli investimenti (a fronte di prodotti assicurativi) di pertinenza degli assicurati, senza l'impatto dello shadow accounting.

(k) La voce comprende la quota parte delle plus/minus da valutazione sui prodotti assicurativi di competenza degli assicurati (shadow accounting).

(l) La voce si riferisce alla valutazione delle passività finanziarie valutate a fair value che rappresentano il debito verso gli assicurati relativo ai prodotti d'investimento.

Il risultato dell'attività assicurativa, che raggruppa le voci di costo e ricavo del business assicurativo delle compagnie vita e danni operanti nell'ambito del Gruppo, include anche le risultanze di RBM Assicurazione Salute, a seguito del perfezionamento dell'acquisizione della quota di controllo avvenuta nel mese di maggio 2020. Nei primi nove mesi 2020 tale risultato si è attestato a 1.034 milioni; escludendo l'apporto marginale del Gruppo UBI (3 milioni) si rileva una crescita dell'8,8% rispetto al corrispondente periodo del 2019. L'andamento riflessivo del margine finanziario nel ramo vita, riconducibile alla contrazione del reddito operativo degli investimenti, al netto della parte di competenza degli assicurati, è stato più che compensato dall'aumento del margine tecnico soprattutto nel ramo danni, grazie alla significativa contrazione dei sinistri a fronte dello sviluppo costante dei premi.

Voci (a) 2020 variazioni % (milioni di euro)
3° trimestre 2° trimestre
(d)
1° trimestre
(e)
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
(c/d) (d/e)
Margine tecnico 108 -5 113 142 178 -20,4 -20,2
Premi netti (b) 2.713 37 2.676 2.028 2.598 32,0 -21,9
Oneri netti relativi ai sinistri e ai riscatti (c) -2.131 -28 -2.103 -1.440 -1.782 46,0 -19,2
Oneri netti relativi alla variazione delle riserve tecniche (d) -754 -12 -742 -975 -332 -23,9
Risultato degli investimenti di pertinenza degli assicurati
su prodotti assicurativi (e)
357 -1 358 603 -221 -40,6
Commissioni nette su contratti d'investimento (f) 81 - 81 67 88 20,9 -23,9
Provvigioni passive su contratti assicurativi (g) -144 -1 -143 -138 -170 3,6 -18,8
Altri proventi e oneri tecnici (h) -14 - -14 -3 -3 -
Margine finanziario 183 8 175 191 165 -8,4 15,8
Reddito operativo degli investimenti 1.992 10 1.982 5.385 -6.901 -63,2
Interessi netti 401 9 392 418 403 -6,2 3,7
Dividendi 63 - 63 73 54 -13,7 35,2
Utili/perdite da realizzo 304 - 304 -176 -488 -63,9
Utili/perdite da valutazione 1.247 2 1.245 5.090 -6.849 -75,5
Commissioni passive gestione portafogli (i) -23 -1 -22 -20 -21 10,0 -4,8
Risultato degli investimenti di pertinenza degli assicurati -1.809 -2 -1.807 -5.194 7.066 -65,2
Prodotti assicurativi (j) -390 - -390 -676 244 -42,3
Plus/minus da valutazione sui prodotti assicurativi
attribuite agli assicurati (k)
23 1 22 43 18 -48,8
Prodotti di investimento (l) -1.442 -3 -1.439 -4.561 6.804 -68,4
Risultato dell'attività assicurativa al lordo degli effetti
da consolidamento
291 3 288 333 343 -13,5 -2,9
Effetti da consolidamento 7 - 7 34 26 -79,4 30,8
Risultato dell'attività assicurativa 298 3 295 367 369 -19,6 -0,5

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

Per le note cfr. tabella precedente

Il risultato della gestione assicurativa, comprensivo dei rami vita e danni/salute, nel terzo trimestre 2020 ha mostrato un valore inferiore rispetto ai due trimestri precedenti, per effetto di un rallentamento del margine tecnico.

Produzione 30.09.2020 (milioni di euro)
30.09.2019
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo UBI
(b)
al netto del Gruppo UBI Dato
consolidato
(d)
Premi
periodici
Premi
unici
Totale di cui
nuova
produzione
Premi
periodici
Premi
unici
Totale di cui
nuova
produzione
Premi
periodici
Premi
unici
Totale di cui
nuova
produzione
Rami Vita 215 6.404 6.619 6.406 20 17 37 19 195 6.387 6.582 6.387 6.962
Premi emessi prodotti
tradizionali
114 4.934 5.048 4.938 19 13 32 17 95 4.921 5.016 4.921 5.967
Premi emessi prodotti Unit
Linked
94 971 1.065 972 1 4 5 2 93 967 1.060 970 507
Premi emessi prodotti di
Capitalizzazione
1 5 6 2 - - - - 1 5 6 2 1
Premi emessi Fondi pensione 6 494 500 494 - - - - 6 494 500 494 487
Rami Danni 668 189 857 256 - - - - 668 189 857 256 820
Premi emessi 693 193 886 433 - - - - 693 193 886 433 916
Variazione della riserva premi -25 -4 -29 -177 - - - - -25 -4 -29 -177 -96
Premi ceduti in
riassicurazione
-122 -15 -137 -50 - - - - -122 -15 -137 -50 -124
Premi netti da prodotti
assicurativi
761 6.578 7.339 6.612 20 17 37 19 741 6.561 7.302 6.593 7.658
Produzione contratti Index
Linked
- - - - - - - - - - - - -
Produzione contratti Unit
Linked
60 4.511 4.571 4.518 - - - - 60 4.511 4.571 4.518 6.187
Totale produzione relativa
ai contratti di investimento
60 4.511 4.571 4.518 - - - - 60 4.511 4.571 4.518 6.187
Produzione totale 821 11.089 11.910 11.130 20 17 37 19 801 11.072 11.873 11.111 13.845

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

La produzione totale del comparto assicurativo si è approssimata a 12 miliardi, inferiore rispetto ai 13,8 miliardi realizzati nel medesimo periodo del 2019. La flessione è ascrivibile principalmente ai prodotti di natura prevalentemente finanziaria di ramo III, in calo a 4,6 miliardi rispetto ai 6,2 miliardi del corrispondente periodo del 2019, in misura minore alle polizze di natura prevalentemente assicurativa, attestate a 6,1 miliardi (6,5 miliardi il dato dei primi nove mesi del 2019). In positivo si rileva lo sviluppo del business danni, la cui produzione nei primi nove mesi del 2020 ha raggiunto la cifra di 857 milioni, e un lieve incremento della produzione su fondi pensione che ha raggiunto i 500 milioni.

La nuova produzione è ammontata a 11,1 miliardi, vicina ai valori della raccolta premi complessiva delle compagnie del Gruppo che è costituita per la maggior parte da nuovi contratti a premio unico.

Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value

(milioni di euro)
Voci 30.09.2020 30.09.2019 variazioni
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
Dato
consolidato
(d)
assolute
(e) = (c) - (d)
%
(e) / (d)
Tassi di interesse 325 2 323 132 191
Strumenti di capitale 69 -5 74 266 -192 -72,2
Valute 67 -10 77 82 -5 -6,1
Prodotti strutturati di credito -19 - -19 28 -47
Derivati di credito 202 - 202 -17 219
Derivati su merci 16 - 16 11 5 45,5
Risultato operatività su attività valutate al fair value in
contropartita a conto economico
660 -13 673 502 171 34,1
Risultato netto da cessione o riacquisto di attività valutate
al fair value con impatto sulla redditività complessiva e
delle passività finanziarie
723 18 705 1.070 -365 -34,1
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al
fair value
1.383 5 1.378 1.572 -194 -12,3

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

Le attività e passività finanziarie al fair value hanno prodotto un risultato di 1.378 milioni (1.383 milioni includendo l'apporto del Gruppo UBI), che si raffronta con i 1.572 milioni dei primi nove mesi del 2019.

La flessione è imputabile al risultato netto da cessione o riacquisto di attività valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e delle passività finanziarie (-365 milioni) che ha risentito di minori plusvalenze su titoli, solo in parte compensato dal favorevole andamento del risultato dell'operatività su attività valutate al fair value in contropartita a conto economico (+171 milioni). Quest'ultimo ha beneficiato degli effetti valutativi derivanti dal debt value adjustment (DVA) correlato alle passività costituite da certificates, e su derivati di credito (+219 milioni) che evidenziano i risultati positivi delle correlate strategie di hedging. Per contro il risultato in strumenti di capitale (-192 milioni) è stato condizionato dalla minore operatività su indici di mercato in certificates emessi.

(milioni di euro)
Voci 2020 variazioni %
3° trimestre
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
trimestre
(d)
trimestre
(e)
(c/d) (d/e)
Tassi di interesse -6 2 -8 132 199 -33,7
Strumenti di capitale 47 -5 52 20 2
Valute 12 -10 22 24 31 -8,3 -22,6
Prodotti strutturati di credito 7 - 7 12 -38 -41,7
Derivati di credito -39 - -39 -37 278 5,4
Derivati su merci 2 - 2 7 7 -71,4 -
Risultato operatività su attività valutate al fair value in
contropartita a conto economico
23 -13 36 158 479 -77,2 -67,0
Risultato netto da cessione o riacquisto di attività valutate al fair
value con impatto sulla redditività complessiva e delle passività
finanziarie
103 18 85 105 515 -19,0 -79,6
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair
value
126 5 121 263 994 -54,0 -73,5

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

Il raffronto trimestrale mostra un progressivo calo rispetto ai valori eccezionalmente elevati del primo trimestre dell'esercizio corrente, riconducibile alla minore operatività sul portafoglio titoli e al significativo ridimensionamento del DVA correlato alle passività costituite da certificates.

Altri proventi (oneri) operativi netti

Gli altri oneri operativi netti, pari a 1 milione, sono la risultante di proventi netti (14 milioni) rivenienti dal Gruppo UBI e oneri netti (-15 milioni) ascrivibili al Gruppo Intesa Sanpaolo e si confrontano con 14 milioni di altri proventi contabilizzati nei primi nove mesi del 2019 a perimetro omogeneo. In tale voce confluiscono sia proventi ed oneri di natura operativa – compresi quelli delle entità controllate non soggette a direzione e coordinamento ed operanti in settori del tutto distinti dall'ambito bancario e finanziario – sia gli utili delle partecipazioni valutate al patrimonio netto. La variazione negativa rilevata rispetto al dato dello stesso periodo del 2019 è riconducibile ad entrambe le componenti.

Costi operativi

Voci 30.09.2020 (milioni di euro)
30.09.2019
variazioni
Dato
consolidato
Di cui:
Gruppo UBI
Dato
consolidato
Dato
consolidato
(a) (b) al netto del (d) assolute
(e) = (c) - (d)
%
(e) / (d)
Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
Salari e stipendi 2.977 166 2.811 2.906 -95 -3,3
Oneri sociali 771 44 727 742 -15 -2,0
Altri oneri del personale 583 27 556 581 -25 -4,3
Spese del personale 4.331 237 4.094 4.229 -135 -3,2
Spese per servizi informatici 526 30 496 500 -4 -0,8
Spese di gestione immobili 234 16 218 241 -23 -9,5
Spese generali di funzionamento 273 4 269 273 -4 -1,5
Spese legali e professionali 193 13 180 208 -28 -13,5
Spese pubblicitarie e promozionali 72 2 70 77 -7 -9,1
Costi indiretti del personale 32 1 31 54 -23 -42,6
Altre spese 393 17 376 415 -39 -9,4
Imposte indirette e tasse 695 42 653 665 -12 -1,8
Recupero di spese ed oneri -624 -37 -587 -584 3 0,5
Spese amministrative 1.794 88 1.706 1.849 -143 -7,7
Immobilizzazioni materiali 387 23 364 374 -10 -2,7
Immobilizzazioni immateriali 447 12 435 399 36 9,0
Ammortamenti 834 35 799 773 26 3,4
Costi operativi 6.959 360 6.599 6.851 -252 -3,7

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

Nel periodo osservato i costi operativi si sono attestati a 6.959 milioni, inclusi i 360 milioni di oneri operativi del Gruppo UBI. Escludendo questi ultimi, i costi si attestano a 6.599 milioni, in riduzione del 3,7% rispetto ai primi nove mesi del 2019.

Escludendo i 237 milioni di oneri relativi ai costi dell'organico di UBI, le spese del personale, pari a 4.094 milioni, hanno registrato una flessione del 3,2%. La riduzione è stata favorita principalmente dal ridimensionamento dell'organico medio a perimetro omogeneo i cui risparmi hanno più che compensato l'incremento di costo correlato agli effetti del rinnovo del CCNL. Alla dinamica cedente ha altresì contribuito la diminuzione di alcune voci di spesa impattate dall'emergenza sanitaria e dalle conseguenti iniziative, tra le quali il massiccio ricorso allo smart working.

Nonostante i maggiori costi connessi all'emergenza sanitaria, le spese amministrative, pari a 1.706 milioni escludendo la parte ascrivibile ad UBI (-7,7%), hanno evidenziato risparmi diffusi, in particolare nelle spese legali e professionali, sui servizi resi da terzi, nelle spese di gestione immobili e sui costi indiretti del personale, anch'essi influenzati dagli effetti della diffusione dello

smart working.

Gli ammortamenti delle immobilizzazioni materiali e immateriali che, secondo quanto previsto dal principio IFRS 16, includono anche la quota relativa ai diritti d'uso acquisiti con il leasing operativo, sono risultati in crescita su basi omogenee (+3,4%) rispetto al dato dello stesso periodo del 2019, segnatamente nella componente delle immobilizzazioni immateriali. Tale andamento riflette gli investimenti per la crescita nell'Information Technology, con particolare riferimento alla digitalizzazione e alla sicurezza informatica.

Il cost/income ratio consolidato si è attestato nei primi nove mesi del 2020 al 50,7%. Escludendo i ricavi e i costi del Gruppo UBI relativi al bimestre agosto-settembre, l'indicatore è risultato in lieve miglioramento al 50,2% dal 50,4% dei primi nove mesi del 2019, per effetto dell'attenta gestione dei costi e della resilienza dei ricavi, in considerazione della difficile situazione economica indotta dalla pandemia.

Voci (milioni di euro)
2020
variazioni %
Dato
consolidato
(a)
3° trimestre
Di cui:
Gruppo UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
trimestre
(d)
trimestre
(e)
(c/d) (d/e)
Salari e stipendi 1.102 166 936 954 921 -1,9 3,6
Oneri sociali 285 44 241 247 239 -2,4 3,3
Altri oneri del personale 208 27 181 179 196 1,1 -8,7
Spese del personale 1.595 237 1.358 1.380 1.356 -1,6 1,8
Spese per servizi informatici 194 30 164 167 165 -1,8 1,2
Spese di gestione immobili 86 16 70 77 71 -9,1 8,5
Spese generali di funzionamento 91 4 87 92 90 -5,4 2,2
Spese legali e professionali 79 13 66 59 55 11,9 7,3
Spese pubblicitarie e promozionali 24 2 22 27 21 -18,5 28,6
Costi indiretti del personale 10 1 9 9 13 - -30,8
Altre spese 144 17 127 130 119 -2,3 9,2
Imposte indirette e tasse 258 42 216 220 217 -1,8 1,4
Recupero di spese ed oneri -228 -37 -191 -198 -198 -3,5 -
Spese amministrative 658 88 570 583 553 -2,2 5,4
Immobilizzazioni materiali 144 23 121 121 122 - -0,8
Immobilizzazioni immateriali 159 12 147 146 142 0,7 2,8
Ammortamenti 303 35 268 267 264 0,4 1,1
Costi operativi 2.556 360 2.196 2.230 2.173 -1,5 2,6

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

A perimetro omogeneo i costi operativi del terzo trimestre 2020 risultano più contenuti rispetto a quelli del secondo trimestre e di poco superiori ai costi del primo. Rispetto al secondo trimestre i risparmi sono per la maggior parte sul costo del personale che ha beneficiato della progressiva riduzione dell'organico medio.

(milioni di euro)
30.09.2020 30.09.2019 variazioni
assolute %
Banca dei Territori -3.712 -3.893 -181 -4,6
IMI Corporate & Investment Banking -798 -829 -31 -3,7
International Subsidiary Banks -723 -722 1 0,1
Private Banking -443 -449 -6 -1,3
Asset Management -110 -108 2 1,9
Insurance -170 -161 9 5,6
Totale aree di business -5.956 -6.162 -206 -3,3
Centro di governo -643 -689 -46 -6,7
Gruppo Intesa Sanpaolo
(al netto del Gruppo UBI)
-6.599 -6.851 -252 -3,7
Gruppo UBI -360
Gruppo Intesa Sanpaolo -6.959

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

Con riferimento ai costi operativi, la Banca dei Territori, che contabilizza il 62,4% degli oneri delle aree operative, ha evidenziato forti risparmi rispetto ai primi nove mesi del 2019 (-4,6%, pari a -181 milioni) attribuibili alle spese del personale, per la riduzione dell'organico medio, e alle spese amministrative, nonostante i maggiori costi connessi all'emergenza sanitaria. Hanno registrato un calo anche IMI Corporate & Investment Banking (-3,7%, pari a -31 milioni) per la flessione delle spese amministrative e il Private Banking (-1,3%, pari a -6 milioni), per la riduzione delle spese del personale e amministrative. Per contro hanno mostrato un aumento l'Insurance (+5,6%, pari a +9 milioni), riconducibile a tutte le componenti di spesa, e in misura più contenuta, l'Asset Management (+1,9%, pari a +2 milioni). I costi operativi dell'International Subsidiary Banks si sono mantenuti sostanzialmente stabili (+0,1%).

Risultato della gestione operativa

Il risultato della gestione operativa è ammontato a 6.774 milioni. Al netto del contributo del Gruppo UBI per 215 milioni la voce, pari a 6.559 milioni, ha mostrato un calo del 2,6% rispetto ai primi nove mesi del 2019, per effetto di una flessione dei ricavi, in parte controbilanciata dalla riduzione dei costi operativi.

Rettifiche di valore nette su crediti

(milioni di euro)
Voci 30.09.2020
30.09.2019
variazioni
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
Dato
consolidato
(d)
assolute
(e) = (c) - (d)
%
(e) / (d)
Sofferenze -806 -83 -723 -531 192 36,2
Inadempienze probabili -1.144 -42 -1.102 -841 261 31,0
Crediti scaduti / sconfinanti -198 2 -200 -252 -52 -20,6
Crediti Stage 3 -2.148 -123 -2.025 -1.624 401 24,7
di cui titoli di debito - - - - - -
Crediti Stage 2 -458 32 -490 -80 410
di cui titoli di debito 8 - 8 -12 20
Crediti Stage 1 -110 8 -118 248 -366
di cui titoli di debito 1 - 1 11 -10 -90,9
Rettifiche/Riprese nette su crediti -2.716 -83 -2.633 -1.456 1.177 80,8
Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni -13 -3 -10 -8 2 25,0
Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri per rischio
di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie
rilasciate
-10 1 -11 68 -79
Rettifiche di valore nette su crediti -2.739 -85 -2.654 -1.396 1.258 90,1

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

Nei primi nove mesi del 2020 le rettifiche su crediti si sono attestate a 2.739 milioni (2.654 milioni al netto degli 85 milioni di rettifiche relative al Gruppo UBI per i mesi di agosto e settembre). Il confronto con i 1.396 milioni dello stesso periodo dell'anno precedente su basi omogenee evidenzia un aumento determinato essenzialmente dai maggiori accantonamenti dovuti alla revisione dello scenario a seguito dell'evento epidemico, applicando le consuete metodologie declinate dal Gruppo e tenendo conto del quadro prospettico elaborato dalla BCE e dalla Banca d'Italia, con l'appostazione di circa 1,3 miliardi di rettifiche, di cui circa 820 milioni sui crediti in bonis (Stage 1 e Stage 2) e la rimanenza sui crediti non performing di Stage 3. Questi ultimi sono risultati in aumento di 401 milioni, per effetto di una crescita su sofferenze (+192 milioni) e su inadempienze probabili (+261 milioni), viceversa le rettifiche su crediti scaduti/sconfinanti sono risultate in calo (-52 milioni). Nel 2020 è proseguita la riduzione dell'incidenza dei deteriorati sul complesso dei crediti, grazie a minori passaggi a NPL in presenza di un'espansione del credito; tuttavia il costo del credito annualizzato, espresso dal rapporto tra rettifiche di valore nette e crediti netti, al netto dell'impatto marginale del Gruppo UBI, a causa dei sopracitati accantonamenti per la revisione dello

scenario è salito a 88 punti base (53 punti base il valore a fine 2019). Escludendo tale componente straordinaria, il costo del credito annualizzato scende a 44 punti base.

La copertura dei crediti deteriorati a fine settembre è pari al 52,2%; escludendo l'impatto della componente UBI, la copertura sui crediti deteriorati si cifra complessivamente al 54,4%. Nel dettaglio le sofferenze hanno richiesto rettifiche nette per 723 milioni – che si raffrontano con 531 milioni dei primi nove mesi del 2019 – con un livello di copertura pari al 64%. Le rettifiche nette sulle inadempienze probabili, pari a 1.102 milioni, sono risultate in crescita del 31%; la copertura su tali posizioni si attesta al 42,7%. Le rettifiche su crediti scaduti e sconfinanti sono ammontate a 200 milioni (-20,6% rispetto allo stesso periodo del 2019) con una copertura pari al 16,6%. La copertura sulle posizioni forborne nell'ambito delle attività deteriorate è del 43% a fine settembre 2020. Infine, la copertura sui finanziamenti in bonis si è attestata allo 0,6%.

(milioni di euro)
Voci 2020 variazioni %
3° trimestre
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
trimestre
(d)
trimestre
(e)
(c/d) (d/e)
Sofferenze -378 -83 -295 -244 -184 20,9 32,6
Inadempienze probabili -560 -42 -518 -388 -196 33,5 98,0
Crediti scaduti / sconfinanti -21 2 -23 -113 -64 -79,6 76,6
Crediti Stage 3 -959 -123 -836 -745 -444 12,2 67,8
di cui titoli di debito - - - - - - -
Crediti Stage 2 3 32 -29 -471 10 -93,8
di cui titoli di debito 1 - 1 2 5 -50,0 -60,0
Crediti Stage 1 -5 8 -13 -136 31 -90,4
di cui titoli di debito 1 - 1 - - - -
Rettifiche/Riprese nette su crediti -961 -83 -878 -1.352 -403 -35,1
Utili/perdite da modifiche contrattuali senza
cancellazioni
-5 -3 -2 -4 -4 -50,0 -
Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri per
rischio di credito relativo a impegni e garanzie
finanziarie rilasciate
28 1 27 -42 4
Rettifiche di valore nette su crediti -938 -85 -853 -1.398 -403 -39,0
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati
riesposti.

Il terzo trimestre del 2020 mostra rettifiche su crediti inferiori rispetto al secondo trimestre, in cui erano stati appostati accantonamenti di rilevante entità per fronteggiare l'emergenza COVID-19.

Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività

(milioni di euro)
Voci 30.09.2020 30.09.2019 variazioni
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
Dato
consolidato
(d)
assolute
(e) = (c) - (d)
%
(e) / (d)
Altri accantonamenti netti -132 -7 -125 -62 63
Rettifiche di valore nette su titoli valutati al costo ammortizzato
e su titoli valutati al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
2 - 2 -18 20
Rettifiche di valore nette su altre attività -78 - -78 -4 74
Rettifiche/Riprese di valore nette di pertinenza delle imprese di
assicurazione ai sensi dello IAS39
-16 - -16 -2 14
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre
attività
-224 -7 -217 -86 131

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

Nell'ambito dello schema di conto economico riclassificato, questa voce comprende principalmente gli altri accantonamenti netti ai fondi rischi ed oneri e le rettifiche di valore nette su altre attività e su titoli valutati al costo ammortizzato e al fair value. Nei primi nove mesi del 2020 gli altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività sono ammontati a 217 milioni (224 milioni includendo il Gruppo UBI), che si raffrontano con 86 milioni contabilizzati nel medesimo periodo dell'anno precedente. L'aumento rilevato nel periodo in esame è dovuto principalmente a più elevati accantonamenti netti per controversie legali e a maggiori rettifiche di valore su altre attività.

Voci variazioni %
3° trimestre
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
trimestre
(d)
trimestre
(e)
(c/d) (d/e)
Altri accantonamenti netti -64 -7 -57 274 -342
Rettifiche di valore nette su titoli valutati al costo ammortizzato
e su titoli valutati al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
9 - 9 - -7 -
Rettifiche di valore nette su altre attività -5 - -5 -9 -64 -44,4 -85,9
Rettifiche/Riprese di valore nette di pertinenza delle imprese di
assicurazione ai sensi dello IAS39
-7 - -7 -3 -6 -50,0
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre
attività
-67 -7 -60 262 -419
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati
riesposti.

Il terzo trimestre presenta altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività per 60 milioni. Tale dato non è confrontabile né con il primo trimestre, che inglobava l'accantonamento prudenziale (312 milioni) effettuato per anticipare una prima stima degli effetti della pandemia COVID-19 sui crediti performing, né con il secondo trimestre 2020, che presentava una ripresa, dovuta allo storno del suddetto accantonamento, in quanto le rettifiche di valore su crediti al 30 giugno 2020 avevano recepito l'aggiornamento della valutazione del portafoglio crediti con l'applicazione delle consuete metodologie declinate dal gruppo e tenendo conto dello scenario prospettico elaborato dalla BCE e dalla Banca d'Italia.

Altri proventi (oneri) netti

In questa voce del conto economico riclassificato sono aggregati gli utili e le perdite su attività finanziarie valutate al costo ammortizzato diverse dai crediti, su partecipazioni e su altri investimenti nonché gli altri proventi ed oneri non strettamente correlati alla gestione operativa.

Nel periodo analizzato gli altri proventi netti si sono attestati a 5 milioni e si confrontano con il medesimo valore registrato nei primi nove mesi del 2019.

Utile (Perdita) delle attività operative cessate

Nei primi nove mesi del 2020 la voce, pari a 1.163 milioni di utili afferenti le componenti reddituali riferite al ramo acquiring oggetto di conferimento a Nexi (1.110 milioni di plusvalenza, di cui 315 milioni day-one profit correlato all'acquisto delle azioni Nexi, e 53 milioni di utili riferiti al ramo ceduto), si confronta con i 63 milioni registrati nel corrispondente periodo dello scorso esercizio.

Risultato corrente lordo

Nei primi nove mesi 2020 l'utile dell'operatività corrente prima della contabilizzazione delle imposte sul reddito si è attestato a 4.979 milioni comprensivo del contributo del Gruppo UBI. Al netto di tale apporto la voce è pari a 4.856 milioni, in flessione dell'8,8% rispetto al dato omogeneo dello stesso periodo del 2019.

Imposte sul reddito

Le imposte su base corrente e differita sono state pari a 1.194 milioni, corrispondenti ad un tax rate del 24%, inferiore a quello dell'analogo periodo del 2019 (28,4%) a seguito della ridotta tassazione della plusvalenza Nexi.

Oneri di integrazione e di incentivazione all'esodo (al netto delle imposte)

La voce è pari a 77 milioni e si raffronta ai 79 milioni registrati nei primi nove mesi del 2019.

Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte)

La voce comprende gli importi riconducibili alle rivalutazioni di crediti, debiti, immobili e all'iscrizione di nuove attività immateriali attuate, in applicazione del principio contabile IFRS 3, in sede di rilevazione delle operazioni di acquisizione di partecipazioni e/o aggregati patrimoniali. Per un confronto omogeneo occorre escludere dal dato contabilizzato nei primi nove mesi del 2020 l'effetto positivo (circa 3,3 miliardi) relativo alla rilevazione provvisoria del goodwill negativo derivante dall'acquisizione del Gruppo UBI. Al netto di tale posta straordinaria, gli oneri nei primi nove mesi del 2020 si sono attestati a 77 milioni, a fronte dei 105 milioni contabilizzati nel medesimo periodo dell'esercizio 2019.

Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte)

La voce include gli oneri imposti da disposizioni legislative e/o finalizzati a mantenere la stabilità del sistema bancario e di conseguenza al di fuori del governo aziendale. Nei primi nove mesi del 2020 tali oneri hanno raggiunto i 474 milioni; nettando i 49 milioni riferibili al Gruppo UBI, il valore di 425 milioni risulta comunque più alto rispetto ai 338 milioni dello stesso periodo del 2019, per effetto dei maggiori oneri ai fondi di garanzia dei depositi e, in misura minore, ai fondi di risoluzione. I tributi contabilizzati nel periodo in esame sono così ripartiti: -233 milioni riferibili ai fondi di risoluzione, -155 milioni ai fondi di garanzia dei depositi e -37 milioni riconducibili ai tributi contabilizzati dalle banche estere.

Utile (perdita) del periodo di pertinenza di terzi

Nell'esercizio corrente sono stati contabilizzati 41 milioni di utili netti di società dell'area di consolidamento integrale di competenza di terzi (riferibili all'acquisita compagnia assicurativa RBM Salute), rispetto ai 22 milioni di perdite nette riferibili a terzi dei primi nove mesi del 2019.

Risultato netto

In relazione alle dinamiche sopra descritte, i primi nove mesi del 2020 si chiudono con un risultato netto consolidato di 6.376 milioni, che include l'apporto bimestrale del Gruppo UBI e il relativo effetto del goodwill negativo. Al netto di tali contributi il risultato è pari a 3.073 milioni, in calo del 7,2% rispetto al dato omogeneo di 3.310 milioni realizzati nel corrispondente periodo dell'esercizio 2019. La flessione è imputabile ad un incremento delle rettifiche su crediti e ad una contrazione dei ricavi, riconducibili al contesto della crisi da COVID-19; ciononostante, la resilienza dei ricavi e il contenimento dei costi confermano la solidità del Gruppo e la continuità delle performance positive.

Peraltro si segnala, come già evidenziato nella descrizione dell'operazione di acquisizione di UBI, che l'avviamento negativo di 3.264 milioni è provvisorio e sarà rideterminato definitivamente in occasione del Bilancio 2020 a seguito della finalizzazione del processo di PPA (Purchase Price Allocation) tramite il calcolo puntuale alla data di acquisizione dei fair value delle attività identificabili acquisite e delle passività assunte del Gruppo UBI. Inoltre, il Bilancio 2020 recepirà gli oneri, attualmente in corso di definizione, correlati all'integrazione e miglioramento dell'efficienza operativa ed alla riduzione del profilo di rischio.

Gli aggregati patrimoniali

Aspetti generali

Per consentire una valutazione più immediata delle consistenze patrimoniali del Gruppo, viene predisposto anche uno stato patrimoniale sintetico. Lo schema presenta, oltre agli importi relativi al periodo di riferimento, anche i corrispondenti dati di raffronto. Per consentire un confronto omogeneo, i dati riferiti ai periodi precedenti vengono normalmente riesposti, ove necessario e se materiali, anche per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.

Lo stato patrimoniale al 30 settembre 2020 recepisce le consistenze patrimoniali di UBI Banca e delle relative controllate, oggetto di consolidamento a partire dal presente Resoconto. In proposito, si segnala che – data la particolarità dell'operazione – nessuna rettifica è stata apportata ai dati storici del Conto economico e dello Stato patrimoniale riclassificati per riflettere retroattivamente gli effetti dell'operazione di acquisizione. Di conseguenza, nella Relazione sull'andamento della gestione, i commenti sono riferiti - se non diversamente specificato - alle componenti reddituali al netto dei dati del Gruppo UBI, per consentire un raffronto omogeneo. Tuttavia, al fine di migliorare la comprensione da parte del lettore, nelle tabelle sono evidenziate le principali grandezze riferite al Gruppo acquisito6 e il dato consolidato inclusivo di tali grandezze.

Stante quanto sopra, la riesposizione dei dati riferiti ai periodi precedenti ha riguardato unicamente le risultanze patrimoniali di RBM Assicurazione Salute, entrata nell'area di consolidamento integrale nel secondo trimestre del 2020 a seguito del perfezionamento dell'acquisizione della quota di controllo della società.

Rispetto allo schema previsto dalla Circolare n. 262/05 della Banca d'Italia, vengono poi effettuate alcune aggregazioni e riclassificazioni. I dettagli analitici delle riesposizioni, delle aggregazioni e delle riclassificazioni sono forniti, con distinti prospetti, tra gli allegati al bilancio, in aderenza anche a quanto richiesto dalla Consob con la Comunicazione n. 6064293 del 28 luglio 2006.

Le aggregazioni e riclassificazioni di voci hanno riguardato:

  • − l'inclusione della Cassa e disponibilità liquide nell'ambito della voce residuale Altre voci dell'attivo;
  • − l'evidenza separata delle attività finanziarie che costituiscono Finanziamenti verso banche e Finanziamenti verso clientela, indipendentemente dai rispettivi portafogli contabili di allocazione;
  • − l'evidenza separata delle attività finanziarie che non costituiscono finanziamenti, distinte tra attività finanziarie valutate al costo ammortizzato, attività finanziarie valutate al fair value con impatto al conto economico e attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, al netto di quanto riclassificato nelle voci Finanziamenti verso banche e Finanziamenti verso clientela;
  • − l'evidenza separata delle attività e passività finanziarie del comparto assicurativo, valutate ai sensi dello IAS 39 in relazione all'applicazione del Deferral approach da parte delle società assicurative del Gruppo;
  • − l'aggregazione in un'unica voce delle Attività materiali ed immateriali, con articolazione nelle sottovoci Attività di proprietà e Diritti d'uso acquisiti con il leasing;
  • − l'inclusione del valore dei Derivati di copertura e dell'Adeguamento di valore delle attività/passività finanziarie oggetto di copertura generica tra le Altre voci dell'attivo/Altre voci del passivo;
  • − l'inclusione delle riserve tecniche a carico dei riassicuratori nelle Altre voci dell'attivo;
  • − l'evidenza separata dei Debiti verso banche al costo ammortizzato;
  • − l'aggregazione in un'unica voce dell'ammontare dei Debiti verso clientela al costo ammortizzato e dei Titoli in circolazione;
  • − il raggruppamento in un'unica voce (Fondi Rischi ed Oneri) dei fondi aventi destinazione specifica (Trattamento di fine rapporto, Fondi per rischi ed oneri, Fondi per impegni e garanzie finanziarie rilasciate);
  • − la riclassificazione dei Debiti per leasing in specifica sottovoce nell'ambito delle Altre voci del passivo;
  • − l'indicazione delle Riserve in modo aggregato e al netto delle eventuali azioni proprie.

6 In proposito si segnala che nell'apertura dei saldi tra Intesa Sanpaolo e UBI, al fine di consentire una rappresentazione coerente, l'effetto dell'elisione della partecipazione in UBI Banca posseduta da Intesa Sanpaolo (4.109 milioni) è stato convenzionalmente incluso tra le Altre voci del passivo riferite al Gruppo UBI.

Stato patrimoniale riclassificato

(milioni di euro)
Attività 30.09.2020 31.12.2019 variazioni
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
Dato
consolidato
(d)
assolute
(e) = (c) - (d)
%
(e) / (d)
Finanziamenti verso banche 85.307 15.133 70.174 47.170 23.004 48,8
Finanziamenti verso clientela 489.148 85.247 403.901 395.229 8.672 2,2
Crediti verso clientela valutati al costo ammortizzato 487.629 84.996 402.633 394.093 8.540 2,2
Crediti verso clientela valutati al fair value con impatto sulla redditività
complessiva e con impatto sul conto economico
1.519 251 1.268 1.136 132 11,6
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato che non costituiscono
finanziamenti
43.453 7.913 35.540 25.888 9.652 37,3
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 61.317 2.192 59.125 48.636 10.489 21,6
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
80.621 10.306 70.315 72.046 -1.731 -2,4
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al
fair value ai sensi dello IAS 39
170.471 2.693 167.778 168.233 -455 -0,3
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al
costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39
1.050 1 1.049 649 400 61,6
Partecipazioni 1.766 294 1.472 1.240 232 18,7
Attività materiali e immateriali 20.096 3.085 17.011 17.157 -146 -0,9
Attività di proprietà 18.248 2.639 15.609 15.659 -50 -0,3
Diritti d'uso acquisiti con il leasing 1.848 446 1.402 1.498 -96 -6,4
Attività fiscali 19.256 3.860 15.396 15.476 -80 -0,5
Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 2.601 6 2.595 494 2.101
Altre voci dell'attivo 21.762 2.677 19.085 24.352 -5.267 -21,6
Totale attività 996.848 133.407 863.441 816.570 46.871 5,7
Passività 30.09.2020 31.12.2019 variazioni
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
Dato
consolidato
(d)
assolute
(e) = (c) - (d)
%
(e) / (d)
Debiti verso banche al costo ammortizzato 118.554 16.566 101.988 103.316 -1.328 -1,3
Debiti verso clientela al costo ammortizzato e titoli in circolazione 535.391 98.091 437.300 414.578 22.722 5,5
Passività finanziarie di negoziazione 57.022 850 56.172 45.226 10.946 24,2
Passività finanziarie designate al fair value 2.978 230 2.748 4 2.744
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate
al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39
1.857 - 1.857 818 1.039
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate
al fair value ai sensi dello IAS 39
73.960 252 73.708 75.935 -2.227 -2,9
Passività fiscali 2.584 274 2.310 2.322 -12 -0,5
Passività associate ad attività in via di dismissione 2.380 - 2.380 41 2.339
Altre voci del passivo 32.335 9.030 23.305 23.433 -128 -0,5
di cui debiti per leasing 1.817 404 1.413 1.496 -83 -5,5
Riserve tecniche 94.536 2.339 92.197 89.243 2.954 3,3
Fondi per rischi e oneri 6.610 1.991 4.619 5.132 -513 -10,0
di cui fondi per impegni e garanzie finanziarie rilasciate 565 73 492 482 10 2,1
Capitale 10.076 - 10.076 9.086 990 10,9
Riserve 44.787 - 44.787 38.250 6.537 17,1
Riserve da valutazione -894 26 -920 -157 763
Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione 596 1 595 504 91 18,1
Strumenti di capitale 7.423 398 7.025 4.103 2.922 71,2
Patrimonio di pertinenza di terzi 277 56 221 554 -333 -60,1
Risultato netto 6.376 3.303 3.073 4.182 -1.109 -26,5
Totale passività e patrimonio netto 996.848 133.407 863.441 816.570 46.871 5,7

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

Evoluzione trimestrale dei dati patrimoniali riclassificati

(milioni di euro)
Attività 30.09.2020 2020 2019
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo
UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
30/6 31/3 31/12 30/9 30/6 31/3
Finanziamenti verso banche 85.307 15.133 70.174 61.649 67.440 47.170 71.958 77.141 85.515
Finanziamenti verso clientela 489.148 85.247 403.901 403.337 404.900 395.229 395.193 394.253 395.595
Crediti verso clientela valutati al costo
ammortizzato
487.629 84.996 402.633 402.075 403.626 394.093 394.289 393.243 394.990
Crediti verso clientela valutati al fair value
con impatto sulla redditività complessiva e
con impatto sul conto economico
1.519 251 1.268 1.262 1.274 1.136 904 1.010 605
Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato che non costituiscono
finanziamenti
43.453 7.913 35.540 33.937 29.353 25.888 24.104 20.396 19.995
Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto a conto economico
61.317 2.192 59.125 59.943 55.431 48.636 54.542 52.693 47.626
Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
80.621 10.306 70.315 73.403 71.865 72.046 75.052 65.996 66.406
Attività finanziarie di pertinenza delle
imprese di assicurazione valutate al fair
value ai sensi dello IAS 39
Attività finanziarie di pertinenza delle
imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39
170.471
1.050
2.693
1
167.778
1.049
165.342
735
158.687
604
168.233
649
167.083
603
159.220
615
155.289
738
Partecipazioni 1.766 294 1.472 1.462 1.273 1.240 1.113 1.071 1.075
Attività materiali e immateriali 20.096 3.085 17.011 17.057 16.970 17.157 16.957 16.963 16.967
Attività di proprietà 18.248 2.639 15.609 15.626 15.505 15.659 15.415 15.393 15.385
Diritti d'uso acquisiti con il leasing 1.848 446 1.402 1.431 1.465 1.498 1.542 1.570 1.582
Attività fiscali 19.256 3.860 15.396 15.805 15.992 15.476 15.575 16.139 16.870
Attività non correnti e gruppi di attività in via
di dismissione
Altre voci dell'attivo
2.601
21.762
6
2.677
2.595
19.085
2.593
23.385
765
25.141
494
24.352
2.554
24.501
803
23.586
1.236
22.444
Totale attività 996.848 133.407 863.441 858.648 848.421 816.570 849.235 828.876 829.756
Passività 30.09.2020 2020 2019
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo
UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
30/6 31/3 31/12 30/9 30/6 31/3
Debiti verso banche al costo ammortizzato 118.554 16.566 101.988 108.601 120.110 103.316 119.509 120.232 123.326
Debiti verso clientela al costo ammortizzato
e titoli in circolazione
535.391 98.091 437.300 426.533 424.533 414.578 415.128 411.588 416.505
Passività finanziarie di negoziazione 57.022 850 56.172 55.132 54.376 45.226 53.938 51.187 48.433
Passività finanziarie designate al fair value 2.978 230 2.748 2.060 762 4 4 4 4
Passività finanziarie di pertinenza delle
imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39
1.857 - 1.857 1.771 818 818 879 847 846
Passività finanziarie di pertinenza delle
imprese di assicurazione valutate al fair
value ai sensi dello IAS 39
73.960 252 73.708 72.860 68.822 75.935 74.405 72.027 70.955
Passività fiscali 2.584 274 2.310 2.204 2.581 2.322 2.520 2.015 2.634
Passività associate ad attività in via di
dismissione
2.380 - 2.380 2.381 50 41 256 254 260
Altre voci del passivo 32.335 9.030 23.305 33.789 27.078 23.433 32.298 26.573 22.710
di cui debiti per leasing 1.817 404 1.413 1.439 1.469 1.496 1.523 1.547 1.553
Riserve tecniche 94.536 2.339 92.197 89.950 87.060 89.243 89.337 84.807 82.648
Fondi per rischi e oneri 6.610 1.991 4.619 4.564 5.139 5.132 5.169 5.265 5.698
di cui fondi per impegni e garanzie
finanziarie rilasciate
565 73 492 517 477 482 423 450 449
Capitale 10.076 - 10.076 9.086 9.086 9.086 9.086 9.086 9.085
Riserve 44.787 - 44.787 42.419 42.380 38.250 38.197 38.232 41.704
Riserve da valutazione -894 26 -920 -1.441 -1.833 -157 -194 -474 -877
Riserve da valutazione di pertinenza delle
imprese di assicurazione
596 1 595 403 182 504 727 322 137
Strumenti di capitale 7.423 398 7.025 5.549 5.550 4.103 4.103 4.103 4.103
Patrimonio di pertinenza di terzi 277 56 221 221 576 554 563 542 535
Risultato netto 6.376 3.303 3.073 2.566 1.151 4.182 3.310 2.266 1.050
Totale passività e patrimonio netto
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione. I dati relativi al
996.848 133.407 863.441 858.648 848.421 816.570 849.235 828.876 829.756

Gruppo UBI non sono stati riesposti.

OPERATIVITA' BANCARIA

Finanziamenti verso clientela

Finanziamenti verso clientela: composizione

(milioni di euro)
Voci 30.09.2020 31.12.2019 variazioni
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
incidenza
%
Dato
consolidato
(d)
incidenza
%
assolute
(e) = (c) - (d)
%
(e) / (d)
Conti correnti 23.897 4.832 19.065 4,6 20.455 5,1 -1.390 -6,8
Mutui 260.578 55.993 204.585 50,7 176.640 44,7 27.945 15,8
Anticipazioni e finanziamenti 162.929 19.576 143.353 35,5 148.540 37,6 -5.187 -3,5
Crediti da attività commerciale 447.404 80.401 367.003 90,8 345.635 87,4 21.368 6,2
Operazioni pronti c/termine 18.166 975 17.191 4,3 29.531 7,5 -12.340 -41,8
Crediti rappresentati da titoli 6.566 52 6.514 1,6 5.841 1,5 673 11,5
Crediti deteriorati 17.012 3.819 13.193 3,3 14.222 3,6 -1.029 -7,2
Finanziamenti verso clientela 489.148 85.247 403.901 100,0 395.229 100,0 8.672 2,2

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

Al 30 settembre 2020 i finanziamenti verso clientela del Gruppo hanno superato i 489 miliardi; escludendo l'apporto del Gruppo UBI, si sono approssimati a 404 miliardi, con un aumento di 8,7 miliardi, pari a +2,2% da inizio anno. La crescita dell'aggregato a perimetro omogeneo è da ricondurre ai crediti da attività commerciale (+21,4 miliardi, pari a +6,2%) e, in particolare, all'espansione dei mutui a imprese e a privati (+27,9 miliardi, pari a +15,8%) che riflettono il sostegno del Gruppo all'economia italiana anche in relazione alle misure straordinarie varate dal Governo, che hanno largamente compensato la flessione dei finanziamenti a breve sotto forma di conti correnti attivi (-1,4 miliardi, pari a -6,8%) e di anticipazioni e finanziamenti (-5,2 miliardi, pari a -3,5%). Il favorevole sviluppo dei crediti commerciali ha inoltre controbilanciato il significativo calo delle operazioni pronti contro termine (-12,3 miliardi) e la flessione dei crediti deteriorati (-1 miliardo).

Nel comparto domestico dei prestiti a medio/lungo termine, le erogazioni dei primi nove mesi del 2020 destinate alle famiglie (comprensive della clientela small business avente esigenze assimilabili alle famiglie produttrici) si sono attestate a 16,5 miliardi e quelle destinate alle imprese del perimetro Banca dei Territori (inclusive delle aziende con fatturato fino a 350 milioni) sono ammontate a 19,4 miliardi. Nel periodo sono state rilevanti le erogazioni a medio/lungo termine alla clientela della Divisione IMI Corporate & Investment Banking, pari a 22,3 miliardi. Le erogazioni sul perimetro Italia, inclusive dei finanziamenti al terzo settore e delle erogazioni tramite reti terze, sono ammontate a 58,7 miliardi; comprendendo anche l'operatività delle banche estere, le erogazioni a medio/lungo termine del Gruppo (escluse le operazioni del Gruppo UBI nel bimestre agosto-settembre) hanno raggiunto i 65,8 miliardi.

Al 30 settembre 2020 la quota di mercato detenuta dal Gruppo Intesa Sanpaolo sul territorio nazionale senza considerare il Gruppo UBI è stimata al 17,4% per gli impieghi totali; la stima è basata sui dati del campione di segnalazione decadale della Banca d'Italia, non essendo ancora disponibili i dati del sistema bancario complessivo di fine settembre. A questa si aggiunge il contributo del Gruppo UBI, stimato al 4,9% nella sua attuale configurazione. Al netto dei volumi degli sportelli che saranno oggetto di cessione in ottemperanza alle disposizioni dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, la quota complessiva sugli impieghi a clientela si attesterebbe al 20,8%.

(milioni di euro)
30.09.2020 31.12.2019 variazioni
assolute %
Banca dei Territori 207.256 194.358 12.898 6,6
IMI Corporate & Investment Banking 134.470 131.884 2.586 2,0
International Subsidiary Banks 35.301 34.038 1.263 3,7
Private Banking 9.442 9.329 113 1,2
Asset Management 266 435 -169 -38,9
Insurance - - - -
Totale aree di business 386.735 370.044 16.691 4,5
Centro di governo 17.166 25.185 -8.019 -31,8
Gruppo Intesa Sanpaolo
(al netto del Gruppo UBI)
403.901 395.229 8.672 2,2
Gruppo UBI 85.247
Gruppo Intesa Sanpaolo 489.148

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

Nell'analisi degli impieghi per settori di attività la Banca dei Territori, che rappresenta oltre la metà dell'aggregato riconducibile alle realtà operative del Gruppo, ha registrato un incremento significativo da inizio anno (+12,9 miliardi, pari a +6,6%), riconducibile ai finanziamenti a medio-lungo termine nei confronti delle imprese e delle aziende retail, che riflettono il sostegno del Gruppo all'economia italiana anche in relazione alle misure straordinarie varate dal Governo. La Divisione IMI Corporate & Investment Banking ha mostrato una crescita 2,6 miliardi (+2%), ascrivibile ai finanziamenti a medio-lungo termine per operazioni di finanza strutturata e, in misura minore, nei confronti di clientela financial institutions. Gli impieghi della Divisione International Subsidiary Banks sono risultati in aumento (+1,3 miliardi, pari a +3,7%), segnatamente per i maggiori finanziamenti delle controllate operanti in Slovacchia, Serbia, Croazia ed Egitto. Quanto alle altre Divisioni operative, i cui stock sono comunque di entità relativamente modesta in relazione alle specifiche operatività, i crediti della Divisione Private Banking, costituiti

prevalentemente da affidamenti a breve, sono risultati in lieve progresso (+1,2%) soprattutto per effetto dei finanziamenti in conto corrente.

Il calo sul Centro di Governo è da porre in relazione ai pronti contro termine con controparti istituzionali.

Finanziamenti verso clientela: qualità del credito

(milioni di euro)
Voci 30.09.2020 31.12.2019
Variazione
Dato
consolidato
(a)
Esposizione netta
Di cui:
Gruppo UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
incidenza
%
Esposizione
netta
Dato
consolidato
(d)
incidenza
%
Esposizione
netta
(e) = (c) - (d)
Sofferenze 7.667 1.536 6.131 1,5 6.740 1,7 -609
Inadempienze probabili 8.544 2.212 6.332 1,6 6.738 1,7 -406
Crediti Scaduti / Sconfinanti 801 71 730 0,2 744 0,2 -14
Crediti Deteriorati 17.012 3.819 13.193 3,3 14.222 3,6 -1.029
Crediti deteriorati in Stage 3 (soggetti a
impairment)
16.873 3.734 13.139 3,3 14.195 3,6 -1.056
Crediti deteriorati valutati al fair value
con contropartita il conto economico
139 85 54 - 27 - 27
Crediti in bonis 465.549 81.376 384.173 95,1 375.142 94,9 9.031
Stage 2 66.383 9.945 56.438 14,0 40.078 10,1 16.360
Stage 1 398.131 71.265 326.866 80,9 334.344 84,6 -7.478
Crediti in bonis valutati al fair value con
contropartita il conto economico
1.035 166 869 0,2 720 0,2 149
Crediti in bonis rappresentati da titoli 6.566 52 6.514 1,6 5.841 1,5 673
Stage 2 2.802 - 2.802 0,7 2.942 0,7 -140
Stage 1 3.764 52 3.712 0,9 2.899 0,7 813
Crediti detenuti per la negoziazione 21 - 21 - 24 - -3
Totale finanziamenti verso clientela 489.148 85.247 403.901 100,0 395.229 100,0 8.672
di cui forborne performing 5.562 1.242 4.320 5.663 -1.343
di cui forborne non performing
Finanziamenti verso clientela
classificati tra le attività in via di
5.698 1.882 3.816 4.038 -222
dismissione (*) 165 - 165 382 -217

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

(*) Al 30 settembre 2020 la voce include il portafoglio di sofferenze/inadempienze probabili e bonis di prossima cessione (esposizione lorda di 671 milioni, rettifiche di valore complessive per 506 milioni, esposizione netta di 165 milioni).

Al 30 settembre 2020 i crediti deteriorati netti del Gruppo, escluso lo stock di 3,8 miliardi riveniente dal Gruppo UBI, si sono attestati a 13,2 miliardi, valore che rappresenta il minimo storico dal 2008. La riduzione del 7,2% da inizio anno conferma l'andamento virtuoso già rilevato nel corso dell'esercizio 2019. Si registra altresì una diminuzione dell'incidenza delle attività deteriorate sul totale dei crediti netti verso clientela, scesa al 3,3%, in coerenza con la strategia di de-risking del Piano d'Impresa, a fronte di una copertura dei crediti deteriorati che è stata ulteriormente rafforzata (54,4%, 52,2% includendo UBI). In particolare, a fine settembre 2020 i finanziamenti classificati in sofferenza, al netto delle rettifiche di valore contabilizzate ed escludendo la componente UBI pari a 1,5 miliardi, si sono attestati a 6,1 miliardi (-609 milioni da inizio anno, corrispondenti al -9%), con un'incidenza sul totale dei crediti pari all'1,5%; nello stesso periodo il livello di copertura si è attestato al 64%. Le inadempienze probabili, pari a 6,3 miliardi (escluso l'apporto di 2,2 miliardi riveniente dal Gruppo UBI), si sono ridotte del 6%, con un'incidenza sul totale degli impieghi a clientela pari all'1,6% e un livello di copertura del 42,7%. I crediti scaduti e sconfinanti, escluso l'apporto di 71 milioni del Gruppo UBI, sono ammontati a 730 milioni (-1,9%), con una copertura pari al 16,6%. Le esposizioni forborne, generate da concessioni verso debitori in difficoltà nel far fronte ai propri impegni finanziari, nell'ambito delle attività deteriorate, sono state pari a 3,8 miliardi, con una copertura del 43% (al netto della componente UBI pari a 1,9 miliardi); le esposizioni forborne presenti nei finanziamenti in bonis sono ammontate a 4,3 miliardi (esclusi 1,2 miliardi del Gruppo UBI).

La copertura dei crediti in bonis è rimasta stabile, pari allo 0,6% e include circa 820 milioni di accantonamenti prudenziali dovuti alla revisione dello scenario; a questi si aggiungono 490 milioni di rettifiche su crediti non performing che portano la cifra complessiva degli accantonamenti dovuti alla revisione dello scenario a seguito della pandemia COVID-19 ad oltre 1,3 miliardi.

Altre attività e passività finanziarie dell'operatività bancaria: composizione

(milioni di euro)
Tipologia di strumenti finanziari Attività finanziarie
valutate al fair value con
impatto a conto
economico
Attività finanziarie
valutate al fair value
con impatto sulla
redditività complessiva
Titoli valutati al costo
ammortizzato che non
costituiscono
finanziamenti
TOTALE
attività
finanziarie
Passività finanziarie
di negoziazione
(*)
Titoli di debito emessi da Governi
30.09.2020 22.420 63.905 29.959 116.284 X
30.09.2020 (al netto del Gruppo UBI) 21.166 55.478 22.795 99.439 X
31.12.2019 12.510 57.750 12.249 82.509 X
Variazione assoluta (**) 8.656 -2.272 10.546 16.930
Variazione % (**) 69,19 -3,9 86,1 20,5
Altri titoli di debito
30.09.2020 3.844 12.830 13.494 30.168 X
30.09.2020 (al netto del Gruppo UBI) 3.792 11.217 12.745 27.754 X
31.12.2019 5.739 11.237 13.639 30.615 X
Variazione assoluta (**) -1.947 -20 -894 -2.861
Variazione % (**) -33,9 -0,2 -6,6 -9,3
Titoli di capitale
30.09.2020 965 3.886 X 4.851 X
30.09.2020 (al netto del Gruppo UBI) 877 3.620 X 4.497 X
31.12.2019 989 3.059 X 4.048 X
Variazione assoluta (**) -112 561 X 449
Variazione % (**) -11,3 18,3 X 11,1
Quote OICR
30.09.2020 3.567 X X 3.567 X
30.09.2020 (al netto del Gruppo UBI) 3.246 X X 3.246 X
31.12.2019 2.996 X X 2.996 X
Variazione assoluta (**) 250 X X 250
Variazione % (**) 8,3 X X 8,3
Debiti verso banche e verso clientela
30.09.2020 X X X X -13.490
30.09.2020 (al netto del Gruppo UBI) X X X X -13.138
31.12.2019 X X X X -7.068
Variazione assoluta (**) X X X X 6.070
Variazione % (**) X X X X 85,9
Derivati finanziari
30.09.2020 28.847 X X 28.847 -32.818
30.09.2020 (al netto del Gruppo UBI) 28.370 X X 28.370 -32.320
31.12.2019 25.475 X X 25.475 -26.161
Variazione assoluta (**) 2.895 X X 2.895 6.159
Variazione % (**) 11,4 X X 11,4 23,5
Derivati creditizi
30.09.2020 1.674 X X 1.674 -1.755
30.09.2020 (al netto del Gruppo UBI) 1.674 X X 1.674 -1.755
31.12.2019 927 X X 927 -1.067
Variazione assoluta (**) 747 X X 747 688
Variazione % (**) 80,6 X X 80,6 64,5
TOTALE 30.09.2020 61.317 80.621 43.453 185.391 -48.063
TOTALE 30.09.2020
(al netto del Gruppo UBI)
59.125 70.315 35.540 164.980 -47.213
TOTALE 31.12.2019 48.636 72.046 25.888 146.570 -34.296
Variazione assoluta (**) 10.489 -1.731 9.652 18.410 12.917
Variazione % (**) 21,6 -2,4 37,3 12,6 37,7

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

(*) L'importo della voce non comprende i "certificates" che sono inclusi nella tabella della raccolta diretta bancaria.

(**) La variazione esprime il rapporto tra 30.09.2020 e 31.12.2019 (al netto del Gruppo UBI).

La tabella sopra riportata evidenzia la composizione delle altre attività e passività finanziarie, escluse le compagnie assicurative. Le passività finanziarie di negoziazione non comprendono i "certificates", in quanto ricompresi negli aggregati della raccolta diretta bancaria.

Le altre attività finanziarie del Gruppo Intesa Sanpaolo, escluse quelle delle compagnie assicurative, sono risultate pari a 185 miliardi; trascurando la componente originata dal Gruppo UBI, si sono attestate a 165 miliardi, in aumento del 12,6% da

fine 2019, a fronte di passività finanziarie di negoziazione pari a 48 miliardi, di cui 47 miliardi al netto del Gruppo UBI, in crescita del 37,7% a perimetro omogeneo.

La dinamica crescente del totale delle attività finanziarie è dovuta principalmente ai titoli di debito governativi (+16,9 miliardi, pari a +20,5%) e, in misura minore, ai derivati finanziari e creditizi attivi (+3,6 miliardi); in controtendenza gli altri titoli di debito, calati di 2,9 miliardi. Infine i derivati finanziari e creditizi iscritti tra le passività finanziarie di negoziazione sono aumentati di 6,8 miliardi.

Le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico sono ammontate a 59 miliardi, con un'evoluzione positiva (+10,5 miliardi, pari a +21,6%) determinata in larga parte dai titoli di debito emessi da Governi (+8,7 miliardi) e dai derivati finanziari e creditizi (+3,6 miliardi), che hanno ampiamente bilanciato la flessione degli altri titoli di debito (-1,9 miliardi).

Le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva ammontano a 70 miliardi risultando in diminuzione del 2,4% da inizio anno per effetto della riduzione delle esposizioni in titoli governativi. I titoli di debito HTCS risultano quasi interamente classificati a Stage 1 (96%).

Per contro i titoli valutati al costo ammortizzato che non costituiscono finanziamenti si sono attestati a 35,5 miliardi, in aumento del 37,3% per effetto dei nuovi investimenti effettuati in titoli di Stato. I titoli di debito HTC risultano prevalentemente classificati a Stage 1 (86%).

Titoli di debito: stage allocation

(milioni di euro)
Titoli di debito: stage allocation Attività finanziarie
valutate al fair value
con impatto sulla
redditività complessiva
Titoli valutati al costo
ammortizzato che
non costituiscono
finanziamenti
TOTALE
Stage 1
30.09.2020 74.042 38.345 112.387
30.09.2020 (al netto del Gruppo UBI) 64.096 30.432 94.528
31.12.2019 66.400 21.472 87.872
Variazione assoluta (*) -2.304 8.960 6.656
Variazione % (*) -3,5 41,7 7,6
Stage 2
30.09.2020 2.693 5.095 7.788
30.09.2020 (al netto del Gruppo UBI) 2.599 5.095 7.694
31.12.2019 2.587 4.403 6.990
Variazione assoluta (*) 12 692 704
Variazione % (*) 0,5 15,7 10,1
Stage 3
30.09.2020 - 13 13
30.09.2020 (al netto del Gruppo UBI) - 13 13
31.12.2019 - 13 13
Variazione assoluta (*) - - -
Variazione % (*) - - -
TOTALE 30.09.2020 76.735 43.453 120.188
TOTALE 30.09.2020 (al netto del Gruppo UBI) 66.695 35.540 102.235
TOTALE 31.12.2019 68.987 25.888 94.875
Variazione assoluta (*) -2.292 9.652 7.360
Variazione % (*) -3,3 37,3 7,8

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

(*) La variazione esprime il rapporto tra 30.09.2020 e 31.12.2019 (al netto del Gruppo UBI).

Attività finanziarie della clientela

(milioni di euro)
Voci 30.09.2020 31.12.2019 variazioni
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
incidenza
%
Dato
consolidato
(d)
incidenza
%
assolute
(e) = (c) - (d)
%
(e) / (d)
Raccolta diretta bancaria 547.328 98.321 449.007 45,7 425.512 44,3 23.495 5,5
Raccolta diretta assicurativa e
riserve tecniche
169.690 2.591 167.099 17,0 165.945 17,3 1.154 0,7
Raccolta indiretta 631.026 99.169 531.857 54,2 534.456 55,6 -2.599 -0,5
Elisioni (a) -168.438 -2.591 -165.847 -16,9 -165.129 -17,2 718 0,4
Attività finanziarie della clientela 1.179.606 197.490 982.116 100,0 960.784 100,0 21.332 2,2

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

(a) Le elisioni si riferiscono a componenti della raccolta indiretta che costituiscono anche forme di raccolta diretta (passività finanziarie del comparto assicurativo valutate al fair value e riserve tecniche).

Al 30 settembre 2020 le attività finanziarie della clientela raggiungono i 1.180 miliardi. Escludendo le consistenze di 197 miliardi apportate dal Gruppo UBI, l'aggregato si attesta a 982 miliardi, in crescita del 2,2% da inizio anno. La raccolta diretta bancaria ha rappresentato l'elemento trainante con un incremento del 5,5% pari a 23,5 miliardi, a fronte di una moderata crescita della raccolta diretta assicurativa (+0,7%) e di una leggera flessione della raccolta indiretta (-0,5%), più esposte alla volatilità dei mercati.

Raccolta diretta bancaria

La tabella che segue include i debiti verso clientela, i titoli in circolazione, compresi quelli valutati al fair value, nonché i certificates, che rappresentano una forma di raccolta alternativa a quella obbligazionaria.

(milioni di euro)
Voci 30.09.2020 31.12.2019 variazioni
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
incidenza
%
Dato
consolidato
(d)
incidenza
%
assolute
(e) = (c) - (d)
%
(e) / (d)
Conti correnti e depositi 424.423 73.485 350.938 78,2 316.810 74,4 34.128 10,8
Operazioni pronti c/termine e
prestito titoli
2.461 1.027 1.434 0,3 4.505 1,1 -3.071 -68,2
Obbligazioni 73.472 19.679 53.793 12,0 65.485 15,4 -11.692 -17,9
Certificati di deposito 4.928 48 4.880 1,1 4.574 1,1 306 6,7
Passività subordinate 11.588 2.097 9.491 2,1 9.308 2,2 183 2,0
Altra raccolta 30.456 1.985 28.471 6,3 24.830 5,8 3.641 14,7
di cui: valutata al fair value (*) 11.937 230 11.707 2,6 10.934 2,6 773 7,1
Raccolta diretta bancaria 547.328 98.321 449.007 100,0 425.512 100,0 23.495 5,5

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

(*) Valori inclusi nello schema di Stato patrimoniale nelle voci "Passività finanziarie di negoziazione" e "Passività finanziarie designate al fair value".

La raccolta diretta bancaria del Gruppo è ammontata a 547 miliardi; al netto dello stock apportato dal Gruppo UBI pari a 98 miliardi, si è attestata a 449 miliardi, con un incremento del 5,5% da inizio anno.

La dinamica positiva è riconducibile essenzialmente alla crescita dei conti correnti e depositi (+34,1 miliardi), che costituiscono una cospicua riserva per alimentare l'industria del risparmio gestito, e dell'altra raccolta, inclusiva dei commercial paper (+3,6 miliardi). Tali componenti hanno più che compensato l'andamento cedente delle obbligazioni (-11,7 miliardi) e delle operazioni pronti contro termine e prestito di titoli (-3,1 miliardi), in gran parte riconducibili a controparti istituzionali.

Al 30 settembre 2020 la quota sul mercato domestico della raccolta diretta del Gruppo Intesa Sanpaolo, espressa da depositi e obbligazioni, è stimata al 18,7%; come descritto in precedenza per gli impieghi, tale stima non considera l'apporto del Gruppo UBI e si fonda sui dati del campione di segnalazione decadale della Banca d'Italia. Il contributo del Gruppo UBI alla stessa data è stimato pari al 5% nella sua attuale configurazione. Al netto dei volumi degli sportelli che saranno oggetto di cessione in ottemperanza alle disposizioni dell'Autorità Garante della

Concorrenza e del Mercato, la quota complessiva sulla raccolta da clientela si attesterebbe intorno al 22%.

(milioni di euro)
30.09.2020 31.12.2019 variazioni
assolute %
Banca dei Territori 221.909 199.256 22.653 11,4
IMI Corporate & Investment Banking 89.901 86.850 3.051 3,5
International Subsidiary Banks 44.780 43.420 1.360 3,1
Private Banking 40.798 39.537 1.261 3,2
Asset Management 9 10 -1 -10,0
Insurance - - - -
Totale aree di business 397.397 369.073 28.324 7,7
Centro di governo 51.610 56.439 -4.829 -8,6
Gruppo Intesa Sanpaolo
(al netto del Gruppo UBI)
449.007 425.512 23.495 5,5
Gruppo UBI 98.321
Gruppo Intesa Sanpaolo 547.328

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

La Banca dei Territori, che rappresenta il 56% dell'aggregato riconducibile alle realtà operative del Gruppo, ha evidenziato un forte aumento (+22,7 miliardi, pari a +11,4%) nella componente dei debiti verso clientela, per effetto della maggiore liquidità accumulata sui depositi di imprese e privati in attesa di una congiuntura più favorevole. La Divisione IMI Corporate & Investment Banking ha registrato una crescita di 3,1 miliardi (+3,5%) grazie principalmente allo sviluppo dei debiti verso clientela global corporate solo in parte compensato dalla diminuzione dei titoli in circolazione della controllata lussemburghese e di quella irlandese nell'ambito della Direzione Internazionale. La Divisione International Subsidiary Banks ha mostrato un incremento della raccolta (+1,4 miliardi, pari a +3,1%) attribuibile alla dinamica delle sussidiarie operanti in Slovacchia, Croazia, Serbia e Slovenia. La Divisione Private Banking ha segnato un aumento (+1,3 miliardi, pari a +3,2%) concentrato sui depositi a scadenza.

La provvista del Centro di Governo si è ridotta di 4,8 miliardi per effetto di un calo dei titoli in circolazione su società partecipate.

Raccolta indiretta

(milioni di euro)
Voci 30.09.2020 31.12.2019 variazioni
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
incidenza
%
Dato
consolidato
(d)
incidenza
%
assolute
(e) = (c) - (d)
%
(e) / (d)
Fondi comuni di investimento (a) 160.181 39.887 120.294 22,6 122.998 23,0 -2.704 -2,2
Fondi pensione aperti e polizze
individuali pensionistiche
10.752 - 10.752 2,0 10.327 1,9 425 4,1
Gestioni patrimoniali (b) 62.804 5.832 56.972 10,7 56.484 10,6 488 0,9
Riserve tecniche e passività
finanziarie assicurative
179.469 28.030 151.439 28,5 152.097 28,5 -658 -0,4
Rapporti con clientela istituzionale 17.024 - 17.024 3,2 16.199 3,0 825 5,1
Risparmio gestito 430.230 73.749 356.481 67,0 358.105 67,0 -1.624 -0,5
Raccolta amministrata 200.796 25.420 175.376 33,0 176.351 33,0 -975 -0,6
Raccolta indiretta 631.026 99.169 531.857 100,0 534.456 100,0 -2.599 -0,5

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

(a) La voce comprende i fondi comuni istituiti e gestiti da Eurizon Capital, Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking e alcune società estere. La voce non comprende i fondi detenuti da compagnie assicurative del Gruppo e gestiti da Eurizon Capital, i cui valori sono inclusi nelle riserve tecniche, ed il contributo dei fondi istituiti da terzi e gestiti da Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking il cui valore è incluso nella raccolta amministrata.

(b) La voce non comprende le consistenze delle polizze unit linked di Intesa Sanpaolo Vita, il cui valore è incluso nelle Riserve tecniche e passività finanziarie assicurative.

Al 30 settembre 2020 la raccolta indiretta del Gruppo è attestata a 532 miliardi, al netto dei 99 miliardi relativi al Gruppo UBI. Da inizio anno la diminuzione dello 0,5% è attribuibile all'andamento riflessivo di entrambe le componenti.

Il risparmio gestito, che con 356 miliardi costituisce i due terzi dell'aggregato complessivo, ha mostrato una diminuzione di 1,6 miliardi (-0,5%), imputabile principalmente ai fondi comuni di investimento e, in misura minore, alle riserve tecniche e passività finanziarie assicurative. In positivo si sono mosse gestioni patrimoniali, fondi pensione e rapporti con clientela istituzionale. Nel periodo la nuova produzione vita delle compagnie assicurative del Gruppo Intesa Sanpaolo, comprensiva dei prodotti previdenziali, si è attestata a 10,9 miliardi. Al pari del risparmio gestito, si è osservata una lieve flessione anche nella raccolta amministrata (-0,6%), essenzialmente rappresentata dai titoli e prodotti di terzi affidati in custodia.

Posizione interbancaria netta

La posizione interbancaria netta al 30 settembre 2020 ha presentato uno sbilancio negativo di 33 miliardi, 32 miliardi escludendo i rapporti interbancari ascrivibili al Gruppo UBI. La riduzione rispetto allo sbilancio rilevato a inizio anno, pari a 56 miliardi, è conseguenza dell'espansione dei crediti verso banche. I debiti verso banche, pari a 102 miliardi, includono un'esposizione di 71 miliardi verso la BCE. Includendo l'operatività del Gruppo UBI, i valori salgono rispettivamente a 119 miliardi per i debiti verso controparti bancarie e a 83 miliardi per l'esposizione verso la Banca Centrale Europea.

OPERATIVITA' ASSICURATIVA Attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese assicurative ai sensi dello IAS 39 (tabella 1/2)

(milioni di euro)
Tipologia di strumenti
finanziari
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione
Attività finanziarie
detenute per la
negoziazione
e derivati di
valutate al fair value ai sensi dello IAS 39
Attività finanziarie
designate al fair
value
Attività finanziarie
disponibili per la
vendita
Attività finanziarie
di pertinenza delle
imprese di assicurazione
valutate al costo
ammortizzato
ai sensi dello IAS 39
TOTALE
Attività
finanziarie di
pertinenza
delle imprese
di
assicurazione
valutate ai
sensi dello
IAS 39
Passività
finanziarie
di pertinenza delle
imprese di
assicurazione
valutate ai sensi
dello IAS 39
(*)
copertura
Titoli di debito emessi da Governi
30.09.2020 122 3.907 60.290 - 64.319 X
30.09.2020
(al netto del Gruppo UBI)
122 3.901 58.352 - 62.375 X
31.12.2019 120 4.107 58.012 - 62.239 X
Variazione assoluta (****) 2 -206 340 - 136
Variazione % (****) 1,7 -5,0 0,6 - 0,2
Altri titoli di debito
30.09.2020 24 1.008 12.603 - 13.635 X
30.09.2020
(al netto del Gruppo UBI)
24 1.008 12.129 - 13.161 X
31.12.2019 25 707 12.099 - 12.831 X
Variazione assoluta (****) -1 301 30 - 330
Variazione % (****) -4,0 42,6 0,2 - 2,6
Titoli di capitale
30.09.2020 - 2.465 1.645 - 4.110 X
30.09.2020
(al netto del Gruppo UBI)
- 2.465 1.645 - 4.110 X
31.12.2019 - 2.315 1.480 - 3.795 X
Variazione assoluta (****) - 150 165 - 315
Variazione % (****) - 6,5 11,1 - 8,3
Quote OICR
30.09.2020 162 75.671 11.606 - 87.439 X
30.09.2020
(al netto del Gruppo UBI)
162 75.427 11.575 - 87.164 X
31.12.2019 165 76.620 11.819 - 88.604 X
Variazione assoluta (*)
Variazione % (
*)
-3
-1,8
-1.193
-1,6
-244
-2,1
-
-
-1.440
-1,6
Crediti verso banche e verso clientela
30.09.2020 - 491 - 1.050 1.541 X
30.09.2020
(al netto del Gruppo UBI)
- 491 - 1.049 1.540 X
31.12.2019 - 516 - 649 1.165 X
Variazione assoluta (****) - -25 - 400 375
Variazione % (****) - -4,8 - 61,6 32,2

OPERATIVITA' ASSICURATIVA Attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese assicurative ai sensi dello IAS 39 (tabella 2/2)

(milioni di euro)
Tipologia di strumenti
finanziari
Attività finanziarie
detenute per la
negoziazione
e derivati di
copertura
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione
valutate al fair value ai sensi dello IAS 39
Attività finanziarie
designate al fair
value
Attività finanziarie
disponibili per la
vendita
Attività finanziarie
di pertinenza delle
imprese di assicurazione
valutate al costo
ammortizzato
ai sensi dello IAS 39
TOTALE
Attività
finanziarie di
pertinenza
delle imprese
di
assicurazione
valutate ai
sensi dello
IAS 39
Passività
finanziarie
di pertinenza delle
imprese di
assicurazione
valutate ai sensi
dello IAS 39
(*)
Debiti verso banche
30.09.2020 X X X X X -605 (**)
30.09.2020
(al netto del Gruppo UBI)
31.12.2019
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
-605
-2
()
(
)
Variazione assoluta (****) 603
Variazione % (****)
Derivati finanziari
30.09.2020 476 - - - 476 -58 (***)
30.09.2020
(al netto del Gruppo UBI)
476 - - - 476 -58 (***)
31.12.2019 248 - - - 248 -49 (***)
Variazione assoluta (****) 228 - - - 228 9
Variazione % (****) 91,9 - - - 91,9 18,4
Derivati creditizi
30.09.2020 1 - - - 1 - (***)
30.09.2020
(al netto del Gruppo UBI)
1 - - - 1 - (***)
31.12.2019 - - - - - - (***)
Variazione assoluta (****) 1 - - - 1 -
Variazione % (****) - - - - - -
TOTALE 30.09.2020 785 83.542 86.144 1.050 171.521 -663
TOTALE 30.09.2020
(al netto del Gruppo UBI)
785 83.292 83.701 1.049 168.827 -663
TOTALE 31.12.2019 558 84.265 83.410 649 168.882 -51
Variazione assoluta (****) 227 -973 291 400 -55 612
Variazione % (****) 40,7 -1,2 0,3 61,6 -

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

(*) L'importo della voce non comprende le "Passività finanziarie del comparto assicurativo designate al fair value" incluse nella tabella della raccolta diretta assicurativa.

(**) Valore incluso nello schema di Stato Patrimoniale nella voce "Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39".

(***) Valore incluso nello schema di Stato Patrimoniale nella voce "Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39".

(****) La variazione esprime il rapporto tra 30.09.2020 e 31.12.2019 (al netto del Gruppo UBI).

Le attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese assicurative ai sensi dello IAS 39, riepilogate nella tabella sopra riportata, sono ammontate, rispettivamente, a 169 miliardi e a 663 milioni, al netto del contributo del Gruppo UBI. La dinamica delle attività è rimasta stabile, poiché la diminuzione imputabile al portafoglio designato al fair value (-1,2%) è stata controbilanciata dalla crescita degli altri portafogli.

Raccolta diretta assicurativa e riserve tecniche

(milioni di euro)
Voci 30.09.2020 31.12.2019 variazioni
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
incidenza
%
Dato
consolidato
(d)
incidenza
%
assolute
(e) = (c) - (d)
%
(e) / (d)
Passività finanziarie del comparto
assicurativo designate al fair value
IAS39 (*)
73.902 252 73.650 44,1 75.886 45,7 -2.236 -2,9
Prodotti Index Linked - - - - - - - -
Prodotti Unit Linked 73.902 252 73.650 44,1 75.886 45,7 -2.236 -2,9
Riserve tecniche 94.536 2.339 92.197 55,2 89.243 53,8 2.954 3,3
Rami Vita 93.358 2.339 91.019 54,5 88.169 53,2 2.850 3,2
Riserve matematiche 78.806 2.071 76.735 45,9 75.092 45,3 1.643 2,2
Riserve tecniche con rischio a carico
degli assicurati (**) e riserve da
gestione dei fondi pensione
7.220 - 7.220 4,4 6.960 4,2 260 3,7
Altre riserve 7.332 268 7.064 4,2 6.117 3,7 947 15,5
Ramo danni 1.178 - 1.178 0,7 1.074 0,6 104 9,7
Altra raccolta assicurativa (***) 1.252 - 1.252 0,7 816 0,5 436 53,4
Raccolta diretta assicurativa e riserve
tecniche
169.690 2.591 167.099 100,0 165.945 100,0 1.154 0,7

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

(*) Valori inclusi nello schema di Stato patrimoniale nella voce "Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39 ".

(**) La voce comprende polizze unit e index linked con rischio assicurativo significativo.

(***) Valori inclusi nello schema di Stato patrimoniale nella voce "Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39". La voce comprende le passività subordinate.

La raccolta diretta assicurativa, al 30 settembre 2020, è risultata pari a 170 miliardi, di cui 167 miliardi al netto della componente ascrivibile al Gruppo UBI, in lieve aumento (+0,7%) rispetto a inizio anno. Le passività finanziarie valutate al fair value, costituite da prodotti unit linked, hanno registrato un calo di 2,2 miliardi (-2,9%), compensato dalla dinamica positiva delle riserve tecniche e dell'altra raccolta assicurativa. Le riserve tecniche, che costituiscono il debito verso la clientela che ha sottoscritto polizze tradizionali o con rischio assicurativo significativo, hanno registrato un aumento di 3 miliardi (pari a +3,3%), imputabile prevalentemente al ramo vita, che rappresenta la quasi totalità delle riserve.

ATTIVITÀ NON CORRENTI IN VIA DI DISMISSIONE E PASSIVITÀ ASSOCIATE

In questa voce sono appostate le attività e le relative passività non più riferite alla normale operatività in quanto oggetto di procedure di dismissione. Al 30 settembre 2020 sono state rilevate attività in corso di cessione per 2,6 miliardi, che al netto delle passività associate e dell'apporto del Gruppo UBI si riducono a 215 milioni e riguardano in massima parte Autostrade Lombarde e la sua controllata operativa Brebemi in relazione al già citato accordo per la loro cessione ad Aleàtica S.A.U.

IL PATRIMONIO NETTO

Al 30 settembre 2020 il patrimonio netto del Gruppo, incluso l'utile maturato nel periodo, si è attestato a 68.364 milioni, di cui 64.636 al netto dell'apporto del Gruppo UBI, a fronte dei 55.968 milioni rilevati a inizio anno. L'incremento è da ricondurre all'apporto dell'utile maturato nei primi nove mesi (6.376 milioni, di cui 3.303 riconducibili all'acquisizione del Gruppo UBI, incluso l'effetto del goodwill negativo) e agli strumenti di capitale emessi (+2,9 miliardi, al netto di UBI).

Si rammenta che la Banca, in ottemperanza alla comunicazione della Banca Centrale Europea del 27 marzo 2020 in merito alla politica dei dividendi nel contesto conseguente all'epidemia da COVID-19, ha deciso di sospendere la distribuzione cash agli azionisti di circa 3,4 miliardi di euro, ed ha assegnato a riserve l'utile dell'esercizio 2019, dopo l'attribuzione di 12,5 milioni al Fondo di beneficenza ed opere di carattere sociale e culturale.

Riserve da valutazione

(milioni di euro)
Voci Riserva
31.12.2019
Variazione del
periodo
Riserva
30.09.2020
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (titoli di
debito)
57 -340 -283
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (titoli di
capitale)
172 -165 7
Attività materiali 1.526 -9 1.517
Copertura dei flussi finanziari -882 28 -854
Differenze di cambio -956 -203 -1.159
Attività non correnti in via di dismissione - - -
Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazione
del proprio merito creditizio)
- -62 -62
Utili (Perdite) attuariali su piani previdenziali a benefici definiti -410 3 -407
Quota delle riserve da valutazione relative alle partecipazioni valutate al patrimonio
netto 28 -15 13
Leggi speciali di rivalutazione 308 - 308
Riserve da valutazione (escluse le riserve da valutazione di pertinenza delle
imprese di assicurazione)
-157 -763 -920
Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione 504 91 595

Le riserve da valutazione bancarie presentano un valore negativo (-920 milioni) e in ampliamento rispetto al 31 dicembre 2019 prevalentemente per effetto delle dinamiche dello spread su titoli di debito governativi, che hanno comportato un decremento del valore degli attivi in portafoglio. In crescita anche le riserve negative per differenze di cambio, mentre si sono quasi azzerate le riserve positive sui titoli di capitale. Nell'esercizio sono state rilevate anche riserve su passività designate al fair value (-62 milioni) relative a certificates emessi con protezione del capitale.

Le riserve da valutazione delle impese di assicurazione ammontano a 596 milioni rispetto ai 504 milioni di fine 2019.

I FONDI PROPRI E I COEFFICIENTI DI SOLVIBILITÀ

(milioni di euro)
Fondi propri e coefficienti di solvibilità 30.09.2020 31.12.2019
IFRS 9
"Fully loaded"
IFRS 9
"Transitional"
IFRS 9
"Transitional"
Fondi propri
Capitale primario di Classe 1 (CET1) al netto delle rettifiche regolamentari 48.193 50.325 41.542
Capitale aggiuntivo di Classe 1 (AT1) al netto delle rettifiche regolamentari 7.496 7.496 4.096
CAPITALE DI CLASSE 1 (TIER 1) 55.689 57.821 45.638
Capitale di Classe 2 (T2) al netto delle rettifiche regolamentari 10.149 9.276 7.057
TOTALE FONDI PROPRI 65.838 67.097 52.695
Attività di rischio ponderate
Rischi di credito e di controparte 298.935 297.436 258.187
Rischi di mercato e di regolamento 18.226 18.226 18.829
Rischi operativi 26.282 26.282 21.212
Altri rischi specifici (a) 307 307 296
ATTIVITA' DI RISCHIO PONDERATE 343.750 342.251 298.524
Coefficienti di solvibilità %
Common Equity Tier 1 ratio 14,0% 14,7% 13,9%
Tier 1 ratio 16,2% 16,9% 15,3%
Total capital ratio 19,2% 19,6% 17,7%

(a) La voce include tutti gli altri elementi non considerati nelle precedenti voci che entrano nel computo dei requisiti patrimoniali complessivi.

Dati al 30.09.2020 inclusivi delle attività e passività del Gruppo UBI.

I fondi propri, le attività ponderate per il rischio ed i coefficienti di solvibilità al 30 settembre 2020 sono stati determinati in base alla disciplina armonizzata per le banche e le imprese di investimento contenuta nella Direttiva 2013/36/UE (CRD IV) e nel Regolamento (UE) 575/2013 (CRR) del 26 giugno 2013, che traspongono nell'Unione europea gli standard definiti dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria (cd. framework Basilea 3), e sulla base delle relative Circolari della Banca d'Italia.

Le disposizioni normative relative ai fondi propri, che prevedevano l'introduzione del framework Basilea 3 in maniera graduale, risultano pienamente in vigore, essendo terminato, con l'esercizio 2018, lo specifico periodo transitorio durante il quale alcuni elementi che a regime sono computabili o deducibili integralmente nel Common Equity, impattavano sul Capitale primario di Classe 1 solo per una quota percentuale. Con riferimento all'introduzione dell'IFRS 9, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha scelto di adottare il cosiddetto "approccio statico" previsto dal Regolamento (UE) 2017/2395. Tale approccio consente la re-introduzione nel Common Equity di una quota progressivamente decrescente fino al 2022 (95% nel 2018, 85% nel 2019, 70% nel 2020, 50% nel 2021 e 25% nel 2022) dell'impatto dell'IFRS 9, calcolato al netto dell'effetto fiscale, risultante dal confronto tra le rettifiche di valore IAS 39 al 31 dicembre 2017 e quelle IFRS 9 al 1° gennaio 2018, escludendo la riclassifica degli strumenti finanziari, e dopo aver azzerato la shortfall al 31 dicembre 2017.

Il Regolamento (UE) 2017/2395 disciplina anche gli obblighi informativi che gli enti sono tenuti a pubblicare, rimandando all'EBA l'emanazione degli orientamenti specifici sul tema. Recependo quanto previsto dalla normativa, l'EBA ha emesso specifiche guidelines secondo cui le banche che adottano un trattamento transitorio con riferimento all'impatto dell'IFRS 9 (quale l'approccio statico citato in precedenza) sono tenute a pubblicare, con frequenza trimestrale, i valori consolidati "Fully loaded" (come se non fosse stato applicato il trattamento transitorio) e "Transitional" di Common Equity Tier 1 (CET1) capital, Tier 1 capital, Total Capital, Total risk-weighted assets, Capital Ratios e Leverage Ratio.

Al 30 settembre 2020, tenendo conto del trattamento transitorio adottato per mitigare l'impatto dell'IFRS 9, i Fondi Propri ammontano a 67.097 milioni, a fronte di un attivo ponderato di 342.251 milioni, derivante in misura prevalente dai rischi di credito e di controparte e, in misura minore, dai rischi operativi e di mercato. Alla medesima data, considerando la piena inclusione dell'impatto dell'IFRS 9, i Fondi Propri ammontano a 65.838 milioni, a fronte di un attivo ponderato di 343.750 milioni. I fondi propri calcolati considerando la piena inclusione dell'impatto dell'IFRS 9 ("Fully Loaded") tengono conto di quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2019 che ha previsto la rateizzazione ai fini fiscali delle rettifiche di valore operate in sede di First Time Adoption del principio contabile, con conseguente rilevazione di DTA; tali DTA sono state considerate per il 30% del loro valore contabile ai fini del calcolo dei fondi propri "Transitional", in linea con quanto previsto dall'articolo 473 bis della CRR con riferimento all'applicazione dell'"approccio statico", mentre nei fondi propri "Fully loaded" sono state incluse integralmente tra gli elementi deducibili. L'impatto di tali DTA sui fondi propri "Fully loaded" è comunque transitorio in quanto le stesse saranno riassorbite entro il 2028.

Peraltro, si segnala che il Gruppo al momento non si è avvalso né del nuovo regime transitorio IFRS 9 relativo alle rettifiche di valore dei crediti successive al 31 dicembre 2019 né della reintroduzione del filtro prudenziale per le esposizioni verso le amministrazioni centrali classificate nella categoria FVTOCI, entrambe introdotte dalla Commissione Europea con il Regolamento 2020/873 del 24 giugno 2020.

Si ricorda che i coefficienti di adeguatezza patrimoniale al 31 dicembre 2019 erano stati calcolati tenendo conto dell'utile dell'esercizio 2019 al netto della componente che il Consiglio di Amministrazione dell'Emittente, nella seduta del 25 febbraio 2020, aveva proposto di destinare a dividendo per complessivi Euro 3.362 milioni; successivamente, a seguito della raccomandazione della BCE del 27 marzo 2020 in merito alla politica dei dividendi nel contesto conseguente all'epidemia da COVID-19, il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo del 31 marzo 2020 ha modificato la proposta all'Assemblea di destinazione dell'utile risultante dal Bilancio al 31 dicembre 2019, dando seguito alla Raccomandazione della Banca Centrale Europea di non procedere alla distribuzione di dividendi in considerazione del contesto economico indotto dalla suddetta epidemia, proponendo di assegnare a riserve la quota dell'utile destinata a dividendo in virtù della precedente delibera del 25 febbraio 2020. L'Assemblea degli azionisti del 27 aprile 2020 ha approvato l'assegnazione a riserve dell'utile dell'esercizio 2019. Conseguentemente, il Capitale primario di Classe 1 al 30 settembre 2020 tiene conto, tra le riserve, dell'intero utile riferito all'esercizio 2019 al netto degli altri oneri prevedibili (rateo cedolare sugli strumenti di Additional Tier 1 ed erogazioni a beneficienza). In data 27 luglio 2020 la BCE ha esteso la raccomandazione di non distribuire dividendi fino al 1° gennaio 2021, rispetto al precedente termine del 1° ottobre 2020 previsto dalla raccomandazione del 27 marzo scorso.

I coefficienti di solvibilità al 30 settembre 2020 includono gli effetti derivanti dal consolidamento del Gruppo UBI, i cui impatti sono principalmente ascrivibili all'aumento di capitale a servizio dell'Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio, alla computazione del goodwill negativo rilevato al 30 settembre 2020, ancorché assolutamente provvisorio in quanto il processo di allocazione del costo di acquisizione ("Purchase Price Allocation") previsto dall'IFRS 3 sarà concluso per il Bilancio 2020, e al consolidamento delle attività ponderate per il rischio del Gruppo UBI. Si precisa che le attività ponderate per il rischio tengono conto del contributo ascrivibile agli sportelli che saranno ceduti a BPER nel corso del 2021, ancorché al 30 settembre 2020 sia già stata rilevata la minusvalenza stimata derivante dalla cessione dei suddetti sportelli.

Si è inoltre tenuto conto dell'utile dei primi nove mesi del 2020 al netto del relativo dividendo (e degli altri oneri prevedibili) calcolato tramite l'applicazione del pay-out ratio del 75% previsto per il 2020 escludendo la contribuzione del goodwill negativo provvisorio. Il pay-out ratio del 75% si basa sull'intenzione di Intesa Sanpaolo di confermare per il 2020 la politica dei dividendi indicata nel Piano di Impresa 2018-2021 subordinatamente alle indicazioni che verranno fornite dalla BCE nel quarto trimestre 2020 in merito alla distribuzione di dividendi successivamente al 1° gennaio 2021 e di non procedere alla distribuzione del goodwill negativo definitivo come risulterà dalla finalizzazione del processo di "Purchase Price Allocation" della business combination e al netto degli oneri di integrazione e di riduzione del profilo di rischio.

Il Capitale primario di Classe 1 e le Attività di rischio ponderate al 30 settembre 2020 tengono conto dell'impatto dell'applicazione del cosiddetto "Danish Compromise" (art. 49.1 del Regolamento (UE) 575/2013), a seguito della specifica autorizzazione ricevuta dalla BCE nel 2019, per cui gli investimenti assicurativi, ad esclusione di quelli rivenienti dal Gruppo UBI per cui non è ancora stata fatta richiesta di estensione del "Danish Compromise", vengono trattati come attivi ponderati per il rischio anziché dedotti dal capitale.

Sulla base di quanto esposto in precedenza, i coefficienti di solvibilità al 30 settembre 2020 calcolati tenendo conto del trattamento transitorio per l'impatto dell'IFRS 9 ("IFRS 9 Transitional") si collocano sui seguenti valori: Common Equity ratio 14,7%, Tier 1 ratio 16,9% e Total capital ratio 19,6%. Considerando la piena inclusione dell'impatto dell'IFRS 9 ("IFRS 9 Fully Loaded") i coefficienti di solvibilità al 30 settembre 2020 sono i seguenti: Common Equity ratio 14,0%, Tier 1 ratio 16,2% e Total capital ratio 19,2%.

Si segnala, infine, che in data 26 novembre 2019 Intesa Sanpaolo ha comunicato di avere ricevuto la decisione finale della BCE riguardante il requisito patrimoniale da rispettare a partire dal 1° gennaio 2020 a livello consolidato, a seguito degli esiti del Supervisory Review and Evaluation Process (SREP). Il requisito patrimoniale da rispettare complessivamente in termini di Common Equity Tier 1 ratio risulta pari a 8,44% secondo i criteri transitori in vigore per il 2020 e a 8,63% secondo i criteri a regime.

Come già indicato in precedenza, preme ribadire che l'effetto positivo di 3.264 milioni connesso all'avviamento negativo relativo all'acquisizione di UBI Banca, e computato nel Capitale primario al 30 settembre 2020, è da considerarsi assolutamente provvisorio e sarà rideterminato definitivamente in occasione del Bilancio 2020 a seguito della finalizzazione del processo di PPA (Purchase Price Allocation), tramite il calcolo puntuale alla data di acquisizione dei fair value delle attività identificabili acquisite e delle passività assunte del Gruppo UBI. Inoltre, il Bilancio 2020 recepirà gli oneri, attualmente in corso di definizione, correlati all'integrazione e miglioramento dell'efficienza operativa ed alla riduzione del profilo di rischio.

Si ribadisce anche che il suddetto importo dell'avviamento negativo, come già rappresentato, tiene conto non solo degli effetti provvisori dell'acquisizione ma anche della minusvalenza derivante dalla cessione di sportelli di UBI Banca e Intesa Sanpaolo le cui corrispondenti attività di rischio ponderate sono tuttora incluse nei valori consolidati non essendo ancora intervenuto il deconsolidamento.

Riconciliazione tra Patrimonio di bilancio e Capitale primario di Classe 1

(milioni di euro)
Voci 30.09.2020 31.12.2019
Patrimonio netto di Gruppo 68.364 55.968
Patrimonio netto di terzi 277 554
Patrimonio netto dallo Stato patrimoniale 68.641 56.522
Rettifiche per strumenti computabili nell'AT1 o nel T2 e utile di periodo
- Altri strumenti di capitale computabili nell'AT1 -7.490 -4.091
- Interessi di minoranza computabili nell'AT1 -6 -5
- Interessi di minoranza computabili nel T2 -3 -3
- Interessi di minoranza non computabili a regime -237 -511
- Utile di periodo non computabile (a) -2.389 -3.451
- Azioni proprie incluse tra le rettifiche regolamentari 244 230
- Altre componenti non computabili a regime - -
Capitale primario di Classe 1 (CET1) prima delle rettifiche regolamentari 58.760 48.691
Rettifiche regolamentari (incluse rettifiche del periodo transitorio) (b) -8.435 -7.149
Capitale primario di Classe 1 (CET1) al netto delle rettifiche regolamentari 50.325 41.542

(a) Nel Capitale primario di Classe 1 al 30 settembre 2020 si è tenuto conto dell'utile dei primi nove mesi del 2020 al netto del relativo dividendo (e degli altri oneri prevedibili) calcolato tramite l'applicazione del pay-out ratio del 75% previsto per il 2020 escludendo la contribuzione del goodwill negativo provvisorio derivante dall'acquisizione del Gruppo UBI.

(b) Le rettifiche del periodo transitorio al 30 settembre 2020 tengono conto del filtro prudenziale che consente la re-introduzione nel Common Equity di una quota progressivamente decrescente fino al 2022 (70% nel 2020) dell'impatto dell'IFRS 9.

Dati al 30.09.2020 inclusivi delle attività e passività del Gruppo UBI.

I risultati per settori di attività

Il Gruppo Intesa Sanpaolo opera attraverso una struttura organizzativa articolata in sei Business Unit. Ad esse si aggiungono il Centro di Governo, con funzioni di indirizzo, coordinamento e controllo dell'intero Gruppo e – ancorché temporaneamente – il contributo del Gruppo UBI.

L'informativa di settore del Gruppo Intesa Sanpaolo si basa sugli elementi che il management utilizza per assumere le proprie decisioni operative (c.d. "management approach") ed è dunque coerente con i requisiti informativi previsti dall'IFRS 8. Oltre a riflettere le responsabilità operative sancite dall'assetto organizzativo del Gruppo, i settori di attività sono costituiti dall'aggregazione di linee di business che presentano caratteristiche simili con riferimento alla tipologia di prodotti e servizi venduti.

Si segnala che, nel mese di luglio, a seguito della fusione per incorporazione di Banca IMI nella Capogruppo, la Divisione Corporate e Investment Banking ha assunto la nuova denominazione di IMI Corporate & Investment Banking.

Nella tabella che segue sono riportati i principali dati che sintetizzano l'evoluzione dei settori di attività del Gruppo Intesa Sanpaolo nei primi nove mesi del 2020.

Gli apporti reddituali e i saldi patrimoniali del Gruppo UBI – che come già indicato sono oggetto di consolidamento dalla data di acquisizione a partire dal presente Resoconto – sono temporaneamente rappresentati come una business unit separata e saranno divisionalizzati successivamente, con il procedere dell'integrazione dei processi. Come già indicato nei commenti ai risultati economici e agli aggregati patrimoniali consolidati, data la particolarità dell'operazione, nessuna rettifica è stata apportata ai dati storici riclassificati per riflettere retroattivamente gli effetti dell'operazione di acquisizione. Di conseguenza, nel presente capitolo i dati del Gruppo UBI non riportano dati a raffronto.

Ove necessario e se materiali, i dati divisionali dei periodi posti a confronto sono stati riesposti in coerenza con le variazioni di perimetro delle Business Unit, ad eccezione dei dati relativi al Gruppo UBI, che come già indicato non sono stati oggetto di riesposizione.

In particolare la riesposizione ha riguardato:

  • − l'inclusione, nell'ambito della Divisione Insurance, delle risultanze economiche e patrimoniali di RBM Assicurazione Salute, entrata nell'area di consolidamento integrale in relazione al perfezionamento dell'acquisizione della quota di controllo della società nel secondo trimestre del 2020;
  • − il deconsolidamento linea per linea dalla Banca dei Territori e la riallocazione all'utile/perdita delle attività operative cessate del Centro di Governo delle risultanze economiche riferite al ramo aziendale dedicato all'attività di acquiring nell'ambito dei servizi di pagamento, oggetto di conferimento a Nexi secondo l'accordo sottoscritto a dicembre 2019 e perfezionato alla fine del primo semestre 2020;
  • − la riattribuzione tra la Divisione Banca dei Territori e la Divisione Corporate e Investment Banking (ora Divisione IMI Corporate & Investment Banking) dei dati economici e patrimoniali di Mediocredito Italiano, in precedenza interamente ricompresa nella Banca dei Territori, a seguito della sua fusione per incorporazione nella Capogruppo, avvenuta nel mese di novembre 2019;
  • − la riallocazione alle Divisioni di alcuni costi operativi e delle componenti di conto economico e stato patrimoniale relative ai crediti in sofferenza in precedenza attribuiti alla Direzione NPE (ex Capital Light Bank) nell'ambito del Centro di Governo, a seguito della riorganizzazione operativa dell'Area di Governo Chief Lending Officer;

  • − l'inclusione negli oneri operativi della Divisione Banca dei Territori e della Divisione Corporate e Investment Banking (ora Divisione IMI Corporate & Investment Banking) dell'esercizio 2019 degli effetti connessi alle fees da riconoscere a Prelios a seguito dell'accordo per il servicing relativo alla gestione delle inadempienze probabili, efficace da fine 2019, assumendo che tale accordo avesse avuto efficacia dal 1° gennaio 2019, in considerazione del fatto che esso produrrà un impatto continuativo sui futuri conti economici;
  • − la revisione del Tasso Interno di Trasferimento, operata nel 2020 in relazione alle dinamiche dei tassi di mercato.
(milioni di euro)
Banca
dei
Territori
IMI
Corporate
&
Investment
Banking
International
Subsidiary
Banks
Private
Banking
Asset
Management
Insurance Centro
di
Governo
Totale
Gruppo
Intesa
Sanpaolo
(al netto del
Gruppo UBI)
Gruppo
UBI
Totale
Gruppo
Intesa
Sanpaolo
Proventi operativi netti
30.09.2020 5.991 3.456 1.413 1.435 549 956 -642 13.158 575 13.733
30.09.2019 6.270 3.106 1.485 1.444 558 909 -184 13.588 13.588
Variazione % (a) -4,4 11,3 -4,8 -0,6 -1,6 5,2 -3,2
Costi operativi
30.09.2020 -3.712 -798 -723 -443 -110 -170 -643 -6.599 -360 -6.959
30.09.2019 -3.893 -829 -722 -449 -108 -161 -689 -6.851 -6.851
Variazione % (a) -4,6 -3,7 0,1 -1,3 1,9 5,6 -6,7 -3,7
Risultato della gestione
operativa
30.09.2020 2.279 2.658 690 992 439 786 -1.285 6.559 215 6.774
30.09.2019 2.377 2.277 763 995 450 748 -873 6.737 6.737
Variazione % (a) -4,1 16,7 -9,6 -0,3 -2,4 5,1 47,2 -2,6
Risultato netto
30.09.2020 253 1.538 378 643 326 473 -538 3.073 3.303 6.376
30.09.2019 778 1.409 564 671 344 495 -951 3.310 3.310
Variazione % (a) -67,5 9,2 -33,0 -4,2 -5,2 -4,4 -43,4 -7,2
Finanziamenti verso clientela
30.09.2020 207.256 134.470 35.301 9.442 266 - 17.166 403.901 85.247 489.148
31.12.2019 194.358 131.884 34.038 9.329 435 - 25.185 395.229 395.229
Variazione % (b) 6,6 2,0 3,7 1,2 -38,9 - -31,8 2,2
Raccolta diretta bancaria
30.09.2020 221.909 89.901 44.780 40.798 9 - 51.610 449.007 98.321 547.328
31.12.2019 199.256 86.850 43.420 39.537 10 - 56.439 425.512 425.512
Variazione % (b) 11,4 3,5 3,1 3,2 -10,0 - -8,6 5,5
Attività di rischio ponderate
30.09.2020 80.107 99.011 32.542 9.418 1.362 - 63.335 285.775 56.476 342.251
31.12.2019 86.829 100.274 32.916 9.184 1.446 - 67.875 298.524 298.524
Variazione % (b) -7,7 -1,3 -1,1 2,5 -5,8 - -6,7 -4,3
Capitale assorbito
30.09.2020 6.881 8.508 3.390 860 155 4.164 3.727 27.685 4.851 32.536
31.12.2019 7.459 8.617 3.441 798 146 3.821 3.989 28.271 28.271
Variazione % (b) -7,7 -1,3 -1,5 7,8 6,2 9,0 -6,6 -2,1

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

(a) La variazione esprime il rapporto tra 30.09.2020 e 30.09.2019.

(b) La variazione esprime il rapporto tra 30.09.2020 e 31.12.2019.

SETTORI DI ATTIVITA'

Banca dei Territori

(milioni di euro)
Dati economici 30.09.2020 30.09.2019 variazioni
assolute %
Interessi netti 3.069 3.099 -30 -1,0
Commissioni nette 2.860 3.111 -251 -8,1
Risultato dell'attività assicurativa - 2 -2
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 71 61 10 16,4
Altri proventi (oneri) operativi netti -9 -3 6
Proventi operativi netti 5.991 6.270 -279 -4,4
Spese del personale -2.200 -2.334 -134 -5,7
Spese amministrative -1.509 -1.553 -44 -2,8
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -3 -6 -3 -50,0
Costi operativi -3.712 -3.893 -181 -4,6
Risultato della gestione operativa 2.279 2.377 -98 -4,1
Rettifiche di valore nette su crediti -1.877 -1.093 784 71,7
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -43 -34 9 26,5
Altri proventi (oneri) netti 30 - 30 -
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - -
Risultato corrente lordo 389 1.250 -861 -68,9
Imposte sul reddito -128 -456 -328 -71,9
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -8 -15 -7 -46,7
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) - -1 -1
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) - - - -
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi - - - -
Risultato netto 253 778 -525 -67,5
(milioni di euro)
Dati operativi 30.09.2020 31.12.2019 variazioni
assolute %
Finanziamenti verso clientela 207.256 194.358 12.898 6,6
Raccolta diretta bancaria 221.909 199.256 22.653 11,4
Attività di rischio ponderate 80.107 86.829 -6.722 -7,7
Capitale assorbito 6.881 7.459 -578 -7,7

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.

Nei primi nove mesi del 2020 la Banca dei Territori ha realizzato proventi operativi netti pari a 5.991 milioni, che rappresentano circa la metà dei ricavi consolidati del Gruppo, in flessione (-4,4%) rispetto al corrispondente periodo dello scorso esercizio. In dettaglio, si segnala una riduzione delle commissioni nette (-8,1%), che hanno risentito della brusca frenata nei primi sei mesi dell'anno a seguito del lockdown correlato al contenimento della pandemia COVID-19, da ascrivere sia al comparto di gestione, intermediazione e consulenza sia a quello del commercial banking. Gli interessi netti hanno mostrato una sostanziale tenuta collocandosi su livelli di poco inferiori a quelli dei primi nove mesi dello scorso anno (-1%). Tra le altre componenti dei proventi operativi netti della Divisione, di entità marginale, si evidenziano, in positivo, il risultato delle attività e passività finanziarie al fair value (+10 milioni) e, in negativo, gli altri oneri operativi netti (+6 milioni). I costi operativi, pari a 3.712 milioni, si sono ridotti del 4,6% grazie ai risparmi sulle spese del personale, attribuibili alla riduzione dell'organico medio, e alla diminuzione delle spese amministrative, nonostante i maggiori costi (in particolare in ambito informatico) connessi all'emergenza sanitaria, principalmente per i risparmi sui service in ambito immobiliare e operativo, e per le più contenute spese di pubblicità, rappresentanza e per servizi resi da terzi. Per effetto delle dinamiche descritte, il risultato della gestione operativa è ammontato a 2.279 milioni, in calo del 4,1% rispetto allo stesso periodo del 2019. Il risultato corrente lordo, pari a 389 milioni, è stato fortemente condizionato dall'appostazione di significative rettifiche di valore su crediti principalmente correlate alla revisione dello scenario a seguito dell'evento pandemico. Infine, il risultato netto, dopo l'attribuzione alla Divisione di imposte per 128 milioni e di oneri di integrazione per 8 milioni, si è collocato a 253 milioni (-67,5% rispetto ai primi nove mesi del 2019).

Nel terzo trimestre si rileva un incremento dei proventi operativi netti ascrivibile alla ripresa dei ricavi commissionali e un miglioramento di tutti i margini reddituali rispetto al secondo, che era stato impattato in maniera significativa dagli effetti riconducibili al contesto della crisi da COVID-19.

Le consistenze patrimoniali a fine settembre 2020 hanno evidenziato una significativa crescita dei volumi intermediati complessivi di raccolta e impiego rispetto a inizio anno (+9%). In dettaglio, i crediti verso clientela, pari a 207.256 milioni, hanno mostrato un incremento di 12,9 miliardi (+6,6%), riconducibile ai finanziamenti a medio-lungo termine nei confronti delle imprese e delle aziende retail, che riflettono il sostegno del Gruppo all'economia italiana anche in relazione alle misure straordinarie varate dal Governo. La raccolta diretta bancaria, pari a 221.909 milioni, è risultata in forte aumento (+22,7 miliardi, pari a +11,4%) nella componente dei debiti verso clientela, per effetto della maggiore liquidità accumulata sui depositi di imprese e privati in attesa di una congiuntura più favorevole.

IMI Corporate & Investment Banking

(milioni di euro)
Dati economici 30.09.2020 30.09.2019
variazioni
assolute %
Interessi netti 1.600 1.380 220 15,9
Commissioni nette 728 688 40 5,8
Risultato dell'attività assicurativa - - - -
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 1.120 1.036 84 8,1
Altri proventi (oneri) operativi netti 8 2 6
Proventi operativi netti 3.456 3.106 350 11,3
Spese del personale -302 -304 -2 -0,7
Spese amministrative -480 -508 -28 -5,5
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -16 -17 -1 -5,9
Costi operativi -798 -829 -31 -3,7
Risultato della gestione operativa 2.658 2.277 381 16,7
Rettifiche di valore nette su crediti -308 -177 131 74,0
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -42 -13 29
Altri proventi (oneri) netti - 3 -3
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - -
Risultato corrente lordo 2.308 2.090 218 10,4
Imposte sul reddito -760 -677 83 12,3
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -10 -4 6
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) - - - -
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) - - - -
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi - - - -
Risultato netto 1.538 1.409 129 9,2
(milioni di euro)
Dati operativi 30.09.2020 31.12.2019 variazioni
assolute %
Finanziamenti verso clientela 134.470 131.884 2.586 2,0
Raccolta diretta bancaria (a) 89.901 86.850 3.051 3,5
Attività di rischio ponderate 99.011 100.274 -1.263 -1,3
Capitale assorbito 8.508 8.617 -109 -1,3

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.

(a) L'importo della voce comprende i "certificates".

Nei primi nove mesi del 2020 la Divisione Corporate e Investment Banking che, nel mese di luglio, a seguito della fusione per incorporazione di Banca IMI nella Capogruppo, ha assunto la denominazione di IMI Corporate & Investment Banking ha realizzato proventi operativi netti pari a 3.456 milioni (che rappresentano circa il 30% del dato consolidato di Gruppo), in crescita dell'11,3% rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno.

In dettaglio, gli interessi netti, pari a 1.600 milioni, hanno mostrato un incremento del 15,9% beneficiando della maggiore contribuzione degli impieghi a clientela. Le commissioni nette, pari a 728 milioni, sono aumentate del 5,8% grazie all'andamento rilevato nel comparto dell'investment banking. Il risultato delle attività e passività finanziarie al fair value, pari a 1.120 milioni, ha evidenziato una favorevole evoluzione (+8,1%): la dinamica positiva degli effetti valutativi derivanti dal debt value adjustment (DVA) correlato alle passività costituite da certificates è stata solo in parte assorbita dai minori utili da cessione registrati nei primi nove mesi del 2020. I costi operativi sono ammontati a 798 milioni, in diminuzione del 3,7% rispetto a quelli del medesimo periodo dello scorso esercizio essenzialmente grazie ai risparmi sulle spese amministrative. Per effetto delle dinamiche descritte dei ricavi e dei costi, il risultato della gestione operativa si è attestato a 2.658 milioni, in progresso del 16,7% rispetto al valore rilevato nello stesso periodo del 2019. Il risultato corrente lordo, pari a 2.308 milioni, ha registrato una crescita del 10,4%, nonostante le maggiori rettifiche di valore nette su crediti appostate in relazione alla pandemia da COVID-19, segnatamente nel secondo trimestre. Infine, l'utile netto è stato pari a 1.538 milioni (+9,2%).

La Divisione IMI Corporate & Investment Banking ha mostrato nel terzo trimestre 2020 un risultato della gestione operativa in riduzione rispetto al secondo, essenzialmente a causa del calo dei ricavi riconducibile al risultato delle attività e passività finanziarie al fair value. Il risultato corrente lordo e l'utile netto sono per contro aumentati per effetto del ridimensionamento delle rettifiche di valore su crediti.

I volumi intermediati della Divisione hanno evidenziato un aumento rispetto a inizio anno (+2,6%). Nel dettaglio, gli impieghi a clientela, pari a 134.470 milioni, hanno registrato una crescita di 2,6 miliardi (+2%), ascrivibile ai finanziamenti a medio-lungo termine per operazioni di finanza strutturata e, in misura minore, nei confronti di clientela financial institutions. La raccolta diretta bancaria, pari a 89.901 milioni, si è incrementata di 3,1 miliardi (+3,5%) grazie principalmente allo sviluppo dei debiti verso clientela global corporate solo in parte compensato dalla diminuzione dei titoli in circolazione della controllata lussemburghese e di quella irlandese nell'ambito della Direzione Internazionale.

International Subsidiary Banks

(milioni di euro)
Dati economici 30.09.2020 30.09.2019
variazioni
assolute %
Interessi netti 981 1.030 -49 -4,8
Commissioni nette 368 397 -29 -7,3
Risultato dell'attività assicurativa - - - -
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 89 85 4 4,7
Altri proventi (oneri) operativi netti -25 -27 -2 -7,4
Proventi operativi netti 1.413 1.485 -72 -4,8
Spese del personale -393 -398 -5 -1,3
Spese amministrative -248 -246 2 0,8
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -82 -78 4 5,1
Costi operativi -723 -722 1 0,1
Risultato della gestione operativa 690 763 -73 -9,6
Rettifiche di valore nette su crediti -173 -36 137
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -2 - 2 -
Altri proventi (oneri) netti 6 5 1 20,0
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - -
Risultato corrente lordo 521 732 -211 -28,8
Imposte sul reddito -114 -141 -27 -19,1
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -29 -27 2 7,4
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) - - - -
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) - - - -
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi - - - -
Risultato netto 378 564 -186 -33,0
(milioni di euro)
Dati operativi 30.09.2020 31.12.2019 variazioni
assolute %
Finanziamenti verso clientela 35.301 34.038 1.263 3,7
Raccolta diretta bancaria 44.780 43.420 1.360 3,1
Attività di rischio ponderate 32.542 32.916 -374 -1,1
Capitale assorbito 3.390 3.441 -51 -1,5

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.

La Divisione International Subsidiary Banks presidia l'attività del Gruppo sui mercati esteri tramite banche commerciali controllate e partecipate che svolgono prevalentemente attività bancaria retail.

Nei primi nove mesi del 2020 i proventi operativi netti della Divisione si sono attestati a 1.413 milioni, in calo (-4,8%) rispetto al corrispondente periodo del precedente esercizio (-5% a cambi costanti). L'analisi di dettaglio evidenzia che gli interessi netti sono stati pari a 981 milioni (-4,8%), principalmente per effetto delle dinamiche evidenziate da VUB Banka (-40 milioni) e PBZ – inclusa Intesa Sanpaolo Bank (Slovenia) e Intesa Sanpaolo Banka Bosna i Hercegovina (-23 milioni), solo in parte compensate dagli apporti positivi di Bank of Alexandria (+11 milioni) e CIB Bank (+7 milioni). Le commissioni nette, pari a 368 milioni, hanno mostrato un calo (-7,3%) essenzialmente riconducibile a PBZ – inclusa Intesa Sanpaolo Bank (Slovenia) e Intesa Sanpaolo Banka Bosna i Hercegovina (-29 milioni). Tra le altre componenti di ricavo, il risultato delle attività e passività finanziarie al fair value, pari a 89 milioni, ha registrato un aumento (+4,7%) rispetto ai primi nove mesi del 2019, mentre gli altri oneri operativi netti, di entità marginale, sono risultati in calo.

I costi operativi, pari a 723 milioni, si sono mantenuti sostanzialmente stabili (+0,1%; +0,4% a cambi costanti), per effetto di una crescita degli ammortamenti delle immobilizzazioni immateriali e materiali e delle spese amministrative assorbita dalle minori spese del personale.

Per l'andamento descritto dei ricavi e dei costi, il risultato della gestione operativa ha registrato una diminuzione (-9,6%), attestandosi a 690 milioni. Il risultato corrente lordo, pari a 521 milioni, è diminuito del 28,8%, anche a causa di maggiori rettifiche di valore su crediti in larga parte riconducibili ad accantonamenti relativi alla pandemia. La Divisione ha chiuso i primi nove mesi dell'anno con un risultato netto di 378 milioni (-33%).

Il terzo trimestre 2020 ha registrato un risultato della gestione operativa in lieve aumento rispetto al secondo per effetto di una crescita dei ricavi commissionali e del margine di interesse, in presenza di oneri operativi stabili. Il risultato corrente lordo e l'utile netto hanno beneficiato di rettifiche di valore su crediti inferiori rispetto a quelle appostate nel secondo trimestre per fronteggiare l'emergenza COVID-19.

I volumi intermediati della Divisione hanno evidenziato a fine settembre 2020 un aumento rispetto a inizio anno (+3,4%) riconducibile sia ai crediti verso clientela (+3,7%), nella componente a medio-lungo termine, sia alla raccolta diretta bancaria (+3,1%), segnatamente i debiti verso clientela. La dinamica dei volumi è principalmente attribuibile alle controllate operanti in Slovacchia, Serbia e Croazia.

Private Banking

Dati economici 30.09.2019 (milioni di euro)
variazioni
assolute %
Interessi netti 154 132 22 16,7
Commissioni nette 1.260 1.276 -16 -1,3
Risultato dell'attività assicurativa - - - -
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 16 33 -17 -51,5
Altri proventi (oneri) operativi netti 5 3 2 66,7
Proventi operativi netti 1.435 1.444 -9 -0,6
Spese del personale -256 -260 -4 -1,5
Spese amministrative -144 -147 -3 -2,0
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -43 -42 1 2,4
Costi operativi -443 -449 -6 -1,3
Risultato della gestione operativa 992 995 -3 -0,3
Rettifiche di valore nette su crediti -15 - 15 -
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -34 -38 -4 -10,5
Altri proventi (oneri) netti 6 9 -3 -33,3
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - -
Risultato corrente lordo 949 966 -17 -1,8
Imposte sul reddito -295 -280 15 5,4
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -11 -14 -3 -21,4
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) -1 -1 - -
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) - - - -
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi 1 - 1 -
Risultato netto 643 671 -28 -4,2
(milioni di euro)
Dati operativi 30.09.2020 31.12.2019 variazioni
assolute %
Risparmio gestito (1) 123.708 122.660 1.048 0,9
Attività di rischio ponderate 9.418 9.184 234 2,5
Capitale assorbito 860 798 62 7,8

(1) Dati riesposti in coerenza con i criteri di rendicontazione della raccolta indiretta consolidata.

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.

La Divisione Private Banking ha la missione di servire il segmento di clientela di fascia alta (Private e High Net Worth Individuals), creando valore attraverso l'offerta di prodotti e servizi mirati all'eccellenza. La Divisione coordina l'operatività di Fideuram, Fideuram Investimenti, Intesa Sanpaolo Private Banking, SIREF Fiduciaria, Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval, Fideuram Asset Management Ireland, Fideuram Bank (Luxembourg) e Financière Fideuram.

Nei primi nove mesi del 2020 la Divisione ha realizzato un risultato corrente lordo pari a 949 milioni, in diminuzione di 17 milioni (-1,8%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno per effetto della riduzione dei ricavi (-9 milioni) e degli altri proventi netti (-3 milioni) nonché per maggiori rettifiche di valore su crediti (+15 milioni). In senso opposto si sono mossi gli oneri operativi (-6 milioni) e gli accantonamenti per rischi e oneri (-4 milioni).

L'andamento dei proventi operativi netti è da ricondurre alla flessione del risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value (-17 milioni) e delle commissioni nette (-16 milioni), parzialmente compensata dall'aumento del margine di interesse (+22 milioni).

La dinamica delle attività finanziarie è imputabile a minori plusvalenze realizzate con la cessione di titoli di debito del portafoglio al fair value con impatto sulla redditività complessiva, mentre quella delle commissioni nette è riconducibile alla flessione delle commissioni ricorrenti a seguito del riposizionamento dei risparmi della clientela su prodotti a minore redditività, in parte attenuata dall'effetto favorevole riveniente dalla crescita delle masse medie di risparmio gestito, in progressiva ripresa nel terzo trimestre. Inoltre sono state sostenute maggiori commissioni passive per le incentivazioni a favore delle reti distributive. La crescita del margine di interesse è dovuta all'incremento dei volumi medi dei depositi a scadenza di tesoreria e al contenimento del costo medio della raccolta interbancaria. La Divisione ha chiuso i primi nove mesi del 2020 con un utile netto di 643 milioni, in diminuzione del 4,2% rispetto al medesimo periodo dello scorso esercizio.

Relativamente alle masse amministrate, si segnala che i valori vengono esposti in coerenza con i criteri di rendicontazione della raccolta indiretta utilizzati nel consolidato del Gruppo Intesa Sanpaolo, in particolare attraverso l'elisione di conti correnti della clientela correlati alle operazioni di investimento, di obbligazioni e di certificates che, pur facendo parte del patrimonio del cliente, trovano già rappresentazione nell'ambito della raccolta diretta. Si evidenzia inoltre una riallocazione dei prodotti di terzi da risparmio gestito a risparmio amministrato.

Al 30 settembre 2020 le masse amministrate, che includono anche il contributo dei mandati fiduciari a SIREF Fiduciaria, sono state pari a 201,7 miliardi (-1,7 miliardi rispetto a inizio anno). Tale andamento è riconducibile alla performance di mercato, che ha risentito dell'evento pandemico che ha inciso negativamente sui patrimoni. In senso opposto si è mossa la raccolta netta, che ha fornito un apporto positivo rispetto ai primi nove mesi dello scorso anno. La componente di risparmio gestito si è attestata a 123,7 miliardi (-1 miliardo).

Asset Management

(milioni di euro)
Dati economici 30.09.2019 variazioni
assolute %
Interessi netti - - - -
Commissioni nette 528 527 1 0,2
Risultato dell'attività assicurativa - - - -
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value -2 5 -7
Altri proventi (oneri) operativi netti 23 26 -3 -11,5
Proventi operativi netti 549 558 -9 -1,6
Spese del personale -57 -55 2 3,6
Spese amministrative -49 -49 - -
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -4 -4 - -
Costi operativi -110 -108 2 1,9
Risultato della gestione operativa 439 450 -11 -2,4
Rettifiche di valore nette su crediti - - - -
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività - - - -
Altri proventi (oneri) netti - - - -
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - -
Risultato corrente lordo 439 450 -11 -2,4
Imposte sul reddito -112 -106 6 5,7
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) - - - -
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) - - - -
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) - - - -
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi -1 - 1 -
Risultato netto 326 344 -18 -5,2
(milioni di euro)
Dati operativi 30.09.2020 31.12.2019 variazioni
assolute %
Risparmio gestito 263.401 265.813 -2.412 -0,9
Attività di rischio ponderate 1.362 1.446 -84 -5,8
Capitale assorbito 155 146 9 6,2

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.

La Divisione Asset Management ha la missione di sviluppare le migliori soluzioni di asset management rivolte alla clientela del Gruppo e la presenza nel segmento dell'open market tramite la società controllata Eurizon Capital e le sue partecipate.

I proventi operativi netti dei primi nove mesi del 2020, pari a 549 milioni, hanno evidenziato una diminuzione dell'1,6% rispetto al corrispondente periodo dell'esercizio precedente ascrivibile al contributo negativo derivante dalla valutazione al fair value del portafoglio finanziario in cui sono investite le disponibilità liquide della Divisione e, in misura minore, al calo degli altri proventi operativi netti nonostante l'apporto positivo delle partecipate consolidate a patrimonio netto. I ricavi commissionali si sono mantenuti sostanzialmente stabili (+0,2%): la crescita delle commissioni di incentivo e di collocamento ha controbilanciato il calo delle commissioni ricorrenti (di gestione e per servizi amministrativi) penalizzate dal riposizionamento dell'asset mix dei patrimoni gestiti su profili prudenziali a seguito della pandemia. I costi operativi hanno mostrato un leggero aumento (+1,9%) attribuibile alle spese del personale in relazione alla crescita dell'organico. Dato l'andamento descritto dei ricavi e dei costi, il risultato della gestione operativa è stato pari a 439 milioni, in decremento del 2,4% rispetto allo stesso periodo del 2019. La Divisione ha chiuso i primi nove mesi del 2020 con un risultato netto pari a 326 milioni (-5,2%).

Complessivamente il risparmio gestito dalla Divisione Asset Management si è attestato al 30 settembre 2020 a 263,4 miliardi, con una diminuzione pari a 2,4 miliardi (-0,9%) rispetto al 31 dicembre 2019 in buona parte riconducibile all'andamento dei mercati conseguente la diffusione della pandemia COVID-19. La raccolta netta, nei primi nove mesi del 2020, è stata negativa per 0,6 miliardi, in linea con i valori del medesimo periodo dello scorso anno. Ai deflussi del periodo hanno contribuito le gestioni patrimoniali per clientela retail e private (-0,5 miliardi) e i prodotti dedicati a clienti istituzionali (-0,3 miliardi derivanti in particolare dai mandati assicurativi) solo in parte compensati dai flussi netti positivi dei fondi comuni (+0,2 miliardi). Nel terzo trimestre si segnala una crescita delle masse gestite trainata dal buon andamento dei mercati che hanno recuperato parte degli effetti negativi determinati dall'evento epidemico.

Al 30 settembre 2020 la quota del mercato italiano di Eurizon Capital sul patrimonio gestito è risultata pari al 14,3% (al lordo delle duplicazioni), in lieve flessione da inizio anno. Escludendo il comparto dei fondi chiusi, in cui la società è presente con il solo fondo azionario "Eurizon Italian Fund- Eltif", la quota di risparmio gestito a fine settembre sale al 14,7%.

Insurance

Dati economici 30.09.2020 30.09.2019 (milioni di euro)
variazioni
assolute %
Interessi netti - - - -
Commissioni nette 1 - 1 -
Risultato dell'attività assicurativa 962 917 45 4,9
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value - - - -
Altri proventi (oneri) operativi netti -7 -8 -1 -12,5
Proventi operativi netti 956 909 47 5,2
Spese del personale -72 -68 4 5,9
Spese amministrative -87 -85 2 2,4
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -11 -8 3 37,5
Costi operativi -170 -161 9 5,6
Risultato della gestione operativa 786 748 38 5,1
Rettifiche di valore nette su crediti - - - -
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -16 -1 15
Altri proventi (oneri) netti - - - -
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - -
Risultato corrente lordo 770 747 23 3,1
Imposte sul reddito -216 -200 16 8,0
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -11 -1 10
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) -14 -12 2 16,7
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) - - - -
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi -56 -39 17 43,6
Risultato netto 473 495 -22 -4,4
(milioni di euro)
Dati operativi 30.09.2020 31.12.2019 variazioni
assolute %
Raccolta diretta assicurativa (1) 167.120 165.953 1.167 0,7
Attività di rischio ponderate - - - -
Capitale assorbito 4.164 3.821 343 9,0

(1) Inclusi i titoli subordinati emessi dalle compagnie.

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.

La Divisione Insurance è costituita da Intesa Sanpaolo Vita, Intesa Sanpaolo Life, Fideuram Vita, Intesa Sanpaolo Assicura e Intesa Sanpaolo RBM Salute, con la missione di sviluppare in modo sinergico l'offerta dei prodotti assicurativi rivolti alla clientela del Gruppo.

Nei primi nove mesi del 2020 la Divisione ha conseguito un risultato dell'attività assicurativa pari a 962 milioni, in crescita di 45 milioni (+4,9%) rispetto al medesimo periodo del 2019. Il miglioramento del risultato, conseguito nonostante i minori ricavi di natura finanziaria realizzati sul portafoglio vita rispetto ai primi nove mesi dello scorso anno, è attribuibile in prevalenza all'aumento dei ricavi legati al business danni anche per effetto dei minori sinistri registrati durante il periodo di lockdown riferito all'emergenza COVID-19.

Il risultato corrente lordo, pari a 770 milioni, ha evidenziato un aumento di 23 milioni (+3,1%), imputabile alla citata dinamica positiva dei proventi operativi netti, parzialmente controbilanciata da un incremento degli oneri operativi (+5,6%) e delle rettifiche di valore su altre attività a fronte del difficile contesto di mercato.

Il cost/income, pari al 17,8%, si è mantenuto su livelli eccellenti, sostanzialmente in linea con quello osservato nei primi nove mesi del 2019.

Infine l'utile netto, dopo l'attribuzione delle imposte per 216 milioni, degli oneri di integrazione e incentivazione all'esodo per 11 milioni, degli effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione per 14 milioni e dell'utile di pertinenza di terzi per 56 milioni, è ammontato a 473 milioni (-4,4%).

La raccolta diretta assicurativa, pari a 167.120 milioni, ha mostrato un lieve incremento rispetto a inizio anno (+0,7%, pari a +1,2 miliardi) principalmente ascrivibile alla crescita delle riserve tecniche che ha più che compensato la riduzione delle passività finanziarie valutate al fair value.

La raccolta premi vita e previdenza della Divisione si è attestata a 11,1 miliardi, con un calo del 15% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno imputabile sia ai prodotti tradizionali sia a quelli unit linked. Per contro, i prodotti previdenziali sono risultati in leggero aumento (+2%).

I premi del business protezione sono stati pari a 886 milioni, in flessione del 3% rispetto ai primi nove mesi del 2019 riesposti includendo Intesa Sanpaolo RBM Salute per omogeneità di confronto. Si evidenzia un incremento dei prodotti non-motor (escluse le CPI - Credit Protection Insurance), su cui si concentra il Piano d'Impresa 2018-2021, in crescita del 3%.

Centro di Governo

Al Centro di Governo, cui è demandato il presidio delle funzioni di indirizzo, coordinamento e controllo dell'intero Gruppo, fanno capo anche la Direzione NPE nonché le attività di Tesoreria e di ALM Strategico.

Le attività delle Strutture del Centro di Governo hanno evidenziato nei primi nove mesi del 2020 un risultato della gestione operativa negativo per 1.285 milioni, che si confronta con il risultato di -873 milioni del corrispondente periodo dello scorso esercizio. Tale andamento è essenzialmente riconducibile alla dinamica cedente dei proventi operativi netti, in gran parte imputabile alla contrazione del risultato delle attività e passività finanziarie al fair value, che nei primi nove mesi del 2019 aveva beneficiato di significative plusvalenze; hanno altresì fornito un apporto negativo gli interessi, per il maggior costo della liquidità in eccesso in relazione alla diminuzione dei tassi di mercato a breve termine, sempre in territorio negativo, e le commissioni, principalmente per effetto dell'incremento delle garanzie ricevute su operazioni di copertura del rischio di credito. Gli oneri operativi, al netto di quanto riaddebitato in quota parte alle business unit in relazione allo svolgimento di attività di service, regolate da specifici contratti, sono risultati più contenuti rispetto a quelli dello stesso periodo del 2019. Il risultato corrente lordo, che include sia i maggiori accantonamenti su crediti in relazione all'emergenza sanitaria (191 milioni) sia gli utili afferenti le componenti reddituali riferite al ramo acquiring conferito a Nexi (1.163 milioni), si è attestato a -520 milioni. Il periodo si è chiuso con un risultato netto di -538 milioni, che si confronta con la perdita di 951 milioni contabilizzata nel medesimo periodo dello scorso anno. Il conto economico del Centro di Governo comprende gli oneri imposti da disposizioni legislative e/o finalizzati a mantenere la stabilità del sistema bancario e, di conseguenza, al di fuori del governo aziendale. Tali oneri sono ammontati - al netto delle imposte - a 425 milioni, in aumento rispetto ai 338 milioni dei primi nove mesi del 2019 principalmente per effetto di maggiori oneri riferibili ai fondi di garanzia dei depositi.

Attività di tesoreria

Nell'ambito della Tesoreria e Finanza di Gruppo sono ricomprese le attività di tesoreria di servizio in euro e in valuta, la gestione integrata dei fabbisogni e delle eccedenze di liquidità, nonché dei rischi finanziari (ALM) e di regolamento.

Il terzo trimestre del 2020 ha visto Intesa Sanpaolo confermare il proprio ruolo sistemico di "critical participant" all'interno dei sistemi di regolamento della BCE, sia lato cash (Target2) sia lato titoli (Target2 Securities).

Relativamente alle attività progettuali dell'area pagamenti, la BCE, dopo aver posticipato di un anno l'avvio della nuova piattaforma per il regolamento cash (Target2), a causa dei ritardi accumulati per l'emergenza COVID-19 e per la problematica SWIFT, a metà settembre ha ufficializzato le nuove milestones di progetto che traguardano il go-live di novembre 2022. Tale ripianificazione ha impattato su tutti i progetti correlati alla T2-T2S Consolidation.

Sempre nell'ambito dei progetti istituzionali europei, la BCE a settembre ha reso nota anche la sua strategia per far decollare i pagamenti istantanei nell'area euro. Questa prevede l'evoluzione del suo sistema TIPS (Target Instant Payments System) verso un "Target Service" che permetterà l'interoperabilità di tutte le Clearing Houses nazionali e di conseguenza di raggiungere tutte le banche europee che hanno aderito allo schema SCT per i pagamenti istantanei (go-live previsto al 15 dicembre 2021).

Sebbene il terzo trimestre del 2020 sia stato caratterizzato da un rapido rimbalzo dell'attività economica dai minimi raggiunti nel trimestre precedente, la situazione economica globale è rimasta molto fragile in quanto permangono una serie di incertezze, tra cui il riacuirsi del numero di casi di coronavirus in Europa, le rinnovate tensioni tra Stati Uniti e Cina e l'esito dei negoziati post-Brexit. Per far fronte a tale situazione i Governi hanno continuato ad implementare ulteriori misure fiscali per frenare il costo economico della pandemia e favorire la ripartenza. Prima di quanto il mercato pensasse il Consiglio Europeo ha approvato il piano per la ripresa, riducendo tuttavia l'importo delle sovvenzioni proposto inizialmente a seguito della pressione esercitata dai cosiddetti "Paesi frugali".

Nel timore quindi di uno stallo della ripresa, la Fed ha rafforzato, durante l'ultima riunione, la nuova forward guidance, segnalando una politica ultra accomodante per i prossimi 2-3 anni, anche alla luce della recente monetary policy strategy review, che prevede l'adozione dell'average inflation targeting, ovvero una modifica dell'obiettivo sui prezzi da una formulazione puntuale ad una media nel tempo. Viceversa, la BCE ha rinviato la conclusione della strategy review alla fine del 2021.

L'annuncio da parte della BCE di voler mantenere invariati gli strumenti espansivi implementati in questo periodo con la possibilità di un pieno utilizzo del PEPP e l'abbondante eccesso di liquidità, che si è mantenuto in media a 2.800 miliardi, hanno contribuito a mantenere un clima positivo sul mercato, supportando il movimento di trend discendente dell'Euribor, che su tutte le scadenze, ad eccezione della settimana, ha continuato a registrare minimi storici, arrivando sulle scadenze a 1 e 3 mesi a livelli inferiori al tasso della deposit facility (-0,50%). Inoltre, la curva €STR swap stima aspettative di un taglio di 10 b.p. della deposit facility da parte della BCE per fine 2021.

In merito all'attività di raccolta sul mercato cartolare a breve termine in euro e divisa di Intesa Sanpaolo, l'ammontare complessivo è rimasto pressoché stabile, grazie al rinnovato interesse delle quotazioni del Gruppo da parte dei principali investitori, che hanno maggiormente rinnovato emissioni sulle scadenze dai 3 ai 12 mesi e con spread in progressiva diminuzione rispetto allo scorso trimestre.

Nel corso del terzo trimestre 2020, nel quadro dell'operatività di funding a medio/lungo termine, l'ammontare complessivo delle emissioni del Gruppo collocate sul mercato domestico, attraverso reti proprie e direct listing, è stato pari a 826 milioni. Nell'ambito dei titoli collocati si è registrata una prevalenza (99%) della componente costituita da strumenti finanziari strutturati, rappresentati principalmente da strutture legate ad Indici. Nella scomposizione per vita media, il 35% è costituito da strumenti con scadenza fino a 5 anni mentre il restante 65% è rappresentato da titoli con scadenza a 6 e 7 anni. Sono state perfezionate operazioni di raccolta istituzionale unsecured per un controvalore complessivo di circa 1,67 miliardi,

di cui (i) 1,54 miliardi tramite l'emissione di titoli obbligazionari senior e titoli subordinati collocati sull'euromercato e (ii)

130 milioni tramite l'emissione di titoli obbligazionari e certificates da parte della Divisione IMI Corporate & Investment Banking collocati presso investitori istituzionali.

In particolare, nel mese di settembre, è stata perfezionata un'operazione pubblica da 1,5 miliardi, subordinata a tasso fisso, destinata ai mercati internazionali. Si tratta di uno strumento perpetuo di tipo AT1 emesso in due tranche: (i) 750 milioni con facoltà di rimborso anticipato esercitabile dall'emittente a partire dal settimo anno e mezzo dalla data di emissione e, successivamente, in ciascuna data di pagamento delle cedole e (ii) 750 milioni con facoltà di rimborso anticipato esercitabile dall'emittente a partire dall'undicesimo anno dalla data di emissione e, successivamente, in ciascuna data di pagamento delle cedole. I termini contrattuali prevedono che il pagamento degli interessi sia a discrezione dell'emittente (seppur soggetto a talune limitazioni regolamentari). Inoltre, qualora il Common Equity Tier 1 (CET1) del Gruppo o di Intesa Sanpaolo scenda al di sotto del 5,125%, il valore nominale degli strumenti verrà ridotto temporaneamente dell'importo necessario a ripristinare la suddetta soglia (5,125% del CET1), tenendo conto anche degli altri strumenti con caratteristiche similari. È stato inoltre effettuato un piazzamento privato in dollari australiani con un controvalore di circa 36 milioni. Il titolo è stato emesso da Intesa Sanpaolo Bank Ireland Plc a dieci anni.

A luglio, nell'ambito del programma di emissione di OBG garantito da ISP CB Pubblico, il nozionale della serie n. 10 è stato estinto parzialmente per un importo di 300 milioni portando il nominale agli attuali 250 milioni.

Ad agosto, a valere sul programma di emissione garantito da ISP CB Ipotecario, è stata estinta anticipatamente la serie retained n. 20 per l'importo residuale di 550 milioni.

Per quanto concerne la gestione del collateral, Intesa Sanpaolo si avvale da tempo anche della procedura denominata A.Ba.Co. (Attivi Bancari Collateralizzati) che permette l'utilizzo di prestiti bancari - erogati a società non finanziarie - a garanzia delle operazioni di finanziamento con la Banca d'Italia: al 30 settembre 2020 l'importo outstanding, al lordo degli hair-cut applicabili agli impieghi costituiti in pegno da parte del Gruppo, ammonta a circa 16,4 miliardi.

Il terzo trimestre è stato caratterizzato da un generale recupero delle principali asset class: il solido sostegno di politica monetaria da parte delle principali banche centrali e le crescenti aspettative di intervento fiscale in ambito europeo hanno contrastato efficacemente la persistente incertezza sugli sviluppi pandemici. Da notare la stabilità del mercato obbligazionario governativo italiano, che anche durante la fase di storno di inizio settembre ha mantenuto una solida correlazione con i mercati Core Europe, sovraperformandoli nelle settimane successive.

La generale compressione degli spread di credito ha favorito nel periodo una moderata rotazione dell'asset allocation sui mercati governativi e corporate, al fine di ottimizzare la distribuzione dei rischi mantenendo stabile il margine di interesse.

Con riferimento al mercato repo i volumi scambiati sui titoli di stato italiani hanno registrato una lieve diminuzione rispetto al trimestre precedente ed i tassi si sono attestati su livelli leggermente al di sopra alla depo facility. Lo spread tra i tassi govies dei paesi core e quelli italiani è rimasto invariato rispetto al trimestre precedente; sullo scavalco di fine trimestre si è assistito ad una discesa dei tassi Italia.

Nell'ambito delle attività di Asset & Liability Management (ALM) del Gruppo, la gestione operativa dei rischi finanziari del banking book di Gruppo è svolta sotto il monitoraggio dell'Area CRO. Il rischio di tasso è monitorato e gestito considerando anzitutto la sensitività del valore di mercato delle varie poste del banking book agli spostamenti paralleli della curva dei tassi; sono inoltre utilizzate specifiche analisi di scenario circa l'evoluzione dei tassi, nonché ipotesi comportamentali su alcune poste particolari. Le scelte strategiche in materia di rischio tasso sono definite dal Comitato Rischi Finanziari di Gruppo, nell'ambito di limiti fissati dal Consiglio di Amministrazione: la struttura di Tesoreria & Finanza di Gruppo svolge un ruolo attivo di supporto alle decisioni del Comitato, formulando analisi e proposte. La componente strutturale del rischio di liquidità è gestita, sulla base delle policy di liquidità definite a livello di Gruppo, presidiando gli equilibri attuali e prospettici di liquidità, a breve e a lungo termine, definendo il piano di funding sui diversi canali e strumenti (domestico/internazionale, retail/corporate, secured/unsecured, preferred/non preferred/subordinati) nonché gli obiettivi di gap impieghi-raccolta delle Unità di Business.

Gruppo UBI

Dati economici (milioni di euro)
30.09.2020
Interessi netti 281
Commissioni nette 272
Risultato dell'attività assicurativa 3
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 5
Altri proventi (oneri) operativi netti 14
Proventi operativi netti 575
Spese del personale -237
Spese amministrative -88
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -35
Costi operativi -360
Risultato della gestione operativa 215
Rettifiche di valore nette su crediti -85
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -7
Altri proventi (oneri) netti -
Utile (Perdita) delle attività operative cessate -
Risultato corrente lordo 123
Imposte sul reddito -31
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) 3.264
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) -49
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi -4
Risultato netto 3.303
(milioni di euro)
Dati operativi 30.09.2020
Finanziamenti verso clientela 85.247
Raccolta diretta bancaria 98.321
Attività di rischio ponderate 56.476
Capitale assorbito 4.851

Il prospetto sopra riportato evidenzia le risultanze reddituali e i saldi patrimoniali riferite al perimetro sub-consolidato UBI (UBI Banca e relative controllate), che come già indicato sono oggetto di consolidamento dalla data di acquisizione a partire dal presente Resoconto, dunque per il bimestre agosto-settembre.

Tali risultanze vengono temporaneamente rappresentate come una business unit separata e saranno divisionalizzate successivamente, con il procedere dell'integrazione. Come già indicato nei commenti ai risultati economici e agli aggregati patrimoniali consolidati, data la particolarità dell'operazione, nessuna rettifica è stata apportata ai dati storici riclassificati per riflettere retroattivamente gli effetti dell'operazione di acquisizione. Di conseguenza, non vengono riportati dati a raffronto e il commento che segue riporta indicazioni unicamente in termini assoluti e andamentali.

I proventi operativi netti, pari a 575 milioni, sono composti per il 49% da interessi netti e per il 47% da commissioni.

In particolare, gli interessi netti, pari a 281 milioni, evidenziano una sostanziale stabilità della componente clientela, grazie alla tenuta dei volumi medi degli impieghi fruttiferi e del mark up. Il costo della raccolta è complessivamente stabile rispetto ai periodi precedenti, pur con una composizione diversa del breve e medio lungo termine. L'attività interbancaria evidenzia un apporto positivo grazie alla contabilizzazione del rateo di interessi positivi sui fondi TLTRO III ottenuti nell'asta di giugno 2020. Le commissioni nette, pari a 272 milioni, evidenziano un trend positivo caratterizzato nello specifico dall'apporto dei servizi di gestione, intermediazione e consulenza e dalla ripresa dell'attività bancaria tradizionale che ha generato commissioni maggiori rispetto ai periodi precedenti, penalizzati dai fermi e dai rallentamenti generati dal lockdown; la ripresa economica ha favorito lo sviluppo di tutte le voci commissionali confluenti nel comparto.

I costi operativi pari a 360 milioni, includono oneri riconducibili all'emergenza sanitaria COVID-19 per circa 8 milioni.

Le rettifiche di valore nette su crediti ammontano a 85 milioni e comprendono circa 125 milioni di rettifiche analitiche nette su esposizioni classificate a default e circa 40 milioni di riprese di valore su esposizioni iscritte nel primo/secondo stadio. Il costante incremento delle rettifiche analitiche ha determinato il progressivo aumento del grado di copertura delle esposizioni

classificate tra le sofferenze ed inadempienze probabili, rispetto ai periodi precedenti. La ripresa rilevata nel primo/secondo stadio è riconducibile anche alla dinamica positiva post lock-down dei rating delle controparti.

Infine, la voce Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario comprende prevalentemente il contributo ordinario per l'intero 2020 al fondo di garanzia dei depositi italiano (circa 48 milioni al netto delle imposte).

Si sottolinea che la voce Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) si riferisce alla valorizzazione dell'avviamento negativo rilevato a seguito dell'operazione di acquisizione. Tale importo – come già più volte evidenziato – è da considerare assolutamente provvisorio e sarà rideterminato definitivamente in occasione del Bilancio 2020 a seguito della finalizzazione del processo di PPA (Purchase Price Allocation) tramite il calcolo puntuale alla data di acquisizione dei fair value delle attività identificabili acquisite e delle passività assunte del Gruppo UBI. Inoltre, il Bilancio 2020 recepirà gli oneri, attualmente in corso di definizione, correlati all'integrazione e miglioramento dell'efficienza operativa ed alla riduzione del profilo di rischio.

Quanto agli aggregati patrimoniali, a fine settembre la raccolta diretta bancaria, ha superato i 98 miliardi e mostra un'evoluzione positiva risultante da due dinamiche contrapposte, ovvero l'incremento dei debiti verso la clientela a fronte di una progressiva contrazione dei titoli in circolazione. In particolare, rispetto alla fine di giugno si evidenzia l'incremento dei debiti verso la clientela (conti correnti e depositi a vista, pari a circa + 3%), che riflettono una persistente forte preferenza per la liquidità da parte della clientela anche in relazione ai timori legati all'emergenza sanitaria ancora in corso; tale evoluzione viene compensata dalla contrazione dei PCT con la Cassa di Compensazione per circa 1,5 miliardi.

L'ammontare complessivo degli impieghi al 30 settembre 2020 è pari a 85,2 miliardi, essenzialmente classificati fra le "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato". L'aggregato evidenzia una lieve crescita rispetto a fine giugno (+0,2%), che incorpora:

  • da un lato, un incremento di 1,5 miliardi per il complesso delle forme tecniche a medio/lungo termine in bonis unitamente alla contrazione dei crediti deteriorati;
  • dall'altro, una riduzione di 1 miliardo delle forme tecniche a breve riconducibile per circa la metà a minori esposizioni verso la Cassa di Compensazione e Garanzia (CCG), pronti contro termine e marginazioni, per loro natura soggette ad una certa variabilità nel corso dell'anno.

Isolando le componenti afferenti alla CCG, i finanziamenti all'economia, rappresentati dai crediti in bonis netti, totalizzavano circa 80 miliardi con un incremento di circa 1,1%.

Il presidio dei rischi

I PRINCIPI DI BASE DEL PRESIDIO DEI RISCHI

Le politiche relative all'assunzione e i processi di gestione dei rischi ai quali il Gruppo è o potrebbe essere esposto sono approvate dal Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo, in qualità di Capogruppo, con il supporto del Comitato Rischi. Il Comitato per il Controllo sulla Gestione, organo con funzioni di controllo, vigila sull'adeguatezza, efficienza, funzionalità e affidabilità del processo di gestione dei rischi e del Risk Appetite Framework.

Il Consigliere Delegato e CEO esercita il potere di proposta di adozione delle delibere che riguardano il sistema dei rischi e cura l'esecuzione di tutte le delibere del Consiglio di Amministrazione, con particolare riguardo all'attuazione degli indirizzi strategici, del RAF e delle politiche di governo dei rischi.

Gli Organi beneficiano anche dell'azione di alcuni comitati manageriali in tema di presidio dei rischi. Tali comitati, tra i quali va segnalato il Comitato di Direzione, operano nel rispetto delle responsabilità primarie degli Organi societari sul sistema dei controlli interni e delle prerogative delle funzioni aziendali di controllo, in particolare della funzione di controllo dei rischi.

Ferme restando le attribuzioni proprie degli Organi societari, l'Area di Governo Chief Risk Officer - collocata a diretto riporto del Consigliere Delegato e CEO - ha la responsabilità di: (i) governare il macro processo di definizione, approvazione, controllo e attuazione del Risk Appetite Framework del Gruppo con il supporto delle altre funzioni aziendali coinvolte; (ii) coadiuvare gli Organi societari nel definire, in coerenza con le strategie e gli obiettivi aziendali, gli indirizzi e le politiche in materia di gestione dei rischi del Gruppo; (iii) coordinarne e verificarne l'attuazione da parte delle unità preposte del Gruppo, anche nei diversi ambiti societari; (iv) assicurare il presidio del profilo di rischio complessivo del Gruppo, definendo le metodologie e monitorando le esposizioni alle diverse tipologie di rischio e riportandone periodicamente la situazione agli Organi societari; (v) attuare i controlli di II livello sia sul credito sia sugli altri rischi ed assicurare la convalida dei sistemi interni per la misurazione dei rischi.

La Capogruppo svolge nei confronti delle Società del Gruppo un ruolo di indirizzo e coordinamento7 , mirato a garantire un efficace ed efficiente presidio dei rischi a livello di gruppo, esercitando la responsabilità nella definizione delle linee guida e delle regole metodologiche inerenti il processo di gestione dei rischi, perseguendo, in particolare, l'informativa integrata a livello di gruppo nei confronti degli Organi della Capogruppo, in merito alla completezza, adeguatezza, funzionalità e affidabilità del sistema dei controlli interni. Con particolare riferimento alle Funzioni aziendali di controllo, all'interno del Gruppo si distinguono due tipologie di modelli: (i) il Modello di gestione accentrata basato sull'accentramento delle attività presso la Capogruppo e (ii) il Modello di gestione decentrata che prevede la presenza di Funzioni aziendali di controllo istituite localmente, che svolgono l'attività sotto l'azione di indirizzo e coordinamento delle omologhe Funzioni aziendali di controllo della Capogruppo, cui riportano funzionalmente.

Gli Organi aziendali delle Società del Gruppo, indipendentemente dal modello di controllo adottato all'interno della propria Società, sono consapevoli delle scelte effettuate dalla Capogruppo e sono responsabili dell'attuazione, nell'ambito delle rispettive realtà aziendali, delle strategie e politiche perseguite in materia di controlli, favorendone l'integrazione nell'ambito dei controlli di gruppo.

Per quanto concerne il Gruppo UBI, e con specifico riferimento alle attività di competenza della Funzione di controllo dei rischi, per tradurre in pratica il citato compito di indirizzo e coordinamento da parte della Capogruppo, nelle more di una completa integrazione, è stato adottato il modello di gestione decentrata, stante la presenza di funzioni aziendali locali dotate di standing e risorse assolutamente adeguate a garantire una sana e prudente gestione dei rischi della controllata. In particolare, le strutture di risk management della Capogruppo e della controllata stanno procedendo speditamente nella condivisione di approcci e strumenti per completare l'integrazione di tali framework, al fine di sfruttare al massimo le possibili sinergie.

Gli strumenti per la misurazione e la gestione dei rischi concorrono a definire un quadro di controllo in grado di valutare i rischi assunti dal Gruppo secondo una prospettiva regolamentare ed economica; il livello di assorbimento di capitale economico, definito come la massima perdita "inattesa" in cui il Gruppo può incorrere in un orizzonte temporale di un anno, rappresenta una metrica chiave per definire l'assetto finanziario e la tolleranza del Gruppo al rischio e per orientare l'operatività, assicurando l'equilibrio tra i rischi assunti e il ritorno per gli azionisti. Esso viene stimato, oltre che sulla base della situazione attuale, anche a livello prospettico, in funzione delle ipotesi di budget e dello scenario economico previsto. La valutazione del capitale è inclusa nel reporting aziendale ed è sottoposta trimestralmente al Comitato di Direzione, al Comitato Rischi e al Consiglio di Amministrazione, nell'ambito del Tableau de Bord dei rischi di Gruppo. La copertura dei rischi, a seconda della loro natura, frequenza e dimensione potenziale d'impatto, è affidata ad una costante combinazione tra azioni e interventi di attenuazione/immunizzazione, procedure/processi di controllo e protezione patrimoniale.

7 In proposito, si specifica che Intesa Sanpaolo non esercita su Risanamento S.p.A., Autostrade Lombarde S.p.A. e sulle rispettive controllate attività di direzione e coordinamento ai sensi degli art. 2497 e seguenti del Codice Civile.

LA NORMATIVA BASILEA 3

Il Gruppo Intesa Sanpaolo, relativamente al recepimento delle riforme degli accordi del Comitato di Basilea ("Basilea 3"), ha intrapreso adeguate iniziative progettuali, ampliando gli obiettivi del Progetto Basilea 2, al fine di migliorare i sistemi di misurazione e i connessi sistemi di gestione dei rischi.

Sono in corso di valutazione, in condivisione con i Supervisori, gli impatti sia della decisione del Comitato di Basilea (27 marzo 2020) di posporre di un anno (al 1° gennaio 2023) l'implementazione degli standard di Basilea 3, sia degli altri interventi regolamentari, alcuni attualmente ancora in fase di definizione, volti a garantire alle banche e ai Supervisori aggiuntiva capacità di rispondere velocemente ed efficacemente all'impatto del COVID-19.

Con riferimento all'acquisizione del Gruppo UBI e agli impatti in ambito di gestione dei rischi e ai modelli interni di Pillar 1 per i rischi di credito, mercato, controparte e operativi, il Gruppo ha intrapreso le opportune attività di analisi e di intervento, predisponendo, laddove necessario, un piano strategico per il ripristino della compliance regolamentare (cd. Return to Compliance Plan strategico) sottoposto alla valutazione degli Organi Societari e del Supervisore.

Per quanto riguarda i rischi creditizi, non si segnalano variazioni rispetto alla situazione al 31 dicembre 2019. L'aggiornamento periodico e il relativo allineamento all'evoluzione della normativa dei sistemi IRB nonché la loro estensione alle controllate estere (secondo il piano di roll-out di Gruppo) procedono in accordo con la Regulatory Roadmap condivisa con i Supervisori.

Non si segnalano variazioni nell'ambito di applicazione dei modelli interni relativi al rischio di controparte per i derivati OTC e Securities Financing Transactions (SFT) e ai rischi operativi rispetto al 31 dicembre 2019.

Il resoconto annuale del processo di controllo prudenziale ai fini di adeguatezza patrimoniale (ICAAP), basato sull'utilizzo esteso delle metodologie interne di misurazione dei rischi, di determinazione del capitale interno e del capitale complessivo disponibile, è stato approvato e inviato alla BCE nel mese di aprile 2020.

Nell'ambito dell'adozione di "Basilea 3", il Gruppo pubblica le informazioni riguardanti l'adeguatezza patrimoniale, l'esposizione ai rischi e le caratteristiche generali dei sistemi preposti alla loro identificazione, misurazione e gestione nel documento denominato Terzo Pilastro di Basilea 3 o "Pillar 3".

Il documento viene pubblicato sul sito Internet (group.intesasanpaolo.com) con cadenza trimestrale.

RISCHI DI CREDITO

Il Gruppo Intesa Sanpaolo dispone di un vasto insieme di tecniche e di strumenti per la misurazione e la gestione dei rischi di credito, in grado di assicurare un controllo analitico della qualità del portafoglio degli impieghi alla clientela e alle istituzioni finanziarie, nonché delle esposizioni soggette a rischio paese.

Per quanto riguarda, in particolare, gli impieghi a clientela, la misurazione del rischio fa ricorso a modelli di rating interni differenziati a seconda del segmento di operatività della controparte (Corporate, SME Retail, Retail, Stati Sovrani, Enti del Settore Pubblico e Banche). Tali modelli consentono di sintetizzare la qualità creditizia della controparte in una misura, il rating, che ne riflette la probabilità di insolvenza con un orizzonte temporale di un anno, calibrata su un livello medio del ciclo economico. I rating calcolati sono, inoltre, raccordati alle classificazioni delle agenzie ufficiali di rating per mezzo di una scala omogenea di riferimento.

Il rating e i fattori mitiganti del credito (garanzie, forme tecniche e covenants) assumono un ruolo fondamentale nel processo di concessione e gestione del credito.

Qualità del credito

Voci (milioni di euro)
30.09.2020 31.12.2019
Esposizione lorda Rettifiche di valore complessive Esposizione netta Esposizione
lorda
Rettifiche
di valore
complessive
Esposizione
netta
Variazione esposizione netta
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo
UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo
UBI
(c) = (a) -
(b)
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo
UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo
UBI
(c) = (a) -
(b)
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo
UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo
UBI
(c) = (a) -
(b)
Dato
consolidato
Dato
consolidato
Dato
consolidato
Dato
consolidato
Di cui:
Gruppo
UBI
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo
UBI
Sofferenze 20.383 3.345 17.038 -12.716 -1.809 -10.907 7.667 1.536 6.131 19.418 -12.678 6.740 927 1.536 -609
Inadempienze
probabili
14.236 3.195 11.041 -5.692 -983 -4.709 8.544 2.212 6.332 10.995 -4.257 6.738 1.806 2.212 -406
Crediti Scaduti /
Sconfinanti
953 78 875 -152 -7 -145 801 71 730 886 -142 744 57 71 -14
Crediti Deteriorati 35.572 6.618 28.954 -18.560 -2.799 -15.761 17.012 3.819 13.193 31.299 -17.077 14.222 2.790 3.819 -1.029
Crediti deteriorati in
Stage 3 (soggetti a
impairment)
Crediti deteriorati
35.312 6.435 28.877 -18.439 -2.701 -15.738 16.873 3.734 13.139 31.257 -17.062 14.195 2.678 3.734 -1.056
valutati al fair value
con contropartita il
conto economico
260 183 77 -121 -98 -23 139 85 54 42 -15 27 112 85 27
Crediti in bonis 468.216 81.815 386.401 -2.667 -439 -2.228 465.549 81.376 384.173 376.839 -1.697 375.142 90.407 81.376 9.031
Stage 2 68.135 10.233 57.902 -1.752 -288 -1.464 66.383 9.945 56.438 41.146 -1.068 40.078 26.305 9.945 16.360
Stage 1 399.046 71.416 327.630 -915 -151 -764 398.131 71.265 326.866 334.973 -629 334.344 63.787 71.265 -7.478
Crediti in bonis
valutati al fair value
con contropartita il
conto economico
1.035 166 869 - - - 1.035 166 869 720 - 720 315 166 149
Crediti in bonis
rappresentati da
titoli
6.593 53 6.540 -27 -1 -26 6.566 52 6.514 5.875 -34 5.841 725 52 673
Stage 2 2.822 - 2.822 -20 - -20 2.802 - 2.802 2.972 -30 2.942 -140 - -140
Stage 1 3.771 53 3.718 -7 -1 -6 3.764 52 3.712 2.903 -4 2.899 865 52 813
Crediti detenuti per
la negoziazione
21 - 21 - - - 21 - 21 24 - 24 -3 - -3
Totale finanziamenti
verso clientela
510.402 88.486 421.916 -21.254 -3.239 -18.015 489.148 85.247 403.901 414.037 -18.808 395.229 93.919 85.247 8.672
di cui forborne
performing
5.821 1.302 4.519 -259 -60 -199 5.562 1.242 4.320 5.918 -255 5.663 -101 1.242 -1.343
di cui forborne non
performing
9.556 2.864 6.692 -3.858 -982 -2.876 5.698 1.882 3.816 7.157 -3.119 4.038 1.660 1.882 -222
Finanziamenti verso
clientela classificati
tra le attività in via
di dismissione (*)
671 - 671 -506 - -506 165 - 165 475 -93 382 -
-217
-
-
-
-217
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

(*) Al 30 settembre 2020 la voce include il portafoglio di sofferenze/inadempienze probabili e bonis di prossima cessione (esposizione lorda di 671 milioni, rettifiche di valore complessive per 506 milioni, esposizione netta di 165 milioni).

Al 30 settembre 2020 i crediti deteriorati netti del Gruppo, escluso lo stock di 3,8 miliardi riveniente dal Gruppo UBI, si sono attestati a 13,2 miliardi, valore che rappresenta il minimo storico dal 2008. La riduzione del 7,2% da inizio anno conferma l'andamento virtuoso già rilevato nel corso dell'esercizio 2019. Si registra altresì una diminuzione dell'incidenza delle attività deteriorate sul totale dei crediti netti verso clientela, scesa al 3,3%, in coerenza con la strategia di de-risking del Piano d'Impresa, a fronte di una copertura dei crediti deteriorati che è stata ulteriormente rafforzata (54,4%, 52,2% includendo UBI). In particolare, a fine settembre 2020 i finanziamenti classificati in sofferenza, al netto delle rettifiche di valore contabilizzate ed escludendo la componente UBI pari a 1,5 miliardi, si sono attestati a 6,1 miliardi (-609 milioni da inizio anno, corrispondenti al -9%), con un'incidenza sul totale dei crediti pari all'1,5%; nello stesso periodo il livello di copertura si è attestato al 64%. Le inadempienze probabili, pari a 6,3 miliardi (escluso l'apporto di 2,2 miliardi riveniente dal Gruppo UBI), si sono ridotte del 6%, con un'incidenza sul totale degli impieghi a clientela pari all'1,6% e un livello di copertura del 42,7%. I crediti scaduti e sconfinanti, escluso l'apporto di 71 milioni del Gruppo UBI, sono ammontati a 730 milioni (-1,9%), con una copertura pari al 16,6%. Le esposizioni forborne, generate da concessioni verso debitori in difficoltà nel far fronte ai propri impegni finanziari, nell'ambito delle attività deteriorate, sono state pari a 3,8 miliardi, con una copertura del 43% (al netto della componente UBI pari a 1,9 miliardi); le esposizioni forborne presenti nei finanziamenti in bonis sono ammontate a 4,3 miliardi (esclusi 1,2 miliardi del Gruppo UBI).

La copertura dei crediti in bonis è rimasta stabile, pari allo 0,6% e include circa 820 milioni di accantonamenti prudenziali dovuti alla revisione dello scenario; a questi si aggiungono 490 milioni di rettifiche su crediti non performing che portano la cifra complessiva degli accantonamenti dovuti alla revisione dello scenario a seguito della pandemia COVID-19 ad oltre 1,3 miliardi.

RISCHI DI MERCATO

PORTAFOGLIO DI NEGOZIAZIONE

Nel corso del terzo trimestre 2020, i rischi di mercato gestionali originati dal Gruppo, al netto del gruppo UBI, sono in riduzione rispetto alle medie del secondo trimestre 2020. Si rileva infatti la diminuzione da 363,5 milioni (secondo trimestre medio) a 277,6 milioni. Tale effetto è principalmente riconducibile ad "effetti rolling" di scenario nonché alla fusione per incorporazione in Capogruppo di Banca IMI all'interno del Gruppo Intesa Sanpaolo che ha determinato, sul VaR gestionale di Gruppo (inclusivo del book HTCS), un effetto di diversificazione riconducibile alla metodologia di calcolo del VaR gestionale a livello di Gruppo: in precedenza il VaR gestionale complessivo era ottenuto come somma del VaR gestionale di Intesa Sanpaolo e VaR gestionale di Banca IMI, mentre post integrazione viene calcolato su un'unica legal entity. Tale elemento, stante i risk driver gestionali di portafoglio, ha determinato una riduzione del VaR gestionale.

Si premette che a seguito dell'incorporazione di Banca IMI in Capogruppo e, in particolare, con riferimento alle misure di rischio della Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo, le metriche più oltre descritte sono inclusive, fino alla data di incorporazione in Capogruppo di Banca IMI, di talune componenti di trading (gestione XVA) iscritte per conto della ex-Banca IMI sui libri di Intesa Sanpaolo, successivamente migrate con l'integrazione nei book della Divisione IMI C&IB.

La dinamica dell'indicatore è determinata principalmente dalla Divisione IMI C&IB (Divisione nella quale è confluita l'operatività di Banca IMI) dove si rileva una riduzione del VaR complessiva da 325,6 milioni a 271,6 milioni.

Con riferimento alla sola componente di Trading Book si rileva una riduzione complessiva dei rischi da 85,6 milioni a 73,3 milioni.

VaR gestionale giornaliero di trading per Intesa Sanpaolo e Banca IMI (a)

(milioni di euro)
2020 2019

trimestre
medio

trimestre
minimo

trimestre
massimo

trimestre
medio

trimestre
medio

trimestre
medio

trimestre
medio

trimestre
medio

trimestre
medio
Direzione Tesoreria e Finanza
di Gruppo
9,9 3,1 35,2 37,9 15,0 13,1 16,8 15,0 16,9
Divisione IMI C&IB
di cui Trading Book
271,6 222,8 322,6 325,6 159,8 107,2 128,5 149,0 160,1
Divisione IMI C&IB 59,6 42,9 69,1 47,7 26,1 27,8 28,4 27,9 34,2
Totale 277,6 221,0 358,8 363,5 174,8 120,2 145,3 164,0 177,0
di cui GroupTrading Book(a) 73,3 65,0 82,2 85,6 41,1 40,8 45,2 42,9 51,1

La tabella riporta su ogni riga la variabilità storica del VaR gestionale giornaliero calcolato sulla serie storica trimestrale rispettivamente della Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo, della Divisione IMI C&IB e del Gruppo Intesa Sanpaolo (inclusivo delle altre controllate).

(a) Il dato Group Trading Book include il VaR gestionale della Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo, della Divisione IMI C&IB (perimetro Trading Book) e delle altre controllate.

Sui primi nove mesi del 2020, al netto del Gruppo UBI, si registra un VaR gestionale medio di Gruppo pari a 273,1 milioni in aumento rispetto al dato omologo del 2019 che era pari a 161,8 milioni. La dinamica dell'indicatore – determinata principalmente dalla Divisione IMI C&IB (nella quale, come già indicato, è confluita l'operatività di Banca IMI) – è da ascrivere, anche in questo caso, ad un aumento delle misure di rischio riconducibili principalmente all'emergenza sanitaria generata dalla pandemia COVID-19.

(milioni di euro)
2020 2019
30.09
medio
30.09
minimo
30.09
massimo
30.09
medio
30.09
minimo
30.09
massimo
Direzione Tesoreria e Finanza
di Gruppo
20,9 3,1 42,6 16,2 13,4 19,0
Divisione IMI C&IB
di cui Trading Book Divisione
252,9 85,0 356,3 145,6 102,5 192,3
IMI C&IB 44,6 20,7 69,1 30,1 23,1 38,4
Totale 273,1 96,1 395,9 161,8 116,6 208,8
di cui GroupTrading Book (a) 67,4 31,4 98,6 46,3 40,0 57,1

La tabella riporta su ogni riga la variabilità storica del VaR gestionale giornaliero calcolato sulla serie storica dei primi nove mesi dell'anno rispettivamente della Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo, della Divisione IMI C&IB e del Gruppo Intesa Sanpaolo (inclusivo delle altre controllate); la stima del valore minimo e del valore massimo sul perimetro complessivo non corrisponde alla somma dei valori individuali di colonna poiché è ricalcolata sulla serie storica aggregata.

(a) Il dato Group Trading Book include il VaR gestionale della Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo, della Divisione IMI C&IB (perimetro Trading Book) e delle altre controllate.

Analizzando l'andamento della composizione del profilo di rischio del Gruppo nel terzo trimestre 2020 (al netto del gruppo UBI), con riferimento ai diversi fattori, si osserva la tendenziale prevalenza del rischio credit spread pari al 79% del VaR gestionale complessivo di Gruppo (69% per sola componente di Trading Book). Con riferimento invece ai singoli "risk taking center", si osserva la prevalenza del rischio cambio e tasso d'interesse per la Direzione Finanza e Tesoreria di Gruppo (rispettivamente pari al 46% e 38%) mentre il fattore di rischio credit spread per la Divisione IMI C&IB (80%).

Contributo dei fattori di rischio al VaR gestionale complessivo (a)

3° trimestre 2020 Azioni Hedge
fund
Tassi Credit
spread
Cambi Altri
parametri
Merci
Direzione Tesoreria e
Finanza di Gruppo
Divisione IMI C&IB
0%
3%
0%
1%
38%
14%
16%
80%
46%
0%
0%
1%
0%
1%
Totale 3% 1% 14% 79% 1% 1% 1%

(a) La tabella riporta su ogni riga il contributo dei fattori di rischio fatto 100% il capitale a rischio complessivo, distinguendo tra la Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo e la Divisione IMI C&IB, nonché fornendo la distribuzione sul perimetro complessivo di gruppo, calcolato come media delle stime giornaliere del terzo trimestre 2020.

Per il Gruppo Intesa Sanpaolo (al netto del Gruppo UBI), fino a giugno 2020, il trend del VaR nel 2020 è spiegato prevalentemente dalla volatilità sui mercati finanziari legata all'emergenza sanitaria generata dalla pandemia COVID-19 (la ricaduta prevalente è registrata sui titoli governativi del portafoglio HTCS di Banca IMI). Nel terzo trimestre si registra il calo delle misure per i seguenti effetti:

  • la fusione per incorporazione in Capogruppo di Banca IMI che ha determinato, sul VaR gestionale di Gruppo (inclusivo del book HTCS), un effetto di diversificazione (mese di luglio);
  • "effetto rolling di scenario" nei mesi successivi: stante la minore volatilità dei mercati gli scenari più volatili escono dalla coda delle distribuzioni del VaR gestionale.

A seguito del consolidamento nel Gruppo ISP del gruppo UBI Banca, la Direzione Rischi Finanziari e di Mercato ha stimato al 30 settembre 2020, con calcolo ad hoc, il rischio di mercato gestionale del portafoglio titoli HTCS (e relativi derivati di tasso) secondo le metodologie in uso in Intesa Sanpaolo. La stima vede un rischio del suddetto comparto pari a circa 80 milioni.

Il controllo dei rischi relativamente all'attività del Gruppo Intesa Sanpaolo si avvale anche di analisi di scenario e prove di stress. Gli shock applicati al portafoglio sono stati oggetto di consueto assessment e aggiornamento annuale. A fine settembre, gli impatti di selezionati scenari relativi all'evoluzione di prezzi azionari, tassi di interesse, spread creditizi, tassi di cambio e prezzi delle materie prime sono così sintetizzati nella tabella che segue (dati al netto del Gruppo UBI):

(milioni di euro)
TASSI
EQUITY
D'INTERESSE
CREDIT SPREAD CAMBI MATERIE PRIME
Crash Bullish +40bp lower
rate
-25bp +25bp -5% +5% Crash Bullish
Totale
di cui HTCS della
16 -22 -270 170 833 -781 18 3 5 -3
Divisione IMI C&IB 0 0 -229 139 796 -759 0 0 0 0

In particolare:

  • per le posizioni sui mercati azionari si registrerebbe una perdita di 22 milioni in caso di forte rialzo dei corsi azionari e ribasso delle volatilità;
  • per le posizioni su tassi di interesse si registrerebbe una perdita di -270 milioni in caso di rialzo delle curve dei tassi di 40 bps (di cui -229 milioni riconducibili al portafoglio HTCS di Banca IMI);
  • per le posizioni su credit spread un allargamento di 25 bps degli spread creditizi comporterebbe una perdita di 781 milioni (di cui -759 milioni riconducibili al portafoglio HTCS di Banca IMI);
  • per le posizioni su cambio si registrerebbe un guadagno sia in caso di apprezzamento che di deprezzamento dell'euro;
  • infine, per le posizioni su materie prime si registrerebbe una perdita di 3 milioni in caso di aumento dei prezzi delle materie prime diverse dai metalli preziosi e conseguente ribasso delle volatilità.

Backtesting

L'efficacia del modello di calcolo del VaR deve essere monitorata giornalmente per mezzo di analisi di backtesting che, relativamente al perimetro regolamentare, consentono di confrontare:

  • le stime giornaliere del valore a rischio;
  • le rilevazioni giornaliere di profitti/perdite di backtesting vengono calcolate utilizzando le evidenze gestionali giornaliere del profit and loss effettivo conseguito dai singoli desk. Tale misura necessita quindi di essere depurata dai prodotti e/o dalle componenti che non sono pertinenti alle verifiche di backtesting: tra queste rientrano a titolo di esempio fees e costi finanziari di gestione delle posizioni che vengono regolarmente rendicontati in ambito gestionale.

Il backtesting consente di verificare la capacità del modello di cogliere correttamente, da un punto di vista statistico, la variabilità nella valutazione giornaliera delle posizioni di trading, coprendo un periodo di osservazione di un anno (250 stime). Eventuali criticità relative all'adeguatezza del modello interno sono rappresentate da situazioni in cui le rilevazioni giornaliere dei profitti/perdite di backtesting evidenzino sull'anno di osservazione più di quattro rilevazioni in cui la perdita giornaliera è superiore alla stima del valore a rischio. Seguendo i dettami della normativa corrente, i test retrospettivi effettuati da Intesa Sanpaolo riguardano sia la serie di P&L effettivamente registrati che quella ipotetici.

Al 30 settembre 2020 il Gruppo Intesa Sanpaolo non beneficia dell'esclusione degli scostamenti dal calcolo dell'addendo dei test retrospettivi alla luce della pandemia di COVID-19 (Reg. 2020/873, art. 500 quater). Le eccezioni riportate nel seguito sono le uniche registrate da Intesa Sanpaolo nel corso degli ultimi dodici mesi.

L'incremento del VaR di Capogruppo evidenziato dal grafico sottostante a partire dal mese di luglio è da ricondurre agli effetti dell'integrazione del portafoglio di trading di Banca IMI.

Nel corso del terzo trimestre8 non sono state registrate eccezioni di backtesting. I due overshooting riportati nel grafico per il periodo ottobre 2019 – luglio 2020 fanno riferimento alla legal entity Intesa Sanpaolo prima dell'integrazione di Banca IMI. Nello stesso periodo Banca IMI aveva registrato tre eccezioni. I breach più recenti sono legati al turmoil di mercato successivo alla crisi del COVID-19.

8 Le stime non includono il portafoglio di negoziazione di UBI.

PORTAFOGLIO BANCARIO

Il rischio di tasso di interesse generato dal portafoglio bancario del Gruppo Intesa Sanpaolo, misurato mediante la Shift sensitivity del valore, si è attestato a fine settembre 2020 su di un valore pari a -1.815 milioni.

La sensitivity del margine di interesse – nell'ipotesi di variazione di +50, -50 e di +100 punti base dei tassi – ammonta a fine settembre 2020, rispettivamente a 1.182 milioni, -982 milioni e 2.339 milioni.

Il rischio tasso, misurato in termini di VaR, ha registrato a fine settembre 2020 un valore pari a 680 milioni.

Il rischio di prezzo generato dal portafoglio azionario di minoranza quotato, in gran parte detenuto nella categoria HTCS, ammonta a fine settembre 2020 a 159 milioni.

Nella tabella sottostante si fornisce una rappresentazione dell'andamento delle principali misure di rischio nel corso del terzo trimestre 2020 relativamente al Gruppo Intesa Sanpaolo.

(miloni di euro)
3° trimestre 2020 30.09.2020 31.12.2019
medio minimo massimo
Shift Sensitivity del Fair Value +100 bp -926 -1.815 297 -1.815 394
Shift Sensitivity del Margine di Interesse -50bp -921 -999 -847 -982 -1.037
Shift Sensitivity del Margine di Interesse +50bp 999 847 1.182 1.182 939
Shift Sensitivity del Margine di Interesse +100bp 1.945 1.634 2.339 2.339 1.837
Value at Risk Tasso d'interesse 648 271 869 680 227

Le esposizioni al 30 settembre 2020 riportate nella tabella includono le metriche del Gruppo UBI armonizzate con le metodologie in uso presso Intesa Sanpaolo che contribuiscono in maniera contenuta alla rischiosità complessiva del Gruppo Intesa Sanpaolo.

Infine, nella tabella sottostante si fornisce un'analisi di sensitività del portafoglio bancario al rischio di prezzo, che mette in rilievo l'impatto sul Patrimonio Netto, simulando uno shock dei prezzi pari a ±10%, per le sopracitate attività quotate detenute nella categoria HTCS.

Rischio di prezzo: impatto sul patrimonio netto

1° trimestre 2020
impatto sul
patrimonio netto al
31.03.2020
2° trimestre 2020
impatto sul
patrimonio netto al
30.06.2020
3° trimestre 2020
impatto sul
patrimonio netto al
30.09.2020
(milioni di euro)
impatto sul
patrimonio netto al
31.12.2019
Shock di prezzo 10% 49 141 159 50
Shock di prezzo -10% -49 -141 -159 -50

RISCHIO DI LIQUIDITA'

La posizione di liquidità del Gruppo, sostenuta da adeguate attività liquide di elevata qualità (HQLA) e dal significativo contributo di raccolta stabile da clientela, si è mantenuta nei primi nove mesi dell'esercizio 2020 all'interno dei limiti di rischio previsti dalla vigente Policy di Liquidità di Gruppo. Entrambi gli indicatori regolamentari LCR e NSFR, che hanno anche beneficiato a partire da fine agosto del contributo positivo apportato dal Gruppo UBI, risultano ampiamente superiori al 100%. Nel corso degli ultimi 12 mesi, il Liquidity Coverage Ratio (LCR) del Gruppo Intesa Sanpaolo, misurato secondo il Regolamento Delegato (UE) n. 2015/61 consolidando sugli ultimi due fine mese anche il Gruppo UBI, si è attestato in media a 154,2%.

A fine settembre 2020, l'importo delle complessive riserve HQLA disponibili a pronti presso le diverse Tesorerie del Gruppo, considerando la Cassa e i Depositi detenuti presso Banche Centrali, ammonta a complessivi 162 miliardi (96 miliardi a dicembre 2019). Includendo le altre riserve marketable e/o stanziabili presso le Banche Centrali, incluse le autocartolarizzazioni retained, le riserve di liquidità unencumbered di Gruppo ammontano a complessivi 182 miliardi (118 miliardi a dicembre 2019).

Anche le prove di stress, in considerazione dell'elevata disponibilità delle riserve di liquidità disponibili, mostrano per il Gruppo risultati superiori alla soglia limite, con un avanzo di liquidità in grado di fronteggiare fuoriuscite di cassa straordinarie per un periodo di tempo superiore a 3 mesi.

Adeguata e tempestiva informativa sull'evolversi delle condizioni di mercato e della posizione della Banca e/o del Gruppo è stata rilasciata agli Organi aziendali e ai Comitati interni, al fine di assicurare la piena conoscenza e governabilità dei fattori di rischio prevalenti.

DETERMINAZIONE DEL FAIR VALUE DI ATTIVITÀ E PASSIVITÀ FINANZIARIE

Gerarchia del fair value – Escluse compagnie assicurative

(milioni di euro)
Attività/Passività misurate al fair value 30.09.2020 31.12.2019
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a
conto economico
26.268 32.462 3.807 17.934 28.658 2.822
a) Attività finanziarie detenute per la negoziazione 25.039 31.488 555 17.161 27.622 369
di cui: titoli di capitale 582 - 1 713 - 1
di cui: OICR 415 2 20 661 2 24
b) Attività finanziarie designate al fair value - 1 - - 195 -
c) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate
al fair value 1.229 973 3.252 773 841 2.453
di cui: titoli di capitale 14 11 356 2 95 179
di cui: OICR 1.213 301 1.615 771 127 1.410
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
sulla redditività complessiva 72.283 8.156 506 63.815 8.173 422
di cui: titoli di capitale 1.591 1.827 467 611 2.048 400
3. Derivati di copertura - 1.323 15 8 3.008 13
4. Attività materiali - - 7.866 - - 5.748
5. Attività immateriali - - - - - -
Totale 98.551 41.941 12.194 81.757 39.839 9.005
1. Passività finanziarie detenute per la negoziazione 13.333 43.562 127 18.422 26.704 100
2. Passività finanziarie designate al fair value 205 2.773 - - 4 -
3. Derivati di copertura - 8.001 3 - 9.284 4
Totale 13.538 54.336 130 18.422 35.992 104

Le attività valutate al fair value del Gruppo (escluse le compagnie assicurative), che al 30 settembre 2020 includono le consistenze del Gruppo UBI, evidenziano la prevalenza degli strumenti di livello 1 (65% circa al 30 settembre 2020, a fronte del 63% circa a fine 2019) misurati attraverso il ricorso a quotazioni di mercato, senza lasciare quindi alcuna discrezionalità al valutatore.

Le attività di livello 3, che presentano invece la maggiore discrezionalità nella determinazione del fair value, rappresentano circa l'8% del totale delle attività valutate al fair value e sono riferibili per circa i due terzi ad attività materiali. L'incremento dell'incidenza rispetto al dato al 31 dicembre 2019 (6,9%) è da ascrivere all'ingresso delle attività materiali del Gruppo UBI.

Nell'incremento delle attività di Livello 2 rispetto al 31 dicembre 2019 incide anche la crescita delle esposizioni in contratti derivati OTC, che ha avuto analogo andamento sulle passività.

Quanto in particolare alle passività, la quota di strumenti di livello 3 si mantiene su livelli poco significativi (largamente inferiore all'1% rispetto al totale delle passività), mentre rimane prevalente la quota di livello 2 per lo più riferita ai derivati OTC. Si segnala che a settembre 2020 le passività di livello 2 accolgono la quasi totalità dei certificates emessi che erano invece classificati a livello 1 a fine dicembre 2019. Nel 2020 le passività designate al fair value accolgono anche i certificates a capitale protetto di nuova emissione.

Gerarchia del fair value – Compagnie assicurative

(milioni di euro)
Attività/Passività misurate al fair value 30.09.2020 31.12.2019
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Attività finanziarie detenute per la negoziazione 342 28 46 284 22 46
di cui: titoli di capitale - - - - - -
di cui: OICR 117 - 46 119 - 46
2. Attività finanziarie valutate al fair value 83.016 157 368 83.816 141 308
di cui: titoli di capitale 2.465 - - 2.315 - -
di cui: OICR 75.562 109 - 76.521 99 -
3. Attività finanziarie disponibili per la vendita 79.475 4.554 2.115 79.315 2.162 1.902
di cui: titoli di capitale 1.603 - 42 1.480 - -
di cui: OICR 9.542 22 2.042 9.917 - 1.902
4. Derivati di copertura - 370 - - 206 -
5. Attività materiali - - 9 - - -
6. Attività immateriali - - - - - -
Totale 162.833 5.109 2.538 163.415 2.531 2.256
1. Passività finanziarie detenute per la negoziazione 7 51 - - 45 -
2. Passività finanziarie valutate al fair value - 73.902 - - 75.886 -
3. Derivati di copertura - - - - 4 -
Totale 7 73.953 - - 75.935 -

Per le compagnie assicurative, le attività finanziarie valutate al fair value – che al 30 settembre 2020 includono anche le consistenze del Gruppo UBI – sono misurate per oltre il 95% attraverso il ricorso a quotazioni di mercato (input di livello 1), senza lasciare alcuna discrezionalità al valutatore.

Gli strumenti di livello 3, che presentano la maggiore discrezionalità nella determinazione del fair value, presentano un'incidenza dell'1,5% sul totale delle attività, sostanzialmente invariata rispetto al 31 dicembre 2019. Le passività al fair value sono pressoché interamente misurate con input di livello 2.

INFORMATIVA SUI PRODOTTI STRUTTURATI DI CREDITO

L'esposizione al rischio in prodotti strutturati di credito, pari a 3.794 milioni al 31 dicembre 2019, si attesta al 30 settembre 2020 a 2.854 milioni, con un decremento netto di 940 milioni. L'esposizione include investimenti in ABS (Asset Backed Securities) per 1.481 milioni, in CLO (Collateralized Loan Obligations) per 1.299 milioni ed in maniera residuale in CDO (Collateralized Debt Obligations) per 74 milioni, per i quali sostanzialmente non si annovera operatività aggiuntiva nel periodo.

(milioni di euro)
Categorie contabili 30.09.2020 31.12.2019 variazioni
Collateralized
Loan
Obligations
Asset
Backed
Securities
Collateralized
Debt
Obligations
Totale assolute %
Attività finanziarie detenute per la negoziazione
Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al
354 503 - 857 1.514 -657 -43,4
fair value - 4 - 4 20 -16 -80,0
Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
559 656 - 1.215 1.485 -270 -18,2
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 386 318 74 778 775 3 0,4
Totale 1.299 1.481 74 2.854 3.794 -940 -24,8

La presente informativa include quali prodotti strutturati di credito, titoli di debito detenuti dal Gruppo il cui tranching all'emissione presenti diversi gradi di subordinazione e che non siano stati emessi nell'ambito di operazioni originate da entità del Gruppo Intesa Sanpaolo e da Public Entity, oltre che di operazioni con cui il Gruppo finanzia la propria clientela corporate e financial institution (operatività posta in essere dal Gruppo per il tramite della controllata Duomo Funding Plc).

La strategia dell'operatività in prodotti strutturati di credito ha previsto, da un lato, investimenti che potessero conseguire l'obiettivo di sfruttare le opportunità di mercato e, dall'altro, continue dismissioni del portafoglio anche riferibili alle posizioni che a suo tempo erano state impattate dalla crisi finanziaria.

L'esposizione in ABS e CLO valutati al fair value passa da 3.019 milioni di dicembre 2019 a 2.076 milioni di settembre 2020, con un decremento netto di 943 milioni da ascrivere ad investimenti significativamente inferiori alle cessioni; queste ultime effettuate prevalentemente su posizioni dell'incorporata Banca IMI, ora perimetro della Divisione IMI Corporate & Investment Banking, a valere sul portafoglio delle attività detenute per la negoziazione ed in misura minore sul portafoglio delle attività valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

L'esposizione in titoli di debito classificati tra le attività valutate al costo ammortizzato di 775 milioni a dicembre 2019, si confronta con una esposizione di 778 milioni a settembre 2020.

Da un punto di vista economico, il risultato complessivo di -17 milioni del 2020 si confronta con il risultato di +28 milioni dei primi nove mesi del 2019.

Il risultato sulle attività di negoziazione, voce 80 del conto economico, pari a -18 milioni determinati da perdite nette da valutazione (nei primi nove mesi del 2019 il risultato si era attestato a +13 milioni), è da riferire alle esposizioni in ABS per -11 milioni ed alle esposizioni in CLO per -7 milioni.

Tale andamento, afferente alla componente unrealized, denota una ripresa rispetto all'impatto negativo dei precedenti trimestri (-34 milioni al 30 giugno 2020 e -39 milioni al 31 marzo 2020), imputabile alla dislocazione dei mercati intervenuta nel periodo per l'emergenza sanitaria COVID-19.

Il risultato delle attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value di -1 milione si confronta con un risultato di +14 milioni rilevato al 30 settembre 2019.

Le esposizioni in ABS ed in CLO di titoli di debito classificati tra le attività valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, registrano nel 2020 una variazione negativa di fair value di -13 milioni a riserva di patrimonio netto (da +2 milioni di riserva positiva a dicembre 2019, a riserva di -11 milioni a settembre 2020), a cui si aggiunge un impatto economico di +4 milioni per le cessioni intervenute nel periodo (risultato di +1 milione nei primi nove mesi del 2019).

Sui titoli di debito classificati tra le attività valutate al costo ammortizzato, al 30 settembre 2020 le rettifiche di valore sono risultate pari a -2 milioni, mentre sono state nulle nel medesimo periodo del 2019.

Quanto ai comparti monoline e packages non monoline, alla fine dei primi nove mesi del 2020 non risultano posizioni, così come a fine 2019.

(milioni di euro)
Risultati di conto economico 30.09.2020 30.09.2019 variazioni
per categoria contabile Collateralized
Loan
Obligations
Asset
Backed
Securities
Collateralized
Debt
Obligations
Totale assolute %
Attività finanziarie detenute per la
negoziazione
-7 -11 - -18 13 -31
Attività finanziarie obbligatoriamente valutate
al fair value
- -1 - -1 14 -15
Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
Attività finanziarie valutate al costo
- 4 - 4 1 3
ammortizzato - -2 - -2 - 2 -
Totale -7 -10 - -17 28 -45

Si segnala che con riferimento al perimetro ex Gruppo UBI, non sono in essere prodotti strutturati di credito.

INFORMATIVA CIRCA L'OPERATIVITÀ SVOLTA ATTRAVERSO SPECIAL PURPOSE ENTITIES (SPE)

Agli effetti di questa rilevazione, sono considerate Special Purpose Entities le entità legali costituite per il raggiungimento di uno specifico obiettivo, ben definito e limitato (raccolta fondi sul mercato, acquisizione/cessione/gestione di determinati assets sia per la realizzazione di operazioni di cartolarizzazione di attivi sia per la provvista di fondi attraverso operazioni di autocartolarizzazione ed emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite, sviluppo e/o finanziamento di specifiche iniziative di business, operazioni di leveraged buy out, gestione del rischio di credito connesso al proprio portafoglio).

Sponsor dell'operazione è, di norma, un soggetto che chiede la strutturazione dell'operazione che coinvolge la SPE al fine di raggiungere determinati obiettivi. A volte lo sponsor può essere la Banca stessa, che costituisce una SPE per conseguire uno degli obiettivi sopra citati.

Per le categorie di SPE identificate come entità strutturate non consolidate non si segnalano modifiche ai criteri in base ai quali il Gruppo Intesa Sanpaolo decide per l'inserimento o meno delle società nel perimetro di consolidamento rispetto a quanto già riportato nel Bilancio 2019.

Nel corso del terzo trimestre 2020 non sono state effettuate emissioni. Nell'ambito del programma di emissione di OBG garantito da ISP CB Pubblico, il nozionale della serie n. 10 a luglio è stato estinto parzialmente per un importo di 300 milioni di Euro portando il nominale agli attuali 250 milioni di Euro.

A valere sul programma di emissione garantito da ISP CB Ipotecario, ad agosto è stata estinta anticipatamente la serie retained n.20 per l'importo residuale di 550 milioni di euro. Per quanto relativo ai primi sei mesi dell'esercizio si rinvia a quanto riportato nella Relazione semestrale al 30 giugno 2020.

Nel Gruppo UBI Banca sono attualmente attivi due programmi di Obbligazioni Bancarie Garantite facenti capo a due Società Veicolo rispettivamente denominate UBI Finance Srl e UBI Finance CB2 Srl.

Il Primo Programma, Ubi Finance, è stato avviato dal Gruppo UBI Banca nel corso dell'esercizio 2008 e prevede ad oggi la possibilità da parte della Capogruppo UBI Banca di emettere titoli, rivolti ad investitori istituzionali, per un ammontare massimo di quindici miliardi. Il programma include un portafoglio di mutui ipotecari residenziali ceduti dalle banche rete del Gruppo; queste ultime hanno aderito al programma in qualità sia di Banche Originator, che di Banche Finanziatrici. Ad oggi partecipano al Programma UBI Banca e IWBank.

Nel corso dei primi nove mesi del 2020 non sono state fatte nuove emissioni di titoli né estinzioni di emissioni già in essere. Pertanto, tenuto conto delle diverse obbligazioni emesse nei precedenti esercizi, il controvalore nominale dei titoli al 30 settembre 2020 ammontava complessivamente a 13,545 miliardi di euro.

Alla stessa data, il rating attribuito alle suddette obbligazioni era pari a Aa3 per Moody's ed AA per DBRS.

Il Secondo Programma di Obbligazioni Bancarie Garantite, Ubi Finance CB2, è stato costituito nel 2012 ed è finalizzato ad emettere nuovi titoli obbligazionari "retained", ovvero sottoscritti dalla stessa UBI Banca e utilizzati come titoli stanziabili a garanzia di operazioni con l'Eurosistema.

Il plafond previsto su questo Programma per l'emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite è pari a 5 miliardi di euro.

Nel corso dei primi nove mesi del 2020 non sono state fatte nuove emissioni di titoli né estinzioni di precedenti emissioni. Pertanto, tenendo conto delle obbligazioni emesse nel corso dei precedenti esercizi, al 30 settembre 2020 il controvalore nominale dei titoli in essere ammontava complessivamente a 1,825 miliardi di euro.

Alla stessa data, il rating attribuito da DBRS alle suddette obbligazioni era pari ad "A high".

INFORMATIVA SULLE LEVERAGED TRANSACTIONS

La BCE ha pubblicato, nel 2017, specifiche Linee Guida sulle Leveraged Transactions ("Guidance on Leveraged Transactions"), che si applicano a tutti gli enti significativi sottoposti alla vigilanza diretta della BCE stessa. Obiettivo dichiarato della regolamentazione è il rafforzamento dei presidi aziendali sulle operazioni qualificate "a leva", in presenza di un loro incremento a livello globale e in un contesto di mercato fortemente competitivo, caratterizzato da un periodo prolungato di tassi bassi e dalla conseguente ricerca di rendimenti.

Il perimetro oggetto delle Linee Guida della BCE include, oltre alle esposizioni nei confronti di soggetti la cui maggioranza del capitale è detenuta da uno o più sponsor finanziari, anche le esposizioni nelle quali il livello di leva finanziaria del prenditore misurato come rapporto tra Indebitamento finanziario complessivo e MOL, risulti superiore a 4. Sono peraltro esplicitamente escluse dal perimetro delle Leveraged Transactions le controparti con rating in area Investment Grade, persone fisiche, istituti di credito, istituti finanziari e società del settore finanziario in genere, enti pubblici, enti "no profit", nonché le controparti con affidamenti al di sotto di una certa soglia di materialità (5 milioni di euro), le controparti SME Retail e quelle SME Corporate se non possedute da sponsor finanziario. Sono inoltre escluse le operazioni di specialised lending (project finance, real estate e object financing) e alcune altre tipologie di affidamenti, quali le operazioni di trade finance.

Al 30 settembre 2020, per il Gruppo Intesa Sanpaolo (al netto del gruppo UBI) le operazioni che rispondono alla definizione di "Leveraged Transactions" delle Linee Guida BCE, ammontano a circa 21 miliardi, riferiti a circa 1.700 linee di credito (al 31 dicembre 2019 l'ammontare era di 20,8 miliardi, riferiti a circa 1.900 linee di credito).

Si segnala che, coerentemente con quanto richiesto dalle Linee Guida BCE, è stato sottoposto all'approvazione del Consiglio di Amministrazione uno specifico limite per lo stock in essere di Leveraged Transactions, nell'ambito del Credit Risk Appetite 2020.

Con riferimento a UBI Banca, le operazioni che rispondono alla definizione di "Leveraged Transactions" delle Linee Guida BCE, ammontano al 30 settembre a circa 8 miliardi.

INFORMATIVA SUGLI INVESTIMENTI IN HEDGE FUND

La consistenza del portafoglio Hedge Fund al 30 settembre 2020, risulta pari a 38 milioni nell'ambito del trading book e 255 milioni nell'ambito del banking book, a fronte rispettivamente di 115 milioni e di 194 milioni a dicembre 2019.

Gli investimenti allocati nel banking book, sono contabilizzati nell'ambito delle attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value e consistono in fondi che adottano strategie di investimenti a medio/lungo termine e tempi di riscatto superiori a quelli previsti per i fondi UCITS (Undertakings for Collective Investment in Transferable Securities).

Nel corso del 2020, si è registrato lo smobilizzo di posizioni del portafoglio di trading per 80 milioni intervenuto nei primi tre mesi dell'anno, quale azione finalizzata alla riduzione del rischio intrinseco del portafoglio in una situazione di estrema volatilità e dislocazione dei mercati di riferimento, per effetto dell'emergenza sanitaria COVID-19, utilizzando la maggior dinamicità consentita per i portafogli di trading book.

Nel terzo trimestre si sono registrati nuovi investimenti per 56 milioni (50 milioni nel portafoglio di banking book e i restanti 6 milioni nel portafoglio di trading book), in considerazione di una ritrovata stabilità dei mercati finanziari internazionali, dovuta sia ad una ripresa economica post-Covid sia alle robuste misure di sostegno attivate dalle diverse autorità monetarie e fiscali e smobilizzi per 2 milioni nel portafoglio di trading book.

Quanto agli effetti sul conto economico, il risultato netto delle attività di negoziazione – a voce 80 del conto economico (portafoglio di trading book) – a fine settembre, è negativo per 23 milioni e si confronta con un risultato di +1 milione di settembre 2019; il risultato di periodo include perdite da valutazione per 7 milioni e perdite da cessione per 16 milioni; queste ultime afferenti alla decisione di de-risking adottata dal Comitato Investimenti in data 12 marzo 2020, che ha determinato la riduzione del portafoglio di trading.

Il risultato netto delle attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value – voce 110 di conto economico (portafoglio di banking book) – è positivo per circa 8 milioni (a settembre 2019 il risultato era stato positivo di 3 milioni), da imputare a componenti valutative, segnando un netto recupero rispetto alle valutazioni registrate per i primi sei mesi dell'anno. Con riferimento al perimetro ex Gruppo UBI, non si segnalano investimenti in Hedge Fund.

INFORMATIVA CIRCA L'OPERATIVITA' IN DERIVATI DI NEGOZIAZIONE STIPULATI CON LA CLIENTELA

Considerando i soli rapporti con clientela, alla data del 30 settembre 2020, il Gruppo Intesa Sanpaolo presentava, in relazione all'operatività di intermediazione in derivati con le controparti clientela retail, imprese non finanziarie ed enti ed amministrazioni pubbliche (escluse quindi, oltre alle istituzioni creditizie, anche le imprese finanziarie e quelle assicurative) un fair value positivo, al lordo degli accordi di netting, pari a 9.281 milioni che al netto del contributo del gruppo UBI per 331 milioni si attesta a 8.950 milioni (7.694 milioni al 31 dicembre 2019). Il valore nozionale di tali derivati era pari a 78.339 milioni che al netto del contributo del gruppo UBI pari a 10.102 milioni si attesta a 68.297 milioni (62.528 milioni al 31 dicembre 2019). Si segnala che il fair value positivo dei contratti in essere con i 10 clienti più esposti era di 6.003 milioni (5.269 milioni al 31 dicembre 2019).

Per contro, il fair value negativo riferito al totale dei contratti in essere, determinato con gli stessi criteri, per le medesime tipologie di contratti, nei confronti delle stesse controparti, risultava – sempre alla data del 30 settembre 2020 – pari a 1.521 milioni che al netto del contributo del gruppo UBI pari a 11 milioni, si attesta a 1.510 milioni (1.410 milioni al 31 dicembre 2019). Il valore nozionale di tali derivati era pari a 19.723 milioni, che al netto del contributo del gruppo UBI pari a 1.526 milioni, si attesta a 18.197 milioni (20.334 milioni al 31 dicembre 2019).

Il fair value degli strumenti finanziari derivati stipulati con la clientela è stato determinato tenendo conto, come per tutti gli altri derivati OTC, della qualità creditizia delle singole controparti (cosiddetto bilateral Credit Value Adjustment). Sui contratti in rimanenza al 30 settembre 2020, ciò ha comportato la rilevazione a conto economico, nell'ambito del "Risultato netto dell'attività di negoziazione", di un impatto negativo di 63 milioni che al netto del contributo del gruppo UBI pari a -1 milione, si attesta a 62 milioni.

Per quanto concerne le metodologie utilizzate nella determinazione del fair value degli strumenti finanziari, si rinvia ai paragrafi specificatamente dedicati a tale argomento nell'ambito delle Note illustrative delle politiche contabili del Bilancio 2019 e alla Relazione semestrale 2020.

RISCHI OPERATIVI

Il rischio operativo è definito come il rischio di subire perdite derivanti dall'inadeguatezza o dalla disfunzione di procedure, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha da tempo definito il framework complessivo per la gestione dei rischi operativi, stabilendo normativa e processi organizzativi per la misurazione, la gestione e il controllo degli stessi.

Per la determinazione del requisito patrimoniale, il Gruppo adotta una combinazione dei Metodi previsti dalla normativa (metodo avanzato in partial use con i metodi standardizzato e base); l'assorbimento patrimoniale così ottenuto è di 2.103 milioni al 30 settembre 2020. L'aumento rispetto ai 1.781 milioni del 30 giugno 2020 è dovuto all'aggiunta del requisito rischi operativi del Gruppo UBI.

Rischi legali

I rischi connessi alle vertenze legali sono oggetto di attenta analisi da parte sia della Capogruppo sia delle singole società del Gruppo interessate. In presenza di vertenze per le quali risulta probabile un esborso ed è possibile effettuare una stima attendibile del relativo ammontare, si provvede ad effettuare stanziamenti ai Fondi per rischi ed oneri.

Nel corso del terzo trimestre non sono emerse nuove vertenze rilevanti.

Con riguardo alle vertenze rilevanti in corso, si segnalano di seguito le evoluzioni significative del trimestre, rinviando per il pregresso e per l'illustrazione puntuale delle singole vertenze rilevanti alla Nota integrativa del Bilancio 2019 e alla Relazione semestrale 2020 del Gruppo Intesa Sanpaolo.

Private banker (Sanpaolo Invest) – In relazione alle gravi irregolarità commesse da parte di un private banker di Sanpaolo Invest, a fine settembre la società controllata ha ricevuto complessivamente 272 reclami con un petitum complessivo di 59,8 milioni. Di tali reclami, 63 si riferiscono a distrazioni (di circa 17 milioni, per le quali le verifiche interne hanno accertato il minore importo di 13 milioni) e altre voci di danno (11 milioni). Ulteriori 209 reclami (per un petitum complessivo di circa 31 milioni) riguardano false rendicontazioni di operazioni non autorizzate e richieste di rimborso delle commissioni.

Sinora sono state soddisfatte 26 richieste risarcitorie per circa 5,4 milioni, mentre 40 sono state ritirate dagli istanti, per lo più in seguito ad accordi commerciali e, pertanto, ad oggi ne risultano pendenti 206, per un valore attuale di circa 52,4 milioni. Contestualmente la Società sta proseguendo nelle attività stragiudiziali e giudiziali per il recupero delle somme distratte nei confronti degli indebiti beneficiari.

Il rischio residuo di esborso derivante dagli atti illeciti commessi dal private banker è presidiato da un fondo di 9 milioni circa, determinato sulla base della valutazione dei reclami per distrazioni accertati e di quelli relativi alle rendicontazioni non corrette e operazioni non autorizzate, senza tenere conto dei sequestri penali emessi e della copertura prevista dall'apposita polizza assicurativa che la Società ha prontamente attivato.

Vertenza Raulet Tirmant (già Dargent Morange Tirmant) – Il curatore fallimentare ha riassunto la causa davanti alla Corte d'Appello di Metz e alla fine di luglio ha depositato la propria memoria, mediante la quale ha nuovamente chiesto il pagamento di 55,6 milioni (pari all'intero passivo fallimentare, dedotto quanto ricavato dalla vendita dell'immobile il cui acquisto venne finanziato dalla Banca); la Banca ha a sua volta depositato la propria memoria di replica contestando le pretese avversarie. Seguirà lo scambio di ulteriori memorie, verrà poi fissata un'udienza di discussione, quindi la corte si pronuncerà sulla vertenza (si stima entro la prima parte del 2022).

Sentenza della Cassazione in materia di derivati con Enti territoriali - La Corte di Cassazione, con la sentenza a Sezioni Unite n. 8770/2020 del 12 maggio 2020, ha affermato la nullità di alcuni contratti derivati OTC (Interest Rate Swap con upfront) stipulati tra una banca italiana ed un Comune, stabilendo sostanzialmente che: 1) l'upfront rappresenta una forma di nuovo indebitamento con effetti pluriennali di spesa a carico dell'Ente e, pertanto, i contratti derivati che prevedano un upfront richiedono l'autorizzazione del Consiglio Comunale (non della Giunta Comunale), la cui mancanza causa l'invalidità dei derivati; 2) i contratti di swap costituiscono una "scommessa legale", consentita solo nella misura in cui questi contratti acquistano la forma di una "scommessa razionale", conclusa in termini tali da consentire a entrambe le parti di comprendere i rischi sottostanti il contratto, che deve quindi indicare il mark to market, i costi impliciti e gli scenari probabilistici.

La sentenza della Cassazione è stata pronunciata con riferimento a contratti derivati regolati dalla legge italiana e non dovrebbe avere quindi significativi effetti sui contratti derivati regolati ai sensi dell'accordo generale ISDA (soggetto alla legge inglese) e rimessi alla giurisdizione dei tribunali inglesi (per quanto riguarda i temi della indicazione del mark to market, dei costi impliciti e degli scenari probabilistici).

La decisione ha già sollevato critiche da parte di molti autori ed alcune Corti di merito si sono già discostate dai principi dettati dalla Cassazione.

Tuttavia nel mese di settembre la Banca ha subito due decisioni sfavorevoli in questo ambito: 1) il Tribunale di Pavia ha condannato la Banca a rimborsare circa 9,3 milioni, oltre accessori, alla Provincia di Pavia, riportando testualmente la motivazione della sentenza della Cassazione; 2) la Corte d'Appello di Milano ha rigettato l'appello proposto dalla Banca nella causa promossa dal Comune di Mogliano Veneto; tale sentenza (che riprende solo in minima parte le argomentazioni della Cassazione) ha confermato la pronuncia di primo grado che aveva condannato la Banca a rimborsare al Comune 5,8 milioni, pagamento già eseguito nel 2018. E' in corso l'impugnazione di entrambe le decisioni.

Alla luce dell'evoluzione giurisprudenziale, è stata effettuata una specifica rivalutazione del rischio connesso ai contenziosi relativi a contratti in derivati stipulati con Enti territoriali e laddove ritenuto opportuno sono stati disposti appositi accantonamenti.

Quanto al Gruppo UBI, nel rinviare al Bilancio consolidato 2019 e ai Resoconti infrannuali del 2020 dell'entità acquisita per un'illustrazione dettagliata delle principali vertenze in essere e per le loro evoluzioni, si segnala che nel corso del terzo trimestre non si sono verificati eventi di particolare rilievo.

Contenzioso fiscale

I rischi derivanti dal contenzioso fiscale del Gruppo sono presidiati da adeguati accantonamenti ai fondi per rischi e oneri.

Con riguardo a Intesa Sanpaolo, al 30 settembre 2020 sono ancora pendenti 639 pratiche di contenzioso (612 pratiche al 31 dicembre 2019), per un valore complessivo della pretesa (imposta, sanzioni e interessi) di 138 milioni (111 milioni al 31 dicembre 2019), conteggiato tenendo conto sia dei procedimenti in sede amministrativa, sia dei procedimenti in sede giurisdizionale nei diversi gradi di merito e di legittimità. Rispetto ai dati al 30 giugno 2020, i principali eventi che hanno dato luogo a movimentazioni significative sono rappresentati quasi esclusivamente dalla variazione in diminuzione del contestato dovuto alla chiusura del contenzioso ex Centro Leasing, di cui in seguito.

Quanto alle pratiche nuove, nel trimestre non ne sono sorte di importo rilevante.

Relativamente a tali contesti, i rischi effettivi al 30 settembre 2020 sono stati quantificati in 50 milioni (54 milioni al 31 dicembre 2019).

Con riguardo alle controversie definite nel periodo, si segnala che a seguito della sentenza negativa della Corte di Cassazione avverso l'avviso di liquidazione dell'imposta di registro emesso nei confronti dell'incorporata Centro Leasing sull'immobile oggetto di leasing sito in Roma, Via Tuscolana, si è proceduto alla chiusura della posizione con utilizzo del fondo rischi per circa 2 milioni a fronte dell'azzeramento dell'attività per imposta versata a titolo provvisorio in pendenza di giudizio.

Presso le altre società del Gruppo non risultano evoluzioni di particolare rilevanza.

Per quanto riguarda l'ex Gruppo UBI, il contenzioso fiscale passivo in essere al 30 settembre 2020 è di valore complessivo pari a 7,4 milioni ed è in gran parte derivante dalle tre cd. "Good Banks" (petitum 4,9 milioni) acquisite nell'anno 2017 (Nuova Banca dell'Etruria e del Lazio e controllata Banca Federico del Vecchio; Nuova Banca delle Marche e controllata Cassa di Risparmio di Loreto; Nuova Cassa di Risparmio di Chieti).

Tutti i contenziosi più rilevanti sono stati definiti nel 2019 con la cd. pace fiscale prevista dal D.L. n. 119/2018. In conseguenza di tale decisione, il contenzioso fiscale del Gruppo UBI è diminuito in misura sostanziale (-93% in termini di valore complessivo del rischio fiscale) rispetto alla situazione indicata nel bilancio al 31 dicembre 2018. Non sono stati notificati provvedimenti di diniego alla definizione fiscale entro il 31 luglio 2020. Pertanto, le controversie possono considerarsi ormai concluse sotto un profilo sostanziale.

RISCHI ASSICURATIVI

Portafogli di investimento

Gli investimenti delle società del segmento assicurativo del Gruppo Intesa Sanpaolo (Intesa Sanpaolo Vita, Intesa Sanpaolo Assicura, Intesa Sanpaolo Life, Fideuram Vita, Intesa Sanpaolo RBM Salute e BAP Vita e Previdenza) vengono realizzati a fronte del patrimonio libero ed a copertura delle obbligazioni contrattuali assunte nei confronti della clientela. Queste ultime sono relative alle polizze vita di tipo tradizionale rivalutabile, a quelle di tipo Index e Unit linked, ai fondi pensione e alle polizze danni.

La società BAP Vita e Previdenza è entrata a far parte del segmento assicurativo del Gruppo nel corso del terzo trimestre del 2020, con l'acquisizione del Gruppo UBI, ed ha apportato un incremento di 2.366 milioni nel totale del portafoglio gestito. Tale contributo è stato incluso nell'analisi sotto riportata.

I portafogli di investimento ammontano complessivamente, a valori di bilancio e alla data del 30 settembre 2020, a 172.592 milioni. Di questi, una quota pari a 89.062 milioni è relativa alle polizze vita tradizionali rivalutabili, il cui rischio finanziario è condiviso con gli assicurati in virtù del meccanismo di determinazione dei rendimenti delle attività in gestione separata, alle polizze danni ed agli investimenti a fronte del patrimonio libero; l'altra componente, il cui rischio è interamente sopportato dagli assicurati, è costituita da investimenti a fronte di polizze Unit Linked e Fondi Pensione ed è pari a 83.530 milioni.

In considerazione del diverso tipo di rischiosità, l'analisi dei portafogli investimenti, dettagliata nel seguito, è incentrata sugli attivi detenuti a copertura delle polizze vita tradizionali rivalutabili, delle polizze danni e del patrimonio libero.

In termini di composizione per asset class, al netto delle posizioni in strumenti finanziari derivati, l'84,5% delle attività, pari a 74.983 milioni, è costituito da titoli obbligazionari mentre la quota relativa a titoli di capitale pesa per l'1,9% ed è pari a 1.646 milioni. La restante parte, pari a 12.041 milioni, è costituita da investimenti in OICR, Private Equity e Hedge Fund (13,6%).

Il valore di bilancio dei derivati ammonta a 393 milioni circa, di questi la quota relativa a derivati di gestione efficace9 ammonta a 370 milioni circa, la restante parte (23 milioni circa) è riferita a derivati classificati di copertura.

Gli investimenti a fronte del patrimonio libero di Intesa Sanpaolo Vita e Fideuram Vita sono pari, alla fine dei primi nove mesi del 2020 ed a valori di mercato, a 1.068 milioni circa e presentano una rischiosità, in termini di VaR (intervallo di confidenza 99%, holding period 10 giorni), pari a 14 milioni circa.

L'analisi del portafoglio titoli obbligazionari in termini di sensitivity del fair value al movimento dei tassi d'interesse evidenzia che un movimento parallelo della curva di +100 punti base comporta una variazione negativa di 4.626 milioni circa.

La distribuzione per fasce di rating del portafoglio è la seguente. Gli attivi di tipo obbligazionario con rating AAA/AA pesano per circa il 5,4% del totale investimenti mentre l'6,5% circa si colloca nell'area della singola A. I titoli dell'area low investment grade (BBB) costituiscono circa l'85,5% del totale mentre è minima (2,6%) la quota di titoli speculative grade o unrated. All'interno dell'area BBB una parte considerevole è costituita da titoli emessi dalla Repubblica Italiana.

L'analisi dell'esposizione in termini di emittenti/controparti evidenzia le seguenti componenti: i titoli emessi da Governi e Banche Centrali rappresentano l'80,3% circa del totale investimenti, le società finanziarie (in prevalenza banche) contribuiscono per circa l'11,1% dell'esposizione mentre i titoli industriali ammontano a circa l'8,6%.

Alla fine del terzo trimestre 2020, la sensitivity del fair value dei titoli obbligazionari rispetto ad una variazione del merito creditizio degli emittenti, intesa come shock dei credit spread di mercato di +100 punti base, è risultata pari a 4.231 milioni ed è imputabile per 3.958 milioni agli emittenti governativi e per 643 milioni agli emittenti corporate (società finanziarie e industriali).

9 Il Regolamento ISVAP n.36 del 31 gennaio 2011 in materia di investimenti definisce "derivati di gestione efficace" tutti i derivati finalizzati al raggiungimento di prefissati obiettivi di investimento in maniera più veloce, agevole, economica o più flessibile rispetto a quanto sia possibile operando sugli attivi sottostanti.

Politiche contabili

Criteri di redazione del resoconto

Principi generali di redazione

Come noto, attraverso il D.Lgs. n. 25 del 15 febbraio 2016, è stata recepita nell'ordinamento nazionale la Direttiva 2013/50/UE, che ha modificato la Direttiva 2004/109/CE (c.d. Direttiva Transparency). Nel recepimento della disciplina europea, sono state modificate, tra l'altro, le disposizioni relative alle relazioni finanziarie, innovando le regole inerenti alla pubblicazione, da parte di emittenti quotati aventi l'Italia come Stato membro d'origine, di informazioni periodiche aggiuntive rispetto alle relazioni finanziarie annuali e semestrali. La formulazione dell'art. 154-ter (Relazioni finanziarie), commi 5 e 5-bis del TUF, consente alla Consob di disporre, nei confronti degli emittenti sopra indicati, l'obbligo di pubblicare le informazioni periodiche aggiuntive. Nell'esercizio delle proprie competenze – e a seguito di un processo di consultazione – la Consob ha tuttavia rimesso agli emittenti la scelta sulla pubblicazione dei resoconti trimestrali.

In questo contesto, Intesa Sanpaolo pubblica – su base volontaria – informazioni finanziarie periodiche aggiuntive, rispetto alla relazione finanziaria annuale e semestrale, riferite al 31 marzo e al 30 settembre di ciascun esercizio, che prevedono – per quanto riguarda i relativi elementi informativi – la redazione di resoconti intermedi sulla gestione approvati dal Consiglio di Amministrazione, in sostanziale continuità con il passato.

Il Resoconto intermedio al 30 settembre 2020 è redatto, in forma consolidata, con l'applicazione dei criteri di rilevazione e di valutazione previsti dai principi contabili IAS/IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board (IASB) e dalle relative interpretazioni dell'International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC) ed omologati dalla Commissione Europea, come stabilito dal Regolamento Comunitario n. 1606 del 19 luglio 2002.

I principi contabili adottati per la predisposizione del presente Resoconto consolidato intermedio di gestione, con riferimento alle fasi di classificazione, iscrizione, valutazione e cancellazione delle attività e passività di bilancio, così come per le modalità di riconoscimento dei ricavi e dei costi, sono rimasti invariati rispetto a quelli adottati per la predisposizione del Bilancio 2019 del Gruppo Intesa Sanpaolo, al quale si fa rinvio per un'esposizione completa.

Relativamente al contributo del Gruppo UBI, entrato nell'area di consolidamento nel corso dell'anno, si segnala che i principi contabili utilizzati dallo stesso risultano sostanzialmente allineati a quelli di Intesa Sanpaolo, salvo il criterio di valutazione del patrimonio artistico di pregio (valutato con il metodo della rideterminazione del valore in Intesa Sanpaolo e con il metodo del costo in UBI). Con riferimento ai processi di stima e valutazione degli assets, alcuni modelli e parametri presentano difformità applicative non significative rispetto a quanto fatto da Intesa Sanpaolo. Tuttavia, occorre sottolineare che è in corso di definizione e verrà completato entro i termini di predisposizione del bilancio al 31 dicembre 2020 il processo di Purchase Price Allocation (PPA), secondo cui, ai sensi dell'IFRS 3, le attività e la passività dell'entità acquisita sono rilevate nel bilancio dell'Acquirente al loro fair value determinato alla data di acquisizione. Di conseguenza, le eventuali differenze derivanti dall'applicazione di parametri, soglie e modelli impiegati saranno assorbite o comunque fortemente mitigate dalla rilevazione di attivi e passivi al fair value come precedentemente citato.

Si evidenzia inoltre che, già dalla trimestrale al 30 settembre 2020, il contributo al Consolidato della Compagnia assicurativa del Gruppo UBI, BancAssurance Popolari (BAP), avviene secondo l'approccio adottato dal Gruppo Intesa Sanpaolo che prevede l'applicazione del Deferral approach, con conseguente applicazione dello IAS 39 per la valutazione degli strumenti finanziari, in luogo dell'IFRS 9 adottato ai fini del contributo al bilancio consolidato bancario di UBI. Tale adeguamento ha comportato impatti marginali.

Peraltro, in relazione ai riflessi dell'impatto derivante dall'emergenza sanitaria COVID-19 si richiamano le indicazioni fornite dalle Autorità e dallo IASB nonché le scelte applicative operate da Intesa Sanpaolo rappresentate nel capitolo "I nove mesi del 2020".

Sono applicabili per la prima volta a partire dal 2020 alcune modifiche – nessuna delle quali di particolare rilevanza per il Gruppo Intesa Sanpaolo – apportate ai principi contabili già in vigore, che sono state omologate dalla Commissione Europea. A seguire viene riportata una sintesi dei Regolamenti di omologazione:

  • Regolamento n. 2075/2019: con il regolamento del 29 novembre 2019 sono state recepite alcune modifiche agli IFRS relative ai riferimenti al quadro concettuale ("Conceptual Framework"10). Le modifiche mirano ad aggiornare in diversi Principi Contabili e in diverse interpretazioni i riferimenti al Framework precedente, sostituendoli con i riferimenti al quadro concettuale rivisto a marzo 2018. Si ricorda che il Conceptual Framework non è un Principio contabile e pertanto non è oggetto di omologazione, mentre il documento in oggetto, proprio in quanto va a modificare alcuni IAS/IFRS, è oggetto di omologazione.
  • Regolamento n. 2104/2019: con il regolamento del 29 novembre 2019 sono state adottate talune modifiche allo IAS 1 Presentazione del Bilancio e allo IAS 8 Principi contabili, cambiamenti nelle stime contabili ed errori con l'obiettivo di chiarire la definizione di informazione materiale e per migliorarne la comprensione. Viene evidenziato che la materialità dipende dalla natura e dalla rilevanza dell'informazione o da entrambe. L'entità, inoltre, verifica se un'informazione, sia individualmente che in combinazione con altre informazioni, è materiale nel contesto complessivo del bilancio.

10 Il Conceptual Framework ha l'obiettivo di assistere il Board nello sviluppo degli standard sulla base di un quadro sistematico di riferimento coerente e di fornire supporto ai redattori del bilancio nello sviluppo di politiche contabili, ad esempio per normare eventi e transazioni che non prevedono uno specifico trattamento negli IAS/IFRS. Non è un Principio contabile, pertanto non è sottoposto al processo di omologazione, viceversa è immediatamente applicabile per il Board e per l'IFRIC.

  • Regolamento n. 1434/2020: con il regolamento del 9 ottobre 2020 sono state introdotte alcune modifiche all'IFRS 16 Leasing per recepire le modifiche "Concessioni sui canoni connesse alla COVID-19" pubblicate dallo IASB il 28 maggio 2020 al fine di fornire un espediente pratico, facoltativo e temporaneo, ai locatari, ovvero la facoltà di non applicare le regole di contabilizzazione delle modifiche del leasing nel caso di concessioni sugli affitti direttamente derivanti come conseguenza del COVID-19. Il regolamento è applicabile a partire dal 1° giugno 2020 per gli esercizi finanziari che iniziano il 1° gennaio 2020 o successivamente. Tale casistica non è rilevante per il Gruppo Intesa Sanpaolo.

Si ricorda, inoltre, che il Gruppo Intesa Sanpaolo si era avvalso della possibilità di applicare anticipatamente già al Bilancio 2019 il Regolamento n. 34/2020 del 15 gennaio 2020 che ha adottato il documento emesso dallo IASB a settembre 2019 sulla "Riforma degli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse (modifiche all'IFRS 9 "Strumenti finanziari", allo IAS 39 "Strumenti finanziari: rilevazione e valutazione" e all'IFRS 7 "Strumenti finanziari: informazioni integrative")" e obbligatoriamente applicabile dal 1° gennaio 2020. Tale opzione non era invece stata esercitata dal Gruppo UBI. Con il regolamento in oggetto sono state introdotte alcune modifiche in tema di coperture (hedge accounting) con la finalità di evitare che le incertezze sull'ammontare e sulle tempistiche dei flussi di cassa derivanti dalla riforma dei tassi possano comportare l'interruzione delle coperture in essere e difficoltà a designare nuove relazioni di copertura. A tal fine è stata prevista una semplificazione, presumendo che gli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse esistenti non siano modificati a seguito della riforma dei tassi interbancari.

Il Resoconto intermedio al 30 settembre 2020, predisposto utilizzando l'Euro quale moneta di conto, è composto dallo Stato patrimoniale, dal Conto economico, dal Prospetto della redditività complessiva, dal Prospetto delle variazioni del patrimonio netto e da note illustrative, ed è corredato da informazioni sugli eventi importanti che si sono verificati nel periodo e sui principali rischi ed incertezze per i mesi restanti dell'esercizio.

Gli importi indicati nei Prospetti contabili e nelle note illustrative sono espressi, qualora non diversamente specificato, in milioni di euro.

I prospetti contabili presentano, oltre agli importi del periodo di riferimento, anche i corrispondenti dati di raffronto riferiti al 30 settembre 2019 per il conto economico e al 31 dicembre 2019 per lo stato patrimoniale.

Le attività in via di dismissione accolgono le attività e le passività riconducibili ad Autostrade Lombarde (di cui Intesa Sanpaolo detiene il 55,8%) e della sua controllata operativa Brebemi, società concessionaria del tratto autostradale Milano Brescia (A35), per cui in data 26 giugno 2020 Intesa Sanpaolo ha raggiunto con Aleàtica S.A.U., società spagnola specializzata in investimenti infrastrutturali posseduta al 100% dal fondo australiano IFM Global Infrastructure Fund, un accordo relativo alla cessione integrale delle due partecipazioni. A seguito dell'ottenimento delle consuete autorizzazioni da parte delle autorità competenti, il perfezionamento dell'operazione è avvenuto in data 26 ottobre 2020.

Tra le attività in via di dismissione figura altresì una porzione residuale delle esposizioni creditizie deteriorate derivanti dall'attività di leasing e contemplate dall'accordo con Prelios, per cui non si è ancora potuto dar corso alla cessione stante l'impossibilità, legata alle restrizioni imposte dall'emergenza COVID-19, di procedere ai sopralluoghi necessari per ottenere la rogitabilità degli immobili; la cessione di tale componente del portafoglio avverrà, sulla base delle condizioni pattuite tra le parti, entro la fine del mese di novembre. Le attività in via di dismissione includono infine un portafoglio di crediti consumer finance non performing che saranno ceduti nel corso del quarto trimestre a IFIS NPL, società riconducibile al Gruppo Banca IFIS.

Il Resoconto intermedio al 30 settembre 2020 è corredato dall'attestazione del Dirigente preposto, ai sensi dell'art. 154 bis del TUF, e i prospetti contabili consolidati sono sottoposti a revisione contabile limitata da parte della società di revisione KPMG ai soli fini del rilascio dell'attestazione prevista dall'art. 26 (2) del Regolamento dell'Unione Europea n. 575/2013 e dalla Decisione della Banca Centrale Europea n. 2015/656.

Area e metodi di consolidamento

Area di consolidamento

Il Resoconto consolidato include Intesa Sanpaolo e le società da questa direttamente o indirettamente controllate, controllate congiuntamente o sottoposte ad influenza notevole, comprendendo – come specificamente previsto dai principi IAS/IFRS – anche le società operanti in settori di attività diversi da quello di appartenenza della Capogruppo, nonché le partecipazioni di private equity. Analogamente, sono incluse anche le entità strutturate quando ne ricorrano i requisiti di effettivo controllo, anche indipendentemente dall'esistenza di una quota partecipativa.

Sono escluse dall'area di consolidamento, e classificate sulla base di quanto previsto dall'IFRS 9, alcune interessenze superiori al 20%, peraltro di importo contenuto, in quanto Intesa Sanpaolo, direttamente o indirettamente, detiene esclusivamente diritti patrimoniali su una porzione dei frutti degli investimenti, non ha accesso alle politiche di gestione e può esercitare diritti di governance limitati alla tutela dei propri interessi patrimoniali. Sono inoltre escluse dall'area di consolidamento integrale le interessenze partecipative detenute, direttamente o attraverso fondi, in società che svolgono attività di venture capital.

Tali interessenze partecipative sono incluse nella categoria delle Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico. Sono, infine, escluse dall'area di consolidamento le società non partecipate delle quali si sono ricevute azioni in pegno con diritto di voto superiore al 20%, in considerazione della finalità di tale strumento che è quella di tutela del credito concesso e non di esercizio del controllo e di indirizzo delle politiche finanziarie ed economiche, al fine di usufruire dei benefici economici da esse derivanti.

Si rammenta che Intesa Sanpaolo non esercita su Risanamento S.p.A., su Autostrade Lombarde S.p.A. e sulle società da esse controllate l'attività di direzione e coordinamento di cui all'art. 2497 c.c. e seguenti.

Il terzo trimestre ha registrato l'ingresso nell'area di consolidamento integrale di UBI Banca e delle sue società controllate:

  • Fondo Immobiliare Porta Nuova Gioia;
  • BancAssurance Popolari;
  • BPB Immobiliare;
  • IWBank;
  • KEDOMUS;
  • Prestitalia;
  • UBI Factor;
  • UBI Leasing;
  • UBI Sicura;
  • UBI Sistemi e Servizi;
  • Pramerica SGR;
  • UBI Finance CB 2;
  • UBI Finance;
  • Pramerica Management Company;
  • Marche M6.

Si segnala inoltre l'ingresso di Intesa Sanpaolo (Qingdao) Service Company Limited.

Si rammenta che la modifica di rilievo intervenuta nel primo semestre aveva riguardato l'ingresso nell'area di consolidamento integrale di RBM Assicurazione Salute, in relazione al perfezionamento dell'acquisizione della quota di controllo della società nel secondo trimestre.

Le uscite nel terzo trimestre hanno riguardato le fusioni per incorporazione di Banca IMI in Capogruppo e di Neva Finventures in Intesa Sanpaolo Innovation Center, nonché la cessazione di Morval Vonwiller Asset Management Co. Ltd.

Per completezza, si rammenta che nel primo semestre si era registrata l'uscita per cessata attività di Trade Receivables Investment Vehicle S.a.r.l., di Cib Factor Financial Service LTD Under voluntary liquidation e di Trade Receivables Investment Vehicle S.a.r.l. nonché, con riferimento ad entità under common control, l'uscita di Pbz Nekretnine D.O.O. (fusa per incorporazione in PBZ Card D.O.O. nell'ambito del gruppo PBZ).

Metodi di consolidamento

I metodi utilizzati per il consolidamento dei dati delle società controllate (consolidamento integrale) e per il consolidamento delle società collegate nonché delle società sottoposte a controllo congiunto (metodo del patrimonio netto) sono invariati rispetto a quelli adottati per il Bilancio annuale 2019 del Gruppo Intesa Sanpaolo al quale, pertanto, si fa rinvio.

I bilanci della Capogruppo e delle altre società utilizzati per predisporre il Resoconto fanno riferimento al 30 settembre 2020. In taluni limitati casi, per partecipate di rilevanza non significativa, sono stati utilizzati gli ultimi dati ufficiali disponibili.

Ove necessario – in casi comunque di rilevanza del tutto marginale – i bilanci delle società consolidate, eventualmente redatti in base a criteri contabili diversi, sono stati resi conformi ai principi del Gruppo.

I bilanci delle imprese operanti in aree diverse dall'Eurozona sono convertiti in Euro applicando alle voci dell'attivo e del passivo patrimoniale i cambi correnti alla data di chiusura del periodo di riferimento ed alle voci del conto economico i cambi medi del periodo stesso.

Il Consiglio di Amministrazione

Milano, 4 novembre 2020

Dichiarazione del Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari

Il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Fabrizio Dabbene, dichiara, ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza, che l'informativa contabile contenuta nel presente Resoconto intermedio al 30 settembre 2020 corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili.

Milano, 4 novembre 2020

Fabrizio Dabbene Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari

Raccordi tra prospetti contabili consolidati pubblicati e prospetti contabili consolidati modificati

Raccordo tra Stato Patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2019 pubblicato e Stato patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2019 modificato

Raccordo tra Conto Economico consolidato al 30 settembre 2019 pubblicato e Conto economico al 30 settembre 2019 modificato

Raccordi tra prospetti contabili consolidati modificati/pubblicati e prospetti contabili consolidati riesposti

Raccordo tra Stato Patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2019 pubblicato e Stato Patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2019 riesposto

Raccordo tra Conto Economico consolidato al 30 settembre 2019 modificato e Conto economico consolidato al 30 settembre 2019 riesposto

Raccordo tra Conto Economico consolidato al 30 settembre 2020 e Conto economico consolidato al 30 settembre 2020 riesposto

Prospetti contabili consolidati riesposti

Stato Patrimoniale consolidato riesposto

Conto Economico consolidato riesposto

Raccordi tra prospetti contabili consolidati riesposti e schemi di bilancio consolidati riclassificati

Raccordo tra Stato Patrimoniale consolidato e Stato Patrimoniale consolidato riclassificato

Raccordo tra Conto Economico consolidato riesposto e Conto Economico consolidato riclassificato

Raccordi tra prospetti contabili consolidati pubblicati e prospetti contabili consolidati modificati

Raccordo tra Stato Patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2019 pubblicato e Stato patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2019 modificato

Lo Stato Patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2019 pubblicato, non ha necessitato di modifiche.

Raccordo tra Conto Economico consolidato al 30 settembre 2019 pubblicato e Conto economico consolidato al 30 settembre 2019 modificato

30.09.2019
Pubblicato
Effetto
dell'applicazione
dell'IFRS 5
(a)
(milioni di euro)
30.09.2019
Modificato
10. Interessi attivi e proventi assimilati 7.715 - 7.715
di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 7.790 - 7.790
20. Interessi passivi e oneri assimilati -2.518 - -2.518
30. Margine di interesse 5.197 - 5.197
40. Commissioni attive 7.326 -316 7.010
50. Commissioni passive -1.810 247 -1.563
60. Commissioni nette 5.516 -69 5.447
70. Dividendi e proventi simili 107 - 107
80. Risultato netto dell'attività di negoziazione 420 3 423
90. Risultato netto dell'attività di copertura -65 - -65
100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 1.135 - 1.135
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 64 - 64
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 1.028 - 1.028
c) passività finanziarie 43 - 43
110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto
economico
55 - 55
a) attività e passività finanziarie designate al fair value -103 - -103
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 158 - 158
Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione ai
115. sensi dello IAS 39 3.040 - 3.040
120. Margine di intermediazione 15.405 -66 15.339
130. Rettifiche/ riprese di valore nette per rischio di credito di: -1.481 - -1.481
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato -1.474 - -1.474
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva -7 - -7
135. Rettifiche/Riprese di valore nette di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello IAS39 -8 - -8
140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni -8 - -8
150. Risultato netto della gestione finanziaria 13.908 -66 13.842
160. Premi netti 7.335 - 7.335
170. Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa -9.282 - -9.282
180. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa 11.961 -66 11.895
190. Spese amministrative: -7.171 2 -7.169
a) spese per il personale -4.292 - -4.292
b) altre spese amministrative -2.879 2 -2.877
200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri 23 - 23
a) impegni e garanzie rilasciate 69 - 69
b) altri accantonamenti netti -46 - -46
210. Rettifiche/ riprese di valore nette su attività materiali -389 - -389
220. Rettifiche/ riprese di valore nette su attività immateriali -493 1 -492
230. Altri oneri/proventi di gestione 628 - 628
240. Costi operativi -7.402 3 -7.399
250. Utili (Perdite) delle partecipazioni 43 - 43
260. Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali - - -
270. Rettifiche di valore dell'avviamento - - -
280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 3 - 3
290. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 4.605 -63 4.542
300. Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente -1.302 17 -1.285
310. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 3.303 -46 3.257
320. Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte - 46 46
330. Utile (Perdita) di periodo 3.303 - 3.303
340. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi 7 - 7
350. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza della capogruppo 3.310 - 3.310
(a) Risultanze economiche dei primi 9 mesi 2019 riferite al ramo aziendale oggetto di conferimento a Nexi, secondo l'accordo sottoscritto a dicembre 2019 e
perfezionato nel primo semestre 2020.

Raccordi tra prospetti contabili consolidati modificati/pubblicati e prospetti contabili consolidati riesposti

Raccordo tra Stato Patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2019 pubblicato e Stato Patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2019 riesposto

(milioni di euro)
Voci dell'attivo 31.12.2019
Modificato
Variazione
perimetro di
consolidamento
(a)
31.12.2019
Riesposto
10. Cassa e disponibilità liquide 9.745 - 9.745
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 49.414 - 49.414
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 45.152 - 45.152
b) attività finanziarie designate al fair value 195 - 195
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 4.067 - 4.067
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi
72.410 - 72.410
35. dello IAS 39 168.202 31 168.233
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 467.815 - 467.815
a) Crediti verso banche 49.027 - 49.027
b) Crediti verso clientela 418.788 - 418.788
45. Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39
612 37 649
50. Derivati di copertura 3.029 - 3.029
60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 1.569 - 1.569
70. Partecipazioni 1.240 - 1.240
80. Riserve tecniche a carico dei riassicuratori 28 - 28
90. Attività materiali 8.878 4 8.882
100. Attività immateriali
di cui:
9.211 - 9.211
- avviamento 4.055 - 4.055
110. Attività fiscali 15.467 9 15.476
a) correnti 1.716 - 1.716
b) anticipate 13.751 9 13.760
120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 494 - 494
130. Altre attività 7.988 387 8.375
Totale dell'attivo 816.102 468 816.570
(a) La riesposizione si riferisce all'ingresso nel gruppo della società RBM Assicurazione Salute S.p.A.

Voci del passivo e del patrimonio netto 31.12.2019
Modificato
Variazione
perimetro di
consolidamento
(milioni di euro)
31.12.2019
Riesposto
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 519.382 - 519.382
a) debiti verso banche
b) debiti verso la clientela
103.324
331.181
-
-
103.324
331.181
c) titoli in circolazione 84.877 - 84.877
15. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39 826 - 826
20. Passività finanziarie di negoziazione 45.226 - 45.226
30. Passività finanziarie designate al fair value 4 - 4
35. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai
sensi dello IAS 39
75.935 - 75.935
40. Derivati di copertura 9.288 - 9.288
50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 527 - 527
60. Passività fiscali 2.321 1 2.322
a) correnti 455 - 455
b) differite 1.866 1 1.867
70. Passività associate ad attività in via di dismissione 41 - 41
80. Altre passività 12.070 52 12.122
90. Trattamento di fine rapporto del personale 1.134 - 1.134
100. Fondi per rischi e oneri 3.997 1 3.998
a) impegni e garanzie rilasciate 482 - 482
b) quiescenza e obblighi simili 232 - 232
c) altri fondi per rischi e oneri 3.283 1 3.284
110. Riserve tecniche 89.136 107 89.243
120. Riserve da valutazione -157 - -157
125. Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione 504 - 504
130. Azioni rimborsabili - - -
140. Strumenti di capitale 4.103 - 4.103
150. Riserve 13.279 - 13.279
160. Sovrapprezzi di emissione 25.075 - 25.075
170. Capitale 9.086 - 9.086
180. Azioni proprie (-) -104 - -104
190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) 247 307 554
200. Utile (Perdita) di periodo (+/-) 4.182 - 4.182
Totale del passivo e del patrimonio netto 816.102 468 816.570
(a) La riesposizione si riferisce all'ingresso nel gruppo della società RBM Assicurazione Salute S.p.A

Raccordo tra Conto Economico consolidato al 30 settembre 2019 modificato e Conto economico consolidato al 30 settembre 2019 riesposto

30.09.2019
Modificato
Variazione
perimetro
di
Servicing UTP (b) (milioni di euro)
30.09.2019
Riesposto
consolidamento
(a)
10. Interessi attivi e proventi assimilati 7.715 - - 7.715
di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 7.790 - - 7.790
20. Interessi passivi e oneri assimilati -2.518 - - -2.518
30. Margine di interesse 5.197 - - 5.197
40. Commissioni attive 7.010 - - 7.010
50. Commissioni passive -1.563 - - -1.563
60. Commissioni nette 5.447 - - 5.447
70.
80.
Dividendi e proventi simili
Risultato netto dell'attività di negoziazione
107
423
-
-
-
-
107
423
90. Risultato netto dell'attività di copertura -65 - - -65
100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 1.135 - - 1.135
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 64 - - 64
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
c) passività finanziarie
1.028
43
-
-
-
-
1.028
43
110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value
con impatto a conto economico
55 - - 55
a) attività e passività finanziarie designate al fair value -103 - - -103
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 158 - - 158
Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle
115. imprese di assicurazione ai sensi dello IAS 39 3.040 - - 3.040
120. Margine di intermediazione 15.339 - - 15.339
130. Rettifiche/ riprese di valore nette per rischio di credito di: -1.481 - - -1.481
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato -1.474 - - -1.474
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
-7 - - -7
Rettifiche/Riprese di valore nette di pertinenza delle imprese di
135. assicurazione ai sensi dello IAS39 -8 - - -8
140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni -8 - - -8
150. Risultato netto della gestione finanziaria
160. Premi netti
13.842
7.335
-
323
-
-
13.842
7.658
170. Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa -9.282 -251 - -9.533
180. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa 11.895 72 - 11.967
190. Spese amministrative: -7.169 -15 -80 -7.264
a) spese per il personale -4.292 -3 - -4.295
b) altre spese amministrative -2.877 -12 -80 -2.969
200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri 23 - - 23
a) impegni e garanzie rilasciate 69 - - 69
b) altri accantonamenti netti -46 - - -46
210. Rettifiche/ riprese di valore nette su attività materiali -389 - - -389
220. Rettifiche/ riprese di valore nette su attività immateriali -492 - - -492
230. Altri oneri/proventi di gestione 628 - - 628
240. Costi operativi -7.399 -15 -80 -7.494
250.
260.
Utili (Perdite) delle partecipazioni
Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e
immateriali
43
-
-
-
-
-
43
-
270. Rettifiche di valore dell'avviamento - - - -
280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 3 - - 3
290. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 4.542 57 -80 4.519
300. Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente -1.285 -18 26 -1.277
310. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 3.257 39 -54 3.242
320. Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte 46 - - 46
330. Utile (Perdita) di periodo 3.303 39 -54 3.288
340. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi 7 -39 54 22
350. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza della capogruppo 3.310 - - 3.310

(a) La riesposizione si riferisce ai risultati economici dei primi 9 mesi 2019 della società RBM Assicurazione Salute S.p.A.

(b) Effetto connesso alle fee da riconoscere a Prelios a seguito dell'accordo per il servicing dei crediti Unlikely To Pay (UTP), efficace da fine 2019.

Raccordo tra Stato Patrimoniale consolidato al 30 settembre 2020 e Stato Patrimoniale consolidato al 30 settembre 2020 riesposto

Lo Stato Patrimoniale consolidato al 30 settembre 2020, non ha necessitato di modifiche.

Raccordo tra Conto Economico consolidato al 30 settembre 2020 e Conto economico consolidato al 30 settembre 2020 riesposto

30.09.2020 Variazione (milioni di euro)
30.09.2020
perimetro
di
Riesposto
consolidamento
(a)
10. Interessi attivi e proventi assimilati 7.396 - 7.396
di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 7.556 - 7.556
20. Interessi passivi e oneri assimilati -1.830 - -1.830
30. Margine di interesse 5.566 - 5.566
40. Commissioni attive 7.157 - 7.157
50. Commissioni passive -1.682 - -1.682
60. Commissioni nette 5.475 - 5.475
70. Dividendi e proventi simili 70 - 70
80. Risultato netto dell'attività di negoziazione 457 - 457
90. Risultato netto dell'attività di copertura 58 - 58
100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di:
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
726
17
-
-
726
17
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 741 - 741
c) passività finanziarie -32 - -32
Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a
110. conto economico 108 - 108
a) attività e passività finanziarie designate al fair value
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value
120
-12
-
-
120
-12
Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese di
115. assicurazione ai sensi dello IAS 39 2.278 - 2.278
120. Margine di intermediazione 14.738 - 14.738
130. Rettifiche/ riprese di valore nette per rischio di credito di: -2.671 - -2.671
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato -2.658 - -2.658
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva -13 - -13
135. Rettifiche/Riprese di valore nette di pertinenza delle imprese di assicurazione
ai sensi dello IAS39
- -78
140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni -78
-13
- -13
150. Risultato netto della gestione finanziaria 11.976 - 11.976
160. Premi netti 7.175 165 7.340
170. Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa -8.301 -88 -8.389
180. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa 10.850 77 10.927
190. Spese amministrative: -7.505 -7 -7.512
a) spese per il personale -4.344 -2 -4.346
b) altre spese amministrative -3.161 -5 -3.166
200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri -233 - -233
a) impegni e garanzie rilasciate -11 - -11
b) altri accantonamenti netti -222 - -222
210. Rettifiche/ riprese di valore nette su attività materiali -405 - -405
220. Rettifiche/ riprese di valore nette su attività immateriali -566 - -566
230. Altri oneri/proventi di gestione 3.938 - 3.938
240. Costi operativi -4.771 -7 -4.778
250. Utili (Perdite) delle partecipazioni -29 - -29
260. Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali - - -
270.
280.
Rettifiche di valore dell'avviamento
Utili (Perdite) da cessione di investimenti
-
36
-
-
-
36
290.
300.
Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte
Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente
6.086 70
-21
6.156
-871
-850
310.
320.
Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte
Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte
5.236
1.136
49
-
5.285
1.136
330. Utile (Perdita) di periodo 49 6.421
340. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi 6.372
4
-49 -45
350. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza della capogruppo 6.376 - 6.376

(a) La riesposizione si riferisce ai risultati economici dei primi 4 mesi 2020 della società RBM Assicurazione Salute S.p.A.

Prospetti contabili consolidati riesposti

Stato Patrimoniale consolidato riesposto

(milioni di euro)
Voci dell'attivo 30.09.2020 31.12.2019 variazioni
Riesposto assolute %
10. Cassa e disponibilità liquide 7.625 9.745 -2.120 -21,8
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 62.537 49.414 13.123 26,6
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 57.082 45.152 11.930 26,4
b) attività finanziarie designate al fair value 1 195 -194 -99,5
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 5.454 4.067 1.387 34,1
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 80.945 72.410 8.535 11,8
35. Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value
ai sensi dello IAS 39
170.471 168.233 2.238 1,3
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 616.364 467.815 148.549 31,8
a) Crediti verso banche 86.964 49.027 37.937 77,4
b) Crediti verso clientela 529.400 418.788 110.612 26,4
45. Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39
1.050 649 401 61,8
50. Derivati di copertura 1.338 3.029 -1.691 -55,8
60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 3.404 1.569 1.835
70. Partecipazioni 1.766 1.240 526 42,4
80. Riserve tecniche a carico dei riassicuratori 34 28 6 21,4
90. Attività materiali 11.473 8.882 2.591 29,2
100. Attività immateriali 8.623 9.211 -588 -6,4
di cui: -
- avviamento 4.184 4.055 129 3,2
110. Attività fiscali 19.256 15.476 3.780 24,4
a) correnti 2.945 1.716 1.229 71,6
b) anticipate 16.311 13.760 2.551 18,5
120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 2.601 494 2.107
130. Altre attività 9.361 8.375 986 11,8

Totale dell'attivo 996.848 816.570 180.278 22,1

Voci del passivo e del patrimonio netto 30.09.2020 31.12.2019 (milioni di euro)
variazioni
Riesposto assolute %
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 655.755 519.382 136.373 26,3
a) debiti verso banche 118.559 103.324 15.235 14,7
b) debiti verso la clientela 440.180 331.181 108.999 32,9
c) titoli in circolazione 97.016 84.877 12.139 14,3
15. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39
1.864 826 1.038
20. Passività finanziarie di negoziazione 57.022 45.226 11.796 26,1
30. Passività finanziarie designate al fair value 2.978 4 2.974
35. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai
sensi dello IAS 39
73.960 75.935 -1.975 -2,6
40. Derivati di copertura 8.004 9.288 -1.284 -13,8
50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 918 527 391 74,2
60. Passività fiscali 2.584 2.322 262 11,3
a) correnti 414 455 -41 -9,0
b) differite 2.170 1.867 303 16,2
70. Passività associate ad attività in via di dismissione 2.380 41 2.339
80. Altre passività 21.596 12.122 9.474 78,2
90. Trattamento di fine rapporto del personale 1.333 1.134 199 17,5
100. Fondi per rischi e oneri 5.277 3.998 1.279 32,0
a) impegni e garanzie rilasciate 565 482 83 17,2
b) quiescenza e obblighi simili 302 232 70 30,2
c) altri fondi per rischi e oneri 4.410 3.284 1.126 34,3
110. Riserve tecniche 94.536 89.243 5.293 5,9
120. Riserve da valutazione -894 -157 737
125. Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione 596 504 92 18,3
130. Azioni rimborsabili - - -
140. Strumenti di capitale 7.423 4.103 3.320 80,9
150. Riserve 17.452 13.279 4.173 31,4
160. Sovrapprezzi di emissione 27.422 25.075 2.347 9,4
170. Capitale 10.076 9.086 990 10,9
180. Azioni proprie (-) -87 -104 -17 -16,3
190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) 277 554 -277 -50,0
200. Utile (Perdita) di periodo (+/-) 6.376 4.182 2.194 52,5
Totale del passivo e del patrimonio netto
996.848
816.570
180.278
22,1

Conto Economico consolidato riesposto

30.09.2020 30.09.2019 variazioni (milioni di euro)
Riesposto Riesposto assolute %
10. Interessi attivi e proventi assimilati 7.396 7.715 -319 -4,1
di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 7.556 7.790 -234 -3,0
20. Interessi passivi e oneri assimilati -1.830 -2.518 -688 -27,3
30. Margine di interesse 5.566 5.197 369 7,1
40. Commissioni attive 7.157 7.010 147 2,1
50. Commissioni passive -1.682 -1.563 119 7,6
60. Commissioni nette 5.475 5.447 28 0,5
70. Dividendi e proventi simili 70 107 -37 -34,6
80. Risultato netto dell'attività di negoziazione 457 423 34 8,0
90. Risultato netto dell'attività di copertura 58 -65 123
100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 726 1.135 -409 -36,0
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 17 64 -47 -73,4
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 741 1.028 -287 -27,9
c) passività finanziarie -32 43 -75
110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto
economico
108 55 53 96,4
a) attività e passività finanziarie designate al fair value 120 -103 223
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value -12 158 -170
115. Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione ai
sensi dello IAS 39
2.278 3.040 -762 -25,1
120. Margine di intermediazione 14.738 15.339 -601 -3,9
130. Rettifiche/ riprese di valore nette per rischio di credito di:
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
-2.671
-2.658
-1.481
-1.474
1.190
1.184
80,4
80,3
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva -13 -7 6 85,7
135. Rettifiche/Riprese di valore nette di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello IAS39 -78 -8 70
140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni -13 -8 5 62,5
150. Risultato netto della gestione finanziaria 11.976 13.842 -1.866 -13,5
160. Premi netti 7.340 7.658 -318 -4,2
170. Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa -8.389 -9.533 -1.144 -12,0
180. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa 10.927 11.967 -1.040 -8,7
190. Spese amministrative: -7.512 -7.264 248 3,4
a) spese per il personale -4.346 -4.295 51 1,2
b) altre spese amministrative -3.166 -2.969 197 6,6
200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri -233 23 -256
a) impegni e garanzie rilasciate -11 69 -80
b) altri accantonamenti netti -222 -46 176
210. Rettifiche/ riprese di valore nette su attività materiali -405 -389 16 4,1
220. Rettifiche/ riprese di valore nette su attività immateriali -566 -492 74 15,0
230. Altri oneri/proventi di gestione 3.938 628 3.310
240. Costi operativi -4.778 -7.494 -2.716 -36,2
250. Utili (Perdite) delle partecipazioni -29 43 -72
260. Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali - - -
270. Rettifiche di valore dell'avviamento - - -
280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 36 3 33
290. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 6.156 4.519 1.637 36,2
300. Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente -871 -1.277 -406 -31,8
310. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 5.285 3.242 2.043 63,0
320. Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte 1.136 46 1.090
330. Utile (Perdita) di periodo 6.421 3.288 3.133 95,3
340. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi -45 22 -67
350. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza della capogruppo 6.376 3.310 3.066 92,6

Raccordi tra prospetti contabili consolidati riesposti e schemi di bilancio consolidati riclassificati

Raccordo tra Stato Patrimoniale consolidato e Stato Patrimoniale consolidato riclassificato

(milioni di euro)
30.09.2020
Dato
31.12.2019
consolidato
Attività (inclusivo Riesposto
del Gruppo
UBI)
Finanziamenti verso banche
85.307 47.170
Voce 40a (parziale) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti verso banche 85.282 47.164
Voce 20a (parziale) Attività finanziarie detenute per la negoziazione - Finanziamenti verso banche - -
Voce 20b (parziale) Attività finanziarie designate al fair value - Finanziamenti verso banche - -
Voce 20c (parziale) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - Finanziamenti verso banche 25 6
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - Finanziamenti
Voce 30 (parziale) verso banche - -
Finanziamenti verso clientela 489.148 395.229
Crediti verso clientela valutati al costo ammortizzato 487.629 394.093
Voce 40b (parziale) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti verso clientela 481.029 388.881
- Voce 40b (parziale) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti verso clientela (Diritti concessori -
componente di natura finanziaria)
- -670
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito (enti pubblici, imprese non
Voce 40b (parziale) finanziarie ed altri) 6.600 5.882
Crediti verso clientela valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva e con impatto sul conto economico 1.519 1.136
Voce 20a (parziale) Attività finanziarie detenute per la negoziazione - Finanziamenti verso clientela 20 24
Voce 20b (parziale) Attività finanziarie designate al fair value - Finanziamenti verso clientela - -
Voce 20c (parziale) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - Finanziamenti verso clientela 1.174 748
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - Finanziamenti
Voce 30 (parziale) verso clientela 325 364
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato che non costituiscono finanziamenti 43.453 25.888
Voce 40a (parziale) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito (banche) 1.682 1.863
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito (governi, imprese finanziarie ed
Voce 40b (parziale) assicurazioni) 41.771 24.025
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 61.317 48.636
Voce 20a (parziale) Attività finanziarie detenute per la negoziazione 57.061 45.128
Voce 20b (parziale) Attività finanziarie designate al fair value - Titoli di debito 1 195
Voce 20c (parziale) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 4.255 3.313
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 80.621 72.046
Voce 30 (parziale) Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 80.621 72.046
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39 170.471 168.233
Voce 35 Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello
IAS 39
170.471 168.233
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39 1.050 649
Voce 45 Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai
sensi dello IAS 39
1.050 649
Partecipazioni 1.766 1.240
Voce 70 Partecipazioni 1.766 1.240
Attività materiali e immateriali 20.096 17.157
Attività di proprietà 18.248 15.659
Voce 90 (parziale) Attività materiali 9.625 7.384
Voce 100 Attività immateriali 8.623 9.211
-Voce 100 (parziale) Attività immateriali (Diritti concessori - componente di natura immateriale) - -936
Diritti d'uso acquisiti con il leasing 1.848 1.498
Voce 90 (parziale) Attività materiali 1.848 1.498
Attività fiscali 19.256 15.476
Voce 110 Attività fiscali 19.256 15.476
Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 2.601 494
Voce 120 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 2.601 494
Altre voci dell'attivo 21.762 24.352
Voce 10 Cassa e disponibilità liquide 7.625 9.745
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti verso clientela (Diritti concessori -
+ Voce 40b (parziale) componente di natura finanziaria) - 670
Voce 50 Derivati di copertura 1.338 3.029
Voce 60 Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 3.404 1.569
Voce 80 Riserve tecniche a carico dei riassicuratori 34 28
+ Voce 100 (parziale) Attività immateriali (Diritti concessori - componente di natura immateriale) - 936
Voce 130 Altre attività 9.361 8.375
Totale attività
996.848 816.570

(milioni di euro)

Passività 30.09.2020
Dato
consolidato
(inclusivo
del Gruppo
UBI)
31.12.2019
Riesposto
Debiti verso banche al costo ammortizzato 118.554 103.316
Voce 10 a) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso banche 118.559 103.324
- Voce 10 a) (parziale) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso banche (di cui debiti per leasing) -5 -8
Debiti verso clientela al costo ammortizzato e titoli in circolazione 535.391 414.578
Voce 10 b) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso clientela 440.180 331.181
Voce 10 c) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli in circolazione 97.016 84.877
- Voce 10 b) (parziale) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso clientela (di cui debiti per leasing) -1.805 -1.480
Passività finanziarie di negoziazione 57.022 45.226
Voce 20 Passività finanziarie di negoziazione 57.022 45.226
Passività finanziarie designate al fair value 2.978 4
Voce 30 Passività finanziarie designate al fair value 2.978 4
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai
1.857 818
Voce 15 sensi dello IAS 39 1.864 826
- Voce 15 (parziale) Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai
sensi dello IAS 39 (di cui debiti per leasing)
-7 -8
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39 73.960 75.935
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello
Voce 35 IAS 39 73.960 75.935
Passività fiscali 2.584 2.322
Voce 60 Passività fiscali 2.584 2.322
Passività associate ad attività in via di dismissione 2.380 41
Voce 70 Passività associate ad attività in via di dismissione 2.380 41
Altre voci del passivo 32.335 23.433
Voce 40 Derivati di copertura 8.004 9.288
Voce 50 Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 918 527
Voce 80
Voce 10 a) (parziale)
Altre passività
Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso banche (di cui debiti per leasing)
21.596
5
12.122
8
Voce 10 b) (parziale) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso clientela (di cui debiti per leasing) 1.805 1.480
Voce 15 (parziale) Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai
sensi dello IAS 39 (di cui debiti per leasing)
7 8
Riserve tecniche
Voce 110
Riserve tecniche 94.536
94.536
89.243
89.243
Fondi per rischi e oneri 6.610 5.132
Voce 90 Trattamento di fine rapporto del personale 1.333 1.134
Voce 100 a) Fondi per rischi e oneri - Impegni e garanzie rilasciate 565 482
Voce 100 b) Fondi per rischi e oneri - Quiescenza e obblighi simili 302 232
Voce 100 c) Fondi per rischi e oneri - Altri fondi per rischi e oneri 4.410 3.284
Capitale 10.076 9.086
Voce 170 Capitale 10.076 9.086
Riserve 44.787 38.250
Voce 130 Azioni rimborsabili - -
Voce 150 Riserve 17.452 13.279
Voce 160 Sovrapprezzi di emissione 27.422 25.075
- Voce 180 Azioni proprie -87 -104
Riserve da valutazione
Voce 120
Riserve da valutazione -894
-894
-157
-157
Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione 596 504
Voce 125 Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione 596 504
Strumenti di capitale 7.423 4.103
Voce 140 Strumenti di capitale 7.423 4.103
Patrimonio di pertinenza di terzi 277 554
Voce 190 Patrimonio di pertinenza di terzi 277 554
Risultato netto 6.376 4.182
Voce 200 Utile (Perdita) di periodo (+/-) 6.376 4.182
Totale passività e patrimonio netto 996.848 816.570

Raccordo tra Conto Economico consolidato riesposto e Conto Economico consolidato riclassificato

(milioni di euro)
Voci 30.09.2020 30.09.2019
Riesposto Riesposto
Interessi netti 5.596 5.258
Voce 30 Margine di interesse 5.566 5.197
- Voce 30 (parziale) Margine di interesse (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) 36 73
+ Voce 80 (parziale) Componenti del risultato dell'attività di negoziazione correlate ad interessi netti - 14
+ Voce 80 (parziale) Differenziali Hedging swap -51 -64
+ Voce 190 a) (parziale) Spese per il personale (Rientro time value trattamento di fine rapporto e altri fondi del personale) -14 -21
+ Voce 200 (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (Rientro time value fondi rischi ed oneri) - -1
- Voce 30 (parziale) Margine di interesse - Rapporti tra Banche/Altre imprese e Comparto Assicurativo -20 -27
- Voce 30 (parziale) Margine di interesse - Riclassifica operatività entità non soggette a direzione e coordinamento 79 87
Commissioni nette 5.721 5.796
Voce 60 Commissioni nette 5.475 5.447
- Voce 60 (parziale) Commissioni nette - Contributo comparto assicurativo 157 211
- Voce 60 (parziale) Commissioni nette - Riclassifica operatività entità non soggette a direzione e coordinamento 3 3
- Voce 60 (parziale) Commissioni nette - Quota del premio all'emissione dei certificates riconosciuta al collocatore 111 165
- Voce 60 (parziale) Commissioni nette (Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione) 9 -
+ Voce 110 b) (parziale) Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (b)
altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Componenti rendimento delle polizze
assicurative stipulate a favore delle Reti di consulenti finanziari)
- 5
+ Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Recuperi spese varie) -34 -35
Risultato dell'attività assicurativa 1.034 948
Voce 160 Premi netti 7.340 7.658
Voce 170 Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa -8.389 -9.533
+ Voce 135 (parziale) Impairment titoli con impatto sulla redditività complessiva quota di competenza degli assicurati -62 -6
+ Voce 60 (parziale) Commissioni nette - Contributo comparto assicurativo
Voce 115 Risultato netto delle attività e passività finanziaria di pertinenza delle imprese di assicurazione
-157
2.278
-211
3.040
ai sensi dello IAS39
+ Voce 30 (parziale) Margine di interesse - Rapporti tra Banche/Altre imprese con Comparto Assicurativo 20 27
+ Voce 80 (parziale) Rapporti tra Banche/Altre imprese con Comparto Assicurativo 6 -25
+ Voce 210 (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali -2 -2
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 1.383 1.572
Voce 80 Risultato netto dell'attività di negoziazione 457 423
Voce 90 Risultato netto dell'attività di copertura 58 -65
Voce 110 a) Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico
(a) attività e passività designate al fair value
120 -103
Voce 110 b) Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico
(b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value
-12 158
Voce 100 b) Utile (Perdita) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
741 1.028
Voce 100 c) Utile (Perdita) da cessione o riacquisto di passività finanziarie -32 43
+ Voce 60 (parziale) Commissioni nette - Quota del premio all'emissione dei certificates riconosciuta al collocatore -111 -165
+ Voce 70 (parziale) Dividendi e proventi simili su titoli di capitale detenuti per la negoziazione, valutati al fair value con impatto a
conto economico o per cui è esercitata l'opzione di valutazione al fair value con impatto sulla redditività
complessiva (inclusi i dividendi su OICR)
70 107
+ Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito
(governi, imprese finanziarie ed assicurazioni) - Effetto correlato al risultato di negoziazione
87 101
- Voce 80 (parziale) Componenti del risultato dell'attività di negoziazione correlate ad interessi netti - -14
- Voce 80 (parziale) Rapporti tra Banche/Altre imprese con Comparto Assicurativo -6 25
- Voce 80 (parziale) Differenziali Hedging swap 51 64
- Voce 80 (parziale) Risultato netto dell'attività di negoziazione (Componenti correlate ad Utili (Perdite) delle partecipazioni -47 -
valutate al patrimonio netto)
- Voce 90 (parziale) Risultato netto dell'attività di copertura - Riclassifica operatività entità non soggette a direzione e
coordinamento
4 -
- Voce 110 b) (parziale) Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (b)
altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Componenti rendimento delle polizze
assicurative stipulate a favore delle Reti di consulenti finanziari)
1 -17
- Voce 110 b) (parziale) Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (b)
altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Oneri riguardanti il sistema bancario)
2 -13

Voci 30.09.2020 (milioni di euro)
30.09.2019
Riesposto Riesposto
Altri proventi (oneri) operativi netti -1 14
Voce 70 Dividendi e proventi simili 70 107
Voce 230 Altri oneri / proventi di gestione 3.938 628
+ Voce 30 (parziale) Margine di interesse - Riclassifica operatività entità non soggette a direzione e coordinamento -79 -87
+ Voce 60 (parziale) Commissioni nette - Riclassifica operatività entità non soggette a direzione e coordinamento -3 -3
+ Voce 90 (parziale) Risultato netto dell'attività di copertura - Riclassifica operatività entità non soggette a direzione e
coordinamento
-4
- Voce 70 (parziale) Dividendi e proventi simili su titoli di capitale detenuti per la negoziazione, valutati al fair value con impatto a
conto economico o per cui è esercitata l'opzione di valutazione al fair value con impatto sulla redditività
complessiva (inclusi i dividendi su OICR)
-70 -107
+ Voce 80 (parziale) Risultato netto dell'attività di negoziazione (Componenti correlate ad Utili (Perdite) delle partecipazioni
valutate al patrimonio netto)
47 -
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Recuperi spese) -12 -13
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Recuperi imposte indirette) -587 -550
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Oneri non ricorrenti) 18 -
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Effetti valutativi altre attività) 64 -
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Svalutazioni durature immobilizzazioni materiali riacquisite) - -
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Utili/perdite da cessione di immobilizzazioni materiali riacquisite) - -
- Voce 230 (parziale) Altri oneri / proventi di gestione (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) -3.365 -
Proventi operativi netti + Voce 250 (parziale) Utili (Perdite) delle partecipazioni (valutate al patrimonio netto) -18
13.733
39
13.588
Spese del personale -4.331 -4.229
Voce 190 a) Spese per il personale -4.346 -4.295
- Voce 190 a) (parziale) Spese per il personale (Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo) 1 44
- Voce 190 a) (parziale) Spese per il personale (Rientro time value trattamento di fine rapporto e altri fondi del personale) 14 21
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri / proventi di gestione (Recuperi spese) - 1
Spese amministrative -1.794 -1.849
Voce 190 b) Altre spese amministrative -3.166 -2.969
- Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Oneri di integrazione) 34 26
- Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Contributi ai Fondi di risoluzione e tutela depositi) 684 497
- Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Recuperi spese varie) 34 35
- Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) 21 -
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri / proventi di gestione (Recuperi imposte indirette) 587 550
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri / proventi di gestione (Recuperi di spese) 12 12
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -834 -773
Voce 210 Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali -405 -389
Voce 220 Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali -566 -492
-Voce 210 (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali
- Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Entità non soggette a direzione e coordinamento –
2
14
2
14
diritti concessori)
- Voce 210 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali (Oneri di integrazione) 17 13
- Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Oneri di integrazione) 53 32
- Voce 210 (parziale) Rettifiche / riprese di valore su attività materiali (Svalutazioni) - -
- Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore su attività immateriali (Svalutazioni) - 1
- Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore su attività immateriali (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) 51 46
Costi operativi -6.959 -6.851
Risultato della gestione operativa 6.774 6.737
Rettifiche di valore nette su crediti -2.739 -1.396
+Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti -69 -46
+Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito
(enti pubblici, imprese non finanziarie ed altri)
- 9
+Voce 130 a) (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato - Finanziamenti
-2.677 -1.455
+Voce 130 a) (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato - Titoli di debito (enti pubblici, imprese non finanziarie ed altri)
9 -9
+Voce 130 b) (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva - Finanziamenti
-4 -
- Voce 130 a) (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato - Finanziamenti
(Oneri di integrazione)
- 14
Voce 140 Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni -13 -8
Voce 200 a) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri per rischio di credito relativo a impegni e garanzie rilasciate -11 69
+Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti
(Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione)
26 30

(milioni di euro)
Voci 30.09.2020 30.09.2019
Riesposto Riesposto
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -224 -86
+ Voce 130 a) (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato - Titoli di debito (governi, imprese finanziarie ed assicurazioni)
13 -10
+ Voce 130 a) (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato - Titoli di debito verso Banche
-3 -
+ Voce 130 b) (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva - Titoli di debito
-9 -7
Voce 135 Rettifiche/Riprese di valore nette di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello IAS39 -78 -8
Voce 260 Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali
Voce 200 b) Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri - Altri accantonamenti netti
-
-222
-
-46
+ Voce 110 b) (parziale) Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (b) -1 12
altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Componenti rendimento delle polizze
assicurative stipulate a favore delle Reti di consulenti finanziari)
- Voce 135 (parziale) Impairment titoli con impatto sulla redditività complessiva quota di competenza degli assicurati 62 6
- Voce 200 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (Rientro time value fondi rischi ed oneri) - 1
- Voce 200 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) 90 3
- Voce 200 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri - Altri accantonamenti netti (oneri di integrazione) 1 -24
- Voce 200 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri - Altri accantonamenti netti (definizione contenzioso fiscale) - -9
+ Voce 210 (parziale) Rettifiche / riprese di valore su attività materiali (Svalutazioni) - -
+ Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Svalutazioni)
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Svalutazioni durature immobilizzazioni materiali riacquisite)
-
-
-1
-
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (effetti valutativi altre attività) -64
+ Voce 250 (parziale) Utili (Perdite) di partecipazioni (Rettifiche/Riprese di valore per deterioramento di partecipazioni collegate) -13 -3
Altri proventi (oneri) netti 5 5
Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito
(governi, imprese finanziarie ed assicurazioni)
86 101
Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito
(Banche)
- -
Voce 250 Utili (Perdite) di partecipazioni -29 43
Voce 280 Utili (Perdite) da cessione di investimenti 36 3
- Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito
(governi, imprese finanziarie ed assicurazioni) - Effetto correlato al risultato di negoziazione
-87 -101
+ Voce 200 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri - Altri accantonamenti netti (definizione contenzioso fiscale) - 9
+ Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Entità non soggette a direzione e coordinamento –
diritti concessori)
-14 -14
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Utili/perdite da cessione di immobilizzazioni materiali riacquisite) - -
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Oneri non ricorrenti) -18
- Voce 250 (parziale) Utili (Perdite) di partecipazioni (valutate al patrimonio netto) 18 -39
- Voce 250 (parziale) Utili (Perdite) di partecipazioni (Rettifiche/Riprese di valore per deterioramento di partecipazioni collegate) 13 3
Utile (Perdita) delle attività operative cessate 1.163 63
Voce 320 Utile (Perdita) dei gruppi di attività operative cessate al netto delle imposte 1.136 46
+ Voce 300 (parziale) Imposte sul reddito di periodo dell'operatività corrente (attività operative cessate) 27 17
Risultato corrente lordo 4.979 5.323
Imposte sul reddito -1.194 -1.513
Voce 300 Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente -871 -1.277
- Voce 300 (parziale) Imposte sul reddito di periodo dell'operatività corrente (attività operative cessate) -27 -17
- Voce 300 (parziale) Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (Oneri di integrazione) -29 -26
- Voce 300 (parziale) Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) -55 -47
- Voce 300 (parziale) Imposte sul reddito di periodo dell'operatività corrente (Contributi ai Fondi di risoluzione e tutela depositi) -212 -146
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -77 -79
- Voce 130 a) (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato - Finanziamenti (Oneri di integrazione)
- -14
+ Voce 190 a) (parziale) Spese per il personale (Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo) -1 -44
+ Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Oneri di integrazione) -34 -26
+ Voce 200 (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri (Oneri di integrazione) -1 24
+ Voce 210 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali (Oneri di integrazione) -17 -13
+ Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Oneri di integrazione) -53 -32
+ Voce 300 (parziale) Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (Oneri di integrazione) 29 26

(milioni di euro)
Voci 30.09.2020 30.09.2019
Riesposto Riesposto
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) 3.187 -105
+ Voce 30 (parziale) Margine di interesse (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) -36 -73
+ Voce 60 (parziale) Commissioni nette (Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione) -9
+Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti
(Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione)
-26 -30
+ Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) -21 -
+ Voce 200 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) -90 -3
+ Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore su attività immateriali (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) -51 -46
- Voce 230 (parziale) Altri oneri / proventi di gestione (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) 3.365 -
+ Voce 300 (parziale) Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) 55 47
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) -474 -338
+ Voce 110 b) (parziale) Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico
(b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Oneri riguardanti il sistema bancario)
-2 13
+ Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Contributi ai Fondi di risoluzione e tutela depositi) -684 -497
+ Voce 300 (parziale) Imposte sul reddito di periodo dell'operatività corrente (Contributi ai Fondi di risoluzione e tutela depositi) 212 146
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - -
Voce 270 Rettifiche di valore dell'avviamento - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi -45 22
Voce 340 Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi -45 22
Risultato netto 6.376 3.310

Glossario

Glossario

ABS – Asset Backed Securities

Strumenti finanziari il cui rendimento e rimborso sono garantiti da un portafoglio di attività (collateral) dell'emittente (solitamente uno Special Purpose Vehicle – SPV), destinato in via esclusiva al soddisfacimento dei diritti incorporati negli strumenti finanziari stessi. Esempi di attività poste a garanzia (collateral) sono i mutui ipotecari, i crediti vantati da società di emissione di carte di credito, i crediti commerciali a breve termine, i finanziamenti per acquisto di auto.

ABS di receivables

Titoli ABS il cui collateral è costituito da crediti.

Acquisition finance

Finanziamenti al servizio di operazioni di acquisizioni aziendali.

Additional return

Forma di remunerazione dei titoli junior rivenienti da operazioni di cartolarizzazione. Tali titoli, in aggiunta ad una cedola fissa, maturano proventi periodici (trimestrali, semestrali, ecc.) il cui importo è funzione del margine economico prodotto dall'operazione (riflettente a sua volta la performance delle attività cartolarizzate).

Advisor

Intermediario finanziario che assiste l'Autorità Governativa o le società coinvolte in privatizzazioni o altre operazioni di corporate finance, i cui compiti vanno dalla predisposizione di perizie valutative, alla stesura di documenti e consulenza generale in relazione alla specifica operazione.

AIRB (Advanced Internal Rating Based) Approach

Approccio dei rating interni nell'ambito del Nuovo Accordo di Basilea che si distingue nei metodi base (IRB) e avanzato. Il metodo avanzato è utilizzabile solo dagli istituti che soddisfino requisiti minimi più stringenti rispetto all'approccio base. In questo caso tutte le stime degli input (PD, LGD, EAD, Maturity) per la valutazione del rischio di credito avvengono internamente. Nel metodo base solo la PD è invece stimata dalla Banca.

ALM – Asset & Liability Management

Gestione integrata dell'attivo e del passivo finalizzata ad allocare le risorse in un'ottica di ottimizzazione del rapporto rischiorendimento.

ALT-A Agency

Titoli con collaterale rappresentato da mutui c.d Alt-A garantiti da Agenzie Governative specializzate.

ALT- A - Alternative A Loan

Mutui residenziali generalmente di qualità "primaria"; tuttavia, il ratio LTV, la documentazione fornita, la situazione lavorativa / occupazionale, il tipo di proprietà o altri fattori, non permettono di qualificarli come contratti standard utilizzabili nell'ambito di programmi di sottoscrizione.

La mancanza di tutta la documentazione richiesta è la principale motivazione che porta a classificare un credito come "Alt-A".

Alternative investment

Gli investimenti alternativi comprendono una vasta gamma di forme di investimento tra cui anche investimenti di private equity (vedi) e investimenti in hedge funds (vedi).

Altre parti correlate – stretti familiari

Si devono intendere per "stretti familiari" di un soggetto quei familiari che ci si attende possano influenzare, o essere influenzati dal soggetto interessato nei loro rapporti con l'entità. Essi includono il convivente (incluso il coniuge non legalmente separato) ed i figli del soggetto, i figli del convivente e le persone a carico del soggetto o del convivente.

AP – Attachment Point

Livello oltre il quale un venditore di protezione (protection seller) coprirà le perdite sopportate da un acquirente di protezione (protection buyer). E' tipicamente utilizzato in CDO sintetici.

Arrangement (commissione di)

Commissione avente carattere di compenso per il lavoro di consulenza ed assistenza nella fase di strutturazione ed organizzazione di un finanziamento.

Arranger

Nel settore della finanza strutturata è la figura che – pur sotto varie forme e con diverse configurazioni di incarico (mandated lead arranger, joint lead arranger, sole arranger ecc.) – opera come coordinatore degli aspetti organizzativi dell'operazione.

Asset allocation

Decisioni di investimento in mercati, aree geografiche, settori, prodotti.

Asset management

Attività rivolta alla gestione e amministrazione, sotto varie forme di risorse patrimoniali affidate dalla clientela.

AT1

Capitale aggiuntivo di Classe 1 (Additional Tier 1 - AT1). Nella categoria dell'AT1 vengono in genere ricompresi gli strumenti di capitale diversi dalle azioni ordinarie (che sono computabili nel Common Equity) e che rispettano i requisiti normativi per l'inclusione in tale livello dei Fondi propri (ad esempio le azioni di risparmio).

Attività intangibile o immateriale

Un'attività immateriale è un'attività non monetaria identificabile priva di consistenza fisica.

Attualizzazione

Processo di determinazione del valore attuale di un pagamento o di flussi di pagamenti da ricevere in futuro

Audit

Nelle società quotate è l'insieme dei momenti di controllo sull'attività e sulla contabilità societaria che viene svolto sia da strutture interne (internal audit) sia da società di revisione indipendenti (external audit).

AVA (Additional Valuation Adjustment)

Aggiustamenti di valutazione supplementari necessari per adattare il valore equo al valore prudente delle posizioni. Per effettuare una prudent valuation delle posizioni misurate al fair value, l'EBA prevede due metodologie di calcolo dell'AVA (Simplified approach e Core approach). I requisiti per la valutazione prudente si applicano a tutte le posizioni valutate al valore equo indipendentemente dal fatto che siano detenute o meno nel portafoglio di negoziazione, dove il termine «posizione» si riferisce unicamente a strumenti finanziari e merci.

AUM Asset under management

Valore di mercato complessivo delle attività quali depositi, titoli e fondi gestiti dal Gruppo per conto della clientela

β

Coefficiente beta di un emittente o di un gruppo di emittenti comparabili, espressione dell'interrelazione tra il rendimento effettivo di un titolo di capitale e il rendimento complessivo del mercato di riferimento.

Back office

La struttura di una società bancaria o finanziaria che si occupa della trattazione di tutte le operazioni che vengono effettuate dalle unità operative (front office).

Backtesting

Analisi retrospettive volte a verificare l'affidabilità delle misurazioni delle fonti di rischio associate alle posizioni dei portafogli di attività.

Banking book

Solitamente riferito a titoli o comunque a strumenti finanziari in genere, identifica la parte di tale portafoglio destinato all'attività "proprietaria".

Basis swap

Contratto che prevede lo scambio, tra due controparti, di pagamenti legati a tassi variabili basati su un diverso indice.

Best practice

In genere identifica un comportamento commisurato al miglior livello raggiunto dalle conoscenze riferite ad un certo ambito tecnico/professionale.

Bid-ask spread

E' la differenza rilevabile tra i prezzi denaro e lettera su un determinato strumento finanziario o gruppo di strumenti finanziari.

Bookrunner

Vedi Lead manager e Joint lead manager.

Brand name

Il "brand name" rientra tra le attività immateriali legate al marketing identificate dall'IFRS 3 quale potenziale attività immateriale rilevabile in sede di purchase price allocation. Il termine "brand" non è usato nei principi contabili in una accezione restrittiva come sinonimo di trademark (il logo ed il nome), ma piuttosto come termine generale di marketing che definisce quell'insieme di asset intangibili fra loro complementari (tra cui, oltre al nome e al logo, le competenze, la fiducia riposta dal consumatore, la qualità dei servizi, ecc.) che concorrono a definire il c.d. "brand equity".

Budget

Stato previsionale dell'andamento dei costi e dei ricavi futuri di un'azienda.

Business combinations

Ai sensi del principio contabile internazionale IFRS 3, operazione o altro evento in cui un acquirente acquisisce il controllo di una o più attività aziendali.

Business model

E il modello di business con cui sono gestiti gli strumenti finanziari

Per quanto riguarda il business model, l'IFRS 9 individua tre fattispecie in relazione alla modalità con cui sono gestiti i flussi di cassa e le vendite delle attività finanziarie: Hold to Collect (HTC), Hold to Collect and Sell (HTCS), Others/Trading.

CAGR (compound annual growth rate)

Tasso di crescita annuale composto di un investimento in un determinato periodo di tempo. Se n è il numero di anni il CAGR è calcolato nel seguente modo: (Valore corrente/Valore iniziale)^(1/n) -1.

Capital Asset Pricing Model (CAPM)

Modello che consente di determinare il "costo opportunità", ovvero l'ammontare del reddito di esercizio necessario a remunerare il costo del capitale.

Capital structure

Costituisce l'insieme di tutte le varie classi di obbligazioni (tranche) emesse da un veicolo (SPV), garantite dal portafoglio acquisito, che hanno rischi e rendimenti diversi per soddisfare le esigenze di diverse categorie di investitori. I rapporti di subordinazione tra le varie tranche sono regolati da una serie di norme che specificano la distribuzione delle perdite generate dal collateral:

Equity Tranche (B): rappresenta la porzione più rischiosa del portafoglio, anche conosciuta come "first loss" ed è subordinata a tutte le altre tranche; essa pertanto sopporta per prima le perdite che si possono verificare nel corso del recupero delle attività sottostanti. Mezzanine Tranche (B): rappresenta la tranche con grado di subordinazione intermedio tra quello della tranche equity e quello della tranche senior. La tranche mezzanine è di regola suddivisa in 2-4 tranche con gradi diversi di rischio, subordinate le une alle altre. Esse tipicamente si contraddistinguono per un rating compreso nel range BBB-AAA.

Senior/Supersenior Tranche (B): rappresenta la tranche con il più elevato grado di credit enhancement ovvero il maggiore grado di privilegio in termini di priorità di remunerazione e rimborso. Essa è comunemente denominata anche super senior tranche e, se rated, presenta un rating superiore ad AAA essendo la stessa senior rispetto alla tranche mezzanine AAA.

Captive

Termine genericamente riferito a "reti" o società che operano nell'esclusivo interesse dell'azienda o del gruppo di appartenenza.

Carry trade

Il carry trade consiste in un'operazione finanziaria con la quale ci si approvvigiona di fondi in un Paese a costo del denaro basso e si impiegano poi queste disponibilità in un Paese con alti tassi di interesse avvalendosi della differenza di rendimento.

Cartolarizzazione

Operazione di trasferimento del rischio relativo ad attività finanziarie o reali a una Società veicolo, effettuata mediante la cessione delle attività sottostanti ovvero mediante l'utilizzo di contratti derivati. In Italia la materia è regolata principalmente dalla L.30.4.1999, n. 130.

Cash flow hedge

E' la copertura dell'esposizione alla variabilità dei flussi di cassa riconducibili ad un particolare rischio.

Cash generating unit (CGU ovvero unità generatrice di flussi finanziari)

Rappresenta il più piccolo gruppo identificabile di attività che genera flussi finanziari in entrata che sono ampiamente indipendenti dai flussi finanziari in entrata generati da altre attività o gruppi di attività.

Cash management

Servizio bancario che, oltre a porre a disposizione delle imprese un insieme di informazioni sullo stato dei rapporti intrattenuti con la banca, costituisce uno strumento operativo che consente alle imprese l'esecuzione di trasferimenti di fondi e, quindi, una più efficiente gestione della tesoreria.

Certificates

Strumenti finanziari contrattualmente configurabili come derivati di natura opzionale che replicano l'andamento di un'attività sottostante. Mediante l'acquisto di un certificate l'investitore consegue il diritto di ricevere ad una certa data una somma parametrata al valore del sottostante. I certificates, in altre parole, consentono all'investitore di acquisire una posizione indiretta sull'attività sottostante. In alcuni casi, tramite la struttura opzionale, l'investitore può ottenere la protezione totale o parziale del capitale investito che si concretizza nella restituzione, totale o parziale, dei premi pagati qualunque sia l'andamento dei parametri prefissati nei contratti stessi.

I certificates sono strumenti cartolarizzati, in quanto tali sono liberamente negoziabili secondo le modalità dei titoli di credito (sono negoziati sul mercato SeDeX - Securitised Derivatives Exchange - gestito da Borsa Italiana e sul mercato EuroTLX).

Cessione pro-soluto

Trasferimento di un credito senza che il cedente offra alcuna garanzia nel caso in cui il debitore non adempia. Il cedente garantisce dunque al cessionario solo l'esistenza del credito ceduto e non anche la solvibilità del debitore.

Cessione pro-solvendo

Trasferimento di un credito in cui il cedente è garante del pagamento per il terzo obbligato. Il cedente garantisce dunque al cessionario sia l'esistenza del credito ceduto che la solvibilità del debitore.

CCF - Credit Conversion Factor (Fattore di Conversione Creditizio)

Nella determinazione del rischio creditizio, il CCF è il fattore che permette di trasformare l'EAD (Exposure At Default) di una esposizione fuori bilancio in quella di una esposizione per cassa. Ove la banca non utilizzi modelli interni per stimare tali fattori (CCF interni), essi vengono indicati come segue dalle regole di vigilanza (CCF regolamentari):

a) 100 % nel caso di elemento a rischio pieno;

b) 50 % nel caso di elemento a rischio medio;

c) 20 % nel caso di elemento a rischio medio-basso;

d) 0 % nel caso di elemento a rischio basso.

CCP (Central Counterparty Clearing House)

La controparte centrale è il soggetto che, in una transazione, si interpone tra due contraenti evitando che questi siano esposti al rischio di inadempienza della propria controparte contrattuale e garantendo il buon fine dell'operazione. La controparte centrale si tutela dal conseguente rischio assunto raccogliendo garanzie (in titoli e contante, cc.dd. margini) commisurate al valore dei contratti garantiti e al rischio inerente. Il servizio di controparte centrale può essere esercitato, oltre che sui mercati che prevedono espressamente tale servizio, anche in riferimento a transazioni condotte fuori dai mercati regolamentati (c.d. transazioni over the counter – OTC).

CDO – Collateralised Debt Obligation

Strumenti finanziari emessi nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione, garantiti da un portafoglio costituito da crediti, titoli obbligazionari e altre attività finanziarie (incluse tranche di cartolarizzazioni). Nel caso dei CDO sintetici, il trasferimento del rischio avviene tramite il ricorso a derivati di credito in luogo della vendita di attività (CDO cash).

CDS su indici ABX

Gli indici ABX rientrano nella tipologia degli Indici su ABS. Ogni ABX si riferisce ad un basket di 20 reference obligations appartenenti ad uno specifico settore di ABS. Ogni ABX (per un totale di cinque) riproduce una classe di rating (AAA, AA, A, BBB, and BBB-).

In particolare, l'indice ABX.HE, emesso il 19 Gennaio 06 (Annex Date) è costituito da reference obligation del settore home equity degli ABS (Residential Mortgage - Backed Security – RMBS). Il CDS su un ABX.HE copre pertanto il rischio di credito degli RMBS sottostanti ovvero il rischio relativo alle 20 reference obligations che costituiscono l'indice.

Per gli ABX il mercato, di fatto, non fornisce la valutazione delle curve di credito ma direttamente la valutazione dei prezzi. Il settlement ammesso per i contratti sugli Indici ABX, come riportato nella documentazione ISDA 2005, è il PAUG (Pay As You Go); esso prevede che il venditore di protezione paghi, all'acquirente di protezione, le perdite subite man mano che queste si verificano, senza però determinare la chiusura del contratto.

Occorre tenere presente che la copertura realizzata tramite acquisto di indici ABX, anche se strutturata in modo da corrispondere al meglio alle caratteristiche del portafoglio coperto, resta comunque soggetta ai cosiddetti rischi di base. In altre parole, non essendo una copertura specifica delle singole posizioni, essa può generare volatilità a conto economico nelle fasi di non perfetta correlazione tra prezzi dell'indice e valori di mercato delle posizioni coperte.

CLO - Collateralised Loan Obligation

Trattasi di CDO con collaterale rappresentato da finanziamenti concessi a nominativi Corporates.

CMBS - Commercial Mortgage-Backed Securities

Operazioni di cartolarizzazione di crediti garantiti da ipoteche su immobili aventi natura commerciale.

CMO - Collateralised Mortgage Obligation

Titoli emessi a fronte di mutui ipotecari in cui l'ammontare complessivo dell'emissione è frazionato in tranche con differente scadenza e rendimento. Le tranche sono ripagate secondo un ordine specificato all'emissione.

Commercial paper

Titoli a breve termine emessi per raccogliere fondi di terzi sottoscrittori in alternativa ad altre forme di indebitamento.

Consumer ABS

ABS il cui collaterale è costituito da crediti al consumo.

Core Business

Attività principale verso la quale sono orientate le scelte strategiche e le politiche aziendali.

Core deposits

I "core deposits" rappresentano un'attività immateriale legata alle relazioni con la clientela ("customer related intangible"), generalmente rilevata in aggregazioni in campo bancario. Il valore di tale intangibile è di fatto inerente i benefici futuri di cui l'acquirente delle masse raccolte potrà beneficiare grazie al fatto che si tratta di una forma di raccolta che presenta costi normalmente inferiori a quelli di mercato. In sostanza l'acquirente può disporre di una massa di raccolta per la propria attività creditizia e per investimenti il cui tasso di remunerazione è, in condizioni normali, inferiore ai tassi di mercato.

Common equity tier 1 ratio (CET1 Ratio)

E' il rapporto tra il Capitale primario di classe 1 (CET1) ed il totale delle attività a rischio ponderate.

Corporate

Fascia di clientela corrispondente alle imprese di medie e grandi dimensioni (mid-corporate, large corporate).

Cost income ratio

Indice economico rappresentato dal rapporto tra gli oneri operativi ed i proventi operativi netti.

Costo ammortizzato

Differisce dal costo in quanto prevede l'ammortamento progressivo del differenziale tra il valore di iscrizione ed il valore nominale di un'attività o una passività sulla base del tasso effettivo di rendimento.

Costi della transazione

Costi marginali direttamente attribuibili all'acquisizione, all'emissione o alla dismissione di un'attività o passività finanziaria. E' un costo che non sarebbe stato sostenuto se l'entità non avesse acquisito emesso o dismesso lo strumento finanziario.

Covenant

Il covenant è una clausola, concordata esplicitamente in fase contrattuale, che riconosce al soggetto finanziatore il diritto di rinegoziare o revocare il credito al verificarsi degli eventi nella clausola stessa, collegando le performance economico-finanziarie del debitore ad eventi risolutivi/modificativi delle condizioni contrattuali (scadenza, tassi, ecc.).

Coverage ratio

Rappresenta la copertura percentuale della rettifica di valore a fronte dell'esposizione lorda.

Covered bond

Speciale obbligazione bancaria che, oltre alla garanzia della banca emittente può usufruire anche della garanzia di un portafoglio di mutui ipotecari od altri prestiti di alta qualità ceduti, per tale scopo, ad un'apposita società veicolo.

CPPI (Constant Proportion Insurance Portfolio)

Tecnica consistente nel formare un portafoglio composto da due asset, uno non rischioso avente un certo tasso di rendimento (risk free) e uno rischioso con un rendimento considerato tendenzialmente superiore. L'obiettivo della procedura di ribilanciamento è quello di evitare che il valore del portafoglio scenda sotto un valore prefissato (floor) che cresce nel tempo al tasso risk free e coincide a scadenza con il capitale da garantire.

Credit default swap/option

Contratto col quale un soggetto, dietro pagamento di un premio, trasferisce ad un altro soggetto il rischio creditizio insito in un prestito o in un titolo, al verificarsi di un determinato evento legato al deterioramento del grado di solvibilità del debitore (nel caso della option occorre anche l'esercizio del diritto da parte dell'acquirente dell'opzione).

Credit derivatives

Contratti derivati che hanno l'effetto di trasferire rischi creditizi. Sono prodotti che permettono agli investitori di effettuare arbitraggi e/o coperture sul mercato dei crediti con ricorso prevalentemente a strumenti diversi dalla liquidità, di assumere esposizioni creditizie diversificate per durata e intensità, di modificare il profilo di rischio di un portafoglio, di separare i rischi di credito dagli altri rischi di mercato.

Credit enhancement

Tecniche e strumenti utilizzati dagli emittenti per migliorare il rating delle loro emissioni (costituzione di depositi a garanzia, concessione di linee di liquidità, ecc.).

Credit/emerging markets (Fondi)

Fondi che investono in titoli esposti al rischio di credito in quanto emessi da emittenti finanziari, corporate ovvero residenti in paesi emergenti.

Credit-linked notes

Assimilabili a titoli obbligazionari emessi dall'acquirente di protezione o da una società veicolo i cui detentori (venditori di protezione) – in cambio di un rendimento pari alla somma del rendimento di un titolo di pari durata e del premio ricevuto per la copertura del rischio di credito – assumono il rischio di perdere (totalmente o parzialmente) il capitale a scadenza ed il connesso flusso di interessi al verificarsi di un determinato evento.

Credit Risk Adjustment (CRA)

Tecnica che mira ad evidenziare la penalizzazione dovuta al merito creditizio della controparte ed utilizzata nella determinazione del fair value degli strumenti finanziari derivati non quotati.

Credit spread option

Contratto col quale l'acquirente di protezione si riserva il diritto, dietro il pagamento di un premio, di riscuotere dal venditore di protezione una somma dipendente dalla differenza positiva, tra lo spread di mercato e quello fissato nel contratto, applicata al valore nozionale dell'obbligazione.

Credito scaduto

Le "esposizioni scadute" corrispondono alle esposizioni deteriorate scadute e/o sconfinanti in via continuativa da oltre 90 giorni, secondo la definizione prevista nelle vigenti segnalazioni di vigilanza.

CreditVaR

Valore che indica per un portafoglio crediti la perdita inattesa in un intervallo di confidenza e in un determinato orizzonte di tempo. Il CreditVaR viene stimato mediante la distribuzione dei valori delle perdite e rappresenta la differenza fra il valor medio della distribuzione e il valore in corrispondenza di un determinato percentile (solitamente il 99,9%) il quale è una funzione del grado di propensione al rischio della Banca.

Cross selling

Attività finalizzata alla fidelizzazione della clientela tramite la vendita di prodotti e servizi tra loro integrati.

CRM – Credit Risk Mitigation

Tecniche utilizzate dagli enti per ridurre il rischio di credito associato alle esposizioni da essi detenute.

CRP (Country Risk Premium)

Premio per il rischio Paese; esprime la componente del costo del capitale volta a remunerare specificamente il rischio implicito di un definito Paese (ossia il rischio connesso all'instabilità economico-finanziaria, politica e valutaria).

CR01

Riferito ad un portafoglio creditizio, sta ad indicare la variazione di valore che subirebbe in conseguenza dell'aumento di un punto base degli spread creditizi.

CSA (Credit Support Annex)

Documento tramite il quale le controparti che negoziano uno strumento derivato over-the-counter stabiliscono i termini di contribuzione e trasferimento delle garanzie sottostanti al fine di mitigare il rischio di credito nel caso di posizione "in the money" dello strumento stesso. Tale documento, sebbene non obbligatorio ai fini della transazione, rappresenta una delle quattro componenti che contribuiscono alla definizione del Master Agreement secondo gli standard stabiliti dalla ISDA ("Internation Swaps and Derivatives Association").

Data di riclassificazione

Primo giorno del primo periodo di riferimento successivo al cambiamento del modello di business che ha comportato la riclassificazione delle attività finanziarie.

Default

Identifica la condizione di dichiarata impossibilità ad onorare i propri debiti e/o il pagamento dei relativi interessi.

Delinquency

Stato di irregolarità dei pagamenti ad una certa data, di regola fornita a 30, 60 e 90 giorni.

Delta

Valore riferito ad un'opzione che esprime la sensibilità del prezzo del titolo sottostante. Nelle opzioni call il delta è positivo, poiché all'aumentare del prezzo del titolo sottostante, il prezzo dell'opzione aumenterà. Nel caso di un'opzione put il delta è negativo, in quanto un rialzo del prezzo del titolo sottostante genera una riduzione nel prezzo dell'opzione.

Derivati embedded o incorporati

I derivati embedded o incorporati sono clausole (termini contrattuali) incluse in uno strumento finanziario, che producono effetti uguali a quelli di un derivato autonomo.

Desk

Generalmente identifica una unità operativa presso la quale è accentrata una particolare attività.

Dinamica della provvista

Somma di depositi in conto corrente (c/c liberi ed assegni circolari), depositi rimborsabili con preavviso (depositi a risparmio liberi), depositi con durata prestabilita (c/c e depositi a risparmio vincolati, certificati di deposito), pronti contro termine ed obbligazioni (inclusi i prestiti subordinati). Ogni forma tecnica, ad eccezione delle obbligazioni, è rilevata su clientela residente in Italia, esclusa l'Amministrazione centrale, in euro e valuta. Le obbligazioni si riferiscono al valore complessivo dei titoli di debito, indipendentemente dalla residenza e dal settore di appartenenza del detentore.

Directional (Fondi)

Fondi che investono in strumenti finanziari traendo profitto da movimenti di mercato di tipo direzionale talvolta legati ad analisi di tipo macroeconomico.

Domestic Currency Swap

Contratto regolato in euro il cui effetto economico è uguale a quello di un acquisto o di una vendita a termine di una divisa in cambio di valuta nazionale. Alla data di scadenza viene regolato in euro il differenziale fra il cambio a termine implicito nel contratto ed il cambio corrente a pronti.

Duration

Costituisce un indicatore del rischio di tasso d'interesse a cui è sottoposto un titolo o un portafoglio obbligazionario. Nella sua configurazione più frequente è calcolato come media ponderata delle scadenze dei pagamenti per interessi e capitale associati ad un titolo obbligazionario.

EAD – Exposure At Default

Relativa alle posizioni in o fuori bilancio, è definita come la stima del valore futuro di un'esposizione al momento del default del debitore. Sono legittimate a stimare l'EAD solo le banche che soddisfano i requisiti per l'adozione dell'approccio IRB Advanced. Per le altre è necessario fare riferimento alle stime regolamentari.

ECAI – External Credit Assessment Institution

Agenzia esterna per la valutazione del merito di credito.

EDF – Expected Default Frequency

Frequenza di default, normalmente rilevata su un campione interno o esterno alla banca, che rappresenta il livello di rischio medio associabile a una controparte.

EHQLA (Extremely High Quality Liquid Asset)

Attività vincolate che sono nozionalmente ammissibili alla qualifica di attività aventi una liquidità e una qualità creditizia elevatissima; le EHQLA e le HQLA vincolate nozionalmente ammissibili sono le attività elencate agli articoli 11, 12 e 13 del regolamento delegato (UE) 2015/61 della Commissione.

Embedded value

Trattasi di una misura del valore intrinseco di una compagnia di assicurazione vita. Viene calcolato come somma del patrimonio netto rettificato e dei flussi attualizzati rappresentativi dei margini reddituali lungo un periodo esprimente la durata residua del portafoglio polizze in essere al momento della valutazione.

Eonia (Euro overnight index avarage)

Media ponderata dei tassi overnight comunicati alla BCE da un campione di banche operanti nell'area dell'Euro.

Equity hedge / long-short (Fondi)

Fondi che investono prevalentemente in titoli azionari con la possibilità di creare strategie di copertura tramite short sales dei titoli stessi ovvero strategie in contratti derivati su titoli o su indici di mercato.

Equity origination

Incremento del capitale di rischio di una società effettuato mediante l'organizzazione di un'operazione di emissione di nuovi titoli azionari.

ERP (Equity Risk Premium)

Premio per il rischio richiesto dagli investitori nel mercato di riferimento, ISP utilizza quello calcolato con criterio storico (media geometrica del periodo 1928-2009 della differenza fra i rendimenti azionari e quelli risk free) dalla New York University – Stern School of Business.

Esotici (derivati)

Strumenti non standard, non quotati sui mercati regolamentati, il cui prezzo è funzione di modelli matematici.

ETD – Exchange Trade Derivatives

Contratti derivati standard (futures e opzioni su diverse tipologie di sottostanti) scambiati su mercati regolamentati.

EVA (Economic Value Added)

L'indicatore fotografa la quantità di valore che è stato creato (se positivo) o distrutto (se negativo) dalle imprese. A differenza degli altri parametri che misurano le performance aziendali, l'EVA è calcolato al netto del costo del capitale di rischio, cioè dell'investimento effettuato dagli azionisti.

Event driven (Fondi)

Fondi che investono in opportunità determinate da eventi significativi riguardanti la sfera societaria quali, tra gli altri, fusioni ed acquisizioni, default e riorganizzazioni.

EVT – Extreme Value Theory

Metodologie statistiche che trattano delle deviazioni estreme ipotizzabili rispetto alla distribuzione probabile media di determinati eventi.

Expected Credit Losses (ECL)

Rettifiche di valore attese su crediti, determinate considerando informazioni ragionevoli e dimostrabili su eventi passati, condizioni attuali e previsioni delle condizioni economiche future.

Calcolata come la differenza tra tutti i flussi contrattuali che sono dovuti all'entità conformemente al contratto e tutti i flussi finanziari che l'entità si aspetta di ricevere (ossia tutti i mancati incassi) attualizzati al tasso d'interesse effettivo originario (o al tasso di interesse effettivo corretto per il credito per le attività finanziarie deteriorate acquistate o originate).

Expected loss a 12 mesi

Porzione della perdita attesa lifetime che si realizza se il default avviene nei 12 mesi della data di reporting (o periodo più breve se la vita attesa è inferiore ai 12 mesi), ponderata per la probabilità di detto default.

Facility (commissione di)

Commissione calcolata con riferimento all'ammontare degli utilizzi di un finanziamento.

Factoring

Contratto di cessione di crediti commerciali attivato da società specializzate, ai fini di gestione e d'incasso, al quale, di norma, può associarsi un finanziamento a favore del cedente.

Fair value

E' il corrispettivo al quale un'attività potrebbe essere scambiata o una passività estinta, in una libera transazione tra parti consapevoli ed indipendenti.

Fair value hedge

E' la copertura dell'esposizione alla variazione del fair value di una posta di bilancio attribuibile ad un particolare rischio.

Fair Value Option (FVO)

La Fair Value Option costituisce un'opzione per la classificazione di uno strumento finanziario.

Attraverso l'esercizio dell'opzione anche uno strumento finanziario non derivato e non detenuto con finalità di trading può essere valutato al fair value con imputazione a conto economico.

Fairness/Legal opinion

Parere rilasciato, su richiesta, da esperti di riconosciuta professionalità e competenza, in merito alla congruità delle condizioni economiche e/o alla legittimità e/o sugli aspetti tecnici di una determinata operazione.

Fattore "g" (tasso di crescita "g")

Rappresenta il fattore utilizzato per la proiezione in perpetuità dei flussi finanziari ai fini del cosiddetto "Terminal value".

FICO Score

Negli Stati Uniti la classificazione del credito (credit score) é espressa numericamente (usualmente un numero tra 300 e 850), ed è basata sull'analisi statistica di archivi creditizi relativi ai privati. Un FICO Score é un indicatore della qualità creditizia della controparte. Un erogatore di finanziamenti sotto forma di mutuo utilizzerà lo "score" per valutare il rischio potenziale rappresentato dal prenditore del credito, e l'appropriata quantificazione del prezzo del rischio.

FIFO: First In First Out

Criterio utilizzato per il riconoscimento a conto economico delle perdite attese (ECL) imputate su un titolo, al momento della sua vendita

Filtri prudenziali

Nell'ambito delle modalità di calcolo del patrimonio di vigilanza, correzioni apportate alle voci di bilancio, allo scopo di salvaguardare la qualità del patrimonio di vigilanza stesso e di ridurne la potenziale volatilità indotta dall'applicazione dei principi contabili internazionali "IAS/IFRS".

Fondi comuni armonizzati

Fondi comuni rientranti nell'ambito della direttiva CEE 20.12.1985, n. 611, e successive modificazioni, caratterizzati dalla forma aperta, dalla possibilità dell'offerta al pubblico delle quote e da taluni limiti agli investimenti. Con riferimento a questi ultimi si ricorda, tra l'altro, l'obbligo di investire prevalentemente in strumenti finanziari quotati.

Forward Rate Agreement

Vedi "Forwards".

Forwards

Contratti a termine su tassi di interesse, cambi o indici azionari, generalmente trattati su mercati over-the-counter, nei quali le condizioni vengono fissate al momento della stipula, ma la cui esecuzione avverrà ad una data futura predeterminata, mediante la ricezione od il pagamento di differenziali calcolati con riferimento a parametri diversi a seconda dell'oggetto del contratto.

Front office

Il complesso delle strutture operative destinate ad operare direttamente con la clientela.

Funding

Approvvigionamento, sotto varie forme, dei fondi necessari al finanziamento dell'attività aziendale o di particolari operazioni finanziarie.

Futures

Contratti a termine standardizzati, con cui le parti si impegnano a scambiarsi, a un prezzo predefinito e a una data futura, valori mobiliari o merci. Tali contratti di norma sono negoziati su mercati organizzati, dove viene garantita la loro esecuzione. Nella pratica, i futures su valori mobiliari spesso non implicano lo scambio fisico del sottostante valore.

FVTOCI: Fair Value Through Other Comprehensive Income

Modalità di rilevazione delle variazioni del fair value delle attività finanziarie nell'ambito del prospetto della redditività complessiva (quindi nel patrimonio netto) e non nel conto economico.

FVTPL: Fair Value Through Profit and Loss

Modalità di rilevazione delle variazioni del fair value degli strumenti finanziari con contropartita nel conto economico

Global custody

Complesso integrato di servizi comprendente, oltre alla custodia dei titoli, lo svolgimento delle attività di carattere amministrativo relative al regolamento titoli, incassi e pagamenti, banca depositaria, gestione della liquidità non investita, nonché varie forme di reporting sulla performance del portafoglio.

Gmsla

Global Master Securities Lending Agreement: si tratta di contratti di marginazione utilizzati per la mitigazione del rischio di controparte di operazioni di prestito titoli

Gmra

Global Master Repurchase Agreement: si tratta di contratti di marginazione utilizzati per la mitigazione del rischio di controparte di operazioni di pronti contro termine

Goodwill

Identifica l'avviamento pagato per l'acquisizione di una interessenza partecipativa.

Governance

Identifica l'insieme degli strumenti e delle norme che regolano la vita societaria con particolare riferimento alla trasparenza dei documenti e degli atti sociali ed alla completezza dell'informativa al mercato.

Grandfathering

La nuova composizione dei fondi propri secondo Basilea 3 ed altre disposizioni di minore rilevanza entreranno a regime dopo un periodo di transizione. In particolare, i vecchi strumenti ammessi nel patrimonio di vigilanza da Basilea 2 e non più ammessi da Basilea 3 saranno eliminati progressivamente (periodo cosiddetto di grandfathering).

Greca

Identifica la situazione di maggiore o minore sensibilità con la quale un contratto derivato, tipicamente un'opzione, reagisce a variazioni di valore del sottostante o di altri parametri di riferimento (tipicamente le volatilità implicite, i tassi di interesse, i prezzi azionari, i dividendi, le correlazioni).

Hedge accounting

Regole relative alla contabilizzazione delle operazioni di copertura.

Hedge fund

Fondo comune di investimento che impiega strumenti di copertura allo scopo di raggiungere un risultato migliore in termini di rapporto tra rischio e rendimento.

HELS – Home Equity Loans

Mutui erogati sino al valore di mercato corrente dell'immobile (quindi con un Loan to value superiore alle soglie ordinarie), a fronte di ipoteche sia di primo che di secondo grado. Standard & Poor's considera sostanzialmente sinonimi Subprime e Home Equity Loan qualora i prenditori di questi ultimi abbiano un credit scoring basso (FICO<659).

HQLA (High Quality Liquid Asset)

Attività vincolate che sono nozionalmente ammissibili alla qualifica di attività aventi una liquidità e una qualità creditizia elevata; le EHQLA e le HQLA vincolate nozionalmente ammissibili sono le attività elencate agli articoli 11, 12 e 13 del regolamento delegato (UE) 2015/61 della Commissione.

HY CBO - High Yield Collateralized Bond Obligation

Trattasi di CDO con collaterale rappresentato da titoli High Yield (ad elevato rendimento).

IAS/IFRS

I principi IAS (International Accounting Standards) sono emanati dall'International Accounting Standards Board (IASB). I principi emanati successivamente al luglio 2002 sono denominati IFRS (International Financial Reporting Standards).

IASB (International Accounting Standard Board)

Lo IASB (in passato, denominato IASC) è responsabile dell'emanazione dei principi contabili internazionali IAS/IFRS.

ICAAP (Internal Capital Adequacy Assessment Process)

La disciplina del "Secondo Pilastro" richiede alle banche di dotarsi di processi e strumenti di Internal Capital Adequacy Assessment Process, (ICAAP) per determinare il livello di capitale interno adeguato a fronteggiare ogni tipologia di rischio, anche diversi da quelli presidiati dal requisito patrimoniale complessivo ("Primo Pilastro"), nell'ambito di una valutazione dell'esposizione, attuale e prospettica, che tenga conto delle strategie e dell'evoluzione del contesto di riferimento.

IFRIC (International Financial Reporting Interpretations Committee)

Comitato dello IASB che statuisce le interpretazioni ufficiali dei principi contabili internazionali IAS/IFRS.

IMA Metodo dei modelli interni (Internal Models Approach)

Approccio per calcolare il requisito di capitale per il rischio di mercato utilizzando i modelli interni.

IMM (Internal Model Method)

Metodo per il calcolo delle Exposure at default, nell'ambito delle valutazioni sul rischio di controparte, tramite modelli interni basati sul concetto di Expected Positive Exposure.

Impairment

Con riferimento ad un'attività finanziaria, si individua una situazione di impairment quando il valore di bilancio di tale attività è superiore alla stima dell'ammontare recuperabile della stessa.

Imposte (attività e passività fiscali) differite

Le passività fiscali differite sono gli importi delle imposte sul reddito dovute negli esercizi futuri riferibili alle differenze temporanee imponibili.

Le attività fiscali differite sono gli importi delle imposte sul reddito recuperabili negli esercizi futuri riferibili a:

  • a) differenze temporanee deducibili;
  • b) riporto a nuovo di perdite fiscali non utilizzate; e
  • c) riporto a nuovo di crediti d'imposta non utilizzati.

Le differenze temporanee sono le differenze tra il valore contabile di un'attività o di una passività nello stato patrimoniale e il suo valore riconosciuto ai fini fiscali.

Le differenze temporanee possono essere:

  • d) differenze temporanee imponibili, cioè differenze temporanee che, nella determinazione del reddito imponibile (perdita fiscale) di esercizi futuri, si tradurranno in importi imponibili quando il valore contabile dell'attività o della passività sarà realizzato o estinto; o
  • e) differenze temporanee deducibili, cioè differenze temporanee che, nella determinazione del reddito imponibile (perdita fiscale) di esercizi futuri, si tradurranno in importi deducibili quando il valore contabile dell'attività o della passività sarà realizzato o estinto.

Incremento significativo del rischio di credito "SICR"

Criterio utilizzato per verificare il passaggio di stage: se il rischio di credito dello strumento finanziario è significativamente aumentato dopo la rilevazione iniziale le rettifiche di valore sono pari alle perdite attese lungo tutta la vita dello strumento (lifetime ECL). La banca stabilisce che si è verificato un incremento significativo del rischio di credito sulla base di evidenze qualitative e quantitative. Si considera che le esposizioni abbiano subito un significativo incremento del rischio di credito quando:

  • la PD media ponderata lifetime incrementata oltre la soglia al momento dell'origination. Possono anche essere utilizzate altre misure del deterioramento della PD. Le relative soglie sono definite come incrementi percentuali e stabiliti ad un certo valoro o segmento;
  • si determina che le esposizioni abbiano un rischio di credito più elevato e siano soggette ad un monitoraggio più puntuale;
  • le esposizioni sono scadute da più di 30 giorni inteso come limite e non come indicatore primario.

Incurred loss

Perdita già insita nel portafoglio, ma non ancora identificabile a livello di singolo credito, definita anche "incurred but not reported loss". Rappresenta il livello di rischio insito nel portafoglio crediti in bonis e costituisce l'indicatore di base per il dimensionamento dello stock di rettifiche forfetarie appostato in bilancio.

Index linked

Polizze la cui prestazione a scadenza dipende dall'andamento di un parametro di riferimento che può essere un indice azionario, un paniere di titoli o un altro indicatore.

Indici CMBX

Come ABX, si differenzia per il fatto che le reference enitities sono costituite da CMBS.

Internal dealing

Operazioni poste in essere tra distinte unità operative della stessa azienda. Il relativo materiale documentale assume rilevanza contabile e contribuisce a determinare la posizione (di negoziazione – trading – o di protezione -hedging) delle singole unità che l'hanno concluso.

Intraday

Si dice di operazione di investimento/disinvestimento effettuata nel corso della stessa giornata di contrattazione di un titolo. Il termine è anche impiegato con riferimento a prezzi quotati durante la giornata.

Investimenti immobiliari

Si intendono gli immobili posseduti per ricavarne reddito e/o beneficiare dell'incremento di valore.

Investment grade

Termine utilizzato con riferimento a titoli obbligazionari di alta qualità che hanno ricevuto un rating medio-alto (ad esempio non inferiore a BBB nella scala di Standard & Poor's).

IRC – Incremental Risk Charge

Massima perdita potenziale del portafoglio di trading dovuta a un upgrade/downgrade e fallimento degli emittenti, riferita a un orizzonte temporale annuale, con intervallo di confidenza pari al 99,9%

IRS – Interest Rate Swap

Contratto che prevede lo scambio di flussi tra le controparti su un determinato nozionale con tasso fisso/variabile o variabile/variabile.

ISDA - International Swaps and Derivatives Association

Associazione dei partecipanti al mercato dei derivati over-the-counter. Ha sede a New York e ha creato un contratto standardizzato per concludere transazioni in derivati.

Joint venture

Accordo tra due o più imprese per lo svolgimento di una determinata attività economica attraverso, solitamente, la costituzione di una società per azioni.

Junior

In una operazione di cartolarizzazione è la tranche più subordinata dei titoli emessi, che sopporta per prima le perdite che si possono verificare nel corso del recupero delle attività sottostanti.

Ke (Cost of Equity)

Costo del capitale proprio, è il rendimento minimo richiesto per investimenti di pari rischiosità.

Ke – g

Differenza fra il tasso di attualizzazione dei flussi e il tasso di crescita di lungo periodo; a parità di flussi se tale differenza diminuisce si incrementa il value in use.

Lambda (λ)

Coefficiente che misura l'esposizione specifica dell'oggetto della valutazione al rischio paese; nel modello utilizzato da Intesa Sanpaolo è stimato pari a 1, in quanto si presuppone che sia necessario variare la rischiosità del Paese.

LCRE: Low Credit Risk Exemption

Esenzione dalle regole ordinarie di misurazione del rischio di credito in base alla quale può essere supposto che il rischio di credito relativo a uno strumento finanziario non è aumentato significativamente dopo la rilevazione iniziale, se viene determinato che lo strumento finanziario ha un basso rischio di credito (almeno pari a investment grade) alla data di riferimento del bilancio.

LDA - Loss Distribution Approach

Metodo di valutazione quantitativa del profilo di rischio mediante analisi attuariale dei singoli eventi di perdita interni ed esterni; per estensione, con il termine Loss Distribution Approach si intende anche il modello di calcolo del capitale storico per Unità di Business.

Lead manager - Bookrunner

Capofila del sindacato di emissione di un prestito obbligazionario; tratta col debitore, è responsabile della scelta dei "co-lead manager" e degli altri membri del sindacato di garanzia d'accordo col debitore stesso; definisce le modalità dell'operazione, ne gestisce l'esecuzione (quasi sempre impegnandosi a collocare sul mercato la quota più importante) e tiene la contabilità (bookrunner); oltre al rimborso delle spese e alle normali commissioni, percepisce per questa sua funzione una commissione particolare.

Lending risk-based

Metodologia che consente, nell'ambito di un portafoglio creditizio, di individuare le condizioni di pricing più adatte tenendo conto della configurazione di rischio di ogni singolo credito.

Leveraged & acquisition finance

Vedi "Acquisition finance".

Liquidity Coverage Ratio (LCR)

Mira ad assicurare che una banca mantenga un livello adeguato di attività liquide di elevata qualità non vincolate che possano essere convertite in contanti per soddisfare il suo fabbisogno di liquidità nell'arco di 30 giorni di calendario in condizioni di forte stress. Il coefficiente di copertura della liquidità è pari al rapporto tra le riserve di liquidità e deflussi netti di liquidità nell'arco di un periodo di stress di 30 giorni di calendario.

LTV – Loan to Value Ratio

Rappresenta il rapporto tra l'ammontare del mutuo ed il valore del bene per il quale viene richiesto il finanziamento o il prezzo pagato dal debitore per acquisire la proprietà.

Il ratio LTV è la misura di quanto pesano i mezzi propri impiegati dal debitore per l'acquisto del bene sul valore del bene posto a garanzia del finanziamento. Maggiore è il valore del ratio LTV, minori sono i mezzi propri del debitore impiegati per l'acquisto del bene, minore è la protezione di cui gode il creditore.

Loss cumulata

Perdita cumulata realizzata, ad una certa data, sul collaterale di un determinato prodotto strutturato.

Loss Given Default (LGD)

Rappresenta la percentuale di credito che si stima essere irrecuperabile in caso di default del debitore.

M–Maturity

Vita residua di un'esposizione, calcolata secondo regole prudenziali. Per le banche autorizzate all'uso di rating interni viene considerata esplicitamente se si adotta il metodo avanzato, mentre viene fissata a 2,5 anni in caso di utilizzo dell'approccio di base.

Macro-hedging

Utilizzo di macro-coperture. Procedura di copertura mediante un unico prodotto derivato per diverse posizioni.

Mark to Market

Processo di valutazione di un portafoglio di titoli o altri strumenti finanziari sulla base dei prezzi espressi dal mercato.

Market dislocation

Turbolenza nei mercati finanziari caratterizzato da forte diminuzione degli scambi sui mercati finanziari con difficoltà a reperire prezzi significati su info-providers specializzati.

Market making

Attività finanziaria svolta da intermedi specializzati il cui compito è quello di garantire liquidità e spessore al mercato, sia attraverso la loro presenza continuativa sia mediante la loro funzione di guida competitiva nella determinazione dei prezzi.

Market neutral

Strategie di operatività in titoli finalizzate ad immunizzare i relativi portafogli dal rischio connesso alle variazioni di mercato.

Mark-down

Differenza tra euribor a 1 mese e tasso sui conti correnti di famiglie e imprese.

Mark-up

Differenza tra tasso applicato al complesso di famiglie ed imprese sui finanziamenti con durata inferiore ad un anno e l'euribor a 1 mese.

Merchant banking

Sotto questa accezione sono ricomprese le attività di sottoscrizione di titoli - azionari o di debito - della clientela corporate per il successivo collocamento sul mercato, l'assunzione di partecipazioni azionarie a carattere più permanente ma sempre con l'obiettivo di una successiva cessione, l'attività di consulenza aziendale ai fini di fusioni e acquisizioni o di ristrutturazioni.

Mezzanine

In una operazione di cartolarizzazione, è la tranche con grado di subordinazione intermedio tra quello della tranche junior e quello della tranche senior.

Monoline

Compagnie assicuratrici che, in cambio di una commissione, garantiscono il rimborso di determinate emissioni obbligazionarie. Nate negli anni '70 per assicurare le emissioni degli enti locali contro l'insolvenza, i loro servizi sono stai poi particolarmente apprezzati per le emissioni di prodotti finanziari complessi: la struttura e le attività sottostanti tali emissioni sono infatti spesso estremamente problematiche; con l'intervento delle monoline, le porzioni di debito garantite da quest'ultime divengono molto più semplici da valutare e più appetibili per gli investitori avversi al rischio, in quanto il rischio di insolvenza viene assunto dall'assicurazione.

Multistrategy / funds of funds (Fondi)

Fondi che non investono in un'unica strategia ma in un portafoglio di strategie diverse ovvero in un portafoglio di fondi di investimento gestiti da soggetti terzi.

NAV - Net Asset Value

E' il valore della quota in cui è frazionato il patrimonio del fondo.

Net stable funding ratio (NSFR)

Finalizzato a promuovere un maggiore ricorso alla raccolta stabile, evitando che l'operatività a medio e lungo termine possa dare luogo ad eccessivi squilibri da finanziare a breve termine. Il requisito di finanziamento stabile netto è pari al rapporto tra il finanziamento stabile a disposizione dell'ente e il finanziamento stabile richiesto all'ente ed è espresso in percentuale.

Non performing

Termine riferito generalmente ai crediti ad andamento non regolare.

Obbligazione garantita

Vedi "Covered Bond".

Option

Rappresenta il diritto, ma non l'impegno, acquisito col pagamento di un premio, di acquistare (call option) o di vendere (put option) uno strumento finanziario ad un prezzo determinato (strike price) entro (American option) oppure ad (European option) una data futura determinata.

Outsourcing

Ricorso ad attività di supporto operativo effettuate da società esterne.

Overnight Indexed Swap (OIS)

Contratto che prevede lo scambio del flusso netto derivante dalla differenza tra un tasso di interesse fisso e uno variabile applicata su un capitale di riferimento. Il tasso fisso è stabilito all'inizio del contratto, quello variabile è determinato alla scadenza ed è pari alla media, con capitalizzazione composta, dei tassi giornalieri overnight rilevati nel periodo di durata del contratto.

Over-The-Counter (OTC)

Definizione relativa ad operazioni concluse direttamente tra le parti, senza utilizzare un mercato organizzato.

Packages

Strategia costituita da un asset in formato funded il cui rischio di credito è coperto da un credit default swap specificatamente negoziato. Se presenti, gli eventuali rischi di tasso e cambio possono essere coperti con derivati finanziari.

Perdita attesa su crediti

E' data dal prodotto di Probability of Default (PD) e Loss Given Default (LGD) moltiplicata per il valore dell'esposizione (EAD). Rappresenta il rapporto tra l'importo che si prevede andrà perso su un'esposizione, nell'orizzonte temporale di un anno, a seguito del potenziale default di una controparte e l'importo dell'esposizione al momento del default.

Perdita attesa lifetime

Perdita attesa su crediti risultante da tutti gli inadempimenti che potrebbero verificarsi lungo tutta la vita attesa di uno strumento finanziario.

Performing

Termine riferito generalmente ai crediti ad andamento regolare.

Plain vanilla (derivati)

Prodotti il cui prezzo dipende da quello dello strumento sottostante, che è quotato sui mercati regolamentati.

POCI - Purchased or Originated Credit-Impaired Assets Attività deteriorate acquisite o originate per le quali al momento dell'iscrizione in bilancio vanno rilevate le perdite attese lungo tutta la vita del credito e sono automaticamente classificate nello Stage 3.

Polizze vita index-linked

Polizze vita con prestazioni ancorate a indici di riferimento, normalmente tratti dai mercati azionari. La polizza può prevedere la garanzia di un capitale o rendimento minimo.

Pool (operazioni)

Vedi "Syndicated lending".

Posseduta per la negoziazione

Attività o passività finanziaria che soddisfa una delle condizioni seguenti:

  • è acquisita o sostenuta principalmente al fine di essere venduta o riacquistata a breve;
  • al momento della rilevazione iniziale è parte di un portafoglio di strumenti finanziari identificati che sono gestiti insieme e per i quali è provata l'esistenza di una recente ed effettiva strategia rivolta all'ottenimento di un utile nel breve periodo;
  • è un derivato (fatta eccezione per un derivato che è un contratto di garanzia finanziaria o uno strumento di copertura designato ed efficace).

Pricing

In senso lato, si riferisce generalmente alle modalità di determinazione dei rendimenti e/o dei costi dei prodotti e servizi offerti dalla Banca.

Prime broker

Il Prime Broker è un intermediario finanziario su scala internazionale che opera come agente nel processo di settlement (liquidazione delle posizioni) effettuando le transazioni finanziarie disposte dal gestore con la massima riservatezza. Il Prime Broker, inoltre, svolge un ruolo di finanziatore del gestore, concedendo linee di credito e prestando i titoli necessari per dar luogo a vendite allo scoperto e acquisendo direttamente idonee garanzie a fronte del credito erogato al fondo. Contemporaneamente il Prime Broker opera uno stringente controllo sulle esposizioni di rischio dell'hedge fund, al fine di assicurare condizioni di stabilità finanziaria. Tra i servizi svolti vi sono altresì quelli di detenzione e deposito delle disponibilità liquide e dei valori mobiliari del fondo, la cura del processo di compensazione e liquidazione nonché la registrazione di tutte le operazioni di mercato.

Prime loan

Finanziamenti nella forma di mutui in cui sia i criteri utilizzati per l'erogazione del finanziamento (loan-to-value, debt-to income, etc.) che la qualità (storia) della controparte (mancanza di ritardo nel rimborso dei debiti, assenza di bancarotta, ecc.) sono sufficientemente conservativi per considerare l'erogazione effettuata di "alta qualità" (dal punto di vista della controparte) e di basso profilo di rischio.

Private banking

Attività diretta a fornire alla clientela primaria gestione di patrimoni, consulenza e servizi personalizzati.

Private equity

Attività mirata all'acquisizione di interessenze partecipative ed alla loro successiva cessione a controparti specifiche, senza collocamento pubblico.

Probability of Default (PD) a un anno

Rappresenta la probabilità che, su un orizzonte temporale di un anno, il debitore vada in default.

PD lifetime

Rappresenta la probabilità che, su un orizzonte temporale pari alla vita attesa dello strumento finanziario, il debitore vada in default.

Project finance

Tecnica con la quale si finanziano progetti industriali sulla base di una previsione dei flussi di cassa generati dagli stessi. L'esame si fonda su una serie di valutazioni che si discostano da quelle generalmente poste in essere per l'analisi dei rischi creditizi ordinari. Dette valutazioni includono, oltre all'analisi dei flussi di cassa, l'esame tecnico del progetto, l'idoneità degli sponsors che si impegnano a realizzarlo, i mercati del collocamento del prodotto.

PV01

Misura la variazione del valore di un'attività finanziaria a seguito del cambiamento di un punto base nelle curve dei tassi di interesse.

Raccolta indiretta bancaria

Titoli ed altri valori di terzi in deposito non emessi dalla banca al valore nominale, esclusi certificati di deposito ed obbligazioni bancarie.

Rating

Valutazione della qualità di una società o delle sue emissioni di titoli di debito sulla base della solidità finanziaria della società stessa e delle sue prospettive. Tale valutazione viene eseguita da agenzie specializzate o dalla banca sulla base di modelli interni.

Real estate (finance)

Operazioni di finanza strutturata nel settore degli immobili.

Real Estate Investment Trust (REITs)

Le REITs sono entità che investono in differenti tipologie di immobili o attività finanziarie connesse con immobili, incluso centri commerciali, hotels, uffici e finanziamenti (mutui) garantiti da immobili

Relative value / arbitrage (Fondi)

Fondi che investono in strategie di tipo market neutral che traggono profitto dal disallineamento di prezzo di particolari titoli o contratti finanziari neutralizzando il rischio di mercato sottostante.

Retail

Fascia di clientela che comprende principalmente i privati, i professionisti, gli esercenti e gli artigiani.

Rischio di controparte

Il rischio di controparte è una particolare fattispecie di rischio di credito, relativo ai contratti derivati OTC e SFT (Securities Financing Transactions) che si riferisce all'eventuale insolvenza della controparte prima della scadenza di un contratto, avente valore di mercato positivo.

Rischio di credito

Rappresenta il rischio che una variazione inattesa del merito creditizio di una controparte, del valore delle garanzie da questa prestate, o ancora dei margini da essa utilizzati in caso di insolvenza, generi una variazione inattesa nel valore della posizione creditoria della banca.

Rischio di mercato

Rischio derivanti dalla fluttuazione di valore degli strumenti finanziari negoziati sui mercati (azioni, obbligazioni, derivati, titoli in valuta) e degli strumenti finanziari il cui valore è collegato a variabili di mercato (crediti a clientela per la componente tasso, depositi in euro e in valuta, ecc.).

Rischio di liquidità

La possibilità che l'impresa non riesca a far fronte ai propri impegni di pagamento a causa dell'incapacità di smobilizzare attività o di ottenere in modo adeguato fondi dal mercato (funding liquidity risk) ovvero a causa della difficoltà/impossibilità di monetizzare facilmente posizioni in attività finanziarie senza influenzarne in misura significativa e sfavorevole il prezzo per via dell'insufficiente profondità del mercato finanziario o di un suo temporaneo malfunzionamento (market liquidity risk).

Rischio operativo

Rischio di subire perdite derivanti dall'inadeguatezza o dalla disfunzione di procedure, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni. Nel rischio operativo sono compresi anche il rischio legale e di non conformità, il rischio di modello, il rischio informatico e il rischio di informativa finanziaria; non sono invece inclusi i rischi strategici e di reputazione.

Risk-free

Rendimento di investimenti privi di rischio, rendimento di investimenti privi di rischio; per le CGU Italia e per i Paesi della CGU Banche estere con prospettive "normali" di sviluppo è stato adottato il rendimento dei Bund a 10 anni, mentre per i Paesi con prospettive "elevate" di sviluppo è stato utilizzato il rendimento dei Bund a 30 anni.

Risk Management

Attività di acquisizione, misurazione, valutazione e gestione globale delle varie tipologie di rischio e delle relative coperture.

RMBS - Residential Mortgage-Backed Securities

Titoli (ABS) emessi nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione di crediti garantiti da ipoteche su immobili aventi natura residenziale.

ROE (Return On Equity)

Esprime la redditività del capitale proprio in termini di utile netto. E' l'indicatore di maggior interesse per gli azionisti in quanto consente di valutare la redditività del capitale di rischio.

RTS (Regulation Technical Standards)

Norme tecniche di Regolamentazione

RWA (Risk Weighted Assets)

Attività per cassa e fuori bilancio (derivati e garanzie) classificate e ponderate in base a diversi coefficienti legati ai rischi, ai sensi delle normative bancarie emanate dagli organi di vigilanza per il calcolo dei coefficienti di solvibilità.

Scoring

Sistema di analisi della clientela aziendale che si concretizza in un indicatore ottenuto sia dall'esame dei dati di bilancio sia dalla valutazione delle previsioni di andamento settoriale, analizzati sulla base di metodologie di carattere statistico.

Senior/super senior

In un'operazione di cartolarizzazione è la tranche con il maggiore grado di privilegio in termini di priorità di remunerazione e rimborso.

Sensitivity

Identifica la situazione di maggiore o minore sensibilità con la quale determinate attività o passività reagiscono a variazioni dei tassi o di altri parametri di riferimento.

Servicer

Nelle operazioni di cartolarizzazione è il soggetto che – sulla base di un apposito contratto di servicing – continua a gestire i crediti o le attività cartolarizzate dopo che sono state cedute alla società veicolo incaricata dell'emissione dei titoli.

SGR (Società di gestione del risparmio)

Società per azioni alle quali è riservata la possibilità di prestare congiuntamente il servizio di gestione collettiva e individuale di patrimoni. In particolare, esse sono autorizzate a istituire fondi comuni di investimento, a gestire fondi comuni di propria o altrui istruzione, nonché patrimoni di Sicav, e a prestare il servizio di gestione su base individuale di portafogli di investimento.

SPE/SPV

La Special Purpose Entity o Special Purpose Vehicle è una società appositamente costituita da uno o più soggetti per lo svolgimento di una specifica operazione. Le SPE/SPV, generalmente, non hanno strutture operative e gestionali proprie ma si avvalgono di quelle dei diversi attori coinvolti nell'operazione.

Speculative grade

Termine col quale si identificano gli emittenti con rating basso (per esempio, inferiore a BBB nella scala di Standard & Poor's).

SPPI TEST

E' uno dei due (l'altro è il "business model") criteri, o driver di classificazione dai quali dipende la classificazione delle attività finanziarie ed il criterio di valutazione. L'obiettivo del SPPI test è individuare gli strumenti, definibili come "basic lending arrangement" ai sensi del principio, i cui termini contrattuali prevedono a determinate date flussi finanziari rappresentati unicamente da pagamenti di capitale e dell'interesse sull'importo del capitale da restituire (SPPI - solely payment of principal and interest). Le attività con caratteristiche contrattuali diverse da quelle SPPI saranno obbligatoriamente valutate al FVTPL.

Spread

Con questo termine di norma si indicano la differenza tra due tassi di interesse, lo scarto tra le quotazioni denaro e lettera nelle contrattazioni in titoli o la maggiorazione che l'emittente di valori mobiliari riconosce in aggiunta ad un tasso di riferimento.

SpreadVar

Valore che indica la massima perdita possibile di un portafoglio di negoziazione per effetto dell'andamento di mercato degli spread creditizi dei credit default swap ovvero degli spread delle obbligazioni, con una certa probabilità e ipotizzando che le posizioni richiedano un determinato periodo di tempo per il relativo smobilizzo.

Stage 1 (Stadio 1)

Rappresenta gli strumenti finanziari il cui rischio di credito non si è incrementato significativamente rispetto alla data di rilevazione iniziale. Per questi strumenti finanziari viene contabilizzata una perdita attesa pari ad un anno.

Stage 2 (Stadio 2)

Rappresenta gli strumenti finanziari il cui rischio di credito si è incrementato significativamente rispetto alla data di rilevazione iniziale. Per questi strumenti finanziari viene contabilizzata una perdita attesa lifetime.

Stage 3 (Stadio 3)

Rappresenta gli strumenti finanziari deteriorati / in default. Per questi strumenti finanziari viene contabilizzata la perdita attesa lifetime.

Stakeholders

Soggetti che, a vario titolo, interagiscono con l'attività dell'impresa, partecipando ai risultati, influenzandone le prestazioni, valutandone l'impatto economico, sociale e ambientale.

Stock option

Termine utilizzato per indicare le opzioni offerte a manager di una società, che consentono di acquistare azioni della società stessa sulla base di un prezzo di esercizio predeterminato (strike price).

Stress test

Procedura di simulazione utilizzata al fine di misurare l'impatto di scenari di mercato estremi sull'esposizione complessiva al rischio della Banca.

Structured export finance

Operazioni di finanza strutturata nel settore del finanziamento all'esportazione di beni e servizi.

Strumenti finanziari quotati in un mercato attivo

Uno strumento finanziario è considerato come quotato su un mercato attivo se le quotazioni, che riflettono normali operazioni di mercato, sono prontamente e regolarmente disponibili tramite Borse, Mediatori, Intermediari, Società del settore, servizi di quotazione o enti autorizzati, e tali prezzi rappresentano effettive e regolari operazioni di mercato verificatesi sulla base di un normale periodo di riferimento.

Subprime

Non esiste una definizione univoca di "mutui subprime". In sintesi, si classificano come subprime i mutui erogati a soggetti con merito creditizio basso, o per una cattiva storia del credito (mancati pagamenti, transazioni sul debito o sofferenze) o per elevato rapporto rata/reddito o ancora per un alto rapporto Loan to Value.

Swaps

Operazioni consistenti, di norma, nello scambio di flussi finanziari tra operatori secondo diverse modalità contrattuali. Nel caso di uno swap di tassi d'interesse, le controparti si scambiano flussi di pagamento indicizzati o meno a tassi d'interesse, calcolati su un capitale nozionale di riferimento (ad esempio: una controparte corrisponde un flusso sulla base di un tasso fisso, l'altra sulla base di un tasso variabile). Nel caso di uno swap di valute, le controparti si scambiano specifici ammontari di due diverse valute, restituendoli nel tempo secondo modalità predefinite che possono riguardare sia il capitale nozionale sia i flussi indicizzati dei tassi d'interesse.

Syndicated lending

Prestiti organizzati e garantiti da un consorzio di banche ed altre istituzioni finanziarie.

Tasso di interesse effettivo

Il tasso di interesse effettivo è il tasso che eguaglia il valore attuale dei flussi futuri del credito, per capitale ed interesse, all'ammontare erogato inclusivo dei costi/proventi ricondotti al credito. Tale modalità di contabilizzazione, utilizzando una logica finanziaria, consente di distribuire l'effetto economico dei costi/proventi lungo la vita residua attesa del credito.

Tax rate

Aliquota fiscale effettiva, determinata dal rapporto tra le imposte sul reddito e l'utile ante imposte.

Terminal value

Valore di un'impresa al termine del periodo di previsione analitica dei flussi; viene calcolato moltiplicando il flusso di cassa analitico dell'ultimo periodo per (1 + g) e dividendo tale importo per (Ke-g).

Test d'impairment

Il test d'impairment consiste nella stima del valore recuperabile (che è il maggiore fra il suo fair value dedotti i costi di vendita e il suo valore d'uso) di un'attività o di un gruppo di attività. Ai sensi dello IAS 36, debbono essere sottoposte annualmente ad impairment test:

  • le attività immateriali a vita utile indefinita;
  • l'avviamento acquisito in un'operazione di aggregazione aziendale;
  • qualsiasi attività, se esiste un'indicazione che possa aver subito una riduzione durevole di valore.

Tier 1

Il Capitale di classe 1 (Tier 1) comprende il Capitale primario di Classe 1 (Common Equity Tier 1 - CET1) e il Capitale aggiuntivo di Classe 1 (Additional Tier 1 - AT1).

Tier 1 ratio

E' il rapporto tra Il Capitale di classe 1 (Tier 1), che comprende il Capitale primario di Classe 1 (Common Equity Tier 1 - CET1) e il Capitale aggiuntivo di Classe 1 (Additional Tier 1 - AT1), e il totale delle attività a rischio ponderate.

Tier 2

Il Capitale di Classe 2 (Tier 2) è composto principalmente dalle passività subordinate computabili e dalle eventuali eccedenze delle rettifiche di valore rispetto alle perdite attese (excess reserve) per le posizioni ponderate secondo i metodi IRB. Anche per gli strumenti subordinati che non rispettano i requisiti previsti dalle nuove disposizioni normative di Basilea 3 sono previste specifiche disposizioni transitorie (grandfathering), volte all'esclusione graduale dai Fondi propri (in un arco temporale di 8 anni) degli strumenti non più computabili.

Time value

Variazione del valore finanziario di uno strumento in relazione al diverso orizzonte temporale in corrispondenza del quale saranno disponibili od esigibili determinati flussi monetari.

Total capital ratio

Indice di patrimonializzazione riferito al complesso degli elementi costituenti i Fondi propri (Tier 1 e Tier 2).

Total return swap

Contratto che prevede l'impegno di una parte, di solito proprietaria del titolo o credito di riferimento, a pagare periodicamente ad un investitore (venditore di protezione) i flussi generati, per capitale ed interessi, dall'attività stessa. Per contro, l'investitore si obbliga a corrispondere un tasso variabile nonché l'eventuale deprezzamento dell'attività rispetto alla data di stipula del contratto.

Trading book

Solitamente riferito a titoli o comunque a strumenti finanziari in genere, identifica la parte di tale portafoglio destinato all'attività di negoziazione.

Trustee (Immobiliari)

Veicoli immobiliari.

Trust preferred Securities (TruPS)

Strumenti finanziari assimilabili alle preferred shares, che godono di particolari benefici fiscali.

Underwriting (commissione di)

Commissione percepita dalla banca in via anticipata sulla base dell'assunzione del rischio di sottoscrizione a fronte di un finanziamento.

Valore d'uso

Valore d'uso è il valore attuale dei flussi finanziari futuri che si prevede abbiano origine da un'attività o da un'unità generatrice di flussi finanziari.

Valutazione collettiva dei crediti in bonis

Con riferimento ad un gruppo omogeneo di attività finanziarie ad andamento regolare, la valutazione collettiva definisce la misura del rischio di credito potenzialmente insito nelle stesse, pur non essendo ancora possibile la sua riconduzione ad una specifica posizione.

Valutazione fondamentale

Tipologia di analisi del prezzo delle azioni attraverso la stima del valore intrinseco (detto fair value) delle azioni e il confronto con il suo valore di mercato.

VaR - Value at Risk

Valore che indica la massima perdita possibile su un portafoglio per effetto dell'andamento del mercato, con una certa probabilità ed ipotizzando che le posizioni richiedano un determinato periodo di tempo per il relativo smobilizzo.

Vega

Coefficiente che misura la sensibilità del valore di un'opzione in rapporto ad un cambiamento (aumento o diminuzione) della volatilità.

Vega 01

Riferito ad un portafoglio, sta ad indicare la variazione di valore che subirebbe in conseguenza dell'aumento di un punto percentuale della volatilità degli strumenti finanziari sottostanti.

Vintage

Data di genesi del collaterale sottostante la cartolarizzazione. E' un fattore importante per giudicare la rischiosità dei portafogli mutui sottostanti le cartolarizzazioni.

Vita attesa

Si riferisce alla massima vita contrattuale e prende in considerazione pagamenti anticipati attesi, estensioni, opzioni call e similari. Le eccezioni sono costituite da certi strumenti finanziari revolving come carte di credito, scoperti di conto, che includono sia componenti utilizzate che inutilizzate per le quali la possibilità contrattuale della banca di chiedere il rimborso e annullare le linee inutilizzate non limita l'esposizione a perdite su crediti al periodo contrattuale. La vita attesa di queste linee di credito è la loro vita effettiva. Quando i dati non sono sufficienti o le analisi non definitive, può essere considerato un fattore "maturity per riflettere la vita stimata sulla base di altri casi sperimentati o casi analoghi di concorrenti. Non sono prese in considerazione future modifiche contrattuali nel determinare la vita attesa o "exposure at default" finché non si verificano.

Warrant

Strumento negoziabile che conferisce al detentore il diritto di acquistare dall'emittente o di vendere a quest'ultimo titoli a reddito fisso o azioni secondo precise modalità.

Waterfall

Caratteristica di Cashflow projection di un CDO considerata nel processo di pricing di tali prodotti di credito strutturati per la modellizzazione dei flussi e per la loro allocazione. Essa definisce in che ordine le varie tranche saranno rimborsate nel caso in cui falliscano i Test previsti per la verifica del rapporto di Overcollateralizzazione e di copertura degli interessi.

Wealth management

Vedi "Asset management".

What-if

Forma di analisi in cui si cerca di definire quale possa essere la reazione di determinate grandezze al variare di parametri di base.

Wholesale banking

Attività orientata prevalentemente verso operazioni di rilevante importanza concluse con primarie controparti.

Contatti

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